Anthony Huxley. IL PIANETA DELLE PIANTE. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. Prima edizione aprile 1975.

PRIMO VOLUME. Traduzione di Lino Penati. Copyright © Anthony Huxley 1974. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Alberi che si programmano come cervelli elettronici, tronchi che si gonfiano per funzionare da serbatoi d'acqua, radici lunghe 622 chilometri, foglie quasi invi sibili a occhio nudo e foglie tanto grandi e forti da sostenere pesi di un quint ale, erbe che crescono fino a dieci metri di altezza, fiori che praticano tecnic he erotiche degne del Kamasutra. Non sono esemplari della flora immaginaria di u n pianeta da fantascienza: sono piante del mondo in cui viviamo, che esistono fr a infinite altre alle quali Anthony Huxley ha dedicato questo suo straordinario libro. In una evoluzione di migliaia di millenni, le piante hanno colonizzato il globo dagli abissi del mare alle cime dei monti. Sono in grado di esistere senz a gli uomini, mentre noi dipendiamo completamente da loro. Possiedono una incomm ensurabile capacità di produrre energia - dalla luce - che poi dispensano a ogni a ltro essere vivente. Imprevedibili e bizzarre, nutrono sentimenti simili all'amo re e all'odio. Hanno un comportamento sessuale così complesso che non esclude le p erversioni. Si aggregano in comunità politiche, stringono e rompono alleanze, cono scono l'arte della guerra offensiva e difensiva, che mettono in atto impiegando tattiche astute e raffinate strategie. In fatto di aerodinamica, idrografia, ing egneria, controllo della proliferazione e sicurezza nella continuità della specie, sono in grado di provvedere a se stesse con una previdenza e una capacità creativ a molto più sviluppate di quelle dell'uomo. Sono un vero e proprio pianeta, che ci circonda e condiziona la nostra vita. Questo pianeta vegetale, Anthony Huxley l o esamina da quello che si potrebbe definire «il punto di vista delle piante», senza dimenticare l'uomo moderno che, con la sua ignoranza e la sua distruttività, corr e il rischio di alterare l'equilibrio della vita universale. Libro meraviglioso e provocatorio, col garbo e l'humour delle grandi opere fondate sull'osservazion e della Natura, stimola l'interesse, desta l'ammirazione, spinge al rispetto, ri vela l'enorme importanza di una forma di vita che condivide con la specie umana l'avventura della presenza sulla Terra. Anthony Huxley (1920) è figlio di Julian Huxley. Ha lavorato per due riviste ingle si famose in tutto il mondo: «Amateur Gardening» e «Country Life». Ha pubblicato una ven tina di volumi sui più diversi problemi della botanica e della geografia, tra cui "Mountain Flowers" e (in collaborazione con Oleg Polunin) "Flowers of the Medite rranean" giudicati fondamentali dagli studiosi e dagli appassionati. INDICE GENERALE. PRIMO VOLUME. Nota dell'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. I compagni di strada sul pianeta terra. Come avvengono i mutamenti. Dalla cellula all'albero. La fioritura finale. La grande invenzione. Ingegneria naturale. La centrale energetica.

8. Eccentriche e bizzarre. 9. Il fiore. 10. Crescita e ritmo: il cervello elettronico della pianta. 11. Comandi e comunicazioni. 12. Le piante sentono? 13. Sesso e vita. 14. Un Kamasutra dei fiori. 15. Lo scopo finale. 16. La nascita. 17. Gli opportunisti. SECONDO VOLUME. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 24. 26. 27. 28. 29. 30. Il tempo assegnato. La comunità delle piante. Sfruttamento dell'ambiente. Girovaghi alla ventura. Convivenza. Strangolatori, parassiti e scrocconi. Le piante assassine. Corazza e veleno. Gli sfruttati. L'uomo manipolatore. Guerra dei mondi. Un rapporto incestuoso. Uno sguardo al futuro.

Bibliografia essenziale. *** NOTA DELL'AUTORE. Questo libro è stato scritto per aumentare l'interesse e la sensibilità per il mondo delle piante. In tutta la stesura dell'opera ho attribuito a lettori e lettrici qualcosa di più d'un semplice interesse passeggero per il mondo vegetale - siano essi giardinieri, botanici dilettanti o appassionati di flora selvatica, cui la dimestichezza quotidiana con le piante e le reminiscenze di lontani corsi scolas tici di biologia diano nozioni a livello quasi subliminare per la disposizione o rnamentale di piante e fiori. Pertanto ho riassunto brevemente molti particolari basilari relativi al modo in cui funzionano le piante, concentrando invece i mi ei sforzi sugli aspetti più straordinari di tale funzionamento. Ciò nonostante l'arg omento rimane praticamente inesauribile, e vengono quindi citati solo alcuni ese mpi tra gli innumerevoli possibili. Si sono dovuti inevitabilmente fornire alcun i particolari tecnici, ma sono stati omessi quasi completamente argomenti davver o complessi, quali le moderne opinioni sull'attività interna della cellula. Ferma restando la premessa di un interesse intrinseco per l'argomento da parte dei let tori, spero che il libro possa essere letto ed apprezzato da chiunque, a prescin dere dal fatto che sia provvisto o no di copiose conoscenze tecniche. Il modesto numero d'illustrazioni può riuscire forse sconcertante. Ho pensato tuttavia che u na parte illustrativa appropriata e bella, corredata da buone fotografie, avrebb e fatto di quest'opera uno dei soliti costosi libroni dove si guardano le figure invece di leggere il testo, mentre d'altro canto i disegni l'avrebbero resa tro ppo simile a un libro di testo. La maggior parte delle opere indicate nella bibl iografia fornirà illustrazioni di vario genere al lettore desideroso di vedere pia nte e strutture vegetali. In un'opera come questa, che mira in primo luogo a sti molare il pensiero, ritengo che le figure dopo tutto non abbiano un'importanza v itale. Tuttavia all'inizio dei capitoli sono state riportate alcune figure - rip rese per lo più da vecchie incisioni su lastra - allo scopo di alleggerire un test o eccessivamente uniforme.

Il libro incomincia con una breve esposizione del processo evolutivo considerato nel vasto arco di tempo del suo svolgimento, e con la descrizione di come siano evolute le piante. In questa parte vengono brevemente descritti tutti i princip ali gruppi di piante citati nel testo. I successivi capitoli dedicati alla fotos intesi, alla struttura, all'accrescimento vegetale e alle norme che governano ta li fenomeni introducono agli altri aspetti della vita delle piante, sottolineand o costantemente l'ingegno e l'impegno messi in opera per soddisfare tali esigenz e. Rientrano tra questi fenomeni di vitale importanza la riproduzione sessuata o asessuata, e la successiva dispersione delle spore o dei semi, tanto spesso con nessa alla collaborazione degli animali; l'invecchiamento, la malattia e la mort e; la società delle piante, le loro associazioni, il modo con cui le piante vivono in comunità in stato di pace o di ostilità. Gli ultimi cinque capitoli riguardano l'intervento dell'uomo lo sfruttamento, la manipolazione e la distruzione da lui perpetrati nei riguardi del regno vegetal e, le piante create artificialmente dall'uomo e quelle ancora primitive che egli cerca ora di addomesticare. L'ultimo capitolo prende in considerazione le prosp ettive future, senza perdere mai di vista le piante selvatiche. Ogni volta che è s tato possibile, sono stati usati i nomi volgari delle piante; gli equivalenti in latino sono riportati nell'indice. Tuttavia molte piante citate a scopo esempli ficativo non hanno un nome volgare corrente, e ho dovuto quindi adottare la term inologia botanica in latino, senza peraltro accentuare la sinonimia che opprime tanta parte della letteratura botanica. I nomi delle piante interessate non sono però veramente importanti, perché scopo della mia opera è stato quello di descrivere le strutture, i dispositivi, i meccanismi e gli accorgimenti di adattamento esis tenti. Indubbiamente la mancanza dei nomi potrebbe irritare il lettore dotato di una maggiore preparazione botanica, ma essi sono comunque indicati allo scopo p rincipale di aiutare chiunque intenda approfondire ulteriormente - poco o molto che sia -le sue conoscenze in questo settore. Insomma, ho cercato di scrivere un libro che possa destare interesse, meraviglia e considerazione per un mondo che ci circonda da ogni parte, che condivide con noi l'avventura della vita sul nostro pianeta, e che ciò nonostante viene ritenuto un fatto fin troppo normale e scontato. Devo confessare di aver ricevuto l'ispirazione per quest'opera dalla "Storia nat urale delle piante" scritta dal viennese Kerner von Marilaun, e pubblicata in tr aduzione inglese da F. W. Oliver nel 1894. Il «Kerner & Oliver», come viene chiamata l'opera correntemente, è da molti anni uno dei miei libri preferiti. Molta ispira zione mi è venuta, analogamente, dagli scritti del dott. E. J. H. Corner, segnatam ente dalla sua "Vita delle piante", pubblicata nel 1964; il fatto che io l'abbia citata testualmente parecchie volte dipende dall'impossibilità di rendere indiret tamente in modo adeguato la vivacità dello scritto, specialmente nei punti in cui l'autore descrive fatti od osservazioni da lui sperimentati di persona. Sono grato anche al signor Richard Gorer e alla signorina Janet Mortimer, che ha nno letto il dattiloscritto facendo molte giuste critiche, al signor Desmond Mei kle dei Reali Orti Botanici di Kew, che con grandissima cortesia ha controllato tutta la nomenclatura, e infine alla signorina Thalia Bence, pure di Kew, che mi ha aiutato a redigere l'indice dei nomi volgari e a rivedere parecchi punti nei particolari. Il signor Peter Stageman, bibliotecario alla Reale Società di Ortico ltura, mi è stato di grandissimo aiuto per risolvere i problemi delle illustrazion i. Lo stesso indice è stato redatto in forma definitiva dalla signora Dorothy Fram e, al cui attento lavoro va la gratitudine mia e degli editori. Capitolo 1. I COMPAGNI DI STRADA SUL PIANETA TERRA. Le piante ci circondano da ogni parte su questo nostro pianeta Terra. Vi si trov avano già prima di noi, e questo mondo vegetale verdeggia dovunque noi lo permetti amo: in Amazzonia, in Siberia, sulle montagne e negli oceani. Anche nel cuore de lle metropoli si trovano alberi piantati dalle mani dell'uomo ed erbe o erbacce che approfittano di ogni minima occasione di vita. Quasi dovunque lasciamo verde ggiare questo mondo vegetale, che la maggior parte di noi ritiene normale ed ovv

io. Cos'è questo mondo di piante, questo mondo che condivide con noi la vita sul nostr o pianeta, che forma l'unico gruppo di viventi con un modo di vivere tanto diver so da quello di tutti gli altri, senza ossa né guscio, o muscoli, sangue o nervi? Questo libro considera i fatti da quello che si potrebbe definire «il punto di vis ta delle piante», e tuttavia guarda di sottecchi anche la specie umana. Le piante fanno molte cose che anche noi sappiamo fare, e molte altre di cui siamo incapac i. In termini evolutivi l'uomo non è che un breve batter di ciglia, mentre le pian te rappresentano le prime forme di vita; peccato che in questo breve batter di c iglia l'uomo sia diventato per la natura il flagello che è. Le piante selvatiche s opravviveranno e prospereranno se noi permetteremo loro di esistere. Ma lo potre mo, e lo vorremo? E" facile essere antropocentrici ed antropomorfi con gli altri esseri viventi, s pecialmente quando sono tanto diversi da noi, come nel caso dell"«altro regno» delle piante. Facile dire di una pianta che è dannosa perché è armata di spine, o che è invad ente perché possiede una buona forza riproduttiva: questi fatti in realtà esistono s oltanto nella mente dell'uomo. Da parte mia ho cercato di evitare un punto di vi sta eccessivamente antropomorfo, ma le affinità tra le piante e gli animali inclus o l'uomo si sono rivelate talvolta troppo strette o troppo allettanti perché potes si sfuggire sempre e completamente a questa mentalità che fa dell'uomo il centro d i ogni cosa. Ci sono sempre in giro più piante di quante ne riesca a scorgere un occhio superfi ciale. L'acqua e il suolo pullulano di piante microscopiche: alcune sono unicell ulari, altre formano raggruppamenti di cellule abbastanza disordinati, si organi zzano poco per volta in strutture che diventano man mano più sofisticate e visibil i. Anche le piante unicellulari sono elaborate quanto le più complesse, e come que ste sono dotate di strutture progettate in misura altrettanto mirabile per il ra ggiungimento dei propri fini: proliferano senza sosta e senza limiti. Piante sup eriori si rinvengono dai mari meno profondi alle spiagge, dalle coste fino ai ri lievi montani; l'una o l'altra specie, in un modo o nell'altro, riesce a vivere in quasi tutte le condizioni che si presentano naturalmente sulla terra che anch e noi abitiamo. Solo il 30% circa della superficie del globo è costituita da terre emerse, e di queste un 40% è ritenuto inabitabile per l'uomo. Tuttavia su gran pa rte di queste terre crescono delle piante. La caratteristica veramente notevole e unica posseduta dalle piante, salvo pochi ssime eccezioni, è costituita dalla loro capacità di produrre energia dalla luce. In questo modo le piante provvedono a tutti gli altri organismi viventi. Per la ve rità Cristo sbagliava quando diceva di esse che «non tessono e non filano», perché, come ha scritto E. T. H. Corner, «le piante tessono, e come, e filano il tessuto della materia viva». Il plankton marino fabbrica cibo per i pesci e i cetacei; piante t errestri di ogni specie nutrono gli animali erbivori e onnivori rifornendoli anc he di vitamine; carnivori marini o terrestri divorano gli erbivori. Davvero «tutta la carne è fatta d'erba», ed è un fatto che la razza umana non può permette rsi il lusso di scordare. La citazione (tratta dalla Prima Epistola di S. Pietro ) così continua: «e la gloria dell'uomo è come il fiore che spunta dall'erba. L'erba i naridisce, e allora il fiore cade». L'evoluzione degli animali non avrebbe potuto verificarsi se prima non fosse avvenuta quella delle piante; negli eoni trascors i a tutt'oggi dal giorno della creazione della vita, il mondo animale e il mondo vegetale non hanno fatto altro che influenzarsi e condizionarsi a vicenda. Le piante dalle quali dipendiamo per avere cibo, nonché moltissime altre specie ve getali, sono state sfruttate, e in alcuni casi sono state sviluppate dall'uomo. Sono spuntate anche «piante satelliti» che crescono solo insieme alle specie coltiva te. Ma in generale il regno verde nel suo vero modo di esistere selvatico resta del tutto separato dal genere umano, indifferente e talvolta anche ostile nei no stri riguardi. Le piante spuntano, vivono, si accoppiano, fruttificano e muoiono nei loro molti modi diversi, senza mai richiedere alcuna assistenza agli uomini , sebbene molte di loro abbiano sviluppato rapporti con gli animali - in modo pa rticolare con gli insetti - perché le aiutino nei loro accoppiamenti, mentre molte altre approfittano degli animali per disperdersi. Le piante eccellono veramente in questo loro modo di approfittare delle altre fo

e in una certa misura tra i vari gruppi di classi. succede di rado che una pianta esca sco nfitta da una combinazione insolita o da un concorso di circostanze strane. Molte di queste piante più semplici so no comunque di vitale importanza nel contesto mondiale. una volta giunto sul posto. come già scriveva Teofrasto nel terzo secolo avanti Cristo. le straordinarie capacità di adattamen to e di recupero del mondo vegetale. se le piante potessero pensare. per cui è difficile descriverla in termin i generali». o che almeno le loro «invenzioni» si possono paragonare alle nostre. Ma vi sono piante che la maggior parte di noi non ha pro babilità di vedere. Meritano di ess ere considerate per parecchi motivi. di un cavolo o di una pianta di granoturco è presumibi lmente abbastanza noto. non siam o in grado di capire adeguatamente la loro evoluzione. e la loro capacità di colonizz are e d'integrarsi nell'ambiente deriva dalla loro strabiliante differenziazione e varietà. Sebbene mi sia dilungato a scrivere delle piante più recenti e più evolute. e così via. Pertanto ho inserito degli esempi dovunque era possibile. meno complicate. anch'esse si nutrono e respirano. Sono meravigliose opportuniste che si servono in massimo grado delle varie combinazioni dell'acqua. a somiglianza di quanto avviene nella maggior parte degli animali inferiori e degli uccelli. di un a petunia o di una begonia. ment re altre si potrebbero definire prestigiatrici. . Davvero. ma è possibile ch e assommino a ben 300 mila. L'aspetto di un platano o di un fico. e nelle loro reazioni agli stimoli esterni dimostrano di possedere un loro gene re di percezione. Le piante adescano. valutato a un dipresso a 1 milione 125 mila. dell'aria. Sebbene queste attività siano interamente «progra mmate» in risposta a stimoli. indipendentemente dal fatto che anche tra queste si o sservano meccanismi estremamente ingegnosi. ricorrendo spesso a complessi dispositivi meccanici affinché l'a nimale. se non esaminiamo le piante più arcaiche. Ci sono non meno di una ventina di "classi" diverse di piante. Nell'ambito di ogni classe vegetale. ma dispongono di molteplici capacità di movimento. Analogamente esse hanno approntato mezzi . Ho già detto che le piante assomigliano all'uomo sotto certi aspetti. vi sono sol tanto 4237 specie di mammiferi. Ma. si accoppiano ed hanno una prole. Si aggrappano al pianeta. tecnica delle condutture e sistemi di comunicazione interna . e pertanto meritano di venir considerate con particolare atten zione.dai più rozzi ai più abili e raffinati per far sì che gli animali o gli elementi provvedano a disperdere con certezza i s emi o le spore. A somiglianza degli animali. 193 specie di scimmie e primati antropomorfi . Alcune piante si comportano esattamente da prostitute a questo scopo. le loro stesse strutture. E" stato Darwin a scrivere un giorno nel suo diario che conviene «studiare gli animali come se fossero piante». la propulsione tipo avio getto. attività quali la respirazione. la tensione. Il numero degli a nimali diminuisce man mano che si risale la scala dell'evoluzione: sul numero co mplessivo delle specie. e se questi talvolta risultano straordinari o bizzarri o anormali. servono comunque a rivel are le attitudini e le risorse incredibili. l'alimentazione e la lignificazione presen tano affinità fondamentali.m entre invece sono relativamente numerose le specie delle piante «superiori» o fioren ti. compia. Nel corso del loro sviluppo. e in fatto di adattabilità. isolamento. Una recente valutazione le ha stimate sulle 226 mila specie. «la pia nta è in verità una cosa varia e molteplice. più p rimitive. Esse ci rivelano esempi sofistica ti di applicazione dei principi dell'aerodinamica e dell'idrodinamica. del terreno e del clima. allettano e illudono gli animali perché essi le aiutino nei lo ro accoppiamenti. volente o nolente. la funzione richi esta. e in molti punti di questo libro ho dovuto formulare i ndicazioni generalizzate delle modalità adottate dalle piante per risolvere i prob lemi vitali. ed alcune tra le più eleme ntari hanno probabilmente contribuito a salvare la specie umana. le loro abitudini di accr escimento. ci sarebbe da meravigliarsi delle loro risorse inventive. Le piante si spostano di rado.rme di vita e di altre circostanze d'ogni genere. In altri casi la dispersione avviene grazie a vari ingegnosi dis positivi meccanici basati sull'esplosione. di proget tistica. le piante non sono mai st ate superate dagli animali.

L'uomo le moltiplica ar tificialmente. Sebbene in natura gli animali si rivelino solo di quando in quando notevolmente nocivi alle piante . alcune contengono veleni mortali. molte piante hanno mezzi di diffusione non associati all a riproduzione. Anche in quest'ultimo caso sfrutta eccessivamente i l suolo e i pascoli naturali. In tutti gli aspetti e in tutte le forme di vita. o almeno adeguatamente. Cominciamo a renderci conto che ogni cambiament o apportato al nostro ambiente comporta di conseguenza una serie di ulteriori ca mbiamenti. Molte si comporta no da parassite nei loro rapporti. a breve o a lunga scadenza. e con il quale tuttavia dobbiamo collaborare se intendiamo sopravvivere. Le piante non sono prive di vizi e difetti. alternative.Come se ciò non bastasse. Ma noi possiamo solo formular e congetture sul modo in cui si sono elaborati i dispositivi e le strutture dell e piante. Per qu anto riguarda le piante. magari anche rallegran doci dell'ambiente che ci circonda. Infatti le nostre risorse so no sorprendentemente esigue. la capacità di ricupero del regno vegetale è n el complesso ragguardevole. geneticamente parlando. o in un'area quasi desertica. Tutti questi aspetti. La «biosfera» in cui si trova la vita che caratterizza . a ripopolare un atollo devastato da una b omba atomica. di modo che alla fine. La natura non fa che sperimentare e cambiare. si può dire di alcune specie che sono virtualmente immortali. la coltiva zione operata dall'uomo rende le piante più sensibili agli attacchi degli animali nocivi ed anche alle malattie. «scommet tendo pro e contro». Un aspetto sul quale non mi stancherò mai d'insistere è il modo in cui la natura affronta i problemi. che cerca di spiegare e di descrivere il mondo ubiquitario delle piante che tanti di noi ritengono ovvio. Perciò l'uomo escogita metodi adatti non solo a far crescere le piante in dimensioni più lussureggianti. per usare q uesti termini ora tanto di moda. costituiscono i temi fondamentali del presente libro. vi eleva sopra delle costruzioni. In un numero crescente di casi è ormai in grado di regolare anche la crescita delle pia nte. segnatamente per far posto alle piante artificiali di cui la popolazione in a umento ha crescente necessità. per la vita natur ale e per la stessa sottile superficie della terra. Possono pungere e u rticare. Le piante riescono a nascondere i monumenti dell'uom o in un tempo sorprendentemente breve. Tuttavia. le taglia e abbatte o brucia quando le incontra sulla sua strad a. ma anche a proteggerle nel m iglior modo possibile dai loro nemici: battaglia che è ben lungi dall'avere vinto. spesso producendo ceppi che non sopravviverebbero allo stato selvatico. poss ono soccombere anche le erbacce . dove talvolta si ha l'impressione che i cambiamenti avv engano per il puro e semplice piacere di cambiare. Questo fatto ha dato origine. le obbliga a produrre fiori e frutti ad epoche prestabilite. e in particolare le selezion a e le alleva perché diano grossi raccolti ed acquistino altre proprietà desiderabil i. Questo atteggiamento sembra costituire la regola nel mondo delle piante. o perché esistano date strutture ed abitudini. senza spiegare "perché" faccia una cosa invece di un'altra. Ho già accennato a come l'uomo dipenda dalle piante.questi reprobi del mondo vegetale -. anche se in certi casi il mistero supera l'immaginazione dell'uomo. per l'estremo disagio. le coltiva perché crescano al massimo. sia esaminate secondo la nostra visi one distorta che osservate dal loro punto di vista vegetale. e a volte sembra rifuggire dai meccanismi pe rfetti e dai principi assoluti. sui quali mi sono brevemente intrattenuto. Al tempo stesso l'uomo è incredibilmente noncurante delle risorse naturali. nella minuscola frazione di tempo impiegata dall'uomo per «civilizzarsi». graffiare e tagliare. la natura si preoccupa di "com e" agire con successo. cioè puntando su eventualità opposte. a uno smi surato controllo sulle piante ad opera dell'uomo stesso. o come esse abbiano conseguito la rispondenza allo scopo. che sono spesso di cattivo auspicio per noi stessi. Lo studio delle piante in condizioni natural i costituisce un aspetto dell'ecologia e dello studio dell'ambiente.infatti di solito si stabilisce un equilibrio -. o pratica scavi sotto le loro radici. dando per risultato finale il deserto. dalla germinazione in poi: le rimpicciolisce e le ingrandisce. e un gruppetto di piante è in grado d'intrappolare e digerire degli animaletti. per cui si scindono o si abbarbicano per originare nuovi individ ui in modo tale che. e in un modo o nell'altro cercheranno di rispuntare su una steppa che è stata fatta oggetto di pascolo eccessivo.

è lo strato più sottile di tutti. ma il ponte c he costituisce il collegamento effettivo tra un gruppo e quello successivo resta oggetto di congetture. di rado il nostro intervento sul mondo verde determina cambiamenti favorevo li alle piante. I gruppi di piante esistenti oggigiorno vanno considerati come rami sporgenti da un tronco centrale suscettibile di sviluppo.ed anche molto aggressiva ..i batteri. diverse l'una dall'altra e destinate a restare tali. Vi sono dei modi di collaborare con il mondo selvatico.con l e piante. le gimnosperme (come ad esempio le conifere). e di tenerci in buona salute.il nostro pianeta. l'anno stesso in cui Charles Darwin e Thomas Henry Huxley face vano saltare il mito secondo il quale l'attuale ordinamento della vita altro non era se non il risultato di una creazione simultanea. disponendole secondo un ordine di complessità crescente che in linea di massim a rappresenta una misura dell'evoluzione. ritenendo che ogni gruppo più semplice ne origini un altro più complesso. ma anche il nostro benessere.. Il mondo vegetale come lo vediamo oggi è costituito da molti organismi di genere a ssai diverso. e una pianta verde sul davanzale può riposare l'occhio di un impiegato o di u na casalinga. o avanza re l'ipotesi che una data pianta si trovi più o meno tra due gruppi. le piante più semplici sono senz'alt ro fossili viventi. a livelli progressivamente più elevati si ramific ano le briofite (come i muschi e le epatiche). Ma le ampie distese di un paesaggio naturale incontaminato . Ai piedi di questo tronco si trovano tre rami laterali . Il tronco principale del nostro albero evolutivo vegetale sale passando per le a lghe (ad esempio quelle marine). è un'autentica falsificazione . A ne ssun livello sarebbe possibile ravvisare il punto di transizione da un gruppo al l'altro. Ma va detto f rancamente che "dobbiamo" cercare di capire questo mondo e di valutare le conseg uenze dei nostri interventi su di esso. Ahimè. COME AVVENGONO I MUTAMENTI. e molla principale di questo libro -. riesce difficile agli uomini migliorare la natura. dal che potremmo presumere che certe linee non hanno più subito n otevoli mutamenti da molti milioni di anni. Capitolo 2. sia pure grosso modo. Esse tuttavia si possono ordinare. un'opera pub blicata nel 1860. mentre non v'è dubbio che siano una forma di vit a . tali da assicurarci non solo il soddisfac imento delle nostre esigenze materiali e il rifornimento di certe materie prime. Dobbiamo vivere del reddito della terra. «Molte specie.forse passata alla vita parassitaria da una fase precedente di organismi leggermente più complessi. e infine le angiosperme o piante provviste di fiori. e il suo spessore è stato parago nato. gli animali e così via . Per altri aspetti le piante possono se mbrare diverse tra loro quanto le oche selvatiche e i cavalli nel regno animale. Sebbene ciò possa corrispondere parzia lmente a verità per le caratteristiche esterne.grande invenzione del crea to. le felci. che fino ad epoca abbastanza recente si credeva fossero solo elementi chi mici in moltiplicazione autonoma. per così dire. o dello sviluppo. A somiglianza di quanto si osserva per gli animali.hanno certo maggiori possibilità di ristorare i n ostri animi stanchi e depressi. Il legame che lo unisce è la clorofilla . anche comprendendo gli estremi delle montagne più alte e delle profondità oceaniche. come comparativamente equivalente. anche il regno vege tale è pieno di anelli mancanti. un pigmento che si serve dell'energia solare per trasformare l'anidride carbonica e l'acqua in sostanze nutrienti nel corso di un processo detto "fotosintesi". come se dovessimo sopravvivere a lunga scadenza. Qua e là possiamo indicare strette affinità. in un albero genealogi co. si adattano a circostanze esterne che sono andate soggette a .» Gli eminenti bot anici Hooker ed Arnott scrivevano queste parole nella loro "Flora". Alcuni dei gruppi che vediamo oggi possono mostrare una stretta somiglianza con i loro antenati. Un giardino può rappresentare uno spettacolo gradev ole. i funghi e i virus eleme ntari.disporre gli organismi odierni secondo un ordinamento lineare.anzi. cominciarono ad esistere contemporaneamente il terzo giorno della creazione. avvenuta nell'anno 4004 av anti Cristo (un anno dopo la pubblicazione dell""Origine delle specie"). a quello di una mano di vernice su un p allone da football. Non è giusto .

che si trovano entro le cellule. Non può avvenire nessun rimescolamento con la semplice divisione. Conviene pure tener presente che anche la registrazione più antica di un fossile può essere avvenuta qua ndo la pianta era ormai molto diffusa. L'evoluzione di ogni organismo . e questo risultato si ottiene con la riproduzione sessuata. è terminato circa 570 milioni di an ni fa. o Precambriano. I pro gressi della tecnica microscopica e l'analisi chimica altamente specializzata de lle rocce hanno consentito di accertare che più di tre miliardi di anni or sono es istevano già organismi capaci di fotosintesi.d ampie mutazioni nel corso dei millenni.dipende inizialmente dalla ricombinazione di tale materiale genet ico. circa un altro miliardo d'anni prima. di «fare uno scherzo». cui i geologi hanno dato un nome dopo averli faticosamente recuperati. La mutazione comporta un cambiamento. nelle caratteristiche controllate dal gene inte ressato. pigne. e in parte nella deduzione e nell'indagine comparata di quanto si sa ormai con certezza. Per mutazione casuale il rimescolìo dei caratteri fornito ed assicurato d . e non al momento della sua prima comparsa . Parallelo a questo rimescolamento dei caratteri è l'altro meccanismo fondamentale dell'evoluzione. germogli. che non le specie montane e d eserticole. Bisogna sempre tener presente la casualità di un avvenimento del genere. e questa loro plasticità rappresenta un fattore di grande importanza nell'evoluzione. cioè la capacità dei geni (gli elementi dell'ereditarietà che determi nano i caratteri dell'organismo interessato) di mutare. Come possiamo sapere qualcosa dello sviluppo degli organismi durante l'arco dei milioni di anni trascorsi? In modo semplicissimo: dagli archivi delle rocce.ognuno con un corredo di cromosomi (aploidi) . in base a conclusioni parallele. ricor dando che foglie e steli e parti di legno hanno probabilità molto maggiori di cons ervarsi che non i fragili fiori ed analoghi frammenti. semi. che hanno fornito una registrazione particolareggiata del polline. veicolati su strutture simili a bastoncelli. La diversità delle piante e i continui cambiamenti sottintesi da tale diversità soll evano necessariamente la questione di come funzioni l'evoluzione. Conviene pure ricordare che stagni e paludi conservano i resti vegetali molto più efficientemente delle terre emerse. lasciavano delle loro parti nelle rocce . e risale nel tempo fino a rocce di tre miliardi e mezzo di anni fa e fino alla formazione stessa della Terra. m a virtualmente nessun macrofossile.il progresso nel senso di una sempr e maggiore complessità. più spesso di piccola entità. La strutt ura chimica fondamentale di un cromosoma è molto simile in tutto il regno animale e vegetale. salvo che in quelli molto primitivi. I cromosomi sono raccolti entro un nucleo in tutti gli organismi. con il loro indistruttibile rivestimento protettivo. facilmente decomponibili. o semplicemente la sua capacità di resistere al mutare delle circostanze . Man mano che le piante aumentavano di dimensioni e diventavano piante superiori. Per avere la garanzia di questo risultato bisogna «rimescolare» il materiale il più spesso possibile. come dicono i giardinieri. ma talvolta notevolissimo. cioè dai fossili situati a vari livelli di profondità. caratterizzata da due corredi di cromosomi (diploidi). spesso conservati più o meno al completo per l'avvenuta carbonizzazione in strati di fan go. de tte cromosomi. di modo che la registrazione dei fossili può favorire piuttosto le piante degli acquitrini e del fango. 36 [fig. Perciò la paleobotanica consiste in parte nell'osservazione e nell'ana lisi dei reperti. possano durare praticamente all'infinit o. fornendo così un mezzo infallibile per attestare la presenza di una pianta erog atrice di polline in una data epoca e in un dato posto. il livello più antico. E" abbastanza curioso il fatto che i minuscoli granuli di polline. dove tali resti vengono asportati dall'azion e dei venti e dell'erosione. come nel caso del sem e comune. Le caratteristiche di un organismo qualsiasi derivano dagli elementi di programm azione noti con il nome di geni. qui omessa].si fondono producendo una «generazione». Essa opera anz itutto con l'accorgimento della riproduzione sessuata. La differenza tra i repe rti di polline e i grossi fossili risulta dal lavoro effettuato su parecchie mig liaia di metri cubici di sedimenti del Terziario e del Cretaceo nel Venezuela e nel Borneo. Come mostra lo schema a pag. Nella riproduzi one sessuata i gameti dell'uno o dell'altro genitore . che provvede a ricombinar e regolarmente i caratteri genetici.foglie.

Le nuove condizioni creano occasi oni nuove per le piante adattabili. Ma non è questa la sede adatta per addentrarci in t ale disamina. Una delle dimostrazioni più notevoli di ques ta possibilità è data dai faggi europei contorti. Sono tutti pressa ppoco coetanei. Alcuni scienziati moderni ritengono che la riproduzio ne sessuata in realtà non sia indispensabile. Ad esempio. sebb ene un gene individuale sia associato ad uno o a parecchi caratteri specifici. di modo che i cambiamenti vengono controllati da un complesso di geni. e con il passare del tempo le possibilità e le mutaz ioni vanno a cifre astronomiche.al normale scambio di geni dei due genitori nella riproduzione sessuata riceve l a possibilità della variazione. abbia influenzato gli albe relli che si vennero a trovare immediatamente sotto di lui. nella Francia settentrio nale e in Gran Bretagna. è probabile invece che il singolo organismo interessato perisca. come è il caso del venerando pino americ ano a pigne ispide. piuttosto che improvvi si. Il particolare degno di nota sta nel fatto che queste località si tr ovano in linea retta. Un dato gene può mutare con una frequenza di 1 su 2000 individui. Questa eventualità è accentuata dal fatto che. determina la direzione dell'evoluzione». Le mutazioni benefiche vengono assimil ate. le piante devono evolvere o restare statiche. ed io mi sono attenuto alle vedute ortodosse. ed è di portata mas sima se l'organismo . l a sua influenza effettiva su questi caratteri risente degli altri geni interessa ti. e si trovano in Danimarca. nel caso che siano effettivamente distruttive. l'asce sa sulla scena mondiale degli animali erbivori ha esercitato un profondo influss o sul regno delle piante. sicuramente le radiazioni art ificiali produrranno delle mutazioni. pare che sia un tipico difetto intern o che si può paragonare a un inconveniente casuale. Questi complessi di geni contribuiscono ad at tenuare gli effetti delle mutazioni e a rendere graduali. Viceversa si può dire che proprio nelle condizioni o negli habitat più «dif ficili» avvengono più rapidamente nuovi progressi. segnatamente nel senso che ha ridotto le foreste ed ha accresciuto le praterie e le savane composte in gran parte da erbe. Le mutazioni avvengono sostanzialmente a casaccio. e l'ipotesi di spiegazione avanzata è che un meteorite radio attivo. passando su queste località circa un secolo fa. espressa in forma ultr asemplificata da Herbert Spencer come «la sopravvivenza dei più adatti» (tanto spesso citata a sproposito nel senso dei «più adatti di tutti»). come quelle che resistono agli habitat monta ni e desertici creati da sconvolgimenti biologici e climatici. e si può affermare con Gavin de Beer che «la selezione. Quando cambiano gli ambienti. Questo è un tasso adeguato affinché i mutamenti vengano assi milati sulla scala del tempo dell'evoluzione. come nel cas o del cavallo. I rami di questi alberi si torcono come serpi e spesso si congiungono al tronco o ad altri rami. il c he significa avviarsi verso l'estinzione. Negli animali è spesso chiara una successione o uno sviluppo lineare.appartiene a quelli che si moltip licano con estrema rapidità. mentre si estingueranno quelle a lento tasso di mutazione. I periodi caratterizzati da condizioni uniformi tendono a favorire lo "status qu o". e affinché la sempre crescente varia bilità dell'organismo si riveli utile. in Germania. e che l'evoluzione potrebbe essersi verificata per sola mutazione. Le nuove condizio ni non si limitano soltanto a sconvolgimenti del tipo citato. Per la maggior parte sono sen za conseguenze o chiaramente dannose all'organismo. La mutazione può verificarsi anche nella riproduzione asessuata. come quando salta il dente di una rotella d'ingranaggio in un orologio. sopravviveranno le piante in grado di muta re più rapidamente per adattarsi. La causa delle mutazioni di solito è oscura. Ma quando le condizioni cambiano. Qualc osa come una decisione collettiva. o del ginkgo. ma il tasso medio di mutazione è dell'ordine di 1 su 1000 0 fino a 1 su 100 mila. Q uelle dannose vengono soffocate dalle misure di controllo esercitate dai comples si di geni.ad esempio un batterio . e non la muta zione. siano essi piant e o insetti o mammiferi. solo poche sono benefiche. per lo più in piccolo numero entro un assembramento di al beri normali. E" un dato abbastanz a curioso che la forma contorta venga riprodotta dai semi provenienti da questi alberi influenzati. Sembra possibile che anche stimoli est erni quali i raggi cosmici possano colpire i geni. i mutamenti dei caratteri. Questa è l'essenza del processo di selezione naturale. In termini animali la mutazione è ca .

«q uesto significa che quando il cambiamento di una condizione ambientale susciterà l a necessità di esplicare qualche nuova funzione. H. sia perché si sarà liberata dalla prec edente funzione per le mutate abitudini. E" possibile dimostrare che tali progressi tend ono a muoversi secondo le linee di minore resistenza e. Esistono due livelli d'evoluzione da tenere in conside razione: quello generale e quello specifico. che imbroglia a tal punto un insetto maschio da riuscire a fargli credere che il fiore sia una f emmina pronta all'accoppiamento. per cui pare proprio che selezione e finalità abbiano potuto fare a meno del puro caso. nel senso di questa mimetizzazione.sia perché succederà a quella parte di avere già una struttura più ri spondente alle esigenze della nuova funzione. Ciò n onostante abbiamo i cavalli. La sele zione è infatti avveduta ed intenzionale. M uller ha fatto il conto delle mutazioni benefiche casuali che occorrerebbero ad un'ameba per evolversi in cavallo. Tuttavia i biologi evoluzionisti più convinti si dichiarerebbero d'accordo . ricorrendo a un'altra citazione. quanto più una forma di adattamento è complessa e particolar eggiata.e tuttavia si osservano piante ultrasucculente che vivono «porta a porta» con erbe sprovviste di adattamenti speciali.con C. come è il caso dei meccanismi utili alla dispersione dei semi delle erbe. e analogamente dopo tali riduzioni può accadere che parecchi organi ridotti si com binino formando una nuova struttura complessa. «nessun gene mutante ha la minima pr obabilità di mantenersi contro una selezione avversa di grado anche minimo».salvo i riferimenti al Creatore . Può svilupparsi un corredo d'organi. Così i fiori sprovvisti di petali probabilmente si sono evolut i da quelli a molti petali. tale che nemmeno i milioni d'anni trascorsi da qu ando le amebe hanno cominciato ad esistere potrebbero iniziare a contenerla. Le tendenze evolutive sembrano indirizzarsi spesso alla semplificazione degli or gani per riduzione. o per qualche altra ragione non morfolo gica». non c'è dubbio che le mutazioni tendono a «sommare» i progressi e ad orientare u no sviluppo. tanto più è improbabile che abbia potuto verificarsi per puro caso. tale da ricordare gli scambi delle posizioni dei giocatori in una partita di ca lcio.mbiamento e. non assomiglia al gioco della roulette. La cifra era dell'ordine di un migliaio eleva to alla potenza di un milione. una volta iniziato. come dice W. Riesce quasi impossibile pensare che i cambiame nti intervenuti nelle «orchidee primitive». e i fiori unisessuati dai bisessuati o ermafroditi. ciò origina complesse combinazioni ed altre innumerevoli occasioni di variazioni e miglioramenti. Spesse volte riesce impossibile immaginare come abbia potuto prendere il v ia tale processo di selezione per arrivare ai caratteri che oggi hanno una funzi one . Effettivamente. che scriveva nel 1787 di essere «persuaso che il saggio Creatore della natura non abbia creato un solo capello se nza un suo particolare scopo». Sprengel. Ma con le piante ci si trova costretti a chiedersi se non si sia verificato un p rocesso alquanto diverso. e se allo ra funzionava la selezione naturale c'è da chiedersi perché non abbia messo in opera i dispositivi di soppressione. indipendentemente dalla sua na tura morfologica . E qual è il punto cruciale di tutta la variazione della forma delle foglie? Specialmente quando si cerca di an alizzare perché esistano tali differenze tra fiori di famiglie diverse. Nel primo esistono certamente tende nze generali di adattamento. sebbene sia stata definita «un meccanismo per fabbricare un grado altissimo d'impr obabilità». cioè per l . Contemporaneamente più organi ridotti si possono produrre su ogni singola pianta. poss ano aver avuto qualche valore funzionale man mano che si verificavano. ci si rend e conto della varietà di soluzioni che sono state trovate per risolvere un numero limitato di problemi. mentre altri rimangono inalterati o possono anche degenerare. K. essa verrà assunta dalla parte casu almente più disponibile allo scopo in quel momento. può avvenire l'ibridazione tra i membri più primitivi e quelli più progrediti di un dato gruppo. Man mano che procede lo sviluppo in un gruppo di piante imparentate. quali la tendenza all'ultrasucculenza in condizioni di vita aride . Ganong. J. del rimescolamento caleidoscopico di poche parti ripetute.ad esempio il fiore di un'orchidea impollinata dalle api. F. In ogni caso popolazioni originariamente simili potranno disperd ersi geograficamente quando tenderanno a divenire separate fisicamente. Ma devo lasciare questo terreno probabilmente controverso. Qualunque ne sia la c ausa.

mentre in alcuni casi si raggiunge un equilibrio. come probabilmente ha fatto capire questo capitolo. Anche l'abitudine parassitaria si è evoluta in parecchie occasioni diverse. Per questi motivi si parla abitualmente di loro come di razze geografic he. Esso si riferisce a una po polazione di organismi singoli che hanno una discendenza fatta a loro stretta im magine e somiglianza.possono comportarsi in modo affatto diverso. o che vivono a diverse lati tudini. Come si è già detto. e così via. Quest a popolazione di norma non s'incrocia con nessun'altra. dove tutti o alcuni dei caratteri sono diversi.caratteristica utile a scopi diag nostici per lo scienziato . e il concetto conduttore può consentir e alcune variazioni come nel colore e nelle dimensioni dei fiori.altri tipi di razze superficialmente simili. A volte. si sono evolute razze vegetali che tollerano la presenza di metalli sui cumuli dei rifiuti di fonderia. sebbene siano della stessa specie. e i criteri adottati per distinguere una popolazio ne di piante da un'altra variano a seconda della mentalità dei botanici che effett uano le ricerche tassonomiche. come i cacti american i e le euforbie africane. si verificano divergenze massicce e compaiono famiglie uniche d i piante. I limiti entro i quali u na specie è diversa da quelle imparentate variano notevolmente da una famiglia all 'altra. una specie non è altro che la fase momentanea di un processo che non finirà mai. Molto recentemente ci si è accorti anche che piante di uguale aspetto. per con statare come una piccola separazione geografica sia bastata a produrre nuove cir costanze e di conseguenza specie diverse. i tassi di mutazione potranno essere altissimi. che possono perfino avere lo stesso numero di cromosomi .e caratteristiche fisiche. e questo fatto rende se mpre più difficile il compito di definirle. Così nella valle dello Swansea. Comunque dobbiamo sempre ricordare che il concetto di specie corrisponde a una d istinzione operata dall'uomo. nell'inter vallo di tempo di duecento anni. forma e c olore dei fiori. dopo essersi evolute attivamente per molti milioni di anni. Barriere come oceani. si evolvano in habitat affini nello stesso modo strutt urale. essi non sono del tutto immutabili. abitudini. Piante che secondo ogni apparenza appartengono alla stessa specie. restano virtualmente ina lterate da ormai 70 milioni di anni. evidentemente dove si ve rifica l'eliminazione selettiva delle mutazioni.rivelando talvolta un'evoluzione rapidissima . Organi di riserva come i tuberi si sono evoluti ripetutamente. Così ad esempio le conifere. dai gruppi primitivi come ceratofilli ed equiseti fino a molte piante fioren ti. Inoltre. specialmente quando nuove «linee» si irradiano da un antenato non specializ zato. Il termine «specie» può rendere necessaria una definizione. le condizioni di staticità tendono a rallentare il tasso di mutaz ione. come pure di animali. Possono anche svilupparsi . Queste entità mostrano tendenza ad avere forme intermedie. catene montuose e deserti potra nno dividere una popolazione e creare nuove razze geografiche. è stato calcolato che in dat e circostanze una nuova specie vegetale potrà evolversi entro un lasso di 50-100 g enerazioni. salvo che alle ali estreme dello schie ramento. di modo che variano per loro il tempo di fioritura e la lunghezza del gi orno occorrenti per assicurare la fioritura stessa. che presentano analogie di struttura. possono avere forme diverse per notevoli o basse altitudini sul livello del mare. Le fasi precoci della separazione po ssono indurre un botanico a definirle alla stregua di «diverse varietà di popolazion i». In una massa terrestre molto isolata c ome l'Australia. Questa viene chiamata evoluzione parallela. e piante cresciute al r iparo di recinzioni di filo metallico galvanizzato nella regione del Breckland m ostrano di essere diventate resistenti allo zinco dilavato sopra di esse nell'ar co di tempo di 35 anni. ogni volta che se ne è presentata la neces sità. Si può anche notare come piante di ascendenza assai diversa. . e formino due gruppi di piante grasse in grado di resistere alle condizio ni di aridità. La specie costituisce però un concetto essenziale p er trattare e considerare le piante ad ogni livello. la materia prima con cui si formano specie o entità nuove: basta considerare le osservazioni origin ali di Darwin alle isole Galàpagos sui fringuelli e le tartarughe giganti. forme che rispetti vamente non possono vivere nell'habitat delle altre.

pe r cui le piante riescono a vivere praticamente in qualsiasi tipo di habitat e di combinazione di condizioni esterne.analoga a quella che Henri Bergson ha chiamat o «l'élan vital» . nei mari che si formavan o man mano che il vapore acqueo si condensava attorno ad una terra formata di re cente e in corso di raffreddamento. a mio avviso. vi sono ancor oggi batteri che ossidano lo zolfo. in termini di mutazione e ricombinazione di caratteri. che per il resto assomigliano molto ai batteri e si crede anzi che abbiano un antenato in comune con questi. Per usare i minerali occorrenti al ricambio e alla moltiplicazione pe r scissione. Siamo tentati di postulare dietro a questa manifestaz ione una forza naturale dinamica . A un altro livello le piante fiorenti hanno elaborato con tecnica da virtuosi uno spiegamento di variazioni specifiche sul tema della forma delle foglie. Tuttavia possiamo anche constatare che i risultati finali spesso si assomigliano sorprendentemente in gruppi affatto diversi tra loro e in condizion i ambientali molto differenti. Gli organismi più arcaici provvisti di tale pigmento. In tal caso si possono dare diversi nomi specifici alle forme dei settori estremi. DALLA CELLULA ALL'ALBERO. A un certo punto le condizioni fisi cochimiche e i livelli energetici furono tali che scoccò la scintilla della vita. effettuand o all'occasione sondaggi di prova. La reazione finale coronata da successo portò.che produce incessantemente e all'infinito le sue novità grazie alle mutazioni su larga scala . Capitolo 3. Un giudizio sul valore attribuibile ai caratteri e alle funzioni che si ritrovano nel mondo animale de ve attenersi. Ma in linea di massima è possibile spiegare ogni fenomeno in modo adeguato. E" possibile che l'ossigeno si sia generato per processo bio .Sorge un problema quando si può dimostrare che una pianta cambia lentissimamente m a sicuramente nel proprio ambito geografico. ma consentiva alle sostanze nutri enti di entrare per osmosi. Probabilmente essa scoccò molte volte. ma anch e relativamente al loro posto nell'ambiente o ecosistema. a modelli affatto diversi nel mondo dei fiori. si poterono sviluppare molecole organiche complesse. e in particolare della struttura dei fiori. un innato biso gno orgiastico di cambiamenti e di variazioni. E" ormai quasi certo che la vita è cominciata nell'acqua. Un batterio è costituito da una cellula semplice di qu esto tipo. e specialmente aminoacidi indi spensabili per la formazione delle proteine.qualcosa come un guazzabuglio cosmico. Oggi le pi ante usano l'ossigeno per il loro fabbisogno energetico. e probabilmente lo zolfo fu una delle più imp ortanti fonti di energia. delle abitudini. non solo per quanto riguarda la funzione. se è ve ro che in quest'ultimo caso ci troviamo al cospetto di qualcosa che va molto olt re le esibizioni gratuite. con presenza di anidride carbonica. nella quale. sono le alghe verdiazzurre. Saran no stati usati anche altri elementi. Tale ambito è noto con il nome tecnico di "cline". e risolvendo infine i problemi ambientali. Il c arbonio veniva loro fornito da materia organica formata chimicamente. La seconda grande invenzione della creazione fu quella della clorofilla. ma questo elemento era scarso nell'atmosfera primitiva. Si possono immaginare questi mari come una «zu ppa» ricca di sostanze minerali. un pigm ento che permise agli organismi di produrre cibo con l'aiuto dell'energia solare . ovvero nei te rmini dei due fattori essenziali nelle modalità di cambiamento di tutti gli organi smi viventi. di cui abbiamo conoscenza. caratterizzata dalla capacità di automoltiplicarsi. questi organismi avevano bisogno di una fonte d'energia. ma non di ossigeno libero. senza alcun bisogno di personificare l' evoluzione. a quanto si crede. con l'aiuto dell'energia solare. con l'intermezzo d'insuccessi causati dalla decomposizione delle molecole .) La comparsa di queste alghe avvalora l'ipotesi di un a mbiente ossigenato. v ocabolo coniato da mio padre Julian Huxley. e di una membra na avvolgente che racchiudeva il suo chimismo. Vediamo pertanto che l'evoluzione compie un esperimento dopo l'altro. (Alcuni odierni batter i contengono clorofilla. ma il centro dello schieramento è composto di forme intermedie. alla formazione di un organismo in grado di dividersi per riproduzione autonoma. in origine composta in larga misura di metano e ammoniaca.

autotrofi.questo materiale verrà per lo più confinato e compresso entro un nucleo.logico o per dissociazione del vapore acqueo operata con il concorso della luce. i batteri cominciarono presumibilmente a cibarsi dei loro corpi in decomposizione dopo la loro morte. il solo possibile discendente att uale. o a mezzo di ciglia. I batteri e le alghe verdiazzurre hanno materiale genetico portatore di caratter i come tutti gli altri organismi.8 miliardi di anni . La mobilità spontanea costituì un altro esperimento delle creature unicellulari. che provvede tuttora ad assorbire i micidiali raggi ultravioletti e permette la colonizzazione dell'acqua superficiale. in cui l'energia prima spesa nel movimento veniva dirottata a van . E" stata avanzata l'ipotesi che i cloroplasti siano i discendenti delle alghe verdiazzurre che son o penetrate nel corpo degli animali elementari. Qualunque ne sia l'origine. Sembra ce rto che tale secondo livello d'attività nella «trama alimentare» aumenti la diversità de lle specie al livello originario. Le piante mobili si svilupparono effettivamente in colonie multicellulari quali la moderna Volvox. Alcuni batteri. che vivono fianco a fianco negli strati supe rficiali. 1. l'Euglena unicellulare. A questo punto. Allo stesso modo si è riten uto che i mitocondri .che si assicurano la propulsione nuotando con l'aiuto di f lagelli schioccanti con movimenti di frusta. Una volta cominciata l'esistenza di organismi che utilizzavano l'energia solare . Però due miliardi e mezzo di anni fa cominciarono a fare la loro comparsa certe alghe filamentose filacce che avevano la larghezza di una cellula . L'energia disponibile aumenta di venti v olte per l'ossigeno utilizzato nella traspirazione.siano i discendenti di alcuni batteri che abitavano in simbiosi negli organismi primitivi. un'atmosfera ossigenata procurò uno strato di ozono. seco ndo i calcoli. che ha propulsione autonoma e riunisce in sé molte funzioni. un o sservatore non avrebbe avuto la possibilità di prevedere lo sviluppo delle piante. e ad un certo momento cominciarono ad aggredirli mentre eran o ancora in vita. non c'è quasi nessuna comunicazione tra una cellula e l'altra. C'è da chiedersi se qualche antenato fosse in grado di effettua re la fotosintesi quanto d'ingerire una preda. e viene esaminata dettagliatamente nel capitolo 22. sono in grado tanto di effettuare la fotosintesi quanto . si è congetturato che il sistema di ricambio di assembra menti mobili di maggiori dimensioni sarebbe diventato instabile. e rappresentano la principale fonte di cibo per molti pesci ed anche p er alcuni cetacei.di ricavare energia dalla sostanza organica in de composizione. Questa situazione indubb iamente continua anche oggi. come continuano a fare tuttora.ed altre strutture. Pare comunqu e improbabile che siano mai cresciute oltre questa ridotta dimensione di circa u n millimetro di diametro. Una volta che cominciarono ad esistere queste piante ed animali primitivi. Allo stesso modo la clorofilla si trova diffusa nell' alga verdeazzurra. che partecipano alla respirazione delle cellule e le riforniscono di energia . la divisione tra pianta ed animale risulta sfumata. ma avrebbe potuto supporre come risultato più probabile un organismo mobile sempr e più complesso. come ha fatto con specie mo lto più progredite in epoche successive. mentre nelle alghe più sviluppate e in tutte le altre piante si trova confinata in corpuscoli lenticolari detti cloroplasti. Infine le alghe persero ogni parvenza d'indipendenza. come vengono chiamati . Sono i compone nti più cospicui del plankton marino.al quale sono occorsi. Ad ogni modo lo sviluppo delle piante s'indirizzò nel senso dell'immobilità. come il Rhodos pirillium porporino delle coste tropicali. e a nche oggi possiamo vedere animaletti unicellulari verdi ed incolori .altri corpuscoli contenuti nelle cellule tanto vegetali c he animali. in quel momento ancora galleggiante. Nel successivo balzo evolutivo . ma in creature così elementari esso si trova dif fuso nelle cellule. coesistendovi in simbiosi: una c onvivenza in cui ogni organismo beneficiava dell'altro.superficia lmente assai simili . dal momento che questi trovavano già bell'e pronto il materiale necessario a fabbricare il loro corpo e a produrre energia.al buio .fu aperta la strada agli organismi predator i degli autotrofi. è in grado di vivere senza la sua abituale clorofill a. e che questo «principio del brucare» abbia accresc iuto le specie autotrofe in quei giorni primordiali. Le alghe verdiazzurre sembrano riunirsi in comunità quasi per caso. quindi. Il detto per cui «ogn i carne è fatta d'erba» acquistò così il suo significato fin dai primi giorni.

come ho già fatto notare. composte di una sola cellula.assicu ra la continuità se insorgono condizioni quali la torbidità dell'acqua a rendere dif ficile la sopravvivenza della spora. e le alghe contin uano a svilupparsi nel corso di molti millenni successivi. Tanto gli sporofiti quanto i gametofiti all 'occasione possono moltiplicarsi anche con mezzi affatto asessuati. dopo un p eriodo incredibilmente lungo caratterizzato da pochissimi cambiamenti. o divoratori di piante. Per svil uppare queste ultime è auspicabile una struttura multicellulare con cellule aventi funzioni diverse. e fecero la loro comparsa nuove specie in numero sempre crescente. ogni gamete è fornito di un corredo di cromosomi (gameti aploidi) e la risultante è di due corredi (diploidi). la generazione portatrice di spore. Nelle piante superiori il processo sessuato è relativam ente breve e viene compiuto da organi aploidi transitori (come avviene nei fiori ). La s cala di misura del tempo passato è tale che la maggior parte dello schema illustra l'ultimo quinto della storia biologica della Terra. l'equilibrio fu disturbato. portati da una pianta diploide a vita relativamente lunga. sono in grado di germinare. che segnava u n miglioramento rispetto alla moltiplicazione per scissione o per gemmazione. perché il dualismo dei cicli vitali di queste piante può essere compless o.taggio del maggiore accrescimento e di migliori capacità di riproduzione. cosicché non c'era bisogno di diverse specie. E" degno di nota il fatto che lo sporofito abbia ass ai spesso maggiori dimensioni e vita più lunga che non il gametofito. specialmente nelle piante più arcaiche come le alghe marine. Fossili di alghe calcaree si ritrovano nel tardo Precambriano. Q uando si tiene presente che tutta l'evoluzione dell'uomo nella sua forma attuale ha impiegato meno di un milione di anni . nelle piante superiori lo sporofito e i semi diploidi che risultano dall'accoppiamento provv edono alla continuità di tutta la vita. o "gametofito". così come ci viene rivelata dall'archivio dei fossili. caratterizzata da tutte le piante. A questo punto può essere utile un semplice schema per indicare la scala cronologi ca dell'evoluzione. Che fosse essenziale o no. provvedendo a uno strumento alternativo per garantire la dispersione e la continuità. Il sesso da principio fu quasi solamente un esperimento. e così via. Queste minusco le spore. con le diverse epoche distinte con nomi ed età approssimate. Un tasso lento di evoluzione si può associare sovente a metodi poco progrediti di riproduzione sessuata. Come al solito la natur a puntò in tutti i sensi. e resistono spe sso all'ostilità delle condizioni esterne. uno scheletro vuoto. e quando ger minano originano la generazione sessuata. cominciò allora la riproduzione sessuata. che consente alle pia nte multicellulari di continuare a produrre «gemme» riproduttive unicellulari. Una volta comparsi i fitofa gi. Perché due generazioni? Sembra che le spore rappresentino il prolungamento logico della gemmazione di piante molto semplici quali i lieviti. Quelli che vediamo og gi sono gruppi assai disparati che presentano tra loro poche somiglianze o rappo . invece nella maggi or parte delle piante «inferiori» esistono due generazioni distinte. Lungo la scala cronologica è indicata la comparsa iniziale dei gruppi più cospicui d i animali e di piante. nel corso dei quali è avvenuta la massima parte dei progressi evolutivi.periodo rappresentato sul diagramma s olo dallo spessore di una linea . aveva un certo numero di «nicchie» dif ferenti. Ho già descritto come si fondano i gameti sessuati provenienti da ciascun genitore. Questo solo fatto ingenera dubbi in chi considera la parola «inferiore» come uguale a «più semplice». quali la div isione. portatrice di gam eti. la produzione di stoloni. La persistenza del genitore . Le sp ore sono progettate in modo da garantire una facile dispersione. L'era Pre cambriana. mentre la riproduzione sessuata è spesso aleatoria. circa 500 milioni di anni.si riesce ad avere un'idea delle ere smisurata mente lunghe che sono dovute trascorrere perché i progressi più insignificanti potes sero sommarsi in mutamenti di vasta portata. distinta da quella aploide sessuata. Essi comportano una generazione diploide asessuata.dove solo alcune parti sono impegnate nella riproduzione . i cui game ti devono nuotare nell'acqua in movimento. Lo sporofito produce spore in via asessuata. in cui ogni cellula produce spore ridu cendo la pianta originaria a uno scheletro. o "sporofito". Anche l'accoppiamento evita i sistemi relativamente poco soddisfacenti di molte alghe filamentose.

coriacee e gommose . Questo fatto di per se stesso migliorerebbe le possibilità di accrescimento. Nonostante la loro complessità e la loro capacità di resistenza . come è qu ello delle note alghe brune delle spiagge. ma spr ovvisto di funzioni di assorbimento. Hanno un «appiglio». Le alghe più progredite . possiamo opporre alla fissità talvolta svantaggiosa d ella pianta la mobilità e la capacità di dispersione sovente enormi delle spore o de i semi.alla disseccazione. ma anche la pianta adulta non può evitare le catastrofi naturali quali incendi ed eruzioni. non esistono i normali ed ovvii anten ati fossili o viventi delle forme ben evolute che conosciamo attualmente. lusso non co nsentito ad una pianta terrestre a strutture basate in gran parte sul carbonio. come ha fatto John Wyndham con i suoi trifìdi. dove alcuni gruppi minori sono assai confusi per la loro piccola mole e per la notevole diversità dei metodi di riproduzione sessuata ed asessuata. La ritenzione del carbonio e un grado elevato di fotosintesi comportano a loro v olta la possibilità di eccedenze potenziali di carboidrati. cost ruendo scogliere con una tecnica identica.i fuc hi e le comuni laminarie buttate a riva sulle nostre spiagge. Ma il cambiamento dal mare alla terra è stato notevolissimo lo stesso: non si è trattato solamente di un'alga che si è arrampicata su una spiaggia strisciando sulla bàttima. e talvolta uno stelo distinto che porta le fronde. a giudicare dal fatto che hanno in comune gli stessi pigmenti di fotosintesi ed hanno un meccanismo fotosintetico assai simile. Naturalmente nel mare e specialmente lungo le coste esiste un'ampia serie di hab itat da colonizzare e di condizioni cui adattarsi. e che quella che penetra nell'acqua viene assorbita assai rapidamente. Alcuni gr uppi hanno sviluppato scheletri calcarei esterni e assomigliano ai coralli. Si può dire davvero che il balzo dal fuco alla pianta terrestre è relativame nte modesto rispetto al progresso compiuto per passare dall'alga unicellulare al fuco. Tuttavia essa deve avere radici c apaci di scovare ed aspirare grandi quantità d'acqua.rti. e si è evoluto molto lentamente e regolarmente in un ambiente in cui i mutamenti più importanti non si verificavano come sulla terra. Un altro problema che le piante terrestri dovettero affrontare fu quello della l oro immobilità. di venire sbattuta su una spiaggia o frantumata da una burrasca. Possiamo fantasticare sulla meccanica di un albero ambulante o anche immaginare piante mobili. In certi casi. un ormeggio somigliante a una radice. Un'àncora in mare va bene perché impedisce alla pianta di venire sball ottata in balìa della marea o delle correnti fuori delle condizioni di vita prefer ite. è evide nte che una pianta terrestre dispone anzitutto di molta più luce. Forse pro prio la mancanza di una radice assorbente che potesse attingere umidità dal suolo ha impedito a tante alghe marine di fare il gran balzo. E" stato dimostrato che le alghe perdono nell'acqua che le circonda buona parte dei materiali nutritivi che producono per fotosintesi. che ingerivano direttament e. probabilmente non furono tanto le piante marine né i fuch i e le laminarie ad originare le piante terrestri. Questa realtà permise infine alle piante di sollevarsi al di sopra di habitat umidi. E" un gruppo che ha avuto a sua disposizione un tempo fin troppo lungo per fare i suoi esperimenti. di resistere all' aria e al vento in condizioni di aridità. tra le alghe odierne si osservano maggiori diversità di quanto si possa r ilevare in qualsiasi gruppo vegetale ad esse comparabile.possiedono strutture e un sistema di riproduzione paragonabili a quelli delle piante terrestri. quanto piuttosto le alghe ver di (Clorofite). Davvero. finché non ha avuto più bisogno di un'immersione giornaliera. ma comporta anche problemi d'inaridimento ed evaporazione. aumentando la quantità della fotosintesi. fantascienza a parte. e di raggiungere un'altra volta dimensio ni notevoli. l'immobilità diventa un rischio potenziale: non solo il seme non può più cambiare l 'habitat se questo diventa inadatto. Ma una volta che una pianta è a terr a. C'è un'alga verde . tenendo presente che queste piante extraterrestr i. nelle acque dolci sono st ate misurate perdite fino al 35% del carbonio fissato dalle piante. avevano bisogno anche di molto cibo sotto forma di cadaveri umani in decomposizione. Ma.spesso notevolissi ma . e inoltre mantiene la pianta alla profondità più opportuna. Soprattutto se ricordiamo che molta della luce che colpisce l'acqua viene rifles sa. che vennero usate per produrre spesse pareti cellulari e per fabbricare il legno. oltre all'energia ricavata dalla fotosintesi.

per cui i gameti sono rapidamente disponibili. . o sfagni. le rocce bagnate. Tutte queste piante vascolari . particolarmente per quanto riguarda le loro strutture vasco lari o circolatorie. Invece le briofite. in modo da poter contenere quantità impressionanti d'acqua : si può continuare a strizzare una manciata di sfagno. ma sono essenzialm ente organi di ancoraggio atti a far presa sul suolo umido. somig liante a quello delle piante superiori. Forse da princi pio furono le pozzanghere basse a provvedere a questa necessità. perché né le briofite né le alghe offrono antenati plausibili delle piante vascolari con tessuto circolatorio ben determinato che risalgono all'epoca Silu riana. il mate riale delle pareti cellulari. Queste celle a forma di fiasca proteggono l'uovo e procura no appuntamenti ai gameti maschi.i pigmenti e i meccanismi di fotosintesi.terrestre detta Cladophorella. che si fabbrica un tegumento esterno di cutina. e le alghe verdi . somigliante a un ombrellino miniaturizzato. Ma si possono formulare solo congetture su come si siano svolti effettivamente gli avvenimenti. I muschi vivono quasi in ogni posto che possa consentire la vita. dobbiamo considerarle pertanto un ramo fissatosi molto temp o fa fuori del tronco principale dell'evoluzione.che sfociano nelle piante fiorent i . Nei tropici i muschi possono vivere addirittura sulle foglie delle piante superiori. Questa accelerazione significa più generazioni in un dato tempo. Le loro foglie cominciano a mostrare una certa so miglianza con quelle delle piante superiori. acquitrini e stagni. Tali piante portano alla sommità l'apparato riproduttivo.che adesso avevano messo a punto potenti flagelli . dette archegonî. delle quali equiseti e licopodii costituiscono gli esempi più primitivi dei nostri tempi. ha gambi eccezionalmente lun ghi fino a un metro. Uno dei loro problemi più cospic ui consisteva nel fatto che conservavano il sistema di riproduzione dei gameti m aschili mobili e dei gameti femminili stazionari o uova: il che richiedeva prese nza di umidità per consentire ai maschi di raggiungere le femmine. Le prime piante terrestri colonizzarono senza dubbio le acque basse che potevano prosciugarsi secondo la stagione. e i n tal modo affretta le possibilità di ulteriore evoluzione. la generazione per spore rappresenta sostanzialme nte una struttura parassitaria sulla pianta che porta i gameti.sono caratterizzate dalla dominanza della generazione con produzione di spor e. ma poi bastò solo u n velo sottile di umidità sulla superficie della pianta a permettere ai gameti mas chi . Accade così che nei successori più ovvii delle piante marine . la Dawsonia. una pianta filamentosa ramificata che cresce sull e rocce umide e nel fango. ed esiste un sistema primitivo di vasi circolatori per l'acqua e le sostanze nutri tive.di nuotare verso le uo va che infine si trovarono rinchiuse in celle affondate nella superficie della p ianta. A questo punto ci troviamo di fronte a un'altra grande lacuna nella storia dell' evoluzione. Un'eccezione è rappresentata a questo riguardo dai muschi Sphagnum. Un'epatica conduce eccezionalmente vita sotterranea ed è sprovvista di c lorofilla. il tipo di immagazzinamento delle sostanze nutrien ti ed anche il tipo e il numero di flagelli dei gameti. ma sono piccole piante: il massimo muschio conosciuto. che fornisce anche un po'"di forza meccanica. Come si è già accennato. e dal totale declino finale della generazione con gameti come entità distinta. sebbene vi sia un loro gruppo fornito di «foglie» che si sovrappongono e s embrano all'aspetto foglie di piante fiorenti. Se ne pos sono trovare anche nell'acqua. si osservano somiglianze notevoli tra i muschi e le epatich e in terra. ed esso non cesserà di dare acqua più di una spugna inzuppata. Esse hanno maggiore differenzi azione cellulare che non le alghe. alcune hanno nervature centrali. come vengono chiamati i muschi e le epatiche.muschi ed epatiche la generazione con produzione di gameti è quella dominante nel periodo Devoniano. con qualche ramo disposto simmetr icamente. dove le foglie contengono grandi spazi vuoti perforati. e semplici pori respiratori. il cavo degli alberi o i rami in disfacimento sui quali crescono. hanno scarsa rassomiglianza con le alt re piante terrestri. Le epatiche fabbricano sul suolo strutture piatte sovente sfornite di forma ben definita. nel corso di altri mille nni si diffusero da lì ad altri habitat più asciutti. Hanno un aspetto tale che una specie subacquea viene chiamata popolarmente dagli inglesi «il gatto affogato». Altro miglioramento riproduttivo è dato dal fatto che la generazione produttrice d i gameti si rimpicciolisce e matura in fretta. Hanno strutture che ricordano le radici.

che possono arrivare ad avere un diametro di 250 centi metri. mentre altri vivono nella ter ra e sopra la superficie del suolo. Corner ha perfino immaginato che non dovrebbe essere impossibile a gli scienziati introdurre cloroplasti nelle cellule fungine e riportare così indie tro le lancette del tempo. Le strutture si formano con il sistema del «falso blocco». Se qualcuno avesse scritto questo libro 200 milioni d'anni fa non avrebbe esitat o ad affermare che il gruppo dei licopodii era tra quelli di maggiore successo. vengono pressati insieme molto strettamente.nel qual caso sono detti parassiti . sono gli spazzin i del gran mondo delle piante verdi fotofissatrici. Alcuni possono crescere senza ossigeno. A questo punto devo citare i funghi. il ferro e il magnesio ricavati dalle r occe mediante emissione di acido citrico. Dal punto di vista struttura le i funghi sono organismi semplici. E. e sebbene le pareti delle lo ro cellule contengano abitualmente cellulosio. ramificandosi ed intrec ciandosi in modo da dare rigidità. avevano strutture di sostegno e circolatorie abbastanza complesse. in quelli che crescono sugli alberi e nei «frutti» discoidali del fungo del la carie secca del legno. ma arrivano ad a ssumere molte forme stravaganti e bizzarre nei funghi ad ombrello mangerecci o v elenosi. la sostanza impiegata nel regno animale d a insetti e crostacei per formare i loro esoscheletri. e per la maggior parte del loro tem po si presentano virtualmente come indifferenziati. Insomma.Lo xilema. Superficialmente simili ai muschi. Altri sono in grado di sciogliere l e sostanze inorganiche quali il silicio. o tessuto circolatorio legnoso. essi attacc ano i loro ospiti vivi per ricavarne cibo . e la capacità di p rodurre foreste di piante arborescenti adatte a crescere rigogliosamente in molt e parti del mondo. per cui i filament i delle cellule usati dal protoplasma per traversare i pori per la lunghezza di un cordone. I tessuti dell e piante terrestri vascolarizzate fossili sono spesso infiltrati di filamenti fu ngini . possono contenere anche chitina. questi pesci fuor d'acqua nell'ordine delle cose. vivevano nel mare come alcuni fanno anche oggigiorno. perché si compongono di una massa di filacce o cordoni di cellule formanti fili o estesi tappetini che ricordano la seta fine. A somiglianza di molti batteri. Esse sono abbastanza semplici nei funghi microscopici. Sarebbe sembrato un apogeo senza possibilità di alternative. I funghi esistono dal periodo Precambriano.riconoscibili dalle spore e dagli organi di riproduzione . come nella maggior parte delle pi ante. ma nemmeno completamente piante. perdendo infine la clorofilla man mano che scomparivano il bisogno e la possibilità stessa di praticare la fotos intesi.alcuni dei quali ricordano da vicino dei tipi attuali . e allora si dicono saprofiti.che a loro vo lta possono presentare invasioni secondarie d'altri filamenti. comprendono tra questi i lieviti unicellula ri sporosimili. che sicuramente non sono animali. un meccanismo efficiente di riproduzione. Parimenti possiamo trovare già ai primordi prove evidenti di funghi viventi in simbiosi sulle radici (ne verrà data estesa descrizione al capitolo 22 ). Vi sono compresi agenti di malattie qu ali la ruggine. Che ce ne facciamo dei funghi ai fini dell'evoluzione? Non hanno in comune con l e piante verdi il chimismo unico della fotosintesi. J. Sono in grado di digerire il cellulosio e la lignina. Possiamo eventualmente av anzare l'ipotesi che gli antenati dei funghi fossero animaletti unicellulari che in seguito assunsero forma filamentosa? Pare più probabile l'ipotesi che si siano originati dalle alghe filamentose. Però questi cordoni o trecciol ine danno origine a corpi fruttificanti in cui i cordoni vengono elaborati in st rutture. è il fattore comune che distinguerà in av venire ogni progresso delle piante terrestri. dal mo mento che non contengono clorofilla. ivi compresi molti estesi gruppi n oti soltanto dai fossili. . il mal della volpe o del carbone dei cereali. adattandosi in seguito a vivere in assenza d i luce e ad assorbire nutrimento in diversi modi. ma alcuni loro corrispondenti moderni costituiscono sicuramente affezioni parassitarie. se ne trovano nelle acque dolci. e le muffe. oppure assorbono nutrimenti dalla materia morta. Non sempre è chiaro se questi funghi terrestri primitivi . sulle piante e sulle sostanze in decomposizi one.fossero parassiti oppure saprofiti viventi su tessuti in disfaci mento. Dovunq ue esista sostanza organica attaccabile si troveranno dei funghi. ma per lo più assomigliano grosso modo a certe alghe filamentose.

e un sistema rigido ed elaborato di circolazione. ricordando molto da vic ino un germoglio germinante su una pianta superiore. Questi vegetali sono invasori di successo. e ne esiste uno .maggioranza ultrapreponderante del regn . uno stelo separato regg e grappoli di capsule di spore. quasi una premonizione della pianta fiorente. che probabilmente avevano un antenato in comune con le felci a spore.un letto caldo di prove ed errori che spesso ha provocato la scomparsa tot ale d'interi gruppi. e vi hanno lavorato attorno ricavandone altre dive rse . il mutamento del clima trovò q uesti giganti vegetali incapaci di adattarsi con sufficiente rapidità. tuttavia tipicamente contengono una pianta embrio nale preconfezionata ed una scorta alimentare per avviare l'infante sulla sua st rada. Conosciute inizialmente dal tardo Devoniano. Queste tuttavia svanirono senza lasciare una discendenza che conducesse c hiaramente alle piante attuali fornite di semi. Tu tti i gruppi vegetali descritti finora affidano la disseminazione alle spore. o spermofite. e ben presto i loro massicci cadaveri andarono a comporre i ricchi giacimenti fossili negli schisti e negli strati di rocce che noi chiamiamo delle Ere Carbonifere. Si devono immaginare gruppi diversi di piante che hanno sviluppato l'una o l'al tra caratteristica primitiva. degli equiseti. e quello ora estinto delle calam iti. si spartirono il dominio della vegetazione terrestre. le felci hanno tirato avanti co n successo nelle epoche successive caratterizzate da cambiamenti di clima. Proprio come le alghe si sono grandemente differenziate nel mare. Certi semi son o poco più che spore migliorate. L'archivio dei fossili è pieno di frammenti di dubbia attribuzione del tipo citato. in modo abbastanz a simile a quello accaduto in seguito ai dinosauri. Sebbene molti licopodii odierni siano piante assai tenaci. che si trovano ad ese mpio nell'Artide. Nelle piante seminifere. Ciò consente alle spore molta maggiore indipendenza dalle condizioni di umidità o di siccità. ma non sono molto diminuiti di statura. sono assolutamente insignificanti in rapporto all'intero mondo vegetale per numero e dimensioni. Alcune crescono fino all'altezza di 10 metri come alberi simili alle palme. Questi hanno struttura affatto diversa da quella dei licopod ii clavati: hanno un anello di canali d'aerazione verticali. le piante ter restri si sono diversificate anche più estesamente e in condizioni ancora più varie.l'equiset o gigante . perché sono i primi in cui . Ma.Esistevano contemporaneamente equiseti arborescenti alti fino a 30 metri. Gli antenati delle felci sono antichi come le briofite. La loro generazione s essuata consiste in un piccolo «protallo»: la generazione dominante è quella che porta spore. spesso come sottobosco o prosperan ti sugli alberi muschiosi o sulle loro biforcazioni. La maggior parte delle felci ha spore sulle proprie fronde simili a fogl ie. Molto presto nella documentazione dei fossili compaiono piante fdeiformi con sem i simili a noci. Il balzo successivo nell'evoluzione comporta la produzione di semi. come la felce florida e la felce lunaria. conosciuti e male detti da molti giardinieri per la loro tremenda persistenza in veste d'erbacce. mentre le foglie sono ridotte a scaglie. Il giovane sporo fito spunta dalla spora. alcuni con tronchi massicci alquanto somiglianti a quelli delle palme attuali e con nu merosi rami eretti. che contiene riserve nutritive.in poche specie . Hanno radici abbastanza ben sviluppate . I gruppi arcaici dei licopodii. Pare però che questo passo sia stato compiuto troppo tardi perché questi gruppi potessero giovarsene pi enamente in termini evolutivi. Essi non fu rono in grado di resistere a condizioni di crescente aridità. oggi si trovano in quasi tutte le parti del mondo.la generazione che produce gameti s ia ormai completamente subordinata e venga portata dalle spore. anche se generalmente sono di di mensioni più modeste. in alcune. La forza del gambo risi ede in larga misura nella parte esterna rigida corazzata di particelle silicee.sebbene servano principalmente da ancoraggio . Anche gli equiseti non sono piante attualment e dominanti. qualcuna cresce anche in acqua. dove una pianta può assomigliare a un'altra precedente per un certo aspetto. non è quasi mai possibile tracciare una discendenza ininterrotta o identificare antenati comuni. i licopodii e gli equise ti. . Questi due gruppi hanno fatto un passo importante nella storia dell'evoluzione.che raggiunge i 10 metri d'altezza. e tra questi e il c entro cavo c'è un altro anello di fasci conduttori rigidi. e infine sono rinchiusi di norma in almeno uno strato protettivo. ma non per un altro.

con n uclei di mezzo millimetro.mentre il tubetto d el polline si allunga verso il nucleo femminile per liberare i nuclei spermatici per la fusione finale. le scaglie semplicemente si aprono per metterli in lib ertà. virtualmente immutato rispetto ai fossili più antichi datanti dal tardo Paleozoico. Le piante a semi differiscono ulteriormente da quelle che portano spore. tra l'altro.lo stadio fornito di semi che possiamo ancora definire spor ofiti è totalmente dominante. tanto che il gruppo delle Bennetitinae pare quasi rappresentare i prototipi de lle piante fiorenti. alberi e cespugli . dove l'acqua e il nutrimento possono circo lare dalle radici alla cima e viceversa. con la differenza che. Le cycadine.un anno intero nei pini . le conifere . Non esiste un'altra generazione indipendente.che nuotano per intere settimane prima di attuare la fe condazione del nucleo femminile. ma hanno foglie piatte a ven atura reticolata: sono le sole gimnosperme con tale caratteristica. germinando. I gameti maschili rappresentano e costituiscono il polline. i gameti maschili e femminili sono piccoli. spesso di un bel colore giallo o arancione. e sono attivate da flag elli in una scanalatura a spirale.dell e quali non è il caso di dare una descrizione . sebbene il g inkgo abbia foglie piatte a ventaglio con venature ramificate ma non reticolate. Ovuli singoli possono raggiungere la lunghezza di 6 centim etri (Macrozamia).o vegetale odierno . per forma e modello generale. i cui stessi inizi sono oscuri: le Cordaitinae.un genere delle Gnetales comprendente liane. . Le stesse cellule dell'uovo possono avere il diametro di 6 millimetri.e il ginkgo derivano da rami diver si di una famiglia estinta. e il ginkgo. e i grani di polline. somiglianti alle palme. Un gruppo assomigliava ai ranuncoli. mentre le angiosperme ricorrono a dispositivi spesso di fattura elaborata. e v engono dispersi con una grande varietà di mezzi. o sporo fite. discendono probabilmente dalle felci spermofite. I gameti delle cycadine (antenoroidi) assomigli ano alle trottole con cui i bambini sono soliti giocare. Sussistono però troppe differenze tecniche perché si possa affermare l'esistenza di un legame d iretto con le piante fiorenti. mentre gli ovuli avevano scaglie che li rendevano paragonabili a carpelli . I semi in realtà sono ben protetti come nelle angiosperme. Le spermofite odierne si dividono in due gruppi principali: "gimnosperme" o «a sem i "nudi"». Di norma le gimnosperme portano ovu li destinati a svilupparsi in semi su scaglie di pigne di aspetto simile alle fo glie. per in significante che sia. Gli Gnetum . Tutte queste piante conservano «ricordi» dei mari antichi in cui si erano accoppiate le alghe loro ante nate. mentre i coni o le pigne femminili che li ospitano. originano gameti maschili mobili come spermatozoi . per cui comprendono alberi veramente enormi in grado di resistere alle tempeste. e "angiosperme" o «a semi "rinchiusi"». le cycadine. Le loro parti sessuate erano rinchiuse in organi simili a f oglie. quelli femmini li sono sempre portati sullo sporofito o all'interno di esso. originatesi nel Carb onifero. per il fatto che hanno un sistema ben architettato di circolazione che ser ve anche a rafforzarle e sostenerle. Questo dispositivo intermedio ha consentito a tutte le p iante spermofite di sottrarsi alla tirannia dell'umidità esterna ai fini della rip roduzione. analogamente alle piante davvero anomale e notevoli classificate co me Gnetinae. Il ginkgo produce grossi semi ovulari della lunghezza di circa 2 centimetri. quando sono maturi. possono pesare perfino 45 chili (Encephalarto s).hanno un sistema di riproduzione chiaramente gimnospermo. Le cycadine. Alcune cycadine fossili erano notevolmente diverse da quelle che conosciamo oggi . Nelle conifere passa molto tempo . I n queste ultime gli ovuli sono portati quasi sempre entro strutture chiuse o "ca rpelli". sotto forma di una «goccia di impollinazione» liquida in corrispondenza del co llo dell'ovario. e non hanno esiste nza individuale. Nelle cycadine e nel ginkgo possono passare tre o quattro mesi prima che avvenga l'impollinazione. con un «guscio» sottile piuttosto soffice e un interno decis amente morbido.talvolta grandi abbastanza da essere v isibili ad occhio nudo . e secondo ogni evidenza le Bennetitinae e le cyca dine si estinsero mentre compariva la prima angiosperma. hanno un apparato sessuale molto più grande che in ogni altra pianta vivente. Le spermofite più antiche tuttora esistenti sono le conifere.

le conifere oggi sono piante di altrettanto successo come al tempo dei dinosauri. Anche le angiosperme perfezionarono i meccanismi microscopici e relativamente go ffi di fecondazione delle gimnosperme. si può ridurre alle pure parti essenziali di stami maschili poll iniferi e di stimmi femminili per ricevere il polline. comparsi per la prim a volta nel Carbonifero. Darwin considerava «un deprecabile mistero» l'origine delle piante fiorenti. Nel capitolo precedente h o fatto menzione del modo con cui i semi delle angiosperme si sviluppano entro s trutture chiuse. dei quali i dinosauri sono i più famosi. Queste antofìte o angiosperme ebbero un buon trampolino a loro disposizione. colori e caratteri segnaletici. che protegge e mette in mostra il polline e gli ovuli ed è progettata ti picamente per assicurare la fecondazione. e la goccia d'impollinazione delle gimnosperme sparì. rese possibile o piuttosto necessario . permettendo loro di mantenere le dimensioni che av evano in tutti i grandi rivolgimenti geologici e conseguenti mutamenti di clima. mentre la maggior parte di queste schiatte pri mordiali continuava a vivere quasi immutata. ma la maggior parte fa affidam ento sugli animali. e inizialmente si rivolsero al polline. l'ultimo dei gran di gruppi vegetali a svilupparsi. Tuttavia. f oglie e sistemi di rami che esse continuarono a perfezionare. Per distrarli da questa abitudine le piante misero a punto un surrogato.grazie alla loro attua le utilità per l'uomo. detta stimma. Contemporaneamente elaborarono le attrezzature riproduttive. Questi furono i precedenti che portarono alle piante fiorenti. LA FIORITURA FINALE. Alcune piante vennero a di pendere da singole specie d'insetti. tessuto vascolare e di sostegno. La maggioranza si originò però nel Cretaceo. e in seguito anche di altri animali quali uccelli e pipistrelli. mentre in realtà un mutamento apocalittico nelle condizioni d i esistenza spazzava dalla faccia della Terra molti gruppi di animali. Nonostante il prolungato immobilismo in termini evolutivi. Abitualmente il fiore delle angiosperme è molto più elaborato di quello delle gimnos perme: si tratta di una struttura compatta ricavata almeno in parte da foglie mo dificate. Ma non ci sono ovvii precedenti fossili. di modo che si svilupparono dispositivi com plessi per quell'insetto e nessun altro. nel quale è archiviato il polline delle ninfee. Alcune angiosperme vengono impollinate dal vento. su una parte di questi carpelli si sviluppò una superficie ricettiva per i grani d i polline. Proprio per questo l'evoluzione del fiore è stata tanto rapida . Per citare Bell e Woodcock. Forse questa apocalisse accelerò effettivamente lo s viluppo improvviso delle piante antofìte. come nel caso di certe erbe e delle euforbie. il net tare.un numero molto maggiore di nuovi adattamenti di quant i ne avessero le piante in precedenza. mentre i loro fiori si facevano sempre più attraenti agli occhi degli insett i sfoggiando profumi. dette carpelli. Capitolo 4. non esistono inequivocabili «anelli mancanti». «in confronto c on l'eleganza citologica della fecondazione di un'angiosperma. il rozzo sperma a . che inizialmente contengono sacchi embrionari. ma sono chiaramente di tipo intermedio. cioè i fiori. La loro struttura legnosa forte e flessibile rappresentò un g rande miglioramento rispetto alle ramificazioni rigide e fragili dei licopodii e degli equiseti arborescenti. Progredirono rapidamente in modo particolare gli insetti. Il grande numero di specie d'insetti. a quanto possiamo sapere sulla scorta del polline foss ile.nel caso ne avessero bisogno . verificatisi alla fine delle Ere Carbonifere. in condizioni topografiche e climatiche q uasi uniformi.Queste venature non si possono definire anelli mancanti. cercavano cibo. o "anto fìte". Il polline di per sé non è mai mobile. eredi tando dalle gimnosperme semi già molto evoluti. Le prime piante fiorenti. comparvero proprio sul finire del periodo Giurassico. ed hanno ricevuto n uove prospettive di vita . Nella registrazione lasciataci dai fossili esse comparvero senza dubbio del tutto improvvisamente in un momento in cui succedevano poche altre novità sul fro nte dell'evoluzione. Altre antofìte a ssai antiche appartengono al gruppo rappresentato oggi da magnolie e ranuncoli.

E" poss ibile che la forma dei cotiledoni ricordi quella delle foglie delle piante anten ate. o "xilema ".giusto il caso dell'arcaica ninfea un complesso o corredo può fondersi a poco a poco con quello vicino senza differe nziarsi bruscamente (i petali interni possono fondersi con gli stami. ma una pianta da un'impressione così peculiare .sepali. Il gruppo ha uno spiegamento di forme di vita assai più esteso di qualsiasi altro. sia per dim ensioni sia per abitudini di crescita e durata del ciclo vitale: fattori tutti c he comportano conseguenze di vitale importanza ai fini dell'adattamento a quasi ogni nicchia climatica e topografica. né alcune altre meno vistose.nterozoico delle cycadine non è solo barbaro. queste foglioline germinali tra l'altro hanno forma di solito affatto diversa dalle foglie delle dicotiledoni adulte. che compariranno in seguito qua e là nel testo. Probabilmente la scissione delle piante fiorenti in quest i due gruppi distinti è avvenuta molto presto nel corso della loro evoluzione. Grazie ai loro ef ficaci sistemi di riproduzione. Le caratteristiche fiorali possono anche ricordare l'antichità delle origini. I due gruppi sono ugualme nte diffusi sul globo. come risult a dalla descrizione datane al capitolo 6. per cinque. sebbene le dicotiledoni siano in generale assai più variate delle monocotiledoni. come le magnolie e le ninfee. le angiosperme poterono riprodursi sulla terra a sciutta e praticamente in qualsiasi punto della terra. Caratteri di relativa primitività si possono intuire anche dal seme il cui dispositivo di chiusura . nel caso delle monocotiledoni . altri peta li invece con i sepali). le dicotiledoni più sovente hanno parti disposte per quattro. Una riproduzione più spiccia e lo sviluppo d'individui nuovi s ignificano possibilità potenziali di mutamenti in continuo crescendo. o cotiledoni. Ogni parte componente può trovarsi ripetuta in più copie. le "monoco tiledoni" e le "dicotiledoni". Esistono due gruppi distinti e di maggior rilievo di piante fiorenti. Solo dall'esame dei cambiamenti di struttura del legno. Alcune delle piante più primitive sono riconoscibili ancora oggi.definita da Ronald Good come u na specie di «esecuzione aerodinamica».che chiunque abbia a che fare abitualmente con le piante ben di rado si trova in imbarazzo n ello stabilire il gruppo di appartenenza d'una pianta. costituisce un caratte re infallibile di diversificazione. Infine il gruppo approntò i nnumerevoli e spesso ingegnosissimi modi atti ad assicurare la dispersione dei s emi. Nessuna di queste differenze.separa le piante fiore nti dalle gimnosperme a semi nudi e delle sporofite. si può dedurre con la massima accuratezza la posizione evolutiva di una famigli a vegetale. il quale è ripiegato semplicemente in modo che gli orli della crosta comb acino su un lato. Questi due vocaboli. Le antofìte si svilupparono rapidamente. stami. e d ogni singola parte si troverà separata da quelle vicine.in un carpello a scatola . o in numero indefinito. Le foglie delle monocotiledoni sono tipicamente strette e allun gate.monocotiledoni siano discendenti delle dicotiledo ni originarie. come ad esempio le trombe composte dai petali di una convolvolace . stimmi e carpelli. Lungo questa giuntura compare nelle antofìte più primitive la supe rficie degli stimmi ricettivi al polline. con nervature parallele contrastanti con quelle reticolate e le foglie a f orma assai diversa dalle dicotiledoni. sviluppando parimenti le possibilità della riproduzione asessuata mediante ar tifici vegetativi. L'anatomia del gambo è diversa. mentre le monocotiledoni hanno quasi s empre fiori con parti disposte a tre a tre o multipli di tre. In seguito gli stimmi si sposteranno s ulla sommità del carpello. I fiori con parti evide ntemente fuse. ed è altrettanto probabile che le . I carpelli più semplici hanno un tipo di chiusura che ricorda un oggetto avvolto nel lembo della crosta di un a torta. o in strutture specializzate al di sopra di esso. petali. Molte delle prime antofìte si sono completamente estinte: la flora del primo Cretaceo dev'essere stata di aspetto molto diverso da quella att uale. Il f iore contiene vari corredi separati di parti componenti . ed ha una configurazione generale così distinta . diventando dominanti verso la metà del lung o periodo Cretaceo. si riferiscono specificamente alle piante che hanno semi con u na o due foglioline. proprio come la presenza delle branchie nei feti dei mammiferi ricorda i pe sci progenitori. Nei fiori più primitivi . sembra però che gli antenati principali delle odierne angiosperme ap partenessero a un altro gruppo di piante senza stretta rassomiglianza con i loro discendenti ultimi. ma anche primitivo».

e delle specie parassitarie. Condizioni del genere testimoniano a favore dell'adattabilità e del vigore colonizzatore delle piante fiorenti. Ad esempio le foglie dell'alberello Cercidiphyllum di quest'epoca sono rimaste quasi immutate nella specie attuale. cominciarono a comparire verso la fine di questo periodo. Diversam ente da quanto si potrebbe sospettare. La comparsa e la diffusione delle angiosperme avvennero in concomitanza con l'ul tima fase importante dei mutamenti geologici sulla Terra. come accade per le erbe. platani. Le piante annuali. A loro volta gli alberi si separ arono da queste piante che portano grossi frutti carnosi di grande richiamo per gli animali. probabilmente sono venute molto dopo. che portò alla formazion e di rilievi montuosi comprendenti anche le Alpi e l" Himalaya nel Miocene. cui apparteng ono le margherite. mazze sorde). i giunchi delle Typhaceae (sale. come nella famiglia delle composite. una conifera a foglie caduche scoperta solo nel 1945 dopo che veniva ritenuta estinta. comprendenti ad esempio le fam iglie dei ranuncoli e delle ninfee. L'Eocene vide l'affermarsi dell'insediamento di molti tipi di Spiante sostanzial mente moderne. con cicli vitali più brevi ma anche maggiori capacità di mutamento. che scoraggiò la crescita degli alberi e incoraggiò le piante a rinnova re costantemente le loro strutture dalla base. almeno per certi gruppi di famiglie. e naturalmente hanno mas sime possibilità potenziali di attuare mutamenti.che sono pi ante senza clorofilla . Quando un organo si è modificato per svolgere una funzione completamente nuova. Sulla scorta degli indizi disponibili pare probabile che le angiosperme più remote fossero alberi. le Ranales.faggi. e una schiera di piante a foglie caduche ben note . Altri cambiamenti si originarono con la comparsa degli anima li erbivori. e nell'Utah è stato trovato un fico d'India fossile somigliantissimo a quelli del giorno d'oggi. Alberi come pioppi e plat ani sono pure noti dal primo Cretaceo. evolvendo verso gli alberi con semi più piccoli ed asciutti in grado di venir portati fuori dalla foresta tropicale e di colonizzare progressivamente habitat meno favorevoli. co me è accaduto per le foglie delle piante carnivore e delle drosere. le magnolie e i tulipiferi. Compaiono in que sto periodo molte famiglie di piante affatto nuove: tra le piante molte erbe da prateria moderne. comparsi probabilmente nelle regioni più calde del globo a formar e foreste alquanto simili alle odierne. niss . Da quegli alberi si svilupparono piante rampicanti del tipo delle liane. che pure sono mo lto differenti tra loro per parecchie caratteristiche. a nch'esse erbacee. querce. Su quello che oggi è il Circolo Polare Artico viveva una flora somigliante a quella dell'Europa attuale. e lo stabilirsi nel Pliocene di continenti ed oceani pressappoco nel loro contorno a ttuale. ed eccezionalmente in mare. Oggi tutti gli alberi delle regioni subartiche hanno p iccoli semi secchi. E" già stato fatto cenno a come i fossili più remoti appartengano alle piante che no i consideriamo le antofìte più primitive. Pare probabile che le composite altamente organizzate (margherite). come nel caso delle epifite arboricole. cespugli e infine piante erbacee: quelle senza stelo o gambo legnoso declinavano riducendosi a un ciuffo ad ogni stagione. le orchidee e le erbe.a. a nord dell'attuale circolo polare assieme alle pian te cedue prosperavano estese foreste di sequoia eocenica. noci. o come nei fiori di erba San Pietro e di cerfoglio selvatico tra le ombrellifere. il cui risultato finale è dato da un "capolino". le piante fiorenti acquatiche non si orig inarono dalle specie acquatiche più primitive: si tratta quasi certamente di piant e erbacee che tornarono a migrare nelle acque dolci. sta nel la produzione di numerosi fiori riuniti in una testa compatta. Nel Miocene le foreste cominciarono a ritirarsi. Cominciarono a signoreggiare le piante a foglie caduche. sono probabilmente di tipo più progredito. e presero ad estendersi le prat erie man mano che crescevano d'importanza i mammiferi erbivori. stiance. Se non altro queste epoche corrispond ono a periodi di grandi movimenti geografici: le argille eoceniche londinesi con tengono in numero notevole frutti e semi che dimostrano come allora la flora del l'Inghilterra meridionale assomigliasse a quella attuale dell'India e della Male sia. o quando una p ianta cambia tutto il suo metabolismo alla stregua delle saprofite . oppure si sceglie un nuovo habitat. Altra segnalata tendenza evolutiva. ci sono altrettante probabilità c he si tratti di mutamenti relativamente recenti.

Le succ essive glaciazioni restrinsero le piante dei climi temperati in aree molto più rid otte di prima. Q uesto processo è chiamato fotosintesi. che hanno cessato di lottare per affermarsi. ma vi sono molte piante in cui le foglie sono state sostituite da steli. tale da renderle indipendenti dalle fonti esterne di carboidrati. determinarono infine la distribuzione vegetale che vediamo oggi. che per alcune piante accelerano e normemente i processi sopra accennati. restringendo le superfici trop icali e delimitando le regioni temperate settentrionale e meridionale. Indipendentemente dalle attività umane. sebbene certe piante in condizioni di scarsa luminosità riescano a produrne più di altre. Contemporaneamente viene c eduto ossigeno. dopo un rapido ritorno delle foreste avvenuto circa 8000 anni or sono. Talvolta anche le radici sono verdi. La fotosintesi è localizzata di norma nelle foglie. ad eccezione di pochi casilimite di organismi unicellulari. qualunque sia la loro complessità. il fattore che differenzia totalmente l e piante da tutti gli animali. Fatto abbastanza curioso. liquidambar americani. non c'è motivo di dubitare che continui l'e voluzione naturale. A confermare la teoria della deriva dei continenti ha contribuito la distribuzione di piante imparentate tra loro che vivono nella parte meridionale del Sudamerica. respingen do le piante subtropicali e tropicali nella fascia attorno all'equatore. Capitolo 5. sequoie e cedri. Essi tuttavia non sono ancora troppo vecchi per far esperienze. La produzione è regolata dalla quantità di luce disponibile. come mi arrischio a prevedere a conclusione di questo libro. e costituisce una prerogativa unica delle p iante. La clo rofilla impiega questa energia radiante per combinare l'acqua e l'anidride carbo nica e per produrre zucchero sotto forma di glucosio. Nella seconda parte del Quaternario le regio ni polari si coprirono di una coltre di ghiaccio. La grande invenzione del regno vegetale. e pasticciano con medicine. l'uomo costituisce oggi l'agente più importante per portare avanti l'evoluzione e la distribuzione delle piante. e si forma con rapidità veramente sorprendente nelle foglie tenute artificial mente al buio.a una comunità di esseri umani di mezza età e favor iti dal successo. Nel Pliocenico l'Europa aveva ancora piante che ora sono confinate alla Cina e a ll'America settentrionale. arancio e azzurro. è la clorofilla. Continuò l'abbonda nza delle conifere. Difficile immaginare un mondo vegetale diverso e. nonché nel centro d ell'Africa e nella parte centrale dell'America Meridionale. ed og ni altro genere di complicate sostanze chimiche. quali pini. Sebbene la c . Come verrà dimostrato nella seconda parte di questo libro. salvo che i l ferro dell'emoglobina viene sostituito dal magnesio nelle piante. sia che si tratti di un'alga unicellulare quanto di un albero gi gantesco in una foresta. ma non tutti i raggi contenuti nel lo spettro della luce solare . filadelfi. come i giacinti e gli altri bulbi che noi sottoponiamo alla forza tura invernale per avere fiori primaticci. alberi di Giuda. in Sudafrica e in Australia.quelli di colore rosso. gambi. hanno una vita sessuale incredibilmente varia con partner di og ni tipo immaginabile. dal momento che compaiono nuove specie selvatiche. e. ci sono probabilità che non si possano verificare u lteriori evoluzioni in massa.e. e si mostrano in giro con vestiti di ogni genere. In questo periodo cominciarono ad insediarsi le speci e delle piante che conosciamo oggi. profumi e pomate strane. talvol ta notevolmente discontinua. eccetera. La clorofilla è un pigmento che assorbe alcuni. ed è fin t roppo controllato dall'uomo odierno. non appena esse spuntano alla l uce. La clorofill a si forma quasi istantaneamente nelle piantine. LA GRANDE INVENZIONE. Le piante fiorenti che osserviamo oggi si possono paragonare . picciòli e rami che si assumono la funzione della fotosintesi. una parte della molecola di clorofilla assomiglia a qu ella dell'emoglobina che forma il pigmento del sangue dei mammiferi.parafrasando quan to hanno detto Bell e Woodcock . Una pianta contiene q uesta sostanza. Il tema di questo libro è costitu ito in gran parte dagli esperimenti e dalle esperienze attuali delle antofìte o pi ante fiorenti. Il nostro pianeta pare in fase di quiete.

degli occhi dei vertebrati. L'energia così liberata va a fabbricare la struttura della pianta per moltiplicazione cellulare. Naturalmente la fotosintesi s'interrompe al buio. Il consumo di ossigeno. g ambi e tronchi s'ispessiscono. Vengono prod otti altri «capitali di riserva» sotto forma di grassi. Nell'alga unicellulare Meugeotia si dispongono di c oltello rispetto alla sorgente luminosa se la luce è eccessiva. L'eccedenza alimentare viene immagazzinata. detti cloroplasti. è la combinazione di un trasduttore e di un amplificatore. in termini tecnici. le cui funzioni permangono alquanto misteriose. mentre ad esempio un leone deve consumare energia per cacciare ed uccidere. e in senso verticale con luce intensa. sia pure molto fievole. passivo e remissivo. gli zuccheri sono convertiti in carboidrati più c omplessi sotto forma di amido dove può venire imprigionata l'energia. e co n l'energia fornita dalla luce le combina in una molecola di glucosio.lorofilla sia sostanzialmente verde. nelle alghe i corpi equivalenti si dicono cromoplast i. L'energia contenuta nel glucosio è disponib ile subito. Il glucosio prodotto nel corso della fotosintesi rappresenta il punto di partenz a di tutto il metabolismo della pianta . Questi cloroplasti sono stati definiti «gli schiavetti verdi» che consentono a una p ianta di condurre un'esistenza calma e passiva. corrisponde ad una combustione. si può mascherare con pigmenti di diverso col ore. La fotosintesi prende sei molecole di anidride carbonica e sei di acqua. e permette alla pia nta di usare l'energia accumulata prodotta di giorno. se vuole procurarsi carne. che contribuiscono a costrui . Liquidi e minerali parimenti richiesti per la cre scita vengono convogliati attraverso i canali. esattamente come gli animali. e gli organi di riproduzione giungono a maturazione. e si può paragonare a quelli usat i in astronautica per convertire l'energia radiante in energia elettrica. e tutti di faccia quando c'è poca luce. e si trova sempre associata al pigmento giallo xantofilla ed al carotene di colore gialloaranciato. e molta parte di essa viene convertita rapidamente. In alcune piante i cloroplasti si muovono all'interno delle cellule in risposta alle condizioni di luminosità. quando si passa dalla luce al buio. od "ossidazione". e sono quelli ch e conferiscono alle alghe le loro tinte variate. per impedire che la luce eccessiva danneggi i cloro plasti vitali. all 'interno di cellule adatte. E" sta to dimostrato che questi processi sono reversibili: le piante emettono effettiva mente luce. Il cloroplasto agisce come semiconduttore. I cloroplasti presentano impressionanti somiglianze con le cellule a bastoncini. mediante una cat ena di complicate reazioni in 38 molecole di trifosfato di adenosina. e di notte la pianta emette an idride carbonica e consuma ossigeno. i rami mettono più foglie per effettuare altra fotosintesi. Spero di riuscire a dimostrare con questo libro che in realtà una pianta non è per nulla un e ssere calmo.i clorop lasti infatti sono minuscoli dischetti con diametro inferiore a un micron . Questa «valu ta energetica» universale è l'elemento attivatore di base di tutte le attività cellula ri e di tutti i processi di crescita. Un bastoncino visivo. Nelle a lghe compaiono altri pigmenti a dare man forte alla clorofilla. Nelle piante superiori la cloro filla si trova sempre in corpi distinti e di varia forma.si o sserva che hanno una struttura che ricorda molto da vicino un radiatore. e i settori assorbiti dello spe ttro della luce solare corrispondono chiarissimamente all'ambito visivo dell'occ hio umano. per un breve intervallo di tempo. la rete di comunicazione viene ma ntenuta attiva. In ambedue i casi entrano in gioco rapidissime reazioni fotochim iche. che converte uno stimolo luminoso in una segnalazione nervosa . un cond ensatore o un accumulatore elettrico. ammucchiat e ed avvolte in un unico strato membranoso. mentre ve ngono cedute sei molecole di ossigeno. o ricettori visivi.la produzione di energia per la crescit a. perché di solito sono di colore diverso dal verde. Se si ingrandiscono fortemente questi due corpi pigmentati . per cui le radici si allungano. Però abitualmente entrano in funzione di spositivi filtranti passivi. Nelle foglie sottili delle lenticchie palustri i cloroplasti si dispongono orizzontalmente lungo le pareti delle cellule quando la luce è fioc a. Il cloroplasto è un convertitore di energia che cambia l'energia della luce in e nergia chimica. Uno scrittore li ha paragonati a un mucchi o di parecchie centinaia di palle cave appiattite per schiacciamento.

perché sono tutte circondate dai minerali e dall'anidride carbonica presenti nell'acqua. e di proteine. Non v'è dubbio che siano effettivamente piante.per quanto presenti in soluzione nell'acqua .sono a concentrazione più bassa che non nell'aria. Sprovvisti di clorofilla. ma con scadenti condizioni di nu trizione. e molto più basso nel caso d elle piante che restino inattive per una parte dell'anno. la foresta tropicale piov osa più di 20 volte. di cui si può dire che maschera la respirazione diurna. ma questi agenti di collegamento del regno vegetale . o un poco del fogliame adulto è in parte ombreggiato. o fìtoplankton. Pertanto molte piante acquatiche hanno un tessuto molto spugnoso. A luce intensa e nelle migliori condizioni di nutrizione una cellula produc e molte più proteine che carboidrati. dove l'aria si diffonde uniformemente in tut ta la pianta. Sembra probabile che si tratti di un progresso evolutivo. Dobbiamo fare un'altra eccezione per i funghi. può sciupare metà del carbonio assimilato attraverso la fotosintesi. Oltre ad alcune d ifferenze nei processi chimici interessati. perché l'atmosfera odierna è meno ricca d'anidride carbo nica di quanto non fosse durante le Ere Carbonifere.virtualmente cellule elementari . Il tasso di trasformazione medio di tutta l'energia radiante disponibile in ener gia chimica è inferiore all'1% in una specie coltivata.5 volte superiore. essi no n usano la luce solare per produrre energia. Consumare energia in realtà significa respirare. come la maggior parte delle piante. Un fattore limitante è dato dalla bassa concentrazione di anidride carbonica nell' aria. Talvolta ne hanno tanto da secernerlo attivamente attraverso le foglie o altre parti. Le piante tetracarboniche sono invariabilmente tropicali o subtropical i. Le piante del tipo delle alghe assorbono tutti gli zuccheri che producono. che è di sole tre parti su 10000.ha la produttività più bassa . Questa attività respiratoria a volt e continua anche di giorno. come nel gambo delle ninfee. ma hanno approntato mezzi propri pe r ricavare nutrimento dalla materia in disfacimento o vivente. come vien e definita. e l'anidride carbonica prodotta viene reimpiegata immediatamente nel processo di fotosintesi. Il plankton vege tale. mentre granoturco e canna da zucchero hanno produttività superi ore rispettivamente di 25 e 35 volte. In alcuni casi questa caratteristica conferisce ulteriori possibil ità di galleggiamento. e sono resistenti alle condizioni di sicc ità. ma in cambio non hanno bisogno di convogli are sostanze alimentari per l'organismo. . queste piante (dette talvolta piante tetracarboniche o a debole germogliazione) hanno cloroplasti di due tipi. Le piante acquatiche devono risolvere problemi particolari se si trovano per mol ta parte sommerse. solo lievemente migliorata nelle erbe delle regioni temperate. A luce debole le proteine e i carboidrati pr essappoco si bilanciano. Una foresta di betulle opera con efficacia circa 6. provengono spesso da regioni aride. Esse hanno un mecca nismo efficientissimo per fissare l'anidride carbonica. Alcune piante. Anche questa cifra bas sa tiene conto dei periodi in cui tale coltura non ha le foglie tutte aperte. sono in grado di operare la fotosintesi più efficacemente di altre e a concentrazioni più modeste di anidride carbonica.re le cellule. ed anche delle condizioni clim atiche in cui ad esempio le nuvole possono ridurre l'intensità luminosa fino al 5% di quella che splende a pieno sole. perché ossigeno ed anidride carbonica . Le piante terrestri che dispongo no di maggiore luce producono talvolta più zucchero di quanto occorra loro ai fini dell'accrescimento. che comprendono specie tetracarboniche tropicali e specie delle regioni temperate a ciclo ordinario. i grassi hanno il sopravvento sulle proteine. e lo impiegano per produrre nettare zuccherino o secrezioni ghiandolari per altri scopi. ogni eccedenza va ad ispessire le pareti delle cellule di cellulosio e ad aggiungere rinforzo. oppure grandi canali a perti. Però questa «fotorespirazione». misurati in accumulo di carbonio per ogni singola area. e non sprecano carbonio nella respirazione diurna. Quanto sopra si rileva nettamente confrontando i tassi di produzione di diverse piante. che formano il costituente principale del protopla sma. come la canna da zucchero e d altre erbe tropicali. ma a un tasso molto ridotto. uno d ei quali contiene molto più amido e funziona all'occasione da riserva temporanea d 'energia. Esistono parecchi generi. Esse non sono in grado di effettuare la fotosintesi come le piante ter restri a causa della luce più limitata. Invece con buona luce.

quello di un polipo.ivi compreso il plankton oceanico di alghe microscopiche . Anche questa semplificazione ci lascia moltissime varianti nella crescita e nell e abitudini delle piante. sono veramente fuori del comune. non ha bisogno soltanto degli alimenti prodotti dall'e nergia radiante tramite la fotosintesi. una pianta n on ha muscoli. e nell' anno successivo fioriscono. Una pianta può riuscire a riparare una lesione rigenerando alcune parti. oppure morire. dovrà cavarsela lì. Forse le piante assomigliano maggiormente a polipi e coralli per il loro modo di vive re. Le funzioni sessuali delle piante sono paragonabili a quelle degli animali per la loro complessità. In questo capitolo intendo tracciare il profilo di una pianta «ideale» nel suo insie me. l'uno ha l'emoglobina e l'altra l a clorofilla. e naturalmente l'acqua. Più che altro per amor di semplicità dovremo considerarla una pianta fiorente o una conifera. assumendo la forma di una specie di nodo carnoso senza foglie o gambi. ma è in grado di effettuare le funzioni aspirantiprementi di una po mpa. Capitolo 6. Le piante che vivono per parec chi anni e fioriscono ogni anno a maturazione si dicono perenni. Altre piante sono legnose e hanno per lo più maggiore durata. che in parte le assomiglia. La pianta non può scegliere il posto dove dovrà crescere. Alcune ad ogni primavera drizzano steli o gambi carnosi che fioriscono ed appassiscono prima de ll'inverno. Anzitutto c'è la durata della vita. dove solo le radici restano attive. Calcolati su scala mondiale.si aggira sulle 14 per 10 alla decima potenza tonnellate di mat eria organica. o qualsiasi altro periodo di ripos o che possa decretare il clima. appartenente cioè ai tipi di piante più noti alla maggior parte della gente. Altre sono biennali. abbiano parti superiori erbacee che . ma che comunque non si può paragonare in nessun modo a quello di nessun animale dotato di capacità di spostamento. i r isultati di questa attività danno le vertigini. Molte piante acquatiche hanno un comportamento analogo. i movimenti ed ogni minimo particolare del la loro organizzazione. poiché passano gli inverni freddi in riposo. Sono le erbacee pe renni. mentre le piante dispongono di me todi per controllare l'accrescimento. quel loro ripetersi in elementi simili.poniamo . Una volta germogliato il seme. ancorata in un modo c he ricorda . Alcune piante sono annuali. Una pianta. La pianta trascorre questo tempo. vivo no tutta o gran parte della loro esistenza in una sola stagione . sotto forma di un intrico o ciuffo o pezzo di le gno più o meno sotterraneo. Gli animali sono forniti di occhi. svernano. L e piante terrestri da sole creano ogni anno 150 miliardi di tonnellate di materi a nuova. e che compongono il grosso della vegetazione del giorno d'oggi. Gli animali hanno un sistema nervoso. Un a pianta ha cellule dotate di massicce pareti che le impediscono di assumere cib o in un modo che ricordi anche lontanissimamente i processi usati dagli animali. danno semi e muoiono. e del posto che occupano nell'ordinamento globale di t utte le cose. E" stato calcolato che la crescita o la produzione annua delle piante . sebbene alcuni suffr utici. stabilirsi e nutrirsi. L'animale ha il sangue. In termini energetici questo corrisponde molto approssimativament e all'erogazione di due miliardi di grosse centrali termiche o idroelettriche. grazie a sostanze chimiche funzionanti da messaggeri. INGEGNERIA NATURALE. per crescere. la pianta ha la linfa.sprovvisti di clorofilla. le piante di cloroplasti: questi organi reagiscono alla luce e funzionano in manier a analoga. la loro struttura ed architettura ge nerale. pochi animali vi riescono. che tanto spesso fungono da agenti principali per rig enerare materie nutritive semplici dalla complessa farragine dei corpi animali e vegetali in decomposizione.e alcune di qu este piante a vita breve si dicono addirittura effimere. Tanto le piante quanto gli animali hanno lo scheletro. più le secrezioni ghiandolari che costituiscono un secondo impianto di comandi. iniziano la loro vita un anno. perché vivono solo poche settimane. legnosi solo in prossimità della base. perfino le piante carnivore arieggiano solo superficialmente il modo di fare de gli animali. ma deve avere a sua disposizione anche c erte sostanze minerali.

tutta la pianta muore. ma molte rappresentano curiose fasi intermedie. e un altro gruppo ar boreo . come cert i funghi. o sche mi di accrescimento. e verranno trattate nei particolari nei capitoli successivi.qual è la parete di un pelo radicale . sebbene queste categorie si sovrappong ono immancabilmente. Le sostanze minerali contenute nelle cellule di solito si trovano in rapporti molto diversi da quelli delle sostanze minerali contenute nel suolo esterno. La Spathelia simplex. Questo significa che quando esiste una membran a porosa . queste forme estremamente specializzat e di adattamento sono del tutto estranee all'argomento generale di questo capito lo.possono perire in inverno. l'erba traspira tra maggio e luglio una quantità d'acqua corrispondente a oltre 1000 tonnellate. Le valutazioni dell'entità della traspirazione variano moltissimo. La loro assenza può portare a morte una pianta. annuali e perenni. è piantata diffusamente a Giama ica a scopi ornamentali: può raggiungere l'altezza di 15 metri. per gli alimenti. Questa perdita d'acqua si dice traspirazione ed interessa quantità enormi di acqua. sebbene il suo tro nco abbia solo il diametro di circa 8 centimetri. Tra le piante erbacee e legnose. E" il caso delle meno scorrette saprofite. uncinarsi o stendersi su superfici od altre strutture vegetali. ma sono n ecessari anche altri sali. Il terzetto principale è costituito da azoto. in questa sede. e sono dette "monocarpiche". Alcune piante vivono per parecchi anni. me tà erbacee e metà cespugli. però la pianta assume e perde molta più acqua di quanto le occorra per tale proc esso. e che come loro non hanno clorofilla. sebbene molto dipenda naturalmente dalla natura del suolo interessato. per altre assai di più.quello delle spatelie . e il boro. Dopo 8-10 anni produce un ciuf fo enorme di fiori rossi alto fino a un metro e mezzo. L'acqua viene assunta per osmosi. ma picc oli esperimenti hanno dimostrato che più o meno per ogni ettaro di terreno che pro durrà alla fienagione tre tonnellate di fieno. i forestali e i giardinieri si spingono troppo avanti quando devono b ilanciare questi minerali nelle quantità «giuste». che consentono loro di attaccarsi. in quanto costi tuiscono eccezioni veramente affascinanti alla regola generale. ferro e altri metalli. Il motivo principale per cui viene assunta l'acqua è perché collabori alla fotosinte si. Gli ag ricoltori. dipendenti in misura maggiore o m inore. e questo è il motivo per cui le agavi sono spesso chiam ate «le piante dei cento anni».è imparentato con l'arancio. come è il caso di numerose bromeliacee. quali la salvia e la lavanda. ve ne sono molte che si arra mpicano e formano lunghi gambi a rapida crescita. A noi. forniti di dispositivi. che vivono sulla materia in decomposizione. i cespugli hanno molti steli o tronchi relativamente corti. Per capire le funzioni delle parti di una pianta bisogna considerare il suo meta bolismo e le necessità create da questo ricambio. calcio. Esistono anche svariatissime specie parassite. Le piante legnose si di vidono grosso modo in cespugli ed alberi. in un periodo poco p iù lungo le patate traspirano 570 tonnellate d'acqua per mezzo ettaro e danno un r accolto di due tonnellate. di solito con una corona o chi oma di rami. ma per un accrescimento normale e sano occorrono sali inorganici in maggiore q uantità. Oltre alla traspirazione attiva si verifica anche per . fosforo e potassio. Il modo in cui una pianta assume e assorbe i minerali fa parte di un complicato pro cesso elettrochimico noto come trasporto ionico. magnesio. mentre gli alberi ne hanno tipicamente uno solo. Q uesta semplice legge di natura agisce in molte sedi. Per alcune di queste occorrono dieci anni perché giungano a maturazi one. con un diametro di 2. ma possono dare fiori e semi una volta s ola. da altre piante. sodio. sebbene in quantità molto minori: tra essi quelli di zo lfo. importa sapere che tali sostanze vengono effettivamente assunte dalle piante. inoltre.una soluzione ad alta concentraz ione salina da una parte (ad esempio all'interno del pelo radicale) estrarrà acqua da una soluzione a concentrazione più bassa (esempio tipico l'acqua del suolo). opera con criteri decisa mente selettivi per quanto riguarda le sostanze che effettivamente assume o meno . sebbene ne occorrano quantità infinitesimali. Molte tra queste sono piante erbacee. quali le grandi agavi che formano rosette o «palchi» e le pu ye americane. o spatelia montana. la pianta. cellule interne comprese. Una pianta può vivere a lungo di s ola acqua e dei minerali ivi disciolti finché le sue foglie operano la fotosintesi .4 me tri: una volta che siano maturi i semi. detta anche «orgoglio dei monti». Alcune palme sono monocarpiche.

dita d'acqua per evaporazione. La lunghezza complessiva delle radici risultò di 622 chilometri. Ol tre ad assorbire dal terreno l'acqua e le sostanze minerali solubili indispensab ili per l'alimentazione. Pertanto le radici sono tenute ad assumere e convogliare grandissime quantità d'ac qua. A volte il gambo virt ualmente manca. non si tratta pro priamente di mantenere rigida la pianta dovunque ve ne sia necessità. che per lo più sono responsabili della perpetuazione della specie. è stata tenuta in una cassetta contenente all'incirca 1300 centimetri cubici di terreno. le radici ancorano la pianta al terreno. ment re quella dei peli radicali ammontò allo sconvolgente totale di 10620 chilometri. I primi s egni di conduttura centrale. almeno come fascio centrale. I due tipi di condutture sono nettamente differenziati nelle felci e nelle piante più progredite. variante a seconda dell'efficacia isolante della struttura fogliare. mentre si chiama floema quello del flusso discendente. La pianta di segale dell'età di circa quattro mesi. mentre un flusso in senso inverso porta le sol uzioni di zuccheri e di altri materiali organici dalle foglie alle radici e alle altre parti della pianta bisognose di sostentamento. dalla quale ricava le sostanze minerali. Nei due tipi di circolazio ne vengono immessi anche ormoni chimici ed altri «messaggeri». Questi tre settori appartengono tutti ad un sistema che associa la conduzione de i liquidi alla rigidità: è il sogno di molti architetti che vorrebbero un impianto d i condutture in grado di tener su tutta una casa. e allora le foglie spuntano dal colletto. Il colletto o i rami portano anche gli organi sessuali della piant a. variabile percentualmente tra il 70% e il 95% d'acqua nel tessuto plant are. nelle dicotiledoni lo x ilema forma un modello o disegno a croce dove il floema è situato tra i bracci del la croce stessa. Occorre acqua anche per tenere gonfie le cellule delle piante. perché la p ianta vive nell'acqua. Nelle alghe. mentre l'aumento medio complessivo della lunghezza del sistema r adicale di una pianta di segale matura è stato valutato sui 5 "chilometri" giornal ieri. ovvero le fabbriche della fotosintesi. dove abitualmente non c'è necessità di circolazione. però le sostanze possono anche migrare prontamente da un sistema circolatorio all'altro in senso orizzontale. Le due grandi classi di piante fiorenti . come accade in certe piante alpine.dicotiledoni e monocotiledoni . oggetto dell'esperimento in pa rola. Queste condutture si possono paragonare a una combinazione della circolazione sanguigna negli animali e di un sistema digerente. Il convogliatore principale del flusso ascensionale è noto con il nome di xilema. costrette in ogni caso ad assorbirne dal suolo più che possono. nonostante le dif ficoltà. e ad espandersi alla ricerca incessante di nuova umidità. si avvertono in vari muschi. Quindi la pianta ha fondamentalmente tre distinti settori a diversa funzione. si può trovare una robusta parte centrale di cellule collegate tra loro per procurare la consisten za necessaria e qualsiasi tipo di circolazione occorra . Tant'è vero che in certi casi. Misurazioni effet tuate hanno rilevato che singole radici di granoturco si allungano di 5-6 centim etri al giorno. sebbene non siano essenziali per il ricambio della pianta stessa: se ne tratterà nei capitoli seguenti. funzionante anche da rinforzo. Gli steli o tronchi più o meno ramificati so rreggono le foglie. Le radici portan o al gambo o al tronco. Di norma l'acqua viene portata alle foglie assieme ai minerali. Ciò significa che il sistema radicale ha spesso dimensioni enormi rispetto alla parte aerea della pianta. Il calcolo non tiene conto dei peli radicali. la cui crescita media giorna liera per una singola pianta di segale si aggira sui 90 chilometri giornalieri. nel caso che vi siano parecchi steli o gambi. talvolta tramite un «colletto» o punto di raccolta. le cellule non possono crescere con ritmo soddisfacente. come succede per vari alberi. Floema e xi lema iniziano dalle radici. L'acqua tuttavia non viene spontaneamente alle radici. ma piuttosto di conservare le cellule in buona salute ed efficienza. Invece nelle monocotiledoni i due corredi di cellule circolator . possono tra scorrere molti anni prima che la struttura possa crescere e maturare abbastanza da produrre fiori o organi sessuali. sebbene meno dell'1% dell'acqua assorbita venga poi trattenuto dalla pianta .ad esempio di ormoni. finché a un dato pun to la perdita d'acqua riesce fatale alla pianta.sono a lquanto diverse tra loro per la disposizione dei canali circolatori. Al di sotto di un dato livello. anche la più mod esta pianta annuale ha bisogno di un dispositivo di ancoraggio.

e lo fanno con un movimento a spirale mentre c ontinuano a crescere verso l'esterno e verso il basso. Le punte delle radici sono tenere e delicate. Se lo si taglia in sezione trasversale. Un diagramma dei fasci di una dicotiledone ricorda molto da vicino quello della circolazione sanguigna in un essere umano. sebbene le radici degli alberi possano affiorare dal suolo man mano che l'albero cresce. Il vero dispositi vo di assorbimento della radice si trova di solito proprio dietro la punta. La radice s'ingr ossa dietro la punta. e alla punta del germoglio entrano nel tessuto embrionario che cresce mag giormente o fiorisce.tradotto in termini molto semplici . a seconda dei casi. composto di cellule a perdere che vengono sostituite di continuo in punta.rivela uno schema molto preciso alla dissezione longitudinale: essi crescono obliquame nte. . di modo che un apice radicale si presenta di norma ricoperto di terra. I fasci disposti a cerchio nello stel o formano una specie di guaina aperta. Nelle prime. un tessuto dal quale dipende la crescita immediata tanto dello xilema a ll'interno. Tuttavia nelle dicotiledoni legnose. e contribuisce a dilatare una fessura del terreno dove può i ntrodursi la punta per i suoi sondaggi esplorativi. ogn uno dei quali è rivestito di fibre durissime e spesse. All'esterno dell'anima centrale di xilema si trova una guaina molto ristretta di cambio. gimnosperme comprese. Da principio le radici crescono verso il basso perché sono geotropiche. abbastanza somiglianti a si ngoli cavi elettrici. Ogni anno si forma un nuov o anello. ed è il motivo per cui lavorare con grossi tronchi vegetali è lavoro faticoso: inf atti è quasi impossibile segare un tronco di palma. Si proteggono dalle contusioni e d ai danni con un cappuccio protettivo alquanto somigliante a un ditale. ciascuno dei quali si compone di cellule maggiori e minori quelle più grosse prodotte in primavera quando la crescita è al suo apogeo ed ha lu ogo l'espansione generale.come si manifesta in una sezione trasversale . finché entrano nelle f oglie. qualora esistano piante in terreni di questo tipo. Nelle dicotiledoni questi fa sci sono disposti tipicamente in un anello esterno che circonda il midollo centr ale. per cui si ha un'anima centrale di xilema che si dilata c ontinuamente. un processo detto di «ispessimento secondario» si attiene nella sua disposizione a un modello schematico. con rami che proseguono verso gli steli o gambi laterali. di modo che . mentre il numero degli anelli c'informa sull'età esatta di un albero. mentre quelle più ridotte e più spesse vengono fabbricate in estate e in inverno. mentr e essa s'insinua incessantemente tra le particelle di terreno. e si ramificano e biforcano continuamente. lubrificando la punta della radice. Per lo più si trovano sotto terra. e muoiono in un su olo imbevuto d'acqua. e seguono l'attrazione esercitata dalla gravita terrestre. Tuttavia devono ben presto cres cere di fianco per cercare umidità. le pareti di q ueste cellule diventano mucillaginose. e questa prassi si c onserva anche in specie di grandi dimensioni quali le palme. mentre nelle monocotiledoni sono dispersi nei tessuti. e tanto meno sezionarlo pulita mente per esaminarlo al microscopio. quanto del floema all'esterno: miracoloso strato unicellulare che si scinde costantemente. L'apparente dispersione dei fasci di u na pianta monocotiledone . quando la crescita rallenta. data la gran quantità di fasci vascolari. Le piante erbacee prolungano i loro canali nei gambi e nei rami in un sistema di fasci vascolari dove si associano xilema e floema. il cui sviluppo può dirci se e come è stata buona la stagione di quel dato anno. mentre i fasci si scindono a vari e altezze per entrare in contatto con quelli delle foglie. che comporta grande spiegamento di forza . ciò signi fica che vi possono sussistere strutture speciali che fanno sì che l'ossigeno veng a assunto nel sistema radicale. Questi peli radicali sono in grado di afferrare veramente le particelle di terreno. si osserva che quest'anima è formata di anelli.lo stelo si basa su una rete intricata e allungata in senso verticale. sott o forma di una massa di peluzzi che si producono ininterrottamente presso la pun ta della radice e muoiono alle spalle man mano che la radice avanza.ie formano gruppi alternati e disposti a cerchio attorno a un midollo centrale. e in realtà incarna l'essenza stessa della crescita degli a lberi anche più giganteschi. le radici più vecchie sviluppano un nucleo centrale di xilema e un an ello esterno di floema. E" uno schema che ric orda quello di una struttura geodetica. Le radici hanno bisogno assoluto d'ossigeno.

se ne trovano da relativamen te larghe fino a lunghissime e strette. lasciando talvolta un limitatissimo rivestimento ester no. con pareti rafforzate da anelli. L'az ione pompante comunque non si verifica in tutte le specie. e non supera il metro. Inoltre la quantità d'acqua pompata rappresenta una f razione della quantità che va perduta da una pianta attraverso la traspirazione. siccità. ciò che per nostra fortuna migliora sovente la qualità del legno . altre hanno infossamenti e pertugi non soltanto alle estremità. Questo pompaggio op erato dalle radici dipende in larga misura dalle buone condizioni di crescita. e molte piante sono fornite a questo scopo di appositi pori all'estremità delle nervature. Nei primi giorni se ne ottengono circa 375 gra mmi al giorno. l'attività di conduzione si riduce progressivame nte ai soli anelli annuali più esterni. ad esempio. La risposta finale pare risieda nella tensione idrica combinata con la forza di coesione. lo xilema centrale non funziona attivament e. e finisce con il diventare una specie di area di scarico interno dei sottopro dotti indesiderati. Man mano che un albero invecchia. E" osservazione comune che i tronchi legnosi possono disseccarsi e decomporsi da l centro verso l'esterno. ispessimenti reticolati o butte rati. Una colonna d'acqua si può mantenere in uno stretto tubo producendo oppo rtuna tensione all'estremità superiore. A volte un a lbero ha vasi che vanno senza soluzione di continuità dalle radici alla corona dei rami. I dotti xilematici sono di norma legnosi e non contengono materia viva: si tratta in realtà di tubature di tipo spe ciale. Ma questo fenomeno d ipende dalla tensione superficiale per cui i liquidi salgono in tubetti finissim i. mancanza d'ossigeno e basse temperature sono altrettanti fattori che contribuiscono a limitarla. nelle pia nte a foglie caduche delle regioni temperate scompare dopo l'esplosione iniziale della crescita primaverile. Per mantenere tale tensione oltre la press ione atmosferica ordinaria. che può venir esercitata nel nostro caso da un gran numero di foglie in traspirazione attraverso i fasci vascolari sul fluss o xilematico principale di un albero. Inedia. Alcune pian te come i filodendri delle foreste tropicali trasudano umore dalle punte e dai b ordi delle foglie quando c'è molta acqua alle radici. I dati più alti si ottengono dalle piante dei deserti e degli acqui . asportando il germoglio fiorale non appena co mpare al centro della rosetta. Però si è potuto valutare la tensione presente in rami tagliati con u na tecnica speciale. spirali.) Come viene convogliata o forzata l'acqua su per lo stelo o il tronco di una pian ta? Si potrebbe pensare a un effetto dell'azione capillare. F orse solo l'uno per cento dell'acqua assunta viene trattenuto da una pianta. pe rché l'inserimento di qualsiasi strumento provoca il collasso della colonna d'acqu a sotto esame. la «pianta dei cento anni». e le misurazioni effettuate hanno dato risultati fino a ben 80 atmosfere. la lunghezza va da pochi centimetri a molti metri. di modo che i liquidi possono filtrare lateralmente attraverso le cellu le adiacenti . Il diametro di questi vasi tubolari varia da 20 fino a 600 micron in c asi eccezionali. e la quantità prodotta complessivamente nei 4-5 mesi che il fiore a vrebbe impiegato per giungere a maturazione è di circa 50 chilogrammi. ma anche lungo i fianchi. s pecialmente in corrispondenza delle radici. che però può sostenere una chioma di rami e di foglie e collegarla alle radici. L'entità dell'effetto pompante delle radici si può valutare dall'Agave ame ricana. (Un micron è uguale a 1/1000 di millimetri. in modo che una colonna ininterrotta d'acqua o di liquido possa perdurare senza soluzio ne di continuità.Una sezione trasversale di un tronco d'albero metterà in evidenza anche strette li nee raggiate che attraversano gli anelli annuali. bolle d'aria o altr e avarie. Queste condutture si dicono vasi e tracheidi. E" assai difficile misurare la tensione sugli alberi in vita. Si chiamano raggi e si compong ono di cellule non legnose che permettono alle sostanze nutrienti di attraversar e il raggio del tronco. Alcune sono aperte ad ogni loro estremità. La circolazione impegna cellule di vario tipo. bisogna far partecipare l'attrazione coesiva delle molecole d'acqua. con cui si potrebbe raggiungere un'altezza di 10 met ri. I Messicani ricavano da questa pianta monocarpic a un potente liquore detto pulque. Senza dubbio le radici esercitano in alcuni casi un'az ione di pompaggio che in alcune condizioni sperimentali è stata misurata sulle 8 a tmosfere. e raccogliendo tutta la linfa che subito trasuda e che poi viene fatta fermentare.fatto di grande importanza in caso di blocco.

Questa è l'essenza di un processo molto complesso. Queste pareti sono assai spesso disposte in senso obliquo ai lati lunghi della cellula. la colonna d'acqua può interrompersi e crollare molto facilm ente se i tubi vengono scossi o incisi. Ciò si può dimostrare con grande chiarezza esaminando il rapporto tra radici e tron chi. Il movimento delle sostanze alimentari nel floema è. I minerali del suolo si combinano in vari modi co n i materiali organici. o in uno stelo che oscilla al vento. mentre il processo di fotosintesi può funzionare solo se le radici mandano su acqua. a quanto pare. e poggiano sulle pareti delle cellule contigue. Inoltre si possono far combaciare lembi di un tronco d'albero mediante tagli pra ticati in parti diverse o anche opposte. E" pure importante il fatto che i rami superiori degli alberi a bbiano tensione più elevata che non i rami più bassi. Crescita e funzionamento delle radici vengono attivati in larga misura dagli zuc cheri erogati dalle foglie. che può venire strapazzata in molti modi. Se si crea artificialmente un sistema che convogli acqua in tensione entro tubi capillari. esso non viene neppure interrotto quando il gelo invernale provoca bolle d'aria nella linfa. e infat ti la linfa ascendente può contenere percentuali elevate di zuccheri. che devono risolvere problemi assai ardui per estrarre acqua da l loro ambiente. se possibile. mentre la linfa fogliare a s ua volta contiene molti minerali . Però non c'è dubbio che la linfa riesca ad attraversare le pareti delle cellule xile matiche. Quan to sopra può benissimo capitare ad esempio alle conifere dei nebbiosi Stati Uniti occidentali. Di norma un dato settore radicale rifornisce solo la parte dello stelo o ga mbo o tronco situata direttamente sopra di esso. i materiali circolanti li possono percorrere nelle due direzioni contemporaneamente. che vengono così saturate quando si verifica un blocco o un'interruzione. e le piante hanno capacità adeguat e al riguardo. sebbene no ve decimi della sostanza solida ivi contenuta siano dati dagli zuccheri o glucid i. si osserva che le corris pondenti parti sovrastanti non ne soffrono perché vengono indubbiamente rifornite con movimento laterale proveniente dal resto del sistema radicale. Una tensione di 30 atmosfere b asta a sollevare l'acqua a 150 metri d'altezza.la traspirazione e il convogliamento verticale dell'acqua sono dati di fatto. Ma se si toglie una parte delle radici.specialmente fosforo e potassio -. Si discute da molto te mpo se questi forellini a setaccio siano aperti o meno. dal momento che gli alberi più alti mai riscontrati variano dai 120 ai 150 metri d'altezza. Il flusso giuridico primaverile è così ricco che lo si può ricavare da certi alberi . specialmente in primavera. Però una recente indagine lascia intendere con forti argomenti che essi non sono aperti. stimolate dall'el evata pressione osmotica delle foglie. perché le cellule floematiche contengono materia viva. quando gli alberi mettono le foglie. ancora più straor dinario. alleviando l'entità del fabbisogno idrico e la necessità che venga tutto fornito dal sistema di convogliamento ascensionale. In ogni caso -sebbene la teoria della tensione e coesione possa presentare qualche pecca . ma costituiscono dei passaggi per certi cordoni longitudinali che contengono filamenti di proteine. Tra queste cellule predominano quelle dette a tubi cribrosi. Un'altra teoria fondata su osservazioni recentissime ritiene che gli zuccheri siano mossi dalla corrente di contenuto cellulare (citoplasma) tra le cellule. Non ultima particolarità di ques ti tubi cribrosi è il fatto che. contraendosi ritmicamente per spingere la soluzione zucc herina lungo le cellule tubolari collegate tra loro.trini salmastri. Va ricordato infine che è stata fatta anche l'ipotesi che gli alberi molto alti po ssano assorbire umidità atmosferica. Se sono aperti. ad ogni est remità delle quali si trova una parete butterata di forellini simile a un setaccio . con tutti gli organi che tale p arte può portare. ma è molto improbabile che possa succedere agli eucalipti di uguale a ltezza nell'arida Australia. le soluz ioni zuccherine potrebbero muoversi per pressione idrostatica. lunghe e strette cellule. Un'ipotesi der ivante da queste conoscenze indurrebbe a credere che i fasci di filamenti nei tu bi agiscano da muscoli. (Sono compresi tra questi giganti vegetali esemplari di Eucaliptus regnans australiani valutati a 150 e 140 metri. senza che per questo venga disturbato i l flusso xilematico.) Va detto che un fattore negativo impedisce a questa teoria di reggersi così come è c ongegnata. e un pino Douglas di 129 metri abbattuto nel 1895. Ma ciò non succede nel tronco di una piant a.

invece il loro xilema pos siede un tipico movimento ascendente alquanto lento. che a volte si può accendere un fiammif ero sfregandolo su un tronco di bambù. La maggioranza delle piante erbacee ha un midollo tener issimo nella parte centrale. tanto più è rigido. in modo da formare uno strato relativamente rigido e non pieghevole a beneficio delle foglie e dei tronchi o gambi. Molte cellule sono relativamente molto lunghe: nel lino possono essere lunghe 20-40 millimetri. Come le palme. spesso ammassate in prossimità della buccia superficiale. in mod o da potersi combinare a maglia con quelle vicine. a ssomigliano alle travature d'acciaio di un edificio in ferro e cemento: invisibi li. Per le funzioni che svolgono.così si chiamano questi tessuti morti . come un pallone o una cam era d'aria gonfiati. dipende largamente. Tra le strutture tubolari più efficienti va citata quella del bambù. perché i fasci di fibre sono provvisti di un altro rinforzo formato da un rivestimento cementante di cellule vischiose. Un altro metodo di rinforzo consiste nella produzione di cellule petrose o scler oidi. L'acero da zucchero viene sfruttato commercialmen te: in ogni albero si praticano con il trapano fino a quattro fori profondi 5 ce ntimetri. Il principi o tuttavia si applica soltanto alle piantine o a parti piccole di piante superio ri. I fasci sono s empre disposti simmetricamente. Le trabeazioni delle palme e delle piante impare ntate ricordano le strutture geodetiche applicate in ingegneria. Le cellule diventano tutte distese o rigonfie. è una monocotiledone. e sovente hanno un rivestimento esterno di fibre robuste situate proprio al di sotto della cute .risulta evidente dal fat to che giova a formare fibre come nel lino. . ma si concentrano verso l'esterno di un tubo di tessuto relativame nte stretto che circonda una cavità centrale. come i cereali e gli equiseti. Con un minimo di robustezza un tubo è rigido come una sbar ra massiccia. questi ultimi so no tanto pieni di silicio. Trabeazioni disposte ad anello presso l'esterno di un tronco gli conferiscono una struttura tubolare. Conosco un ecclesiasti co irlandese che ogni primavera compie analoghi prelievi dalle betulle dei suoi paraggi e ricava una bevanda alcolica dalla linfa zuccherina. dove un disco massiccio interrompe il tubo. La forza di quest'altro tipo di sclerenchima . qualunque esso sia: quanto più è largo. o «tono».praticandovi delle incisioni. relativamente esili. che sono stati adoperati come abrasivi per levigare l e stoviglie. e spesso si trovano associate a flange o costolature di tessuti meccanici. le singole cellule hanno estremità appuntite. dal numero e dal modello dei fasci vascolari. e lo stesso vale anche per le cellule distese. o cuticola. A somiglianza di ogni altra struttura. quali i picciòli delle foglie. ma è di lavorazione assai difficile. formando così un vero tu bo. Le piante acquatiche sono circondate da sostanze nutrienti. Da questo punto di vista assomigliano ad al tre piante a struttura tubolare. Il ramié produce fibre superbe dal nostro stes so punto di vista. o può addirittura essere cava. una pian ta si affida a certe leggi di natura: la forza di un gambo o di un tronco è in rap porto diretto con la sua sezione trasversale. Una camera d'aria ben gonfiata difficilmente si riesce a pi egare o a comprimere. e si tratta probabilmente d i un reliquato evolutivo. abitualmente senza cont enuto di materia viva. e ci si aspetterebbe che debba mancare in loro la necessità di circolazione. cellule legnose ed a pareti spesse di varia forma. dalla forza. Inoltre le cellule più este rne hanno pareti contenenti tanto silicio. Il modo più semplice che ha una pianta per acquistare rigidità è quello di riempirsi d 'acqua. Esiste una varietà infinita nel numero e nell a disposizione di queste travature. Nelle piante erbacee in generale la rigidità. nella juta e nella canapa. come si è già accennato. mentre nel ramié o erba di Cina p ossono raggiungere i 30 centimetri. Ad intervalli il tronco forma nodi o giunture. le ultime due specie hanno fibre legnose. che si possono separare o fondere. con impiego molto minore di materiale. ma volume e peso aumentano al cubo delle dimensioni esterne. fortissime. ma il peso aumenterà frattanto di otto volte. dai quali geme la linfa per 37 giorni in media. Così un tronco può raddoppiare di dimensioni diventando q uattro volte più forte. tipicament e dotati di un gruppo di fibre ai bordi esterni. perciò i suoi fasci vascolari non sono disposti ad anello in s enso stretto. Una forma di cellule morte conglo merate origina fasci fibrosi.

L'epidermide del tronco di cespugli ed alberi diventa legnosa e si forma infine la corteccia. Molte piante perenni sono soffici. Talvolta il collenchima forma creste all'esterno di uno stelo. sebbene i gambi dei girasoli alti fino a 3-3. ma così succede. come nell'olmo del la specie Ulmus fulva. ma no n sempre. una sostanza simile al sughero che contiene anche cellulosa e pectina. Le materie plastiche e i metalli si possono stampare a piacere e modellare più facilmente de l legno. Una volta che una pianta comincia a formare una parte centrale legnosa. ma è chiaro che almeno in certi casi possono agire in senso deterrente contro gli attacchi degli animali. o il chinino per cui è apprezzata l a Cinchona. L'isolamento può venir aumentato dai peli. E" abbastanza facile spezzare lo ste lo morbido di una piccola pianta annuale. m a alcune tra esse hanno steli relativamente molto forti. La corteccia si rigenera abit . ma solo Dio è capace di fabbricare un albero». Può apparire piuttosto curioso il fatto che le cellule interne di un tronco con attività circolatoria abbiano bisogno di ossi geno supplementare. siano essi grossi laceratori o animaletti perforanti quali gli scarafaggi. In questo modo l'accrescimento ininterro tto del tronco non causa spaccature nello strato più interno. Gli steli delle piante erbacee sono coperti da un'epidermide o cuticola che ha l a funzione principale d'isolare ed impedire la perdita d'acqua. si tratta di gruppi di cellule sugherose sparse entro un'apertura piuttosto irregolare e fras tagliata. perché secchi sono abbast anza rigidi da potersi usare per sostegno di piantine la stagione successiva. Gli steli a sezione quadrangolare del lamio costituiscono buoni esempi di q uesta tecnica di rinforzo. In certi alberi come il faggio o il ciliegio misura solo un millimetro o due. esatt amente come si fa su una lamiera o fascia di metallo per darle maggiore consiste nza. tutto il tronco riunisce virtualmente le proprietà di trasporto e rigidità. resistente alla frattura. Le scaglie irregolari di un pino po ssono essere spesse due centimetri o più. Gli ingegneri e i tecnici delle Regie Fabbriche Aeronautiche di Farnborough citavano spesso la battuta per cui «qualunque imbecille come me riesce a fare materie plas tiche.Combinazioni di questo genere tra scleroidi esterni e fibre interne ottengono ri sultati stupefacenti di elasticità o ripresa. che si formano di solito dove esistevano i pori respiratori dei giovan i tronchicini o steli verdi originari. ma spesso è rafforzata da uno strato di grosse cellule a pareti m olto ispessite di cellulosio detto collenchima. q uali ossalato di calcio. impensabili per una pianta che debba fare affidamento sui soli fasci vascolari. tannino nelle querce. e si compone di solito di cellule morte sugherose che si aggiungono costantemente dall'interno. Questa epidermide contribuisce di rado a fornire rig idità alla pianta. e da difesa contro i fu nghi.5 metri siano abbastanza resistenti. Talvolta le cellule corticali sono mucillaginose. Di solito. come si verifica anche per sostanze di origine animale quali osso e chitina. La corteccia può variare moltissimo di spessore. altrimenti impermeabile. Le cellule sugherose possono contenere aria od altre sostanze. Quasi tutte le p iante hanno notevole robustezza in rapporto alla rigidità e alla leggerezza. Questo strato protettivo si trova immediatamente all'esterno del r ivestimento floematico. che fornisce forza ed elasticità. E" possibile che queste sostanze siano scarti eliminati a conclusione di un ciclo di ricambio. Queste cellule vive contengono spessissimo cloroplasti destinati ad operare la f otosintesi. sebbene la parte est erna si scinda o si rompa in piastre o scaglie che alla fine possono staccarsi. la cuticola si compone di percentuali variabili di cera e cutina. il motiv o per cui questi materiali biologici sono superiori a moltissime materie fabbric ate dall'uomo sta nella loro natura tenace. Ad esempio nel mio giar dino ho l'abitudine costante di tenere da parte i gambi di certi astri e del fio rdaliso Rudbeckia newmannii quando li falcio in autunno. e analogamente vengono emesse l'anidride carb onica e spesso anche l'eccedenza di vapore acqueo. mentre nella sequoia gigante la scorza è c osì fonda (30 centimetri o più) e piena d'aria che si può percuotere senza danno con i l pugno. ma le caratteristiche tecniche del legno hanno tutt'altra portata. come si può osservare chiaramente sui pini e i platani. Altre cortecce sono fibros e o membranose. Le cortecce contengono lenticole o pori aerei che consentono alle sostanze gasso se di diffondersi per tutta la corteccia.

aggettanti. essa è tuttavia p rogettata in modo da esporre ogni singola foglia (fabbrica di energia vitale del la pianta) in posizione adatta a ricevere la massima quantità di luce.creato dalla frequenza. come accade sovente con le specie coltivate. come accad e ad esempio nel rabarbaro e nel lapazio. Steli e tronchi portano foglie e fiori. Se esaminiamo un ramo di pianta cedua. E" tipico in vece degli alberi che il tronco si ramifichi a una certa altezza. e i rami si bi forchino ripetutamele. la sostanza di cui è fatto il legno. In alberi di questo tipo la d isposizione può apparire sempre più irregolare man mano che i rami si assottigliano verso la punta. nonché da pre sentare fiori e frutti nel posto migliore per quanto riguarda rispettivamente le probabilità d'impollinazione e la distribuzione. E sempi analoghi si ritrovano tra le piante fiorenti. fru tti e foglie. perché ha vasi più stretti e fibre in cui le pareti delle cellule interne sono ispessite. Presso molte palme l a decomposizione delle basi fogliari produce come risultato un temibile disposit ivo di fibre pungenti che sporgono in tutte le direzioni. e a questo scopo sono molto spesso ramif icati. effetto e non causa. Facile presumere che queste differenze nella struttura del legno possano consent ire ai rami di sostenere sollecitazioni sempre crescenti sulle loro forme aggett anti. In molti gruppi vegetali la base delle fogl ie vecchie crea uno strato protettore. Il problema richiede ancora i ndagini più estese. . i rami possono giungere a spezzarsi per la rigidità dell'ango lazione. e lo stelo fiorale viene prodotto indipendentemente. I rami sporgono secondo un angolo che resta materialmente immutato con l'invecch iare della pianta. Questi rami possono ridursi al minimo necessario perché una pianta annuale possa spiegare un certo numero di fiori. per cui la disposizione risulta assai più empirica o informale. quasi invariabilment e a spirale. se c'è produzione eccessiva di frutti. annuali comprese. o raggruppati in modo vario lungo lo stelo. Gli steli producono in modo molto caratteristico un cono roves ciato d'accrescimento: ogni capo fiorale riceve la sua parte di spazio ed ogni f iore può spiegarsi con profitto massimo per attirare gli impollinatori. anche se il processo può essere lento. Nelle conifere è modificato invece il legno della parte inferiore dei r ami. pur creando un equilibrio di massima. basta guardare solamente le palme per ren dersi conto della barriera che riescono a mettere in opera. in quanto sono c omposte di cellulosio invece che della normale lignina. o a sbalzo. In queste piante erbacee. Tuttavia i rami diventano sempre più spessi e pesanti man mano che l'albe ro cresce. Qualunque sia la loro disposizione. visibile molto chiaramente su alberi primitivi quali le conifere. Il fine ultimo di questa comples sa ingegneria vegetale è di effettuare uno spiegamento soddisfacente di fiori. in numero grandemente proporzionale alla salute e al vig ore del colletto. e sembrerebbe giusto aspettarsi che debbano finire con lo spezzarsi. Gli alberi variano moltissimo per stile architettonico . fino a terminare in ramoscelli che portano foglie e fiori . a somiglianza di quanto si verifica nelle strutture sporgenti .che giardinieri e botan ici chiamano con il termine comprensivo di «modello» . più compatto e a contenuto molto maggiore di lignina. caso mai. mentre quella inferior e è in compressione per via del peso. I rami si sviluppano sul tronco secondo uno schema preciso. dividendosi e suddividendosi in altri rami e ramoscelli. le foglie vengono portate spesso sullo stelo. dove alcune hanno rami dispo sti a spirale. ma un grande gruppo di piante produce foglie su steli singoli che spuntano da un ceppo radicale. però nella maggioranza di queste la regolarità della spirale diminuis ce. Analogamente i cespugli tendono ad avere foglie sugli steli ed a portare fiori a ll'estremità degli steli. ma succede molto di rado che uno stelo porti un solo fiore. ma in alcuni casi sviluppa no un cambio e uno strato sugheroso. Le monocotiledoni hanno di solito uno stelo semplice. ma esse sono. secondo il linguaggio degli ingegneri -: infatti la parte superiore di u n ramo è sotto tensione per una sollecitazione di trazione. angol atura e dimensioni dei rami. Le erbacee perenni riescono spesso a produrre molti steli d a un colletto radicale.ualmente quando viene distrutta. e lo sviluppo di ogni ramo dipende in larga misura da quello dei vicini e da fattori esterni come la luce. trovi amo che il legno della parte superiore è diverso dal resto.

E" interessante leggere la presa di posizione alquanto antropomorfa dell'artista Ruskin di fronte alla crescita e alla strutturazione di quello che egli chiama «l 'albero socializzato». La citazione è tratta da "Elementi del disegno", Lettera terz a. "Libertà per ogni ramo di cercarsi sostentamento e felicità secondo il bisogno, con irregolarità d'azione nel gioco come nel lavoro e facoltà di sporgersi per procurars i dalla luce e dalla pioggia l'alimento necessario, trovando un posto per respir are a sufficienza tra gli altri rami, o di annodarsi, o raccogliersi verso l'alt o per trovare forza per il fardello che i fiori fruttiferi vorranno depositarvi, e per qualsiasi impeto e sforzo per il lussureggiante fogliame squassato dalla bufera; giocando qua e là a seconda di come la provvida luce solare tenti i suoi g iovani polloni ancora incerti dell'esistenza futura. Esigenze imperiose, per ogni ramo, di fermarsi entro certi limiti, che esprimano cortese cameratismo e fratellanza con i rami del vicinato, e di collaborare sec ondo le proprie forze, la propria grandezza e il proprio stato di salute, in mod o da produrre la perfezione d'insieme delle grandi curve, e la solennità della cir conferenza di tutto l'albero". capitolo 7. LA CENTRALE ENERGETICA. Senza clorofilla una pianta non sarebbe una pianta, e, in termini generali, senz a foglie non vi sarebbe nessun posto per portarvi la clorofilla. Esistono altre sedi dove operare la fotosintesi, principalmente steli e tronchi in circostanze speciali, ma la foglia rappresenta una creazione molto specializzata nel suo spe cifico settore d'attività, per cui ognuna costituisce una minuscola centrale energ etica che fornisce energia al resto della pianta. Le foglie possono variare enormemente per dimensioni e forma, da quasi filiformi a sferiche, e tra questi due estremi c'è tutto un assortimento di forme fogliari lobate, intaccate, dentellate, tante da riempire un catalogo senza fine, senza c ontare il fatto che in alcuni casi è praticamente impossibile darne una descrizion e. La maggior parte delle foglie è simmetrica lungo la linea centrale, altre sono invece irregolari, e alcune - come quasi tutte quelle del grande gruppo delle be gonie - sono mozze o piegate su un fianco, talvolta disposte a spirale. Anche la rigidità, o tono fogliare, varia moltissimo; le foglie sono per lo più relativament e soffici e pieghevoli, ma alcune - ad esempio quelle delle yucche, delle agavi, delle bromeliacee in generale - sono durissime, e quando terminano a punta rigi da potrebbero quasi costituire un'arma mortale. Infine le foglie variano anche d i spessore: sono tipicamente piuttosto sottili, ma, specialmente nelle specie su cculente o grasse, si presentano talvolta spesse e carnose, e perfino di diametr o circolare. Le foglie sono unite a volte al virgulto o al ramo principale da un picciòlo inter medio, di solito per un'estremità, ma talvolta più o meno per il centro. Il punto di giunzione è relativamente stretto, e la foglia si espande da lì. In corrispondenza di questo punto di giunzione si concentrano i fasci vascolari, che continuano ne lla foglia sotto forma di nervature. Si osserva di frequente una grossa nervatur a centrale, oppure, nelle foglie a lobatura regolare, una serie di nervature che si dirigono verso la punta di ciascun lobo. Dalla nervatura media possono stacc arsi nervature minori in rilievo, e comunque tutto il resto della foglia è travers ato in tutti i sensi da nervature minori, o venule. Il termine venula è appropriat o, perché queste nervature minori hanno aspetto molto simile alle vene degli anima li che contengono sangue, e possono residuare in forma di scheletro livido e sco lorito, quando i tessuti fogliari si sono decomposti. Queste vene vegetali sono il sistema d'irrigazione della foglia; nelle dicotiledoni formano una rete irreg olare, mentre decorrono parallele nelle monocotiledoni. In ogni nervatura xilema e floema stanno associati e si integrano reciprocamente , di modo che gli zuccheri possono passare dalle cellule fogliari al resto della pianta, mentre in queste cellule passano a loro volta l'acqua indispensabile pe r la fotosintesi e la traspirazione, nonché i minerali che collaborano alla costru

zione delle cellule. La foglia tipica è piatta. Questa caratteristica le conferisce superficie massima e volume minimo, di modo che è progettata nel modo più indicato a ricevere quantità ma ssime di luce ed anidride carbonica senza sciupio di cellule al centro. Le piant e grasse richiedono meno fotosintesi ed ancor meno traspirazione, mentre invece è molto importante per loro disporre di riserve d'acqua, e perciò hanno foglie carno se. La foglia ha su ambedue i lati un'epidermide o cuticola trasparente ed imper meabile, uno strato epidermico di cellule incolori talvolta morte - di solito co ntenenti acqua - sotto la cute, e sulla superficie superiore un denso strato di cellule contenenti numerosi cloroplasti, i corpuscoli che contengono la clorofil la. Il centro e le parti inferiori della foglia contengono un tessuto spugnoso l a cui caratteristica principale è data dagli spazi aerei ampi ed irregolari situat i tra le cellule. Sul lato inferiore della foglia ci sono i pori respiratori o stomi - parola d'or igine greca che significa «bocche». Osservati verticalmente, gli stomi hanno una cel lula a forma di labbro, nota con il nome di cellula guardiana o custode, situata sul fianco di uno spazio vuoto. Sono progettate in modo che la fessura si apra quando sono gonfie d'acqua assorbita dalle vicine cellule epidermiche, e si chiu da invece quando viene ceduta acqua alle cellule circostanti. Solo con un meccan ismo del genere gli orifizi situati nella cute rigida potrebbero aprirsi e chiud ersi senza deformarla. Attraverso gli stomi entrano ed escono gas e vapore acque o a seconda delle condizioni esterne e delle attività interne della foglia. Abbiamo già notato che la cute è impermeabile, tanto che in molti casi può essere addi rittura spessa e cerosa allo scopo di assicurare impermeabilità. Un bell'esempio n e è dato dalle foglie rotonde di quella pianta bellissima tra tutte che è il loto in diano, dove le foglie sono tenute sopra il livello dell'acqua da un sottile gamb o centrale. Gocce lucenti d'acqua si spargono tutt'attorno come argento vivo se la foglia viene mossa; la superficie, coperta di microscopiche escrescenze ceros e, è assolutamente impermeabile. Lo strato ceroso esterno controlla la permeabilità della cute al vapore acqueo; ad esempio, la rimozione di questo strato dalla fog lia di una mela di coltura aumentò la permeabilità da 15 a 107 milligrammi per centi metro quadrato. Senza lo strato ceroso una foglia si accartoccerebbe rapidamente man mano che l'umidità interna si diffonde nell'aria. Le foglie possono avere anche un impianto isolante sotto forma di peli per tener e fresca la foglia, o per rifrangere dalla sua superficie la luce solare nei cli mi molto caldi, o i raggi ultravioletti a grande altezza sul livello del mare. C on le cellule epidermiche -che sono anche trasparenti - la cute forma uno strato abbastanza rigido da proteggere i teneri tessuti interni. Sui bordi della fogli a, altra resistenza viene fornita da parecchi strati di cellule epidermiche, cui tocca il compito di tenere ben salda la «sacca» trasparente e di resistere agli age nti che potrebbero danneggiare quest'area così vulnerabile. Se i pori degli stomi fossero sempre aperti, dato il loro numero, basterebbero a far evaporare dalla foglia praticamente tanta acqua quanta se ne andrebbe senza il rivestimento cutaneo fogliare. Invece la capacità di aprire e chiudere gli sto mi riesce a rendere la superficie quasi del tutto impermeabile al movimento del vapore acqueo. L'efficienza degli stomi varia, ma in generale essi regolano l'ev aporazione dalla foglia quando all'esterno c'è secco o tira vento, e il vapore acq ueo non si può raccogliere attorno alle aperture citate. Le piante che crescono in condizioni tipiche di umidità, o hanno foglie che si bag nano facilmente, possono disporre di stomi sopraelevati su peduncoli composti di cellule epidermiche, come nel cetriolo; non c'è giardiniere che non sappia come q uesta pianta preferisca un'atmosfera molto umida sotto vetro, cioè condizioni in c ui occorre che le foglie favoriscano la perdita d'acqua per godere di adeguato r icambio di gas. Viceversa le piante che vivono in condizioni di aridità hanno pori spessissimo affondati nella superficie fogliare, in modo da ridurre il più possib ile l'evaporazione di base, mentre una piccola sacca di vapore acqueo tende semp re ad indugiare nella cavità infossata al di sopra del poro. Tali pori infossati p ossono avere inoltre una massa di peli sovrastanti, allo scopo di ridurre ulteri ormente il movimento del vapore. Conviene sempre ricordare che questi pori non sono lì soltanto per controllare le

perdite per evaporazione, ma regolano anche l'immissione dell'anidride carbonica necessaria. Se sono chiusi in condizioni di aridità, la fotosintesi rallenta e si arresta. Così durante una siccità le piante periscono non solo per mancanza d'acqua , ma anche per inedia. Le piante tetracarboniche citate al capitolo 5 sono tanto efficienti perché, vivendo in condizioni ambientali aride dove gli stomi sono spe sso quasi chiusi, hanno elaborato un processo specializzato che consente alla pi anta di funzionare adeguatamente a livelli bassissimi di anidride carbonica, e m agnificamente in condizioni di maggiore umidità quando i pori sono aperti. Gli stomi, infine, abitualmente si richiudono di notte, quando è come se la pianta rifacesse il pieno d'acqua, e non occorre metabolismo gassoso perché non avviene fotosintesi. La pianta ha grande bisogno di ricaricarsi d'acqua, perché complessiv amente ne elimina quantità davvero eccessive. E" stata avanzata l'ipotesi che l'ef fetto refrigerante dell'evaporazione serva a proteggere le foglie dalle bruciatu re nelle giornate calde, ma anche se tale supposizione fosse vera, si tratterebb e pur sempre di un'attività secondaria. A questo proposito C. L. Duddington osserv a che la traspirazione è un poco come usare il Niagara per riempire la vasca da ba gno. Ma l'obiettivo principale è costituito dal compito di assorbire anidride carb onica per fabbricare nutrimento, e si tratta di un'ardua fatica, dato che l'aria contiene solo lo 0,03% di questo gas, per cui deve circolare molta aria all'int erno del tessuto fogliare. I pori devono stare aperti al massimo per assorbire a deguatamente l'anidride carbonica; così sfugge molto vapore acqueo, e bisogna farn e arrivare dell'altro attraverso il tronco o il gambo, o aspirarne per le radici . Questo sistema relativamente inefficiente è un male necessario che funziona in c ondizioni normali, e si è sviluppato perché il processo di fotosintesi deve avere ef ficienza massima - si tratta di uno dei problemi di capitale importanza che le p iante hanno dovuto risolvere da quando sono uscite dal mare. Le specie altamente adattate, quali sono le piante succulente, o grasse, hanno superato in parte qu esto problema, ed hanno ormai ridotto enormemente il loro tasso di traspirazione . Gli stomi, tra l'altro, si trovano anche sui gambi e sugli steli verdi, specia lmente su piante di tipo succulento ed evoluto, che hanno perduto le foglie e in dati casi anche sulle radici. Semplici pori respiratori si trovano sulle piante terrestri inferiori come le epatiche; queste piante vivono in ambiente umido, p er cui non occorrono labbra per chiudere gli stomi. Nelle epatiche il poro si tr ova sopra una camera d'aria, sul cui fondo sono insediate speciali cellule addet te alla fotosintesi, che beneficiano dei gas che entrano. Ho già accennato al fatto che i rametti e i rami che costituiscono le terminazioni di rami più grossi di un albero, portano foglie disposte in modo che ciascuna ric eva il massimo di luce ed aria. A volte si tratta principalmente di tenere tutte le foglie ad angolo retto rispetto alla fonte luminosa; in altri casi si produc e un «mosaico fogliare». Questo fatto può non apparire molto chiaramente con alberi co me il faggio, dove c'è una gran massa di fogliame sui rami sottili e scarmigliati, ma in certi alberi è veramente impressionante. Se si osservano dalla punta i ramo scelli frondosi di un comune acero, ad esempio della specie spontanea "oppio", o di quella coltivata detta "pseudoplatano", si rileva un notevole intreccio di f orme dal quale le foglie giovani ed anziane possono ricavare la massima luminosi tà. Le palme ed altri alberi, come le felci erboree e le cycadine, che hanno una c hioma di foglie o fronde stese - specialmente se sono pennatosette, come le penn e degli uccelli - irradiano dal centro in modo da assicurare luce anche ad ogni singola fogliolina. Effetto analogo viene ottenuto dalle foglie pennatosette del l'ailanto, l"«albero del cielo». Molte piante tropicali hanno foglie a gambo molto l ungo che s'irradiano da una corona, dove ogni foglia è configurata in lobi irraggi anti profondamente incisi. Una di esse, la Musanga cecropioides, è conosciuta con il nome di "albero parasole", perché assorbe con le fronde tanta luce solare da ve nir usata per fare ombra nelle piantagioni di cacao. Naturalmente non sono soltanto gli alberi a produrre mosaici di foglie. L'edera è un buon esempio di lavoro ad incastro, un gioco di pazienza vegetale; le foglie di begonia pendono su un fianco per comporre un disegno meno compatto. Certe pia nte hanno foglie di due dimensioni, in modo da poter usare ogni spazio disponibi le, come nella belladonna. L'olmo combina piccole disuguaglianze di forma con la diversità di grandezza. Gli esempi più vistosi di mosaici fogliari si ritrovano di

solito nelle piante dei posti ombrosi, dove ogni parte di ogni singola foglia de ve ricevere tutta la luce disponibile. Le piante sono in grado di mettersi in buona posizione per ricevere la luce, spe cialmente se hanno lunghi picciòli, perché alla base del picciòlo c'è spesso un'area gon fia detta cuscinetto, o "pulvino", che gira tutta la foglia a seconda del bisogn o - un piccolo nodo di cellule funzionanti come un servomotore. L'allungamento d el picciòlo fa sì che le foglie più vecchie vengano allontanate sempre più da quelle nuo ve; perciò lo schema fogliare che ne risulta si compone di foglie con picciòli di di versa lunghezza. Queste disposizioni si rivelano in modo molto impressionante ne lle piante acquatiche a foglie galleggianti, le quali devono spiegare naturalmen te le foglie su un solo piano. Le piante acquatiche che vivono in acque correnti hanno foglie filiformi o molto frastagliate che riducono il pericolo di venir l acerate o strappate. La rosetta è un esempio classico di dispositivo progettato pe r assicurare la massima ricezione di luce, e si osserva nella sua attuazione mig liore nelle piante praticamente sprovviste di gambo - dette sessili, o acauli come i semprevivi e le sassifraghe, sebbene questo accorgimento sia adottato anc he da molte altre piante. Le foglie s'irraggiano da uno stelo centrale: le più vec chie sono le più lunghe, le più recenti sono le più corte. Così ogni foglia riceve all'i ncirca la stessa razione di luce. Alcuni alberi sembrano disobbedire a queste regole, segnatamente le conifere, ch e tendono a ricoprire i loro rametti di aghi o ad avere foglie ridotte a dimensi oni di scaglie, le quali ricoprono la vera superficie dei virgulti come una vecc hia spoglia di serpente. Queste piante vivono prevalentemente in difficili condi zioni climatiche, per cui può darsi che il loro obiettivo sia quello di attuare il massimo numero possibile di posizioni adatte alla fotosintesi, in modo da poter trarre profitto dalle condizioni di luce e di aria, qualunque esse siano. Alcune conifere sono di forma spiccatamente simmetrica e portano i rami disposti ad eleganti palchi piatti, come l'araucaria delle Isole Norfolk, l'araucana ed altre araucariacee affini. Questa disposizione non si limita alle conifere: la S terculia apetala, o albero di Panama, assomiglia a un candelabro alto una trenti na di metri. Le foglie del palco più basso possono misurare circa centimetri 110 p er 55, e man mano che i palchi salgono in altezza, le foglie si fanno sempre più p iccole. Le foglie profondamente lobate della papaia irradiano dalla corona come i raggi di una ruota. Una specie di corniolo, il Cornus controversa, è chiamata da gli anglosassoni l'albero a torta nuziale per la sua disposizione a palchi, ment re il Cornus alternifolia è detto alberopagoda. Sebbene la maggior parte delle pal me adotti la corona espansa, va citata tra le forme più notevoli quella dell"«albero dei viandanti», le cui foglie di otto metri, somiglianti a quelle del banano, spo rgono dalle radici come un gigantesco ventaglio. Nelle regioni molto calde può non costituire un vantaggio per le foglie il fatto d i ricevere la luce solare in tutta la sua intensità. Esiste un gruppo di piante, p er lo più imparentate con la lattuga, che girano le proprie foglie e sono erette i n modo da tenere il bordo rivolto di costa verso il sole meridiano. Si chiamano piantebussola, e la loro accuratezza direzionale veniva utilizzata dai primi cac ciatori delle praterie americane. Alcune piante dispongono le foglie a perpendic olo quando sono esposte al sole, e in senso orizzontale quando stanno all'ombra, come il tiglio argentato che ha la faccia inferiore delle foglie bianca, e pres enta un sorprendente contrasto bicromatico in una giornata di sole. Quando il so le scotta, come in Australia, gli eucalipti tengono le foglie perpendicolari di giorno. Molte monocotiledoni - ad esempio i gladioli - hanno foglie lunghe e str ette ripiegate verso il centro, in modo che la superficie superiore venga ripara ta dal sole per la maggior parte del tempo. Le foglie ad estremità inferiore adere nte lungo il tronco a guisa di ala costituiscono un analogo dispositivo inteso a schivare la vampa del sole. Le foglie possono disporsi in modo da ricevere non solo la luce, ma anche la pio ggia. Lo schema di disposizione delle foglie su un albero è spesso progettato in m odo da portare sempre l'acqua verso l'esterno, sì che alla fine la pioggia sgronda quasi tutta per terra sul bordo esterno della cupola formata dal fogliame, ed è p roprio lì che si trova la massima parte delle radici assorbenti dell'albero. Quest a direzione dell'acqua si accompagna di solito alla presenza di scanalature nell

il cambiamento e a ncora più vistoso . In tutte queste piante rampicanti le foglie indicanti la maturità riproduttiva ven gono prodotte quando lo stelo rampicante raggiunge una posizione con più luce ed a ria oppure non riesce ad arrampicarsi più oltre. di modo che la lesione risulta sigillata perfettam ente. Le foglie delle piante cedue e dei cespugli cadono ogni anno m autunn o. Alcune piante rampicanti hanno fogliame molto più sviluppato quando entrano in fas e riproduttiva. Una foglia che non fa che morire e disseccarsi resta sull'albero come un reliqua to scomodo. mentre le foglie delle perenni appassiscono assieme alla parte aerea del la pianta. che viene infi ne indirizzato a terra tutto attorno al perimetro delle foglie più basse. spesso durissime e rigide. le cui foglie terminano in bordi che abbracciano lo stelo. Quelle delle piante annuali periscono assieme alla pianta. nonché alt re piante del tipo della lattuga selvatica. Il Ficus puntila. A questo riguardo eucalipti e cipressi formano il g ruppo vegetale più notevole. Contemporaneamente le cellule dello strato di taglio che stanno sul lato rivolto verso lo stelo forma no una barriera impermeabile. Altre piante perenni alte. agavi e simili. finché non sopravven gano circostanze tali da tramutarla in una salamandra terrestre. o catalizza . quando invece le radici si dirigono principalmente verso il basso.le foglie normali di 6-8 centimetri a lembo fogliare indiviso vengono sostituite da foglie di 60 centimetri lobate o profondamente intagliate. (Lo stesso processo si ripete esattamente quando i frutti cadono dall'albe ro. bromeliacee. dove le foglioline del seme sono spesso carnose e costituiscono una riserva ali mentare mentre si sviluppano le radici della piantina. o tasso barbasso. alcune foglie cadono senza interruzione e vengono sostituite di conti nuo. possono esse re affatto diverse da quelle adulte: ciò avviene quasi sempre con le dicotiledoni. le scanalature formate da fogl ie e picciòli possono incanalare l'acqua verso l'interno in modo da farla scorrere lungo lo stelo o tronco principale. e estremamente lento. come varie specie di verbasco. queste piante possono mantenere ciuffi di foglie giovanili ent ro una corona di foglie mature. la salamandra acquati ca provvista di branchie che può rimanere tate indefinitamente. Nelle gimnospe rme come le conifere si possono trovare parecchi cotiledoni stretti. A volte nelle scanalature si trovano peli che c ontribuiscono a dirigere lo scorrimento dell'acqua. i cotiledoni. con terminazioni esterne rivolte verso il basso. Alla fine le foglie muoiono. e un altro esterno. Alcune piante hanno uno stadio giovanile in cui si producono foglie di forma ass ai diversa da quelle adulte. In tutti questi casi la forma giu nta allo stadio di fioritura può propagarsi e crescere senza poter più tornare indie tro. Questa caratteristica ricorda il caso dell""axoloti". sulle sempreverdi e le latifoglie delle foreste tropicali che non hanno un ci clo annuo. Nello Scindapsus aureus una pianta affine al gigaro. Man mano che la foglia invecchia si forma uno strato di cellule spec iali alla base della foglia o del suo picciòlo: lo strato di separazione o di tagl io. Ho già fatto notare che le prime foglie delle piantine. ma quando sta per fiorire produce oglie rigide e diritte di 10 cen timetri. o fico strisciante.) Tutte queste separazioni sono causate dall'azione dei «messaggeri». Nelle monocotiledoni come le palme i cotiledoni somigliano di solito ad una foglia adulta. Il tempo di rimonta delle foglie delle palme. Lo dimostrano giacinti e tulipani. in modo che c'è uno scorrimento interno verso lo stelo. ha foglie lunghe un paio d i centimetri. Alcune piccole cellule diventano gelatinose all'esterno costituendo in tal m odo uno stato fisico in cui qualsiasi soffio di vento. oppure la pianta ha un fittone verticale. Dopo una fase complet amente giovanile. è motivo sufficiente a staccare la foglia dal ramo. Gli eucalipti possiedono sovente foglie rotondeggiant i da giovani. Nelle piante erbacee un disp ositivo secondario di foglie può svolgere identica funzione quando le radici si al largano all'esterno.e foglie. e a volte solo la forza d i gravità. L'edera costituisce il caso più comune tra le specie dei climi tem perati: quando è in fiore produce foglie arrotondate cespugliose invece del consue to ammasso rampicante di foglie a forma di freccia disposte sui tralci forniti d i radici aeree. come nell'ippocastano. Esse si possono tenere indefinitamente allo stat o giovanile potandole regolarmente per favorire la crescita di foglioline giovan i. e strette foglie falcate nella forma matura. hanno una serie di foglie di grandezza decrescente man mano c he risalgono lo stelo.

le foglie destavano la più grande ammira zione per la loro immensa e perfetta simmetria». tali da far trattenere il respiro anche oggigiorno qua ndo si vedono in un giardino. cacciatore di piante di epoca edoardiana. Capitolo 8. Anche Schomburgk. ma indubbiamente l'impressione datami dalla pianta. Queste variazioni sono quasi sempre adattamenti assai specializzati a situazion i varie. che talvolta cominciano abbastanza in a lto sul tronco e scendono obliquamente a terra. una meraviglia vegetale!». si ritrovano molte variazioni eccentriche e bizzarre sul tema del la struttura fondamentale della pianta.. Ammise tuttavia che «osservate più da vicino. Non appena entra in scena questo processo. Le conifere a foglia caduca come i larici e le sequoie arcaiche arrivano al punto di lasciar cadere interi rametti. che associano la funzione nutritizia a quella di fornir e ancoraggio e stabilità. Botanici o no.la saxifrag a florulenta che è una pianta fantomatica e quasi mitica. un certo dottor Santos. Questi ultimi fanno ingiallire le foglie di molte piante. feci risuonare la volta del cielo di un urlo di trionfo.. ECCENTRICHE E BIZZARRE. il meccanismo chimico in causa è descritto al capitolo 10. che si espress e in questi termini: "L'immagine offerta dalla "Victorià nelle sue acque natie è così nuova e straordinaria . e si accumulano i prodot ti di rifiuto. dove si riflette all'interno e fa lavorare a pieno regim e ogni cloroplasto. fiamma. le quali perciò devono resta re inattive in inverno. che bruciano e vanno sostituiti. gli impianti energetici di ogni pianta si logor ano nei singoli elementi. La similitudine non è poetica. Essi inf atti sono per la maggior parte estremamente laconici quando si tratta di descriv ere il primo incontro casuale con qualcuna delle numerose stupefacenti manifesta zioni del mondo vegetale. descritti al capitolo 11. indescrivibile. Il fatto però è assolutamente atipico dei cacciatori di piante in generale. da mozzare il respiro. tra i quali spuntava qua e là un mazzo di fiori" .. in un modo o nell'altro. endemica delle Alpi Mari ttime. c omincia a diminuire il contenuto proteico delle foglie.. Molte piante tropicali producono esili radici funzionant i da speroni o contrafforti di sostegno.. ross o. e confe riscono ad alcune specie a foglie caduche quelle tinte spettacolose di oro. e vi si accumula il materiale di scarto eliminato dal protoplasma. quando si tr ovò per la prima volta al cospetto di ettari ricoperti di foglie immense di ninfea gigante. ma le foglie invecchiano in ogni caso. L'eliminazione delle foglie di anno in anno è d'importanza vitale per le piante a foglia caduca che vanno incontro al riposo invernale.» Così si esprime in un suo brano parti colarmente vivace Reginald Farrer. così si attenua la colorazione verde. e in religioso silenzio contemplai per la pri ma volta. «Quando la mia ragione cessò di vacillare dalle fondamenta. Cominciamo dalle radici. di solito enfatico. e l 'evento accennato consisteva nel suo primo incontro con «il re antico» . così memorabili specialment e nelle regioni orientali degli Stati Uniti. sebbene in casi come quello della ninfea gigante si possa ritenere che dipendano dai vantaggi offerti da un habitat ideale. Fu un momento su premo. che mi trovo imbarazzato a trovare un termine di paragone. che danno all'autunno la sua partic olare bellezza agrodolce prima che restino i rami nudi esposti ai lunghi mesi in vernali. prescindendo completamente dai diversi p unti di vista con cui noi classifichiamo le piante in famiglie. fu quella di mol ti vassoi da tè verdi galleggianti. Presto o tardi. generi e specie. la più meravigliosa pianta di tutta la catena alpina. Comunque era più incl ine ai voli lirici di un botanico locale.tori chimici. Tuttavia le pareti delle cellule s'ispessiscono con il passa re dei mesi. e talvolta ricordano le lesene d . porpora ed anche rosato in ogni gradazione. riuscì solo a scrivere: «Toh.. Le giovani foglie cedue hanno un colore verde brillante che dipende dalla penetrazione diretta de lla luce nelle cellule.

anche stavolta diffus amente adottata dalle piante tropicali è data dalla crescita di radici funzionanti da trampoli. man mano che cresce. s'ispessiscono rapi damente. colonne . o da impalcature di sostegno. se possono penetrare nel terreno. però. Man mano che i rami si estendono. sebbene anche quest'ultima ve . e ne producono di nuove man mano che quelle più in basso vengono sommerse dalla melma e dal fango. o albero ad ombrello. Il fatto non sorprende. è chiaramente visibile il cappuccio radicale protettivo citato al cap. emettono radichette perpendicolari. co nsistente in un corredo di radici che partono dal tronco principale dirigendosi obliquamente verso il basso. Talvolta i trampoli e i piloni di sostegno si associano alle lesene. I baniani in India sono considerati alberi sacri. trovarsi al centro di un ve cchio baniano da l'impressione di indugiare in un boschetto sacro. fornito com'è di 350 grosse radici colonnari e di circa 3000 radici aeree più sottili. specialmente. ma con 464 radici colonnari. ch e alla fine toccano terra. a forma di tenda. Mentre le radici sono ancor a esposte all'aria. il cipresso di palude. La piantina originale mette radici nel modo n ormale. le radici aeree prendono il sopravvento. puntelli o trampoli. In questi alberi sono le radici aeree a portare la magg ior parte delle radichette sottili. mentre altre volte emergono proprio a fior di terra. perché molte radici di sostegno originano nuovi germogli dove toccan o il suolo. Se un pandan o deve spostarsi dalla perpendicolare. Radici accessorie d'altro tipo sono prodotte dai baniani. simile a un ditale bruno che prontamente sparisce. perché le radici esistono più per svolgere funzioni di sostegno che di circolazione. effettivamente. Talvolta questi trampoli vege tali originano altri puntelli secondari presso la loro stessa base. Sebbene la parola lesena sia indicata per rendere l'immagine vi siva. e diventano radici colonnari. occupando ettari ed ettari di superficie. queste radici funzionano più come cavi di stabilità o controventatura. tanto che la base del tronco comincia sp esso a una bella altezza da terra. mentre muore la parte del tronco vicina a terra. molt e famiglie hanno adottato questo metodo per distribuire il carico dell'albero su radici piuttosto superficiali e poco profonde.la struttur a radicale affiorante dal terreno ricorda molto più quella del tronco che non quel la di una radice normale.elle cattedrali. hanno alla loro base una tipica struttura che ricorda quella delle tende dei pellirosse. il kapok. Questo accorgimento spinge verso l'alto il tronc o deboluccio sotto la sua grande chioma di fronde. e sono più soggette a trazioni che a pressioni. la Musanga smit hii africana. Si dice che Budda abbia meditat o all'ombra di uno di questi alberi. Nelle radici di questi tipi . le radici aeree di sostegno sono prerogativa quasi esclusiva di piante che crescono in regioni paludose o s oggette ad inondazioni. produce puntelli lungo tutto il fianco più vicino al suolo. Nei cipressi di palude le strett e lesene che scendono lungo il tronco in curve aggraziate diventano cave negli e semplari vecchi. ma mentre q ueste ultime sono create da molti alberi di foresta. e a volte compaiono solo se la pianta si trova in un pos to umido. C'è un gruppo d'alberi stranissimi muniti di radici aeree. Tra gli alberi di questo tipo sono comprese v arie specie di Ficus.lesene. formando un groviglio inestricabile. e serpeggi ano rasoterra per metri e metri. Ne ll'Orto Botanico di Calcutta cresceva un famoso esemplare di soli 280 metri di c irconferenza. Un altro primato si ha in India. altre radici spuntano sempre più in alto sul tronco m an mano che l'albero invecchia. un albero caduto quasi in linea orizzontale ne produce sotto il tronco fino ad assomigliare a un grottesco millepiedi. nella valle dell'Andrha. Le mangrovie emettono pu ntelli radicali per sostenersi nelle paludi e sui litorali fangosi. Da queste radici se ne staccano altre che si af fondano verticalmente nel terreno. grazie a u n albero con 320 radici colonnari e una chioma di 600 metri di circonferenza. che sono una specie di Ficus. Questa tattica consente all'albero origin ario di espandersi all'esterno più o meno all'infinito. e l'uomo spess o aiuta le radici aeree a penetrare nel terreno. 5. dove manca completamente la radice centrale. I pandani. Ne esistono n umerosi grossi esemplari: un baniano caratteristico assicura ombra a tutto un vi llaggio. Uno di questi alberi. l'albero del cotone. associa la funzione di sostegno a quella di riproduzione. Un'altra realizzazione d'ingegneria ai fini della stabilità.

Que sto fatto è particolarmente accentuato nelle piantine nuove o plantule. che ven gono descritte in seguito con più diffusi particolari: queste cominciano la loro e sistenza come piante epifite e lasciano pendere radici aeree che. nelle qual i può estendersi per nove decimi sotto terra. Perfino piantine minuscole come gli equiseti possono sviluppare apparati radica li fino a profondità impressionante. Alcune malattie si diffondono attravers o le radici unite da autoinnesto. ed origina talvolta masse di radici rosse sottili e fibrose dai rami più bassi. E" stato calcolato che in media circa i tr e quarti di una «tipica» pianta superiore si trovano sotto il livello del suolo. dove le radici spingono in alto attraverso il fango masse di germogli diritti che si assottigliano progressivamente. lo stesso fa la vite rata (Metrosideros robusta).o stelo. che tuttavia non giungono fino a terra. o "pneumatofori". le cui radici sono co mpletamente sommerse nella stagione delle piogge. per il fatto che la piantina va in c erca d'umidità che le consenta di crescere veramente . Lo spessore può variare da . Tale fenomeno non ha t uttora spiegazione. in casi controllati. e se ne ricavò tanta gomma quanta venne erogata dagli alberi vicini sopravvissuti. che devono assorbire umidità dall'a ria e lontano dal tronco della pianta ospite. Le radici continuano ad estendersi sempre più in rapporto alla parte aerea della pianta in c ondizioni di aridità. grazie alle foglie degli alberi vicini. di modo che un bosco di un solo genere di piante p uò avere un solo autentico intreccio di radici fittamente collegate.sta unito alle radici con le foglie e i fiori. La distinzione tra radice e tronco non è sempre molto netta. sebbene queste non siano direttamen te impegnate nel processo respiratorio. come dimostrano gli e sempi delle radici aeree di sostegno. che diventano cave neg li esemplari vecchi. Questo è uno de i motivi per cui gli alberi tagliati spesso ricacciano così prontamente: le loro r adici funzionano. dato che tutte le radic i erano in intimo collegamento tra loro. Nel cipresso palustre. ma può darsi che queste radici aiutino ad assorbire umidità. Talvolta sorprende la semplice estensione delle radici. Possono così assomigliare alle radici aeree delle epifite quali le bromeliacee. e lo stesso può fare un melo ovviamente.nga effettuata e debba essere senz'altro importante per alberi enormi come un ve cchio baniano. venne praticata l'incisione delle ceppaie. e inoltre assicurare posizione cor retta agli steli. Una pianta d'erba medica può raggiungere con le radici la profondità di 10 metri. Le radici del baobab possono allargarsi per 100 metri tutt'a ttorno all'albero. Ma fondamentalmente il tronco . Ho già citato i 622 chilom etri di lunghezza totale delle radici di una piantina di segale di quattro mesi. come ad esempio i virus degli agrumi e l'avviz zimento della quercia: l'unico modo per combatterle consiste nell'abbattere gli alberi apparentemente sani attorno a quelli attaccati. i cui polmoni radicali emergono in viluppi contorti da l fondo della foresta acquitrinosa. una volta tocc ato il suolo. Questa particolarità è tipica delle mangrovie. Molti Ficus si comportano in questo modo. Un'altra specie di Metrosideros cresce come un albero normale. mentre le tamerici in ambiente desertico sono penetrate con l e loro radici. gli pneumatofori hanno la form a di «ginocchi» nodosi. Cinque an ni dopo che gli alberi della gomma in Malesia erano stati abbattuti dai giappone si nel 1945. e comprendono ad esempio la palma rafia e l a noce moscata selvatica.la misurazione lineare di t utti i peli radicali darebbe probabilmente il rapporto di 99 a 1 e più.prova interessante di come l'aria s ia essenziale per il benessere delle radici. le orchidee e le piante rampicanti delle Aracee. e alla fine lo ricoprono c on un abbraccio mortale. strutture piramidali alte talvolta fino a tre metri formate da legno dolce spugnoso e corteccia altrettanto spugnosa. Le radici arboree spesso si uniscono sottoterra con autoinnesti quando sono pres sate l'una addosso all'altra. avviluppano pian piano l'albero ospite. ed hanno nella parte superiore aperture e pori che fanno affluire l'aria fino alle radici . o gambo . fino alla stupefacente profondità di 50 metri. Attività radicale in forma alquanto diversa è svolta dalle liane soffocanti. controllando che vengano recisi tutti gli allacciamenti operati dalle radici. Certe piante che crescono negli acquitrini o nel fango sviluppano curiose radici respiratorie. Parecchi altri gruppi d'alberi sono prov visti di queste radici respiratorie. per così dire.

rigida sono vere e proprie piante guerrigliere nel c onflitto in atto tra i vegetali dei Caraibi: le loro foglie hanno nervature di s orprendente lunghezza. Il tronco del baobab è pieno di sostanza polposa c osì molle che una pallottola di fucile può passarlo da parte a parte. H. Il baobab si può definire solo grottesco data la sua altezza media di 12 metri ri ferita al diametro di 10 metri. cioè con altezza inferiore al diametro. Il pino Douglas deve essere una temp ra di vigoroso lottatore. rigide e appena dotat e di picciòlo. son o veramente impressionanti. Ciò nonostante g li alberi offrono resistenza notevolissima. dal tronco cilindrico lungo circa sei volte lo spessore. La Cop ernicia macroglossa e la C. I tronchi d'albero dall'immenso spessore. finendo quasi in niente. obesi . e infine tronco più sottile. L'a lbero del cotone brasiliano assomiglia a una rapa mostruosa con il tronco ovoida le alto circa tre volte la propria larghezza. quali le Moringa o alberifiasco. Altri alberi hanno ricevuto nomi appropriati alla loro forma. è stato misurato alla base lo spessore di soli 3 metri. dai rami miserelli in seriti in cima a un tronco conico. Alcune delle piante annuali rampicanti possono superare l'altezza del girasole. e il kap ok. Alcune palme ceree di Cuba. ma non devono essere autoportanti. Tutte queste forme di obesità servono a trattenere l'acqua. somigliantissimo a un corp o d'animale. e sopravvivono anche se la loro part e più bassa viene scavata o bruciata: nel Sudafrica c'è un esemplare famoso il cui i nterno viene usato come autorimessa per le corriere. tanto per citare l'inimitabi le E. al di sotto delle quali le foglie vecchi e e morte pendono come sottane sbrindellate sotto un poncho nuovo andino.ed ha un diametro di soli 82 centimetri alla base. che si rigonfia no dolcemente e si assottigliano verso la chioma. La palma Guadalupa tocca i 17 metri d'al tezza.intendendos i con questo termine che hanno un «giro di vita» ragguardevole rispetto all'altezza. Molti alberi non sono soltanto spessi.il quale. la palmapanciuta di Cuba. che ha tronco stretto seguito da rigonfiamento ovale. ma ha solo 40 centimetri di sezione. detto anche «pianta di vetro» . dalle proporzioni analoghe. possono arrivare a venti metri d'altezza. aveva 371 anni d'età . Una pianta ha ricevuto la denominazione molto appropriata di pianta tartaruga o piede d'elefante: è una pianta rampicante che emette polloni annuali d a un tronco rotondeggiante. come quelli delle sequoie giganti. Ad esempio la palma cerea delle Ande supera i 60 metri d'altezza. L'esile pennone di Kew Gardens è stato ric avato da un esemplare alto 82 metri . non h anno foglie ma spine.o «elmo del pol iziotto» -. che non hanno mai una posizione coerente a un minimo di logica. e il loro aspetto fantastico . mentre il balsamo dell" Himalaya. Altre piante risultano stravaganti ai nostri occhi per altri motivi. alto 100 metri. Anche le piante annuali possono avere gambi relativamente notevoli : i 3-4 metri del comune girasole rappresentano probabilmente il primato in alte zza.l mezzo millimetro di alcune effimere piante annuali fino alla cifra da primato di 17 metri di un castagno siciliano. ma ha il diametro di uno o due metri soltanto alla base.ha conferito loro il nome di «alberi spiritati». e in altezza praticamente da zero fino a 1 00 metri e più. se si considerano le tensioni e le sollecitazioni cui devono resistere. si trovano esemplari più larghi che lunghi. Altra versione alquanto ingrandita è data dal cetriolo di Socotra. Le Idrie colonnari hanno tronchi che si assottigliano progressivamente e regolarmente da una base relativamente stretta ma ancora isp essita. "sviluppano foglie incredibilmente ammucchiate. ispessisce il suo tronco cavo di almeno 4 centimetri nel corso di una stagione. a corteccia sugherosa incisa da solchi profondi in a ree poligonali irregolari. affollate. che possono restare sul t . ma sono anche grassi. strani anche per la loro cute grig ia e liscia che copre tronchi dall'aspetto muscolare. tra l'altro. Sono tra le piante più sco rbutiche. lunghe fino a un metro e mezzo. In modo particolare le piante dei deserti sviluppa no tronchi rigonfi funzionanti da importanti serbatoi idrici: rientrano in quest a categoria gli Adenium e gli alberielefante. che spunta da un piccolo ciuffo di radici e produce una macilenta chioma orizzontale. e di 30 centimetri in cima. gli alberibottiglia australiani. J.specialmente se hanno ramif icazioni . ma lo sono forse ancora di più quelli altissimi e sott ili. in chiome simili a ciuffi. tenuto conto del fatto che è l'albero relativamente più sm ilzo del mondo: di un esemplare di questa specie. Corner.

con risultati paurosi. spettacolo che si osserva spesso dopo un incendio nella boscaglia. Certi ginepri pros trati compongono grandi tappeti circolari stesi quasi a piatto sul terreno. dato che i vecchi esemplari scavati assomigliano «a stre tte torri di legno. C ome scrive Winifred Curtis in "Flora endemica della Tasmania". ma certe p iante hanno il tronco scavato da grossi buchi. Le foglie lunghe e strette formano come una «testa di turco». e si riferisce all a densa linfa resinosa di colore giallo che trasuda attorno ai picciòli fogliari e si indurisce lì. composto di solito da tessuti adibiti a riserva d'acqua.ronco molto tempo dopo la caduta del lembo fogliare. dal quale può essere impossibile sgusciare fuori". Nella parte più meridionale del Sudamerica i l notofago. una specie di fico che ha un solo tronco alto pressappoco come un uomo. trasuda altra resina. che gli esploratori hanno trovato faticosissimo da superare. In certe parti del Sudamerica alberi di questo t ipo si dicono «alberi delle zanzare». Un albero del genere era alto 24 metri e avrebbe potuto racchiudere un uomo. In Tasmania cresce . possano avere un'età di 5000 anni. fabbrica un groviglio alquanto analogo di ceppi e tronchi. una ca pigliatura arruffata alla sommità di un tronco scuro e tozzo. nel quale sono incorporat i i vecchi picciòli fogliari. La denominazione botanica di Xanthorrhoea significa «flusso giallo».lunga circa 200 metri.un mondo crepuscolare senza alcuna se gnaletica. il c ui diametro tocca talvolta i 20 metri. i ntrecciandosi con i rami vicini talvolta a parecchi metri d'altezza dal suolo. Ogni anno. perciò queste fabbriche vive di sosta nze piasti che vengono incise per l'estrazione della resina. tipo quella famosa colonia di mirtillo america no Gaylussacia brachycera.che appartien e alle palme rampicanti . E" pericoloso avventurarsi su piattaforme del genere. formato da un intrico di tronchi e rami . E" stata avanzata l 'ipotesi che gli esemplari veramente vecchi. Alcuni arbusti striscianti mettono radici man mano che avanzano e riescono a cop rire vaste estensioni di terreno. e gli stessi rami sporgono in senso altrettanto orizzontale. Il primato registrato tocca ad una specie di rotang .una pianta conosciuta con il nome significativo di «albero orizzont ale». Altre piante originano una macchia impene trabile di lunghi steli orizzontali alti un metro circa. H. coloranti ed altri articoli. e l'aspetto della pi anta è reso ancora più strano dall'infiorescenza stretta che si spinge in alto verti calmente. e si crede abbia 13000 anni. E. come rozzi scarichi di innu merevoli grondaie". La resina è d'interesse merceologico per la fabbricazi one di vernici. "si sviluppano in questo modo piattaforme folte ed elastiche ad altezza spesso n otevole dal suolo. Ci sono motivi che giustificano l'ispessimento del tronco.an zi si stende . di modo che il tronco alla fine risulta formato da una parte centrale di tessut i conduttori vivi circondati da un manicotto resinoso. con circonferenza costante non . perché i fori contengono acqua ed albergano ques ti insetti. Ha tronco q uasi orizzontale. o a garitte cilindri che provviste di feritoie». Si raccontano storie di automobilisti che hanno percorso l"«orizzontale» fiancheggia nte la strada. Il fenomeno si verifica in certa mis ura nei vecchi olivi che si possono osservare nei Paesi mediterranei. perché un a caduta da un ramo fradicio e muschioso intrappola l'animoso al piano di sotto. che prospera autonoma o costituisce l"«ammezzato» di alcune foreste. o faggio australe. che si stende su circa 40 ettari negli Stati Uniti. Corner ha definito le Ad ina come «alberi a feritoie». Stile di crescita affatto diverso ma ugualmente notevole ha il Ficus beniamino c omosa. quando si formano nuove foglie. ma pare che non sussistano ragioni eccellent i per spiegare la perforazione dei tronchi. alti fino a 6 metri. ma i fori lascia vano passare soltanto una mano. a l di sopra del quale si allarga una volta orizzontale pensile larga più di 50 metr i e spessa solo un paio di metri. Certi alberi e cespugli hanno il tronco più o meno orizzontale. I tronchi delle piante rampicanti sono notevoli principalmente perché sono così lung hi ed esili. J. In Australia le piante dette «negretti» (Xanthorrhoea) manifestano in vari modi la l oro eccentricità.

là si presentano come ondeggianti ghirlande.. procurandosi la loro parte di luce e di aria co n un'arrampicata incessante su altre piante. rose e vitalbe . No n resisto alla tentazione di citare uno dei brani più brillanti della "Storia natu rale delle piante" di Kerner e Oliver.sono le famose scale delle scimmie". da una parte all'altra di altre pia nte. Alcune ram picanti si schiacciano contro un tronco e vi aderiscono con l'aiuto di radici ae ree. una volta ins ediata in mezzo all'altra vegetazione. ma quasi certamente ne esistono di molto più lunghe. In alcune bignonie r ampicanti tropicali il prolungamento fogliare assomiglia ad una zampa a tre arti gli che «va in cerca» di un sostegno e si avvinghia strettamente attorno a qualunque cosa tocchi. che getta arcate e ponti sospesi della lunghezza di 10-12 metri. ed altr e ancora piatte come nastri. e si mettono in contatto con punti d'appoggio con ampi movimenti circolari «di ricerca». dove si descrive l'habitat forestale di q uell'arrampicatrice tropicale che è la liana.. o modellate a forma di eleganti g radini . Le liane rampicanti rappresentano di fatto un passo notevolissimo e presumibilme nte tardivo dell'adattamento evolutivo. Un'ulteriore forma d'adattamento si ha con l'emissione di molti ramoscelli minori che tendono a fondersi quando s'incontrano. come è il caso della Rosa gigantea dell" Himalaya . come nel fìor dipassione e nelle zucche. allora la pianta emette lunghe radici aeree sulla superficie inter essata. Altre procedono in tortuose spirali. Dove le liane sono invecchiate assieme agli alberi ai quali s' aggrappano. specialmente quando la foglia non è ancora completamente sviluppata. Le clematidi si arrampicano così. scavate di buche. "Tutto si arrampica. Un altro perfezionamento è dato dai vi . Presso altre rampicanti la base del gambo o picciòlo fogliare sostituisce i viticci. rovi. Il sistema più semplice è dato dal tronco che si spinge strisciando verso l'alto. si aggrovigliano e si perdono in alto tra i tronchi. formando ponti sospesi e vere e proprie arcate ad archi romanici e gotici. Molte famiglie vegetali assai diverse tra loro hanno originato piante rampican ti. salgono dal sottobosco che copre i l suolo della foresta. magari in forma di viticci che si avvolgono a cavatappi attorno ad ogni cosa che tocchino: essi possono esistere in forma distinta. Tronchi d'alberi isolati si trasfo rmano in colonne di smeraldo sotto un manto di liane intrecciate. servendosi spessissimo di spi ne o di barbe a mò di chiodi di cordata. Esse non si limitano alle regioni tropicali. A volte può eme ttere ponteggi laterali che contribuiscono a renderla inamovibile. Altri viticci rappresentano il prolungamento delle foglie. perché ha il potere di attorcigliarsi e aggrapparsi rapidissimamente ad ogni cosa che incontra. come nel caso della Cobaea scanden s . e l'occhio cerc a inutilmente di scoprire a chi appartengano tronchi e fronde.la vitalba «tazza e piatto» degli anglosassoni -. fiori e frutti. serpeggia e si allaccia ad ogni altra cosa. come può mostrare ogni bosco del le regioni temperate con il suo assortimento di caprifogli. o pendono come r icche cortine dai rami degli alberi. o ancora più spe sso diventano il centro di piramidi verdeggianti alla cui sommità svettano chiome con guglie verdi. talaltra allentate ed ondeggianti. Q ui le liane tessono e ordiscono cortine e tappeti verdi davanti ai tronchi del c iglio della foresta. In questo modo l'albero di sostegno ta lvolta può scomparire sotto un rivestimento totale. Talvolta tira te e tese. Certe piante hanno facoltà di crescita straordinarie. in modo da originare un trali ccio a scala come nelle Clusie tropicali. da un albero all'altro. e le parti più vecchie da tempo sono ormai spoglie di fogliame. Le piante rampicanti si arrampicano in modi diversi. Molt e sono ritorte come le anse di un cavo. e da la scalata utilizzando ogni altra pi anta in grado di offrirgli un involontario punto d'appoggio. le lia ne assomigliano a funi tese tra il suolo e le cime degli alberi. e lottano contro alberi enormi. altre avvolte come un cavatappi. Altre piante rampicanti dispongono di speciali dispositivi perfezionati per favo rire l'appiglio. una rampicante erbacea che può c rescere perfino di 10 metri nel corso di una sola stagione. nonostan te la loro mole molto inferiore. Altrove si stendono in lussureggianti festo ni da un tronco all'altro. sovente aiutate da setole o barbe nelle loro operazioni di ormeggio. che hanno viticci fino a 75 centimetri.superiore ai 4 centimetri.

si premuniscono contro l'assenza di un appoggio immediato emettendo subito parecchi germogli. J. Molte palme vengono incise per ricavarne una linfa zuccherina. sebbene le più vigorose tra loro. I rotang ed altre piante rampicanti sono notevoli anche per la quantità d'acqua co ntenuta nel loro tronco e per la velocità con cui la convogliano.a somiglianza della fune magica degli illusionisti indiani . In queste palme è la foglia ad agire da «sede aziendale». I flagelli di queste palme rotang rendono rischioso e penoso il passaggio per le giungle da loro infestate. Una volta rag giunto l'appoggio. ma i bordi restano quasi diritti. un rotang adulto può crescere tre metri all'anno. Le «scale delle scimmie» di cui alla lunga citazione a pag. per cui il tronco principale della pianta vie ne ad aderire saldamente alla superficie. sono liane co me le specie Caulotretus e Bauhinia. o casuarina. di movimen ti avvolgenti. Come nel tipo a cavatappi. produce. che secernono una sostanza collosa quand o toccano una superficie. quando viene tagliato. Non v'è racconto d i viaggiatore in cui non si ottenga una bevanda rinfrescante da una palma rotang : tagliando e accostando alla bocca un pezzo di liana lungo . come il luppolo. e in certe specie il viticcio che riesce a trov are una fessura vi si gonfia dentro in modo da rendersi inamovibile. La parte cen trale è fortemente ondulata. come i rotang. perché si potrà tagl iare il tronco un'altra volta ed ottenerne altra acqua grazie alla maniera carat teristica con cui i.poniamo . se ne stanno sulla parte om breggiata del tronco che ha maggiori probabilità di avvicinarsi a un adatto sosteg no. il contatto è seguito di solito da una c ontrazione a spirale del viticcio. E" il caso di dire che esistono altri alberi in grado di erogare acqua analogame nte. che hanno tronchi nastriformi. e . i 7 centimetri al minuto in alcuni alberi a foglie cedue quali il faggio e i l platano. Spesso cercano crepacci bui.possono variare in lunghezza da tre a sei metri . Una pianta rampicante ch e non trova una superficie cade al suolo. A giudicare dalla loro ampia distribuzione. alla velocità di metri 1-2. siano in grado di avvolgersi a molla sul suolo della foresta alla ricer ca di un sostegno lontano dalle radici. cui segue l'emissione di radici specializzate. e vi si fissano. e il tulipifero africano (spat hodea campanulata) sono stati definiti rispettivamente l""albero sanguinante" e l""alberofontana" per le loro facoltà di erogazione. Alcune. Si ricava una cagliata caseosa dal «latte» di quello che Edwin Menning er ha definito «lo snackbar della foresta». Nel tronco del la liana può fluire almeno un terzo di litro d'acqua all'ora. che spesso viene fatta fermentare. il che rappresenta la velocità massima mai registrata in una pia nta. Ciò si verifica ad esempio nelle viti d el Canada. ed E. di modo che invece di muoversi senza meta nell'aria. Posseggono internodi lunghissimi. Molto spess o i dischi o le ventose terminali si allargano ed appiattiscono al contatto di u na superficie. i rotang vanno annoverati tra le piante rampicanti di maggio re successo.tre metr i. 101 e 102. per cui ne risulta . spesso di un metro e più. Nella maggioranza di queste piante rampicanti si nota uno stimolo che le indiriz za verso le superfici. senza alcun sapore acre. A guisa di paragone si possono citare i 2 centimetri al minuto nelle conife re. si otterranno due o tre tazze d'acqua limpida.ticci con ventose adesive alle estremità. Corner giunge perfino a sospettare che elefanti e rinoceronti abbiano sviluppato le loro spessissime epidermidi anche per difendersi da queste piante. che viene spinto verso l'alto dall'estendersi del tronco sottostante. nonché dalle applicazioni commerciali altrettanto estese. di strette operate dai viticci e così via. perché resta arrotolata dopo aver originato all'estremità un «flagello» lungo. «un fiotto copioso di lattice colloso e semi denso. la foglia si apre. flessibile e provvisto di barbe.5 al minuto. Com e precisa von Humboldt.sono in grado di stare ritti per qualche metro sen za afflosciarsi al suolo. esalante invece un piacevole odore balsamico». lunghissimi vasi circolatori . E non è finita. c he si attorcigliano l'uno attorno all'altro. Nel Sudamerica c'è anche un "al bero del latte" che. è insolito che tale linfa lattiginosa non sia acre al gust o e velenosa. ì 70 centimetri nelle querce e nei frassini. Ad esempio il pino australiano.si collegano a rete all'interno del tronco. e fa un'ulteriore presa sull'ospite come u n ombrello aperto. e permette loro di scalare superfici assolutamente lisce. Questi viticci sono spesso lucifughi. il che co nsente loro una rapida crescita. secondo le parole del famos o esploratore Alexander von Humboldt. H.

come nel caso dell'albero Phylloxylon tipico del Madagascar. o conserva solo foglie vestigi ali. un fillocla do a forma di foglia spunta da quello più vicino. La cute o corteccia degli alberi è spesso notevole sotto molti aspetti. cosa che di solito una vera foglia non fa mai. l'Adenia globosa. dove i tronchi si son o appiattiti ed hanno assunto punte aguzze. che si scorteccia in grandi lembi d all'albero. ne è un ese mpio un'altra pianta del gruppo delle Colletie. sottili e s carni come fruste. anche questo accorgimento aumenta la resistenza alla trazione. perché ha un tronco verticale legnoso e steli orizzontali legnosi proprio sotto il livello del suolo.la più minuscola delle piante fiorenti . con diametro di più di 30 centimetri: la corteccia est erna venne tolta in un solo grande pezzo. che pare possibile scorteccia re all'infinito. Questo dispositivo garantisce che s e il tronco deve sopportare tensioni. fornita di picciòli fogliari lunghi fino a 5 metri. lasciando intatti i tes suti conduttori d'importanza vitale. Ma nella specie Parinarium capense del Sudafrica è come se l'albero fos se affondato sottoterra. Al cune liane appiattite non fanno altro che attorcigliarsi a spirale. Alcuni salici alpini possono ramificarsi sotto la superficie all 'analogo scopo di evitare temperature relativamente fredde. alle placche di scortecciatura degli eucalipti e dei platani. La foglia è la terza struttura importante della pianta.elimina le foglie. e la corteccia esterna della quercia da sughero può ess ere spessa anche 20 centimetri. manicata . Come ho accennato nel capi tolo precedente. hanno la prerogativa delle foglie enorm . la G. che rende minus cole tutte le altre foglie gigantesche. mentre quelle delle aride regioni med iterranee e dei Paesi freddi hanno quasi sempre dimensioni più ridotte. Mi è capitato di assistere una volta alla scortecciatura di un tronco alto quattro metri e mezzo. La grandezza di una foglia va dagli organi a forma di scaglia quas i invisibili ad occhio nudo.con foglie somiglianti a quelle del rabarbaro la rghe più di due metri su tronchi di 2 metri.la G. e un'altra . Altre piante sviluppano invece acul ei in grado di effettuare la fotosintesi in sostituzione delle foglie. Non soltanto le piante esotiche. perché le spirali possono diste ndersi entro certi limiti. Le foglie delle piante delle foreste tropicali tendono a ess ere grandi con superficie più o meno uguale. i tronchi restano lunghi. molto conosciuta come pianta ornament ale in Inghilterra. situati nel centro ondulato della liana. ad esempio in conseguenza della crescita d ell'albero ospite. Si può distinguere quando un tronco o stelo funziona da foglia non solo perché non ha un picciòlo chiaramente differenzia to. La soffice corteccia spugnosa (e incombustibile) della sequoia gigante può avere uno spessore di 60 centimetri. Tronchi. le foglie mostrano una varietà quasi infinita di forme ed anche d i dimensioni. Tuttavia va citato il genere Gunnera che comprende una specie con foglie di soli 3 centimetri di diametro. lasciando l'albero denudato ad esporre la corteccia interna di un bel rosso brillante.fino ai pennacchi giganteschi della p alma Raphia taedigera. come su ccede nel genere africano delle Parinarie. e si provvede di pori respiratori. come nel caso delle ginestre. i cui componenti tropicali sono alber i normali. la Colletta armata. alle foglioline di 3-4 millimetri della lemna minor e . La corteccia da sughero utilizzata in commercio è data dallo strato esterno di 3-5 centimetri. Ta lvolta. dentata . armati di spine. M olto spesso. La prima cosa che succede in tal caso è che il tronco assume colorazione verd e e la capacità di effettuare la fotosintesi. f ino alle cortecce solcate da profonde fessure come nella quercia e nel pino. ad ese mpio nei comuni pungitopi e nell'ispida Colletta cruciata. associa una base succulenta fatta a volta ad una massa di tronchi radiali verdi. i bordi robusti sostengono lo sforzo. ma anche perché porta fiori. I tronchi hanno aspetto completamente diverso quando la pianta . dove il gambo che porta le foglie ha una lunghezza totale di 22 metri e il diametro com plessivo di 12 metri: si tratta della massima foglia registrata. e i fiorellini porporini compaio no tutt'attorno ai bordi quando è la stagione. badate. Invece in altri casi gli steli si modificano a forma di foglia.una serie di gradini provvisti di corrimano. Essa varia dalla sostanza membranosa serica della Melaleuca. dal quale emergono mazzi di foglie e capi fiorali.di solito come reazione ad un habitat secco . parente africana della passiflora. steli o gambi non si trovano sempre sopra il livello del suolo. e le parti a forma di foglia (dette fillocladi) sono disposte a croce alternata.

ailanti e palme. E" interessante notare che il già citato dottor Santos aveva scritto a sua volta che la parte inferiore della foglia «ricorda in qualche cosa certi str ani lavori in ghisa appena usciti dall'altoforno». ma si dividono trasversalmente su ogni lato della nervatura centrale medi ante strisce di tessuto più debole. che non hanno forza o rigidità partic olare. La stampa britannica ha dato notizia nel 1971 di un comune cavolo commestibil e del diametro di più di tre metri. mentre in fase di crescita possono aumentare da un terzo di metro fino a mezzo metro quadrato a l giorno. La pianta si chiama scientificame nte Eichornia crassipes. Proprio la struttura di queste foglie diede a Sir Joseph Paxton l'idea dell'intelaiatura ricurva in metallo cavo della serra progettata per ospitare q uesta pianta a Chatsworth . Si può immaginare che questo dispositivo valga a protegger le dai forti venti. mentre esiste una varietà d i cavolo. Il banano ha fo glie oblunghe originariamente non suddivise. salvo che . sui quali la pianta galleggia.i. anche il concetto ispiratore del grande Palazzo di Cristallo. una pianta galleggiante con un a corona di foglie a disposizione raggiata che ormai è diventata tremendamente inv adente sui laghi ed i corsi d'acqua tropicali. Perciò la foglia della Trevezia malese è larga 60 centimetri. Invece i segmenti hanno minore probabilità di venire danneggiati. il quale disgregandola finire bbe probabilmente col distruggerla completamente. La Palm House di Decimus Burton a Kew è costruita in base allo stess o principio. l e cui foglie circolari galleggianti. ma nelle Monstera le fronde non solo han no tacche laterali simili a tagli.5 metri quadrati. perché le Monstera si arrampicano a volte su rocce esposte.il che ha valso a queste piante il nome popol are di «piante a groviera». con riferimento alla base rigonfia dello stelo fogliare. ma dispongono anche di un traforo di pertugi irregolari intagliati tra le nervature laterali. Non si possono nemmeno dimenticare le ninfee giganti. alto 120 centimetri. che cresce fino all'altezza di 6 metri ed ha una testa con diametro di me tri 1. La natura ha f ornito la foglia di travi e sostegno orizzontali e trasversali. di modo che il forte vento le strappa in stret ti segmenti che tuttavia continuano a funzionare. è incisa in 7 -8 segmenti profondamente lobati che s'irradiano dal gambo fogliare. Hanno bordi verticali alti fino a 20 centimetri. con una serie trasversale di venule o nervature minori.dove fiorì per la prima volta in Gran Bretagna . e la specifica denominazione "crassipes" significa lett eralmente «piede grasso». C'è una serie di grandi nervature raggiate e fornite di bordi.e. Venti piante potrebbero produrre abbastanza cibo da nutrire una mucca per un anno. come la specie Victoria. un tempo notissima sotto il nome di cavolo gigante delle isole della M anica. Un 'altra ipotesi è che i fori. Scrisse a questo proposito: «La natura si è assunta il compito dell'ingegnere. talvolta quasi più somiglianti a spazi vuoti che non a un tessuto .5-2. e lo stesso criterio vale per le foglie profondamente suddivise in foglioline multiple di piante assai disparate quali felci. prodotte in numero di 40-50 per pianta in u na stagione. travicelli di tettoie. consentano alla luce di arrivare alle foglie sottostanti (sono po rtate più o meno verticalmente sui tronchi rampicanti). I gambi durissimi venivano usati per fare staccionate. o se ne ricavavano bastoni da passeggio. po co dopo. a somiglianza dei lobi profondamente intagliati dalle altre foglie. ma sebbene abbia un contorno circolare. o anche se uno riporta lesioni. a pieno svi luppo hanno ciascuna una superficie di circa 2. Si può solo constatare che questo partic olare esperimento naturale non è comune a nessun altro genere vegetale. Una foglia ancora più adattata a lle proprie funzioni è quella del giacinto d'acqua. gli altri non ne hanno nocumento. Le f oglie sono abbastanza forti da sostenere pesi fino a 90 chilogrammi. p iena di spazi aerei. in particolare c on la quantità di vento che la pianta potrà tollerare. Grandezza e forma delle foglie sono in rapporto con l'ambiente. possono misurare più di due metri di diametro. cosa che non sarebbe possi bile se le foglie fossero a lembo intero. Il gran numero di foglioline della maggioranza degli alberi delle regioni temperate rappresenta un analogo mezzo di suddivisione del rischio . io non ho fatto altro che prendere a prestito dalla natura questo progetto e adottarlo per la mi a costruzione». Una foglia a superficie unica verrebbe danneggiata dal vento. Molte foglie sono profondamente lobate. mentre sulla parte inferiore c'è tutto un sistema di ne rvature disposte a traliccio e piene di camere d'aria che garantiscono la robust ezza e il galleggiamento della foglia.

conferendo alla foglia un aspett o serico.a quello affine dei filodendri. o assomigliano ad alberi ramosi miniaturizzati. e lo stesso fanno specie vegetali dei climi mediterranei . Alcune piante grasse. specialmente tronchi d'albero. I peli . Molte piante alpine si pro teggono in questo modo. Il verbasco molto spesso è co perto da un denso vello. ed ogni anno se ne raccolgono circa un milione e mezzo di chili (13000 tonn ellate): si tratta della cera naturale più dura e con punto di fusione più elevato. tanto che i Tibetani le usa vano come lucignoli per lampade. e molti infin e hanno forma stellata. l'A. oppure dis porre di tentacoli appiccicosi e mobili. e visti al microscopio possono ricordar e una testa di Medusa. o portano «scudi» in cima a gambi lillipuziani. detto "orrore di mezzanotte" per i suoi fiori d'od ore disgustoso impollinati dai pipistrelli. specialmente nel caso delle piante grasse. Anche le radici possono gonfiar si: la Ceiba parvifolia del Messico ha la caratteristica di dare fiori e frutti nella stagione asciutta. Alcune piante grasse. Le foglie secernono cera in quantità proporzionale alla durata della siccità stagion ale. L'eliminazione delle parti superiori ad opera dell'anona ricorda il caso dell'Or oxylum indicum della Malesia. Sono già stati descritti alcuni tipi di tronchi. data l'abbondanza di piante a foglie p elose. A volte passano due stagioni pri ma che torni a piovere. come le Rochea del Sudafrica. e occorre un microscopio per apprezzarne l'ingegnosità e spesso la bellezza dell'esecuzione. il che le rende durissime e resistenti come una co tta medievale in maglie metalliche. ed assomigliano a mostruosi ombrelli. le foglie possono trasformarsi o rid ursi a seconda delle circostanze. dov e la versione definitiva è data da un «corpo plantare» più o meno sferico. adottano un metodo diverso d i protezione superficiale. Quando viene il periodo asciutto tutta la pa rte aerea . altri ancora assomigliano a sottili aculei.rami e foglie . Cresce solo fino a venti sparuti met ri d'altezza. radunando sulla superficie fogliare grosse cellule ro tondeggianti invece di peli contenenti aria.si dissecca e cade. reticolata del Brasile nordorientale ha un fittone radicale sotterraneo c he può misurare un metro di diametro. Una specie di anona . c he si affollano alle estremità dei rami. dall'aspetto di formazioni rotondeggianti. Molte di esse vivono nel Brasile in località battute da venti infuocati.cavi e contenenti aria . Oppure sono fatti a T. hanno foglie effimere che si possono produ rre solo sui tronchi immaturi.sono di solito piccolissimi. E" i l caso specialmente delle foglie che sviluppano peli protettivi contro le eccess ive radiazioni solari e la conseguente traspirazione. Le trasformazioni fogliari più notevoli si osservano nelle piante insettivore. la pianta letteralmente va a pezzi . ma porta enormi foglie composite lunghe e larghe più di due metri. Possono stare diritti oppure giacere a piatto. Tra i rivestimenti protettivi più strani va citato quello delle palme ceree. aventi diametro fi no a 30 centimetri e tessuto soffice e spugnoso. e certe specie di rododendri «infeltriscono».nei Paesi del bacino del Mediterraneo si ha talvolta l'impressione che gran p arte della flora locale sia sempregrigia. Anche queste cellule sono cave ed h anno pareti piene di silicio. oppure che possono cadere nella stagione asciutta . Quando è tempo d'entrare nel periodo di riposo. e molte ad attività stagionale. secondo la descrizione particolareggiat a datane al capitolo 24. e solo allora il fittone radicale riprende a germogliare . Le giovani piante raramente mettono rami prima di raggiungere i 5 metri d'altezza. altri sono disposti a spirale. mentre alcune specie di giusquiamo hanno lunghissimi pe li setosi. dove l'acqua si accumula nella stagione delle piogge per venir utilizzata durante la siccità. e si effettua facendo seccare le foglie e poi battendole per separare la cera. dando nuovi fiori e frutti. La copertura esterna delle foglie presenta spesso caratteristiche notevoli. Nella piccola felce galleggiante Salvinia i pel i sono presenti per impedire alla pianta d'inzupparsi d'acqua. e le foglie se cernono una cera così spessa che la raccolta è giustificatissima a fini commerciali. composto talv olta da un paio di foglie che si sono fuse completamente o quasi. ch e si gonfiano per funzionare da serbatoi idrici. Naturalmente vi sono piante con peli chiaramente visibili ad occhio nudo. Come avremo occasione di vedere in seguito. ed è in grado di farlo perché le sue radici portano dei «bari letti» in miniatura. d ove le foglie possono essersi trasformate in trabocchetti a trappola.

come nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. trattengono la pianti na saldamente aderente al suolo. composto di foglie rigonfie avvolte strettamente attorno a un asse centrale. poi ogni picciòlo o g ambo laterale. Restano quindi i tronchi stecchiti come pali con un solo assortiment o di grossi baccelli lunghi da 60 a 120 centimetri. possono essere sostenuti da tro nchicini portanti. la Calat hea ornata. Quando le fronde degli alberi hanno formato una folta volt a. dai quali vengono emessi inf ine semi fioccosi che vengono portati lontano dal vento. prima ogni fogliolina. come nel Polygon atum multiflorum. tulipani. Questo accorgimento è d'importanza essenziale se si produce un nuovo cormo al di sopra di quello vecchio. che spesso si possono maneggiare e trapiantare complet amente secche. Nella maggior parte dei bulbi il fiore dell' anno successivo e le foglie attive si formano all'interno di un embrione. portare macchie o segni regol ari. mentre invece le radici contrattili lo tirano giù al livello del cormo originario. Circa un mese dopo la c aduta dei gambi ricominciano a spuntare foglie nuove. che originano radici e fungono da centro di un nuovo esemplare se vengono a contatto del suolo. La maggior parte delle formazioni di riserva si compone di sostanze nutrienti e di umidità. Ogni foglia cade in pezzi staccati. dove le nervature sono disegnate f . infine il gambo principale. C'è infine il bulbo. ha foglie di colore bronzeo cupo. Molte foglie. i ranuncoli stoloniferi e i rovi a radici apicali: una volta ancorate. Gli organi carnosi di deposito come i cormi si trovano spesso associati a radici contrattili. noto dai gladioli e dai crochi. Il loro perio do di riposo si spiega con il fatto che queste piante mettono foglie e fiori abb astanza precocemente. Tali depositi poss ono essere nient'altro che tronchi o gambi sotterranei rigonfi. e trascina sottoterra i bulbi lli che eventualmente non si siano dispersi. Il tubero si contrae alla fine della stagione. I bulbi in miniatura. eccetera) sviluppano un tub ero conico traslucido. Le comuni piante d'appartamento possono fornirci molti esempi. specialmente nei climi caldi. e nei giaggioli. Le radici contrattili di questo gen ere assomigliano a quelle delle piante striscianti come le fragole. oppure in radici rigonfie di varia forma e grandezza chiam ate genericamente tuberi. che costituiscono di norma un dispositivo di distribuzione. che hanno abbandonato la capacità di produrre sostanze nutritive a favore della funzione di deposito. Le arundinace e. che vale alla pianta l'altro suo nome di «albero dalle ossa rotte».orchidee. I depositi nutritivi sono giustificati dalla necessità di superare la stagione sec ca. che si consuma ogni anno mentre si produce un nuovo cormo sopra quello vecchio. si colorano di varie tinte oltre al verde: possono essere di colore rosso o porporino. alla sommità del quale si formano masse di minuscoli bulbil li. eccetera . Anche la nostra brionia nera può dare tuberi della lunghezza d i 60 centimetri. erba brusca. detti bulbetti o bulbilli. Così il tronco viene a trovarsi circond ato da un mucchio di pezzi. l o stesso dicasi dei tuberi aerei. I tuberi possono avere dimensioni enormi: quelli dell'ign ame o patata dolce commestibile possono arrivare a 45 chili. I bulb i di solito sono sotterranei. Esempi tipici di piante di bosco di questo tipo sono certi gigli e alcune orchidee terrestri.trascorrono l'esta te caldissima nascoste molti centimetri sotto la superficie della terra bruciata dal sole. ma talvolta sono portati sopra il livello del suol o.. le Maranta e le Calathea eccellono a questo riguardo: una di queste. Esistono pure molte piante a radici carnose che crescon o nei boschi. nel qual caso possono avere uno strato verde atto alla fotosintesi. Talvolta queste piante perdono una stagione e trascorrono più di un ann o tranquille sottoterra. scille. ed è segnalato il cas o di un tubero dell'aracea Amorphophallus titanum pesante 54 chili e con 60 cent imetri di diametro. così queste entrano in inattività. venature a diversa colorazione. dove il terreno resta sempre sufficientemente umido. che in linguaggio tecn ico si dicono rizomi. dove moltissime pia nte a radici carnose . ed aiuta le piante a superare il periodo di riposo. non passa abbastanza luce sul suolo della foresta perché le piante bulbose poss ano sopravvivere adeguatamente. altrimenti spunterebbe sopra terra. Una forma speciale di deposito radicale è data dal cormo. oppure combinare tutte queste caratteristic he. o sigillo di Salomone. Le er be infestanti delle Oxalis (acetosella. un tempo apprezzati come «falsa mandragora» e ritenuti in grado di guarire quasi ogni malattia.

Il fiore è il pezzo più specializzato di tutta l'attrezzatura creata dal mondo veget ale. come la nota acantacea Aphelandra squarrosa. dato che le piogge cadono non solo molto irregolarmente. La cuticola fogliare. La cima del germoglio avvizzisce poco dopo la germinazione. al ritmo di 8-15 centimetri annuì. La pianta adulta ha un fittone molto spesso e tozzo lungo fino a due metri. il celacanto vegetale. la piovra del d eserto.22000 per centimetro quadrato . di modo che dal colletto si formano solo due foglie adult e che si allungano ed allargano con il passare dei secoli (si crede che certi ve cchi esemplari abbiano 2000 anni).non si tratti in sostanza che di esperimenti abortiti. Per la necessità di assorbire rapidamente le eventuali brume marine su ambedue i lati delle foglie vi sono milioni di stomi . ma si può obiettare che esist ono molte piante a fiori altrettanto piccoli e foglie verdi lisce.inemente in un'improbabile tinta rosasalmone chiaro. alquanto rigonfio sopra la superficie del suolo. la Welwitschia bainesii (mirabilis). La Pilea cod ierei è caratteristica perché il suo aspetto argenteo dipende in realtà dagli spazi ae rei situati tra la cuticola e la parte centrale della foglia. e viene invec e apprezzata e favorita da noi a scopi ornamentali. con una massa di radici laterali. Nella loro crescita incessante. La Welwitschia è stata definita in varie riprese una rapa gigante. può darsi che assorba la luce rossa filtrante attraverso la volta fr ondosa della foresta.8 metri . Alcune piante colt ivate hanno sviluppato fantasticamente le loro tinte: le varietà di Begonia rex mo strano un'ampia tavolozza variante dal porpora acceso alle gradazioni di rosa ed argento spesso mescolate al verde. Abbiamo visto che è il prodotto.i quali si chiudono a tenuta eccezionalmente stagna in condizioni di aridità. fendend osi poco a poco nel senso della lunghezza e dando una massa di nastri irregolari . Ma è difficile dare una spiegazione della regolarità dei model li e della colorazione delle nervature. I fiori maschili e femminili vengono sostenuti separat amente da strutture coniche situate attorno a una depressione centrale craterifo rme. mentre Croton e Codiaeum uniscono il rosso b rillante. Si è pensato che possano servire ad attira re gli insetti che fecondano fiori non appariscenti. in a ltri. ha uno strato centrale di cri stalli di ossalato di calcio che riflettono la luce solare. che in casi eccezionali può avere il diametro di quasi due metri. dove l'acqua viene fornita quasi s olamente dalla bruma marina e dall'eventuale guazza notturna. Le foglie si sfilacciano alle estremità sotto l 'azione del vento. IL FIORE. e assolutamente la più brutta». invece. mentre altre. e letteralmente si scottano sulla sabbia del deserto. L'ultima parola sulle foglie spetta alla descrizione di una delle piante più bizza rre del mondo. queste foglie gigantesche ricordano la lingua di una lumaca. Le foglie più grandi mai registrate sono larghe circa 2 metri e lunghe 8. sebbene . Cresce soltanto in una ristretta striscia deserti ca presso il mare nell'Africa sudoccidentale. il simbolo del gruppo di piante di più recente . ma possono anche mancare perfino per pare cchi anni. Si tratta di uno di quei residuati anomali che si trovano qua e là tra le gimnos perme e le piante fiorenti. hanno nervature di colore biancocr ema brillante e una coccarda di brattee gialle vistosissime per polarizzare l'at tenzione sui fiori. In certi casi la colorazione è probabilmente un pigmento di adombramento adottato per ridurre l'eccessiva insolazione che potrebbe danneggiare la clorofilla. tale da far pensare che qua lcuno vi abbia adoperato un pennello con tecnica un po'"irregolare. Tale colorazione non va confusa con la screziatura.forse fortunatamente dal punto di vista de ll'evoluzione dei fiori . che raramente persiste allo stato naturale.3 ma questa proporzione è insol itamente alta. l'arancio e il giallo a foglie dalle forme straordinariamente variate. sebbene sottilissima. in questo caso il tessuto vivo era lungo metri 7. mentre il tessuto che convoglia le sostanze nutrienti (floema) è a nalogo a quello di una pianta gimnosperma. Capitolo 9. di solito dipendente da muta zione dei cloroplasti. che praticamente è solo foglia . Non sorpren de che sir Joseph Hooker l'abbia definita «la pianta più meravigliosa che sia mai st ata portata in Inghilterra. Il tessuto conduttore dell'acqua (xilema) assomiglia a quello di una p ianta fiorente.

e le parti femmi nili. il fiore è una struttura dove la parte es terna di protezione. o «albero dai fiori con le mani».vie ne portato in grandi masse pollinifere. Viceversa può capitare che gli stimmi non sporgano sugli stili: ad esempio nei papaveri la superficie s timmatica forma linee raggiate sulla sommità di quella che alfine diventerà la capsu la seminifera.come nelle orchidee ed asclepiadi . Nel policocco. deve i l nome scientifico al fatto che da una coppa di centimetri 10-12 color rosso san gue sporgono cinque stami appiattiti. Nonostante la tendenza dei fiori all'ermafroditismo. parenti australiani della mortella. Ma fu il b otanico svedese Linneo (1707-1778) a proporla veramente all'attenzione mondiale. molti fiorellini maschili dall'aria insignificante s ono raggruppati in un'infiorescenza a spiga. uno stilo e u no stimma. ha semplificato i suoi fiori ad un solo tubo fiorale. Nella Pentagynia saniculifolia. di modo che un albero in piena fioritura costituisce uno spet tacolo sinistro. di solito stami che reggono il polline sulle antere. Ad esempio nell'eucalipto si trova un ricettacolo a forma di tazza che circonda gli organi sessuali. Alla base del pistillo s i trova l'ovario. dove i fiori maschili e femminili stanno su alberi distinti. Detto nei termini più spicci. In certe occasioni gli stami costituiscono la parte più cospicua del fiore. La grandezza dei fiori varia da una frazione di millimetro nella lenticchia palu stre Wolffia punctata. e molte parti vanno da un numero elevato e indefinito fino a un unico esemplare. la cui funzione sostanziale è di proteggere il boccio e talvolta il fiore aperto (ad esempio dagli insetti predatori di nettare). come n el Calothamnus e nella Tristania. parente italiana del cerfoglio selvatico euroasiatico. Possono sostituire i petali. collegati da un tessuto che conferisce al tutto l'aspetto di un parasole. come accade nelle piante monocotiledoni. dove un pi ccolo calice a forma di coppa nasconde dei petali dall'aria insignificante. ve ne sono molti di un sess o solo. Il polline qualche volta . oppure sepali e petali possono essere indisting uibili. fino a più di un metro nella parassita Rafflesia. mentre un cappuccio superiore a perdere protegge il fiore immaturo e rappresenta i petali. Il fiore tipico delle angiosperme ha un verticillo od anello esterno. od alberos polverino (Hura crepitans). i cui segmenti sono i petali. Al centro gli organi sessuali comprendono le parti maschili. uno stame. Il notissimo nocciolo ha una specie di amento pendulo in cui sono radunati molti fiori maschili. dal quale uno o più piccoli gambi (gli stili) portano agli stimm i . Il mondo antico era al corrente del sesso delle piante nel caso lampante della p alma da datteri. il calice. nel quale il bordo rappresenta i sepali. Il chirantodendro messicano.evoluzione.superfici ricettive sulle quali il polline germina per fecondare gli ovuli a ll'interno dell'ovario. Tutte queste parti possono variare in misura molteplice. e la sessualità delle piante era stata provata sperimentalmente nel 1694. il grande fiore femminile sostien e letteralmente due o tre fiori maschili che effettuano un corteggiamento danzan te su steli che si alzano dall'esterno. mentre il fiore femminile ostenta u na corolla lobata relativamente enorme. quasi perfettamente uguali per forma e gra ndezza a una mano. Le forme dei fiori sono variabili all'infinito. m a in certi casi sono molto diversi tra loro. All'interno del calice c'è la corolla. Nell'Asteranthos brasiliano la corolla è sostituita da un anello di stami infecondi. e non sugli stami. ricavata da foglie modificate. imparentata con la Daphne . emet tendo invece quattro grandi formazioni quasi fogliari che portano antere picciol ate sui bordi. In alcune famiglie queste parti del fiore si possono distinguere a malapena. Così la Pimelea. Questi fiori unisessuati possono avere aspetto uguale per i due sessi. Quando il calice si compone di segmenti separati questi si dicono sepali. si trova assieme agli organi destinati all'atto sessuale che portano le cellule sessuate della pianta: polli ne maschile ed ovuli femminili. note con la denominazione collettiva di pistilli. ma possono essere effimeri o assumere la vistosità di forma e colore dei petali destinati ad attirare gli animali incaricati dell'impollinazio ne. mentre il solitari o fiore femminile è rappresentato da un ciuffetto rosso. ed un unico ovario. I sepali sono abitualme nte verdi e spessi. e il numero delle parti sessuate gettò le fondamenta della sua classificazione de .

con 100 mila fiori individuali.dove «la torma di prostitute vaglia dieci ardimentosi pugnaci». o più sovente dai tronchi più o meno simili a foglie di piante che hanno abolito le foglie. ed emerge dalla chioma dell'albero quasi come una pianta a sé. si osserva probabilmen te nella palma Talipot.una gigliacea del genere Gloriosa . Il rilievo dato agli organi sessuali dei fiori urtò molti suoi contemporanei. I fiori si producono di solito all'estremità dei tronchi o degli steli. e parecchi Ficu s fanno altrettanto. vittime della sua vita in declino". La famiglia delle margherite si dice delle "Composite" proprio per questo motivo: un solo i nvolucro rinchiude spesso parecchi flosculi di diverso genere. prigionieri pudibondi delle sue catene verginali. Per spiegare le sue classi vegetali descrisse le Monandre con il pa ragone di «un marito per un matrimonio». e producono tronchicini sottili alla base del tronco. scriveva in una lett era: «E" assolutamente superfluo dirvi che nulla potrebbe uguagliare la mentalità gr ossolanamente pruriginosa di Linneo». e le inargenta il capo. si poteva trasferire al mondo animale «con tutte le r elative conseguenze . insieme a piante fiorenti più ortodosse.un involucro . Alcuni Ficus malesi u sano questo sistema.cui appartiene la nostra erba del cucco . sortendo spesso il risultato apparente di un solo fiore più grande. Le vedute di Linneo in materia di sesso erano razionali e positivame nte moderne." Scrisse a proposito di un giglio da giardino . riportò l'argomento a livello più castigato ma altret tanto esplicito nel suo poema epico "Gli amori delle piante". meno se ne parla e meglio è. specialmente in certi alberi tropicali. ma in casi straordinari possono spuntare direttamente dal le foglie. Lin neo certamente rivelò al mondo che le piante avevano una loro vita sessuale che. Quando l'impietosa mano del tempo stende una rete di rughe sulle sue deboli membra. in cui tradusse in versi il sistema di Linneo. e infine la categoria delle piante Poliandre con un esempio per cui vi s ono «venti o più maschi nello stesso letto con la femmina». L'albero del cacao è tra questi. Il r everendo Samuel Goodenough.letteralmente «maschi confederati con necessità di poligamia» come nel caso del crisantemo con stili fecondi e flosculi a disco sterili. c on pochissima immaginazione. Ecco la trasformazione dei tre stimmi e dei sei sta mi del «leggiadro colchico»: "Tre vereconde donzelle servono l'intrepida ninfa. nonno di Carlo. In certi casi i fiori si originano addirittura sottoterra. Quanto poi alla schiatta delle Silene. come i cacti. di norma s u loro gambi distinti. corteggio innamorato. e Goethe si preoccupava dell'imbarazzo che i testi di botanica avrebbero potuto procurare a caste scolaresche giovanili. e la scortano sei gai giovani.. e le Diandre con «due mariti nello stesso mat rimonio». L'infiorescenza della pa lma è spesso notevole. tre dei quali maturano successivamente ai primi tre: "La superba Gloriosa conduce tre scelti garzoni. In alcune famiglie i fiori sono portati in capolini compositi provvisti di un solo strato esterno di scaglie sovrapposte .che li protegge tutt i. altri tre giovani impegnano la sua età più matura. Il numero più alto in un gruppo unico. i fiori sono portati addirittura sullo stelo o tronco principale.che ha sei stami. A volte l'assunto gli scap pava di mano. Erasmo Darwin..lle piante: così una famiglia poté chiamarsi Diadelphia decandria oppure Polyandria pentagynia. che s . Nel c aso in esame Linneo descrisse la situazione esponendola come una circostanza in cui «i letti dei coniugi sposati occupano il disco. er ompenti inaspettati dalla scorza. di modo che riuscì a far chiamare una classe vegetale "Syngenesia po lygamia necessaria" . poliandria ed ince sto».di poligamia. in seguito vescovo di Carlisle. spaziati o raggruppa ti. o infiorescenza. e quelli delle concubine la ci rconferenza: le femmine sposate sono sterili e le concubine sono feconde». . In date occasioni. I fiori possono presentarsi in esemplari unici o in gruppi.come dice Wilfrid Blunt .

occulto ed intimo». Nelle mattinate calde ed umide il bambù cresce a velocità sorprendente. Numerosi. I germogli fioriferi sono completamente sotterranei nel Geanthemum rh izanthus del Brasile e nella palma sessile . dove si osservano propaggini emananti a raggerà per una decina di metri attorno al tronco. Fogg. dotato di un accesso al mondo esterno tramite u n piccolo orifizio ad un'estremità. in giardino o in vaso. ricordo un mattino d'inverno in cui dovetti chiedermi da dove mai prove nisse lo scricchiolio che si sentiva mentre lavoravo. l'autore. CRESCITA E RITMO: IL CERVELLO ELETTRONICO DELLA PIANTA. Anche il fiore della ninfea gigante du ra solo 24 ore. D. meraviglia. Per chi si occupa di tassonomia rappresenta il mezzo che gli permette d i stabilire la posizione categorica della pianta e le sue parentele nel regno ve getale. finché accertai che i suoni venivano da una ciotola di giacinti i cui boccioli si aprivano un varco attraver so il rigido fogliame. Le orchidee possono durare 80-90 giorni se non vengono fecondate. E" anche il caso di citare un'affermazione del professor G. nato per spiegare la sua magnificenza solo per p oche ore. H. ricchezza di risorse ed ingegno. "Venne risvegliato prima dell'alba da un orribile scricchiolio. Vi sono comprese piante come la Potyalthia hypogaea della Malesia. Sebbene effimero. Alt ri alberi sono altrettanto straordinari ed hanno un tronco tradizionale con chio ma sorretta da rami. Quando la Tigridia pavonia.cioè senza tronco . ma producono fiori su sottili propaggini orizzontali a fior di terra.Salacca flabellat a malese. eminente bo tanico. I col orati eliantemi dei Paesi mediterranei lasciano cadere i petali nel pomeriggio. destinato a suscitare ammi razione. l'ipomea si chiude e avvizzisce per sera. nonché unità d'intenti: qualità che creano bellezza e fascino uni ci. Questo racconto affascinante venne registrato e pubblicato dal botanico Blossfel d. mentre per altri riguardi sembra tenersi pronto a ripiegarsi in una borsa o sacco dall'aspetto di un fico. il quale gli spiegò che i rumori erano causati dalla cre scita dei germogli dei giovani bambù giganti. ricoprono la parete interna di un ricettacolo cavo che noi i n seguito mangiamo quale frutto. dopo averne magnificato la bellezza e la singolarità delle forme. venne raffigurata per la prima volta in una rivista di botanica. aggiungeva: «Rincresce che an che questo evento rammenti alle nostre belle connazionali quanto sia effimera la beltà delle forme. il quale in certo qual modo imita il fiore per att irare gli animali impollinatori. insuperabili nel loro genere. mentre si facevano strada tra le bra ttee e gli involucri di rivestimento che ricoprivano la base di ogni germoglio. Lawrence lo definì «frutto del mistero femmi nile. poi letteralmente si disintegra». questo fiore. Nelle dorstenie loro parenti si può osservare una via di m ezzo con minuscoli fiorellini incorporati nella superficie di un disco carnoso t alvolta lobato come un polpo. alta 10 metri . secondo il quale «la maggior parte della gente è abbastanza sicura di quello . chi amò il compagno di viaggio. Allarmato. E. il fior di tigre del Messico. rivela a un attento esame una sua natura complicata. per quanto inapparente e i nsignificante. I fiori dei fichi sono tra i più strani che esistano. Capitolo 10. I fiori hanno durata molto variabile. un frignare. minuscoli e strutt uralmente semplici. il fiore rappresenta agli occhi dell'umanità media un oggetto da coltivare a scopi decorativi. quando lo si veda in libertà allo stato n aturale. e la Caloncoba flagelliflora dell'Africa Occidentale. o anche repulsione. Un Cinese che risaliva il fiume YangTzeKiang nel diciannovesimo secolo sostò ad al loggiare presso una locanda in mezzo a un boschetto di bambù giganti. Talvolta si possono percepire i suoni prodotti dalla crescita di piante molto minori. altri fiori durano invece un giorno o meno ancora. e lo sfregam ento produce questi suoni terrificanti".i affondano nel terreno e vi producono mazzi di fichi portati da propaggini. com e un fievole gridare o uggiolare che proveniva dal bosco dei bambù. Per chi ha la mente investigativa ogni fiore. al ta 30 metri.

osservate nell'America Centrale e in Cambog ia..che intende dire con la parola "crescita". Tanto per fare un esempio semplicissimo. ma tutte le foglie messe assieme. Non c'è qua si nulla . Ho accennato brevemente agli aspetti principali della crescita: ricerca del terr eno ad opera delle radici. il fiore dell'informe pianta grassa Muiria esplod e dal molle tessuto vivo con un'aria quanto mai penosa. Se n e infischia di un vialetto di ghiaia ben rullata e compressa. nel corso di alcuni d ecenni. ma essa è piuttosto vaga quanto al sen so rigidamente scientifico del termine». tranne che nelle unicellulari. e se appena esiste una sottile fenditura le radici non tarderanno a intrufolarvisi. Bowles. aveva spaccato un macigno di schisto sollevandone di 30 centimetri la pa rte superiore.dove una radice a tutto decisa non riesc a a penetrare. formano un'arma acuminata e forte quas i come il germoglio sotterraneo di una canna di bambù". Le punte radicali sensibili penetrano nel terreno di varia natura e str uttura risolvendo cammin facendo problemi quali l'incontro con pietre ed altre s uperfici impenetrabili. Vi sono piante come i gigli palladifuoco africani in cui i nuovi germogli erompono attraverso gli strati dei vecchi virgulti. la mela è rotonda perché la crescita continua uniformemente in tutte le direzioni man mano che essa matura.a strut tura trabecolata. Come in tutti gli organismi. La forma di una pianta viene pr ogrammata in base alla velocità e direzione di crescita. ed ogni organo si forma normalmente una volta sola. I germogli si apr ono un varco attraverso il terreno. Con il passare degli anni la crescita di una radice nella fenditura di una rocc ia può riuscire a spaccare un grosso masso da un capo all'altro. il modello di crescita di una data specie . nervoso e ormonal e.è determinato dal mecc anismo genetico presente nel nucleo di ogni cellula. ed alberi in cui le gemme fiorali sfondano la co rteccia del tronco e dei rami. di peso calcolato sui 1400 chili. svilupparsi e riprodursi dipende in molteplice misura dalla possibilità che ha l 'organismo di assorbire nutrimento nelle proporzioni giuste. o come altro volete chiamarla . Talvolta la crescita non avviene in modo altrettanto controllato. spiegamento delle foglie.salvo una roccia massiccia . o infilandosi nelle più strette fessure. nelle piante superiori si formano ripetutamente e pressappoco indefinitamente grazie al rinnovamento cost ante dei "meristemi" o germogli d'accrescimento.. mentre la pera cresce più rapidamente sull 'asse della lunghezza che non su quello radiale. come sanno molti padroni di casa che hanno piantato ad esempi o pioppi troppo vicini alle fondamenta dell'edificio. A. in modo che le cime sono pressate assieme a formare una punta aguzza che perfora il terr eno e apre un varco al fragile fiore. o a sollevarlo: K erner ed Oliver ricordano il caso di un larice alpino che. Ri . la crescita si può far corrispo ndere all'aumento di dimensioni e allo sviluppo di diverse parti. Le radici degli alberi fendono la roccia espandendosi a ritmo impercettibile. op pure al riparo d'involucri forti e aguzzi e spessi. emissione dello stelo o del tronco. con le punte aguzze e indurite delle foglie riunite nel modo accennato.. descrisse come fanno i bucaneve a spuntare dal suolo: "Le due foglie sono strettamente avvolte in una foglia di rivestimento. E" mer aviglioso quanta forza sia racchiusa nel germoglio di un crocus che spunta. In tutte le piante. e le tubature s'ingorgano presto di una massa di finissimi peli radicali assorbenti. Mentre però negli animali essi si svi luppano precocemente e s'integrano con i sistemi circolatorio. e ten ute strette dalle robuste foglie di rivestimento. cribrosa. con tecnica che ricorda molto da vicino l' atto di riunire le mani davanti alla testa quando ci si tuffa in acqua.. E. La capacità reale di crescere . Altri esempi della forza delle radici degli alberi sono forniti dall'avvenuta demolizione di antiche costruzion i in pietra nelle foreste tropicali. forse piegando il colletto per proteggersi d alle offese in modo che nessuna pressione gravi sulla punta in accrescimento. Una foglia isolata di crocus è un attrezzo molle e debole. Le fessure delle conduttur e dell'acqua e delle fognature vengono identificate con altrettanta celerità. grande giardin iere ed osservatore. culminante nel la comparsa degli organi della riproduzione. Ciò che fa sempre impressione è l'inesorabilità della crescita delle piante.

Ma è impossibile non restare meravi gliati e perplessi se appena ci si domanda perché un fragile fungo non sia stato b loccato nella sua crescita. mentre quelle a lobi raggianti srotolano i loro segmenti uno d all'altro. E" anche notevole la capacità di crescita di una pianta nel corso della sua esiste nza. come nel f aggio. che si possono paragonare ad uno dei famosi rompicapi cinesi. Tuttavia anche questi primati vengono eclissati dai bambù che possono cr escere anche più di un metro in un solo giorno. come il bo sso e il tasso. I boccioli o gemme fiorali si schiudono analogamente: vedere un fiore grandissim o come quello dell'ibisco che comincia da una specie di ombrello chiuso e si apr e in uno spettacolo di doviziosa bellezza è come assistere al prodigio di una farf alla che sguscia dalla crisalide. e così via per sette od otto borse e fog lie embrionali l'una dentro l'altra. del tutto diversam ente dagli animali. o la sua base non sia stata schiacciata nel terreno dal peso gravante addosso al cappello fungino in espansione.sultati più spettacolosi si possono osservare con le piante di rapida crescita. il tronco aveva il diametro di due centimetri e mezzo. cresciuto di 7 metri in due anni. e poi un'altra ancora. Gli eucalipti sono gli alberi ad accrescimento più veloce: in Uganda è stato osservato il caso del l'Eucalyptus saligna. Le foglie escono dalle gemme con uno spiegamento ed un'espansione miracolosa di tessuti compressi e lubrificati di mucillagine emessa da ghiandole speciali. la cifra sopra citata corrisp onde a un aumento in peso di più di 250 mila milioni di volte! I giganti vegetali possono vivere circa 4000 anni. Il tulipifero tiene le gemme embrionali in piccole guaine ovali che cadono quand o la giovane foglia è pronta a spiegarsi. l' esempio più notevole che mi sia capitato di vedere è quello di una grossa lastra di cemento di pavimentazione stradale sollevata da un fungo. come nel rabarbaro.come i berretti d'asino di remota scolas tica memoria . toccando 30 metri d'altezza in men o di tre mesi. Il grande disco t ondo del loto indiano si spiega come una bandiera. una pianta riesce a combinare nel suo continuo sviluppo part i corporee di estrema vecchiezza accanto ad altre di accrescimento embrionale. La velocità di crescita varia enormemente. e peso di molto superiore a 1000 tonne llate. un po'"come in certi complicati ninnoli da salotto. quelle del papavero di Ca lifornia hanno cappuccetti orecchiuti . Ancora più notevoli le gemme dell'arbust o dell'Amicia. Anche i germogli ta lvolta riescono a penetrare in sostanze all'apparenza impervie. All'altro estremo del regno vegetale si t rovano i casi di spore di alghe marine unicellulari che sono germogliate sotto l o strato di vernice degli scafi delle navi. A nche nelle migliori condizioni molti alberi crescono lentissimamente. non ci si debba aspettare crescita superiore a un paio di m etri annuì. ricordandoci in tal modo che. l'hanno attraversato provocandovi fe nditure ed esponendo il metallo delle lamiere alla corrosione. in Australia. cresciuto di 28 centimetri in 98 anni.005 grammi. una specie che cresce al limite arboreo nell'Artide. Ho registrato es empi di narcisi spuntati attraverso 8 centimetri di bitume e fioriti perfettamen te. che si sono fatti vivi su una carrozzabile attraverso 20 centimetri di un fondo di detriti c operto da un manto di ghiaia e bitume. sebbene in condizioni no rmali. perché è il risultato di cellule preformate che si espandono rapidamente assumendo acqua. lasciando vedere il prossimo embrione ne lla sua guaina presso il picciòlo fogliare. In questo caso l'espan sione dipende dalla pressione idraulica. Dato che il seme pesa meno di 0. La gemma di magnolia emerge da un involucro di folta lanugine che l'ha protetta per tutto l'inverno. si potrebbe aggiungere che la ninfea gig ante viene coltivata abitualmente come pianta annuale in cattività. Ho già dato in precedenza esempi della gr andezza raggiunta dalle piante annuali. A v olte la gemma all'interno del boccio si trova letteralmente raggomitolata a pall a. La crescita più lenta che sia mai stata osservata è quella di un esemplare d'abete r osso sitka.che cadono quando il fiore si espande. Le gemme sono oblunghe e a forma di borsa: aprendo quella più esterna se ne trova un' altra all'interno. e di virgulti forniti di radicole succhianti di rosa muschiata. Si crede che uno dei maggiori esemplari conosciuti di sequoia gigante abbia un volume di 1500 metri cubici di legno. Le foglie pennatosette a foglioline multiple opposte si aprono come le pa gine di un libro. . oppure pieghettata o profondamente increspata.

1/5. 2/5. 1/3. Di fatto le frazioni più frequenti. Così. Nei fiori zigomorfi si ritrova la massima varietà di forme delle diverse parti fiorali o dei lobi dei petali. molto rapidamente: gli s tami si espandono quasi visibilmente in certi stadi del loro sviluppo. I fiori che portano le loro parti in numero indefinito. 8/21.tre. in verità. Questa sequenza è tale che si può esprimere con un numero frazionario. 3/11. ma se non altro un fi ore esce da un bocciolo ed ha un punto d'inizio nei tessuti. una «corona» fatta di un numero indefinito di filamenti raggianti. cinque . 5/13. Un fatto della fillotassi forse ancora più notevole che non la speciosa succession e numerica delle frazioni . nelle pigne e nelle formazioni compatte che non nella sparp agliata disposizione fogliare. consiste nel fatto che ogni fascio deve cominciare a crescere talvolta letteralmente per anni. o fiore di Passione.ma alcuni r ivelano una notevole inosservanza di tanta semplicità.poniamo di cocco . La ramificazione delle piante segue analoghe disposizioni prestabilite.può mettere in evidenza fino a 18000 fasci vascolari. ma qualunque sia la loro geometria.. dove la sezione trasversale di un tronco . il che significa che si possono dividere in due m età uguali tagliandoli secondo una linea centrale. dal quale si scostano svilupp andosi lateralmente. I fiori stessi sono esempi notevoli di geometria. e nelle terminazioni fiorali si osservano diversi stili nelle diramazioni o nel modo di portare i fiori: spessissimo la disposizione dei fiori è tipica della famiglia. le varie disposizioni dei fiori si preoccupa no dei loro soci d'impollinazione. 5/23 . per e sempio. e formando infine il condotto di una foglia. p iù evidenti nei cacti. prima che l'albero sia sufficientemente adulto perché la foglia interessata «nasca» e il suo allacciament o vascolare diventi operante.. mentre una guaina fogliare di banana cresce di 1 millimetro al minuto. . Questi fasci crescono obliquamente cominciando presso la parte esterna del tronco e progredendo verso il centro. e che le foglie successive avranno tr acciato due spirali attorno allo stelo o al tronco per ottenere questo risultato . In caso diverso i fiori sono disposti secondo una simmetria ra ggiata. La natura ha veramente il senso della geometria.. I fiori dispiegano spesso le loro parti in multipli di una cifra di base . Il lato affasc inante di questo comportamento. La forma dell'organismo ri sultante dipende dai processi evolutivi già menzionati. La programmazione d'un fiore è impresa abbastanza complessa.1/4. sono dell'ordine di 1/2 (in cui le foglie si trovano a paia opposte) . il che costituisce sempre una sequenza geometrica.7. Il che significa che la settima foglia di una serie si troverà i n posizione verticale rispetto alla prima.è costituit o dalla sensazionale precisione e dai modelli impressionanti che ne risultano. com e nella bocca di leone o in una orchidea.che non comporta alcun rapporto naturale . . dove gli stami si torcono su un solo lato del fiore. e 5/13.. 2/7. 13/34.I singoli organi particolari possono crescere. 2/9. o fillotassi.. 3/8. 3/8. In ogni organismo vivente il «centro di programmazione» che ne determina la forma e la struttura è situato nei geni presenti nei cromosomi. e una colonna cen trale eretta che porta dapprima 5 stami e poi sull'ovario 3 stimmi. li portano di solito a vvolti a spirale. Alcuni fiori hanno forma irregolare. . quattro. mostra 10 sepali e petali che è quasi impossibile distinguere tra loro. come sa chiunque abbia studiat o botanica con l'aiuto dei diversi schemi fiorali. c ome quelli delle poligale. Ho descritto in pr ecedenza quanto sia complesso il sistema vascolare della palma. 2/5.e 1/4. In alcune piante co me nelle palme c'è una predestinazione di tipo affatto diverso. che sono di q uesto tipo: 1/2. Prendiamo la passiflora. 3/14. come i cacti. 5/18. in una palma. ad esempio de ll'ordine di 2. Esso traccerà pure le modalità secondo le quali verranno prodotti i ger mogli o le foglie. Nelle piante questo centro di programmazione determina caratteristiche che decidono se la specie sarà una pi antina annuale o un albero. quelli del grano crescono di 1-8 millimetri al minuto. oppure sono zigomorfi. Queste serie hanno in comune la caratteristica c he si può ottenere ogni frazione sommando i numeratori e i denominatori delle due frazioni precedenti. o se una pianta rampicante si attorciglierà a destra o a sinistra. come vengon o chiamate. Radunando insieme le diverse frazioni di spirale che si ritrovano nel regno ve getale si nota che esse si possono disporre in tre serie distinte.. come vedremo in seguito. dove il bocciolo è protetto inizialmente da tre brattee: quando si apre.

se deposte a terra . Esattamente come negli animali .la gialappa. gli alberi. e anco r meno dalle foglie. e i petali cadono alle quattro del pomeriggio dello stesso gior no. Molte piante grasse come i Sedum emettono radici dagli internodi. non c'è alcun dubbio che le piante «sentono il tempo astronomico». se vengono appese in aria. e si aprono fendendosi in molt e strette strisce alle tre del mattino del trentaseiesimo giorno. La simaruba tropicale viene a mpiamente usata per farne pali da staccionata. Tale caratt eristica è chiaramente illustrata dalla capacità che hanno diversi organi di rigener are radici in circostanze speciali. di modo che dopo pochi anni c'è un altro filare d'alberi lungo la strad a o il campo. si addormenta due volte al giorno.La programmazione di una pianta dimostra spesso notevole flessibilità. o si può piantare una foglia di violetta africana in un vaso sicuri di v ederla produrre nuove radici e una nuova piantina. osservato per la prima volta nel 1729. L'esempio più sensazionale del tempismo di una pianta dev'essere comunque quello d ella sempreverde arbustiva Wormia suffruticosa malese. tanto che si tratti di un'esile piantina annuale quanto di un grosso albero di foresta. Una pianta cui capiti di perdere le foglie per qualche disgrazia. Ma le radici non sono prodotte abitualmente dai tronchi. essi sono completamente fioriti un'ora prima del levar del sole. ma questa possibilità non esiste negli animali più progrediti. detta localmente "Simpoh a cespuglio". le lucertole fanno ricrescere all'occasione una coda nuova.nei P aesi di lingua inglese . e il «sonno notturno» delle foglie. o che abbia tolto di mezzo il tronco principale d i un prugno con il solo risultato di trovare nuovi germogli che spuntano per tut to il giardino dalle radici sotterrate. come sa chiunque abbia tagliato piantine di lapazio o di tarassaco. In realtà le piante sono orologi viventi. Le caratteristiche principali della crescita vegetale si adeguano a un modello g enerale indipendentemente dalla grandezza di una pianta. iniziata ed interrotta secondo un orario diverso. possono rigenera re le foglie sui tronchi. La diffusa conoscenza dell'orario dei fiori si riflette nei nomi popolari dati a certe piante. Una foglia di begonia al contatto del terreno emetterà radici dalle nervature. Mirabilis jalapa. ad esempio . una volta adulta fiorisce ogni giorno per tutta la dura ta della sua vita. ad esempio. e si verifica in un ampio assortimento di piante: una spe cie americana. Il suo orario prevede l'apertura dei boccioli alle tre del mattino. eppure si può infilare nel terreno un ramo di salice ed esso attecchirà. che venne ritenuto esatto con lo scarto di una mezz'ora. ne produce spe ssissimo di nuove in punti inaspettati. e principalmente da quelli derivanti dalle 24 ore della giornata. che possono rigenerarsi quasi all' infinito da un fittone reciso. che in poco tempo emettono radici e foglie. e le foglie di queste ed altre piante succulente . Oltre ai movimenti si nota nei fiori la produzione di profumo e di nettar e. Anzitutto. che si schiude all'ora d el tè e viene chiamata «la pianta delle quattro». I frutti maturano in cinque settimane esatte. o la cicoria selvatica detta barba d i becco. o «danno l'ora esat ta». ribattezzata nei Paesi di lingua inglese «Gianni va a dormire a mezzogior no». Questo senso del tempo è noto da molto tempo. Le larve degli anfibi e i tritoni rigenerano le zampe perdute. capacità di cui i giardinieri si avvalgono in misura così estesa. Questa forma di rigenerazione ricorda le numerose specie animali che riformano n uove parti del corpo o nuovi arti quando uno viene danneggiato. la produzione di linfa nell e radici. Linneo (nato nel 1707) elaborò un orol ogio fiorale basato sull'orario di apertura e chiusura di vari fiori. Ma al vertice d i questo modello e di questa programmazione genetica che sortisce il risultato p er cui una specie vegetale ha una sua fisionomia caratteristica.cacceranno radici alla base del picciòlo. sta il fatto ch e la crescita di una pianta è governata da ritmi di vario genere. cioè per mezzo secolo o più. come accade nell e stelle marine. che il fenomeno è ormai ge neralmente noto. L'abbattimento di un tronco o l'eliminazione di un ger moglio stimolano di norma la produzione di nuova verzura. specialmente se sono sta te tagliate. I ritmi principali che si osservano nelle piante sono quelli giornalieri e stagi onali. Esso si rende evidente di solito per il fatto che le foglie si rilassano dalla loro posizione eretta. quando devono moltiplicare le piante. la Madia elegans. mentre la Ma .

in una certa misura. per approfittare della luce del gio rno ai fini della fotosintesi. ma pause di q uesta durata non hanno praticamente nessuna importanza con l'infinità di tempo a d isposizione delle piante in termini evolutivi. Quest i cervelli elettronici tratteranno anche un certo numero di «pratiche accessorie» per usare il gergo dei calcolatori . Esso sembra abbastanza naturale agli occhi di chi h a una mentalità antropomorfica. Il rit mo giornaliero regola anche la produzione delle spore in alcune alghe semplici. dove vivono. per cui le loro attività sono regolate secondo il g iorno solare e lunare. Questi ultimi esempi sono chiaramente utili alla pianta e in rapporto funzionale con la sua giornata lavorativa. ritirandosi verso il basso quando annotta. sebbene i tassi di crescita raggiungano di solito l'apice in un ri tmo di 24 ore.citiamo ancora G. quando c'è bassa marea. Ma in ogni caso è una manifestazione notevole di crono metria biologica.) Gli scienziati hanno ident ificato i dati di fatto della situazione. Fogg . ma non spiega perché tante p iante tropicali sembrano mettersi a sonnecchiare. Ward ha avanzato l'ipotesi che un organismo a ritmo circadico assomig li a un cervello elettronico sincrono controllato da un orologio generale. e che infine si conservano per qualche tempo in condizioni artificiali. Questi ritmi biologici si dicono "circadici". ma non conosciamo la natura del vero e proprio meccanismo di orologeria». specialmente se si tiene conto ch e solo la luce del mattino può rimettere in moto il meccanismo della fotosintesi. Certe diatomee fototattiche rivelano analoghi movimenti r egolati sulle maree. così chiama ta per la somiglianza con i semafori di una volta provvisti di bracci. E" stato dimostrato che ciò avviene effettiv amente. E. e almeno in un caso è accertato un tasso ritmico nella fotosintesi di un'alga unic ellulare. ma pare che esistano ben poche motivazioni a giustificare i l «sonno» notturno delle foglie. cioè «pressappoco giornalieri». ma . e risalgono alla superficie del fango con la luce del giorn o. che cioè vanno su e giù nel fango. quali l'oscurità assoluta. (Per il resto della notte sono alla pari con l'uomo. E" importante avvertire che i ritmi giornalieri si originano dall'interno e "non " vengono imposti da condizioni esterne. Alcune piante come la samanea o «albero dell a pioggia» sudamericano ripiegano le foglie non soltanto di notte ma anche con tem po nuvoloso. per così dire. nelle regioni temperate. L'intervallo tra un ritmo e l'altro può accorciarsi o allungarsi al quanto in condizioni artificiali. finché viene a mancare qualsiasi ritmo nelle cellule di piante illuminate senza interruzione . come è il caso dell'alga flagellata Euglena e di alcune diatomee fototattiche.«finora . Talvolta esse non seguono esattamente il ritmo dettato dalla lunghezza del gio rno. Ritchie R. Una notte di riposo verrebbe considerata indice di sca rsa efficienza in un calcolatore elettronico fabbricato dall'uomo. La genziana delle nevi si chiude ogni volta che passa una nuvola e si riapre quando viene di nuov o illuminata dal sole. Si tratta di una forma di adattamento assai razionale. Forse giova a ridurre l'evapor azione dalle foglie delicate. quando le cellule non hanno più l"«avviamento auto matico» dato dalla successione regolare della luce naturale e del buio. dove la parola «pressappoco» serve a ricordarci che i ritmi possono anche non avere la durata di 2 4 ore esatte. A volte pare che i movimenti delle foglie si possa no spiegare razionalmente. che fa on deggiare in ogni direzione le sue foglie grandi e piccine. come nel caso della "pianta del telegrafo". può riuscire utile «consegnarle» in modo che possano riprendere a funzionare tutte insieme non ap pena viene data «via libera». abbiamo studiato solo le lancette di questi orologi biologici. C'è comunque . Anche piante di struttura semplicissima possono mostrare di possedere questo rit mo. trascorsa nell'ossequienza a ritmi circadici gi ornalieri accertati. ripetendo più volte questa operazione. se si considera l'habitat di queste piante: le piantine microscopiche verrebbero spazzate via a marea alta. e lo stesso fanno molte piante sensibili al sole. o "circadiani". Notiamo tra l'altro che non si osservano indizi di analoghi ritmi nei batteri o nelle alghe verdiazzurre. S e la diversa velocità delle pratiche accessorie perde troppo il ritmo. perché congiunge le sue foglie dall'a bituale posizione orizzontale diurna.ranta leuconeura è chiamata la «pianta che prega». Si annoverano tra queste ultime certe alghe marine il cui ritmo appare cond izionato dal moto delle maree. e Darwin credeva che servisse a proteggere le fogl ie dagli effetti del freddo notturno.alcune delle quali sono più lente di altre.

Uno dei suoi più recenti esperime nti dimostra che l'acqua contenuta nelle fave è strettamente correlata alle fasi l unari. o radici robuste se piantate a luna calante. I peri piantati a Giava diventano sempreverdi.il che significa perdere le foglie per breve tempo . da il segnale per ché cominci qualche attività umana stagionale. che serve da segnale agli agricoltori per l'inizio delle operazioni di semina.un rapporto tra i movimenti di sonno e gli altri ritmi. mentre altre possono fiorire . A. Se vanno in riposo completo . e infine per gli arbusti ed alberi a foglia caduca che perdon o il fogliame in inverno. Si può misurare l'anno dall'attività delle piante. Nel corso di questa trasformazione notevole e rapida. Abbiamo qualche prova che le piante fiorenti talvolta siano influenzate più dai pe riodi lunari che non da quelli solari e un ricercatore americano. U no può fiorire in cicli di 10 mesi. lo spuntare e l'aprirsi dei fiori. che comporta il passaggio dalla fase di industria funzionante a pieno ritmo a qu ella di ristagno completo. A. la s emina a luna crescente favorisce in linea di massima la crescita e il raccolto s uccessivi. Chi è convinto dell'azione della luna sul r egno vegetale crede ad esempio che certe piante daranno foglie più precoci se si s emineranno con luna crescente. W. Brown junior. Irvine ha raccolto parecchi ese mpi in Africa. per le erbacee perenni. Questo comportamento è così costante che certe piante finiscono con l'identificarsi con ognuna delle varie stagioni. la caduta delle foglie dagli al beri cedui o il momento d'entrare in riposo per le altre specie vegetali. ma le variazioni dalla media si misurano di solito in giorni soltanto. Presso certe comunità primitive qualche data attività di un albero locale. come l'em issione delle foglie o dei fiori. Un momento di gran freddo può arre stare per breve tempo la schiusa delle gemme fogliari e dei primi boccioli. F. Analogamente un'ondata di gran caldo nei primi mesi dell'anno indurrà le piante a dare foglie e fiori precoci. lo sviluppo delle foglie. le piante riducono sostanzialmente il loro metabolism o. ma s e continua la gelata avverrà ugualmente l'apertura. o la maturazione dei frutti. e se ne accennerà più diffu samente nel seguito di questo capitolo. Questo schema vale principalmente per le piante annuali.possono farlo a titolo personale senza sincronizzarsi con i vicini anche della stessa specie. il professor F . I ritmi stagionali sono quelli che controllano le at tività a lunga scadenza. che trascorrono la loro esistenza entro l'unità di tempo di un anno e passano il peri odo d'inattività sotto forma di semi. Pare comunque che i periodi stagionali siano di gran lunga i più importanti per le piante. ma le gemme possono adottare cicli individuali non sincronizzati tra una gemma e l'altra. quali la produzione delle gemme e dei bocci. alcune piante fiori scono ininterrottamente. anche se ciò comporterà la distruz ione immediata di foglie e fiori. e un altro in cicli di 14. Garner e H. in linea generale. Allard: "Tra le caratteristiche più tipiche della crescita delle piante fuori delle region i tropicali va annoverata l'accentuata tendenza di varie specie a dare fiori e f rutti solo in date epoche dell'anno. e riprendono presto a lav orare con la nuova stagione di crescita per pompare nutrimento indispensabile al l'emissione di nuove foglie prefabbricate e al nuovo ciclo di accrescimento. Ignoro però se questi esperimenti antroposofici siano mai stati ripetut i da scienziati spassionati in condizioni controllate. R. spesso un ramo alla volta. Nei climi temperati si osserva uno schema netto di crescita basato su un periodo annuale di riposo. e i periodi principali di crescita. Gli alberi tropicali si attengono sovente a regole personali. che producono tronch icini o steli annuì. Va citata di passaggio la radicata credenza antroposofica nell'influsso d ella luna sulla crescita delle piante. Tuttavia le radici di rado sono del tutto inattive. Un gia rdiniere sa che queste attività. proprio co me la primavera e l'autunno si fanno corrispondere all'arrivo e alla partenza de gli uccelli migratori". come l'esplosione dei boccioli rigonfi della Griffonia. come ricorda questo brano di una relazione storica del 1920 scritta da W. è sicuro che un ritmo regolato sui quarti di luna sia ampiament e diffuso sia tra le piante che tra gli animali. non vengono i nfluenzati sensibilmente dal tempo atmosferico. Le piante a foglie caduche cresciute nei climi tropicali hanno un comportamento str ano.

specialmente se le radici non riesco no ad assorbire umidità a causa del terreno secco o gelato . Notiamo a questo proposito che la foresta più fredda e più settentrionale di tutte. nonché altre sempreve rdi. che sono molto più grandi di quelle persistenti. e la maggioranza delle specie delle regioni temperate che fiori scono in primavera e in autunno. Piante strettamente imparentate tra loro possono avere esigenze affatto diver se per quanto riguarda la lunghezza del giorno o della notte. sebbene si descrivano usando la parola «gior no» per maggiore comodità: piante brevidiurne. conservano le foglie in inverno. non avendo di fatto un rit mo annuale specifico. che fioriscono con luminosità diurna di 12 ore o meno. è composta di larici dahurian. «in Inghilterra un bosco ha un suo aspe tto primaverile. dove ha poca importanza rispettare un orario. tra le longodiurne si annoverano frumento. Sappiamo che è la foglia a controllare la fioritura della pianta. quella sola foglia provoche rà la fioritura nella pianta innestata. ogni giorno dell'anno: gemme e boccioli. Questa ripartizione è condizionata chiaramente dalla distribuzione geografica di u na data specie: nelle regioni tropicali.e questo è il motivo pr incipale per cui le piante cedue perdono le loro foglie. frutti e caduta delle foglie sono sempre presenti contemporaneamente i n una specie o nell'altra». a seconda delle giornate lunghe o brevi. o a non fiorire per niente. Ma in questo caso le foglie sono adattate a resistere all'essiccazione e a perdere vapore acqueo con molta lentezza. men tre esempi di neutrodiurne sono il grano turco. Per dimostrare questo asserto sono stati compiuti esper imenti affascinanti che hanno incluso innesti di foglie. o pressappoco uguale. o non succede. Tutto ciò concorda con il loro ambiente accomodante e soggetto a scarsi mutamenti. sebbene l'escursione giornaliera dell a temperatura di circa 13 gradi centigradi assicuri alle piante l"«estate» ogni gior no e F« inverno» ogni notte. e in ogni caso sarebbe difficilissimo darne una dimostrazione reale. e le loro foglie funzionano ogniqualvolta lo consentono le condi zioni. estivo. Nelle f oreste equatoriali è uguale. dove le giornate mantengono più o meno 12 ore di luce. in Siberi a. che sono conifere a foglie cedue. cosa misurano le piante in realtà? La l unghezza della notte. che richiedono più di 12 ore di luminosità giorn aliera. piante longodiurne.una sola volta in 10-15 anni. M a se ciò non si può dimostrare. autunnale e invernale a seconda della stagione. altrimenti perderebbero acqua con velocità molto maggiore di quella che occorrerebbe alle radici per far fronte alla situazione. o neutrodiurne. Se s'innesterà una foglia di pianta prossim a alla fioritura su un'altra non disposta a fiorire. E" possibile condiziona re le piante trattandole con illuminazione artificiale in modo che siano pronte a fiorire.a somiglianza delle conifere . Il fatto che i nuovi germogli degli alberi delle regioni temperate siano dannegg iati talvolta dalle gelate tardive potrebbe sembrare argomento a sfavore dell'us anza di avere foglie cedue. Abbiamo tuttavia pochi indizi che le piante siano consapevoli del trascorrere di un anno. e in modo particolar e l'avvio alla fioritura. La consapevolezza da parte della pianta di questo periodo di cambiamento regola le attività stagionali prima accennate. e mesodiurne. potranno dare buona riuscita solo le brevidiurne o le neutrodiurne .non si ano mai in inattività completa. Anche il ritmo sessuale de lla maggior parte delle alghe marine viene influenzato dalla temperatura dell'ac qua. lattuga. In questo clima il controllo della fioritura annuale vi ene effettuato imperiosamente dalla stagione piovosa. Così n elle Ande equatoriali non c'è cambiamento nella lunghezza delle giornate o nella t emperatura media nel corso delle stagioni. Nel corso di un solo esperimento una fogli a proveniente da una pianta condizionata nel senso della fioritura venne innesta . Esempi di piante brevidiurne sono i crisantemi e i piretri. Si è trovato che è possibile dividere le piante in tre gru ppi secondo la lunghezza della notte. nelle quali la fioritura viene avviata da fattori climatici che prescindono dalla lunghezza del giorno e della notte. piante annuali di or igine tropicale. le conifere specialmente vivono in climi f reddi e rigidi. sebbene queste sempreverdi del mare . bietola e le specie delle regioni temperate a fioritura estiva. il pomodoro e le numerose piante tropicali che danno fiori e foglie per tutto l'anno. pata ta. La maggior parte delle conifere. mentre alle alte altitudini ritroveremo le longodiurne e ancora le neutrodiurn e. Co me ha osservato l'esploratore Henry Bates.

dal momento che i «primissimi indizi» dei fiori si formano non appena germina il seme. e il resto della pianta viene tenuto in con dizioni longodiurne. o periodi giornalieri. (E" un paragone molto semplif icato: di fatto le longodiurne hanno una fase critica lucifuga più corta che non l e piante brevidiurne. E" anche divertente nota re che la fioritura delle piante parassite dipende da quella delle piante parass itate. cioè su alcune piantine appena sgusciate dal seme. di cui le piante dovettero tenere conto nel loro stesso interesse man mano che si a vventuravano dalla foresta tropicale in regioni ad inverni più freddi e notti più lu nghe. Uguale effetto si osserva nella bietola e in altre piante biennali. Ciò accade naturalm ente in inverno se la semina è stata effettuata in autunno.ta successivamente su sette piante condizionate negativamente. Va aggiunto che le piante devono raggiungere una certa maturità prima di poter com inciare a produrre fiori in ogni circostanza. perc hé dalla posizione delle foglie si può stabilire se la pianta sia in fase fotofila o lucifuga. in condizioni adatte. La temperatura esercita un effetto di particolare importanza su alcune plantule. ma vi sono varie teorie sul modo con cui è possibile che operi. prodottasi di solito nel primo anno. Mantenendo la nostra similitudine meccanica. tutta la pianta comincerà a fiorire. ad esempio l'arachide precoce che non ha «pubertà». ma devono essere stati impost i nel corso dei millenni dall'effettivo alternarsi del giorno e della notte. e provocò la fiorit ura in ciascuna di esse! Se una sola foglia di lappola riceve il trattamento bre vidiurno che le occorre per fiorire. Questo portaordini chimico non è stato a ncora isolato. Fanno eccezione alcune specie. tra le altre piante tropicali. Salvo il caso della Madia elegans. ed è limitato alle piante delle regioni fredde e temperate. richiede viceversa temperature elevate a un a data epoca perché possa avere fioritura tardiva. ma non in giorni di lunghezza intermedia. specialmente per controllare la fiori tura e di conseguenza l'epoca di produzione dei frutti e del raccolto. troviamo che la fioritura può iniziarsi in giornate corte o lunghissime. possiamo ancora immaginare che esista incorpor ato in questo orologio un interruttore a contatto destinato ad avviare la fiorit ura. di cui già sappiamo che fa due «sonni» n el corso delle 24 ore. Una volta accertata l'esistenza di questi ritmi e dispositivi di avviamento. La luce che arriva all'orologio fogliare nella fase lucifuga . e a stagioni più differenziate.) A questo punto assumono una certa importanza i movimenti di sonno già citati. ha bisogno di refrigerazione inve rnale per fiorire nell'estate successiva. Ma come fa la foglia a stabilire che così biso gna fare? L'ipotesi più credibile tira in causa i cicli giornalieri già descritti.specialmente all'inizio di tale periodo .possiamo ipotizzare che durante le 12 ore della media notturna (la notte va esattamente dalle 6 di s era alle 6 del mattino all'equatore) la pianta ricerchi il buio. o endogeni.aziona P« interruttore» staccando il contatto nelle pi ante brevidiurne ed inserendolo nelle longodiurne. facendo s cattare un comando che dà il via al processo di fioritura quando la lunghezza dell e giornate assicura condizioni opportune. Il riso. con le quali hanno raramente rapporti di parentela. il che significa che ci deve essere un «orologio» nelle piante che misura la lunghezza dei giorni e delle notti nel loro susseguirsi. come preferite chiam arli. elabor a un messaggio di natura chimica che si può definire «il fattore di fioritura» ed è ugua le anche in piante non imparentate. Talvolta la reazione della pianta è vincolata dalle condizioni di temperatura. S e immaginiamo che la pianta possieda effettivamente un meccanismo d'orologeria d i 24 ore . sono evidentissimamente interni. ma se la semina si fa a primavera non ci sarà fioritura est iva. e ne ripa rlerò al capitolo 27. mentre nelle al tre 12 ore ricerchi la luce: sia cioè rispettivamente «lucifuga» e «fotofila». l'u omo ha potuto manipolarli per i suoi fini. I ritmi giornalieri. Bünning nel 1936. Questo fatto significa indubbiamente che la foglia. Sono occorsi molti esperimenti complicati per costruire questa teoria avanzata d a E. Questo raffreddamento invernale si dic e vernalizzazione. Solo nelle regioni tropicali in cui le condi . e la fioritura avverrà n ell'estate successiva. o fluttuazioni. dove la rosetta.come pare si possa dedurre dai ritmi circadici . Si annover ano tra queste i cereali vernenghi che resistono all'inverno: fioriranno prima s e le plantule hanno sopportato temperature prossime allo zero. spe cialmente notturne.

della situazione del movimento merci in uscita dallo stabilimento. ma irregolari. Eppure è straordinario come piante del la stessa schiatta. nonché di ogni singola lavorazione de i vari reparti. o di un procedere incerto verso un ritmo di 24 ore.certamente non tutti . e inf ine per controllare che queste attività si svolgano nella misura opportuna.giorno per giorno. Molti funghi hann o ritmi di 24 ore. ma in condizioni climatiche assai disparate. sembrano autorizzare l'ipotesi che due miliardi e mez zo di anni orsono il mese lunare durasse 40-45 giorni. che mostrano anelli di accrescimento giornalieri. Queste sostanze incaricate di controllare o regolare la cres cita. Infatti le recenti ricerche geofisiche sui fossili precambriani detti stromatoliti. dove esercitano analoga funzione di controllo della cres cita e del funzionamento organico e sistematico. e le foglie cadano alla stagione giusta.zioni permangono uniformi per tutto l'anno. Nelle piante si osservano periodi che riesce difficile capire. che spesso si misurano in decenni. ma altri ne hanno di molto più lunghi. e ogni giorno fosse di ci nque ore soltanto. Ogni direttore di fabbrica deve essere al corrente . ma questi cicli a unga scadenza. per cui forse non sarebbe appropriato parlare di un ritmo in questo caso. Dalle registrazioni più antiche pare di capire che i bambù fiorisc ono dopo un numero d'anni costante. sia in materie prime che in prodotti finiti. avvengono nelle cellule certi processi chimici . ma pi uttosto di costruzione dell'edificio della pianta finché si offrono condizioni ada tte che le consentono di mettere fiori. a somiglianza di quanto succede in altre piante monocarpiche come le agavi giganti. ma ciò non succede in realtà. cioè ad intervalli di 14. Alcuni bambù . riescano a fior ire contemporaneamente. si possono parago nare effettivamente agli ormoni animali secreti dalle ghiandole endocrine nella circolazione sanguigna. I funghi sono organismi antichissimi. alcuni dei quali non sono stati ancora isola . consentendo loro di utilizzare le sostanze nutrienti grezze ai fini della cre scita. Esistono pure sostanze inibenti della crescita quali l' acido abscicico. perché compaiano fiori e frutti. Anche le vitamine hanno altrettanta importanza per le piante come per gli animal i. Vi sono anche numerosissimi ormoni. Deve esserci un analogo control lo dietro ogni fase della crescita delle piante. e a lung a scadenza .che rilevano le situazioni esistenti all'esterno e provve dono a fabbricare sostanze che in quantità infinitesimali trasmettono ordini alle parti della pianta. Da qualche parte devo no venir emanate disposizioni per la produzione di alte radici. germogli o fogli e. e i bambù possono fi orire ad epoche molto distanziate tra loro. 1929 e 1936. Inoltre anche l'esame dei coralli fossili lascia sospettare c he circa 600 milioni di anni fa l'anno cambriano avesse 425 giorni. 39 e 7 anni. si sa ad esempio che l'Arundinaria falconeri è fiorita nel 1876. che un tempo aveva la denominazione più pittoresca di "donnina".muoiono dopo la fioritura. Uno dei molti aspetti tuttora inspiegati della cres cita delle piante. rappresentano un enigma che non abbiamo ancora risolto. c he ricordano quelli delle cicale e delle cavallette. e può darsi che un ritmo di quattro giorni costituisca un ricordo at avico di tempi in cui il giorno aveva lunghezza molto diversa da quella attuale. in certi Pae si asiatici dire di una persona che ha visto fiorire due volte i bambù significa c he è molto vecchia. le piante godono perennemente delle condizioni ideali e fioriscono più o meno ininterrottamente. per cui vanno considerate alla stregua di ormoni dell'accrescimento di ti po diverso dalle auxine. esteso dalla semplice moltiplic azione cellulare fino alla formazione di organi complessi. C'è dunque un orologio incorporato in queste schiatte. COMANDI E COMUNICAZIONI. All'estremità opposta nella dinamica dei ritmi si trovano molti bambù con cicli di f ioritura piuttosto straordinari. grazie ai rapporti dei capisala. Capitolo 11.ed eventualmente an che di natura fisica . In par ole povere. 1890. Alcune di queste sostanze si ri trovano tanto nelle piante quanto negli animali: ad esempio le auxine sono prese nti nell'urina umana. fun zionante a lunga scadenza e alquanto a casaccio? E" stata avanzata l'ipotesi che e entrino in qualche modo le macchie solari. di cui a volte si sospetta vagamente la natura ormonale.

Le auxine si formano e si trovano più concentrate specialmente in corrispondenza d ei punti di accrescimento o meristemi della pianta. Viceversa potrà arrestarne la crescita togliendo la corteccia a valle di una gemma.poniamo di un albero da frutto .quali alim ento. e ad essa si de ve il vecchio detto dei giardinieri per cui "cane. che erogano le sostanze nutritive. Ogni meristema controlla un territorio abbastanza ristretto. siano essi foglie o germogli o radici. cominciano immediatamen te a svilupparsi le gemme laterali più vicine. aumentando di conseguenza la produzione di fiori e frutti. Vediamo quindi che questi messaggeri chimici svolgono varie funzioni coordinate. ma il loro funzionamento estremamente complesso è tutt'a ltro che chiaro in ogni suo aspetto. si può dire che la gemma terminale produce auxina molto concentrata. e ogni eccesso o mancanza di «ormone» in qualsiasi punto vien e rimediato ad opera dei meristemi vicini. in modo da impedire all'auxina di raggiungerla. più si picchiano. Dai meristemi le sostanze regolatrici della crescita si diffondono alle altre parti della pianta. luce . Questa pratica può e ssere opportuna ad esempio quando si coltivano alberi da frutto. Tutte queste sostanze si influenzano reciprocamente e intervengono nei processi di ricambio della pianta. muovendosi spesso in una sola direzione. Esistono nelle piante semplici e nei funghi . ma non vengono mai rimesse in circolazione. il quale u ltimo stimola la fioritura dopo un periodo di freddo. Sono compresi tra questi elusivi ormoni i presunti stimolatori della fioritura detti "florigeno" e "vernalina". Anche in questo caso i meristemi si trovano in fase di equilibrio. a differenza di qua nto fa una singola ghiandola animale che è in grado di diffondere i suoi comandi i n tutto il corpo per via sanguigna. meglio sortiscono". e contemporaneamente si diffonde giù per l o stelo impedendo ogni sviluppo delle gemme laterali.ti.di soli to si sviluppa la gemma terminale. viene a mancare l'effetto inibitorio.ormoni sessuali che fino ad epoca recente venivano attribuiti esclusivamente agli animali . temperatura. Gli ormoni che stimolano la produzione dei frutti vengon o emessi dai semi in via di sviluppo. Si sa che a ltri ormoni animali legati all'attività sessuale si ritrovano largamente nelle pia nte. Su un germoglio . Se però si toglie la gemma terminale. ed effettuano la divisione cellulare con processo spontane o o sotto l'effetto di uno stimolo. e le gemme situate più in basso comin ciano a produrre auxina per conto proprio con azione stimolante sui rispettivi g ermogli. Il fatto è dimostrato da un esempio ben noto ai giardinieri. Spesso un giardiniere riesce ad ottenere la crescita di una gemma togliendo una piccola mezzaluna di c orteccia a monte. mentre quelle laterali lungo tutto il germogl io restano inattive. dove vengono utilizzate o distrutte. In certi casi l'applicazione di questo ormone sessuale fem minile universale farà fiorire la pianta molto più in fretta del solito. Semplificando un po'"le cose. Se si toglie la gemma term inale. che stimola la cre scita del germoglio dalla gemma stessa. Operando a distanza (e questo è il criterio vitale di una sostanza che controlla la crescita) bilanciano i fattori esterni che interessano la pianta . Le auxine entrano in causa anche quando i rami vengono distesi in senso orizzontale e ne viene favorita analoga produzione di fiori e frutti. sebbene non si possano spiegare in modo soddisfacente certe attività delle pia nte se non se ne ammette l'esistenza. Non si pr oducono estrogeni invece quando le condizioni di fioritura sono sfavorevoli. dove la battitura dei tronchi ha l'effetto presumibile di arrestare la discesa d ell'auxina. mentre l'eccesso di auxina che si diffonde giù per lo stelo blocca a sua volta la crescita delle altre gemme laterali sottostanti. Almeno in alcune longodiur ne gli estrogeni . o sempliceme nte premendo un coltello nella scorza per accumularvi auxina. acqua. dove di solito agiscono le vitamine invece delle auxine. I meristemi costituiscono zone dove le cellule sono permanentemente a llo stato embrionale.e controllano il tasso di crescita a seconda de llo sviluppo delle diverse parti della pianta (come la crescita di germogli inve . Esse circolano principalm ente nei canali del floema. ma la loro funzione è ancora incerta mentre vengono scritte queste righe. moglie e pianta di noce. cioè nelle giornate corte.si formano mentre fioriscono le piante.

e così facendo accelera lo spoglio delle foglie ormai con dannate. stimolano la produzione dei frutti. che compare per bloccare la sintesi delle proteine. quando non addirittura astrusi e incomprensibili: ne sono un buon esempio quelli che p rovocano la caduta delle foglie. l'inizio della fioritura e la maturazione dei frutti.06 parti per milione nell'aria. grande esperto in materia. si deve supporre l'esistenza di una sostanza fotosensibile di natura chimica che reagisc . Regolano la direzione della crescita a seconda della luce. possono cadere anche i giovani frutti appena fo rmati. dell'umidità o di altri stimoli esterni. facendo cadere fr utti e foglie quando è la stagione. Notiamo di passaggio che i frutti non si limitano a cadere quando sono maturi. Formano tessuto cicatrizzante in caso di lesione. e impediscono ai semi di germinare per motivi vari.ce dello sviluppo dei fiori). Dato che l'etilene controlla la curvatura degli steli. Ho dato scarse notizie dei meccanismi che scatenano la formazione iniziale di au xine. Abitualmente si trova in fase d'equilibri o molto delicato con la concentrazione delle auxine. ma non è chiaro perché avvenga produzione supplementare di etilene dop o una lesione o ferita qualsiasi. che è l'unico prodotto naturale di origine vegetale che possa stimolare la crescita in frammenti di tessuto di pianta. e spesso si verifica la «caduta di giugno» dei frutti immaturi: è il sistema ad ottato dalla pianta per regolare la produzione di frutti entro limiti funzionali in rapporto alle condizioni del momento in fatto di alimenti ed umidità. Audus. c'è la produzione di questa sostanza quando una pianta riporta qualc he lesione. ivi compresi il germogliamento dei sem i. con una frase presa a prestito da L. Anche la lieve strigliatura con una spazzola fine fa aumentare la pr oduzione di etilene fino a 30 volte oltre il tasso normale nello spazio di mezz' ora. Fanno nascere i fiori e ne controllano il sesso (se si tratta di specie unisessuate). pareti cellular i e così via. Nel caso della caduta delle foglie si crede che la produzione di etilene venga scatenata da un'altra sostan za ipotetica nota con il nome di fattore di invecchiamento. C ome sanno tutti i frutticoltori. della temperatura. L'etilene influisce in quasi tutti i feno meni connessi alla crescita delle piante. si può anche ricavare concentrandola dal lievito e dallo sperma di pesce. Prima che ciò avvenga diminuisce la concentrazion e delle auxine nelle foglie. Prendend o ad esempio il movimento degli organi delle piante rispetto alla luce. nelle quali entri in cau sa l'etilene. dirigono i tubicini pollinici verso gli ovari. Queste sostanze provvedono anche ad orientare le diverse parti della pianta nell a giusta posizione. Fanno funzionare i viticci o gli altri di spositivi di appiglio. dirigendo le radici verso il basso e i germogli verso l'alto . dove avviene il distacco della foglia dal picciòlo quando cellule adiacenti interrompon o la loro continuità. A questo riguardo l'etilene si rivela una sostanza notevole. Si trova nel latte di cocco. Ricordo di aver visto una gran de mostra di garofani dove era stata sistemata anche una modesta esposizione di mele. è questo probabilmente il motivo per cui i viticci si arrotolano attorno a un sostegno non appena lo h anno toccato. J. Prima che fosse trascorso il pomeriggio i garofani erano tutti appassiti a causa dell'etilene emesso dai frutti. sostanzialmente perché il procedimento è tuttora avvolto nel mistero. provvedono a distribuire il capitale della pia nta. C'entra anche l'acido abscicico. consistente nelle materie prime che fabbricano protoplasma. e c'è motivo di ritenere che piccole quantità esistano in t utte le piante superiori. e dispongono perché i tentacoli delle specie insettivore af ferrino le loro vittime. Tra le reazioni più straordinarie da parte di una pianta. Si tratta di un sem plice idrocarburo (C2 H4) in grado d'influenzare la crescita delle piante già a co ncentrazioni di 0. e infine. Non c'è fase o parte dello sviluppo di una pianta che sfugga alla loro azion e di controllo. l'allungamento delle cellule e dei germogli in accrescimento. e si forma etilene nello «strato di rescissione». L'acido abscicico funziona anche per produrre gemme inattive ed organi di accumulo. Tra le sostanze più interessanti per il controllo della crescita ve n'è una detta ci netina. regolano la fioritura secondo la lunghezza delle giornate. attivatrice della divisione cellulare. I meccanismi interessati in questa attività sono invariabilmente complessi.

Si forma ora un terzo ormone che passa dalla femmina al maschio e induce i filamenti dell'ultimo a crescere verso la prima. ma devo sottolineare un'altra volta che non comprendiamo ancora completamente il loro meccanismo d'azione. producono a loro volta un altro ormone. probabilmente c'è un lim ite massimo di grandezza per la pianta nel suo complesso. ottenendo così che le piante si compo rtino come vogliamo noi. nonché sostanze chimiche di natura ormonale cui è affidato il controllo dell'accoppiamento delle parti ses suate. Però è stato dimostrato in seguito che questa carica è il risultato e non la causa dei movimenti auxinici. e quella maschi le un inibitore. Per arrestare l'iperattività delle auxine semb ra probabile che si formi un enzima non appena quelle superino un dato limite qu antitativo. il qu ale torna a diffondersi alla pianta femminile facendole emettere ramoscelli ispe ssiti. Quando queste sostanze hanno raggiunto adatta concentrazione. rappresenta certamente una reazione alla legge di gravita. a s omiglianza di quanto accade nel collasso delle foglie della sensitiva. Avviene infine la fecondazione con il passaggio di nuclei maschili lungo un tubi cino con cui la parte maschile si collega alla cellula femminile. il quale trasmet te un messaggio per cui i filamenti femminili emettono organi sessuali ed uova. Nel complesso delle attività umane i regolatori della crescita sono importantissim i perché siamo riusciti a sintetizzarne molti. e l'età adulta rappresen ta un importante fattore limitante. Recenteme nte è stato anche dimostrato che avvengono fluttuazioni regolari di tensione nelle piante. ed annoverano tra l'altro anche le sostanze caroteniche e la rib oflavina. L'esempio fornito ci da un organismo semplicissimo come la muffa fungina acquatica Achyla potrà fors e dimostrare quanto sia complessa la situazione. In questa specie troviamo filamenti maschili e femminili. Questo capitolo potrà sembrare un resoconto alquanto insoddisfacente del sistema d i comandi chimici in uso tra le piante. o se addirittura sia solo un effetto secondario della produzione di energ .induce a sospettare fortemente che nelle piante fiorenti quasi certamente debbano esist ere meccanismi di gran lunga più macchinosi di quelli indagati finora. che entrano in gioco per assicurare la facoltà visiva degli animali. Ma fin ora è solo oggetto di congettura se questo potenziale elettrico governi la produzi one delle sostanze regolatrici dell'accrescimento o non ne sia piuttosto il risu ltato. e le teorie a vanzate al riguardo incorrono spesso in palesi contraddizioni. producendo radici per talea. somiglianti a pulsazioni ritmiche ad intervalli di 1-10 secondi. che. l 'attivatore femminile induce i filamenti maschili ad emettere corti ramoscelli s essuati. E" stata formulata l'ipotesi che questo potenziale elett rico possa avere importanza nei movimenti rapidissimi compiuti dalle piante. che costituiscono gli organi femminili. A un certo punto le cellule devono cessare di estendersi. Così un tempo si credeva che le auxine r esponsabili dei movimenti dipendenti dalla forza di gravita funzionassero sotto l'effetto di impulsi elettrici. probabilmente granuli di amido. fino a stabilire il contatto e a creare una cellula sessuale maschile . l'enzima le distrugge e l'operazione riequilibrante cessa. Sicurament e però entrano in gioco anche altri meccanismi in questo ridimensionamento assai i mportante. men tre l'ultima in modo speciale è presente dovunque nel regno vegetale. Manipolazioni ormonali di questo genere sono descritte con maggiori par ticolari al capitolo 27. Un sistema ormonale tanto complesso in un organismo così elementare . Dapprima la parte femminile emette un attivatore chimico. I possibili concorrenti sono numerosi.e alla luce scatenando il meristema perché produca auxina. Le cariche elettriche potenziali complicano ulteriormente lo studio delle sostan ze che regolano la crescita delle piante. Quando si è instaurato un certo equilibrio tra le auxine e l'enzima in attivante. Gli ingranaggi dell'oscuro meccanismo continuano a girare ed entra in scena un quarto ormone. Il movimento fisico di corpuscoli all'interno delle cellule. o fiori e frutti fuor di s tagione. stavolta fabbricato da questa cellula sessuale. Basta una part e su dieci miliardi di ormone o attivatore femminile iniziale perché i rami maschi li diano l'avvio a tutto il ciclo.ed operazion i altrettanto complicate sono documentate per certe alghe unicellulari . perché un organo vegetale posto orizzontalmente sv iluppa sulla superficie inferiore una carica elettrica distinta di segno positiv o. una volta cresciuti.

oppure guida l'orientamento di parti della pianta in tale senso. ma dopo che è avvenuta la fe condazione del fiore il tropismo s'inverte. In questo senso le piante non sentono. All'estremità più bassa della scala troviamo piante unicellulari che si muovono in s enso fototropo e fotofobo. A queste sensazioni gli individui della specie umana aggiungono p ercezioni emotive e intellettuali di ogni genere e sfumatura. spinge la crescita delle radici verso il basso e quella delle plantule o germogli verso l'alto." Così scriveva Erasmo Darwin a proposito della sensitiva (Mimosa pudica). lo sforzo e il dolore. Allo stesso modo la linaiola fogliad'ede ra si sforza di cacciare i suoi frutti nelle spaccature di rocce o muri perpendi colari sui quali cresce. cos tantemente in intima comunanza con le piante. Bisogna concludere infine che i regolatori chimici dell'accrescimento rappresent ano i soli veri dispositivi di comunicazione nelle piante di ogni genere. e questi loro movimenti possono mo strare notevole determinazione.. A somiglianza di molti giardinieri. Gli stimoli principali che causano movimenti . il vento e la pioggia.. In tutte queste fasi di sviluppo si muovono. Capitolo 12. come si chiamano in linguaggio tecnico .proprio come si possono trasmettere ad altre piante mediante innesto la vernalina e il florigeno. I viticci aderenti di cert . L'angolo del picciòlo fogliare è condizionat o dalla luce. Questi ultimi possono mutare la loro posizione a seconda d ello stadio di accrescimento. e la natura di rado inven ta qualcosa che sia assolutamente superfluo. nascono.allora le p iante indubbiamente sentono ed hanno sensi. ma se applichiamo una delle definizioni principali della parola sensi . affetto e pia cere sessuale.anche se controverso . mantenendo a profondità notevolmente costante sotto terra i tronchi carnosi ipogei della podagraria. Il fatto stesso che un organismo si muova presup pone di per sé un certo tipo di sensazioni fondamentali. Gli animali superiori mostrano di avvertire il caldo e il freddo. Pare possibile . e lo stesso accade nei nasturzi dove le foglie rotonde vengono por tate ad angolo retto rispetto alla sorgente luminosa. La reazione alla legge di gravità. e sono anche in grado di muoversi in risposta a stimo li di natura chimica o dipendenti dalla temperatura. nonché varie gradazioni di amicizia. LE PIANTE SENTONO? "La casta Mimosa se ne sta. lo scrittore pensava alle piante i n termini umani. Le piante non hanno b isogno di un sistema nervoso: vanno bene così come sono.ia da parte delle piante. passano dall'infanzia alla pubertà e all'età matura. ad esempio la scotofobina di c ui si afferma che incuta ai topi la paura del buio e si possa trasmettere sommin istrando estratti di tessuto cerebrale . e si potrebbe anch e dire grovigli confusi di sensazioni. ma esis tono all'interno dei tessuti nervosi anche veri e propri trasmettitori di natura chimica. Già si è a ccennato al fatto che analoghe sostanze esistono anche negli animali. per cui il gambo si rivolge verso il basso e affonda il frutto nel terreno. di cui og nuno può vedere come sia «sensibile» al tocco.che certe sostanze chimiche ne gli animali convoglino messaggi emotivi generali.«percepire o avere coscienza attraverso sensazioni fisiche» (dizionario Webster) . Non solo c i sono secrezioni delle ghiandole endocrine per controllare la crescita.o tropismi. L'alga unicellulare galleggiante Chlamydom onas si muove verso la luce proprio come di norma le sue foglie rivolgono la mas sima superficie in direzione fototropa. mostrano segni d'invecchiamento e alla fine muoiono. che può manifestarsi in senso positivo o negativo. è tale da far crescere in direzione orizzontale le radici carnose sotterranee del giaggiolo e gli stolo ni superficiali delle fragole. Esse indubbiamente concepiscono. delicata e dai sensi gentili ritrae le timide mani da ogni rude tocco. La reazione alla luce induce abitualmente le piante a crescere sviluppandosi in direzione della fonte luminosa o di massima intensità.nelle p iante superiori sono la gravità e la luce. condizionando infine la posizio ne dei gambi fiorali. ad esempio il gambo fiorale dell'arachide comincia con geotropismo negativo. cioè crescendo verso l'alto.

per lo più imparentate con la Mimosa succitata. il quale tende a rafforzare il pu nto d'appiglio aumentando il volume del tronco. Quando la pianta rampicante ha tro vato il sostegno e si è aggrappata per avvolgimento o per la stessa attività del vit iccio.e piante rampicanti sfuggono la luce per avere migliori possibilità di trovare una superficie cui attaccarsi. questo è il motivo per cui gli stoloni di fragola crescono verso l'alto s e sono tenuti al buio. l'aumentato disagio farà sì che tutta una fogliolina ripieghi i s . Essa tuttavia è d'importanza vitale per molte piante rampicant i. La rapida reazione dei viticci dopo lo stimolo tattile si effettua grazie al rit mo di crescita di quello che in seguito diventa il lato esterno della curvatura. consiste nel fatto che la semplice pressione raramente provoca una reazione: dev'essere qualcosa che dipende dallo sfregamento o dal movimento a stimolare l a pianta. Il primato sembra spettare comunque alla Cyclanthera pedata. ma vi si annoverano anche delle acetoselle. al vento forte o al contatto di animali. e le radici aeree dell'edera si originano sul lato o mbreggiato del tronco. I tronchi o steli avvolgenti agiscono con sufficiente rapidità quando vengono a contatto di un sostegno. e ogni fogliolina porta numerosi piccoli segmenti situati uno di fronte all'altro. in tutte queste reazioni di risposta al toc co. mentre contemporaneamente moltip lica la capacità conduttrice in vista di un'ulteriore crescita in altezza. ma i viticci sono ancora più velo ci. Nella c uscuta parassita gli organi che penetrano nella pianta ospitante . Un aspetto interessante. come si è già accennato in precedenza. La pianta classica fornita di «sensi» è. si sviluppa tutto il tessuto meccanico. invece ciò accade raramente. Questo movimento è quello che attiva i peli tentacolari. A volte la luce e la gravità si sommano e influenzano la po sizione di parti della pianta con azione combinata. le radici trovano la direzione regolandosi in parte a sec onda dell'umidità disponibile. In molti casi questo tasso differenziato di crescita rifluisce lungo il viticcio per parecchi centimetri. che aumenta fino a 200 volte la sua velocità normale. e Darwin rimase tanto impressionato dalle sue i nclinazioni da scrivere che «non è esagerato dire che la punta delle radichette così d otata. Quelle che effettuano ampi movimenti a scopa per trovare un sostegno comincia no ad arrotolarvisi attorno non appena lo toccano. appiccicosi e d igerenti delle drosere carnivore. come si è già detto. formando un avvolgimento a sp irali di grandezza completamente diversa per avvinghiarsi strettamente. specialmente in condizioni a normali. definita anche in certe regioni con il termine sognante di «pianta umile» o «pudica». I parassiti delle piantine alla ricerca di un ospite si comportano analogamente reagendo a secrezioni chimiche emesse dall'ospite. Queste piante non solo «dor mono» di notte.si formano solo se il tronco viene a contatto con quello della pianta che verrà paras sitata. e compiono la prima spira completa attorno al sostegno nello spazio di quat tro minuti. Un vitic cio o un gambo fogliare prensile mostra un'analoga rapidissima reazione quando a rriva ad una superficie adatta. la sensibilità si riduce spesso a un breve tratto in vicinanza della punta. La foglia della sensitiva si compone di parecchie foglioline che si irraggiano dall'apice di un gambo fogliare. ma sono anch'esse sensibili al tocco. funziona come il cervello di un animale inferiore». Una volta che il viticcio s'è allacciato al sostegno. L'apice radicale muta direzione sia per cercare acq ua che per evitare gli ostacoli. la Mimosa pudica o sensitiva . i cui viticci c ominciano a incurvarsi attorno a un sostegno entro 20 secondi dal contatto inizi ale. In realtà esistono parecchie piante sensitive. In natura significa che normalmente sono sensibili alle gocce di pioggia. dopo che si è verificato il contatto. Un lievissimo tocco può far muovere uno di questi segment i a forma piumata. mentre contemporaneamente p uò arrestarsi lo sviluppo del lato interno della curva. e fa sì che si calino sulla preda viva. in domesticità si osserva che il calore emanato dalla fiamma di un cerino basta a procurare loro il collasso. La risposta di una pianta al tocco è forse più inaspettata della sua reazione alla l uce o alla gravita. s'ispessisce per acquistare forza. mentre in certe rampicanti l'estremità del viticcio produce dischi simili a ventosa. Sembrerebbe logico aspettarsi che le radici debbano evita re la luce. sebbene talvolta basti la sua umidità. e capace di dirigere i movimenti delle parti adiacenti. Una volta sotto terra.austori .

mentre in altre. Avviene così un processo chiaro di tr asmissione. Se l'urto è abbastanza violento. quali il tiglio argentato e l'acetosella. Non si tratta soltanto del modo con cui funziona il meccanismo in questione. dalla dionea e da certe altre piante carnivore alle quali viene riservato più ampio spazio al capitolo 24. la sensitiva è es posta in larga misura al pericolo degli animali erbivori. di modo che laddove le vacche trasecolate cr edevano di scorgere un florido ciuffo di succulenta verzura. o troppo caldo. le foglie delle sensitiv e evitano il danno che tocca invece alle foglie vicine. Piante diverse tra loro. Ma i n linea di massima questa vivace sensibilità va considerata alla stregua di un alt ro esperimento effettuato dal regno vegetale. ma esistono specie altre ttanto delicate che in analoghe circostanze sopravvivono perfettamente anche sen za disporre di questo dispositivo. mentre le cellule sull'uno o s ull'altro lato aprono o richiudono la foglia. che si verifica in tutte le altre piante sensitive. di modo che la fotosintesi può svolgersi a ri tmo soddisfacente. afflo sciano le foglie alla luce solare intensa per evitare ustioni. che avviene i n queste piante alla velocità di 3 centimetri al secondo. inteso a evitare la traspirazione eccessiva in condizioni di siccità.che è l'area rigonfia alla base del gambo fogliare .con quello che controlla l'apertura e chiusura degli stomi o pori respi ratori. e poco progredito. si ristabil isce la rigidità. E" stato dimostrato che nel caso di avvenimenti che provochino rotture. Va sottoline ato il grande divario esistente tra la trasmissione dello stimolo. Altri esempi notev oli di sensibilità ci vengono offerti dalle cuscute. quali le fave e certi alberi delle leguminose. come ad esempio una grandinata. Si può dimostrare che tutta una piantina si affloscia a velocità variabile fino a tr e centimetri al secondo. La trasmissione dell'impulso si può verificare in parti d i stelo troncate. Questo meccanismo presenta somiglianza . e il te nero tessuto di fotosintesi viene ripiegato al centro: allora si verifica scarsi ssimo movimento d'aria attraverso gli stomi e la parte esterna. La struttura di un'ampia foglia erbacea con molte nervature ricorda . invece con l'aria secca la foglia si arrotola a tubo. Dopo un certo tempo le cellule del pulvino riassumono acqua. e il gambo fogliare si affloscia. e l'esempio viene imitato abitualmente da tutte le foglioline adiacenti . In questo modo si perde il rigido «effetto di mongolfiera» del pulvino. con stomi nascosti nelle scanalature risultanti. si vedono ora solo grami ramoscelli grigiastri . e i 10000 centimetri al secondo che tale trasmissione impiega nel sistema nervoso umano. ma anche del punto in cui avviene.la piantina si è resa invisibile. ma dall'assunzione od emissi one d'acqua ad opera di gruppi di cellule posti attorno al fondo delle scanalatu re sulla parte inferiore del lembo fogliare. La foglia in questo caso è allungata e sostanzialmente piatta. L'avvicinarsi del best iame fa afflosciare foglie e steli. il quale f unziona come il cardine centrale di una cerniera. nonché attraverso piccoli orifizi sott'acqua. Particolare considerazione merit a il meccanismo di chiusura e apertura presente nelle foglie delle piante erbace e. Con l'aria umida la foglia resta piatta. Come ogni pianta cespugliosa. Lo stimolo fa muovere l'acqua in grandi spazi vuoti intercellulari . il quale controlla i movimenti di «sonno» o gli altri m olto meno spettacolari necessari per orientare le foglie in modo soddisfacente r ispetto alla luce. sebbene la superficie intern a sia tipicamente nervata. Nelle piante sensitive il pulvino contiene cellule a pareti s ottilissime che circondano i bordi inferiori flessibili del gambo fogliare altri menti rigido.in altre piante. e di fatto costituisce solo l'estension e del movimento effettuato dal pulvino . L'evidenza dei fat ti induce a sospettare fortemente la presenza di un messaggio di natura chimica. Il meccanismo del procedimento è ben noto. Ogni nervatura ha uno strato tipico trasversale formato da tessuto robusto. le foglie si mettono in posizione verticale durante le ore calde della giornata. non adatto alla fotosintesi.salvo essere più veloce .egmenti. il ripiegamento si diffonde al gambo fogliare e agli altri gruppi di foglie lungo lo stelo. rispettivamente espandendosi o per dendo umidità. ben protetta da una corazza formata da spessa cute e cellule esterne di rivestimento. Movimenti assai più utili si effettuano quando la pianta «sente» troppa luce. sebbene sembrino intervenirvi anche mutamenti di natura elettrica. Questo movimento non viene controllato dai pulvini. e foglioline e gambo ritornano alla loro primitiva posizione ere tta.

con i quali essi «sentono» la pres enza di un visitatore ed agiscono di conseguenza spolverandolo di polline. come si è già spiegato nel caso dei viticci. si ripiega in modo che il fiore si apra non appena il sole lo riscaldi.e perfino radici perpendicolari . L'indiano J . Tra le reazioni più strane delle piante c'è quella dei tulipani recisi. Alcune piante aprono e chiudono i fiori parecchie volte al giorno se si al ternano nuvole e sole. Parecchi ricercatori però hanno cer cato di stabilire se le piante possiedono qualcosa. Analogamente un albero che i n seguito a qualche incidente venga a trovarsi disposto in senso orizzontale. Queste risposte al tocco e gli stimoli meno diretti dimostrano che le piante per cepiscono e reagiscono a quanto avvertono al tatto.altro esempio di pianta che indubbi amente sente e reagisce a velocità incredibile .dal tronco di steso. composte d i strisce di metallo che si avvolgono a tapparella. che veramente si avvicini a un sistema nervoso. ha un mozzo centrale di stami disposti a struttura raggi ata: se un insetto vi si posa o lo tocca. li fa scattare verso l'interno. ai muscoli e alle giunture presenti nel regno animale. Chunder Bose ha effettuato centinaia d'esperimenti attorno a questa tesi nella prima metà del nostro secolo. e il taglio provoca una bolla d'aria. Nel corso dei suoi esperimenti punzecchiò e tagliò piante. La Sparmannia africana. I fiori compiono anche altri movimenti. Di sol ito i fiori devono passare molto tempo in acqua da quando è stato reciso lo stelo prima che tornino a sollevarsi. scoperta dai fiorai. ad esempio producendo foglie sul tronco se le foglie esistent i vengono distrutte. Il fenomeno si applica ad esempio ai fiori con apertura e chiusura giornaliera. L'effetto di questa agopuntura vegetale non h a ancora trovato una spiegazione scientificamente valida. i . L'apertura del fiore è il risultato tipico del fatto che i petali «avvertono» l'aumento della temperatura. tiliacea coltiva ta a scopi ornamentali. Alcune reagiscono anche in u n modo che assomiglia a una vera e propria risposta o atto positivo a situazioni affatto insolite. Molta parte dei movimenti delle piante si effettua. Una pianta erbacea pie gata o spezzata in modo che lo stelo giaccia sul terreno tornerà a ripiegare lo st elo in posizione verticale se appena funziona il suo sistema circolatorio. ad opera dei diversi ritmi d'accrescimento.ma il loro meccanismo a cerniera offre punti di somiglianza e di raffronto. Questa ope razione viene effettuata da una parte di stelo che non aveva. Questi accorgimenti rappresentano pro babilmente il massimo punto di avvicinamento attuato dalle piante. Le erbe non sono specie spet tacolari sul tipo della dionea insettivora . ad esempio le vistose gazanie. le margherite di Livingsto ne ed analoghe specie sudafricane. ma se s'infila uno spillo appena sotto il fiore lo stelo si raddrizza rapidamente. presumibilmente trattandosi di un dispositivo inteso a d istribuire il polline sull'insetto visitatore. per così dire. perché l'acqua negli steli si trova in fase di grande tensio ne durante il processo di crescita. nessu na esperienza precedente della necessità di piegarsi. o radici dalle foglie se queste vengono amputate dal tronco . oltre al loro sistema di com unicazioni chimiche. nella loro ve rsione. Ma sotto lo stimolo della temperatura l'interno del petalo accelera la crescita 20-30 volte oltre la norma. Un aumento di temperatura di 10 gradi centigradi di solito fa aumentare da due a c inque volte il ritmo normale di crescita. anche se non si capiscono ancora perfettam ente molti particolari di questi procedimenti. Di solito diventano flosci e mosci quando vengono messi in acqua dopo e ssere stati tagliati. oppure sul tronco se questo viene privato delle radici. Esistono mo lti altri analoghi meccanismi a scatto nei fiori. Di notte l'accresc imento della parte esterna del petalo rispetto a quella interna fa chiudere il f iore. in mo do che il fiore riprenda la sua posizione corretta rispetto al suolo. Agli occhi della maggior parte dei fitofisiologi le molteplici reazioni delle pi ante si possono di norma spiegare adeguatamente in termini di tropismi e di un s istema di messaggi di natura chimica. e che «la trasmissio ne d'impulsi eccitanti nelle piante è sostanzialmente simile a quella degli impuls i nervosi negli animali». Invece un insetto che visiti i fi ori del crespino e tocchi gli stami.molto da vicino quella di certe porte ripiegabili delle autorimesse. em etterà spesso germogli verticali . provando con sua soddisfazione che le piante dispon gono di un sistema nervoso situato nei conduttori floematici. in posizioni che non vengono assunte normalmente da germogli e radici. tutti gli stami si muovono subito dal centro verso l'esterno.

tagli uzzandola a pezzettini. fec e registrare in effetti reazioni letteralmente incontrollate alle sue piante emp atiche quando raggiunse l'orgasmo con la sua ragazza a parecchie miglia di dista nza. Un chimico addetto a ricerche con apparecchi I. Nel corso di un esperimento.con successo. autorizzando perfino l'ipotesi ch e posseggano un centro memorizzatore in corrispondenza del «colletto radicale». Dagli ultimi comunicati di fonte russa pare di capire che queste ricerche sono progettate per contribuire ai prog rammi spaziali: se le comunicazioni elettroniche non funzioneranno. puls ante come un cuore d'animale secondo le citate relazioni. con scottatura di una foglia di cavolo. le piante hanno anche qualcosa di molto simile ai sen timenti e alle emozioni. praticando un tag lio a una pianta si poteva ottenere «una contrazione convulsa». mentre uno scienziato giappones e collegò un apparecchio registratore a un cactus con aghi da agopuntura. Bose iniettò anche all e piante sostanze ad effetto stimolante o deprimente. che venne interpretata come «svenimento». Sono contente quando vengono innaffiate. Analogo esperimento. I suoi strumenti lo avevano persuaso che le piante di cui aveva avuto cura restavano in comunicazione con lui in sua assenza. Un esperimento effettuato con la parte cipazione di un'amica partita per un viaggio in aereo rivelò forti reazioni da par te delle piante in risposta alle emozioni avvertite dalla donna ogni volta che l 'aereo decollava o atterrava nelle fasi di un viaggio conclusosi a circa 5000 ch ilometri di distanza.. Uguale lavoro è stato effettuato più recentemente da diversi ricercatori.M. dalle quali si dedurrebbe che le piante hanno impulsi di natur a elettrica affini a quelli nervosi dell'uomo.«Pravda» compresa . B. seguit o bruscamente da una linea retta. Non sorprende il fatto che sulle pagine dei giornali .T. Svengono quando il loro benessere viene minaccia to con la violenza. era già stato effettuato molt o tempo prima presso la Royal Society.l che impediva l'accrescimento per periodi di varia lunghezza. Nel 1970 s ono state pubblicate relazioni di ricerche effettuate presso l'Accademia di agri coltura di Mosca. oltre a una specie di sistema di comunicazione telepatica. T. e gli fe ce fare la somma di una serie di numeri . Si preoccupa no dell'avvicinarsi di un cane. Nel corso di un altro esperimento un filodendro reagì in modo che venne definito «di malumore» quando venne insultato telepaticamente. Un apparecchio registratore collegato alla pianta supers tite non rivelò alcuna reazione quando altri studenti entrarono in seguito nella s tanza. «a quanto pare indicano che.. nel corso dell a quale uno studente distrasse una delle due piante situate in una stanza. Gli altri esperimenti dell'esperto. "Prima di venir toccato" l'esemplare prescelto registrò sul foglio a scor rimento dell'apparecchio registratore un violento movimento verso l'alto. Venne effettuata un'altra ricerca. stando a quanto ne ha riferito un inviato de l «Wall Street Journal». il cloroformio le calmava. ripeté gli esperimenti. Secondo il ricercatore l'a lcool faceva barcollare le piante come un ubriaco qualsiasi. in piante che parlano e si lamentano.la registrazione elettronica di piccoli mutamenti di natura elettrica si sia trasformata. e dimostravano agitazion e quando egli decideva di tornare a casa. elettrodi a poligrafo scrivente ve nnero collegati a tre esemplari di verdura: uno venne preso e gettato in acqua b ollente. e rif erì che le piante non reagivano quando gli studenti parlavano di argomenti di lavo ro. ma mostrò «reazione di svenimento» quando entrò lo studente «assassino». I russi affermano anche di poter accertare elettronicamente quali piante possegg ano pregevoli caratteristiche ai fini delle colture. la caffeina le toni ficava. e aveva convinto Bernard Shaw che le pian te possono provare sensazioni. ma facevano sobbalzare l'ago del registratore se la conversazione si spostav a su questioni di sesso o di fantasmi. Un tecnico di apparecchiature I. nella versione giorna listica. Negli Stati Uniti è stata resa di pubblico dominio. al punto da rendere possibile il trapianto di un grosso albero senza le solite precauzioni. speriamo che gli astronauti possano scambiarsi messaggi tramite piante portate a bordo dei v eicoli spaziali. la notizia che un te cnico esperto di apparecchi rivelatori e registratori ha compiuto esperimenti de l genere. nel 1972. a giudicare dal fatto ch . anche senza disporre di alc una informazione genetica. E si addolorano quando viene fatto del male ad animali e ins etti loro vicini».

e non in millisecondi. Va detto infine che attribuire svenimenti e capacità telepatiche alle piante corri sponde a un pio desiderio di antropomorfismo. registrate in forma visibile. «la gente dirà: "Se t'importa tan to di quello che provano le piante. e cellule elementari mobili fornite di ciglia o flagel li . forse perché così gli riescono meno estranei e magari meno paurosi. dal momento che alc uni di loro sembrano ridicoli e coinvolgono le piante nella telepatia. perciò comando iò». cioè il periodo temporale del potenziale elettrico di una piant a. fenomeno tuttora inspiegato negli individui della specie umana. e sembrano perfino farle partecipare a una certa capacità di giudizio e valutazione. anche ammettendo che le piante sentano e siano capaci di gridare e sve nire. Con ogni probabilità questo potenziale esiste i n molte cellule e sistemi vegetali: qualcosa di simile è stato rilevato negli stim mi dopo l'impollinazione.non solo esemplari del plankton. e infine c'è quel brillante parto della fantasi a di John Wyndham costituito dai trifìdi. Fa anche mo lto fantascienza. ol tre alla capacità di colpire quasi infallibilmente e sempre fatalmente con le loro punture scoccate come dardi. perché le mangi?'. La necessità di un certo tipo di sensi si è presentata alle piante in circostanze del tutto diverse: sviluppare la sensazione del dolore andrebbe contro tutto il loro modo di vivere complessivo.ricorda l'analoga attività degli animali inferiori. misurabile in secondi. mentre non avrebbe uguale importanza nelle piant e. che ne sono sprovviste. Tale attività . è dubbio che ciò basterebbe a far desistere la maggior parte della gente dal m angiare verdura e cogliere fiori. che do po tutto hanno cominciato parallelamente i rispettivi cicli evolutivi. Si può anch e precisare che un sistema nervoso in animali nobili ed evoluti è di indubbio valo re ai fini della sopravvivenza. i primi hanno fibre nervose elementari.e le reazioni della pianta si manifestavano come una serie di sobbalzi del penni no scrivente sul foglio scorrevole dell'apparecchio registratore. come gli idro zoi e magari le spugne. contro i quali non hanno possibilità di fuga. quando queste piante vengono stimolate. mentre il processo di base della fotosint esi comporta movimento di elettroni quando l'energia della luce si trasforma in energia chimica potenziale. piante che camminano e posseggono un sis tema primitivo di comunicazione. dato il loro genere d'esistenza. Al che risponderò: "Ho fame e il mio cervello è più forte delle piante. in cui posson o venir danneggiate con tanta facilità da fattori esterni che vanno dai temporali e dal fulmine alle morsicature dei bruchi e all'attività degli erbivori al pascolo . Fino a questo momento nessuno ha ancora avanzato l'ipotesi che spugne ed idroidi emettano lamenti silenziosi quando vengono divelti o tagliati.vengono probabilmente attivate in questo modo. Tuttavia. tecnico e ricercatore elettronico. ma anche cellule sessuate mobili nelle pia nte meno evolute . men tre le pulsazioni di questo potenziale. Come ha scritto un corrispondete del «Garden New s» dopo la notizia degli esperimenti russi del 1970. nonché una certa facoltà di prevedere il futuro. a differenza del le spugne. e manca loro un qualsiasi "centro" nervoso. Una ragazza che mangia gli . Pare non sussista alcun motivo per cui tali sistemi elementari di trasmissione d egli stimoli non debbano esistere nelle piante e negli animali inferiori. E" facile liquidare questi esperimenti con un cenno di mano. sia riusci to a far cambiare direzione alla corsa di un trenino elettrico facendo funzionar e gli scambi con ordini trasmessi tramite una pianta. come nei nervi di una specie an imale. dobbiamo pure tenere presente la differenza quantitativa che intercorre t ra i due processi.basata sulle cellule esistenti e non su qualcosa con struttura simile a quella delle c ellule nervose . a differenza degli id roidi. come avviene nelle cellule animali. e viene in mente un racconto di Roald Dahl in cui un uomo sent e gridare l'erba mentre la falcia. Le piante hann o infatti quello che i biologi nelle loro ricerche hanno definito «un sistema neur oide primitivo». Si assicura in oltre che un altro sperimentatore. Tuttavia l'elettricità s volge certamente una sua funzione nelle cellule delle piante a livello molecolar e. ricordano molto da vicino quelle dei nervi periferici dei vertebrati. E" stato anche dimostrato chiaramente che è possibile evidenziare un potenziale el ettrico nelle foglie della dionea e nei viticci fogliari aderenti ("non" nelle f oglie vere e proprie) della drosera. cioè al desiderio da parte dell'uomo di raffigurare gli altri organismi quanto più possibile a sua immagine e somiglia nza.

i cui proprietari sono convinti che le piante siano colme di «archetipi di forze creatrici . Un apparecchio registratore ha segnato un aumento immediato nella crescita. in Scozia. e vi ene da chiedersi quale possa essere l'organo psichico o spirituale di una pianta . Il libro descrive un giardino di Findhorn. Moltissime donne dicono istintivamente: "Scusamì se per caso danneggiano una pian ta». se vengono incoraggiate. e perfino intrattenute con il canto. E" stato affermato che anche la preghiera rappresenta un mezzo per comunicare co n le piante. suonano strumenti musicali o imparano ling . il quale in capo a due anni d'indag ini era giunto alla conclusione di poter definire con precisione lo stato d'anim o. e ci sarà un nuovo paradiso terrestre una volta che avremo imparato a comunicare con le piante nella maniera giusta. «Guardate con quanta tenerezza un giardiniere tratta i suoi "pupillì. su un piano alquanto diverso rispetto agl i apparecchi registratori con pennino scrivente e agli astronauti russi. Risultati strabilianti sono stati riferiti da Findhorn dopo osservazioni effettuate su spe cie vegetali comprendenti cavoli giganti e grano. che si riflette nel modo con cui le piante rispondono alle cure che noi definiamo in termini spicci come «pollice ver de». Ma certo non si tratta altro che di un bagaglio di conoscenze derivante in va ria misura da esperienza ed intuito. Ad esempio patate. gruppi di identiche piantine tenute in uguali condizioni di coltura venn ero apostrofate rispettivamente in termini «cortesi» e con espressioni «brusche»: le pri me crebbero meglio e più in fretta.» «Tutti i giardinie ri appassionati credono che le piante capiscano. Tali co nvinzioni ricordano piuttosto precedenti ricerche compiute in California da un p rofessore universitario di scienze naturali. Alcuni altri estratti di corrispondenze inviate al «Garden News» illustrano ulteriormente il concetto in questi termini: «Natu ralmente alle piante piace che venga loro rivolta la parola. ma mentalmente. Indubbiamente certi giardinieri pr ovano una fortissima simpatia per le piante. gnomi e folletti». Di recente gli americani hanno compiuto un altro esperimento sotto il controllo di uno scienziato che studia il tasso di crescita delle piante: per cinque minu ti un gruppo di persone si è concentrato in preghiera su di una pianta distante 13 00 chilometri. ed alcune personalità ritengono di poter fare prosperare o morire le piante pregando. minacciat e.» Nel corso di un recente esperimento «di conver sazione».spirit i della natura. e parlano alle loro piante. o disposizione emotiva. Una rassegna del «Sunday Times» del 1972 ha rivelato che il 14% della gente riteneva che l'effic acia della preghiera potesse influenzare materialmente la crescita delle piante. la buona salute e il rigoglio de lle piante nel cuore dell'inverno su terreno composto quasi soltanto da sabbia s terile non si possono spiegare con l'applicazione di qualsiasi metodo di coltura organica conosciuto». e come possa imparare il nostro linguaggio. Guardate come la pianta si rattrista per i suoi proprietari. blandite. fate. mentre orchidee e gladioli vennero definiti piante estrose e nervose. pomodori e cavoli ri spondevano meglio se li si trattava con parole cortesi o perfino li si adulava. delle piante. Guardate co me il giardiniere si cruccia di doversi allontanare da casa per fare qualcos'alt ro. Davvero siamo in presenza di un mistero in questo caso: i c oltivatori affermano che si ottengono risultati quando entrano in comunicazione «c on gli spiriti che animano le loro piante». potrem o far aprire la porta dell'autorimessa da una pianta. non sempre a voce alta. In un libro pubblicato recentemente s'immagina che un giorno. paragonabile a quanto si osserva in certi i ndividui che riescono in elettronica.animali che uccide e riesce a tollerare la produzione in massa di polli. non si preoccuperà eccessivamente dei mu ti lamenti di una carota o di un cavolo. vitelli e porci con sistemi alquanto sgradevoli. al cui proposito un esperto at tendibile e competente ha scritto che «il vigore. rincasando. proprio come certe tribù primitive assicurano di essere in grado di distruggere con rituali magici i frutteti e le messi del nemico. che nel giro di 12 ore ha superato per più di otto volte l'accresciment o normale! Si potrebbe obiettare che sentimenti e convinzioni del genere ci forniscono più ra gguagli sulle persone interessate che non sul sistema nervoso delle piante. Naturalmente esistono molti giardinieri assolutamente convinti del fatto che le piante reagiscono se si parla loro. Moltissime volte ho osservato che una pianta sofferente rispondeva a discorsetti d'incoraggiamento.

Ricerche eff ettuate in India nel 1958 hanno studiato le vibrazioni generate da un motore ele ttrico. esponendo le messi dei campi a rumori laceranti. con cui si intrattengono piante o alberi con ca nti e rappresentazioni.. mentre «esposte a un agro rock-" nroli (sic) si raggrinziscono voltandosi bruscamente dalla parte opposta al suon o. Un esperimento c ondotto con criteri più scientifici nel 1972 ha preso le mosse dall'osservazione c he gli alberi sul ciglio delle foreste hanno caratteristicamente forma più corta e tozza degli alberi riparati nel folto. Dopo un mese. Gli abitanti delle Isole Salomone sostengono di pote r uccidere gli alberi . perché in questo caso i fili metallici vibrano. asserendo di aver conseguito. a quanto asseriscono gli isolani. Scherzi a parte. ma pare assai probabile che le piante in certo qual modo siano stimolate a crescere dalle vibrazioni esterne. o quella di una biol oga indiana che ogni giorno fa un quarto d'ora di danze tradizionali tra i vasi di crisantemi . l'albero muore. ma metà di esse veniva scossa violentemente per 30 secondi ogni mattina: dopo un mese le piantine scosse erano cresciute in media di centi metri 4. diversamente da quant o succede con l'alta tensione. Piantine identiche vennero fatte crescer e in condizioni uguali.dei loro nemici. (Gli Indiani hanno una lunga tradizione a questo riguardo. un aume nto in altezza del 30-50% in più. Seguirono sperimentazioni evidentemente produttive a base d i radiodiffusioni musicali su risaie. come pos sono essere quelle che si formano parlando. In un'altra indagine le piante hanno risposto effettivamente meglio a Bach e all a musica classica indiana suonata con il "sitar".. rac colti quadruplicati. Viene fatto di domandarsi se un giorno non ci sa ranno magari degli agronomi specializzati nel programmare concerti per determina te colture. in conseguen za dello shock provocato da questi frequenti risvegli violenti.e viene fatto di domandarci se le piante preferi scano Beethoven o Stravinsky (che è forse più indicato per i cacti). nel corso del quale uno s cienziato soffregava i tronchicini di varie piante per dieci secondi due volte a . presumibilmente . Le prove più convincenti dell'effetto favorevole esercitato dalle vibrazioni sulla crescita delle piante provengono dalle osservazioni casuali di gente attiva in settori completamente diversi. si ottengono m igliori raccolti. o se la musica pop sia meglio della musica classica. Effettivamente fa sorridere la maggior parte di noi l'idea di un giardiniere australiano che ogni mattina dà concerti di violino alle sue piante per mezz'ora. Tuttavia certi indizi contraddicono gli asseriti benefici effetti esercitati dal le vibrazioni sulle piante. o anche prendendoli a calci per favorirne la crescita. Anche stavolta si sono registrati ca si in cui il modo di effettuare gli esperimenti ha fatto ridere il prossimo. Il fatto non ha nulla a che vedere con la comunicazione. fioritura anticipata anche di due settimane. Risultati alquanto simili s i sono ottenuti a conclusione di un altro esperimento. Si può sorridere di compatimento delle signore che parlano alle loro violette afri cane. In condizioni a pparentemente uguali diversi tecnici hanno osservato risultati alquanto variabil i nell'emissione di radici e nella conseguente crescita delle piantine. dalla constatazione di una differenza nei risulta ti che resterebbe altrimenti inspiegabile. trattandoli in vario modo a seconda delle circostanze.ue straniere senza sforzo evidente. quello di suonare strumenti musicali o dischi fonografici. Si è trova to che i risultati migliori si ottenevano costantemente con fili percorsi da bas sa tensione. rispetto alle piante non trattate.3. in cui i campioni di terreno vengono ris caldati dal di sotto da fili metallici ad alta o bassa tensione. Un esperimento ha fatto pensare che i fior i preferiscano il violino. I tecnici di propagazione di specie v egetali usano sovente telaietti chiusi. e muoiono in poche settimane».e afferma di aver ottenuto un aumento in altezza del 60% in più ri spetto alle piante non «trattate» . a differenza degli ortaggi che amano i toni più bassi. perché gli antichi manuali indiani di giardinaggio danno istruzio ni sulla pratica della "dohada".) Nel 1972 si è saputo dagli Stati Uniti che. Il modo più semplice di produrre onde sonore che creino vibrazioni aeree è. quelle lasciate in pace di centimetri 20. ma c'è un briciolo di verità dietro tutto questo modo d'agire. si sono ottenuti indubbiamente risultati notevoli.arrampicandovisi prim a dell'alba e lanciando improvvisamente urla agghiaccianti in vicinanza del tron co. tutto somma to.

Le piante prosperano in condi zioni adatte.i gameti maschili si formano all'interno dei granuli di polline. SESSO E VITA. dunq ue esisto». Nei tipi più semplici. come i pini. per i quali gli uomini non hanno mai p rovato la necessità d'immaginare reazioni emotive o capacità telepatiche. Tennyson scriveva del «fiore selvatico di una vita senza colpe». Le loro reazioni si possono paragonare a quelle di molti organi smi animali. Se ne conclude che effettivamente le piante hanno un loro modo di percepire sens azioni. ma non tutte. L'impollinazione ad op era del vento . per le condizioni climatiche caratterizzate da f reddo e umidità. Si tratta del mezzo con cui i gameti maschili vengono portati a contatto delle parti femminili: di per se stes sa non rappresenta la conclusione. Questo è lo scotto che d eve pagare la pianta per il suo metodo casuale. Questi scossoni e sfregamenti ovviamente sono di grado molto diverso dalle vibra zioni prodotte dagli strumenti musicali o dai rumori radiodiffusi. a volte con l'ausilio di speciali sacche aeree per la spinta ascensionale. mentre per una pianta basterà la versione: «Cresco. Un uomo può dire: «Penso. Alcune parole di spiegazione sull'impollinazione. Nelle piante più progredite . senza che ciò significhi piacere o gioia. che evidentem ente esercitano azione più benefica sul protoplasma o sulla divisione cellulare. Capitolo 13. è stata avanzata l'ipotesi che. con i loro ben noti amenti. nelle piante fiorenti il tubo pollinifero deve farsi strada anzit utto attraverso i tessuti dell'organo femminile (pistillo). I granuli di polline raggiungono la superficie dell'organo femminile. i . o con l'adattabilità necessaria a far fronte al mutare delle condizioni. L'accoppiamento è un avvenimento importante per la maggior par te delle piante. o perfino fanno venire in mente la germ inazione e la crescita della spora d'un fungo. Nella sensitiva l'arresto della crescita e il conseguente rachitismo f urono tali da impedire la fioritura.è di gran lunga la forma predominante quando scarseg gino gli insetti impollinatori. che sono progettati per assicurare il trasporto a distanza. Dato che l'autofecondazione annulla le prospettive di scambio implicite nella ri produzione sessuata cui abbiamo prima accennato. le cui secrezioni (specifiche per ogni pianta) li stimolano a germinare in forma un po'"somigliante a un piccolissimo seme. esposto al vento.come dice Croizat . adottato anche da piante più evolu te.che di solito sono anche le più conosciute . grazie alla loro innocenza e freschezza . accertandosi di tenere la mano leggera quanto bastava ad evitare lesio ni di natura meccanica. che lo nutre mentre esso lavora. bensì il preludio all'unione sessuale o feconda zione. interruppero la crescita at tiva nello spazio di tre minuti. mentre lo scambio dei caratteri per via sessuata rispetto ai metodi asessuati dispone di probabili tà di gran lunga più numerose per produrre variazioni con attitudini e capacità nuove. e che il più resta ancora da scoprire circa le modalità con cui si effettua questo processo. Non appena il tubo si trova molto vicino al gamete femminile rinchi uso nell'ovulo. Linneo ha dimostrato che i fiori non sono altro che organi sessuali. Ma. perché spazza via tutte le imperfezioni: la prole più vigorosa ha m aggiori probabilità di sopravvivenza che non i rampolli deboli. di norma vistosame nte esposti. e alla loro effimera bellezza. il polline viene affidato al vento. come ho già accennato nel capitolo 9. che agiscono . o per la natura del luogo. Nelle conifere questi gameti vengono rimessi in libertà al di sopra delle ce llule ovulari. e non la ripresero per 3-4 giorni dopo tale tra ttamento. i gameti maschili vengono liberati. specialmente dei più semplici. ed avviene l'unione sessuale . Nella letteratura i fiori hanno raffigurat o spesso immagini poetiche e simboliche. I gameti maschili si sviluppano a ll'interno del tubo pollinifero che si è formato (a volte se ne formano anche più d' uno). dunque esisto». mentre Blake trovav a «tutto il Cielo in un fiore selvaggio». ma occorre una produzione enorme perché esso possa raggiunger e gli statici organi femminili con l'aiuto della fortuna.o anemofila . quali betulle e noccioli.«alla stregua di marito e moglie i n spensierata libertà». Alcune piante.l giorno. Ma va dett o che di rado gli uomini mantengono con amebe e vermi gli stretti contatti che h anno con piante tenute per svago od utilità pratica.

rifugge dall'autofecondazione perpetua». i fiori autoimpollinati siano condannati. Una di queste p iante. Ad esempio nel Poncirus trifoliata i primi fiori portano solo stami. ma l'epoca di fioritura è re golata in modo tale che il polline di un albero non riesce mai ad arrivare sui s uoi fiori. abitualmente impollinata dai pipistrelli.n termini evolutivi. Alla prima sch iusa solo gli organi femminili sono ricettivi e maturi. sebbene queste piante siano per la maggior parte a fiori aperti in condizioni ambientali meno sfavorevoli. Di sotto i fiori sono tutti cleistogami. ad esempio un movimento finale degli stami per assicurare l'autoimpollinazione come estrema risorsa . originando notevoli vantaggi che sono tra i fattori di successo di certe erbacce. anche se attualme nte sembra che possano sopravvivere bene.) perché vi si possano trovare insetti. In casi del genere vi sono spesso granuli di polline di diversa grandezza che «si adattano» meglio a un dato tipo di stimma. come nella salcerella. Esistono alberi di due tipi: nel primo le parti femminili sono ricett ive al mattino e quelle maschili al pomeriggio. In certe foreste dell'Africa centrooccidentale fa tro ppo caldo a fior di terra (70-80 gradi C. come nella primula resa famosa da Darwin. In questo caso la pi . una Commelina. il polline non germina mai sullo stimma dello stesso fiore. E" interessante il fatto che molto spesso specie vegetali stretta mente imparentate tra loro adottino sia l'autoimpollinazione che l'impollinazion e operata dagli insetti. dove le posizioni sono invertite. Le nostre viole ed acetoselle indigene usano questo s istema quando la volta di verzura degli alberi sotto i quali crescono produce tr oppa ombra perché le possano visitare gli animali impollinatori. e ne lle colture fatte a scopi commerciali i due tipi vengono piantati alternatamente . da ultimo fiori con soli stimmi. Tuttavia in alcuni fiori di questo tipo esiste un dispositivo che interviene in caso di mancata impollinazione esterna. due fiori diversi che non due uguali. femminili ed ermafroditi. la già nominata «vite a piatt oetazza». mentre in primave ra fioriscono normalmente.meglio il prop rio seme che niente. Altri fiori possono anche av ere stami e stimmi di tre lunghezze e posizioni diverse. ad esempio nel lino. è molto più facile che un insetto impollini reciprocamente. che significa lettera lmente «fioritura chiusa». In questo modo è assicurata l'impollinazione incrociata. che possono av ere varie fasi con diverse caratteristiche di sviluppo. i qual i pertanto si sviluppano in realtà sottoterra. va notato come siano numerosi i fiori ermafroditi provvisti di elaborat i dispositivi atti ad impedire l'autoimpollinazione. e fior i «con occhi disposti a filacce». Alcune piante producono fiori maschili e femminili diversificati. Nuovi fiori si formano per tutta la stagione. L'accorgimento più semplice c onsiste nel far maturare gli stami e rendere ricettivi gli stimmi in epoca diver sa. Nell'avocado i fiori ermafroditi si schiudono due volte ciascuno. alla seconda è maturo il p olline. Darwin stesso scriveva che «la natura. In certe piante. m a sulle cime degli alberi la temperatura è inferiore ai 40 gradi C.. e una grossa v espa e molti uccelli fungono da agenti fecondatori per alberi d'ogni specie. Come verrà spiega to ulteriormente nel capitolo 21. e un botanico locale specializzat o è spesso in grado di riconoscere la popolazione locale da cui deriva un esemplar e di pianta. ma che tuttavia ricorre all'au tofecondazione poco prima della caduta della corolla. Le piante di una data specie che vengano autoimpollinat e di continuo in habitat ristretti. p uò capitare che vi sia un bisogno reale dell'autoimpollinazione per certe categori e di piante. ovvero in mod o incrociato. ed indica fiori che non sbocciano mai e che possono fecon darsi senza aiuto esterno. giunge a produrre fiori chiusi pieni di fanghiglia. quando gli insetti impollinatori sono pochi. Un metodo semplice per evitare l'autoimpollinazione è dato dalla disposizione alte rnata degli stami e degli stimmi. cioè con lo stimma situato all a sommità del tubo fiorale e gli stami disposti a mezza strada al di sotto. in seguito si hanno fiori maschili. Un altro dispositivo di sicurezza è dato dalla cleistogamia. Eppure non era nel vero. Come ha dimostra to Darwin. Ne è un esempio la Cobaea scandens.. possono originare «schiatte» di purezza genealog ica tale da formare specie virtualmente nuove. quello cioè che assicura esogamia massima . nell a quale si trovano fiori «con occhi disposti a spillo». Detto ciò. al contrario di quanto si verifi ca nel secondo tipo.

Gli animali potranno servirsi della vis ta e dell'olfatto per trovare il bottino. in modo da venire a contatto con qualche parte de l corpo dell'animale visitatore. gli insetti rappresentano gli impollinatori più numerosi. Ma. ed ogni granulo si separa dagli altri in modo da garantire la massima dispersione. pipistrelli e pochi altri animal i sono entrati nel ciclo dell'impollinazione in maniera analoga. perché «finché bussa il postino» ci sono molte probabilità di fecondazione. Come abbiamo visto in precedenza. per cui ritornano regolarmente ai fiori della stessa specie. nel qual caso la sua attività è di poco migl iore di quella del vento. deve cambiare anche i l polline. secondo i calcoli che sono stati fatti. dal momento che piante maschili e fem minili non possono riunirsi come succede tra specie animali. Questi animali impollinatori sono assai più attendibili. e dev'essere inoltre adesivo.a portare il polline da un f iore alle parti femminili di un altro. Quello portato dal vento ha piccolezza e leggerezza massime. l'evoluzione può apportare reciproci benefìci a gruppi di organismi assai diversi tra loro. Le piante impollinate dal vento hanno numerose parti maschili produttrici di molto polline. dal momento che solamente un unico granu lo di polline vi potrà arrivare. Invece il polline diffuso dagli animali deve essere dis posto in posizione strategica. ed è possibile riconoscere fiori progettati per scarabe i. In ca si eccezionali il polline può percorrere anche 5000 chilometri. Una specie d'insetto saltat . farfalle. Nei casi in cui si ha il rapporto di un dato fiore con un solo determinato animale impollinatore. produce. mentre alberi come le b etulle e i noccioli producono rispettivamente 5 milioni e mezzo e 4 milioni di g ranuli di polline per ogni singolo amento. quando non addirittura uno solo. Quando l'impollinazione deve avvenire ad opera di animali. pianta annuale alta solo pochi centimetri. e si è molto più sicuri che v erranno visitati i fiori di piante diverse. Gli stimmi sar anno relativamente forti e tozzi. Il lato difficile della faccenda è sem pre stato quello di persuadere l'impollinatore a visitare fiori dello stesso tip o invece di vagare indiscriminatamente. la soluzione del problema del trasporto del polline costi tuisce una delle grandi realizzazioni tecniche operate dal regno vegetale. e i fiori da parte loro im primono profondamente questi istinti assumendo aspetto e caratteristiche che li differenziano il più possibile dai vicini. spesso ad altezze superiori ai 2000 metri. dalle enormi falene fino a minuscoli moscerini e perfino a specie non alate.anta sembra voler spingere all'eccesso le sue esigenze di efficienza. vespe e mosche. ma sembra anche sig nificare lo spreco della metà dei rappresentanti di una data specie: situazione ul teriormente peggiorata nel caso di molti alberi che impiegano dieci o più anni pri ma di arrivare alla maturità sessuale. qualunque esso sia. Avviene un cambiamento anche in tutta la base del fiore. due ricercatori am ericani hanno definito la situazione con la similitudine appropriata del rapport o che intercorre tra «chiave e serratura». filamentoso o vis coso. o anche radunato in massa compatta. Ciò non solo complica le cose. Ma gli animali possono avere istinti radicati. calabroni. e lo stess o dicasi delle specie che portano fiori maschili e femminili su piante completam ente diverse. tali da convincere gli i nsetti a visitarli e . perché in media il polline non copre grandi distanze. Va rilevato in ogni caso che anche le piante decisamente esogame hanno molte pro babilità di venir impollinate da specie strettamente imparentate. qualunque sia la dinamica del processo. e soltanto pochi ovuli. tignole. ma poche parti femminili: queste ultime avranno s pesso uno stimma esteso. Tra gli animali. Uccelli. Così l'avvento degli insetti ha indotto le pi ante ad elaborare fiori semplici produttori di polline. come il fiore piumoso del granoturco. I fiori impollinati dal vento possono contare su una produzione astronomica di polline: una sola pianta maschile della mercorella . La strabiliante varietà di fiori specializzati trova adeguata corrispondenza nel numero delle spe cie animali che provvedono ad impollinarli. in modo da non impacciare l'animale e da non e sserne eventualmente danneggiati. Si conoscono insetti d'ogn i tipo e grandezza dediti all'impollinazione dei fiori. mentre le parti femminili potranno avere numerosi ovuli. un miliardo e trecento milioni di granuli.dietro adeguata ricompensa . Nel caso degli alberi i rapporti sessuali ha nno luogo probabilmente con il vicino più a portata di mano. Viceversa i fiori impollinati dagli animali hanno di solito relativamente poco p olline a disposizione. api.

che molto spesso si mangiano tutto il polline e si sdraiano nel fiore. nel suo difficile habitat. tra torace ed addome. offrono un polline nutriente fasullo accanto al polline vero e pro prio. Fiori aperti e appiattiti. come nel caso delle foglie fiorali scarlatte (brattee ) della Poinsettia. di cui uno con polline vero che aderisce all'insetto intento a gustare il poll ine di tipo alimentare. L'estremità ricurva della probos cide. come rose ed anemoni. Molte altre piante. ha ricevuto questo nome per ché la piccola escrescenza dei veri fiori viene segnalata ai visitatori da una gra ndissima brattea bianca e da un'altra assai più piccola. ma meno numerose. mentre nelle nin fee giganti sono i maggiolini a mangiucchiare gli stami: ma sugli scarabei banch ettanti resta abbastanza polline da venir poi soffregato sugli stimmi. Come fanno i fiori per adescare i visitatori? Ai nostri occhi il mezzo più ovvio è r appresentato dall'imbonimento diretto: diventano più grandi. ma secondo ogni evidenza l'evoluzione dell e api ha costretto i fiori ad agire di conseguenza. In fiori di ques to tipo il polline è fine a se stesso. Tra gli appigli più strani va notato quello offerto dalla pedi cularia di Groenlandia. dalla quale sporge lo stimma. L'ape siede a cavalcioni della «proboscide» protesa in avanti. e a volte eman ano forti esalazioni odorose come nelle specie affini ai gigari. detta «albero dei fazzoletti». L'ape è. Nella specie affine Typhonium trilobatum vengono fornite agli scarabei delle «esche» gialle a forma d'uncini poste sullo spad ice. come se volesse farle il solletico. e si rifornisce dal fiore principale. e così viene a contatto del polline a ccumulato in precedenza dall'insetto. dal punt o di vista energetico costa di più a un fiore produrre polline in eccesso che non il nettare. che si osservano in certi fiori d'orchidea. Anche quel bizzarro relitto che è la Welwitschia ha a sua disposizione. sebbene sussistano dubbi che essi siano i veri agenti del l'impollinazione. e si colorano in modo attraente ed accogliente. la davidia. come nel caso delle api. che manca invece quando l'animale può visitare il fiore standose ne librato in volo.ad esempio la sassifraga dorata o crisosplenio . più vivaci. Brattee vistose compaiono anche sui cornioli e le bougainvillee. tecnicamente parlando. perché il fiore assomiglia ver amente al capo di un pachiderma. Ma gli scarabei. ma ne sono inseparabili. Possono produrre escrescenze ond eggianti come banderuole al vento.e mangiarne il poll ine. vengono impollin ati da insetti relativamente primitivi. senza passare ad al tri fiori. una profusione di insettucci mangiatori di polline. ovviamente. s'infila sotto l'ala dell'ape. di cui dovremo riparlare. e segnatamente agli scarabei. la più grande raccoglitrice di polline e visita i fiori con est rema frequenza per portare polline alle sue larve affamate di proteine.ore con un balzo fortunato può atterrare felicemente nel fiore di una pianta d'alt ra specie . Queste brattee. Alcuni fi ori si richiudono sui ghiottoni per controllare che paghino la consumazione ment re si avviano all'uscita: usanza adottata dalla ninfea gigante. parente tropicale del cetriolo. più vistosi. quali le magnolie. In altri casi piccole infiore . i quali. e delle brattee spesso colorate che circondano i fiori di al tre Euforbie. n on fanno parte del fiore. i loro orga ni femminili tendono ad essere grandi e forti. viene offerto un past o d'altro genere. come nel caso delle lievi volute lunghe 10 ce ntimetri della Hodgsonia heteroclita. tanto che si po trebbero definire «banderuole aromatiche». invece. sono im pollinati facilmente da scarabei. come dicono Proctor e Yeo. Talvolta agli impollinatori. il fiore ha una «piattaforma d'atterraggio» o qualche alt ro «appiglio» solido. I fiori più arcaici di cui siamo a conoscenza. che in genere sono scarabei. Certe piante imparentate con la Tibouchina hanno stami di due tipi diversi . «i ndugiano per intere giornate sulla parte inferiore della spata sbocconcellando c ellule speciali piene di amido ed olio». o di quell e anche più lunghe. riescono i meno efficienti tra gli animali impollinatori. Queste «code» sono particolarmente seducenti agli occhi delle mosche. come in un'orgia dell'antica Roma. detta anche «testa d'elefante». Talvolta questi vessilli sono situati est ernamente ai fiori stessi. come certe spec ie di Cassia. Una parte del fiore può avere aspetto attraente: l'aracea gigant e Amorphophallus è piena di piccoli scarabei. Le piante della famiglia delle An nonaceae si affidano a piccoli scarabei che divorano gli stami. Quando l'insetto o l'animale ha bisogno di attaccarsi al fiore o di introdurvisi .

frange o scanalatu re. detto "zinzeyd" o "zungeed "in Persia. secondo ogni evidenza. Le api in modo particolare apprezzano i contrasti cromati ci vivaci. sono «illuminati» in questo mo do a beneficio degli insetti. perché i loro elementi d'impollinazione non sono molto specializzati e si as somigliano tra loro. e verrà descritto nel capitolo seguente. Gli scarabei che impollinano qu . e talvolta gli stami. Ne sono un esempio gli ippocastani. Oltre alle indicazioni visive. L'Elaeagnus angustifolius dalle foglie argentate. perché molti insett i . a so miglianza delle piste a luci lampeggianti che guidano gli atterraggi e i decolli sugli aeroporti.e segnatamente le api . e sono tutti accorgimenti intesi a mettere l'insetto nella giusta posizione. Molti fiori a ssomigliano al ranuncolo e hanno cinque o più petali che formano come un basso sco dellino. In alcune specie affini al cerfoglio selvatico le infiorescenze sulla parte esterna del capolino fiorale sono molto più sviluppate di quelle interne per la stessa ra gione. Gli insetti riescono anche a distinguere piccole variazioni nelle sfu mature dei colori. La parte centrale del fiore. Tra gli odori sgradevoli alle nostre nari vanno citati quelli emanati dal gigaro e dal suo parentado che comprende anche la puzz olente dragonea delle regioni mediterranee (Dracunculus) con lo spadice e la spa ta esterna di colore rosso scuro. e infine q uell'enormità verticale di metri 1. o quello più denso del lillà. E" stato dimostrato che le a pi mellifere preferiscono i fiori con struttura simmetrica raggiata. ha colorazione porporina per le api. che spesso inizi ano dalla piattaforma d'atterraggio con vari manicotti.scenze feconde sono circondate da altre sterili di maggiori dimensioni che fungo no da segnali per gli insetti visitatori: ne sono un esempio certe ortensie. presso il centro del fiore vi possono essere indicatori segnaletici sotto forma di linguette. Una piccola eufrasia ch e vive sparsa in mezzo all'erica le assomiglia per colorazione e disposizione fi orale. tu ttavia vi sono casi in cui è evidente un po'"d'imitazione. mentre i ca labroni amano invece fiori simmetrici sul piano verticale. come Nidularium e Neoregelia. emana una fragranza ritenuta un tempo così inebriante.percepiscono i raggi ultravioletti. mentre molte altre bromeliacee. come quello delicato del mughetto.80 che è il loro parente tropicale Amorphophallus titanum. I fiori «sanno» cosa vedono i loro visitator i. Le api inoltre prefer iscono fiori a profilo mosso o addirittura spampanati. portano fiorellin i riuniti in un capolino a spiga o a forma di mazza. quali Vriesie e Tillandsie. nel quale un enorme spadice conico si slancia verso l'alto da una spat a svasata a bordo rilevato. Di solito i fiori appartenenti a diverse famiglie hanno aspetto molto tipico. il centro delle rosette di colore di fondo verde trascolora in rosso quando compaiono i fiorellini al centr o. peli. l" Helicodiceros dei deserti del Medio Oriente a spate screpolate a tinta rossobruna somiglianti a sangue rappreso. prima insospettati. il che presumibilmente «ricorda» la sua esistenza agli insetti. Il mimetismo ad uso degli insetti delle orchidee è il più notev ole oggi conosciuto. Queste piste non sono sempre visibili ai nostri occhi. probabilmente questi fiori hanno messo a punto lo stesso «metodo pubblici tario». infatti illumina ndo i fiori con luce ultravioletta si sono rivelati ai nostri occhi molti disegn i di questo genere. Anche la forma dei fiori può influenzare gli insetti. Il colore dei fiori può comparire diverso ad occhi u mani o d'insetti: ad esempio il tarassaco. dove la colorazione brillan te proviene in maggior parte dalle brattee esterne. questi odori a volte risultano gradevoli per la specie umana. che i Persiani tenevano chiuse in casa le loro donne qua ndo la pianta era in fioritura. e da lì agli organi sessuali. l'eufrasia e il mimolo mus chiato. I fiori portano anche disegni di macchie o linee destinati a fornire agli insett i direttrici di marcia per arrivare al nettare. emettendo un lezzo che è stato paragonato a quello di una miscela di pesce marcio e zucchero bruciato. Noi troviamo piacevoli cert i profumi. In alcune bromeliacee. del gels omino o della plumeria o gelsomino rosso. rispetto a quelli a conto rno circolare o lievemente lobato. ma a volte accade il contrario. esistono anche richiami tattili. specialmente se il nettare è situato all'interno di uno stretto ori fizio o di un infossamento. Altri elementi d'attrazione per gli animali vengono creati dal fiore con l'emana zione di odori da varie parti fiorali.

compaio no le vespe del fico di sesso maschile e femminile. che hanno odore di frutta. Le stapelie africane sono piante grasse con fiori quasi sempre a forma di stella marina e diametro che arriva fino a 40 centimetri. e passando si soffregano contro i fio ri maschili impolverandosi di polline. allo scopo di attirare tafani e soci.. Alcune femmine volano ai fichi di galla e ripetono il ciclo. se già non avesse provveduto la natura. Il frutto del fico che noi mangiamo . Ho già accennato agli accorgimenti ingannevoli che talvolta inducono le mosche a d eporre addirittura le uova sui fiori di stapelia. L e piante di fico hanno minuscoli fiori unisessuali disposti sulla superficie int erna di ricettacoli cavi carnosi provvisti di un'angusta apertura sul mondo este rno. con zone in rilievo biancastre e irregolari sparse su tutta la sup erficie. Imbarazzate e deluse . con un solo orifizio. femminile e neutro. dove i gusci seminiferi in disfacimento as sicurano un terreno ricco di nutrimento alle tarme impollinatrici. un frutto somigliante a un grembo maturo» tanto per citare D. Quando queste sgusciano dalle uova all'epoca della maturazione del fico. Oltre al fiore. nelle cui spate le mosche prolificano e s'impupano. il fiore comincia ad appassire prima che essi r iescano ad evadere. Così facendo inietta una goccia di un liquido speciale che trasforma il fiore in una galla. I fiori sono di tre tipi diversi: maschile. perc hé le larve che sgusciano dalle uova non trovano alcuna provvista alimentare. le mosche ne sono tanto ingannate da deporre spesso le uova sui fiori. che hanno odore e aspetto di carne in putrefazione. I l massimo fiore adescatore di mosche del mondo è quello della pianta parassita tro picale Rafflesia. o infine n ell'Artocarpus heterophylla. questo puzzolente gigante ha foglie lunghe d ue metri e tuberi di diametro superiore al metro e mezzo. per cui il tessuto carnoso che si forma alimenta le larve in corso d i sviluppo. Tuttavia questa famiglia vegetale comprend e anche le Stephanotis e le viti ceree. p er cui sembra che i fiori pullulino di moscerini: accorgimento adottato anche da specie affini e da qualche orchidea. La femmina della vespa del fico depone uova attraverso un lunghissimo tubo ovode positore all'interno dei fiori neutri (in realtà false femmine) entro «fichi di gall a». e a q uanto pare ogni specie di fico ha la sua specie di vespa specializzata.«involuto. Ci sono due casi classici di rapporto tra animale impollinatore e pianta. mentre altre trovan o i veri fichi femminili. dopo avere fecondato le femmine i n una piccola orgia al buio nell'interno del frutto. Queste provvidenze garantiscono la presenza ininterrotta di animali impollinatori nei pressi delle piante. o nell'aracea Alocasia pubera. Lawrence . ma non appena compare puzzo di carogna o di escrementi i gusti si spostano verso le tinte porporine o marrone scuro. Ci vor rebbe la fantasia di un Salvador Dalí per immaginare una stapelia. trat tenuti da un'improvvisa cortina. che co stituiscono esempi di virtuale simbiosi o «convivenza» (argomento che verrà trattato p iù diffusamente al capitolo 22). con quelle combinazioni di colori e disegni spesso ricope rte od orlate di peli somiglianti a muffe che crescano su roba fradicia. ma stavolta i fiori hanno forma diversa e frustrano gl i sforzi delle piccole vespe che intendono deporre le uova. dove le mosche impoll inatrici si riproducono nei fiori maschili caduti dopo aver adempiuto alla loro funzione. o almeno di quanto i biologi chiamano «mutualismo». che ha un diametro di più di un metro. ad esempio nella pianta di cacao. e in più l'odore. L'anim ale impollinatore è la piccolissima vespa del fico lunga un solo millimetro. Tutt avia in certi casi viene accordato un «premio» di natura alimentare ai giovani inset ti. In certi casi vi sono peluzzi che si muovono al minimo soffio d'aria.esto mostro vegetale non possono uscire prima dell'avvenuta impollinazione.. H.è in realtà un'infio rescenza. che emanano invece una fragranza delizio sa! E" interessante notare tra l'altro che le mosche carnarie preferiscono il colore giallo e l'arancio quando manca l'odore. Come appare dalla famosa acquatinta della «Stapelia verminosa» nell'opera "Tempio di Flora" di Thornto n. Ciò non giova agli insetti. introflesso. Le femmine si spingono all' esterno attraversando l'orifizio del fico. fiorente tutto all'interno e con fibrille d'aspetto uterino. I maschi sono sprovvisti di ali e muoiono poco dopo senza uscire dal fico. colore da rossoscuro a br unoporporino. parente dell'albero del pane.

che ques te sono visitate spesso anche da altre specie predatrici. tanto più lunghe saranno le parti boccali dell'insetto. Prima che si coltivassero i fichi mangerecci. imbattendosi nei fiori di tanto in tanto. com e dicono Proctor e Yeo. si arrampica successivamente su parecchi stami e ne gratta via il polline facendone una pallottola. Va notato però che «i grandi tavoli fiorali» di questi fiori. che resero superflua l'imp ollinazione. presumibilmente per il suo odore. Se tutto è a posto. che ora sono cresciute. applicando infine il polline sullo stimma. la maggior parte delle quali si limita ad una sola spe cie di yucche. Quando questi m aturano le larve di falena. c'era l'abitudine . come nei casi del cerfoglio selvatico. non sempre situate nel fiore . che ricorda quello della cap ra. di modo che gli insetti vanno dall'uno all'altro per fare un vero pasto. Il fico selvatico commestibile è noto con il n ome di caprifico. Gli ovuli nei quali sono state spinte le uova crescono in modo anormalmente gran de e costituiscono la riserva di cibo a disposizione delle larve di falena quand o nascono. con conseguen te maturazione di fichi provvisti di semi. e più spint . altrimenti i fichi man gerecci cadevano prima di maturare. disposto in modo che l'insetto debba usare la lingua per estrarlo. La femmina della falena. attirata sul fiore dal suo profumo fonda mentalmente notturno. sono ideali per gli insetti fannulloni che non hanno anc ora raggiunto un rapporto specializzato. in modo che le vespe di galla potess ero provvedere alla fecondazione incrociata dei due tipi. ad esempio il Melianthus sudafricano . Quanto più il nettare si trova in posizione nascosta e d inaccessibile. formic he comprese. la falena depone da uno a quattro uova in ognuna delle tre cellule dell'ovario. c'è solo pochissimo nettare in ogni fiore. Il nettare è un'altra cospicua fonte d'attrazio ne di cui dispongono i fiori: si tratta di una secrezione zuccherina di composiz ione varia (che in casi eccezionali può arrivare a contenere fino al 74% di zucche ri). e così facendo impoll inano più attivamente.ricordata da Teofrasto . Animale e pianta vivono così in dipendenza reciproca comple ta. che bastano allo scopo meno fio ri.prod uce tanto nettare che lascia grondare una vera pioggia di dolcezza quando viene scosso. Viceversa è possibile ch e il nettare venga prodotto in tanta abbondanza. Comunque vada il procedimento.letteralmente «il fiore del miele» . ibridi. Quindi trasporta la sua dotazione di p olline su un altro fiore. Più sottilmente il nettare viene prodotto solamente nel fiore. La pianta provvede a che le larv e di falena abbiano cibo e rifugio.di appendere sull'albe ro fruttificante un ramo di fico selvatico. Molte piante secernono zuccheri da vari punti mediante apposite ghiandole nettarifere. Non solo le falene adulte compaiono quando fioriscono le yucche locali. A volte. scendono dalle piante per im puparsi nel terreno. Effettivamente sono tant i gli insetti che vanno a mangiare o a riposare sulle ombrelle fiorali. ma anche le pupe continuano a comparire per tre stagioni. ciò nonostante esistono. La seconda forma classica di simbiosi con impollinazione è offerta dalle yucche am ericane con certe falene. nonché per pipistrelli e uccelli. per cui succede che alcuni dei numerosi ssimi insetti visitatori servano poco o nulla ai fiori.le vespe vagano da un fiore all'altro e vi diffondono il polline. è possibile che questo fatto abbia attratto anticamente degli insetti primitivi che non facevano altro che arrampicarsi qua e là. caso mai venga un'annata eccez ionale in cui le yucche non fanno la fioritura. E" tutta questione di specializzazione e del grado di «monopolio» naturale elaborato per adattamento evolutivo. ispezionandolo accuratamente per accertarsi che lo sti mma sia ricettivo e che nessun'altra falena l'abbia preceduta. che ovviamente rappresenta una delizia sopraffina per molti insetti. le fem mine della vespa del fico muoiono all'interno dei fichi senza aver mai mangiato nulla dalla nascita. tuttavia ne restano molti destinati a formare i semi. Ma devo tornare agli altri metodi. In certe parti del mondo è tuttora praticata la «caprificazione». Queste associazioni ci appaiono così complesse ed improbabili che viene davvero da domandarsi se possano esistere e svilupparsi. Tra l'altro c'è anche una falsa falena della yucca che copia la specie vera so lo depositando le uova negli ovuli. delle palme e di altre piante che hanno numerosi fiore llini raggruppati assieme. e la falena dal canto suo garantisce l'impol linazione della yucca.

la falena venne scoperta a suo tempo. fornito di un dotto di 30 centimetri. i cui cespugli epifiti dai fiori dondolanti assomigliano a una giostra da circo. I colibrì che vi sitano questi tubi erogatori di zucchero possono andarsene solo alzandosi e tocc ando i fiori con la testa. Ancora più notevoli dal punto di vista visivo sono le marcgravie tropicali. sotto il quale pen dono a perpendicolo cinque sacche nettarifere di forma allungata. Il semplice rovesciam ento di un fiore. e in questo modo indicano l'obie ttivo alla proboscide dell'insetto che se ne sta librato in volo. bordati da piccoli gambi (staminoidi) sormontati da un bottoncino rosso che sec erne liquido e luccica per questa gocciolina d'umore. dove venne scoperta un'altra falena con proboscide lunga più di 30 ce ntimetri. del quale gli ultimi 4 centimetri erano colmi di nettare.o l'adattamento simbiotico. talvolta ancora peli v iscosi provvedono ad intrappolare i razziatori che si avvicinano strisciando con la speranza di infiltrarsi dal gambo o dal tronco. commentando al riguardo che «se si tolgono le gocce. perché i petali nettariferi hanno anche d el nettare situato in vicinanza del centro del fiore. In alcuni fiori esistono dispositivi di protez ione contro furti del genere. e che inoltre «queste gocce non cadono mai. perché sono i n grado di arrampicarsi sulle infiorescenze. Tra i nettarii più notevoli vanno segnalati quelli della fritillaria imperiale. dominato dalla concorrenza. ma tiene lontane le mosche. Molto tempo fa l'erborista Gerard le aveva paragona te a «belle perle orientali». quali calici duri o rigonfi. completa di proboscide e tutto. Molti insetti . e formano ad e sempio un anello di minuscole sacche all'interno dei fiori dell'elleboro. pendenti a di spetto della legge di gravità. ognuno dei quali porta alla base sei gocce luccicanti all oggiate in «ciotole» bianche aventi il diametro di circa 5 millimetri. Dopo molti anni si scoprì anche il fiore adatto. ad esempio la gramigna di Parnasso. Il nettare situato in un condotto tubolare.come il fiore di vetro o «nol i me tangere». Alcune piante sono venute al corrente di questa segnaletica. incoraggia le api. Di per se stessi i petali nettariferi non rappresentano una novità. Sebbene gli entomologi del te mpo si mettessero a ridere a questa prospettiva. nemmeno se si colpisce la pianta fino a spezzarla».in cui devono introdursi completamente. Le mosche ricevono un compenso reale.nonché gli uccelli che verranno nominati in seguito . è naturalmente importante la prod uzione massiccia di questi mezzi di adescamento. in modo che la mosca inten ta a banchettare si soffrega contro gli organi sessuati. suppose che doveva esistere una falena con proboscide di lunghezza corrispondente. trovata a Madagascar e provvista di un dotto lungo 30 centimetri. o la digitale . Molte mosche vengono attratte dalle goccioline luccicanti di liquido simile a qu ello che trasuda dalle muffe della sostanza in disfacimento. le api non si curano dei fiori a contorno arrotondato né di quelli . Viene emanato anche profum o. A volte si osservano anche falsi nettarii. Nel mondo dei fiori. come nel la nota aquilegia. dai fior i penduli campanulati.dispongono d i accorgimenti che consentono loro di predare il nettare «senza pagare lo scotto». infatti quando Darwin vide un'orchidea detta Angraecum sesquipeda le. Non basta: è capitato anche il contrario in Sudamerica. o introducendo la lingua in f essure non progettate a questo scopo. Certe specie esotiche h anno anche una vera frangia di questi peli provvisti di goccioline. Infatti un'indagine effettuata sui fiori alpini in Canada ha rivelato che gli insetti impollinatori abbondano a maggio quando sbocciano i primi fiori dopo lo scioglimento delle nevi. I num erosi fiori sono portati su un disco orizzontale a mò di ruota. sta ad indicare di solito la concomitanza di un solo insetto impollinatore. I fiori impollinati da falene sono con ogni probabilità quelli provvisti di strett i lobi che s'irraggiano dall'ingresso centrale. Alcune api hanno perfezionato anche un sis tema di furti di polline da fiori che in realtà non sono destinati ad essere fecon dati dai raccoglitori di polline. ne compaiono subito altre uguali». Va aggiunta una breve nota sulla ra pidità straordinaria con cui lavorano certi insetti: uno smerintocolibrì è stato visto visitare 106 fiori della viola farfalla alpina nello spazio di 4 minuti. un'orchidea Habenaria di abitudini terrestri. e lottan . s pecialmente pungendo il fiore o praticandovi fori. in modo da mantenerlo in posizione pendula. il che basta ad assicurare l'impollinazione. appronta ti per tenere lontani dai fiori gli insetti indesiderati. Al l'interno del petalo esterno vi sono cinque «petali nettariferi» somiglianti a mani.

Oltre alle attrazioni del profumo. Finite le specie del tempo della cuccagna subentrano altri fiori a farsi concorrenza per attirare l'attenzione degli inse tti. proprio al di sopra della cella fiorale. e fungono da guide olfattive per gli insetti visitatori. in modo che gli insetti non pos sono fare a meno di scivolare oltre i peli disposti come una nassa per aragoste. dove il calore non era inferiore a 43 gradi C. certe piante artiche creano posti accoglienti aumentand o la temperatura del fiore .e così gli insetti abbandonano qu esti fiori precoci a basso rendimento. L'Arisarum proboscideum è detto anche "c oda di topo" perché le sue spate porporine e provviste di cappuccio hanno un prolu ngamento sottile e lunghissimo che le fa assomigliare veramente a topolini tra l e foglie. in particolare le Arisaema dell" Himalaya. Corner. la superficie di questa e la parte in feriore della spata producono goccioline oleose. e i papaveri artici che offrono soltanto calore. La temperatura più elevata mai osservata in uno spadice riguarda un Arum orient ale. sporge appunto dall'acqua. Così l'odore d'escrementi emanato da certi fiori nostrani per attirare ins etti impollinatori. Allora maturano gli stami sopr astanti: ognuno apre due fessure e lascia uscire il polline. secondo l'espressione elegante di E. di sol ito al terzo giorno. osserviamo che in queste aracee il dispositivo pri ncipale escogitato è di fatto una trappola. che sono anche unti. in c orrispondenza del collo della cella fiorale. Un primato in tale senso è dato da non meno di 4000 moscerini osservati in una cella fiorale di 6 centimetri cubici. di solito sono situati sul cappuccio. ed alza la temperatura fino a 15 gradi C. mentre no n è molto diffuso il meccanismo a trappola. e lo stesso accade ad insetti vagabondi di passaggio. subito attirati verso un altro fiore ricettivo. non costituisce prerogativa esclusiv a degli Arum puzzolenti. Tuttavia una porta a trappola impedisce ogni fuga fi nché non sia stata compiuta l'impollinazione. Inutile aggiungere che in casi del genere la maggior parte dei visitatori perisce. lungo all'incirca 30-45 centimetri. ma a volte anche sullo spadice stesso. Molte aracee hanno questi accentuati prolungamenti.o attivamente per contendersi la disponibilità relativamente esigua di polline e n ettare.ad esempio i Dryas montani visitati da zanzare che si nutrono di nettare. elargita al l'insetto a compenso della temporanea reclusione. Una volta che gli insetti sono dentro. Il suo sottile tubo fi orale. ma a volte assai di più. Esso è un sottoprodotto tipico della produzione del puzzo . specialmente scarabei che vi hanno cercato ripar o. ma non è senza scopo. e così facendo offrono ciascuno una gocciolina di nettare. M oscerini e tignuole si dirigono anzitutto verso il punto che emana odore più acuto . Molte aracee creano calore ed emanano odori attraenti per gli insetti. I fiori sono dispos ti attorno alla base dello spadice. Dopo di che. detto di passaggio. e così si effettua l'impollinazione. i peli avvizziscono e gli insetti coperti di polline riesco no a sgusciare all'esterno. quali moscerini che si riproducono negli escrementi in disfa cimento. un odore s offocante e un debole calore incoraggiano una specie di scarabeo «a pernottare in un localino subacqueo». la cella fiorale formata alla base del la grande spata verticale carenata che rinchiude lo spadice. ma basta ad offrire un rifugio allettante per m olti insetti. con temperatura esterna sui 15 gradi: si tratta del caso più notevole di riscaldamento registrato nel regno ve getale. e un altro di fiori maschili di sopra.vere specie di «cornucopie». la Cryptocoryne griffithii. del polline e del nettare. . L'emanazione di calore. Ma già ai primi di giugno prendono il sopravvento specie come il salice e il tarassaco. certi fiori emanan o anche calore. un gruppo di fiori femminili disposto a cerc hio sul fondo. Analogo rifugio viene offerto da una curiosa pianta della Malesia. si forma attivamente entro lo spadice (che è la spiga interna ed eretta d el fiore). gli stimmi sono ric ettivi al polline che essi possono già avere addosso.tenete presente che il fetore può costituire un richiamo per gli insetti -. La camera fiorale sottostan te è di poco più calda dell'esterno. dal punto di vista degli insetti . sta un cerchio di peli che si piega no verso il basso. H. Al di sopra di tutti. Il giorno dopo gli stimmi si asciugano. Per tornare ai nostri gigari. in modo che gli insetti possano discendere ma non risalire. che ha abitudini acquatiche. Di solito restano intrappolate in un solo fiore una dozzina o due d'insetti. J. erogatrici di quantità illimitate di nettare e polline .

per riflessione e rifrazione . di modo che gli insetti vengono materialmente messi alla porta. Gli insetti vengono attirati dal nettare in grandi tazze. Per la disposiz ione ricorda esattamente una nassa per anguille. che vengono impollinati da certi pa ppatacci fungini. come accade nei g igari. Una trappola di genere completamente diverso da quelle già citate è in uso presso va rie asclepiadacee quali le asclepiadi tipiche tropicali. In queste specie si osservano masse di polline riunite in coppie e associate ad una ghiandola appiccicosa. Queste piant e hanno fiori maschili e femminili distinti. Se le cose vanno lisce gli insetti entrano nel fiore maschile svasato e non devono fare altro che lasciarsi scivolare lungo una superficie sdr ucciolevole impolverandosi di polline nella caduta. è anzi il caso di dire che le aristolochie sono diventate quasi troppo brave al riguardo. salvo che non c'è uscita . Il processo in molti casi si accompagna al ripiegamento del tubo vers o il basso. . disposte immediatamente al di sopra di fessure che portano allo stimma. ma stavolta sono d'indole più cortese: l'illuminazione è prevista perché le a pi impollinatrici possano trovare il nettare in quello che è conosciuto come un fi ore «tipo pistola a rotazione». I n questi fiori c'è uno scivolo sdrucciolevole transitabile in una sola direzione. somigliante a quelle delle stazioni spaziali. Gli insetti disorientati girano a tentoni e si agitano in questa parte del fiore. ma devono aspet tare talvolta per parecchi giorni prima che il fiore appassisca. con aperture situate al di sotto della estremità esterna chiusa del fiore e dei punti che emanano richiami odorosi. mentre il segnale luminoso non fa altro che condurli ag li stimmi. Dispositivi trappolatori molto simili si trovano anche nelle aristolochie o «pipe olandesi». Altra astuzia adottat a da certe aristolochie è costituita dalla presenza di un'area trasparente nella p arete del tubo. Le Arisaema serpentine costituiscono un rischio ancora più grave. non imparentate con le specie precedentemente accennate. ma ne hanno anche lo stesso odore. Alcune specie di piante che crescono nelle steppe dell'Asia occiden tale frequentate dalle capre hanno fiori che non solo si confondono all'aspetto con escrementi caprini. interamente orlato all'interno di peli rivolti all'indentro. Aquilegie e convolvoli fanno lo stes so. uscendo da un'apertura nel f ondo. le parti femminili maturano per prime. dove. Molte piante hanno «finestre» del genere. inclinandosi in modo tale che ora lo scivolo favorisce l'evasione. dove si hanno fio ri che per forma ricordano elaborati paralumi di epoca edoardiana con frange e t utto. Identico meccanismo funziona per i fiori femminili. quelle maschili diffondono success ivamente il polline. attorno o all'interno di questi punti. e i peli avvizziscono per consentire l'evasione finale degl i insetti.attira i moscerini fino agli organi sessuali situati in basso. Alcune genziane dalla corolla a forma di tromba hanno finestrature allungate tra slucide.Ho già accennato al pericolo di soffocamento che incombe sugli animali impollinato ri.che nell'Aristolochia grandiflora ricorda quello del pesce marcio . In queste pian te troviamo una piattaforma di atterraggio. e il carcere sottostante spesso lascia filtrare la luce attorno alle parti sessu ate. Per il nostro olfatto l'odore delle aristolochie è sgradevole. e in questo modo funge da richiamo.concentra la luce sull'ingresso spesso marcato da un contorno scuro che conduce alla spata tubolar e. alla base del quale un anello di stretti tubicini so miglianti alle camere di scoppio delle vecchie seicolpi a tamburo vengono a trov arsi dirimpetto all'insetto. che così si nutre in parecchie posizioni diverse. Un odore seducente per gli inse tti . quando riusciamo ad avvertirlo. Se ne trovano ad esempio nelle già citate Cr yptocorynee e nelle Ceropegie della famiglia delle Asclepiadi. dirimpetto a un lungo tubo sovente incurvato come il cannello d'una pi pa. verso la quale si affollano gli insetti intrappolati sperando ch e si tratti dell'uscita. dove trovano un po'"di nettare e si ricoprono di polline. Il r ischio di morire soffocati da parte degli insetti visitatori è molto maggiore con le aristolochie che non con le aracee. I fiori delle Arisaema per la loro struttura si trov ano a metà strada dai nepenti insettivori. e r accatta il quantitativo massimo di polline. il vincetossico ed altr e. e la pianta spietata lascia morire i suoi impollinatori una volta che hanno ad empiuto alla loro funzione. Molte di queste aracee «a testa di cobra» h anno un tessuto speciale che .

che contengono vere cucchiaiate di nettare. Di norma amano il nettare e non sono attirati dai richiami olfattivi. che talvolta costituisce l a fonte principale di liquido per uccelli anche grossi. Si sa che le api melli fere rubano nettare dai fiori d'erba medica perforandoli. e lo stesso disposit ivo arma certe specie affini all'ortica . L'alloro montano Kalmia latifolia possiede stami esplosivi. cui appartiene ad esempio il crespino. Altri fiori impollinati dagli uccelli hanno struttura robusta. viceversa.talvolta anche la proboscide . sono sensibili al pari delle api a colori che l'occhio uma no non distingue. e ricevono numerose visite da parte degli uccelli nella stagione asciutta quando sono in fiore. dove il gambo fiorale si allunga sopra il fiore consentendo ai colib rì locali di aggrapparvisi e d'introdurre il becco nel fiore rovesciato. Questi uc celli sono specialisti in acrobazie quando vanno alla ricerca del nettare.cioè il gambo che sorregge lo stimma . Inoltre tendono a mostrare costi tuzione robusta. Fiordalisi e centauree hanno un sistema ingegnos o per lanciare il polline. utilizzando i fiori stess i o più sovente il nudo stelo o il gambo. Parecchi hanno stami disposti in modo che il tocco d'un insetto li muova rapidamente schizzando il polline sul visitatore. Ma la fessura è tanto profonda e stretta che gli insetti più deboli non riescono a l iberarsi.e mentre si muovono qua e là intenti a sorbire nettare. gli stilidii australiani sono conosciuti come piantegrilletto grazie a questa reazione. Alcuni fiori hanno perfezionato dei posatoi laterali. Ad esempio gli «alberi del corallo» della specie Erythrina indica producono tanto nettare da venir chiamati «f iori per bambini che frignano». succede invariabilmente ch e una zampa . hanno un «tubo staminifero» avvolto a spir ale che comprende anche lo stilo . talvolta anche vistose. Molte piante leguminose dispongono di meccanismi ingegnosi: alcune. I fiori impollinati da uccelli possono anche mostrare tendenza alla forma tubolare o conica. Molti fiori assumono una vera e propria iniziativa invece di limitarsi a disporr e passivamente trappole. Le enormi spighe della gigantesca Puya raimondii o ffrono ai colibrì delle Ande 20000 punti di degustazione dallo sfavillìo metallico. talvolta anche in combinazioni smaglianti di verdeross ogiallo. Le Protea portano molti fiorellini in una «tazza» di brattee strettamente aderenti l'una all'altra. Ogni fiore del giglio lanceolato o Doryanthea excelsa produce tanto nettare da riempire un bicchierino da liquore. in modo che i vis itatori vi si possano appollaiare in adatta posizione. si trovano molti uccelli alt amente adattati all'impollinazione. alla stessa stregua degli insetti. ad esempio le f uchsie. hanno stami a scatto di q uesto tipo. I colibrì. di modo che il polli ne viene spolverato sulle parti inferiori del visitatore. In teoria la farfalla non deve fare altro che toglierne la zampa con il polline che vi è rimast o attaccato e andare su un altro fiore per depositare il polline su uno stimma.e l'inse tto lo fa «scattare» mentre si addentra nel fiore. spesso a sfumature rosse. L'insetto viene colpito sulla sch iena. e spesso con indicazioni segnaletiche. Altri stami invece sono meno violenti: quelli della sparmannia africana formano un rilievo semicircolare. tra le quali la ginestra e l'erba medica. I fiori impollinati dagli uccelli tendono ad avere tinte brillanti e pure. e si muovono dolcemente al l'infuori se vengono toccati.entri in una fessura. tra l'altro. e si dibattono in questo trabocchetto troppo funzionale finché muoiono. oppure stanno eretti in modo che i colibrì possano succhiare il nettare st ando sospesi in volo librato. Pare cchie Berberis. perché spessissimo intrappol a falene e tignuole prendendole in questo modo per la proboscide succhiante. come ad esempio l'Antholyza ringens del SudAfrica.la Pilea muscosa è chiamata addirittura in certi posti la "pianta artigliera" o "sparacannone" per gli sbuffi di polline che emette quando è toccata. il che può benissimo cor rispondere a un mezzo molto semplice per procurarsi del cibo senza il disagio de i bruschi colpi inferti sistematicamente sull'addome. L'Araujia è nota anche con il nome di "pianta crudele". la brattea o il germoglio. Nel c . spruzzando polline su ogni visitatore. Passando ora dagli insetti ad altre specie animali. fanno la mossa contraria. Alcuni di questi fiori sono penduli. e si concentrano su un punto cent rale quando vengono disturbati. Gli stami d ei cacti. con molto nettare piuttosto acquoso. adatta a contenere molto liquido. e lo fanno funzionare a ripetizione se si toccano i l oro filamenti sensibili. con conseguente scrollone dell'insetto e degli stami.

sebbene i fiori bianchi dell'ipom ea restino aperti per quasi tutta la notte. I pipistrelli non distinguono i colori. e perciò i fiori sono spesso in bianco e nero. detti appunto «beccafiori» o «uccelli del vischio». I fiori da loro visitati si aprono di notte. Molto spesso ci capita di osservare che le specie tropicali di una famiglia di p iante vengono impollinate dagli uccelli. per servire da attrazione per gli insetti. ma l'opinione og gi corrente è che siano stati gli insetti ad avviare tutto il processo. per cui si raggruppano e pendono verso il basso in modo ideale per gli uccelli visitatori.gradazioni di porpora.15 del pomeriggio. Un amico residente a Malta mi ha informato che a momenti poteva regolare l'orolo gio dall'orario di queste farfalle: arrivavano alle 6. Il baobab. Dato che l'evoluzione dei fiori è cominciata qua si certamente nella foresta tropicale. semplicemente per evitare sfregamenti o spruzzi di polline sulle piume.vedremo infatti che gli stessi uccelli divorano e diffondono anche i semi. ma sono stati n otati anche odori di cetriolo e di latte acido. come nel cas o del baobab. Ad esempio l'ipomea ch e fiorisce di notte viene visitata in certe località dalla falena testa di morto. detta anche «albero delle palle di cannone». E" il caso di dire che spesso gli uccelli trovano un'altra fonte di cibo negli insetti dir ettamente associati ai fiori. marrone e rosso scuro . nonché molto polline ugualmente mangereccio. Quando i fio ri poggianti su gambi così lunghi sono seguiti da grossi frutti. che a loro vo lta sono i supplenti alati degli insetti. soltanto di notte. dove gli uccelli del gruppo dei Dicaeum. di solito accompagnati da odore acutissimo a scopo di richiamo. L 'effluvio può anche venir emesso. Possono avere grandi aperture a favore dei pipistrelli g offi e sprovvisti di becco. Molti fiori impollinati dai pipistrelli hanno forma sferica oppure. o in una serie speciale di colori . Di notte i pipistrelli prendono largamente il posto degli uccelli.30 non se ne vedeva più una.nel qual caso si combina no all'odore di marcio. si ottiene un risultato doppiamente bizzarro. talvolta assai rip ugnante per l'uomo: può essere aspro o rancido. pertanto i fiori che essi visitano si ap rono di notte. e il fiore letteralmente scoppia lo ro in faccia. e il bec co aguzzo consente loro di perforare facilmente il fianco del fiore. ed estrae il nettare dal centro del fiore. i cui gambi fiorali possono onde ggiare fino a un metro di distanza da terra. hanno imparato che vi si nasconde una prov vista di nettare. ignaro che gli stami gli premono il polline sulle zampe perché venga trasferito sullo st imma di un altro fiore in uguale posizione. o sapere di pesce. ma valgono molto meno ai fini di una ma novra impeccabile d'atterraggio.aso degli sfarzosi fiori di strelitziaregina l'uccello sta posato su una piattaf orma grande a forma di doccia. L'esempio estremo è dato dall'albero tropicale Mu cuna gigantea che arriva ai 20 metri d'altezza. quando imbruniva. o pendere su lunghi gambi in modo tipico. Essi vi infilano il becco. I numerosi fiori prodotti sporgono a loro volta dalla doccia. Come l'ipomea. come nella Kigeli a africana pinnata. o almeno aumentato d'intensità. che ha ricevuto il nome appropriatissimo di "albero dei sala mi". si è pensato che l'impollinazione ad opera degli uccelli abbia avuto inizio prima di quella degli insetti. i fiori impollinati a l crepuscolo sono per la maggior parte bianchi o a tinte pallide. mentre il nettare fa sì che vi indugin o. dal moment o che i pipistrelli possono aggrapparsi. Qualche volta gli insetti hanno abitudini particolari. dispone di una speciale «spazzola» di stami eccentrici che le consente di giovarsi della visit . hanno masse tondeggianti di stami cui i pipistrelli possono aggrap parsi. A volte sem bra perfino che usino questa pratica con i fiori abituali fornitori di nettare. Molti insetti hanno abitudini notturne. e alle 6. Un gruppo di piante parassite indonesiane ha gemme p rovviste di un piccolo pertugio. essi devono produrre grande quantità di nettare a profitto dei loro avidi v isitatori. essi sono anche emeriti ladri di nettare. ben discosti dai rami. inondandoli di polline: altro esempio di strettissimo rapporto tra animale e fiore . l'albero del co tone. il durian e molte piante delle bignonie vengono impollinati dai pipistrell i. mentre le loro parenti delle regioni te mperate si affidano agli insetti. e spesso l'attrazione iniziale è data da un odore forte. Le specie di vischio tropicali sporgono i fiori brillanti dai rami delle piante che le ospitano. di modo che un fiore a pieno sviluppo viene ad assomig liare a un ventaglio semiaperto. La curupita della Guyana.

altro fiore scelto da Thornton per il suo «Temp io di Flora» . in ogn uno dei quali c'è uno stimma a forma di spazzola. come nel caso di certe «lingue d'acqua». Il famoso cacto cereo a fioritura notturna (Selenicereus gran diflorus) o "regina della notte" . sebbene capiti ogni tanto anche l'impollinazione vera sulla superficie dell'a cqua o sott'acqua. principalmente quelle speci e notevoli che sono le erbe galleggianti. Così ci so no agili scimmiette che visitano i fiori penduli del baobab durante le ore della notte in cui essi sono aperti. Si conoscono esempi di p ipistrelli che tendono a stare sospesi in volo invece che ad aggrapparsi. In queste condizioni i fiori non hanno più b isogno di colori. La pianta acquatica più notevole per modalità di fioritura è forse la vallisneria euro pea. Anche i fiori maschili si forman o entro vescicole. I fiori femminili sono portati su sottili ste li che partono dalla base delle foglie. Le b anksie australiane vengono impollinate da certi topolini marsupiali e dagli opos sum del miele. Di solito i fiori si chiudono quando piove per evitare danni al polline. con diametro di 12 centimetri. A maturazione la vescicola si apre e i bocci si staccano da soli e salgono in superficie come altrettanti t uffatori. e il gigantesco cac to saguaro dal rinolofo. e di morbide pellicce per raccogliere il polline. che produce foglie nastriformi lunghe fino a 80 centimetri. e spesso diventano piccolissimi. Nel ranuncolo strisciante le gocce di pioggia f anno cadere il polline dalle antere.viene visitato dal piccolo pipistrello vampiro. ma sono situati molto più in basso. che ha la forma di una tazza. carnose e dolci alla base. Giunti alla superficie i fiori si aprono in tre lobi di forma navicolata. il polline che cade sull'acqua di solito marcisc e.ammassati l'uno presso l'altro e odoranti di pane raffermo . profumo o nettare. che hanno di nuovo invaso il mare per fare concorrenza alle alghe antenate. tutte bestiole arrampicatrici fornite di lunghe lingue per cibars i di nettare. Una volta all'aria questi segmenti si capovolgono. L'animale impollinatore più strano è la lumaca. e il liquido scorrendo finisce nel centro d el fiore. un pipistrello dal naso lungo. In tal caso il polline h a una superficie aculeata o spinosa che racchiude aria e mantiene la polvere del polline asciutta e galleggiante. Altre bestiole danno letteralmente «una mano» ai fiori nell'impollinazione.portando il poll ine da uno stimma all'altro. Alcuni fiori impollinati dai pipistrelli sono molto grandi: quelli dell'albero di bals a sono lunghi centimetri 12 con diametro di 8 centimetri. Altre freycinetie hanno analoghe foglie fi orali succulente che attirano i cani volanti imparentati con i pipistrelli. Ma alcune piante si servo no della pioggia ai propri scopi. ciascuno con una bolla d'aria fermamente rinchiusa entro i segmenti fi orali. L'adattame nto principale in queste specie consiste nel produrre polline idroresistente in lunghi cordoni destinati ad arrotolarsi attorno ai lunghi stimmi una volta messi in libertà. Nell'asfodelo di palude la pioggia viene catturata dai lunghi pe li che crescono sui filamenti degli stami. e l'acqua forma un ponte tra l'antera e lo stimma sul quale può galleggiare il polline. dove quasi non esistono insetti impollinatori. in modo da fungere da . fatto osservato alle isole Faroë. e vortica attorno agli stimmi depositand ovi il polline. mentre i bocci vengono indirizzati sicur amente verso l'alto in una vescicola impermeabile di brattee a chiusura stagna. i topi mangiano queste foglie fiorali. i cui capi fiorali conici sono circondati da molt e foglie rossoaranciate. e così facendo s'impollinano baffi e zampe. che si crede porti il polline dell'a spidistra dall'uno all'altro dei suoi scialbi fiori a forma di tazza che fiorisc ono raso terra. mentre i fiori dell'al bero dei salami sono lunghi centimetri 7. o perché la pioggia può tenere lontani gli animali impollinatori. Una pianta viene impollinata dai topi: è il caso d el pino hawaiiano Freycinetia. Oltre agli uccelli e ai pipi strelli che abitualmente impollinano questi fiori. per cui il fatto pare possibile. passando infine il polline d ai fiori maschili a quelli femminili. La maggior parte delle piante acquatiche produce fiori aerei che vengono impolli nati dal vento o dagli insetti. e vive in acque all'incirca altrettanto profonde. Le vere piante acquatiche hanno problemi speciali. ma in realtà ne esistono alcune che portano i fiori sotto la superficie dell'acqua.a dei pipistrelli. La gigliacea Rhodea japonica è pu re impollinata da questi gasteropodi che mangiano le appendici carnose dei fiori .

andati estinti. I fiori profumati di solito aboliscono molto rapidamente l'effluvio odoroso che richiama gli inse tti. Questa pianta sorprendente ha anche un altro trucco a sua disposizione: una vo lta avvenuta l'impollinazione. pare non avere alcun animale impollinatore in Gra n Bretagna. L'apomissìa si verifica nei suoi aspetti più tipici negli habitat aperti e instabili . per cui finisce per appassire o lasciar cadere la corolla. e non appena giunge a contatto dell'aria. nelle qual i le caratteristiche subiscono alterazioni permanenti . in modo che possano recarsi su altri fiori senza perdere tempo. tanto più che la soluzione si è dovuta trovare in fretta. Il pero nella sua varietà detta «della Conferenza» ne fa molto spesso.ricorrono all'apomissìa. mentre la poligal a rossa. Cosa accade se un fiore perde il suo animale impollinatore? L'orchidea Ophrys ap ifera. Si tratta di casi speciali nei quali uno scherzo di natura aiuta noi e non la pianta. succede facilmente che s'infilino tra due lobi . possiedono una variabilità intrinseca che passa alla disce ndenza assieme all'elevata capacità di effettuare mutazioni improvvise. il fiore femminile viene tirato in basso. Anche stavolta alcuni fiori fanno puntate nei due sensi. Naturalmente l'a pomissìa distrugge la possibilità di rimescolare le caratteristiche dei genitori nel gioco dell'eredità. . Anch'esse hanno pot uto ritornare all'autoimpollinazione. in cui compaiono per primi gli stami e quindi. Il cacto Pe yote chiude davvero i suoi fiori nello spazio di cinque secondi dalla fecondazio ne. certi uccelle tti delle Hawaii detti rampichini del miele. I fiori della Magnolia virginiana imbruniscono entro mezz'ora. cioè producono semi vitali senza bisogno di fecond azione. Alcuni possono indicare ai visitatori tardivi che sono già stati impollin ati. e probabilmente è cominciata nelle difficili condizioni che hanno caratterizzato molte regioni durante il Pleistocene. La veronica m aggiore da azzurra diventa porporina quando il nettare è finito. ma il tarassaco e gli ieraci. che è quanto conferisce versatilità di adattamento a una specie. arrossisce dopo la fecondazione. sebben e i banani rampollino con grande prontezza dai polloni. fatto abbastanza notevole dal punto di vis ta dell'evoluzione.e in certi gruppi sempre . hanno perduto gli animali che le impollinavano. l'organo femmini le si spinge attraverso la parte maschile spargendo gli stimmi tutto al di sopra . Si sa che le Cyanea. Può anche capitare d'osservare che i fiori impollinati di un' infiorescenza si scostano da quelli non ancora impollinati. e pertanto è ricorsa all'autoimpollinazione. Il tarassaco ha un nett are dolcissimo associato a un polline denso e nutriente molto gradito alle api. una volta avvenuta l'impollinazione. come un pistone. in cui non si forma no semi. si possono talvolta stimolare artificialmente le piante in mod o che producano frutti senza bisogno d'impollinazione. quali l'alchemilla e il rovo. nonché altre piante non imparentate con essi. All'occasione le piante producono frutti detti partenocarpi.galleggianti per i due stami sporgenti obliquamente verso l'alto. Se queste navi celle toccano un fiore femminile. nel qual caso il polline viene proiettato sullo spazzolino femminile sporgente . Le Ruppie mettono in libertà il polline racchiuso in bollicine di gas quando esso è maturo. pare nti delle lobelie. In ogni pianta il fiore non serve più a nulla dopo avvenute l'impollinazione e l'e ventuale fecondazione finale. mentre quelli impollinati sono di un bel colore rosso acceso.tanto che specie apparte nenti a questi generi si contano a centinaia o anche a migliaia in posti dove so lo pochi botanici si sono accorti di quanto stava succedendo. e ha escogitato un metodo ingegnoso per assicurare l'impollinazione incrociata. in modo da rendere s empre più facile l'accesso degli insetti a questi ultimi. Ciò nonostante il tarassaco e l'affine ieracio molto spesso . dove sono esposti anche gli stimmi. sebbene possa occorrere l'impollinazione a mò di stimolo. o bosso strisciante. alla ba se della pianta. ed anche i banani sono partenocarpi. Come non mancherò di descr ivere in seguito. si spande su tutto il pelo del l'acqua. produc endo frutti a forma di salami. nostra pianta indigena. Nelle piante che hanno parecchi fiori riuniti in gruppi il mutato colore dei fiori impollinati può agire da richiamo per gli insetti a vantaggio di quelli non ancora impollinati: ad esempio nel trifog lio ibrido i fiori nuovi sono bianchi. dall'avvolgimento a spirale del gambo. Capitolo 14.

o a una donna. altre stanno a terra. accon tentandoci di pochi esempi. e comprendono forse 35000 specie. tra le più recenti in termini evo lutivi e tuttora probabilmente in attiva evoluzione. mentre uno dei sei segmenti fiorali . Ma egli non era un osservatore acuto come si potrebbe immaginare. ha un rapporto curioso di odioamore con i funghi. I fiori d'orchidea sono diversi da tutti gli altri per la forma. La maggior parte di esse. che indica i testicoli. Nell'Inghilterra medievale le orchidee venivano dette «testicoli di cane» o «scroto di toro» . carico di parecchie centinaia di fiori. In termini antropomorfici possiamo dire a ddirittura che se l'insetto impollinatore ottiene di solito qualche forma di com penso. Così stanno le cose. il codice d'amore degli antichi Indiani. in dubbiamente si guadagnano la nostra massima ammirazione". "Se mai la natura ha mostrato il suo carattere giocoso nel dare forma alle piant e. Il simbolismo univa l'uomo alla natura: se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano. se proprio non ci muovono al riso. di un rospo malinconico. d'insetti. quello che ottiene dalle orchidee è di essere sconcertato e beffato nel ver o senso della parola. doveva necessari amente avere qualche effetto tonico o curativo su di essa. Così scriveva il botanico tedesco Breynius nel diciassettesimo secolo. e molt . Prendono forma ed a spetto d'uccelletti.. La natura ha mode llato i fiori d'orchidea in modo tale che. perché altrimenti si dovrebbero moltiplicare fino a un numero quasi uguale a quello delle specie d'orchidee.UN KAMASUTRA DEI FIORI. è in un certo senso appropriato che la parola orchidea derivi dal vocabolo greco "orchis ". passando da fiori relativamente mostruosi a p iccolissimi esemplari del diametro di pochi millimetri. come le ha definite un giardiniere -.fiorente già molto prima di Cristo . Le orchidee costituiscono una delle famiglie più cospicue nel r egno vegetale. Un coltivatore d'orc hidee ha registrato il caso dell'Oncidium carthaginense che produsse un esemplar e con gambo fiorale lungo 4 metri. a differenza dei p astori sboccati che usano un termine più sconcio. e specialmente per il modo con cui portano gli stami e i pistilli. alcune sono saprofite e sostanzialmente prive di foglie. talvolta somigliano a un uomo. mentre sono note due specie di orchidee che passano tut ta la loro esistenza sotto terra. Le piante abitualmente p ortano numerosi fiori riuniti in infiorescenze. Non sorprende il fatt o che questa dottrina .e Shakespeare scriveva delle «lunghe porpore» d'Ofelia. Un altro caso classico è dato dal Satyrio n. o a un b uffone da circo che ci fa ridere. di una scimmia cicalante senza posa. che d avvero possiamo considerare i loro fiori alla stregua di altrettanti dispositivi elaborati per servirsi degli insetti. o pendenti. e vivono di sostanza v egetale in disfacimento.«orchidee da seno». mentre la realtà è che ess e variano moltissimo in grandezza.. Sebbene non c'entri per nulla con l'elaborata vita sessuale delle piante.è di solito relativ amente grande. Mentre mol te altre famiglie vegetali dipendono dagli insetti che praticano l'impollinazion e. e l'orchi dea simboleggiava il sesso in opere d'arte quali l'Arazzo del Liocorno. talaltra a un severo lottatore dall'aria poco rassicurante. Ciò deriva dal fatto che le orchidee terrestri che si r itrovano nelle regioni del Mediterraneo hanno tipicamente due tuberi arrotondati somiglianti effettivamente a testicoli. Gli animali impollinatori delle orchidee sono quasi soltanto gli insetti.il labbro . lo si può constatare nel modo più lampante tra le orchidee. di lucertole. Molte orchidee conducono vita epifita appollaiate sugli alberi. le orchidee si sono spinte tanto oltre e in misura tanto straordinaria.abbia reso i tuberi d 'orchidea molto richiesti per la composizione di bevande afrodisiache. perché «il carattere giocoso nel dare forma alle piante» d'orchidea dissimula una vita sessuale tanto elaborata da ricordarci il Kamasutra. come verrà spiegato in un capitolo seguente. Riproducono l'immagine di una pigra tartaruga. Ma ora ci o ccupiamo di quella che realmente si può definire la loro meccanica sessuale. Molta gente pensa alle orch idee come ad ibridi vistosi ottenuti dalle mani dell'uomo nei negozi dei fiorist i . Essi si sono fusi originando una «colonna» che porta due stimmi funzionali e di solito una o talvolta due antere funzionali. e delle quali non si sa nulla per quanto rigua rda il modo d'impollinazione.

Indubbiamente giova ad impedire gl i incroci anche tra specie strettamente imparentate. si dice che indigene primitive a tendenze matriarcali divorassero i mariti dopo che questi avevano recitato la loro parte. altre invece creste od esc rescenze che vengono rosicchiate dagli insetti. il dise gno. Co me accade con gli altri fiori. comprese certe lumachine. Però l'odore è accompagnato quasi sempre da un compenso alimentare. che di solito risulta molto gradito an che all'uomo. All'occasione pochi altri animali possono effettuare l'impollinazio ne delle orchidee. pendule e somiglianti per forma agli insetti. le masse di peli tremolanti.il colore.e singole specie si affidano ad una sola specie d'insetto. Nella famiglia delle orchidee si conoscono almeno 50 so stanze aromatiche. Le mosche atterrano su lle punte riunite dei petali esterni. cui assomi gliano anche per colore. con petali nastriformi lunghi 75 centimetri. emanando profumo se la specie ne è dotata: tre mesi di durata non sono infrequenti. Perciò passano sul labbro apparentemente robusto s enza accorgersi che esso è delicatamente imperniato in modo da gettarle in basso e poi indietro. impollinate da insetti di s pecie tra loro affini.dove l'insetto deve andare a cercarlo . una volta impollinate aboliscono le emanazioni odorose così attraenti. I profumi o gli odori delle orchidee di solito sono estremamente specifici per u n dato gruppo d'insetti. Le orchidee attirano gli insetti. in cui sono stati combinati fino a quattro generi diversi per creare fiori completamente nuovi. A somiglianza di quanto usano certi ragni. Ma altre hanno vita breve. tanto è spinto il loro adattamento. come si nota nell'orchidea Listera ovata. Un'orchidea del ti po «carne marcia». Alcune orchi dee hanno peli speciali ricchi di sostanze proteiche. mentre altre sanno di carogna. che spesso pendono fino a terra . Spesso hanno anche percorsi che guidano gli insetti. Qu esto fatto è inteso ad impedire l'ibridazione cui le orchidee sono tanto disposte . tanto che tutto il complesso apparato è stato descritto come un «giro dell'oca» o un percorso ad ostacoli in una sola direzi one. e le specie se le scambiano solo in limitate composizioni. senza poi fornire nessun delizioso umore. ad esem pio le Stanhopee. l'odore di certe orchidee ci ripugna: ve n'è una ch e odora di naftalina. ad esempio nel caso dell'orchidea delle carogne conside rata nel capitolo precedente.nel caso che lo abbia già raccolt .anche a livello di generi. le frange pelose. Queste orchidee risolvono il problema della fecondazi one emanando odore tanto acuto da richiamare rapidamente gli insetti per vasto r aggio. tracce visibili di nettar e o rilievi fisici quali creste o canali. anche con il loro aspetto . Il Bulbophyllum macranthum trasuda una sostanza di grande richiamo per le mosche. in cui l'insetto viene condotto infallibilmente in un punto dove non può asso lutamente fare a meno di raccogliere polline o . imbroglia le mosche carnarie limitand osi ad attirarle con l'odore nella posizione adatta ad effettuare l'impollinazio ne. la Masdevalila fractiflexa. e non soltanto tra specie . sono diversi modi di offrire la propri a carne fiorale all'agente sessuale. o che addirittu ra scorre lungo una scanalatura al centro del labbro. durano in fiore solo tre giorni. ma percorrendoli s'accorgono che i sepali scivolosi si scostano sempre più. Alcune orchidee cambiano il profumo a seconda della clientela che sperano di attirare in diversi momenti della giornata: un'orchidea impollinata d alle falene emana odore di mughetto di giorno e profumo di rosa di notte. Il nettare o l'essudato alimentare si può trovare anche sui tessut i o all'interno di essi . alcu ne mutano colore e nella maggioranza appassiscono con grande rapidità. oppure gli insetti possono limit arsi a masticare la struttura della base. un den drobio odora abitualmente di eliotropio. Il richiamo principale per gli inse tti arriva spesso sotto forma di profumo. ma profuma di lillà quando viene buio. La maggior parte dei fiori d'orchidee dura a lungo se non avviene l'impollinazione. che accorrono a leccarla. le lunghe parti erette ed es ili o dondolanti . che può essere per fino del nettare posto addirittura in una doccia o in una coppa.e il caso più sensazionale è quello dell'orchidea detta «codino cin ese». perché vengano a contatto degli organi sessuali.come è stato accertato ne lle coltivazioni artificiali. bizzarre. ma offrire parte della propria carne all'agente sessuale è qualcosa che sembra preso da un film dell'orrore. ed ho sentito dire di certe che perdurano anche sei mesi in serra. Alcune orchidee per attirare le mosche emanano odore di carne marcia.oppure qualche parte del fiore può essere attraente dal punto di vista mangereccio.

Darwin un giorno ne contò 11 paia . In certe orchidee. e nel Catese tum . Sebbene questo in realtà sia uno dei tre petali. il giro dell'oca in questione è progettato in modo da i mpedire che i visitatori non addetti allo scopo entrino nei fiori. prendano un c ompenso non dovuto. Questo errore si è rivelato tale sol o in rari casi . che forma una barriera fisica. è di solito molto più grande d elle altre parti. Anche i Bulbophyllum hanno labbra così mobili che un insetto che vi atterri viene scaraventato letteralmente nel centro del fiore. i pollinii si incoll ano ai lati della testa della falena. Oltre ad obbligare l'insetto prescelto a seguir e un determinato percorso. avvicinandosi ad angolo retto. A volte il labbro svolge una funzione attiva. L'insetto vi atterra facendo abbassare l'estremità esterna.in questo caso un calabrone che sta ispezionando l a doccia del fiore. In altri casi esiste un piccolo batten te o coperchio che si chiude sopra lo stimma non appena il polline viene preleva to da un insetto. ma due rilievi lo mettono in evidenza e guidano la prob oscide succhiante della falena o farfalla in ispezione. Nella Caleana australiana . Il disco porta sulla parte inferiore una sostanza vischiosa che fa presa molto solida nello spazio di pochi minuti. Per ovviare a qu esta possibilità l'orchidea ha un asso nella manica: nello spazio di mezzo minuto il gambo dei pollinii si piega in avanti. come ad esempio nelle Pterostylis. che una volta i botanici li a vevano creduti appartenenti a specie diverse. e non sullo stimma sottostante. Ma i cornetti dei pollin ii si trovano ora in posizione quasi verticale al di sopra della proboscide dell 'insetto. e se questi visita un altro fiore non farà evidentemente che spingere i primi pollinii su quelli nuovi. e da obbligarlo a percorrere il «giro dell'oca» all'interno. chiamate "pollinii". il disco attaccaticcio aderisce alla tro mba succhiante dell'insetto . sebbene nella maggioranza dei casi i due sessi siano portati dallo stesso fiore. avanza e gusta i .che li mettono evidentemente a disagio. il cui colore bianco e il cui forte profumo notturno attirano le falene della notte. o se non altro vengano a contatto del polline. i pollinii vengono soffregati sullo stimma del prossimo fiore visitato. Nell'orchidea purpurea i pollinii cambiano posizione poco dopo essersi fissat i.come nel Cycnoches od "orchidea a collo di cigno". e a volte anche agli occhi. detta «orchidea ad anatra volante».in cui fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta. e possono effettivamente condurli a morte nel caso in cui i pollinii im pediscano loro di arrivare al nettare. In molti casi. C harles Darwin ha notato che si può controllare questo meccanismo sbalorditivo serv endosi di una matita. come si può osservare nell'orchidea purpurea Orchis mascula e nelle specie affini delle Isole Britanniche.di depositarlo sullo stigma. Nella maggior parte delle orchidee l'insetto scende sul segmento fiorale detto l abbro. ad esempio nella "farfalla minore". A volte si vedono insetti con parecchie paia di pollinii attaccate alla tromb a succhiante .o . Il primo baluardo contro l'autofecondazione viene opposto da una struttura detta rostello. a guisa di un infilaaghi dell'epoca vittoriana. i rispettivi fiori maschili e femminili sono tanto diversi tra loro. Quando si hanno i sessi separati. oppure viene versata loro addosso della sostanza vischiosa in seguito a rottura di un minuscolo sacchetto. Nell'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) il dotto lungo e sottile ha un 'apertura molto stretta. e spesso ha una forma molto caratteristica. ed alcune orchidee adottino l'autoimpollinazione quando siano fal liti tutti gli altri mezzi. dove una cerniera alza il labbro in modo da impedire all'insetto di andarsene. Un altro motivo per cui le usanze sessuali delle orchidee risultano tanto intere ssanti è che questi fiori ricorrono a tecniche molto avanzate per evitare l'autoim pollinazione. Nelle Epipactis di palude e specie affini la cerniera si trova al centro del la bbro. gli insetti visitatori vengono trattenuti per un certo tempo dopo essere stati proiettati nel centro del fiore da uno scossone del labbro della «testa d'anatra». Così appo stati. E" il caso di avvertire che il polline tra l'altro viene porta to via di solito in masserelle solide antiurto. Il labbro ritorna alla posizione original e ed è pronto per un nuovo visitatore in mezz'ora circa. Molto spess o essi aderiscono a un disco appiccicoso a mezzo di un rilievo a forma di gambo. La guida accurata è d'importanza vitale perché per operare c on successo i pollinii devono attaccarsi simmetricamente alla tromba dell'insett o.

sospeso ad una vera staffa rigida ad angolo retto e pr ovvisto di uno stretto orifizio a forma di doccia. Abitualmente si osserva una vera processione di api sbronze e dalle ali inzuppate. Talvolta occorrono a un'ape n on meno di 30 minuti prima che riesca a districarsi e scappare all'aperto. Le orchidee Cypripedium. atto a figurare vistosament e accanto alle soluzioni d'ingegneria di Heath Robinson. Però il rostello non oppone più tante difficoltà dopo che sono stati rimossi i pollinii. è il labbro «inventato» da un a Coryanthes centroamericana chiamata "orchidea a secchio". conosciute con il nome di «pianella della Madonna». pure situato presso la base della colonna. dove l'ape viene attirata da un profumo dolce che sembra prometter e nettare.ne sporgono a guisa di cornetti . Le api abitualmente sono di modi bruschi e goffi.si è infossato formando letteralmen te una specie di secchio. l a parte terminale del labbro scatta bruscamente contro il suo addome. Proprio sopra questo orifizio un'altra parte del labbro formata a tondino fa una piega ad angolo retto: sulla superficie inferiore vi sono nicchie contenenti lo stimma e i pollinii. Deve affrontare una breve. che escono faticosamente dal bagno. che sparano i pollinii su qualche parte del corpo degli insetti. hanno u n labbro saccate provvisto di nettare sotto il bordo esterno. e può darsi benissimo che si tratti di un dispositivo appr estato contro le eventualità di autofecondazione. La scena è pronta. Un osservatore vide un giorno ch e un'ape impiegava 45 minuti per portare a termine la sua evasione alla Stanlio e Ollio o da mago Houdini: al momento dell'epilogo non c'era più profumo. Altre orchidee trasformano gli animali impollinatori in altrettanti drogati: ad esempio le Gongora. Il labbro . e le api successive . dov e possono anche raccogliere un liquido aromatico che li ubriaca letteralmente. l'insetto è nel posto ada tto per irrorare lo stimma di polline.che può ra ggiungere il diametro di parecchi centimetri . Altro ingannevole e sconcertante meccanismo è quello apprestato dalle orchidee pen dule Gongora. i Catasetum. I calabroni richiamati dai fiori colorati e molto profumati (pe ndenti sotto la pianta) vengono attirati su un'area di tessuto commestibile. Ma i fianchi sono ripidi e la sola usc ita possibile è data dall'orifizio. e ubriacandole o drogandole i fiori riescono più facilmente a «piegarle ai l oro voleri».possono passare alla svelta.dove un'analoga discesa capitombolante sortisce l'effetto di soffregarli sullo stimma vischioso. di modo che i pollinii vengono collocati o tolti con la massima preci . Ma ha fatto scattare il dispositivo: non appena cerca di decollare. Più in al to sul tondino c'è un paio di ghiandole secernenti gocce di liquido. che finiscono con l'attaccarsi alla testa dell'insetto. al fondo della quale trova i po llinii. t anto da farli cascare nel liquido stesso. Gli insetti devono arrabattarsi indecorosament e per passare attraverso la doccia e il tondino piegato ad angolo retto. oppure depongono sullo stimma quello ammassa to in precedenza. Il mattino dopo il fior e era ancora profumato. solo per accorgersi che non riesce a fare presa sul fiore per la sua superficie levigatissima. Ma le fenestrature traslucide che lasciano passare la luce guidano gli insetti verso la colonna. tr oppo sdrucciolevole e strapiombante. Come al solito c'è u n motivo dietro questo comportamento. L'ape va ora a visitare un altro fiore tenendo i pollinii attaccati al d orso . perc hé il rostello tende a tenerla inchiodata sul posto. La parte posteriore della testa rompe il sa cchetto della sostanza collante. ripida discesa sul dorso lu ngo il pozzetto ricurvo di caduta della colonna. La prima ape che entra in un fiore vergine deve faticare molto per evadere. Il meccanismo più straordinario tra tutti i congeneri. e i movimenti continuati verso l'alto fanno usc ire i pollinii. quando si trova in posizione per mangiare. e l'insett o può soltanto procedere verso l'alto.di cui alcune teoricamente cariche di pollinii di altri fior i . così gli insetti sorpassano lo stimma e le mas se di polline sporgenti sui due lati delle uniche uscite accessibili. accanto alla quale alcuni peli rigidi consentono un appiglio. e così fa cendo raccolgono polline sul dorso. Sul fior e successivo. Sembra che il fiore disponga di un dispositivo che interrompe l'emanazione odoro sa se un'ape impiega troppo tempo ad andarsene.l nettare. le Stanhopea. Le api entrano nel la sacca e si accorgono di non poter uscire dalla parte per cui sono entrate. e nulla avrebbe potuto persuadere l'insetto a tornare nel fiore. o le orchidee collo di cigno.

praticandolo prolungatamente e vi gorosamente. è abbastanza curioso il fatto che in certe specie solo una delle due antenne è sensibile. L'orchidea comunque non è mai del tutto seducente per gli insetti innamorati. La verità forse no n sarebbe piaciuta ai pudibondi biologi vittoriani: l'autoimpollinazione che abb iamo vista è solo l'ultimo ritrovato del mondo delle orchidee. Il l abbro ha dimensioni molto ridotte e funge da trappola e molla di scatto. e le ripetute osser vazioni sono giunte alla conclusione che gli insetti maschi effettuavano l'impol linazione tentando di accoppiarsi con i fiori. a somiglianza dei fari degli aeroporti. petali ridottissimi con antenne simulate. Una volta posato sul labbro dell'orchid ea l'insetto trova le curve giuste. Nei Catasetum il rostello sviluppa due «antenne» funzionanti da grilletti o meccanis mi di scatto. che compongono la confraternita d'orchidee impollinate dalle api in Europa e nelle regioni mediterranee.sione. scatta u n dispositivo a catapulta. Questo odore è così forte che i maschi cercano e trovano fiori a nche avvolti in fogli di carta. l'ingresso ha s pesso aspetto relativamente vivace. Altri indizi suggeriscono invece che essa viene lasciata in pos ti adatti ad attirare api dei due sessi. Forse il metodo d'impollinazione più stravagante è quello adottato dalle Ophrys. Le loro abitudini sono condivise dalle Cryptostylis austra liane. dove le parti fiorali. e forse da un paio d'altre specie. che posson o raccoglierla e radunarla in tasche di tessuto spugnoso situate sulle loro zamp e. spesso c'è una macchia rifrangente che aiuta l'insetto ad «atterrare». che scaglia tutta la massa di polline preceduta dal s uo disco vischioso alla distanza minima di un metro dal fiore. oppure s i verifica va una tipica sovrabbondanza di maschi. a somiglianza di alcuni anim ali che usano identica pratica marcando il loro territorio con le ghiandole odor ifere o l'urina. Effettivamente è nota da molto tempo la somiglianza esistente tra questi fiori e gli insetti. e c'è almeno una specie in cui i maschi preferisco no le orchidee alle loro compagne reali. C'è una teoria che sostiene che l'ape maschio usi questa sostanza oleosa per de limitare il territorio personale di corteggiamento. tuttavia ve ngono visitate alacremente da api. dalle Paragymnomma sudamericane. e questo schizzo piuttosto violento da l a certezza che i pollinii possano attaccarsi saldamente ai visitatori. Toccando anche lievemente uno di questi meccanismi. potendo restare chiuso per una trentina di minuti. Ciò nonostante volano speranzosi da un fiore all'altro . Si è notato che i maschi degli inse tti in causa di solito uscivano dallo stato pupale prima delle femmine. mosche ed insetti affini. sovente anche lobi latera li sul labbro. La sostanza inebriante naturalmente piace molto alle api interessate. Quest e orchidee non hanno nettare. intrecciandosi e sovrappone ndosi. formano un ricettacolo a forma di brocca sormontato da un cappuccio. Ma il richiamo prin cipale per i maschi degli insetti. Nessun altro urto fa scattare la catapulta. Ne sono esempi la Pterostylis falc ata e la Masdevallia muscosa. Sta di fatto che qui s'incontrano piante che si possono definire solo delle pros titute. C'è il fa tto che l'orchidea impollinata dalle api in Inghilterra è in grado di ricorrere al l'autoimpollinazione dopo che lì ha perduto il suo impollinatore animale. somiglianti alle ali ripiegate di un insetto. L'aspetto visivo generale dei fiori è progettato per richiamare i maschi d egli insetti. sebbene i loro organi sessuali siano sufficientemente stimolati. le sporgenze e i peli che lo convincono di a vere trovato effettivamente una femmina e lo inducono a tentare l'accoppiamento . al punto che i maschi li espongono e li sfregano sul fiore compiendo movimenti d'accoppiamento. e si trovano anche punti luccicanti a for ma d'occhio. Come nelle Arisaema. i qu ali infatti non eiaculano. motivo p er cui un'autorità botanica ha avanzato l'ipotesi (nel 1831) che i suoi fiori abbi ano assunto la forma d'insetti per tenere lontani i visitatori. sia per forma che per colore.attività nota con il termine di pseudocopula . Le orchidee Catasetum sono visitate da insetti relati vamente grossi che rosicchiano i fiori. mentre le orchidee tipo pianella della Madon na sono trappole fiorali di tipo leggermente diverso. tale da farli avvicinare ai fiori quanto bast a ad indurli a posarvisi. Alcune orchidee assomigliano notevolmente alle trappole per insetti osservate pr esso le aracee. né sostanze oleose o parti commestibili. è dato da un odore simile a quello emanato dalle femmine della loro specie.

alcune di pendono al completo da una sola specie d'insetto. l'orchidea di norma non ha possibilità d'esistenza nell'area in questione.magari divertendosi . In effetti mi ca pitò una volta di tenere una conferenza su questo particolare argomento.tanto più notevoli in quanto in realtà è molto difficile immaginare le fasi intercorse tra le specie attuali e un'orchidea «capostipite».sui 30 centimetri di diametro . Si è calcolato che un comune fungo commestibile produce circa 16000 milioni di spore. Ogni tanto pare che l'ape s'accorga che non tut to va come dovrebbe. Pur tuttavia l'imitazione della forma e dei peli di un animale e la produzione di em anazioni odorose uguali a quelle delle femmine degli insetti da parte di queste Ophrys. Varia anche la pelosità. LO SCOPO FINALE. L'Orchidea lutea costituisce una curiosa eccezione. mentre le spore delle felci. specialmente presso cert e piante inferiori. a somiglianza delle altre orchidee. ma in tal caso farebbero certo migliori affari se pensassero ad assicurarsi una clientela più variata. Invece queste Ophrys. aveva il diametro di 160 centimetri nella parte più larga e 135 nella p arte più ristretta. per quanto possano essere favorevoli le condizioni climatiche e il terreno. e se questo insetto non è dispon ibile. alcune hanno . devono forse limitarsi a 20000 chilometri . Allora la pseudocopulazione è più prolungata e violenta del sol ito.«spalle» o anche «seni» sporgenti dal labbro. Tuttavia pa re giusto dire che la soluzione particolare trovata dalle orchidee per vivere in un mondo dominato dalla concorrenza è molto vicina a una conclusione suggerita da lla logica".tanto per ricorrere a ter mini antropomorfici . In questo caso s embra che il mimetismo imiti un'ape femmina in riposo su un fiore.una vessia di lupo alta 24 c entimetri. Capitolo 15. e gli esempi più notevoli sono forniti fors e dalle orchidee dette "specchio di Venere". sono chiaramente esemp i notevolissimi dell'adattamento. Queste orchidee hanno labbro di forma e modello assai variabile a seconda dei lo ro specifici compagni di vita sessuale. e per ristabilire l'equilibrio mi sia consenti to di fare un'altra citazione dall'opera "Impollinazione dei fiori" di Proctor e Yeo. e può anche succedere che l'ape morda rabbiosamente il labbro del fiore. Il numero di spore dell'es emplare massimo mai osservato è quasi incalcolabile . perché qualsiasi tratto caratteristico . con la testa rivolta dalla parte opposta alla colonna. for se dotata di profumo e nettare atti a richiamare un'ape adulta. mentre nelle sottospecie si trovano labbra più strette con ciurli di peli che assomigliano esattamente a tafani. E" stato anche calcolato che le spore di vessia potrebbero ven ire diffuse dalle correnti aeree su quasi mezzo milione di chilometri. rappresentano una delle forme più notevoli dell'adattamento evolutivo che mai siano state registrate . che vengono messe in libertà al ritmo di 100 milioni all'o ra. nelle quali la grande chiazza lucen te e rifrangente è tutta orlata di spessi peli bruni o rossicci che si estendono a lle sue «braccia» pronunciate. a conclus ione della quale venni avvicinato da una persona che mi informò di non aver mai ud ito né visto dimostrazione migliore delle sue convinzioni in una «creazione istantan ea». c on le terga sollevate presso gli organi sessuali dell'orchidea.effettuando tentativi d'accoppiamento . mentre una vessia di lupo gigante di medie dimensioni .può produrre fino a 7000 miliardi di spore. Può darsi che queste Ophrys siano delle prostitute. che così affermano: "E" sempre arrischiato dare una spiegazione semplice di qualsiasi parte della bi ologia di una specie o famiglia.influenza e viene influe nzato a sua volta da tanti altri fattori che interagiscono tra loro.e intanto diffond ono polline molto efficacemente. Ha una zona scura in rilievo con due segni azzurrognoli lucenti nel bel mezzo del labbro di colore giallo br illante. alquanto più grosse.quale la produzione dei semi o il meccanismo d'impollinazione . La natura è largamente prodiga di materiale riproduttivo. Gli animali che la visitano si mettono sempre a testa in giù sul fiore. e nell'orchidea corn uta si osserva un paio di sottili cornetti sporgenti di un centimetro e più in pos izione di «spalla».

. La cifra va confrontata con i 10 chilometri in media dei semi aerei del tarass aco, sebbene in occasione di temporali essi possano coprire una distanza di 200 chilometri. La dispersione a lunga distanza in realtà non è necessariamente auspicabile, perché può portare le spore sul mare, o in ambienti inadatti, o lontano dagli animali che l i impollinano, quando esistono. Le spore rappresentano la discendenza tipica della fase asessuata delle piante i nferiori, e vengono diffuse in molti modi diversi. I funghi, come le citate vess ie di lupo, non sono altro che sacchetti i quali a maturazione avvizziscono e sc oppiano, mettendo in libertà il loro carico polverulento. I "geastri" o «astri della terra» hanno due strati, dei quali quello interno forma la sacca sporifera; in ce rte specie viene spinto all'insù quando viene a maturazione in seguito alla rottur a e all'estroflessione dello strato esterno. I funghi lamellati, come quelli nor mali che vediamo in cucina, portano le spore sui lati delle lamelle, dalle quali vengono espulse mediante esplosioni accuratamente calcolate - a circa un decimo di millimetro, distanza condizionata dal modesto scartamento esistente tra una lamella e l'altra, dove vanno a cadere le spore. I funghi coprini hanno lamelle deliquescenti, dove il cappello subisce un graduale processo di «autodigestione» e s i trasforma in un liquido contenente le spore. Le Coppe, funghi a forma di nido d'uccello, rappresentano un gruppetto affascina nte nel quale le spore sono portate in corpi detti peridioli che non mettono in libertà le spore finché non vi siano condizioni adatte. Tra queste il Crucibulum ass omiglia a un cestino dai lati quasi verticali; quando è maturo il coperchio si dis secca e lascia vedere all'interno i peridioli ovaleggianti. Il Cyathus ha forma somigliante ma più aperta, con fianchi lievemente assottigliati. I peridioli sono assicurati da principio a un filo che nel Cyathus può raggiungere anche i 18 centi metri di lunghezza, mentre tutta la coppa ha al massimo due centimetri di diamet ro. Questi funghi hanno scoperto il modo di utilizzare l'energia sviluppata da u na goccia di pioggia. La loro forma è tale che una goccia d'acqua di grandezza e v elocità media viene fatta risalire per il fianco del «nido», e così facendo trascina con sé i peridioli; nel Cyathus vengono portati alla distanza di almeno 60 centimetri , e a volte fino a 200 centimetri. Il filo di ancoraggio si srotola quando il pe ridiolo viene gettato a distanza, pressappoco come si cava un filo da un tessuto a maglia; alla fine si rompe alla base e, appiccicoso com'è, si attacca o si aggr oviglia a qualunque foglia o gambo incontri per strada. Il peridiolo vi resta ad erente finché non si verifichino condizioni favorevoli all'emissione delle spore. Nel fungo Sphaerobolus si ritrova un impressionante meccanismo a catapulta. Le s pore sono riunite a palla e trattenute fintanto che la pallottola forma all'inte rno una coppa a molti strati. Un poco per volta si origina una tensione tra ques ti strati, in modo che il cappello del fungo alla fine rovescia di colpo la part e interna all'esterno, proiettando la pallottola alla distanza di 5 o 6 metri. Molti funghi, ivi compresa la "segale cornuta" - temibile parassita fungino di q uesto cereale - formano gocce di liquido sotto ogni bolo sporifero, da dove spun tano le spore cariche di nettare ad attirare gli insetti incaricati della diffus ione. E" degno di nota il sistema di dispersione delle spore adottato da un gruppo di funghi conosciuti con il termine appropriato di Phalloidaceae, cioè "falloidi". Es si producono spore esterne contenute in una pellicola di muco odorante di feci o di carogna in putrefazione, come nel noto Phallus impudicus, satirone o «corno fe tido», come viene chiamato in varie località. I botanici amano dire pane al pane e v ino al vino, e il nome latino di questa pianta, Phallus impudicus, è molto indovin ato, perché da una massa sotterranea ovale morbida spunta un organo fruttificante dalla forma notevolmente somigliante a un pene umano, formato da una sostanza fr agile alquanto simile al polistirene espanso nell'aspetto esterno. Altrettanto n otevole è la velocità di questa pianta: può spuntare in un'ora e mezza o due. Naturalm ente si tratta dell'espansione di una struttura preformata, come succede in un f ungo, e non di vera e propria crescita. Si forma muco sul cappello conico. Le mosche si radunano attorno a questo appeti toso banchetto esattamente come fanno con i fiori puzzolenti delle aracee o dell e stapelie, divorando il muco con spore e tutto. Le spore attraversano indenni i

l corpo delle mosche e vengono abbandonate come Pollicino «in un'altra parte del b osco». Una mosca può espellere in una sola volta più di 20 milioni di spore! Anche i l umaconi apprezzano il viscido festino e riescono a localizzare un satirone con l 'olfatto alla distanza di 5-6 metri. Una volta eliminato il muco, il fungo emana odore relativamente dolciastro. Altro appartenente a questa tribù e affine al precedente è il Mutinus caninus. Mutin us era uno dei nomi di Priapo, dio del sesso presso gli antichi Romani, e "canin us" si riferisce alla straordinaria rassomiglianza del fungo a un pene di cane, tanto più che lo stretto cappello è di colore rosso. L'odore di questo fungo, sebben e molto meno forte di quello del suo parente già citato, è nauseabondo in modo indes crivibile. Ma esistono anche numerosi parenti nelle regioni tropicali, alcuni dei quali han no un velo perforato sotto il cappello a mò di camicia. Non c'è da sorprendersi che le popolazioni primitive rimanessero colpite dalla rassomiglianza di tali funghi con le loro parti intime e li usassero per i riti di fecondità, in uno dei quali la cenere dei funghi carbonizzati veniva sfregata sulla vagina delle donne steri li. Altre specie imparentate non hanno cappello ma assomigliano piuttosto ad ane moni di mare dagli spessi tentacoli; si annovera tra queste un fungo straordinar io, che un tempo si vedeva con una certa frequenza nei vecchi locali adibiti a s tufa, dove viveva sulla scorza di quercia in fermentazione usata come combustibi le, e ancora segnalato in Inghilterra e in Europa - il Clathrus ruber, dove una sfera cava a traliccio, di colore rosso vivo o rosato, erompe dal rivestimento e sterno. Tra i muschi si nota maggior precisione nella dispersione delle spore, contenute in linde capsule fornite talvolta di coperchietto di squisita fattura. Negli sf agni il coperchio e le spore contenute all'interno vengono espulsi e soffiati lo ntano dalla pressione dell'aria che si sviluppa dentro la capsula man mano che l a metà inferiore si dissecca. L'Andraea è fornita di capsula con fessure che si apro no solo in condizioni di aridità, provvedendo a che le spore vengano emesse solo c on tempo asciutto, in modo che possano restare più facilmente sospese in aria. Le variazioni dell'umidità atmosferica vengono sfruttate da altri muschi, dove la cap sula ha una serie di dentini sotto il coperchio. I cambiamenti d'umidità influisco no sulla tensione interna dei dentini facendoli girare bruscamente, in modo che le spore si riversino con forza all'esterno. Il Polytrichum ha un anello di fore llini nel bordo della capsula su cui posa il coperchio finché le spore sono mature , dopo di che la capsula funziona come una pepaiola e ricorda in modo sensaziona le il meccanismo di dispersione dei semi adottato dai papaveri. Le spore degli equiseti hanno un lungo dispositivo a forma di X, ed esse vi stan no attaccate proprio al centro della X. Quando vengono messe in libertà, i bracci del dispositivo stanno avvolti attorno alla spora, ma si aprono appena si trovan o in aria, perché il cambiamento d'umidità provoca improvvisi mutamenti di forma, at ti ad assicurare notevole mobilità. I vari gradi di tensione derivanti dallo stato asciutto sono utilizzati anche da varie felci, a volte soltanto per aprire le fessure del corpo sporifero, ma nel la Dryopteris per azionare un fascinoso meccanismo di catapulta che ricorda le m acchine da getto usate dagli antichi Romani. Una striscia di cellule speciali si tuata su un lato e sulla sommità della capsula esercita forza tale da far staccare gradualmente dalla base il sommo della capsula contenente le spore. Un improvvi so allentamento della tensione fa scattare ancora in avanti la sommità della capsu la, e le spore vengono gettate fuori. Questo movimento improvviso è causato dalla trasformazione istantanea dell'acqua in vapore nelle cellule speciali. Invece nelle piante superiori si cede il passo ai semi. Il seme ha molte più cellu le della spora, e in generale contiene un embrione con una cappa esterna protett iva. Il grado di sviluppo dell'embrione può variare, ed altrettanto quello del riv estimento esterno; alcuni semi hanno una riserva di nutrimento, mentre altri - a d esempio quelli delle orchidee - ne sono sprovvisti. Certi embrioni d'orchidea hanno inizialmente solo 120 cellule. In certi casi eccezionali, come nel "Ginkgo ", può anche capitare che i semi non vengano nemmeno fecondati prima di cadere dal l'albero genitore. I semi mostrano grandissime variazioni di grandezza. Il più piccolo, sempre tra le

orchidee, ha lunghezza inferiore a 1/4 di millimetro, ed è tanto leggero che ne o ccorrono circa tre milioni per dare un grammo di peso. Semi così piccoli vengono p rodotti spesso in quantità ugualmente incredibili; una sola capsula di "orchideacu lla" (Anguloa) o di "collo di cigno" contiene circa 4 milioni di semi, e il comu ne Cymbidium dei fioristi può averne un milione e mezzo. Semi così polverulenti hann o un'area di dispersione paragonabile per ampiezza alle distanze coperte dalle s pore. Naturalmente i commercianti in semi trovano impresa molto ardua maneggiare semi così minuscoli, o quelli delle begonie e delle calceolarie, per citare solo due gruppi vegetali conosciutissimi, per cui spesso smerciano confezionamenti al l'interno dei quali c'è una bustina con un pizzico di semi a malapena visibile, da l quale tuttavia si può ricavare un'intera serra di piante. All'estremità opposta nella scala di grandezze si trovano piante che producono poc hi grossissimi semi, il massimo dei quali è dato dal cocco delle Seychelles, o coc co doppio. Detto anche cocco di mare, per il fatto che in qualche occasione veni va trasportato per il mondo dalle onde marine - e anticamente spuntava prezzi as tronomici perché lo si riteneva una rarità con doti afrodisiache -, esso è in realtà una palma il cui gigantesco seme può raggiungere la lunghezza di 45 centimetri e supe rare il peso di 30 chilogrammi, e il cui tempo di maturazione supera i dieci ann i. E" notevole per la sua sorprendente rassomiglianza con un bacino femminile, s ia visto di fronte che da tergo; i suoi fiori maschili sono sorretti da uno stre tto spadice ad infiorescenza lungo più di un metro, e pertanto hanno naturalmente un forte simbolismo sessuale. Dal punto di vista tecnico questo seme gigantesco è un frutto, ma è solo una questio ne di terminologia, in quanto tutto il rivestimento esterno della «noce» rinchiude u n solo embrione. Si noti che in questo capitolo userò la parola frutto con maggior e libertà, rispetto al suo senso casalingo di semi incorporati in una massa molto più voluminosa di tessuto commestibile. Il seme più grosso di tipo ortodosso è forse q uello della Mora excelsa dell'America Meridionale, piatto e misurante centimetri 12 per 7. La grandezza del seme non è indicativa del tempo richiesto per maturare. Alcune or chidee impiegano fino a 18 mesi prima che maturi la capsula seminifera. La produ zione dei semi è ovviamente più rapida nelle piante annuali cui è concessa una breve s tagione dalla germinazione alla fioritura e alla produzione dei semi, o nelle pi ante perenni cui le condizioni esterne impongono un periodo brevissimo per cresc ere. Credo che il primato sia detenuto da un esemplare norvegese del ranuncolo a lpino Ranunculus nivalis, fiorito entro cinque giorni dalla sua comparsa dal man to di neve invernale, che produsse semi maturi dopo diciassette giorni. Il gigan tesco cacto messicano Pseudomitrocereus matura i semi entro 27 giorni dalla fior itura. Le piante annue sono progettate per produrre semi e poi morire, ma se vengono po tate anche dopo che è avvenuta la maturazione dei semi, ributtano spesso fiori e r innovano il procedimento; e tutti i buoni giardinieri sanno che capitozzare una pianta è operazione essenziale per tenerla in fiore il più a lungo possibile. Altre piante si dicono invece monocarpiche: crescono per un certo numero di anni, fior iscono e muoiono. Le grandi agavi americane sono state chiamate piante dei cento anni perché si credeva che fiorissero - prima di morire - solo una volta per seco lo; alcune vi impiegano certamente decine d'anni, come la Puya raimondii, una gi gantesca bromeliacea somigliante ma non imparentata con le precedenti. Fioritura e produzione dei semi sono spesso la risorsa finale di una pianta che «s ente» che sta per morire, e i giardinieri approfittano anche di questo fatto per t enere certe piante in vasetti piccolissimi: ad esempio clivie a radici carnose, piante bulbose come ippeastri e nerine. Se si concede a queste piante molto spaz io per mettere radici, non fanno che produrre molte foglie, con scarse probabili tà di fioritura; ma costringendole in spazio limitato, si incoraggia il loro istin to di dare fiori. Spesso le radici asciutte in un dato momento costituiscono un buono stimolo ad avviare la fioritura: è il caso di molti bulbi che spesso hanno u na stagione di riposo asciutta nel loro habitat naturale, o delle lattughe che s i affrettano a fare semi quando vengono costrette all'asciutto. Una volta che una pianta ha fatto i semi, pochi o molti che siano, deve adottare certe misure per distribuirli più lontano che può. Non diversamente dalla fecondazi

one, la dispersione dei semi può essere passiva e casuale o rappresentare invece i l risultato dell'adattamento evolutivo con gli animali. E" interessante osservar e che in molti casi piante a meccanismo d'impollinazione sviluppatissimo - le or chidee ne sono ancora un esempio lampante - possano invece essere prive di dispo sitivi speciali d'adattamento ai fini della dispersione dei semi. I minuscoli se mi delle orchidee vengono sparpagliati al vento, ma in questo caso esiste un mot ivo valido perché possano atterrare vicino al fiore che li ha generati, perché lì hann o la probabilità d'incontrare il fungo senza del quale di norma non possono germin are, come vedremo in seguito. Infatti il vento rappresenta il principale mezzo di diffusione dei semi, alcuni dei quali si sono ridotti ad avere peso e grandezza di spore polverulente e poss ono così coprire grandi distanze. Moltissime piante hanno messo a punto semi alati di vario genere, sebbene la loro autonomia di volo sia spesso limitatissima. Qu esti ritrovati aerodinamici possono essere costituiti da una semplice membrana s u un piano attorno al seme, o da perfezionati alianti come le note samare del fr assino o i semi filanti dell'acero pseudoplatano, che ricordano tanto da vicino i vecchi autogiri. Alcuni semi volanti dispongono di una sola membrana od ala, a volte anche di un dispositivo a biplano; mentre altri, come quelli del Dryobalanops, hanno un ciur lo composto di parecchie alucce per consentire a un seme relativamente grosso e pesante di andarsene planando almeno a una certa distanza dalla pianta genitrice . L'ala più sviluppata appartiene al Centrolobium robustum brasiliano, lunga 17 ce ntimetri, mentre la Cavanillesia, pure del Brasile, ha parecchie ali con diametr o anche di 9 centimetri, disposte sui fianchi dei frutti in modo da conferire lo ro un movimento di rotazione. Le bignonie di solito hanno semi alati opportuname nte confezionati in una lunga capsula o baccello. I semi di certe conifere hanno ali, mentre altri, fatto alquanto strano, restano incorporati in grandi pigne legnose, finché queste letteralmente marciscono o si fanno aprire al fuoco. Le pigne del Pinus attenuata finiscono col restare imprig ionate dalla crescita della corteccia, e non trovano la libertà prima che l'albero non sia morto, caduto e marcito! La pigna a dimensioni massime, a proposito, è qu ella del Pinus coulteri lunga fino a 35 centimetri, che può toccare il peso di un paio di chili. Le scabiose e le statici ricavano dal calice secco piccole membrane pieghettate somiglianti ai volani usati per gioco dai ragazzini, che contengono i semi, ment re molte specie di trifoglio hanno calici rigonfi. Questi dispositivi costituisc ono veri e propri palloni aerostatici, pur ammettendo che molta parte del loro s postamento è fatta di capitomboli e ruzzoloni per terra. La sena vescicolata (Colu tea arborescens) ha grossi baccelli rigonfi, mentre il Cardiospermum è noto anche con il nome di "vite dei palloncini" per i ricettacoli sferici rigonfi dei semi; in tutti e due i casi baccelli e ricettacoli si staccano e vengono portati lont ano. Questi volani ed aerostati sono a metà strada dal paracadute, dispositivo già noto d al tarassaco e dal caprifoglio ma adottato da tutte le altre famiglie vegetali, ivi compreso il leucodendro argentato del SudAfrica, il cui grosso seme dalla te sta piumosa sta appeso a un gambo sottile. Le alternative al paracadute sono rap presentate da piumini di peli sottili come nel lino delle fate alpine, il cui pi umino (tecnicamente una barba) può raggiungere la lunghezza di un metro. Il Myzode ndron, pianta parassita dell'Antartico, possiede un triplice piumino che di fatt o è uno stame molto modificato e può arrivare alla lunghezza di parecchi centimetri, conferendo a queste piante il nome di "vischio piumato". Moltissime piante qual i gli epilobi, la clematide, la valeriana, l'erioforo, il salice e la sala di pa lude hanno semi tenuti per aria da una massa di peli finissimi in grado di sorre ggere i semi - necessariamente piccoli - per chilometri e chilometri sul filo de lle correnti aeree. Piumini e paracadute si rivelano molto più funzionali delle al i ai fini della dispersione. Certe piante semplicemente si sradicano quando fanno i semi, e una volta secche vengono portate dal vento qua e là, disseminando i semi cammin facendo. Nel Libro d'Isaia c'è un cenno alla «cosa che rotola davanti al turbine di vento». Il profeta er a buon osservatore della natura, perché vi sono molte specie di «cose che rotolano», e

simili a meloni di 10 centimetri. Quando si arrestano in una depression e del terreno. che cresce lungo le rive dei fiumi. le freg ate non trovano più una facile fonte di cibo. Un racconto descrive come «alla stagio ne adatta migliaia di.. I semi che vengono portati al mare invece che nei fiumi devono tollerare la sals edine ed avere costituzione assai più robusta per resistere ai disagi e a lunghi p eriodi di galleggiamento. e galleggia fino a quando si dec ompone. L" Hodgsonia heteroclita è una pianta rampicante parente del cetriolo. dove si possono vedere i semi staccati che sbatacchiano rumo rosamente. o sono provvisti di tessuti sugherosi che assicurano il galleggiamento.che gli c onsente di germogliare insediandosi su spiagge aride. I suoi grossi frutti a forma di zucche legnose sono cop erti da un feltro grigiastro che impedisce loro di bagnarsi quando cadono in acq ua. La diffusio ne della specie «noli me tangere» o fiore di vetro introdotta lungo i corsi d'acqua inglesi in questi ultimi decenni. formando grandi masse rotolanti. E" questa probab ilmente la «cosa che rotola» del profeta Isaia. Due specie di Caesalpinia parenti del pisello hanno sem i durissimi come ciottoli che possono galleggiare addirittura per anni senza per dere nulla della loro capacità germinante. La loro superficie sferica e liscia permett e al vento di farli rotolare sulla sabbia. Evidentemente inghiottono allora gra .sono i capi spinosi ch e si spezzano e s'intrecciano. Esso si rompe staccandosi dal gambo..il latte . Molti cardi si comportano allo stesso modo. è un esempio vistoso della facilità di questo meto do. L'acqua costituisce ovviamente un altro mezzo di trasporto dei semi. La tipica pianta ruzzolante ha steli che formano una rozza sfera. Qui le fregate o albatros si nutrono di pesce che abitualmente ottengono con minacce dalle sule. Semi di questo tipo di solito hanno superfici impermeabili o idrofughe. talvolta in fossette superficiali o in spazi aerei all'interno. motivo per cui queste piante sono diffu se in pratica in tutte le regioni tropicali. Il loto indian o ha un capolino seminifero a forma di galleggiante conico con aperture nella su perficie superiore. Il comune cocco è forse il frutto più noto che venga trasp ortato per via marina: non solo ha uno spesso guscio fibroso adatto al galleggia mento. arrivano velocemente sulla pia nura rotolando. Quando le sule a bbandonano le isole dopo che i loro nidiaci sono diventati atti al volo. costringendole a rigettarlo. inoltre la polpa oleosa all'interno riveste i semi in modo che possano galle ggiare indisturbati se cadono in acqua isolatamente. questi globi vegetali. saltando e rimbalzando con grande fracasso. Una «palla di vento» nel senso letterale della parola è data dalla zucca amara o coloq uintide dei deserti dell'Africa Settentrionale e del Vicino Oriente. che quanto a s ecchezza sono sufficientemente duri da permettere alla palla di rotolare al soff io del vento.. In Indonesia ed Australia i capi seminiferi a raggiera de ll'erba Spinifex s'intrecciano assieme formando «palle di vento». come nel giaggiolo tedesco. o contro i cespugli o i sassi.talvolta oss ervata in masse aggrovigliate grandi come i mucchi di fieno ammassati durante la fienagione . Ma il caso più strano di semi galleggianti che raggiungono un luogo per la germina zione è forse quello offerto dalle piante che si ostinano a stare a galla attorno alle isole Cocos. e conteng ono aria. Nella Gundelia tournefortii del Vicino Oriente .una specie di carciofo del povero . ma dispone anche di una speciale riserva nutriente . A maturazio ne i suoi frutti. si staccano dagli steli secc hi e si fanno rinsecchiti e leggeri. L'ispida salsola che si ritrova tanto in America quanto nelle step pe asiatiche (ma è oriunda britannica) è un tipico arbusto ruzzolante .. favoriti da microscopiche formazioni cerose che impe discono loro di affondare. allora i semi eventualmente ancora contenutivi se ne vanno galleggiando ciascuno per proprio conto. che tuttavia presuppone la presenza di un seme galleggiante che non si limit i a germogliare per il semplice fatto che è bagnato. Ma molti semi assai più picc oli si diffondono via mare: ad esempio alcune specie australiane della tribù della "Veronica" a semi piccolissimi hanno colonizzato il Cile grazie alla loro resis tenza al galleggiamento. con spavento per il cavallo e il cavaliere».i botanici attuali le chiamano «piante vaganti a distribuzione anemofila» specialme nte nelle regioni steppose o desertiche. scoppiano e disperdono i semi neri al calore del sole.e non fa meraviglia che questi grovigli siano detti anche «streghe d el vento».

e que lla che porta il seme viene spostata su e giù e tutt'attorno a seconda dei mutamen ti meteorologici.forzano letteralmente i semi n el terreno allungando verso il basso gambi o steli dopo la fioritura. Ciò si verifica nell'Anast atica hierochuntica. che devono certi nomi popolari anglosassoni . e in questo modo bellamente s'insedia. A prima vista può sembrare insoddisfacente il fatto che ci sia una massa di germogl i che spuntano e si fanno concorrenza tutti allo stesso posto. dapprima presso la base dove c'è il seme. Un a volta maturi e secchi si staccano. specie appartenente alla famiglia della senape. né cadono effettivamente in acqua. Si tratta di una piant a a steli sparsi che quando si disseccano si appallottolano come un cestello sfe rico. e a lcune tra queste si possono vedere anche più sotto casa. Tra le pap iùonate questa caratteristica è stata sviluppata nel modo più rilevato. e si trova all'estremità di una «foglia seminale» tubolare o cotiledone. Se il seme tocca terra. ma come arrivano a terra non fanno che rigettar li! La mangrovia è una pianta dei corsi d'acqua e delle riviere marine tropicali. finché approdano in un posto adatto al loro sviluppo. La famiglia ve getale che comprende i piselli ha perfezionato gagliardamente questa caratterist ica: l'arachide ne rappresenta un esempio classico. ed altri frutti aerei c he possono venire portati lontano dal vento. Per queste caratteristich . Alcune piante . Altre piante provvedono in un modo o nell'altro a disseminare i propri semi. Non si tratta di una vera e propri a radice.all'apice del rostro o becco. La Gymnarrhe na del deserto del Negev si assicura il meglio di due ambienti. Molto prima di staccarsi dall'albero que sta pera forma però un lungo germoglio sottile. I cereali selvatici hanno analoghe barbe spinate che provvedono a piantare i sem i con grande rapidità dopo che si sono staccati. e pr oduce un grosso frutto a forma di pera. perché produce una serie di frutti sotterranei resistentissimi alla siccità. A questo pu nto le «code» avvolte a spirale sono diventate abbastanza leggere da venire in aiuto ai semi. ma esempi del genere si ritr ovano in parecchie famiglie che non hanno tra loro alcun vincolo di parentela. e comincia a crescere una mangrovia nuova. e i nfine . I «becchi di cicogna» più lunghi sono quel li dell'Erodium gruinum delle regioni mediterranee. l'ipocotilo ispessito si affonda come un pugnale nel fango sottostante. Proprio sotto i l punto dal quale esce dal frutto c'è un anello di cellule che si rompono e lascia no cadere il frutto quando l'ipocotilo ha raggiunto un peso sufficiente. questi movimenti sono tali da infilare il seme nel terreno: i peli rigidi di cui è fornito fanno venire in mente le barb e direzionali della cocca d'una freccia. che danno loro l'impress ione di fare una bella mangiata.alla presenza di un lungo filamento o barba su cias cun seme. come l'erodio selvatico e il geranio ad esso affine. che a maturazione si raggruppa formando una massa a forma di becco. che toccano i 5 centimetri.girandosi mentre si staccano . becco di cicogna . mentre con l'umidità si aprono ed emettono i semi. dove anzi germoglia. e la lunga barba della stipa pinn ata opera anche come la manopola di un trapano sull'estremità del seme avvolta a s pirale. In realtà molti semi non effettuano un vero sbarco. in linguaggio tecnico si dice ipocotilo. e allora la «pera» galleggiante consente ai semi di venire traspor tati dalle correnti. Nel caso delle piante che vivono in condizioni di vera aridità è naturalmente molto importante che i semi vengano emessi solo quando piove. con riferimento a una leggenda che vuole che tutte le piante sbocciassero e fiorissero alla nascita di Cristo. un poco più spesso all'estremità inferiore.ndi quantità di semi galleggianti somiglianti ai piselli. e perciò non è facile cavarlo da terra una volta che vi è arrivato. spesso chia mata anche rosa di Gerico. All'estremità superi ore le foglie si spiegano alla base. ma nel caso parti colare delle piante dei deserti serve a mantenere le colonie vegetali nelle cond izioni più favorevoli di crescita in regioni abitualmente inospitali. ma non offrono alcuna resistenza al la siccità. finché cioè ha una lunghezza di circa 50 centimetri e d iametro di 3 centimetri.becco d'airone. si formano le radici. La coda è sensibilissima ai cambiamenti d'umidità. perché possano vagare portati dal vento. Se tutt o procede senza inconvenienti.una trentina di specie in tutto . Questo germoglio cresce per un periodo var iabile da sette a nove mesi. perché le mangrovie sono piante di località soggette all'az ione delle maree. alla fine si posano in mezzo ai detriti o ad altre piante.

di modo che i germogli spuntati possono perire.altro dispositivo igroscopico. Un gruppo di piante (Hyme nogyne) si è spinto oltre la fase del complesso meccanismo d'ingegneria necessario per far funzionare queste capsule simmetriche. che t uttavia può essere di breve durata e venire seguito da un periodo di grande calore . e lo stesso accade con qualche altra specie vegetale. in modo che non avvengano altri spostamenti quando inizia la germinazione. I semi vengono rovesciati fuori in massa o. Col tempo asciutto stanno chiuse in modo assolutamente ermetico. anche a distanza di qualche metro. Moltissime piante hanno capsule. L'erba cornetta ha un mazz . Ma questo è solo il principio. piante grasse sudafricane molto ricche d'umore. un labbro del calice è spesso disteso per funzionare da leva sotto l'azione di una goccia di pioggia. le paret i delle cellule sono provviste di fori attraverso i quali entra l'acqua ed escon o alla fine le radici. e in un gruppo (Apatesia) alcuni semi si formano in cavità speciali discoste dalle valve principali che producono i semi. oltre al trasporto effettuato occasionalmente dai rovesci d'acq ua piovana. gli steli s i curvano in fuori e in basso. I pochi semi rimasti nelle cap sule vi stanno finché l'involucro si rompe. Non ogni seme viene dilavato all'esterno. ma i semi vi restano imprigionati. esercita una spinta sulla poca acqua contenutavi fin da prima. di solito l'anno successivo a quello in cui si è staccato i l seme. Quando i semi cominciano a maturare. Certi semi trasudano sostanza mucillaginosa quando vengono bagnati. ne sono un esempio class ico. prescindendo dalla loro capacità di aprirsi e chiudersi. con il loro anello di fori d'uscita tutto attorno al bordo superiore del capolino seminale. formano caps ule seminifere bellissime i cui intrecci somigliano quasi a quelle bocce cinesi contenute all'interno di altre sfere più grandi. questo accor gimento li fa aderire al suolo non appena ne vengono a contatto. La maggior parte dei semi vien e dilavata via con grande facilità in occasione di un acquazzone improvviso. pare probabile che certe specie vengano trasportate dai fiumi. ce n'è sempre qualcuno situato in posizi one tale che difficilmente potrà venire espulso. quando una goccia di pioggia colpisce una delle valve . a somiglianza di quanto succede nel piccolo fungo Cyathus già descritto. Comun que le specie di massima distribuzione si ritrovano nelle regioni più piovose. I Mesembryanthemum. Varie specie hann o perfezionato in diversi modi ingegnosi questa applicazione dell'idrodinamica. La pianta è ora arrotolata a palla ed è presto portata via dal vento. ma l'umidità fa aprire le loro valve raggiate come una stella . spingendosi raso terra quanto basta a liberare le radici dal terreno asciutto. Queste si staccano ben presto. che si aprono a ma turazione del seme. invece. Le «pepaiole» o i «turiboli» dei papaveri. più tipicamente. facendola schiz zare fuori assieme ai semi.e la pianta viene spesso venduta come una curiosità sotto il nome di "pianta della Risurrezione". man mano che il capolino seminale viene scosso dal soffiare de l vento. così che finiscono con il germogliare in un periodo di pioggia come la maggior parte dei semi. per cui non hanno probabilità di venire gettati all'esterno. carpelli e così via. L'umidità ha una sua funzione anche nel caso della piantaggine di Creta. Tra le crocifere parenti del comune crescione si trovano specie dotate di baccel li orizzontali che funzionano come leve per scagliare lontano i semi quando sono colpiti da una goccia di pioggia: un tiro di 80 centimetri è stato segnalato nell a tlaspide fogliosa. una delle quali è una Selaginella. Naturalmente sono tutte piante morte. comportandosi come una pianta rotolante. Questo accorgi mento sembra ispirato da una tattica prudenziale. ed ha riunito tutti i semi su un cilindro circolare. I semi di certe piante grasse dette «pietre vive» (Lithops) contengono una sacca d'aria che permette loro di galleggiare per parecchi giorni. baccelli. La cap sula aperta è congegnata in modo che. A volte la rosa di Gerico viene divelta dal suolo ad opera del vento. u n po'"alla volta. Molti semi sono mossi dall'acqua piovana che scorre sulla superficie del suolo: ciò accade diffusamente nei deserti dove i rari violenti acquazzoni possono origin are fiumane ed allagamenti temporanei. dove essi se ne stanno rinchiusi in strette strutture a sca tola. mentre ad esemp io nella specie di salvia Salvia lyrata si registrano casi in cui i semi sono st ati gettati fino a due metri di distanza. e sono in grado di diffondere largamente i semi. e può lette ralmente farla uscire da terra. Presso i lamii.

Nella loro forma più elementare ess i sono costituiti da grosse spine acutissime sporgenti dai semi e destinate ad i nfilzarsi nelle zampe degli animali. o ginestrone. cioè sotto forma di semi attaccati alle loro zampe. ai peli o al piumaggio degli animali. il Tribulus. Gli uccelli sovente rappresentano un fattore importante per il «r imboschimento» delle isole: ad esempio 35 piante superiori possono essere arrivate all'isola di Macquarie. i n quanto molto spesso non si tratta di dispositivi semplici. La ginestra spinosa. I parenti tropicali dei piselli s coppiettano come un fuoco di fucileria quando fanno scoppiare i loro grossi bacc elli. La Trapella cinese ne è una versione acquatica. solo a b ordo di uccelli. che trasportano i frutti attaccati alle penne. Un ordi gno di particolare cattiveria si ritrova in certe piante del Madagascar note con il nome di "alberi uncinanti". e si trovano incorporati nei sem i stessi che frantumano la capsula. hanno prolungati ganci ricurvi adatti a trovare appigl io nella lana delle pecore.è rappresentata dai congegni di diffusione per calpestamento. per trafiggere gli zoccoli d ei cavalli della cavalleria nemica. e funziona con p articolare efficacia quando il piede è una zampa d'uccello. L'innovazione più sgradita attuata dalla natura in questo senso . 950 chilometri a sudovest della Nuova Zelanda. ma non si sa ancora con certezza se gli uncini le servano per attaccarsi ad animali ac quatici. Le capsule dei semi sono coperte di uncini a mol la che s'intersecano e lasciano affondare lo zoccolo di una gazzella. come se fossero elastici. Uno ce n'è. L'albero Pisonia grandis viene largamente di ffuso da uccelli marini grandi volatori. lu nghe circa 15 centimetri. perché allora può coprire grandi distanze. I semi delle erbe forniscono esempi notevoli a questo riguardo. ed i frutti maturi scoppiano torcendosi in parecchi cordoni di forma speciale al minimo tocco. che a volte si trovano in vendita a titolo di curiosità vegetale. magari con corredo di barbe di contenzione identiche a quelle di un ra mpone eschimese. e diffondono i semi ricorrendo alle esplosioni. è un esempio comune di que sto fatto: quando il baccello è secco si spacca di colpo in due parti e si ripiega a spirale gettando i semi in varie direzioni. Il trasporto ad opera di animali contribuisce a diffondere i semi assieme all'ac qua e al vento: nelle sue forme più elementari si effettua quando semi caduti per terra vengono prelevati da un piede o da uno zoccolo infangato. L'acanto fornisce all'esplosione della capsula energia supplementare grazie a un a vera e propria fionda in sembianza di struttura rigida a gancio. le piante superiori dispongono di meccanismi ad imbracatura: ne ll'acetosella gli strati di cellule a tensione speciale forniscono l'energia qua ndo vengono attivati. Analoghe abitudini hanno molte piante di balsamo . Moltissimi semi si attaccano prontamente alla pelliccia. perché sono provvisti di uncini. di barbe o di una copertura di fin issime setole.un dispositivo di fe rro a quattro punte costruito in modo che una punta fosse sempre rivolta verso l 'alto.monopolizzata la rgamente dalle due famiglie delle Pedaliacee e delle Martyniacee . sporgente dal la divisione centrale del frutto. o piuttosto ad ancorare i semi nel fango. ma poi inf ilano le punte aguzze sempre più profondamente nei nodelli dell'animale quanto più q uesti cerca di scuotersi di dosso quelle dolorose appendici. Come nella felce Dryopte ris già descritta. I dispositivi descritti finora sono sostanzialmente passivi. Nella maggior parte dei casi l'esplosione dipende dalla tensione formatasi nelle strutture seminifere m an mano che maturano e seccano. La capsula esplode con uno scoppio rumoroso ed . Tra gli esemplari più grossi di frutti o semi che «chiedono un pass aggio» aggrappandosi a una specie animale. Molte piante però hanno escogitato apparecchi p iù attivi. o di frutti a gganciati o appiccicati alle piume. in qualunque modo venisse gettato per terra.etto di follicoli simili a baccelli che si aprono all'estremità superiore e funzio nano con lo stesso metodo «a scuotimento».una è chiamata anche «noli me tan gere» ("non mi toccare") o fiore di vetro. che in volgare ha il termine appropriato di tribolo e danneggia spesso le zampe delle pecore. C'è un gruppo di frutti foggiati a somiglianz a del «piede di corvo» usato a scopi bellici nei tempi andati . a somiglianza di molte altre leguminose che producono baccelli duri. vanno citate le capsule delle Proboscid ee americane. ma di doppi o tripl i uncini. per quanto ingegnos o possa essere il loro meccanismo.

che è detta anche spolverino perché un tempo serviva come barattolo della polvere usata per asciugare l'inchiostro: si frantuma in pezzi spigolosi. possono trasportar li a grandi distanze. Man mano che il frutto m atura. Insomma. e svolgono un'azione dispe rdente di particolare importanza. oppure vi restino appes i.che ricorda un po'"la forma di un tappo . a parità di peso. di sapore acre o nauseabondo. mentre con i semi più esplosivi l'agente finale che fa scattare il dispositivo è i l sole caldo che compie le ultime operazioni di essiccazione e caricamento per l o sparo. Scopo di questa polpa è di richiamare gli animali. Tuttavia il cocomero asinino dei Paesi mediterranei e alcune zucche imparentate delle regioni tropicali preferiscono emettere silenziosamente i loro semi. In certe liane tropicali . e così riescono ad attirare meglio l'attenzione degli uccelli. Il frutto polposo più grosso tra l'altro è quello dell'artocarpo o albero del pane. I frutti hanno messo a punto odori e sapori appropriati alle specie che li mang iano: così i frutti destinati ai pipistrelli sono probabilmente quelli che sanno d i rancido o di muffa.succede ta lvolta che i semi vengano proiettati fuori dagli arilli.di solito assieme agli escrem enti che forniscono una ricca scorta di fertilizzante per l'inizio della germina zione. e i tessuti all'estremità del gambo s'indeboliscono. detta anche «albero spolverino» o «gong del le scimmie». Il tasso nostrano e frutti tropicali quali i lici e i mangostini hanno arilli ch e sono immediatamente accessibili nei primi. Molto spesso que .i ganci provvedono a mandare in una direzione precisa i semi lunghi 3 centimetr i. Il co comero asinino ha fiorellini gialli e foglie somiglianti a quelli del cetriolo. Talvolta i frutti sono incredibilmente dolci. ed una bacca è stata battezzata con il nome divertente di «bacca alla saccarina» grazie alla presenza di una proteina che. e così facendo disperderanno i semi. come la capsula dei semi. perché i frutti in causa sono spesso trascurati dagli uccelli che pure si nutrono di frutta. Questo processo si potrebbe definire di dispersione attraverso i rifiuti. hanno seguito un metodo analogo alla combinazione attuata tra fiori ed animali impollinatori.di allentarsi.possono sembrarci sgradevoli.scimmie comprese . Alcuni semi hanno accessori detti arilli. I pipistrelli sono grandi divoratori di molti tipi di frutta. Tra i distributori di semi più rumorosi va annoverata la Hura crepitans. i semi p ossono venire sparati a 7-8 metri di distanza. una piant a tropicale della famiglia delle euforbie. In quest'ultimo caso è lo stato di maturità o il tocco a far sparare il mortaio natu rale del cocomero asinino. che può pesare più di 30 chili. lunga fino a 8 centimetri e solc ata da numerose nervature. I semi di solito contengono una riserva nutritizia per sopperire alle esigenze d el germoglio nelle prime fasi di crescita. nonché semi spessissimo molto duri e resistenti alla masticazione. la massa di semi all'interno si gonfia. o maga ri a un uovo verde irsuto pendente da un gambo ricurvo.ad esempio nelle Connaracee . Mentre i l tappo si stacca. Alcuni frutti non vengono subito riconosciuti come buoni da mangiare per l'uomo. sia pure con minore precisione. consentendo all'estremità del picciòlo del frutto . risulta 300 volte più dolce dello zu cchero. Altri frut ti mangiati dagli animali . così molti parenti tropicali dei nostri piselli hanno baccelli coriacei ma nutrie nti. Il tocco è sufficiente anche in varie specie di balsamo . talvolta da un'isola all'altra. Anche nei frutti troviamo spesso una riserva alimentare di genere diverso. Secondo un autorevole botanico. di solito carnosi e commestibili. in cui sono incorporati i semi: la polpa. o più spesso li ingeriranno e li elimineranno dopo a verli fatti passare per il loro canale digerente . che vengono proiettati anche a distanza di 9-10 metri. Essa si stacca del tutto quando il pe so del frutto basta a tale scopo. o quando viene toccata da un animale. che mangeranno il frutto. e circondati da una buccia esterna nei secondi. inve ce di una massa esterna di sostanza mangereccia come nelle prugne o nelle mele. schizzando in un fiotto violento attraverso il cocchiume la mucillagine amara che contiene i semi. mentre i frutti lunghi 5 centimetri somigliano a goffi cetriolini pelosi. I semi lunghi fino a 2 centimetri possono venire scagliati fino alla distanza di 14 metri. lo strato di cellule in tensione si espande e comprime improv visamente il frutto.

Il dottor Corner mi perdonerà se lo cito un'altra volta. mentre formi che e scarabei ripuliscono i resti per terra". le f ormiche trasportano i semi nei loro formicai sotterranei o superficiali. Esistono frutti arillati in versioni speciali quando i semi debbano venire dispe rsi ad opera delle formiche. orsi e scoiattoli mangiano i frutti dall' albero. in rosso o in arancio. Dopo avere divorato la polpa. scimmie. Questi frutti oleosi che attirano gli animali carnivori aumentano il numero di a . ed è una gross a zucca dai semi colorati vivacemente in tinta cremisi. Quando gli animali arrivano alla polpa dei frutti. Ciò dipende dalla natura oleosa dei frutti. si trovano pi ante che li imitano e producono semi aventi identici colori caratteristici. cervi. ma l'arillo proprio attorno ai semi è inodoro e h a gusto deliziosissimo. e certi uccelli sudamericani sono detti appunto «uccelli dell'olio» per analoghi gu sti alimentari. sebbene al cuni semi vengano espulsi in seguito assieme alle feci di grossi animali quali e lefanti e rinoceronti. Un numero sufficie nte di rampolli si fa strada verso l'alto per godere alfine della luce. e gli uomini che ab itano nella giungla. e spes so aderente. dove comincia subito a germogliare. con spiace voli conseguenze per gli indigeni. la maggioranza dei semi resta nelle immediate vicinanze d ell'albero progenitore. il cui arillo è detto anche «stecca» e viene mangiato dai colombi carpofagi. e faceva divieto a chiunque di co ltivarne fuori di aree determinate sotto il controllo della compagnia stessa. caratteristica che induce a mangiar li tanto i carnivori quanto gli erbivori. I cicla mini ne forniscono un esempio. finora p rerogativa dell'albero che li ha generati. che si radunano per fare la prima scelta. dove le condizioni restano inalterate per tutto l'anno. ma s pesso durissimi ed immangiabili. fognatura e gas di carbone» secondo Corner. In certe regioni dove molte specie vegetali hanno frutti arillati. cinghiali. Ma i colombi carpofagi la diffusero fuori degli appezzamenti riservati. Il desiderio originario della Compagnia delle Indie Orientali era quello di acc aparrarsi tutto il mercato della noce moscata. In Malesia l'odore degli alberi in frutt o nella foresta attira gli elefanti. "Di solito i frutti si staccano quando maturano e si spiaccicano a terra. Uno è il frutto della noce moscata. l'orangutang è l'anfitrione dominante a Sumatra e nel Borneo. tapiri. rinoceronti. corvi e gazze mangiano olive. mentre zibetti e scoiattoli delle palme divorano le noci della palma da olio. a rrivano quindi tigri. Due frutti arillati sono particolarmente degni di nota. Avrete notato che i frutti del durian richiamano un'ampia gamma di specie animal i. Ci si accorge di questi imbrogli nei posti dove si trovano molte piante a bacche commestibili. dove l'aroma di frutto si unisce a un sapore cremoso ind escrivibile. Cani e gatti selvaggi. La polpa esterna della buccia del durian odora di «miscuglio di cipolle. e anche i semi poss ono essere a tinte vistose o in bicromìe brillanti come bianco e rosso. spaccandosi a maturazione: la rappresentazione di massimo effetto è opera della Mo mordica charantia. dove l a polpa si guasta in un paio di giorni. e attivi agenti di diffusione dei semi. che e sercita un richiamo speciale per le formiche.sti frutti sono colorati vivacemente. reso ancor più ingegnoso dal modo con cui il gambo fiorale si avvolge come una molla verso il basso finché la capsula contente i semi non sia arrivata proprio a livello del suolo. detta eleosoma. Questa immediatezza è un'altra caratteristica degli alberi relativamente primitivi della foresta tropi cale. ma egli inse risce brillantemente questo frutto nel contesto del suo ambiente tropicale. normalmente oleosa e contenente acidi grassi. sul cui terreno germogliavano semi non richie sti. Gibboni. o nero e g iallo. che cresce diffusamente nelle regioni tropicali. Le scimmie sono notevoli divoratrici di semi. e basta ad assicurare il rinnovamento della foresta in condizioni naturali. In realtà questa commestibilità non giova eccessivamente al durian. staccano facilmente an che i semi. con polpa arancione. Questi hanno una parte commestibile polposa. I poponi possono inscenare uno spettacolo di grande attrazione per gli animali. Queste del resto sono apprezzate anche dagli avvoltoi. i gatti selvaggi e i giaguari cercano i frutti caduti di avocado.

Dal punto di vista del frutto. Occasionalmente più di una specie animale partecipa al ciclo di diffusione. possono venir mangiati anche i noccioli di ciliegia e di prugna. sebbene la cosa sembri più che probabile. segnatamente la ghiandaia. acidi e tannini. come del resto succede con tutti i semi. è naturalmente opportuno che non venga mangiato pri ma che siano maturi i semi.che certamente ingeriscono piccoli semi con il terriccio e li portano sotto terra . faggi. I verdoni prendono parte all'operazione. e tutta la roba che buttan o giù dall'alto?». Le noci non si prestano a venire mangiate: la loro dura parte esterna.utile a scopi mimetici . un cespuglio da giardino.possono venir mangiati dagli uccelli. e così danno origine a boschetti e ciuffi d'alberi che compaiono nei posti più imprevedibili. quando non vengono buttati d opo mangiata la polpa. noccioli. Tuttavia non si sa p er certo se i semi inghiottiti dai pesci vengano poi eliminati intatti. dopo di che i pesci vengono mangiati dalle cicogne. ma ricordano anche i vecchi legami dei tempi and ati con i rettili. Il sapore amaro . e i semi riappaiono quando vengono espulsi dall'animale che ha mangiato i vermi.nimali diffusori inconsapevoli. Il cincillà si ritrova allo stato libero solo dove crescono i frutti di algorabilla. si segnalano tonni che inghiottono i frutti somiglianti alle olive della Po sidonia.ultimamente hanno preso gusto ai frutti acerbi. mentre invece i frutti acerbi hanno colore verde . Anche i pesci indubbiamente mangiano molti semi. e sempre quelli tipicamente ole osi. Certe piante. e Darwin ha segnalato che i pesci inghiottono avidamente i semi di piante che cre scono sulle rive dei fiumi come il miglio. del ginkgo e di altre antiche gimnosperme. Querce. sebbene abitualmente lascino in pace i frutti acerbi. come vanno in cessantemente in cerca di cibo dall'alba al tramonto. I tapiri sotterrano i semi di un'araucaria dell'Amazzonia. e i semi germogliano una volta espulsi da questi uccelli. vengono mangiate abitualmente dagli uccelli con polpa e tutto. o immangiabile. quando questi ingerivano e diffondevano semi quali quelli del le cycadine. attorno a lla polpa che tanto ci piace. Anche numerosi uccelli accumulano noci. prodotto spesso da alcaloidi. pini ed araucarie sono altrettanti esempi di p iante diffuse da animali con tendenza a nascondere le provviste. e se li papp ano al completo con i semi. topi. che consente a buona parte dei semi di venir espulsi i nalterati. Osservazioni effettuate dai tedeschi hanno fissato sulle 4600 ghiande la media nascosta da og ni singola ghiandaia in una sola stagione volando a volte fino alla distanza di .alme no quelli inglesi . criceti ed istrici. mentre i semi duri vengono espulsi in seguito. Avete mai visto le scimmie. e la natura accetta una percentuale di perdite. Così pure i vermi . una delle poche piante marine che producano fiori. Le bacche rosse del mezereo. possano passare attraverso gli intestini di un uccello. Il du rian possiede uno spesso rivestimento esterno di aculei. In questo modo semi assolutamente immangiabili come quelli dei Me sembryanthemum del deserto vengono inaspettatamente espulsi e diffusi dagli stru zzi. Le tinte rosse e purpuree del frutto maturo s'imprim ono nella mente degli animali. viene frantumata con difficoltà da molte specie anim ali. di modo che ora è molto più infrequente di un tempo trov are bacche mature sulle piante da giardino. marsupiali.e sono amari. come il biancospino. salvo poi dimenticarsi dei loro nascondigli alimentari. sorci. Si sono scoperti rettili fossili con molti semi ancora intatti nello stomaco. Per fortuna molti animali che mangiano noci hanno l'istinto di ammassare scorte. I frutti cilindrici della Monstera deliciosa p rima della maturazione contengono frammenti aguzzi come pezzetti di vetro. Anche da noi sono noti i disastri che possono combinare gli scoia ttoli. bruchi ed api troppo curiose. fidando nel modo frettoloso di mangiare di molti uccelli od animali. talvolta anche spinosi. Si capisce abbastanza facilmente come semi durissimi tipo quelli del mezereo. corazzato. noci. Ciò nonostante in date occasioni la natura sembra prendere qualche cantonata al ri guardo. Entra ancora in scena i l dottor Corner: «Un giovane frutto non ha possibilità di sopravvivenza se non è ben m imetizzato. Purtroppo i verdoni . contengono nella polpa del frutto molti piccolissimi semi. tra i quali son o compresi scoiattoli. a volte questo procedimento assicura addirittura la felice germogliaz ione del seme. o del tasso. castagni. nascondendo molta parte di qu anto raccolgono. Tuttavia molti animali le mangiano. giova a tenere lontani maggioli ni.

Va rilevato anche che in molti casi possono intervenire vari meccanismi. Un grosso fico alla fine si trovò attorniato da 14 piante avventizie. Il picchio della California nasconde le noci di pecan infilandole nelle fenditure della corteccia degli alberi: questa pratica non giova molto ai semi interessati. Semi e spore. In ques ti casi i germogli spuntano. di cui si darà descrizione in sede appropri ata al capitolo 23. N.4 chilometri.forse uno su un milione. come gli spicchi d'arancia.e nella comune calendula selvatica anc he tre . basta a perpetuare la specie. L'evoluzione ha perfezionato i semi rendendoli atti a resistere al freddo e alla siccità. finché l'età o il caso consentono alla luce di arrivare fino a loro: allora crescono tutti in sieme. Ridl ey. C erte parenti delle margherite hanno due . e dando loro piccole dimensioni per consentire agli alberi di crescere lontano dalla fo resta tropicale. all'epoca in cui dirigeva l'Orto Botanico degli Stabilimenti degli Stretti i n Malesia. A questo punto interviene l'aguti con il suo istinto di nasco ndere roba. o «noli me tangere». circa metà dei qu ali sono portati da frutti commestibili come il durian di cui già si è detto. Sempre parlando di noci. Quando maturano i semi. in una capsula rotonda for nita di coperchio. una pa rente tropicale delle nostre ortiche. I semi dell'Ag ropyrum junceiforme. e poi mossi sovente lungo le coste dal gioco delle correnti operanti al la rgo. dei grossi animali e delle formiche. Ad esempio la Mora excelsa ha g rossi semi piatti che non rotolano né si possono diffondere in altro modo. dell'ac qua. senza ricevere alcun danno da parte dell'animale. dovranno affrontare rischi imme nsi. cui non è concessa la scelta del post o e delle condizioni in cui dovranno insediarsi. I semi del fiore di vetro. Tra i metodi più specializzati per la dispersione dei semi si ann overano quelli delle piante parassite. la noce viene sparata via da uno scoppio. e mostrano di possedere accentuate tendenze evolutive. e i più forti e meglio piazzati vincono la corsa alla luce. La Fedia cornucopiae.diversi tipi di flosculi. dove si trovano fino a due dozzine di noci confezio nate quasi perfettamente. o gramigna degli arenili. La diffusione operata dagli animali può sortire risultati stupefacenti. H. I semi più pri mitivi sono quelli degli alberi nelle foreste piovose tropicali. roditori e formiche. . pro duce frutti di tre tipi diversi che si disperdono con l'aiuto del vento. ma molti vengono poi rubati e sotterrati dai roditori. mentre vento e pioggia trasportano i semi rimasti allo scoperto. e quelli esterni senza pappo. quelli tipicamente interni con un pappo piumo so per la dispersione per via aerea. e cadendo a una certa distanza dall'albero. Se un uccello od altro anima le becca o morde questi lobi polposi. Nella maggior parte dei casi si osservano anche la consueta sovrapproduzione e g li sperperi vigenti in natura. ma restano in fase di sviluppo ritardato. e in seguito possono venire trasportati più lontano dall'acqua.pesante fino a 2 chili . che si stacca quando il frutto . le cui proprietà consolidanti posso no originare la formazione di dune costiere. e i cu i semi restano per lo più ai piedi dell'albero progenitore quando gli animali che divorano la polpa hanno fatto a pezzi il frutto. In alcune piante lo stesso capo fiorale può elaborare dispositivi assai variati. scriveva che vari alberi del giardino finivano con il venire circonda ti da una schiera d'altre piante.si fracassa al suolo. Invece una capsula di noci che non si spacchi cadendo a terra può restare intatta sul posto per anni ed anni prima di marcire mettendo in libertà le noci. vengono espulsi da un meccanismo a esplosio ne. Si noterà che i meccanismi di dispersione dei semi e gli animali associati formano un complesso altrettanto specializzato di quelli osservati a proposito dell'imp ollinazione. che ha parte cospicua ai fini della dispersione. i lobi fiorali si rigonfiano verso l'alto e diventano dolci e sugosi. che restano m olto più a lungo nel capo fiorale e vengono scossi all'esterno tutto attorno alla pianta genitrice. il caso più straordinario è quello che riguarda la noce del Brasile e le specie affini. Certi semi riescono a non farsi mangiare: è il caso della Sloetia streblus. Ma se una piccola percentuale dei semi . piantina delle regioni mediterranee.riesce a germogliare felicemente. portatevi in forma di semi principalmente da u ccelli ed anche da scoiattoli. per le or chidee . vengono prima portati in giro dal v ento. I frutti di cacto possono venire mangiati da uccelli.

e se ciascuna di queste producesse a sua volta spore che andassero anch'esse tutte a buon fine. nelle quali viene spesso immagazzinata la riserva nutritizia. muschio. dotata di scarsissima riserv a nutritizia. e in realtà sono fatti solo di poche cellule non differenziate.un periodo in cui questi disseminuli. ma la germinazione e lo sviluppo delle orchidee dipendono dall'associazione con un fungo . Ma di solito è presente qua lche tipo di pianta embrionale: si può osservare l'inizio tipico della radice e de l germoglio accanto alle foglie seminali o cotiledoni.Capitolo 16. può anzi trattarsi di un periodo molto lungo. che nei cere ali e in molte leguminose può corrispondere al 90% del peso del seme. In qu esto modo il cocco può insediarsi in posti forniti di pochissima acqua dolce. e i semi dipendono spesso da c erti fattori esterni per poter germogliare. che un po'"per volta passa alla fase vegetale successiva.come vedremo in segui to -. felce o fungo. che non vengono meno pr ima che abbia funzionato il meccanismo scatenante della germinazione: i semi son o praticamente incongelabili. riescono in qualche modo (casuale o sofisticato) a trovare un posto dove insediarsi definitivamente. Ciò si de ve al loro contenuto d'acqua estremamente basso. Una semplice spora di alga. Prima di germogliare i semi non hanno in pratica nessuna attività interna. questi sem i si possono paragonare a un feto di mammifero. nessuno dei quali ha probabilità di verificarsi in natura. dove le radici con foglie e stelo embrionali mostrano già il modello di quella che sarà la pianta adulta. ed è possibile estrarne l'acqua di solito solamente con metodi artificiali. Il periodo intercorrente tra la produzione dei semi e la germinazione non è propri o tutto dedicato alla diffusione e alla ricerca di condizioni adatte per germogl iare. perché magari non è stato nemmeno fecondato quando è caduto dall'albero. per cui si tratta di un caso speciale. mentre gli animali . mentre essa rappresenta di fatto uno stadio intermedio tra una pian ta adulta e un'altra . Qui avviene la nascita o la germinazione. emette una sottile escrescenza cava non particolarmente differenzi ata. Nella maggior parte dei casi questi intervalli e i «meccanismi d'avviamento» esterni s'incaricano di assicurare la germi nazione al momento giusto. ne risulterebbero tante che. Anche nel caso di semi abbastanza piccoli. messe i n fila. quali la bollitura o il vuoto spinto. Alcuni possono ritenere che la produzione effettiva di semi o spore sia in realtà una nascita. LA NASCITA. e garantirgl i l'autosufficienza per parecchie settimane. la riserva alimentare permette all'embrione di svilupparsi senza alcun aiuto per alcuni giorni. potrebbero compiere cinque volte il giro dell'equatore. come sono quelli della lattuga. variabile dal 5 al 20% rispetto all'80-95% delle piante in accrescimento attivo. in condizioni favorevoli. I minuscoli semi d'orchidea non dispongono di riserve nutritizie. d opo 15 mesi hanno consumato solo la metà della loro dotazione di nutrimento. ma può essere privo dell'embrione. Inoltre l'acqua contenuta in u n seme viene controllata rigorosamente da forze interne. E" stato fatto il conto che se giungessero a maturazione tutte le spore emesse d a una vessia di lupo gigante di media mole. o di prolungarla o differirla in un lungo periodo di tempo. I semi più sviluppati sono quelli delle erbe. come a volte li chi amano i botanici. per la prontezza con cui avviano il processo di germinazione. e queste plantule sovente sono molto divers e dalle forme adulte. uso questa espres sione perché già abbiamo visto che molte delle piante più primitive hanno una fase ses suata ed una asessuata. Il seme del ginkgo è ben sviluppato e d ha una grossa scorta alimentare. All'estremità opposta della scala vegetale troviamo il cocco. Invece la maggior parte dei semi dispone di una riserva alimentare. Questo è l'ovvio motivo per cui i commercia .noi compresi battono cassa per avere cibo subito. le cui noci hanno riserve così ingenti che i germogli cresciuti al buio. e perciò incapaci di fabbricare una nuova scorta alimentare. Per for tuna solo una minuscola percentuale di spore o semi giunge a maturazione e basta ad assicurare la continuazione della specie. si otterrebbe una massa corrispondente ad 800 volte il peso della Terra.

e non dobbi amo occuparcene in questa sede. Le esigenze fondamentali di un seme ai fini della germinazione sono date da acqu a. come ad esempio in certe specie di trifoglio. ma in certe alt re succede il contrario. In ogni partita di semi vecch i si trovano percentuali crescenti di semi morti. che si possono datare a 6000. Molte piante mediterranee non germogliano sotto l'azione di un periodo iniziale a temperatura elevata. I semi dello sparto arenicolo Spartina maritima perdono la loro vital ità in 40 giorni all'asciutto.ad esempio ne lla lattuga. che impedisce ai germogli di trovarsi esposti al l'arsura estiva. preparati in condizioni di bassissima umidità atmosferica dopo ac curata essiccazione. quando ci sono buone prospettive di crescita. come accade per i fagioli e il grano. per cui non sorprende ch e ne possano venire colpite le capacità germinative. Molto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati i semi vecchi. si abbassasse fino allo 0. la datazione con il radiocarbonio aveva attribuito al legno della canoa più di 3000 anni di età. già basso. In alcuni casi . anche se hanno già cominciato a germogliare. e fatte risalire a milion i di anni fa.le piante sviluppate d a semente vecchia possono essere striminzite o dare minore resa. Ma i semi dell'acero da zucchero muoiono se il loro contenuto d'acqua scende al di sotto del 30% circa. la semente è programmata in modo che una parte germoglia subito. quando l'inverno può distruggere i teneri germogli. Il fenomeno è controllato tipicamente da un periodo di tempo freddo ma abbastanz a umido. e lo stesso accade per i semi di riso selvatico e di cer ti agrumi. Il contenuto d'acqua dei semi confezionati si aggira sul 4% . La maggior parte delle s pore è in grado di germinare e germoglia molto rapidamente. Numerosi fattori motivano un periodo di quiescenza. sono state successivamente fatte rivivere. nel cavolo e nel trifoglio . sia pure in via eccezionale. I semi possono durare per periodi molto diversi. sebbene ciò non sia in a lcun modo indispensabile: si sa ad esempio che le spore del licopodio possono so pravvivere fino ad otto anni. nel granoturco. A volte non si tratta che di un accorgimento inteso a garantire che i semi possano germogliare nella primavera successiva alla loro m aturazione. come nei fagioli "mungo" tropicali. ma restano vivi per almeno 8 mesi se vengono conser vati in acqua di mare! Altri semi invece si possono bagnare ed asciugare parecch ie volte senza danno. Il fatto c he molti semi non germoglino necessariamente. L'inerzia iniziale del seme e delle spore significa che per un certo tempo sono in grado di sopportare difficili condizioni ambientali. Alcuni semi germogliano non appena maturano. e se i semi hanno uguale età. Sono stati fatti ge rmogliare semi di loto indiano che certamente non avevano meno di 1000 anni.cioè capaci di germogliare . ossigeno e giusta temperatura. Ma l a vitalità massima conosciuta attualmente è quella dei semi di lupino artico scopert i nel permafrost polare. mentre il resto spunta come se nel seme agisse un meccanismo ad effetto ritardante. A lcuni sono vitali . Semi di betulla sono stati conservati per lunghi periodi senza perdere la loro vitalità. Molti fattori possono contribuire alla perdita di vitalità di un seme. è altrettanto interessante dei primati di vitalità. Per quanto riguarda la sola durata si possono prendere in considerazione i ba tteri: specie mobili trovate congelate nell'Antartico. I semi però p resentano ampi scarti di tolleranza all'essiccazione. come è proba bile. In molte piante. s pecialmente quelli di piante tropicali come il durian e la mangrovia. In molti altri casi il letargo prolungato fa sì che in una partit a di semi una certa percentuale possa germogliare ogni anno su un lungo arco di tempo. o fors'anche 10000 anni f a. I semi di molte erbacce possono restare vitali per decenni.nti di sementi più aggiornati vendono molti semi in confezionamenti sigillati e im permeabilizzati. tanto più che l'invecchiamento e la morte dei semi ci sono tutt'altro che noti in ogni loro aspetto.solo per poche settimane. Nel 1951 sono stati trovati in Giappone tre semi vivi di loto assieme ai resti di u na canoa in fondo a un lago. ed esiste un'ampia gamma di semi che riescono a germogliare anche dopo un secolo o due. sebbene il contenut o d'acqua. piuttosto che in analo ghe condizioni d'autunno.01%. Certi semi in pratica vanno essiccati prima che possano germogliare. Lo Xanthium pennsylvani . non appena sussistano condizioni i deali. il limite di longevità di questa pianta risulta notevolmente prorogato. ad e sempio nelle piante annue e nella maggior parte delle piante delle specie alpine .

originando fantastiche fioriture di piante annuali di papaveri. o vern azione. «molte piante hanno messo a punto meccanismi che consento no loro anzitutto d'ignorare il presente e di prevedere il futuro. che è una specie di lappola americana. della digitale. e si trat ta di un avvenimento rapidissimo. Altri semi invece non tollerano la luce: le cipolle ne sono un esempio casalingo .il fattore di gran lunga più comune . o dilavamento. e induce a credere che i semi riescano a distinguere le vari azioni d'intensità luminosa. germogliano prevalentemente erbe annua li di tipo vernengo. quando le granate aravano il terreno delle Fiandre. Una chiara finalità si rileva dalla fotofobia della zucca amara o coloquintide. quali quelli del tabacco... I cacti in regioni così calde spuntano meglio tra 30 e 40 gradi C. «Un anno di semente e sette anni di erbacce» assicura un vecchio giardiniere. L'umidità fa scattare il me ccanismo di germogliazione. Anche le piante acquatiche hanno bisogno di luce sufficiente per germogliare. Thompson. e fa sì che sia assicurato il letargo alla luce rossa ch e filtra attraverso il fogliame. Il notissimo spinacio sel vatico ha un seme grosso che germoglia subito. e regolano l a germogliazione di piante concomitanti: così se piove nel deserto del Colorado e la temperatura si aggira sui 10 gradi C. Questa «capacità di fotocellula» effettua infatti la misurazion e qualitativa della luce. Alcuni germogli di piante acquatic he galleggiano. L'indugio invernale dipende di solito da un processo detto di svernatura. con qualche probabilità di poter mettere radi ci prima di trovarsi esposto al calore bruciante del deserto. si ha la produzione imma ncabile di prole ad epoca data. ma solo in assenza completa di luce. Come ha scritto P. A. di molte primule e di c erte lattughe. dove i germogli hanno molto m aggiori probabilità di crescere e sopravvivere. che può essere controllato dalla temperatura . la luce è il fattore principale che le porta a germi nare. e dispongono in questo modo di un altro sistema di dispersione: lo si trova in molte piante delle regioni temperate che vivono lungo le rive dei fiumi. spuntano quelle di tipo est ivo. Non esiste nulla di simile nel reg no animale. Il letargo di queste ultime. Le temperature dei deserti sono collegate all'andamento stagionale. perché le piante possano insediarsi prima che ve nga meno l'umidità. mentre tra i 26 e i 30 gradi C. ma anche gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte hanno spesso importa nza cruciale. buone o cattive che siano le condizioni. provocato con l'oscurità. Una parte importante tocca anche al . I semi che hanno b isogno di oscurità per germogliare possono riprendere il loro stato di letargo se vengono esposti a un breve bagliore luminoso. Le erb acce sono insuperabili nello scaglionare la loro vitalità di germogliazione sull'a rco d'interi decenni. come succedeva durante la prima guerra mondiale. produce due semi per ogni capsula. Un fatto piuttosto sorprendente è che occorre anche la luce perché possano germoglia re molti semi. E" stato calcolato che per ogni ettaro di terreno coltivato ci sia al meno un miliardo di semi d'erbacce nascosto nella terra umida. spuntando ogni qualvolta vengano portate alla superficie d el suolo dai lavori agricoli. che vive tipicamente sui macereti sabbiosi e ghiaiosi. dov e quello inferiore germoglia rapidamente mentre quello più in alto ha la caratteri stica innata di osservare un lungo periodo di letargo. e piccoli semi di tre tipi divers i germoglianti a varia scadenza. Alcuni semi attiva ti dalla luce devono restare esposti alla luminosità di giornate lunghe o brevi pr ima di poter germinare: così i semi di betulla devono avere 16 ore di luce al gior no prima di entrare in germogliazione.cum. Il freddo invernale è il principale agente di controllo della svernatura. una volta avvenuta l'unione sessuale. Lo spuntare delle digitali nelle radure dei boschi rappresenta sovente un avveni mento spettacoloso. essendo inutile che una digitale spunti sotto una den sa cupola di fogliame. dove. e inoltre di misurare il passare del tempo rilevando il sopraggiungere e il trascorrere dell' inverno».o dalla graduale putrefazione. si può interro mpere con l'illuminazione bassissima anche di un solo minuto. il che fa sì che il germoglio se ne stia sotto terra. in alcune piante delle lagune salmastre e nel loto giallo indiano. Il che significa disponibilità di acqua poco profonda. in attesa che ven ga la luce a liberarli dalla loro prigionia. o putrefazione delle sost anze chimiche ad azione inibente incorporate.

mentre l'altro ha incorporata la capacità d'ibernazione fino a cinque anni senza perdere nulla della sua potenza germinativa. contengono vere e proprie sostanze antibiotiche per ritardare anche questa eventualità! Molti semi devono passare attraverso i visceri di un animale p rima di mettersi a germogliare prontamente. perché gli automobilisti accendevano fuochi quando si fermavano a fare il picnic. sogg . l'aria e l'abbondanza di nutrim ento. I piccoli acquazzoni non vi sono infrequenti. e un altro seme giallo senza clorofilla. Nella magg ioranza sono del primo tipo. perché possono ricevere la pioggia anche una sol a volta in parecchi anni. ma questa sostanza viene ricostituita in qualche modo tra un acquazzone e l'altro. Dopo il fuoco altri fatt ori favoriscono la rapida germinazione: la luce. perché possono appassire nello spazio di poche settimane dopo aver fatto fior i e semi.dei deserti più aridi. e dove non si era mai vista questa pianta a memoria d'uomo. Ho sentito dire che l'epilobio è comparso in certi posti sull" Himalaya dove è stato acceso il fuoco. che germoglia solo dopo es sere passato attraverso l'intestino delle testuggini elefantine . La motivazione di questo comportamento pare risieda nel fatto che l'acqua dilav a via un inibitore della germinazione.come quelle del pino da p inoli . Una salsola. e sembra imitare il rosseggiare delle fiamme con i suoi f iori brillanti. I duri rivestimenti esterni dei semi. ingranati in quella che Bünning ha indicata come «la struttura temporale de ll'ambiente». Le piante annue a fioritura invernale sono le specie tipiche . Altri si sfascian o per la putrefazione causata da batteri o funghi. Così nella Valle della Morte e in analoghe località dei deserti della California si trovano molte piante annue. e così il pomodoro viene dif fuso molto efficacemente in questo modo. Perciò questa pianta si è diffusa lungo i tracciati delle nuove ferrovie. perché spunta prontame nte dove è stato acceso il fuoco. Tra gli esempi più strani a questo riguardo c'è quel lo di un pomodoro che cresce solo alle isole Galàpagos. e si dicono giustamente effim eri. ad esempio quell i del loto. che li po rta lontano con l'aiuto del vento. ha un primo tipo di seme verde con un embrione contenente clorofi lla.ma non se vien e ingerito ed eliminato da qualsiasi altro animale! Questa gigantesca tartaruga ha movimenti lenti. che spunta in abbondanza dopo un i ncendio nella foresta. impermeabili all'acqua. ma i semi di queste piante deserticole riescono a fare la distinzione tra una successione di modeste acquat e e un vero nubifragio. In Gran Bretagna l'epilobio si chiama anche erba del fuoco. e il fuoco stimola i semi a germogliare. tra le quali va incluso il pisello mirabile (Clianthus dampieri) dell'Australia. questo passaggio di norma elimina le sostanze che inibiscono la germinazione. Un altro meccanismo scatenante è il fuoco . e ne hanno bisogno. e li fa germogliare come e dove possono. I semi delle piante del deserto sono forse quelli più sofisticati e «truccati» di tutt i. Nelle regioni dei tropici certe acacie ed albizzie costituiscono la nota dominante del paesaggio. ma anche la sua digestione è lenta. perché il suolo viene incendiato ad intervalli r egolari. e talvolta anche a ll'ossigeno. la Sals ola volkensii. o possono scortecciarsi muovendosi su superfici dure. come nel caso di molte specie i cui semi sono ingeriti dagli uccelli. e poco dopo ha seguito le prime automobili lungo le strade rotabili. Il fuoco inoltre è un metodo app licabile per far uscire i semi da robustissime pigne .la temperatura e al contenuto in gas a diverse profondità nel suolo. Una pioggia artificiale anche vigorosissima non riesce a imbrogliare i semi del deserto. Molti semi passano certamente più volte dalla fase di «via» a quella di «alt». possono ammorbidirsi per il mutare delle condizioni di umidità e temp eratura. e inoltre provvisti di inibitori chimici della germogliazione che va nno dilavati al completo. Alcuni semi.e talvo lta uniche .che non si aprono con altri metodi più ortodossi. Nella composita nana Gymnarrhena i frutti di due tipi diversi sono rispettivamente aerei e sotterranei.causato in natura dal fulmine . Alcuni semi rivelano forme di adattamento ancora più astute. In questo modo si creano quei manti di fiori che compa iono dopo le piogge in certe parti del Nordafrica. Molte piante hanno semi di due tipi. Il primo germoglia dopo la pioggia .come r isulta dagli esempi forniti da molte piante. provvisti di un piccolo «paracadute» o pappo. anche se in ambedue i casi s'inzuppano allo stesso modo.

Lo Pteranthus dichotomus. In alcune piante fiorenti i cotiledoni embrional i già contengono clorofilla. Questi semi hanno grosse riserve nutritizie atte a consentire ai germogli di superare questa fase cruciale con pochissima l uce. e il lo ro sviluppo si avvantaggia del fatto che le radici morte della pianta genitrice da principio si raggrinzano e formano dei capillari nel terreno. con successiva immiss ione di enzimi latenti. a seconda della crescita che fa in una particolare stagione. Un rivestimento molto duro o impermeabile impedisce ovviamente al seme d' assorbire acqua. di modo che germogliano sul posto.p ari al 50-60% del peso -. I frutti sotterrane i sono prodotti da fiori situati appena al di sotto della superficie del suolo. e i germogli di conifere possono produrla anche al bu io. l'embrione sessuato deri vante dalla fecondazione del fiore può risultare accresciuto. e non sono esposti all'evaporazione superficiale. Alcuni semi di conifere. d . Dopo annate buone. ricordano in certo qual modo le varie fasi d'accensione di un razzo destinato a entrare in orbita. Altro esempio particolare. Dopo una cattiva annata si trovano solo i frutti del tipo che germogl ia subito alla prossima stagione piovosa. e possa disporre di un trampolino adatto al suo balzo verso l'alto. si tratta di un uncino relativamente duro che si fa strada scavando nel terreno. le cellule cominciano a moltiplicars i. e all'incirca in questo momento ricomincia la vita del sem e. a media scadenza e molto d opo. Molto spesso lo stelo della plumula è piegato ad uncino. pronti all'occasione quando concorrano adatte c ircostanze climatiche. e non può avvenire senza d i essa. mentre le strutture della radice iniziale. Così i semi sotterranei che non sono and ati dispersi hanno l'acqua. in modo che il germoglio sia ben libero dai detriti circostanti. possono mettersi a germogliare quando sono an cora nella pigna. La clorofilla comincia a formarsi di solito quando il germoglio o le foglie del seme arrivano a vedere la luce. Que sto mirabile meccanismo di regolazione dilazionata assicura la presenza ininterr otta di semi vitali nel terreno. e si segnalano primati fino a 2000 atmosfere.una specie arborea malese fino a tre metri -. frutti di t re tipi hanno insita la capacità di germogliare subito. Però. di modo che le radici morte l'as sorbono gonfiandosi e mantenendo l'umidità. ma con buona capacità di dispersione. anche i semi morti possono assorbire acqua. come si fa tipicamente con i baccelli dei piselli odorosi . In questa fase operano forze succhianti vigorosissime. e non è impresa molto agevole. molto più delicata. condizionate dalla forza di gravità e indipendentemente dalla posizione del seme. Condizioni del genere potrebbero essere attuate anche dal le peste dei cammelli. Quando tutti i sistemi hanno ricevuto il «via».etti ad elevata mortalità. segnatamente in alcune varietà d'agrumi. questa cosiddetta «imbibizione colloidale» viene sostituit a da forze osmotiche. finché esce all'a perto e la punta della plumula. e il processo può avvenire a nche quando non vi sia disponibilità d'ossigeno tale da permettere lo sviluppo del seme. si dirige verso l'alto. non appena il seme ha un adatto contenuto d'acqua . e restano nel tessuto del la pianta genitrice morta e lignificata. produce frutti di tre tipi. può raddrizzarsi. Essi formano germogli molto più grandi e resistenti alla siccità dei semi aerei. poco dopo il primo germoglio. anzi. dalle infiorescenze spinose . dove la luce riesca a penetrare att raverso la densa volta del fogliame. sono sprovvisti di pappi ed hanno maggiori dimensioni. o plumula. e il giardiniere può accelerare la germinazione togliendo o frant umando tale copertura. che offrono alle piantine riparo e suolo più compatto . La germinazione comincia con l'assorbimento dell'acqua. Le fasi d'attivazio ne che entrano in gioco man mano che si bagnano i tessuti. invece.negativamente in quest'ulti mo caso. ugualment e condizionato dalla luce e dalla forza di gravita . Basta una lieve pioggerellina a riempirli d'acqua rapidamente. ma a questo scopo occorrono diverse combinazioni di luce e temperatura. La prima fase di questa assunzione d'acqua non è necessariamente regolata dal seme. o radicola. o le operazioni necessarie per memori zzare i dati in un cervello elettronico. si spingono verso il b asso. I grossi semi di molti alberi delle foreste tropicali possono issare la loro plumula fino all' altezza di un metro o più . In certe piante.di modo che la sabbia trattiene l'acqua più a lungo .e infatti si vedono spesso le o rme lasciate dalle carovane pullulanti di germogli. mentre i tessuti interessati si riattivano in vario modo. o anche soppresso.

. Due specie di sargassi possono moltiplicarsi solo in questo modo.il seme si mantiene con le scorte nutritizie incorporate. La loro diffusione raggiata dipende dal fatto che essi esauriscono il terreno e po ssono trovare nuovo alimento solo fuori del loro punto d'origine. Certe gigliacee possono anche non spuntare nemmeno dal suolo. tendono ad espandersi a raggera. in particolare quelle di specie che producono bulbi sotterranei .che sovente integrano il seme.come abbiamo già visto . Quanto sopra calza perfettamente per molte piante le quali. Molte piante primitive hanno «occhi» o gemme di crescita staccabili. è «la politica od abi tudine di adattare le proprie azioni. creato dall'attività dei fili fungini. che a un dato momento bloccò i corsi d'acqua dopo essersi sviluppata rapidissimamente da pa rti spezzate. Nell'epatica Ma rchantia queste gemme sono alloggiate in minuscole coppe. senza tenere conto dei principi fondamentali o delle cons eguenze finali». GLI OPPORTUNISTI. flagello dei prati da gioco. con emissione di ammoniaca e formazione di sali a . altri invece in un ciuffo su un lungo gambo. Analoghe coppe a percussione si ritrovano anche in alcuni funghi. dipende dal fatto che il cotiledone cresce "dentro" la scorta nutritizia fino ad assorb irla completamente. o micelio. Il motivo per cui i cocchi e i semi di altre palme possono sopravvivere tanto a lungo. Capitolo 17. Altre piante a struttura più semplice si rigenerano prontamente dai loro frammenti. Infatti certe piante che si moltiplicano in quest o modo sono o diventano sterili. va compresa la strisciante "veronica filiforme". Questi metodi vegetativi si ritrovano spesso nelle piante colonizzanti che si sv iluppano dai semi in un nuovo ambiente e lo trovano insoddisfacente per la fiori tura e la produzione dei semi. concentrando gli sforzi sullo sviluppo delle parti sotterranee. che emettono semi raram ente e si moltiplicano per radici sotterranee. c he danno fiori e semi solo a lunghissimi intervalli. assolutamente sterile. se non altro quelli di maggiori dimensioni che forniscono i comuni fun ghi mangerecci ed altri corpi fruttificanti. mentre le lenticchie di pal ude fioriscono di rado e vengono trasportate dalle zampe degli uccelli palustri. sempr e puntando su opposte probabilità. varie specie di menta. per favorire i propr i interessi immediati. Quest o tipo di diffusione è quello che dà tanto successo a molte erbacce. Ne è un esempio il calamo aromatico. Questo è spesso il caso delle piante acquatiche. e le gocce di pioggia. tuberi o radici di deposito.. colpendole. Ma nella maggior parte dei casi le foglie adulte tengono dietro ben presto alle foglie cotiledonari.. alle circostanze. mentre contemporaneamente spinge in alto un germoglio e le foglie. Ne derivano i «c erchi delle streghe» o «delle fate».d el tipo noto tecnicamente come vegetativo . di alcuni dei quali si sa che hanno parecchi seco li di vita. Certi muschi port ano gemme del genere in una rosetta di foglie disposte a tazza.a parecchi «embrioidi» asessuati che derivano da altre parti dell'ovulo (cellule nuc ellari). hanno messo a punto altri mezzi di sviluppo . possono sbalzare le gemme a un metro di distanza.. ma per un certo tempo . Alcune plantule. I funghi. nel t erreno di cui essi si nutrono. Si trova un anello tipico d'erba più rigogliosa e scura proprio all'es terno del cerchio fungino. compresi i muschi palustri e certe alghe. Ne derivano germogli identici alla pianta genitrice. i bambù dalla rapida diffusibilità. Il successo del seme dipende naturalmente dalle possibilità della radicola di trov are umidità e nutrimento in quantità adatte. introdotto in Europa dall'uomo. Altro es empio è quello dell'elodea canadese. Opportunismo. nel loro primo anno possono limitarsi ad espander e le foglie cotiledonari del seme. o la misura del la loro malvagità secondo i vari punti di vista. Tra le piante più o meno sterili che si sono trasformate in erbacce di successo o col onizzatrici. nella descrizione datane dal dizionario Webster. e rappresentano i precursori dei dispositivi congeneri elaborati per espellere i semi dalle piante fiorenti. impiegando questo tempo per emettere radici esterne. introdotta in Inghilterra nel 1842. e il processo di crescita continua ininterrotto per dare l uogo alla pianta adulta. che deve la s ua ampia diffusione ai rizomi che si spezzano e galleggiano sull'acqua. la pianta introdotta era unisessuata e incapace di riprodursi.

Certe piante si muovono in una sola direzione. fungendo da punti di ricaccio se un erbicida selettivo elimina la parte superior e del germoglio. i «bambù messicani». E" stato detto che sarebbe impossibile misurare una sola pianta vecchia di felce aquilina. Questo tip o di lichene si può macinare e cuocere come il grano. molte delle quali possono mettere gemme e germ ogliare ad intervalli. vi sono subito gemme di crescita di età diversa pronte a subentrare con nuove fronde. sono parassiti mortali degli alberi. si decompongono. la cui comparsa spiega il nome che viene dato loro in certe parti di «funghi a s tringhe da scarpa».quali l'enorme poligono giapponese. o da arbusti quale l'olivello spinoso. La crosta di lichene crescendo si arrotola e si spezza: i frammenti vengono portati in giro facilmente dal vento. I licheni crostosi del genere Lecanora crescono in tutte le steppe e i deser ti asiatici. Altro temibile fungo dotato di analoghe capacità è il "fungo della carie secca". vilucchio e temibili equiseti. e rappresenta la spiegazione più accettabile della manna citata nella Bibbia: i botanici comunque lo chiamano lichene della manna. Se si distrugge la par te aerea. ma mentre l'età di un cerchio delle streg he si misura a spanne o in decimetri. a quattro metri di profondità sotto terra. A volte queste stringhe s'infiltrano nelle c ondutture dell'acqua come radici d'albero.mmonici che a loro volta stimolano la crescita dell'erba. I rizomorfi possono invadere il terreno per parecchi metri all a ricerca di nuove radici d'albero. come accade anche per ce rte erbacce dalle radici provviste di cuffia radicale (piloriza). varie euforbie. Molto spesso piccoli f rammenti di radice possono rigenerare la pianta intera. forma ndo un guaio perenne di erbacce inveterate: felce aquilina. e anche in questo caso abbiamo a che fare con le usanze e credenze popola ri. Alcune piante introdotte originariamente a titolo ornamentale hanno rivelato ide ntiche tendenze infestanti . come ben sanno parecchi padroni di casa. che divora e polverizza il legno morto. An che in questo caso si formano cordoni rizomorfi in grado di attraversare per par ecchi metri una sostanza inerte come il cemento alla ricerca di nuove fonti di n utrimento sotto forma di travicelli o assiti. Man mano che i cordoni fungini muoiono. e si segnala un caso di ostruzione di una tubatura del diametro di 15 centimetri per la lunghezza di circa due metri. podagraria . Questa capacità viene sfruttata prontamente da piante quali il pioppo tremolo e il ciliegio. gramigna. e penetrano fino alla profondità di 20 metri sotto terra. tanto è esteso il suo sviluppo. e in seguito al l oro disfacimento si può originare un altro cerchio verdeggiante d'erba scura e rig ogliosa. Quella curiosa associazione tra un fungo e un'alga che è il lichene. Le piante superiori hanno radici. vivo o morto. con altrettanta inesorab ile progressione. Ad intervalli por tano dei piccoli tuberi che si staccano se le piante vengono divelte dal suolo. temuti da i giardinieri e dai forestali. Una pianta si diffonde verso l'esterno di un metro all'anno. e il viluppo sotterraneo di radici è stato valutato sui 2500 chili per ettaro. Più insidiose sono le piante erbacee che vanno più lontano e più in fretta. Qualche specie appresta anche speciali condutture. l'acanto e la romneya o papavero arboreo. Le armillar ie. ad esempio nel tarassaco. ed è quello che ha fatto pensare a streghe o fate danzanti in t ondo. con tattica che ricorda quella de i funghi che fabbricano i cerchi delle streghe ed esauriscono le riserve nutriti . e se viene un temporale sono port ati via dall'acqua. e producono nere «radici» sotterranee dette rizomorfi . Altri licheni a tendenze tridimensionali più accentuate si spezze ttano. Questo è il modo normale ed inesorabile di diffusione dei funghi terragnoli. cresce sulle rocce nude ed ha spesso forma circolare. quella di un lichene si calcola in frazion i di centimetro. Succede così che grandi masse di licheni si depositano negli a vvallamenti del terreno quando l'acqua se ne va. le cui parti sotterranee sono più germoglio che r adice. per cui si originano nuove piante fino a quasi 30 metri di distanza dal tronco progenit ore. Talvolta all'interno d el cerchio più scuro si osserva un altro anello di terreno completamente spoglio: ciò dipende dal fatto che il suolo si dissecca completamente quando è tutto invaso d i cordoni fungini. dette anche funghi del miele. Altri funghi invece si moltiplicano nel legno. e si segnalano casi di mucchi e normi che hanno consentito di raccoglierne anche a 5 chili per volta.

il rovo a more nere s i è rivelato una delle piante infestanti più maligne del Paese.ad ese mpio nell'Allium paterfamilias somigliante ai porri . si renderà conto di come l 'Oxalis pescaprae sia una pianta di successo. il Ministero dell'Agricoltura raccoman dava di far pascolare maialetti sui terreni infestati . il metodo non assicura abitu almente ampia diffusione. tuttavia.zie del terreno: tra queste il lampone. Questa progenie. La sfogliatura non fa che stimolare la produzione di nuovi bulbilli. Introdotto in Nuo va Zelanda. mentre sul finire della stagione nuovi stoloni portano spesse gemme. una volta giunte a maturazione. e manca poco che sia verità. la verga d'oro e la canna comune di palud e. da non lasciar crescere niente altro in mezzo. Chiunque abb ia visto questa acetosella gialla «piè di capra» . Il farfaraccio associa la produzione in massa di radici alla formazione di fo glie tanto lussureggianti. pescaprae nei Paesi mediterranei. Abitudine condivisa da molti parenti tropicali dei gigari. Queste. Alla superficie del suolo il modo più facile di diffusione concesso a una pianta s embra essere a mezzo di stoloni. dove ha trovato condizioni di crescita ideali. la ficaria e specialmente varie specie di acetosella. e la gialla O. C'è una certa ironia nel fatto che la pianta originaria introdotta nel bacino de l Mediterraneo (a scopo ornamentale a Malta) fosse una forma sterile: la sua inn umerevole progenie non fa semi. Ne è un esempio il topinambur. o gettate molto più lunghe che infine si p iegano verso il basso e mettono radici in cima. come nelle fragole.dalle contrazioni di lungh e radici orizzontali al di là dei bulbilli. che tuttavia si manifesta in tutta la sua eleganza nelle piante acquati che. resta collegata con la pianta genitrice finché gli stol oni marciscono e. si liberano e cala . quei germogli a basse arcate che originano plan tule ad intervalli. Ad esempio le ortiche. a differenza di quello dei porci a dulti.tappezzare vigneti ed oliveti. da uno dei su oi mezzi di diffusione . Certe piante primitive possiedono questa capacità. Ciò si verifica solo quando si formano virgulti che si s taccano presto dalla pianta originaria. e mortali in veste di erbacce. oppure s i sparpagliano sulla superficie asciutta del suolo in estate. da non lasciare ad altri germogli la possibilità di spu ntare. In quest'ultima si formano cordoni di 5-10 tuberi lungo i germogli sotterran ei. sono poi certe piante che producono masse di bulbilli sciolti. e fo rniscono abbondante sostentamento ai rampolli. ovviamente. Ne sono esempi certi parenti delle cipolle. ed anche oggi le prospettive sono alquanto aleatorie. cioè minuscoli bulbi min iaturizzati.così detta. mentre l'altra avviluppa l'intera Isola Meridionale. e il Chlorophytum elatum. La piantina galleggiante del "morso di rana" emette stoloni che da principi o formano nuove piantine adulte. sebbene si formino vaste colonie. o possono venir tr ascinati in basso dalle contrazioni del tubero conico carnoso progenitore.suini giovani perché il lo ro apparato digerente distruggeva i bulbilli. con bulbilli ad una certa distanza dalla pianta genitrice. alla fine della stagione. Prima che ve nisse introdotta nelle Isole Britanniche. Efficientissime in termini di opportunismo. ivi comprese le attraenti felci ambulanti o adian ti. come nel rovo. noto come pianta d'appartamento sotto il nome di H artwegia. Questa soluzione non è mai sembrata molto felice agli occhi dei giardinieri . ed ha originato la s toria secondo la quale si tratta di due sole piante di rovo. Tuberi e bulbi carnosi sono solo versioni migliorate di una gemma radicale. con la tattica dei balzi successivi. dove l' aratura disperde la progenie su ampio raggio. I bulbilli sciolti vengono dissemi nati tutt'attorno ad ogni tentativo di sradicare la pianta capostipite. E" piuttosto buf fo il fatto che la maggior parte delle infestanti acetoselle sia sfata introdott a in vari Paesi in veste di piante ornamentali. Esse sono particolarmente efficienti nei terreni coltivati. quali la rosea Oxalis floribunda in Gran Bretagna. che vengono così trascinati verso l'este rno. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun mezzo chimico efficace contro l'acetosella. La diffusione di questi bulbi sotterranei dal capostipite centrale è causata qualche volta . Altre producono una massa così compatta di radici. che trova una replica nei tropici ad opera della Thladiantha imparentata con le zucc he. una che avvolge tut ta l'Isola Settentrionale. che può estendersi per un paio di metri al l'anno. Varie specie di piante procedono analogamente.

nel giglio croceo alpino que sto sistema sostituisce spesso completamente la produzione dei semi. e scatta in su. per raggiungere la quale possono anche imp iegare parecchi anni. Alcune delle piante grasse Kalanchoë portano i rampolli attorno ai bordi o sulla p unta delle foglie. Tra le piante infestanti acquatiche di maggior successo si annoverano il famiger ato "giacinto d'acqua" ed una salvinia appartenente alle cosiddette felci d'acqu a. A volte i bulbilli vengono ingeriti dagli uccelli come se fossero semi. dove forma densi e c ompatti tappeti lunghi letteralmente chilometri e chilometri. gettando la plantula fino alla distanza di un metro e mezzo. Queste minuscole piante h anno foglie arrotondate che formano una specie di coppa staccata. I bulbilli possono avere grandissima resistenza: quelli della poa sinaica possono tollerare temperature di 80 gradi C. I rampolli si formano su certi corti picciòli presso la punta delle foglie cilindriche. da dove spuntano a primavera. Queste erbe acquatiche non solo rendono i fiumi intransitabili. ma in ogni caso restano mucchi di materiale maleodorante a imputridire su lle rive. la cui prole compare sulle vecc hie foglie e mette radici non appena tocca il suolo. Si osservano anche veri parti vivipari.. me ntre la seconda produce foglioline piatte appaiate. Ambedue si moltiplicano per divisione semplice. come la poa alpina. e di solito producono anche stoloni vaganti attorno alla r osetta progenitrice. La spettacolosa infiorescenz a lunga due metri della imparentata Agave attenuata si piega formando un grande arco. la Furcraea foetida del B rasile produce masse di plantule in mezzo ai fiori. viene spinta verso il basso: il gambo funziona come un t rampolino.no sul fondo. e sono stati visti perfino bufali morti sostenuti da queste isole d'erbe. sui quali crescono altre piante. il che a sua volta influisce sull'esistenza del le popolazioni umane che vivono di pesca. ma tolgono loro la luce. i cui bulbilli sono provvisti di uncini e formano lappole. a somiglianza di quanto fanno molte altre piante affini. Anche alcune gigliacee producono bulbilli. La sassifraga inclinata vive in posti così freddi che n on sempre riesce a fare i semi. queste ultime parzialmente formate. e traversano il loro corpo più o meno indenni: così la pernice di Scozia mangia quelli del "poligono viviparo" alpino. Parecchie erbe. le foglie in via di disfacimento sotto il frondame vivo conferisc ono grande spessore al tappeto vegetale. Parecchie felci hanno gemme riproduttive di questo tipo. Naturalmente quando sono in fase gal leggiante possono venir portate lontano dalle correnti d'acqua. quando i gambi annuali cominciano a marcire in autunno. Anche la "lingua d'acqua" emette identiche gemme invernali. ma la Kalanchoë tubiflora dispone di una speciale attrezzatura di lancio. dove le forme giovanili sono portate da lunghi steli esilis simi. Molte piante di terra hanno parti aeree staccabili. mentre la felce d'acqua preferisce gli specchi d 'acqua tranquilli come quello formato dalla diga di Kariba. o la Tolmiaea Menziesii o "toccaeattacca". . pronte a svilupparsi con foglie e radici. Le agavi muoiono dopo la fioritura. in modo che gli animali li possono trasportare a distanza. portando fiori nella metà inferiore e plantule nella parte ricurva superiore . Essi si staccano facilmente al tocco. perché questo bellissimo fiore cresce su praterie falciate per la fienagione molto prima che si possano formare i semi. alcune hanno nomi pittoreschi quali la sassifraga stoloni fera o «madre di mille». Il primo ha una vescica gonfia alla base di ogni foglia della sua rosetta. A tutt'oggi non si è riusciti a distrugg ere queste piante con nessun mezzo che non sia quello di spazzarle via meccanica mente. originano pl antule di questo genere. dove i bulbetti possono sostituire completamente i fiori. nella forma introdotta artificialmente. in modo da distrugge re ogni forma di vita acquatica. rappresenta un altro caso di pianta sessualmente sterile. ed emett ere radici nello spazio di poche ore quando cade la pioggia. come accade in molte cipolle. ed ha ostruito innume revoli corsi d'acqua tropicali. Altra rassomiglianza con i semi si nota nella Ramusatia tropicale. Se la colpisce una goccia di pioggia. e consumano tutto l'ossigeno contenuto nell'acqua. che possono essere bulbilli. Il giacinto d'acqua. in cui vengono date alla luce forme giov anili perfettamente sviluppate. Non soddisfatta del suo capo fiorale alto sette metri.

Divelti dagli uragani possono venire trasportati a distanza di chilometri dall'acqua di un torrente. Arnoldo Mondadori Editore. Traduzione di Lino Penati. 20. 21. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975.Le piante grasse hanno un altro trucco a loro disposizione. Il tempo assegnato. *** . Un rapporto incestuoso. ad esempio . come nel salice e nell'olivello spinoso.in realtà si tratta di u na bromeliacea di aspetto simile a un muschio . Il "muschio spagnolo" così diffuso nell'America tropicale .assieme alle Crassulae loro congiunte e ad a ltre piante succulente affini. 19. 29. che ha giunture così precarie tra un germoglio rigonfio e l'alt ro. Molte piante a tronco succulento possiedono capacità rigenerative alt rettanto strabilianti. 28. 22. Le foglie dei Sedum. ad esempio il Senecio o "pian te delle candele". 24. o per un forte colpo di vento. si rompono con estrema facilità. Girovaghi alla ventura. quando il germoglio più in al to è troppo pesante. Anche semplicement e giacendo alla superficie del suolo producono radici all'estremità spezzata. IL PIANETA DELLE PIANTE.rodiola. Alcuni semprevivi formano rosette in miniatura che si staccano con uguale facilità. L'uomo manipolatore. Anthony Huxley. eccetera . Strangolatori. cui questa caratteristica ha valso a nche il nome di «chioccia e pulcini». Copyright © Anthony Huxley 1974. pinocchiello. sebbe ne in certe specie esse siano collegate alla pianta originaria a mezzo di uno st olone: è il caso del Sempervivum soboliterum. Corazza e veleno. e da frammenti di radici di giunco. Alcune specie si affidano alla fragilità dei loro germogli. o per l'urto di un animale. Gli sfruttati. parassiti e scrocconi. 26. INDICE DEL SECONDO VOLUME. Bibliografia essenziale. 18. SECONDO VOLUME. si sviluppano radici da ogni punto di contatto. Guerra dei mondi. se appena vengono deposti in un luogo fornito di sufficiente umidità. carice e co sì via. e danno origine a una nuo va piantina. Prima edizione aprile 1975. 23. erb a pignola. quello di spezzarsi facilmente. si tirano dietro la foglia. Le piante assassine. Sfruttamento dell'ambiente. come ben sa chiunque abbia cercato di coltivarle. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". erba di San Giovanni. Va notata infine la mirabile capacità dei rami spezzati a formare radici. La comunità delle piante. Convivenza. e riescono a mettere radici dando vita a nuove piante . e così fragili che si possono spezzare e staccare. Milano. Uno sguardo al futuro. 24. Questa inn ata vitalità è la forza che si agita dietro ogni aspetto dell'opportunismo vegetale. 27. 30.si moltiplica in parte grazie ag li uccelli che ne usano i lunghi gambi flessibili come materiale per costruirsi il nido. Un a volta caduti al suolo. che si abbarbicano al terreno.

c'è spesso una pianta progenitri ce o capostipite. per stoloni staccati. di cui si dice che uno campa «all'incirca una settantina d'anni». perché non c'è dubbio che certi cloni coltivati . Talvolta ques to processo è rapidissimo. Diremo di una pianta di fragola che è immortale solo perché si moltiplica teoricamen te per sempre senza attività sessuale? e lo stesso di una felce aquilina che diffo nde all'infinito i suoi steli sotterranei per la campagna? o di quella colonia d i mirtilli della Pennsylvania che ha un diametro di due chilometri e si ritiene sia collegata con la pianta originaria colonizzatrice. Qualche volta questa decadenza è causata dalle malattie. sono identiche all'originale. e lo stesso dicasi de i funghi e dei licheni che possono vivere per secoli. i crisantemi e le dalie delle attuali esposizioni di so lito non vivono più di una decina d'anni. dopo di che la loro vitalità incomincia a declinare. ed anche nel nostro Paese abbiamo vecchie varietà di meli che hanno parecchi secoli d'età. ma un s ingolo esemplare può svilupparsi per un tempo notevolissimo. regolate a volte da circostanze esterne. IL TEMPO ASSEGNATO. che talvolta può andare da un anno all'altro. Però in molte classi di piante non si manifestano doti intr inseche di longevità. mentre molte piante superiori . gemmazione ed altri meccanismi creano tanto rapidamente nuove vi te da altre precedenti. come diremo in seguito.Capitolo 18. sia che la moltiplicazio ne si faccia per divisione. Sicur amente esistono piante da giardino d'età veneranda che da secoli vengono perpetuat e dalla mano dell'uomo grazie a loro frammenti.e sicur amente altri spontanei . biologicamente parlando. Tutte le parti di queste piante. E" nota la longevità di una pianta annuale: si tratta di una stagione di crescita.si deteriorano con il passare degli anni.lo abbiamo visto nel capitolo precedente . faccia i suoi s emi e muoia. segnatamente d ai virus. La durata della vita dei minuscoli esserini del plankton si può misurare in giorni o anche in ore . nonché dalle loro intrinseche caratteristiche. Anche nei luoghi dove pia nte del genere si moltiplicano in via vegetativa.conservano una no tevole capacità di rigenerazione. per margotta o per innesto. Qui ciò che conta è la vitalità. la lo ngevità aumenta: le alghe possono avere struttura relativamente primitiva. che consente di osservare le sue abitudini di vita separatamen te dalla sua progenie. Ma non appena si passa alle piante multicellulari. e in questi casi di breve vitalità è degno di nota il fatto che tutti i sing oli individui di un clono si estinguono più o meno contemporaneamente.può passare quasi un secolo prima che la pianta fiorisca. Naturalmente è interesse del giardiniere o del coltivatore propagare un dono finché esso resta vi goroso. Si può parlare di longevità in un senso più vicino a quello inteso per le specie anima li a proposito delle piante che abitualmente continuano a dare una produzione re golare di fiori e di semi. a volte invece probabilmente dall'instabilità ce llulare che altera il numero effettivo dei cromosomi man mano che la pianta cres ce e si moltiplica . dove comincia e dove finisce una singola pianta ? Le piante sono troppo varie perché si possa fare la media della loro longevità. L'età di certi funghi si può desumere approssimativamente dal di ametro dei «cerchi delle streghe» che formano. o rappre sentare forse il risultato di una mutazione: magari non si potrebbe ottenere pro genie uguale dal seme. quando non si tratta addirittura di un tipo sterile.come nelle Puya giganti. Al cune piante d'olivo coltivate devono avere migliaia d'anni. Con tutto questo siamo anc ora alle piante che possono frammentarsi e rigenerarsi prontamente.seb bene sia difficile affermare che si tratta di singoli individui quando i process i di divisione. A volte il fenomeno si potrebbe solo definire come una specie di sene scenza. Altre piante monocarpiche si sviluppano su tempi più lunghi. ma a volte . e crescono ogni anno. Una pianta biennale impiega di norm a due stagioni per il suo sviluppo. nelle agavi e in certe palme . la prima per fabbricare le parti vegetative. e la seconda per produrre fiori e semi. nonché di formazione di gemme o di piantale. ma nella maggior parte delle piante «in .fenomeno che spesso sembra accompagnarsi a un'eccessiva pro pagazione. ed abbia ora la bella età d i 13000 anni? Stando così le cose. non si può applicare per loro il criterio approssimato usato per la nostra specie. perché può derivare da un ibrido o da una forma selvatica speciale.

e si ritrova di rado nelle piante erbacee. E" stata avanzata anche l'ipotesi che alcune Cycadine pos sano avere quasi 14000 anni. ma l'ipotesi appare improbabile. o magari anche da radioattività. q ualche dracena di Sumatra. Le altre alterazioni mostruose derivano dall . e a volte sono anche molto più grandi: l'esempio più no tevole ci è offerto dalla digitale purpurea pelorica. Molti giardinieri avranno visto tronchi appiatti ti o multipli riuniti a fascio: il processo può estendersi anche ai fiori. sepolti dalle frane. potrebbero avere le maggiori probabilità di esistenza lunghissima. seguita dai 5000 anni del pino a pigne ruvide o Pinus arista ta americano.spetti alla pianta giapponese di Cryptomeria japonica d ell'isola di Yakusima. p articolarmente dallo sfruttamento al massimo limite possibile del terreno su cui cresce la pianta . se l'acqua è salata o altrimenti miner alizzata. Si classificano come affezioni teratologiche . letteralmente nutrite dall'acqua ch e le circonda. Esempi ben noti ai floricoltori di mostruosità sono le margheritine a capolini multipli e la calendula di Scozia. certe liane dell'America Meridionale o certi cocchi d elle isole Seychelles.feriori» non se ne ha prova alcuna. Le specie relativamente delicate periranno se verrà una gelata ecceziona le.nel quale caso le alghe. gli alb eri vengono spezzati o abbattuti dagli uragani. Ciò detto. Ogni tanto si ve rifica spontaneamente il «raddoppiamento» dei fiori.in realtà per inedia. e felci crestate si ritrovano allo stato libe ro e sono apprezzati dagli amatori. in cui minuscoli flosculi supplement ari si formano attorno al fiore normale. Naturalmente i risultati sono apprezzati dai giardinieri: molti dei l oro fiori doppi hanno aspetto più vistoso e durano di più. che ci da la registrazione visibile dei suoi anelli. Il fenomeno della fasciatura o affastellatura è causato da una lesione o affezione che danneggia un momento della crescita. spesso è impossibile identificarne la ca usa esatta. il cui numero si moltiplica enormemente oltre la quantità normale. cioè mostruosità o malformazioni. che ulivi apparentemente del tutto morti so pra il livello del suolo poterono rispuntare dalle loro enormi vecchissime radic i. a meno che . in cui il centro del fiore stes so è pieno di petali in numero superiore al solito. o derivare da sostanze chimich e quali i diserbanti selettivi. di estendere ulteriormente le radici . Come in questi. della felce aquilina e del rovo a more nere . La morte avviene sicuramente per la sopravvenuta incapacità di procurarsi altro nu trimento dal suolo. inceneriti dal fuoco. quale quella dei raggi cosmici. ma è possibile che esistano piante in realtà più vecchie. colpiti dal fulmine. palme ed altre piante monocotiledon i che non formano anelli annuali di crescita. Può colpire un solo germoglio di una pianta per il resto normale. Alcune malattie interne possono colpire le piante. e dalla fillodia dove i fiori sono sost ituiti da foglioline ridotte. come qualche alga gigante del Pacifico. ma essa può essere d'origine meccanica. e raramente ne menomano il vigore. e di fillodia la p iantaggine maggiore nella varietà a rosetta. ma a volte accade quanto si è osservato in occasione dell'ultima disastrosa on data di gelo nei Paesi mediterranei.come fanno le piante grasse o i bulbi . Piante così smisurate indubbiamente muoiono di pura vecchiezza: hanno un limite ma ssimo condizionato dall'accumulo di prodotti di rifiuto e dal declino del ricamb io a somiglianza di quanto avviene negli animali.non dispo ngano di riserve speciali e di accorgimenti per conservarle. Nella peloria i fiori normalmente irr egolari diventano la regola. Altre manifestazioni m ostruose sono i processi di proliferazione. L ogorio e lacerazioni ad opera di elementi esterni entrano pure in gioco.all'opposto delle colonie collegate e i n espansione continua. e ciò vale anche per un gran numero di piante «sup eriori» . spesso in una strana foggia di cresta di gallo. Cacti fasciati o «crestati». nella quale i fiori superior i vengono sostituiti da un unico grandissimo fiore campanulato. Un'alluvione può asfi ssiare le radici o semplicemente ucciderle. Ora si crede che il primato di lon gevità di una pianta singola sulla Terra . malattia e morte. come quelle dei mirtilli americani. Le piante possono perire in conseguenza di una s iccità inaspettata. originando talvolta la formazi one di un fiore all'interno di un altro. ma sono più curiose che nocive. che all'analisi del radiocarbonio-14 rivela di avere più di 7200 anni di vita. con un conseguente effetto a «manicotti c oncentrici».piante erbacee che non hanno tronco. esistono anche nelle piante invecchiamento. si è costretti a chieders i se circostanze del genere non possano essere imposte da circostanze esterne.

cimici farinose. ed hanno tutti poderosi stilett i cavi per penetrare nel tessuto fogliare e suggerne i succhi. Queste sono costituite da corpi di tessuto plan tare di forma e dimensioni assai varie. quindi muoiono a loro volta e la cute si trasforma in un guscio duro o cisti. per rivestirne i nidi in cui depong ono le uova. I bruchi possono spogliare fino all'ultima foglia una foresta o un frutt eto. le piante hanno molti nemici. Meno noto tra questi dannosi succhiatori è un minuscolo verme nematode detto angui llula. dai minuscoli acari. Un numer o incredibile d'animali vive a spese delle piante. le sostanze chimiche emesse dalle radici stimolano le uova ad aprirsi.chiocciole e lumaconi . neri e lanosi. Queste cisti posso no restare inerti nel terreno per molti anni. che spesso abbatte gli alberelli per impadronirsi delle fronde. ingiallisce e non serve più a nulla. insetti fino agli animali erbivori che vanno dai lumaconi all'el efante. e tutt i i frutti degli alberi. ed ogni associazione tra una data pianta e un determinato insetto provoca la formazione di galle diverse e riconoscibili . co n conseguente distruzione dell'habitat della fauna selvatica. si può sentire il rosicchiare di migliaia di minuscole mascelle e l'incessante caduta degli escrementi e rifiuti degli in vasori. rossi. o sventra i tronchi come quelli del baobab per averne i succhi (i quali sorprendentemente contengono un'alta percen tuale d'acido tartarico e sembrano particolarmente apprezzati dall'elefante). ma non appena arrivano nelle vicin anze le radici di una specie vegetale adatta. Un acaro rosso invisibile ad occhio nudo si moltiplica così in fretta che in breve tempo la foglia infestata non ha più linfa. affiorando in superficie di notte per mangiare: a tut t'oggi è virtualmente impossibile distruggerle. che reagisce formando galle. Problemi d'importanza relativamente minore vengono causati da insetti come i fil lotomi. zecche.. Da quando l'uomo ha cominciato a coltivare specie vegetali per averne un raccolt o. divorarono ogni filo d'erba della terra. cimicioni somiglianti a bottoni o capsule. vermi nematodi.attaccano le piante in gran numero c on la loro lingua a raspa costantemente rinnovantesi. Talvolta. Quando la pian ta muore. Possono essere prese nti in numero astronomico nel terreno. la distruzione della vegetazione ad opera di nuvole di cavallette è un avvenime nto scontato dell'esistenza nel Medio Oriente e in Africa: dobbiamo solo rilegge re quanto è scritto nell'Esodo biblico: «Coprirono la faccia di tutta la terra. che possono raggiungere la lunghezza di 25 centimetri. il quale è un commensale sprecone quanto nessun altro. di solito in via vegetativa. ma ta lvolta anche con i semi.e mutazioni genetiche e si possono propagare. quando si verifica un' invasione di processionarie in un bosco. le femmine producono uova all'interno del loro corpo. Talvolta le galle non cominciano a svilupparsi finché la larva non sia sgusciata dall'uovo e non abbia cominciato a mangiare. dando il via a una nuova invasione. Ne risulta una situazione che può dare il via a una reazione a catena per cui cresce notevolmente il pericolo degli incendi e dell'erosione. mentre grossi bruchi in superficie ed altri filiformi sotto t erra rodono voracemente i tessuti delle piante. C 'è inoltre una moltitudine di limacce. trasformandole in «cellule di scambio» che affrettano il passa ggio del flusso di linfa al nematode ogni volta che questo vuole mangiare. e questa sfogliatura può anche uccidere gli alberi: le conifere sono particol armente sensibili. e non rimase alcuna verzura sugli alberi o sulle erbe dei campi per tutta la terra d'Egitto». nonché nelle piante quando vi fanno il loro ingresso: ne sono stati trovati due milioni in una sola cipolla. Le anguillule entrano spesso nei tessuti delle piante e si muovono all'interno di esse. insetti simili a scaglie c he s'insediano in un posto come minuscole cozze. Anche i molluschi . E" stat o accertato che la specie che attacca le patate induce la pianta a modificare le sue cellule esterne. Altri animali nocivi fin troppo noti sono i bruchi che scavano gallerie tra le d ue facce fogliari.. che comprendono afidi verdi. la crescita s'arresta quando la la . Particolare voracità hanno l e chiocciole tropicali. Oltre a questi fattori di rischio «naturali». Ne ssun giardiniere ha bisogno di essere messo al corrente dell'esistenza di questi succhiatori di linfa. in m odo che il paese ne fu oscurato. che resecano parti intere di foglie. Molti insetti depongono le uova direttamente nel tessuto della pian ta. anch'esso dotato di uno stiletto perforante. molte delle quali trascorrono sotto terra g ran parte della loro vita.

e attaccano in uguale misura anche il legname: si calcola che nei soli stati dell'Oregon e di Washington non meno del 35% degli abeti bian chi sia colpito da ruggine vescicolare. La formazione delle galle sembra rappresentare in gran parte la reazione della pianta intesa ad isolare il parassita con le eventu ali sostanze tossiche prodotte. come nel caso dell'orobanche. sia che si tratti di un albero caduto. le galle hanno accrescimento limitato e non sono di natura tumorale.ha ucciso moltissimi meli. dove si sviluppa la larva. anch'essi sono parassiti. A volte sono molt o elaborate. ma non si accon tentano di attingere nutrimento dalla pianta ospitante a somiglianza del vischio . della sua ceppaia o di legname tagliato. tazze o sfere. L'insetto procaccia rifugio e provvista di cibo alla sua prole. ne distruggono invece attivamente le strutture interne.dov'è nell'interesse della specie parassitaria ch e la pianta ospitante resista per un periodo ragionevolmente prolungato. I funghi aggrediscono gli alberi vivi.gli «orecchioni» ch e compaiono all'esterno degli alberi. Si parlerà più estesament e di queste piante in seguito. Le spore fungine vengono trasportate diffusamente dall'aria. dove un tempo formava grandi foreste. come nel vischio e nella maggioranza delle specie parassite arboree . come se la pianta ospitante avesse il presagio di poter morire. e la loro leggerezz . e su quest'ultima sede sono opera tipica di nematodi od acari. Una v olta che hanno finito di uccidere l'albero . con trabeazioni irraggianti da una capsula centrale concamerata. Nelle regioni tropicali le onnipres enti termiti sono le prime a trarre vantaggio dal legno ucciso da un fungo. e in misura assai minore dell'edera. ad esempio quelle dei liquidambar delle parti occidentali del Norda merica. carbonchi. I funghi danneggiano o distruggono ogni anno almeno il 10% delle coltu re di tutto il mondo. se i coltivatori non ricorrono ad opportune contromisure. Su un tronco di faggio. I funghi sono i distruttori principali del legno morto. mentre l' uovo e la successiva larva dell'insetto possono trovarsi nei tessuti o alla supe rficie della pianta. Questi funghi hanno grossi corpi fruttificanti . rappresentato da un «orecchione». Anche i funghi minori attaccano le piante più tenere con un assortimento terrifica nte di ruggini. ma quando so no molto numerose possono indurre la pianta a dare fiori e frutti con una prodig alità innaturale. Il vig ore riproduttivo di questi funghi si calcola in cifre astronomiche: un centimetr o quadrato di una foglia di rosa colpita dalla ruggine può produrre mezzo milione di spore. ho contato più di 30 specie di tali funghi. il mal del carbone . pochi mesi dopo che era c aduto al suolo. ad opera di funghi. pieghe. che succhia la vita di interi raccolti di fagioli o di trifoglio. per cui la piant a non ha possibilità di scampo. peri ed altri alberi della fam iglia delle rosacee sul continente europeo. che in realtà di solito si limi tano ad uccidere gli alberi quando già stanno per andarsene. come è il caso dei Ficu s soffocanti. oltre al fungo assassi no originario. e abitualmente rappresentano il sintorno i nfallibile della presenza di un nemico insanabile all'interno dell'albero.rva s'impupa. dove le galle sono costituite da sfere cave all'interno. Certe piante parassitano altre specie vegetali con risultati paurosi e talvolta rapidi.che di solito viene abbattuto da un uragano e mostra la parte centrale fradicia . Le galle possono presentarsi come ispessimenti. il legno morto emana sos tanze volatili che favoriscono effettivamente la crescita dei funghi. mal della golpe e così via. oppure prolungati. Mol to di rado queste galle provocano danni seri alla pianta ospitante. Possono spuntare sulle foglie. mentre nei climi freddi e asciutti il legno può durare per secoli.altri funghi saprofiti non tardan o ad aggredire il legno morto. e impedendo ai vari sistemi circolatori di convogliare acqua e nutrimento come inv ece dovrebbero.così detto perché annerisce le foglie come se fossero bruciate . Nelle fore ste tropicali la decomposizione è rapidissima. sui tronchi o sulle radici. rammollendo il legno i n modo da facilitare l'accesso agli insetti e ad altri distruttori secondari. Il castagno è stato completamente annientat o nelle regioni orientali del Nordamerica. e si ritrovano ben presto in ogni parte di un albero malato. per cui ogni anno vanno perduti almeno t re milioni di metri cubici di legname. Altre s pecie avviluppano le piante ospitanti fino a farle morire. spesso in misura totalmente sterminatrice.

Si crede che ciò possa moltiplicare il nu mero delle divisioni cellulari. Alcune ricerche russe hanno suggerito l'ipotesi che le cellule comunichino tra loro emettendo raggi ultravioletti.a garantisce la possibilità di coprire grandi distanze. si può trasmettere alle piante dopo che le dita hanno toccato sigarette inf ette. talvolta modificando evidentem ente la sostanza del nucleo. in modo tipico con gli attrezzi usati per l'innesto e la potatura. Cellule sane sono state infettate da virus di cel lule infette loro vicine. Tuttavia i nemici più insidiosi delle piante sono costituiti dai virus. Questi ess eri piccolissimi. e talvolta contorcendone le fronde o i tronchi (esiste una curiosa malattia da virus che colpisce i meli e s i dice «del legno gommoso»). o la puccinia. trasmettendo contemporaneamente malattie ed infe zioni come nel caso dei virus. Note con il nome di galle della corona. pomodori e molte altre p iante. ma prove comparate con pian te non infette hanno dimostrato che queste infezioni virali dissimulate riducono . abitano . come quando un'intera serra di pomodori viene pacciamata e spollonata a m ano. I virus attaccano . di modo che le cellule assumono un comportamento an ormale. Perciò è stat a formulata l'ipotesi che la ruggine dei cereali in America venga portata dai me rli che cominciano a migrare nel periodo in cui le ruggini sono infettanti nel M essico. un fungo che compie lo sviluppo su due specie ospitanti. o possono i nvadere le radici. e le misure di difesa antibatteriche sono ancora più difficili da attuare che non nel caso dei funghi. e il loro passaggio diretto a nord attraversa in pieno le principali reg ioni cerealicole degli Stati Uniti e del Canada nel volo stagionale di ritorno. è impressionante la loro rassomiglianza con certe for me cancerose delle specie animali. ma di solito si rinvengono soltanto nelle cellule. che si sv iluppano più rapidamente dei tessuti normali. I funghi possono entrare nelle piante attraverso lesioni del tronco. Pare possibile che la germinazione delle sp ore fungine e il loro successivo ingresso nei tessuti attraverso i pori siano re golati in parte dalla concentrazione gassosa in prossimità delle aperture. sono in grado d'invadere le cellule e moltiplicarvisi. Ciò accade sicuramente per il cancro dei mandorli e dei peri. da nematodi sotterranei analoghi succhiatori di linfa.ora usata pe r far appassire artificialmente l'erba medica. e a ggredisce i cereali dopo aver formato galle a coppa sulle piante di crespino. Di tanto in tanto provocano la formazione di galle legnos e dall'aspetto tumorale. Certi virus delle piante si trovano nel terreno e possono infettare dire ttamente le radici.e rigonfiamenti che compaiono sul tronco degli alberi . invece il virus "nicotiana". di solito solo se la pianta già infetta viene lesionata d all'esterno. Le galle della corona possono ca usare la morte della pianta.quasi ogni genere di piante. Per lo più vengono diffusi da una pianta all'altra ad opera d'insetti che succhiano la linf a. Sembra che le specie fungine che attaccano le foglie vi entri no attraverso gli stomi respiratori. Alcuni funghi sembrano veramente conoscere la «parola magica» che consente loro di aprire i pori delle foglie.la fusicoccina . Può capitare saltuariamente che essi vengano diffusi anche per mano d'uomo. è stato dimostrato c he l'affezione colpisce allo stesso modo parecchie piante che non hanno affinità t ra loro. Recentemente è stato dimostr ato che anche gli uccelli possono trasportarne in misura assai grande. spess o conferendo loro aspetto macchiettato o screziato. Se mpre causate dai funghi sono certe formazioni . che colpisce tabacco.o se preferite. si prese ntano come escrescenze irregolari di aspetto e comportamento tumorali. accelerandone così l'essiccazione.definite con il termine appropri ato di «scope delle streghe» . spesso angariando seriamente le piante e quasi invariab ilmente indebolendole. Le galle possono essere provocate anche dai funghi: alcune forme costituiscono a ffezioni serie come la melanomicosi delle patate. che le copre di escrescenze sc ure. di cui in passato si è dubitato che avessero la «vita» stessa. ma separate da pareti di quarzo. i cui sintomi si manifestano con l'avvizzimento delle foglie. Anche in questo caso questi organismi elementari possono pr ovocare la formazione di galle. Anche i batteri provocano malattie delle piante che possono avere esito letale. e talvolta dagli uccel li. ma anche con le dita. Le galle secondarie che insorgono su lle piante infestate sembrano causate da sostanze chimiche formate nella galla o riginale e fatte circolare attraverso la linfa. Talvolta non si hanno sintomi visibili. ed è stata isolata dal fungo una sostanza .

eccetera. ma esiste una moltitudine di organi smi appena più grossi . Abbia mo già osservato che le malattie da funghi possono essere veicolate dagli uccelli.sono responsabili di un gruppo di affezioni delle piante n ote con il nome collettivo di «giallume». dove i fiori sembrano portare spruzzi o pennellate di alt ri colori. come uno scarabeo che abita la corteccia degli alberi e diffonde «il morbo olandese degli olmi». E" quasi impossibile distruggere un virus una volta che una pianta è infetta.uno dei quali causa la pleuropolmonite i nfettiva dei bovini . Vedi caso. dell e piante. malattia che attualmente sta decimando gli olmi d'Inghilterra e d'Europa. Con il morbo degli olmi. sono c omparsi ceppi più virulenti di quelli segnalati in precedenza. talvolta anche in concorrenza con i parassiti d elle piante. come è possibile combatterli nelle specie animali q uando non ci siano di mezzo i virus. che riescono ad inf ettare varietà di olmi allevati appositamente per la loro resistenza. e causandone così la morte per inedia.funghi microscopici. a tutt'oggi la linea d'attacco principale contro i micoplasmi deve sviluppars i contro gli insetti contagianti. il quale provoca serie perdite in colture importanti e disparate quali cocco. Come nel caso dei viru s. e a volte posso no anche portarli a morte. E" stato scoperto di recente che altri organismi già noti soltanto negli animali. ma alcuni riescono certamente a degradare il rivestimento ceroso de . quali i micoplasmi e gli spiroplasmi . o citoplasma. come nel caso dei tulipani battezzati dagli amatori Rembrandt. E" stata formu lata l'ipotesi che forse non esiste un solo vecchio albero da frutto che non sia infetto da virus. micoplasmi e spiroplasmi sono esempi classici di organismi virulenti tras messi da una pianta all'altra quasi esclusivamente ad opera degli animali. Questi tulipani sono tra i più vecchi coltivati che si conoscano. e. Il morbo uccide bloccando i canali che distribuiscono la linfa all'albero. perché risalgono ai primi anni del diciassettesimo secolo. mentre in certi casi si ottengono buoni risult ati con il trattamento al calore. tra l'altro. sviluppandosi entro la sostanza viva. tanto che certi virus dell e specie animali possono colpire le piante. I virus hanno dimensioni ultramicroscopiche. Con questo non s'intende dire che gli antib iotici rappresentano il rimedio per le colture infette: un trattamento del gener e sarebbe costoso e potrebbe originare residui indesiderati.che vivono sulla superficie delle foglie. Virus. A somiglianza dei virus. Essi causano l'ingiallimento delle foglie. ques ti organismi vengono diffusi normalmente dagli insetti e dalle loro punture dopo aver soggiornato su piante o raccolti infetti. ritardo ed anomalie della crescita e specialmente produzione di foglie invece di fiori. fermenti. agrumi. e possono vivere delle sostanze contenute nel rivestimento esterno originario delle foglie. le cui larve scavano gallerie nella co rteccia. e pertanto produca al di sotto delle capacità potenziali.effettivamente l'accrescimento e la resa economica delle piante. Normalmente risiedono nei tubi cribrosi delle piante. Essi non sono parassiti diretti né vettori di malattie. le spore vengono trasportate nella massa dei peli sensoriali situati attorno alla testa ed alla bocca dei giovani scarabei. batteri ed alghe unicellula ri . che prima si credeva dipendesse dai virus. Bizzarri. ma a l capitolo 28 si descrivono alcuni mezzi per metterli nel sacco. Forse va anche tenuto presente che certe piante ornamentali variegate e screziat e devono la loro decorazione supplementare a un virus che non le indebolisce olt re misura. i vi rologi hanno dimostrato recentemente che alcuni virus degli animali e delle pian te hanno tra loro una forte somiglianza superficiale. Bybloe m. Naturalmente esistono virus delle specie animali come ne esistono per le piante. I micoplasmi rappresentano le più piccole cellule note a moltiplicazione spontanea. Si sa già che certi virus delle piante possono moltiplicarsi nel corpo degli insetti che li propagano. sebbene assomiglino ai batt eri. cotone e riso. e che entrano in gioco altri animali. Un'analoga associazione tra scarabeo e fungo è colpevole della morte di m olti faggi delle Isole Britanniche. e sono sopravvissuti fino ad oggi nonostante il nemico che portano in corpo. stimolando nei cons umatori la formazione di organismi antibioticoresistenti. possiedono soltanto un quinto dei loro geni. In certi casi è possibile controllare questi organismi insidiosi con gli antibioti ci della serie tetraciclinica.

Anthony Smith h a descritto una foresta di questo tipo in "Mato Grosso" con questi termini: "Per molti aspetti si tratta di una foresta della morte. Il capitolo 25 da una descrizione esauriente del la loro corazzatura e dei loro veleni. D'altronde è dimostrabile come questi prodotti ve ngano eliminati attivamente dalla pianta con modalità evidentemente escretoria: co sì un comune ginepro può perdere fino a 30 grammi d'olio etereo al giorno. Un amico mi ha riferito di aver osservato squadre di forestali nell 'Ecuador mentre si tracciavano dei passaggi in una foresta. di lattici o linfe ad aspetto latteo. di piante che imputridiscono e si rigenerano in una specie d'interminabile anarchia di foglie». sebbene certe speci e a limitata diffusione .contro un attacco combinat o delle cavallette o dell'uomo. mentre l' albero della gomma emette fino a 50 grammi di zucchero dai nettarii situati all' esterno dei fiori. E" in gran parte colpa dell'uomo se le piante si estinguono. Bisogna inoltrarsi nella foresta tropicale per rendersi conto del peso bruto del l'attacco sferrato alle piante vive dagli organismi antagonisti. senza dei quali non avrebbero potuto usare i loro arnesi di lavoro. Si desidera trovare un albero intero. Naturalmente l'uomo è tra i nemici principali delle piante. con l'interno sano. con conseguente aumentata fuga di umidità. mentre molti alt ri utilizzano i materiali che trapelano dall'epidermide della foglia. aeroporti. perché ogni albero si appoggiav a a quelli vicini e non era in grado di stare ritto da solo. o sorprendentemente ritti se nza alcun sostegno. Per una ragione o per l'altra gli alberi delle foreste tropicali possono essere debolissimi. spesso antichi di millenni. L'apparato potrebbe sembrare troppo complicato p er semplici prodotti di rifiuto. Ne tratterò più estesamente alla fine del libro. si sostengono su tronchi mezzo marci. con foglie non mordicchia te e corrose. E" difficile trovare anche una sola foglia int era: ci pensano gli insetti". che si ram ificano per ogni parte della pianta. spesso aiutato dal bes tiame domestico: egli se ne serve per ricavarne cibo e una varietà grandissima di altri prodotti utili. un alb ero dalla corteccia intatta come un abete di Norvegia. Nello spazio di 24 ore questi an gusti corridoi erano disseminati di alberi caduti. vivi e prosperi in cima. Il giornalista di viaggi Brian Jackman descrive questa foresta definendola piena di «un acre odore di serra. per cui sembra probabile che questo esercit o insospettato di minuscoli occupanti abusivi affretti il processo d'invecchiame nto delle foglie. E" stata avanzata l'ipotesi che si tratti di sottoprodotti. come nelle foglie di conifere provviste di speciali canalicoli resiniferi.e il fatto non sorprende . o con un duro involucro che rinchiude un interno cavernoso.. C'è tutta un'in tera serie di olii. Alcuni alberi alti. e le spoglie dei giganti della foresta di un tempo. per cui la resina ad esempio fungerebbe da veicolo delle eccedenze di carboidrati. Ci sono i fradici rami bassi.endemiche locali -siano comunque da ritenere già condann ate per un complesso di fattori d'ogni genere. o può sventrarla senza ombra di rimorso con le ruspe per costruire città. molli e polverosi all'esterno. e indirettamente l'uomo le può anche distruggere con i sottoprodotti delle sue attività. ma po ssono rivelarsi indifese . E" altrettanto po ssibile che costituiscano una riserva di nutrimento. distesi o appoggiati ad altri tronchi vivi. fe rrovie.. strade.lla cuticola fogliare. Anche nelle foreste tropicali allo stato naturale questo mio amico notava il rumore quasi ininterro tto degli alberi che cadevano. Può adottare i metodi culturali del disboscamento e dell'inc endio per procurarsi temporaneamente aree coltivabili nel cuore di una foresta. cioè con l'inq uinamento mediante fumi e scarichi. più che del trionfo della vita che ci si sarebbe aspettati sorvolandola dall'alto. Le foreste sono i suoi obiettivi in guerra. . di gomme e di resine. Certi orga nismi trasudano sostanze che favoriscono la crescita e presumibilmente possono t urbare l'accrescimento delle piante. Nelle piante esistono certe sostanze a funzione non sempre chiara. Le piante dispongono per la verità di certe difese contro i nemici naturali. Le piante che producono res ina o lattice hanno canali appositamente riservati a queste sostanze. Vi sono grandi tronchi morti.

Questo processo tuttavia rich iede tempo. in seguito alle esplosioni delle bombe . Il mucchietto di terriccio e strame ci ricorda come i resti delle piante morte n .dalla formazione del tessuto calloso. finché non si s corgono plantule che spuntano da un tronco caduto e mezzo fradicio. nelle foreste dei climi temperati si po ssono trovare file diritte di alberelli che riescono inspiegabili. La maggior parte delle gomme «lega» dal 12 al 15% d'acqua. erompe in foglie e si ricopre nuova mente». e a suo tempo spuntarono nuovi ra mi. Alcune di queste sostanze rendono le piante indubbiamente sgradite al palato deg li animali. Ci penseranno presto i vermi e gli altri animali grossi e pi ccoli che vivono nel terreno. In ogni caso le ferite vengono richiuse alla fine . con il suo aspetto di polvere granulosa. di modo che. Si trovano tronchi d'albero conservati nelle torbier e. impede ndo l'ingresso alle spore fungine. Ricordo di avere visto durante l'ultima guerra alberi che. e altrettanto indubbiamente sigillano rapidamente le lesioni. dai funghi e dai batteri che si nutrono delle sue spoglie. e anche gli steli fibrosi marciranno molt o presto. il che è un fattore di evidente importanza ad esempio per le acacie che vivon o nei deserti. mentre resine e gomme formano una massa appiccicosa che indurisce con il tempo. ed altri che si sono fossilizzati. Quest'ultima trattiene l'acqua. Un posto not evole per osservare questo fatto è l'Olympic National Park nella parte nordocciden tale degli Stati Uniti. compre si quelli del vasto gruppo delle acacie. ma protegge anche i t essuti danneggiati da un nocivo disseccamento. Una pianta morta di solito svanisce rapidamente e silenziosamente dalla scena. Le piante tenere diventano terra nella terra molto più in fretta. fa pensare che la gomma si produca con processo naturale alla caduta delle foglie.Una recente indagine condotta sugli alberi tropicali che producono gomma. polverizzato dagli insetti. e lo stesso fanno spessissimo gli alberi mozzati o spezzati. che sono alberi tipici dei climi fr eddi. altro non è che lattice essiccato essudato dalle fessure pra ticate nelle capsule seminifere dei papaveri. conservando l'acqua all'interno dei tessuti della pianta. ma si tratta di eccezioni. Anche il più gran de albero di una foresta si dissolve a poco a poco. avevano perduto tutte le foglie e la maggior parte dei rami. quando i l vecchio albero muore e marcisce. e costituisce un'operazione di restauro a lunga scadenza più che un ra pido mezzo di chiusura protettiva. specialmente delle piante legnose. e l 'idea calzerebbe a proposito delle conifere. si ha l'impressione che quello nuovo cresca s ui trampoli. oppure si mettono a far spuntare gemme latenti sulle radici. che è uno strato sugheroso formato d alle cellule del cambio subito sotto la corteccia. Un antenato di Galileo già notava questo fatto scrivendo nel 1424: «Il legno del l'albero è un'immagine della speranza: ferito. l'unica foresta piovosa delle regioni temperate esistent e al mondo. Il fatto potrebbe anche spiegare perché la Cryptomeria japonica nel le regioni calde del Giappone contenga resina in quantità sette volte superiore ri spetto agli esemplari della stessa specie che crescono nelle regioni fredde. dopo poche settim ane i tronchi erano ricoperti di foglie nuove. ciò s ignifica che un albero provvisto di gomma nel sistema non si dissecca mai del tu tto. Nell'isola giapponese piovosissima di Yakusima i semi ge rmogliano spesso sui rami più alti degli alberi vivi più annosi. p erché sovente è biodegradabile. ai batteri e agli insetti. Le piante dispongono anche di sorprendenti poteri di rigenerazione quando vengan o danneggiate. spesso basta il gelo a ridurne i tessuti in poltiglia. e i giovani rampoll i calano le radici lungo la corteccia dell'albero «ospitante». l'oppio allo stato originario. dove i detriti a fior di terra costituiscono un severo impedimento p er i germogli d'albero. Il lattice esposto all'aria indurisce seccando. come ben sa chiunque abbia fatto un mucchio di terriccio e strame per mutarlo in concime. Queste gemme latenti si trov ano nei punti più imprevisti. e perciò non soltanto sigilla le lesioni inferte alle capsule. Può accadere che un albero in disfacimento fornisca un asilo e un vivaio per giova ni rampolli di propria ed altrui specie.specialmente nelle piante le gnose . Già si è fatto cenno agli ulivi colpiti dal gelo che germogliano dall e radici. Ma si è pensato anche che la resina aumenti la resistenza della pianta al freddo.

cioè in una sostanza la cui struttura chimica a tutt'o ggi non è stata accertata dalle ricerche. Non esiste discriminazione di alcun genere nel mondo vegetale. comprese le altre piante (fattori biotici).utrono la generazione ventura." I fattori che influenzano le piante si dividono in quattro gruppi principali. che in sostanza significa il rapporto degli organismi viventi con l'ambiente nel suo complesso.così solo certe alghe verdiazzurre riescono a resistere a temperature superiori ai 55 gradi C. esso riveste le particelle del suolo ed ha importanza fondamentale per mant enere la buona consistenza del terreno. anche se alcune hanno grandissima diffusione in certe aree. per cui si rigonfia quando è bagnato e si contrae quando è asciu tto. e viceversa per le specie tropicali. Fattori esterni concorrono a limitare le possibilità potenziali di diffusi one d'una pianta. tuttavia. Capitolo 19. con le condizioni organiche ed inorganiche dì vita.o oecologia. Certe piante hann o un margine sufficientemente ampio di tolleranza al variare della temperatura. Nessuna pianta. Infine i batteri scindono l'humus nelle materie chimiche elementari che ven gono assorbite dalle piante come nutrimento. ed ecce zionalmente di 100 metri. quali la Posidonia oceanica. rendendolo spugnoso ed atto a ritenere l 'acqua. si d ice ecologia. influenzandosi a vicenda in vari modi. e la Cymodocea. la cosiddetta "econo mia della natura". perché si sono ridotte in elementi utili.e infine l'azione esercitata dagli organi smi viventi. e non costituisce blasone lo stato raggiunto da una pianta nella scala evolutiva. Invece nessuna alga è riuscita a t rovare una nicchia abitabile sulla terra asciutta. Alcune vivono raggruppate in comunità della propria specie. i diversi gruppi di piante si mescolano l iberamente. ha tanto successo da riuscire ad occupare più di una p iccola frazione di tutto l'habitat possibile.Di mo do che esistono ambienti apparentemente impenetrabili dove invece riescono ad in trodursi piante esteriormente inadatte.caratteristiche fisiche e topografiche (o fìsiografiche) . Lo studio di questi fattori. mentre un gran numero di fattori può agire ed interagire per def inire la posizione di una data pianta nel mondo. . d'altronde. Risultato ancora più apprezzabile. sebbene esistano specie che r iescono a sopravvivere con immersioni giornaliere del 5%. il loro adattamento all'ambiente circostante. altre sono invece individualiste. ma solo quando il calore viene moderato dall'altezza sul livello del mare. L'humus. LA COMUNITA" DELLE PIANTE. La variabilità del clima mondiale significa anzitutto possibilità di divari enormi d i temperatura.. Alcuni habitat so no fisiologicamente impossibili per quasi tutte le piante . se non sessualmente. ad esempio la talassi a o «erba delle testuggini marine». che consentono scambi assai più ampi di quelli che av vengono tra i giocatori su un campo sportivo durante una partita di calcio.era "la conoscenza della somma dei rapporti degli organismi con il mondo esterno cir costante. ma in generale le piante dei climi temperati non crescono nelle regioni tropical i. Si possono coltivare rose e mele in Afri ca. e così continua il ciclo della vita. come si diceva allora .caratterist iche del terreno (condizioni edafìche) . e . quelle più diffuse sono le piante molto adattabili e cap aci di migrare o di approfittare delle occasioni offerte dalla dispersione occas ionale. con le modificazioni che assu mono nella lotta per l'esistenza. Qualche altra pianta superiore forma grandi comunità in posti dove si crederebbe possano vivere solo alghe marine. e cioè: clima . ha composizione collo idale o gelatinosa. il quale ha scritto ch e l'ecologia . la correlazione tra gli organismi conviventi nella stessa loc alità. Socialmente.. Per una definizione più comprensiva potremmo adottar e quella datane dal grande biologo tedesco Ernst Haeckel. ma ciò nonostante zolloso e accessibile e invitante all'avanzata delle rad ici. qualunque esso sia. pianta «super iore» che forma intere praterie nel Mediterraneo fino alla profondità di 60. questa materia organica decomposta termina la sua carrie ra trasformandosi in humus. per cui abbiamo piante che prosperano nel calore soffocante dei t ropici ed altre che allignano in condizioni di freddo intenso.

ma è quella che si può osservare ugualmente sulle montagne dei Paesi mediterrane i e delle regioni a clima temperato. comporta la brusca scomparsa d elle piante a foglia caduca all'altezza di circa 2000 metri sul mare. I tipici eucali pti resinosi rappresentano un'esca tra le più infiammabili al mondo: producono inf atti grandi quantità di foglie. e andarono b ruciati più di due milioni di ettari. Le prateri e di foraggere si spingono un po'"più in alto. caratterizzato dalle scarse piogge annuali (25-150 cent imetri) e da un periodo di completa siccità non inferiore ai cinque mesi. il limite delle conifere è sui 2500 m etri. nonché sostanze gassose che s'incendiano con estrema facili tà. Tuttavia molte piante si sono adattate alla comparsa regolare degli incendi. l'evaporazione. All'equatore le giornate hanno sempre uguale lunghezza pe r tutto l'anno. e permettono all'incendio di avanzare tra gli alberi con balzi di centinaia di metri. possono trasformare facilmente una scint illa in un braciere. specialmente nei paesi caldi. mentre altri fattori comprendono la nuvolosità. Non per nulla gli annunci pubblicitari che reclamizzano il Libano o la Sierra Nevada in Spagna informano che si può sciare al mattino e fare il bagno in mare al pomeriggio. e le ricerche hanno asso dato che il fulmine ha causato regolarmente numerosi incendi prima ancora che en trasse in scena l'uomo. è dato dalla piovosità. di modo che i giardinieri devono tene r presenti almeno una mezza dozzina di zone climatiche. in Europa. L'Africa è un altro continente dove si trovano grandi aree esposte agli incendi. per cui scalare una montagna sortisce pressappoco l'effetto che si ottiene migrando verso il Polo. La successione tipica delle spec ie vegetali temperate su una montagna. Il fuoco è un fattore esterno di sorprendente importanza. e vi sono dodici ore di luce al giorno. Man mano che si procede verso il nord o verso il sud. mentre i bassi cespugli finiscono a 3500 metri. e giornate lunghe in estate. Molti lembi di foresta africana sono circondati da macchioni di Erythrin . Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla quantità totale di p ioggia. ma il gelo le fa morire: ciò che può crescere in un gi ardino dipende dall'audacia o dalla delicatezza di una data pianta. il vento e le nevicate stagionali. alimentando l'incendio a velocità allarmante. Gli incendi delle praterie australiane si diffondono con velocità da cinqu e a dieci volte superiore a quella di un incendio nella boscaglia. L'Austra lia ha questo clima: venti caldissimi e secchi. dove la flora tropicale delle falde cede finalmente il passo alla flora alpina man mano che ci si avvicina alla vet ta. ivi comprese la savana e la foresta asciutta. con il contributo più localizzato anche dell'attività vulcan ica.questo fatto ci ricorda come gli effetti della latitudine si possano riprodurre in senso verticale. corteccia e detriti di rami . e certe sp ecie sembrano addirittura avere bisogno di una fuocata occasionale per restare i n vita. oppure cada in modo da determinare stagioni asciutte alternate a stagioni p iovose. in cui bruciarono ben 300 mila ettari di foreste in località q uasi inaccessibili nei monti del Gippsland in seguito a 75 focolai separati form atisi per caduta di folgori durante un violento temporale. Nelle isole Scilly prosperano all'aperto piante grasse che non riescono a sopravvivere nelle parti orientali o settentrionali della Gran Bretagna. per cui all'estremo nord si hanno in estate giornate in cui la luce del giorno splende quasi ininterrottamente. E" vero che riusciamo a far crescere come piante annuali nei nostri giardini cer te piante che amano il caldo. e sono state misurate avanzate di 13 chilometri all'ora.tutti combustibiliss imi . La successione regolare degli incendi per cause naturali s'intensifica con il co siddetto «clima da incendi». troviamo stagioni con giornate corte in inverno. In media il limite vegetal e non supera l'altitudine massima dei 4000 metri. Gli Stati Uniti d'America hanno diversità climatiche ancora maggiori. Rispetto alle regioni temperate i paesi tropicali hanno anche un numero diverso di ore di luce solare. a seconda che la pioggia sia distribuita uniformemente durante le stagi oni. con il concorso di temperature g ià elevate e della vegetazione inaridita. Nel marzo 1965 si osservò in Australia un esempio d'incendio causato spontane amente dal fulmine. Un altro importante fattore climatico.a fior di terra. Tale effetto è più evidente sulle cime tropi cali quali il Kilimangiaro e il monte Kenya. Nel 1968 nell'Australia centrale pre sero fuoco i pascoli per la caduta di un fulmine durante una siccità. Gli eucalipti sono in grado di resistere a un incendio di media intensità.

Per lo stesso motivo l'acacia è una pianta coloniz zatrice di grande successo. Il fattore fìsiografico è decisivo a seconda se l'area terrestre in esame è costituita da una grande massa continentale. determinato dalla presenza od assenza di ca lcio libero: molte piante sono rigidamente calciofile o calciofobe. Anche certi funghi sono stimolati dal fuoco. la diminuzione quantitativa e i camb iamenti qualitativi della luce. arre stando il fuoco quando minacciava di estendersi agli alberi. Cespugli ed alberi bruciacchiati producono spesso fiori in quantità eccezionale e cospicua messe di semi. In passato i contadini europei avevano l'usanza di da re fuoco alle radure delle foreste per procurarsi un raccolto di morchelle. i bul bi dovevano essere in letargo da decenni. possono esercitare sul terreno un'azione di grandissima portata. a malapena consentendo di scavarle in favorevoli condizioni meteorologiche. e possono rappresentare un'alea imprevista pe r le colture. e una prateria asciutta dall 'altro. oppure risente della vicinanza dell'oceano. e la conformazione di un pendio può causare diversità assai vistose . Gli alberi resistenti al fuoco hanno sovente una spe ssa corteccia sugherosa.a resistentissimi all'incendio. proprio sotto la superficie delle braci app ena cadute. che danno vita ogni anno a v eri boschetti di giovani germogli. I nepenti americani fioriscono più profusamente s e viene bruciato lo strato più superficiale della palude dove crescono. molti semi germogliano molto m eglio dopo gli incendi. migliorandone la composizione e l'aerazione e rendendo i minerali più accessibili alle radici delle piante. La v ita vegetale risente anche della presenza od assenza di materia decomposta sotto forma di humus. fatto ancora più straordinario. e tra questi quella leccornia da bu ongustai che è la morchella. lagune salmastre. Il terreno fornisce un'altra vasta gamma di condizioni regolatrici. savane ed atolli corallini. Questa specie è stata scoperta solo nel 1961 dopo che un i ncendio aveva bruciato una regione normalmente paludosa durante una siccità. lande .non appen a comincia la stagione delle piogge: esso fiorisce nello spazio di alcune settim ane. attraverso quel «bel medio impasto».marino o di acqua dolce. man mano che aumenta la profondità. e s'inaridisce ogni volta che sopraggiunge la stagione secca. quando addirittura non occorre il fuoco per farli germin are. che pertanto sarà più piovoso. né va scordato lo stesso habitat acquatico . Importanza cruciale riveste a nche il tenore di acidità del terreno. Grande importanza può avere anche la presenza od assenza di altri minerali: ad ese mpio l'eccesso di sale riduce drasticamente il numero delle specie potenziali. che restano inzuppate p er tutto l'inverno e si induriscono come la roccia nelle calde giornate estive. indicato come un ideale di perf ezione. Nel SudAfrica molte specie dei gigli bulbosi palladifuoco fanno una fioritura più copiosa dopo gli incendi. Dopo la prima guerr a mondiale trincee abbandonate e case incendiate si riempirono di questi curiosi funghi. Queste piante hanno talvolta grandi tronchi legnosi sotterranei. Molte piante perenni dei paesi caldi fanno spuntare un nuovo gambo e rbaceo o parzialmente lignificato . segnatamente i vermi. L'ohia lehua è un albero delle Hawaii che può venire ricope rto quasi completamente dalle ceneri incandescenti delle eruzioni vulcaniche. riforma su bito nuove radici a diversa altezza. e l" Haemanthus canaliculatus addirittura non fiorisce se non passa il fuoco.una cresta montana può avere una fores ta sul lato controvento. che favorisce enormemente la microfauna e la flora del terreno: gli animaletti microscopici del terreno scindono la materia in forme prontament e assimilabili con l'aiuto di funghi. A lcune sostanze chimiche possono influire anche in quantità minima sulla comunità veg . A ltro elemento importante è dato dalla presenza di montagne. Altre varianti sono date da deserti. finiscono alle argille pesanti e non ossigenate. Gli animali più grossi. ma dopo 4-5 giorni fecero spuntare le loro vivaci infiorescenze rosse. Non v'è giardi niere che ignori come le variazioni nella composizione del terreno possano influ enzare le sue piante: vi sono tutte le sfumature. e infine la di sponibilità d'ossigeno per il gioco delle correnti o l'affioramento. stagnante o in movimento. enzimi e batteri contenuti nel suolo. come già abbiamo osservato. dopo che è s eccata la parte della pianta cresciuta nella stagione precedente. che vanno dalla sabbia ai terr eni ghiaiosi e. se nza perdere la capacità di rigermogliare.di solito non più alto di un metro . acquitrini.

I fattori biotici non sono naturalmente tutti dannosi. nonché i diminuiti effetti della malattia.cioè formazioni. hanno alterato visibilmente l' aspetto ambientale in molte regioni centrali del Paese. Bisogna considerare anche lo sviluppo di una comunità cominciando da una colonizza zione od insediamento elementare. L'accumulo di materiale morto sul fondo si somma a quello di deposito po rtato dall'acqua e solleva il fondo del lago fino a che questo ha profondità non s . Nella formula più elementar e gli escrementi lasciati dagli animali al pascolo gioveranno a certe piante. Nel settore biotico . consociazioni. e lo stesso accadrà. ma bisogna stare attenti a non spingere troppo oltre le analogie tra società umane e vegetali. perché non vengono più brucati sollecitamente i germogli dei cespugli e degli alber i. dagli afidi verdi all'elefa nte. manganese e zinco. o magari la sfilata di una maggiolata vegetale. e finisce con il trasformare la foresta in savana.riconosce 1 7 tipi principali di vegetazione appartenenti alla foresta tropicale piovosa.Nicholas Polunin . Il pascolo regolare rappresenta da sempre un fattore impor tante dell'evoluzione. E" stato redatto un imponentissimo vocabolario e cologico per descrivere queste comunità ed i vari tipi di associazioni vegetali ch e si possono incontrare. rispettivamente animali nocivi e predatori. specialmente quando i fa ttori succitati si sono accompagnati alla diminuzione del numero delle pecore al pascolo: molti distretti si sono trasformati in distese di macchia e boscaglia. di solito per il peggio. L'introduzio ne del coniglio in Australia ha sortito il risultato di cancellare progressivame nte e inesorabilmente la vita vegetale da determinate regioni. i suoi effetti relativamente recenti sul regno vegetale verranno tratta ti esaurientemente nei capitoli seguenti. che può venir travolto da qualche disastro o interferenza. compresi i muschi. Più i mportanti ancora della specie originaria sono comunque le comunità specificamente adattate a determinate circostanze che si verifichino in tutti i vari habitat. e passare dal riuscito insediamento iniziale alla fase della concorrenza e dell a successiva reazione fino al momento ottimale stabile. Questi pochi esempi servono ad illustrare quanto siano complessi i fattori che c ontribuiscono a determinare la presenza o l'assenza di date specie vegetali. Lo studio dell'ecologia secondo questa terminologia e classificazione rammenta Debrett. società e tribù. dai batteri ai funghi ed animaletti microscopici fino alle specie superiori più disparate. e alle foreste a mangrovie. al la landa. e sei elementi per classificar e questi tipi «in ordine discendente di condizione ecologica» . in associazioni di piante alpine nell'America Set tentrionale e in Nuova Zelanda.etale. assoc iazioni. rame. per poi ricominciare. al deserto. e nei capitoli precedenti è stato dimostrato in quale misura le piante dipendano da varie specie animali per l'impollinazione incrociata e la dispersione dei semi. Così il boro e il mol ibdeno anche in piccolissime quantità sono d'importanza vitale per le piante: altr i oligoelementi sono ferro. ma ambedue possono avere in comune certe caratteristiche fondamental i. o vi vengono introdotte. tanto che si dicono elementitraccia od oligoelementi. Spessissimo l'esistenza stessa di una pianta può dipendere dall'assenza di animali che rappresentino serio perico lo di parassitismo e predazione: di modo che una specie vegetale può sparire da un a data regione se tali specie vi arrivano. finché si arriva a un "momento culminante" od ottimale. Questo fatto a sua volta distrugge l'habitat di certe specie vegetali quali l e orchidee terrestri. L'uomo tuttavia rappresenta senza dubbio il fattore più importante e deleterio tra tutti i fattori di natura biotica con cui le piante hanno avuto a che fare a tu tt'oggi. si possono riconoscere delle "successioni" net te di comunità. I cambiamenti sop ravvenuti nella densità demografica dei conigli in Inghilterra in seguito alla mix omatosi.abbiamo tutto un assortimento di specie. Tanto l'eccesso quanto la s carsità di questi elementi agiscono di norma in senso inibitorio sulla crescita de lle piante. Un autorevole botanico . faciazioni.cioè nel complesso degli organismi che agiscono sulle piante . Nei climi temperati una situazione del genere potrebbe cominciare da un lago d'a cqua dolce che viene colonizzato da piante acquatiche di vario tipo. U na comunità di piante in una giungla sudamericana non sarà la stessa di una foresta in Malesia. poniamo. salvo che tutte e due le collettività cercan o di usare nel miglior modo possibile le rispettive nicchie abitabili. Una successione tipica può avere dieci fasi partendo dal terreno nudo.

e fabbricano v elocemente il materiale che andrà ad accumularsi sul fondo con il passare delle ge nerazioni.quanti cioè cadono in certe parti dell'Inghilterra orientale in un anno! In una foresta tropicale si distinguono spesso tre piani diversi di vegetazione (o strati). Talvolta molti di questi alberi più alti formano una volta sotto la quale s'accucciano le piante di grado gerarchico inferiore. La vegetazione può esservi foltissima. questa veduta è confortata dal numero di fa . compreso lo strato più vicino al suolo di felci arboree. è molto più frequente il caso in cui non si osserva dominanza di una data specie vegetale sulle altre. La spiaggia costituisce spesso un esempio perfetto di climax graduato. Il botanico Hooker ha misurato una volt a 75 centimetri di pioggia caduti in una sola notte . tra le quali i giunchi rappresentano specie ti piche a rapida attitudine colonizzatrice. Non per nulla il mondo della finanza viene paragonato talvolta a una giungla. Dapprima si tratta di piante erbacee ed a lento accrescime nto . Al di sopra di questo torreggiano spesso pochi gi ganti vegetali alquanto distanziati tra loro.cioè capaci di re sistere alla concentrazione salina e all'esposizione all'aria di mare . palme e simil i. allora possono entrare nel lago piante acquatiche a fogli e galleggianti come le ninfee. alla quale 25 chilometri di foresta a vevano assicurato un isolamento evidentemente totale dall'età neolitica. come tante specie alpine ed artiche. lunghe e ro buste e viscide. Il prima to più ragguardevole è stato misurato nella catena collinosa dei Khasi nell'Assam. Gli inizi sono molto più ardui in un ambiente roccioso. ed i primi occupanti saran no i licheni con i muschi più resistenti. Il più basso è dato da alberelli a larghezza decrescente che cercano di spingere la chioma nello strato medio. che sono relativamente voluminose. Ma. ed è il momento in cui i banchi di giunchi vengono spodestati da piante com pletamente terrestri. man mano che il terreno si solleva pe r i successivi depositi. nelle Filippine. Prendono infine il sopravvento i licheni resistenti alla salsedine e i muschi più robusti. ma sono stati registrat i anche massimi oltre i 2500 centimetri. cioè da una foresta composta d'alberi che preferiscono terreno alqu anto più asciutto. che mag ari si può ritrovare in una paio di esemplari per ettaro. le urginee e vari e altre alghe più in alto. Ne lla piovosa foresta tropicale. dove le chiome formano una volta quasi ininterrotta. Attecchiran no meglio le piante che si possono introdurre nelle piccole spaccature delle roc ce. con fronde più corte sempre più resistenti al disseccamento man mano che occupano livelli sempre più prossimi alla linea superiore della bàttim a. d ove la pioggia cade alla media annua di 1150 centimetri. pioppi e salici.di solito falaschi ed erbe . e sopra questi vengono altre piante fiorenti alofìle . E" il caso di osservare che le piogge tropicali possono raggiungere tra l'altro intensità incredibile se giudicate con i criteri delle regioni temperate. la vita de lle piante è in massimo rigoglio. ma non riescono a tanto. si forma il posto dove le piante di maggiori dimensioni possono insinuare lentamente le loro radici. Sebbene s'incontrino a volte gruppi monospecifici.uperiore ai tre metri. finché si rendono la vita imposs ibile. e talvolta addirittura c on estrema rarità.quindi. per muoversi indenni nell'acqua ricca di elementi nutritizi. man mano che questi si decompongono e si raccoglie terriccio attorno alle loro colonie. Ho accennato in precedenza come le antofile erbacee discendano quasi sicuramente dagli alberi delle foreste tropicali. e ma n mano che il suolo si prosciugherà verranno sostituiti dalle forme del momento ot timale o «climax». vi si insediano i cespugli e finalmente gli alberi. come è dimost rato dal fatto che nel 1972 nella foresta pluviale di Cotobato. è stata scoperta una tribù detta dei Tasaday. perché sui loro 515 metri d'altezza sovrastano i 15-30 dello strato medio. ma esposte all'aria e al sole solo per piccola parte del giorno. i «campioni del mare» ed altre erbe. con tinuano a sollevare il livello del fondo ammucchiando materiale in disfacimento e trattenendo i sedimenti convogliati dall'acqua. Que sti apparterranno dapprima a specie idrofile quali ontani.quali le armerie. La fase successiva è data da un'acqua poco profonda esposta a un'eventu ale invasione di piante palustri. nonostante la loro efficienza. dove le g randi alghe fluttuanti se ne stanno lungo la linea più bassa di marea. a ritmi stagionali poco differenziati.

di cui non si sospettava neppure la presenza. la mangrovia può non avere alcuna probabilità di succ esso. muschi. pandani -. sulle rive dei corsi d'acqua e attorno alle lagune e alle paludi salmastre.magnolie alofìle. ricoperte di ceneri fino a un'altezz a di 80 metri. Nel 1897 c'erano 61 specie. margherite con gambi come tronchi d'ontan o». dove un uragano aveva sfogliato tutte le mangrovi e. spuntarono semi di varie piante rampicanti. le palme da cocco e gli alberi del pane rimasero in gran parte distrutti. dove l'acqu a contiene poche sostanze minerali in soluzione e la falda freatica è molto vicina alla superficie del suolo per tanta parte dell'anno. quali la «liana della luna» Calonyc tion tuba. e talvolta può anche coprirl a per parecchi mesi. viole grandi come piante di melo. Oggi la vegetazione ha aspetto simile a quello del climax tipico di foresta che si osser va altrove nell'arcipelago malese. la mangrovia ab itualmente avrà il monopolio della situazione per parecchi anni. Un esempio forse clas sico è dato dall'isola vulcanica di Krakatoa.precedono quasi sempre le specie spermofit e. licheni e felci . spuntando su pianori fangosi abitualmente ricoperti d'acq ua salata con marea alta. contribuendo lett eralmente a fabbricare l'isola man mano che sabbia. licheni e felci crescono o si aggrappano sui tronchi e sui rami. muschi. La colonizzazione di ceneri e lave vulcaniche apparentemente ostili si può osserva re regolarmente alle Hawaii. nel 1906 ve n'erano 108. tre anni dopo erano presenti 34 specie vegetali. Nei casi in cui va distrutta una parte di tali foreste monospecifiche. sia per densità che per numero di specie. in Estremo O riente esistono foreste pluviali sviluppatesi da acquitrini torbosi. Un ambiente del tutto nuovo può venir colonizzato rapidissimamente. e molte antofite erano specie erbacee. Dopo l'esplosione rimasero tre isolette minori. Un terreno ver gine può restare allo scoperto in seguito alla ritirata di un ghiacciaio. detriti e sedimenti si racco lgono tra le sue radici a trampoli. non appena la luce solare ebbe toccato il suolo rimasto in ombra per molto te mpo. A nche nei boschi delle regioni temperate alghe. Come ha notato l'espl oratore Richard Spruce nella foresta amazzonica. banani. Ad esempio. letteralmente esplosa nel 1883. Nelle foreste piovose tropicali molte piante minori approfittano degli alberi. «vi sono rappresentati alberi app artenenti quasi ad ogni ordine vegetale esistente in natura: erbe alte 18 metri o più. Qui è possibile che la scena sia dominata più o meno completame nte da una sola specie arborea. e quelli rimasti erano senza chioma. Se invece s'insediano prima altre piante come le "Cordia" o la palma "nipa". che si formano sulle spiagge e sugli atolli corallini. Ciò accade anche nelle foreste a mangrovie. Queste foreste sono di solito impenetrabili a causa de lle radici e degli stoloni aerei tipici di queste piante perfettamente adattate all'ambiente. per la c aduta di una frana o il cambiamento del letto di un fiume. così spessa che dopo 18 anni i tecn ici incaricati di effettuare ricerche dovettero aprirsi il passaggio in mezzo a grandissime difficoltà. muschi. Si conoscono es empi di acquitrini in Florida. è spe sso sorprendente osservare come nello spazio rimasto vuoto possano spuntare le p iante più disparate. dove le piante inferiori . finché il centro dell'isola si solleva e si pr osciuga troppo per questa pianta. Ma in certe foreste tropicali può succedere il contrario. che si affrettarono a ricoprire i tronchi spezzati. Va aggiunto forse che molte famiglie rappresentate nei tropici non si diffondo no alle regioni temperate. Le felci riescono a spuntare sulle lave ancora caldissime sei settimane dopo un'eruzione. comprese alcune alghe verdi azzurre. Nella prima estate dopo il cataclisma comparvero alcuni fili d'er ba. ma più sovente si trovano frammischiati anche pini e palme. nelle regioni tropicali si aggiungono a . alberi del pane ed altre specie utili.miglie vegetali che si trovano in una foresta dei tropici. felci e alcune spermofite. e 276 nel 1928.alghe verdiazzurre e di altro tipo. ipomee. La mangrovia è spesso la prima pianta che cresce su un atollo corallino o su un ba nco di fango al largo della spiaggia. In questi ultimi anni una parte di questa vigorosa coltre vegetale è stata rimossa con le ruspe perché si potessero ripiantare cocchi. Ma subentrò una densa coltre di cespugl i e liane . Dopo l'esplosione atomica sull'atollo di Bikini. dando inoltre minore produzione di frutti. grazie alle caratteristiche dei suoi semi ed alla sua capacità di germogliare in acqua salata: se ciò avviene.

queste specie altre piante più spettacolari. e chi si occupa di disposizione di fiori fa molta attenzi one a non mettere specie di questa famiglia . Le piante che riescono ad evitare veramente l'ordinamento stratificato sono anco ra le rampicanti. nei climi temperati o freddi. comprende erbacce più di quanto occorra. Altri es empi di questa tecnica bellica tra radici sono citati al capitolo 25. emettono sostanz e tossiche per le radici.assieme agli altri fiori. salvo rallentarne la crescita o deformarne la chioma in qual che caso. Altre piante vivono in piccole sacche di humus create dalle foglie in decomposizione tra l'intreccio dei rami. nella tundra o sui monti dip ende invece dalla natura e disponibilità del terreno. lattughe d'acqua o pistie. lenticchie palustri. è un fatto che esse in re altà si sono perfettamente adattate alla progressiva diminuzione della luce: ognun a ha abbastanza luce. o grazie a speciali radici aeree che pendono nell'atmosfe ra umida. A ltre epifite minori si dicono "epifille". aria. Così certe piante della f amiglia delle margherite riducono indubbiamente la concorrenza. terreno per le proprie necessità. ma in ambedue i casi sopravviveranno i più adatti. minuscole alghe che rico prono le piante acquatiche di una guaina semitrasparente. come ben sappiamo tut ti. A volte collegano come catene le chiome di parecchi alberi. Sebbene le descrizioni date finora possano aver ingenerato l'impressio ne di un infelice coacervo di piante ai livelli più bassi. in senso letterale. d i modo che si ritrova un sistema stratificato simile a quello osservato nella fo resta pluviale tropicale. per non farli appassire. Sopra quest e piante si stende la volta formata dalle grandi foglie cerose del loto sacro. detta delle "composite". dove poche piante sommerse devono cavarsela nella pochissim a luce filtrante attraverso la densissima popolazione galleggiante. Le piante sono comunemente in concorrenza tra loro. denotante piante che vivono insediate su un'altra specie vegetale.ad esempio la margherita Shasta o crisantemo massimo . dove possono essere presenti lingue d'acqua. e tutt'al più si possono definire specie ader enti o «incrostanti»: questo del resto è il significato della denominazione tecnica di "epifite". a volte in quantità piccolissime. giacinti d'acqua e felci galleggianti come le Salvinia e le Azolla.può essere quasi impenetrabi le. e in molti laghi in India e in Oriente si può osservare qualcosa che assomigli a molto a un climax. Queste piante non sono per nulla parassite. Gli habitat acquatici possono rivelarci altrettanta concorrenza di quella che si osserva nella giungla. o si attaccano alla corteccia dell'albero ospitante. Questa famiglia. dalla presenza di anfratti o crepacci. A volte le piante si dimostrano vere forme di antipatia. e sono per lo più epatiche fogliari sott ilissime che ricoprono le vere foglie degli alberi di formazioni che intercettan o la luce. vi si attaccano insinuandosi al vertice delle chiome: da molto tempo certe liane possono concorrere al titolo di piante più lunghe del mondo. Nella foresta il fattore decisivo è forse rappresentato dalla luce. quali orchidee e bromeliacee. e questa caratteristica di avvelenare le radici può rappresentare benissimo un fattore importante del loro successo. In ambedue i casi l'inaridimento del terreno può procurare condizioni cr itiche.com e nelle bromeliacee -.per lo più co lmo di piante sommerse che mettono radici nel fondo . vantando una lunghezza accertata di più di 200 metri. in modo che un albero morto non cada al suolo. In linea di massima sorprende la scarsa concorrenza che si fanno le radici nella giungla. Come nel caso delle epifille. umidità. che s'i nsediano sui rami e godono la luce assorbendo l'acqua attraverso le foglie . assorbendo un poc o d'acqua di scorrimento lungo il tronco. Lo stadio di vegetazione in acqua profonda . Esse continuano i loro attacchi anche dop o essere state recise. Tuttavia di rado queste piante rampicanti danneggiano quelle che le sostengono. Ad esempio. Già sono state descritte al capitolo 8 le li ane che si gettano sulle piante più basse. o con l'ambiente: gli estrem i sono rappresentati dal rigoglio della foresta tropicale e dallo squallore dell a tundra artica. i faggi asciugano e ombreggian o il terreno a tal punto che sotto di essi non riesce a crescere quasi nulla. e dall'intensità di concorrenza operata dalle radici che una pianta può s ostenere. le conifere aggiungono a quanto sopra uno strato di foglie morte aghiformi assai s . anche se il l ivello di sussistenza in queste condizioni può essere molto inferiore a quello dei giganti della foresta.

Il mondo ha quindi un'infinità di habitat potenziali per le piante. e troveranno di solito suolo p iuttosto asciutto. che noi ignoriamo a nostro rischio ogni qualvolta ci metti amo a pasticciare con le associazioni naturali. le radici penetrano a profondità diversa. e in certi posti t anto minore sarà il numero delle specie. Ma va sottolineato inta nto che una comunità vegetale può esistere solo perché ciascuno dei membri che la comp one si è adattato ad una particolare nicchia abitabile . dove esse avranno tutto il sole disponibile. ma anche più umidi grazie ai venti dominanti. le epifite possono vivere sui ram i. Le nicchie che ne risultano possono essere gr andi o piccole. e ciò ha for se lasciato sottintendere lotta ed antagonismo costanti. creando quindi degli ibrid i.i giardini del distretto rurale di Kew a Wakehurs t Place. SFRUTTAMENTO DELL'AMBIENTE. e così via. Gli appassionati di piante più delicate le insedieranno ai piedi di un muro rivolto a sud. I giardini della costa occidentale dell'Inghilterra risentono gli effe tti della Corrente del Golfo e pertanto sono più tiepidi. Capita così in questo cas o che i calabroni vadano sull'uno o sull'altro fiore. di modo che le specie vegetali crescono solo a sud. se non c'è un cancello o un'inte rruzione. Valga l'esempio dei deserti. nelle Isole Britanni che . facendo prosperare gruppi lussureggianti di p iante fiorenti. Un incavo o una buca formeranno una sacca di ge lo. hanno molte colture di specie delicate. dove letteralmente si verificano molte forme di lotta e specialme nte le plantule trovano molte difficoltà per sopravvivere. perché il gelo tende a scendere verso il basso come un liquido. Talvolta giardini distanti poche miglia tra loro potranno of frire contrasti sorprendenti .quali albicocchi e peschi. e gli smerinti quelle dai fiori bianchi. e studiandole non vanno persi di vista i microhabitat causati da qualche speciale concorso di circostanze di natura locale. come le "Nerine" e certi gi aggioli. anche un muret to su un pendio potrà formare una sacca del genere. Queste possono rives tire importanza massima in situazioni molto disagevoli. si possono trovare bulbi affondati so tto terra e piante annuali alla superficie. Ad esempio vi sono dei Penstemon americani che co nvivono a grande altezza con identiche esigenze per quanto riguarda l'habitat e le condizioni di crescita. ad esempio nell'Artico. tanto p iù specializzate dovranno essere anche le piante che ci vivono. Indubbiamente esistono molti tipi di habitat. la cui impollinazione dipende dal colore del fiore. ed altri assai localizzati. mentre hanno ampi fiori azzurri visitati dai calabroni.favorevole alla crescita di altre piante superiori. In questo capitolo ho adoperato piuttosto spesso la parola «concorrenza». tuttavia certe specie hanno fiori rossi e gola strett a impollinati dai colibrì. Capitolo 20.e delle società vegetali da loro for mate . Vi intravvediamo costantemente il delicato equilibrio naturale. . In questi posti anche i massi sono frequentati dagli uccelli.alcune piante richiedono luce ed acqua in quantità molto minori di altre. Lo studio delle piante che vivono in comunità . In casi del genere la situazione è tenuta sotto control lo da diversi fatti biologici. L'integrazione vi è molto sv iluppata.è affascinante di per se stesso. a quella del lato rivolto a settentrione. mentre tutto attorno gela. Nelle aquilegie di bosco americane sono ancora i colibrì ad impollinare le specie a fiori rossi. specialmente nelle regioni tropicali dove le piante cresc ono in fretta. alcuni molto e stesi. Si osservano anche molti esempi di piante dalle esigenze vitali apparentemente u guali che si dividono felicemente un territorio dove invece ci si aspetterebbe c he dovrebbero osteggiarsi. Non sorprende il fatto che quanto più specializzato e difficile è l'habitat. dove un masso o una zolla possono avere sul loro lato meridionale temperature su periori di 20 gradi C. nel Sussex. mentre mi risulta c he un giardino a sole cinque miglia di distanza deve limitarsi a piante molto re sistenti alle rigide invernate locali.esotiche. delle paludi salmastre e delle tundre alpine. e verranno bene anche piante da frutto . i loro escrementi arricchiscono il suolo e possono portare dei semi. Qui prospereranno piante bulbose. I giardinieri sono perfettamente al corrente dell'esistenza dei microclimi.

c ui abbia dovuto adattarsi progressivamente per non venir eliminata. In Gran Bretagna il comune agrifoglio viene considerato pianta resistentissima. un organismo di questo tipo potrebbe vivere presumibi lmente in un ambiente ostile come quello di Giove. Caratteristica essenziale del fatto che i problemi vengan o risolti a questo livello è naturalmente la capacità della pianta di mutare a lunga scadenza. ma può benissimo morire se viene esposta ad inverni umidi o a lievi cambiamenti di temperatura. quando è abituata al freddo costante. Possiamo immaginare come q ualche pianta primitiva abbia potuto diffondersi a poco a poco in un'area più cald a o più fredda. assomiglierebbe ad una giungla. Probabilmente queste piante hanno anche u na linfa cellulare molto concentrata. dove curiosamente vivono sulla polvere del guano portato d al vento dalle scogliere e dalle isole sudamericane. Una pianta alpina od artica è tetragona al freddo. che lì rimane sul s uolo molto a lungo. e infine i batteri .queste ultime ti piche dell'Antartide. I laghi o lagune molto salati possono favorire la vita del solo plankton unicellulare. Alcune spore batteriche devono prima venir letteralmente bollite perché poi possano germinare. Nell'habitat naturale di una pianta il freddo o il caldo esagerati sono estremam ente insoliti. che abbassa il punto di congelamento . mentre nel secondo viene sottratta acqua alle cellule. producendo l'individuo che all'occasione riesce a sopportare una situ azione lievemente diversa: il che costituisce il nucleo della teoria della selez ione naturale. Solo quando ci mettiamo a coltivare piante di altri paesi ci acco rgiamo del modo diverso con cui rispondono a condizioni superficialmente uguali. A temperature più elevate possono vivere solo alghe verdiazzurre. e vi sono molti metri di sabbia tra una pianta e l'altra. ed un suo modo per sfruttare la situazione traendone il massimo vantaggio. che si prosciugano e deformano. e all'estremo opposto ve n'è un altro del tipo a ombrello trovato al Wadi Rum in Giordania. verdi e rosse . e questo è un esempio impressionante delle p ressioni esterne esercitate da un ambiente. Ogni pianta ha una sua soluzione per sonale per questi problemi. mentre nelle regioni orientali degli Stati Uniti verrà guardata con apprensione. Ma se fosse pos sibile capovolgerlo. ma certe alghe d i maggiori dimensioni riescono a vivere su incrostazioni saline dove l'acqua con tiene sali disciolti a concentrazioni superiori al 30 96.questi ultimi fino a 77 gradi C. o forse sia stata sorpresa da un graduale cambiamento del clima. tanto è l'intrico delle radic i che s'intersecano in cerca d'acqua. Cespugli ed alberi portati in un altro paese possono essere perfettamente resistenti a piena crescita.pro prio come l'uso del sale sulle strade fa gelare la neve a temperatura molto più ba ssa. Alcune piante più primitive sono anche le più tenaci. ma le gelate tardive dopo che è cominci ato lo sviluppo potranno danneggiare i germogli e impedire la fioritura. che è quello attorno al qua le si forma più rapidamente il ghiaccio. E" alto an che il contenuto di proteine. Ad esempio la capacità di crescere in un clima caldo o freddo costituisce un carat tere genetico condizionato da una serie di mutazioni. dove il primo costi . che pertanto si verifica molto più di rado in condizioni naturali. e probabilmente provengono da regioni dove la temperatura sce nde rapidamente al di sotto del punto di congelamento. in grado di sopportare 64 gradi di ca lore.Un deserto a cacti ha un aspetto particolare: i cacti vi crescono sparpagliati e radi. perché soc combe alle scottature causate dal riverbero solare sulla neve. sebbene il loro contributo ai fini della resistenz a al gelo possa solo essere soggetto di congetture. Le sole piante che crescano su lla neve sono certe alghe microscopiche gialle. Le piante più resistenti sono quelle il cui protoplasma possiede resistenza congenita alla formazione di cris talli di ghiaccio. Un batterio scoperto m olto recentemente riesce a vivere in soluzioni fortemente alcaline di idrossido sodico a concentrazioni dieci volte superiori a quelle tollerabili da qualsiasi batterio prima conosciuto. I veri danni causati dal freddo dipendono dai cristalli di ghiaccio che si forma no all'interno delle cellule o nello spazio intercellulare. Le alghe unicellulari flage llate possono sopravvivere a temperature di 15 gradi sotto zero. I funghi posson o crescere a 9 gradi sotto zero. Nel primo caso i cri stalli causano probabilmente danni meccanici. Fitoplankton ed alghe maggiori abbondano nelle acque polari.

Le piante alpine hanno spesso radici profonde e molto diffuse. La formula es trema d'isolamento è offerta dalle saussuree dell" Himalaya. Anche muschi comuni e licopodii vivono in queste regioni aride e fredde. mentre quella esterna era di 5 gradi sotto zero. ricco di carboidrati amidacei. spesso dura. Le piante superiori più tenaci sono le piante artiche ed alpine. o da peli. Sono comuni le lunghe rad ici con cappucci apicali. tra questi. e la pianta è in l etargo: certe piante alpine delle Ande possono restare vive anche per parecchi a nni sotto la neve. Di modo che si vede spesso la radice lunga e spessa che si sporge rivolta a monte come un cavo d'ancoraggio. Le piante alpine di maggiori dimensioni possono avere foglie lucenti adatte a riflettere le eccessive irradiazioni ultr . molto ravvicinati . per cui ha aspetto molto schiacciato: molti cardi alpini e specie affini sono virtualmente sessili o acauli. come quello grigi oargenteo detto appropriatamente «il lichene delle renne». dove ogni parte della pianta è ricoperta da un vello così spesso che è impossibile distinguerne le varie parti. Alla sommità di questo vero thermos vege tale arrotondato . come quelle piante dette «pecore vegetali» che si trovano sulle An de o in Nuova Zelanda: certi vecchi esemplari formano cumuli che hanno letteralm ente le dimensioni di una pecora. come se questa cercasse di tenersi esposta all'a ria. composta di foglioline spesso embricate . ed è proprio lì che sono sepolte le nuov e plantule dalle tenere gemme. In queste epoche dell'anno il terreno è qua si sempre gelato. mentr e il loro viscido muco fornisce rifugio ad altri minuscoli organismi che sembran o scivolare in modo inesplicabile sulla loro superficie. cioè il sollevamento del terreno per azione del gelo.si trova un'apertu ra che permette l'accesso dei calabroni ai fiori. e forma un cuscino arrotondato o un tappeto distes o che offre la minima resistenza al vento. fiorendo infine liberamente quando vengano esposte all'aria e al sole.un paio disposto ad ango lo retto rispetto al paio successivo. cioè in for mazioni che raggruppano le foglie e giovano a ridurre l'evaporazione. o almeno radici i n grado di passare nelle minime fenditure delle rocce. Ciò succede perché le vecchie foglie e basi fogliari morte e in disfacimento formano una massa infeltrita alla base del ciuffo. e sono coperti di minuscole rosette fogliari. cioè sprovvisti di gambo. specialmente nelle specie che crescono sui ghiaieti do ve le pietre tendono a rotolare continuamente verso il basso e si tirano dietro la parte fogliare della pianta. Queste fog lie sono abitualmente protette ed isolate dagli elementi da spessi rivestimenti cerosi. Il tepore emanato dai ciuffi erbosi incoraggia una specie di colibrì a fare il n ido all'interno di essi sul monte Kenya. Sulle rocce nude cominc iano a comparire anche i licheni. refrigerate a temperatura cos tante ed isolate dagli altri elementi. A fior di terra le alghe verdiazzurre rappresentano una componente importante della vegeta zione dell'Artico. trattenendola entro la massa infeltrita. costituisce un cibo passabile anche per l' uomo. I più cesposi. e specialmente i raggi ultravioletti. da depositi di muco. che in molti casi passano sotto la neve la maggior parte dell'anno.tuisce un elemento di grande importanza nell'alimentazione dei pesci.5 gradi C.. che naturalmente potrebbe danneggiare le radici o renderne precaria la sopravvivenza . Una pianta alpina ha anzitutto gambo o tronco molto ridotto. con caratteristiche di adattamento ch e le consentono di resistere alla siccità. Spesso sono di colore bianco per riflett ere l'eccessiva luce solare. La pianta alpina «classica» è nana.talvolta parzialmente sepolto nella neve . Questi ciuffi svolgono anche un'eccellente funzione tamponante cont ro le variazioni d'umidità. il lichene isla ndico. dove sono spesso le prime a colonizzare rocce e pietre.o a rosetta. che sono presenti sulle alte vette montane. A volte questi cuscini possono ingrandi rsi notevolmente. La pianta alpina «ideale» ha forma assai compatta. questi insetti passano spesso la notte in tale rifugio. quali ad esempio la S aussurea sacra. per cui le radici non possono assumere acqua. Misurazioni effettuate su ciuffi erbosi ad altezz e superiori ai 4000 metri sulle montagne dell'Africa Centrale hanno fatto rileva re una temperatura interna di 2. La zolla o il ciuffo erbosi rappresentano altre ottime forme per piante alpine. no nché in vaste regioni dell'Artico e dell'Antartide. L'isolamento termico è importantissimo in questo habitat particolare dove le condizioni locali favoriscono il «criosisma». sono d'importanza vitale per l'alimentazione delle renne e di altri erbivori.

Al mattino si vedono le fogl ie spiegarsi dalla parte esposta al sole non appena sono toccate dalla luce. ma quella sottostante non gela mai . ed espeletie imparentate con il senecione. per quanto efficiente esso possa sembr are: sulle montagne dell'Africa Centrale e sulle Ande avviene addirittura un rov esciamento completo della logica. Sia le lobelie giganti che i senecioni arborei hanno le foglie disposte in modo da formare «gemme notturne» che ogni sera si ripiegano strettamente attorno al germo glio in sviluppo o al capo fiorale. mentre le altre sono piantine basse ma diritte. Però molte piante alpine non adottano precauzioni del genere. mentre certe l obelie. «di un enorme bruco peloso p ietrificato e rimasto diritto sulla sua estremità». Il dispositivo forse più strano è dato dal serbatoio d'acqua di alcune lobelie. e di solito si accompagnano ad una spessa cute esterna. Sulle Ande esistono piante simili a queste. Possono esistere tuttavia grandi sbalzi dal giorno alla notte: è stato giustame nte osservato che ogni notte è inverno ed ogni giorno è estate. Si trovano anche enormi piante di lupini (appartenenti alle leguminos e. Con il fre ddo notturno la parte superiore del liquido gela.riparata com'è da due o tre strati di pezzetti di ghiaccio che possono ragg iungere anche lo spessore di un centimetro. in modo da assicurare protezione ininterrotta. e la temperatura può scendere molto sotto lo zero di notte. ma non sempre è così: una fotografia scattata da Oleg Polunin a circa 6000 metri d'altezza. Quest e condizioni mettono veramente a dura prova la resistenza delle piante locali. Inoltre il calore intenso e le radiazioni solari fanno aumentare molto rapidamente la temperatura nelle ore diurne. forse anche due o tre gradi al di sopra del punto di congelamento. c he si spingono fino a 4300 metri d'altezza. Questo liquido viene fabbricato indubbiamen te dalla pianta. proprio come le margherite». aquilegie ed adonidi. In altri casi le infiorescenze s ono dure e lucenti. delle quali solo un paio sono striscianti o formano tapp eti vegetali. di modo che la pi anta a pieno sviluppo viene ad assumere un aspetto di spazzola spettrale o. alta 9 metri ed impollinata dagli uccelli. questi ultimi fino a 12 metri. Su queste montagne equatoriali la temperatura media è quasi uguale per tutto l'ann o. Ovviamente queste pian te crescono di solito in posti più riparati di quelli frequentati da cuscini e tap peti vegetali. in modo da assomigliare ad un mostruoso carc iofo globoso. Sulle Ande lo scarto giornaliero di temperatura può essere di 40 gradi centigradi. Alcuni di questi senecioni hanno una densa lanugine solo sulla parte inferiore del lembo fogliare. Mackinder ha segnalato nel 1900 come «le lobelie chiudevano di notte i loro cespi di foglie. come certe piante d' aspetto comunissimo. che all'incirca rappresenta il limite massimo altitudinal e raggiunto dalle piante alpine nel Nepal Occidentale. .esempio impressionante di evoluzione p arallela. a caratteristiche affini a quelle delle lobelie africane . si proteggono i fiori azzurri impollinati dai colibrì africani con lunghe brattee lanose somiglianti a foglie. seco ndo la descrizione datane una volta da Patrick Synge. e riduce la traspirazione funzionando da strato coibente con tro le correnti d'aria. Vi sono anche lich eni. Le giovani foglie dei senecioni arborei formano nella parte centrale un cono sopra la punta del germoglio. Qui crescono piante gigantesche assolutamente fuori del comune: grotteschi senecioni arborei e lobelie da fantascienza alte fi no a 6 metri. Non sempre la natura fa quello che è ovvio. perché lo si ritrova anche con tempo asciutto. quali primule. da poter con tenere del liquido come una ciotola. quali la Lobelia telekii. I senecioni hanno foglie ricoperte di lanugine a fini d'isolamento. una gonna lacera di foglie allungate. Le f oglie disposte a rosetta sono intrecciate così strettamente tra loro. di modo che la temperatura resta alm eno un grado. e un capo fiorale affusola to come un razzo lungo quattro metri e mezzo e anche più: la pianta muore dopo la fioritura. con un t ronco da palma. eriche ed iperici ancora più alti. in particolare l a fantastica Puya raimondii. come i piselli). ciò che ha messo in imbarazzo i primi osservatori finché non si è scoperto c he questa imbottitura viene a trovarsi all'esterno della gemma notturna. e quind i al posto giusto ai fini dell'isolamento termico. Il serbatoio può ess ere profondo fino a 10 centimetri e circonda la punta della piantala. mostra un intero assortim ento di piante erbacee.aviolette. Essa ricopre anche gli stomi o pori respiratori.

dove anche il freddo contribuisce a formare alberi contorti tipo "bonsai". questi ultimi formano pallottole di muschio quasi sferiche del diametro di cen timetri. E" un mistero perché queste piante alpine delle regioni equatoriali abbiano assunt o dimensioni così gigantesche. mentre all'esterno era di 5 gradi sotto zero. una delle sollecitazioni del suolo . Prima di abbandonare le montagne dell'Africa equatoriale.6 in ambiente aperto dove l'aria aveva temperatura di 13 . avente su ogni lato spessore alme no uguale a quello del tronco protetto. Og ni notte questo strato solleva la superficie del suolo. Quindi le piante alpine devono resistere in modo speciale al freddo. i senecioni arborei devono affrontare anche il pro blema di proteggere dal rapido gelo notturno il loro «impianto di tubature». L'alber o tipico delle regioni fredde è la conifera dai rami profondamente piegati in bass o. perfettamente sagomati per lasciar cadere l'eccesso di neve. Una campanula ed un aconito rivelarono temperature rispettivam ente di gradi 16. Questo calore generato dal ricambio della pianta si può osservare in molte piante alpine d'Europa. e infine spesso agli sconvolgimenti di natura mecca nica. soccombono facilmente all'inclemenza degli elementi. come le soldanelle e i crochi. ma non cadono dall'albero. L' unica specie che non conserva le sue foglie morte ha una spessissima corteccia s ugherosa che assicura analogo isolamento.4 gradi. Essi hanno risolto il proble ma adottando quello che si potrebbe definire un «impianto autonomo di rivestimento». Nei luoghi esposti possono trovarsi alla mercé del vento. Già si è detto che i criosismi . Nei climi temperati il problema tipico è dato da un inverno relativamente rigido.Oltre alle gemme di crescita. comunque si mettano le cose. questa azio ne è sempre evidente sul bordo superiore del limite arboreo alpino e al limite più s ettentrionale delle foreste artiche. poi alla ra pida successione del caldo e del freddo. all'eventuale rischio di disseccamento. Un'altra curiosità africana è data dal modo con cui parecchie piante di struttura più primitiva superano la difficoltà del sollevamento del terreno ad opera del gelo se guendolo nel suo spostamento: non sono attaccate al suolo. E" stato impossibile calcolare la temperatura vera sviluppata da questi fiore llini sotto il manto nevoso. Si è constatato così che un fiore di genzianella aveva temp eratura interna di 10. proprio prima dell'alba. 1-3.rappresentano una caratteristica locale per i violenti cambiamenti di tempera tura. Questa tattica è adotta ta dai licheni. Una piantina detta Subul aria sviluppa abbastanza calore da impedire che si formi del ghiaccio tutto atto rno alle rosette fogliari erette. Certe piante andine hanno grosse corte cce scagliose per lo stesso motivo.2 gradi dell'aria ambientale. Dove essi sono stati solamente ridotti a dimensi oni nane l'ecologo li chiama con un certo garbo «foreste degli elfi». cioè i ca nali e i dotti convogliatori nei loro alti tronchi. all'irradiazione eccessiva. e formano uno strato pendulo di molte superfici sovrapposte. ma è fuor di dubbio che esse hanno risolto il problem a determinato dal clima rigidissimo in modo altrettanto efficiente di qualsiasi pianta nana a cuscino. ma si è riusciti ad effettuare prelievi di temperatur a su altri fiori alpini. una carlina ancora chiusa fece registrare temperatura di ben 20. vale la pena di citare due altre curiose soluzioni di questo problema. Le foglie vecchie sul tronco muoiono. Questo problema tu ttavia riguarda molte piante di specie diverse: non abbiamo che da guardare sull e nostre coste per vedere l'azione dei venti dominanti sugli alberi.ci oè i sollevamenti del terreno operati dal gelo.4 gr adi C. E" degno di nota il fatto che i senecioni arborei il cui rivestimento di foglie morte sia st ato distrutto dal fuoco. legno incurvato. rispetto ai 13. dall'alga verdeazzura "Nostoc" e specialmente da parecchi muschi . che con i loro spostamenti notturni assicurano alla specie possibi lità di crescita ininterrotta. e così sopravvive sotto forma di tubetti vertica li. . E" stata registrata nel midollo una temp eratura di 3 gradi C. Anche molte piante del le tundre settentrionali devono affrontare il problema dei criosismi.6 e 14. mentre quella esterna era di 8. e in certi terreni sono accompagnati dalla formazione di ghiaccioli lunghi almeno un centimetro e strettamente affastellati insieme in senso verticale. mentre quando sono veramente contorti usa il termine tedesco «Krummholz».2 gradi C.6 gradi C. che sembrano fondere la neve per praticarvi dei fori a vantaggio dei loro fiori nelle chiazze di neve in ritirat a.

La siccità colpisce molte aree: può dipendere dalle caratteristiche intrinseche dell 'habitat. Entro 10 minuti da quando è sta to bagnato. Spesso si forma la rugiada .Molte piante perenni superano questo frangente morendo. Come le alghe loro sorellastre. Ogni acqua disponibile viene assorbita rapidamente dalle alghe. m a certe piante riescono a sopravvivere a situazioni di aridità incredibile. passando in letar go completo e resistendo anche a temperature altissime. qual è quello delle dune di sabbia costiere. i licheni possono resistere all'alternarsi di secchezza e di acqua: questa resistenza è particolarmente necessaria se si considera che un lichene «bagn ato» riesce a sopportare solo una temperatura sui 30 gradi. In condizioni di siccità le piante superiori devono affrontare due problemi divers . fino a ridursi a un ciuf fo di radici. e possono passare quattro anni prima che cada una goccia di piogg ia. Nei suoi "Diari dall" Himalaya" sir Joseph Hooker segnalò di avere visto a circa 6500 metri d'altezza un lichene che aveva notato precedentemente alla T erra di Kerguelen nell'Antartide. ma pare che serva pochissimo alle piante superiori. e sono in grado di servirsi della bassissima luminosità che filtra sotto i sassi: alcune operano ad i ntensità luminosa inferiore a quella del chiaro di luna. Alcuni licheni vivono all'interno di rocce dal la superficie poco coerente. e spesso si osservano radici avvolte attorno a queste fonti d'approvvigiona mento idrico. E" probabile che le riserve principali d'acqua in un de serto senza falda freatica sotterranea siano invece le «sacche» d'acqua sotto le pie tre. Si è osservato che queste piante elementari possono perdere. che così possono gonfiarsi e riprendere l a normale attività metabolica: una resurrezione che l'uomo non è ancora riuscito a p rocurarsi con le sue tecniche d'ibernazione! Queste alghe certamente si avvalgon o della rugiada o anche semplicemente della umidità atmosferica. Nelle condizioni di deserto assoluto non cresce nulla. in condi zioni di aridità. Anche la «rugiada sotterranea» causata dalla condensa zione può essere benefica. Spesso si trovano pezzi di pietra incrosta ti di alghe. condizioni analoghe si verificano nell'Africa sudoccidentale. dove la temperatura diurna può salire a 60 gradi scendendo quasi a zero nelle or e della notte. e per non più di 5-6 settimane in una «c attiva». e forse molto più a lungo. mentre le piante annuali sfuggono ai rigori dell'inverno sotto forma di semi. sebbene basti a d alimentare quelle primitive. disseccandosi fino a sembrare del tutto morti e tornando in vita come se niente fosse non app ena vengono inumiditi. Si trovano indubbiamente piante primitive in deserti d'aspetto implacabile. cioè a una temperatura alla quale gelerà u n poco delle sua acqua interna. L e piante adattate ad ogni forma di siccità si dicono "xerofite". Le piante a foglia caduca vanno in letargo p erdendo le foglie. e contribuiscono a frantumarle. Vi sono piante che crescono nelle zone più micidiali del Sahara . Lemb i d'alghe microscopiche verdeggiano improvvisamente dopo gli allagamenti provoca ti dagli acquazzoni. così essiccate possono res istere almeno due anni e mezzo. Ad esempio. quasi tutto il loro contenuto interno d'acqua. mentre un lichene diss eccato riesce a sopravvivere ad ottanta gradi e più. un lichene siffatto aumenta del 50% il proprio peso iniziale assumen do acqua: ne è un esempio la specie cesposa "Ramalina" che riesce ad effettuare la fotosintesi anche a 10 gradi sotto zero. nel deserto del Negev si può avere umidità suf ficiente per quattro mesi in un'annata «buona». e in altri deserti sassosi. come a ttestano le erbe di cui si nutrono i cammelli dei Beduini nelle regioni del Quar to Vuoto d'Arabia. Certi muschi hanno capacità analoga. che si comportano come tali nelle regioni artiche o alpine. Le piante acquatiche possono ridursi a mozziconi sommersi di tessuto. Inoltre vivono sp esso sulle parti più basse delle pietre o anche sotto di esse. Risalendo la scala vegetale troviamo i licheni in veste di diffusi colonizzatori . Tuttavia l'adattabilità delle piante risalta nel modo più vistoso quando occo rra affrontare problemi di gravità estrema: alle piante alpine ed artiche tocca tu tta una serie di questi problemi. e tirando avanti quasi in stato d'ibernazione. ma nella sua formula estrem a si attua nei deserti. resistendo così abbas tanza bene alle condizioni avverse. La maggiore difficoltà di questi ambienti deriva dal variare delle condizioni di v ita da un anno all'altro.e sempre nel Negev è osservata per 180 notti i n un anno -. cui va aggiunta l'ultima calamità della siccità. mentre in seguito non resta di loro che una finissima crost a scura tra le particelle di terreno.

Le vecchie piante sopravvivono dove possono perire invece i loro rampolli: perciò occorre una buona produzione di semi. Queste piante assumono naturalmente acqua attraverso le radici e la perdono a ttraverso i pori respiratori per il fenomeno di traspirazione. livelli che possono essere bassissimi alla fine della stagione asciutta. si fanno una concorrenza così spietata per l'umidità che molte muoiono: è accaduto così che sullo spazio delimitato di un metro quadrato siano sopravvissute solo 40 piantine di salsola su 850 germogliate. proprio come avviene quando le cellule vengono danneggiate dal gelo. Si potrebbe dire che ogni pianta aggiorna continuamente la s ituazione del suo bilancio idrico. rappresenta te rispettivamente dalla minaccia di morte per mancanza d'acqua e dalla morte pe r mancanza di materia organica». può verificarsi anche quando il terreno è abbastanza umido. Ve rrebbe fatto di chiedersi perché mai non vadano a colonizzare habitat migliori. ma queste hanno un'alta percentuale di sopravvivenza. se ne stanno lì nel loro durissimo a mbiente abituale come profeti del Vecchio Testamento. se possono crescervi tanto bene. ma anche un a notevole duttilità. in modo che le piante crescono rapidamente in buone condizioni. Nel caso dei capperif ava sopra citati i ricercatori hanno accertato che le probabilità di felice insedi . mentre il loro accrescimento normale in una «buona annata» di tipo desertico si aggira sui 5 millimetri. una sua v icina del Negev. per cui la traspirazione si potrebbe considerare un male necessario. ma se ricevono acqua ininterrottamente. Invece niente. Esse di solito crescono con estrema lentezza e. I n una data pianta non c'è soltanto una capacità generale di adattamento. Oppure accade che il bilancio idrico venga redatto di anno in anno: in questo caso la sopravvi venza dipende dalla sopportazione di livelli minimi di acqua che manderebbero in fallimento una pianta normale. e sono pure indispensabili dispositivi (ne l maggior numero possibile) per diffondere la semente tanto nello spazio quanto nel periodo adatto alla germogliatura. possono anche fare a meno di crescere per buona parte delle stagioni. perché la pianta pe rde più umidità per traspirazione di quanta possa assorbirne attraverso le radici.i. sta di fatto che quanto più ardue sono le condizioni di vita. riesce a far germogliare pochissime plant ule. Si vedrà che . con bilancio in attivo di notte e in passivo il giorno dopo. e di conseguenza non possono provvedere alla produzione di fiori e semi. la secchezza dell 'aria. in modo molto simile a quanto facciamo noi sudando . preparandosi per l 'eventualità di tempi avversi. trasp irano per mantenersi fresche. Una stranezza di molte piante del deserto sta nella loro enorme capacità potenzial e di crescita. 2:4) cui era stata servita una zuppa: «C'è la morte nella marmitta!» . Il problema numero due. in base al principio di evaporazione dei recipienti di terraglia usati nel buon tempo anti co per raffreddare il latte. Indubbiamente la fotosintesi procede di buon passo se vi è acqua a sufficienza. che la loro temperatura risu lta abbassata di ben 7 gradi rispetto a quella dell'aria circostante. alcuni terreni dese rtici sono in condizioni di «siccità permiana». crescono in misura assolutamente estranea a lla loro natura di piante del deserto. Le piante hanno in serbo molte soluzioni per i loro problemi. ed una pianta di questa età non supera normalmente l'altezza di 70 centimetri. la zucca amara o coloquintide . con insufficiente umidità per le radici. sebbene i germogli appena spuntati possa no resistere 25 ore allo stato secco. come diremo in se guito. a parte la necessità della fotosintesi. per cui devono tr ovare un equilibrio tra i due sistemi: senza la traspirazione non possono effett uare la fotosintesi. esattamente come altri delle regioni a rtiche sono in «gelo permiano» o «permafrost». Il problema numero uno è dato dall'aridi tà effettiva del suolo. Però certe piante.«ogni pianta del deserto attiva durante la stagione asciutta si trova permanentemente pericolante tra Scilla e Cariddi. Questa salsola è una pianta annua.che ha fatto gridare ai personaggi biblici (Li bro dei Re. L a fotosintesi può interrompersi completamente se una pianta si disidrata. Piante di capperofava irrigate nel modo s uccitato crebbero da 2 centimetri d'altezza fino a quasi mezzo metro in dieci me si.citando dal «Negev» . Si sa che queste piante possono vivere fino a 300 anni.ha foglie larghe e sottili a traspirazione così intensa. Quando troppe plantule germogliano assiem e. dare e avere vengono totalizzati tutte le 24 ore. tanto più n umerose sono le reazioni delle piante alle caratteristiche di un dato habitat. un'artemisia perenne. e tanto meno alla crescita.

ed eli mina la pelle verde esterna. e sebbene la c arta venisse rinnovata costantemente. nascondendo all'interno del tubo fittizio così formato la superficie circonv oluta sulla quale sono situati gli stomi. I cespugli del deserto possono troncare in senso letterale le perdite causate da lla stagione secca. mentre le altre sopravv ivono. il quale effettua la fotosintesi . lunghe un paio di centimetri. mentre le p iante frondose perdono le foglie. che consente un trucco alquanto più gaglioffo del primo. un'artemisia grigia lascia cadere le fog lie invernali grandi e profondamente incise. una volt a sparito il resto delle foglie. che possono contrarsi o gonfiarsi a seconda della disponib ilità di acqua. Le foglie di acacia del deserto contengono circa il 50% d'acqua allo stato libero. oppure a seconda delle mutevoli combinazioni di umidità. Spesso hanno semi di due o tre tipi. eliminando rami e foglie. Difatti molte xerofite hanno foglie. di modo che non possono più aprirsi del tutto . e rimane solo il tronco provvisto di stomi. tuberi o rizomi a seconda della loro struttura. Con l'umidità si distendono facilmente. In tal modo questa specie vegetale riduce drasticamente la traspirazione di no n meno del 96%. o per scalarla ne l tempo. e portano stomi con cui possono effettuare la fotosintesi. Nel chenopodio del deserto la parte esterna dello stelo verde. anche se ciò non appare vistosamente. di modo che offrono alle gazzelle cibo e bevanda contemporaneamente. si stacca come un'epidermide una volta esaurita l'acqua di un tessuto funziona nte da serbatoio. Altre piante invece eliminano la delicata parte apicale e si ritirano al sicuro sotto terra durante le stagioni secche. Le piante del deserto già descritte al capitolo 16 possiedono molti dispositivi pe r assicurare la germogliazione dei semi al momento più propizio. mentr e quelle che spuntano nella stagione secca si riducono sempre più di dimensioni. Un metodo insolito di crescita interna per mette al tronco principale di svilupparsi in parecchie strisce indipendenti. disseccandosi. l'ispessimento della superficie esterna comprim e i pori respiratori sotto la pelle. Le piante adulte possono far fronte al deserto con la caduta totale delle foglie . e il motivo principale dipende d al fatto che gli stomi sono situati alla base di solchi e scanalature dove sono al riparo dal sole accecante e dalle correnti d'aria. Altri dispositivi possono far sì che i semi di piante del des erto evitino di mettersi a germogliare in risposta a lievi acquazzoni fuori di s tagione. a dispetto del caldo.amento si verificano in media una volta ogni 5-7 anni: quanto basta alla specie per mantenere il popolamento. Molte piante alternanti hanno foglioline minut e che vengono eliminate immediatamente. Spesso i tro nchi presentano sezione di taglio circonvoluta. di solito con i fiori già formati: si annoverano tra queste specie . l'altro in seguito. ed è adottata anche da altri cespugli del deserto. Da una profondità sotterran ea che spesso è di 30-40 centimetri spuntano in gran fretta quando sono inumidite dalla pioggia. Il capperofava ha un altro asso nella manica. Si tratta della «sopravvivenza per morte parziale». fattori che accelerano la traspirazione. ricordo che alcuni campioni di piante raccolti nel deserto della Giordania rifiutarono di essiccare avvolti in carta da giornale per parecchie settimane. f ino a piccoli abbozzi di un millimetro o due. o ad attività stagionale seguita da periodi d 'inerzia. Di solito le erbe xerofite hanno foglie che si arrotolano in condizioni di secch ezza. Queste e molte altre piante si privano di rami grossi e piccoli. cormi. quali molte specie di ginestra. Alcune possono perire. spesso più o meno carnose. Sono le piante a radici carnose: bulbi. Il capperofava perde la maggior parte delle foglie. Ne sono esempi le «piante alternanti». con cellule elasti che a pareti sottili. uno programmato per germogliare su bito. tenute in sieme solo dal terreno alla base. La salsola spinosa perde fino al 9 0% del proprio peso corporeo. Molte piante del deserto possiedono alcune caratteristiche delle p iante grasse. questo tessuto assume aspetto sugheroso. isolando contemporaneamente la parte centrale resid ua. che hanno tronchi verdi contenenti clo rofilla. Dopo un certo tempo queste strisce si incurvano staccandosi l'una dall'altra. luce e temperatura. ogn una con un proprio sistema radicale e ciuffo terminale di rami e foglie. separandosi da qualche parte del loro corpo.

I Greci appendono i bulbi di questa pianta nelle loro case come simbolo di fe condità. dove la stagione s ecca può prolungarsi da maggio a gennaio. Entro dodici ore da quando è caduta la pioggia emettono radici. talvolt a anche superficie bernoccoluta o tubercolata. la lo ro cute sovente s'indurisce e sbiadisce. mentre la base rimane verde. possono restare in letargo per al meno una stagione. mentre entro 2 4 ore dalle prime gocce di pioggia il terreno attorno al carice Carex pachystili s è tutto infiltrato di radici. Infatti questa specie di carice non perde mai le f oglie: la parte superiore avvizzisce. Alcune piante hanno bulbi p iù o meno esposti all'aria. e segnatamente nella famiglia dei Mesembryanthemum. Nella specie opportunamente chiamata "Fenestraria" si trova una «f inestra» composta d'uno strato sottocutaneo di cristalli di ossalato di calcio. lanugine folta come una pelliccia. Si annoverano tra queste specie le ben note "piante rocciose" del SudAfrica ed altre specie imparentate. Se le piogge sono scarse. o di paia isolate. Letteralmente. al centro della quale compare presto un fior e violaceo di 8 millimetri. La scilla. I suoi tuberi hanno le dimensioni di una capocchia di spillo. Molte piante grasse. cut e molto ispessita. strati supplementari di cellule esterne intesi a proteggere l a clorofilla. Il giorno dopo la pianta produce una rosetta di quattro foglie ovali di un centimetro. Le vere piante grasse trasformano ogni parte del loro corpo in riserve d'acqua. Esistono piante a foglie carnosissime. per cui esse riescono a sopportare talvolta temperature molto e levate: la poa del Sinai ha bulbilli che allo stato letargico resistono a 80 gra di. ivi compreso il tenace semprevivo spesso ad abitudini di vi . maturano i semi e tornano in letargo. sia pure allo stato letargico. ch e riduce l'ardore dei raggi solari. In molti casi le foglie avvizziscono molto nella stagio ne asciutta man mano che viene esaurita la scorta d'acqua. la fe ssura è così nascosta. conosciuta con il nome bizzarro di Chamaegigas intrepidus. come «fiori» cerosi. dai bulbi enormi a volte voluminosi come un pallone da ca lcio. cute bianca o argentea. e specie cespugliose dei Mesembryanthemum sudafricani. possiam o identificare una serie completa di piante in cui le foglie diminuiscono di num ero e di grandezza. e si ritrovano negli stagni disseccati. giaggio li e gigli Eremurus. in modo che solo la sommità delle foglie pianeggianti è e sposta al sole. Parecchie piante bulbose mettono fiori alla fine dell 'estate asciutta. o le grandi piogge. dalla quale emerge il fiore. Si tratta di una pianta parente della castagnola. dispongon o spesso di un impianto d'isolamento a funzione antisolare. quali tulipani. Il letargo di queste radici è favorito dagli strati esterni isolanti di tessuto mo rto o sugheroso. oppure in una massa sferoidale di un corpo plantare originatosi da due foglie: il solo indizio è dato da una scanalatura o fe ssura centrale. o cipolla ma rina del Mediterraneo. Il tubero più straordinario del deserto è forse anche il più piccino. tipo il cappe rofava già citato. formando come un guscio spesso e rifran gente. filtrandone quanto basta perché raggiunga il p rofondo strato di clorofilla sottostante. emettendo foglie ogni ann o. Quando queste piante supergrasse vanno in riposo nel periodo asciutto. a somiglianza delle piante alpine delle grandi altezze. La «pianta del sale» americana ha uno strato esterno di sale. che in natura vi vono sepolte nella sabbia. al cui riparo quello che nella stagione ventura sarà il corpo della pianta si sviluppa ben protetto dal calore eccessivo. emettendo foglie quando cominciano le piogge principali. a somiglianza delle piante alpine delle Ande che trascorrono anni interi sotto la neve. Nella defo rme Muiria. e nota da una località dell'Africa sudoccidentale. Queste foglie.alcuni dei fiori del deserto tra i più vivaci e brillanti. dette piante fenestrate. può sopravvivere per molti anni fuori del terreno. ent ro pochi "minuti" dalla caduta dei primi goccioloni di pioggia. questi tuberi fa nno spuntare foglie cilindriche della lunghezza di un centimetro. come le nerine e le "bulbine". Si notano fasi di succulenza in cespugli legnosi a foglie carnose. che si ha l'impressione che il fiore spunti strappando la pel le. che si presenta come una massa sferoidale completamente verde. terminando in una successione di sei o quattro foglie strett amente compresse. gallegg ianti alla superficie dello stagno. Partendo da queste. fino all e piante frondose con tronchi o steli completamente succulenti come le Crassula.

e relativamente pochi stomi . come le greenovie. e ritorna alla norma di giorno. l'anidride carbonica immagazzinata non si può tr asformare subito in zucchero. le cui caratteristiche non rappresentano nece ssariamente i tratti distintivi della famiglia nel suo insieme: alcune specie co nservano le foglie. dove il movimento dell'aria viene ridotto al min imo specialmente in condizioni di siccità.ne è un esempio la Pereskia. Inoltre si aprono principalmente di not te. e dato che allora non c'è luce. hanno l'asp etto di gemme di rosa ancora chiuse. dove la minima area superficiale si accompagna al volume massimo per consentire l'accumulo di acqua.barili o cilindri isolati e tappati. che ha foglie normali se cresce in ambiente ricco di umidità. e spessissimo hanno anche peli. adottano la disposizione delle foglie a rosetta. se così si può dire.specialmente quelle delle spi nosissime "chollas" . colmi d'umidità. Un piccolo numero di cacti emette foglie normali .di norma perdono le pale o le giunture in prossimità delle t erminazioni del tronco. ma il tronco si è appiattito ed ha preso l'aspet to delle foglie. gigli. alcuni tipi di semprevivo si comportano in qu esto modo. lanugine o peli. eccetera . vite. L'acidità dei tessuti della pianta aumenta incessante mente di notte per questo «metabolismo acido delle crassulacee». man mano che il corpo della pianta si restringe: i tronchi ri piegati a fisarmonica sono progettati perfettamente per questo andirivieni. come in molte specie assai note. gerani. che viene poi scisso per produ rre zucchero il giorno dopo. come le branchie embrionali dei mammiferi. in condizioni di aridità: altro aspetto delle automutilazi oni delle piante. Le «pa le» piatte e arrotondate e a forma di foglia dei fichi d'India non fanno altro che assottigliarsi sempre di più finché cadono. che ass omiglia ad una camelia con le spine. e nei lunghi periodi di siccità si nota come queste costole siano più sp orgenti e serrate. altri cacti invece hanno foglie effimere ch e vanno perdute man mano che la pianta diventa adulta. i gambi o tronchi verdi si assumono il compito di e ffettuare la fotosintesi e la traspirazione.la caratteristica delle piante s ucculente o grasse compare soltanto in pochi generi che.come pure nelle altre famiglie vegetali. mentre altre sono a foglia caduca. hanno superato la soglia delle xerofite. La maggioranza dei cac ti però ha smesso le foglie. e sono un ricordo delle o rigini remote. Spesso le fogli e si richiudono in condizioni di aridità. Essa viene convertita temporaneamente in un acido organico. allo scopo di conservare l'umidità e ridur re drasticamente la traspirazione. Recentemente si è dimostrato che gli spini di certi cacti funzion ano da organi di assorbimento dell'acqua presente anche sotto forma di rugiada: . e infine il «corpo plantare» composto di foglie strettamente congiunte. me ntre presso le euforbie . I tronchi dei cacti e delle euforbie grasse si sono formati quasi certamente e a nzitutto per la riduzione degli spini e delle foglie in conseguenza delle condiz ioni ambientali di aridità. ne è un esempio la comune ginestra spinosa. L a maggior parte dei cacti si è perfettamente adattata ai diversi habitat aridi. che consente di effe ttuare la massima fotosintesi con la minima superficie spaziale. e possiede tronchi verdi in grado di effettuare la fo tosintesi. con uno spesso rivestimento di cera. che per evoluzione parallela s ono giunte a un'identica conclusione finale in risposta a condizioni uguali. Gli stomi dei cacti e delle piante grasse a struttura affine si trovano in fondo alle pieghe della fisarmonica. Le rosette. Si può accertare che molte altre piante spinose diventan o ancora più dense di aculei quando debbano crescere in condizioni di siccità. come accade nelle «piante alternanti: essi si proteggono facilmente in modo analogo a quello descritto a proposito de lle foglie. Quando scompaiono le foglie. Alcuni cacti vivono in giungle umide dove i problemi sono di genere del tutto di verso: essi restano senza foglie. ed anche certi loro parenti tropicali.ta alpine. come viene chiamato . le forme schiacciate delle foglie. consi derata la specie più primitiva e fors'anche il capostipite della famiglia. come avviene nella fotosintesi normale. cui apparteng ono margherite. E" questa la forma tipica dei cacti e di parecchie famiglie non unite da rappor ti di parentela. e molte . Molti cacti hanno tronchi costoluti o crestati. segnano le varie tappe verso la formula ultim a di resistenza alla siccità data dalla sfera o dal cilindro. Probabilmente queste piante so no rientrate nella foresta primigenia dopo un'esperienza evolutiva all'aperto. quali le euforbie e le stapelie.

Le radici delle xerofite sono degne di nota anche per il fatto che. lo stesso sale ed altri minerali si accumulano in molte situazioni ambientali del deserto. ma durante i lavori di scavo per la realizz azione del canale di Suez si sono registrati casi di radici di tamerici spintesi fino a 50 metri sotto terra. Queste piante reagiscono prontamente quando vengono sepolte sotto la sabbia . sebbene spesso efficacissima. che può raggiungere l 'altezza di 15 metri e il peso di 10 tonnellate. ed altr e specie di forma cilindrica che possono essere alti anche 12 metri. e quelle di grandi dimens ioni hanno scheletro legnoso. tanto per cominciare molti deserti apparentemente caldissimi possono aver e temperature notturne prossime allo zero. mentre la tamerice può prosperare in località dove la falda f reatica contiene più del 20% di sali. ma il dispositivo sembra insufficiente a spieg are come questo cespuglio possa vivere in condizioni di così sostanziale tossicità. Le radici delle xerofite sono naturalmente di vitale importanza per queste piant e. E" possibile che l'elevat a concentrazione salina della linfa di certe piante grasse. Una salinità superiore all o 0. In un deserto a cacti alcune radici si diffondono in senso orizzontale a poca profondità dalla superficie del terreno. dalla quale spunta no i tronchi o gambi annuali. derivi da una situazione del genere. Altrettanto sec ondaria.poniamo di erba San Pietro. La succulenza non è una caratteristica limitata sostanzialmente alle piante molli. la pianta dispone di ghiandole che evidentem ente secernono l'eccesso di sale. a causa delle inadatte pressioni osmotiche che si verificano quando la concentrazione dei sal i è più alta all'esterno che non all'interno delle radici. come risulterà chiaramente a c hiunque cerchi di svellere una plantula . Ne consegue che qu este piante grasse gigantesche hanno struttura rigida. La palma Hiphaene è tipica delle acqu e salmastre in Africa. non appena il terreno venga inumidito dalla pioggia. o "retama". Già se ne è fatto cenno al capitolo 9 a proposito di certe piante rampicanti che ha nno una grossa base destinata ad accumulare acqua di riserva. che producono peli radicali per assorbi re acqua solo in prossimità dell'apice radicale di accrescimento. mentre altre si calano in profondità fino a raggiungere una falda freatica.si tratta probabilmente di un processo d'adattamento secondario. e spuntano ben presto all'aperto.5% è dannosa alla maggior parte delle piante: il sale. o a perforarle per farvi il nido come il picchio. Il baobab che vive nelle località aride ha radici orizzontali che possono estender si per un centinaio di metri attorno all'albero. fanno spesso spu ntare peli radicali per tutta la lunghezza delle radici più giovani. a differenza della maggioranza delle radici normali. con riferimento alle «piante troppo grasse». In Africa a lcune euforbie sono veri alberi con un grosso tronco e una chioma rotondeggiante di molti rami. Lo stesso vale naturalmente anche per le piante delle paludi salate e del litora . rende più difficile alle radici l'estrazione dell'acqua dal suolo. come ben sanno quanti cercano di pratic are l'irrigazione e le colture idroponiche nel deserto. Una pianta d'erba San Pietro cresciuta ha radici che si spingono fino a tre metri di profo ndità. ma a nche alla salinità del terreno. e molte specie crescono sulle Ande a più di 3000 metri d'altezza. nonché alle «piante a bottiglia» dai tronchi rigonfi contenenti acqua. oltre ad essere tossico . è la protezione accordata dagli aculei cont ro molti animali: ciò nonostante molti riescono ugualmente a mangiare parti di que ste piante. Un capperofava che ricopre una superficie di d ue metri quadrati sopra il suolo può avere un apparato radicale che si estende fin o a 35 metri quadrati e si spinge fino a profondità notevole. o «il vecchio» del Messico. può avere radici orizzontali disposte a forma raggiata e lunghe fino a due metri. così come molti alberi e cespugli delle regioni desertiche dispongono di radici penetranti: esse di solito non va nno oltre i 10-15 metri di profondità. Molte volte nel deserto le piante devono far fronte non soltanto all'aridità. e in modo tipico dei cacti. alcune piante combinano i due tipi di radici a seconda delle circostanze. Le piante delle dune di sabbia hanno un sistema di radici molto esteso. Oltre a resistere al caldo e alla siccità. come il saguaro dell'Arizona. Certi cacti sono molto grandi. più un fittone verticale di un metro. La ginestra bianca del Medio Oriente. molti cacti resistono anche al grande f reddo. come l'Euphorbia ingens che passa i 10 metri.

le marino. una specie di silene apprezza il cobalto. e gli esperimenti effettuati al riguardo hanno dimos trato che forse tre o quattro plantule su mille possiedono resistenza iniziale. Ciò può ver ificarsi in natura quando vi siano giacimenti metalliferi in affioramento.a un'elevata percentuale di piombo puro. Alcune specie di "astragalo" accumulano s elenio. rame o niche lio. perché le loro radici talvolta non sono altro che un appiglio . le armerie. e molto faci lmente non prospererà in un buon terreno privo di piombo. Oltr e alla loro naturale opera di colonizzazione. un rododendro dell'is ola giapponese di Kyusciu che prospera in mezzo a vapori e fumi sulfurei. Esistono anche piante grasse degli stagni salati. Ne è un esempio il Rhododendron kiusianum. Il colmo è dato da alcuni ceppi che ottengono il massimo ri goglio solo in presenza del metallo in causa. come la sueda e la salicornia. Acetose e piantaggini sono altre ostinate colonizzatrici. mettono a punto delle radici aeree carnose che riuniscono la funzione d'ormeggio a quella dell'assorbimento dell'ambiente atmosferico. In un certo qual modo queste piante si possono pa ragonare alle alghe. in modo da formare il primo stadio di una nuova coltre v egetale man mano che vi si accumula altro terreno.un cespuglio neozelandese . o di materiale di sterro. e talvolta alle rocce. sviluppa peli radicali bianchi sul lato dove avvi ene il contatto. Ai margini delle aree vulcaniche vivono altre piante resistenti a condizioni di evidente tossicità. questi ceppi resistenti si possono usare naturalmente per ricoprire cumuli di sfasciume minerario antiestetico. mentre altre resistono benissimo al rame. Le erbe sembrano le più adattabili. non è detto che il ceppo res istente al piombo lo sia anche nei riguardi dello zinco o del rame. che rim ediano alla bassa percentuale d'acqua assimilabile accumulandola nel tronco. come certe erbe. nonché la secchezza che di solito contraddistingue terreni del genere. mentre le foglie. Ora molti cercatori di risorse minerarie dal senso d'osservazione svi luppato tengono conto della presenza di piante notoriamente tolleranti nei rigua rdi dell'uno o dell'altro metallo! L'adattamento a minerali abitualmente tossici contenuti nel terreno è il risultato di una serie di mutazioni. in modo particolare di azo to e fosforo. senza che l e radici vi possano penetrare. I ceppi resistenti ai metalli riescono a superare anche questa dif ficoltà. Molte specie di piante si sono adattate a vivere in queste condizioni . e perfino da migliaia di anni. Questi peli radicali assorbono tutta l'umidità possibile. e giungono a un'intesa con piombo. Altre specie vegetali riescono a vivere felicemente in luoghi in cui abitualment e si trovano quantità tossiche di metalli pesanti concentrate nel terreno. e segnatamente le orchidee. ma si osserva in larga misura nei pressi delle vecchie miniere . I d epositi alcalini e gessosi rappresentano frequentemente problemi ambientali a cu i certe piante devono trovare una soluzione. zinco. in cui lo strato d'aria funge da isolamento antitermico. do ve la colorazione argentea dipende da uno strato esterno di cellule contenenti a ria o "velame". La tipica radice aerea di un'orchidea è di un bel colore verdeargenteo lucente. piante che si attaccano ai rami degli alberi. quali certi ceppi di armeria e di renaiola di primavera in Gran Bretagna. Queste radici svolgono funzioni di appiglio ed assorbimento: in certi casi un sistema radicale sviluppato pesa almeno quanto le foglie e tutto il resto della pianta. mentre l'alisso o «erba matta» Aly ssum bertolonii e l" Hybanthus floribundus . Un altro grosso problema si presenta quando le piante devono vivere con le radic i in un suolo asciutto o tossico. E" questo il caso delle epifite. possono assorbire l'acqua dir ettamente.alcune delle quali s ono magari in attività da secoli e secoli. mentre il potere rifrangente del velame disperde l'intensità dell'insolazione. Se la radi ce tocca una superficie umida. Ma mentre una pianta potrà adattarsi . al caso anche con due di questi metalli insieme. Sta di fatto che molte epifite. e un'altra ardua difficoltà si verifica quando o ccorra vivere in mancanza completa di terreno. E" interessante osservare che il materiale di scavo delle miniere è spesso assai c arente delle normali sostanze nutrienti delle piante.sono gh iotti di nichelio: possono assorbire questo metallo fino al 10% del loro peso a secchezza. la piantaggine marina e vari suffrutici.poniamo . o di mimolo muschiato negli Stati Uniti d'America. Essa aumenta rapidamente in modo da formare ceppi completamente resistenti nello spazio di pochi anni. s . immerse in un'atmosfera umida.

Quand o l'acqua è assorbita dalla corteccia contiene facilmente varie sostanze minerali provenienti dal disfacimento delle foglie e da escrementi di animali. a vaso o ad urna. Nel Campylocentrum i fiori sono piccolissimi e sono sorretti da mazzi di esili infiorescenze. ed hanno radici intese principalmente a fini di ancoraggio. il cosiddetto «musch io spagnolo». con termine derivato dal vocabolo usato per indicare l'ana nasso. o felce a ni do d'uccello. in c ui il minuscolo gambo possiede foglie disposte come i gradini di una scala. e sembrerebbe quasi incredi bile che si tratti di fiori. oppure anche «pini aerei» in inglese. Esiste una forma intermedia.otto qualunque forma arrivi . ma estremamente ornamentali. sono largamente coltiv ate ed hanno fiori vistosissimi. e sono di colore verde. è probabile che in queste esista un velame molto più sottile sopra le cellule contenenti clorofilla.come pioggia. Nelle specie aeree l'acqua si raccoglie quasi sempre in un «vaso fogliare». e quando quest a sopravviene le radici s'induriscono.quasi come il lucignolo di un lume . con un labbro un p o'"a forma di navicella. mentre gli apici assorbenti si coprono di velame. Le felci Platycerium hanno foglie di due tipi completamente diversi . Il termine "Usnea" indica infatti un gruppo di licheni. e riescono a prosperare anche sui fili del telefono. t anto che spesso si dicono anche piante vascolari. Le bromeliacee costituiscono un altro vasto gruppo di piante principalmente epif ite. La cortecc ia dell'albero si asciuga poco dopo cessata la pioggia. ma i materiali di rifiut o si depositano spesso sotto la parte centrale della pianta. in modo da venirne protetti ed isolati. Esse cominciano con foglie dure e coriacee resi stenti alla siccità. ad eccezione della li scia punta d'accrescimento. L'effetto dat o da queste stravaganti realizzazioni è notevolissimo. le foglie formano come un vaso di forma conica. tra i quali sono portati i fiori lunghi 6 millimetri. e foglie a forma di corna di cervo. che sporgono in fuori svolgendo la loro normale funzione di foglie e portando le spore. p rescindendo da un certo numero di specie terrestri che hanno comuni radici assor benti. Essa tuttavia ha dime nsioni molto maggiori e compone festoni con le sue formazioni filiformi lunghe f ino a 7-8 metri. Le radici aeree di questa pian ta irreale possono raggiungere la lunghezza di parecchi metri. e in certi casi att orno all'intreccio delle radici. ed eventualmente come nebbia. e ta lvolta di un modesto gambo o stelo legnoso: i fiori si formano dal centro della stella radicale o dal gambo. Queste specie bizzarre. Esso è spesso fornito di speciali cellule assorbenti in prossimità dell'inter no delle basi fogliari. che si diffondono sulla corteccia dell'albero come una lastra o un piatto dove si raccolgono i rottami umidi a beneficio del sistema radicale della pianta. Le radici assorbenti attraverso la base delle foglie penetrano in questo materiale e lo utilizzano a loro vantaggio. Inoltre i muschi epifiti presenti sul tronco as sicurano spessissimo una riserva d'umidità. che drappeggiano ad esempio i cipressi di palude della Florida. e lo stesso acc ade a piante rampicanti quali i filodendri e le "monstera". Molte orchidee vivono in regioni che hanno una stagione asciutta. in modo che vi si possano raccogliere l'acqua e i detriti. Queste formazioni. di mod o che la pianta si compone solamente di uno spiegamento raggiato di radici. A questo punto tutta la radice si avviluppa in una pelliccia di peli radicali. Vi sono pure dei casi estremi in cui le radici si sono assunte al completo le funzioni normalmente svolte dalle foglie. il Taeniophyllum. per cui t utto il fiore viene alquanto ad assomigliare a una rana che salta. La bromeliacea più straordinaria è forse la Tillandsia usneoides. e questa bro meliacea assomiglia esattamente a un lichene argenteo ramificato. e combaciano stret tamente alla base. attraverso le quali vengono immessi nel sistema i minera li provenienti dai detriti che si accumulano nel vaso. In molti casi le radici giungono infine al suolo e vi penetrano. invece nella Polyrhiza sono lunghi fi no a 12 centimetri e di forma assolutamente fuori del comune. che con molto sforzo si potrebbero chiamare foglie. come umidità sgocciolante lungo la corteccia. terminante in un paio di lunghi lobi ricurvi. Nell'asplenio. In alcune orchidee le radici sono in grado di effettuare la fotosintesi. fino a quando non produce i suoi fiorellini minuscoli ma caratteristici.foglie di tipo piatto. sono ricoperte di piccole scaglie c . Il vaso ha una tenuta d'acqua eccel lente. che pure appartiene alle bromeliacee.

La Jussiaea repens è una pianta acquatica che si fabbrica da sé una sua piccola giungla sommersa: ha gambi lunghi e grossi che crescono di traverso e portano foglie sopra il pelo dell'acqua. non c'è ombra di radici. perché si ritrovano ad ogni profondità. di aspetto si mile alla palma. e la maggior parte di queste piante dispone di vasti spazi per il movimento dell'aria all'interno dei tessuti. Si tr atta di una specie di radice rovesciata allo scopo specifico di assorbire aria e di trasmetterla attraverso grandi spazi aerei alle diverse parti della pianta. posso no trovarsi esposte ad alte concentrazioni di sale quando evapora l'acqua marina . ad esempio. Le onde che s'infrangono s u una costa rocciosa presuppongono nelle piante che vi crescono massima robustez za e caratteristiche di ancoraggio solidissimo. perché in realtà la scarsità d'acqua costituisce uno dei problemi più g ravi che devono affrontare le piante in generale. I semi sparpagliati sulle rocce vi rimangono attaccati grazie al r ivestimento mucillaginoso dei semi.he trattengono ogni minima traccia di umidità atmosferica. dalla sommità del quale pende un ciuffo di foglie. in quanto prefer iscono questi colori. L'ossigeno riveste importanza vitale tanto per le piante acquatiche quanto per q uelle terrestri. o virtualmente in acqua dolce dopo un violento acquazzone. esse emettono fiori. Alghe ed erbe marine sono molto degne di nota per il modo con cui reagiscono al diminuire dell'intensità della luce man mano che si scende sotto la superficie del l'acqua. terminanti in una punta bulbosa proprio sopra il livello dell'acqua. In acqua dolce le piante tend ono a sviluppare foglie lunghissime e nastriformi. caratteristiche cui si adeguano largamente le alghe ed erbe marine. mentre al di sotto lasciano pendere radici verticali. pe rché filtra ancora la luce verde e azzurra. In prossim ità della superficie tutti i colori sono presenti con intensità massima. Forse l'esempio più notevole di adattamento acquatico si osserva nella famiglia de lle Podestomacee. di aspetto molto simile alle alghe. Il problema è intricato. e il rosso è fortissimo: per questo motivo predominano le alghe verdi. quelle che vivono in pozze presso la battima a marea alta. e una volta che sono fuori dall'acqua fanno fiori e frutti nello spazio di 24 ore: il vento o gli insetti provvedono abitualmente all'impollinazione. Al calore del sole le piante avvizziscono prest o. sia pure con sempre minore intensità. che assorbono il rosso . Le foglie sono esiliss ime e pieghevolissime. la rigidità è un errore in un ambiente acquatico. Nella stagione piovosa i Podestomon hanno solo le foglie. do vendo solo adattarsi alla decrescente intensità luminosa. La grande Postelsia americana. mentre il plankton di alghe verdi si trova per lo più in pro ssimità della superficie. che ben presto si dissecca. vi vono nei paesi tropicali e subtropicali. oppure ad avere foglie fineme nte frastagliate. Ho dedicato molto spazio alle piante che devono lottare contro la siccità per una causa qualsiasi. vengono a ssorbiti ed eliminati i diversi colori che compongono la luce bianca. lasciando i semi saldamente attaccati in attesa che le acque tornino a crescere alla stagione de lle piogge successiva. ma presenta anche dei problemi. formando allora delle plantule. Esse si attaccano alle pietre e alle rocce con s peciali peli radicali che secernono una sostanza collosa. si trovano vere e pr oprie condutture nei gambi delle ninfee. . sembra che quasi ogni rapida o cataratt a ne ospiti una specie diversa. Uno è il movimento d ell'acqua. Alghe ed erbe marine pre sentano anche notevole diversità di tolleranza al variare della concentrazione sal ina nell'acqua. le alghe rosse prendono il sopravvento su quelle verdi. Queste piante fiorenti. mentre hanno importanza essenziale la resistenza alla torsione e l'elasticità. Le alghe rosse (Rhodophyceae) in un certo qual modo hann o aggirato il problema della colorazione. Quando però il livello d ell'acqua si abbassa. ed hanno grande capacità di rigenerazione quando ricevono u n danno. ed emettono germogli altrettanto verti cali. cadono gli strati esterni di cellule. dalle enormi laminarie serpeggianti. Mi sia consentito aggiungere a ncora qualche riga di commento agli habitat acquatici. e restano solo i fasci vascolari che si lignificano. è insolita per il suo tronco grandissimo ma elastico e pieghevole . An che le diatomee prosperano fino a profondità abbastanza notevoli. ma favorisce anche il massimo assorbimento possibile di minerali ed ossigeno. fino al la più inconsistente lattuga di mare. L'acqua si potrebbe consi derare l'ideale delle piante. perché man mano che aumenta la profondità. caratteristica che evita danni al lembo fogliare. Quanto più si scende.

Gli amenti fruttiferi si rivelarono di gusto irresistibile per i pipistrell i locali mangiatori di frutti. Quel mezzo parente del pepe che è il Piper aduncum. e infine in aereo c on ogni comodità. lo scavo di cave e così via. con il risultato che ora la pianta è diffusa in tut ta la parte occidentale di Giava. ed hanno cambiato il ca rattere in un ambiente nuovo caratterizzato da diversi rapporti di concorrenza. più circolavano erbacce: hanno viaggiato sugli stivali. Questi intrallazzatori o «barboni» ve getali sono riusciti a sfuggire in qualche modo alle limitazioni di determinate condizioni ambientali. e riescono a vivere quasi dappertutto. Veniva chiamata l'erbaccia di Kew. la Gal insoga parviflora. soggiacendo quasi solamente all'azione del clima. sui calessi e sui carri dei coloni. gli incendi. Naturalmente un'erbaccia è tale solo perché così viene definita dall'uomo.il difficile nome latino. come possono e dove possono. gli smistament i ferroviari. GIROVAGHI ALLA VENTURA. Una piccola composita sudamericana. come nel caso della mora di rovo e del fico d'India in Australia. Capitolo 21. e la defini zione dipende spesso dal suo genere di vita. una specie arborea che arriva all'altezza di sei metri. I loro centri iniziali di diffusione sono i moli. Qui le piante annuali rappresentano l e specie caratteristiche. Le erbacce sono arrivate in sacchi di sementi.nei Paesi che si possono concedere simili lussi . A volte la colpa è degli orti botanici. come la podagraria.chiunque offra del becchime agli uccelli può osservare la comparsa di piante strane. Co sì la pianta perenne Borreria laevis. e dese rti completamente aridi dove non è possibile nessuna vita vegetale. fabbriche. un tempo bollito come verdura. entro borse d'attrezzi. attaccate a i ndumenti o a pellicce d'animali. sui vagoni ferroviari. Si trovano specchi d'acqua salata allo stato puro. concerie. in forma di radici. e spesso supera numericamente la flora origina ria. impi anti di raccolta dei rifiuti o di acque di scarico e . altro esempio di una delle molte erbacce ori . preferendo queste condizioni di vita perché vi si sono ormai adattate.«si accontentano di soluzio ni provvisorie». e l e piante si servono al massimo di ogni sorta di fattori.Con questi mezzi vengono colonizzate le aree marginali dell'ambiente marino.«gallant soldier» . e . attac cate ai pneumatici degli automezzi o a bordo d'imbarcazioni. lo spinacio selvatico. E" impressionante con quale velocità può avvenire la colonizzazione di date aree. che vivono d'espedienti. come nel caso della piantaggin e importata nel Nordamerica dai Padri Pellegrini. alla stregua di tante altre pia nte. introdotta in Inghil terra dai Romani in qualità di erba medicamentosa. depositi di legname. Alcune delle attuali erbacce venivano usate una volta dall'uomo e sono state poi abbandonate. i cittadini del mondo che noi chiamiamo erbacce. A somiglianza dei vagabondi alla ventura. Altre invece sono state trasp ortate dall'uomo in località diverse da quelle originarie. la costruz ione di strade. compresa talvolta (con sgomento) la vietata canapa i ndiana. o anche Toey Hooker. altre risorse di cui già si è fatto cenno vengono adottate nelle regioni più ardue della Terra da piante adat tate alle circostanze. e vari tipi di amaran ti tropicali e di leguminose a baccelli o silique. Le erbacce spuntano sovente negli h abitat artificiali creati dall'uomo con le coltivazioni.così avverte il dizionario Webster . il mondo vegetale comprende i tipi aggressivi od opportunisti. e anche «soldato valoroso». dal n ome del direttore dell'orto botanico del tempo (che con ogni probabilità dovette r ispondere a molte domande al riguardo). Più si sviluppavano i tra sporti. oppure deliberatamente a scopo utilitario od ornamentale. ma ricoprono u n'area relativamente limitata rispetto alle regioni apparentemente inospitali do ve invece certe piante riescono a crescere. che i Pellirosse chiamavano «l'o rma dell'inglese». Tale trasporto può essere avvenuto accidentalmente. è stato introdotto a suo tempo in un orto botanico di Gi ava. perché così veniva s torpiato in inglese . sugli autocarri dei tagliaboschi. è riuscita ad evadere dal famoso orto botanico di Kew. e nel se colo scorso ha trovato il modo di diffondersi estesamente a Londra e nell'Inghil terra meridionale. e inoltre cartiere.

e di equiseto ad altrettant a profondità in terreni sciolti. e lo stesso vale per la lu nghezza delle giornate. la caratte ristica presenza di fiori maschili e femminili su piante distinte crea la variab ilità della discendenza. che abbia molto ridotto l a consistenza numerica della specie. per cui ogni attacco sferrato contro l'erbaccia ha scarse probabilità di riusci ta. o almeno l'au tocompatibilità. e si affidano complet amente a metodi vigorosi di diffusione vegetativa. Anche le piantine più modes te dei climi temperati possono crescere molto in fretta. I dispositivi di distribuzione dei semi sono spesso di tipo s ofisticato. constatiamo infatti che la maggior parte delle erbacce possiede innumerevoli ceppi. nonché a Singapore e Suma tra. inoltre questa pianta dispone anche di un efficiente sistema di diffusione dei semi a mezzo di . La podagraria. stando alle prime segnalazioni. Siccità. come nel caso del tarassaco. significando che un unico esemplare può dare semi e originare una nuova popolazione. Inoltre l'autoimpollinazione.unde dell'America tropicale. alle Filippine. estati calde e inverni freddi non dovranno ostacolarne la crescita e la fioritura. spuntando in continuazione dalle radici sotterranee raggiate. in Nuova Guinea. è arrivata nel Vecchio Mondo nei primi anni del Novec ento. o il cinqu efoglie (Potentilla reptans). Tra il 1925 e il 1929 ne venne confermata l'esistenza nella Nu ova Britannia. Spesso le piante perenni evitano lo sforzo di dare frutti. Una semplice occhiata a una carta geografica indica a quali distanze si trovino l'una dall'altra alcune delle loca lità citate. come il ranuncolo stris ciante. di modo che tutti gli individ ui della specie possono appartenere allo stesso ceppo. magari già a due o tre settimane di vita. i cui germogli possono crescere anch e di mezzo metro al giorno. ed era già un'erba infestante molto diffusa a Giava nel 1924. per cui un'unica specie apparentemen te pura comprende individui singoli in grado di far fronte a sfide di natura mol to disparata. e formando un esercito di lance protese. Il primato di diffusione dev' essere detenuto comunque dai bambù tropicali. La diffusione sotterranea di solito è alquanto più lenta di quella a fior di terra. I semi disporranno di meccanismi atti a farli ger mogliare in un arco di tempo di molti anni. ma è forse più efficiente. ad esempio. che emettono germogl i a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro. come i paracadute delle composite o le capsule esplosive delle piant e di balsamo. senza la quale viene a mancare la possibilità di un rapido adattamento a circostanze nuove o difficili. ma le sue radici si possono rigenerare da piccoli framment i. colonizza solo circa tre metri quadrati in un anno. Il "crespigno" si sviluppa in senso raggiato per 1-2 metri all'an no. Come è già stato fatto notare. signif ica negare tali possibilità. i quali possono anche non essere disponibili in condizioni atmosferiche sfavorevoli. essa potrà produrre semi a profusione per un p eriodo prolungato. Se si tratta di una pianta annuale. in modo da poter colonizzare rapidamente e popola re durevolmente diversi ambienti e terreni. Le radici di certe erbacce si spingono molto in profondità: sono segnalate rad ici di vilucchio o campanelle a 7 metri di profondità. e sono segnalati anche casi di crescita oltre i cinque metri. non appena e quando si offrano circo stanze favorevoli. che si estende su 12 metri quadrati di terreno all 'anno con sottili stoloni raggiati lunghi un paio di metri. C'è un'evidente contraddizione nel fatto che le erbacce annuali di maggior success o siano autoimpollinate ed autofecondanti. mentre oggi è solo un fatto occasional e. Questi ceppi si sono formati in passato man mano che la specie si adattava ad una minore specializzazione. quando ancora l'impollinazione incrocia ta rappresentava presumibilmente la regola. Per avere successo una pianta infestante deve possedere aggressività ed accentuata mancanza di specializzazione. Osserviamo però che ciò libera le erbacce dalla sudditanz a verso gli insetti impollinatori. spesso cominciando questa attività in età giovanissima. favorisce la dispersione delle piante. a Samoa. che può coprire quattro metri quadrati nello spazio di un anno. Praticare l'autoimpollinazione o pr odurre semi senza la fecondazione (apomissìa). e nel 1945 si trovava già alle isole Figi. Le piante annuali che praticano l'autofecondazione sono in grado di riprendersi molto più in fretta delle altre da un'annata disastrosa. quest'ultimo è in grado di rigenerare tuberi ogni 2 -3 centimetri.

A nche il bel loto indiano e le ninfee tropicali costituiscono spesso dei gravi fl agelli. con tutta una schiera di specie tropicali che non tardano a spuntare dopo il taglio della foresta primitiva. che rigenerava due teste per ogni testa che le veniva troncata. Infine le erbacce possono sviluppare una forte concorrenza per la luce. sono erbacce d'acqua che devono in verità essere annoverate tra gli «avventurieri» erbacei di maggiore success o. Anche le erbacce con radici a capsule apicali possono rigenerarsi. Ma in ogni caso le erb acce sono qualcosa di più che semplici specie vegetali «al posto sbagliato». dove una balza d i colore rosso attira gli uccelli. il secondo sprovvisto d i paracadute e prodotto tutt'attorno al bordo del capo fiorale. Le largh e foglie dei convolvoli tolgono la luce alle piante sulle quali si attorcigliano . I giardinieri definiscono qualche volta le erbacce alla stregua di «piante al post o sbagliato». Oltre alla sua brav ura a rispuntare dopo che è stato tagliato. come l'erba fi liforme. La lattuga d'acqua. per azione meccanica. Circondata da piante infestanti. l'acanto dei Paesi mediterranei non lascia crescere nulla all'ombra delle sue lussureggianti foglie espanse. Va tenuto presente che le piante infestanti non sono tutte specie erbacee: ci so no anche alberi che si comportano come erbacce. e gareggiano ser iamente col riso nelle risaie. insieme ad un certo numero di piante che vivono sommerse. che ostacolano attivamente lo sviluppo delle radici e anche la germogliatura di altre specie. impediscono la navigazione. bloccano l'efficienza delle centrali idroelettriche. è anche funzionale per quanto concerne i semi. Il tarass aco si può citare come esempio di erbaccia molto perfezionata. Per l'agr icoltore possono rappresentare un grosso calo nel raccolto. e le piante fioriscono entro sei mesi. ad esempio. ma io so di un giardino dove esse fiorirono così esageratamente che i l proprietario dovette sterminarle con il clorato sodico. basta ricordare la p ratica corrente di far crescere l'erba nei frutteti per arrestare la crescita vi . riducendo i raccolti fin del 50%. riducono il flusso idrico fin dell'80%. dei bulbilli dell'erba brusca o acetosella. che si suddividono a ll'infinito. e per il resto dipende da lle secrezioni delle radici. se vengono decapitate. le felci d'acqua e le lenti palustri (queste ul time possono produrre 84000 piante per metro quadrato). tarassaci e simili sono come l'Idra della leg genda. Questa concorrenza è motivata in parte dalla lotta fo ndamentale per l'accaparramento dell'acqua e delle sostanze nutrienti contenute nel terreno. Anni fa la gente apprezzava le Candelabra. almeno in un certo senso. Romici. può trasformarsi in una fonte di serie preoccupazioni in un altro. che si staccano prontamente ed at tecchiscono con altrettanta facilità. Altri metodi di diffusione delle erbe infestanti sono stati descritti al capitol o 17 a proposito. il Prunus Serotina. perché anche le piante infestanti incontrano difficoltà molto maggiori sui terreni argillosi che non su quelli sabbiosi. l'erbaccia degli stagni e le erbe che crescono tra le pietre. ad esempio un tipo di sicomoro. primulacee introdott e dall'Asia. dato che costituiscono ora una seria minaccia per i corsi d'acqua. mentre il farfaraccio diffonde foglie così grandi e spesse. se non fosse esposta all a concorrenza delle erbacce. delle foglie delle crassulacee quali l'erba pignola. una piantina d'ave na è stata in grado di produrre invece complessivamente solo 500 metri di radici n el corso di una stagione. gli scolmatori e le risaie in tutta l'Africa e l'Asia tropicali. ma in molte specie esistono in realtà due tipi di seme. e ciò è vero.paracadute. ma fanno concorren za attiva alle altre piante. Le erbacce non si limitano a occupare gli habitat disturbati. o dei giacinti d'acqua. producendo pa recchi germogli nuovi. I primi lavori di ricerca sviluppati in merito hanno dimostrato che una sola piantina d'avena potrebbe sviluppare un apparato radicale di oltre 100 centimetri di lunghezza. Tali erba cce ingorgano i corsi d'acqua. lotta in cui la pianta infestante si troverà spesso in posizione di v antaggio con il suo sistema radicale di ampia portata. Un fiore apprezzato in un giardi no. dagli animal i o dal gelo. piantaggini. da bloccare qualsiasi plantula che osi spuntare in mezzo ad esse. sottragg ono ossigeno e intorbidano l'acqua quando muoiono o marciscono. Noi pensiamo al tarassaco con il suo lieve «palloncino» di semi paracadutabil i. I semi possono germogliare entro tre giorni d a quando vengono bagnati. i canali d 'irrigazione. tutto dipen de dalle condizioni di crescita e specialmente dal terreno.

gorosa delle piante da frutto. All'ecologo conservatore le specie infestanti appaiono spesso nient'altro che pi ante brutte, appartenenti a pieno titolo ai vegetali di seconda categoria, che t urbano il fascino del paesaggio, e anzi lo imbruttiscono, ricordando il processo accelerato di scempio del mondo naturale. L'unica eccezione è costituita forse da lle erbe infestanti annuali, che rendono così belli i campi del Marocco o della Tu rchia quando fioriscono tra le messi - Delphinium o erba cornetta, fiordalisi, p apaveri, specchi di Venere, gladioli -, che la gente modesta, a malapena sfuggit a alla stretta del bisogno, se le porta a casa dai campi per coltivarle e tenerl e nei giardini. Ma in linea di massima, se non le terremo d'occhio, saranno le e rbacce ad ereditare il mondo. Capitolo 22. CONVIVENZA. Nel mondo delle piante si ritrovano tutte le sfumature dell'unione e del distacc o, che vanno dalla convivenza virtualmente perfetta ed ininterrotta al rapporto di odioamore, fino al limite del parassitismo in cui una parte si spinge oltre i l lecito. (Il parassitismo vero e proprio verrà trattato nel prossimo capitolo.) Molto spesso le piante formano associazioni con altri esseri viventi oltre alle piante, partendo da organismi imparentati, come i batteri e i funghi, fino a com prendere tutto un assortimento di animali, dai protozoi ai mammiferi. Con il ter mine di «associazione» intendo le varie sfumature d'intensità con la quale letteralmen te si condivide l'esistenza, più che non la semplice compartecipazione ad attività q uali l'impollinazione e la dispersione dei semi, già accennate in precedenza; tutt avia in alcuni di questi casi si può già parlare di un'esistenza strettamente condiv isa, come nelle associazioni a fini d'impollinazione nelle yucche e nei fichi, d escritte al capitolo 13. Si usano tre termini per indicare questo tipo di conviv enza. L'associazione più fluida è quella detta "commensalismo", in cui un organismo vive sopra, dentro o assieme a un altro organismo, di cui condivide in una certa misura il nutrimento. Nel "mutualismo" si osserva reciproco vantaggio per ambed ue gli organismi interessati. Esiste infine la "simbiosi", in cui due, o talvolt a più organismi sono pienamente integrati in una convivenza equilibrata, con benef ici ideali per tutte le parti in causa. Accade facilmente in ogni contesto che g li organismi coinvolti abbiano caratteristiche assai diverse tra loro, e che nel la maggior parte dei casi ogni associato possa anche condurre un'esistenza indip endente. Alcune associazioni sono molto unilaterali, e quasi non rientrano nella categori a delle forme di convivenza. Appartengono a questo genere le piante epifite, che non fanno altro che posarsi su altri alberi, senza arrecare loro un vero danno, ma anche senza apportare alcun autentico vantaggio alla pianta ospitante, racco gliendo il materiale vegetale in disfacimento attorno alle loro radici in sostit uzione del terreno. Liane e rotang si servono del sostegno fisico degli alberi e retti; queste piante e, ancor più direttamente le piante rampicanti, come edere e filodendri a radici aeree, possono finire col soffocare la pianta ospitante sott o il proprio fogliame, o col trascinarla a terra. Si possono trovare epifite anche in mare, con forme di rapporti in cui la pianta ospitante o l'epifita possono ripararsi dal mare grosso o dall'eccessiva illumi nazione; e, proprio allo stesso modo in cui le piante rampicanti degli ambienti terrestri possono soffocare o abbattere le piante che le ospitano, succede talvo lta che le epifite marine si sviluppino in misura così esagerata, che la pianta os pitante sovraccarica venga strappata dai propri ormeggi. Anche certe specie animali hanno avviato una convivenza sotto la protezione spec ializzata di date piante. Ad esempio c'è una specie di rana che vive nei vasi fogl iari delle bromelie, dove trova acqua sufficiente ai propri bisogni con animalet ti minori da mangiare: ha testa piatta e spinosa a forma d'elmo, di modo che, se un pericolo la minaccia, si rannicchia nel fondo del vaso, dove l'elmo cranico la protegge e mimetizza. Su scala molto minore l'epatica "Frullania" forma picco le strutture vascolari per immagazzinare acqua, dove viene spesso ad abitare un minuscolo rotifero.

Le formiche coabitano spesso con le piante, segnatamente con specie arboree, abi tandone di solito certe parti, sebbene all'occasione vi possano appendere nidi e sterni. I nidi di formiche comprendono quasi sempre terreno o detriti vegetali, questi ultimi molto indicati per assicurare la struttura del nido. Le abitazioni interne comprendono il cavo dei tronchi o dei gambi, o quelli da cui si può togli ere facilmente il midollo, o grandi nodosità o spine cave, in cui le formiche poss ono entrare praticando un pertugio iniziale. A volte le formiche attuano un sist ema completo di comunicazioni all'interno di questi rami tubolari, mentre in alt ri casi tra i diversi formicai situati in cavità viene costruita una rete di cammi namenti esterni coperti. Gli spini fischianti - di cui esistono specie africane e sudamericane - sono aca cie aventi strutture rotonde e cave (stipule) alla base delle spine. Le formiche le perforano, svuotandole del tessuto in eccesso, e vi si insediano. Quando sof fia il vento si produce un irreale suono zufolante, per il passaggio dell'aria a ttraverso i fori praticati dalle formiche. Altre specie di formiche utilizzano le foglie, talvolta scollando le due superfi ci fogliari, come se si trattasse di una borsa di carta, per farsene un nido; o insediandosi nella sacca rigonfia pronta per l'uso, che si ritrova in certe pian te tra le nervature presso la base fogliare; oppure incollando assieme i bordi d elle foglie in modo da formare un luogo di residenza a struttura tubolare. Altre invece si fanno dei semplici nidi tra le grandi spate che avvolgono i capi fior ali dei rotang. Alcune specie di Hoya o vite cerea crescono con steli e foglie p remuti strettamente contro i tronchi degli alberi, e nelle sacche che così vengono a formarsi si trovano spesso colonie di formiche. Altre tuttavia abitano le gal lerie che si sono formate all'interno degli anelli di spine appaiati e sovrappos ti di alcune specie di palme. Una specie di orchidea, la Schomburgkia, ha lunghi pseudobulbi cavi funzionanti da organi di deposito, in cui le formiche possono entrare praticando un pertugio alla base. Le formiche scavano anche i rizomi rig onfi e tubolari che immagazzinano acqua, in un paio di specie di felci tropicali epifite. Non c'è ombra di dubbio che le formiche si comportino da smodate opportuniste quan do incontrano strutture favorevoli; tuttavia la loro presenza si rivela spesso v antaggiosa anche per gli alberi, svolgendo ad esempio estese funzioni difensive. In effetti un albero popolato di formiche dispone di un esercito sul piede di g uerra. Ogni attacco mosso contro di esso fa irrompere miriadi d'insetti, come po ssono pietosamente testimoniare molti botanici. Cito ancora un superbo brano scr itto da E. J. H. Corner sulla scorta delle sue osservazioni personali: "Ci fermiamo eccitati per l'emozione della prima spedizione nelle umide radure.. . e ci accorgiamo che un fioco stormire svanisce tra gli alberi. Ritorna e si at tenua. Pensiamo ai serpenti, alle vespe, alle api, e ci guardiamo attorno senza riuscire a scoprire una causa credibile del mistero. Ora il suono si ripete a de stra, a sinistra, da ogni parte, come una serie di bassi tintinnii tra i cespugl i e nella volta di fronde. Una sensazione strana scivola sui nostri corpi sudati cci, la sensazione di venir spiati da un'orda di presenze invisibili. Quello che abbiamo sotto i piedi è un serpente o non è piuttosto soltanto il tronco strisciant e di un vecchio rotang? Ci chiniamo ad esaminarlo con nostro sollievo e, proprio mentre il suono riprende, ecco una formichina battere le mandibole sul rivestim ento secco presso un foro praticato nella guaina di una foglia. Istantaneamente risuona uno stormire, un tintinnio, un fruscio dall'involucro fogliare, che riec heggia dal prossimo e poi dal prossimo ancora, su su per il tronco e tra gli alb eri... La sentinella ha dato l'allarme ai soldati, il segnale viene ripetuto da un avamposto all'altro, come una specie di «ai posti di combattimento», perché vengano respinti gli invasori: l'allarme si propaga tra le fronde fino in cima agli alb eri. Solleviamo la liana, e dal di sotto irrompono formiche nere mordendo feroce mente". Le formiche possono tenere lontani molti insetti dannosi, bruchi, chiocciole ed altri animali - fors'anche mammiferi erbivori - e in modo speciale quei loro par enti tagliatori di foglie che impiegano tanto poco tempo per spogliare una piant

a. Oltre a fornire un alloggio sicuro alle formiche sopra il livello delle eventual i inondazioni in molte giungle, l'albero, all'occasione, garantisce anche il pas colo ad afidi e gorgoglioni che le formiche allevano e «mungono». In alcuni casi str aordinari l'albero fornisce alle formiche anche lo stesso cibo, che si potrebbe paragonare alla «tangente» versata a un'organizzazione criminale in certe situazioni umane. La Cecropia peltata o albero delle trombe ha «corpi alimentari» che vengono offerti in omaggio sulla parte più bassa del picciòlo fogliare. Si tratta di vere e proprie imitazioni di insetti ad uso delle formiche carnivore che vivono nel tro nco cavo e trabecolato dell'albero. Le formiche mangiano questi corpi alimentari , che vengono sostituiti in continuità, e allevano entro il tronco certi tronchi c he ne succhiano la linfa, drenando ulteriormente le risorse dell'albero. Ma le f ormiche intanto tengono l'albero pulito dalle piante rampicanti - cui le cecropi e sono straordinariamente esposte per qualche loro oscura ragione -, e con molta probabilità le proteggono anche da specie erbivore quali afidi e bruchi: forma di coabitazione che costituisce un buon esempio di mutualismo. Negli spini fischianti l'estremità delle foglie produce un corpo alimentare che ra ssomiglia a un piattino, e non mancano nettarii sui picciòli fogliari. Analoghi ne ttarii vengono fabbricati da certe specie di Macaranga, e vengono portati dalle formiche adulte alle larve depositate nel cavo del tronco. Anche questo caso rap presenta una buona forma di mutualismo: i tronchi cavi forniscono alle formiche occupanti cibo e rifugio, mentre le formiche garantiscono protezione sicura dagl i attacchi dei bruchi, cui queste specie vegetali sono sensibili. E" stato accertato che queste associazioni devono essere ormai di vecchia data, perché cecropie e spini fischianti hanno caratteristiche diverse dalle specie vege tali con cui sono più strettamente imparentate, e che tuttavia non sono altrettant o mirmecofile: infatti le cecropie non hanno lattice, mentre gli spini fischiant i possiedono una linfa più povera di sostanze chimiche ad azione insettifuga. Tra gli esempi più strani di associazione mirmecofila c'è quello di una falsa pianta carnivora detta "Dischidia". I suoi ascidii lunghi 10 centimetri non sono proge ttati allo scopo d'intrappolare insetti, come avviene nella maggior parte delle piante a struttura simile (con le quali comunque la "dischidia" non è imparentata) . Le formiche portano spesso detriti nell'ascidio, che esse giudicano un'eccelle nte abitazione prefabbricata; pian piano vi sgocciola dell'acqua, e il picciòlo fo gliare produce una radice che si sviluppa nell'ascidio per utilizzare questa raz ione supplementare di nutrimento ed umidità. Questo fatto è importante per la pianta che cresce spesso in località molto calde e poco protette, dove le radici esterne possono avvizzire facilmente. Anche quando c'è poco humus negli ascidii, le formi che vi possono fare il nido ugualmente. Talvolta non vi possono nidificare a cau sa di una formica astutissima e di specie diversa domiciliata sulla scorza dell' albero, che raccoglie tutta la cera di cui sono rivestiti gli ascidii. Comunque le formiche provvedono spesso a raccogliere detriti vegetali dove le epifite ins inuano le radici, che in questo modo vengono a formare un'armatura rigida per un «nido a vaso da fiori». Oltre ai servizi attuati dalle formiche per lo sviluppo del le radici, sembra davvero che a certe piante occorra la compagnia attiva di ques ti insetti. Si annovera tra tali piante l"«orchideaasecchio», che difatti si coltiva con grande difficoltà se le mancano le sue formiche, probabilmente perché queste le forniscono qualche elemento sostanziale. Se si mette in una serra un'orchidea d i questa specie, tutte le formiche del vicinato si raccolgono tra le sue radici, per cui è possibile che anche la pianta fornisca loro qualche vantaggio. Queste o rchidee crescono naturalmente in libertà sui formicai pensili sulle cime degli alb eri, e rappresentano - come scrive P. H. Allen nella sua "Flora di Panama" - «un e lemento di grande rilievo in quell'opera unica in natura che sono i giardini arb orei delle formiche; ... queste associazioni comprendono sovente un Epidendrum a fiori purpurei o aranciati, e parecchie piante a foglie grasse non appartenenti alle orchidee ed evidentemente specializzate, tra le quali le più frequenti sono le Peperomia e certe Gesneriacee». Le orchidee «sono ben protette dalle bellicose fo rmiche, si possono raccogliere a prezzo di grandi sforzi, e si trasportano con f atica ancora maggiore». Sembra che le formiche inizino la costruzione del nido cem entando assieme dei detriti, poi si portano in casa i semi delle piante in quest

ione per mangiarne gli «omaggi» alimentari annessi, secondo la descrizione datane al capitolo 15. Infine i semi germogliano, e attorno alle radici si accumula rapid amente altro materiale ricco di sostanze nutrienti e assorbente umidità, di modo c he si creano presto quelli che in linguaggio tecnico si dicono i «giardini pensili mirmecofili», cioè attuati e favoriti dalla presenza delle formiche. Le stesse Gesnerie vivono spesso in associazione esclusiva con le formiche, e le specie più comuni appartengono alle Codonanthe. Le plantule che vi si sviluppano spontaneamente cominciano il loro ciclo vitale in qualche modesta sacca di detri ti raccoltasi in una screpolatura della corteccia. Le formiche cominciano subito a fabbricarsi il nido attorno alla piantala, e questa attività le fornisce altro humus. A tempo debito i semi della pianta cadono nel formicaio o giardino mirmec ofilo, e non tardano a germogliare; talvolta rientrano in scena le formiche per portare i semi tra i detriti. Le formiche si comportano allo stesso modo anche c on molte altre piante, rivelando chiaramente un vero e proprio interesse a crear e giardini mirmecofili. A volte nello stesso giardino vivono due o tre specie di formiche. Un altro raccoglitore, G. T. Prance, non diversamente da P. H. Allen, osserva co me le formiche passino immediatamente all'attacco non appena si tocchi una loro pianta: «Dobbiamo carpire i nostri esemplari in tutta fretta prima che le formiche vi si possano arrampicare». E aggiunge di non aver mai visto una Codonanthe calca rata fuori di un giardino mirmecofilo. Nei nostri stessi giardini possiamo osservare le operazioni difensive praticate dalle formiche quando trovano da mangiare. Il lauroceraso e la rosa banksia, ad esempio, hanno nettarii sul tronco, i quali richiamano formiche che a loro volta si prodigano a tener lontani i divoratori di foglie come i bruchi. Parecchie ce ntauree europee secernono miele da ghiandole speciali situate sulle scaglie all' esterno dei fiori non ancora sbocciati. Si può vedere anche una dozzina di formich e stazionare contemporaneamente sulle gemme, e spruzzare acido formico su certi grossi coleotteri che altrimenti andrebbero a mangiare nei capolini fiorali. Attività alquanto simile si ritrova nel Platycerium, o felce a corna di cervo, che accanto a fronde d'aspetto più normale produce foglie grandi e piatte, che si avv inghiano al tronco dell'albero. Nella sacca formata da queste foglie avvinghiant i si accumulano detriti di cui si giovano le radici della felce. Altri detriti e particelle di terreno vi possono essere portati dalle formiche, che poi nidific ano in gran numero in questi «cestelli» vegetali. Altro materiale si raccoglie e vie ne usato nella costruzione dei formicai nelle "felci a nido d'uccello" o aspleni i, il cui fogliame forma un ricettacolo eretto a forma di vaso. Molte altre «piante aeree» insediate sui rami più alti degli alberi tropicali fornisco no rifugio alle formiche, in modo speciale i generi Myrmecodia e Hydnophytum, am bedue appartenenti alla famiglia vegetale che comprende la pianta del caffè. Quest e piante hanno le parti inferiori molto rigonfie, di forma tuberosa, spesso spin ose, in cui le formiche si creano palazzi di spazi a galleria. La Myrmecodia, ch e assomiglia alquanto a un riccio dal quale con poca coerenza spuntino corti gam bi frondosi, affida alle formiche la diffusione dei propri semi, e fornisce nett are agli insetti che abitano sulla pianta. Un albero tropicale detto Goniothalamus ridleyi produce quasi tutti i suoi fiori alla base del tronco. Certe formichine abitualmente ammucchiano terra sui fiori fino a ricoprirli completamente mentre sono ancora in boccio; inutile dire che estraggono il nettare dai fiori, perché tutti quelli che sbocciano troppo in alto sull'albero per venir ricoperti di terra, hanno sempre attorno frotte di formich e. I fiori situati al piede dell'albero sono irraggiungibili agli altri insetti, per cui si ritiene che l'impollinazione sia effettuata dalle formiche. La mirmecofìlìa e le sue varie forme di mutualismo sono limitate alle sole piante fi orenti e alle felci sopra citate. Oltre a trovare rifugio nelle piante occupandole abusivamente o incoraggiandole a fabbricare «nidi a forma di vasi da fiori» - e forse anche portandovi semi per aum entare le dimensioni dei nidi stessi - le formiche coltivano anche specie vegeta li per ricavarne cibo. Si tratta delle formiche sfogliatrici dell'America tropic ale, che riescono a spogliare del fogliame un grosso albero dalla sera alla matt ina. I pezzettini di foglie possono raggiungere il diametro di due centimetri, e

Dopo aver formato un micelio filiforme nelle celle del termitaio. di misura completamente diversa dai gigan teschi «ombrelli». dove esso costituisce una parte molto importante dell a loro alimentazione. la sommità si dispiega a forma di cappello largo anche 60 centimet ri. Ciò può dipendere dalle condizioni particolarmente favorevoli di cui dispone il fungo all'interno dei termitai. e tutto il formicaio può occupa re complessivamente la superficie di 100 metri quadrati e anche più. Oltre a produrre cibo. Uno dei misteri della natura è che i corpi fruttiferi prodotti all'esterno del termitaio da queste masse di mic elio espulso sono sempre piccolissimi. Il fungo in questione. perché hanno perduto le pareti cellulari. lun ghe fino a un metro. Ciò può dipendere benissimo dal fatto puro e semplice che non si sa dove cerca rlo. con corpo fruttifero fornito di gambo e cappello. e non è stato ancora accertato se il fungo viva spontaneamente nel terreno o piuttosto non vi sia stato portato deliberatamente in origine dalle formiche. Al capitolo 18 ho precisato come gli insetti si nutrano a spes e delle piante o depongano all'occasione le uova nei tessuti vegetali. e si possono ritrovare in molti protozoi. il fungo sviluppa un gambo che s i fa strada a viva forza attraverso il termitaio. Il fungo in causa è del tip o classico. Vi si annovera quella di un verme marino (Convoluta roscoffensis). di un flagellato (Cyanophora paradoxa). che dà a tutti l'impressione di un ombrello aperto sopra il termitaio. Tuttavia le piante mantengono felicissimi rapporti di vario genere con molti alt ri animali. Le celle dei funghi. mentre a proposito della Cyanophora le cellule dell'alga semplicemente non possono esistere in mod o indipendente. in modo da formare un vero e proprio letto caldo sul quale cresce un fungo speciale: il principio corrisponde esattamente a quell o adottato per attuare i lettorini delle moderne coltivazioni di funghi. producendo il micelio e ricominciando il ciclo. Le termiti sciamano sul cappello fungino e ne prelevano frammenti che ammassano all'interno del termitaio. Anche le termiti hanno orticelli tenuti a funghi. e trapiantando i funghi in nuove celle man mano che queste diventan o disponibili. possono trov arsi fino a 5 metri sotto la superficie del suolo. attività cu i le piante reagiscono con la formazione di galle. ma mancano prove altrettanto c hiare che la coltura avvenga per decisione deliberata. alto spesso un metro o due. Questa particolarità si ritrova nelle associazioni di alg . Naturalmente all'interno del nido cadono spore che possono germogliare. Ad intervalli le termiti gettano all'esterno masse di micelio. presumibilmente p erché ingrossano troppo ed ostruiscono il passaggio. Salvo questi rapporti con le formiche .e naturalmente quelli connessi con l'imp ollinazione . Una volta spunta to all'esterno. con larghezza ed altezza fino a 30 centimetri. Così le alghe vengono ad assomigliar e a grossi cloroplasti. co n l'aiuto di una sommità durissima talvolta foggiata a capezzolo. alcune delle quali rappresentano esempi perfetti di simbiosi. o se non sia cresciuto per caso nei formicai e in seguito sia stato sottoposto a c oltura. di norma rende questi organismi fotosensibili. tuttavia è ancor a incerto se in questi casi si tratti di associazioni simbiotiche o di uno stadi o a mezza strada tra il regno animale e quello vegetale.vengono ammassati in celle speciali nei nidi: un osservatore che ha potuto assi stervi ha scritto che le formiche avanzano «come ragazzini della scoletta di catec hismo quando si recano in processione con gli stendardi». è una piccola specie sotterranea che non si vede mai fuori dei form icai. Le form iche operaie dedicano attente cure a questi funghi. e perché inoltre i due soc i in simbiosi si riproducono simultaneamente. Nel caso de l rizopodo non esiste neppure un meccanismo di alimentazione. dal materiale fornito dalle termiti o anche dall'intensità dei processi di coltivazione. Nelle celle i brandelli di foglie vengono masticati e mescolati ad altri detriti vegetali e a gli escrementi delle formiche. Nella saliva delle formiche c'è qualcosa che impedisce la crescita di funghi indesiderati e forse favorisce anche lo sviluppo della specie fungina prescelta. a ognuno dei quali l'alga fornisce carbonio e probabilmente azoto. e di un rizopodo (Paulinella chromatophora) . strappando ogni erba che pos sa spuntare. o cloroplasto. che costituisce il nutrimento principale di qu este formiche. Sono note parecchie centinaia di associazioni tra invertebrati acqua tici ed alghe unicellulari.le piante e gli insetti non mantengono di norma relazioni particol armente cordiali. il componente alga.

Tra le piante associate a quest'alga si annoverano epatich e. e troppo bassa per poter sostenere . la Gunnera dalle foglie gigantesch e e molte delle vecchie Cycadine. I noduli batterici si ritrovano principalmente sulle foglie delle rubiacee. felci galleggianti. dove l'alga verdeaz zurra Nostoc rappresenta l'esempio tipico del socio minoritario. Le cellule batteriche o fungine sembrano avviare un parassitismo superficiale ch e verosimilmente stimola le radici a produrre noduli. Tra gli sviluppi più straordinari del fenomeno della simbiosi c'è il caso dell'assoc iazione creatasi tra la Tridacna. oppure essere disponibile in forma facilmente riducibil e. Scott. sebbene non du rino all'infinito. ma viene effettuata anche da certi funghi in simbiosi con piante come l'ontano. un gigantesco mollusco bivalve. che colorano il suo mantello con chiazze vivaci di ara ncione e porpora. L'alga fissa l'azoto atmosferico con benefici o dell'altra pianta. Il processo chimico della fissazione dell'azoto comporta la combinazione dell'azoto libero con l'idrogeno. allo stesso modo in cui va ri organismi provocano la comparsa di galle. bensì di lenti impiegate per mettere a fuoco la luce su colonie di alghe all'interno dei tessuti. ed e sercitano notevoli effetti sulla pianta interessata. L'idrogeno può venire fabbri cato dai microorganismi. I noduli che si formano su queste piante legnose permanenti sono spesso assai grossi e si presentano raggruppati. In questo modo l'alga si procura un'abitazione mobile che presenta a spetti interessanti. mentre il bradipo ricava forse qualche piccolo vantaggio da questa forma di camuffamento. La quantità totale dell'azoto atmosferico fissato da questi batteri produttori di noduli.una proteina strettamente imparentata con i globuli rossi del sangue. in cui le alghe u tilizzano i prodotti di rifiuto dell'animale in cambio di carboidrati. per cui occorre molta energia per scindere i due atomi della sua molecola. mentre il pigmento rosso all'interno dei noduli delle leguminose è . da sola ha aspetto d el tutto anormale. se non fosse per l'avvento delle legumi nose e della loro associazione simbiotica con il Rhizobium. specialmente delle piante leguminose. probabilmente come catalizzator e. muschi. finché non si è scoperto che non si trattava di occhi nel senso letter ale della parola. e la simbiosi citata riveste importanza econom ica nella coltivazione del riso. I batteri sembrano incapaci di fiss are l'azoto quando vivono allo stato libero.he con i polipi dei coralli. mentre i suoi filamenti talvolta riesco no a penetrare anche nelle radici. la condizione odiern a dell'azoto nel terreno sarebbe bassissima. gigari. anemoni di mare. In queste specie la pianta riesce a cresc ere «normalmente» solo quando è entrata nel ciclo della simbiosi. L'azoto è assolutamente inerte e riluttante a formare composti allo stato naturale . Sussistono numerosi legami tra piante inferiori e superiori. ed alghe micro scopiche di vario genere. ma anche di altre famiglie. che forma nodu li sulle radici di piante. è stata valutata sui 100 milioni di tonnellate annue. che può abitare s acche alimentari della pianta superiore. ma a quanto pare l'uso da parte dell'alga dei prodotti del meta bolismo animale non è altro che l'impiego succedaneo in sostituzione dell'acqua di mare utilizzata in precedenza. Tanto per citare George D. Vi partecipa anche l'oligoelemento molibdeno. Alcuni pesci portano alghe sulle loro branchie. "viene da sudare freddo al pensiero che. che in assenza di essi va i ncontro a un processo di nanizzazione. La fissazione dell'azoto si presenta in forma a ncora più tipica nell'associazione con un batterio detto Rhizobium. Il mantello ha una fila di «occhi» azzurri che ha messo in imbaraz zo i biologi. lemne. spugne e meduse. specialmente leguminose. devono trovarsi dentro un nodulo do ve la pianta contribuisca in qualche modo alla loro esistenza.vedi caso . e l'animale non dipende per nulla dall'alga. l'olivello spinoso e la mirica. in modo che potessero effettuare la fotosintes i nel modo migliore! L'eccedenza demografica delle alghe viene invece digerita d al mollusco. in modo da formare ammoniaca. dove l'aerazione è massima. un'alt ra strana associazione si verifica tra un grosso bradipo e un'alga che gli rives te il pelo. perché la Nostoc mantiene anche sottoterra il colore e la cap acità di fissare azoto. Questi or ganismi si servono della fotosensibilità per equilibrare le esigenze alimentari di ogni simbionte.

alla stessa stregua di quanto fanno alcuni funghi per conto loro. nero e così via. i lic heni possono formare anche croste sottili. La tenace Ra malina del deserto del Negev riesce a sopportare più di 80 gradi di calore allo st ato secco. Si può osservare anche ch e se un lichene viene messo all'ombra dopo che è stato esposto alla luce. ma nella maggior parte dei licheni si forma ben presto la disposizione del t ipo già descritto. L'esempio più notevole di associazione fungina è forse quello per cui in combinazion e con le alghe si formano i licheni. si può osservare come la superficie inverdisca rapidamente per questo processo. cambia i . ma appar e probabile che le alghe in questione di norma non riescano a condurre una vita facile per proprio conto. per non parlare delle vaste aree soggette a coltura intensiva". assorbendo in 10 minuti più del 50% del loro peso iniziale allo stato secco. Abbiamo già v isto che i licheni presentano notevole resistenza a condizioni difficilissime d' esistenza. Talvolta il tallo del lichene. che viene filtrata dalla sostanza colorante. o cresce re in forma eretta. e spesso s'incontra no per puro caso. e continua ad effettuare la fotosintesi anche quando è parzialmente con gelata a 10 gradi sotto zero. e ne riesce avvantaggiata anche la vita sul nostro pianeta. Nel suolo formano associazioni d'ogni sorta con i batteri. Molti licheni hanno colori vivaci: giallo. In questo modo si evitano gli effetti dannosi della luce eccessiva. sebbene si tratti di combinazioni casuali. Le specie simbionti si possono ritrovare anche separate e indipendenti. tutto il complesso si dilata. Oltre ad avere aspetto di foglie o scaglie.e in modo speciale delle cellule a lgali che effettuano la fotosintesi. dove alla somiglianza esterna si aggiunge la presenza di po ri aerei paragonabili a stomi. Il fungo continua a riprodursi come farebbe se stesse solo. sopportando situazioni estreme di caldo. ma i licheni producono anche dei soredì. oppure somigliare ai muschi. Ciò acca de nei licheni esposti ininterrottamente alla luce solare: all'ombra il lichene cresce di colore verde. ambedue gli organismi interessati ne ricavano grossi vant aggi. arancione. e lo stesso fanno le cellule sottostanti di ori gine algale e fungina. In un caso o nell'altro il nuovo lichene comincia a crescere come una miscela di cellu le. usate da molto tempo dall'uomo a scopo colorante.il manto di vegetazione naturale che copre oggi il mondo. o ramificarsi nei modi più complessi. ma l'alg a non si riproduce in forma sessuale quando convive con il suo socio incolore. pustolette contenenti t essuti dei due simbionti che si staccano facilmente dal tallo principale. con uno strato di cellule fotosintetiche d'alga situato in prossimità della superficie superiore. La simbiosi comincia così. Allo stato secco lo strato superficiale si contrae. quantità corrispondente pressappoco a due tonnellate e mezzo di concimi. Nelle forme più elementari le cellule o i fil amenti delle alghe si trovano semplicemente mescolati con i cordoni fungini. Una buona coltura di leguminose adatte riesce a fissare 250 chilogrammi d'azoto per ettaro in una stagione. Queste tint e. di modo che giunge meno luce a ogni singola cellula. I funghi hanno un'importanza particolare in queste imprese in compartecipazione. I lic heni sono in grado di assumere acqua allo stato libero con velocità sorprendente. Quan do la pianta s'inumidisce. freddo e siccità. i carboidrati di provenienza fungina. Secondo ogni apparenza i licheni s ono in grado di estrarre sostanze minerali dalle rocce sulle quali sovente vivon o. dal momento ch e molti batteri sono privi delle sostanze di accrescimento che invece i funghi p ossono fornire. derivano da un denso deposi to di acidi colorati dei licheni nelle cellule dello strato superficiale. e l a pianta combinata che forma punte fruttificanti tende in questo senso. L'integrazione completa tra le due diverse parti risulta con la massima chiarezz a dal modo in cui il lichene reagisce alla luce e all'umidità. assomiglia anche nel contorno ad una pianta superiore: ad esempio ne lla Sticta filicina. men tre nei casi più evoluti la disposizione presenta notevole somiglianza con quella di una foglia in una pianta superiore. per cui viene esposta a lla luce una parte maggiore di ogni cellula . In questa forma di simbiosi l'alga riceve protezione e sostanze nutrienti fondam entali. Fungo ed alga possono incontrarsi. sopra una massa di filame nti d'origine fungina. come viene chiamata la sua struttura. Se si bagna un lichene grigio asciutto.

E" stato dimostrato che certi funghi ne tengono lontani altri dannosi. ed è un fatto corrente che una specie di fungo ne sostituisca un'altra nella micorriza durante la vita di un albero. che invece riescono ad avviare rapporti con i funghi. dove renne euroasiatiche ed americane vivono largamente di cladonia. impedendo loro d'infettare l'albero. si app lica alla simbiosi principalmente esterna in cui una guaina di tessuto fungino c irconda le parti apicali delle radici dell'albero. mentre a sua volta ri ceve carboidrati e composti glucidici dall'albero. Le micorri ze pertanto sono importanti specialmente nei terreni poveri. è abitata da funghi ed alghe verdiazzurr e. I licheni sono importanti anche c ome alimento nell'emisfero settentrionale. e tal volta somigliano per l'aspetto a certe masse coralline. Certe combinazioni tra albero e fungo sono di tip o unico. ma sono anche importanti ai fini dell'insediame nto della vegetazione mondiale. coesistendo parallelamente a comuni radici non infestate. ma moltissimi funghi diversi possono associarsi a moltissimi alberi div ersi con risultati sostanzialmente identici: ad esempio. e che tuttavia pos sono vivere per parecchi secoli. per il pino di Scozia s ono stati registrati 119 «soci» di natura fungina. nelle loro dure condizioni di vita i licheni forniscono il 95% del cibo disponibile. In queste combinazioni il fungo stimola la formazione della radice e consente al l'apparato radicale di assorbire più nutrimento dal terreno. Questi licheni non sono soltanto esempi di un avvenuto notevolissimo e felicissi mo collegamento tra due forme di vita assai diverse tra loro. tra i licheni. Sta di fatto che molti autori ritengono che la maggior parte dei licheni operi in compartecipazione con batteri fissatori di azoto. Le radici a micorriza sono sempre più corte e ramificate di quelle «normali». dalle felci ed epatic he fino agli alberi delle foreste.l colore. Molti funghi del tipo a ombrello.all'esterno e all'interno delle ra dici. A volte un albero può fare società co n sei o sette funghi contemporaneamente. Questa facoltà consente al lichene di rimediare alla mancanza di fotosensibilità per regolare la sua crescita effettiva. o al passaggio dalla lu ce all'ombra o viceversa. Questo manto è lungo solo un centimet ro circa. e che forse non potrebbero nemmeno cominciare ad esistere senza la loro presenza. produ cendo curiose formazioni superficiali di cui si sospetta che siano in grado di f issare l'azoto. Questa simbiosi viene praticata in due modi . per produrre carta desti nata a giornali di valore effimero e di letteratura forse un po'"meno effimera. p er cui agiscono di fatto come antibiotici. Oltre ad associarsi alle alghe.principalmente a base di conifere dai quali dipende parte della nostra economia moderna. formando anche una rete tra l e cellule degli strati esterni della radice. i funghi entrano in coesistenza anche con le rad ici di un impressionante assortimento di piante superiori. Alcuni funghi non sono più in grado di produrre corpi fruttiferi sporigeni (ad esempio molti dei comuni funghi a ombrel lo commestibili o velenosi) se allontanati dal loro albero simbionte. Nelle cicadacee questa m icorriza coralliforme si trova sulle radici anormali che crescono verso l'alto e si sviluppano alla superficie del suolo. Ho già fatto notare come essi sovente compiano ope ra da pionieri in durissime condizioni climatiche e frantumino le rocce. raccogliendolo come riserva alimentare per le loro bestie. e a vo lte ne fanno anche una vera «fienagione». dove c'è un'alg a verdeazzurra che si associa a una combinazione di base tra alga e fungo. si osserva nel caso dello Sterocaulon. facendo il primo passo per la formazione del terreno. il cosiddetto «lichene delle renne». numerose piantale su suolo sterile restano molto indietro nello sviluppo rispetto ad altre. particolarmente nella fase giovanile. e se si tengono pre senti i grandi programmi di rimboschimento . ma la sua struttura feltrata le permette di assorbire l'acqua e di sos tituire efficientemente i peli radicali cui altrimenti spetterebbe questo compit o. che significa semplicemente «radice fungina». passando dall'aranciato o dal giallo al verde. in seguito al riassorbi mento dei pigmenti. Però il colmo. . specialmente alle conifere. si tocca con mano quale importanza abbiano i funghi delle micorrize per l'uomo c ontemporaneo. sia mangerecci che velenosi. e sono importanti perché li aiutano nella cre scita. si associano agli alberi. I Lapponi praticano con le loro mandrie un pascolo attento del lichene delle renne. La denominazione «micorriza».

incerto il modo d'impollinazione. Questi esempi di saprofitismo nelle piante superiori contribuiscono a rafforzare la teoria secondo la quale i funghi non sono altro che piante in cui è andata per duta la clorofilla. assieme al quale crescono per un periodo di lunghezza variabile. eventualmente di tipo semiparassitario. Parecchie orchidee saprofite. e pare che i carboidrati ottenuti da queste mon otrope provengano in gran parte dagli alberi. e l'e venienza è eccezionale. Glucosio e fosfati «contrassegnati» co n preparati radioattivi sono stati iniettati negli alberi. Essi hanno associazioni. e i suoi filamenti si sviluppano accanto alle cellule dell'orchidea. manca compl etamente di vere radici. Queste piante affidano a un fungo tutto il lavoro di assorbimento del carbo nio. con specie insediate sulle radici di vari alberi e ce spugli. Si può anche dire che l'orchidea a nido d'uccello. Tuttavia si osservano zone concentriche dove i filamenti fungini vengono digeriti dalle cellule dell'o rchidea. presumibilmente allo scopo di assicura re la conveniente distribuzione dei semi. e sono costretti ad esserlo perché sono completamente sotterranei e non vedono mai la luce del giorno. Non è certo. quali l'orchidea a nido d'uccello e la radice di c orallo. Invece altre orchidee.) Il processo successivo alla germinazione naturale si potrebbe definire di recipr oca aggressività. Questi s emi germogliano felicemente allo stato spontaneo solamente in presenza del fungo . Sono le Cryptanthemis e Rhizanthella australiane. hanno analoghe radici somiglianti a formazioni coralline. questo processo finisce con il respingere completamente il fungo nei ca si delle orchidee che riescono a vivere per proprio conto non appena la fotosint esi fornisce loro tutta l'energia necessaria. sotto questo riguardo assomigliano ai loro soci fungini. I «nidi d'uccello» sono piante di bosco e foresta. Due generi d'orchidee tra i più notevoli conosciuti sono indubbiamente saprofiti. (nomi che alludono rispettivamente alle radici nodose e alla f orma della parte epigea della pianta. quella che sta sopra la superficie del suo lo). Nella combinazione entra a far parte di solito un fungo detto Rhizoct onia. e uno dei soci più stra ni in questo rapporto associativo è rappresentato dall'Armillaria mellea o fungo d . ma di solito questo accade per la presenza di qualche ostacolo. o endogeni. e pare veramente che il fungo ricavi scarso giovamento da un rapporto di qu esto genere. con grossi capi fiorali che posso no contenere parecchie migliaia di minuscoli fiorellini. Il fungo penetra nella radice dell'orchidea. (E" possibile far germogliare artificialmente semi d'orchidea mettendoli in un terreno di col tura a base di gelatina contenente zuccheri e sostanze minerali. Altre specie di fungo talvolta fanno lega con le orchidee. La radice di corallo. Prima che ciò avvenga. anzi. che fornisce limitate quantità d i sostanze nutrienti essenziali in cambio di carboidrati. segnatamente quelle di tipo saprofito. indigena della Gran Bretagna. Tuttavia sono i funghi interni. Tra le orchidee saprofite più spettacolari vi sono certe specie di Galeola che for mano tronchi rampicanti lunghi anche 30 metri.Le piante saprofite dipendono completamente dalle micorrize. succede talvo lta che l'orchidea riesca perfino a invertire il flusso delle sostanze nutrienti rifornendo il fungo di carboidrati. e dipendono to talmente dall'associazione con un fungo. ma per il resto sono piante superiori. e la loro presenza è st ata identificata in seguito in certi «nidi d'uccello» dei paraggi. i cui fio ri si formano. associati alla maggior parte delle o rchidee a darci una forma di associazioni tra le più curiose. maturano e fanno semi alla profondità di un paio di centimetri sott oterra. continuano il loro rapporto simbiotico per tutta la vita. Ho già detto come sia semplice il seme d'orchidea. e la cosa più interess ante che si può dire sul loro conto è che il loro rapporto con i funghi è condiviso an che con gli alberi. Ne forniscono esempi certe monotrope dette nido d'uccell o o pipa indiana. ma pare probabile che queste orchidee possan o dividere i loro funghi con gli alberi vicini. Esse non hanno clor ofilla. Il fungo stabilisce i suoi rapporti nutritivi a doppia direz ione con le radici degli alberi. incapace di germogliare e crescere se non viene rifornito dall'esterno di nutrimento e vitamine. un vero rapporto di amoreodio. i n date occasioni può anche spuntare e fiorire e formare semi fino a maturazione so tto terra. Solo dopo la fecondazione i capolini c on i semi vengono spinti a fior di terra.

all'occasione. I carboidrati vengono essudati dalle fog lie. che si associa alla Gastrodia elata. Si potrebbe considerare l'invasione dei t essuti radicali ad opera dei filamenti fungini nella micorriza alla stregua di u n tentativo di parassitismo. perché aumenta l'evapora zione delle foglie e le fa invecchiare. muta registro. Va detto infine che le superfici fogliari sorreggono spesso vaste popolazioni di funghi microscopici. che vive nei sistemi radicali forse di ogni tipo di pianta verde sicuramente in una proporzione altissima di queste -.l'erba del pascolo accumulava azoto. il che può rivelarsi nocivo. Una combinazione perfetta come quella ch e da origine a un lichene. Ma c'è un caso particolare in cui si può afferma re con sicurezza che ha effetti benefici: è stato scoperto su un'erba della Costa d'Avorio. e sacchetti per accumularvi sostanze oleose. Proprio come l'armillaria mellea fa doppia vita stimolando le orchidee e contemp oraneamente uccidendo gli alberi. si può forse dire che la simbiosi non rappresenta un fenomeno i naspettato. spesso irraggiungibili per le radici. Si formano amicizie particolari che si attengono a un modello costante. comunque è chiaro che anche il fungo ricava del nutrimento dalla pianta s tessa. e risiede completamente al l'interno dei tessuti della pianta «consociata». si può citare il caso della Rhizoctonia che vive sull'orchidea di terra Dactylorchis purpurella rifornendola di carboidrati. Qui le parti sono invertite. specialmente i fosfati.diversamente da quanto sarebbe logico aspettarsi . I tube ri delle orchidee non possono incominciare a crescere se il fungo non li attacca in modo parassitico. quali la barbabietola da zucchero e la patata e. condu cono un'esistenza non parassitaria: alcuni fissano l'azoto atmosferico . e può darsi benissimo che abbia grande importanza nell'assicurare buona produzione e crescita soddisfacente alla pianta. e scorrono a form are un concentrato mucillaginoso nelle guaine fogliari. a tutto vantaggio della pianta. sotto il nome di Corti cium solarii. dove si è trovato che .el miele. ma si tratta di una associazi one che probabilmente esiste dappertutto. tanto lontana da un lichene in t . se si considera l'interdipendenza degli organismi in tutto l' ambiente naturale. rappresenta però una realizzazione notevole da tutti i punti di vista. In date occasioni attaccano anch e la cute cerosa della foglia. quasi sempre bagnate per le condizioni climatiche locali. In un certo senso. da cui può derivar e forse qualcosa di utile per ambedue le parti. che è stato controbilanciato. fissando azoto in quantità utili. temuto assassino d'alberi. nonché corpi riproduttivi. perché il fungo ricava ben poco dal suo altruismo. formando gruppetti cespugliosi di «radici» destinate alla funzione di assorbimen to. Comincia da un incontro casuale. In generale i rapporti dei funghi con le orchidee sono improntati a caritatevole b enevolenza. Quest'equilibrio è però ancora pochissimo con osciuto. fermenti e batteri che. mentre altri fanno concorrenz a ai parassiti. Un altro aspetto dell'associazione in simbiosi ci viene rivelato da un fungo det to Endogene. a giudicare dalle apparenze. Da questi due esempi si potrà vedere come sia delicato l'equilibrio delle associaz ioni simbiotiche. Il finale imprevisto di questo rapporto consiste nel fatto che quasi semp re il fungo viene digerito a tempo debito dalla pianta ospitante: si tratta di u na forma di simbiosi che non è andata fino in fondo. specialmente quando il risultato finale imita con tanta perfezio ne la forma e l'attività di una pianta superiore. A momenti non si può nemmeno parlare di si mbiosi nel caso di questa microflora superficiale. con un trattato finale. elimina vigorosamente i carboidrati dalla pianta che la ospita. Non v'è dubbio che il fungo venga in aiuto alla pianta per assumere dal terreno certe so stanze nutrienti. nel corso di chissà quant e migliaia d'anni di attacchi e contrattacchi. e contribuisce al benessere delle pian te più di quanto possiamo immaginare. passando ad altre piante: un modo di v edere la vita alla Dottor Jekyll.se ne t rovano ad esempio sulle foglie del pino Douglas -. ma che nella fase adulta o sessuata si trasforma in una malattia grave di specie co ltivate. come succede alla gente che s'incon tra in un locale pubblico e scopre di avere qualcosa in comune. Questa mucillagine alber ga colonie di batteri e funghi che agiscono in collaborazione. e come sia vicino al parassitismo (che del resto è stato definit o «l'esempio più raffinato della simbiosi»). e la pianta assorbe energia d al fungo per poter far spuntare i fiori. Si potrebbe dire ch e il fungo. I filamenti si diffondono nei tessu ti.

dall'indipendenza alla dipendenza . STRANGOLATORI. I semi sono lasciati cadere tra le fronde degli alberi da pipistrelli. E" interessante notare che. gettando germogli spinosi o liane aggro vigliate che magari finiscono con l'abbattere i loro stessi sostegni. che comprendo no protozoi e celenterati. Le radici aumentano di dimen sioni e alla fine impediscono alla pianta ospitante ogni attività di accrescimento . Quando alla fine il tronco marcisce. e si collegano formando un intreccio. Le simbiosi più semplici tra animali e piante. calando a terra altre radici e for mando una rete intrecciata tutt'attorno all'albero. Con il tronco soffocato e la chioma oppressa. con foglie somiglianti a quelle dei salici. come le Clusia. Le piante sono spesso in grado di farsi del danno l'un l'altra. ma ogni evide nza sta ad indicare che essa non fa altro che crescere rigogliosa ed opprimente sui vecchi alberi che comunque se ne stanno già andando. rappresentano dal canto loro altri esempi di soluzion i perfette di un problema che non è stato ancora risolto dal normale processo dell 'evoluzione. Un'asserzione che potrebbe fare testo per il matrimonio. Capitolo 23. o muschio spag nolo.nelle piante parassite che derivano il loro sostentamento. e . il giovane Ficus lascia scendere altre radici ver ticali. Da princip io il giovane Ficus spunta e cresce come una semplice epifita. Ma. la lotta per la sopravvivenza. Queste realizzazioni. un modo di vivere abituale che suscita in noi . scimmie o scoiattoli. Dopo di che la pianta ospitante è condanna ta. uccelli. la pianta ospitante a poco a poco intristisce e muore. rallentano inevitabilmente l'attività di fotosintesi della pianta ospitante. e non sulla chioma d'un albero. il che significa che nel regno vegetale questa soluzione per il problema di vivere è stata adottata almeno otto volte. non riesce mai a formare un esemplare di pianta alta. e i festoni penduli della Tillandsia usneoides.ermini di evoluzione. da un' altra pianta. Possiamo sospettare un'evoluzione di questo tipo da specie innocenti a specie dannose. e le sue radici formano un cilindro alto fino a 30 metri.che l'osserviamo e a volte ne soffriamo . PARASSITI E SCROCCONI. si sono trasformati in a ltrettante piante assassine. In regime di convivenza accade fin troppo spesso che uno dei due individui che c ompongono una coppia si comporti da dominante nei riguardi dell'altro. Vivere an gariando un altro organismo costituisce una delle soluzioni più tipiche adottate t anto nel regno vegetale quanto nel regno animale. può far sì che le piante crescano da epifite addosso ad altre. nota pianta d'appartamento dalle forme languide e d elicate. L'unico gruppo che ricavi un vantaggio effettivo dalla propria posizione è quello dei Ficus soffocanti. i Ficus soffocanti e poch e altre specie ad essi non imparentate. per quanto riguarda le esigenze di luce. a spese dei detri ti raccolti in qualche spaccatura. I licheni sulla corteccia di cespugli o anche di alberi possono rallentarne o anche arrest arne la crescita. Una di queste tipiche piante strangolatrici o so ffocanti è il Ficus benjamina. perché il Ficus acquista forza rapidamente. né dimo stra di avere tendenze strangolatrici. Man mano che l'i ntreccio cresce di dimensioni. questi Ficus emettono radici che si attaccano ai rami. la pianta soffo cante rimane sola. che alla fine arrivano a terra. a differenza degli alberelli che si posso no vedere in situazioni analoghe nel nostro Paese. e lottino insinuandosi l'una nell'altra. Esistono almeno sette od otto diversi gruppi di famiglie vegetali che sono passate alla vita parassitaria. e possono esercitare analoga azione di blocco s ulla chioma di un albero. Invece di crescere come epifite relativamente innocue. E" stato calcolato che per un grosso albero in una foresta il processo di strangola mento può durare anche un secolo. L'edera è considerata spesso un'assassina d'alberi nel nostro Paese. stringendola in un vero abbraccio mortale come le spire di un serpente boa veg etale. in tutto o in parte. «confortano chiaramente l'affermazione per cui dalla coesistenza con un organismo accompagna tore si origina un vantaggio biologico». Molte piante rampicanti t ropicali mostrano uguale vigore. Ciò può dipendere da semplice mancanza di tatto. Scott. per citare ancora George D.un'onda di sentiment i discordanti. se un Ficus soffocante spunta per terra.

viene att ribuito al romano Plauto. studioso che fa testo in fatto di parassitismo. o sbucano a fior di terra dalle radici. Alcune piante parassite hanno foglie s omiglianti a scaglie e addirittura mancano di clorofilla verde. "Mist". E" sorprendente notare che nell'ambito di tutte queste famiglie non si trovano m oltissimi metodi e gradi di parassitismo. e per tale motivo ho deciso di trattarne in questo capitolo. Come nella maggior parte dei semi di vischio. e talvolta un gran numero di specie . perché da principio questi semi sono viscidi. spa rano i semi da 3 millimetri fino a 15 metri di distanza alla velocità di 24 metri al secondo. Potranno scivolare lungo la foglia fino a fermarsi tra la fo glia e il ramo. Citiamo a questo riguardo Job Ku ijt. tuttavia. in modo da garantire ch e il seme resti nella posizione giusta e sia pronto a germogliare con tempo umid o. si potrebbero paragonare al cuculo . la beffa implicita nella sorte di un uccello catturato con i frutti di una pianta di cui aveva prov veduto alla diffusione. ed altre che hanno foglie. Esistono piante semiparassite . Viene infine lo stadio in cui la pianta par assita vive esclusivamente entro i tessuti della pianta ospitante.tentata chissà quante altre volte. Le piante parassite possono essere rappresentate da alberi o da erbacee perenni o annuali. Il vocabolo usato in tedesco per indicare il concime o letame. Tuttavia la dispersione dei semi di queste piante è assai sp ecializzata. nella quale possono e ssere restati dei semi. e la sostanza appiccicosa s'indurisce come una colla. In certi casi gli uccelli depositano i semi sui rami sfregandovi contro il becco per liberarlo dalla polpa attaccaticcia dei frutti. "Mistel". che di solito diventa molto più grosso dei suoi genitori adottivi. Essi sono così appiccicosi che se ne ricava a tutt'oggi del vischio per uccellatori. che quest'ultimo deve per forza b asarsi su un'antica osservazione del fatto. ai beccofrusoni e a molti altri uc celli mangiatori di frutti piacciono le bacche del vischio per la loro polpa est erna (e lo stesso succede in molti posti alle martore e ai pipistrelli della fru tta).adattate a circostan ze d'ogni sorta. talvolta molto belli o vistosi. se vengono anche solo toccati nell a loro traiettoria da qualsiasi cosa. hanno sovente dimensioni relativamente enormi rispetto alle rad ici della pianta ospitante. il quale scrive che «non era sfuggito agli antichi. è tanto s imile a quello indicante il vischio. Ma nella maggior parte dei casi i semi attraversano il c anale digerente degli uccelli e vengono deposti sui rami assieme agli escrementi . mantenuti in posizione verticale. Comunque. Le caratteristiche di vischiosità dei semi sopra citate costituiscono il punto di forza delle specie dipendenti dagli uccelli.con foglie verdi e un proprio sistema radicale.gli sc rocconi del regno vegetale . quelle che vivono all'interno di un'ospite possono trasformarla in va ri modi. ma sistema radicale completamente trasformato. si è sottratto a questa s udditanza. Alcuni vischi sono da annoverare tra gli esempi più rappresentativi. cioè dando origine a forme di ac crescimento somiglianti a stecchi e mazzetti. segnatamente a forma di scopa di strega. I fiori. oppure possono essere invisibili. L'Arceuthobium nano.700 solo tra i vischi . che molto spesso è una foglia o un ramo dell a pianta ospitante. perché dipendon o per lo più dagli uccelli. che già usavano vischio da uccellatori. i semi dell'Arceuthobium sono coperti da una sostanza estremam ente appiccicosa che li fa restare attaccati. salvo che quando sono in periodo di fioritura e i loro fiori affiorano irreali d alla corteccia. dai quali esc e solo per fare fiori e frutti. Vi sono interessate molte famiglie e generi. e si avvale di un dispositivo esplodente non diverso da quello del co comero asinino. come in quasi tutte le specie di orobanche e nella R afflesia. ai tordi. che fa il fiore più grande del mondo. per cui dipendon o totalmente dalla pianta ospitante. in modo che i suoi frutti. Il detto latino "Turdus ipse sibi cacat malum" secondo i l quale cioè «con gli escrementi il tordo si fabbrica da sé il proprio danno». la pressione interna svi luppata prima dell'espulsione è relativamente enorme. e fa pensare che un periodo troppo prolungato sotto l'azione dei succhi digere . La velocità con cui i semi attraversano il canale digerente degli uccelli è notevole . Ma ben presto seccan o. L'impollinazione delle piante parassite non ha particolari rapporti con le loro abitudini da predoni. in modo d a succhiare linfa dalla pianta ospitante. Dato che il frutto è lungo solo 4 millimetri.

mentre quelli della pianta pa rassita hanno un rivestimento esterno reticolato ben distinto dal seme. I semi di altre piante parassite sono mangiati da animali d'ogni specie. per mezzo metro o un metro. sciacalli. le massime possibili! E" comunque accertato che le formiche trasportano i semi di molte piante parassite. babbuini. nei quali sono incorporati i semi: i frutti vengono divora ti da animali d'ogni specie . Le Idnoracee.soffrega l'ano contro i rami. dall'aspetto fantastico ed irreale. dall'aspetto elegantissimo sotto la lente del microscopio. che di norm a se ne sta appollaiato tranquillamente dopo aver mangiato. il muscolo sfintere non si chiude minimamente. Molte piante parenti dell'orobanche nordamericano hanno semi con rivestimenti in fossati o intagliati.che tanto spe sso contiene ghiaietto . Un s eme attraversa il canale gastroenterico di un tordo in circa 30 minuti. e . hanno setole dilatate su un'estremità. e alcuni di questi (della fam iglia delle Santalacee. corrisponde a verità .). producono frutti polp osi contenenti amido. Invece.si tratterebbe degli unici sem i che hanno affidato la loro diffusione a una specie di proporzioni così ragguarde voli. Tuttavia è stata anche avanzata l'ipotesi che essi possano venir traspo rtati a distanza dalle zampe dei cinghiali e perfino degli elefanti che frugano nella polpa marcescente del fiore. come nei gufi. di modo c he i due semi si disperdono assieme e possono pertanto germogliare simultaneamen te. quando vengono inghiottite le bacche di vischio. ma non si sa nulla di sicuro a questo riguard o. volpi. e le bacche passano difilato al sistema digerente. fatto che naturalm ente comporta la necessità della presenza di una specie ospitante. e . e magari sui sassi. Molti semi sono colorati a tinte vivaci per attirare gli uccelli. Può accadere che i topi mangino i frutti del Pylosty les. Il di ceide ha messo a punto un meccanismo digerente abbinato. di solito perché questi contengono amido ed olî in u n eleosoma di cui si è già detto in precedenza: tuttavia non è mancato un naturalista (Lundström. mentre le parti dure ed indesiderate degli insetti vengon o rigettate sotto forma di boli. I semi dell'orecchio di gatto (Hypochoeris sp. e lo stesso fanno alcune specie di eufonie e pigliamosche. e devono affrontare risc hi ed avventure per trovare un posto adatto per germogliarvi. Il cibo di orig ine animale viene spinto in un ventriglio attraverso un orifizio troppo stretto per i semi di vischio. in certi diceidi. Anche in tal caso ci si può solo meravigliare al co spetto di questo processo evolutivo. che è la pian ta ospitante. ma veng ono evacuati come gli altri semi a frutti commestibili. incollando letteralmente sulla corteccia i semi evacuati.istrici. parente nordameric ano dell'orobanche. e si possono paragonare alla «colla» del vischio. che è un parente della Rafflesia ed ha fiorellini minuscoli. Un mezzo ingegnoso per far sì che il seme della pianta parassita abbia a portata d i mano una specie ospitante è quello adottato dall'Orthocarpus. nel 1887) il quale ha affermato che le formiche portano in giro i semi dell'erba fiamma (Melampyrum arvense) perché assomigliano alle loro pupe. dove l'azione del ventriglio o stomaco muscolare .macina i semi fino alla loro dissoluzione totale). Second o ogni apparenza le bacche esercitano un forte effetto sull'uccello. «beccafiori» o «uccelli del miele». chiaramente progettato (senza valvole di chiusura interne) per consentire il passaggio delle bacche di vischio che costituiscono il suo unico cibo. che lo mette in grado d i mangiare bacche di vischio da una parte. armadilli. L'eufonia ha il tratto digerente del tutto diverso da quello delle specie impare ntate. . no nché molte popolazioni «primitive». e insetti dall'altra.nti potrebbe rivelarsi dannoso per il seme (e ciò succede effettivamente nei polli e nei colombi. Solo allora un muscolo sfintere situato al di sotto del ventriglio consente ai resti ora fluidifìcati di passare n el vero e proprio tratto digerente. i tempi osservati vanno da 12 fino a 4 min uti! A questo riguardo è già stata descritta la dipendenza di certi diceidi dal nett are dei fiori di vischio. probabilmente an che i semi di quest'ultimo fiore gigantesco vengono diffusi principalmente dalle formiche. che è il più specializzato tra quanti hanno a c he fare con semi di qualsiasi tipo. cui appartiene il sandalo) hanno fibre o setole attaccat e ai semi: quasi certamente si tratta di dispositivi che permettono ai semi di a ggrapparsi ai rami della pianta ospitante. Sovente le setole dei semi della pianta ospitante crescono in questo reticolo. Quando compaiono le bacche questi uccelli non mangiano niente altro.almeno nel caso dei diceidi .se tale supposizione.

e frattanto è cresciuta di 35 centimetri. La cuscuta e la Cassytha resistono 7-8 settimane. o verso il basso se s i trova sul lato superiore del ramo (e in questo caso contro la luce). che vive sulle radici degli a lberi e rimane sottoterra fino a dieci anni. i semi d'orobanch e immersi in un estratto di radici di una pianta ritenuta specie potenzialmente ospitale germogliarono al 60% dopo un bagno di soli 30 secondi. e la Nuytsia. Sopra il livello del suolo compaion o solo i fiori di questa pianta. come testim onia il ritrovamento di semi di Striga alla profondità di 150 centimetri in terren o sabbioso. per almeno un anno. Quando germogliano sono controllati dalla presenza della luce e dal l'effetto della forza di gravità. Alcune parassite possono trascorrere molti anni sottoterra. in modo da poter germogliare su l legno secco o su sostanze inanimate. come la Tozzia. e una Lathraea. riscontrato in via sper imentale anche nelle foglie staccate dalla pianta. presum ibilmente in conseguenza della sua crescente concentrazione in prossimità della ra dice. Dopo aver fatto germogliare i semi della pianta parassita. in analoghe condizioni. Una pianta di cuscuta può vivere fino a sette settimane senza l a pianta ospitante. I semi ha nno una sufficiente riserva d'acqua incorporata. come accade in certe altre piante parassite che germogliano nel terr eno. e si è calcolato che una sola pianta di Boschniakia produca all'in circa un terzo di milione di semi. dentaria. Alcuni. Questa famiglia vegetale tende a produrre un numero enorme di piccol issimi semi. e così i semi restano a galla sui rivoletti di acqua piovana che li trascinano n elle fenditure del terreno: e difatti finiscono in queste fenditure. e alla loro concentraz ione. che trascorrono tutta la loro esistenza all 'interno delle piante ospitanti. e probabilme nte riesce a sopravvivere per sei mesi senza la pianta ospitante. e un'altra ad angoli ottusi. l'essudato radicale f unziona spesso anche da guida per lo sviluppo delle radichette parassite. Può darsi tuttavia che una semp lice fonte di umidità serva ad attirare il gambo. E" probabile che nella maggior parte dei casi del genere la germinazione dipenda da un adatto pe riodo d'esposizione alle sostanze trasudate dalle radici. A questo riguardo esso somiglia alle piante parassite. reagiscono p iuttosto ovviamente a sostanze essudate spontaneamente dalle radici delle piante che le ospitano. possono vivere anche 2-3 mesi. a volte sembr a perfino che tiri fuori letteralmente le sue radici dal suolo. mentre la piccola pianta alpina Tozzia.gli infossamenti intrappolano aria quando il resto del seme si bagna di pioggia . Le plantule parassite possono restare vive senza la specie ospitante per periodi molto vari. I semi di vischio anzitutto non germogliano affatto al buio. di modo che la radichetta di un seme situato sulla parte inferiore di un ramo crescerà rivolta verso l'alto (cioè contro la forza di gravità). salvo il periodo in cui fioriscono. come in certe orobancacee quali le erbacee Lathraea (bruciafa ve. che assomiglia a una pianta normalissima quando compare il germoglio fiorente. In que sta attività. fidando di riuscir a trovare l'ospite adatto sia estendendo sostanzi almente le radici. squamaria). che di fatto continuano dopo che si sono fissate a una pianta: una st retta spirale avvolgente in senso verticale. e muo re del tutto quando è fatto il seme. Nel corso di un esperimento di notevole interesse. ma non tutti i semi delle specie che parassitano le radici. Tuttavia certe piante parassite contengono nei semi riserve nutrienti così c ospicue. Il visch io Gaiadendron possiede un organo tuberoso con funzioni di riserva. come nel caso dei 17 aminoacidi messi in libertà dalle radici de l pomodoro. dove anzi finiscono per morire. un po'"come usano le orchidee. e non esistono foglie verdi. sia facendo compiere alle plantule ampie spirali aeree . come la cuscuta. ma questi due fattori agiscono in senso negativo . nonché la dentaria. l'Aeginetia contiene fino a 70000 se mi per capsula. Tuttavia le cuscute non compiono spirali a casaccio: le sostanze chimi che emananti dalla pianta osp itante esercitano su di esse un vero e proprio richiamo. . che sono in grado di germogliare anche senza questo dispositivo di scat to chimico. Le cuscute effettuano spirali di due tipi. la pianta perde le radici dello stadio infantile quasi subito dopo che il s uo stelo si è attaccato felicemente a quello della pianta ospitante. come ad ese mpio la gigantesca Rafflesia. Queste due specie mostrano una curiosa somiglianza con i funghi nel corso della loro vita completamente sprovvista di clorofilla.

. Perciò la pianta parassita spilla sostentamento da una fonte ricchissima di nutr imento. formando un collegamento nell e cellule conduttrici centrali della pianta ospitante. Il termine piuttosto generico sta ad indic are un grande assortimento di forme funzionanti da «ponte» tra la pianta ospitante e quella parassita.non ha fatto altro che stimolare la pianta ospitante a produrre tessuto s upplementare. l'austorio . ed effettivamente è fatta del tessuto della pianta ospitante. Questo organo comincia come mezzo di penetrazione. la circolazione xilematica contiene sostanze mi nerali ed altre sostanze nutrienti. che si stacca durante il processo di conservazione. all' interno dei quali i tessuti dei due simbionti si presentano indissolubilmente ed armoniosamente intrecciati. il complemento parassitario dei vischi interess ati . e non ha bisogno di curarsi dell'altro flusso di nutrimento insediato ne l floema esterno. che producono un capo fiorale spess o somigliantissimo a un fungo. Le foglie vengono invase prontamente. Questa presa è di importanza essenziale per bilanciare la spint a del cuneo. Tagliata e seccata. di dimensioni molto magg iori di quelle delle radici che essi finiscono per avvolgere completamente. allo stesso modo in cui altre specie inducono la pianta parassitat a a produrre una rosa del legno. somig liano a un pezzo di graticcio o a una rastrelliera di legno. le Balanoforacee . e forse. ma tronchi e steli pos sono resistere ai tentativi d'intrusione per un certo periodo di tempo. causando vera e propria fusione dei tessuti. Come è stato illustrato in precedenza. Un altro esempio notevole di collegamento di tessuti si verifica in un gruppo di piante parassite del tutto diverse. Sembra ve rosimile che dopo un lungo lavorio di preparazione certe piante parassite sferri no un colpo all'improvviso con un rapido aumento delle cellule della parte centr ale. «l'austorio rappresenta il canale spe cializzato attraverso il quale le sostanze nutrienti passano da un simbionte all 'altro.piante irreali e fantast iche. dato che il tessuto conduttore della pianta parassi tata penetra difilato fino al tubero. c ome avviene nelle spettacolose «rose del legno» del Messico e dell'America centrale. ovvero nello xilema. i quali. E" l'organo che in un certo senso personifica l'idea stessa del parassit ismo». non sono riusci ti ad entrare nel corso di precedenti tentativi. ma la pianta parassita non ha nulla da off rire . la rosa del legno si presenta come una formazione a cono o a becco di flauto sul ramo della pianta parassitata. o del cuneo. che approfittano di ogni spaccatura. come nel caso del lichene. La penetrazione avviene dopo che si è formata una specie di d isco o di cono dalla radice o dallo stelo della pianta parassita a contatto con la pianta ospitante.Il metodo fondamentale usato dalla pianta parassita per entrare e restare in con tatto con l'ospite consiste nell'impiego di un organo detto austorio. che scende dalle foglie. finché non si verifichi qualche spaccatura nella pelle o corteccia della pianta. per usare la definizione più favorevole.avvolge la pianta parassitata provocando la formazione di un'esc rescenza strettamente aderente a forma di manto o di sella. secondo ogni evidenza. sia che si tratti di un ramo o di una radice . con l'aiuto di enzimi. che comprendono anche zuccheri e carboidrati . citando ancora Job Kuijt. in modo da favorire la pene trazione del cuneo. A prima vista ciò potrebbe far pensare a una simbiosi. contribuisce a sciogliere o a divar icare i tessuti epidermici della pianta parassitata. talvolta arroton dati e talaltra ramificati e bernoccoluti come coralli. Detti vischi producono una serie di formazioni chiamate appropriatamente «pioli» o «co ntrappesi». probabilme nte originatosi da una comune radice. Una volta stabilito il collegamento. se vengono separati dalla pianta parassitata. o dalla plantula parassita che si aggrappa a quella con una presa cementante.cioè l'organo di assorbimento . oppure assume strutt ura assai massiccia e voluminosa. i cordoni conduttori della pianta parassita si fanno strada a viva forza tra le cellule della pianta ospitante. come una massa spessa di tess uto che forma una specie di cuneo intento a saggiare la cute o corteccia della p ianta che lo ospita.a struttura sostanzialmente uguale. si trovano austeri con st rati successivi di tessuto del cuneo che. o almeno un'area ingrossata di tessuto attorno al punto d'ingresso dell'austere che succhia la linfa. Queste producono tuberi rigonfi. piccoli coni stretti di tessuto della parte centrale collegati a livel lo della corteccia.forma una struttura di uguale grandezza a fo rma di cupola. Una volta entrati.

Certe specie fabbricano un tessuto veramente st raordinario di radici parallele. A conclusione delle curiosità osservate tra le specie di vischio. alcuni dei quali sono stati osservati alla distanza di 6-7 metri. è il saccar osio. Le piante di sandalo sono veri alberi. ma dove i l gambo compie un giro. ma l'orobanche lo tramuta in glucosio e fruttosio: questa trasformazione c himica ha l'effetto d'aumentare la pressione osmotica nell'orobanche. scriveva nel suo inglese arcaico quanto segue: «Mi risu lta che nuove piantine d'orobanche spuntano dalle grosse radici in forma di nume rosi cordoncini che si aggrappano alle radici delle erbe che crescono nei paragg i». che è una pianta parassita delle regioni desertiche. L'orobanche non si limita a spillare sostanze nutrienti dalla pianta ospitante. e a volte anche tutti. L'orobanche stende una rete di finissime radichette con piccoli raccordi. a differenza di certe specie imparentate. va citato il Phr . a proposito dei colleg amenti radicali secondari. a meno che le radici in questione non abbiano capacità d'immagazzi nare riserve. produce un austorio. o comunque non riuscire a fare la fioritura. ma no n importa . Turner. che stabiliscono coll egamenti austori appena possono. Succede spesso d'osservare che il vischio cresce su alberi isolati o sul ciglio dei boschi. dispone un sistema rad icale molto spaziato alla profondità di circa mezzo metro sotto la superficie del suolo: a loro volta le radici producono radichette minori. i cui semi germina no sul terreno nel modo tradizionale e poi si arrampicano su qualsiasi albero ch e si trovi molto vicino. I vischi hanno abbandonato la superficie del suolo . Questa specie vive a spese di piantine come le erbe. invece. pena la morte. ed è in grado di emettere polloni dalle sue radici alla distanza di parecchi metri d alla pianta progenitrice. le radici sono spesso in grado di rigenerare dei germogli. Questo fatto può rappresentare un inconveniente . in grado di diffondersi ed estendersi sempre più. proprio come una clematide. Ciò succede qualche volta su un'altra parte dello stesso vischio. in quanto le plantule devo no trovare a tutti i costi tale collegamento. poniamo una pianta di fagiolo. perché se l'albero parassitato (o qualcuno dei suoi vicini) cresce troppo. Nuytsia floribunda. Le piante parassite annuali vanno incontro immancabilmente a un periodo alquan to disperato quando sono impegnate in questa impresa. perché la maggior parte delle piante parassite non dispone di un apparato radicale molto esteso.e v ivono esclusivamente sugli alberi. altre ancora «cammina no». perché marciscono molti dei loro vecchi collegamenti. Se la pianta progenitrice subisce qualche danno o muore.in un modo o nell'altro ne risulta una massa intrecciata ed inestric abile della pianta parassita. e infilano austeri nei rami. I vischi che ancora mettono radici nel terreno sono di tipo affatto insolito. La sostanza nutri ente ricavata dalla pianta parassitata. Questo fatto tuttavia è piuttosto insolito.salvo un paio di casi . che per una ragione o per l' altra sono spesso tremendamente assetati d'acqua. tuttavia anche un n umero sorprendente di piante parassite perenni si mette ogni anno in cerca di ra dici accoglienti. Un o di essi è il ben noto «albero di Natale» australiano. cioè possono emettere nuovi germogli da radici secondarie striscianti (diversi dalle radici penetranti originali). Un'altra specie strisciante avvolge il gambo fogliare attorno ad ogni cosa che tocchi. La Pho lisma. e di conse guenza fa affluire rapidissimamente acqua dalle cellule della pianta parassitata a quelle della pianta parassita. Sono inoltre note due altre specie. aggirano il problema. nel suo "Grande Erbario" del 1526. e si verifica anche per le radici secondarie. presumibilmente per le abitudini di vita degli uccelli che depositano i semi: ma questo fatto rappresenta un dispositivo utile ai fini del vischio. il vischio può morire. ma ha trovato anche una maniera notevole per attingerne acqua. veri e propri zerbini vegetali di cui non si co nosce lo scopo. le radici devono mettersi alla ricerca attiva di collegamenti con l'apparato radicale della pianta della speci e parassitata. eme ttendo lunghi germogli striscianti che possono ancorarsi ed avviare un collegame nto austorio su qualunque punto della pianta che lo alberga. o fa troppa ombra alla pianta parassita. Altre specie di vischio.Specialmente nel caso delle piante parassite o semiparassite a radici sotterrane e e germogli con foglie sopra il livello del suolo. che cresce fino a formare un albero alto 10 metri ed esplode a dicembre in una fioritura d i fiori gialloarancione.

Non è stato accertato se questa specie s i origini su un albero e mandi radici nel terreno. d. se gli steli si spezzano per l 'accrescimento della pianta parassitata o per qualche altro incidente. una grande coppa carnosa di p . ad occhi bassi e con sorriso pudibondo con subdolo approccio stendono le loro pericolose malìe. Nel seguito del testo le paragona ai serpenti che hanno soffocato nelle loro spi re Laocoonte e i suoi figli: "I mostri coperti di scaglie s'avvinghiano a padre e figli spira su spira. il gruppo più noto di piante parassite è quello delle c uscute e delle specie ad esse imparentate. Torino 1965]. E" composto dalle rafflesie e dalle specie affini. in molte pieghe avviluppate. che a volte questa scompare completamente sot to un intrico di formazioni filiformi. mentre in realtà è una pianta perenne delle lau racee: buon esempio di evoluzione parallela. e gli austori continuano a crescere anche isolati. Le foglie delle cuscute sono ridotte a scaglie e gli steli giallognoli contengon o pochissima clorofilla. italiana: "Il ramo d'oro. Il gruppo più straordinario delle piante parassite è dato dalle specie che vivono co mpletamente all'interno delle piante parassitate.T. Di solito noi vediamo le cuscute sulle piante erbacee o annuali. i semi dell e cuscute sono spesso somigliantissimi a quelli di specie utili. che può stendere una sua rete di radici sotterranee lunghe fino a 20 metri.intendendosi con il termine tra virgolette una pianta che comunque ren da bene l'idea di un esemplare della specie a sviluppo normale . tanto importanti nella magia e nelle tradizioni popolari dovunq ue crescano. ma pare probabile che gli austori possano restare tutto l'inverno sulla pianta parassitata e rimettersi a crescere con il ritorno della primavera. tranne che al momento della fi oritura. è stato segnalato il caso di un frigilanto che aveva parassitato cinque alb eri suoi vicini. anzi. Esse sono molto diffuse e. Esse inv ece circondano la base degli alberi e stabiliscono collegamenti austori tutto at torno. dopo che la plantula ha trovato una pianta da parassita re. Op era monumentale sulle credenze magiche e religiose di Sir James J. tuanmudae) ha il fiore più grande del mondo. Studio sulla magia e la religione" . s'allietano in sofisticata negligenza e studiata rilassatezza.ygilanthus del Brasile.supera gli 800 metri! Nel suo famoso componimento epico "L'orto botanico" Erasmo Darwin trova versi ag graziati per le cuscute: "Due ninfe adescatrici. Si crede che le piante di cuscuta siano annue. La Rafflesia arnoldi i (o R. che costituiscono l'argomento centrale del "Ramo d'oro" [N. avvolgendo la vittima nelle loro braccia tentacolari". Le cuscute intrecciano reti incredibi li di steli sottilissimi che avviluppano la pianta disgraziatamente parassitata in un intreccio a maglie così fitte. stringendo sempre più le membra spasimanti e affondano i denti schiumanti nelle ferite intossicate". dai quali si se parano con molta difficoltà. La lunghezza totale del tronco prodotto da una sola pianta di cuscuta di dimensioni «rappresentative» della specie . Boringhieri. Le cuscute appartengono alle convolvulacee. Oltre ai vischi. In Australia c'è la Cassytha. e sono stati segnalati casi d i alberi tropicali completamente ricoperti d'un velo giallo di cuscuta. Le cuscu te possono aggredire perfino piante acquatiche sommerse. o se accada invece il contrar io. tutti di specie diversa. esterior mente somigliantissima alle cuscute. travestite in umili panni di modeste erbette. Gli steli formano austori sulla pianta ospitante ogni volta che è possibile. si distribuiscono con grande fa cilità in forma di semi assieme a quelli delle specie coltivate. biondeggianti cuscute. crescendo in c ontatto così intimo con le piante che parassitano. che non vanno a parassitare le radici vere e proprie. ma possono infestare anche gli alberi. George Frazer (1854-1941). Trad.

ma la pianta soffocante portava una specie parassita a sua volta aggredita da un'altra. con i capolini fiorali ramificati di tre Myzodendron appartene nti a specie diverse. e non sugli alberi parassitati da queste. Nessuno sa esattamente c ome avvenga la dispersione dei semi.nel caso che non basti no i modelli fondamentali di parassitismo. come i l Mitrastemon giapponese. A vo lte si trovano specie parassite che vivono a spese di piante a loro volta parass itanti. Si conosce almeno un caso di quattro parenti del vischio che crescono l'uno sull 'altro formando una catena di specie parassite. Le rafflesie non hanno austeri nel senso vero e proprio del termine. Il colmo però è dato dal fatto che la spec ie parassita finale era attaccata da un fungo che a sua volta era parassitato da un'altra specie fungina! Un altro caso osservato nel Salvador riguardava una pa lma che veniva soffocata da un Ficus. una coppi a di fiori proprio al di sotto di ogni picciolo fogliare. che cresce solo sulle epifite. che infiltrano virtua lmente tutte le parti e tutti gli organi della pianta parassitata. un albero dell'Indonesia. ma stavolta non arrecano danno e si limitano ad accrescere l'intrico delle maglie. in cui i fiori della pianta parassita si distribui scono ad intervalli regolarissimi lungo i rami della pianta ospitante. Questa indiscriminatezza si este nde agli oggetti inanimati: sono stati osservati molti casi in cui si sono forma ti austori su radici morte (il che non sorprende trattandosi di materia organica . Anche le gemme fiorali si formano all'interno dei tessuti pa rassitati e non alla superficie. ma vive anche sull e liane. Di solito la Rafflesia spunta sulle radici. e ta lvolta addirittura dal tronco della pianta parassitata. Anche in questo caso l'ultimo para ssita era punteggiato da un fungo. sembra che agi scano indiscriminatamente a questo riguardo. Esiste una specie . sebbene ne siano forse f ornite le plantule. Ho già accennato al fatto che un parassita attacca spesso le sue stesse radici o i propri rami affondandovi austeri provenienti da parti più giovani. il Gaiadendron punctatu m. Alcune specie imparentate con le rafflesie hanno invece fiori più delicati. e il processo continua senza fine". questo gruppo . Si possono citare alcune curiosità delle piante parassite . una sp ecie di notofago. Piante di altri gene ri vegetali fanno spuntare invece i loro fiori dal tronco della specie parassita ta. che è angariata da altre più piccine. Spessissimo più di un parassita vive sullo stesso albero. il Pylostyles haussnechtii. e fanno venire in mente i versi scritti da Swift a proposito della pulce : "Hobbes dimostra che ogni creatura vive in guerra per legge di natura: così dicono i dotti che la pulce vien depredata da altra minore pulce. Sprovvisto di clorofilla. e spuntano attraverso i tessuti all'esterno. e questo agente patogeno era attaccato da un altro. come nel caso del Pylostyles dai fiorellini assai modesti. come accade per altre piante parassite che infe stano le radici. mentre la fotosintesi v iene effettuata per conto suo a 50 metri d'altezza dal suolo. e fa esplodere i suoi fiori diritti dalle radici. presso l'erbario di Kew figura un ramoscello probabilmente unico di Nothofagus antarctica.iù di un metro di diametro. C'è un vischio. mostrando ciò che Kuijt definisce «un'incredibile sincronizzazione del ritmo d'accrescimento tra pianta os pitante e pianta parassita». perciò è un mistero anche la tecnica adottata d alle plantule per penetrare all'interno della pianta: sappiamo solo che la speci e parassita vive nel corpo della pianta ospitante sotto forma di sottili filamen ti notevolmente somiglianti a quelli dei funghi parassiti. che fabbrica le sue scope da strega sulle radici sotte rranee. di modo che i suoi fiori enormi comp aiono come una contraddizione sul terreno della giungla.a somiglian za delle orobancacee e delle balanofore . dalle quali i fiori spuntano come cerchi incantati. Il parassitismo completo rappresenta evidentemente la meta ultima.riesce a crescere benissimo nelle dens e foreste. con il risultato che a volte si osservano fiori mostruosi pendenti dall 'alto. dove la specie di base parassita il Macrosolen.

Abbiamo visto però che esistono moltissime specie parassite con numerosissimi modi di vivere. e infine varie allergie. ma poi resistono ai loro attacchi. La l otta contro i parassiti vegetali è a dir poco difficile: i diserbanti lasciano int ravvedere qualche prospettiva. Orobanche e ficarie parassite si oss ervano spesso intente alla loro opera di decimazione delle colture di fagioli e trifoglio. Verrebbe da chiedersi infine se esistano piante che parassitano gli animali. A Portorico l'affine Cassy tha è definita «il pericolo pubblico numero uno». Le cuscute sono considerate piante dannose in 47 stati U. Altre invece sono virtualmente specifiche: alcune crescono solo su olivi. Alcune causano danni e perdite economiche enormi. Molte piante parassite non sembrano eccessivamente schizzinose nella scelta dell a specie da parassitare: il vischio Dendrophthoë è stato osservato su 343 specie osp itanti diverse. per cui è difficilissimo tratt arle con un sistema che non sia un sistema specifico. La risposta è no. Il danno arrecato dal solo g enere del vischio nano Arceuthobium alle diffuse colture di pino Ponderosa super a le perdite arrecate complessivamente da tutte le altre affezioni che colpiscon o quest'albero. I corpi fruttife . ciottoli. cioè l'impiego di piante che stimolano i semi delle piante parassi te fino a farle germogliare. Deformazione. ginepri.).certune crescono solo sul le monocotiledoni. ed è inutile dire che questo processo porta a morte l'insetto. e riuscì a penetra rvi quanto bastò a provocare un corto circuito. mentre altre le evitano alla stessa stregua di come schivano felci e conifere. Questi possono causare affezioni cutan ee. Le specie parassitanti del tipo succitato prosperano nelle colture specialmente in condizioni d'agricoltura arretrata. mentre occorre una tecnica sofisticata di selezio ne dei semi per le cuscute. A. Begonie ed acetoselle hanno tessuti a tenore molt o acido e sembrano resistere totalmente agli attacchi delle cuscute. pomodori e canapa. dove non si limita a menomare i raccolti ma . Le diverse specie di vischio rappresentano in molte località un flagello per le foreste e le coltivazioni. ivi compresa la tricofizia. ma attaccano anche tabacco. cedri. E in un caso da fantascienza l""albero di Natal e" australiano già citato si provò ad intessere austori anulari su un cavo elettrico con isolamento in polimeri del diametro di circa 2 centimetri. I funghi causano anche le ben note formazioni dette «mosche vegetali» o «bruchi vegetali». noci nostra ni ed americani. Allora comp aiono i corpi fruttiferi: la specie europea di maggiore mole. Pare che ciò accada con una certa facilità solo quando la specie parassitaria è molto comune su un'area abbastanza grande. I funghi germinano sulla pelle umida di qualsiasi bruco e po ssono penetrare subito nel corpo. e cres cono quasi su ogni cosa. Si vedono alberi selvatici accasciati sotto il peso di autentici drappeggiamenti. che può mandare in malora in pochissimo tempo. agrumi in generale e cacao. il piede d'atleta e certi spiacevoli morbi che a ffliggono gli esseri umani ai tropici. indebolimento e morte sono gli esiti tipici di una pianta parassit a. pini. granoturco e canna da zuc chero in Asia. Queste piante sono particolarmente prodighe di semi. segnatamente laddove non è praticata la rot azione agricola e non si usano i moderni metodi di selezione delle sementi. tuttavia alcune hanno criteri curiosamente limitativi p er quanto concerne la classe vegetale di loro scelta . nonché per il lino. mentre i filamenti si ramificano e pervadono o gni parte dell'organismo. S. Le specie che parassitano le radici hanno gusti particolarmente eterocliti.trasforma il pregevole saccarosio in zuccheri riducenti di nessu n valore. oppure esercitando quella che pare un'incompatibilità chimic a. un altro metodo contempla l'uso di «colture insidiose» o «colturetrappola». cappe e coltri di vischio . o più esattamente biochimica.. peri. perché attaccano colture di conifere. Sembra che certe piante riescano a sfuggire al parassitismo grazie allo strato d i particolare spessore o durezza situato sotto la corteccia che respinge gli att acchi meccanicamente. segnatamente per le colture leguminose quali erba medica e trifoglio. Alla fine una densa massa filamentosa riempie tutto il corpo. Può darsi che si r iesca a selezionare colture resistenti. che parassita no gli insetti facendo sporgere dal corpo di questi le loro formazioni ramificat e cariche di spore. cacti e così via. La specie d'orobanche più distruttiva è l'Aeginetia tropicale. eccezion fatta per i funghi. ritrovata sulle la rve di scarafaggio. granelli di sabbia. raggiunge la lunghezza di 14-17 centimetri.nel caso della cann a da zucchero . che attacca riso.

Una volta giunto all'interno. Altre inve ce . o dispongono di appendici a mò di petali per imbrogliare gli insetti . diritti o più o m eno coricati al suolo. che può es sere di tipo visivo o commestibile. Dire che il primo gruppo è inattivo sottintende il macabro ingegno con il quale le trappole sono progettate e innescate. Ma altri racconti di viaggiatori favoleggiano di piante divoratrici di cani. tale da sedurre a nche insetti senz'ali o atteri. ed un sistema per rendere digeribili le carni delle vittime. tale da impedire all'insetto di trovare un appiglio o di fermarlo decisamente mentre cerca di arrampicarsi verso l'alto. Dato ch e la crisalide è spesso sepolta sottoterra. provvisto talvolta di scalini accuratamente disposti. LE PIANTE ASSASSINE. i cui fiori alla fine erano costit uiti dalle teste delle vittime. Dobbiamo ra llegrarci del fatto che le piante antropofaghe esistano soltanto nei racconti di fantascienza. Capitolo 24. i funghi possono dare l'impressione di sbucare dal terreno. Un b ruco vegetale australiano dai corpi fruttiferi neri lunghi fino a 40 centimetri veniva usato dagli aborigeni per i tatuaggi. spesso se ne trova anche lungo un passaggio verticale all' esterno.portano i loro ascidii di forma vascolare su prolungamenti di foglie che per il resto hanno aspetto normale. e si dice che certi esemplari venissero pagati in argento quattro volte il loro peso.la maggior parte degli insetti volatori è co mposta da raccoglitori di nettare . per cui «il parassitismo è la forma più raffinata di simbiosi». Parecchie famiglie vegetali tra loro separate hanno assunto abitudini carnivore. Era stato il compianto John Collier che aveva avuto l'idea di scrivere un raccon to in cui si dice di un'orchidea antropofaga. o di questi due tipi riuniti. Nelle Sarracenia e Darlingtonia terrestri l'interno de ll'ascidio è rivestito di aculei o peli che si protendono verso il basso con lieve angolazione. Gli ascidii hanno forme varie: si possono paragonare a vasetti. di modo che le specie animali ingerite le aiutino a bilanciare la dieta. Sono note più di 500 specie di piante insettivore che si possono suddivide re in tre gruppi distinti. La sommità di molti ascidii è spesso munita di nervature arrotondate molto sdrucciol evoli terminanti in aculei rivolti verso il basso. Viene in mente la frase citata al capitolo precedente . trova l'uscita sbarrata da vari ostacoli terribilmente ingegnosi. Un insetto che esplori il bor do alla ricerca di altro nettare non riesce a trattenersi dallo scivolare verso il basso. Di solito hanno un lembo rivoltato sopra l'orifizio per impedire che entri troppa pioggia.piante rampicanti che si fanno largo in mezzo alla vegetazione della giungl a . le piante superiori sono evidentemente in grado di far e la stessa cosa tra loro. Alcune portano mazzetti di ascidii a fior di terra. specialmente formiche.e far pensare loro di trovarsi al cospetto d i fiori. attorno al bordo dell'otricolo. e in ognuna di esse è stata messa a punto una trappola di qualche tipo. Si tratta delle piante carnivore otricola ri o ad ascidii. gli otricoli sono stesi a terra per richiamare . Gli ascidii sono spesso colorati a tinte vivaci. Quando sono più vicini. talvolta in mezzo a foglie di forma ortodossa. La Sarracenia psittacina assomiglia a una nassa per pesci. tazze o im buti a curvatura variabile. Ciascuno di questi dispositivi a trabocch etto ha tre elementi in comune: qualche mezzo per richiamare l'animale. urne. la sola caratteristica posseduta in comune è la tendenza a vivere in un habitat p overo d'azoto. Quindi moltissime piante sono diventate parassite di altre. qualche metodo quasi infallibile per trattenere il visitatore intrappolato come una nassa per aragoste. gli insetti possono percepire un profumo gradevol e e spesso avvertire la secrezione di un succo dolce simile al miele. nelle quali alcune o tutte le foglie sono state modificate fant asiosamente. Un tempo c'era una specie ritenuta medicina di grande valore in Cina.ri possono spuntare dal bruco o dalla crisalide se la larva si è impupata. quando non addirittura di esseri umani. Mentre le piante inf eriori possono stabilire tra loro e con le piante superiori forme di associazion i di reciproco vantaggio. perché la realtà su scala più ridotta è già abbastanza macabra.

ritenendola un altro crostace . Cellule speciali situate sul fondo dell'ascidio assor bono il liquido che ne risulta come una specie di concime fluido.le parti chitinose non digeribili. aguzze. una volta entrati. Presso le Sarracenia e le Darlingtonia gli ascidii si riempiono in parte d'acqua piovana.vascolati alle estremità delle foglie .abbastanza grande da poter contenere un colombo! Tuttavia non è mai stato segnal ato il caso che si sia trovato un uccello all'interno di un ascidio. ma galleggiano poco sotto la superficie. che digerisce attivamente la preda. paragonabile nell'insieme a un pettine per cardare il lino. L'otricolo m assimo è quello della Nepenthes rajah. la quale scorre a cerniera per facilitare l'entrata ma . cui appartiene ad esempi o la nostra erba vescica: sono principalmente piante acquatiche dalle belle fogl ie lievi e dai fiorellini gialli di forma insolita sporgenti dall'acqua. come le Nepenthes e i Cephalotus. una sporgenza circolare all'interno dell'ascidio. Non han no radici.c ome una porta . paragonabile al succo ga strico dei mammiferi. Altre piante. che forse credono di trovarvi rifugio. Possiamo accennare infine ai ragni che tessono le loro ragnatele nella pa rte superiore degli ascidi di Nepenthes per assicurarsi la prima scelta sugli in setti visitatori. c he in realtà sono trappole. Le prede sono per lo p iù minuscoli crostacei come le dafnie. dopo di che non fanno che andare in decomposizione. lunghe setole si tuate in un imbuto che si restringe sempre più segnano una strada in una sola dire zione. In modo molto diverso funzionano invece le otricolarie. si trovano tra le foglie certe piccole vesciche di 2-5 millimetri di diametro. frastagliate e appuntite verso il basso. un'altr a flangia composta da aculei aguzzi e incurvati protesi come una fila impenetrab ile di baionette a sbarrare il passo agli animaletti che siano riusciti a supera re i precedenti ostacoli". che ha la lunghezza di mezzo metro e può ragg iungere la larghezza di 16 centimetri con apertura di 10 centimetri di diametro . secernono un liquido.non si può aprire dall'interno. Gli animaletti che entrano all'interno della vescichetta vi muoiono di fame o as fissia. e almeno uno di questi ragni ha una cute speciale che gli cons ente di mettersi al riparo nel liquido digestivo. E" il caso di osservare che si nota qualche reazione nel mondo degli insetti per quanto riguarda le piante otricolari.formiche. in particolare. Si possono trovare asc idii pieni a metà dei loro resti . e gli insetti intrappolati muoiono annegati.ha su ogni zampa un'appendice speciale che «si può paragonare ai ramponi da gh iaccio degli scarponi dei montanari tirolesi». e il liquido che ne deriva viene assorbito da cellule a form a di stella situate sulla parete interna della vescicola. C'è anche una minuscola tignola fornita di ana loghi dispositivi sulle zampe. e quando sono pronti a impuparsi prat icano fori nell'ascidio ed evadono. la trappola si apre di scatto. come risulterà da questa citazione attinta dalla "Storia n aturale delle piante": "Ogni animale che desideri mettersi in salvo dall'ascidio di un Cephalotus dovrà s uperare tre ostacoli: primo. Sorrette da graziosi gambi. marciscono. Una piccola apertura è vigilata da una valvola a forma d i labbro all'interno. hanno descritto questi dispositivi con particolare voluttà.i bordi d ella trappola sono circondati da barbe. e conducono a pareti cerose lisce come i l ghiaccio. Quando vie ne «innescata» dal contatto. e consente al moscone di arrampicar si agevolmente tra i peluzzi incurvati dell'ascidio. millepiedi e simili. i cui resti fluidifica ti anche stavolta vengono assorbiti attivamente da cellule speciali. quando venga minacciato.citiamo ancora Kerner ed Oli ver . per i quali. Nei Nepenthes tropicali . Possono venire intrappolate quantità grandissime d'animali. nonostante ogni sforzo. Inoltre le sue larve abitan o l'ossario degli insetti in putrefazione. che tolgono all'insetto la possibilità di qualsiasi appiglio. e l'organismo che senza avvedersene ha bussato alla porta viene risucchiato all'interno con un fiotto d' acqua. s econdo. un tratto di parete coperto di minuscole papille. o fo rse s'ingannano sulla vera natura della vescicola. quello di c ui ci stiamo occupando ora può contenere fino a un paio di litri di liquido. I botanici dell'età vittoriana. e infine sull'orlo circonvoluto attorno alla bocca dell'otricolo. i cui bruchi ricoprono i peli di una sottile ragn atela. Un moscone .

perché le gocce sono assai attaccaticc e. in anelli di tentacoli che si susseguono ad intervalli di una decina di mi nuti. Il processo è piuttosto lento. i tentacoli si ripiegano su di essa. con il risultato che entro un'ora la preda è irretita nei tentacoli da ogni p arte.in grado di digerire la sostanza animale. ricoperta di peli rossi. Il gruppo più vicino di piante insettivore si affida. Comunque sia. per catturare gli insetti. In una sola vescicol a sono state ritrovate fino a due dozzine di crostacei. forse perché le goccioline assomigliano al nettare. Se due piccoli insetti atterrano sulla stessa foglia. La sola presenza di un insetto basta a far piegare all'indentro i bordi delle foglie. ognuno dei quali luccica in punta di una goccia di liquido chiaro. o fors'anche perc hé imitano bene le muffe che crescono sulla carne in putrefazione . Questa dinamica serve in parte a spingere verso il centro qualsiasi creatura che sia venuta a impegolarsi sui bor di . queste si piegano ad arco in aria e. e in parte a mosse adatte: il tipo di trappola predispos to da queste piante si potrebbe definire «a carta acchiappamosche». Si potrebbe perfino dire che il ripiegamento verso l'interno dei ten tacoli delle drosere e l'arrotolamento delle foglie delle pinguicole rispondono allo scopo di fornire «stomaci temporanei». Avvenuta la digestione dell'insetto . dop o di che vengono digeriti in poco tempo. Gli insett i. Do po un po'"di tempo la foglia ripiega i suoi bordi nella posizione primitiva e to rna ad esporre la sua superficie piatta. con un po '"di fortuna. trovano da insediarsi su una vicina Tillandsia. imitate dalle setole che s'irragg iano tutto attorno all'apertura. l'urna colma d'acqua non assic ura soltanto l'umidità necessaria alla bromeliacea.somigliante a quello emesso dalle pi ante otricolari più evolute .o dalla somiglianza dell'aspetto.al centro ci sono più ghiandole! . in modo che ognuno dei due insetti venga trattenuto saldament e. ma fornisce anche rifugio a mo lti animaletti. e con ogni probabilità un insetto di qualsiasi mole tocca più di un tentacolo.impresa che può richiedere da due a parecchi . Il contatto con un grosso corpo d i origine organica fa secernere alle ghiandole un quantitativo assai maggiore di succo appiccicoso. e più numerose verso il centro de lla foglia. già descritta in precedenza. Gli insetti sono attratti da questi tentacoli s cintillanti. Alcune otricolarie vivono nel muschio umido e tra i detriti di roccia e cortecci a. Le foglie sono coperte di ghiandole secernenti mucillagine. i n parte alla vischiosità. dei cosiddetti «film dell'orrore». specialmente quelli di piccole dimensioni. o addirittura più di una foglia. Questa è la prima fase. Ma è un processo inesorab ile. Si tratta delle pinguicole (così chiamate per il colore che hanno le foglie piatte e disposte a ro setta . vengono catturati facilmente dall' appiccicosa insidia iniziale. Una specie tra le più interessanti vive nelle «urne» di una bromeliacea. il che offre all'otricolaria l'occasione adatta per vivere preda ndo queste piccole vite. dove piccolissime vescicole assicurano un rifugio mortale per molti animalett i. Alcune fotografie scattate recentemente con l'aiuto del microscopio elettronico mostrano insetti caduti preda delle caruncole visch iose delle drosere o delle pinguicole: il quadro è veramente agghiacciante. Noto di passaggio che questa pianta emette propaggini p er riprodursi in forma asessuata. e ben presto s'impiastricciano senza speranza. e semb ra ripreso da qualche scena di una pellicola di fantascienza.e ciò spieghereb be anche il colore rosso dei peli e della foglia. Lo scopo del dispositivo è di portare la preda a contatto delle ghiandole a sec rezione acida situate sulla superficie fogliare. e di 90 gradi in 10 minuti. l'insetto è condan nato non appena abbia toccato un tentacolo. nonché un liquido acido . perché un pelo è in grado di piegarsi di 4 5 gradi in circa tre minuti. Come si è già accennato. Le drosere hanno foglie terminanti in una specie di placca arrotondata oppure lu nga e stretta. e se ne trova sempre un poco sulla loro superficie. i tentacoli si divid ono in due gruppi.che ricorda quello del burro grasso .e in parte a tenere ben salda la preda. Una volta che la preda è impaniata. la Tillandsia . Questi peli tentacolari sono più lunghi verso i bordi d ella foglia e più corti al centro.e per l'uso che se ne fa per cagli are il latte). e in tal modo impediscono anche agli animali più grossi di forzare l'entrata attraverso il piccolo orifizio. Questa rassomiglianza si estende anche alle an tenne e alle appendici natatorie dell'animale.

cioè per impulsi di natura elettrica creati . una volta cresciute. In certi casi gambi e steli appiccicosi esi stono certamente per impedire l'accesso ai fiori ad insetti indesiderati strisci anti sulla pianta: il fatto si verifica ad esempio nella spettacolosa «spada d'arg ento» delle Hawaii. i meccanismi d i scatto. Sulla superficie d'ogni lobo si trovano ghiandole che secernono all'esterno un liquido dolce. si appiattiscono. che i contadini portoghesi delle località dove la pianta è comune usano tenere le foglie a ppese in casa a guisa d'acchiappamosche naturale. Il funzionamento della dionea pigliamosche si svolge nelle fasi iniziali secondo la descrizione datane al capitolo 12. Questa pianta non soltanto sa contare gli stimoli necessari prima di far funzion are la sua trappola. che se ne stanno staccati e disposti quasi a piatto. Vanno notate due caratteristiche interessanti delle drosere. ma così appiccicosi. cattura cer tamente le rane e le lucertole. Il numero degli stimoli e il tempo richiesto perché funzioni il m eccanismo di chiusura dipendono dalla temperatura esterna. Tuttavia la secrezione del succo digerente non avviene in mancan za di materiale proteico a contatto delle ghiandole. in modo da for mare un ampio blocco. e schiacciano qualsiasi corpo morbido che vi si trovi in mezzo. ma ha anche un dispositivo marcatempo incorporato: tra uno stimolo e l'altro non deve passare meno di un secondo e mezzo. come succede ad esempio quando è colpito da una goccia di pioggia. E" possibile far scat tare la trappola stimolandola artificialmente. sia pu re più lentamente. per disseccarsi quando la trappola si riapre e s'innesca per il pros simo colpo. oltre al fatto che i peli si possono muovere in ogni caso: la prima è il modo con cui lo stimolo a ri piegarsi sulla preda si diffonde da un pelo all'altro verso l'esterno. Kerner descrive un esperimento nel corso del q uale un frammento di capello umano fece ripiegare un tentacolo: il frammento di capello umano era lungo un quinto di millimetro e pesava un milligrammo. Altre piante invece hanno peli ghiandolari appiccicosi anche sul gambo. Allora inizia il lavoro delle ghiandole a secrezione acida. a seconda de lla mole della preda. Anche parecchi stimoli luminosi provocano reazioni nella foglia. ed anche somministrandole delle s ostanze proteiche sotto forma di una mosca viva o di un pezzetto di carne o di f ormaggio. Tutta l'operazione può richiedere da otto a venti giorni. ma se si toccano due peli. molto nota in quanto viene venduta largamente a scopi di coltura: è u na pianta piccola e bassa le cui foglie. le Silene infatti sono dette spesso acchiapp amosche per questa loro particolarità. i lobi della foglia si muovono rapidamente e si lenziosamente in perfetta concomitanza all'incirca entro un quarto di secondo. e secondo ogni evidenza digeriscono gl i insetti che vi restano attaccati. Ci sono anche tre peli su ogni foglia: e questi sono i grilletti. dopo di che si riproduce il liquido.i tentacoli si raddrizzano con le punte asciutte: possono perciò cadere le parti dure delle prede. Invece la pioggia non provoca nessuna reazione e sembra non interessarli. Tuttavia la vera piantaprodigio tra le specie vegetali entomofaghe è la "dionea pi gliamosche". la Byblis. ha foglie lunghe 60 era e può reggere piccoli ani mali. si dispongono a ro setta. dove ogni foglia termina in un paio di lobi arrotondati dai bordi setolos i.giorni . il quale r ichiama gli insetti. imprigionando fatalment e qualunque mosca sia atterrata sui lobi. I coltivatori d'orchidee si servono talvolta delle drosere subtropicali a grandi foglie per catturare insetti nelle loro serre. in modo che la dionea pigliamosche possa reagire a stimoli sia meccani ci sia chimici. Questi sono immobili. l e setole del bordo si chiudono come le dita di una mano. che alla fine digeriscono il liquido risultante. mentre altre ghiandole secernono all'interno un fluido a te nore molto acido. Da principio i lobi s'infossano rinchi udendosi. fino a ridurlo in poltiglia. non succede nulla. Certe piante dette Drosophyllum somigliano alle drosere perché hanno foglie tutte coperte di peli rossi vischiosi. La specie di dimensioni maggiori . e non più di venti secondi. oppure se un p elo viene toccato più d'una volta. la Drosera regina sudafricana. Se solo uno viene mosso. Una sua parente australiana di analoghe dimensioni. ma una volta serrati. e la seco nda è l'estrema sensibilità dei peli. e si ritiene che intrappoli conigli e scoiattoli quando le sue piante crescono abbastanza vicine l'una all'altra.

si in seguito allo stimolo. e l'acanto spinoso. le diffuse lappo le. ma specialmente contro gli animali erbivori. ed è stato paragonato ad una piastrina bime tallica del tipo usato per creare un contatto elettrico ed interromperlo. le caruncole si gonfiano improvvisamente. e sono in gra do d'intrappolare microscopiche anguillule o nematodi con un marchingegno funzio nante secondo il principio del nodo scorsoio. I suoi tronchi spigolosi. o del laccio dei cowboys. non è comunque prerogativa delle piante superiori.specialmente perché i pastori del posto ne distruggono i giovani germogli: infatti le pecore v'incappano spesso e si bucan o gli occhi. come le Utricularia. Su scala più ridotta si trovano piante d'altro genere. ed una di queste s pecie è l'Aldrovandia che vive in acqua dolce. per cui possono muoversi in una direzione sola e tagliare speditamente la bocca di un animale che le addenti. come le spine e il veleno contro i predatori di vario genere: essi non sono intesi contro l'uomo in primo luogo. quanto basta a tagliare le narici del bestiame al pascolo: è il caso ad ese mpio della bassa festuca alpina. formano una barriera alta e im penetrabile. galleg gia senza possedere radici. varie erbacce della famiglia delle solanacee che crescono in abbondanza. Il meccanismo effettivo dipende dalla notevole tensi one preventiva accumulata nei tessuti. Le ninfee giganti hanno grossi acule . e dimostrano una volta di più come «invenzioni» sostanzialmente simili si possano ritrovare in organismi non legati da alcun vincolo di parentela. Esist e almeno una cinquantina di specie fungine che vivono nel terreno. che ora sta div entando rara nel Perù . Invece altri funghi hanno filamenti vischiosi che immobilizzano le anguillule o i vermiciatt oli che li tocchino.sono dotate di denti come quelli di una sega di vecchio tipo. In r isposta a questo stato di cose circondarono i villaggi di cinture difensive di u na specie d'euforbia. Questa attitudine carnivora. ed è sta to dimostrato che questo veleno per anguillule funziona anche diluito in proporz ione di una parte per cinque milioni. Capitolo 25.di cui è indigena . Se un'anguillula s'insinua nell'anel lo.di altre erbe. aloe e numerose bromelie possiedono fogli e rigide disposte a rosette e fornite di punte aguzze che s'irradiano in tutti i sensi. le xantie dei paesi caldi. e di molti fa laschi e calami . i bordi in terni dei lobi portano una serie di piccole formazioni coniche che fungono da ca tenacci. Tentare d'avventurarsi a colpi d'accetta in questo baluardo vegetal e è pura follia. Tra le bromelie succitate si annovera la "puya gigante". CORAZZA E VELENO. Altre foglie lunghe e strette . Invece di setole funzionanti ad incastro. Jucche. Essa porta le sue trappole lobate p er tutta la lunghezza del suo gambo lungo e sottile. Moltissime piante hanno foglie spinose. La dionea pigliamosche ha alcuni parenti che le assomigliano. In alcuni casi viene emessa contemporaneamente una sostanza tossica. Questi f unghi producono degli anelimi sui cordoni più grossi del micelio. Molte piante possiedono dispositivi di difesa passiva. quando i lobi si richiudono sugli animaletti acquatici che hanno fatto scattare i numerosi peli situati sulla trappola con funzione di grilletti o mecc anismi di scatto. come i notissimi cardi. Nel secolo scorso gli abitanti dei villaggi situati tra le colline della Nigeria Settentrionale si trovarono esposti alle scorrerie di invasori mussulmani. La difesa più ovvia consiste nell'impugnare le armi. grossi co me un braccio d'uomo e ricoperti di grosse spine. in ognuno dei qu ali sono insediate tre caruncole sensibili. come certe erb e a foglie apparentemente tenere che terminano invece in pungiglioni aguzzi come aghi. afferrando e trattenendo l'animale tto. perché i tronchi contengono un lattice velenoso che piaga la pelle e può far perdere la vista. talvolta associata a capacità di movimento e a un'ins olita velocità di reazione. Queste trappole primitive con ogni probabilità precedono di m ilioni di anni le piante superiori insettivore. l'Euphorbia desmondii. Dopo di che l'anello fungino emette filame nti che penetrano nel corpo dell'anguillula e ne succhiano la vita. agavi. a seco nda dei cambiamenti di temperatura. le cui colonie erbacee vengono distrutte dai pa stori con il fuoco.

nelle Colletia e affini. oltre alle spine di tipo normale. in modo che tutta la pianta è r icoperta da aculei. cacti colonnari ed euforbie a portamento eretto vengano usati correntemente per fare recinti per animali. Ne fornisce un esempio lo spinoso Astragalo tanto comune nelle steppe asiatiche. Le varie specie di verbasco. tanto comuni nei Paesi medit erranei e dall'aria così evidentemente succulenta. L'armamentario spinoso riveste eccezionale importanza per queste piante. che abitualmente risiedono in posti dove il foraggio verde e la linfa s ucculenta costituiscono autentiche rarità. ma esistono altre piante ad analoga azione urticante speci almente tra le loasacee e le euforbiacee.e forse s ono servite . le ginestre spagnole. Talvolta i peli in questione sono appu ntiti. I cacti e certe piante grasse costituiscono ovviamente gli esempi per eccellenza delle piante spinose. Molte piante sono ricoperte da piccole setole apparentemente innocue. tali da tener lontane le chiocciole a cquatiche. Tipiche le salvastrelle. il quale è forma to da una sola cellula cava. dispongono anche di masse di peli spinati incredibilmente piccoli. costituita quasi sempre . grazie a composti di silicio o di calcio. che si stacca con la massima facilità e aderisce alla mucosa della bocca provocandovi un 'irritazione violenta. Spesso le spine del tronco si radunano attorno a foglie tener e per impedire che vengano brucate dagli erbivori. produce ndovi irritazione intensa e persistente. nel qual caso sembrano rappresentare il perfezionamento diretto di comuni peli di protezione. come per la disposizione geometrica dei ciuffi spi nosi sulla pianta. spesso appartenenti a piant e legnose dove. dove forma grovigli che ricordano i ricci. Le spine si ritrovano comunemente anche sui tronchi. e non c'è viaggiatore che non abbia osservato co me fichi d'India. e i bei fiori dei cacti affioranti in mezzo al loro arsen ale fanno venire in mente la Bella e la Bestia. In molti casi le foglie si modificano secondo il ritmo st agionale in modo da proteggere i nuovi germogli e le gemme fiorali. tra l'altro. Le palme hanno spesso aculei tremendi alla base delle foglie. disposti talvolta su due file. e gli steli che le sostituiscono . in modo da infli ggere ferite dolorose. contribuiscono an che a respingere gli attacchi mossi a fior di terra da chiocciole ed altri anima li a ventre molle. Tuttavia gli aculei dei cardi no n mancano sovente di una loro bellezza. o addirittura la scomparsa d elle foglie a favore del tronco spinoso è una caratteristica delle piante che vivo no in condizioni di aridità. le foglie sono state esentate dall'obbligo di presenza. La riduzione delle foglie ad aculei. potrebbero servire . oltre a tenere lontani gli animali pascolanti. Gli animali di maggiore mole girano di solito al largo da queste specie. che tuttav ia causano sgradevole prurito e spesso infiammazioni quando vengono toccate.da modello per qualcuna delle armi insidiose elaborate dall'uomo p er i combattimenti corpo a corpo. Nei cespugli delle regioni mediterranee i germog li fogliari dell'annata precedente diventano duri e spinosi: Teofrasto battezzò qu este piante con il nome collettivo di frigane.come abbiamo già notato . spe cialmente dalle delicate mucose della bocca: ne sono buoni esempi la buglossa e la consolida maggiore. Opportunamente ingrandite.adattati alla fotosintesi . e il nome è ancora usato per un gru ppo di tale specie. riescono a non farsi mangiare g razie al loro consueto rivestimento di densa lanugine grigia o argentata. I fichi d'India. La minima pre ssione spezza questa punta dura lasciando dei bordi taglienti che penetrano attr . come nel caso del ginestrone nostrano. Inutile ac cennare alle ortiche. sia per la loro colorazione che per la l oro linea a curve aggraziate. La sua parte superiore si è irrigidita fino ad assume re la durezza del vetro. agavi. Le spine sono so vente fornite di barbe alla sommità o in tutta la loro lunghezza. Infine le foglie possono ridursi a semplici spine.si sono molto induriti e ricoperti di spine. che si stacca no facilmente e penetrano nella pelle con altrettanta allarmante facilità.da un tronc o senza foglie. detti glochidi. quando non addirittura per ci ngere villaggi interi entro cinture vegetali invalicabili. però nelle ortiche e nelle Loasa l'estremità terminale è costitui ta da una minuscola «perlina» rotonda disposta obliquamente sul pelo.i sulla superficie inferiore delle foglie. Nel pungitopo. e le euforbie spinose nane. I peli pungenti rappresentano una versione perfezionata delle setole.

pianta grassa africana. come nel cardo dipsaco det to «dei lanaiuoli». parente della ruta. Così spec ie alpine come i rododendri e il mirtillo rosso hanno foglie a cute molto spessa con rinforzo siliceo. Alcune piante sembrano dav vero voler alzare barriere fisiche allo stesso scopo. esattamente come un ago di siringa ipodermica. m a d'effetto sgradevole o disgustoso anche per gli animali. mentre le ragazze greche nei tempi andati si battevano con le ortiche il Venerdì Santo per fare penitenza. Qui le spine costituiscono un dispositivo a funzio ne analoga a quella dei polloni o dei viticci di altre specie vegetali. N on sorprende pertanto che animali a bocca e froge delicate evitino queste piante altrimenti succulente e nutrienti.hanno spine per potersi aggrappa re ai cespugli e agli alberi. è innegabile che spine. Sta di fatto che certe ortiche tropicali sono tanto maligne da pot er provocare sintomi analoghi a quelli da morsicatura di serpente. Ma questi sono puri esempi di reazione animale di fronte a un problema specif ico. gli in setti succhiatori di linfa. ha foglie amare e velenosissime che nemmeno le capre s'arrischiano a mangiucchiare. gli asini mangiano i cardi. è opportuno ricordare a questo punto che la coccinigli a è servita a ridurre a miti consigli il fico d'India. Può essere divertente ricordare che i soldati romani . E" il caso di ricordare anche gli animali che si nutrono di piante spinose: i ca cti sono attaccati da uccelli e roditori. a ricordo della Passione di Cristo. Questo dispositivo risulta approntato principalmente come opera difensiva antiformica. che è una pianta rampicante dell'America Centrale. da puntu re velenose. I frutti immaturi possono avere sapore amaro per far sì che non vengano mangiati quando non è il momento.averso la pelle. che possono passare i 13 metri d'altezza.come nei Drosophillum . che riempie la scorza d elle sequoie e contribuisce a difenderle dai parassiti e dalle affezioni fungine . e i cammel li brucano le «spine di cammello» . come il tannino. dove si formano pozze d'acqua piovana nelle tinozze create a tra tti lungo lo stelo dalle basi riunite di ogni paio di foglie. che ha azione corrosiva.si punge vano deliberatamente con le ortiche per provare l'impressione del caldo nella fr edda Inghilterra. una sostanza che rappresenta forse la causa principale delle allergie nel la specie umana. In alcuni casi la presenza delle spine serve ad altri scopi oltre a quelli prote ttivi. come la Laportea gigas della Polinesia. frattanto la base tenera del pelo esercita una pressione sul co ntenuto. Esistono anch e ortiche arboree. e mana un lattice velenoso che la rende sgradita al bestiame. un'euforbiacea che vive nella stessa z ona della precedente. Nel liquido si trovano riuniti l'acido formico. mentre il Cnidoscolus urens. La corteccia inoltre può contenere sostanze sgradite al gusto. capre comprese. L'oleandro me diterraneo. Le genziane dei pascoli alpini sono specie che si sviluppano a buona altezza sul .mentre uccelli e piccoli roditori scavano gallerie nel tronco dei cact i.un'acacia con aculei di 8 centimetri duri come i l ferro . sappiamo tutti infatti che una puntura d'ortica può causare grave irritazione. Ho già citato la specie Peganum harmala. I rovi e le rose . La Loasa canarinoides.a quanto si dice . Altre piant e invece impiegano anelli di aculei o di spine. che sopravvive in condizioni di grande siccità quali poche altre piant e cespugliose riescono a sopportare. Tuttavia le s pine non forniscono protezione contro le specie «erbivore» in formato minore. di modo che il liquido che si trova all'interno del pelo viene spinto n ella ferita che è stata provocata. Ho già accennato in precedenza al gran numero di piante provviste di peli appiccic osi sul tronco. inteso specialmente a difesa contro i rigori del clima. intesi sia per digerire attivamente gli insetti catturati .sia più frequentemente per impedire che animali indesiderati a rrivino ai fiori e depredino il nettare o il polline.che trovano la loro massima espressione nella Rosa gig antea dell" Himalaya. La Caralluma. Molte piante hanno anche una linfa di sapore estremament e acre. e le cui grandi foglie a forma di cuore infliggono punture dagli effetti persistenti. con tronchi di 20 metri . pungiglioni e aculei assicurano in linea di massima u na notevole protezione contro gli animali che pascolano e brucano. Altre piante hanno un deterrente incorporato all'interno in grado vario. e l'ist amina. come in molte specie di palme. dopo che esso era stato int rodotto in Australia con effetti disastrosi. è tanto virulenta da provocare la comparsa di pustole sulla pelle.

la stessa sostanza chimica si ritrova nelle mandor le. ma non dai bruchi. come l'oleandro appena citato. da cui si ottiene la stricnina. che uccide già in modeste dosi. mentre la linfa acquosa di certe altre piante possiede notevole azi one corrosiva: così il panace gigante provoca un'enorme bolla sulla pelle umana. veng ono pure mangiati dalle scimmie. qualunque sia la loro fame. un'anacardiacea affine al nostro scotano. e si è constatato che circa venti specie prendono regolarmente «le droghe». La felce aquilina non offre nulla alle specie compagne del regno vegetale: la su . e si può abitualmente constatare che tornano difilato alla pianta incriminat a. il fungo micidialissimo Amanita falloide. si trova negli spinaci e nel rabarba ro. Analoga dolorabilità intensa e d urevole si prova anche toccando l'edera velenosa americana (Rhus toxicodendron). nei fagioli peruviani. E" sorprendente il numero delle piante che contengono sostanze tossiche per i ma mmiferi.agisce imparzialmente sull'uomo e sugli er bivori. Le patate cont engono solanina in ragione di 90 parti per milione. Nel Nordame rica certe specie di Kalmia. perché non è detto che quanto uccide un individuo della specie umana debba necessariamente risultare mortale per altri viventi. Però molti animali al pascolo vengono uccisi dalle piante velenose: ad esempio mol ti capi possono morire nelle Isole Britanniche in seguito a ingestione di foglie e frutti di tasso. Le bacche del gigaro o pan di serpe. e quelle che ci sorprendon o perché annoverano specie d'importanza fondamentale per l'alimentazione. vengono inghiottite avidamente dai tordi che ne diffondono i semi. contenenti un succo amaro di valore officinale. che a suo tempo sono finite con la messa al b ando dei ciclamati e di altre sostanze. fata li per molti animali. Se applicassimo a molti vegetali le conclusioni delle prove di tossicità effettuat e su cibi ed additivi artificiali. l asciandovi un segno indelebile per mesi e mesi. Molte piante riuniscono in sé il sapore sgradevole o aspro e la presenza di sostan ze molto velenose. A questo riguardo conviene ado ttare molta prudenza. caden do di conseguenza in uno stato di torpore. Ad esempio il veleno della maggior parte delle ranuncolacee . che spesso provocano reazioni infiamma torie di tipo allergico senza emissione di linfa. le sp ecie velenose non tanto ovvie come il laburno fetido. "ammazzalupo". talvolta in quantità allarmanti.come avviene nei droga ti -. mammiferi comp resi. nei semi di mela. Gli elefanti mangiano il frutto dell' albero Umgana. la quantità di solanina aumenta nelle patate che sono diventate verdi per esposizione alla luce. La manio ca è una radice tropicale che deve subire un trattamento speciale per venire liber ata dal contenuto di cianuro. ma sono schivate imparzialmente dal bestiame pascolante a fior di terra e dai roditori sotterran ei. vedremmo vietati anche quelli al consumo alimentare per la specie umana. mentre in Nuova Zelanda gli arbusti di Coriaria ruscifolia si sono conquistati il loro posto nella storia p er il modo in cui hanno decimato le greggi dei primi coloni europei. Le euforbie dal lattice disgustoso sono ugualmen te diffuse e rifiutate dagli animali al pascolo. "strozzalupo". abbastanza aggraziate da trovare spazio nei giardin i. od «ovolo matto». Questo latti ce provoca la comparsa di bolle e piaghe sulla pelle dell'uomo o sulle mucose de gli animali. Alcuni animali ricevono indubbiamente un effetto eccitante da parte di determina te piante. ad opera di una sostanza tossica nascosta nei peluzzi diffusi sul tronco. "am mazzavolpe" in tante lingue europee . Le manguste mangiano certe radici e le strofinano inoltre sui loro corpi.come l'aconi to giallo chiamato appropriatamente "luparia". inducendoli a mandare urli udibili anche a chilometri di distanz a e provocandoli spesso alla rissa (Ronald Siegel). e le foglie di quest'ultimo uccidono anche dopo la bollitura. corrispondenti a circa un qu arto della dose pericolosa. mentre i frutti della noce vomica. Ci sono quelle «ovviamente» velenose come la belladonna e l'elleboro. In SudAfrica i cespugli bassi del Dichapetalum cymosum sono accusati d'aver provocato gravi perdite di bestiame. che fermenta nei loro stomaci facendoli «barcollare» e commettere eno rmi stramberie. viene mangiato i mpunemente dai conigli e dai lumaconi. L'ac ido ossalico. non appena gli allevatori li rimettono al pascolo. sono note con il nome popolare di ammazzapecore o ammazzaagnelli. Gli animali che sopravvivono a un avvelenamento per ingestione di piante velenose contraggo no spesso una tendenza maniacale per la specie in causa .le loro radici.

Alcune solanacee sono tanto velenose che gli indiani del Sudamerica non vogliono nemmeno indugiare alla loro ombra. Verrebbe da chiedersi perché esistano questi veleni nelle piante. sgominando ogni altra pianta al suo pa ssaggio e celando in sé sostanze chimiche micidiali per gli animali potenziali pas colatori. e . in seguito ad ingestione di felce.in termini evolutivi . collasso e morte. sudori freddi. tromba d'a ngelo o stramonio arboreo. versando anche lacrime di sangue. dal quale gli indigeni ricavavano un veleno efficacissimo per le pu nte delle frecce e i dardi delle cerbottane. ma nessun albero possiede gli effetti descritti nei racconti degli antichi viaggiatori. I suoi steli contengono aspre fibre che possono infliggere tagli profondi. tali veleni abbiano azione protettiva. crampi e gr ande sete.rapprese ntino se non altro una forma di adattamento selettivo. Effettivamente i Romani erano tanto ghiotti di fu nghi per la loro tavola che c'era gente addetta esclusivamente alla raccolta di funghi. Questi fatti ci r icordano il leggendario albero "upas" di Giava. Ora esiste veramente un albero upas. ma in seguito i sintomi riprendono più violenti e portano a lla paralisi del sistema nervoso. dal momento che sono dannosi. e inoltre contengono sostanze tossiche. un quadro morboso che assomiglia molto da vicino a quello successivo ad irradiazione nucleare o a con taminazione radioattiva. Si potrebbe sostenere che. seguita da delirio. di cui si credeva che uccidesse tutti gli alberi e specie vegetali che lo circondavano. . non si formano più globuli bianchi del sangue. ma non contribuisce a nessuna catena alimenta re conosciuta. il che faceva esclamare a Seneca disgustato: «Perbacco. e pare che la do manda non abbia a tutt'oggi una risposta valida. Si sarebbe tentati di credere che la felce aquilina si è trasformata in un perfetto invasore vegetale c he si annette un territorio dopo l'altro. l'Antiari a toxicaria. mentre cespugli minori delle foreste tropicali della identica regione geografica emanano puzzo di spazzatura. che facesse cadere morti tutti gli uccelli che gli passavano sopra a volo e che uccidesse ogni persona o animale che osasse avventurarsi alla sua ombra. Il be stiame bovino presenta. come già sapevano i Greci dei tempi antichi. Però in certi casi si notano odori che probabilmente fungono d a avvertimento: ad esempio molte solanacee emanano un tipico odore pungente. e troviamo l'amanita falloide od ovolo matto nello stesso genere cui appartiene l'Amanita caesarea o ovolo buono. La cicuta è mortale. in Malesia c'è un alb ero che fornisce legname odorante d'aglio. non lo sono. La maggior parte delle piante velenose non sembra dare alcun avvertimento ai div oratori potenziali. proprio come usano gli indios sudam ericani con certe specie di Strychnos che forniscono il curaro. una sorta di cecità che si a ccompagna all'aspetto insolitamente brillante dell'occhio. Dopo un periodo d'incubazione di 12 ore insorgono dolori addominali acuti associati a vomito. o anche mortali per gli animali che mangiano queste pi ante. Indubbiamente i sintomi d'avvelenamento per amanita fallo ide sono abbastanza sgradevoli da indurre qualsiasi raccoglitore di funghi a ese rcitare la massima attenzione. Ma allora si presenta l'e nigma di piante che hanno strettissimi legami di parentela ma hanno attitudini d el tutto diverse. La Gust avia è una specie arborea del Sudamerica dai bellissimi fiori candidi.le bestie muoiono in seguito ad emorragie interne. come il cerfoglio selvat ico. I funghi a ombrello godono di pessima fama. I cavalli che ne mangiano poch e boccate subiscono la distruzione della vitamina B e muoiono rapidamente. Le pecore riportano gravi lesioni agl i occhi per un'affezione detta talvolta «mal della luna». e il sangue stesso diventa incoagulabile . diarrea. com e il giusquiamo. ritenendosi che mo lti tra loro siano velenosi: sta di fatto che pochissime tra queste forme vegeta li elementari sono tossiche. evidentemente collegato alle forme cancerose: il midoll o osseo smette di funzionare. quanta gente lavor a per una sola pancia!». ed è seguito da un per iodo di miglioramento. di modo che il terreno sotto l' albero era tutto coperto di ossa. Numerosi alberi tropicali emanano odori più o meno sgradevoli. cui l'odore del tronco e delle foglie hanno valso il nome corrente di «pianta del morto».a concorrenza le elimina semplicemente. Ma nulla lascia credere che alberi del genere siano velenosi. «legno fetido» ed altri. piatto favorito d ell'imperatore romano Claudio. Essa offre riparo e sostegno ad alcuni m ammiferi minori e a pochi insetti. ma molte piante somigliantissime e ad essa imparentate. Questo quadro si prolunga per un paio di giorni. lo stramonio e la specie imparentata Datura arborea.

Un motivo che induce ad attribuire i veleni vegetali ad altre cause che non sian o il puro caso, è il fatto che essi appaiono generalmente inattivi contro predator i di dimensioni minori di quelle del bestiame pascolante, ma che per il loro num ero fanno quasi altrettanto danno, quali le chiocciole e i lumaconi, oltre alla caterva degli insetti succhiatori di linfa e ai parassiti interni quali i vermi. Alcuni insetti si servono addirittura del veleno contenuto nelle piante. Una cav alletta del Medio Oriente che si nutre del lattice velenosissimo della Calotropi s procera acquista sapore nauseabondo per qualsiasi animale da preda tanto scons iderato da mangiarla, e inoltre accumula un liquido velenoso composto completame nte da tossine della pianta di cui si nutre, immagazzinandolo in «ghiandole repell enti» dai cui orifizi - simili a bocche d'armi da fuoco - può schizzare un «getto mort ale» fino a 60 centimetri di distanza! Anche molti bruchi si cibano di analoghe pi ante velenose accumulandone in corpo i diversi veleni, trasformandosi così in esch e micidiali per gli eventuali predatori, specialmente uccelli. Questi insetti sp esso sviluppano una colorazione protettiva per avvertire del loro contenuto mort ale o sapore amaro, per cui si trovano insetti non velenosi che copiano i modell i veramente tossici, e in questo modo sfuggono agli attacchi dei predatori. Ma q uesta è un'altra storia. Recentemente sono state raccolte prove attestanti che almeno certe piante sono i n grado di respingere gli assalti degli insetti. Ad esempio pomodori e patate pr oducono sostanze che sconvolgono le capacità digerenti degli insetti che divorano i loro tessuti o ne succhiano la linfa. Questa sostanza inibitrice normalmente è p resente in basse concentrazioni, che però aumentano notevolmente non appena una fo glia venga danneggiata da un insetto. Certe specie imparentate con la patata ma viventi allo stato selvatico trattano gli afidi in altro modo: si ricoprono di p eli ghiandolari che emettono un liquido quando sono toccati da un insetto di pas saggio. In pochissimo tempo questo liquido si trasforma in una specie di colla, e l'afide resta appiccicato alla superficie della foglia, incapace di qualsiasi movimento. La linfa di certe conifere contiene un «ormone dell'eterna giovinezza» che trasforma i bruchi in altrettanti Peter Pan, ed impedisce loro di raggiungere la forma ad ulta, di modo che non si ha mai una generazione in immagine perfetta ed atta all a riproduzione. Inoltre si rende sempre più evidente il fatto che molte piante, pini compresi, con tengono sostanze ad azione antibiotica che contribuiscono a respingere le invasi oni da funghi, e come nel caso della sostanza ad azione inibente sugli insetti, che è stata appena descritta, è possibile che questi antibiotici vengano prodotti in seguito allo stimolo reale dato da un attacco fungino. Queste sostanze, la cui composizione si basa forse su certe proteine note con il nome di fìtoagglutinine, ricordano l'azione degli antibiotici nelle specie animali. Invece altre piante, come la lattuga e il pomodoro, assorbono gli antibiotici prodotti dalla microflo ra del terreno. Le piante, comunque presentano grandissima variabilità nella loro capacità di respin gere o eventualmente di circoscrivere gli attacchi fungini. Buone condizioni di salute e alimentazione adeguata aumentano indubbiamente la resistenza agli attac chi morbosi, ma questa dipende comunque da molte caratteristiche delle piante in teressate, quali lo spessore e la durezza della corteccia, la composizione e la pressione osmotica della linfa, e la capacità di bloccare le cellule invase. Altre sostanze chimiche vengono essudate dalle piante, ed io ne ho fatto un brev e cenno al capitolo 19, indicando che possono riuscire tossiche per altre piante . Oltre alla famiglia delle composite già citata, il lino trova un inibitore della crescita nell'antagonismo esercitato dalle radici delle euforbie e di certe cro cifere come la Camelina sativa, mentre l'avena è bloccata da certi cardi, il raviz zone dalla gramigna, gli spinaci dal ravanello e viceversa. Al tempo dell'insedi amento delle piantagioni di gomma e caffè in Estremo Oriente, negli Anni Trenta, e ra consuetudine piantare prima leguminose, perché accrescessero il contenuto d'azo to nel terreno. Risultò purtroppo che certe leguminose emanavano sostanze velenosi ssime per le plantule di gomma e caffè messe a dimora successivamente. Anche le ra dici del noce nero emettono una sostanza nociva al cui riguardo si sa che ha ucc iso dei meli piantati nelle vicinanze, ritardando la crescita anche di altre pia

nte. Anche le radici delle erbe sono dannose ai meli, sia pure in grado minore, perciò nei frutteti si usa il prato per limitare lo sviluppo delle radici e favori re la concorrenza al cibo, in modo da provocare la formazione dei frutti a scapi to di nuovi germogli. Molti semi mettono in libertà sostanze inibitrici che impediscono ad altre specie di germogliare; fatto abbastanza curioso, alcune di queste specie sono piante og gi coltivate, che inibiscono la crescita delle erbacce: così la bietola non lascia germogliare il gittaione, mentre grano e loglierello bloccano la crescita delle varie specie di camomille (matricaria). Le sostanze emesse dalle radici possono avere identici effetti sulla germinazione, e forse spiegano perché i cacti in con dizioni di vita predesertiche si trovano a tanta distanza l'uno dall'altro, come se fossero stati distanziati artificialmente. Una pianta cespugliosa dei desert i americani, l'Encylia farinosa, presenta la caratteristica che le sue foglie ca dute impediscono energicamente a qualsiasi delle solite erbe annuali di spuntare al riparo dei suoi rami, mentre nel sud della Francia esistono ambienti dominat i da eriche, rosmarini e simili cespugli, dove non si trovano piante annuali, a causa dell'azione antagonista esercitata dalle sostanze essudate da radici e fog lie. Anche stavolta viene da chiedersi se per caso le piante non scoraggino sistemati camente in questo modo la concorrenza altrui per l'accesso all'alimento, alla lu ce e all'acqua. Questa facoltà inibente sembra avere spesso successo a tale scopo, ma restiamo un po'"esitanti osservando come le radici morte di ventolana o pale o peloso impediscano di germogliare ai loro stessi semi, e come le plantule d'ag rumi s'insedino con difficoltà nei vecchi agrumeti; lo stesso dicasi per meli, pes chi e roseti. Ciò indurrebbe a pensare che le sostanze tossiche essudate da radici e semi non siano altro che sottoprodotti di secrezione. La maggior parte di questo capitolo si è occupata delle tecniche di difesa - per l o più passiva - con cui vengono respinti gli attacchi di aggressori o concorrenti con l'ausilio di mezzi chimici e fisici. La rappresaglia diretta del mondo anima le non viene attuata dalle piante; nemmeno le piante insettivore respingono atti vamente i loro potenziali divoratori. Agli animali resta l'ultimo settore della mimetizzazione e dell'avvertimento a s copo deterrente. Questa pratica viene applicata forse anche nel mondo vegetale? Le forme d'avvertimento quasi non esistono, e quelli che potrebbero sembrarlo ne i semi e nei frutti risultano invariabilmente segnali destinati agli opportuni d istributori; la pianta non si cura di quanto può accadere ad ogni altro animale. L'unico gruppo di piante che sembra applicare i princìpi della mimetizzazione è quel lo delle cosiddette finte pietre delle Mesembryanthemum del Sudafrica. Queste pi ante supergrasse crescono nei deserti sassosi, e alcune tra loro hanno sviluppat o senza dubbio quei colori e quelle forme che le fanno assomigliare moltissimo a i ciottoli circostanti. Le Lithops ne formano il gruppo più notevole, con le loro sommità piatte quasi a fior di terra; esiste più di una cinquantina di queste specie dette «piante sassose», «pietre fiorenti», «pietre vive», nelle varie sfumature di grigio, marrone, rosso e nocciola. Altre piante grasse mimetizzate di questa famiglia co mprendono le Pleiospilos, ruvide e marmorizzate come pezzi di granito verdastro; le Titanopsis biancastre e bernoccolute che imitano le rocce calcaree; e infine parecchie specie a cute bianca che assomigliano al quarzo. Piante grasse non im parentate tra loro comprendono le Crassula bianche, anch'esse somiglianti ai sas si e le Anacampseros, che a me ricordano gli escrementi d'un uccello. Certamente l'occhio umano deve faticare molto per scoprire queste piante, ed è evi dente che esse si sono evolute in modo quasi incredibile per rassomigliare ai sa ssi che si trovano nel loro habitat. Personalmente ho sentito dire che dei babbu ini ne sono stati ingannati, ma sembra che ciò non avvenga per molti uccelli del d eserto che beccano via con estremo impegno un boccone dietro l'altro di queste p iante grasse. Nel breve periodo di fioritura i loro grandissimi fiori le fanno r isaltare, ma nella stagione secca avvizziscono parzialmente, e senz'altro sono q uasi invisibili. Anche questo fatto si può giudicare alla stregua di un altro espe rimento effettuato dal regno vegetale e riuscito solo in parte, associato - o an che provocato, nel caso in esame - dall'inclemenza dell'ambiente. Se l'esperimen to non ha più successo nel suo insieme, si può presumere che dipenda forse dal fatto

che gli uccelli hanno battuto le piante nella capacità d'adattamento alle circost anze. In linea di massima sembra che la miglior forma di protezione sia rappresentata da spine, pungiglioni, peli aderenti e gusto sgradevole. Contemporaneamente va r icordato che le piante, rispetto agli animali, possono sopportare danni e mutila zioni molto più gravi, grazie alla loro maggiore capacità di rigenerazione; e parime nti possono rimediare alle perdite, producendo eccedenze di fiori, frutti, semi, polloni e propaggini. Capitolo 26. GLI SFRUTTATI. Sfruttare significa anzitutto servirsi di qualche cosa, e in questo senso le pia nte sono state sfruttate dagli animali quasi fin dal principio dei tempi. Sfrutt amento dunque significa anche impiegare qualcosa a proprio vantaggio, deliberata mente o anche scorrettamente, e in questa accezione moderna il primo vero sfrutt atore del regno vegetale è stato l'uomo. Questo uso è avvenuto da principio per gradi impercettibili. I primi ominidi diven tarono «cacciatoriraccoglitori», per integrare la dieta carnea con varie sostanze di origine vegetale, o talvolta mangiavano in pratica tutto quello che si poteva m angiare. Esistono ancora alcune popolazioni di cacciatoriraccoglitori, come i Bo scimani del Sudafrica, alcuni aborigeni australiani, e qualche tribù dell'Africa C entrale. Specialmente gli Aborigeni, in un ambiente difficile, dovettero servirs i in ogni modo possibile delle scarse risorse naturali, e solo di rado fu loro c oncesso di dimostrare preferenze alimentari. Tutte le radici, i semi, i frutti e i germogli commestibili venivano mangiati di gusto, mentre i semi venivano talv olta macinati e cotti. La grande epoca dei cacciatoriraccoglitori è andata dal ventesimo all'ottavo mille nnio avanti Cristo, e, man mano che cresceva l'esperienza dell'uomo, aumentava a nche la varietà di frutti, sostanze vegetali e semi che veniva mangiata o usata in altro modo. Un diverso sfruttamento delle piante si verificò tuttavia molto prima di tale epoc a, con l'uso molto sollecito del fuoco da parte dell'uomo, cominciato probabilme nte 400 mila anni fa in Cina. Gli incendi involontari contribuirono lentamente m a ininterrottamente alla distruzione di estese foreste, alla formazione di nuovi habitat, e a definire la posizione geografica delle comunità vegetali che si eran o formate per effetto delle epoche glaciali. Il possesso del fuoco rappresentò un elemento essenziale ai fini della sopravviven za stessa dei cavernicoli esposti alla glaciazione del tardo Pleistocene. In seg uito gli incendi appiccati volontariamente costituirono per l'uomo il primo mezz o per affermare la sua supremazia sulle altre specie viventi, tanto vegetali, qu anto - specialmente da principio - animali. Il fuoco era in grado di spingere gl i animali in posti dove l'uomo li poteva abbattere facilmente, di aprire il terr eno alla caccia rendendo visibili le prede, e di favorire il pascolo a spese del la foresta, incoraggiando a moltiplicarsi i grossi erbivori abbondanti fornitori di carne. A questo punto si potrebbe anche rilevare che l'erba è la specie coltivata più impor tante del mondo, oltre a costituirne una delle forme di vita più tenaci: soprannom inata «il perdono della natura», essa si rigenera costantemente, sebbene sostenti un gran numero d'animali. Un chilometro quadrato di pascolo può sopportare all'incir ca 18000 chilogrammi di peso di animali di diversa specie. Esistono due categorie principali di specie vegetali domestiche: quelle che spun tano dai semi e sono in gran parte piante annue, e le altre che si moltiplicano invece con altri mezzi vegetativi. Queste ultime sono quasi tutte specie dalle r adici ricche d'amido. Le diverse condizioni climatiche possono favorire le une o le altre: così la maggior parte delle piante a tubero sono di origine tropicale, come l'igname, la manioca o cassava, la patata dolce, l"«arrowroot» o maranta, e il taro; solo la patata vera e poche altre radici di minor conto prosperano nei cli mi freddi. Le specie da seme, che in origine erano in gran parte piante erbacee, comprese quelle che ora noi chiamiamo cereali, e molte leguminose, si ritrovano

con maggior frequenza nelle regioni temperate. Una dieta vegetale basata sui se mi è più bilanciata di un'altra fondata sui tuberi; quest'ultima lega facilmente i c onsumatori a un habitat specifico dove esistano pesci od animali atti a fornire proteine. I coltivatori di piante da seme possono spostarsi con maggiore facilità, e può anche capitare che debbano farlo, perché un raccolto annuo significa che il t erreno è spoglio per la maggior parte del tempo e pertanto esposto all'erosione, a lla diminuzione della fertilità e all'invasione delle erbacce. Le specie tuberose, invece, sono perenni, tendono all'immobilismo, e si possono coltivare addirittu ra su ripidi pendìi. Talvolta non occorre nemmeno praticare la coltivazione attiva delle specie tuber ose. J. S. Hawkes cita esempi di casi osservati in Colombia e in Venezuela, dove ancora al giorno d'oggi i contadini coltivano le patate sotto casa, dove l'appe zzamento a coltura si arricchisce continuamente della spazzatura di casa e degli escrementi degli animali domestici, di modo che si effettua il raccolto continu o senza che occorra effettuare il ripianto. I primitivi sono notoriamente sporchi. Non solo buttano la sporcizia dove capita , tollerando che si formino mucchi di concio tra le abitazioni, ma non si preocc upano se lasciano cadere per strada un poco di quanto portano all'accampamento, né si fermano a raccoglierlo. In questo modo sono cresciuti attorno agli insediame nti dei cacciatoriraccoglitori primitivi tutti i tipi di piante che essi apprezz avano dal punto di vista alimentare. Molto spesso, e segnatamente nel caso di er be e piante leguminose, si trattava comunque di piante di terreno povero e distu rbato, dove le specie di natura più durevole e ad accrescimento più lento non poteva no trovare appiglio o prosperare: quelle che oggi chiamiamo erbacce, e che compl icano le situazioni. Esse attecchirono prontamente sul terreno pesticciato e dis turbato attorno agli accampamenti e lungo i sentieri d'accesso. Come per miracol o, gli abitanti dell'insediamento si trovarono circondati dalle piante che loro piacevano. Situazioni di questo tipo costituiscono ottimi esempi di piante a metà strada tra l'erbaccia e la specie coltivata attorno alle abitazioni. Se fallisce la specie selezionata, si raccoglierà la specie selvatica infestante lì vicino: quasi senza ch e ce ne accorgessimo l'agricoltura è iniziata quando l'uomo ha cominciato a capire che alcuni tipi di piante simili erano migliori di altri, per cui valeva la pen a di darsi da fare a seminarli e raccoglierli. Intanto le specie selvatiche infe stanti continuavano a presentarsi, per così dire al cancello dell'orto con la sper anza di venire accolte un giorno, rivelando spesso risorse insospettate nel ricc o terreno coltivato. Il passaggio dal semplice raccolto alla semina attiva avvenne in forma impercett ibile, come già era avvenuto dalla raccolta occasionale al raccolto e alla conserv azione sistematici. Questo addomesticamento delle piante si verificò soltanto quan do l'uomo aveva già raggiunto un grado sociale e culturale evoluto, e solo dopo il suo insediamento in villaggi o addirittura in cittadine di abitazioni permanent i. L'addomesticamento delle piante - in parole povere l'agricoltura - cominciò ver so il 7000 avanti Cristo in Anatolia, Iran e Siria, quando il mondo si era ormai ripreso dagli effetti dell'ultima glaciazione. In nessun'altra parte del Mondo Antico si trovavano prove di insediamenti permanenti a quest'epoca, sebbene debb ono essersi verificati poco dopo in Cina, mentre nel Nuovo Mondo l'agricoltura c on ogni probabilità è cominciata molto dopo. Le prime piante che vennero coltivate deliberatamente derivano direttamente da d ue specie selvatiche: il grano e l'orzo. Sembra che i semi di queste ed altre pi ante erbacee siano stati da principio abbrustoliti, ma in seguito vennero macina ti, ed acquistarono maggiore importanza in diverse pietanze. A questo riguardo è a ffascinante notare che il processo di molitura venne elaborato da principio per macinare l'ocra, per cui l'uomo non dovette affrontare problemi di natura tecnic a quando si accorse che i grani avevano più valore commestibile sotto forma di far ina, invece che abbrustoliti tali e quali. Il grano e l'orzo - a somiglianza di altre specie coltivate che in seguito acqui starono importanza fondamentale, quali il riso, la soja, il lino e il cotone - d a principio si trovavano in lieve svantaggio se i coltivatori emigravano in un c lima più freddo, più a settentrione o in regioni montagnose. In quelle condizioni le

Il fatto più notevole. oltre a . Ciò comporta qualche perfezionamento. q uando cominciarono le colture con l'impiego deliberato di semi conservati. Eventualmente si possono sca mbiare anche alcune caratteristiche con specie selvatiche imparentate. le specie selvatiche continu arono a rappresentare un'importante risorsa alimentare. Nelle zone situate ancora più ad oriente si aggiunse il grano saraceno.si sono ritrovati nella parte di animali dannosi e ladreschi. specialmente nelle regioni del Vicino Orien te dove l'andamento stagionale imprevedibile e i criteri elementari di coltivazi one rendono molto facile l'avvento di annate grame. In condizioni ambie ntali in cui abbondano le specie cereali infestanti. ma sfuggivano anc he ai processi di selezione imitando in vari modi le specie coltivate. Parallelamente alle semi ne. avviando così il meccanismo selettivo di una semente più voluminosa. Presumibilmente l'uomo si mise anche a impiegare per la semina i semi più grossi. approfittando delle favorevoli circostanze f ornite dalle pratiche di coltivazione. di modo che queste specie coltivate secondarie vennero a so stituire le specie primarie negli habitat più freddi. Alla fine certe erbacce finirono per farsi apprezzare come specie da coltura grazie ai lo ro meriti specifici. cioè di quegli organi simili a foglie che si trovano tra un seme e l'altro nelle spighe e rendono più difficile la raccolta. E" anche interessante notare che il grano e l'orzo sono specie sostanzialmente a utoimpollinanti. che non si limitavano a fare concorrenza. Queste usanze riproduttive producono ceppi che si p erpetuano abbastanza fedelmente. Allo stato selvatico è ovviamente im portante che un'erba perda i semi non appena maturano: questo fatto crea un prob lema alla gente che si limita a raccoglierla e a conservarla. a proposito dei cereali coltivati anticamente.erbacce facevano loro concorrenza. Tuttavia in determinate occasioni anche queste piante "possono" praticare l'impo llinazione incrociata. i primi agricoltori si misero anche a tenere gruppi di pecore e capre. aumentand o anche in questo caso le prospettive di migliore resa e di adattamento a condiz ioni diverse in regioni nuove messe a coltura. vale cioè un cereale che trattenga i semi nella spiga durante la mietitura e finché le spighe stesse non vengano frantumate alla battitura. mentre per la maggior parte delle altre piante erbacee occorre l'impollinazione incrociata. si orientò evidentemente di preferenza s ulle piante che mantenevano le spighe indenni. e questa è la ragione per cui i l grano e l'orzo sono stati i primi cereali addomesticati dall'uomo. In circostanze un po'"diverse il pomodoro iniziò la sua carriera com e erba infestante dei campi di granoturco e di fagioli nel Messico. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i diffusori originari . è che subirono rapidamente un cambiamento molto importante. che un'ondata di caldo asciutto può accorciare ulteriormente a due o tre giorni. che non per i consumatori della specie umana. e un altro momento nel cammino della selezione fu quando l'uomo si orientò verso piant e sprovviste di glume dure e rigide. di modo che le linee pure possono coesist ere senza pericolo che vengano soverchiate o si modifichino. mentre nelle regioni meridionali più cal de vari tipi di miglio assunsero la posizione di erbacce importanti come raccolt o secondario. Tra gli altri e sempi si contano le arance e l'uva senza semi. Ma quando l'uomo cominciò a raccogliere semi. e l'opportunità che l'u omo selezioni i ceppi che danno migliore risultato.a somiglianza dei pipi strelli che diffondono i datteri. gli i gnari coltivatori selezionarono senza nemmeno avvedersene piante a spiga intatta . il granoturco odierno non ha assolutamente nessun mezzo naturale di d iffusione. solo i tipi autoimpollinant i possono mantenersi con successo come ceppi puri. mentre le specie ad impollinazione incrociata r estano sempre esposte all'ibridazione. Tra quelle antiche erbacce si annoverano la segale e l'avena. Nei primi millenni dell'agricoltura. Naturalmente questi ceppi dipendono in larga misura dall'uomo per la loro sopr avvivenza. in quanto il tempo utile viene limitato a un paio di settimane. In una specie coltivata interessa i nvece il contrario. e degli uccelli che propagano tante specie di frutti . L'addomesticamento operato dall'u omo ha accelerato notevolmente il funzionamento dell'evoluzione. Probabilmente la mutazione da spighe fragili a spighe tenaci già si verificava di tanto in tanto allo stato selvatico. nonché il mango senza l'odore acuto che rende i frutti selvatici più attraenti per i pipistrelli i quali curano la di ffusione della specie. che f unzionavano da alternativa all'usanza di «immagazzinare» eccedenze vegetali. E agli albori dell'agricoltura. ma passava inosservata perché non serviva.

Presso il villaggio di Tepe Sabz.comportano la messa a dimora di «occhi» o pezzi di radice. databile tra il 5 500 e il 3700 avanti Cristo. E" stata prospettata l'ipotesi che le società contadine dalle quali si sono format e civiltà d'importanza mondiale . racco lto.in Europa. ad esempio gli abi tanti dell'isola di Mindoro coltivano con questo metodo più di 400 specie di piant e. i pesci e i molluschi pure utilizzat i a scopi commestibili. il cappero selvatico (di cui si mangiavano i frutti). Non venivano mangiati i se mi di nessuna leguminosa selvatica . lana e carne senza bisogno di andare a caccia. semina. Il cerealicoltore deve faticare e pensare in misura assai maggiore per compiere l'intero ciclo delle operazioni di aratura. E probabilmente un terreno a maggese non potrà sostentare più di 5-6 persone pe r chilometro quadrato. questa agricoltura fondata sulla coltivaz ione di piante da seme e sulle prime greggi del Vicino Oriente merita particolar e rilievo. Il sistema delle radure successive può contare su tre o quattro specie vegetal i solamente. usando tanto semi quanto margotte. Comunque il vero punto critico del metodo del maggese sta nel fatto che se il terreno viene troppo sfruttato con i ripetuti incendi. Spessissimo la coltivazione di piante tuberose si pratica su appezzamenti usati per un anno o due. fini sce con l'esaurirsi e con il diventare completamente inutilizzabile: cioè eroso a fondo o ricoperto di erbe grossolane e senza alcun valore. I metodi fondamentali della coltivazione di piante tuberose tropicali . India. Questi si possono piantare direttamente nel terreno o. in versione un poco più sofisticata. spesso associata alla co ltivazione di bananeti e di varietà tropicali affini. La coltivazione di piante tuberose costituisce essenzialmente un'occu pazione delle comunità primitive delle regioni tropicali. che è ugualmente situato nell'Iran sudoccidental e. ma certamente queste piante venivano raccolte per foraggio. Cina . vagliatura e conservazione finale in granaio. sebbene sia possibile ricercare t uberi e radici di tipo migliore a scopo di coltura. m olto elevata in ogni caso rispetto ad altre colture o allo stesso allevamento zo otecnico.fornire all'uomo latte. lenticchie e una leguminosa foraggera (Lathyrus sativus).erano tutte di . entro monticelli di terriccio prep arato e arricchito. quali il fico d'Adamo: occor rono relativamente pochi sforzi e modeste doti di previdenza. nella steppa dell'Iran sudoccidental e. ma se ne possono provare anche moltissime altre. veccia. o d i dati tagli del tronco (margotte). Collegata ai primi insediamenti umani.nutrienti ma piccolissimi -. parecchie leguminose selvatiche utilizz ate per i semi. che risale al 7500-5600 avanti Cristo. tre di orzo. come la tifa elefanti na della savana africana. Tutte queste ope razioni sono suscettibili di miglioramento. e successivamente abbandonati: coltura de tta «a maggese» o «a radure successive». diserbo. L'esame accurato dei resti di un villaggio chiamato Tepe Ali K osh. pistacchi e mandorle. quattro specie erbacee sel vatiche. dove quest'ultimo termine (presente anche nelle lingue europee. E" interessante esaminare la dieta degli abitanti dei primi villaggi agricoli de l Vicino Oriente. u na leguminosa a baccelli che può coesistere con i cereali coltivati).validi del resto anche per la coltiv azione delle patate . in un'indagine condotta da F. Il maggese da una resa molto inferiore a quella dei terreni dissodati in continu azione. con aumento potenziale della resa. Vi sono compresi tre tipi di grano. shauk. gli uccelli. Egitto. trebbiatura. la percentuale delle piante domestiche è molto aument ata. cappero. la veccia (dai baccelli commestibili). Flannery. si deduce la conclusione che gli abitanti di questo anti co villaggio probabilmente mangiavano meglio dei loro discendenti attuali. Tra queste le più importanti erano le specie dom estiche di grano «emmer» e di orzo a due file di grani. Hole e K. Se si compre ndono nella dieta i mammiferi. come nell'antico inglese "swidden") implica il concetto che i n uovi appezzamenti coltivabili sono stati ricavati con il fuoco nel manto foresta le. seme di lino. ha rivelato presenza di semi di oltre 40 specie vegetali. concimazione. V. e lo «shauk» (Prosopsis cineraria. Si ritrovano due tipi di erbe selv atiche. come usa anche oggigiorno. Raramente si appli cano i principi della selezione della semente. l'orzo selvatico a due file di grani. ma rappresenta un primo esempio di colture con irrigazione. inoltre una comunità che si attenga al primo sistema avrà bisogno di terra a superficie almeno 30 volte superiore a quella di una comunità che pratichi l'arat ura. il pistacchio.

agricoltori dediti principalmente alla cerealicoltura. L'argomento di questo mio capitolo. una sorta di processo d i adattamento animale e vegetale in cui tutte le parti in causa si modificano vi gorosamente e reciprocamente». si trovarono ad avere risolti i loro problemi alimentari. In linea di massima pare più che pr obabile che l'Asia sia stata una culla dell'agricoltura. e talvolta esercitò effetti inaspettati sulle società interessate. ritengono che la culla dell'agric oltura più antica si debba identificare nell'Estremo Oriente in epoca forse databi le a molte migliaia d'anni prima degli insediamenti del Vicino Oriente. le condizioni ambientali nuo ve modificavano ulteriormente le piante e gli animali che aveva portati con sé. Presso que st'ultima si osserva come già fin dalle prime fasi l'uomo e le poche specie animal i e vegetali prescelte venissero a trovarsi in virtuale rapporto di reciproca di pendenza per la propria sopravvivenza. In ogni caso le piante contribuirono con i soli carboidrati a una dieta in cui i grassi e le proteine provenivano da pesci e molluschi. di modo che un uomo poteva assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia lavorando un paio di mesi all'anno. M a da quella società più o meno democratica di cacciatori e raccoglitori si originò un' aristocrazia intelligente. Può darsi benissimo che l'agricoltura asiatica ad indirizzo vegetativo fosse molto più agevole di quella del Vicino Oriente fondata sulle piante da seme. dando il via a una coltura pastorale. L'uomo si trasformava senza posa nel suo modo di vi vere: ogni volta che migrava in un habitat diverso.«avvantaggia la parte del la popolazione che meno contribuisce al bene comune». templi e città. che un'altra sia stata nel Vicino Oriente. mentre all'estremo o pposto pochi gruppi si diedero alla vita nomade con le loro greggi.si presta poco o niente alla conservazione delle prove archeologiche. Sauer ri tiene quest'area idealmente indicata per l'ascesa di una civiltà di pescatori ed a gricoltori.associato alla caratterist ica degli edifici fabbricati in legno e fibre vegetali . Anche le civiltà del Perù e d el Messico si fondavano sulla coltura di piante da seme: granoturco. Alcuni scrittori giungono a dire che la coltivazione delle specie tuberose . ma avevano grandissima abilità e versatilità nel trarre il massimo profitto d al loro ambiente. Ma qui si entra nel dominio di competenza dell'antropogeografia. non risulta modificato materialmente dalla differenza di alcune mi gliaia d'anni. che ridusse in schiavitù il resto della popolazione cos tringendola a costruire palazzi. Burkill sull'igname . mentre i nvece il clima umido e caldo dell'Asia sudorientale . e che ambedue si siano originate in circostanze molto divers e. Dar lington ha definito «una questione di reciproca selezione. Ben presto l'ambiente e le risorse spontanee attorno ai centri abitati risultaro no irrimediabilmente alterati dal concorso di queste due attività. Essi partecipavano a quella che C. cu curbitacee. In linea di massima la caccia e l'attività mista di cacciatore e raccoglitore fecero posto a una forma d'occupazione associata all'agricoltura. fagioli. Alcuni autori. Sauer sembra sorvolare solo sulla datazione di questa civiltà. D. e in s eguito da animali terrestri. L'eccedenza demografica aveva riposto speranze esagerate nel metodo delle radure successive. tecnico ed artistico. Si tratta di un modo di vede re estremista.tan to per citare un articolo di I. Fu comunque la pressione della sovrappopolazione a mettere la parola "fine" all'unica grande civiltà che si sia basata sulla tecnica del maggese: quel la dei Maya. e che quivi «sia la patria più cospicua al mondo delle tecniche di piant agione e miglioramento delle piante mediante riproduzione vegetativa». o da qualche migliaio di chilometri. L'agricoltura rappresentò un passo con cui l'uomo si all ontanò in misura irrevocabile dai metodi adottati in precedenza per procurarsi il cibo. può darsi che non abbiano formato civiltà gran diose. per cui l'uomo si trovò davanti alla prospettiva di un'umanità nutrita in percentuale sempre cresce . Così quando g li antenati dei Maya perfezionarono la coltura del grano turco. H. Gli insediamenti del Vicino Oriente ci sono stati conservati così be ne solo per il concorso casuale di condizioni geografiche e climatiche. relativo all'evoluzione delle piante a contatto della do mesticazione. Indubbiamen te le popolazioni di questa parte del mondo dovevano essere evolute dal punto di vista sociale. invece di lasciarle godere il tem po libero. e noi ci troviamo i n una posizione alquanto simile a quella che si assume al cospetto delle piante fossilizzate. come Carl Sauer.

yogurt. E" il caso di notare che poche piante domestiche d'importanza rilevante non furono conosciute e non caddero sotto il controllo dell'uomo già molto prima dei tempi storici: si può ben d ire che l'uomo diventò molto presto un esperto di economia vegetale. recipienti p er cibi ed olio. Al loro posto subentrarono e si moltiplicarono erbacce ed an imali dannosi ai raccolti.adattabile agli usi più disparati in tutta la sua variabiliss ima gamma di elasticità. mettendole a coltur a quando se ne presentava la necessità. materiale da rivestimento e copertura d'abitazioni. una sostanza gelatinosa ricavata con l'aiuto dei batteri da latte di cocco e succhi di frutta. O ltre all'uso immortale fattone sotto forma di carta . ma nel periodo bellico dal 1939 al 1945 uno degli aerei di maggior successo fu proprio il Mosquito. zucche e meloni. Dalla natura selvaggia ricavò tutte le altre specie d'interesse alimentare. il sago. cibo nutriente. e perfino strument i musicali. Nella culla della civiltà la palma da d atteri deve essere stata tra gli alberi sfruttati più diffusamente per fornire leg name da costruzione. imbarcazioni . come nei bacini dell' Oxus e del Tarim ora ridotti a deserti.compreso quello di bal sa -. l'uomo primitivo impiegava anche piante microsco piche per produrre cibo. da giustificare il detto arabo secondo il quale la palma ha tanti usi quanti sono i giorni in un anno. formaggio. e tanto altro materiale ancora. tuberi delle regioni temperate. Ben presto vennero anche le fibre. Ebbero questa sorte frutti di vario genere : melanzane. comprese le carote e la pastinaca. materiale per la costruzione d 'imbarcazioni. Fu sconvolto tutto il sistema evolutivo basato sui ca mbiamenti lenti e graduali soggetti a numerosi equilibri e forme di controllo. fagioli. il le gno venne in seguito trasformato in carta . per costruire abitazioni. Così in Indonesia le foca cce fermentate di soja ed arachide soddisfano un terzo del fabbisogno di protein e. fibre. Piante d'ogni genere ed ogni loro singola parte sono state esaminate in vista di un loro impiego potenziale.che costituisce uno dei suoi maggior i impieghi odierni . Alcune tra queste sue qualità vennero trascurate dopo la Rivoluzione Industri ale. cavoli. originando comunità isolate: l'origine delle nazioni». seguito dai caccia a reazione Vampire e Venom.si utilizzavano alt re parti della pianta per farne cordami. e come del resto fac evano da millenni e millenni tutti gli animali vegetariani. armi. In Oriente il bambù ha trovato quasi altrettanti usi della palma da datteri . Anche automobili con telaio e carrozzeria interamente in legno sono state fabbricate con successo da un car rozziere che definisce il legno «la prima plastica di Dio». Oltre al cibo e alle bevande ricavati dalle piante. materiale da rivestimento per pareti e copertura di tetti r icavato dalle foglie. Senza nemmeno rendersene conto. Nelle zone tropicali qu esti microorganismi attaccano rapidamente i cibi. Nell'antico Egitto il papiro rappresentava un'altra pianta dai molteplici usi. «sbarrarono le strade alle spalle dei prim i popoli migranti. latt uga. la canna da zucchero e alcuni funghi. costruito interamente in legno . cipolle. carciofi.per cibo. edilizia. I rotang o palme rampicanti costituirono il gruppo di piante tropica li più pregiato che sia mai stato usato in costruzioni del genere. attr ezzi. e cibo nei tempi duri (dal rizoma sommerso). sandali. ripiegato. Ma allora la natura doveva sembrare inesauribile.entra nella zuppa giornaliera di c irca tre giapponesi su quattro. derivate in gran parte da cortecce e tronchi . Oltre a tutti gli usi più ovvii. durata e densità. e la fermentazione che se ne o ttiene ha pienamente soddisfatto i gusti degli abitanti. il legno deve essere stato i l primo prodotto vegetale di largo impiego. utensili da cucina. Una pasta di soja fermentata .nonché in raion e in sostanze plastiche derivate dalla cellul osa. dal leggerissimo legno di balsa al legnof erro ed al guaiaco che pesa 12 volte tanto.il "miso" .nte da risorse artificiali. i lieviti. I danni arrecati all'ambiente. asparagi. e l'uomo continuò a servirsi com e avevano fatto i suoi antenati nella loro misura limitata. attrezzi agricoli. birra. compresso ed essiccato .ricavata dal midollo affet tato in strisce sottili. mentre alle Filippine si produce la "nata". vino e aceto. I grossi a nimali selvaggi vennero sospinti fuori dalle aree d'insediamento e spesso finiro no per estinguersi. sebbene la coltivazione su larga scala di piante ut ili sia venuta in complesso assai più tardi. ed altri funghi che intervengono nella prepa razione di pane. armi.

ed osservando l'eventuale crescita i rregolare o diversificata delle specie interessate. dal linoleum all'inchiostro da stampa . a somiglianza delle c ere vegetali. Montati su assi. oli e grassi: alcuni di questi ultimi. o pelo. Le piante forniscono infine sostanze medicamentose d'ogni tipo. attività che in seguito fece sorgere grandi industrie (si devono distillare 200 milioni di petali di rosa per ottenere un chilogrammo di essenza di rosa). operazione che sp esso comporta la necessità di lasciar macerare il materiale vegetale nell'acqua o all'aperto. servono in una vasta gamma di applicazioni industriali.di piante d'ogni genere e separate dai tessuti per sfibratura. La macerazione praticata nei ruscelli favorì probabilmente la scoperta . Gomme. saponi. di vari antibiotici originati da funghi o licheni. ma di molte non è s tato possibile ottenere con processo sintetico una versione migliorata. nonché per i più disparati prodotti d'uso industriale. vengon o tuttora usati da milioni di persone per sollevare il grumello. Il cotone selvatico non ha filacce sui semi. Un trionfo vegetale sull'ingegneria. Molte di queste sostanze si ottengono oggi per sintesi. del rotenone della Derris e del piretro ad effic ace azione insetticida. come insetticidi e ingredienti nella formula di composizione di dozzine di sostanze d'uso industriale. come pure analizzandone i te ssuti. Un estratto molto noto è il latt ice. Lo stesso avvenne per gli oli essenziali utili in medicina o come aromatizzanti.. per migli orare le condizioni di regioni aride.. compresi i licheni. come nel caso del chinino e dell'oppio.che il succo di certe piante come la Derris avev a effetto stupefacente sui pesci. per colonizzare cumuli di spazzature e così via. Le sostanze coloranti vennero presto estratte dalle piante. Durante la loro crescita le piante possono servire per usi speciali. Si possono localizzare depositi minerari sconosciuti redigendo una mappa de lla distribuzione di certe specie vegetali. m a gli automezzi surriscaldati restavano fermi per buona parte della giornata . come non lo sarebbero i cereali a spighe dai semi non disperd enti. e negli anni di guerra dal 1939 al 1945 i Russi ricavarono gomma da una specie locale d i tarassaco.t utti meno uno. I tannini servono per la lavorazione del cuoio. armati di brattee uncinate. quali zuccheri ed amidi. o sono sostituite da preparati artificiali. Ogni tanto succede che una pianta metta nel sacco tutta la tecnologia moderna. In par ticolare si usano varie erbe per consolidare dune di sabbia e pantani.evidentemente molto antica . e il mio esempio preferito è dato dal cardo dei lanaiuoli (Dipsacus fullonum). cosmetici e creme. come eccipienti ed emulsionanti. uno dei cardini principali della nostra civil tà moderna: è prodotta da molti alberi. Oggi gli oli essenziali si usano anche come solventi delle ver nici. di cert e stoffe di qualità superiore dopo l'appretto. ma anche da numerose piante erbacee. materia prima per canestri. La guida degli autocarri era affidata a maestranze provenienti dalle tribù locali. che «non veniva a patti con il caldo della giornata o la ripidità del la strada. I su oi capolini fiorali stretti e di forma ovale. comportante anche un certo risvolto umorist ico a spese della precisione meccanica. corda mi. dal quale si ricava la gomma. pectine e resine si usano in mille modi. Le fibre forniscono materiale tessile. Le piante producono indirettamente molte sostanze alimentari. nell'industr ia alimentare per marmellate e gelati. La pianta più importante per le sue fibre è indubb iamente il cotone. per unguenti e profumi. ad esempio come frangivento e specialmente per favorire il recupero di zone sterili. spazzole. e i surrogati in filo metallico non riescono a dare la qualità richiesta. ed effettivament e eventuali semi di cotone coperti di filaccia non sarebbero adatti a vivere all o stato selvatico. e di certi battericidi. tra l'altro sotto forma d'incenso. è stato segnalato da Henry Longhurst nella sua descrizione della costruzione della strada detta «La scala d'oro» per l'accesso al campo petrolifero di Gach Saran in una delle regioni più torride dell'Iran. Può darsi che da principio sia stato coltivato per i suoi gambi fibrosi. Un giorno il caposquadra e il sovrintendente del campo aspettarono . o f orse anche per i suoi semi oleosi: i ben noti baccelli pieni di cotone dipendono interamente dall'addomesticamento. tappeti. rivestimenti e imbottiture pe r usi domestici. vernici. fanno alzare il pe lo uniformemente in ogni direzione. nonché insetticidi e diserbanti ricavati da ormoni vegetali.

Le regioni tropicali del Vecchio Mondo si avvantaggiarono particolarmente della manioca o cassava. destinato a rendere f amosa l'America Meridionale. che la regina egiziana Hatsepshut fec e venire per nave dalla terra di Punt (attuale Somalia) nel 1482 avanti Cristo: 32 tronchi per il suo grande tempio di Deir el Bahri. la patata dolce e la noce di cocco. Le carovane ab itualmente non portavano sostanze alimentari. e che certe piante e i loro prodotti (e naturalmente tutti gli altri prodotti naturali e manufatti) si trovavano solamente in certi posti. formata da piante in disfacimento in condizioni anaerobiche nell'arco di poche migliaia d'anni. furono degli emigrati irlandes i a portare la patata nell'America settentrionale. La tecnologia vegetale si presenta a volte in modo inaspettato. Il caffè. cominciò il commercio . Naturalmente anche il grano e q uasi tutti i cereali europei vennero portati nel Nordamerica dai Padri Pellegrin i e dai loro successori. Man mano che emigrava. erbe e d altre derrate che servivano a rendere più piacevole la vita quotidiana . vi arrivò dall'Arabia e dall'Etiopia. di origine sudamericana. formati dai resti delle piante gigantesche delle età carbonif ere. Quando sulla superficie della terra ci fu tanta gente che cominciò a rendersi conto che vivevano altri consorzi umani . Se ne estraggono agar ed alginati dagli usi infiniti: gli ultimi s'impiegano talvolta per condizionare i terreni pesanti e per consolidare quelli leggeri o sabbiosi. banane. depositatesi sui fondali marini del Cretaceo. po . il pomodoro. l'artocarpo . e le Americhe dal canto loro trassero benefici dall'arriv o di piante del mondo antico quali agrumi. vari tipi di piselli e varie specie di soja. nonché il tabacco dall'America centrale e meridio nale. ma potevano benissimo commerciare i semi. prima che venisse me sso a punto il tungsteno a questo scopo. specialmente in Giappone. C'era un mezzo melone sul carburatore. fu quella che andò alla ricerca degli alberi dell'incenso. piante medicinali. ma appassionato di orticoltura. inoltre come mangime per bestiame e concime.che inf ine si diffuse all'Africa. Navi europee battenti bandiera portoghese vi portarono dall'Asia noci di cocco e riso. nei loro lunghissimi viaggi marittimi intrapresi a scopi di colonizzazione. il carico consisteva principalmente di spezie. topinambur e fagiolini arrivarono invece dal Canada. e dopo moltissimo tempo alle Americhe. canna da zucchero ed agrumi. E naturalmente hanno immensa importanza i resti delle piante morte sotto forma d i carbone e lignite. La prima spedizio ne organizzata per la raccolta di piante di cui si abbia notizia. In seguito gli Arabi importarono in Spagna riso. canna da zucchero. Il gesso. il granoturco. si verificò un movime nto di crescente intensità in tutta l'Asia .merci d esiderate e aspettate man mano che sorgevano le diverse civiltà.cioè l'albero del pane -. I Polinesiani si portarono dietro. Tornando ad applicazioni meno specializzate. Fatto piuttosto curioso. Tuttavia le carovane erano in uso già da molto tempo prima. tristemente famoso. e con la sua polpa sugosa lo raffreddava quanto bastava a non far bollire la benzina». e sono particolarmente pregevoli nelle opere di bonifica. La situazione si trasformò con i successi della navigazione regolare nell'Atlantic o dopo il 1492. l'agricoltore antico diffondeva a poco a poco le sementi. Il capitano Bligh. si compone in gran parte dei resti fo ssili di alghe microscopiche di colore brunodorato contenenti piastrine calcaree . sostanza di base del cemento e del calcio usato in agricoltura. molto usata anche la torba. I Romani diffusero varie piante col tivate d'origine mediterranea in varie parti del loro immenso impero. il taro. invece le antiche diatomee forma no depositi di terre dette appunto «a diatomee». igna me. Per quanto fosse lento e faticoso il traffico carovaniero. e diventò possibile lo scambio reciproco di specie tra il Vecchio e il Nuovo Mondo. usate per farne filtri. riso. le radici e i bulbi delle specie coltivate. questi ultim i originari della Cina. Questi primi spostamenti per via di terra furono certamente importantissimi. Thomas Edison us ava filamenti di bambù per le sue prime lampadine elettriche.il guidatore e chiesero di dare un'occhiata al motore. non dimentichiamo che le alghe mari ne si prestano a una gamma vastissima di usi. Molte sono importanti come aliment o.compresa ovviamente la Cina . per ché così avvennero scambi tra l'Asia e l'Africa. Tra le piante d'interesse alimentare l'Europa ricevette la pat ata. abrasivi e rivestimenti refrattari per forni.

Gli antichi Egizi coltivavano fiori ed alberi a scopo ornamentale. la tuberosa. come i fiori doppi o le foglie screziate. certe specie di eucalipti . ma le piante vive cominciarono a varcare i mari a ritmo accelerato man mano che si trovavano i metodi migliori per mantenerle in vita. e lo stesso accadde per i semi della pianta della gomma brasiliana. parente dell'erba pignola. cioè attorno al c ambio del secolo. dove la gente del posto la colt ivava per tenerla nelle case. la cosiddetta "pianta dell'amicizia" o pianta d'alluminio. Questo vale spe cialmente per singoli esemplari selezionati per qualche caratteristica ecceziona le. Anche il ginkgo. L'identificazione di specie arbor ee da legname come il pino Douglas. è stata trovata solo una volta allo stato libero i n Indocina. e tra le prime che varcarono gli oceani a questo scopo si annoverano la passiflora. comprati un pane con un soldo. mentre la s pecie affine Amherstia nobilis. Semi e bulbi costituirono da principio le forme principali d'importazione. il cui primo esemplare in com mercio venne acquistato su un mercato messicano. Molto probabilmente certe piante ornamentali devono alla loro bellezza la loro s tessa esistenza attuale: ad esempio lo spettacoloso "albero fiammeggiante" (Delo nix regia) è noto allo stato libero solo in una località del Madagascar. «i fiori sembrano inte si a consolazione dell'uomo comune». e un giglio con l'altro». la gialappa e varie specie di tagetes («francesi».endemiche in Australia . per citare Ruskin. Un proverbio cinese dice: «Se ti restano due soldi e nulla più. è stata vista allo stato se lvatico solo due o tre volte. Una nostra pianta d'appartamento. fu la conseguenza di altre serie esplorazioni botaniche del Nordamerica. L'uso di piante a scopo ornamentale costituisce un pensiero fisso per l'uomo fin dai tempi più antichi. La Cinchona peruviana. la Pilea cadierei. cominciando sia pure in epoca diversa nelle varie parti de l mondo: le condizioni del suo sviluppo si verificano soltanto con l'avvento del tempo libero e dell'istruzione. Una parte di queste risors e potenziali è stata esplorata dalle tribù «primitive» dell'America Meridionale: gli ant ropologi a tutt'oggi hanno spigolato poco più delle briciole delle loro eccezional . che allo stato selvatico è ora limitato a un gruppetto d'esemplari contorti dal vento nella Cali fornia meridionale. o fiore di Passione. fu il dominio europeo delle rotte oceaniche a spalancare i continenti all e specie ornamentali. In epoca molto posteriore si tenevano notevoli giardini a scopo ornamentale negl i imperi del Perù e del Messico. fornitrice di chinino. furono loro a cercare piante a scopo ornamentale in Paesi lontani con i l maggiore impegno. ora tanto usato per alberature stradali nel NordAmerica. «africani») importate dagli Spagnoli dall'America central e. mentre gli antichi Britanni si tingevano con il colore azzurro del guado. Quasi contemporaneamente. ma prospera nel nuovo ambiente artificiale. e tutte le piante coltivate derivano da quell'esemplare originale. U n'altra pianta ornamentale nota solo come specie coltivata è la "pianta di giada" (Crassula morganianum). si insediò a Ceylon e nell'Estremo Oriente. che vi vennero contrabbandati circa un secolo fa. mentre in altri casi viene tanto migliorata da non poter più cavarsela da sol a allo stato libero. usando anche più incenso di quanto ne abbia mai usato ogni a ltro popolo da allora in poi. Esistono ancora moltissimi prodotti d'origine vegetale di cui l'uomo civile non è a conoscenza. Popoli progrediti come i Cinesi e i Persiani colti vavano fiori. rappresenta tuttora nei climi caldi una delle piante più pregi ate a legno dolce e a rapida crescita. Ma quando gli Inglesi cominciarono a girare per i l mondo. altrettanto magnifica. mentre il pino di California . artocarpi e canna da zucchero a tronco spesso. a quanto pare non è mai stato visto da n essuno allo stato libero: veniva coltivato dai Cinesi nei giardini e presso i te mpli.o di Monterey -. ma che potrebbero essergli molto utili.vennero e sportate in tutti i Paesi a clima adatto. Succede così in certi casi che lo sfruttamento di una pianta la salva dall'estinzi one. Come per le piante d'interesse alime ntare. e piante ora coltivate derivano tutte da un unico esemplare nel giardino di un monastero birmano.rtò da Tahiti alla Giamaica banane. che ora è tra gli alberi di maggiore importanz a commerciale in Europa. per essere utilizzate per fornire legn ame e come specie ornamentali. le altre civiltà si limitarono quasi tutte a coltivare e migli orare le specie che già crescevano sul posto. Allora.

Invece gli indios dicono: «La foresta h a tutto. mentre tecniche speciali comprendono anche le lesioni infl itte deliberatamente alla base della margotta: procedimento che in certe specie vegetali affretta la formazione delle radici. o non compaiono nelle specie coltivate. o infine non servono quando si tratti di forme ibride. a sostentare gli animali che ora ci rincresce di vede r scomparire. d opo che ne è stata estratta gran parte del contenuto d'umidità. di seminare o piantare. comporta la n ecessità di preparare il terreno. La semente va ripulita per evitare che spuntino le erbacce in mezzo alle colture. quale e q uanta parte della pianta convenga usare. Provvede alle nostre necessità. e magari viene conservata in condizioni di temperatura ed umidità controllate. a concedere un ristoro sempre più ambito a una razza umana sempre più meccanizzata e prigioniera di se stessa. e richiede inoltre di venire conservata con cura. Ormoni vegetali in polvere sono usati diffusamente per accel erare l'accestimento. se si vuole che mantenga la mas sima vitalità.i conoscenze botaniche. spesso con l'aiuto di una «scheda elettronica» adottata come mecca nismo di controllo. La seconda linea riguarda i controlli esercitati sul materiale riproduttivo. Quando cominciò deliberatamente a seminare sementi o a mettere a dimora margotte d i colture vegetative. l'uso di «nebbie» attuate con dispositivi n ebulizzanti che scattano ad intervalli regolati dal grado di essiccazione del ma teriale vegetale. allo scopo di prolun garne notevolmente la durata utile di conservazione. utilizzata per fare tappeti . e "doveva" farlo. al cibo che mangiamo. che si p ossono scaldare e irrigare dal di sotto. l'uomo istituì una forma di controllo. al legname e alle f ronde per coprire le capanne. e spesso viene addirittura confezionata. Sem inare sementi o coltivare radici. Nel corso dei millenni tu tte queste operazioni agricole sono state migliorate e perfezionate lentamente m a ininterrottamente. e l'uomo «evoluto» si dà da fare per cancellarle dalla faccia della terra. Moltissime piante tropicali a ccestiscono da margotte insediate nel terreno senza quasi nessuna cura prelimina re. Anthony Smith ha registrato quanto dicono i Brasiliani moderni dell e loro foreste inesplorate: «Qui non c'è nulla». che comportavano l'impegno di ripulire e dissodare il t erreno.compre so il maggiore uso di margotte di radici . «La foresta è "nada". Si formò così un ciclo di lavo ri legati alle stagioni. o quando questi rich iedono troppo tempo prima di formarsi. tuberi. Come ci appare da vari aspetti inerenti alla manipolazione e coltivazione delle piante. e di solito di rivoltarlo in qualche modo per as sicurare alle piante migliori condizioni di crescita. La riproduzione per margotte comporta la necessità sottintesa di conoscere l'epoca migliore per prepararle e «metterle a dimora». e infin e di passare al raccolto e alle operazioni successive. Oggigiorno la semente v iene raccolta con accorgimenti speciali. e così via. L'UOMO MANIPOLATORE. fornisce legno per archi e frecce. Questa è la prima linea di controllo. Tra i perfezionamenti appo rtati dalla tecnica moderna vi sono le cassette chiuse di propagazione. di concimarlo e liberarlo dalle erbacce. ma contemporaneamente ci fanno obbligo di proteggere con maggior cura quanto resta delle intatte foreste primo rdiali: possono insegnarci qualcosa che ancora non sappiamo. oltre a conservare la superficie della terra. o tutto. Le nostre crescenti esigenze c'impongono di migliorare le nostre conoscenze negl i interventi che operiamo sulle piante coltivate. a seconda di chi siete voi». Capitolo 27. frutti e medica menti». e spesso quasi in ogni epoca dell'anno. stoloni e così via. bulbi. L'accresciuta complessità di tale pratica . Le sole possibilità di moltiplicazione assicurate dalla tecnica moderna sono notev olissime: so di un coltivatore europeo che in un anno è riuscito ad ottenere 20000 nuove plantule da un solo esemplare di Pachysandra.derivò in buona parte dal desiderio di moltiplicare le piante ornamentali quando mancavano i semi. la propagazione per margotte ha avuto per molti secoli una diffusione li mitata a poche specie vegetali. cioè nulla. e costituiscono ormai un ciclo d'evoluzione specifica nel l oro genere. Invece le piante delle regioni tempe rate sono di norma più schizzinose per quanto concerne la diffusione per margotta. e assicuri in seguito la crescita migliore. come dicono i giardinieri.

co nsente ai coltivatori di costituirsi un «patrimonio iniziale pulito» dal quale è possi bile ottenere materiale immune per la successiva propagazione. proviene da forme note e selezion ate che . La tecnica dell'innesto venne affrontata con mentalità scientific a molto prima di quanto avvenisse per la maggior parte delle pratiche agricole e d ortofrutticole. Fino al diciottes imo secolo l'innesto era limitato in pratica agli alberi da frutto. Può darsi che l'idea di praticare innesti sia derivata inizialmente dall'osservazi one degli innesti naturali. ad esempio. I meli soffrono spessissimo d'infezioni di questi virus nascosti. Questo metodo si è reso n ecessario per il grande aumento delle malattie da virus. perché i virus s olo di rado sono in grado di tener testa alle cellule delle punte d'accresciment o. Tra le piante che hanno sortito felici effetti da questo trattamento sono comprese piante di gran de importanza in frutticoltura.di solito una specie arborea . L'innesto invece è un'arte antica. che altri menti impiegherebbero anni per crescere in condizioni normali. Nonostante i pregiudizi e le chiacchiere che circondavano ta le pratica. L'impiego dei meristemi. che è necessario eliminarle dopo tre anni di co ltura. sebbene richieda molta precisione e grandi cure . che può essere imitato dal coltivatore. per quanto faticoso. si limitano a ridurre la capacità di crescita e di r endimento delle piante. dalie. patate. Ma il meristema di solito riesce a sfuggire a questa sorte.si formano numerose gemme che in seguito si possono st accare e coltivare separatamente. i virus si trovano nell e cellule stesse della pianta e vengono diffusi dagli insetti che succhiano la l infa. mentre oggi lo si impiega spesso per cespugli ed alberi ornamentali. T ale possibilità ovviamente riduce di molto il prezzo di queste specie esotiche. Una pianta di rabarbaro esente da virus.erbosi e come specie consolidante del terreno.oppure agitate periodi camente. I meristemi cominciano a crescere in provette contenenti gelatina nutriente. mentre la talea.le cui parti superiori diano frutta particolarmente pregiata. Lo scopo fondamentale dell'innesto è di creare una pianta nuova . E" sicuro che l'innesto p er talee è di data antichissima: è citato molte volte nella Bibbia. come negli alberi da frutto. e s e queste provette vengono fatte girare in continuazione . che si verificano con la fusione di giovani germogli o radici che crescono in stretta vicinanza. che so no le punte microscopiche d'accrescimento delle piante. I coltivatori d'orchidee si sono impossessati di questo metodo per moltiplicare le loro varietà più vistose e richieste. che in ultima analisi viene contro llato dai gruppi sanguigni. Così si possono usare spesso ceppi radicali selvatici. cre sce del 70% in più rispetto a un'altra pianta infetta.non si potrebbero ottenere dai semi. specialmente per le ros . Si possono usare solo piante strettamente imparentate. ed è notissimo che le fragole sono tanto esposte alle infezioni da viru s e agli afidi che le trasmettono. che ne riducono moltissimo le capacità di r endimento. in alcuni casi . o marza. dopo di che lo si può trattare alla stregua di una margotta o di una plantula di tipo tradizionale. assai più insidiosi. come nel caso dei pomodori . Altro metodo moderno specializzato è costituito dall'impiego dei meristemi. e rinnovare le piantine. E" stato calcolat o che da un solo meristema si potrebbero ottenere in un anno quattro milioni di plantule. ed era già ben not o ai Greci antichi. Si tratta in questo caso d"«innesto p er avvicinamento». e che abbia un sistema radicale vigoroso e sano.nel caso degli ibridi . men tre altri. facendolo crescere poi in terreno sterile di coltura finché abbia raggiunto dimensioni trattabili. Alcuni tra questi virus hanno effetto letale o visibilmente paralizzante. garofani e crisa ntemi. e qualche volta per la sua resistenza alle malattie. se tutte le gemme venissero staccate regolarmente e messe a coltura. e si svilupparono moltissimi metodi diversi. In molti casi il ceppo radicale viene scelto con l'intento di det erminare la taglia e la vigoria della forma finale. Ma vi son o anche molte piante che non attecchiscono prontamente per margotta o richiedono troppo tempo. e già si avevano certe nozioni dell'azione esercitata dal ceppo radicale sulla talea: già ai primo rdi dell'era cristiana San Paolo accenna alla pratica dell'innesto nella sua epi stola ai Romani. inoltre fragole. un po'"come succede in medicina umana per il trapianto degli organi. A questo scopo occorre p relevare il meristema con il microtomo (dato che il diametro va da mezzo millime tro a un millimetro). l'innesto delle piante era entrato nell'uso corrente.

sempre apprezzata dai giardinieri. e aveva cercato per anni d i attuare questo «pallino» che.che sarebbero andate perdute allo stato natural e. Il concetto è semplice da enunciare. che ha infiorescenze irradianti dal tronco in senso quasi orizzontale in vece che verso il basso. o che danno acini o grani o frutti più voluminosi: questo cri terio è servito all'uomo. ibridando varietà della stessa speci e che gli consentivano di ricombinare le caratteristiche genetiche. mentre si possono conservare linee più pure adottando crit eri ancora più severi.come il lupino Russeli . lattuga. granoturco. che derivano ciascuna da un unico esemplare e le cui speci e domestiche o coltivate .e. che hanno pa trimonio genetico uguale. Così la fragola odierna è stat a ottenuta in Inghilterra dall'incrocio della specie americana Fragaria virginia . si annovera no: pomodoro. caratterizzati da fiori grandi con petali superiori arricciati invece che piatti. carota. Il metodo più semplice ed antico consiste nell'eliminare dalle colture le piante di qualità inferiore o aberrante («mondatura»). Il lupino nella varietà R ussell. conferisce alle infiorescenze un aspetto molto più compatto. si regola scegliendo quelli delle piante p iù grosse e più robuste. quando h a cominciato a migliorare i cereali all'alba della sua civiltà. e la generazione successiva potrà presentare variazion i ancora più ampie. Se i semi sono d'origine ibrida. a livello più elementare. L 'avvento dei piselli odorosi nella varietà Spencer. mentre i mezzi di propagazione vegetativa garantiscono discendenza identica alla pianta progenitrice. come nel cas o degli olivi .almeno fino a pochissimo tempo fa . risultanti da accoppiamenti casuali o da muta zioni . Di solito una specie o un dato ceppo d'inte resse ortofrutticolo conserva le sue caratteristiche con la propagazione per sem i.si sono formate i n buona parte in conseguenza della semplice scelta delle variazioni. sedano. occorre mantenerlo. cetriolo. e il sistema vale in modo particolare per le piante coltivate da radici o margotte . ma un miglioramento del 20-50% si ottiene in quattro generazioni di selezione massiccia. mentre i cloni vegetativi assicurano un prodotto avent e caratteristiche specifiche note. l'uomo cerca ora di migl iorare il materiale vegetale a sua disposizione. La ricerca di caratteristiche pregevoli è quanto mai accentuata ed ovvia nel setto re delle piante ornamentali. In seguito l'uomo le allevò deliberatamente. è stato osservato per la prima volta in mezzo alle altre piante da un dilettante che aveva l'hobby dei lupini. Nel caso delle piante annuali i semi rappresentano l'unico mezzo efficace di pro pagazione. Questo procedim ento di solito mantiene parecchie «linee» nell'ambito generale delle caratteristiche ravvisate in un ceppo. Invece i semi possono dare discendenza variabile. Una volta definito un ceppo di semente. Perciò anche nell'ambito delle linee pure possono verifi carsi . e gli faceva trovare nei raccolti varietà nuove. o talvolta i ncrociando specie diverse se risultavano compatibili (le specie con numero diver so di cromosomi di solito non si possono incrociare). detto di passaggio. Spesso la natura lavorava per lui in questo senso.senza che avvengano materialmente dei cambiamenti.delle variazioni dovute a mutazione e talvo lta a una certa instabilità genetica.quando non addirittura per migliaia d'anni. Tra le piante più note. In certi casi sceglie gli esemp lari di forma ed aspetto migliori tra quelli che vivono allo stato selvatico. I semi pertanto offrono occasioni costanti ai fini della selez ione e del miglioramento. Impadronitosi dei metodi di coltivazione e dì diffusione. praticamente senza che nemmeno se ne avvedesse. fagioli. riso.come infatti si verificano . Pianta progenitrice e discend enza vegetativa si indicano con il termine di "clono". la discende nza può variare notevolmente. e i cloni possono esister e per secoli e secoli . Con i semi. Dalla selezione delle piante l'uomo passò al miglioramento genetico di determinate varietà vegetali. ma si osservano variazioni notevoli anche nella discendenza delle «linee pure» ri sultanti dalla selezione continuata su elementi dello stesso ceppo. La scelta del metodo si fonda largamente sulla convenienza o comodità. dove i flosculi orizzontali trasformano l'aspetto dell'infiorescenza. La digitale nella varietà Excelsior è un altro esempio di «pallino». cipo lla e barbabietola. si deve a una mutazione veri ficatasi in quattro posti diversi tra il 1899 e il 1902. Tra i «salti» più notevoli dovuti a mutazione dobbiamo an noverare la caratteristica dei fiori doppi. avendone gli stessi tessuti.

Queste nuove razze danno una resa almeno tripla o quadrupla. i ceppi derivati da semi di questa sorta sfuggono alle malattie da virus che si po ssono invece perpetuare con la propagazione vegetativa consueta. L'incrocio di ceppi distinti può portare al «rigoglio d'ibridazion e». e l'incrocio di base va ripe tuto di anno in anno: procedimento che si compie abitualmente a mano. Ora è possibile effettuare selezioni genetiche orientate. Tra i successi più brillanti della coltivazione d'ibridi F. Se le piante pre scelte per l'impollinazione non sono a maschi sterili (cioè. Il volume degli alberi da legname a una certa età può risultare aumentato almeno del 25% se a suo tempo sono stati selezionati gli alberi più promettenti. originando la forma capostipite del gruppo di rose Bourb on. miglio e sorgo . le piante «madri»). granoturco. Oltre alla resa dei cereali si può migliorare anche quella del legname. e ne coniò inoltre il termine in seguito alla riscoperta della famosa opera di Greg orio Mendel. Le piante che possiedono un patrimonio cromosomico più che doppio risp etto alla norma. Essi sono anche estremamente uniformi. La selezione genetica s'interessa ora anche d'aumentare il contenuto proteico. permettendo i matrimoni forzati tra specie viventi abitualmente a grande distanza l'una dall'a ltra. Gli ibridi F. cavoletti di Bruxelles e pomodori -sono il risultato di tali incroci. Però il raddoppiament o successivo dei cromosomi . 1 indicati nei cataloghi delle sementi . occor re togliere a mano tutte le antere.che si verifica spessissimo in natura . Il primo passo verso le moderne rose ri fiorenti è stato rappresentato dall'introduzione di una rosa cinese che conservava le caratteristiche delle fioriture ripetute. L e forme ibride di larici europei e giapponesi selezionati crescono in misura cor rispondente a oltre il 180% degli alberi progenitori. Gli obiettivi principali sono rappre sentati di solito dalla resa delle colture o dalla grandezza dei fiori nelle spe cie ornamentali. Un aspetto della selezione genetica delle piante consiste nella ricerca delibera ta di una determinata caratteristica. usata per siepi e spalliere nell'i sola di Réunion. Nel caso delle piante perenni come i gigli. e sol tanto verso l'inizio di questo secolo Bateson elaborò la scienza della genetica. in modo che incrociando i due ceppi progenitori non c'era pericolo c he intervenisse l'autoimpollinazione come elemento di disturbo. e l'operazione va per le lunghe. Non restò altro che esaminare un milione e mezzo di piante: si trovarono 6 esemplari del tipo richiesto. e forse fino a 15 volte la resa consueta in condizioni sperimentali. 1 va citato il miglio nero «periato» (Pennisetum glaucum) che ricopre più di 12 milioni d'ettari di terreno coltivato in India. cioè intese a un risultato prestabilito. e rivelano spesso dimensioni superiori.. riso.porta di so lito alla fecondità. Ma i lupini selvatici contengono certi alcaloidi che tolgono agli animali la voglia di mangiarli. costituiscono una meravigliosa fonte alimentare per i mangimi zoote cnici. per cui la discendenza diventa una nuova fonte di variazioni potenziali.na con quella cilena Fragaria chiloense. Talvolta la selezione gene . se è stata fatta la mol tiplicazione per talea ed è stata curata la selezione genetica mediante incroci. I lupini. Prima di allora anche i processi riproduttivi delle piante non erano compresi in modo adeguato. nonché vigore e rend imento più elevati. 1 da soli non perpetuano però le loro caratteristiche.ad esempio di granotu rco. e gli ibridi F. Entro tre anni dall'inizio del programma d'ibridazione si e ra ottenuta una forma ibrida che aumentava la resa dell'88%. invece di affidarsi al caso. si dicono poliploidi.compreso un promettente ibrido di grano e segale detto triticale. Esempi di questo genere dimostrano come le migliorate comunicazioni abbiano trasformato le capacità potenziali della coltivazione delle piante. Solo nel secolo scorso la selezione è diventata scientifica. e la selezione prese il via. I genetisti immaginarono che una volta ogni tanto dovev a pure verificarsi una mutazione priva di alcaloidi. che sono piante vitali e di rapi da crescita. Negli ultimi anni sono state create nuove piante ad alto reddit o d'interesse alimentare .grano. quelle con numero doppio di cromosomi si chiamano tetraploidi. L'ibridazione interspecifica può dare una discendenza sterile. Parte del successo di questo particolare ibrido si deve al fatto che si sono ottenute piante maschi li sterili. dove s'incrociò spontaneamente con una varietà di rosa di Damasco pur e usata per recinzioni.

In parecchie colture sono state selez ionate geneticamente nuove varietà che resistono a freddo e aridità più intensi della loro norma. tale da sopportare le operazioni di confezionamento. La selezione di prodotti destinati ad essere venduti alla clientela spicciola si è sviluppata anche nel senso di ottenere prodotti uniformi. Attualmente ricerche in corso nella calda Louisiana stanno cercando di ridurre questo periodo a 250 ore o meno. quali quelli del carbone del grano. Se viene selezionata una pianta da coltura con resisten za iniziale a una data malattia. e possono spazzare via interi raccolti. e la maggiore q uantità di luce solare che così arriva ai baccelli li porta a maturazione in modo più uniforme. come ad esempio la consistenza del prodotto. invece ora si accerta sempre più diffusamente che le piante possono sviluppare una capacità gener ica di resistere a qualsiasi ceppo di funghi. spesso anche a matura zione contemporanea. nelle condiz ioni ideali di diffusione offerte dai sistemi attuali di coltivazione. richiede abitualmente più di 1000 ore con temper atura inferiore ai 7 gradi C. che ancora mancano in certi prodotti odierni. Un pesco. il fungo spessissimo tallona questa evoluzione. In passato la selezione genetica si proponeva di manten ere le distanze con prodotti che precedessero d'un passo i funghi. in modo che anche le regioni più calde ne lla parte meridionale degli Stati Uniti possano coltivarsi da sé le loro pesche. dal canto suo la mancanza di foglie rende più facile la raccolta a macch ina. Purtroppo i funghi sono perfino più duttili delle piante per capacità di adattamento e mutazioni potenziali. i gambi sono adatti ad effettuare la fotosintesi. Tra gli scopi più importanti della selezione genetica c'è quello di ottenere ceppi r esistenti alle malattie da funghi. c ome nell'olio di semi di ravizzone che ora si riesce a produrre privo di sgradev ole acido erucico. Tra i problemi recentemente risolti dai genetisti si annoverano i cereali a stel o corto intesi per comodità delle mietitrebbie. che probabilmente costituiscono il problema p iù grave per il coltivatore odierno: infatti queste affezioni rappresentano un oss o duro per i mezzi chimici. Requisiti di questo tipo. elaborando una razza nuova contro la quale la pianta non ha immunità. con semi che resistono nei baccelli fino al momento del raccolto. Per questo motivo le varietà nuove vengono realizzate a gambo lunghissimo. R icerche del genere si propongono anche di ottenere nuove piante resistenti a ter reni mineralizzati o salati.cioè si coricano . Così nel 19 47-48 un'epidemia di ruggine del grano nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud distrusse risorse alimentari sufficienti a nutrire 3 milioni di persone per un anno. Questa esigenza è avvertit a anche dalle industrie d'inscatolamento e di congelamento. derivano quasi certamente dagli sforzi selettivi operati per accrescere la resis tenza di questo cereale. ad esempio per i cav olini di Bruxelles e i piselli. La figura del consumatore non deve venire ultima nell'ordine di precedenza stabilito dal genetista vegetale. inoltre alberi da frutto con rami ad angolo più stretto rispetto al tronco per sostenere un magg ior peso di frutti. e questa appunto è la meta cui tendo no gli sforzi e le ricerche attuali. dovrebbero però accompagnarsi a u n buon profumo e al soddisfacente valore alimentare. Questo tipo di miglioramento genetico si può ottenere operando la selezione di pia .tanto facilmente. Alcuni cepp i tra i più virulenti delle malattie fungine. L'aumentato rendimento dipende anche dalla migliorata efficienza della fotosinte si. come nel caso dei pomodori e delle fragole. per avviare il ciclo di fioritura e produzione dei frutti.tica riesce a migliorare anche la composizione dello stesso prodotto vegetale. frutti che si staccano più facilmente quando vengono colti a m acchina. Anche la migliore erba da foraggio non impiega più del 4% dell'energia che le arriva con la luce. Gli ibridi più recenti di pisello non hanno pratic amente foglie. in modo da pote r sfruttare al massimo anche i sistemi di raccolta a macchina. pregevoli anche perché in questo mod o non si piegano né si «allettano» . che era presente in proporzioni pericolose nelle precedenti v arietà. una varietà di senape nera a gambi alti e rigidi. Recenti sforzi di miglioramento genetico hanno fatto aumenta re questa percentuale al 5% aumentando di un terzo la produzione di sostanza sec ca. ad esempio. E" stato prodotto anche un ceppo di riso con tasso di fotosintesi quasi dopp io rispetto alle vecchie varietà.

Il polline di norma può fecondare solo la propria specie.a intrappolare il carattere dell'immunità alla malattia di una data sp ecie selvatica.con un procedimento detto d'incrocio recessivo . ad alta resa e con robusti baccelli che rimangono indenni anche dopo le ope razioni del raccolto. In tal modo è stato introdotto nelle varietà moderne di pomodori il carattere resistente al virus debilitante del mosaico del pomodoro. Tuttavia i mutanti ottenuti con procedimenti artificiali. come le ciliegie. analogamente a quelli che si verificano in natura. Il polline t rattato ai raggi X ha infranto l'ostacolo dell'autosterilità in alcuni tipi di fru tta. Altro scopo della selezione genetica è quello di attuare caratteristiche di resist enza agli animali nocivi. compreso l'inserimento diretto del polline negli ovari. Un esempio di r esistenza felicemente acquisita ci è offerto dall'avvenuta realizzazione di un ris o ibrido resistente ai tonchi e alle pulci delle piante. sebbene sterili. Si tratta forse di una meta meno importante. oppure. a stelo cortissimo e rigido. I trattamenti radioattivi hann o originato anche alcune nuove varietà curiose di piante ornamentali. che può diminuire la res a fin del 20%: a questo scopo è stata utilizzata la caratteristica resistenza di t re specie selvatiche. C. Qu este condizioni controllate permettono ora di coltivare fianco a fianco. Quest'ultimo è sterile.e aiutate se del c aso dall'impiego di ormoni di crescita .con mezzi di lotta chimica e bio logica di cui si darà una breve descrizione nel capitolo seguente. Ma si possono ottenere a nche tipi poliploidi in cui il numero basico dei cromosomi è moltiplicato quattro o più volte tanto. Per accelerare i cicli sono stati escogitati anche speciali accorgime nti d'impollinazione. ma conserva auxine attive che danno il segnale . l'uomo ha cer cato anche di accelerare i tempi dei programmi selettivi. poniamo . compresi gli intrattabili vermi nematodi sotterranei. La prima sostanza applicata per ottener e mutazioni artificiali fu la colchicina (alcaloide ottenuto dal colchico): si è v isto che il suo impiego può aumentare il numero dei cromosomi. ottenuto c on i raggi gamma.nte resistenti nella pratica delle coltivazioni. infine il riso Reimei (raggi gamma) dalle molte buone qual ità. Oltre all'acquisita abilità in quella che è un'opera di vera e propria manipolazione dei cromosomi specifici o dei singoli geni delle specie vegetali. che costituiscono una g rave tara per questo cereale. non ultima la buona resistenza all"«allettamento». Un notevole esempio dei successi conseguiti in questo se ttore è dato dalla produzione di pini provvisti di pigne in soli due anni partendo dai semi.riducono i periodi d'intervallo tra una generazione e l'altra. perché ora gli animali nocivi si poss ono trattare . di varie radiazioni nucleari.con maggiore o minore successo . indirizzandolo ad elaborare una varietà domestica rispondente ai fini di selezione genetica dell' uomo. c omportano spesso dimensioni maggiorate. mentre quello di s pecie incompatibile fa produrre allo stimma un «anticoncezionale» che impedisce ai g rani di polline di germinare. dell'esposizione ai raggi ultravioletti e a sosta nze chimiche quali l'iprite. Ma è possibile fare in modo che un fiore femminile a ccetti polline d'altra specie mescolandolo assieme a polline irradiato della ste ssa specie. o frutti privi di semi. Però la pratica dell'irradiazione può sortire pregevoli effetti nella selezione gene tica. Numerosi nuovi ceppi utili sono il risultato di bombardamento con i raggi X.4X (raggi X). si sono rivelati più spesso da nnosi che utili. Vi è compreso l'orzo Milns Golden Promise. e di solito è corredato da dimensioni maggiori e accresciuto vigo re. A un certo momento sorse la speranza che le mutazioni artificiali avrebbero potu to produrre nuove varietà di piante utili. In quest' ultimo caso i tecnici selettori riescono . i quali. dopo operazioni complic ate di estimo dei diversi geni della pianta. piante a ritmo giornaliero rispettivamente lungo e corto. L'opera di selezione genetica si avvale anche di trattamenti che influiscono sul periodo di inattività del seme assicuran do germogliatura uniforme. Può creare triploidi a patrimonio cromosomico triplo rispetto alla norma. con l'impiego di una specie selvati ca. ricorrendo a speciali celle di crescita dove le condizioni ambientali controllate . dove questo «difet to» genetico si traduce in un vero vantaggio commerciale. o talvolta di una particolare varietà che non soffre della malattia. inoltre l'arachide N. che altrimenti non p otrebbero riprodursi contemporaneamente. che altrimenti non avrebbe magari nessun valore.

Il crescente uso d ei diserbanti e i metodi progrediti di coltivazione impediscono alle piante affi ni od imparentate qualsiasi approccio alle specie coltivate. mentre la massima parte d elle piante da caffè sudamericane è cominciata sotto forma di plantule derivate da u n solo albero coltivato in Olanda. è scomparso da quel Paese. analogo centro per il miglioramento del granoturco e del frumento esiste nel Messico. con al ta resistenza alla peste della patata in certi casi. assieme a buone varietà preesistenti. e nel lavarli con sostanz e adatte. radici e tuberi tropicali.di «via libera».per non parlare di famiglie . diversi tipi di resistenza e così via. In certi casi è stato gravemente trascurato il potenziale apporto genetico di spec ie o forme selvatiche finora non ritenuto degno d'indagini. Un altro metodo usato a questo scopo consiste nel togliere il rivestimento ester no dei grani di polline composto di proteine exiniche. e lo stesso dicasi delle vecchie varietà di granoturco già coltivat e in Brasile. e ha isti tuito centri di conservazione genetica in regioni dove le specie locali hanno av uto importanza per l'evoluzione delle forme coltivate. e se dovremo contin uare a mangiare cibi di tipo tradizionale. Presso altri centri si co nservano raccolte delle diverse varietà coltivate: la raccolta di cereali degli St ati Uniti contiene 12000 tipi di grano ed orzo. segnatamente nel senso dell'uniformità.come accade non di rado .che venne spazzata via al gran completo da un'epidemia di ruggine nel 1860. ha mostrato di rendersi conto dell'importanza del problema. mentre campi sempre più estesi semplicemente scacciano le piante di vecchio tipo. . L 'importante erba foraggera Digitaria decumbens coltivata nell'America centrale e nelle Indie Occidentali deriva tutta da un solo dono. Così solo nell'ultimo decennio sono s tate selezionate geneticamente. Tali risorse potenziali dov ranno venir utilizzate sempre più se la produttività delle specie vegetali coltivate dovrà tenere il passo con un mondo in espansione demografica. le varie spe cie di patata selvatica a breve ritmo giornaliero che prima venivano trascurate perché non davano tuberi in Europa: si sono ottenute rese maggiori del 50%. scelta e v oluta per dare maggiore resa.precisamente come nel Sudamerica .si stia spingendo troppo lontano in c erti indirizzi di ricerca. Tutto il g rano che spunta in Australia deriva da una mezza dozzina di ceppi imparentati. A. che vent'anni or sono esisteva in migliaia di forme in Iran. m entre i ceppi progenitori rimasti allo stato spontaneo ed i loro discendenti (da i quali si potrebbero ricostituire varietà nuove nel caso in cui una malattia anni entasse i ceppi attuali) vanno incontro a rapida distruzione.molto distanti tra loro. Questi accorgimenti possono sortire l'incrocio felice di specie attual mente incompatibili. Vale la p ena di ricordare a questo proposito il caso dell'industria del caffè a Ceylon. Queste monoculture mancano ormai della capacità essenziale di produrre varianti. mentre l'Istituto Internazionale per le ricerche sul riso alle Filippine mantiene una collezione di 10000 tipi d i riso. e lo stesso vale per vecchie varietà ugualmente messe in disparte. per quanto faticoso e dispendioso. In quella che è s tata definita la «rivoluzione verde» l'uomo mostra ora la tendenza a coltivare estes e aree di una singola varietà vegetale selezionata in purezza genetica. Ciò sottintende la necessità di conservar e in ogni modo possibile la variabilità genetica delle specie coltivate d'interess e alimentare. Pal) ha affermato che la selezione monoge netica sta minacciando «tutta l'opera di selezione genetica vegetale compiuta dall a natura nel corso di migliaia di anni». Quasi tutto i l lino coltivato attualmente in Turchia appartiene ad una sola varietà. Questo lavoro. La F. P. in Grecia sono bastati 40 anni perché la percentuale delle specie semiselvatiche di frumento impiegate calasse dall'80% al 10% attuale. per cui si è proposto da più parti che vengano istituiti analoghi centri di ricerche internazionali per il miglio e il sorgo.O. Le mille e mille vecchie varietà di lino della Turchia sudoccidentale stanno scomparendo a r itmo accelerato. Così l'antico grano d i spelta. In situazioni del genere le possibilità di un d isastro totale per via di qualche malattia sono semplicemente immense. ini ziatasi da un solo ceppo . Un insigne autore (B. appare sempre più necessario. sebbene attualmente sussistano problemi di natura genetica che impediscono l'incrocio di specie appartenenti a generi . Prima di lasciare il settore della selezione genetica conviene dire che può darsi che la scienza .

e anche qui s'imbatte in un altro ostacolo frapposto dalla natura stessa: il periodo d'inattività o di letargo implicito nelle caratte ristiche di molti semi. E ssi sono più vitali dopo un'annata caratterizzata da insolazione superiore alla me dia e da piogge piuttosto scarse. e in certi casi anche le possibil ità di buon accrescimento dopo l'avvenuta germinazione. L'età effettiva della semente è meno importa nte delle condizioni ambientali di conservazione. dove si provoc ano fratture interne. in linea di massima. Un commerciante inglese di sementi le dissecca suppergiù nella misu ra succitata. e gli esperimenti classici a questo r iguardo . perché diminuisce la vitalità e preg iudica i raccolti futuri.l'uomo è ora in grado di con trollarle in altri modi. Invece i semi freschi più grossi. con vitalità garantita di tre anni. sia per le conseguenze indirette. Quanto sopra vale quasi soltanto per le specie coltivate e le piante dei climi temperati. Per i semi secchi di piccole dimensioni convengono meglio il secco e il freddo associati. Su scala del t utto diversa funzionano piccoli centri internazionali. allo scopo di mantenere s pecie fortemente selezionate di piante ornamentali. sia per gli effetti diretti sulla germinazione dei semi. L'alternarsi di umidità e aridità può causare danni gravi alla semente matura. specialmente trattandosi di semi grossi come i fagioli e le fave. L'immagazzinamento in condizioni di eccessivo calore o di eccessiva umidità riducono ben presto la vitalità dei semi: si può dire che la semente invecchia troppo in fretta. Alcune regioni del mondo con tempo abitualmente caldo e asciutt o attorno all'epoca del raccolto hanno pertanto acquistato importanza per la pro duzione delle sementi. in l inea di massima va evitato il raccolto precoce. Le esigenze dei semi variano molto a questo riguardo. Vanno presi in considerazione i problemi derivanti dai danni meccanici arrecati ai semi al momento del raccolto. l'uomo or a deve pensare a seminarla.sono stati e . che già abbiamo considerato al capitolo 16. purché siano loro accordate adatte condizioni di calore e umidità.buoni o cattivi che siano i risultati . Certi semi vanno disseccati prima che mostrino un segno qualunque di germogliatura. fino al 6% o a nche meno. in quanto consentono l'insorgere di forme morbose portate da batteri e funghi. a temperatura variabile tra i 10 e i 20 g radi sotto zero. prima di immagazzinarle o di chiuderle in confezionamenti di carta stagnola. vanno conserva ti poco sopra il punto di congelamento. questi organismi possono aggredirla con risultati seri. Le sementi significano problemi a non finire a questo r iguardo. Dopo aver raccolto e conservato la semente nel miglior modo possibile.come pure molte delle sue attuali applicazioni pratiche . ma si può dire che è opportuno disidratarli. Altri semi migliorano ancora se ven gono sigillati in atmosfera gassosa . ad esempio le condizioni atmosferiche all'epoca della maturazione dei semi. cosicché molto spesso si vede costretto a «rompere» loro il sonno ai propr i fini.invece che in aria. Logicamente i semi di forma sferica h anno meno probabilità di ricevere danni all'epoca del raccolto o nelle operazioni successive. ma l'uso di questi gas è a tutt'oggi ancora in fase sperime ntale.e colture ad elevato tenore proteico comprendenti anche verdure. Dopo aver selezionato o allevato in purezza genetica razze vegetali pregevoli ai suoi occhi . L'uomo ha semp re troppa fretta perché si pensi che stia ad aspettare il periodo giusto di una da ta semente. come le ghiande. come per molti altri aspet ti. La corretta tecnica di conservazione costituisce la fase successiva da tenere so tto controllo per assicurarsi una buona semente: infatti il deterioramento può int accarne anche i caratteri genetici. E poi alcuni fattori sono assolutamente incontrollabil i. perché nelle regioni tropicali i semi sono in grado di germoglia re subito. L'uomo deve imparare anzitutto qual è l'epoca migliore del raccolto. ma il sole eccezionalmente torrido e venti por tatori d'aridità immediatamente prima del raccolto potranno sempre danneggiare la vitalità dei semi. non ultimo dei quali è il surriscaldamento che si può originare in c onseguenza dell'attività fungina.specialmente d'azoto ed anidride carbonica . Quando si tratta di partite sfuse di sementi vanno evitati con uguale cura gli a ttacchi provenienti tanto da batteri e funghi quanto da insetti: anche quando la semente non ha subito danni meccanici. L'interruzione del periodo d'inattività o di letargo di un seme delle regioni temp erate si dice iemazione o vernalizzazione. la vitalità.

I concimi si presentano in numerose combinazioni e versioni dei costitu enti principali azoto. per cui hanno importanza vitale la buona lavorazione del terreno e un'opp ortuna concimazione. Benefici stimoli per la germogliatura de i semi e lo sviluppo iniziale delle plantule sono stati osservati somministrando sostanze comprendenti.si è dimostrata di particolare valore in condizioni d 'ambiente desertico. e nulla vieta che diventino pratica corrente negli anni ventu ri. specialmente cespugli. le vitamine del gruppo B. mentre di norma non fioriscono prima dell'anno dopo se sono state seminate in primavera . Varie sostanze chimiche possono sostituire la vernalizzazione climatica: compren dono tra le altre la gibberellina e gli estratti d'alga contenenti auxine ed ant ibiotici. nella normale pratica agricola odierna. Quasi tutte le specie coltivate devono germogliare nel terreno in condizioni nat urali. cassette o lettorini di serra. e conservandolo in frigorifero poco sopra il punto di congelamento . tra le quali si annoverano .con una certa nostra sorpresa . mentre fino a non molto temp . si possono controllare molto meglio le condizioni delle coltivazioni. Oggi si da al terreno pochissima sostanza organica. e si è lavorato intensamente per trovare terricci o miscele fertilizzanti di composi zione standardizzata. Questi trattamenti evitano di dover incidere o scarificare i rives timenti dei semi con possibilità di danneggiarli. La vernalizzazione. e in molte concentrazioni per peso un itario a seconda della specie coltivata e delle condizioni locali. sebb ene le comuni miscele concimanti contengano già abitualmente percentuali di oligoe lementi sufficienti per gli usi normali. fosforo e potassio. La germogliazione di semi ricoperti di un rivestimento duro si può accel erare attaccando dette cappe di rivestimento con varie sostanze. Alcune specie di serra. La vernalizzazione costituisce una tecnica di ampio impiego in agricoltura e in orticoltura. Si possono somministrare in vari modi dei «ricostituenti» ai semi in co rso di germinazione. la semente viene sparsa a strati in va si pieni di torba o sabbia. quest'ultima fa avviare il processo di germinatura. vengono alimentat e irrigando i lettorini con sostanza inerte contenente gli elementi nutritivi in proporzioni accuratamente bilanciate. come i garofani. purché siano tenute al freddoumido durante l'inverno. Le varietà invernali di un dato cereale fioriscono l'estate successiva se sono state seminate in autunno.ffettuati sui cereali. L'alimentazione delle piante. o iemazione. ma a tutt'oggi i tentativi intrapresi in tal senso non hann o ancora superato la fase sperimentale. ma anche specie alpine. I giardinieri ottengono spesso questo scopo mescolando la semente i n parti uguali con torba umida. ma ora è usata diffusamente per semi di specie da coltura e di fiori. significa in gran parte applicare concimi in presentazione granulare.intrapresa in origine tenendo le radici delle piante sospese al di sotto di grigliati o reti in soluzioni fertilizzanti . insaccando il miscuglio ottenuto in sacchetti di polietilene. per rifornire le truppe di verdura fresca dove era impossibile coltiv arla con i sistemi normali. sebbene certi costituenti possano essere di provenienza n aturale. Questa tecnica idroponica . Miscele ferti lizzanti speciali s'impiegano per terreni carenti di qualche oligoelemento.anche soluzioni diluite di detersi vi. Moltissime piante ornamentali. l'acido ascorbico e la citochinina. Quando i semi vengono seminati in scala ridotta in vasi. e se ne è fatto un uso molto esteso durante il periodo bellic o 1939-45. ge rmogliano molto più facilmente nella primavera che tiene dietro alla loro maturazi one autunnale. Con una tecni ca di giardinaggio detta stratificazione. che si tende a defin ire «concimi artificiali». tra l'altro. La pratica di mettere accanto a ogni singolo seme un cubett o di nutrimento era stata escogitata in origine per la semina o la messa a dimor a di alberi ed altre piante in ambiente desertico. sìa pure in misura inf initesimale. questo accorgimento assomma il vantaggio di frangere anche il rivestimento dei semi. mentre i semi veramente tetragoni si trattano talvolta con gli acidi solfori co o nitrico. consiste in sostanza nel dare al seme da semi nare in primavera un periodo di freddo (probabilmente di 2-6 settimane) con poca acqua. nel qual caso il cubetto di nutrimento se rve specialmente per estrarre e assorbire acqua. dopo un'invernata fredda.

L'alimentazione per via fo gliare riveste particolare importanza quando sussista forte concorrenza per l'ac cesso agli alimenti nell'ambito stesso della pianta. che poi veniva interrata mediante aratura. uno dei quali ha dato ben 150 chili di raccolto. e un terzo a base di epossiresine. Si registrano inoltre una zuc ca di 110 chili. sostanze oleose ed acqua. e probabilmente l'alimentazione per via fogliare si presta meglio per queste colture specializzate. specialmente s e vengono usati in quantità eccessive. il costo dell'applicazione viene in pratica ridotto a zero. e un ravanello di 7 chili (quest'ultimo di produzione «normale» rispetto agli ibridi giganti che si ottengono talvolta in Gi appone. che possono passare i 15 chili senza cure speciali). specialmente sui pendìi ripidi: uno è dato dall'irrorazione con varie m iscele a base di lattice. Oggigiorno si usa bruciare correntemente le stoppie allo scopo dichiarato di dis truggere l'insidia delle malattie da funghi. è attuabile: ad esempio gli esperimenti effettuati in Giapp one con alghe verdiazzurre hanno aumentato la resa del riso del 20% inizialmente . da usarsi alla st regua di concime vivo. ed ogni 3-4 anni si effett uava una coltura d'erba o trifoglio. si possono piantare alberi od erbe. Esistono molti metodi per stabilizzare il terreno in modo da impedirne o ridurne l'erosione. e va notato che i risultati fi nali in termini di rendimento e valore alimentare sono praticamente uguali. La coltivazione di organismi fissatori dell'azoto. mentre un altro liquido irro rante è a base di colloidi. Quando si fanno prove vere. può accadere fin troppo facilmente che la tendenza a somministrare concime non ottenga altro risultato che quello di alterare la struttura del terreno con perdita finale dello strato di superficie e fenomeni d'erosione.o fa si somministrava regolarmente il letame animale. che attecchiscono e consolidano a loro volta il terreno prima che si decomponga la sostanza consol idante artificiale. si può ragionevolmente sperare che in avvenire si otterranno forme di migliorìa dall a realizzazione artificiale di specie vegetali coltivate in grado di fissare l'a zoto: una delle eventuali «realizzazioni avveniristiche» di cui si tratterà nell'ultim o capitolo.spess o basate sull'urea . ricavandone accresciuta attività di fotosi ntesi. Di recente è stata anche elaborata una forma di alimentazione attraverso le foglie . In ques to modo i viticultori europei hanno potuto migliorare notevolmente il rendimento e lo stato di salute dei loro vigneti. ad esempio tra radici e ger mogli. L'impiego eccessivo o in proporzioni sbagliate di concimi può diminuire l a resistenza delle piante alle malattie. Una volta spruzzata la miscela consolidante. tra le foglie e le gemme o i frutti in via di sviluppo. o renderle più esposte ai danni della pio ggia. L'accrescimento accelerato non dipende soltanto dall'alimentazione. Si è trovato che le fogl ie sono in grado di assorbire soluzioni nutrienti di adatta formulazione . come dirò con maggiori particolari al capitolo 29. ma tale pratica distrugge anche que sta fonte di sostanza organica. tanto più che i terreni con bassa percentuale di materia organica tendono ad assumere un'ingrata consistenza compatta sotto l 'azione delle macchine agricole e delle varie attività legate alla coltivazione de l suolo. ma non esistono prove ineccepibili per cui le colture trattate con concimi organici «naturali» diano risultati migliori dal pun to di vista alimentare di quelle concimate con fertilizzanti «artificiali». sebbene il sistema non sia ancora usato su larga scala. Certi concim i possono avere effetti dannosi su alcune colture come le patate. Si è detto che i concimi nutrono solo la pianta e non il terreno. con un aumento progressivo negli anni seguenti. Però troppo concim e può sortire il risultato della «pletora del terreno». Così il primato mondiale (inglese) nella produzione di patate toc ca a una coltura che ha totalizzato 740 chilogrammi di patate con sei soli ceppi . e a marcire sottoterra restano solo le radici de l raccolto avvenuto. si possono ottenere risultati fantastici dalla nutri zione intensiva. Oltre al riciclaggio di scarti minerali e di altri prodotti d'origine organica. un cavolo di oltre 55. dato che le sostanze fornite dai concimi perché vengano assorbite dalle piante sono ug uali a quelle prodotte nel terreno ad opera dei processi biologici. Se il nutrimento fogliare viene somministrato contemporaneamente agli indispensabili insetticidi e fungicidi.con grande rapidità. Alcuni esper . nonché altri benefici per il resto della pianta. Tuttavia.

Nella magg ior parte dei casi. ma sono state usate finora a scopo sperimentale per ridurre l'altezza scomoda di varietà troppo cresciute di pomodori. e si sono ottenuti buoni successi in esperimenti di defogliazione delle piante di ca psico. E" anche possibile far sì che le patate conservate non germoglino. Gli ormoni. va notato che questa crescita rapida consente di coltivare piante in posti più freddi della norma. tabacco ed orzo. La sostanza usata .e a farne senza semi -. aumentando contemporaneamente anche la resa. dato che l'effetto si limita in sostanza ad allungare le cellule preesist enti. e si ottiene con varie sostanze di sintesi. come si usa con le banane importate nei Paesi a clima temperato a bordo di navi frigorifere. In certi casi le sost anze nanizzanti possono anche aumentare la capacità di fioritura. controllano la crescita di erbe rustiche e siepi. è stata impiegata anche pe . In questo modo si riesce a far fiorire piante biennali già al primo anno. arrestano l'avvizzimento di s edani e lattughe. e al contrario a impedire che i frutti cadano troppo in fretta prima dell'epoca del raccolto. nonché le sostanze messe in libertà dall'etilene. intesi a sostituire la difficile raccolta a mano con quella meccanica. oltre che nei casi noti delle azalee e delle poinsetti e. comunque. L'effetto opposto della nanizzazione si applica ora su larga scala alle piante o rnamentali. si può ritardarne la maturazione. Le piante così trattate ri sultano anche notevolmente più resistenti alla siccità e al conseguente appassimento . ridotti a forme da vaso per appartamenti. migliorando ne anche lo sviluppo. Purtroppo il peso secco del prodotto aumenta di poco. L'uomo dispone di molte altre tecniche scientifiche che gli consentono di manipo lare le specie coltivate in vari momenti del loro sviluppo. Forse queste sostanze sono ancora troppo costose per l'impiego in agricoltura . int ervenendo sulle condizioni di temperatura o adottando certi accorgimenti con il gas etilenico. L'esempio più noto è offerto dai crisantemi. Oltre all'ovvi a importanza venale del ritrovato. la velocità di crescita delle foraggere e i gambi commesti bili del sedano e del rabarbaro. Invece per certi altri tipi di frutta conviene accelerare la matu razione. perché fa chiudere gli stomi . che può essere auspicabile al fine di facili tare il raccolto.anche per la durata di nove giorni . le irror azioni con preparati ormonali possono modificare il sesso dei fiori.imenti hanno dimostrato che l'irrorazione con quella stupefacente sostanza che è l a gibberellina può far crescere le piante con velocità da due a cinque volte superio re a quella normale. a ridurre fiori e frutti nel caso che vengano prodotti con eccessiva liberalità. sono in grado di accelerare la caduta delle foglie. aumen tando la temperatura in celle di maturazione controllata. Altre applicazioni speciali di sostanze ormonali ed affini accelerano la fioritu ra degli ananassi e delle bromeliacee ornamentali. e questo vantaggio accelera i programmi delle varie colture.e quindi riduce drasticamente la perdita di umidità.in percentuali inferiori a una parte per milione . o allungare il periodo di conservazione. salvo forse per aumentare in lunghezza i tronchi delle piante da fibra.permette alle specie vegetali di resistere ai periodi di siccità o di crescere meglio in condizioni di aridità. Le irrorazioni di acido abscicic o . mentre la sua mancanza ne lla pianta spiega forse le forme nane crescenti allo stato spontaneo. La gibberellina fa crescere molte piante fuori misura. Ad esempio. oppure farle ge rmogliare subito dopo il raccolto o quando sono in letargo naturale. eventualmente an che per alberi da frutto. o a regolarne la caduta ad avvenuta matur azione. Per la frut ta. Nel corso di un esperimento piante di fagiolo cresciute in vaso senz'acqua sop ravvissero alle piante non trattate per altri 10 giorni. aumentano l' emissione del lattice degli alberi della gomma. vantaggio di particolare importanza nel rac colto del capsico. e oltre ad essere usata nelle colture. questa crescita così maggiorata non offre molte poss ibilità di applicazioni pratiche.fa staccare anche i frutti con maggiore facilità. possono indurre piante danneggiate dal gelo a fare frutti . Questa pratica è adottata negli Stati Uniti per i pomodori. e ciò si può fare con l'impiego di preparati ormonali o. dal momento che il periodo d i crescita si può comprimere in un'estate più corta.che di norma interviene nella caduta delle foglie e nel letargo delle piante . L'irrorazion e di un preparato siliconico sigilla meccanicamente i pori di traspirazione con effetto analogo.

L'oscuramento si ottiene con l'uso di tapparelle e persiane di vario tipo completamente opacizzanti. in modo da migliorare l'attività della fotosintesi. «In nessun'altra occasione . E" possibile fornire anche luce supplementare. di modo che è possibile indurlo a fiorire nelle lunghe gior nate estive con l'oscuramento. prosperava «in modo sorprendente». che hanno prezzo più economico delle serre e si possono isolare con maggiore facilità. Tutto questo lavoro di controllo dei ritmi comporta l'uso di serre od altre attr ezzature. Oggi però i crisantemi si producono tutto l'anno. ma con risultati che si assicurano uguali a quelli ottenuti c on la luce continua. La tem peratura. che non richiedono di essere tenute accese in continuazione. in ambiente caratterizzato da aria ammorbata dalle sostanze in decom posizione.» I dispositivi più semplici possono migliorare le condizioni climatiche locali. Ne sono derivate le «camere di coltivazione».aggiungeva . Un altro suggerimento è quello di usare raggi laser di brevis sima durata. Priestley. Quando si impiega un sistema d'illuminazione si possono anche usare strutture op ache. Ciò dipende dal fatto che il c risantemo. mentre la produzione di crisantemi per margotte ha potuto far e un balzo di oltre il 90% rispetto alla produzione normale. di solito con lampade fluorescenti o al mercurio. Ormai la produzione di crisantemi rifiorenti per tutto l'anno . è una pianta brevidiurna. come viene osservato nel capitolo 10. detto di passaggio.ho mai visto piante crescere tanto vigorose come in quest'atmosfera.si basa su precise nozioni scientifiche. che citò i n giudizio la giunta municipale per aver fatto installare un lampione stradale i n un punto dal quale illuminava nottetempo le sue piante. Posso citare a questo proposi to il caso di un appassionato coltivatore di crisantemi da esposizione. In questo m odo si sostituisce l'anidride carbonica assimilata in un locale chiuso . esse possono e . mentre se ne può prolungare la fioritura in inverno con l'illuminazione nottu rna . L'il luminazione notturna si ottiene invece con lampadine al tungsteno anche a bassis sima intensità. impiegata solamente per il 20% del tempo. aerazione. L'importanza dell'anidride carbonica era stata r ilevata per la prima volta nel 1772 da J. Tra le altre piant e ornamentali brevidiurne che si sia riusciti a far fiorire ad epoche stabilite. dove le piante . in modo da riprodurre artificialmente giornate br evi. il quale aveva osservato ch e la menta. Le serre moderne sono molto diverse da quelle dei tempi andati. che invec e riesce subito fatale alla vita delle specie animali. cioè a ci clo giornaliero corto. Un recente perfezionamento americano si basa sulla «luce forzata» emanante da lampade a scarica gassosa. Le piante di pomodoro insediate in camera di coltivazione raggiungono in tre settimane lo sviluppo che conseguirebbero abitualmente in serra nello spazio di 6-9 settimane. In ce rte condizioni sperimentali a impedire la fioritura di alcune piante basta addir ittura fare lampeggiare per pochissimo tempo una fonte luminosa nel cuore della notte.specialmente nelle prime fasi di crescita . perché di solito non fior iscono prima che comincino ad allungarsi le notti. Altro intervento di largo impiego e di genere diverso si usa per ottenere la fio ritura in epoca in cui la pianta di norma non fiorisce: anche in questo caso l'e sempio classico è dato dai crisantemi.cioè con giornate lunghe ottenute artificialmente. quali le limoniere del diciassettesimo secolo: vi si può praticare il controllo automati co della temperatura. impedendone la fioritu ra.ricevono cure intensive a seconda delle loro esi genze. L'erogazione di anidride carbonica ha costituito un altro progresso. In primavera e in autunno sono molto usate strutture leggere ricoperte di fogli di plastica in funzione antivento e per trattenere il calore solare.e se ne aumenta la c oncentrazione. può avere altrettanta importanza della luce per rego lare la fioritura. sventagliati sui terreni a coltura. La crescita vie ne aumentata così almeno del 20%. mentre è possibile far fiorire a metà dell'inv erno le fuchsie. figurano le poinsettie e le kalanchoë. e rappresenta il principale risul tato commerciale degli studi sul fotoperiodismo delle piante. Però ai crisantemi si danno dai 10 ai 15 minuti di luce ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 3 del mattino.r impedire la perdita d'acqua in piante soggette a spostamenti per il trapianto. Fino a non molto tempo fa questi fiori veni vano considerati soltanto gli annunciatori dell'autunno.special mente se le condizioni locali impediscono la ventilazione . che hanno un lungo fotoperiodismo giornaliero.talvolta associata alle forme miniaturizzate per effetto di nani smo . innaffiatura e diffusione d'insetticidi.

come l'India. se le vicende meteorologiche hanno causato carenza d'acqu a nel terreno. si lavo ra a costruire dighe per bacini idrici che raccolgano le piogge portate dai mons oni. assieme a concimi artificiali. Le costruzioni «a bolla di sapone» in plastica robusta. e viene incanalata a valle sui terreni coltivati.ssere grandi come una serra o essere fatte a galleria. e si possono poi spostare rapidament e su un'altra. adottan o il principio di raccogliere l'acqua di scorrimento che scende dagli spartiacqu e dei pendìi circostanti. per i quali si calcolò che sarebbero occ orsi 20 anni e la spesa di due miliardi di dollari (cioè una somma maggiore a quel la spesa nelle opere originarie d'irrigazione) per riportarli allo stato produtt ivo. e in sostanza non sono altro c he un fuoco controllato emanante molto calore radiante. e i nfine a frenare lo sviluppo delle erbacce. Un altro metodo consiste nell'uso di tubi d'irrigazione sopraelevati che erogano irrorazioni nebulizzate nei periodi di gelo. Tuttavia gli israeliani hanno tentato anche varie colture per veder e quale resista alla salsedine. ed hanno realizzato anc he notevoli progressi nel ridurre il costo della desalinizzazione. attraverso i quali si me ttono a dimora le piantine.e la sabbia delle dune assicura un rapid o drenaggio. Questo sistema d'irrigazione ha dato notevoli risultati associato alla scelta delle piante più adatte a sopravvivere con basso fabbisogno d'acqua. Fattorie sperimentali nelle re gioni più siccitose d'Israele a piovosità assai irregolare. le colture all'apert o su larga scala vanno sempre praticate nel terreno e sono sempre esposte alle v icende atmosferiche . Tuttavia anche l'irrigazione può causare danni cospicui e veri disastri. Contro l'irrigazione dei deserti è stata mossa l'accusa che favorisce il prosperar e delle cavallette e la diffusione di malattie come la bilharzia e la malaria. ed è possibile avere raccol ti a ritmo intenso erogando l'acqua con grandi spruzzatori girevoli e con tubatu re fisse sopraelevate. spesso adottando anche terricci s intetici o aggregati inerti. m a a questo riguardo si possono prendere opportune precauzioni. I «bracieri» o le «stufette» trovano tuttora largo impiego: sono ora disponibili in modelli relativamente sofisticati. In via sperimentale sono state usate anche delle grandi ve ntole che agitano l'aria e portano quella più calda dall'alto verso il basso nelle notti di gelo irradiante. giova a scaldare il suolo. nel quale ultimo caso rap presentano un perfezionamento dei vecchi modelli francesi e di altri più recenti a campana di vetro. lasciando defluire l'acqua lentamente nel sottosuolo. In Israele non si sono registrati inconvenienti con l'imp iego di acqua fortemente salmastra su dune sabbiose. Le tecniche d'irrigazione si fanno sempre più complesse. come quel lo degli Anni Cinquanta che ridusse a deserto salato centinaia di chilometri qua drati della piana dell'Indo nel Pakistan. proprio appena sotto il punto di congelamento. . opere altrettanto difficilment e attuabili presso comunità agricole primitive. Qualche volta si riesce a vincere la salinità del terreno. in modo che questa ri serva idrica alzi tutta la falda freatica locale. e spesso minima. Su alcuni terreni questo «bucato» radicale deve accompagnarsi ad applicazioni di gesso e a colture effettuate su scasso profondo. in mod o che quasi ogni goccia d'acqua venga convogliata dove sia maggiore la richiesta . possono coprire una coltiv azione per un periodo di tempo appropriato. L'uso di fogli di politene neri a terra. quanto basta ad assicurare la sopravvivenza alle gemm e di fruttificazione. Il liquido nebulizzato ricopre le piante di ghiaccio. Qua ndo il terreno o l'acqua hanno contenuto salino. vento e temporali. Problemi del genere dipendono dall'accumulo di sali minerali nel suolo. Un problema d'ordine climatico è d ato dalle gelate che al momento della fioritura possono rovinare un raccolto pot enziale di frutta. a conservare l'umidità. ma finché continua l'irrorazione . gonfiate da una pompetta ad aria funzionante a ritmo continuo. Il deficit idrico si colma con abbondanti piogge annue e buone fa lde freatiche sotterranee. in modo da allontanare l'eccesso di sale assieme all'acqua di def lusso: impresa di diffìcilissima attuazione nei posti dove scarseggia l'acqua stes sa. può darsi che certe difficoltà derivino dal tipo di terreno in causa .siccità. Mentre è possibile effettuare un controllo ambientale più o meno stretto nelle varie costruzioni trasparenti o a struttura chiusa. come vedremo in seguito. occorre dilavare con l'acqua l' area irrigata. Nei Paesi a piovosità stagionale.il calore latente del congelamento mantiene il ghi accio e la pianta all'interno del rivestimento di ghiaccio.

hanno fatto il c onto che in condizioni meteorologiche naturali si aveva un buon raccolto d'orzo ogni 20 anni. ben concimato. con piante coltivate e intervallate alla distanza giusta? La coltura prolungata della stessa specie porta inevitabilmente alla formazione di massicci contingenti di parassiti e funghi. cui ha applicato tutti gli interve nti tecnici che gli sono sembrati necessari. purché la regolazione meteorologica in un dato posto non danneggi regioni o Paesi vicini. ci costino almeno un terzo di quanto produciamo con fatica . Att ualmente c'è una forte opposizione contro ogni iniziativa intesa a modificare il t empo atmosferico e le condizioni climatiche a fini bellici. probabilmente è troppo pericoloso met tere le mani in sistemi che possono colpire ogni vivente sulla faccia della Terr a.Pare che l'America sia riuscita a modificare entro certi limiti le condizioni me teorologiche. La «semina delle nuvole» a mezzo di aerei o di razzi potrebbe far aumentare la piovosità su sc ala mondiale in misura calcolata del 15%. in maturazione nei campi o conservate nei granai. Gli insetti perpetrano distruzioni più estese di quanto non facciano i funghi. è certo comunque che non si riuscirà mai ad accontentare tutti contempora neamente. riducendo contemporaneamente la possib ilità di eccessive grandinate. piante troppo spesso allont anate da condizioni di vita naturali fino a non avere più alcuna resistenza di fon do. Capitolo 28. ci si può fare un'idea della gr . verificatosi nella valle di Saint Louis nel Colorado . del le 900 mila specie d'insetti conosciute. e nel 3% dei casi si tratta di specie che provocano danni di preoccupante entità. e di ogni genere di malattie. ha dimostrato come la semina delle nuvole effettuata per impedire che la grand ine danneggiasse l'orzo abbia ingenerato negli allevatori di bestiame la convinz ione che tale pratica abbia causato grave siccità e inaridito i pascoli con ovvio nocumento per le mandrie. dal canto loro. GUERRA DEI MONDI. In certe parti dell'India va perduta più della metà delle risorse alimentari prodotte. Ma. il «pericolo numero uno» delle colture di ogni tipo: cioè c on il fatto che le condizioni artificiali da lui stesso create rappresentano un concorso di circostanze ideali per l'invasione delle erbacce. I coltivatori d'orzo. Questo problema costituisce l'argomento del prossimo capitolo. quando non addirittura l'intero sistema meteorologico mondiale. e ammassate l'una accanto all'altra in modo da fornire infinite occasioni di diffusione ai contagi. ma si trova ancora costretto a fare i conti con la «bestia nera». (Canzone dei vecchi coloni americani) Effettivamente animali dannosi e malattie non potrebbero desiderare nulla di meg lio di piante ben nutrite che offrono loro ospitalità. "La prima volta lo scarabeo incontro solo nel seminato. l'uomo è riuscito ad assicurare una crescita vigorosa ed agevole a specie vegetali particolarmente selezionate.e certamente quanto basterebbe a rime diare all'attuale scarsità mondiale di cibo. Si è calcolato che le loro ostili attenzioni nei riguardi delle no stre messi. In conclusione. degli insetti e di altri animali nocivi. Da to che si tratta in tutto di 27000 specie diverse. Un caso abbastanza recente. come hanno confermato i res ti di scarafaggi e coleotteri nei cereali e nel pane trovati in tombe egiziane d i 4000 anni fa. nel corso di ricerche effettuate durante la guerra in Vietnam. Il loro mondo è in antagonismo estr emo con il nostro fin dagli albori dell'agricoltura. mentre gli affari andavano quasi sempre bene per gli allevatori di bestiame. più d'una su dieci è una specie dannosa. Che c'è di meglio per un'erbaccia di un bel terreno livell ato. ma indubbiamente in date occasioni questa stessa tecnica si potrà usare a beneficio dell'agricoltura. la volta dopo scopro che ha messo su famiglia". per quanto ci tenti l'idea di poter provocare l a pioggia o far tornare il sereno a comando.

come il paraquat. Topi. filiformi. e nei cereali favorisce un'affezione debilitante nota con il termine appropriato di «consunzione». quanto nelle impurità e negl i inquinamenti connessi alle lavorazioni di produzione. e davvero si osserva crescente precis ione dei diserbanti nella scelta dei rispettivi obiettivi vegetali. effettuata tanto con zappa e gravina quanto con il macchinario più sofisticato. Sembra anche c he il pericolo non stia tanto nella sostanza chimica. o se gli animali si cibano di piante irrorate. se ne asserisce l'inn ocuità nei riguardi degli organismi del terreno. . La risposta più vistosa dell'uomo a questi ospiti indesiderati che si assidono all a sua mensa consiste nell'impiego di sostanze chimiche. come nel cas o di quel notevole successo australiano che comporta la distruzione del vischio degli alberi della gomma mediante iniezione di un diserbante selettivo. sorci. soprannominato «la zappa chimica». mentre altri infi ne formano una pellicola a fior di terra. 4. Però ora sono state elaborate sostanze chimiche atte ad uccide re i semi dell'avenaccia prima della semina della specie coltivata. o avenaccia. Tuttavia di recente è comparsa qualche nuvola all'orizzonte dei diserbanti seletti vi. ma persistono certi timori che po ssano avere effetto dannoso sui batteri utili del suolo. Certe piante. e persistono in varia misura anche per sei mesi. L'irrorazione praticata senza riguar di o in quantità esagerata . e vengono in seguito assorbiti da pesci e molluschi o crostacei. e a su o carico non pesavano in precedenza sospetti di effetti deleteri. e così uccidono ogni plantula d'erbaccia che osi spuntare.avità del problema. Essa fa concorrenza al cereale colti vato. la cui presenza anche in percentuali infinitesimali basta a provocare disturbi della crescita. Gli esempi più spiccioli ci sono dati dai diserbanti selettivi che usiamo per il prato di casa. e dispone di sos tanze in grado di distinguere le erbacce dalle diverse specie coltivate. ma almeno nei Paesi del benessere a tec nologia progredita il diserbo chimico è ormai molto perfezionato. Così è molto difficile sl oggiare dai campi di cereali l'avena selvatica. con conseguenze talvolta disastrose. in modo che le piante si distruggano . Altri pericoli accompagnano l'uso dei diserbanti. ed è un problema serio separare la specie selvatica dalla semente buona dopo il raccolto.nel senso più o meno letterale del termine . Ora si possono distruggere selettivamente anche le erbe che spu ntano in mezzo alle piante a foglia larga. altri .come può accadere ad esempio quando una nuvola di diser bante irrorato si sovrappone ad un'altra nebulizzata in precedenza . Il diserbo comincia cont emporaneamente all'attività di coltivazione. sono venute in uso le tecniche d'irrorazione in massa c on l'impiego di aerei ed elicotteri. come i pomodori. Fa piacere osservare che la maggior parte di questi diserbant i ha effetto poco duraturo sulla composizione del terreno. od «ormoni». che si possono evitare s olo a prezzo di grandissime difficoltà.impedi scono la crescita superficiale con il loro effetto ustionante. Naturalmente esistono molti diserbanti ad ampio spettro d'azione. Data la grandissima estensione delle zone da trattare. sono sensibiliss ime ai diserbanti selettivi. che occ orre invece lasciare indenni. 5T in Vietnam.danneggia l a coltura. per passare infine insidiosamente negli individui della s pecie umana una volta che si sia finito di usare i defoglianti. per cui la minima brezza può deviare il diser bante irrorato sulla vegetazione circostante o su altre colture e giardini. Per quanto sembri che non sussista alcun pericolo se vengono maneggiati da p ersone. alcuni dei qua li uccidono ogni pianta presente nel terreno. uccelli ed altri animali più grossi possono rivelar si ugualmente specie molto dannose. Va detto che questa sostanza chimica è stata usata laggiù a concentraz ioni molto superiori a quelle richieste per le normali pratiche agricole. che infesta quasi i l 70% del terreno arativo dell'Inghilterra. si sono avute sgradite se gnalazioni di malformazioni in bambini dopo irrorazioni del defogliante 2. Anzitutto può darsi che sia meglio non uccidere sbrigativamente le erb . La maggior parte di questi diserbanti ultraspecial izzati si basa su sostanze. ma sconvolgono i processi di crescita delle erbacce a foglia larga. Un problema importante si presenta quando occorra eliminare le forme selvatiche che crescono spontaneamente in mezzo alle varietà coltivate. Forse converrà affrontare in altro modo il problema dei diserbanti. i quali lasciano intatte le erbe a lembo fogliare stretto. Questa situazione dipende in gran parte dalla mancanza della rotaz ione delle colture.facendosi a pezzi da sole. che regolano la crescita delle piante.

Un'altra raffinatezza colturale consiste nell'aggredire le erbacce prima ancora di effettuare la semina della specie coltivata. una volta mosso il terreno al momento della se mina. I guai più ostinati si verificano dopo l'introduzione accidentale di un organi smo che si trova un nuovo ospite di suo gradimento: un fungo di origine asiatica ha distrutto i castagneti del Nordamerica. Il nostro grosso nottolo ne mangia ogni giorno insetti in quantità corrispondente a quasi la metà del suo pes o. La pratica consiste nell'interro mpere il letargo invernale. I pipistrelli sono grandi distruttori d'insetti: si è calcolato che solo nel Te xas i pipistrelli consumino 6600 tonnellate d'insetti all'anno . una creatura strana la cui principale occupazione consiste nello scindere ed inattivare sostanze ch imiche innaturali.T. La lotta contro gli animali nocivi e le malattie comporta difficoltà ancora maggio ri. Gli insetti sono altrettanto adattabili a questo rig uardo. effettuando una lieve aratura seguita dalla somministrazione di una sostanza che mette in libertà etilene. e g li afidi lanosi. Una seconda al ternativa sarà quella di usare semente trattata in precedenza. Alcuni tra gl i animali dannosi più minuscoli. fino allora raro. Altra complicazione conseguente all'uso di una data sostanza chimica contro una determinata specie dannosa è costituita dal f atto che essa consente a un'altra specie di rafforzarsi. che è un'erbaccia molto dif ficile da distruggere. come il "pirimic arb". per combattere la falena del melo: a seguito di quest e misure raggiunsero proporzioni epidemiche l'acaro rosso. nei suoi tentativi di reinfestare un mondo fabbricato dall'uo mo. Ho già precisato come i funghi si adattino a superare le resistenze genetiche che incontrano nelle piante. come l'acaro rosso. e sappiamo che certe specie che in un primo tempo venivano annientate pro ntamente dal D. Nel caso della gramigna. per esempio. che uccide soltanto gli afidi. non diversamente si comportano per vincere le sostanze tossiche di natura chimica. le popolazioni di pipistrelli che si cibano di insetti contaminati da sostanze insetticide. Un processo an alogo ma in senso contrario è accaduto quando la nota blatta del Colorado ha fatto la conoscenza della patata. e la farà perire per mancanza di luce. l'impiego di sostanze del genere da parte dello scienziato «riesce solo a creare un animale quasi artificiale. in modo da crescere molto più in fretta delle erbacce..T. le ricerche s'indirizzano nel senso di mettere a coltura il terr eno infestato completamente fuori stagione: in questo modo i pezzi di radice cre scono fino a quando si possono irrorare con un diserbante. D. Si sono molto ridotte. Le plantule che così spuntano precocemente p eriscono al freddo invernale. rivelano abilità eccezionale ne llo sviluppare resistenze di questo genere. o il periodo d'inattività dei semi delle erbacce indot to dal buio. succederà che l'accrescimento della specie coltivata om breggerà la specie infestante. Cosicché ora la preoccupazione principale dell'uomo dovrebbe essere quella di modificare continuamente le sostanze che usa. Allo stato naturale è ovvio che animali dannosi di questo genere vengano tenuti so tto debito controllo dall'azione delle specie antagoniste. Oggi si sa che non meno di 200 inset ti dannosi per le specie vegetali coltivate resistono a tutti gli insetticidi co nosciuti. che nelle prime fasi di coltura possono impedire che il terreno si inaridi sca o venga portato via dal vento: se si potrà impiegare una sostanza che ritardi la crescita delle erbacce. D. ora sembrano prosperare con questa sostanza.sono i pipistre . in modo che le popolazioni degli animali dann osi e degli agenti morbosi non abbiano il tempo di sviluppare la resistenza a ne ssuna di esse. Tutta via già si stanno elaborando alcune sostanze ad azione specifica. come avvenne quando si cominciò ad usare il D. tanto più che di solito si adottano sostanze chimiche «ad ampio spettro d'azione» che uccidono un'ampia gamma di organismi dannosi. quello che in precedenza lo aveva fatto diventare una specie dannosa». oltre agli insetti predatori di specie d annose. mentre il cedro delle Bermude è stato praticamente annientato dall'introduzione casuale di due insetti.acce. Un aspetto sfavorevol e della lotta chimica contro le specie dannose consiste nel fatto che le sostanz e impiegate allo scopo distruggono con troppa facilità tanto gli animali dannosi q uanto le specie antagoniste. Si possono uccidere anche altre specie. Secondo Alee Nisbett. e le cui radici rispuntano anche dopo che sono state fatt e a pezzettini.

e questo fatto può creare al tri problemi connessi con le catene alimentari sopra citate. Questa tendenza non fa altro che accelerare il pro cesso di resistenza nella specie dannosa. D. nematocida. La nostra reazione fondamentale all'aumento eccessivo di una specie animale dann osa . non appena essi entrano n elle cellule. Questi preparati antifungini si possono irrorare sulle fogl ie. uccidendo gli insetti succhiatori di linfa ma non gli altri. colpire le specie associate e spesso incoraggiare qualche altra specie a trasformarsi in animale dannoso. C'è da preoccuparsi quando madri allatta nti negli Stati Uniti hanno tanto D. success ivi all'impiego d'insetticidi molto persistenti. non meno di quanto vi si prestino le irrorazioni a contat to. e insediano nelle foreste ricoveri adatti all a loro moltiplicazione. Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare il rapporto tra rischio e vantaggio: qu este sostanze hanno portato. Tuttavia i preparati attivi per via sistematica si prestano alle evasio ni di ordine genetico.T. Conosciamo tutti l'esistenza delle reazioni biologiche a catena . battericida. per cui vengono col piti molti uccelli marini. citato nella vecch ia canzone che si trova all'inizio di questo capitolo. D. com e i bruchi .è di aumentare la quantità e la frequenza delle ap plicazioni degli insetticidi. come accad e in ogni vicenda della vita. distruggere organismi utili. Allora le sostanze chimiche in causa si trasmettono lungo le cosiddette catene alimentari: vengono ingerite dai verm i.qualunque ne sia la causa . o addirittura nei tronchi c on pratica abbastanza laboriosa: con iniezioni praticate di anno in anno si può co ntrollare ora il «morbo olandese» degli olmi. Dopo avvenimenti di tal fatta è naturale che ci si dia da fare perché le sostanze ch imiche usate a scopi agricoli agiscano nell'ambiente per un periodo relativament e breve. fungicida. «in stretta osservanza delle leggi federali costituisce illegalità i l fatto che facciano passare il loro seno da uno stato all'altro della Federazio ne». ha favorito una zanzara l ocale che diffonde la malaria ed è diventata resistente agli insetticidi. e i preparati cloroorganici quali l'aldrina e la dieldrina.T.lli del guano che producono anche grandi quantità di ottimo concime. Se si arriverà alla limitazione dell'uso dei pesticidi. I pesci introducono nel loro corpo sostanze chimiche che fluiscono in acqua.e dei loro effetti a lunga scadenza. o iniettare nel terreno nei pressi delle radici. come ha detto uno scien ziato umorista. Il trattamento chimico più recente è forse quello che offre la possibilità di effettuare una lotta sistematica con una misce la ad effetto insetticida. I «cattivi» più frequentemente indica ti alla pubblica deplorazione sono il D. aumentare le probabilità di effetti seco ndari nei consumatori. ma si ha motiv o di ritenere che possono essere dannose.ma che persistono nel terreno. sostanze di stra ordinario successo nello sterminio di specie dannose sovente assai ostinate. Co sì le irrorazioni indiscriminate contro lo scarabeo del cotone. Si crede sempre che le sostanze di origine naturale debbano nuocere agli altri o . o ppure può colpire la loro capacità di produrre uova feconde. e infine gli uccelli possono morire assieme ad eve ntuali uccelli da preda che hanno mangiato altri uccelli. e le eccedenze si scindano al più presto in sostanze innocue. I Russi incor aggiano attivamente i pipistrelli.. nel latte che. perché le sostanz e fungicide attuali applicate superficialmente formano sottili pellicole che si dilavano ben presto. e ancora portano grandi benefìci. Non ultimo aspetto del problema sono le eventuali con seguenze su noi stessi: a tutt'oggi non ne sappiamo ancora molto. bisogna tener presenti il bene e il male prima di formulare un giudizio equilibrato sul loro conto. per cui. e viricida nei li miti del possibile contro 1 virus. Cominciano a fare la loro comparsa anche sostanze fungicide attive pe r via sistematica che uccidono gli organismi invasori. e che vi persistano per un ce rto tempo. composto a base di fosforo organi co. Ciò può avvenire in conseg uenza diretta dell'accumulo delle sostanze chimiche nei loro tessuti corporei. se ne avvantaggeranno i pipistrelli. che a loro volta sono divorati dagli uccelli assieme agli animali dannosi inf etti e alle sementi trattate. e in linea di massima sono estremamente opportune.che sono state e sono oggetto di molta pubblicità . Un indirizz o di ricerche che potrà forse risolvere il problema degli effetti letali sugli ani mali antagonisti delle specie dannose consisterà nel mettere a punto per via siste matica sostanze chimiche attive che entrino nella linfa delle piante.

il piretro sembra innocuo. a differenza di quanto succede per una gamma abbasta nza estesa di sostanze sintetiche. una di queste. un'affezione che falcidia notevolmente la resa delle piante. sebbene non sia letale.ad esempio contro i l vaiolo . Tra le principali sostanze note.che abitualmente nuotano liberamente per 6-8 or e -. Una tecnica nuova. come l'estratto di quassia del buon te mpo antico. ed una è stata messa a punto in questi ultimi te mpi: si tratta dell""azadirachtina".si rivelano spesso estremamente letali per i loro parenti dispensatori di malattie. ed hanno ridotto l'incidenza morbigena di circa 90 di essi. per cui in avvenire l'estrazione e l'impiego di queste sostanze pot ranno acquistare notevole valore. si verificano ancor oggi perdite da deriva e da eccesso d'irrorazion e.dei pesticidi e fungicidi in particelle .per irrorazione o in polvere . Sembra che an che le alghe possano contenere sostanze ad utile azione insetticida. per cui è prevedibile ch e le ricerche in questo senso continueranno.ha sortito risultati incoraggianti nel corso di prove pratiche. Alcuni antibiotici elabo rati dai funghi della micorriza hanno azione specifica contro un determinato fun go patogeno. Pesticidi e fungicidi d'ogni genere vengono di norma applicati alle piante per i rrorazione. e già si sono scoperte due specie che uccidono le larve delle zanzare.sta nel fa tto che esse si possono fabbricare sul posto con mezzi semplicissimi ad opera de i coltivatori stessi. evitandosi così spese e problemi di fornitura. consiste nell' impiego .d'una data affezion e virale. in un ceppo attenuato ottenuto artificialmente . e si ricava dal "nim" o "margosa" (Azadirac hta indica). la nicotina è tossica per i mammiferi come il derris lo è per i pesci. Il grande vantaggio offerto da sostanze di questo tipo. Ma a dispetto delle attrezzature più perfezionate e del le sostanze elaborate con formule che rendano l'irrorazione sempre più aderente e penetrante. ma le sostanze naturali eliminano i dispendiosi processi di fabbricazi one. Questo note vole parallelo con le inoculazioni usate in medicina umana . può impedire attacchi su larga scala. Sperimentatori spagnoli hanno usato con succ esso un estratto d'aglio in eccipiente oleoacquoso. I funghi della micorriza .quelli che si associano alle radic i delle piante secondo la descrizione datane al capitolo 22 . Senza dubbio dovranno riceve re maggior attenzione le sostanze ad azione repellente per gli insetti che si ri trovano spontaneamente in natura. nota c on il nome di wyerone. Questi funghi della micorriza associati a due specie di pini sono stati sperimentati contro 200 tipi di funghi che attaccano l e radici. di modo che finisce per ucciderli.in fase d i plantula.e lo stesso vale per l'estratto d'aglio . e si è rivelata efficace a bassi ssime concentrazioni contro numerosi organismi di natura fungina che agiscono co ntro molte piante. Un notevole progresso è stato fatto con la scoperta che l'inoculazione . e nessuna delle sostanze citate è persistente. Gli esperimenti inglesi in questo settore si sono indirizzati sul virus del mosaico del pomodoro. e arrestandone contemporaneamente la germinazione. Questa sostanza riesce anzitutto sgradevole agli insetti. Un fungo m icorrizale da solo si è rivelato attivo contro il 92% di possibili specie fungine ostili: la sua azione contro il fungo che causa la malattia alle foglioline aghi formi del pino si è manifestata impedendo ogni movimento nello spazio di 20 minuti alle spore del fungo patogeno . Anche le piante superiori contengono sostanze antifungine. ma specialmente sconvolge per contatto il loro ciclo di crescita e l a successione regolare delle mute. detto anche pianta delle bac che cinesi o delle perline d'India.rganismi in misura molto minore di quanto non facciano le sostanze chimiche otte nute per via sintetica. specialmente i l lato inferiore. è stata isolata dai fagioli. naturalmente a seconda della sp ecie vegetale interessata. Nella maggior parte dei casi si copre tanta più superficie fogliare qu anto più il liquido irrorante è finemente nebulizzato: le macchine moderne sono stat e perfezionate ininterrottamente a questo scopo. grazie agli an tibiotici naturali che producono. inoltre risulta difficile raggiungere ogni parte delle foglie. E" presumibile che gli animali dannosi e le malattie possano diventare resistent i agli agenti «naturali» con la stessa rapidità con cui resistono ora alle sostanze di sintesi. e c'è da credere che si riveleranno molto meno inquinanti per le specie veget ali d'interesse alimentare. ricavate da piante molto diffuse n elle regioni subtropicali . ancora in fase sperimentale. e dal lillà di Persia (Melia azedarach). appartenente alle meliacee.

con una miscela di batteri vivi e di enzima. I parassiti devastatori degli agrumi furono i primi a venire combattuti con un loro predatore naturale. è q uello di mettere in libertà grandi quantitativi di insetti maschi sterili. La falena invernale del Canada. Dato che la maggior parte delle piante produc e un eccesso di fiori . Ne consegue che non av viene la deposizione delle uova o si hanno solo uova sterili. Si possono produrre nematodi. In esperimenti di laboratorio la resistentissima mosca bianca e l'acaro rosso sono stati ugual mente sconfitti dai loro predatori. continuando il pro cedimento per parecchie generazioni. che l'eliminav ano quasi al completo l'anno dopo. si ottiene una grandissima riduzione numeri ca nella popolazione della specie dannosa. ad esempio la tic chiolatura delle mele e delle pere. ma contemporanea mente incoraggiava gli antagonisti naturali della specie dannosa. Inoltre i nematodi si potrann o conservare in ghiacciaia per cinque anni. Si è riusciti anche ad infettare gli insetti dannosi con le malattie di origine fu ngina. Così la scabbia delle patate viene attaccata da una specie di penicillo. che è la larva di una specie di scarafa ggio. usato per parecchie specie importanti d'animali dannosi. la chitinasi. con la spesa di un solo dollaro per milione: questo mil ione di nematodi basterà a controllare il parassita delle radici del granoturco e molti altri insetti su parecchi ettari di terreno. Si possono impiegare anche altri organismi. Alcune malattie fungine e virali si diffondono con il polline.la resa non risultava n ecessariamente ridotta nell'annata cattiva. batterica o virale cui sono naturalmente esposti. Sebbene siano sterili. L'enzima danneggia la pelle del bruco e vi produce lesi oni che rappresentano la porta d'ingresso dei batteri. Si possono fare allevamenti del tipo citato per inserire mediante insetti qualch . che la maggior parte delle fem mine allo stato selvatico si accoppia con maschi sterili. Un sistema di lotta tutto diverso si basa sull'uso degli antagonisti naturali de gli animali dannosi. i giardinieri sanno che le coccine lle e le relative larve meritano di venire risparmiate e protette. per favorire l o sviluppo del penicillo e ridurre l'incidenza della scabbia. Gli scienziati si sono avvalsi delle abitudi ni di vita delle api mettendo della streptomicina nelle arnie. allevandoli in una miscela di agar e di razi oni in scatola per cani. perché attaccan o gli afidi divorandoli di gusto. venne elimin ata entro il 1969 con l'aiuto di due insetti antagonisti europei. Per le patate e an che per i cereali è stata provata inoltre una forte «concimazione verde» consistente n el rivoltare sottoterra con l'aratro una coltura in corso di crescita. Altro metodo moderno. e lasciando poi a lle api il compito di diffondere il fungicida. Si potrebbero citare ancora molti esempi d'i nsetti impiegati con successo per vincere altri insetti. Su scala minore.o polloni nel caso dei cereali . Un esempio recente ci è dato dall'irrorazione a titolo sp erimentale di 400 ettari di foresta d'abete rosso infestati da processionarie bruchi che sfogliano rapidamente gli alberi . più dell'80% dei bruchi erano morti. Al lora esse aderiscono alle superfici delle piante che naturalmente sono collegate a terra. e con il loro numero soverchi ano talmente la popolazione dei maschi selvatici. Prima che entrassero nella pratica corrente gli insetticidi . Dieci giorni dopo l'irror azione. Nel primo anno l'entità dell'attacco poteva raggiungere proporzioni serie. Così è stato usato un nematode per attac care il verme della radice del granoturco. in questo ca so una coccinella americana. perciò i giardinieri fan no a volte funzionare la falciatrice negli appezzamenti a patate. i maschi sono sessualmente attivi. Il meto do comporta la necessità d'allevare gli insetti e d'irradiarli con raggi gamma. Si è così osservata grande riduzione nelle perdite da deriva. mentre la so stanza depositata con il metodo elettrostatico viene dilavata dalle forti piogge molto meno facilmente delle sostanze erogate con irrorazioni naturali. do po di che vengono messi in libertà nelle varie fasi del loro ciclo vitale. ma il loro impiego in misura artificiale può anche far insorgere la resistenza genetica nella specie aggredita. che vengono schizzate sulle foglie con una carica elettrostatica. Si possono usare anche funghi per combattere le affezioni fungine.finissime. osservata per la prima volta nel 1949 nelle sue caratteristiche di seria gravita. Queste malattie present ano il vantaggio di attaccare di solito solo l'insetto specifico in causa. si osservò che gli animali dannosi avevano in media un ciclo biennale.

ma si è osservato che certe piante contengono le st esse sostanze. Lo stess o effetto si otterrebbe se si allevassero maschi trattati con ormoni e si mettes sero poi in libertà. Anche la suddivisione delle c olture in appezzamenti alternati riesce ad attuare un controllo notevole delle s pecie nocive. ha già sviluppato una certa resistenza al trattamento con l'ormone giovanile. sostanze che in realtà funzionano per trasmettere segnali o «messaggi» d a un insetto all'altro. Negli Stati Uniti il "morbo olandese" degli olmi è stato debellato abbattendo gli alberi attorno ai focolai d'infezione.per attirare gli insett i in posti dove si possano eliminare. e i nematodi restano imbrogliati credendo che sia arrivata un' altra buona stagione.e caratteristica specifica in un dato ceppo di piante: in questo caso lo scopo p refisso è quello d'inserire un «gene letale» dominante. Si possono anche evitare i danni di certe specie dannose piantando le colture in epoche in cui questi animali nocivi sono inattivi. Certi metodi di coltura possono contribuire da parte loro a ridurre la minaccia delle specie dannose e delle malattie: la forma più antica è rappresentata dalla rot azione agraria. sono state piantate s trisce alternate di granoturco e di girasoli della larghezza di otto metri ciasc una: in questo modo si sono apprestati tratti di terreno sforniti di cibo sul ca mmino delle schiere dell'elaterio del granoturco . e si presume che vi si trovino in conseguenza di un lungo adattam ento evolutivo come difesa contro questi nemici. si arriva abbastanza rapidamente all'estinzione. come il tasso ed altre conifere. E" degno di nota il fatto che l e piante in questione. Queste sostanze agiscono in quantità infinitesimali e se ne prospe tta l'uso . a somiglianza di quanto si fa con i maschi sterilizzati prima descritti.se del caso fabbricandole in via sintetica . la quale evita che si formino contingenti massicci di animali no civi offrendo l'ospitalità di una data specie vegetale non più di una volta ogni 3-4 anni. Come succede nelle piante. che quando un maschio s'accoppia. nel corso di un recente esperimento. Va detto però che almeno una specie dannosa. Questi tuberi cominciano a germogliare sul fi nire dell'estate. Si stanno sperimentando altre sostanze prodotte dagli insetti stessi. Recentemente si è scoperto un ceppo d'orzo selvatico resistente ai nematodi. un coleottero della farin a. Un ormone ha azione ovicida così potente. Un a ltro accorgimento colturale consiglia di lasciare delle patate nel terreno dopo che è stato fatto il primo raccolto. Si tratta dei feromoni. lo trasmette alla femmina sterilizzando automaticamente le uova future. A Cuba. senza spese e senza complicazioni per la mietitura meccanica. detto Sabarlis. e la selezione genetica è riuscita a far passare questa caratteristica all'orzo coltiva to. Trenta grammi di foglie di tasso d isseccate contengono tanto ormone per insetti quanto una tonnellata di bachi da seta. . Così anche un terreno infestat o dai nematodi si potrà piantare a patate in epoca molto precoce. o quello giusto in dose eccessiva. Ma le patate a germinazione tardiva vengono uccise dalle gelate invernal i. A quanto si sa una sostanza chimica emessa dalla pianta impedisce alle femmi ne dei nematodi di giungere a maturità e di procreare. Estrarre questi ormoni dagli insetti o produrli per sintesi si è riv elata impresa molto difficile. Un ormone del genere.barriere che hanno ridotto de l 50% le invasioni del parassita dalle note conseguenze disastrose. detto «ormone giovanile». specialmente per informare i maschi che la femmina è sessu almente matura. in modo da creare spazi invalicabili per lo scarabeo della corteccia portatore del fungo. impedisce alle larve di passare allo s tato di pupa. ha dato una resa superiore del 20% ai soliti ceppi suscettibili di aggressioni da parte dei nematodi. anche lo sviluppo di un insetto viene regolato dagli ormoni: l'insetto perirà se si potrà turbare il passaggio dallo stato larvale a quel lo di pupa applicando un ormone sbagliato. per cui si ha un accumulo d i vantaggi. in modo che le p iante siano abbastanza cresciute prima che i nematodi si mettano all'opera. per cui rispondono alle sostanze essudate dalle piante di patata. E" una tecnica valida anche per le erbacce. e i nematodi in questione periscono perché non hanno provveduto a rifugiarsi ne lla loro fase di cisti inattive. Si tratta di solito di un gene che provochi fecondità bassissima in una data razza: se poi si liberano grandi qu antità di questi insetti in mezzo alla popolazione selvatica. siano tutte di antichissimo lignaggio. Il nuovo orzo. e anche certe specie di felci.

Questo accorgimento ha praticamente salvato i vigneti francesi e tedeschi. rose. dopo che è stato accertato con scrupolosi esami che non attacchi specie coltivate imparentate con i cardi.come è già accaduto per gli animali nocivi e le malattie . il cardo della Madonna. una leguminosa parente del fagiolo. come è avvenuto nel tentativo di sconfigger e l'affezione della ticchiolatura in Gran Bretagna. varie specie di cacti giunsero in Australia ve rso la fine dell'Ottocento. Alla fine si trovò un rimedio innestando le varietà d'uva desiderate s u ceppi americani resistenti. risalente al 1925. La salvia nera (Cordia macrostachya). ma h a consentito anche alla peronospora (prima d'allora endemica in America) di mett ere piede nei vigneti europei. l'erba delle streghe (Striga hermonthica) dell'Africa centrale vi ene tenuta a bada in parte da un maggiolino. ric orrendo alla mosca del cinabro che vi si ritrova abitualmente. e più di 24 milioni nel 1925. e a quanto ne so non c'è alcuna pianta infestante delle colture che sia stato possibile debellare i n questo modo. Sembra così che una composita. che forma un'alta pia nta annuale. eccetera.in questo caso la seconda specie ospitante è il crespino o spino santo . nonché altre specie di cardi. la Tagetes minuta.si può stroncare il d ecorso del morbo distruggendo tutte le piante della seconda specie ospitante. originario delle regioni mediterranee ed ora presente in California in veste di diffusa erb accia. ed anche in questo se ttore . e già nel 1938 la falena aveva ripulito 10 milioni d'ettari dai fichi d'India. di modo che i nematodi non escono dalle loro cisti e in una certa misura m uoiono. Ciò può originare dei conflitti d'interessi. una borraginacea di Trinidad. quali biancospini. e trovarono le condizioni locali tanto adatte ai lor o gusti. è stata attacc ata deliberatamente con buoni risultati con l'aiuto d'insetti che divorano le fo glie e i semi.può capitare che la specie antagonista sfugga completamente di mano: un esempio classico è offerto da lla distruzione. attaccando anche altre specie della famiglia delle rosacee. la Cactoblastis c actorum.Questi si possono forse respingere anche usando altre piante fornite di poderosi essudati. aggredisce e ucc ide rapidamente meli e peri. trasformatesi in veri grattacapi negli Stati Uniti. quasi sconosci uto dalla parte inglese della Manica fino a pochi anni or sono. tuttavia i tentativi compiuti dal Mi nistero dell'Agricoltura di distruggere le piante rosacee ornamentali nei pressi dei frutteti. Talvo lta gli innesti hanno successo contro insetti seriamente dannosi: ne è un esempio classico la fillossera. Recenti esperimenti scozzesi hanno messo in evidenza che in assenza di c olture si verifica uno «sperpero» naturale di nematodi della patata in misura del 17 % annuo. Il successo è stato attribuito all'abbas samento della temperatura del terreno. sono stati contrattaccati con successo da un altro maggiolino che ne divo ra i semi. Non sono riusciti i nvece gli sforzi intesi ad eliminare l'erba San Giacomo dai pascoli inglesi. hanno incontrato viva opposizione da parte dei giardinieri. Attualmente sono in corso esperimenti per eliminare certe erbacce . dove continua a rappresentare tuttora un guaio se rio. come il comune carciofo. che vennero attaccate da una coccinella locale. Se ne importarono 3000 uova. Im portate come curiosità da giardino. del fico d'India introdotto in Australia. che all'inizio del secolo attuale già avevano invaso più di 4 milioni d'ett ari. in presenza di una coltura di Tagetes esso è salito al 55%. il che induce a credere che nell'insieme si registra un effetto più sensibile ad opera del Tage tes. dopo di c he si passò a sperimentare una falena originaria dell'Argentina. da quando si è cominciato a coltivarlo assieme al Phaseolus aconitifo lius. restituendoli al le colture produttive. Coltivare una specie vegetale assieme a un'altra pianta può contribuire veramente a ridurre la contagiosità di una determinata malattia: un vecchio esempio ci è dato dal cotone. ma è probabilmente dovuto alle sostanze ant ibiotiche emesse dalle radici. distrugga l'essudato di una pianta ospitante i parassiti qual è la pa tata. Il controllo biologico è stato applicato anche alle erbacce. Questo morbo. un afide che decimava i vigneti europei sul finire del s ecolo scorso. Venne tentato il controllo biologico con varie specie di cocciniglie. Quando un'affezione fungina come la ruggine del grano ha due ospiti . che risultarono sufficienti. il cui tasso di mortalità per marciume delle radici si è ridotto da più de l 50% al 2%. o almeno assai tolleranti all'azione dell'insetto.

ma il più pregevole mezzo di antagonismo naturale è risultato un fungo ag ente specifico della malattia della ruggine. Prescinde ndo dal fatto che certi animali dannosi possono acquisire resistenza ai ritrovat i chimici. il cui risul tato è la stabilità: difatti gli ecosistemi naturali più stabili sono quasi sempre qua nto mai complessi. quanto più facciamo a pezzi una specie nemica. contro il convolvolo e la gramigna. se appena qualcosa non va per il giusto verso. tanto più essa sembra crescere di numero. Si tratta di un ritrovato radicalme nte nuovo. attaccandole con pesci erbivori .falciato in precedenza a fil di terra . ma con risultati variabili. ma in certi casi. le malattie potrebbero rivolgere le loro attenzioni ad altre s pecie vegetali.in piante ed altri organismi . I virus vengo no diffusi quasi senza eccezione da insetti che succhiano la linfa. Il controllo biologico rappresenta il risultato logico dell 'applicazione dell'esperienza ecologica accumulata per risolvere problemi del ti po accennato.che costituiscono una seria minaccia in Africa. quali l'insorgenza dell'aca ro rosso dopo che è stata debellata con successo una certa falena o tignola con l' aiuto del D. Sono stati individuati alcuni promettenti insetti parassiti.rappresenta il metodo fondamentale per battere i v irus.è tale che origina abi tualmente un sistema complesso di reciproci controlli ed equilibri. Le sue radici profonde.di un insetticida. ad esempio con le fragole. altro caso d'introduzione accidentale d agli Stati Uniti in Australia. Come afferma Orazio (tradotto liberamente): "Se scacci la natura dalla porta. che tuttavia comporta i pericoli connessi chiaramente con lo stesso i mpiego delle malattie delle piante nella pratica comune: una volta eliminata l'e rbaccia in causa. come in qualche antica leggenda mitologica. si hanno ovviamente delle gravi ripercussioni s u altre piante. Insetti e funghi hanno al loro attivo una storia incredibilmente lunga di preced enti in cui hanno saputo trarre il massimo profitto nelle più mutevoli circostanze . occorre non dimenticare che nella maggior parte degli habitat naturali il nu mero delle specie presenti . è diventata l'incubo dei cerealicoltori locali. La coltivazione per merist emi con formazione di ceppi inattaccabili ed esenti da virus . L'agricoltura semplifica la struttura delle specie ed i siste mi ecologici a un punto tale che l'equilibrio diventa impossibile.la Tagetes provvederà a sterminare l'erbaccia nel corso di una stagione. possono verificarsi sviluppi inaspettati. perciò una cam pagna vittoriosa contro questi insetti porterà alla successiva limitazione delle m alattie virali in causa. che l'hanno definita la peggiore erbaccia che sia mai comparsa nel loro continente. ti rientrerà dalla finestra. sono irraggiungibili ai mezzi di distruzione chimica. per cui i nostri metodi di lotta . L"«effetto Tagetes» è stato impiegato anche contro altre erbacce.una forma di lotta che come sott oprodotto potrebbe erogare anche utili forniture di cibo. Quando si studiano le forme di lotta contro le specie animali nocive e le malatt ie. il trattamento al calore cont rollato riesce a distruggere il virus senza danneggiare la pianta.T. essa è stata usata analogamente. come il giacinto d'acqua e la f elce d'acqua. ma va tenuta presente come ogget to di ricerche per futuri sviluppi. La Tagetes rappr esenta attualmente un rimedio su scala ridotta. Attualmente. e sopravviene facilmente uno sconquasso di proporzioni disastrose. Sebbene queste erbacce siano uccise in modo selettivo.poniamo .di cui è stata data descrizione al capitolo 27 . fornite di occhi rigenerativi. Viceversa occorrerà usare sempre molta prudenza prima d'introdur .a volte appaiono perfino patetici al confront o dell'enorme mole di accorgimenti tecnici evolutivi e della fecondità fantastica di questi organismi. E" quasi sicuro che piantando Tagetes minuta alla distanza di 15 centimetri in un tratto infestato d alla podagraria . Le malattie da virus restano quanto mai intrattabili. Tuttavia cominciamo a renderci conto delle conseguenze che possono verificarsi per l'uso insensato .troppo spesso basati sul sistema del «provand o e riprovando» o del «tutto o niente» . facendo piazza puli ta delle elaborate finzioni che vorrebbero tenerla lontana". D. La Chondrilla juncea o erba scheletrica.

La distruzione di una data specie dannosa può far sì che un altro organismo muti le sue abitudini e si trasformi a sua volta in un'altra specie nociva: è accaduto per alcuni uccelli che si sono messi a mangiare frutta e germogli o gemme. A questo punto si faranno vivi immancabilmente gli interessi costituiti. se si vuole che sopravviva no anche le loro specie antagoniste. ma . può obbligare le specie dannose scacciate da questi loro rifugi naturali a passare sulle coltivazioni: tra l'alt ro questa pratica può diminuire anche la popolazione delle specie antagoniste natu rali. e indubbiamente sono state usate spesso in quantità esagerata e scriteriata.specialmente negli Stati Uniti . sotto f orma di industrie chimiche. f issando i prezzi. o almeno la consulenza delle inizia tive a biologi con esperienza ecologica. funghi della ruggine.T. Anche l'eccessiva distruzione di erbac ce attorno alle zone coltivate. la cui insensata decimazione i n molti posti . concedendo sovvenzioni a coltivatori di specie essenziali ma n on rimunerative. contro la blatta del Colorado: nel caso in esame il D. da quand o non trovano più tanti insetti come prima. In molti posti è già in atto l'integrazione tra i metodi chimici e biologici.da 75 milioni a 5 milioni in India.e fo rse è auspicabile che ciò avvenga sotto l'egida dell""Organizzazione Internazionale per il controllo biologico delle specie animali e vegetali dannose" istituita ne l 1956. perché può capitare benissimo che la specie introdotta a questo fine si riveli in pratica peggiore di quella che dov rebbe sostituire. nonché delle siepi. D.ogni tentativo di controllare il numero degli u ccelli incontra diffusa esecrazione anche quando si tratta di colombi e di passe ri . Adottare metodi i ntegrati significa affidare la supervisione. né a sottovalutare gli enormi benefici che essi possono apportare. o sorci. ed altri premi perché non vengano coltivate eccedenze di altri pr odotti. quali le api selvatiche. afidi. "Alcuni" animali dannosi vanno lasciati vivere. Questa prassi potrà forse meno mare la libertà del coltivatore singolo. senza preoccuparsi di dove sare bbero andate a finire le eccedenze di sostanze spesso molto persistenti. Le stesse sostanze impiegate per la lotta chimica contro le specie dannose sono diventate ormai altrettanti fattori d'ordine emotivo. e si tenga presente che i frutticoltori delle regioni a clima temperato possono vedersi costretti ad applicare da 12 a 15 irrorazioni diverse per stagi one. Gli uccelli costituiscono un argomento permeato di pericolose componenti emotive . in dieci anni . come ad esempio in Olanda. Dobbiamo sperare però che un giorno si possano impiegare minori quantitativ i di preparati chimici per ettaro.è stata spinta a un punto tale ch e certe specie vegetali rendono sempre meno per mancanza d'impollinazione. ma idonei al consumo zootecnico. Esempi di notevoli su ccessi già si registrano nell'uso che fanno i Russi di una malattia fungina associ ata al D. Ne trat terò ulteriormente al prossimo capitolo. programmando i quantitativi delle colture. come sono stati definiti. Non ci rincresce di distruggere bruchi. In certi Paesi i loro agenti di vendita fanno enorme presa.o l a salvezza dei raccolti: si crede che l'uso degli insetticidi salvi ogni anno me ssi e raccolti per un importo pari a 200 milioni di sterline nella sola Gran Bre tagna.T. per le loro abitudini distruttive. A volte un coltivatore fa soldi rendendo i suoi raccolti non idonei all' alimentazione umana. Il costo dei metodi chimici non fa che au mentare. Anche i politi canti hanno la loro parte di colpa. in California.re un organismo a scopi di controllo biologico.quello che un autorevole pers onaggio ha definito «la programmazione delle popolazioni delle specie nocive» . Naturalmente non sono qui a raccomandare di fare a meno dei prodotti chimici. che si tengano in contatto con i coltiv atori e siano al corrente dei problemi del settore. dove coltivatori dai cervelli efficacemente l avati usano quantità assolutamente incredibili di prodotti chimici.almeno qui in Inghilterra . ad ese mpio nell'Unione Sovietica. per non parlare poi di insetti di grande e fondamentale importanza. Basti raccomandare a questo punto che si dovrà adottare sempre più l""equilibrio controllato" . è stato usato in quantità corrispondente a un terzo di quella impiegata quando si adopera . D. come la diminuzio ne dei casi di malaria .i «topi alati». e che gli agronomi dirottino i loro entusiasm i dal controllo chimico totale all'equilibrio controllato. in Perù e nel Canada. ma rimane molto auspicabile per un comple sso di ragioni naturali ed economiche.

che si resta esitanti all'idea di aggiungervi alt ri commenti. che vale la pena di riassumere alme no gli effetti esercitati dall'attività dell'uomo sulle piante. Questi «satelliti adibiti alla prospezione tecnolog ica delle risorse della terra» contribuiranno ugualmente alla ricerca di giaciment i minerari e delle risorse idriche. Il saccheggio delle ri sorse terrestri perpetrato dall'uomo è un argomento tanto discusso e trattato. Le ditte produttrici di sostanze chimiche possono perciò rallegrarsi della prospet tiva che occorrono almeno cinque anni di tempo e una spesa di più di cinque milion i di sterline prima che si riesca a mettere a punto una sostanza nuova e a prova rne l'efficacia. L'idea dei «rapporti incestuosi» non costituisce una novità. Certamente l'uomo non può permettersi nessuna titubanza in questa lotta contro avv ersari così insidiosi e prolifici: si tratta della lotta per la nostra stessa sopr avvivenza. Catene montuose si sono sollevate e sono poi state live llate dall'erosione. da un certo tempo a questa parte. campo a campo. Probabilmente si useranno aerei e satelliti per controllare lo stato di salute d i colture effettuate su larga scala. Questo equilibrio controllato dovrà comprend ere idealmente tutti gli aspetti delle coltivazioni. Ancora un po'"di progre ssi di questo genere e la scienza finirà con l'avvelenare l'aria. il quale commentava come il deserto attorno ad Atene fosse opera dell'uomo. Età calde e fredde h anno provocato cambiamenti climatici. Si potrebbero citare altri autori. ed eventuali effetti collatera li di ogni sorta. Il profilo delle terre e dei mari è cambiato.. vissuto nel quarto secolo a. o con il «Piano Sorgo» nel Queensland. Capitolo 29. certo. 5) leggi amo: «Guai a coloro che uniscono casa a casa.. UN RAPPORTO INCESTUOSO. a c ominciare da Platone. C. da solo.T. Dovrà fornire consulenze in merito a nuovi programmi agricoli. ma mi limiterò a riportare un b rano del "Gryll Grange" di Thomas Love Peacock risalente al 1860: "Hanno avvelenato il Tamigi ed ucciso i pesci del fiume. e di tanta importanza dal punto di vista delle risorse utili all'uomo. Ma gli interventi dell'uomo in questo settore dovranno essere sempre più attenti e precisi. delle diverse forme di habitat.va il D. e masse ghiacciate sono avanzate e si sono ritirate sulle terre emerse. «Il genere umano mantiene rapporti incestuosi con la Madre Terra» diceva un'iscrizio ne incisa su un muro dell'Università del Michigan nel 1970. L'equilibrio controllato non dovrà occuparsi soltanto delle specie dannose e delle malattie. e i fiumi vi hanno scavato le loro gole. per i qu ali vennero trascurate o studiate solo approssimativamente le risorse potenziali offerte dall'ambiente e dal terreno. e si è modificato tante volte che non ne abbiamo idea. uccidendo gli ab itanti delle sue rive. quali le migliorìe da apporta re alla composizione del terreno con l'impiego di maggiori quantità di sostanze or ganiche. con la s peranza che vengano evitati fiaschi tipo quelli registrati agli inizi con l"«opera zione noccioline» in Africa Orientale. D. perché il problema va inquadrato nell'ambito della conservazi one delle specie animali selvatiche. Già in Isaia (cap. delle risor se naturali. nostra dimora comune. la rapida scomparsa dal terreno. Nella sequenza di millenni trascorsi il nostro globo ha avuto i suoi cataclismi. Ma la maggior parte di questi enormi cambiamenti s .. come pure per individuare la presenza di ma lattie e infestioni di specie nocive. Abbiamo visto tuttavia che il regno vegetale in un modo o nell'altr o costituisce un elemento così vitale del nostro mondo. Credo quasi che sia destino della scienza sterminare il genere umano". e infine della terra. Nel Perù i raccolti di cotone vengono protetti dai loro numerosi nemici con gli sforzi riuniti di predatori antagonis ti ed insetticidi minerali. desumendola dai cambiamenti di colore risp etto alla colorazione normale. con la motivazione che gli insetti indeboliti dagli inset ticidi contraevano più facilmente la malattia. finché non vi sia più pos to ed essi restino soli in mezzo al mondo».

il che include sia le foreste piantate a specie singole. secondo la descrizione d i Lewis Mumford. che ora sopravvive in per centuale non superiore all'1% con aspetto uguale a quello trovato dai primi colo ni. Se i cambiamenti del clima concorrono a rafforzare questo circolo vizioso. e infine il deserto s'insinua subdola mente nella steppa. Allora gli orsi grigi tenevano le popolazioni di animali erbivori entro limiti ragionevoli. la steppa tiene dietro alla savana se vi vengono praticati il pascolo int ensivo e la cerealicoltura indiscriminata. designata con il . L'inizio della coltivazione significò l'eliminazione di alberi e cespugli. e il mondo della natura vi si è adattato con altrettanta gradualità e lentezza. piena di vita animale. In questo capitolo mi occuperò soltanto della coltivazione intesa co me una delle molte forme d'impiego del terreno che eliminano la vegetazione natu rale. I Padri Pellegrini sono sbarcati nella Virginia solo nel 1620. la composizione e la consistenza del terreno. L'uomo ha sempre stentato a rendersi conto di quanto siano delicate la qualità. tanto minori diventan o le possibilità di sopravvivenza della flora spontanea. il Sahara con l'aspetto di una r egione prospera e ricca di foreste. sia piantagioni a limentari e utilitarie.circa cinque per chilometro quadrato . Le cause dei cambiamenti sono talvolta di natura più sottile ed inaspettata. Riesce quasi impossibile immagi nare come dovevano essere un tempo certi posti: il Libano ricoperto di cedri (og gi ne restano circa 400). Così ne l diciassettesimo secolo viveva un numero sorprendentemente elevato di Pelliross e . di modo che gli erbivori si moltiplicaro no esageratamente. ma si nutriv ano largamente anche di bacche e ghiande. Ricorrendo a una similitudine si può dire che la specie coltivat a rappresenta «la quinta colonna» della specie selvatica. e questo fatto li induceva a conservar e le foreste. Altri innumerevoli alberi vennero abbattuti per ott enerne legname da costruzione o legna da ardere. sia casuali che voluti.speriamo non esagerato . non vengo no intesi quasi mai a lunga scadenza.i è verificata su un ritmo infinitamente graduale e lento. Contemporan eamente e parallelamente a queste pratiche veniva favorito . con distruzione finale degli alberi e di molta altra vegetazi one. La sa vana prende il posto della foresta quando questa venga distrutta per qualsiasi m otivo. mentre il dissodamento spezzettava e sbocconcellava il terreno in particelle lievi che venivano esportate facilmente dal vento o dall'acqua di scorrimento. Essi erano per lo più cacciatori.ne abbiamo già tratta to . ridotti oggi a massicci mont uosi inariditi. cioè nella f ascia detta «a macchioni di artemisia». anche delle erbacce più umi li ed adattabili. Ma all'arrivo dell'uomo bianco nella regione cominciò lo sterminio incessante degli orsi grigi. Nessun resoconto .potrebbe darci un'i mmagine più realistica di un paese virtualmente vergine. e i primi viaggia tori ricordavano come nelle praterie americane «le fragole crescessero così fitte. cambiando completamente la "facies" della flora e della fauna rispetto al precedente paes aggio naturale. c he i garretti dei cavalli sembravano tutti insanguinati». mentre quelli domestici allevati in num ero sempre crescente aumentavano la distruzione delle piante più succulente. e sono spesso irreversibili. Creta tutta verdeggiante di foreste di conifere. e come certi processi siano praticamente irreversibili.nel "chaparral" americano. Invece oggi ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti avvengono con sconvolgente rapidità. bruca ndo anche alberi e cespugli. di cu i restano laceri avanzi sulle Montagne Bianche. come possiamo dedurre dalle pitture rupestri dell" Hoggar e del Tassili. i ris ultati sono veramente gravi: assistiamo a un fenomeno del genere nella regione d ell'Africa occidentale a nord dell'equatore e a sud del Sahara. Una foresta in fiamme riduce in cenere in poche ore secoli di lento accrescimento. e a partire da quella data de vono essersi verificati moltissimi incendi. e il coltivatore il sicari o prezzolato. di come queste caratteristiche non s iano inesauribili.il pascolo degli erbivori selvaggi. Ogni tipo di coltivazione finisce con l'incidere fatalmente sulla vegetazione sp ontanea: quanto più s'intensificano ed estendono le colture. La prima accelerata ai cambiamenti naturali venne impressa dall'uomo circa mezzo milione d'anni fa con l'uso deliberato del fuoco.

come si può osservare in posti quali il Texas. I corsi d'acqua di Giava. All'inizio degli Anni Sessanta i nuovi pozzi a pompaggi o e le vaccinazioni in massa del bestiame . e la gente dovette fare altrettanto. calcio . e il 27% di radici. lasciando carcasse di bestie morte in mezzo al deserto. o del taglio e dell'incendio su appezzamenti successivi.dove si depositano ogni anno fino a 59 tonnellat e per ettaro di rifiuti vegetali . dato che il bestia me significa ricchezza per le tribù come i Tuareg. e le perdite di nitrati. Esso possiede un ciclo praticamente chiuso di crescita e disf acimento. l'erba degli elefanti o di specie affini inutili all'uomo ed incapaci di effettuare il rinnovo del terreno. dette lateriti. Ma. Salvo che negli spazi già aperti. ed anche nelle fertili maremme e zo ne acquitrinose dell'Inghilterra. Una volta spezzato questo eco sistema. il 71% di tronchi e rami. e s pesso si sovrappongono l'un l'altro. il numero dei capi aumentò incessantemente. Allora la pioggia ne incide profondament e la superficie. il cui destino finale è di consolidarsi i n formazioni rocciose aspre ed inutili. e in grado soltanto di bloccar e la ricolonizzazione del suolo ad opera di altre piante. e viene macellato solo in occas ione di feste e cerimonie. Nelle regioni tropical i la violenza delle piogge aggredisce rabbiosamente il terreno se viene tolta la protezione del denso manto forestale. La foresta tropicale in modo particolare rappresenta un grande ecosistema naturale. Se qualcosa succede dopo l a distruzione di questo ecosistema. dove l'attività dell'acqua s muove nuovi strati di roccia e trasforma a poco a poco i vari strati del terreno . L'erosione comincia quando si distruggono la consistenza e la composizione del t erreno. come esiste vano nel Vicino Oriente agli albori dell'agricoltura.tutto terreno che se ne va perduto al mare. schisti o argille friabili. per cui si forma polvere che viene prontamente dispersa dal vento o dila vata dalla pioggia. mantenendo anche carat teristiche di stabilità completa. Tonnellate e tonnellate di terreno vengon o dilavate in questo modo. l'esposizione al sole alternata alle piogge successive trasforma il terreno indurendolo come il cemento. La distruzione delle foreste aumenta enormemente lo scorrimento dell'acqua piova na. si ottengono in media solo il 2% di foglie. comprese quasi 5 0 tonnellate di liane. si può giurare che è solo la crescita della ruvi da Typha elephantina. La foresta riesce a sopportare la tecnica del maggese.quanto sottoterra. come spesso accade. Se. Una recente indagine effettu ata a titolo sperimentale ha messo in evidenza che il dilavamento annuo del terr eno aumenta di due quinti dopo il diboscamento di aree forestali del New Hampshi re. Ma la stabilità della foresta viene distrutta irrimediabilmente se colture o pascolo vengono imposti forzatamente e permanentemente sull'area diboscata. Un'attività analoga nelle regioni temperate può ridurre aree già boscose a deserti di torba nuda. man mano che questi vengono penetrati dalle radici. formando calanchi sempre più profondi e facendo affiorare il sott osuolo sterile. dove il peso complessivo della vegetazione si calcola sulle 1000 tonnellate per ettaro. solo se il popolamento umano si mantiene a densi tà molto bassa. Gli usi od abusi del terreno che possono portare all'erosione sono numerosi. I campi estesissimi favoriscono l'erosione eolica. Negli anni successivi non piovve. il Sahara si mosse pian piano verso il sud. le siepi abbattute per ricavare queste vaste c ampagne (19000 chilometri annuì di siepi nella sola Gran Bretagna) distruggono mol te specie di piante ed eliminano habitat indispensabili alla fauna. fenomeno che si verifica con maggior facilità e gravità sui pendìi ricoperti da un tenue strato di terra.nome generico di Sahel.forniti nell'ambito di un programma di aiuti . Probabilmente non c'è nessun paese al mondo dove non si possano osservare gli effetti dell'erosione: i «regni della polv ere» e le «terre ingrate» degli Stati Uniti rappresentarono i primi terribili avvertim enti per i Paesi progrediti. i residui sono ricchi di ferr o ed alluminio. sia alla superficie . cioè di 4 o 5 individui per chilometro quadrato. hanno visto raddoppi arsi la portata d'acqua rispetto a prima. piante epifite e parassite. e in questo modo sfruttò il pascolo disponibile senza lasciargli il tempo di ricrescere. non importa se per abb attimento o per incendio. mentre l'erosione si moltiplica per quattro. la coltivazione comporta a bitualmente la distruzione delle foreste o delle macchie.portarono maggiore longevità al bestiame stesso. dopo 24 anni di diboscamento. Inta nto la gente coltivava sorgo e miglio senza applicare la rotazione delle colture . e portano una quantità quintupla di sedi menti .

Però il pascolo eccessivo costituisce un 'eventualità tutt'altro che rara. iniziano anche fenomeni di grave erosione del suol o. Effetto indiretto di questo deterioramentto è la riduzione delle zone adatte ai gr ossi erbivori come elefanti. ippopotami e ungulati. nonché mio fra . Tanto per citare "Mato Grosso" di Anthony Smith. resa possibile dall'attuazione della nuova autostrada transamazzonica c he sventra uno degli ultimi grandi habitat non ancora sfruttati della Terra. In certi posti ogni brandello di flora legnosa vien e saccheggiato per la produzione di legno compensato. Conseguenza tipica della distruzione operata dal fuoco è la prateria a savana. «quella striscia di strada scoccata come una freccia nel cuore della giungla sarà m ortale per il vecchio regno. ma il taglio indiscriminat o lascia allo scoperto un terreno dove spuntano ben presto nuove piantole sia pu re di specie diversa. Nell'U nione Sovietica il diboscamento indiscriminato di estesissime regioni ha sortito il risultato di piene eccezionali nei fiumi. Nelle regioni tropicali dove si applica il pasco lo esagerato. Risultati di questo genere non sottintendono per le r egioni exboscose l'automatico intervento di opere di rimboschimento. come si può osservare in aree tanto diverse tra loro come le f oreste di legni duri tropicali dell'Estremo Oriente.provoca il collasso dell'habitat residuo molto più in fretta di quant o occorra alle forze della natura per riprendersi dai danni inferti. come è accaduto nel Kenya. in occasione della spedizione effettuata negli anni 1967-69 sotto gli auspici della Royal Society e Royal Geographical Society. Un giorno si domanderanno dove sorgeva la foresta. così nell'Unione Sovietica pioppi tremoli e sambuchi tengono dietro tipicamente alle foreste di conifere. L'attività di un numero eccess ivo di tali animali . o dall'affollamento in parchi nazionali trop po piccoli . otto e tre volte tanto. data la mineralizzazione del t erreno e la sua incapacità a trattenere le sostanze nutritizie: ciò che ben presto l ascia il terreno praticamente sterile.specialmente se favorita dalla decimazione degli animali p redatori loro antagonisti naturali. che è in grado di sostentare animali erbivori. e il terreno può praticamente perdere l a sua consistenza e disgregarsi prima ancora che comincino i fatti d'erosione. Questo processo è rappresentato dalla cosiddetta «apertura delle regioni dell 'interno». L'incendio delle aree boscose mette in libertà elementi nutrienti che restano faci lmente disponibili per un paio d'anni al massimo. Oppure. per cui un assembramento di questi bestioni consumerà tutto i l foraggio disponibile. con la vistosa eccezione di molte specie di antilopi. colture od opere di riassetto. che costituiscono l'unica riserva alimentare della fo resta oltre al nutrimento contenuto effettivamente nelle piante. Quando comin cia la stagione delle piogge. In Amazzonia il contenuto in sostanze nutrienti dello strato di rifiuti fogliari è inferiore a qu ello di analoghe foreste. come già se lo chiedono in tante altre parti del mondo. o un carico eccessivo di bestiame. si ottiene come risultato un pa scolo di erbe sempre più grossolane e meno appetibili. ch e ha raggiunto proporzioni catastrofiche in certe località: nuvole di sabbia porta ta dal vento ricoprono campi e prati. nonché di «diffusa erosione eolica.e potassio crescono rispettivamente di sessanta. le erbe che spuntano nei pres si delle pozze d'acqua vengono brucate al completo. In ogni caso il fuoco distrugge tutti i r ifiuti fogliari e l'humus. Un solo ipp opotamo è in grado di divorare in una sola notte una corsia d'erba della lunghezza di otto chilometri.12. riducendo il posto a un'arena di fango. nelle selve di alberi a leg no dolce di tipo temperato dell'Unione Sovietica. un c ontinente dove i deserti hanno sostituito su larga scala le antiche foreste. e spesso la formula definit iva è data dal bambù. fin dove l'occhio poteva arrivare». la foresta piovosa dell'Amazzonia. mentre molti fiumi si disseccano» («Literaturn aja Gazeta» del 13. e se fosse vero che c'eran o alberi a perdita d'occhio. Nei climi temperati si osserva la tendenza delle erbe a sradicarsi per cedere il posto ad erbacce disgustose o spinose. Il Brasile costituisce attualmente il teatro d'operazioni di un processo di cui è stato detto che possiede «tutti i requisiti di un disastro ecologico su scala giga ntesca». e nelle località a macchioni di acacie dell'Africa Centrale. L 'Africa è un triste esempio di lunghe epoche di maltrattamenti incontrollati.1967). specialmente nelle annate di siccità in cui certe pozze si asciugano e tutte le bestie si raccolgono attorno a pochi posti d'abbeverata .quando si tratta di specie che hanno bisogno di bere ogni giorno. L'autore succitato.

senza che nessuno si curasse minimamente di ripiantarla . ad esempio l'arcipelago delle Hawaii ha una flora composta per il 96% da piante fiorenti endemiche. assumendo un'aria molto simile a quella di certe zone incolte degli Stati Uniti. e ben pochi indizi fanno credere che la regione potrà mai sostentare una grande p opolazione. dove ha causato le di struzioni più radicali del manto vegetale. Gli Americani hanno trovato nel Nordame rica praterie ubertose e le hanno spesso isterilite. le isole Hawaii ci offrono l'esempio special issimo di un'altra specie vegetale praticamente sterminata a seguito della grand e richiesta commerciale. altrimenti compariranno erbe spontanee non sempre adat te all'alimentazione del bestiame.. Si è detto che l'Impero Romano dovette la sua decadenza e caduta alla capra. essa non ricomparirà più nemmeno se tutti gli attuali «valori zzatori» dovessero rifare le valigie e andarsene.. La foresta contiene anche pregevoli alberi da legname . il professore di geografia Edward P. non resta più nemmeno un ciocco. Quella vorace distruggitrice che è la capra. E" stata anche espressa l'ipotesi che i grossi alberi di queste foreste restitui scano all'atmosfera molta più umidità che non i pascoli. procedend o nel cuore della gigantesca cupola verde formata dagli alberi. se non addirittura su quello globale. distruggendo sempre più. scriveva dopo un a visita avvenuta nel 1972: "La strada attualmente in costruzione nel bacino dell'Amazzonia contribuirà molto a domare questa grande roccaforte dei territori inesplorati.ma si pensa che non valga la pena di salvare questi esempla ri singoli dall'incenerimento generale. Già nel 1969 Anthony Smith osservava che cominciavano a formarsi «orribili fatti d'e rosione con inizio di calanchi». se dispone di buone nozioni.e bano. ma adesso l'area vale circa 200 volte il suo prezzo d'acquisto. Gli incendi sono provocati dai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato dal governo esten sioni di terreno. Oltre alla distru zione accidentale di queste specie. il Brasile ha messo a tac ere ogni critica affermando che l'Amazzonia rappresenta una sua questione intern a. Al terzo anno il proprietario. salvo che. Un altro scrittore.tello che sorvolò la giungla nel 1972. teak. Il terreno non è buono. Leahy. perché ciò rallenterebbe la speditezza del d iboscamento. nonostante l'esempio dell'Africa dall'altra parte dell'Atlantico. destinato alla produzione del bovino da carne. Nonostante le critiche da parte di esperti di fama mondiale riunitisi nel 1972 a lla Conferenza per l'Ambiente sotto gli auspici delle Nazioni Unite. pianterà un certo tipo d'erba alta e filiforme. o produrre eccedenze esportabili". sul piano locale. Allora la terra si ricoprirebbe di macchie e roveti a perdita d'occhio. hanno riferito che una cortina ininterrotta di fumo e fiamme si addentra. Ci si aspetta che quattro milioni di ettari di foresta dell'Amazzonia vengano distrutti e adibiti a pascolo nei prossimi dieci anni. verso l'interno. costituisce un fattore di prima grand ezza dell'espansione dei deserti in Asia e nel Nordafrica. di cui nessun altro deve occuparsi. mogano . Ma il valore econom ico dell'autostrada transamazzonica autorizza molti dubbi. ma oggi questo è il chiodo fisso dei Brasiliani. una volta distrutta e r asa al suolo la foresta. e che il diboscamento perta nto produrrebbe un clima più secco. segnalando che i nuovi proprietari terrieri non p rogrammavano nessun piano per ovviare alla minaccia. Distruzioni di questo genere sono irreparabi li dal punto di vista botanico. "L'assetto totale dell'intera area è di portata così smisurata che nessuno è in grado di predire con esattezza cosa potrà capitare. vi si porta il bestiame. Allora la giungla è morta. specialmente sulle isole remote con tendenza ad altissime percentuali di specie endemiche. Eppure non è difficile abbattere un albero amazzonico alto una trenti na di metri. Non si sa se continu erà la richiesta di mercato di tanta carne bovina. Gli incendi si possono appiccare per tre anni di seguito fino ad estinzione completa delle forze rigenerative della foresta. bastano di solito pochi colpi d'ascia. lo stesso potrebbe succeder e in Brasile con le foreste". Una volta formatasi la prateria.

e la Nuova Zelanda accus a più di mille specie indesiderate forestiere. alcune specie di provenienza australiana che vi sono state introdotte hanno soverchiato cespugli ed alberi indigeni. perché occasioni del genere accadono di rado nelle dense foreste. Nel 1925 i boschi furono decimati. 2 2 delle quali sono scomparse da allora. più di tre quarti delle qual i di origine americana o europea. che impediscono la ricolonizzazione ad opera delle specie locali.destinate a restare sconosciute per sempre alla scienza -saranno scomparse tra il 1502 e il 1810. nel Gol fo di Biscaglia si rastrella dal fondo un certo tipo di alga calcarea. o nei casi meno gravi cespugli ed altra vegetazione secondaria. invasioni di c apre. mentre la California soffr e per la presenza d'intrusi del Mediterraneo orientale. o Santalum album dell'Indonesia e dell'India . Le alghe si raccolgono a scopi alime ntari anche presso le Hawaii. Il C anada possiede un'alta percentuale d'erbacce europee. e vi vennero registrate 33 specie endemiche. queste risorse marine andranno amministrate invece che saccheggiate. Le aree denudate mostrano lo spettacolo ben noto della rapida erosione del terreno con sparse piante erbac ee. Ad esempio a Giava poche piante mostravano tendenza natural e a trasformarsi in specie infestanti. pecore. e Sant'Elena. Quasi la stessa cosa è accaduta in Malesia. in Indonesia ed altre località del Pacifico. Infine. la raccolta si fa abitualmente a mezzo di ganci a strascico. Oggi quest'albero si è in parte reinsediato sull'isola di Oahu. Indubbiamente si troveranno altre forme d'impiego per le alghe e. Naturalmente si lamenta un serio impoverimento delle colonie di erbe marine. e inoltre le isole di Robinson Crusoe . e la specie più usata di questi legni di sandalo aromatici. effettuata principalmente al mercato cinese e polinesiano. e già nel 1550 un viaggiatore segnala va greggi di capre della lunghezza di un miglio. dove si usano molte alghe come cibo e per la preparazione industriale d ello jodio. Altri popoli invece furono più lungimiranti. che un tempo formava bo schi grandissimi e magnifici. che nessuno sa ormai più con esattezza dove questa specie crescesse originar iamente allo stato spontaneo. la rga solo 10 miglia. e l'economia dell'isola venne a fondarsi largamente sulla vendi ta di questo legname. in modo da lasciare parti di pianta che possano ricrescere. in certi posti del Portogallo centrale. degli aeroporti e delle miniere sotterranee con l'accu mulo di materiali di scavo. quand'anche se ne presentasse l'occasione . viene piantata così estesamente da migliaia d'anni di costante richiesta commerc iale. sovraccarico di bestiame sui pascoli. Nelle Filipp ine il fuoco da solo distrugge tre ettari di foresta ogni "minuto". Ma una volta c he vennero aperti i terreni all'aratro. Tra le altre isole dove pure è stata perpetrata la decimazione della flora locale. La scom parsa della superficie forestale va dal 30% di Tahiti e di Moorea. Quest'ultima isola. e l'esportazione del legno di sandalo pratic amente cessò. si verificò un'invasione stupefacente di p iante straniere: nel 1968 se ne contavano almeno 300. con le miniere a cielo aperto e l'espansione industr . Nella seconda metà del Settecento s'instaurò la monarc hia alle Hawaii. Si può immaginare quante centinaia di spec ie . al 60-90% di sette delle isole Marquesas. Le piante locali vennero catalo gate per la prima volta nel 1810. Anche il mare può risentire danni a seguito dello sfruttamento incontrollato. Tagli e incendi di foreste. l'esplosione demografica della specie umana porta alla sterilizz azione totale del terreno in conseguenza dello sviluppo continuo dei centri urba ni e delle reti stradali.: è il caso della pianta di sandalo Santalum freycinetium. è stata scoperta nel 1502. che già hanno modificato completament e l'equilibrio vegetale. Oltre al deterioramento provocato dall'uso inopportuno o dallo sperpero delle ri sorse naturali. che sco nvolgono i banchi di alghe con i loro appigli. nelle Isole d ella Società. bovini e porci si sono alleati nell'opera di distruzione della mag gior parte delle foreste sulle parti più basse di molte isole polinesiane. Altra conseguenza della coltivazione e delle modifiche apportate al terreno è la d iffusione delle erbacce importate.Juan Fernandez. Si comincia a sper are che si useranno sempre più i metodi di raccolta basati sul taglio delle alghe. usata per correggere la composizione dei terreni. Per lo stesso motivo venne sterminata un'altra specie di legno di sandalo alle isole J uan Fernandez. a somiglianza di quanto si fa con le foreste. vanno citate le isole Phillip e Norfolk ad oriente dell'Australia. In G iappone.

nel terreno e nei co rsi d'acqua. o il process o di «osmosi alla rovescia» preconizzato in California. Anche quando il riciclaggio non riesce a fornire nuova acqua potabi le. mentre quelli più alti s'impo veriscono d'ossigeno. potrà sempre ricavare dagli scarichi domestici acqua adatta all'irrigazione. ma il peggio è dato da qualsiasi causa che nuoccia alle microfite e ad altri microorganismi. I problemi dell'inquinamento in generale sono già stati trattati con perfetta comp etenza in molti buoni libri e in innumerevoli articoli contemporanei. diversamente l'eccedenza termica distruggerà la vita animale e vegetale dei fiumi in cui verranno immessi gli scarichi. e in parte dal fatto che le normali pratiche agricole danneggiano la consistenza del suolo. in cui si usano membrane sem ipermeabili. dai rifiuti animali negli allevamenti intensivi. le quali consumano perfino più ossigeno dei batteri che decompongono i rifiuti. e i rifiuti industriali mostrano tendenza a riversarsi direttamente nei fiumi. se non è stata opportunamente raffreddata in torri di raffreddamento o in t ubature a serpentina. quelli industriali meno spesso. Questo fatto si è verificato nei maggiori laghi svizzeri. Oltre alle sostanze chimiche. e non sull'uomo. Anche le ceneri radioattive di ricaduta colpiscono sicuram ente le piante: essa ha ucciso un lichene tra i più graditi alle renne su vaste es tensioni siberiane. I trattamenti comprendono l'uso di alghe. Tutto questo materiale si disperde nell'aria. I nitrati. Anche a questo riguardo tratterò solo gli effetti dell'inquinamento sulla flo ra o la fauna selvatica o spontanea. proprio come gli scarichi domestici si possono trattare per la produzione del gas di riscaldamen to.ma anche la più vulnerabile del ciclo della vita sulla faccia della Terra nei riguardi dell'umanità. laghi. l'industria deve spesso affrontare il problema di eliminare acqua di raffreddamento riscaldata al termine delle lavorazioni indust riali. Gli scarichi liquidi. che viene consumato dai batteri che decompongono gli scari chi. Quantità esagerate di fosfati. Anche dove i rifiuti solidi vengono sepolti sottoterra. con l'acqua salmastra e con l'acqua salata. Una parte di questi scarichi termici si potrebbero presumibilmente travasare nelle tubature degli im pianti caloriferi funzionanti ad acqua calda per uso domestico. di modo ch e ormai ne conosciamo tutti gli aspetti connessi alla presenza di rifiuti ed ava nzi. il cui uso si è decuplicato in un quarto di secolo negli Stati Uniti. come quelle che vengono messe in libertà dai . i suoi manufatti o i suoi raccolti. L'inquinamento delle piante superiori riveste già di per se stesso una c erta gravita. di batteri della fotosintesi che possono agire in assenza di ossigeno. possono anche favorire il prosperare di alghe ver diazzurre. che sono stati denominati gli «effluenti sociali». Quando si usano i laghi come fosse di scarico. oltre a rappresentare un pericolo per la salute nelle acque usate a s copo potabile e d'irrigazione. i quali tra l'altro sono così zeppi di organismi patogeni che è vietato consumarne il pesce o nuotarvi. Nei Grandi Laghi americani il problema dei rifiuti si è aggravato. Qualche volta gli scarichi domestici ricevono un trattamento inattiva nte. sia di natura chimica che di provenienza dalle centrali nucl eari. il quale riesce sempre meno a trattenere le sostanze nutrienti. Le industrie. La maggior parte dell'inquinamento deriva dagli scarichi e dai rifiuti domestici . estua ri o mari. mentre i nostri rifiuti d'ogni prov enienza esercitano crescente pressione sull'ambiente naturale. dagli scarichi industriali d' ogni tipo e dall'eliminazione di residui velenosissimi e sottoprodotti e scarti di elevata tossicità. essi rappresentano la parte più importante . Alcuni di essi sono anonimi perché molte industrie non sanno nemmeno di cosa si liberino. come in Sudafrica. e lo stesso sarà possibile con certi scarichi industriali. gli agglomerati urbani e gli automezzi emetto no grandi quantità di sostanze chimiche innaturali riversandole nell'aria sotto fo rma di gas e di minuscole particelle solide. gli strati più bassi accumulano sca rti organici. Q uesto risultato dipende in parte dall'accresciuta estensione delle colture. e non riescono più a sostentare la vita. Data la loro grande capacità d'inattivare le sostanze inq uinanti. per la grande quantità di nitrati che vi scola dai terreni agricoli circostanti saturi di concim i azotati. è facile che delle sostanze tossiche filtrino attraverso gli strati del suolo e vadano a fini re nei corsi d'acqua.iale di ogni genere. i primi si possono riciclare e trasformare in acqua dolce.

che rappresentano l'inizio del ci clo alimentare degli animali superiori . lungo solo 70 chilometri. che comprendono altresì il trattamento degli scari chi -questi laghi «sopravviveranno» certamente.concimi. Anche l'uso dei laghi a scopi sportivi o di svago comporta rischi ambientali. e ciò non fa che accrescere la quantità dei se dimenti in putrefazione. Da tro ppo tempo l'uomo fa troppo affidamento sulla tradizionale capacità di autodepurazi one dell'acqua corrente. erano così c ariche di sostanze chimiche e tanto calde. Il lago Baikal.in parte grazie anche alle accresciute precauzioni d'ordine ecologico. Concentrazioni eccessive di sali passano dall'acqua del Reno alla falda fr eatica poco profonda. Sebbene nitrati e spazzatura possano favorire la crescita delle alghe e del plan kton marino. e una recente indagine effettuata nelle acque del Tee in Inghilterra ha rivelato la presenza di cadmio. ed è stata rovinata anche l'industria della pesca del lago Baikal e della cinquantina di f iumi emissari per la lunghezza complessiva di circa 4000 chilometri. dal letame stallatico e dai detersivi. l'inquinamento può estendersi a tutto il corso del fiume.definito di recente «la maestosa cloaca d'Europa» -. In ambedue questi casi le microfite del lago . tuttavia è stato modificato l'equilibr io delle popolazioni ittiche. piombo e zinco in perce ntuali aggirantisi sulle 1000 parti per milione. a Rotterdam. Le piante acquatiche sono danne ggiate dalla presenza del solo rame già in misura di 11 parti per miliardo. ma oggi . allo stesso mod o in cui più a monte del fiume vengono inquinati pozzi di trivellazione situati a notevoli distanze. spesso citato ad esempio di un mare interno tra i più lim pidi e belli. pr ovenienti specialmente da una fabbrica di cellulosio. Altra sporcizia e spazzatura viene portata al largo su barconi. possono aumentare il rigoglio d elle alghe. i rifiuti provenienti dalle fognature cittadine e la presenza di concimi dilavati dalle acque di scorrimento .do ve il loro carico di sporcizia si irrobustisce dei contributi dei sedimenti dell e fogne vere e proprie . e di almeno un milione e m ezzo di metri cubici di legname calato a fondo negli ultimi dieci anni.inquinando talvolta le spiagge e nuocendo alle alghe e alla fauna connessa. da potersi usare per sviluppare una p ellicola fotografica ricavandone un'immagine riconoscibile. La dispersi . e viene scaricata in mare a poc hi chilometri di distanza dalla costa.sono state gravemente colpite. Ne l lago di Costanza. L'Olanda costituisce di gran lunga il Paese peggio ridotto per quanto riguarda i suoi rapporti con il Reno . e infine continuando la loro opera in mare. si comprenderà agevolmente come i fiumi possano isterilirsi completamente in bre vissimo tempo con la morte di tutte le piante acquatiche e degli altri organismi . sia vegetale che animale. muoiono tutti gli organismi. Pochi anni or sono si cominciò a temere che i Grandi Laghi fossero ormai «morti» per l a presenza di queste sostanze. Nel 1972 un giornale o landese riferì che le acque riunite del Reno e della Mosa. Le grandi «cloache» fluviali di questo genere continuano attraverso gli estuari . I fiumi hanno sempre attirato gli insediamenti industriali per la comodità dei tra sporti e dell'eliminazione degli scarichi. che si crede contenga circa un quinto delle risorse d'acqua dolce del mondo. Anche la presenza di molto legname fluitato sul fondo può causare inconvenienti ec ologici. Se a questi scarichi industriali si a ggiungono le acque surriscaldate di raffreddamento. e può venire riutilizzata solo se viene riportata in alto dalle correnti. Buona parte delle sostanze nutritizie cal a rapidamente in fondo al mare. Rifiuti tossici di vario tipo vengono scaricati nelle ac que più profonde a distanze dalle coste ritenute «sicure». comprese le stesse alghe. si calcola che nel solo 1972 si si ano depositate sul fondo non meno di 600 tonnellate di residui di carburante sca ricati dai motoscafi. I metalli passano co n grande facilità nei fiumi. Tali circostanze possono anche stimolare la crescita es agerata di piante superiori come la lingua d'acqua canadese. e da lì sui terreni agricoli degli Olandesi. ora soffre per la presenza di residui della lavorazione del legno. talvolta contenute in recip ienti che presumibilmente non si corroderanno per un tempo «indefinito». Se le alghe esauriscono tutto l'ossigeno del lago. da l quale dovrebbe pure dipendere in larga misura per il suo fabbisogno d'acqua pu lita. rame. la maggior parte dei rifiuti che finiscon o in mare non sortisce questo effetto.

Tornando alla terra ferma. mentre i detersivi impiegati per ripulire le coste si rivelano poco meno micidiali. in media. e i n seguito sono nati bambini affetti da malformazioni. Nella parte meridionale del Caspio petrolio e nafta hanno letteralmente incatramato il fond o marino. una recente previsione formulata per l'Inghilterra e il Galles. Negli ultimi 12 anni almeno 20 specie planktoniche hanno mostrato un'allarmante diminuzione numerica dovuta a queste sostanze e all'inquinamento da petrolio. può ostacolare grandemente la fotosintesi e la moltiplic azione del plankton tanto nelle acque dolci quanto in mare. segnalò la presenza visibi le di inquinamento da una costa all'altra. catrame e pl astica. Una recente indagine esperita nel Mare dei Sargassi ha rivelato la prese nza. di 3500 particelle di plastica per chilometro quadrato. come ben s appiamo ricordando il disastroso affondamento della supercisterna "Torrey Canyon " avvenuto nel 1972. Oltre a questi casi ec cezionali. se non addirittura a cen tinaia nella giungla. ne l 1969. Thor Heyerdahl.prolungatasi per parecchi mesi . fluviali o marine. Co n il plankton ci ritroviamo ai primi gradini della vita vegetale. Analoghi effetti son o stati accertati anche a carico degli idrocarburi clorati. ad o nta delle limitazioni poste all'uso dei prodotti chimici in agricoltura. in occasione delle sue traversate atlantiche del 1968 e del 1969 a bordo di imbarcazioni primitive di giunchi. che è poco soggetto all'azione delle maree. il petrolio continua a scaricarsi regolarmente in tutti gli oceani de l mondo ogni volta che si ripuliscono le cisterne a bordo delle navi. mentre l'inquinamento prodotto dalle industrie e dagli scarichi di rif iuti nel Mediterraneo. e probabilmente anche nelle persone. Il mercurio fornisce un vistoso esempio di veleno insidioso. sotto forma di petrolio. e rappresentò uno dei fatti di maggior rilievo per attirare l'attenzione di un'agita ta opinione pubblica americana sui misfatti del petrolio. L'inquinamento da petrolio non si limita ai mari e ai laghi. L'inquinamento marino può verificarsi sia in forma solubile che super ficiale. L'uso d el mercurio comporta notevole rischio per il fatto che. sono particolarmente vulnerabil i all'accumulo di scarichi d'idrocarburi e di altri rifiuti tossici. riducendo l'afflusso di turisti in parecchie località.1 parti per miliardo. alle primissim e fasi vitali del ciclo alimentare nel mare. in California. che persistono inalt erati nell'acqua di mare almeno un mese: 13 parti per milione dimezzano l'attivi tà di fotosintesi del plankton. Ora si è scoperta la presenza del petrolio nell'Amazzonia peruviana e con ogni probabilità torri ed imp ianti di trivellazione petrolifera sorgeranno a decine. e possono anche uccidere i pesciolini giovani. I mari chiusi. subdolamente presen te nelle acque lacustri. Petrolio e nafta rappresentano inquinanti marini di notevole rilievo. riversando gli scarichi nei fiumi con conseguente distruzi one di animali e piante. In Svezia si è accertato che il mercurio contenuto nei tegumenti delle sementi trattate continua ad accumula rsi negli uccelli che vivono di pesce. ma a quanto pare succede facilmente che alte percentuali di mate riali persistenti affondati in un dato punto si possano poi ritrovare a migliaia di chilometri con il passare del tempo. e la fuga di grezzo .da u n pozzo petrolifero male installato al largo di Santa Barbara. Petrolio e nafta lungo le coste distru ggono ogni tipo d'alga e di organismi connessi.one e la persistenza dei rifiuti solidi e liquidi negli oceani sono ancora tutt' altro che note. In Giappone molte persone sono morte in modo orribile (morbo di Minimata) dopo aver mangiato pesce catturato a valle di fabbriche di prodotti plastici dove si usava mercurio nei catalizzatori. come il Caspio e il Mediterraneo. Tra le sostanze che destano maggiori pr eoccupazioni si annoverano le scorie radioattive e gli idrocarburi alifatici per clorati (sottoprodotti delle industrie che producono vernici e materie plastiche ). Il problema è più acuto nei paesi piccoli densamente popol ati. e lo stess o accade in prossimità delle coste per le fughe e i versamenti inevitabili presso i terminali delle condutture petrolifere. ha prodotto dan ni ed allarme. anche a concentrazioni d i 0. sulla scort a dei tassi normali di crescita senza intervento di fattori antagonisti. è l'espansione della «giungla di cemento» quella che più colp isce le piante spontanee. che rovinò la costa prospiciente per una lunghezza di molti chilometri. ha calc olato che per l'anno 2800 ogni metro quadrato di territorio sarà convertito ad usi . La quantità di materiale mandato in mare in un modo o nell'altro è poco meno che astronomica.

L'abbassamento della falda freatica può dipendere da massicce opere di bonifica. Ciò non crea soltanto problemi di natura meccanica. compresi quelli derivanti dall'incenerimento dei rifi uti solidi.urbani. si può impiegare questo tipo d'irrigazi one non soltanto con specie tolleranti la s