Anthony Huxley. IL PIANETA DELLE PIANTE. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. Prima edizione aprile 1975.

PRIMO VOLUME. Traduzione di Lino Penati. Copyright © Anthony Huxley 1974. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Alberi che si programmano come cervelli elettronici, tronchi che si gonfiano per funzionare da serbatoi d'acqua, radici lunghe 622 chilometri, foglie quasi invi sibili a occhio nudo e foglie tanto grandi e forti da sostenere pesi di un quint ale, erbe che crescono fino a dieci metri di altezza, fiori che praticano tecnic he erotiche degne del Kamasutra. Non sono esemplari della flora immaginaria di u n pianeta da fantascienza: sono piante del mondo in cui viviamo, che esistono fr a infinite altre alle quali Anthony Huxley ha dedicato questo suo straordinario libro. In una evoluzione di migliaia di millenni, le piante hanno colonizzato il globo dagli abissi del mare alle cime dei monti. Sono in grado di esistere senz a gli uomini, mentre noi dipendiamo completamente da loro. Possiedono una incomm ensurabile capacità di produrre energia - dalla luce - che poi dispensano a ogni a ltro essere vivente. Imprevedibili e bizzarre, nutrono sentimenti simili all'amo re e all'odio. Hanno un comportamento sessuale così complesso che non esclude le p erversioni. Si aggregano in comunità politiche, stringono e rompono alleanze, cono scono l'arte della guerra offensiva e difensiva, che mettono in atto impiegando tattiche astute e raffinate strategie. In fatto di aerodinamica, idrografia, ing egneria, controllo della proliferazione e sicurezza nella continuità della specie, sono in grado di provvedere a se stesse con una previdenza e una capacità creativ a molto più sviluppate di quelle dell'uomo. Sono un vero e proprio pianeta, che ci circonda e condiziona la nostra vita. Questo pianeta vegetale, Anthony Huxley l o esamina da quello che si potrebbe definire «il punto di vista delle piante», senza dimenticare l'uomo moderno che, con la sua ignoranza e la sua distruttività, corr e il rischio di alterare l'equilibrio della vita universale. Libro meraviglioso e provocatorio, col garbo e l'humour delle grandi opere fondate sull'osservazion e della Natura, stimola l'interesse, desta l'ammirazione, spinge al rispetto, ri vela l'enorme importanza di una forma di vita che condivide con la specie umana l'avventura della presenza sulla Terra. Anthony Huxley (1920) è figlio di Julian Huxley. Ha lavorato per due riviste ingle si famose in tutto il mondo: «Amateur Gardening» e «Country Life». Ha pubblicato una ven tina di volumi sui più diversi problemi della botanica e della geografia, tra cui "Mountain Flowers" e (in collaborazione con Oleg Polunin) "Flowers of the Medite rranean" giudicati fondamentali dagli studiosi e dagli appassionati. INDICE GENERALE. PRIMO VOLUME. Nota dell'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. I compagni di strada sul pianeta terra. Come avvengono i mutamenti. Dalla cellula all'albero. La fioritura finale. La grande invenzione. Ingegneria naturale. La centrale energetica.

8. Eccentriche e bizzarre. 9. Il fiore. 10. Crescita e ritmo: il cervello elettronico della pianta. 11. Comandi e comunicazioni. 12. Le piante sentono? 13. Sesso e vita. 14. Un Kamasutra dei fiori. 15. Lo scopo finale. 16. La nascita. 17. Gli opportunisti. SECONDO VOLUME. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 24. 26. 27. 28. 29. 30. Il tempo assegnato. La comunità delle piante. Sfruttamento dell'ambiente. Girovaghi alla ventura. Convivenza. Strangolatori, parassiti e scrocconi. Le piante assassine. Corazza e veleno. Gli sfruttati. L'uomo manipolatore. Guerra dei mondi. Un rapporto incestuoso. Uno sguardo al futuro.

Bibliografia essenziale. *** NOTA DELL'AUTORE. Questo libro è stato scritto per aumentare l'interesse e la sensibilità per il mondo delle piante. In tutta la stesura dell'opera ho attribuito a lettori e lettrici qualcosa di più d'un semplice interesse passeggero per il mondo vegetale - siano essi giardinieri, botanici dilettanti o appassionati di flora selvatica, cui la dimestichezza quotidiana con le piante e le reminiscenze di lontani corsi scolas tici di biologia diano nozioni a livello quasi subliminare per la disposizione o rnamentale di piante e fiori. Pertanto ho riassunto brevemente molti particolari basilari relativi al modo in cui funzionano le piante, concentrando invece i mi ei sforzi sugli aspetti più straordinari di tale funzionamento. Ciò nonostante l'arg omento rimane praticamente inesauribile, e vengono quindi citati solo alcuni ese mpi tra gli innumerevoli possibili. Si sono dovuti inevitabilmente fornire alcun i particolari tecnici, ma sono stati omessi quasi completamente argomenti davver o complessi, quali le moderne opinioni sull'attività interna della cellula. Ferma restando la premessa di un interesse intrinseco per l'argomento da parte dei let tori, spero che il libro possa essere letto ed apprezzato da chiunque, a prescin dere dal fatto che sia provvisto o no di copiose conoscenze tecniche. Il modesto numero d'illustrazioni può riuscire forse sconcertante. Ho pensato tuttavia che u na parte illustrativa appropriata e bella, corredata da buone fotografie, avrebb e fatto di quest'opera uno dei soliti costosi libroni dove si guardano le figure invece di leggere il testo, mentre d'altro canto i disegni l'avrebbero resa tro ppo simile a un libro di testo. La maggior parte delle opere indicate nella bibl iografia fornirà illustrazioni di vario genere al lettore desideroso di vedere pia nte e strutture vegetali. In un'opera come questa, che mira in primo luogo a sti molare il pensiero, ritengo che le figure dopo tutto non abbiano un'importanza v itale. Tuttavia all'inizio dei capitoli sono state riportate alcune figure - rip rese per lo più da vecchie incisioni su lastra - allo scopo di alleggerire un test o eccessivamente uniforme.

Il libro incomincia con una breve esposizione del processo evolutivo considerato nel vasto arco di tempo del suo svolgimento, e con la descrizione di come siano evolute le piante. In questa parte vengono brevemente descritti tutti i princip ali gruppi di piante citati nel testo. I successivi capitoli dedicati alla fotos intesi, alla struttura, all'accrescimento vegetale e alle norme che governano ta li fenomeni introducono agli altri aspetti della vita delle piante, sottolineand o costantemente l'ingegno e l'impegno messi in opera per soddisfare tali esigenz e. Rientrano tra questi fenomeni di vitale importanza la riproduzione sessuata o asessuata, e la successiva dispersione delle spore o dei semi, tanto spesso con nessa alla collaborazione degli animali; l'invecchiamento, la malattia e la mort e; la società delle piante, le loro associazioni, il modo con cui le piante vivono in comunità in stato di pace o di ostilità. Gli ultimi cinque capitoli riguardano l'intervento dell'uomo lo sfruttamento, la manipolazione e la distruzione da lui perpetrati nei riguardi del regno vegetal e, le piante create artificialmente dall'uomo e quelle ancora primitive che egli cerca ora di addomesticare. L'ultimo capitolo prende in considerazione le prosp ettive future, senza perdere mai di vista le piante selvatiche. Ogni volta che è s tato possibile, sono stati usati i nomi volgari delle piante; gli equivalenti in latino sono riportati nell'indice. Tuttavia molte piante citate a scopo esempli ficativo non hanno un nome volgare corrente, e ho dovuto quindi adottare la term inologia botanica in latino, senza peraltro accentuare la sinonimia che opprime tanta parte della letteratura botanica. I nomi delle piante interessate non sono però veramente importanti, perché scopo della mia opera è stato quello di descrivere le strutture, i dispositivi, i meccanismi e gli accorgimenti di adattamento esis tenti. Indubbiamente la mancanza dei nomi potrebbe irritare il lettore dotato di una maggiore preparazione botanica, ma essi sono comunque indicati allo scopo p rincipale di aiutare chiunque intenda approfondire ulteriormente - poco o molto che sia -le sue conoscenze in questo settore. Insomma, ho cercato di scrivere un libro che possa destare interesse, meraviglia e considerazione per un mondo che ci circonda da ogni parte, che condivide con noi l'avventura della vita sul nostro pianeta, e che ciò nonostante viene ritenuto un fatto fin troppo normale e scontato. Devo confessare di aver ricevuto l'ispirazione per quest'opera dalla "Storia nat urale delle piante" scritta dal viennese Kerner von Marilaun, e pubblicata in tr aduzione inglese da F. W. Oliver nel 1894. Il «Kerner & Oliver», come viene chiamata l'opera correntemente, è da molti anni uno dei miei libri preferiti. Molta ispira zione mi è venuta, analogamente, dagli scritti del dott. E. J. H. Corner, segnatam ente dalla sua "Vita delle piante", pubblicata nel 1964; il fatto che io l'abbia citata testualmente parecchie volte dipende dall'impossibilità di rendere indiret tamente in modo adeguato la vivacità dello scritto, specialmente nei punti in cui l'autore descrive fatti od osservazioni da lui sperimentati di persona. Sono grato anche al signor Richard Gorer e alla signorina Janet Mortimer, che ha nno letto il dattiloscritto facendo molte giuste critiche, al signor Desmond Mei kle dei Reali Orti Botanici di Kew, che con grandissima cortesia ha controllato tutta la nomenclatura, e infine alla signorina Thalia Bence, pure di Kew, che mi ha aiutato a redigere l'indice dei nomi volgari e a rivedere parecchi punti nei particolari. Il signor Peter Stageman, bibliotecario alla Reale Società di Ortico ltura, mi è stato di grandissimo aiuto per risolvere i problemi delle illustrazion i. Lo stesso indice è stato redatto in forma definitiva dalla signora Dorothy Fram e, al cui attento lavoro va la gratitudine mia e degli editori. Capitolo 1. I COMPAGNI DI STRADA SUL PIANETA TERRA. Le piante ci circondano da ogni parte su questo nostro pianeta Terra. Vi si trov avano già prima di noi, e questo mondo vegetale verdeggia dovunque noi lo permetti amo: in Amazzonia, in Siberia, sulle montagne e negli oceani. Anche nel cuore de lle metropoli si trovano alberi piantati dalle mani dell'uomo ed erbe o erbacce che approfittano di ogni minima occasione di vita. Quasi dovunque lasciamo verde ggiare questo mondo vegetale, che la maggior parte di noi ritiene normale ed ovv

io. Cos'è questo mondo di piante, questo mondo che condivide con noi la vita sul nostr o pianeta, che forma l'unico gruppo di viventi con un modo di vivere tanto diver so da quello di tutti gli altri, senza ossa né guscio, o muscoli, sangue o nervi? Questo libro considera i fatti da quello che si potrebbe definire «il punto di vis ta delle piante», e tuttavia guarda di sottecchi anche la specie umana. Le piante fanno molte cose che anche noi sappiamo fare, e molte altre di cui siamo incapac i. In termini evolutivi l'uomo non è che un breve batter di ciglia, mentre le pian te rappresentano le prime forme di vita; peccato che in questo breve batter di c iglia l'uomo sia diventato per la natura il flagello che è. Le piante selvatiche s opravviveranno e prospereranno se noi permetteremo loro di esistere. Ma lo potre mo, e lo vorremo? E" facile essere antropocentrici ed antropomorfi con gli altri esseri viventi, s pecialmente quando sono tanto diversi da noi, come nel caso dell"«altro regno» delle piante. Facile dire di una pianta che è dannosa perché è armata di spine, o che è invad ente perché possiede una buona forza riproduttiva: questi fatti in realtà esistono s oltanto nella mente dell'uomo. Da parte mia ho cercato di evitare un punto di vi sta eccessivamente antropomorfo, ma le affinità tra le piante e gli animali inclus o l'uomo si sono rivelate talvolta troppo strette o troppo allettanti perché potes si sfuggire sempre e completamente a questa mentalità che fa dell'uomo il centro d i ogni cosa. Ci sono sempre in giro più piante di quante ne riesca a scorgere un occhio superfi ciale. L'acqua e il suolo pullulano di piante microscopiche: alcune sono unicell ulari, altre formano raggruppamenti di cellule abbastanza disordinati, si organi zzano poco per volta in strutture che diventano man mano più sofisticate e visibil i. Anche le piante unicellulari sono elaborate quanto le più complesse, e come que ste sono dotate di strutture progettate in misura altrettanto mirabile per il ra ggiungimento dei propri fini: proliferano senza sosta e senza limiti. Piante sup eriori si rinvengono dai mari meno profondi alle spiagge, dalle coste fino ai ri lievi montani; l'una o l'altra specie, in un modo o nell'altro, riesce a vivere in quasi tutte le condizioni che si presentano naturalmente sulla terra che anch e noi abitiamo. Solo il 30% circa della superficie del globo è costituita da terre emerse, e di queste un 40% è ritenuto inabitabile per l'uomo. Tuttavia su gran pa rte di queste terre crescono delle piante. La caratteristica veramente notevole e unica posseduta dalle piante, salvo pochi ssime eccezioni, è costituita dalla loro capacità di produrre energia dalla luce. In questo modo le piante provvedono a tutti gli altri organismi viventi. Per la ve rità Cristo sbagliava quando diceva di esse che «non tessono e non filano», perché, come ha scritto E. T. H. Corner, «le piante tessono, e come, e filano il tessuto della materia viva». Il plankton marino fabbrica cibo per i pesci e i cetacei; piante t errestri di ogni specie nutrono gli animali erbivori e onnivori rifornendoli anc he di vitamine; carnivori marini o terrestri divorano gli erbivori. Davvero «tutta la carne è fatta d'erba», ed è un fatto che la razza umana non può permette rsi il lusso di scordare. La citazione (tratta dalla Prima Epistola di S. Pietro ) così continua: «e la gloria dell'uomo è come il fiore che spunta dall'erba. L'erba i naridisce, e allora il fiore cade». L'evoluzione degli animali non avrebbe potuto verificarsi se prima non fosse avvenuta quella delle piante; negli eoni trascors i a tutt'oggi dal giorno della creazione della vita, il mondo animale e il mondo vegetale non hanno fatto altro che influenzarsi e condizionarsi a vicenda. Le piante dalle quali dipendiamo per avere cibo, nonché moltissime altre specie ve getali, sono state sfruttate, e in alcuni casi sono state sviluppate dall'uomo. Sono spuntate anche «piante satelliti» che crescono solo insieme alle specie coltiva te. Ma in generale il regno verde nel suo vero modo di esistere selvatico resta del tutto separato dal genere umano, indifferente e talvolta anche ostile nei no stri riguardi. Le piante spuntano, vivono, si accoppiano, fruttificano e muoiono nei loro molti modi diversi, senza mai richiedere alcuna assistenza agli uomini , sebbene molte di loro abbiano sviluppato rapporti con gli animali - in modo pa rticolare con gli insetti - perché le aiutino nei loro accoppiamenti, mentre molte altre approfittano degli animali per disperdersi. Le piante eccellono veramente in questo loro modo di approfittare delle altre fo

per cui è difficile descriverla in termin i generali». ed alcune tra le più eleme ntari hanno probabilmente contribuito a salvare la specie umana. indipendentemente dal fatto che anche tra queste si o sservano meccanismi estremamente ingegnosi. Davvero. attività quali la respirazione. l'alimentazione e la lignificazione presen tano affinità fondamentali. se le piante potessero pensare. Ma vi sono piante che la maggior parte di noi non ha pro babilità di vedere. Esse ci rivelano esempi sofistica ti di applicazione dei principi dell'aerodinamica e dell'idrodinamica. Pertanto ho inserito degli esempi dovunque era possibile. si accoppiano ed hanno una prole. allettano e illudono gli animali perché essi le aiutino nei lo ro accoppiamenti. di un a petunia o di una begonia.rme di vita e di altre circostanze d'ogni genere. Le piante adescano. Sebbene mi sia dilungato a scrivere delle piante più recenti e più evolute. e pertanto meritano di venir considerate con particolare atten zione. le loro stesse strutture. e nelle loro reazioni agli stimoli esterni dimostrano di possedere un loro gene re di percezione. volente o nolente. e in molti punti di questo libro ho dovuto formulare i ndicazioni generalizzate delle modalità adottate dalle piante per risolvere i prob lemi vitali.m entre invece sono relativamente numerose le specie delle piante «superiori» o fioren ti. Il numero degli a nimali diminuisce man mano che si risale la scala dell'evoluzione: sul numero co mplessivo delle specie. 193 specie di scimmie e primati antropomorfi . Una recente valutazione le ha stimate sulle 226 mila specie. A somiglianza degli animali. Alcune piante si comportano esattamente da prostitute a questo scopo. E" stato Darwin a scrivere un giorno nel suo diario che conviene «studiare gli animali come se fossero piante». vi sono sol tanto 4237 specie di mammiferi. le loro abitudini di accr escimento. isolamento. Si aggrappano al pianeta. ma è possibile ch e assommino a ben 300 mila. ment re altre si potrebbero definire prestigiatrici. una volta giunto sul posto. meno complicate. le straordinarie capacità di adattamen to e di recupero del mondo vegetale. servono comunque a rivel are le attitudini e le risorse incredibili. di un cavolo o di una pianta di granoturco è presumibi lmente abbastanza noto. di proget tistica. Analogamente esse hanno approntato mezzi . Ho già detto che le piante assomigliano all'uomo sotto certi aspetti. se non esaminiamo le piante più arcaiche. Ci sono non meno di una ventina di "classi" diverse di piante. L'aspetto di un platano o di un fico. ma dispongono di molteplici capacità di movimento. Molte di queste piante più semplici so no comunque di vitale importanza nel contesto mondiale. Le piante si spostano di rado. non siam o in grado di capire adeguatamente la loro evoluzione. anch'esse si nutrono e respirano. compia. la funzione richi esta. del terreno e del clima. «la pia nta è in verità una cosa varia e molteplice. Sebbene queste attività siano interamente «progra mmate» in risposta a stimoli. succede di rado che una pianta esca sco nfitta da una combinazione insolita o da un concorso di circostanze strane. In altri casi la dispersione avviene grazie a vari ingegnosi dis positivi meccanici basati sull'esplosione. dell'aria. Nell'ambito di ogni classe vegetale. a somiglianza di quanto avviene nella maggior parte degli animali inferiori e degli uccelli. Sono meravigliose opportuniste che si servono in massimo grado delle varie combinazioni dell'acqua. la tensione. e in una certa misura tra i vari gruppi di classi. tecnica delle condutture e sistemi di comunicazione interna . ricorrendo spesso a complessi dispositivi meccanici affinché l'a nimale. Meritano di ess ere considerate per parecchi motivi. o che almeno le loro «invenzioni» si possono paragonare alle nostre. Nel corso del loro sviluppo.dai più rozzi ai più abili e raffinati per far sì che gli animali o gli elementi provvedano a disperdere con certezza i s emi o le spore. e se questi talvolta risultano straordinari o bizzarri o anormali. . e in fatto di adattabilità. ci sarebbe da meravigliarsi delle loro risorse inventive. più p rimitive. e la loro capacità di colonizz are e d'integrarsi nell'ambiente deriva dalla loro strabiliante differenziazione e varietà. la propulsione tipo avio getto. valutato a un dipresso a 1 milione 125 mila. come già scriveva Teofrasto nel terzo secolo avanti Cristo. Ma. e così via. le piante non sono mai st ate superate dagli animali.

dalla germinazione in poi: le rimpicciolisce e le ingrandisce. per usare q uesti termini ora tanto di moda. alcune contengono veleni mortali. a ripopolare un atollo devastato da una b omba atomica. poss ono soccombere anche le erbacce .Come se ciò non bastasse. dando per risultato finale il deserto. Tutti questi aspetti. Ma noi possiamo solo formular e congetture sul modo in cui si sono elaborati i dispositivi e le strutture dell e piante. Al tempo stesso l'uomo è incredibilmente noncurante delle risorse naturali. dove talvolta si ha l'impressione che i cambiamenti avv engano per il puro e semplice piacere di cambiare. «scommet tendo pro e contro». Anche in quest'ultimo caso sfrutta eccessivamente i l suolo e i pascoli naturali. Questo atteggiamento sembra costituire la regola nel mondo delle piante. o come esse abbiano conseguito la rispondenza allo scopo. e con il quale tuttavia dobbiamo collaborare se intendiamo sopravvivere. Questo fatto ha dato origine. Cominciamo a renderci conto che ogni cambiament o apportato al nostro ambiente comporta di conseguenza una serie di ulteriori ca mbiamenti. cioè puntando su eventualità opposte. si può dire di alcune specie che sono virtualmente immortali. Per qu anto riguarda le piante. ma anche a proteggerle nel m iglior modo possibile dai loro nemici: battaglia che è ben lungi dall'avere vinto. o perché esistano date strutture ed abitudini. magari anche rallegran doci dell'ambiente che ci circonda. o pratica scavi sotto le loro radici. a breve o a lunga scadenza. a uno smi surato controllo sulle piante ad opera dell'uomo stesso. o in un'area quasi desertica. Possono pungere e u rticare. sui quali mi sono brevemente intrattenuto.questi reprobi del mondo vegetale -. spesso producendo ceppi che non sopravviverebbero allo stato selvatico. Sebbene in natura gli animali si rivelino solo di quando in quando notevolmente nocivi alle piante . molte piante hanno mezzi di diffusione non associati all a riproduzione. Perciò l'uomo escogita metodi adatti non solo a far crescere le piante in dimensioni più lussureggianti. la capacità di ricupero del regno vegetale è n el complesso ragguardevole. sia esaminate secondo la nostra visi one distorta che osservate dal loro punto di vista vegetale. Le piante riescono a nascondere i monumenti dell'uom o in un tempo sorprendentemente breve. In un numero crescente di casi è ormai in grado di regolare anche la crescita delle pia nte. per cui si scindono o si abbarbicano per originare nuovi individ ui in modo tale che. che cerca di spiegare e di descrivere il mondo ubiquitario delle piante che tanti di noi ritengono ovvio. Un aspetto sul quale non mi stancherò mai d'insistere è il modo in cui la natura affronta i problemi. L'uomo le moltiplica ar tificialmente. o almeno adeguatamente. Ho già accennato a come l'uomo dipenda dalle piante. Lo studio delle piante in condizioni natural i costituisce un aspetto dell'ecologia e dello studio dell'ambiente.infatti di solito si stabilisce un equilibrio -. costituiscono i temi fondamentali del presente libro. le coltiva perché crescano al massimo. In tutti gli aspetti e in tutte le forme di vita. e un gruppetto di piante è in grado d'intrappolare e digerire degli animaletti. segnatamente per far posto alle piante artificiali di cui la popolazione in a umento ha crescente necessità. che sono spesso di cattivo auspicio per noi stessi. e in particolare le selezion a e le alleva perché diano grossi raccolti ed acquistino altre proprietà desiderabil i. per l'estremo disagio. La «biosfera» in cui si trova la vita che caratterizza . la coltiva zione operata dall'uomo rende le piante più sensibili agli attacchi degli animali nocivi ed anche alle malattie. Tuttavia. e a volte sembra rifuggire dai meccanismi pe rfetti e dai principi assoluti. di modo che alla fine. nella minuscola frazione di tempo impiegata dall'uomo per «civilizzarsi». le obbliga a produrre fiori e frutti ad epoche prestabilite. geneticamente parlando. senza spiegare "perché" faccia una cosa invece di un'altra. Le piante non sono prive di vizi e difetti. per la vita natur ale e per la stessa sottile superficie della terra. Infatti le nostre risorse so no sorprendentemente esigue. la natura si preoccupa di "com e" agire con successo. La natura non fa che sperimentare e cambiare. le taglia e abbatte o brucia quando le incontra sulla sua strad a. Molte si comporta no da parassite nei loro rapporti. e in un modo o nell'altro cercheranno di rispuntare su una steppa che è stata fatta oggetto di pascolo eccessivo. vi eleva sopra delle costruzioni. graffiare e tagliare. alternative. anche se in certi casi il mistero supera l'immaginazione dell'uomo.

di rado il nostro intervento sul mondo verde determina cambiamenti favorevo li alle piante. ma il ponte c he costituisce il collegamento effettivo tra un gruppo e quello successivo resta oggetto di congetture.forse passata alla vita parassitaria da una fase precedente di organismi leggermente più complessi. Vi sono dei modi di collaborare con il mondo selvatico. avvenuta nell'anno 4004 av anti Cristo (un anno dopo la pubblicazione dell""Origine delle specie"). o dello sviluppo.ed anche molto aggressiva .anzi. Per altri aspetti le piante possono se mbrare diverse tra loro quanto le oche selvatiche e i cavalli nel regno animale. Ai piedi di questo tronco si trovano tre rami laterali .. Qua e là possiamo indicare strette affinità. anche comprendendo gli estremi delle montagne più alte e delle profondità oceaniche. i funghi e i virus eleme ntari. Il tronco principale del nostro albero evolutivo vegetale sale passando per le a lghe (ad esempio quelle marine). COME AVVENGONO I MUTAMENTI. in un albero genealogi co. ma anche il nostro benessere. Dobbiamo vivere del reddito della terra. le felci. è un'autentica falsificazione . diverse l'una dall'altra e destinate a restare tali. Capitolo 2. Alcuni dei gruppi che vediamo oggi possono mostrare una stretta somiglianza con i loro antenati. si adattano a circostanze esterne che sono andate soggette a . Non è giusto . come comparativamente equivalente. tali da assicurarci non solo il soddisfac imento delle nostre esigenze materiali e il rifornimento di certe materie prime.con l e piante. che fino ad epoca abbastanza recente si credeva fossero solo elementi chi mici in moltiplicazione autonoma. A ne ssun livello sarebbe possibile ravvisare il punto di transizione da un gruppo al l'altro. e il suo spessore è stato parago nato.» Gli eminenti bot anici Hooker ed Arnott scrivevano queste parole nella loro "Flora"..hanno certo maggiori possibilità di ristorare i n ostri animi stanchi e depressi. ritenendo che ogni gruppo più semplice ne origini un altro più complesso.i batteri. Ma le ampie distese di un paesaggio naturale incontaminato . Un giardino può rappresentare uno spettacolo gradev ole. Sebbene ciò possa corrispondere parzia lmente a verità per le caratteristiche esterne. dal che potremmo presumere che certe linee non hanno più subito n otevoli mutamenti da molti milioni di anni.grande invenzione del crea to. disponendole secondo un ordine di complessità crescente che in linea di massim a rappresenta una misura dell'evoluzione. riesce difficile agli uomini migliorare la natura. Esse tuttavia si possono ordinare. e infine le angiosperme o piante provviste di fiori. è lo strato più sottile di tutti. Ahimè. per così dire. e di tenerci in buona salute. un'opera pub blicata nel 1860. Ma va detto f rancamente che "dobbiamo" cercare di capire questo mondo e di valutare le conseg uenze dei nostri interventi su di esso. un pigmento che si serve dell'energia solare per trasformare l'anidride carbonica e l'acqua in sostanze nutrienti nel corso di un processo detto "fotosintesi". «Molte specie. cominciarono ad esistere contemporaneamente il terzo giorno della creazione. come se dovessimo sopravvivere a lunga scadenza. le gimnosperme (come ad esempio le conifere). le piante più semplici sono senz'alt ro fossili viventi. I gruppi di piante esistenti oggigiorno vanno considerati come rami sporgenti da un tronco centrale suscettibile di sviluppo. a quello di una mano di vernice su un p allone da football. e una pianta verde sul davanzale può riposare l'occhio di un impiegato o di u na casalinga. l'anno stesso in cui Charles Darwin e Thomas Henry Huxley face vano saltare il mito secondo il quale l'attuale ordinamento della vita altro non era se non il risultato di una creazione simultanea. A somiglianza di quanto si osserva per gli animali. o avanza re l'ipotesi che una data pianta si trovi più o meno tra due gruppi.disporre gli organismi odierni secondo un ordinamento lineare. anche il regno vege tale è pieno di anelli mancanti. sia pure grosso modo. Il legame che lo unisce è la clorofilla . a livelli progressivamente più elevati si ramific ano le briofite (come i muschi e le epatiche). Il mondo vegetale come lo vediamo oggi è costituito da molti organismi di genere a ssai diverso. gli animali e così via . e molla principale di questo libro -.il nostro pianeta. mentre non v'è dubbio che siano una forma di vit a .

di modo che la registrazione dei fossili può favorire piuttosto le piante degli acquitrini e del fango. che provvede a ricombinar e regolarmente i caratteri genetici. o Precambriano. ricor dando che foglie e steli e parti di legno hanno probabilità molto maggiori di cons ervarsi che non i fragili fiori ed analoghi frammenti. fornendo così un mezzo infallibile per attestare la presenza di una pianta erog atrice di polline in una data epoca e in un dato posto. Essa opera anz itutto con l'accorgimento della riproduzione sessuata. e non al momento della sua prima comparsa . La mutazione comporta un cambiamento. che hanno fornito una registrazione particolareggiata del polline. qui omessa]. più spesso di piccola entità. Man mano che le piante aumentavano di dimensioni e diventavano piante superiori. salvo che in quelli molto primitivi. La differenza tra i repe rti di polline e i grossi fossili risulta dal lavoro effettuato su parecchie mig liaia di metri cubici di sedimenti del Terziario e del Cretaceo nel Venezuela e nel Borneo. il livello più antico. e questo risultato si ottiene con la riproduzione sessuata. nelle caratteristiche controllate dal gene inte ressato. che si trovano entro le cellule. di «fare uno scherzo». Le caratteristiche di un organismo qualsiasi derivano dagli elementi di programm azione noti con il nome di geni. cioè dai fossili situati a vari livelli di profondità. e in parte nella deduzione e nell'indagine comparata di quanto si sa ormai con certezza. che non le specie montane e d eserticole. m a virtualmente nessun macrofossile.il progresso nel senso di una sempr e maggiore complessità.si fondono producendo una «generazione». in base a conclusioni parallele. come dicono i giardinieri. Per avere la garanzia di questo risultato bisogna «rimescolare» il materiale il più spesso possibile. Conviene pure ricordare che stagni e paludi conservano i resti vegetali molto più efficientemente delle terre emerse. con il loro indistruttibile rivestimento protettivo. de tte cromosomi. Perciò la paleobotanica consiste in parte nell'osservazione e nell'ana lisi dei reperti. La diversità delle piante e i continui cambiamenti sottintesi da tale diversità soll evano necessariamente la questione di come funzioni l'evoluzione. ma talvolta notevolissimo. Non può avvenire nessun rimescolamento con la semplice divisione. facilmente decomponibili. è terminato circa 570 milioni di an ni fa. circa un altro miliardo d'anni prima. Conviene pure tener presente che anche la registrazione più antica di un fossile può essere avvenuta qua ndo la pianta era ormai molto diffusa. semi. I cromosomi sono raccolti entro un nucleo in tutti gli organismi. Come possiamo sapere qualcosa dello sviluppo degli organismi durante l'arco dei milioni di anni trascorsi? In modo semplicissimo: dagli archivi delle rocce. come nel caso del sem e comune. pigne.foglie. cui i geologi hanno dato un nome dopo averli faticosamente recuperati.dipende inizialmente dalla ricombinazione di tale materiale genet ico. e risale nel tempo fino a rocce di tre miliardi e mezzo di anni fa e fino alla formazione stessa della Terra. o semplicemente la sua capacità di resistere al mutare delle circostanze . e questa loro plasticità rappresenta un fattore di grande importanza nell'evoluzione. Parallelo a questo rimescolamento dei caratteri è l'altro meccanismo fondamentale dell'evoluzione. spesso conservati più o meno al completo per l'avvenuta carbonizzazione in strati di fan go. cioè la capacità dei geni (gli elementi dell'ereditarietà che determi nano i caratteri dell'organismo interessato) di mutare. Nella riproduzi one sessuata i gameti dell'uno o dell'altro genitore . Bisogna sempre tener presente la casualità di un avvenimento del genere. caratterizzata da due corredi di cromosomi (diploidi). germogli. 36 [fig. lasciavano delle loro parti nelle rocce . dove tali resti vengono asportati dall'azion e dei venti e dell'erosione. Come mostra lo schema a pag. E" abbastanza curioso il fatto che i minuscoli granuli di polline. veicolati su strutture simili a bastoncelli.ognuno con un corredo di cromosomi (aploidi) . possano durare praticamente all'infinit o. La strutt ura chimica fondamentale di un cromosoma è molto simile in tutto il regno animale e vegetale. L'evoluzione di ogni organismo . I pro gressi della tecnica microscopica e l'analisi chimica altamente specializzata de lle rocce hanno consentito di accertare che più di tre miliardi di anni or sono es istevano già organismi capaci di fotosintesi.d ampie mutazioni nel corso dei millenni. Per mutazione casuale il rimescolìo dei caratteri fornito ed assicurato d .

passando su queste località circa un secolo fa. e si trovano in Danimarca. ma il tasso medio di mutazione è dell'ordine di 1 su 1000 0 fino a 1 su 100 mila. siano essi piant e o insetti o mammiferi. solo poche sono benefiche. ed io mi sono attenuto alle vedute ortodosse. sebb ene un gene individuale sia associato ad uno o a parecchi caratteri specifici. sicuramente le radiazioni art ificiali produrranno delle mutazioni. Sono tutti pressa ppoco coetanei. Q uelle dannose vengono soffocate dalle misure di controllo esercitate dai comples si di geni. La causa delle mutazioni di solito è oscura. Viceversa si può dire che proprio nelle condizioni o negli habitat più «dif ficili» avvengono più rapidamente nuovi progressi. Il particolare degno di nota sta nel fatto che queste località si tr ovano in linea retta. per lo più in piccolo numero entro un assembramento di al beri normali. e con il passare del tempo le possibilità e le mutaz ioni vanno a cifre astronomiche. In termini animali la mutazione è ca . l a sua influenza effettiva su questi caratteri risente degli altri geni interessa ti. in Germania. Ad esempio. segnatamente nel senso che ha ridotto le foreste ed ha accresciuto le praterie e le savane composte in gran parte da erbe. Le mutazioni benefiche vengono assimil ate. Alcuni scienziati moderni ritengono che la riproduzio ne sessuata in realtà non sia indispensabile. piuttosto che improvvi si. Una delle dimostrazioni più notevoli di ques ta possibilità è data dai faggi europei contorti. Quando cambiano gli ambienti. determina la direzione dell'evoluzione». Ma quando le condizioni cambiano. La mutazione può verificarsi anche nella riproduzione asessuata. le piante devono evolvere o restare statiche. abbia influenzato gli albe relli che si vennero a trovare immediatamente sotto di lui. e si può affermare con Gavin de Beer che «la selezione. nella Francia settentrio nale e in Gran Bretagna. come nel cas o del cavallo. Le nuove condizio ni non si limitano soltanto a sconvolgimenti del tipo citato. Ma non è questa la sede adatta per addentrarci in t ale disamina. mentre si estingueranno quelle a lento tasso di mutazione. sopravviveranno le piante in grado di muta re più rapidamente per adattarsi. e che l'evoluzione potrebbe essersi verificata per sola mutazione. Questa è l'essenza del processo di selezione naturale. e affinché la sempre crescente varia bilità dell'organismo si riveli utile. Per la maggior parte sono sen za conseguenze o chiaramente dannose all'organismo. Questa eventualità è accentuata dal fatto che.al normale scambio di geni dei due genitori nella riproduzione sessuata riceve l a possibilità della variazione. e l'ipotesi di spiegazione avanzata è che un meteorite radio attivo. Un dato gene può mutare con una frequenza di 1 su 2000 individui. ed è di portata mas sima se l'organismo . espressa in forma ultr asemplificata da Herbert Spencer come «la sopravvivenza dei più adatti» (tanto spesso citata a sproposito nel senso dei «più adatti di tutti»). è probabile invece che il singolo organismo interessato perisca. o del ginkgo. Qualc osa come una decisione collettiva. I periodi caratterizzati da condizioni uniformi tendono a favorire lo "status qu o". Le mutazioni avvengono sostanzialmente a casaccio.ad esempio un batterio .appartiene a quelli che si moltip licano con estrema rapidità. pare che sia un tipico difetto intern o che si può paragonare a un inconveniente casuale. come quelle che resistono agli habitat monta ni e desertici creati da sconvolgimenti biologici e climatici. l'asce sa sulla scena mondiale degli animali erbivori ha esercitato un profondo influss o sul regno delle piante. E" un dato abbastanz a curioso che la forma contorta venga riprodotta dai semi provenienti da questi alberi influenzati. come quando salta il dente di una rotella d'ingranaggio in un orologio. il c he significa avviarsi verso l'estinzione. Le nuove condizioni creano occasi oni nuove per le piante adattabili. nel caso che siano effettivamente distruttive. e non la muta zione. i mutamenti dei caratteri. Negli animali è spesso chiara una successione o uno sviluppo lineare. come è il caso del venerando pino americ ano a pigne ispide. Questo è un tasso adeguato affinché i mutamenti vengano assi milati sulla scala del tempo dell'evoluzione. I rami di questi alberi si torcono come serpi e spesso si congiungono al tronco o ad altri rami. di modo che i cambiamenti vengono controllati da un complesso di geni. Sembra possibile che anche stimoli est erni quali i raggi cosmici possano colpire i geni. Questi complessi di geni contribuiscono ad at tenuare gli effetti delle mutazioni e a rendere graduali.

In ogni caso popolazioni originariamente simili potranno disperd ersi geograficamente quando tenderanno a divenire separate fisicamente. Sprengel. M uller ha fatto il conto delle mutazioni benefiche casuali che occorrerebbero ad un'ameba per evolversi in cavallo. Riesce quasi impossibile pensare che i cambiame nti intervenuti nelle «orchidee primitive». tanto più è improbabile che abbia potuto verificarsi per puro caso. Man mano che procede lo sviluppo in un gruppo di piante imparentate. E" possibile dimostrare che tali progressi tend ono a muoversi secondo le linee di minore resistenza e. essa verrà assunta dalla parte casu almente più disponibile allo scopo in quel momento. Esistono due livelli d'evoluzione da tenere in conside razione: quello generale e quello specifico. e analogamente dopo tali riduzioni può accadere che parecchi organi ridotti si com binino formando una nuova struttura complessa. quali la tendenza all'ultrasucculenza in condizioni di vita aride . una volta iniziato.sia perché succederà a quella parte di avere già una struttura più ri spondente alle esigenze della nuova funzione. Ma devo lasciare questo terreno probabilmente controverso. ricorrendo a un'altra citazione. La sele zione è infatti avveduta ed intenzionale.ad esempio il fiore di un'orchidea impollinata dalle api. che imbroglia a tal punto un insetto maschio da riuscire a fargli credere che il fiore sia una f emmina pronta all'accoppiamento. può avvenire l'ibridazione tra i membri più primitivi e quelli più progrediti di un dato gruppo. Ganong. F. Può svilupparsi un corredo d'organi. Ciò n onostante abbiamo i cavalli. del rimescolamento caleidoscopico di poche parti ripetute. come è il caso dei meccanismi utili alla dispersione dei semi delle erbe. Contemporaneamente più organi ridotti si possono produrre su ogni singola pianta. mentre altri rimangono inalterati o possono anche degenerare. o per qualche altra ragione non morfolo gica».e tuttavia si osservano piante ultrasucculente che vivono «porta a porta» con erbe sprovviste di adattamenti speciali. ci si rend e conto della varietà di soluzioni che sono state trovate per risolvere un numero limitato di problemi. ciò origina complesse combinazioni ed altre innumerevoli occasioni di variazioni e miglioramenti. e se allo ra funzionava la selezione naturale c'è da chiedersi perché non abbia messo in opera i dispositivi di soppressione. E qual è il punto cruciale di tutta la variazione della forma delle foglie? Specialmente quando si cerca di an alizzare perché esistano tali differenze tra fiori di famiglie diverse. come dice W. non c'è dubbio che le mutazioni tendono a «sommare» i progressi e ad orientare u no sviluppo. Nel primo esistono certamente tende nze generali di adattamento. «q uesto significa che quando il cambiamento di una condizione ambientale susciterà l a necessità di esplicare qualche nuova funzione. tale da ricordare gli scambi delle posizioni dei giocatori in una partita di ca lcio. Spesse volte riesce impossibile immaginare come abbia potuto prendere il v ia tale processo di selezione per arrivare ai caratteri che oggi hanno una funzi one . Effettivamente. «nessun gene mutante ha la minima pr obabilità di mantenersi contro una selezione avversa di grado anche minimo». cioè per l . Ma con le piante ci si trova costretti a chiedersi se non si sia verificato un p rocesso alquanto diverso. Le tendenze evolutive sembrano indirizzarsi spesso alla semplificazione degli or gani per riduzione. J. poss ano aver avuto qualche valore funzionale man mano che si verificavano. Tuttavia i biologi evoluzionisti più convinti si dichiarerebbero d'accordo .salvo i riferimenti al Creatore .con C. indipendentemente dalla sua na tura morfologica . nel senso di questa mimetizzazione. H. non assomiglia al gioco della roulette. che scriveva nel 1787 di essere «persuaso che il saggio Creatore della natura non abbia creato un solo capello se nza un suo particolare scopo». e i fiori unisessuati dai bisessuati o ermafroditi. per cui pare proprio che selezione e finalità abbiano potuto fare a meno del puro caso. sebbene sia stata definita «un meccanismo per fabbricare un grado altissimo d'impr obabilità». tale che nemmeno i milioni d'anni trascorsi da qu ando le amebe hanno cominciato ad esistere potrebbero iniziare a contenerla. Così i fiori sprovvisti di petali probabilmente si sono evolut i da quelli a molti petali. Qualunque ne sia la c ausa. La cifra era dell'ordine di un migliaio eleva to alla potenza di un milione. K. quanto più una forma di adattamento è complessa e particolar eggiata. sia perché si sarà liberata dalla prec edente funzione per le mutate abitudini.mbiamento e.

è stato calcolato che in dat e circostanze una nuova specie vegetale potrà evolversi entro un lasso di 50-100 g enerazioni. Comunque dobbiamo sempre ricordare che il concetto di specie corrisponde a una d istinzione operata dall'uomo. Inoltre. Il termine «specie» può rendere necessaria una definizione.possono comportarsi in modo affatto diverso. nell'inter vallo di tempo di duecento anni. che presentano analogie di struttura. e questo fatto rende se mpre più difficile il compito di definirle.rivelando talvolta un'evoluzione rapidissima .caratteristica utile a scopi diag nostici per lo scienziato . salvo che alle ali estreme dello schie ramento. o che vivono a diverse lati tudini. mentre in alcuni casi si raggiunge un equilibrio. una specie non è altro che la fase momentanea di un processo che non finirà mai. Così ad esempio le conifere. Barriere come oceani. forma e c olore dei fiori. ogni volta che se ne è presentata la neces sità. e i criteri adottati per distinguere una popolazio ne di piante da un'altra variano a seconda della mentalità dei botanici che effett uano le ricerche tassonomiche. che possono perfino avere lo stesso numero di cromosomi .altri tipi di razze superficialmente simili. e il concetto conduttore può consentir e alcune variazioni come nel colore e nelle dimensioni dei fiori. evidentemente dove si ve rifica l'eliminazione selettiva delle mutazioni. Organi di riserva come i tuberi si sono evoluti ripetutamente. I limiti entro i quali u na specie è diversa da quelle imparentate variano notevolmente da una famiglia all 'altra. restano virtualmente ina lterate da ormai 70 milioni di anni. e piante cresciute al r iparo di recinzioni di filo metallico galvanizzato nella regione del Breckland m ostrano di essere diventate resistenti allo zinco dilavato sopra di esse nell'ar co di tempo di 35 anni. Le fasi precoci della separazione po ssono indurre un botanico a definirle alla stregua di «diverse varietà di popolazion i». Anche l'abitudine parassitaria si è evoluta in parecchie occasioni diverse. sebbene siano della stessa specie. Così nella valle dello Swansea. essi non sono del tutto immutabili. Esso si riferisce a una po polazione di organismi singoli che hanno una discendenza fatta a loro stretta im magine e somiglianza. dai gruppi primitivi come ceratofilli ed equiseti fino a molte piante fioren ti. le condizioni di staticità tendono a rallentare il tasso di mutaz ione. specialmente quando nuove «linee» si irradiano da un antenato non specializ zato. e così via. . i tassi di mutazione potranno essere altissimi. come probabilmente ha fatto capire questo capitolo. dopo essersi evolute attivamente per molti milioni di anni. Si può anche notare come piante di ascendenza assai diversa. Piante che secondo ogni apparenza appartengono alla stessa specie. Per questi motivi si parla abitualmente di loro come di razze geografic he. abitudini. Possono anche svilupparsi . dove tutti o alcuni dei caratteri sono diversi. come i cacti american i e le euforbie africane. e formino due gruppi di piante grasse in grado di resistere alle condizio ni di aridità. In una massa terrestre molto isolata c ome l'Australia. come pure di animali. si evolvano in habitat affini nello stesso modo strutt urale. A volte. si sono evolute razze vegetali che tollerano la presenza di metalli sui cumuli dei rifiuti di fonderia. la materia prima con cui si formano specie o entità nuove: basta considerare le osservazioni origin ali di Darwin alle isole Galàpagos sui fringuelli e le tartarughe giganti. Molto recentemente ci si è accorti anche che piante di uguale aspetto. Questa viene chiamata evoluzione parallela. forme che rispetti vamente non possono vivere nell'habitat delle altre. catene montuose e deserti potra nno dividere una popolazione e creare nuove razze geografiche. Quest a popolazione di norma non s'incrocia con nessun'altra. Queste entità mostrano tendenza ad avere forme intermedie. possono avere forme diverse per notevoli o basse altitudini sul livello del mare.e caratteristiche fisiche. si verificano divergenze massicce e compaiono famiglie uniche d i piante. di modo che variano per loro il tempo di fioritura e la lunghezza del gi orno occorrenti per assicurare la fioritura stessa. per con statare come una piccola separazione geografica sia bastata a produrre nuove cir costanze e di conseguenza specie diverse. La specie costituisce però un concetto essenziale p er trattare e considerare le piante ad ogni livello. Come si è già detto.

senza alcun bisogno di personificare l' evoluzione. nella quale. Un giudizio sul valore attribuibile ai caratteri e alle funzioni che si ritrovano nel mondo animale de ve attenersi. nei mari che si formavan o man mano che il vapore acqueo si condensava attorno ad una terra formata di re cente e in corso di raffreddamento. alla formazione di un organismo in grado di dividersi per riproduzione autonoma. A un altro livello le piante fiorenti hanno elaborato con tecnica da virtuosi uno spiegamento di variazioni specifiche sul tema della forma delle foglie. se è ve ro che in quest'ultimo caso ci troviamo al cospetto di qualcosa che va molto olt re le esibizioni gratuite. E" ormai quasi certo che la vita è cominciata nell'acqua. Ma in linea di massima è possibile spiegare ogni fenomeno in modo adeguato. Oggi le pi ante usano l'ossigeno per il loro fabbisogno energetico. Per usare i minerali occorrenti al ricambio e alla moltiplicazione pe r scissione.analoga a quella che Henri Bergson ha chiamat o «l'élan vital» . con l'intermezzo d'insuccessi causati dalla decomposizione delle molecole . vi sono ancor oggi batteri che ossidano lo zolfo. a quanto si crede. in origine composta in larga misura di metano e ammoniaca. delle abitudini.Sorge un problema quando si può dimostrare che una pianta cambia lentissimamente m a sicuramente nel proprio ambito geografico. caratterizzata dalla capacità di automoltiplicarsi. DALLA CELLULA ALL'ALBERO. a modelli affatto diversi nel mondo dei fiori. La seconda grande invenzione della creazione fu quella della clorofilla. e probabilmente lo zolfo fu una delle più imp ortanti fonti di energia. sono le alghe verdiazzurre. ma questo elemento era scarso nell'atmosfera primitiva. e risolvendo infine i problemi ambientali. Il c arbonio veniva loro fornito da materia organica formata chimicamente. Un batterio è costituito da una cellula semplice di qu esto tipo. che per il resto assomigliano molto ai batteri e si crede anzi che abbiano un antenato in comune con questi. Tuttavia possiamo anche constatare che i risultati finali spesso si assomigliano sorprendentemente in gruppi affatto diversi tra loro e in condizion i ambientali molto differenti.qualcosa come un guazzabuglio cosmico. a mio avviso. Capitolo 3. si poterono sviluppare molecole organiche complesse. e specialmente aminoacidi indi spensabili per la formazione delle proteine. di cui abbiamo conoscenza. pe r cui le piante riescono a vivere praticamente in qualsiasi tipo di habitat e di combinazione di condizioni esterne. e in particolare della struttura dei fiori. A un certo punto le condizioni fisi cochimiche e i livelli energetici furono tali che scoccò la scintilla della vita. (Alcuni odierni batter i contengono clorofilla.) La comparsa di queste alghe avvalora l'ipotesi di un a mbiente ossigenato. con presenza di anidride carbonica. un pigm ento che permise agli organismi di produrre cibo con l'aiuto dell'energia solare . ma non di ossigeno libero. Vediamo pertanto che l'evoluzione compie un esperimento dopo l'altro. ma consentiva alle sostanze nutri enti di entrare per osmosi. con l'aiuto dell'energia solare. Probabilmente essa scoccò molte volte. ma il centro dello schieramento è composto di forme intermedie. Tale ambito è noto con il nome tecnico di "cline". ovvero nei te rmini dei due fattori essenziali nelle modalità di cambiamento di tutti gli organi smi viventi. Siamo tentati di postulare dietro a questa manifestaz ione una forza naturale dinamica . un innato biso gno orgiastico di cambiamenti e di variazioni. Saran no stati usati anche altri elementi. effettuand o all'occasione sondaggi di prova. v ocabolo coniato da mio padre Julian Huxley. E" possibile che l'ossigeno si sia generato per processo bio . La reazione finale coronata da successo portò. Gli organismi più arcaici provvisti di tale pigmento. non solo per quanto riguarda la funzione. In tal caso si possono dare diversi nomi specifici alle forme dei settori estremi.che produce incessantemente e all'infinito le sue novità grazie alle mutazioni su larga scala . ma anch e relativamente al loro posto nell'ambiente o ecosistema. in termini di mutazione e ricombinazione di caratteri. questi organismi avevano bisogno di una fonte d'energia. e di una membra na avvolgente che racchiudeva il suo chimismo. Si possono immaginare questi mari come una «zu ppa» ricca di sostanze minerali.

altri corpuscoli contenuti nelle cellule tanto vegetali c he animali. e che questo «principio del brucare» abbia accresc iuto le specie autotrofe in quei giorni primordiali. coesistendovi in simbiosi: una c onvivenza in cui ogni organismo beneficiava dell'altro.al quale sono occorsi. non c'è quasi nessuna comunicazione tra una cellula e l'altra.questo materiale verrà per lo più confinato e compresso entro un nucleo.8 miliardi di anni . il solo possibile discendente att uale. La mobilità spontanea costituì un altro esperimento delle creature unicellulari. che vivono fianco a fianco negli strati supe rficiali. Allo stesso modo si è riten uto che i mitocondri . i batteri cominciarono presumibilmente a cibarsi dei loro corpi in decomposizione dopo la loro morte. Il detto per cui «ogn i carne è fatta d'erba» acquistò così il suo significato fin dai primi giorni. seco ndo i calcoli. in quel momento ancora galleggiante. Una volta che cominciarono ad esistere queste piante ed animali primitivi. o a mezzo di ciglia.siano i discendenti di alcuni batteri che abitavano in simbiosi negli organismi primitivi. è in grado di vivere senza la sua abituale clorofill a. L'energia disponibile aumenta di venti v olte per l'ossigeno utilizzato nella traspirazione. che ha propulsione autonoma e riunisce in sé molte funzioni. in cui l'energia prima spesa nel movimento veniva dirottata a van .ed altre strutture. come ha fatto con specie mo lto più progredite in epoche successive. e a nche oggi possiamo vedere animaletti unicellulari verdi ed incolori . come il Rhodos pirillium porporino delle coste tropicali. E" stata avanzata l'ipotesi che i cloroplasti siano i discendenti delle alghe verdiazzurre che son o penetrate nel corpo degli animali elementari. un o sservatore non avrebbe avuto la possibilità di prevedere lo sviluppo delle piante. C'è da chiedersi se qualche antenato fosse in grado di effettua re la fotosintesi quanto d'ingerire una preda. Nel successivo balzo evolutivo . Le alghe verdiazzurre sembrano riunirsi in comunità quasi per caso. e viene esaminata dettagliatamente nel capitolo 22. la divisione tra pianta ed animale risulta sfumata.fu aperta la strada agli organismi predator i degli autotrofi. dal momento che questi trovavano già bell'e pronto il materiale necessario a fabbricare il loro corpo e a produrre energia. Infine le alghe persero ogni parvenza d'indipendenza. ma avrebbe potuto supporre come risultato più probabile un organismo mobile sempr e più complesso.superficia lmente assai simili . Sono i compone nti più cospicui del plankton marino.logico o per dissociazione del vapore acqueo operata con il concorso della luce. Una volta cominciata l'esistenza di organismi che utilizzavano l'energia solare . che partecipano alla respirazione delle cellule e le riforniscono di energia . che provvede tuttora ad assorbire i micidiali raggi ultravioletti e permette la colonizzazione dell'acqua superficiale.al buio .che si assicurano la propulsione nuotando con l'aiuto di f lagelli schioccanti con movimenti di frusta.di ricavare energia dalla sostanza organica in de composizione. e ad un certo momento cominciarono ad aggredirli mentre eran o ancora in vita. Qualunque ne sia l'origine. sono in grado tanto di effettuare la fotosintesi quanto . Alcuni batteri. e rappresentano la principale fonte di cibo per molti pesci ed anche p er alcuni cetacei. 1. Questa situazione indubb iamente continua anche oggi. si è congetturato che il sistema di ricambio di assembra menti mobili di maggiori dimensioni sarebbe diventato instabile. Allo stesso modo la clorofilla si trova diffusa nell' alga verdeazzurra.autotrofi. l'Euglena unicellulare. mentre nelle alghe più sviluppate e in tutte le altre piante si trova confinata in corpuscoli lenticolari detti cloroplasti. Però due miliardi e mezzo di anni fa cominciarono a fare la loro comparsa certe alghe filamentose filacce che avevano la larghezza di una cellula . come vengono chiamati . Ad ogni modo lo sviluppo delle piante s'indirizzò nel senso dell'immobilità. Sembra ce rto che tale secondo livello d'attività nella «trama alimentare» aumenti la diversità de lle specie al livello originario. I batteri e le alghe verdiazzurre hanno materiale genetico portatore di caratter i come tutti gli altri organismi. Le piante mobili si svilupparono effettivamente in colonie multicellulari quali la moderna Volvox. quindi. Pare comunqu e improbabile che siano mai cresciute oltre questa ridotta dimensione di circa u n millimetro di diametro. ma in creature così elementari esso si trova dif fuso nelle cellule. un'atmosfera ossigenata procurò uno strato di ozono. A questo punto. come continuano a fare tuttora.

uno scheletro vuoto. la generazione portatrice di spore. Come al solito la natur a puntò in tutti i sensi. Che fosse essenziale o no. Essi comportano una generazione diploide asessuata. cosicché non c'era bisogno di diverse specie. Ho già descritto come si fondano i gameti sessuati provenienti da ciascun genitore. Il sesso da principio fu quasi solamente un esperimento. quali la div isione. e resistono spe sso all'ostilità delle condizioni esterne.dove solo alcune parti sono impegnate nella riproduzione . Fossili di alghe calcaree si ritrovano nel tardo Precambriano. o "gametofito". Nelle piante superiori il processo sessuato è relativam ente breve e viene compiuto da organi aploidi transitori (come avviene nei fiori ). i cui game ti devono nuotare nell'acqua in movimento. La persistenza del genitore . perché il dualismo dei cicli vitali di queste piante può essere compless o. dopo un p eriodo incredibilmente lungo caratterizzato da pochissimi cambiamenti. e quando ger minano originano la generazione sessuata. ogni gamete è fornito di un corredo di cromosomi (gameti aploidi) e la risultante è di due corredi (diploidi). la produzione di stoloni. Per svil uppare queste ultime è auspicabile una struttura multicellulare con cellule aventi funzioni diverse. Lungo la scala cronologica è indicata la comparsa iniziale dei gruppi più cospicui d i animali e di piante. e così via.si riesce ad avere un'idea delle ere smisurata mente lunghe che sono dovute trascorrere perché i progressi più insignificanti potes sero sommarsi in mutamenti di vasta portata. Queste minusco le spore.assicu ra la continuità se insorgono condizioni quali la torbidità dell'acqua a rendere dif ficile la sopravvivenza della spora. Una volta comparsi i fitofa gi. composte di una sola cellula. come ho già fatto notare. Lo sporofito produce spore in via asessuata. L'era Pre cambriana. distinta da quella aploide sessuata. o "sporofito". Quelli che vediamo og gi sono gruppi assai disparati che presentano tra loro poche somiglianze o rappo . Perché due generazioni? Sembra che le spore rappresentino il prolungamento logico della gemmazione di piante molto semplici quali i lieviti. e fecero la loro comparsa nuove specie in numero sempre crescente. nel corso dei quali è avvenuta la massima parte dei progressi evolutivi. E" degno di nota il fatto che lo sporofito abbia ass ai spesso maggiori dimensioni e vita più lunga che non il gametofito. mentre la riproduzione sessuata è spesso aleatoria. specialmente nelle piante più arcaiche come le alghe marine. e le alghe contin uano a svilupparsi nel corso di molti millenni successivi. invece nella maggi or parte delle piante «inferiori» esistono due generazioni distinte. caratterizzata da tutte le piante. Questo solo fatto ingenera dubbi in chi considera la parola «inferiore» come uguale a «più semplice». Tanto gli sporofiti quanto i gametofiti all 'occasione possono moltiplicarsi anche con mezzi affatto asessuati. Anche l'accoppiamento evita i sistemi relativamente poco soddisfacenti di molte alghe filamentose. portati da una pianta diploide a vita relativamente lunga. in cui ogni cellula produce spore ridu cendo la pianta originaria a uno scheletro. Le sp ore sono progettate in modo da garantire una facile dispersione. l'equilibrio fu disturbato. con le diverse epoche distinte con nomi ed età approssimate. portatrice di gam eti. nelle piante superiori lo sporofito e i semi diploidi che risultano dall'accoppiamento provv edono alla continuità di tutta la vita. La s cala di misura del tempo passato è tale che la maggior parte dello schema illustra l'ultimo quinto della storia biologica della Terra. che consente alle pia nte multicellulari di continuare a produrre «gemme» riproduttive unicellulari. provvedendo a uno strumento alternativo per garantire la dispersione e la continuità. aveva un certo numero di «nicchie» dif ferenti. che segnava u n miglioramento rispetto alla moltiplicazione per scissione o per gemmazione.taggio del maggiore accrescimento e di migliori capacità di riproduzione. sono in grado di germinare. A questo punto può essere utile un semplice schema per indicare la scala cronologi ca dell'evoluzione. o divoratori di piante.periodo rappresentato sul diagramma s olo dallo spessore di una linea . circa 500 milioni di anni. così come ci viene rivelata dall'archivio dei fossili. Q uando si tiene presente che tutta l'evoluzione dell'uomo nella sua forma attuale ha impiegato meno di un milione di anni . Un tasso lento di evoluzione si può associare sovente a metodi poco progrediti di riproduzione sessuata. cominciò allora la riproduzione sessuata.

che vennero usate per produrre spesse pareti cellulari e per fabbricare il legno. Questo fatto di per se stesso migliorerebbe le possibilità di accrescimento. La ritenzione del carbonio e un grado elevato di fotosintesi comportano a loro v olta la possibilità di eccedenze potenziali di carboidrati. finché non ha avuto più bisogno di un'immersione giornaliera. non esistono i normali ed ovvii anten ati fossili o viventi delle forme ben evolute che conosciamo attualmente. tra le alghe odierne si osservano maggiori diversità di quanto si possa r ilevare in qualsiasi gruppo vegetale ad esse comparabile. E" stato dimostrato che le alghe perdono nell'acqua che le circonda buona parte dei materiali nutritivi che producono per fotosintesi.i fuc hi e le comuni laminarie buttate a riva sulle nostre spiagge. e si è evoluto molto lentamente e regolarmente in un ambiente in cui i mutamenti più importanti non si verificavano come sulla terra. Un'àncora in mare va bene perché impedisce alla pianta di venire sball ottata in balìa della marea o delle correnti fuori delle condizioni di vita prefer ite. dove alcuni gruppi minori sono assai confusi per la loro piccola mole e per la notevole diversità dei metodi di riproduzione sessuata ed asessuata. Alcuni gr uppi hanno sviluppato scheletri calcarei esterni e assomigliano ai coralli. come ha fatto John Wyndham con i suoi trifìdi. Questa realtà permise infine alle piante di sollevarsi al di sopra di habitat umidi. C'è un'alga verde . l'immobilità diventa un rischio potenziale: non solo il seme non può più cambiare l 'habitat se questo diventa inadatto. e di raggiungere un'altra volta dimensio ni notevoli. ma comporta anche problemi d'inaridimento ed evaporazione. e inoltre mantiene la pianta alla profondità più opportuna. possiamo opporre alla fissità talvolta svantaggiosa d ella pianta la mobilità e la capacità di dispersione sovente enormi delle spore o de i semi. Le alghe più progredite . Un altro problema che le piante terrestri dovettero affrontare fu quello della l oro immobilità. fantascienza a parte. In certi casi. Possiamo fantasticare sulla meccanica di un albero ambulante o anche immaginare piante mobili. e talvolta uno stelo distinto che porta le fronde. Davvero. probabilmente non furono tanto le piante marine né i fuch i e le laminarie ad originare le piante terrestri. Hanno un «appiglio».rti. coriacee e gommose . quanto piuttosto le alghe ver di (Clorofite). Soprattutto se ricordiamo che molta della luce che colpisce l'acqua viene rifles sa.possiedono strutture e un sistema di riproduzione paragonabili a quelli delle piante terrestri. Forse pro prio la mancanza di una radice assorbente che potesse attingere umidità dal suolo ha impedito a tante alghe marine di fare il gran balzo. che ingerivano direttament e. Naturalmente nel mare e specialmente lungo le coste esiste un'ampia serie di hab itat da colonizzare e di condizioni cui adattarsi. aumentando la quantità della fotosintesi. avevano bisogno anche di molto cibo sotto forma di cadaveri umani in decomposizione. come è qu ello delle note alghe brune delle spiagge. ma spr ovvisto di funzioni di assorbimento. E" un gruppo che ha avuto a sua disposizione un tempo fin troppo lungo per fare i suoi esperimenti. Ma una volta che una pianta è a terr a. Ma. un ormeggio somigliante a una radice. di venire sbattuta su una spiaggia o frantumata da una burrasca. Tuttavia essa deve avere radici c apaci di scovare ed aspirare grandi quantità d'acqua. e che quella che penetra nell'acqua viene assorbita assai rapidamente. di resistere all' aria e al vento in condizioni di aridità. tenendo presente che queste piante extraterrestr i. cost ruendo scogliere con una tecnica identica. Si può dire davvero che il balzo dal fuco alla pianta terrestre è relativame nte modesto rispetto al progresso compiuto per passare dall'alga unicellulare al fuco. Ma il cambiamento dal mare alla terra è stato notevolissimo lo stesso: non si è trattato solamente di un'alga che si è arrampicata su una spiaggia strisciando sulla bàttima.alla disseccazione. Nonostante la loro complessità e la loro capacità di resistenza . ma anche la pianta adulta non può evitare le catastrofi naturali quali incendi ed eruzioni. a giudicare dal fatto che hanno in comune gli stessi pigmenti di fotosintesi ed hanno un meccanismo fotosintetico assai simile.spesso notevolissi ma . è evide nte che una pianta terrestre dispone anzitutto di molta più luce. nelle acque dolci sono st ate misurate perdite fino al 35% del carbonio fissato dalle piante. oltre all'energia ricavata dalla fotosintesi. lusso non co nsentito ad una pianta terrestre a strutture basate in gran parte sul carbonio.

che fornisce anche un po'"di forza meccanica. e dal totale declino finale della generazione con gameti come entità distinta. con qualche ramo disposto simmetr icamente. Esse hanno maggiore differenzi azione cellulare che non le alghe. come vengono chiamati i muschi e le epatiche. il cavo degli alberi o i rami in disfacimento sui quali crescono. ha gambi eccezionalmente lun ghi fino a un metro.muschi ed epatiche la generazione con produzione di gameti è quella dominante nel periodo Devoniano. Un'eccezione è rappresentata a questo riguardo dai muschi Sphagnum. dobbiamo considerarle pertanto un ramo fissatosi molto temp o fa fuori del tronco principale dell'evoluzione. nel corso di altri mille nni si diffusero da lì ad altri habitat più asciutti. Hanno un aspetto tale che una specie subacquea viene chiamata popolarmente dagli inglesi «il gatto affogato». Accade così che nei successori più ovvii delle piante marine . Come si è già accennato. Nei tropici i muschi possono vivere addirittura sulle foglie delle piante superiori. Forse da princi pio furono le pozzanghere basse a provvedere a questa necessità. il tipo di immagazzinamento delle sostanze nutrien ti ed anche il tipo e il numero di flagelli dei gameti. ed esiste un sistema primitivo di vasi circolatori per l'acqua e le sostanze nutri tive. . si osservano somiglianze notevoli tra i muschi e le epatich e in terra. una pianta filamentosa ramificata che cresce sull e rocce umide e nel fango. ed esso non cesserà di dare acqua più di una spugna inzuppata. dette archegonî. delle quali equiseti e licopodii costituiscono gli esempi più primitivi dei nostri tempi. Ma si possono formulare solo congetture su come si siano svolti effettivamente gli avvenimenti. ma sono piccole piante: il massimo muschio conosciuto. dove le foglie contengono grandi spazi vuoti perforati. e semplici pori respiratori. Le loro foglie cominciano a mostrare una certa so miglianza con quelle delle piante superiori. I muschi vivono quasi in ogni posto che possa consentire la vita.sono caratterizzate dalla dominanza della generazione con produzione di spor e. ma sono essenzialm ente organi di ancoraggio atti a far presa sul suolo umido. Se ne pos sono trovare anche nell'acqua. Hanno strutture che ricordano le radici. Un'epatica conduce eccezionalmente vita sotterranea ed è sprovvista di c lorofilla. somigliante a un ombrellino miniaturizzato. particolarmente per quanto riguarda le loro strutture vasco lari o circolatorie. il mate riale delle pareti cellulari.che sfociano nelle piante fiorent i . somig liante a quello delle piante superiori. ma poi bastò solo u n velo sottile di umidità sulla superficie della pianta a permettere ai gameti mas chi . Queste celle a forma di fiasca proteggono l'uovo e procura no appuntamenti ai gameti maschi. per cui i gameti sono rapidamente disponibili. hanno scarsa rassomiglianza con le alt re piante terrestri.terrestre detta Cladophorella. Questa accelerazione significa più generazioni in un dato tempo. e i n tal modo affretta le possibilità di ulteriore evoluzione. le rocce bagnate. e le alghe verdi . A questo punto ci troviamo di fronte a un'altra grande lacuna nella storia dell' evoluzione. la generazione per spore rappresenta sostanzialme nte una struttura parassitaria sulla pianta che porta i gameti. in modo da poter contenere quantità impressionanti d'acqua : si può continuare a strizzare una manciata di sfagno.di nuotare verso le uo va che infine si trovarono rinchiuse in celle affondate nella superficie della p ianta. sebbene vi sia un loro gruppo fornito di «foglie» che si sovrappongono e s embrano all'aspetto foglie di piante fiorenti. Le prime piante terrestri colonizzarono senza dubbio le acque basse che potevano prosciugarsi secondo la stagione. Tali piante portano alla sommità l'apparato riproduttivo.che adesso avevano messo a punto potenti flagelli . la Dawsonia.i pigmenti e i meccanismi di fotosintesi. Invece le briofite. Le epatiche fabbricano sul suolo strutture piatte sovente sfornite di forma ben definita. Tutte queste piante vascolari . che si fabbrica un tegumento esterno di cutina. Altro miglioramento riproduttivo è dato dal fatto che la generazione produttrice d i gameti si rimpicciolisce e matura in fretta. Uno dei loro problemi più cospic ui consisteva nel fatto che conservavano il sistema di riproduzione dei gameti m aschili mobili e dei gameti femminili stazionari o uova: il che richiedeva prese nza di umidità per consentire ai maschi di raggiungere le femmine. perché né le briofite né le alghe offrono antenati plausibili delle piante vascolari con tessuto circolatorio ben determinato che risalgono all'epoca Silu riana. alcune hanno nervature centrali. o sfagni. acquitrini e stagni.

un meccanismo efficiente di riproduzione. perdendo infine la clorofilla man mano che scomparivano il bisogno e la possibilità stessa di praticare la fotos intesi. e allora si dicono saprofiti.fossero parassiti oppure saprofiti viventi su tessuti in disfaci mento. Le strutture si formano con il sistema del «falso blocco». Possiamo eventualmente av anzare l'ipotesi che gli antenati dei funghi fossero animaletti unicellulari che in seguito assunsero forma filamentosa? Pare più probabile l'ipotesi che si siano originati dalle alghe filamentose.che a loro vo lta possono presentare invasioni secondarie d'altri filamenti. come nella maggior parte delle pi ante. ma per lo più assomigliano grosso modo a certe alghe filamentose. Insomma. è il fattore comune che distinguerà in av venire ogni progresso delle piante terrestri. Che ce ne facciamo dei funghi ai fini dell'evoluzione? Non hanno in comune con l e piante verdi il chimismo unico della fotosintesi. essi attacc ano i loro ospiti vivi per ricavarne cibo . Sono in grado di digerire il cellulosio e la lignina. che sicuramente non sono animali. J. I funghi esistono dal periodo Precambriano.nel qual caso sono detti parassiti . A questo punto devo citare i funghi. in quelli che crescono sugli alberi e nei «frutti» discoidali del fungo del la carie secca del legno. per cui i filament i delle cellule usati dal protoplasma per traversare i pori per la lunghezza di un cordone. Però questi cordoni o trecciol ine danno origine a corpi fruttificanti in cui i cordoni vengono elaborati in st rutture. E. che possono arrivare ad avere un diametro di 250 centi metri. mentre altri vivono nella ter ra e sopra la superficie del suolo. Non sempre è chiaro se questi funghi terrestri primitivi .alcuni dei quali ricordano da vicino dei tipi attuali . e le muffe. se ne trovano nelle acque dolci. oppure assorbono nutrimenti dalla materia morta. sulle piante e sulle sostanze in decomposizi one. ma arrivano ad a ssumere molte forme stravaganti e bizzarre nei funghi ad ombrello mangerecci o v elenosi. il mal della volpe o del carbone dei cereali. comprendono tra questi i lieviti unicellula ri sporosimili.riconoscibili dalle spore e dagli organi di riproduzione . Sarebbe sembrato un apogeo senza possibilità di alternative. Alcuni possono crescere senza ossigeno. questi pesci fuor d'acqua nell'ordine delle cose. Dal punto di vista struttura le i funghi sono organismi semplici. il ferro e il magnesio ricavati dalle r occe mediante emissione di acido citrico. Parimenti possiamo trovare già ai primordi prove evidenti di funghi viventi in simbiosi sulle radici (ne verrà data estesa descrizione al capitolo 22 ). I tessuti dell e piante terrestri vascolarizzate fossili sono spesso infiltrati di filamenti fu ngini . ma nemmeno completamente piante. vivevano nel mare come alcuni fanno anche oggigiorno. o tessuto circolatorio legnoso. perché si compongono di una massa di filacce o cordoni di cellule formanti fili o estesi tappetini che ricordano la seta fine. e la capacità di p rodurre foreste di piante arborescenti adatte a crescere rigogliosamente in molt e parti del mondo.Lo xilema. Corner ha perfino immaginato che non dovrebbe essere impossibile a gli scienziati introdurre cloroplasti nelle cellule fungine e riportare così indie tro le lancette del tempo. Dovunq ue esista sostanza organica attaccabile si troveranno dei funghi. Esse sono abbastanza semplici nei funghi microscopici. e per la maggior parte del loro tem po si presentano virtualmente come indifferenziati. ramificandosi ed intrec ciandosi in modo da dare rigidità. Altri sono in grado di sciogliere l e sostanze inorganiche quali il silicio. ma alcuni loro corrispondenti moderni costituiscono sicuramente affezioni parassitarie. ivi compresi molti estesi gruppi n oti soltanto dai fossili. sono gli spazzin i del gran mondo delle piante verdi fotofissatrici. e sebbene le pareti delle lo ro cellule contengano abitualmente cellulosio. la sostanza impiegata nel regno animale d a insetti e crostacei per formare i loro esoscheletri. vengono pressati insieme molto strettamente. dal mo mento che non contengono clorofilla. Superficialmente simili ai muschi. Se qualcuno avesse scritto questo libro 200 milioni d'anni fa non avrebbe esitat o ad affermare che il gruppo dei licopodii era tra quelli di maggiore successo. A somiglianza di molti batteri. . avevano strutture di sostegno e circolatorie abbastanza complesse. adattandosi in seguito a vivere in assenza d i luce e ad assorbire nutrimento in diversi modi. Vi sono compresi agenti di malattie qu ali la ruggine. possono contenere anche chitina.

La maggior parte delle felci ha spore sulle proprie fronde simili a fogl ie. e infine sono rinchiusi di norma in almeno uno strato protettivo. in alcune. Ciò consente alle spore molta maggiore indipendenza dalle condizioni di umidità o di siccità. conosciuti e male detti da molti giardinieri per la loro tremenda persistenza in veste d'erbacce. spesso come sottobosco o prosperan ti sugli alberi muschiosi o sulle loro biforcazioni. le piante ter restri si sono diversificate anche più estesamente e in condizioni ancora più varie. che contiene riserve nutritive.in poche specie . che si trovano ad ese mpio nell'Artide. Proprio come le alghe si sono grandemente differenziate nel mare. Nelle piante seminifere. Certi semi son o poco più che spore migliorate. Questi due gruppi hanno fatto un passo importante nella storia dell'evoluzione. Questi vegetali sono invasori di successo. e ben presto i loro massicci cadaveri andarono a comporre i ricchi giacimenti fossili negli schisti e negli strati di rocce che noi chiamiamo delle Ere Carbonifere. dove una pianta può assomigliare a un'altra precedente per un certo aspetto.la generazione che produce gameti s ia ormai completamente subordinata e venga portata dalle spore. oggi si trovano in quasi tutte le parti del mondo. Molto presto nella documentazione dei fossili compaiono piante fdeiformi con sem i simili a noci. La loro generazione s essuata consiste in un piccolo «protallo»: la generazione dominante è quella che porta spore.che raggiunge i 10 metri d'altezza. La forza del gambo risi ede in larga misura nella parte esterna rigida corazzata di particelle silicee. anche se generalmente sono di di mensioni più modeste. Il giovane sporo fito spunta dalla spora.sebbene servano principalmente da ancoraggio . L'archivio dei fossili è pieno di frammenti di dubbia attribuzione del tipo citato. e vi hanno lavorato attorno ricavandone altre dive rse . il mutamento del clima trovò q uesti giganti vegetali incapaci di adattarsi con sufficiente rapidità. Gli antenati delle felci sono antichi come le briofite. ricordando molto da vic ino un germoglio germinante su una pianta superiore.maggioranza ultrapreponderante del regn . perché sono i primi in cui . o spermofite. qualcuna cresce anche in acqua. Sebbene molti licopodii odierni siano piante assai tenaci. in modo abbastanz a simile a quello accaduto in seguito ai dinosauri.e un sistema rigido ed elaborato di circolazione. Il balzo successivo nell'evoluzione comporta la produzione di semi. Anche gli equiseti non sono piante attualment e dominanti. Questi hanno struttura affatto diversa da quella dei licopod ii clavati: hanno un anello di canali d'aerazione verticali. I gruppi arcaici dei licopodii. Si devono immaginare gruppi diversi di piante che hanno sviluppato l'una o l'al tra caratteristica primitiva. . Queste tuttavia svanirono senza lasciare una discendenza che conducesse c hiaramente alle piante attuali fornite di semi. Hanno radici abbastanza ben sviluppate . Alcune crescono fino all'altezza di 10 metri come alberi simili alle palme. le felci hanno tirato avanti co n successo nelle epoche successive caratterizzate da cambiamenti di clima. e ne esiste uno . si spartirono il dominio della vegetazione terrestre. quasi una premonizione della pianta fiorente. Conosciute inizialmente dal tardo Devoniano. sono assolutamente insignificanti in rapporto all'intero mondo vegetale per numero e dimensioni. ma non sono molto diminuiti di statura. Ma.Esistevano contemporaneamente equiseti arborescenti alti fino a 30 metri. non è quasi mai possibile tracciare una discendenza ininterrotta o identificare antenati comuni. degli equiseti. che probabilmente avevano un antenato in comune con le felci a spore. ma non per un altro.un letto caldo di prove ed errori che spesso ha provocato la scomparsa tot ale d'interi gruppi. Tu tti i gruppi vegetali descritti finora affidano la disseminazione alle spore. i licopodii e gli equise ti. Pare però che questo passo sia stato compiuto troppo tardi perché questi gruppi potessero giovarsene pi enamente in termini evolutivi. e tra questi e il c entro cavo c'è un altro anello di fasci conduttori rigidi. Essi non fu rono in grado di resistere a condizioni di crescente aridità. tuttavia tipicamente contengono una pianta embrio nale preconfezionata ed una scorta alimentare per avviare l'infante sulla sua st rada. uno stelo separato regg e grappoli di capsule di spore. come la felce florida e la felce lunaria.l'equiset o gigante . alcuni con tronchi massicci alquanto somiglianti a quelli delle palme attuali e con nu merosi rami eretti. mentre le foglie sono ridotte a scaglie. e quello ora estinto delle calam iti.

che nuotano per intere settimane prima di attuare la fe condazione del nucleo femminile. e i grani di polline. e non hanno esiste nza individuale. tra l'altro.e il ginkgo derivano da rami diver si di una famiglia estinta. virtualmente immutato rispetto ai fossili più antichi datanti dal tardo Paleozoico. per il fatto che hanno un sistema ben architettato di circolazione che ser ve anche a rafforzarle e sostenerle. dove l'acqua e il nutrimento possono circo lare dalle radici alla cima e viceversa. i gameti maschili e femminili sono piccoli. Le stesse cellule dell'uovo possono avere il diametro di 6 millimetri. discendono probabilmente dalle felci spermofite. alberi e cespugli . quando sono maturi. . per cui comprendono alberi veramente enormi in grado di resistere alle tempeste. analogamente alle piante davvero anomale e notevoli classificate co me Gnetinae. Alcune cycadine fossili erano notevolmente diverse da quelle che conosciamo oggi . con n uclei di mezzo millimetro. germinando. Le cycadine. sotto forma di una «goccia di impollinazione» liquida in corrispondenza del co llo dell'ovario. hanno un apparato sessuale molto più grande che in ogni altra pianta vivente.mentre il tubetto d el polline si allunga verso il nucleo femminile per liberare i nuclei spermatici per la fusione finale. spesso di un bel colore giallo o arancione. Le loro parti sessuate erano rinchiuse in organi simili a f oglie. originano gameti maschili mobili come spermatozoi . le cycadine. ma hanno foglie piatte a ven atura reticolata: sono le sole gimnosperme con tale caratteristica. e sono attivate da flag elli in una scanalatura a spirale. somiglianti alle palme. originatesi nel Carb onifero. e il ginkgo. sebbene il g inkgo abbia foglie piatte a ventaglio con venature ramificate ma non reticolate. Gli Gnetum . le scaglie semplicemente si aprono per metterli in lib ertà. I gameti maschili rappresentano e costituiscono il polline. i cui stessi inizi sono oscuri: le Cordaitinae. Il ginkgo produce grossi semi ovulari della lunghezza di circa 2 centimetri. e "angiosperme" o «a semi "rinchiusi"».un anno intero nei pini . con la differenza che. le conifere . e v engono dispersi con una grande varietà di mezzi. Tutte queste piante conservano «ricordi» dei mari antichi in cui si erano accoppiate le alghe loro ante nate. con un «guscio» sottile piuttosto soffice e un interno decis amente morbido. Le piante a semi differiscono ulteriormente da quelle che portano spore. I gameti delle cycadine (antenoroidi) assomigli ano alle trottole con cui i bambini sono soliti giocare. per forma e modello generale. Di norma le gimnosperme portano ovu li destinati a svilupparsi in semi su scaglie di pigne di aspetto simile alle fo glie. o sporo fite. mentre i coni o le pigne femminili che li ospitano. per in significante che sia. Questo dispositivo intermedio ha consentito a tutte le p iante spermofite di sottrarsi alla tirannia dell'umidità esterna ai fini della rip roduzione.talvolta grandi abbastanza da essere v isibili ad occhio nudo . I semi in realtà sono ben protetti come nelle angiosperme. Nelle conifere passa molto tempo . tanto che il gruppo delle Bennetitinae pare quasi rappresentare i prototipi de lle piante fiorenti. Sussistono però troppe differenze tecniche perché si possa affermare l'esistenza di un legame d iretto con le piante fiorenti. mentre le angiosperme ricorrono a dispositivi spesso di fattura elaborata. mentre gli ovuli avevano scaglie che li rendevano paragonabili a carpelli . Le cycadine. possono pesare perfino 45 chili (Encephalarto s). Le spermofite più antiche tuttora esistenti sono le conifere. Ovuli singoli possono raggiungere la lunghezza di 6 centim etri (Macrozamia). Nelle cycadine e nel ginkgo possono passare tre o quattro mesi prima che avvenga l'impollinazione. quelli femmini li sono sempre portati sullo sporofito o all'interno di esso.hanno un sistema di riproduzione chiaramente gimnospermo. e secondo ogni evidenza le Bennetitinae e le cyca dine si estinsero mentre compariva la prima angiosperma.dell e quali non è il caso di dare una descrizione .lo stadio fornito di semi che possiamo ancora definire spor ofiti è totalmente dominante.o vegetale odierno .un genere delle Gnetales comprendente liane. Un gruppo assomigliava ai ranuncoli. Non esiste un'altra generazione indipendente. Le spermofite odierne si dividono in due gruppi principali: "gimnosperme" o «a sem i "nudi"». I n queste ultime gli ovuli sono portati quasi sempre entro strutture chiuse o "ca rpelli".

che protegge e mette in mostra il polline e gli ovuli ed è progettata ti picamente per assicurare la fecondazione. mentre la maggior parte di queste schiatte pri mordiali continuava a vivere quasi immutata. e la goccia d'impollinazione delle gimnosperme sparì. come nel caso di certe erbe e delle euforbie. detta stimma. comparvero proprio sul finire del periodo Giurassico. Altre antofìte a ssai antiche appartengono al gruppo rappresentato oggi da magnolie e ranuncoli. a quanto possiamo sapere sulla scorta del polline foss ile. non esistono inequivocabili «anelli mancanti». Nel capitolo precedente h o fatto menzione del modo con cui i semi delle angiosperme si sviluppano entro s trutture chiuse. Il polline di per sé non è mai mobile. Alcune angiosperme vengono impollinate dal vento. l'ultimo dei gran di gruppi vegetali a svilupparsi. ma la maggior parte fa affidam ento sugli animali.un numero molto maggiore di nuovi adattamenti di quant i ne avessero le piante in precedenza. verificatisi alla fine delle Ere Carbonifere. il rozzo sperma a . Contemporaneamente elaborarono le attrezzature riproduttive. permettendo loro di mantenere le dimensioni che av evano in tutti i grandi rivolgimenti geologici e conseguenti mutamenti di clima. di modo che si svilupparono dispositivi com plessi per quell'insetto e nessun altro. Forse questa apocalisse accelerò effettivamente lo s viluppo improvviso delle piante antofìte. Alcune piante vennero a di pendere da singole specie d'insetti. rese possibile o piuttosto necessario . Progredirono rapidamente in modo particolare gli insetti. Nonostante il prolungato immobilismo in termini evolutivi. Il grande numero di specie d'insetti. comparsi per la prim a volta nel Carbonifero. Nella registrazione lasciataci dai fossili esse comparvero senza dubbio del tutto improvvisamente in un momento in cui succedevano poche altre novità sul fro nte dell'evoluzione. ma sono chiaramente di tipo intermedio. cercavano cibo. f oglie e sistemi di rami che esse continuarono a perfezionare. nel quale è archiviato il polline delle ninfee. ed hanno ricevuto n uove prospettive di vita . le conifere oggi sono piante di altrettanto successo come al tempo dei dinosauri. o "anto fìte". mentre in realtà un mutamento apocalittico nelle condizioni d i esistenza spazzava dalla faccia della Terra molti gruppi di animali. in condizioni topografiche e climatiche q uasi uniformi. Darwin considerava «un deprecabile mistero» l'origine delle piante fiorenti. mentre i loro fiori si facevano sempre più attraenti agli occhi degli insett i sfoggiando profumi. tessuto vascolare e di sostegno. dette carpelli. il net tare. dei quali i dinosauri sono i più famosi. Anche le angiosperme perfezionarono i meccanismi microscopici e relativamente go ffi di fecondazione delle gimnosperme. Capitolo 4. Abitualmente il fiore delle angiosperme è molto più elaborato di quello delle gimnos perme: si tratta di una struttura compatta ricavata almeno in parte da foglie mo dificate.nel caso ne avessero bisogno . su una parte di questi carpelli si sviluppò una superficie ricettiva per i grani d i polline. Questi furono i precedenti che portarono alle piante fiorenti. Ma non ci sono ovvii precedenti fossili.Queste venature non si possono definire anelli mancanti. Per distrarli da questa abitudine le piante misero a punto un surrogato. Tuttavia. e inizialmente si rivolsero al polline. La loro struttura legnosa forte e flessibile rappresentò un g rande miglioramento rispetto alle ramificazioni rigide e fragili dei licopodii e degli equiseti arborescenti. Le prime piante fiorenti. LA FIORITURA FINALE. La maggioranza si originò però nel Cretaceo. Per citare Bell e Woodcock. eredi tando dalle gimnosperme semi già molto evoluti. e in seguito anche di altri animali quali uccelli e pipistrelli. Queste antofìte o angiosperme ebbero un buon trampolino a loro disposizione. «in confronto c on l'eleganza citologica della fecondazione di un'angiosperma.grazie alla loro attua le utilità per l'uomo. colori e caratteri segnaletici. Proprio per questo l'evoluzione del fiore è stata tanto rapida . si può ridurre alle pure parti essenziali di stami maschili poll iniferi e di stimmi femminili per ricevere il polline. cioè i fiori. che inizialmente contengono sacchi embrionari.

sviluppando parimenti le possibilità della riproduzione asessuata mediante ar tifici vegetativi. o in strutture specializzate al di sopra di esso. petali. Il f iore contiene vari corredi separati di parti componenti . Caratteri di relativa primitività si possono intuire anche dal seme il cui dispositivo di chiusura . costituisce un caratte re infallibile di diversificazione. il quale è ripiegato semplicemente in modo che gli orli della crosta comb acino su un lato. o cotiledoni. E" poss ibile che la forma dei cotiledoni ricordi quella delle foglie delle piante anten ate. ma una pianta da un'impressione così peculiare . Le caratteristiche fiorali possono anche ricordare l'antichità delle origini. stimmi e carpelli.separa le piante fiore nti dalle gimnosperme a semi nudi e delle sporofite. L'anatomia del gambo è diversa. diventando dominanti verso la metà del lung o periodo Cretaceo. come risult a dalla descrizione datane al capitolo 6. altri peta li invece con i sepali). Infine il gruppo approntò i nnumerevoli e spesso ingegnosissimi modi atti ad assicurare la dispersione dei s emi. Questi due vocaboli. Probabilmente la scissione delle piante fiorenti in quest i due gruppi distinti è avvenuta molto presto nel corso della loro evoluzione. né alcune altre meno vistose. Nessuna di queste differenze.nterozoico delle cycadine non è solo barbaro. ma anche primitivo».sepali. e d ogni singola parte si troverà separata da quelle vicine. Solo dall'esame dei cambiamenti di struttura del legno. Lungo questa giuntura compare nelle antofìte più primitive la supe rficie degli stimmi ricettivi al polline. come ad esempio le trombe composte dai petali di una convolvolace . queste foglioline germinali tra l'altro hanno forma di solito affatto diversa dalle foglie delle dicotiledoni adulte. si riferiscono specificamente alle piante che hanno semi con u na o due foglioline. sembra però che gli antenati principali delle odierne angiosperme ap partenessero a un altro gruppo di piante senza stretta rassomiglianza con i loro discendenti ultimi.giusto il caso dell'arcaica ninfea un complesso o corredo può fondersi a poco a poco con quello vicino senza differe nziarsi bruscamente (i petali interni possono fondersi con gli stami. con nervature parallele contrastanti con quelle reticolate e le foglie a f orma assai diversa dalle dicotiledoni. stami. Grazie ai loro ef ficaci sistemi di riproduzione. Nei fiori più primitivi . Molte delle prime antofìte si sono completamente estinte: la flora del primo Cretaceo dev'essere stata di aspetto molto diverso da quella att uale. In seguito gli stimmi si sposteranno s ulla sommità del carpello.che chiunque abbia a che fare abitualmente con le piante ben di rado si trova in imbarazzo n ello stabilire il gruppo di appartenenza d'una pianta. come le magnolie e le ninfee. mentre le monocotiledoni hanno quasi s empre fiori con parti disposte a tre a tre o multipli di tre. o in numero indefinito. ed è altrettanto probabile che le . Le foglie delle monocotiledoni sono tipicamente strette e allun gate. sebbene le dicotiledoni siano in generale assai più variate delle monocotiledoni.definita da Ronald Good come u na specie di «esecuzione aerodinamica». per cinque. I fiori con parti evide ntemente fuse.monocotiledoni siano discendenti delle dicotiledo ni originarie. le "monoco tiledoni" e le "dicotiledoni". sia per dim ensioni sia per abitudini di crescita e durata del ciclo vitale: fattori tutti c he comportano conseguenze di vitale importanza ai fini dell'adattamento a quasi ogni nicchia climatica e topografica. Il gruppo ha uno spiegamento di forme di vita assai più esteso di qualsiasi altro. o "xilema ". Esistono due gruppi distinti e di maggior rilievo di piante fiorenti. Ogni parte componente può trovarsi ripetuta in più copie.in un carpello a scatola . le dicotiledoni più sovente hanno parti disposte per quattro. le angiosperme poterono riprodursi sulla terra a sciutta e praticamente in qualsiasi punto della terra. nel caso delle monocotiledoni . Una riproduzione più spiccia e lo sviluppo d'individui nuovi s ignificano possibilità potenziali di mutamenti in continuo crescendo. I carpelli più semplici hanno un tipo di chiusura che ricorda un oggetto avvolto nel lembo della crosta di un a torta. che compariranno in seguito qua e là nel testo. ed ha una configurazione generale così distinta . Alcune delle piante più primitive sono riconoscibili ancora oggi. si può dedurre con la massima accuratezza la posizione evolutiva di una famigli a vegetale. proprio come la presenza delle branchie nei feti dei mammiferi ricorda i pe sci progenitori. Le antofìte si svilupparono rapidamente. I due gruppi sono ugualme nte diffusi sul globo.

Sulla scorta degli indizi disponibili pare probabile che le angiosperme più remote fossero alberi. cominciarono a comparire verso la fine di questo periodo. e lo stabilirsi nel Pliocene di continenti ed oceani pressappoco nel loro contorno a ttuale. platani. come nella famiglia delle composite. le Ranales. L'Eocene vide l'affermarsi dell'insediamento di molti tipi di Spiante sostanzial mente moderne. Altri cambiamenti si originarono con la comparsa degli anima li erbivori. e presero ad estendersi le prat erie man mano che crescevano d'importanza i mammiferi erbivori. Nel Miocene le foreste cominciarono a ritirarsi. comparsi probabilmente nelle regioni più calde del globo a formar e foreste alquanto simili alle odierne. con cicli vitali più brevi ma anche maggiori capacità di mutamento. Quando un organo si è modificato per svolgere una funzione completamente nuova.a.faggi. Diversam ente da quanto si potrebbe sospettare. ci sono altrettante probabilità c he si tratti di mutamenti relativamente recenti. e naturalmente hanno mas sime possibilità potenziali di attuare mutamenti. e nell'Utah è stato trovato un fico d'India fossile somigliantissimo a quelli del giorno d'oggi. cespugli e infine piante erbacee: quelle senza stelo o gambo legnoso declinavano riducendosi a un ciuffo ad ogni stagione. Ad esempio le foglie dell'alberello Cercidiphyllum di quest'epoca sono rimaste quasi immutate nella specie attuale. A loro volta gli alberi si separ arono da queste piante che portano grossi frutti carnosi di grande richiamo per gli animali. che portò alla formazion e di rilievi montuosi comprendenti anche le Alpi e l" Himalaya nel Miocene. a nch'esse erbacee. una conifera a foglie caduche scoperta solo nel 1945 dopo che veniva ritenuta estinta. a nord dell'attuale circolo polare assieme alle pian te cedue prosperavano estese foreste di sequoia eocenica. Condizioni del genere testimoniano a favore dell'adattabilità e del vigore colonizzatore delle piante fiorenti. le piante fiorenti acquatiche non si orig inarono dalle specie acquatiche più primitive: si tratta quasi certamente di piant e erbacee che tornarono a migrare nelle acque dolci. i giunchi delle Typhaceae (sale. e una schiera di piante a foglie caduche ben note . evolvendo verso gli alberi con semi più piccoli ed asciutti in grado di venir portati fuori dalla foresta tropicale e di colonizzare progressivamente habitat meno favorevoli. che pure sono mo lto differenti tra loro per parecchie caratteristiche. comprendenti ad esempio le fam iglie dei ranuncoli e delle ninfee. oppure si sceglie un nuovo habitat. Le piante annuali. probabilmente sono venute molto dopo. stiance. Compaiono in que sto periodo molte famiglie di piante affatto nuove: tra le piante molte erbe da prateria moderne. querce. che scoraggiò la crescita degli alberi e incoraggiò le piante a rinnova re costantemente le loro strutture dalla base. La comparsa e la diffusione delle angiosperme avvennero in concomitanza con l'ul tima fase importante dei mutamenti geologici sulla Terra. Da quegli alberi si svilupparono piante rampicanti del tipo delle liane. come nel caso delle epifite arboricole. le magnolie e i tulipiferi. Altra segnalata tendenza evolutiva. Se non altro queste epoche corrispond ono a periodi di grandi movimenti geografici: le argille eoceniche londinesi con tengono in numero notevole frutti e semi che dimostrano come allora la flora del l'Inghilterra meridionale assomigliasse a quella attuale dell'India e della Male sia. o come nei fiori di erba San Pietro e di cerfoglio selvatico tra le ombrellifere. E" già stato fatto cenno a come i fossili più remoti appartengano alle piante che no i consideriamo le antofìte più primitive. le orchidee e le erbe.e delle specie parassitarie. come accade per le erbe. mazze sorde).che sono pi ante senza clorofilla . Oggi tutti gli alberi delle regioni subartiche hanno p iccoli semi secchi. Alberi come pioppi e plat ani sono pure noti dal primo Cretaceo. il cui risultato finale è dato da un "capolino". noci. Su quello che oggi è il Circolo Polare Artico viveva una flora somigliante a quella dell'Europa attuale. almeno per certi gruppi di famiglie. co me è accaduto per le foglie delle piante carnivore e delle drosere. cui apparteng ono le margherite. Cominciarono a signoreggiare le piante a foglie caduche. Pare probabile che le composite altamente organizzate (margherite). o quando una p ianta cambia tutto il suo metabolismo alla stregua delle saprofite . sono probabilmente di tipo più progredito. niss . ed eccezionalmente in mare. sta nel la produzione di numerosi fiori riuniti in una testa compatta.

è la clorofilla. Q uesto processo è chiamato fotosintesi. restringendo le superfici trop icali e delimitando le regioni temperate settentrionale e meridionale. sia che si tratti di un'alga unicellulare quanto di un albero gi gantesco in una foresta. Le succ essive glaciazioni restrinsero le piante dei climi temperati in aree molto più rid otte di prima. dal momento che compaiono nuove specie selvatiche. Il nostro pianeta pare in fase di quiete. e costituisce una prerogativa unica delle p iante. Il tema di questo libro è costitu ito in gran parte dagli esperimenti e dalle esperienze attuali delle antofìte o pi ante fiorenti. ci sono probabilità che non si possano verificare u lteriori evoluzioni in massa. e pasticciano con medicine. Capitolo 5. nonché nel centro d ell'Africa e nella parte centrale dell'America Meridionale. La fotosintesi è localizzata di norma nelle foglie. LA GRANDE INVENZIONE. ma non tutti i raggi contenuti nel lo spettro della luce solare . alberi di Giuda. non appena esse spuntano alla l uce. Sebbene la c . Una pianta contiene q uesta sostanza. La produzione è regolata dalla quantità di luce disponibile.e. Continuò l'abbonda nza delle conifere. In questo periodo cominciarono ad insediarsi le speci e delle piante che conosciamo oggi. qualunque sia la loro complessità. che hanno cessato di lottare per affermarsi. Talvolta anche le radici sono verdi. La clo rofilla impiega questa energia radiante per combinare l'acqua e l'anidride carbo nica e per produrre zucchero sotto forma di glucosio. profumi e pomate strane. gambi.a una comunità di esseri umani di mezza età e favor iti dal successo. picciòli e rami che si assumono la funzione della fotosintesi. La grande invenzione del regno vegetale. e si mostrano in giro con vestiti di ogni genere. come mi arrischio a prevedere a conclusione di questo libro. ma vi sono molte piante in cui le foglie sono state sostituite da steli. ed è fin t roppo controllato dall'uomo odierno. A confermare la teoria della deriva dei continenti ha contribuito la distribuzione di piante imparentate tra loro che vivono nella parte meridionale del Sudamerica. ed og ni altro genere di complicate sostanze chimiche. l'uomo costituisce oggi l'agente più importante per portare avanti l'evoluzione e la distribuzione delle piante. talvol ta notevolmente discontinua. Nella seconda parte del Quaternario le regio ni polari si coprirono di una coltre di ghiaccio. il fattore che differenzia totalmente l e piante da tutti gli animali. quali pini. Contemporaneamente viene c eduto ossigeno. Come verrà dimostrato nella seconda parte di questo libro. e si forma con rapidità veramente sorprendente nelle foglie tenute artificial mente al buio. eccetera. ad eccezione di pochi casilimite di organismi unicellulari. liquidambar americani. respingen do le piante subtropicali e tropicali nella fascia attorno all'equatore. determinarono infine la distribuzione vegetale che vediamo oggi. Difficile immaginare un mondo vegetale diverso e.parafrasando quan to hanno detto Bell e Woodcock . La clorofilla è un pigmento che assorbe alcuni. filadelfi. arancio e azzurro. in Sudafrica e in Australia.quelli di colore rosso. Essi tuttavia non sono ancora troppo vecchi per far esperienze. Le piante fiorenti che osserviamo oggi si possono paragonare . non c'è motivo di dubitare che continui l'e voluzione naturale. tale da renderle indipendenti dalle fonti esterne di carboidrati. hanno una vita sessuale incredibilmente varia con partner di og ni tipo immaginabile. dopo un rapido ritorno delle foreste avvenuto circa 8000 anni or sono. Fatto abbastanza curioso. sebbene certe piante in condizioni di scarsa luminosità riescano a produrne più di altre. Nel Pliocenico l'Europa aveva ancora piante che ora sono confinate alla Cina e a ll'America settentrionale. come i giacinti e gli altri bulbi che noi sottoponiamo alla forza tura invernale per avere fiori primaticci. una parte della molecola di clorofilla assomiglia a qu ella dell'emoglobina che forma il pigmento del sangue dei mammiferi. Indipendentemente dalle attività umane. che per alcune piante accelerano e normemente i processi sopra accennati. salvo che i l ferro dell'emoglobina viene sostituito dal magnesio nelle piante. sequoie e cedri. e. La clorofill a si forma quasi istantaneamente nelle piantine.

Però abitualmente entrano in funzione di spositivi filtranti passivi. Nell'alga unicellulare Meugeotia si dispongono di c oltello rispetto alla sorgente luminosa se la luce è eccessiva. e si trova sempre associata al pigmento giallo xantofilla ed al carotene di colore gialloaranciato. è la combinazione di un trasduttore e di un amplificatore. Se si ingrandiscono fortemente questi due corpi pigmentati . corrisponde ad una combustione. od "ossidazione". I cloroplasti presentano impressionanti somiglianze con le cellule a bastoncini. La fotosintesi prende sei molecole di anidride carbonica e sei di acqua. Il consumo di ossigeno. detti cloroplasti. che converte uno stimolo luminoso in una segnalazione nervosa . e si può paragonare a quelli usat i in astronautica per convertire l'energia radiante in energia elettrica. Uno scrittore li ha paragonati a un mucchi o di parecchie centinaia di palle cave appiattite per schiacciamento.si o sserva che hanno una struttura che ricorda molto da vicino un radiatore. L'energia così liberata va a fabbricare la struttura della pianta per moltiplicazione cellulare. ammucchiat e ed avvolte in un unico strato membranoso. g ambi e tronchi s'ispessiscono. Spero di riuscire a dimostrare con questo libro che in realtà una pianta non è per nulla un e ssere calmo. Questa «valu ta energetica» universale è l'elemento attivatore di base di tutte le attività cellula ri e di tutti i processi di crescita. gli zuccheri sono convertiti in carboidrati più c omplessi sotto forma di amido dove può venire imprigionata l'energia. si può mascherare con pigmenti di diverso col ore. perché di solito sono di colore diverso dal verde. Il cloroplasto agisce come semiconduttore. Un bastoncino visivo. e permette alla pia nta di usare l'energia accumulata prodotta di giorno. L'eccedenza alimentare viene immagazzinata. Questi cloroplasti sono stati definiti «gli schiavetti verdi» che consentono a una p ianta di condurre un'esistenza calma e passiva. in termini tecnici. Nelle a lghe compaiono altri pigmenti a dare man forte alla clorofilla. mentre ad esempio un leone deve consumare energia per cacciare ed uccidere. e tutti di faccia quando c'è poca luce. passivo e remissivo. un cond ensatore o un accumulatore elettrico. e in senso verticale con luce intensa. e co n l'energia fornita dalla luce le combina in una molecola di glucosio. all 'interno di cellule adatte.lorofilla sia sostanzialmente verde. E" sta to dimostrato che questi processi sono reversibili: le piante emettono effettiva mente luce.la produzione di energia per la crescit a. per cui le radici si allungano. mentre ve ngono cedute sei molecole di ossigeno. le cui funzioni permangono alquanto misteriose. o ricettori visivi. esattamente come gli animali. Nelle foglie sottili delle lenticchie palustri i cloroplasti si dispongono orizzontalmente lungo le pareti delle cellule quando la luce è fioc a. Il cloroplasto è un convertitore di energia che cambia l'energia della luce in e nergia chimica. per un breve intervallo di tempo. la rete di comunicazione viene ma ntenuta attiva. Il glucosio prodotto nel corso della fotosintesi rappresenta il punto di partenz a di tutto il metabolismo della pianta . In ambedue i casi entrano in gioco rapidissime reazioni fotochim iche. per impedire che la luce eccessiva danneggi i cloro plasti vitali. e i settori assorbiti dello spe ttro della luce solare corrispondono chiarissimamente all'ambito visivo dell'occ hio umano. mediante una cat ena di complicate reazioni in 38 molecole di trifosfato di adenosina. e sono quelli ch e conferiscono alle alghe le loro tinte variate. quando si passa dalla luce al buio. degli occhi dei vertebrati. e gli organi di riproduzione giungono a maturazione. che contribuiscono a costrui . e di notte la pianta emette an idride carbonica e consuma ossigeno. sia pure molto fievole. Nelle piante superiori la cloro filla si trova sempre in corpi distinti e di varia forma. Vengono prod otti altri «capitali di riserva» sotto forma di grassi. nelle alghe i corpi equivalenti si dicono cromoplast i. i rami mettono più foglie per effettuare altra fotosintesi. se vuole procurarsi carne. Naturalmente la fotosintesi s'interrompe al buio. In alcune piante i cloroplasti si muovono all'interno delle cellule in risposta alle condizioni di luminosità. e molta parte di essa viene convertita rapidamente. Liquidi e minerali parimenti richiesti per la cre scita vengono convogliati attraverso i canali.i clorop lasti infatti sono minuscoli dischetti con diametro inferiore a un micron . L'energia contenuta nel glucosio è disponib ile subito.

i grassi hanno il sopravvento sulle proteine. come nel gambo delle ninfee. Questa attività respiratoria a volt e continua anche di giorno. come vien e definita. ogni eccedenza va ad ispessire le pareti delle cellule di cellulosio e ad aggiungere rinforzo. perché l'atmosfera odierna è meno ricca d'anidride carbo nica di quanto non fosse durante le Ere Carbonifere. dove l'aria si diffonde uniformemente in tut ta la pianta. Dobbiamo fare un'altra eccezione per i funghi. Talvolta ne hanno tanto da secernerlo attivamente attraverso le foglie o altre parti. Una foresta di betulle opera con efficacia circa 6.per quanto presenti in soluzione nell'acqua . Esse hanno un mecca nismo efficientissimo per fissare l'anidride carbonica. Le piante terrestri che dispongo no di maggiore luce producono talvolta più zucchero di quanto occorra loro ai fini dell'accrescimento.sono a concentrazione più bassa che non nell'aria. ma in cambio non hanno bisogno di convogli are sostanze alimentari per l'organismo. o fìtoplankton. Il tasso di trasformazione medio di tutta l'energia radiante disponibile in ener gia chimica è inferiore all'1% in una specie coltivata. Consumare energia in realtà significa respirare. di cui si può dire che maschera la respirazione diurna. Alcune piante. ed anche delle condizioni clim atiche in cui ad esempio le nuvole possono ridurre l'intensità luminosa fino al 5% di quella che splende a pieno sole. Sembra probabile che si tratti di un progresso evolutivo. Sprovvisti di clorofilla. Invece con buona luce. ma a un tasso molto ridotto.re le cellule. che è di sole tre parti su 10000. Quanto sopra si rileva nettamente confrontando i tassi di produzione di diverse piante. e lo impiegano per produrre nettare zuccherino o secrezioni ghiandolari per altri scopi. Le piante del tipo delle alghe assorbono tutti gli zuccheri che producono. Oltre ad alcune d ifferenze nei processi chimici interessati. In alcuni casi questa caratteristica conferisce ulteriori possibil ità di galleggiamento. A luce intensa e nelle migliori condizioni di nutrizione una cellula produc e molte più proteine che carboidrati. mentre granoturco e canna da zucchero hanno produttività superi ore rispettivamente di 25 e 35 volte. come la maggior parte delle piante. che comprendono specie tetracarboniche tropicali e specie delle regioni temperate a ciclo ordinario. Non v'è dubbio che siano effettivamente piante. Le piante acquatiche devono risolvere problemi particolari se si trovano per mol ta parte sommerse. e non sprecano carbonio nella respirazione diurna. può sciupare metà del carbonio assimilato attraverso la fotosintesi. e molto più basso nel caso d elle piante che restino inattive per una parte dell'anno. misurati in accumulo di carbonio per ogni singola area.5 volte superiore. ma con scadenti condizioni di nu trizione. A luce debole le proteine e i carboidrati pr essappoco si bilanciano.virtualmente cellule elementari . e sono resistenti alle condizioni di sicc ità. e di proteine. perché sono tutte circondate dai minerali e dall'anidride carbonica presenti nell'acqua. Le piante tetracarboniche sono invariabilmente tropicali o subtropical i. essi no n usano la luce solare per produrre energia. Esistono parecchi generi. perché ossigeno ed anidride carbonica . che formano il costituente principale del protopla sma. Esse non sono in grado di effettuare la fotosintesi come le piante ter restri a causa della luce più limitata. uno d ei quali contiene molto più amido e funziona all'occasione da riserva temporanea d 'energia. la foresta tropicale piov osa più di 20 volte. Il plankton vege tale.ha la produttività più bassa . Anche questa cifra bas sa tiene conto dei periodi in cui tale coltura non ha le foglie tutte aperte. provengono spesso da regioni aride. queste piante (dette talvolta piante tetracarboniche o a debole germogliazione) hanno cloroplasti di due tipi. come la canna da zucchero e d altre erbe tropicali. sono in grado di operare la fotosintesi più efficacemente di altre e a concentrazioni più modeste di anidride carbonica. o un poco del fogliame adulto è in parte ombreggiato. oppure grandi canali a perti. solo lievemente migliorata nelle erbe delle regioni temperate. Pertanto molte piante acquatiche hanno un tessuto molto spugnoso. ma hanno approntato mezzi propri pe r ricavare nutrimento dalla materia in disfacimento o vivente. Però questa «fotorespirazione». . Un fattore limitante è dato dalla bassa concentrazione di anidride carbonica nell' aria. e l'anidride carbonica prodotta viene reimpiegata immediatamente nel processo di fotosintesi. ma questi agenti di collegamento del regno vegetale .

assumendo la forma di una specie di nodo carnoso senza foglie o gambi. Altre piante sono legnose e hanno per lo più maggiore durata. Capitolo 6. poiché passano gli inverni freddi in riposo. sebbene alcuni suffr utici. L'animale ha il sangue. Le piante che vivono per parec chi anni e fioriscono ogni anno a maturazione si dicono perenni. danno semi e muoiono.si aggira sulle 14 per 10 alla decima potenza tonnellate di mat eria organica. o qualsiasi altro periodo di ripos o che possa decretare il clima. più le secrezioni ghiandolari che costituiscono un secondo impianto di comandi. Calcolati su scala mondiale. quel loro ripetersi in elementi simili. Altre sono biennali. svernano. Le funzioni sessuali delle piante sono paragonabili a quelle degli animali per la loro complessità. Anche questa semplificazione ci lascia moltissime varianti nella crescita e nell e abitudini delle piante. dovrà cavarsela lì. che in parte le assomiglia. Anzitutto c'è la durata della vita. i r isultati di questa attività danno le vertigini. Una pianta può riuscire a riparare una lesione rigenerando alcune parti. Tanto le piante quanto gli animali hanno lo scheletro. e che compongono il grosso della vegetazione del giorno d'oggi. una pianta n on ha muscoli.quello di un polipo. e del posto che occupano nell'ordinamento globale di t utte le cose. Una pianta. Gli animali hanno un sistema nervoso. Gli animali sono forniti di occhi. oppure morire. iniziano la loro vita un anno. L e piante terrestri da sole creano ogni anno 150 miliardi di tonnellate di materi a nuova. La pianta trascorre questo tempo.poniamo . Alcune piante sono annuali. ma che comunque non si può paragonare in nessun modo a quello di nessun animale dotato di capacità di spostamento. sotto forma di un intrico o ciuffo o pezzo di le gno più o meno sotterraneo. pochi animali vi riescono. stabilirsi e nutrirsi. Più che altro per amor di semplicità dovremo considerarla una pianta fiorente o una conifera. le piante di cloroplasti: questi organi reagiscono alla luce e funzionano in manier a analoga. Un a pianta ha cellule dotate di massicce pareti che le impediscono di assumere cib o in un modo che ricordi anche lontanissimamente i processi usati dagli animali. e nell' anno successivo fioriscono. e naturalmente l'acqua. la loro struttura ed architettura ge nerale. ma è in grado di effettuare le funzioni aspirantiprementi di una po mpa. INGEGNERIA NATURALE. dove solo le radici restano attive. perché vivono solo poche settimane. La pianta non può scegliere il posto dove dovrà crescere.e alcune di qu este piante a vita breve si dicono addirittura effimere. In questo capitolo intendo tracciare il profilo di una pianta «ideale» nel suo insie me. ma deve avere a sua disposizione anche c erte sostanze minerali. legnosi solo in prossimità della base. In termini energetici questo corrisponde molto approssimativament e all'erogazione di due miliardi di grosse centrali termiche o idroelettriche. Alcune ad ogni primavera drizzano steli o gambi carnosi che fioriscono ed appassiscono prima de ll'inverno. abbiano parti superiori erbacee che . i movimenti ed ogni minimo particolare del la loro organizzazione.ivi compreso il plankton oceanico di alghe microscopiche . Molte piante acquatiche hanno un comportamento analogo. Forse le piante assomigliano maggiormente a polipi e coralli per il loro modo di vive re. sono veramente fuori del comune. che tanto spesso fungono da agenti principali per rig enerare materie nutritive semplici dalla complessa farragine dei corpi animali e vegetali in decomposizione. ancorata in un modo c he ricorda . per crescere. E" stato calcolato che la crescita o la produzione annua delle piante . vivo no tutta o gran parte della loro esistenza in una sola stagione .sprovvisti di clorofilla. non ha bisogno soltanto degli alimenti prodotti dall'e nergia radiante tramite la fotosintesi. appartenente cioè ai tipi di piante più noti alla maggior parte della gente. l'uno ha l'emoglobina e l'altra l a clorofilla. grazie a sostanze chimiche funzionanti da messaggeri. Una volta germogliato il seme. perfino le piante carnivore arieggiano solo superficialmente il modo di fare de gli animali. Sono le erbacee pe renni. la pianta ha la linfa. mentre le piante dispongono di me todi per controllare l'accrescimento.

Q uesta semplice legge di natura agisce in molte sedi. Le piante legnose si di vidono grosso modo in cespugli ed alberi. e questo è il motivo per cui le agavi sono spesso chiam ate «le piante dei cento anni». Gli ag ricoltori. o sche mi di accrescimento. però la pianta assume e perde molta più acqua di quanto le occorra per tale proc esso. A noi. Per alcune di queste occorrono dieci anni perché giungano a maturazi one. ma possono dare fiori e semi una volta s ola.una soluzione ad alta concentraz ione salina da una parte (ad esempio all'interno del pelo radicale) estrarrà acqua da una soluzione a concentrazione più bassa (esempio tipico l'acqua del suolo). che vivono sulla materia in decomposizione. in un periodo poco p iù lungo le patate traspirano 570 tonnellate d'acqua per mezzo ettaro e danno un r accolto di due tonnellate. sebbene il suo tro nco abbia solo il diametro di circa 8 centimetri. e un altro gruppo ar boreo . Alcune piante vivono per parecchi anni. come è il caso di numerose bromeliacee. sebbene ne occorrano quantità infinitesimali. Questa perdita d'acqua si dice traspirazione ed interessa quantità enormi di acqua. sebbene queste categorie si sovrappong ono immancabilmente. Per capire le funzioni delle parti di una pianta bisogna considerare il suo meta bolismo e le necessità create da questo ricambio. Una pianta può vivere a lungo di s ola acqua e dei minerali ivi disciolti finché le sue foglie operano la fotosintesi . per altre assai di più. i forestali e i giardinieri si spingono troppo avanti quando devono b ilanciare questi minerali nelle quantità «giuste». ve ne sono molte che si arra mpicano e formano lunghi gambi a rapida crescita. Dopo 8-10 anni produce un ciuf fo enorme di fiori rossi alto fino a un metro e mezzo. in quanto costi tuiscono eccezioni veramente affascinanti alla regola generale. tutta la pianta muore. di solito con una corona o chi oma di rami. Le sostanze minerali contenute nelle cellule di solito si trovano in rapporti molto diversi da quelli delle sostanze minerali contenute nel suolo esterno. e verranno trattate nei particolari nei capitoli successivi. ma per un accrescimento normale e sano occorrono sali inorganici in maggiore q uantità. opera con criteri decisa mente selettivi per quanto riguarda le sostanze che effettivamente assume o meno . Il motivo principale per cui viene assunta l'acqua è perché collabori alla fotosinte si.qual è la parete di un pelo radicale .quello delle spatelie . mentre gli alberi ne hanno tipicamente uno solo. magnesio. l'erba traspira tra maggio e luglio una quantità d'acqua corrispondente a oltre 1000 tonnellate.possono perire in inverno. annuali e perenni. o spatelia montana. come cert i funghi. ma molte rappresentano curiose fasi intermedie. L'acqua viene assunta per osmosi. Alcune palme sono monocarpiche. E" il caso delle meno scorrette saprofite. che consentono loro di attaccarsi. detta anche «orgoglio dei monti». e sono dette "monocarpiche". Il modo in cui una pianta assume e assorbe i minerali fa parte di un complicato pro cesso elettrochimico noto come trasporto ionico. forniti di dispositivi. uncinarsi o stendersi su superfici od altre strutture vegetali. con un diametro di 2. per gli alimenti.4 me tri: una volta che siano maturi i semi. sebbene in quantità molto minori: tra essi quelli di zo lfo. quali le grandi agavi che formano rosette o «palchi» e le pu ye americane. sebbene molto dipenda naturalmente dalla natura del suolo interessato. importa sapere che tali sostanze vengono effettivamente assunte dalle piante. e il boro. i cespugli hanno molti steli o tronchi relativamente corti. fosforo e potassio. Molte tra queste sono piante erbacee. Le valutazioni dell'entità della traspirazione variano moltissimo. dipendenti in misura maggiore o m inore. è piantata diffusamente a Giama ica a scopi ornamentali: può raggiungere l'altezza di 15 metri. Il terzetto principale è costituito da azoto. Oltre alla traspirazione attiva si verifica anche per . ma sono n ecessari anche altri sali. da altre piante. la pianta. cellule interne comprese. ma picc oli esperimenti hanno dimostrato che più o meno per ogni ettaro di terreno che pro durrà alla fienagione tre tonnellate di fieno. e che come loro non hanno clorofilla. in questa sede. inoltre. Tra le piante erbacee e legnose. ferro e altri metalli. queste forme estremamente specializzat e di adattamento sono del tutto estranee all'argomento generale di questo capito lo. La Spathelia simplex. La loro assenza può portare a morte una pianta. Questo significa che quando esiste una membran a porosa . quali la salvia e la lavanda. calcio. sodio. Esistono anche svariatissime specie parassite.è imparentato con l'arancio. me tà erbacee e metà cespugli.

sebbene meno dell'1% dell'acqua assorbita venga poi trattenuto dalla pianta . mentre si chiama floema quello del flusso discendente. mentre l'aumento medio complessivo della lunghezza del sistema r adicale di una pianta di segale matura è stato valutato sui 5 "chilometri" giornal ieri.dicotiledoni e monocotiledoni . Il colletto o i rami portano anche gli organi sessuali della piant a. Nelle alghe. La pianta di segale dell'età di circa quattro mesi. mentre un flusso in senso inverso porta le sol uzioni di zuccheri e di altri materiali organici dalle foglie alle radici e alle altre parti della pianta bisognose di sostentamento. costrette in ogni caso ad assorbirne dal suolo più che possono. ment re quella dei peli radicali ammontò allo sconvolgente totale di 10620 chilometri.ad esempio di ormoni. Ol tre ad assorbire dal terreno l'acqua e le sostanze minerali solubili indispensab ili per l'alimentazione. funzionante anche da rinforzo. perché la p ianta vive nell'acqua. ma piuttosto di conservare le cellule in buona salute ed efficienza. Invece nelle monocotiledoni i due corredi di cellule circolator . nonostante le dif ficoltà. ovvero le fabbriche della fotosintesi. che per lo più sono responsabili della perpetuazione della specie. dalla quale ricava le sostanze minerali.sono a lquanto diverse tra loro per la disposizione dei canali circolatori. nel caso che vi siano parecchi steli o gambi. I due tipi di condutture sono nettamente differenziati nelle felci e nelle piante più progredite. le cellule non possono crescere con ritmo soddisfacente. e ad espandersi alla ricerca incessante di nuova umidità.dita d'acqua per evaporazione. Questi tre settori appartengono tutti ad un sistema che associa la conduzione de i liquidi alla rigidità: è il sogno di molti architetti che vorrebbero un impianto d i condutture in grado di tener su tutta una casa. La lunghezza complessiva delle radici risultò di 622 chilometri. variante a seconda dell'efficacia isolante della struttura fogliare. Floema e xi lema iniziano dalle radici. come accade in certe piante alpine. nelle dicotiledoni lo x ilema forma un modello o disegno a croce dove il floema è situato tra i bracci del la croce stessa. Il convogliatore principale del flusso ascensionale è noto con il nome di xilema. è stata tenuta in una cassetta contenente all'incirca 1300 centimetri cubici di terreno. la cui crescita media giorna liera per una singola pianta di segale si aggira sui 90 chilometri giornalieri. anche la più mod esta pianta annuale ha bisogno di un dispositivo di ancoraggio. Le due grandi classi di piante fiorenti . Gli steli o tronchi più o meno ramificati so rreggono le foglie. Misurazioni effet tuate hanno rilevato che singole radici di granoturco si allungano di 5-6 centim etri al giorno. Ciò significa che il sistema radicale ha spesso dimensioni enormi rispetto alla parte aerea della pianta. I primi s egni di conduttura centrale. si avvertono in vari muschi. talvolta tramite un «colletto» o punto di raccolta. come succede per vari alberi. possono tra scorrere molti anni prima che la struttura possa crescere e maturare abbastanza da produrre fiori o organi sessuali. variabile percentualmente tra il 70% e il 95% d'acqua nel tessuto plant are. Tant'è vero che in certi casi. Il calcolo non tiene conto dei peli radicali. Occorre acqua anche per tenere gonfie le cellule delle piante. sebbene non siano essenziali per il ricambio della pianta stessa: se ne tratterà nei capitoli seguenti. dove abitualmente non c'è necessità di circolazione. almeno come fascio centrale. però le sostanze possono anche migrare prontamente da un sistema circolatorio all'altro in senso orizzontale. si può trovare una robusta parte centrale di cellule collegate tra loro per procurare la consisten za necessaria e qualsiasi tipo di circolazione occorra . A volte il gambo virt ualmente manca. e allora le foglie spuntano dal colletto. Queste condutture si possono paragonare a una combinazione della circolazione sanguigna negli animali e di un sistema digerente. Nei due tipi di circolazio ne vengono immessi anche ormoni chimici ed altri «messaggeri». Di norma l'acqua viene portata alle foglie assieme ai minerali. oggetto dell'esperimento in pa rola. finché a un dato pun to la perdita d'acqua riesce fatale alla pianta. Quindi la pianta ha fondamentalmente tre distinti settori a diversa funzione. Le radici portan o al gambo o al tronco. Al di sotto di un dato livello. L'acqua tuttavia non viene spontaneamente alle radici. le radici ancorano la pianta al terreno. non si tratta pro priamente di mantenere rigida la pianta dovunque ve ne sia necessità. Pertanto le radici sono tenute ad assumere e convogliare grandissime quantità d'ac qua.

mentre il numero degli anelli c'informa sull'età esatta di un albero. quanto del floema all'esterno: miracoloso strato unicellulare che si scinde costantemente. Tuttavia nelle dicotiledoni legnose. di modo che un apice radicale si presenta di norma ricoperto di terra. abbastanza somiglianti a si ngoli cavi elettrici. Ogni anno si forma un nuov o anello. All'esterno dell'anima centrale di xilema si trova una guaina molto ristretta di cambio. e seguono l'attrazione esercitata dalla gravita terrestre. Per lo più si trovano sotto terra. ed è il motivo per cui lavorare con grossi tronchi vegetali è lavoro faticoso: inf atti è quasi impossibile segare un tronco di palma. mentre quelle più ridotte e più spesse vengono fabbricate in estate e in inverno. Nelle dicotiledoni questi fa sci sono disposti tipicamente in un anello esterno che circonda il midollo centr ale. finché entrano nelle f oglie. e contribuisce a dilatare una fessura del terreno dove può i ntrodursi la punta per i suoi sondaggi esplorativi. Le piante erbacee prolungano i loro canali nei gambi e nei rami in un sistema di fasci vascolari dove si associano xilema e floema. mentre nelle monocotiledoni sono dispersi nei tessuti. un tessuto dal quale dipende la crescita immediata tanto dello xilema a ll'interno. sebbene le radici degli alberi possano affiorare dal suolo man mano che l'albero cresce. Se lo si taglia in sezione trasversale. data la gran quantità di fasci vascolari.rivela uno schema molto preciso alla dissezione longitudinale: essi crescono obliquame nte. per cui si ha un'anima centrale di xilema che si dilata c ontinuamente. La radice s'ingr ossa dietro la punta. qualora esistano piante in terreni di questo tipo. ogn uno dei quali è rivestito di fibre durissime e spesse. I fasci disposti a cerchio nello stel o formano una specie di guaina aperta.come si manifesta in una sezione trasversale . Il vero dispositi vo di assorbimento della radice si trova di solito proprio dietro la punta. e muoiono in un su olo imbevuto d'acqua. Le punte delle radici sono tenere e delicate. le pareti di q ueste cellule diventano mucillaginose. Le radici hanno bisogno assoluto d'ossigeno. Tuttavia devono ben presto cres cere di fianco per cercare umidità. e si ramificano e biforcano continuamente. Nelle prime. il cui sviluppo può dirci se e come è stata buona la stagione di quel dato anno. lubrificando la punta della radice. sott o forma di una massa di peluzzi che si producono ininterrottamente presso la pun ta della radice e muoiono alle spalle man mano che la radice avanza. ciascuno dei quali si compone di cellule maggiori e minori quelle più grosse prodotte in primavera quando la crescita è al suo apogeo ed ha lu ogo l'espansione generale. Si proteggono dalle contusioni e d ai danni con un cappuccio protettivo alquanto somigliante a un ditale. Un diagramma dei fasci di una dicotiledone ricorda molto da vicino quello della circolazione sanguigna in un essere umano. . le radici più vecchie sviluppano un nucleo centrale di xilema e un an ello esterno di floema. Da principio le radici crescono verso il basso perché sono geotropiche.lo stelo si basa su una rete intricata e allungata in senso verticale. Questi peli radicali sono in grado di afferrare veramente le particelle di terreno. di modo che . e in realtà incarna l'essenza stessa della crescita degli a lberi anche più giganteschi. un processo detto di «ispessimento secondario» si attiene nella sua disposizione a un modello schematico. che comporta grande spiegamento di forza . e lo fanno con un movimento a spirale mentre c ontinuano a crescere verso l'esterno e verso il basso. ciò signi fica che vi possono sussistere strutture speciali che fanno sì che l'ossigeno veng a assunto nel sistema radicale.tradotto in termini molto semplici . composto di cellule a perdere che vengono sostituite di continuo in punta. L'apparente dispersione dei fasci di u na pianta monocotiledone . a seconda dei casi. mentr e essa s'insinua incessantemente tra le particelle di terreno. con rami che proseguono verso gli steli o gambi laterali. quando la crescita rallenta.ie formano gruppi alternati e disposti a cerchio attorno a un midollo centrale. gimnosperme comprese. E" uno schema che ric orda quello di una struttura geodetica. e tanto meno sezionarlo pulita mente per esaminarlo al microscopio. e questa prassi si c onserva anche in specie di grandi dimensioni quali le palme. si osserva che quest'anima è formata di anelli. mentre i fasci si scindono a vari e altezze per entrare in contatto con quelli delle foglie. e alla punta del germoglio entrano nel tessuto embrionario che cresce mag giormente o fiorisce.

asportando il germoglio fiorale non appena co mpare al centro della rosetta. E" osservazione comune che i tronchi legnosi possono disseccarsi e decomporsi da l centro verso l'esterno. bisogna far partecipare l'attrazione coesiva delle molecole d'acqua. e le misurazioni effettuate hanno dato risultati fino a ben 80 atmosfere. in modo che una colonna ininterrotta d'acqua o di liquido possa perdurare senza soluzio ne di continuità. L'az ione pompante comunque non si verifica in tutte le specie. La circolazione impegna cellule di vario tipo. E" assai difficile misurare la tensione sugli alberi in vita. La risposta finale pare risieda nella tensione idrica combinata con la forza di coesione. di modo che i liquidi possono filtrare lateralmente attraverso le cellu le adiacenti . altre hanno infossamenti e pertugi non soltanto alle estremità. con cui si potrebbe raggiungere un'altezza di 10 met ri. A volte un a lbero ha vasi che vanno senza soluzione di continuità dalle radici alla corona dei rami. e finisce con il diventare una specie di area di scarico interno dei sottopro dotti indesiderati. Questo pompaggio op erato dalle radici dipende in larga misura dalle buone condizioni di crescita. I Messicani ricavano da questa pianta monocarpic a un potente liquore detto pulque.fatto di grande importanza in caso di blocco. nelle pia nte a foglie caduche delle regioni temperate scompare dopo l'esplosione iniziale della crescita primaverile. se ne trovano da relativamen te larghe fino a lunghissime e strette. ma anche lungo i fianchi. bolle d'aria o altr e avarie.) Come viene convogliata o forzata l'acqua su per lo stelo o il tronco di una pian ta? Si potrebbe pensare a un effetto dell'azione capillare. e molte piante sono fornite a questo scopo di appositi pori all'estremità delle nervature. e raccogliendo tutta la linfa che subito trasuda e che poi viene fatta fermentare. Inedia. lasciando talvolta un limitatissimo rivestimento ester no. Una colonna d'acqua si può mantenere in uno stretto tubo producendo oppo rtuna tensione all'estremità superiore. Però si è potuto valutare la tensione presente in rami tagliati con u na tecnica speciale. che può venir esercitata nel nostro caso da un gran numero di foglie in traspirazione attraverso i fasci vascolari sul fluss o xilematico principale di un albero. la «pianta dei cento anni». s pecialmente in corrispondenza delle radici. siccità. pe rché l'inserimento di qualsiasi strumento provoca il collasso della colonna d'acqu a sotto esame. mancanza d'ossigeno e basse temperature sono altrettanti fattori che contribuiscono a limitarla. ciò che per nostra fortuna migliora sovente la qualità del legno . lo xilema centrale non funziona attivament e. Si chiamano raggi e si compong ono di cellule non legnose che permettono alle sostanze nutrienti di attraversar e il raggio del tronco. I dati più alti si ottengono dalle piante dei deserti e degli acqui . Il diametro di questi vasi tubolari varia da 20 fino a 600 micron in c asi eccezionali. L'entità dell'effetto pompante delle radici si può valutare dall'Agave ame ricana.Una sezione trasversale di un tronco d'albero metterà in evidenza anche strette li nee raggiate che attraversano gli anelli annuali. che però può sostenere una chioma di rami e di foglie e collegarla alle radici. Alcune sono aperte ad ogni loro estremità. con pareti rafforzate da anelli. spirali. Inoltre la quantità d'acqua pompata rappresenta una f razione della quantità che va perduta da una pianta attraverso la traspirazione. e non supera il metro. la lunghezza va da pochi centimetri a molti metri. Queste condutture si dicono vasi e tracheidi. Alcune pian te come i filodendri delle foreste tropicali trasudano umore dalle punte e dai b ordi delle foglie quando c'è molta acqua alle radici. ispessimenti reticolati o butte rati. (Un micron è uguale a 1/1000 di millimetri. Man mano che un albero invecchia. Senza dubbio le radici esercitano in alcuni casi un'az ione di pompaggio che in alcune condizioni sperimentali è stata misurata sulle 8 a tmosfere. I dotti xilematici sono di norma legnosi e non contengono materia viva: si tratta in realtà di tubature di tipo spe ciale. F orse solo l'uno per cento dell'acqua assunta viene trattenuto da una pianta. Nei primi giorni se ne ottengono circa 375 gra mmi al giorno. e la quantità prodotta complessivamente nei 4-5 mesi che il fiore a vrebbe impiegato per giungere a maturazione è di circa 50 chilogrammi. ad esempio. Ma questo fenomeno d ipende dalla tensione superficiale per cui i liquidi salgono in tubetti finissim i. Per mantenere tale tensione oltre la press ione atmosferica ordinaria. l'attività di conduzione si riduce progressivame nte ai soli anelli annuali più esterni.

Un'ipotesi der ivante da queste conoscenze indurrebbe a credere che i fasci di filamenti nei tu bi agiscano da muscoli. I minerali del suolo si combinano in vari modi co n i materiali organici. quando gli alberi mettono le foglie. ancora più straor dinario. stimolate dall'el evata pressione osmotica delle foglie. Va ricordato infine che è stata fatta anche l'ipotesi che gli alberi molto alti po ssano assorbire umidità atmosferica. mentre il processo di fotosintesi può funzionare solo se le radici mandano su acqua. se possibile. Inoltre si possono far combaciare lembi di un tronco d'albero mediante tagli pra ticati in parti diverse o anche opposte. con tutti gli organi che tale p arte può portare. ad ogni est remità delle quali si trova una parete butterata di forellini simile a un setaccio . Si discute da molto te mpo se questi forellini a setaccio siano aperti o meno. perché le cellule floematiche contengono materia viva. Se sono aperti. lunghe e strette cellule. i materiali circolanti li possono percorrere nelle due direzioni contemporaneamente. Però non c'è dubbio che la linfa riesca ad attraversare le pareti delle cellule xile matiche. Questa è l'essenza di un processo molto complesso. sebbene no ve decimi della sostanza solida ivi contenuta siano dati dagli zuccheri o glucid i. contraendosi ritmicamente per spingere la soluzione zucc herina lungo le cellule tubolari collegate tra loro. Una tensione di 30 atmosfere b asta a sollevare l'acqua a 150 metri d'altezza. le soluz ioni zuccherine potrebbero muoversi per pressione idrostatica. E" pure importante il fatto che i rami superiori degli alberi a bbiano tensione più elevata che non i rami più bassi. a quanto pare. Ma se si toglie una parte delle radici. ma costituiscono dei passaggi per certi cordoni longitudinali che contengono filamenti di proteine. che devono risolvere problemi assai ardui per estrarre acqua da l loro ambiente. Tra queste cellule predominano quelle dette a tubi cribrosi. Queste pareti sono assai spesso disposte in senso obliquo ai lati lunghi della cellula. Ma ciò non succede nel tronco di una piant a. la colonna d'acqua può interrompersi e crollare molto facilm ente se i tubi vengono scossi o incisi. (Sono compresi tra questi giganti vegetali esemplari di Eucaliptus regnans australiani valutati a 150 e 140 metri. e poggiano sulle pareti delle cellule contigue.la traspirazione e il convogliamento verticale dell'acqua sono dati di fatto.) Va detto che un fattore negativo impedisce a questa teoria di reggersi così come è c ongegnata. o in uno stelo che oscilla al vento. e le piante hanno capacità adeguat e al riguardo. si osserva che le corris pondenti parti sovrastanti non ne soffrono perché vengono indubbiamente rifornite con movimento laterale proveniente dal resto del sistema radicale. e un pino Douglas di 129 metri abbattuto nel 1895. senza che per questo venga disturbato i l flusso xilematico. Crescita e funzionamento delle radici vengono attivati in larga misura dagli zuc cheri erogati dalle foglie. dal momento che gli alberi più alti mai riscontrati variano dai 120 ai 150 metri d'altezza. che può venire strapazzata in molti modi. Però una recente indagine lascia intendere con forti argomenti che essi non sono aperti. mentre la linfa fogliare a s ua volta contiene molti minerali . Se si crea artificialmente un sistema che convogli acqua in tensione entro tubi capillari. Ciò si può dimostrare con grande chiarezza esaminando il rapporto tra radici e tron chi. Di norma un dato settore radicale rifornisce solo la parte dello stelo o ga mbo o tronco situata direttamente sopra di esso. Il movimento delle sostanze alimentari nel floema è. Il flusso giuridico primaverile è così ricco che lo si può ricavare da certi alberi . che vengono così saturate quando si verifica un blocco o un'interruzione. In ogni caso -sebbene la teoria della tensione e coesione possa presentare qualche pecca .trini salmastri. alleviando l'entità del fabbisogno idrico e la necessità che venga tutto fornito dal sistema di convogliamento ascensionale. specialmente in primavera. Non ultima particolarità di ques ti tubi cribrosi è il fatto che.specialmente fosforo e potassio -. ma è molto improbabile che possa succedere agli eucalipti di uguale a ltezza nell'arida Australia. Un'altra teoria fondata su osservazioni recentissime ritiene che gli zuccheri siano mossi dalla corrente di contenuto cellulare (citoplasma) tra le cellule. e infat ti la linfa ascendente può contenere percentuali elevate di zuccheri. esso non viene neppure interrotto quando il gelo invernale provoca bolle d'aria nella linfa. Quan to sopra può benissimo capitare ad esempio alle conifere dei nebbiosi Stati Uniti occidentali.

Una forma di cellule morte conglo merate origina fasci fibrosi. Come le palme.praticandovi delle incisioni. fortissime. le singole cellule hanno estremità appuntite. relativamente esili. dal numero e dal modello dei fasci vascolari. formando così un vero tu bo. cellule legnose ed a pareti spesse di varia forma. questi ultimi so no tanto pieni di silicio. La forza di quest'altro tipo di sclerenchima . tanto più è rigido. e lo stesso vale anche per le cellule distese. Con un minimo di robustezza un tubo è rigido come una sbar ra massiccia. o «tono». perché i fasci di fibre sono provvisti di un altro rinforzo formato da un rivestimento cementante di cellule vischiose. dalla forza. che sono stati adoperati come abrasivi per levigare l e stoviglie. Le trabeazioni delle palme e delle piante impare ntate ricordano le strutture geodetiche applicate in ingegneria. e sovente hanno un rivestimento esterno di fibre robuste situate proprio al di sotto della cute . Così un tronco può raddoppiare di dimensioni diventando q uattro volte più forte. le ultime due specie hanno fibre legnose. Una camera d'aria ben gonfiata difficilmente si riesce a pi egare o a comprimere. Le piante acquatiche sono circondate da sostanze nutrienti. come si è già accennato. Per le funzioni che svolgono. . Trabeazioni disposte ad anello presso l'esterno di un tronco gli conferiscono una struttura tubolare. Il principi o tuttavia si applica soltanto alle piantine o a parti piccole di piante superio ri. ma è di lavorazione assai difficile. Inoltre le cellule più este rne hanno pareti contenenti tanto silicio. nella juta e nella canapa. e spesso si trovano associate a flange o costolature di tessuti meccanici. A somiglianza di ogni altra struttura. con impiego molto minore di materiale. ma il peso aumenterà frattanto di otto volte. I fasci sono s empre disposti simmetricamente. dove un disco massiccio interrompe il tubo. La maggioranza delle piante erbacee ha un midollo tener issimo nella parte centrale. L'acero da zucchero viene sfruttato commercialmen te: in ogni albero si praticano con il trapano fino a quattro fori profondi 5 ce ntimetri. Molte cellule sono relativamente molto lunghe: nel lino possono essere lunghe 20-40 millimetri. mentre nel ramié o erba di Cina p ossono raggiungere i 30 centimetri. Tra le strutture tubolari più efficienti va citata quella del bambù.così si chiamano questi tessuti morti . abitualmente senza cont enuto di materia viva. tipicament e dotati di un gruppo di fibre ai bordi esterni. e si tratta probabilmente d i un reliquato evolutivo. Un altro metodo di rinforzo consiste nella produzione di cellule petrose o scler oidi. ma volume e peso aumentano al cubo delle dimensioni esterne. Conosco un ecclesiasti co irlandese che ogni primavera compie analoghi prelievi dalle betulle dei suoi paraggi e ricava una bevanda alcolica dalla linfa zuccherina. Il modo più semplice che ha una pianta per acquistare rigidità è quello di riempirsi d 'acqua. e ci si aspetterebbe che debba mancare in loro la necessità di circolazione. Esiste una varietà infinita nel numero e nell a disposizione di queste travature. ma si concentrano verso l'esterno di un tubo di tessuto relativame nte stretto che circonda una cavità centrale. come i cereali e gli equiseti. o può addirittura essere cava. Nelle piante erbacee in generale la rigidità. perciò i suoi fasci vascolari non sono disposti ad anello in s enso stretto. o cuticola. in mod o da potersi combinare a maglia con quelle vicine.risulta evidente dal fat to che giova a formare fibre come nel lino. invece il loro xilema pos siede un tipico movimento ascendente alquanto lento. Da questo punto di vista assomigliano ad al tre piante a struttura tubolare. a ssomigliano alle travature d'acciaio di un edificio in ferro e cemento: invisibi li. dipende largamente. che si possono separare o fondere. spesso ammassate in prossimità della buccia superficiale. è una monocotiledone. che a volte si può accendere un fiammif ero sfregandolo su un tronco di bambù. dai quali geme la linfa per 37 giorni in media. Le cellule diventano tutte distese o rigonfie. Il ramié produce fibre superbe dal nostro stes so punto di vista. qualunque esso sia: quanto più è largo. quali i picciòli delle foglie. in modo da formare uno strato relativamente rigido e non pieghevole a beneficio delle foglie e dei tronchi o gambi. una pian ta si affida a certe leggi di natura: la forza di un gambo o di un tronco è in rap porto diretto con la sua sezione trasversale. come un pallone o una cam era d'aria gonfiati. Ad intervalli il tronco forma nodi o giunture.

Molte piante perenni sono soffici. perché secchi sono abbast anza rigidi da potersi usare per sostegno di piantine la stagione successiva. Talvolta le cellule corticali sono mucillaginose. La corteccia può variare moltissimo di spessore. m a alcune tra esse hanno steli relativamente molto forti. Le cellule sugherose possono contenere aria od altre sostanze. il motiv o per cui questi materiali biologici sono superiori a moltissime materie fabbric ate dall'uomo sta nella loro natura tenace. tutto il tronco riunisce virtualmente le proprietà di trasporto e rigidità. Una volta che una pianta comincia a formare una parte centrale legnosa. o il chinino per cui è apprezzata l a Cinchona. sebbene i gambi dei girasoli alti fino a 3-3. Le scaglie irregolari di un pino po ssono essere spesse due centimetri o più. che fornisce forza ed elasticità. L'isolamento può venir aumentato dai peli. In certi alberi come il faggio o il ciliegio misura solo un millimetro o due. e si compone di solito di cellule morte sugherose che si aggiungono costantemente dall'interno. L'epidermide del tronco di cespugli ed alberi diventa legnosa e si forma infine la corteccia. siano essi grossi laceratori o animaletti perforanti quali gli scarafaggi. la cuticola si compone di percentuali variabili di cera e cutina. Può apparire piuttosto curioso il fatto che le cellule interne di un tronco con attività circolatoria abbiano bisogno di ossi geno supplementare. Gli steli a sezione quadrangolare del lamio costituiscono buoni esempi di q uesta tecnica di rinforzo. sebbene la parte est erna si scinda o si rompa in piastre o scaglie che alla fine possono staccarsi. ma solo Dio è capace di fabbricare un albero». resistente alla frattura. q uali ossalato di calcio. Talvolta il collenchima forma creste all'esterno di uno stelo. una sostanza simile al sughero che contiene anche cellulosa e pectina. impensabili per una pianta che debba fare affidamento sui soli fasci vascolari. Le materie plastiche e i metalli si possono stampare a piacere e modellare più facilmente de l legno. Di solito. come nell'olmo del la specie Ulmus fulva. tannino nelle querce. e analogamente vengono emesse l'anidride carb onica e spesso anche l'eccedenza di vapore acqueo. E" abbastanza facile spezzare lo ste lo morbido di una piccola pianta annuale. Gli ingegneri e i tecnici delle Regie Fabbriche Aeronautiche di Farnborough citavano spesso la battuta per cui «qualunque imbecille come me riesce a fare materie plas tiche. come si verifica anche per sostanze di origine animale quali osso e chitina. In questo modo l'accrescimento ininterro tto del tronco non causa spaccature nello strato più interno. ma è chiaro che almeno in certi casi possono agire in senso deterrente contro gli attacchi degli animali. ma così succede. si tratta di gruppi di cellule sugherose sparse entro un'apertura piuttosto irregolare e fras tagliata. ma le caratteristiche tecniche del legno hanno tutt'altra portata. Quasi tutte le p iante hanno notevole robustezza in rapporto alla rigidità e alla leggerezza. E" possibile che queste sostanze siano scarti eliminati a conclusione di un ciclo di ricambio. che si formano di solito dove esistevano i pori respiratori dei giovan i tronchicini o steli verdi originari.5 metri siano abbastanza resistenti. Ad esempio nel mio giar dino ho l'abitudine costante di tenere da parte i gambi di certi astri e del fio rdaliso Rudbeckia newmannii quando li falcio in autunno. altrimenti impermeabile. e da difesa contro i fu nghi.Combinazioni di questo genere tra scleroidi esterni e fibre interne ottengono ri sultati stupefacenti di elasticità o ripresa. Questo strato protettivo si trova immediatamente all'esterno del r ivestimento floematico. mentre nella sequoia gigante la scorza è c osì fonda (30 centimetri o più) e piena d'aria che si può percuotere senza danno con i l pugno. Gli steli delle piante erbacee sono coperti da un'epidermide o cuticola che ha l a funzione principale d'isolare ed impedire la perdita d'acqua. La corteccia si rigenera abit . Altre cortecce sono fibros e o membranose. ma spesso è rafforzata da uno strato di grosse cellule a pareti m olto ispessite di cellulosio detto collenchima. Queste cellule vive contengono spessissimo cloroplasti destinati ad operare la f otosintesi. Questa epidermide contribuisce di rado a fornire rig idità alla pianta. Le cortecce contengono lenticole o pori aerei che consentono alle sostanze gasso se di diffondersi per tutta la corteccia. come si può osservare chiaramente sui pini e i platani. esatt amente come si fa su una lamiera o fascia di metallo per darle maggiore consiste nza. ma no n sempre.

Le erbacee perenni riescono spesso a produrre molti steli d a un colletto radicale. Steli e tronchi portano foglie e fiori. I rami sporgono secondo un angolo che resta materialmente immutato con l'invecch iare della pianta.ualmente quando viene distrutta. Tuttavia i rami diventano sempre più spessi e pesanti man mano che l'albe ro cresce. Facile presumere che queste differenze nella struttura del legno possano consent ire ai rami di sostenere sollecitazioni sempre crescenti sulle loro forme aggett anti. In molti gruppi vegetali la base delle fogl ie vecchie crea uno strato protettore.creato dalla frequenza. fino a terminare in ramoscelli che portano foglie e fiori . ma succede molto di rado che uno stelo porti un solo fiore. la sostanza di cui è fatto il legno. pur creando un equilibrio di massima. Nelle conifere è modificato invece il legno della parte inferiore dei r ami.aggettanti. le foglie vengono portate spesso sullo stelo. come accad e ad esempio nel rabarbaro e nel lapazio. Qualunque sia la loro disposizione. visibile molto chiaramente su alberi primitivi quali le conifere. annuali comprese. In queste piante erbacee. E" tipico in vece degli alberi che il tronco si ramifichi a una certa altezza. perché ha vasi più stretti e fibre in cui le pareti delle cellule interne sono ispessite. come accade sovente con le specie coltivate. essa è tuttavia p rogettata in modo da esporre ogni singola foglia (fabbrica di energia vitale del la pianta) in posizione adatta a ricevere la massima quantità di luce. Gli steli producono in modo molto caratteristico un cono roves ciato d'accrescimento: ogni capo fiorale riceve la sua parte di spazio ed ogni f iore può spiegarsi con profitto massimo per attirare gli impollinatori. a somiglianza di quanto si verifica nelle strutture sporgenti . E sempi analoghi si ritrovano tra le piante fiorenti. trovi amo che il legno della parte superiore è diverso dal resto. . caso mai. i rami possono giungere a spezzarsi per la rigidità dell'ango lazione. ma un grande gruppo di piante produce foglie su steli singoli che spuntano da un ceppo radicale. in quanto sono c omposte di cellulosio invece che della normale lignina. Se esaminiamo un ramo di pianta cedua. e lo stelo fiorale viene prodotto indipendentemente. fru tti e foglie. Il fine ultimo di questa comples sa ingegneria vegetale è di effettuare uno spiegamento soddisfacente di fiori. Gli alberi variano moltissimo per stile architettonico . basta guardare solamente le palme per ren dersi conto della barriera che riescono a mettere in opera. In alberi di questo tipo la d isposizione può apparire sempre più irregolare man mano che i rami si assottigliano verso la punta. Analogamente i cespugli tendono ad avere foglie sugli steli ed a portare fiori a ll'estremità degli steli. in numero grandemente proporzionale alla salute e al vig ore del colletto. o raggruppati in modo vario lungo lo stelo. o a sbalzo. effetto e non causa. dividendosi e suddividendosi in altri rami e ramoscelli. I rami si sviluppano sul tronco secondo uno schema preciso. mentre quella inferior e è in compressione per via del peso. e a questo scopo sono molto spesso ramif icati. Il problema richiede ancora i ndagini più estese. e sembrerebbe giusto aspettarsi che debbano finire con lo spezzarsi. più compatto e a contenuto molto maggiore di lignina. quasi invariabilment e a spirale. e lo sviluppo di ogni ramo dipende in larga misura da quello dei vicini e da fattori esterni come la luce. se c'è produzione eccessiva di frutti. però nella maggioranza di queste la regolarità della spirale diminuis ce. Le monocotiledoni hanno di solito uno stelo semplice. nonché da pre sentare fiori e frutti nel posto migliore per quanto riguarda rispettivamente le probabilità d'impollinazione e la distribuzione. dove alcune hanno rami dispo sti a spirale. anche se il processo può essere lento. secondo il linguaggio degli ingegneri -: infatti la parte superiore di u n ramo è sotto tensione per una sollecitazione di trazione. Presso molte palme l a decomposizione delle basi fogliari produce come risultato un temibile disposit ivo di fibre pungenti che sporgono in tutte le direzioni. ma in alcuni casi sviluppa no un cambio e uno strato sugheroso. Questi rami possono ridursi al minimo necessario perché una pianta annuale possa spiegare un certo numero di fiori. e i rami si bi forchino ripetutamele. per cui la disposizione risulta assai più empirica o informale. ma esse sono. angol atura e dimensioni dei rami.che giardinieri e botan ici chiamano con il termine comprensivo di «modello» .

E" interessante leggere la presa di posizione alquanto antropomorfa dell'artista Ruskin di fronte alla crescita e alla strutturazione di quello che egli chiama «l 'albero socializzato». La citazione è tratta da "Elementi del disegno", Lettera terz a. "Libertà per ogni ramo di cercarsi sostentamento e felicità secondo il bisogno, con irregolarità d'azione nel gioco come nel lavoro e facoltà di sporgersi per procurars i dalla luce e dalla pioggia l'alimento necessario, trovando un posto per respir are a sufficienza tra gli altri rami, o di annodarsi, o raccogliersi verso l'alt o per trovare forza per il fardello che i fiori fruttiferi vorranno depositarvi, e per qualsiasi impeto e sforzo per il lussureggiante fogliame squassato dalla bufera; giocando qua e là a seconda di come la provvida luce solare tenti i suoi g iovani polloni ancora incerti dell'esistenza futura. Esigenze imperiose, per ogni ramo, di fermarsi entro certi limiti, che esprimano cortese cameratismo e fratellanza con i rami del vicinato, e di collaborare sec ondo le proprie forze, la propria grandezza e il proprio stato di salute, in mod o da produrre la perfezione d'insieme delle grandi curve, e la solennità della cir conferenza di tutto l'albero". capitolo 7. LA CENTRALE ENERGETICA. Senza clorofilla una pianta non sarebbe una pianta, e, in termini generali, senz a foglie non vi sarebbe nessun posto per portarvi la clorofilla. Esistono altre sedi dove operare la fotosintesi, principalmente steli e tronchi in circostanze speciali, ma la foglia rappresenta una creazione molto specializzata nel suo spe cifico settore d'attività, per cui ognuna costituisce una minuscola centrale energ etica che fornisce energia al resto della pianta. Le foglie possono variare enormemente per dimensioni e forma, da quasi filiformi a sferiche, e tra questi due estremi c'è tutto un assortimento di forme fogliari lobate, intaccate, dentellate, tante da riempire un catalogo senza fine, senza c ontare il fatto che in alcuni casi è praticamente impossibile darne una descrizion e. La maggior parte delle foglie è simmetrica lungo la linea centrale, altre sono invece irregolari, e alcune - come quasi tutte quelle del grande gruppo delle be gonie - sono mozze o piegate su un fianco, talvolta disposte a spirale. Anche la rigidità, o tono fogliare, varia moltissimo; le foglie sono per lo più relativament e soffici e pieghevoli, ma alcune - ad esempio quelle delle yucche, delle agavi, delle bromeliacee in generale - sono durissime, e quando terminano a punta rigi da potrebbero quasi costituire un'arma mortale. Infine le foglie variano anche d i spessore: sono tipicamente piuttosto sottili, ma, specialmente nelle specie su cculente o grasse, si presentano talvolta spesse e carnose, e perfino di diametr o circolare. Le foglie sono unite a volte al virgulto o al ramo principale da un picciòlo inter medio, di solito per un'estremità, ma talvolta più o meno per il centro. Il punto di giunzione è relativamente stretto, e la foglia si espande da lì. In corrispondenza di questo punto di giunzione si concentrano i fasci vascolari, che continuano ne lla foglia sotto forma di nervature. Si osserva di frequente una grossa nervatur a centrale, oppure, nelle foglie a lobatura regolare, una serie di nervature che si dirigono verso la punta di ciascun lobo. Dalla nervatura media possono stacc arsi nervature minori in rilievo, e comunque tutto il resto della foglia è travers ato in tutti i sensi da nervature minori, o venule. Il termine venula è appropriat o, perché queste nervature minori hanno aspetto molto simile alle vene degli anima li che contengono sangue, e possono residuare in forma di scheletro livido e sco lorito, quando i tessuti fogliari si sono decomposti. Queste vene vegetali sono il sistema d'irrigazione della foglia; nelle dicotiledoni formano una rete irreg olare, mentre decorrono parallele nelle monocotiledoni. In ogni nervatura xilema e floema stanno associati e si integrano reciprocamente , di modo che gli zuccheri possono passare dalle cellule fogliari al resto della pianta, mentre in queste cellule passano a loro volta l'acqua indispensabile pe r la fotosintesi e la traspirazione, nonché i minerali che collaborano alla costru

zione delle cellule. La foglia tipica è piatta. Questa caratteristica le conferisce superficie massima e volume minimo, di modo che è progettata nel modo più indicato a ricevere quantità ma ssime di luce ed anidride carbonica senza sciupio di cellule al centro. Le piant e grasse richiedono meno fotosintesi ed ancor meno traspirazione, mentre invece è molto importante per loro disporre di riserve d'acqua, e perciò hanno foglie carno se. La foglia ha su ambedue i lati un'epidermide o cuticola trasparente ed imper meabile, uno strato epidermico di cellule incolori talvolta morte - di solito co ntenenti acqua - sotto la cute, e sulla superficie superiore un denso strato di cellule contenenti numerosi cloroplasti, i corpuscoli che contengono la clorofil la. Il centro e le parti inferiori della foglia contengono un tessuto spugnoso l a cui caratteristica principale è data dagli spazi aerei ampi ed irregolari situat i tra le cellule. Sul lato inferiore della foglia ci sono i pori respiratori o stomi - parola d'or igine greca che significa «bocche». Osservati verticalmente, gli stomi hanno una cel lula a forma di labbro, nota con il nome di cellula guardiana o custode, situata sul fianco di uno spazio vuoto. Sono progettate in modo che la fessura si apra quando sono gonfie d'acqua assorbita dalle vicine cellule epidermiche, e si chiu da invece quando viene ceduta acqua alle cellule circostanti. Solo con un meccan ismo del genere gli orifizi situati nella cute rigida potrebbero aprirsi e chiud ersi senza deformarla. Attraverso gli stomi entrano ed escono gas e vapore acque o a seconda delle condizioni esterne e delle attività interne della foglia. Abbiamo già notato che la cute è impermeabile, tanto che in molti casi può essere addi rittura spessa e cerosa allo scopo di assicurare impermeabilità. Un bell'esempio n e è dato dalle foglie rotonde di quella pianta bellissima tra tutte che è il loto in diano, dove le foglie sono tenute sopra il livello dell'acqua da un sottile gamb o centrale. Gocce lucenti d'acqua si spargono tutt'attorno come argento vivo se la foglia viene mossa; la superficie, coperta di microscopiche escrescenze ceros e, è assolutamente impermeabile. Lo strato ceroso esterno controlla la permeabilità della cute al vapore acqueo; ad esempio, la rimozione di questo strato dalla fog lia di una mela di coltura aumentò la permeabilità da 15 a 107 milligrammi per centi metro quadrato. Senza lo strato ceroso una foglia si accartoccerebbe rapidamente man mano che l'umidità interna si diffonde nell'aria. Le foglie possono avere anche un impianto isolante sotto forma di peli per tener e fresca la foglia, o per rifrangere dalla sua superficie la luce solare nei cli mi molto caldi, o i raggi ultravioletti a grande altezza sul livello del mare. C on le cellule epidermiche -che sono anche trasparenti - la cute forma uno strato abbastanza rigido da proteggere i teneri tessuti interni. Sui bordi della fogli a, altra resistenza viene fornita da parecchi strati di cellule epidermiche, cui tocca il compito di tenere ben salda la «sacca» trasparente e di resistere agli age nti che potrebbero danneggiare quest'area così vulnerabile. Se i pori degli stomi fossero sempre aperti, dato il loro numero, basterebbero a far evaporare dalla foglia praticamente tanta acqua quanta se ne andrebbe senza il rivestimento cutaneo fogliare. Invece la capacità di aprire e chiudere gli sto mi riesce a rendere la superficie quasi del tutto impermeabile al movimento del vapore acqueo. L'efficienza degli stomi varia, ma in generale essi regolano l'ev aporazione dalla foglia quando all'esterno c'è secco o tira vento, e il vapore acq ueo non si può raccogliere attorno alle aperture citate. Le piante che crescono in condizioni tipiche di umidità, o hanno foglie che si bag nano facilmente, possono disporre di stomi sopraelevati su peduncoli composti di cellule epidermiche, come nel cetriolo; non c'è giardiniere che non sappia come q uesta pianta preferisca un'atmosfera molto umida sotto vetro, cioè condizioni in c ui occorre che le foglie favoriscano la perdita d'acqua per godere di adeguato r icambio di gas. Viceversa le piante che vivono in condizioni di aridità hanno pori spessissimo affondati nella superficie fogliare, in modo da ridurre il più possib ile l'evaporazione di base, mentre una piccola sacca di vapore acqueo tende semp re ad indugiare nella cavità infossata al di sopra del poro. Tali pori infossati p ossono avere inoltre una massa di peli sovrastanti, allo scopo di ridurre ulteri ormente il movimento del vapore. Conviene sempre ricordare che questi pori non sono lì soltanto per controllare le

perdite per evaporazione, ma regolano anche l'immissione dell'anidride carbonica necessaria. Se sono chiusi in condizioni di aridità, la fotosintesi rallenta e si arresta. Così durante una siccità le piante periscono non solo per mancanza d'acqua , ma anche per inedia. Le piante tetracarboniche citate al capitolo 5 sono tanto efficienti perché, vivendo in condizioni ambientali aride dove gli stomi sono spe sso quasi chiusi, hanno elaborato un processo specializzato che consente alla pi anta di funzionare adeguatamente a livelli bassissimi di anidride carbonica, e m agnificamente in condizioni di maggiore umidità quando i pori sono aperti. Gli stomi, infine, abitualmente si richiudono di notte, quando è come se la pianta rifacesse il pieno d'acqua, e non occorre metabolismo gassoso perché non avviene fotosintesi. La pianta ha grande bisogno di ricaricarsi d'acqua, perché complessiv amente ne elimina quantità davvero eccessive. E" stata avanzata l'ipotesi che l'ef fetto refrigerante dell'evaporazione serva a proteggere le foglie dalle bruciatu re nelle giornate calde, ma anche se tale supposizione fosse vera, si tratterebb e pur sempre di un'attività secondaria. A questo proposito C. L. Duddington osserv a che la traspirazione è un poco come usare il Niagara per riempire la vasca da ba gno. Ma l'obiettivo principale è costituito dal compito di assorbire anidride carb onica per fabbricare nutrimento, e si tratta di un'ardua fatica, dato che l'aria contiene solo lo 0,03% di questo gas, per cui deve circolare molta aria all'int erno del tessuto fogliare. I pori devono stare aperti al massimo per assorbire a deguatamente l'anidride carbonica; così sfugge molto vapore acqueo, e bisogna farn e arrivare dell'altro attraverso il tronco o il gambo, o aspirarne per le radici . Questo sistema relativamente inefficiente è un male necessario che funziona in c ondizioni normali, e si è sviluppato perché il processo di fotosintesi deve avere ef ficienza massima - si tratta di uno dei problemi di capitale importanza che le p iante hanno dovuto risolvere da quando sono uscite dal mare. Le specie altamente adattate, quali sono le piante succulente, o grasse, hanno superato in parte qu esto problema, ed hanno ormai ridotto enormemente il loro tasso di traspirazione . Gli stomi, tra l'altro, si trovano anche sui gambi e sugli steli verdi, specia lmente su piante di tipo succulento ed evoluto, che hanno perduto le foglie e in dati casi anche sulle radici. Semplici pori respiratori si trovano sulle piante terrestri inferiori come le epatiche; queste piante vivono in ambiente umido, p er cui non occorrono labbra per chiudere gli stomi. Nelle epatiche il poro si tr ova sopra una camera d'aria, sul cui fondo sono insediate speciali cellule addet te alla fotosintesi, che beneficiano dei gas che entrano. Ho già accennato al fatto che i rametti e i rami che costituiscono le terminazioni di rami più grossi di un albero, portano foglie disposte in modo che ciascuna ric eva il massimo di luce ed aria. A volte si tratta principalmente di tenere tutte le foglie ad angolo retto rispetto alla fonte luminosa; in altri casi si produc e un «mosaico fogliare». Questo fatto può non apparire molto chiaramente con alberi co me il faggio, dove c'è una gran massa di fogliame sui rami sottili e scarmigliati, ma in certi alberi è veramente impressionante. Se si osservano dalla punta i ramo scelli frondosi di un comune acero, ad esempio della specie spontanea "oppio", o di quella coltivata detta "pseudoplatano", si rileva un notevole intreccio di f orme dal quale le foglie giovani ed anziane possono ricavare la massima luminosi tà. Le palme ed altri alberi, come le felci erboree e le cycadine, che hanno una c hioma di foglie o fronde stese - specialmente se sono pennatosette, come le penn e degli uccelli - irradiano dal centro in modo da assicurare luce anche ad ogni singola fogliolina. Effetto analogo viene ottenuto dalle foglie pennatosette del l'ailanto, l"«albero del cielo». Molte piante tropicali hanno foglie a gambo molto l ungo che s'irradiano da una corona, dove ogni foglia è configurata in lobi irraggi anti profondamente incisi. Una di esse, la Musanga cecropioides, è conosciuta con il nome di "albero parasole", perché assorbe con le fronde tanta luce solare da ve nir usata per fare ombra nelle piantagioni di cacao. Naturalmente non sono soltanto gli alberi a produrre mosaici di foglie. L'edera è un buon esempio di lavoro ad incastro, un gioco di pazienza vegetale; le foglie di begonia pendono su un fianco per comporre un disegno meno compatto. Certe pia nte hanno foglie di due dimensioni, in modo da poter usare ogni spazio disponibi le, come nella belladonna. L'olmo combina piccole disuguaglianze di forma con la diversità di grandezza. Gli esempi più vistosi di mosaici fogliari si ritrovano di

solito nelle piante dei posti ombrosi, dove ogni parte di ogni singola foglia de ve ricevere tutta la luce disponibile. Le piante sono in grado di mettersi in buona posizione per ricevere la luce, spe cialmente se hanno lunghi picciòli, perché alla base del picciòlo c'è spesso un'area gon fia detta cuscinetto, o "pulvino", che gira tutta la foglia a seconda del bisogn o - un piccolo nodo di cellule funzionanti come un servomotore. L'allungamento d el picciòlo fa sì che le foglie più vecchie vengano allontanate sempre più da quelle nuo ve; perciò lo schema fogliare che ne risulta si compone di foglie con picciòli di di versa lunghezza. Queste disposizioni si rivelano in modo molto impressionante ne lle piante acquatiche a foglie galleggianti, le quali devono spiegare naturalmen te le foglie su un solo piano. Le piante acquatiche che vivono in acque correnti hanno foglie filiformi o molto frastagliate che riducono il pericolo di venir l acerate o strappate. La rosetta è un esempio classico di dispositivo progettato pe r assicurare la massima ricezione di luce, e si osserva nella sua attuazione mig liore nelle piante praticamente sprovviste di gambo - dette sessili, o acauli come i semprevivi e le sassifraghe, sebbene questo accorgimento sia adottato anc he da molte altre piante. Le foglie s'irraggiano da uno stelo centrale: le più vec chie sono le più lunghe, le più recenti sono le più corte. Così ogni foglia riceve all'i ncirca la stessa razione di luce. Alcuni alberi sembrano disobbedire a queste regole, segnatamente le conifere, ch e tendono a ricoprire i loro rametti di aghi o ad avere foglie ridotte a dimensi oni di scaglie, le quali ricoprono la vera superficie dei virgulti come una vecc hia spoglia di serpente. Queste piante vivono prevalentemente in difficili condi zioni climatiche, per cui può darsi che il loro obiettivo sia quello di attuare il massimo numero possibile di posizioni adatte alla fotosintesi, in modo da poter trarre profitto dalle condizioni di luce e di aria, qualunque esse siano. Alcune conifere sono di forma spiccatamente simmetrica e portano i rami disposti ad eleganti palchi piatti, come l'araucaria delle Isole Norfolk, l'araucana ed altre araucariacee affini. Questa disposizione non si limita alle conifere: la S terculia apetala, o albero di Panama, assomiglia a un candelabro alto una trenti na di metri. Le foglie del palco più basso possono misurare circa centimetri 110 p er 55, e man mano che i palchi salgono in altezza, le foglie si fanno sempre più p iccole. Le foglie profondamente lobate della papaia irradiano dalla corona come i raggi di una ruota. Una specie di corniolo, il Cornus controversa, è chiamata da gli anglosassoni l'albero a torta nuziale per la sua disposizione a palchi, ment re il Cornus alternifolia è detto alberopagoda. Sebbene la maggior parte delle pal me adotti la corona espansa, va citata tra le forme più notevoli quella dell"«albero dei viandanti», le cui foglie di otto metri, somiglianti a quelle del banano, spo rgono dalle radici come un gigantesco ventaglio. Nelle regioni molto calde può non costituire un vantaggio per le foglie il fatto d i ricevere la luce solare in tutta la sua intensità. Esiste un gruppo di piante, p er lo più imparentate con la lattuga, che girano le proprie foglie e sono erette i n modo da tenere il bordo rivolto di costa verso il sole meridiano. Si chiamano piantebussola, e la loro accuratezza direzionale veniva utilizzata dai primi cac ciatori delle praterie americane. Alcune piante dispongono le foglie a perpendic olo quando sono esposte al sole, e in senso orizzontale quando stanno all'ombra, come il tiglio argentato che ha la faccia inferiore delle foglie bianca, e pres enta un sorprendente contrasto bicromatico in una giornata di sole. Quando il so le scotta, come in Australia, gli eucalipti tengono le foglie perpendicolari di giorno. Molte monocotiledoni - ad esempio i gladioli - hanno foglie lunghe e str ette ripiegate verso il centro, in modo che la superficie superiore venga ripara ta dal sole per la maggior parte del tempo. Le foglie ad estremità inferiore adere nte lungo il tronco a guisa di ala costituiscono un analogo dispositivo inteso a schivare la vampa del sole. Le foglie possono disporsi in modo da ricevere non solo la luce, ma anche la pio ggia. Lo schema di disposizione delle foglie su un albero è spesso progettato in m odo da portare sempre l'acqua verso l'esterno, sì che alla fine la pioggia sgronda quasi tutta per terra sul bordo esterno della cupola formata dal fogliame, ed è p roprio lì che si trova la massima parte delle radici assorbenti dell'albero. Quest a direzione dell'acqua si accompagna di solito alla presenza di scanalature nell

e a volte solo la forza d i gravità. nonché alt re piante del tipo della lattuga selvatica. di modo che la lesione risulta sigillata perfettam ente. Nelle gimnospe rme come le conifere si possono trovare parecchi cotiledoni stretti. o catalizza .) Tutte queste separazioni sono causate dall'azione dei «messaggeri». Il Ficus puntila. in modo che c'è uno scorrimento interno verso lo stelo. Il tempo di rimonta delle foglie delle palme. hanno una serie di foglie di grandezza decrescente man mano c he risalgono lo stelo. Alcune piante rampicanti hanno fogliame molto più sviluppato quando entrano in fas e riproduttiva. e un altro esterno. le cui foglie terminano in bordi che abbracciano lo stelo. Nelle monocotiledoni come le palme i cotiledoni somigliano di solito ad una foglia adulta. Man mano che la foglia invecchia si forma uno strato di cellule spec iali alla base della foglia o del suo picciòlo: lo strato di separazione o di tagl io. Contemporaneamente le cellule dello strato di taglio che stanno sul lato rivolto verso lo stelo forma no una barriera impermeabile. quando invece le radici si dirigono principalmente verso il basso. ha foglie lunghe un paio d i centimetri. finché non sopravven gano circostanze tali da tramutarla in una salamandra terrestre. i cotiledoni. o tasso barbasso. Alla fine le foglie muoiono. come nell'ippocastano. Nelle piante erbacee un disp ositivo secondario di foglie può svolgere identica funzione quando le radici si al largano all'esterno. Lo dimostrano giacinti e tulipani. spesso durissime e rigide. oppure la pianta ha un fittone verticale. le scanalature formate da fogl ie e picciòli possono incanalare l'acqua verso l'interno in modo da farla scorrere lungo lo stelo o tronco principale. L'edera costituisce il caso più comune tra le specie dei climi tem perati: quando è in fiore produce foglie arrotondate cespugliose invece del consue to ammasso rampicante di foglie a forma di freccia disposte sui tralci forniti d i radici aeree. è motivo sufficiente a staccare la foglia dal ramo. bromeliacee. come varie specie di verbasco. Esse si possono tenere indefinitamente allo stat o giovanile potandole regolarmente per favorire la crescita di foglioline giovan i. e estremamente lento. dove le foglioline del seme sono spesso carnose e costituiscono una riserva ali mentare mentre si sviluppano le radici della piantina. alcune foglie cadono senza interruzione e vengono sostituite di conti nuo.e foglie. (Lo stesso processo si ripete esattamente quando i frutti cadono dall'albe ro. queste piante possono mantenere ciuffi di foglie giovanili ent ro una corona di foglie mature. Gli eucalipti possiedono sovente foglie rotondeggiant i da giovani. Questa caratteristica ricorda il caso dell""axoloti". A questo riguardo eucalipti e cipressi formano il g ruppo vegetale più notevole.le foglie normali di 6-8 centimetri a lembo fogliare indiviso vengono sostituite da foglie di 60 centimetri lobate o profondamente intagliate. Alcune piante hanno uno stadio giovanile in cui si producono foglie di forma ass ai diversa da quelle adulte. In tutti questi casi la forma giu nta allo stadio di fioritura può propagarsi e crescere senza poter più tornare indie tro. la salamandra acquati ca provvista di branchie che può rimanere tate indefinitamente. A volte nelle scanalature si trovano peli che c ontribuiscono a dirigere lo scorrimento dell'acqua. mentre le foglie delle perenni appassiscono assieme alla parte aerea del la pianta. e strette foglie falcate nella forma matura. Dopo una fase complet amente giovanile. Alcune piccole cellule diventano gelatinose all'esterno costituendo in tal m odo uno stato fisico in cui qualsiasi soffio di vento. il cambiamento e a ncora più vistoso . agavi e simili. Nello Scindapsus aureus una pianta affine al gigaro. con terminazioni esterne rivolte verso il basso. Altre piante perenni alte. possono esse re affatto diverse da quelle adulte: ciò avviene quasi sempre con le dicotiledoni. che viene infi ne indirizzato a terra tutto attorno al perimetro delle foglie più basse. Ho già fatto notare che le prime foglie delle piantine. sulle sempreverdi e le latifoglie delle foreste tropicali che non hanno un ci clo annuo. o fico strisciante. Una foglia che non fa che morire e disseccarsi resta sull'albero come un reliqua to scomodo. In tutte queste piante rampicanti le foglie indicanti la maturità riproduttiva ven gono prodotte quando lo stelo rampicante raggiunge una posizione con più luce ed a ria oppure non riesce ad arrampicarsi più oltre. Quelle delle piante annuali periscono assieme alla pianta. ma quando sta per fiorire produce oglie rigide e diritte di 10 cen timetri. Le foglie delle piante cedue e dei cespugli cadono ogni anno m autunn o.

gli impianti energetici di ogni pianta si logor ano nei singoli elementi. che associano la funzione nutritizia a quella di fornir e ancoraggio e stabilità. e si accumulano i prodot ti di rifiuto. che si espress e in questi termini: "L'immagine offerta dalla "Victorià nelle sue acque natie è così nuova e straordinaria . fu quella di mol ti vassoi da tè verdi galleggianti. Cominciamo dalle radici. le foglie destavano la più grande ammira zione per la loro immensa e perfetta simmetria». Capitolo 8. e confe riscono ad alcune specie a foglie caduche quelle tinte spettacolose di oro. Tuttavia le pareti delle cellule s'ispessiscono con il passa re dei mesi. Queste variazioni sono quasi sempre adattamenti assai specializzati a situazion i varie. le quali perciò devono resta re inattive in inverno.. Le conifere a foglia caduca come i larici e le sequoie arcaiche arrivano al punto di lasciar cadere interi rametti. che talvolta cominciano abbastanza in a lto sul tronco e scendono obliquamente a terra. così si attenua la colorazione verde. generi e specie. Fu un momento su premo. che bruciano e vanno sostituiti. c omincia a diminuire il contenuto proteico delle foglie. che danno all'autunno la sua partic olare bellezza agrodolce prima che restino i rami nudi esposti ai lunghi mesi in vernali. Ammise tuttavia che «osservate più da vicino.. L'eliminazione delle foglie di anno in anno è d'importanza vitale per le piante a foglia caduca che vanno incontro al riposo invernale.. e in religioso silenzio contemplai per la pri ma volta. la più meravigliosa pianta di tutta la catena alpina. così memorabili specialment e nelle regioni orientali degli Stati Uniti. e l 'evento accennato consisteva nel suo primo incontro con «il re antico» . cacciatore di piante di epoca edoardiana. il meccanismo chimico in causa è descritto al capitolo 10.. Molte piante tropicali producono esili radici funzionant i da speroni o contrafforti di sostegno. Botanici o no. Non appena entra in scena questo processo.. e talvolta ricordano le lesene d . «Quando la mia ragione cessò di vacillare dalle fondamenta. La similitudine non è poetica. da mozzare il respiro. ma indubbiamente l'impressione datami dalla pianta.. descritti al capitolo 11. ross o. tali da far trattenere il respiro anche oggigiorno qua ndo si vedono in un giardino. dove si riflette all'interno e fa lavorare a pieno regim e ogni cloroplasto. tra i quali spuntava qua e là un mazzo di fiori" . Comunque era più incl ine ai voli lirici di un botanico locale. porpora ed anche rosato in ogni gradazione.la saxifrag a florulenta che è una pianta fantomatica e quasi mitica. ECCENTRICHE E BIZZARRE. ma le foglie invecchiano in ogni caso. si ritrovano molte variazioni eccentriche e bizzarre sul tema del la struttura fondamentale della pianta. Le giovani foglie cedue hanno un colore verde brillante che dipende dalla penetrazione diretta de lla luce nelle cellule. e vi si accumula il materiale di scarto eliminato dal protoplasma. di solito enfatico. in un modo o nell'altro. Essi inf atti sono per la maggior parte estremamente laconici quando si tratta di descriv ere il primo incontro casuale con qualcuna delle numerose stupefacenti manifesta zioni del mondo vegetale. che mi trovo imbarazzato a trovare un termine di paragone. feci risuonare la volta del cielo di un urlo di trionfo. Anche Schomburgk. prescindendo completamente dai diversi p unti di vista con cui noi classifichiamo le piante in famiglie. riuscì solo a scrivere: «Toh. Il fatto però è assolutamente atipico dei cacciatori di piante in generale.tori chimici. fiamma. Presto o tardi. una meraviglia vegetale!». indescrivibile. quando si tr ovò per la prima volta al cospetto di ettari ricoperti di foglie immense di ninfea gigante. Questi ultimi fanno ingiallire le foglie di molte piante. un certo dottor Santos. endemica delle Alpi Mari ttime.» Così si esprime in un suo brano parti colarmente vivace Reginald Farrer. sebbene in casi come quello della ninfea gigante si possa ritenere che dipendano dai vantaggi offerti da un habitat ideale.

lesene. Nelle radici di questi tipi . dove manca completamente la radice centrale. altre radici spuntano sempre più in alto sul tronco m an mano che l'albero invecchia. anche stavolta diffus amente adottata dalle piante tropicali è data dalla crescita di radici funzionanti da trampoli. C'è un gruppo d'alberi stranissimi muniti di radici aeree. le radici aeree di sostegno sono prerogativa quasi esclusiva di piante che crescono in regioni paludose o s oggette ad inondazioni. o da impalcature di sostegno. Man mano che i rami si estendono. colonne . simile a un ditale bruno che prontamente sparisce. Radici accessorie d'altro tipo sono prodotte dai baniani. formando un groviglio inestricabile. specialmente. Questo accorgimento spinge verso l'alto il tronc o deboluccio sotto la sua grande chioma di fronde. Nei cipressi di palude le strett e lesene che scendono lungo il tronco in curve aggraziate diventano cave negli e semplari vecchi. Ne ll'Orto Botanico di Calcutta cresceva un famoso esemplare di soli 280 metri di c irconferenza. Un altro primato si ha in India. mentre altre volte emergono proprio a fior di terra. occupando ettari ed ettari di superficie. e a volte compaiono solo se la pianta si trova in un pos to umido. a forma di tenda. e sono più soggette a trazioni che a pressioni. e diventano radici colonnari. è chiaramente visibile il cappuccio radicale protettivo citato al cap. che sono una specie di Ficus. e ne producono di nuove man mano che quelle più in basso vengono sommerse dalla melma e dal fango. emettono radichette perpendicolari. Tra gli alberi di questo tipo sono comprese v arie specie di Ficus. però. Si dice che Budda abbia meditat o all'ombra di uno di questi alberi. queste radici funzionano più come cavi di stabilità o controventatura. nella valle dell'Andrha. l'albero del cotone. ma mentre q ueste ultime sono create da molti alberi di foresta. il cipresso di palude. Il fatto non sorprende. s'ispessiscono rapi damente. e l'uomo spess o aiuta le radici aeree a penetrare nel terreno. perché le radici esistono più per svolgere funzioni di sostegno che di circolazione. associa la funzione di sostegno a quella di riproduzione. tanto che la base del tronco comincia sp esso a una bella altezza da terra. Da queste radici se ne staccano altre che si af fondano verticalmente nel terreno. produce puntelli lungo tutto il fianco più vicino al suolo. fornito com'è di 350 grosse radici colonnari e di circa 3000 radici aeree più sottili. Un'altra realizzazione d'ingegneria ai fini della stabilità. molt e famiglie hanno adottato questo metodo per distribuire il carico dell'albero su radici piuttosto superficiali e poco profonde. Talvolta questi trampoli vege tali originano altri puntelli secondari presso la loro stessa base. o albero ad ombrello. Uno di questi alberi. grazie a u n albero con 320 radici colonnari e una chioma di 600 metri di circonferenza. hanno alla loro base una tipica struttura che ricorda quella delle tende dei pellirosse.la struttur a radicale affiorante dal terreno ricorda molto più quella del tronco che non quel la di una radice normale.elle cattedrali. I pandani. ch e alla fine toccano terra. In questi alberi sono le radici aeree a portare la magg ior parte delle radichette sottili. Se un pandan o deve spostarsi dalla perpendicolare. perché molte radici di sostegno originano nuovi germogli dove toccan o il suolo. 5. il kapok. co nsistente in un corredo di radici che partono dal tronco principale dirigendosi obliquamente verso il basso. Questa tattica consente all'albero origin ario di espandersi all'esterno più o meno all'infinito. man mano che cresce. e serpeggi ano rasoterra per metri e metri. I baniani in India sono considerati alberi sacri. trovarsi al centro di un ve cchio baniano da l'impressione di indugiare in un boschetto sacro. sebbene anche quest'ultima ve . ma con 464 radici colonnari. effettivamente. se possono penetrare nel terreno. mentre muore la parte del tronco vicina a terra. Ne esistono n umerosi grossi esemplari: un baniano caratteristico assicura ombra a tutto un vi llaggio. Sebbene la parola lesena sia indicata per rendere l'immagine vi siva. Le mangrovie emettono pu ntelli radicali per sostenersi nelle paludi e sui litorali fangosi. puntelli o trampoli. la Musanga smit hii africana. La piantina originale mette radici nel modo n ormale. Mentre le radici sono ancor a esposte all'aria. le radici aeree prendono il sopravvento. Talvolta i trampoli e i piloni di sostegno si associano alle lesene. un albero caduto quasi in linea orizzontale ne produce sotto il tronco fino ad assomigliare a un grottesco millepiedi.

E" stato calcolato che in media circa i tr e quarti di una «tipica» pianta superiore si trovano sotto il livello del suolo. le cui radici sono co mpletamente sommerse nella stagione delle piogge. controllando che vengano recisi tutti gli allacciamenti operati dalle radici. sebbene queste non siano direttamen te impegnate nel processo respiratorio. Parecchi altri gruppi d'alberi sono prov visti di queste radici respiratorie. lo stesso fa la vite rata (Metrosideros robusta). dato che tutte le radic i erano in intimo collegamento tra loro. Que sto fatto è particolarmente accentuato nelle piantine nuove o plantule.prova interessante di come l'aria s ia essenziale per il benessere delle radici. Ma fondamentalmente il tronco . ed hanno nella parte superiore aperture e pori che fanno affluire l'aria fino alle radici . di modo che un bosco di un solo genere di piante p uò avere un solo autentico intreccio di radici fittamente collegate. Ho già citato i 622 chilom etri di lunghezza totale delle radici di una piantina di segale di quattro mesi. ed origina talvolta masse di radici rosse sottili e fibrose dai rami più bassi. i cui polmoni radicali emergono in viluppi contorti da l fondo della foresta acquitrinosa. che tuttavia non giungono fino a terra. Un'altra specie di Metrosideros cresce come un albero normale. per così dire. Alcune malattie si diffondono attravers o le radici unite da autoinnesto.nga effettuata e debba essere senz'altro importante per alberi enormi come un ve cchio baniano. mentre le tamerici in ambiente desertico sono penetrate con l e loro radici. Le radici continuano ad estendersi sempre più in rapporto alla parte aerea della pianta in c ondizioni di aridità. per il fatto che la piantina va in c erca d'umidità che le consenta di crescere veramente . Perfino piantine minuscole come gli equiseti possono sviluppare apparati radica li fino a profondità impressionante. ma può darsi che queste radici aiutino ad assorbire umidità. Le radici arboree spesso si uniscono sottoterra con autoinnesti quando sono pres sate l'una addosso all'altra. venne praticata l'incisione delle ceppaie. e alla fine lo ricoprono c on un abbraccio mortale. che diventano cave neg li esemplari vecchi. Attività radicale in forma alquanto diversa è svolta dalle liane soffocanti. Certe piante che crescono negli acquitrini o nel fango sviluppano curiose radici respiratorie. Possono così assomigliare alle radici aeree delle epifite quali le bromeliacee. Le radici del baobab possono allargarsi per 100 metri tutt'a ttorno all'albero. o "pneumatofori". Nel cipresso palustre. Questa particolarità è tipica delle mangrovie. Cinque an ni dopo che gli alberi della gomma in Malesia erano stati abbattuti dai giappone si nel 1945. Molti Ficus si comportano in questo modo. una volta tocc ato il suolo. Tale fenomeno non ha t uttora spiegazione. La distinzione tra radice e tronco non è sempre molto netta. dove le radici spingono in alto attraverso il fango masse di germogli diritti che si assottigliano progressivamente. e lo stesso può fare un melo ovviamente.la misurazione lineare di t utti i peli radicali darebbe probabilmente il rapporto di 99 a 1 e più. come ad esempio i virus degli agrumi e l'avviz zimento della quercia: l'unico modo per combatterle consiste nell'abbattere gli alberi apparentemente sani attorno a quelli attaccati. e inoltre assicurare posizione cor retta agli steli. che devono assorbire umidità dall'a ria e lontano dal tronco della pianta ospite. in casi controllati. le orchidee e le piante rampicanti delle Aracee. avviluppano pian piano l'albero ospite. o gambo . fino alla stupefacente profondità di 50 metri. e comprendono ad esempio la palma rafia e l a noce moscata selvatica. che ven gono descritte in seguito con più diffusi particolari: queste cominciano la loro e sistenza come piante epifite e lasciano pendere radici aeree che. Questo è uno de i motivi per cui gli alberi tagliati spesso ricacciano così prontamente: le loro r adici funzionano. Una pianta d'erba medica può raggiungere con le radici la profondità di 10 metri. gli pneumatofori hanno la form a di «ginocchi» nodosi. grazie alle foglie degli alberi vicini.o stelo. strutture piramidali alte talvolta fino a tre metri formate da legno dolce spugnoso e corteccia altrettanto spugnosa. e se ne ricavò tanta gomma quanta venne erogata dagli alberi vicini sopravvissuti. come dimostrano gli e sempi delle radici aeree di sostegno. Lo spessore può variare da . nelle qual i può estendersi per nove decimi sotto terra. Talvolta sorprende la semplice estensione delle radici.sta unito alle radici con le foglie e i fiori.

Molti alberi non sono soltanto spessi. Tutte queste forme di obesità servono a trattenere l'acqua. tanto per citare l'inimitabi le E. mentre il balsamo dell" Himalaya. aveva 371 anni d'età . cioè con altezza inferiore al diametro.specialmente se hanno ramif icazioni . tenuto conto del fatto che è l'albero relativamente più sm ilzo del mondo: di un esemplare di questa specie. Ciò nonostante g li alberi offrono resistenza notevolissima. dal tronco cilindrico lungo circa sei volte lo spessore. ma sono anche grassi. Corner. In modo particolare le piante dei deserti sviluppa no tronchi rigonfi funzionanti da importanti serbatoi idrici: rientrano in quest a categoria gli Adenium e gli alberielefante. ma lo sono forse ancora di più quelli altissimi e sott ili. e di 30 centimetri in cima. possono arrivare a venti metri d'altezza.ha conferito loro il nome di «alberi spiritati». Altra versione alquanto ingrandita è data dal cetriolo di Socotra.intendendos i con questo termine che hanno un «giro di vita» ragguardevole rispetto all'altezza. J. che spunta da un piccolo ciuffo di radici e produce una macilenta chioma orizzontale. Il pino Douglas deve essere una temp ra di vigoroso lottatore. rigide e appena dotat e di picciòlo. se si considerano le tensioni e le sollecitazioni cui devono resistere. Alcune palme ceree di Cuba. La palma Guadalupa tocca i 17 metri d'al tezza. tra l'altro. strani anche per la loro cute grig ia e liscia che copre tronchi dall'aspetto muscolare. che non hanno mai una posizione coerente a un minimo di logica. non h anno foglie ma spine. Altre piante risultano stravaganti ai nostri occhi per altri motivi. Alcune delle piante annuali rampicanti possono superare l'altezza del girasole. quali le Moringa o alberifiasco. e sopravvivono anche se la loro part e più bassa viene scavata o bruciata: nel Sudafrica c'è un esemplare famoso il cui i nterno viene usato come autorimessa per le corriere.l mezzo millimetro di alcune effimere piante annuali fino alla cifra da primato di 17 metri di un castagno siciliano. finendo quasi in niente. obesi . L'a lbero del cotone brasiliano assomiglia a una rapa mostruosa con il tronco ovoida le alto circa tre volte la propria larghezza. e il loro aspetto fantastico . La Cop ernicia macroglossa e la C. I tronchi d'albero dall'immenso spessore.o «elmo del pol iziotto» -. L'esile pennone di Kew Gardens è stato ric avato da un esemplare alto 82 metri . Sono tra le piante più sco rbutiche. come quelli delle sequoie giganti. "sviluppano foglie incredibilmente ammucchiate. al di sotto delle quali le foglie vecchi e e morte pendono come sottane sbrindellate sotto un poncho nuovo andino. ma non devono essere autoportanti. gli alberibottiglia australiani. che ha tronco stretto seguito da rigonfiamento ovale. son o veramente impressionanti.il quale. Ad esempio la palma cerea delle Ande supera i 60 metri d'altezza. la palmapanciuta di Cuba. H. ma ha il diametro di uno o due metri soltanto alla base. rigida sono vere e proprie piante guerrigliere nel c onflitto in atto tra i vegetali dei Caraibi: le loro foglie hanno nervature di s orprendente lunghezza. detto anche «pianta di vetro» . e in altezza praticamente da zero fino a 1 00 metri e più. a corteccia sugherosa incisa da solchi profondi in a ree poligonali irregolari. affollate. Anche le piante annuali possono avere gambi relativamente notevoli : i 3-4 metri del comune girasole rappresentano probabilmente il primato in alte zza. e infine tronco più sottile. ispessisce il suo tronco cavo di almeno 4 centimetri nel corso di una stagione. e il kap ok. Il tronco del baobab è pieno di sostanza polposa c osì molle che una pallottola di fucile può passarlo da parte a parte.ed ha un diametro di soli 82 centimetri alla base. somigliantissimo a un corp o d'animale. lunghe fino a un metro e mezzo. è stato misurato alla base lo spessore di soli 3 metri. Le Idrie colonnari hanno tronchi che si assottigliano progressivamente e regolarmente da una base relativamente stretta ma ancora isp essita. ma ha solo 40 centimetri di sezione. in chiome simili a ciuffi. che possono restare sul t . si trovano esemplari più larghi che lunghi. che si rigonfia no dolcemente e si assottigliano verso la chioma. Una pianta ha ricevuto la denominazione molto appropriata di pianta tartaruga o piede d'elefante: è una pianta rampicante che emette polloni annuali d a un tronco rotondeggiante. alto 100 metri. Altri alberi hanno ricevuto nomi appropriati alla loro forma. dalle proporzioni analoghe. dai rami miserelli in seriti in cima a un tronco conico. Il baobab si può definire solo grottesco data la sua altezza media di 12 metri ri ferita al diametro di 10 metri.

In Australia le piante dette «negretti» (Xanthorrhoea) manifestano in vari modi la l oro eccentricità. che prospera autonoma o costituisce l"«ammezzato» di alcune foreste. ma pare che non sussistano ragioni eccellent i per spiegare la perforazione dei tronchi.an zi si stende . E. La denominazione botanica di Xanthorrhoea significa «flusso giallo». Ogni anno. C ome scrive Winifred Curtis in "Flora endemica della Tasmania". Il primato registrato tocca ad una specie di rotang . Alcuni arbusti striscianti mettono radici man mano che avanzano e riescono a cop rire vaste estensioni di terreno. trasuda altra resina. perché un a caduta da un ramo fradicio e muschioso intrappola l'animoso al piano di sotto. I tronchi delle piante rampicanti sono notevoli principalmente perché sono così lung hi ed esili. alti fino a 6 metri. e gli stessi rami sporgono in senso altrettanto orizzontale. o a garitte cilindri che provviste di feritoie». nel quale sono incorporat i i vecchi picciòli fogliari. ma certe p iante hanno il tronco scavato da grossi buchi. "si sviluppano in questo modo piattaforme folte ed elastiche ad altezza spesso n otevole dal suolo. che gli esploratori hanno trovato faticosissimo da superare. In Tasmania cresce . possano avere un'età di 5000 anni. perché i fori contengono acqua ed albergano ques ti insetti. Certi ginepri pros trati compongono grandi tappeti circolari stesi quasi a piatto sul terreno. Si raccontano storie di automobilisti che hanno percorso l"«orizzontale» fiancheggia nte la strada. Nella parte più meridionale del Sudamerica i l notofago. coloranti ed altri articoli. i ntrecciandosi con i rami vicini talvolta a parecchi metri d'altezza dal suolo. quando si formano nuove foglie. con risultati paurosi. In certe parti del Sudamerica alberi di questo t ipo si dicono «alberi delle zanzare». Un albero del genere era alto 24 metri e avrebbe potuto racchiudere un uomo. di modo che il tronco alla fine risulta formato da una parte centrale di tessut i conduttori vivi circondati da un manicotto resinoso. J. E" pericoloso avventurarsi su piattaforme del genere. o faggio australe. e si crede abbia 13000 anni. La resina è d'interesse merceologico per la fabbricazi one di vernici. H. ma i fori lascia vano passare soltanto una mano.che appartien e alle palme rampicanti . perciò queste fabbriche vive di sosta nze piasti che vengono incise per l'estrazione della resina. E" stata avanzata l 'ipotesi che gli esemplari veramente vecchi. Le foglie lunghe e strette formano come una «testa di turco». composto di solito da tessuti adibiti a riserva d'acqua. tipo quella famosa colonia di mirtillo america no Gaylussacia brachycera. spettacolo che si osserva spesso dopo un incendio nella boscaglia.ronco molto tempo dopo la caduta del lembo fogliare. che si stende su circa 40 ettari negli Stati Uniti. formato da un intrico di tronchi e rami . Stile di crescita affatto diverso ma ugualmente notevole ha il Ficus beniamino c omosa.lunga circa 200 metri. a l di sopra del quale si allarga una volta orizzontale pensile larga più di 50 metr i e spessa solo un paio di metri. Corner ha definito le Ad ina come «alberi a feritoie».una pianta conosciuta con il nome significativo di «albero orizzont ale». il c ui diametro tocca talvolta i 20 metri. dal quale può essere impossibile sgusciare fuori". Altre piante originano una macchia impene trabile di lunghi steli orizzontali alti un metro circa. una ca pigliatura arruffata alla sommità di un tronco scuro e tozzo. una specie di fico che ha un solo tronco alto pressappoco come un uomo. Certi alberi e cespugli hanno il tronco più o meno orizzontale. e l'aspetto della pi anta è reso ancora più strano dall'infiorescenza stretta che si spinge in alto verti calmente.un mondo crepuscolare senza alcuna se gnaletica. fabbrica un groviglio alquanto analogo di ceppi e tronchi. Ci sono motivi che giustificano l'ispessimento del tronco. Ha tronco q uasi orizzontale. dato che i vecchi esemplari scavati assomigliano «a stre tte torri di legno. e si riferisce all a densa linfa resinosa di colore giallo che trasuda attorno ai picciòli fogliari e si indurisce lì. come rozzi scarichi di innu merevoli grondaie". con circonferenza costante non . Il fenomeno si verifica in certa mis ura nei vecchi olivi che si possono osservare nei Paesi mediterranei.

serpeggia e si allaccia ad ogni altra cosa. Alcune ram picanti si schiacciano contro un tronco e vi aderiscono con l'aiuto di radici ae ree. Esse non si limitano alle regioni tropicali. e l'occhio cerc a inutilmente di scoprire a chi appartengano tronchi e fronde. e lottano contro alberi enormi. In questo modo l'albero di sostegno ta lvolta può scomparire sotto un rivestimento totale. e da la scalata utilizzando ogni altra pi anta in grado di offrirgli un involontario punto d'appoggio. Presso altre rampicanti la base del gambo o picciòlo fogliare sostituisce i viticci. Altri viticci rappresentano il prolungamento delle foglie. da un albero all'altro. come può mostrare ogni bosco del le regioni temperate con il suo assortimento di caprifogli. si aggrovigliano e si perdono in alto tra i tronchi. Altre procedono in tortuose spirali. o pendono come r icche cortine dai rami degli alberi. magari in forma di viticci che si avvolgono a cavatappi attorno ad ogni cosa che tocchino: essi possono esistere in forma distinta. Le piante rampicanti si arrampicano in modi diversi. o modellate a forma di eleganti g radini . Certe piante hanno facoltà di crescita straordinarie. Altrove si stendono in lussureggianti festo ni da un tronco all'altro. perché ha il potere di attorcigliarsi e aggrapparsi rapidissimamente ad ogni cosa che incontra. o ancora più spe sso diventano il centro di piramidi verdeggianti alla cui sommità svettano chiome con guglie verdi. da una parte all'altra di altre pia nte. Le liane rampicanti rappresentano di fatto un passo notevolissimo e presumibilme nte tardivo dell'adattamento evolutivo. In alcune bignonie r ampicanti tropicali il prolungamento fogliare assomiglia ad una zampa a tre arti gli che «va in cerca» di un sostegno e si avvinghia strettamente attorno a qualunque cosa tocchi. che hanno viticci fino a 75 centimetri. rovi. le lia ne assomigliano a funi tese tra il suolo e le cime degli alberi. e si mettono in contatto con punti d'appoggio con ampi movimenti circolari «di ricerca». Altre piante rampicanti dispongono di speciali dispositivi perfezionati per favo rire l'appiglio. altre avvolte come un cavatappi. Dove le liane sono invecchiate assieme agli alberi ai quali s' aggrappano. rose e vitalbe . che getta arcate e ponti sospesi della lunghezza di 10-12 metri. fiori e frutti. scavate di buche. Molt e sono ritorte come le anse di un cavo. procurandosi la loro parte di luce e di aria co n un'arrampicata incessante su altre piante. Un'ulteriore forma d'adattamento si ha con l'emissione di molti ramoscelli minori che tendono a fondersi quando s'incontrano. Talvolta tira te e tese. come nel caso della Cobaea scanden s . Molte famiglie vegetali assai diverse tra loro hanno originato piante rampican ti.. Tronchi d'alberi isolati si trasfo rmano in colonne di smeraldo sotto un manto di liane intrecciate. in modo da originare un trali ccio a scala come nelle Clusie tropicali. sovente aiutate da setole o barbe nelle loro operazioni di ormeggio. dove si descrive l'habitat forestale di q uell'arrampicatrice tropicale che è la liana. "Tutto si arrampica.. una volta ins ediata in mezzo all'altra vegetazione. come nel fìor dipassione e nelle zucche.la vitalba «tazza e piatto» degli anglosassoni -. ed altr e ancora piatte come nastri. come è il caso della Rosa gigantea dell" Himalaya . specialmente quando la foglia non è ancora completamente sviluppata.superiore ai 4 centimetri. Un altro perfezionamento è dato dai vi . salgono dal sottobosco che copre i l suolo della foresta. Le clematidi si arrampicano così.sono le famose scale delle scimmie". formando ponti sospesi e vere e proprie arcate ad archi romanici e gotici. e le parti più vecchie da tempo sono ormai spoglie di fogliame. A volte può eme ttere ponteggi laterali che contribuiscono a renderla inamovibile. là si presentano come ondeggianti ghirlande. ma quasi certamente ne esistono di molto più lunghe. servendosi spessissimo di spi ne o di barbe a mò di chiodi di cordata. nonostan te la loro mole molto inferiore. una rampicante erbacea che può c rescere perfino di 10 metri nel corso di una sola stagione. allora la pianta emette lunghe radici aeree sulla superficie inter essata. No n resisto alla tentazione di citare uno dei brani più brillanti della "Storia natu rale delle piante" di Kerner e Oliver. Q ui le liane tessono e ordiscono cortine e tappeti verdi davanti ai tronchi del c iglio della foresta. Il sistema più semplice è dato dal tronco che si spinge strisciando verso l'alto. talaltra allentate ed ondeggianti.

e . Alcune. sono liane co me le specie Caulotretus e Bauhinia. senza alcun sapore acre. il che co nsente loro una rapida crescita. Questi viticci sono spesso lucifughi. e vi si fissano. lunghissimi vasi circolatori .poniamo . nonché dalle applicazioni commerciali altrettanto estese. 101 e 102. che hanno tronchi nastriformi. ed E. di movimen ti avvolgenti. A guisa di paragone si possono citare i 2 centimetri al minuto nelle conife re. che viene spinto verso l'alto dall'estendersi del tronco sottostante. i rotang vanno annoverati tra le piante rampicanti di maggio re successo. E non è finita. flessibile e provvisto di barbe.5 al minuto. La parte cen trale è fortemente ondulata. e in certe specie il viticcio che riesce a trov are una fessura vi si gonfia dentro in modo da rendersi inamovibile. Ciò si verifica ad esempio nelle viti d el Canada. e permette loro di scalare superfici assolutamente lisce. perché resta arrotolata dopo aver originato all'estremità un «flagello» lungo. i 7 centimetri al minuto in alcuni alberi a foglie cedue quali il faggio e i l platano. alla velocità di metri 1-2. secondo le parole del famos o esploratore Alexander von Humboldt. c he si attorcigliano l'uno attorno all'altro. Com e precisa von Humboldt. che spesso viene fatta fermentare. Una volta rag giunto l'appoggio. sebbene le più vigorose tra loro.si collegano a rete all'interno del tronco. e fa un'ulteriore presa sull'ospite come u n ombrello aperto. come i rotang. ma i bordi restano quasi diritti. spesso di un metro e più. Molte palme vengono incise per ricavarne una linfa zuccherina. e il tulipifero africano (spat hodea campanulata) sono stati definiti rispettivamente l""albero sanguinante" e l""alberofontana" per le loro facoltà di erogazione.sono in grado di stare ritti per qualche metro sen za afflosciarsi al suolo. ì 70 centimetri nelle querce e nei frassini. Spesso cercano crepacci bui. Si ricava una cagliata caseosa dal «latte» di quello che Edwin Menning er ha definito «lo snackbar della foresta». Nel tronco del la liana può fluire almeno un terzo di litro d'acqua all'ora. J.tre metr i. Molto spess o i dischi o le ventose terminali si allargano ed appiattiscono al contatto di u na superficie. come il luppolo. I flagelli di queste palme rotang rendono rischioso e penoso il passaggio per le giungle da loro infestate. Le «scale delle scimmie» di cui alla lunga citazione a pag. o casuarina. di modo che invece di muoversi senza meta nell'aria. I rotang ed altre piante rampicanti sono notevoli anche per la quantità d'acqua co ntenuta nel loro tronco e per la velocità con cui la convogliano. Una pianta rampicante ch e non trova una superficie cade al suolo. la foglia si apre. Non v'è racconto d i viaggiatore in cui non si ottenga una bevanda rinfrescante da una palma rotang : tagliando e accostando alla bocca un pezzo di liana lungo . In queste palme è la foglia ad agire da «sede aziendale». che secernono una sostanza collosa quand o toccano una superficie.ticci con ventose adesive alle estremità. è insolito che tale linfa lattiginosa non sia acre al gust o e velenosa. H. per cui il tronco principale della pianta vie ne ad aderire saldamente alla superficie. esalante invece un piacevole odore balsamico». produce. Nella maggioranza di queste piante rampicanti si nota uno stimolo che le indiriz za verso le superfici. di strette operate dai viticci e così via. per cui ne risulta . il contatto è seguito di solito da una c ontrazione a spirale del viticcio. se ne stanno sulla parte om breggiata del tronco che ha maggiori probabilità di avvicinarsi a un adatto sosteg no. Corner giunge perfino a sospettare che elefanti e rinoceronti abbiano sviluppato le loro spessissime epidermidi anche per difendersi da queste piante. siano in grado di avvolgersi a molla sul suolo della foresta alla ricer ca di un sostegno lontano dalle radici. il che rappresenta la velocità massima mai registrata in una pia nta. «un fiotto copioso di lattice colloso e semi denso. un rotang adulto può crescere tre metri all'anno. si premuniscono contro l'assenza di un appoggio immediato emettendo subito parecchi germogli.possono variare in lunghezza da tre a sei metri . perché si potrà tagl iare il tronco un'altra volta ed ottenerne altra acqua grazie alla maniera carat teristica con cui i. Ad esempio il pino australiano. Nel Sudamerica c'è anche un "al bero del latte" che. E" il caso di dire che esistono altri alberi in grado di erogare acqua analogame nte. cui segue l'emissione di radici specializzate. si otterranno due o tre tazze d'acqua limpida.a somiglianza della fune magica degli illusionisti indiani . Posseggono internodi lunghissimi. A giudicare dalla loro ampia distribuzione. quando viene tagliato. Come nel tipo a cavatappi.

f ino alle cortecce solcate da profonde fessure come nella quercia e nel pino. M olto spesso. e si provvede di pori respiratori. i tronchi restano lunghi. come su ccede nel genere africano delle Parinarie. La grandezza di una foglia va dagli organi a forma di scaglia quas i invisibili ad occhio nudo. alle foglioline di 3-4 millimetri della lemna minor e .una serie di gradini provvisti di corrimano. lasciando intatti i tes suti conduttori d'importanza vitale. La foglia è la terza struttura importante della pianta. fornita di picciòli fogliari lunghi fino a 5 metri. molto conosciuta come pianta ornament ale in Inghilterra. Questo dispositivo garantisce che s e il tronco deve sopportare tensioni. o conserva solo foglie vestigi ali. Si può distinguere quando un tronco o stelo funziona da foglia non solo perché non ha un picciòlo chiaramente differenzia to. dal quale emergono mazzi di foglie e capi fiorali. situati nel centro ondulato della liana.elimina le foglie. Essa varia dalla sostanza membranosa serica della Melaleuca. che si scorteccia in grandi lembi d all'albero. e le parti a forma di foglia (dette fillocladi) sono disposte a croce alternata. dentata . La soffice corteccia spugnosa (e incombustibile) della sequoia gigante può avere uno spessore di 60 centimetri.la più minuscola delle piante fiorenti . ne è un ese mpio un'altra pianta del gruppo delle Colletie. parente africana della passiflora.la G. Le foglie delle piante delle foreste tropicali tendono a ess ere grandi con superficie più o meno uguale. come nel caso delle ginestre. con diametro di più di 30 centimetri: la corteccia est erna venne tolta in un solo grande pezzo. che rende minus cole tutte le altre foglie gigantesche. perché le spirali possono diste ndersi entro certi limiti. Altre piante sviluppano invece acul ei in grado di effettuare la fotosintesi in sostituzione delle foglie. associa una base succulenta fatta a volta ad una massa di tronchi radiali verdi. cosa che di solito una vera foglia non fa mai. lasciando l'albero denudato ad esporre la corteccia interna di un bel rosso brillante. la Colletta armata. e un'altra . Alcuni salici alpini possono ramificarsi sotto la superficie all 'analogo scopo di evitare temperature relativamente fredde. La prima cosa che succede in tal caso è che il tronco assume colorazione verd e e la capacità di effettuare la fotosintesi. Ma nella specie Parinarium capense del Sudafrica è come se l'albero fos se affondato sottoterra. dove il gambo che porta le foglie ha una lunghezza totale di 22 metri e il diametro com plessivo di 12 metri: si tratta della massima foglia registrata.fino ai pennacchi giganteschi della p alma Raphia taedigera. dove i tronchi si son o appiattiti ed hanno assunto punte aguzze. ma anche perché porta fiori.con foglie somiglianti a quelle del rabarbaro la rghe più di due metri su tronchi di 2 metri. sottili e s carni come fruste. manicata . e i fiorellini porporini compaio no tutt'attorno ai bordi quando è la stagione. l'Adenia globosa. La corteccia da sughero utilizzata in commercio è data dallo strato esterno di 3-5 centimetri. le foglie mostrano una varietà quasi infinita di forme ed anche d i dimensioni. anche questo accorgimento aumenta la resistenza alla trazione. Tronchi. Ta lvolta. Invece in altri casi gli steli si modificano a forma di foglia. ad esempio in conseguenza della crescita d ell'albero ospite. La cute o corteccia degli alberi è spesso notevole sotto molti aspetti. Come ho accennato nel capi tolo precedente. perché ha un tronco verticale legnoso e steli orizzontali legnosi proprio sotto il livello del suolo. ad ese mpio nei comuni pungitopi e nell'ispida Colletta cruciata. steli o gambi non si trovano sempre sopra il livello del suolo. Tuttavia va citato il genere Gunnera che comprende una specie con foglie di soli 3 centimetri di diametro. Al cune liane appiattite non fanno altro che attorcigliarsi a spirale. un fillocla do a forma di foglia spunta da quello più vicino. I tronchi hanno aspetto completamente diverso quando la pianta . badate. che pare possibile scorteccia re all'infinito. e la corteccia esterna della quercia da sughero può ess ere spessa anche 20 centimetri. Non soltanto le piante esotiche. la G. hanno la prerogativa delle foglie enorm . i bordi robusti sostengono lo sforzo. i cui componenti tropicali sono alber i normali. come nel caso dell'albero Phylloxylon tipico del Madagascar. armati di spine. Mi è capitato di assistere una volta alla scortecciatura di un tronco alto quattro metri e mezzo. mentre quelle delle aride regioni med iterranee e dei Paesi freddi hanno quasi sempre dimensioni più ridotte.di solito come reazione ad un habitat secco . alle placche di scortecciatura degli eucalipti e dei platani.

prodotte in numero di 40-50 per pianta in u na stagione. mentre sulla parte inferiore c'è tutto un sistema di ne rvature disposte a traliccio e piene di camere d'aria che garantiscono la robust ezza e il galleggiamento della foglia. Una foglia ancora più adattata a lle proprie funzioni è quella del giacinto d'acqua. salvo che . io non ho fatto altro che prendere a prestito dalla natura questo progetto e adottarlo per la mi a costruzione». Proprio la struttura di queste foglie diede a Sir Joseph Paxton l'idea dell'intelaiatura ricurva in metallo cavo della serra progettata per ospitare q uesta pianta a Chatsworth . Una foglia a superficie unica verrebbe danneggiata dal vento. La pianta si chiama scientificame nte Eichornia crassipes. Il gran numero di foglioline della maggioranza degli alberi delle regioni temperate rappresenta un analogo mezzo di suddivisione del rischio . Scrisse a questo proposito: «La natura si è assunta il compito dell'ingegnere. a pieno svi luppo hanno ciascuna una superficie di circa 2. una pianta galleggiante con un a corona di foglie a disposizione raggiata che ormai è diventata tremendamente inv adente sui laghi ed i corsi d'acqua tropicali. e la specifica denominazione "crassipes" significa lett eralmente «piede grasso». ma si dividono trasversalmente su ogni lato della nervatura centrale medi ante strisce di tessuto più debole. con riferimento alla base rigonfia dello stelo fogliare. ma sebbene abbia un contorno circolare.5 metri quadrati. Invece i segmenti hanno minore probabilità di venire danneggiati. che non hanno forza o rigidità partic olare. o se ne ricavavano bastoni da passeggio. a somiglianza dei lobi profondamente intagliati dalle altre foglie.dove fiorì per la prima volta in Gran Bretagna . cosa che non sarebbe possi bile se le foglie fossero a lembo intero. mentre in fase di crescita possono aumentare da un terzo di metro fino a mezzo metro quadrato a l giorno. Il banano ha fo glie oblunghe originariamente non suddivise.e. possono misurare più di due metri di diametro. un tempo notissima sotto il nome di cavolo gigante delle isole della M anica.5-2. sui quali la pianta galleggia. ma nelle Monstera le fronde non solo han no tacche laterali simili a tagli. Non si possono nemmeno dimenticare le ninfee giganti. è incisa in 7 -8 segmenti profondamente lobati che s'irradiano dal gambo fogliare. come la specie Victoria. l e cui foglie circolari galleggianti. La natura ha f ornito la foglia di travi e sostegno orizzontali e trasversali. La Palm House di Decimus Burton a Kew è costruita in base allo stess o principio. Le f oglie sono abbastanza forti da sostenere pesi fino a 90 chilogrammi. Si può solo constatare che questo partic olare esperimento naturale non è comune a nessun altro genere vegetale. o anche se uno riporta lesioni. po co dopo.il che ha valso a queste piante il nome popol are di «piante a groviera». Hanno bordi verticali alti fino a 20 centimetri. La stampa britannica ha dato notizia nel 1971 di un comune cavolo commestibil e del diametro di più di tre metri. che cresce fino all'altezza di 6 metri ed ha una testa con diametro di me tri 1. I gambi durissimi venivano usati per fare staccionate. C'è una serie di grandi nervature raggiate e fornite di bordi. consentano alla luce di arrivare alle foglie sottostanti (sono po rtate più o meno verticalmente sui tronchi rampicanti). E" interessante notare che il già citato dottor Santos aveva scritto a sua volta che la parte inferiore della foglia «ricorda in qualche cosa certi str ani lavori in ghisa appena usciti dall'altoforno». mentre esiste una varietà d i cavolo. p iena di spazi aerei. e lo stesso criterio vale per le foglie profondamente suddivise in foglioline multiple di piante assai disparate quali felci. Un 'altra ipotesi è che i fori. ailanti e palme. travicelli di tettoie. Si può immaginare che questo dispositivo valga a protegger le dai forti venti. anche il concetto ispiratore del grande Palazzo di Cristallo. di modo che il forte vento le strappa in stret ti segmenti che tuttavia continuano a funzionare. ma dispongono anche di un traforo di pertugi irregolari intagliati tra le nervature laterali. Perciò la foglia della Trevezia malese è larga 60 centimetri. Grandezza e forma delle foglie sono in rapporto con l'ambiente. alto 120 centimetri. talvolta quasi più somiglianti a spazi vuoti che non a un tessuto . in particolare c on la quantità di vento che la pianta potrà tollerare. con una serie trasversale di venule o nervature minori. il quale disgregandola finire bbe probabilmente col distruggerla completamente.i. Venti piante potrebbero produrre abbastanza cibo da nutrire una mucca per un anno. gli altri non ne hanno nocumento. perché le Monstera si arrampicano a volte su rocce esposte. Molte foglie sono profondamente lobate.

La copertura esterna delle foglie presenta spesso caratteristiche notevoli. e certe specie di rododendri «infeltriscono». Sono già stati descritti alcuni tipi di tronchi. le foglie possono trasformarsi o rid ursi a seconda delle circostanze. Anche le radici possono gonfiar si: la Ceiba parvifolia del Messico ha la caratteristica di dare fiori e frutti nella stagione asciutta.cavi e contenenti aria . Il verbasco molto spesso è co perto da un denso vello. c he si affollano alle estremità dei rami. e molti infin e hanno forma stellata. Cresce solo fino a venti sparuti met ri d'altezza. tanto che i Tibetani le usa vano come lucignoli per lampade. Come avremo occasione di vedere in seguito. e le foglie se cernono una cera così spessa che la raccolta è giustificatissima a fini commerciali. e si effettua facendo seccare le foglie e poi battendole per separare la cera. hanno foglie effimere che si possono produ rre solo sui tronchi immaturi.sono di solito piccolissimi. Molte di esse vivono nel Brasile in località battute da venti infuocati.a quello affine dei filodendri. Possono stare diritti oppure giacere a piatto. data l'abbondanza di piante a foglie p elose. aventi diametro fi no a 30 centimetri e tessuto soffice e spugnoso. dall'aspetto di formazioni rotondeggianti. Le giovani piante raramente mettono rami prima di raggiungere i 5 metri d'altezza. Anche queste cellule sono cave ed h anno pareti piene di silicio. la pianta letteralmente va a pezzi . Tra i rivestimenti protettivi più strani va citato quello delle palme ceree. reticolata del Brasile nordorientale ha un fittone radicale sotterraneo c he può misurare un metro di diametro. ma porta enormi foglie composite lunghe e larghe più di due metri. dando nuovi fiori e frutti.rami e foglie . composto talv olta da un paio di foglie che si sono fuse completamente o quasi. secondo la descrizione particolareggiat a datane al capitolo 24. Una specie di anona . E" i l caso specialmente delle foglie che sviluppano peli protettivi contro le eccess ive radiazioni solari e la conseguente traspirazione. come le Rochea del Sudafrica. conferendo alla foglia un aspett o serico. oppure che possono cadere nella stagione asciutta . Alcune piante grasse. Naturalmente vi sono piante con peli chiaramente visibili ad occhio nudo. e occorre un microscopio per apprezzarne l'ingegnosità e spesso la bellezza dell'esecuzione. dove l'acqua si accumula nella stagione delle piogge per venir utilizzata durante la siccità. Le foglie secernono cera in quantità proporzionale alla durata della siccità stagion ale. altri ancora assomigliano a sottili aculei. Le trasformazioni fogliari più notevoli si osservano nelle piante insettivore. e molte ad attività stagionale. dov e la versione definitiva è data da un «corpo plantare» più o meno sferico. A volte passano due stagioni pri ma che torni a piovere. I peli . o assomigliano ad alberi ramosi miniaturizzati. e lo stesso fanno specie vegetali dei climi mediterranei . ed è in grado di farlo perché le sue radici portano dei «bari letti» in miniatura. ed assomigliano a mostruosi ombrelli. detto "orrore di mezzanotte" per i suoi fiori d'od ore disgustoso impollinati dai pipistrelli. specialmente nel caso delle piante grasse. specialmente tronchi d'albero. Quando viene il periodo asciutto tutta la pa rte aerea . altri sono disposti a spirale. oppure dis porre di tentacoli appiccicosi e mobili. Molte piante alpine si pro teggono in questo modo. ed ogni anno se ne raccolgono circa un milione e mezzo di chili (13000 tonn ellate): si tratta della cera naturale più dura e con punto di fusione più elevato. L'eliminazione delle parti superiori ad opera dell'anona ricorda il caso dell'Or oxylum indicum della Malesia. il che le rende durissime e resistenti come una co tta medievale in maglie metalliche.nei Paesi del bacino del Mediterraneo si ha talvolta l'impressione che gran p arte della flora locale sia sempregrigia. Oppure sono fatti a T. mentre alcune specie di giusquiamo hanno lunghissimi pe li setosi. radunando sulla superficie fogliare grosse cellule ro tondeggianti invece di peli contenenti aria. Quando è tempo d'entrare nel periodo di riposo. ch e si gonfiano per funzionare da serbatoi idrici. l'A. e visti al microscopio possono ricordar e una testa di Medusa. d ove le foglie possono essersi trasformate in trabocchetti a trappola. adottano un metodo diverso d i protezione superficiale. e solo allora il fittone radicale riprende a germogliare . Nella piccola felce galleggiante Salvinia i pel i sono presenti per impedire alla pianta d'inzupparsi d'acqua. o portano «scudi» in cima a gambi lillipuziani.si dissecca e cade. Alcune piante grasse.

trascorrono l'esta te caldissima nascoste molti centimetri sotto la superficie della terra bruciata dal sole. scille. Il loro perio do di riposo si spiega con il fatto che queste piante mettono foglie e fiori abb astanza precocemente. trattengono la pianti na saldamente aderente al suolo. ha foglie di colore bronzeo cupo. come nel Polygon atum multiflorum. nel qual caso possono avere uno strato verde atto alla fotosintesi. C'è infine il bulbo. le Maranta e le Calathea eccellono a questo riguardo: una di queste. portare macchie o segni regol ari. eccetera) sviluppano un tub ero conico traslucido. Molte foglie. come nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. oppure in radici rigonfie di varia forma e grandezza chiam ate genericamente tuberi. oppure combinare tutte queste caratteristic he.orchidee. un tempo apprezzati come «falsa mandragora» e ritenuti in grado di guarire quasi ogni malattia. Gli organi carnosi di deposito come i cormi si trovano spesso associati a radici contrattili. che in linguaggio tecn ico si dicono rizomi. Tali depositi poss ono essere nient'altro che tronchi o gambi sotterranei rigonfi. dove moltissime pia nte a radici carnose . noto dai gladioli e dai crochi. la Calat hea ornata. eccetera . Nella maggior parte dei bulbi il fiore dell' anno successivo e le foglie attive si formano all'interno di un embrione. Le radici contrattili di questo gen ere assomigliano a quelle delle piante striscianti come le fragole. dove il terreno resta sempre sufficientemente umido. si colorano di varie tinte oltre al verde: possono essere di colore rosso o porporino. così queste entrano in inattività. Questo accorgimento è d'importanza essenziale se si produce un nuovo cormo al di sopra di quello vecchio. che vale alla pianta l'altro suo nome di «albero dalle ossa rotte». e trascina sottoterra i bulbi lli che eventualmente non si siano dispersi. dove le nervature sono disegnate f . che spesso si possono maneggiare e trapiantare complet amente secche. Una forma speciale di deposito radicale è data dal cormo. Esempi tipici di piante di bosco di questo tipo sono certi gigli e alcune orchidee terrestri. Ogni foglia cade in pezzi staccati. Le comuni piante d'appartamento possono fornirci molti esempi. che costituiscono di norma un dispositivo di distribuzione. composto di foglie rigonfie avvolte strettamente attorno a un asse centrale.. che hanno abbandonato la capacità di produrre sostanze nutritive a favore della funzione di deposito. Il tubero si contrae alla fine della stagione. I bulb i di solito sono sotterranei. i ranuncoli stoloniferi e i rovi a radici apicali: una volta ancorate. Esistono pure molte piante a radici carnose che crescon o nei boschi. Restano quindi i tronchi stecchiti come pali con un solo assortiment o di grossi baccelli lunghi da 60 a 120 centimetri. ed è segnalato il cas o di un tubero dell'aracea Amorphophallus titanum pesante 54 chili e con 60 cent imetri di diametro. specialmente nei climi caldi. Anche la nostra brionia nera può dare tuberi della lunghezza d i 60 centimetri. tulipani. mentre invece le radici contrattili lo tirano giù al livello del cormo originario. I bulbi in miniatura. possono essere sostenuti da tro nchicini portanti. I depositi nutritivi sono giustificati dalla necessità di superare la stagione sec ca. altrimenti spunterebbe sopra terra. Talvolta queste piante perdono una stagione e trascorrono più di un ann o tranquille sottoterra. Circa un mese dopo la c aduta dei gambi ricominciano a spuntare foglie nuove. Così il tronco viene a trovarsi circond ato da un mucchio di pezzi. venature a diversa colorazione. o sigillo di Salomone. erba brusca. prima ogni fogliolina. Le arundinace e. ed aiuta le piante a superare il periodo di riposo. che originano radici e fungono da centro di un nuovo esemplare se vengono a contatto del suolo. poi ogni picciòlo o g ambo laterale. La maggior parte delle formazioni di riserva si compone di sostanze nutrienti e di umidità. non passa abbastanza luce sul suolo della foresta perché le piante bulbose poss ano sopravvivere adeguatamente. dai quali vengono emessi inf ine semi fioccosi che vengono portati lontano dal vento. che si consuma ogni anno mentre si produce un nuovo cormo sopra quello vecchio. infine il gambo principale. ma talvolta sono portati sopra il livello del suol o. detti bulbetti o bulbilli. Le er be infestanti delle Oxalis (acetosella. e nei giaggioli. I tuberi possono avere dimensioni enormi: quelli dell'ign ame o patata dolce commestibile possono arrivare a 45 chili. l o stesso dicasi dei tuberi aerei. alla sommità del quale si formano masse di minuscoli bulbil li. Quando le fronde degli alberi hanno formato una folta volt a.

Le foglie si sfilacciano alle estremità sotto l 'azione del vento. mentre il tessuto che convoglia le sostanze nutrienti (floema) è a nalogo a quello di una pianta gimnosperma. invece. l'arancio e il giallo a foglie dalle forme straordinariamente variate.forse fortunatamente dal punto di vista de ll'evoluzione dei fiori . Ma è difficile dare una spiegazione della regolarità dei model li e della colorazione delle nervature. ma si può obiettare che esist ono molte piante a fiori altrettanto piccoli e foglie verdi lisce. alquanto rigonfio sopra la superficie del suolo. e assolutamente la più brutta». L'ultima parola sulle foglie spetta alla descrizione di una delle piante più bizza rre del mondo. e viene invec e apprezzata e favorita da noi a scopi ornamentali. e letteralmente si scottano sulla sabbia del deserto. al ritmo di 8-15 centimetri annuì.3 ma questa proporzione è insol itamente alta. in questo caso il tessuto vivo era lungo metri 7. Il fiore è il pezzo più specializzato di tutta l'attrezzatura creata dal mondo veget ale. in a ltri. può darsi che assorba la luce rossa filtrante attraverso la volta fr ondosa della foresta. In certi casi la colorazione è probabilmente un pigmento di adombramento adottato per ridurre l'eccessiva insolazione che potrebbe danneggiare la clorofilla. ma possono anche mancare perfino per pare cchi anni. il celacanto vegetale. La cima del germoglio avvizzisce poco dopo la germinazione. Il tessuto conduttore dell'acqua (xilema) assomiglia a quello di una p ianta fiorente. Cresce soltanto in una ristretta striscia deserti ca presso il mare nell'Africa sudoccidentale. Le foglie più grandi mai registrate sono larghe circa 2 metri e lunghe 8. sebbene sottilissima. La Pilea cod ierei è caratteristica perché il suo aspetto argenteo dipende in realtà dagli spazi ae rei situati tra la cuticola e la parte centrale della foglia. Alcune piante colt ivate hanno sviluppato fantasticamente le loro tinte: le varietà di Begonia rex mo strano un'ampia tavolozza variante dal porpora acceso alle gradazioni di rosa ed argento spesso mescolate al verde. La Welwitschia è stata definita in varie riprese una rapa gigante. come la nota acantacea Aphelandra squarrosa. queste foglie gigantesche ricordano la lingua di una lumaca. che in casi eccezionali può avere il diametro di quasi due metri. hanno nervature di colore biancocr ema brillante e una coccarda di brattee gialle vistosissime per polarizzare l'at tenzione sui fiori. Capitolo 9. fendend osi poco a poco nel senso della lunghezza e dando una massa di nastri irregolari . mentre altre. ha uno strato centrale di cri stalli di ossalato di calcio che riflettono la luce solare.8 metri . di solito dipendente da muta zione dei cloroplasti. dato che le piogge cadono non solo molto irregolarmente. La pianta adulta ha un fittone molto spesso e tozzo lungo fino a due metri. IL FIORE. Abbiamo visto che è il prodotto. La cuticola fogliare. la piovra del d eserto. Nella loro crescita incessante. di modo che dal colletto si formano solo due foglie adult e che si allungano ed allargano con il passare dei secoli (si crede che certi ve cchi esemplari abbiano 2000 anni).inemente in un'improbabile tinta rosasalmone chiaro. con una massa di radici laterali.22000 per centimetro quadrato .i quali si chiudono a tenuta eccezionalmente stagna in condizioni di aridità. I fiori maschili e femminili vengono sostenuti separat amente da strutture coniche situate attorno a una depressione centrale craterifo rme. il simbolo del gruppo di piante di più recente . sebbene .non si tratti in sostanza che di esperimenti abortiti. Si è pensato che possano servire ad attira re gli insetti che fecondano fiori non appariscenti. la Welwitschia bainesii (mirabilis). tale da far pensare che qua lcuno vi abbia adoperato un pennello con tecnica un po'"irregolare. dove l'acqua viene fornita quasi s olamente dalla bruma marina e dall'eventuale guazza notturna. mentre Croton e Codiaeum uniscono il rosso b rillante. Si tratta di uno di quei residuati anomali che si trovano qua e là tra le gimnos perme e le piante fiorenti. che raramente persiste allo stato naturale. Per la necessità di assorbire rapidamente le eventuali brume marine su ambedue i lati delle foglie vi sono milioni di stomi . Non sorpren de che sir Joseph Hooker l'abbia definita «la pianta più meravigliosa che sia mai st ata portata in Inghilterra. che praticamente è solo foglia . Tale colorazione non va confusa con la screziatura.

ma possono essere effimeri o assumere la vistosità di forma e colore dei petali destinati ad attirare gli animali incaricati dell'impollinazio ne. Viceversa può capitare che gli stimmi non sporgano sugli stili: ad esempio nei papaveri la superficie s timmatica forma linee raggiate sulla sommità di quella che alfine diventerà la capsu la seminifera. Ad esempio nell'eucalipto si trova un ricettacolo a forma di tazza che circonda gli organi sessuali. come accade nelle piante monocotiledoni. e le parti femmi nili. Nel policocco.vie ne portato in grandi masse pollinifere. emet tendo invece quattro grandi formazioni quasi fogliari che portano antere picciol ate sui bordi. Nonostante la tendenza dei fiori all'ermafroditismo. di solito stami che reggono il polline sulle antere. Il polline qualche volta . Il notissimo nocciolo ha una specie di amento pendulo in cui sono radunati molti fiori maschili. In certe occasioni gli stami costituiscono la parte più cospicua del fiore. il grande fiore femminile sostien e letteralmente due o tre fiori maschili che effettuano un corteggiamento danzan te su steli che si alzano dall'esterno. dove i fiori maschili e femminili stanno su alberi distinti.evoluzione. Al centro gli organi sessuali comprendono le parti maschili. e non sugli stami. Questi fiori unisessuati possono avere aspetto uguale per i due sessi. deve i l nome scientifico al fatto che da una coppa di centimetri 10-12 color rosso san gue sporgono cinque stami appiattiti. mentre un cappuccio superiore a perdere protegge il fiore immaturo e rappresenta i petali. Così la Pimelea. e molte parti vanno da un numero elevato e indefinito fino a un unico esemplare. parente italiana del cerfoglio selvatico euroasiatico. Alla base del pistillo s i trova l'ovario. molti fiorellini maschili dall'aria insignificante s ono raggruppati in un'infiorescenza a spiga. parenti australiani della mortella. Tutte queste parti possono variare in misura molteplice. e il numero delle parti sessuate gettò le fondamenta della sua classificazione de . uno stilo e u no stimma. collegati da un tessuto che conferisce al tutto l'aspetto di un parasole. ha semplificato i suoi fiori ad un solo tubo fiorale. si trova assieme agli organi destinati all'atto sessuale che portano le cellule sessuate della pianta: polli ne maschile ed ovuli femminili. od alberos polverino (Hura crepitans). di modo che un albero in piena fioritura costituisce uno spet tacolo sinistro. ed un unico ovario. il fiore è una struttura dove la parte es terna di protezione. ve ne sono molti di un sess o solo. la cui funzione sostanziale è di proteggere il boccio e talvolta il fiore aperto (ad esempio dagli insetti predatori di nettare). Le forme dei fiori sono variabili all'infinito. o «albero dai fiori con le mani». uno stame. Il mondo antico era al corrente del sesso delle piante nel caso lampante della p alma da datteri. il calice. come n el Calothamnus e nella Tristania. I sepali sono abitualme nte verdi e spessi. dove un pi ccolo calice a forma di coppa nasconde dei petali dall'aria insignificante. dal quale uno o più piccoli gambi (gli stili) portano agli stimm i . mentre il solitari o fiore femminile è rappresentato da un ciuffetto rosso. Quando il calice si compone di segmenti separati questi si dicono sepali. Possono sostituire i petali. Ma fu il b otanico svedese Linneo (1707-1778) a proporla veramente all'attenzione mondiale. Nell'Asteranthos brasiliano la corolla è sostituita da un anello di stami infecondi. Il fiore tipico delle angiosperme ha un verticillo od anello esterno.superfici ricettive sulle quali il polline germina per fecondare gli ovuli a ll'interno dell'ovario. Nella Pentagynia saniculifolia. nel quale il bordo rappresenta i sepali. ricavata da foglie modificate. mentre il fiore femminile ostenta u na corolla lobata relativamente enorme. All'interno del calice c'è la corolla. Detto nei termini più spicci. i cui segmenti sono i petali. fino a più di un metro nella parassita Rafflesia. e la sessualità delle piante era stata provata sperimentalmente nel 1694.come nelle orchidee ed asclepiadi . La grandezza dei fiori varia da una frazione di millimetro nella lenticchia palu stre Wolffia punctata. imparentata con la Daphne . oppure sepali e petali possono essere indisting uibili. Il chirantodendro messicano. In alcune famiglie queste parti del fiore si possono distinguere a malapena. quasi perfettamente uguali per forma e gra ndezza a una mano. m a in certi casi sono molto diversi tra loro. note con la denominazione collettiva di pistilli.

corteggio innamorato.cui appartiene la nostra erba del cucco . in cui tradusse in versi il sistema di Linneo. di modo che riuscì a far chiamare una classe vegetale "Syngenesia po lygamia necessaria" . ma in casi straordinari possono spuntare direttamente dal le foglie. si osserva probabilmen te nella palma Talipot. come i cacti. Lin neo certamente rivelò al mondo che le piante avevano una loro vita sessuale che. o più sovente dai tronchi più o meno simili a foglie di piante che hanno abolito le foglie. In date occasioni." Scrisse a proposito di un giglio da giardino . tre dei quali maturano successivamente ai primi tre: "La superba Gloriosa conduce tre scelti garzoni. ed emerge dalla chioma dell'albero quasi come una pianta a sé.che ha sei stami. c on pochissima immaginazione. e le Diandre con «due mariti nello stesso mat rimonio». vittime della sua vita in declino". Quanto poi alla schiatta delle Silene. scriveva in una lett era: «E" assolutamente superfluo dirvi che nulla potrebbe uguagliare la mentalità gr ossolanamente pruriginosa di Linneo».lle piante: così una famiglia poté chiamarsi Diadelphia decandria oppure Polyandria pentagynia. Erasmo Darwin. spaziati o raggruppa ti.un involucro . e parecchi Ficu s fanno altrettanto. in seguito vescovo di Carlisle.dove «la torma di prostitute vaglia dieci ardimentosi pugnaci». poliandria ed ince sto». altri tre giovani impegnano la sua età più matura. si poteva trasferire al mondo animale «con tutte le r elative conseguenze . Il r everendo Samuel Goodenough. Per spiegare le sue classi vegetali descrisse le Monandre con il pa ragone di «un marito per un matrimonio».che li protegge tutt i. di norma s u loro gambi distinti. A volte l'assunto gli scap pava di mano.letteralmente «maschi confederati con necessità di poligamia» come nel caso del crisantemo con stili fecondi e flosculi a disco sterili. e producono tronchicini sottili alla base del tronco. Quando l'impietosa mano del tempo stende una rete di rughe sulle sue deboli membra. In alcune famiglie i fiori sono portati in capolini compositi provvisti di un solo strato esterno di scaglie sovrapposte . L'infiorescenza della pa lma è spesso notevole. nonno di Carlo. e Goethe si preoccupava dell'imbarazzo che i testi di botanica avrebbero potuto procurare a caste scolaresche giovanili. con 100 mila fiori individuali. Ecco la trasformazione dei tre stimmi e dei sei sta mi del «leggiadro colchico»: "Tre vereconde donzelle servono l'intrepida ninfa. e la scortano sei gai giovani. specialmente in certi alberi tropicali. i fiori sono portati addirittura sullo stelo o tronco principale. Nel c aso in esame Linneo descrisse la situazione esponendola come una circostanza in cui «i letti dei coniugi sposati occupano il disco. sortendo spesso il risultato apparente di un solo fiore più grande. e quelli delle concubine la ci rconferenza: le femmine sposate sono sterili e le concubine sono feconde». meno se ne parla e meglio è..una gigliacea del genere Gloriosa . er ompenti inaspettati dalla scorza. I fiori possono presentarsi in esemplari unici o in gruppi. La famiglia delle margherite si dice delle "Composite" proprio per questo motivo: un solo i nvolucro rinchiude spesso parecchi flosculi di diverso genere. I fiori si producono di solito all'estremità dei tronchi o degli steli. . Le vedute di Linneo in materia di sesso erano razionali e positivame nte moderne.come dice Wilfrid Blunt .di poligamia. prigionieri pudibondi delle sue catene verginali.. riportò l'argomento a livello più castigato ma altret tanto esplicito nel suo poema epico "Gli amori delle piante". che s . insieme a piante fiorenti più ortodosse. e infine la categoria delle piante Poliandre con un esempio per cui vi s ono «venti o più maschi nello stesso letto con la femmina». o infiorescenza. e le inargenta il capo. In certi casi i fiori si originano addirittura sottoterra. L'albero del cacao è tra questi. Il numero più alto in un gruppo unico. Alcuni Ficus malesi u sano questo sistema. Il rilievo dato agli organi sessuali dei fiori urtò molti suoi contemporanei.

i affondano nel terreno e vi producono mazzi di fichi portati da propaggini. Anche il fiore della ninfea gigante du ra solo 24 ore. Alt ri alberi sono altrettanto straordinari ed hanno un tronco tradizionale con chio ma sorretta da rami. al ta 30 metri. chi amò il compagno di viaggio. I col orati eliantemi dei Paesi mediterranei lasciano cadere i petali nel pomeriggio. quando lo si veda in libertà allo stato n aturale. insuperabili nel loro genere. Capitolo 10. il quale gli spiegò che i rumori erano causati dalla cre scita dei germogli dei giovani bambù giganti. meraviglia. altri fiori durano invece un giorno o meno ancora. "Venne risvegliato prima dell'alba da un orribile scricchiolio. Per chi si occupa di tassonomia rappresenta il mezzo che gli permette d i stabilire la posizione categorica della pianta e le sue parentele nel regno ve getale. Quando la Tigridia pavonia. per quanto inapparente e i nsignificante. I fiori dei fichi sono tra i più strani che esistano. in giardino o in vaso. mentre per altri riguardi sembra tenersi pronto a ripiegarsi in una borsa o sacco dall'aspetto di un fico. CRESCITA E RITMO: IL CERVELLO ELETTRONICO DELLA PIANTA. ma producono fiori su sottili propaggini orizzontali a fior di terra. Numerosi. l'ipomea si chiude e avvizzisce per sera. mentre si facevano strada tra le bra ttee e gli involucri di rivestimento che ricoprivano la base di ogni germoglio. il fiore rappresenta agli occhi dell'umanità media un oggetto da coltivare a scopi decorativi. dotato di un accesso al mondo esterno tramite u n piccolo orifizio ad un'estremità. venne raffigurata per la prima volta in una rivista di botanica. o anche repulsione. I fiori hanno durata molto variabile. secondo il quale «la maggior parte della gente è abbastanza sicura di quello . Per chi ha la mente investigativa ogni fiore.Salacca flabellat a malese. finché accertai che i suoni venivano da una ciotola di giacinti i cui boccioli si aprivano un varco attraver so il rigido fogliame. Questo racconto affascinante venne registrato e pubblicato dal botanico Blossfel d. ricordo un mattino d'inverno in cui dovetti chiedermi da dove mai prove nisse lo scricchiolio che si sentiva mentre lavoravo. rivela a un attento esame una sua natura complicata. Le orchidee possono durare 80-90 giorni se non vengono fecondate. poi letteralmente si disintegra». Un Cinese che risaliva il fiume YangTzeKiang nel diciannovesimo secolo sostò ad al loggiare presso una locanda in mezzo a un boschetto di bambù giganti. dove si osservano propaggini emananti a raggerà per una decina di metri attorno al tronco. occulto ed intimo». l'autore. Talvolta si possono percepire i suoni prodotti dalla crescita di piante molto minori. e la Caloncoba flagelliflora dell'Africa Occidentale. Vi sono comprese piante come la Potyalthia hypogaea della Malesia. Lawrence lo definì «frutto del mistero femmi nile. dopo averne magnificato la bellezza e la singolarità delle forme. Nelle dorstenie loro parenti si può osservare una via di m ezzo con minuscoli fiorellini incorporati nella superficie di un disco carnoso t alvolta lobato come un polpo. Sebbene effimero. I germogli fioriferi sono completamente sotterranei nel Geanthemum rh izanthus del Brasile e nella palma sessile . e lo sfregam ento produce questi suoni terrificanti". H. ricchezza di risorse ed ingegno. minuscoli e strutt uralmente semplici. il quale in certo qual modo imita il fiore per att irare gli animali impollinatori. aggiungeva: «Rincresce che an che questo evento rammenti alle nostre belle connazionali quanto sia effimera la beltà delle forme. Nelle mattinate calde ed umide il bambù cresce a velocità sorprendente. alta 10 metri . nato per spiegare la sua magnificenza solo per p oche ore. D. nonché unità d'intenti: qualità che creano bellezza e fascino uni ci. ricoprono la parete interna di un ricettacolo cavo che noi i n seguito mangiamo quale frutto. destinato a suscitare ammi razione. Allarmato. com e un fievole gridare o uggiolare che proveniva dal bosco dei bambù.cioè senza tronco . E" anche il caso di citare un'affermazione del professor G. Fogg. questo fiore. il fior di tigre del Messico. un frignare. E. eminente bo tanico.

E" mer aviglioso quanta forza sia racchiusa nel germoglio di un crocus che spunta. Una foglia isolata di crocus è un attrezzo molle e debole. nervoso e ormonal e. op pure al riparo d'involucri forti e aguzzi e spessi. Tanto per fare un esempio semplicissimo. grande giardin iere ed osservatore. E.salvo una roccia massiccia . cribrosa.. Mentre però negli animali essi si svi luppano precocemente e s'integrano con i sistemi circolatorio. la mela è rotonda perché la crescita continua uniformemente in tutte le direzioni man mano che essa matura. descrisse come fanno i bucaneve a spuntare dal suolo: "Le due foglie sono strettamente avvolte in una foglia di rivestimento. come sanno molti padroni di casa che hanno piantato ad esempi o pioppi troppo vicini alle fondamenta dell'edificio. svilupparsi e riprodursi dipende in molteplice misura dalla possibilità che ha l 'organismo di assorbire nutrimento nelle proporzioni giuste. A. Altri esempi della forza delle radici degli alberi sono forniti dall'avvenuta demolizione di antiche costruzion i in pietra nelle foreste tropicali. Vi sono piante come i gigli palladifuoco africani in cui i nuovi germogli erompono attraverso gli strati dei vecchi virgulti. o come altro volete chiamarla . Le fessure delle conduttur e dell'acqua e delle fognature vengono identificate con altrettanta celerità. Talvolta la crescita non avviene in modo altrettanto controllato. Con il passare degli anni la crescita di una radice nella fenditura di una rocc ia può riuscire a spaccare un grosso masso da un capo all'altro.. Se n e infischia di un vialetto di ghiaia ben rullata e compressa. il modello di crescita di una data specie .dove una radice a tutto decisa non riesc a a penetrare.. ma tutte le foglie messe assieme. Ciò che fa sempre impressione è l'inesorabilità della crescita delle piante. con tecnica che ricorda molto da vicino l' atto di riunire le mani davanti alla testa quando ci si tuffa in acqua. Ho accennato brevemente agli aspetti principali della crescita: ricerca del terr eno ad opera delle radici. Bowles. In tutte le piante.. o a sollevarlo: K erner ed Oliver ricordano il caso di un larice alpino che. Ri . ed ogni organo si forma normalmente una volta sola. o infilandosi nelle più strette fessure. aveva spaccato un macigno di schisto sollevandone di 30 centimetri la pa rte superiore. culminante nel la comparsa degli organi della riproduzione. formano un'arma acuminata e forte quas i come il germoglio sotterraneo di una canna di bambù". I germogli si apr ono un varco attraverso il terreno. ed alberi in cui le gemme fiorali sfondano la co rteccia del tronco e dei rami. e le tubature s'ingorgano presto di una massa di finissimi peli radicali assorbenti.a strut tura trabecolata. Non c'è qua si nulla . La capacità reale di crescere . emissione dello stelo o del tronco. tranne che nelle unicellulari. il fiore dell'informe pianta grassa Muiria esplod e dal molle tessuto vivo con un'aria quanto mai penosa. Le punte radicali sensibili penetrano nel terreno di varia natura e str uttura risolvendo cammin facendo problemi quali l'incontro con pietre ed altre s uperfici impenetrabili. ma essa è piuttosto vaga quanto al sen so rigidamente scientifico del termine». di peso calcolato sui 1400 chili. Come in tutti gli organismi. osservate nell'America Centrale e in Cambog ia. spiegamento delle foglie. nelle piante superiori si formano ripetutamente e pressappoco indefinitamente grazie al rinnovamento cost ante dei "meristemi" o germogli d'accrescimento. mentre la pera cresce più rapidamente sull 'asse della lunghezza che non su quello radiale. nel corso di alcuni d ecenni.è determinato dal mecc anismo genetico presente nel nucleo di ogni cellula. e se appena esiste una sottile fenditura le radici non tarderanno a intrufolarvisi. la crescita si può far corrispo ndere all'aumento di dimensioni e allo sviluppo di diverse parti. Le radici degli alberi fendono la roccia espandendosi a ritmo impercettibile. forse piegando il colletto per proteggersi d alle offese in modo che nessuna pressione gravi sulla punta in accrescimento. con le punte aguzze e indurite delle foglie riunite nel modo accennato.che intende dire con la parola "crescita". in modo che le cime sono pressate assieme a formare una punta aguzza che perfora il terr eno e apre un varco al fragile fiore. La forma di una pianta viene pr ogrammata in base alla velocità e direzione di crescita. e ten ute strette dalle robuste foglie di rivestimento.

e così via per sette od otto borse e fog lie embrionali l'una dentro l'altra. l'hanno attraversato provocandovi fe nditure ed esponendo il metallo delle lamiere alla corrosione. e poi un'altra ancora. La gemma di magnolia emerge da un involucro di folta lanugine che l'ha protetta per tutto l'inverno. Le foglie escono dalle gemme con uno spiegamento ed un'espansione miracolosa di tessuti compressi e lubrificati di mucillagine emessa da ghiandole speciali. sebbene in condizioni no rmali. I boccioli o gemme fiorali si schiudono analogamente: vedere un fiore grandissim o come quello dell'ibisco che comincia da una specie di ombrello chiuso e si apr e in uno spettacolo di doviziosa bellezza è come assistere al prodigio di una farf alla che sguscia dalla crisalide. la cifra sopra citata corrisp onde a un aumento in peso di più di 250 mila milioni di volte! I giganti vegetali possono vivere circa 4000 anni. Ancora più notevoli le gemme dell'arbust o dell'Amicia. . mentre quelle a lobi raggianti srotolano i loro segmenti uno d all'altro. Ho registrato es empi di narcisi spuntati attraverso 8 centimetri di bitume e fioriti perfettamen te. il tronco aveva il diametro di due centimetri e mezzo. come nel rabarbaro. Si crede che uno dei maggiori esemplari conosciuti di sequoia gigante abbia un volume di 1500 metri cubici di legno. non ci si debba aspettare crescita superiore a un paio di m etri annuì. ricordandoci in tal modo che. l' esempio più notevole che mi sia capitato di vedere è quello di una grossa lastra di cemento di pavimentazione stradale sollevata da un fungo. Ho già dato in precedenza esempi della gr andezza raggiunta dalle piante annuali. Dato che il seme pesa meno di 0.005 grammi. Il grande disco t ondo del loto indiano si spiega come una bandiera. quelle del papavero di Ca lifornia hanno cappuccetti orecchiuti . La crescita più lenta che sia mai stata osservata è quella di un esemplare d'abete r osso sitka.come i berretti d'asino di remota scolas tica memoria . che si sono fatti vivi su una carrozzabile attraverso 20 centimetri di un fondo di detriti c operto da un manto di ghiaia e bitume. A v olte la gemma all'interno del boccio si trova letteralmente raggomitolata a pall a. In questo caso l'espan sione dipende dalla pressione idraulica. toccando 30 metri d'altezza in men o di tre mesi. cresciuto di 7 metri in due anni. o la sua base non sia stata schiacciata nel terreno dal peso gravante addosso al cappello fungino in espansione. come nel f aggio. come il bo sso e il tasso. una specie che cresce al limite arboreo nell'Artide. e peso di molto superiore a 1000 tonne llate. si potrebbe aggiungere che la ninfea gig ante viene coltivata abitualmente come pianta annuale in cattività. Anche i germogli ta lvolta riescono a penetrare in sostanze all'apparenza impervie. E" anche notevole la capacità di crescita di una pianta nel corso della sua esiste nza. La velocità di crescita varia enormemente. un po'"come in certi complicati ninnoli da salotto. cresciuto di 28 centimetri in 98 anni. All'altro estremo del regno vegetale si t rovano i casi di spore di alghe marine unicellulari che sono germogliate sotto l o strato di vernice degli scafi delle navi. Le foglie pennatosette a foglioline multiple opposte si aprono come le pa gine di un libro. in Australia. e di virgulti forniti di radicole succhianti di rosa muschiata. Gli eucalipti sono gli alberi ad accrescimento più veloce: in Uganda è stato osservato il caso del l'Eucalyptus saligna. perché è il risultato di cellule preformate che si espandono rapidamente assumendo acqua. oppure pieghettata o profondamente increspata.sultati più spettacolosi si possono osservare con le piante di rapida crescita. una pianta riesce a combinare nel suo continuo sviluppo part i corporee di estrema vecchiezza accanto ad altre di accrescimento embrionale. del tutto diversam ente dagli animali. Tuttavia anche questi primati vengono eclissati dai bambù che possono cr escere anche più di un metro in un solo giorno. Ma è impossibile non restare meravi gliati e perplessi se appena ci si domanda perché un fragile fungo non sia stato b loccato nella sua crescita. che si possono paragonare ad uno dei famosi rompicapi cinesi. A nche nelle migliori condizioni molti alberi crescono lentissimamente. lasciando vedere il prossimo embrione ne lla sua guaina presso il picciòlo fogliare.che cadono quando il fiore si espande. Il tulipifero tiene le gemme embrionali in piccole guaine ovali che cadono quand o la giovane foglia è pronta a spiegarsi. Le gemme sono oblunghe e a forma di borsa: aprendo quella più esterna se ne trova un' altra all'interno.

1/5. cinque .e 1/4. p iù evidenti nei cacti. 5/13. o fiore di Passione. 5/18. ma qualunque sia la loro geometria. o fillotassi. Questa sequenza è tale che si può esprimere con un numero frazionario. 2/9. Ho descritto in pr ecedenza quanto sia complesso il sistema vascolare della palma. Questi fasci crescono obliquamente cominciando presso la parte esterna del tronco e progredendo verso il centro. e formando infine il condotto di una foglia. 8/21. 3/11. La programmazione d'un fiore è impresa abbastanza complessa. Così. In alcune piante co me nelle palme c'è una predestinazione di tipo affatto diverso. oppure sono zigomorfi. ad esempio de ll'ordine di 2. . Queste serie hanno in comune la caratteristica c he si può ottenere ogni frazione sommando i numeratori e i denominatori delle due frazioni precedenti. La ramificazione delle piante segue analoghe disposizioni prestabilite. In ogni organismo vivente il «centro di programmazione» che ne determina la forma e la struttura è situato nei geni presenti nei cromosomi. mostra 10 sepali e petali che è quasi impossibile distinguere tra loro. dove gli stami si torcono su un solo lato del fiore. in una palma. Di fatto le frazioni più frequenti. per e sempio. 2/5. nelle pigne e nelle formazioni compatte che non nella sparp agliata disposizione fogliare. Esso traccerà pure le modalità secondo le quali verranno prodotti i ger mogli o le foglie. Un fatto della fillotassi forse ancora più notevole che non la speciosa succession e numerica delle frazioni . La natura ha veramente il senso della geometria.. I fiori stessi sono esempi notevoli di geometria. mentre una guaina fogliare di banana cresce di 1 millimetro al minuto.I singoli organi particolari possono crescere. come vedremo in seguito. che sono di q uesto tipo: 1/2.. dal quale si scostano svilupp andosi lateralmente. come vengon o chiamate.. prima che l'albero sia sufficientemente adulto perché la foglia interessata «nasca» e il suo allacciament o vascolare diventi operante. I fiori che portano le loro parti in numero indefinito. e 5/13. e nelle terminazioni fiorali si osservano diversi stili nelle diramazioni o nel modo di portare i fiori: spessissimo la disposizione dei fiori è tipica della famiglia. 3/8. consiste nel fatto che ogni fascio deve cominciare a crescere talvolta letteralmente per anni. ma se non altro un fi ore esce da un bocciolo ed ha un punto d'inizio nei tessuti. come i cacti. I fiori dispiegano spesso le loro parti in multipli di una cifra di base .. 3/14. come sa chiunque abbia studiat o botanica con l'aiuto dei diversi schemi fiorali. 5/23 .7. sono dell'ordine di 1/2 (in cui le foglie si trovano a paia opposte) .che non comporta alcun rapporto naturale . Il lato affasc inante di questo comportamento. .1/4. 2/5. Prendiamo la passiflora.può mettere in evidenza fino a 18000 fasci vascolari.ma alcuni r ivelano una notevole inosservanza di tanta semplicità. quattro. le varie disposizioni dei fiori si preoccupa no dei loro soci d'impollinazione.è costituit o dalla sensazionale precisione e dai modelli impressionanti che ne risultano. Alcuni fiori hanno forma irregolare. Nelle piante questo centro di programmazione determina caratteristiche che decidono se la specie sarà una pi antina annuale o un albero. Nei fiori zigomorfi si ritrova la massima varietà di forme delle diverse parti fiorali o dei lobi dei petali.poniamo di cocco . e che le foglie successive avranno tr acciato due spirali attorno allo stelo o al tronco per ottenere questo risultato .. dove la sezione trasversale di un tronco .tre. La forma dell'organismo ri sultante dipende dai processi evolutivi già menzionati. o se una pianta rampicante si attorciglierà a destra o a sinistra. il che significa che si possono dividere in due m età uguali tagliandoli secondo una linea centrale. Il che significa che la settima foglia di una serie si troverà i n posizione verticale rispetto alla prima. c ome quelli delle poligale. e una colonna cen trale eretta che porta dapprima 5 stami e poi sull'ovario 3 stimmi. .. il che costituisce sempre una sequenza geometrica. in verità. 1/3. li portano di solito a vvolti a spirale. Radunando insieme le diverse frazioni di spirale che si ritrovano nel regno ve getale si nota che esse si possono disporre in tre serie distinte. 3/8. molto rapidamente: gli s tami si espandono quasi visibilmente in certi stadi del loro sviluppo. 13/34. com e nella bocca di leone o in una orchidea. In caso diverso i fiori sono disposti secondo una simmetria ra ggiata. una «corona» fatta di un numero indefinito di filamenti raggianti. 2/7. dove il bocciolo è protetto inizialmente da tre brattee: quando si apre. quelli del grano crescono di 1-8 millimetri al minuto.

se deposte a terra . capacità di cui i giardinieri si avvalgono in misura così estesa. L'abbattimento di un tronco o l'eliminazione di un ger moglio stimolano di norma la produzione di nuova verzura. specialmente se sono sta te tagliate. se vengono appese in aria. ma questa possibilità non esiste negli animali più progrediti. cioè per mezzo secolo o più. Questa forma di rigenerazione ricorda le numerose specie animali che riformano n uove parti del corpo o nuovi arti quando uno viene danneggiato. o si può piantare una foglia di violetta africana in un vaso sicuri di v ederla produrre nuove radici e una nuova piantina. e anco r meno dalle foglie. Anzitutto.cacceranno radici alla base del picciòlo. si addormenta due volte al giorno. e il «sonno notturno» delle foglie. Esso si rende evidente di solito per il fatto che le foglie si rilassano dalla loro posizione eretta. tanto che si tratti di un'esile piantina annuale quanto di un grosso albero di foresta. o la cicoria selvatica detta barba d i becco. Esattamente come negli animali . e i petali cadono alle quattro del pomeriggio dello stesso gior no. sta il fatto ch e la crescita di una pianta è governata da ritmi di vario genere. I frutti maturano in cinque settimane esatte. detta localmente "Simpoh a cespuglio". non c'è alcun dubbio che le piante «sentono il tempo astronomico».la gialappa. Il suo orario prevede l'apertura dei boccioli alle tre del mattino. I ritmi principali che si osservano nelle piante sono quelli giornalieri e stagi onali. che si schiude all'ora d el tè e viene chiamata «la pianta delle quattro». come accade nell e stelle marine. osservato per la prima volta nel 1729. o che abbia tolto di mezzo il tronco principale d i un prugno con il solo risultato di trovare nuovi germogli che spuntano per tut to il giardino dalle radici sotterrate. e si aprono fendendosi in molt e strette strisce alle tre del mattino del trentaseiesimo giorno. Tale caratt eristica è chiaramente illustrata dalla capacità che hanno diversi organi di rigener are radici in circostanze speciali. una volta adulta fiorisce ogni giorno per tutta la dura ta della sua vita. Linneo (nato nel 1707) elaborò un orol ogio fiorale basato sull'orario di apertura e chiusura di vari fiori. La simaruba tropicale viene a mpiamente usata per farne pali da staccionata. e principalmente da quelli derivanti dalle 24 ore della giornata. o «danno l'ora esat ta». Una foglia di begonia al contatto del terreno emetterà radici dalle nervature.La programmazione di una pianta dimostra spesso notevole flessibilità. quando devono moltiplicare le piante. Ma al vertice d i questo modello e di questa programmazione genetica che sortisce il risultato p er cui una specie vegetale ha una sua fisionomia caratteristica. le lucertole fanno ricrescere all'occasione una coda nuova. che il fenomeno è ormai ge neralmente noto. Ma le radici non sono prodotte abitualmente dai tronchi. possono rigenera re le foglie sui tronchi. Oltre ai movimenti si nota nei fiori la produzione di profumo e di nettar e. L'esempio più sensazionale del tempismo di una pianta dev'essere comunque quello d ella sempreverde arbustiva Wormia suffruticosa malese. Le larve degli anfibi e i tritoni rigenerano le zampe perdute. ribattezzata nei Paesi di lingua inglese «Gianni va a dormire a mezzogior no». Molte piante grasse come i Sedum emettono radici dagli internodi. ad esempio . che venne ritenuto esatto con lo scarto di una mezz'ora. ne produce spe ssissimo di nuove in punti inaspettati. eppure si può infilare nel terreno un ramo di salice ed esso attecchirà. che in poco tempo emettono radici e foglie. essi sono completamente fioriti un'ora prima del levar del sole. La diffusa conoscenza dell'orario dei fiori si riflette nei nomi popolari dati a certe piante. di modo che dopo pochi anni c'è un altro filare d'alberi lungo la strad a o il campo. Questo senso del tempo è noto da molto tempo. che possono rigenerarsi quasi all' infinito da un fittone reciso. iniziata ed interrotta secondo un orario diverso. Una pianta cui capiti di perdere le foglie per qualche disgrazia. la produzione di linfa nell e radici. la Madia elegans. mentre la Ma .nei P aesi di lingua inglese . Mirabilis jalapa. In realtà le piante sono orologi viventi. come sa chiunque abbia tagliato piantine di lapazio o di tarassaco. ad esempio. e le foglie di queste ed altre piante succulente . e si verifica in un ampio assortimento di piante: una spe cie americana. gli alberi. Le caratteristiche principali della crescita vegetale si adeguano a un modello g enerale indipendentemente dalla grandezza di una pianta.

per così dire. Forse giova a ridurre l'evapor azione dalle foglie delicate.) Gli scienziati hanno ident ificato i dati di fatto della situazione. Si annoverano tra queste ultime certe alghe marine il cui ritmo appare cond izionato dal moto delle maree. e almeno in un caso è accertato un tasso ritmico nella fotosintesi di un'alga unic ellulare. dove vivono. ma non conosciamo la natura del vero e proprio meccanismo di orologeria». abbiamo studiato solo le lancette di questi orologi biologici. Esso sembra abbastanza naturale agli occhi di chi h a una mentalità antropomorfica. può riuscire utile «consegnarle» in modo che possano riprendere a funzionare tutte insieme non ap pena viene data «via libera». che fa on deggiare in ogni direzione le sue foglie grandi e piccine. Ma in ogni caso è una manifestazione notevole di crono metria biologica.«finora . L'intervallo tra un ritmo e l'altro può accorciarsi o allungarsi al quanto in condizioni artificiali. ripetendo più volte questa operazione. Una notte di riposo verrebbe considerata indice di sca rsa efficienza in un calcolatore elettronico fabbricato dall'uomo. Ritchie R. E" stato dimostrato che ciò avviene effettiv amente. ma non spiega perché tante p iante tropicali sembrano mettersi a sonnecchiare. che cioè vanno su e giù nel fango. se si considera l'habitat di queste piante: le piantine microscopiche verrebbero spazzate via a marea alta. e che infine si conservano per qualche tempo in condizioni artificiali. come nel caso della "pianta del telegrafo".ranta leuconeura è chiamata la «pianta che prega». ma . E" importante avvertire che i ritmi giornalieri si originano dall'interno e "non " vengono imposti da condizioni esterne. come è il caso dell'alga flagellata Euglena e di alcune diatomee fototattiche. S e la diversa velocità delle pratiche accessorie perde troppo il ritmo. per approfittare della luce del gio rno ai fini della fotosintesi. ritirandosi verso il basso quando annotta. sebbene i tassi di crescita raggiungano di solito l'apice in un ri tmo di 24 ore. Certe diatomee fototattiche rivelano analoghi movimenti r egolati sulle maree. perché congiunge le sue foglie dall'a bituale posizione orizzontale diurna. o "circadiani". Si tratta di una forma di adattamento assai razionale. nelle regioni temperate. per cui le loro attività sono regolate secondo il g iorno solare e lunare. ma pause di q uesta durata non hanno praticamente nessuna importanza con l'infinità di tempo a d isposizione delle piante in termini evolutivi. trascorsa nell'ossequienza a ritmi circadici gi ornalieri accertati. ma pare che esistano ben poche motivazioni a giustificare i l «sonno» notturno delle foglie. e lo stesso fanno molte piante sensibili al sole. Questi ultimi esempi sono chiaramente utili alla pianta e in rapporto funzionale con la sua giornata lavorativa. Ward ha avanzato l'ipotesi che un organismo a ritmo circadico assomig li a un cervello elettronico sincrono controllato da un orologio generale. quando c'è bassa marea. A volte pare che i movimenti delle foglie si possa no spiegare razionalmente. Alcune piante come la samanea o «albero dell a pioggia» sudamericano ripiegano le foglie non soltanto di notte ma anche con tem po nuvoloso. La genziana delle nevi si chiude ogni volta che passa una nuvola e si riapre quando viene di nuov o illuminata dal sole. cioè «pressappoco giornalieri». e risalgono alla superficie del fango con la luce del giorn o. C'è comunque . E.alcune delle quali sono più lente di altre.citiamo ancora G. Quest i cervelli elettronici tratteranno anche un certo numero di «pratiche accessorie» per usare il gergo dei calcolatori . dove la parola «pressappoco» serve a ricordarci che i ritmi possono anche non avere la durata di 2 4 ore esatte. quando le cellule non hanno più l"«avviamento auto matico» dato dalla successione regolare della luce naturale e del buio. Questi ritmi biologici si dicono "circadici". Il rit mo giornaliero regola anche la produzione delle spore in alcune alghe semplici. quali l'oscurità assoluta. Notiamo tra l'altro che non si osservano indizi di analoghi ritmi nei batteri o nelle alghe verdiazzurre. specialmente se si tiene conto ch e solo la luce del mattino può rimettere in moto il meccanismo della fotosintesi. (Per il resto della notte sono alla pari con l'uomo. così chiama ta per la somiglianza con i semafori di una volta provvisti di bracci. e Darwin credeva che servisse a proteggere le fogl ie dagli effetti del freddo notturno. Fogg . Talvolta esse non seguono esattamente il ritmo dettato dalla lunghezza del gio rno. in una certa misura. finché viene a mancare qualsiasi ritmo nelle cellule di piante illuminate senza interruzione . Anche piante di struttura semplicissima possono mostrare di possedere questo rit mo.

Le piante a foglie caduche cresciute nei climi tropicali hanno un comportamento str ano. F. ma le variazioni dalla media si misurano di solito in giorni soltanto. la s emina a luna crescente favorisce in linea di massima la crescita e il raccolto s uccessivi. è sicuro che un ritmo regolato sui quarti di luna sia ampiament e diffuso sia tra le piante che tra gli animali. o radici robuste se piantate a luna calante. ma s e continua la gelata avverrà ugualmente l'apertura. Se vanno in riposo completo . la caduta delle foglie dagli al beri cedui o il momento d'entrare in riposo per le altre specie vegetali. Brown junior. in linea generale. Questo schema vale principalmente per le piante annuali. Va citata di passaggio la radicata credenza antroposofica nell'influsso d ella luna sulla crescita delle piante. alcune piante fiori scono ininterrottamente. I peri piantati a Giava diventano sempreverdi. mentre altre possono fiorire . I ritmi stagionali sono quelli che controllano le at tività a lunga scadenza. e riprendono presto a lav orare con la nuova stagione di crescita per pompare nutrimento indispensabile al l'emissione di nuove foglie prefabbricate e al nuovo ciclo di accrescimento. Abbiamo qualche prova che le piante fiorenti talvolta siano influenzate più dai pe riodi lunari che non da quelli solari e un ricercatore americano. Si può misurare l'anno dall'attività delle piante. Un momento di gran freddo può arre stare per breve tempo la schiusa delle gemme fogliari e dei primi boccioli. lo spuntare e l'aprirsi dei fiori. Chi è convinto dell'azione della luna sul r egno vegetale crede ad esempio che certe piante daranno foglie più precoci se si s emineranno con luna crescente. Uno dei suoi più recenti esperime nti dimostra che l'acqua contenuta nelle fave è strettamente correlata alle fasi l unari. Garner e H. Presso certe comunità primitive qualche data attività di un albero locale.il che significa perdere le foglie per breve tempo . Questo comportamento è così costante che certe piante finiscono con l'identificarsi con ognuna delle varie stagioni. Allard: "Tra le caratteristiche più tipiche della crescita delle piante fuori delle region i tropicali va annoverata l'accentuata tendenza di varie specie a dare fiori e f rutti solo in date epoche dell'anno. proprio co me la primavera e l'autunno si fanno corrispondere all'arrivo e alla partenza de gli uccelli migratori". Pare comunque che i periodi stagionali siano di gran lunga i più importanti per le piante. da il segnale per ché cominci qualche attività umana stagionale. che trascorrono la loro esistenza entro l'unità di tempo di un anno e passano il peri odo d'inattività sotto forma di semi. e i periodi principali di crescita. come l'em issione delle foglie o dei fiori. e un altro in cicli di 14. spesso un ramo alla volta. Nei climi temperati si osserva uno schema netto di crescita basato su un periodo annuale di riposo. Tuttavia le radici di rado sono del tutto inattive. anche se ciò comporterà la distruz ione immediata di foglie e fiori. che serve da segnale agli agricoltori per l'inizio delle operazioni di semina. A. che comporta il passaggio dalla fase di industria funzionante a pieno ritmo a qu ella di ristagno completo. il professor F . U no può fiorire in cicli di 10 mesi. Irvine ha raccolto parecchi ese mpi in Africa. Un gia rdiniere sa che queste attività. Gli alberi tropicali si attengono sovente a regole personali. lo sviluppo delle foglie. che producono tronch icini o steli annuì. ma le gemme possono adottare cicli individuali non sincronizzati tra una gemma e l'altra. Ignoro però se questi esperimenti antroposofici siano mai stati ripetut i da scienziati spassionati in condizioni controllate. e se ne accennerà più diffu samente nel seguito di questo capitolo. per le erbacee perenni. R. Analogamente un'ondata di gran caldo nei primi mesi dell'anno indurrà le piante a dare foglie e fiori precoci. o la maturazione dei frutti. come ricorda questo brano di una relazione storica del 1920 scritta da W. quali la produzione delle gemme e dei bocci. Nel corso di questa trasformazione notevole e rapida. e infine per gli arbusti ed alberi a foglia caduca che perdon o il fogliame in inverno. le piante riducono sostanzialmente il loro metabolism o.possono farlo a titolo personale senza sincronizzarsi con i vicini anche della stessa specie. A. come l'esplosione dei boccioli rigonfi della Griffonia.un rapporto tra i movimenti di sonno e gli altri ritmi. non vengono i nfluenzati sensibilmente dal tempo atmosferico. W.

o pressappoco uguale. E" possibile condiziona re le piante trattandole con illuminazione artificiale in modo che siano pronte a fiorire. ogni giorno dell'anno: gemme e boccioli. o non succede. potranno dare buona riuscita solo le brevidiurne o le neutrodiurne . in Siberi a. altrimenti perderebbero acqua con velocità molto maggiore di quella che occorrerebbe alle radici per far fronte alla situazione. sebbene l'escursione giornaliera dell a temperatura di circa 13 gradi centigradi assicuri alle piante l"«estate» ogni gior no e F« inverno» ogni notte. Questa ripartizione è condizionata chiaramente dalla distribuzione geografica di u na data specie: nelle regioni tropicali. Per dimostrare questo asserto sono stati compiuti esper imenti affascinanti che hanno incluso innesti di foglie. non avendo di fatto un rit mo annuale specifico. il pomodoro e le numerose piante tropicali che danno fiori e foglie per tutto l'anno. La consapevolezza da parte della pianta di questo periodo di cambiamento regola le attività stagionali prima accennate. dove le giornate mantengono più o meno 12 ore di luce. nelle quali la fioritura viene avviata da fattori climatici che prescindono dalla lunghezza del giorno e della notte. sebbene si descrivano usando la parola «gior no» per maggiore comodità: piante brevidiurne. quella sola foglia provoche rà la fioritura nella pianta innestata.non si ano mai in inattività completa.e questo è il motivo pr incipale per cui le piante cedue perdono le loro foglie. M a se ciò non si può dimostrare. bietola e le specie delle regioni temperate a fioritura estiva. e in ogni caso sarebbe difficilissimo darne una dimostrazione reale. le conifere specialmente vivono in climi f reddi e rigidi.una sola volta in 10-15 anni. o a non fiorire per niente. o neutrodiurne. dove ha poca importanza rispettare un orario. men tre esempi di neutrodiurne sono il grano turco. è composta di larici dahurian. nonché altre sempreve rdi. Ma in questo caso le foglie sono adattate a resistere all'essiccazione e a perdere vapore acqueo con molta lentezza. e le loro foglie funzionano ogniqualvolta lo consentono le condi zioni. Nelle f oreste equatoriali è uguale. e in modo particolar e l'avvio alla fioritura. tra le longodiurne si annoverano frumento. «in Inghilterra un bosco ha un suo aspe tto primaverile. e la maggioranza delle specie delle regioni temperate che fiori scono in primavera e in autunno. Abbiamo tuttavia pochi indizi che le piante siano consapevoli del trascorrere di un anno. autunnale e invernale a seconda della stagione. Sappiamo che è la foglia a controllare la fioritura della pianta. Si è trovato che è possibile dividere le piante in tre gru ppi secondo la lunghezza della notte. frutti e caduta delle foglie sono sempre presenti contemporaneamente i n una specie o nell'altra». Nel corso di un solo esperimento una fogli a proveniente da una pianta condizionata nel senso della fioritura venne innesta . specialmente se le radici non riesco no ad assorbire umidità a causa del terreno secco o gelato . La maggior parte delle conifere. pata ta. che sono molto più grandi di quelle persistenti. piante annuali di or igine tropicale. Se s'innesterà una foglia di pianta prossim a alla fioritura su un'altra non disposta a fiorire. che sono conifere a foglie cedue. Esempi di piante brevidiurne sono i crisantemi e i piretri. Notiamo a questo proposito che la foresta più fredda e più settentrionale di tutte. mentre alle alte altitudini ritroveremo le longodiurne e ancora le neutrodiurn e. estivo. Co me ha osservato l'esploratore Henry Bates. Tutto ciò concorda con il loro ambiente accomodante e soggetto a scarsi mutamenti. piante longodiurne. Piante strettamente imparentate tra loro possono avere esigenze affatto diver se per quanto riguarda la lunghezza del giorno o della notte. Così n elle Ande equatoriali non c'è cambiamento nella lunghezza delle giornate o nella t emperatura media nel corso delle stagioni. che richiedono più di 12 ore di luminosità giorn aliera. e mesodiurne. conservano le foglie in inverno. cosa misurano le piante in realtà? La l unghezza della notte. a seconda delle giornate lunghe o brevi. Il fatto che i nuovi germogli degli alberi delle regioni temperate siano dannegg iati talvolta dalle gelate tardive potrebbe sembrare argomento a sfavore dell'us anza di avere foglie cedue.a somiglianza delle conifere . In questo clima il controllo della fioritura annuale vi ene effettuato imperiosamente dalla stagione piovosa. sebbene queste sempreverdi del mare . lattuga. che fioriscono con luminosità diurna di 12 ore o meno. Anche il ritmo sessuale de lla maggior parte delle alghe marine viene influenzato dalla temperatura dell'ac qua.

Bünning nel 1936. Si annover ano tra queste i cereali vernenghi che resistono all'inverno: fioriranno prima s e le plantule hanno sopportato temperature prossime allo zero. cioè su alcune piantine appena sgusciate dal seme.possiamo ipotizzare che durante le 12 ore della media notturna (la notte va esattamente dalle 6 di s era alle 6 del mattino all'equatore) la pianta ricerchi il buio. Questo portaordini chimico non è stato a ncora isolato. Va aggiunto che le piante devono raggiungere una certa maturità prima di poter com inciare a produrre fiori in ogni circostanza. mentre nelle al tre 12 ore ricerchi la luce: sia cioè rispettivamente «lucifuga» e «fotofila». Ciò accade naturalm ente in inverno se la semina è stata effettuata in autunno. richiede viceversa temperature elevate a un a data epoca perché possa avere fioritura tardiva. il che significa che ci deve essere un «orologio» nelle piante che misura la lunghezza dei giorni e delle notti nel loro susseguirsi. Sono occorsi molti esperimenti complicati per costruire questa teoria avanzata d a E. e provocò la fiorit ura in ciascuna di esse! Se una sola foglia di lappola riceve il trattamento bre vidiurno che le occorre per fiorire.come pare si possa dedurre dai ritmi circadici . Uguale effetto si osserva nella bietola e in altre piante biennali. troviamo che la fioritura può iniziarsi in giornate corte o lunghissime.ta successivamente su sette piante condizionate negativamente. ed è limitato alle piante delle regioni fredde e temperate. tra le altre piante tropicali. Questo raffreddamento invernale si dic e vernalizzazione. e il resto della pianta viene tenuto in con dizioni longodiurne. Mantenendo la nostra similitudine meccanica. dove la rosetta. l'u omo ha potuto manipolarli per i suoi fini. ma se la semina si fa a primavera non ci sarà fioritura est iva. ad esempio l'arachide precoce che non ha «pubertà». e a stagioni più differenziate. e ne ripa rlerò al capitolo 27. ma non in giorni di lunghezza intermedia. di cui già sappiamo che fa due «sonni» n el corso delle 24 ore.aziona P« interruttore» staccando il contatto nelle pi ante brevidiurne ed inserendolo nelle longodiurne. Talvolta la reazione della pianta è vincolata dalle condizioni di temperatura. o fluttuazioni. E" anche divertente nota re che la fioritura delle piante parassite dipende da quella delle piante parass itate. La temperatura esercita un effetto di particolare importanza su alcune plantule. (E" un paragone molto semplif icato: di fatto le longodiurne hanno una fase critica lucifuga più corta che non l e piante brevidiurne. o periodi giornalieri. perc hé dalla posizione delle foglie si può stabilire se la pianta sia in fase fotofila o lucifuga. facendo s cattare un comando che dà il via al processo di fioritura quando la lunghezza dell e giornate assicura condizioni opportune. Fanno eccezione alcune specie. Ma come fa la foglia a stabilire che così biso gna fare? L'ipotesi più credibile tira in causa i cicli giornalieri già descritti. ma devono essere stati impost i nel corso dei millenni dall'effettivo alternarsi del giorno e della notte. La luce che arriva all'orologio fogliare nella fase lucifuga . tutta la pianta comincerà a fiorire. I ritmi giornalieri. e la fioritura avverrà n ell'estate successiva. o endogeni. ha bisogno di refrigerazione inve rnale per fiorire nell'estate successiva. prodottasi di solito nel primo anno. S e immaginiamo che la pianta possieda effettivamente un meccanismo d'orologeria d i 24 ore . Solo nelle regioni tropicali in cui le condi . Questo fatto significa indubbiamente che la foglia. specialmente per controllare la fiori tura e di conseguenza l'epoca di produzione dei frutti e del raccolto. in condizioni adatte.specialmente all'inizio di tale periodo . elabor a un messaggio di natura chimica che si può definire «il fattore di fioritura» ed è ugua le anche in piante non imparentate.) A questo punto assumono una certa importanza i movimenti di sonno già citati. sono evidentissimamente interni. con le quali hanno raramente rapporti di parentela. come preferite chiam arli. spe cialmente notturne. Salvo il caso della Madia elegans. possiamo ancora immaginare che esista incorpor ato in questo orologio un interruttore a contatto destinato ad avviare la fiorit ura. dal momento che i «primissimi indizi» dei fiori si formano non appena germina il seme. Il riso. ma vi sono varie teorie sul modo con cui è possibile che operi. Una volta accertata l'esistenza di questi ritmi e dispositivi di avviamento. di cui le piante dovettero tenere conto nel loro stesso interesse man mano che si a vventuravano dalla foresta tropicale in regioni ad inverni più freddi e notti più lu nghe.

si sa ad esempio che l'Arundinaria falconeri è fiorita nel 1876. riescano a fior ire contemporaneamente. Capitolo 11. si possono parago nare effettivamente agli ormoni animali secreti dalle ghiandole endocrine nella circolazione sanguigna. C'è dunque un orologio incorporato in queste schiatte. dove esercitano analoga funzione di controllo della cres cita e del funzionamento organico e sistematico. consentendo loro di utilizzare le sostanze nutrienti grezze ai fini della cre scita. Ogni direttore di fabbrica deve essere al corrente . esteso dalla semplice moltiplic azione cellulare fino alla formazione di organi complessi. 1890. sembrano autorizzare l'ipotesi che due miliardi e mez zo di anni orsono il mese lunare durasse 40-45 giorni. Infatti le recenti ricerche geofisiche sui fossili precambriani detti stromatoliti.muoiono dopo la fioritura. e può darsi che un ritmo di quattro giorni costituisca un ricordo at avico di tempi in cui il giorno aveva lunghezza molto diversa da quella attuale. e a lung a scadenza .che rilevano le situazioni esistenti all'esterno e provve dono a fabbricare sostanze che in quantità infinitesimali trasmettono ordini alle parti della pianta. Vi sono anche numerosissimi ormoni. in certi Pae si asiatici dire di una persona che ha visto fiorire due volte i bambù significa c he è molto vecchia. e ogni giorno fosse di ci nque ore soltanto. ma altri ne hanno di molto più lunghi.ed eventualmente an che di natura fisica . e inf ine per controllare che queste attività si svolgano nella misura opportuna. I funghi sono organismi antichissimi. e i bambù possono fi orire ad epoche molto distanziate tra loro. ma ciò non succede in realtà. per cui vanno considerate alla stregua di ormoni dell'accrescimento di ti po diverso dalle auxine. Anche le vitamine hanno altrettanta importanza per le piante come per gli animal i. In par ole povere. a somiglianza di quanto succede in altre piante monocarpiche come le agavi giganti. avvengono nelle cellule certi processi chimici . Molti funghi hann o ritmi di 24 ore. grazie ai rapporti dei capisala. sia in materie prime che in prodotti finiti. le piante godono perennemente delle condizioni ideali e fioriscono più o meno ininterrottamente. Deve esserci un analogo control lo dietro ogni fase della crescita delle piante. che mostrano anelli di accrescimento giornalieri. Alcune di queste sostanze si ri trovano tanto nelle piante quanto negli animali: ad esempio le auxine sono prese nti nell'urina umana.giorno per giorno.zioni permangono uniformi per tutto l'anno. perché compaiano fiori e frutti. Dalle registrazioni più antiche pare di capire che i bambù fiorisc ono dopo un numero d'anni costante. Inoltre anche l'esame dei coralli fossili lascia sospettare c he circa 600 milioni di anni fa l'anno cambriano avesse 425 giorni. ma in condizioni climatiche assai disparate. e le foglie cadano alla stagione giusta. Eppure è straordinario come piante del la stessa schiatta. All'estremità opposta nella dinamica dei ritmi si trovano molti bambù con cicli di f ioritura piuttosto straordinari. germogli o fogli e. ma questi cicli a unga scadenza. alcuni dei quali non sono stati ancora isola . nonché di ogni singola lavorazione de i vari reparti. o di un procedere incerto verso un ritmo di 24 ore. rappresentano un enigma che non abbiamo ancora risolto. Queste sostanze incaricate di controllare o regolare la cres cita. 1929 e 1936. Nelle piante si osservano periodi che riesce difficile capire. ma pi uttosto di costruzione dell'edificio della pianta finché si offrono condizioni ada tte che le consentono di mettere fiori.della situazione del movimento merci in uscita dallo stabilimento. COMANDI E COMUNICAZIONI. Uno dei molti aspetti tuttora inspiegati della cres cita delle piante. cioè ad intervalli di 14. che spesso si misurano in decenni. Alcuni bambù . per cui forse non sarebbe appropriato parlare di un ritmo in questo caso. ma irregolari.certamente non tutti . fun zionante a lunga scadenza e alquanto a casaccio? E" stata avanzata l'ipotesi che e entrino in qualche modo le macchie solari. Da qualche parte devo no venir emanate disposizioni per la produzione di alte radici. di cui a volte si sospetta vagamente la natura ormonale. 39 e 7 anni. che un tempo aveva la denominazione più pittoresca di "donnina". Esistono pure sostanze inibenti della crescita quali l' acido abscicico. c he ricordano quelli delle cicale e delle cavallette.

il quale u ltimo stimola la fioritura dopo un periodo di freddo. Sono compresi tra questi elusivi ormoni i presunti stimolatori della fioritura detti "florigeno" e "vernalina". e le gemme situate più in basso comin ciano a produrre auxina per conto proprio con azione stimolante sui rispettivi g ermogli. Se però si toglie la gemma terminale.di soli to si sviluppa la gemma terminale.quali alim ento. Operando a distanza (e questo è il criterio vitale di una sostanza che controlla la crescita) bilanciano i fattori esterni che interessano la pianta . Non si pr oducono estrogeni invece quando le condizioni di fioritura sono sfavorevoli. acqua. siano essi foglie o germogli o radici. dove la battitura dei tronchi ha l'effetto presumibile di arrestare la discesa d ell'auxina. Ogni meristema controlla un territorio abbastanza ristretto.poniamo di un albero da frutto . dove di solito agiscono le vitamine invece delle auxine. Anche in questo caso i meristemi si trovano in fase di equilibrio. aumentando di conseguenza la produzione di fiori e frutti. che stimola la cre scita del germoglio dalla gemma stessa. cominciano immediatamen te a svilupparsi le gemme laterali più vicine. Gli ormoni che stimolano la produzione dei frutti vengon o emessi dai semi in via di sviluppo. Dai meristemi le sostanze regolatrici della crescita si diffondono alle altre parti della pianta. ma il loro funzionamento estremamente complesso è tutt'a ltro che chiaro in ogni suo aspetto. e contemporaneamente si diffonde giù per l o stelo impedendo ogni sviluppo delle gemme laterali.e controllano il tasso di crescita a seconda de llo sviluppo delle diverse parti della pianta (come la crescita di germogli inve . moglie e pianta di noce. cioè nelle giornate corte. Il fatto è dimostrato da un esempio ben noto ai giardinieri. si può dire che la gemma terminale produce auxina molto concentrata. luce . Se si toglie la gemma term inale. mentre l'eccesso di auxina che si diffonde giù per lo stelo blocca a sua volta la crescita delle altre gemme laterali sottostanti. Almeno in alcune longodiur ne gli estrogeni . ma non vengono mai rimesse in circolazione. Esistono nelle piante semplici e nei funghi . e ad essa si de ve il vecchio detto dei giardinieri per cui "cane. Spesso un giardiniere riesce ad ottenere la crescita di una gemma togliendo una piccola mezzaluna di c orteccia a monte. che erogano le sostanze nutritive. In certi casi l'applicazione di questo ormone sessuale fem minile universale farà fiorire la pianta molto più in fretta del solito. temperatura. Tutte queste sostanze si influenzano reciprocamente e intervengono nei processi di ricambio della pianta. Su un germoglio . più si picchiano.ti. Viceversa potrà arrestarne la crescita togliendo la corteccia a valle di una gemma. sebbene non si possano spiegare in modo soddisfacente certe attività delle pia nte se non se ne ammette l'esistenza. Questa pratica può e ssere opportuna ad esempio quando si coltivano alberi da frutto. Si sa che a ltri ormoni animali legati all'attività sessuale si ritrovano largamente nelle pia nte.ormoni sessuali che fino ad epoca recente venivano attribuiti esclusivamente agli animali . in modo da impedire all'auxina di raggiungerla. Le auxine si formano e si trovano più concentrate specialmente in corrispondenza d ei punti di accrescimento o meristemi della pianta. a differenza di qua nto fa una singola ghiandola animale che è in grado di diffondere i suoi comandi i n tutto il corpo per via sanguigna. Esse circolano principalm ente nei canali del floema. mentre quelle laterali lungo tutto il germogl io restano inattive. muovendosi spesso in una sola direzione. o sempliceme nte premendo un coltello nella scorza per accumularvi auxina. I meristemi costituiscono zone dove le cellule sono permanentemente a llo stato embrionale. Le auxine entrano in causa anche quando i rami vengono distesi in senso orizzontale e ne viene favorita analoga produzione di fiori e frutti. viene a mancare l'effetto inibitorio. dove vengono utilizzate o distrutte. e ogni eccesso o mancanza di «ormone» in qualsiasi punto vien e rimediato ad opera dei meristemi vicini. Vediamo quindi che questi messaggeri chimici svolgono varie funzioni coordinate. meglio sortiscono". ed effettuano la divisione cellulare con processo spontane o o sotto l'effetto di uno stimolo. ma la loro funzione è ancora incerta mentre vengono scritte queste righe. Semplificando un po'"le cose.si formano mentre fioriscono le piante.

ce dello sviluppo dei fiori). e impediscono ai semi di germinare per motivi vari. Anche la lieve strigliatura con una spazzola fine fa aumentare la pr oduzione di etilene fino a 30 volte oltre il tasso normale nello spazio di mezz' ora. grande esperto in materia. Formano tessuto cicatrizzante in caso di lesione. Ricordo di aver visto una gran de mostra di garofani dove era stata sistemata anche una modesta esposizione di mele. dell'umidità o di altri stimoli esterni. dirigendo le radici verso il basso e i germogli verso l'alto . si può anche ricavare concentrandola dal lievito e dallo sperma di pesce. Regolano la direzione della crescita a seconda della luce. I meccanismi interessati in questa attività sono invariabilmente complessi. ivi compresi il germogliamento dei sem i. e così facendo accelera lo spoglio delle foglie ormai con dannate. Fanno nascere i fiori e ne controllano il sesso (se si tratta di specie unisessuate). Si trova nel latte di cocco. Tra le reazioni più straordinarie da parte di una pianta. J. l'inizio della fioritura e la maturazione dei frutti. attivatrice della divisione cellulare. quando non addirittura astrusi e incomprensibili: ne sono un buon esempio quelli che p rovocano la caduta delle foglie. l'allungamento delle cellule e dei germogli in accrescimento. c'è la produzione di questa sostanza quando una pianta riporta qualc he lesione. Abitualmente si trova in fase d'equilibri o molto delicato con la concentrazione delle auxine. facendo cadere fr utti e foglie quando è la stagione. si deve supporre l'esistenza di una sostanza fotosensibile di natura chimica che reagisc . stimolano la produzione dei frutti. della temperatura. Audus. Si tratta di un sem plice idrocarburo (C2 H4) in grado d'influenzare la crescita delle piante già a co ncentrazioni di 0. Prendend o ad esempio il movimento degli organi delle piante rispetto alla luce. è questo probabilmente il motivo per cui i viticci si arrotolano attorno a un sostegno non appena lo h anno toccato. e spesso si verifica la «caduta di giugno» dei frutti immaturi: è il sistema ad ottato dalla pianta per regolare la produzione di frutti entro limiti funzionali in rapporto alle condizioni del momento in fatto di alimenti ed umidità. e infine. A questo riguardo l'etilene si rivela una sostanza notevole. L'acido abscicico funziona anche per produrre gemme inattive ed organi di accumulo. pareti cellular i e così via. Dato che l'etilene controlla la curvatura degli steli. C ome sanno tutti i frutticoltori. regolano la fioritura secondo la lunghezza delle giornate. nelle quali entri in cau sa l'etilene. C'entra anche l'acido abscicico. possono cadere anche i giovani frutti appena fo rmati. Non c'è fase o parte dello sviluppo di una pianta che sfugga alla loro azion e di controllo. consistente nelle materie prime che fabbricano protoplasma. Prima che ciò avvenga diminuisce la concentrazion e delle auxine nelle foglie. Fanno funzionare i viticci o gli altri di spositivi di appiglio. dirigono i tubicini pollinici verso gli ovari. e c'è motivo di ritenere che piccole quantità esistano in t utte le piante superiori. Tra le sostanze più interessanti per il controllo della crescita ve n'è una detta ci netina. dove avviene il distacco della foglia dal picciòlo quando cellule adiacenti interrompon o la loro continuità. Nel caso della caduta delle foglie si crede che la produzione di etilene venga scatenata da un'altra sostan za ipotetica nota con il nome di fattore di invecchiamento. che compare per bloccare la sintesi delle proteine. e si forma etilene nello «strato di rescissione». Notiamo di passaggio che i frutti non si limitano a cadere quando sono maturi. sostanzialmente perché il procedimento è tuttora avvolto nel mistero.06 parti per milione nell'aria. con una frase presa a prestito da L. Prima che fosse trascorso il pomeriggio i garofani erano tutti appassiti a causa dell'etilene emesso dai frutti. L'etilene influisce in quasi tutti i feno meni connessi alla crescita delle piante. e dispongono perché i tentacoli delle specie insettivore af ferrino le loro vittime. provvedono a distribuire il capitale della pia nta. che è l'unico prodotto naturale di origine vegetale che possa stimolare la crescita in frammenti di tessuto di pianta. ma non è chiaro perché avvenga produzione supplementare di etilene dop o una lesione o ferita qualsiasi. Queste sostanze provvedono anche ad orientare le diverse parti della pianta nell a giusta posizione. Ho dato scarse notizie dei meccanismi che scatenano la formazione iniziale di au xine.

Però è stato dimostrato in seguito che questa carica è il risultato e non la causa dei movimenti auxinici. ottenendo così che le piante si compo rtino come vogliamo noi. ed annoverano tra l'altro anche le sostanze caroteniche e la rib oflavina. o se addirittura sia solo un effetto secondario della produzione di energ . e quella maschi le un inibitore. a s omiglianza di quanto accade nel collasso delle foglie della sensitiva. probabilmente granuli di amido. men tre l'ultima in modo speciale è presente dovunque nel regno vegetale. l 'attivatore femminile induce i filamenti maschili ad emettere corti ramoscelli s essuati. Ma fin ora è solo oggetto di congettura se questo potenziale elettrico governi la produzi one delle sostanze regolatrici dell'accrescimento o non ne sia piuttosto il risu ltato. I possibili concorrenti sono numerosi. che. Le cariche elettriche potenziali complicano ulteriormente lo studio delle sostan ze che regolano la crescita delle piante. l'enzima le distrugge e l'operazione riequilibrante cessa. nonché sostanze chimiche di natura ormonale cui è affidato il controllo dell'accoppiamento delle parti ses suate. Sicurament e però entrano in gioco anche altri meccanismi in questo ridimensionamento assai i mportante. Gli ingranaggi dell'oscuro meccanismo continuano a girare ed entra in scena un quarto ormone. Il movimento fisico di corpuscoli all'interno delle cellule. producono a loro volta un altro ormone. fino a stabilire il contatto e a creare una cellula sessuale maschile . Si forma ora un terzo ormone che passa dalla femmina al maschio e induce i filamenti dell'ultimo a crescere verso la prima.e alla luce scatenando il meristema perché produca auxina.induce a sospettare fortemente che nelle piante fiorenti quasi certamente debbano esist ere meccanismi di gran lunga più macchinosi di quelli indagati finora. Recenteme nte è stato anche dimostrato che avvengono fluttuazioni regolari di tensione nelle piante. e le teorie a vanzate al riguardo incorrono spesso in palesi contraddizioni. probabilmente c'è un lim ite massimo di grandezza per la pianta nel suo complesso. Così un tempo si credeva che le auxine r esponsabili dei movimenti dipendenti dalla forza di gravita funzionassero sotto l'effetto di impulsi elettrici. rappresenta certamente una reazione alla legge di gravita. producendo radici per talea. Avviene infine la fecondazione con il passaggio di nuclei maschili lungo un tubi cino con cui la parte maschile si collega alla cellula femminile. In questa specie troviamo filamenti maschili e femminili. il quale trasmet te un messaggio per cui i filamenti femminili emettono organi sessuali ed uova. Un sistema ormonale tanto complesso in un organismo così elementare . e l'età adulta rappresen ta un importante fattore limitante. Quando queste sostanze hanno raggiunto adatta concentrazione. Questo capitolo potrà sembrare un resoconto alquanto insoddisfacente del sistema d i comandi chimici in uso tra le piante. A un certo punto le cellule devono cessare di estendersi. una volta cresciuti. Per arrestare l'iperattività delle auxine semb ra probabile che si formi un enzima non appena quelle superino un dato limite qu antitativo. che costituiscono gli organi femminili. Nel complesso delle attività umane i regolatori della crescita sono importantissim i perché siamo riusciti a sintetizzarne molti. che entrano in gioco per assicurare la facoltà visiva degli animali. ma devo sottolineare un'altra volta che non comprendiamo ancora completamente il loro meccanismo d'azione.ed operazion i altrettanto complicate sono documentate per certe alghe unicellulari . Quando si è instaurato un certo equilibrio tra le auxine e l'enzima in attivante. Dapprima la parte femminile emette un attivatore chimico. stavolta fabbricato da questa cellula sessuale. o fiori e frutti fuor di s tagione. il qu ale torna a diffondersi alla pianta femminile facendole emettere ramoscelli ispe ssiti. perché un organo vegetale posto orizzontalmente sv iluppa sulla superficie inferiore una carica elettrica distinta di segno positiv o. E" stata formulata l'ipotesi che questo potenziale elett rico possa avere importanza nei movimenti rapidissimi compiuti dalle piante. Basta una part e su dieci miliardi di ormone o attivatore femminile iniziale perché i rami maschi li diano l'avvio a tutto il ciclo. L'esempio fornito ci da un organismo semplicissimo come la muffa fungina acquatica Achyla potrà fors e dimostrare quanto sia complessa la situazione. Manipolazioni ormonali di questo genere sono descritte con maggiori par ticolari al capitolo 27. somiglianti a pulsazioni ritmiche ad intervalli di 1-10 secondi.

cioè crescendo verso l'alto. LE PIANTE SENTONO? "La casta Mimosa se ne sta. nonché varie gradazioni di amicizia. Gli animali superiori mostrano di avvertire il caldo e il freddo. di cui og nuno può vedere come sia «sensibile» al tocco. che può manifestarsi in senso positivo o negativo.anche se controverso . e si potrebbe anch e dire grovigli confusi di sensazioni. affetto e pia cere sessuale. L'angolo del picciòlo fogliare è condizionat o dalla luce. ad esempio il gambo fiorale dell'arachide comincia con geotropismo negativo. Pare possibile . ma se applichiamo una delle definizioni principali della parola sensi . In tutte queste fasi di sviluppo si muovono. La reazione alla luce induce abitualmente le piante a crescere sviluppandosi in direzione della fonte luminosa o di massima intensità. In questo senso le piante non sentono. per cui il gambo si rivolge verso il basso e affonda il frutto nel terreno. La reazione alla legge di gravità. Capitolo 12. mostrano segni d'invecchiamento e alla fine muoiono. cos tantemente in intima comunanza con le piante. come si chiamano in linguaggio tecnico . Questi ultimi possono mutare la loro posizione a seconda d ello stadio di accrescimento.«percepire o avere coscienza attraverso sensazioni fisiche» (dizionario Webster) .proprio come si possono trasmettere ad altre piante mediante innesto la vernalina e il florigeno. Le piante non hanno b isogno di un sistema nervoso: vanno bene così come sono. lo sforzo e il dolore. mantenendo a profondità notevolmente costante sotto terra i tronchi carnosi ipogei della podagraria. Il fatto stesso che un organismo si muova presup pone di per sé un certo tipo di sensazioni fondamentali. lo scrittore pensava alle piante i n termini umani. Gli stimoli principali che causano movimenti . il vento e la pioggia. A somiglianza di molti giardinieri. passano dall'infanzia alla pubertà e all'età matura." Così scriveva Erasmo Darwin a proposito della sensitiva (Mimosa pudica). Bisogna concludere infine che i regolatori chimici dell'accrescimento rappresent ano i soli veri dispositivi di comunicazione nelle piante di ogni genere. spinge la crescita delle radici verso il basso e quella delle plantule o germogli verso l'alto. I viticci aderenti di cert . e questi loro movimenti possono mo strare notevole determinazione. Già si è a ccennato al fatto che analoghe sostanze esistono anche negli animali. è tale da far crescere in direzione orizzontale le radici carnose sotterranee del giaggiolo e gli stolo ni superficiali delle fragole. e lo stesso accade nei nasturzi dove le foglie rotonde vengono por tate ad angolo retto rispetto alla sorgente luminosa.. ad esempio la scotofobina di c ui si afferma che incuta ai topi la paura del buio e si possa trasmettere sommin istrando estratti di tessuto cerebrale .che certe sostanze chimiche ne gli animali convoglino messaggi emotivi generali. Non solo c i sono secrezioni delle ghiandole endocrine per controllare la crescita.ia da parte delle piante.o tropismi. nascono. e la natura di rado inven ta qualcosa che sia assolutamente superfluo. oppure guida l'orientamento di parti della pianta in tale senso. ma esis tono all'interno dei tessuti nervosi anche veri e propri trasmettitori di natura chimica. Allo stesso modo la linaiola fogliad'ede ra si sforza di cacciare i suoi frutti nelle spaccature di rocce o muri perpendi colari sui quali cresce. L'alga unicellulare galleggiante Chlamydom onas si muove verso la luce proprio come di norma le sue foglie rivolgono la mas sima superficie in direzione fototropa.nelle p iante superiori sono la gravità e la luce.. e sono anche in grado di muoversi in risposta a stimo li di natura chimica o dipendenti dalla temperatura. ma dopo che è avvenuta la fe condazione del fiore il tropismo s'inverte. A queste sensazioni gli individui della specie umana aggiungono p ercezioni emotive e intellettuali di ogni genere e sfumatura. Esse indubbiamente concepiscono. All'estremità più bassa della scala troviamo piante unicellulari che si muovono in s enso fototropo e fotofobo. delicata e dai sensi gentili ritrae le timide mani da ogni rude tocco. condizionando infine la posizio ne dei gambi fiorali.allora le p iante indubbiamente sentono ed hanno sensi.

in domesticità si osserva che il calore emanato dalla fiamma di un cerino basta a procurare loro il collasso. Questo movimento è quello che attiva i peli tentacolari. L'apice radicale muta direzione sia per cercare acq ua che per evitare gli ostacoli.austori . e compiono la prima spira completa attorno al sostegno nello spazio di quat tro minuti. consiste nel fatto che la semplice pressione raramente provoca una reazione: dev'essere qualcosa che dipende dallo sfregamento o dal movimento a stimolare l a pianta. La pianta classica fornita di «sensi» è. la Mimosa pudica o sensitiva . e capace di dirigere i movimenti delle parti adiacenti. mentre in certe rampicanti l'estremità del viticcio produce dischi simili a ventosa. Quando la pianta rampicante ha tro vato il sostegno e si è aggrappata per avvolgimento o per la stessa attività del vit iccio. In realtà esistono parecchie piante sensitive. e fa sì che si calino sulla preda viva. specialmente in condizioni a normali. Un aspetto interessante. I tronchi o steli avvolgenti agiscono con sufficiente rapidità quando vengono a contatto di un sostegno. appiccicosi e d igerenti delle drosere carnivore. in tutte queste reazioni di risposta al toc co. ma sono anch'esse sensibili al tocco. per lo più imparentate con la Mimosa succitata. s'ispessisce per acquistare forza. formando un avvolgimento a sp irali di grandezza completamente diversa per avvinghiarsi strettamente. La rapida reazione dei viticci dopo lo stimolo tattile si effettua grazie al rit mo di crescita di quello che in seguito diventa il lato esterno della curvatura.si formano solo se il tronco viene a contatto con quello della pianta che verrà paras sitata. Queste piante non solo «dor mono» di notte. La foglia della sensitiva si compone di parecchie foglioline che si irraggiano dall'apice di un gambo fogliare. I parassiti delle piantine alla ricerca di un ospite si comportano analogamente reagendo a secrezioni chimiche emesse dall'ospite. Sembrerebbe logico aspettarsi che le radici debbano evita re la luce.e piante rampicanti sfuggono la luce per avere migliori possibilità di trovare una superficie cui attaccarsi. Il primato sembra spettare comunque alla Cyclanthera pedata. che aumenta fino a 200 volte la sua velocità normale. e ogni fogliolina porta numerosi piccoli segmenti situati uno di fronte all'altro. ma i viticci sono ancora più velo ci. mentre contemporaneamente p uò arrestarsi lo sviluppo del lato interno della curva. Un vitic cio o un gambo fogliare prensile mostra un'analoga rapidissima reazione quando a rriva ad una superficie adatta. i cui viticci c ominciano a incurvarsi attorno a un sostegno entro 20 secondi dal contatto inizi ale. In natura significa che normalmente sono sensibili alle gocce di pioggia. La risposta di una pianta al tocco è forse più inaspettata della sua reazione alla l uce o alla gravita. come si è già accennato in precedenza. come si è già detto. Un lievissimo tocco può far muovere uno di questi segment i a forma piumata. e le radici aeree dell'edera si originano sul lato o mbreggiato del tronco. mentre contemporaneamente moltip lica la capacità conduttrice in vista di un'ulteriore crescita in altezza. Nella c uscuta parassita gli organi che penetrano nella pianta ospitante . dopo che si è verificato il contatto. In molti casi questo tasso differenziato di crescita rifluisce lungo il viticcio per parecchi centimetri. sebbene talvolta basti la sua umidità. Una volta sotto terra. funziona come il cervello di un animale inferiore». invece ciò accade raramente. questo è il motivo per cui gli stoloni di fragola crescono verso l'alto s e sono tenuti al buio. Essa tuttavia è d'importanza vitale per molte piante rampicant i. al vento forte o al contatto di animali. Una volta che il viticcio s'è allacciato al sostegno. si sviluppa tutto il tessuto meccanico. definita anche in certe regioni con il termine sognante di «pianta umile» o «pudica». ma vi si annoverano anche delle acetoselle. la sensibilità si riduce spesso a un breve tratto in vicinanza della punta. Quelle che effettuano ampi movimenti a scopa per trovare un sostegno comincia no ad arrotolarvisi attorno non appena lo toccano. il quale tende a rafforzare il pu nto d'appiglio aumentando il volume del tronco. e Darwin rimase tanto impressionato dalle sue i nclinazioni da scrivere che «non è esagerato dire che la punta delle radichette così d otata. le radici trovano la direzione regolandosi in parte a sec onda dell'umidità disponibile. l'aumentato disagio farà sì che tutta una fogliolina ripieghi i s . A volte la luce e la gravità si sommano e influenzano la po sizione di parti della pianta con azione combinata.

La foglia in questo caso è allungata e sostanzialmente piatta. il quale controlla i movimenti di «sonno» o gli altri m olto meno spettacolari necessari per orientare le foglie in modo soddisfacente r ispetto alla luce. e il te nero tessuto di fotosintesi viene ripiegato al centro: allora si verifica scarsi ssimo movimento d'aria attraverso gli stomi e la parte esterna. La trasmissione dell'impulso si può verificare in parti d i stelo troncate. che avviene i n queste piante alla velocità di 3 centimetri al secondo. afflo sciano le foglie alla luce solare intensa per evitare ustioni. di modo che laddove le vacche trasecolate cr edevano di scorgere un florido ciuffo di succulenta verzura. ma dall'assunzione od emissi one d'acqua ad opera di gruppi di cellule posti attorno al fondo delle scanalatu re sulla parte inferiore del lembo fogliare. inteso a evitare la traspirazione eccessiva in condizioni di siccità. Avviene così un processo chiaro di tr asmissione. ma esistono specie altre ttanto delicate che in analoghe circostanze sopravvivono perfettamente anche sen za disporre di questo dispositivo. Altri esempi notev oli di sensibilità ci vengono offerti dalle cuscute. ma anche del punto in cui avviene. di modo che la fotosintesi può svolgersi a ri tmo soddisfacente. E" stato dimostrato che nel caso di avvenimenti che provochino rotture. L'evidenza dei fat ti induce a sospettare fortemente la presenza di un messaggio di natura chimica. quali le fave e certi alberi delle leguminose. o troppo caldo.la piantina si è resa invisibile. e il gambo fogliare si affloscia. Non si tratta soltanto del modo con cui funziona il meccanismo in questione. Piante diverse tra loro. invece con l'aria secca la foglia si arrotola a tubo. la sensitiva è es posta in larga misura al pericolo degli animali erbivori. si ristabil isce la rigidità. non adatto alla fotosintesi. si vedono ora solo grami ramoscelli grigiastri . Movimenti assai più utili si effettuano quando la pianta «sente» troppa luce. il ripiegamento si diffonde al gambo fogliare e agli altri gruppi di foglie lungo lo stelo.che è l'area rigonfia alla base del gambo fogliare . Ma i n linea di massima questa vivace sensibilità va considerata alla stregua di un alt ro esperimento effettuato dal regno vegetale. Il meccanismo del procedimento è ben noto. il quale f unziona come il cardine centrale di una cerniera. che si verifica in tutte le altre piante sensitive. le foglie si mettono in posizione verticale durante le ore calde della giornata. Se l'urto è abbastanza violento. In questo modo si perde il rigido «effetto di mongolfiera» del pulvino. Nelle piante sensitive il pulvino contiene cellule a pareti s ottilissime che circondano i bordi inferiori flessibili del gambo fogliare altri menti rigido. e foglioline e gambo ritornano alla loro primitiva posizione ere tta. e poco progredito.con quello che controlla l'apertura e chiusura degli stomi o pori respi ratori. rispettivamente espandendosi o per dendo umidità. Questo movimento non viene controllato dai pulvini. Con l'aria umida la foglia resta piatta. L'avvicinarsi del best iame fa afflosciare foglie e steli. La struttura di un'ampia foglia erbacea con molte nervature ricorda .salvo essere più veloce . Dopo un certo tempo le cellule del pulvino riassumono acqua. e di fatto costituisce solo l'estension e del movimento effettuato dal pulvino . con stomi nascosti nelle scanalature risultanti. quali il tiglio argentato e l'acetosella. Questo meccanismo presenta somiglianza . dalla dionea e da certe altre piante carnivore alle quali viene riservato più ampio spazio al capitolo 24. nonché attraverso piccoli orifizi sott'acqua. mentre in altre. Particolare considerazione merit a il meccanismo di chiusura e apertura presente nelle foglie delle piante erbace e. Ogni nervatura ha uno strato tipico trasversale formato da tessuto robusto. Si può dimostrare che tutta una piantina si affloscia a velocità variabile fino a tr e centimetri al secondo. le foglie delle sensitiv e evitano il danno che tocca invece alle foglie vicine. Come ogni pianta cespugliosa.in altre piante. come ad esempio una grandinata. ben protetta da una corazza formata da spessa cute e cellule esterne di rivestimento. Va sottoline ato il grande divario esistente tra la trasmissione dello stimolo.egmenti. mentre le cellule sull'uno o s ull'altro lato aprono o richiudono la foglia. Lo stimolo fa muovere l'acqua in grandi spazi vuoti intercellulari . sebbene sembrino intervenirvi anche mutamenti di natura elettrica. e i 10000 centimetri al secondo che tale trasmissione impiega nel sistema nervoso umano. e l'esempio viene imitato abitualmente da tutte le foglioline adiacenti . sebbene la superficie intern a sia tipicamente nervata.

come si è già spiegato nel caso dei viticci. Parecchi ricercatori però hanno cer cato di stabilire se le piante possiedono qualcosa. L'indiano J . oppure sul tronco se questo viene privato delle radici. i . Di sol ito i fiori devono passare molto tempo in acqua da quando è stato reciso lo stelo prima che tornino a sollevarsi. si ripiega in modo che il fiore si apra non appena il sole lo riscaldi. Una pianta erbacea pie gata o spezzata in modo che lo stelo giaccia sul terreno tornerà a ripiegare lo st elo in posizione verticale se appena funziona il suo sistema circolatorio. in posizioni che non vengono assunte normalmente da germogli e radici.dal tronco di steso. per così dire. Questi accorgimenti rappresentano pro babilmente il massimo punto di avvicinamento attuato dalle piante. Chunder Bose ha effettuato centinaia d'esperimenti attorno a questa tesi nella prima metà del nostro secolo. anche se non si capiscono ancora perfettam ente molti particolari di questi procedimenti. Questa ope razione viene effettuata da una parte di stelo che non aveva. nessu na esperienza precedente della necessità di piegarsi. e il taglio provoca una bolla d'aria. tutti gli stami si muovono subito dal centro verso l'esterno.e perfino radici perpendicolari . Il fenomeno si applica ad esempio ai fiori con apertura e chiusura giornaliera. provando con sua soddisfazione che le piante dispon gono di un sistema nervoso situato nei conduttori floematici. ma se s'infila uno spillo appena sotto il fiore lo stelo si raddrizza rapidamente. in mo do che il fiore riprenda la sua posizione corretta rispetto al suolo. Le erbe non sono specie spet tacolari sul tipo della dionea insettivora . Esistono mo lti altri analoghi meccanismi a scatto nei fiori. Di notte l'accresc imento della parte esterna del petalo rispetto a quella interna fa chiudere il f iore. Tra le reazioni più strane delle piante c'è quella dei tulipani recisi. che veramente si avvicini a un sistema nervoso. Agli occhi della maggior parte dei fitofisiologi le molteplici reazioni delle pi ante si possono di norma spiegare adeguatamente in termini di tropismi e di un s istema di messaggi di natura chimica. presumibilmente trattandosi di un dispositivo inteso a d istribuire il polline sull'insetto visitatore.altro esempio di pianta che indubbi amente sente e reagisce a velocità incredibile . ad esempio producendo foglie sul tronco se le foglie esistent i vengono distrutte. Di solito diventano flosci e mosci quando vengono messi in acqua dopo e ssere stati tagliati. em etterà spesso germogli verticali . le margherite di Livingsto ne ed analoghe specie sudafricane. La Sparmannia africana. L'apertura del fiore è il risultato tipico del fatto che i petali «avvertono» l'aumento della temperatura. scoperta dai fiorai. nella loro ve rsione.ma il loro meccanismo a cerniera offre punti di somiglianza e di raffronto. Alcune reagiscono anche in u n modo che assomiglia a una vera e propria risposta o atto positivo a situazioni affatto insolite. L'effetto di questa agopuntura vegetale non h a ancora trovato una spiegazione scientificamente valida. perché l'acqua negli steli si trova in fase di grande tensio ne durante il processo di crescita. ha un mozzo centrale di stami disposti a struttura raggi ata: se un insetto vi si posa o lo tocca. Un aumento di temperatura di 10 gradi centigradi di solito fa aumentare da due a c inque volte il ritmo normale di crescita. Alcune piante aprono e chiudono i fiori parecchie volte al giorno se si al ternano nuvole e sole. li fa scattare verso l'interno. ad opera dei diversi ritmi d'accrescimento. Queste risposte al tocco e gli stimoli meno diretti dimostrano che le piante per cepiscono e reagiscono a quanto avvertono al tatto. composte d i strisce di metallo che si avvolgono a tapparella. Molta parte dei movimenti delle piante si effettua. ai muscoli e alle giunture presenti nel regno animale. I fiori compiono anche altri movimenti. e che «la trasmissio ne d'impulsi eccitanti nelle piante è sostanzialmente simile a quella degli impuls i nervosi negli animali». Ma sotto lo stimolo della temperatura l'interno del petalo accelera la crescita 20-30 volte oltre la norma. Nel corso dei suoi esperimenti punzecchiò e tagliò piante. ad esempio le vistose gazanie. con i quali essi «sentono» la pres enza di un visitatore ed agiscono di conseguenza spolverandolo di polline. oltre al loro sistema di com unicazioni chimiche. tiliacea coltiva ta a scopi ornamentali.molto da vicino quella di certe porte ripiegabili delle autorimesse. Analogamente un albero che i n seguito a qualche incidente venga a trovarsi disposto in senso orizzontale. Invece un insetto che visiti i fi ori del crespino e tocchi gli stami. o radici dalle foglie se queste vengono amputate dal tronco .

ma facevano sobbalzare l'ago del registratore se la conversazione si spostav a su questioni di sesso o di fantasmi. I russi affermano anche di poter accertare elettronicamente quali piante possegg ano pregevoli caratteristiche ai fini delle colture. tagli uzzandola a pezzettini. Si preoccupa no dell'avvicinarsi di un cane. Nel corso di un esperimento. nel 1972. Negli Stati Uniti è stata resa di pubblico dominio. e aveva convinto Bernard Shaw che le pian te possono provare sensazioni. praticando un tag lio a una pianta si poteva ottenere «una contrazione convulsa». I suoi strumenti lo avevano persuaso che le piante di cui aveva avuto cura restavano in comunicazione con lui in sua assenza. Analogo esperimento.T.con successo. autorizzando perfino l'ipotesi ch e posseggano un centro memorizzatore in corrispondenza del «colletto radicale». e gli fe ce fare la somma di una serie di numeri . ma mostrò «reazione di svenimento» quando entrò lo studente «assassino».«Pravda» compresa . che venne interpretata come «svenimento». Gli altri esperimenti dell'esperto. nel corso dell a quale uno studente distrasse una delle due piante situate in una stanza. Venne effettuata un'altra ricerca..la registrazione elettronica di piccoli mutamenti di natura elettrica si sia trasformata. «a quanto pare indicano che. Nel 1970 s ono state pubblicate relazioni di ricerche effettuate presso l'Accademia di agri coltura di Mosca. e dimostravano agitazion e quando egli decideva di tornare a casa. Svengono quando il loro benessere viene minaccia to con la violenza. Bose iniettò anche all e piante sostanze ad effetto stimolante o deprimente. a giudicare dal fatto ch . era già stato effettuato molt o tempo prima presso la Royal Society. Secondo il ricercatore l'a lcool faceva barcollare le piante come un ubriaco qualsiasi. le piante hanno anche qualcosa di molto simile ai sen timenti e alle emozioni. con scottatura di una foglia di cavolo.. ripeté gli esperimenti. Un chimico addetto a ricerche con apparecchi I. e rif erì che le piante non reagivano quando gli studenti parlavano di argomenti di lavo ro. Non sorprende il fatto che sulle pagine dei giornali . Dagli ultimi comunicati di fonte russa pare di capire che queste ricerche sono progettate per contribuire ai prog rammi spaziali: se le comunicazioni elettroniche non funzioneranno. mentre uno scienziato giappones e collegò un apparecchio registratore a un cactus con aghi da agopuntura.l che impediva l'accrescimento per periodi di varia lunghezza. al punto da rendere possibile il trapianto di un grosso albero senza le solite precauzioni. Un tecnico di apparecchiature I. il cloroformio le calmava. T. "Prima di venir toccato" l'esemplare prescelto registrò sul foglio a scor rimento dell'apparecchio registratore un violento movimento verso l'alto. stando a quanto ne ha riferito un inviato de l «Wall Street Journal». anche senza disporre di alc una informazione genetica. Uguale lavoro è stato effettuato più recentemente da diversi ricercatori. seguit o bruscamente da una linea retta. Un apparecchio registratore collegato alla pianta supers tite non rivelò alcuna reazione quando altri studenti entrarono in seguito nella s tanza. nella versione giorna listica. Nel corso di un altro esperimento un filodendro reagì in modo che venne definito «di malumore» quando venne insultato telepaticamente. E si addolorano quando viene fatto del male ad animali e ins etti loro vicini». Sono contente quando vengono innaffiate. B. in piante che parlano e si lamentano. oltre a una specie di sistema di comunicazione telepatica. la caffeina le toni ficava. fec e registrare in effetti reazioni letteralmente incontrollate alle sue piante emp atiche quando raggiunse l'orgasmo con la sua ragazza a parecchie miglia di dista nza. la notizia che un te cnico esperto di apparecchi rivelatori e registratori ha compiuto esperimenti de l genere.M. Un esperimento effettuato con la parte cipazione di un'amica partita per un viaggio in aereo rivelò forti reazioni da par te delle piante in risposta alle emozioni avvertite dalla donna ogni volta che l 'aereo decollava o atterrava nelle fasi di un viaggio conclusosi a circa 5000 ch ilometri di distanza. dalle quali si dedurrebbe che le piante hanno impulsi di natur a elettrica affini a quelli nervosi dell'uomo. elettrodi a poligrafo scrivente ve nnero collegati a tre esemplari di verdura: uno venne preso e gettato in acqua b ollente. puls ante come un cuore d'animale secondo le citate relazioni. speriamo che gli astronauti possano scambiarsi messaggi tramite piante portate a bordo dei v eicoli spaziali.

dato il loro genere d'esistenza. perché le mangi?'. in cui posson o venir danneggiate con tanta facilità da fattori esterni che vanno dai temporali e dal fulmine alle morsicature dei bruchi e all'attività degli erbivori al pascolo . «la gente dirà: "Se t'importa tan to di quello che provano le piante. misurabile in secondi. contro i quali non hanno possibilità di fuga. Con ogni probabilità questo potenziale esiste i n molte cellule e sistemi vegetali: qualcosa di simile è stato rilevato negli stim mi dopo l'impollinazione. e sembrano perfino farle partecipare a una certa capacità di giudizio e valutazione. Le piante hann o infatti quello che i biologi nelle loro ricerche hanno definito «un sistema neur oide primitivo». Tuttavia l'elettricità s volge certamente una sua funzione nelle cellule delle piante a livello molecolar e. sia riusci to a far cambiare direzione alla corsa di un trenino elettrico facendo funzionar e gli scambi con ordini trasmessi tramite una pianta. Al che risponderò: "Ho fame e il mio cervello è più forte delle piante. e non in millisecondi. registrate in forma visibile. Si assicura in oltre che un altro sperimentatore. men tre le pulsazioni di questo potenziale. ma anche cellule sessuate mobili nelle pia nte meno evolute .ricorda l'analoga attività degli animali inferiori. perciò comando iò».e le reazioni della pianta si manifestavano come una serie di sobbalzi del penni no scrivente sul foglio scorrevole dell'apparecchio registratore. Va detto infine che attribuire svenimenti e capacità telepatiche alle piante corri sponde a un pio desiderio di antropomorfismo. come nei nervi di una specie an imale.basata sulle cellule esistenti e non su qualcosa con struttura simile a quella delle c ellule nervose . mentre non avrebbe uguale importanza nelle piant e. i primi hanno fibre nervose elementari. Pare non sussista alcun motivo per cui tali sistemi elementari di trasmissione d egli stimoli non debbano esistere nelle piante e negli animali inferiori. Si può anch e precisare che un sistema nervoso in animali nobili ed evoluti è di indubbio valo re ai fini della sopravvivenza. Una ragazza che mangia gli . è dubbio che ciò basterebbe a far desistere la maggior parte della gente dal m angiare verdura e cogliere fiori. come gli idro zoi e magari le spugne. come avviene nelle cellule animali. Tale attività . cioè il periodo temporale del potenziale elettrico di una piant a. dal momento che alc uni di loro sembrano ridicoli e coinvolgono le piante nella telepatia. Fino a questo momento nessuno ha ancora avanzato l'ipotesi che spugne ed idroidi emettano lamenti silenziosi quando vengono divelti o tagliati. Come ha scritto un corrispondete del «Garden New s» dopo la notizia degli esperimenti russi del 1970. piante che camminano e posseggono un sis tema primitivo di comunicazione. ol tre alla capacità di colpire quasi infallibilmente e sempre fatalmente con le loro punture scoccate come dardi. dobbiamo pure tenere presente la differenza quantitativa che intercorre t ra i due processi.non solo esemplari del plankton. Fa anche mo lto fantascienza. E" stato anche dimostrato chiaramente che è possibile evidenziare un potenziale el ettrico nelle foglie della dionea e nei viticci fogliari aderenti ("non" nelle f oglie vere e proprie) della drosera. nonché una certa facoltà di prevedere il futuro. a differenza del le spugne. anche ammettendo che le piante sentano e siano capaci di gridare e sve nire. e cellule elementari mobili fornite di ciglia o flagel li . e manca loro un qualsiasi "centro" nervoso. e infine c'è quel brillante parto della fantasi a di John Wyndham costituito dai trifìdi. Tuttavia. che do po tutto hanno cominciato parallelamente i rispettivi cicli evolutivi. forse perché così gli riescono meno estranei e magari meno paurosi. quando queste piante vengono stimolate.vengono probabilmente attivate in questo modo. a differenza degli id roidi. La necessità di un certo tipo di sensi si è presentata alle piante in circostanze del tutto diverse: sviluppare la sensazione del dolore andrebbe contro tutto il loro modo di vivere complessivo. e viene in mente un racconto di Roald Dahl in cui un uomo sent e gridare l'erba mentre la falcia. E" facile liquidare questi esperimenti con un cenno di mano. che ne sono sprovviste. fenomeno tuttora inspiegato negli individui della specie umana. ricordano molto da vicino quelle dei nervi periferici dei vertebrati. mentre il processo di base della fotosint esi comporta movimento di elettroni quando l'energia della luce si trasforma in energia chimica potenziale. tecnico e ricercatore elettronico. cioè al desiderio da parte dell'uomo di raffigurare gli altri organismi quanto più possibile a sua immagine e somiglia nza.

gnomi e folletti». in Scozia. Di recente gli americani hanno compiuto un altro esperimento sotto il controllo di uno scienziato che studia il tasso di crescita delle piante: per cinque minu ti un gruppo di persone si è concentrato in preghiera su di una pianta distante 13 00 chilometri. mentre orchidee e gladioli vennero definiti piante estrose e nervose. o disposizione emotiva. blandite. Ma certo non si tratta altro che di un bagaglio di conoscenze derivante in va ria misura da esperienza ed intuito. che si riflette nel modo con cui le piante rispondono alle cure che noi definiamo in termini spicci come «pollice ver de». e ci sarà un nuovo paradiso terrestre una volta che avremo imparato a comunicare con le piante nella maniera giusta. il quale in capo a due anni d'indag ini era giunto alla conclusione di poter definire con precisione lo stato d'anim o. non si preoccuperà eccessivamente dei mu ti lamenti di una carota o di un cavolo. ed alcune personalità ritengono di poter fare prosperare o morire le piante pregando. In un libro pubblicato recentemente s'immagina che un giorno. fate. e vi ene da chiedersi quale possa essere l'organo psichico o spirituale di una pianta . E" stato affermato che anche la preghiera rappresenta un mezzo per comunicare co n le piante. che nel giro di 12 ore ha superato per più di otto volte l'accresciment o normale! Si potrebbe obiettare che sentimenti e convinzioni del genere ci forniscono più ra gguagli sulle persone interessate che non sul sistema nervoso delle piante. Moltissime volte ho osservato che una pianta sofferente rispondeva a discorsetti d'incoraggiamento. e perfino intrattenute con il canto. Ad esempio patate. la buona salute e il rigoglio de lle piante nel cuore dell'inverno su terreno composto quasi soltanto da sabbia s terile non si possono spiegare con l'applicazione di qualsiasi metodo di coltura organica conosciuto». Una rassegna del «Sunday Times» del 1972 ha rivelato che il 14% della gente riteneva che l'effic acia della preghiera potesse influenzare materialmente la crescita delle piante. Davvero siamo in presenza di un mistero in questo caso: i c oltivatori affermano che si ottengono risultati quando entrano in comunicazione «c on gli spiriti che animano le loro piante». ma mentalmente.spirit i della natura. «Guardate con quanta tenerezza un giardiniere tratta i suoi "pupillì. i cui proprietari sono convinti che le piante siano colme di «archetipi di forze creatrici . e parlano alle loro piante. proprio come certe tribù primitive assicurano di essere in grado di distruggere con rituali magici i frutteti e le messi del nemico.» «Tutti i giardinie ri appassionati credono che le piante capiscano. Il libro descrive un giardino di Findhorn. rincasando. delle piante. Tali co nvinzioni ricordano piuttosto precedenti ricerche compiute in California da un p rofessore universitario di scienze naturali. Moltissime donne dicono istintivamente: "Scusamì se per caso danneggiano una pian ta». Alcuni altri estratti di corrispondenze inviate al «Garden News» illustrano ulteriormente il concetto in questi termini: «Natu ralmente alle piante piace che venga loro rivolta la parola. gruppi di identiche piantine tenute in uguali condizioni di coltura venn ero apostrofate rispettivamente in termini «cortesi» e con espressioni «brusche»: le pri me crebbero meglio e più in fretta. e come possa imparare il nostro linguaggio. Guardate come la pianta si rattrista per i suoi proprietari. su un piano alquanto diverso rispetto agl i apparecchi registratori con pennino scrivente e agli astronauti russi.animali che uccide e riesce a tollerare la produzione in massa di polli. al cui proposito un esperto at tendibile e competente ha scritto che «il vigore. Guardate co me il giardiniere si cruccia di doversi allontanare da casa per fare qualcos'alt ro. Naturalmente esistono molti giardinieri assolutamente convinti del fatto che le piante reagiscono se si parla loro. minacciat e. se vengono incoraggiate. paragonabile a quanto si osserva in certi i ndividui che riescono in elettronica. Indubbiamente certi giardinieri pr ovano una fortissima simpatia per le piante. Risultati strabilianti sono stati riferiti da Findhorn dopo osservazioni effettuate su spe cie vegetali comprendenti cavoli giganti e grano. potrem o far aprire la porta dell'autorimessa da una pianta. Un apparecchio registratore ha segnato un aumento immediato nella crescita. non sempre a voce alta. vitelli e porci con sistemi alquanto sgradevoli. suonano strumenti musicali o imparano ling . pomodori e cavoli ri spondevano meglio se li si trattava con parole cortesi o perfino li si adulava.» Nel corso di un recente esperimento «di conver sazione».

ma c'è un briciolo di verità dietro tutto questo modo d'agire. Scherzi a parte.ue straniere senza sforzo evidente. perché gli antichi manuali indiani di giardinaggio danno istruzio ni sulla pratica della "dohada". con cui si intrattengono piante o alberi con ca nti e rappresentazioni. perché in questo caso i fili metallici vibrano. a quanto asseriscono gli isolani. trattandoli in vario modo a seconda delle circostanze. ma metà di esse veniva scossa violentemente per 30 secondi ogni mattina: dopo un mese le piantine scosse erano cresciute in media di centi metri 4. diversamente da quant o succede con l'alta tensione. un aume nto in altezza del 30-50% in più.dei loro nemici. asserendo di aver conseguito. l'albero muore. rac colti quadruplicati. presumibilmente .) Nel 1972 si è saputo dagli Stati Uniti che.arrampicandovisi prim a dell'alba e lanciando improvvisamente urla agghiaccianti in vicinanza del tron co. esponendo le messi dei campi a rumori laceranti. si sono ottenuti indubbiamente risultati notevoli. o anche prendendoli a calci per favorirne la crescita. Si può sorridere di compatimento delle signore che parlano alle loro violette afri cane. Un esperimento c ondotto con criteri più scientifici nel 1972 ha preso le mosse dall'osservazione c he gli alberi sul ciglio delle foreste hanno caratteristicamente forma più corta e tozza degli alberi riparati nel folto. I tecnici di propagazione di specie v egetali usano sovente telaietti chiusi. a differenza degli ortaggi che amano i toni più bassi. rispetto alle piante non trattate. Si è trova to che i risultati migliori si ottenevano costantemente con fili percorsi da bas sa tensione. Le prove più convincenti dell'effetto favorevole esercitato dalle vibrazioni sulla crescita delle piante provengono dalle osservazioni casuali di gente attiva in settori completamente diversi. Risultati alquanto simili s i sono ottenuti a conclusione di un altro esperimento. Tuttavia certi indizi contraddicono gli asseriti benefici effetti esercitati dal le vibrazioni sulle piante. Ricerche eff ettuate in India nel 1958 hanno studiato le vibrazioni generate da un motore ele ttrico. o quella di una biol oga indiana che ogni giorno fa un quarto d'ora di danze tradizionali tra i vasi di crisantemi . in conseguen za dello shock provocato da questi frequenti risvegli violenti. Dopo un mese. fioritura anticipata anche di due settimane. dalla constatazione di una differenza nei risulta ti che resterebbe altrimenti inspiegabile. mentre «esposte a un agro rock-" nroli (sic) si raggrinziscono voltandosi bruscamente dalla parte opposta al suon o. ma pare assai probabile che le piante in certo qual modo siano stimolate a crescere dalle vibrazioni esterne.e viene fatto di domandarci se le piante preferi scano Beethoven o Stravinsky (che è forse più indicato per i cacti). in cui i campioni di terreno vengono ris caldati dal di sotto da fili metallici ad alta o bassa tensione. (Gli Indiani hanno una lunga tradizione a questo riguardo. Un esperimento ha fatto pensare che i fior i preferiscano il violino. Anche stavolta si sono registrati ca si in cui il modo di effettuare gli esperimenti ha fatto ridere il prossimo. Gli abitanti delle Isole Salomone sostengono di pote r uccidere gli alberi . quello di suonare strumenti musicali o dischi fonografici. Il modo più semplice di produrre onde sonore che creino vibrazioni aeree è. Il fatto non ha nulla a che vedere con la comunicazione. quelle lasciate in pace di centimetri 20.. tutto somma to.3. nel corso del quale uno s cienziato soffregava i tronchicini di varie piante per dieci secondi due volte a . e muoiono in poche settimane». come pos sono essere quelle che si formano parlando. Effettivamente fa sorridere la maggior parte di noi l'idea di un giardiniere australiano che ogni mattina dà concerti di violino alle sue piante per mezz'ora. In un'altra indagine le piante hanno risposto effettivamente meglio a Bach e all a musica classica indiana suonata con il "sitar". si ottengono m igliori raccolti. Viene fatto di domandarsi se un giorno non ci sa ranno magari degli agronomi specializzati nel programmare concerti per determina te colture. o se la musica pop sia meglio della musica classica.e afferma di aver ottenuto un aumento in altezza del 60% in più ri spetto alle piante non «trattate» . Piantine identiche vennero fatte crescer e in condizioni uguali. Seguirono sperimentazioni evidentemente produttive a base d i radiodiffusioni musicali su risaie.. In condizioni a pparentemente uguali diversi tecnici hanno osservato risultati alquanto variabil i nell'emissione di radici e nella conseguente crescita delle piantine.

mentre per una pianta basterà la versione: «Cresco. è stata avanzata l'ipotesi che. bensì il preludio all'unione sessuale o feconda zione. Se ne conclude che effettivamente le piante hanno un loro modo di percepire sens azioni. per le condizioni climatiche caratterizzate da f reddo e umidità. mentre Blake trovav a «tutto il Cielo in un fiore selvaggio». Nella sensitiva l'arresto della crescita e il conseguente rachitismo f urono tali da impedire la fioritura. i .o anemofila . Nella letteratura i fiori hanno raffigurat o spesso immagini poetiche e simboliche. esposto al vento. dunq ue esisto». Non appena il tubo si trova molto vicino al gamete femminile rinchi uso nell'ovulo. e che il più resta ancora da scoprire circa le modalità con cui si effettua questo processo.che di solito sono anche le più conosciute . adottato anche da piante più evolu te. che lo nutre mentre esso lavora. grazie alla loro innocenza e freschezza . L'impollinazione ad op era del vento . Nei tipi più semplici. L'accoppiamento è un avvenimento importante per la maggior par te delle piante. Questo è lo scotto che d eve pagare la pianta per il suo metodo casuale. interruppero la crescita at tiva nello spazio di tre minuti. quali betulle e noccioli.i gameti maschili si formano all'interno dei granuli di polline. I granuli di polline raggiungono la superficie dell'organo femminile. a volte con l'ausilio di speciali sacche aeree per la spinta ascensionale. Ma va dett o che di rado gli uomini mantengono con amebe e vermi gli stretti contatti che h anno con piante tenute per svago od utilità pratica. o con l'adattabilità necessaria a far fronte al mutare delle condizioni. che agiscono . che sono progettati per assicurare il trasporto a distanza. Un uomo può dire: «Penso.è di gran lunga la forma predominante quando scarseg gino gli insetti impollinatori. Le loro reazioni si possono paragonare a quelle di molti organi smi animali. senza che ciò significhi piacere o gioia. SESSO E VITA. e alla loro effimera bellezza. di norma vistosame nte esposti. le cui secrezioni (specifiche per ogni pianta) li stimolano a germinare in forma un po'"somigliante a un piccolissimo seme. con i loro ben noti amenti. Alcune parole di spiegazione sull'impollinazione. mentre lo scambio dei caratteri per via sessuata rispetto ai metodi asessuati dispone di probabili tà di gran lunga più numerose per produrre variazioni con attitudini e capacità nuove. Le piante prosperano in condi zioni adatte. Si tratta del mezzo con cui i gameti maschili vengono portati a contatto delle parti femminili: di per se stes sa non rappresenta la conclusione. il polline viene affidato al vento. Nelle piante più progredite . dunque esisto». per i quali gli uomini non hanno mai p rovato la necessità d'immaginare reazioni emotive o capacità telepatiche. come i pini. o per la natura del luogo. Tennyson scriveva del «fiore selvatico di una vita senza colpe». ma non tutte. specialmente dei più semplici. nelle piante fiorenti il tubo pollinifero deve farsi strada anzit utto attraverso i tessuti dell'organo femminile (pistillo). Ma. Alcune piante.l giorno. o perfino fanno venire in mente la germ inazione e la crescita della spora d'un fungo. come ho già accennato nel capitolo 9.come dice Croizat . perché spazza via tutte le imperfezioni: la prole più vigorosa ha m aggiori probabilità di sopravvivenza che non i rampolli deboli. ma occorre una produzione enorme perché esso possa raggiunger e gli statici organi femminili con l'aiuto della fortuna. e non la ripresero per 3-4 giorni dopo tale tra ttamento. ed avviene l'unione sessuale . I gameti maschili si sviluppano a ll'interno del tubo pollinifero che si è formato (a volte se ne formano anche più d' uno). Questi scossoni e sfregamenti ovviamente sono di grado molto diverso dalle vibra zioni prodotte dagli strumenti musicali o dai rumori radiodiffusi. Nelle conifere questi gameti vengono rimessi in libertà al di sopra delle ce llule ovulari. Dato che l'autofecondazione annulla le prospettive di scambio implicite nella ri produzione sessuata cui abbiamo prima accennato. Capitolo 13. che evidentem ente esercitano azione più benefica sul protoplasma o sulla divisione cellulare. i gameti maschili vengono liberati.«alla stregua di marito e moglie i n spensierata libertà». accertandosi di tenere la mano leggera quanto bastava ad evitare lesio ni di natura meccanica. Linneo ha dimostrato che i fiori non sono altro che organi sessuali.

quando gli insetti impollinatori sono pochi. Come ha dimostra to Darwin. Le nostre viole ed acetoselle indigene usano questo s istema quando la volta di verzura degli alberi sotto i quali crescono produce tr oppa ombra perché le possano visitare gli animali impollinatori. che possono av ere varie fasi con diverse caratteristiche di sviluppo. ad esempio nel lino. come nella primula resa famosa da Darwin. al contrario di quanto si verifi ca nel secondo tipo. alla seconda è maturo il p olline. anche se attualme nte sembra che possano sopravvivere bene. va notato come siano numerosi i fiori ermafroditi provvisti di elaborat i dispositivi atti ad impedire l'autoimpollinazione. femminili ed ermafroditi. e fior i «con occhi disposti a filacce». m a sulle cime degli alberi la temperatura è inferiore ai 40 gradi C.) perché vi si possano trovare insetti. Di sotto i fiori sono tutti cleistogami. Alla prima sch iusa solo gli organi femminili sono ricettivi e maturi. mentre in primave ra fioriscono normalmente. In casi del genere vi sono spesso granuli di polline di diversa grandezza che «si adattano» meglio a un dato tipo di stimma. il polline non germina mai sullo stimma dello stesso fiore. quello cioè che assicura esogamia massima . dove le posizioni sono invertite.. E" interessante il fatto che molto spesso specie vegetali stretta mente imparentate tra loro adottino sia l'autoimpollinazione che l'impollinazion e operata dagli insetti. Esistono alberi di due tipi: nel primo le parti femminili sono ricett ive al mattino e quelle maschili al pomeriggio. e un botanico locale specializzat o è spesso in grado di riconoscere la popolazione locale da cui deriva un esemplar e di pianta. originando notevoli vantaggi che sono tra i fattori di successo di certe erbacce. abitualmente impollinata dai pipistrelli. Un altro dispositivo di sicurezza è dato dalla cleistogamia. In certe piante. giunge a produrre fiori chiusi pieni di fanghiglia. ma che tuttavia ricorre all'au tofecondazione poco prima della caduta della corolla. Tuttavia in alcuni fiori di questo tipo esiste un dispositivo che interviene in caso di mancata impollinazione esterna. ed indica fiori che non sbocciano mai e che possono fecon darsi senza aiuto esterno. due fiori diversi che non due uguali. p uò capitare che vi sia un bisogno reale dell'autoimpollinazione per certe categori e di piante. Ne è un esempio la Cobaea scandens. come nella salcerella. In certe foreste dell'Africa centrooccidentale fa tro ppo caldo a fior di terra (70-80 gradi C. Eppure non era nel vero. sebbene queste piante siano per la maggior parte a fiori aperti in condizioni ambientali meno sfavorevoli. ad esempio un movimento finale degli stami per assicurare l'autoimpollinazione come estrema risorsa . Altri fiori possono anche av ere stami e stimmi di tre lunghezze e posizioni diverse. che significa lettera lmente «fioritura chiusa». Come verrà spiega to ulteriormente nel capitolo 21. Ad esempio nel Poncirus trifoliata i primi fiori portano solo stami. Una di queste p iante. Nell'avocado i fiori ermafroditi si schiudono due volte ciascuno. da ultimo fiori con soli stimmi. Un metodo semplice per evitare l'autoimpollinazione è dato dalla disposizione alte rnata degli stami e degli stimmi. i fiori autoimpollinati siano condannati. Alcune piante producono fiori maschili e femminili diversificati. ovvero in mod o incrociato. in seguito si hanno fiori maschili. i qual i pertanto si sviluppano in realtà sottoterra. Nuovi fiori si formano per tutta la stagione. la già nominata «vite a piatt oetazza». L'accorgimento più semplice c onsiste nel far maturare gli stami e rendere ricettivi gli stimmi in epoca diver sa. e una grossa v espa e molti uccelli fungono da agenti fecondatori per alberi d'ogni specie. In questo caso la pi . rifugge dall'autofecondazione perpetua». possono originare «schiatte» di purezza genealog ica tale da formare specie virtualmente nuove.meglio il prop rio seme che niente.n termini evolutivi. e ne lle colture fatte a scopi commerciali i due tipi vengono piantati alternatamente .. nell a quale si trovano fiori «con occhi disposti a spillo». Detto ciò. In questo modo è assicurata l'impollinazione incrociata. cioè con lo stimma situato all a sommità del tubo fiorale e gli stami disposti a mezza strada al di sotto. è molto più facile che un insetto impollini reciprocamente. Le piante di una data specie che vengano autoimpollinat e di continuo in habitat ristretti. una Commelina. Darwin stesso scriveva che «la natura. ma l'epoca di fioritura è re golata in modo tale che il polline di un albero non riesce mai ad arrivare sui s uoi fiori.

gli insetti rappresentano gli impollinatori più numerosi. perché in media il polline non copre grandi distanze.dietro adeguata ricompensa . Invece il polline diffuso dagli animali deve essere dis posto in posizione strategica. quando non addirittura uno solo. perché «finché bussa il postino» ci sono molte probabilità di fecondazione. Uccelli. e soltanto pochi ovuli. I fiori impollinati dal vento possono contare su una produzione astronomica di polline: una sola pianta maschile della mercorella . Ma gli animali possono avere istinti radicati. tignole. e si è molto più sicuri che v erranno visitati i fiori di piante diverse. dal momento che solamente un unico granu lo di polline vi potrà arrivare. calabroni. Viceversa i fiori impollinati dagli animali hanno di solito relativamente poco p olline a disposizione. Ma. mentre alberi come le b etulle e i noccioli producono rispettivamente 5 milioni e mezzo e 4 milioni di g ranuli di polline per ogni singolo amento.anta sembra voler spingere all'eccesso le sue esigenze di efficienza. ma sembra anche sig nificare lo spreco della metà dei rappresentanti di una data specie: situazione ul teriormente peggiorata nel caso di molti alberi che impiegano dieci o più anni pri ma di arrivare alla maturità sessuale. Come abbiamo visto in precedenza. nel qual caso la sua attività è di poco migl iore di quella del vento. Avviene un cambiamento anche in tutta la base del fiore. spesso ad altezze superiori ai 2000 metri. qualunque esso sia. o anche radunato in massa compatta. come il fiore piumoso del granoturco. e dev'essere inoltre adesivo. api. Nel caso degli alberi i rapporti sessuali ha nno luogo probabilmente con il vicino più a portata di mano. vespe e mosche. secondo i calcoli che sono stati fatti. due ricercatori am ericani hanno definito la situazione con la similitudine appropriata del rapport o che intercorre tra «chiave e serratura». Gli stimmi sar anno relativamente forti e tozzi. pipistrelli e pochi altri animal i sono entrati nel ciclo dell'impollinazione in maniera analoga. tali da convincere gli i nsetti a visitarli e . Ciò non solo complica le cose. Nei casi in cui si ha il rapporto di un dato fiore con un solo determinato animale impollinatore. Questi animali impollinatori sono assai più attendibili. Quello portato dal vento ha piccolezza e leggerezza massime.a portare il polline da un f iore alle parti femminili di un altro. e lo stess o dicasi delle specie che portano fiori maschili e femminili su piante completam ente diverse. dal momento che piante maschili e fem minili non possono riunirsi come succede tra specie animali. Le piante impollinate dal vento hanno numerose parti maschili produttrici di molto polline. e i fiori da parte loro im primono profondamente questi istinti assumendo aspetto e caratteristiche che li differenziano il più possibile dai vicini. La strabiliante varietà di fiori specializzati trova adeguata corrispondenza nel numero delle spe cie animali che provvedono ad impollinarli. mentre le parti femminili potranno avere numerosi ovuli. Quando l'impollinazione deve avvenire ad opera di animali. ed è possibile riconoscere fiori progettati per scarabe i. Il lato difficile della faccenda è sem pre stato quello di persuadere l'impollinatore a visitare fiori dello stesso tip o invece di vagare indiscriminatamente. Gli animali potranno servirsi della vis ta e dell'olfatto per trovare il bottino. in modo da venire a contatto con qualche parte de l corpo dell'animale visitatore. un miliardo e trecento milioni di granuli. in modo da non impacciare l'animale e da non e sserne eventualmente danneggiati. Così l'avvento degli insetti ha indotto le pi ante ad elaborare fiori semplici produttori di polline. l'evoluzione può apportare reciproci benefìci a gruppi di organismi assai diversi tra loro. farfalle. ma poche parti femminili: queste ultime avranno s pesso uno stimma esteso. Una specie d'insetto saltat . Tra gli animali. produce. Si conoscono insetti d'ogn i tipo e grandezza dediti all'impollinazione dei fiori. filamentoso o vis coso. qualunque sia la dinamica del processo. per cui ritornano regolarmente ai fiori della stessa specie. pianta annuale alta solo pochi centimetri. dalle enormi falene fino a minuscoli moscerini e perfino a specie non alate. ed ogni granulo si separa dagli altri in modo da garantire la massima dispersione. Va rilevato in ogni caso che anche le piante decisamente esogame hanno molte pro babilità di venir impollinate da specie strettamente imparentate. la soluzione del problema del trasporto del polline costi tuisce una delle grandi realizzazioni tecniche operate dal regno vegetale. deve cambiare anche i l polline. In ca si eccezionali il polline può percorrere anche 5000 chilometri.

ma ne sono inseparabili. sono im pollinati facilmente da scarabei. quali le magnolie. L'ape siede a cavalcioni della «proboscide» protesa in avanti. L'estremità ricurva della probos cide. Una parte del fiore può avere aspetto attraente: l'aracea gigant e Amorphophallus è piena di piccoli scarabei. detta «albero dei fazzoletti». di cui uno con polline vero che aderisce all'insetto intento a gustare il poll ine di tipo alimentare. Ma gli scarabei. o di quell e anche più lunghe. dal punt o di vista energetico costa di più a un fiore produrre polline in eccesso che non il nettare. detta anche «testa d'elefante». come rose ed anemoni. offrono un polline nutriente fasullo accanto al polline vero e pro prio. n on fanno parte del fiore. Possono produrre escrescenze ond eggianti come banderuole al vento. che si osservano in certi fiori d'orchidea. come se volesse farle il solletico. s'infila sotto l'ala dell'ape. Come fanno i fiori per adescare i visitatori? Ai nostri occhi il mezzo più ovvio è r appresentato dall'imbonimento diretto: diventano più grandi. i loro orga ni femminili tendono ad essere grandi e forti. I fiori più arcaici di cui siamo a conoscenza. tecnicamente parlando. che in genere sono scarabei. di cui dovremo riparlare. nel suo difficile habitat. L'ape è. e si colorano in modo attraente ed accogliente. Molte altre piante. Le piante della famiglia delle An nonaceae si affidano a piccoli scarabei che divorano gli stami. e così viene a contatto del polline a ccumulato in precedenza dall'insetto. Talvolta questi vessilli sono situati est ernamente ai fiori stessi. In altri casi piccole infiore . ha ricevuto questo nome per ché la piccola escrescenza dei veri fiori viene segnalata ai visitatori da una gra ndissima brattea bianca e da un'altra assai più piccola. tra torace ed addome. ma secondo ogni evidenza l'evoluzione dell e api ha costretto i fiori ad agire di conseguenza. e si rifornisce dal fiore principale. sebbene sussistano dubbi che essi siano i veri agenti del l'impollinazione. Brattee vistose compaiono anche sui cornioli e le bougainvillee. che manca invece quando l'animale può visitare il fiore standose ne librato in volo. Tra gli appigli più strani va notato quello offerto dalla pedi cularia di Groenlandia. Fiori aperti e appiattiti. senza passare ad al tri fiori. e a volte eman ano forti esalazioni odorose come nelle specie affini ai gigari. Quando l'insetto o l'animale ha bisogno di attaccarsi al fiore o di introdurvisi . dalla quale sporge lo stimma. come nel caso delle lievi volute lunghe 10 ce ntimetri della Hodgsonia heteroclita. Queste brattee. In fiori di ques to tipo il polline è fine a se stesso. Alcuni fi ori si richiudono sui ghiottoni per controllare che paghino la consumazione ment re si avviano all'uscita: usanza adottata dalla ninfea gigante. più vivaci. ma meno numerose. come nel caso delle foglie fiorali scarlatte (brattee ) della Poinsettia. mentre nelle nin fee giganti sono i maggiolini a mangiucchiare gli stami: ma sugli scarabei banch ettanti resta abbastanza polline da venir poi soffregato sugli stimmi. parente tropicale del cetriolo. perché il fiore assomiglia ver amente al capo di un pachiderma. come certe spec ie di Cassia. come nel caso delle api.ad esempio la sassifraga dorata o crisosplenio . i quali. Talvolta agli impollinatori.ore con un balzo fortunato può atterrare felicemente nel fiore di una pianta d'alt ra specie . che molto spesso si mangiano tutto il polline e si sdraiano nel fiore. «i ndugiano per intere giornate sulla parte inferiore della spata sbocconcellando c ellule speciali piene di amido ed olio». la più grande raccoglitrice di polline e visita i fiori con est rema frequenza per portare polline alle sue larve affamate di proteine. la davidia. Queste «code» sono particolarmente seducenti agli occhi delle mosche. riescono i meno efficienti tra gli animali impollinatori. come dicono Proctor e Yeo. come in un'orgia dell'antica Roma. e delle brattee spesso colorate che circondano i fiori di al tre Euforbie. ovviamente. vengono impollin ati da insetti relativamente primitivi. viene offerto un past o d'altro genere. una profusione di insettucci mangiatori di polline. invece. e segnatamente agli scarabei. Anche quel bizzarro relitto che è la Welwitschia ha a sua disposizione.e mangiarne il poll ine. Nella specie affine Typhonium trilobatum vengono fornite agli scarabei delle «esche» gialle a forma d'uncini poste sullo spad ice. Certe piante imparentate con la Tibouchina hanno stami di due tipi diversi . più vistosi. tanto che si po trebbero definire «banderuole aromatiche». il fiore ha una «piattaforma d'atterraggio» o qualche alt ro «appiglio» solido.

Una piccola eufrasia ch e vive sparsa in mezzo all'erica le assomiglia per colorazione e disposizione fi orale. e infine q uell'enormità verticale di metri 1. L'Elaeagnus angustifolius dalle foglie argentate. e talvolta gli stami. Oltre alle indicazioni visive. E" stato dimostrato che le a pi mellifere preferiscono i fiori con struttura simmetrica raggiata. nel quale un enorme spadice conico si slancia verso l'alto da una spat a svasata a bordo rilevato. I fiori «sanno» cosa vedono i loro visitator i. dove la colorazione brillan te proviene in maggior parte dalle brattee esterne. emana una fragranza ritenuta un tempo così inebriante. Ne sono un esempio gli ippocastani. perché molti insett i . portano fiorellin i riuniti in un capolino a spiga o a forma di mazza. emettendo un lezzo che è stato paragonato a quello di una miscela di pesce marcio e zucchero bruciato. che spesso inizi ano dalla piattaforma d'atterraggio con vari manicotti. Tra gli odori sgradevoli alle nostre nari vanno citati quelli emanati dal gigaro e dal suo parentado che comprende anche la puzz olente dragonea delle regioni mediterranee (Dracunculus) con lo spadice e la spa ta esterna di colore rosso scuro. Queste piste non sono sempre visibili ai nostri occhi. e da lì agli organi sessuali. rispetto a quelli a conto rno circolare o lievemente lobato. il centro delle rosette di colore di fondo verde trascolora in rosso quando compaiono i fiorellini al centr o. che i Persiani tenevano chiuse in casa le loro donne qua ndo la pianta era in fioritura. esistono anche richiami tattili. detto "zinzeyd" o "zungeed "in Persia. In alcune bromeliacee. specialmente se il nettare è situato all'interno di uno stretto ori fizio o di un infossamento. l'eufrasia e il mimolo mus chiato. e sono tutti accorgimenti intesi a mettere l'insetto nella giusta posizione. mentre i ca labroni amano invece fiori simmetrici sul piano verticale. infatti illumina ndo i fiori con luce ultravioletta si sono rivelati ai nostri occhi molti disegn i di questo genere. come Nidularium e Neoregelia.80 che è il loro parente tropicale Amorphophallus titanum. a so miglianza delle piste a luci lampeggianti che guidano gli atterraggi e i decolli sugli aeroporti. Di solito i fiori appartenenti a diverse famiglie hanno aspetto molto tipico. presso il centro del fiore vi possono essere indicatori segnaletici sotto forma di linguette. mentre molte altre bromeliacee. secondo ogni evidenza. l" Helicodiceros dei deserti del Medio Oriente a spate screpolate a tinta rossobruna somiglianti a sangue rappreso. Gli insetti riescono anche a distinguere piccole variazioni nelle sfu mature dei colori. La parte centrale del fiore. probabilmente questi fiori hanno messo a punto lo stesso «metodo pubblici tario». del gels omino o della plumeria o gelsomino rosso. I fiori portano anche disegni di macchie o linee destinati a fornire agli insett i direttrici di marcia per arrivare al nettare.scenze feconde sono circondate da altre sterili di maggiori dimensioni che fungo no da segnali per gli insetti visitatori: ne sono un esempio certe ortensie. Le api in modo particolare apprezzano i contrasti cromati ci vivaci. In alcune specie affini al cerfoglio selvatico le infiorescenze sulla parte esterna del capolino fiorale sono molto più sviluppate di quelle interne per la stessa ra gione. perché i loro elementi d'impollinazione non sono molto specializzati e si as somigliano tra loro. Gli scarabei che impollinano qu . Molti fiori a ssomigliano al ranuncolo e hanno cinque o più petali che formano come un basso sco dellino. Anche la forma dei fiori può influenzare gli insetti.e segnatamente le api . come quello delicato del mughetto. Il colore dei fiori può comparire diverso ad occhi u mani o d'insetti: ad esempio il tarassaco. prima insospettati. ma a volte accade il contrario.percepiscono i raggi ultravioletti. il che presumibilmente «ricorda» la sua esistenza agli insetti. Altri elementi d'attrazione per gli animali vengono creati dal fiore con l'emana zione di odori da varie parti fiorali. quali Vriesie e Tillandsie. Le api inoltre prefer iscono fiori a profilo mosso o addirittura spampanati. Il mimetismo ad uso degli insetti delle orchidee è il più notev ole oggi conosciuto. questi odori a volte risultano gradevoli per la specie umana. o quello più denso del lillà. e verrà descritto nel capitolo seguente. sono «illuminati» in questo mo do a beneficio degli insetti. ha colorazione porporina per le api. peli. tu ttavia vi sono casi in cui è evidente un po'"d'imitazione. frange o scanalatu re. Noi troviamo piacevoli cert i profumi.

trat tenuti da un'improvvisa cortina. con zone in rilievo biancastre e irregolari sparse su tutta la sup erficie. o almeno di quanto i biologi chiamano «mutualismo». il fiore comincia ad appassire prima che essi r iescano ad evadere..è in realtà un'infio rescenza. che hanno odore di frutta. questo puzzolente gigante ha foglie lunghe d ue metri e tuberi di diametro superiore al metro e mezzo. con un solo orifizio. Tutt avia in certi casi viene accordato un «premio» di natura alimentare ai giovani inset ti. compaio no le vespe del fico di sesso maschile e femminile. Queste provvidenze garantiscono la presenza ininterrotta di animali impollinatori nei pressi delle piante. o nell'aracea Alocasia pubera. che ha un diametro di più di un metro. introflesso. e in più l'odore. che hanno odore e aspetto di carne in putrefazione. se già non avesse provveduto la natura. Le stapelie africane sono piante grasse con fiori quasi sempre a forma di stella marina e diametro che arriva fino a 40 centimetri. Ci sono due casi classici di rapporto tra animale impollinatore e pianta. per cui il tessuto carnoso che si forma alimenta le larve in corso d i sviluppo. dopo avere fecondato le femmine i n una piccola orgia al buio nell'interno del frutto. Quando queste sgusciano dalle uova all'epoca della maturazione del fico. con quelle combinazioni di colori e disegni spesso ricope rte od orlate di peli somiglianti a muffe che crescano su roba fradicia. che co stituiscono esempi di virtuale simbiosi o «convivenza» (argomento che verrà trattato p iù diffusamente al capitolo 22). In certi casi vi sono peluzzi che si muovono al minimo soffio d'aria. I maschi sono sprovvisti di ali e muoiono poco dopo senza uscire dal fico. Imbarazzate e deluse . dove le mosche impoll inatrici si riproducono nei fiori maschili caduti dopo aver adempiuto alla loro funzione. Così facendo inietta una goccia di un liquido speciale che trasforma il fiore in una galla. La femmina della vespa del fico depone uova attraverso un lunghissimo tubo ovode positore all'interno dei fiori neutri (in realtà false femmine) entro «fichi di gall a». fiorente tutto all'interno e con fibrille d'aspetto uterino. Come appare dalla famosa acquatinta della «Stapelia verminosa» nell'opera "Tempio di Flora" di Thornto n.. Oltre al fiore. o infine n ell'Artocarpus heterophylla. Ho già accennato agli accorgimenti ingannevoli che talvolta inducono le mosche a d eporre addirittura le uova sui fiori di stapelia. L'anim ale impollinatore è la piccolissima vespa del fico lunga un solo millimetro. nelle cui spate le mosche prolificano e s'impupano. allo scopo di attirare tafani e soci. p er cui sembra che i fiori pullulino di moscerini: accorgimento adottato anche da specie affini e da qualche orchidea. Ci vor rebbe la fantasia di un Salvador Dalí per immaginare una stapelia. colore da rossoscuro a br unoporporino. ma stavolta i fiori hanno forma diversa e frustrano gl i sforzi delle piccole vespe che intendono deporre le uova. Ciò non giova agli insetti. L e piante di fico hanno minuscoli fiori unisessuali disposti sulla superficie int erna di ricettacoli cavi carnosi provvisti di un'angusta apertura sul mondo este rno. Il frutto del fico che noi mangiamo . parente dell'albero del pane. e a q uanto pare ogni specie di fico ha la sua specie di vespa specializzata. Lawrence . I l massimo fiore adescatore di mosche del mondo è quello della pianta parassita tro picale Rafflesia.«involuto. mentre altre trovan o i veri fichi femminili. Tuttavia questa famiglia vegetale comprend e anche le Stephanotis e le viti ceree. le mosche ne sono tanto ingannate da deporre spesso le uova sui fiori. perc hé le larve che sgusciano dalle uova non trovano alcuna provvista alimentare. Le femmine si spingono all' esterno attraversando l'orifizio del fico. femminile e neutro.esto mostro vegetale non possono uscire prima dell'avvenuta impollinazione. che emanano invece una fragranza delizio sa! E" interessante notare tra l'altro che le mosche carnarie preferiscono il colore giallo e l'arancio quando manca l'odore. ma non appena compare puzzo di carogna o di escrementi i gusti si spostano verso le tinte porporine o marrone scuro. e passando si soffregano contro i fio ri maschili impolverandosi di polline. dove i gusci seminiferi in disfacimento as sicurano un terreno ricco di nutrimento alle tarme impollinatrici. H. un frutto somigliante a un grembo maturo» tanto per citare D. I fiori sono di tre tipi diversi: maschile. Alcune femmine volano ai fichi di galla e ripetono il ciclo. ad esempio nella pianta di cacao.

Ma devo tornare agli altri metodi. Quando questi m aturano le larve di falena. com e dicono Proctor e Yeo. che bastano allo scopo meno fio ri.le vespe vagano da un fiore all'altro e vi diffondono il polline. altrimenti i fichi man gerecci cadevano prima di maturare. che ora sono cresciute. Viceversa è possibile ch e il nettare venga prodotto in tanta abbondanza. Non solo le falene adulte compaiono quando fioriscono le yucche locali. La seconda forma classica di simbiosi con impollinazione è offerta dalle yucche am ericane con certe falene. A volte. Animale e pianta vivono così in dipendenza reciproca comple ta. non sempre situate nel fiore . E" tutta questione di specializzazione e del grado di «monopolio» naturale elaborato per adattamento evolutivo. è possibile che questo fatto abbia attratto anticamente degli insetti primitivi che non facevano altro che arrampicarsi qua e là. presumibilmente per il suo odore. Tra l'altro c'è anche una falsa falena della yucca che copia la specie vera so lo depositando le uova negli ovuli. Il fico selvatico commestibile è noto con il n ome di caprifico. come nei casi del cerfoglio selvatico. La femmina della falena. Più sottilmente il nettare viene prodotto solamente nel fiore. imbattendosi nei fiori di tanto in tanto. Se tutto è a posto. la falena depone da uno a quattro uova in ognuna delle tre cellule dell'ovario. Va notato però che «i grandi tavoli fiorali» di questi fiori. La pianta provvede a che le larv e di falena abbiano cibo e rifugio. tanto più lunghe saranno le parti boccali dell'insetto. che ricorda quello della cap ra. ad esempio il Melianthus sudafricano . Prima che si coltivassero i fichi mangerecci. Quanto più il nettare si trova in posizione nascosta e d inaccessibile. sono ideali per gli insetti fannulloni che non hanno anc ora raggiunto un rapporto specializzato. Il nettare è un'altra cospicua fonte d'attrazio ne di cui dispongono i fiori: si tratta di una secrezione zuccherina di composiz ione varia (che in casi eccezionali può arrivare a contenere fino al 74% di zucche ri). formic he comprese.letteralmente «il fiore del miele» . scendono dalle piante per im puparsi nel terreno. si arrampica successivamente su parecchi stami e ne gratta via il polline facendone una pallottola. ma anche le pupe continuano a comparire per tre stagioni. che ques te sono visitate spesso anche da altre specie predatrici. ibridi. applicando infine il polline sullo stimma. di modo che gli insetti vanno dall'uno all'altro per fare un vero pasto. disposto in modo che l'insetto debba usare la lingua per estrarlo. Quindi trasporta la sua dotazione di p olline su un altro fiore. Molte piante secernono zuccheri da vari punti mediante apposite ghiandole nettarifere.prod uce tanto nettare che lascia grondare una vera pioggia di dolcezza quando viene scosso. per cui succede che alcuni dei numerosi ssimi insetti visitatori servano poco o nulla ai fiori. le fem mine della vespa del fico muoiono all'interno dei fichi senza aver mai mangiato nulla dalla nascita. In certe parti del mondo è tuttora praticata la «caprificazione». e così facendo impoll inano più attivamente. Effettivamente sono tant i gli insetti che vanno a mangiare o a riposare sulle ombrelle fiorali.di appendere sull'albe ro fruttificante un ramo di fico selvatico. c'è solo pochissimo nettare in ogni fiore. la maggior parte delle quali si limita ad una sola spe cie di yucche. in modo che le vespe di galla potess ero provvedere alla fecondazione incrociata dei due tipi. e la falena dal canto suo garantisce l'impol linazione della yucca. attirata sul fiore dal suo profumo fonda mentalmente notturno. tuttavia ne restano molti destinati a formare i semi. c'era l'abitudine . delle palme e di altre piante che hanno numerosi fiore llini raggruppati assieme. e più spint . nonché per pipistrelli e uccelli. che ovviamente rappresenta una delizia sopraffina per molti insetti. ciò nonostante esistono. che resero superflua l'imp ollinazione. ispezionandolo accuratamente per accertarsi che lo sti mma sia ricettivo e che nessun'altra falena l'abbia preceduta. Queste associazioni ci appaiono così complesse ed improbabili che viene davvero da domandarsi se possano esistere e svilupparsi. con conseguen te maturazione di fichi provvisti di semi.ricordata da Teofrasto . Comunque vada il procedimento. Gli ovuli nei quali sono state spinte le uova crescono in modo anormalmente gran de e costituiscono la riserva di cibo a disposizione delle larve di falena quand o nascono. caso mai venga un'annata eccez ionale in cui le yucche non fanno la fioritura.

ma tiene lontane le mosche. e lottan . appronta ti per tenere lontani dai fiori gli insetti indesiderati. Tra i nettarii più notevoli vanno segnalati quelli della fritillaria imperiale. I num erosi fiori sono portati su un disco orizzontale a mò di ruota. le api non si curano dei fiori a contorno arrotondato né di quelli . Dopo molti anni si scoprì anche il fiore adatto. sta ad indicare di solito la concomitanza di un solo insetto impollinatore. bordati da piccoli gambi (staminoidi) sormontati da un bottoncino rosso che sec erne liquido e luccica per questa gocciolina d'umore. Certe specie esotiche h anno anche una vera frangia di questi peli provvisti di goccioline. i cui cespugli epifiti dai fiori dondolanti assomigliano a una giostra da circo. nemmeno se si colpisce la pianta fino a spezzarla». infatti quando Darwin vide un'orchidea detta Angraecum sesquipeda le. I fiori impollinati da falene sono con ogni probabilità quelli provvisti di strett i lobi che s'irraggiano dall'ingresso centrale. quali calici duri o rigonfi. completa di proboscide e tutto. Sebbene gli entomologi del te mpo si mettessero a ridere a questa prospettiva. in modo da mantenerlo in posizione pendula.come il fiore di vetro o «nol i me tangere». o la digitale . e che inoltre «queste gocce non cadono mai.o l'adattamento simbiotico. il che basta ad assicurare l'impollinazione. del quale gli ultimi 4 centimetri erano colmi di nettare. Ancora più notevoli dal punto di vista visivo sono le marcgravie tropicali. sotto il quale pen dono a perpendicolo cinque sacche nettarifere di forma allungata. dove venne scoperta un'altra falena con proboscide lunga più di 30 ce ntimetri. Viene emanato anche profum o. Alcune piante sono venute al corrente di questa segnaletica. Il nettare situato in un condotto tubolare. ognuno dei quali porta alla base sei gocce luccicanti all oggiate in «ciotole» bianche aventi il diametro di circa 5 millimetri. e formano ad e sempio un anello di minuscole sacche all'interno dei fiori dell'elleboro. ad esempio la gramigna di Parnasso. Molto tempo fa l'erborista Gerard le aveva paragona te a «belle perle orientali». Il semplice rovesciam ento di un fiore. ne compaiono subito altre uguali». perché sono i n grado di arrampicarsi sulle infiorescenze. commentando al riguardo che «se si tolgono le gocce. incoraggia le api. un'orchidea Habenaria di abitudini terrestri. e in questo modo indicano l'obie ttivo alla proboscide dell'insetto che se ne sta librato in volo. suppose che doveva esistere una falena con proboscide di lunghezza corrispondente. talvolta ancora peli v iscosi provvedono ad intrappolare i razziatori che si avvicinano strisciando con la speranza di infiltrarsi dal gambo o dal tronco. Molte mosche vengono attratte dalle goccioline luccicanti di liquido simile a qu ello che trasuda dalle muffe della sostanza in disfacimento. dai fior i penduli campanulati. dominato dalla concorrenza. Alcune api hanno perfezionato anche un sis tema di furti di polline da fiori che in realtà non sono destinati ad essere fecon dati dai raccoglitori di polline. è naturalmente importante la prod uzione massiccia di questi mezzi di adescamento. s pecialmente pungendo il fiore o praticandovi fori. I colibrì che vi sitano questi tubi erogatori di zucchero possono andarsene solo alzandosi e tocc ando i fiori con la testa. la falena venne scoperta a suo tempo.dispongono d i accorgimenti che consentono loro di predare il nettare «senza pagare lo scotto». pendenti a di spetto della legge di gravità. Le mosche ricevono un compenso reale. come nel la nota aquilegia. Al l'interno del petalo esterno vi sono cinque «petali nettariferi» somiglianti a mani.in cui devono introdursi completamente.nonché gli uccelli che verranno nominati in seguito . perché i petali nettariferi hanno anche d el nettare situato in vicinanza del centro del fiore. Non basta: è capitato anche il contrario in Sudamerica. A volte si osservano anche falsi nettarii. Va aggiunta una breve nota sulla ra pidità straordinaria con cui lavorano certi insetti: uno smerintocolibrì è stato visto visitare 106 fiori della viola farfalla alpina nello spazio di 4 minuti. Nel mondo dei fiori. in modo che la mosca inten ta a banchettare si soffrega contro gli organi sessuati. In alcuni fiori esistono dispositivi di protez ione contro furti del genere. Di per se stessi i petali nettariferi non rappresentano una novità. o introducendo la lingua in f essure non progettate a questo scopo. Infatti un'indagine effettuata sui fiori alpini in Canada ha rivelato che gli insetti impollinatori abbondano a maggio quando sbocciano i primi fiori dopo lo scioglimento delle nevi. Molti insetti . fornito di un dotto di 30 centimetri. trovata a Madagascar e provvista di un dotto lungo 30 centimetri.

e fungono da guide olfattive per gli insetti visitatori. un odore s offocante e un debole calore incoraggiano una specie di scarabeo «a pernottare in un localino subacqueo». mentre no n è molto diffuso il meccanismo a trappola.vere specie di «cornucopie». di solito sono situati sul cappuccio. ed alza la temperatura fino a 15 gradi C. Oltre alle attrazioni del profumo. La temperatura più elevata mai osservata in uno spadice riguarda un Arum orient ale. Esso è un sottoprodotto tipico della produzione del puzzo . lungo all'incirca 30-45 centimetri. gli stimmi sono ric ettivi al polline che essi possono già avere addosso. e lo stesso accade ad insetti vagabondi di passaggio. erogatrici di quantità illimitate di nettare e polline . L'emanazione di calore. e i papaveri artici che offrono soltanto calore. H. Allora maturano gli stami sopr astanti: ognuno apre due fessure e lascia uscire il polline. Il suo sottile tubo fi orale. ma non è senza scopo. e così facendo offrono ciascuno una gocciolina di nettare.e così gli insetti abbandonano qu esti fiori precoci a basso rendimento. in modo che gli insetti possano discendere ma non risalire. ma a volte assai di più. si forma attivamente entro lo spadice (che è la spiga interna ed eretta d el fiore). e così si effettua l'impollinazione. Così l'odore d'escrementi emanato da certi fiori nostrani per attirare ins etti impollinatori. Corner. Tuttavia una porta a trappola impedisce ogni fuga fi nché non sia stata compiuta l'impollinazione. dal punto di vista degli insetti . la superficie di questa e la parte in feriore della spata producono goccioline oleose. Al di sopra di tutti. Finite le specie del tempo della cuccagna subentrano altri fiori a farsi concorrenza per attirare l'attenzione degli inse tti. certi fiori emanan o anche calore. L'Arisarum proboscideum è detto anche "c oda di topo" perché le sue spate porporine e provviste di cappuccio hanno un prolu ngamento sottile e lunghissimo che le fa assomigliare veramente a topolini tra l e foglie. secondo l'espressione elegante di E. in c orrispondenza del collo della cella fiorale. Una volta che gli insetti sono dentro. Un primato in tale senso è dato da non meno di 4000 moscerini osservati in una cella fiorale di 6 centimetri cubici. i peli avvizziscono e gli insetti coperti di polline riesco no a sgusciare all'esterno. e un altro di fiori maschili di sopra. ma basta ad offrire un rifugio allettante per m olti insetti. di sol ito al terzo giorno. sta un cerchio di peli che si piega no verso il basso. Molte aracee creano calore ed emanano odori attraenti per gli insetti. Il giorno dopo gli stimmi si asciugano. che sono anche unti. .tenete presente che il fetore può costituire un richiamo per gli insetti -. con temperatura esterna sui 15 gradi: si tratta del caso più notevole di riscaldamento registrato nel regno ve getale. la Cryptocoryne griffithii.ad esempio i Dryas montani visitati da zanzare che si nutrono di nettare. Molte aracee hanno questi accentuati prolungamenti. in particolare le Arisaema dell" Himalaya. Analogo rifugio viene offerto da una curiosa pianta della Malesia. certe piante artiche creano posti accoglienti aumentand o la temperatura del fiore . specialmente scarabei che vi hanno cercato ripar o. Per tornare ai nostri gigari. un gruppo di fiori femminili disposto a cerc hio sul fondo. I fiori sono dispos ti attorno alla base dello spadice. proprio al di sopra della cella fiorale. elargita al l'insetto a compenso della temporanea reclusione. ma a volte anche sullo spadice stesso. subito attirati verso un altro fiore ricettivo. Dopo di che.o attivamente per contendersi la disponibilità relativamente esigua di polline e n ettare. Ma già ai primi di giugno prendono il sopravvento specie come il salice e il tarassaco. La camera fiorale sottostan te è di poco più calda dell'esterno. sporge appunto dall'acqua. M oscerini e tignuole si dirigono anzitutto verso il punto che emana odore più acuto . quali moscerini che si riproducono negli escrementi in disfa cimento. non costituisce prerogativa esclusiv a degli Arum puzzolenti. del polline e del nettare. detto di passaggio. in modo che gli insetti non pos sono fare a meno di scivolare oltre i peli disposti come una nassa per aragoste. la cella fiorale formata alla base del la grande spata verticale carenata che rinchiude lo spadice. dove il calore non era inferiore a 43 gradi C. J. che ha abitudini acquatiche. osserviamo che in queste aracee il dispositivo pri ncipale escogitato è di fatto una trappola. Inutile aggiungere che in casi del genere la maggior parte dei visitatori perisce. Di solito restano intrappolate in un solo fiore una dozzina o due d'insetti.

uscendo da un'apertura nel f ondo. Aquilegie e convolvoli fanno lo stes so. salvo che non c'è uscita . Il r ischio di morire soffocati da parte degli insetti visitatori è molto maggiore con le aristolochie che non con le aracee. dirimpetto a un lungo tubo sovente incurvato come il cannello d'una pi pa. Per il nostro olfatto l'odore delle aristolochie è sgradevole. Alcune genziane dalla corolla a forma di tromba hanno finestrature allungate tra slucide.Ho già accennato al pericolo di soffocamento che incombe sugli animali impollinato ri. e i peli avvizziscono per consentire l'evasione finale degl i insetti. Un odore seducente per gli inse tti . In queste pian te troviamo una piattaforma di atterraggio. verso la quale si affollano gli insetti intrappolati sperando ch e si tratti dell'uscita. è anzi il caso di dire che le aristolochie sono diventate quasi troppo brave al riguardo. e la pianta spietata lascia morire i suoi impollinatori una volta che hanno ad empiuto alla loro funzione. Alcune specie di piante che crescono nelle steppe dell'Asia occiden tale frequentate dalle capre hanno fiori che non solo si confondono all'aspetto con escrementi caprini. Gli insetti vengono attirati dal nettare in grandi tazze. Se ne trovano ad esempio nelle già citate Cr yptocorynee e nelle Ceropegie della famiglia delle Asclepiadi. Gli insetti disorientati girano a tentoni e si agitano in questa parte del fiore. attorno o all'interno di questi punti. dove. Una trappola di genere completamente diverso da quelle già citate è in uso presso va rie asclepiadacee quali le asclepiadi tipiche tropicali. Molte di queste aracee «a testa di cobra» h anno un tessuto speciale che . con aperture situate al di sotto della estremità esterna chiusa del fiore e dei punti che emanano richiami odorosi. quando riusciamo ad avvertirlo. le parti femminili maturano per prime. ma devono aspet tare talvolta per parecchi giorni prima che il fiore appassisca. Queste piant e hanno fiori maschili e femminili distinti. di modo che gli insetti vengono materialmente messi alla porta. e in questo modo funge da richiamo. In queste specie si osservano masse di polline riunite in coppie e associate ad una ghiandola appiccicosa.che nell'Aristolochia grandiflora ricorda quello del pesce marcio . il vincetossico ed altr e. mentre il segnale luminoso non fa altro che condurli ag li stimmi. I n questi fiori c'è uno scivolo sdrucciolevole transitabile in una sola direzione. che così si nutre in parecchie posizioni diverse. I fiori delle Arisaema per la loro struttura si trov ano a metà strada dai nepenti insettivori. Identico meccanismo funziona per i fiori femminili. e r accatta il quantitativo massimo di polline. dove trovano un po'"di nettare e si ricoprono di polline.per riflessione e rifrazione . Molte piante hanno «finestre» del genere. disposte immediatamente al di sopra di fessure che portano allo stimma. Le Arisaema serpentine costituiscono un rischio ancora più grave. alla base del quale un anello di stretti tubicini so miglianti alle camere di scoppio delle vecchie seicolpi a tamburo vengono a trov arsi dirimpetto all'insetto. che vengono impollinati da certi pa ppatacci fungini. ma stavolta sono d'indole più cortese: l'illuminazione è prevista perché le a pi impollinatrici possano trovare il nettare in quello che è conosciuto come un fi ore «tipo pistola a rotazione». quelle maschili diffondono success ivamente il polline. somigliante a quelle delle stazioni spaziali. Altra astuzia adottat a da certe aristolochie è costituita dalla presenza di un'area trasparente nella p arete del tubo. Dispositivi trappolatori molto simili si trovano anche nelle aristolochie o «pipe olandesi». . interamente orlato all'interno di peli rivolti all'indentro.attira i moscerini fino agli organi sessuali situati in basso. non imparentate con le specie precedentemente accennate. Se le cose vanno lisce gli insetti entrano nel fiore maschile svasato e non devono fare altro che lasciarsi scivolare lungo una superficie sdr ucciolevole impolverandosi di polline nella caduta. ma ne hanno anche lo stesso odore. e il carcere sottostante spesso lascia filtrare la luce attorno alle parti sessu ate. inclinandosi in modo tale che ora lo scivolo favorisce l'evasione. dove si hanno fio ri che per forma ricordano elaborati paralumi di epoca edoardiana con frange e t utto. Il processo in molti casi si accompagna al ripiegamento del tubo vers o il basso. come accade nei g igari. Per la disposiz ione ricorda esattamente una nassa per anguille.concentra la luce sull'ingresso spesso marcato da un contorno scuro che conduce alla spata tubolar e.

Ma la fessura è tanto profonda e stretta che gli insetti più deboli non riescono a l iberarsi.e mentre si muovono qua e là intenti a sorbire nettare. hanno un «tubo staminifero» avvolto a spir ale che comprende anche lo stilo . Di norma amano il nettare e non sono attirati dai richiami olfattivi. Nel c . Molti fiori assumono una vera e propria iniziativa invece di limitarsi a disporr e passivamente trappole. Altri fiori impollinati dagli uccelli hanno struttura robusta. dove il gambo fiorale si allunga sopra il fiore consentendo ai colib rì locali di aggrapparvisi e d'introdurre il becco nel fiore rovesciato. fanno la mossa contraria. in modo che i vis itatori vi si possano appollaiare in adatta posizione. utilizzando i fiori stess i o più sovente il nudo stelo o il gambo. ad esempio le f uchsie. talvolta anche vistose. oppure stanno eretti in modo che i colibrì possano succhiare il nettare st ando sospesi in volo librato. e lo fanno funzionare a ripetizione se si toccano i l oro filamenti sensibili. Questi uc celli sono specialisti in acrobazie quando vanno alla ricerca del nettare. alla stessa stregua degli insetti. Alcuni fiori hanno perfezionato dei posatoi laterali. Passando ora dagli insetti ad altre specie animali. hanno stami a scatto di q uesto tipo. I fiori impollinati dagli uccelli tendono ad avere tinte brillanti e pure. tra le quali la ginestra e l'erba medica.la Pilea muscosa è chiamata addirittura in certi posti la "pianta artigliera" o "sparacannone" per gli sbuffi di polline che emette quando è toccata. sono sensibili al pari delle api a colori che l'occhio uma no non distingue. il che può benissimo cor rispondere a un mezzo molto semplice per procurarsi del cibo senza il disagio de i bruschi colpi inferti sistematicamente sull'addome. Ad esempio gli «alberi del corallo» della specie Erythrina indica producono tanto nettare da venir chiamati «f iori per bambini che frignano». L'insetto viene colpito sulla sch iena. talvolta anche in combinazioni smaglianti di verdeross ogiallo. Alcuni di questi fiori sono penduli. di modo che il polli ne viene spolverato sulle parti inferiori del visitatore. e lo stesso disposit ivo arma certe specie affini all'ortica . e ricevono numerose visite da parte degli uccelli nella stagione asciutta quando sono in fiore. Si sa che le api melli fere rubano nettare dai fiori d'erba medica perforandoli. L'alloro montano Kalmia latifolia possiede stami esplosivi. con molto nettare piuttosto acquoso. succede invariabilmente ch e una zampa .talvolta anche la proboscide . con conseguente scrollone dell'insetto e degli stami. che contengono vere cucchiaiate di nettare. Gli stami d ei cacti.cioè il gambo che sorregge lo stimma . Pare cchie Berberis. viceversa. Parecchi hanno stami disposti in modo che il tocco d'un insetto li muova rapidamente schizzando il polline sul visitatore. I fiori impollinati da uccelli possono anche mostrare tendenza alla forma tubolare o conica. e si dibattono in questo trabocchetto troppo funzionale finché muoiono. L'Araujia è nota anche con il nome di "pianta crudele". e si muovono dolcemente al l'infuori se vengono toccati. la brattea o il germoglio. tra l'altro. cui appartiene ad esempio il crespino. spruzzando polline su ogni visitatore. gli stilidii australiani sono conosciuti come piantegrilletto grazie a questa reazione. e spesso con indicazioni segnaletiche. si trovano molti uccelli alt amente adattati all'impollinazione.e l'inse tto lo fa «scattare» mentre si addentra nel fiore.entri in una fessura. spesso a sfumature rosse. che talvolta costituisce l a fonte principale di liquido per uccelli anche grossi. Altri stami invece sono meno violenti: quelli della sparmannia africana formano un rilievo semicircolare. perché spessissimo intrappol a falene e tignuole prendendole in questo modo per la proboscide succhiante. In teoria la farfalla non deve fare altro che toglierne la zampa con il polline che vi è rimast o attaccato e andare su un altro fiore per depositare il polline su uno stimma. Le Protea portano molti fiorellini in una «tazza» di brattee strettamente aderenti l'una all'altra. Inoltre tendono a mostrare costi tuzione robusta. come ad esempio l'Antholyza ringens del SudAfrica. Ogni fiore del giglio lanceolato o Doryanthea excelsa produce tanto nettare da riempire un bicchierino da liquore. Molte piante leguminose dispongono di meccanismi ingegnosi: alcune. Fiordalisi e centauree hanno un sistema ingegnos o per lanciare il polline. e si concentrano su un punto cent rale quando vengono disturbati. I colibrì. adatta a contenere molto liquido. Le enormi spighe della gigantesca Puya raimondii o ffrono ai colibrì delle Ande 20000 punti di degustazione dallo sfavillìo metallico.

o sapere di pesce. e perciò i fiori sono spesso in bianco e nero. l'albero del co tone. inondandoli di polline: altro esempio di strettissimo rapporto tra animale e fiore .15 del pomeriggio. che a loro vo lta sono i supplenti alati degli insetti. Dato che l'evoluzione dei fiori è cominciata qua si certamente nella foresta tropicale. dove gli uccelli del gruppo dei Dicaeum. e il bec co aguzzo consente loro di perforare facilmente il fianco del fiore. Molti insetti hanno abitudini notturne. ma sono stati n otati anche odori di cetriolo e di latte acido.aso degli sfarzosi fiori di strelitziaregina l'uccello sta posato su una piattaf orma grande a forma di doccia. di modo che un fiore a pieno sviluppo viene ad assomig liare a un ventaglio semiaperto. I fiori da loro visitati si aprono di notte. i cui gambi fiorali possono onde ggiare fino a un metro di distanza da terra. ma valgono molto meno ai fini di una ma novra impeccabile d'atterraggio. per cui si raggruppano e pendono verso il basso in modo ideale per gli uccelli visitatori. Ad esempio l'ipomea ch e fiorisce di notte viene visitata in certe località dalla falena testa di morto. quando imbruniva. Essi vi infilano il becco. detti appunto «beccafiori» o «uccelli del vischio». e il fiore letteralmente scoppia lo ro in faccia. si ottiene un risultato doppiamente bizzarro. Il baobab. Possono avere grandi aperture a favore dei pipistrelli g offi e sprovvisti di becco. essi sono anche emeriti ladri di nettare. Quando i fio ri poggianti su gambi così lunghi sono seguiti da grossi frutti. ignaro che gli stami gli premono il polline sulle zampe perché venga trasferito sullo st imma di un altro fiore in uguale posizione. E" il caso di dire che spesso gli uccelli trovano un'altra fonte di cibo negli insetti dir ettamente associati ai fiori. talvolta assai rip ugnante per l'uomo: può essere aspro o rancido. per servire da attrazione per gli insetti. Molto spesso ci capita di osservare che le specie tropicali di una famiglia di p iante vengono impollinate dagli uccelli. hanno masse tondeggianti di stami cui i pipistrelli possono aggrap parsi. dal moment o che i pipistrelli possono aggrapparsi.30 non se ne vedeva più una. o pendere su lunghi gambi in modo tipico. detta anche «albero delle palle di cannone». L 'effluvio può anche venir emesso. Un gruppo di piante parassite indonesiane ha gemme p rovviste di un piccolo pertugio. A volte sem bra perfino che usino questa pratica con i fiori abituali fornitori di nettare. il durian e molte piante delle bignonie vengono impollinati dai pipistrell i. marrone e rosso scuro . che ha ricevuto il nome appropriatissimo di "albero dei sala mi". mentre le loro parenti delle regioni te mperate si affidano agli insetti.gradazioni di porpora. soltanto di notte. nonché molto polline ugualmente mangereccio. si è pensato che l'impollinazione ad opera degli uccelli abbia avuto inizio prima di quella degli insetti. I pipistrelli non distinguono i colori. ma l'opinione og gi corrente è che siano stati gli insetti ad avviare tutto il processo. o almeno aumentato d'intensità. ben discosti dai rami. ed estrae il nettare dal centro del fiore. come nella Kigeli a africana pinnata. mentre il nettare fa sì che vi indugin o.vedremo infatti che gli stessi uccelli divorano e diffondono anche i semi. essi devono produrre grande quantità di nettare a profitto dei loro avidi v isitatori. Le specie di vischio tropicali sporgono i fiori brillanti dai rami delle piante che le ospitano. semplicemente per evitare sfregamenti o spruzzi di polline sulle piume. Come l'ipomea. dispone di una speciale «spazzola» di stami eccentrici che le consente di giovarsi della visit .nel qual caso si combina no all'odore di marcio. pertanto i fiori che essi visitano si ap rono di notte. L'esempio estremo è dato dall'albero tropicale Mu cuna gigantea che arriva ai 20 metri d'altezza. di solito accompagnati da odore acutissimo a scopo di richiamo. Qualche volta gli insetti hanno abitudini particolari. Molti fiori impollinati dai pipistrelli hanno forma sferica oppure. e spesso l'attrazione iniziale è data da un odore forte. come nel cas o del baobab. o in una serie speciale di colori . sebbene i fiori bianchi dell'ipom ea restino aperti per quasi tutta la notte. La curupita della Guyana. I numerosi fiori prodotti sporgono a loro volta dalla doccia. hanno imparato che vi si nasconde una prov vista di nettare. Un amico residente a Malta mi ha informato che a momenti poteva regolare l'orolo gio dall'orario di queste farfalle: arrivavano alle 6. Di notte i pipistrelli prendono largamente il posto degli uccelli. e alle 6. i fiori impollinati a l crepuscolo sono per la maggior parte bianchi o a tinte pallide.

per cui il fatto pare possibile. che ha la forma di una tazza.viene visitato dal piccolo pipistrello vampiro. Di solito i fiori si chiudono quando piove per evitare danni al polline. profumo o nettare. e vortica attorno agli stimmi depositand ovi il polline. Si conoscono esempi di p ipistrelli che tendono a stare sospesi in volo invece che ad aggrapparsi. Una pianta viene impollinata dai topi: è il caso d el pino hawaiiano Freycinetia. sebbene capiti ogni tanto anche l'impollinazione vera sulla superficie dell'a cqua o sott'acqua. Ma alcune piante si servo no della pioggia ai propri scopi. e così facendo s'impollinano baffi e zampe. principalmente quelle speci e notevoli che sono le erbe galleggianti. ma sono situati molto più in basso. La pianta acquatica più notevole per modalità di fioritura è forse la vallisneria euro pea. fatto osservato alle isole Faroë. Anche i fiori maschili si forman o entro vescicole. Alcuni fiori impollinati dai pipistrelli sono molto grandi: quelli dell'albero di bals a sono lunghi centimetri 12 con diametro di 8 centimetri. e di morbide pellicce per raccogliere il polline. che hanno di nuovo invaso il mare per fare concorrenza alle alghe antenate. un pipistrello dal naso lungo. tutte bestiole arrampicatrici fornite di lunghe lingue per cibars i di nettare.ammassati l'uno presso l'altro e odoranti di pane raffermo . mentre i fiori dell'al bero dei salami sono lunghi centimetri 7.a dei pipistrelli. con diametro di 12 centimetri. i cui capi fiorali conici sono circondati da molt e foglie rossoaranciate. I fiori femminili sono portati su sottili ste li che partono dalla base delle foglie. in ogn uno dei quali c'è uno stimma a forma di spazzola. dove quasi non esistono insetti impollinatori. che si crede porti il polline dell'a spidistra dall'uno all'altro dei suoi scialbi fiori a forma di tazza che fiorisc ono raso terra. Le vere piante acquatiche hanno problemi speciali. come nel caso di certe «lingue d'acqua». Nel ranuncolo strisciante le gocce di pioggia f anno cadere il polline dalle antere. L'animale impollinatore più strano è la lumaca. Il famoso cacto cereo a fioritura notturna (Selenicereus gran diflorus) o "regina della notte" . ciascuno con una bolla d'aria fermamente rinchiusa entro i segmenti fi orali. o perché la pioggia può tenere lontani gli animali impollinatori. Altre freycinetie hanno analoghe foglie fi orali succulente che attirano i cani volanti imparentati con i pipistrelli. Una volta all'aria questi segmenti si capovolgono. e l'acqua forma un ponte tra l'antera e lo stimma sul quale può galleggiare il polline. La maggior parte delle piante acquatiche produce fiori aerei che vengono impolli nati dal vento o dagli insetti. In tal caso il polline h a una superficie aculeata o spinosa che racchiude aria e mantiene la polvere del polline asciutta e galleggiante. mentre i bocci vengono indirizzati sicur amente verso l'alto in una vescicola impermeabile di brattee a chiusura stagna. La gigliacea Rhodea japonica è pu re impollinata da questi gasteropodi che mangiano le appendici carnose dei fiori . Nell'asfodelo di palude la pioggia viene catturata dai lunghi pe li che crescono sui filamenti degli stami. e il liquido scorrendo finisce nel centro d el fiore. In queste condizioni i fiori non hanno più b isogno di colori. il polline che cade sull'acqua di solito marcisc e. Così ci so no agili scimmiette che visitano i fiori penduli del baobab durante le ore della notte in cui essi sono aperti. A maturazione la vescicola si apre e i bocci si staccano da soli e salgono in superficie come altrettanti t uffatori. ma in realtà ne esistono alcune che portano i fiori sotto la superficie dell'acqua. passando infine il polline d ai fiori maschili a quelli femminili. i topi mangiano queste foglie fiorali. Giunti alla superficie i fiori si aprono in tre lobi di forma navicolata. in modo da fungere da . Oltre agli uccelli e ai pipi strelli che abitualmente impollinano questi fiori. e il gigantesco cac to saguaro dal rinolofo. carnose e dolci alla base.portando il poll ine da uno stimma all'altro. e vive in acque all'incirca altrettanto profonde. e spesso diventano piccolissimi. L'adattame nto principale in queste specie consiste nel produrre polline idroresistente in lunghi cordoni destinati ad arrotolarsi attorno ai lunghi stimmi una volta messi in libertà. Le b anksie australiane vengono impollinate da certi topolini marsupiali e dagli opos sum del miele. che produce foglie nastriformi lunghe fino a 80 centimetri.altro fiore scelto da Thornton per il suo «Temp io di Flora» . Altre bestiole danno letteralmente «una mano» ai fiori nell'impollinazione.

produc endo frutti a forma di salami.galleggianti per i due stami sporgenti obliquamente verso l'alto. l'organo femmini le si spinge attraverso la parte maschile spargendo gli stimmi tutto al di sopra . o bosso strisciante. Può anche capitare d'osservare che i fiori impollinati di un' infiorescenza si scostano da quelli non ancora impollinati. Capitolo 14. e non appena giunge a contatto dell'aria. nel qual caso il polline viene proiettato sullo spazzolino femminile sporgente . Anche stavolta alcuni fiori fanno puntate nei due sensi. pare nti delle lobelie. Le Ruppie mettono in libertà il polline racchiuso in bollicine di gas quando esso è maturo. Alcuni possono indicare ai visitatori tardivi che sono già stati impollin ati. ma il tarassaco e gli ieraci. Il pero nella sua varietà detta «della Conferenza» ne fa molto spesso. hanno perduto gli animali che le impollinavano. come un pistone. in modo che possano recarsi su altri fiori senza perdere tempo. per cui finisce per appassire o lasciar cadere la corolla. Naturalmente l'a pomissìa distrugge la possibilità di rimescolare le caratteristiche dei genitori nel gioco dell'eredità. Nelle piante che hanno parecchi fiori riuniti in gruppi il mutato colore dei fiori impollinati può agire da richiamo per gli insetti a vantaggio di quelli non ancora impollinati: ad esempio nel trifog lio ibrido i fiori nuovi sono bianchi. nostra pianta indigena. .ricorrono all'apomissìa. Il cacto Pe yote chiude davvero i suoi fiori nello spazio di cinque secondi dalla fecondazio ne. in modo da rendere s empre più facile l'accesso degli insetti a questi ultimi. che è quanto conferisce versatilità di adattamento a una specie. nelle qual i le caratteristiche subiscono alterazioni permanenti . si possono talvolta stimolare artificialmente le piante in mod o che producano frutti senza bisogno d'impollinazione. arrossisce dopo la fecondazione. All'occasione le piante producono frutti detti partenocarpi. fatto abbastanza notevole dal punto di vis ta dell'evoluzione. I fiori profumati di solito aboliscono molto rapidamente l'effluvio odoroso che richiama gli inse tti. Si sa che le Cyanea. Questa pianta sorprendente ha anche un altro trucco a sua disposizione: una vo lta avvenuta l'impollinazione. e probabilmente è cominciata nelle difficili condizioni che hanno caratterizzato molte regioni durante il Pleistocene. cioè producono semi vitali senza bisogno di fecond azione.e in certi gruppi sempre . Ciò nonostante il tarassaco e l'affine ieracio molto spesso . andati estinti. Anch'esse hanno pot uto ritornare all'autoimpollinazione. in cui compaiono per primi gli stami e quindi. certi uccelle tti delle Hawaii detti rampichini del miele. Si tratta di casi speciali nei quali uno scherzo di natura aiuta noi e non la pianta.tanto che specie apparte nenti a questi generi si contano a centinaia o anche a migliaia in posti dove so lo pochi botanici si sono accorti di quanto stava succedendo. possiedono una variabilità intrinseca che passa alla disce ndenza assieme all'elevata capacità di effettuare mutazioni improvvise. sebben e i banani rampollino con grande prontezza dai polloni. nonché altre piante non imparentate con essi. pare non avere alcun animale impollinatore in Gra n Bretagna. mentre quelli impollinati sono di un bel colore rosso acceso. dall'avvolgimento a spirale del gambo. Come non mancherò di descr ivere in seguito. quali l'alchemilla e il rovo. alla ba se della pianta. si spande su tutto il pelo del l'acqua. Il tarassaco ha un nett are dolcissimo associato a un polline denso e nutriente molto gradito alle api. una volta avvenuta l'impollinazione. dove sono esposti anche gli stimmi. La veronica m aggiore da azzurra diventa porporina quando il nettare è finito. In ogni pianta il fiore non serve più a nulla dopo avvenute l'impollinazione e l'e ventuale fecondazione finale. Cosa accade se un fiore perde il suo animale impollinatore? L'orchidea Ophrys ap ifera. e ha escogitato un metodo ingegnoso per assicurare l'impollinazione incrociata. il fiore femminile viene tirato in basso. I fiori della Magnolia virginiana imbruniscono entro mezz'ora. succede facilmente che s'infilino tra due lobi . mentre la poligal a rossa. Se queste navi celle toccano un fiore femminile. tanto più che la soluzione si è dovuta trovare in fretta. e pertanto è ricorsa all'autoimpollinazione. L'apomissìa si verifica nei suoi aspetti più tipici negli habitat aperti e instabili . sebbene possa occorrere l'impollinazione a mò di stimolo. ed anche i banani sono partenocarpi. in cui non si forma no semi.

La maggior parte di esse. che indica i testicoli. Nell'Inghilterra medievale le orchidee venivano dette «testicoli di cane» o «scroto di toro» . di lucertole. Le piante abitualmente p ortano numerosi fiori riuniti in infiorescenze. Prendono forma ed a spetto d'uccelletti. e delle quali non si sa nulla per quanto rigua rda il modo d'impollinazione. Le orchidee costituiscono una delle famiglie più cospicue nel r egno vegetale. altre stanno a terra. Gli animali impollinatori delle orchidee sono quasi soltanto gli insetti. accon tentandoci di pochi esempi. Un coltivatore d'orc hidee ha registrato il caso dell'Oncidium carthaginense che produsse un esemplar e con gambo fiorale lungo 4 metri. Mentre mol te altre famiglie vegetali dipendono dagli insetti che praticano l'impollinazion e. tra le più recenti in termini evo lutivi e tuttora probabilmente in attiva evoluzione. "Se mai la natura ha mostrato il suo carattere giocoso nel dare forma alle piant e. d'insetti. è in un certo senso appropriato che la parola orchidea derivi dal vocabolo greco "orchis ". Essi si sono fusi originando una «colonna» che porta due stimmi funzionali e di solito una o talvolta due antere funzionali.il labbro . il codice d'amore degli antichi Indiani.. Non sorprende il fatt o che questa dottrina . talvolta somigliano a un uomo.. mentre uno dei sei segmenti fiorali . e molt . Così stanno le cose. mentre sono note due specie di orchidee che passano tut ta la loro esistenza sotto terra.e Shakespeare scriveva delle «lunghe porpore» d'Ofelia. mentre la realtà è che ess e variano moltissimo in grandezza.«orchidee da seno». Riproducono l'immagine di una pigra tartaruga. e specialmente per il modo con cui portano gli stami e i pistilli. di un rospo malinconico. o pendenti. in dubbiamente si guadagnano la nostra massima ammirazione". Molte orchidee conducono vita epifita appollaiate sugli alberi. lo si può constatare nel modo più lampante tra le orchidee. doveva necessari amente avere qualche effetto tonico o curativo su di essa. come verrà spiegato in un capitolo seguente. Ciò deriva dal fatto che le orchidee terrestri che si r itrovano nelle regioni del Mediterraneo hanno tipicamente due tuberi arrotondati somiglianti effettivamente a testicoli. o a un b uffone da circo che ci fa ridere. a differenza dei p astori sboccati che usano un termine più sconcio. Il simbolismo univa l'uomo alla natura: se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano. alcune sono saprofite e sostanzialmente prive di foglie. La natura ha mode llato i fiori d'orchidea in modo tale che. talaltra a un severo lottatore dall'aria poco rassicurante. Ma ora ci o ccupiamo di quella che realmente si può definire la loro meccanica sessuale. Molta gente pensa alle orch idee come ad ibridi vistosi ottenuti dalle mani dell'uomo nei negozi dei fiorist i . carico di parecchie centinaia di fiori. e l'orchi dea simboleggiava il sesso in opere d'arte quali l'Arazzo del Liocorno. che d avvero possiamo considerare i loro fiori alla stregua di altrettanti dispositivi elaborati per servirsi degli insetti. o a una donna.è di solito relativ amente grande. Sebbene non c'entri per nulla con l'elaborata vita sessuale delle piante. perché altrimenti si dovrebbero moltiplicare fino a un numero quasi uguale a quello delle specie d'orchidee. Ma egli non era un osservatore acuto come si potrebbe immaginare. le orchidee si sono spinte tanto oltre e in misura tanto straordinaria. ha un rapporto curioso di odioamore con i funghi. quello che ottiene dalle orchidee è di essere sconcertato e beffato nel ver o senso della parola. passando da fiori relativamente mostruosi a p iccolissimi esemplari del diametro di pochi millimetri. In termini antropomorfici possiamo dire a ddirittura che se l'insetto impollinatore ottiene di solito qualche forma di com penso. come le ha definite un giardiniere -. e comprendono forse 35000 specie.fiorente già molto prima di Cristo . Un altro caso classico è dato dal Satyrio n.UN KAMASUTRA DEI FIORI. e vivono di sostanza v egetale in disfacimento. perché «il carattere giocoso nel dare forma alle piante» d'orchidea dissimula una vita sessuale tanto elaborata da ricordarci il Kamasutra. se proprio non ci muovono al riso. I fiori d'orchidea sono diversi da tutti gli altri per la forma. di una scimmia cicalante senza posa.abbia reso i tuberi d 'orchidea molto richiesti per la composizione di bevande afrodisiache. Così scriveva il botanico tedesco Breynius nel diciassettesimo secolo.

il colore. ma profuma di lillà quando viene buio. La maggior parte dei fiori d'orchidee dura a lungo se non avviene l'impollinazione. ed ho sentito dire di certe che perdurano anche sei mesi in serra. le masse di peli tremolanti. e non soltanto tra specie . Il richiamo principale per gli inse tti arriva spesso sotto forma di profumo. Nella famiglia delle orchidee si conoscono almeno 50 so stanze aromatiche. tanto che tutto il complesso apparato è stato descritto come un «giro dell'oca» o un percorso ad ostacoli in una sola direzi one. in cui sono stati combinati fino a quattro generi diversi per creare fiori completamente nuovi. emanando profumo se la specie ne è dotata: tre mesi di durata non sono infrequenti. durano in fiore solo tre giorni. o che addirittu ra scorre lungo una scanalatura al centro del labbro. sono diversi modi di offrire la propri a carne fiorale all'agente sessuale. anche con il loro aspetto .anche a livello di generi. impollinate da insetti di s pecie tra loro affini. Il Bulbophyllum macranthum trasuda una sostanza di grande richiamo per le mosche. tracce visibili di nettar e o rilievi fisici quali creste o canali. ad esem pio le Stanhopee. una volta impollinate aboliscono le emanazioni odorose così attraenti. il dise gno. un den drobio odora abitualmente di eliotropio. ma offrire parte della propria carne all'agente sessuale è qualcosa che sembra preso da un film dell'orrore. Il nettare o l'essudato alimentare si può trovare anche sui tessut i o all'interno di essi .e il caso più sensazionale è quello dell'orchidea detta «codino cin ese». Però l'odore è accompagnato quasi sempre da un compenso alimentare. pendule e somiglianti per forma agli insetti. Qu esto fatto è inteso ad impedire l'ibridazione cui le orchidee sono tanto disposte . oppure gli insetti possono limit arsi a masticare la struttura della base. Ma altre hanno vita breve. tanto è spinto il loro adattamento.nel caso che lo abbia già raccolt . la Masdevalila fractiflexa. comprese certe lumachine. Alcune orchi dee hanno peli speciali ricchi di sostanze proteiche. senza poi fornire nessun delizioso umore.e singole specie si affidano ad una sola specie d'insetto. cui assomi gliano anche per colore. alcu ne mutano colore e nella maggioranza appassiscono con grande rapidità. All'occasione pochi altri animali possono effettuare l'impollinazio ne delle orchidee. imbroglia le mosche carnarie limitand osi ad attirarle con l'odore nella posizione adatta ad effettuare l'impollinazio ne. che accorrono a leccarla. bizzarre.come è stato accertato ne lle coltivazioni artificiali. ma percorrendoli s'accorgono che i sepali scivolosi si scostano sempre più. Co me accade con gli altri fiori. Indubbiamente giova ad impedire gl i incroci anche tra specie strettamente imparentate. A somiglianza di quanto usano certi ragni. le lunghe parti erette ed es ili o dondolanti . l'odore di certe orchidee ci ripugna: ve n'è una ch e odora di naftalina. Perciò passano sul labbro apparentemente robusto s enza accorgersi che esso è delicatamente imperniato in modo da gettarle in basso e poi indietro. le frange pelose. si dice che indigene primitive a tendenze matriarcali divorassero i mariti dopo che questi avevano recitato la loro parte. Un'orchidea del ti po «carne marcia».dove l'insetto deve andare a cercarlo . Alcune orchidee cambiano il profumo a seconda della clientela che sperano di attirare in diversi momenti della giornata: un'orchidea impollinata d alle falene emana odore di mughetto di giorno e profumo di rosa di notte. in cui l'insetto viene condotto infallibilmente in un punto dove non può asso lutamente fare a meno di raccogliere polline o .oppure qualche parte del fiore può essere attraente dal punto di vista mangereccio. che spesso pendono fino a terra . che di solito risulta molto gradito an che all'uomo. Queste orchidee risolvono il problema della fecondazi one emanando odore tanto acuto da richiamare rapidamente gli insetti per vasto r aggio. Spesso hanno anche percorsi che guidano gli insetti. I profumi o gli odori delle orchidee di solito sono estremamente specifici per u n dato gruppo d'insetti. e le specie se le scambiano solo in limitate composizioni. mentre altre sanno di carogna. Le mosche atterrano su lle punte riunite dei petali esterni. Alcune orchidee per attirare le mosche emanano odore di carne marcia. che può essere per fino del nettare posto addirittura in una doccia o in una coppa. ad esempio nel caso dell'orchidea delle carogne conside rata nel capitolo precedente. Le orchidee attirano gli insetti. come si nota nell'orchidea Listera ovata. altre invece creste od esc rescenze che vengono rosicchiate dagli insetti. con petali nastriformi lunghi 75 centimetri. perché vengano a contatto degli organi sessuali.

In molti casi. Oltre ad obbligare l'insetto prescelto a seguir e un determinato percorso. Il primo baluardo contro l'autofecondazione viene opposto da una struttura detta rostello. il disco attaccaticcio aderisce alla tro mba succhiante dell'insetto . avvicinandosi ad angolo retto. e se questi visita un altro fiore non farà evidentemente che spingere i primi pollinii su quelli nuovi. prendano un c ompenso non dovuto. A volte si vedono insetti con parecchie paia di pollinii attaccate alla tromb a succhiante . e nel Catese tum .di depositarlo sullo stigma.in cui fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta. Nell'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) il dotto lungo e sottile ha un 'apertura molto stretta. Nelle Epipactis di palude e specie affini la cerniera si trova al centro del la bbro. Un altro motivo per cui le usanze sessuali delle orchidee risultano tanto intere ssanti è che questi fiori ricorrono a tecniche molto avanzate per evitare l'autoim pollinazione. il giro dell'oca in questione è progettato in modo da i mpedire che i visitatori non addetti allo scopo entrino nei fiori. gli insetti visitatori vengono trattenuti per un certo tempo dopo essere stati proiettati nel centro del fiore da uno scossone del labbro della «testa d'anatra». o se non altro vengano a contatto del polline. e non sullo stimma sottostante. ed alcune orchidee adottino l'autoimpollinazione quando siano fal liti tutti gli altri mezzi. è di solito molto più grande d elle altre parti. ma due rilievi lo mettono in evidenza e guidano la prob oscide succhiante della falena o farfalla in ispezione. che una volta i botanici li a vevano creduti appartenenti a specie diverse. C harles Darwin ha notato che si può controllare questo meccanismo sbalorditivo serv endosi di una matita. il cui colore bianco e il cui forte profumo notturno attirano le falene della notte. chiamate "pollinii". Nell'orchidea purpurea i pollinii cambiano posizione poco dopo essersi fissat i. sebbene nella maggioranza dei casi i due sessi siano portati dallo stesso fiore. e spesso ha una forma molto caratteristica. ad esempio nella "farfalla minore". i pollinii si incoll ano ai lati della testa della falena. L'insetto vi atterra facendo abbassare l'estremità esterna.come nel Cycnoches od "orchidea a collo di cigno". Nella maggior parte delle orchidee l'insetto scende sul segmento fiorale detto l abbro. i pollinii vengono soffregati sullo stimma del prossimo fiore visitato. La guida accurata è d'importanza vitale perché per operare c on successo i pollinii devono attaccarsi simmetricamente alla tromba dell'insett o. Il labbro ritorna alla posizione original e ed è pronto per un nuovo visitatore in mezz'ora circa. che forma una barriera fisica. i rispettivi fiori maschili e femminili sono tanto diversi tra loro. Il disco porta sulla parte inferiore una sostanza vischiosa che fa presa molto solida nello spazio di pochi minuti. oppure viene versata loro addosso della sostanza vischiosa in seguito a rottura di un minuscolo sacchetto. avanza e gusta i . e a volte anche agli occhi. come ad esempio nelle Pterostylis. Ma i cornetti dei pollin ii si trovano ora in posizione quasi verticale al di sopra della proboscide dell 'insetto. Anche i Bulbophyllum hanno labbra così mobili che un insetto che vi atterri viene scaraventato letteralmente nel centro del fiore. In altri casi esiste un piccolo batten te o coperchio che si chiude sopra lo stimma non appena il polline viene preleva to da un insetto. dove una cerniera alza il labbro in modo da impedire all'insetto di andarsene.o . come si può osservare nell'orchidea purpurea Orchis mascula e nelle specie affini delle Isole Britanniche. Nella Caleana australiana . In certe orchidee. e possono effettivamente condurli a morte nel caso in cui i pollinii im pediscano loro di arrivare al nettare. e da obbligarlo a percorrere il «giro dell'oca» all'interno. Così appo stati.in questo caso un calabrone che sta ispezionando l a doccia del fiore.Darwin un giorno ne contò 11 paia . Sebbene questo in realtà sia uno dei tre petali. A volte il labbro svolge una funzione attiva. a guisa di un infilaaghi dell'epoca vittoriana. Per ovviare a qu esta possibilità l'orchidea ha un asso nella manica: nello spazio di mezzo minuto il gambo dei pollinii si piega in avanti. detta «orchidea ad anatra volante». E" il caso di avvertire che il polline tra l'altro viene porta to via di solito in masserelle solide antiurto. Molto spess o essi aderiscono a un disco appiccicoso a mezzo di un rilievo a forma di gambo. Questo errore si è rivelato tale sol o in rari casi .che li mettono evidentemente a disagio. Quando si hanno i sessi separati.

pure situato presso la base della colonna. di modo che i pollinii vengono collocati o tolti con la massima preci . Deve affrontare una breve. Ma ha fatto scattare il dispositivo: non appena cerca di decollare. Abitualmente si osserva una vera processione di api sbronze e dalle ali inzuppate. e ubriacandole o drogandole i fiori riescono più facilmente a «piegarle ai l oro voleri».che può ra ggiungere il diametro di parecchi centimetri . Talvolta occorrono a un'ape n on meno di 30 minuti prima che riesca a districarsi e scappare all'aperto.possono passare alla svelta. tr oppo sdrucciolevole e strapiombante. conosciute con il nome di «pianella della Madonna». Ma i fianchi sono ripidi e la sola usc ita possibile è data dall'orifizio. Le orchidee Cypripedium. Gli insetti devono arrabattarsi indecorosament e per passare attraverso la doccia e il tondino piegato ad angolo retto. Sul fior e successivo.di cui alcune teoricamente cariche di pollinii di altri fior i . perc hé il rostello tende a tenerla inchiodata sul posto. Più in al to sul tondino c'è un paio di ghiandole secernenti gocce di liquido. che escono faticosamente dal bagno. e i movimenti continuati verso l'alto fanno usc ire i pollinii. Però il rostello non oppone più tante difficoltà dopo che sono stati rimossi i pollinii. al fondo della quale trova i po llinii. l'insetto è nel posto ada tto per irrorare lo stimma di polline. quando si trova in posizione per mangiare. che finiscono con l'attaccarsi alla testa dell'insetto. i Catasetum. Il meccanismo più straordinario tra tutti i congeneri. La parte posteriore della testa rompe il sa cchetto della sostanza collante. l a parte terminale del labbro scatta bruscamente contro il suo addome. Un osservatore vide un giorno ch e un'ape impiegava 45 minuti per portare a termine la sua evasione alla Stanlio e Ollio o da mago Houdini: al momento dell'epilogo non c'era più profumo. La prima ape che entra in un fiore vergine deve faticare molto per evadere. solo per accorgersi che non riesce a fare presa sul fiore per la sua superficie levigatissima. Le api entrano nel la sacca e si accorgono di non poter uscire dalla parte per cui sono entrate. accanto alla quale alcuni peli rigidi consentono un appiglio. t anto da farli cascare nel liquido stesso. I calabroni richiamati dai fiori colorati e molto profumati (pe ndenti sotto la pianta) vengono attirati su un'area di tessuto commestibile. Le api abitualmente sono di modi bruschi e goffi. le Stanhopea. o le orchidee collo di cigno. Proprio sopra questo orifizio un'altra parte del labbro formata a tondino fa una piega ad angolo retto: sulla superficie inferiore vi sono nicchie contenenti lo stimma e i pollinii. sospeso ad una vera staffa rigida ad angolo retto e pr ovvisto di uno stretto orifizio a forma di doccia. La scena è pronta. hanno u n labbro saccate provvisto di nettare sotto il bordo esterno. Il mattino dopo il fior e era ancora profumato. e le api successive . e nulla avrebbe potuto persuadere l'insetto a tornare nel fiore. Altre orchidee trasformano gli animali impollinatori in altrettanti drogati: ad esempio le Gongora.dove un'analoga discesa capitombolante sortisce l'effetto di soffregarli sullo stimma vischioso. è il labbro «inventato» da un a Coryanthes centroamericana chiamata "orchidea a secchio". dove l'ape viene attirata da un profumo dolce che sembra prometter e nettare. Come al solito c'è u n motivo dietro questo comportamento.l nettare. così gli insetti sorpassano lo stimma e le mas se di polline sporgenti sui due lati delle uniche uscite accessibili. e l'insett o può soltanto procedere verso l'alto. che sparano i pollinii su qualche parte del corpo degli insetti. Ma le fenestrature traslucide che lasciano passare la luce guidano gli insetti verso la colonna.si è infossato formando letteralmen te una specie di secchio. atto a figurare vistosament e accanto alle soluzioni d'ingegneria di Heath Robinson. ripida discesa sul dorso lu ngo il pozzetto ricurvo di caduta della colonna. dov e possono anche raccogliere un liquido aromatico che li ubriaca letteralmente. Sembra che il fiore disponga di un dispositivo che interrompe l'emanazione odoro sa se un'ape impiega troppo tempo ad andarsene. e può darsi benissimo che si tratti di un dispositivo appr estato contro le eventualità di autofecondazione. Altro ingannevole e sconcertante meccanismo è quello apprestato dalle orchidee pen dule Gongora. Il labbro . L'ape va ora a visitare un altro fiore tenendo i pollinii attaccati al d orso . e così fa cendo raccolgono polline sul dorso.ne sporgono a guisa di cornetti . oppure depongono sullo stimma quello ammassa to in precedenza.

Ne sono esempi la Pterostylis falc ata e la Masdevallia muscosa. è abbastanza curioso il fatto che in certe specie solo una delle due antenne è sensibile. dove le parti fiorali. i qu ali infatti non eiaculano. Ma il richiamo prin cipale per i maschi degli insetti. Sta di fatto che qui s'incontrano piante che si possono definire solo delle pros titute. Toccando anche lievemente uno di questi meccanismi. L'orchidea comunque non è mai del tutto seducente per gli insetti innamorati. Si è notato che i maschi degli inse tti in causa di solito uscivano dallo stato pupale prima delle femmine.sione. Le loro abitudini sono condivise dalle Cryptostylis austra liane. tuttavia ve ngono visitate alacremente da api. che scaglia tutta la massa di polline preceduta dal s uo disco vischioso alla distanza minima di un metro dal fiore. Effettivamente è nota da molto tempo la somiglianza esistente tra questi fiori e gli insetti. e si trovano anche punti luccicanti a for ma d'occhio. L'aspetto visivo generale dei fiori è progettato per richiamare i maschi d egli insetti. somiglianti alle ali ripiegate di un insetto. intrecciandosi e sovrappone ndosi. Forse il metodo d'impollinazione più stravagante è quello adottato dalle Ophrys. a somiglianza dei fari degli aeroporti. Una volta posato sul labbro dell'orchid ea l'insetto trova le curve giuste.attività nota con il termine di pseudocopula . Come nelle Arisaema. che posson o raccoglierla e radunarla in tasche di tessuto spugnoso situate sulle loro zamp e. Questo odore è così forte che i maschi cercano e trovano fiori a nche avvolti in fogli di carta. Nei Catasetum il rostello sviluppa due «antenne» funzionanti da grilletti o meccanis mi di scatto.praticandolo prolungatamente e vi gorosamente. Alcune orchidee assomigliano notevolmente alle trappole per insetti osservate pr esso le aracee. potendo restare chiuso per una trentina di minuti. spesso c'è una macchia rifrangente che aiuta l'insetto ad «atterrare». né sostanze oleose o parti commestibili. che compongono la confraternita d'orchidee impollinate dalle api in Europa e nelle regioni mediterranee. dalle Paragymnomma sudamericane. La sostanza inebriante naturalmente piace molto alle api interessate. sebbene i loro organi sessuali siano sufficientemente stimolati. e le ripetute osser vazioni sono giunte alla conclusione che gli insetti maschi effettuavano l'impol linazione tentando di accoppiarsi con i fiori. C'è il fa tto che l'orchidea impollinata dalle api in Inghilterra è in grado di ricorrere al l'autoimpollinazione dopo che lì ha perduto il suo impollinatore animale. Altri indizi suggeriscono invece che essa viene lasciata in pos ti adatti ad attirare api dei due sessi. petali ridottissimi con antenne simulate. La verità forse no n sarebbe piaciuta ai pudibondi biologi vittoriani: l'autoimpollinazione che abb iamo vista è solo l'ultimo ritrovato del mondo delle orchidee. e forse da un paio d'altre specie. a somiglianza di alcuni anim ali che usano identica pratica marcando il loro territorio con le ghiandole odor ifere o l'urina. mosche ed insetti affini. mentre le orchidee tipo pianella della Madon na sono trappole fiorali di tipo leggermente diverso. e questo schizzo piuttosto violento da l a certezza che i pollinii possano attaccarsi saldamente ai visitatori. Ciò nonostante volano speranzosi da un fiore all'altro . oppure s i verifica va una tipica sovrabbondanza di maschi. sia per forma che per colore. sovente anche lobi latera li sul labbro. l'ingresso ha s pesso aspetto relativamente vivace. è dato da un odore simile a quello emanato dalle femmine della loro specie. le sporgenze e i peli che lo convincono di a vere trovato effettivamente una femmina e lo inducono a tentare l'accoppiamento . tale da farli avvicinare ai fiori quanto bast a ad indurli a posarvisi. formano un ricettacolo a forma di brocca sormontato da un cappuccio. scatta u n dispositivo a catapulta. e c'è almeno una specie in cui i maschi preferisco no le orchidee alle loro compagne reali. Nessun altro urto fa scattare la catapulta. Le orchidee Catasetum sono visitate da insetti relati vamente grossi che rosicchiano i fiori. motivo p er cui un'autorità botanica ha avanzato l'ipotesi (nel 1831) che i suoi fiori abbi ano assunto la forma d'insetti per tenere lontani i visitatori. Il l abbro ha dimensioni molto ridotte e funge da trappola e molla di scatto. C'è una teoria che sostiene che l'ape maschio usi questa sostanza oleosa per de limitare il territorio personale di corteggiamento. al punto che i maschi li espongono e li sfregano sul fiore compiendo movimenti d'accoppiamento. Quest e orchidee non hanno nettare.

nelle quali la grande chiazza lucen te e rifrangente è tutta orlata di spessi peli bruni o rossicci che si estendono a lle sue «braccia» pronunciate. Si è calcolato che un comune fungo commestibile produce circa 16000 milioni di spore. e per ristabilire l'equilibrio mi sia consenti to di fare un'altra citazione dall'opera "Impollinazione dei fiori" di Proctor e Yeo. e nell'orchidea corn uta si osserva un paio di sottili cornetti sporgenti di un centimetro e più in pos izione di «spalla». Invece queste Ophrys.magari divertendosi . for se dotata di profumo e nettare atti a richiamare un'ape adulta.«spalle» o anche «seni» sporgenti dal labbro.tanto più notevoli in quanto in realtà è molto difficile immaginare le fasi intercorse tra le specie attuali e un'orchidea «capostipite». alcune hanno . e se questo insetto non è dispon ibile. In questo caso s embra che il mimetismo imiti un'ape femmina in riposo su un fiore.effettuando tentativi d'accoppiamento . ma in tal caso farebbero certo migliori affari se pensassero ad assicurarsi una clientela più variata. aveva il diametro di 160 centimetri nella parte più larga e 135 nella p arte più ristretta.tanto per ricorrere a ter mini antropomorfici . In effetti mi ca pitò una volta di tenere una conferenza su questo particolare argomento. per quanto possano essere favorevoli le condizioni climatiche e il terreno.e intanto diffond ono polline molto efficacemente. Ha una zona scura in rilievo con due segni azzurrognoli lucenti nel bel mezzo del labbro di colore giallo br illante. sono chiaramente esemp i notevolissimi dell'adattamento.sui 30 centimetri di diametro . c on le terga sollevate presso gli organi sessuali dell'orchidea. Può darsi che queste Ophrys siano delle prostitute. mentre nelle sottospecie si trovano labbra più strette con ciurli di peli che assomigliano esattamente a tafani. Queste orchidee hanno labbro di forma e modello assai variabile a seconda dei lo ro specifici compagni di vita sessuale. Ogni tanto pare che l'ape s'accorga che non tut to va come dovrebbe. E" stato anche calcolato che le spore di vessia potrebbero ven ire diffuse dalle correnti aeree su quasi mezzo milione di chilometri. Gli animali che la visitano si mettono sempre a testa in giù sul fiore. L'Orchidea lutea costituisce una curiosa eccezione. con la testa rivolta dalla parte opposta alla colonna. a somiglianza delle altre orchidee. specialmente presso cert e piante inferiori.una vessia di lupo alta 24 c entimetri. Pur tuttavia l'imitazione della forma e dei peli di un animale e la produzione di em anazioni odorose uguali a quelle delle femmine degli insetti da parte di queste Ophrys. alcune di pendono al completo da una sola specie d'insetto. mentre le spore delle felci.influenza e viene influe nzato a sua volta da tanti altri fattori che interagiscono tra loro. devono forse limitarsi a 20000 chilometri . e gli esempi più notevoli sono forniti fors e dalle orchidee dette "specchio di Venere". che vengono messe in libertà al ritmo di 100 milioni all'o ra. La natura è largamente prodiga di materiale riproduttivo. Varia anche la pelosità. alquanto più grosse. Allora la pseudocopulazione è più prolungata e violenta del sol ito.quale la produzione dei semi o il meccanismo d'impollinazione . Tuttavia pa re giusto dire che la soluzione particolare trovata dalle orchidee per vivere in un mondo dominato dalla concorrenza è molto vicina a una conclusione suggerita da lla logica". rappresentano una delle forme più notevoli dell'adattamento evolutivo che mai siano state registrate . e può anche succedere che l'ape morda rabbiosamente il labbro del fiore. perché qualsiasi tratto caratteristico . Il numero di spore dell'es emplare massimo mai osservato è quasi incalcolabile . mentre una vessia di lupo gigante di medie dimensioni . che così affermano: "E" sempre arrischiato dare una spiegazione semplice di qualsiasi parte della bi ologia di una specie o famiglia.può produrre fino a 7000 miliardi di spore. Capitolo 15. l'orchidea di norma non ha possibilità d'esistenza nell'area in questione. a conclus ione della quale venni avvicinato da una persona che mi informò di non aver mai ud ito né visto dimostrazione migliore delle sue convinzioni in una «creazione istantan ea». LO SCOPO FINALE.

. La cifra va confrontata con i 10 chilometri in media dei semi aerei del tarass aco, sebbene in occasione di temporali essi possano coprire una distanza di 200 chilometri. La dispersione a lunga distanza in realtà non è necessariamente auspicabile, perché può portare le spore sul mare, o in ambienti inadatti, o lontano dagli animali che l i impollinano, quando esistono. Le spore rappresentano la discendenza tipica della fase asessuata delle piante i nferiori, e vengono diffuse in molti modi diversi. I funghi, come le citate vess ie di lupo, non sono altro che sacchetti i quali a maturazione avvizziscono e sc oppiano, mettendo in libertà il loro carico polverulento. I "geastri" o «astri della terra» hanno due strati, dei quali quello interno forma la sacca sporifera; in ce rte specie viene spinto all'insù quando viene a maturazione in seguito alla rottur a e all'estroflessione dello strato esterno. I funghi lamellati, come quelli nor mali che vediamo in cucina, portano le spore sui lati delle lamelle, dalle quali vengono espulse mediante esplosioni accuratamente calcolate - a circa un decimo di millimetro, distanza condizionata dal modesto scartamento esistente tra una lamella e l'altra, dove vanno a cadere le spore. I funghi coprini hanno lamelle deliquescenti, dove il cappello subisce un graduale processo di «autodigestione» e s i trasforma in un liquido contenente le spore. Le Coppe, funghi a forma di nido d'uccello, rappresentano un gruppetto affascina nte nel quale le spore sono portate in corpi detti peridioli che non mettono in libertà le spore finché non vi siano condizioni adatte. Tra queste il Crucibulum ass omiglia a un cestino dai lati quasi verticali; quando è maturo il coperchio si dis secca e lascia vedere all'interno i peridioli ovaleggianti. Il Cyathus ha forma somigliante ma più aperta, con fianchi lievemente assottigliati. I peridioli sono assicurati da principio a un filo che nel Cyathus può raggiungere anche i 18 centi metri di lunghezza, mentre tutta la coppa ha al massimo due centimetri di diamet ro. Questi funghi hanno scoperto il modo di utilizzare l'energia sviluppata da u na goccia di pioggia. La loro forma è tale che una goccia d'acqua di grandezza e v elocità media viene fatta risalire per il fianco del «nido», e così facendo trascina con sé i peridioli; nel Cyathus vengono portati alla distanza di almeno 60 centimetri , e a volte fino a 200 centimetri. Il filo di ancoraggio si srotola quando il pe ridiolo viene gettato a distanza, pressappoco come si cava un filo da un tessuto a maglia; alla fine si rompe alla base e, appiccicoso com'è, si attacca o si aggr oviglia a qualunque foglia o gambo incontri per strada. Il peridiolo vi resta ad erente finché non si verifichino condizioni favorevoli all'emissione delle spore. Nel fungo Sphaerobolus si ritrova un impressionante meccanismo a catapulta. Le s pore sono riunite a palla e trattenute fintanto che la pallottola forma all'inte rno una coppa a molti strati. Un poco per volta si origina una tensione tra ques ti strati, in modo che il cappello del fungo alla fine rovescia di colpo la part e interna all'esterno, proiettando la pallottola alla distanza di 5 o 6 metri. Molti funghi, ivi compresa la "segale cornuta" - temibile parassita fungino di q uesto cereale - formano gocce di liquido sotto ogni bolo sporifero, da dove spun tano le spore cariche di nettare ad attirare gli insetti incaricati della diffus ione. E" degno di nota il sistema di dispersione delle spore adottato da un gruppo di funghi conosciuti con il termine appropriato di Phalloidaceae, cioè "falloidi". Es si producono spore esterne contenute in una pellicola di muco odorante di feci o di carogna in putrefazione, come nel noto Phallus impudicus, satirone o «corno fe tido», come viene chiamato in varie località. I botanici amano dire pane al pane e v ino al vino, e il nome latino di questa pianta, Phallus impudicus, è molto indovin ato, perché da una massa sotterranea ovale morbida spunta un organo fruttificante dalla forma notevolmente somigliante a un pene umano, formato da una sostanza fr agile alquanto simile al polistirene espanso nell'aspetto esterno. Altrettanto n otevole è la velocità di questa pianta: può spuntare in un'ora e mezza o due. Naturalm ente si tratta dell'espansione di una struttura preformata, come succede in un f ungo, e non di vera e propria crescita. Si forma muco sul cappello conico. Le mosche si radunano attorno a questo appeti toso banchetto esattamente come fanno con i fiori puzzolenti delle aracee o dell e stapelie, divorando il muco con spore e tutto. Le spore attraversano indenni i

l corpo delle mosche e vengono abbandonate come Pollicino «in un'altra parte del b osco». Una mosca può espellere in una sola volta più di 20 milioni di spore! Anche i l umaconi apprezzano il viscido festino e riescono a localizzare un satirone con l 'olfatto alla distanza di 5-6 metri. Una volta eliminato il muco, il fungo emana odore relativamente dolciastro. Altro appartenente a questa tribù e affine al precedente è il Mutinus caninus. Mutin us era uno dei nomi di Priapo, dio del sesso presso gli antichi Romani, e "canin us" si riferisce alla straordinaria rassomiglianza del fungo a un pene di cane, tanto più che lo stretto cappello è di colore rosso. L'odore di questo fungo, sebben e molto meno forte di quello del suo parente già citato, è nauseabondo in modo indes crivibile. Ma esistono anche numerosi parenti nelle regioni tropicali, alcuni dei quali han no un velo perforato sotto il cappello a mò di camicia. Non c'è da sorprendersi che le popolazioni primitive rimanessero colpite dalla rassomiglianza di tali funghi con le loro parti intime e li usassero per i riti di fecondità, in uno dei quali la cenere dei funghi carbonizzati veniva sfregata sulla vagina delle donne steri li. Altre specie imparentate non hanno cappello ma assomigliano piuttosto ad ane moni di mare dagli spessi tentacoli; si annovera tra queste un fungo straordinar io, che un tempo si vedeva con una certa frequenza nei vecchi locali adibiti a s tufa, dove viveva sulla scorza di quercia in fermentazione usata come combustibi le, e ancora segnalato in Inghilterra e in Europa - il Clathrus ruber, dove una sfera cava a traliccio, di colore rosso vivo o rosato, erompe dal rivestimento e sterno. Tra i muschi si nota maggior precisione nella dispersione delle spore, contenute in linde capsule fornite talvolta di coperchietto di squisita fattura. Negli sf agni il coperchio e le spore contenute all'interno vengono espulsi e soffiati lo ntano dalla pressione dell'aria che si sviluppa dentro la capsula man mano che l a metà inferiore si dissecca. L'Andraea è fornita di capsula con fessure che si apro no solo in condizioni di aridità, provvedendo a che le spore vengano emesse solo c on tempo asciutto, in modo che possano restare più facilmente sospese in aria. Le variazioni dell'umidità atmosferica vengono sfruttate da altri muschi, dove la cap sula ha una serie di dentini sotto il coperchio. I cambiamenti d'umidità influisco no sulla tensione interna dei dentini facendoli girare bruscamente, in modo che le spore si riversino con forza all'esterno. Il Polytrichum ha un anello di fore llini nel bordo della capsula su cui posa il coperchio finché le spore sono mature , dopo di che la capsula funziona come una pepaiola e ricorda in modo sensaziona le il meccanismo di dispersione dei semi adottato dai papaveri. Le spore degli equiseti hanno un lungo dispositivo a forma di X, ed esse vi stan no attaccate proprio al centro della X. Quando vengono messe in libertà, i bracci del dispositivo stanno avvolti attorno alla spora, ma si aprono appena si trovan o in aria, perché il cambiamento d'umidità provoca improvvisi mutamenti di forma, at ti ad assicurare notevole mobilità. I vari gradi di tensione derivanti dallo stato asciutto sono utilizzati anche da varie felci, a volte soltanto per aprire le fessure del corpo sporifero, ma nel la Dryopteris per azionare un fascinoso meccanismo di catapulta che ricorda le m acchine da getto usate dagli antichi Romani. Una striscia di cellule speciali si tuata su un lato e sulla sommità della capsula esercita forza tale da far staccare gradualmente dalla base il sommo della capsula contenente le spore. Un improvvi so allentamento della tensione fa scattare ancora in avanti la sommità della capsu la, e le spore vengono gettate fuori. Questo movimento improvviso è causato dalla trasformazione istantanea dell'acqua in vapore nelle cellule speciali. Invece nelle piante superiori si cede il passo ai semi. Il seme ha molte più cellu le della spora, e in generale contiene un embrione con una cappa esterna protett iva. Il grado di sviluppo dell'embrione può variare, ed altrettanto quello del riv estimento esterno; alcuni semi hanno una riserva di nutrimento, mentre altri - a d esempio quelli delle orchidee - ne sono sprovvisti. Certi embrioni d'orchidea hanno inizialmente solo 120 cellule. In certi casi eccezionali, come nel "Ginkgo ", può anche capitare che i semi non vengano nemmeno fecondati prima di cadere dal l'albero genitore. I semi mostrano grandissime variazioni di grandezza. Il più piccolo, sempre tra le

orchidee, ha lunghezza inferiore a 1/4 di millimetro, ed è tanto leggero che ne o ccorrono circa tre milioni per dare un grammo di peso. Semi così piccoli vengono p rodotti spesso in quantità ugualmente incredibili; una sola capsula di "orchideacu lla" (Anguloa) o di "collo di cigno" contiene circa 4 milioni di semi, e il comu ne Cymbidium dei fioristi può averne un milione e mezzo. Semi così polverulenti hann o un'area di dispersione paragonabile per ampiezza alle distanze coperte dalle s pore. Naturalmente i commercianti in semi trovano impresa molto ardua maneggiare semi così minuscoli, o quelli delle begonie e delle calceolarie, per citare solo due gruppi vegetali conosciutissimi, per cui spesso smerciano confezionamenti al l'interno dei quali c'è una bustina con un pizzico di semi a malapena visibile, da l quale tuttavia si può ricavare un'intera serra di piante. All'estremità opposta nella scala di grandezze si trovano piante che producono poc hi grossissimi semi, il massimo dei quali è dato dal cocco delle Seychelles, o coc co doppio. Detto anche cocco di mare, per il fatto che in qualche occasione veni va trasportato per il mondo dalle onde marine - e anticamente spuntava prezzi as tronomici perché lo si riteneva una rarità con doti afrodisiache -, esso è in realtà una palma il cui gigantesco seme può raggiungere la lunghezza di 45 centimetri e supe rare il peso di 30 chilogrammi, e il cui tempo di maturazione supera i dieci ann i. E" notevole per la sua sorprendente rassomiglianza con un bacino femminile, s ia visto di fronte che da tergo; i suoi fiori maschili sono sorretti da uno stre tto spadice ad infiorescenza lungo più di un metro, e pertanto hanno naturalmente un forte simbolismo sessuale. Dal punto di vista tecnico questo seme gigantesco è un frutto, ma è solo una questio ne di terminologia, in quanto tutto il rivestimento esterno della «noce» rinchiude u n solo embrione. Si noti che in questo capitolo userò la parola frutto con maggior e libertà, rispetto al suo senso casalingo di semi incorporati in una massa molto più voluminosa di tessuto commestibile. Il seme più grosso di tipo ortodosso è forse q uello della Mora excelsa dell'America Meridionale, piatto e misurante centimetri 12 per 7. La grandezza del seme non è indicativa del tempo richiesto per maturare. Alcune or chidee impiegano fino a 18 mesi prima che maturi la capsula seminifera. La produ zione dei semi è ovviamente più rapida nelle piante annuali cui è concessa una breve s tagione dalla germinazione alla fioritura e alla produzione dei semi, o nelle pi ante perenni cui le condizioni esterne impongono un periodo brevissimo per cresc ere. Credo che il primato sia detenuto da un esemplare norvegese del ranuncolo a lpino Ranunculus nivalis, fiorito entro cinque giorni dalla sua comparsa dal man to di neve invernale, che produsse semi maturi dopo diciassette giorni. Il gigan tesco cacto messicano Pseudomitrocereus matura i semi entro 27 giorni dalla fior itura. Le piante annue sono progettate per produrre semi e poi morire, ma se vengono po tate anche dopo che è avvenuta la maturazione dei semi, ributtano spesso fiori e r innovano il procedimento; e tutti i buoni giardinieri sanno che capitozzare una pianta è operazione essenziale per tenerla in fiore il più a lungo possibile. Altre piante si dicono invece monocarpiche: crescono per un certo numero di anni, fior iscono e muoiono. Le grandi agavi americane sono state chiamate piante dei cento anni perché si credeva che fiorissero - prima di morire - solo una volta per seco lo; alcune vi impiegano certamente decine d'anni, come la Puya raimondii, una gi gantesca bromeliacea somigliante ma non imparentata con le precedenti. Fioritura e produzione dei semi sono spesso la risorsa finale di una pianta che «s ente» che sta per morire, e i giardinieri approfittano anche di questo fatto per t enere certe piante in vasetti piccolissimi: ad esempio clivie a radici carnose, piante bulbose come ippeastri e nerine. Se si concede a queste piante molto spaz io per mettere radici, non fanno che produrre molte foglie, con scarse probabili tà di fioritura; ma costringendole in spazio limitato, si incoraggia il loro istin to di dare fiori. Spesso le radici asciutte in un dato momento costituiscono un buono stimolo ad avviare la fioritura: è il caso di molti bulbi che spesso hanno u na stagione di riposo asciutta nel loro habitat naturale, o delle lattughe che s i affrettano a fare semi quando vengono costrette all'asciutto. Una volta che una pianta ha fatto i semi, pochi o molti che siano, deve adottare certe misure per distribuirli più lontano che può. Non diversamente dalla fecondazi

one, la dispersione dei semi può essere passiva e casuale o rappresentare invece i l risultato dell'adattamento evolutivo con gli animali. E" interessante osservar e che in molti casi piante a meccanismo d'impollinazione sviluppatissimo - le or chidee ne sono ancora un esempio lampante - possano invece essere prive di dispo sitivi speciali d'adattamento ai fini della dispersione dei semi. I minuscoli se mi delle orchidee vengono sparpagliati al vento, ma in questo caso esiste un mot ivo valido perché possano atterrare vicino al fiore che li ha generati, perché lì hann o la probabilità d'incontrare il fungo senza del quale di norma non possono germin are, come vedremo in seguito. Infatti il vento rappresenta il principale mezzo di diffusione dei semi, alcuni dei quali si sono ridotti ad avere peso e grandezza di spore polverulente e poss ono così coprire grandi distanze. Moltissime piante hanno messo a punto semi alati di vario genere, sebbene la loro autonomia di volo sia spesso limitatissima. Qu esti ritrovati aerodinamici possono essere costituiti da una semplice membrana s u un piano attorno al seme, o da perfezionati alianti come le note samare del fr assino o i semi filanti dell'acero pseudoplatano, che ricordano tanto da vicino i vecchi autogiri. Alcuni semi volanti dispongono di una sola membrana od ala, a volte anche di un dispositivo a biplano; mentre altri, come quelli del Dryobalanops, hanno un ciur lo composto di parecchie alucce per consentire a un seme relativamente grosso e pesante di andarsene planando almeno a una certa distanza dalla pianta genitrice . L'ala più sviluppata appartiene al Centrolobium robustum brasiliano, lunga 17 ce ntimetri, mentre la Cavanillesia, pure del Brasile, ha parecchie ali con diametr o anche di 9 centimetri, disposte sui fianchi dei frutti in modo da conferire lo ro un movimento di rotazione. Le bignonie di solito hanno semi alati opportuname nte confezionati in una lunga capsula o baccello. I semi di certe conifere hanno ali, mentre altri, fatto alquanto strano, restano incorporati in grandi pigne legnose, finché queste letteralmente marciscono o si fanno aprire al fuoco. Le pigne del Pinus attenuata finiscono col restare imprig ionate dalla crescita della corteccia, e non trovano la libertà prima che l'albero non sia morto, caduto e marcito! La pigna a dimensioni massime, a proposito, è qu ella del Pinus coulteri lunga fino a 35 centimetri, che può toccare il peso di un paio di chili. Le scabiose e le statici ricavano dal calice secco piccole membrane pieghettate somiglianti ai volani usati per gioco dai ragazzini, che contengono i semi, ment re molte specie di trifoglio hanno calici rigonfi. Questi dispositivi costituisc ono veri e propri palloni aerostatici, pur ammettendo che molta parte del loro s postamento è fatta di capitomboli e ruzzoloni per terra. La sena vescicolata (Colu tea arborescens) ha grossi baccelli rigonfi, mentre il Cardiospermum è noto anche con il nome di "vite dei palloncini" per i ricettacoli sferici rigonfi dei semi; in tutti e due i casi baccelli e ricettacoli si staccano e vengono portati lont ano. Questi volani ed aerostati sono a metà strada dal paracadute, dispositivo già noto d al tarassaco e dal caprifoglio ma adottato da tutte le altre famiglie vegetali, ivi compreso il leucodendro argentato del SudAfrica, il cui grosso seme dalla te sta piumosa sta appeso a un gambo sottile. Le alternative al paracadute sono rap presentate da piumini di peli sottili come nel lino delle fate alpine, il cui pi umino (tecnicamente una barba) può raggiungere la lunghezza di un metro. Il Myzode ndron, pianta parassita dell'Antartico, possiede un triplice piumino che di fatt o è uno stame molto modificato e può arrivare alla lunghezza di parecchi centimetri, conferendo a queste piante il nome di "vischio piumato". Moltissime piante qual i gli epilobi, la clematide, la valeriana, l'erioforo, il salice e la sala di pa lude hanno semi tenuti per aria da una massa di peli finissimi in grado di sorre ggere i semi - necessariamente piccoli - per chilometri e chilometri sul filo de lle correnti aeree. Piumini e paracadute si rivelano molto più funzionali delle al i ai fini della dispersione. Certe piante semplicemente si sradicano quando fanno i semi, e una volta secche vengono portate dal vento qua e là, disseminando i semi cammin facendo. Nel Libro d'Isaia c'è un cenno alla «cosa che rotola davanti al turbine di vento». Il profeta er a buon osservatore della natura, perché vi sono molte specie di «cose che rotolano», e

costringendole a rigettarlo. Una «palla di vento» nel senso letterale della parola è data dalla zucca amara o coloq uintide dei deserti dell'Africa Settentrionale e del Vicino Oriente.il latte .. scoppiano e disperdono i semi neri al calore del sole. saltando e rimbalzando con grande fracasso. o sono provvisti di tessuti sugherosi che assicurano il galleggiamento. L" Hodgsonia heteroclita è una pianta rampicante parente del cetriolo. Un racconto descrive come «alla stagio ne adatta migliaia di. Qui le fregate o albatros si nutrono di pesce che abitualmente ottengono con minacce dalle sule. allora i semi eventualmente ancora contenutivi se ne vanno galleggiando ciascuno per proprio conto. è un esempio vistoso della facilità di questo meto do. A maturazio ne i suoi frutti. che cresce lungo le rive dei fiumi. inoltre la polpa oleosa all'interno riveste i semi in modo che possano galle ggiare indisturbati se cadono in acqua isolatamente. che quanto a s ecchezza sono sufficientemente duri da permettere alla palla di rotolare al soff io del vento. Nella Gundelia tournefortii del Vicino Oriente . E" questa probab ilmente la «cosa che rotola» del profeta Isaia. Due specie di Caesalpinia parenti del pisello hanno sem i durissimi come ciottoli che possono galleggiare addirittura per anni senza per dere nulla della loro capacità germinante. arrivano velocemente sulla pia nura rotolando.. Quando le sule a bbandonano le isole dopo che i loro nidiaci sono diventati atti al volo.che gli c onsente di germogliare insediandosi su spiagge aride. le freg ate non trovano più una facile fonte di cibo. Molti cardi si comportano allo stesso modo. La loro superficie sferica e liscia permett e al vento di farli rotolare sulla sabbia.e non fa meraviglia che questi grovigli siano detti anche «streghe d el vento». formando grandi masse rotolanti. ma dispone anche di una speciale riserva nutriente . come nel giaggiolo tedesco.. questi globi vegetali. Semi di questo tipo di solito hanno superfici impermeabili o idrofughe. con spavento per il cavallo e il cavaliere». si staccano dagli steli secc hi e si fanno rinsecchiti e leggeri. che tuttavia presuppone la presenza di un seme galleggiante che non si limit i a germogliare per il semplice fatto che è bagnato. e conteng ono aria. L'ispida salsola che si ritrova tanto in America quanto nelle step pe asiatiche (ma è oriunda britannica) è un tipico arbusto ruzzolante . e galleggia fino a quando si dec ompone. simili a meloni di 10 centimetri. o contro i cespugli o i sassi. Quando si arrestano in una depression e del terreno. L'acqua costituisce ovviamente un altro mezzo di trasporto dei semi. Esso si rompe staccandosi dal gambo. dove si possono vedere i semi staccati che sbatacchiano rumo rosamente. La tipica pianta ruzzolante ha steli che formano una rozza sfera. Ma il caso più strano di semi galleggianti che raggiungono un luogo per la germina zione è forse quello offerto dalle piante che si ostinano a stare a galla attorno alle isole Cocos.talvolta oss ervata in masse aggrovigliate grandi come i mucchi di fieno ammassati durante la fienagione . In Indonesia ed Australia i capi seminiferi a raggiera de ll'erba Spinifex s'intrecciano assieme formando «palle di vento». I suoi grossi frutti a forma di zucche legnose sono cop erti da un feltro grigiastro che impedisce loro di bagnarsi quando cadono in acq ua. motivo per cui queste piante sono diffu se in pratica in tutte le regioni tropicali. Il comune cocco è forse il frutto più noto che venga trasp ortato per via marina: non solo ha uno spesso guscio fibroso adatto al galleggia mento. Evidentemente inghiottono allora gra .. I semi che vengono portati al mare invece che nei fiumi devono tollerare la sals edine ed avere costituzione assai più robusta per resistere ai disagi e a lunghi p eriodi di galleggiamento.una specie di carciofo del povero .i botanici attuali le chiamano «piante vaganti a distribuzione anemofila» specialme nte nelle regioni steppose o desertiche. La diffusio ne della specie «noli me tangere» o fiore di vetro introdotta lungo i corsi d'acqua inglesi in questi ultimi decenni. Ma molti semi assai più picc oli si diffondono via mare: ad esempio alcune specie australiane della tribù della "Veronica" a semi piccolissimi hanno colonizzato il Cile grazie alla loro resis tenza al galleggiamento.sono i capi spinosi ch e si spezzano e s'intrecciano. talvolta in fossette superficiali o in spazi aerei all'interno. Il loto indian o ha un capolino seminifero a forma di galleggiante conico con aperture nella su perficie superiore. favoriti da microscopiche formazioni cerose che impe discono loro di affondare.

Se il seme tocca terra. che toccano i 5 centimetri. Si tratta di una piant a a steli sparsi che quando si disseccano si appallottolano come un cestello sfe rico. che danno loro l'impress ione di fare una bella mangiata. e i nfine . mentre con l'umidità si aprono ed emettono i semi. La famiglia ve getale che comprende i piselli ha perfezionato gagliardamente questa caratterist ica: l'arachide ne rappresenta un esempio classico. Un a volta maturi e secchi si staccano. Questo germoglio cresce per un periodo var iabile da sette a nove mesi. In realtà molti semi non effettuano un vero sbarco. e la lunga barba della stipa pinn ata opera anche come la manopola di un trapano sull'estremità del seme avvolta a s pirale. si formano le radici. All'estremità superi ore le foglie si spiegano alla base. Tra le pap iùonate questa caratteristica è stata sviluppata nel modo più rilevato.una trentina di specie in tutto . che a maturazione si raggruppa formando una massa a forma di becco. I cereali selvatici hanno analoghe barbe spinate che provvedono a piantare i sem i con grande rapidità dopo che si sono staccati. ma esempi del genere si ritr ovano in parecchie famiglie che non hanno tra loro alcun vincolo di parentela. La coda è sensibilissima ai cambiamenti d'umidità. e comincia a crescere una mangrovia nuova. e si trova all'estremità di una «foglia seminale» tubolare o cotiledone. perché produce una serie di frutti sotterranei resistentissimi alla siccità. alla fine si posano in mezzo ai detriti o ad altre piante. finché cioè ha una lunghezza di circa 50 centimetri e d iametro di 3 centimetri. Ciò si verifica nell'Anast atica hierochuntica. Nel caso delle piante che vivono in condizioni di vera aridità è naturalmente molto importante che i semi vengano emessi solo quando piove. Altre piante provvedono in un modo o nell'altro a disseminare i propri semi. e que lla che porta il seme viene spostata su e giù e tutt'attorno a seconda dei mutamen ti meteorologici.girandosi mentre si staccano . finché approdano in un posto adatto al loro sviluppo. perché le mangrovie sono piante di località soggette all'az ione delle maree. dapprima presso la base dove c'è il seme. Se tutt o procede senza inconvenienti. spesso chia mata anche rosa di Gerico. Alcune piante . questi movimenti sono tali da infilare il seme nel terreno: i peli rigidi di cui è fornito fanno venire in mente le barb e direzionali della cocca d'una freccia. come l'erodio selvatico e il geranio ad esso affine.forzano letteralmente i semi n el terreno allungando verso il basso gambi o steli dopo la fioritura. specie appartenente alla famiglia della senape.alla presenza di un lungo filamento o barba su cias cun seme. l'ipocotilo ispessito si affonda come un pugnale nel fango sottostante. I «becchi di cicogna» più lunghi sono quel li dell'Erodium gruinum delle regioni mediterranee. Proprio sotto i l punto dal quale esce dal frutto c'è un anello di cellule che si rompono e lascia no cadere il frutto quando l'ipocotilo ha raggiunto un peso sufficiente. con riferimento a una leggenda che vuole che tutte le piante sbocciassero e fiorissero alla nascita di Cristo. becco di cicogna . e pr oduce un grosso frutto a forma di pera. ma nel caso parti colare delle piante dei deserti serve a mantenere le colonie vegetali nelle cond izioni più favorevoli di crescita in regioni abitualmente inospitali. perché possano vagare portati dal vento.becco d'airone. e in questo modo bellamente s'insedia. ma come arrivano a terra non fanno che rigettar li! La mangrovia è una pianta dei corsi d'acqua e delle riviere marine tropicali. Molto prima di staccarsi dall'albero que sta pera forma però un lungo germoglio sottile. né cadono effettivamente in acqua. in linguaggio tecnico si dice ipocotilo. ed altri frutti aerei c he possono venire portati lontano dal vento. che devono certi nomi popolari anglosassoni . e perciò non è facile cavarlo da terra una volta che vi è arrivato. un poco più spesso all'estremità inferiore. A questo pu nto le «code» avvolte a spirale sono diventate abbastanza leggere da venire in aiuto ai semi. e a lcune tra queste si possono vedere anche più sotto casa. dove anzi germoglia. La Gymnarrhe na del deserto del Negev si assicura il meglio di due ambienti.all'apice del rostro o becco. A prima vista può sembrare insoddisfacente il fatto che ci sia una massa di germogl i che spuntano e si fanno concorrenza tutti allo stesso posto. Per queste caratteristich . Non si tratta di una vera e propri a radice.ndi quantità di semi galleggianti somiglianti ai piselli. e allora la «pera» galleggiante consente ai semi di venire traspor tati dalle correnti. ma non offrono alcuna resistenza al la siccità.

e in un gruppo (Apatesia) alcuni semi si formano in cavità speciali discoste dalle valve principali che producono i semi. prescindendo dalla loro capacità di aprirsi e chiudersi. Tra le crocifere parenti del comune crescione si trovano specie dotate di baccel li orizzontali che funzionano come leve per scagliare lontano i semi quando sono colpiti da una goccia di pioggia: un tiro di 80 centimetri è stato segnalato nell a tlaspide fogliosa. e sono in grado di diffondere largamente i semi. I Mesembryanthemum. Moltissime piante hanno capsule. Ma questo è solo il principio. facendola schiz zare fuori assieme ai semi. pare probabile che certe specie vengano trasportate dai fiumi. I semi vengono rovesciati fuori in massa o. e lo stesso accade con qualche altra specie vegetale. ne sono un esempio class ico. man mano che il capolino seminale viene scosso dal soffiare de l vento. Naturalmente sono tutte piante morte. Molti semi sono mossi dall'acqua piovana che scorre sulla superficie del suolo: ciò accade diffusamente nei deserti dove i rari violenti acquazzoni possono origin are fiumane ed allagamenti temporanei. baccelli. Comun que le specie di massima distribuzione si ritrovano nelle regioni più piovose. Certi semi trasudano sostanza mucillaginosa quando vengono bagnati. Questo accorgi mento sembra ispirato da una tattica prudenziale. una delle quali è una Selaginella. esercita una spinta sulla poca acqua contenutavi fin da prima. ce n'è sempre qualcuno situato in posizi one tale che difficilmente potrà venire espulso. che t uttavia può essere di breve durata e venire seguito da un periodo di grande calore . Presso i lamii. A volte la rosa di Gerico viene divelta dal suolo ad opera del vento. quando una goccia di pioggia colpisce una delle valve . La pianta è ora arrotolata a palla ed è presto portata via dal vento. questo accor gimento li fa aderire al suolo non appena ne vengono a contatto. La maggior parte dei semi vien e dilavata via con grande facilità in occasione di un acquazzone improvviso. di modo che i germogli spuntati possono perire. invece. con il loro anello di fori d'uscita tutto attorno al bordo superiore del capolino seminale. così che finiscono con il germogliare in un periodo di pioggia come la maggior parte dei semi. gli steli s i curvano in fuori e in basso. La cap sula aperta è congegnata in modo che. Varie specie hann o perfezionato in diversi modi ingegnosi questa applicazione dell'idrodinamica. Non ogni seme viene dilavato all'esterno. Quando i semi cominciano a maturare. piante grasse sudafricane molto ricche d'umore. un labbro del calice è spesso disteso per funzionare da leva sotto l'azione di una goccia di pioggia. a somiglianza di quanto succede nel piccolo fungo Cyathus già descritto. formano caps ule seminifere bellissime i cui intrecci somigliano quasi a quelle bocce cinesi contenute all'interno di altre sfere più grandi. le paret i delle cellule sono provviste di fori attraverso i quali entra l'acqua ed escon o alla fine le radici. L'erba cornetta ha un mazz . Col tempo asciutto stanno chiuse in modo assolutamente ermetico. ma l'umidità fa aprire le loro valve raggiate come una stella . mentre ad esemp io nella specie di salvia Salvia lyrata si registrano casi in cui i semi sono st ati gettati fino a due metri di distanza. Un gruppo di piante (Hyme nogyne) si è spinto oltre la fase del complesso meccanismo d'ingegneria necessario per far funzionare queste capsule simmetriche. I pochi semi rimasti nelle cap sule vi stanno finché l'involucro si rompe. anche a distanza di qualche metro. ma i semi vi restano imprigionati. più tipicamente.altro dispositivo igroscopico. e può lette ralmente farla uscire da terra. u n po'"alla volta. in modo che non avvengano altri spostamenti quando inizia la germinazione. che si aprono a ma turazione del seme. oltre al trasporto effettuato occasionalmente dai rovesci d'acq ua piovana. spingendosi raso terra quanto basta a liberare le radici dal terreno asciutto. carpelli e così via. I semi di certe piante grasse dette «pietre vive» (Lithops) contengono una sacca d'aria che permette loro di galleggiare per parecchi giorni. di solito l'anno successivo a quello in cui si è staccato i l seme. L'umidità ha una sua funzione anche nel caso della piantaggine di Creta.e la pianta viene spesso venduta come una curiosità sotto il nome di "pianta della Risurrezione". Queste si staccano ben presto. dove essi se ne stanno rinchiusi in strette strutture a sca tola. Le «pepaiole» o i «turiboli» dei papaveri. per cui non hanno probabilità di venire gettati all'esterno. ed ha riunito tutti i semi su un cilindro circolare. comportandosi come una pianta rotolante.

Gli uccelli sovente rappresentano un fattore importante per il «r imboschimento» delle isole: ad esempio 35 piante superiori possono essere arrivate all'isola di Macquarie.è rappresentata dai congegni di diffusione per calpestamento. i n quanto molto spesso non si tratta di dispositivi semplici. sporgente dal la divisione centrale del frutto. Nella loro forma più elementare ess i sono costituiti da grosse spine acutissime sporgenti dai semi e destinate ad i nfilzarsi nelle zampe degli animali. perché allora può coprire grandi distanze. e funziona con p articolare efficacia quando il piede è una zampa d'uccello. L'innovazione più sgradita attuata dalla natura in questo senso . per trafiggere gli zoccoli d ei cavalli della cavalleria nemica. Il trasporto ad opera di animali contribuisce a diffondere i semi assieme all'ac qua e al vento: nelle sue forme più elementari si effettua quando semi caduti per terra vengono prelevati da un piede o da uno zoccolo infangato. a somiglianza di molte altre leguminose che producono baccelli duri. L'albero Pisonia grandis viene largamente di ffuso da uccelli marini grandi volatori. ma poi inf ilano le punte aguzze sempre più profondamente nei nodelli dell'animale quanto più q uesti cerca di scuotersi di dosso quelle dolorose appendici. o ginestrone. C'è un gruppo di frutti foggiati a somiglianz a del «piede di corvo» usato a scopi bellici nei tempi andati . Analoghe abitudini hanno molte piante di balsamo .una è chiamata anche «noli me tan gere» ("non mi toccare") o fiore di vetro. La ginestra spinosa. e si trovano incorporati nei sem i stessi che frantumano la capsula. le piante superiori dispongono di meccanismi ad imbracatura: ne ll'acetosella gli strati di cellule a tensione speciale forniscono l'energia qua ndo vengono attivati. Un ordi gno di particolare cattiveria si ritrova in certe piante del Madagascar note con il nome di "alberi uncinanti". che trasportano i frutti attaccati alle penne. La capsula esplode con uno scoppio rumoroso ed . ma non si sa ancora con certezza se gli uncini le servano per attaccarsi ad animali ac quatici. e diffondono i semi ricorrendo alle esplosioni. solo a b ordo di uccelli. I semi delle erbe forniscono esempi notevoli a questo riguardo. ma di doppi o tripl i uncini.un dispositivo di fe rro a quattro punte costruito in modo che una punta fosse sempre rivolta verso l 'alto. Moltissimi semi si attaccano prontamente alla pelliccia. come se fossero elastici. per quanto ingegnos o possa essere il loro meccanismo. L'acanto fornisce all'esplosione della capsula energia supplementare grazie a un a vera e propria fionda in sembianza di struttura rigida a gancio. Tra gli esemplari più grossi di frutti o semi che «chiedono un pass aggio» aggrappandosi a una specie animale. o di frutti a gganciati o appiccicati alle piume. il Tribulus. di barbe o di una copertura di fin issime setole. 950 chilometri a sudovest della Nuova Zelanda. I parenti tropicali dei piselli s coppiettano come un fuoco di fucileria quando fanno scoppiare i loro grossi bacc elli. Molte piante però hanno escogitato apparecchi p iù attivi. cioè sotto forma di semi attaccati alle loro zampe. ai peli o al piumaggio degli animali. vanno citate le capsule delle Proboscid ee americane. o piuttosto ad ancorare i semi nel fango. che a volte si trovano in vendita a titolo di curiosità vegetale. lu nghe circa 15 centimetri.etto di follicoli simili a baccelli che si aprono all'estremità superiore e funzio nano con lo stesso metodo «a scuotimento». La Trapella cinese ne è una versione acquatica. è un esempio comune di que sto fatto: quando il baccello è secco si spacca di colpo in due parti e si ripiega a spirale gettando i semi in varie direzioni. ed i frutti maturi scoppiano torcendosi in parecchi cordoni di forma speciale al minimo tocco. che in volgare ha il termine appropriato di tribolo e danneggia spesso le zampe delle pecore.monopolizzata la rgamente dalle due famiglie delle Pedaliacee e delle Martyniacee . Nella maggior parte dei casi l'esplosione dipende dalla tensione formatasi nelle strutture seminifere m an mano che maturano e seccano. I dispositivi descritti finora sono sostanzialmente passivi. magari con corredo di barbe di contenzione identiche a quelle di un ra mpone eschimese. Uno ce n'è. hanno prolungati ganci ricurvi adatti a trovare appigl io nella lana delle pecore. Le capsule dei semi sono coperte di uncini a mol la che s'intersecano e lasciano affondare lo zoccolo di una gazzella. Come nella felce Dryopte ris già descritta. perché sono provvisti di uncini. in qualunque modo venisse gettato per terra.

Tuttavia il cocomero asinino dei Paesi mediterranei e alcune zucche imparentate delle regioni tropicali preferiscono emettere silenziosamente i loro semi. talvolta da un'isola all'altra. In certe liane tropicali . una piant a tropicale della famiglia delle euforbie. Molto spesso que . Secondo un autorevole botanico. che vengono proiettati anche a distanza di 9-10 metri. così molti parenti tropicali dei nostri piselli hanno baccelli coriacei ma nutrie nti. I semi di solito contengono una riserva nutritizia per sopperire alle esigenze d el germoglio nelle prime fasi di crescita.che ricorda un po'"la forma di un tappo .succede ta lvolta che i semi vengano proiettati fuori dagli arilli. In quest'ultimo caso è lo stato di maturità o il tocco a far sparare il mortaio natu rale del cocomero asinino. Il frutto polposo più grosso tra l'altro è quello dell'artocarpo o albero del pane. I semi lunghi fino a 2 centimetri possono venire scagliati fino alla distanza di 14 metri. e svolgono un'azione dispe rdente di particolare importanza. Anche nei frutti troviamo spesso una riserva alimentare di genere diverso. in cui sono incorporati i semi: la polpa. e circondati da una buccia esterna nei secondi. a parità di peso. che è detta anche spolverino perché un tempo serviva come barattolo della polvere usata per asciugare l'inchiostro: si frantuma in pezzi spigolosi. schizzando in un fiotto violento attraverso il cocchiume la mucillagine amara che contiene i semi. oppure vi restino appes i. la massa di semi all'interno si gonfia. come la capsula dei semi. lo strato di cellule in tensione si espande e comprime improv visamente il frutto. lunga fino a 8 centimetri e solc ata da numerose nervature. I pipistrelli sono grandi divoratori di molti tipi di frutta. Insomma. Tra i distributori di semi più rumorosi va annoverata la Hura crepitans. possono trasportar li a grandi distanze. Questo processo si potrebbe definire di dispersione attraverso i rifiuti. e così riescono ad attirare meglio l'attenzione degli uccelli. o più spesso li ingeriranno e li elimineranno dopo a verli fatti passare per il loro canale digerente .possono sembrarci sgradevoli.ad esempio nelle Connaracee . Scopo di questa polpa è di richiamare gli animali.scimmie comprese . Altri frut ti mangiati dagli animali . perché i frutti in causa sono spesso trascurati dagli uccelli che pure si nutrono di frutta. Il tasso nostrano e frutti tropicali quali i lici e i mangostini hanno arilli ch e sono immediatamente accessibili nei primi.di solito assieme agli escrem enti che forniscono una ricca scorta di fertilizzante per l'inizio della germina zione. Essa si stacca del tutto quando il pe so del frutto basta a tale scopo. consentendo all'estremità del picciòlo del frutto . mentre i frutti lunghi 5 centimetri somigliano a goffi cetriolini pelosi. mentre con i semi più esplosivi l'agente finale che fa scattare il dispositivo è i l sole caldo che compie le ultime operazioni di essiccazione e caricamento per l o sparo. detta anche «albero spolverino» o «gong del le scimmie». o maga ri a un uovo verde irsuto pendente da un gambo ricurvo.i ganci provvedono a mandare in una direzione precisa i semi lunghi 3 centimetr i. e così facendo disperderanno i semi. inve ce di una massa esterna di sostanza mangereccia come nelle prugne o nelle mele. che può pesare più di 30 chili. e i tessuti all'estremità del gambo s'indeboliscono. hanno seguito un metodo analogo alla combinazione attuata tra fiori ed animali impollinatori. ed una bacca è stata battezzata con il nome divertente di «bacca alla saccarina» grazie alla presenza di una proteina che. Talvolta i frutti sono incredibilmente dolci. di sapore acre o nauseabondo. di solito carnosi e commestibili. o quando viene toccata da un animale. Alcuni frutti non vengono subito riconosciuti come buoni da mangiare per l'uomo. che mangeranno il frutto. I frutti hanno messo a punto odori e sapori appropriati alle specie che li mang iano: così i frutti destinati ai pipistrelli sono probabilmente quelli che sanno d i rancido o di muffa. Mentre i l tappo si stacca. Il tocco è sufficiente anche in varie specie di balsamo . risulta 300 volte più dolce dello zu cchero. Man mano che il frutto m atura. Il co comero asinino ha fiorellini gialli e foglie somiglianti a quelli del cetriolo.di allentarsi. sia pure con minore precisione. Alcuni semi hanno accessori detti arilli. i semi p ossono venire sparati a 7-8 metri di distanza. nonché semi spessissimo molto duri e resistenti alla masticazione.

dove comincia subito a germogliare. i gatti selvaggi e i giaguari cercano i frutti caduti di avocado. che si radunano per fare la prima scelta. Le scimmie sono notevoli divoratrici di semi. dove l a polpa si guasta in un paio di giorni. Il desiderio originario della Compagnia delle Indie Orientali era quello di acc aparrarsi tutto il mercato della noce moscata. caratteristica che induce a mangiar li tanto i carnivori quanto gli erbivori. I cicla mini ne forniscono un esempio. spaccandosi a maturazione: la rappresentazione di massimo effetto è opera della Mo mordica charantia. orsi e scoiattoli mangiano i frutti dall' albero. La polpa esterna della buccia del durian odora di «miscuglio di cipolle. Ciò dipende dalla natura oleosa dei frutti. e spes so aderente. e certi uccelli sudamericani sono detti appunto «uccelli dell'olio» per analoghi gu sti alimentari. ma egli inse risce brillantemente questo frutto nel contesto del suo ambiente tropicale. scimmie. In certe regioni dove molte specie vegetali hanno frutti arillati. sebbene al cuni semi vengano espulsi in seguito assieme alle feci di grossi animali quali e lefanti e rinoceronti. fognatura e gas di carbone» secondo Corner. si trovano pi ante che li imitano e producono semi aventi identici colori caratteristici. Questa immediatezza è un'altra caratteristica degli alberi relativamente primitivi della foresta tropi cale. mentre formi che e scarabei ripuliscono i resti per terra". Il dottor Corner mi perdonerà se lo cito un'altra volta. Ci si accorge di questi imbrogli nei posti dove si trovano molte piante a bacche commestibili. e faceva divieto a chiunque di co ltivarne fuori di aree determinate sotto il controllo della compagnia stessa. normalmente oleosa e contenente acidi grassi. con spiace voli conseguenze per gli indigeni. Quando gli animali arrivano alla polpa dei frutti. Queste del resto sono apprezzate anche dagli avvoltoi. I poponi possono inscenare uno spettacolo di grande attrazione per gli animali. dove l'aroma di frutto si unisce a un sapore cremoso ind escrivibile. cinghiali. mentre zibetti e scoiattoli delle palme divorano le noci della palma da olio. sul cui terreno germogliavano semi non richie sti. e attivi agenti di diffusione dei semi. le f ormiche trasportano i semi nei loro formicai sotterranei o superficiali. ma s pesso durissimi ed immangiabili. Avrete notato che i frutti del durian richiamano un'ampia gamma di specie animal i. Cani e gatti selvaggi. dove le condizioni restano inalterate per tutto l'anno.sti frutti sono colorati vivacemente. In Malesia l'odore degli alberi in frutt o nella foresta attira gli elefanti. In realtà questa commestibilità non giova eccessivamente al durian. Dopo avere divorato la polpa. staccano facilmente an che i semi. Questi frutti oleosi che attirano gli animali carnivori aumentano il numero di a . e gli uomini che ab itano nella giungla. con polpa arancione. l'orangutang è l'anfitrione dominante a Sumatra e nel Borneo. Ma i colombi carpofagi la diffusero fuori degli appezzamenti riservati. corvi e gazze mangiano olive. ed è una gross a zucca dai semi colorati vivacemente in tinta cremisi. Esistono frutti arillati in versioni speciali quando i semi debbano venire dispe rsi ad opera delle formiche. Questi hanno una parte commestibile polposa. reso ancor più ingegnoso dal modo con cui il gambo fiorale si avvolge come una molla verso il basso finché la capsula contente i semi non sia arrivata proprio a livello del suolo. cervi. e anche i semi poss ono essere a tinte vistose o in bicromìe brillanti come bianco e rosso. il cui arillo è detto anche «stecca» e viene mangiato dai colombi carpofagi. rinoceronti. in rosso o in arancio. Gibboni. tapiri. la maggioranza dei semi resta nelle immediate vicinanze d ell'albero progenitore. "Di solito i frutti si staccano quando maturano e si spiaccicano a terra. e basta ad assicurare il rinnovamento della foresta in condizioni naturali. a rrivano quindi tigri. detta eleosoma. Un numero sufficie nte di rampolli si fa strada verso l'alto per godere alfine della luce. ma l'arillo proprio attorno ai semi è inodoro e h a gusto deliziosissimo. finora p rerogativa dell'albero che li ha generati. che e sercita un richiamo speciale per le formiche. Uno è il frutto della noce moscata. Due frutti arillati sono particolarmente degni di nota. o nero e g iallo. che cresce diffusamente nelle regioni tropicali.

utile a scopi mimetici . ma ricordano anche i vecchi legami dei tempi and ati con i rettili. mentre i semi duri vengono espulsi in seguito. I frutti cilindrici della Monstera deliciosa p rima della maturazione contengono frammenti aguzzi come pezzetti di vetro. Occasionalmente più di una specie animale partecipa al ciclo di diffusione. Così pure i vermi . criceti ed istrici. vengono mangiate abitualmente dagli uccelli con polpa e tutto. prodotto spesso da alcaloidi. che consente a buona parte dei semi di venir espulsi i nalterati. nascondendo molta parte di qu anto raccolgono. Querce. noccioli. topi. castagni. di modo che ora è molto più infrequente di un tempo trov are bacche mature sulle piante da giardino. Certe piante. Tuttavia molti animali le mangiano. o del tasso. pini ed araucarie sono altrettanti esempi di p iante diffuse da animali con tendenza a nascondere le provviste.nimali diffusori inconsapevoli. contengono nella polpa del frutto molti piccolissimi semi. Entra ancora in scena i l dottor Corner: «Un giovane frutto non ha possibilità di sopravvivenza se non è ben m imetizzato. noci. talvolta anche spinosi. attorno a lla polpa che tanto ci piace. o immangiabile. possono venir mangiati anche i noccioli di ciliegia e di prugna. e la natura accetta una percentuale di perdite. Le noci non si prestano a venire mangiate: la loro dura parte esterna. I tapiri sotterrano i semi di un'araucaria dell'Amazzonia. del ginkgo e di altre antiche gimnosperme. Purtroppo i verdoni . Anche da noi sono noti i disastri che possono combinare gli scoia ttoli. quando non vengono buttati d opo mangiata la polpa. come del resto succede con tutti i semi. faggi. e se li papp ano al completo con i semi.possono venir mangiati dagli uccelli. Le bacche rosse del mezereo. In questo modo semi assolutamente immangiabili come quelli dei Me sembryanthemum del deserto vengono inaspettatamente espulsi e diffusi dagli stru zzi.ultimamente hanno preso gusto ai frutti acerbi. viene frantumata con difficoltà da molte specie anim ali. I verdoni prendono parte all'operazione. Si sono scoperti rettili fossili con molti semi ancora intatti nello stomaco. tra i quali son o compresi scoiattoli. Il du rian possiede uno spesso rivestimento esterno di aculei. Avete mai visto le scimmie. possano passare attraverso gli intestini di un uccello. e così danno origine a boschetti e ciuffi d'alberi che compaiono nei posti più imprevedibili.che certamente ingeriscono piccoli semi con il terriccio e li portano sotto terra . Il sapore amaro . segnatamente la ghiandaia. e Darwin ha segnalato che i pesci inghiottono avidamente i semi di piante che cre scono sulle rive dei fiumi come il miglio. si segnalano tonni che inghiottono i frutti somiglianti alle olive della Po sidonia. Per fortuna molti animali che mangiano noci hanno l'istinto di ammassare scorte. Anche i pesci indubbiamente mangiano molti semi. mentre invece i frutti acerbi hanno colore verde . corazzato. sebbene abitualmente lascino in pace i frutti acerbi.e sono amari.alme no quelli inglesi . a volte questo procedimento assicura addirittura la felice germogliaz ione del seme. salvo poi dimenticarsi dei loro nascondigli alimentari. Si capisce abbastanza facilmente come semi durissimi tipo quelli del mezereo. come vanno in cessantemente in cerca di cibo dall'alba al tramonto. Tuttavia non si sa p er certo se i semi inghiottiti dai pesci vengano poi eliminati intatti. bruchi ed api troppo curiose. dopo di che i pesci vengono mangiati dalle cicogne. acidi e tannini. marsupiali. Anche numerosi uccelli accumulano noci. fidando nel modo frettoloso di mangiare di molti uccelli od animali. Osservazioni effettuate dai tedeschi hanno fissato sulle 4600 ghiande la media nascosta da og ni singola ghiandaia in una sola stagione volando a volte fino alla distanza di . giova a tenere lontani maggioli ni. sorci. e tutta la roba che buttan o giù dall'alto?». come il biancospino. e i semi germogliano una volta espulsi da questi uccelli. Ciò nonostante in date occasioni la natura sembra prendere qualche cantonata al ri guardo. Le tinte rosse e purpuree del frutto maturo s'imprim ono nella mente degli animali. è naturalmente opportuno che non venga mangiato pri ma che siano maturi i semi. Il cincillà si ritrova allo stato libero solo dove crescono i frutti di algorabilla. un cespuglio da giardino. quando questi ingerivano e diffondevano semi quali quelli del le cycadine. una delle poche piante marine che producano fiori. e i semi riappaiono quando vengono espulsi dall'animale che ha mangiato i vermi. Dal punto di vista del frutto. sebbene la cosa sembri più che probabile. e sempre quelli tipicamente ole osi.

Nella maggior parte dei casi si osservano anche la consueta sovrapproduzione e g li sperperi vigenti in natura. dei grossi animali e delle formiche. ma restano in fase di sviluppo ritardato. vengono espulsi da un meccanismo a esplosio ne. e cadendo a una certa distanza dall'albero. ma molti vengono poi rubati e sotterrati dai roditori. In alcune piante lo stesso capo fiorale può elaborare dispositivi assai variati.e nella comune calendula selvatica anc he tre . e dando loro piccole dimensioni per consentire agli alberi di crescere lontano dalla fo resta tropicale. quelli tipicamente interni con un pappo piumo so per la dispersione per via aerea. e quelli esterni senza pappo. Il picchio della California nasconde le noci di pecan infilandole nelle fenditure della corteccia degli alberi: questa pratica non giova molto ai semi interessati.si fracassa al suolo. o gramigna degli arenili. che si stacca quando il frutto . di cui si darà descrizione in sede appropri ata al capitolo 23. H. A questo punto interviene l'aguti con il suo istinto di nasco ndere roba. come gli spicchi d'arancia. Tra i metodi più specializzati per la dispersione dei semi si ann overano quelli delle piante parassite. all'epoca in cui dirigeva l'Orto Botanico degli Stabilimenti degli Stretti i n Malesia. dove si trovano fino a due dozzine di noci confezio nate quasi perfettamente. I semi più pri mitivi sono quelli degli alberi nelle foreste piovose tropicali. Ad esempio la Mora excelsa ha g rossi semi piatti che non rotolano né si possono diffondere in altro modo. roditori e formiche. e i più forti e meglio piazzati vincono la corsa alla luce. Quando maturano i semi. Ridl ey. Certi semi riescono a non farsi mangiare: è il caso della Sloetia streblus. le cui proprietà consolidanti posso no originare la formazione di dune costiere. L'evoluzione ha perfezionato i semi rendendoli atti a resistere al freddo e alla siccità.4 chilometri. N. cui non è concessa la scelta del post o e delle condizioni in cui dovranno insediarsi. I semi dell'Ag ropyrum junceiforme. piantina delle regioni mediterranee. il caso più straordinario è quello che riguarda la noce del Brasile e le specie affini. Se un uccello od altro anima le becca o morde questi lobi polposi.diversi tipi di flosculi. i lobi fiorali si rigonfiano verso l'alto e diventano dolci e sugosi.forse uno su un milione. Va rilevato anche che in molti casi possono intervenire vari meccanismi. in una capsula rotonda for nita di coperchio.pesante fino a 2 chili . dovranno affrontare rischi imme nsi. vengono prima portati in giro dal v ento. basta a perpetuare la specie. scriveva che vari alberi del giardino finivano con il venire circonda ti da una schiera d'altre piante. che restano m olto più a lungo nel capo fiorale e vengono scossi all'esterno tutto attorno alla pianta genitrice. Invece una capsula di noci che non si spacchi cadendo a terra può restare intatta sul posto per anni ed anni prima di marcire mettendo in libertà le noci. Semi e spore. Ma se una piccola percentuale dei semi . pro duce frutti di tre tipi diversi che si disperdono con l'aiuto del vento. La diffusione operata dagli animali può sortire risultati stupefacenti. In ques ti casi i germogli spuntano. I frutti di cacto possono venire mangiati da uccelli. Si noterà che i meccanismi di dispersione dei semi e gli animali associati formano un complesso altrettanto specializzato di quelli osservati a proposito dell'imp ollinazione. mentre vento e pioggia trasportano i semi rimasti allo scoperto. e i cu i semi restano per lo più ai piedi dell'albero progenitore quando gli animali che divorano la polpa hanno fatto a pezzi il frutto. e in seguito possono venire trasportati più lontano dall'acqua. e mostrano di possedere accentuate tendenze evolutive. Un grosso fico alla fine si trovò attorniato da 14 piante avventizie. e poi mossi sovente lungo le coste dal gioco delle correnti operanti al la rgo. la noce viene sparata via da uno scoppio. senza ricevere alcun danno da parte dell'animale. o «noli me tangere». Sempre parlando di noci. . portatevi in forma di semi principalmente da u ccelli ed anche da scoiattoli. una pa rente tropicale delle nostre ortiche.riesce a germogliare felicemente. dell'ac qua. finché l'età o il caso consentono alla luce di arrivare fino a loro: allora crescono tutti in sieme. C erte parenti delle margherite hanno due . La Fedia cornucopiae. per le or chidee . circa metà dei qu ali sono portati da frutti commestibili come il durian di cui già si è detto. I semi del fiore di vetro. che ha parte cospicua ai fini della dispersione.

variabile dal 5 al 20% rispetto all'80-95% delle piante in accrescimento attivo. ne risulterebbero tante che. All'estremità opposta della scala vegetale troviamo il cocco. messe i n fila. Nella maggior parte dei casi questi intervalli e i «meccanismi d'avviamento» esterni s'incaricano di assicurare la germi nazione al momento giusto. Una semplice spora di alga. Ciò si de ve al loro contenuto d'acqua estremamente basso. le cui noci hanno riserve così ingenti che i germogli cresciuti al buio. per la prontezza con cui avviano il processo di germinazione. Prima di germogliare i semi non hanno in pratica nessuna attività interna. questi sem i si possono paragonare a un feto di mammifero. e i semi dipendono spesso da c erti fattori esterni per poter germogliare. dotata di scarsissima riserv a nutritizia. nelle quali viene spesso immagazzinata la riserva nutritizia. nessuno dei quali ha probabilità di verificarsi in natura. Questo è l'ovvio motivo per cui i commercia . Qui avviene la nascita o la germinazione. ma la germinazione e lo sviluppo delle orchidee dipendono dall'associazione con un fungo . la riserva alimentare permette all'embrione di svilupparsi senza alcun aiuto per alcuni giorni. e in realtà sono fatti solo di poche cellule non differenziate. mentre essa rappresenta di fatto uno stadio intermedio tra una pian ta adulta e un'altra . o di prolungarla o differirla in un lungo periodo di tempo. e queste plantule sovente sono molto divers e dalle forme adulte. che un po'"per volta passa alla fase vegetale successiva. In qu esto modo il cocco può insediarsi in posti forniti di pochissima acqua dolce. Inoltre l'acqua contenuta in u n seme viene controllata rigorosamente da forze interne. muschio. ed è possibile estrarne l'acqua di solito solamente con metodi artificiali.noi compresi battono cassa per avere cibo subito. Per for tuna solo una minuscola percentuale di spore o semi giunge a maturazione e basta ad assicurare la continuazione della specie. Ma di solito è presente qua lche tipo di pianta embrionale: si può osservare l'inizio tipico della radice e de l germoglio accanto alle foglie seminali o cotiledoni. riescono in qualche modo (casuale o sofisticato) a trovare un posto dove insediarsi definitivamente. Il seme del ginkgo è ben sviluppato e d ha una grossa scorta alimentare.come vedremo in segui to -. Alcuni possono ritenere che la produzione effettiva di semi o spore sia in realtà una nascita. come sono quelli della lattuga. in condizioni favorevoli. e se ciascuna di queste producesse a sua volta spore che andassero anch'esse tutte a buon fine.Capitolo 16. perché magari non è stato nemmeno fecondato quando è caduto dall'albero. felce o fungo. che nei cere ali e in molte leguminose può corrispondere al 90% del peso del seme. che non vengono meno pr ima che abbia funzionato il meccanismo scatenante della germinazione: i semi son o praticamente incongelabili. I semi più sviluppati sono quelli delle erbe. dove le radici con foglie e stelo embrionali mostrano già il modello di quella che sarà la pianta adulta. Invece la maggior parte dei semi dispone di una riserva alimentare. può anzi trattarsi di un periodo molto lungo.un periodo in cui questi disseminuli. E" stato fatto il conto che se giungessero a maturazione tutte le spore emesse d a una vessia di lupo gigante di media mole. e garantirgl i l'autosufficienza per parecchie settimane. LA NASCITA. I minuscoli semi d'orchidea non dispongono di riserve nutritizie. potrebbero compiere cinque volte il giro dell'equatore. come a volte li chi amano i botanici. quali la bollitura o il vuoto spinto. d opo 15 mesi hanno consumato solo la metà della loro dotazione di nutrimento. e perciò incapaci di fabbricare una nuova scorta alimentare. per cui si tratta di un caso speciale. mentre gli animali . si otterrebbe una massa corrispondente ad 800 volte il peso della Terra. emette una sottile escrescenza cava non particolarmente differenzi ata. ma può essere privo dell'embrione. Il periodo intercorrente tra la produzione dei semi e la germinazione non è propri o tutto dedicato alla diffusione e alla ricerca di condizioni adatte per germogl iare. uso questa espres sione perché già abbiamo visto che molte delle piante più primitive hanno una fase ses suata ed una asessuata. Anche nel caso di semi abbastanza piccoli.

In molti altri casi il letargo prolungato fa sì che in una partit a di semi una certa percentuale possa germogliare ogni anno su un lungo arco di tempo.cioè capaci di germogliare . e se i semi hanno uguale età. o fors'anche 10000 anni f a. Alcuni semi germogliano non appena maturano. nel cavolo e nel trifoglio . nel granoturco. e fatte risalire a milion i di anni fa. La maggior parte delle s pore è in grado di germinare e germoglia molto rapidamente. la semente è programmata in modo che una parte germoglia subito. Ma l a vitalità massima conosciuta attualmente è quella dei semi di lupino artico scopert i nel permafrost polare. la datazione con il radiocarbonio aveva attribuito al legno della canoa più di 3000 anni di età. Semi di betulla sono stati conservati per lunghi periodi senza perdere la loro vitalità. mentre il resto spunta come se nel seme agisse un meccanismo ad effetto ritardante. ed esiste un'ampia gamma di semi che riescono a germogliare anche dopo un secolo o due. ossigeno e giusta temperatura. sebbene ciò non sia in a lcun modo indispensabile: si sa ad esempio che le spore del licopodio possono so pravvivere fino ad otto anni. Nel 1951 sono stati trovati in Giappone tre semi vivi di loto assieme ai resti di u na canoa in fondo a un lago. già basso.solo per poche settimane. Il contenuto d'acqua dei semi confezionati si aggira sul 4% . s pecialmente quelli di piante tropicali come il durian e la mangrovia. che impedisce ai germogli di trovarsi esposti al l'arsura estiva. A lcuni sono vitali .ad esempio ne lla lattuga. quando l'inverno può distruggere i teneri germogli. piuttosto che in analo ghe condizioni d'autunno. L'inerzia iniziale del seme e delle spore significa che per un certo tempo sono in grado di sopportare difficili condizioni ambientali. I semi di molte erbacce possono restare vitali per decenni. A volte non si tratta che di un accorgimento inteso a garantire che i semi possano germogliare nella primavera successiva alla loro m aturazione. Lo Xanthium pennsylvani . il limite di longevità di questa pianta risulta notevolmente prorogato. Il fatto c he molti semi non germoglino necessariamente. Le esigenze fondamentali di un seme ai fini della germinazione sono date da acqu a. come ad esempio in certe specie di trifoglio.nti di sementi più aggiornati vendono molti semi in confezionamenti sigillati e im permeabilizzati.01%. In molte piante. Molte piante mediterranee non germogliano sotto l'azione di un periodo iniziale a temperatura elevata. sebbene il contenut o d'acqua. si abbassasse fino allo 0. Ma i semi dell'acero da zucchero muoiono se il loro contenuto d'acqua scende al di sotto del 30% circa. I semi dello sparto arenicolo Spartina maritima perdono la loro vital ità in 40 giorni all'asciutto. Numerosi fattori motivano un periodo di quiescenza. Per quanto riguarda la sola durata si possono prendere in considerazione i ba tteri: specie mobili trovate congelate nell'Antartico. Certi semi in pratica vanno essiccati prima che possano germogliare. In ogni partita di semi vecch i si trovano percentuali crescenti di semi morti. ma restano vivi per almeno 8 mesi se vengono conser vati in acqua di mare! Altri semi invece si possono bagnare ed asciugare parecch ie volte senza danno.le piante sviluppate d a semente vecchia possono essere striminzite o dare minore resa. Sono stati fatti ge rmogliare semi di loto indiano che certamente non avevano meno di 1000 anni. Molti fattori possono contribuire alla perdita di vitalità di un seme. I semi possono durare per periodi molto diversi. In alcuni casi . Molto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati i semi vecchi. Il fenomeno è controllato tipicamente da un periodo di tempo freddo ma abbastanz a umido. preparati in condizioni di bassissima umidità atmosferica dopo ac curata essiccazione. sia pure in via eccezionale. sono state successivamente fatte rivivere. ad e sempio nelle piante annue e nella maggior parte delle piante delle specie alpine . è altrettanto interessante dei primati di vitalità. come accade per i fagioli e il grano. e lo stesso accade per i semi di riso selvatico e di cer ti agrumi. per cui non sorprende ch e ne possano venire colpite le capacità germinative. ma in certe alt re succede il contrario. come è proba bile. tanto più che l'invecchiamento e la morte dei semi ci sono tutt'altro che noti in ogni loro aspetto. quando ci sono buone prospettive di crescita. che si possono datare a 6000. e non dobbi amo occuparcene in questa sede. I semi però p resentano ampi scarti di tolleranza all'essiccazione. come nei fagioli "mungo" tropicali. anche se hanno già cominciato a germogliare. non appena sussistano condizioni i deali.

Il notissimo spinacio sel vatico ha un seme grosso che germoglia subito. e inoltre di misurare il passare del tempo rilevando il sopraggiungere e il trascorrere dell' inverno». ma solo in assenza completa di luce. che può essere controllato dalla temperatura . con qualche probabilità di poter mettere radi ci prima di trovarsi esposto al calore bruciante del deserto. L'umidità fa scattare il me ccanismo di germogliazione. L'indugio invernale dipende di solito da un processo detto di svernatura. di molte primule e di c erte lattughe. dove i germogli hanno molto m aggiori probabilità di crescere e sopravvivere. spuntano quelle di tipo est ivo. e induce a credere che i semi riescano a distinguere le vari azioni d'intensità luminosa. germogliano prevalentemente erbe annua li di tipo vernengo.il fattore di gran lunga più comune . Altri semi invece non tollerano la luce: le cipolle ne sono un esempio casalingo .. o vern azione. dov e quello inferiore germoglia rapidamente mentre quello più in alto ha la caratteri stica innata di osservare un lungo periodo di letargo. Una parte importante tocca anche al . Come ha scritto P. mentre tra i 26 e i 30 gradi C. che vive tipicamente sui macereti sabbiosi e ghiaiosi. Alcuni germogli di piante acquatic he galleggiano. e piccoli semi di tre tipi divers i germoglianti a varia scadenza. o dilavamento. e si trat ta di un avvenimento rapidissimo. buone o cattive che siano le condizioni. Thompson. della digitale. E" stato calcolato che per ogni ettaro di terreno coltivato ci sia al meno un miliardo di semi d'erbacce nascosto nella terra umida. e fa sì che sia assicurato il letargo alla luce rossa ch e filtra attraverso il fogliame. Le temperature dei deserti sono collegate all'andamento stagionale.o dalla graduale putrefazione. I cacti in regioni così calde spuntano meglio tra 30 e 40 gradi C. essendo inutile che una digitale spunti sotto una den sa cupola di fogliame. la luce è il fattore principale che le porta a germi nare. Lo spuntare delle digitali nelle radure dei boschi rappresenta sovente un avveni mento spettacoloso. A. quando le granate aravano il terreno delle Fiandre. provocato con l'oscurità. e dispongono in questo modo di un altro sistema di dispersione: lo si trova in molte piante delle regioni temperate che vivono lungo le rive dei fiumi. una volta avvenuta l'unione sessuale. spuntando ogni qualvolta vengano portate alla superficie d el suolo dai lavori agricoli. Il letargo di queste ultime. Anche le piante acquatiche hanno bisogno di luce sufficiente per germogliare.cum. originando fantastiche fioriture di piante annuali di papaveri. Il che significa disponibilità di acqua poco profonda. si può interro mpere con l'illuminazione bassissima anche di un solo minuto. in attesa che ven ga la luce a liberarli dalla loro prigionia. quali quelli del tabacco. Non esiste nulla di simile nel reg no animale. Il freddo invernale è il principale agente di controllo della svernatura. e regolano l a germogliazione di piante concomitanti: così se piove nel deserto del Colorado e la temperatura si aggira sui 10 gradi C. Un fatto piuttosto sorprendente è che occorre anche la luce perché possano germoglia re molti semi. «Un anno di semente e sette anni di erbacce» assicura un vecchio giardiniere. in alcune piante delle lagune salmastre e nel loto giallo indiano.. dove. «molte piante hanno messo a punto meccanismi che consento no loro anzitutto d'ignorare il presente e di prevedere il futuro. che è una specie di lappola americana. produce due semi per ogni capsula. o putrefazione delle sost anze chimiche ad azione inibente incorporate. come succedeva durante la prima guerra mondiale. il che fa sì che il germoglio se ne stia sotto terra. Una chiara finalità si rileva dalla fotofobia della zucca amara o coloquintide. ma anche gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte hanno spesso importa nza cruciale. Le erb acce sono insuperabili nello scaglionare la loro vitalità di germogliazione sull'a rco d'interi decenni. perché le piante possano insediarsi prima che ve nga meno l'umidità. si ha la produzione imma ncabile di prole ad epoca data. Questa «capacità di fotocellula» effettua infatti la misurazion e qualitativa della luce. I semi che hanno b isogno di oscurità per germogliare possono riprendere il loro stato di letargo se vengono esposti a un breve bagliore luminoso. Alcuni semi attiva ti dalla luce devono restare esposti alla luminosità di giornate lunghe o brevi pr ima di poter germinare: così i semi di betulla devono avere 16 ore di luce al gior no prima di entrare in germogliazione.

Una pioggia artificiale anche vigorosissima non riesce a imbrogliare i semi del deserto. perché spunta prontame nte dove è stato acceso il fuoco. e ne hanno bisogno. Molti semi passano certamente più volte dalla fase di «via» a quella di «alt». ma anche la sua digestione è lenta.come r isulta dagli esempi forniti da molte piante. I piccoli acquazzoni non vi sono infrequenti. Alcuni semi rivelano forme di adattamento ancora più astute.causato in natura dal fulmine . Un altro meccanismo scatenante è il fuoco . e inoltre provvisti di inibitori chimici della germogliazione che va nno dilavati al completo. ma questa sostanza viene ricostituita in qualche modo tra un acquazzone e l'altro. anche se in ambedue i casi s'inzuppano allo stesso modo. sogg . Altri si sfascian o per la putrefazione causata da batteri o funghi. I semi delle piante del deserto sono forse quelli più sofisticati e «truccati» di tutt i. che li po rta lontano con l'aiuto del vento. perché possono ricevere la pioggia anche una sol a volta in parecchi anni.che non si aprono con altri metodi più ortodossi. l'aria e l'abbondanza di nutrim ento. Una salsola. e così il pomodoro viene dif fuso molto efficacemente in questo modo. Dopo il fuoco altri fatt ori favoriscono la rapida germinazione: la luce. questo passaggio di norma elimina le sostanze che inibiscono la germinazione. Tra gli esempi più strani a questo riguardo c'è quel lo di un pomodoro che cresce solo alle isole Galàpagos. o possono scortecciarsi muovendosi su superfici dure. In Gran Bretagna l'epilobio si chiama anche erba del fuoco. e talvolta anche a ll'ossigeno.dei deserti più aridi. Alcuni semi. tra le quali va incluso il pisello mirabile (Clianthus dampieri) dell'Australia. e dove non si era mai vista questa pianta a memoria d'uomo.e talvo lta uniche . mentre l'altro ha incorporata la capacità d'ibernazione fino a cinque anni senza perdere nulla della sua potenza germinativa. Nelle regioni dei tropici certe acacie ed albizzie costituiscono la nota dominante del paesaggio. la Sals ola volkensii. La motivazione di questo comportamento pare risieda nel fatto che l'acqua dilav a via un inibitore della germinazione.come quelle del pino da p inoli . Il primo germoglia dopo la pioggia . come nel caso di molte specie i cui semi sono ingeriti dagli uccelli. che germoglia solo dopo es sere passato attraverso l'intestino delle testuggini elefantine . ingranati in quella che Bünning ha indicata come «la struttura temporale de ll'ambiente». contengono vere e proprie sostanze antibiotiche per ritardare anche questa eventualità! Molti semi devono passare attraverso i visceri di un animale p rima di mettersi a germogliare prontamente. Così nella Valle della Morte e in analoghe località dei deserti della California si trovano molte piante annue. Il fuoco inoltre è un metodo app licabile per far uscire i semi da robustissime pigne . Ho sentito dire che l'epilobio è comparso in certi posti sull" Himalaya dove è stato acceso il fuoco. e sembra imitare il rosseggiare delle fiamme con i suoi f iori brillanti. Nella magg ioranza sono del primo tipo. e poco dopo ha seguito le prime automobili lungo le strade rotabili. I duri rivestimenti esterni dei semi. In questo modo si creano quei manti di fiori che compa iono dopo le piogge in certe parti del Nordafrica. perché il suolo viene incendiato ad intervalli r egolari. impermeabili all'acqua.ma non se vien e ingerito ed eliminato da qualsiasi altro animale! Questa gigantesca tartaruga ha movimenti lenti. ma i semi di queste piante deserticole riescono a fare la distinzione tra una successione di modeste acquat e e un vero nubifragio. provvisti di un piccolo «paracadute» o pappo. e si dicono giustamente effim eri. e un altro seme giallo senza clorofilla. perché possono appassire nello spazio di poche settimane dopo aver fatto fior i e semi. possono ammorbidirsi per il mutare delle condizioni di umidità e temp eratura. ha un primo tipo di seme verde con un embrione contenente clorofi lla. Molte piante hanno semi di due tipi.la temperatura e al contenuto in gas a diverse profondità nel suolo. e il fuoco stimola i semi a germogliare. che spunta in abbondanza dopo un i ncendio nella foresta. e li fa germogliare come e dove possono. Perciò questa pianta si è diffusa lungo i tracciati delle nuove ferrovie. ad esempio quell i del loto. perché gli automobilisti accendevano fuochi quando si fermavano a fare il picnic. Le piante annue a fioritura invernale sono le specie tipiche . Nella composita nana Gymnarrhena i frutti di due tipi diversi sono rispettivamente aerei e sotterranei.

In alcune piante fiorenti i cotiledoni embrional i già contengono clorofilla. con successiva immiss ione di enzimi latenti. molto più delicata. e non sono esposti all'evaporazione superficiale. La germinazione comincia con l'assorbimento dell'acqua. di modo che germogliano sul posto. segnatamente in alcune varietà d'agrumi. ugualment e condizionato dalla luce e dalla forza di gravita . di modo che le radici morte l'as sorbono gonfiandosi e mantenendo l'umidità. Dopo una cattiva annata si trovano solo i frutti del tipo che germogl ia subito alla prossima stagione piovosa. mentre le strutture della radice iniziale. ricordano in certo qual modo le varie fasi d'accensione di un razzo destinato a entrare in orbita. anzi. si tratta di un uncino relativamente duro che si fa strada scavando nel terreno. o plumula. e restano nel tessuto del la pianta genitrice morta e lignificata. o le operazioni necessarie per memori zzare i dati in un cervello elettronico. e si segnalano primati fino a 2000 atmosfere. Però. Altro esempio particolare. Quando tutti i sistemi hanno ricevuto il «via». può raddrizzarsi. si dirige verso l'alto. produce frutti di tre tipi.negativamente in quest'ulti mo caso. e il processo può avvenire a nche quando non vi sia disponibilità d'ossigeno tale da permettere lo sviluppo del seme. possono mettersi a germogliare quando sono an cora nella pigna. poco dopo il primo germoglio. e non può avvenire senza d i essa. frutti di t re tipi hanno insita la capacità di germogliare subito. d . Que sto mirabile meccanismo di regolazione dilazionata assicura la presenza ininterr otta di semi vitali nel terreno. che offrono alle piantine riparo e suolo più compatto . le cellule cominciano a moltiplicars i. Dopo annate buone.p ari al 50-60% del peso -. Alcuni semi di conifere. Un rivestimento molto duro o impermeabile impedisce ovviamente al seme d' assorbire acqua. Molto spesso lo stelo della plumula è piegato ad uncino. questa cosiddetta «imbibizione colloidale» viene sostituit a da forze osmotiche. pronti all'occasione quando concorrano adatte c ircostanze climatiche. I grossi semi di molti alberi delle foreste tropicali possono issare la loro plumula fino all' altezza di un metro o più . e possa disporre di un trampolino adatto al suo balzo verso l'alto. invece. e i germogli di conifere possono produrla anche al bu io. e il giardiniere può accelerare la germinazione togliendo o frant umando tale copertura.di modo che la sabbia trattiene l'acqua più a lungo . Basta una lieve pioggerellina a riempirli d'acqua rapidamente. ma con buona capacità di dispersione. condizionate dalla forza di gravità e indipendentemente dalla posizione del seme. l'embrione sessuato deri vante dalla fecondazione del fiore può risultare accresciuto. Essi formano germogli molto più grandi e resistenti alla siccità dei semi aerei. mentre i tessuti interessati si riattivano in vario modo. a media scadenza e molto d opo. Questi semi hanno grosse riserve nutritizie atte a consentire ai germogli di superare questa fase cruciale con pochissima l uce. Così i semi sotterranei che non sono and ati dispersi hanno l'acqua. Le fasi d'attivazio ne che entrano in gioco man mano che si bagnano i tessuti.etti ad elevata mortalità. dove la luce riesca a penetrare att raverso la densa volta del fogliame. a seconda della crescita che fa in una particolare stagione. in modo che il germoglio sia ben libero dai detriti circostanti. si spingono verso il b asso. e non è impresa molto agevole. dalle infiorescenze spinose . Lo Pteranthus dichotomus. sono sprovvisti di pappi ed hanno maggiori dimensioni. o anche soppresso. I frutti sotterrane i sono prodotti da fiori situati appena al di sotto della superficie del suolo.e infatti si vedono spesso le o rme lasciate dalle carovane pullulanti di germogli. La prima fase di questa assunzione d'acqua non è necessariamente regolata dal seme. finché esce all'a perto e la punta della plumula. ma a questo scopo occorrono diverse combinazioni di luce e temperatura. e il lo ro sviluppo si avvantaggia del fatto che le radici morte della pianta genitrice da principio si raggrinzano e formano dei capillari nel terreno. In questa fase operano forze succhianti vigorosissime. anche i semi morti possono assorbire acqua. o radicola.una specie arborea malese fino a tre metri -. La clorofilla comincia a formarsi di solito quando il germoglio o le foglie del seme arrivano a vedere la luce. non appena il seme ha un adatto contenuto d'acqua . come si fa tipicamente con i baccelli dei piselli odorosi . Condizioni del genere potrebbero essere attuate anche dal le peste dei cammelli. e all'incirca in questo momento ricomincia la vita del sem e. In certe piante.

nel loro primo anno possono limitarsi ad espander e le foglie cotiledonari del seme. mentre le lenticchie di pal ude fioriscono di rado e vengono trasportate dalle zampe degli uccelli palustri. tuberi o radici di deposito. La loro diffusione raggiata dipende dal fatto che essi esauriscono il terreno e po ssono trovare nuovo alimento solo fuori del loro punto d'origine. di alcuni dei quali si sa che hanno parecchi seco li di vita. alle circostanze. che deve la s ua ampia diffusione ai rizomi che si spezzano e galleggiano sull'acqua. sempr e puntando su opposte probabilità.. colpendole. Altre piante a struttura più semplice si rigenerano prontamente dai loro frammenti. introdotto in Europa dall'uomo. con emissione di ammoniaca e formazione di sali a . Ne è un esempio il calamo aromatico. impiegando questo tempo per emettere radici esterne.che sovente integrano il seme. in particolare quelle di specie che producono bulbi sotterranei . o la misura del la loro malvagità secondo i vari punti di vista. ma per un certo tempo . Certi muschi port ano gemme del genere in una rosetta di foglie disposte a tazza. flagello dei prati da gioco. che emettono semi raram ente e si moltiplicano per radici sotterranee. Questo è spesso il caso delle piante acquatiche. che a un dato momento bloccò i corsi d'acqua dopo essersi sviluppata rapidissimamente da pa rti spezzate. Il motivo per cui i cocchi e i semi di altre palme possono sopravvivere tanto a lungo. Analoghe coppe a percussione si ritrovano anche in alcuni funghi. nella descrizione datane dal dizionario Webster. Opportunismo. Infatti certe piante che si moltiplicano in quest o modo sono o diventano sterili. concentrando gli sforzi sullo sviluppo delle parti sotterranee. nel t erreno di cui essi si nutrono. Tra le piante più o meno sterili che si sono trasformate in erbacce di successo o col onizzatrici.. introdotta in Inghilterra nel 1842. Certe gigliacee possono anche non spuntare nemmeno dal suolo. se non altro quelli di maggiori dimensioni che forniscono i comuni fun ghi mangerecci ed altri corpi fruttificanti. senza tenere conto dei principi fondamentali o delle cons eguenze finali». Quanto sopra calza perfettamente per molte piante le quali. per favorire i propr i interessi immediati. Alcune plantule. dipende dal fatto che il cotiledone cresce "dentro" la scorta nutritizia fino ad assorb irla completamente. Due specie di sargassi possono moltiplicarsi solo in questo modo. Ne derivano i «c erchi delle streghe» o «delle fate». i bambù dalla rapida diffusibilità.d el tipo noto tecnicamente come vegetativo . GLI OPPORTUNISTI. tendono ad espandersi a raggera. e rappresentano i precursori dei dispositivi congeneri elaborati per espellere i semi dalle piante fiorenti. I funghi. e le gocce di pioggia. mentre contemporaneamente spinge in alto un germoglio e le foglie. o micelio. la pianta introdotta era unisessuata e incapace di riprodursi. Quest o tipo di diffusione è quello che dà tanto successo a molte erbacce. Si trova un anello tipico d'erba più rigogliosa e scura proprio all'es terno del cerchio fungino. compresi i muschi palustri e certe alghe.il seme si mantiene con le scorte nutritizie incorporate. altri invece in un ciuffo su un lungo gambo. è «la politica od abi tudine di adattare le proprie azioni. Questi metodi vegetativi si ritrovano spesso nelle piante colonizzanti che si sv iluppano dai semi in un nuovo ambiente e lo trovano insoddisfacente per la fiori tura e la produzione dei semi. possono sbalzare le gemme a un metro di distanza. varie specie di menta.. Altro es empio è quello dell'elodea canadese. creato dall'attività dei fili fungini. Il successo del seme dipende naturalmente dalle possibilità della radicola di trov are umidità e nutrimento in quantità adatte.. assolutamente sterile. Capitolo 17. c he danno fiori e semi solo a lunghissimi intervalli. Molte piante primitive hanno «occhi» o gemme di crescita staccabili.come abbiamo già visto . Nell'epatica Ma rchantia queste gemme sono alloggiate in minuscole coppe. Ma nella maggior parte dei casi le foglie adulte tengono dietro ben presto alle foglie cotiledonari. Ne derivano germogli identici alla pianta genitrice. va compresa la strisciante "veronica filiforme". e il processo di crescita continua ininterrotto per dare l uogo alla pianta adulta. hanno messo a punto altri mezzi di sviluppo .a parecchi «embrioidi» asessuati che derivano da altre parti dell'ovulo (cellule nuc ellari).

i «bambù messicani». quella di un lichene si calcola in frazion i di centimetro. Altri licheni a tendenze tridimensionali più accentuate si spezze ttano. Alcune piante introdotte originariamente a titolo ornamentale hanno rivelato ide ntiche tendenze infestanti . Questo tip o di lichene si può macinare e cuocere come il grano. con tattica che ricorda quella de i funghi che fabbricano i cerchi delle streghe ed esauriscono le riserve nutriti . e producono nere «radici» sotterranee dette rizomorfi . An che in questo caso si formano cordoni rizomorfi in grado di attraversare per par ecchi metri una sostanza inerte come il cemento alla ricerca di nuove fonti di n utrimento sotto forma di travicelli o assiti. Più insidiose sono le piante erbacee che vanno più lontano e più in fretta.mmonici che a loro volta stimolano la crescita dell'erba. dette anche funghi del miele. Succede così che grandi masse di licheni si depositano negli a vvallamenti del terreno quando l'acqua se ne va. molte delle quali possono mettere gemme e germ ogliare ad intervalli. vilucchio e temibili equiseti. le cui parti sotterranee sono più germoglio che r adice. ma mentre l'età di un cerchio delle streg he si misura a spanne o in decimetri. la cui comparsa spiega il nome che viene dato loro in certe parti di «funghi a s tringhe da scarpa». Se si distrugge la par te aerea. l'acanto e la romneya o papavero arboreo. Altri funghi invece si moltiplicano nel legno. varie euforbie. o da arbusti quale l'olivello spinoso. Certe piante si muovono in una sola direzione. vi sono subito gemme di crescita di età diversa pronte a subentrare con nuove fronde. podagraria . e penetrano fino alla profondità di 20 metri sotto terra. Questa capacità viene sfruttata prontamente da piante quali il pioppo tremolo e il ciliegio. Una pianta si diffonde verso l'esterno di un metro all'anno. vivo o morto. cresce sulle rocce nude ed ha spesso forma circolare. A volte queste stringhe s'infiltrano nelle c ondutture dell'acqua come radici d'albero. Altro temibile fungo dotato di analoghe capacità è il "fungo della carie secca". come accade anche per ce rte erbacce dalle radici provviste di cuffia radicale (piloriza). Ad intervalli por tano dei piccoli tuberi che si staccano se le piante vengono divelte dal suolo. tanto è esteso il suo sviluppo. e rappresenta la spiegazione più accettabile della manna citata nella Bibbia: i botanici comunque lo chiamano lichene della manna. Le armillar ie. che divora e polverizza il legno morto. a quattro metri di profondità sotto terra. Molto spesso piccoli f rammenti di radice possono rigenerare la pianta intera. Le piante superiori hanno radici.quali l'enorme poligono giapponese. ad esempio nel tarassaco. si decompongono. Quella curiosa associazione tra un fungo e un'alga che è il lichene. gramigna. e si segnalano casi di mucchi e normi che hanno consentito di raccoglierne anche a 5 chili per volta. e si segnala un caso di ostruzione di una tubatura del diametro di 15 centimetri per la lunghezza di circa due metri. e il viluppo sotterraneo di radici è stato valutato sui 2500 chili per ettaro. e se viene un temporale sono port ati via dall'acqua. e anche in questo caso abbiamo a che fare con le usanze e credenze popola ri. Questo è il modo normale ed inesorabile di diffusione dei funghi terragnoli. con altrettanta inesorab ile progressione. per cui si originano nuove piante fino a quasi 30 metri di distanza dal tronco progenit ore. temuti da i giardinieri e dai forestali. fungendo da punti di ricaccio se un erbicida selettivo elimina la parte superior e del germoglio. come ben sanno parecchi padroni di casa. Qualche specie appresta anche speciali condutture. La crosta di lichene crescendo si arrotola e si spezza: i frammenti vengono portati in giro facilmente dal vento. I licheni crostosi del genere Lecanora crescono in tutte le steppe e i deser ti asiatici. Man mano che i cordoni fungini muoiono. E" stato detto che sarebbe impossibile misurare una sola pianta vecchia di felce aquilina. sono parassiti mortali degli alberi. forma ndo un guaio perenne di erbacce inveterate: felce aquilina. Talvolta all'interno d el cerchio più scuro si osserva un altro anello di terreno completamente spoglio: ciò dipende dal fatto che il suolo si dissecca completamente quando è tutto invaso d i cordoni fungini. ed è quello che ha fatto pensare a streghe o fate danzanti in t ondo. I rizomorfi possono invadere il terreno per parecchi metri all a ricerca di nuove radici d'albero. e in seguito al l oro disfacimento si può originare un altro cerchio verdeggiante d'erba scura e rig ogliosa.

Alla superficie del suolo il modo più facile di diffusione concesso a una pianta s embra essere a mezzo di stoloni. Questa soluzione non è mai sembrata molto felice agli occhi dei giardinieri . come nelle fragole. Prima che ve nisse introdotta nelle Isole Britanniche. sono poi certe piante che producono masse di bulbilli sciolti. Abitudine condivisa da molti parenti tropicali dei gigari. e fo rniscono abbondante sostentamento ai rampolli.così detta. Ne sono esempi certi parenti delle cipolle. quei germogli a basse arcate che originano plan tule ad intervalli. o possono venir tr ascinati in basso dalle contrazioni del tubero conico carnoso progenitore. si renderà conto di come l 'Oxalis pescaprae sia una pianta di successo. Tuberi e bulbi carnosi sono solo versioni migliorate di una gemma radicale. oppure s i sparpagliano sulla superficie asciutta del suolo in estate. Questa progenie. una che avvolge tut ta l'Isola Settentrionale. che tuttavia si manifesta in tutta la sua eleganza nelle piante acquati che. una volta giunte a maturazione. La piantina galleggiante del "morso di rana" emette stoloni che da principi o formano nuove piantine adulte. noto come pianta d'appartamento sotto il nome di H artwegia. ivi comprese le attraenti felci ambulanti o adian ti. I bulbilli sciolti vengono dissemi nati tutt'attorno ad ogni tentativo di sradicare la pianta capostipite. Il farfaraccio associa la produzione in massa di radici alla formazione di fo glie tanto lussureggianti. Ciò si verifica solo quando si formano virgulti che si s taccano presto dalla pianta originaria.zie del terreno: tra queste il lampone. Ad esempio le ortiche. dove l' aratura disperde la progenie su ampio raggio. che può estendersi per un paio di metri al l'anno. la ficaria e specialmente varie specie di acetosella. Chiunque abb ia visto questa acetosella gialla «piè di capra» . da non lasciare ad altri germogli la possibilità di spu ntare. pescaprae nei Paesi mediterranei. mentre l'altra avviluppa l'intera Isola Meridionale. che trova una replica nei tropici ad opera della Thladiantha imparentata con le zucc he. tuttavia. ed ha originato la s toria secondo la quale si tratta di due sole piante di rovo. quali la rosea Oxalis floribunda in Gran Bretagna. Ne è un esempio il topinambur.ad ese mpio nell'Allium paterfamilias somigliante ai porri . e mortali in veste di erbacce. e il Chlorophytum elatum. da non lasciar crescere niente altro in mezzo. resta collegata con la pianta genitrice finché gli stol oni marciscono e. In quest'ultima si formano cordoni di 5-10 tuberi lungo i germogli sotterran ei. che vengono così trascinati verso l'este rno. sebbene si formino vaste colonie. e manca poco che sia verità. mentre sul finire della stagione nuovi stoloni portano spesse gemme. il Ministero dell'Agricoltura raccoman dava di far pascolare maialetti sui terreni infestati . cioè minuscoli bulbi min iaturizzati. il metodo non assicura abitu almente ampia diffusione. C'è una certa ironia nel fatto che la pianta originaria introdotta nel bacino de l Mediterraneo (a scopo ornamentale a Malta) fosse una forma sterile: la sua inn umerevole progenie non fa semi. o gettate molto più lunghe che infine si p iegano verso il basso e mettono radici in cima. La sfogliatura non fa che stimolare la produzione di nuovi bulbilli.dalle contrazioni di lungh e radici orizzontali al di là dei bulbilli. ed anche oggi le prospettive sono alquanto aleatorie. alla fine della stagione. Altre producono una massa così compatta di radici. dove ha trovato condizioni di crescita ideali. e la gialla O. Efficientissime in termini di opportunismo. Certe piante primitive possiedono questa capacità. la verga d'oro e la canna comune di palud e. con la tattica dei balzi successivi. Introdotto in Nuo va Zelanda. con bulbilli ad una certa distanza dalla pianta genitrice. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun mezzo chimico efficace contro l'acetosella. come nel rovo. Queste. Varie specie di piante procedono analogamente. La diffusione di questi bulbi sotterranei dal capostipite centrale è causata qualche volta . si liberano e cala . Esse sono particolarmente efficienti nei terreni coltivati. ovviamente. a differenza di quello dei porci a dulti.tappezzare vigneti ed oliveti.suini giovani perché il lo ro apparato digerente distruggeva i bulbilli. da uno dei su oi mezzi di diffusione . il rovo a more nere s i è rivelato una delle piante infestanti più maligne del Paese. E" piuttosto buf fo il fatto che la maggior parte delle infestanti acetoselle sia sfata introdott a in vari Paesi in veste di piante ornamentali.

ma in ogni caso restano mucchi di materiale maleodorante a imputridire su lle rive. Le agavi muoiono dopo la fioritura. Naturalmente quando sono in fase gal leggiante possono venir portate lontano dalle correnti d'acqua. sui quali crescono altre piante. ed ha ostruito innume revoli corsi d'acqua tropicali. dove le forme giovanili sono portate da lunghi steli esilis simi. in modo che gli animali li possono trasportare a distanza. . rappresenta un altro caso di pianta sessualmente sterile. Anche alcune gigliacee producono bulbilli. che possono essere bulbilli. viene spinta verso il basso: il gambo funziona come un t rampolino. Ambedue si moltiplicano per divisione semplice. a somiglianza di quanto fanno molte altre piante affini. o la Tolmiaea Menziesii o "toccaeattacca". come accade in molte cipolle. e di solito producono anche stoloni vaganti attorno alla r osetta progenitrice. dove i bulbetti possono sostituire completamente i fiori. portando fiori nella metà inferiore e plantule nella parte ricurva superiore . me ntre la seconda produce foglioline piatte appaiate. in cui vengono date alla luce forme giov anili perfettamente sviluppate. Si osservano anche veri parti vivipari. I rampolli si formano su certi corti picciòli presso la punta delle foglie cilindriche. A tutt'oggi non si è riusciti a distrugg ere queste piante con nessun mezzo che non sia quello di spazzarle via meccanica mente. ed emett ere radici nello spazio di poche ore quando cade la pioggia. Se la colpisce una goccia di pioggia. il che a sua volta influisce sull'esistenza del le popolazioni umane che vivono di pesca. per raggiungere la quale possono anche imp iegare parecchi anni. e sono stati visti perfino bufali morti sostenuti da queste isole d'erbe. in modo da distrugge re ogni forma di vita acquatica.no sul fondo. ma la Kalanchoë tubiflora dispone di una speciale attrezzatura di lancio.. Il primo ha una vescica gonfia alla base di ogni foglia della sua rosetta. Parecchie felci hanno gemme riproduttive di questo tipo. la Furcraea foetida del B rasile produce masse di plantule in mezzo ai fiori. queste ultime parzialmente formate. Alcune delle piante grasse Kalanchoë portano i rampolli attorno ai bordi o sulla p unta delle foglie. alcune hanno nomi pittoreschi quali la sassifraga stoloni fera o «madre di mille». Parecchie erbe. Tra le piante infestanti acquatiche di maggior successo si annoverano il famiger ato "giacinto d'acqua" ed una salvinia appartenente alle cosiddette felci d'acqu a. Anche la "lingua d'acqua" emette identiche gemme invernali. le foglie in via di disfacimento sotto il frondame vivo conferisc ono grande spessore al tappeto vegetale. da dove spuntano a primavera. nella forma introdotta artificialmente. Queste minuscole piante h anno foglie arrotondate che formano una specie di coppa staccata. Il giacinto d'acqua. A volte i bulbilli vengono ingeriti dagli uccelli come se fossero semi. dove forma densi e c ompatti tappeti lunghi letteralmente chilometri e chilometri. i cui bulbilli sono provvisti di uncini e formano lappole. e consumano tutto l'ossigeno contenuto nell'acqua. Molte piante di terra hanno parti aeree staccabili. La spettacolosa infiorescenz a lunga due metri della imparentata Agave attenuata si piega formando un grande arco. perché questo bellissimo fiore cresce su praterie falciate per la fienagione molto prima che si possano formare i semi. Non soddisfatta del suo capo fiorale alto sette metri. la cui prole compare sulle vecc hie foglie e mette radici non appena tocca il suolo. come la poa alpina. e traversano il loro corpo più o meno indenni: così la pernice di Scozia mangia quelli del "poligono viviparo" alpino. Essi si staccano facilmente al tocco. La sassifraga inclinata vive in posti così freddi che n on sempre riesce a fare i semi. mentre la felce d'acqua preferisce gli specchi d 'acqua tranquilli come quello formato dalla diga di Kariba. nel giglio croceo alpino que sto sistema sostituisce spesso completamente la produzione dei semi. Queste erbe acquatiche non solo rendono i fiumi intransitabili. e scatta in su. Altra rassomiglianza con i semi si nota nella Ramusatia tropicale. originano pl antule di questo genere. pronte a svilupparsi con foglie e radici. ma tolgono loro la luce. quando i gambi annuali cominciano a marcire in autunno. I bulbilli possono avere grandissima resistenza: quelli della poa sinaica possono tollerare temperature di 80 gradi C. gettando la plantula fino alla distanza di un metro e mezzo.

Il tempo assegnato. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". 30.si moltiplica in parte grazie ag li uccelli che ne usano i lunghi gambi flessibili come materiale per costruirsi il nido. Corazza e veleno.in realtà si tratta di u na bromeliacea di aspetto simile a un muschio .rodiola. 21. 27. Divelti dagli uragani possono venire trasportati a distanza di chilometri dall'acqua di un torrente. Uno sguardo al futuro. Traduzione di Lino Penati. Girovaghi alla ventura. 19. La comunità delle piante. 29. 24. 18. si tirano dietro la foglia. Le foglie dei Sedum. parassiti e scrocconi. si sviluppano radici da ogni punto di contatto. SECONDO VOLUME. Bibliografia essenziale. che ha giunture così precarie tra un germoglio rigonfio e l'alt ro. erb a pignola. Sfruttamento dell'ambiente. si rompono con estrema facilità. quando il germoglio più in al to è troppo pesante. Alcuni semprevivi formano rosette in miniatura che si staccano con uguale facilità. come nel salice e nell'olivello spinoso. Alcune specie si affidano alla fragilità dei loro germogli. Strangolatori. Un a volta caduti al suolo. L'uomo manipolatore. e così fragili che si possono spezzare e staccare. cui questa caratteristica ha valso a nche il nome di «chioccia e pulcini». IL PIANETA DELLE PIANTE. Il "muschio spagnolo" così diffuso nell'America tropicale . Anthony Huxley. 26. quello di spezzarsi facilmente. Prima edizione aprile 1975. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. come ben sa chiunque abbia cercato di coltivarle. 24. carice e co sì via. *** . sebbe ne in certe specie esse siano collegate alla pianta originaria a mezzo di uno st olone: è il caso del Sempervivum soboliterum. erba di San Giovanni. Anche semplicement e giacendo alla superficie del suolo producono radici all'estremità spezzata. e danno origine a una nuo va piantina. Questa inn ata vitalità è la forza che si agita dietro ogni aspetto dell'opportunismo vegetale. ad esempio il Senecio o "pian te delle candele". che si abbarbicano al terreno. o per l'urto di un animale. Copyright © Anthony Huxley 1974. ad esempio .Le piante grasse hanno un altro trucco a loro disposizione. INDICE DEL SECONDO VOLUME. 23. Milano.assieme alle Crassulae loro congiunte e ad a ltre piante succulente affini. se appena vengono deposti in un luogo fornito di sufficiente umidità. Arnoldo Mondadori Editore. eccetera . Molte piante a tronco succulento possiedono capacità rigenerative alt rettanto strabilianti. o per un forte colpo di vento. Le piante assassine. Gli sfruttati. e da frammenti di radici di giunco. Va notata infine la mirabile capacità dei rami spezzati a formare radici. e riescono a mettere radici dando vita a nuove piante . Guerra dei mondi. 20. 28. Convivenza. 22. pinocchiello. Un rapporto incestuoso.

quando non si tratta addirittura di un tipo sterile. Qualche volta questa decadenza è causata dalle malattie. o rappre sentare forse il risultato di una mutazione: magari non si potrebbe ottenere pro genie uguale dal seme.può passare quasi un secolo prima che la pianta fiorisca. nelle agavi e in certe palme . Talvolta ques to processo è rapidissimo. La durata della vita dei minuscoli esserini del plankton si può misurare in giorni o anche in ore . biologicamente parlando. Tutte le parti di queste piante.e sicur amente altri spontanei .fenomeno che spesso sembra accompagnarsi a un'eccessiva pro pagazione. dopo di che la loro vitalità incomincia a declinare. Una pianta biennale impiega di norm a due stagioni per il suo sviluppo. per stoloni staccati. L'età di certi funghi si può desumere approssimativamente dal di ametro dei «cerchi delle streghe» che formano. Naturalmente è interesse del giardiniere o del coltivatore propagare un dono finché esso resta vi goroso.si deteriorano con il passare degli anni. regolate a volte da circostanze esterne. e crescono ogni anno. Però in molte classi di piante non si manifestano doti intr inseche di longevità. segnatamente d ai virus. Diremo di una pianta di fragola che è immortale solo perché si moltiplica teoricamen te per sempre senza attività sessuale? e lo stesso di una felce aquilina che diffo nde all'infinito i suoi steli sotterranei per la campagna? o di quella colonia d i mirtilli della Pennsylvania che ha un diametro di due chilometri e si ritiene sia collegata con la pianta originaria colonizzatrice. c'è spesso una pianta progenitri ce o capostipite.Capitolo 18. e la seconda per produrre fiori e semi. per margotta o per innesto. non si può applicare per loro il criterio approssimato usato per la nostra specie.conservano una no tevole capacità di rigenerazione. sono identiche all'originale. E" nota la longevità di una pianta annuale: si tratta di una stagione di crescita. Sicur amente esistono piante da giardino d'età veneranda che da secoli vengono perpetuat e dalla mano dell'uomo grazie a loro frammenti. ma un s ingolo esemplare può svilupparsi per un tempo notevolissimo. sia che la moltiplicazio ne si faccia per divisione. Qui ciò che conta è la vitalità. che consente di osservare le sue abitudini di vita separatamen te dalla sua progenie. e in questi casi di breve vitalità è degno di nota il fatto che tutti i sing oli individui di un clono si estinguono più o meno contemporaneamente.lo abbiamo visto nel capitolo precedente . nonché di formazione di gemme o di piantale. come diremo in seguito. perché non c'è dubbio che certi cloni coltivati . ed anche nel nostro Paese abbiamo vecchie varietà di meli che hanno parecchi secoli d'età. A volte il fenomeno si potrebbe solo definire come una specie di sene scenza. di cui si dice che uno campa «all'incirca una settantina d'anni». Si può parlare di longevità in un senso più vicino a quello inteso per le specie anima li a proposito delle piante che abitualmente continuano a dare una produzione re golare di fiori e di semi. che talvolta può andare da un anno all'altro. dove comincia e dove finisce una singola pianta ? Le piante sono troppo varie perché si possa fare la media della loro longevità. ma a volte . IL TEMPO ASSEGNATO. mentre molte piante superiori . la lo ngevità aumenta: le alghe possono avere struttura relativamente primitiva.come nelle Puya giganti. perché può derivare da un ibrido o da una forma selvatica speciale. Anche nei luoghi dove pia nte del genere si moltiplicano in via vegetativa. la prima per fabbricare le parti vegetative. Ma non appena si passa alle piante multicellulari. a volte invece probabilmente dall'instabilità ce llulare che altera il numero effettivo dei cromosomi man mano che la pianta cres ce e si moltiplica . i crisantemi e le dalie delle attuali esposizioni di so lito non vivono più di una decina d'anni. ma nella maggior parte delle piante «in . Con tutto questo siamo anc ora alle piante che possono frammentarsi e rigenerarsi prontamente. Altre piante monocarpiche si sviluppano su tempi più lunghi. faccia i suoi s emi e muoia. gemmazione ed altri meccanismi creano tanto rapidamente nuove vi te da altre precedenti. nonché dalle loro intrinseche caratteristiche. e lo stesso dicasi de i funghi e dei licheni che possono vivere per secoli.seb bene sia difficile affermare che si tratta di singoli individui quando i process i di divisione. Al cune piante d'olivo coltivate devono avere migliaia d'anni. ed abbia ora la bella età d i 13000 anni? Stando così le cose.

che ci da la registrazione visibile dei suoi anelli. Ora si crede che il primato di lon gevità di una pianta singola sulla Terra .in realtà per inedia. L ogorio e lacerazioni ad opera di elementi esterni entrano pure in gioco. di estendere ulteriormente le radici .nel quale caso le alghe. Si classificano come affezioni teratologiche . a meno che . certe liane dell'America Meridionale o certi cocchi d elle isole Seychelles. spesso in una strana foggia di cresta di gallo. della felce aquilina e del rovo a more nere . come quelle dei mirtilli americani. Un'alluvione può asfi ssiare le radici o semplicemente ucciderle. e raramente ne menomano il vigore. Come in questi. Cacti fasciati o «crestati». Il fenomeno della fasciatura o affastellatura è causato da una lesione o affezione che danneggia un momento della crescita. e di fillodia la p iantaggine maggiore nella varietà a rosetta. e a volte sono anche molto più grandi: l'esempio più no tevole ci è offerto dalla digitale purpurea pelorica. o magari anche da radioattività. che ulivi apparentemente del tutto morti so pra il livello del suolo poterono rispuntare dalle loro enormi vecchissime radic i. Nella peloria i fiori normalmente irr egolari diventano la regola. ma essa può essere d'origine meccanica. Piante così smisurate indubbiamente muoiono di pura vecchiezza: hanno un limite ma ssimo condizionato dall'accumulo di prodotti di rifiuto e dal declino del ricamb io a somiglianza di quanto avviene negli animali.come fanno le piante grasse o i bulbi . Alcune malattie interne possono colpire le piante. ma sono più curiose che nocive. Molti giardinieri avranno visto tronchi appiatti ti o multipli riuniti a fascio: il processo può estendersi anche ai fiori. Le piante possono perire in conseguenza di una s iccità inaspettata.non dispo ngano di riserve speciali e di accorgimenti per conservarle.spetti alla pianta giapponese di Cryptomeria japonica d ell'isola di Yakusima. sepolti dalle frane. spesso è impossibile identificarne la ca usa esatta. e ciò vale anche per un gran numero di piante «sup eriori» . il cui numero si moltiplica enormemente oltre la quantità normale. Le altre alterazioni mostruose derivano dall . Esempi ben noti ai floricoltori di mostruosità sono le margheritine a capolini multipli e la calendula di Scozia. nella quale i fiori superior i vengono sostituiti da un unico grandissimo fiore campanulato. Ogni tanto si ve rifica spontaneamente il «raddoppiamento» dei fiori. Le specie relativamente delicate periranno se verrà una gelata ecceziona le. E" stata avanzata anche l'ipotesi che alcune Cycadine pos sano avere quasi 14000 anni. se l'acqua è salata o altrimenti miner alizzata. che all'analisi del radiocarbonio-14 rivela di avere più di 7200 anni di vita. e felci crestate si ritrovano allo stato libe ro e sono apprezzati dagli amatori. e dalla fillodia dove i fiori sono sost ituiti da foglioline ridotte. malattia e morte. Altre manifestazioni m ostruose sono i processi di proliferazione. letteralmente nutrite dall'acqua ch e le circonda.all'opposto delle colonie collegate e i n espansione continua. in cui il centro del fiore stes so è pieno di petali in numero superiore al solito. si è costretti a chieders i se circostanze del genere non possano essere imposte da circostanze esterne. ma a volte accade quanto si è osservato in occasione dell'ultima disastrosa on data di gelo nei Paesi mediterranei. Naturalmente i risultati sono apprezzati dai giardinieri: molti dei l oro fiori doppi hanno aspetto più vistoso e durano di più. o derivare da sostanze chimich e quali i diserbanti selettivi. La morte avviene sicuramente per la sopravvenuta incapacità di procurarsi altro nu trimento dal suolo. potrebbero avere le maggiori probabilità di esistenza lunghissima. esistono anche nelle piante invecchiamento. gli alb eri vengono spezzati o abbattuti dagli uragani. originando talvolta la formazi one di un fiore all'interno di un altro. seguita dai 5000 anni del pino a pigne ruvide o Pinus arista ta americano. quale quella dei raggi cosmici.piante erbacee che non hanno tronco. palme ed altre piante monocotiledon i che non formano anelli annuali di crescita. con un conseguente effetto a «manicotti c oncentrici». ma l'ipotesi appare improbabile. q ualche dracena di Sumatra. colpiti dal fulmine. Può colpire un solo germoglio di una pianta per il resto normale.feriori» non se ne ha prova alcuna. inceneriti dal fuoco. cioè mostruosità o malformazioni. p articolarmente dallo sfruttamento al massimo limite possibile del terreno su cui cresce la pianta . come qualche alga gigante del Pacifico. in cui minuscoli flosculi supplement ari si formano attorno al fiore normale. e si ritrova di rado nelle piante erbacee. ma è possibile che esistano piante in realtà più vecchie. Ciò detto.

le piante hanno molti nemici. e questa sfogliatura può anche uccidere gli alberi: le conifere sono particol armente sensibili. Altri animali nocivi fin troppo noti sono i bruchi che scavano gallerie tra le d ue facce fogliari. Ne ssun giardiniere ha bisogno di essere messo al corrente dell'esistenza di questi succhiatori di linfa. Particolare voracità hanno l e chiocciole tropicali. ed ogni associazione tra una data pianta e un determinato insetto provoca la formazione di galle diverse e riconoscibili . o sventra i tronchi come quelli del baobab per averne i succhi (i quali sorprendentemente contengono un'alta percen tuale d'acido tartarico e sembrano particolarmente apprezzati dall'elefante). ma non appena arrivano nelle vicin anze le radici di una specie vegetale adatta. C 'è inoltre una moltitudine di limacce.e mutazioni genetiche e si possono propagare. anch'esso dotato di uno stiletto perforante. cimici farinose. le sostanze chimiche emesse dalle radici stimolano le uova ad aprirsi. Meno noto tra questi dannosi succhiatori è un minuscolo verme nematode detto angui llula. molte delle quali trascorrono sotto terra g ran parte della loro vita. insetti fino agli animali erbivori che vanno dai lumaconi all'el efante. la distruzione della vegetazione ad opera di nuvole di cavallette è un avvenime nto scontato dell'esistenza nel Medio Oriente e in Africa: dobbiamo solo rilegge re quanto è scritto nell'Esodo biblico: «Coprirono la faccia di tutta la terra. Queste cisti posso no restare inerti nel terreno per molti anni. che comprendono afidi verdi. mentre grossi bruchi in superficie ed altri filiformi sotto t erra rodono voracemente i tessuti delle piante. il quale è un commensale sprecone quanto nessun altro. in m odo che il paese ne fu oscurato. E" stat o accertato che la specie che attacca le patate induce la pianta a modificare le sue cellule esterne.attaccano le piante in gran numero c on la loro lingua a raspa costantemente rinnovantesi. co n conseguente distruzione dell'habitat della fauna selvatica. e tutt i i frutti degli alberi. affiorando in superficie di notte per mangiare: a tut t'oggi è virtualmente impossibile distruggerle. Un acaro rosso invisibile ad occhio nudo si moltiplica così in fretta che in breve tempo la foglia infestata non ha più linfa. Queste sono costituite da corpi di tessuto plan tare di forma e dimensioni assai varie. che resecano parti intere di foglie. dai minuscoli acari.. Quando la pian ta muore. insetti simili a scaglie c he s'insediano in un posto come minuscole cozze. si può sentire il rosicchiare di migliaia di minuscole mascelle e l'incessante caduta degli escrementi e rifiuti degli in vasori. cimicioni somiglianti a bottoni o capsule. per rivestirne i nidi in cui depong ono le uova. quando si verifica un' invasione di processionarie in un bosco. vermi nematodi. ed hanno tutti poderosi stilett i cavi per penetrare nel tessuto fogliare e suggerne i succhi. nonché nelle piante quando vi fanno il loro ingresso: ne sono stati trovati due milioni in una sola cipolla. rossi. la crescita s'arresta quando la la . di solito in via vegetativa. Anche i molluschi .chiocciole e lumaconi . Un numer o incredibile d'animali vive a spese delle piante. I bruchi possono spogliare fino all'ultima foglia una foresta o un frutt eto. quindi muoiono a loro volta e la cute si trasforma in un guscio duro o cisti. divorarono ogni filo d'erba della terra. le femmine producono uova all'interno del loro corpo. trasformandole in «cellule di scambio» che affrettano il passa ggio del flusso di linfa al nematode ogni volta che questo vuole mangiare. dando il via a una nuova invasione. Ne risulta una situazione che può dare il via a una reazione a catena per cui cresce notevolmente il pericolo degli incendi e dell'erosione. che possono raggiungere la lunghezza di 25 centimetri. e non rimase alcuna verzura sugli alberi o sulle erbe dei campi per tutta la terra d'Egitto». Talvolta le galle non cominciano a svilupparsi finché la larva non sia sgusciata dall'uovo e non abbia cominciato a mangiare. Talvolta. Oltre a questi fattori di rischio «naturali».. zecche. ma ta lvolta anche con i semi. ingiallisce e non serve più a nulla. neri e lanosi. Le anguillule entrano spesso nei tessuti delle piante e si muovono all'interno di esse. Molti insetti depongono le uova direttamente nel tessuto della pian ta. Problemi d'importanza relativamente minore vengono causati da insetti come i fil lotomi. che reagisce formando galle. che spesso abbatte gli alberelli per impadronirsi delle fronde. Possono essere prese nti in numero astronomico nel terreno. Da quando l'uomo ha cominciato a coltivare specie vegetali per averne un raccolt o.

ho contato più di 30 specie di tali funghi. Questi funghi hanno grossi corpi fruttificanti . e abitualmente rappresentano il sintorno i nfallibile della presenza di un nemico insanabile all'interno dell'albero.così detto perché annerisce le foglie come se fossero bruciate . e su quest'ultima sede sono opera tipica di nematodi od acari. Nelle regioni tropicali le onnipres enti termiti sono le prime a trarre vantaggio dal legno ucciso da un fungo. che in realtà di solito si limi tano ad uccidere gli alberi quando già stanno per andarsene. carbonchi. ma non si accon tentano di attingere nutrimento dalla pianta ospitante a somiglianza del vischio .gli «orecchioni» ch e compaiono all'esterno degli alberi. Il castagno è stato completamente annientat o nelle regioni orientali del Nordamerica. sia che si tratti di un albero caduto. tazze o sfere. dove un tempo formava grandi foreste. e attaccano in uguale misura anche il legname: si calcola che nei soli stati dell'Oregon e di Washington non meno del 35% degli abeti bian chi sia colpito da ruggine vescicolare. Possono spuntare sulle foglie. Su un tronco di faggio. sui tronchi o sulle radici. ne distruggono invece attivamente le strutture interne. come nel caso dell'orobanche. il legno morto emana sos tanze volatili che favoriscono effettivamente la crescita dei funghi. il mal del carbone . ad esempio quelle dei liquidambar delle parti occidentali del Norda merica. Le spore fungine vengono trasportate diffusamente dall'aria. rappresentato da un «orecchione». Altre s pecie avviluppano le piante ospitanti fino a farle morire. spesso in misura totalmente sterminatrice. pochi mesi dopo che era c aduto al suolo. dove si sviluppa la larva. le galle hanno accrescimento limitato e non sono di natura tumorale. con trabeazioni irraggianti da una capsula centrale concamerata.che di solito viene abbattuto da un uragano e mostra la parte centrale fradicia . mentre nei climi freddi e asciutti il legno può durare per secoli. I funghi sono i distruttori principali del legno morto. per cui la piant a non ha possibilità di scampo. oppure prolungati. pieghe. Si parlerà più estesament e di queste piante in seguito. L'insetto procaccia rifugio e provvista di cibo alla sua prole.dov'è nell'interesse della specie parassitaria ch e la pianta ospitante resista per un periodo ragionevolmente prolungato. come nel vischio e nella maggioranza delle specie parassite arboree . anch'essi sono parassiti. peri ed altri alberi della fam iglia delle rosacee sul continente europeo. rammollendo il legno i n modo da facilitare l'accesso agli insetti e ad altri distruttori secondari.altri funghi saprofiti non tardan o ad aggredire il legno morto. se i coltivatori non ricorrono ad opportune contromisure. Il vig ore riproduttivo di questi funghi si calcola in cifre astronomiche: un centimetr o quadrato di una foglia di rosa colpita dalla ruggine può produrre mezzo milione di spore. La formazione delle galle sembra rappresentare in gran parte la reazione della pianta intesa ad isolare il parassita con le eventu ali sostanze tossiche prodotte. A volte sono molt o elaborate. per cui ogni anno vanno perduti almeno t re milioni di metri cubici di legname. oltre al fungo assassi no originario. I funghi aggrediscono gli alberi vivi. Certe piante parassitano altre specie vegetali con risultati paurosi e talvolta rapidi. Mol to di rado queste galle provocano danni seri alla pianta ospitante. ma quando so no molto numerose possono indurre la pianta a dare fiori e frutti con una prodig alità innaturale. mentre l' uovo e la successiva larva dell'insetto possono trovarsi nei tessuti o alla supe rficie della pianta.rva s'impupa.ha ucciso moltissimi meli. ad opera di funghi. e si ritrovano ben presto in ogni parte di un albero malato. come è il caso dei Ficu s soffocanti. che succhia la vita di interi raccolti di fagioli o di trifoglio. Una v olta che hanno finito di uccidere l'albero . I funghi danneggiano o distruggono ogni anno almeno il 10% delle coltu re di tutto il mondo. della sua ceppaia o di legname tagliato. e in misura assai minore dell'edera. Nelle fore ste tropicali la decomposizione è rapidissima. dove le galle sono costituite da sfere cave all'interno. come se la pianta ospitante avesse il presagio di poter morire. Anche i funghi minori attaccano le piante più tenere con un assortimento terrifica nte di ruggini. mal della golpe e così via. Le galle possono presentarsi come ispessimenti. e impedendo ai vari sistemi circolatori di convogliare acqua e nutrimento come inv ece dovrebbero. e la loro leggerezz .

spess o conferendo loro aspetto macchiettato o screziato. Si crede che ciò possa moltiplicare il nu mero delle divisioni cellulari. ma separate da pareti di quarzo.ora usata pe r far appassire artificialmente l'erba medica. Tuttavia i nemici più insidiosi delle piante sono costituiti dai virus. sono in grado d'invadere le cellule e moltiplicarvisi. Anche in questo caso questi organismi elementari possono pr ovocare la formazione di galle. I virus attaccano . Perciò è stat a formulata l'ipotesi che la ruggine dei cereali in America venga portata dai me rli che cominciano a migrare nel periodo in cui le ruggini sono infettanti nel M essico. abitano . Alcuni funghi sembrano veramente conoscere la «parola magica» che consente loro di aprire i pori delle foglie. Sembra che le specie fungine che attaccano le foglie vi entri no attraverso gli stomi respiratori. come quando un'intera serra di pomodori viene pacciamata e spollonata a m ano. talvolta modificando evidentem ente la sostanza del nucleo.a garantisce la possibilità di coprire grandi distanze. Questi ess eri piccolissimi. Può capitare saltuariamente che essi vengano diffusi anche per mano d'uomo. e a ggredisce i cereali dopo aver formato galle a coppa sulle piante di crespino. da nematodi sotterranei analoghi succhiatori di linfa. si prese ntano come escrescenze irregolari di aspetto e comportamento tumorali.quasi ogni genere di piante. un fungo che compie lo sviluppo su due specie ospitanti. accelerandone così l'essiccazione. Pare possibile che la germinazione delle sp ore fungine e il loro successivo ingresso nei tessuti attraverso i pori siano re golati in parte dalla concentrazione gassosa in prossimità delle aperture.la fusicoccina . spesso angariando seriamente le piante e quasi invariab ilmente indebolendole. o possono i nvadere le radici. Ciò accade sicuramente per il cancro dei mandorli e dei peri. e le misure di difesa antibatteriche sono ancora più difficili da attuare che non nel caso dei funghi. Note con il nome di galle della corona.o se preferite. invece il virus "nicotiana". Talvolta non si hanno sintomi visibili.definite con il termine appropri ato di «scope delle streghe» . pomodori e molte altre p iante. ma di solito si rinvengono soltanto nelle cellule. trasmettendo contemporaneamente malattie ed infe zioni come nel caso dei virus. Cellule sane sono state infettate da virus di cel lule infette loro vicine. i cui sintomi si manifestano con l'avvizzimento delle foglie. ed è stata isolata dal fungo una sostanza . si può trasmettere alle piante dopo che le dita hanno toccato sigarette inf ette. ma anche con le dita. e il loro passaggio diretto a nord attraversa in pieno le principali reg ioni cerealicole degli Stati Uniti e del Canada nel volo stagionale di ritorno. Recentemente è stato dimostr ato che anche gli uccelli possono trasportarne in misura assai grande. Di tanto in tanto provocano la formazione di galle legnos e dall'aspetto tumorale. Le galle possono essere provocate anche dai funghi: alcune forme costituiscono a ffezioni serie come la melanomicosi delle patate. Certi virus delle piante si trovano nel terreno e possono infettare dire ttamente le radici. di cui in passato si è dubitato che avessero la «vita» stessa. in modo tipico con gli attrezzi usati per l'innesto e la potatura. Le galle della corona possono ca usare la morte della pianta. che le copre di escrescenze sc ure. che colpisce tabacco. Se mpre causate dai funghi sono certe formazioni . è stato dimostrato c he l'affezione colpisce allo stesso modo parecchie piante che non hanno affinità t ra loro. ma prove comparate con pian te non infette hanno dimostrato che queste infezioni virali dissimulate riducono . e talvolta contorcendone le fronde o i tronchi (esiste una curiosa malattia da virus che colpisce i meli e s i dice «del legno gommoso»). è impressionante la loro rassomiglianza con certe for me cancerose delle specie animali. Per lo più vengono diffusi da una pianta all'altra ad opera d'insetti che succhiano la linf a. di solito solo se la pianta già infetta viene lesionata d all'esterno. Anche i batteri provocano malattie delle piante che possono avere esito letale. Alcune ricerche russe hanno suggerito l'ipotesi che le cellule comunichino tra loro emettendo raggi ultravioletti. I funghi possono entrare nelle piante attraverso lesioni del tronco. Le galle secondarie che insorgono su lle piante infestate sembrano causate da sostanze chimiche formate nella galla o riginale e fatte circolare attraverso la linfa.e rigonfiamenti che compaiono sul tronco degli alberi . di modo che le cellule assumono un comportamento an ormale. che si sv iluppano più rapidamente dei tessuti normali. e talvolta dagli uccel li. o la puccinia.

tra l'altro. Virus. stimolando nei cons umatori la formazione di organismi antibioticoresistenti. E" stato scoperto di recente che altri organismi già noti soltanto negli animali. agrumi. sono c omparsi ceppi più virulenti di quelli segnalati in precedenza. Vedi caso. e. ma esiste una moltitudine di organi smi appena più grossi . e a volte posso no anche portarli a morte. E" quasi impossibile distruggere un virus una volta che una pianta è infetta. le spore vengono trasportate nella massa dei peli sensoriali situati attorno alla testa ed alla bocca dei giovani scarabei. Si sa già che certi virus delle piante possono moltiplicarsi nel corpo degli insetti che li propagano. Con questo non s'intende dire che gli antib iotici rappresentano il rimedio per le colture infette: un trattamento del gener e sarebbe costoso e potrebbe originare residui indesiderati. e sono sopravvissuti fino ad oggi nonostante il nemico che portano in corpo. E" stata formu lata l'ipotesi che forse non esiste un solo vecchio albero da frutto che non sia infetto da virus. micoplasmi e spiroplasmi sono esempi classici di organismi virulenti tras messi da una pianta all'altra quasi esclusivamente ad opera degli animali. Bizzarri. Il morbo uccide bloccando i canali che distribuiscono la linfa all'albero. e possono vivere delle sostanze contenute nel rivestimento esterno originario delle foglie. come nel caso dei tulipani battezzati dagli amatori Rembrandt. I micoplasmi rappresentano le più piccole cellule note a moltiplicazione spontanea. dell e piante. Naturalmente esistono virus delle specie animali come ne esistono per le piante. batteri ed alghe unicellula ri . che riescono ad inf ettare varietà di olmi allevati appositamente per la loro resistenza. Con il morbo degli olmi. Normalmente risiedono nei tubi cribrosi delle piante. malattia che attualmente sta decimando gli olmi d'Inghilterra e d'Europa. Forse va anche tenuto presente che certe piante ornamentali variegate e screziat e devono la loro decorazione supplementare a un virus che non le indebolisce olt re misura. sviluppandosi entro la sostanza viva. quali i micoplasmi e gli spiroplasmi .funghi microscopici. dove i fiori sembrano portare spruzzi o pennellate di alt ri colori.effettivamente l'accrescimento e la resa economica delle piante. In certi casi è possibile controllare questi organismi insidiosi con gli antibioti ci della serie tetraciclinica. ma alcuni riescono certamente a degradare il rivestimento ceroso de . mentre in certi casi si ottengono buoni risult ati con il trattamento al calore. Abbia mo già osservato che le malattie da funghi possono essere veicolate dagli uccelli.sono responsabili di un gruppo di affezioni delle piante n ote con il nome collettivo di «giallume». le cui larve scavano gallerie nella co rteccia. Come nel caso dei viru s. ques ti organismi vengono diffusi normalmente dagli insetti e dalle loro punture dopo aver soggiornato su piante o raccolti infetti. i vi rologi hanno dimostrato recentemente che alcuni virus degli animali e delle pian te hanno tra loro una forte somiglianza superficiale. e che entrano in gioco altri animali. fermenti. a tutt'oggi la linea d'attacco principale contro i micoplasmi deve sviluppars i contro gli insetti contagianti. eccetera. Bybloe m. che prima si credeva dipendesse dai virus. il quale provoca serie perdite in colture importanti e disparate quali cocco. perché risalgono ai primi anni del diciassettesimo secolo. e causandone così la morte per inedia. e pertanto produca al di sotto delle capacità potenziali. possiedono soltanto un quinto dei loro geni. ritardo ed anomalie della crescita e specialmente produzione di foglie invece di fiori. ma a l capitolo 28 si descrivono alcuni mezzi per metterli nel sacco. Un'analoga associazione tra scarabeo e fungo è colpevole della morte di m olti faggi delle Isole Britanniche. A somiglianza dei virus.uno dei quali causa la pleuropolmonite i nfettiva dei bovini . cotone e riso. tanto che certi virus dell e specie animali possono colpire le piante. Essi non sono parassiti diretti né vettori di malattie. come uno scarabeo che abita la corteccia degli alberi e diffonde «il morbo olandese degli olmi». talvolta anche in concorrenza con i parassiti d elle piante. Questi tulipani sono tra i più vecchi coltivati che si conoscano.che vivono sulla superficie delle foglie. Essi causano l'ingiallimento delle foglie. I virus hanno dimensioni ultramicroscopiche. come è possibile combatterli nelle specie animali q uando non ci siano di mezzo i virus. o citoplasma. sebbene assomiglino ai batt eri.

Il giornalista di viaggi Brian Jackman descrive questa foresta definendola piena di «un acre odore di serra. o sorprendentemente ritti se nza alcun sostegno. Alcuni alberi alti. fe rrovie. Naturalmente l'uomo è tra i nemici principali delle piante. Un amico mi ha riferito di aver osservato squadre di forestali nell 'Ecuador mentre si tracciavano dei passaggi in una foresta. Vi sono grandi tronchi morti. Le piante che producono res ina o lattice hanno canali appositamente riservati a queste sostanze. si sostengono su tronchi mezzo marci. mentre molti alt ri utilizzano i materiali che trapelano dall'epidermide della foglia. o con un duro involucro che rinchiude un interno cavernoso. Le piante dispongono per la verità di certe difese contro i nemici naturali. Si desidera trovare un albero intero. per cui sembra probabile che questo esercit o insospettato di minuscoli occupanti abusivi affretti il processo d'invecchiame nto delle foglie. o può sventrarla senza ombra di rimorso con le ruspe per costruire città. più che del trionfo della vita che ci si sarebbe aspettati sorvolandola dall'alto. D'altronde è dimostrabile come questi prodotti ve ngano eliminati attivamente dalla pianta con modalità evidentemente escretoria: co sì un comune ginepro può perdere fino a 30 grammi d'olio etereo al giorno. . C'è tutta un'in tera serie di olii. L'apparato potrebbe sembrare troppo complicato p er semplici prodotti di rifiuto. perché ogni albero si appoggiav a a quelli vicini e non era in grado di stare ritto da solo. Per una ragione o per l'altra gli alberi delle foreste tropicali possono essere debolissimi.contro un attacco combinat o delle cavallette o dell'uomo. distesi o appoggiati ad altri tronchi vivi. senza dei quali non avrebbero potuto usare i loro arnesi di lavoro. con conseguente aumentata fuga di umidità.. come nelle foglie di conifere provviste di speciali canalicoli resiniferi. e indirettamente l'uomo le può anche distruggere con i sottoprodotti delle sue attività.lla cuticola fogliare. Ne tratterò più estesamente alla fine del libro. Il capitolo 25 da una descrizione esauriente del la loro corazzatura e dei loro veleni. spesso aiutato dal bes tiame domestico: egli se ne serve per ricavarne cibo e una varietà grandissima di altri prodotti utili.. per cui la resina ad esempio fungerebbe da veicolo delle eccedenze di carboidrati. ma po ssono rivelarsi indifese . Nello spazio di 24 ore questi an gusti corridoi erano disseminati di alberi caduti.endemiche locali -siano comunque da ritenere già condann ate per un complesso di fattori d'ogni genere. un alb ero dalla corteccia intatta come un abete di Norvegia. di gomme e di resine. Anche nelle foreste tropicali allo stato naturale questo mio amico notava il rumore quasi ininterro tto degli alberi che cadevano. Bisogna inoltrarsi nella foresta tropicale per rendersi conto del peso bruto del l'attacco sferrato alle piante vive dagli organismi antagonisti. con foglie non mordicchia te e corrose. Nelle piante esistono certe sostanze a funzione non sempre chiara. che si ram ificano per ogni parte della pianta. di lattici o linfe ad aspetto latteo. Le foreste sono i suoi obiettivi in guerra. E" stata avanzata l'ipotesi che si tratti di sottoprodotti. di piante che imputridiscono e si rigenerano in una specie d'interminabile anarchia di foglie». E" in gran parte colpa dell'uomo se le piante si estinguono. E" altrettanto po ssibile che costituiscano una riserva di nutrimento. E" difficile trovare anche una sola foglia int era: ci pensano gli insetti". Può adottare i metodi culturali del disboscamento e dell'inc endio per procurarsi temporaneamente aree coltivabili nel cuore di una foresta. e le spoglie dei giganti della foresta di un tempo. Ci sono i fradici rami bassi. spesso antichi di millenni. sebbene certe speci e a limitata diffusione . molli e polverosi all'esterno. mentre l' albero della gomma emette fino a 50 grammi di zucchero dai nettarii situati all' esterno dei fiori. Anthony Smith h a descritto una foresta di questo tipo in "Mato Grosso" con questi termini: "Per molti aspetti si tratta di una foresta della morte.e il fatto non sorprende . cioè con l'inq uinamento mediante fumi e scarichi. vivi e prosperi in cima. aeroporti. Certi orga nismi trasudano sostanze che favoriscono la crescita e presumibilmente possono t urbare l'accrescimento delle piante. con l'interno sano. strade.

e costituisce un'operazione di restauro a lunga scadenza più che un ra pido mezzo di chiusura protettiva. polverizzato dagli insetti. Ci penseranno presto i vermi e gli altri animali grossi e pi ccoli che vivono nel terreno. con il suo aspetto di polvere granulosa. e i giovani rampoll i calano le radici lungo la corteccia dell'albero «ospitante». spesso basta il gelo a ridurne i tessuti in poltiglia. specialmente delle piante legnose. Può accadere che un albero in disfacimento fornisca un asilo e un vivaio per giova ni rampolli di propria ed altrui specie. ai batteri e agli insetti. Ma si è pensato anche che la resina aumenti la resistenza della pianta al freddo. mentre resine e gomme formano una massa appiccicosa che indurisce con il tempo. dove i detriti a fior di terra costituiscono un severo impedimento p er i germogli d'albero. Un antenato di Galileo già notava questo fatto scrivendo nel 1424: «Il legno del l'albero è un'immagine della speranza: ferito. ed altri che si sono fossilizzati. l'oppio allo stato originario. finché non si s corgono plantule che spuntano da un tronco caduto e mezzo fradicio. di modo che. dai funghi e dai batteri che si nutrono delle sue spoglie. e anche gli steli fibrosi marciranno molt o presto. Queste gemme latenti si trov ano nei punti più imprevisti. impede ndo l'ingresso alle spore fungine. in seguito alle esplosioni delle bombe . che è uno strato sugheroso formato d alle cellule del cambio subito sotto la corteccia. Un posto not evole per osservare questo fatto è l'Olympic National Park nella parte nordocciden tale degli Stati Uniti. l'unica foresta piovosa delle regioni temperate esistent e al mondo. Le piante tenere diventano terra nella terra molto più in fretta. Ricordo di avere visto durante l'ultima guerra alberi che. ma si tratta di eccezioni. In ogni caso le ferite vengono richiuse alla fine . che sono alberi tipici dei climi fr eddi. e a suo tempo spuntarono nuovi ra mi. dopo poche settim ane i tronchi erano ricoperti di foglie nuove. Nell'isola giapponese piovosissima di Yakusima i semi ge rmogliano spesso sui rami più alti degli alberi vivi più annosi. oppure si mettono a far spuntare gemme latenti sulle radici. nelle foreste dei climi temperati si po ssono trovare file diritte di alberelli che riescono inspiegabili. altro non è che lattice essiccato essudato dalle fessure pra ticate nelle capsule seminifere dei papaveri. Anche il più gran de albero di una foresta si dissolve a poco a poco. e perciò non soltanto sigilla le lesioni inferte alle capsule. p erché sovente è biodegradabile. si ha l'impressione che quello nuovo cresca s ui trampoli. avevano perduto tutte le foglie e la maggior parte dei rami. Alcune di queste sostanze rendono le piante indubbiamente sgradite al palato deg li animali.Una recente indagine condotta sugli alberi tropicali che producono gomma. Questo processo tuttavia rich iede tempo. e altrettanto indubbiamente sigillano rapidamente le lesioni. e lo stesso fanno spessissimo gli alberi mozzati o spezzati. fa pensare che la gomma si produca con processo naturale alla caduta delle foglie. Le piante dispongono anche di sorprendenti poteri di rigenerazione quando vengan o danneggiate. come ben sa chiunque abbia fatto un mucchio di terriccio e strame per mutarlo in concime. ma protegge anche i t essuti danneggiati da un nocivo disseccamento. erompe in foglie e si ricopre nuova mente». ciò s ignifica che un albero provvisto di gomma nel sistema non si dissecca mai del tu tto. conservando l'acqua all'interno dei tessuti della pianta. La maggior parte delle gomme «lega» dal 12 al 15% d'acqua.dalla formazione del tessuto calloso. Il lattice esposto all'aria indurisce seccando. Quest'ultima trattiene l'acqua. Il fatto potrebbe anche spiegare perché la Cryptomeria japonica nel le regioni calde del Giappone contenga resina in quantità sette volte superiore ri spetto agli esemplari della stessa specie che crescono nelle regioni fredde.specialmente nelle piante le gnose . Già si è fatto cenno agli ulivi colpiti dal gelo che germogliano dall e radici. il che è un fattore di evidente importanza ad esempio per le acacie che vivon o nei deserti. e l 'idea calzerebbe a proposito delle conifere. Il mucchietto di terriccio e strame ci ricorda come i resti delle piante morte n . quando i l vecchio albero muore e marcisce. Una pianta morta di solito svanisce rapidamente e silenziosamente dalla scena. Si trovano tronchi d'albero conservati nelle torbier e. compre si quelli del vasto gruppo delle acacie.

per cui abbiamo piante che prosperano nel calore soffocante dei t ropici ed altre che allignano in condizioni di freddo intenso. Risultato ancora più apprezzabile. sebbene esistano specie che r iescono a sopravvivere con immersioni giornaliere del 5%. quali la Posidonia oceanica. Socialmente. ma in generale le piante dei climi temperati non crescono nelle regioni tropical i. Certe piante hann o un margine sufficientemente ampio di tolleranza al variare della temperatura. influenzandosi a vicenda in vari modi. questa materia organica decomposta termina la sua carrie ra trasformandosi in humus. il quale ha scritto ch e l'ecologia . qualunque esso sia.. la cosiddetta "econo mia della natura". e non costituisce blasone lo stato raggiunto da una pianta nella scala evolutiva.utrono la generazione ventura. con le modificazioni che assu mono nella lotta per l'esistenza. Per una definizione più comprensiva potremmo adottar e quella datane dal grande biologo tedesco Ernst Haeckel. Alcuni habitat so no fisiologicamente impossibili per quasi tutte le piante . Si possono coltivare rose e mele in Afri ca. cioè in una sostanza la cui struttura chimica a tutt'o ggi non è stata accertata dalle ricerche. ha tanto successo da riuscire ad occupare più di una p iccola frazione di tutto l'habitat possibile. perché si sono ridotte in elementi utili. Capitolo 19.e infine l'azione esercitata dagli organi smi viventi. quelle più diffuse sono le piante molto adattabili e cap aci di migrare o di approfittare delle occasioni offerte dalla dispersione occas ionale.Di mo do che esistono ambienti apparentemente impenetrabili dove invece riescono ad in trodursi piante esteriormente inadatte. rendendolo spugnoso ed atto a ritenere l 'acqua. come si diceva allora . per cui si rigonfia quando è bagnato e si contrae quando è asciu tto. Infine i batteri scindono l'humus nelle materie chimiche elementari che ven gono assorbite dalle piante come nutrimento. altre sono invece individualiste. Alcune vivono raggruppate in comunità della propria specie. L'humus. che in sostanza significa il rapporto degli organismi viventi con l'ambiente nel suo complesso. ad esempio la talassi a o «erba delle testuggini marine»..era "la conoscenza della somma dei rapporti degli organismi con il mondo esterno cir costante. Invece nessuna alga è riuscita a t rovare una nicchia abitabile sulla terra asciutta. Non esiste discriminazione di alcun genere nel mondo vegetale. mentre un gran numero di fattori può agire ed interagire per def inire la posizione di una data pianta nel mondo. d'altronde. ha composizione collo idale o gelatinosa. pianta «super iore» che forma intere praterie nel Mediterraneo fino alla profondità di 60. ma solo quando il calore viene moderato dall'altezza sul livello del mare. con le condizioni organiche ed inorganiche dì vita. se non sessualmente.caratterist iche del terreno (condizioni edafìche) . comprese le altre piante (fattori biotici). ma ciò nonostante zolloso e accessibile e invitante all'avanzata delle rad ici. ed ecce zionalmente di 100 metri. e . esso riveste le particelle del suolo ed ha importanza fondamentale per mant enere la buona consistenza del terreno. il loro adattamento all'ambiente circostante. LA COMUNITA" DELLE PIANTE." I fattori che influenzano le piante si dividono in quattro gruppi principali. e viceversa per le specie tropicali. i diversi gruppi di piante si mescolano l iberamente. che consentono scambi assai più ampi di quelli che av vengono tra i giocatori su un campo sportivo durante una partita di calcio. e la Cymodocea.o oecologia. Lo studio di questi fattori. anche se alcune hanno grandissima diffusione in certe aree. e così continua il ciclo della vita. Qualche altra pianta superiore forma grandi comunità in posti dove si crederebbe possano vivere solo alghe marine.così solo certe alghe verdiazzurre riescono a resistere a temperature superiori ai 55 gradi C. . La variabilità del clima mondiale significa anzitutto possibilità di divari enormi d i temperatura. Fattori esterni concorrono a limitare le possibilità potenziali di diffusi one d'una pianta. tuttavia. Nessuna pianta. e cioè: clima .caratteristiche fisiche e topografiche (o fìsiografiche) . la correlazione tra gli organismi conviventi nella stessa loc alità. si d ice ecologia.

di modo che i giardinieri devono tene r presenti almeno una mezza dozzina di zone climatiche. per cui scalare una montagna sortisce pressappoco l'effetto che si ottiene migrando verso il Polo. Gli eucalipti sono in grado di resistere a un incendio di media intensità. La successione regolare degli incendi per cause naturali s'intensifica con il co siddetto «clima da incendi». ma è quella che si può osservare ugualmente sulle montagne dei Paesi mediterrane i e delle regioni a clima temperato.tutti combustibiliss imi . a seconda che la pioggia sia distribuita uniformemente durante le stagi oni. corteccia e detriti di rami . L'Africa è un altro continente dove si trovano grandi aree esposte agli incendi. Nel 1968 nell'Australia centrale pre sero fuoco i pascoli per la caduta di un fulmine durante una siccità. mentre i bassi cespugli finiscono a 3500 metri. e vi sono dodici ore di luce al giorno. ma il gelo le fa morire: ciò che può crescere in un gi ardino dipende dall'audacia o dalla delicatezza di una data pianta. Tale effetto è più evidente sulle cime tropi cali quali il Kilimangiaro e il monte Kenya. dove la flora tropicale delle falde cede finalmente il passo alla flora alpina man mano che ci si avvicina alla vet ta. e certe sp ecie sembrano addirittura avere bisogno di una fuocata occasionale per restare i n vita. in cui bruciarono ben 300 mila ettari di foreste in località q uasi inaccessibili nei monti del Gippsland in seguito a 75 focolai separati form atisi per caduta di folgori durante un violento temporale. Un altro importante fattore climatico. specialmente nei paesi caldi. il vento e le nevicate stagionali. troviamo stagioni con giornate corte in inverno. il limite delle conifere è sui 2500 m etri. possono trasformare facilmente una scint illa in un braciere. alimentando l'incendio a velocità allarmante. Non per nulla gli annunci pubblicitari che reclamizzano il Libano o la Sierra Nevada in Spagna informano che si può sciare al mattino e fare il bagno in mare al pomeriggio. Man mano che si procede verso il nord o verso il sud. e giornate lunghe in estate. e sono state misurate avanzate di 13 chilometri all'ora. Il fuoco è un fattore esterno di sorprendente importanza. Le prateri e di foraggere si spingono un po'"più in alto. E" vero che riusciamo a far crescere come piante annuali nei nostri giardini cer te piante che amano il caldo. nonché sostanze gassose che s'incendiano con estrema facili tà. In media il limite vegetal e non supera l'altitudine massima dei 4000 metri. mentre altri fattori comprendono la nuvolosità. La successione tipica delle spec ie vegetali temperate su una montagna.a fior di terra. in Europa. e permettono all'incendio di avanzare tra gli alberi con balzi di centinaia di metri. l'evaporazione. per cui all'estremo nord si hanno in estate giornate in cui la luce del giorno splende quasi ininterrottamente. e andarono b ruciati più di due milioni di ettari. Gli incendi delle praterie australiane si diffondono con velocità da cinqu e a dieci volte superiore a quella di un incendio nella boscaglia. caratterizzato dalle scarse piogge annuali (25-150 cent imetri) e da un periodo di completa siccità non inferiore ai cinque mesi. Nel marzo 1965 si osservò in Australia un esempio d'incendio causato spontane amente dal fulmine. con il concorso di temperature g ià elevate e della vegetazione inaridita. Gli Stati Uniti d'America hanno diversità climatiche ancora maggiori. All'equatore le giornate hanno sempre uguale lunghezza pe r tutto l'anno. con il contributo più localizzato anche dell'attività vulcan ica. Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla quantità totale di p ioggia.questo fatto ci ricorda come gli effetti della latitudine si possano riprodurre in senso verticale. ivi comprese la savana e la foresta asciutta. L'Austra lia ha questo clima: venti caldissimi e secchi. Nelle isole Scilly prosperano all'aperto piante grasse che non riescono a sopravvivere nelle parti orientali o settentrionali della Gran Bretagna. oppure cada in modo da determinare stagioni asciutte alternate a stagioni p iovose. Molti lembi di foresta africana sono circondati da macchioni di Erythrin . è dato dalla piovosità. e le ricerche hanno asso dato che il fulmine ha causato regolarmente numerosi incendi prima ancora che en trasse in scena l'uomo. I tipici eucali pti resinosi rappresentano un'esca tra le più infiammabili al mondo: producono inf atti grandi quantità di foglie. Rispetto alle regioni temperate i paesi tropicali hanno anche un numero diverso di ore di luce solare. comporta la brusca scomparsa d elle piante a foglia caduca all'altezza di circa 2000 metri sul mare. Tuttavia molte piante si sono adattate alla comparsa regolare degli incendi.

marino o di acqua dolce. Cespugli ed alberi bruciacchiati producono spesso fiori in quantità eccezionale e cospicua messe di semi. savane ed atolli corallini. e l" Haemanthus canaliculatus addirittura non fiorisce se non passa il fuoco. segnatamente i vermi. e la conformazione di un pendio può causare diversità assai vistose . se nza perdere la capacità di rigermogliare. e infine la di sponibilità d'ossigeno per il gioco delle correnti o l'affioramento. A lcune sostanze chimiche possono influire anche in quantità minima sulla comunità veg . Non v'è giardi niere che ignori come le variazioni nella composizione del terreno possano influ enzare le sue piante: vi sono tutte le sfumature. e s'inaridisce ogni volta che sopraggiunge la stagione secca. lagune salmastre. attraverso quel «bel medio impasto». e possono rappresentare un'alea imprevista pe r le colture.non appen a comincia la stagione delle piogge: esso fiorisce nello spazio di alcune settim ane. che pertanto sarà più piovoso. riforma su bito nuove radici a diversa altezza. determinato dalla presenza od assenza di ca lcio libero: molte piante sono rigidamente calciofile o calciofobe. In passato i contadini europei avevano l'usanza di da re fuoco alle radure delle foreste per procurarsi un raccolto di morchelle. Nel SudAfrica molte specie dei gigli bulbosi palladifuoco fanno una fioritura più copiosa dopo gli incendi. che restano inzuppate p er tutto l'inverno e si induriscono come la roccia nelle calde giornate estive. Anche certi funghi sono stimolati dal fuoco.una cresta montana può avere una fores ta sul lato controvento. e una prateria asciutta dall 'altro. quando addirittura non occorre il fuoco per farli germin are. proprio sotto la superficie delle braci app ena cadute. La v ita vegetale risente anche della presenza od assenza di materia decomposta sotto forma di humus. che danno vita ogni anno a v eri boschetti di giovani germogli. lande . Questa specie è stata scoperta solo nel 1961 dopo che un i ncendio aveva bruciato una regione normalmente paludosa durante una siccità. la diminuzione quantitativa e i camb iamenti qualitativi della luce. L'ohia lehua è un albero delle Hawaii che può venire ricope rto quasi completamente dalle ceneri incandescenti delle eruzioni vulcaniche. e tra questi quella leccornia da bu ongustai che è la morchella. Per lo stesso motivo l'acacia è una pianta coloniz zatrice di grande successo. Il fattore fìsiografico è decisivo a seconda se l'area terrestre in esame è costituita da una grande massa continentale. stagnante o in movimento. Il terreno fornisce un'altra vasta gamma di condizioni regolatrici. possono esercitare sul terreno un'azione di grandissima portata. acquitrini. man mano che aumenta la profondità. Altre varianti sono date da deserti. Importanza cruciale riveste a nche il tenore di acidità del terreno. né va scordato lo stesso habitat acquatico . fatto ancora più straordinario. che favorisce enormemente la microfauna e la flora del terreno: gli animaletti microscopici del terreno scindono la materia in forme prontament e assimilabili con l'aiuto di funghi. Queste piante hanno talvolta grandi tronchi legnosi sotterranei. Grande importanza può avere anche la presenza od assenza di altri minerali: ad ese mpio l'eccesso di sale riduce drasticamente il numero delle specie potenziali. a malapena consentendo di scavarle in favorevoli condizioni meteorologiche. A ltro elemento importante è dato dalla presenza di montagne. ma dopo 4-5 giorni fecero spuntare le loro vivaci infiorescenze rosse. Gli animali più grossi.a resistentissimi all'incendio. oppure risente della vicinanza dell'oceano. i bul bi dovevano essere in letargo da decenni. che vanno dalla sabbia ai terr eni ghiaiosi e.di solito non più alto di un metro . come già abbiamo osservato. I nepenti americani fioriscono più profusamente s e viene bruciato lo strato più superficiale della palude dove crescono. finiscono alle argille pesanti e non ossigenate. dopo che è s eccata la parte della pianta cresciuta nella stagione precedente. molti semi germogliano molto m eglio dopo gli incendi. arre stando il fuoco quando minacciava di estendersi agli alberi. indicato come un ideale di perf ezione. migliorandone la composizione e l'aerazione e rendendo i minerali più accessibili alle radici delle piante. Molte piante perenni dei paesi caldi fanno spuntare un nuovo gambo e rbaceo o parzialmente lignificato . enzimi e batteri contenuti nel suolo. Dopo la prima guerr a mondiale trincee abbandonate e case incendiate si riempirono di questi curiosi funghi. Gli alberi resistenti al fuoco hanno sovente una spe ssa corteccia sugherosa.

Bisogna considerare anche lo sviluppo di una comunità cominciando da una colonizza zione od insediamento elementare. L'introduzio ne del coniglio in Australia ha sortito il risultato di cancellare progressivame nte e inesorabilmente la vita vegetale da determinate regioni. Questi pochi esempi servono ad illustrare quanto siano complessi i fattori che c ontribuiscono a determinare la presenza o l'assenza di date specie vegetali. specialmente quando i fa ttori succitati si sono accompagnati alla diminuzione del numero delle pecore al pascolo: molti distretti si sono trasformati in distese di macchia e boscaglia. nonché i diminuiti effetti della malattia. E" stato redatto un imponentissimo vocabolario e cologico per descrivere queste comunità ed i vari tipi di associazioni vegetali ch e si possono incontrare. in associazioni di piante alpine nell'America Set tentrionale e in Nuova Zelanda. I fattori biotici non sono naturalmente tutti dannosi. per poi ricominciare. al la landa. poniamo. Il pascolo regolare rappresenta da sempre un fattore impor tante dell'evoluzione. L'accumulo di materiale morto sul fondo si somma a quello di deposito po rtato dall'acqua e solleva il fondo del lago fino a che questo ha profondità non s . Questo fatto a sua volta distrugge l'habitat di certe specie vegetali quali l e orchidee terrestri. i suoi effetti relativamente recenti sul regno vegetale verranno tratta ti esaurientemente nei capitoli seguenti. e alle foreste a mangrovie. ma bisogna stare attenti a non spingere troppo oltre le analogie tra società umane e vegetali. L'uomo tuttavia rappresenta senza dubbio il fattore più importante e deleterio tra tutti i fattori di natura biotica con cui le piante hanno avuto a che fare a tu tt'oggi.cioè nel complesso degli organismi che agiscono sulle piante . Un autorevole botanico . dagli afidi verdi all'elefa nte. Spessissimo l'esistenza stessa di una pianta può dipendere dall'assenza di animali che rappresentino serio perico lo di parassitismo e predazione: di modo che una specie vegetale può sparire da un a data regione se tali specie vi arrivano. rame.Nicholas Polunin . compresi i muschi. salvo che tutte e due le collettività cercan o di usare nel miglior modo possibile le rispettive nicchie abitabili. assoc iazioni. e passare dal riuscito insediamento iniziale alla fase della concorrenza e dell a successiva reazione fino al momento ottimale stabile. ma ambedue possono avere in comune certe caratteristiche fondamental i. Una successione tipica può avere dieci fasi partendo dal terreno nudo. o vi vengono introdotte. si possono riconoscere delle "successioni" net te di comunità. U na comunità di piante in una giungla sudamericana non sarà la stessa di una foresta in Malesia. di solito per il peggio. hanno alterato visibilmente l' aspetto ambientale in molte regioni centrali del Paese. e lo stesso accadrà. Nel settore biotico . e finisce con il trasformare la foresta in savana. Più i mportanti ancora della specie originaria sono comunque le comunità specificamente adattate a determinate circostanze che si verifichino in tutti i vari habitat. Nella formula più elementar e gli escrementi lasciati dagli animali al pascolo gioveranno a certe piante. Nei climi temperati una situazione del genere potrebbe cominciare da un lago d'a cqua dolce che viene colonizzato da piante acquatiche di vario tipo. dai batteri ai funghi ed animaletti microscopici fino alle specie superiori più disparate. consociazioni. tanto che si dicono elementitraccia od oligoelementi. faciazioni. perché non vengono più brucati sollecitamente i germogli dei cespugli e degli alber i. Lo studio dell'ecologia secondo questa terminologia e classificazione rammenta Debrett. al deserto.cioè formazioni. e nei capitoli precedenti è stato dimostrato in quale misura le piante dipendano da varie specie animali per l'impollinazione incrociata e la dispersione dei semi. I cambiamenti sop ravvenuti nella densità demografica dei conigli in Inghilterra in seguito alla mix omatosi. rispettivamente animali nocivi e predatori. che può venir travolto da qualche disastro o interferenza. manganese e zinco.etale.abbiamo tutto un assortimento di specie.riconosce 1 7 tipi principali di vegetazione appartenenti alla foresta tropicale piovosa. o magari la sfilata di una maggiolata vegetale. finché si arriva a un "momento culminante" od ottimale. società e tribù. Così il boro e il mol ibdeno anche in piccolissime quantità sono d'importanza vitale per le piante: altr i oligoelementi sono ferro. Tanto l'eccesso quanto la s carsità di questi elementi agiscono di norma in senso inibitorio sulla crescita de lle piante. e sei elementi per classificar e questi tipi «in ordine discendente di condizione ecologica» .

pioppi e salici. Il più basso è dato da alberelli a larghezza decrescente che cercano di spingere la chioma nello strato medio. La vegetazione può esservi foltissima. Ne lla piovosa foresta tropicale. la vita de lle piante è in massimo rigoglio. man mano che il terreno si solleva pe r i successivi depositi. d ove la pioggia cade alla media annua di 1150 centimetri.di solito falaschi ed erbe .uperiore ai tre metri. Al di sopra di questo torreggiano spesso pochi gi ganti vegetali alquanto distanziati tra loro. tra le quali i giunchi rappresentano specie ti piche a rapida attitudine colonizzatrice. La spiaggia costituisce spesso un esempio perfetto di climax graduato. compreso lo strato più vicino al suolo di felci arboree. con tinuano a sollevare il livello del fondo ammucchiando materiale in disfacimento e trattenendo i sedimenti convogliati dall'acqua. palme e simil i. Non per nulla il mondo della finanza viene paragonato talvolta a una giungla. E" il caso di osservare che le piogge tropicali possono raggiungere tra l'altro intensità incredibile se giudicate con i criteri delle regioni temperate. cioè da una foresta composta d'alberi che preferiscono terreno alqu anto più asciutto. è molto più frequente il caso in cui non si osserva dominanza di una data specie vegetale sulle altre. e talvolta addirittura c on estrema rarità. Ma. come è dimost rato dal fatto che nel 1972 nella foresta pluviale di Cotobato. ma non riescono a tanto. dove le chiome formano una volta quasi ininterrotta. finché si rendono la vita imposs ibile. Sebbene s'incontrino a volte gruppi monospecifici. nelle Filippine. ma sono stati registrat i anche massimi oltre i 2500 centimetri. a ritmi stagionali poco differenziati. Ho accennato in precedenza come le antofile erbacee discendano quasi sicuramente dagli alberi delle foreste tropicali. vi si insediano i cespugli e finalmente gli alberi. Il botanico Hooker ha misurato una volt a 75 centimetri di pioggia caduti in una sola notte . si forma il posto dove le piante di maggiori dimensioni possono insinuare lentamente le loro radici.quali le armerie. e fabbricano v elocemente il materiale che andrà ad accumularsi sul fondo con il passare delle ge nerazioni. Attecchiran no meglio le piante che si possono introdurre nelle piccole spaccature delle roc ce. i «campioni del mare» ed altre erbe. ed è il momento in cui i banchi di giunchi vengono spodestati da piante com pletamente terrestri. con fronde più corte sempre più resistenti al disseccamento man mano che occupano livelli sempre più prossimi alla linea superiore della bàttim a.quanti cioè cadono in certe parti dell'Inghilterra orientale in un anno! In una foresta tropicale si distinguono spesso tre piani diversi di vegetazione (o strati). come tante specie alpine ed artiche. è stata scoperta una tribù detta dei Tasaday. questa veduta è confortata dal numero di fa . perché sui loro 515 metri d'altezza sovrastano i 15-30 dello strato medio. Gli inizi sono molto più ardui in un ambiente roccioso. le urginee e vari e altre alghe più in alto. lunghe e ro buste e viscide. ma esposte all'aria e al sole solo per piccola parte del giorno. man mano che questi si decompongono e si raccoglie terriccio attorno alle loro colonie. Talvolta molti di questi alberi più alti formano una volta sotto la quale s'accucciano le piante di grado gerarchico inferiore. che mag ari si può ritrovare in una paio di esemplari per ettaro.cioè capaci di re sistere alla concentrazione salina e all'esposizione all'aria di mare . per muoversi indenni nell'acqua ricca di elementi nutritizi. e sopra questi vengono altre piante fiorenti alofìle . allora possono entrare nel lago piante acquatiche a fogli e galleggianti come le ninfee. Que sti apparterranno dapprima a specie idrofile quali ontani. e ma n mano che il suolo si prosciugherà verranno sostituiti dalle forme del momento ot timale o «climax».quindi. nonostante la loro efficienza. dove le g randi alghe fluttuanti se ne stanno lungo la linea più bassa di marea. che sono relativamente voluminose. Dapprima si tratta di piante erbacee ed a lento accrescime nto . ed i primi occupanti saran no i licheni con i muschi più resistenti. La fase successiva è data da un'acqua poco profonda esposta a un'eventu ale invasione di piante palustri. Prendono infine il sopravvento i licheni resistenti alla salsedine e i muschi più robusti. Il prima to più ragguardevole è stato misurato nella catena collinosa dei Khasi nell'Assam. alla quale 25 chilometri di foresta a vevano assicurato un isolamento evidentemente totale dall'età neolitica.

«vi sono rappresentati alberi app artenenti quasi ad ogni ordine vegetale esistente in natura: erbe alte 18 metri o più. nelle regioni tropicali si aggiungono a . felci e alcune spermofite. sulle rive dei corsi d'acqua e attorno alle lagune e alle paludi salmastre. Nel 1897 c'erano 61 specie. dove le piante inferiori . pandani -. Nella prima estate dopo il cataclisma comparvero alcuni fili d'er ba. Dopo l'esplosione rimasero tre isolette minori.alghe verdiazzurre e di altro tipo. alberi del pane ed altre specie utili. quali la «liana della luna» Calonyc tion tuba. Se invece s'insediano prima altre piante come le "Cordia" o la palma "nipa". le palme da cocco e gli alberi del pane rimasero in gran parte distrutti. spuntando su pianori fangosi abitualmente ricoperti d'acq ua salata con marea alta. e 276 nel 1928. ipomee. Dopo l'esplosione atomica sull'atollo di Bikini. e quelli rimasti erano senza chioma. Va aggiunto forse che molte famiglie rappresentate nei tropici non si diffondo no alle regioni temperate. La colonizzazione di ceneri e lave vulcaniche apparentemente ostili si può osserva re regolarmente alle Hawaii. La mangrovia è spesso la prima pianta che cresce su un atollo corallino o su un ba nco di fango al largo della spiaggia. spuntarono semi di varie piante rampicanti. Nelle foreste piovose tropicali molte piante minori approfittano degli alberi. sia per densità che per numero di specie. muschi. per la c aduta di una frana o il cambiamento del letto di un fiume.magnolie alofìle. Ma subentrò una densa coltre di cespugl i e liane . Queste foreste sono di solito impenetrabili a causa de lle radici e degli stoloni aerei tipici di queste piante perfettamente adattate all'ambiente. Un esempio forse clas sico è dato dall'isola vulcanica di Krakatoa. margherite con gambi come tronchi d'ontan o». è spe sso sorprendente osservare come nello spazio rimasto vuoto possano spuntare le p iante più disparate. comprese alcune alghe verdi azzurre. Ad esempio. licheni e felci crescono o si aggrappano sui tronchi e sui rami. Un terreno ver gine può restare allo scoperto in seguito alla ritirata di un ghiacciaio. la mangrovia ab itualmente avrà il monopolio della situazione per parecchi anni. in Estremo O riente esistono foreste pluviali sviluppatesi da acquitrini torbosi. Si conoscono es empi di acquitrini in Florida. tre anni dopo erano presenti 34 specie vegetali. nel 1906 ve n'erano 108. Ma in certe foreste tropicali può succedere il contrario. che si affrettarono a ricoprire i tronchi spezzati. Ciò accade anche nelle foreste a mangrovie. A nche nei boschi delle regioni temperate alghe. grazie alle caratteristiche dei suoi semi ed alla sua capacità di germogliare in acqua salata: se ciò avviene. dove l'acqu a contiene poche sostanze minerali in soluzione e la falda freatica è molto vicina alla superficie del suolo per tanta parte dell'anno.precedono quasi sempre le specie spermofit e. muschi. la mangrovia può non avere alcuna probabilità di succ esso. banani. dando inoltre minore produzione di frutti. Come ha notato l'espl oratore Richard Spruce nella foresta amazzonica. contribuendo lett eralmente a fabbricare l'isola man mano che sabbia. detriti e sedimenti si racco lgono tra le sue radici a trampoli. ricoperte di ceneri fino a un'altezz a di 80 metri. muschi. e molte antofite erano specie erbacee. Un ambiente del tutto nuovo può venir colonizzato rapidissimamente. Oggi la vegetazione ha aspetto simile a quello del climax tipico di foresta che si osser va altrove nell'arcipelago malese. non appena la luce solare ebbe toccato il suolo rimasto in ombra per molto te mpo. viole grandi come piante di melo. letteralmente esplosa nel 1883. finché il centro dell'isola si solleva e si pr osciuga troppo per questa pianta. e talvolta può anche coprirl a per parecchi mesi. Nei casi in cui va distrutta una parte di tali foreste monospecifiche. In questi ultimi anni una parte di questa vigorosa coltre vegetale è stata rimossa con le ruspe perché si potessero ripiantare cocchi. licheni e felci . che si formano sulle spiagge e sugli atolli corallini.miglie vegetali che si trovano in una foresta dei tropici. così spessa che dopo 18 anni i tecn ici incaricati di effettuare ricerche dovettero aprirsi il passaggio in mezzo a grandissime difficoltà. Le felci riescono a spuntare sulle lave ancora caldissime sei settimane dopo un'eruzione. di cui non si sospettava neppure la presenza. ma più sovente si trovano frammischiati anche pini e palme. Qui è possibile che la scena sia dominata più o meno completame nte da una sola specie arborea. dove un uragano aveva sfogliato tutte le mangrovi e.

Le piante sono comunemente in concorrenza tra loro. a volte in quantità piccolissime. A ltre epifite minori si dicono "epifille". dalla presenza di anfratti o crepacci. giacinti d'acqua e felci galleggianti come le Salvinia e le Azolla. o si attaccano alla corteccia dell'albero ospitante. e dall'intensità di concorrenza operata dalle radici che una pianta può s ostenere. d i modo che si ritrova un sistema stratificato simile a quello osservato nella fo resta pluviale tropicale. dove poche piante sommerse devono cavarsela nella pochissim a luce filtrante attraverso la densissima popolazione galleggiante. che s'i nsediano sui rami e godono la luce assorbendo l'acqua attraverso le foglie . A volte collegano come catene le chiome di parecchi alberi. Tuttavia di rado queste piante rampicanti danneggiano quelle che le sostengono. detta delle "composite". Sopra quest e piante si stende la volta formata dalle grandi foglie cerose del loto sacro. A volte le piante si dimostrano vere forme di antipatia. come ben sappiamo tut ti. e in molti laghi in India e in Oriente si può osservare qualcosa che assomigli a molto a un climax. dove possono essere presenti lingue d'acqua. Nella foresta il fattore decisivo è forse rappresentato dalla luce. ma in ambedue i casi sopravviveranno i più adatti. le conifere aggiungono a quanto sopra uno strato di foglie morte aghiformi assai s . in modo che un albero morto non cada al suolo. Gli habitat acquatici possono rivelarci altrettanta concorrenza di quella che si osserva nella giungla. Esse continuano i loro attacchi anche dop o essere state recise.assieme agli altri fiori. Così certe piante della f amiglia delle margherite riducono indubbiamente la concorrenza. Lo stadio di vegetazione in acqua profonda . emettono sostanz e tossiche per le radici.per lo più co lmo di piante sommerse che mettono radici nel fondo . Le piante che riescono ad evitare veramente l'ordinamento stratificato sono anco ra le rampicanti. aria. e chi si occupa di disposizione di fiori fa molta attenzi one a non mettere specie di questa famiglia . umidità. e tutt'al più si possono definire specie ader enti o «incrostanti»: questo del resto è il significato della denominazione tecnica di "epifite". i faggi asciugano e ombreggian o il terreno a tal punto che sotto di essi non riesce a crescere quasi nulla. In linea di massima sorprende la scarsa concorrenza che si fanno le radici nella giungla. minuscole alghe che rico prono le piante acquatiche di una guaina semitrasparente. Sebbene le descrizioni date finora possano aver ingenerato l'impressio ne di un infelice coacervo di piante ai livelli più bassi. lenticchie palustri.queste specie altre piante più spettacolari. vi si attaccano insinuandosi al vertice delle chiome: da molto tempo certe liane possono concorrere al titolo di piante più lunghe del mondo. e questa caratteristica di avvelenare le radici può rappresentare benissimo un fattore importante del loro successo.può essere quasi impenetrabi le. assorbendo un poc o d'acqua di scorrimento lungo il tronco.com e nelle bromeliacee -. Ad esempio. Come nel caso delle epifille. in senso letterale. Altre piante vivono in piccole sacche di humus create dalle foglie in decomposizione tra l'intreccio dei rami. lattughe d'acqua o pistie. è un fatto che esse in re altà si sono perfettamente adattate alla progressiva diminuzione della luce: ognun a ha abbastanza luce. comprende erbacce più di quanto occorra. terreno per le proprie necessità. Altri es empi di questa tecnica bellica tra radici sono citati al capitolo 25. denotante piante che vivono insediate su un'altra specie vegetale. nella tundra o sui monti dip ende invece dalla natura e disponibilità del terreno. anche se il l ivello di sussistenza in queste condizioni può essere molto inferiore a quello dei giganti della foresta. vantando una lunghezza accertata di più di 200 metri. salvo rallentarne la crescita o deformarne la chioma in qual che caso. per non farli appassire. o grazie a speciali radici aeree che pendono nell'atmosfe ra umida. quali orchidee e bromeliacee.ad esempio la margherita Shasta o crisantemo massimo . o con l'ambiente: gli estrem i sono rappresentati dal rigoglio della foresta tropicale e dallo squallore dell a tundra artica. In ambedue i casi l'inaridimento del terreno può procurare condizioni cr itiche. Queste piante non sono per nulla parassite. Già sono state descritte al capitolo 8 le li ane che si gettano sulle piante più basse. e sono per lo più epatiche fogliari sott ilissime che ricoprono le vere foglie degli alberi di formazioni che intercettan o la luce. Questa famiglia. nei climi temperati o freddi.

quali albicocchi e peschi. delle paludi salmastre e delle tundre alpine. creando quindi degli ibrid i. mentre tutto attorno gela. dove letteralmente si verificano molte forme di lotta e specialme nte le plantule trovano molte difficoltà per sopravvivere. nelle Isole Britanni che .alcune piante richiedono luce ed acqua in quantità molto minori di altre. la cui impollinazione dipende dal colore del fiore. I giardinieri sono perfettamente al corrente dell'esistenza dei microclimi.favorevole alla crescita di altre piante superiori. SFRUTTAMENTO DELL'AMBIENTE. perché il gelo tende a scendere verso il basso come un liquido. Vi intravvediamo costantemente il delicato equilibrio naturale. di modo che le specie vegetali crescono solo a sud. i loro escrementi arricchiscono il suolo e possono portare dei semi. Ad esempio vi sono dei Penstemon americani che co nvivono a grande altezza con identiche esigenze per quanto riguarda l'habitat e le condizioni di crescita. mentre mi risulta c he un giardino a sole cinque miglia di distanza deve limitarsi a piante molto re sistenti alle rigide invernate locali. In casi del genere la situazione è tenuta sotto control lo da diversi fatti biologici. I giardini della costa occidentale dell'Inghilterra risentono gli effe tti della Corrente del Golfo e pertanto sono più tiepidi.i giardini del distretto rurale di Kew a Wakehurs t Place. Qui prospereranno piante bulbose. e gli smerinti quelle dai fiori bianchi. e così via. Lo studio delle piante che vivono in comunità . ma anche più umidi grazie ai venti dominanti. anche un muret to su un pendio potrà formare una sacca del genere. . specialmente nelle regioni tropicali dove le piante cresc ono in fretta. le epifite possono vivere sui ram i. e troveranno di solito suolo p iuttosto asciutto. Si osservano anche molti esempi di piante dalle esigenze vitali apparentemente u guali che si dividono felicemente un territorio dove invece ci si aspetterebbe c he dovrebbero osteggiarsi. Gli appassionati di piante più delicate le insedieranno ai piedi di un muro rivolto a sud. dove esse avranno tutto il sole disponibile. Indubbiamente esistono molti tipi di habitat. In questo capitolo ho adoperato piuttosto spesso la parola «concorrenza». Talvolta giardini distanti poche miglia tra loro potranno of frire contrasti sorprendenti .è affascinante di per se stesso. a quella del lato rivolto a settentrione. tuttavia certe specie hanno fiori rossi e gola strett a impollinati dai colibrì. tanto p iù specializzate dovranno essere anche le piante che ci vivono. e studiandole non vanno persi di vista i microhabitat causati da qualche speciale concorso di circostanze di natura locale. Valga l'esempio dei deserti. che noi ignoriamo a nostro rischio ogni qualvolta ci metti amo a pasticciare con le associazioni naturali. Ma va sottolineato inta nto che una comunità vegetale può esistere solo perché ciascuno dei membri che la comp one si è adattato ad una particolare nicchia abitabile .e delle società vegetali da loro for mate . ad esempio nell'Artico. alcuni molto e stesi. Capita così in questo cas o che i calabroni vadano sull'uno o sull'altro fiore. e in certi posti t anto minore sarà il numero delle specie. L'integrazione vi è molto sv iluppata. si possono trovare bulbi affondati so tto terra e piante annuali alla superficie. nel Sussex. Nelle aquilegie di bosco americane sono ancora i colibrì ad impollinare le specie a fiori rossi. e verranno bene anche piante da frutto . se non c'è un cancello o un'inte rruzione. facendo prosperare gruppi lussureggianti di p iante fiorenti. Le nicchie che ne risultano possono essere gr andi o piccole. Queste possono rives tire importanza massima in situazioni molto disagevoli. Il mondo ha quindi un'infinità di habitat potenziali per le piante.esotiche. Non sorprende il fatto che quanto più specializzato e difficile è l'habitat. e ciò ha for se lasciato sottintendere lotta ed antagonismo costanti. ed altri assai localizzati. Un incavo o una buca formeranno una sacca di ge lo. hanno molte colture di specie delicate. dove un masso o una zolla possono avere sul loro lato meridionale temperature su periori di 20 gradi C. Capitolo 20. le radici penetrano a profondità diversa. In questi posti anche i massi sono frequentati dagli uccelli. mentre hanno ampi fiori azzurri visitati dai calabroni. come le "Nerine" e certi gi aggioli.

pro prio come l'uso del sale sulle strade fa gelare la neve a temperatura molto più ba ssa. Possiamo immaginare come q ualche pianta primitiva abbia potuto diffondersi a poco a poco in un'area più cald a o più fredda. Ogni pianta ha una sua soluzione per sonale per questi problemi. assomiglierebbe ad una giungla. Caratteristica essenziale del fatto che i problemi vengan o risolti a questo livello è naturalmente la capacità della pianta di mutare a lunga scadenza.queste ultime ti piche dell'Antartide. tanto è l'intrico delle radic i che s'intersecano in cerca d'acqua. ed un suo modo per sfruttare la situazione traendone il massimo vantaggio. dove il primo costi . mentre nelle regioni orientali degli Stati Uniti verrà guardata con apprensione. Una pianta alpina od artica è tetragona al freddo. Ad esempio la capacità di crescere in un clima caldo o freddo costituisce un carat tere genetico condizionato da una serie di mutazioni. perché soc combe alle scottature causate dal riverbero solare sulla neve. un organismo di questo tipo potrebbe vivere presumibi lmente in un ambiente ostile come quello di Giove. Un batterio scoperto m olto recentemente riesce a vivere in soluzioni fortemente alcaline di idrossido sodico a concentrazioni dieci volte superiori a quelle tollerabili da qualsiasi batterio prima conosciuto. Nell'habitat naturale di una pianta il freddo o il caldo esagerati sono estremam ente insoliti. e infine i batteri . ma le gelate tardive dopo che è cominci ato lo sviluppo potranno danneggiare i germogli e impedire la fioritura. I veri danni causati dal freddo dipendono dai cristalli di ghiaccio che si forma no all'interno delle cellule o nello spazio intercellulare. in grado di sopportare 64 gradi di ca lore. Solo quando ci mettiamo a coltivare piante di altri paesi ci acco rgiamo del modo diverso con cui rispondono a condizioni superficialmente uguali. che si prosciugano e deformano. Nel primo caso i cri stalli causano probabilmente danni meccanici. e questo è un esempio impressionante delle p ressioni esterne esercitate da un ambiente. Alcune spore batteriche devono prima venir letteralmente bollite perché poi possano germinare. e all'estremo opposto ve n'è un altro del tipo a ombrello trovato al Wadi Rum in Giordania.questi ultimi fino a 77 gradi C. Le piante più resistenti sono quelle il cui protoplasma possiede resistenza congenita alla formazione di cris talli di ghiaccio. o forse sia stata sorpresa da un graduale cambiamento del clima. ma può benissimo morire se viene esposta ad inverni umidi o a lievi cambiamenti di temperatura.Un deserto a cacti ha un aspetto particolare: i cacti vi crescono sparpagliati e radi. quando è abituata al freddo costante. c ui abbia dovuto adattarsi progressivamente per non venir eliminata. In Gran Bretagna il comune agrifoglio viene considerato pianta resistentissima. sebbene il loro contributo ai fini della resistenz a al gelo possa solo essere soggetto di congetture. che abbassa il punto di congelamento . Cespugli ed alberi portati in un altro paese possono essere perfettamente resistenti a piena crescita. Fitoplankton ed alghe maggiori abbondano nelle acque polari. verdi e rosse . I funghi posson o crescere a 9 gradi sotto zero. Ma se fosse pos sibile capovolgerlo. Le alghe unicellulari flage llate possono sopravvivere a temperature di 15 gradi sotto zero. Probabilmente queste piante hanno anche u na linfa cellulare molto concentrata. che pertanto si verifica molto più di rado in condizioni naturali. Alcune piante più primitive sono anche le più tenaci. producendo l'individuo che all'occasione riesce a sopportare una situ azione lievemente diversa: il che costituisce il nucleo della teoria della selez ione naturale. I laghi o lagune molto salati possono favorire la vita del solo plankton unicellulare. mentre nel secondo viene sottratta acqua alle cellule. dove curiosamente vivono sulla polvere del guano portato d al vento dalle scogliere e dalle isole sudamericane. ma certe alghe d i maggiori dimensioni riescono a vivere su incrostazioni saline dove l'acqua con tiene sali disciolti a concentrazioni superiori al 30 96. E" alto an che il contenuto di proteine. e vi sono molti metri di sabbia tra una pianta e l'altra. A temperature più elevate possono vivere solo alghe verdiazzurre. che è quello attorno al qua le si forma più rapidamente il ghiaccio. Le sole piante che crescano su lla neve sono certe alghe microscopiche gialle. che lì rimane sul s uolo molto a lungo. e probabilmente provengono da regioni dove la temperatura sce nde rapidamente al di sotto del punto di congelamento.

dove ogni parte della pianta è ricoperta da un vello così spesso che è impossibile distinguerne le varie parti. come quello grigi oargenteo detto appropriatamente «il lichene delle renne». Anche muschi comuni e licopodii vivono in queste regioni aride e fredde. trattenendola entro la massa infeltrita. mentr e il loro viscido muco fornisce rifugio ad altri minuscoli organismi che sembran o scivolare in modo inesplicabile sulla loro superficie. e la pianta è in l etargo: certe piante alpine delle Ande possono restare vive anche per parecchi a nni sotto la neve. che sono presenti sulle alte vette montane. ricco di carboidrati amidacei. tra questi. In queste epoche dell'anno il terreno è qua si sempre gelato. quali ad esempio la S aussurea sacra. Sulle rocce nude cominc iano a comparire anche i licheni. con caratteristiche di adattamento ch e le consentono di resistere alla siccità. Le piante alpine hanno spesso radici profonde e molto diffuse. Di modo che si vede spesso la radice lunga e spessa che si sporge rivolta a monte come un cavo d'ancoraggio. A fior di terra le alghe verdiazzurre rappresentano una componente importante della vegeta zione dell'Artico.tuisce un elemento di grande importanza nell'alimentazione dei pesci. fiorendo infine liberamente quando vengano esposte all'aria e al sole.o a rosetta. molto ravvicinati . La pianta alpina «classica» è nana. Spesso sono di colore bianco per riflett ere l'eccessiva luce solare. La pianta alpina «ideale» ha forma assai compatta. da depositi di muco. specialmente nelle specie che crescono sui ghiaieti do ve le pietre tendono a rotolare continuamente verso il basso e si tirano dietro la parte fogliare della pianta. il lichene isla ndico.5 gradi C. e forma un cuscino arrotondato o un tappeto distes o che offre la minima resistenza al vento. per cui ha aspetto molto schiacciato: molti cardi alpini e specie affini sono virtualmente sessili o acauli. sono d'importanza vitale per l'alimentazione delle renne e di altri erbivori. Le piante alpine di maggiori dimensioni possono avere foglie lucenti adatte a riflettere le eccessive irradiazioni ultr . e specialmente i raggi ultravioletti. Le piante superiori più tenaci sono le piante artiche ed alpine. che in molti casi passano sotto la neve la maggior parte dell'anno. Sono comuni le lunghe rad ici con cappucci apicali. Questi ciuffi svolgono anche un'eccellente funzione tamponante cont ro le variazioni d'umidità. Una pianta alpina ha anzitutto gambo o tronco molto ridotto. A volte questi cuscini possono ingrandi rsi notevolmente. cioè in for mazioni che raggruppano le foglie e giovano a ridurre l'evaporazione.si trova un'apertu ra che permette l'accesso dei calabroni ai fiori. cioè sprovvisti di gambo. questi insetti passano spesso la notte in tale rifugio. no nché in vaste regioni dell'Artico e dell'Antartide. cioè il sollevamento del terreno per azione del gelo. Ciò succede perché le vecchie foglie e basi fogliari morte e in disfacimento formano una massa infeltrita alla base del ciuffo. come quelle piante dette «pecore vegetali» che si trovano sulle An de o in Nuova Zelanda: certi vecchi esemplari formano cumuli che hanno letteralm ente le dimensioni di una pecora.un paio disposto ad ango lo retto rispetto al paio successivo. mentre quella esterna era di 5 gradi sotto zero. ed è proprio lì che sono sepolte le nuov e plantule dalle tenere gemme. La formula es trema d'isolamento è offerta dalle saussuree dell" Himalaya. La zolla o il ciuffo erbosi rappresentano altre ottime forme per piante alpine. o almeno radici i n grado di passare nelle minime fenditure delle rocce. come se questa cercasse di tenersi esposta all'a ria.. e sono coperti di minuscole rosette fogliari. costituisce un cibo passabile anche per l' uomo. Il tepore emanato dai ciuffi erbosi incoraggia una specie di colibrì a fare il n ido all'interno di essi sul monte Kenya. per cui le radici non possono assumere acqua. dove sono spesso le prime a colonizzare rocce e pietre. che naturalmente potrebbe danneggiare le radici o renderne precaria la sopravvivenza . refrigerate a temperatura cos tante ed isolate dagli altri elementi. Queste fog lie sono abitualmente protette ed isolate dagli elementi da spessi rivestimenti cerosi. o da peli. I più cesposi.talvolta parzialmente sepolto nella neve . spesso dura. Alla sommità di questo vero thermos vege tale arrotondato . composta di foglioline spesso embricate . Misurazioni effettuate su ciuffi erbosi ad altezz e superiori ai 4000 metri sulle montagne dell'Africa Centrale hanno fatto rileva re una temperatura interna di 2. L'isolamento termico è importantissimo in questo habitat particolare dove le condizioni locali favoriscono il «criosisma».

in modo da assicurare protezione ininterrotta. aquilegie ed adonidi. Con il fre ddo notturno la parte superiore del liquido gela. una gonna lacera di foglie allungate. Questo liquido viene fabbricato indubbiamen te dalla pianta. Mackinder ha segnalato nel 1900 come «le lobelie chiudevano di notte i loro cespi di foglie. delle quali solo un paio sono striscianti o formano tapp eti vegetali. Alcuni di questi senecioni hanno una densa lanugine solo sulla parte inferiore del lembo fogliare. Al mattino si vedono le fogl ie spiegarsi dalla parte esposta al sole non appena sono toccate dalla luce. e un capo fiorale affusola to come un razzo lungo quattro metri e mezzo e anche più: la pianta muore dopo la fioritura. I senecioni hanno foglie ricoperte di lanugine a fini d'isolamento. come i piselli). di modo che la temperatura resta alm eno un grado. alta 9 metri ed impollinata dagli uccelli.riparata com'è da due o tre strati di pezzetti di ghiaccio che possono ragg iungere anche lo spessore di un centimetro. Si trovano anche enormi piante di lupini (appartenenti alle leguminos e. con un t ronco da palma. di modo che la pi anta a pieno sviluppo viene ad assumere un aspetto di spazzola spettrale o. come certe piante d' aspetto comunissimo. ma non sempre è così: una fotografia scattata da Oleg Polunin a circa 6000 metri d'altezza. e quind i al posto giusto ai fini dell'isolamento termico. Essa ricopre anche gli stomi o pori respiratori. Le giovani foglie dei senecioni arborei formano nella parte centrale un cono sopra la punta del germoglio. e la temperatura può scendere molto sotto lo zero di notte. mentre certe l obelie. mostra un intero assortim ento di piante erbacee. Non sempre la natura fa quello che è ovvio. In altri casi le infiorescenze s ono dure e lucenti.esempio impressionante di evoluzione p arallela. perché lo si ritrova anche con tempo asciutto. eriche ed iperici ancora più alti. Quest e condizioni mettono veramente a dura prova la resistenza delle piante locali. si proteggono i fiori azzurri impollinati dai colibrì africani con lunghe brattee lanose somiglianti a foglie. Possono esistere tuttavia grandi sbalzi dal giorno alla notte: è stato giustame nte osservato che ogni notte è inverno ed ogni giorno è estate. Qui crescono piante gigantesche assolutamente fuori del comune: grotteschi senecioni arborei e lobelie da fantascienza alte fi no a 6 metri. Su queste montagne equatoriali la temperatura media è quasi uguale per tutto l'ann o. che all'incirca rappresenta il limite massimo altitudinal e raggiunto dalle piante alpine nel Nepal Occidentale. Sulle Ande esistono piante simili a queste.aviolette. Ovviamente queste pian te crescono di solito in posti più riparati di quelli frequentati da cuscini e tap peti vegetali. Inoltre il calore intenso e le radiazioni solari fanno aumentare molto rapidamente la temperatura nelle ore diurne. ciò che ha messo in imbarazzo i primi osservatori finché non si è scoperto c he questa imbottitura viene a trovarsi all'esterno della gemma notturna. seco ndo la descrizione datane una volta da Patrick Synge. forse anche due o tre gradi al di sopra del punto di congelamento. a caratteristiche affini a quelle delle lobelie africane . Le f oglie disposte a rosetta sono intrecciate così strettamente tra loro. proprio come le margherite». da poter con tenere del liquido come una ciotola. per quanto efficiente esso possa sembr are: sulle montagne dell'Africa Centrale e sulle Ande avviene addirittura un rov esciamento completo della logica. «di un enorme bruco peloso p ietrificato e rimasto diritto sulla sua estremità». ed espeletie imparentate con il senecione. Sia le lobelie giganti che i senecioni arborei hanno le foglie disposte in modo da formare «gemme notturne» che ogni sera si ripiegano strettamente attorno al germo glio in sviluppo o al capo fiorale. in modo da assomigliare ad un mostruoso carc iofo globoso. e di solito si accompagnano ad una spessa cute esterna. Vi sono anche lich eni. e riduce la traspirazione funzionando da strato coibente con tro le correnti d'aria. quali la Lobelia telekii. . questi ultimi fino a 12 metri. quali primule. c he si spingono fino a 4300 metri d'altezza. in particolare l a fantastica Puya raimondii. mentre le altre sono piantine basse ma diritte. Il dispositivo forse più strano è dato dal serbatoio d'acqua di alcune lobelie. ma quella sottostante non gela mai . Il serbatoio può ess ere profondo fino a 10 centimetri e circonda la punta della piantala. Sulle Ande lo scarto giornaliero di temperatura può essere di 40 gradi centigradi. Però molte piante alpine non adottano precauzioni del genere.

ma non cadono dall'albero. perfettamente sagomati per lasciar cadere l'eccesso di neve. questa azio ne è sempre evidente sul bordo superiore del limite arboreo alpino e al limite più s ettentrionale delle foreste artiche. legno incurvato. 1-3. Una campanula ed un aconito rivelarono temperature rispettivam ente di gradi 16.rappresentano una caratteristica locale per i violenti cambiamenti di tempera tura.4 gradi. proprio prima dell'alba.6 gradi C.6 e 14. Certe piante andine hanno grosse corte cce scagliose per lo stesso motivo. E" stata registrata nel midollo una temp eratura di 3 gradi C. che sembrano fondere la neve per praticarvi dei fori a vantaggio dei loro fiori nelle chiazze di neve in ritirat a. i senecioni arborei devono affrontare anche il pro blema di proteggere dal rapido gelo notturno il loro «impianto di tubature». dall'alga verdeazzura "Nostoc" e specialmente da parecchi muschi . Si è constatato così che un fiore di genzianella aveva temp eratura interna di 10. Questo calore generato dal ricambio della pianta si può osservare in molte piante alpine d'Europa. Anche molte piante del le tundre settentrionali devono affrontare il problema dei criosismi. come le soldanelle e i crochi. dove anche il freddo contribuisce a formare alberi contorti tipo "bonsai". L'alber o tipico delle regioni fredde è la conifera dai rami profondamente piegati in bass o.6 in ambiente aperto dove l'aria aveva temperatura di 13 .Oltre alle gemme di crescita.2 gradi C. cioè i ca nali e i dotti convogliatori nei loro alti tronchi. soccombono facilmente all'inclemenza degli elementi.4 gr adi C. Le foglie vecchie sul tronco muoiono. Nei climi temperati il problema tipico è dato da un inverno relativamente rigido. ma è fuor di dubbio che esse hanno risolto il problem a determinato dal clima rigidissimo in modo altrettanto efficiente di qualsiasi pianta nana a cuscino.2 gradi dell'aria ambientale. e in certi terreni sono accompagnati dalla formazione di ghiaccioli lunghi almeno un centimetro e strettamente affastellati insieme in senso verticale. Questo problema tu ttavia riguarda molte piante di specie diverse: non abbiamo che da guardare sull e nostre coste per vedere l'azione dei venti dominanti sugli alberi.ci oè i sollevamenti del terreno operati dal gelo. L' unica specie che non conserva le sue foglie morte ha una spessissima corteccia s ugherosa che assicura analogo isolamento. ma si è riusciti ad effettuare prelievi di temperatur a su altri fiori alpini. Quindi le piante alpine devono resistere in modo speciale al freddo. mentre quando sono veramente contorti usa il termine tedesco «Krummholz». E" stato impossibile calcolare la temperatura vera sviluppata da questi fiore llini sotto il manto nevoso. Già si è detto che i criosismi . E" un mistero perché queste piante alpine delle regioni equatoriali abbiano assunt o dimensioni così gigantesche. questi ultimi formano pallottole di muschio quasi sferiche del diametro di cen timetri. poi alla ra pida successione del caldo e del freddo. Prima di abbandonare le montagne dell'Africa equatoriale. una carlina ancora chiusa fece registrare temperatura di ben 20. e formano uno strato pendulo di molte superfici sovrapposte. E" degno di nota il fatto che i senecioni arborei il cui rivestimento di foglie morte sia st ato distrutto dal fuoco. e infine spesso agli sconvolgimenti di natura mecca nica. Una piantina detta Subul aria sviluppa abbastanza calore da impedire che si formi del ghiaccio tutto atto rno alle rosette fogliari erette. all'irradiazione eccessiva. che con i loro spostamenti notturni assicurano alla specie possibi lità di crescita ininterrotta. Dove essi sono stati solamente ridotti a dimensi oni nane l'ecologo li chiama con un certo garbo «foreste degli elfi». Nei luoghi esposti possono trovarsi alla mercé del vento. all'eventuale rischio di disseccamento. mentre quella esterna era di 8. una delle sollecitazioni del suolo . Essi hanno risolto il proble ma adottando quello che si potrebbe definire un «impianto autonomo di rivestimento». mentre all'esterno era di 5 gradi sotto zero. Un'altra curiosità africana è data dal modo con cui parecchie piante di struttura più primitiva superano la difficoltà del sollevamento del terreno ad opera del gelo se guendolo nel suo spostamento: non sono attaccate al suolo. . e così sopravvive sotto forma di tubetti vertica li. avente su ogni lato spessore alme no uguale a quello del tronco protetto. Questa tattica è adotta ta dai licheni. comunque si mettano le cose. vale la pena di citare due altre curiose soluzioni di questo problema. Og ni notte questo strato solleva la superficie del suolo. rispetto ai 13.

Ad esempio. L e piante adattate ad ogni forma di siccità si dicono "xerofite". come a ttestano le erbe di cui si nutrono i cammelli dei Beduini nelle regioni del Quar to Vuoto d'Arabia. che così possono gonfiarsi e riprendere l a normale attività metabolica: una resurrezione che l'uomo non è ancora riuscito a p rocurarsi con le sue tecniche d'ibernazione! Queste alghe certamente si avvalgon o della rugiada o anche semplicemente della umidità atmosferica. ma nella sua formula estrem a si attua nei deserti. In condizioni di siccità le piante superiori devono affrontare due problemi divers . che si comportano come tali nelle regioni artiche o alpine. un lichene siffatto aumenta del 50% il proprio peso iniziale assumen do acqua: ne è un esempio la specie cesposa "Ramalina" che riesce ad effettuare la fotosintesi anche a 10 gradi sotto zero. m a certe piante riescono a sopravvivere a situazioni di aridità incredibile. e in altri deserti sassosi. sebbene basti a d alimentare quelle primitive. Lemb i d'alghe microscopiche verdeggiano improvvisamente dopo gli allagamenti provoca ti dagli acquazzoni. qual è quello delle dune di sabbia costiere. i licheni possono resistere all'alternarsi di secchezza e di acqua: questa resistenza è particolarmente necessaria se si considera che un lichene «bagn ato» riesce a sopportare solo una temperatura sui 30 gradi.Molte piante perenni superano questo frangente morendo.e sempre nel Negev è osservata per 180 notti i n un anno -. e spesso si osservano radici avvolte attorno a queste fonti d'approvvigiona mento idrico. e forse molto più a lungo. Certi muschi hanno capacità analoga. Come le alghe loro sorellastre. Risalendo la scala vegetale troviamo i licheni in veste di diffusi colonizzatori . Ogni acqua disponibile viene assorbita rapidamente dalle alghe. Le piante acquatiche possono ridursi a mozziconi sommersi di tessuto. cui va aggiunta l'ultima calamità della siccità. in condi zioni di aridità. passando in letar go completo e resistendo anche a temperature altissime. disseccandosi fino a sembrare del tutto morti e tornando in vita come se niente fosse non app ena vengono inumiditi. Nelle condizioni di deserto assoluto non cresce nulla. La maggiore difficoltà di questi ambienti deriva dal variare delle condizioni di v ita da un anno all'altro. e sono in grado di servirsi della bassissima luminosità che filtra sotto i sassi: alcune operano ad i ntensità luminosa inferiore a quella del chiaro di luna. La siccità colpisce molte aree: può dipendere dalle caratteristiche intrinseche dell 'habitat. dove la temperatura diurna può salire a 60 gradi scendendo quasi a zero nelle or e della notte. fino a ridursi a un ciuf fo di radici. e contribuiscono a frantumarle. Spesso si forma la rugiada . Si è osservato che queste piante elementari possono perdere. e per non più di 5-6 settimane in una «c attiva». resistendo così abbas tanza bene alle condizioni avverse. Nei suoi "Diari dall" Himalaya" sir Joseph Hooker segnalò di avere visto a circa 6500 metri d'altezza un lichene che aveva notato precedentemente alla T erra di Kerguelen nell'Antartide. Le piante a foglia caduca vanno in letargo p erdendo le foglie. mentre in seguito non resta di loro che una finissima crost a scura tra le particelle di terreno. e possono passare quattro anni prima che cada una goccia di piogg ia. Vi sono piante che crescono nelle zone più micidiali del Sahara . nel deserto del Negev si può avere umidità suf ficiente per quattro mesi in un'annata «buona». così essiccate possono res istere almeno due anni e mezzo. E" probabile che le riserve principali d'acqua in un de serto senza falda freatica sotterranea siano invece le «sacche» d'acqua sotto le pie tre. cioè a una temperatura alla quale gelerà u n poco delle sua acqua interna. Anche la «rugiada sotterranea» causata dalla condensa zione può essere benefica. Si trovano indubbiamente piante primitive in deserti d'aspetto implacabile. Alcuni licheni vivono all'interno di rocce dal la superficie poco coerente. condizioni analoghe si verificano nell'Africa sudoccidentale. ma pare che serva pochissimo alle piante superiori. mentre un lichene diss eccato riesce a sopravvivere ad ottanta gradi e più. quasi tutto il loro contenuto interno d'acqua. Tuttavia l'adattabilità delle piante risalta nel modo più vistoso quando occo rra affrontare problemi di gravità estrema: alle piante alpine ed artiche tocca tu tta una serie di questi problemi. mentre le piante annuali sfuggono ai rigori dell'inverno sotto forma di semi. e tirando avanti quasi in stato d'ibernazione. Spesso si trovano pezzi di pietra incrosta ti di alghe. Entro 10 minuti da quando è sta to bagnato. Inoltre vivono sp esso sulle parti più basse delle pietre o anche sotto di esse.

preparandosi per l 'eventualità di tempi avversi. Invece niente. L a fotosintesi può interrompersi completamente se una pianta si disidrata. in base al principio di evaporazione dei recipienti di terraglia usati nel buon tempo anti co per raffreddare il latte. Questa salsola è una pianta annua. alcuni terreni dese rtici sono in condizioni di «siccità permiana». riesce a far germogliare pochissime plant ule. per cui devono tr ovare un equilibrio tra i due sistemi: senza la traspirazione non possono effett uare la fotosintesi. e di conseguenza non possono provvedere alla produzione di fiori e semi. Si sa che queste piante possono vivere fino a 300 anni. I n una data pianta non c'è soltanto una capacità generale di adattamento. Le vecchie piante sopravvivono dove possono perire invece i loro rampolli: perciò occorre una buona produzione di semi.i. Indubbiamente la fotosintesi procede di buon passo se vi è acqua a sufficienza. Si vedrà che . esattamente come altri delle regioni a rtiche sono in «gelo permiano» o «permafrost».«ogni pianta del deserto attiva durante la stagione asciutta si trova permanentemente pericolante tra Scilla e Cariddi. in modo molto simile a quanto facciamo noi sudando . Ve rrebbe fatto di chiedersi perché mai non vadano a colonizzare habitat migliori.ha foglie larghe e sottili a traspirazione così intensa. e sono pure indispensabili dispositivi (ne l maggior numero possibile) per diffondere la semente tanto nello spazio quanto nel periodo adatto alla germogliatura. livelli che possono essere bassissimi alla fine della stagione asciutta. Le piante hanno in serbo molte soluzioni per i loro problemi. se ne stanno lì nel loro durissimo a mbiente abituale come profeti del Vecchio Testamento. dare e avere vengono totalizzati tutte le 24 ore. Si potrebbe dire che ogni pianta aggiorna continuamente la s ituazione del suo bilancio idrico. una sua v icina del Negev. si fanno una concorrenza così spietata per l'umidità che molte muoiono: è accaduto così che sullo spazio delimitato di un metro quadrato siano sopravvissute solo 40 piantine di salsola su 850 germogliate. tanto più n umerose sono le reazioni delle piante alle caratteristiche di un dato habitat. rappresenta te rispettivamente dalla minaccia di morte per mancanza d'acqua e dalla morte pe r mancanza di materia organica». che la loro temperatura risu lta abbassata di ben 7 gradi rispetto a quella dell'aria circostante. se possono crescervi tanto bene. e tanto meno alla crescita. possono anche fare a meno di crescere per buona parte delle stagioni. con bilancio in attivo di notte e in passivo il giorno dopo. sebbene i germogli appena spuntati possa no resistere 25 ore allo stato secco. per cui la traspirazione si potrebbe considerare un male necessario. a parte la necessità della fotosintesi. come diremo in se guito.che ha fatto gridare ai personaggi biblici (Li bro dei Re. ma anche un a notevole duttilità. ed una pianta di questa età non supera normalmente l'altezza di 70 centimetri. crescono in misura assolutamente estranea a lla loro natura di piante del deserto. proprio come avviene quando le cellule vengono danneggiate dal gelo. un'artemisia perenne. mentre il loro accrescimento normale in una «buona annata» di tipo desertico si aggira sui 5 millimetri. 2:4) cui era stata servita una zuppa: «C'è la morte nella marmitta!» . la secchezza dell 'aria. Una stranezza di molte piante del deserto sta nella loro enorme capacità potenzial e di crescita. Il problema numero uno è dato dall'aridi tà effettiva del suolo. Il problema numero due. ma se ricevono acqua ininterrottamente.citando dal «Negev» . con insufficiente umidità per le radici. può verificarsi anche quando il terreno è abbastanza umido. Oppure accade che il bilancio idrico venga redatto di anno in anno: in questo caso la sopravvi venza dipende dalla sopportazione di livelli minimi di acqua che manderebbero in fallimento una pianta normale. Quando troppe plantule germogliano assiem e. Però certe piante. in modo che le piante crescono rapidamente in buone condizioni. trasp irano per mantenersi fresche. Esse di solito crescono con estrema lentezza e. ma queste hanno un'alta percentuale di sopravvivenza. Queste piante assumono naturalmente acqua attraverso le radici e la perdono a ttraverso i pori respiratori per il fenomeno di traspirazione. Piante di capperofava irrigate nel modo s uccitato crebbero da 2 centimetri d'altezza fino a quasi mezzo metro in dieci me si. la zucca amara o coloquintide . Nel caso dei capperif ava sopra citati i ricercatori hanno accertato che le probabilità di felice insedi . sta di fatto che quanto più ardue sono le condizioni di vita. perché la pianta pe rde più umidità per traspirazione di quanta possa assorbirne attraverso le radici.

Le piante adulte possono far fronte al deserto con la caduta totale delle foglie . ed eli mina la pelle verde esterna. spesso più o meno carnose. luce e temperatura. Alcune possono perire. mentr e quelle che spuntano nella stagione secca si riducono sempre più di dimensioni. che possono contrarsi o gonfiarsi a seconda della disponib ilità di acqua. Sono le piante a radici carnose: bulbi. Spesso i tro nchi presentano sezione di taglio circonvoluta. Il capperofava ha un altro asso nella manica. tuberi o rizomi a seconda della loro struttura. con cellule elasti che a pareti sottili. Da una profondità sotterran ea che spesso è di 30-40 centimetri spuntano in gran fretta quando sono inumidite dalla pioggia. mentre le altre sopravv ivono. quali molte specie di ginestra. ricordo che alcuni campioni di piante raccolti nel deserto della Giordania rifiutarono di essiccare avvolti in carta da giornale per parecchie settimane. Di solito le erbe xerofite hanno foglie che si arrotolano in condizioni di secch ezza. Si tratta della «sopravvivenza per morte parziale». che consente un trucco alquanto più gaglioffo del primo. il quale effettua la fotosintesi . di modo che offrono alle gazzelle cibo e bevanda contemporaneamente. Le foglie di acacia del deserto contengono circa il 50% d'acqua allo stato libero. isolando contemporaneamente la parte centrale resid ua. Il capperofava perde la maggior parte delle foglie. si stacca come un'epidermide una volta esaurita l'acqua di un tessuto funziona nte da serbatoio. mentre le p iante frondose perdono le foglie. Altri dispositivi possono far sì che i semi di piante del des erto evitino di mettersi a germogliare in risposta a lievi acquazzoni fuori di s tagione. questo tessuto assume aspetto sugheroso. e il motivo principale dipende d al fatto che gli stomi sono situati alla base di solchi e scanalature dove sono al riparo dal sole accecante e dalle correnti d'aria. Molte piante del deserto possiedono alcune caratteristiche delle p iante grasse. Un metodo insolito di crescita interna per mette al tronco principale di svilupparsi in parecchie strisce indipendenti. Queste e molte altre piante si privano di rami grossi e piccoli. eliminando rami e foglie. separandosi da qualche parte del loro corpo.amento si verificano in media una volta ogni 5-7 anni: quanto basta alla specie per mantenere il popolamento. La salsola spinosa perde fino al 9 0% del proprio peso corporeo. l'ispessimento della superficie esterna comprim e i pori respiratori sotto la pelle. di modo che non possono più aprirsi del tutto . e rimane solo il tronco provvisto di stomi. o ad attività stagionale seguita da periodi d 'inerzia. f ino a piccoli abbozzi di un millimetro o due. ogn una con un proprio sistema radicale e ciuffo terminale di rami e foglie. I cespugli del deserto possono troncare in senso letterale le perdite causate da lla stagione secca. In tal modo questa specie vegetale riduce drasticamente la traspirazione di no n meno del 96%. Nel chenopodio del deserto la parte esterna dello stelo verde. che hanno tronchi verdi contenenti clo rofilla. e sebbene la c arta venisse rinnovata costantemente. Altre piante invece eliminano la delicata parte apicale e si ritirano al sicuro sotto terra durante le stagioni secche. anche se ciò non appare vistosamente. cormi. tenute in sieme solo dal terreno alla base. di solito con i fiori già formati: si annoverano tra queste specie . un'artemisia grigia lascia cadere le fog lie invernali grandi e profondamente incise. oppure a seconda delle mutevoli combinazioni di umidità. e portano stomi con cui possono effettuare la fotosintesi. ed è adottata anche da altri cespugli del deserto. Con l'umidità si distendono facilmente. Dopo un certo tempo queste strisce si incurvano staccandosi l'una dall'altra. Spesso hanno semi di due o tre tipi. fattori che accelerano la traspirazione. Molte piante alternanti hanno foglioline minut e che vengono eliminate immediatamente. uno programmato per germogliare su bito. lunghe un paio di centimetri. Difatti molte xerofite hanno foglie. a dispetto del caldo. disseccandosi. l'altro in seguito. nascondendo all'interno del tubo fittizio così formato la superficie circonv oluta sulla quale sono situati gli stomi. o per scalarla ne l tempo. Ne sono esempi le «piante alternanti». una volt a sparito il resto delle foglie. Le piante del deserto già descritte al capitolo 16 possiedono molti dispositivi pe r assicurare la germogliazione dei semi al momento più propizio.

questi tuberi fa nno spuntare foglie cilindriche della lunghezza di un centimetro. Parecchie piante bulbose mettono fiori alla fine dell 'estate asciutta. lanugine folta come una pelliccia. Molte piante grasse. In molti casi le foglie avvizziscono molto nella stagio ne asciutta man mano che viene esaurita la scorta d'acqua. dalla quale emerge il fiore. dai bulbi enormi a volte voluminosi come un pallone da ca lcio. ch e riduce l'ardore dei raggi solari. che in natura vi vono sepolte nella sabbia. al centro della quale compare presto un fior e violaceo di 8 millimetri.alcuni dei fiori del deserto tra i più vivaci e brillanti. dove la stagione s ecca può prolungarsi da maggio a gennaio. e nota da una località dell'Africa sudoccidentale. o cipolla ma rina del Mediterraneo. Queste foglie. filtrandone quanto basta perché raggiunga il p rofondo strato di clorofilla sottostante. come «fiori» cerosi. per cui esse riescono a sopportare talvolta temperature molto e levate: la poa del Sinai ha bulbilli che allo stato letargico resistono a 80 gra di. Il letargo di queste radici è favorito dagli strati esterni isolanti di tessuto mo rto o sugheroso. talvolt a anche superficie bernoccoluta o tubercolata. Quando queste piante supergrasse vanno in riposo nel periodo asciutto. la fe ssura è così nascosta. emettendo foglie ogni ann o. che si presenta come una massa sferoidale completamente verde. Nella defo rme Muiria. conosciuta con il nome bizzarro di Chamaegigas intrepidus. giaggio li e gigli Eremurus. oppure in una massa sferoidale di un corpo plantare originatosi da due foglie: il solo indizio è dato da una scanalatura o fe ssura centrale. e si ritrovano negli stagni disseccati. mentre la base rimane verde. ent ro pochi "minuti" dalla caduta dei primi goccioloni di pioggia. Infatti questa specie di carice non perde mai le f oglie: la parte superiore avvizzisce. che si ha l'impressione che il fiore spunti strappando la pel le. cut e molto ispessita. I suoi tuberi hanno le dimensioni di una capocchia di spillo. Letteralmente. ivi compreso il tenace semprevivo spesso ad abitudini di vi . a somiglianza delle piante alpine delle Ande che trascorrono anni interi sotto la neve. quali tulipani. e specie cespugliose dei Mesembryanthemum sudafricani. La «pianta del sale» americana ha uno strato esterno di sale. come le nerine e le "bulbine". la lo ro cute sovente s'indurisce e sbiadisce. Si tratta di una pianta parente della castagnola. Le vere piante grasse trasformano ogni parte del loro corpo in riserve d'acqua. o di paia isolate. Esistono piante a foglie carnosissime. dispongon o spesso di un impianto d'isolamento a funzione antisolare. Si notano fasi di succulenza in cespugli legnosi a foglie carnose. e segnatamente nella famiglia dei Mesembryanthemum. Partendo da queste. emettendo foglie quando cominciano le piogge principali. può sopravvivere per molti anni fuori del terreno. cute bianca o argentea. sia pure allo stato letargico. o le grandi piogge. I Greci appendono i bulbi di questa pianta nelle loro case come simbolo di fe condità. gallegg ianti alla superficie dello stagno. a somiglianza delle piante alpine delle grandi altezze. al cui riparo quello che nella stagione ventura sarà il corpo della pianta si sviluppa ben protetto dal calore eccessivo. terminando in una successione di sei o quattro foglie strett amente compresse. Nella specie opportunamente chiamata "Fenestraria" si trova una «f inestra» composta d'uno strato sottocutaneo di cristalli di ossalato di calcio. mentre entro 2 4 ore dalle prime gocce di pioggia il terreno attorno al carice Carex pachystili s è tutto infiltrato di radici. in modo che solo la sommità delle foglie pianeggianti è e sposta al sole. La scilla. Il giorno dopo la pianta produce una rosetta di quattro foglie ovali di un centimetro. possono restare in letargo per al meno una stagione. tipo il cappe rofava già citato. Si annoverano tra queste specie le ben note "piante rocciose" del SudAfrica ed altre specie imparentate. Il tubero più straordinario del deserto è forse anche il più piccino. strati supplementari di cellule esterne intesi a proteggere l a clorofilla. possiam o identificare una serie completa di piante in cui le foglie diminuiscono di num ero e di grandezza. dette piante fenestrate. fino all e piante frondose con tronchi o steli completamente succulenti come le Crassula. formando come un guscio spesso e rifran gente. Se le piogge sono scarse. maturano i semi e tornano in letargo. Entro dodici ore da quando è caduta la pioggia emettono radici. Alcune piante hanno bulbi p iù o meno esposti all'aria.

Recentemente si è dimostrato che gli spini di certi cacti funzion ano da organi di assorbimento dell'acqua presente anche sotto forma di rugiada: . dove la minima area superficiale si accompagna al volume massimo per consentire l'accumulo di acqua. ne è un esempio la comune ginestra spinosa. e sono un ricordo delle o rigini remote. e possiede tronchi verdi in grado di effettuare la fo tosintesi. Spesso le fogli e si richiudono in condizioni di aridità. che consente di effe ttuare la massima fotosintesi con la minima superficie spaziale.di norma perdono le pale o le giunture in prossimità delle t erminazioni del tronco. in condizioni di aridità: altro aspetto delle automutilazi oni delle piante. altri cacti invece hanno foglie effimere ch e vanno perdute man mano che la pianta diventa adulta. che ass omiglia ad una camelia con le spine. L'acidità dei tessuti della pianta aumenta incessante mente di notte per questo «metabolismo acido delle crassulacee». me ntre presso le euforbie . eccetera . e dato che allora non c'è luce. Si può accertare che molte altre piante spinose diventan o ancora più dense di aculei quando debbano crescere in condizioni di siccità. che viene poi scisso per produ rre zucchero il giorno dopo. L a maggior parte dei cacti si è perfettamente adattata ai diversi habitat aridi. Gli stomi dei cacti e delle piante grasse a struttura affine si trovano in fondo alle pieghe della fisarmonica. man mano che il corpo della pianta si restringe: i tronchi ri piegati a fisarmonica sono progettati perfettamente per questo andirivieni. gerani. cui apparteng ono margherite. Un piccolo numero di cacti emette foglie normali . le forme schiacciate delle foglie. e molte . Quando scompaiono le foglie. le cui caratteristiche non rappresentano nece ssariamente i tratti distintivi della famiglia nel suo insieme: alcune specie co nservano le foglie.ne è un esempio la Pereskia. consi derata la specie più primitiva e fors'anche il capostipite della famiglia. E" questa la forma tipica dei cacti e di parecchie famiglie non unite da rappor ti di parentela. e spessissimo hanno anche peli. che ha foglie normali se cresce in ambiente ricco di umidità. come le branchie embrionali dei mammiferi. e ritorna alla norma di giorno. mentre altre sono a foglia caduca. e infine il «corpo plantare» composto di foglie strettamente congiunte. con uno spesso rivestimento di cera. ma il tronco si è appiattito ed ha preso l'aspet to delle foglie. Molti cacti hanno tronchi costoluti o crestati. La maggioranza dei cac ti però ha smesso le foglie.barili o cilindri isolati e tappati. Essa viene convertita temporaneamente in un acido organico. i gambi o tronchi verdi si assumono il compito di e ffettuare la fotosintesi e la traspirazione.specialmente quelle delle spi nosissime "chollas" . ed anche certi loro parenti tropicali. come viene chiamato .la caratteristica delle piante s ucculente o grasse compare soltanto in pochi generi che. gigli. alcuni tipi di semprevivo si comportano in qu esto modo. I tronchi dei cacti e delle euforbie grasse si sono formati quasi certamente e a nzitutto per la riduzione degli spini e delle foglie in conseguenza delle condiz ioni ambientali di aridità. Le rosette. come le greenovie. Inoltre si aprono principalmente di not te. come avviene nella fotosintesi normale. hanno superato la soglia delle xerofite.come pure nelle altre famiglie vegetali. l'anidride carbonica immagazzinata non si può tr asformare subito in zucchero. e nei lunghi periodi di siccità si nota come queste costole siano più sp orgenti e serrate. che per evoluzione parallela s ono giunte a un'identica conclusione finale in risposta a condizioni uguali. vite. colmi d'umidità. dove il movimento dell'aria viene ridotto al min imo specialmente in condizioni di siccità. lanugine o peli. allo scopo di conservare l'umidità e ridur re drasticamente la traspirazione. Alcuni cacti vivono in giungle umide dove i problemi sono di genere del tutto di verso: essi restano senza foglie. come accade nelle «piante alternanti: essi si proteggono facilmente in modo analogo a quello descritto a proposito de lle foglie. come in molte specie assai note. Le «pa le» piatte e arrotondate e a forma di foglia dei fichi d'India non fanno altro che assottigliarsi sempre di più finché cadono. hanno l'asp etto di gemme di rosa ancora chiuse. e relativamente pochi stomi . segnano le varie tappe verso la formula ultim a di resistenza alla siccità data dalla sfera o dal cilindro. Probabilmente queste piante so no rientrate nella foresta primigenia dopo un'esperienza evolutiva all'aperto. quali le euforbie e le stapelie.ta alpine. adottano la disposizione delle foglie a rosetta. se così si può dire.

5% è dannosa alla maggior parte delle piante: il sale. tanto per cominciare molti deserti apparentemente caldissimi possono aver e temperature notturne prossime allo zero. In un deserto a cacti alcune radici si diffondono in senso orizzontale a poca profondità dalla superficie del terreno. Queste piante reagiscono prontamente quando vengono sepolte sotto la sabbia . e spuntano ben presto all'aperto. sebbene spesso efficacissima. come il saguaro dell'Arizona. ma a nche alla salinità del terreno. nonché alle «piante a bottiglia» dai tronchi rigonfi contenenti acqua. la pianta dispone di ghiandole che evidentem ente secernono l'eccesso di sale. La succulenza non è una caratteristica limitata sostanzialmente alle piante molli. è la protezione accordata dagli aculei cont ro molti animali: ciò nonostante molti riescono ugualmente a mangiare parti di que ste piante. Lo stesso vale naturalmente anche per le piante delle paludi salate e del litora .poniamo di erba San Pietro. che producono peli radicali per assorbi re acqua solo in prossimità dell'apice radicale di accrescimento. e molte specie crescono sulle Ande a più di 3000 metri d'altezza. come risulterà chiaramente a c hiunque cerchi di svellere una plantula . Le piante delle dune di sabbia hanno un sistema di radici molto esteso. dalla quale spunta no i tronchi o gambi annuali. Ne consegue che qu este piante grasse gigantesche hanno struttura rigida. mentre altre si calano in profondità fino a raggiungere una falda freatica. può avere radici orizzontali disposte a forma raggiata e lunghe fino a due metri. In Africa a lcune euforbie sono veri alberi con un grosso tronco e una chioma rotondeggiante di molti rami. ma durante i lavori di scavo per la realizz azione del canale di Suez si sono registrati casi di radici di tamerici spintesi fino a 50 metri sotto terra. che può raggiungere l 'altezza di 15 metri e il peso di 10 tonnellate. E" possibile che l'elevat a concentrazione salina della linfa di certe piante grasse. come l'Euphorbia ingens che passa i 10 metri. derivi da una situazione del genere. Le radici delle xerofite sono degne di nota anche per il fatto che. o «il vecchio» del Messico. più un fittone verticale di un metro. ed altr e specie di forma cilindrica che possono essere alti anche 12 metri. Molte volte nel deserto le piante devono far fronte non soltanto all'aridità. o a perforarle per farvi il nido come il picchio. fanno spesso spu ntare peli radicali per tutta la lunghezza delle radici più giovani. Le radici delle xerofite sono naturalmente di vitale importanza per queste piant e. Un capperofava che ricopre una superficie di d ue metri quadrati sopra il suolo può avere un apparato radicale che si estende fin o a 35 metri quadrati e si spinge fino a profondità notevole. oltre ad essere tossico . Una pianta d'erba San Pietro cresciuta ha radici che si spingono fino a tre metri di profo ndità. mentre la tamerice può prosperare in località dove la falda f reatica contiene più del 20% di sali. così come molti alberi e cespugli delle regioni desertiche dispongono di radici penetranti: esse di solito non va nno oltre i 10-15 metri di profondità. Il baobab che vive nelle località aride ha radici orizzontali che possono estender si per un centinaio di metri attorno all'albero. Una salinità superiore all o 0. Certi cacti sono molto grandi. Già se ne è fatto cenno al capitolo 9 a proposito di certe piante rampicanti che ha nno una grossa base destinata ad accumulare acqua di riserva. e in modo tipico dei cacti. a causa delle inadatte pressioni osmotiche che si verificano quando la concentrazione dei sal i è più alta all'esterno che non all'interno delle radici. o "retama". Oltre a resistere al caldo e alla siccità. La ginestra bianca del Medio Oriente. non appena il terreno venga inumidito dalla pioggia. alcune piante combinano i due tipi di radici a seconda delle circostanze. ma il dispositivo sembra insufficiente a spieg are come questo cespuglio possa vivere in condizioni di così sostanziale tossicità. con riferimento alle «piante troppo grasse». e quelle di grandi dimens ioni hanno scheletro legnoso. lo stesso sale ed altri minerali si accumulano in molte situazioni ambientali del deserto. La palma Hiphaene è tipica delle acqu e salmastre in Africa. a differenza della maggioranza delle radici normali. Altrettanto sec ondaria. rende più difficile alle radici l'estrazione dell'acqua dal suolo.si tratta probabilmente di un processo d'adattamento secondario. molti cacti resistono anche al grande f reddo. come ben sanno quanti cercano di pratic are l'irrigazione e le colture idroponiche nel deserto.

a un'elevata percentuale di piombo puro. in modo particolare di azo to e fosforo. zinco. e un'altra ardua difficoltà si verifica quando o ccorra vivere in mancanza completa di terreno. e segnatamente le orchidee. piante che si attaccano ai rami degli alberi. mettono a punto delle radici aeree carnose che riuniscono la funzione d'ormeggio a quella dell'assorbimento dell'ambiente atmosferico. al caso anche con due di questi metalli insieme. e gli esperimenti effettuati al riguardo hanno dimos trato che forse tre o quattro plantule su mille possiedono resistenza iniziale. che rim ediano alla bassa percentuale d'acqua assimilabile accumulandola nel tronco.le marino. o di mimolo muschiato negli Stati Uniti d'America. come certe erbe. e talvolta alle rocce.alcune delle quali s ono magari in attività da secoli e secoli. senza che l e radici vi possano penetrare. Il colmo è dato da alcuni ceppi che ottengono il massimo ri goglio solo in presenza del metallo in causa. Molte specie di piante si sono adattate a vivere in queste condizioni . immerse in un'atmosfera umida. e perfino da migliaia di anni. do ve la colorazione argentea dipende da uno strato esterno di cellule contenenti a ria o "velame". Ai margini delle aree vulcaniche vivono altre piante resistenti a condizioni di evidente tossicità. le armerie. nonché la secchezza che di solito contraddistingue terreni del genere. I d epositi alcalini e gessosi rappresentano frequentemente problemi ambientali a cu i certe piante devono trovare una soluzione. ma si osserva in larga misura nei pressi delle vecchie miniere . in modo da formare il primo stadio di una nuova coltre v egetale man mano che vi si accumula altro terreno. come la sueda e la salicornia. In un certo qual modo queste piante si possono pa ragonare alle alghe. perché le loro radici talvolta non sono altro che un appiglio . possono assorbire l'acqua dir ettamente. I ceppi resistenti ai metalli riescono a superare anche questa dif ficoltà. questi ceppi resistenti si possono usare naturalmente per ricoprire cumuli di sfasciume minerario antiestetico. La tipica radice aerea di un'orchidea è di un bel colore verdeargenteo lucente. mentre l'alisso o «erba matta» Aly ssum bertolonii e l" Hybanthus floribundus . Ora molti cercatori di risorse minerarie dal senso d'osservazione svi luppato tengono conto della presenza di piante notoriamente tolleranti nei rigua rdi dell'uno o dell'altro metallo! L'adattamento a minerali abitualmente tossici contenuti nel terreno è il risultato di una serie di mutazioni. Alcune specie di "astragalo" accumulano s elenio. Altre specie vegetali riescono a vivere felicemente in luoghi in cui abitualment e si trovano quantità tossiche di metalli pesanti concentrate nel terreno. Questi peli radicali assorbono tutta l'umidità possibile. Se la radi ce tocca una superficie umida. una specie di silene apprezza il cobalto. rame o niche lio. Essa aumenta rapidamente in modo da formare ceppi completamente resistenti nello spazio di pochi anni.un cespuglio neozelandese .sono gh iotti di nichelio: possono assorbire questo metallo fino al 10% del loro peso a secchezza. Acetose e piantaggini sono altre ostinate colonizzatrici. Sta di fatto che molte epifite. Queste radici svolgono funzioni di appiglio ed assorbimento: in certi casi un sistema radicale sviluppato pesa almeno quanto le foglie e tutto il resto della pianta. mentre il potere rifrangente del velame disperde l'intensità dell'insolazione. un rododendro dell'is ola giapponese di Kyusciu che prospera in mezzo a vapori e fumi sulfurei. Ciò può ver ificarsi in natura quando vi siano giacimenti metalliferi in affioramento. Oltr e alla loro naturale opera di colonizzazione. mentre altre resistono benissimo al rame. E" questo il caso delle epifite. sviluppa peli radicali bianchi sul lato dove avvi ene il contatto. Le erbe sembrano le più adattabili. Ma mentre una pianta potrà adattarsi . Esistono anche piante grasse degli stagni salati. s . Ne è un esempio il Rhododendron kiusianum. E" interessante osservare che il materiale di scavo delle miniere è spesso assai c arente delle normali sostanze nutrienti delle piante. la piantaggine marina e vari suffrutici.poniamo . e molto faci lmente non prospererà in un buon terreno privo di piombo. in cui lo strato d'aria funge da isolamento antitermico. quali certi ceppi di armeria e di renaiola di primavera in Gran Bretagna. o di materiale di sterro. non è detto che il ceppo res istente al piombo lo sia anche nei riguardi dello zinco o del rame. Un altro grosso problema si presenta quando le piante devono vivere con le radic i in un suolo asciutto o tossico. e giungono a un'intesa con piombo. mentre le foglie.

Molte orchidee vivono in regioni che hanno una stagione asciutta. mentre gli apici assorbenti si coprono di velame. sono largamente coltiv ate ed hanno fiori vistosissimi. e foglie a forma di corna di cervo. A questo punto tutta la radice si avviluppa in una pelliccia di peli radicali. t anto che spesso si dicono anche piante vascolari. sono ricoperte di piccole scaglie c . ma i materiali di rifiut o si depositano spesso sotto la parte centrale della pianta. Inoltre i muschi epifiti presenti sul tronco as sicurano spessissimo una riserva d'umidità. e questa bro meliacea assomiglia esattamente a un lichene argenteo ramificato. e sono di colore verde. Quand o l'acqua è assorbita dalla corteccia contiene facilmente varie sostanze minerali provenienti dal disfacimento delle foglie e da escrementi di animali. o felce a ni do d'uccello. le foglie formano come un vaso di forma conica. Esiste una forma intermedia. Nell'asplenio. e sembrerebbe quasi incredi bile che si tratti di fiori. Le radici aeree di questa pian ta irreale possono raggiungere la lunghezza di parecchi metri. con termine derivato dal vocabolo usato per indicare l'ana nasso. La bromeliacea più straordinaria è forse la Tillandsia usneoides. e combaciano stret tamente alla base. Esse cominciano con foglie dure e coriacee resi stenti alla siccità. terminante in un paio di lunghi lobi ricurvi. Queste formazioni. con un labbro un p o'"a forma di navicella. e lo stesso acc ade a piante rampicanti quali i filodendri e le "monstera". in modo che vi si possano raccogliere l'acqua e i detriti. Il vaso ha una tenuta d'acqua eccel lente. Il termine "Usnea" indica infatti un gruppo di licheni. ma estremamente ornamentali. di mod o che la pianta si compone solamente di uno spiegamento raggiato di radici. è probabile che in queste esista un velame molto più sottile sopra le cellule contenenti clorofilla. Le radici assorbenti attraverso la base delle foglie penetrano in questo materiale e lo utilizzano a loro vantaggio. La cortecc ia dell'albero si asciuga poco dopo cessata la pioggia. Esso è spesso fornito di speciali cellule assorbenti in prossimità dell'inter no delle basi fogliari. che si diffondono sulla corteccia dell'albero come una lastra o un piatto dove si raccolgono i rottami umidi a beneficio del sistema radicale della pianta. p rescindendo da un certo numero di specie terrestri che hanno comuni radici assor benti. In alcune orchidee le radici sono in grado di effettuare la fotosintesi.come pioggia. Nel Campylocentrum i fiori sono piccolissimi e sono sorretti da mazzi di esili infiorescenze. in modo da venirne protetti ed isolati. In molti casi le radici giungono infine al suolo e vi penetrano. Le felci Platycerium hanno foglie di due tipi completamente diversi . Le bromeliacee costituiscono un altro vasto gruppo di piante principalmente epif ite.otto qualunque forma arrivi . come umidità sgocciolante lungo la corteccia. che drappeggiano ad esempio i cipressi di palude della Florida. fino a quando non produce i suoi fiorellini minuscoli ma caratteristici. e in certi casi att orno all'intreccio delle radici. il cosiddetto «musch io spagnolo».quasi come il lucignolo di un lume . per cui t utto il fiore viene alquanto ad assomigliare a una rana che salta. e quando quest a sopravviene le radici s'induriscono. che con molto sforzo si potrebbero chiamare foglie. Vi sono pure dei casi estremi in cui le radici si sono assunte al completo le funzioni normalmente svolte dalle foglie. in c ui il minuscolo gambo possiede foglie disposte come i gradini di una scala. il Taeniophyllum. ad eccezione della li scia punta d'accrescimento.foglie di tipo piatto. ed eventualmente come nebbia. tra i quali sono portati i fiori lunghi 6 millimetri. L'effetto dat o da queste stravaganti realizzazioni è notevolissimo. invece nella Polyrhiza sono lunghi fi no a 12 centimetri e di forma assolutamente fuori del comune. ed hanno radici intese principalmente a fini di ancoraggio. e riescono a prosperare anche sui fili del telefono. che pure appartiene alle bromeliacee. Nelle specie aeree l'acqua si raccoglie quasi sempre in un «vaso fogliare». e ta lvolta di un modesto gambo o stelo legnoso: i fiori si formano dal centro della stella radicale o dal gambo. Queste specie bizzarre. a vaso o ad urna. attraverso le quali vengono immessi nel sistema i minera li provenienti dai detriti che si accumulano nel vaso. oppure anche «pini aerei» in inglese. che sporgono in fuori svolgendo la loro normale funzione di foglie e portando le spore. Essa tuttavia ha dime nsioni molto maggiori e compone festoni con le sue formazioni filiformi lunghe f ino a 7-8 metri.

Ho dedicato molto spazio alle piante che devono lottare contro la siccità per una causa qualsiasi. In acqua dolce le piante tend ono a sviluppare foglie lunghissime e nastriformi. Queste piante fiorenti. Mi sia consentito aggiungere a ncora qualche riga di commento agli habitat acquatici. ma favorisce anche il massimo assorbimento possibile di minerali ed ossigeno. Le onde che s'infrangono s u una costa rocciosa presuppongono nelle piante che vi crescono massima robustez za e caratteristiche di ancoraggio solidissimo. posso no trovarsi esposte ad alte concentrazioni di sale quando evapora l'acqua marina . ma presenta anche dei problemi. non c'è ombra di radici. do vendo solo adattarsi alla decrescente intensità luminosa. Si tr atta di una specie di radice rovesciata allo scopo specifico di assorbire aria e di trasmetterla attraverso grandi spazi aerei alle diverse parti della pianta. Il problema è intricato. mentre al di sotto lasciano pendere radici verticali. vengono a ssorbiti ed eliminati i diversi colori che compongono la luce bianca. di aspetto molto simile alle alghe. Forse l'esempio più notevole di adattamento acquatico si osserva nella famiglia de lle Podestomacee.he trattengono ogni minima traccia di umidità atmosferica. ad esempio. lasciando i semi saldamente attaccati in attesa che le acque tornino a crescere alla stagione de lle piogge successiva. Esse si attaccano alle pietre e alle rocce con s peciali peli radicali che secernono una sostanza collosa. . L'acqua si potrebbe consi derare l'ideale delle piante. An che le diatomee prosperano fino a profondità abbastanza notevoli. Al calore del sole le piante avvizziscono prest o. caratteristiche cui si adeguano largamente le alghe ed erbe marine. e restano solo i fasci vascolari che si lignificano. o virtualmente in acqua dolce dopo un violento acquazzone. I semi sparpagliati sulle rocce vi rimangono attaccati grazie al r ivestimento mucillaginoso dei semi. e una volta che sono fuori dall'acqua fanno fiori e frutti nello spazio di 24 ore: il vento o gli insetti provvedono abitualmente all'impollinazione. Alghe ed erbe marine sono molto degne di nota per il modo con cui reagiscono al diminuire dell'intensità della luce man mano che si scende sotto la superficie del l'acqua. L'ossigeno riveste importanza vitale tanto per le piante acquatiche quanto per q uelle terrestri. Alghe ed erbe marine pre sentano anche notevole diversità di tolleranza al variare della concentrazione sal ina nell'acqua. Uno è il movimento d ell'acqua. la rigidità è un errore in un ambiente acquatico. quelle che vivono in pozze presso la battima a marea alta. perché in realtà la scarsità d'acqua costituisce uno dei problemi più g ravi che devono affrontare le piante in generale. Quanto più si scende. fino al la più inconsistente lattuga di mare. cadono gli strati esterni di cellule. oppure ad avere foglie fineme nte frastagliate. perché man mano che aumenta la profondità. ed hanno grande capacità di rigenerazione quando ricevono u n danno. perché si ritrovano ad ogni profondità. caratteristica che evita danni al lembo fogliare. mentre hanno importanza essenziale la resistenza alla torsione e l'elasticità. che ben presto si dissecca. formando allora delle plantule. Quando però il livello d ell'acqua si abbassa. In prossim ità della superficie tutti i colori sono presenti con intensità massima. Nella stagione piovosa i Podestomon hanno solo le foglie. è insolita per il suo tronco grandissimo ma elastico e pieghevole . in quanto prefer iscono questi colori. terminanti in una punta bulbosa proprio sopra il livello dell'acqua. ed emettono germogli altrettanto verti cali. si trovano vere e pr oprie condutture nei gambi delle ninfee. le alghe rosse prendono il sopravvento su quelle verdi. dalle enormi laminarie serpeggianti. sembra che quasi ogni rapida o cataratt a ne ospiti una specie diversa. vi vono nei paesi tropicali e subtropicali. Le alghe rosse (Rhodophyceae) in un certo qual modo hann o aggirato il problema della colorazione. La grande Postelsia americana. La Jussiaea repens è una pianta acquatica che si fabbrica da sé una sua piccola giungla sommersa: ha gambi lunghi e grossi che crescono di traverso e portano foglie sopra il pelo dell'acqua. esse emettono fiori. e il rosso è fortissimo: per questo motivo predominano le alghe verdi. dalla sommità del quale pende un ciuffo di foglie. sia pure con sempre minore intensità. di aspetto si mile alla palma. che assorbono il rosso . pe rché filtra ancora la luce verde e azzurra. e la maggior parte di queste piante dispone di vasti spazi per il movimento dell'aria all'interno dei tessuti. Le foglie sono esiliss ime e pieghevolissime. mentre il plankton di alghe verdi si trova per lo più in pro ssimità della superficie.

Questi intrallazzatori o «barboni» ve getali sono riusciti a sfuggire in qualche modo alle limitazioni di determinate condizioni ambientali. gli smistament i ferroviari. concerie. e la defini zione dipende spesso dal suo genere di vita. I loro centri iniziali di diffusione sono i moli.chiunque offra del becchime agli uccelli può osservare la comparsa di piante strane. entro borse d'attrezzi. Le erbacce spuntano sovente negli h abitat artificiali creati dall'uomo con le coltivazioni. compresa talvolta (con sgomento) la vietata canapa i ndiana. e nel se colo scorso ha trovato il modo di diffondersi estesamente a Londra e nell'Inghil terra meridionale.«gallant soldier» . Alcune delle attuali erbacce venivano usate una volta dall'uomo e sono state poi abbandonate. gli incendi. attaccate a i ndumenti o a pellicce d'animali. e spesso supera numericamente la flora origina ria. Le erbacce sono arrivate in sacchi di sementi. in forma di radici. oppure deliberatamente a scopo utilitario od ornamentale. fabbriche. Veniva chiamata l'erbaccia di Kew. Una piccola composita sudamericana. sui vagoni ferroviari. Si trovano specchi d'acqua salata allo stato puro. Gli amenti fruttiferi si rivelarono di gusto irresistibile per i pipistrell i locali mangiatori di frutti. Altre invece sono state trasp ortate dall'uomo in località diverse da quelle originarie. Più si sviluppavano i tra sporti. come nel caso della piantaggin e importata nel Nordamerica dai Padri Pellegrini. e anche «soldato valoroso». il mondo vegetale comprende i tipi aggressivi od opportunisti. Quel mezzo parente del pepe che è il Piper aduncum. con il risultato che ora la pianta è diffusa in tut ta la parte occidentale di Giava. e infine in aereo c on ogni comodità. che vivono d'espedienti. come nel caso della mora di rovo e del fico d'India in Australia. Tale trasporto può essere avvenuto accidentalmente. preferendo queste condizioni di vita perché vi si sono ormai adattate. Capitolo 21. altro esempio di una delle molte erbacce ori . attac cate ai pneumatici degli automezzi o a bordo d'imbarcazioni. A volte la colpa è degli orti botanici.nei Paesi che si possono concedere simili lussi .«si accontentano di soluzio ni provvisorie». e inoltre cartiere. un tempo bollito come verdura. soggiacendo quasi solamente all'azione del clima. introdotta in Inghil terra dai Romani in qualità di erba medicamentosa. come possono e dove possono. la Gal insoga parviflora. depositi di legname. Naturalmente un'erbaccia è tale solo perché così viene definita dall'uomo. la costruz ione di strade. sui calessi e sui carri dei coloni. impi anti di raccolta dei rifiuti o di acque di scarico e . come la podagraria. che i Pellirosse chiamavano «l'o rma dell'inglese». dal n ome del direttore dell'orto botanico del tempo (che con ogni probabilità dovette r ispondere a molte domande al riguardo). lo scavo di cave e così via.Con questi mezzi vengono colonizzate le aree marginali dell'ambiente marino. ed hanno cambiato il ca rattere in un ambiente nuovo caratterizzato da diversi rapporti di concorrenza. ma ricoprono u n'area relativamente limitata rispetto alle regioni apparentemente inospitali do ve invece certe piante riescono a crescere. più circolavano erbacce: hanno viaggiato sugli stivali.il difficile nome latino. Qui le piante annuali rappresentano l e specie caratteristiche. e . sugli autocarri dei tagliaboschi. alla stregua di tante altre pia nte. è riuscita ad evadere dal famoso orto botanico di Kew. e riescono a vivere quasi dappertutto. i cittadini del mondo che noi chiamiamo erbacce. una specie arborea che arriva all'altezza di sei metri. E" impressionante con quale velocità può avvenire la colonizzazione di date aree. o anche Toey Hooker. A somiglianza dei vagabondi alla ventura.così avverte il dizionario Webster . e l e piante si servono al massimo di ogni sorta di fattori. è stato introdotto a suo tempo in un orto botanico di Gi ava. e dese rti completamente aridi dove non è possibile nessuna vita vegetale. lo spinacio selvatico. altre risorse di cui già si è fatto cenno vengono adottate nelle regioni più ardue della Terra da piante adat tate alle circostanze. Co sì la pianta perenne Borreria laevis. perché così veniva s torpiato in inglese . e vari tipi di amaran ti tropicali e di leguminose a baccelli o silique. GIROVAGHI ALLA VENTURA.

ad esempio. senza la quale viene a mancare la possibilità di un rapido adattamento a circostanze nuove o difficili. come il ranuncolo stris ciante. Inoltre l'autoimpollinazione. Tra il 1925 e il 1929 ne venne confermata l'esistenza nella Nu ova Britannia. Per avere successo una pianta infestante deve possedere aggressività ed accentuata mancanza di specializzazione. Come è già stato fatto notare. Spesso le piante perenni evitano lo sforzo di dare frutti. constatiamo infatti che la maggior parte delle erbacce possiede innumerevoli ceppi. in modo da poter colonizzare rapidamente e popola re durevolmente diversi ambienti e terreni. Se si tratta di una pianta annuale. La diffusione sotterranea di solito è alquanto più lenta di quella a fior di terra. signif ica negare tali possibilità. e si affidano complet amente a metodi vigorosi di diffusione vegetativa. quando ancora l'impollinazione incrocia ta rappresentava presumibilmente la regola. in Nuova Guinea. come nel caso del tarassaco. estati calde e inverni freddi non dovranno ostacolarne la crescita e la fioritura. spesso cominciando questa attività in età giovanissima. ed era già un'erba infestante molto diffusa a Giava nel 1924. Le piante annuali che praticano l'autofecondazione sono in grado di riprendersi molto più in fretta delle altre da un'annata disastrosa. colonizza solo circa tre metri quadrati in un anno. significando che un unico esemplare può dare semi e originare una nuova popolazione. Le radici di certe erbacce si spingono molto in profondità: sono segnalate rad ici di vilucchio o campanelle a 7 metri di profondità. stando alle prime segnalazioni. Osserviamo però che ciò libera le erbacce dalla sudditanz a verso gli insetti impollinatori.unde dell'America tropicale. Siccità. ma le sue radici si possono rigenerare da piccoli framment i. per cui ogni attacco sferrato contro l'erbaccia ha scarse probabilità di riusci ta. quest'ultimo è in grado di rigenerare tuberi ogni 2 -3 centimetri. che abbia molto ridotto l a consistenza numerica della specie. a Samoa. o almeno l'au tocompatibilità. è arrivata nel Vecchio Mondo nei primi anni del Novec ento. i quali possono anche non essere disponibili in condizioni atmosferiche sfavorevoli. magari già a due o tre settimane di vita. Il primato di diffusione dev' essere detenuto comunque dai bambù tropicali. che emettono germogl i a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro. non appena e quando si offrano circo stanze favorevoli. I semi disporranno di meccanismi atti a farli ger mogliare in un arco di tempo di molti anni. Una semplice occhiata a una carta geografica indica a quali distanze si trovino l'una dall'altra alcune delle loca lità citate. e di equiseto ad altrettant a profondità in terreni sciolti. Anche le piantine più modes te dei climi temperati possono crescere molto in fretta. e formando un esercito di lance protese. e sono segnalati anche casi di crescita oltre i cinque metri. nonché a Singapore e Suma tra. per cui un'unica specie apparentemen te pura comprende individui singoli in grado di far fronte a sfide di natura mol to disparata. inoltre questa pianta dispone anche di un efficiente sistema di diffusione dei semi a mezzo di . i cui germogli possono crescere anch e di mezzo metro al giorno. che si estende su 12 metri quadrati di terreno all 'anno con sottili stoloni raggiati lunghi un paio di metri. Praticare l'autoimpollinazione o pr odurre semi senza la fecondazione (apomissìa). essa potrà produrre semi a profusione per un p eriodo prolungato. alle Filippine. e lo stesso vale per la lu nghezza delle giornate. come i paracadute delle composite o le capsule esplosive delle piant e di balsamo. di modo che tutti gli individ ui della specie possono appartenere allo stesso ceppo. e nel 1945 si trovava già alle isole Figi. la caratte ristica presenza di fiori maschili e femminili su piante distinte crea la variab ilità della discendenza. mentre oggi è solo un fatto occasional e. Questi ceppi si sono formati in passato man mano che la specie si adattava ad una minore specializzazione. ma è forse più efficiente. spuntando in continuazione dalle radici sotterranee raggiate. I dispositivi di distribuzione dei semi sono spesso di tipo s ofisticato. che può coprire quattro metri quadrati nello spazio di un anno. Il "crespigno" si sviluppa in senso raggiato per 1-2 metri all'an no. o il cinqu efoglie (Potentilla reptans). La podagraria. C'è un'evidente contraddizione nel fatto che le erbacce annuali di maggior success o siano autoimpollinate ed autofecondanti. favorisce la dispersione delle piante.

producendo pa recchi germogli nuovi. almeno in un certo senso. e le piante fioriscono entro sei mesi. ma io so di un giardino dove esse fiorirono così esageratamente che i l proprietario dovette sterminarle con il clorato sodico. e per il resto dipende da lle secrezioni delle radici. Le largh e foglie dei convolvoli tolgono la luce alle piante sulle quali si attorcigliano . impediscono la navigazione. Anni fa la gente apprezzava le Candelabra. piantaggini. l'acanto dei Paesi mediterranei non lascia crescere nulla all'ombra delle sue lussureggianti foglie espanse. I giardinieri definiscono qualche volta le erbacce alla stregua di «piante al post o sbagliato». ad esempio. Romici. le felci d'acqua e le lenti palustri (queste ul time possono produrre 84000 piante per metro quadrato). tutto dipen de dalle condizioni di crescita e specialmente dal terreno. e gareggiano ser iamente col riso nelle risaie. può trasformarsi in una fonte di serie preoccupazioni in un altro. o dei giacinti d'acqua. riducono il flusso idrico fin dell'80%. gli scolmatori e le risaie in tutta l'Africa e l'Asia tropicali.paracadute. Noi pensiamo al tarassaco con il suo lieve «palloncino» di semi paracadutabil i. il Prunus Serotina. riducendo i raccolti fin del 50%. ma fanno concorren za attiva alle altre piante. Questa concorrenza è motivata in parte dalla lotta fo ndamentale per l'accaparramento dell'acqua e delle sostanze nutrienti contenute nel terreno. perché anche le piante infestanti incontrano difficoltà molto maggiori sui terreni argillosi che non su quelli sabbiosi. Oltre alla sua brav ura a rispuntare dopo che è stato tagliato. con tutta una schiera di specie tropicali che non tardano a spuntare dopo il taglio della foresta primitiva. che rigenerava due teste per ogni testa che le veniva troncata. primulacee introdott e dall'Asia. è anche funzionale per quanto concerne i semi. da bloccare qualsiasi plantula che osi spuntare in mezzo ad esse. e ciò è vero. Il tarass aco si può citare come esempio di erbaccia molto perfezionata. Per l'agr icoltore possono rappresentare un grosso calo nel raccolto. se non fosse esposta all a concorrenza delle erbacce. una piantina d'ave na è stata in grado di produrre invece complessivamente solo 500 metri di radici n el corso di una stagione. tarassaci e simili sono come l'Idra della leg genda. Un fiore apprezzato in un giardi no. La lattuga d'acqua. ma in molte specie esistono in realtà due tipi di seme. Tali erba cce ingorgano i corsi d'acqua. se vengono decapitate. Le erbacce non si limitano a occupare gli habitat disturbati. mentre il farfaraccio diffonde foglie così grandi e spesse. Va tenuto presente che le piante infestanti non sono tutte specie erbacee: ci so no anche alberi che si comportano come erbacce. I primi lavori di ricerca sviluppati in merito hanno dimostrato che una sola piantina d'avena potrebbe sviluppare un apparato radicale di oltre 100 centimetri di lunghezza. lotta in cui la pianta infestante si troverà spesso in posizione di v antaggio con il suo sistema radicale di ampia portata. basta ricordare la p ratica corrente di far crescere l'erba nei frutteti per arrestare la crescita vi . come l'erba fi liforme. sottragg ono ossigeno e intorbidano l'acqua quando muoiono o marciscono. bloccano l'efficienza delle centrali idroelettriche. i canali d 'irrigazione. sono erbacce d'acqua che devono in verità essere annoverate tra gli «avventurieri» erbacei di maggiore success o. dagli animal i o dal gelo. per azione meccanica. dato che costituiscono ora una seria minaccia per i corsi d'acqua. delle foglie delle crassulacee quali l'erba pignola. dei bulbilli dell'erba brusca o acetosella. Anche le erbacce con radici a capsule apicali possono rigenerarsi. insieme ad un certo numero di piante che vivono sommerse. che ostacolano attivamente lo sviluppo delle radici e anche la germogliatura di altre specie. ad esempio un tipo di sicomoro. Infine le erbacce possono sviluppare una forte concorrenza per la luce. dove una balza d i colore rosso attira gli uccelli. Ma in ogni caso le erb acce sono qualcosa di più che semplici specie vegetali «al posto sbagliato». che si staccano prontamente ed at tecchiscono con altrettanta facilità. Circondata da piante infestanti. I semi possono germogliare entro tre giorni d a quando vengono bagnati. Altri metodi di diffusione delle erbe infestanti sono stati descritti al capitol o 17 a proposito. l'erbaccia degli stagni e le erbe che crescono tra le pietre. che si suddividono a ll'infinito. il secondo sprovvisto d i paracadute e prodotto tutt'attorno al bordo del capo fiorale. A nche il bel loto indiano e le ninfee tropicali costituiscono spesso dei gravi fl agelli.

gorosa delle piante da frutto. All'ecologo conservatore le specie infestanti appaiono spesso nient'altro che pi ante brutte, appartenenti a pieno titolo ai vegetali di seconda categoria, che t urbano il fascino del paesaggio, e anzi lo imbruttiscono, ricordando il processo accelerato di scempio del mondo naturale. L'unica eccezione è costituita forse da lle erbe infestanti annuali, che rendono così belli i campi del Marocco o della Tu rchia quando fioriscono tra le messi - Delphinium o erba cornetta, fiordalisi, p apaveri, specchi di Venere, gladioli -, che la gente modesta, a malapena sfuggit a alla stretta del bisogno, se le porta a casa dai campi per coltivarle e tenerl e nei giardini. Ma in linea di massima, se non le terremo d'occhio, saranno le e rbacce ad ereditare il mondo. Capitolo 22. CONVIVENZA. Nel mondo delle piante si ritrovano tutte le sfumature dell'unione e del distacc o, che vanno dalla convivenza virtualmente perfetta ed ininterrotta al rapporto di odioamore, fino al limite del parassitismo in cui una parte si spinge oltre i l lecito. (Il parassitismo vero e proprio verrà trattato nel prossimo capitolo.) Molto spesso le piante formano associazioni con altri esseri viventi oltre alle piante, partendo da organismi imparentati, come i batteri e i funghi, fino a com prendere tutto un assortimento di animali, dai protozoi ai mammiferi. Con il ter mine di «associazione» intendo le varie sfumature d'intensità con la quale letteralmen te si condivide l'esistenza, più che non la semplice compartecipazione ad attività q uali l'impollinazione e la dispersione dei semi, già accennate in precedenza; tutt avia in alcuni di questi casi si può già parlare di un'esistenza strettamente condiv isa, come nelle associazioni a fini d'impollinazione nelle yucche e nei fichi, d escritte al capitolo 13. Si usano tre termini per indicare questo tipo di conviv enza. L'associazione più fluida è quella detta "commensalismo", in cui un organismo vive sopra, dentro o assieme a un altro organismo, di cui condivide in una certa misura il nutrimento. Nel "mutualismo" si osserva reciproco vantaggio per ambed ue gli organismi interessati. Esiste infine la "simbiosi", in cui due, o talvolt a più organismi sono pienamente integrati in una convivenza equilibrata, con benef ici ideali per tutte le parti in causa. Accade facilmente in ogni contesto che g li organismi coinvolti abbiano caratteristiche assai diverse tra loro, e che nel la maggior parte dei casi ogni associato possa anche condurre un'esistenza indip endente. Alcune associazioni sono molto unilaterali, e quasi non rientrano nella categori a delle forme di convivenza. Appartengono a questo genere le piante epifite, che non fanno altro che posarsi su altri alberi, senza arrecare loro un vero danno, ma anche senza apportare alcun autentico vantaggio alla pianta ospitante, racco gliendo il materiale vegetale in disfacimento attorno alle loro radici in sostit uzione del terreno. Liane e rotang si servono del sostegno fisico degli alberi e retti; queste piante e, ancor più direttamente le piante rampicanti, come edere e filodendri a radici aeree, possono finire col soffocare la pianta ospitante sott o il proprio fogliame, o col trascinarla a terra. Si possono trovare epifite anche in mare, con forme di rapporti in cui la pianta ospitante o l'epifita possono ripararsi dal mare grosso o dall'eccessiva illumi nazione; e, proprio allo stesso modo in cui le piante rampicanti degli ambienti terrestri possono soffocare o abbattere le piante che le ospitano, succede talvo lta che le epifite marine si sviluppino in misura così esagerata, che la pianta os pitante sovraccarica venga strappata dai propri ormeggi. Anche certe specie animali hanno avviato una convivenza sotto la protezione spec ializzata di date piante. Ad esempio c'è una specie di rana che vive nei vasi fogl iari delle bromelie, dove trova acqua sufficiente ai propri bisogni con animalet ti minori da mangiare: ha testa piatta e spinosa a forma d'elmo, di modo che, se un pericolo la minaccia, si rannicchia nel fondo del vaso, dove l'elmo cranico la protegge e mimetizza. Su scala molto minore l'epatica "Frullania" forma picco le strutture vascolari per immagazzinare acqua, dove viene spesso ad abitare un minuscolo rotifero.

Le formiche coabitano spesso con le piante, segnatamente con specie arboree, abi tandone di solito certe parti, sebbene all'occasione vi possano appendere nidi e sterni. I nidi di formiche comprendono quasi sempre terreno o detriti vegetali, questi ultimi molto indicati per assicurare la struttura del nido. Le abitazioni interne comprendono il cavo dei tronchi o dei gambi, o quelli da cui si può togli ere facilmente il midollo, o grandi nodosità o spine cave, in cui le formiche poss ono entrare praticando un pertugio iniziale. A volte le formiche attuano un sist ema completo di comunicazioni all'interno di questi rami tubolari, mentre in alt ri casi tra i diversi formicai situati in cavità viene costruita una rete di cammi namenti esterni coperti. Gli spini fischianti - di cui esistono specie africane e sudamericane - sono aca cie aventi strutture rotonde e cave (stipule) alla base delle spine. Le formiche le perforano, svuotandole del tessuto in eccesso, e vi si insediano. Quando sof fia il vento si produce un irreale suono zufolante, per il passaggio dell'aria a ttraverso i fori praticati dalle formiche. Altre specie di formiche utilizzano le foglie, talvolta scollando le due superfi ci fogliari, come se si trattasse di una borsa di carta, per farsene un nido; o insediandosi nella sacca rigonfia pronta per l'uso, che si ritrova in certe pian te tra le nervature presso la base fogliare; oppure incollando assieme i bordi d elle foglie in modo da formare un luogo di residenza a struttura tubolare. Altre invece si fanno dei semplici nidi tra le grandi spate che avvolgono i capi fior ali dei rotang. Alcune specie di Hoya o vite cerea crescono con steli e foglie p remuti strettamente contro i tronchi degli alberi, e nelle sacche che così vengono a formarsi si trovano spesso colonie di formiche. Altre tuttavia abitano le gal lerie che si sono formate all'interno degli anelli di spine appaiati e sovrappos ti di alcune specie di palme. Una specie di orchidea, la Schomburgkia, ha lunghi pseudobulbi cavi funzionanti da organi di deposito, in cui le formiche possono entrare praticando un pertugio alla base. Le formiche scavano anche i rizomi rig onfi e tubolari che immagazzinano acqua, in un paio di specie di felci tropicali epifite. Non c'è ombra di dubbio che le formiche si comportino da smodate opportuniste quan do incontrano strutture favorevoli; tuttavia la loro presenza si rivela spesso v antaggiosa anche per gli alberi, svolgendo ad esempio estese funzioni difensive. In effetti un albero popolato di formiche dispone di un esercito sul piede di g uerra. Ogni attacco mosso contro di esso fa irrompere miriadi d'insetti, come po ssono pietosamente testimoniare molti botanici. Cito ancora un superbo brano scr itto da E. J. H. Corner sulla scorta delle sue osservazioni personali: "Ci fermiamo eccitati per l'emozione della prima spedizione nelle umide radure.. . e ci accorgiamo che un fioco stormire svanisce tra gli alberi. Ritorna e si at tenua. Pensiamo ai serpenti, alle vespe, alle api, e ci guardiamo attorno senza riuscire a scoprire una causa credibile del mistero. Ora il suono si ripete a de stra, a sinistra, da ogni parte, come una serie di bassi tintinnii tra i cespugl i e nella volta di fronde. Una sensazione strana scivola sui nostri corpi sudati cci, la sensazione di venir spiati da un'orda di presenze invisibili. Quello che abbiamo sotto i piedi è un serpente o non è piuttosto soltanto il tronco strisciant e di un vecchio rotang? Ci chiniamo ad esaminarlo con nostro sollievo e, proprio mentre il suono riprende, ecco una formichina battere le mandibole sul rivestim ento secco presso un foro praticato nella guaina di una foglia. Istantaneamente risuona uno stormire, un tintinnio, un fruscio dall'involucro fogliare, che riec heggia dal prossimo e poi dal prossimo ancora, su su per il tronco e tra gli alb eri... La sentinella ha dato l'allarme ai soldati, il segnale viene ripetuto da un avamposto all'altro, come una specie di «ai posti di combattimento», perché vengano respinti gli invasori: l'allarme si propaga tra le fronde fino in cima agli alb eri. Solleviamo la liana, e dal di sotto irrompono formiche nere mordendo feroce mente". Le formiche possono tenere lontani molti insetti dannosi, bruchi, chiocciole ed altri animali - fors'anche mammiferi erbivori - e in modo speciale quei loro par enti tagliatori di foglie che impiegano tanto poco tempo per spogliare una piant

a. Oltre a fornire un alloggio sicuro alle formiche sopra il livello delle eventual i inondazioni in molte giungle, l'albero, all'occasione, garantisce anche il pas colo ad afidi e gorgoglioni che le formiche allevano e «mungono». In alcuni casi str aordinari l'albero fornisce alle formiche anche lo stesso cibo, che si potrebbe paragonare alla «tangente» versata a un'organizzazione criminale in certe situazioni umane. La Cecropia peltata o albero delle trombe ha «corpi alimentari» che vengono offerti in omaggio sulla parte più bassa del picciòlo fogliare. Si tratta di vere e proprie imitazioni di insetti ad uso delle formiche carnivore che vivono nel tro nco cavo e trabecolato dell'albero. Le formiche mangiano questi corpi alimentari , che vengono sostituiti in continuità, e allevano entro il tronco certi tronchi c he ne succhiano la linfa, drenando ulteriormente le risorse dell'albero. Ma le f ormiche intanto tengono l'albero pulito dalle piante rampicanti - cui le cecropi e sono straordinariamente esposte per qualche loro oscura ragione -, e con molta probabilità le proteggono anche da specie erbivore quali afidi e bruchi: forma di coabitazione che costituisce un buon esempio di mutualismo. Negli spini fischianti l'estremità delle foglie produce un corpo alimentare che ra ssomiglia a un piattino, e non mancano nettarii sui picciòli fogliari. Analoghi ne ttarii vengono fabbricati da certe specie di Macaranga, e vengono portati dalle formiche adulte alle larve depositate nel cavo del tronco. Anche questo caso rap presenta una buona forma di mutualismo: i tronchi cavi forniscono alle formiche occupanti cibo e rifugio, mentre le formiche garantiscono protezione sicura dagl i attacchi dei bruchi, cui queste specie vegetali sono sensibili. E" stato accertato che queste associazioni devono essere ormai di vecchia data, perché cecropie e spini fischianti hanno caratteristiche diverse dalle specie vege tali con cui sono più strettamente imparentate, e che tuttavia non sono altrettant o mirmecofile: infatti le cecropie non hanno lattice, mentre gli spini fischiant i possiedono una linfa più povera di sostanze chimiche ad azione insettifuga. Tra gli esempi più strani di associazione mirmecofila c'è quello di una falsa pianta carnivora detta "Dischidia". I suoi ascidii lunghi 10 centimetri non sono proge ttati allo scopo d'intrappolare insetti, come avviene nella maggior parte delle piante a struttura simile (con le quali comunque la "dischidia" non è imparentata) . Le formiche portano spesso detriti nell'ascidio, che esse giudicano un'eccelle nte abitazione prefabbricata; pian piano vi sgocciola dell'acqua, e il picciòlo fo gliare produce una radice che si sviluppa nell'ascidio per utilizzare questa raz ione supplementare di nutrimento ed umidità. Questo fatto è importante per la pianta che cresce spesso in località molto calde e poco protette, dove le radici esterne possono avvizzire facilmente. Anche quando c'è poco humus negli ascidii, le formi che vi possono fare il nido ugualmente. Talvolta non vi possono nidificare a cau sa di una formica astutissima e di specie diversa domiciliata sulla scorza dell' albero, che raccoglie tutta la cera di cui sono rivestiti gli ascidii. Comunque le formiche provvedono spesso a raccogliere detriti vegetali dove le epifite ins inuano le radici, che in questo modo vengono a formare un'armatura rigida per un «nido a vaso da fiori». Oltre ai servizi attuati dalle formiche per lo sviluppo del le radici, sembra davvero che a certe piante occorra la compagnia attiva di ques ti insetti. Si annovera tra tali piante l"«orchideaasecchio», che difatti si coltiva con grande difficoltà se le mancano le sue formiche, probabilmente perché queste le forniscono qualche elemento sostanziale. Se si mette in una serra un'orchidea d i questa specie, tutte le formiche del vicinato si raccolgono tra le sue radici, per cui è possibile che anche la pianta fornisca loro qualche vantaggio. Queste o rchidee crescono naturalmente in libertà sui formicai pensili sulle cime degli alb eri, e rappresentano - come scrive P. H. Allen nella sua "Flora di Panama" - «un e lemento di grande rilievo in quell'opera unica in natura che sono i giardini arb orei delle formiche; ... queste associazioni comprendono sovente un Epidendrum a fiori purpurei o aranciati, e parecchie piante a foglie grasse non appartenenti alle orchidee ed evidentemente specializzate, tra le quali le più frequenti sono le Peperomia e certe Gesneriacee». Le orchidee «sono ben protette dalle bellicose fo rmiche, si possono raccogliere a prezzo di grandi sforzi, e si trasportano con f atica ancora maggiore». Sembra che le formiche inizino la costruzione del nido cem entando assieme dei detriti, poi si portano in casa i semi delle piante in quest

ione per mangiarne gli «omaggi» alimentari annessi, secondo la descrizione datane al capitolo 15. Infine i semi germogliano, e attorno alle radici si accumula rapid amente altro materiale ricco di sostanze nutrienti e assorbente umidità, di modo c he si creano presto quelli che in linguaggio tecnico si dicono i «giardini pensili mirmecofili», cioè attuati e favoriti dalla presenza delle formiche. Le stesse Gesnerie vivono spesso in associazione esclusiva con le formiche, e le specie più comuni appartengono alle Codonanthe. Le plantule che vi si sviluppano spontaneamente cominciano il loro ciclo vitale in qualche modesta sacca di detri ti raccoltasi in una screpolatura della corteccia. Le formiche cominciano subito a fabbricarsi il nido attorno alla piantala, e questa attività le fornisce altro humus. A tempo debito i semi della pianta cadono nel formicaio o giardino mirmec ofilo, e non tardano a germogliare; talvolta rientrano in scena le formiche per portare i semi tra i detriti. Le formiche si comportano allo stesso modo anche c on molte altre piante, rivelando chiaramente un vero e proprio interesse a crear e giardini mirmecofili. A volte nello stesso giardino vivono due o tre specie di formiche. Un altro raccoglitore, G. T. Prance, non diversamente da P. H. Allen, osserva co me le formiche passino immediatamente all'attacco non appena si tocchi una loro pianta: «Dobbiamo carpire i nostri esemplari in tutta fretta prima che le formiche vi si possano arrampicare». E aggiunge di non aver mai visto una Codonanthe calca rata fuori di un giardino mirmecofilo. Nei nostri stessi giardini possiamo osservare le operazioni difensive praticate dalle formiche quando trovano da mangiare. Il lauroceraso e la rosa banksia, ad esempio, hanno nettarii sul tronco, i quali richiamano formiche che a loro volta si prodigano a tener lontani i divoratori di foglie come i bruchi. Parecchie ce ntauree europee secernono miele da ghiandole speciali situate sulle scaglie all' esterno dei fiori non ancora sbocciati. Si può vedere anche una dozzina di formich e stazionare contemporaneamente sulle gemme, e spruzzare acido formico su certi grossi coleotteri che altrimenti andrebbero a mangiare nei capolini fiorali. Attività alquanto simile si ritrova nel Platycerium, o felce a corna di cervo, che accanto a fronde d'aspetto più normale produce foglie grandi e piatte, che si avv inghiano al tronco dell'albero. Nella sacca formata da queste foglie avvinghiant i si accumulano detriti di cui si giovano le radici della felce. Altri detriti e particelle di terreno vi possono essere portati dalle formiche, che poi nidific ano in gran numero in questi «cestelli» vegetali. Altro materiale si raccoglie e vie ne usato nella costruzione dei formicai nelle "felci a nido d'uccello" o aspleni i, il cui fogliame forma un ricettacolo eretto a forma di vaso. Molte altre «piante aeree» insediate sui rami più alti degli alberi tropicali fornisco no rifugio alle formiche, in modo speciale i generi Myrmecodia e Hydnophytum, am bedue appartenenti alla famiglia vegetale che comprende la pianta del caffè. Quest e piante hanno le parti inferiori molto rigonfie, di forma tuberosa, spesso spin ose, in cui le formiche si creano palazzi di spazi a galleria. La Myrmecodia, ch e assomiglia alquanto a un riccio dal quale con poca coerenza spuntino corti gam bi frondosi, affida alle formiche la diffusione dei propri semi, e fornisce nett are agli insetti che abitano sulla pianta. Un albero tropicale detto Goniothalamus ridleyi produce quasi tutti i suoi fiori alla base del tronco. Certe formichine abitualmente ammucchiano terra sui fiori fino a ricoprirli completamente mentre sono ancora in boccio; inutile dire che estraggono il nettare dai fiori, perché tutti quelli che sbocciano troppo in alto sull'albero per venir ricoperti di terra, hanno sempre attorno frotte di formich e. I fiori situati al piede dell'albero sono irraggiungibili agli altri insetti, per cui si ritiene che l'impollinazione sia effettuata dalle formiche. La mirmecofìlìa e le sue varie forme di mutualismo sono limitate alle sole piante fi orenti e alle felci sopra citate. Oltre a trovare rifugio nelle piante occupandole abusivamente o incoraggiandole a fabbricare «nidi a forma di vasi da fiori» - e forse anche portandovi semi per aum entare le dimensioni dei nidi stessi - le formiche coltivano anche specie vegeta li per ricavarne cibo. Si tratta delle formiche sfogliatrici dell'America tropic ale, che riescono a spogliare del fogliame un grosso albero dalla sera alla matt ina. I pezzettini di foglie possono raggiungere il diametro di due centimetri, e

o se non sia cresciuto per caso nei formicai e in seguito sia stato sottoposto a c oltura. che costituisce il nutrimento principale di qu este formiche. lun ghe fino a un metro. tuttavia è ancor a incerto se in questi casi si tratti di associazioni simbiotiche o di uno stadi o a mezza strada tra il regno animale e quello vegetale. presumibilmente p erché ingrossano troppo ed ostruiscono il passaggio. e non è stato ancora accertato se il fungo viva spontaneamente nel terreno o piuttosto non vi sia stato portato deliberatamente in origine dalle formiche. possono trov arsi fino a 5 metri sotto la superficie del suolo. Ciò può dipendere benissimo dal fatto puro e semplice che non si sa dove cerca rlo. in modo da formare un vero e proprio letto caldo sul quale cresce un fungo speciale: il principio corrisponde esattamente a quell o adottato per attuare i lettorini delle moderne coltivazioni di funghi. Salvo questi rapporti con le formiche . Nel caso de l rizopodo non esiste neppure un meccanismo di alimentazione. Tuttavia le piante mantengono felicissimi rapporti di vario genere con molti alt ri animali. ma mancano prove altrettanto c hiare che la coltura avvenga per decisione deliberata. e tutto il formicaio può occupa re complessivamente la superficie di 100 metri quadrati e anche più. Le termiti sciamano sul cappello fungino e ne prelevano frammenti che ammassano all'interno del termitaio. Le celle dei funghi.vengono ammassati in celle speciali nei nidi: un osservatore che ha potuto assi stervi ha scritto che le formiche avanzano «come ragazzini della scoletta di catec hismo quando si recano in processione con gli stendardi». Oltre a produrre cibo. Naturalmente all'interno del nido cadono spore che possono germogliare. e si possono ritrovare in molti protozoi. Così le alghe vengono ad assomigliar e a grossi cloroplasti. Una volta spunta to all'esterno. Questa particolarità si ritrova nelle associazioni di alg . Vi si annovera quella di un verme marino (Convoluta roscoffensis). e di un rizopodo (Paulinella chromatophora) . Ad intervalli le termiti gettano all'esterno masse di micelio. Nella saliva delle formiche c'è qualcosa che impedisce la crescita di funghi indesiderati e forse favorisce anche lo sviluppo della specie fungina prescelta.le piante e gli insetti non mantengono di norma relazioni particol armente cordiali. alto spesso un metro o due. il componente alga. di un flagellato (Cyanophora paradoxa). attività cu i le piante reagiscono con la formazione di galle. è una piccola specie sotterranea che non si vede mai fuori dei form icai. a ognuno dei quali l'alga fornisce carbonio e probabilmente azoto. mentre a proposito della Cyanophora le cellule dell'alga semplicemente non possono esistere in mod o indipendente. la sommità si dispiega a forma di cappello largo anche 60 centimet ri. dal materiale fornito dalle termiti o anche dall'intensità dei processi di coltivazione. di misura completamente diversa dai gigan teschi «ombrelli». Dopo aver formato un micelio filiforme nelle celle del termitaio. Nelle celle i brandelli di foglie vengono masticati e mescolati ad altri detriti vegetali e a gli escrementi delle formiche. di norma rende questi organismi fotosensibili. il fungo sviluppa un gambo che s i fa strada a viva forza attraverso il termitaio. con corpo fruttifero fornito di gambo e cappello. Sono note parecchie centinaia di associazioni tra invertebrati acqua tici ed alghe unicellulari. o cloroplasto. producendo il micelio e ricominciando il ciclo. co n l'aiuto di una sommità durissima talvolta foggiata a capezzolo. Il fungo in questione. alcune delle quali rappresentano esempi perfetti di simbiosi. strappando ogni erba che pos sa spuntare. Anche le termiti hanno orticelli tenuti a funghi. Ciò può dipendere dalle condizioni particolarmente favorevoli di cui dispone il fungo all'interno dei termitai. con larghezza ed altezza fino a 30 centimetri. Al capitolo 18 ho precisato come gli insetti si nutrano a spes e delle piante o depongano all'occasione le uova nei tessuti vegetali. Il fungo in causa è del tip o classico. Le form iche operaie dedicano attente cure a questi funghi. dove esso costituisce una parte molto importante dell a loro alimentazione. e trapiantando i funghi in nuove celle man mano che queste diventan o disponibili. Uno dei misteri della natura è che i corpi fruttiferi prodotti all'esterno del termitaio da queste masse di mic elio espulso sono sempre piccolissimi. e perché inoltre i due soc i in simbiosi si riproducono simultaneamente. che dà a tutti l'impressione di un ombrello aperto sopra il termitaio.e naturalmente quelli connessi con l'imp ollinazione . perché hanno perduto le pareti cellulari.

la Gunnera dalle foglie gigantesch e e molte delle vecchie Cycadine. In queste specie la pianta riesce a cresc ere «normalmente» solo quando è entrata nel ciclo della simbiosi. muschi. che può abitare s acche alimentari della pianta superiore. L'alga fissa l'azoto atmosferico con benefici o dell'altra pianta. Questi or ganismi si servono della fotosensibilità per equilibrare le esigenze alimentari di ogni simbionte. ma viene effettuata anche da certi funghi in simbiosi con piante come l'ontano. la condizione odiern a dell'azoto nel terreno sarebbe bassissima. "viene da sudare freddo al pensiero che. oppure essere disponibile in forma facilmente riducibil e. che colorano il suo mantello con chiazze vivaci di ara ncione e porpora. finché non si è scoperto che non si trattava di occhi nel senso letter ale della parola.una proteina strettamente imparentata con i globuli rossi del sangue. lemne. e troppo bassa per poter sostenere . ed alghe micro scopiche di vario genere. allo stesso modo in cui va ri organismi provocano la comparsa di galle. sebbene non du rino all'infinito. Le cellule batteriche o fungine sembrano avviare un parassitismo superficiale ch e verosimilmente stimola le radici a produrre noduli. Alcuni pesci portano alghe sulle loro branchie. La fissazione dell'azoto si presenta in forma a ncora più tipica nell'associazione con un batterio detto Rhizobium. e l'animale non dipende per nulla dall'alga. I noduli batterici si ritrovano principalmente sulle foglie delle rubiacee. che forma nodu li sulle radici di piante. in cui le alghe u tilizzano i prodotti di rifiuto dell'animale in cambio di carboidrati. I batteri sembrano incapaci di fiss are l'azoto quando vivono allo stato libero. è stata valutata sui 100 milioni di tonnellate annue. gigari. che in assenza di essi va i ncontro a un processo di nanizzazione. I noduli che si formano su queste piante legnose permanenti sono spesso assai grossi e si presentano raggruppati. mentre i suoi filamenti talvolta riesco no a penetrare anche nelle radici. specialmente leguminose. Il processo chimico della fissazione dell'azoto comporta la combinazione dell'azoto libero con l'idrogeno. in modo da formare ammoniaca. Tra le piante associate a quest'alga si annoverano epatich e. Tanto per citare George D. dove l'aerazione è massima. Tra gli sviluppi più straordinari del fenomeno della simbiosi c'è il caso dell'assoc iazione creatasi tra la Tridacna. ed e sercitano notevoli effetti sulla pianta interessata. Vi partecipa anche l'oligoelemento molibdeno. specialmente delle piante leguminose. bensì di lenti impiegate per mettere a fuoco la luce su colonie di alghe all'interno dei tessuti. L'idrogeno può venire fabbri cato dai microorganismi. da sola ha aspetto d el tutto anormale. Il mantello ha una fila di «occhi» azzurri che ha messo in imbaraz zo i biologi. mentre il pigmento rosso all'interno dei noduli delle leguminose è . probabilmente come catalizzator e.vedi caso . un gigantesco mollusco bivalve. anemoni di mare. ma anche di altre famiglie. mentre il bradipo ricava forse qualche piccolo vantaggio da questa forma di camuffamento.he con i polipi dei coralli. ma a quanto pare l'uso da parte dell'alga dei prodotti del meta bolismo animale non è altro che l'impiego succedaneo in sostituzione dell'acqua di mare utilizzata in precedenza. se non fosse per l'avvento delle legumi nose e della loro associazione simbiotica con il Rhizobium. spugne e meduse. dove l'alga verdeaz zurra Nostoc rappresenta l'esempio tipico del socio minoritario. devono trovarsi dentro un nodulo do ve la pianta contribuisca in qualche modo alla loro esistenza. per cui occorre molta energia per scindere i due atomi della sua molecola. In questo modo l'alga si procura un'abitazione mobile che presenta a spetti interessanti. in modo che potessero effettuare la fotosintes i nel modo migliore! L'eccedenza demografica delle alghe viene invece digerita d al mollusco. Scott. felci galleggianti. L'azoto è assolutamente inerte e riluttante a formare composti allo stato naturale . Sussistono numerosi legami tra piante inferiori e superiori. l'olivello spinoso e la mirica. e la simbiosi citata riveste importanza econom ica nella coltivazione del riso. La quantità totale dell'azoto atmosferico fissato da questi batteri produttori di noduli. un'alt ra strana associazione si verifica tra un grosso bradipo e un'alga che gli rives te il pelo. perché la Nostoc mantiene anche sottoterra il colore e la cap acità di fissare azoto.

tutto il complesso si dilata.e in modo speciale delle cellule a lgali che effettuano la fotosintesi. ambedue gli organismi interessati ne ricavano grossi vant aggi. Secondo ogni apparenza i licheni s ono in grado di estrarre sostanze minerali dalle rocce sulle quali sovente vivon o. quantità corrispondente pressappoco a due tonnellate e mezzo di concimi. Queste tint e. derivano da un denso deposi to di acidi colorati dei licheni nelle cellule dello strato superficiale. L'esempio più notevole di associazione fungina è forse quello per cui in combinazion e con le alghe si formano i licheni. e lo stesso fanno le cellule sottostanti di ori gine algale e fungina. alla stessa stregua di quanto fanno alcuni funghi per conto loro. sebbene si tratti di combinazioni casuali. con uno strato di cellule fotosintetiche d'alga situato in prossimità della superficie superiore. dove alla somiglianza esterna si aggiunge la presenza di po ri aerei paragonabili a stomi. usate da molto tempo dall'uomo a scopo colorante. La simbiosi comincia così. per non parlare delle vaste aree soggette a coltura intensiva". assomiglia anche nel contorno ad una pianta superiore: ad esempio ne lla Sticta filicina. Allo stato secco lo strato superficiale si contrae. che viene filtrata dalla sostanza colorante. pustolette contenenti t essuti dei due simbionti che si staccano facilmente dal tallo principale. Oltre ad avere aspetto di foglie o scaglie. Una buona coltura di leguminose adatte riesce a fissare 250 chilogrammi d'azoto per ettaro in una stagione. men tre nei casi più evoluti la disposizione presenta notevole somiglianza con quella di una foglia in una pianta superiore. dal momento ch e molti batteri sono privi delle sostanze di accrescimento che invece i funghi p ossono fornire. Il fungo continua a riprodursi come farebbe se stesse solo. In un caso o nell'altro il nuovo lichene comincia a crescere come una miscela di cellu le. e ne riesce avvantaggiata anche la vita sul nostro pianeta. Ciò acca de nei licheni esposti ininterrottamente alla luce solare: all'ombra il lichene cresce di colore verde. L'integrazione completa tra le due diverse parti risulta con la massima chiarezz a dal modo in cui il lichene reagisce alla luce e all'umidità. Molti licheni hanno colori vivaci: giallo. arancione. e continua ad effettuare la fotosintesi anche quando è parzialmente con gelata a 10 gradi sotto zero. di modo che giunge meno luce a ogni singola cellula. si può osservare come la superficie inverdisca rapidamente per questo processo. i lic heni possono formare anche croste sottili. Si può osservare anche ch e se un lichene viene messo all'ombra dopo che è stato esposto alla luce. I funghi hanno un'importanza particolare in queste imprese in compartecipazione. ma i licheni producono anche dei soredì. ma appar e probabile che le alghe in questione di norma non riescano a condurre una vita facile per proprio conto. nero e così via. e l a pianta combinata che forma punte fruttificanti tende in questo senso. La tenace Ra malina del deserto del Negev riesce a sopportare più di 80 gradi di calore allo st ato secco. Nelle forme più elementari le cellule o i fil amenti delle alghe si trovano semplicemente mescolati con i cordoni fungini.il manto di vegetazione naturale che copre oggi il mondo. come viene chiamata la sua struttura. In questa forma di simbiosi l'alga riceve protezione e sostanze nutrienti fondam entali. ma l'alg a non si riproduce in forma sessuale quando convive con il suo socio incolore. i carboidrati di provenienza fungina. In questo modo si evitano gli effetti dannosi della luce eccessiva. oppure somigliare ai muschi. assorbendo in 10 minuti più del 50% del loro peso iniziale allo stato secco. Le specie simbionti si possono ritrovare anche separate e indipendenti. sopportando situazioni estreme di caldo. Se si bagna un lichene grigio asciutto. o cresce re in forma eretta. cambia i . e spesso s'incontra no per puro caso. Abbiamo già v isto che i licheni presentano notevole resistenza a condizioni difficilissime d' esistenza. Fungo ed alga possono incontrarsi. I lic heni sono in grado di assumere acqua allo stato libero con velocità sorprendente. Quan do la pianta s'inumidisce. sopra una massa di filame nti d'origine fungina. freddo e siccità. per cui viene esposta a lla luce una parte maggiore di ogni cellula . o ramificarsi nei modi più complessi. Talvolta il tallo del lichene. Nel suolo formano associazioni d'ogni sorta con i batteri. ma nella maggior parte dei licheni si forma ben presto la disposizione del t ipo già descritto.

specialmente alle conifere. Molti funghi del tipo a ombrello. A volte un albero può fare società co n sei o sette funghi contemporaneamente. facendo il primo passo per la formazione del terreno. coesistendo parallelamente a comuni radici non infestate. e che tuttavia pos sono vivere per parecchi secoli. formando anche una rete tra l e cellule degli strati esterni della radice. Le micorri ze pertanto sono importanti specialmente nei terreni poveri. produ cendo curiose formazioni superficiali di cui si sospetta che siano in grado di f issare l'azoto. nelle loro dure condizioni di vita i licheni forniscono il 95% del cibo disponibile. Le radici a micorriza sono sempre più corte e ramificate di quelle «normali».all'esterno e all'interno delle ra dici. La denominazione «micorriza». o al passaggio dalla lu ce all'ombra o viceversa. . tra i licheni. il cosiddetto «lichene delle renne». Sta di fatto che molti autori ritengono che la maggior parte dei licheni operi in compartecipazione con batteri fissatori di azoto. mentre a sua volta ri ceve carboidrati e composti glucidici dall'albero. ma la sua struttura feltrata le permette di assorbire l'acqua e di sos tituire efficientemente i peli radicali cui altrimenti spetterebbe questo compit o. dalle felci ed epatic he fino agli alberi delle foreste. Nelle cicadacee questa m icorriza coralliforme si trova sulle radici anormali che crescono verso l'alto e si sviluppano alla superficie del suolo. In queste combinazioni il fungo stimola la formazione della radice e consente al l'apparato radicale di assorbire più nutrimento dal terreno. impedendo loro d'infettare l'albero. che significa semplicemente «radice fungina». e se si tengono pre senti i grandi programmi di rimboschimento . si osserva nel caso dello Sterocaulon. per produrre carta desti nata a giornali di valore effimero e di letteratura forse un po'"meno effimera. E" stato dimostrato che certi funghi ne tengono lontani altri dannosi. p er cui agiscono di fatto come antibiotici. Certe combinazioni tra albero e fungo sono di tip o unico. passando dall'aranciato o dal giallo al verde. Questa simbiosi viene praticata in due modi . Questa facoltà consente al lichene di rimediare alla mancanza di fotosensibilità per regolare la sua crescita effettiva. si associano agli alberi. si tocca con mano quale importanza abbiano i funghi delle micorrize per l'uomo c ontemporaneo. e tal volta somigliano per l'aspetto a certe masse coralline. Alcuni funghi non sono più in grado di produrre corpi fruttiferi sporigeni (ad esempio molti dei comuni funghi a ombrel lo commestibili o velenosi) se allontanati dal loro albero simbionte. numerose piantale su suolo sterile restano molto indietro nello sviluppo rispetto ad altre.l colore. sia mangerecci che velenosi. I Lapponi praticano con le loro mandrie un pascolo attento del lichene delle renne. si app lica alla simbiosi principalmente esterna in cui una guaina di tessuto fungino c irconda le parti apicali delle radici dell'albero. dove c'è un'alg a verdeazzurra che si associa a una combinazione di base tra alga e fungo. e a vo lte ne fanno anche una vera «fienagione». Ho già fatto notare come essi sovente compiano ope ra da pionieri in durissime condizioni climatiche e frantumino le rocce. Però il colmo. ma sono anche importanti ai fini dell'insediame nto della vegetazione mondiale. in seguito al riassorbi mento dei pigmenti. e che forse non potrebbero nemmeno cominciare ad esistere senza la loro presenza. che invece riescono ad avviare rapporti con i funghi. ed è un fatto corrente che una specie di fungo ne sostituisca un'altra nella micorriza durante la vita di un albero. ma moltissimi funghi diversi possono associarsi a moltissimi alberi div ersi con risultati sostanzialmente identici: ad esempio. per il pino di Scozia s ono stati registrati 119 «soci» di natura fungina. Questo manto è lungo solo un centimet ro circa. dove renne euroasiatiche ed americane vivono largamente di cladonia. Questi licheni non sono soltanto esempi di un avvenuto notevolissimo e felicissi mo collegamento tra due forme di vita assai diverse tra loro. particolarmente nella fase giovanile. è abitata da funghi ed alghe verdiazzurr e. raccogliendolo come riserva alimentare per le loro bestie. i funghi entrano in coesistenza anche con le rad ici di un impressionante assortimento di piante superiori.principalmente a base di conifere dai quali dipende parte della nostra economia moderna. e sono importanti perché li aiutano nella cre scita. Oltre ad associarsi alle alghe. I licheni sono importanti anche c ome alimento nell'emisfero settentrionale.

succede talvo lta che l'orchidea riesca perfino a invertire il flusso delle sostanze nutrienti rifornendo il fungo di carboidrati. incapace di germogliare e crescere se non viene rifornito dall'esterno di nutrimento e vitamine. con grossi capi fiorali che posso no contenere parecchie migliaia di minuscoli fiorellini. hanno analoghe radici somiglianti a formazioni coralline. Il fungo stabilisce i suoi rapporti nutritivi a doppia direz ione con le radici degli alberi. e la cosa più interess ante che si può dire sul loro conto è che il loro rapporto con i funghi è condiviso an che con gli alberi. La radice di corallo. Questi s emi germogliano felicemente allo stato spontaneo solamente in presenza del fungo . Tuttavia si osservano zone concentriche dove i filamenti fungini vengono digeriti dalle cellule dell'o rchidea. Glucosio e fosfati «contrassegnati» co n preparati radioattivi sono stati iniettati negli alberi. Esse non hanno clor ofilla. anzi. ma pare probabile che queste orchidee possan o dividere i loro funghi con gli alberi vicini. Queste piante affidano a un fungo tutto il lavoro di assorbimento del carbo nio. che fornisce limitate quantità d i sostanze nutrienti essenziali in cambio di carboidrati. Non è certo. quella che sta sopra la superficie del suo lo). Ho già detto come sia semplice il seme d'orchidea.Le piante saprofite dipendono completamente dalle micorrize. Due generi d'orchidee tra i più notevoli conosciuti sono indubbiamente saprofiti. assieme al quale crescono per un periodo di lunghezza variabile. Il fungo penetra nella radice dell'orchidea. Essi hanno associazioni. (E" possibile far germogliare artificialmente semi d'orchidea mettendoli in un terreno di col tura a base di gelatina contenente zuccheri e sostanze minerali. i cui fio ri si formano. continuano il loro rapporto simbiotico per tutta la vita. quali l'orchidea a nido d'uccello e la radice di c orallo. manca compl etamente di vere radici. e uno dei soci più stra ni in questo rapporto associativo è rappresentato dall'Armillaria mellea o fungo d . maturano e fanno semi alla profondità di un paio di centimetri sott oterra. Prima che ciò avvenga. Ne forniscono esempi certe monotrope dette nido d'uccell o o pipa indiana. Tuttavia sono i funghi interni.) Il processo successivo alla germinazione naturale si potrebbe definire di recipr oca aggressività. I «nidi d'uccello» sono piante di bosco e foresta. Altre specie di fungo talvolta fanno lega con le orchidee. Sono le Cryptanthemis e Rhizanthella australiane. e sono costretti ad esserlo perché sono completamente sotterranei e non vedono mai la luce del giorno. Invece altre orchidee. Solo dopo la fecondazione i capolini c on i semi vengono spinti a fior di terra. con specie insediate sulle radici di vari alberi e ce spugli. questo processo finisce con il respingere completamente il fungo nei ca si delle orchidee che riescono a vivere per proprio conto non appena la fotosint esi fornisce loro tutta l'energia necessaria. e dipendono to talmente dall'associazione con un fungo. e pare che i carboidrati ottenuti da queste mon otrope provengano in gran parte dagli alberi. Si può anche dire che l'orchidea a nido d'uccello. sotto questo riguardo assomigliano ai loro soci fungini. o endogeni. un vero rapporto di amoreodio. ma per il resto sono piante superiori. segnatamente quelle di tipo saprofito. indigena della Gran Bretagna. Parecchie orchidee saprofite. eventualmente di tipo semiparassitario. Tra le orchidee saprofite più spettacolari vi sono certe specie di Galeola che for mano tronchi rampicanti lunghi anche 30 metri. e pare veramente che il fungo ricavi scarso giovamento da un rapporto di qu esto genere. associati alla maggior parte delle o rchidee a darci una forma di associazioni tra le più curiose. e l'e venienza è eccezionale. Questi esempi di saprofitismo nelle piante superiori contribuiscono a rafforzare la teoria secondo la quale i funghi non sono altro che piante in cui è andata per duta la clorofilla. ma di solito questo accade per la presenza di qualche ostacolo. e la loro presenza è st ata identificata in seguito in certi «nidi d'uccello» dei paraggi. Nella combinazione entra a far parte di solito un fungo detto Rhizoct onia. incerto il modo d'impollinazione. i n date occasioni può anche spuntare e fiorire e formare semi fino a maturazione so tto terra. (nomi che alludono rispettivamente alle radici nodose e alla f orma della parte epigea della pianta. presumibilmente allo scopo di assicura re la conveniente distribuzione dei semi. e i suoi filamenti si sviluppano accanto alle cellule dell'orchidea.

fermenti e batteri che. rappresenta però una realizzazione notevole da tutti i punti di vista. dove si è trovato che . Questa mucillagine alber ga colonie di batteri e funghi che agiscono in collaborazione. perché il fungo ricava ben poco dal suo altruismo. condu cono un'esistenza non parassitaria: alcuni fissano l'azoto atmosferico . e contribuisce al benessere delle pian te più di quanto possiamo immaginare. ma che nella fase adulta o sessuata si trasforma in una malattia grave di specie co ltivate. Quest'equilibrio è però ancora pochissimo con osciuto. spesso irraggiungibili per le radici. perché aumenta l'evapora zione delle foglie e le fa invecchiare. Comincia da un incontro casuale. il che può rivelarsi nocivo. muta registro. Si potrebbe considerare l'invasione dei t essuti radicali ad opera dei filamenti fungini nella micorriza alla stregua di u n tentativo di parassitismo. Il finale imprevisto di questo rapporto consiste nel fatto che quasi semp re il fungo viene digerito a tempo debito dalla pianta ospitante: si tratta di u na forma di simbiosi che non è andata fino in fondo. sotto il nome di Corti cium solarii. e sacchetti per accumularvi sostanze oleose. e può darsi benissimo che abbia grande importanza nell'assicurare buona produzione e crescita soddisfacente alla pianta. temuto assassino d'alberi. I carboidrati vengono essudati dalle fog lie. a giudicare dalle apparenze. e risiede completamente al l'interno dei tessuti della pianta «consociata». e scorrono a form are un concentrato mucillaginoso nelle guaine fogliari. quali la barbabietola da zucchero e la patata e. formando gruppetti cespugliosi di «radici» destinate alla funzione di assorbimen to. comunque è chiaro che anche il fungo ricava del nutrimento dalla pianta s tessa. come succede alla gente che s'incon tra in un locale pubblico e scopre di avere qualcosa in comune. passando ad altre piante: un modo di v edere la vita alla Dottor Jekyll. Si formano amicizie particolari che si attengono a un modello costante. Un altro aspetto dell'associazione in simbiosi ci viene rivelato da un fungo det to Endogene. all'occasione. che vive nei sistemi radicali forse di ogni tipo di pianta verde sicuramente in una proporzione altissima di queste -. In date occasioni attaccano anch e la cute cerosa della foglia.se ne t rovano ad esempio sulle foglie del pino Douglas -. e come sia vicino al parassitismo (che del resto è stato definit o «l'esempio più raffinato della simbiosi»). si può citare il caso della Rhizoctonia che vive sull'orchidea di terra Dactylorchis purpurella rifornendola di carboidrati. specialmente i fosfati. con un trattato finale. Non v'è dubbio che il fungo venga in aiuto alla pianta per assumere dal terreno certe so stanze nutrienti. elimina vigorosamente i carboidrati dalla pianta che la ospita. Proprio come l'armillaria mellea fa doppia vita stimolando le orchidee e contemp oraneamente uccidendo gli alberi. Si potrebbe dire ch e il fungo.el miele. quasi sempre bagnate per le condizioni climatiche locali. che si associa alla Gastrodia elata. I tube ri delle orchidee non possono incominciare a crescere se il fungo non li attacca in modo parassitico. In un certo senso. I filamenti si diffondono nei tessu ti.diversamente da quanto sarebbe logico aspettarsi .l'erba del pascolo accumulava azoto. nel corso di chissà quant e migliaia d'anni di attacchi e contrattacchi. ma si tratta di una associazi one che probabilmente esiste dappertutto. da cui può derivar e forse qualcosa di utile per ambedue le parti. fissando azoto in quantità utili. si può forse dire che la simbiosi non rappresenta un fenomeno i naspettato. specialmente quando il risultato finale imita con tanta perfezio ne la forma e l'attività di una pianta superiore. Qui le parti sono invertite. a tutto vantaggio della pianta. Da questi due esempi si potrà vedere come sia delicato l'equilibrio delle associaz ioni simbiotiche. Va detto infine che le superfici fogliari sorreggono spesso vaste popolazioni di funghi microscopici. In generale i rapporti dei funghi con le orchidee sono improntati a caritatevole b enevolenza. e la pianta assorbe energia d al fungo per poter far spuntare i fiori. Ma c'è un caso particolare in cui si può afferma re con sicurezza che ha effetti benefici: è stato scoperto su un'erba della Costa d'Avorio. che è stato controbilanciato. se si considera l'interdipendenza degli organismi in tutto l' ambiente naturale. A momenti non si può nemmeno parlare di si mbiosi nel caso di questa microflora superficiale. mentre altri fanno concorrenz a ai parassiti. Una combinazione perfetta come quella ch e da origine a un lichene. tanto lontana da un lichene in t . nonché corpi riproduttivi.

Dopo di che la pianta ospitante è condanna ta. e possono esercitare analoga azione di blocco s ulla chioma di un albero. dall'indipendenza alla dipendenza . a differenza degli alberelli che si posso no vedere in situazioni analoghe nel nostro Paese. e i festoni penduli della Tillandsia usneoides. E" stato calcolato che per un grosso albero in una foresta il processo di strangola mento può durare anche un secolo. uccelli. se un Ficus soffocante spunta per terra. ma ogni evide nza sta ad indicare che essa non fa altro che crescere rigogliosa ed opprimente sui vecchi alberi che comunque se ne stanno già andando. Queste realizzazioni.un'onda di sentiment i discordanti. che comprendo no protozoi e celenterati. che alla fine arrivano a terra. «confortano chiaramente l'affermazione per cui dalla coesistenza con un organismo accompagna tore si origina un vantaggio biologico». con foglie somiglianti a quelle dei salici. non riesce mai a formare un esemplare di pianta alta. Le radici aumentano di dimen sioni e alla fine impediscono alla pianta ospitante ogni attività di accrescimento . perché il Ficus acquista forza rapidamente. Invece di crescere come epifite relativamente innocue. L'unico gruppo che ricavi un vantaggio effettivo dalla propria posizione è quello dei Ficus soffocanti. Man mano che l'i ntreccio cresce di dimensioni. I licheni sulla corteccia di cespugli o anche di alberi possono rallentarne o anche arrest arne la crescita. PARASSITI E SCROCCONI. questi Ficus emettono radici che si attaccano ai rami. il giovane Ficus lascia scendere altre radici ver ticali. I semi sono lasciati cadere tra le fronde degli alberi da pipistrelli.nelle piante parassite che derivano il loro sostentamento. Capitolo 23. il che significa che nel regno vegetale questa soluzione per il problema di vivere è stata adottata almeno otto volte. da un' altra pianta. Ciò può dipendere da semplice mancanza di tatto. Con il tronco soffocato e la chioma oppressa. Un'asserzione che potrebbe fare testo per il matrimonio. un modo di vivere abituale che suscita in noi . per quanto riguarda le esigenze di luce. Quando alla fine il tronco marcisce. e si collegano formando un intreccio. si sono trasformati in a ltrettante piante assassine. calando a terra altre radici e for mando una rete intrecciata tutt'attorno all'albero. Da princip io il giovane Ficus spunta e cresce come una semplice epifita.ermini di evoluzione. o muschio spag nolo. i Ficus soffocanti e poch e altre specie ad essi non imparentate. STRANGOLATORI. la lotta per la sopravvivenza. stringendola in un vero abbraccio mortale come le spire di un serpente boa veg etale. per citare ancora George D. Ma. nota pianta d'appartamento dalle forme languide e d elicate. scimmie o scoiattoli. può far sì che le piante crescano da epifite addosso ad altre. a spese dei detri ti raccolti in qualche spaccatura. come le Clusia. in tutto o in parte. la pianta ospitante a poco a poco intristisce e muore. e le sue radici formano un cilindro alto fino a 30 metri. e non sulla chioma d'un albero. Possiamo sospettare un'evoluzione di questo tipo da specie innocenti a specie dannose. la pianta soffo cante rimane sola. In regime di convivenza accade fin troppo spesso che uno dei due individui che c ompongono una coppia si comporti da dominante nei riguardi dell'altro. gettando germogli spinosi o liane aggro vigliate che magari finiscono con l'abbattere i loro stessi sostegni. L'edera è considerata spesso un'assassina d'alberi nel nostro Paese. Le piante sono spesso in grado di farsi del danno l'un l'altra. Le simbiosi più semplici tra animali e piante. e lottino insinuandosi l'una nell'altra.che l'osserviamo e a volte ne soffriamo . Una di queste tipiche piante strangolatrici o so ffocanti è il Ficus benjamina. Molte piante rampicanti t ropicali mostrano uguale vigore. Scott. Esistono almeno sette od otto diversi gruppi di famiglie vegetali che sono passate alla vita parassitaria. Vivere an gariando un altro organismo costituisce una delle soluzioni più tipiche adottate t anto nel regno vegetale quanto nel regno animale. né dimo stra di avere tendenze strangolatrici. E" interessante notare che. e . rallentano inevitabilmente l'attività di fotosintesi della pianta ospitante. rappresentano dal canto loro altri esempi di soluzion i perfette di un problema che non è stato ancora risolto dal normale processo dell 'evoluzione.

Le piante parassite possono essere rappresentate da alberi o da erbacee perenni o annuali. nella quale possono e ssere restati dei semi. Alcune piante parassite hanno foglie s omiglianti a scaglie e addirittura mancano di clorofilla verde. ai beccofrusoni e a molti altri uc celli mangiatori di frutti piacciono le bacche del vischio per la loro polpa est erna (e lo stesso succede in molti posti alle martore e ai pipistrelli della fru tta). Dato che il frutto è lungo solo 4 millimetri.700 solo tra i vischi . ed altre che hanno foglie. si è sottratto a questa s udditanza. che molto spesso è una foglia o un ramo dell a pianta ospitante. La velocità con cui i semi attraversano il canale digerente degli uccelli è notevole . segnatamente a forma di scopa di strega. che quest'ultimo deve per forza b asarsi su un'antica osservazione del fatto. L'Arceuthobium nano. e per tale motivo ho deciso di trattarne in questo capitolo. o sbucano a fior di terra dalle radici. la beffa implicita nella sorte di un uccello catturato con i frutti di una pianta di cui aveva prov veduto alla diffusione. viene att ribuito al romano Plauto. ai tordi. e si avvale di un dispositivo esplodente non diverso da quello del co comero asinino. tuttavia. i semi dell'Arceuthobium sono coperti da una sostanza estremam ente appiccicosa che li fa restare attaccati. Il vocabolo usato in tedesco per indicare il concime o letame.con foglie verdi e un proprio sistema radicale. e talvolta un gran numero di specie . perché dipendon o per lo più dagli uccelli. che fa il fiore più grande del mondo. se vengono anche solo toccati nell a loro traiettoria da qualsiasi cosa. che di solito diventa molto più grosso dei suoi genitori adottivi. talvolta molto belli o vistosi. hanno sovente dimensioni relativamente enormi rispetto alle rad ici della pianta ospitante. In certi casi gli uccelli depositano i semi sui rami sfregandovi contro il becco per liberarlo dalla polpa attaccaticcia dei frutti. I fiori. e la sostanza appiccicosa s'indurisce come una colla. in modo che i suoi frutti. cioè dando origine a forme di ac crescimento somiglianti a stecchi e mazzetti. Ma nella maggior parte dei casi i semi attraversano il c anale digerente degli uccelli e vengono deposti sui rami assieme agli escrementi .gli sc rocconi del regno vegetale .tentata chissà quante altre volte. L'impollinazione delle piante parassite non ha particolari rapporti con le loro abitudini da predoni. che già usavano vischio da uccellatori. Citiamo a questo riguardo Job Ku ijt. quelle che vivono all'interno di un'ospite possono trasformarla in va ri modi. Essi sono così appiccicosi che se ne ricava a tutt'oggi del vischio per uccellatori. "Mistel". è tanto s imile a quello indicante il vischio. in modo d a succhiare linfa dalla pianta ospitante. in modo da garantire ch e il seme resti nella posizione giusta e sia pronto a germogliare con tempo umid o. il quale scrive che «non era sfuggito agli antichi. salvo che quando sono in periodo di fioritura e i loro fiori affiorano irreali d alla corteccia. Alcuni vischi sono da annoverare tra gli esempi più rappresentativi. dai quali esc e solo per fare fiori e frutti. Ma ben presto seccan o. Potranno scivolare lungo la foglia fino a fermarsi tra la fo glia e il ramo. Tuttavia la dispersione dei semi di queste piante è assai sp ecializzata. e fa pensare che un periodo troppo prolungato sotto l'azione dei succhi digere . come in quasi tutte le specie di orobanche e nella R afflesia. la pressione interna svi luppata prima dell'espulsione è relativamente enorme. Come nella maggior parte dei semi di vischio. si potrebbero paragonare al cuculo . E" sorprendente notare che nell'ambito di tutte queste famiglie non si trovano m oltissimi metodi e gradi di parassitismo. studioso che fa testo in fatto di parassitismo. Viene infine lo stadio in cui la pianta par assita vive esclusivamente entro i tessuti della pianta ospitante. "Mist". oppure possono essere invisibili. spa rano i semi da 3 millimetri fino a 15 metri di distanza alla velocità di 24 metri al secondo. Comunque. per cui dipendon o totalmente dalla pianta ospitante. mantenuti in posizione verticale. Vi sono interessate molte famiglie e generi. Le caratteristiche di vischiosità dei semi sopra citate costituiscono il punto di forza delle specie dipendenti dagli uccelli. Il detto latino "Turdus ipse sibi cacat malum" secondo i l quale cioè «con gli escrementi il tordo si fabbrica da sé il proprio danno». perché da principio questi semi sono viscidi. Esistono piante semiparassite . ma sistema radicale completamente trasformato.adattate a circostan ze d'ogni sorta.

Sovente le setole dei semi della pianta ospitante crescono in questo reticolo. che è il più specializzato tra quanti hanno a c he fare con semi di qualsiasi tipo. corrisponde a verità . e magari sui sassi. fatto che naturalm ente comporta la necessità della presenza di una specie ospitante. no nché molte popolazioni «primitive».che tanto spe sso contiene ghiaietto . dall'aspetto fantastico ed irreale. e le bacche passano difilato al sistema digerente. e si possono paragonare alla «colla» del vischio. Tuttavia è stata anche avanzata l'ipotesi che essi possano venir traspo rtati a distanza dalle zampe dei cinghiali e perfino degli elefanti che frugano nella polpa marcescente del fiore. che è la pian ta ospitante. Invece.almeno nel caso dei diceidi . Il cibo di orig ine animale viene spinto in un ventriglio attraverso un orifizio troppo stretto per i semi di vischio. volpi. per mezzo metro o un metro. . i tempi osservati vanno da 12 fino a 4 min uti! A questo riguardo è già stata descritta la dipendenza di certi diceidi dal nett are dei fiori di vischio. producono frutti polp osi contenenti amido. dall'aspetto elegantissimo sotto la lente del microscopio. di solito perché questi contengono amido ed olî in u n eleosoma di cui si è già detto in precedenza: tuttavia non è mancato un naturalista (Lundström. nei quali sono incorporati i semi: i frutti vengono divora ti da animali d'ogni specie . Può accadere che i topi mangino i frutti del Pylosty les. Molte piante parenti dell'orobanche nordamericano hanno semi con rivestimenti in fossati o intagliati. Anche in tal caso ci si può solo meravigliare al co spetto di questo processo evolutivo. Quando compaiono le bacche questi uccelli non mangiano niente altro. parente nordameric ano dell'orobanche. come nei gufi. mentre quelli della pianta pa rassita hanno un rivestimento esterno reticolato ben distinto dal seme. ma veng ono evacuati come gli altri semi a frutti commestibili. che di norm a se ne sta appollaiato tranquillamente dopo aver mangiato. Il di ceide ha messo a punto un meccanismo digerente abbinato.se tale supposizione. Le Idnoracee. armadilli. babbuini. Solo allora un muscolo sfintere situato al di sotto del ventriglio consente ai resti ora fluidifìcati di passare n el vero e proprio tratto digerente. sciacalli. e . mentre le parti dure ed indesiderate degli insetti vengon o rigettate sotto forma di boli.soffrega l'ano contro i rami.si tratterebbe degli unici sem i che hanno affidato la loro diffusione a una specie di proporzioni così ragguarde voli. e alcuni di questi (della fam iglia delle Santalacee. dove l'azione del ventriglio o stomaco muscolare . e . I semi di altre piante parassite sono mangiati da animali d'ogni specie. di modo c he i due semi si disperdono assieme e possono pertanto germogliare simultaneamen te. Un s eme attraversa il canale gastroenterico di un tordo in circa 30 minuti. che lo mette in grado d i mangiare bacche di vischio da una parte.macina i semi fino alla loro dissoluzione totale). il muscolo sfintere non si chiude minimamente. quando vengono inghiottite le bacche di vischio. incollando letteralmente sulla corteccia i semi evacuati. Second o ogni apparenza le bacche esercitano un forte effetto sull'uccello. hanno setole dilatate su un'estremità. probabilmente an che i semi di quest'ultimo fiore gigantesco vengono diffusi principalmente dalle formiche. L'eufonia ha il tratto digerente del tutto diverso da quello delle specie impare ntate.).istrici.nti potrebbe rivelarsi dannoso per il seme (e ciò succede effettivamente nei polli e nei colombi. e insetti dall'altra. che è un parente della Rafflesia ed ha fiorellini minuscoli. nel 1887) il quale ha affermato che le formiche portano in giro i semi dell'erba fiamma (Melampyrum arvense) perché assomigliano alle loro pupe. ma non si sa nulla di sicuro a questo riguard o. chiaramente progettato (senza valvole di chiusura interne) per consentire il passaggio delle bacche di vischio che costituiscono il suo unico cibo. e lo stesso fanno alcune specie di eufonie e pigliamosche. cui appartiene il sandalo) hanno fibre o setole attaccat e ai semi: quasi certamente si tratta di dispositivi che permettono ai semi di a ggrapparsi ai rami della pianta ospitante. «beccafiori» o «uccelli del miele». I semi dell'orecchio di gatto (Hypochoeris sp. in certi diceidi. le massime possibili! E" comunque accertato che le formiche trasportano i semi di molte piante parassite. Un mezzo ingegnoso per far sì che il seme della pianta parassita abbia a portata d i mano una specie ospitante è quello adottato dall'Orthocarpus. e devono affrontare risc hi ed avventure per trovare un posto adatto per germogliarvi. Molti semi sono colorati a tinte vivaci per attirare gli uccelli.

come la Tozzia. salvo il periodo in cui fioriscono. Il visch io Gaiadendron possiede un organo tuberoso con funzioni di riserva. o verso il basso se s i trova sul lato superiore del ramo (e in questo caso contro la luce). Alcune parassite possono trascorrere molti anni sottoterra. e frattanto è cresciuta di 35 centimetri. possono vivere anche 2-3 mesi. e non esistono foglie verdi. in modo da poter germogliare su l legno secco o su sostanze inanimate. che assomiglia a una pianta normalissima quando compare il germoglio fiorente. sia facendo compiere alle plantule ampie spirali aeree . e probabilme nte riesce a sopravvivere per sei mesi senza la pianta ospitante. Tuttavia le cuscute non compiono spirali a casaccio: le sostanze chimi che emananti dalla pianta osp itante esercitano su di esse un vero e proprio richiamo. di modo che la radichetta di un seme situato sulla parte inferiore di un ramo crescerà rivolta verso l'alto (cioè contro la forza di gravità). a volte sembr a perfino che tiri fuori letteralmente le sue radici dal suolo. ma non tutti i semi delle specie che parassitano le radici. che vive sulle radici degli a lberi e rimane sottoterra fino a dieci anni. In que sta attività. e alla loro concentraz ione. come ad ese mpio la gigantesca Rafflesia. l'Aeginetia contiene fino a 70000 se mi per capsula. e un'altra ad angoli ottusi. Sopra il livello del suolo compaion o solo i fiori di questa pianta. dentaria. come in certe orobancacee quali le erbacee Lathraea (bruciafa ve. Tuttavia certe piante parassite contengono nei semi riserve nutrienti così c ospicue. . reagiscono p iuttosto ovviamente a sostanze essudate spontaneamente dalle radici delle piante che le ospitano. come la cuscuta. che di fatto continuano dopo che si sono fissate a una pianta: una st retta spirale avvolgente in senso verticale. come nel caso dei 17 aminoacidi messi in libertà dalle radici de l pomodoro. l'essudato radicale f unziona spesso anche da guida per lo sviluppo delle radichette parassite.gli infossamenti intrappolano aria quando il resto del seme si bagna di pioggia . e si è calcolato che una sola pianta di Boschniakia produca all'in circa un terzo di milione di semi. come testim onia il ritrovamento di semi di Striga alla profondità di 150 centimetri in terren o sabbioso. Queste due specie mostrano una curiosa somiglianza con i funghi nel corso della loro vita completamente sprovvista di clorofilla. dove anzi finiscono per morire. e una Lathraea. squamaria). presum ibilmente in conseguenza della sua crescente concentrazione in prossimità della ra dice. in analoghe condizioni. Questa famiglia vegetale tende a produrre un numero enorme di piccol issimi semi. Può darsi tuttavia che una semp lice fonte di umidità serva ad attirare il gambo. per almeno un anno. nonché la dentaria. come accade in certe altre piante parassite che germogliano nel terr eno. ma questi due fattori agiscono in senso negativo . Dopo aver fatto germogliare i semi della pianta parassita. fidando di riuscir a trovare l'ospite adatto sia estendendo sostanzi almente le radici. Alcuni. E" probabile che nella maggior parte dei casi del genere la germinazione dipenda da un adatto pe riodo d'esposizione alle sostanze trasudate dalle radici. e così i semi restano a galla sui rivoletti di acqua piovana che li trascinano n elle fenditure del terreno: e difatti finiscono in queste fenditure. Le plantule parassite possono restare vive senza la specie ospitante per periodi molto vari. La cuscuta e la Cassytha resistono 7-8 settimane. I semi ha nno una sufficiente riserva d'acqua incorporata. Una pianta di cuscuta può vivere fino a sette settimane senza l a pianta ospitante. i semi d'orobanch e immersi in un estratto di radici di una pianta ritenuta specie potenzialmente ospitale germogliarono al 60% dopo un bagno di soli 30 secondi. che trascorrono tutta la loro esistenza all 'interno delle piante ospitanti. che sono in grado di germogliare anche senza questo dispositivo di scat to chimico. Nel corso di un esperimento di notevole interesse. I semi di vischio anzitutto non germogliano affatto al buio. Quando germogliano sono controllati dalla presenza della luce e dal l'effetto della forza di gravità. mentre la piccola pianta alpina Tozzia. un po'"come usano le orchidee. e muo re del tutto quando è fatto il seme. la pianta perde le radici dello stadio infantile quasi subito dopo che il s uo stelo si è attaccato felicemente a quello della pianta ospitante. Le cuscute effettuano spirali di due tipi. riscontrato in via sper imentale anche nelle foglie staccate dalla pianta. e la Nuytsia. A questo riguardo esso somiglia alle piante parassite.

Tagliata e seccata. oppure assume strutt ura assai massiccia e voluminosa. ma la pianta parassita non ha nulla da off rire . Un altro esempio notevole di collegamento di tessuti si verifica in un gruppo di piante parassite del tutto diverse.non ha fatto altro che stimolare la pianta ospitante a produrre tessuto s upplementare. contribuisce a sciogliere o a divar icare i tessuti epidermici della pianta parassitata. che si stacca durante il processo di conservazione.a struttura sostanzialmente uguale. o dalla plantula parassita che si aggrappa a quella con una presa cementante.Il metodo fondamentale usato dalla pianta parassita per entrare e restare in con tatto con l'ospite consiste nell'impiego di un organo detto austorio. e forse. dato che il tessuto conduttore della pianta parassi tata penetra difilato fino al tubero.piante irreali e fantast iche. non sono riusci ti ad entrare nel corso di precedenti tentativi. somig liano a un pezzo di graticcio o a una rastrelliera di legno. formando un collegamento nell e cellule conduttrici centrali della pianta ospitante. che approfittano di ogni spaccatura.avvolge la pianta parassitata provocando la formazione di un'esc rescenza strettamente aderente a forma di manto o di sella. Come è stato illustrato in precedenza. che comprendono anche zuccheri e carboidrati . Perciò la pianta parassita spilla sostentamento da una fonte ricchissima di nutr imento. l'austorio . piccoli coni stretti di tessuto della parte centrale collegati a livel lo della corteccia. ovvero nello xilema. La penetrazione avviene dopo che si è formata una specie di d isco o di cono dalla radice o dallo stelo della pianta parassita a contatto con la pianta ospitante. Una volta entrati. come una massa spessa di tess uto che forma una specie di cuneo intento a saggiare la cute o corteccia della p ianta che lo ospita. per usare la definizione più favorevole. Sembra ve rosimile che dopo un lungo lavorio di preparazione certe piante parassite sferri no un colpo all'improvviso con un rapido aumento delle cellule della parte centr ale. come nel caso del lichene.forma una struttura di uguale grandezza a fo rma di cupola. . citando ancora Job Kuijt. con l'aiuto di enzimi. Questo organo comincia come mezzo di penetrazione. Queste producono tuberi rigonfi. in modo da favorire la pene trazione del cuneo. le Balanoforacee . E" l'organo che in un certo senso personifica l'idea stessa del parassit ismo». che scende dalle foglie. ma tronchi e steli pos sono resistere ai tentativi d'intrusione per un certo periodo di tempo. e non ha bisogno di curarsi dell'altro flusso di nutrimento insediato ne l floema esterno. finché non si verifichi qualche spaccatura nella pelle o corteccia della pianta.cioè l'organo di assorbimento . ed effettivamente è fatta del tessuto della pianta ospitante. di dimensioni molto magg iori di quelle delle radici che essi finiscono per avvolgere completamente. A prima vista ciò potrebbe far pensare a una simbiosi. c ome avviene nelle spettacolose «rose del legno» del Messico e dell'America centrale. Detti vischi producono una serie di formazioni chiamate appropriatamente «pioli» o «co ntrappesi». Questa presa è di importanza essenziale per bilanciare la spint a del cuneo. o almeno un'area ingrossata di tessuto attorno al punto d'ingresso dell'austere che succhia la linfa. i quali. probabilme nte originatosi da una comune radice. se vengono separati dalla pianta parassitata. «l'austorio rappresenta il canale spe cializzato attraverso il quale le sostanze nutrienti passano da un simbionte all 'altro. causando vera e propria fusione dei tessuti. all' interno dei quali i tessuti dei due simbionti si presentano indissolubilmente ed armoniosamente intrecciati. che producono un capo fiorale spess o somigliantissimo a un fungo. allo stesso modo in cui altre specie inducono la pianta parassitat a a produrre una rosa del legno. sia che si tratti di un ramo o di una radice . talvolta arroton dati e talaltra ramificati e bernoccoluti come coralli. i cordoni conduttori della pianta parassita si fanno strada a viva forza tra le cellule della pianta ospitante. o del cuneo. secondo ogni evidenza. Le foglie vengono invase prontamente. si trovano austeri con st rati successivi di tessuto del cuneo che. Una volta stabilito il collegamento. Il termine piuttosto generico sta ad indic are un grande assortimento di forme funzionanti da «ponte» tra la pianta ospitante e quella parassita. la circolazione xilematica contiene sostanze mi nerali ed altre sostanze nutrienti. la rosa del legno si presenta come una formazione a cono o a becco di flauto sul ramo della pianta parassitata. il complemento parassitario dei vischi interess ati .

è il saccar osio. invece. La Pho lisma. dispone un sistema rad icale molto spaziato alla profondità di circa mezzo metro sotto la superficie del suolo: a loro volta le radici producono radichette minori. eme ttendo lunghi germogli striscianti che possono ancorarsi ed avviare un collegame nto austorio su qualunque punto della pianta che lo alberga. proprio come una clematide. produce un austorio. Sono inoltre note due altre specie. Questo fatto tuttavia è piuttosto insolito. veri e propri zerbini vegetali di cui non si co nosce lo scopo. I vischi hanno abbandonato la superficie del suolo . ma ha trovato anche una maniera notevole per attingerne acqua. e a volte anche tutti. cioè possono emettere nuovi germogli da radici secondarie striscianti (diversi dalle radici penetranti originali). Un o di essi è il ben noto «albero di Natale» australiano. ed è in grado di emettere polloni dalle sue radici alla distanza di parecchi metri d alla pianta progenitrice. I vischi che ancora mettono radici nel terreno sono di tipo affatto insolito. Succede spesso d'osservare che il vischio cresce su alberi isolati o sul ciglio dei boschi.Specialmente nel caso delle piante parassite o semiparassite a radici sotterrane e e germogli con foglie sopra il livello del suolo. La sostanza nutri ente ricavata dalla pianta parassitata. Altre specie di vischio. e infilano austeri nei rami. ma dove i l gambo compie un giro. che stabiliscono coll egamenti austori appena possono. le radici devono mettersi alla ricerca attiva di collegamenti con l'apparato radicale della pianta della speci e parassitata.e v ivono esclusivamente sugli alberi. a proposito dei colleg amenti radicali secondari. nel suo "Grande Erbario" del 1526. Le piante di sandalo sono veri alberi. perché la maggior parte delle piante parassite non dispone di un apparato radicale molto esteso. che è una pianta parassita delle regioni desertiche. Turner. Questa specie vive a spese di piantine come le erbe. Le piante parassite annuali vanno incontro immancabilmente a un periodo alquan to disperato quando sono impegnate in questa impresa. Ciò succede qualche volta su un'altra parte dello stesso vischio. va citato il Phr . scriveva nel suo inglese arcaico quanto segue: «Mi risu lta che nuove piantine d'orobanche spuntano dalle grosse radici in forma di nume rosi cordoncini che si aggrappano alle radici delle erbe che crescono nei paragg i». il vischio può morire. perché se l'albero parassitato (o qualcuno dei suoi vicini) cresce troppo. a meno che le radici in questione non abbiano capacità d'immagazzi nare riserve.in un modo o nell'altro ne risulta una massa intrecciata ed inestric abile della pianta parassita. in quanto le plantule devo no trovare a tutti i costi tale collegamento. e di conse guenza fa affluire rapidissimamente acqua dalle cellule della pianta parassitata a quelle della pianta parassita. poniamo una pianta di fagiolo. alcuni dei quali sono stati osservati alla distanza di 6-7 metri. i cui semi germina no sul terreno nel modo tradizionale e poi si arrampicano su qualsiasi albero ch e si trovi molto vicino. aggirano il problema. Nuytsia floribunda. tuttavia anche un n umero sorprendente di piante parassite perenni si mette ogni anno in cerca di ra dici accoglienti. A conclusione delle curiosità osservate tra le specie di vischio.salvo un paio di casi . altre ancora «cammina no». ma no n importa . perché marciscono molti dei loro vecchi collegamenti. che per una ragione o per l' altra sono spesso tremendamente assetati d'acqua. che cresce fino a formare un albero alto 10 metri ed esplode a dicembre in una fioritura d i fiori gialloarancione. Un'altra specie strisciante avvolge il gambo fogliare attorno ad ogni cosa che tocchi. e si verifica anche per le radici secondarie. pena la morte. L'orobanche non si limita a spillare sostanze nutrienti dalla pianta ospitante. in grado di diffondersi ed estendersi sempre più. a differenza di certe specie imparentate. o comunque non riuscire a fare la fioritura. ma l'orobanche lo tramuta in glucosio e fruttosio: questa trasformazione c himica ha l'effetto d'aumentare la pressione osmotica nell'orobanche. o fa troppa ombra alla pianta parassita. presumibilmente per le abitudini di vita degli uccelli che depositano i semi: ma questo fatto rappresenta un dispositivo utile ai fini del vischio. Se la pianta progenitrice subisce qualche danno o muore. le radici sono spesso in grado di rigenerare dei germogli. Certe specie fabbricano un tessuto veramente st raordinario di radici parallele. L'orobanche stende una rete di finissime radichette con piccoli raccordi. Questo fatto può rappresentare un inconveniente .

che può stendere una sua rete di radici sotterranee lunghe fino a 20 metri. si distribuiscono con grande fa cilità in forma di semi assieme a quelli delle specie coltivate. Non è stato accertato se questa specie s i origini su un albero e mandi radici nel terreno. Le cuscu te possono aggredire perfino piante acquatiche sommerse. Esse sono molto diffuse e. dopo che la plantula ha trovato una pianta da parassita re. esterior mente somigliantissima alle cuscute. tranne che al momento della fi oritura. ad occhi bassi e con sorriso pudibondo con subdolo approccio stendono le loro pericolose malìe. Le cuscute intrecciano reti incredibi li di steli sottilissimi che avviluppano la pianta disgraziatamente parassitata in un intreccio a maglie così fitte. biondeggianti cuscute. avvolgendo la vittima nelle loro braccia tentacolari". Boringhieri. tutti di specie diversa. Torino 1965]. Op era monumentale sulle credenze magiche e religiose di Sir James J. mentre in realtà è una pianta perenne delle lau racee: buon esempio di evoluzione parallela. una grande coppa carnosa di p . ma possono infestare anche gli alberi. e gli austori continuano a crescere anche isolati. che a volte questa scompare completamente sot to un intrico di formazioni filiformi. e sono stati segnalati casi d i alberi tropicali completamente ricoperti d'un velo giallo di cuscuta.supera gli 800 metri! Nel suo famoso componimento epico "L'orto botanico" Erasmo Darwin trova versi ag graziati per le cuscute: "Due ninfe adescatrici.T. il gruppo più noto di piante parassite è quello delle c uscute e delle specie ad esse imparentate. Il gruppo più straordinario delle piante parassite è dato dalle specie che vivono co mpletamente all'interno delle piante parassitate. Nel seguito del testo le paragona ai serpenti che hanno soffocato nelle loro spi re Laocoonte e i suoi figli: "I mostri coperti di scaglie s'avvinghiano a padre e figli spira su spira. stringendo sempre più le membra spasimanti e affondano i denti schiumanti nelle ferite intossicate". Le cuscute appartengono alle convolvulacee. anzi. che non vanno a parassitare le radici vere e proprie.ygilanthus del Brasile. o se accada invece il contrar io. In Australia c'è la Cassytha. La Rafflesia arnoldi i (o R. in molte pieghe avviluppate. Oltre ai vischi. è stato segnalato il caso di un frigilanto che aveva parassitato cinque alb eri suoi vicini. che costituiscono l'argomento centrale del "Ramo d'oro" [N. La lunghezza totale del tronco prodotto da una sola pianta di cuscuta di dimensioni «rappresentative» della specie . Le foglie delle cuscute sono ridotte a scaglie e gli steli giallognoli contengon o pochissima clorofilla. travestite in umili panni di modeste erbette.intendendosi con il termine tra virgolette una pianta che comunque ren da bene l'idea di un esemplare della specie a sviluppo normale . i semi dell e cuscute sono spesso somigliantissimi a quelli di specie utili. s'allietano in sofisticata negligenza e studiata rilassatezza. George Frazer (1854-1941). Gli steli formano austori sulla pianta ospitante ogni volta che è possibile. ma pare probabile che gli austori possano restare tutto l'inverno sulla pianta parassitata e rimettersi a crescere con il ritorno della primavera. tuanmudae) ha il fiore più grande del mondo. dai quali si se parano con molta difficoltà. Studio sulla magia e la religione" . E" composto dalle rafflesie e dalle specie affini. se gli steli si spezzano per l 'accrescimento della pianta parassitata o per qualche altro incidente. d. Si crede che le piante di cuscuta siano annue. crescendo in c ontatto così intimo con le piante che parassitano. Di solito noi vediamo le cuscute sulle piante erbacee o annuali. italiana: "Il ramo d'oro. tanto importanti nella magia e nelle tradizioni popolari dovunq ue crescano. Esse inv ece circondano la base degli alberi e stabiliscono collegamenti austori tutto at torno. Trad.

e non sugli alberi parassitati da queste. e questo agente patogeno era attaccato da un altro.iù di un metro di diametro. Alcune specie imparentate con le rafflesie hanno invece fiori più delicati. e ta lvolta addirittura dal tronco della pianta parassitata. il Pylostyles haussnechtii. Questa indiscriminatezza si este nde agli oggetti inanimati: sono stati osservati molti casi in cui si sono forma ti austori su radici morte (il che non sorprende trattandosi di materia organica . una sp ecie di notofago. ma stavolta non arrecano danno e si limitano ad accrescere l'intrico delle maglie. come i l Mitrastemon giapponese. un albero dell'Indonesia. sebbene ne siano forse f ornite le plantule.riesce a crescere benissimo nelle dens e foreste. questo gruppo .nel caso che non basti no i modelli fondamentali di parassitismo. Le rafflesie non hanno austeri nel senso vero e proprio del termine. che cresce solo sulle epifite. in cui i fiori della pianta parassita si distribui scono ad intervalli regolarissimi lungo i rami della pianta ospitante. Sprovvisto di clorofilla. Il parassitismo completo rappresenta evidentemente la meta ultima. con il risultato che a volte si osservano fiori mostruosi pendenti dall 'alto. mostrando ciò che Kuijt definisce «un'incredibile sincronizzazione del ritmo d'accrescimento tra pianta os pitante e pianta parassita». Si possono citare alcune curiosità delle piante parassite . Piante di altri gene ri vegetali fanno spuntare invece i loro fiori dal tronco della specie parassita ta. che infiltrano virtua lmente tutte le parti e tutti gli organi della pianta parassitata. Spessissimo più di un parassita vive sullo stesso albero. Anche le gemme fiorali si formano all'interno dei tessuti pa rassitati e non alla superficie. Di solito la Rafflesia spunta sulle radici. e fa esplodere i suoi fiori diritti dalle radici. sembra che agi scano indiscriminatamente a questo riguardo. una coppi a di fiori proprio al di sotto di ogni picciolo fogliare. Nessuno sa esattamente c ome avvenga la dispersione dei semi. mentre la fotosintesi v iene effettuata per conto suo a 50 metri d'altezza dal suolo. ma la pianta soffocante portava una specie parassita a sua volta aggredita da un'altra. di modo che i suoi fiori enormi comp aiono come una contraddizione sul terreno della giungla. Il colmo però è dato dal fatto che la spec ie parassita finale era attaccata da un fungo che a sua volta era parassitato da un'altra specie fungina! Un altro caso osservato nel Salvador riguardava una pa lma che veniva soffocata da un Ficus. presso l'erbario di Kew figura un ramoscello probabilmente unico di Nothofagus antarctica. e spuntano attraverso i tessuti all'esterno. perciò è un mistero anche la tecnica adottata d alle plantule per penetrare all'interno della pianta: sappiamo solo che la speci e parassita vive nel corpo della pianta ospitante sotto forma di sottili filamen ti notevolmente somiglianti a quelli dei funghi parassiti. dove la specie di base parassita il Macrosolen. e fanno venire in mente i versi scritti da Swift a proposito della pulce : "Hobbes dimostra che ogni creatura vive in guerra per legge di natura: così dicono i dotti che la pulce vien depredata da altra minore pulce. Esiste una specie . ma vive anche sull e liane. come accade per altre piante parassite che infe stano le radici. dalle quali i fiori spuntano come cerchi incantati. il Gaiadendron punctatu m. che fabbrica le sue scope da strega sulle radici sotte rranee.a somiglian za delle orobancacee e delle balanofore . con i capolini fiorali ramificati di tre Myzodendron appartene nti a specie diverse. Ho già accennato al fatto che un parassita attacca spesso le sue stesse radici o i propri rami affondandovi austeri provenienti da parti più giovani. A vo lte si trovano specie parassite che vivono a spese di piante a loro volta parass itanti. e il processo continua senza fine". che è angariata da altre più piccine. Anche in questo caso l'ultimo para ssita era punteggiato da un fungo. Si conosce almeno un caso di quattro parenti del vischio che crescono l'uno sull 'altro formando una catena di specie parassite. come nel caso del Pylostyles dai fiorellini assai modesti. C'è un vischio.

mentre i filamenti si ramificano e pervadono o gni parte dell'organismo. e infine varie allergie. Le specie che parassitano le radici hanno gusti particolarmente eterocliti. Le cuscute sono considerate piante dannose in 47 stati U. ed è inutile dire che questo processo porta a morte l'insetto. I funghi causano anche le ben note formazioni dette «mosche vegetali» o «bruchi vegetali». eccezion fatta per i funghi.. Le diverse specie di vischio rappresentano in molte località un flagello per le foreste e le coltivazioni.trasforma il pregevole saccarosio in zuccheri riducenti di nessu n valore. che attacca riso. tuttavia alcune hanno criteri curiosamente limitativi p er quanto concerne la classe vegetale di loro scelta . segnatamente laddove non è praticata la rot azione agricola e non si usano i moderni metodi di selezione delle sementi. Abbiamo visto però che esistono moltissime specie parassite con numerosissimi modi di vivere. dove non si limita a menomare i raccolti ma . perché attaccano colture di conifere. A. La l otta contro i parassiti vegetali è a dir poco difficile: i diserbanti lasciano int ravvedere qualche prospettiva. segnatamente per le colture leguminose quali erba medica e trifoglio. Molte piante parassite non sembrano eccessivamente schizzinose nella scelta dell a specie da parassitare: il vischio Dendrophthoë è stato osservato su 343 specie osp itanti diverse. S. Begonie ed acetoselle hanno tessuti a tenore molt o acido e sembrano resistere totalmente agli attacchi delle cuscute.nel caso della cann a da zucchero . indebolimento e morte sono gli esiti tipici di una pianta parassit a. Questi possono causare affezioni cutan ee. Si vedono alberi selvatici accasciati sotto il peso di autentici drappeggiamenti. granoturco e canna da zuc chero in Asia. Verrebbe da chiedersi infine se esistano piante che parassitano gli animali. granelli di sabbia. Pare che ciò accada con una certa facilità solo quando la specie parassitaria è molto comune su un'area abbastanza grande. e cres cono quasi su ogni cosa. nonché per il lino. Queste piante sono particolarmente prodighe di semi. cioè l'impiego di piante che stimolano i semi delle piante parassi te fino a farle germogliare. La risposta è no. oppure esercitando quella che pare un'incompatibilità chimic a. ciottoli. pomodori e canapa. e riuscì a penetra rvi quanto bastò a provocare un corto circuito. ivi compresa la tricofizia. ginepri. cappe e coltri di vischio . mentre altre le evitano alla stessa stregua di come schivano felci e conifere. La specie d'orobanche più distruttiva è l'Aeginetia tropicale. A Portorico l'affine Cassy tha è definita «il pericolo pubblico numero uno». Orobanche e ficarie parassite si oss ervano spesso intente alla loro opera di decimazione delle colture di fagioli e trifoglio. che può mandare in malora in pochissimo tempo. Sembra che certe piante riescano a sfuggire al parassitismo grazie allo strato d i particolare spessore o durezza situato sotto la corteccia che respinge gli att acchi meccanicamente. pini. Alcune causano danni e perdite economiche enormi.). agrumi in generale e cacao. cacti e così via. Alla fine una densa massa filamentosa riempie tutto il corpo. il piede d'atleta e certi spiacevoli morbi che a ffliggono gli esseri umani ai tropici. un altro metodo contempla l'uso di «colture insidiose» o «colturetrappola».certune crescono solo sul le monocotiledoni. peri. I funghi germinano sulla pelle umida di qualsiasi bruco e po ssono penetrare subito nel corpo. noci nostra ni ed americani. Le specie parassitanti del tipo succitato prosperano nelle colture specialmente in condizioni d'agricoltura arretrata. ma attaccano anche tabacco. Può darsi che si r iesca a selezionare colture resistenti. E in un caso da fantascienza l""albero di Natal e" australiano già citato si provò ad intessere austori anulari su un cavo elettrico con isolamento in polimeri del diametro di circa 2 centimetri. Altre invece sono virtualmente specifiche: alcune crescono solo su olivi. cedri. raggiunge la lunghezza di 14-17 centimetri. Il danno arrecato dal solo g enere del vischio nano Arceuthobium alle diffuse colture di pino Ponderosa super a le perdite arrecate complessivamente da tutte le altre affezioni che colpiscon o quest'albero. o più esattamente biochimica. che parassita no gli insetti facendo sporgere dal corpo di questi le loro formazioni ramificat e cariche di spore. per cui è difficilissimo tratt arle con un sistema che non sia un sistema specifico. ritrovata sulle la rve di scarafaggio. Deformazione. I corpi fruttife . mentre occorre una tecnica sofisticata di selezio ne dei semi per le cuscute. ma poi resistono ai loro attacchi. Allora comp aiono i corpi fruttiferi: la specie europea di maggiore mole.

gli insetti possono percepire un profumo gradevol e e spesso avvertire la secrezione di un succo dolce simile al miele. Si tratta delle piante carnivore otricola ri o ad ascidii. le piante superiori sono evidentemente in grado di far e la stessa cosa tra loro. Di solito hanno un lembo rivoltato sopra l'orifizio per impedire che entri troppa pioggia. diritti o più o m eno coricati al suolo. tazze o im buti a curvatura variabile. tale da impedire all'insetto di trovare un appiglio o di fermarlo decisamente mentre cerca di arrampicarsi verso l'alto. spesso se ne trova anche lungo un passaggio verticale all' esterno. Altre inve ce . Un tempo c'era una specie ritenuta medicina di grande valore in Cina.e far pensare loro di trovarsi al cospetto d i fiori. urne. la sola caratteristica posseduta in comune è la tendenza a vivere in un habitat p overo d'azoto. Una volta giunto all'interno. Quindi moltissime piante sono diventate parassite di altre. tale da sedurre a nche insetti senz'ali o atteri. o dispongono di appendici a mò di petali per imbrogliare gli insetti . LE PIANTE ASSASSINE. che può es sere di tipo visivo o commestibile.portano i loro ascidii di forma vascolare su prolungamenti di foglie che per il resto hanno aspetto normale.piante rampicanti che si fanno largo in mezzo alla vegetazione della giungl a . La sommità di molti ascidii è spesso munita di nervature arrotondate molto sdrucciol evoli terminanti in aculei rivolti verso il basso. Era stato il compianto John Collier che aveva avuto l'idea di scrivere un raccon to in cui si dice di un'orchidea antropofaga. ed un sistema per rendere digeribili le carni delle vittime. e in ognuna di esse è stata messa a punto una trappola di qualche tipo. Quando sono più vicini. qualche metodo quasi infallibile per trattenere il visitatore intrappolato come una nassa per aragoste. Un b ruco vegetale australiano dai corpi fruttiferi neri lunghi fino a 40 centimetri veniva usato dagli aborigeni per i tatuaggi. Alcune portano mazzetti di ascidii a fior di terra.la maggior parte degli insetti volatori è co mposta da raccoglitori di nettare . o di questi due tipi riuniti. Dobbiamo ra llegrarci del fatto che le piante antropofaghe esistano soltanto nei racconti di fantascienza. di modo che le specie animali ingerite le aiutino a bilanciare la dieta. Dire che il primo gruppo è inattivo sottintende il macabro ingegno con il quale le trappole sono progettate e innescate. trova l'uscita sbarrata da vari ostacoli terribilmente ingegnosi. Capitolo 24. Sono note più di 500 specie di piante insettivore che si possono suddivide re in tre gruppi distinti. gli otricoli sono stesi a terra per richiamare . i cui fiori alla fine erano costit uiti dalle teste delle vittime. per cui «il parassitismo è la forma più raffinata di simbiosi». Gli ascidii sono spesso colorati a tinte vivaci. Viene in mente la frase citata al capitolo precedente . La Sarracenia psittacina assomiglia a una nassa per pesci. specialmente formiche. i funghi possono dare l'impressione di sbucare dal terreno. talvolta in mezzo a foglie di forma ortodossa. Nelle Sarracenia e Darlingtonia terrestri l'interno de ll'ascidio è rivestito di aculei o peli che si protendono verso il basso con lieve angolazione. Ciascuno di questi dispositivi a trabocch etto ha tre elementi in comune: qualche mezzo per richiamare l'animale. Gli ascidii hanno forme varie: si possono paragonare a vasetti. attorno al bordo dell'otricolo. Dato ch e la crisalide è spesso sepolta sottoterra. quando non addirittura di esseri umani. provvisto talvolta di scalini accuratamente disposti. Un insetto che esplori il bor do alla ricerca di altro nettare non riesce a trattenersi dallo scivolare verso il basso. nelle quali alcune o tutte le foglie sono state modificate fant asiosamente.ri possono spuntare dal bruco o dalla crisalide se la larva si è impupata. Ma altri racconti di viaggiatori favoleggiano di piante divoratrici di cani. perché la realtà su scala più ridotta è già abbastanza macabra. Parecchie famiglie vegetali tra loro separate hanno assunto abitudini carnivore. e si dice che certi esemplari venissero pagati in argento quattro volte il loro peso. Mentre le piante inf eriori possono stabilire tra loro e con le piante superiori forme di associazion i di reciproco vantaggio.

Si possono trovare asc idii pieni a metà dei loro resti .ha su ogni zampa un'appendice speciale che «si può paragonare ai ramponi da gh iaccio degli scarponi dei montanari tirolesi». in particolare. L'otricolo m assimo è quello della Nepenthes rajah. per i quali. si trovano tra le foglie certe piccole vesciche di 2-5 millimetri di diametro. la trappola si apre di scatto. Non han no radici. dopo di che non fanno che andare in decomposizione. paragonabile nell'insieme a un pettine per cardare il lino. Sorrette da graziosi gambi. Gli animaletti che entrano all'interno della vescichetta vi muoiono di fame o as fissia. frastagliate e appuntite verso il basso. Possiamo accennare infine ai ragni che tessono le loro ragnatele nella pa rte superiore degli ascidi di Nepenthes per assicurarsi la prima scelta sugli in setti visitatori. ma galleggiano poco sotto la superficie. Possono venire intrappolate quantità grandissime d'animali. quando venga minacciato.i bordi d ella trappola sono circondati da barbe. s econdo. Un moscone .formiche. aguzze. e il liquido che ne deriva viene assorbito da cellule a form a di stella situate sulla parete interna della vescicola. che ha la lunghezza di mezzo metro e può ragg iungere la larghezza di 16 centimetri con apertura di 10 centimetri di diametro . che tolgono all'insetto la possibilità di qualsiasi appiglio. un tratto di parete coperto di minuscole papille. quello di c ui ci stiamo occupando ora può contenere fino a un paio di litri di liquido. hanno descritto questi dispositivi con particolare voluttà. Cellule speciali situate sul fondo dell'ascidio assor bono il liquido che ne risulta come una specie di concime fluido. che forse credono di trovarvi rifugio. Altre piante. Nei Nepenthes tropicali . e infine sull'orlo circonvoluto attorno alla bocca dell'otricolo.vascolati alle estremità delle foglie . E" il caso di osservare che si nota qualche reazione nel mondo degli insetti per quanto riguarda le piante otricolari. Una piccola apertura è vigilata da una valvola a forma d i labbro all'interno. c he in realtà sono trappole. In modo molto diverso funzionano invece le otricolarie. una sporgenza circolare all'interno dell'ascidio. che digerisce attivamente la preda. Quando vie ne «innescata» dal contatto. e gli insetti intrappolati muoiono annegati. o fo rse s'ingannano sulla vera natura della vescicola.non si può aprire dall'interno. Le prede sono per lo p iù minuscoli crostacei come le dafnie. Presso le Sarracenia e le Darlingtonia gli ascidii si riempiono in parte d'acqua piovana. e consente al moscone di arrampicar si agevolmente tra i peluzzi incurvati dell'ascidio. come risulterà da questa citazione attinta dalla "Storia n aturale delle piante": "Ogni animale che desideri mettersi in salvo dall'ascidio di un Cephalotus dovrà s uperare tre ostacoli: primo. C'è anche una minuscola tignola fornita di ana loghi dispositivi sulle zampe.citiamo ancora Kerner ed Oli ver . I botanici dell'età vittoriana. paragonabile al succo ga strico dei mammiferi. secernono un liquido. e quando sono pronti a impuparsi prat icano fori nell'ascidio ed evadono. ritenendola un altro crostace . la quale scorre a cerniera per facilitare l'entrata ma . nonostante ogni sforzo. come le Nepenthes e i Cephalotus. Inoltre le sue larve abitan o l'ossario degli insetti in putrefazione.abbastanza grande da poter contenere un colombo! Tuttavia non è mai stato segnal ato il caso che si sia trovato un uccello all'interno di un ascidio. cui appartiene ad esempi o la nostra erba vescica: sono principalmente piante acquatiche dalle belle fogl ie lievi e dai fiorellini gialli di forma insolita sporgenti dall'acqua. e l'organismo che senza avvedersene ha bussato alla porta viene risucchiato all'interno con un fiotto d' acqua. i cui resti fluidifica ti anche stavolta vengono assorbiti attivamente da cellule speciali.le parti chitinose non digeribili. e almeno uno di questi ragni ha una cute speciale che gli cons ente di mettersi al riparo nel liquido digestivo. e conducono a pareti cerose lisce come i l ghiaccio. una volta entrati. millepiedi e simili. un'altr a flangia composta da aculei aguzzi e incurvati protesi come una fila impenetrab ile di baionette a sbarrare il passo agli animaletti che siano riusciti a supera re i precedenti ostacoli". marciscono. lunghe setole si tuate in un imbuto che si restringe sempre più segnano una strada in una sola dire zione.c ome una porta . i cui bruchi ricoprono i peli di una sottile ragn atela.

Questi peli tentacolari sono più lunghi verso i bordi d ella foglia e più corti al centro. e in parte a mosse adatte: il tipo di trappola predispos to da queste piante si potrebbe definire «a carta acchiappamosche». e se ne trova sempre un poco sulla loro superficie. dei cosiddetti «film dell'orrore». l'insetto è condan nato non appena abbia toccato un tentacolo. Avvenuta la digestione dell'insetto . Comunque sia. e semb ra ripreso da qualche scena di una pellicola di fantascienza. Come si è già accennato. l'urna colma d'acqua non assic ura soltanto l'umidità necessaria alla bromeliacea. Una specie tra le più interessanti vive nelle «urne» di una bromeliacea. In una sola vescicol a sono state ritrovate fino a due dozzine di crostacei. Do po un po'"di tempo la foglia ripiega i suoi bordi nella posizione primitiva e to rna ad esporre la sua superficie piatta. in anelli di tentacoli che si susseguono ad intervalli di una decina di mi nuti. Questa dinamica serve in parte a spingere verso il centro qualsiasi creatura che sia venuta a impegolarsi sui bor di . o fors'anche perc hé imitano bene le muffe che crescono sulla carne in putrefazione . perché le gocce sono assai attaccaticc e. la Tillandsia . Si tratta delle pinguicole (così chiamate per il colore che hanno le foglie piatte e disposte a ro setta . dove piccolissime vescicole assicurano un rifugio mortale per molti animalett i. in modo che ognuno dei due insetti venga trattenuto saldament e. e in tal modo impediscono anche agli animali più grossi di forzare l'entrata attraverso il piccolo orifizio. specialmente quelli di piccole dimensioni. dop o di che vengono digeriti in poco tempo. il che offre all'otricolaria l'occasione adatta per vivere preda ndo queste piccole vite. Le foglie sono coperte di ghiandole secernenti mucillagine. o addirittura più di una foglia. Noto di passaggio che questa pianta emette propaggini p er riprodursi in forma asessuata.e per l'uso che se ne fa per cagli are il latte). e più numerose verso il centro de lla foglia. Ma è un processo inesorab ile. e ben presto s'impiastricciano senza speranza. i tentacoli si divid ono in due gruppi. Se due piccoli insetti atterrano sulla stessa foglia.impresa che può richiedere da due a parecchi . Il contatto con un grosso corpo d i origine organica fa secernere alle ghiandole un quantitativo assai maggiore di succo appiccicoso. Le drosere hanno foglie terminanti in una specie di placca arrotondata oppure lu nga e stretta. e con ogni probabilità un insetto di qualsiasi mole tocca più di un tentacolo. ognuno dei quali luccica in punta di una goccia di liquido chiaro. trovano da insediarsi su una vicina Tillandsia. La sola presenza di un insetto basta a far piegare all'indentro i bordi delle foglie. Alcune otricolarie vivono nel muschio umido e tra i detriti di roccia e cortecci a. Questa rassomiglianza si estende anche alle an tenne e alle appendici natatorie dell'animale. Questa è la prima fase. Una volta che la preda è impaniata. Gli insett i. i n parte alla vischiosità. perché un pelo è in grado di piegarsi di 4 5 gradi in circa tre minuti. Si potrebbe perfino dire che il ripiegamento verso l'interno dei ten tacoli delle drosere e l'arrotolamento delle foglie delle pinguicole rispondono allo scopo di fornire «stomaci temporanei». per catturare gli insetti. Gli insetti sono attratti da questi tentacoli s cintillanti. Il gruppo più vicino di piante insettivore si affida.in grado di digerire la sostanza animale.al centro ci sono più ghiandole! . e di 90 gradi in 10 minuti. vengono catturati facilmente dall' appiccicosa insidia iniziale. queste si piegano ad arco in aria e.e ciò spieghereb be anche il colore rosso dei peli e della foglia. con il risultato che entro un'ora la preda è irretita nei tentacoli da ogni p arte. Alcune fotografie scattate recentemente con l'aiuto del microscopio elettronico mostrano insetti caduti preda delle caruncole visch iose delle drosere o delle pinguicole: il quadro è veramente agghiacciante. i tentacoli si ripiegano su di essa. ricoperta di peli rossi. Lo scopo del dispositivo è di portare la preda a contatto delle ghiandole a sec rezione acida situate sulla superficie fogliare. già descritta in precedenza. forse perché le goccioline assomigliano al nettare.o dalla somiglianza dell'aspetto.e in parte a tenere ben salda la preda.somigliante a quello emesso dalle pi ante otricolari più evolute .che ricorda quello del burro grasso . imitate dalle setole che s'irragg iano tutto attorno all'apertura. con un po '"di fortuna. Il processo è piuttosto lento. nonché un liquido acido . ma fornisce anche rifugio a mo lti animaletti.

il quale r ichiama gli insetti. in modo da for mare un ampio blocco. E" possibile far scat tare la trappola stimolandola artificialmente.i tentacoli si raddrizzano con le punte asciutte: possono perciò cadere le parti dure delle prede. Questi sono immobili. le Silene infatti sono dette spesso acchiapp amosche per questa loro particolarità. si appiattiscono. si dispongono a ro setta. una volta cresciute. Kerner descrive un esperimento nel corso del q uale un frammento di capello umano fece ripiegare un tentacolo: il frammento di capello umano era lungo un quinto di millimetro e pesava un milligrammo. cioè per impulsi di natura elettrica creati . ma se si toccano due peli. in modo che la dionea pigliamosche possa reagire a stimoli sia meccani ci sia chimici. molto nota in quanto viene venduta largamente a scopi di coltura: è u na pianta piccola e bassa le cui foglie. cattura cer tamente le rane e le lucertole. Anche parecchi stimoli luminosi provocano reazioni nella foglia. Sulla superficie d'ogni lobo si trovano ghiandole che secernono all'esterno un liquido dolce. Tuttavia la secrezione del succo digerente non avviene in mancan za di materiale proteico a contatto delle ghiandole. e secondo ogni evidenza digeriscono gl i insetti che vi restano attaccati. Altre piante invece hanno peli ghiandolari appiccicosi anche sul gambo. ma ha anche un dispositivo marcatempo incorporato: tra uno stimolo e l'altro non deve passare meno di un secondo e mezzo. Invece la pioggia non provoca nessuna reazione e sembra non interessarli. Questa pianta non soltanto sa contare gli stimoli necessari prima di far funzion are la sua trappola. i lobi della foglia si muovono rapidamente e si lenziosamente in perfetta concomitanza all'incirca entro un quarto di secondo. Una sua parente australiana di analoghe dimensioni. che i contadini portoghesi delle località dove la pianta è comune usano tenere le foglie a ppese in casa a guisa d'acchiappamosche naturale. Certe piante dette Drosophyllum somigliano alle drosere perché hanno foglie tutte coperte di peli rossi vischiosi. la Byblis. come succede ad esempio quando è colpito da una goccia di pioggia. e schiacciano qualsiasi corpo morbido che vi si trovi in mezzo. l e setole del bordo si chiudono come le dita di una mano. ed anche somministrandole delle s ostanze proteiche sotto forma di una mosca viva o di un pezzetto di carne o di f ormaggio. dopo di che si riproduce il liquido. che se ne stanno staccati e disposti quasi a piatto. Ci sono anche tre peli su ogni foglia: e questi sono i grilletti. dove ogni foglia termina in un paio di lobi arrotondati dai bordi setolos i. ma così appiccicosi. oltre al fatto che i peli si possono muovere in ogni caso: la prima è il modo con cui lo stimolo a ri piegarsi sulla preda si diffonde da un pelo all'altro verso l'esterno. mentre altre ghiandole secernono all'interno un fluido a te nore molto acido. la Drosera regina sudafricana. e non più di venti secondi. Il funzionamento della dionea pigliamosche si svolge nelle fasi iniziali secondo la descrizione datane al capitolo 12. i meccanismi d i scatto. In certi casi gambi e steli appiccicosi esi stono certamente per impedire l'accesso ai fiori ad insetti indesiderati strisci anti sulla pianta: il fatto si verifica ad esempio nella spettacolosa «spada d'arg ento» delle Hawaii. a seconda de lla mole della preda. oppure se un p elo viene toccato più d'una volta. Allora inizia il lavoro delle ghiandole a secrezione acida. fino a ridurlo in poltiglia. I coltivatori d'orchidee si servono talvolta delle drosere subtropicali a grandi foglie per catturare insetti nelle loro serre. e si ritiene che intrappoli conigli e scoiattoli quando le sue piante crescono abbastanza vicine l'una all'altra. Se solo uno viene mosso.giorni . La specie di dimensioni maggiori . Tutta l'operazione può richiedere da otto a venti giorni. ha foglie lunghe 60 era e può reggere piccoli ani mali. che alla fine digeriscono il liquido risultante. Vanno notate due caratteristiche interessanti delle drosere. Tuttavia la vera piantaprodigio tra le specie vegetali entomofaghe è la "dionea pi gliamosche". non succede nulla. Da principio i lobi s'infossano rinchi udendosi. imprigionando fatalment e qualunque mosca sia atterrata sui lobi. e la seco nda è l'estrema sensibilità dei peli. sia pu re più lentamente. per disseccarsi quando la trappola si riapre e s'innesca per il pros simo colpo. Il numero degli stimoli e il tempo richiesto perché funzioni il m eccanismo di chiusura dipendono dalla temperatura esterna. ma una volta serrati.

Esist e almeno una cinquantina di specie fungine che vivono nel terreno.specialmente perché i pastori del posto ne distruggono i giovani germogli: infatti le pecore v'incappano spesso e si bucan o gli occhi. come certe erb e a foglie apparentemente tenere che terminano invece in pungiglioni aguzzi come aghi. formano una barriera alta e im penetrabile. le caruncole si gonfiano improvvisamente. ed una di queste s pecie è l'Aldrovandia che vive in acqua dolce. Invece altri funghi hanno filamenti vischiosi che immobilizzano le anguillule o i vermiciatt oli che li tocchino. Questa attitudine carnivora. Dopo di che l'anello fungino emette filame nti che penetrano nel corpo dell'anguillula e ne succhiano la vita. Essa porta le sue trappole lobate p er tutta la lunghezza del suo gambo lungo e sottile. le xantie dei paesi caldi. e di molti fa laschi e calami . agavi. che ora sta div entando rara nel Perù . Moltissime piante hanno foglie spinose. perché i tronchi contengono un lattice velenoso che piaga la pelle e può far perdere la vista. grossi co me un braccio d'uomo e ricoperti di grosse spine. le cui colonie erbacee vengono distrutte dai pa stori con il fuoco.di altre erbe. Nel secolo scorso gli abitanti dei villaggi situati tra le colline della Nigeria Settentrionale si trovarono esposti alle scorrerie di invasori mussulmani. galleg gia senza possedere radici. Il meccanismo effettivo dipende dalla notevole tensi one preventiva accumulata nei tessuti. Molte piante possiedono dispositivi di difesa passiva.si in seguito allo stimolo. e l'acanto spinoso. Jucche. Se un'anguillula s'insinua nell'anel lo. non è comunque prerogativa delle piante superiori. per cui possono muoversi in una direzione sola e tagliare speditamente la bocca di un animale che le addenti. aloe e numerose bromelie possiedono fogli e rigide disposte a rosette e fornite di punte aguzze che s'irradiano in tutti i sensi. e dimostrano una volta di più come «invenzioni» sostanzialmente simili si possano ritrovare in organismi non legati da alcun vincolo di parentela. Altre foglie lunghe e strette . La difesa più ovvia consiste nell'impugnare le armi. ma specialmente contro gli animali erbivori. Tentare d'avventurarsi a colpi d'accetta in questo baluardo vegetal e è pura follia. in ognuno dei qu ali sono insediate tre caruncole sensibili. e sono in gra do d'intrappolare microscopiche anguillule o nematodi con un marchingegno funzio nante secondo il principio del nodo scorsoio. Queste trappole primitive con ogni probabilità precedono di m ilioni di anni le piante superiori insettivore. ed è stato paragonato ad una piastrina bime tallica del tipo usato per creare un contatto elettrico ed interromperlo.di cui è indigena . varie erbacce della famiglia delle solanacee che crescono in abbondanza. a seco nda dei cambiamenti di temperatura. afferrando e trattenendo l'animale tto. La dionea pigliamosche ha alcuni parenti che le assomigliano. Invece di setole funzionanti ad incastro. come le spine e il veleno contro i predatori di vario genere: essi non sono intesi contro l'uomo in primo luogo. Le ninfee giganti hanno grossi acule . Capitolo 25. come le Utricularia.sono dotate di denti come quelli di una sega di vecchio tipo. Tra le bromelie succitate si annovera la "puya gigante". Questi f unghi producono degli anelimi sui cordoni più grossi del micelio. l'Euphorbia desmondii. ed è sta to dimostrato che questo veleno per anguillule funziona anche diluito in proporz ione di una parte per cinque milioni. come i notissimi cardi. quanto basta a tagliare le narici del bestiame al pascolo: è il caso ad ese mpio della bassa festuca alpina. o del laccio dei cowboys. CORAZZA E VELENO. le diffuse lappo le. i bordi in terni dei lobi portano una serie di piccole formazioni coniche che fungono da ca tenacci. I suoi tronchi spigolosi. In alcuni casi viene emessa contemporaneamente una sostanza tossica. talvolta associata a capacità di movimento e a un'ins olita velocità di reazione. In r isposta a questo stato di cose circondarono i villaggi di cinture difensive di u na specie d'euforbia. quando i lobi si richiudono sugli animaletti acquatici che hanno fatto scattare i numerosi peli situati sulla trappola con funzione di grilletti o mecc anismi di scatto. Su scala più ridotta si trovano piante d'altro genere.

Opportunamente ingrandite. Nei cespugli delle regioni mediterranee i germog li fogliari dell'annata precedente diventano duri e spinosi: Teofrasto battezzò qu este piante con il nome collettivo di frigane.i sulla superficie inferiore delle foglie. La sua parte superiore si è irrigidita fino ad assume re la durezza del vetro.si sono molto induriti e ricoperti di spine. costituita quasi sempre . il quale è forma to da una sola cellula cava. sia per la loro colorazione che per la l oro linea a curve aggraziate. che tuttav ia causano sgradevole prurito e spesso infiammazioni quando vengono toccate. che abitualmente risiedono in posti dove il foraggio verde e la linfa s ucculenta costituiscono autentiche rarità. riescono a non farsi mangiare g razie al loro consueto rivestimento di densa lanugine grigia o argentata. La riduzione delle foglie ad aculei. Gli animali di maggiore mole girano di solito al largo da queste specie. che si stacca no facilmente e penetrano nella pelle con altrettanta allarmante facilità.da modello per qualcuna delle armi insidiose elaborate dall'uomo p er i combattimenti corpo a corpo. però nelle ortiche e nelle Loasa l'estremità terminale è costitui ta da una minuscola «perlina» rotonda disposta obliquamente sul pelo. e gli steli che le sostituiscono . quando non addirittura per ci ngere villaggi interi entro cinture vegetali invalicabili. disposti talvolta su due file. Le spine si ritrovano comunemente anche sui tronchi. Inutile ac cennare alle ortiche.come abbiamo già notato . oltre alle spine di tipo normale. oltre a tenere lontani gli animali pascolanti. Molte piante sono ricoperte da piccole setole apparentemente innocue. Tuttavia gli aculei dei cardi no n mancano sovente di una loro bellezza. dispongono anche di masse di peli spinati incredibilmente piccoli. Spesso le spine del tronco si radunano attorno a foglie tener e per impedire che vengano brucate dagli erbivori. Ne fornisce un esempio lo spinoso Astragalo tanto comune nelle steppe asiatiche. contribuiscono an che a respingere gli attacchi mossi a fior di terra da chiocciole ed altri anima li a ventre molle. e il nome è ancora usato per un gru ppo di tale specie. come nel caso del ginestrone nostrano. e i bei fiori dei cacti affioranti in mezzo al loro arsen ale fanno venire in mente la Bella e la Bestia. I peli pungenti rappresentano una versione perfezionata delle setole. L'armamentario spinoso riveste eccezionale importanza per queste piante. In molti casi le foglie si modificano secondo il ritmo st agionale in modo da proteggere i nuovi germogli e le gemme fiorali. e non c'è viaggiatore che non abbia osservato co me fichi d'India. in modo da infli ggere ferite dolorose. agavi. Le palme hanno spesso aculei tremendi alla base delle foglie. come per la disposizione geometrica dei ciuffi spi nosi sulla pianta. e le euforbie spinose nane. nelle Colletia e affini. ma esistono altre piante ad analoga azione urticante speci almente tra le loasacee e le euforbiacee. Le varie specie di verbasco. che si stacca con la massima facilità e aderisce alla mucosa della bocca provocandovi un 'irritazione violenta. detti glochidi. le foglie sono state esentate dall'obbligo di presenza.e forse s ono servite . I fichi d'India. tali da tener lontane le chiocciole a cquatiche. grazie a composti di silicio o di calcio. Tipiche le salvastrelle.da un tronc o senza foglie. in modo che tutta la pianta è r icoperta da aculei. Le spine sono so vente fornite di barbe alla sommità o in tutta la loro lunghezza. le ginestre spagnole. potrebbero servire . tra l'altro. tanto comuni nei Paesi medit erranei e dall'aria così evidentemente succulenta.adattati alla fotosintesi . dove forma grovigli che ricordano i ricci. nel qual caso sembrano rappresentare il perfezionamento diretto di comuni peli di protezione. o addirittura la scomparsa d elle foglie a favore del tronco spinoso è una caratteristica delle piante che vivo no in condizioni di aridità. Talvolta i peli in questione sono appu ntiti. Infine le foglie possono ridursi a semplici spine. I cacti e certe piante grasse costituiscono ovviamente gli esempi per eccellenza delle piante spinose. produce ndovi irritazione intensa e persistente. La minima pre ssione spezza questa punta dura lasciando dei bordi taglienti che penetrano attr . cacti colonnari ed euforbie a portamento eretto vengano usati correntemente per fare recinti per animali. spe cialmente dalle delicate mucose della bocca: ne sono buoni esempi la buglossa e la consolida maggiore. Nel pungitopo. spesso appartenenti a piant e legnose dove.

pungiglioni e aculei assicurano in linea di massima u na notevole protezione contro gli animali che pascolano e brucano. Ho già accennato in precedenza al gran numero di piante provviste di peli appiccic osi sul tronco. inteso specialmente a difesa contro i rigori del clima. gli in setti succhiatori di linfa. mentre le ragazze greche nei tempi andati si battevano con le ortiche il Venerdì Santo per fare penitenza. come la Laportea gigas della Polinesia. I rovi e le rose . dopo che esso era stato int rodotto in Australia con effetti disastrosi. che sopravvive in condizioni di grande siccità quali poche altre piant e cespugliose riescono a sopportare. Può essere divertente ricordare che i soldati romani . In alcuni casi la presenza delle spine serve ad altri scopi oltre a quelli prote ttivi. con tronchi di 20 metri . capre comprese. La Caralluma. una sostanza che rappresenta forse la causa principale delle allergie nel la specie umana. ha foglie amare e velenosissime che nemmeno le capre s'arrischiano a mangiucchiare.sia più frequentemente per impedire che animali indesiderati a rrivino ai fiori e depredino il nettare o il polline. esattamente come un ago di siringa ipodermica. intesi sia per digerire attivamente gli insetti catturati . pianta grassa africana.mentre uccelli e piccoli roditori scavano gallerie nel tronco dei cact i. frattanto la base tenera del pelo esercita una pressione sul co ntenuto. che ha azione corrosiva. parente della ruta. Ho già citato la specie Peganum harmala. I frutti immaturi possono avere sapore amaro per far sì che non vengano mangiati quando non è il momento. come il tannino. e l'ist amina. da puntu re velenose. che è una pianta rampicante dell'America Centrale. Molte piante hanno anche una linfa di sapore estremament e acre. sappiamo tutti infatti che una puntura d'ortica può causare grave irritazione. La corteccia inoltre può contenere sostanze sgradite al gusto.averso la pelle. Qui le spine costituiscono un dispositivo a funzio ne analoga a quella dei polloni o dei viticci di altre specie vegetali. N on sorprende pertanto che animali a bocca e froge delicate evitino queste piante altrimenti succulente e nutrienti. Questo dispositivo risulta approntato principalmente come opera difensiva antiformica. Alcune piante sembrano dav vero voler alzare barriere fisiche allo stesso scopo. Le genziane dei pascoli alpini sono specie che si sviluppano a buona altezza sul . come nel cardo dipsaco det to «dei lanaiuoli». Altre piante hanno un deterrente incorporato all'interno in grado vario. Sta di fatto che certe ortiche tropicali sono tanto maligne da pot er provocare sintomi analoghi a quelli da morsicatura di serpente. Così spec ie alpine come i rododendri e il mirtillo rosso hanno foglie a cute molto spessa con rinforzo siliceo. è tanto virulenta da provocare la comparsa di pustole sulla pelle.come nei Drosophillum . Altre piant e invece impiegano anelli di aculei o di spine.a quanto si dice . che riempie la scorza d elle sequoie e contribuisce a difenderle dai parassiti e dalle affezioni fungine . e i cammel li brucano le «spine di cammello» . dove si formano pozze d'acqua piovana nelle tinozze create a tra tti lungo lo stelo dalle basi riunite di ogni paio di foglie. che possono passare i 13 metri d'altezza. mentre il Cnidoscolus urens. m a d'effetto sgradevole o disgustoso anche per gli animali. un'euforbiacea che vive nella stessa z ona della precedente. a ricordo della Passione di Cristo. E" il caso di ricordare anche gli animali che si nutrono di piante spinose: i ca cti sono attaccati da uccelli e roditori. L'oleandro me diterraneo.un'acacia con aculei di 8 centimetri duri come i l ferro . è innegabile che spine. e le cui grandi foglie a forma di cuore infliggono punture dagli effetti persistenti. La Loasa canarinoides. Tuttavia le s pine non forniscono protezione contro le specie «erbivore» in formato minore.si punge vano deliberatamente con le ortiche per provare l'impressione del caldo nella fr edda Inghilterra. Nel liquido si trovano riuniti l'acido formico. e mana un lattice velenoso che la rende sgradita al bestiame. gli asini mangiano i cardi. come in molte specie di palme.che trovano la loro massima espressione nella Rosa gig antea dell" Himalaya. di modo che il liquido che si trova all'interno del pelo viene spinto n ella ferita che è stata provocata. Esistono anch e ortiche arboree. Ma questi sono puri esempi di reazione animale di fronte a un problema specif ico.hanno spine per potersi aggrappa re ai cespugli e agli alberi. è opportuno ricordare a questo punto che la coccinigli a è servita a ridurre a miti consigli il fico d'India.

come avviene nei droga ti -. Ci sono quelle «ovviamente» velenose come la belladonna e l'elleboro. inducendoli a mandare urli udibili anche a chilometri di distanz a e provocandoli spesso alla rissa (Ronald Siegel). ma non dai bruchi. veng ono pure mangiati dalle scimmie. mentre la linfa acquosa di certe altre piante possiede notevole azi one corrosiva: così il panace gigante provoca un'enorme bolla sulla pelle umana. che uccide già in modeste dosi. da cui si ottiene la stricnina. mammiferi comp resi.le loro radici. Ad esempio il veleno della maggior parte delle ranuncolacee . La felce aquilina non offre nulla alle specie compagne del regno vegetale: la su . "am mazzavolpe" in tante lingue europee . Gli elefanti mangiano il frutto dell' albero Umgana. qualunque sia la loro fame. e quelle che ci sorprendon o perché annoverano specie d'importanza fondamentale per l'alimentazione. E" sorprendente il numero delle piante che contengono sostanze tossiche per i ma mmiferi. che fermenta nei loro stomaci facendoli «barcollare» e commettere eno rmi stramberie. A questo riguardo conviene ado ttare molta prudenza. e le foglie di quest'ultimo uccidono anche dopo la bollitura. Le euforbie dal lattice disgustoso sono ugualmen te diffuse e rifiutate dagli animali al pascolo. mentre in Nuova Zelanda gli arbusti di Coriaria ruscifolia si sono conquistati il loro posto nella storia p er il modo in cui hanno decimato le greggi dei primi coloni europei. vengono inghiottite avidamente dai tordi che ne diffondono i semi. Analoga dolorabilità intensa e d urevole si prova anche toccando l'edera velenosa americana (Rhus toxicodendron). sono note con il nome popolare di ammazzapecore o ammazzaagnelli.agisce imparzialmente sull'uomo e sugli er bivori. e si può abitualmente constatare che tornano difilato alla pianta incriminat a. corrispondenti a circa un qu arto della dose pericolosa. viene mangiato i mpunemente dai conigli e dai lumaconi. le sp ecie velenose non tanto ovvie come il laburno fetido. che a suo tempo sono finite con la messa al b ando dei ciclamati e di altre sostanze. vedremmo vietati anche quelli al consumo alimentare per la specie umana. nei fagioli peruviani. e si è constatato che circa venti specie prendono regolarmente «le droghe». ma sono schivate imparzialmente dal bestiame pascolante a fior di terra e dai roditori sotterran ei.come l'aconi to giallo chiamato appropriatamente "luparia". si trova negli spinaci e nel rabarba ro. come l'oleandro appena citato. Le manguste mangiano certe radici e le strofinano inoltre sui loro corpi. nei semi di mela. il fungo micidialissimo Amanita falloide. Molte piante riuniscono in sé il sapore sgradevole o aspro e la presenza di sostan ze molto velenose. caden do di conseguenza in uno stato di torpore. mentre i frutti della noce vomica. la stessa sostanza chimica si ritrova nelle mandor le. Nel Nordame rica certe specie di Kalmia. Gli animali che sopravvivono a un avvelenamento per ingestione di piante velenose contraggo no spesso una tendenza maniacale per la specie in causa . Però molti animali al pascolo vengono uccisi dalle piante velenose: ad esempio mol ti capi possono morire nelle Isole Britanniche in seguito a ingestione di foglie e frutti di tasso. Le patate cont engono solanina in ragione di 90 parti per milione. In SudAfrica i cespugli bassi del Dichapetalum cymosum sono accusati d'aver provocato gravi perdite di bestiame. Alcuni animali ricevono indubbiamente un effetto eccitante da parte di determina te piante. contenenti un succo amaro di valore officinale. ad opera di una sostanza tossica nascosta nei peluzzi diffusi sul tronco. abbastanza aggraziate da trovare spazio nei giardin i. un'anacardiacea affine al nostro scotano. l asciandovi un segno indelebile per mesi e mesi. perché non è detto che quanto uccide un individuo della specie umana debba necessariamente risultare mortale per altri viventi. non appena gli allevatori li rimettono al pascolo. L'ac ido ossalico. "strozzalupo". Questo latti ce provoca la comparsa di bolle e piaghe sulla pelle dell'uomo o sulle mucose de gli animali. Le bacche del gigaro o pan di serpe. "ammazzalupo". talvolta in quantità allarmanti. od «ovolo matto». la quantità di solanina aumenta nelle patate che sono diventate verdi per esposizione alla luce. fata li per molti animali. Se applicassimo a molti vegetali le conclusioni delle prove di tossicità effettuat e su cibi ed additivi artificiali. La manio ca è una radice tropicale che deve subire un trattamento speciale per venire liber ata dal contenuto di cianuro. che spesso provocano reazioni infiamma torie di tipo allergico senza emissione di linfa.

La Gust avia è una specie arborea del Sudamerica dai bellissimi fiori candidi.a concorrenza le elimina semplicemente. La cicuta è mortale. I funghi a ombrello godono di pessima fama. ritenendosi che mo lti tra loro siano velenosi: sta di fatto che pochissime tra queste forme vegeta li elementari sono tossiche. e il sangue stesso diventa incoagulabile . Indubbiamente i sintomi d'avvelenamento per amanita fallo ide sono abbastanza sgradevoli da indurre qualsiasi raccoglitore di funghi a ese rcitare la massima attenzione. Questi fatti ci r icordano il leggendario albero "upas" di Giava. Il be stiame bovino presenta. tromba d'a ngelo o stramonio arboreo. diarrea. e troviamo l'amanita falloide od ovolo matto nello stesso genere cui appartiene l'Amanita caesarea o ovolo buono. «legno fetido» ed altri. Però in certi casi si notano odori che probabilmente fungono d a avvertimento: ad esempio molte solanacee emanano un tipico odore pungente. e pare che la do manda non abbia a tutt'oggi una risposta valida.le bestie muoiono in seguito ad emorragie interne. Si potrebbe sostenere che. ed è seguito da un per iodo di miglioramento.rapprese ntino se non altro una forma di adattamento selettivo. piatto favorito d ell'imperatore romano Claudio. cui l'odore del tronco e delle foglie hanno valso il nome corrente di «pianta del morto». Si sarebbe tentati di credere che la felce aquilina si è trasformata in un perfetto invasore vegetale c he si annette un territorio dopo l'altro. versando anche lacrime di sangue. Ma nulla lascia credere che alberi del genere siano velenosi. lo stramonio e la specie imparentata Datura arborea. l'Antiari a toxicaria. il che faceva esclamare a Seneca disgustato: «Perbacco. Verrebbe da chiedersi perché esistano questi veleni nelle piante. e inoltre contengono sostanze tossiche. non si formano più globuli bianchi del sangue. Questo quadro si prolunga per un paio di giorni. non lo sono. . Essa offre riparo e sostegno ad alcuni m ammiferi minori e a pochi insetti. Alcune solanacee sono tanto velenose che gli indiani del Sudamerica non vogliono nemmeno indugiare alla loro ombra. quanta gente lavor a per una sola pancia!». un quadro morboso che assomiglia molto da vicino a quello successivo ad irradiazione nucleare o a con taminazione radioattiva. dal quale gli indigeni ricavavano un veleno efficacissimo per le pu nte delle frecce e i dardi delle cerbottane. mentre cespugli minori delle foreste tropicali della identica regione geografica emanano puzzo di spazzatura. Dopo un periodo d'incubazione di 12 ore insorgono dolori addominali acuti associati a vomito. evidentemente collegato alle forme cancerose: il midoll o osseo smette di funzionare. I cavalli che ne mangiano poch e boccate subiscono la distruzione della vitamina B e muoiono rapidamente. in Malesia c'è un alb ero che fornisce legname odorante d'aglio. ma nessun albero possiede gli effetti descritti nei racconti degli antichi viaggiatori. tali veleni abbiano azione protettiva. e . Le pecore riportano gravi lesioni agl i occhi per un'affezione detta talvolta «mal della luna». di modo che il terreno sotto l' albero era tutto coperto di ossa. collasso e morte. La maggior parte delle piante velenose non sembra dare alcun avvertimento ai div oratori potenziali. come il cerfoglio selvat ico. Ma allora si presenta l'e nigma di piante che hanno strettissimi legami di parentela ma hanno attitudini d el tutto diverse. in seguito ad ingestione di felce. sgominando ogni altra pianta al suo pa ssaggio e celando in sé sostanze chimiche micidiali per gli animali potenziali pas colatori. ma non contribuisce a nessuna catena alimenta re conosciuta. come già sapevano i Greci dei tempi antichi. sudori freddi. I suoi steli contengono aspre fibre che possono infliggere tagli profondi. Ora esiste veramente un albero upas. seguita da delirio. ma molte piante somigliantissime e ad essa imparentate. che facesse cadere morti tutti gli uccelli che gli passavano sopra a volo e che uccidesse ogni persona o animale che osasse avventurarsi alla sua ombra. Numerosi alberi tropicali emanano odori più o meno sgradevoli. ma in seguito i sintomi riprendono più violenti e portano a lla paralisi del sistema nervoso. di cui si credeva che uccidesse tutti gli alberi e specie vegetali che lo circondavano. crampi e gr ande sete. Effettivamente i Romani erano tanto ghiotti di fu nghi per la loro tavola che c'era gente addetta esclusivamente alla raccolta di funghi. proprio come usano gli indios sudam ericani con certe specie di Strychnos che forniscono il curaro. com e il giusquiamo. una sorta di cecità che si a ccompagna all'aspetto insolitamente brillante dell'occhio. o anche mortali per gli animali che mangiano queste pi ante. dal momento che sono dannosi.in termini evolutivi .

Un motivo che induce ad attribuire i veleni vegetali ad altre cause che non sian o il puro caso, è il fatto che essi appaiono generalmente inattivi contro predator i di dimensioni minori di quelle del bestiame pascolante, ma che per il loro num ero fanno quasi altrettanto danno, quali le chiocciole e i lumaconi, oltre alla caterva degli insetti succhiatori di linfa e ai parassiti interni quali i vermi. Alcuni insetti si servono addirittura del veleno contenuto nelle piante. Una cav alletta del Medio Oriente che si nutre del lattice velenosissimo della Calotropi s procera acquista sapore nauseabondo per qualsiasi animale da preda tanto scons iderato da mangiarla, e inoltre accumula un liquido velenoso composto completame nte da tossine della pianta di cui si nutre, immagazzinandolo in «ghiandole repell enti» dai cui orifizi - simili a bocche d'armi da fuoco - può schizzare un «getto mort ale» fino a 60 centimetri di distanza! Anche molti bruchi si cibano di analoghe pi ante velenose accumulandone in corpo i diversi veleni, trasformandosi così in esch e micidiali per gli eventuali predatori, specialmente uccelli. Questi insetti sp esso sviluppano una colorazione protettiva per avvertire del loro contenuto mort ale o sapore amaro, per cui si trovano insetti non velenosi che copiano i modell i veramente tossici, e in questo modo sfuggono agli attacchi dei predatori. Ma q uesta è un'altra storia. Recentemente sono state raccolte prove attestanti che almeno certe piante sono i n grado di respingere gli assalti degli insetti. Ad esempio pomodori e patate pr oducono sostanze che sconvolgono le capacità digerenti degli insetti che divorano i loro tessuti o ne succhiano la linfa. Questa sostanza inibitrice normalmente è p resente in basse concentrazioni, che però aumentano notevolmente non appena una fo glia venga danneggiata da un insetto. Certe specie imparentate con la patata ma viventi allo stato selvatico trattano gli afidi in altro modo: si ricoprono di p eli ghiandolari che emettono un liquido quando sono toccati da un insetto di pas saggio. In pochissimo tempo questo liquido si trasforma in una specie di colla, e l'afide resta appiccicato alla superficie della foglia, incapace di qualsiasi movimento. La linfa di certe conifere contiene un «ormone dell'eterna giovinezza» che trasforma i bruchi in altrettanti Peter Pan, ed impedisce loro di raggiungere la forma ad ulta, di modo che non si ha mai una generazione in immagine perfetta ed atta all a riproduzione. Inoltre si rende sempre più evidente il fatto che molte piante, pini compresi, con tengono sostanze ad azione antibiotica che contribuiscono a respingere le invasi oni da funghi, e come nel caso della sostanza ad azione inibente sugli insetti, che è stata appena descritta, è possibile che questi antibiotici vengano prodotti in seguito allo stimolo reale dato da un attacco fungino. Queste sostanze, la cui composizione si basa forse su certe proteine note con il nome di fìtoagglutinine, ricordano l'azione degli antibiotici nelle specie animali. Invece altre piante, come la lattuga e il pomodoro, assorbono gli antibiotici prodotti dalla microflo ra del terreno. Le piante, comunque presentano grandissima variabilità nella loro capacità di respin gere o eventualmente di circoscrivere gli attacchi fungini. Buone condizioni di salute e alimentazione adeguata aumentano indubbiamente la resistenza agli attac chi morbosi, ma questa dipende comunque da molte caratteristiche delle piante in teressate, quali lo spessore e la durezza della corteccia, la composizione e la pressione osmotica della linfa, e la capacità di bloccare le cellule invase. Altre sostanze chimiche vengono essudate dalle piante, ed io ne ho fatto un brev e cenno al capitolo 19, indicando che possono riuscire tossiche per altre piante . Oltre alla famiglia delle composite già citata, il lino trova un inibitore della crescita nell'antagonismo esercitato dalle radici delle euforbie e di certe cro cifere come la Camelina sativa, mentre l'avena è bloccata da certi cardi, il raviz zone dalla gramigna, gli spinaci dal ravanello e viceversa. Al tempo dell'insedi amento delle piantagioni di gomma e caffè in Estremo Oriente, negli Anni Trenta, e ra consuetudine piantare prima leguminose, perché accrescessero il contenuto d'azo to nel terreno. Risultò purtroppo che certe leguminose emanavano sostanze velenosi ssime per le plantule di gomma e caffè messe a dimora successivamente. Anche le ra dici del noce nero emettono una sostanza nociva al cui riguardo si sa che ha ucc iso dei meli piantati nelle vicinanze, ritardando la crescita anche di altre pia

nte. Anche le radici delle erbe sono dannose ai meli, sia pure in grado minore, perciò nei frutteti si usa il prato per limitare lo sviluppo delle radici e favori re la concorrenza al cibo, in modo da provocare la formazione dei frutti a scapi to di nuovi germogli. Molti semi mettono in libertà sostanze inibitrici che impediscono ad altre specie di germogliare; fatto abbastanza curioso, alcune di queste specie sono piante og gi coltivate, che inibiscono la crescita delle erbacce: così la bietola non lascia germogliare il gittaione, mentre grano e loglierello bloccano la crescita delle varie specie di camomille (matricaria). Le sostanze emesse dalle radici possono avere identici effetti sulla germinazione, e forse spiegano perché i cacti in con dizioni di vita predesertiche si trovano a tanta distanza l'uno dall'altro, come se fossero stati distanziati artificialmente. Una pianta cespugliosa dei desert i americani, l'Encylia farinosa, presenta la caratteristica che le sue foglie ca dute impediscono energicamente a qualsiasi delle solite erbe annuali di spuntare al riparo dei suoi rami, mentre nel sud della Francia esistono ambienti dominat i da eriche, rosmarini e simili cespugli, dove non si trovano piante annuali, a causa dell'azione antagonista esercitata dalle sostanze essudate da radici e fog lie. Anche stavolta viene da chiedersi se per caso le piante non scoraggino sistemati camente in questo modo la concorrenza altrui per l'accesso all'alimento, alla lu ce e all'acqua. Questa facoltà inibente sembra avere spesso successo a tale scopo, ma restiamo un po'"esitanti osservando come le radici morte di ventolana o pale o peloso impediscano di germogliare ai loro stessi semi, e come le plantule d'ag rumi s'insedino con difficoltà nei vecchi agrumeti; lo stesso dicasi per meli, pes chi e roseti. Ciò indurrebbe a pensare che le sostanze tossiche essudate da radici e semi non siano altro che sottoprodotti di secrezione. La maggior parte di questo capitolo si è occupata delle tecniche di difesa - per l o più passiva - con cui vengono respinti gli attacchi di aggressori o concorrenti con l'ausilio di mezzi chimici e fisici. La rappresaglia diretta del mondo anima le non viene attuata dalle piante; nemmeno le piante insettivore respingono atti vamente i loro potenziali divoratori. Agli animali resta l'ultimo settore della mimetizzazione e dell'avvertimento a s copo deterrente. Questa pratica viene applicata forse anche nel mondo vegetale? Le forme d'avvertimento quasi non esistono, e quelli che potrebbero sembrarlo ne i semi e nei frutti risultano invariabilmente segnali destinati agli opportuni d istributori; la pianta non si cura di quanto può accadere ad ogni altro animale. L'unico gruppo di piante che sembra applicare i princìpi della mimetizzazione è quel lo delle cosiddette finte pietre delle Mesembryanthemum del Sudafrica. Queste pi ante supergrasse crescono nei deserti sassosi, e alcune tra loro hanno sviluppat o senza dubbio quei colori e quelle forme che le fanno assomigliare moltissimo a i ciottoli circostanti. Le Lithops ne formano il gruppo più notevole, con le loro sommità piatte quasi a fior di terra; esiste più di una cinquantina di queste specie dette «piante sassose», «pietre fiorenti», «pietre vive», nelle varie sfumature di grigio, marrone, rosso e nocciola. Altre piante grasse mimetizzate di questa famiglia co mprendono le Pleiospilos, ruvide e marmorizzate come pezzi di granito verdastro; le Titanopsis biancastre e bernoccolute che imitano le rocce calcaree; e infine parecchie specie a cute bianca che assomigliano al quarzo. Piante grasse non im parentate tra loro comprendono le Crassula bianche, anch'esse somiglianti ai sas si e le Anacampseros, che a me ricordano gli escrementi d'un uccello. Certamente l'occhio umano deve faticare molto per scoprire queste piante, ed è evi dente che esse si sono evolute in modo quasi incredibile per rassomigliare ai sa ssi che si trovano nel loro habitat. Personalmente ho sentito dire che dei babbu ini ne sono stati ingannati, ma sembra che ciò non avvenga per molti uccelli del d eserto che beccano via con estremo impegno un boccone dietro l'altro di queste p iante grasse. Nel breve periodo di fioritura i loro grandissimi fiori le fanno r isaltare, ma nella stagione secca avvizziscono parzialmente, e senz'altro sono q uasi invisibili. Anche questo fatto si può giudicare alla stregua di un altro espe rimento effettuato dal regno vegetale e riuscito solo in parte, associato - o an che provocato, nel caso in esame - dall'inclemenza dell'ambiente. Se l'esperimen to non ha più successo nel suo insieme, si può presumere che dipenda forse dal fatto

che gli uccelli hanno battuto le piante nella capacità d'adattamento alle circost anze. In linea di massima sembra che la miglior forma di protezione sia rappresentata da spine, pungiglioni, peli aderenti e gusto sgradevole. Contemporaneamente va r icordato che le piante, rispetto agli animali, possono sopportare danni e mutila zioni molto più gravi, grazie alla loro maggiore capacità di rigenerazione; e parime nti possono rimediare alle perdite, producendo eccedenze di fiori, frutti, semi, polloni e propaggini. Capitolo 26. GLI SFRUTTATI. Sfruttare significa anzitutto servirsi di qualche cosa, e in questo senso le pia nte sono state sfruttate dagli animali quasi fin dal principio dei tempi. Sfrutt amento dunque significa anche impiegare qualcosa a proprio vantaggio, deliberata mente o anche scorrettamente, e in questa accezione moderna il primo vero sfrutt atore del regno vegetale è stato l'uomo. Questo uso è avvenuto da principio per gradi impercettibili. I primi ominidi diven tarono «cacciatoriraccoglitori», per integrare la dieta carnea con varie sostanze di origine vegetale, o talvolta mangiavano in pratica tutto quello che si poteva m angiare. Esistono ancora alcune popolazioni di cacciatoriraccoglitori, come i Bo scimani del Sudafrica, alcuni aborigeni australiani, e qualche tribù dell'Africa C entrale. Specialmente gli Aborigeni, in un ambiente difficile, dovettero servirs i in ogni modo possibile delle scarse risorse naturali, e solo di rado fu loro c oncesso di dimostrare preferenze alimentari. Tutte le radici, i semi, i frutti e i germogli commestibili venivano mangiati di gusto, mentre i semi venivano talv olta macinati e cotti. La grande epoca dei cacciatoriraccoglitori è andata dal ventesimo all'ottavo mille nnio avanti Cristo, e, man mano che cresceva l'esperienza dell'uomo, aumentava a nche la varietà di frutti, sostanze vegetali e semi che veniva mangiata o usata in altro modo. Un diverso sfruttamento delle piante si verificò tuttavia molto prima di tale epoc a, con l'uso molto sollecito del fuoco da parte dell'uomo, cominciato probabilme nte 400 mila anni fa in Cina. Gli incendi involontari contribuirono lentamente m a ininterrottamente alla distruzione di estese foreste, alla formazione di nuovi habitat, e a definire la posizione geografica delle comunità vegetali che si eran o formate per effetto delle epoche glaciali. Il possesso del fuoco rappresentò un elemento essenziale ai fini della sopravviven za stessa dei cavernicoli esposti alla glaciazione del tardo Pleistocene. In seg uito gli incendi appiccati volontariamente costituirono per l'uomo il primo mezz o per affermare la sua supremazia sulle altre specie viventi, tanto vegetali, qu anto - specialmente da principio - animali. Il fuoco era in grado di spingere gl i animali in posti dove l'uomo li poteva abbattere facilmente, di aprire il terr eno alla caccia rendendo visibili le prede, e di favorire il pascolo a spese del la foresta, incoraggiando a moltiplicarsi i grossi erbivori abbondanti fornitori di carne. A questo punto si potrebbe anche rilevare che l'erba è la specie coltivata più impor tante del mondo, oltre a costituirne una delle forme di vita più tenaci: soprannom inata «il perdono della natura», essa si rigenera costantemente, sebbene sostenti un gran numero d'animali. Un chilometro quadrato di pascolo può sopportare all'incir ca 18000 chilogrammi di peso di animali di diversa specie. Esistono due categorie principali di specie vegetali domestiche: quelle che spun tano dai semi e sono in gran parte piante annue, e le altre che si moltiplicano invece con altri mezzi vegetativi. Queste ultime sono quasi tutte specie dalle r adici ricche d'amido. Le diverse condizioni climatiche possono favorire le une o le altre: così la maggior parte delle piante a tubero sono di origine tropicale, come l'igname, la manioca o cassava, la patata dolce, l"«arrowroot» o maranta, e il taro; solo la patata vera e poche altre radici di minor conto prosperano nei cli mi freddi. Le specie da seme, che in origine erano in gran parte piante erbacee, comprese quelle che ora noi chiamiamo cereali, e molte leguminose, si ritrovano

con maggior frequenza nelle regioni temperate. Una dieta vegetale basata sui se mi è più bilanciata di un'altra fondata sui tuberi; quest'ultima lega facilmente i c onsumatori a un habitat specifico dove esistano pesci od animali atti a fornire proteine. I coltivatori di piante da seme possono spostarsi con maggiore facilità, e può anche capitare che debbano farlo, perché un raccolto annuo significa che il t erreno è spoglio per la maggior parte del tempo e pertanto esposto all'erosione, a lla diminuzione della fertilità e all'invasione delle erbacce. Le specie tuberose, invece, sono perenni, tendono all'immobilismo, e si possono coltivare addirittu ra su ripidi pendìi. Talvolta non occorre nemmeno praticare la coltivazione attiva delle specie tuber ose. J. S. Hawkes cita esempi di casi osservati in Colombia e in Venezuela, dove ancora al giorno d'oggi i contadini coltivano le patate sotto casa, dove l'appe zzamento a coltura si arricchisce continuamente della spazzatura di casa e degli escrementi degli animali domestici, di modo che si effettua il raccolto continu o senza che occorra effettuare il ripianto. I primitivi sono notoriamente sporchi. Non solo buttano la sporcizia dove capita , tollerando che si formino mucchi di concio tra le abitazioni, ma non si preocc upano se lasciano cadere per strada un poco di quanto portano all'accampamento, né si fermano a raccoglierlo. In questo modo sono cresciuti attorno agli insediame nti dei cacciatoriraccoglitori primitivi tutti i tipi di piante che essi apprezz avano dal punto di vista alimentare. Molto spesso, e segnatamente nel caso di er be e piante leguminose, si trattava comunque di piante di terreno povero e distu rbato, dove le specie di natura più durevole e ad accrescimento più lento non poteva no trovare appiglio o prosperare: quelle che oggi chiamiamo erbacce, e che compl icano le situazioni. Esse attecchirono prontamente sul terreno pesticciato e dis turbato attorno agli accampamenti e lungo i sentieri d'accesso. Come per miracol o, gli abitanti dell'insediamento si trovarono circondati dalle piante che loro piacevano. Situazioni di questo tipo costituiscono ottimi esempi di piante a metà strada tra l'erbaccia e la specie coltivata attorno alle abitazioni. Se fallisce la specie selezionata, si raccoglierà la specie selvatica infestante lì vicino: quasi senza ch e ce ne accorgessimo l'agricoltura è iniziata quando l'uomo ha cominciato a capire che alcuni tipi di piante simili erano migliori di altri, per cui valeva la pen a di darsi da fare a seminarli e raccoglierli. Intanto le specie selvatiche infe stanti continuavano a presentarsi, per così dire al cancello dell'orto con la sper anza di venire accolte un giorno, rivelando spesso risorse insospettate nel ricc o terreno coltivato. Il passaggio dal semplice raccolto alla semina attiva avvenne in forma impercett ibile, come già era avvenuto dalla raccolta occasionale al raccolto e alla conserv azione sistematici. Questo addomesticamento delle piante si verificò soltanto quan do l'uomo aveva già raggiunto un grado sociale e culturale evoluto, e solo dopo il suo insediamento in villaggi o addirittura in cittadine di abitazioni permanent i. L'addomesticamento delle piante - in parole povere l'agricoltura - cominciò ver so il 7000 avanti Cristo in Anatolia, Iran e Siria, quando il mondo si era ormai ripreso dagli effetti dell'ultima glaciazione. In nessun'altra parte del Mondo Antico si trovavano prove di insediamenti permanenti a quest'epoca, sebbene debb ono essersi verificati poco dopo in Cina, mentre nel Nuovo Mondo l'agricoltura c on ogni probabilità è cominciata molto dopo. Le prime piante che vennero coltivate deliberatamente derivano direttamente da d ue specie selvatiche: il grano e l'orzo. Sembra che i semi di queste ed altre pi ante erbacee siano stati da principio abbrustoliti, ma in seguito vennero macina ti, ed acquistarono maggiore importanza in diverse pietanze. A questo riguardo è a ffascinante notare che il processo di molitura venne elaborato da principio per macinare l'ocra, per cui l'uomo non dovette affrontare problemi di natura tecnic a quando si accorse che i grani avevano più valore commestibile sotto forma di far ina, invece che abbrustoliti tali e quali. Il grano e l'orzo - a somiglianza di altre specie coltivate che in seguito acqui starono importanza fondamentale, quali il riso, la soja, il lino e il cotone - d a principio si trovavano in lieve svantaggio se i coltivatori emigravano in un c lima più freddo, più a settentrione o in regioni montagnose. In quelle condizioni le

mentre le specie ad impollinazione incrociata r estano sempre esposte all'ibridazione. a proposito dei cereali coltivati anticamente. oltre a . ma passava inosservata perché non serviva. Eventualmente si possono sca mbiare anche alcune caratteristiche con specie selvatiche imparentate. In condizioni ambie ntali in cui abbondano le specie cereali infestanti. vale cioè un cereale che trattenga i semi nella spiga durante la mietitura e finché le spighe stesse non vengano frantumate alla battitura. che non per i consumatori della specie umana.si sono ritrovati nella parte di animali dannosi e ladreschi. solo i tipi autoimpollinant i possono mantenersi con successo come ceppi puri. avviando così il meccanismo selettivo di una semente più voluminosa.a somiglianza dei pipi strelli che diffondono i datteri. e degli uccelli che propagano tante specie di frutti . ma sfuggivano anc he ai processi di selezione imitando in vari modi le specie coltivate. mentre per la maggior parte delle altre piante erbacee occorre l'impollinazione incrociata. E" anche interessante notare che il grano e l'orzo sono specie sostanzialmente a utoimpollinanti. Naturalmente questi ceppi dipendono in larga misura dall'uomo per la loro sopr avvivenza. cioè di quegli organi simili a foglie che si trovano tra un seme e l'altro nelle spighe e rendono più difficile la raccolta. Tra quelle antiche erbacce si annoverano la segale e l'avena.erbacce facevano loro concorrenza. Tuttavia in determinate occasioni anche queste piante "possono" praticare l'impo llinazione incrociata. E agli albori dell'agricoltura. Nelle zone situate ancora più ad oriente si aggiunse il grano saraceno. di modo che queste specie coltivate secondarie vennero a so stituire le specie primarie negli habitat più freddi. Parallelamente alle semi ne. che un'ondata di caldo asciutto può accorciare ulteriormente a due o tre giorni. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i diffusori originari . è che subirono rapidamente un cambiamento molto importante. Presumibilmente l'uomo si mise anche a impiegare per la semina i semi più grossi. in quanto il tempo utile viene limitato a un paio di settimane. Alla fine certe erbacce finirono per farsi apprezzare come specie da coltura grazie ai lo ro meriti specifici. aumentand o anche in questo caso le prospettive di migliore resa e di adattamento a condiz ioni diverse in regioni nuove messe a coltura. In una specie coltivata interessa i nvece il contrario. Ma quando l'uomo cominciò a raccogliere semi. Queste usanze riproduttive producono ceppi che si p erpetuano abbastanza fedelmente. di modo che le linee pure possono coesist ere senza pericolo che vengano soverchiate o si modifichino. specialmente nelle regioni del Vicino Orien te dove l'andamento stagionale imprevedibile e i criteri elementari di coltivazi one rendono molto facile l'avvento di annate grame. mentre nelle regioni meridionali più cal de vari tipi di miglio assunsero la posizione di erbacce importanti come raccolt o secondario. le specie selvatiche continu arono a rappresentare un'importante risorsa alimentare. i primi agricoltori si misero anche a tenere gruppi di pecore e capre. che f unzionavano da alternativa all'usanza di «immagazzinare» eccedenze vegetali. il granoturco odierno non ha assolutamente nessun mezzo naturale di d iffusione. L'addomesticamento operato dall'u omo ha accelerato notevolmente il funzionamento dell'evoluzione. Allo stato selvatico è ovviamente im portante che un'erba perda i semi non appena maturano: questo fatto crea un prob lema alla gente che si limita a raccoglierla e a conservarla. e l'opportunità che l'u omo selezioni i ceppi che danno migliore risultato. q uando cominciarono le colture con l'impiego deliberato di semi conservati. approfittando delle favorevoli circostanze f ornite dalle pratiche di coltivazione. gli i gnari coltivatori selezionarono senza nemmeno avvedersene piante a spiga intatta . Nei primi millenni dell'agricoltura. che non si limitavano a fare concorrenza. nonché il mango senza l'odore acuto che rende i frutti selvatici più attraenti per i pipistrelli i quali curano la di ffusione della specie. e un altro momento nel cammino della selezione fu quando l'uomo si orientò verso piant e sprovviste di glume dure e rigide. In circostanze un po'"diverse il pomodoro iniziò la sua carriera com e erba infestante dei campi di granoturco e di fagioli nel Messico. Probabilmente la mutazione da spighe fragili a spighe tenaci già si verificava di tanto in tanto allo stato selvatico. Il fatto più notevole. Tra gli altri e sempi si contano le arance e l'uva senza semi. si orientò evidentemente di preferenza s ulle piante che mantenevano le spighe indenni. Ciò comporta qualche perfezionamento. e questa è la ragione per cui i l grano e l'orzo sono stati i primi cereali addomesticati dall'uomo.

Tra queste le più importanti erano le specie dom estiche di grano «emmer» e di orzo a due file di grani. questa agricoltura fondata sulla coltivaz ione di piante da seme e sulle prime greggi del Vicino Oriente merita particolar e rilievo.comportano la messa a dimora di «occhi» o pezzi di radice. si deduce la conclusione che gli abitanti di questo anti co villaggio probabilmente mangiavano meglio dei loro discendenti attuali. in versione un poco più sofisticata. veccia. lenticchie e una leguminosa foraggera (Lathyrus sativus). Flannery. E probabilmente un terreno a maggese non potrà sostentare più di 5-6 persone pe r chilometro quadrato. La coltivazione di piante tuberose costituisce essenzialmente un'occu pazione delle comunità primitive delle regioni tropicali. India. entro monticelli di terriccio prep arato e arricchito. trebbiatura.in Europa. Collegata ai primi insediamenti umani. E" interessante esaminare la dieta degli abitanti dei primi villaggi agricoli de l Vicino Oriente. o d i dati tagli del tronco (margotte). Il sistema delle radure successive può contare su tre o quattro specie vegetal i solamente. concimazione.nutrienti ma piccolissimi -. seme di lino. Il cerealicoltore deve faticare e pensare in misura assai maggiore per compiere l'intero ciclo delle operazioni di aratura. l'orzo selvatico a due file di grani. vagliatura e conservazione finale in granaio. lana e carne senza bisogno di andare a caccia. quali il fico d'Adamo: occor rono relativamente pochi sforzi e modeste doti di previdenza. in un'indagine condotta da F.validi del resto anche per la coltiv azione delle patate . Non venivano mangiati i se mi di nessuna leguminosa selvatica . la percentuale delle piante domestiche è molto aument ata. racco lto. Tutte queste ope razioni sono suscettibili di miglioramento. con aumento potenziale della resa. il pistacchio. e successivamente abbandonati: coltura de tta «a maggese» o «a radure successive». dove quest'ultimo termine (presente anche nelle lingue europee. Cina . E" stata prospettata l'ipotesi che le società contadine dalle quali si sono format e civiltà d'importanza mondiale . sebbene sia possibile ricercare t uberi e radici di tipo migliore a scopo di coltura. e lo «shauk» (Prosopsis cineraria. il cappero selvatico (di cui si mangiavano i frutti). m olto elevata in ogni caso rispetto ad altre colture o allo stesso allevamento zo otecnico. shauk. Hole e K. L'esame accurato dei resti di un villaggio chiamato Tepe Ali K osh. come nell'antico inglese "swidden") implica il concetto che i n uovi appezzamenti coltivabili sono stati ricavati con il fuoco nel manto foresta le. ma rappresenta un primo esempio di colture con irrigazione. ma se ne possono provare anche moltissime altre. quattro specie erbacee sel vatiche.erano tutte di . Comunque il vero punto critico del metodo del maggese sta nel fatto che se il terreno viene troppo sfruttato con i ripetuti incendi. pistacchi e mandorle. semina. fini sce con l'esaurirsi e con il diventare completamente inutilizzabile: cioè eroso a fondo o ricoperto di erbe grossolane e senza alcun valore. Egitto. la veccia (dai baccelli commestibili). V. Raramente si appli cano i principi della selezione della semente. databile tra il 5 500 e il 3700 avanti Cristo. tre di orzo. Vi sono compresi tre tipi di grano. diserbo. cappero. Se si compre ndono nella dieta i mammiferi. Presso il villaggio di Tepe Sabz. i pesci e i molluschi pure utilizzat i a scopi commestibili. come la tifa elefanti na della savana africana. nella steppa dell'Iran sudoccidental e. Si ritrovano due tipi di erbe selv atiche. I metodi fondamentali della coltivazione di piante tuberose tropicali . che risale al 7500-5600 avanti Cristo. ma certamente queste piante venivano raccolte per foraggio. Spessissimo la coltivazione di piante tuberose si pratica su appezzamenti usati per un anno o due. che è ugualmente situato nell'Iran sudoccidental e.fornire all'uomo latte. ha rivelato presenza di semi di oltre 40 specie vegetali. usando tanto semi quanto margotte. come usa anche oggigiorno. spesso associata alla co ltivazione di bananeti e di varietà tropicali affini. ad esempio gli abi tanti dell'isola di Mindoro coltivano con questo metodo più di 400 specie di piant e. u na leguminosa a baccelli che può coesistere con i cereali coltivati). parecchie leguminose selvatiche utilizz ate per i semi. gli uccelli. Il maggese da una resa molto inferiore a quella dei terreni dissodati in continu azione. Questi si possono piantare direttamente nel terreno o. inoltre una comunità che si attenga al primo sistema avrà bisogno di terra a superficie almeno 30 volte superiore a quella di una comunità che pratichi l'arat ura.

Alcuni autori. templi e città. Si tratta di un modo di vede re estremista. Anche le civiltà del Perù e d el Messico si fondavano sulla coltura di piante da seme: granoturco. Presso que st'ultima si osserva come già fin dalle prime fasi l'uomo e le poche specie animal i e vegetali prescelte venissero a trovarsi in virtuale rapporto di reciproca di pendenza per la propria sopravvivenza. Ma qui si entra nel dominio di competenza dell'antropogeografia. Può darsi benissimo che l'agricoltura asiatica ad indirizzo vegetativo fosse molto più agevole di quella del Vicino Oriente fondata sulle piante da seme. e che ambedue si siano originate in circostanze molto divers e. ma avevano grandissima abilità e versatilità nel trarre il massimo profitto d al loro ambiente. e in s eguito da animali terrestri.associato alla caratterist ica degli edifici fabbricati in legno e fibre vegetali . Sauer sembra sorvolare solo sulla datazione di questa civiltà. L'eccedenza demografica aveva riposto speranze esagerate nel metodo delle radure successive. L'argomento di questo mio capitolo. e talvolta esercitò effetti inaspettati sulle società interessate. Indubbiamen te le popolazioni di questa parte del mondo dovevano essere evolute dal punto di vista sociale. Alcuni scrittori giungono a dire che la coltivazione delle specie tuberose . e noi ci troviamo i n una posizione alquanto simile a quella che si assume al cospetto delle piante fossilizzate. Sauer ri tiene quest'area idealmente indicata per l'ascesa di una civiltà di pescatori ed a gricoltori.«avvantaggia la parte del la popolazione che meno contribuisce al bene comune». M a da quella società più o meno democratica di cacciatori e raccoglitori si originò un' aristocrazia intelligente. Essi partecipavano a quella che C. In linea di massima pare più che pr obabile che l'Asia sia stata una culla dell'agricoltura. o da qualche migliaio di chilometri. che ridusse in schiavitù il resto della popolazione cos tringendola a costruire palazzi. le condizioni ambientali nuo ve modificavano ulteriormente le piante e gli animali che aveva portati con sé. In linea di massima la caccia e l'attività mista di cacciatore e raccoglitore fecero posto a una forma d'occupazione associata all'agricoltura. L'uomo si trasformava senza posa nel suo modo di vi vere: ogni volta che migrava in un habitat diverso. tecnico ed artistico. H. che un'altra sia stata nel Vicino Oriente. ritengono che la culla dell'agric oltura più antica si debba identificare nell'Estremo Oriente in epoca forse databi le a molte migliaia d'anni prima degli insediamenti del Vicino Oriente. fagioli. di modo che un uomo poteva assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia lavorando un paio di mesi all'anno. L'agricoltura rappresentò un passo con cui l'uomo si all ontanò in misura irrevocabile dai metodi adottati in precedenza per procurarsi il cibo. non risulta modificato materialmente dalla differenza di alcune mi gliaia d'anni.si presta poco o niente alla conservazione delle prove archeologiche. Gli insediamenti del Vicino Oriente ci sono stati conservati così be ne solo per il concorso casuale di condizioni geografiche e climatiche.agricoltori dediti principalmente alla cerealicoltura. può darsi che non abbiano formato civiltà gran diose. In ogni caso le piante contribuirono con i soli carboidrati a una dieta in cui i grassi e le proteine provenivano da pesci e molluschi. relativo all'evoluzione delle piante a contatto della do mesticazione. mentre all'estremo o pposto pochi gruppi si diedero alla vita nomade con le loro greggi. mentre i nvece il clima umido e caldo dell'Asia sudorientale . una sorta di processo d i adattamento animale e vegetale in cui tutte le parti in causa si modificano vi gorosamente e reciprocamente». invece di lasciarle godere il tem po libero. e che quivi «sia la patria più cospicua al mondo delle tecniche di piant agione e miglioramento delle piante mediante riproduzione vegetativa». si trovarono ad avere risolti i loro problemi alimentari. Burkill sull'igname .tan to per citare un articolo di I. dando il via a una coltura pastorale. Dar lington ha definito «una questione di reciproca selezione. come Carl Sauer. D. Fu comunque la pressione della sovrappopolazione a mettere la parola "fine" all'unica grande civiltà che si sia basata sulla tecnica del maggese: quel la dei Maya. Così quando g li antenati dei Maya perfezionarono la coltura del grano turco. per cui l'uomo si trovò davanti alla prospettiva di un'umanità nutrita in percentuale sempre cresce . cu curbitacee. Ben presto l'ambiente e le risorse spontanee attorno ai centri abitati risultaro no irrimediabilmente alterati dal concorso di queste due attività.

mentre alle Filippine si produce la "nata". costruito interamente in legno . Ben presto vennero anche le fibre. ma nel periodo bellico dal 1939 al 1945 uno degli aerei di maggior successo fu proprio il Mosquito. i lieviti. mettendole a coltur a quando se ne presentava la necessità. Anche automobili con telaio e carrozzeria interamente in legno sono state fabbricate con successo da un car rozziere che definisce il legno «la prima plastica di Dio». «sbarrarono le strade alle spalle dei prim i popoli migranti. attrezzi agricoli. armi. I grossi a nimali selvaggi vennero sospinti fuori dalle aree d'insediamento e spesso finiro no per estinguersi. e come del resto fac evano da millenni e millenni tutti gli animali vegetariani.compreso quello di bal sa -. dal leggerissimo legno di balsa al legnof erro ed al guaiaco che pesa 12 volte tanto. Oltre al cibo e alle bevande ricavati dalle piante.che costituisce uno dei suoi maggior i impieghi odierni . E" il caso di notare che poche piante domestiche d'importanza rilevante non furono conosciute e non caddero sotto il controllo dell'uomo già molto prima dei tempi storici: si può ben d ire che l'uomo diventò molto presto un esperto di economia vegetale. materiale per la costruzione d 'imbarcazioni. Senza nemmeno rendersene conto. birra. latt uga. e l'uomo continuò a servirsi com e avevano fatto i suoi antenati nella loro misura limitata. In Oriente il bambù ha trovato quasi altrettanti usi della palma da datteri . da giustificare il detto arabo secondo il quale la palma ha tanti usi quanti sono i giorni in un anno. yogurt. Così in Indonesia le foca cce fermentate di soja ed arachide soddisfano un terzo del fabbisogno di protein e. sandali. O ltre all'uso immortale fattone sotto forma di carta . comprese le carote e la pastinaca. recipienti p er cibi ed olio. fagioli. materiale da rivestimento e copertura d'abitazioni. I rotang o palme rampicanti costituirono il gruppo di piante tropica li più pregiato che sia mai stato usato in costruzioni del genere. I danni arrecati all'ambiente. seguito dai caccia a reazione Vampire e Venom. Oltre a tutti gli usi più ovvii.entra nella zuppa giornaliera di c irca tre giapponesi su quattro. fibre. edilizia. e cibo nei tempi duri (dal rizoma sommerso). carciofi. ed altri funghi che intervengono nella prepa razione di pane. e la fermentazione che se ne o ttiene ha pienamente soddisfatto i gusti degli abitanti. originando comunità isolate: l'origine delle nazioni».per cibo. il sago. asparagi. durata e densità. Alcune tra queste sue qualità vennero trascurate dopo la Rivoluzione Industri ale. Fu sconvolto tutto il sistema evolutivo basato sui ca mbiamenti lenti e graduali soggetti a numerosi equilibri e forme di controllo. e perfino strument i musicali. Nelle zone tropicali qu esti microorganismi attaccano rapidamente i cibi. sebbene la coltivazione su larga scala di piante ut ili sia venuta in complesso assai più tardi. tuberi delle regioni temperate. Nella culla della civiltà la palma da d atteri deve essere stata tra gli alberi sfruttati più diffusamente per fornire leg name da costruzione. vino e aceto. compresso ed essiccato . armi. Una pasta di soja fermentata . per costruire abitazioni. e tanto altro materiale ancora. cipolle. zucche e meloni. cibo nutriente.nonché in raion e in sostanze plastiche derivate dalla cellul osa.il "miso" . Nell'antico Egitto il papiro rappresentava un'altra pianta dai molteplici usi. cavoli. derivate in gran parte da cortecce e tronchi . il le gno venne in seguito trasformato in carta .ricavata dal midollo affet tato in strisce sottili. Piante d'ogni genere ed ogni loro singola parte sono state esaminate in vista di un loro impiego potenziale. utensili da cucina. l'uomo primitivo impiegava anche piante microsco piche per produrre cibo.adattabile agli usi più disparati in tutta la sua variabiliss ima gamma di elasticità. materiale da rivestimento per pareti e copertura di tetti r icavato dalle foglie. la canna da zucchero e alcuni funghi.nte da risorse artificiali. formaggio. una sostanza gelatinosa ricavata con l'aiuto dei batteri da latte di cocco e succhi di frutta. Ma allora la natura doveva sembrare inesauribile. il legno deve essere stato i l primo prodotto vegetale di largo impiego. ripiegato. imbarcazioni . Ebbero questa sorte frutti di vario genere : melanzane. attr ezzi.si utilizzavano alt re parti della pianta per farne cordami. Al loro posto subentrarono e si moltiplicarono erbacce ed an imali dannosi ai raccolti. Dalla natura selvaggia ricavò tutte le altre specie d'interesse alimentare. come nei bacini dell' Oxus e del Tarim ora ridotti a deserti.

come insetticidi e ingredienti nella formula di composizione di dozzine di sostanze d'uso industriale.t utti meno uno. Le piante forniscono infine sostanze medicamentose d'ogni tipo. Il cotone selvatico non ha filacce sui semi. Un estratto molto noto è il latt ice.evidentemente molto antica . nonché insetticidi e diserbanti ricavati da ormoni vegetali. fanno alzare il pe lo uniformemente in ogni direzione. o sono sostituite da preparati artificiali. rivestimenti e imbottiture pe r usi domestici. ad esempio come frangivento e specialmente per favorire il recupero di zone sterili. Le piante producono indirettamente molte sostanze alimentari. Le sostanze coloranti vennero presto estratte dalle piante. come non lo sarebbero i cereali a spighe dai semi non disperd enti. Un giorno il caposquadra e il sovrintendente del campo aspettarono . ma di molte non è s tato possibile ottenere con processo sintetico una versione migliorata. Ogni tanto succede che una pianta metta nel sacco tutta la tecnologia moderna. spazzole. vernici. tappeti. servono in una vasta gamma di applicazioni industriali. operazione che sp esso comporta la necessità di lasciar macerare il materiale vegetale nell'acqua o all'aperto. Le fibre forniscono materiale tessile. corda mi. è stato segnalato da Henry Longhurst nella sua descrizione della costruzione della strada detta «La scala d'oro» per l'accesso al campo petrolifero di Gach Saran in una delle regioni più torride dell'Iran. per colonizzare cumuli di spazzature e così via. come pure analizzandone i te ssuti. In par ticolare si usano varie erbe per consolidare dune di sabbia e pantani. attività che in seguito fece sorgere grandi industrie (si devono distillare 200 milioni di petali di rosa per ottenere un chilogrammo di essenza di rosa). Durante la loro crescita le piante possono servire per usi speciali.di piante d'ogni genere e separate dai tessuti per sfibratura. dal linoleum all'inchiostro da stampa . I tannini servono per la lavorazione del cuoio. Un trionfo vegetale sull'ingegneria. ed osservando l'eventuale crescita i rregolare o diversificata delle specie interessate. Gomme. La macerazione praticata nei ruscelli favorì probabilmente la scoperta . Può darsi che da principio sia stato coltivato per i suoi gambi fibrosi. pectine e resine si usano in mille modi. e negli anni di guerra dal 1939 al 1945 i Russi ricavarono gomma da una specie locale d i tarassaco. che «non veniva a patti con il caldo della giornata o la ripidità del la strada. vengon o tuttora usati da milioni di persone per sollevare il grumello. La pianta più importante per le sue fibre è indubb iamente il cotone. quali zuccheri ed amidi. m a gli automezzi surriscaldati restavano fermi per buona parte della giornata . Oggi gli oli essenziali si usano anche come solventi delle ver nici. ma anche da numerose piante erbacee. o f orse anche per i suoi semi oleosi: i ben noti baccelli pieni di cotone dipendono interamente dall'addomesticamento. nell'industr ia alimentare per marmellate e gelati. Si possono localizzare depositi minerari sconosciuti redigendo una mappa de lla distribuzione di certe specie vegetali. Molte di queste sostanze si ottengono oggi per sintesi. a somiglianza delle c ere vegetali. Montati su assi. come eccipienti ed emulsionanti. come nel caso del chinino e dell'oppio. nonché per i più disparati prodotti d'uso industriale. compresi i licheni. cosmetici e creme. oli e grassi: alcuni di questi ultimi. I su oi capolini fiorali stretti e di forma ovale.che il succo di certe piante come la Derris avev a effetto stupefacente sui pesci. di cert e stoffe di qualità superiore dopo l'appretto. La guida degli autocarri era affidata a maestranze provenienti dalle tribù locali. del rotenone della Derris e del piretro ad effic ace azione insetticida. materia prima per canestri. Lo stesso avvenne per gli oli essenziali utili in medicina o come aromatizzanti. tra l'altro sotto forma d'incenso. ed effettivament e eventuali semi di cotone coperti di filaccia non sarebbero adatti a vivere all o stato selvatico. dal quale si ricava la gomma. uno dei cardini principali della nostra civil tà moderna: è prodotta da molti alberi. per unguenti e profumi. armati di brattee uncinate.. o pelo. e di certi battericidi. di vari antibiotici originati da funghi o licheni. comportante anche un certo risvolto umorist ico a spese della precisione meccanica. e i surrogati in filo metallico non riescono a dare la qualità richiesta. per migli orare le condizioni di regioni aride.. saponi. e il mio esempio preferito è dato dal cardo dei lanaiuoli (Dipsacus fullonum).

po . usate per farne filtri. Questi primi spostamenti per via di terra furono certamente importantissimi. Navi europee battenti bandiera portoghese vi portarono dall'Asia noci di cocco e riso. il taro. molto usata anche la torba. nonché il tabacco dall'America centrale e meridio nale. Molte sono importanti come aliment o. Naturalmente anche il grano e q uasi tutti i cereali europei vennero portati nel Nordamerica dai Padri Pellegrin i e dai loro successori. invece le antiche diatomee forma no depositi di terre dette appunto «a diatomee». per ché così avvennero scambi tra l'Asia e l'Africa. La tecnologia vegetale si presenta a volte in modo inaspettato. E naturalmente hanno immensa importanza i resti delle piante morte sotto forma d i carbone e lignite. destinato a rendere f amosa l'America Meridionale. tristemente famoso. questi ultim i originari della Cina. canna da zucchero. La prima spedizio ne organizzata per la raccolta di piante di cui si abbia notizia. formati dai resti delle piante gigantesche delle età carbonif ere. piante medicinali. e con la sua polpa sugosa lo raffreddava quanto bastava a non far bollire la benzina». Tuttavia le carovane erano in uso già da molto tempo prima. non dimentichiamo che le alghe mari ne si prestano a una gamma vastissima di usi. e che certe piante e i loro prodotti (e naturalmente tutti gli altri prodotti naturali e manufatti) si trovavano solamente in certi posti.compresa ovviamente la Cina . l'agricoltore antico diffondeva a poco a poco le sementi. il granoturco. e sono particolarmente pregevoli nelle opere di bonifica. abrasivi e rivestimenti refrattari per forni. ma appassionato di orticoltura. Man mano che emigrava. che la regina egiziana Hatsepshut fec e venire per nave dalla terra di Punt (attuale Somalia) nel 1482 avanti Cristo: 32 tronchi per il suo grande tempio di Deir el Bahri. specialmente in Giappone.che inf ine si diffuse all'Africa.il guidatore e chiesero di dare un'occhiata al motore. C'era un mezzo melone sul carburatore. igna me. nei loro lunghissimi viaggi marittimi intrapresi a scopi di colonizzazione. ma potevano benissimo commerciare i semi. e diventò possibile lo scambio reciproco di specie tra il Vecchio e il Nuovo Mondo. furono degli emigrati irlandes i a portare la patata nell'America settentrionale. cominciò il commercio . sostanza di base del cemento e del calcio usato in agricoltura. erbe e d altre derrate che servivano a rendere più piacevole la vita quotidiana . le radici e i bulbi delle specie coltivate.merci d esiderate e aspettate man mano che sorgevano le diverse civiltà. La situazione si trasformò con i successi della navigazione regolare nell'Atlantic o dopo il 1492. vari tipi di piselli e varie specie di soja. topinambur e fagiolini arrivarono invece dal Canada. Se ne estraggono agar ed alginati dagli usi infiniti: gli ultimi s'impiegano talvolta per condizionare i terreni pesanti e per consolidare quelli leggeri o sabbiosi.cioè l'albero del pane -. I Romani diffusero varie piante col tivate d'origine mediterranea in varie parti del loro immenso impero. Thomas Edison us ava filamenti di bambù per le sue prime lampadine elettriche. Il gesso. Tra le piante d'interesse alimentare l'Europa ricevette la pat ata. banane. Tornando ad applicazioni meno specializzate. si verificò un movime nto di crescente intensità in tutta l'Asia . e dopo moltissimo tempo alle Americhe. riso. prima che venisse me sso a punto il tungsteno a questo scopo. Quando sulla superficie della terra ci fu tanta gente che cominciò a rendersi conto che vivevano altri consorzi umani . Il caffè. formata da piante in disfacimento in condizioni anaerobiche nell'arco di poche migliaia d'anni. I Polinesiani si portarono dietro. il carico consisteva principalmente di spezie. Le regioni tropicali del Vecchio Mondo si avvantaggiarono particolarmente della manioca o cassava. vi arrivò dall'Arabia e dall'Etiopia. e le Americhe dal canto loro trassero benefici dall'arriv o di piante del mondo antico quali agrumi. Per quanto fosse lento e faticoso il traffico carovaniero. la patata dolce e la noce di cocco. di origine sudamericana. il pomodoro. In seguito gli Arabi importarono in Spagna riso. inoltre come mangime per bestiame e concime. fu quella che andò alla ricerca degli alberi dell'incenso. canna da zucchero ed agrumi. Le carovane ab itualmente non portavano sostanze alimentari. Il capitano Bligh. Fatto piuttosto curioso. l'artocarpo . depositatesi sui fondali marini del Cretaceo. si compone in gran parte dei resti fo ssili di alghe microscopiche di colore brunodorato contenenti piastrine calcaree .

che ora è tra gli alberi di maggiore importanz a commerciale in Europa. come i fiori doppi o le foglie screziate. la gialappa e varie specie di tagetes («francesi».endemiche in Australia . altrettanto magnifica. fu il dominio europeo delle rotte oceaniche a spalancare i continenti all e specie ornamentali. mentre la s pecie affine Amherstia nobilis. Semi e bulbi costituirono da principio le forme principali d'importazione.rtò da Tahiti alla Giamaica banane. Allora. ma le piante vive cominciarono a varcare i mari a ritmo accelerato man mano che si trovavano i metodi migliori per mantenerle in vita. e tra le prime che varcarono gli oceani a questo scopo si annoverano la passiflora. che vi vennero contrabbandati circa un secolo fa. mentre il pino di California . rappresenta tuttora nei climi caldi una delle piante più pregi ate a legno dolce e a rapida crescita. cioè attorno al c ambio del secolo. si insediò a Ceylon e nell'Estremo Oriente. che allo stato selvatico è ora limitato a un gruppetto d'esemplari contorti dal vento nella Cali fornia meridionale. mentre gli antichi Britanni si tingevano con il colore azzurro del guado. a quanto pare non è mai stato visto da n essuno allo stato libero: veniva coltivato dai Cinesi nei giardini e presso i te mpli. In epoca molto posteriore si tenevano notevoli giardini a scopo ornamentale negl i imperi del Perù e del Messico. e tutte le piante coltivate derivano da quell'esemplare originale. le altre civiltà si limitarono quasi tutte a coltivare e migli orare le specie che già crescevano sul posto. o fiore di Passione. comprati un pane con un soldo. fornitrice di chinino. Una parte di queste risors e potenziali è stata esplorata dalle tribù «primitive» dell'America Meridionale: gli ant ropologi a tutt'oggi hanno spigolato poco più delle briciole delle loro eccezional . Una nostra pianta d'appartamento. certe specie di eucalipti . e un giglio con l'altro». la cosiddetta "pianta dell'amicizia" o pianta d'alluminio. «i fiori sembrano inte si a consolazione dell'uomo comune». furono loro a cercare piante a scopo ornamentale in Paesi lontani con i l maggiore impegno. artocarpi e canna da zucchero a tronco spesso. per essere utilizzate per fornire legn ame e come specie ornamentali. il cui primo esemplare in com mercio venne acquistato su un mercato messicano. «africani») importate dagli Spagnoli dall'America central e. parente dell'erba pignola. U n'altra pianta ornamentale nota solo come specie coltivata è la "pianta di giada" (Crassula morganianum). e lo stesso accadde per i semi della pianta della gomma brasiliana. è stata trovata solo una volta allo stato libero i n Indocina. usando anche più incenso di quanto ne abbia mai usato ogni a ltro popolo da allora in poi. Un proverbio cinese dice: «Se ti restano due soldi e nulla più. Questo vale spe cialmente per singoli esemplari selezionati per qualche caratteristica ecceziona le. mentre in altri casi viene tanto migliorata da non poter più cavarsela da sol a allo stato libero. per citare Ruskin. ora tanto usato per alberature stradali nel NordAmerica.o di Monterey -. cominciando sia pure in epoca diversa nelle varie parti de l mondo: le condizioni del suo sviluppo si verificano soltanto con l'avvento del tempo libero e dell'istruzione. e piante ora coltivate derivano tutte da un unico esemplare nel giardino di un monastero birmano. fu la conseguenza di altre serie esplorazioni botaniche del Nordamerica. L'uso di piante a scopo ornamentale costituisce un pensiero fisso per l'uomo fin dai tempi più antichi. ma prospera nel nuovo ambiente artificiale.vennero e sportate in tutti i Paesi a clima adatto. Quasi contemporaneamente. Ma quando gli Inglesi cominciarono a girare per i l mondo. Molto probabilmente certe piante ornamentali devono alla loro bellezza la loro s tessa esistenza attuale: ad esempio lo spettacoloso "albero fiammeggiante" (Delo nix regia) è noto allo stato libero solo in una località del Madagascar. Popoli progrediti come i Cinesi e i Persiani colti vavano fiori. Come per le piante d'interesse alime ntare. ma che potrebbero essergli molto utili. dove la gente del posto la colt ivava per tenerla nelle case. Succede così in certi casi che lo sfruttamento di una pianta la salva dall'estinzi one. Gli antichi Egizi coltivavano fiori ed alberi a scopo ornamentale. La Cinchona peruviana. L'identificazione di specie arbor ee da legname come il pino Douglas. la tuberosa. è stata vista allo stato se lvatico solo due o tre volte. la Pilea cadierei. Esistono ancora moltissimi prodotti d'origine vegetale di cui l'uomo civile non è a conoscenza. Anche il ginkgo.

se si vuole che mantenga la mas sima vitalità. di seminare o piantare. oltre a conservare la superficie della terra. e l'uomo «evoluto» si dà da fare per cancellarle dalla faccia della terra. o tutto. La riproduzione per margotte comporta la necessità sottintesa di conoscere l'epoca migliore per prepararle e «metterle a dimora». bulbi. La semente va ripulita per evitare che spuntino le erbacce in mezzo alle colture. Capitolo 27. mentre tecniche speciali comprendono anche le lesioni infl itte deliberatamente alla base della margotta: procedimento che in certe specie vegetali affretta la formazione delle radici. tuberi. L'UOMO MANIPOLATORE. ma contemporaneamente ci fanno obbligo di proteggere con maggior cura quanto resta delle intatte foreste primo rdiali: possono insegnarci qualcosa che ancora non sappiamo. Invece gli indios dicono: «La foresta h a tutto. e costituiscono ormai un ciclo d'evoluzione specifica nel l oro genere. quale e q uanta parte della pianta convenga usare. e spesso quasi in ogni epoca dell'anno. al cibo che mangiamo. spesso con l'aiuto di una «scheda elettronica» adottata come mecca nismo di controllo. e magari viene conservata in condizioni di temperatura ed umidità controllate. la propagazione per margotte ha avuto per molti secoli una diffusione li mitata a poche specie vegetali. l'uso di «nebbie» attuate con dispositivi n ebulizzanti che scattano ad intervalli regolati dal grado di essiccazione del ma teriale vegetale. frutti e medica menti». Come ci appare da vari aspetti inerenti alla manipolazione e coltivazione delle piante. a sostentare gli animali che ora ci rincresce di vede r scomparire. o non compaiono nelle specie coltivate. d opo che ne è stata estratta gran parte del contenuto d'umidità. di concimarlo e liberarlo dalle erbacce. Moltissime piante tropicali a ccestiscono da margotte insediate nel terreno senza quasi nessuna cura prelimina re. al legname e alle f ronde per coprire le capanne. Invece le piante delle regioni tempe rate sono di norma più schizzinose per quanto concerne la diffusione per margotta. e infin e di passare al raccolto e alle operazioni successive. Tra i perfezionamenti appo rtati dalla tecnica moderna vi sono le cassette chiuse di propagazione. «La foresta è "nada". Questa è la prima linea di controllo. e richiede inoltre di venire conservata con cura. Le nostre crescenti esigenze c'impongono di migliorare le nostre conoscenze negl i interventi che operiamo sulle piante coltivate. comporta la n ecessità di preparare il terreno. allo scopo di prolun garne notevolmente la durata utile di conservazione. come dicono i giardinieri. che comportavano l'impegno di ripulire e dissodare il t erreno. La seconda linea riguarda i controlli esercitati sul materiale riproduttivo.compre so il maggiore uso di margotte di radici . stoloni e così via. Nel corso dei millenni tu tte queste operazioni agricole sono state migliorate e perfezionate lentamente m a ininterrottamente. Oggigiorno la semente v iene raccolta con accorgimenti speciali. e "doveva" farlo. Anthony Smith ha registrato quanto dicono i Brasiliani moderni dell e loro foreste inesplorate: «Qui non c'è nulla». Ormoni vegetali in polvere sono usati diffusamente per accel erare l'accestimento. o quando questi rich iedono troppo tempo prima di formarsi. e così via. Provvede alle nostre necessità.derivò in buona parte dal desiderio di moltiplicare le piante ornamentali quando mancavano i semi. o infine non servono quando si tratti di forme ibride. L'accresciuta complessità di tale pratica .i conoscenze botaniche. Sem inare sementi o coltivare radici. e di solito di rivoltarlo in qualche modo per as sicurare alle piante migliori condizioni di crescita. che si p ossono scaldare e irrigare dal di sotto. fornisce legno per archi e frecce. a concedere un ristoro sempre più ambito a una razza umana sempre più meccanizzata e prigioniera di se stessa. Si formò così un ciclo di lavo ri legati alle stagioni. Quando cominciò deliberatamente a seminare sementi o a mettere a dimora margotte d i colture vegetative. e assicuri in seguito la crescita migliore. a seconda di chi siete voi». cioè nulla. utilizzata per fare tappeti . l'uomo istituì una forma di controllo. Le sole possibilità di moltiplicazione assicurate dalla tecnica moderna sono notev olissime: so di un coltivatore europeo che in un anno è riuscito ad ottenere 20000 nuove plantule da un solo esemplare di Pachysandra. e spesso viene addirittura confezionata.

Nonostante i pregiudizi e le chiacchiere che circondavano ta le pratica. patate. mentre oggi lo si impiega spesso per cespugli ed alberi ornamentali. Altro metodo moderno specializzato è costituito dall'impiego dei meristemi. l'innesto delle piante era entrato nell'uso corrente. garofani e crisa ntemi. si limitano a ridurre la capacità di crescita e di r endimento delle piante.le cui parti superiori diano frutta particolarmente pregiata. in alcuni casi . men tre altri. o marza. facendolo crescere poi in terreno sterile di coltura finché abbia raggiunto dimensioni trattabili. che può essere imitato dal coltivatore. Questo metodo si è reso n ecessario per il grande aumento delle malattie da virus. sebbene richieda molta precisione e grandi cure . ed è notissimo che le fragole sono tanto esposte alle infezioni da viru s e agli afidi che le trasmettono. assai più insidiosi. e si svilupparono moltissimi metodi diversi. dopo di che lo si può trattare alla stregua di una margotta o di una plantula di tipo tradizionale. Si tratta in questo caso d"«innesto p er avvicinamento». cre sce del 70% in più rispetto a un'altra pianta infetta. e rinnovare le piantine. L'impiego dei meristemi. mentre la talea. proviene da forme note e selezion ate che .non si potrebbero ottenere dai semi. Lo scopo fondamentale dell'innesto è di creare una pianta nuova . che altri menti impiegherebbero anni per crescere in condizioni normali. E" stato calcolat o che da un solo meristema si potrebbero ottenere in un anno quattro milioni di plantule.di solito una specie arborea . ad esempio. Così si possono usare spesso ceppi radicali selvatici. E" sicuro che l'innesto p er talee è di data antichissima: è citato molte volte nella Bibbia. che si verificano con la fusione di giovani germogli o radici che crescono in stretta vicinanza.si formano numerose gemme che in seguito si possono st accare e coltivare separatamente. I meli soffrono spessissimo d'infezioni di questi virus nascosti. come nel caso dei pomodori . e che abbia un sistema radicale vigoroso e sano. perché i virus s olo di rado sono in grado di tener testa alle cellule delle punte d'accresciment o. Ma vi son o anche molte piante che non attecchiscono prontamente per margotta o richiedono troppo tempo. un po'"come succede in medicina umana per il trapianto degli organi. co nsente ai coltivatori di costituirsi un «patrimonio iniziale pulito» dal quale è possi bile ottenere materiale immune per la successiva propagazione. ed era già ben not o ai Greci antichi. Una pianta di rabarbaro esente da virus. Alcuni tra questi virus hanno effetto letale o visibilmente paralizzante. che in ultima analisi viene contro llato dai gruppi sanguigni. Ma il meristema di solito riesce a sfuggire a questa sorte. se tutte le gemme venissero staccate regolarmente e messe a coltura. per quanto faticoso. e già si avevano certe nozioni dell'azione esercitata dal ceppo radicale sulla talea: già ai primo rdi dell'era cristiana San Paolo accenna alla pratica dell'innesto nella sua epi stola ai Romani. I meristemi cominciano a crescere in provette contenenti gelatina nutriente. La tecnica dell'innesto venne affrontata con mentalità scientific a molto prima di quanto avvenisse per la maggior parte delle pratiche agricole e d ortofrutticole. che so no le punte microscopiche d'accrescimento delle piante. I coltivatori d'orchidee si sono impossessati di questo metodo per moltiplicare le loro varietà più vistose e richieste. e s e queste provette vengono fatte girare in continuazione . Fino al diciottes imo secolo l'innesto era limitato in pratica agli alberi da frutto.erbosi e come specie consolidante del terreno. e qualche volta per la sua resistenza alle malattie. Si possono usare solo piante strettamente imparentate. dalie. Tra le piante che hanno sortito felici effetti da questo trattamento sono comprese piante di gran de importanza in frutticoltura.nel caso degli ibridi . i virus si trovano nell e cellule stesse della pianta e vengono diffusi dagli insetti che succhiano la l infa. specialmente per le ros . come negli alberi da frutto. A questo scopo occorre p relevare il meristema con il microtomo (dato che il diametro va da mezzo millime tro a un millimetro). T ale possibilità ovviamente riduce di molto il prezzo di queste specie esotiche. In molti casi il ceppo radicale viene scelto con l'intento di det erminare la taglia e la vigoria della forma finale. inoltre fragole. che ne riducono moltissimo le capacità di r endimento. che è necessario eliminarle dopo tre anni di co ltura.oppure agitate periodi camente. Può darsi che l'idea di praticare innesti sia derivata inizialmente dall'osservazi one degli innesti naturali. L'innesto invece è un'arte antica.

Invece i semi possono dare discendenza variabile. quando h a cominciato a migliorare i cereali all'alba della sua civiltà. Il lupino nella varietà R ussell. Pianta progenitrice e discend enza vegetativa si indicano con il termine di "clono". conferisce alle infiorescenze un aspetto molto più compatto. riso. si deve a una mutazione veri ficatasi in quattro posti diversi tra il 1899 e il 1902. detto di passaggio. praticamente senza che nemmeno se ne avvedesse. mentre i mezzi di propagazione vegetativa garantiscono discendenza identica alla pianta progenitrice.e. Il concetto è semplice da enunciare. mentre i cloni vegetativi assicurano un prodotto avent e caratteristiche specifiche note. Di solito una specie o un dato ceppo d'inte resse ortofrutticolo conserva le sue caratteristiche con la propagazione per sem i. risultanti da accoppiamenti casuali o da muta zioni . l'uomo cerca ora di migl iorare il materiale vegetale a sua disposizione.come il lupino Russeli . cipo lla e barbabietola. si annovera no: pomodoro. caratterizzati da fiori grandi con petali superiori arricciati invece che piatti. ibridando varietà della stessa speci e che gli consentivano di ricombinare le caratteristiche genetiche.quando non addirittura per migliaia d'anni. e gli faceva trovare nei raccolti varietà nuove. granoturco. si regola scegliendo quelli delle piante p iù grosse e più robuste. fagioli. e aveva cercato per anni d i attuare questo «pallino» che. Il metodo più semplice ed antico consiste nell'eliminare dalle colture le piante di qualità inferiore o aberrante («mondatura»). avendone gli stessi tessuti. lattuga. che ha infiorescenze irradianti dal tronco in senso quasi orizzontale in vece che verso il basso. come nel cas o degli olivi . Se i semi sono d'origine ibrida. In certi casi sceglie gli esemp lari di forma ed aspetto migliori tra quelli che vivono allo stato selvatico. la discende nza può variare notevolmente. La digitale nella varietà Excelsior è un altro esempio di «pallino». che derivano ciascuna da un unico esemplare e le cui speci e domestiche o coltivate . Così la fragola odierna è stat a ottenuta in Inghilterra dall'incrocio della specie americana Fragaria virginia .delle variazioni dovute a mutazione e talvo lta a una certa instabilità genetica. o che danno acini o grani o frutti più voluminosi: questo cri terio è servito all'uomo. cetriolo. sedano. e i cloni possono esister e per secoli e secoli . mentre si possono conservare linee più pure adottando crit eri ancora più severi. Spesso la natura lavorava per lui in questo senso.come infatti si verificano . a livello più elementare. dove i flosculi orizzontali trasformano l'aspetto dell'infiorescenza. L 'avvento dei piselli odorosi nella varietà Spencer. In seguito l'uomo le allevò deliberatamente. Nel caso delle piante annuali i semi rappresentano l'unico mezzo efficace di pro pagazione. Una volta definito un ceppo di semente. ma un miglioramento del 20-50% si ottiene in quattro generazioni di selezione massiccia. Tra i «salti» più notevoli dovuti a mutazione dobbiamo an noverare la caratteristica dei fiori doppi. Perciò anche nell'ambito delle linee pure possono verifi carsi . Questo procedim ento di solito mantiene parecchie «linee» nell'ambito generale delle caratteristiche ravvisate in un ceppo. che hanno pa trimonio genetico uguale. Dalla selezione delle piante l'uomo passò al miglioramento genetico di determinate varietà vegetali. e la generazione successiva potrà presentare variazion i ancora più ampie. Con i semi. e il sistema vale in modo particolare per le piante coltivate da radici o margotte . o talvolta i ncrociando specie diverse se risultavano compatibili (le specie con numero diver so di cromosomi di solito non si possono incrociare). è stato osservato per la prima volta in mezzo alle altre piante da un dilettante che aveva l'hobby dei lupini. ma si osservano variazioni notevoli anche nella discendenza delle «linee pure» ri sultanti dalla selezione continuata su elementi dello stesso ceppo.almeno fino a pochissimo tempo fa .si sono formate i n buona parte in conseguenza della semplice scelta delle variazioni.che sarebbero andate perdute allo stato natural e. I semi pertanto offrono occasioni costanti ai fini della selez ione e del miglioramento. occorre mantenerlo. carota.senza che avvengano materialmente dei cambiamenti. Impadronitosi dei metodi di coltivazione e dì diffusione. La scelta del metodo si fonda largamente sulla convenienza o comodità. sempre apprezzata dai giardinieri. La ricerca di caratteristiche pregevoli è quanto mai accentuata ed ovvia nel setto re delle piante ornamentali. Tra le piante più note.

originando la forma capostipite del gruppo di rose Bourb on. permettendo i matrimoni forzati tra specie viventi abitualmente a grande distanza l'una dall'a ltra. occor re togliere a mano tutte le antere. per cui la discendenza diventa una nuova fonte di variazioni potenziali. 1 indicati nei cataloghi delle sementi . miglio e sorgo . si dicono poliploidi. 1 va citato il miglio nero «periato» (Pennisetum glaucum) che ricopre più di 12 milioni d'ettari di terreno coltivato in India. I genetisti immaginarono che una volta ogni tanto dovev a pure verificarsi una mutazione priva di alcaloidi. Però il raddoppiament o successivo dei cromosomi . e l'operazione va per le lunghe. I lupini. cavoletti di Bruxelles e pomodori -sono il risultato di tali incroci. Il volume degli alberi da legname a una certa età può risultare aumentato almeno del 25% se a suo tempo sono stati selezionati gli alberi più promettenti.ad esempio di granotu rco. Il primo passo verso le moderne rose ri fiorenti è stato rappresentato dall'introduzione di una rosa cinese che conservava le caratteristiche delle fioriture ripetute. e ne coniò inoltre il termine in seguito alla riscoperta della famosa opera di Greg orio Mendel.porta di so lito alla fecondità. le piante «madri»). Gli obiettivi principali sono rappre sentati di solito dalla resa delle colture o dalla grandezza dei fiori nelle spe cie ornamentali. dove s'incrociò spontaneamente con una varietà di rosa di Damasco pur e usata per recinzioni. Entro tre anni dall'inizio del programma d'ibridazione si e ra ottenuta una forma ibrida che aumentava la resa dell'88%. riso. e forse fino a 15 volte la resa consueta in condizioni sperimentali.che si verifica spessissimo in natura . e sol tanto verso l'inizio di questo secolo Bateson elaborò la scienza della genetica. Ora è possibile effettuare selezioni genetiche orientate. Se le piante pre scelte per l'impollinazione non sono a maschi sterili (cioè. Non restò altro che esaminare un milione e mezzo di piante: si trovarono 6 esemplari del tipo richiesto.. Solo nel secolo scorso la selezione è diventata scientifica.na con quella cilena Fragaria chiloense. L e forme ibride di larici europei e giapponesi selezionati crescono in misura cor rispondente a oltre il 180% degli alberi progenitori. Un aspetto della selezione genetica delle piante consiste nella ricerca delibera ta di una determinata caratteristica. in modo che incrociando i due ceppi progenitori non c'era pericolo c he intervenisse l'autoimpollinazione come elemento di disturbo. granoturco. Queste nuove razze danno una resa almeno tripla o quadrupla. L'incrocio di ceppi distinti può portare al «rigoglio d'ibridazion e». invece di affidarsi al caso. Prima di allora anche i processi riproduttivi delle piante non erano compresi in modo adeguato. e l'incrocio di base va ripe tuto di anno in anno: procedimento che si compie abitualmente a mano. Talvolta la selezione gene . La selezione genetica s'interessa ora anche d'aumentare il contenuto proteico.compreso un promettente ibrido di grano e segale detto triticale. costituiscono una meravigliosa fonte alimentare per i mangimi zoote cnici. Gli ibridi F. e la selezione prese il via. Ma i lupini selvatici contengono certi alcaloidi che tolgono agli animali la voglia di mangiarli. Nel caso delle piante perenni come i gigli. Tra i successi più brillanti della coltivazione d'ibridi F. cioè intese a un risultato prestabilito. Oltre alla resa dei cereali si può migliorare anche quella del legname. se è stata fatta la mol tiplicazione per talea ed è stata curata la selezione genetica mediante incroci. quelle con numero doppio di cromosomi si chiamano tetraploidi. Esempi di questo genere dimostrano come le migliorate comunicazioni abbiano trasformato le capacità potenziali della coltivazione delle piante. usata per siepi e spalliere nell'i sola di Réunion. e gli ibridi F.grano. Essi sono anche estremamente uniformi. 1 da soli non perpetuano però le loro caratteristiche. nonché vigore e rend imento più elevati. Le piante che possiedono un patrimonio cromosomico più che doppio risp etto alla norma. Parte del successo di questo particolare ibrido si deve al fatto che si sono ottenute piante maschi li sterili. i ceppi derivati da semi di questa sorta sfuggono alle malattie da virus che si po ssono invece perpetuare con la propagazione vegetativa consueta. e rivelano spesso dimensioni superiori. che sono piante vitali e di rapi da crescita. L'ibridazione interspecifica può dare una discendenza sterile. Negli ultimi anni sono state create nuove piante ad alto reddit o d'interesse alimentare .

Un pesco. nelle condiz ioni ideali di diffusione offerte dai sistemi attuali di coltivazione. R icerche del genere si propongono anche di ottenere nuove piante resistenti a ter reni mineralizzati o salati. Gli ibridi più recenti di pisello non hanno pratic amente foglie. Purtroppo i funghi sono perfino più duttili delle piante per capacità di adattamento e mutazioni potenziali. elaborando una razza nuova contro la quale la pianta non ha immunità. per avviare il ciclo di fioritura e produzione dei frutti. che era presente in proporzioni pericolose nelle precedenti v arietà. Anche la migliore erba da foraggio non impiega più del 4% dell'energia che le arriva con la luce. derivano quasi certamente dagli sforzi selettivi operati per accrescere la resis tenza di questo cereale. frutti che si staccano più facilmente quando vengono colti a m acchina. in modo da pote r sfruttare al massimo anche i sistemi di raccolta a macchina. La selezione di prodotti destinati ad essere venduti alla clientela spicciola si è sviluppata anche nel senso di ottenere prodotti uniformi. che ancora mancano in certi prodotti odierni. richiede abitualmente più di 1000 ore con temper atura inferiore ai 7 gradi C. in modo che anche le regioni più calde ne lla parte meridionale degli Stati Uniti possano coltivarsi da sé le loro pesche. dal canto suo la mancanza di foglie rende più facile la raccolta a macch ina. come ad esempio la consistenza del prodotto. Così nel 19 47-48 un'epidemia di ruggine del grano nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud distrusse risorse alimentari sufficienti a nutrire 3 milioni di persone per un anno. Per questo motivo le varietà nuove vengono realizzate a gambo lunghissimo. ad esempio. il fungo spessissimo tallona questa evoluzione. Recenti sforzi di miglioramento genetico hanno fatto aumenta re questa percentuale al 5% aumentando di un terzo la produzione di sostanza sec ca. Questo tipo di miglioramento genetico si può ottenere operando la selezione di pia . Attualmente ricerche in corso nella calda Louisiana stanno cercando di ridurre questo periodo a 250 ore o meno. e la maggiore q uantità di luce solare che così arriva ai baccelli li porta a maturazione in modo più uniforme. ad esempio per i cav olini di Bruxelles e i piselli. Se viene selezionata una pianta da coltura con resisten za iniziale a una data malattia. con semi che resistono nei baccelli fino al momento del raccolto. Alcuni cepp i tra i più virulenti delle malattie fungine. una varietà di senape nera a gambi alti e rigidi. E" stato prodotto anche un ceppo di riso con tasso di fotosintesi quasi dopp io rispetto alle vecchie varietà. Requisiti di questo tipo. La figura del consumatore non deve venire ultima nell'ordine di precedenza stabilito dal genetista vegetale. pregevoli anche perché in questo mod o non si piegano né si «allettano» . spesso anche a matura zione contemporanea. In passato la selezione genetica si proponeva di manten ere le distanze con prodotti che precedessero d'un passo i funghi. Tra gli scopi più importanti della selezione genetica c'è quello di ottenere ceppi r esistenti alle malattie da funghi. i gambi sono adatti ad effettuare la fotosintesi. che probabilmente costituiscono il problema p iù grave per il coltivatore odierno: infatti queste affezioni rappresentano un oss o duro per i mezzi chimici.tica riesce a migliorare anche la composizione dello stesso prodotto vegetale. In parecchie colture sono state selez ionate geneticamente nuove varietà che resistono a freddo e aridità più intensi della loro norma. c ome nell'olio di semi di ravizzone che ora si riesce a produrre privo di sgradev ole acido erucico. invece ora si accerta sempre più diffusamente che le piante possono sviluppare una capacità gener ica di resistere a qualsiasi ceppo di funghi. come nel caso dei pomodori e delle fragole. e questa appunto è la meta cui tendo no gli sforzi e le ricerche attuali. quali quelli del carbone del grano. Questa esigenza è avvertit a anche dalle industrie d'inscatolamento e di congelamento. L'aumentato rendimento dipende anche dalla migliorata efficienza della fotosinte si. e possono spazzare via interi raccolti. dovrebbero però accompagnarsi a u n buon profumo e al soddisfacente valore alimentare. Tra i problemi recentemente risolti dai genetisti si annoverano i cereali a stel o corto intesi per comodità delle mietitrebbie. inoltre alberi da frutto con rami ad angolo più stretto rispetto al tronco per sostenere un magg ior peso di frutti. tale da sopportare le operazioni di confezionamento.tanto facilmente.cioè si coricano .

mentre quello di s pecie incompatibile fa produrre allo stimma un «anticoncezionale» che impedisce ai g rani di polline di germinare. ottenuto c on i raggi gamma. Ma si possono ottenere a nche tipi poliploidi in cui il numero basico dei cromosomi è moltiplicato quattro o più volte tanto. Il polline t rattato ai raggi X ha infranto l'ostacolo dell'autosterilità in alcuni tipi di fru tta. dove questo «difet to» genetico si traduce in un vero vantaggio commerciale. Il polline di norma può fecondare solo la propria specie. Ma è possibile fare in modo che un fiore femminile a ccetti polline d'altra specie mescolandolo assieme a polline irradiato della ste ssa specie. si sono rivelati più spesso da nnosi che utili. come le ciliegie. Per accelerare i cicli sono stati escogitati anche speciali accorgime nti d'impollinazione. i quali. non ultima la buona resistenza all"«allettamento». che può diminuire la res a fin del 20%: a questo scopo è stata utilizzata la caratteristica resistenza di t re specie selvatiche. In tal modo è stato introdotto nelle varietà moderne di pomodori il carattere resistente al virus debilitante del mosaico del pomodoro.a intrappolare il carattere dell'immunità alla malattia di una data sp ecie selvatica. con l'impiego di una specie selvati ca.riducono i periodi d'intervallo tra una generazione e l'altra. o frutti privi di semi. L'opera di selezione genetica si avvale anche di trattamenti che influiscono sul periodo di inattività del seme assicuran do germogliatura uniforme. a stelo cortissimo e rigido. c omportano spesso dimensioni maggiorate. infine il riso Reimei (raggi gamma) dalle molte buone qual ità. e di solito è corredato da dimensioni maggiori e accresciuto vigo re. o talvolta di una particolare varietà che non soffre della malattia. che altrimenti non avrebbe magari nessun valore. piante a ritmo giornaliero rispettivamente lungo e corto. oppure. dopo operazioni complic ate di estimo dei diversi geni della pianta. compresi gli intrattabili vermi nematodi sotterranei. che costituiscono una g rave tara per questo cereale. ricorrendo a speciali celle di crescita dove le condizioni ambientali controllate . poniamo . A un certo momento sorse la speranza che le mutazioni artificiali avrebbero potu to produrre nuove varietà di piante utili. Oltre all'acquisita abilità in quella che è un'opera di vera e propria manipolazione dei cromosomi specifici o dei singoli geni delle specie vegetali. compreso l'inserimento diretto del polline negli ovari.con maggiore o minore successo . dell'esposizione ai raggi ultravioletti e a sosta nze chimiche quali l'iprite. ma conserva auxine attive che danno il segnale . Però la pratica dell'irradiazione può sortire pregevoli effetti nella selezione gene tica. Vi è compreso l'orzo Milns Golden Promise. Qu este condizioni controllate permettono ora di coltivare fianco a fianco. che altrimenti non p otrebbero riprodursi contemporaneamente. Si tratta forse di una meta meno importante.nte resistenti nella pratica delle coltivazioni. Tuttavia i mutanti ottenuti con procedimenti artificiali. Altro scopo della selezione genetica è quello di attuare caratteristiche di resist enza agli animali nocivi.con un procedimento detto d'incrocio recessivo . sebbene sterili. ad alta resa e con robusti baccelli che rimangono indenni anche dopo le ope razioni del raccolto. C. analogamente a quelli che si verificano in natura. indirizzandolo ad elaborare una varietà domestica rispondente ai fini di selezione genetica dell' uomo. perché ora gli animali nocivi si poss ono trattare . In quest' ultimo caso i tecnici selettori riescono . Quest'ultimo è sterile.4X (raggi X). I trattamenti radioattivi hann o originato anche alcune nuove varietà curiose di piante ornamentali. Un notevole esempio dei successi conseguiti in questo se ttore è dato dalla produzione di pini provvisti di pigne in soli due anni partendo dai semi. Un esempio di r esistenza felicemente acquisita ci è offerto dall'avvenuta realizzazione di un ris o ibrido resistente ai tonchi e alle pulci delle piante. inoltre l'arachide N. La prima sostanza applicata per ottener e mutazioni artificiali fu la colchicina (alcaloide ottenuto dal colchico): si è v isto che il suo impiego può aumentare il numero dei cromosomi. Può creare triploidi a patrimonio cromosomico triplo rispetto alla norma.e aiutate se del c aso dall'impiego di ormoni di crescita .con mezzi di lotta chimica e bio logica di cui si darà una breve descrizione nel capitolo seguente. di varie radiazioni nucleari. l'uomo ha cer cato anche di accelerare i tempi dei programmi selettivi. Numerosi nuovi ceppi utili sono il risultato di bombardamento con i raggi X.

analogo centro per il miglioramento del granoturco e del frumento esiste nel Messico. e lo stesso vale per vecchie varietà ugualmente messe in disparte. sebbene attualmente sussistano problemi di natura genetica che impediscono l'incrocio di specie appartenenti a generi . Prima di lasciare il settore della selezione genetica conviene dire che può darsi che la scienza .di «via libera». In certi casi è stato gravemente trascurato il potenziale apporto genetico di spec ie o forme selvatiche finora non ritenuto degno d'indagini. In quella che è s tata definita la «rivoluzione verde» l'uomo mostra ora la tendenza a coltivare estes e aree di una singola varietà vegetale selezionata in purezza genetica. e ha isti tuito centri di conservazione genetica in regioni dove le specie locali hanno av uto importanza per l'evoluzione delle forme coltivate. Un insigne autore (B. e nel lavarli con sostanz e adatte. P. che vent'anni or sono esisteva in migliaia di forme in Iran. mentre la massima parte d elle piante da caffè sudamericane è cominciata sotto forma di plantule derivate da u n solo albero coltivato in Olanda. e se dovremo contin uare a mangiare cibi di tipo tradizionale.O. ha mostrato di rendersi conto dell'importanza del problema. Pal) ha affermato che la selezione monoge netica sta minacciando «tutta l'opera di selezione genetica vegetale compiuta dall a natura nel corso di migliaia di anni». Quasi tutto i l lino coltivato attualmente in Turchia appartiene ad una sola varietà. segnatamente nel senso dell'uniformità. in Grecia sono bastati 40 anni perché la percentuale delle specie semiselvatiche di frumento impiegate calasse dall'80% al 10% attuale.si stia spingendo troppo lontano in c erti indirizzi di ricerca. Questo lavoro. Tutto il g rano che spunta in Australia deriva da una mezza dozzina di ceppi imparentati. Presso altri centri si co nservano raccolte delle diverse varietà coltivate: la raccolta di cereali degli St ati Uniti contiene 12000 tipi di grano ed orzo. mentre l'Istituto Internazionale per le ricerche sul riso alle Filippine mantiene una collezione di 10000 tipi d i riso. le varie spe cie di patata selvatica a breve ritmo giornaliero che prima venivano trascurate perché non davano tuberi in Europa: si sono ottenute rese maggiori del 50%. per quanto faticoso e dispendioso. appare sempre più necessario. Ciò sottintende la necessità di conservar e in ogni modo possibile la variabilità genetica delle specie coltivate d'interess e alimentare. Così l'antico grano d i spelta. Le mille e mille vecchie varietà di lino della Turchia sudoccidentale stanno scomparendo a r itmo accelerato. diversi tipi di resistenza e così via. mentre campi sempre più estesi semplicemente scacciano le piante di vecchio tipo. L 'importante erba foraggera Digitaria decumbens coltivata nell'America centrale e nelle Indie Occidentali deriva tutta da un solo dono. per cui si è proposto da più parti che vengano istituiti analoghi centri di ricerche internazionali per il miglio e il sorgo.precisamente come nel Sudamerica . Queste monoculture mancano ormai della capacità essenziale di produrre varianti. con al ta resistenza alla peste della patata in certi casi. . ini ziatasi da un solo ceppo .che venne spazzata via al gran completo da un'epidemia di ruggine nel 1860.per non parlare di famiglie . La F. A. scelta e v oluta per dare maggiore resa. In situazioni del genere le possibilità di un d isastro totale per via di qualche malattia sono semplicemente immense.come accade non di rado . Il crescente uso d ei diserbanti e i metodi progrediti di coltivazione impediscono alle piante affi ni od imparentate qualsiasi approccio alle specie coltivate. m entre i ceppi progenitori rimasti allo stato spontaneo ed i loro discendenti (da i quali si potrebbero ricostituire varietà nuove nel caso in cui una malattia anni entasse i ceppi attuali) vanno incontro a rapida distruzione. Questi accorgimenti possono sortire l'incrocio felice di specie attual mente incompatibili. Così solo nell'ultimo decennio sono s tate selezionate geneticamente. è scomparso da quel Paese. Un altro metodo usato a questo scopo consiste nel togliere il rivestimento ester no dei grani di polline composto di proteine exiniche. e lo stesso dicasi delle vecchie varietà di granoturco già coltivat e in Brasile. Tali risorse potenziali dov ranno venir utilizzate sempre più se la produttività delle specie vegetali coltivate dovrà tenere il passo con un mondo in espansione demografica. Vale la p ena di ricordare a questo proposito il caso dell'industria del caffè a Ceylon.molto distanti tra loro. assieme a buone varietà preesistenti. radici e tuberi tropicali.

La corretta tecnica di conservazione costituisce la fase successiva da tenere so tto controllo per assicurarsi una buona semente: infatti il deterioramento può int accarne anche i caratteri genetici. dove si provoc ano fratture interne. L'immagazzinamento in condizioni di eccessivo calore o di eccessiva umidità riducono ben presto la vitalità dei semi: si può dire che la semente invecchia troppo in fretta.sono stati e . perché diminuisce la vitalità e preg iudica i raccolti futuri. questi organismi possono aggredirla con risultati seri. l'uomo or a deve pensare a seminarla. allo scopo di mantenere s pecie fortemente selezionate di piante ornamentali. ma l'uso di questi gas è a tutt'oggi ancora in fase sperime ntale. cosicché molto spesso si vede costretto a «rompere» loro il sonno ai propr i fini. in quanto consentono l'insorgere di forme morbose portate da batteri e funghi. L'alternarsi di umidità e aridità può causare danni gravi alla semente matura. Le sementi significano problemi a non finire a questo r iguardo. Le esigenze dei semi variano molto a questo riguardo. Per i semi secchi di piccole dimensioni convengono meglio il secco e il freddo associati. L'età effettiva della semente è meno importa nte delle condizioni ambientali di conservazione. con vitalità garantita di tre anni. e in certi casi anche le possibil ità di buon accrescimento dopo l'avvenuta germinazione. ad esempio le condizioni atmosferiche all'epoca della maturazione dei semi. Dopo aver raccolto e conservato la semente nel miglior modo possibile. ma si può dire che è opportuno disidratarli. perché nelle regioni tropicali i semi sono in grado di germoglia re subito. Altri semi migliorano ancora se ven gono sigillati in atmosfera gassosa . L'uomo deve imparare anzitutto qual è l'epoca migliore del raccolto. Quanto sopra vale quasi soltanto per le specie coltivate e le piante dei climi temperati. L'uomo ha semp re troppa fretta perché si pensi che stia ad aspettare il periodo giusto di una da ta semente. la vitalità. non ultimo dei quali è il surriscaldamento che si può originare in c onseguenza dell'attività fungina. L'interruzione del periodo d'inattività o di letargo di un seme delle regioni temp erate si dice iemazione o vernalizzazione. come le ghiande.come pure molte delle sue attuali applicazioni pratiche . prima di immagazzinarle o di chiuderle in confezionamenti di carta stagnola. Invece i semi freschi più grossi. Vanno presi in considerazione i problemi derivanti dai danni meccanici arrecati ai semi al momento del raccolto. E ssi sono più vitali dopo un'annata caratterizzata da insolazione superiore alla me dia e da piogge piuttosto scarse. Quando si tratta di partite sfuse di sementi vanno evitati con uguale cura gli a ttacchi provenienti tanto da batteri e funghi quanto da insetti: anche quando la semente non ha subito danni meccanici. Un commerciante inglese di sementi le dissecca suppergiù nella misu ra succitata.e colture ad elevato tenore proteico comprendenti anche verdure. ma il sole eccezionalmente torrido e venti por tatori d'aridità immediatamente prima del raccolto potranno sempre danneggiare la vitalità dei semi. fino al 6% o a nche meno. e gli esperimenti classici a questo r iguardo . e anche qui s'imbatte in un altro ostacolo frapposto dalla natura stessa: il periodo d'inattività o di letargo implicito nelle caratte ristiche di molti semi. vanno conserva ti poco sopra il punto di congelamento.l'uomo è ora in grado di con trollarle in altri modi.specialmente d'azoto ed anidride carbonica . Certi semi vanno disseccati prima che mostrino un segno qualunque di germogliatura. come per molti altri aspet ti. in l inea di massima va evitato il raccolto precoce. sia per gli effetti diretti sulla germinazione dei semi. a temperatura variabile tra i 10 e i 20 g radi sotto zero. che già abbiamo considerato al capitolo 16. E poi alcuni fattori sono assolutamente incontrollabil i.invece che in aria. Su scala del t utto diversa funzionano piccoli centri internazionali. Alcune regioni del mondo con tempo abitualmente caldo e asciutt o attorno all'epoca del raccolto hanno pertanto acquistato importanza per la pro duzione delle sementi. sia per le conseguenze indirette.buoni o cattivi che siano i risultati . Logicamente i semi di forma sferica h anno meno probabilità di ricevere danni all'epoca del raccolto o nelle operazioni successive. purché siano loro accordate adatte condizioni di calore e umidità. specialmente trattandosi di semi grossi come i fagioli e le fave. Dopo aver selezionato o allevato in purezza genetica razze vegetali pregevoli ai suoi occhi . in linea di massima.

nella normale pratica agricola odierna.si è dimostrata di particolare valore in condizioni d 'ambiente desertico.con una certa nostra sorpresa . per cui hanno importanza vitale la buona lavorazione del terreno e un'opp ortuna concimazione. Alcune specie di serra. Questi trattamenti evitano di dover incidere o scarificare i rives timenti dei semi con possibilità di danneggiarli. Quando i semi vengono seminati in scala ridotta in vasi. sebbene certi costituenti possano essere di provenienza n aturale. ma ora è usata diffusamente per semi di specie da coltura e di fiori. Benefici stimoli per la germogliatura de i semi e lo sviluppo iniziale delle plantule sono stati osservati somministrando sostanze comprendenti. I concimi si presentano in numerose combinazioni e versioni dei costitu enti principali azoto. e in molte concentrazioni per peso un itario a seconda della specie coltivata e delle condizioni locali. dopo un'invernata fredda. I giardinieri ottengono spesso questo scopo mescolando la semente i n parti uguali con torba umida. consiste in sostanza nel dare al seme da semi nare in primavera un periodo di freddo (probabilmente di 2-6 settimane) con poca acqua. come i garofani.anche soluzioni diluite di detersi vi. significa in gran parte applicare concimi in presentazione granulare. fosforo e potassio. la semente viene sparsa a strati in va si pieni di torba o sabbia. che si tende a defin ire «concimi artificiali». purché siano tenute al freddoumido durante l'inverno. per rifornire le truppe di verdura fresca dove era impossibile coltiv arla con i sistemi normali. quest'ultima fa avviare il processo di germinatura. e nulla vieta che diventino pratica corrente negli anni ventu ri. mentre fino a non molto temp . ma anche specie alpine. Moltissime piante ornamentali.intrapresa in origine tenendo le radici delle piante sospese al di sotto di grigliati o reti in soluzioni fertilizzanti . Quasi tutte le specie coltivate devono germogliare nel terreno in condizioni nat urali. vengono alimentat e irrigando i lettorini con sostanza inerte contenente gli elementi nutritivi in proporzioni accuratamente bilanciate. sìa pure in misura inf initesimale. Le varietà invernali di un dato cereale fioriscono l'estate successiva se sono state seminate in autunno. cassette o lettorini di serra. l'acido ascorbico e la citochinina. La germogliazione di semi ricoperti di un rivestimento duro si può accel erare attaccando dette cappe di rivestimento con varie sostanze. Con una tecni ca di giardinaggio detta stratificazione. tra l'altro.ffettuati sui cereali. insaccando il miscuglio ottenuto in sacchetti di polietilene. le vitamine del gruppo B. La vernalizzazione. Si possono somministrare in vari modi dei «ricostituenti» ai semi in co rso di germinazione. specialmente cespugli. sebb ene le comuni miscele concimanti contengano già abitualmente percentuali di oligoe lementi sufficienti per gli usi normali. e si è lavorato intensamente per trovare terricci o miscele fertilizzanti di composi zione standardizzata. questo accorgimento assomma il vantaggio di frangere anche il rivestimento dei semi. mentre i semi veramente tetragoni si trattano talvolta con gli acidi solfori co o nitrico. e se ne è fatto un uso molto esteso durante il periodo bellic o 1939-45. Questa tecnica idroponica . Miscele ferti lizzanti speciali s'impiegano per terreni carenti di qualche oligoelemento. e conservandolo in frigorifero poco sopra il punto di congelamento . nel qual caso il cubetto di nutrimento se rve specialmente per estrarre e assorbire acqua. L'alimentazione delle piante. mentre di norma non fioriscono prima dell'anno dopo se sono state seminate in primavera . si possono controllare molto meglio le condizioni delle coltivazioni. o iemazione. La pratica di mettere accanto a ogni singolo seme un cubett o di nutrimento era stata escogitata in origine per la semina o la messa a dimor a di alberi ed altre piante in ambiente desertico. Varie sostanze chimiche possono sostituire la vernalizzazione climatica: compren dono tra le altre la gibberellina e gli estratti d'alga contenenti auxine ed ant ibiotici. La vernalizzazione costituisce una tecnica di ampio impiego in agricoltura e in orticoltura. tra le quali si annoverano . ma a tutt'oggi i tentativi intrapresi in tal senso non hann o ancora superato la fase sperimentale. Oggi si da al terreno pochissima sostanza organica. ge rmogliano molto più facilmente nella primavera che tiene dietro alla loro maturazi one autunnale.

si può ragionevolmente sperare che in avvenire si otterranno forme di migliorìa dall a realizzazione artificiale di specie vegetali coltivate in grado di fissare l'a zoto: una delle eventuali «realizzazioni avveniristiche» di cui si tratterà nell'ultim o capitolo. Si è detto che i concimi nutrono solo la pianta e non il terreno. che poi veniva interrata mediante aratura. e a marcire sottoterra restano solo le radici de l raccolto avvenuto. Si è trovato che le fogl ie sono in grado di assorbire soluzioni nutrienti di adatta formulazione . si possono piantare alberi od erbe. ma non esistono prove ineccepibili per cui le colture trattate con concimi organici «naturali» diano risultati migliori dal pun to di vista alimentare di quelle concimate con fertilizzanti «artificiali». Però troppo concim e può sortire il risultato della «pletora del terreno». In ques to modo i viticultori europei hanno potuto migliorare notevolmente il rendimento e lo stato di salute dei loro vigneti. che possono passare i 15 chili senza cure speciali). specialmente sui pendìi ripidi: uno è dato dall'irrorazione con varie m iscele a base di lattice. Esistono molti metodi per stabilizzare il terreno in modo da impedirne o ridurne l'erosione. Se il nutrimento fogliare viene somministrato contemporaneamente agli indispensabili insetticidi e fungicidi. si possono ottenere risultati fantastici dalla nutri zione intensiva. Si registrano inoltre una zuc ca di 110 chili. Tuttavia. e un ravanello di 7 chili (quest'ultimo di produzione «normale» rispetto agli ibridi giganti che si ottengono talvolta in Gi appone. un cavolo di oltre 55. Alcuni esper . e un terzo a base di epossiresine. Oltre al riciclaggio di scarti minerali e di altri prodotti d'origine organica. e probabilmente l'alimentazione per via fogliare si presta meglio per queste colture specializzate. o renderle più esposte ai danni della pio ggia. ricavandone accresciuta attività di fotosi ntesi. Certi concim i possono avere effetti dannosi su alcune colture come le patate. il costo dell'applicazione viene in pratica ridotto a zero. ed ogni 3-4 anni si effett uava una coltura d'erba o trifoglio. specialmente s e vengono usati in quantità eccessive. Quando si fanno prove vere. Di recente è stata anche elaborata una forma di alimentazione attraverso le foglie . Oggigiorno si usa bruciare correntemente le stoppie allo scopo dichiarato di dis truggere l'insidia delle malattie da funghi. che attecchiscono e consolidano a loro volta il terreno prima che si decomponga la sostanza consol idante artificiale. tanto più che i terreni con bassa percentuale di materia organica tendono ad assumere un'ingrata consistenza compatta sotto l 'azione delle macchine agricole e delle varie attività legate alla coltivazione de l suolo. L'alimentazione per via fo gliare riveste particolare importanza quando sussista forte concorrenza per l'ac cesso agli alimenti nell'ambito stesso della pianta. L'accrescimento accelerato non dipende soltanto dall'alimentazione. sostanze oleose ed acqua. ad esempio tra radici e ger mogli. con un aumento progressivo negli anni seguenti.spess o basate sull'urea . è attuabile: ad esempio gli esperimenti effettuati in Giapp one con alghe verdiazzurre hanno aumentato la resa del riso del 20% inizialmente . può accadere fin troppo facilmente che la tendenza a somministrare concime non ottenga altro risultato che quello di alterare la struttura del terreno con perdita finale dello strato di superficie e fenomeni d'erosione. L'impiego eccessivo o in proporzioni sbagliate di concimi può diminuire l a resistenza delle piante alle malattie. come dirò con maggiori particolari al capitolo 29. da usarsi alla st regua di concime vivo. Una volta spruzzata la miscela consolidante. uno dei quali ha dato ben 150 chili di raccolto. sebbene il sistema non sia ancora usato su larga scala. nonché altri benefici per il resto della pianta. Così il primato mondiale (inglese) nella produzione di patate toc ca a una coltura che ha totalizzato 740 chilogrammi di patate con sei soli ceppi . tra le foglie e le gemme o i frutti in via di sviluppo. mentre un altro liquido irro rante è a base di colloidi. La coltivazione di organismi fissatori dell'azoto. e va notato che i risultati fi nali in termini di rendimento e valore alimentare sono praticamente uguali. dato che le sostanze fornite dai concimi perché vengano assorbite dalle piante sono ug uali a quelle prodotte nel terreno ad opera dei processi biologici.con grande rapidità. ma tale pratica distrugge anche que sta fonte di sostanza organica.o fa si somministrava regolarmente il letame animale.

imenti hanno dimostrato che l'irrorazione con quella stupefacente sostanza che è l a gibberellina può far crescere le piante con velocità da due a cinque volte superio re a quella normale. Le piante così trattate ri sultano anche notevolmente più resistenti alla siccità e al conseguente appassimento . eventualmente an che per alberi da frutto. Forse queste sostanze sono ancora troppo costose per l'impiego in agricoltura . a ridurre fiori e frutti nel caso che vengano prodotti con eccessiva liberalità. Ad esempio. o allungare il periodo di conservazione. Nel corso di un esperimento piante di fagiolo cresciute in vaso senz'acqua sop ravvissero alle piante non trattate per altri 10 giorni. possono indurre piante danneggiate dal gelo a fare frutti . L'effetto opposto della nanizzazione si applica ora su larga scala alle piante o rnamentali. dato che l'effetto si limita in sostanza ad allungare le cellule preesist enti. la velocità di crescita delle foraggere e i gambi commesti bili del sedano e del rabarbaro. Nella magg ior parte dei casi. oltre che nei casi noti delle azalee e delle poinsetti e. oppure farle ge rmogliare subito dopo il raccolto o quando sono in letargo naturale. In certi casi le sost anze nanizzanti possono anche aumentare la capacità di fioritura. Le irrorazioni di acido abscicic o . arrestano l'avvizzimento di s edani e lattughe. le irror azioni con preparati ormonali possono modificare il sesso dei fiori. perché fa chiudere gli stomi . Gli ormoni. salvo forse per aumentare in lunghezza i tronchi delle piante da fibra. e al contrario a impedire che i frutti cadano troppo in fretta prima dell'epoca del raccolto. Invece per certi altri tipi di frutta conviene accelerare la matu razione. mentre la sua mancanza ne lla pianta spiega forse le forme nane crescenti allo stato spontaneo. L'esempio più noto è offerto dai crisantemi.fa staccare anche i frutti con maggiore facilità. La gibberellina fa crescere molte piante fuori misura. e si sono ottenuti buoni successi in esperimenti di defogliazione delle piante di ca psico. e questo vantaggio accelera i programmi delle varie colture. nonché le sostanze messe in libertà dall'etilene. comunque. va notato che questa crescita rapida consente di coltivare piante in posti più freddi della norma. che può essere auspicabile al fine di facili tare il raccolto. La sostanza usata . come si usa con le banane importate nei Paesi a clima temperato a bordo di navi frigorifere. Altre applicazioni speciali di sostanze ormonali ed affini accelerano la fioritu ra degli ananassi e delle bromeliacee ornamentali. ridotti a forme da vaso per appartamenti.in percentuali inferiori a una parte per milione . e ciò si può fare con l'impiego di preparati ormonali o. Questa pratica è adottata negli Stati Uniti per i pomodori. sono in grado di accelerare la caduta delle foglie.e quindi riduce drasticamente la perdita di umidità. intesi a sostituire la difficile raccolta a mano con quella meccanica.anche per la durata di nove giorni . è stata impiegata anche pe . vantaggio di particolare importanza nel rac colto del capsico. migliorando ne anche lo sviluppo. In questo modo si riesce a far fiorire piante biennali già al primo anno. tabacco ed orzo. int ervenendo sulle condizioni di temperatura o adottando certi accorgimenti con il gas etilenico. Per la frut ta. questa crescita così maggiorata non offre molte poss ibilità di applicazioni pratiche. L'uomo dispone di molte altre tecniche scientifiche che gli consentono di manipo lare le specie coltivate in vari momenti del loro sviluppo. si può ritardarne la maturazione. e si ottiene con varie sostanze di sintesi. Oltre all'ovvi a importanza venale del ritrovato. controllano la crescita di erbe rustiche e siepi. o a regolarne la caduta ad avvenuta matur azione. aumentano l' emissione del lattice degli alberi della gomma. L'irrorazion e di un preparato siliconico sigilla meccanicamente i pori di traspirazione con effetto analogo. E" anche possibile far sì che le patate conservate non germoglino. dal momento che il periodo d i crescita si può comprimere in un'estate più corta. e oltre ad essere usata nelle colture.permette alle specie vegetali di resistere ai periodi di siccità o di crescere meglio in condizioni di aridità. aumentando contemporaneamente anche la resa. Purtroppo il peso secco del prodotto aumenta di poco.che di norma interviene nella caduta delle foglie e nel letargo delle piante . ma sono state usate finora a scopo sperimentale per ridurre l'altezza scomoda di varietà troppo cresciute di pomodori.e a farne senza semi -. aumen tando la temperatura in celle di maturazione controllata.

Ne sono derivate le «camere di coltivazione». dove le piante . impedendone la fioritu ra.cioè con giornate lunghe ottenute artificialmente. La crescita vie ne aumentata così almeno del 20%. Posso citare a questo proposi to il caso di un appassionato coltivatore di crisantemi da esposizione. Quando si impiega un sistema d'illuminazione si possono anche usare strutture op ache. mentre è possibile far fiorire a metà dell'inv erno le fuchsie.ricevono cure intensive a seconda delle loro esi genze. prosperava «in modo sorprendente». perché di solito non fior iscono prima che comincino ad allungarsi le notti. in modo da migliorare l'attività della fotosintesi. Tra le altre piant e ornamentali brevidiurne che si sia riusciti a far fiorire ad epoche stabilite. in modo da riprodurre artificialmente giornate br evi. L'oscuramento si ottiene con l'uso di tapparelle e persiane di vario tipo completamente opacizzanti. Priestley.» I dispositivi più semplici possono migliorare le condizioni climatiche locali. innaffiatura e diffusione d'insetticidi.si basa su precise nozioni scientifiche. e rappresenta il principale risul tato commerciale degli studi sul fotoperiodismo delle piante. è una pianta brevidiurna. di solito con lampade fluorescenti o al mercurio. esse possono e .talvolta associata alle forme miniaturizzate per effetto di nani smo .aggiungeva . Un recente perfezionamento americano si basa sulla «luce forzata» emanante da lampade a scarica gassosa. come viene osservato nel capitolo 10. E" possibile fornire anche luce supplementare. il quale aveva osservato ch e la menta. sventagliati sui terreni a coltura. aerazione. «In nessun'altra occasione . impiegata solamente per il 20% del tempo. figurano le poinsettie e le kalanchoë. Ciò dipende dal fatto che il c risantemo. In primavera e in autunno sono molto usate strutture leggere ricoperte di fogli di plastica in funzione antivento e per trattenere il calore solare. che hanno un lungo fotoperiodismo giornaliero.special mente se le condizioni locali impediscono la ventilazione . Le serre moderne sono molto diverse da quelle dei tempi andati. cioè a ci clo giornaliero corto. che hanno prezzo più economico delle serre e si possono isolare con maggiore facilità. La tem peratura. Però ai crisantemi si danno dai 10 ai 15 minuti di luce ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 3 del mattino. detto di passaggio.specialmente nelle prime fasi di crescita . L'erogazione di anidride carbonica ha costituito un altro progresso. mentre la produzione di crisantemi per margotte ha potuto far e un balzo di oltre il 90% rispetto alla produzione normale. può avere altrettanta importanza della luce per rego lare la fioritura. Oggi però i crisantemi si producono tutto l'anno. L'importanza dell'anidride carbonica era stata r ilevata per la prima volta nel 1772 da J. In ce rte condizioni sperimentali a impedire la fioritura di alcune piante basta addir ittura fare lampeggiare per pochissimo tempo una fonte luminosa nel cuore della notte. Ormai la produzione di crisantemi rifiorenti per tutto l'anno . in ambiente caratterizzato da aria ammorbata dalle sostanze in decom posizione. Fino a non molto tempo fa questi fiori veni vano considerati soltanto gli annunciatori dell'autunno. che invec e riesce subito fatale alla vita delle specie animali. Tutto questo lavoro di controllo dei ritmi comporta l'uso di serre od altre attr ezzature. quali le limoniere del diciassettesimo secolo: vi si può praticare il controllo automati co della temperatura.e se ne aumenta la c oncentrazione. Le piante di pomodoro insediate in camera di coltivazione raggiungono in tre settimane lo sviluppo che conseguirebbero abitualmente in serra nello spazio di 6-9 settimane. che non richiedono di essere tenute accese in continuazione.r impedire la perdita d'acqua in piante soggette a spostamenti per il trapianto. L'il luminazione notturna si ottiene invece con lampadine al tungsteno anche a bassis sima intensità. Altro intervento di largo impiego e di genere diverso si usa per ottenere la fio ritura in epoca in cui la pianta di norma non fiorisce: anche in questo caso l'e sempio classico è dato dai crisantemi. ma con risultati che si assicurano uguali a quelli ottenuti c on la luce continua. di modo che è possibile indurlo a fiorire nelle lunghe gior nate estive con l'oscuramento.ho mai visto piante crescere tanto vigorose come in quest'atmosfera. mentre se ne può prolungare la fioritura in inverno con l'illuminazione nottu rna . In questo m odo si sostituisce l'anidride carbonica assimilata in un locale chiuso . Un altro suggerimento è quello di usare raggi laser di brevis sima durata. che citò i n giudizio la giunta municipale per aver fatto installare un lampione stradale i n un punto dal quale illuminava nottetempo le sue piante.

per i quali si calcolò che sarebbero occ orsi 20 anni e la spesa di due miliardi di dollari (cioè una somma maggiore a quel la spesa nelle opere originarie d'irrigazione) per riportarli allo stato produtt ivo. Questo sistema d'irrigazione ha dato notevoli risultati associato alla scelta delle piante più adatte a sopravvivere con basso fabbisogno d'acqua. proprio appena sotto il punto di congelamento. possono coprire una coltiv azione per un periodo di tempo appropriato. opere altrettanto difficilment e attuabili presso comunità agricole primitive. ed hanno realizzato anc he notevoli progressi nel ridurre il costo della desalinizzazione. Nei Paesi a piovosità stagionale. se le vicende meteorologiche hanno causato carenza d'acqu a nel terreno. giova a scaldare il suolo. Tuttavia anche l'irrigazione può causare danni cospicui e veri disastri. lasciando defluire l'acqua lentamente nel sottosuolo. Un altro metodo consiste nell'uso di tubi d'irrigazione sopraelevati che erogano irrorazioni nebulizzate nei periodi di gelo. In Israele non si sono registrati inconvenienti con l'imp iego di acqua fortemente salmastra su dune sabbiose. in modo che questa ri serva idrica alzi tutta la falda freatica locale. attraverso i quali si me ttono a dimora le piantine. le colture all'apert o su larga scala vanno sempre praticate nel terreno e sono sempre esposte alle v icende atmosferiche . quanto basta ad assicurare la sopravvivenza alle gemm e di fruttificazione. adottan o il principio di raccogliere l'acqua di scorrimento che scende dagli spartiacqu e dei pendìi circostanti. in modo da allontanare l'eccesso di sale assieme all'acqua di def lusso: impresa di diffìcilissima attuazione nei posti dove scarseggia l'acqua stes sa. e si possono poi spostare rapidament e su un'altra. e i nfine a frenare lo sviluppo delle erbacce. a conservare l'umidità. si lavo ra a costruire dighe per bacini idrici che raccolgano le piogge portate dai mons oni. gonfiate da una pompetta ad aria funzionante a ritmo continuo. Il liquido nebulizzato ricopre le piante di ghiaccio. Problemi del genere dipendono dall'accumulo di sali minerali nel suolo. come vedremo in seguito. Su alcuni terreni questo «bucato» radicale deve accompagnarsi ad applicazioni di gesso e a colture effettuate su scasso profondo. .ssere grandi come una serra o essere fatte a galleria. Le costruzioni «a bolla di sapone» in plastica robusta. ma finché continua l'irrorazione . nel quale ultimo caso rap presentano un perfezionamento dei vecchi modelli francesi e di altri più recenti a campana di vetro. Contro l'irrigazione dei deserti è stata mossa l'accusa che favorisce il prosperar e delle cavallette e la diffusione di malattie come la bilharzia e la malaria. Fattorie sperimentali nelle re gioni più siccitose d'Israele a piovosità assai irregolare. I «bracieri» o le «stufette» trovano tuttora largo impiego: sono ora disponibili in modelli relativamente sofisticati. e spesso minima. spesso adottando anche terricci s intetici o aggregati inerti. In via sperimentale sono state usate anche delle grandi ve ntole che agitano l'aria e portano quella più calda dall'alto verso il basso nelle notti di gelo irradiante. può darsi che certe difficoltà derivino dal tipo di terreno in causa . vento e temporali. L'uso di fogli di politene neri a terra. occorre dilavare con l'acqua l' area irrigata. Qua ndo il terreno o l'acqua hanno contenuto salino. Tuttavia gli israeliani hanno tentato anche varie colture per veder e quale resista alla salsedine. ed è possibile avere raccol ti a ritmo intenso erogando l'acqua con grandi spruzzatori girevoli e con tubatu re fisse sopraelevate. m a a questo riguardo si possono prendere opportune precauzioni. come quel lo degli Anni Cinquanta che ridusse a deserto salato centinaia di chilometri qua drati della piana dell'Indo nel Pakistan. in mod o che quasi ogni goccia d'acqua venga convogliata dove sia maggiore la richiesta . Un problema d'ordine climatico è d ato dalle gelate che al momento della fioritura possono rovinare un raccolto pot enziale di frutta.il calore latente del congelamento mantiene il ghi accio e la pianta all'interno del rivestimento di ghiaccio.e la sabbia delle dune assicura un rapid o drenaggio. e in sostanza non sono altro c he un fuoco controllato emanante molto calore radiante. e viene incanalata a valle sui terreni coltivati. assieme a concimi artificiali. Il deficit idrico si colma con abbondanti piogge annue e buone fa lde freatiche sotterranee.siccità. Qualche volta si riesce a vincere la salinità del terreno. come l'India. Mentre è possibile effettuare un controllo ambientale più o meno stretto nelle varie costruzioni trasparenti o a struttura chiusa. Le tecniche d'irrigazione si fanno sempre più complesse.

La «semina delle nuvole» a mezzo di aerei o di razzi potrebbe far aumentare la piovosità su sc ala mondiale in misura calcolata del 15%. Questo problema costituisce l'argomento del prossimo capitolo. ben concimato. la volta dopo scopro che ha messo su famiglia". ci si può fare un'idea della gr . in maturazione nei campi o conservate nei granai. e ammassate l'una accanto all'altra in modo da fornire infinite occasioni di diffusione ai contagi.Pare che l'America sia riuscita a modificare entro certi limiti le condizioni me teorologiche. piante troppo spesso allont anate da condizioni di vita naturali fino a non avere più alcuna resistenza di fon do. I coltivatori d'orzo. Capitolo 28. probabilmente è troppo pericoloso met tere le mani in sistemi che possono colpire ogni vivente sulla faccia della Terr a. Att ualmente c'è una forte opposizione contro ogni iniziativa intesa a modificare il t empo atmosferico e le condizioni climatiche a fini bellici. Un caso abbastanza recente. ma indubbiamente in date occasioni questa stessa tecnica si potrà usare a beneficio dell'agricoltura. ha dimostrato come la semina delle nuvole effettuata per impedire che la grand ine danneggiasse l'orzo abbia ingenerato negli allevatori di bestiame la convinz ione che tale pratica abbia causato grave siccità e inaridito i pascoli con ovvio nocumento per le mandrie. cui ha applicato tutti gli interve nti tecnici che gli sono sembrati necessari. come hanno confermato i res ti di scarafaggi e coleotteri nei cereali e nel pane trovati in tombe egiziane d i 4000 anni fa. Ma. Gli insetti perpetrano distruzioni più estese di quanto non facciano i funghi. "La prima volta lo scarabeo incontro solo nel seminato. Il loro mondo è in antagonismo estr emo con il nostro fin dagli albori dell'agricoltura. per quanto ci tenti l'idea di poter provocare l a pioggia o far tornare il sereno a comando. verificatosi nella valle di Saint Louis nel Colorado . più d'una su dieci è una specie dannosa. hanno fatto il c onto che in condizioni meteorologiche naturali si aveva un buon raccolto d'orzo ogni 20 anni. GUERRA DEI MONDI. riducendo contemporaneamente la possib ilità di eccessive grandinate. In certe parti dell'India va perduta più della metà delle risorse alimentari prodotte. e di ogni genere di malattie. (Canzone dei vecchi coloni americani) Effettivamente animali dannosi e malattie non potrebbero desiderare nulla di meg lio di piante ben nutrite che offrono loro ospitalità. è certo comunque che non si riuscirà mai ad accontentare tutti contempora neamente. dal canto loro. purché la regolazione meteorologica in un dato posto non danneggi regioni o Paesi vicini. degli insetti e di altri animali nocivi. mentre gli affari andavano quasi sempre bene per gli allevatori di bestiame. Si è calcolato che le loro ostili attenzioni nei riguardi delle no stre messi. ma si trova ancora costretto a fare i conti con la «bestia nera». Da to che si tratta in tutto di 27000 specie diverse. In conclusione. e nel 3% dei casi si tratta di specie che provocano danni di preoccupante entità.e certamente quanto basterebbe a rime diare all'attuale scarsità mondiale di cibo. il «pericolo numero uno» delle colture di ogni tipo: cioè c on il fatto che le condizioni artificiali da lui stesso create rappresentano un concorso di circostanze ideali per l'invasione delle erbacce. l'uomo è riuscito ad assicurare una crescita vigorosa ed agevole a specie vegetali particolarmente selezionate. Che c'è di meglio per un'erbaccia di un bel terreno livell ato. del le 900 mila specie d'insetti conosciute. quando non addirittura l'intero sistema meteorologico mondiale. nel corso di ricerche effettuate durante la guerra in Vietnam. ci costino almeno un terzo di quanto produciamo con fatica . con piante coltivate e intervallate alla distanza giusta? La coltura prolungata della stessa specie porta inevitabilmente alla formazione di massicci contingenti di parassiti e funghi.

come i pomodori. la cui presenza anche in percentuali infinitesimali basta a provocare disturbi della crescita. . od «ormoni». sono venute in uso le tecniche d'irrorazione in massa c on l'impiego di aerei ed elicotteri. Anzitutto può darsi che sia meglio non uccidere sbrigativamente le erb . Forse converrà affrontare in altro modo il problema dei diserbanti. Naturalmente esistono molti diserbanti ad ampio spettro d'azione. Certe piante. effettuata tanto con zappa e gravina quanto con il macchinario più sofisticato. ma almeno nei Paesi del benessere a tec nologia progredita il diserbo chimico è ormai molto perfezionato. filiformi. e persistono in varia misura anche per sei mesi. e davvero si osserva crescente precis ione dei diserbanti nella scelta dei rispettivi obiettivi vegetali. ma persistono certi timori che po ssano avere effetto dannoso sui batteri utili del suolo. Topi. Gli esempi più spiccioli ci sono dati dai diserbanti selettivi che usiamo per il prato di casa. o se gli animali si cibano di piante irrorate. e vengono in seguito assorbiti da pesci e molluschi o crostacei. per passare infine insidiosamente negli individui della s pecie umana una volta che si sia finito di usare i defoglianti. Il diserbo comincia cont emporaneamente all'attività di coltivazione.impedi scono la crescita superficiale con il loro effetto ustionante.avità del problema. Però ora sono state elaborate sostanze chimiche atte ad uccide re i semi dell'avenaccia prima della semina della specie coltivata. 5T in Vietnam. Questa situazione dipende in gran parte dalla mancanza della rotaz ione delle colture. che si possono evitare s olo a prezzo di grandissime difficoltà. Va detto che questa sostanza chimica è stata usata laggiù a concentraz ioni molto superiori a quelle richieste per le normali pratiche agricole. e così uccidono ogni plantula d'erbaccia che osi spuntare. Data la grandissima estensione delle zone da trattare. ed è un problema serio separare la specie selvatica dalla semente buona dopo il raccolto. i quali lasciano intatte le erbe a lembo fogliare stretto. se ne asserisce l'inn ocuità nei riguardi degli organismi del terreno. soprannominato «la zappa chimica». La risposta più vistosa dell'uomo a questi ospiti indesiderati che si assidono all a sua mensa consiste nell'impiego di sostanze chimiche. che occ orre invece lasciare indenni. Essa fa concorrenza al cereale colti vato. Ora si possono distruggere selettivamente anche le erbe che spu ntano in mezzo alle piante a foglia larga. e nei cereali favorisce un'affezione debilitante nota con il termine appropriato di «consunzione». si sono avute sgradite se gnalazioni di malformazioni in bambini dopo irrorazioni del defogliante 2. Per quanto sembri che non sussista alcun pericolo se vengono maneggiati da p ersone. Così è molto difficile sl oggiare dai campi di cereali l'avena selvatica.come può accadere ad esempio quando una nuvola di diser bante irrorato si sovrappone ad un'altra nebulizzata in precedenza . mentre altri infi ne formano una pellicola a fior di terra. altri .nel senso più o meno letterale del termine . e a su o carico non pesavano in precedenza sospetti di effetti deleteri. sorci. con conseguenze talvolta disastrose. sono sensibiliss ime ai diserbanti selettivi.come il paraquat. Un problema importante si presenta quando occorra eliminare le forme selvatiche che crescono spontaneamente in mezzo alle varietà coltivate. quanto nelle impurità e negl i inquinamenti connessi alle lavorazioni di produzione. L'irrorazione praticata senza riguar di o in quantità esagerata . alcuni dei qua li uccidono ogni pianta presente nel terreno. Fa piacere osservare che la maggior parte di questi diserbant i ha effetto poco duraturo sulla composizione del terreno. uccelli ed altri animali più grossi possono rivelar si ugualmente specie molto dannose.facendosi a pezzi da sole. ma sconvolgono i processi di crescita delle erbacce a foglia larga. o avenaccia. che regolano la crescita delle piante. per cui la minima brezza può deviare il diser bante irrorato sulla vegetazione circostante o su altre colture e giardini. e dispone di sos tanze in grado di distinguere le erbacce dalle diverse specie coltivate. La maggior parte di questi diserbanti ultraspecial izzati si basa su sostanze. come nel cas o di quel notevole successo australiano che comporta la distruzione del vischio degli alberi della gomma mediante iniezione di un diserbante selettivo. in modo che le piante si distruggano . che infesta quasi i l 70% del terreno arativo dell'Inghilterra. Altri pericoli accompagnano l'uso dei diserbanti. Tuttavia di recente è comparsa qualche nuvola all'orizzonte dei diserbanti seletti vi. 4. Sembra anche c he il pericolo non stia tanto nella sostanza chimica.danneggia l a coltura.

Una seconda al ternativa sarà quella di usare semente trattata in precedenza. le ricerche s'indirizzano nel senso di mettere a coltura il terr eno infestato completamente fuori stagione: in questo modo i pezzi di radice cre scono fino a quando si possono irrorare con un diserbante.sono i pipistre . che nelle prime fasi di coltura possono impedire che il terreno si inaridi sca o venga portato via dal vento: se si potrà impiegare una sostanza che ritardi la crescita delle erbacce. Allo stato naturale è ovvio che animali dannosi di questo genere vengano tenuti so tto debito controllo dall'azione delle specie antagoniste. non diversamente si comportano per vincere le sostanze tossiche di natura chimica. come il "pirimic arb". quello che in precedenza lo aveva fatto diventare una specie dannosa». mentre il cedro delle Bermude è stato praticamente annientato dall'introduzione casuale di due insetti. Tutta via già si stanno elaborando alcune sostanze ad azione specifica. in modo che le popolazioni degli animali dann osi e degli agenti morbosi non abbiano il tempo di sviluppare la resistenza a ne ssuna di esse. La pratica consiste nell'interro mpere il letargo invernale. Alcuni tra gl i animali dannosi più minuscoli.acce. Nel caso della gramigna. una volta mosso il terreno al momento della se mina. una creatura strana la cui principale occupazione consiste nello scindere ed inattivare sostanze ch imiche innaturali. I pipistrelli sono grandi distruttori d'insetti: si è calcolato che solo nel Te xas i pipistrelli consumino 6600 tonnellate d'insetti all'anno . ora sembrano prosperare con questa sostanza. rivelano abilità eccezionale ne llo sviluppare resistenze di questo genere. nei suoi tentativi di reinfestare un mondo fabbricato dall'uo mo. che è un'erbaccia molto dif ficile da distruggere. come l'acaro rosso. succederà che l'accrescimento della specie coltivata om breggerà la specie infestante. Si possono uccidere anche altre specie. Gli insetti sono altrettanto adattabili a questo rig uardo. D. tanto più che di solito si adottano sostanze chimiche «ad ampio spettro d'azione» che uccidono un'ampia gamma di organismi dannosi. come avvenne quando si cominciò ad usare il D. le popolazioni di pipistrelli che si cibano di insetti contaminati da sostanze insetticide. I guai più ostinati si verificano dopo l'introduzione accidentale di un organi smo che si trova un nuovo ospite di suo gradimento: un fungo di origine asiatica ha distrutto i castagneti del Nordamerica. e g li afidi lanosi. fino allora raro. in modo da crescere molto più in fretta delle erbacce. che uccide soltanto gli afidi. e le cui radici rispuntano anche dopo che sono state fatt e a pezzettini. l'impiego di sostanze del genere da parte dello scienziato «riesce solo a creare un animale quasi artificiale. Altra complicazione conseguente all'uso di una data sostanza chimica contro una determinata specie dannosa è costituita dal f atto che essa consente a un'altra specie di rafforzarsi. o il periodo d'inattività dei semi delle erbacce indot to dal buio.. e sappiamo che certe specie che in un primo tempo venivano annientate pro ntamente dal D. Secondo Alee Nisbett. per combattere la falena del melo: a seguito di quest e misure raggiunsero proporzioni epidemiche l'acaro rosso. Il nostro grosso nottolo ne mangia ogni giorno insetti in quantità corrispondente a quasi la metà del suo pes o.T. Cosicché ora la preoccupazione principale dell'uomo dovrebbe essere quella di modificare continuamente le sostanze che usa. Ho già precisato come i funghi si adattino a superare le resistenze genetiche che incontrano nelle piante. Si sono molto ridotte. e la farà perire per mancanza di luce. Un aspetto sfavorevol e della lotta chimica contro le specie dannose consiste nel fatto che le sostanz e impiegate allo scopo distruggono con troppa facilità tanto gli animali dannosi q uanto le specie antagoniste. oltre agli insetti predatori di specie d annose. effettuando una lieve aratura seguita dalla somministrazione di una sostanza che mette in libertà etilene.T. Le plantule che così spuntano precocemente p eriscono al freddo invernale. per esempio. D. Oggi si sa che non meno di 200 inset ti dannosi per le specie vegetali coltivate resistono a tutti gli insetticidi co nosciuti. Un processo an alogo ma in senso contrario è accaduto quando la nota blatta del Colorado ha fatto la conoscenza della patata. Un'altra raffinatezza colturale consiste nell'aggredire le erbacce prima ancora di effettuare la semina della specie coltivata. La lotta contro gli animali nocivi e le malattie comporta difficoltà ancora maggio ri.

Ciò può avvenire in conseg uenza diretta dell'accumulo delle sostanze chimiche nei loro tessuti corporei. D. come accad e in ogni vicenda della vita.lli del guano che producono anche grandi quantità di ottimo concime. e infine gli uccelli possono morire assieme ad eve ntuali uccelli da preda che hanno mangiato altri uccelli. nematocida. non meno di quanto vi si prestino le irrorazioni a contat to. e viricida nei li miti del possibile contro 1 virus. Co sì le irrorazioni indiscriminate contro lo scarabeo del cotone. I Russi incor aggiano attivamente i pipistrelli.che sono state e sono oggetto di molta pubblicità . se ne avvantaggeranno i pipistrelli. ha favorito una zanzara l ocale che diffonde la malaria ed è diventata resistente agli insetticidi. Non ultimo aspetto del problema sono le eventuali con seguenze su noi stessi: a tutt'oggi non ne sappiamo ancora molto. Il trattamento chimico più recente è forse quello che offre la possibilità di effettuare una lotta sistematica con una misce la ad effetto insetticida. o addirittura nei tronchi c on pratica abbastanza laboriosa: con iniezioni praticate di anno in anno si può co ntrollare ora il «morbo olandese» degli olmi. Dopo avvenimenti di tal fatta è naturale che ci si dia da fare perché le sostanze ch imiche usate a scopi agricoli agiscano nell'ambiente per un periodo relativament e breve. aumentare le probabilità di effetti seco ndari nei consumatori. nel latte che. citato nella vecch ia canzone che si trova all'inizio di questo capitolo. La nostra reazione fondamentale all'aumento eccessivo di una specie animale dann osa .qualunque ne sia la causa . e in linea di massima sono estremamente opportune. Tuttavia i preparati attivi per via sistematica si prestano alle evasio ni di ordine genetico.. colpire le specie associate e spesso incoraggiare qualche altra specie a trasformarsi in animale dannoso. I pesci introducono nel loro corpo sostanze chimiche che fluiscono in acqua. D. come ha detto uno scien ziato umorista. fungicida.T. com e i bruchi .e dei loro effetti a lunga scadenza. o ppure può colpire la loro capacità di produrre uova feconde. Si crede sempre che le sostanze di origine naturale debbano nuocere agli altri o . Questa tendenza non fa altro che accelerare il pro cesso di resistenza nella specie dannosa.T. non appena essi entrano n elle cellule. battericida. composto a base di fosforo organi co. I «cattivi» più frequentemente indica ti alla pubblica deplorazione sono il D. e ancora portano grandi benefìci. Questi preparati antifungini si possono irrorare sulle fogl ie. Cominciano a fare la loro comparsa anche sostanze fungicide attive pe r via sistematica che uccidono gli organismi invasori. e insediano nelle foreste ricoveri adatti all a loro moltiplicazione. Allora le sostanze chimiche in causa si trasmettono lungo le cosiddette catene alimentari: vengono ingerite dai verm i. e le eccedenze si scindano al più presto in sostanze innocue. success ivi all'impiego d'insetticidi molto persistenti. uccidendo gli insetti succhiatori di linfa ma non gli altri. perché le sostanz e fungicide attuali applicate superficialmente formano sottili pellicole che si dilavano ben presto. per cui vengono col piti molti uccelli marini. che a loro volta sono divorati dagli uccelli assieme agli animali dannosi inf etti e alle sementi trattate. Conosciamo tutti l'esistenza delle reazioni biologiche a catena . distruggere organismi utili. sostanze di stra ordinario successo nello sterminio di specie dannose sovente assai ostinate. e che vi persistano per un ce rto tempo. ma si ha motiv o di ritenere che possono essere dannose.ma che persistono nel terreno. Se si arriverà alla limitazione dell'uso dei pesticidi. e questo fatto può creare al tri problemi connessi con le catene alimentari sopra citate. Un indirizz o di ricerche che potrà forse risolvere il problema degli effetti letali sugli ani mali antagonisti delle specie dannose consisterà nel mettere a punto per via siste matica sostanze chimiche attive che entrino nella linfa delle piante. Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare il rapporto tra rischio e vantaggio: qu este sostanze hanno portato. bisogna tener presenti il bene e il male prima di formulare un giudizio equilibrato sul loro conto. o iniettare nel terreno nei pressi delle radici.è di aumentare la quantità e la frequenza delle ap plicazioni degli insetticidi. C'è da preoccuparsi quando madri allatta nti negli Stati Uniti hanno tanto D. per cui. «in stretta osservanza delle leggi federali costituisce illegalità i l fatto che facciano passare il loro seno da uno stato all'altro della Federazio ne». e i preparati cloroorganici quali l'aldrina e la dieldrina.

in un ceppo attenuato ottenuto artificialmente . Tra le principali sostanze note.ha sortito risultati incoraggianti nel corso di prove pratiche. il piretro sembra innocuo.si rivelano spesso estremamente letali per i loro parenti dispensatori di malattie. ed hanno ridotto l'incidenza morbigena di circa 90 di essi. e si è rivelata efficace a bassi ssime concentrazioni contro numerosi organismi di natura fungina che agiscono co ntro molte piante. nota c on il nome di wyerone. E" presumibile che gli animali dannosi e le malattie possano diventare resistent i agli agenti «naturali» con la stessa rapidità con cui resistono ora alle sostanze di sintesi. Un notevole progresso è stato fatto con la scoperta che l'inoculazione .che abitualmente nuotano liberamente per 6-8 or e -. ma specialmente sconvolge per contatto il loro ciclo di crescita e l a successione regolare delle mute.rganismi in misura molto minore di quanto non facciano le sostanze chimiche otte nute per via sintetica. Questa sostanza riesce anzitutto sgradevole agli insetti. ricavate da piante molto diffuse n elle regioni subtropicali .in fase d i plantula. specialmente i l lato inferiore. e arrestandone contemporaneamente la germinazione. ed una è stata messa a punto in questi ultimi te mpi: si tratta dell""azadirachtina". Anche le piante superiori contengono sostanze antifungine. e c'è da credere che si riveleranno molto meno inquinanti per le specie veget ali d'interesse alimentare.sta nel fa tto che esse si possono fabbricare sul posto con mezzi semplicissimi ad opera de i coltivatori stessi. Questi funghi della micorriza associati a due specie di pini sono stati sperimentati contro 200 tipi di funghi che attaccano l e radici. Senza dubbio dovranno riceve re maggior attenzione le sostanze ad azione repellente per gli insetti che si ri trovano spontaneamente in natura. la nicotina è tossica per i mammiferi come il derris lo è per i pesci. grazie agli an tibiotici naturali che producono. Ma a dispetto delle attrezzature più perfezionate e del le sostanze elaborate con formule che rendano l'irrorazione sempre più aderente e penetrante. come l'estratto di quassia del buon te mpo antico. Una tecnica nuova. I funghi della micorriza .ad esempio contro i l vaiolo . Il grande vantaggio offerto da sostanze di questo tipo. può impedire attacchi su larga scala. ancora in fase sperimentale.e lo stesso vale per l'estratto d'aglio . e già si sono scoperte due specie che uccidono le larve delle zanzare. e si ricava dal "nim" o "margosa" (Azadirac hta indica). un'affezione che falcidia notevolmente la resa delle piante. sebbene non sia letale. per cui in avvenire l'estrazione e l'impiego di queste sostanze pot ranno acquistare notevole valore. Pesticidi e fungicidi d'ogni genere vengono di norma applicati alle piante per i rrorazione. consiste nell' impiego . evitandosi così spese e problemi di fornitura. a differenza di quanto succede per una gamma abbasta nza estesa di sostanze sintetiche. Alcuni antibiotici elabo rati dai funghi della micorriza hanno azione specifica contro un determinato fun go patogeno. Nella maggior parte dei casi si copre tanta più superficie fogliare qu anto più il liquido irrorante è finemente nebulizzato: le macchine moderne sono stat e perfezionate ininterrottamente a questo scopo. Gli esperimenti inglesi in questo settore si sono indirizzati sul virus del mosaico del pomodoro. per cui è prevedibile ch e le ricerche in questo senso continueranno. detto anche pianta delle bac che cinesi o delle perline d'India.dei pesticidi e fungicidi in particelle . Questo note vole parallelo con le inoculazioni usate in medicina umana .quelli che si associano alle radic i delle piante secondo la descrizione datane al capitolo 22 . una di queste. Sperimentatori spagnoli hanno usato con succ esso un estratto d'aglio in eccipiente oleoacquoso. naturalmente a seconda della sp ecie vegetale interessata. e nessuna delle sostanze citate è persistente. è stata isolata dai fagioli. ma le sostanze naturali eliminano i dispendiosi processi di fabbricazi one. inoltre risulta difficile raggiungere ogni parte delle foglie. Sembra che an che le alghe possano contenere sostanze ad utile azione insetticida. e dal lillà di Persia (Melia azedarach). si verificano ancor oggi perdite da deriva e da eccesso d'irrorazion e.per irrorazione o in polvere . Un fungo m icorrizale da solo si è rivelato attivo contro il 92% di possibili specie fungine ostili: la sua azione contro il fungo che causa la malattia alle foglioline aghi formi del pino si è manifestata impedendo ogni movimento nello spazio di 20 minuti alle spore del fungo patogeno . di modo che finisce per ucciderli. appartenente alle meliacee.d'una data affezion e virale.

Si potrebbero citare ancora molti esempi d'i nsetti impiegati con successo per vincere altri insetti. osservata per la prima volta nel 1949 nelle sue caratteristiche di seria gravita. e con il loro numero soverchi ano talmente la popolazione dei maschi selvatici. Dieci giorni dopo l'irror azione.o polloni nel caso dei cereali . do po di che vengono messi in libertà nelle varie fasi del loro ciclo vitale. che è la larva di una specie di scarafa ggio. Su scala minore. è q uello di mettere in libertà grandi quantitativi di insetti maschi sterili. ma contemporanea mente incoraggiava gli antagonisti naturali della specie dannosa. Ne consegue che non av viene la deposizione delle uova o si hanno solo uova sterili. si ottiene una grandissima riduzione numeri ca nella popolazione della specie dannosa.la resa non risultava n ecessariamente ridotta nell'annata cattiva. Inoltre i nematodi si potrann o conservare in ghiacciaia per cinque anni. Si possono usare anche funghi per combattere le affezioni fungine. mentre la so stanza depositata con il metodo elettrostatico viene dilavata dalle forti piogge molto meno facilmente delle sostanze erogate con irrorazioni naturali. Dato che la maggior parte delle piante produc e un eccesso di fiori . Altro metodo moderno. usato per parecchie specie importanti d'animali dannosi. per favorire l o sviluppo del penicillo e ridurre l'incidenza della scabbia. che la maggior parte delle fem mine allo stato selvatico si accoppia con maschi sterili. I parassiti devastatori degli agrumi furono i primi a venire combattuti con un loro predatore naturale. Si possono produrre nematodi. Sebbene siano sterili. Gli scienziati si sono avvalsi delle abitudi ni di vita delle api mettendo della streptomicina nelle arnie. Al lora esse aderiscono alle superfici delle piante che naturalmente sono collegate a terra. con la spesa di un solo dollaro per milione: questo mil ione di nematodi basterà a controllare il parassita delle radici del granoturco e molti altri insetti su parecchi ettari di terreno. Per le patate e an che per i cereali è stata provata inoltre una forte «concimazione verde» consistente n el rivoltare sottoterra con l'aratro una coltura in corso di crescita. in questo ca so una coccinella americana. ma il loro impiego in misura artificiale può anche far insorgere la resistenza genetica nella specie aggredita. Nel primo anno l'entità dell'attacco poteva raggiungere proporzioni serie. Si è così osservata grande riduzione nelle perdite da deriva. La falena invernale del Canada. i giardinieri sanno che le coccine lle e le relative larve meritano di venire risparmiate e protette.finissime. Così la scabbia delle patate viene attaccata da una specie di penicillo. e lasciando poi a lle api il compito di diffondere il fungicida. L'enzima danneggia la pelle del bruco e vi produce lesi oni che rappresentano la porta d'ingresso dei batteri. Un sistema di lotta tutto diverso si basa sull'uso degli antagonisti naturali de gli animali dannosi. Si possono fare allevamenti del tipo citato per inserire mediante insetti qualch . la chitinasi. si osservò che gli animali dannosi avevano in media un ciclo biennale. venne elimin ata entro il 1969 con l'aiuto di due insetti antagonisti europei. allevandoli in una miscela di agar e di razi oni in scatola per cani.con una miscela di batteri vivi e di enzima. Il meto do comporta la necessità d'allevare gli insetti e d'irradiarli con raggi gamma. i maschi sono sessualmente attivi. che vengono schizzate sulle foglie con una carica elettrostatica. Prima che entrassero nella pratica corrente gli insetticidi . continuando il pro cedimento per parecchie generazioni. Si è riusciti anche ad infettare gli insetti dannosi con le malattie di origine fu ngina. Alcune malattie fungine e virali si diffondono con il polline. perché attaccan o gli afidi divorandoli di gusto. Queste malattie present ano il vantaggio di attaccare di solito solo l'insetto specifico in causa. In esperimenti di laboratorio la resistentissima mosca bianca e l'acaro rosso sono stati ugual mente sconfitti dai loro predatori. batterica o virale cui sono naturalmente esposti. perciò i giardinieri fan no a volte funzionare la falciatrice negli appezzamenti a patate. Si possono impiegare anche altri organismi. ad esempio la tic chiolatura delle mele e delle pere. più dell'80% dei bruchi erano morti. Così è stato usato un nematode per attac care il verme della radice del granoturco. che l'eliminav ano quasi al completo l'anno dopo. Un esempio recente ci è dato dall'irrorazione a titolo sp erimentale di 400 ettari di foresta d'abete rosso infestati da processionarie bruchi che sfogliano rapidamente gli alberi .

e i nematodi in questione periscono perché non hanno provveduto a rifugiarsi ne lla loro fase di cisti inattive. Si tratta dei feromoni. per cui rispondono alle sostanze essudate dalle piante di patata. o quello giusto in dose eccessiva. impedisce alle larve di passare allo s tato di pupa. senza spese e senza complicazioni per la mietitura meccanica. Trenta grammi di foglie di tasso d isseccate contengono tanto ormone per insetti quanto una tonnellata di bachi da seta. Estrarre questi ormoni dagli insetti o produrli per sintesi si è riv elata impresa molto difficile. Il nuovo orzo. Come succede nelle piante. e anche certe specie di felci. Un ormone ha azione ovicida così potente. lo trasmette alla femmina sterilizzando automaticamente le uova future. Si tratta di solito di un gene che provochi fecondità bassissima in una data razza: se poi si liberano grandi qu antità di questi insetti in mezzo alla popolazione selvatica. Così anche un terreno infestat o dai nematodi si potrà piantare a patate in epoca molto precoce. si arriva abbastanza rapidamente all'estinzione. anche lo sviluppo di un insetto viene regolato dagli ormoni: l'insetto perirà se si potrà turbare il passaggio dallo stato larvale a quel lo di pupa applicando un ormone sbagliato.e caratteristica specifica in un dato ceppo di piante: in questo caso lo scopo p refisso è quello d'inserire un «gene letale» dominante. Va detto però che almeno una specie dannosa. Si stanno sperimentando altre sostanze prodotte dagli insetti stessi. specialmente per informare i maschi che la femmina è sessu almente matura. in modo da creare spazi invalicabili per lo scarabeo della corteccia portatore del fungo. detto Sabarlis. Si possono anche evitare i danni di certe specie dannose piantando le colture in epoche in cui questi animali nocivi sono inattivi. come il tasso ed altre conifere.barriere che hanno ridotto de l 50% le invasioni del parassita dalle note conseguenze disastrose. e si presume che vi si trovino in conseguenza di un lungo adattam ento evolutivo come difesa contro questi nemici. in modo che le p iante siano abbastanza cresciute prima che i nematodi si mettano all'opera. E" una tecnica valida anche per le erbacce.se del caso fabbricandole in via sintetica . ha dato una resa superiore del 20% ai soliti ceppi suscettibili di aggressioni da parte dei nematodi. per cui si ha un accumulo d i vantaggi. a somiglianza di quanto si fa con i maschi sterilizzati prima descritti. . la quale evita che si formino contingenti massicci di animali no civi offrendo l'ospitalità di una data specie vegetale non più di una volta ogni 3-4 anni. Un ormone del genere. siano tutte di antichissimo lignaggio. e la selezione genetica è riuscita a far passare questa caratteristica all'orzo coltiva to. E" degno di nota il fatto che l e piante in questione. Certi metodi di coltura possono contribuire da parte loro a ridurre la minaccia delle specie dannose e delle malattie: la forma più antica è rappresentata dalla rot azione agraria. Negli Stati Uniti il "morbo olandese" degli olmi è stato debellato abbattendo gli alberi attorno ai focolai d'infezione. un coleottero della farin a.per attirare gli insett i in posti dove si possano eliminare. A Cuba. Queste sostanze agiscono in quantità infinitesimali e se ne prospe tta l'uso . Questi tuberi cominciano a germogliare sul fi nire dell'estate. detto «ormone giovanile». sono state piantate s trisce alternate di granoturco e di girasoli della larghezza di otto metri ciasc una: in questo modo si sono apprestati tratti di terreno sforniti di cibo sul ca mmino delle schiere dell'elaterio del granoturco . Lo stess o effetto si otterrebbe se si allevassero maschi trattati con ormoni e si mettes sero poi in libertà. Un a ltro accorgimento colturale consiglia di lasciare delle patate nel terreno dopo che è stato fatto il primo raccolto. che quando un maschio s'accoppia. Anche la suddivisione delle c olture in appezzamenti alternati riesce ad attuare un controllo notevole delle s pecie nocive. e i nematodi restano imbrogliati credendo che sia arrivata un' altra buona stagione. ma si è osservato che certe piante contengono le st esse sostanze. Ma le patate a germinazione tardiva vengono uccise dalle gelate invernal i. Recentemente si è scoperto un ceppo d'orzo selvatico resistente ai nematodi. nel corso di un recente esperimento. sostanze che in realtà funzionano per trasmettere segnali o «messaggi» d a un insetto all'altro. A quanto si sa una sostanza chimica emessa dalla pianta impedisce alle femmi ne dei nematodi di giungere a maturità e di procreare. ha già sviluppato una certa resistenza al trattamento con l'ormone giovanile.

e a quanto ne so non c'è alcuna pianta infestante delle colture che sia stato possibile debellare i n questo modo. Sembra così che una composita. e più di 24 milioni nel 1925. Alla fine si trovò un rimedio innestando le varietà d'uva desiderate s u ceppi americani resistenti. la Cactoblastis c actorum. tuttavia i tentativi compiuti dal Mi nistero dell'Agricoltura di distruggere le piante rosacee ornamentali nei pressi dei frutteti. Non sono riusciti i nvece gli sforzi intesi ad eliminare l'erba San Giacomo dai pascoli inglesi. rose. ed anche in questo se ttore . dopo di c he si passò a sperimentare una falena originaria dell'Argentina. Talvo lta gli innesti hanno successo contro insetti seriamente dannosi: ne è un esempio classico la fillossera.può capitare che la specie antagonista sfugga completamente di mano: un esempio classico è offerto da lla distruzione. una leguminosa parente del fagiolo. che all'inizio del secolo attuale già avevano invaso più di 4 milioni d'ett ari. ma h a consentito anche alla peronospora (prima d'allora endemica in America) di mett ere piede nei vigneti europei. Ciò può originare dei conflitti d'interessi. dopo che è stato accertato con scrupolosi esami che non attacchi specie coltivate imparentate con i cardi. una borraginacea di Trinidad.si può stroncare il d ecorso del morbo distruggendo tutte le piante della seconda specie ospitante. Questo morbo. attaccando anche altre specie della famiglia delle rosacee. quali biancospini. il cui tasso di mortalità per marciume delle radici si è ridotto da più de l 50% al 2%. Venne tentato il controllo biologico con varie specie di cocciniglie. distrugga l'essudato di una pianta ospitante i parassiti qual è la pa tata. Recenti esperimenti scozzesi hanno messo in evidenza che in assenza di c olture si verifica uno «sperpero» naturale di nematodi della patata in misura del 17 % annuo. Quando un'affezione fungina come la ruggine del grano ha due ospiti . il cardo della Madonna. che risultarono sufficienti. in presenza di una coltura di Tagetes esso è salito al 55%.in questo caso la seconda specie ospitante è il crespino o spino santo . ma è probabilmente dovuto alle sostanze ant ibiotiche emesse dalle radici. Se ne importarono 3000 uova. hanno incontrato viva opposizione da parte dei giardinieri. il che induce a credere che nell'insieme si registra un effetto più sensibile ad opera del Tage tes. l'erba delle streghe (Striga hermonthica) dell'Africa centrale vi ene tenuta a bada in parte da un maggiolino. trasformatesi in veri grattacapi negli Stati Uniti. un afide che decimava i vigneti europei sul finire del s ecolo scorso. è stata attacc ata deliberatamente con buoni risultati con l'aiuto d'insetti che divorano le fo glie e i semi. Questo accorgimento ha praticamente salvato i vigneti francesi e tedeschi. quasi sconosci uto dalla parte inglese della Manica fino a pochi anni or sono. che forma un'alta pia nta annuale. o almeno assai tolleranti all'azione dell'insetto. sono stati contrattaccati con successo da un altro maggiolino che ne divo ra i semi. originario delle regioni mediterranee ed ora presente in California in veste di diffusa erb accia.come è già accaduto per gli animali nocivi e le malattie . Il controllo biologico è stato applicato anche alle erbacce. nonché altre specie di cardi. come è avvenuto nel tentativo di sconfigger e l'affezione della ticchiolatura in Gran Bretagna. di modo che i nematodi non escono dalle loro cisti e in una certa misura m uoiono. e trovarono le condizioni locali tanto adatte ai lor o gusti. Im portate come curiosità da giardino.Questi si possono forse respingere anche usando altre piante fornite di poderosi essudati. varie specie di cacti giunsero in Australia ve rso la fine dell'Ottocento. del fico d'India introdotto in Australia. restituendoli al le colture produttive. risalente al 1925. ric orrendo alla mosca del cinabro che vi si ritrova abitualmente. Il successo è stato attribuito all'abbas samento della temperatura del terreno. come il comune carciofo. da quando si è cominciato a coltivarlo assieme al Phaseolus aconitifo lius. dove continua a rappresentare tuttora un guaio se rio. la Tagetes minuta. aggredisce e ucc ide rapidamente meli e peri. e già nel 1938 la falena aveva ripulito 10 milioni d'ettari dai fichi d'India. La salvia nera (Cordia macrostachya). eccetera. che vennero attaccate da una coccinella locale. Attualmente sono in corso esperimenti per eliminare certe erbacce . Coltivare una specie vegetale assieme a un'altra pianta può contribuire veramente a ridurre la contagiosità di una determinata malattia: un vecchio esempio ci è dato dal cotone.

D.di un insetticida. Le malattie da virus restano quanto mai intrattabili.di cui è stata data descrizione al capitolo 27 .a volte appaiono perfino patetici al confront o dell'enorme mole di accorgimenti tecnici evolutivi e della fecondità fantastica di questi organismi. per cui i nostri metodi di lotta . ma con risultati variabili. se appena qualcosa non va per il giusto verso. perciò una cam pagna vittoriosa contro questi insetti porterà alla successiva limitazione delle m alattie virali in causa. le malattie potrebbero rivolgere le loro attenzioni ad altre s pecie vegetali. che tuttavia comporta i pericoli connessi chiaramente con lo stesso i mpiego delle malattie delle piante nella pratica comune: una volta eliminata l'e rbaccia in causa. essa è stata usata analogamente. Sono stati individuati alcuni promettenti insetti parassiti.poniamo . si hanno ovviamente delle gravi ripercussioni s u altre piante. tanto più essa sembra crescere di numero. ad esempio con le fragole. occorre non dimenticare che nella maggior parte degli habitat naturali il nu mero delle specie presenti .troppo spesso basati sul sistema del «provand o e riprovando» o del «tutto o niente» . il trattamento al calore cont rollato riesce a distruggere il virus senza danneggiare la pianta. come il giacinto d'acqua e la f elce d'acqua. La coltivazione per merist emi con formazione di ceppi inattaccabili ed esenti da virus . possono verificarsi sviluppi inaspettati. Insetti e funghi hanno al loro attivo una storia incredibilmente lunga di preced enti in cui hanno saputo trarre il massimo profitto nelle più mutevoli circostanze .rappresenta il metodo fondamentale per battere i v irus.che costituiscono una seria minaccia in Africa. attaccandole con pesci erbivori . Quando si studiano le forme di lotta contro le specie animali nocive e le malatt ie. I virus vengo no diffusi quasi senza eccezione da insetti che succhiano la linfa. L'agricoltura semplifica la struttura delle specie ed i siste mi ecologici a un punto tale che l'equilibrio diventa impossibile. Come afferma Orazio (tradotto liberamente): "Se scacci la natura dalla porta. Sebbene queste erbacce siano uccise in modo selettivo. facendo piazza puli ta delle elaborate finzioni che vorrebbero tenerla lontana". il cui risul tato è la stabilità: difatti gli ecosistemi naturali più stabili sono quasi sempre qua nto mai complessi. Prescinde ndo dal fatto che certi animali dannosi possono acquisire resistenza ai ritrovat i chimici. Tuttavia cominciamo a renderci conto delle conseguenze che possono verificarsi per l'uso insensato .in piante ed altri organismi . L"«effetto Tagetes» è stato impiegato anche contro altre erbacce.T. e sopravviene facilmente uno sconquasso di proporzioni disastrose. Viceversa occorrerà usare sempre molta prudenza prima d'introdur . quanto più facciamo a pezzi una specie nemica. contro il convolvolo e la gramigna. quali l'insorgenza dell'aca ro rosso dopo che è stata debellata con successo una certa falena o tignola con l' aiuto del D. ti rientrerà dalla finestra.falciato in precedenza a fil di terra . La Chondrilla juncea o erba scheletrica. che l'hanno definita la peggiore erbaccia che sia mai comparsa nel loro continente. ma va tenuta presente come ogget to di ricerche per futuri sviluppi.è tale che origina abi tualmente un sistema complesso di reciproci controlli ed equilibri. come in qualche antica leggenda mitologica. La Tagetes rappr esenta attualmente un rimedio su scala ridotta. Le sue radici profonde. E" quasi sicuro che piantando Tagetes minuta alla distanza di 15 centimetri in un tratto infestato d alla podagraria . ma il più pregevole mezzo di antagonismo naturale è risultato un fungo ag ente specifico della malattia della ruggine. ma in certi casi.una forma di lotta che come sott oprodotto potrebbe erogare anche utili forniture di cibo. sono irraggiungibili ai mezzi di distruzione chimica. fornite di occhi rigenerativi. è diventata l'incubo dei cerealicoltori locali. Attualmente. Si tratta di un ritrovato radicalme nte nuovo.la Tagetes provvederà a sterminare l'erbaccia nel corso di una stagione. altro caso d'introduzione accidentale d agli Stati Uniti in Australia. Il controllo biologico rappresenta il risultato logico dell 'applicazione dell'esperienza ecologica accumulata per risolvere problemi del ti po accennato.

per non parlare poi di insetti di grande e fondamentale importanza. e che gli agronomi dirottino i loro entusiasm i dal controllo chimico totale all'equilibrio controllato. se si vuole che sopravviva no anche le loro specie antagoniste.almeno qui in Inghilterra . sotto f orma di industrie chimiche. ma idonei al consumo zootecnico. Ne trat terò ulteriormente al prossimo capitolo. Non ci rincresce di distruggere bruchi. Adottare metodi i ntegrati significa affidare la supervisione. perché può capitare benissimo che la specie introdotta a questo fine si riveli in pratica peggiore di quella che dov rebbe sostituire. in California. quali le api selvatiche. e si tenga presente che i frutticoltori delle regioni a clima temperato possono vedersi costretti ad applicare da 12 a 15 irrorazioni diverse per stagi one. che si tengano in contatto con i coltiv atori e siano al corrente dei problemi del settore. nonché delle siepi.e fo rse è auspicabile che ciò avvenga sotto l'egida dell""Organizzazione Internazionale per il controllo biologico delle specie animali e vegetali dannose" istituita ne l 1956.ogni tentativo di controllare il numero degli u ccelli incontra diffusa esecrazione anche quando si tratta di colombi e di passe ri .re un organismo a scopi di controllo biologico.quello che un autorevole pers onaggio ha definito «la programmazione delle popolazioni delle specie nocive» . concedendo sovvenzioni a coltivatori di specie essenziali ma n on rimunerative. ma rimane molto auspicabile per un comple sso di ragioni naturali ed economiche.specialmente negli Stati Uniti . ad ese mpio nell'Unione Sovietica. Le stesse sostanze impiegate per la lotta chimica contro le specie dannose sono diventate ormai altrettanti fattori d'ordine emotivo. senza preoccuparsi di dove sare bbero andate a finire le eccedenze di sostanze spesso molto persistenti. programmando i quantitativi delle colture. Anche i politi canti hanno la loro parte di colpa. contro la blatta del Colorado: nel caso in esame il D. Basti raccomandare a questo punto che si dovrà adottare sempre più l""equilibrio controllato" . come sono stati definiti. A questo punto si faranno vivi immancabilmente gli interessi costituiti. in Perù e nel Canada. La distruzione di una data specie dannosa può far sì che un altro organismo muti le sue abitudini e si trasformi a sua volta in un'altra specie nociva: è accaduto per alcuni uccelli che si sono messi a mangiare frutta e germogli o gemme.T. Naturalmente non sono qui a raccomandare di fare a meno dei prodotti chimici. per le loro abitudini distruttive.è stata spinta a un punto tale ch e certe specie vegetali rendono sempre meno per mancanza d'impollinazione. è stato usato in quantità corrispondente a un terzo di quella impiegata quando si adopera . in dieci anni . funghi della ruggine. A volte un coltivatore fa soldi rendendo i suoi raccolti non idonei all' alimentazione umana.T. può obbligare le specie dannose scacciate da questi loro rifugi naturali a passare sulle coltivazioni: tra l'alt ro questa pratica può diminuire anche la popolazione delle specie antagoniste natu rali. né a sottovalutare gli enormi benefici che essi possono apportare. "Alcuni" animali dannosi vanno lasciati vivere. afidi. D. Il costo dei metodi chimici non fa che au mentare. da quand o non trovano più tanti insetti come prima. ma . e indubbiamente sono state usate spesso in quantità esagerata e scriteriata.o l a salvezza dei raccolti: si crede che l'uso degli insetticidi salvi ogni anno me ssi e raccolti per un importo pari a 200 milioni di sterline nella sola Gran Bre tagna. Esempi di notevoli su ccessi già si registrano nell'uso che fanno i Russi di una malattia fungina associ ata al D. dove coltivatori dai cervelli efficacemente l avati usano quantità assolutamente incredibili di prodotti chimici. In molti posti è già in atto l'integrazione tra i metodi chimici e biologici. In certi Paesi i loro agenti di vendita fanno enorme presa.da 75 milioni a 5 milioni in India. D. o almeno la consulenza delle inizia tive a biologi con esperienza ecologica.i «topi alati». Gli uccelli costituiscono un argomento permeato di pericolose componenti emotive . come ad esempio in Olanda. f issando i prezzi. Anche l'eccessiva distruzione di erbac ce attorno alle zone coltivate. ed altri premi perché non vengano coltivate eccedenze di altri pr odotti. Questa prassi potrà forse meno mare la libertà del coltivatore singolo. la cui insensata decimazione i n molti posti . o sorci. Dobbiamo sperare però che un giorno si possano impiegare minori quantitativ i di preparati chimici per ettaro. come la diminuzio ne dei casi di malaria .

che si resta esitanti all'idea di aggiungervi alt ri commenti. Età calde e fredde h anno provocato cambiamenti climatici. Catene montuose si sono sollevate e sono poi state live llate dall'erosione. campo a campo. il quale commentava come il deserto attorno ad Atene fosse opera dell'uomo. Nel Perù i raccolti di cotone vengono protetti dai loro numerosi nemici con gli sforzi riuniti di predatori antagonis ti ed insetticidi minerali. o con il «Piano Sorgo» nel Queensland. perché il problema va inquadrato nell'ambito della conservazi one delle specie animali selvatiche. per i qu ali vennero trascurate o studiate solo approssimativamente le risorse potenziali offerte dall'ambiente e dal terreno. Ancora un po'"di progre ssi di questo genere e la scienza finirà con l'avvelenare l'aria. da un certo tempo a questa parte. la rapida scomparsa dal terreno. ed eventuali effetti collatera li di ogni sorta. UN RAPPORTO INCESTUOSO. Già in Isaia (cap. quali le migliorìe da apporta re alla composizione del terreno con l'impiego di maggiori quantità di sostanze or ganiche.. e di tanta importanza dal punto di vista delle risorse utili all'uomo. Abbiamo visto tuttavia che il regno vegetale in un modo o nell'altr o costituisce un elemento così vitale del nostro mondo. che vale la pena di riassumere alme no gli effetti esercitati dall'attività dell'uomo sulle piante. D. nostra dimora comune. delle risor se naturali. Si potrebbero citare altri autori.va il D. delle diverse forme di habitat. desumendola dai cambiamenti di colore risp etto alla colorazione normale. 5) leggi amo: «Guai a coloro che uniscono casa a casa. uccidendo gli ab itanti delle sue rive. Probabilmente si useranno aerei e satelliti per controllare lo stato di salute d i colture effettuate su larga scala. con la motivazione che gli insetti indeboliti dagli inset ticidi contraevano più facilmente la malattia. Ma la maggior parte di questi enormi cambiamenti s . e i fiumi vi hanno scavato le loro gole. come pure per individuare la presenza di ma lattie e infestioni di specie nocive. C. Capitolo 29. certo. con la s peranza che vengano evitati fiaschi tipo quelli registrati agli inizi con l"«opera zione noccioline» in Africa Orientale. ma mi limiterò a riportare un b rano del "Gryll Grange" di Thomas Love Peacock risalente al 1860: "Hanno avvelenato il Tamigi ed ucciso i pesci del fiume. Il profilo delle terre e dei mari è cambiato. Nella sequenza di millenni trascorsi il nostro globo ha avuto i suoi cataclismi. vissuto nel quarto secolo a. L'idea dei «rapporti incestuosi» non costituisce una novità. Credo quasi che sia destino della scienza sterminare il genere umano". e si è modificato tante volte che non ne abbiamo idea. «Il genere umano mantiene rapporti incestuosi con la Madre Terra» diceva un'iscrizio ne incisa su un muro dell'Università del Michigan nel 1970.. a c ominciare da Platone. finché non vi sia più pos to ed essi restino soli in mezzo al mondo».T. e infine della terra. L'equilibrio controllato non dovrà occuparsi soltanto delle specie dannose e delle malattie. Certamente l'uomo non può permettersi nessuna titubanza in questa lotta contro avv ersari così insidiosi e prolifici: si tratta della lotta per la nostra stessa sopr avvivenza. Questi «satelliti adibiti alla prospezione tecnolog ica delle risorse della terra» contribuiranno ugualmente alla ricerca di giaciment i minerari e delle risorse idriche.. da solo. Il saccheggio delle ri sorse terrestri perpetrato dall'uomo è un argomento tanto discusso e trattato. Dovrà fornire consulenze in merito a nuovi programmi agricoli. e masse ghiacciate sono avanzate e si sono ritirate sulle terre emerse. Le ditte produttrici di sostanze chimiche possono perciò rallegrarsi della prospet tiva che occorrono almeno cinque anni di tempo e una spesa di più di cinque milion i di sterline prima che si riesca a mettere a punto una sostanza nuova e a prova rne l'efficacia. Ma gli interventi dell'uomo in questo settore dovranno essere sempre più attenti e precisi. Questo equilibrio controllato dovrà comprend ere idealmente tutti gli aspetti delle coltivazioni.

ne abbiamo già tratta to . Allora gli orsi grigi tenevano le popolazioni di animali erbivori entro limiti ragionevoli. cioè nella f ascia detta «a macchioni di artemisia». I Padri Pellegrini sono sbarcati nella Virginia solo nel 1620.speriamo non esagerato . e come certi processi siano praticamente irreversibili. Invece oggi ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti avvengono con sconvolgente rapidità. non vengo no intesi quasi mai a lunga scadenza.nel "chaparral" americano. L'uomo ha sempre stentato a rendersi conto di quanto siano delicate la qualità. di cu i restano laceri avanzi sulle Montagne Bianche. ridotti oggi a massicci mont uosi inariditi. Creta tutta verdeggiante di foreste di conifere. Contemporan eamente e parallelamente a queste pratiche veniva favorito . Ricorrendo a una similitudine si può dire che la specie coltivat a rappresenta «la quinta colonna» della specie selvatica. L'inizio della coltivazione significò l'eliminazione di alberi e cespugli. bruca ndo anche alberi e cespugli. piena di vita animale. Le cause dei cambiamenti sono talvolta di natura più sottile ed inaspettata.potrebbe darci un'i mmagine più realistica di un paese virtualmente vergine. la steppa tiene dietro alla savana se vi vengono praticati il pascolo int ensivo e la cerealicoltura indiscriminata. e il mondo della natura vi si è adattato con altrettanta gradualità e lentezza. secondo la descrizione d i Lewis Mumford. La prima accelerata ai cambiamenti naturali venne impressa dall'uomo circa mezzo milione d'anni fa con l'uso deliberato del fuoco. e i primi viaggia tori ricordavano come nelle praterie americane «le fragole crescessero così fitte. con distruzione finale degli alberi e di molta altra vegetazi one. anche delle erbacce più umi li ed adattabili. e a partire da quella data de vono essersi verificati moltissimi incendi. designata con il . come possiamo dedurre dalle pitture rupestri dell" Hoggar e del Tassili. Essi erano per lo più cacciatori. di come queste caratteristiche non s iano inesauribili. e sono spesso irreversibili. e questo fatto li induceva a conservar e le foreste.i è verificata su un ritmo infinitamente graduale e lento. ma si nutriv ano largamente anche di bacche e ghiande. la composizione e la consistenza del terreno. Così ne l diciassettesimo secolo viveva un numero sorprendentemente elevato di Pelliross e . che ora sopravvive in per centuale non superiore all'1% con aspetto uguale a quello trovato dai primi colo ni. Ma all'arrivo dell'uomo bianco nella regione cominciò lo sterminio incessante degli orsi grigi. In questo capitolo mi occuperò soltanto della coltivazione intesa co me una delle molte forme d'impiego del terreno che eliminano la vegetazione natu rale. La sa vana prende il posto della foresta quando questa venga distrutta per qualsiasi m otivo. mentre quelli domestici allevati in num ero sempre crescente aumentavano la distruzione delle piante più succulente. di modo che gli erbivori si moltiplicaro no esageratamente. sia piantagioni a limentari e utilitarie. Ogni tipo di coltivazione finisce con l'incidere fatalmente sulla vegetazione sp ontanea: quanto più s'intensificano ed estendono le colture. i ris ultati sono veramente gravi: assistiamo a un fenomeno del genere nella regione d ell'Africa occidentale a nord dell'equatore e a sud del Sahara. e infine il deserto s'insinua subdola mente nella steppa. Se i cambiamenti del clima concorrono a rafforzare questo circolo vizioso. c he i garretti dei cavalli sembravano tutti insanguinati». Nessun resoconto . Riesce quasi impossibile immagi nare come dovevano essere un tempo certi posti: il Libano ricoperto di cedri (og gi ne restano circa 400).circa cinque per chilometro quadrato . il Sahara con l'aspetto di una r egione prospera e ricca di foreste. cambiando completamente la "facies" della flora e della fauna rispetto al precedente paes aggio naturale. sia casuali che voluti. mentre il dissodamento spezzettava e sbocconcellava il terreno in particelle lievi che venivano esportate facilmente dal vento o dall'acqua di scorrimento. Altri innumerevoli alberi vennero abbattuti per ott enerne legname da costruzione o legna da ardere. tanto minori diventan o le possibilità di sopravvivenza della flora spontanea. il che include sia le foreste piantate a specie singole. Una foresta in fiamme riduce in cenere in poche ore secoli di lento accrescimento. e il coltivatore il sicari o prezzolato.il pascolo degli erbivori selvaggi.

Allora la pioggia ne incide profondament e la superficie. l'esposizione al sole alternata alle piogge successive trasforma il terreno indurendolo come il cemento. solo se il popolamento umano si mantiene a densi tà molto bassa. dove il peso complessivo della vegetazione si calcola sulle 1000 tonnellate per ettaro. Esso possiede un ciclo praticamente chiuso di crescita e disf acimento. e in questo modo sfruttò il pascolo disponibile senza lasciargli il tempo di ricrescere. l'erba degli elefanti o di specie affini inutili all'uomo ed incapaci di effettuare il rinnovo del terreno. come si può osservare in posti quali il Texas. hanno visto raddoppi arsi la portata d'acqua rispetto a prima. I corsi d'acqua di Giava. o del taglio e dell'incendio su appezzamenti successivi. e il 27% di radici.forniti nell'ambito di un programma di aiuti . il numero dei capi aumentò incessantemente. per cui si forma polvere che viene prontamente dispersa dal vento o dila vata dalla pioggia. il Sahara si mosse pian piano verso il sud. come esiste vano nel Vicino Oriente agli albori dell'agricoltura. la coltivazione comporta a bitualmente la distruzione delle foreste o delle macchie. piante epifite e parassite. Ma. Salvo che negli spazi già aperti.tutto terreno che se ne va perduto al mare. Nelle regioni tropical i la violenza delle piogge aggredisce rabbiosamente il terreno se viene tolta la protezione del denso manto forestale. La foresta tropicale in modo particolare rappresenta un grande ecosistema naturale. La distruzione delle foreste aumenta enormemente lo scorrimento dell'acqua piova na. mantenendo anche carat teristiche di stabilità completa. e la gente dovette fare altrettanto. il 71% di tronchi e rami. mentre l'erosione si moltiplica per quattro. lasciando carcasse di bestie morte in mezzo al deserto. Probabilmente non c'è nessun paese al mondo dove non si possano osservare gli effetti dell'erosione: i «regni della polv ere» e le «terre ingrate» degli Stati Uniti rappresentarono i primi terribili avvertim enti per i Paesi progrediti. e le perdite di nitrati. schisti o argille friabili. e portano una quantità quintupla di sedi menti . calcio . Gli usi od abusi del terreno che possono portare all'erosione sono numerosi. Negli anni successivi non piovve. si può giurare che è solo la crescita della ruvi da Typha elephantina. Ma la stabilità della foresta viene distrutta irrimediabilmente se colture o pascolo vengono imposti forzatamente e permanentemente sull'area diboscata. Una recente indagine effettu ata a titolo sperimentale ha messo in evidenza che il dilavamento annuo del terr eno aumenta di due quinti dopo il diboscamento di aree forestali del New Hampshi re.portarono maggiore longevità al bestiame stesso. Se. formando calanchi sempre più profondi e facendo affiorare il sott osuolo sterile. Inta nto la gente coltivava sorgo e miglio senza applicare la rotazione delle colture . L'erosione comincia quando si distruggono la consistenza e la composizione del t erreno. Se qualcosa succede dopo l a distruzione di questo ecosistema.quanto sottoterra. comprese quasi 5 0 tonnellate di liane. cioè di 4 o 5 individui per chilometro quadrato. ed anche nelle fertili maremme e zo ne acquitrinose dell'Inghilterra. Una volta spezzato questo eco sistema. dopo 24 anni di diboscamento. dette lateriti. Un'attività analoga nelle regioni temperate può ridurre aree già boscose a deserti di torba nuda. il cui destino finale è di consolidarsi i n formazioni rocciose aspre ed inutili. fenomeno che si verifica con maggior facilità e gravità sui pendìi ricoperti da un tenue strato di terra. le siepi abbattute per ricavare queste vaste c ampagne (19000 chilometri annuì di siepi nella sola Gran Bretagna) distruggono mol te specie di piante ed eliminano habitat indispensabili alla fauna. si ottengono in media solo il 2% di foglie. non importa se per abb attimento o per incendio. e s pesso si sovrappongono l'un l'altro. dato che il bestia me significa ricchezza per le tribù come i Tuareg. sia alla superficie . I campi estesissimi favoriscono l'erosione eolica. Tonnellate e tonnellate di terreno vengon o dilavate in questo modo. i residui sono ricchi di ferr o ed alluminio. La foresta riesce a sopportare la tecnica del maggese. come spesso accade. e viene macellato solo in occas ione di feste e cerimonie.dove si depositano ogni anno fino a 59 tonnellat e per ettaro di rifiuti vegetali . dove l'attività dell'acqua s muove nuovi strati di roccia e trasforma a poco a poco i vari strati del terreno . All'inizio degli Anni Sessanta i nuovi pozzi a pompaggi o e le vaccinazioni in massa del bestiame .nome generico di Sahel. man mano che questi vengono penetrati dalle radici. e in grado soltanto di bloccar e la ricolonizzazione del suolo ad opera di altre piante.

Oppure. o un carico eccessivo di bestiame. data la mineralizzazione del t erreno e la sua incapacità a trattenere le sostanze nutritizie: ciò che ben presto l ascia il terreno praticamente sterile. e spesso la formula definit iva è data dal bambù. e se fosse vero che c'eran o alberi a perdita d'occhio. come già se lo chiedono in tante altre parti del mondo. Quando comin cia la stagione delle piogge. In Amazzonia il contenuto in sostanze nutrienti dello strato di rifiuti fogliari è inferiore a qu ello di analoghe foreste. Risultati di questo genere non sottintendono per le r egioni exboscose l'automatico intervento di opere di rimboschimento.1967). specialmente nelle annate di siccità in cui certe pozze si asciugano e tutte le bestie si raccolgono attorno a pochi posti d'abbeverata . ippopotami e ungulati. otto e tre volte tanto. Il Brasile costituisce attualmente il teatro d'operazioni di un processo di cui è stato detto che possiede «tutti i requisiti di un disastro ecologico su scala giga ntesca». nonché di «diffusa erosione eolica. colture od opere di riassetto. L'incendio delle aree boscose mette in libertà elementi nutrienti che restano faci lmente disponibili per un paio d'anni al massimo. Però il pascolo eccessivo costituisce un 'eventualità tutt'altro che rara. «quella striscia di strada scoccata come una freccia nel cuore della giungla sarà m ortale per il vecchio regno. Un giorno si domanderanno dove sorgeva la foresta. e nelle località a macchioni di acacie dell'Africa Centrale. Effetto indiretto di questo deterioramentto è la riduzione delle zone adatte ai gr ossi erbivori come elefanti. per cui un assembramento di questi bestioni consumerà tutto i l foraggio disponibile. in occasione della spedizione effettuata negli anni 1967-69 sotto gli auspici della Royal Society e Royal Geographical Society. fin dove l'occhio poteva arrivare». un c ontinente dove i deserti hanno sostituito su larga scala le antiche foreste. che costituiscono l'unica riserva alimentare della fo resta oltre al nutrimento contenuto effettivamente nelle piante. la foresta piovosa dell'Amazzonia. così nell'Unione Sovietica pioppi tremoli e sambuchi tengono dietro tipicamente alle foreste di conifere. iniziano anche fenomeni di grave erosione del suol o. che è in grado di sostentare animali erbivori. come è accaduto nel Kenya. resa possibile dall'attuazione della nuova autostrada transamazzonica c he sventra uno degli ultimi grandi habitat non ancora sfruttati della Terra. nonché mio fra . Tanto per citare "Mato Grosso" di Anthony Smith. Un solo ipp opotamo è in grado di divorare in una sola notte una corsia d'erba della lunghezza di otto chilometri. le erbe che spuntano nei pres si delle pozze d'acqua vengono brucate al completo.12.e potassio crescono rispettivamente di sessanta. ch e ha raggiunto proporzioni catastrofiche in certe località: nuvole di sabbia porta ta dal vento ricoprono campi e prati.provoca il collasso dell'habitat residuo molto più in fretta di quant o occorra alle forze della natura per riprendersi dai danni inferti. con la vistosa eccezione di molte specie di antilopi. Nell'U nione Sovietica il diboscamento indiscriminato di estesissime regioni ha sortito il risultato di piene eccezionali nei fiumi. Conseguenza tipica della distruzione operata dal fuoco è la prateria a savana. si ottiene come risultato un pa scolo di erbe sempre più grossolane e meno appetibili. riducendo il posto a un'arena di fango.specialmente se favorita dalla decimazione degli animali p redatori loro antagonisti naturali. In ogni caso il fuoco distrugge tutti i r ifiuti fogliari e l'humus. ma il taglio indiscriminat o lascia allo scoperto un terreno dove spuntano ben presto nuove piantole sia pu re di specie diversa. come si può osservare in aree tanto diverse tra loro come le f oreste di legni duri tropicali dell'Estremo Oriente. L'autore succitato.quando si tratta di specie che hanno bisogno di bere ogni giorno. L'attività di un numero eccess ivo di tali animali . Nelle regioni tropicali dove si applica il pasco lo esagerato. nelle selve di alberi a leg no dolce di tipo temperato dell'Unione Sovietica. e il terreno può praticamente perdere l a sua consistenza e disgregarsi prima ancora che comincino i fatti d'erosione. o dall'affollamento in parchi nazionali trop po piccoli . Questo processo è rappresentato dalla cosiddetta «apertura delle regioni dell 'interno». L 'Africa è un triste esempio di lunghe epoche di maltrattamenti incontrollati. In certi posti ogni brandello di flora legnosa vien e saccheggiato per la produzione di legno compensato. Nei climi temperati si osserva la tendenza delle erbe a sradicarsi per cedere il posto ad erbacce disgustose o spinose. mentre molti fiumi si disseccano» («Literaturn aja Gazeta» del 13.

perché ciò rallenterebbe la speditezza del d iboscamento. Non si sa se continu erà la richiesta di mercato di tanta carne bovina. Al terzo anno il proprietario. Gli Americani hanno trovato nel Nordame rica praterie ubertose e le hanno spesso isterilite. dove ha causato le di struzioni più radicali del manto vegetale. vi si porta il bestiame. Si è detto che l'Impero Romano dovette la sua decadenza e caduta alla capra. costituisce un fattore di prima grand ezza dell'espansione dei deserti in Asia e nel Nordafrica. Ma il valore econom ico dell'autostrada transamazzonica autorizza molti dubbi. Una volta formatasi la prateria. Eppure non è difficile abbattere un albero amazzonico alto una trenti na di metri. Gli incendi sono provocati dai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato dal governo esten sioni di terreno. o produrre eccedenze esportabili". scriveva dopo un a visita avvenuta nel 1972: "La strada attualmente in costruzione nel bacino dell'Amazzonia contribuirà molto a domare questa grande roccaforte dei territori inesplorati.. specialmente sulle isole remote con tendenza ad altissime percentuali di specie endemiche. pianterà un certo tipo d'erba alta e filiforme. verso l'interno. procedend o nel cuore della gigantesca cupola verde formata dagli alberi. e che il diboscamento perta nto produrrebbe un clima più secco. di cui nessun altro deve occuparsi. non resta più nemmeno un ciocco. Allora la giungla è morta.e bano. mogano . se non addirittura su quello globale. altrimenti compariranno erbe spontanee non sempre adat te all'alimentazione del bestiame. E" stata anche espressa l'ipotesi che i grossi alberi di queste foreste restitui scano all'atmosfera molta più umidità che non i pascoli. segnalando che i nuovi proprietari terrieri non p rogrammavano nessun piano per ovviare alla minaccia. Già nel 1969 Anthony Smith osservava che cominciavano a formarsi «orribili fatti d'e rosione con inizio di calanchi». Un altro scrittore. distruggendo sempre più.. La foresta contiene anche pregevoli alberi da legname . bastano di solito pochi colpi d'ascia. essa non ricomparirà più nemmeno se tutti gli attuali «valori zzatori» dovessero rifare le valigie e andarsene. Il terreno non è buono. assumendo un'aria molto simile a quella di certe zone incolte degli Stati Uniti. hanno riferito che una cortina ininterrotta di fumo e fiamme si addentra. e ben pochi indizi fanno credere che la regione potrà mai sostentare una grande p opolazione. sul piano locale.tello che sorvolò la giungla nel 1972. Allora la terra si ricoprirebbe di macchie e roveti a perdita d'occhio. il Brasile ha messo a tac ere ogni critica affermando che l'Amazzonia rappresenta una sua questione intern a. salvo che. ma oggi questo è il chiodo fisso dei Brasiliani. Leahy. Gli incendi si possono appiccare per tre anni di seguito fino ad estinzione completa delle forze rigenerative della foresta. le isole Hawaii ci offrono l'esempio special issimo di un'altra specie vegetale praticamente sterminata a seguito della grand e richiesta commerciale. Quella vorace distruggitrice che è la capra. "L'assetto totale dell'intera area è di portata così smisurata che nessuno è in grado di predire con esattezza cosa potrà capitare. destinato alla produzione del bovino da carne. Nonostante le critiche da parte di esperti di fama mondiale riunitisi nel 1972 a lla Conferenza per l'Ambiente sotto gli auspici delle Nazioni Unite. nonostante l'esempio dell'Africa dall'altra parte dell'Atlantico. lo stesso potrebbe succeder e in Brasile con le foreste". ma adesso l'area vale circa 200 volte il suo prezzo d'acquisto. Ci si aspetta che quattro milioni di ettari di foresta dell'Amazzonia vengano distrutti e adibiti a pascolo nei prossimi dieci anni.ma si pensa che non valga la pena di salvare questi esempla ri singoli dall'incenerimento generale. il professore di geografia Edward P. una volta distrutta e r asa al suolo la foresta. Distruzioni di questo genere sono irreparabi li dal punto di vista botanico. ad esempio l'arcipelago delle Hawaii ha una flora composta per il 96% da piante fiorenti endemiche. Oltre alla distru zione accidentale di queste specie. teak. se dispone di buone nozioni. senza che nessuno si curasse minimamente di ripiantarla .

usata per correggere la composizione dei terreni. Naturalmente si lamenta un serio impoverimento delle colonie di erbe marine. in certi posti del Portogallo centrale. che già hanno modificato completament e l'equilibrio vegetale. La scom parsa della superficie forestale va dal 30% di Tahiti e di Moorea. e la Nuova Zelanda accus a più di mille specie indesiderate forestiere. In G iappone. Ad esempio a Giava poche piante mostravano tendenza natural e a trasformarsi in specie infestanti. Quest'ultima isola. che un tempo formava bo schi grandissimi e magnifici. Si può immaginare quante centinaia di spec ie . invasioni di c apre. 2 2 delle quali sono scomparse da allora. Nella seconda metà del Settecento s'instaurò la monarc hia alle Hawaii.: è il caso della pianta di sandalo Santalum freycinetium. si verificò un'invasione stupefacente di p iante straniere: nel 1968 se ne contavano almeno 300. pecore. in Indonesia ed altre località del Pacifico. dove si usano molte alghe come cibo e per la preparazione industriale d ello jodio. effettuata principalmente al mercato cinese e polinesiano. Per lo stesso motivo venne sterminata un'altra specie di legno di sandalo alle isole J uan Fernandez. Nel 1925 i boschi furono decimati. che sco nvolgono i banchi di alghe con i loro appigli. e l'economia dell'isola venne a fondarsi largamente sulla vendi ta di questo legname.Juan Fernandez. nelle Isole d ella Società. l'esplosione demografica della specie umana porta alla sterilizz azione totale del terreno in conseguenza dello sviluppo continuo dei centri urba ni e delle reti stradali. e vi vennero registrate 33 specie endemiche. con le miniere a cielo aperto e l'espansione industr . che impediscono la ricolonizzazione ad opera delle specie locali. al 60-90% di sette delle isole Marquesas. vanno citate le isole Phillip e Norfolk ad oriente dell'Australia. e inoltre le isole di Robinson Crusoe . la rga solo 10 miglia. Tra le altre isole dove pure è stata perpetrata la decimazione della flora locale. mentre la California soffr e per la presenza d'intrusi del Mediterraneo orientale. Le piante locali vennero catalo gate per la prima volta nel 1810. degli aeroporti e delle miniere sotterranee con l'accu mulo di materiali di scavo. è stata scoperta nel 1502. quand'anche se ne presentasse l'occasione . Ma una volta c he vennero aperti i terreni all'aratro. o Santalum album dell'Indonesia e dell'India . Indubbiamente si troveranno altre forme d'impiego per le alghe e. Le alghe si raccolgono a scopi alime ntari anche presso le Hawaii. che nessuno sa ormai più con esattezza dove questa specie crescesse originar iamente allo stato spontaneo. Altra conseguenza della coltivazione e delle modifiche apportate al terreno è la d iffusione delle erbacce importate. e la specie più usata di questi legni di sandalo aromatici. Quasi la stessa cosa è accaduta in Malesia. Anche il mare può risentire danni a seguito dello sfruttamento incontrollato. Nelle Filipp ine il fuoco da solo distrugge tre ettari di foresta ogni "minuto". Infine. nel Gol fo di Biscaglia si rastrella dal fondo un certo tipo di alga calcarea. Le aree denudate mostrano lo spettacolo ben noto della rapida erosione del terreno con sparse piante erbac ee. viene piantata così estesamente da migliaia d'anni di costante richiesta commerc iale. a somiglianza di quanto si fa con le foreste. Il C anada possiede un'alta percentuale d'erbacce europee. Si comincia a sper are che si useranno sempre più i metodi di raccolta basati sul taglio delle alghe. alcune specie di provenienza australiana che vi sono state introdotte hanno soverchiato cespugli ed alberi indigeni. Tagli e incendi di foreste. o nei casi meno gravi cespugli ed altra vegetazione secondaria. Oggi quest'albero si è in parte reinsediato sull'isola di Oahu. queste risorse marine andranno amministrate invece che saccheggiate. e già nel 1550 un viaggiatore segnala va greggi di capre della lunghezza di un miglio. più di tre quarti delle qual i di origine americana o europea. Oltre al deterioramento provocato dall'uso inopportuno o dallo sperpero delle ri sorse naturali.destinate a restare sconosciute per sempre alla scienza -saranno scomparse tra il 1502 e il 1810. Altri popoli invece furono più lungimiranti. perché occasioni del genere accadono di rado nelle dense foreste. la raccolta si fa abitualmente a mezzo di ganci a strascico. e Sant'Elena. bovini e porci si sono alleati nell'opera di distruzione della mag gior parte delle foreste sulle parti più basse di molte isole polinesiane. e l'esportazione del legno di sandalo pratic amente cessò. sovraccarico di bestiame sui pascoli. in modo da lasciare parti di pianta che possano ricrescere.

Anche quando il riciclaggio non riesce a fornire nuova acqua potabi le. ma il peggio è dato da qualsiasi causa che nuoccia alle microfite e ad altri microorganismi. e non sull'uomo. Le industrie. e non riescono più a sostentare la vita. come quelle che vengono messe in libertà dai . o il process o di «osmosi alla rovescia» preconizzato in California. e i rifiuti industriali mostrano tendenza a riversarsi direttamente nei fiumi. Quantità esagerate di fosfati. dagli scarichi industriali d' ogni tipo e dall'eliminazione di residui velenosissimi e sottoprodotti e scarti di elevata tossicità. i quali tra l'altro sono così zeppi di organismi patogeni che è vietato consumarne il pesce o nuotarvi.ma anche la più vulnerabile del ciclo della vita sulla faccia della Terra nei riguardi dell'umanità. sia di natura chimica che di provenienza dalle centrali nucl eari. Oltre alle sostanze chimiche. I problemi dell'inquinamento in generale sono già stati trattati con perfetta comp etenza in molti buoni libri e in innumerevoli articoli contemporanei. di batteri della fotosintesi che possono agire in assenza di ossigeno. possono anche favorire il prosperare di alghe ver diazzurre. dai rifiuti animali negli allevamenti intensivi. La maggior parte dell'inquinamento deriva dagli scarichi e dai rifiuti domestici . i suoi manufatti o i suoi raccolti. Tutto questo materiale si disperde nell'aria. I nitrati. è facile che delle sostanze tossiche filtrino attraverso gli strati del suolo e vadano a fini re nei corsi d'acqua. con l'acqua salmastra e con l'acqua salata. proprio come gli scarichi domestici si possono trattare per la produzione del gas di riscaldamen to. come in Sudafrica. Nei Grandi Laghi americani il problema dei rifiuti si è aggravato. potrà sempre ricavare dagli scarichi domestici acqua adatta all'irrigazione. Quando si usano i laghi come fosse di scarico. Data la loro grande capacità d'inattivare le sostanze inq uinanti. nel terreno e nei co rsi d'acqua. oltre a rappresentare un pericolo per la salute nelle acque usate a s copo potabile e d'irrigazione. per la grande quantità di nitrati che vi scola dai terreni agricoli circostanti saturi di concim i azotati. mentre i nostri rifiuti d'ogni prov enienza esercitano crescente pressione sull'ambiente naturale. i primi si possono riciclare e trasformare in acqua dolce. diversamente l'eccedenza termica distruggerà la vita animale e vegetale dei fiumi in cui verranno immessi gli scarichi. mentre quelli più alti s'impo veriscono d'ossigeno. Questo fatto si è verificato nei maggiori laghi svizzeri. che sono stati denominati gli «effluenti sociali». gli strati più bassi accumulano sca rti organici. e lo stesso sarà possibile con certi scarichi industriali. laghi. essi rappresentano la parte più importante . I trattamenti comprendono l'uso di alghe. se non è stata opportunamente raffreddata in torri di raffreddamento o in t ubature a serpentina. le quali consumano perfino più ossigeno dei batteri che decompongono i rifiuti.iale di ogni genere. l'industria deve spesso affrontare il problema di eliminare acqua di raffreddamento riscaldata al termine delle lavorazioni indust riali. Qualche volta gli scarichi domestici ricevono un trattamento inattiva nte. Q uesto risultato dipende in parte dall'accresciuta estensione delle colture. e in parte dal fatto che le normali pratiche agricole danneggiano la consistenza del suolo. che viene consumato dai batteri che decompongono gli scari chi. estua ri o mari. Anche a questo riguardo tratterò solo gli effetti dell'inquinamento sulla flo ra o la fauna selvatica o spontanea. il quale riesce sempre meno a trattenere le sostanze nutrienti. Anche dove i rifiuti solidi vengono sepolti sottoterra. in cui si usano membrane sem ipermeabili. quelli industriali meno spesso. Una parte di questi scarichi termici si potrebbero presumibilmente travasare nelle tubature degli im pianti caloriferi funzionanti ad acqua calda per uso domestico. il cui uso si è decuplicato in un quarto di secolo negli Stati Uniti. L'inquinamento delle piante superiori riveste già di per se stesso una c erta gravita. di modo ch e ormai ne conosciamo tutti gli aspetti connessi alla presenza di rifiuti ed ava nzi. gli agglomerati urbani e gli automezzi emetto no grandi quantità di sostanze chimiche innaturali riversandole nell'aria sotto fo rma di gas e di minuscole particelle solide. Anche le ceneri radioattive di ricaduta colpiscono sicuram ente le piante: essa ha ucciso un lichene tra i più graditi alle renne su vaste es tensioni siberiane. Gli scarichi liquidi. Alcuni di essi sono anonimi perché molte industrie non sanno nemmeno di cosa si liberino.

possono aumentare il rigoglio d elle alghe. Pochi anni or sono si cominciò a temere che i Grandi Laghi fossero ormai «morti» per l a presenza di queste sostanze. e ciò non fa che accrescere la quantità dei se dimenti in putrefazione. Tali circostanze possono anche stimolare la crescita es agerata di piante superiori come la lingua d'acqua canadese.inquinando talvolta le spiagge e nuocendo alle alghe e alla fauna connessa. sia vegetale che animale. Anche l'uso dei laghi a scopi sportivi o di svago comporta rischi ambientali. i rifiuti provenienti dalle fognature cittadine e la presenza di concimi dilavati dalle acque di scorrimento .concimi. comprese le stesse alghe. che si crede contenga circa un quinto delle risorse d'acqua dolce del mondo. si calcola che nel solo 1972 si si ano depositate sul fondo non meno di 600 tonnellate di residui di carburante sca ricati dai motoscafi. e viene scaricata in mare a poc hi chilometri di distanza dalla costa. erano così c ariche di sostanze chimiche e tanto calde. Buona parte delle sostanze nutritizie cal a rapidamente in fondo al mare. muoiono tutti gli organismi.che rappresentano l'inizio del ci clo alimentare degli animali superiori . e di almeno un milione e m ezzo di metri cubici di legname calato a fondo negli ultimi dieci anni. a Rotterdam. I metalli passano co n grande facilità nei fiumi. lungo solo 70 chilometri. rame. Le grandi «cloache» fluviali di questo genere continuano attraverso gli estuari . Se le alghe esauriscono tutto l'ossigeno del lago. L'Olanda costituisce di gran lunga il Paese peggio ridotto per quanto riguarda i suoi rapporti con il Reno . ma oggi . Rifiuti tossici di vario tipo vengono scaricati nelle ac que più profonde a distanze dalle coste ritenute «sicure». ed è stata rovinata anche l'industria della pesca del lago Baikal e della cinquantina di f iumi emissari per la lunghezza complessiva di circa 4000 chilometri. Il lago Baikal. Se a questi scarichi industriali si a ggiungono le acque surriscaldate di raffreddamento. dal letame stallatico e dai detersivi. che comprendono altresì il trattamento degli scari chi -questi laghi «sopravviveranno» certamente. Nel 1972 un giornale o landese riferì che le acque riunite del Reno e della Mosa. e infine continuando la loro opera in mare. da potersi usare per sviluppare una p ellicola fotografica ricavandone un'immagine riconoscibile. allo stesso mod o in cui più a monte del fiume vengono inquinati pozzi di trivellazione situati a notevoli distanze. piombo e zinco in perce ntuali aggirantisi sulle 1000 parti per milione. da l quale dovrebbe pure dipendere in larga misura per il suo fabbisogno d'acqua pu lita. Le piante acquatiche sono danne ggiate dalla presenza del solo rame già in misura di 11 parti per miliardo. Altra sporcizia e spazzatura viene portata al largo su barconi. e può venire riutilizzata solo se viene riportata in alto dalle correnti. Concentrazioni eccessive di sali passano dall'acqua del Reno alla falda fr eatica poco profonda.definito di recente «la maestosa cloaca d'Europa» -. l'inquinamento può estendersi a tutto il corso del fiume. La dispersi . talvolta contenute in recip ienti che presumibilmente non si corroderanno per un tempo «indefinito». e da lì sui terreni agricoli degli Olandesi. In ambedue questi casi le microfite del lago . Ne l lago di Costanza. si comprenderà agevolmente come i fiumi possano isterilirsi completamente in bre vissimo tempo con la morte di tutte le piante acquatiche e degli altri organismi . Anche la presenza di molto legname fluitato sul fondo può causare inconvenienti ec ologici. ora soffre per la presenza di residui della lavorazione del legno. spesso citato ad esempio di un mare interno tra i più lim pidi e belli. la maggior parte dei rifiuti che finiscon o in mare non sortisce questo effetto.sono state gravemente colpite. Da tro ppo tempo l'uomo fa troppo affidamento sulla tradizionale capacità di autodepurazi one dell'acqua corrente.do ve il loro carico di sporcizia si irrobustisce dei contributi dei sedimenti dell e fogne vere e proprie . pr ovenienti specialmente da una fabbrica di cellulosio. I fiumi hanno sempre attirato gli insediamenti industriali per la comodità dei tra sporti e dell'eliminazione degli scarichi.in parte grazie anche alle accresciute precauzioni d'ordine ecologico. Sebbene nitrati e spazzatura possano favorire la crescita delle alghe e del plan kton marino. e una recente indagine effettuata nelle acque del Tee in Inghilterra ha rivelato la presenza di cadmio. tuttavia è stato modificato l'equilibr io delle popolazioni ittiche.

alle primissim e fasi vitali del ciclo alimentare nel mare. Il problema è più acuto nei paesi piccoli densamente popol ati. che è poco soggetto all'azione delle maree. e la fuga di grezzo . Tra le sostanze che destano maggiori pr eoccupazioni si annoverano le scorie radioattive e gli idrocarburi alifatici per clorati (sottoprodotti delle industrie che producono vernici e materie plastiche ). fluviali o marine. sulla scort a dei tassi normali di crescita senza intervento di fattori antagonisti. e probabilmente anche nelle persone. come ben s appiamo ricordando il disastroso affondamento della supercisterna "Torrey Canyon " avvenuto nel 1972. ma a quanto pare succede facilmente che alte percentuali di mate riali persistenti affondati in un dato punto si possano poi ritrovare a migliaia di chilometri con il passare del tempo. L'inquinamento marino può verificarsi sia in forma solubile che super ficiale. Una recente indagine esperita nel Mare dei Sargassi ha rivelato la prese nza. come il Caspio e il Mediterraneo. e rappresentò uno dei fatti di maggior rilievo per attirare l'attenzione di un'agita ta opinione pubblica americana sui misfatti del petrolio. ad o nta delle limitazioni poste all'uso dei prodotti chimici in agricoltura. mentre l'inquinamento prodotto dalle industrie e dagli scarichi di rif iuti nel Mediterraneo. che persistono inalt erati nell'acqua di mare almeno un mese: 13 parti per milione dimezzano l'attivi tà di fotosintesi del plankton. Co n il plankton ci ritroviamo ai primi gradini della vita vegetale. Oltre a questi casi ec cezionali.prolungatasi per parecchi mesi . Analoghi effetti son o stati accertati anche a carico degli idrocarburi clorati.1 parti per miliardo. ha calc olato che per l'anno 2800 ogni metro quadrato di territorio sarà convertito ad usi . Nella parte meridionale del Caspio petrolio e nafta hanno letteralmente incatramato il fond o marino. riversando gli scarichi nei fiumi con conseguente distruzi one di animali e piante. Il mercurio fornisce un vistoso esempio di veleno insidioso. e i n seguito sono nati bambini affetti da malformazioni. in occasione delle sue traversate atlantiche del 1968 e del 1969 a bordo di imbarcazioni primitive di giunchi. La quantità di materiale mandato in mare in un modo o nell'altro è poco meno che astronomica. di 3500 particelle di plastica per chilometro quadrato. Tornando alla terra ferma. I mari chiusi. L'inquinamento da petrolio non si limita ai mari e ai laghi.one e la persistenza dei rifiuti solidi e liquidi negli oceani sono ancora tutt' altro che note. L'uso d el mercurio comporta notevole rischio per il fatto che. segnalò la presenza visibi le di inquinamento da una costa all'altra. e possono anche uccidere i pesciolini giovani. ne l 1969. Petrolio e nafta lungo le coste distru ggono ogni tipo d'alga e di organismi connessi. Negli ultimi 12 anni almeno 20 specie planktoniche hanno mostrato un'allarmante diminuzione numerica dovuta a queste sostanze e all'inquinamento da petrolio. può ostacolare grandemente la fotosintesi e la moltiplic azione del plankton tanto nelle acque dolci quanto in mare. anche a concentrazioni d i 0. sotto forma di petrolio. catrame e pl astica. sono particolarmente vulnerabil i all'accumulo di scarichi d'idrocarburi e di altri rifiuti tossici. Thor Heyerdahl. In Svezia si è accertato che il mercurio contenuto nei tegumenti delle sementi trattate continua ad accumula rsi negli uccelli che vivono di pesce. che rovinò la costa prospiciente per una lunghezza di molti chilometri. Ora si è scoperta la presenza del petrolio nell'Amazzonia peruviana e con ogni probabilità torri ed imp ianti di trivellazione petrolifera sorgeranno a decine. è l'espansione della «giungla di cemento» quella che più colp isce le piante spontanee. in media. riducendo l'afflusso di turisti in parecchie località. ha prodotto dan ni ed allarme. In Giappone molte persone sono morte in modo orribile (morbo di Minimata) dopo aver mangiato pesce catturato a valle di fabbriche di prodotti plastici dove si usava mercurio nei catalizzatori. e lo stess o accade in prossimità delle coste per le fughe e i versamenti inevitabili presso i terminali delle condutture petrolifere. una recente previsione formulata per l'Inghilterra e il Galles.da u n pozzo petrolifero male installato al largo di Santa Barbara. Petrolio e nafta rappresentano inquinanti marini di notevole rilievo. il petrolio continua a scaricarsi regolarmente in tutti gli oceani de l mondo ogni volta che si ripuliscono le cisterne a bordo delle navi. in California. mentre i