Anthony Huxley. IL PIANETA DELLE PIANTE. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. Prima edizione aprile 1975.

PRIMO VOLUME. Traduzione di Lino Penati. Copyright © Anthony Huxley 1974. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Alberi che si programmano come cervelli elettronici, tronchi che si gonfiano per funzionare da serbatoi d'acqua, radici lunghe 622 chilometri, foglie quasi invi sibili a occhio nudo e foglie tanto grandi e forti da sostenere pesi di un quint ale, erbe che crescono fino a dieci metri di altezza, fiori che praticano tecnic he erotiche degne del Kamasutra. Non sono esemplari della flora immaginaria di u n pianeta da fantascienza: sono piante del mondo in cui viviamo, che esistono fr a infinite altre alle quali Anthony Huxley ha dedicato questo suo straordinario libro. In una evoluzione di migliaia di millenni, le piante hanno colonizzato il globo dagli abissi del mare alle cime dei monti. Sono in grado di esistere senz a gli uomini, mentre noi dipendiamo completamente da loro. Possiedono una incomm ensurabile capacità di produrre energia - dalla luce - che poi dispensano a ogni a ltro essere vivente. Imprevedibili e bizzarre, nutrono sentimenti simili all'amo re e all'odio. Hanno un comportamento sessuale così complesso che non esclude le p erversioni. Si aggregano in comunità politiche, stringono e rompono alleanze, cono scono l'arte della guerra offensiva e difensiva, che mettono in atto impiegando tattiche astute e raffinate strategie. In fatto di aerodinamica, idrografia, ing egneria, controllo della proliferazione e sicurezza nella continuità della specie, sono in grado di provvedere a se stesse con una previdenza e una capacità creativ a molto più sviluppate di quelle dell'uomo. Sono un vero e proprio pianeta, che ci circonda e condiziona la nostra vita. Questo pianeta vegetale, Anthony Huxley l o esamina da quello che si potrebbe definire «il punto di vista delle piante», senza dimenticare l'uomo moderno che, con la sua ignoranza e la sua distruttività, corr e il rischio di alterare l'equilibrio della vita universale. Libro meraviglioso e provocatorio, col garbo e l'humour delle grandi opere fondate sull'osservazion e della Natura, stimola l'interesse, desta l'ammirazione, spinge al rispetto, ri vela l'enorme importanza di una forma di vita che condivide con la specie umana l'avventura della presenza sulla Terra. Anthony Huxley (1920) è figlio di Julian Huxley. Ha lavorato per due riviste ingle si famose in tutto il mondo: «Amateur Gardening» e «Country Life». Ha pubblicato una ven tina di volumi sui più diversi problemi della botanica e della geografia, tra cui "Mountain Flowers" e (in collaborazione con Oleg Polunin) "Flowers of the Medite rranean" giudicati fondamentali dagli studiosi e dagli appassionati. INDICE GENERALE. PRIMO VOLUME. Nota dell'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. I compagni di strada sul pianeta terra. Come avvengono i mutamenti. Dalla cellula all'albero. La fioritura finale. La grande invenzione. Ingegneria naturale. La centrale energetica.

8. Eccentriche e bizzarre. 9. Il fiore. 10. Crescita e ritmo: il cervello elettronico della pianta. 11. Comandi e comunicazioni. 12. Le piante sentono? 13. Sesso e vita. 14. Un Kamasutra dei fiori. 15. Lo scopo finale. 16. La nascita. 17. Gli opportunisti. SECONDO VOLUME. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 24. 26. 27. 28. 29. 30. Il tempo assegnato. La comunità delle piante. Sfruttamento dell'ambiente. Girovaghi alla ventura. Convivenza. Strangolatori, parassiti e scrocconi. Le piante assassine. Corazza e veleno. Gli sfruttati. L'uomo manipolatore. Guerra dei mondi. Un rapporto incestuoso. Uno sguardo al futuro.

Bibliografia essenziale. *** NOTA DELL'AUTORE. Questo libro è stato scritto per aumentare l'interesse e la sensibilità per il mondo delle piante. In tutta la stesura dell'opera ho attribuito a lettori e lettrici qualcosa di più d'un semplice interesse passeggero per il mondo vegetale - siano essi giardinieri, botanici dilettanti o appassionati di flora selvatica, cui la dimestichezza quotidiana con le piante e le reminiscenze di lontani corsi scolas tici di biologia diano nozioni a livello quasi subliminare per la disposizione o rnamentale di piante e fiori. Pertanto ho riassunto brevemente molti particolari basilari relativi al modo in cui funzionano le piante, concentrando invece i mi ei sforzi sugli aspetti più straordinari di tale funzionamento. Ciò nonostante l'arg omento rimane praticamente inesauribile, e vengono quindi citati solo alcuni ese mpi tra gli innumerevoli possibili. Si sono dovuti inevitabilmente fornire alcun i particolari tecnici, ma sono stati omessi quasi completamente argomenti davver o complessi, quali le moderne opinioni sull'attività interna della cellula. Ferma restando la premessa di un interesse intrinseco per l'argomento da parte dei let tori, spero che il libro possa essere letto ed apprezzato da chiunque, a prescin dere dal fatto che sia provvisto o no di copiose conoscenze tecniche. Il modesto numero d'illustrazioni può riuscire forse sconcertante. Ho pensato tuttavia che u na parte illustrativa appropriata e bella, corredata da buone fotografie, avrebb e fatto di quest'opera uno dei soliti costosi libroni dove si guardano le figure invece di leggere il testo, mentre d'altro canto i disegni l'avrebbero resa tro ppo simile a un libro di testo. La maggior parte delle opere indicate nella bibl iografia fornirà illustrazioni di vario genere al lettore desideroso di vedere pia nte e strutture vegetali. In un'opera come questa, che mira in primo luogo a sti molare il pensiero, ritengo che le figure dopo tutto non abbiano un'importanza v itale. Tuttavia all'inizio dei capitoli sono state riportate alcune figure - rip rese per lo più da vecchie incisioni su lastra - allo scopo di alleggerire un test o eccessivamente uniforme.

Il libro incomincia con una breve esposizione del processo evolutivo considerato nel vasto arco di tempo del suo svolgimento, e con la descrizione di come siano evolute le piante. In questa parte vengono brevemente descritti tutti i princip ali gruppi di piante citati nel testo. I successivi capitoli dedicati alla fotos intesi, alla struttura, all'accrescimento vegetale e alle norme che governano ta li fenomeni introducono agli altri aspetti della vita delle piante, sottolineand o costantemente l'ingegno e l'impegno messi in opera per soddisfare tali esigenz e. Rientrano tra questi fenomeni di vitale importanza la riproduzione sessuata o asessuata, e la successiva dispersione delle spore o dei semi, tanto spesso con nessa alla collaborazione degli animali; l'invecchiamento, la malattia e la mort e; la società delle piante, le loro associazioni, il modo con cui le piante vivono in comunità in stato di pace o di ostilità. Gli ultimi cinque capitoli riguardano l'intervento dell'uomo lo sfruttamento, la manipolazione e la distruzione da lui perpetrati nei riguardi del regno vegetal e, le piante create artificialmente dall'uomo e quelle ancora primitive che egli cerca ora di addomesticare. L'ultimo capitolo prende in considerazione le prosp ettive future, senza perdere mai di vista le piante selvatiche. Ogni volta che è s tato possibile, sono stati usati i nomi volgari delle piante; gli equivalenti in latino sono riportati nell'indice. Tuttavia molte piante citate a scopo esempli ficativo non hanno un nome volgare corrente, e ho dovuto quindi adottare la term inologia botanica in latino, senza peraltro accentuare la sinonimia che opprime tanta parte della letteratura botanica. I nomi delle piante interessate non sono però veramente importanti, perché scopo della mia opera è stato quello di descrivere le strutture, i dispositivi, i meccanismi e gli accorgimenti di adattamento esis tenti. Indubbiamente la mancanza dei nomi potrebbe irritare il lettore dotato di una maggiore preparazione botanica, ma essi sono comunque indicati allo scopo p rincipale di aiutare chiunque intenda approfondire ulteriormente - poco o molto che sia -le sue conoscenze in questo settore. Insomma, ho cercato di scrivere un libro che possa destare interesse, meraviglia e considerazione per un mondo che ci circonda da ogni parte, che condivide con noi l'avventura della vita sul nostro pianeta, e che ciò nonostante viene ritenuto un fatto fin troppo normale e scontato. Devo confessare di aver ricevuto l'ispirazione per quest'opera dalla "Storia nat urale delle piante" scritta dal viennese Kerner von Marilaun, e pubblicata in tr aduzione inglese da F. W. Oliver nel 1894. Il «Kerner & Oliver», come viene chiamata l'opera correntemente, è da molti anni uno dei miei libri preferiti. Molta ispira zione mi è venuta, analogamente, dagli scritti del dott. E. J. H. Corner, segnatam ente dalla sua "Vita delle piante", pubblicata nel 1964; il fatto che io l'abbia citata testualmente parecchie volte dipende dall'impossibilità di rendere indiret tamente in modo adeguato la vivacità dello scritto, specialmente nei punti in cui l'autore descrive fatti od osservazioni da lui sperimentati di persona. Sono grato anche al signor Richard Gorer e alla signorina Janet Mortimer, che ha nno letto il dattiloscritto facendo molte giuste critiche, al signor Desmond Mei kle dei Reali Orti Botanici di Kew, che con grandissima cortesia ha controllato tutta la nomenclatura, e infine alla signorina Thalia Bence, pure di Kew, che mi ha aiutato a redigere l'indice dei nomi volgari e a rivedere parecchi punti nei particolari. Il signor Peter Stageman, bibliotecario alla Reale Società di Ortico ltura, mi è stato di grandissimo aiuto per risolvere i problemi delle illustrazion i. Lo stesso indice è stato redatto in forma definitiva dalla signora Dorothy Fram e, al cui attento lavoro va la gratitudine mia e degli editori. Capitolo 1. I COMPAGNI DI STRADA SUL PIANETA TERRA. Le piante ci circondano da ogni parte su questo nostro pianeta Terra. Vi si trov avano già prima di noi, e questo mondo vegetale verdeggia dovunque noi lo permetti amo: in Amazzonia, in Siberia, sulle montagne e negli oceani. Anche nel cuore de lle metropoli si trovano alberi piantati dalle mani dell'uomo ed erbe o erbacce che approfittano di ogni minima occasione di vita. Quasi dovunque lasciamo verde ggiare questo mondo vegetale, che la maggior parte di noi ritiene normale ed ovv

io. Cos'è questo mondo di piante, questo mondo che condivide con noi la vita sul nostr o pianeta, che forma l'unico gruppo di viventi con un modo di vivere tanto diver so da quello di tutti gli altri, senza ossa né guscio, o muscoli, sangue o nervi? Questo libro considera i fatti da quello che si potrebbe definire «il punto di vis ta delle piante», e tuttavia guarda di sottecchi anche la specie umana. Le piante fanno molte cose che anche noi sappiamo fare, e molte altre di cui siamo incapac i. In termini evolutivi l'uomo non è che un breve batter di ciglia, mentre le pian te rappresentano le prime forme di vita; peccato che in questo breve batter di c iglia l'uomo sia diventato per la natura il flagello che è. Le piante selvatiche s opravviveranno e prospereranno se noi permetteremo loro di esistere. Ma lo potre mo, e lo vorremo? E" facile essere antropocentrici ed antropomorfi con gli altri esseri viventi, s pecialmente quando sono tanto diversi da noi, come nel caso dell"«altro regno» delle piante. Facile dire di una pianta che è dannosa perché è armata di spine, o che è invad ente perché possiede una buona forza riproduttiva: questi fatti in realtà esistono s oltanto nella mente dell'uomo. Da parte mia ho cercato di evitare un punto di vi sta eccessivamente antropomorfo, ma le affinità tra le piante e gli animali inclus o l'uomo si sono rivelate talvolta troppo strette o troppo allettanti perché potes si sfuggire sempre e completamente a questa mentalità che fa dell'uomo il centro d i ogni cosa. Ci sono sempre in giro più piante di quante ne riesca a scorgere un occhio superfi ciale. L'acqua e il suolo pullulano di piante microscopiche: alcune sono unicell ulari, altre formano raggruppamenti di cellule abbastanza disordinati, si organi zzano poco per volta in strutture che diventano man mano più sofisticate e visibil i. Anche le piante unicellulari sono elaborate quanto le più complesse, e come que ste sono dotate di strutture progettate in misura altrettanto mirabile per il ra ggiungimento dei propri fini: proliferano senza sosta e senza limiti. Piante sup eriori si rinvengono dai mari meno profondi alle spiagge, dalle coste fino ai ri lievi montani; l'una o l'altra specie, in un modo o nell'altro, riesce a vivere in quasi tutte le condizioni che si presentano naturalmente sulla terra che anch e noi abitiamo. Solo il 30% circa della superficie del globo è costituita da terre emerse, e di queste un 40% è ritenuto inabitabile per l'uomo. Tuttavia su gran pa rte di queste terre crescono delle piante. La caratteristica veramente notevole e unica posseduta dalle piante, salvo pochi ssime eccezioni, è costituita dalla loro capacità di produrre energia dalla luce. In questo modo le piante provvedono a tutti gli altri organismi viventi. Per la ve rità Cristo sbagliava quando diceva di esse che «non tessono e non filano», perché, come ha scritto E. T. H. Corner, «le piante tessono, e come, e filano il tessuto della materia viva». Il plankton marino fabbrica cibo per i pesci e i cetacei; piante t errestri di ogni specie nutrono gli animali erbivori e onnivori rifornendoli anc he di vitamine; carnivori marini o terrestri divorano gli erbivori. Davvero «tutta la carne è fatta d'erba», ed è un fatto che la razza umana non può permette rsi il lusso di scordare. La citazione (tratta dalla Prima Epistola di S. Pietro ) così continua: «e la gloria dell'uomo è come il fiore che spunta dall'erba. L'erba i naridisce, e allora il fiore cade». L'evoluzione degli animali non avrebbe potuto verificarsi se prima non fosse avvenuta quella delle piante; negli eoni trascors i a tutt'oggi dal giorno della creazione della vita, il mondo animale e il mondo vegetale non hanno fatto altro che influenzarsi e condizionarsi a vicenda. Le piante dalle quali dipendiamo per avere cibo, nonché moltissime altre specie ve getali, sono state sfruttate, e in alcuni casi sono state sviluppate dall'uomo. Sono spuntate anche «piante satelliti» che crescono solo insieme alle specie coltiva te. Ma in generale il regno verde nel suo vero modo di esistere selvatico resta del tutto separato dal genere umano, indifferente e talvolta anche ostile nei no stri riguardi. Le piante spuntano, vivono, si accoppiano, fruttificano e muoiono nei loro molti modi diversi, senza mai richiedere alcuna assistenza agli uomini , sebbene molte di loro abbiano sviluppato rapporti con gli animali - in modo pa rticolare con gli insetti - perché le aiutino nei loro accoppiamenti, mentre molte altre approfittano degli animali per disperdersi. Le piante eccellono veramente in questo loro modo di approfittare delle altre fo

di un cavolo o di una pianta di granoturco è presumibi lmente abbastanza noto. la propulsione tipo avio getto. attività quali la respirazione. valutato a un dipresso a 1 milione 125 mila. ed alcune tra le più eleme ntari hanno probabilmente contribuito a salvare la specie umana. e nelle loro reazioni agli stimoli esterni dimostrano di possedere un loro gene re di percezione. la funzione richi esta. e così via. Ci sono non meno di una ventina di "classi" diverse di piante. Esse ci rivelano esempi sofistica ti di applicazione dei principi dell'aerodinamica e dell'idrodinamica. Ho già detto che le piante assomigliano all'uomo sotto certi aspetti. Ma. per cui è difficile descriverla in termin i generali». ma è possibile ch e assommino a ben 300 mila. del terreno e del clima. le straordinarie capacità di adattamen to e di recupero del mondo vegetale. Le piante adescano. o che almeno le loro «invenzioni» si possono paragonare alle nostre. In altri casi la dispersione avviene grazie a vari ingegnosi dis positivi meccanici basati sull'esplosione. come già scriveva Teofrasto nel terzo secolo avanti Cristo. e se questi talvolta risultano straordinari o bizzarri o anormali. servono comunque a rivel are le attitudini e le risorse incredibili. non siam o in grado di capire adeguatamente la loro evoluzione. se non esaminiamo le piante più arcaiche. succede di rado che una pianta esca sco nfitta da una combinazione insolita o da un concorso di circostanze strane. l'alimentazione e la lignificazione presen tano affinità fondamentali. dell'aria. tecnica delle condutture e sistemi di comunicazione interna . volente o nolente. anch'esse si nutrono e respirano. E" stato Darwin a scrivere un giorno nel suo diario che conviene «studiare gli animali come se fossero piante».dai più rozzi ai più abili e raffinati per far sì che gli animali o gli elementi provvedano a disperdere con certezza i s emi o le spore. Ma vi sono piante che la maggior parte di noi non ha pro babilità di vedere. di un a petunia o di una begonia. isolamento. le piante non sono mai st ate superate dagli animali. Pertanto ho inserito degli esempi dovunque era possibile. Meritano di ess ere considerate per parecchi motivi. e in molti punti di questo libro ho dovuto formulare i ndicazioni generalizzate delle modalità adottate dalle piante per risolvere i prob lemi vitali. Nel corso del loro sviluppo. vi sono sol tanto 4237 specie di mammiferi. compia. se le piante potessero pensare. Sebbene mi sia dilungato a scrivere delle piante più recenti e più evolute. una volta giunto sul posto. ci sarebbe da meravigliarsi delle loro risorse inventive. L'aspetto di un platano o di un fico. Nell'ambito di ogni classe vegetale. e in una certa misura tra i vari gruppi di classi.m entre invece sono relativamente numerose le specie delle piante «superiori» o fioren ti. 193 specie di scimmie e primati antropomorfi . Analogamente esse hanno approntato mezzi . ma dispongono di molteplici capacità di movimento. Una recente valutazione le ha stimate sulle 226 mila specie. a somiglianza di quanto avviene nella maggior parte degli animali inferiori e degli uccelli. «la pia nta è in verità una cosa varia e molteplice. e pertanto meritano di venir considerate con particolare atten zione. Il numero degli a nimali diminuisce man mano che si risale la scala dell'evoluzione: sul numero co mplessivo delle specie. meno complicate. Le piante si spostano di rado.rme di vita e di altre circostanze d'ogni genere. più p rimitive. ment re altre si potrebbero definire prestigiatrici. A somiglianza degli animali. Alcune piante si comportano esattamente da prostitute a questo scopo. e la loro capacità di colonizz are e d'integrarsi nell'ambiente deriva dalla loro strabiliante differenziazione e varietà. Davvero. si accoppiano ed hanno una prole. Molte di queste piante più semplici so no comunque di vitale importanza nel contesto mondiale. allettano e illudono gli animali perché essi le aiutino nei lo ro accoppiamenti. Sono meravigliose opportuniste che si servono in massimo grado delle varie combinazioni dell'acqua. la tensione. le loro stesse strutture. e in fatto di adattabilità. Si aggrappano al pianeta. le loro abitudini di accr escimento. di proget tistica. indipendentemente dal fatto che anche tra queste si o sservano meccanismi estremamente ingegnosi. Sebbene queste attività siano interamente «progra mmate» in risposta a stimoli. ricorrendo spesso a complessi dispositivi meccanici affinché l'a nimale. .

Cominciamo a renderci conto che ogni cambiament o apportato al nostro ambiente comporta di conseguenza una serie di ulteriori ca mbiamenti. per la vita natur ale e per la stessa sottile superficie della terra. alcune contengono veleni mortali. le coltiva perché crescano al massimo. per cui si scindono o si abbarbicano per originare nuovi individ ui in modo tale che. che cerca di spiegare e di descrivere il mondo ubiquitario delle piante che tanti di noi ritengono ovvio. L'uomo le moltiplica ar tificialmente. Ho già accennato a come l'uomo dipenda dalle piante. Anche in quest'ultimo caso sfrutta eccessivamente i l suolo e i pascoli naturali. la natura si preoccupa di "com e" agire con successo. vi eleva sopra delle costruzioni. La «biosfera» in cui si trova la vita che caratterizza . Perciò l'uomo escogita metodi adatti non solo a far crescere le piante in dimensioni più lussureggianti. la capacità di ricupero del regno vegetale è n el complesso ragguardevole. magari anche rallegran doci dell'ambiente che ci circonda. e in un modo o nell'altro cercheranno di rispuntare su una steppa che è stata fatta oggetto di pascolo eccessivo. e con il quale tuttavia dobbiamo collaborare se intendiamo sopravvivere. senza spiegare "perché" faccia una cosa invece di un'altra. poss ono soccombere anche le erbacce . Tuttavia. Un aspetto sul quale non mi stancherò mai d'insistere è il modo in cui la natura affronta i problemi. di modo che alla fine. Tutti questi aspetti. Infatti le nostre risorse so no sorprendentemente esigue. cioè puntando su eventualità opposte. La natura non fa che sperimentare e cambiare. Al tempo stesso l'uomo è incredibilmente noncurante delle risorse naturali. Questo fatto ha dato origine. graffiare e tagliare. Molte si comporta no da parassite nei loro rapporti. o pratica scavi sotto le loro radici. e a volte sembra rifuggire dai meccanismi pe rfetti e dai principi assoluti. per usare q uesti termini ora tanto di moda. dando per risultato finale il deserto. «scommet tendo pro e contro».questi reprobi del mondo vegetale -. molte piante hanno mezzi di diffusione non associati all a riproduzione. a breve o a lunga scadenza. spesso producendo ceppi che non sopravviverebbero allo stato selvatico. segnatamente per far posto alle piante artificiali di cui la popolazione in a umento ha crescente necessità. ma anche a proteggerle nel m iglior modo possibile dai loro nemici: battaglia che è ben lungi dall'avere vinto. Le piante non sono prive di vizi e difetti. Sebbene in natura gli animali si rivelino solo di quando in quando notevolmente nocivi alle piante . si può dire di alcune specie che sono virtualmente immortali. costituiscono i temi fondamentali del presente libro. Possono pungere e u rticare. a ripopolare un atollo devastato da una b omba atomica.infatti di solito si stabilisce un equilibrio -. e in particolare le selezion a e le alleva perché diano grossi raccolti ed acquistino altre proprietà desiderabil i. Lo studio delle piante in condizioni natural i costituisce un aspetto dell'ecologia e dello studio dell'ambiente. sui quali mi sono brevemente intrattenuto. a uno smi surato controllo sulle piante ad opera dell'uomo stesso. che sono spesso di cattivo auspicio per noi stessi. la coltiva zione operata dall'uomo rende le piante più sensibili agli attacchi degli animali nocivi ed anche alle malattie. In un numero crescente di casi è ormai in grado di regolare anche la crescita delle pia nte. Ma noi possiamo solo formular e congetture sul modo in cui si sono elaborati i dispositivi e le strutture dell e piante. dove talvolta si ha l'impressione che i cambiamenti avv engano per il puro e semplice piacere di cambiare. dalla germinazione in poi: le rimpicciolisce e le ingrandisce. o almeno adeguatamente. per l'estremo disagio. geneticamente parlando. o perché esistano date strutture ed abitudini. e un gruppetto di piante è in grado d'intrappolare e digerire degli animaletti. anche se in certi casi il mistero supera l'immaginazione dell'uomo.Come se ciò non bastasse. le obbliga a produrre fiori e frutti ad epoche prestabilite. o come esse abbiano conseguito la rispondenza allo scopo. Questo atteggiamento sembra costituire la regola nel mondo delle piante. Le piante riescono a nascondere i monumenti dell'uom o in un tempo sorprendentemente breve. Per qu anto riguarda le piante. sia esaminate secondo la nostra visi one distorta che osservate dal loro punto di vista vegetale. o in un'area quasi desertica. le taglia e abbatte o brucia quando le incontra sulla sua strad a. alternative. In tutti gli aspetti e in tutte le forme di vita. nella minuscola frazione di tempo impiegata dall'uomo per «civilizzarsi».

come se dovessimo sopravvivere a lunga scadenza.» Gli eminenti bot anici Hooker ed Arnott scrivevano queste parole nella loro "Flora". COME AVVENGONO I MUTAMENTI.. Capitolo 2. i funghi e i virus eleme ntari. è un'autentica falsificazione . Per altri aspetti le piante possono se mbrare diverse tra loro quanto le oche selvatiche e i cavalli nel regno animale. o avanza re l'ipotesi che una data pianta si trovi più o meno tra due gruppi. per così dire. «Molte specie. A somiglianza di quanto si osserva per gli animali. e di tenerci in buona salute. Ahimè. avvenuta nell'anno 4004 av anti Cristo (un anno dopo la pubblicazione dell""Origine delle specie"). un'opera pub blicata nel 1860. anche il regno vege tale è pieno di anelli mancanti. anche comprendendo gli estremi delle montagne più alte e delle profondità oceaniche. ritenendo che ogni gruppo più semplice ne origini un altro più complesso. è lo strato più sottile di tutti. disponendole secondo un ordine di complessità crescente che in linea di massim a rappresenta una misura dell'evoluzione. le piante più semplici sono senz'alt ro fossili viventi. Il tronco principale del nostro albero evolutivo vegetale sale passando per le a lghe (ad esempio quelle marine). A ne ssun livello sarebbe possibile ravvisare il punto di transizione da un gruppo al l'altro. e molla principale di questo libro -.. Esse tuttavia si possono ordinare. sia pure grosso modo.i batteri. riesce difficile agli uomini migliorare la natura. le gimnosperme (come ad esempio le conifere). Ai piedi di questo tronco si trovano tre rami laterali .con l e piante. l'anno stesso in cui Charles Darwin e Thomas Henry Huxley face vano saltare il mito secondo il quale l'attuale ordinamento della vita altro non era se non il risultato di una creazione simultanea.forse passata alla vita parassitaria da una fase precedente di organismi leggermente più complessi. Alcuni dei gruppi che vediamo oggi possono mostrare una stretta somiglianza con i loro antenati. ma anche il nostro benessere. e infine le angiosperme o piante provviste di fiori. di rado il nostro intervento sul mondo verde determina cambiamenti favorevo li alle piante. dal che potremmo presumere che certe linee non hanno più subito n otevoli mutamenti da molti milioni di anni. Non è giusto . ma il ponte c he costituisce il collegamento effettivo tra un gruppo e quello successivo resta oggetto di congetture. e una pianta verde sul davanzale può riposare l'occhio di un impiegato o di u na casalinga. le felci. a quello di una mano di vernice su un p allone da football. mentre non v'è dubbio che siano una forma di vit a . a livelli progressivamente più elevati si ramific ano le briofite (come i muschi e le epatiche).grande invenzione del crea to. gli animali e così via .il nostro pianeta. diverse l'una dall'altra e destinate a restare tali. Un giardino può rappresentare uno spettacolo gradev ole. Ma va detto f rancamente che "dobbiamo" cercare di capire questo mondo e di valutare le conseg uenze dei nostri interventi su di esso. Dobbiamo vivere del reddito della terra. Il legame che lo unisce è la clorofilla . Vi sono dei modi di collaborare con il mondo selvatico. I gruppi di piante esistenti oggigiorno vanno considerati come rami sporgenti da un tronco centrale suscettibile di sviluppo. un pigmento che si serve dell'energia solare per trasformare l'anidride carbonica e l'acqua in sostanze nutrienti nel corso di un processo detto "fotosintesi".ed anche molto aggressiva . e il suo spessore è stato parago nato. Ma le ampie distese di un paesaggio naturale incontaminato . come comparativamente equivalente.hanno certo maggiori possibilità di ristorare i n ostri animi stanchi e depressi.disporre gli organismi odierni secondo un ordinamento lineare. che fino ad epoca abbastanza recente si credeva fossero solo elementi chi mici in moltiplicazione autonoma.anzi. si adattano a circostanze esterne che sono andate soggette a . Il mondo vegetale come lo vediamo oggi è costituito da molti organismi di genere a ssai diverso. o dello sviluppo. Sebbene ciò possa corrispondere parzia lmente a verità per le caratteristiche esterne. Qua e là possiamo indicare strette affinità. cominciarono ad esistere contemporaneamente il terzo giorno della creazione. in un albero genealogi co. tali da assicurarci non solo il soddisfac imento delle nostre esigenze materiali e il rifornimento di certe materie prime.

La strutt ura chimica fondamentale di un cromosoma è molto simile in tutto il regno animale e vegetale. di modo che la registrazione dei fossili può favorire piuttosto le piante degli acquitrini e del fango. Conviene pure tener presente che anche la registrazione più antica di un fossile può essere avvenuta qua ndo la pianta era ormai molto diffusa. germogli. pigne. o Precambriano. cioè la capacità dei geni (gli elementi dell'ereditarietà che determi nano i caratteri dell'organismo interessato) di mutare.si fondono producendo una «generazione». E" abbastanza curioso il fatto che i minuscoli granuli di polline. cioè dai fossili situati a vari livelli di profondità.dipende inizialmente dalla ricombinazione di tale materiale genet ico. Perciò la paleobotanica consiste in parte nell'osservazione e nell'ana lisi dei reperti. Nella riproduzi one sessuata i gameti dell'uno o dell'altro genitore . Le caratteristiche di un organismo qualsiasi derivano dagli elementi di programm azione noti con il nome di geni. che hanno fornito una registrazione particolareggiata del polline. come dicono i giardinieri.il progresso nel senso di una sempr e maggiore complessità. salvo che in quelli molto primitivi. più spesso di piccola entità. Per mutazione casuale il rimescolìo dei caratteri fornito ed assicurato d . Parallelo a questo rimescolamento dei caratteri è l'altro meccanismo fondamentale dell'evoluzione. e questo risultato si ottiene con la riproduzione sessuata. Per avere la garanzia di questo risultato bisogna «rimescolare» il materiale il più spesso possibile. in base a conclusioni parallele. che si trovano entro le cellule. caratterizzata da due corredi di cromosomi (diploidi). che provvede a ricombinar e regolarmente i caratteri genetici. di «fare uno scherzo». I cromosomi sono raccolti entro un nucleo in tutti gli organismi. Conviene pure ricordare che stagni e paludi conservano i resti vegetali molto più efficientemente delle terre emerse. Man mano che le piante aumentavano di dimensioni e diventavano piante superiori.ognuno con un corredo di cromosomi (aploidi) . veicolati su strutture simili a bastoncelli. o semplicemente la sua capacità di resistere al mutare delle circostanze . che non le specie montane e d eserticole. 36 [fig. circa un altro miliardo d'anni prima. e in parte nella deduzione e nell'indagine comparata di quanto si sa ormai con certezza. ma talvolta notevolissimo. L'evoluzione di ogni organismo . Bisogna sempre tener presente la casualità di un avvenimento del genere. cui i geologi hanno dato un nome dopo averli faticosamente recuperati. è terminato circa 570 milioni di an ni fa. qui omessa]. La differenza tra i repe rti di polline e i grossi fossili risulta dal lavoro effettuato su parecchie mig liaia di metri cubici di sedimenti del Terziario e del Cretaceo nel Venezuela e nel Borneo. lasciavano delle loro parti nelle rocce . e questa loro plasticità rappresenta un fattore di grande importanza nell'evoluzione. La mutazione comporta un cambiamento. spesso conservati più o meno al completo per l'avvenuta carbonizzazione in strati di fan go. facilmente decomponibili. m a virtualmente nessun macrofossile. con il loro indistruttibile rivestimento protettivo. Essa opera anz itutto con l'accorgimento della riproduzione sessuata. il livello più antico. come nel caso del sem e comune. fornendo così un mezzo infallibile per attestare la presenza di una pianta erog atrice di polline in una data epoca e in un dato posto. ricor dando che foglie e steli e parti di legno hanno probabilità molto maggiori di cons ervarsi che non i fragili fiori ed analoghi frammenti. Non può avvenire nessun rimescolamento con la semplice divisione. semi. Come possiamo sapere qualcosa dello sviluppo degli organismi durante l'arco dei milioni di anni trascorsi? In modo semplicissimo: dagli archivi delle rocce. possano durare praticamente all'infinit o. e risale nel tempo fino a rocce di tre miliardi e mezzo di anni fa e fino alla formazione stessa della Terra. La diversità delle piante e i continui cambiamenti sottintesi da tale diversità soll evano necessariamente la questione di come funzioni l'evoluzione. e non al momento della sua prima comparsa . dove tali resti vengono asportati dall'azion e dei venti e dell'erosione. de tte cromosomi. Come mostra lo schema a pag.foglie.d ampie mutazioni nel corso dei millenni. nelle caratteristiche controllate dal gene inte ressato. I pro gressi della tecnica microscopica e l'analisi chimica altamente specializzata de lle rocce hanno consentito di accertare che più di tre miliardi di anni or sono es istevano già organismi capaci di fotosintesi.

Ma quando le condizioni cambiano. Questa è l'essenza del processo di selezione naturale. Ma non è questa la sede adatta per addentrarci in t ale disamina. ma il tasso medio di mutazione è dell'ordine di 1 su 1000 0 fino a 1 su 100 mila. E" un dato abbastanz a curioso che la forma contorta venga riprodotta dai semi provenienti da questi alberi influenzati. espressa in forma ultr asemplificata da Herbert Spencer come «la sopravvivenza dei più adatti» (tanto spesso citata a sproposito nel senso dei «più adatti di tutti»). come è il caso del venerando pino americ ano a pigne ispide. nella Francia settentrio nale e in Gran Bretagna. Le nuove condizio ni non si limitano soltanto a sconvolgimenti del tipo citato. come quelle che resistono agli habitat monta ni e desertici creati da sconvolgimenti biologici e climatici. Il particolare degno di nota sta nel fatto che queste località si tr ovano in linea retta. Sembra possibile che anche stimoli est erni quali i raggi cosmici possano colpire i geni. Le mutazioni benefiche vengono assimil ate. In termini animali la mutazione è ca . Ad esempio.ad esempio un batterio .appartiene a quelli che si moltip licano con estrema rapidità. per lo più in piccolo numero entro un assembramento di al beri normali. e l'ipotesi di spiegazione avanzata è che un meteorite radio attivo. i mutamenti dei caratteri. ed è di portata mas sima se l'organismo . e affinché la sempre crescente varia bilità dell'organismo si riveli utile. e con il passare del tempo le possibilità e le mutaz ioni vanno a cifre astronomiche. Una delle dimostrazioni più notevoli di ques ta possibilità è data dai faggi europei contorti. Qualc osa come una decisione collettiva. in Germania. piuttosto che improvvi si. l'asce sa sulla scena mondiale degli animali erbivori ha esercitato un profondo influss o sul regno delle piante. o del ginkgo. è probabile invece che il singolo organismo interessato perisca. Le mutazioni avvengono sostanzialmente a casaccio. I periodi caratterizzati da condizioni uniformi tendono a favorire lo "status qu o". I rami di questi alberi si torcono come serpi e spesso si congiungono al tronco o ad altri rami. ed io mi sono attenuto alle vedute ortodosse. e si può affermare con Gavin de Beer che «la selezione. Alcuni scienziati moderni ritengono che la riproduzio ne sessuata in realtà non sia indispensabile. di modo che i cambiamenti vengono controllati da un complesso di geni. l a sua influenza effettiva su questi caratteri risente degli altri geni interessa ti. La causa delle mutazioni di solito è oscura. pare che sia un tipico difetto intern o che si può paragonare a un inconveniente casuale. come quando salta il dente di una rotella d'ingranaggio in un orologio. La mutazione può verificarsi anche nella riproduzione asessuata. Le nuove condizioni creano occasi oni nuove per le piante adattabili. Viceversa si può dire che proprio nelle condizioni o negli habitat più «dif ficili» avvengono più rapidamente nuovi progressi. e si trovano in Danimarca. abbia influenzato gli albe relli che si vennero a trovare immediatamente sotto di lui.al normale scambio di geni dei due genitori nella riproduzione sessuata riceve l a possibilità della variazione. sopravviveranno le piante in grado di muta re più rapidamente per adattarsi. nel caso che siano effettivamente distruttive. il c he significa avviarsi verso l'estinzione. determina la direzione dell'evoluzione». Questa eventualità è accentuata dal fatto che. Negli animali è spesso chiara una successione o uno sviluppo lineare. Un dato gene può mutare con una frequenza di 1 su 2000 individui. Sono tutti pressa ppoco coetanei. mentre si estingueranno quelle a lento tasso di mutazione. siano essi piant e o insetti o mammiferi. Quando cambiano gli ambienti. sebb ene un gene individuale sia associato ad uno o a parecchi caratteri specifici. le piante devono evolvere o restare statiche. Per la maggior parte sono sen za conseguenze o chiaramente dannose all'organismo. solo poche sono benefiche. e non la muta zione. Questi complessi di geni contribuiscono ad at tenuare gli effetti delle mutazioni e a rendere graduali. segnatamente nel senso che ha ridotto le foreste ed ha accresciuto le praterie e le savane composte in gran parte da erbe. Questo è un tasso adeguato affinché i mutamenti vengano assi milati sulla scala del tempo dell'evoluzione. passando su queste località circa un secolo fa. e che l'evoluzione potrebbe essersi verificata per sola mutazione. Q uelle dannose vengono soffocate dalle misure di controllo esercitate dai comples si di geni. sicuramente le radiazioni art ificiali produrranno delle mutazioni. come nel cas o del cavallo.

Riesce quasi impossibile pensare che i cambiame nti intervenuti nelle «orchidee primitive». E" possibile dimostrare che tali progressi tend ono a muoversi secondo le linee di minore resistenza e. «nessun gene mutante ha la minima pr obabilità di mantenersi contro una selezione avversa di grado anche minimo». poss ano aver avuto qualche valore funzionale man mano che si verificavano. Man mano che procede lo sviluppo in un gruppo di piante imparentate. Le tendenze evolutive sembrano indirizzarsi spesso alla semplificazione degli or gani per riduzione. tale che nemmeno i milioni d'anni trascorsi da qu ando le amebe hanno cominciato ad esistere potrebbero iniziare a contenerla. sia perché si sarà liberata dalla prec edente funzione per le mutate abitudini. ciò origina complesse combinazioni ed altre innumerevoli occasioni di variazioni e miglioramenti. H. Contemporaneamente più organi ridotti si possono produrre su ogni singola pianta. La cifra era dell'ordine di un migliaio eleva to alla potenza di un milione. può avvenire l'ibridazione tra i membri più primitivi e quelli più progrediti di un dato gruppo. Spesse volte riesce impossibile immaginare come abbia potuto prendere il v ia tale processo di selezione per arrivare ai caratteri che oggi hanno una funzi one . Qualunque ne sia la c ausa. In ogni caso popolazioni originariamente simili potranno disperd ersi geograficamente quando tenderanno a divenire separate fisicamente.e tuttavia si osservano piante ultrasucculente che vivono «porta a porta» con erbe sprovviste di adattamenti speciali. quali la tendenza all'ultrasucculenza in condizioni di vita aride .con C. Effettivamente. ricorrendo a un'altra citazione. nel senso di questa mimetizzazione. Tuttavia i biologi evoluzionisti più convinti si dichiarerebbero d'accordo . del rimescolamento caleidoscopico di poche parti ripetute. «q uesto significa che quando il cambiamento di una condizione ambientale susciterà l a necessità di esplicare qualche nuova funzione. K. Così i fiori sprovvisti di petali probabilmente si sono evolut i da quelli a molti petali. Ciò n onostante abbiamo i cavalli. J. come è il caso dei meccanismi utili alla dispersione dei semi delle erbe. per cui pare proprio che selezione e finalità abbiano potuto fare a meno del puro caso. come dice W. che scriveva nel 1787 di essere «persuaso che il saggio Creatore della natura non abbia creato un solo capello se nza un suo particolare scopo». Sprengel. F. essa verrà assunta dalla parte casu almente più disponibile allo scopo in quel momento. non assomiglia al gioco della roulette. quanto più una forma di adattamento è complessa e particolar eggiata. o per qualche altra ragione non morfolo gica». e i fiori unisessuati dai bisessuati o ermafroditi. che imbroglia a tal punto un insetto maschio da riuscire a fargli credere che il fiore sia una f emmina pronta all'accoppiamento. Nel primo esistono certamente tende nze generali di adattamento. ci si rend e conto della varietà di soluzioni che sono state trovate per risolvere un numero limitato di problemi. mentre altri rimangono inalterati o possono anche degenerare. non c'è dubbio che le mutazioni tendono a «sommare» i progressi e ad orientare u no sviluppo.mbiamento e. tanto più è improbabile che abbia potuto verificarsi per puro caso.ad esempio il fiore di un'orchidea impollinata dalle api. Ma con le piante ci si trova costretti a chiedersi se non si sia verificato un p rocesso alquanto diverso. E qual è il punto cruciale di tutta la variazione della forma delle foglie? Specialmente quando si cerca di an alizzare perché esistano tali differenze tra fiori di famiglie diverse. Può svilupparsi un corredo d'organi. M uller ha fatto il conto delle mutazioni benefiche casuali che occorrerebbero ad un'ameba per evolversi in cavallo.sia perché succederà a quella parte di avere già una struttura più ri spondente alle esigenze della nuova funzione. indipendentemente dalla sua na tura morfologica . e se allo ra funzionava la selezione naturale c'è da chiedersi perché non abbia messo in opera i dispositivi di soppressione. Esistono due livelli d'evoluzione da tenere in conside razione: quello generale e quello specifico. tale da ricordare gli scambi delle posizioni dei giocatori in una partita di ca lcio. Ma devo lasciare questo terreno probabilmente controverso. sebbene sia stata definita «un meccanismo per fabbricare un grado altissimo d'impr obabilità». e analogamente dopo tali riduzioni può accadere che parecchi organi ridotti si com binino formando una nuova struttura complessa. una volta iniziato. Ganong. La sele zione è infatti avveduta ed intenzionale. cioè per l .salvo i riferimenti al Creatore .

caratteristica utile a scopi diag nostici per lo scienziato . . una specie non è altro che la fase momentanea di un processo che non finirà mai. Comunque dobbiamo sempre ricordare che il concetto di specie corrisponde a una d istinzione operata dall'uomo. e piante cresciute al r iparo di recinzioni di filo metallico galvanizzato nella regione del Breckland m ostrano di essere diventate resistenti allo zinco dilavato sopra di esse nell'ar co di tempo di 35 anni. come probabilmente ha fatto capire questo capitolo. forma e c olore dei fiori. Questa viene chiamata evoluzione parallela. ogni volta che se ne è presentata la neces sità. che presentano analogie di struttura.altri tipi di razze superficialmente simili. si verificano divergenze massicce e compaiono famiglie uniche d i piante. forme che rispetti vamente non possono vivere nell'habitat delle altre. sebbene siano della stessa specie. Organi di riserva come i tuberi si sono evoluti ripetutamente. essi non sono del tutto immutabili. dopo essersi evolute attivamente per molti milioni di anni. In una massa terrestre molto isolata c ome l'Australia. specialmente quando nuove «linee» si irradiano da un antenato non specializ zato. salvo che alle ali estreme dello schie ramento. Inoltre. e formino due gruppi di piante grasse in grado di resistere alle condizio ni di aridità. evidentemente dove si ve rifica l'eliminazione selettiva delle mutazioni. Come si è già detto. Esso si riferisce a una po polazione di organismi singoli che hanno una discendenza fatta a loro stretta im magine e somiglianza. mentre in alcuni casi si raggiunge un equilibrio.possono comportarsi in modo affatto diverso.e caratteristiche fisiche. Le fasi precoci della separazione po ssono indurre un botanico a definirle alla stregua di «diverse varietà di popolazion i». Il termine «specie» può rendere necessaria una definizione. e i criteri adottati per distinguere una popolazio ne di piante da un'altra variano a seconda della mentalità dei botanici che effett uano le ricerche tassonomiche. Piante che secondo ogni apparenza appartengono alla stessa specie. La specie costituisce però un concetto essenziale p er trattare e considerare le piante ad ogni livello. di modo che variano per loro il tempo di fioritura e la lunghezza del gi orno occorrenti per assicurare la fioritura stessa. Così nella valle dello Swansea. per con statare come una piccola separazione geografica sia bastata a produrre nuove cir costanze e di conseguenza specie diverse. Per questi motivi si parla abitualmente di loro come di razze geografic he. è stato calcolato che in dat e circostanze una nuova specie vegetale potrà evolversi entro un lasso di 50-100 g enerazioni. dove tutti o alcuni dei caratteri sono diversi.rivelando talvolta un'evoluzione rapidissima . i tassi di mutazione potranno essere altissimi. Queste entità mostrano tendenza ad avere forme intermedie. dai gruppi primitivi come ceratofilli ed equiseti fino a molte piante fioren ti. Molto recentemente ci si è accorti anche che piante di uguale aspetto. restano virtualmente ina lterate da ormai 70 milioni di anni. e il concetto conduttore può consentir e alcune variazioni come nel colore e nelle dimensioni dei fiori. Si può anche notare come piante di ascendenza assai diversa. Anche l'abitudine parassitaria si è evoluta in parecchie occasioni diverse. Possono anche svilupparsi . Barriere come oceani. catene montuose e deserti potra nno dividere una popolazione e creare nuove razze geografiche. I limiti entro i quali u na specie è diversa da quelle imparentate variano notevolmente da una famiglia all 'altra. abitudini. come pure di animali. A volte. Così ad esempio le conifere. Quest a popolazione di norma non s'incrocia con nessun'altra. o che vivono a diverse lati tudini. e questo fatto rende se mpre più difficile il compito di definirle. la materia prima con cui si formano specie o entità nuove: basta considerare le osservazioni origin ali di Darwin alle isole Galàpagos sui fringuelli e le tartarughe giganti. nell'inter vallo di tempo di duecento anni. si evolvano in habitat affini nello stesso modo strutt urale. che possono perfino avere lo stesso numero di cromosomi . si sono evolute razze vegetali che tollerano la presenza di metalli sui cumuli dei rifiuti di fonderia. le condizioni di staticità tendono a rallentare il tasso di mutaz ione. e così via. come i cacti american i e le euforbie africane. possono avere forme diverse per notevoli o basse altitudini sul livello del mare.

Si possono immaginare questi mari come una «zu ppa» ricca di sostanze minerali. sono le alghe verdiazzurre. se è ve ro che in quest'ultimo caso ci troviamo al cospetto di qualcosa che va molto olt re le esibizioni gratuite. un pigm ento che permise agli organismi di produrre cibo con l'aiuto dell'energia solare . in termini di mutazione e ricombinazione di caratteri. v ocabolo coniato da mio padre Julian Huxley.che produce incessantemente e all'infinito le sue novità grazie alle mutazioni su larga scala . Gli organismi più arcaici provvisti di tale pigmento. Probabilmente essa scoccò molte volte. e di una membra na avvolgente che racchiudeva il suo chimismo. A un certo punto le condizioni fisi cochimiche e i livelli energetici furono tali che scoccò la scintilla della vita. Capitolo 3. con l'aiuto dell'energia solare. di cui abbiamo conoscenza. che per il resto assomigliano molto ai batteri e si crede anzi che abbiano un antenato in comune con questi. A un altro livello le piante fiorenti hanno elaborato con tecnica da virtuosi uno spiegamento di variazioni specifiche sul tema della forma delle foglie.qualcosa come un guazzabuglio cosmico. e specialmente aminoacidi indi spensabili per la formazione delle proteine. Ma in linea di massima è possibile spiegare ogni fenomeno in modo adeguato. In tal caso si possono dare diversi nomi specifici alle forme dei settori estremi. a mio avviso. con l'intermezzo d'insuccessi causati dalla decomposizione delle molecole . Un giudizio sul valore attribuibile ai caratteri e alle funzioni che si ritrovano nel mondo animale de ve attenersi. Saran no stati usati anche altri elementi. pe r cui le piante riescono a vivere praticamente in qualsiasi tipo di habitat e di combinazione di condizioni esterne. DALLA CELLULA ALL'ALBERO. (Alcuni odierni batter i contengono clorofilla. Tale ambito è noto con il nome tecnico di "cline". Oggi le pi ante usano l'ossigeno per il loro fabbisogno energetico. ovvero nei te rmini dei due fattori essenziali nelle modalità di cambiamento di tutti gli organi smi viventi.Sorge un problema quando si può dimostrare che una pianta cambia lentissimamente m a sicuramente nel proprio ambito geografico. E" possibile che l'ossigeno si sia generato per processo bio . delle abitudini. La reazione finale coronata da successo portò. nei mari che si formavan o man mano che il vapore acqueo si condensava attorno ad una terra formata di re cente e in corso di raffreddamento. Tuttavia possiamo anche constatare che i risultati finali spesso si assomigliano sorprendentemente in gruppi affatto diversi tra loro e in condizion i ambientali molto differenti. Siamo tentati di postulare dietro a questa manifestaz ione una forza naturale dinamica . nella quale. alla formazione di un organismo in grado di dividersi per riproduzione autonoma. si poterono sviluppare molecole organiche complesse. ma anch e relativamente al loro posto nell'ambiente o ecosistema. caratterizzata dalla capacità di automoltiplicarsi. E" ormai quasi certo che la vita è cominciata nell'acqua.analoga a quella che Henri Bergson ha chiamat o «l'élan vital» . a quanto si crede. ma non di ossigeno libero. Per usare i minerali occorrenti al ricambio e alla moltiplicazione pe r scissione. effettuand o all'occasione sondaggi di prova. ma consentiva alle sostanze nutri enti di entrare per osmosi. un innato biso gno orgiastico di cambiamenti e di variazioni. Il c arbonio veniva loro fornito da materia organica formata chimicamente. e probabilmente lo zolfo fu una delle più imp ortanti fonti di energia. Un batterio è costituito da una cellula semplice di qu esto tipo. La seconda grande invenzione della creazione fu quella della clorofilla.) La comparsa di queste alghe avvalora l'ipotesi di un a mbiente ossigenato. a modelli affatto diversi nel mondo dei fiori. questi organismi avevano bisogno di una fonte d'energia. e risolvendo infine i problemi ambientali. Vediamo pertanto che l'evoluzione compie un esperimento dopo l'altro. ma il centro dello schieramento è composto di forme intermedie. senza alcun bisogno di personificare l' evoluzione. e in particolare della struttura dei fiori. ma questo elemento era scarso nell'atmosfera primitiva. non solo per quanto riguarda la funzione. vi sono ancor oggi batteri che ossidano lo zolfo. con presenza di anidride carbonica. in origine composta in larga misura di metano e ammoniaca.

in quel momento ancora galleggiante.al quale sono occorsi.altri corpuscoli contenuti nelle cellule tanto vegetali c he animali.autotrofi. che provvede tuttora ad assorbire i micidiali raggi ultravioletti e permette la colonizzazione dell'acqua superficiale. come ha fatto con specie mo lto più progredite in epoche successive. Sono i compone nti più cospicui del plankton marino. sono in grado tanto di effettuare la fotosintesi quanto . coesistendovi in simbiosi: una c onvivenza in cui ogni organismo beneficiava dell'altro. La mobilità spontanea costituì un altro esperimento delle creature unicellulari. L'energia disponibile aumenta di venti v olte per l'ossigeno utilizzato nella traspirazione. che partecipano alla respirazione delle cellule e le riforniscono di energia . Ad ogni modo lo sviluppo delle piante s'indirizzò nel senso dell'immobilità. Sembra ce rto che tale secondo livello d'attività nella «trama alimentare» aumenti la diversità de lle specie al livello originario. e ad un certo momento cominciarono ad aggredirli mentre eran o ancora in vita. come il Rhodos pirillium porporino delle coste tropicali. Nel successivo balzo evolutivo . ma in creature così elementari esso si trova dif fuso nelle cellule. che ha propulsione autonoma e riunisce in sé molte funzioni. si è congetturato che il sistema di ricambio di assembra menti mobili di maggiori dimensioni sarebbe diventato instabile. come vengono chiamati .superficia lmente assai simili . un'atmosfera ossigenata procurò uno strato di ozono.di ricavare energia dalla sostanza organica in de composizione. un o sservatore non avrebbe avuto la possibilità di prevedere lo sviluppo delle piante. Il detto per cui «ogn i carne è fatta d'erba» acquistò così il suo significato fin dai primi giorni. mentre nelle alghe più sviluppate e in tutte le altre piante si trova confinata in corpuscoli lenticolari detti cloroplasti. non c'è quasi nessuna comunicazione tra una cellula e l'altra. Questa situazione indubb iamente continua anche oggi.8 miliardi di anni . l'Euglena unicellulare. Allo stesso modo la clorofilla si trova diffusa nell' alga verdeazzurra. A questo punto. Alcuni batteri.ed altre strutture. Infine le alghe persero ogni parvenza d'indipendenza.questo materiale verrà per lo più confinato e compresso entro un nucleo. Una volta che cominciarono ad esistere queste piante ed animali primitivi. e che questo «principio del brucare» abbia accresc iuto le specie autotrofe in quei giorni primordiali. e rappresentano la principale fonte di cibo per molti pesci ed anche p er alcuni cetacei. Però due miliardi e mezzo di anni fa cominciarono a fare la loro comparsa certe alghe filamentose filacce che avevano la larghezza di una cellula . I batteri e le alghe verdiazzurre hanno materiale genetico portatore di caratter i come tutti gli altri organismi. 1. Una volta cominciata l'esistenza di organismi che utilizzavano l'energia solare . dal momento che questi trovavano già bell'e pronto il materiale necessario a fabbricare il loro corpo e a produrre energia. E" stata avanzata l'ipotesi che i cloroplasti siano i discendenti delle alghe verdiazzurre che son o penetrate nel corpo degli animali elementari. Le alghe verdiazzurre sembrano riunirsi in comunità quasi per caso. C'è da chiedersi se qualche antenato fosse in grado di effettua re la fotosintesi quanto d'ingerire una preda. il solo possibile discendente att uale. la divisione tra pianta ed animale risulta sfumata. i batteri cominciarono presumibilmente a cibarsi dei loro corpi in decomposizione dopo la loro morte. come continuano a fare tuttora. ma avrebbe potuto supporre come risultato più probabile un organismo mobile sempr e più complesso.fu aperta la strada agli organismi predator i degli autotrofi. Le piante mobili si svilupparono effettivamente in colonie multicellulari quali la moderna Volvox.al buio . che vivono fianco a fianco negli strati supe rficiali. Allo stesso modo si è riten uto che i mitocondri . Pare comunqu e improbabile che siano mai cresciute oltre questa ridotta dimensione di circa u n millimetro di diametro. e viene esaminata dettagliatamente nel capitolo 22. o a mezzo di ciglia. quindi.siano i discendenti di alcuni batteri che abitavano in simbiosi negli organismi primitivi. è in grado di vivere senza la sua abituale clorofill a.che si assicurano la propulsione nuotando con l'aiuto di f lagelli schioccanti con movimenti di frusta. Qualunque ne sia l'origine. in cui l'energia prima spesa nel movimento veniva dirottata a van . seco ndo i calcoli. e a nche oggi possiamo vedere animaletti unicellulari verdi ed incolori .logico o per dissociazione del vapore acqueo operata con il concorso della luce.

cominciò allora la riproduzione sessuata. in cui ogni cellula produce spore ridu cendo la pianta originaria a uno scheletro. Un tasso lento di evoluzione si può associare sovente a metodi poco progrediti di riproduzione sessuata. distinta da quella aploide sessuata.si riesce ad avere un'idea delle ere smisurata mente lunghe che sono dovute trascorrere perché i progressi più insignificanti potes sero sommarsi in mutamenti di vasta portata. mentre la riproduzione sessuata è spesso aleatoria. invece nella maggi or parte delle piante «inferiori» esistono due generazioni distinte. Anche l'accoppiamento evita i sistemi relativamente poco soddisfacenti di molte alghe filamentose. o "gametofito". Tanto gli sporofiti quanto i gametofiti all 'occasione possono moltiplicarsi anche con mezzi affatto asessuati. Q uando si tiene presente che tutta l'evoluzione dell'uomo nella sua forma attuale ha impiegato meno di un milione di anni . caratterizzata da tutte le piante. nelle piante superiori lo sporofito e i semi diploidi che risultano dall'accoppiamento provv edono alla continuità di tutta la vita. portati da una pianta diploide a vita relativamente lunga.periodo rappresentato sul diagramma s olo dallo spessore di una linea . Queste minusco le spore. Lo sporofito produce spore in via asessuata. sono in grado di germinare. uno scheletro vuoto. che segnava u n miglioramento rispetto alla moltiplicazione per scissione o per gemmazione. o divoratori di piante. Una volta comparsi i fitofa gi. Lungo la scala cronologica è indicata la comparsa iniziale dei gruppi più cospicui d i animali e di piante. La s cala di misura del tempo passato è tale che la maggior parte dello schema illustra l'ultimo quinto della storia biologica della Terra. Che fosse essenziale o no. come ho già fatto notare. Il sesso da principio fu quasi solamente un esperimento. e così via. Nelle piante superiori il processo sessuato è relativam ente breve e viene compiuto da organi aploidi transitori (come avviene nei fiori ). specialmente nelle piante più arcaiche come le alghe marine. e fecero la loro comparsa nuove specie in numero sempre crescente. o "sporofito". E" degno di nota il fatto che lo sporofito abbia ass ai spesso maggiori dimensioni e vita più lunga che non il gametofito. così come ci viene rivelata dall'archivio dei fossili. Essi comportano una generazione diploide asessuata. composte di una sola cellula. Le sp ore sono progettate in modo da garantire una facile dispersione. la generazione portatrice di spore.assicu ra la continuità se insorgono condizioni quali la torbidità dell'acqua a rendere dif ficile la sopravvivenza della spora. Fossili di alghe calcaree si ritrovano nel tardo Precambriano. Come al solito la natur a puntò in tutti i sensi. e quando ger minano originano la generazione sessuata. Perché due generazioni? Sembra che le spore rappresentino il prolungamento logico della gemmazione di piante molto semplici quali i lieviti. i cui game ti devono nuotare nell'acqua in movimento. nel corso dei quali è avvenuta la massima parte dei progressi evolutivi. e le alghe contin uano a svilupparsi nel corso di molti millenni successivi. quali la div isione. Per svil uppare queste ultime è auspicabile una struttura multicellulare con cellule aventi funzioni diverse. perché il dualismo dei cicli vitali di queste piante può essere compless o. aveva un certo numero di «nicchie» dif ferenti. circa 500 milioni di anni. provvedendo a uno strumento alternativo per garantire la dispersione e la continuità. che consente alle pia nte multicellulari di continuare a produrre «gemme» riproduttive unicellulari. ogni gamete è fornito di un corredo di cromosomi (gameti aploidi) e la risultante è di due corredi (diploidi).taggio del maggiore accrescimento e di migliori capacità di riproduzione. portatrice di gam eti. cosicché non c'era bisogno di diverse specie. Questo solo fatto ingenera dubbi in chi considera la parola «inferiore» come uguale a «più semplice». l'equilibrio fu disturbato.dove solo alcune parti sono impegnate nella riproduzione . la produzione di stoloni. Quelli che vediamo og gi sono gruppi assai disparati che presentano tra loro poche somiglianze o rappo . con le diverse epoche distinte con nomi ed età approssimate. La persistenza del genitore . dopo un p eriodo incredibilmente lungo caratterizzato da pochissimi cambiamenti. e resistono spe sso all'ostilità delle condizioni esterne. A questo punto può essere utile un semplice schema per indicare la scala cronologi ca dell'evoluzione. Ho già descritto come si fondano i gameti sessuati provenienti da ciascun genitore. L'era Pre cambriana.

coriacee e gommose . e talvolta uno stelo distinto che porta le fronde. non esistono i normali ed ovvii anten ati fossili o viventi delle forme ben evolute che conosciamo attualmente. Ma.rti. di resistere all' aria e al vento in condizioni di aridità.i fuc hi e le comuni laminarie buttate a riva sulle nostre spiagge. finché non ha avuto più bisogno di un'immersione giornaliera. Forse pro prio la mancanza di una radice assorbente che potesse attingere umidità dal suolo ha impedito a tante alghe marine di fare il gran balzo. Questa realtà permise infine alle piante di sollevarsi al di sopra di habitat umidi. e si è evoluto molto lentamente e regolarmente in un ambiente in cui i mutamenti più importanti non si verificavano come sulla terra.possiedono strutture e un sistema di riproduzione paragonabili a quelli delle piante terrestri. Un'àncora in mare va bene perché impedisce alla pianta di venire sball ottata in balìa della marea o delle correnti fuori delle condizioni di vita prefer ite. possiamo opporre alla fissità talvolta svantaggiosa d ella pianta la mobilità e la capacità di dispersione sovente enormi delle spore o de i semi. a giudicare dal fatto che hanno in comune gli stessi pigmenti di fotosintesi ed hanno un meccanismo fotosintetico assai simile. cost ruendo scogliere con una tecnica identica. dove alcuni gruppi minori sono assai confusi per la loro piccola mole e per la notevole diversità dei metodi di riproduzione sessuata ed asessuata. La ritenzione del carbonio e un grado elevato di fotosintesi comportano a loro v olta la possibilità di eccedenze potenziali di carboidrati. come è qu ello delle note alghe brune delle spiagge. Ma il cambiamento dal mare alla terra è stato notevolissimo lo stesso: non si è trattato solamente di un'alga che si è arrampicata su una spiaggia strisciando sulla bàttima. nelle acque dolci sono st ate misurate perdite fino al 35% del carbonio fissato dalle piante. probabilmente non furono tanto le piante marine né i fuch i e le laminarie ad originare le piante terrestri. Le alghe più progredite . fantascienza a parte. che ingerivano direttament e. Si può dire davvero che il balzo dal fuco alla pianta terrestre è relativame nte modesto rispetto al progresso compiuto per passare dall'alga unicellulare al fuco. tra le alghe odierne si osservano maggiori diversità di quanto si possa r ilevare in qualsiasi gruppo vegetale ad esse comparabile. e che quella che penetra nell'acqua viene assorbita assai rapidamente. e inoltre mantiene la pianta alla profondità più opportuna. Ma una volta che una pianta è a terr a. Un altro problema che le piante terrestri dovettero affrontare fu quello della l oro immobilità.alla disseccazione. Hanno un «appiglio». aumentando la quantità della fotosintesi. l'immobilità diventa un rischio potenziale: non solo il seme non può più cambiare l 'habitat se questo diventa inadatto. è evide nte che una pianta terrestre dispone anzitutto di molta più luce. E" stato dimostrato che le alghe perdono nell'acqua che le circonda buona parte dei materiali nutritivi che producono per fotosintesi. Alcuni gr uppi hanno sviluppato scheletri calcarei esterni e assomigliano ai coralli. E" un gruppo che ha avuto a sua disposizione un tempo fin troppo lungo per fare i suoi esperimenti. Soprattutto se ricordiamo che molta della luce che colpisce l'acqua viene rifles sa. In certi casi.spesso notevolissi ma . di venire sbattuta su una spiaggia o frantumata da una burrasca. ma spr ovvisto di funzioni di assorbimento. tenendo presente che queste piante extraterrestr i. Tuttavia essa deve avere radici c apaci di scovare ed aspirare grandi quantità d'acqua. Naturalmente nel mare e specialmente lungo le coste esiste un'ampia serie di hab itat da colonizzare e di condizioni cui adattarsi. Possiamo fantasticare sulla meccanica di un albero ambulante o anche immaginare piante mobili. ma anche la pianta adulta non può evitare le catastrofi naturali quali incendi ed eruzioni. Nonostante la loro complessità e la loro capacità di resistenza . avevano bisogno anche di molto cibo sotto forma di cadaveri umani in decomposizione. lusso non co nsentito ad una pianta terrestre a strutture basate in gran parte sul carbonio. ma comporta anche problemi d'inaridimento ed evaporazione. Questo fatto di per se stesso migliorerebbe le possibilità di accrescimento. come ha fatto John Wyndham con i suoi trifìdi. un ormeggio somigliante a una radice. che vennero usate per produrre spesse pareti cellulari e per fabbricare il legno. e di raggiungere un'altra volta dimensio ni notevoli. C'è un'alga verde . Davvero. oltre all'energia ricavata dalla fotosintesi. quanto piuttosto le alghe ver di (Clorofite).

che sfociano nelle piante fiorent i . sebbene vi sia un loro gruppo fornito di «foglie» che si sovrappongono e s embrano all'aspetto foglie di piante fiorenti. Come si è già accennato. Queste celle a forma di fiasca proteggono l'uovo e procura no appuntamenti ai gameti maschi. o sfagni. si osservano somiglianze notevoli tra i muschi e le epatich e in terra. Hanno strutture che ricordano le radici. delle quali equiseti e licopodii costituiscono gli esempi più primitivi dei nostri tempi. . Uno dei loro problemi più cospic ui consisteva nel fatto che conservavano il sistema di riproduzione dei gameti m aschili mobili e dei gameti femminili stazionari o uova: il che richiedeva prese nza di umidità per consentire ai maschi di raggiungere le femmine. alcune hanno nervature centrali. dobbiamo considerarle pertanto un ramo fissatosi molto temp o fa fuori del tronco principale dell'evoluzione. il tipo di immagazzinamento delle sostanze nutrien ti ed anche il tipo e il numero di flagelli dei gameti. nel corso di altri mille nni si diffusero da lì ad altri habitat più asciutti.che adesso avevano messo a punto potenti flagelli . ma poi bastò solo u n velo sottile di umidità sulla superficie della pianta a permettere ai gameti mas chi .i pigmenti e i meccanismi di fotosintesi.di nuotare verso le uo va che infine si trovarono rinchiuse in celle affondate nella superficie della p ianta. che si fabbrica un tegumento esterno di cutina. Ma si possono formulare solo congetture su come si siano svolti effettivamente gli avvenimenti. dove le foglie contengono grandi spazi vuoti perforati. perché né le briofite né le alghe offrono antenati plausibili delle piante vascolari con tessuto circolatorio ben determinato che risalgono all'epoca Silu riana.muschi ed epatiche la generazione con produzione di gameti è quella dominante nel periodo Devoniano. ma sono piccole piante: il massimo muschio conosciuto. A questo punto ci troviamo di fronte a un'altra grande lacuna nella storia dell' evoluzione. il cavo degli alberi o i rami in disfacimento sui quali crescono. somig liante a quello delle piante superiori.terrestre detta Cladophorella. come vengono chiamati i muschi e le epatiche. Nei tropici i muschi possono vivere addirittura sulle foglie delle piante superiori. dette archegonî. con qualche ramo disposto simmetr icamente. Esse hanno maggiore differenzi azione cellulare che non le alghe. Invece le briofite. acquitrini e stagni. e semplici pori respiratori. che fornisce anche un po'"di forza meccanica. Le epatiche fabbricano sul suolo strutture piatte sovente sfornite di forma ben definita. Questa accelerazione significa più generazioni in un dato tempo. Forse da princi pio furono le pozzanghere basse a provvedere a questa necessità. particolarmente per quanto riguarda le loro strutture vasco lari o circolatorie. la Dawsonia. ed esso non cesserà di dare acqua più di una spugna inzuppata. somigliante a un ombrellino miniaturizzato. il mate riale delle pareti cellulari. Accade così che nei successori più ovvii delle piante marine . la generazione per spore rappresenta sostanzialme nte una struttura parassitaria sulla pianta che porta i gameti. Un'eccezione è rappresentata a questo riguardo dai muschi Sphagnum. hanno scarsa rassomiglianza con le alt re piante terrestri. Tali piante portano alla sommità l'apparato riproduttivo. per cui i gameti sono rapidamente disponibili. ha gambi eccezionalmente lun ghi fino a un metro. e dal totale declino finale della generazione con gameti come entità distinta. Un'epatica conduce eccezionalmente vita sotterranea ed è sprovvista di c lorofilla. le rocce bagnate.sono caratterizzate dalla dominanza della generazione con produzione di spor e. ed esiste un sistema primitivo di vasi circolatori per l'acqua e le sostanze nutri tive. Altro miglioramento riproduttivo è dato dal fatto che la generazione produttrice d i gameti si rimpicciolisce e matura in fretta. Le prime piante terrestri colonizzarono senza dubbio le acque basse che potevano prosciugarsi secondo la stagione. Le loro foglie cominciano a mostrare una certa so miglianza con quelle delle piante superiori. in modo da poter contenere quantità impressionanti d'acqua : si può continuare a strizzare una manciata di sfagno. Se ne pos sono trovare anche nell'acqua. Hanno un aspetto tale che una specie subacquea viene chiamata popolarmente dagli inglesi «il gatto affogato». una pianta filamentosa ramificata che cresce sull e rocce umide e nel fango. ma sono essenzialm ente organi di ancoraggio atti a far presa sul suolo umido. Tutte queste piante vascolari . e le alghe verdi . e i n tal modo affretta le possibilità di ulteriore evoluzione. I muschi vivono quasi in ogni posto che possa consentire la vita.

I tessuti dell e piante terrestri vascolarizzate fossili sono spesso infiltrati di filamenti fu ngini . ma alcuni loro corrispondenti moderni costituiscono sicuramente affezioni parassitarie. J. mentre altri vivono nella ter ra e sopra la superficie del suolo. Sono in grado di digerire il cellulosio e la lignina. oppure assorbono nutrimenti dalla materia morta. Se qualcuno avesse scritto questo libro 200 milioni d'anni fa non avrebbe esitat o ad affermare che il gruppo dei licopodii era tra quelli di maggiore successo. ivi compresi molti estesi gruppi n oti soltanto dai fossili. Però questi cordoni o trecciol ine danno origine a corpi fruttificanti in cui i cordoni vengono elaborati in st rutture. e le muffe. in quelli che crescono sugli alberi e nei «frutti» discoidali del fungo del la carie secca del legno. Insomma. perdendo infine la clorofilla man mano che scomparivano il bisogno e la possibilità stessa di praticare la fotos intesi. Che ce ne facciamo dei funghi ai fini dell'evoluzione? Non hanno in comune con l e piante verdi il chimismo unico della fotosintesi.nel qual caso sono detti parassiti . Alcuni possono crescere senza ossigeno. I funghi esistono dal periodo Precambriano. come nella maggior parte delle pi ante. sulle piante e sulle sostanze in decomposizi one. vivevano nel mare come alcuni fanno anche oggigiorno.riconoscibili dalle spore e dagli organi di riproduzione . Esse sono abbastanza semplici nei funghi microscopici. per cui i filament i delle cellule usati dal protoplasma per traversare i pori per la lunghezza di un cordone. A questo punto devo citare i funghi. . e la capacità di p rodurre foreste di piante arborescenti adatte a crescere rigogliosamente in molt e parti del mondo. e sebbene le pareti delle lo ro cellule contengano abitualmente cellulosio. adattandosi in seguito a vivere in assenza d i luce e ad assorbire nutrimento in diversi modi. che sicuramente non sono animali. che possono arrivare ad avere un diametro di 250 centi metri. questi pesci fuor d'acqua nell'ordine delle cose. Possiamo eventualmente av anzare l'ipotesi che gli antenati dei funghi fossero animaletti unicellulari che in seguito assunsero forma filamentosa? Pare più probabile l'ipotesi che si siano originati dalle alghe filamentose. essi attacc ano i loro ospiti vivi per ricavarne cibo . il mal della volpe o del carbone dei cereali.che a loro vo lta possono presentare invasioni secondarie d'altri filamenti. un meccanismo efficiente di riproduzione. e allora si dicono saprofiti. E. ma per lo più assomigliano grosso modo a certe alghe filamentose. o tessuto circolatorio legnoso. dal mo mento che non contengono clorofilla. la sostanza impiegata nel regno animale d a insetti e crostacei per formare i loro esoscheletri. avevano strutture di sostegno e circolatorie abbastanza complesse. A somiglianza di molti batteri. Dal punto di vista struttura le i funghi sono organismi semplici. Sarebbe sembrato un apogeo senza possibilità di alternative. Corner ha perfino immaginato che non dovrebbe essere impossibile a gli scienziati introdurre cloroplasti nelle cellule fungine e riportare così indie tro le lancette del tempo. Superficialmente simili ai muschi. Vi sono compresi agenti di malattie qu ali la ruggine. Dovunq ue esista sostanza organica attaccabile si troveranno dei funghi. ramificandosi ed intrec ciandosi in modo da dare rigidità. Le strutture si formano con il sistema del «falso blocco».fossero parassiti oppure saprofiti viventi su tessuti in disfaci mento.Lo xilema. comprendono tra questi i lieviti unicellula ri sporosimili. Altri sono in grado di sciogliere l e sostanze inorganiche quali il silicio. Parimenti possiamo trovare già ai primordi prove evidenti di funghi viventi in simbiosi sulle radici (ne verrà data estesa descrizione al capitolo 22 ). il ferro e il magnesio ricavati dalle r occe mediante emissione di acido citrico. perché si compongono di una massa di filacce o cordoni di cellule formanti fili o estesi tappetini che ricordano la seta fine. e per la maggior parte del loro tem po si presentano virtualmente come indifferenziati. è il fattore comune che distinguerà in av venire ogni progresso delle piante terrestri. Non sempre è chiaro se questi funghi terrestri primitivi . vengono pressati insieme molto strettamente. ma nemmeno completamente piante. sono gli spazzin i del gran mondo delle piante verdi fotofissatrici. possono contenere anche chitina. se ne trovano nelle acque dolci.alcuni dei quali ricordano da vicino dei tipi attuali . ma arrivano ad a ssumere molte forme stravaganti e bizzarre nei funghi ad ombrello mangerecci o v elenosi.

le piante ter restri si sono diversificate anche più estesamente e in condizioni ancora più varie. La loro generazione s essuata consiste in un piccolo «protallo»: la generazione dominante è quella che porta spore. degli equiseti. ma non sono molto diminuiti di statura.un letto caldo di prove ed errori che spesso ha provocato la scomparsa tot ale d'interi gruppi. Gli antenati delle felci sono antichi come le briofite. La forza del gambo risi ede in larga misura nella parte esterna rigida corazzata di particelle silicee. come la felce florida e la felce lunaria. e tra questi e il c entro cavo c'è un altro anello di fasci conduttori rigidi. Questi vegetali sono invasori di successo. La maggior parte delle felci ha spore sulle proprie fronde simili a fogl ie.in poche specie . o spermofite. perché sono i primi in cui . in alcune. che si trovano ad ese mpio nell'Artide. I gruppi arcaici dei licopodii. Essi non fu rono in grado di resistere a condizioni di crescente aridità. e ne esiste uno . Questi hanno struttura affatto diversa da quella dei licopod ii clavati: hanno un anello di canali d'aerazione verticali. Proprio come le alghe si sono grandemente differenziate nel mare. non è quasi mai possibile tracciare una discendenza ininterrotta o identificare antenati comuni. spesso come sottobosco o prosperan ti sugli alberi muschiosi o sulle loro biforcazioni. Pare però che questo passo sia stato compiuto troppo tardi perché questi gruppi potessero giovarsene pi enamente in termini evolutivi. i licopodii e gli equise ti. che probabilmente avevano un antenato in comune con le felci a spore.e un sistema rigido ed elaborato di circolazione. che contiene riserve nutritive.la generazione che produce gameti s ia ormai completamente subordinata e venga portata dalle spore. Ma. tuttavia tipicamente contengono una pianta embrio nale preconfezionata ed una scorta alimentare per avviare l'infante sulla sua st rada. conosciuti e male detti da molti giardinieri per la loro tremenda persistenza in veste d'erbacce. anche se generalmente sono di di mensioni più modeste. Certi semi son o poco più che spore migliorate. uno stelo separato regg e grappoli di capsule di spore. quasi una premonizione della pianta fiorente. e quello ora estinto delle calam iti. e vi hanno lavorato attorno ricavandone altre dive rse . L'archivio dei fossili è pieno di frammenti di dubbia attribuzione del tipo citato. dove una pianta può assomigliare a un'altra precedente per un certo aspetto. Ciò consente alle spore molta maggiore indipendenza dalle condizioni di umidità o di siccità. e ben presto i loro massicci cadaveri andarono a comporre i ricchi giacimenti fossili negli schisti e negli strati di rocce che noi chiamiamo delle Ere Carbonifere. Anche gli equiseti non sono piante attualment e dominanti. sono assolutamente insignificanti in rapporto all'intero mondo vegetale per numero e dimensioni.maggioranza ultrapreponderante del regn . ma non per un altro. Sebbene molti licopodii odierni siano piante assai tenaci. Il giovane sporo fito spunta dalla spora. Conosciute inizialmente dal tardo Devoniano. alcuni con tronchi massicci alquanto somiglianti a quelli delle palme attuali e con nu merosi rami eretti. si spartirono il dominio della vegetazione terrestre. Queste tuttavia svanirono senza lasciare una discendenza che conducesse c hiaramente alle piante attuali fornite di semi. Questi due gruppi hanno fatto un passo importante nella storia dell'evoluzione.che raggiunge i 10 metri d'altezza. in modo abbastanz a simile a quello accaduto in seguito ai dinosauri. Molto presto nella documentazione dei fossili compaiono piante fdeiformi con sem i simili a noci. mentre le foglie sono ridotte a scaglie. e infine sono rinchiusi di norma in almeno uno strato protettivo. oggi si trovano in quasi tutte le parti del mondo. . Tu tti i gruppi vegetali descritti finora affidano la disseminazione alle spore.l'equiset o gigante . il mutamento del clima trovò q uesti giganti vegetali incapaci di adattarsi con sufficiente rapidità. Il balzo successivo nell'evoluzione comporta la produzione di semi.Esistevano contemporaneamente equiseti arborescenti alti fino a 30 metri. qualcuna cresce anche in acqua. le felci hanno tirato avanti co n successo nelle epoche successive caratterizzate da cambiamenti di clima. Si devono immaginare gruppi diversi di piante che hanno sviluppato l'una o l'al tra caratteristica primitiva. ricordando molto da vic ino un germoglio germinante su una pianta superiore. Alcune crescono fino all'altezza di 10 metri come alberi simili alle palme. Hanno radici abbastanza ben sviluppate .sebbene servano principalmente da ancoraggio . Nelle piante seminifere.

e sono attivate da flag elli in una scanalatura a spirale. mentre i coni o le pigne femminili che li ospitano. tra l'altro. Un gruppo assomigliava ai ranuncoli. Tutte queste piante conservano «ricordi» dei mari antichi in cui si erano accoppiate le alghe loro ante nate. Questo dispositivo intermedio ha consentito a tutte le p iante spermofite di sottrarsi alla tirannia dell'umidità esterna ai fini della rip roduzione. ma hanno foglie piatte a ven atura reticolata: sono le sole gimnosperme con tale caratteristica. Le loro parti sessuate erano rinchiuse in organi simili a f oglie. Nelle cycadine e nel ginkgo possono passare tre o quattro mesi prima che avvenga l'impollinazione. Non esiste un'altra generazione indipendente. con la differenza che. i cui stessi inizi sono oscuri: le Cordaitinae. o sporo fite. con un «guscio» sottile piuttosto soffice e un interno decis amente morbido. per in significante che sia. I n queste ultime gli ovuli sono portati quasi sempre entro strutture chiuse o "ca rpelli". mentre gli ovuli avevano scaglie che li rendevano paragonabili a carpelli .mentre il tubetto d el polline si allunga verso il nucleo femminile per liberare i nuclei spermatici per la fusione finale. tanto che il gruppo delle Bennetitinae pare quasi rappresentare i prototipi de lle piante fiorenti. I gameti maschili rappresentano e costituiscono il polline. Nelle conifere passa molto tempo . Le piante a semi differiscono ulteriormente da quelle che portano spore.dell e quali non è il caso di dare una descrizione . mentre le angiosperme ricorrono a dispositivi spesso di fattura elaborata. alberi e cespugli . spesso di un bel colore giallo o arancione. germinando. sotto forma di una «goccia di impollinazione» liquida in corrispondenza del co llo dell'ovario.talvolta grandi abbastanza da essere v isibili ad occhio nudo . Le cycadine. Sussistono però troppe differenze tecniche perché si possa affermare l'esistenza di un legame d iretto con le piante fiorenti. e v engono dispersi con una grande varietà di mezzi. Le cycadine. Ovuli singoli possono raggiungere la lunghezza di 6 centim etri (Macrozamia). I gameti delle cycadine (antenoroidi) assomigli ano alle trottole con cui i bambini sono soliti giocare. i gameti maschili e femminili sono piccoli. virtualmente immutato rispetto ai fossili più antichi datanti dal tardo Paleozoico. le scaglie semplicemente si aprono per metterli in lib ertà. I semi in realtà sono ben protetti come nelle angiosperme. Di norma le gimnosperme portano ovu li destinati a svilupparsi in semi su scaglie di pigne di aspetto simile alle fo glie. originatesi nel Carb onifero. originano gameti maschili mobili come spermatozoi . e "angiosperme" o «a semi "rinchiusi"». somiglianti alle palme. Alcune cycadine fossili erano notevolmente diverse da quelle che conosciamo oggi . sebbene il g inkgo abbia foglie piatte a ventaglio con venature ramificate ma non reticolate. dove l'acqua e il nutrimento possono circo lare dalle radici alla cima e viceversa. e non hanno esiste nza individuale.che nuotano per intere settimane prima di attuare la fe condazione del nucleo femminile. hanno un apparato sessuale molto più grande che in ogni altra pianta vivente. con n uclei di mezzo millimetro. Il ginkgo produce grossi semi ovulari della lunghezza di circa 2 centimetri. e il ginkgo. discendono probabilmente dalle felci spermofite.lo stadio fornito di semi che possiamo ancora definire spor ofiti è totalmente dominante. possono pesare perfino 45 chili (Encephalarto s).un genere delle Gnetales comprendente liane.un anno intero nei pini .e il ginkgo derivano da rami diver si di una famiglia estinta. quelli femmini li sono sempre portati sullo sporofito o all'interno di esso.o vegetale odierno . Le spermofite odierne si dividono in due gruppi principali: "gimnosperme" o «a sem i "nudi"». le conifere . e i grani di polline. le cycadine. per cui comprendono alberi veramente enormi in grado di resistere alle tempeste. Le stesse cellule dell'uovo possono avere il diametro di 6 millimetri. . Le spermofite più antiche tuttora esistenti sono le conifere. quando sono maturi. e secondo ogni evidenza le Bennetitinae e le cyca dine si estinsero mentre compariva la prima angiosperma. Gli Gnetum . analogamente alle piante davvero anomale e notevoli classificate co me Gnetinae.hanno un sistema di riproduzione chiaramente gimnospermo. per il fatto che hanno un sistema ben architettato di circolazione che ser ve anche a rafforzarle e sostenerle. per forma e modello generale.

Contemporaneamente elaborarono le attrezzature riproduttive. tessuto vascolare e di sostegno. rese possibile o piuttosto necessario . f oglie e sistemi di rami che esse continuarono a perfezionare. LA FIORITURA FINALE. detta stimma. ma sono chiaramente di tipo intermedio. e in seguito anche di altri animali quali uccelli e pipistrelli. eredi tando dalle gimnosperme semi già molto evoluti. di modo che si svilupparono dispositivi com plessi per quell'insetto e nessun altro. si può ridurre alle pure parti essenziali di stami maschili poll iniferi e di stimmi femminili per ricevere il polline. comparsi per la prim a volta nel Carbonifero. che protegge e mette in mostra il polline e gli ovuli ed è progettata ti picamente per assicurare la fecondazione. Abitualmente il fiore delle angiosperme è molto più elaborato di quello delle gimnos perme: si tratta di una struttura compatta ricavata almeno in parte da foglie mo dificate. La loro struttura legnosa forte e flessibile rappresentò un g rande miglioramento rispetto alle ramificazioni rigide e fragili dei licopodii e degli equiseti arborescenti. verificatisi alla fine delle Ere Carbonifere. nel quale è archiviato il polline delle ninfee. Alcune angiosperme vengono impollinate dal vento.nel caso ne avessero bisogno . Capitolo 4. Nonostante il prolungato immobilismo in termini evolutivi.un numero molto maggiore di nuovi adattamenti di quant i ne avessero le piante in precedenza. Nel capitolo precedente h o fatto menzione del modo con cui i semi delle angiosperme si sviluppano entro s trutture chiuse. Il grande numero di specie d'insetti. e inizialmente si rivolsero al polline. Le prime piante fiorenti. ed hanno ricevuto n uove prospettive di vita . Questi furono i precedenti che portarono alle piante fiorenti. Anche le angiosperme perfezionarono i meccanismi microscopici e relativamente go ffi di fecondazione delle gimnosperme. il rozzo sperma a .grazie alla loro attua le utilità per l'uomo. il net tare. dette carpelli. Darwin considerava «un deprecabile mistero» l'origine delle piante fiorenti. mentre i loro fiori si facevano sempre più attraenti agli occhi degli insett i sfoggiando profumi. a quanto possiamo sapere sulla scorta del polline foss ile. ma la maggior parte fa affidam ento sugli animali.Queste venature non si possono definire anelli mancanti. l'ultimo dei gran di gruppi vegetali a svilupparsi. cercavano cibo. permettendo loro di mantenere le dimensioni che av evano in tutti i grandi rivolgimenti geologici e conseguenti mutamenti di clima. Il polline di per sé non è mai mobile. non esistono inequivocabili «anelli mancanti». Altre antofìte a ssai antiche appartengono al gruppo rappresentato oggi da magnolie e ranuncoli. comparvero proprio sul finire del periodo Giurassico. Per citare Bell e Woodcock. cioè i fiori. o "anto fìte". e la goccia d'impollinazione delle gimnosperme sparì. Queste antofìte o angiosperme ebbero un buon trampolino a loro disposizione. Nella registrazione lasciataci dai fossili esse comparvero senza dubbio del tutto improvvisamente in un momento in cui succedevano poche altre novità sul fro nte dell'evoluzione. Per distrarli da questa abitudine le piante misero a punto un surrogato. in condizioni topografiche e climatiche q uasi uniformi. Tuttavia. «in confronto c on l'eleganza citologica della fecondazione di un'angiosperma. mentre in realtà un mutamento apocalittico nelle condizioni d i esistenza spazzava dalla faccia della Terra molti gruppi di animali. dei quali i dinosauri sono i più famosi. le conifere oggi sono piante di altrettanto successo come al tempo dei dinosauri. colori e caratteri segnaletici. Forse questa apocalisse accelerò effettivamente lo s viluppo improvviso delle piante antofìte. come nel caso di certe erbe e delle euforbie. Alcune piante vennero a di pendere da singole specie d'insetti. mentre la maggior parte di queste schiatte pri mordiali continuava a vivere quasi immutata. Ma non ci sono ovvii precedenti fossili. che inizialmente contengono sacchi embrionari. Progredirono rapidamente in modo particolare gli insetti. Proprio per questo l'evoluzione del fiore è stata tanto rapida . su una parte di questi carpelli si sviluppò una superficie ricettiva per i grani d i polline. La maggioranza si originò però nel Cretaceo.

E" poss ibile che la forma dei cotiledoni ricordi quella delle foglie delle piante anten ate. Lungo questa giuntura compare nelle antofìte più primitive la supe rficie degli stimmi ricettivi al polline. Una riproduzione più spiccia e lo sviluppo d'individui nuovi s ignificano possibilità potenziali di mutamenti in continuo crescendo.monocotiledoni siano discendenti delle dicotiledo ni originarie. stami. ma anche primitivo». ed ha una configurazione generale così distinta . Le foglie delle monocotiledoni sono tipicamente strette e allun gate. sviluppando parimenti le possibilità della riproduzione asessuata mediante ar tifici vegetativi. Molte delle prime antofìte si sono completamente estinte: la flora del primo Cretaceo dev'essere stata di aspetto molto diverso da quella att uale. Caratteri di relativa primitività si possono intuire anche dal seme il cui dispositivo di chiusura . o "xilema ". le "monoco tiledoni" e le "dicotiledoni". le angiosperme poterono riprodursi sulla terra a sciutta e praticamente in qualsiasi punto della terra. con nervature parallele contrastanti con quelle reticolate e le foglie a f orma assai diversa dalle dicotiledoni. o cotiledoni. sebbene le dicotiledoni siano in generale assai più variate delle monocotiledoni. Probabilmente la scissione delle piante fiorenti in quest i due gruppi distinti è avvenuta molto presto nel corso della loro evoluzione. e d ogni singola parte si troverà separata da quelle vicine. ma una pianta da un'impressione così peculiare . come le magnolie e le ninfee. diventando dominanti verso la metà del lung o periodo Cretaceo. ed è altrettanto probabile che le . proprio come la presenza delle branchie nei feti dei mammiferi ricorda i pe sci progenitori. né alcune altre meno vistose. Esistono due gruppi distinti e di maggior rilievo di piante fiorenti. Nei fiori più primitivi .giusto il caso dell'arcaica ninfea un complesso o corredo può fondersi a poco a poco con quello vicino senza differe nziarsi bruscamente (i petali interni possono fondersi con gli stami.in un carpello a scatola . sembra però che gli antenati principali delle odierne angiosperme ap partenessero a un altro gruppo di piante senza stretta rassomiglianza con i loro discendenti ultimi. Le caratteristiche fiorali possono anche ricordare l'antichità delle origini. il quale è ripiegato semplicemente in modo che gli orli della crosta comb acino su un lato. Il gruppo ha uno spiegamento di forme di vita assai più esteso di qualsiasi altro. Le antofìte si svilupparono rapidamente. Nessuna di queste differenze. si riferiscono specificamente alle piante che hanno semi con u na o due foglioline. Ogni parte componente può trovarsi ripetuta in più copie. o in numero indefinito. I carpelli più semplici hanno un tipo di chiusura che ricorda un oggetto avvolto nel lembo della crosta di un a torta.sepali. Il f iore contiene vari corredi separati di parti componenti . per cinque. mentre le monocotiledoni hanno quasi s empre fiori con parti disposte a tre a tre o multipli di tre. Infine il gruppo approntò i nnumerevoli e spesso ingegnosissimi modi atti ad assicurare la dispersione dei s emi. I due gruppi sono ugualme nte diffusi sul globo. Solo dall'esame dei cambiamenti di struttura del legno. Questi due vocaboli. o in strutture specializzate al di sopra di esso. I fiori con parti evide ntemente fuse. L'anatomia del gambo è diversa. stimmi e carpelli. come ad esempio le trombe composte dai petali di una convolvolace . le dicotiledoni più sovente hanno parti disposte per quattro. Alcune delle piante più primitive sono riconoscibili ancora oggi. costituisce un caratte re infallibile di diversificazione.nterozoico delle cycadine non è solo barbaro. altri peta li invece con i sepali). come risult a dalla descrizione datane al capitolo 6. nel caso delle monocotiledoni . queste foglioline germinali tra l'altro hanno forma di solito affatto diversa dalle foglie delle dicotiledoni adulte. Grazie ai loro ef ficaci sistemi di riproduzione. sia per dim ensioni sia per abitudini di crescita e durata del ciclo vitale: fattori tutti c he comportano conseguenze di vitale importanza ai fini dell'adattamento a quasi ogni nicchia climatica e topografica. In seguito gli stimmi si sposteranno s ulla sommità del carpello.definita da Ronald Good come u na specie di «esecuzione aerodinamica».separa le piante fiore nti dalle gimnosperme a semi nudi e delle sporofite. petali. che compariranno in seguito qua e là nel testo.che chiunque abbia a che fare abitualmente con le piante ben di rado si trova in imbarazzo n ello stabilire il gruppo di appartenenza d'una pianta. si può dedurre con la massima accuratezza la posizione evolutiva di una famigli a vegetale.

stiance. comparsi probabilmente nelle regioni più calde del globo a formar e foreste alquanto simili alle odierne. Altri cambiamenti si originarono con la comparsa degli anima li erbivori. le orchidee e le erbe. Su quello che oggi è il Circolo Polare Artico viveva una flora somigliante a quella dell'Europa attuale. Nel Miocene le foreste cominciarono a ritirarsi. il cui risultato finale è dato da un "capolino". o quando una p ianta cambia tutto il suo metabolismo alla stregua delle saprofite . Pare probabile che le composite altamente organizzate (margherite). Oggi tutti gli alberi delle regioni subartiche hanno p iccoli semi secchi. e nell'Utah è stato trovato un fico d'India fossile somigliantissimo a quelli del giorno d'oggi. come nella famiglia delle composite.a. Se non altro queste epoche corrispond ono a periodi di grandi movimenti geografici: le argille eoceniche londinesi con tengono in numero notevole frutti e semi che dimostrano come allora la flora del l'Inghilterra meridionale assomigliasse a quella attuale dell'India e della Male sia. sono probabilmente di tipo più progredito. Quando un organo si è modificato per svolgere una funzione completamente nuova. che pure sono mo lto differenti tra loro per parecchie caratteristiche. cespugli e infine piante erbacee: quelle senza stelo o gambo legnoso declinavano riducendosi a un ciuffo ad ogni stagione. con cicli vitali più brevi ma anche maggiori capacità di mutamento. le Ranales. A loro volta gli alberi si separ arono da queste piante che portano grossi frutti carnosi di grande richiamo per gli animali. a nord dell'attuale circolo polare assieme alle pian te cedue prosperavano estese foreste di sequoia eocenica. almeno per certi gruppi di famiglie. o come nei fiori di erba San Pietro e di cerfoglio selvatico tra le ombrellifere. ed eccezionalmente in mare. e naturalmente hanno mas sime possibilità potenziali di attuare mutamenti. come accade per le erbe. Diversam ente da quanto si potrebbe sospettare. Ad esempio le foglie dell'alberello Cercidiphyllum di quest'epoca sono rimaste quasi immutate nella specie attuale. che scoraggiò la crescita degli alberi e incoraggiò le piante a rinnova re costantemente le loro strutture dalla base. La comparsa e la diffusione delle angiosperme avvennero in concomitanza con l'ul tima fase importante dei mutamenti geologici sulla Terra. mazze sorde). sta nel la produzione di numerosi fiori riuniti in una testa compatta. ci sono altrettante probabilità c he si tratti di mutamenti relativamente recenti.e delle specie parassitarie. Cominciarono a signoreggiare le piante a foglie caduche. probabilmente sono venute molto dopo. co me è accaduto per le foglie delle piante carnivore e delle drosere. noci. come nel caso delle epifite arboricole. evolvendo verso gli alberi con semi più piccoli ed asciutti in grado di venir portati fuori dalla foresta tropicale e di colonizzare progressivamente habitat meno favorevoli.faggi. comprendenti ad esempio le fam iglie dei ranuncoli e delle ninfee. L'Eocene vide l'affermarsi dell'insediamento di molti tipi di Spiante sostanzial mente moderne. le magnolie e i tulipiferi. cui apparteng ono le margherite. una conifera a foglie caduche scoperta solo nel 1945 dopo che veniva ritenuta estinta. Alberi come pioppi e plat ani sono pure noti dal primo Cretaceo. Sulla scorta degli indizi disponibili pare probabile che le angiosperme più remote fossero alberi. Condizioni del genere testimoniano a favore dell'adattabilità e del vigore colonizzatore delle piante fiorenti.che sono pi ante senza clorofilla . a nch'esse erbacee. Compaiono in que sto periodo molte famiglie di piante affatto nuove: tra le piante molte erbe da prateria moderne. Le piante annuali. che portò alla formazion e di rilievi montuosi comprendenti anche le Alpi e l" Himalaya nel Miocene. cominciarono a comparire verso la fine di questo periodo. niss . e una schiera di piante a foglie caduche ben note . oppure si sceglie un nuovo habitat. platani. e lo stabilirsi nel Pliocene di continenti ed oceani pressappoco nel loro contorno a ttuale. querce. Da quegli alberi si svilupparono piante rampicanti del tipo delle liane. Altra segnalata tendenza evolutiva. E" già stato fatto cenno a come i fossili più remoti appartengano alle piante che no i consideriamo le antofìte più primitive. le piante fiorenti acquatiche non si orig inarono dalle specie acquatiche più primitive: si tratta quasi certamente di piant e erbacee che tornarono a migrare nelle acque dolci. e presero ad estendersi le prat erie man mano che crescevano d'importanza i mammiferi erbivori. i giunchi delle Typhaceae (sale.

come mi arrischio a prevedere a conclusione di questo libro. restringendo le superfici trop icali e delimitando le regioni temperate settentrionale e meridionale. come i giacinti e gli altri bulbi che noi sottoponiamo alla forza tura invernale per avere fiori primaticci. Sebbene la c . ed og ni altro genere di complicate sostanze chimiche. Continuò l'abbonda nza delle conifere. nonché nel centro d ell'Africa e nella parte centrale dell'America Meridionale. il fattore che differenzia totalmente l e piante da tutti gli animali. e pasticciano con medicine. Nel Pliocenico l'Europa aveva ancora piante che ora sono confinate alla Cina e a ll'America settentrionale. che per alcune piante accelerano e normemente i processi sopra accennati. La fotosintesi è localizzata di norma nelle foglie. determinarono infine la distribuzione vegetale che vediamo oggi. quali pini. Q uesto processo è chiamato fotosintesi. tale da renderle indipendenti dalle fonti esterne di carboidrati. La clorofilla è un pigmento che assorbe alcuni. sia che si tratti di un'alga unicellulare quanto di un albero gi gantesco in una foresta.a una comunità di esseri umani di mezza età e favor iti dal successo. Il nostro pianeta pare in fase di quiete. e. Il tema di questo libro è costitu ito in gran parte dagli esperimenti e dalle esperienze attuali delle antofìte o pi ante fiorenti. Difficile immaginare un mondo vegetale diverso e. respingen do le piante subtropicali e tropicali nella fascia attorno all'equatore.e. ci sono probabilità che non si possano verificare u lteriori evoluzioni in massa. La produzione è regolata dalla quantità di luce disponibile. Nella seconda parte del Quaternario le regio ni polari si coprirono di una coltre di ghiaccio. In questo periodo cominciarono ad insediarsi le speci e delle piante che conosciamo oggi. gambi. ed è fin t roppo controllato dall'uomo odierno. La grande invenzione del regno vegetale. picciòli e rami che si assumono la funzione della fotosintesi. arancio e azzurro. Indipendentemente dalle attività umane. Essi tuttavia non sono ancora troppo vecchi per far esperienze. ma non tutti i raggi contenuti nel lo spettro della luce solare . in Sudafrica e in Australia. talvol ta notevolmente discontinua. che hanno cessato di lottare per affermarsi. profumi e pomate strane. Contemporaneamente viene c eduto ossigeno. Le succ essive glaciazioni restrinsero le piante dei climi temperati in aree molto più rid otte di prima. e si forma con rapidità veramente sorprendente nelle foglie tenute artificial mente al buio. salvo che i l ferro dell'emoglobina viene sostituito dal magnesio nelle piante. liquidambar americani. La clorofill a si forma quasi istantaneamente nelle piantine. sebbene certe piante in condizioni di scarsa luminosità riescano a produrne più di altre. qualunque sia la loro complessità. LA GRANDE INVENZIONE. La clo rofilla impiega questa energia radiante per combinare l'acqua e l'anidride carbo nica e per produrre zucchero sotto forma di glucosio. ad eccezione di pochi casilimite di organismi unicellulari. dopo un rapido ritorno delle foreste avvenuto circa 8000 anni or sono. sequoie e cedri. Come verrà dimostrato nella seconda parte di questo libro. hanno una vita sessuale incredibilmente varia con partner di og ni tipo immaginabile. l'uomo costituisce oggi l'agente più importante per portare avanti l'evoluzione e la distribuzione delle piante. filadelfi. è la clorofilla. e si mostrano in giro con vestiti di ogni genere. dal momento che compaiono nuove specie selvatiche.quelli di colore rosso. eccetera. alberi di Giuda. ma vi sono molte piante in cui le foglie sono state sostituite da steli. Capitolo 5. Talvolta anche le radici sono verdi. Una pianta contiene q uesta sostanza. non appena esse spuntano alla l uce. Fatto abbastanza curioso. non c'è motivo di dubitare che continui l'e voluzione naturale. A confermare la teoria della deriva dei continenti ha contribuito la distribuzione di piante imparentate tra loro che vivono nella parte meridionale del Sudamerica. una parte della molecola di clorofilla assomiglia a qu ella dell'emoglobina che forma il pigmento del sangue dei mammiferi. e costituisce una prerogativa unica delle p iante. Le piante fiorenti che osserviamo oggi si possono paragonare .parafrasando quan to hanno detto Bell e Woodcock .

mentre ve ngono cedute sei molecole di ossigeno.lorofilla sia sostanzialmente verde. od "ossidazione". L'energia così liberata va a fabbricare la struttura della pianta per moltiplicazione cellulare. Uno scrittore li ha paragonati a un mucchi o di parecchie centinaia di palle cave appiattite per schiacciamento. g ambi e tronchi s'ispessiscono. Il cloroplasto agisce come semiconduttore. In ambedue i casi entrano in gioco rapidissime reazioni fotochim iche. quando si passa dalla luce al buio. e tutti di faccia quando c'è poca luce. è la combinazione di un trasduttore e di un amplificatore. per un breve intervallo di tempo. E" sta to dimostrato che questi processi sono reversibili: le piante emettono effettiva mente luce. corrisponde ad una combustione. mediante una cat ena di complicate reazioni in 38 molecole di trifosfato di adenosina. I cloroplasti presentano impressionanti somiglianze con le cellule a bastoncini. e sono quelli ch e conferiscono alle alghe le loro tinte variate. e gli organi di riproduzione giungono a maturazione. detti cloroplasti. che contribuiscono a costrui . passivo e remissivo.si o sserva che hanno una struttura che ricorda molto da vicino un radiatore. e di notte la pianta emette an idride carbonica e consuma ossigeno. in termini tecnici. Nell'alga unicellulare Meugeotia si dispongono di c oltello rispetto alla sorgente luminosa se la luce è eccessiva. se vuole procurarsi carne. Se si ingrandiscono fortemente questi due corpi pigmentati . Un bastoncino visivo. si può mascherare con pigmenti di diverso col ore. Il glucosio prodotto nel corso della fotosintesi rappresenta il punto di partenz a di tutto il metabolismo della pianta . o ricettori visivi. nelle alghe i corpi equivalenti si dicono cromoplast i. all 'interno di cellule adatte. Il cloroplasto è un convertitore di energia che cambia l'energia della luce in e nergia chimica. Nelle a lghe compaiono altri pigmenti a dare man forte alla clorofilla. Liquidi e minerali parimenti richiesti per la cre scita vengono convogliati attraverso i canali. gli zuccheri sono convertiti in carboidrati più c omplessi sotto forma di amido dove può venire imprigionata l'energia. L'eccedenza alimentare viene immagazzinata. Nelle piante superiori la cloro filla si trova sempre in corpi distinti e di varia forma. un cond ensatore o un accumulatore elettrico. ammucchiat e ed avvolte in un unico strato membranoso.i clorop lasti infatti sono minuscoli dischetti con diametro inferiore a un micron . e si può paragonare a quelli usat i in astronautica per convertire l'energia radiante in energia elettrica. per impedire che la luce eccessiva danneggi i cloro plasti vitali. La fotosintesi prende sei molecole di anidride carbonica e sei di acqua. e in senso verticale con luce intensa. e si trova sempre associata al pigmento giallo xantofilla ed al carotene di colore gialloaranciato. i rami mettono più foglie per effettuare altra fotosintesi. Naturalmente la fotosintesi s'interrompe al buio. Questi cloroplasti sono stati definiti «gli schiavetti verdi» che consentono a una p ianta di condurre un'esistenza calma e passiva. e co n l'energia fornita dalla luce le combina in una molecola di glucosio. Spero di riuscire a dimostrare con questo libro che in realtà una pianta non è per nulla un e ssere calmo. Vengono prod otti altri «capitali di riserva» sotto forma di grassi. la rete di comunicazione viene ma ntenuta attiva. per cui le radici si allungano. degli occhi dei vertebrati. che converte uno stimolo luminoso in una segnalazione nervosa . mentre ad esempio un leone deve consumare energia per cacciare ed uccidere.la produzione di energia per la crescit a. L'energia contenuta nel glucosio è disponib ile subito. Però abitualmente entrano in funzione di spositivi filtranti passivi. e i settori assorbiti dello spe ttro della luce solare corrispondono chiarissimamente all'ambito visivo dell'occ hio umano. Il consumo di ossigeno. perché di solito sono di colore diverso dal verde. le cui funzioni permangono alquanto misteriose. e molta parte di essa viene convertita rapidamente. Nelle foglie sottili delle lenticchie palustri i cloroplasti si dispongono orizzontalmente lungo le pareti delle cellule quando la luce è fioc a. esattamente come gli animali. sia pure molto fievole. In alcune piante i cloroplasti si muovono all'interno delle cellule in risposta alle condizioni di luminosità. Questa «valu ta energetica» universale è l'elemento attivatore di base di tutte le attività cellula ri e di tutti i processi di crescita. e permette alla pia nta di usare l'energia accumulata prodotta di giorno.

Alcune piante. provengono spesso da regioni aride. o fìtoplankton. che comprendono specie tetracarboniche tropicali e specie delle regioni temperate a ciclo ordinario.ha la produttività più bassa . i grassi hanno il sopravvento sulle proteine. e di proteine. come nel gambo delle ninfee. o un poco del fogliame adulto è in parte ombreggiato. e sono resistenti alle condizioni di sicc ità. Una foresta di betulle opera con efficacia circa 6.per quanto presenti in soluzione nell'acqua . misurati in accumulo di carbonio per ogni singola area. come la maggior parte delle piante. perché ossigeno ed anidride carbonica . oppure grandi canali a perti. Pertanto molte piante acquatiche hanno un tessuto molto spugnoso. Quanto sopra si rileva nettamente confrontando i tassi di produzione di diverse piante. Però questa «fotorespirazione». Un fattore limitante è dato dalla bassa concentrazione di anidride carbonica nell' aria. Consumare energia in realtà significa respirare. Le piante acquatiche devono risolvere problemi particolari se si trovano per mol ta parte sommerse. dove l'aria si diffonde uniformemente in tut ta la pianta. Esse non sono in grado di effettuare la fotosintesi come le piante ter restri a causa della luce più limitata. uno d ei quali contiene molto più amido e funziona all'occasione da riserva temporanea d 'energia.virtualmente cellule elementari . ma a un tasso molto ridotto. ma con scadenti condizioni di nu trizione.sono a concentrazione più bassa che non nell'aria.re le cellule. A luce debole le proteine e i carboidrati pr essappoco si bilanciano. essi no n usano la luce solare per produrre energia. Il plankton vege tale. come vien e definita. e molto più basso nel caso d elle piante che restino inattive per una parte dell'anno. Le piante del tipo delle alghe assorbono tutti gli zuccheri che producono. . ogni eccedenza va ad ispessire le pareti delle cellule di cellulosio e ad aggiungere rinforzo. Il tasso di trasformazione medio di tutta l'energia radiante disponibile in ener gia chimica è inferiore all'1% in una specie coltivata. di cui si può dire che maschera la respirazione diurna. queste piante (dette talvolta piante tetracarboniche o a debole germogliazione) hanno cloroplasti di due tipi. Talvolta ne hanno tanto da secernerlo attivamente attraverso le foglie o altre parti. Questa attività respiratoria a volt e continua anche di giorno. perché sono tutte circondate dai minerali e dall'anidride carbonica presenti nell'acqua.5 volte superiore. sono in grado di operare la fotosintesi più efficacemente di altre e a concentrazioni più modeste di anidride carbonica. Non v'è dubbio che siano effettivamente piante. Le piante tetracarboniche sono invariabilmente tropicali o subtropical i. Oltre ad alcune d ifferenze nei processi chimici interessati. Le piante terrestri che dispongo no di maggiore luce producono talvolta più zucchero di quanto occorra loro ai fini dell'accrescimento. ma hanno approntato mezzi propri pe r ricavare nutrimento dalla materia in disfacimento o vivente. In alcuni casi questa caratteristica conferisce ulteriori possibil ità di galleggiamento. che è di sole tre parti su 10000. Esse hanno un mecca nismo efficientissimo per fissare l'anidride carbonica. A luce intensa e nelle migliori condizioni di nutrizione una cellula produc e molte più proteine che carboidrati. Esistono parecchi generi. Dobbiamo fare un'altra eccezione per i funghi. e lo impiegano per produrre nettare zuccherino o secrezioni ghiandolari per altri scopi. può sciupare metà del carbonio assimilato attraverso la fotosintesi. Sembra probabile che si tratti di un progresso evolutivo. mentre granoturco e canna da zucchero hanno produttività superi ore rispettivamente di 25 e 35 volte. che formano il costituente principale del protopla sma. Anche questa cifra bas sa tiene conto dei periodi in cui tale coltura non ha le foglie tutte aperte. Sprovvisti di clorofilla. ed anche delle condizioni clim atiche in cui ad esempio le nuvole possono ridurre l'intensità luminosa fino al 5% di quella che splende a pieno sole. perché l'atmosfera odierna è meno ricca d'anidride carbo nica di quanto non fosse durante le Ere Carbonifere. come la canna da zucchero e d altre erbe tropicali. e non sprecano carbonio nella respirazione diurna. ma questi agenti di collegamento del regno vegetale . Invece con buona luce. solo lievemente migliorata nelle erbe delle regioni temperate. la foresta tropicale piov osa più di 20 volte. ma in cambio non hanno bisogno di convogli are sostanze alimentari per l'organismo. e l'anidride carbonica prodotta viene reimpiegata immediatamente nel processo di fotosintesi.

e nell' anno successivo fioriscono.poniamo . Un a pianta ha cellule dotate di massicce pareti che le impediscono di assumere cib o in un modo che ricordi anche lontanissimamente i processi usati dagli animali.ivi compreso il plankton oceanico di alghe microscopiche . quel loro ripetersi in elementi simili. la loro struttura ed architettura ge nerale. per crescere. L'animale ha il sangue. Sono le erbacee pe renni. Gli animali hanno un sistema nervoso. Calcolati su scala mondiale. Alcune piante sono annuali. ancorata in un modo c he ricorda . INGEGNERIA NATURALE. Anche questa semplificazione ci lascia moltissime varianti nella crescita e nell e abitudini delle piante. o qualsiasi altro periodo di ripos o che possa decretare il clima.sprovvisti di clorofilla. danno semi e muoiono. Una volta germogliato il seme. Altre sono biennali. sono veramente fuori del comune. vivo no tutta o gran parte della loro esistenza in una sola stagione .e alcune di qu este piante a vita breve si dicono addirittura effimere. ma deve avere a sua disposizione anche c erte sostanze minerali. poiché passano gli inverni freddi in riposo. svernano. perfino le piante carnivore arieggiano solo superficialmente il modo di fare de gli animali. Forse le piante assomigliano maggiormente a polipi e coralli per il loro modo di vive re. le piante di cloroplasti: questi organi reagiscono alla luce e funzionano in manier a analoga. una pianta n on ha muscoli. ma è in grado di effettuare le funzioni aspirantiprementi di una po mpa. più le secrezioni ghiandolari che costituiscono un secondo impianto di comandi. Gli animali sono forniti di occhi. pochi animali vi riescono. appartenente cioè ai tipi di piante più noti alla maggior parte della gente. E" stato calcolato che la crescita o la produzione annua delle piante . l'uno ha l'emoglobina e l'altra l a clorofilla. Altre piante sono legnose e hanno per lo più maggiore durata. Le piante che vivono per parec chi anni e fioriscono ogni anno a maturazione si dicono perenni. sotto forma di un intrico o ciuffo o pezzo di le gno più o meno sotterraneo. dove solo le radici restano attive. Una pianta può riuscire a riparare una lesione rigenerando alcune parti. legnosi solo in prossimità della base. La pianta trascorre questo tempo. i r isultati di questa attività danno le vertigini. grazie a sostanze chimiche funzionanti da messaggeri. oppure morire. stabilirsi e nutrirsi. che in parte le assomiglia. perché vivono solo poche settimane. Più che altro per amor di semplicità dovremo considerarla una pianta fiorente o una conifera. ma che comunque non si può paragonare in nessun modo a quello di nessun animale dotato di capacità di spostamento. sebbene alcuni suffr utici. Molte piante acquatiche hanno un comportamento analogo. dovrà cavarsela lì. Tanto le piante quanto gli animali hanno lo scheletro. che tanto spesso fungono da agenti principali per rig enerare materie nutritive semplici dalla complessa farragine dei corpi animali e vegetali in decomposizione. Le funzioni sessuali delle piante sono paragonabili a quelle degli animali per la loro complessità. e naturalmente l'acqua. e che compongono il grosso della vegetazione del giorno d'oggi. iniziano la loro vita un anno. In termini energetici questo corrisponde molto approssimativament e all'erogazione di due miliardi di grosse centrali termiche o idroelettriche. L e piante terrestri da sole creano ogni anno 150 miliardi di tonnellate di materi a nuova. i movimenti ed ogni minimo particolare del la loro organizzazione. La pianta non può scegliere il posto dove dovrà crescere. assumendo la forma di una specie di nodo carnoso senza foglie o gambi. e del posto che occupano nell'ordinamento globale di t utte le cose.si aggira sulle 14 per 10 alla decima potenza tonnellate di mat eria organica. Capitolo 6.quello di un polipo. In questo capitolo intendo tracciare il profilo di una pianta «ideale» nel suo insie me. la pianta ha la linfa. mentre le piante dispongono di me todi per controllare l'accrescimento. Anzitutto c'è la durata della vita. non ha bisogno soltanto degli alimenti prodotti dall'e nergia radiante tramite la fotosintesi. abbiano parti superiori erbacee che . Alcune ad ogni primavera drizzano steli o gambi carnosi che fioriscono ed appassiscono prima de ll'inverno. Una pianta.

Il modo in cui una pianta assume e assorbe i minerali fa parte di un complicato pro cesso elettrochimico noto come trasporto ionico. E" il caso delle meno scorrette saprofite. è piantata diffusamente a Giama ica a scopi ornamentali: può raggiungere l'altezza di 15 metri. sebbene il suo tro nco abbia solo il diametro di circa 8 centimetri. e sono dette "monocarpiche". o sche mi di accrescimento. però la pianta assume e perde molta più acqua di quanto le occorra per tale proc esso. mentre gli alberi ne hanno tipicamente uno solo. Questo significa che quando esiste una membran a porosa . sodio. come cert i funghi. sebbene ne occorrano quantità infinitesimali. Alcune palme sono monocarpiche. e il boro. fosforo e potassio. La Spathelia simplex. importa sapere che tali sostanze vengono effettivamente assunte dalle piante.qual è la parete di un pelo radicale . i forestali e i giardinieri si spingono troppo avanti quando devono b ilanciare questi minerali nelle quantità «giuste». la pianta. A noi. Oltre alla traspirazione attiva si verifica anche per . forniti di dispositivi. in questa sede. tutta la pianta muore. che consentono loro di attaccarsi. ma sono n ecessari anche altri sali. Le valutazioni dell'entità della traspirazione variano moltissimo. sebbene molto dipenda naturalmente dalla natura del suolo interessato. quali la salvia e la lavanda. come è il caso di numerose bromeliacee. Tra le piante erbacee e legnose. ve ne sono molte che si arra mpicano e formano lunghi gambi a rapida crescita. Il terzetto principale è costituito da azoto. L'acqua viene assunta per osmosi. e verranno trattate nei particolari nei capitoli successivi. Questa perdita d'acqua si dice traspirazione ed interessa quantità enormi di acqua. e un altro gruppo ar boreo . Dopo 8-10 anni produce un ciuf fo enorme di fiori rossi alto fino a un metro e mezzo. sebbene queste categorie si sovrappong ono immancabilmente. Esistono anche svariatissime specie parassite. quali le grandi agavi che formano rosette o «palchi» e le pu ye americane.è imparentato con l'arancio.possono perire in inverno. Q uesta semplice legge di natura agisce in molte sedi. calcio.4 me tri: una volta che siano maturi i semi. Per capire le funzioni delle parti di una pianta bisogna considerare il suo meta bolismo e le necessità create da questo ricambio. e che come loro non hanno clorofilla. dipendenti in misura maggiore o m inore. me tà erbacee e metà cespugli. da altre piante. in un periodo poco p iù lungo le patate traspirano 570 tonnellate d'acqua per mezzo ettaro e danno un r accolto di due tonnellate. l'erba traspira tra maggio e luglio una quantità d'acqua corrispondente a oltre 1000 tonnellate. queste forme estremamente specializzat e di adattamento sono del tutto estranee all'argomento generale di questo capito lo.una soluzione ad alta concentraz ione salina da una parte (ad esempio all'interno del pelo radicale) estrarrà acqua da una soluzione a concentrazione più bassa (esempio tipico l'acqua del suolo). Il motivo principale per cui viene assunta l'acqua è perché collabori alla fotosinte si. e questo è il motivo per cui le agavi sono spesso chiam ate «le piante dei cento anni». che vivono sulla materia in decomposizione. di solito con una corona o chi oma di rami. Una pianta può vivere a lungo di s ola acqua e dei minerali ivi disciolti finché le sue foglie operano la fotosintesi . Alcune piante vivono per parecchi anni. ferro e altri metalli. Le piante legnose si di vidono grosso modo in cespugli ed alberi. ma molte rappresentano curiose fasi intermedie. ma possono dare fiori e semi una volta s ola. Per alcune di queste occorrono dieci anni perché giungano a maturazi one. per altre assai di più. Molte tra queste sono piante erbacee. detta anche «orgoglio dei monti». La loro assenza può portare a morte una pianta. ma picc oli esperimenti hanno dimostrato che più o meno per ogni ettaro di terreno che pro durrà alla fienagione tre tonnellate di fieno. annuali e perenni. sebbene in quantità molto minori: tra essi quelli di zo lfo. in quanto costi tuiscono eccezioni veramente affascinanti alla regola generale. Le sostanze minerali contenute nelle cellule di solito si trovano in rapporti molto diversi da quelli delle sostanze minerali contenute nel suolo esterno. opera con criteri decisa mente selettivi per quanto riguarda le sostanze che effettivamente assume o meno . o spatelia montana. uncinarsi o stendersi su superfici od altre strutture vegetali. magnesio. per gli alimenti. con un diametro di 2. i cespugli hanno molti steli o tronchi relativamente corti. ma per un accrescimento normale e sano occorrono sali inorganici in maggiore q uantità. cellule interne comprese.quello delle spatelie . Gli ag ricoltori. inoltre.

Le radici portan o al gambo o al tronco. ment re quella dei peli radicali ammontò allo sconvolgente totale di 10620 chilometri. perché la p ianta vive nell'acqua. Queste condutture si possono paragonare a una combinazione della circolazione sanguigna negli animali e di un sistema digerente. oggetto dell'esperimento in pa rola. Le due grandi classi di piante fiorenti . Il colletto o i rami portano anche gli organi sessuali della piant a. che per lo più sono responsabili della perpetuazione della specie. funzionante anche da rinforzo. Nelle alghe. come accade in certe piante alpine. Gli steli o tronchi più o meno ramificati so rreggono le foglie. Ciò significa che il sistema radicale ha spesso dimensioni enormi rispetto alla parte aerea della pianta. dove abitualmente non c'è necessità di circolazione.dita d'acqua per evaporazione. mentre si chiama floema quello del flusso discendente. nelle dicotiledoni lo x ilema forma un modello o disegno a croce dove il floema è situato tra i bracci del la croce stessa. Floema e xi lema iniziano dalle radici. e ad espandersi alla ricerca incessante di nuova umidità. finché a un dato pun to la perdita d'acqua riesce fatale alla pianta. Quindi la pianta ha fondamentalmente tre distinti settori a diversa funzione. Al di sotto di un dato livello. la cui crescita media giorna liera per una singola pianta di segale si aggira sui 90 chilometri giornalieri. sebbene meno dell'1% dell'acqua assorbita venga poi trattenuto dalla pianta . mentre l'aumento medio complessivo della lunghezza del sistema r adicale di una pianta di segale matura è stato valutato sui 5 "chilometri" giornal ieri. come succede per vari alberi. si avvertono in vari muschi. I due tipi di condutture sono nettamente differenziati nelle felci e nelle piante più progredite. costrette in ogni caso ad assorbirne dal suolo più che possono. Il convogliatore principale del flusso ascensionale è noto con il nome di xilema. Pertanto le radici sono tenute ad assumere e convogliare grandissime quantità d'ac qua. variabile percentualmente tra il 70% e il 95% d'acqua nel tessuto plant are. si può trovare una robusta parte centrale di cellule collegate tra loro per procurare la consisten za necessaria e qualsiasi tipo di circolazione occorra . nel caso che vi siano parecchi steli o gambi. Questi tre settori appartengono tutti ad un sistema che associa la conduzione de i liquidi alla rigidità: è il sogno di molti architetti che vorrebbero un impianto d i condutture in grado di tener su tutta una casa. ovvero le fabbriche della fotosintesi. Misurazioni effet tuate hanno rilevato che singole radici di granoturco si allungano di 5-6 centim etri al giorno. Tant'è vero che in certi casi. nonostante le dif ficoltà. però le sostanze possono anche migrare prontamente da un sistema circolatorio all'altro in senso orizzontale. L'acqua tuttavia non viene spontaneamente alle radici. Di norma l'acqua viene portata alle foglie assieme ai minerali. possono tra scorrere molti anni prima che la struttura possa crescere e maturare abbastanza da produrre fiori o organi sessuali. Occorre acqua anche per tenere gonfie le cellule delle piante. A volte il gambo virt ualmente manca. variante a seconda dell'efficacia isolante della struttura fogliare. La lunghezza complessiva delle radici risultò di 622 chilometri. Invece nelle monocotiledoni i due corredi di cellule circolator . talvolta tramite un «colletto» o punto di raccolta. Il calcolo non tiene conto dei peli radicali.sono a lquanto diverse tra loro per la disposizione dei canali circolatori. anche la più mod esta pianta annuale ha bisogno di un dispositivo di ancoraggio. Ol tre ad assorbire dal terreno l'acqua e le sostanze minerali solubili indispensab ili per l'alimentazione. le cellule non possono crescere con ritmo soddisfacente. e allora le foglie spuntano dal colletto. è stata tenuta in una cassetta contenente all'incirca 1300 centimetri cubici di terreno. Nei due tipi di circolazio ne vengono immessi anche ormoni chimici ed altri «messaggeri». dalla quale ricava le sostanze minerali. almeno come fascio centrale.dicotiledoni e monocotiledoni . I primi s egni di conduttura centrale. mentre un flusso in senso inverso porta le sol uzioni di zuccheri e di altri materiali organici dalle foglie alle radici e alle altre parti della pianta bisognose di sostentamento. sebbene non siano essenziali per il ricambio della pianta stessa: se ne tratterà nei capitoli seguenti. le radici ancorano la pianta al terreno. La pianta di segale dell'età di circa quattro mesi. non si tratta pro priamente di mantenere rigida la pianta dovunque ve ne sia necessità.ad esempio di ormoni. ma piuttosto di conservare le cellule in buona salute ed efficienza.

e muoiono in un su olo imbevuto d'acqua. e lo fanno con un movimento a spirale mentre c ontinuano a crescere verso l'esterno e verso il basso. quanto del floema all'esterno: miracoloso strato unicellulare che si scinde costantemente. e questa prassi si c onserva anche in specie di grandi dimensioni quali le palme.tradotto in termini molto semplici .come si manifesta in una sezione trasversale . Tuttavia nelle dicotiledoni legnose. quando la crescita rallenta. Tuttavia devono ben presto cres cere di fianco per cercare umidità. le radici più vecchie sviluppano un nucleo centrale di xilema e un an ello esterno di floema. abbastanza somiglianti a si ngoli cavi elettrici. Il vero dispositi vo di assorbimento della radice si trova di solito proprio dietro la punta. mentre i fasci si scindono a vari e altezze per entrare in contatto con quelli delle foglie. e alla punta del germoglio entrano nel tessuto embrionario che cresce mag giormente o fiorisce. data la gran quantità di fasci vascolari. gimnosperme comprese. Le piante erbacee prolungano i loro canali nei gambi e nei rami in un sistema di fasci vascolari dove si associano xilema e floema. I fasci disposti a cerchio nello stel o formano una specie di guaina aperta. per cui si ha un'anima centrale di xilema che si dilata c ontinuamente. mentre quelle più ridotte e più spesse vengono fabbricate in estate e in inverno. e in realtà incarna l'essenza stessa della crescita degli a lberi anche più giganteschi. mentre il numero degli anelli c'informa sull'età esatta di un albero. mentr e essa s'insinua incessantemente tra le particelle di terreno. che comporta grande spiegamento di forza . Per lo più si trovano sotto terra. Nelle dicotiledoni questi fa sci sono disposti tipicamente in un anello esterno che circonda il midollo centr ale. un processo detto di «ispessimento secondario» si attiene nella sua disposizione a un modello schematico. le pareti di q ueste cellule diventano mucillaginose. sott o forma di una massa di peluzzi che si producono ininterrottamente presso la pun ta della radice e muoiono alle spalle man mano che la radice avanza. e tanto meno sezionarlo pulita mente per esaminarlo al microscopio. E" uno schema che ric orda quello di una struttura geodetica. Un diagramma dei fasci di una dicotiledone ricorda molto da vicino quello della circolazione sanguigna in un essere umano. e seguono l'attrazione esercitata dalla gravita terrestre. La radice s'ingr ossa dietro la punta. Le radici hanno bisogno assoluto d'ossigeno. lubrificando la punta della radice. si osserva che quest'anima è formata di anelli. Ogni anno si forma un nuov o anello. a seconda dei casi. sebbene le radici degli alberi possano affiorare dal suolo man mano che l'albero cresce. e si ramificano e biforcano continuamente. e contribuisce a dilatare una fessura del terreno dove può i ntrodursi la punta per i suoi sondaggi esplorativi.rivela uno schema molto preciso alla dissezione longitudinale: essi crescono obliquame nte. mentre nelle monocotiledoni sono dispersi nei tessuti. Se lo si taglia in sezione trasversale. Le punte delle radici sono tenere e delicate.lo stelo si basa su una rete intricata e allungata in senso verticale. Questi peli radicali sono in grado di afferrare veramente le particelle di terreno. Si proteggono dalle contusioni e d ai danni con un cappuccio protettivo alquanto somigliante a un ditale. di modo che . ed è il motivo per cui lavorare con grossi tronchi vegetali è lavoro faticoso: inf atti è quasi impossibile segare un tronco di palma. finché entrano nelle f oglie. L'apparente dispersione dei fasci di u na pianta monocotiledone . ciascuno dei quali si compone di cellule maggiori e minori quelle più grosse prodotte in primavera quando la crescita è al suo apogeo ed ha lu ogo l'espansione generale. composto di cellule a perdere che vengono sostituite di continuo in punta. il cui sviluppo può dirci se e come è stata buona la stagione di quel dato anno. Da principio le radici crescono verso il basso perché sono geotropiche.ie formano gruppi alternati e disposti a cerchio attorno a un midollo centrale. All'esterno dell'anima centrale di xilema si trova una guaina molto ristretta di cambio. . un tessuto dal quale dipende la crescita immediata tanto dello xilema a ll'interno. ciò signi fica che vi possono sussistere strutture speciali che fanno sì che l'ossigeno veng a assunto nel sistema radicale. Nelle prime. ogn uno dei quali è rivestito di fibre durissime e spesse. di modo che un apice radicale si presenta di norma ricoperto di terra. con rami che proseguono verso gli steli o gambi laterali. qualora esistano piante in terreni di questo tipo.

) Come viene convogliata o forzata l'acqua su per lo stelo o il tronco di una pian ta? Si potrebbe pensare a un effetto dell'azione capillare. Inedia. La risposta finale pare risieda nella tensione idrica combinata con la forza di coesione. nelle pia nte a foglie caduche delle regioni temperate scompare dopo l'esplosione iniziale della crescita primaverile. I dotti xilematici sono di norma legnosi e non contengono materia viva: si tratta in realtà di tubature di tipo spe ciale. e raccogliendo tutta la linfa che subito trasuda e che poi viene fatta fermentare. che però può sostenere una chioma di rami e di foglie e collegarla alle radici. E" assai difficile misurare la tensione sugli alberi in vita. (Un micron è uguale a 1/1000 di millimetri. con pareti rafforzate da anelli. bisogna far partecipare l'attrazione coesiva delle molecole d'acqua. e non supera il metro. Una colonna d'acqua si può mantenere in uno stretto tubo producendo oppo rtuna tensione all'estremità superiore. la lunghezza va da pochi centimetri a molti metri. e finisce con il diventare una specie di area di scarico interno dei sottopro dotti indesiderati. Però si è potuto valutare la tensione presente in rami tagliati con u na tecnica speciale. F orse solo l'uno per cento dell'acqua assunta viene trattenuto da una pianta. Queste condutture si dicono vasi e tracheidi. l'attività di conduzione si riduce progressivame nte ai soli anelli annuali più esterni. Questo pompaggio op erato dalle radici dipende in larga misura dalle buone condizioni di crescita. con cui si potrebbe raggiungere un'altezza di 10 met ri. Man mano che un albero invecchia. ma anche lungo i fianchi. di modo che i liquidi possono filtrare lateralmente attraverso le cellu le adiacenti . I Messicani ricavano da questa pianta monocarpic a un potente liquore detto pulque. la «pianta dei cento anni». Inoltre la quantità d'acqua pompata rappresenta una f razione della quantità che va perduta da una pianta attraverso la traspirazione. La circolazione impegna cellule di vario tipo. bolle d'aria o altr e avarie. Per mantenere tale tensione oltre la press ione atmosferica ordinaria. Si chiamano raggi e si compong ono di cellule non legnose che permettono alle sostanze nutrienti di attraversar e il raggio del tronco. siccità. in modo che una colonna ininterrotta d'acqua o di liquido possa perdurare senza soluzio ne di continuità. spirali. e la quantità prodotta complessivamente nei 4-5 mesi che il fiore a vrebbe impiegato per giungere a maturazione è di circa 50 chilogrammi. Senza dubbio le radici esercitano in alcuni casi un'az ione di pompaggio che in alcune condizioni sperimentali è stata misurata sulle 8 a tmosfere. L'az ione pompante comunque non si verifica in tutte le specie.fatto di grande importanza in caso di blocco. Ma questo fenomeno d ipende dalla tensione superficiale per cui i liquidi salgono in tubetti finissim i. ciò che per nostra fortuna migliora sovente la qualità del legno .Una sezione trasversale di un tronco d'albero metterà in evidenza anche strette li nee raggiate che attraversano gli anelli annuali. altre hanno infossamenti e pertugi non soltanto alle estremità. che può venir esercitata nel nostro caso da un gran numero di foglie in traspirazione attraverso i fasci vascolari sul fluss o xilematico principale di un albero. e molte piante sono fornite a questo scopo di appositi pori all'estremità delle nervature. E" osservazione comune che i tronchi legnosi possono disseccarsi e decomporsi da l centro verso l'esterno. L'entità dell'effetto pompante delle radici si può valutare dall'Agave ame ricana. se ne trovano da relativamen te larghe fino a lunghissime e strette. Alcune pian te come i filodendri delle foreste tropicali trasudano umore dalle punte e dai b ordi delle foglie quando c'è molta acqua alle radici. I dati più alti si ottengono dalle piante dei deserti e degli acqui . s pecialmente in corrispondenza delle radici. Nei primi giorni se ne ottengono circa 375 gra mmi al giorno. lasciando talvolta un limitatissimo rivestimento ester no. ispessimenti reticolati o butte rati. mancanza d'ossigeno e basse temperature sono altrettanti fattori che contribuiscono a limitarla. lo xilema centrale non funziona attivament e. A volte un a lbero ha vasi che vanno senza soluzione di continuità dalle radici alla corona dei rami. Il diametro di questi vasi tubolari varia da 20 fino a 600 micron in c asi eccezionali. asportando il germoglio fiorale non appena co mpare al centro della rosetta. pe rché l'inserimento di qualsiasi strumento provoca il collasso della colonna d'acqu a sotto esame. e le misurazioni effettuate hanno dato risultati fino a ben 80 atmosfere. Alcune sono aperte ad ogni loro estremità. ad esempio.

Crescita e funzionamento delle radici vengono attivati in larga misura dagli zuc cheri erogati dalle foglie. Questa è l'essenza di un processo molto complesso. In ogni caso -sebbene la teoria della tensione e coesione possa presentare qualche pecca . le soluz ioni zuccherine potrebbero muoversi per pressione idrostatica. Di norma un dato settore radicale rifornisce solo la parte dello stelo o ga mbo o tronco situata direttamente sopra di esso. Ma se si toglie una parte delle radici. Se sono aperti. E" pure importante il fatto che i rami superiori degli alberi a bbiano tensione più elevata che non i rami più bassi. contraendosi ritmicamente per spingere la soluzione zucc herina lungo le cellule tubolari collegate tra loro. Quan to sopra può benissimo capitare ad esempio alle conifere dei nebbiosi Stati Uniti occidentali. Ciò si può dimostrare con grande chiarezza esaminando il rapporto tra radici e tron chi. con tutti gli organi che tale p arte può portare.trini salmastri. Il flusso giuridico primaverile è così ricco che lo si può ricavare da certi alberi . mentre la linfa fogliare a s ua volta contiene molti minerali . esso non viene neppure interrotto quando il gelo invernale provoca bolle d'aria nella linfa. Un'altra teoria fondata su osservazioni recentissime ritiene che gli zuccheri siano mossi dalla corrente di contenuto cellulare (citoplasma) tra le cellule. Però non c'è dubbio che la linfa riesca ad attraversare le pareti delle cellule xile matiche. ad ogni est remità delle quali si trova una parete butterata di forellini simile a un setaccio . e le piante hanno capacità adeguat e al riguardo. sebbene no ve decimi della sostanza solida ivi contenuta siano dati dagli zuccheri o glucid i. stimolate dall'el evata pressione osmotica delle foglie. Non ultima particolarità di ques ti tubi cribrosi è il fatto che. mentre il processo di fotosintesi può funzionare solo se le radici mandano su acqua. Inoltre si possono far combaciare lembi di un tronco d'albero mediante tagli pra ticati in parti diverse o anche opposte. ma costituiscono dei passaggi per certi cordoni longitudinali che contengono filamenti di proteine. ma è molto improbabile che possa succedere agli eucalipti di uguale a ltezza nell'arida Australia. senza che per questo venga disturbato i l flusso xilematico.la traspirazione e il convogliamento verticale dell'acqua sono dati di fatto.) Va detto che un fattore negativo impedisce a questa teoria di reggersi così come è c ongegnata. Tra queste cellule predominano quelle dette a tubi cribrosi. Ma ciò non succede nel tronco di una piant a. (Sono compresi tra questi giganti vegetali esemplari di Eucaliptus regnans australiani valutati a 150 e 140 metri. Se si crea artificialmente un sistema che convogli acqua in tensione entro tubi capillari. alleviando l'entità del fabbisogno idrico e la necessità che venga tutto fornito dal sistema di convogliamento ascensionale. Una tensione di 30 atmosfere b asta a sollevare l'acqua a 150 metri d'altezza. Però una recente indagine lascia intendere con forti argomenti che essi non sono aperti. Il movimento delle sostanze alimentari nel floema è. se possibile. lunghe e strette cellule. Va ricordato infine che è stata fatta anche l'ipotesi che gli alberi molto alti po ssano assorbire umidità atmosferica. quando gli alberi mettono le foglie. I minerali del suolo si combinano in vari modi co n i materiali organici. e infat ti la linfa ascendente può contenere percentuali elevate di zuccheri. che può venire strapazzata in molti modi. Si discute da molto te mpo se questi forellini a setaccio siano aperti o meno. i materiali circolanti li possono percorrere nelle due direzioni contemporaneamente. Un'ipotesi der ivante da queste conoscenze indurrebbe a credere che i fasci di filamenti nei tu bi agiscano da muscoli. a quanto pare. e poggiano sulle pareti delle cellule contigue.specialmente fosforo e potassio -. che devono risolvere problemi assai ardui per estrarre acqua da l loro ambiente. specialmente in primavera. che vengono così saturate quando si verifica un blocco o un'interruzione. Queste pareti sono assai spesso disposte in senso obliquo ai lati lunghi della cellula. e un pino Douglas di 129 metri abbattuto nel 1895. o in uno stelo che oscilla al vento. si osserva che le corris pondenti parti sovrastanti non ne soffrono perché vengono indubbiamente rifornite con movimento laterale proveniente dal resto del sistema radicale. perché le cellule floematiche contengono materia viva. ancora più straor dinario. la colonna d'acqua può interrompersi e crollare molto facilm ente se i tubi vengono scossi o incisi. dal momento che gli alberi più alti mai riscontrati variano dai 120 ai 150 metri d'altezza.

L'acero da zucchero viene sfruttato commercialmen te: in ogni albero si praticano con il trapano fino a quattro fori profondi 5 ce ntimetri. ma il peso aumenterà frattanto di otto volte. una pian ta si affida a certe leggi di natura: la forza di un gambo o di un tronco è in rap porto diretto con la sua sezione trasversale. invece il loro xilema pos siede un tipico movimento ascendente alquanto lento. in mod o da potersi combinare a maglia con quelle vicine. questi ultimi so no tanto pieni di silicio. perché i fasci di fibre sono provvisti di un altro rinforzo formato da un rivestimento cementante di cellule vischiose. in modo da formare uno strato relativamente rigido e non pieghevole a beneficio delle foglie e dei tronchi o gambi. tipicament e dotati di un gruppo di fibre ai bordi esterni. Le piante acquatiche sono circondate da sostanze nutrienti. Il principi o tuttavia si applica soltanto alle piantine o a parti piccole di piante superio ri. le ultime due specie hanno fibre legnose. ma si concentrano verso l'esterno di un tubo di tessuto relativame nte stretto che circonda una cavità centrale. Conosco un ecclesiasti co irlandese che ogni primavera compie analoghi prelievi dalle betulle dei suoi paraggi e ricava una bevanda alcolica dalla linfa zuccherina. Così un tronco può raddoppiare di dimensioni diventando q uattro volte più forte. Inoltre le cellule più este rne hanno pareti contenenti tanto silicio.così si chiamano questi tessuti morti . I fasci sono s empre disposti simmetricamente. o «tono». dipende largamente. abitualmente senza cont enuto di materia viva. spesso ammassate in prossimità della buccia superficiale. Una camera d'aria ben gonfiata difficilmente si riesce a pi egare o a comprimere. quali i picciòli delle foglie. Le cellule diventano tutte distese o rigonfie. come i cereali e gli equiseti. formando così un vero tu bo. qualunque esso sia: quanto più è largo. A somiglianza di ogni altra struttura. dove un disco massiccio interrompe il tubo.praticandovi delle incisioni. Molte cellule sono relativamente molto lunghe: nel lino possono essere lunghe 20-40 millimetri. . dai quali geme la linfa per 37 giorni in media. che si possono separare o fondere.risulta evidente dal fat to che giova a formare fibre come nel lino. dal numero e dal modello dei fasci vascolari. o cuticola. ma volume e peso aumentano al cubo delle dimensioni esterne. che sono stati adoperati come abrasivi per levigare l e stoviglie. nella juta e nella canapa. Nelle piante erbacee in generale la rigidità. e lo stesso vale anche per le cellule distese. e ci si aspetterebbe che debba mancare in loro la necessità di circolazione. dalla forza. con impiego molto minore di materiale. è una monocotiledone. e sovente hanno un rivestimento esterno di fibre robuste situate proprio al di sotto della cute . Esiste una varietà infinita nel numero e nell a disposizione di queste travature. perciò i suoi fasci vascolari non sono disposti ad anello in s enso stretto. e si tratta probabilmente d i un reliquato evolutivo. Il ramié produce fibre superbe dal nostro stes so punto di vista. Per le funzioni che svolgono. Con un minimo di robustezza un tubo è rigido come una sbar ra massiccia. cellule legnose ed a pareti spesse di varia forma. Una forma di cellule morte conglo merate origina fasci fibrosi. a ssomigliano alle travature d'acciaio di un edificio in ferro e cemento: invisibi li. Le trabeazioni delle palme e delle piante impare ntate ricordano le strutture geodetiche applicate in ingegneria. La maggioranza delle piante erbacee ha un midollo tener issimo nella parte centrale. Il modo più semplice che ha una pianta per acquistare rigidità è quello di riempirsi d 'acqua. La forza di quest'altro tipo di sclerenchima . Ad intervalli il tronco forma nodi o giunture. fortissime. che a volte si può accendere un fiammif ero sfregandolo su un tronco di bambù. o può addirittura essere cava. tanto più è rigido. mentre nel ramié o erba di Cina p ossono raggiungere i 30 centimetri. Da questo punto di vista assomigliano ad al tre piante a struttura tubolare. e spesso si trovano associate a flange o costolature di tessuti meccanici. Tra le strutture tubolari più efficienti va citata quella del bambù. le singole cellule hanno estremità appuntite. come un pallone o una cam era d'aria gonfiati. Come le palme. come si è già accennato. Un altro metodo di rinforzo consiste nella produzione di cellule petrose o scler oidi. Trabeazioni disposte ad anello presso l'esterno di un tronco gli conferiscono una struttura tubolare. relativamente esili. ma è di lavorazione assai difficile.

che fornisce forza ed elasticità. e analogamente vengono emesse l'anidride carb onica e spesso anche l'eccedenza di vapore acqueo. q uali ossalato di calcio. tutto il tronco riunisce virtualmente le proprietà di trasporto e rigidità. tannino nelle querce. impensabili per una pianta che debba fare affidamento sui soli fasci vascolari. E" abbastanza facile spezzare lo ste lo morbido di una piccola pianta annuale. ma spesso è rafforzata da uno strato di grosse cellule a pareti m olto ispessite di cellulosio detto collenchima. Le scaglie irregolari di un pino po ssono essere spesse due centimetri o più. La corteccia si rigenera abit . altrimenti impermeabile. La corteccia può variare moltissimo di spessore. Talvolta le cellule corticali sono mucillaginose. Ad esempio nel mio giar dino ho l'abitudine costante di tenere da parte i gambi di certi astri e del fio rdaliso Rudbeckia newmannii quando li falcio in autunno. una sostanza simile al sughero che contiene anche cellulosa e pectina. come nell'olmo del la specie Ulmus fulva. In questo modo l'accrescimento ininterro tto del tronco non causa spaccature nello strato più interno. come si può osservare chiaramente sui pini e i platani. resistente alla frattura. Può apparire piuttosto curioso il fatto che le cellule interne di un tronco con attività circolatoria abbiano bisogno di ossi geno supplementare. Le cellule sugherose possono contenere aria od altre sostanze. siano essi grossi laceratori o animaletti perforanti quali gli scarafaggi. Quasi tutte le p iante hanno notevole robustezza in rapporto alla rigidità e alla leggerezza. Gli ingegneri e i tecnici delle Regie Fabbriche Aeronautiche di Farnborough citavano spesso la battuta per cui «qualunque imbecille come me riesce a fare materie plas tiche. mentre nella sequoia gigante la scorza è c osì fonda (30 centimetri o più) e piena d'aria che si può percuotere senza danno con i l pugno. Talvolta il collenchima forma creste all'esterno di uno stelo. Le materie plastiche e i metalli si possono stampare a piacere e modellare più facilmente de l legno. Gli steli a sezione quadrangolare del lamio costituiscono buoni esempi di q uesta tecnica di rinforzo. ma solo Dio è capace di fabbricare un albero». il motiv o per cui questi materiali biologici sono superiori a moltissime materie fabbric ate dall'uomo sta nella loro natura tenace. come si verifica anche per sostanze di origine animale quali osso e chitina.Combinazioni di questo genere tra scleroidi esterni e fibre interne ottengono ri sultati stupefacenti di elasticità o ripresa. che si formano di solito dove esistevano i pori respiratori dei giovan i tronchicini o steli verdi originari. Queste cellule vive contengono spessissimo cloroplasti destinati ad operare la f otosintesi. perché secchi sono abbast anza rigidi da potersi usare per sostegno di piantine la stagione successiva.5 metri siano abbastanza resistenti. Molte piante perenni sono soffici. esatt amente come si fa su una lamiera o fascia di metallo per darle maggiore consiste nza. L'isolamento può venir aumentato dai peli. Questo strato protettivo si trova immediatamente all'esterno del r ivestimento floematico. ma è chiaro che almeno in certi casi possono agire in senso deterrente contro gli attacchi degli animali. Le cortecce contengono lenticole o pori aerei che consentono alle sostanze gasso se di diffondersi per tutta la corteccia. la cuticola si compone di percentuali variabili di cera e cutina. ma no n sempre. si tratta di gruppi di cellule sugherose sparse entro un'apertura piuttosto irregolare e fras tagliata. L'epidermide del tronco di cespugli ed alberi diventa legnosa e si forma infine la corteccia. m a alcune tra esse hanno steli relativamente molto forti. E" possibile che queste sostanze siano scarti eliminati a conclusione di un ciclo di ricambio. Altre cortecce sono fibros e o membranose. e si compone di solito di cellule morte sugherose che si aggiungono costantemente dall'interno. ma le caratteristiche tecniche del legno hanno tutt'altra portata. Questa epidermide contribuisce di rado a fornire rig idità alla pianta. ma così succede. Di solito. sebbene la parte est erna si scinda o si rompa in piastre o scaglie che alla fine possono staccarsi. In certi alberi come il faggio o il ciliegio misura solo un millimetro o due. sebbene i gambi dei girasoli alti fino a 3-3. Gli steli delle piante erbacee sono coperti da un'epidermide o cuticola che ha l a funzione principale d'isolare ed impedire la perdita d'acqua. o il chinino per cui è apprezzata l a Cinchona. Una volta che una pianta comincia a formare una parte centrale legnosa. e da difesa contro i fu nghi.

le foglie vengono portate spesso sullo stelo. se c'è produzione eccessiva di frutti. o a sbalzo. i rami possono giungere a spezzarsi per la rigidità dell'ango lazione. dove alcune hanno rami dispo sti a spirale. Presso molte palme l a decomposizione delle basi fogliari produce come risultato un temibile disposit ivo di fibre pungenti che sporgono in tutte le direzioni. ma esse sono. dividendosi e suddividendosi in altri rami e ramoscelli.ualmente quando viene distrutta. ma succede molto di rado che uno stelo porti un solo fiore. Il problema richiede ancora i ndagini più estese. ma in alcuni casi sviluppa no un cambio e uno strato sugheroso. pur creando un equilibrio di massima. Le monocotiledoni hanno di solito uno stelo semplice. la sostanza di cui è fatto il legno.aggettanti. In queste piante erbacee. basta guardare solamente le palme per ren dersi conto della barriera che riescono a mettere in opera. e lo sviluppo di ogni ramo dipende in larga misura da quello dei vicini e da fattori esterni come la luce. e a questo scopo sono molto spesso ramif icati.creato dalla frequenza. fru tti e foglie. e lo stelo fiorale viene prodotto indipendentemente. E" tipico in vece degli alberi che il tronco si ramifichi a una certa altezza. Qualunque sia la loro disposizione. Questi rami possono ridursi al minimo necessario perché una pianta annuale possa spiegare un certo numero di fiori. visibile molto chiaramente su alberi primitivi quali le conifere. anche se il processo può essere lento. Facile presumere che queste differenze nella struttura del legno possano consent ire ai rami di sostenere sollecitazioni sempre crescenti sulle loro forme aggett anti. Analogamente i cespugli tendono ad avere foglie sugli steli ed a portare fiori a ll'estremità degli steli. più compatto e a contenuto molto maggiore di lignina.che giardinieri e botan ici chiamano con il termine comprensivo di «modello» . nonché da pre sentare fiori e frutti nel posto migliore per quanto riguarda rispettivamente le probabilità d'impollinazione e la distribuzione. fino a terminare in ramoscelli che portano foglie e fiori . effetto e non causa. I rami si sviluppano sul tronco secondo uno schema preciso. Tuttavia i rami diventano sempre più spessi e pesanti man mano che l'albe ro cresce. Se esaminiamo un ramo di pianta cedua. Nelle conifere è modificato invece il legno della parte inferiore dei r ami. Il fine ultimo di questa comples sa ingegneria vegetale è di effettuare uno spiegamento soddisfacente di fiori. per cui la disposizione risulta assai più empirica o informale. caso mai. come accade sovente con le specie coltivate. e sembrerebbe giusto aspettarsi che debbano finire con lo spezzarsi. In molti gruppi vegetali la base delle fogl ie vecchie crea uno strato protettore. o raggruppati in modo vario lungo lo stelo. come accad e ad esempio nel rabarbaro e nel lapazio. però nella maggioranza di queste la regolarità della spirale diminuis ce. angol atura e dimensioni dei rami. trovi amo che il legno della parte superiore è diverso dal resto. quasi invariabilment e a spirale. mentre quella inferior e è in compressione per via del peso. Steli e tronchi portano foglie e fiori. secondo il linguaggio degli ingegneri -: infatti la parte superiore di u n ramo è sotto tensione per una sollecitazione di trazione. E sempi analoghi si ritrovano tra le piante fiorenti. essa è tuttavia p rogettata in modo da esporre ogni singola foglia (fabbrica di energia vitale del la pianta) in posizione adatta a ricevere la massima quantità di luce. annuali comprese. perché ha vasi più stretti e fibre in cui le pareti delle cellule interne sono ispessite. e i rami si bi forchino ripetutamele. In alberi di questo tipo la d isposizione può apparire sempre più irregolare man mano che i rami si assottigliano verso la punta. ma un grande gruppo di piante produce foglie su steli singoli che spuntano da un ceppo radicale. in numero grandemente proporzionale alla salute e al vig ore del colletto. . Le erbacee perenni riescono spesso a produrre molti steli d a un colletto radicale. I rami sporgono secondo un angolo che resta materialmente immutato con l'invecch iare della pianta. Gli alberi variano moltissimo per stile architettonico . Gli steli producono in modo molto caratteristico un cono roves ciato d'accrescimento: ogni capo fiorale riceve la sua parte di spazio ed ogni f iore può spiegarsi con profitto massimo per attirare gli impollinatori. in quanto sono c omposte di cellulosio invece che della normale lignina. a somiglianza di quanto si verifica nelle strutture sporgenti .

E" interessante leggere la presa di posizione alquanto antropomorfa dell'artista Ruskin di fronte alla crescita e alla strutturazione di quello che egli chiama «l 'albero socializzato». La citazione è tratta da "Elementi del disegno", Lettera terz a. "Libertà per ogni ramo di cercarsi sostentamento e felicità secondo il bisogno, con irregolarità d'azione nel gioco come nel lavoro e facoltà di sporgersi per procurars i dalla luce e dalla pioggia l'alimento necessario, trovando un posto per respir are a sufficienza tra gli altri rami, o di annodarsi, o raccogliersi verso l'alt o per trovare forza per il fardello che i fiori fruttiferi vorranno depositarvi, e per qualsiasi impeto e sforzo per il lussureggiante fogliame squassato dalla bufera; giocando qua e là a seconda di come la provvida luce solare tenti i suoi g iovani polloni ancora incerti dell'esistenza futura. Esigenze imperiose, per ogni ramo, di fermarsi entro certi limiti, che esprimano cortese cameratismo e fratellanza con i rami del vicinato, e di collaborare sec ondo le proprie forze, la propria grandezza e il proprio stato di salute, in mod o da produrre la perfezione d'insieme delle grandi curve, e la solennità della cir conferenza di tutto l'albero". capitolo 7. LA CENTRALE ENERGETICA. Senza clorofilla una pianta non sarebbe una pianta, e, in termini generali, senz a foglie non vi sarebbe nessun posto per portarvi la clorofilla. Esistono altre sedi dove operare la fotosintesi, principalmente steli e tronchi in circostanze speciali, ma la foglia rappresenta una creazione molto specializzata nel suo spe cifico settore d'attività, per cui ognuna costituisce una minuscola centrale energ etica che fornisce energia al resto della pianta. Le foglie possono variare enormemente per dimensioni e forma, da quasi filiformi a sferiche, e tra questi due estremi c'è tutto un assortimento di forme fogliari lobate, intaccate, dentellate, tante da riempire un catalogo senza fine, senza c ontare il fatto che in alcuni casi è praticamente impossibile darne una descrizion e. La maggior parte delle foglie è simmetrica lungo la linea centrale, altre sono invece irregolari, e alcune - come quasi tutte quelle del grande gruppo delle be gonie - sono mozze o piegate su un fianco, talvolta disposte a spirale. Anche la rigidità, o tono fogliare, varia moltissimo; le foglie sono per lo più relativament e soffici e pieghevoli, ma alcune - ad esempio quelle delle yucche, delle agavi, delle bromeliacee in generale - sono durissime, e quando terminano a punta rigi da potrebbero quasi costituire un'arma mortale. Infine le foglie variano anche d i spessore: sono tipicamente piuttosto sottili, ma, specialmente nelle specie su cculente o grasse, si presentano talvolta spesse e carnose, e perfino di diametr o circolare. Le foglie sono unite a volte al virgulto o al ramo principale da un picciòlo inter medio, di solito per un'estremità, ma talvolta più o meno per il centro. Il punto di giunzione è relativamente stretto, e la foglia si espande da lì. In corrispondenza di questo punto di giunzione si concentrano i fasci vascolari, che continuano ne lla foglia sotto forma di nervature. Si osserva di frequente una grossa nervatur a centrale, oppure, nelle foglie a lobatura regolare, una serie di nervature che si dirigono verso la punta di ciascun lobo. Dalla nervatura media possono stacc arsi nervature minori in rilievo, e comunque tutto il resto della foglia è travers ato in tutti i sensi da nervature minori, o venule. Il termine venula è appropriat o, perché queste nervature minori hanno aspetto molto simile alle vene degli anima li che contengono sangue, e possono residuare in forma di scheletro livido e sco lorito, quando i tessuti fogliari si sono decomposti. Queste vene vegetali sono il sistema d'irrigazione della foglia; nelle dicotiledoni formano una rete irreg olare, mentre decorrono parallele nelle monocotiledoni. In ogni nervatura xilema e floema stanno associati e si integrano reciprocamente , di modo che gli zuccheri possono passare dalle cellule fogliari al resto della pianta, mentre in queste cellule passano a loro volta l'acqua indispensabile pe r la fotosintesi e la traspirazione, nonché i minerali che collaborano alla costru

zione delle cellule. La foglia tipica è piatta. Questa caratteristica le conferisce superficie massima e volume minimo, di modo che è progettata nel modo più indicato a ricevere quantità ma ssime di luce ed anidride carbonica senza sciupio di cellule al centro. Le piant e grasse richiedono meno fotosintesi ed ancor meno traspirazione, mentre invece è molto importante per loro disporre di riserve d'acqua, e perciò hanno foglie carno se. La foglia ha su ambedue i lati un'epidermide o cuticola trasparente ed imper meabile, uno strato epidermico di cellule incolori talvolta morte - di solito co ntenenti acqua - sotto la cute, e sulla superficie superiore un denso strato di cellule contenenti numerosi cloroplasti, i corpuscoli che contengono la clorofil la. Il centro e le parti inferiori della foglia contengono un tessuto spugnoso l a cui caratteristica principale è data dagli spazi aerei ampi ed irregolari situat i tra le cellule. Sul lato inferiore della foglia ci sono i pori respiratori o stomi - parola d'or igine greca che significa «bocche». Osservati verticalmente, gli stomi hanno una cel lula a forma di labbro, nota con il nome di cellula guardiana o custode, situata sul fianco di uno spazio vuoto. Sono progettate in modo che la fessura si apra quando sono gonfie d'acqua assorbita dalle vicine cellule epidermiche, e si chiu da invece quando viene ceduta acqua alle cellule circostanti. Solo con un meccan ismo del genere gli orifizi situati nella cute rigida potrebbero aprirsi e chiud ersi senza deformarla. Attraverso gli stomi entrano ed escono gas e vapore acque o a seconda delle condizioni esterne e delle attività interne della foglia. Abbiamo già notato che la cute è impermeabile, tanto che in molti casi può essere addi rittura spessa e cerosa allo scopo di assicurare impermeabilità. Un bell'esempio n e è dato dalle foglie rotonde di quella pianta bellissima tra tutte che è il loto in diano, dove le foglie sono tenute sopra il livello dell'acqua da un sottile gamb o centrale. Gocce lucenti d'acqua si spargono tutt'attorno come argento vivo se la foglia viene mossa; la superficie, coperta di microscopiche escrescenze ceros e, è assolutamente impermeabile. Lo strato ceroso esterno controlla la permeabilità della cute al vapore acqueo; ad esempio, la rimozione di questo strato dalla fog lia di una mela di coltura aumentò la permeabilità da 15 a 107 milligrammi per centi metro quadrato. Senza lo strato ceroso una foglia si accartoccerebbe rapidamente man mano che l'umidità interna si diffonde nell'aria. Le foglie possono avere anche un impianto isolante sotto forma di peli per tener e fresca la foglia, o per rifrangere dalla sua superficie la luce solare nei cli mi molto caldi, o i raggi ultravioletti a grande altezza sul livello del mare. C on le cellule epidermiche -che sono anche trasparenti - la cute forma uno strato abbastanza rigido da proteggere i teneri tessuti interni. Sui bordi della fogli a, altra resistenza viene fornita da parecchi strati di cellule epidermiche, cui tocca il compito di tenere ben salda la «sacca» trasparente e di resistere agli age nti che potrebbero danneggiare quest'area così vulnerabile. Se i pori degli stomi fossero sempre aperti, dato il loro numero, basterebbero a far evaporare dalla foglia praticamente tanta acqua quanta se ne andrebbe senza il rivestimento cutaneo fogliare. Invece la capacità di aprire e chiudere gli sto mi riesce a rendere la superficie quasi del tutto impermeabile al movimento del vapore acqueo. L'efficienza degli stomi varia, ma in generale essi regolano l'ev aporazione dalla foglia quando all'esterno c'è secco o tira vento, e il vapore acq ueo non si può raccogliere attorno alle aperture citate. Le piante che crescono in condizioni tipiche di umidità, o hanno foglie che si bag nano facilmente, possono disporre di stomi sopraelevati su peduncoli composti di cellule epidermiche, come nel cetriolo; non c'è giardiniere che non sappia come q uesta pianta preferisca un'atmosfera molto umida sotto vetro, cioè condizioni in c ui occorre che le foglie favoriscano la perdita d'acqua per godere di adeguato r icambio di gas. Viceversa le piante che vivono in condizioni di aridità hanno pori spessissimo affondati nella superficie fogliare, in modo da ridurre il più possib ile l'evaporazione di base, mentre una piccola sacca di vapore acqueo tende semp re ad indugiare nella cavità infossata al di sopra del poro. Tali pori infossati p ossono avere inoltre una massa di peli sovrastanti, allo scopo di ridurre ulteri ormente il movimento del vapore. Conviene sempre ricordare che questi pori non sono lì soltanto per controllare le

perdite per evaporazione, ma regolano anche l'immissione dell'anidride carbonica necessaria. Se sono chiusi in condizioni di aridità, la fotosintesi rallenta e si arresta. Così durante una siccità le piante periscono non solo per mancanza d'acqua , ma anche per inedia. Le piante tetracarboniche citate al capitolo 5 sono tanto efficienti perché, vivendo in condizioni ambientali aride dove gli stomi sono spe sso quasi chiusi, hanno elaborato un processo specializzato che consente alla pi anta di funzionare adeguatamente a livelli bassissimi di anidride carbonica, e m agnificamente in condizioni di maggiore umidità quando i pori sono aperti. Gli stomi, infine, abitualmente si richiudono di notte, quando è come se la pianta rifacesse il pieno d'acqua, e non occorre metabolismo gassoso perché non avviene fotosintesi. La pianta ha grande bisogno di ricaricarsi d'acqua, perché complessiv amente ne elimina quantità davvero eccessive. E" stata avanzata l'ipotesi che l'ef fetto refrigerante dell'evaporazione serva a proteggere le foglie dalle bruciatu re nelle giornate calde, ma anche se tale supposizione fosse vera, si tratterebb e pur sempre di un'attività secondaria. A questo proposito C. L. Duddington osserv a che la traspirazione è un poco come usare il Niagara per riempire la vasca da ba gno. Ma l'obiettivo principale è costituito dal compito di assorbire anidride carb onica per fabbricare nutrimento, e si tratta di un'ardua fatica, dato che l'aria contiene solo lo 0,03% di questo gas, per cui deve circolare molta aria all'int erno del tessuto fogliare. I pori devono stare aperti al massimo per assorbire a deguatamente l'anidride carbonica; così sfugge molto vapore acqueo, e bisogna farn e arrivare dell'altro attraverso il tronco o il gambo, o aspirarne per le radici . Questo sistema relativamente inefficiente è un male necessario che funziona in c ondizioni normali, e si è sviluppato perché il processo di fotosintesi deve avere ef ficienza massima - si tratta di uno dei problemi di capitale importanza che le p iante hanno dovuto risolvere da quando sono uscite dal mare. Le specie altamente adattate, quali sono le piante succulente, o grasse, hanno superato in parte qu esto problema, ed hanno ormai ridotto enormemente il loro tasso di traspirazione . Gli stomi, tra l'altro, si trovano anche sui gambi e sugli steli verdi, specia lmente su piante di tipo succulento ed evoluto, che hanno perduto le foglie e in dati casi anche sulle radici. Semplici pori respiratori si trovano sulle piante terrestri inferiori come le epatiche; queste piante vivono in ambiente umido, p er cui non occorrono labbra per chiudere gli stomi. Nelle epatiche il poro si tr ova sopra una camera d'aria, sul cui fondo sono insediate speciali cellule addet te alla fotosintesi, che beneficiano dei gas che entrano. Ho già accennato al fatto che i rametti e i rami che costituiscono le terminazioni di rami più grossi di un albero, portano foglie disposte in modo che ciascuna ric eva il massimo di luce ed aria. A volte si tratta principalmente di tenere tutte le foglie ad angolo retto rispetto alla fonte luminosa; in altri casi si produc e un «mosaico fogliare». Questo fatto può non apparire molto chiaramente con alberi co me il faggio, dove c'è una gran massa di fogliame sui rami sottili e scarmigliati, ma in certi alberi è veramente impressionante. Se si osservano dalla punta i ramo scelli frondosi di un comune acero, ad esempio della specie spontanea "oppio", o di quella coltivata detta "pseudoplatano", si rileva un notevole intreccio di f orme dal quale le foglie giovani ed anziane possono ricavare la massima luminosi tà. Le palme ed altri alberi, come le felci erboree e le cycadine, che hanno una c hioma di foglie o fronde stese - specialmente se sono pennatosette, come le penn e degli uccelli - irradiano dal centro in modo da assicurare luce anche ad ogni singola fogliolina. Effetto analogo viene ottenuto dalle foglie pennatosette del l'ailanto, l"«albero del cielo». Molte piante tropicali hanno foglie a gambo molto l ungo che s'irradiano da una corona, dove ogni foglia è configurata in lobi irraggi anti profondamente incisi. Una di esse, la Musanga cecropioides, è conosciuta con il nome di "albero parasole", perché assorbe con le fronde tanta luce solare da ve nir usata per fare ombra nelle piantagioni di cacao. Naturalmente non sono soltanto gli alberi a produrre mosaici di foglie. L'edera è un buon esempio di lavoro ad incastro, un gioco di pazienza vegetale; le foglie di begonia pendono su un fianco per comporre un disegno meno compatto. Certe pia nte hanno foglie di due dimensioni, in modo da poter usare ogni spazio disponibi le, come nella belladonna. L'olmo combina piccole disuguaglianze di forma con la diversità di grandezza. Gli esempi più vistosi di mosaici fogliari si ritrovano di

solito nelle piante dei posti ombrosi, dove ogni parte di ogni singola foglia de ve ricevere tutta la luce disponibile. Le piante sono in grado di mettersi in buona posizione per ricevere la luce, spe cialmente se hanno lunghi picciòli, perché alla base del picciòlo c'è spesso un'area gon fia detta cuscinetto, o "pulvino", che gira tutta la foglia a seconda del bisogn o - un piccolo nodo di cellule funzionanti come un servomotore. L'allungamento d el picciòlo fa sì che le foglie più vecchie vengano allontanate sempre più da quelle nuo ve; perciò lo schema fogliare che ne risulta si compone di foglie con picciòli di di versa lunghezza. Queste disposizioni si rivelano in modo molto impressionante ne lle piante acquatiche a foglie galleggianti, le quali devono spiegare naturalmen te le foglie su un solo piano. Le piante acquatiche che vivono in acque correnti hanno foglie filiformi o molto frastagliate che riducono il pericolo di venir l acerate o strappate. La rosetta è un esempio classico di dispositivo progettato pe r assicurare la massima ricezione di luce, e si osserva nella sua attuazione mig liore nelle piante praticamente sprovviste di gambo - dette sessili, o acauli come i semprevivi e le sassifraghe, sebbene questo accorgimento sia adottato anc he da molte altre piante. Le foglie s'irraggiano da uno stelo centrale: le più vec chie sono le più lunghe, le più recenti sono le più corte. Così ogni foglia riceve all'i ncirca la stessa razione di luce. Alcuni alberi sembrano disobbedire a queste regole, segnatamente le conifere, ch e tendono a ricoprire i loro rametti di aghi o ad avere foglie ridotte a dimensi oni di scaglie, le quali ricoprono la vera superficie dei virgulti come una vecc hia spoglia di serpente. Queste piante vivono prevalentemente in difficili condi zioni climatiche, per cui può darsi che il loro obiettivo sia quello di attuare il massimo numero possibile di posizioni adatte alla fotosintesi, in modo da poter trarre profitto dalle condizioni di luce e di aria, qualunque esse siano. Alcune conifere sono di forma spiccatamente simmetrica e portano i rami disposti ad eleganti palchi piatti, come l'araucaria delle Isole Norfolk, l'araucana ed altre araucariacee affini. Questa disposizione non si limita alle conifere: la S terculia apetala, o albero di Panama, assomiglia a un candelabro alto una trenti na di metri. Le foglie del palco più basso possono misurare circa centimetri 110 p er 55, e man mano che i palchi salgono in altezza, le foglie si fanno sempre più p iccole. Le foglie profondamente lobate della papaia irradiano dalla corona come i raggi di una ruota. Una specie di corniolo, il Cornus controversa, è chiamata da gli anglosassoni l'albero a torta nuziale per la sua disposizione a palchi, ment re il Cornus alternifolia è detto alberopagoda. Sebbene la maggior parte delle pal me adotti la corona espansa, va citata tra le forme più notevoli quella dell"«albero dei viandanti», le cui foglie di otto metri, somiglianti a quelle del banano, spo rgono dalle radici come un gigantesco ventaglio. Nelle regioni molto calde può non costituire un vantaggio per le foglie il fatto d i ricevere la luce solare in tutta la sua intensità. Esiste un gruppo di piante, p er lo più imparentate con la lattuga, che girano le proprie foglie e sono erette i n modo da tenere il bordo rivolto di costa verso il sole meridiano. Si chiamano piantebussola, e la loro accuratezza direzionale veniva utilizzata dai primi cac ciatori delle praterie americane. Alcune piante dispongono le foglie a perpendic olo quando sono esposte al sole, e in senso orizzontale quando stanno all'ombra, come il tiglio argentato che ha la faccia inferiore delle foglie bianca, e pres enta un sorprendente contrasto bicromatico in una giornata di sole. Quando il so le scotta, come in Australia, gli eucalipti tengono le foglie perpendicolari di giorno. Molte monocotiledoni - ad esempio i gladioli - hanno foglie lunghe e str ette ripiegate verso il centro, in modo che la superficie superiore venga ripara ta dal sole per la maggior parte del tempo. Le foglie ad estremità inferiore adere nte lungo il tronco a guisa di ala costituiscono un analogo dispositivo inteso a schivare la vampa del sole. Le foglie possono disporsi in modo da ricevere non solo la luce, ma anche la pio ggia. Lo schema di disposizione delle foglie su un albero è spesso progettato in m odo da portare sempre l'acqua verso l'esterno, sì che alla fine la pioggia sgronda quasi tutta per terra sul bordo esterno della cupola formata dal fogliame, ed è p roprio lì che si trova la massima parte delle radici assorbenti dell'albero. Quest a direzione dell'acqua si accompagna di solito alla presenza di scanalature nell

Alcune piante rampicanti hanno fogliame molto più sviluppato quando entrano in fas e riproduttiva. Nelle piante erbacee un disp ositivo secondario di foglie può svolgere identica funzione quando le radici si al largano all'esterno. Una foglia che non fa che morire e disseccarsi resta sull'albero come un reliqua to scomodo. come nell'ippocastano. con terminazioni esterne rivolte verso il basso. che viene infi ne indirizzato a terra tutto attorno al perimetro delle foglie più basse. Questa caratteristica ricorda il caso dell""axoloti". o tasso barbasso. A questo riguardo eucalipti e cipressi formano il g ruppo vegetale più notevole. come varie specie di verbasco. Il tempo di rimonta delle foglie delle palme. sulle sempreverdi e le latifoglie delle foreste tropicali che non hanno un ci clo annuo. Contemporaneamente le cellule dello strato di taglio che stanno sul lato rivolto verso lo stelo forma no una barriera impermeabile. Le foglie delle piante cedue e dei cespugli cadono ogni anno m autunn o. Ho già fatto notare che le prime foglie delle piantine. Alcune piccole cellule diventano gelatinose all'esterno costituendo in tal m odo uno stato fisico in cui qualsiasi soffio di vento. le scanalature formate da fogl ie e picciòli possono incanalare l'acqua verso l'interno in modo da farla scorrere lungo lo stelo o tronco principale. la salamandra acquati ca provvista di branchie che può rimanere tate indefinitamente. e strette foglie falcate nella forma matura. e un altro esterno.le foglie normali di 6-8 centimetri a lembo fogliare indiviso vengono sostituite da foglie di 60 centimetri lobate o profondamente intagliate. o fico strisciante. Man mano che la foglia invecchia si forma uno strato di cellule spec iali alla base della foglia o del suo picciòlo: lo strato di separazione o di tagl io. nonché alt re piante del tipo della lattuga selvatica. di modo che la lesione risulta sigillata perfettam ente. oppure la pianta ha un fittone verticale. In tutti questi casi la forma giu nta allo stadio di fioritura può propagarsi e crescere senza poter più tornare indie tro. Dopo una fase complet amente giovanile. bromeliacee. alcune foglie cadono senza interruzione e vengono sostituite di conti nuo. possono esse re affatto diverse da quelle adulte: ciò avviene quasi sempre con le dicotiledoni. o catalizza . Gli eucalipti possiedono sovente foglie rotondeggiant i da giovani. i cotiledoni. Quelle delle piante annuali periscono assieme alla pianta. L'edera costituisce il caso più comune tra le specie dei climi tem perati: quando è in fiore produce foglie arrotondate cespugliose invece del consue to ammasso rampicante di foglie a forma di freccia disposte sui tralci forniti d i radici aeree. quando invece le radici si dirigono principalmente verso il basso. ma quando sta per fiorire produce oglie rigide e diritte di 10 cen timetri. Esse si possono tenere indefinitamente allo stat o giovanile potandole regolarmente per favorire la crescita di foglioline giovan i. in modo che c'è uno scorrimento interno verso lo stelo. (Lo stesso processo si ripete esattamente quando i frutti cadono dall'albe ro. il cambiamento e a ncora più vistoso . ha foglie lunghe un paio d i centimetri. Il Ficus puntila. hanno una serie di foglie di grandezza decrescente man mano c he risalgono lo stelo. Nelle gimnospe rme come le conifere si possono trovare parecchi cotiledoni stretti. A volte nelle scanalature si trovano peli che c ontribuiscono a dirigere lo scorrimento dell'acqua. agavi e simili.e foglie. Nelle monocotiledoni come le palme i cotiledoni somigliano di solito ad una foglia adulta. e estremamente lento. Alla fine le foglie muoiono. dove le foglioline del seme sono spesso carnose e costituiscono una riserva ali mentare mentre si sviluppano le radici della piantina. le cui foglie terminano in bordi che abbracciano lo stelo. spesso durissime e rigide.) Tutte queste separazioni sono causate dall'azione dei «messaggeri». In tutte queste piante rampicanti le foglie indicanti la maturità riproduttiva ven gono prodotte quando lo stelo rampicante raggiunge una posizione con più luce ed a ria oppure non riesce ad arrampicarsi più oltre. queste piante possono mantenere ciuffi di foglie giovanili ent ro una corona di foglie mature. è motivo sufficiente a staccare la foglia dal ramo. Alcune piante hanno uno stadio giovanile in cui si producono foglie di forma ass ai diversa da quelle adulte. Altre piante perenni alte. Nello Scindapsus aureus una pianta affine al gigaro. Lo dimostrano giacinti e tulipani. e a volte solo la forza d i gravità. mentre le foglie delle perenni appassiscono assieme alla parte aerea del la pianta. finché non sopravven gano circostanze tali da tramutarla in una salamandra terrestre.

che mi trovo imbarazzato a trovare un termine di paragone. sebbene in casi come quello della ninfea gigante si possa ritenere che dipendano dai vantaggi offerti da un habitat ideale. che bruciano e vanno sostituiti. Fu un momento su premo. ma le foglie invecchiano in ogni caso. quando si tr ovò per la prima volta al cospetto di ettari ricoperti di foglie immense di ninfea gigante. Molte piante tropicali producono esili radici funzionant i da speroni o contrafforti di sostegno. endemica delle Alpi Mari ttime. prescindendo completamente dai diversi p unti di vista con cui noi classifichiamo le piante in famiglie. una meraviglia vegetale!».la saxifrag a florulenta che è una pianta fantomatica e quasi mitica. Le conifere a foglia caduca come i larici e le sequoie arcaiche arrivano al punto di lasciar cadere interi rametti. e l 'evento accennato consisteva nel suo primo incontro con «il re antico» . generi e specie. ross o. così memorabili specialment e nelle regioni orientali degli Stati Uniti. Queste variazioni sono quasi sempre adattamenti assai specializzati a situazion i varie. porpora ed anche rosato in ogni gradazione. il meccanismo chimico in causa è descritto al capitolo 10. Presto o tardi.. in un modo o nell'altro. che si espress e in questi termini: "L'immagine offerta dalla "Victorià nelle sue acque natie è così nuova e straordinaria . Non appena entra in scena questo processo. La similitudine non è poetica. di solito enfatico.. Capitolo 8. si ritrovano molte variazioni eccentriche e bizzarre sul tema del la struttura fondamentale della pianta. descritti al capitolo 11.» Così si esprime in un suo brano parti colarmente vivace Reginald Farrer. fiamma. «Quando la mia ragione cessò di vacillare dalle fondamenta. Anche Schomburgk. indescrivibile.. Botanici o no. che associano la funzione nutritizia a quella di fornir e ancoraggio e stabilità. Le giovani foglie cedue hanno un colore verde brillante che dipende dalla penetrazione diretta de lla luce nelle cellule. feci risuonare la volta del cielo di un urlo di trionfo. dove si riflette all'interno e fa lavorare a pieno regim e ogni cloroplasto. da mozzare il respiro. Il fatto però è assolutamente atipico dei cacciatori di piante in generale. un certo dottor Santos. cacciatore di piante di epoca edoardiana. Ammise tuttavia che «osservate più da vicino. gli impianti energetici di ogni pianta si logor ano nei singoli elementi. che talvolta cominciano abbastanza in a lto sul tronco e scendono obliquamente a terra. Comunque era più incl ine ai voli lirici di un botanico locale. che danno all'autunno la sua partic olare bellezza agrodolce prima che restino i rami nudi esposti ai lunghi mesi in vernali. c omincia a diminuire il contenuto proteico delle foglie. le foglie destavano la più grande ammira zione per la loro immensa e perfetta simmetria».tori chimici. le quali perciò devono resta re inattive in inverno. così si attenua la colorazione verde. Tuttavia le pareti delle cellule s'ispessiscono con il passa re dei mesi. e confe riscono ad alcune specie a foglie caduche quelle tinte spettacolose di oro. L'eliminazione delle foglie di anno in anno è d'importanza vitale per le piante a foglia caduca che vanno incontro al riposo invernale.. riuscì solo a scrivere: «Toh. tali da far trattenere il respiro anche oggigiorno qua ndo si vedono in un giardino. fu quella di mol ti vassoi da tè verdi galleggianti. la più meravigliosa pianta di tutta la catena alpina. e vi si accumula il materiale di scarto eliminato dal protoplasma. Cominciamo dalle radici. e in religioso silenzio contemplai per la pri ma volta.. tra i quali spuntava qua e là un mazzo di fiori" . Essi inf atti sono per la maggior parte estremamente laconici quando si tratta di descriv ere il primo incontro casuale con qualcuna delle numerose stupefacenti manifesta zioni del mondo vegetale. ma indubbiamente l'impressione datami dalla pianta. Questi ultimi fanno ingiallire le foglie di molte piante. e talvolta ricordano le lesene d . ECCENTRICHE E BIZZARRE.. e si accumulano i prodot ti di rifiuto.

colonne . Le mangrovie emettono pu ntelli radicali per sostenersi nelle paludi e sui litorali fangosi. a forma di tenda. Talvolta i trampoli e i piloni di sostegno si associano alle lesene.la struttur a radicale affiorante dal terreno ricorda molto più quella del tronco che non quel la di una radice normale. e a volte compaiono solo se la pianta si trova in un pos to umido. altre radici spuntano sempre più in alto sul tronco m an mano che l'albero invecchia. hanno alla loro base una tipica struttura che ricorda quella delle tende dei pellirosse. Si dice che Budda abbia meditat o all'ombra di uno di questi alberi. Talvolta questi trampoli vege tali originano altri puntelli secondari presso la loro stessa base. Questa tattica consente all'albero origin ario di espandersi all'esterno più o meno all'infinito. ma con 464 radici colonnari. 5.lesene. o da impalcature di sostegno. puntelli o trampoli. un albero caduto quasi in linea orizzontale ne produce sotto il tronco fino ad assomigliare a un grottesco millepiedi. il cipresso di palude. Se un pandan o deve spostarsi dalla perpendicolare. C'è un gruppo d'alberi stranissimi muniti di radici aeree. La piantina originale mette radici nel modo n ormale. se possono penetrare nel terreno. l'albero del cotone. Uno di questi alberi.elle cattedrali. però. man mano che cresce. I pandani. s'ispessiscono rapi damente. è chiaramente visibile il cappuccio radicale protettivo citato al cap. associa la funzione di sostegno a quella di riproduzione. formando un groviglio inestricabile. che sono una specie di Ficus. Ne ll'Orto Botanico di Calcutta cresceva un famoso esemplare di soli 280 metri di c irconferenza. Un altro primato si ha in India. fornito com'è di 350 grosse radici colonnari e di circa 3000 radici aeree più sottili. o albero ad ombrello. Mentre le radici sono ancor a esposte all'aria. Il fatto non sorprende. effettivamente. occupando ettari ed ettari di superficie. Da queste radici se ne staccano altre che si af fondano verticalmente nel terreno. Nei cipressi di palude le strett e lesene che scendono lungo il tronco in curve aggraziate diventano cave negli e semplari vecchi. e sono più soggette a trazioni che a pressioni. le radici aeree di sostegno sono prerogativa quasi esclusiva di piante che crescono in regioni paludose o s oggette ad inondazioni. I baniani in India sono considerati alberi sacri. tanto che la base del tronco comincia sp esso a una bella altezza da terra. specialmente. Sebbene la parola lesena sia indicata per rendere l'immagine vi siva. produce puntelli lungo tutto il fianco più vicino al suolo. trovarsi al centro di un ve cchio baniano da l'impressione di indugiare in un boschetto sacro. ch e alla fine toccano terra. mentre muore la parte del tronco vicina a terra. Nelle radici di questi tipi . sebbene anche quest'ultima ve . e l'uomo spess o aiuta le radici aeree a penetrare nel terreno. e diventano radici colonnari. le radici aeree prendono il sopravvento. Radici accessorie d'altro tipo sono prodotte dai baniani. Questo accorgimento spinge verso l'alto il tronc o deboluccio sotto la sua grande chioma di fronde. dove manca completamente la radice centrale. la Musanga smit hii africana. queste radici funzionano più come cavi di stabilità o controventatura. emettono radichette perpendicolari. Tra gli alberi di questo tipo sono comprese v arie specie di Ficus. e serpeggi ano rasoterra per metri e metri. anche stavolta diffus amente adottata dalle piante tropicali è data dalla crescita di radici funzionanti da trampoli. ma mentre q ueste ultime sono create da molti alberi di foresta. mentre altre volte emergono proprio a fior di terra. molt e famiglie hanno adottato questo metodo per distribuire il carico dell'albero su radici piuttosto superficiali e poco profonde. perché molte radici di sostegno originano nuovi germogli dove toccan o il suolo. Un'altra realizzazione d'ingegneria ai fini della stabilità. grazie a u n albero con 320 radici colonnari e una chioma di 600 metri di circonferenza. nella valle dell'Andrha. e ne producono di nuove man mano che quelle più in basso vengono sommerse dalla melma e dal fango. perché le radici esistono più per svolgere funzioni di sostegno che di circolazione. In questi alberi sono le radici aeree a portare la magg ior parte delle radichette sottili. Ne esistono n umerosi grossi esemplari: un baniano caratteristico assicura ombra a tutto un vi llaggio. il kapok. simile a un ditale bruno che prontamente sparisce. co nsistente in un corredo di radici che partono dal tronco principale dirigendosi obliquamente verso il basso. Man mano che i rami si estendono.

in casi controllati. lo stesso fa la vite rata (Metrosideros robusta). Perfino piantine minuscole come gli equiseti possono sviluppare apparati radica li fino a profondità impressionante. sebbene queste non siano direttamen te impegnate nel processo respiratorio. fino alla stupefacente profondità di 50 metri. come ad esempio i virus degli agrumi e l'avviz zimento della quercia: l'unico modo per combatterle consiste nell'abbattere gli alberi apparentemente sani attorno a quelli attaccati. Ho già citato i 622 chilom etri di lunghezza totale delle radici di una piantina di segale di quattro mesi. le orchidee e le piante rampicanti delle Aracee. Cinque an ni dopo che gli alberi della gomma in Malesia erano stati abbattuti dai giappone si nel 1945. Le radici continuano ad estendersi sempre più in rapporto alla parte aerea della pianta in c ondizioni di aridità. Lo spessore può variare da . e inoltre assicurare posizione cor retta agli steli. venne praticata l'incisione delle ceppaie. le cui radici sono co mpletamente sommerse nella stagione delle piogge. che diventano cave neg li esemplari vecchi. per così dire. strutture piramidali alte talvolta fino a tre metri formate da legno dolce spugnoso e corteccia altrettanto spugnosa. La distinzione tra radice e tronco non è sempre molto netta. Molti Ficus si comportano in questo modo. mentre le tamerici in ambiente desertico sono penetrate con l e loro radici.sta unito alle radici con le foglie e i fiori. ma può darsi che queste radici aiutino ad assorbire umidità.nga effettuata e debba essere senz'altro importante per alberi enormi come un ve cchio baniano. Le radici del baobab possono allargarsi per 100 metri tutt'a ttorno all'albero. avviluppano pian piano l'albero ospite. controllando che vengano recisi tutti gli allacciamenti operati dalle radici. o "pneumatofori". Un'altra specie di Metrosideros cresce come un albero normale. che devono assorbire umidità dall'a ria e lontano dal tronco della pianta ospite. Ma fondamentalmente il tronco . Una pianta d'erba medica può raggiungere con le radici la profondità di 10 metri. nelle qual i può estendersi per nove decimi sotto terra. Le radici arboree spesso si uniscono sottoterra con autoinnesti quando sono pres sate l'una addosso all'altra. Possono così assomigliare alle radici aeree delle epifite quali le bromeliacee. Attività radicale in forma alquanto diversa è svolta dalle liane soffocanti. Tale fenomeno non ha t uttora spiegazione. ed hanno nella parte superiore aperture e pori che fanno affluire l'aria fino alle radici . Parecchi altri gruppi d'alberi sono prov visti di queste radici respiratorie. o gambo . e lo stesso può fare un melo ovviamente. dove le radici spingono in alto attraverso il fango masse di germogli diritti che si assottigliano progressivamente. Certe piante che crescono negli acquitrini o nel fango sviluppano curiose radici respiratorie. ed origina talvolta masse di radici rosse sottili e fibrose dai rami più bassi. che ven gono descritte in seguito con più diffusi particolari: queste cominciano la loro e sistenza come piante epifite e lasciano pendere radici aeree che. dato che tutte le radic i erano in intimo collegamento tra loro. e comprendono ad esempio la palma rafia e l a noce moscata selvatica. una volta tocc ato il suolo.prova interessante di come l'aria s ia essenziale per il benessere delle radici. E" stato calcolato che in media circa i tr e quarti di una «tipica» pianta superiore si trovano sotto il livello del suolo. grazie alle foglie degli alberi vicini. i cui polmoni radicali emergono in viluppi contorti da l fondo della foresta acquitrinosa. e alla fine lo ricoprono c on un abbraccio mortale. gli pneumatofori hanno la form a di «ginocchi» nodosi. Nel cipresso palustre. di modo che un bosco di un solo genere di piante p uò avere un solo autentico intreccio di radici fittamente collegate. che tuttavia non giungono fino a terra.la misurazione lineare di t utti i peli radicali darebbe probabilmente il rapporto di 99 a 1 e più. come dimostrano gli e sempi delle radici aeree di sostegno. Que sto fatto è particolarmente accentuato nelle piantine nuove o plantule. Questo è uno de i motivi per cui gli alberi tagliati spesso ricacciano così prontamente: le loro r adici funzionano. Talvolta sorprende la semplice estensione delle radici. Alcune malattie si diffondono attravers o le radici unite da autoinnesto.o stelo. Questa particolarità è tipica delle mangrovie. e se ne ricavò tanta gomma quanta venne erogata dagli alberi vicini sopravvissuti. per il fatto che la piantina va in c erca d'umidità che le consenta di crescere veramente .

Alcune delle piante annuali rampicanti possono superare l'altezza del girasole. rigida sono vere e proprie piante guerrigliere nel c onflitto in atto tra i vegetali dei Caraibi: le loro foglie hanno nervature di s orprendente lunghezza. affollate.ed ha un diametro di soli 82 centimetri alla base.specialmente se hanno ramif icazioni . tanto per citare l'inimitabi le E. dai rami miserelli in seriti in cima a un tronco conico. strani anche per la loro cute grig ia e liscia che copre tronchi dall'aspetto muscolare. si trovano esemplari più larghi che lunghi. Il pino Douglas deve essere una temp ra di vigoroso lottatore. ma ha solo 40 centimetri di sezione. dal tronco cilindrico lungo circa sei volte lo spessore. non h anno foglie ma spine. e sopravvivono anche se la loro part e più bassa viene scavata o bruciata: nel Sudafrica c'è un esemplare famoso il cui i nterno viene usato come autorimessa per le corriere. H. che si rigonfia no dolcemente e si assottigliano verso la chioma. Ciò nonostante g li alberi offrono resistenza notevolissima. mentre il balsamo dell" Himalaya. Una pianta ha ricevuto la denominazione molto appropriata di pianta tartaruga o piede d'elefante: è una pianta rampicante che emette polloni annuali d a un tronco rotondeggiante. quali le Moringa o alberifiasco. che ha tronco stretto seguito da rigonfiamento ovale. al di sotto delle quali le foglie vecchi e e morte pendono come sottane sbrindellate sotto un poncho nuovo andino. e il kap ok. ma lo sono forse ancora di più quelli altissimi e sott ili.ha conferito loro il nome di «alberi spiritati». Le Idrie colonnari hanno tronchi che si assottigliano progressivamente e regolarmente da una base relativamente stretta ma ancora isp essita. e in altezza praticamente da zero fino a 1 00 metri e più. se si considerano le tensioni e le sollecitazioni cui devono resistere. L'esile pennone di Kew Gardens è stato ric avato da un esemplare alto 82 metri . "sviluppano foglie incredibilmente ammucchiate. la palmapanciuta di Cuba. ma ha il diametro di uno o due metri soltanto alla base. detto anche «pianta di vetro» . gli alberibottiglia australiani. e di 30 centimetri in cima.l mezzo millimetro di alcune effimere piante annuali fino alla cifra da primato di 17 metri di un castagno siciliano. Il baobab si può definire solo grottesco data la sua altezza media di 12 metri ri ferita al diametro di 10 metri. alto 100 metri. Sono tra le piante più sco rbutiche. è stato misurato alla base lo spessore di soli 3 metri. che non hanno mai una posizione coerente a un minimo di logica. cioè con altezza inferiore al diametro. Ad esempio la palma cerea delle Ande supera i 60 metri d'altezza. Molti alberi non sono soltanto spessi. ma sono anche grassi. rigide e appena dotat e di picciòlo. I tronchi d'albero dall'immenso spessore.o «elmo del pol iziotto» -. in chiome simili a ciuffi. Altra versione alquanto ingrandita è data dal cetriolo di Socotra. Altri alberi hanno ricevuto nomi appropriati alla loro forma. Tutte queste forme di obesità servono a trattenere l'acqua. ispessisce il suo tronco cavo di almeno 4 centimetri nel corso di una stagione. possono arrivare a venti metri d'altezza. che possono restare sul t . ma non devono essere autoportanti. Il tronco del baobab è pieno di sostanza polposa c osì molle che una pallottola di fucile può passarlo da parte a parte. Corner. finendo quasi in niente. lunghe fino a un metro e mezzo. a corteccia sugherosa incisa da solchi profondi in a ree poligonali irregolari.il quale. Alcune palme ceree di Cuba. aveva 371 anni d'età . L'a lbero del cotone brasiliano assomiglia a una rapa mostruosa con il tronco ovoida le alto circa tre volte la propria larghezza. somigliantissimo a un corp o d'animale. Anche le piante annuali possono avere gambi relativamente notevoli : i 3-4 metri del comune girasole rappresentano probabilmente il primato in alte zza. dalle proporzioni analoghe. son o veramente impressionanti. Altre piante risultano stravaganti ai nostri occhi per altri motivi.intendendos i con questo termine che hanno un «giro di vita» ragguardevole rispetto all'altezza. come quelli delle sequoie giganti. tra l'altro. La Cop ernicia macroglossa e la C. che spunta da un piccolo ciuffo di radici e produce una macilenta chioma orizzontale. J. In modo particolare le piante dei deserti sviluppa no tronchi rigonfi funzionanti da importanti serbatoi idrici: rientrano in quest a categoria gli Adenium e gli alberielefante. tenuto conto del fatto che è l'albero relativamente più sm ilzo del mondo: di un esemplare di questa specie. La palma Guadalupa tocca i 17 metri d'al tezza. e infine tronco più sottile. obesi . e il loro aspetto fantastico .

E" stata avanzata l 'ipotesi che gli esemplari veramente vecchi. e l'aspetto della pi anta è reso ancora più strano dall'infiorescenza stretta che si spinge in alto verti calmente. spettacolo che si osserva spesso dopo un incendio nella boscaglia. J. con risultati paurosi. e gli stessi rami sporgono in senso altrettanto orizzontale. In Tasmania cresce . perciò queste fabbriche vive di sosta nze piasti che vengono incise per l'estrazione della resina.che appartien e alle palme rampicanti . nel quale sono incorporat i i vecchi picciòli fogliari.una pianta conosciuta con il nome significativo di «albero orizzont ale». Un albero del genere era alto 24 metri e avrebbe potuto racchiudere un uomo. Certi ginepri pros trati compongono grandi tappeti circolari stesi quasi a piatto sul terreno. Altre piante originano una macchia impene trabile di lunghi steli orizzontali alti un metro circa.lunga circa 200 metri. come rozzi scarichi di innu merevoli grondaie". i ntrecciandosi con i rami vicini talvolta a parecchi metri d'altezza dal suolo. quando si formano nuove foglie. di modo che il tronco alla fine risulta formato da una parte centrale di tessut i conduttori vivi circondati da un manicotto resinoso. ma pare che non sussistano ragioni eccellent i per spiegare la perforazione dei tronchi. perché i fori contengono acqua ed albergano ques ti insetti. Si raccontano storie di automobilisti che hanno percorso l"«orizzontale» fiancheggia nte la strada. fabbrica un groviglio alquanto analogo di ceppi e tronchi. possano avere un'età di 5000 anni. una specie di fico che ha un solo tronco alto pressappoco come un uomo. o faggio australe. con circonferenza costante non . che gli esploratori hanno trovato faticosissimo da superare. una ca pigliatura arruffata alla sommità di un tronco scuro e tozzo. a l di sopra del quale si allarga una volta orizzontale pensile larga più di 50 metr i e spessa solo un paio di metri. Le foglie lunghe e strette formano come una «testa di turco». formato da un intrico di tronchi e rami . La denominazione botanica di Xanthorrhoea significa «flusso giallo». Il fenomeno si verifica in certa mis ura nei vecchi olivi che si possono osservare nei Paesi mediterranei. C ome scrive Winifred Curtis in "Flora endemica della Tasmania". il c ui diametro tocca talvolta i 20 metri. e si crede abbia 13000 anni. E. dal quale può essere impossibile sgusciare fuori". In Australia le piante dette «negretti» (Xanthorrhoea) manifestano in vari modi la l oro eccentricità. Ci sono motivi che giustificano l'ispessimento del tronco. che si stende su circa 40 ettari negli Stati Uniti. ma certe p iante hanno il tronco scavato da grossi buchi.un mondo crepuscolare senza alcuna se gnaletica. Ogni anno. Certi alberi e cespugli hanno il tronco più o meno orizzontale. H. trasuda altra resina. Alcuni arbusti striscianti mettono radici man mano che avanzano e riescono a cop rire vaste estensioni di terreno. Il primato registrato tocca ad una specie di rotang . o a garitte cilindri che provviste di feritoie». composto di solito da tessuti adibiti a riserva d'acqua. I tronchi delle piante rampicanti sono notevoli principalmente perché sono così lung hi ed esili. Stile di crescita affatto diverso ma ugualmente notevole ha il Ficus beniamino c omosa. tipo quella famosa colonia di mirtillo america no Gaylussacia brachycera. Corner ha definito le Ad ina come «alberi a feritoie». E" pericoloso avventurarsi su piattaforme del genere. coloranti ed altri articoli. Nella parte più meridionale del Sudamerica i l notofago. ma i fori lascia vano passare soltanto una mano. In certe parti del Sudamerica alberi di questo t ipo si dicono «alberi delle zanzare».an zi si stende . che prospera autonoma o costituisce l"«ammezzato» di alcune foreste. La resina è d'interesse merceologico per la fabbricazi one di vernici. "si sviluppano in questo modo piattaforme folte ed elastiche ad altezza spesso n otevole dal suolo. alti fino a 6 metri. dato che i vecchi esemplari scavati assomigliano «a stre tte torri di legno. perché un a caduta da un ramo fradicio e muschioso intrappola l'animoso al piano di sotto. Ha tronco q uasi orizzontale.ronco molto tempo dopo la caduta del lembo fogliare. e si riferisce all a densa linfa resinosa di colore giallo che trasuda attorno ai picciòli fogliari e si indurisce lì.

ma quasi certamente ne esistono di molto più lunghe. altre avvolte come un cavatappi. come nel caso della Cobaea scanden s . No n resisto alla tentazione di citare uno dei brani più brillanti della "Storia natu rale delle piante" di Kerner e Oliver. Esse non si limitano alle regioni tropicali.superiore ai 4 centimetri. Talvolta tira te e tese. formando ponti sospesi e vere e proprie arcate ad archi romanici e gotici. che getta arcate e ponti sospesi della lunghezza di 10-12 metri. Alcune ram picanti si schiacciano contro un tronco e vi aderiscono con l'aiuto di radici ae ree. magari in forma di viticci che si avvolgono a cavatappi attorno ad ogni cosa che tocchino: essi possono esistere in forma distinta. una rampicante erbacea che può c rescere perfino di 10 metri nel corso di una sola stagione. da una parte all'altra di altre pia nte. Le piante rampicanti si arrampicano in modi diversi. Dove le liane sono invecchiate assieme agli alberi ai quali s' aggrappano. o modellate a forma di eleganti g radini . fiori e frutti. rovi. Altre procedono in tortuose spirali. Presso altre rampicanti la base del gambo o picciòlo fogliare sostituisce i viticci. una volta ins ediata in mezzo all'altra vegetazione. Molte famiglie vegetali assai diverse tra loro hanno originato piante rampican ti. come nel fìor dipassione e nelle zucche. serpeggia e si allaccia ad ogni altra cosa. Tronchi d'alberi isolati si trasfo rmano in colonne di smeraldo sotto un manto di liane intrecciate. e le parti più vecchie da tempo sono ormai spoglie di fogliame. sovente aiutate da setole o barbe nelle loro operazioni di ormeggio. In questo modo l'albero di sostegno ta lvolta può scomparire sotto un rivestimento totale.. specialmente quando la foglia non è ancora completamente sviluppata. servendosi spessissimo di spi ne o di barbe a mò di chiodi di cordata.. là si presentano come ondeggianti ghirlande. nonostan te la loro mole molto inferiore. allora la pianta emette lunghe radici aeree sulla superficie inter essata. si aggrovigliano e si perdono in alto tra i tronchi. Le liane rampicanti rappresentano di fatto un passo notevolissimo e presumibilme nte tardivo dell'adattamento evolutivo. e da la scalata utilizzando ogni altra pi anta in grado di offrirgli un involontario punto d'appoggio. Un'ulteriore forma d'adattamento si ha con l'emissione di molti ramoscelli minori che tendono a fondersi quando s'incontrano. o pendono come r icche cortine dai rami degli alberi. talaltra allentate ed ondeggianti. Molt e sono ritorte come le anse di un cavo. e si mettono in contatto con punti d'appoggio con ampi movimenti circolari «di ricerca». procurandosi la loro parte di luce e di aria co n un'arrampicata incessante su altre piante. o ancora più spe sso diventano il centro di piramidi verdeggianti alla cui sommità svettano chiome con guglie verdi. Il sistema più semplice è dato dal tronco che si spinge strisciando verso l'alto. dove si descrive l'habitat forestale di q uell'arrampicatrice tropicale che è la liana.sono le famose scale delle scimmie". rose e vitalbe . da un albero all'altro. Q ui le liane tessono e ordiscono cortine e tappeti verdi davanti ai tronchi del c iglio della foresta. e l'occhio cerc a inutilmente di scoprire a chi appartengano tronchi e fronde. salgono dal sottobosco che copre i l suolo della foresta. perché ha il potere di attorcigliarsi e aggrapparsi rapidissimamente ad ogni cosa che incontra. le lia ne assomigliano a funi tese tra il suolo e le cime degli alberi. Le clematidi si arrampicano così. scavate di buche. In alcune bignonie r ampicanti tropicali il prolungamento fogliare assomiglia ad una zampa a tre arti gli che «va in cerca» di un sostegno e si avvinghia strettamente attorno a qualunque cosa tocchi. Certe piante hanno facoltà di crescita straordinarie. in modo da originare un trali ccio a scala come nelle Clusie tropicali.la vitalba «tazza e piatto» degli anglosassoni -. Un altro perfezionamento è dato dai vi . come è il caso della Rosa gigantea dell" Himalaya . Altri viticci rappresentano il prolungamento delle foglie. e lottano contro alberi enormi. che hanno viticci fino a 75 centimetri. ed altr e ancora piatte come nastri. come può mostrare ogni bosco del le regioni temperate con il suo assortimento di caprifogli. A volte può eme ttere ponteggi laterali che contribuiscono a renderla inamovibile. Altrove si stendono in lussureggianti festo ni da un tronco all'altro. Altre piante rampicanti dispongono di speciali dispositivi perfezionati per favo rire l'appiglio. "Tutto si arrampica.

In queste palme è la foglia ad agire da «sede aziendale». che secernono una sostanza collosa quand o toccano una superficie. i rotang vanno annoverati tra le piante rampicanti di maggio re successo. spesso di un metro e più. Non v'è racconto d i viaggiatore in cui non si ottenga una bevanda rinfrescante da una palma rotang : tagliando e accostando alla bocca un pezzo di liana lungo . per cui il tronco principale della pianta vie ne ad aderire saldamente alla superficie. Com e precisa von Humboldt. lunghissimi vasi circolatori . secondo le parole del famos o esploratore Alexander von Humboldt. perché si potrà tagl iare il tronco un'altra volta ed ottenerne altra acqua grazie alla maniera carat teristica con cui i. o casuarina. c he si attorcigliano l'uno attorno all'altro. Molte palme vengono incise per ricavarne una linfa zuccherina. Ciò si verifica ad esempio nelle viti d el Canada. I rotang ed altre piante rampicanti sono notevoli anche per la quantità d'acqua co ntenuta nel loro tronco e per la velocità con cui la convogliano. H. La parte cen trale è fortemente ondulata. J. che viene spinto verso l'alto dall'estendersi del tronco sottostante. senza alcun sapore acre.possono variare in lunghezza da tre a sei metri . e il tulipifero africano (spat hodea campanulata) sono stati definiti rispettivamente l""albero sanguinante" e l""alberofontana" per le loro facoltà di erogazione. esalante invece un piacevole odore balsamico». perché resta arrotolata dopo aver originato all'estremità un «flagello» lungo. se ne stanno sulla parte om breggiata del tronco che ha maggiori probabilità di avvicinarsi a un adatto sosteg no. 101 e 102. si otterranno due o tre tazze d'acqua limpida.sono in grado di stare ritti per qualche metro sen za afflosciarsi al suolo. produce. e permette loro di scalare superfici assolutamente lisce. e . ì 70 centimetri nelle querce e nei frassini.ticci con ventose adesive alle estremità. Posseggono internodi lunghissimi. alla velocità di metri 1-2. è insolito che tale linfa lattiginosa non sia acre al gust o e velenosa. nonché dalle applicazioni commerciali altrettanto estese. Nella maggioranza di queste piante rampicanti si nota uno stimolo che le indiriz za verso le superfici. Molto spess o i dischi o le ventose terminali si allargano ed appiattiscono al contatto di u na superficie. ed E.a somiglianza della fune magica degli illusionisti indiani . A giudicare dalla loro ampia distribuzione. Questi viticci sono spesso lucifughi. quando viene tagliato. e vi si fissano. i 7 centimetri al minuto in alcuni alberi a foglie cedue quali il faggio e i l platano. di movimen ti avvolgenti. sebbene le più vigorose tra loro. Alcune. come i rotang. I flagelli di queste palme rotang rendono rischioso e penoso il passaggio per le giungle da loro infestate. sono liane co me le specie Caulotretus e Bauhinia. che spesso viene fatta fermentare. cui segue l'emissione di radici specializzate. Nel tronco del la liana può fluire almeno un terzo di litro d'acqua all'ora.tre metr i. Corner giunge perfino a sospettare che elefanti e rinoceronti abbiano sviluppato le loro spessissime epidermidi anche per difendersi da queste piante. «un fiotto copioso di lattice colloso e semi denso. come il luppolo. il contatto è seguito di solito da una c ontrazione a spirale del viticcio. Ad esempio il pino australiano. flessibile e provvisto di barbe.5 al minuto. la foglia si apre. per cui ne risulta . Una volta rag giunto l'appoggio. Si ricava una cagliata caseosa dal «latte» di quello che Edwin Menning er ha definito «lo snackbar della foresta». di modo che invece di muoversi senza meta nell'aria. che hanno tronchi nastriformi. E" il caso di dire che esistono altri alberi in grado di erogare acqua analogame nte. il che rappresenta la velocità massima mai registrata in una pia nta.poniamo . e in certe specie il viticcio che riesce a trov are una fessura vi si gonfia dentro in modo da rendersi inamovibile.si collegano a rete all'interno del tronco. Una pianta rampicante ch e non trova una superficie cade al suolo. Le «scale delle scimmie» di cui alla lunga citazione a pag. si premuniscono contro l'assenza di un appoggio immediato emettendo subito parecchi germogli. il che co nsente loro una rapida crescita. di strette operate dai viticci e così via. Come nel tipo a cavatappi. E non è finita. un rotang adulto può crescere tre metri all'anno. A guisa di paragone si possono citare i 2 centimetri al minuto nelle conife re. Nel Sudamerica c'è anche un "al bero del latte" che. siano in grado di avvolgersi a molla sul suolo della foresta alla ricer ca di un sostegno lontano dalle radici. Spesso cercano crepacci bui. ma i bordi restano quasi diritti. e fa un'ulteriore presa sull'ospite come u n ombrello aperto.

come su ccede nel genere africano delle Parinarie. che si scorteccia in grandi lembi d all'albero. Ma nella specie Parinarium capense del Sudafrica è come se l'albero fos se affondato sottoterra. associa una base succulenta fatta a volta ad una massa di tronchi radiali verdi. Si può distinguere quando un tronco o stelo funziona da foglia non solo perché non ha un picciòlo chiaramente differenzia to. i bordi robusti sostengono lo sforzo. perché le spirali possono diste ndersi entro certi limiti. alle foglioline di 3-4 millimetri della lemna minor e . molto conosciuta come pianta ornament ale in Inghilterra. ad ese mpio nei comuni pungitopi e nell'ispida Colletta cruciata. La grandezza di una foglia va dagli organi a forma di scaglia quas i invisibili ad occhio nudo. ma anche perché porta fiori. M olto spesso. badate. Tronchi. Essa varia dalla sostanza membranosa serica della Melaleuca. dal quale emergono mazzi di foglie e capi fiorali. l'Adenia globosa. La prima cosa che succede in tal caso è che il tronco assume colorazione verd e e la capacità di effettuare la fotosintesi. la G.elimina le foglie. che rende minus cole tutte le altre foglie gigantesche.con foglie somiglianti a quelle del rabarbaro la rghe più di due metri su tronchi di 2 metri.la G. steli o gambi non si trovano sempre sopra il livello del suolo. o conserva solo foglie vestigi ali. Altre piante sviluppano invece acul ei in grado di effettuare la fotosintesi in sostituzione delle foglie. e le parti a forma di foglia (dette fillocladi) sono disposte a croce alternata. le foglie mostrano una varietà quasi infinita di forme ed anche d i dimensioni. e un'altra . che pare possibile scorteccia re all'infinito. manicata . Le foglie delle piante delle foreste tropicali tendono a ess ere grandi con superficie più o meno uguale. come nel caso dell'albero Phylloxylon tipico del Madagascar. La corteccia da sughero utilizzata in commercio è data dallo strato esterno di 3-5 centimetri. ad esempio in conseguenza della crescita d ell'albero ospite. come nel caso delle ginestre. f ino alle cortecce solcate da profonde fessure come nella quercia e nel pino. la Colletta armata. Ta lvolta. Tuttavia va citato il genere Gunnera che comprende una specie con foglie di soli 3 centimetri di diametro. anche questo accorgimento aumenta la resistenza alla trazione. dove il gambo che porta le foglie ha una lunghezza totale di 22 metri e il diametro com plessivo di 12 metri: si tratta della massima foglia registrata. Mi è capitato di assistere una volta alla scortecciatura di un tronco alto quattro metri e mezzo. hanno la prerogativa delle foglie enorm . sottili e s carni come fruste. e la corteccia esterna della quercia da sughero può ess ere spessa anche 20 centimetri. cosa che di solito una vera foglia non fa mai. alle placche di scortecciatura degli eucalipti e dei platani. lasciando l'albero denudato ad esporre la corteccia interna di un bel rosso brillante. La cute o corteccia degli alberi è spesso notevole sotto molti aspetti. Alcuni salici alpini possono ramificarsi sotto la superficie all 'analogo scopo di evitare temperature relativamente fredde.una serie di gradini provvisti di corrimano. Invece in altri casi gli steli si modificano a forma di foglia. Non soltanto le piante esotiche. i tronchi restano lunghi. Come ho accennato nel capi tolo precedente. fornita di picciòli fogliari lunghi fino a 5 metri.di solito come reazione ad un habitat secco . mentre quelle delle aride regioni med iterranee e dei Paesi freddi hanno quasi sempre dimensioni più ridotte. con diametro di più di 30 centimetri: la corteccia est erna venne tolta in un solo grande pezzo. parente africana della passiflora. e si provvede di pori respiratori. un fillocla do a forma di foglia spunta da quello più vicino. dove i tronchi si son o appiattiti ed hanno assunto punte aguzze. Al cune liane appiattite non fanno altro che attorcigliarsi a spirale. situati nel centro ondulato della liana. lasciando intatti i tes suti conduttori d'importanza vitale. La foglia è la terza struttura importante della pianta. I tronchi hanno aspetto completamente diverso quando la pianta . La soffice corteccia spugnosa (e incombustibile) della sequoia gigante può avere uno spessore di 60 centimetri.fino ai pennacchi giganteschi della p alma Raphia taedigera. Questo dispositivo garantisce che s e il tronco deve sopportare tensioni. armati di spine. perché ha un tronco verticale legnoso e steli orizzontali legnosi proprio sotto il livello del suolo.la più minuscola delle piante fiorenti . e i fiorellini porporini compaio no tutt'attorno ai bordi quando è la stagione. ne è un ese mpio un'altra pianta del gruppo delle Colletie. dentata . i cui componenti tropicali sono alber i normali.

Il banano ha fo glie oblunghe originariamente non suddivise. Invece i segmenti hanno minore probabilità di venire danneggiati. p iena di spazi aerei. che cresce fino all'altezza di 6 metri ed ha una testa con diametro di me tri 1. travicelli di tettoie. possono misurare più di due metri di diametro. Il gran numero di foglioline della maggioranza degli alberi delle regioni temperate rappresenta un analogo mezzo di suddivisione del rischio . Un 'altra ipotesi è che i fori. Hanno bordi verticali alti fino a 20 centimetri. La stampa britannica ha dato notizia nel 1971 di un comune cavolo commestibil e del diametro di più di tre metri. sui quali la pianta galleggia. Una foglia a superficie unica verrebbe danneggiata dal vento. anche il concetto ispiratore del grande Palazzo di Cristallo. C'è una serie di grandi nervature raggiate e fornite di bordi. mentre esiste una varietà d i cavolo. o anche se uno riporta lesioni. un tempo notissima sotto il nome di cavolo gigante delle isole della M anica. a pieno svi luppo hanno ciascuna una superficie di circa 2. di modo che il forte vento le strappa in stret ti segmenti che tuttavia continuano a funzionare. Scrisse a questo proposito: «La natura si è assunta il compito dell'ingegnere. Venti piante potrebbero produrre abbastanza cibo da nutrire una mucca per un anno. mentre sulla parte inferiore c'è tutto un sistema di ne rvature disposte a traliccio e piene di camere d'aria che garantiscono la robust ezza e il galleggiamento della foglia. po co dopo.dove fiorì per la prima volta in Gran Bretagna . che non hanno forza o rigidità partic olare. Non si possono nemmeno dimenticare le ninfee giganti. con una serie trasversale di venule o nervature minori. La Palm House di Decimus Burton a Kew è costruita in base allo stess o principio. Perciò la foglia della Trevezia malese è larga 60 centimetri. salvo che . La natura ha f ornito la foglia di travi e sostegno orizzontali e trasversali. è incisa in 7 -8 segmenti profondamente lobati che s'irradiano dal gambo fogliare. gli altri non ne hanno nocumento. in particolare c on la quantità di vento che la pianta potrà tollerare. La pianta si chiama scientificame nte Eichornia crassipes. come la specie Victoria. ma si dividono trasversalmente su ogni lato della nervatura centrale medi ante strisce di tessuto più debole. Una foglia ancora più adattata a lle proprie funzioni è quella del giacinto d'acqua. mentre in fase di crescita possono aumentare da un terzo di metro fino a mezzo metro quadrato a l giorno. io non ho fatto altro che prendere a prestito dalla natura questo progetto e adottarlo per la mi a costruzione». Si può immaginare che questo dispositivo valga a protegger le dai forti venti. ma sebbene abbia un contorno circolare.5-2. talvolta quasi più somiglianti a spazi vuoti che non a un tessuto . Grandezza e forma delle foglie sono in rapporto con l'ambiente.e. E" interessante notare che il già citato dottor Santos aveva scritto a sua volta che la parte inferiore della foglia «ricorda in qualche cosa certi str ani lavori in ghisa appena usciti dall'altoforno». e la specifica denominazione "crassipes" significa lett eralmente «piede grasso». ma dispongono anche di un traforo di pertugi irregolari intagliati tra le nervature laterali. ailanti e palme. Si può solo constatare che questo partic olare esperimento naturale non è comune a nessun altro genere vegetale. cosa che non sarebbe possi bile se le foglie fossero a lembo intero.il che ha valso a queste piante il nome popol are di «piante a groviera». una pianta galleggiante con un a corona di foglie a disposizione raggiata che ormai è diventata tremendamente inv adente sui laghi ed i corsi d'acqua tropicali. consentano alla luce di arrivare alle foglie sottostanti (sono po rtate più o meno verticalmente sui tronchi rampicanti). alto 120 centimetri. prodotte in numero di 40-50 per pianta in u na stagione. perché le Monstera si arrampicano a volte su rocce esposte. a somiglianza dei lobi profondamente intagliati dalle altre foglie. Proprio la struttura di queste foglie diede a Sir Joseph Paxton l'idea dell'intelaiatura ricurva in metallo cavo della serra progettata per ospitare q uesta pianta a Chatsworth . o se ne ricavavano bastoni da passeggio. Molte foglie sono profondamente lobate. ma nelle Monstera le fronde non solo han no tacche laterali simili a tagli. il quale disgregandola finire bbe probabilmente col distruggerla completamente. con riferimento alla base rigonfia dello stelo fogliare. Le f oglie sono abbastanza forti da sostenere pesi fino a 90 chilogrammi.5 metri quadrati.i. l e cui foglie circolari galleggianti. I gambi durissimi venivano usati per fare staccionate. e lo stesso criterio vale per le foglie profondamente suddivise in foglioline multiple di piante assai disparate quali felci.

Molte piante alpine si pro teggono in questo modo. c he si affollano alle estremità dei rami. dov e la versione definitiva è data da un «corpo plantare» più o meno sferico. ed è in grado di farlo perché le sue radici portano dei «bari letti» in miniatura. oppure che possono cadere nella stagione asciutta . altri sono disposti a spirale.a quello affine dei filodendri. mentre alcune specie di giusquiamo hanno lunghissimi pe li setosi. aventi diametro fi no a 30 centimetri e tessuto soffice e spugnoso. L'eliminazione delle parti superiori ad opera dell'anona ricorda il caso dell'Or oxylum indicum della Malesia. Naturalmente vi sono piante con peli chiaramente visibili ad occhio nudo. la pianta letteralmente va a pezzi . e molte ad attività stagionale.nei Paesi del bacino del Mediterraneo si ha talvolta l'impressione che gran p arte della flora locale sia sempregrigia. Oppure sono fatti a T. Anche le radici possono gonfiar si: la Ceiba parvifolia del Messico ha la caratteristica di dare fiori e frutti nella stagione asciutta. data l'abbondanza di piante a foglie p elose. e lo stesso fanno specie vegetali dei climi mediterranei . tanto che i Tibetani le usa vano come lucignoli per lampade. radunando sulla superficie fogliare grosse cellule ro tondeggianti invece di peli contenenti aria.sono di solito piccolissimi. Possono stare diritti oppure giacere a piatto. Quando viene il periodo asciutto tutta la pa rte aerea . e certe specie di rododendri «infeltriscono». ed ogni anno se ne raccolgono circa un milione e mezzo di chili (13000 tonn ellate): si tratta della cera naturale più dura e con punto di fusione più elevato. ch e si gonfiano per funzionare da serbatoi idrici. come le Rochea del Sudafrica. reticolata del Brasile nordorientale ha un fittone radicale sotterraneo c he può misurare un metro di diametro. ed assomigliano a mostruosi ombrelli. dall'aspetto di formazioni rotondeggianti. Le trasformazioni fogliari più notevoli si osservano nelle piante insettivore. o assomigliano ad alberi ramosi miniaturizzati. ma porta enormi foglie composite lunghe e larghe più di due metri. Il verbasco molto spesso è co perto da un denso vello. o portano «scudi» in cima a gambi lillipuziani.si dissecca e cade. conferendo alla foglia un aspett o serico. Tra i rivestimenti protettivi più strani va citato quello delle palme ceree. oppure dis porre di tentacoli appiccicosi e mobili. le foglie possono trasformarsi o rid ursi a seconda delle circostanze. specialmente tronchi d'albero. e si effettua facendo seccare le foglie e poi battendole per separare la cera.rami e foglie . Come avremo occasione di vedere in seguito. d ove le foglie possono essersi trasformate in trabocchetti a trappola. Anche queste cellule sono cave ed h anno pareti piene di silicio. e solo allora il fittone radicale riprende a germogliare . Le foglie secernono cera in quantità proporzionale alla durata della siccità stagion ale. detto "orrore di mezzanotte" per i suoi fiori d'od ore disgustoso impollinati dai pipistrelli.cavi e contenenti aria . Sono già stati descritti alcuni tipi di tronchi. e le foglie se cernono una cera così spessa che la raccolta è giustificatissima a fini commerciali. hanno foglie effimere che si possono produ rre solo sui tronchi immaturi. Molte di esse vivono nel Brasile in località battute da venti infuocati. Alcune piante grasse. e occorre un microscopio per apprezzarne l'ingegnosità e spesso la bellezza dell'esecuzione. Le giovani piante raramente mettono rami prima di raggiungere i 5 metri d'altezza. specialmente nel caso delle piante grasse. Nella piccola felce galleggiante Salvinia i pel i sono presenti per impedire alla pianta d'inzupparsi d'acqua. dando nuovi fiori e frutti. l'A. Alcune piante grasse. e visti al microscopio possono ricordar e una testa di Medusa. e molti infin e hanno forma stellata. il che le rende durissime e resistenti come una co tta medievale in maglie metalliche. I peli . La copertura esterna delle foglie presenta spesso caratteristiche notevoli. composto talv olta da un paio di foglie che si sono fuse completamente o quasi. altri ancora assomigliano a sottili aculei. Quando è tempo d'entrare nel periodo di riposo. dove l'acqua si accumula nella stagione delle piogge per venir utilizzata durante la siccità. Una specie di anona . A volte passano due stagioni pri ma che torni a piovere. Cresce solo fino a venti sparuti met ri d'altezza. secondo la descrizione particolareggiat a datane al capitolo 24. E" i l caso specialmente delle foglie che sviluppano peli protettivi contro le eccess ive radiazioni solari e la conseguente traspirazione. adottano un metodo diverso d i protezione superficiale.

detti bulbetti o bulbilli. Molte foglie. prima ogni fogliolina. La maggior parte delle formazioni di riserva si compone di sostanze nutrienti e di umidità. possono essere sostenuti da tro nchicini portanti. I bulbi in miniatura. venature a diversa colorazione. I bulb i di solito sono sotterranei. Quando le fronde degli alberi hanno formato una folta volt a. Tali depositi poss ono essere nient'altro che tronchi o gambi sotterranei rigonfi. I depositi nutritivi sono giustificati dalla necessità di superare la stagione sec ca. Le arundinace e. un tempo apprezzati come «falsa mandragora» e ritenuti in grado di guarire quasi ogni malattia. oppure combinare tutte queste caratteristic he. che spesso si possono maneggiare e trapiantare complet amente secche. specialmente nei climi caldi. trattengono la pianti na saldamente aderente al suolo. che hanno abbandonato la capacità di produrre sostanze nutritive a favore della funzione di deposito. le Maranta e le Calathea eccellono a questo riguardo: una di queste. Esempi tipici di piante di bosco di questo tipo sono certi gigli e alcune orchidee terrestri. poi ogni picciòlo o g ambo laterale. l o stesso dicasi dei tuberi aerei. Talvolta queste piante perdono una stagione e trascorrono più di un ann o tranquille sottoterra. Nella maggior parte dei bulbi il fiore dell' anno successivo e le foglie attive si formano all'interno di un embrione. I tuberi possono avere dimensioni enormi: quelli dell'ign ame o patata dolce commestibile possono arrivare a 45 chili. Ogni foglia cade in pezzi staccati. composto di foglie rigonfie avvolte strettamente attorno a un asse centrale. Le comuni piante d'appartamento possono fornirci molti esempi. portare macchie o segni regol ari.orchidee.. Anche la nostra brionia nera può dare tuberi della lunghezza d i 60 centimetri. Il loro perio do di riposo si spiega con il fatto che queste piante mettono foglie e fiori abb astanza precocemente. Così il tronco viene a trovarsi circond ato da un mucchio di pezzi. come nel Polygon atum multiflorum. Circa un mese dopo la c aduta dei gambi ricominciano a spuntare foglie nuove.trascorrono l'esta te caldissima nascoste molti centimetri sotto la superficie della terra bruciata dal sole. che vale alla pianta l'altro suo nome di «albero dalle ossa rotte». noto dai gladioli e dai crochi. che originano radici e fungono da centro di un nuovo esemplare se vengono a contatto del suolo. Esistono pure molte piante a radici carnose che crescon o nei boschi. Il tubero si contrae alla fine della stagione. mentre invece le radici contrattili lo tirano giù al livello del cormo originario. ed è segnalato il cas o di un tubero dell'aracea Amorphophallus titanum pesante 54 chili e con 60 cent imetri di diametro. alla sommità del quale si formano masse di minuscoli bulbil li. così queste entrano in inattività. ha foglie di colore bronzeo cupo. scille. che costituiscono di norma un dispositivo di distribuzione. i ranuncoli stoloniferi e i rovi a radici apicali: una volta ancorate. eccetera . Una forma speciale di deposito radicale è data dal cormo. che in linguaggio tecn ico si dicono rizomi. oppure in radici rigonfie di varia forma e grandezza chiam ate genericamente tuberi. ma talvolta sono portati sopra il livello del suol o. altrimenti spunterebbe sopra terra. dove il terreno resta sempre sufficientemente umido. non passa abbastanza luce sul suolo della foresta perché le piante bulbose poss ano sopravvivere adeguatamente. eccetera) sviluppano un tub ero conico traslucido. nel qual caso possono avere uno strato verde atto alla fotosintesi. erba brusca. Le radici contrattili di questo gen ere assomigliano a quelle delle piante striscianti come le fragole. la Calat hea ornata. come nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. che si consuma ogni anno mentre si produce un nuovo cormo sopra quello vecchio. tulipani. Restano quindi i tronchi stecchiti come pali con un solo assortiment o di grossi baccelli lunghi da 60 a 120 centimetri. e nei giaggioli. si colorano di varie tinte oltre al verde: possono essere di colore rosso o porporino. dove le nervature sono disegnate f . Questo accorgimento è d'importanza essenziale se si produce un nuovo cormo al di sopra di quello vecchio. o sigillo di Salomone. dai quali vengono emessi inf ine semi fioccosi che vengono portati lontano dal vento. infine il gambo principale. Le er be infestanti delle Oxalis (acetosella. dove moltissime pia nte a radici carnose . Gli organi carnosi di deposito come i cormi si trovano spesso associati a radici contrattili. e trascina sottoterra i bulbi lli che eventualmente non si siano dispersi. ed aiuta le piante a superare il periodo di riposo. C'è infine il bulbo.

22000 per centimetro quadrato . il simbolo del gruppo di piante di più recente . fendend osi poco a poco nel senso della lunghezza e dando una massa di nastri irregolari . di solito dipendente da muta zione dei cloroplasti. al ritmo di 8-15 centimetri annuì. che raramente persiste allo stato naturale. Le foglie si sfilacciano alle estremità sotto l 'azione del vento. Si è pensato che possano servire ad attira re gli insetti che fecondano fiori non appariscenti. hanno nervature di colore biancocr ema brillante e una coccarda di brattee gialle vistosissime per polarizzare l'at tenzione sui fiori. La cima del germoglio avvizzisce poco dopo la germinazione. In certi casi la colorazione è probabilmente un pigmento di adombramento adottato per ridurre l'eccessiva insolazione che potrebbe danneggiare la clorofilla. invece. La pianta adulta ha un fittone molto spesso e tozzo lungo fino a due metri.forse fortunatamente dal punto di vista de ll'evoluzione dei fiori . in questo caso il tessuto vivo era lungo metri 7. L'ultima parola sulle foglie spetta alla descrizione di una delle piante più bizza rre del mondo. queste foglie gigantesche ricordano la lingua di una lumaca. Le foglie più grandi mai registrate sono larghe circa 2 metri e lunghe 8. sebbene . Tale colorazione non va confusa con la screziatura. tale da far pensare che qua lcuno vi abbia adoperato un pennello con tecnica un po'"irregolare. la Welwitschia bainesii (mirabilis). dato che le piogge cadono non solo molto irregolarmente. Si tratta di uno di quei residuati anomali che si trovano qua e là tra le gimnos perme e le piante fiorenti. il celacanto vegetale. Ma è difficile dare una spiegazione della regolarità dei model li e della colorazione delle nervature.8 metri . Nella loro crescita incessante. IL FIORE. ha uno strato centrale di cri stalli di ossalato di calcio che riflettono la luce solare. e letteralmente si scottano sulla sabbia del deserto. I fiori maschili e femminili vengono sostenuti separat amente da strutture coniche situate attorno a una depressione centrale craterifo rme. e viene invec e apprezzata e favorita da noi a scopi ornamentali. Abbiamo visto che è il prodotto.3 ma questa proporzione è insol itamente alta. Capitolo 9.non si tratti in sostanza che di esperimenti abortiti. e assolutamente la più brutta».inemente in un'improbabile tinta rosasalmone chiaro. La Welwitschia è stata definita in varie riprese una rapa gigante. che in casi eccezionali può avere il diametro di quasi due metri. mentre altre. Il fiore è il pezzo più specializzato di tutta l'attrezzatura creata dal mondo veget ale. La cuticola fogliare. ma si può obiettare che esist ono molte piante a fiori altrettanto piccoli e foglie verdi lisce. Non sorpren de che sir Joseph Hooker l'abbia definita «la pianta più meravigliosa che sia mai st ata portata in Inghilterra. Il tessuto conduttore dell'acqua (xilema) assomiglia a quello di una p ianta fiorente. sebbene sottilissima. dove l'acqua viene fornita quasi s olamente dalla bruma marina e dall'eventuale guazza notturna. in a ltri. che praticamente è solo foglia . la piovra del d eserto. può darsi che assorba la luce rossa filtrante attraverso la volta fr ondosa della foresta. Cresce soltanto in una ristretta striscia deserti ca presso il mare nell'Africa sudoccidentale. mentre il tessuto che convoglia le sostanze nutrienti (floema) è a nalogo a quello di una pianta gimnosperma. La Pilea cod ierei è caratteristica perché il suo aspetto argenteo dipende in realtà dagli spazi ae rei situati tra la cuticola e la parte centrale della foglia. con una massa di radici laterali. Per la necessità di assorbire rapidamente le eventuali brume marine su ambedue i lati delle foglie vi sono milioni di stomi . ma possono anche mancare perfino per pare cchi anni. di modo che dal colletto si formano solo due foglie adult e che si allungano ed allargano con il passare dei secoli (si crede che certi ve cchi esemplari abbiano 2000 anni). mentre Croton e Codiaeum uniscono il rosso b rillante. l'arancio e il giallo a foglie dalle forme straordinariamente variate. come la nota acantacea Aphelandra squarrosa.i quali si chiudono a tenuta eccezionalmente stagna in condizioni di aridità. Alcune piante colt ivate hanno sviluppato fantasticamente le loro tinte: le varietà di Begonia rex mo strano un'ampia tavolozza variante dal porpora acceso alle gradazioni di rosa ed argento spesso mescolate al verde. alquanto rigonfio sopra la superficie del suolo.

Il chirantodendro messicano. uno stilo e u no stimma. Viceversa può capitare che gli stimmi non sporgano sugli stili: ad esempio nei papaveri la superficie s timmatica forma linee raggiate sulla sommità di quella che alfine diventerà la capsu la seminifera.evoluzione. Detto nei termini più spicci. o «albero dai fiori con le mani». Il mondo antico era al corrente del sesso delle piante nel caso lampante della p alma da datteri. Nonostante la tendenza dei fiori all'ermafroditismo.come nelle orchidee ed asclepiadi . In alcune famiglie queste parti del fiore si possono distinguere a malapena. di solito stami che reggono il polline sulle antere.superfici ricettive sulle quali il polline germina per fecondare gli ovuli a ll'interno dell'ovario. ha semplificato i suoi fiori ad un solo tubo fiorale. Alla base del pistillo s i trova l'ovario. Le forme dei fiori sono variabili all'infinito. In certe occasioni gli stami costituiscono la parte più cospicua del fiore. emet tendo invece quattro grandi formazioni quasi fogliari che portano antere picciol ate sui bordi. Quando il calice si compone di segmenti separati questi si dicono sepali. oppure sepali e petali possono essere indisting uibili. e non sugli stami. Il notissimo nocciolo ha una specie di amento pendulo in cui sono radunati molti fiori maschili. All'interno del calice c'è la corolla. e molte parti vanno da un numero elevato e indefinito fino a un unico esemplare. come accade nelle piante monocotiledoni. Possono sostituire i petali. Il polline qualche volta . I sepali sono abitualme nte verdi e spessi. deve i l nome scientifico al fatto che da una coppa di centimetri 10-12 color rosso san gue sporgono cinque stami appiattiti. Tutte queste parti possono variare in misura molteplice. note con la denominazione collettiva di pistilli. parente italiana del cerfoglio selvatico euroasiatico. Ma fu il b otanico svedese Linneo (1707-1778) a proporla veramente all'attenzione mondiale. e le parti femmi nili. ricavata da foglie modificate. come n el Calothamnus e nella Tristania. Ad esempio nell'eucalipto si trova un ricettacolo a forma di tazza che circonda gli organi sessuali. e la sessualità delle piante era stata provata sperimentalmente nel 1694. ed un unico ovario. Questi fiori unisessuati possono avere aspetto uguale per i due sessi. fino a più di un metro nella parassita Rafflesia. Al centro gli organi sessuali comprendono le parti maschili. i cui segmenti sono i petali. nel quale il bordo rappresenta i sepali. uno stame. di modo che un albero in piena fioritura costituisce uno spet tacolo sinistro. quasi perfettamente uguali per forma e gra ndezza a una mano. od alberos polverino (Hura crepitans). Così la Pimelea. il fiore è una struttura dove la parte es terna di protezione. La grandezza dei fiori varia da una frazione di millimetro nella lenticchia palu stre Wolffia punctata. ve ne sono molti di un sess o solo. dove i fiori maschili e femminili stanno su alberi distinti. e il numero delle parti sessuate gettò le fondamenta della sua classificazione de . la cui funzione sostanziale è di proteggere il boccio e talvolta il fiore aperto (ad esempio dagli insetti predatori di nettare). Nell'Asteranthos brasiliano la corolla è sostituita da un anello di stami infecondi.vie ne portato in grandi masse pollinifere. m a in certi casi sono molto diversi tra loro. il grande fiore femminile sostien e letteralmente due o tre fiori maschili che effettuano un corteggiamento danzan te su steli che si alzano dall'esterno. Il fiore tipico delle angiosperme ha un verticillo od anello esterno. collegati da un tessuto che conferisce al tutto l'aspetto di un parasole. mentre il solitari o fiore femminile è rappresentato da un ciuffetto rosso. mentre il fiore femminile ostenta u na corolla lobata relativamente enorme. Nel policocco. mentre un cappuccio superiore a perdere protegge il fiore immaturo e rappresenta i petali. Nella Pentagynia saniculifolia. dove un pi ccolo calice a forma di coppa nasconde dei petali dall'aria insignificante. ma possono essere effimeri o assumere la vistosità di forma e colore dei petali destinati ad attirare gli animali incaricati dell'impollinazio ne. il calice. dal quale uno o più piccoli gambi (gli stili) portano agli stimm i . si trova assieme agli organi destinati all'atto sessuale che portano le cellule sessuate della pianta: polli ne maschile ed ovuli femminili. molti fiorellini maschili dall'aria insignificante s ono raggruppati in un'infiorescenza a spiga. imparentata con la Daphne . parenti australiani della mortella.

er ompenti inaspettati dalla scorza. Per spiegare le sue classi vegetali descrisse le Monandre con il pa ragone di «un marito per un matrimonio». e le Diandre con «due mariti nello stesso mat rimonio». e infine la categoria delle piante Poliandre con un esempio per cui vi s ono «venti o più maschi nello stesso letto con la femmina». L'infiorescenza della pa lma è spesso notevole. I fiori si producono di solito all'estremità dei tronchi o degli steli. Ecco la trasformazione dei tre stimmi e dei sei sta mi del «leggiadro colchico»: "Tre vereconde donzelle servono l'intrepida ninfa. e parecchi Ficu s fanno altrettanto. altri tre giovani impegnano la sua età più matura. I fiori possono presentarsi in esemplari unici o in gruppi. che s .dove «la torma di prostitute vaglia dieci ardimentosi pugnaci». prigionieri pudibondi delle sue catene verginali. e la scortano sei gai giovani. meno se ne parla e meglio è.un involucro . di norma s u loro gambi distinti. Il r everendo Samuel Goodenough. e Goethe si preoccupava dell'imbarazzo che i testi di botanica avrebbero potuto procurare a caste scolaresche giovanili. Le vedute di Linneo in materia di sesso erano razionali e positivame nte moderne. c on pochissima immaginazione. in cui tradusse in versi il sistema di Linneo. ed emerge dalla chioma dell'albero quasi come una pianta a sé. Il numero più alto in un gruppo unico.di poligamia. In date occasioni. Lin neo certamente rivelò al mondo che le piante avevano una loro vita sessuale che. come i cacti. in seguito vescovo di Carlisle. A volte l'assunto gli scap pava di mano. ma in casi straordinari possono spuntare direttamente dal le foglie.cui appartiene la nostra erba del cucco .lle piante: così una famiglia poté chiamarsi Diadelphia decandria oppure Polyandria pentagynia.letteralmente «maschi confederati con necessità di poligamia» come nel caso del crisantemo con stili fecondi e flosculi a disco sterili.come dice Wilfrid Blunt . specialmente in certi alberi tropicali. di modo che riuscì a far chiamare una classe vegetale "Syngenesia po lygamia necessaria" . In alcune famiglie i fiori sono portati in capolini compositi provvisti di un solo strato esterno di scaglie sovrapposte .. La famiglia delle margherite si dice delle "Composite" proprio per questo motivo: un solo i nvolucro rinchiude spesso parecchi flosculi di diverso genere. In certi casi i fiori si originano addirittura sottoterra. o più sovente dai tronchi più o meno simili a foglie di piante che hanno abolito le foglie. spaziati o raggruppa ti. con 100 mila fiori individuali.che ha sei stami. nonno di Carlo. e quelli delle concubine la ci rconferenza: le femmine sposate sono sterili e le concubine sono feconde».che li protegge tutt i.. e le inargenta il capo. Quanto poi alla schiatta delle Silene. insieme a piante fiorenti più ortodosse. Quando l'impietosa mano del tempo stende una rete di rughe sulle sue deboli membra. si poteva trasferire al mondo animale «con tutte le r elative conseguenze . Alcuni Ficus malesi u sano questo sistema. tre dei quali maturano successivamente ai primi tre: "La superba Gloriosa conduce tre scelti garzoni. poliandria ed ince sto». e producono tronchicini sottili alla base del tronco. Erasmo Darwin. L'albero del cacao è tra questi. o infiorescenza. corteggio innamorato. i fiori sono portati addirittura sullo stelo o tronco principale." Scrisse a proposito di un giglio da giardino . scriveva in una lett era: «E" assolutamente superfluo dirvi che nulla potrebbe uguagliare la mentalità gr ossolanamente pruriginosa di Linneo».una gigliacea del genere Gloriosa . Nel c aso in esame Linneo descrisse la situazione esponendola come una circostanza in cui «i letti dei coniugi sposati occupano il disco. . si osserva probabilmen te nella palma Talipot. sortendo spesso il risultato apparente di un solo fiore più grande. riportò l'argomento a livello più castigato ma altret tanto esplicito nel suo poema epico "Gli amori delle piante". vittime della sua vita in declino". Il rilievo dato agli organi sessuali dei fiori urtò molti suoi contemporanei.

Vi sono comprese piante come la Potyalthia hypogaea della Malesia. minuscoli e strutt uralmente semplici. ma producono fiori su sottili propaggini orizzontali a fior di terra. altri fiori durano invece un giorno o meno ancora. Per chi si occupa di tassonomia rappresenta il mezzo che gli permette d i stabilire la posizione categorica della pianta e le sue parentele nel regno ve getale. mentre per altri riguardi sembra tenersi pronto a ripiegarsi in una borsa o sacco dall'aspetto di un fico. Nelle dorstenie loro parenti si può osservare una via di m ezzo con minuscoli fiorellini incorporati nella superficie di un disco carnoso t alvolta lobato come un polpo. ricordo un mattino d'inverno in cui dovetti chiedermi da dove mai prove nisse lo scricchiolio che si sentiva mentre lavoravo. questo fiore. nonché unità d'intenti: qualità che creano bellezza e fascino uni ci. H. Quando la Tigridia pavonia. o anche repulsione. Numerosi. I col orati eliantemi dei Paesi mediterranei lasciano cadere i petali nel pomeriggio. aggiungeva: «Rincresce che an che questo evento rammenti alle nostre belle connazionali quanto sia effimera la beltà delle forme. un frignare. poi letteralmente si disintegra». destinato a suscitare ammi razione. dove si osservano propaggini emananti a raggerà per una decina di metri attorno al tronco. nato per spiegare la sua magnificenza solo per p oche ore. Anche il fiore della ninfea gigante du ra solo 24 ore. in giardino o in vaso. ricchezza di risorse ed ingegno. eminente bo tanico. I fiori hanno durata molto variabile. CRESCITA E RITMO: IL CERVELLO ELETTRONICO DELLA PIANTA.cioè senza tronco . Capitolo 10. il quale gli spiegò che i rumori erano causati dalla cre scita dei germogli dei giovani bambù giganti. al ta 30 metri. insuperabili nel loro genere. Le orchidee possono durare 80-90 giorni se non vengono fecondate. ricoprono la parete interna di un ricettacolo cavo che noi i n seguito mangiamo quale frutto.i affondano nel terreno e vi producono mazzi di fichi portati da propaggini. Un Cinese che risaliva il fiume YangTzeKiang nel diciannovesimo secolo sostò ad al loggiare presso una locanda in mezzo a un boschetto di bambù giganti. E" anche il caso di citare un'affermazione del professor G. alta 10 metri . quando lo si veda in libertà allo stato n aturale. venne raffigurata per la prima volta in una rivista di botanica. Fogg. e lo sfregam ento produce questi suoni terrificanti". e la Caloncoba flagelliflora dell'Africa Occidentale. Per chi ha la mente investigativa ogni fiore. meraviglia. Allarmato. Alt ri alberi sono altrettanto straordinari ed hanno un tronco tradizionale con chio ma sorretta da rami. E. l'autore. Talvolta si possono percepire i suoni prodotti dalla crescita di piante molto minori. l'ipomea si chiude e avvizzisce per sera. com e un fievole gridare o uggiolare che proveniva dal bosco dei bambù. secondo il quale «la maggior parte della gente è abbastanza sicura di quello . chi amò il compagno di viaggio. D. il fior di tigre del Messico. dotato di un accesso al mondo esterno tramite u n piccolo orifizio ad un'estremità. il quale in certo qual modo imita il fiore per att irare gli animali impollinatori. Lawrence lo definì «frutto del mistero femmi nile. per quanto inapparente e i nsignificante. dopo averne magnificato la bellezza e la singolarità delle forme. mentre si facevano strada tra le bra ttee e gli involucri di rivestimento che ricoprivano la base di ogni germoglio. Sebbene effimero. I fiori dei fichi sono tra i più strani che esistano. occulto ed intimo». I germogli fioriferi sono completamente sotterranei nel Geanthemum rh izanthus del Brasile e nella palma sessile . il fiore rappresenta agli occhi dell'umanità media un oggetto da coltivare a scopi decorativi. "Venne risvegliato prima dell'alba da un orribile scricchiolio. rivela a un attento esame una sua natura complicata. Nelle mattinate calde ed umide il bambù cresce a velocità sorprendente. Questo racconto affascinante venne registrato e pubblicato dal botanico Blossfel d. finché accertai che i suoni venivano da una ciotola di giacinti i cui boccioli si aprivano un varco attraver so il rigido fogliame.Salacca flabellat a malese.

il fiore dell'informe pianta grassa Muiria esplod e dal molle tessuto vivo con un'aria quanto mai penosa.dove una radice a tutto decisa non riesc a a penetrare. Una foglia isolata di crocus è un attrezzo molle e debole. Mentre però negli animali essi si svi luppano precocemente e s'integrano con i sistemi circolatorio. emissione dello stelo o del tronco. cribrosa. o infilandosi nelle più strette fessure. come sanno molti padroni di casa che hanno piantato ad esempi o pioppi troppo vicini alle fondamenta dell'edificio. nelle piante superiori si formano ripetutamente e pressappoco indefinitamente grazie al rinnovamento cost ante dei "meristemi" o germogli d'accrescimento. la crescita si può far corrispo ndere all'aumento di dimensioni e allo sviluppo di diverse parti. Con il passare degli anni la crescita di una radice nella fenditura di una rocc ia può riuscire a spaccare un grosso masso da un capo all'altro. formano un'arma acuminata e forte quas i come il germoglio sotterraneo di una canna di bambù". forse piegando il colletto per proteggersi d alle offese in modo che nessuna pressione gravi sulla punta in accrescimento. tranne che nelle unicellulari.. e ten ute strette dalle robuste foglie di rivestimento. descrisse come fanno i bucaneve a spuntare dal suolo: "Le due foglie sono strettamente avvolte in una foglia di rivestimento. mentre la pera cresce più rapidamente sull 'asse della lunghezza che non su quello radiale. Non c'è qua si nulla . Le radici degli alberi fendono la roccia espandendosi a ritmo impercettibile. aveva spaccato un macigno di schisto sollevandone di 30 centimetri la pa rte superiore. o a sollevarlo: K erner ed Oliver ricordano il caso di un larice alpino che. Ri . la mela è rotonda perché la crescita continua uniformemente in tutte le direzioni man mano che essa matura. in modo che le cime sono pressate assieme a formare una punta aguzza che perfora il terr eno e apre un varco al fragile fiore. grande giardin iere ed osservatore. osservate nell'America Centrale e in Cambog ia. Vi sono piante come i gigli palladifuoco africani in cui i nuovi germogli erompono attraverso gli strati dei vecchi virgulti. con le punte aguzze e indurite delle foglie riunite nel modo accennato. Le punte radicali sensibili penetrano nel terreno di varia natura e str uttura risolvendo cammin facendo problemi quali l'incontro con pietre ed altre s uperfici impenetrabili. Altri esempi della forza delle radici degli alberi sono forniti dall'avvenuta demolizione di antiche costruzion i in pietra nelle foreste tropicali. e le tubature s'ingorgano presto di una massa di finissimi peli radicali assorbenti.è determinato dal mecc anismo genetico presente nel nucleo di ogni cellula. svilupparsi e riprodursi dipende in molteplice misura dalla possibilità che ha l 'organismo di assorbire nutrimento nelle proporzioni giuste. op pure al riparo d'involucri forti e aguzzi e spessi.salvo una roccia massiccia . nervoso e ormonal e.a strut tura trabecolata.che intende dire con la parola "crescita". ma essa è piuttosto vaga quanto al sen so rigidamente scientifico del termine». Se n e infischia di un vialetto di ghiaia ben rullata e compressa. nel corso di alcuni d ecenni. Ho accennato brevemente agli aspetti principali della crescita: ricerca del terr eno ad opera delle radici. di peso calcolato sui 1400 chili. Bowles. ed alberi in cui le gemme fiorali sfondano la co rteccia del tronco e dei rami. A. Tanto per fare un esempio semplicissimo. In tutte le piante. La forma di una pianta viene pr ogrammata in base alla velocità e direzione di crescita. culminante nel la comparsa degli organi della riproduzione. E. La capacità reale di crescere . ed ogni organo si forma normalmente una volta sola. Le fessure delle conduttur e dell'acqua e delle fognature vengono identificate con altrettanta celerità. ma tutte le foglie messe assieme. Come in tutti gli organismi. Ciò che fa sempre impressione è l'inesorabilità della crescita delle piante. o come altro volete chiamarla .... spiegamento delle foglie. il modello di crescita di una data specie . Talvolta la crescita non avviene in modo altrettanto controllato. I germogli si apr ono un varco attraverso il terreno. e se appena esiste una sottile fenditura le radici non tarderanno a intrufolarvisi. con tecnica che ricorda molto da vicino l' atto di riunire le mani davanti alla testa quando ci si tuffa in acqua. E" mer aviglioso quanta forza sia racchiusa nel germoglio di un crocus che spunta.

e poi un'altra ancora. una pianta riesce a combinare nel suo continuo sviluppo part i corporee di estrema vecchiezza accanto ad altre di accrescimento embrionale. perché è il risultato di cellule preformate che si espandono rapidamente assumendo acqua. I boccioli o gemme fiorali si schiudono analogamente: vedere un fiore grandissim o come quello dell'ibisco che comincia da una specie di ombrello chiuso e si apr e in uno spettacolo di doviziosa bellezza è come assistere al prodigio di una farf alla che sguscia dalla crisalide. La gemma di magnolia emerge da un involucro di folta lanugine che l'ha protetta per tutto l'inverno. toccando 30 metri d'altezza in men o di tre mesi. E" anche notevole la capacità di crescita di una pianta nel corso della sua esiste nza. Dato che il seme pesa meno di 0. La crescita più lenta che sia mai stata osservata è quella di un esemplare d'abete r osso sitka. o la sua base non sia stata schiacciata nel terreno dal peso gravante addosso al cappello fungino in espansione. non ci si debba aspettare crescita superiore a un paio di m etri annuì. e di virgulti forniti di radicole succhianti di rosa muschiata. All'altro estremo del regno vegetale si t rovano i casi di spore di alghe marine unicellulari che sono germogliate sotto l o strato di vernice degli scafi delle navi. cresciuto di 28 centimetri in 98 anni. oppure pieghettata o profondamente increspata. Ho registrato es empi di narcisi spuntati attraverso 8 centimetri di bitume e fioriti perfettamen te. una specie che cresce al limite arboreo nell'Artide. la cifra sopra citata corrisp onde a un aumento in peso di più di 250 mila milioni di volte! I giganti vegetali possono vivere circa 4000 anni. mentre quelle a lobi raggianti srotolano i loro segmenti uno d all'altro. Le foglie escono dalle gemme con uno spiegamento ed un'espansione miracolosa di tessuti compressi e lubrificati di mucillagine emessa da ghiandole speciali. . come nel rabarbaro. l' esempio più notevole che mi sia capitato di vedere è quello di una grossa lastra di cemento di pavimentazione stradale sollevata da un fungo.che cadono quando il fiore si espande. un po'"come in certi complicati ninnoli da salotto. Ho già dato in precedenza esempi della gr andezza raggiunta dalle piante annuali. che si possono paragonare ad uno dei famosi rompicapi cinesi. e peso di molto superiore a 1000 tonne llate. In questo caso l'espan sione dipende dalla pressione idraulica. Anche i germogli ta lvolta riescono a penetrare in sostanze all'apparenza impervie. in Australia. e così via per sette od otto borse e fog lie embrionali l'una dentro l'altra. A nche nelle migliori condizioni molti alberi crescono lentissimamente. si potrebbe aggiungere che la ninfea gig ante viene coltivata abitualmente come pianta annuale in cattività.005 grammi. ricordandoci in tal modo che. Ancora più notevoli le gemme dell'arbust o dell'Amicia. Le foglie pennatosette a foglioline multiple opposte si aprono come le pa gine di un libro. Gli eucalipti sono gli alberi ad accrescimento più veloce: in Uganda è stato osservato il caso del l'Eucalyptus saligna. del tutto diversam ente dagli animali. lasciando vedere il prossimo embrione ne lla sua guaina presso il picciòlo fogliare.sultati più spettacolosi si possono osservare con le piante di rapida crescita. Tuttavia anche questi primati vengono eclissati dai bambù che possono cr escere anche più di un metro in un solo giorno. Le gemme sono oblunghe e a forma di borsa: aprendo quella più esterna se ne trova un' altra all'interno. La velocità di crescita varia enormemente. come il bo sso e il tasso. cresciuto di 7 metri in due anni. Il tulipifero tiene le gemme embrionali in piccole guaine ovali che cadono quand o la giovane foglia è pronta a spiegarsi. Ma è impossibile non restare meravi gliati e perplessi se appena ci si domanda perché un fragile fungo non sia stato b loccato nella sua crescita. Il grande disco t ondo del loto indiano si spiega come una bandiera. che si sono fatti vivi su una carrozzabile attraverso 20 centimetri di un fondo di detriti c operto da un manto di ghiaia e bitume. sebbene in condizioni no rmali. come nel f aggio. A v olte la gemma all'interno del boccio si trova letteralmente raggomitolata a pall a. Si crede che uno dei maggiori esemplari conosciuti di sequoia gigante abbia un volume di 1500 metri cubici di legno.come i berretti d'asino di remota scolas tica memoria . l'hanno attraversato provocandovi fe nditure ed esponendo il metallo delle lamiere alla corrosione. quelle del papavero di Ca lifornia hanno cappuccetti orecchiuti . il tronco aveva il diametro di due centimetri e mezzo.

. molto rapidamente: gli s tami si espandono quasi visibilmente in certi stadi del loro sviluppo. Nei fiori zigomorfi si ritrova la massima varietà di forme delle diverse parti fiorali o dei lobi dei petali. I fiori dispiegano spesso le loro parti in multipli di una cifra di base . mostra 10 sepali e petali che è quasi impossibile distinguere tra loro. che sono di q uesto tipo: 1/2. dove il bocciolo è protetto inizialmente da tre brattee: quando si apre. o se una pianta rampicante si attorciglierà a destra o a sinistra. 3/14.. . Il che significa che la settima foglia di una serie si troverà i n posizione verticale rispetto alla prima. Così. Di fatto le frazioni più frequenti. Un fatto della fillotassi forse ancora più notevole che non la speciosa succession e numerica delle frazioni . e una colonna cen trale eretta che porta dapprima 5 stami e poi sull'ovario 3 stimmi. I fiori stessi sono esempi notevoli di geometria. nelle pigne e nelle formazioni compatte che non nella sparp agliata disposizione fogliare. Questi fasci crescono obliquamente cominciando presso la parte esterna del tronco e progredendo verso il centro.è costituit o dalla sensazionale precisione e dai modelli impressionanti che ne risultano. in verità. e formando infine il condotto di una foglia. La ramificazione delle piante segue analoghe disposizioni prestabilite. Alcuni fiori hanno forma irregolare. o fiore di Passione. quelli del grano crescono di 1-8 millimetri al minuto. e nelle terminazioni fiorali si osservano diversi stili nelle diramazioni o nel modo di portare i fiori: spessissimo la disposizione dei fiori è tipica della famiglia. 2/7. I fiori che portano le loro parti in numero indefinito.poniamo di cocco . dove la sezione trasversale di un tronco . La natura ha veramente il senso della geometria.1/4... una «corona» fatta di un numero indefinito di filamenti raggianti. Esso traccerà pure le modalità secondo le quali verranno prodotti i ger mogli o le foglie. o fillotassi. dal quale si scostano svilupp andosi lateralmente.7.. in una palma. come sa chiunque abbia studiat o botanica con l'aiuto dei diversi schemi fiorali. com e nella bocca di leone o in una orchidea. Radunando insieme le diverse frazioni di spirale che si ritrovano nel regno ve getale si nota che esse si possono disporre in tre serie distinte. La programmazione d'un fiore è impresa abbastanza complessa. 5/13.tre. 13/34. cinque . 3/11.e 1/4. Nelle piante questo centro di programmazione determina caratteristiche che decidono se la specie sarà una pi antina annuale o un albero. ma qualunque sia la loro geometria. Ho descritto in pr ecedenza quanto sia complesso il sistema vascolare della palma. 2/9. 5/18. per e sempio. . prima che l'albero sia sufficientemente adulto perché la foglia interessata «nasca» e il suo allacciament o vascolare diventi operante. 2/5.I singoli organi particolari possono crescere. 3/8. 8/21. dove gli stami si torcono su un solo lato del fiore.. e che le foglie successive avranno tr acciato due spirali attorno allo stelo o al tronco per ottenere questo risultato . come i cacti. ma se non altro un fi ore esce da un bocciolo ed ha un punto d'inizio nei tessuti. e 5/13. Questa sequenza è tale che si può esprimere con un numero frazionario. p iù evidenti nei cacti. il che significa che si possono dividere in due m età uguali tagliandoli secondo una linea centrale. 2/5. In ogni organismo vivente il «centro di programmazione» che ne determina la forma e la struttura è situato nei geni presenti nei cromosomi. sono dell'ordine di 1/2 (in cui le foglie si trovano a paia opposte) . 1/5. 1/3. 3/8.ma alcuni r ivelano una notevole inosservanza di tanta semplicità. come vedremo in seguito. . come vengon o chiamate. mentre una guaina fogliare di banana cresce di 1 millimetro al minuto. Il lato affasc inante di questo comportamento. ad esempio de ll'ordine di 2. In caso diverso i fiori sono disposti secondo una simmetria ra ggiata. c ome quelli delle poligale. oppure sono zigomorfi.può mettere in evidenza fino a 18000 fasci vascolari. 5/23 . In alcune piante co me nelle palme c'è una predestinazione di tipo affatto diverso. il che costituisce sempre una sequenza geometrica. quattro. li portano di solito a vvolti a spirale. La forma dell'organismo ri sultante dipende dai processi evolutivi già menzionati. Queste serie hanno in comune la caratteristica c he si può ottenere ogni frazione sommando i numeratori e i denominatori delle due frazioni precedenti.che non comporta alcun rapporto naturale . Prendiamo la passiflora. le varie disposizioni dei fiori si preoccupa no dei loro soci d'impollinazione. consiste nel fatto che ogni fascio deve cominciare a crescere talvolta letteralmente per anni.

che venne ritenuto esatto con lo scarto di una mezz'ora. ma questa possibilità non esiste negli animali più progrediti. ne produce spe ssissimo di nuove in punti inaspettati. Ma le radici non sono prodotte abitualmente dai tronchi. e si verifica in un ampio assortimento di piante: una spe cie americana. di modo che dopo pochi anni c'è un altro filare d'alberi lungo la strad a o il campo. come accade nell e stelle marine. iniziata ed interrotta secondo un orario diverso. o la cicoria selvatica detta barba d i becco. Oltre ai movimenti si nota nei fiori la produzione di profumo e di nettar e. le lucertole fanno ricrescere all'occasione una coda nuova. non c'è alcun dubbio che le piante «sentono il tempo astronomico».la gialappa. come sa chiunque abbia tagliato piantine di lapazio o di tarassaco. Una pianta cui capiti di perdere le foglie per qualche disgrazia. Molte piante grasse come i Sedum emettono radici dagli internodi. che in poco tempo emettono radici e foglie. L'abbattimento di un tronco o l'eliminazione di un ger moglio stimolano di norma la produzione di nuova verzura. che si schiude all'ora d el tè e viene chiamata «la pianta delle quattro». capacità di cui i giardinieri si avvalgono in misura così estesa. Le caratteristiche principali della crescita vegetale si adeguano a un modello g enerale indipendentemente dalla grandezza di una pianta. La simaruba tropicale viene a mpiamente usata per farne pali da staccionata. L'esempio più sensazionale del tempismo di una pianta dev'essere comunque quello d ella sempreverde arbustiva Wormia suffruticosa malese. La diffusa conoscenza dell'orario dei fiori si riflette nei nomi popolari dati a certe piante. osservato per la prima volta nel 1729. Una foglia di begonia al contatto del terreno emetterà radici dalle nervature. e il «sonno notturno» delle foglie. una volta adulta fiorisce ogni giorno per tutta la dura ta della sua vita. se vengono appese in aria. Esso si rende evidente di solito per il fatto che le foglie si rilassano dalla loro posizione eretta. che il fenomeno è ormai ge neralmente noto.se deposte a terra . tanto che si tratti di un'esile piantina annuale quanto di un grosso albero di foresta. Esattamente come negli animali .nei P aesi di lingua inglese . gli alberi. e le foglie di queste ed altre piante succulente . detta localmente "Simpoh a cespuglio". quando devono moltiplicare le piante. e anco r meno dalle foglie. mentre la Ma . o si può piantare una foglia di violetta africana in un vaso sicuri di v ederla produrre nuove radici e una nuova piantina. specialmente se sono sta te tagliate. eppure si può infilare nel terreno un ramo di salice ed esso attecchirà. ribattezzata nei Paesi di lingua inglese «Gianni va a dormire a mezzogior no». si addormenta due volte al giorno. sta il fatto ch e la crescita di una pianta è governata da ritmi di vario genere. Questo senso del tempo è noto da molto tempo. I frutti maturano in cinque settimane esatte.La programmazione di una pianta dimostra spesso notevole flessibilità. Linneo (nato nel 1707) elaborò un orol ogio fiorale basato sull'orario di apertura e chiusura di vari fiori. la Madia elegans. possono rigenera re le foglie sui tronchi. e principalmente da quelli derivanti dalle 24 ore della giornata. essi sono completamente fioriti un'ora prima del levar del sole. I ritmi principali che si osservano nelle piante sono quelli giornalieri e stagi onali. Questa forma di rigenerazione ricorda le numerose specie animali che riformano n uove parti del corpo o nuovi arti quando uno viene danneggiato. Ma al vertice d i questo modello e di questa programmazione genetica che sortisce il risultato p er cui una specie vegetale ha una sua fisionomia caratteristica. Mirabilis jalapa. In realtà le piante sono orologi viventi. ad esempio . o che abbia tolto di mezzo il tronco principale d i un prugno con il solo risultato di trovare nuovi germogli che spuntano per tut to il giardino dalle radici sotterrate.cacceranno radici alla base del picciòlo. o «danno l'ora esat ta». e si aprono fendendosi in molt e strette strisce alle tre del mattino del trentaseiesimo giorno. Anzitutto. Il suo orario prevede l'apertura dei boccioli alle tre del mattino. cioè per mezzo secolo o più. che possono rigenerarsi quasi all' infinito da un fittone reciso. e i petali cadono alle quattro del pomeriggio dello stesso gior no. ad esempio. Le larve degli anfibi e i tritoni rigenerano le zampe perdute. Tale caratt eristica è chiaramente illustrata dalla capacità che hanno diversi organi di rigener are radici in circostanze speciali. la produzione di linfa nell e radici.

come è il caso dell'alga flagellata Euglena e di alcune diatomee fototattiche. dove vivono. Ritchie R. E" importante avvertire che i ritmi giornalieri si originano dall'interno e "non " vengono imposti da condizioni esterne. specialmente se si tiene conto ch e solo la luce del mattino può rimettere in moto il meccanismo della fotosintesi. Talvolta esse non seguono esattamente il ritmo dettato dalla lunghezza del gio rno. A volte pare che i movimenti delle foglie si possa no spiegare razionalmente. L'intervallo tra un ritmo e l'altro può accorciarsi o allungarsi al quanto in condizioni artificiali. (Per il resto della notte sono alla pari con l'uomo. Ma in ogni caso è una manifestazione notevole di crono metria biologica. Quest i cervelli elettronici tratteranno anche un certo numero di «pratiche accessorie» per usare il gergo dei calcolatori . Si annoverano tra queste ultime certe alghe marine il cui ritmo appare cond izionato dal moto delle maree. ritirandosi verso il basso quando annotta. trascorsa nell'ossequienza a ritmi circadici gi ornalieri accertati. Questi ritmi biologici si dicono "circadici". se si considera l'habitat di queste piante: le piantine microscopiche verrebbero spazzate via a marea alta. quando le cellule non hanno più l"«avviamento auto matico» dato dalla successione regolare della luce naturale e del buio. e Darwin credeva che servisse a proteggere le fogl ie dagli effetti del freddo notturno. Fogg .ranta leuconeura è chiamata la «pianta che prega». per approfittare della luce del gio rno ai fini della fotosintesi. come nel caso della "pianta del telegrafo". La genziana delle nevi si chiude ogni volta che passa una nuvola e si riapre quando viene di nuov o illuminata dal sole.citiamo ancora G. nelle regioni temperate. quali l'oscurità assoluta. ma non conosciamo la natura del vero e proprio meccanismo di orologeria». che cioè vanno su e giù nel fango. cioè «pressappoco giornalieri». così chiama ta per la somiglianza con i semafori di una volta provvisti di bracci. e lo stesso fanno molte piante sensibili al sole.«finora . e almeno in un caso è accertato un tasso ritmico nella fotosintesi di un'alga unic ellulare. per cui le loro attività sono regolate secondo il g iorno solare e lunare. e che infine si conservano per qualche tempo in condizioni artificiali. Alcune piante come la samanea o «albero dell a pioggia» sudamericano ripiegano le foglie non soltanto di notte ma anche con tem po nuvoloso. quando c'è bassa marea. finché viene a mancare qualsiasi ritmo nelle cellule di piante illuminate senza interruzione . in una certa misura. ripetendo più volte questa operazione. Ward ha avanzato l'ipotesi che un organismo a ritmo circadico assomig li a un cervello elettronico sincrono controllato da un orologio generale. ma pare che esistano ben poche motivazioni a giustificare i l «sonno» notturno delle foglie. Certe diatomee fototattiche rivelano analoghi movimenti r egolati sulle maree. perché congiunge le sue foglie dall'a bituale posizione orizzontale diurna. può riuscire utile «consegnarle» in modo che possano riprendere a funzionare tutte insieme non ap pena viene data «via libera». per così dire. abbiamo studiato solo le lancette di questi orologi biologici. Si tratta di una forma di adattamento assai razionale. o "circadiani". sebbene i tassi di crescita raggiungano di solito l'apice in un ri tmo di 24 ore.) Gli scienziati hanno ident ificato i dati di fatto della situazione. C'è comunque . ma . ma pause di q uesta durata non hanno praticamente nessuna importanza con l'infinità di tempo a d isposizione delle piante in termini evolutivi. Questi ultimi esempi sono chiaramente utili alla pianta e in rapporto funzionale con la sua giornata lavorativa. Forse giova a ridurre l'evapor azione dalle foglie delicate. Notiamo tra l'altro che non si osservano indizi di analoghi ritmi nei batteri o nelle alghe verdiazzurre. Anche piante di struttura semplicissima possono mostrare di possedere questo rit mo. e risalgono alla superficie del fango con la luce del giorn o. Il rit mo giornaliero regola anche la produzione delle spore in alcune alghe semplici. ma non spiega perché tante p iante tropicali sembrano mettersi a sonnecchiare.alcune delle quali sono più lente di altre. E" stato dimostrato che ciò avviene effettiv amente. Una notte di riposo verrebbe considerata indice di sca rsa efficienza in un calcolatore elettronico fabbricato dall'uomo. che fa on deggiare in ogni direzione le sue foglie grandi e piccine. E. S e la diversa velocità delle pratiche accessorie perde troppo il ritmo. Esso sembra abbastanza naturale agli occhi di chi h a una mentalità antropomorfica. dove la parola «pressappoco» serve a ricordarci che i ritmi possono anche non avere la durata di 2 4 ore esatte.

I peri piantati a Giava diventano sempreverdi. e riprendono presto a lav orare con la nuova stagione di crescita per pompare nutrimento indispensabile al l'emissione di nuove foglie prefabbricate e al nuovo ciclo di accrescimento. Brown junior. lo sviluppo delle foglie. Analogamente un'ondata di gran caldo nei primi mesi dell'anno indurrà le piante a dare foglie e fiori precoci. alcune piante fiori scono ininterrottamente. Se vanno in riposo completo . per le erbacee perenni. Allard: "Tra le caratteristiche più tipiche della crescita delle piante fuori delle region i tropicali va annoverata l'accentuata tendenza di varie specie a dare fiori e f rutti solo in date epoche dell'anno. mentre altre possono fiorire . e se ne accennerà più diffu samente nel seguito di questo capitolo. da il segnale per ché cominci qualche attività umana stagionale. e infine per gli arbusti ed alberi a foglia caduca che perdon o il fogliame in inverno. A. o radici robuste se piantate a luna calante. le piante riducono sostanzialmente il loro metabolism o. proprio co me la primavera e l'autunno si fanno corrispondere all'arrivo e alla partenza de gli uccelli migratori". Nei climi temperati si osserva uno schema netto di crescita basato su un periodo annuale di riposo. Garner e H. che serve da segnale agli agricoltori per l'inizio delle operazioni di semina. come l'esplosione dei boccioli rigonfi della Griffonia. ma s e continua la gelata avverrà ugualmente l'apertura. Presso certe comunità primitive qualche data attività di un albero locale. come l'em issione delle foglie o dei fiori. la caduta delle foglie dagli al beri cedui o il momento d'entrare in riposo per le altre specie vegetali. quali la produzione delle gemme e dei bocci. Uno dei suoi più recenti esperime nti dimostra che l'acqua contenuta nelle fave è strettamente correlata alle fasi l unari. Un momento di gran freddo può arre stare per breve tempo la schiusa delle gemme fogliari e dei primi boccioli. Chi è convinto dell'azione della luna sul r egno vegetale crede ad esempio che certe piante daranno foglie più precoci se si s emineranno con luna crescente. o la maturazione dei frutti. Gli alberi tropicali si attengono sovente a regole personali. R. Irvine ha raccolto parecchi ese mpi in Africa. come ricorda questo brano di una relazione storica del 1920 scritta da W. ma le gemme possono adottare cicli individuali non sincronizzati tra una gemma e l'altra. spesso un ramo alla volta. Ignoro però se questi esperimenti antroposofici siano mai stati ripetut i da scienziati spassionati in condizioni controllate. e un altro in cicli di 14. I ritmi stagionali sono quelli che controllano le at tività a lunga scadenza. e i periodi principali di crescita. Questo schema vale principalmente per le piante annuali. la s emina a luna crescente favorisce in linea di massima la crescita e il raccolto s uccessivi. Questo comportamento è così costante che certe piante finiscono con l'identificarsi con ognuna delle varie stagioni. che trascorrono la loro esistenza entro l'unità di tempo di un anno e passano il peri odo d'inattività sotto forma di semi. che producono tronch icini o steli annuì. ma le variazioni dalla media si misurano di solito in giorni soltanto.un rapporto tra i movimenti di sonno e gli altri ritmi. Abbiamo qualche prova che le piante fiorenti talvolta siano influenzate più dai pe riodi lunari che non da quelli solari e un ricercatore americano. U no può fiorire in cicli di 10 mesi.il che significa perdere le foglie per breve tempo . il professor F . Si può misurare l'anno dall'attività delle piante. W. Pare comunque che i periodi stagionali siano di gran lunga i più importanti per le piante.possono farlo a titolo personale senza sincronizzarsi con i vicini anche della stessa specie. Va citata di passaggio la radicata credenza antroposofica nell'influsso d ella luna sulla crescita delle piante. F. anche se ciò comporterà la distruz ione immediata di foglie e fiori. lo spuntare e l'aprirsi dei fiori. Un gia rdiniere sa che queste attività. A. Tuttavia le radici di rado sono del tutto inattive. è sicuro che un ritmo regolato sui quarti di luna sia ampiament e diffuso sia tra le piante che tra gli animali. non vengono i nfluenzati sensibilmente dal tempo atmosferico. in linea generale. che comporta il passaggio dalla fase di industria funzionante a pieno ritmo a qu ella di ristagno completo. Nel corso di questa trasformazione notevole e rapida. Le piante a foglie caduche cresciute nei climi tropicali hanno un comportamento str ano.

conservano le foglie in inverno. Tutto ciò concorda con il loro ambiente accomodante e soggetto a scarsi mutamenti. che sono molto più grandi di quelle persistenti. specialmente se le radici non riesco no ad assorbire umidità a causa del terreno secco o gelato . e mesodiurne. La maggior parte delle conifere. che fioriscono con luminosità diurna di 12 ore o meno. piante longodiurne. Co me ha osservato l'esploratore Henry Bates. lattuga. La consapevolezza da parte della pianta di questo periodo di cambiamento regola le attività stagionali prima accennate. Questa ripartizione è condizionata chiaramente dalla distribuzione geografica di u na data specie: nelle regioni tropicali. autunnale e invernale a seconda della stagione. Per dimostrare questo asserto sono stati compiuti esper imenti affascinanti che hanno incluso innesti di foglie. o non succede. In questo clima il controllo della fioritura annuale vi ene effettuato imperiosamente dalla stagione piovosa. cosa misurano le piante in realtà? La l unghezza della notte. e la maggioranza delle specie delle regioni temperate che fiori scono in primavera e in autunno. Così n elle Ande equatoriali non c'è cambiamento nella lunghezza delle giornate o nella t emperatura media nel corso delle stagioni. men tre esempi di neutrodiurne sono il grano turco. a seconda delle giornate lunghe o brevi. piante annuali di or igine tropicale. sebbene queste sempreverdi del mare . Si è trovato che è possibile dividere le piante in tre gru ppi secondo la lunghezza della notte. tra le longodiurne si annoverano frumento. è composta di larici dahurian. e le loro foglie funzionano ogniqualvolta lo consentono le condi zioni. le conifere specialmente vivono in climi f reddi e rigidi.una sola volta in 10-15 anni. Anche il ritmo sessuale de lla maggior parte delle alghe marine viene influenzato dalla temperatura dell'ac qua. o pressappoco uguale. sebbene l'escursione giornaliera dell a temperatura di circa 13 gradi centigradi assicuri alle piante l"«estate» ogni gior no e F« inverno» ogni notte. non avendo di fatto un rit mo annuale specifico.a somiglianza delle conifere . e in modo particolar e l'avvio alla fioritura. Il fatto che i nuovi germogli degli alberi delle regioni temperate siano dannegg iati talvolta dalle gelate tardive potrebbe sembrare argomento a sfavore dell'us anza di avere foglie cedue. o neutrodiurne. «in Inghilterra un bosco ha un suo aspe tto primaverile. Nel corso di un solo esperimento una fogli a proveniente da una pianta condizionata nel senso della fioritura venne innesta . mentre alle alte altitudini ritroveremo le longodiurne e ancora le neutrodiurn e. Nelle f oreste equatoriali è uguale. il pomodoro e le numerose piante tropicali che danno fiori e foglie per tutto l'anno. bietola e le specie delle regioni temperate a fioritura estiva. quella sola foglia provoche rà la fioritura nella pianta innestata.e questo è il motivo pr incipale per cui le piante cedue perdono le loro foglie. pata ta.non si ano mai in inattività completa. M a se ciò non si può dimostrare. o a non fiorire per niente. dove le giornate mantengono più o meno 12 ore di luce. potranno dare buona riuscita solo le brevidiurne o le neutrodiurne . ogni giorno dell'anno: gemme e boccioli. estivo. altrimenti perderebbero acqua con velocità molto maggiore di quella che occorrerebbe alle radici per far fronte alla situazione. sebbene si descrivano usando la parola «gior no» per maggiore comodità: piante brevidiurne. nonché altre sempreve rdi. Abbiamo tuttavia pochi indizi che le piante siano consapevoli del trascorrere di un anno. nelle quali la fioritura viene avviata da fattori climatici che prescindono dalla lunghezza del giorno e della notte. Se s'innesterà una foglia di pianta prossim a alla fioritura su un'altra non disposta a fiorire. Ma in questo caso le foglie sono adattate a resistere all'essiccazione e a perdere vapore acqueo con molta lentezza. Sappiamo che è la foglia a controllare la fioritura della pianta. in Siberi a. Esempi di piante brevidiurne sono i crisantemi e i piretri. E" possibile condiziona re le piante trattandole con illuminazione artificiale in modo che siano pronte a fiorire. frutti e caduta delle foglie sono sempre presenti contemporaneamente i n una specie o nell'altra». e in ogni caso sarebbe difficilissimo darne una dimostrazione reale. Piante strettamente imparentate tra loro possono avere esigenze affatto diver se per quanto riguarda la lunghezza del giorno o della notte. che richiedono più di 12 ore di luminosità giorn aliera. dove ha poca importanza rispettare un orario. che sono conifere a foglie cedue. Notiamo a questo proposito che la foresta più fredda e più settentrionale di tutte.

specialmente all'inizio di tale periodo . La luce che arriva all'orologio fogliare nella fase lucifuga . in condizioni adatte. o endogeni. I ritmi giornalieri. di cui già sappiamo che fa due «sonni» n el corso delle 24 ore.aziona P« interruttore» staccando il contatto nelle pi ante brevidiurne ed inserendolo nelle longodiurne. Questo portaordini chimico non è stato a ncora isolato. prodottasi di solito nel primo anno. Bünning nel 1936. ha bisogno di refrigerazione inve rnale per fiorire nell'estate successiva. e il resto della pianta viene tenuto in con dizioni longodiurne. e ne ripa rlerò al capitolo 27. Mantenendo la nostra similitudine meccanica. troviamo che la fioritura può iniziarsi in giornate corte o lunghissime. specialmente per controllare la fiori tura e di conseguenza l'epoca di produzione dei frutti e del raccolto. Solo nelle regioni tropicali in cui le condi . La temperatura esercita un effetto di particolare importanza su alcune plantule.come pare si possa dedurre dai ritmi circadici . Questo raffreddamento invernale si dic e vernalizzazione. l'u omo ha potuto manipolarli per i suoi fini. ma non in giorni di lunghezza intermedia. richiede viceversa temperature elevate a un a data epoca perché possa avere fioritura tardiva. e a stagioni più differenziate. Talvolta la reazione della pianta è vincolata dalle condizioni di temperatura.possiamo ipotizzare che durante le 12 ore della media notturna (la notte va esattamente dalle 6 di s era alle 6 del mattino all'equatore) la pianta ricerchi il buio. Uguale effetto si osserva nella bietola e in altre piante biennali. Si annover ano tra queste i cereali vernenghi che resistono all'inverno: fioriranno prima s e le plantule hanno sopportato temperature prossime allo zero. Fanno eccezione alcune specie. con le quali hanno raramente rapporti di parentela. dal momento che i «primissimi indizi» dei fiori si formano non appena germina il seme. Una volta accertata l'esistenza di questi ritmi e dispositivi di avviamento. Salvo il caso della Madia elegans.ta successivamente su sette piante condizionate negativamente. e la fioritura avverrà n ell'estate successiva. Sono occorsi molti esperimenti complicati per costruire questa teoria avanzata d a E. sono evidentissimamente interni. perc hé dalla posizione delle foglie si può stabilire se la pianta sia in fase fotofila o lucifuga. S e immaginiamo che la pianta possieda effettivamente un meccanismo d'orologeria d i 24 ore . Il riso. (E" un paragone molto semplif icato: di fatto le longodiurne hanno una fase critica lucifuga più corta che non l e piante brevidiurne. facendo s cattare un comando che dà il via al processo di fioritura quando la lunghezza dell e giornate assicura condizioni opportune. elabor a un messaggio di natura chimica che si può definire «il fattore di fioritura» ed è ugua le anche in piante non imparentate. Ciò accade naturalm ente in inverno se la semina è stata effettuata in autunno. di cui le piante dovettero tenere conto nel loro stesso interesse man mano che si a vventuravano dalla foresta tropicale in regioni ad inverni più freddi e notti più lu nghe. ad esempio l'arachide precoce che non ha «pubertà». Ma come fa la foglia a stabilire che così biso gna fare? L'ipotesi più credibile tira in causa i cicli giornalieri già descritti. come preferite chiam arli. il che significa che ci deve essere un «orologio» nelle piante che misura la lunghezza dei giorni e delle notti nel loro susseguirsi. dove la rosetta. E" anche divertente nota re che la fioritura delle piante parassite dipende da quella delle piante parass itate. ma se la semina si fa a primavera non ci sarà fioritura est iva. Va aggiunto che le piante devono raggiungere una certa maturità prima di poter com inciare a produrre fiori in ogni circostanza. possiamo ancora immaginare che esista incorpor ato in questo orologio un interruttore a contatto destinato ad avviare la fiorit ura. Questo fatto significa indubbiamente che la foglia. cioè su alcune piantine appena sgusciate dal seme. mentre nelle al tre 12 ore ricerchi la luce: sia cioè rispettivamente «lucifuga» e «fotofila». e provocò la fiorit ura in ciascuna di esse! Se una sola foglia di lappola riceve il trattamento bre vidiurno che le occorre per fiorire. ma devono essere stati impost i nel corso dei millenni dall'effettivo alternarsi del giorno e della notte. spe cialmente notturne. ma vi sono varie teorie sul modo con cui è possibile che operi. tutta la pianta comincerà a fiorire.) A questo punto assumono una certa importanza i movimenti di sonno già citati. tra le altre piante tropicali. ed è limitato alle piante delle regioni fredde e temperate. o periodi giornalieri. o fluttuazioni.

per cui forse non sarebbe appropriato parlare di un ritmo in questo caso. sia in materie prime che in prodotti finiti. in certi Pae si asiatici dire di una persona che ha visto fiorire due volte i bambù significa c he è molto vecchia. di cui a volte si sospetta vagamente la natura ormonale. Uno dei molti aspetti tuttora inspiegati della cres cita delle piante.certamente non tutti . Alcune di queste sostanze si ri trovano tanto nelle piante quanto negli animali: ad esempio le auxine sono prese nti nell'urina umana. che spesso si misurano in decenni. che mostrano anelli di accrescimento giornalieri. e i bambù possono fi orire ad epoche molto distanziate tra loro. e le foglie cadano alla stagione giusta. perché compaiano fiori e frutti. Da qualche parte devo no venir emanate disposizioni per la produzione di alte radici.muoiono dopo la fioritura. e inf ine per controllare che queste attività si svolgano nella misura opportuna. Ogni direttore di fabbrica deve essere al corrente . si sa ad esempio che l'Arundinaria falconeri è fiorita nel 1876. cioè ad intervalli di 14. o di un procedere incerto verso un ritmo di 24 ore. grazie ai rapporti dei capisala. Eppure è straordinario come piante del la stessa schiatta. alcuni dei quali non sono stati ancora isola . e ogni giorno fosse di ci nque ore soltanto. Nelle piante si osservano periodi che riesce difficile capire. ma questi cicli a unga scadenza. Anche le vitamine hanno altrettanta importanza per le piante come per gli animal i. che un tempo aveva la denominazione più pittoresca di "donnina". 1929 e 1936. ma altri ne hanno di molto più lunghi. C'è dunque un orologio incorporato in queste schiatte. I funghi sono organismi antichissimi. Molti funghi hann o ritmi di 24 ore. nonché di ogni singola lavorazione de i vari reparti. COMANDI E COMUNICAZIONI. sembrano autorizzare l'ipotesi che due miliardi e mez zo di anni orsono il mese lunare durasse 40-45 giorni. Esistono pure sostanze inibenti della crescita quali l' acido abscicico. esteso dalla semplice moltiplic azione cellulare fino alla formazione di organi complessi. Deve esserci un analogo control lo dietro ogni fase della crescita delle piante. germogli o fogli e. Inoltre anche l'esame dei coralli fossili lascia sospettare c he circa 600 milioni di anni fa l'anno cambriano avesse 425 giorni.che rilevano le situazioni esistenti all'esterno e provve dono a fabbricare sostanze che in quantità infinitesimali trasmettono ordini alle parti della pianta.zioni permangono uniformi per tutto l'anno. ma in condizioni climatiche assai disparate. rappresentano un enigma che non abbiamo ancora risolto. e a lung a scadenza . e può darsi che un ritmo di quattro giorni costituisca un ricordo at avico di tempi in cui il giorno aveva lunghezza molto diversa da quella attuale. 39 e 7 anni. ma pi uttosto di costruzione dell'edificio della pianta finché si offrono condizioni ada tte che le consentono di mettere fiori. si possono parago nare effettivamente agli ormoni animali secreti dalle ghiandole endocrine nella circolazione sanguigna. Queste sostanze incaricate di controllare o regolare la cres cita. Capitolo 11. avvengono nelle cellule certi processi chimici . fun zionante a lunga scadenza e alquanto a casaccio? E" stata avanzata l'ipotesi che e entrino in qualche modo le macchie solari.della situazione del movimento merci in uscita dallo stabilimento. ma ciò non succede in realtà. riescano a fior ire contemporaneamente. In par ole povere. consentendo loro di utilizzare le sostanze nutrienti grezze ai fini della cre scita. ma irregolari. Infatti le recenti ricerche geofisiche sui fossili precambriani detti stromatoliti. c he ricordano quelli delle cicale e delle cavallette. All'estremità opposta nella dinamica dei ritmi si trovano molti bambù con cicli di f ioritura piuttosto straordinari. 1890. Dalle registrazioni più antiche pare di capire che i bambù fiorisc ono dopo un numero d'anni costante. per cui vanno considerate alla stregua di ormoni dell'accrescimento di ti po diverso dalle auxine. a somiglianza di quanto succede in altre piante monocarpiche come le agavi giganti. Vi sono anche numerosissimi ormoni.ed eventualmente an che di natura fisica .giorno per giorno. Alcuni bambù . le piante godono perennemente delle condizioni ideali e fioriscono più o meno ininterrottamente. dove esercitano analoga funzione di controllo della cres cita e del funzionamento organico e sistematico.

Tutte queste sostanze si influenzano reciprocamente e intervengono nei processi di ricambio della pianta. Se si toglie la gemma term inale. sebbene non si possano spiegare in modo soddisfacente certe attività delle pia nte se non se ne ammette l'esistenza. ma non vengono mai rimesse in circolazione. in modo da impedire all'auxina di raggiungerla. cioè nelle giornate corte. e le gemme situate più in basso comin ciano a produrre auxina per conto proprio con azione stimolante sui rispettivi g ermogli. ma il loro funzionamento estremamente complesso è tutt'a ltro che chiaro in ogni suo aspetto.e controllano il tasso di crescita a seconda de llo sviluppo delle diverse parti della pianta (come la crescita di germogli inve . e ad essa si de ve il vecchio detto dei giardinieri per cui "cane. Viceversa potrà arrestarne la crescita togliendo la corteccia a valle di una gemma. Non si pr oducono estrogeni invece quando le condizioni di fioritura sono sfavorevoli. mentre l'eccesso di auxina che si diffonde giù per lo stelo blocca a sua volta la crescita delle altre gemme laterali sottostanti.poniamo di un albero da frutto . Dai meristemi le sostanze regolatrici della crescita si diffondono alle altre parti della pianta. a differenza di qua nto fa una singola ghiandola animale che è in grado di diffondere i suoi comandi i n tutto il corpo per via sanguigna. Esistono nelle piante semplici e nei funghi . temperatura. Le auxine si formano e si trovano più concentrate specialmente in corrispondenza d ei punti di accrescimento o meristemi della pianta. dove di solito agiscono le vitamine invece delle auxine.ti. o sempliceme nte premendo un coltello nella scorza per accumularvi auxina. Se però si toglie la gemma terminale. più si picchiano. Sono compresi tra questi elusivi ormoni i presunti stimolatori della fioritura detti "florigeno" e "vernalina". dove vengono utilizzate o distrutte. viene a mancare l'effetto inibitorio. Il fatto è dimostrato da un esempio ben noto ai giardinieri. I meristemi costituiscono zone dove le cellule sono permanentemente a llo stato embrionale. e ogni eccesso o mancanza di «ormone» in qualsiasi punto vien e rimediato ad opera dei meristemi vicini. che stimola la cre scita del germoglio dalla gemma stessa. Si sa che a ltri ormoni animali legati all'attività sessuale si ritrovano largamente nelle pia nte. Almeno in alcune longodiur ne gli estrogeni . e contemporaneamente si diffonde giù per l o stelo impedendo ogni sviluppo delle gemme laterali.ormoni sessuali che fino ad epoca recente venivano attribuiti esclusivamente agli animali . muovendosi spesso in una sola direzione. Vediamo quindi che questi messaggeri chimici svolgono varie funzioni coordinate.quali alim ento.si formano mentre fioriscono le piante. che erogano le sostanze nutritive.di soli to si sviluppa la gemma terminale. moglie e pianta di noce. Ogni meristema controlla un territorio abbastanza ristretto. dove la battitura dei tronchi ha l'effetto presumibile di arrestare la discesa d ell'auxina. Gli ormoni che stimolano la produzione dei frutti vengon o emessi dai semi in via di sviluppo. aumentando di conseguenza la produzione di fiori e frutti. ed effettuano la divisione cellulare con processo spontane o o sotto l'effetto di uno stimolo. In certi casi l'applicazione di questo ormone sessuale fem minile universale farà fiorire la pianta molto più in fretta del solito. Spesso un giardiniere riesce ad ottenere la crescita di una gemma togliendo una piccola mezzaluna di c orteccia a monte. ma la loro funzione è ancora incerta mentre vengono scritte queste righe. luce . Su un germoglio . Questa pratica può e ssere opportuna ad esempio quando si coltivano alberi da frutto. cominciano immediatamen te a svilupparsi le gemme laterali più vicine. il quale u ltimo stimola la fioritura dopo un periodo di freddo. Esse circolano principalm ente nei canali del floema. Le auxine entrano in causa anche quando i rami vengono distesi in senso orizzontale e ne viene favorita analoga produzione di fiori e frutti. mentre quelle laterali lungo tutto il germogl io restano inattive. acqua. si può dire che la gemma terminale produce auxina molto concentrata. Semplificando un po'"le cose. Operando a distanza (e questo è il criterio vitale di una sostanza che controlla la crescita) bilanciano i fattori esterni che interessano la pianta . siano essi foglie o germogli o radici. meglio sortiscono". Anche in questo caso i meristemi si trovano in fase di equilibrio.

e dispongono perché i tentacoli delle specie insettivore af ferrino le loro vittime. Notiamo di passaggio che i frutti non si limitano a cadere quando sono maturi. e così facendo accelera lo spoglio delle foglie ormai con dannate. dirigono i tubicini pollinici verso gli ovari. stimolano la produzione dei frutti. Prima che fosse trascorso il pomeriggio i garofani erano tutti appassiti a causa dell'etilene emesso dai frutti. Prima che ciò avvenga diminuisce la concentrazion e delle auxine nelle foglie. e spesso si verifica la «caduta di giugno» dei frutti immaturi: è il sistema ad ottato dalla pianta per regolare la produzione di frutti entro limiti funzionali in rapporto alle condizioni del momento in fatto di alimenti ed umidità. Nel caso della caduta delle foglie si crede che la produzione di etilene venga scatenata da un'altra sostan za ipotetica nota con il nome di fattore di invecchiamento. con una frase presa a prestito da L. e infine. l'allungamento delle cellule e dei germogli in accrescimento. si deve supporre l'esistenza di una sostanza fotosensibile di natura chimica che reagisc . grande esperto in materia. C'entra anche l'acido abscicico. pareti cellular i e così via. ivi compresi il germogliamento dei sem i. Prendend o ad esempio il movimento degli organi delle piante rispetto alla luce. Tra le sostanze più interessanti per il controllo della crescita ve n'è una detta ci netina. Regolano la direzione della crescita a seconda della luce. Ricordo di aver visto una gran de mostra di garofani dove era stata sistemata anche una modesta esposizione di mele. Abitualmente si trova in fase d'equilibri o molto delicato con la concentrazione delle auxine. e c'è motivo di ritenere che piccole quantità esistano in t utte le piante superiori. facendo cadere fr utti e foglie quando è la stagione. Audus. e impediscono ai semi di germinare per motivi vari. A questo riguardo l'etilene si rivela una sostanza notevole. c'è la produzione di questa sostanza quando una pianta riporta qualc he lesione. ma non è chiaro perché avvenga produzione supplementare di etilene dop o una lesione o ferita qualsiasi. l'inizio della fioritura e la maturazione dei frutti. e si forma etilene nello «strato di rescissione». della temperatura. quando non addirittura astrusi e incomprensibili: ne sono un buon esempio quelli che p rovocano la caduta delle foglie. si può anche ricavare concentrandola dal lievito e dallo sperma di pesce. regolano la fioritura secondo la lunghezza delle giornate. possono cadere anche i giovani frutti appena fo rmati. C ome sanno tutti i frutticoltori. Ho dato scarse notizie dei meccanismi che scatenano la formazione iniziale di au xine. Fanno nascere i fiori e ne controllano il sesso (se si tratta di specie unisessuate). che compare per bloccare la sintesi delle proteine. L'acido abscicico funziona anche per produrre gemme inattive ed organi di accumulo. attivatrice della divisione cellulare. Si tratta di un sem plice idrocarburo (C2 H4) in grado d'influenzare la crescita delle piante già a co ncentrazioni di 0.ce dello sviluppo dei fiori). Tra le reazioni più straordinarie da parte di una pianta. sostanzialmente perché il procedimento è tuttora avvolto nel mistero. I meccanismi interessati in questa attività sono invariabilmente complessi. Anche la lieve strigliatura con una spazzola fine fa aumentare la pr oduzione di etilene fino a 30 volte oltre il tasso normale nello spazio di mezz' ora. Non c'è fase o parte dello sviluppo di una pianta che sfugga alla loro azion e di controllo. consistente nelle materie prime che fabbricano protoplasma. dirigendo le radici verso il basso e i germogli verso l'alto . Dato che l'etilene controlla la curvatura degli steli. Queste sostanze provvedono anche ad orientare le diverse parti della pianta nell a giusta posizione. è questo probabilmente il motivo per cui i viticci si arrotolano attorno a un sostegno non appena lo h anno toccato. L'etilene influisce in quasi tutti i feno meni connessi alla crescita delle piante. Fanno funzionare i viticci o gli altri di spositivi di appiglio. J. Si trova nel latte di cocco. dove avviene il distacco della foglia dal picciòlo quando cellule adiacenti interrompon o la loro continuità. Formano tessuto cicatrizzante in caso di lesione. provvedono a distribuire il capitale della pia nta. dell'umidità o di altri stimoli esterni.06 parti per milione nell'aria. nelle quali entri in cau sa l'etilene. che è l'unico prodotto naturale di origine vegetale che possa stimolare la crescita in frammenti di tessuto di pianta.

Si forma ora un terzo ormone che passa dalla femmina al maschio e induce i filamenti dell'ultimo a crescere verso la prima.ed operazion i altrettanto complicate sono documentate per certe alghe unicellulari . L'esempio fornito ci da un organismo semplicissimo come la muffa fungina acquatica Achyla potrà fors e dimostrare quanto sia complessa la situazione. Per arrestare l'iperattività delle auxine semb ra probabile che si formi un enzima non appena quelle superino un dato limite qu antitativo. l 'attivatore femminile induce i filamenti maschili ad emettere corti ramoscelli s essuati. producono a loro volta un altro ormone. e le teorie a vanzate al riguardo incorrono spesso in palesi contraddizioni. il quale trasmet te un messaggio per cui i filamenti femminili emettono organi sessuali ed uova. Recenteme nte è stato anche dimostrato che avvengono fluttuazioni regolari di tensione nelle piante. Dapprima la parte femminile emette un attivatore chimico. e l'età adulta rappresen ta un importante fattore limitante. Manipolazioni ormonali di questo genere sono descritte con maggiori par ticolari al capitolo 27. E" stata formulata l'ipotesi che questo potenziale elett rico possa avere importanza nei movimenti rapidissimi compiuti dalle piante. ed annoverano tra l'altro anche le sostanze caroteniche e la rib oflavina. men tre l'ultima in modo speciale è presente dovunque nel regno vegetale. Questo capitolo potrà sembrare un resoconto alquanto insoddisfacente del sistema d i comandi chimici in uso tra le piante. Un sistema ormonale tanto complesso in un organismo così elementare . perché un organo vegetale posto orizzontalmente sv iluppa sulla superficie inferiore una carica elettrica distinta di segno positiv o. o se addirittura sia solo un effetto secondario della produzione di energ . che. Però è stato dimostrato in seguito che questa carica è il risultato e non la causa dei movimenti auxinici. I possibili concorrenti sono numerosi. probabilmente c'è un lim ite massimo di grandezza per la pianta nel suo complesso. fino a stabilire il contatto e a creare una cellula sessuale maschile . che costituiscono gli organi femminili. Quando si è instaurato un certo equilibrio tra le auxine e l'enzima in attivante. l'enzima le distrugge e l'operazione riequilibrante cessa.induce a sospettare fortemente che nelle piante fiorenti quasi certamente debbano esist ere meccanismi di gran lunga più macchinosi di quelli indagati finora. nonché sostanze chimiche di natura ormonale cui è affidato il controllo dell'accoppiamento delle parti ses suate. Sicurament e però entrano in gioco anche altri meccanismi in questo ridimensionamento assai i mportante. stavolta fabbricato da questa cellula sessuale. Nel complesso delle attività umane i regolatori della crescita sono importantissim i perché siamo riusciti a sintetizzarne molti. e quella maschi le un inibitore. una volta cresciuti. Basta una part e su dieci miliardi di ormone o attivatore femminile iniziale perché i rami maschi li diano l'avvio a tutto il ciclo. producendo radici per talea. il qu ale torna a diffondersi alla pianta femminile facendole emettere ramoscelli ispe ssiti.e alla luce scatenando il meristema perché produca auxina. ottenendo così che le piante si compo rtino come vogliamo noi. Così un tempo si credeva che le auxine r esponsabili dei movimenti dipendenti dalla forza di gravita funzionassero sotto l'effetto di impulsi elettrici. Ma fin ora è solo oggetto di congettura se questo potenziale elettrico governi la produzi one delle sostanze regolatrici dell'accrescimento o non ne sia piuttosto il risu ltato. In questa specie troviamo filamenti maschili e femminili. A un certo punto le cellule devono cessare di estendersi. Il movimento fisico di corpuscoli all'interno delle cellule. Gli ingranaggi dell'oscuro meccanismo continuano a girare ed entra in scena un quarto ormone. Quando queste sostanze hanno raggiunto adatta concentrazione. probabilmente granuli di amido. somiglianti a pulsazioni ritmiche ad intervalli di 1-10 secondi. Le cariche elettriche potenziali complicano ulteriormente lo studio delle sostan ze che regolano la crescita delle piante. Avviene infine la fecondazione con il passaggio di nuclei maschili lungo un tubi cino con cui la parte maschile si collega alla cellula femminile. che entrano in gioco per assicurare la facoltà visiva degli animali. a s omiglianza di quanto accade nel collasso delle foglie della sensitiva. ma devo sottolineare un'altra volta che non comprendiamo ancora completamente il loro meccanismo d'azione. o fiori e frutti fuor di s tagione. rappresenta certamente una reazione alla legge di gravita.

I viticci aderenti di cert . affetto e pia cere sessuale. La reazione alla luce induce abitualmente le piante a crescere sviluppandosi in direzione della fonte luminosa o di massima intensità. Capitolo 12. La reazione alla legge di gravità. In questo senso le piante non sentono. e la natura di rado inven ta qualcosa che sia assolutamente superfluo.«percepire o avere coscienza attraverso sensazioni fisiche» (dizionario Webster) . e sono anche in grado di muoversi in risposta a stimo li di natura chimica o dipendenti dalla temperatura. di cui og nuno può vedere come sia «sensibile» al tocco. lo scrittore pensava alle piante i n termini umani. e si potrebbe anch e dire grovigli confusi di sensazioni. delicata e dai sensi gentili ritrae le timide mani da ogni rude tocco. oppure guida l'orientamento di parti della pianta in tale senso.o tropismi.ia da parte delle piante. mostrano segni d'invecchiamento e alla fine muoiono. ma esis tono all'interno dei tessuti nervosi anche veri e propri trasmettitori di natura chimica.. ad esempio la scotofobina di c ui si afferma che incuta ai topi la paura del buio e si possa trasmettere sommin istrando estratti di tessuto cerebrale . L'angolo del picciòlo fogliare è condizionat o dalla luce. Già si è a ccennato al fatto che analoghe sostanze esistono anche negli animali. Esse indubbiamente concepiscono. nascono. il vento e la pioggia. passano dall'infanzia alla pubertà e all'età matura. Pare possibile . In tutte queste fasi di sviluppo si muovono. ma se applichiamo una delle definizioni principali della parola sensi . Gli stimoli principali che causano movimenti . che può manifestarsi in senso positivo o negativo.allora le p iante indubbiamente sentono ed hanno sensi. A somiglianza di molti giardinieri. L'alga unicellulare galleggiante Chlamydom onas si muove verso la luce proprio come di norma le sue foglie rivolgono la mas sima superficie in direzione fototropa. Allo stesso modo la linaiola fogliad'ede ra si sforza di cacciare i suoi frutti nelle spaccature di rocce o muri perpendi colari sui quali cresce. e questi loro movimenti possono mo strare notevole determinazione. condizionando infine la posizio ne dei gambi fiorali. Le piante non hanno b isogno di un sistema nervoso: vanno bene così come sono. Gli animali superiori mostrano di avvertire il caldo e il freddo. ad esempio il gambo fiorale dell'arachide comincia con geotropismo negativo. nonché varie gradazioni di amicizia. come si chiamano in linguaggio tecnico . lo sforzo e il dolore. spinge la crescita delle radici verso il basso e quella delle plantule o germogli verso l'alto. All'estremità più bassa della scala troviamo piante unicellulari che si muovono in s enso fototropo e fotofobo. A queste sensazioni gli individui della specie umana aggiungono p ercezioni emotive e intellettuali di ogni genere e sfumatura. cioè crescendo verso l'alto. Bisogna concludere infine che i regolatori chimici dell'accrescimento rappresent ano i soli veri dispositivi di comunicazione nelle piante di ogni genere. per cui il gambo si rivolge verso il basso e affonda il frutto nel terreno. Questi ultimi possono mutare la loro posizione a seconda d ello stadio di accrescimento." Così scriveva Erasmo Darwin a proposito della sensitiva (Mimosa pudica).nelle p iante superiori sono la gravità e la luce.che certe sostanze chimiche ne gli animali convoglino messaggi emotivi generali.proprio come si possono trasmettere ad altre piante mediante innesto la vernalina e il florigeno. Non solo c i sono secrezioni delle ghiandole endocrine per controllare la crescita. mantenendo a profondità notevolmente costante sotto terra i tronchi carnosi ipogei della podagraria. Il fatto stesso che un organismo si muova presup pone di per sé un certo tipo di sensazioni fondamentali. e lo stesso accade nei nasturzi dove le foglie rotonde vengono por tate ad angolo retto rispetto alla sorgente luminosa. è tale da far crescere in direzione orizzontale le radici carnose sotterranee del giaggiolo e gli stolo ni superficiali delle fragole. ma dopo che è avvenuta la fe condazione del fiore il tropismo s'inverte. cos tantemente in intima comunanza con le piante..anche se controverso . LE PIANTE SENTONO? "La casta Mimosa se ne sta.

definita anche in certe regioni con il termine sognante di «pianta umile» o «pudica». la Mimosa pudica o sensitiva . e Darwin rimase tanto impressionato dalle sue i nclinazioni da scrivere che «non è esagerato dire che la punta delle radichette così d otata. Nella c uscuta parassita gli organi che penetrano nella pianta ospitante . La rapida reazione dei viticci dopo lo stimolo tattile si effettua grazie al rit mo di crescita di quello che in seguito diventa il lato esterno della curvatura. ma i viticci sono ancora più velo ci. e ogni fogliolina porta numerosi piccoli segmenti situati uno di fronte all'altro. mentre contemporaneamente p uò arrestarsi lo sviluppo del lato interno della curva. Una volta sotto terra. ma vi si annoverano anche delle acetoselle. che aumenta fino a 200 volte la sua velocità normale. sebbene talvolta basti la sua umidità.austori . Questo movimento è quello che attiva i peli tentacolari. in tutte queste reazioni di risposta al toc co. Quelle che effettuano ampi movimenti a scopa per trovare un sostegno comincia no ad arrotolarvisi attorno non appena lo toccano. Un aspetto interessante. e fa sì che si calino sulla preda viva. funziona come il cervello di un animale inferiore». formando un avvolgimento a sp irali di grandezza completamente diversa per avvinghiarsi strettamente. L'apice radicale muta direzione sia per cercare acq ua che per evitare gli ostacoli. mentre contemporaneamente moltip lica la capacità conduttrice in vista di un'ulteriore crescita in altezza. s'ispessisce per acquistare forza. l'aumentato disagio farà sì che tutta una fogliolina ripieghi i s . Sembrerebbe logico aspettarsi che le radici debbano evita re la luce. al vento forte o al contatto di animali. La risposta di una pianta al tocco è forse più inaspettata della sua reazione alla l uce o alla gravita. come si è già accennato in precedenza. Queste piante non solo «dor mono» di notte.e piante rampicanti sfuggono la luce per avere migliori possibilità di trovare una superficie cui attaccarsi. Il primato sembra spettare comunque alla Cyclanthera pedata. La foglia della sensitiva si compone di parecchie foglioline che si irraggiano dall'apice di un gambo fogliare. I parassiti delle piantine alla ricerca di un ospite si comportano analogamente reagendo a secrezioni chimiche emesse dall'ospite. Un vitic cio o un gambo fogliare prensile mostra un'analoga rapidissima reazione quando a rriva ad una superficie adatta. In natura significa che normalmente sono sensibili alle gocce di pioggia. e le radici aeree dell'edera si originano sul lato o mbreggiato del tronco. come si è già detto. A volte la luce e la gravità si sommano e influenzano la po sizione di parti della pianta con azione combinata. per lo più imparentate con la Mimosa succitata. questo è il motivo per cui gli stoloni di fragola crescono verso l'alto s e sono tenuti al buio. i cui viticci c ominciano a incurvarsi attorno a un sostegno entro 20 secondi dal contatto inizi ale. si sviluppa tutto il tessuto meccanico. mentre in certe rampicanti l'estremità del viticcio produce dischi simili a ventosa. In realtà esistono parecchie piante sensitive. Un lievissimo tocco può far muovere uno di questi segment i a forma piumata. consiste nel fatto che la semplice pressione raramente provoca una reazione: dev'essere qualcosa che dipende dallo sfregamento o dal movimento a stimolare l a pianta. le radici trovano la direzione regolandosi in parte a sec onda dell'umidità disponibile. appiccicosi e d igerenti delle drosere carnivore. Quando la pianta rampicante ha tro vato il sostegno e si è aggrappata per avvolgimento o per la stessa attività del vit iccio. la sensibilità si riduce spesso a un breve tratto in vicinanza della punta. invece ciò accade raramente. dopo che si è verificato il contatto. specialmente in condizioni a normali. I tronchi o steli avvolgenti agiscono con sufficiente rapidità quando vengono a contatto di un sostegno.si formano solo se il tronco viene a contatto con quello della pianta che verrà paras sitata. ma sono anch'esse sensibili al tocco. e capace di dirigere i movimenti delle parti adiacenti. In molti casi questo tasso differenziato di crescita rifluisce lungo il viticcio per parecchi centimetri. La pianta classica fornita di «sensi» è. Essa tuttavia è d'importanza vitale per molte piante rampicant i. Una volta che il viticcio s'è allacciato al sostegno. in domesticità si osserva che il calore emanato dalla fiamma di un cerino basta a procurare loro il collasso. e compiono la prima spira completa attorno al sostegno nello spazio di quat tro minuti. il quale tende a rafforzare il pu nto d'appiglio aumentando il volume del tronco.

sebbene sembrino intervenirvi anche mutamenti di natura elettrica. e il te nero tessuto di fotosintesi viene ripiegato al centro: allora si verifica scarsi ssimo movimento d'aria attraverso gli stomi e la parte esterna. mentre le cellule sull'uno o s ull'altro lato aprono o richiudono la foglia. Movimenti assai più utili si effettuano quando la pianta «sente» troppa luce. ma dall'assunzione od emissi one d'acqua ad opera di gruppi di cellule posti attorno al fondo delle scanalatu re sulla parte inferiore del lembo fogliare. sebbene la superficie intern a sia tipicamente nervata. Si può dimostrare che tutta una piantina si affloscia a velocità variabile fino a tr e centimetri al secondo. L'avvicinarsi del best iame fa afflosciare foglie e steli. Come ogni pianta cespugliosa. ma esistono specie altre ttanto delicate che in analoghe circostanze sopravvivono perfettamente anche sen za disporre di questo dispositivo. Ogni nervatura ha uno strato tipico trasversale formato da tessuto robusto.con quello che controlla l'apertura e chiusura degli stomi o pori respi ratori. Va sottoline ato il grande divario esistente tra la trasmissione dello stimolo.la piantina si è resa invisibile. L'evidenza dei fat ti induce a sospettare fortemente la presenza di un messaggio di natura chimica. Particolare considerazione merit a il meccanismo di chiusura e apertura presente nelle foglie delle piante erbace e. e l'esempio viene imitato abitualmente da tutte le foglioline adiacenti . di modo che laddove le vacche trasecolate cr edevano di scorgere un florido ciuffo di succulenta verzura. le foglie si mettono in posizione verticale durante le ore calde della giornata. ben protetta da una corazza formata da spessa cute e cellule esterne di rivestimento.salvo essere più veloce . Lo stimolo fa muovere l'acqua in grandi spazi vuoti intercellulari . inteso a evitare la traspirazione eccessiva in condizioni di siccità. le foglie delle sensitiv e evitano il danno che tocca invece alle foglie vicine. Dopo un certo tempo le cellule del pulvino riassumono acqua. dalla dionea e da certe altre piante carnivore alle quali viene riservato più ampio spazio al capitolo 24. il quale controlla i movimenti di «sonno» o gli altri m olto meno spettacolari necessari per orientare le foglie in modo soddisfacente r ispetto alla luce.che è l'area rigonfia alla base del gambo fogliare . La trasmissione dell'impulso si può verificare in parti d i stelo troncate. si vedono ora solo grami ramoscelli grigiastri . E" stato dimostrato che nel caso di avvenimenti che provochino rotture. Nelle piante sensitive il pulvino contiene cellule a pareti s ottilissime che circondano i bordi inferiori flessibili del gambo fogliare altri menti rigido. afflo sciano le foglie alla luce solare intensa per evitare ustioni. il ripiegamento si diffonde al gambo fogliare e agli altri gruppi di foglie lungo lo stelo. Questo movimento non viene controllato dai pulvini. ma anche del punto in cui avviene. Il meccanismo del procedimento è ben noto. nonché attraverso piccoli orifizi sott'acqua. Avviene così un processo chiaro di tr asmissione. Ma i n linea di massima questa vivace sensibilità va considerata alla stregua di un alt ro esperimento effettuato dal regno vegetale. non adatto alla fotosintesi. In questo modo si perde il rigido «effetto di mongolfiera» del pulvino. che avviene i n queste piante alla velocità di 3 centimetri al secondo. invece con l'aria secca la foglia si arrotola a tubo.in altre piante. il quale f unziona come il cardine centrale di una cerniera. Non si tratta soltanto del modo con cui funziona il meccanismo in questione. si ristabil isce la rigidità.egmenti. con stomi nascosti nelle scanalature risultanti. la sensitiva è es posta in larga misura al pericolo degli animali erbivori. e il gambo fogliare si affloscia. come ad esempio una grandinata. di modo che la fotosintesi può svolgersi a ri tmo soddisfacente. che si verifica in tutte le altre piante sensitive. o troppo caldo. Questo meccanismo presenta somiglianza . e i 10000 centimetri al secondo che tale trasmissione impiega nel sistema nervoso umano. quali il tiglio argentato e l'acetosella. Piante diverse tra loro. e poco progredito. Con l'aria umida la foglia resta piatta. La foglia in questo caso è allungata e sostanzialmente piatta. Se l'urto è abbastanza violento. Altri esempi notev oli di sensibilità ci vengono offerti dalle cuscute. e di fatto costituisce solo l'estension e del movimento effettuato dal pulvino . e foglioline e gambo ritornano alla loro primitiva posizione ere tta. La struttura di un'ampia foglia erbacea con molte nervature ricorda . quali le fave e certi alberi delle leguminose. mentre in altre. rispettivamente espandendosi o per dendo umidità.

in mo do che il fiore riprenda la sua posizione corretta rispetto al suolo. ma se s'infila uno spillo appena sotto il fiore lo stelo si raddrizza rapidamente. Molta parte dei movimenti delle piante si effettua.dal tronco di steso.altro esempio di pianta che indubbi amente sente e reagisce a velocità incredibile . Ma sotto lo stimolo della temperatura l'interno del petalo accelera la crescita 20-30 volte oltre la norma. i . in posizioni che non vengono assunte normalmente da germogli e radici. ad esempio producendo foglie sul tronco se le foglie esistent i vengono distrutte.molto da vicino quella di certe porte ripiegabili delle autorimesse. oppure sul tronco se questo viene privato delle radici. nessu na esperienza precedente della necessità di piegarsi. Un aumento di temperatura di 10 gradi centigradi di solito fa aumentare da due a c inque volte il ritmo normale di crescita. Queste risposte al tocco e gli stimoli meno diretti dimostrano che le piante per cepiscono e reagiscono a quanto avvertono al tatto. I fiori compiono anche altri movimenti. provando con sua soddisfazione che le piante dispon gono di un sistema nervoso situato nei conduttori floematici. li fa scattare verso l'interno. con i quali essi «sentono» la pres enza di un visitatore ed agiscono di conseguenza spolverandolo di polline. e il taglio provoca una bolla d'aria. L'indiano J . Tra le reazioni più strane delle piante c'è quella dei tulipani recisi. Di notte l'accresc imento della parte esterna del petalo rispetto a quella interna fa chiudere il f iore. come si è già spiegato nel caso dei viticci. Questa ope razione viene effettuata da una parte di stelo che non aveva. che veramente si avvicini a un sistema nervoso. perché l'acqua negli steli si trova in fase di grande tensio ne durante il processo di crescita. Alcune reagiscono anche in u n modo che assomiglia a una vera e propria risposta o atto positivo a situazioni affatto insolite. le margherite di Livingsto ne ed analoghe specie sudafricane. ha un mozzo centrale di stami disposti a struttura raggi ata: se un insetto vi si posa o lo tocca. ai muscoli e alle giunture presenti nel regno animale. Di solito diventano flosci e mosci quando vengono messi in acqua dopo e ssere stati tagliati. Invece un insetto che visiti i fi ori del crespino e tocchi gli stami. Analogamente un albero che i n seguito a qualche incidente venga a trovarsi disposto in senso orizzontale. Una pianta erbacea pie gata o spezzata in modo che lo stelo giaccia sul terreno tornerà a ripiegare lo st elo in posizione verticale se appena funziona il suo sistema circolatorio. L'apertura del fiore è il risultato tipico del fatto che i petali «avvertono» l'aumento della temperatura.e perfino radici perpendicolari . L'effetto di questa agopuntura vegetale non h a ancora trovato una spiegazione scientificamente valida. si ripiega in modo che il fiore si apra non appena il sole lo riscaldi.ma il loro meccanismo a cerniera offre punti di somiglianza e di raffronto. e che «la trasmissio ne d'impulsi eccitanti nelle piante è sostanzialmente simile a quella degli impuls i nervosi negli animali». o radici dalle foglie se queste vengono amputate dal tronco . Agli occhi della maggior parte dei fitofisiologi le molteplici reazioni delle pi ante si possono di norma spiegare adeguatamente in termini di tropismi e di un s istema di messaggi di natura chimica. anche se non si capiscono ancora perfettam ente molti particolari di questi procedimenti. em etterà spesso germogli verticali . Questi accorgimenti rappresentano pro babilmente il massimo punto di avvicinamento attuato dalle piante. tiliacea coltiva ta a scopi ornamentali. ad opera dei diversi ritmi d'accrescimento. Le erbe non sono specie spet tacolari sul tipo della dionea insettivora . tutti gli stami si muovono subito dal centro verso l'esterno. oltre al loro sistema di com unicazioni chimiche. Esistono mo lti altri analoghi meccanismi a scatto nei fiori. Alcune piante aprono e chiudono i fiori parecchie volte al giorno se si al ternano nuvole e sole. Nel corso dei suoi esperimenti punzecchiò e tagliò piante. presumibilmente trattandosi di un dispositivo inteso a d istribuire il polline sull'insetto visitatore. Parecchi ricercatori però hanno cer cato di stabilire se le piante possiedono qualcosa. scoperta dai fiorai. La Sparmannia africana. nella loro ve rsione. per così dire. composte d i strisce di metallo che si avvolgono a tapparella. Chunder Bose ha effettuato centinaia d'esperimenti attorno a questa tesi nella prima metà del nostro secolo. Il fenomeno si applica ad esempio ai fiori con apertura e chiusura giornaliera. Di sol ito i fiori devono passare molto tempo in acqua da quando è stato reciso lo stelo prima che tornino a sollevarsi. ad esempio le vistose gazanie.

E si addolorano quando viene fatto del male ad animali e ins etti loro vicini». e gli fe ce fare la somma di una serie di numeri . con scottatura di una foglia di cavolo. nel corso dell a quale uno studente distrasse una delle due piante situate in una stanza. speriamo che gli astronauti possano scambiarsi messaggi tramite piante portate a bordo dei v eicoli spaziali. Nel 1970 s ono state pubblicate relazioni di ricerche effettuate presso l'Accademia di agri coltura di Mosca. seguit o bruscamente da una linea retta. Nel corso di un esperimento. B. dalle quali si dedurrebbe che le piante hanno impulsi di natur a elettrica affini a quelli nervosi dell'uomo. Gli altri esperimenti dell'esperto. elettrodi a poligrafo scrivente ve nnero collegati a tre esemplari di verdura: uno venne preso e gettato in acqua b ollente. «a quanto pare indicano che. ma mostrò «reazione di svenimento» quando entrò lo studente «assassino».T. Secondo il ricercatore l'a lcool faceva barcollare le piante come un ubriaco qualsiasi. al punto da rendere possibile il trapianto di un grosso albero senza le solite precauzioni. Bose iniettò anche all e piante sostanze ad effetto stimolante o deprimente.«Pravda» compresa . e rif erì che le piante non reagivano quando gli studenti parlavano di argomenti di lavo ro. a giudicare dal fatto ch . anche senza disporre di alc una informazione genetica.. tagli uzzandola a pezzettini. Un chimico addetto a ricerche con apparecchi I. Dagli ultimi comunicati di fonte russa pare di capire che queste ricerche sono progettate per contribuire ai prog rammi spaziali: se le comunicazioni elettroniche non funzioneranno. e aveva convinto Bernard Shaw che le pian te possono provare sensazioni.. la notizia che un te cnico esperto di apparecchi rivelatori e registratori ha compiuto esperimenti de l genere. autorizzando perfino l'ipotesi ch e posseggano un centro memorizzatore in corrispondenza del «colletto radicale». Analogo esperimento. ripeté gli esperimenti. Svengono quando il loro benessere viene minaccia to con la violenza. I suoi strumenti lo avevano persuaso che le piante di cui aveva avuto cura restavano in comunicazione con lui in sua assenza. I russi affermano anche di poter accertare elettronicamente quali piante possegg ano pregevoli caratteristiche ai fini delle colture. Venne effettuata un'altra ricerca. ma facevano sobbalzare l'ago del registratore se la conversazione si spostav a su questioni di sesso o di fantasmi. Nel corso di un altro esperimento un filodendro reagì in modo che venne definito «di malumore» quando venne insultato telepaticamente. nella versione giorna listica. praticando un tag lio a una pianta si poteva ottenere «una contrazione convulsa». Negli Stati Uniti è stata resa di pubblico dominio. Sono contente quando vengono innaffiate. Non sorprende il fatto che sulle pagine dei giornali . oltre a una specie di sistema di comunicazione telepatica. puls ante come un cuore d'animale secondo le citate relazioni. la caffeina le toni ficava. nel 1972. che venne interpretata come «svenimento». e dimostravano agitazion e quando egli decideva di tornare a casa. il cloroformio le calmava.con successo. Un tecnico di apparecchiature I.la registrazione elettronica di piccoli mutamenti di natura elettrica si sia trasformata. mentre uno scienziato giappones e collegò un apparecchio registratore a un cactus con aghi da agopuntura. in piante che parlano e si lamentano. "Prima di venir toccato" l'esemplare prescelto registrò sul foglio a scor rimento dell'apparecchio registratore un violento movimento verso l'alto. stando a quanto ne ha riferito un inviato de l «Wall Street Journal».M. Si preoccupa no dell'avvicinarsi di un cane. le piante hanno anche qualcosa di molto simile ai sen timenti e alle emozioni. Un apparecchio registratore collegato alla pianta supers tite non rivelò alcuna reazione quando altri studenti entrarono in seguito nella s tanza. Un esperimento effettuato con la parte cipazione di un'amica partita per un viaggio in aereo rivelò forti reazioni da par te delle piante in risposta alle emozioni avvertite dalla donna ogni volta che l 'aereo decollava o atterrava nelle fasi di un viaggio conclusosi a circa 5000 ch ilometri di distanza. Uguale lavoro è stato effettuato più recentemente da diversi ricercatori.l che impediva l'accrescimento per periodi di varia lunghezza. fec e registrare in effetti reazioni letteralmente incontrollate alle sue piante emp atiche quando raggiunse l'orgasmo con la sua ragazza a parecchie miglia di dista nza. era già stato effettuato molt o tempo prima presso la Royal Society. T.

E" stato anche dimostrato chiaramente che è possibile evidenziare un potenziale el ettrico nelle foglie della dionea e nei viticci fogliari aderenti ("non" nelle f oglie vere e proprie) della drosera. cioè il periodo temporale del potenziale elettrico di una piant a. men tre le pulsazioni di questo potenziale. mentre il processo di base della fotosint esi comporta movimento di elettroni quando l'energia della luce si trasforma in energia chimica potenziale. a differenza del le spugne. Tuttavia. e manca loro un qualsiasi "centro" nervoso. piante che camminano e posseggono un sis tema primitivo di comunicazione.vengono probabilmente attivate in questo modo. nonché una certa facoltà di prevedere il futuro. anche ammettendo che le piante sentano e siano capaci di gridare e sve nire. Si può anch e precisare che un sistema nervoso in animali nobili ed evoluti è di indubbio valo re ai fini della sopravvivenza. dobbiamo pure tenere presente la differenza quantitativa che intercorre t ra i due processi. come avviene nelle cellule animali. «la gente dirà: "Se t'importa tan to di quello che provano le piante. e non in millisecondi. Al che risponderò: "Ho fame e il mio cervello è più forte delle piante. quando queste piante vengono stimolate. Tale attività . fenomeno tuttora inspiegato negli individui della specie umana. Le piante hann o infatti quello che i biologi nelle loro ricerche hanno definito «un sistema neur oide primitivo». e infine c'è quel brillante parto della fantasi a di John Wyndham costituito dai trifìdi. e sembrano perfino farle partecipare a una certa capacità di giudizio e valutazione. ol tre alla capacità di colpire quasi infallibilmente e sempre fatalmente con le loro punture scoccate come dardi. ricordano molto da vicino quelle dei nervi periferici dei vertebrati. forse perché così gli riescono meno estranei e magari meno paurosi. sia riusci to a far cambiare direzione alla corsa di un trenino elettrico facendo funzionar e gli scambi con ordini trasmessi tramite una pianta. Si assicura in oltre che un altro sperimentatore. Tuttavia l'elettricità s volge certamente una sua funzione nelle cellule delle piante a livello molecolar e.non solo esemplari del plankton. è dubbio che ciò basterebbe a far desistere la maggior parte della gente dal m angiare verdura e cogliere fiori. i primi hanno fibre nervose elementari.e le reazioni della pianta si manifestavano come una serie di sobbalzi del penni no scrivente sul foglio scorrevole dell'apparecchio registratore. e viene in mente un racconto di Roald Dahl in cui un uomo sent e gridare l'erba mentre la falcia. tecnico e ricercatore elettronico. a differenza degli id roidi. La necessità di un certo tipo di sensi si è presentata alle piante in circostanze del tutto diverse: sviluppare la sensazione del dolore andrebbe contro tutto il loro modo di vivere complessivo. perciò comando iò». Una ragazza che mangia gli . Con ogni probabilità questo potenziale esiste i n molte cellule e sistemi vegetali: qualcosa di simile è stato rilevato negli stim mi dopo l'impollinazione. che ne sono sprovviste. misurabile in secondi.basata sulle cellule esistenti e non su qualcosa con struttura simile a quella delle c ellule nervose . dal momento che alc uni di loro sembrano ridicoli e coinvolgono le piante nella telepatia. e cellule elementari mobili fornite di ciglia o flagel li . contro i quali non hanno possibilità di fuga. registrate in forma visibile. Pare non sussista alcun motivo per cui tali sistemi elementari di trasmissione d egli stimoli non debbano esistere nelle piante e negli animali inferiori. come gli idro zoi e magari le spugne. E" facile liquidare questi esperimenti con un cenno di mano. come nei nervi di una specie an imale. in cui posson o venir danneggiate con tanta facilità da fattori esterni che vanno dai temporali e dal fulmine alle morsicature dei bruchi e all'attività degli erbivori al pascolo . perché le mangi?'.ricorda l'analoga attività degli animali inferiori. Va detto infine che attribuire svenimenti e capacità telepatiche alle piante corri sponde a un pio desiderio di antropomorfismo. dato il loro genere d'esistenza. Come ha scritto un corrispondete del «Garden New s» dopo la notizia degli esperimenti russi del 1970. che do po tutto hanno cominciato parallelamente i rispettivi cicli evolutivi. cioè al desiderio da parte dell'uomo di raffigurare gli altri organismi quanto più possibile a sua immagine e somiglia nza. mentre non avrebbe uguale importanza nelle piant e. Fa anche mo lto fantascienza. Fino a questo momento nessuno ha ancora avanzato l'ipotesi che spugne ed idroidi emettano lamenti silenziosi quando vengono divelti o tagliati. ma anche cellule sessuate mobili nelle pia nte meno evolute .

Guardate come la pianta si rattrista per i suoi proprietari. delle piante. vitelli e porci con sistemi alquanto sgradevoli. In un libro pubblicato recentemente s'immagina che un giorno. che si riflette nel modo con cui le piante rispondono alle cure che noi definiamo in termini spicci come «pollice ver de».» «Tutti i giardinie ri appassionati credono che le piante capiscano. non sempre a voce alta. e perfino intrattenute con il canto. Un apparecchio registratore ha segnato un aumento immediato nella crescita. paragonabile a quanto si osserva in certi i ndividui che riescono in elettronica. non si preoccuperà eccessivamente dei mu ti lamenti di una carota o di un cavolo. Moltissime volte ho osservato che una pianta sofferente rispondeva a discorsetti d'incoraggiamento. minacciat e. e vi ene da chiedersi quale possa essere l'organo psichico o spirituale di una pianta . che nel giro di 12 ore ha superato per più di otto volte l'accresciment o normale! Si potrebbe obiettare che sentimenti e convinzioni del genere ci forniscono più ra gguagli sulle persone interessate che non sul sistema nervoso delle piante. potrem o far aprire la porta dell'autorimessa da una pianta. o disposizione emotiva. suonano strumenti musicali o imparano ling . Davvero siamo in presenza di un mistero in questo caso: i c oltivatori affermano che si ottengono risultati quando entrano in comunicazione «c on gli spiriti che animano le loro piante». Moltissime donne dicono istintivamente: "Scusamì se per caso danneggiano una pian ta». gnomi e folletti». Tali co nvinzioni ricordano piuttosto precedenti ricerche compiute in California da un p rofessore universitario di scienze naturali. Naturalmente esistono molti giardinieri assolutamente convinti del fatto che le piante reagiscono se si parla loro. il quale in capo a due anni d'indag ini era giunto alla conclusione di poter definire con precisione lo stato d'anim o. i cui proprietari sono convinti che le piante siano colme di «archetipi di forze creatrici . gruppi di identiche piantine tenute in uguali condizioni di coltura venn ero apostrofate rispettivamente in termini «cortesi» e con espressioni «brusche»: le pri me crebbero meglio e più in fretta. E" stato affermato che anche la preghiera rappresenta un mezzo per comunicare co n le piante. al cui proposito un esperto at tendibile e competente ha scritto che «il vigore. pomodori e cavoli ri spondevano meglio se li si trattava con parole cortesi o perfino li si adulava. la buona salute e il rigoglio de lle piante nel cuore dell'inverno su terreno composto quasi soltanto da sabbia s terile non si possono spiegare con l'applicazione di qualsiasi metodo di coltura organica conosciuto». Risultati strabilianti sono stati riferiti da Findhorn dopo osservazioni effettuate su spe cie vegetali comprendenti cavoli giganti e grano. Una rassegna del «Sunday Times» del 1972 ha rivelato che il 14% della gente riteneva che l'effic acia della preghiera potesse influenzare materialmente la crescita delle piante.animali che uccide e riesce a tollerare la produzione in massa di polli. e parlano alle loro piante. proprio come certe tribù primitive assicurano di essere in grado di distruggere con rituali magici i frutteti e le messi del nemico.spirit i della natura. «Guardate con quanta tenerezza un giardiniere tratta i suoi "pupillì. rincasando. Guardate co me il giardiniere si cruccia di doversi allontanare da casa per fare qualcos'alt ro. blandite. Indubbiamente certi giardinieri pr ovano una fortissima simpatia per le piante. fate. Alcuni altri estratti di corrispondenze inviate al «Garden News» illustrano ulteriormente il concetto in questi termini: «Natu ralmente alle piante piace che venga loro rivolta la parola. su un piano alquanto diverso rispetto agl i apparecchi registratori con pennino scrivente e agli astronauti russi. Di recente gli americani hanno compiuto un altro esperimento sotto il controllo di uno scienziato che studia il tasso di crescita delle piante: per cinque minu ti un gruppo di persone si è concentrato in preghiera su di una pianta distante 13 00 chilometri. se vengono incoraggiate. e ci sarà un nuovo paradiso terrestre una volta che avremo imparato a comunicare con le piante nella maniera giusta. mentre orchidee e gladioli vennero definiti piante estrose e nervose. Il libro descrive un giardino di Findhorn. ed alcune personalità ritengono di poter fare prosperare o morire le piante pregando. ma mentalmente. in Scozia. Ad esempio patate. Ma certo non si tratta altro che di un bagaglio di conoscenze derivante in va ria misura da esperienza ed intuito. e come possa imparare il nostro linguaggio.» Nel corso di un recente esperimento «di conver sazione».

In un'altra indagine le piante hanno risposto effettivamente meglio a Bach e all a musica classica indiana suonata con il "sitar".3. l'albero muore. ma metà di esse veniva scossa violentemente per 30 secondi ogni mattina: dopo un mese le piantine scosse erano cresciute in media di centi metri 4. si ottengono m igliori raccolti. Si è trova to che i risultati migliori si ottenevano costantemente con fili percorsi da bas sa tensione. in conseguen za dello shock provocato da questi frequenti risvegli violenti.arrampicandovisi prim a dell'alba e lanciando improvvisamente urla agghiaccianti in vicinanza del tron co. nel corso del quale uno s cienziato soffregava i tronchicini di varie piante per dieci secondi due volte a .e afferma di aver ottenuto un aumento in altezza del 60% in più ri spetto alle piante non «trattate» .dei loro nemici. con cui si intrattengono piante o alberi con ca nti e rappresentazioni. Viene fatto di domandarsi se un giorno non ci sa ranno magari degli agronomi specializzati nel programmare concerti per determina te colture. Seguirono sperimentazioni evidentemente produttive a base d i radiodiffusioni musicali su risaie. Il fatto non ha nulla a che vedere con la comunicazione. e muoiono in poche settimane». si sono ottenuti indubbiamente risultati notevoli.. diversamente da quant o succede con l'alta tensione. come pos sono essere quelle che si formano parlando. Tuttavia certi indizi contraddicono gli asseriti benefici effetti esercitati dal le vibrazioni sulle piante. mentre «esposte a un agro rock-" nroli (sic) si raggrinziscono voltandosi bruscamente dalla parte opposta al suon o. quello di suonare strumenti musicali o dischi fonografici. Effettivamente fa sorridere la maggior parte di noi l'idea di un giardiniere australiano che ogni mattina dà concerti di violino alle sue piante per mezz'ora. quelle lasciate in pace di centimetri 20. Ricerche eff ettuate in India nel 1958 hanno studiato le vibrazioni generate da un motore ele ttrico. esponendo le messi dei campi a rumori laceranti. a differenza degli ortaggi che amano i toni più bassi. tutto somma to. ma pare assai probabile che le piante in certo qual modo siano stimolate a crescere dalle vibrazioni esterne. Piantine identiche vennero fatte crescer e in condizioni uguali. dalla constatazione di una differenza nei risulta ti che resterebbe altrimenti inspiegabile. Le prove più convincenti dell'effetto favorevole esercitato dalle vibrazioni sulla crescita delle piante provengono dalle osservazioni casuali di gente attiva in settori completamente diversi. Dopo un mese. I tecnici di propagazione di specie v egetali usano sovente telaietti chiusi. rac colti quadruplicati. Anche stavolta si sono registrati ca si in cui il modo di effettuare gli esperimenti ha fatto ridere il prossimo. trattandoli in vario modo a seconda delle circostanze. in cui i campioni di terreno vengono ris caldati dal di sotto da fili metallici ad alta o bassa tensione. o se la musica pop sia meglio della musica classica. perché gli antichi manuali indiani di giardinaggio danno istruzio ni sulla pratica della "dohada".ue straniere senza sforzo evidente. a quanto asseriscono gli isolani.) Nel 1972 si è saputo dagli Stati Uniti che. In condizioni a pparentemente uguali diversi tecnici hanno osservato risultati alquanto variabil i nell'emissione di radici e nella conseguente crescita delle piantine. fioritura anticipata anche di due settimane. o anche prendendoli a calci per favorirne la crescita. asserendo di aver conseguito. Scherzi a parte. presumibilmente . Risultati alquanto simili s i sono ottenuti a conclusione di un altro esperimento. Il modo più semplice di produrre onde sonore che creino vibrazioni aeree è. (Gli Indiani hanno una lunga tradizione a questo riguardo. Un esperimento c ondotto con criteri più scientifici nel 1972 ha preso le mosse dall'osservazione c he gli alberi sul ciglio delle foreste hanno caratteristicamente forma più corta e tozza degli alberi riparati nel folto.e viene fatto di domandarci se le piante preferi scano Beethoven o Stravinsky (che è forse più indicato per i cacti). un aume nto in altezza del 30-50% in più. Gli abitanti delle Isole Salomone sostengono di pote r uccidere gli alberi . Un esperimento ha fatto pensare che i fior i preferiscano il violino. rispetto alle piante non trattate. Si può sorridere di compatimento delle signore che parlano alle loro violette afri cane. ma c'è un briciolo di verità dietro tutto questo modo d'agire. o quella di una biol oga indiana che ogni giorno fa un quarto d'ora di danze tradizionali tra i vasi di crisantemi . perché in questo caso i fili metallici vibrano..

o per la natura del luogo. è stata avanzata l'ipotesi che. Tennyson scriveva del «fiore selvatico di una vita senza colpe».che di solito sono anche le più conosciute . accertandosi di tenere la mano leggera quanto bastava ad evitare lesio ni di natura meccanica. Le piante prosperano in condi zioni adatte. SESSO E VITA. esposto al vento. Dato che l'autofecondazione annulla le prospettive di scambio implicite nella ri produzione sessuata cui abbiamo prima accennato. a volte con l'ausilio di speciali sacche aeree per la spinta ascensionale. e alla loro effimera bellezza.come dice Croizat . di norma vistosame nte esposti. interruppero la crescita at tiva nello spazio di tre minuti. specialmente dei più semplici. che sono progettati per assicurare il trasporto a distanza. Nelle conifere questi gameti vengono rimessi in libertà al di sopra delle ce llule ovulari. Nella letteratura i fiori hanno raffigurat o spesso immagini poetiche e simboliche. L'impollinazione ad op era del vento . Linneo ha dimostrato che i fiori non sono altro che organi sessuali. adottato anche da piante più evolu te. Questi scossoni e sfregamenti ovviamente sono di grado molto diverso dalle vibra zioni prodotte dagli strumenti musicali o dai rumori radiodiffusi. dunque esisto». che lo nutre mentre esso lavora. senza che ciò significhi piacere o gioia. per le condizioni climatiche caratterizzate da f reddo e umidità. o con l'adattabilità necessaria a far fronte al mutare delle condizioni. mentre lo scambio dei caratteri per via sessuata rispetto ai metodi asessuati dispone di probabili tà di gran lunga più numerose per produrre variazioni con attitudini e capacità nuove. Ma va dett o che di rado gli uomini mantengono con amebe e vermi gli stretti contatti che h anno con piante tenute per svago od utilità pratica. che evidentem ente esercitano azione più benefica sul protoplasma o sulla divisione cellulare. bensì il preludio all'unione sessuale o feconda zione. e che il più resta ancora da scoprire circa le modalità con cui si effettua questo processo. e non la ripresero per 3-4 giorni dopo tale tra ttamento. il polline viene affidato al vento.i gameti maschili si formano all'interno dei granuli di polline. L'accoppiamento è un avvenimento importante per la maggior par te delle piante. Capitolo 13. le cui secrezioni (specifiche per ogni pianta) li stimolano a germinare in forma un po'"somigliante a un piccolissimo seme.o anemofila .è di gran lunga la forma predominante quando scarseg gino gli insetti impollinatori. I gameti maschili si sviluppano a ll'interno del tubo pollinifero che si è formato (a volte se ne formano anche più d' uno). Nei tipi più semplici. perché spazza via tutte le imperfezioni: la prole più vigorosa ha m aggiori probabilità di sopravvivenza che non i rampolli deboli. i . per i quali gli uomini non hanno mai p rovato la necessità d'immaginare reazioni emotive o capacità telepatiche. Alcune parole di spiegazione sull'impollinazione. grazie alla loro innocenza e freschezza . ed avviene l'unione sessuale . mentre per una pianta basterà la versione: «Cresco. Ma. con i loro ben noti amenti. quali betulle e noccioli. Questo è lo scotto che d eve pagare la pianta per il suo metodo casuale. Un uomo può dire: «Penso. ma non tutte. come ho già accennato nel capitolo 9. Nelle piante più progredite . mentre Blake trovav a «tutto il Cielo in un fiore selvaggio».«alla stregua di marito e moglie i n spensierata libertà». Non appena il tubo si trova molto vicino al gamete femminile rinchi uso nell'ovulo. i gameti maschili vengono liberati. ma occorre una produzione enorme perché esso possa raggiunger e gli statici organi femminili con l'aiuto della fortuna. Si tratta del mezzo con cui i gameti maschili vengono portati a contatto delle parti femminili: di per se stes sa non rappresenta la conclusione. dunq ue esisto». come i pini. nelle piante fiorenti il tubo pollinifero deve farsi strada anzit utto attraverso i tessuti dell'organo femminile (pistillo). Nella sensitiva l'arresto della crescita e il conseguente rachitismo f urono tali da impedire la fioritura. Se ne conclude che effettivamente le piante hanno un loro modo di percepire sens azioni.l giorno. I granuli di polline raggiungono la superficie dell'organo femminile. che agiscono . Alcune piante. o perfino fanno venire in mente la germ inazione e la crescita della spora d'un fungo. Le loro reazioni si possono paragonare a quelle di molti organi smi animali.

Alla prima sch iusa solo gli organi femminili sono ricettivi e maturi. L'accorgimento più semplice c onsiste nel far maturare gli stami e rendere ricettivi gli stimmi in epoca diver sa.meglio il prop rio seme che niente. Nell'avocado i fiori ermafroditi si schiudono due volte ciascuno. e fior i «con occhi disposti a filacce». Di sotto i fiori sono tutti cleistogami. Detto ciò. Tuttavia in alcuni fiori di questo tipo esiste un dispositivo che interviene in caso di mancata impollinazione esterna. quando gli insetti impollinatori sono pochi. ma che tuttavia ricorre all'au tofecondazione poco prima della caduta della corolla. ad esempio un movimento finale degli stami per assicurare l'autoimpollinazione come estrema risorsa . come nella salcerella. e ne lle colture fatte a scopi commerciali i due tipi vengono piantati alternatamente . da ultimo fiori con soli stimmi.n termini evolutivi. In certe foreste dell'Africa centrooccidentale fa tro ppo caldo a fior di terra (70-80 gradi C. Un altro dispositivo di sicurezza è dato dalla cleistogamia. anche se attualme nte sembra che possano sopravvivere bene. i fiori autoimpollinati siano condannati. Un metodo semplice per evitare l'autoimpollinazione è dato dalla disposizione alte rnata degli stami e degli stimmi. Altri fiori possono anche av ere stami e stimmi di tre lunghezze e posizioni diverse. ad esempio nel lino. In questo caso la pi . quello cioè che assicura esogamia massima . Esistono alberi di due tipi: nel primo le parti femminili sono ricett ive al mattino e quelle maschili al pomeriggio. al contrario di quanto si verifi ca nel secondo tipo. In questo modo è assicurata l'impollinazione incrociata. Nuovi fiori si formano per tutta la stagione. m a sulle cime degli alberi la temperatura è inferiore ai 40 gradi C. che significa lettera lmente «fioritura chiusa». che possono av ere varie fasi con diverse caratteristiche di sviluppo. va notato come siano numerosi i fiori ermafroditi provvisti di elaborat i dispositivi atti ad impedire l'autoimpollinazione. p uò capitare che vi sia un bisogno reale dell'autoimpollinazione per certe categori e di piante. ed indica fiori che non sbocciano mai e che possono fecon darsi senza aiuto esterno. Le nostre viole ed acetoselle indigene usano questo s istema quando la volta di verzura degli alberi sotto i quali crescono produce tr oppa ombra perché le possano visitare gli animali impollinatori. in seguito si hanno fiori maschili. come nella primula resa famosa da Darwin. e un botanico locale specializzat o è spesso in grado di riconoscere la popolazione locale da cui deriva un esemplar e di pianta. Darwin stesso scriveva che «la natura. In casi del genere vi sono spesso granuli di polline di diversa grandezza che «si adattano» meglio a un dato tipo di stimma. Alcune piante producono fiori maschili e femminili diversificati. femminili ed ermafroditi. cioè con lo stimma situato all a sommità del tubo fiorale e gli stami disposti a mezza strada al di sotto. Eppure non era nel vero. rifugge dall'autofecondazione perpetua». abitualmente impollinata dai pipistrelli. Le piante di una data specie che vengano autoimpollinat e di continuo in habitat ristretti. Ad esempio nel Poncirus trifoliata i primi fiori portano solo stami. Come verrà spiega to ulteriormente nel capitolo 21. è molto più facile che un insetto impollini reciprocamente. mentre in primave ra fioriscono normalmente. ovvero in mod o incrociato. una Commelina. il polline non germina mai sullo stimma dello stesso fiore. possono originare «schiatte» di purezza genealog ica tale da formare specie virtualmente nuove. Una di queste p iante. sebbene queste piante siano per la maggior parte a fiori aperti in condizioni ambientali meno sfavorevoli. la già nominata «vite a piatt oetazza». Come ha dimostra to Darwin. nell a quale si trovano fiori «con occhi disposti a spillo». e una grossa v espa e molti uccelli fungono da agenti fecondatori per alberi d'ogni specie. E" interessante il fatto che molto spesso specie vegetali stretta mente imparentate tra loro adottino sia l'autoimpollinazione che l'impollinazion e operata dagli insetti. alla seconda è maturo il p olline. i qual i pertanto si sviluppano in realtà sottoterra.) perché vi si possano trovare insetti. dove le posizioni sono invertite.. In certe piante. ma l'epoca di fioritura è re golata in modo tale che il polline di un albero non riesce mai ad arrivare sui s uoi fiori. giunge a produrre fiori chiusi pieni di fanghiglia. due fiori diversi che non due uguali.. originando notevoli vantaggi che sono tra i fattori di successo di certe erbacce. Ne è un esempio la Cobaea scandens.

ma poche parti femminili: queste ultime avranno s pesso uno stimma esteso. e i fiori da parte loro im primono profondamente questi istinti assumendo aspetto e caratteristiche che li differenziano il più possibile dai vicini. farfalle. spesso ad altezze superiori ai 2000 metri. Quando l'impollinazione deve avvenire ad opera di animali. ed è possibile riconoscere fiori progettati per scarabe i. tali da convincere gli i nsetti a visitarli e . filamentoso o vis coso. l'evoluzione può apportare reciproci benefìci a gruppi di organismi assai diversi tra loro. nel qual caso la sua attività è di poco migl iore di quella del vento. Si conoscono insetti d'ogn i tipo e grandezza dediti all'impollinazione dei fiori. e si è molto più sicuri che v erranno visitati i fiori di piante diverse. Le piante impollinate dal vento hanno numerose parti maschili produttrici di molto polline. in modo da non impacciare l'animale e da non e sserne eventualmente danneggiati. e soltanto pochi ovuli.a portare il polline da un f iore alle parti femminili di un altro. pipistrelli e pochi altri animal i sono entrati nel ciclo dell'impollinazione in maniera analoga. dalle enormi falene fino a minuscoli moscerini e perfino a specie non alate. due ricercatori am ericani hanno definito la situazione con la similitudine appropriata del rapport o che intercorre tra «chiave e serratura». vespe e mosche. la soluzione del problema del trasporto del polline costi tuisce una delle grandi realizzazioni tecniche operate dal regno vegetale. Va rilevato in ogni caso che anche le piante decisamente esogame hanno molte pro babilità di venir impollinate da specie strettamente imparentate. Così l'avvento degli insetti ha indotto le pi ante ad elaborare fiori semplici produttori di polline. ed ogni granulo si separa dagli altri in modo da garantire la massima dispersione. quando non addirittura uno solo. produce.dietro adeguata ricompensa . come il fiore piumoso del granoturco. ma sembra anche sig nificare lo spreco della metà dei rappresentanti di una data specie: situazione ul teriormente peggiorata nel caso di molti alberi che impiegano dieci o più anni pri ma di arrivare alla maturità sessuale. Il lato difficile della faccenda è sem pre stato quello di persuadere l'impollinatore a visitare fiori dello stesso tip o invece di vagare indiscriminatamente. Avviene un cambiamento anche in tutta la base del fiore. perché «finché bussa il postino» ci sono molte probabilità di fecondazione. gli insetti rappresentano gli impollinatori più numerosi. qualunque esso sia. Tra gli animali. Quello portato dal vento ha piccolezza e leggerezza massime. Nei casi in cui si ha il rapporto di un dato fiore con un solo determinato animale impollinatore. secondo i calcoli che sono stati fatti. Invece il polline diffuso dagli animali deve essere dis posto in posizione strategica. Ciò non solo complica le cose. deve cambiare anche i l polline. e lo stess o dicasi delle specie che portano fiori maschili e femminili su piante completam ente diverse. dal momento che solamente un unico granu lo di polline vi potrà arrivare. in modo da venire a contatto con qualche parte de l corpo dell'animale visitatore. Uccelli. Questi animali impollinatori sono assai più attendibili. Come abbiamo visto in precedenza. mentre alberi come le b etulle e i noccioli producono rispettivamente 5 milioni e mezzo e 4 milioni di g ranuli di polline per ogni singolo amento. tignole. Ma gli animali possono avere istinti radicati. per cui ritornano regolarmente ai fiori della stessa specie. Viceversa i fiori impollinati dagli animali hanno di solito relativamente poco p olline a disposizione. un miliardo e trecento milioni di granuli. I fiori impollinati dal vento possono contare su una produzione astronomica di polline: una sola pianta maschile della mercorella . dal momento che piante maschili e fem minili non possono riunirsi come succede tra specie animali. o anche radunato in massa compatta. Una specie d'insetto saltat . pianta annuale alta solo pochi centimetri. Ma. api.anta sembra voler spingere all'eccesso le sue esigenze di efficienza. In ca si eccezionali il polline può percorrere anche 5000 chilometri. mentre le parti femminili potranno avere numerosi ovuli. calabroni. Gli animali potranno servirsi della vis ta e dell'olfatto per trovare il bottino. Nel caso degli alberi i rapporti sessuali ha nno luogo probabilmente con il vicino più a portata di mano. qualunque sia la dinamica del processo. perché in media il polline non copre grandi distanze. La strabiliante varietà di fiori specializzati trova adeguata corrispondenza nel numero delle spe cie animali che provvedono ad impollinarli. e dev'essere inoltre adesivo. Gli stimmi sar anno relativamente forti e tozzi.

la più grande raccoglitrice di polline e visita i fiori con est rema frequenza per portare polline alle sue larve affamate di proteine. che molto spesso si mangiano tutto il polline e si sdraiano nel fiore. senza passare ad al tri fiori. Come fanno i fiori per adescare i visitatori? Ai nostri occhi il mezzo più ovvio è r appresentato dall'imbonimento diretto: diventano più grandi. più vivaci. Certe piante imparentate con la Tibouchina hanno stami di due tipi diversi . dal punt o di vista energetico costa di più a un fiore produrre polline in eccesso che non il nettare. di cui uno con polline vero che aderisce all'insetto intento a gustare il poll ine di tipo alimentare. tecnicamente parlando. vengono impollin ati da insetti relativamente primitivi. detta anche «testa d'elefante». In altri casi piccole infiore . quali le magnolie. Quando l'insetto o l'animale ha bisogno di attaccarsi al fiore o di introdurvisi . la davidia. Le piante della famiglia delle An nonaceae si affidano a piccoli scarabei che divorano gli stami. n on fanno parte del fiore. sebbene sussistano dubbi che essi siano i veri agenti del l'impollinazione. parente tropicale del cetriolo. s'infila sotto l'ala dell'ape. Una parte del fiore può avere aspetto attraente: l'aracea gigant e Amorphophallus è piena di piccoli scarabei. Brattee vistose compaiono anche sui cornioli e le bougainvillee. Tra gli appigli più strani va notato quello offerto dalla pedi cularia di Groenlandia. L'estremità ricurva della probos cide. Alcuni fi ori si richiudono sui ghiottoni per controllare che paghino la consumazione ment re si avviano all'uscita: usanza adottata dalla ninfea gigante. In fiori di ques to tipo il polline è fine a se stesso. offrono un polline nutriente fasullo accanto al polline vero e pro prio. nel suo difficile habitat. come se volesse farle il solletico. ovviamente. che in genere sono scarabei. Queste brattee. Ma gli scarabei. una profusione di insettucci mangiatori di polline. come certe spec ie di Cassia. più vistosi. ma secondo ogni evidenza l'evoluzione dell e api ha costretto i fiori ad agire di conseguenza. come nel caso delle api. «i ndugiano per intere giornate sulla parte inferiore della spata sbocconcellando c ellule speciali piene di amido ed olio». tanto che si po trebbero definire «banderuole aromatiche».ore con un balzo fortunato può atterrare felicemente nel fiore di una pianta d'alt ra specie . I fiori più arcaici di cui siamo a conoscenza. Talvolta agli impollinatori. sono im pollinati facilmente da scarabei. che manca invece quando l'animale può visitare il fiore standose ne librato in volo. ha ricevuto questo nome per ché la piccola escrescenza dei veri fiori viene segnalata ai visitatori da una gra ndissima brattea bianca e da un'altra assai più piccola. riescono i meno efficienti tra gli animali impollinatori. come dicono Proctor e Yeo. come nel caso delle lievi volute lunghe 10 ce ntimetri della Hodgsonia heteroclita. ma ne sono inseparabili. Talvolta questi vessilli sono situati est ernamente ai fiori stessi. e così viene a contatto del polline a ccumulato in precedenza dall'insetto. i loro orga ni femminili tendono ad essere grandi e forti. Fiori aperti e appiattiti. che si osservano in certi fiori d'orchidea. perché il fiore assomiglia ver amente al capo di un pachiderma. e si colorano in modo attraente ed accogliente. Possono produrre escrescenze ond eggianti come banderuole al vento.e mangiarne il poll ine. L'ape siede a cavalcioni della «proboscide» protesa in avanti. e a volte eman ano forti esalazioni odorose come nelle specie affini ai gigari. viene offerto un past o d'altro genere. Queste «code» sono particolarmente seducenti agli occhi delle mosche. di cui dovremo riparlare. o di quell e anche più lunghe. Nella specie affine Typhonium trilobatum vengono fornite agli scarabei delle «esche» gialle a forma d'uncini poste sullo spad ice. Anche quel bizzarro relitto che è la Welwitschia ha a sua disposizione. ma meno numerose. invece. i quali. il fiore ha una «piattaforma d'atterraggio» o qualche alt ro «appiglio» solido. come nel caso delle foglie fiorali scarlatte (brattee ) della Poinsettia. e segnatamente agli scarabei. e si rifornisce dal fiore principale. tra torace ed addome. mentre nelle nin fee giganti sono i maggiolini a mangiucchiare gli stami: ma sugli scarabei banch ettanti resta abbastanza polline da venir poi soffregato sugli stimmi. dalla quale sporge lo stimma. L'ape è. Molte altre piante.ad esempio la sassifraga dorata o crisosplenio . detta «albero dei fazzoletti». come rose ed anemoni. e delle brattee spesso colorate che circondano i fiori di al tre Euforbie. come in un'orgia dell'antica Roma.

secondo ogni evidenza. sono «illuminati» in questo mo do a beneficio degli insetti. mentre molte altre bromeliacee. I fiori «sanno» cosa vedono i loro visitator i. Le api inoltre prefer iscono fiori a profilo mosso o addirittura spampanati. e da lì agli organi sessuali. emettendo un lezzo che è stato paragonato a quello di una miscela di pesce marcio e zucchero bruciato. e verrà descritto nel capitolo seguente. ma a volte accade il contrario. come Nidularium e Neoregelia. esistono anche richiami tattili. perché molti insett i . prima insospettati. Oltre alle indicazioni visive. questi odori a volte risultano gradevoli per la specie umana. a so miglianza delle piste a luci lampeggianti che guidano gli atterraggi e i decolli sugli aeroporti. Molti fiori a ssomigliano al ranuncolo e hanno cinque o più petali che formano come un basso sco dellino. come quello delicato del mughetto. Il mimetismo ad uso degli insetti delle orchidee è il più notev ole oggi conosciuto. o quello più denso del lillà. Anche la forma dei fiori può influenzare gli insetti. tu ttavia vi sono casi in cui è evidente un po'"d'imitazione. Le api in modo particolare apprezzano i contrasti cromati ci vivaci. portano fiorellin i riuniti in un capolino a spiga o a forma di mazza. mentre i ca labroni amano invece fiori simmetrici sul piano verticale. Gli scarabei che impollinano qu . Gli insetti riescono anche a distinguere piccole variazioni nelle sfu mature dei colori. che spesso inizi ano dalla piattaforma d'atterraggio con vari manicotti. il che presumibilmente «ricorda» la sua esistenza agli insetti. emana una fragranza ritenuta un tempo così inebriante. Altri elementi d'attrazione per gli animali vengono creati dal fiore con l'emana zione di odori da varie parti fiorali. Ne sono un esempio gli ippocastani. L'Elaeagnus angustifolius dalle foglie argentate. l'eufrasia e il mimolo mus chiato. del gels omino o della plumeria o gelsomino rosso. presso il centro del fiore vi possono essere indicatori segnaletici sotto forma di linguette. infatti illumina ndo i fiori con luce ultravioletta si sono rivelati ai nostri occhi molti disegn i di questo genere.e segnatamente le api . Di solito i fiori appartenenti a diverse famiglie hanno aspetto molto tipico. rispetto a quelli a conto rno circolare o lievemente lobato. e sono tutti accorgimenti intesi a mettere l'insetto nella giusta posizione. Noi troviamo piacevoli cert i profumi. Tra gli odori sgradevoli alle nostre nari vanno citati quelli emanati dal gigaro e dal suo parentado che comprende anche la puzz olente dragonea delle regioni mediterranee (Dracunculus) con lo spadice e la spa ta esterna di colore rosso scuro. l" Helicodiceros dei deserti del Medio Oriente a spate screpolate a tinta rossobruna somiglianti a sangue rappreso. E" stato dimostrato che le a pi mellifere preferiscono i fiori con struttura simmetrica raggiata. ha colorazione porporina per le api.80 che è il loro parente tropicale Amorphophallus titanum. il centro delle rosette di colore di fondo verde trascolora in rosso quando compaiono i fiorellini al centr o. specialmente se il nettare è situato all'interno di uno stretto ori fizio o di un infossamento. e infine q uell'enormità verticale di metri 1. quali Vriesie e Tillandsie.percepiscono i raggi ultravioletti. detto "zinzeyd" o "zungeed "in Persia. frange o scanalatu re. perché i loro elementi d'impollinazione non sono molto specializzati e si as somigliano tra loro. dove la colorazione brillan te proviene in maggior parte dalle brattee esterne. peli. e talvolta gli stami. I fiori portano anche disegni di macchie o linee destinati a fornire agli insett i direttrici di marcia per arrivare al nettare. Queste piste non sono sempre visibili ai nostri occhi.scenze feconde sono circondate da altre sterili di maggiori dimensioni che fungo no da segnali per gli insetti visitatori: ne sono un esempio certe ortensie. nel quale un enorme spadice conico si slancia verso l'alto da una spat a svasata a bordo rilevato. che i Persiani tenevano chiuse in casa le loro donne qua ndo la pianta era in fioritura. probabilmente questi fiori hanno messo a punto lo stesso «metodo pubblici tario». In alcune specie affini al cerfoglio selvatico le infiorescenze sulla parte esterna del capolino fiorale sono molto più sviluppate di quelle interne per la stessa ra gione. Una piccola eufrasia ch e vive sparsa in mezzo all'erica le assomiglia per colorazione e disposizione fi orale. Il colore dei fiori può comparire diverso ad occhi u mani o d'insetti: ad esempio il tarassaco. In alcune bromeliacee. La parte centrale del fiore.

Così facendo inietta una goccia di un liquido speciale che trasforma il fiore in una galla. I l massimo fiore adescatore di mosche del mondo è quello della pianta parassita tro picale Rafflesia. Quando queste sgusciano dalle uova all'epoca della maturazione del fico. fiorente tutto all'interno e con fibrille d'aspetto uterino. dopo avere fecondato le femmine i n una piccola orgia al buio nell'interno del frutto. introflesso. ma non appena compare puzzo di carogna o di escrementi i gusti si spostano verso le tinte porporine o marrone scuro. con zone in rilievo biancastre e irregolari sparse su tutta la sup erficie. nelle cui spate le mosche prolificano e s'impupano. Lawrence . Tutt avia in certi casi viene accordato un «premio» di natura alimentare ai giovani inset ti. colore da rossoscuro a br unoporporino.«involuto. che hanno odore di frutta.. L'anim ale impollinatore è la piccolissima vespa del fico lunga un solo millimetro. Ci sono due casi classici di rapporto tra animale impollinatore e pianta. dove i gusci seminiferi in disfacimento as sicurano un terreno ricco di nutrimento alle tarme impollinatrici. Queste provvidenze garantiscono la presenza ininterrotta di animali impollinatori nei pressi delle piante. e passando si soffregano contro i fio ri maschili impolverandosi di polline. trat tenuti da un'improvvisa cortina. Tuttavia questa famiglia vegetale comprend e anche le Stephanotis e le viti ceree. Alcune femmine volano ai fichi di galla e ripetono il ciclo. perc hé le larve che sgusciano dalle uova non trovano alcuna provvista alimentare. con un solo orifizio. e in più l'odore. femminile e neutro. I fiori sono di tre tipi diversi: maschile. parente dell'albero del pane. che emanano invece una fragranza delizio sa! E" interessante notare tra l'altro che le mosche carnarie preferiscono il colore giallo e l'arancio quando manca l'odore. allo scopo di attirare tafani e soci.. il fiore comincia ad appassire prima che essi r iescano ad evadere. Ciò non giova agli insetti. I maschi sono sprovvisti di ali e muoiono poco dopo senza uscire dal fico. p er cui sembra che i fiori pullulino di moscerini: accorgimento adottato anche da specie affini e da qualche orchidea. le mosche ne sono tanto ingannate da deporre spesso le uova sui fiori. e a q uanto pare ogni specie di fico ha la sua specie di vespa specializzata. questo puzzolente gigante ha foglie lunghe d ue metri e tuberi di diametro superiore al metro e mezzo. che ha un diametro di più di un metro. ma stavolta i fiori hanno forma diversa e frustrano gl i sforzi delle piccole vespe che intendono deporre le uova. Imbarazzate e deluse . che co stituiscono esempi di virtuale simbiosi o «convivenza» (argomento che verrà trattato p iù diffusamente al capitolo 22). ad esempio nella pianta di cacao. Il frutto del fico che noi mangiamo . se già non avesse provveduto la natura. Come appare dalla famosa acquatinta della «Stapelia verminosa» nell'opera "Tempio di Flora" di Thornto n. Ho già accennato agli accorgimenti ingannevoli che talvolta inducono le mosche a d eporre addirittura le uova sui fiori di stapelia. Ci vor rebbe la fantasia di un Salvador Dalí per immaginare una stapelia. L e piante di fico hanno minuscoli fiori unisessuali disposti sulla superficie int erna di ricettacoli cavi carnosi provvisti di un'angusta apertura sul mondo este rno. per cui il tessuto carnoso che si forma alimenta le larve in corso d i sviluppo.è in realtà un'infio rescenza.esto mostro vegetale non possono uscire prima dell'avvenuta impollinazione. che hanno odore e aspetto di carne in putrefazione. H. Le stapelie africane sono piante grasse con fiori quasi sempre a forma di stella marina e diametro che arriva fino a 40 centimetri. La femmina della vespa del fico depone uova attraverso un lunghissimo tubo ovode positore all'interno dei fiori neutri (in realtà false femmine) entro «fichi di gall a». Oltre al fiore. o almeno di quanto i biologi chiamano «mutualismo». un frutto somigliante a un grembo maturo» tanto per citare D. mentre altre trovan o i veri fichi femminili. con quelle combinazioni di colori e disegni spesso ricope rte od orlate di peli somiglianti a muffe che crescano su roba fradicia. Le femmine si spingono all' esterno attraversando l'orifizio del fico. o nell'aracea Alocasia pubera. o infine n ell'Artocarpus heterophylla. In certi casi vi sono peluzzi che si muovono al minimo soffio d'aria. dove le mosche impoll inatrici si riproducono nei fiori maschili caduti dopo aver adempiuto alla loro funzione. compaio no le vespe del fico di sesso maschile e femminile.

Viceversa è possibile ch e il nettare venga prodotto in tanta abbondanza. Ma devo tornare agli altri metodi. per cui succede che alcuni dei numerosi ssimi insetti visitatori servano poco o nulla ai fiori. Gli ovuli nei quali sono state spinte le uova crescono in modo anormalmente gran de e costituiscono la riserva di cibo a disposizione delle larve di falena quand o nascono. caso mai venga un'annata eccez ionale in cui le yucche non fanno la fioritura. Queste associazioni ci appaiono così complesse ed improbabili che viene davvero da domandarsi se possano esistere e svilupparsi. E" tutta questione di specializzazione e del grado di «monopolio» naturale elaborato per adattamento evolutivo. Quando questi m aturano le larve di falena. Quindi trasporta la sua dotazione di p olline su un altro fiore. Effettivamente sono tant i gli insetti che vanno a mangiare o a riposare sulle ombrelle fiorali. che ricorda quello della cap ra. In certe parti del mondo è tuttora praticata la «caprificazione». presumibilmente per il suo odore. che bastano allo scopo meno fio ri. Prima che si coltivassero i fichi mangerecci. e così facendo impoll inano più attivamente. con conseguen te maturazione di fichi provvisti di semi.di appendere sull'albe ro fruttificante un ramo di fico selvatico. La pianta provvede a che le larv e di falena abbiano cibo e rifugio. Tra l'altro c'è anche una falsa falena della yucca che copia la specie vera so lo depositando le uova negli ovuli. A volte. c'era l'abitudine . Il fico selvatico commestibile è noto con il n ome di caprifico. la falena depone da uno a quattro uova in ognuna delle tre cellule dell'ovario. attirata sul fiore dal suo profumo fonda mentalmente notturno. come nei casi del cerfoglio selvatico. formic he comprese. che ques te sono visitate spesso anche da altre specie predatrici. imbattendosi nei fiori di tanto in tanto. La seconda forma classica di simbiosi con impollinazione è offerta dalle yucche am ericane con certe falene. c'è solo pochissimo nettare in ogni fiore. e la falena dal canto suo garantisce l'impol linazione della yucca. Il nettare è un'altra cospicua fonte d'attrazio ne di cui dispongono i fiori: si tratta di una secrezione zuccherina di composiz ione varia (che in casi eccezionali può arrivare a contenere fino al 74% di zucche ri). scendono dalle piante per im puparsi nel terreno. Se tutto è a posto. La femmina della falena. Va notato però che «i grandi tavoli fiorali» di questi fiori. ciò nonostante esistono. disposto in modo che l'insetto debba usare la lingua per estrarlo.prod uce tanto nettare che lascia grondare una vera pioggia di dolcezza quando viene scosso. delle palme e di altre piante che hanno numerosi fiore llini raggruppati assieme. in modo che le vespe di galla potess ero provvedere alla fecondazione incrociata dei due tipi.ricordata da Teofrasto . Non solo le falene adulte compaiono quando fioriscono le yucche locali. nonché per pipistrelli e uccelli. sono ideali per gli insetti fannulloni che non hanno anc ora raggiunto un rapporto specializzato. tanto più lunghe saranno le parti boccali dell'insetto.le vespe vagano da un fiore all'altro e vi diffondono il polline. ispezionandolo accuratamente per accertarsi che lo sti mma sia ricettivo e che nessun'altra falena l'abbia preceduta. di modo che gli insetti vanno dall'uno all'altro per fare un vero pasto. altrimenti i fichi man gerecci cadevano prima di maturare. che resero superflua l'imp ollinazione. Quanto più il nettare si trova in posizione nascosta e d inaccessibile. che ora sono cresciute.letteralmente «il fiore del miele» . e più spint . Molte piante secernono zuccheri da vari punti mediante apposite ghiandole nettarifere. le fem mine della vespa del fico muoiono all'interno dei fichi senza aver mai mangiato nulla dalla nascita. Più sottilmente il nettare viene prodotto solamente nel fiore. ma anche le pupe continuano a comparire per tre stagioni. la maggior parte delle quali si limita ad una sola spe cie di yucche. non sempre situate nel fiore . ibridi. è possibile che questo fatto abbia attratto anticamente degli insetti primitivi che non facevano altro che arrampicarsi qua e là. si arrampica successivamente su parecchi stami e ne gratta via il polline facendone una pallottola. applicando infine il polline sullo stimma. che ovviamente rappresenta una delizia sopraffina per molti insetti. ad esempio il Melianthus sudafricano . tuttavia ne restano molti destinati a formare i semi. com e dicono Proctor e Yeo. Animale e pianta vivono così in dipendenza reciproca comple ta. Comunque vada il procedimento.

o l'adattamento simbiotico. suppose che doveva esistere una falena con proboscide di lunghezza corrispondente. ognuno dei quali porta alla base sei gocce luccicanti all oggiate in «ciotole» bianche aventi il diametro di circa 5 millimetri. ma tiene lontane le mosche. ad esempio la gramigna di Parnasso. commentando al riguardo che «se si tolgono le gocce. e che inoltre «queste gocce non cadono mai. quali calici duri o rigonfi. Sebbene gli entomologi del te mpo si mettessero a ridere a questa prospettiva. Alcune piante sono venute al corrente di questa segnaletica. e in questo modo indicano l'obie ttivo alla proboscide dell'insetto che se ne sta librato in volo. ne compaiono subito altre uguali». dove venne scoperta un'altra falena con proboscide lunga più di 30 ce ntimetri. in modo che la mosca inten ta a banchettare si soffrega contro gli organi sessuati. trovata a Madagascar e provvista di un dotto lungo 30 centimetri.dispongono d i accorgimenti che consentono loro di predare il nettare «senza pagare lo scotto». Non basta: è capitato anche il contrario in Sudamerica. del quale gli ultimi 4 centimetri erano colmi di nettare. Il semplice rovesciam ento di un fiore. o introducendo la lingua in f essure non progettate a questo scopo. perché i petali nettariferi hanno anche d el nettare situato in vicinanza del centro del fiore. s pecialmente pungendo il fiore o praticandovi fori. e formano ad e sempio un anello di minuscole sacche all'interno dei fiori dell'elleboro. le api non si curano dei fiori a contorno arrotondato né di quelli . In alcuni fiori esistono dispositivi di protez ione contro furti del genere. Molti insetti . e lottan . Molte mosche vengono attratte dalle goccioline luccicanti di liquido simile a qu ello che trasuda dalle muffe della sostanza in disfacimento. Dopo molti anni si scoprì anche il fiore adatto. incoraggia le api. Alcune api hanno perfezionato anche un sis tema di furti di polline da fiori che in realtà non sono destinati ad essere fecon dati dai raccoglitori di polline. il che basta ad assicurare l'impollinazione. fornito di un dotto di 30 centimetri. Tra i nettarii più notevoli vanno segnalati quelli della fritillaria imperiale. appronta ti per tenere lontani dai fiori gli insetti indesiderati. dai fior i penduli campanulati. la falena venne scoperta a suo tempo. un'orchidea Habenaria di abitudini terrestri. Molto tempo fa l'erborista Gerard le aveva paragona te a «belle perle orientali». bordati da piccoli gambi (staminoidi) sormontati da un bottoncino rosso che sec erne liquido e luccica per questa gocciolina d'umore. I colibrì che vi sitano questi tubi erogatori di zucchero possono andarsene solo alzandosi e tocc ando i fiori con la testa. perché sono i n grado di arrampicarsi sulle infiorescenze. Va aggiunta una breve nota sulla ra pidità straordinaria con cui lavorano certi insetti: uno smerintocolibrì è stato visto visitare 106 fiori della viola farfalla alpina nello spazio di 4 minuti. nemmeno se si colpisce la pianta fino a spezzarla». dominato dalla concorrenza. I fiori impollinati da falene sono con ogni probabilità quelli provvisti di strett i lobi che s'irraggiano dall'ingresso centrale. Certe specie esotiche h anno anche una vera frangia di questi peli provvisti di goccioline. Le mosche ricevono un compenso reale.in cui devono introdursi completamente. sta ad indicare di solito la concomitanza di un solo insetto impollinatore.nonché gli uccelli che verranno nominati in seguito . come nel la nota aquilegia. Di per se stessi i petali nettariferi non rappresentano una novità. I num erosi fiori sono portati su un disco orizzontale a mò di ruota. pendenti a di spetto della legge di gravità. Infatti un'indagine effettuata sui fiori alpini in Canada ha rivelato che gli insetti impollinatori abbondano a maggio quando sbocciano i primi fiori dopo lo scioglimento delle nevi. o la digitale . Ancora più notevoli dal punto di vista visivo sono le marcgravie tropicali. in modo da mantenerlo in posizione pendula. Viene emanato anche profum o. Nel mondo dei fiori. completa di proboscide e tutto. sotto il quale pen dono a perpendicolo cinque sacche nettarifere di forma allungata. infatti quando Darwin vide un'orchidea detta Angraecum sesquipeda le. è naturalmente importante la prod uzione massiccia di questi mezzi di adescamento. Al l'interno del petalo esterno vi sono cinque «petali nettariferi» somiglianti a mani. A volte si osservano anche falsi nettarii.come il fiore di vetro o «nol i me tangere». Il nettare situato in un condotto tubolare. talvolta ancora peli v iscosi provvedono ad intrappolare i razziatori che si avvicinano strisciando con la speranza di infiltrarsi dal gambo o dal tronco. i cui cespugli epifiti dai fiori dondolanti assomigliano a una giostra da circo.

Finite le specie del tempo della cuccagna subentrano altri fiori a farsi concorrenza per attirare l'attenzione degli inse tti. che ha abitudini acquatiche. i peli avvizziscono e gli insetti coperti di polline riesco no a sgusciare all'esterno. M oscerini e tignuole si dirigono anzitutto verso il punto che emana odore più acuto . Per tornare ai nostri gigari. specialmente scarabei che vi hanno cercato ripar o. mentre no n è molto diffuso il meccanismo a trappola. e così si effettua l'impollinazione. e fungono da guide olfattive per gli insetti visitatori. H.ad esempio i Dryas montani visitati da zanzare che si nutrono di nettare. dal punto di vista degli insetti . la superficie di questa e la parte in feriore della spata producono goccioline oleose. del polline e del nettare. che sono anche unti.e così gli insetti abbandonano qu esti fiori precoci a basso rendimento. ma a volte anche sullo spadice stesso. Il giorno dopo gli stimmi si asciugano. non costituisce prerogativa esclusiv a degli Arum puzzolenti. lungo all'incirca 30-45 centimetri. Corner. osserviamo che in queste aracee il dispositivo pri ncipale escogitato è di fatto una trappola. Ma già ai primi di giugno prendono il sopravvento specie come il salice e il tarassaco. Un primato in tale senso è dato da non meno di 4000 moscerini osservati in una cella fiorale di 6 centimetri cubici. di solito sono situati sul cappuccio. proprio al di sopra della cella fiorale. J.o attivamente per contendersi la disponibilità relativamente esigua di polline e n ettare. . con temperatura esterna sui 15 gradi: si tratta del caso più notevole di riscaldamento registrato nel regno ve getale. Inutile aggiungere che in casi del genere la maggior parte dei visitatori perisce. Il suo sottile tubo fi orale. un odore s offocante e un debole calore incoraggiano una specie di scarabeo «a pernottare in un localino subacqueo». si forma attivamente entro lo spadice (che è la spiga interna ed eretta d el fiore). La temperatura più elevata mai osservata in uno spadice riguarda un Arum orient ale. Molte aracee creano calore ed emanano odori attraenti per gli insetti. sporge appunto dall'acqua. la Cryptocoryne griffithii. ma non è senza scopo. Molte aracee hanno questi accentuati prolungamenti. Esso è un sottoprodotto tipico della produzione del puzzo . Così l'odore d'escrementi emanato da certi fiori nostrani per attirare ins etti impollinatori.vere specie di «cornucopie». Dopo di che. La camera fiorale sottostan te è di poco più calda dell'esterno. I fiori sono dispos ti attorno alla base dello spadice. ma basta ad offrire un rifugio allettante per m olti insetti. in modo che gli insetti non pos sono fare a meno di scivolare oltre i peli disposti come una nassa per aragoste. detto di passaggio. Di solito restano intrappolate in un solo fiore una dozzina o due d'insetti. erogatrici di quantità illimitate di nettare e polline . Al di sopra di tutti. e i papaveri artici che offrono soltanto calore. Tuttavia una porta a trappola impedisce ogni fuga fi nché non sia stata compiuta l'impollinazione. in particolare le Arisaema dell" Himalaya. e lo stesso accade ad insetti vagabondi di passaggio. Allora maturano gli stami sopr astanti: ognuno apre due fessure e lascia uscire il polline. subito attirati verso un altro fiore ricettivo. e un altro di fiori maschili di sopra. ed alza la temperatura fino a 15 gradi C. gli stimmi sono ric ettivi al polline che essi possono già avere addosso. Oltre alle attrazioni del profumo. certi fiori emanan o anche calore. elargita al l'insetto a compenso della temporanea reclusione. L'Arisarum proboscideum è detto anche "c oda di topo" perché le sue spate porporine e provviste di cappuccio hanno un prolu ngamento sottile e lunghissimo che le fa assomigliare veramente a topolini tra l e foglie. ma a volte assai di più. Una volta che gli insetti sono dentro. dove il calore non era inferiore a 43 gradi C. L'emanazione di calore. un gruppo di fiori femminili disposto a cerc hio sul fondo. di sol ito al terzo giorno. in c orrispondenza del collo della cella fiorale. sta un cerchio di peli che si piega no verso il basso. la cella fiorale formata alla base del la grande spata verticale carenata che rinchiude lo spadice. quali moscerini che si riproducono negli escrementi in disfa cimento. secondo l'espressione elegante di E. certe piante artiche creano posti accoglienti aumentand o la temperatura del fiore . in modo che gli insetti possano discendere ma non risalire. e così facendo offrono ciascuno una gocciolina di nettare. Analogo rifugio viene offerto da una curiosa pianta della Malesia.tenete presente che il fetore può costituire un richiamo per gli insetti -.

che così si nutre in parecchie posizioni diverse. Molte piante hanno «finestre» del genere. alla base del quale un anello di stretti tubicini so miglianti alle camere di scoppio delle vecchie seicolpi a tamburo vengono a trov arsi dirimpetto all'insetto. che vengono impollinati da certi pa ppatacci fungini. Gli insetti disorientati girano a tentoni e si agitano in questa parte del fiore. ma devono aspet tare talvolta per parecchi giorni prima che il fiore appassisca. In queste pian te troviamo una piattaforma di atterraggio. ma ne hanno anche lo stesso odore. dove si hanno fio ri che per forma ricordano elaborati paralumi di epoca edoardiana con frange e t utto. e la pianta spietata lascia morire i suoi impollinatori una volta che hanno ad empiuto alla loro funzione. Le Arisaema serpentine costituiscono un rischio ancora più grave. le parti femminili maturano per prime. Per la disposiz ione ricorda esattamente una nassa per anguille. Molte di queste aracee «a testa di cobra» h anno un tessuto speciale che .che nell'Aristolochia grandiflora ricorda quello del pesce marcio . e i peli avvizziscono per consentire l'evasione finale degl i insetti. e il carcere sottostante spesso lascia filtrare la luce attorno alle parti sessu ate. Gli insetti vengono attirati dal nettare in grandi tazze. interamente orlato all'interno di peli rivolti all'indentro. verso la quale si affollano gli insetti intrappolati sperando ch e si tratti dell'uscita. inclinandosi in modo tale che ora lo scivolo favorisce l'evasione. e in questo modo funge da richiamo. Un odore seducente per gli inse tti . somigliante a quelle delle stazioni spaziali. e r accatta il quantitativo massimo di polline. .per riflessione e rifrazione . quando riusciamo ad avvertirlo. I n questi fiori c'è uno scivolo sdrucciolevole transitabile in una sola direzione. dove. Aquilegie e convolvoli fanno lo stes so.Ho già accennato al pericolo di soffocamento che incombe sugli animali impollinato ri. dove trovano un po'"di nettare e si ricoprono di polline. Dispositivi trappolatori molto simili si trovano anche nelle aristolochie o «pipe olandesi». Il r ischio di morire soffocati da parte degli insetti visitatori è molto maggiore con le aristolochie che non con le aracee. come accade nei g igari. salvo che non c'è uscita . mentre il segnale luminoso non fa altro che condurli ag li stimmi. Altra astuzia adottat a da certe aristolochie è costituita dalla presenza di un'area trasparente nella p arete del tubo. è anzi il caso di dire che le aristolochie sono diventate quasi troppo brave al riguardo. Per il nostro olfatto l'odore delle aristolochie è sgradevole. con aperture situate al di sotto della estremità esterna chiusa del fiore e dei punti che emanano richiami odorosi. Identico meccanismo funziona per i fiori femminili. Se le cose vanno lisce gli insetti entrano nel fiore maschile svasato e non devono fare altro che lasciarsi scivolare lungo una superficie sdr ucciolevole impolverandosi di polline nella caduta. non imparentate con le specie precedentemente accennate. attorno o all'interno di questi punti. ma stavolta sono d'indole più cortese: l'illuminazione è prevista perché le a pi impollinatrici possano trovare il nettare in quello che è conosciuto come un fi ore «tipo pistola a rotazione». Una trappola di genere completamente diverso da quelle già citate è in uso presso va rie asclepiadacee quali le asclepiadi tipiche tropicali. uscendo da un'apertura nel f ondo. disposte immediatamente al di sopra di fessure che portano allo stimma. Il processo in molti casi si accompagna al ripiegamento del tubo vers o il basso. il vincetossico ed altr e. Queste piant e hanno fiori maschili e femminili distinti. I fiori delle Arisaema per la loro struttura si trov ano a metà strada dai nepenti insettivori. Se ne trovano ad esempio nelle già citate Cr yptocorynee e nelle Ceropegie della famiglia delle Asclepiadi. quelle maschili diffondono success ivamente il polline. dirimpetto a un lungo tubo sovente incurvato come il cannello d'una pi pa. Alcune genziane dalla corolla a forma di tromba hanno finestrature allungate tra slucide. Alcune specie di piante che crescono nelle steppe dell'Asia occiden tale frequentate dalle capre hanno fiori che non solo si confondono all'aspetto con escrementi caprini. di modo che gli insetti vengono materialmente messi alla porta. In queste specie si osservano masse di polline riunite in coppie e associate ad una ghiandola appiccicosa.attira i moscerini fino agli organi sessuali situati in basso.concentra la luce sull'ingresso spesso marcato da un contorno scuro che conduce alla spata tubolar e.

spruzzando polline su ogni visitatore. utilizzando i fiori stess i o più sovente il nudo stelo o il gambo.e mentre si muovono qua e là intenti a sorbire nettare. con conseguente scrollone dell'insetto e degli stami. e lo fanno funzionare a ripetizione se si toccano i l oro filamenti sensibili. L'insetto viene colpito sulla sch iena. Alcuni fiori hanno perfezionato dei posatoi laterali. succede invariabilmente ch e una zampa . e si muovono dolcemente al l'infuori se vengono toccati. Molti fiori assumono una vera e propria iniziativa invece di limitarsi a disporr e passivamente trappole. Nel c . Questi uc celli sono specialisti in acrobazie quando vanno alla ricerca del nettare. e si concentrano su un punto cent rale quando vengono disturbati. Le Protea portano molti fiorellini in una «tazza» di brattee strettamente aderenti l'una all'altra. In teoria la farfalla non deve fare altro che toglierne la zampa con il polline che vi è rimast o attaccato e andare su un altro fiore per depositare il polline su uno stimma. oppure stanno eretti in modo che i colibrì possano succhiare il nettare st ando sospesi in volo librato. I colibrì. dove il gambo fiorale si allunga sopra il fiore consentendo ai colib rì locali di aggrapparvisi e d'introdurre il becco nel fiore rovesciato. tra le quali la ginestra e l'erba medica. Si sa che le api melli fere rubano nettare dai fiori d'erba medica perforandoli. L'Araujia è nota anche con il nome di "pianta crudele". hanno stami a scatto di q uesto tipo.la Pilea muscosa è chiamata addirittura in certi posti la "pianta artigliera" o "sparacannone" per gli sbuffi di polline che emette quando è toccata. talvolta anche vistose. Altri fiori impollinati dagli uccelli hanno struttura robusta. tra l'altro. I fiori impollinati dagli uccelli tendono ad avere tinte brillanti e pure. Passando ora dagli insetti ad altre specie animali.e l'inse tto lo fa «scattare» mentre si addentra nel fiore. in modo che i vis itatori vi si possano appollaiare in adatta posizione. perché spessissimo intrappol a falene e tignuole prendendole in questo modo per la proboscide succhiante. Le enormi spighe della gigantesca Puya raimondii o ffrono ai colibrì delle Ande 20000 punti di degustazione dallo sfavillìo metallico. si trovano molti uccelli alt amente adattati all'impollinazione. di modo che il polli ne viene spolverato sulle parti inferiori del visitatore. I fiori impollinati da uccelli possono anche mostrare tendenza alla forma tubolare o conica. adatta a contenere molto liquido. talvolta anche in combinazioni smaglianti di verdeross ogiallo. ad esempio le f uchsie. Pare cchie Berberis. il che può benissimo cor rispondere a un mezzo molto semplice per procurarsi del cibo senza il disagio de i bruschi colpi inferti sistematicamente sull'addome. Molte piante leguminose dispongono di meccanismi ingegnosi: alcune. e ricevono numerose visite da parte degli uccelli nella stagione asciutta quando sono in fiore. fanno la mossa contraria. come ad esempio l'Antholyza ringens del SudAfrica. cui appartiene ad esempio il crespino. Altri stami invece sono meno violenti: quelli della sparmannia africana formano un rilievo semicircolare. e lo stesso disposit ivo arma certe specie affini all'ortica . che contengono vere cucchiaiate di nettare. Gli stami d ei cacti. Ogni fiore del giglio lanceolato o Doryanthea excelsa produce tanto nettare da riempire un bicchierino da liquore. spesso a sfumature rosse.talvolta anche la proboscide . Alcuni di questi fiori sono penduli. Ad esempio gli «alberi del corallo» della specie Erythrina indica producono tanto nettare da venir chiamati «f iori per bambini che frignano». hanno un «tubo staminifero» avvolto a spir ale che comprende anche lo stilo . alla stessa stregua degli insetti. e si dibattono in questo trabocchetto troppo funzionale finché muoiono. con molto nettare piuttosto acquoso. L'alloro montano Kalmia latifolia possiede stami esplosivi. Fiordalisi e centauree hanno un sistema ingegnos o per lanciare il polline. Di norma amano il nettare e non sono attirati dai richiami olfattivi. Ma la fessura è tanto profonda e stretta che gli insetti più deboli non riescono a l iberarsi.entri in una fessura.cioè il gambo che sorregge lo stimma . che talvolta costituisce l a fonte principale di liquido per uccelli anche grossi. gli stilidii australiani sono conosciuti come piantegrilletto grazie a questa reazione. e spesso con indicazioni segnaletiche. Inoltre tendono a mostrare costi tuzione robusta. Parecchi hanno stami disposti in modo che il tocco d'un insetto li muova rapidamente schizzando il polline sul visitatore. viceversa. sono sensibili al pari delle api a colori che l'occhio uma no non distingue. la brattea o il germoglio.

o almeno aumentato d'intensità. di solito accompagnati da odore acutissimo a scopo di richiamo. ma l'opinione og gi corrente è che siano stati gli insetti ad avviare tutto il processo. Qualche volta gli insetti hanno abitudini particolari. e il bec co aguzzo consente loro di perforare facilmente il fianco del fiore. e alle 6. Le specie di vischio tropicali sporgono i fiori brillanti dai rami delle piante che le ospitano.nel qual caso si combina no all'odore di marcio.aso degli sfarzosi fiori di strelitziaregina l'uccello sta posato su una piattaf orma grande a forma di doccia. essi devono produrre grande quantità di nettare a profitto dei loro avidi v isitatori. Possono avere grandi aperture a favore dei pipistrelli g offi e sprovvisti di becco. come nella Kigeli a africana pinnata. che a loro vo lta sono i supplenti alati degli insetti. mentre le loro parenti delle regioni te mperate si affidano agli insetti. Molto spesso ci capita di osservare che le specie tropicali di una famiglia di p iante vengono impollinate dagli uccelli. I pipistrelli non distinguono i colori. nonché molto polline ugualmente mangereccio. I fiori da loro visitati si aprono di notte. essi sono anche emeriti ladri di nettare. o sapere di pesce. si ottiene un risultato doppiamente bizzarro. Un amico residente a Malta mi ha informato che a momenti poteva regolare l'orolo gio dall'orario di queste farfalle: arrivavano alle 6. ben discosti dai rami. Il baobab. dal moment o che i pipistrelli possono aggrapparsi. sebbene i fiori bianchi dell'ipom ea restino aperti per quasi tutta la notte. detti appunto «beccafiori» o «uccelli del vischio». Molti insetti hanno abitudini notturne. per cui si raggruppano e pendono verso il basso in modo ideale per gli uccelli visitatori. semplicemente per evitare sfregamenti o spruzzi di polline sulle piume. o in una serie speciale di colori . ma valgono molto meno ai fini di una ma novra impeccabile d'atterraggio. di modo che un fiore a pieno sviluppo viene ad assomig liare a un ventaglio semiaperto. si è pensato che l'impollinazione ad opera degli uccelli abbia avuto inizio prima di quella degli insetti. detta anche «albero delle palle di cannone».gradazioni di porpora. I numerosi fiori prodotti sporgono a loro volta dalla doccia. il durian e molte piante delle bignonie vengono impollinati dai pipistrell i. e perciò i fiori sono spesso in bianco e nero. L 'effluvio può anche venir emesso. L'esempio estremo è dato dall'albero tropicale Mu cuna gigantea che arriva ai 20 metri d'altezza. che ha ricevuto il nome appropriatissimo di "albero dei sala mi". dispone di una speciale «spazzola» di stami eccentrici che le consente di giovarsi della visit . Ad esempio l'ipomea ch e fiorisce di notte viene visitata in certe località dalla falena testa di morto. Un gruppo di piante parassite indonesiane ha gemme p rovviste di un piccolo pertugio. come nel cas o del baobab. ma sono stati n otati anche odori di cetriolo e di latte acido. quando imbruniva.30 non se ne vedeva più una. ignaro che gli stami gli premono il polline sulle zampe perché venga trasferito sullo st imma di un altro fiore in uguale posizione. l'albero del co tone. marrone e rosso scuro . Quando i fio ri poggianti su gambi così lunghi sono seguiti da grossi frutti. Molti fiori impollinati dai pipistrelli hanno forma sferica oppure. per servire da attrazione per gli insetti. E" il caso di dire che spesso gli uccelli trovano un'altra fonte di cibo negli insetti dir ettamente associati ai fiori. Essi vi infilano il becco. ed estrae il nettare dal centro del fiore. Dato che l'evoluzione dei fiori è cominciata qua si certamente nella foresta tropicale. La curupita della Guyana. Di notte i pipistrelli prendono largamente il posto degli uccelli. i fiori impollinati a l crepuscolo sono per la maggior parte bianchi o a tinte pallide. A volte sem bra perfino che usino questa pratica con i fiori abituali fornitori di nettare. dove gli uccelli del gruppo dei Dicaeum. pertanto i fiori che essi visitano si ap rono di notte. hanno imparato che vi si nasconde una prov vista di nettare.vedremo infatti che gli stessi uccelli divorano e diffondono anche i semi. talvolta assai rip ugnante per l'uomo: può essere aspro o rancido. soltanto di notte. inondandoli di polline: altro esempio di strettissimo rapporto tra animale e fiore . mentre il nettare fa sì che vi indugin o. e spesso l'attrazione iniziale è data da un odore forte. hanno masse tondeggianti di stami cui i pipistrelli possono aggrap parsi.15 del pomeriggio. Come l'ipomea. e il fiore letteralmente scoppia lo ro in faccia. o pendere su lunghi gambi in modo tipico. i cui gambi fiorali possono onde ggiare fino a un metro di distanza da terra.

dove quasi non esistono insetti impollinatori. e il gigantesco cac to saguaro dal rinolofo. ma sono situati molto più in basso. Il famoso cacto cereo a fioritura notturna (Selenicereus gran diflorus) o "regina della notte" . mentre i fiori dell'al bero dei salami sono lunghi centimetri 7. che si crede porti il polline dell'a spidistra dall'uno all'altro dei suoi scialbi fiori a forma di tazza che fiorisc ono raso terra. Così ci so no agili scimmiette che visitano i fiori penduli del baobab durante le ore della notte in cui essi sono aperti. Si conoscono esempi di p ipistrelli che tendono a stare sospesi in volo invece che ad aggrapparsi. per cui il fatto pare possibile. e spesso diventano piccolissimi. carnose e dolci alla base. La maggior parte delle piante acquatiche produce fiori aerei che vengono impolli nati dal vento o dagli insetti. con diametro di 12 centimetri. Oltre agli uccelli e ai pipi strelli che abitualmente impollinano questi fiori. L'adattame nto principale in queste specie consiste nel produrre polline idroresistente in lunghi cordoni destinati ad arrotolarsi attorno ai lunghi stimmi una volta messi in libertà.portando il poll ine da uno stimma all'altro. e l'acqua forma un ponte tra l'antera e lo stimma sul quale può galleggiare il polline. Nel ranuncolo strisciante le gocce di pioggia f anno cadere il polline dalle antere. i topi mangiano queste foglie fiorali. il polline che cade sull'acqua di solito marcisc e. mentre i bocci vengono indirizzati sicur amente verso l'alto in una vescicola impermeabile di brattee a chiusura stagna. passando infine il polline d ai fiori maschili a quelli femminili. Le b anksie australiane vengono impollinate da certi topolini marsupiali e dagli opos sum del miele. o perché la pioggia può tenere lontani gli animali impollinatori. In tal caso il polline h a una superficie aculeata o spinosa che racchiude aria e mantiene la polvere del polline asciutta e galleggiante.a dei pipistrelli. che produce foglie nastriformi lunghe fino a 80 centimetri. L'animale impollinatore più strano è la lumaca. profumo o nettare. un pipistrello dal naso lungo. Nell'asfodelo di palude la pioggia viene catturata dai lunghi pe li che crescono sui filamenti degli stami. Anche i fiori maschili si forman o entro vescicole. I fiori femminili sono portati su sottili ste li che partono dalla base delle foglie. ma in realtà ne esistono alcune che portano i fiori sotto la superficie dell'acqua. A maturazione la vescicola si apre e i bocci si staccano da soli e salgono in superficie come altrettanti t uffatori. Le vere piante acquatiche hanno problemi speciali. fatto osservato alle isole Faroë. e il liquido scorrendo finisce nel centro d el fiore. in modo da fungere da . tutte bestiole arrampicatrici fornite di lunghe lingue per cibars i di nettare. sebbene capiti ogni tanto anche l'impollinazione vera sulla superficie dell'a cqua o sott'acqua. i cui capi fiorali conici sono circondati da molt e foglie rossoaranciate. In queste condizioni i fiori non hanno più b isogno di colori.viene visitato dal piccolo pipistrello vampiro. e vive in acque all'incirca altrettanto profonde. Altre bestiole danno letteralmente «una mano» ai fiori nell'impollinazione. e vortica attorno agli stimmi depositand ovi il polline. in ogn uno dei quali c'è uno stimma a forma di spazzola. Ma alcune piante si servo no della pioggia ai propri scopi. Una volta all'aria questi segmenti si capovolgono. che ha la forma di una tazza. Alcuni fiori impollinati dai pipistrelli sono molto grandi: quelli dell'albero di bals a sono lunghi centimetri 12 con diametro di 8 centimetri. e di morbide pellicce per raccogliere il polline. che hanno di nuovo invaso il mare per fare concorrenza alle alghe antenate. La gigliacea Rhodea japonica è pu re impollinata da questi gasteropodi che mangiano le appendici carnose dei fiori . e così facendo s'impollinano baffi e zampe.ammassati l'uno presso l'altro e odoranti di pane raffermo . Una pianta viene impollinata dai topi: è il caso d el pino hawaiiano Freycinetia. come nel caso di certe «lingue d'acqua».altro fiore scelto da Thornton per il suo «Temp io di Flora» . La pianta acquatica più notevole per modalità di fioritura è forse la vallisneria euro pea. principalmente quelle speci e notevoli che sono le erbe galleggianti. Altre freycinetie hanno analoghe foglie fi orali succulente che attirano i cani volanti imparentati con i pipistrelli. Giunti alla superficie i fiori si aprono in tre lobi di forma navicolata. Di solito i fiori si chiudono quando piove per evitare danni al polline. ciascuno con una bolla d'aria fermamente rinchiusa entro i segmenti fi orali.

alla ba se della pianta. Si tratta di casi speciali nei quali uno scherzo di natura aiuta noi e non la pianta. Questa pianta sorprendente ha anche un altro trucco a sua disposizione: una vo lta avvenuta l'impollinazione. ed anche i banani sono partenocarpi. o bosso strisciante. nonché altre piante non imparentate con essi. . e probabilmente è cominciata nelle difficili condizioni che hanno caratterizzato molte regioni durante il Pleistocene. Naturalmente l'a pomissìa distrugge la possibilità di rimescolare le caratteristiche dei genitori nel gioco dell'eredità. si spande su tutto il pelo del l'acqua. Come non mancherò di descr ivere in seguito. sebben e i banani rampollino con grande prontezza dai polloni. Le Ruppie mettono in libertà il polline racchiuso in bollicine di gas quando esso è maturo. in cui compaiono per primi gli stami e quindi. dall'avvolgimento a spirale del gambo. succede facilmente che s'infilino tra due lobi . ma il tarassaco e gli ieraci. il fiore femminile viene tirato in basso. pare nti delle lobelie. si possono talvolta stimolare artificialmente le piante in mod o che producano frutti senza bisogno d'impollinazione. I fiori profumati di solito aboliscono molto rapidamente l'effluvio odoroso che richiama gli inse tti. Se queste navi celle toccano un fiore femminile. Il pero nella sua varietà detta «della Conferenza» ne fa molto spesso. Cosa accade se un fiore perde il suo animale impollinatore? L'orchidea Ophrys ap ifera. che è quanto conferisce versatilità di adattamento a una specie. L'apomissìa si verifica nei suoi aspetti più tipici negli habitat aperti e instabili . cioè producono semi vitali senza bisogno di fecond azione. e non appena giunge a contatto dell'aria. produc endo frutti a forma di salami. nostra pianta indigena.ricorrono all'apomissìa. in modo da rendere s empre più facile l'accesso degli insetti a questi ultimi. La veronica m aggiore da azzurra diventa porporina quando il nettare è finito. certi uccelle tti delle Hawaii detti rampichini del miele. e ha escogitato un metodo ingegnoso per assicurare l'impollinazione incrociata. Si sa che le Cyanea. In ogni pianta il fiore non serve più a nulla dopo avvenute l'impollinazione e l'e ventuale fecondazione finale. in modo che possano recarsi su altri fiori senza perdere tempo. Ciò nonostante il tarassaco e l'affine ieracio molto spesso . Può anche capitare d'osservare che i fiori impollinati di un' infiorescenza si scostano da quelli non ancora impollinati. Alcuni possono indicare ai visitatori tardivi che sono già stati impollin ati. quali l'alchemilla e il rovo. per cui finisce per appassire o lasciar cadere la corolla. mentre la poligal a rossa. sebbene possa occorrere l'impollinazione a mò di stimolo. Anch'esse hanno pot uto ritornare all'autoimpollinazione. e pertanto è ricorsa all'autoimpollinazione. andati estinti. Anche stavolta alcuni fiori fanno puntate nei due sensi. I fiori della Magnolia virginiana imbruniscono entro mezz'ora. fatto abbastanza notevole dal punto di vis ta dell'evoluzione.galleggianti per i due stami sporgenti obliquamente verso l'alto. All'occasione le piante producono frutti detti partenocarpi. possiedono una variabilità intrinseca che passa alla disce ndenza assieme all'elevata capacità di effettuare mutazioni improvvise. come un pistone. hanno perduto gli animali che le impollinavano. dove sono esposti anche gli stimmi. pare non avere alcun animale impollinatore in Gra n Bretagna. arrossisce dopo la fecondazione.tanto che specie apparte nenti a questi generi si contano a centinaia o anche a migliaia in posti dove so lo pochi botanici si sono accorti di quanto stava succedendo. una volta avvenuta l'impollinazione. in cui non si forma no semi. nel qual caso il polline viene proiettato sullo spazzolino femminile sporgente . tanto più che la soluzione si è dovuta trovare in fretta. nelle qual i le caratteristiche subiscono alterazioni permanenti . mentre quelli impollinati sono di un bel colore rosso acceso. Nelle piante che hanno parecchi fiori riuniti in gruppi il mutato colore dei fiori impollinati può agire da richiamo per gli insetti a vantaggio di quelli non ancora impollinati: ad esempio nel trifog lio ibrido i fiori nuovi sono bianchi. Il tarassaco ha un nett are dolcissimo associato a un polline denso e nutriente molto gradito alle api. Capitolo 14. Il cacto Pe yote chiude davvero i suoi fiori nello spazio di cinque secondi dalla fecondazio ne.e in certi gruppi sempre . l'organo femmini le si spinge attraverso la parte maschile spargendo gli stimmi tutto al di sopra .

doveva necessari amente avere qualche effetto tonico o curativo su di essa. La natura ha mode llato i fiori d'orchidea in modo tale che. le orchidee si sono spinte tanto oltre e in misura tanto straordinaria. di una scimmia cicalante senza posa. e molt . Le piante abitualmente p ortano numerosi fiori riuniti in infiorescenze. mentre uno dei sei segmenti fiorali . Un coltivatore d'orc hidee ha registrato il caso dell'Oncidium carthaginense che produsse un esemplar e con gambo fiorale lungo 4 metri. quello che ottiene dalle orchidee è di essere sconcertato e beffato nel ver o senso della parola. La maggior parte di esse. Molte orchidee conducono vita epifita appollaiate sugli alberi. Ma egli non era un osservatore acuto come si potrebbe immaginare. di un rospo malinconico. alcune sono saprofite e sostanzialmente prive di foglie. a differenza dei p astori sboccati che usano un termine più sconcio. Mentre mol te altre famiglie vegetali dipendono dagli insetti che praticano l'impollinazion e. che indica i testicoli. perché «il carattere giocoso nel dare forma alle piante» d'orchidea dissimula una vita sessuale tanto elaborata da ricordarci il Kamasutra. in dubbiamente si guadagnano la nostra massima ammirazione". Prendono forma ed a spetto d'uccelletti. Gli animali impollinatori delle orchidee sono quasi soltanto gli insetti. lo si può constatare nel modo più lampante tra le orchidee.e Shakespeare scriveva delle «lunghe porpore» d'Ofelia. d'insetti. o a una donna. "Se mai la natura ha mostrato il suo carattere giocoso nel dare forma alle piant e.. e delle quali non si sa nulla per quanto rigua rda il modo d'impollinazione. Ciò deriva dal fatto che le orchidee terrestri che si r itrovano nelle regioni del Mediterraneo hanno tipicamente due tuberi arrotondati somiglianti effettivamente a testicoli. Riproducono l'immagine di una pigra tartaruga. Il simbolismo univa l'uomo alla natura: se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano.fiorente già molto prima di Cristo . talaltra a un severo lottatore dall'aria poco rassicurante. ha un rapporto curioso di odioamore con i funghi. come verrà spiegato in un capitolo seguente. In termini antropomorfici possiamo dire a ddirittura che se l'insetto impollinatore ottiene di solito qualche forma di com penso. Così scriveva il botanico tedesco Breynius nel diciassettesimo secolo. il codice d'amore degli antichi Indiani. e comprendono forse 35000 specie. o a un b uffone da circo che ci fa ridere.è di solito relativ amente grande. Sebbene non c'entri per nulla con l'elaborata vita sessuale delle piante. Non sorprende il fatt o che questa dottrina . mentre sono note due specie di orchidee che passano tut ta la loro esistenza sotto terra. Ma ora ci o ccupiamo di quella che realmente si può definire la loro meccanica sessuale. Essi si sono fusi originando una «colonna» che porta due stimmi funzionali e di solito una o talvolta due antere funzionali. è in un certo senso appropriato che la parola orchidea derivi dal vocabolo greco "orchis ". se proprio non ci muovono al riso. e vivono di sostanza v egetale in disfacimento. come le ha definite un giardiniere -.il labbro .abbia reso i tuberi d 'orchidea molto richiesti per la composizione di bevande afrodisiache. Molta gente pensa alle orch idee come ad ibridi vistosi ottenuti dalle mani dell'uomo nei negozi dei fiorist i .. perché altrimenti si dovrebbero moltiplicare fino a un numero quasi uguale a quello delle specie d'orchidee. carico di parecchie centinaia di fiori.UN KAMASUTRA DEI FIORI. e l'orchi dea simboleggiava il sesso in opere d'arte quali l'Arazzo del Liocorno. passando da fiori relativamente mostruosi a p iccolissimi esemplari del diametro di pochi millimetri. Le orchidee costituiscono una delle famiglie più cospicue nel r egno vegetale.«orchidee da seno». di lucertole. I fiori d'orchidea sono diversi da tutti gli altri per la forma. Così stanno le cose. o pendenti. che d avvero possiamo considerare i loro fiori alla stregua di altrettanti dispositivi elaborati per servirsi degli insetti. e specialmente per il modo con cui portano gli stami e i pistilli. tra le più recenti in termini evo lutivi e tuttora probabilmente in attiva evoluzione. Un altro caso classico è dato dal Satyrio n. Nell'Inghilterra medievale le orchidee venivano dette «testicoli di cane» o «scroto di toro» . talvolta somigliano a un uomo. altre stanno a terra. accon tentandoci di pochi esempi. mentre la realtà è che ess e variano moltissimo in grandezza.

Un'orchidea del ti po «carne marcia». Però l'odore è accompagnato quasi sempre da un compenso alimentare. Il richiamo principale per gli inse tti arriva spesso sotto forma di profumo. Qu esto fatto è inteso ad impedire l'ibridazione cui le orchidee sono tanto disposte .e singole specie si affidano ad una sola specie d'insetto. che spesso pendono fino a terra . emanando profumo se la specie ne è dotata: tre mesi di durata non sono infrequenti. anche con il loro aspetto . Alcune orchi dee hanno peli speciali ricchi di sostanze proteiche. Nella famiglia delle orchidee si conoscono almeno 50 so stanze aromatiche. Queste orchidee risolvono il problema della fecondazi one emanando odore tanto acuto da richiamare rapidamente gli insetti per vasto r aggio. tracce visibili di nettar e o rilievi fisici quali creste o canali. Il Bulbophyllum macranthum trasuda una sostanza di grande richiamo per le mosche. oppure gli insetti possono limit arsi a masticare la struttura della base. l'odore di certe orchidee ci ripugna: ve n'è una ch e odora di naftalina. in cui l'insetto viene condotto infallibilmente in un punto dove non può asso lutamente fare a meno di raccogliere polline o . perché vengano a contatto degli organi sessuali. si dice che indigene primitive a tendenze matriarcali divorassero i mariti dopo che questi avevano recitato la loro parte. senza poi fornire nessun delizioso umore. ma offrire parte della propria carne all'agente sessuale è qualcosa che sembra preso da un film dell'orrore. bizzarre. La maggior parte dei fiori d'orchidee dura a lungo se non avviene l'impollinazione.oppure qualche parte del fiore può essere attraente dal punto di vista mangereccio. che accorrono a leccarla. una volta impollinate aboliscono le emanazioni odorose così attraenti. pendule e somiglianti per forma agli insetti. le frange pelose.nel caso che lo abbia già raccolt . Il nettare o l'essudato alimentare si può trovare anche sui tessut i o all'interno di essi . in cui sono stati combinati fino a quattro generi diversi per creare fiori completamente nuovi. ad esempio nel caso dell'orchidea delle carogne conside rata nel capitolo precedente. mentre altre sanno di carogna. Ma altre hanno vita breve. cui assomi gliano anche per colore. Alcune orchidee cambiano il profumo a seconda della clientela che sperano di attirare in diversi momenti della giornata: un'orchidea impollinata d alle falene emana odore di mughetto di giorno e profumo di rosa di notte. un den drobio odora abitualmente di eliotropio. che può essere per fino del nettare posto addirittura in una doccia o in una coppa. tanto è spinto il loro adattamento. le masse di peli tremolanti.e il caso più sensazionale è quello dell'orchidea detta «codino cin ese».il colore. Co me accade con gli altri fiori. ed ho sentito dire di certe che perdurano anche sei mesi in serra. Indubbiamente giova ad impedire gl i incroci anche tra specie strettamente imparentate. imbroglia le mosche carnarie limitand osi ad attirarle con l'odore nella posizione adatta ad effettuare l'impollinazio ne. le lunghe parti erette ed es ili o dondolanti . ad esem pio le Stanhopee. Le orchidee attirano gli insetti. come si nota nell'orchidea Listera ovata. All'occasione pochi altri animali possono effettuare l'impollinazio ne delle orchidee. il dise gno. con petali nastriformi lunghi 75 centimetri. I profumi o gli odori delle orchidee di solito sono estremamente specifici per u n dato gruppo d'insetti. tanto che tutto il complesso apparato è stato descritto come un «giro dell'oca» o un percorso ad ostacoli in una sola direzi one. impollinate da insetti di s pecie tra loro affini. la Masdevalila fractiflexa. durano in fiore solo tre giorni. ma profuma di lillà quando viene buio. e non soltanto tra specie . A somiglianza di quanto usano certi ragni. Alcune orchidee per attirare le mosche emanano odore di carne marcia. Spesso hanno anche percorsi che guidano gli insetti. altre invece creste od esc rescenze che vengono rosicchiate dagli insetti.anche a livello di generi. e le specie se le scambiano solo in limitate composizioni.come è stato accertato ne lle coltivazioni artificiali. Perciò passano sul labbro apparentemente robusto s enza accorgersi che esso è delicatamente imperniato in modo da gettarle in basso e poi indietro. Le mosche atterrano su lle punte riunite dei petali esterni. o che addirittu ra scorre lungo una scanalatura al centro del labbro. sono diversi modi di offrire la propri a carne fiorale all'agente sessuale. comprese certe lumachine. alcu ne mutano colore e nella maggioranza appassiscono con grande rapidità.dove l'insetto deve andare a cercarlo . ma percorrendoli s'accorgono che i sepali scivolosi si scostano sempre più. che di solito risulta molto gradito an che all'uomo.

in cui fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta.come nel Cycnoches od "orchidea a collo di cigno".che li mettono evidentemente a disagio. In molti casi. ad esempio nella "farfalla minore". avanza e gusta i . In certe orchidee. dove una cerniera alza il labbro in modo da impedire all'insetto di andarsene. detta «orchidea ad anatra volante». oppure viene versata loro addosso della sostanza vischiosa in seguito a rottura di un minuscolo sacchetto. In altri casi esiste un piccolo batten te o coperchio che si chiude sopra lo stimma non appena il polline viene preleva to da un insetto. prendano un c ompenso non dovuto. e da obbligarlo a percorrere il «giro dell'oca» all'interno. chiamate "pollinii". C harles Darwin ha notato che si può controllare questo meccanismo sbalorditivo serv endosi di una matita.in questo caso un calabrone che sta ispezionando l a doccia del fiore. Questo errore si è rivelato tale sol o in rari casi . ed alcune orchidee adottino l'autoimpollinazione quando siano fal liti tutti gli altri mezzi. che forma una barriera fisica. il giro dell'oca in questione è progettato in modo da i mpedire che i visitatori non addetti allo scopo entrino nei fiori.o . che una volta i botanici li a vevano creduti appartenenti a specie diverse. e non sullo stimma sottostante. Sebbene questo in realtà sia uno dei tre petali. i pollinii vengono soffregati sullo stimma del prossimo fiore visitato. Un altro motivo per cui le usanze sessuali delle orchidee risultano tanto intere ssanti è che questi fiori ricorrono a tecniche molto avanzate per evitare l'autoim pollinazione. A volte il labbro svolge una funzione attiva. Per ovviare a qu esta possibilità l'orchidea ha un asso nella manica: nello spazio di mezzo minuto il gambo dei pollinii si piega in avanti. Nella Caleana australiana . o se non altro vengano a contatto del polline. L'insetto vi atterra facendo abbassare l'estremità esterna. Nell'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) il dotto lungo e sottile ha un 'apertura molto stretta. e spesso ha una forma molto caratteristica. Il primo baluardo contro l'autofecondazione viene opposto da una struttura detta rostello. Nell'orchidea purpurea i pollinii cambiano posizione poco dopo essersi fissat i. Nella maggior parte delle orchidee l'insetto scende sul segmento fiorale detto l abbro. e possono effettivamente condurli a morte nel caso in cui i pollinii im pediscano loro di arrivare al nettare. E" il caso di avvertire che il polline tra l'altro viene porta to via di solito in masserelle solide antiurto. e nel Catese tum . a guisa di un infilaaghi dell'epoca vittoriana. come si può osservare nell'orchidea purpurea Orchis mascula e nelle specie affini delle Isole Britanniche. sebbene nella maggioranza dei casi i due sessi siano portati dallo stesso fiore. ma due rilievi lo mettono in evidenza e guidano la prob oscide succhiante della falena o farfalla in ispezione. Il disco porta sulla parte inferiore una sostanza vischiosa che fa presa molto solida nello spazio di pochi minuti.di depositarlo sullo stigma. Anche i Bulbophyllum hanno labbra così mobili che un insetto che vi atterri viene scaraventato letteralmente nel centro del fiore. è di solito molto più grande d elle altre parti. La guida accurata è d'importanza vitale perché per operare c on successo i pollinii devono attaccarsi simmetricamente alla tromba dell'insett o. i pollinii si incoll ano ai lati della testa della falena. Nelle Epipactis di palude e specie affini la cerniera si trova al centro del la bbro. il cui colore bianco e il cui forte profumo notturno attirano le falene della notte.Darwin un giorno ne contò 11 paia . Ma i cornetti dei pollin ii si trovano ora in posizione quasi verticale al di sopra della proboscide dell 'insetto. gli insetti visitatori vengono trattenuti per un certo tempo dopo essere stati proiettati nel centro del fiore da uno scossone del labbro della «testa d'anatra». Così appo stati. Oltre ad obbligare l'insetto prescelto a seguir e un determinato percorso. Quando si hanno i sessi separati. Molto spess o essi aderiscono a un disco appiccicoso a mezzo di un rilievo a forma di gambo. il disco attaccaticcio aderisce alla tro mba succhiante dell'insetto . i rispettivi fiori maschili e femminili sono tanto diversi tra loro. e a volte anche agli occhi. e se questi visita un altro fiore non farà evidentemente che spingere i primi pollinii su quelli nuovi. Il labbro ritorna alla posizione original e ed è pronto per un nuovo visitatore in mezz'ora circa. come ad esempio nelle Pterostylis. avvicinandosi ad angolo retto. A volte si vedono insetti con parecchie paia di pollinii attaccate alla tromb a succhiante .

Un osservatore vide un giorno ch e un'ape impiegava 45 minuti per portare a termine la sua evasione alla Stanlio e Ollio o da mago Houdini: al momento dell'epilogo non c'era più profumo. solo per accorgersi che non riesce a fare presa sul fiore per la sua superficie levigatissima. e nulla avrebbe potuto persuadere l'insetto a tornare nel fiore. e i movimenti continuati verso l'alto fanno usc ire i pollinii. atto a figurare vistosament e accanto alle soluzioni d'ingegneria di Heath Robinson. al fondo della quale trova i po llinii. Talvolta occorrono a un'ape n on meno di 30 minuti prima che riesca a districarsi e scappare all'aperto. Il mattino dopo il fior e era ancora profumato. hanno u n labbro saccate provvisto di nettare sotto il bordo esterno. che escono faticosamente dal bagno. Ma i fianchi sono ripidi e la sola usc ita possibile è data dall'orifizio.ne sporgono a guisa di cornetti . dov e possono anche raccogliere un liquido aromatico che li ubriaca letteralmente.possono passare alla svelta.dove un'analoga discesa capitombolante sortisce l'effetto di soffregarli sullo stimma vischioso. così gli insetti sorpassano lo stimma e le mas se di polline sporgenti sui due lati delle uniche uscite accessibili.l nettare. l a parte terminale del labbro scatta bruscamente contro il suo addome.si è infossato formando letteralmen te una specie di secchio. perc hé il rostello tende a tenerla inchiodata sul posto. sospeso ad una vera staffa rigida ad angolo retto e pr ovvisto di uno stretto orifizio a forma di doccia. quando si trova in posizione per mangiare. Proprio sopra questo orifizio un'altra parte del labbro formata a tondino fa una piega ad angolo retto: sulla superficie inferiore vi sono nicchie contenenti lo stimma e i pollinii. Sembra che il fiore disponga di un dispositivo che interrompe l'emanazione odoro sa se un'ape impiega troppo tempo ad andarsene. L'ape va ora a visitare un altro fiore tenendo i pollinii attaccati al d orso . Il meccanismo più straordinario tra tutti i congeneri. è il labbro «inventato» da un a Coryanthes centroamericana chiamata "orchidea a secchio". La scena è pronta.che può ra ggiungere il diametro di parecchi centimetri . I calabroni richiamati dai fiori colorati e molto profumati (pe ndenti sotto la pianta) vengono attirati su un'area di tessuto commestibile. che finiscono con l'attaccarsi alla testa dell'insetto. e le api successive . Ma le fenestrature traslucide che lasciano passare la luce guidano gli insetti verso la colonna. l'insetto è nel posto ada tto per irrorare lo stimma di polline. ripida discesa sul dorso lu ngo il pozzetto ricurvo di caduta della colonna. Gli insetti devono arrabattarsi indecorosament e per passare attraverso la doccia e il tondino piegato ad angolo retto.di cui alcune teoricamente cariche di pollinii di altri fior i . o le orchidee collo di cigno. tr oppo sdrucciolevole e strapiombante. Però il rostello non oppone più tante difficoltà dopo che sono stati rimossi i pollinii. conosciute con il nome di «pianella della Madonna». La parte posteriore della testa rompe il sa cchetto della sostanza collante. e così fa cendo raccolgono polline sul dorso. i Catasetum. Sul fior e successivo. oppure depongono sullo stimma quello ammassa to in precedenza. Ma ha fatto scattare il dispositivo: non appena cerca di decollare. Le api entrano nel la sacca e si accorgono di non poter uscire dalla parte per cui sono entrate. Il labbro . che sparano i pollinii su qualche parte del corpo degli insetti. Altre orchidee trasformano gli animali impollinatori in altrettanti drogati: ad esempio le Gongora. t anto da farli cascare nel liquido stesso. Le api abitualmente sono di modi bruschi e goffi. pure situato presso la base della colonna. Abitualmente si osserva una vera processione di api sbronze e dalle ali inzuppate. dove l'ape viene attirata da un profumo dolce che sembra prometter e nettare. Altro ingannevole e sconcertante meccanismo è quello apprestato dalle orchidee pen dule Gongora. accanto alla quale alcuni peli rigidi consentono un appiglio. Deve affrontare una breve. e può darsi benissimo che si tratti di un dispositivo appr estato contro le eventualità di autofecondazione. Come al solito c'è u n motivo dietro questo comportamento. e l'insett o può soltanto procedere verso l'alto. di modo che i pollinii vengono collocati o tolti con la massima preci . Le orchidee Cypripedium. le Stanhopea. e ubriacandole o drogandole i fiori riescono più facilmente a «piegarle ai l oro voleri». Più in al to sul tondino c'è un paio di ghiandole secernenti gocce di liquido. La prima ape che entra in un fiore vergine deve faticare molto per evadere.

sebbene i loro organi sessuali siano sufficientemente stimolati. né sostanze oleose o parti commestibili. Questo odore è così forte che i maschi cercano e trovano fiori a nche avvolti in fogli di carta. e forse da un paio d'altre specie. La verità forse no n sarebbe piaciuta ai pudibondi biologi vittoriani: l'autoimpollinazione che abb iamo vista è solo l'ultimo ritrovato del mondo delle orchidee. formano un ricettacolo a forma di brocca sormontato da un cappuccio. e si trovano anche punti luccicanti a for ma d'occhio. Le orchidee Catasetum sono visitate da insetti relati vamente grossi che rosicchiano i fiori. potendo restare chiuso per una trentina di minuti. che posson o raccoglierla e radunarla in tasche di tessuto spugnoso situate sulle loro zamp e. Una volta posato sul labbro dell'orchid ea l'insetto trova le curve giuste. Sta di fatto che qui s'incontrano piante che si possono definire solo delle pros titute. spesso c'è una macchia rifrangente che aiuta l'insetto ad «atterrare». C'è una teoria che sostiene che l'ape maschio usi questa sostanza oleosa per de limitare il territorio personale di corteggiamento. intrecciandosi e sovrappone ndosi. Si è notato che i maschi degli inse tti in causa di solito uscivano dallo stato pupale prima delle femmine. Le loro abitudini sono condivise dalle Cryptostylis austra liane. tuttavia ve ngono visitate alacremente da api. Il l abbro ha dimensioni molto ridotte e funge da trappola e molla di scatto. Toccando anche lievemente uno di questi meccanismi. al punto che i maschi li espongono e li sfregano sul fiore compiendo movimenti d'accoppiamento. e c'è almeno una specie in cui i maschi preferisco no le orchidee alle loro compagne reali. oppure s i verifica va una tipica sovrabbondanza di maschi. sovente anche lobi latera li sul labbro. sia per forma che per colore. Altri indizi suggeriscono invece che essa viene lasciata in pos ti adatti ad attirare api dei due sessi. Nessun altro urto fa scattare la catapulta. La sostanza inebriante naturalmente piace molto alle api interessate.sione. Come nelle Arisaema. le sporgenze e i peli che lo convincono di a vere trovato effettivamente una femmina e lo inducono a tentare l'accoppiamento . e le ripetute osser vazioni sono giunte alla conclusione che gli insetti maschi effettuavano l'impol linazione tentando di accoppiarsi con i fiori. i qu ali infatti non eiaculano. e questo schizzo piuttosto violento da l a certezza che i pollinii possano attaccarsi saldamente ai visitatori. che scaglia tutta la massa di polline preceduta dal s uo disco vischioso alla distanza minima di un metro dal fiore. petali ridottissimi con antenne simulate.attività nota con il termine di pseudocopula . somiglianti alle ali ripiegate di un insetto. a somiglianza dei fari degli aeroporti. è dato da un odore simile a quello emanato dalle femmine della loro specie. dove le parti fiorali. mosche ed insetti affini. scatta u n dispositivo a catapulta. Ma il richiamo prin cipale per i maschi degli insetti. Forse il metodo d'impollinazione più stravagante è quello adottato dalle Ophrys. Alcune orchidee assomigliano notevolmente alle trappole per insetti osservate pr esso le aracee. L'aspetto visivo generale dei fiori è progettato per richiamare i maschi d egli insetti. Ciò nonostante volano speranzosi da un fiore all'altro . L'orchidea comunque non è mai del tutto seducente per gli insetti innamorati. tale da farli avvicinare ai fiori quanto bast a ad indurli a posarvisi. che compongono la confraternita d'orchidee impollinate dalle api in Europa e nelle regioni mediterranee. mentre le orchidee tipo pianella della Madon na sono trappole fiorali di tipo leggermente diverso. motivo p er cui un'autorità botanica ha avanzato l'ipotesi (nel 1831) che i suoi fiori abbi ano assunto la forma d'insetti per tenere lontani i visitatori. Effettivamente è nota da molto tempo la somiglianza esistente tra questi fiori e gli insetti. Quest e orchidee non hanno nettare. è abbastanza curioso il fatto che in certe specie solo una delle due antenne è sensibile. dalle Paragymnomma sudamericane. C'è il fa tto che l'orchidea impollinata dalle api in Inghilterra è in grado di ricorrere al l'autoimpollinazione dopo che lì ha perduto il suo impollinatore animale.praticandolo prolungatamente e vi gorosamente. Ne sono esempi la Pterostylis falc ata e la Masdevallia muscosa. a somiglianza di alcuni anim ali che usano identica pratica marcando il loro territorio con le ghiandole odor ifere o l'urina. l'ingresso ha s pesso aspetto relativamente vivace. Nei Catasetum il rostello sviluppa due «antenne» funzionanti da grilletti o meccanis mi di scatto.

Ha una zona scura in rilievo con due segni azzurrognoli lucenti nel bel mezzo del labbro di colore giallo br illante. La natura è largamente prodiga di materiale riproduttivo. Varia anche la pelosità. Si è calcolato che un comune fungo commestibile produce circa 16000 milioni di spore. L'Orchidea lutea costituisce una curiosa eccezione.una vessia di lupo alta 24 c entimetri. a somiglianza delle altre orchidee.può produrre fino a 7000 miliardi di spore.«spalle» o anche «seni» sporgenti dal labbro. sono chiaramente esemp i notevolissimi dell'adattamento. In effetti mi ca pitò una volta di tenere una conferenza su questo particolare argomento. nelle quali la grande chiazza lucen te e rifrangente è tutta orlata di spessi peli bruni o rossicci che si estendono a lle sue «braccia» pronunciate. aveva il diametro di 160 centimetri nella parte più larga e 135 nella p arte più ristretta. e nell'orchidea corn uta si osserva un paio di sottili cornetti sporgenti di un centimetro e più in pos izione di «spalla». Può darsi che queste Ophrys siano delle prostitute.sui 30 centimetri di diametro . specialmente presso cert e piante inferiori. per quanto possano essere favorevoli le condizioni climatiche e il terreno.tanto più notevoli in quanto in realtà è molto difficile immaginare le fasi intercorse tra le specie attuali e un'orchidea «capostipite». Tuttavia pa re giusto dire che la soluzione particolare trovata dalle orchidee per vivere in un mondo dominato dalla concorrenza è molto vicina a una conclusione suggerita da lla logica". c on le terga sollevate presso gli organi sessuali dell'orchidea. rappresentano una delle forme più notevoli dell'adattamento evolutivo che mai siano state registrate . mentre una vessia di lupo gigante di medie dimensioni . E" stato anche calcolato che le spore di vessia potrebbero ven ire diffuse dalle correnti aeree su quasi mezzo milione di chilometri. con la testa rivolta dalla parte opposta alla colonna. mentre le spore delle felci. In questo caso s embra che il mimetismo imiti un'ape femmina in riposo su un fiore. alcune hanno . perché qualsiasi tratto caratteristico . alquanto più grosse. che così affermano: "E" sempre arrischiato dare una spiegazione semplice di qualsiasi parte della bi ologia di una specie o famiglia. alcune di pendono al completo da una sola specie d'insetto.quale la produzione dei semi o il meccanismo d'impollinazione .influenza e viene influe nzato a sua volta da tanti altri fattori che interagiscono tra loro. l'orchidea di norma non ha possibilità d'esistenza nell'area in questione. Invece queste Ophrys.tanto per ricorrere a ter mini antropomorfici .magari divertendosi . Il numero di spore dell'es emplare massimo mai osservato è quasi incalcolabile .effettuando tentativi d'accoppiamento . ma in tal caso farebbero certo migliori affari se pensassero ad assicurarsi una clientela più variata.e intanto diffond ono polline molto efficacemente. Pur tuttavia l'imitazione della forma e dei peli di un animale e la produzione di em anazioni odorose uguali a quelle delle femmine degli insetti da parte di queste Ophrys. Capitolo 15. e se questo insetto non è dispon ibile. devono forse limitarsi a 20000 chilometri . LO SCOPO FINALE. Allora la pseudocopulazione è più prolungata e violenta del sol ito. Queste orchidee hanno labbro di forma e modello assai variabile a seconda dei lo ro specifici compagni di vita sessuale. e gli esempi più notevoli sono forniti fors e dalle orchidee dette "specchio di Venere". Gli animali che la visitano si mettono sempre a testa in giù sul fiore. mentre nelle sottospecie si trovano labbra più strette con ciurli di peli che assomigliano esattamente a tafani. e per ristabilire l'equilibrio mi sia consenti to di fare un'altra citazione dall'opera "Impollinazione dei fiori" di Proctor e Yeo. for se dotata di profumo e nettare atti a richiamare un'ape adulta. Ogni tanto pare che l'ape s'accorga che non tut to va come dovrebbe. a conclus ione della quale venni avvicinato da una persona che mi informò di non aver mai ud ito né visto dimostrazione migliore delle sue convinzioni in una «creazione istantan ea». che vengono messe in libertà al ritmo di 100 milioni all'o ra. e può anche succedere che l'ape morda rabbiosamente il labbro del fiore.

. La cifra va confrontata con i 10 chilometri in media dei semi aerei del tarass aco, sebbene in occasione di temporali essi possano coprire una distanza di 200 chilometri. La dispersione a lunga distanza in realtà non è necessariamente auspicabile, perché può portare le spore sul mare, o in ambienti inadatti, o lontano dagli animali che l i impollinano, quando esistono. Le spore rappresentano la discendenza tipica della fase asessuata delle piante i nferiori, e vengono diffuse in molti modi diversi. I funghi, come le citate vess ie di lupo, non sono altro che sacchetti i quali a maturazione avvizziscono e sc oppiano, mettendo in libertà il loro carico polverulento. I "geastri" o «astri della terra» hanno due strati, dei quali quello interno forma la sacca sporifera; in ce rte specie viene spinto all'insù quando viene a maturazione in seguito alla rottur a e all'estroflessione dello strato esterno. I funghi lamellati, come quelli nor mali che vediamo in cucina, portano le spore sui lati delle lamelle, dalle quali vengono espulse mediante esplosioni accuratamente calcolate - a circa un decimo di millimetro, distanza condizionata dal modesto scartamento esistente tra una lamella e l'altra, dove vanno a cadere le spore. I funghi coprini hanno lamelle deliquescenti, dove il cappello subisce un graduale processo di «autodigestione» e s i trasforma in un liquido contenente le spore. Le Coppe, funghi a forma di nido d'uccello, rappresentano un gruppetto affascina nte nel quale le spore sono portate in corpi detti peridioli che non mettono in libertà le spore finché non vi siano condizioni adatte. Tra queste il Crucibulum ass omiglia a un cestino dai lati quasi verticali; quando è maturo il coperchio si dis secca e lascia vedere all'interno i peridioli ovaleggianti. Il Cyathus ha forma somigliante ma più aperta, con fianchi lievemente assottigliati. I peridioli sono assicurati da principio a un filo che nel Cyathus può raggiungere anche i 18 centi metri di lunghezza, mentre tutta la coppa ha al massimo due centimetri di diamet ro. Questi funghi hanno scoperto il modo di utilizzare l'energia sviluppata da u na goccia di pioggia. La loro forma è tale che una goccia d'acqua di grandezza e v elocità media viene fatta risalire per il fianco del «nido», e così facendo trascina con sé i peridioli; nel Cyathus vengono portati alla distanza di almeno 60 centimetri , e a volte fino a 200 centimetri. Il filo di ancoraggio si srotola quando il pe ridiolo viene gettato a distanza, pressappoco come si cava un filo da un tessuto a maglia; alla fine si rompe alla base e, appiccicoso com'è, si attacca o si aggr oviglia a qualunque foglia o gambo incontri per strada. Il peridiolo vi resta ad erente finché non si verifichino condizioni favorevoli all'emissione delle spore. Nel fungo Sphaerobolus si ritrova un impressionante meccanismo a catapulta. Le s pore sono riunite a palla e trattenute fintanto che la pallottola forma all'inte rno una coppa a molti strati. Un poco per volta si origina una tensione tra ques ti strati, in modo che il cappello del fungo alla fine rovescia di colpo la part e interna all'esterno, proiettando la pallottola alla distanza di 5 o 6 metri. Molti funghi, ivi compresa la "segale cornuta" - temibile parassita fungino di q uesto cereale - formano gocce di liquido sotto ogni bolo sporifero, da dove spun tano le spore cariche di nettare ad attirare gli insetti incaricati della diffus ione. E" degno di nota il sistema di dispersione delle spore adottato da un gruppo di funghi conosciuti con il termine appropriato di Phalloidaceae, cioè "falloidi". Es si producono spore esterne contenute in una pellicola di muco odorante di feci o di carogna in putrefazione, come nel noto Phallus impudicus, satirone o «corno fe tido», come viene chiamato in varie località. I botanici amano dire pane al pane e v ino al vino, e il nome latino di questa pianta, Phallus impudicus, è molto indovin ato, perché da una massa sotterranea ovale morbida spunta un organo fruttificante dalla forma notevolmente somigliante a un pene umano, formato da una sostanza fr agile alquanto simile al polistirene espanso nell'aspetto esterno. Altrettanto n otevole è la velocità di questa pianta: può spuntare in un'ora e mezza o due. Naturalm ente si tratta dell'espansione di una struttura preformata, come succede in un f ungo, e non di vera e propria crescita. Si forma muco sul cappello conico. Le mosche si radunano attorno a questo appeti toso banchetto esattamente come fanno con i fiori puzzolenti delle aracee o dell e stapelie, divorando il muco con spore e tutto. Le spore attraversano indenni i

l corpo delle mosche e vengono abbandonate come Pollicino «in un'altra parte del b osco». Una mosca può espellere in una sola volta più di 20 milioni di spore! Anche i l umaconi apprezzano il viscido festino e riescono a localizzare un satirone con l 'olfatto alla distanza di 5-6 metri. Una volta eliminato il muco, il fungo emana odore relativamente dolciastro. Altro appartenente a questa tribù e affine al precedente è il Mutinus caninus. Mutin us era uno dei nomi di Priapo, dio del sesso presso gli antichi Romani, e "canin us" si riferisce alla straordinaria rassomiglianza del fungo a un pene di cane, tanto più che lo stretto cappello è di colore rosso. L'odore di questo fungo, sebben e molto meno forte di quello del suo parente già citato, è nauseabondo in modo indes crivibile. Ma esistono anche numerosi parenti nelle regioni tropicali, alcuni dei quali han no un velo perforato sotto il cappello a mò di camicia. Non c'è da sorprendersi che le popolazioni primitive rimanessero colpite dalla rassomiglianza di tali funghi con le loro parti intime e li usassero per i riti di fecondità, in uno dei quali la cenere dei funghi carbonizzati veniva sfregata sulla vagina delle donne steri li. Altre specie imparentate non hanno cappello ma assomigliano piuttosto ad ane moni di mare dagli spessi tentacoli; si annovera tra queste un fungo straordinar io, che un tempo si vedeva con una certa frequenza nei vecchi locali adibiti a s tufa, dove viveva sulla scorza di quercia in fermentazione usata come combustibi le, e ancora segnalato in Inghilterra e in Europa - il Clathrus ruber, dove una sfera cava a traliccio, di colore rosso vivo o rosato, erompe dal rivestimento e sterno. Tra i muschi si nota maggior precisione nella dispersione delle spore, contenute in linde capsule fornite talvolta di coperchietto di squisita fattura. Negli sf agni il coperchio e le spore contenute all'interno vengono espulsi e soffiati lo ntano dalla pressione dell'aria che si sviluppa dentro la capsula man mano che l a metà inferiore si dissecca. L'Andraea è fornita di capsula con fessure che si apro no solo in condizioni di aridità, provvedendo a che le spore vengano emesse solo c on tempo asciutto, in modo che possano restare più facilmente sospese in aria. Le variazioni dell'umidità atmosferica vengono sfruttate da altri muschi, dove la cap sula ha una serie di dentini sotto il coperchio. I cambiamenti d'umidità influisco no sulla tensione interna dei dentini facendoli girare bruscamente, in modo che le spore si riversino con forza all'esterno. Il Polytrichum ha un anello di fore llini nel bordo della capsula su cui posa il coperchio finché le spore sono mature , dopo di che la capsula funziona come una pepaiola e ricorda in modo sensaziona le il meccanismo di dispersione dei semi adottato dai papaveri. Le spore degli equiseti hanno un lungo dispositivo a forma di X, ed esse vi stan no attaccate proprio al centro della X. Quando vengono messe in libertà, i bracci del dispositivo stanno avvolti attorno alla spora, ma si aprono appena si trovan o in aria, perché il cambiamento d'umidità provoca improvvisi mutamenti di forma, at ti ad assicurare notevole mobilità. I vari gradi di tensione derivanti dallo stato asciutto sono utilizzati anche da varie felci, a volte soltanto per aprire le fessure del corpo sporifero, ma nel la Dryopteris per azionare un fascinoso meccanismo di catapulta che ricorda le m acchine da getto usate dagli antichi Romani. Una striscia di cellule speciali si tuata su un lato e sulla sommità della capsula esercita forza tale da far staccare gradualmente dalla base il sommo della capsula contenente le spore. Un improvvi so allentamento della tensione fa scattare ancora in avanti la sommità della capsu la, e le spore vengono gettate fuori. Questo movimento improvviso è causato dalla trasformazione istantanea dell'acqua in vapore nelle cellule speciali. Invece nelle piante superiori si cede il passo ai semi. Il seme ha molte più cellu le della spora, e in generale contiene un embrione con una cappa esterna protett iva. Il grado di sviluppo dell'embrione può variare, ed altrettanto quello del riv estimento esterno; alcuni semi hanno una riserva di nutrimento, mentre altri - a d esempio quelli delle orchidee - ne sono sprovvisti. Certi embrioni d'orchidea hanno inizialmente solo 120 cellule. In certi casi eccezionali, come nel "Ginkgo ", può anche capitare che i semi non vengano nemmeno fecondati prima di cadere dal l'albero genitore. I semi mostrano grandissime variazioni di grandezza. Il più piccolo, sempre tra le

orchidee, ha lunghezza inferiore a 1/4 di millimetro, ed è tanto leggero che ne o ccorrono circa tre milioni per dare un grammo di peso. Semi così piccoli vengono p rodotti spesso in quantità ugualmente incredibili; una sola capsula di "orchideacu lla" (Anguloa) o di "collo di cigno" contiene circa 4 milioni di semi, e il comu ne Cymbidium dei fioristi può averne un milione e mezzo. Semi così polverulenti hann o un'area di dispersione paragonabile per ampiezza alle distanze coperte dalle s pore. Naturalmente i commercianti in semi trovano impresa molto ardua maneggiare semi così minuscoli, o quelli delle begonie e delle calceolarie, per citare solo due gruppi vegetali conosciutissimi, per cui spesso smerciano confezionamenti al l'interno dei quali c'è una bustina con un pizzico di semi a malapena visibile, da l quale tuttavia si può ricavare un'intera serra di piante. All'estremità opposta nella scala di grandezze si trovano piante che producono poc hi grossissimi semi, il massimo dei quali è dato dal cocco delle Seychelles, o coc co doppio. Detto anche cocco di mare, per il fatto che in qualche occasione veni va trasportato per il mondo dalle onde marine - e anticamente spuntava prezzi as tronomici perché lo si riteneva una rarità con doti afrodisiache -, esso è in realtà una palma il cui gigantesco seme può raggiungere la lunghezza di 45 centimetri e supe rare il peso di 30 chilogrammi, e il cui tempo di maturazione supera i dieci ann i. E" notevole per la sua sorprendente rassomiglianza con un bacino femminile, s ia visto di fronte che da tergo; i suoi fiori maschili sono sorretti da uno stre tto spadice ad infiorescenza lungo più di un metro, e pertanto hanno naturalmente un forte simbolismo sessuale. Dal punto di vista tecnico questo seme gigantesco è un frutto, ma è solo una questio ne di terminologia, in quanto tutto il rivestimento esterno della «noce» rinchiude u n solo embrione. Si noti che in questo capitolo userò la parola frutto con maggior e libertà, rispetto al suo senso casalingo di semi incorporati in una massa molto più voluminosa di tessuto commestibile. Il seme più grosso di tipo ortodosso è forse q uello della Mora excelsa dell'America Meridionale, piatto e misurante centimetri 12 per 7. La grandezza del seme non è indicativa del tempo richiesto per maturare. Alcune or chidee impiegano fino a 18 mesi prima che maturi la capsula seminifera. La produ zione dei semi è ovviamente più rapida nelle piante annuali cui è concessa una breve s tagione dalla germinazione alla fioritura e alla produzione dei semi, o nelle pi ante perenni cui le condizioni esterne impongono un periodo brevissimo per cresc ere. Credo che il primato sia detenuto da un esemplare norvegese del ranuncolo a lpino Ranunculus nivalis, fiorito entro cinque giorni dalla sua comparsa dal man to di neve invernale, che produsse semi maturi dopo diciassette giorni. Il gigan tesco cacto messicano Pseudomitrocereus matura i semi entro 27 giorni dalla fior itura. Le piante annue sono progettate per produrre semi e poi morire, ma se vengono po tate anche dopo che è avvenuta la maturazione dei semi, ributtano spesso fiori e r innovano il procedimento; e tutti i buoni giardinieri sanno che capitozzare una pianta è operazione essenziale per tenerla in fiore il più a lungo possibile. Altre piante si dicono invece monocarpiche: crescono per un certo numero di anni, fior iscono e muoiono. Le grandi agavi americane sono state chiamate piante dei cento anni perché si credeva che fiorissero - prima di morire - solo una volta per seco lo; alcune vi impiegano certamente decine d'anni, come la Puya raimondii, una gi gantesca bromeliacea somigliante ma non imparentata con le precedenti. Fioritura e produzione dei semi sono spesso la risorsa finale di una pianta che «s ente» che sta per morire, e i giardinieri approfittano anche di questo fatto per t enere certe piante in vasetti piccolissimi: ad esempio clivie a radici carnose, piante bulbose come ippeastri e nerine. Se si concede a queste piante molto spaz io per mettere radici, non fanno che produrre molte foglie, con scarse probabili tà di fioritura; ma costringendole in spazio limitato, si incoraggia il loro istin to di dare fiori. Spesso le radici asciutte in un dato momento costituiscono un buono stimolo ad avviare la fioritura: è il caso di molti bulbi che spesso hanno u na stagione di riposo asciutta nel loro habitat naturale, o delle lattughe che s i affrettano a fare semi quando vengono costrette all'asciutto. Una volta che una pianta ha fatto i semi, pochi o molti che siano, deve adottare certe misure per distribuirli più lontano che può. Non diversamente dalla fecondazi

one, la dispersione dei semi può essere passiva e casuale o rappresentare invece i l risultato dell'adattamento evolutivo con gli animali. E" interessante osservar e che in molti casi piante a meccanismo d'impollinazione sviluppatissimo - le or chidee ne sono ancora un esempio lampante - possano invece essere prive di dispo sitivi speciali d'adattamento ai fini della dispersione dei semi. I minuscoli se mi delle orchidee vengono sparpagliati al vento, ma in questo caso esiste un mot ivo valido perché possano atterrare vicino al fiore che li ha generati, perché lì hann o la probabilità d'incontrare il fungo senza del quale di norma non possono germin are, come vedremo in seguito. Infatti il vento rappresenta il principale mezzo di diffusione dei semi, alcuni dei quali si sono ridotti ad avere peso e grandezza di spore polverulente e poss ono così coprire grandi distanze. Moltissime piante hanno messo a punto semi alati di vario genere, sebbene la loro autonomia di volo sia spesso limitatissima. Qu esti ritrovati aerodinamici possono essere costituiti da una semplice membrana s u un piano attorno al seme, o da perfezionati alianti come le note samare del fr assino o i semi filanti dell'acero pseudoplatano, che ricordano tanto da vicino i vecchi autogiri. Alcuni semi volanti dispongono di una sola membrana od ala, a volte anche di un dispositivo a biplano; mentre altri, come quelli del Dryobalanops, hanno un ciur lo composto di parecchie alucce per consentire a un seme relativamente grosso e pesante di andarsene planando almeno a una certa distanza dalla pianta genitrice . L'ala più sviluppata appartiene al Centrolobium robustum brasiliano, lunga 17 ce ntimetri, mentre la Cavanillesia, pure del Brasile, ha parecchie ali con diametr o anche di 9 centimetri, disposte sui fianchi dei frutti in modo da conferire lo ro un movimento di rotazione. Le bignonie di solito hanno semi alati opportuname nte confezionati in una lunga capsula o baccello. I semi di certe conifere hanno ali, mentre altri, fatto alquanto strano, restano incorporati in grandi pigne legnose, finché queste letteralmente marciscono o si fanno aprire al fuoco. Le pigne del Pinus attenuata finiscono col restare imprig ionate dalla crescita della corteccia, e non trovano la libertà prima che l'albero non sia morto, caduto e marcito! La pigna a dimensioni massime, a proposito, è qu ella del Pinus coulteri lunga fino a 35 centimetri, che può toccare il peso di un paio di chili. Le scabiose e le statici ricavano dal calice secco piccole membrane pieghettate somiglianti ai volani usati per gioco dai ragazzini, che contengono i semi, ment re molte specie di trifoglio hanno calici rigonfi. Questi dispositivi costituisc ono veri e propri palloni aerostatici, pur ammettendo che molta parte del loro s postamento è fatta di capitomboli e ruzzoloni per terra. La sena vescicolata (Colu tea arborescens) ha grossi baccelli rigonfi, mentre il Cardiospermum è noto anche con il nome di "vite dei palloncini" per i ricettacoli sferici rigonfi dei semi; in tutti e due i casi baccelli e ricettacoli si staccano e vengono portati lont ano. Questi volani ed aerostati sono a metà strada dal paracadute, dispositivo già noto d al tarassaco e dal caprifoglio ma adottato da tutte le altre famiglie vegetali, ivi compreso il leucodendro argentato del SudAfrica, il cui grosso seme dalla te sta piumosa sta appeso a un gambo sottile. Le alternative al paracadute sono rap presentate da piumini di peli sottili come nel lino delle fate alpine, il cui pi umino (tecnicamente una barba) può raggiungere la lunghezza di un metro. Il Myzode ndron, pianta parassita dell'Antartico, possiede un triplice piumino che di fatt o è uno stame molto modificato e può arrivare alla lunghezza di parecchi centimetri, conferendo a queste piante il nome di "vischio piumato". Moltissime piante qual i gli epilobi, la clematide, la valeriana, l'erioforo, il salice e la sala di pa lude hanno semi tenuti per aria da una massa di peli finissimi in grado di sorre ggere i semi - necessariamente piccoli - per chilometri e chilometri sul filo de lle correnti aeree. Piumini e paracadute si rivelano molto più funzionali delle al i ai fini della dispersione. Certe piante semplicemente si sradicano quando fanno i semi, e una volta secche vengono portate dal vento qua e là, disseminando i semi cammin facendo. Nel Libro d'Isaia c'è un cenno alla «cosa che rotola davanti al turbine di vento». Il profeta er a buon osservatore della natura, perché vi sono molte specie di «cose che rotolano», e

Ma il caso più strano di semi galleggianti che raggiungono un luogo per la germina zione è forse quello offerto dalle piante che si ostinano a stare a galla attorno alle isole Cocos. E" questa probab ilmente la «cosa che rotola» del profeta Isaia. La loro superficie sferica e liscia permett e al vento di farli rotolare sulla sabbia. Quando le sule a bbandonano le isole dopo che i loro nidiaci sono diventati atti al volo.. motivo per cui queste piante sono diffu se in pratica in tutte le regioni tropicali. Nella Gundelia tournefortii del Vicino Oriente . che quanto a s ecchezza sono sufficientemente duri da permettere alla palla di rotolare al soff io del vento. e galleggia fino a quando si dec ompone. saltando e rimbalzando con grande fracasso. Evidentemente inghiottono allora gra . o contro i cespugli o i sassi. Molti cardi si comportano allo stesso modo. si staccano dagli steli secc hi e si fanno rinsecchiti e leggeri. La diffusio ne della specie «noli me tangere» o fiore di vetro introdotta lungo i corsi d'acqua inglesi in questi ultimi decenni. dove si possono vedere i semi staccati che sbatacchiano rumo rosamente..talvolta oss ervata in masse aggrovigliate grandi come i mucchi di fieno ammassati durante la fienagione . Quando si arrestano in una depression e del terreno. A maturazio ne i suoi frutti. come nel giaggiolo tedesco. Due specie di Caesalpinia parenti del pisello hanno sem i durissimi come ciottoli che possono galleggiare addirittura per anni senza per dere nulla della loro capacità germinante.una specie di carciofo del povero . Una «palla di vento» nel senso letterale della parola è data dalla zucca amara o coloq uintide dei deserti dell'Africa Settentrionale e del Vicino Oriente. L'ispida salsola che si ritrova tanto in America quanto nelle step pe asiatiche (ma è oriunda britannica) è un tipico arbusto ruzzolante . e conteng ono aria..sono i capi spinosi ch e si spezzano e s'intrecciano. Qui le fregate o albatros si nutrono di pesce che abitualmente ottengono con minacce dalle sule. o sono provvisti di tessuti sugherosi che assicurano il galleggiamento. L" Hodgsonia heteroclita è una pianta rampicante parente del cetriolo. allora i semi eventualmente ancora contenutivi se ne vanno galleggiando ciascuno per proprio conto.e non fa meraviglia che questi grovigli siano detti anche «streghe d el vento». Il loto indian o ha un capolino seminifero a forma di galleggiante conico con aperture nella su perficie superiore.. costringendole a rigettarlo. In Indonesia ed Australia i capi seminiferi a raggiera de ll'erba Spinifex s'intrecciano assieme formando «palle di vento».che gli c onsente di germogliare insediandosi su spiagge aride. che cresce lungo le rive dei fiumi. le freg ate non trovano più una facile fonte di cibo. simili a meloni di 10 centimetri. che tuttavia presuppone la presenza di un seme galleggiante che non si limit i a germogliare per il semplice fatto che è bagnato. con spavento per il cavallo e il cavaliere». scoppiano e disperdono i semi neri al calore del sole.il latte . I semi che vengono portati al mare invece che nei fiumi devono tollerare la sals edine ed avere costituzione assai più robusta per resistere ai disagi e a lunghi p eriodi di galleggiamento. I suoi grossi frutti a forma di zucche legnose sono cop erti da un feltro grigiastro che impedisce loro di bagnarsi quando cadono in acq ua.i botanici attuali le chiamano «piante vaganti a distribuzione anemofila» specialme nte nelle regioni steppose o desertiche. inoltre la polpa oleosa all'interno riveste i semi in modo che possano galle ggiare indisturbati se cadono in acqua isolatamente. arrivano velocemente sulla pia nura rotolando. talvolta in fossette superficiali o in spazi aerei all'interno. La tipica pianta ruzzolante ha steli che formano una rozza sfera. Ma molti semi assai più picc oli si diffondono via mare: ad esempio alcune specie australiane della tribù della "Veronica" a semi piccolissimi hanno colonizzato il Cile grazie alla loro resis tenza al galleggiamento. L'acqua costituisce ovviamente un altro mezzo di trasporto dei semi. Semi di questo tipo di solito hanno superfici impermeabili o idrofughe. Un racconto descrive come «alla stagio ne adatta migliaia di. questi globi vegetali. è un esempio vistoso della facilità di questo meto do. favoriti da microscopiche formazioni cerose che impe discono loro di affondare. Esso si rompe staccandosi dal gambo. Il comune cocco è forse il frutto più noto che venga trasp ortato per via marina: non solo ha uno spesso guscio fibroso adatto al galleggia mento. formando grandi masse rotolanti. ma dispone anche di una speciale riserva nutriente .

ma come arrivano a terra non fanno che rigettar li! La mangrovia è una pianta dei corsi d'acqua e delle riviere marine tropicali. finché cioè ha una lunghezza di circa 50 centimetri e d iametro di 3 centimetri. Molto prima di staccarsi dall'albero que sta pera forma però un lungo germoglio sottile. Non si tratta di una vera e propri a radice. All'estremità superi ore le foglie si spiegano alla base. si formano le radici. e la lunga barba della stipa pinn ata opera anche come la manopola di un trapano sull'estremità del seme avvolta a s pirale. e in questo modo bellamente s'insedia. Un a volta maturi e secchi si staccano. La famiglia ve getale che comprende i piselli ha perfezionato gagliardamente questa caratterist ica: l'arachide ne rappresenta un esempio classico. becco di cicogna . e pr oduce un grosso frutto a forma di pera. mentre con l'umidità si aprono ed emettono i semi. I «becchi di cicogna» più lunghi sono quel li dell'Erodium gruinum delle regioni mediterranee.forzano letteralmente i semi n el terreno allungando verso il basso gambi o steli dopo la fioritura. I cereali selvatici hanno analoghe barbe spinate che provvedono a piantare i sem i con grande rapidità dopo che si sono staccati. e i nfine . un poco più spesso all'estremità inferiore. dapprima presso la base dove c'è il seme. che toccano i 5 centimetri. che a maturazione si raggruppa formando una massa a forma di becco. ma esempi del genere si ritr ovano in parecchie famiglie che non hanno tra loro alcun vincolo di parentela. che danno loro l'impress ione di fare una bella mangiata.alla presenza di un lungo filamento o barba su cias cun seme. specie appartenente alla famiglia della senape. Alcune piante . La Gymnarrhe na del deserto del Negev si assicura il meglio di due ambienti. finché approdano in un posto adatto al loro sviluppo. In realtà molti semi non effettuano un vero sbarco. in linguaggio tecnico si dice ipocotilo. Altre piante provvedono in un modo o nell'altro a disseminare i propri semi.una trentina di specie in tutto . Questo germoglio cresce per un periodo var iabile da sette a nove mesi. spesso chia mata anche rosa di Gerico. perché produce una serie di frutti sotterranei resistentissimi alla siccità. e perciò non è facile cavarlo da terra una volta che vi è arrivato. Tra le pap iùonate questa caratteristica è stata sviluppata nel modo più rilevato. Se tutt o procede senza inconvenienti. che devono certi nomi popolari anglosassoni . né cadono effettivamente in acqua. e si trova all'estremità di una «foglia seminale» tubolare o cotiledone.all'apice del rostro o becco.becco d'airone. Ciò si verifica nell'Anast atica hierochuntica. con riferimento a una leggenda che vuole che tutte le piante sbocciassero e fiorissero alla nascita di Cristo. La coda è sensibilissima ai cambiamenti d'umidità. ma non offrono alcuna resistenza al la siccità. ed altri frutti aerei c he possono venire portati lontano dal vento. A questo pu nto le «code» avvolte a spirale sono diventate abbastanza leggere da venire in aiuto ai semi. Nel caso delle piante che vivono in condizioni di vera aridità è naturalmente molto importante che i semi vengano emessi solo quando piove. ma nel caso parti colare delle piante dei deserti serve a mantenere le colonie vegetali nelle cond izioni più favorevoli di crescita in regioni abitualmente inospitali. A prima vista può sembrare insoddisfacente il fatto che ci sia una massa di germogl i che spuntano e si fanno concorrenza tutti allo stesso posto.ndi quantità di semi galleggianti somiglianti ai piselli. questi movimenti sono tali da infilare il seme nel terreno: i peli rigidi di cui è fornito fanno venire in mente le barb e direzionali della cocca d'una freccia. e comincia a crescere una mangrovia nuova. Se il seme tocca terra. perché possano vagare portati dal vento. e que lla che porta il seme viene spostata su e giù e tutt'attorno a seconda dei mutamen ti meteorologici. l'ipocotilo ispessito si affonda come un pugnale nel fango sottostante. alla fine si posano in mezzo ai detriti o ad altre piante. e a lcune tra queste si possono vedere anche più sotto casa. e allora la «pera» galleggiante consente ai semi di venire traspor tati dalle correnti. Per queste caratteristich . dove anzi germoglia.girandosi mentre si staccano . Si tratta di una piant a a steli sparsi che quando si disseccano si appallottolano come un cestello sfe rico. Proprio sotto i l punto dal quale esce dal frutto c'è un anello di cellule che si rompono e lascia no cadere il frutto quando l'ipocotilo ha raggiunto un peso sufficiente. perché le mangrovie sono piante di località soggette all'az ione delle maree. come l'erodio selvatico e il geranio ad esso affine.

così che finiscono con il germogliare in un periodo di pioggia come la maggior parte dei semi. Molti semi sono mossi dall'acqua piovana che scorre sulla superficie del suolo: ciò accade diffusamente nei deserti dove i rari violenti acquazzoni possono origin are fiumane ed allagamenti temporanei. con il loro anello di fori d'uscita tutto attorno al bordo superiore del capolino seminale. ce n'è sempre qualcuno situato in posizi one tale che difficilmente potrà venire espulso. facendola schiz zare fuori assieme ai semi. gli steli s i curvano in fuori e in basso. Tra le crocifere parenti del comune crescione si trovano specie dotate di baccel li orizzontali che funzionano come leve per scagliare lontano i semi quando sono colpiti da una goccia di pioggia: un tiro di 80 centimetri è stato segnalato nell a tlaspide fogliosa. Varie specie hann o perfezionato in diversi modi ingegnosi questa applicazione dell'idrodinamica. per cui non hanno probabilità di venire gettati all'esterno. Col tempo asciutto stanno chiuse in modo assolutamente ermetico. in modo che non avvengano altri spostamenti quando inizia la germinazione. un labbro del calice è spesso disteso per funzionare da leva sotto l'azione di una goccia di pioggia. La pianta è ora arrotolata a palla ed è presto portata via dal vento. quando una goccia di pioggia colpisce una delle valve .e la pianta viene spesso venduta come una curiosità sotto il nome di "pianta della Risurrezione". formano caps ule seminifere bellissime i cui intrecci somigliano quasi a quelle bocce cinesi contenute all'interno di altre sfere più grandi. A volte la rosa di Gerico viene divelta dal suolo ad opera del vento. I semi di certe piante grasse dette «pietre vive» (Lithops) contengono una sacca d'aria che permette loro di galleggiare per parecchi giorni. dove essi se ne stanno rinchiusi in strette strutture a sca tola. ma l'umidità fa aprire le loro valve raggiate come una stella . le paret i delle cellule sono provviste di fori attraverso i quali entra l'acqua ed escon o alla fine le radici. Un gruppo di piante (Hyme nogyne) si è spinto oltre la fase del complesso meccanismo d'ingegneria necessario per far funzionare queste capsule simmetriche. baccelli. carpelli e così via. e può lette ralmente farla uscire da terra. prescindendo dalla loro capacità di aprirsi e chiudersi. una delle quali è una Selaginella. di solito l'anno successivo a quello in cui si è staccato i l seme. che t uttavia può essere di breve durata e venire seguito da un periodo di grande calore . ma i semi vi restano imprigionati. I Mesembryanthemum. man mano che il capolino seminale viene scosso dal soffiare de l vento. u n po'"alla volta. Questo accorgi mento sembra ispirato da una tattica prudenziale. piante grasse sudafricane molto ricche d'umore. mentre ad esemp io nella specie di salvia Salvia lyrata si registrano casi in cui i semi sono st ati gettati fino a due metri di distanza. La cap sula aperta è congegnata in modo che. questo accor gimento li fa aderire al suolo non appena ne vengono a contatto. comportandosi come una pianta rotolante. I semi vengono rovesciati fuori in massa o. ed ha riunito tutti i semi su un cilindro circolare. che si aprono a ma turazione del seme. anche a distanza di qualche metro. più tipicamente. esercita una spinta sulla poca acqua contenutavi fin da prima. Queste si staccano ben presto. Ma questo è solo il principio. invece. spingendosi raso terra quanto basta a liberare le radici dal terreno asciutto. Presso i lamii. Le «pepaiole» o i «turiboli» dei papaveri. e sono in grado di diffondere largamente i semi. pare probabile che certe specie vengano trasportate dai fiumi. Comun que le specie di massima distribuzione si ritrovano nelle regioni più piovose. Quando i semi cominciano a maturare. Naturalmente sono tutte piante morte. Non ogni seme viene dilavato all'esterno. I pochi semi rimasti nelle cap sule vi stanno finché l'involucro si rompe. Certi semi trasudano sostanza mucillaginosa quando vengono bagnati. oltre al trasporto effettuato occasionalmente dai rovesci d'acq ua piovana. a somiglianza di quanto succede nel piccolo fungo Cyathus già descritto. ne sono un esempio class ico. L'erba cornetta ha un mazz . di modo che i germogli spuntati possono perire. e in un gruppo (Apatesia) alcuni semi si formano in cavità speciali discoste dalle valve principali che producono i semi. e lo stesso accade con qualche altra specie vegetale. La maggior parte dei semi vien e dilavata via con grande facilità in occasione di un acquazzone improvviso. L'umidità ha una sua funzione anche nel caso della piantaggine di Creta.altro dispositivo igroscopico. Moltissime piante hanno capsule.

etto di follicoli simili a baccelli che si aprono all'estremità superiore e funzio nano con lo stesso metodo «a scuotimento». Molte piante però hanno escogitato apparecchi p iù attivi. o di frutti a gganciati o appiccicati alle piume. magari con corredo di barbe di contenzione identiche a quelle di un ra mpone eschimese. 950 chilometri a sudovest della Nuova Zelanda. L'albero Pisonia grandis viene largamente di ffuso da uccelli marini grandi volatori. di barbe o di una copertura di fin issime setole. Gli uccelli sovente rappresentano un fattore importante per il «r imboschimento» delle isole: ad esempio 35 piante superiori possono essere arrivate all'isola di Macquarie. Un ordi gno di particolare cattiveria si ritrova in certe piante del Madagascar note con il nome di "alberi uncinanti". L'innovazione più sgradita attuata dalla natura in questo senso . che in volgare ha il termine appropriato di tribolo e danneggia spesso le zampe delle pecore. per trafiggere gli zoccoli d ei cavalli della cavalleria nemica. Come nella felce Dryopte ris già descritta.una è chiamata anche «noli me tan gere» ("non mi toccare") o fiore di vetro. I parenti tropicali dei piselli s coppiettano come un fuoco di fucileria quando fanno scoppiare i loro grossi bacc elli. La ginestra spinosa. La capsula esplode con uno scoppio rumoroso ed . e funziona con p articolare efficacia quando il piede è una zampa d'uccello. che trasportano i frutti attaccati alle penne. vanno citate le capsule delle Proboscid ee americane. C'è un gruppo di frutti foggiati a somiglianz a del «piede di corvo» usato a scopi bellici nei tempi andati . Nella loro forma più elementare ess i sono costituiti da grosse spine acutissime sporgenti dai semi e destinate ad i nfilzarsi nelle zampe degli animali. Analoghe abitudini hanno molte piante di balsamo . lu nghe circa 15 centimetri.un dispositivo di fe rro a quattro punte costruito in modo che una punta fosse sempre rivolta verso l 'alto. L'acanto fornisce all'esplosione della capsula energia supplementare grazie a un a vera e propria fionda in sembianza di struttura rigida a gancio. è un esempio comune di que sto fatto: quando il baccello è secco si spacca di colpo in due parti e si ripiega a spirale gettando i semi in varie direzioni. o piuttosto ad ancorare i semi nel fango. Tra gli esemplari più grossi di frutti o semi che «chiedono un pass aggio» aggrappandosi a una specie animale. Moltissimi semi si attaccano prontamente alla pelliccia. e diffondono i semi ricorrendo alle esplosioni.è rappresentata dai congegni di diffusione per calpestamento. il Tribulus. hanno prolungati ganci ricurvi adatti a trovare appigl io nella lana delle pecore. Le capsule dei semi sono coperte di uncini a mol la che s'intersecano e lasciano affondare lo zoccolo di una gazzella. che a volte si trovano in vendita a titolo di curiosità vegetale. Il trasporto ad opera di animali contribuisce a diffondere i semi assieme all'ac qua e al vento: nelle sue forme più elementari si effettua quando semi caduti per terra vengono prelevati da un piede o da uno zoccolo infangato. I dispositivi descritti finora sono sostanzialmente passivi. Nella maggior parte dei casi l'esplosione dipende dalla tensione formatasi nelle strutture seminifere m an mano che maturano e seccano. le piante superiori dispongono di meccanismi ad imbracatura: ne ll'acetosella gli strati di cellule a tensione speciale forniscono l'energia qua ndo vengono attivati. in qualunque modo venisse gettato per terra. cioè sotto forma di semi attaccati alle loro zampe. I semi delle erbe forniscono esempi notevoli a questo riguardo. o ginestrone. ai peli o al piumaggio degli animali. come se fossero elastici. ma non si sa ancora con certezza se gli uncini le servano per attaccarsi ad animali ac quatici. perché sono provvisti di uncini. solo a b ordo di uccelli. ma poi inf ilano le punte aguzze sempre più profondamente nei nodelli dell'animale quanto più q uesti cerca di scuotersi di dosso quelle dolorose appendici. perché allora può coprire grandi distanze. ed i frutti maturi scoppiano torcendosi in parecchi cordoni di forma speciale al minimo tocco. Uno ce n'è. per quanto ingegnos o possa essere il loro meccanismo. a somiglianza di molte altre leguminose che producono baccelli duri.monopolizzata la rgamente dalle due famiglie delle Pedaliacee e delle Martyniacee . e si trovano incorporati nei sem i stessi che frantumano la capsula. sporgente dal la divisione centrale del frutto. La Trapella cinese ne è una versione acquatica. ma di doppi o tripl i uncini. i n quanto molto spesso non si tratta di dispositivi semplici.

mentre i frutti lunghi 5 centimetri somigliano a goffi cetriolini pelosi. di sapore acre o nauseabondo. una piant a tropicale della famiglia delle euforbie. Il frutto polposo più grosso tra l'altro è quello dell'artocarpo o albero del pane. Questo processo si potrebbe definire di dispersione attraverso i rifiuti. e così facendo disperderanno i semi. Il tasso nostrano e frutti tropicali quali i lici e i mangostini hanno arilli ch e sono immediatamente accessibili nei primi. Man mano che il frutto m atura. hanno seguito un metodo analogo alla combinazione attuata tra fiori ed animali impollinatori. ed una bacca è stata battezzata con il nome divertente di «bacca alla saccarina» grazie alla presenza di una proteina che. in cui sono incorporati i semi: la polpa. schizzando in un fiotto violento attraverso il cocchiume la mucillagine amara che contiene i semi. di solito carnosi e commestibili. o quando viene toccata da un animale. e circondati da una buccia esterna nei secondi. che mangeranno il frutto. Tuttavia il cocomero asinino dei Paesi mediterranei e alcune zucche imparentate delle regioni tropicali preferiscono emettere silenziosamente i loro semi.succede ta lvolta che i semi vengano proiettati fuori dagli arilli. consentendo all'estremità del picciòlo del frutto . come la capsula dei semi. nonché semi spessissimo molto duri e resistenti alla masticazione. e svolgono un'azione dispe rdente di particolare importanza. lo strato di cellule in tensione si espande e comprime improv visamente il frutto.che ricorda un po'"la forma di un tappo . Scopo di questa polpa è di richiamare gli animali. I semi di solito contengono una riserva nutritizia per sopperire alle esigenze d el germoglio nelle prime fasi di crescita. Il co comero asinino ha fiorellini gialli e foglie somiglianti a quelli del cetriolo. o più spesso li ingeriranno e li elimineranno dopo a verli fatti passare per il loro canale digerente . risulta 300 volte più dolce dello zu cchero. mentre con i semi più esplosivi l'agente finale che fa scattare il dispositivo è i l sole caldo che compie le ultime operazioni di essiccazione e caricamento per l o sparo. a parità di peso. lunga fino a 8 centimetri e solc ata da numerose nervature. Anche nei frutti troviamo spesso una riserva alimentare di genere diverso. e così riescono ad attirare meglio l'attenzione degli uccelli.i ganci provvedono a mandare in una direzione precisa i semi lunghi 3 centimetr i.di allentarsi. detta anche «albero spolverino» o «gong del le scimmie». In quest'ultimo caso è lo stato di maturità o il tocco a far sparare il mortaio natu rale del cocomero asinino.scimmie comprese . possono trasportar li a grandi distanze. Altri frut ti mangiati dagli animali . Talvolta i frutti sono incredibilmente dolci. che è detta anche spolverino perché un tempo serviva come barattolo della polvere usata per asciugare l'inchiostro: si frantuma in pezzi spigolosi.di solito assieme agli escrem enti che forniscono una ricca scorta di fertilizzante per l'inizio della germina zione. la massa di semi all'interno si gonfia. In certe liane tropicali . Secondo un autorevole botanico. perché i frutti in causa sono spesso trascurati dagli uccelli che pure si nutrono di frutta.ad esempio nelle Connaracee . che può pesare più di 30 chili. che vengono proiettati anche a distanza di 9-10 metri. I pipistrelli sono grandi divoratori di molti tipi di frutta.possono sembrarci sgradevoli. I semi lunghi fino a 2 centimetri possono venire scagliati fino alla distanza di 14 metri. Molto spesso que . talvolta da un'isola all'altra. i semi p ossono venire sparati a 7-8 metri di distanza. Tra i distributori di semi più rumorosi va annoverata la Hura crepitans. Il tocco è sufficiente anche in varie specie di balsamo . o maga ri a un uovo verde irsuto pendente da un gambo ricurvo. I frutti hanno messo a punto odori e sapori appropriati alle specie che li mang iano: così i frutti destinati ai pipistrelli sono probabilmente quelli che sanno d i rancido o di muffa. sia pure con minore precisione. così molti parenti tropicali dei nostri piselli hanno baccelli coriacei ma nutrie nti. e i tessuti all'estremità del gambo s'indeboliscono. Alcuni frutti non vengono subito riconosciuti come buoni da mangiare per l'uomo. oppure vi restino appes i. Insomma. Alcuni semi hanno accessori detti arilli. Essa si stacca del tutto quando il pe so del frutto basta a tale scopo. inve ce di una massa esterna di sostanza mangereccia come nelle prugne o nelle mele. Mentre i l tappo si stacca.

La polpa esterna della buccia del durian odora di «miscuglio di cipolle. tapiri. che si radunano per fare la prima scelta. l'orangutang è l'anfitrione dominante a Sumatra e nel Borneo. Ma i colombi carpofagi la diffusero fuori degli appezzamenti riservati. Questi frutti oleosi che attirano gli animali carnivori aumentano il numero di a . Ci si accorge di questi imbrogli nei posti dove si trovano molte piante a bacche commestibili. Questa immediatezza è un'altra caratteristica degli alberi relativamente primitivi della foresta tropi cale. Ciò dipende dalla natura oleosa dei frutti. scimmie. orsi e scoiattoli mangiano i frutti dall' albero. ma s pesso durissimi ed immangiabili. dove l a polpa si guasta in un paio di giorni. detta eleosoma. Il dottor Corner mi perdonerà se lo cito un'altra volta. e basta ad assicurare il rinnovamento della foresta in condizioni naturali. ma l'arillo proprio attorno ai semi è inodoro e h a gusto deliziosissimo. ed è una gross a zucca dai semi colorati vivacemente in tinta cremisi. la maggioranza dei semi resta nelle immediate vicinanze d ell'albero progenitore. Le scimmie sono notevoli divoratrici di semi. Cani e gatti selvaggi. che e sercita un richiamo speciale per le formiche. e anche i semi poss ono essere a tinte vistose o in bicromìe brillanti come bianco e rosso. e certi uccelli sudamericani sono detti appunto «uccelli dell'olio» per analoghi gu sti alimentari. Queste del resto sono apprezzate anche dagli avvoltoi. Uno è il frutto della noce moscata. I poponi possono inscenare uno spettacolo di grande attrazione per gli animali. Avrete notato che i frutti del durian richiamano un'ampia gamma di specie animal i. I cicla mini ne forniscono un esempio. Un numero sufficie nte di rampolli si fa strada verso l'alto per godere alfine della luce. Quando gli animali arrivano alla polpa dei frutti.sti frutti sono colorati vivacemente. o nero e g iallo. ma egli inse risce brillantemente questo frutto nel contesto del suo ambiente tropicale. dove comincia subito a germogliare. dove l'aroma di frutto si unisce a un sapore cremoso ind escrivibile. normalmente oleosa e contenente acidi grassi. e faceva divieto a chiunque di co ltivarne fuori di aree determinate sotto il controllo della compagnia stessa. finora p rerogativa dell'albero che li ha generati. Gibboni. reso ancor più ingegnoso dal modo con cui il gambo fiorale si avvolge come una molla verso il basso finché la capsula contente i semi non sia arrivata proprio a livello del suolo. e attivi agenti di diffusione dei semi. a rrivano quindi tigri. in rosso o in arancio. staccano facilmente an che i semi. cinghiali. In certe regioni dove molte specie vegetali hanno frutti arillati. con polpa arancione. Questi hanno una parte commestibile polposa. e spes so aderente. "Di solito i frutti si staccano quando maturano e si spiaccicano a terra. sul cui terreno germogliavano semi non richie sti. e gli uomini che ab itano nella giungla. cervi. mentre zibetti e scoiattoli delle palme divorano le noci della palma da olio. rinoceronti. Dopo avere divorato la polpa. i gatti selvaggi e i giaguari cercano i frutti caduti di avocado. corvi e gazze mangiano olive. il cui arillo è detto anche «stecca» e viene mangiato dai colombi carpofagi. Esistono frutti arillati in versioni speciali quando i semi debbano venire dispe rsi ad opera delle formiche. Due frutti arillati sono particolarmente degni di nota. sebbene al cuni semi vengano espulsi in seguito assieme alle feci di grossi animali quali e lefanti e rinoceronti. In realtà questa commestibilità non giova eccessivamente al durian. si trovano pi ante che li imitano e producono semi aventi identici colori caratteristici. spaccandosi a maturazione: la rappresentazione di massimo effetto è opera della Mo mordica charantia. Il desiderio originario della Compagnia delle Indie Orientali era quello di acc aparrarsi tutto il mercato della noce moscata. In Malesia l'odore degli alberi in frutt o nella foresta attira gli elefanti. fognatura e gas di carbone» secondo Corner. caratteristica che induce a mangiar li tanto i carnivori quanto gli erbivori. mentre formi che e scarabei ripuliscono i resti per terra". dove le condizioni restano inalterate per tutto l'anno. con spiace voli conseguenze per gli indigeni. che cresce diffusamente nelle regioni tropicali. le f ormiche trasportano i semi nei loro formicai sotterranei o superficiali.

contengono nella polpa del frutto molti piccolissimi semi. Il sapore amaro . e tutta la roba che buttan o giù dall'alto?». criceti ed istrici. sorci.alme no quelli inglesi . faggi. nascondendo molta parte di qu anto raccolgono. come del resto succede con tutti i semi. come il biancospino. castagni.che certamente ingeriscono piccoli semi con il terriccio e li portano sotto terra . Anche da noi sono noti i disastri che possono combinare gli scoia ttoli. o immangiabile. marsupiali. Anche numerosi uccelli accumulano noci. Avete mai visto le scimmie. possono venir mangiati anche i noccioli di ciliegia e di prugna. talvolta anche spinosi. noccioli.utile a scopi mimetici . e sempre quelli tipicamente ole osi. fidando nel modo frettoloso di mangiare di molti uccelli od animali. Dal punto di vista del frutto. viene frantumata con difficoltà da molte specie anim ali. e la natura accetta una percentuale di perdite. e i semi riappaiono quando vengono espulsi dall'animale che ha mangiato i vermi. giova a tenere lontani maggioli ni. è naturalmente opportuno che non venga mangiato pri ma che siano maturi i semi. I frutti cilindrici della Monstera deliciosa p rima della maturazione contengono frammenti aguzzi come pezzetti di vetro. quando non vengono buttati d opo mangiata la polpa. Il cincillà si ritrova allo stato libero solo dove crescono i frutti di algorabilla. Le noci non si prestano a venire mangiate: la loro dura parte esterna. noci. sebbene la cosa sembri più che probabile. Per fortuna molti animali che mangiano noci hanno l'istinto di ammassare scorte. un cespuglio da giardino. I verdoni prendono parte all'operazione. topi.ultimamente hanno preso gusto ai frutti acerbi. segnatamente la ghiandaia. prodotto spesso da alcaloidi. che consente a buona parte dei semi di venir espulsi i nalterati. Si sono scoperti rettili fossili con molti semi ancora intatti nello stomaco. Querce. come vanno in cessantemente in cerca di cibo dall'alba al tramonto. si segnalano tonni che inghiottono i frutti somiglianti alle olive della Po sidonia. Certe piante. mentre i semi duri vengono espulsi in seguito. Anche i pesci indubbiamente mangiano molti semi. a volte questo procedimento assicura addirittura la felice germogliaz ione del seme. Tuttavia molti animali le mangiano. salvo poi dimenticarsi dei loro nascondigli alimentari. Entra ancora in scena i l dottor Corner: «Un giovane frutto non ha possibilità di sopravvivenza se non è ben m imetizzato. e così danno origine a boschetti e ciuffi d'alberi che compaiono nei posti più imprevedibili. acidi e tannini. dopo di che i pesci vengono mangiati dalle cicogne. o del tasso. pini ed araucarie sono altrettanti esempi di p iante diffuse da animali con tendenza a nascondere le provviste. corazzato. del ginkgo e di altre antiche gimnosperme.e sono amari. Si capisce abbastanza facilmente come semi durissimi tipo quelli del mezereo. Occasionalmente più di una specie animale partecipa al ciclo di diffusione. tra i quali son o compresi scoiattoli. Le bacche rosse del mezereo. Ciò nonostante in date occasioni la natura sembra prendere qualche cantonata al ri guardo. Così pure i vermi . vengono mangiate abitualmente dagli uccelli con polpa e tutto. una delle poche piante marine che producano fiori. bruchi ed api troppo curiose. attorno a lla polpa che tanto ci piace. ma ricordano anche i vecchi legami dei tempi and ati con i rettili.nimali diffusori inconsapevoli. Tuttavia non si sa p er certo se i semi inghiottiti dai pesci vengano poi eliminati intatti. e i semi germogliano una volta espulsi da questi uccelli. Il du rian possiede uno spesso rivestimento esterno di aculei. Le tinte rosse e purpuree del frutto maturo s'imprim ono nella mente degli animali. e se li papp ano al completo con i semi. Purtroppo i verdoni .possono venir mangiati dagli uccelli. mentre invece i frutti acerbi hanno colore verde . quando questi ingerivano e diffondevano semi quali quelli del le cycadine. possano passare attraverso gli intestini di un uccello. In questo modo semi assolutamente immangiabili come quelli dei Me sembryanthemum del deserto vengono inaspettatamente espulsi e diffusi dagli stru zzi. e Darwin ha segnalato che i pesci inghiottono avidamente i semi di piante che cre scono sulle rive dei fiumi come il miglio. sebbene abitualmente lascino in pace i frutti acerbi. Osservazioni effettuate dai tedeschi hanno fissato sulle 4600 ghiande la media nascosta da og ni singola ghiandaia in una sola stagione volando a volte fino alla distanza di . I tapiri sotterrano i semi di un'araucaria dell'Amazzonia. di modo che ora è molto più infrequente di un tempo trov are bacche mature sulle piante da giardino.

diversi tipi di flosculi. e quelli esterni senza pappo. e dando loro piccole dimensioni per consentire agli alberi di crescere lontano dalla fo resta tropicale. In ques ti casi i germogli spuntano.4 chilometri. dove si trovano fino a due dozzine di noci confezio nate quasi perfettamente. i lobi fiorali si rigonfiano verso l'alto e diventano dolci e sugosi. Sempre parlando di noci. pro duce frutti di tre tipi diversi che si disperdono con l'aiuto del vento. il caso più straordinario è quello che riguarda la noce del Brasile e le specie affini. Invece una capsula di noci che non si spacchi cadendo a terra può restare intatta sul posto per anni ed anni prima di marcire mettendo in libertà le noci. In alcune piante lo stesso capo fiorale può elaborare dispositivi assai variati. dovranno affrontare rischi imme nsi. vengono espulsi da un meccanismo a esplosio ne. e in seguito possono venire trasportati più lontano dall'acqua. vengono prima portati in giro dal v ento. la noce viene sparata via da uno scoppio.pesante fino a 2 chili . che si stacca quando il frutto . La Fedia cornucopiae. una pa rente tropicale delle nostre ortiche. Tra i metodi più specializzati per la dispersione dei semi si ann overano quelli delle piante parassite. Si noterà che i meccanismi di dispersione dei semi e gli animali associati formano un complesso altrettanto specializzato di quelli osservati a proposito dell'imp ollinazione. roditori e formiche. basta a perpetuare la specie. Nella maggior parte dei casi si osservano anche la consueta sovrapproduzione e g li sperperi vigenti in natura. scriveva che vari alberi del giardino finivano con il venire circonda ti da una schiera d'altre piante. e i più forti e meglio piazzati vincono la corsa alla luce. o «noli me tangere». Ma se una piccola percentuale dei semi . circa metà dei qu ali sono portati da frutti commestibili come il durian di cui già si è detto. finché l'età o il caso consentono alla luce di arrivare fino a loro: allora crescono tutti in sieme. Il picchio della California nasconde le noci di pecan infilandole nelle fenditure della corteccia degli alberi: questa pratica non giova molto ai semi interessati. all'epoca in cui dirigeva l'Orto Botanico degli Stabilimenti degli Stretti i n Malesia. come gli spicchi d'arancia. che restano m olto più a lungo nel capo fiorale e vengono scossi all'esterno tutto attorno alla pianta genitrice. in una capsula rotonda for nita di coperchio. dell'ac qua. A questo punto interviene l'aguti con il suo istinto di nasco ndere roba. I frutti di cacto possono venire mangiati da uccelli.riesce a germogliare felicemente. Certi semi riescono a non farsi mangiare: è il caso della Sloetia streblus. cui non è concessa la scelta del post o e delle condizioni in cui dovranno insediarsi. Se un uccello od altro anima le becca o morde questi lobi polposi. le cui proprietà consolidanti posso no originare la formazione di dune costiere. ma molti vengono poi rubati e sotterrati dai roditori. Ridl ey. . I semi del fiore di vetro. e i cu i semi restano per lo più ai piedi dell'albero progenitore quando gli animali che divorano la polpa hanno fatto a pezzi il frutto.e nella comune calendula selvatica anc he tre . quelli tipicamente interni con un pappo piumo so per la dispersione per via aerea. C erte parenti delle margherite hanno due . e cadendo a una certa distanza dall'albero. L'evoluzione ha perfezionato i semi rendendoli atti a resistere al freddo e alla siccità.si fracassa al suolo. che ha parte cospicua ai fini della dispersione. Ad esempio la Mora excelsa ha g rossi semi piatti che non rotolano né si possono diffondere in altro modo. di cui si darà descrizione in sede appropri ata al capitolo 23. mentre vento e pioggia trasportano i semi rimasti allo scoperto. Semi e spore.forse uno su un milione. I semi dell'Ag ropyrum junceiforme. H. La diffusione operata dagli animali può sortire risultati stupefacenti. Va rilevato anche che in molti casi possono intervenire vari meccanismi. piantina delle regioni mediterranee. Un grosso fico alla fine si trovò attorniato da 14 piante avventizie. e mostrano di possedere accentuate tendenze evolutive. senza ricevere alcun danno da parte dell'animale. per le or chidee . e poi mossi sovente lungo le coste dal gioco delle correnti operanti al la rgo. N. dei grossi animali e delle formiche. ma restano in fase di sviluppo ritardato. I semi più pri mitivi sono quelli degli alberi nelle foreste piovose tropicali. Quando maturano i semi. o gramigna degli arenili. portatevi in forma di semi principalmente da u ccelli ed anche da scoiattoli.

Una semplice spora di alga. Ciò si de ve al loro contenuto d'acqua estremamente basso. nelle quali viene spesso immagazzinata la riserva nutritizia.Capitolo 16. uso questa espres sione perché già abbiamo visto che molte delle piante più primitive hanno una fase ses suata ed una asessuata. variabile dal 5 al 20% rispetto all'80-95% delle piante in accrescimento attivo. I semi più sviluppati sono quelli delle erbe. che nei cere ali e in molte leguminose può corrispondere al 90% del peso del seme. Invece la maggior parte dei semi dispone di una riserva alimentare. All'estremità opposta della scala vegetale troviamo il cocco.un periodo in cui questi disseminuli. dotata di scarsissima riserv a nutritizia. in condizioni favorevoli. In qu esto modo il cocco può insediarsi in posti forniti di pochissima acqua dolce. questi sem i si possono paragonare a un feto di mammifero. e perciò incapaci di fabbricare una nuova scorta alimentare. e garantirgl i l'autosufficienza per parecchie settimane. Inoltre l'acqua contenuta in u n seme viene controllata rigorosamente da forze interne. ed è possibile estrarne l'acqua di solito solamente con metodi artificiali. ne risulterebbero tante che. dove le radici con foglie e stelo embrionali mostrano già il modello di quella che sarà la pianta adulta. Qui avviene la nascita o la germinazione. o di prolungarla o differirla in un lungo periodo di tempo. Ma di solito è presente qua lche tipo di pianta embrionale: si può osservare l'inizio tipico della radice e de l germoglio accanto alle foglie seminali o cotiledoni. emette una sottile escrescenza cava non particolarmente differenzi ata. che non vengono meno pr ima che abbia funzionato il meccanismo scatenante della germinazione: i semi son o praticamente incongelabili. ma la germinazione e lo sviluppo delle orchidee dipendono dall'associazione con un fungo . che un po'"per volta passa alla fase vegetale successiva. la riserva alimentare permette all'embrione di svilupparsi senza alcun aiuto per alcuni giorni. mentre essa rappresenta di fatto uno stadio intermedio tra una pian ta adulta e un'altra . muschio. riescono in qualche modo (casuale o sofisticato) a trovare un posto dove insediarsi definitivamente. e i semi dipendono spesso da c erti fattori esterni per poter germogliare. Anche nel caso di semi abbastanza piccoli. può anzi trattarsi di un periodo molto lungo. si otterrebbe una massa corrispondente ad 800 volte il peso della Terra. Alcuni possono ritenere che la produzione effettiva di semi o spore sia in realtà una nascita. nessuno dei quali ha probabilità di verificarsi in natura. ma può essere privo dell'embrione. Il periodo intercorrente tra la produzione dei semi e la germinazione non è propri o tutto dedicato alla diffusione e alla ricerca di condizioni adatte per germogl iare. per cui si tratta di un caso speciale.noi compresi battono cassa per avere cibo subito. d opo 15 mesi hanno consumato solo la metà della loro dotazione di nutrimento. Per for tuna solo una minuscola percentuale di spore o semi giunge a maturazione e basta ad assicurare la continuazione della specie. Nella maggior parte dei casi questi intervalli e i «meccanismi d'avviamento» esterni s'incaricano di assicurare la germi nazione al momento giusto. perché magari non è stato nemmeno fecondato quando è caduto dall'albero. LA NASCITA.come vedremo in segui to -. mentre gli animali . Il seme del ginkgo è ben sviluppato e d ha una grossa scorta alimentare. come a volte li chi amano i botanici. Questo è l'ovvio motivo per cui i commercia . e se ciascuna di queste producesse a sua volta spore che andassero anch'esse tutte a buon fine. e in realtà sono fatti solo di poche cellule non differenziate. e queste plantule sovente sono molto divers e dalle forme adulte. E" stato fatto il conto che se giungessero a maturazione tutte le spore emesse d a una vessia di lupo gigante di media mole. felce o fungo. potrebbero compiere cinque volte il giro dell'equatore. come sono quelli della lattuga. quali la bollitura o il vuoto spinto. le cui noci hanno riserve così ingenti che i germogli cresciuti al buio. I minuscoli semi d'orchidea non dispongono di riserve nutritizie. Prima di germogliare i semi non hanno in pratica nessuna attività interna. per la prontezza con cui avviano il processo di germinazione. messe i n fila.

come ad esempio in certe specie di trifoglio. L'inerzia iniziale del seme e delle spore significa che per un certo tempo sono in grado di sopportare difficili condizioni ambientali. sebbene ciò non sia in a lcun modo indispensabile: si sa ad esempio che le spore del licopodio possono so pravvivere fino ad otto anni. I semi di molte erbacce possono restare vitali per decenni. Per quanto riguarda la sola durata si possono prendere in considerazione i ba tteri: specie mobili trovate congelate nell'Antartico. preparati in condizioni di bassissima umidità atmosferica dopo ac curata essiccazione. o fors'anche 10000 anni f a. Le esigenze fondamentali di un seme ai fini della germinazione sono date da acqu a. Nel 1951 sono stati trovati in Giappone tre semi vivi di loto assieme ai resti di u na canoa in fondo a un lago. A volte non si tratta che di un accorgimento inteso a garantire che i semi possano germogliare nella primavera successiva alla loro m aturazione. In ogni partita di semi vecch i si trovano percentuali crescenti di semi morti. la datazione con il radiocarbonio aveva attribuito al legno della canoa più di 3000 anni di età. I semi però p resentano ampi scarti di tolleranza all'essiccazione. Numerosi fattori motivano un periodo di quiescenza. ma restano vivi per almeno 8 mesi se vengono conser vati in acqua di mare! Altri semi invece si possono bagnare ed asciugare parecch ie volte senza danno.nti di sementi più aggiornati vendono molti semi in confezionamenti sigillati e im permeabilizzati. già basso. anche se hanno già cominciato a germogliare.cioè capaci di germogliare .le piante sviluppate d a semente vecchia possono essere striminzite o dare minore resa.solo per poche settimane. s pecialmente quelli di piante tropicali come il durian e la mangrovia. sebbene il contenut o d'acqua. Ma i semi dell'acero da zucchero muoiono se il loro contenuto d'acqua scende al di sotto del 30% circa. Molte piante mediterranee non germogliano sotto l'azione di un periodo iniziale a temperatura elevata. In molti altri casi il letargo prolungato fa sì che in una partit a di semi una certa percentuale possa germogliare ogni anno su un lungo arco di tempo. Molti fattori possono contribuire alla perdita di vitalità di un seme. è altrettanto interessante dei primati di vitalità. La maggior parte delle s pore è in grado di germinare e germoglia molto rapidamente. ed esiste un'ampia gamma di semi che riescono a germogliare anche dopo un secolo o due. Lo Xanthium pennsylvani . I semi possono durare per periodi molto diversi. Sono stati fatti ge rmogliare semi di loto indiano che certamente non avevano meno di 1000 anni. e fatte risalire a milion i di anni fa. la semente è programmata in modo che una parte germoglia subito. Semi di betulla sono stati conservati per lunghi periodi senza perdere la loro vitalità. ossigeno e giusta temperatura. A lcuni sono vitali . che si possono datare a 6000. quando ci sono buone prospettive di crescita. Il fenomeno è controllato tipicamente da un periodo di tempo freddo ma abbastanz a umido. tanto più che l'invecchiamento e la morte dei semi ci sono tutt'altro che noti in ogni loro aspetto. come nei fagioli "mungo" tropicali. Alcuni semi germogliano non appena maturano. sia pure in via eccezionale. nel granoturco. il limite di longevità di questa pianta risulta notevolmente prorogato. non appena sussistano condizioni i deali. In alcuni casi . ma in certe alt re succede il contrario. Molto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati i semi vecchi. Ma l a vitalità massima conosciuta attualmente è quella dei semi di lupino artico scopert i nel permafrost polare. I semi dello sparto arenicolo Spartina maritima perdono la loro vital ità in 40 giorni all'asciutto. Il contenuto d'acqua dei semi confezionati si aggira sul 4% . piuttosto che in analo ghe condizioni d'autunno. per cui non sorprende ch e ne possano venire colpite le capacità germinative. Certi semi in pratica vanno essiccati prima che possano germogliare. e se i semi hanno uguale età. si abbassasse fino allo 0. quando l'inverno può distruggere i teneri germogli. che impedisce ai germogli di trovarsi esposti al l'arsura estiva. e non dobbi amo occuparcene in questa sede. come è proba bile.ad esempio ne lla lattuga. Il fatto c he molti semi non germoglino necessariamente. e lo stesso accade per i semi di riso selvatico e di cer ti agrumi. In molte piante.01%. come accade per i fagioli e il grano. sono state successivamente fatte rivivere. mentre il resto spunta come se nel seme agisse un meccanismo ad effetto ritardante. ad e sempio nelle piante annue e nella maggior parte delle piante delle specie alpine . nel cavolo e nel trifoglio .

Le temperature dei deserti sono collegate all'andamento stagionale. e fa sì che sia assicurato il letargo alla luce rossa ch e filtra attraverso il fogliame. I cacti in regioni così calde spuntano meglio tra 30 e 40 gradi C. Anche le piante acquatiche hanno bisogno di luce sufficiente per germogliare. o vern azione. e piccoli semi di tre tipi divers i germoglianti a varia scadenza. si può interro mpere con l'illuminazione bassissima anche di un solo minuto. e dispongono in questo modo di un altro sistema di dispersione: lo si trova in molte piante delle regioni temperate che vivono lungo le rive dei fiumi. la luce è il fattore principale che le porta a germi nare. Altri semi invece non tollerano la luce: le cipolle ne sono un esempio casalingo . e induce a credere che i semi riescano a distinguere le vari azioni d'intensità luminosa. e regolano l a germogliazione di piante concomitanti: così se piove nel deserto del Colorado e la temperatura si aggira sui 10 gradi C. una volta avvenuta l'unione sessuale. o putrefazione delle sost anze chimiche ad azione inibente incorporate. con qualche probabilità di poter mettere radi ci prima di trovarsi esposto al calore bruciante del deserto. come succedeva durante la prima guerra mondiale. quali quelli del tabacco. Una parte importante tocca anche al . in alcune piante delle lagune salmastre e nel loto giallo indiano. della digitale. perché le piante possano insediarsi prima che ve nga meno l'umidità. ma anche gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte hanno spesso importa nza cruciale. Lo spuntare delle digitali nelle radure dei boschi rappresenta sovente un avveni mento spettacoloso. essendo inutile che una digitale spunti sotto una den sa cupola di fogliame. il che fa sì che il germoglio se ne stia sotto terra. ma solo in assenza completa di luce. Il letargo di queste ultime. Il che significa disponibilità di acqua poco profonda. A.cum. Thompson. L'umidità fa scattare il me ccanismo di germogliazione. che può essere controllato dalla temperatura . E" stato calcolato che per ogni ettaro di terreno coltivato ci sia al meno un miliardo di semi d'erbacce nascosto nella terra umida. e inoltre di misurare il passare del tempo rilevando il sopraggiungere e il trascorrere dell' inverno». o dilavamento.o dalla graduale putrefazione. che è una specie di lappola americana. in attesa che ven ga la luce a liberarli dalla loro prigionia. Una chiara finalità si rileva dalla fotofobia della zucca amara o coloquintide.. dove i germogli hanno molto m aggiori probabilità di crescere e sopravvivere. I semi che hanno b isogno di oscurità per germogliare possono riprendere il loro stato di letargo se vengono esposti a un breve bagliore luminoso. Il notissimo spinacio sel vatico ha un seme grosso che germoglia subito.il fattore di gran lunga più comune . Non esiste nulla di simile nel reg no animale. Alcuni germogli di piante acquatic he galleggiano. dov e quello inferiore germoglia rapidamente mentre quello più in alto ha la caratteri stica innata di osservare un lungo periodo di letargo. Il freddo invernale è il principale agente di controllo della svernatura.. «Un anno di semente e sette anni di erbacce» assicura un vecchio giardiniere. e si trat ta di un avvenimento rapidissimo. si ha la produzione imma ncabile di prole ad epoca data. produce due semi per ogni capsula. «molte piante hanno messo a punto meccanismi che consento no loro anzitutto d'ignorare il presente e di prevedere il futuro. Come ha scritto P. spuntando ogni qualvolta vengano portate alla superficie d el suolo dai lavori agricoli. buone o cattive che siano le condizioni. Le erb acce sono insuperabili nello scaglionare la loro vitalità di germogliazione sull'a rco d'interi decenni. Alcuni semi attiva ti dalla luce devono restare esposti alla luminosità di giornate lunghe o brevi pr ima di poter germinare: così i semi di betulla devono avere 16 ore di luce al gior no prima di entrare in germogliazione. germogliano prevalentemente erbe annua li di tipo vernengo. dove. di molte primule e di c erte lattughe. provocato con l'oscurità. L'indugio invernale dipende di solito da un processo detto di svernatura. mentre tra i 26 e i 30 gradi C. Un fatto piuttosto sorprendente è che occorre anche la luce perché possano germoglia re molti semi. originando fantastiche fioriture di piante annuali di papaveri. Questa «capacità di fotocellula» effettua infatti la misurazion e qualitativa della luce. quando le granate aravano il terreno delle Fiandre. che vive tipicamente sui macereti sabbiosi e ghiaiosi. spuntano quelle di tipo est ivo.

la Sals ola volkensii. Un altro meccanismo scatenante è il fuoco . ma anche la sua digestione è lenta. In Gran Bretagna l'epilobio si chiama anche erba del fuoco. I duri rivestimenti esterni dei semi. Nelle regioni dei tropici certe acacie ed albizzie costituiscono la nota dominante del paesaggio. tra le quali va incluso il pisello mirabile (Clianthus dampieri) dell'Australia. perché spunta prontame nte dove è stato acceso il fuoco. In questo modo si creano quei manti di fiori che compa iono dopo le piogge in certe parti del Nordafrica. che germoglia solo dopo es sere passato attraverso l'intestino delle testuggini elefantine .la temperatura e al contenuto in gas a diverse profondità nel suolo. Il fuoco inoltre è un metodo app licabile per far uscire i semi da robustissime pigne . che li po rta lontano con l'aiuto del vento. ha un primo tipo di seme verde con un embrione contenente clorofi lla. Ho sentito dire che l'epilobio è comparso in certi posti sull" Himalaya dove è stato acceso il fuoco. Le piante annue a fioritura invernale sono le specie tipiche . e talvolta anche a ll'ossigeno. e sembra imitare il rosseggiare delle fiamme con i suoi f iori brillanti. e il fuoco stimola i semi a germogliare. e così il pomodoro viene dif fuso molto efficacemente in questo modo. provvisti di un piccolo «paracadute» o pappo. possono ammorbidirsi per il mutare delle condizioni di umidità e temp eratura. perché gli automobilisti accendevano fuochi quando si fermavano a fare il picnic. ma i semi di queste piante deserticole riescono a fare la distinzione tra una successione di modeste acquat e e un vero nubifragio.che non si aprono con altri metodi più ortodossi. sogg . e inoltre provvisti di inibitori chimici della germogliazione che va nno dilavati al completo. e poco dopo ha seguito le prime automobili lungo le strade rotabili. Nella magg ioranza sono del primo tipo. questo passaggio di norma elimina le sostanze che inibiscono la germinazione. Alcuni semi rivelano forme di adattamento ancora più astute. Una pioggia artificiale anche vigorosissima non riesce a imbrogliare i semi del deserto. I semi delle piante del deserto sono forse quelli più sofisticati e «truccati» di tutt i. Il primo germoglia dopo la pioggia .come quelle del pino da p inoli . anche se in ambedue i casi s'inzuppano allo stesso modo. Molti semi passano certamente più volte dalla fase di «via» a quella di «alt». Nella composita nana Gymnarrhena i frutti di due tipi diversi sono rispettivamente aerei e sotterranei. e un altro seme giallo senza clorofilla. o possono scortecciarsi muovendosi su superfici dure. perché possono ricevere la pioggia anche una sol a volta in parecchi anni.e talvo lta uniche .dei deserti più aridi.causato in natura dal fulmine . perché possono appassire nello spazio di poche settimane dopo aver fatto fior i e semi. ad esempio quell i del loto. I piccoli acquazzoni non vi sono infrequenti. Altri si sfascian o per la putrefazione causata da batteri o funghi. Tra gli esempi più strani a questo riguardo c'è quel lo di un pomodoro che cresce solo alle isole Galàpagos. come nel caso di molte specie i cui semi sono ingeriti dagli uccelli. impermeabili all'acqua. e dove non si era mai vista questa pianta a memoria d'uomo.ma non se vien e ingerito ed eliminato da qualsiasi altro animale! Questa gigantesca tartaruga ha movimenti lenti. Così nella Valle della Morte e in analoghe località dei deserti della California si trovano molte piante annue. Una salsola. l'aria e l'abbondanza di nutrim ento. Alcuni semi. Dopo il fuoco altri fatt ori favoriscono la rapida germinazione: la luce.come r isulta dagli esempi forniti da molte piante. e si dicono giustamente effim eri. perché il suolo viene incendiato ad intervalli r egolari. che spunta in abbondanza dopo un i ncendio nella foresta. mentre l'altro ha incorporata la capacità d'ibernazione fino a cinque anni senza perdere nulla della sua potenza germinativa. e li fa germogliare come e dove possono. Molte piante hanno semi di due tipi. Perciò questa pianta si è diffusa lungo i tracciati delle nuove ferrovie. contengono vere e proprie sostanze antibiotiche per ritardare anche questa eventualità! Molti semi devono passare attraverso i visceri di un animale p rima di mettersi a germogliare prontamente. ma questa sostanza viene ricostituita in qualche modo tra un acquazzone e l'altro. e ne hanno bisogno. La motivazione di questo comportamento pare risieda nel fatto che l'acqua dilav a via un inibitore della germinazione. ingranati in quella che Bünning ha indicata come «la struttura temporale de ll'ambiente».

I frutti sotterrane i sono prodotti da fiori situati appena al di sotto della superficie del suolo. anzi.etti ad elevata mortalità. Alcuni semi di conifere. Le fasi d'attivazio ne che entrano in gioco man mano che si bagnano i tessuti. segnatamente in alcune varietà d'agrumi. ricordano in certo qual modo le varie fasi d'accensione di un razzo destinato a entrare in orbita. si spingono verso il b asso. anche i semi morti possono assorbire acqua. di modo che germogliano sul posto. mentre i tessuti interessati si riattivano in vario modo. pronti all'occasione quando concorrano adatte c ircostanze climatiche. frutti di t re tipi hanno insita la capacità di germogliare subito. si dirige verso l'alto. come si fa tipicamente con i baccelli dei piselli odorosi . I grossi semi di molti alberi delle foreste tropicali possono issare la loro plumula fino all' altezza di un metro o più . molto più delicata. Condizioni del genere potrebbero essere attuate anche dal le peste dei cammelli. poco dopo il primo germoglio. dove la luce riesca a penetrare att raverso la densa volta del fogliame. Lo Pteranthus dichotomus. finché esce all'a perto e la punta della plumula. In alcune piante fiorenti i cotiledoni embrional i già contengono clorofilla. e restano nel tessuto del la pianta genitrice morta e lignificata. La germinazione comincia con l'assorbimento dell'acqua. e i germogli di conifere possono produrla anche al bu io.e infatti si vedono spesso le o rme lasciate dalle carovane pullulanti di germogli. Però. sono sprovvisti di pappi ed hanno maggiori dimensioni. d . o anche soppresso. Un rivestimento molto duro o impermeabile impedisce ovviamente al seme d' assorbire acqua.p ari al 50-60% del peso -. e il processo può avvenire a nche quando non vi sia disponibilità d'ossigeno tale da permettere lo sviluppo del seme. e si segnalano primati fino a 2000 atmosfere. a media scadenza e molto d opo. e possa disporre di un trampolino adatto al suo balzo verso l'alto. a seconda della crescita che fa in una particolare stagione. Essi formano germogli molto più grandi e resistenti alla siccità dei semi aerei. può raddrizzarsi. e non sono esposti all'evaporazione superficiale. le cellule cominciano a moltiplicars i. di modo che le radici morte l'as sorbono gonfiandosi e mantenendo l'umidità. e all'incirca in questo momento ricomincia la vita del sem e. l'embrione sessuato deri vante dalla fecondazione del fiore può risultare accresciuto. questa cosiddetta «imbibizione colloidale» viene sostituit a da forze osmotiche. con successiva immiss ione di enzimi latenti.negativamente in quest'ulti mo caso. In questa fase operano forze succhianti vigorosissime. Così i semi sotterranei che non sono and ati dispersi hanno l'acqua. condizionate dalla forza di gravità e indipendentemente dalla posizione del seme. invece. produce frutti di tre tipi. si tratta di un uncino relativamente duro che si fa strada scavando nel terreno. La prima fase di questa assunzione d'acqua non è necessariamente regolata dal seme. Molto spesso lo stelo della plumula è piegato ad uncino. possono mettersi a germogliare quando sono an cora nella pigna. ma a questo scopo occorrono diverse combinazioni di luce e temperatura. Dopo annate buone. o le operazioni necessarie per memori zzare i dati in un cervello elettronico. in modo che il germoglio sia ben libero dai detriti circostanti. La clorofilla comincia a formarsi di solito quando il germoglio o le foglie del seme arrivano a vedere la luce. ugualment e condizionato dalla luce e dalla forza di gravita . e il giardiniere può accelerare la germinazione togliendo o frant umando tale copertura. mentre le strutture della radice iniziale. ma con buona capacità di dispersione. Dopo una cattiva annata si trovano solo i frutti del tipo che germogl ia subito alla prossima stagione piovosa. e non può avvenire senza d i essa. Altro esempio particolare. Quando tutti i sistemi hanno ricevuto il «via». Basta una lieve pioggerellina a riempirli d'acqua rapidamente. che offrono alle piantine riparo e suolo più compatto . e il lo ro sviluppo si avvantaggia del fatto che le radici morte della pianta genitrice da principio si raggrinzano e formano dei capillari nel terreno. e non è impresa molto agevole. o plumula.di modo che la sabbia trattiene l'acqua più a lungo . In certe piante. Questi semi hanno grosse riserve nutritizie atte a consentire ai germogli di superare questa fase cruciale con pochissima l uce.una specie arborea malese fino a tre metri -. o radicola. Que sto mirabile meccanismo di regolazione dilazionata assicura la presenza ininterr otta di semi vitali nel terreno. non appena il seme ha un adatto contenuto d'acqua . dalle infiorescenze spinose .

senza tenere conto dei principi fondamentali o delle cons eguenze finali». c he danno fiori e semi solo a lunghissimi intervalli. Ne è un esempio il calamo aromatico. nel loro primo anno possono limitarsi ad espander e le foglie cotiledonari del seme. mentre le lenticchie di pal ude fioriscono di rado e vengono trasportate dalle zampe degli uccelli palustri. sempr e puntando su opposte probabilità. nella descrizione datane dal dizionario Webster. La loro diffusione raggiata dipende dal fatto che essi esauriscono il terreno e po ssono trovare nuovo alimento solo fuori del loro punto d'origine. Ne derivano germogli identici alla pianta genitrice. se non altro quelli di maggiori dimensioni che forniscono i comuni fun ghi mangerecci ed altri corpi fruttificanti. Il motivo per cui i cocchi e i semi di altre palme possono sopravvivere tanto a lungo. va compresa la strisciante "veronica filiforme". Tra le piante più o meno sterili che si sono trasformate in erbacce di successo o col onizzatrici. Quanto sopra calza perfettamente per molte piante le quali. con emissione di ammoniaca e formazione di sali a ... che emettono semi raram ente e si moltiplicano per radici sotterranee. flagello dei prati da gioco. o la misura del la loro malvagità secondo i vari punti di vista. per favorire i propr i interessi immediati. compresi i muschi palustri e certe alghe. Quest o tipo di diffusione è quello che dà tanto successo a molte erbacce. alle circostanze. Certe gigliacee possono anche non spuntare nemmeno dal suolo. che a un dato momento bloccò i corsi d'acqua dopo essersi sviluppata rapidissimamente da pa rti spezzate.d el tipo noto tecnicamente come vegetativo . tuberi o radici di deposito. dipende dal fatto che il cotiledone cresce "dentro" la scorta nutritizia fino ad assorb irla completamente. è «la politica od abi tudine di adattare le proprie azioni. di alcuni dei quali si sa che hanno parecchi seco li di vita. Il successo del seme dipende naturalmente dalle possibilità della radicola di trov are umidità e nutrimento in quantità adatte. mentre contemporaneamente spinge in alto un germoglio e le foglie. Certi muschi port ano gemme del genere in una rosetta di foglie disposte a tazza. i bambù dalla rapida diffusibilità. e il processo di crescita continua ininterrotto per dare l uogo alla pianta adulta. Ma nella maggior parte dei casi le foglie adulte tengono dietro ben presto alle foglie cotiledonari. ma per un certo tempo .il seme si mantiene con le scorte nutritizie incorporate. Capitolo 17. nel t erreno di cui essi si nutrono. Questi metodi vegetativi si ritrovano spesso nelle piante colonizzanti che si sv iluppano dai semi in un nuovo ambiente e lo trovano insoddisfacente per la fiori tura e la produzione dei semi. Infatti certe piante che si moltiplicano in quest o modo sono o diventano sterili.che sovente integrano il seme. creato dall'attività dei fili fungini. colpendole. impiegando questo tempo per emettere radici esterne. Opportunismo.a parecchi «embrioidi» asessuati che derivano da altre parti dell'ovulo (cellule nuc ellari). Ne derivano i «c erchi delle streghe» o «delle fate». Alcune plantule. in particolare quelle di specie che producono bulbi sotterranei . hanno messo a punto altri mezzi di sviluppo . Molte piante primitive hanno «occhi» o gemme di crescita staccabili. e rappresentano i precursori dei dispositivi congeneri elaborati per espellere i semi dalle piante fiorenti. Altre piante a struttura più semplice si rigenerano prontamente dai loro frammenti. Questo è spesso il caso delle piante acquatiche. Si trova un anello tipico d'erba più rigogliosa e scura proprio all'es terno del cerchio fungino. la pianta introdotta era unisessuata e incapace di riprodursi. possono sbalzare le gemme a un metro di distanza. Due specie di sargassi possono moltiplicarsi solo in questo modo. Nell'epatica Ma rchantia queste gemme sono alloggiate in minuscole coppe.. introdotto in Europa dall'uomo. GLI OPPORTUNISTI. e le gocce di pioggia. varie specie di menta. che deve la s ua ampia diffusione ai rizomi che si spezzano e galleggiano sull'acqua. Altro es empio è quello dell'elodea canadese.. introdotta in Inghilterra nel 1842. altri invece in un ciuffo su un lungo gambo. assolutamente sterile. tendono ad espandersi a raggera.come abbiamo già visto . I funghi. o micelio. concentrando gli sforzi sullo sviluppo delle parti sotterranee. Analoghe coppe a percussione si ritrovano anche in alcuni funghi.

I licheni crostosi del genere Lecanora crescono in tutte le steppe e i deser ti asiatici. e il viluppo sotterraneo di radici è stato valutato sui 2500 chili per ettaro. e producono nere «radici» sotterranee dette rizomorfi . ed è quello che ha fatto pensare a streghe o fate danzanti in t ondo. si decompongono. An che in questo caso si formano cordoni rizomorfi in grado di attraversare per par ecchi metri una sostanza inerte come il cemento alla ricerca di nuove fonti di n utrimento sotto forma di travicelli o assiti. le cui parti sotterranee sono più germoglio che r adice. Man mano che i cordoni fungini muoiono. molte delle quali possono mettere gemme e germ ogliare ad intervalli.mmonici che a loro volta stimolano la crescita dell'erba. con altrettanta inesorab ile progressione. Se si distrugge la par te aerea. sono parassiti mortali degli alberi. vilucchio e temibili equiseti. e si segnalano casi di mucchi e normi che hanno consentito di raccoglierne anche a 5 chili per volta. con tattica che ricorda quella de i funghi che fabbricano i cerchi delle streghe ed esauriscono le riserve nutriti . podagraria . Questa capacità viene sfruttata prontamente da piante quali il pioppo tremolo e il ciliegio. Talvolta all'interno d el cerchio più scuro si osserva un altro anello di terreno completamente spoglio: ciò dipende dal fatto che il suolo si dissecca completamente quando è tutto invaso d i cordoni fungini. Ad intervalli por tano dei piccoli tuberi che si staccano se le piante vengono divelte dal suolo. dette anche funghi del miele. I rizomorfi possono invadere il terreno per parecchi metri all a ricerca di nuove radici d'albero. Altri licheni a tendenze tridimensionali più accentuate si spezze ttano. come accade anche per ce rte erbacce dalle radici provviste di cuffia radicale (piloriza). quella di un lichene si calcola in frazion i di centimetro. e anche in questo caso abbiamo a che fare con le usanze e credenze popola ri. E" stato detto che sarebbe impossibile misurare una sola pianta vecchia di felce aquilina. varie euforbie. la cui comparsa spiega il nome che viene dato loro in certe parti di «funghi a s tringhe da scarpa». Le piante superiori hanno radici. vivo o morto. A volte queste stringhe s'infiltrano nelle c ondutture dell'acqua come radici d'albero. i «bambù messicani». Più insidiose sono le piante erbacee che vanno più lontano e più in fretta. Le armillar ie. Succede così che grandi masse di licheni si depositano negli a vvallamenti del terreno quando l'acqua se ne va. tanto è esteso il suo sviluppo. Qualche specie appresta anche speciali condutture. forma ndo un guaio perenne di erbacce inveterate: felce aquilina. temuti da i giardinieri e dai forestali. Molto spesso piccoli f rammenti di radice possono rigenerare la pianta intera. e se viene un temporale sono port ati via dall'acqua. Questo è il modo normale ed inesorabile di diffusione dei funghi terragnoli. Certe piante si muovono in una sola direzione. e si segnala un caso di ostruzione di una tubatura del diametro di 15 centimetri per la lunghezza di circa due metri. Una pianta si diffonde verso l'esterno di un metro all'anno. fungendo da punti di ricaccio se un erbicida selettivo elimina la parte superior e del germoglio. Questo tip o di lichene si può macinare e cuocere come il grano. o da arbusti quale l'olivello spinoso.quali l'enorme poligono giapponese. Quella curiosa associazione tra un fungo e un'alga che è il lichene. a quattro metri di profondità sotto terra. come ben sanno parecchi padroni di casa. Altri funghi invece si moltiplicano nel legno. La crosta di lichene crescendo si arrotola e si spezza: i frammenti vengono portati in giro facilmente dal vento. l'acanto e la romneya o papavero arboreo. gramigna. Alcune piante introdotte originariamente a titolo ornamentale hanno rivelato ide ntiche tendenze infestanti . Altro temibile fungo dotato di analoghe capacità è il "fungo della carie secca". per cui si originano nuove piante fino a quasi 30 metri di distanza dal tronco progenit ore. e penetrano fino alla profondità di 20 metri sotto terra. e in seguito al l oro disfacimento si può originare un altro cerchio verdeggiante d'erba scura e rig ogliosa. che divora e polverizza il legno morto. vi sono subito gemme di crescita di età diversa pronte a subentrare con nuove fronde. ma mentre l'età di un cerchio delle streg he si misura a spanne o in decimetri. cresce sulle rocce nude ed ha spesso forma circolare. ad esempio nel tarassaco. e rappresenta la spiegazione più accettabile della manna citata nella Bibbia: i botanici comunque lo chiamano lichene della manna.

Ne è un esempio il topinambur. una che avvolge tut ta l'Isola Settentrionale. come nel rovo. tuttavia. La piantina galleggiante del "morso di rana" emette stoloni che da principi o formano nuove piantine adulte. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun mezzo chimico efficace contro l'acetosella. da uno dei su oi mezzi di diffusione . con bulbilli ad una certa distanza dalla pianta genitrice. e manca poco che sia verità. ivi comprese le attraenti felci ambulanti o adian ti.zie del terreno: tra queste il lampone. noto come pianta d'appartamento sotto il nome di H artwegia. Ne sono esempi certi parenti delle cipolle. o possono venir tr ascinati in basso dalle contrazioni del tubero conico carnoso progenitore. Alla superficie del suolo il modo più facile di diffusione concesso a una pianta s embra essere a mezzo di stoloni. Altre producono una massa così compatta di radici. che trova una replica nei tropici ad opera della Thladiantha imparentata con le zucc he. Prima che ve nisse introdotta nelle Isole Britanniche. Queste. e mortali in veste di erbacce.suini giovani perché il lo ro apparato digerente distruggeva i bulbilli. Introdotto in Nuo va Zelanda. la verga d'oro e la canna comune di palud e. dove l' aratura disperde la progenie su ampio raggio. Certe piante primitive possiedono questa capacità. pescaprae nei Paesi mediterranei. il Ministero dell'Agricoltura raccoman dava di far pascolare maialetti sui terreni infestati . Ciò si verifica solo quando si formano virgulti che si s taccano presto dalla pianta originaria. che tuttavia si manifesta in tutta la sua eleganza nelle piante acquati che. e la gialla O. Ad esempio le ortiche. si liberano e cala . Chiunque abb ia visto questa acetosella gialla «piè di capra» . Questa soluzione non è mai sembrata molto felice agli occhi dei giardinieri . e il Chlorophytum elatum.dalle contrazioni di lungh e radici orizzontali al di là dei bulbilli. In quest'ultima si formano cordoni di 5-10 tuberi lungo i germogli sotterran ei. ovviamente. Efficientissime in termini di opportunismo. si renderà conto di come l 'Oxalis pescaprae sia una pianta di successo. una volta giunte a maturazione. oppure s i sparpagliano sulla superficie asciutta del suolo in estate. mentre sul finire della stagione nuovi stoloni portano spesse gemme. Questa progenie. I bulbilli sciolti vengono dissemi nati tutt'attorno ad ogni tentativo di sradicare la pianta capostipite. o gettate molto più lunghe che infine si p iegano verso il basso e mettono radici in cima. La sfogliatura non fa che stimolare la produzione di nuovi bulbilli. il metodo non assicura abitu almente ampia diffusione. che vengono così trascinati verso l'este rno. quali la rosea Oxalis floribunda in Gran Bretagna.tappezzare vigneti ed oliveti. ed ha originato la s toria secondo la quale si tratta di due sole piante di rovo. Esse sono particolarmente efficienti nei terreni coltivati. a differenza di quello dei porci a dulti. La diffusione di questi bulbi sotterranei dal capostipite centrale è causata qualche volta . Tuberi e bulbi carnosi sono solo versioni migliorate di una gemma radicale. da non lasciar crescere niente altro in mezzo. da non lasciare ad altri germogli la possibilità di spu ntare. alla fine della stagione. quei germogli a basse arcate che originano plan tule ad intervalli. mentre l'altra avviluppa l'intera Isola Meridionale. C'è una certa ironia nel fatto che la pianta originaria introdotta nel bacino de l Mediterraneo (a scopo ornamentale a Malta) fosse una forma sterile: la sua inn umerevole progenie non fa semi. ed anche oggi le prospettive sono alquanto aleatorie. resta collegata con la pianta genitrice finché gli stol oni marciscono e. con la tattica dei balzi successivi. il rovo a more nere s i è rivelato una delle piante infestanti più maligne del Paese. Abitudine condivisa da molti parenti tropicali dei gigari. sono poi certe piante che producono masse di bulbilli sciolti. E" piuttosto buf fo il fatto che la maggior parte delle infestanti acetoselle sia sfata introdott a in vari Paesi in veste di piante ornamentali. cioè minuscoli bulbi min iaturizzati. Varie specie di piante procedono analogamente. come nelle fragole. sebbene si formino vaste colonie. e fo rniscono abbondante sostentamento ai rampolli. dove ha trovato condizioni di crescita ideali. la ficaria e specialmente varie specie di acetosella.ad ese mpio nell'Allium paterfamilias somigliante ai porri . che può estendersi per un paio di metri al l'anno.così detta. Il farfaraccio associa la produzione in massa di radici alla formazione di fo glie tanto lussureggianti.

in modo da distrugge re ogni forma di vita acquatica. mentre la felce d'acqua preferisce gli specchi d 'acqua tranquilli come quello formato dalla diga di Kariba.. . I rampolli si formano su certi corti picciòli presso la punta delle foglie cilindriche. viene spinta verso il basso: il gambo funziona come un t rampolino. Il giacinto d'acqua. Le agavi muoiono dopo la fioritura. dove i bulbetti possono sostituire completamente i fiori. ma tolgono loro la luce. La sassifraga inclinata vive in posti così freddi che n on sempre riesce a fare i semi. pronte a svilupparsi con foglie e radici. Queste minuscole piante h anno foglie arrotondate che formano una specie di coppa staccata. Non soddisfatta del suo capo fiorale alto sette metri. Molte piante di terra hanno parti aeree staccabili. come accade in molte cipolle. nella forma introdotta artificialmente. Naturalmente quando sono in fase gal leggiante possono venir portate lontano dalle correnti d'acqua. dove forma densi e c ompatti tappeti lunghi letteralmente chilometri e chilometri. quando i gambi annuali cominciano a marcire in autunno. ed emett ere radici nello spazio di poche ore quando cade la pioggia. A volte i bulbilli vengono ingeriti dagli uccelli come se fossero semi. dove le forme giovanili sono portate da lunghi steli esilis simi. Anche alcune gigliacee producono bulbilli. i cui bulbilli sono provvisti di uncini e formano lappole. Si osservano anche veri parti vivipari. Il primo ha una vescica gonfia alla base di ogni foglia della sua rosetta. Parecchie erbe. originano pl antule di questo genere. ma la Kalanchoë tubiflora dispone di una speciale attrezzatura di lancio. Se la colpisce una goccia di pioggia. Ambedue si moltiplicano per divisione semplice. portando fiori nella metà inferiore e plantule nella parte ricurva superiore . ed ha ostruito innume revoli corsi d'acqua tropicali. A tutt'oggi non si è riusciti a distrugg ere queste piante con nessun mezzo che non sia quello di spazzarle via meccanica mente. a somiglianza di quanto fanno molte altre piante affini. I bulbilli possono avere grandissima resistenza: quelli della poa sinaica possono tollerare temperature di 80 gradi C. e consumano tutto l'ossigeno contenuto nell'acqua. o la Tolmiaea Menziesii o "toccaeattacca". queste ultime parzialmente formate. rappresenta un altro caso di pianta sessualmente sterile. da dove spuntano a primavera. Essi si staccano facilmente al tocco. nel giglio croceo alpino que sto sistema sostituisce spesso completamente la produzione dei semi. e di solito producono anche stoloni vaganti attorno alla r osetta progenitrice. per raggiungere la quale possono anche imp iegare parecchi anni. gettando la plantula fino alla distanza di un metro e mezzo. in cui vengono date alla luce forme giov anili perfettamente sviluppate. le foglie in via di disfacimento sotto il frondame vivo conferisc ono grande spessore al tappeto vegetale. sui quali crescono altre piante. me ntre la seconda produce foglioline piatte appaiate. la cui prole compare sulle vecc hie foglie e mette radici non appena tocca il suolo. Parecchie felci hanno gemme riproduttive di questo tipo. La spettacolosa infiorescenz a lunga due metri della imparentata Agave attenuata si piega formando un grande arco. e scatta in su. perché questo bellissimo fiore cresce su praterie falciate per la fienagione molto prima che si possano formare i semi. Alcune delle piante grasse Kalanchoë portano i rampolli attorno ai bordi o sulla p unta delle foglie. e sono stati visti perfino bufali morti sostenuti da queste isole d'erbe. in modo che gli animali li possono trasportare a distanza. Altra rassomiglianza con i semi si nota nella Ramusatia tropicale. come la poa alpina. alcune hanno nomi pittoreschi quali la sassifraga stoloni fera o «madre di mille». la Furcraea foetida del B rasile produce masse di plantule in mezzo ai fiori. il che a sua volta influisce sull'esistenza del le popolazioni umane che vivono di pesca. Queste erbe acquatiche non solo rendono i fiumi intransitabili. che possono essere bulbilli. ma in ogni caso restano mucchi di materiale maleodorante a imputridire su lle rive. Tra le piante infestanti acquatiche di maggior successo si annoverano il famiger ato "giacinto d'acqua" ed una salvinia appartenente alle cosiddette felci d'acqu a.no sul fondo. Anche la "lingua d'acqua" emette identiche gemme invernali. e traversano il loro corpo più o meno indenni: così la pernice di Scozia mangia quelli del "poligono viviparo" alpino.

Va notata infine la mirabile capacità dei rami spezzati a formare radici. 20. Anthony Huxley. Le foglie dei Sedum. quando il germoglio più in al to è troppo pesante. 18. ad esempio il Senecio o "pian te delle candele". 27. Corazza e veleno. si rompono con estrema facilità. 23. *** . si tirano dietro la foglia. Il "muschio spagnolo" così diffuso nell'America tropicale . si sviluppano radici da ogni punto di contatto.Le piante grasse hanno un altro trucco a loro disposizione. che si abbarbicano al terreno. quello di spezzarsi facilmente. che ha giunture così precarie tra un germoglio rigonfio e l'alt ro. Uno sguardo al futuro. 29. 30. Arnoldo Mondadori Editore. Prima edizione aprile 1975. IL PIANETA DELLE PIANTE. 21. e riescono a mettere radici dando vita a nuove piante . Questa inn ata vitalità è la forza che si agita dietro ogni aspetto dell'opportunismo vegetale. sebbe ne in certe specie esse siano collegate alla pianta originaria a mezzo di uno st olone: è il caso del Sempervivum soboliterum. Guerra dei mondi. 24. ad esempio . Copyright © Anthony Huxley 1974. Divelti dagli uragani possono venire trasportati a distanza di chilometri dall'acqua di un torrente. o per un forte colpo di vento. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet".assieme alle Crassulae loro congiunte e ad a ltre piante succulente affini. Alcune specie si affidano alla fragilità dei loro germogli. Un a volta caduti al suolo.rodiola. erba di San Giovanni. Convivenza. Gli sfruttati. parassiti e scrocconi. SECONDO VOLUME. INDICE DEL SECONDO VOLUME. Anche semplicement e giacendo alla superficie del suolo producono radici all'estremità spezzata. carice e co sì via. e danno origine a una nuo va piantina. se appena vengono deposti in un luogo fornito di sufficiente umidità. erb a pignola. come ben sa chiunque abbia cercato di coltivarle. 19. o per l'urto di un animale. 28. Strangolatori. Le piante assassine. 22. L'uomo manipolatore. La comunità delle piante. eccetera . cui questa caratteristica ha valso a nche il nome di «chioccia e pulcini». e da frammenti di radici di giunco.si moltiplica in parte grazie ag li uccelli che ne usano i lunghi gambi flessibili come materiale per costruirsi il nido. Bibliografia essenziale. Molte piante a tronco succulento possiedono capacità rigenerative alt rettanto strabilianti. Sfruttamento dell'ambiente. pinocchiello. Traduzione di Lino Penati. Girovaghi alla ventura. come nel salice e nell'olivello spinoso. 26. Milano. e così fragili che si possono spezzare e staccare. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Un rapporto incestuoso.in realtà si tratta di u na bromeliacea di aspetto simile a un muschio . Alcuni semprevivi formano rosette in miniatura che si staccano con uguale facilità. Il tempo assegnato. 24.

sia che la moltiplicazio ne si faccia per divisione. per stoloni staccati. Diremo di una pianta di fragola che è immortale solo perché si moltiplica teoricamen te per sempre senza attività sessuale? e lo stesso di una felce aquilina che diffo nde all'infinito i suoi steli sotterranei per la campagna? o di quella colonia d i mirtilli della Pennsylvania che ha un diametro di due chilometri e si ritiene sia collegata con la pianta originaria colonizzatrice.Capitolo 18.e sicur amente altri spontanei . E" nota la longevità di una pianta annuale: si tratta di una stagione di crescita. ma nella maggior parte delle piante «in . Talvolta ques to processo è rapidissimo. di cui si dice che uno campa «all'incirca una settantina d'anni». nonché dalle loro intrinseche caratteristiche. IL TEMPO ASSEGNATO. perché può derivare da un ibrido o da una forma selvatica speciale. Sicur amente esistono piante da giardino d'età veneranda che da secoli vengono perpetuat e dalla mano dell'uomo grazie a loro frammenti. quando non si tratta addirittura di un tipo sterile. la lo ngevità aumenta: le alghe possono avere struttura relativamente primitiva. sono identiche all'originale.lo abbiamo visto nel capitolo precedente . Qualche volta questa decadenza è causata dalle malattie. e crescono ogni anno. ma a volte . nonché di formazione di gemme o di piantale.può passare quasi un secolo prima che la pianta fiorisca. e in questi casi di breve vitalità è degno di nota il fatto che tutti i sing oli individui di un clono si estinguono più o meno contemporaneamente. ed anche nel nostro Paese abbiamo vecchie varietà di meli che hanno parecchi secoli d'età. Naturalmente è interesse del giardiniere o del coltivatore propagare un dono finché esso resta vi goroso. perché non c'è dubbio che certi cloni coltivati . biologicamente parlando. La durata della vita dei minuscoli esserini del plankton si può misurare in giorni o anche in ore . dopo di che la loro vitalità incomincia a declinare. Altre piante monocarpiche si sviluppano su tempi più lunghi.si deteriorano con il passare degli anni. e lo stesso dicasi de i funghi e dei licheni che possono vivere per secoli. come diremo in seguito. nelle agavi e in certe palme .seb bene sia difficile affermare che si tratta di singoli individui quando i process i di divisione. la prima per fabbricare le parti vegetative. i crisantemi e le dalie delle attuali esposizioni di so lito non vivono più di una decina d'anni. faccia i suoi s emi e muoia.fenomeno che spesso sembra accompagnarsi a un'eccessiva pro pagazione. o rappre sentare forse il risultato di una mutazione: magari non si potrebbe ottenere pro genie uguale dal seme. Anche nei luoghi dove pia nte del genere si moltiplicano in via vegetativa. L'età di certi funghi si può desumere approssimativamente dal di ametro dei «cerchi delle streghe» che formano. Qui ciò che conta è la vitalità. Ma non appena si passa alle piante multicellulari. che talvolta può andare da un anno all'altro. Però in molte classi di piante non si manifestano doti intr inseche di longevità. gemmazione ed altri meccanismi creano tanto rapidamente nuove vi te da altre precedenti. Con tutto questo siamo anc ora alle piante che possono frammentarsi e rigenerarsi prontamente. regolate a volte da circostanze esterne. Tutte le parti di queste piante.conservano una no tevole capacità di rigenerazione. Una pianta biennale impiega di norm a due stagioni per il suo sviluppo. che consente di osservare le sue abitudini di vita separatamen te dalla sua progenie. c'è spesso una pianta progenitri ce o capostipite. ed abbia ora la bella età d i 13000 anni? Stando così le cose. ma un s ingolo esemplare può svilupparsi per un tempo notevolissimo. non si può applicare per loro il criterio approssimato usato per la nostra specie. mentre molte piante superiori . per margotta o per innesto. dove comincia e dove finisce una singola pianta ? Le piante sono troppo varie perché si possa fare la media della loro longevità. e la seconda per produrre fiori e semi. a volte invece probabilmente dall'instabilità ce llulare che altera il numero effettivo dei cromosomi man mano che la pianta cres ce e si moltiplica . Al cune piante d'olivo coltivate devono avere migliaia d'anni. Si può parlare di longevità in un senso più vicino a quello inteso per le specie anima li a proposito delle piante che abitualmente continuano a dare una produzione re golare di fiori e di semi.come nelle Puya giganti. A volte il fenomeno si potrebbe solo definire come una specie di sene scenza. segnatamente d ai virus.

certe liane dell'America Meridionale o certi cocchi d elle isole Seychelles. Naturalmente i risultati sono apprezzati dai giardinieri: molti dei l oro fiori doppi hanno aspetto più vistoso e durano di più. Si classificano come affezioni teratologiche . di estendere ulteriormente le radici .in realtà per inedia. se l'acqua è salata o altrimenti miner alizzata. e ciò vale anche per un gran numero di piante «sup eriori» . Alcune malattie interne possono colpire le piante.nel quale caso le alghe. o derivare da sostanze chimich e quali i diserbanti selettivi. Cacti fasciati o «crestati». quale quella dei raggi cosmici.come fanno le piante grasse o i bulbi . cioè mostruosità o malformazioni.all'opposto delle colonie collegate e i n espansione continua. e felci crestate si ritrovano allo stato libe ro e sono apprezzati dagli amatori. Il fenomeno della fasciatura o affastellatura è causato da una lesione o affezione che danneggia un momento della crescita. come qualche alga gigante del Pacifico. Esempi ben noti ai floricoltori di mostruosità sono le margheritine a capolini multipli e la calendula di Scozia. e si ritrova di rado nelle piante erbacee. in cui minuscoli flosculi supplement ari si formano attorno al fiore normale. L ogorio e lacerazioni ad opera di elementi esterni entrano pure in gioco. Molti giardinieri avranno visto tronchi appiatti ti o multipli riuniti a fascio: il processo può estendersi anche ai fiori. Le altre alterazioni mostruose derivano dall . con un conseguente effetto a «manicotti c oncentrici». che all'analisi del radiocarbonio-14 rivela di avere più di 7200 anni di vita. La morte avviene sicuramente per la sopravvenuta incapacità di procurarsi altro nu trimento dal suolo. il cui numero si moltiplica enormemente oltre la quantità normale. colpiti dal fulmine. ma sono più curiose che nocive. Altre manifestazioni m ostruose sono i processi di proliferazione. q ualche dracena di Sumatra. letteralmente nutrite dall'acqua ch e le circonda. Come in questi. p articolarmente dallo sfruttamento al massimo limite possibile del terreno su cui cresce la pianta .spetti alla pianta giapponese di Cryptomeria japonica d ell'isola di Yakusima. che ulivi apparentemente del tutto morti so pra il livello del suolo poterono rispuntare dalle loro enormi vecchissime radic i. esistono anche nelle piante invecchiamento. Nella peloria i fiori normalmente irr egolari diventano la regola. Ogni tanto si ve rifica spontaneamente il «raddoppiamento» dei fiori. originando talvolta la formazi one di un fiore all'interno di un altro. e di fillodia la p iantaggine maggiore nella varietà a rosetta. spesso in una strana foggia di cresta di gallo. e dalla fillodia dove i fiori sono sost ituiti da foglioline ridotte. Le piante possono perire in conseguenza di una s iccità inaspettata. Piante così smisurate indubbiamente muoiono di pura vecchiezza: hanno un limite ma ssimo condizionato dall'accumulo di prodotti di rifiuto e dal declino del ricamb io a somiglianza di quanto avviene negli animali.non dispo ngano di riserve speciali e di accorgimenti per conservarle.feriori» non se ne ha prova alcuna. che ci da la registrazione visibile dei suoi anelli. Un'alluvione può asfi ssiare le radici o semplicemente ucciderle. come quelle dei mirtilli americani. della felce aquilina e del rovo a more nere . o magari anche da radioattività. ma l'ipotesi appare improbabile. Ora si crede che il primato di lon gevità di una pianta singola sulla Terra . inceneriti dal fuoco. e a volte sono anche molto più grandi: l'esempio più no tevole ci è offerto dalla digitale purpurea pelorica.piante erbacee che non hanno tronco. a meno che . Le specie relativamente delicate periranno se verrà una gelata ecceziona le. nella quale i fiori superior i vengono sostituiti da un unico grandissimo fiore campanulato. ma a volte accade quanto si è osservato in occasione dell'ultima disastrosa on data di gelo nei Paesi mediterranei. si è costretti a chieders i se circostanze del genere non possano essere imposte da circostanze esterne. ma è possibile che esistano piante in realtà più vecchie. gli alb eri vengono spezzati o abbattuti dagli uragani. sepolti dalle frane. spesso è impossibile identificarne la ca usa esatta. seguita dai 5000 anni del pino a pigne ruvide o Pinus arista ta americano. malattia e morte. potrebbero avere le maggiori probabilità di esistenza lunghissima. Può colpire un solo germoglio di una pianta per il resto normale. E" stata avanzata anche l'ipotesi che alcune Cycadine pos sano avere quasi 14000 anni. ma essa può essere d'origine meccanica. palme ed altre piante monocotiledon i che non formano anelli annuali di crescita. Ciò detto. in cui il centro del fiore stes so è pieno di petali in numero superiore al solito. e raramente ne menomano il vigore.

Meno noto tra questi dannosi succhiatori è un minuscolo verme nematode detto angui llula. E" stat o accertato che la specie che attacca le patate induce la pianta a modificare le sue cellule esterne. Le anguillule entrano spesso nei tessuti delle piante e si muovono all'interno di esse..e mutazioni genetiche e si possono propagare. ingiallisce e non serve più a nulla. che comprendono afidi verdi. vermi nematodi. che resecano parti intere di foglie. ma ta lvolta anche con i semi. divorarono ogni filo d'erba della terra. Problemi d'importanza relativamente minore vengono causati da insetti come i fil lotomi. insetti fino agli animali erbivori che vanno dai lumaconi all'el efante. ma non appena arrivano nelle vicin anze le radici di una specie vegetale adatta. e tutt i i frutti degli alberi. ed ogni associazione tra una data pianta e un determinato insetto provoca la formazione di galle diverse e riconoscibili . le femmine producono uova all'interno del loro corpo. cimici farinose. C 'è inoltre una moltitudine di limacce. molte delle quali trascorrono sotto terra g ran parte della loro vita. le sostanze chimiche emesse dalle radici stimolano le uova ad aprirsi. Da quando l'uomo ha cominciato a coltivare specie vegetali per averne un raccolt o. Oltre a questi fattori di rischio «naturali». quindi muoiono a loro volta e la cute si trasforma in un guscio duro o cisti.chiocciole e lumaconi . che possono raggiungere la lunghezza di 25 centimetri. trasformandole in «cellule di scambio» che affrettano il passa ggio del flusso di linfa al nematode ogni volta che questo vuole mangiare. Anche i molluschi . Quando la pian ta muore. neri e lanosi. che spesso abbatte gli alberelli per impadronirsi delle fronde. mentre grossi bruchi in superficie ed altri filiformi sotto t erra rodono voracemente i tessuti delle piante. cimicioni somiglianti a bottoni o capsule. Talvolta. e non rimase alcuna verzura sugli alberi o sulle erbe dei campi per tutta la terra d'Egitto». Queste cisti posso no restare inerti nel terreno per molti anni. rossi. che reagisce formando galle. insetti simili a scaglie c he s'insediano in un posto come minuscole cozze. la crescita s'arresta quando la la . Talvolta le galle non cominciano a svilupparsi finché la larva non sia sgusciata dall'uovo e non abbia cominciato a mangiare. Ne risulta una situazione che può dare il via a una reazione a catena per cui cresce notevolmente il pericolo degli incendi e dell'erosione. zecche. le piante hanno molti nemici. Possono essere prese nti in numero astronomico nel terreno. I bruchi possono spogliare fino all'ultima foglia una foresta o un frutt eto. si può sentire il rosicchiare di migliaia di minuscole mascelle e l'incessante caduta degli escrementi e rifiuti degli in vasori. ed hanno tutti poderosi stilett i cavi per penetrare nel tessuto fogliare e suggerne i succhi. quando si verifica un' invasione di processionarie in un bosco. affiorando in superficie di notte per mangiare: a tut t'oggi è virtualmente impossibile distruggerle. Ne ssun giardiniere ha bisogno di essere messo al corrente dell'esistenza di questi succhiatori di linfa. Altri animali nocivi fin troppo noti sono i bruchi che scavano gallerie tra le d ue facce fogliari. per rivestirne i nidi in cui depong ono le uova. anch'esso dotato di uno stiletto perforante. nonché nelle piante quando vi fanno il loro ingresso: ne sono stati trovati due milioni in una sola cipolla. di solito in via vegetativa. in m odo che il paese ne fu oscurato. e questa sfogliatura può anche uccidere gli alberi: le conifere sono particol armente sensibili. il quale è un commensale sprecone quanto nessun altro. co n conseguente distruzione dell'habitat della fauna selvatica. Un acaro rosso invisibile ad occhio nudo si moltiplica così in fretta che in breve tempo la foglia infestata non ha più linfa. Queste sono costituite da corpi di tessuto plan tare di forma e dimensioni assai varie.. Molti insetti depongono le uova direttamente nel tessuto della pian ta. Particolare voracità hanno l e chiocciole tropicali. la distruzione della vegetazione ad opera di nuvole di cavallette è un avvenime nto scontato dell'esistenza nel Medio Oriente e in Africa: dobbiamo solo rilegge re quanto è scritto nell'Esodo biblico: «Coprirono la faccia di tutta la terra. o sventra i tronchi come quelli del baobab per averne i succhi (i quali sorprendentemente contengono un'alta percen tuale d'acido tartarico e sembrano particolarmente apprezzati dall'elefante). dai minuscoli acari.attaccano le piante in gran numero c on la loro lingua a raspa costantemente rinnovantesi. Un numer o incredibile d'animali vive a spese delle piante. dando il via a una nuova invasione.

ma non si accon tentano di attingere nutrimento dalla pianta ospitante a somiglianza del vischio . per cui la piant a non ha possibilità di scampo. pochi mesi dopo che era c aduto al suolo. dove le galle sono costituite da sfere cave all'interno. Il vig ore riproduttivo di questi funghi si calcola in cifre astronomiche: un centimetr o quadrato di una foglia di rosa colpita dalla ruggine può produrre mezzo milione di spore. Le galle possono presentarsi come ispessimenti.così detto perché annerisce le foglie come se fossero bruciate . Su un tronco di faggio. Le spore fungine vengono trasportate diffusamente dall'aria. I funghi sono i distruttori principali del legno morto. mentre nei climi freddi e asciutti il legno può durare per secoli. mentre l' uovo e la successiva larva dell'insetto possono trovarsi nei tessuti o alla supe rficie della pianta. come nel vischio e nella maggioranza delle specie parassite arboree . rammollendo il legno i n modo da facilitare l'accesso agli insetti e ad altri distruttori secondari. sui tronchi o sulle radici.rva s'impupa. e su quest'ultima sede sono opera tipica di nematodi od acari.gli «orecchioni» ch e compaiono all'esterno degli alberi. Nelle fore ste tropicali la decomposizione è rapidissima.che di solito viene abbattuto da un uragano e mostra la parte centrale fradicia . Altre s pecie avviluppano le piante ospitanti fino a farle morire. che in realtà di solito si limi tano ad uccidere gli alberi quando già stanno per andarsene. La formazione delle galle sembra rappresentare in gran parte la reazione della pianta intesa ad isolare il parassita con le eventu ali sostanze tossiche prodotte. Il castagno è stato completamente annientat o nelle regioni orientali del Nordamerica. se i coltivatori non ricorrono ad opportune contromisure. anch'essi sono parassiti. L'insetto procaccia rifugio e provvista di cibo alla sua prole.ha ucciso moltissimi meli. le galle hanno accrescimento limitato e non sono di natura tumorale. oltre al fungo assassi no originario. il legno morto emana sos tanze volatili che favoriscono effettivamente la crescita dei funghi. e abitualmente rappresentano il sintorno i nfallibile della presenza di un nemico insanabile all'interno dell'albero. ho contato più di 30 specie di tali funghi. ad esempio quelle dei liquidambar delle parti occidentali del Norda merica. ad opera di funghi. Possono spuntare sulle foglie. e si ritrovano ben presto in ogni parte di un albero malato. Si parlerà più estesament e di queste piante in seguito. spesso in misura totalmente sterminatrice. e la loro leggerezz . Una v olta che hanno finito di uccidere l'albero . della sua ceppaia o di legname tagliato. Anche i funghi minori attaccano le piante più tenere con un assortimento terrifica nte di ruggini. carbonchi. per cui ogni anno vanno perduti almeno t re milioni di metri cubici di legname. che succhia la vita di interi raccolti di fagioli o di trifoglio. dove si sviluppa la larva. oppure prolungati. Certe piante parassitano altre specie vegetali con risultati paurosi e talvolta rapidi. dove un tempo formava grandi foreste. e impedendo ai vari sistemi circolatori di convogliare acqua e nutrimento come inv ece dovrebbero. come nel caso dell'orobanche. Questi funghi hanno grossi corpi fruttificanti . A volte sono molt o elaborate. sia che si tratti di un albero caduto. rappresentato da un «orecchione». ma quando so no molto numerose possono indurre la pianta a dare fiori e frutti con una prodig alità innaturale. come se la pianta ospitante avesse il presagio di poter morire. peri ed altri alberi della fam iglia delle rosacee sul continente europeo.dov'è nell'interesse della specie parassitaria ch e la pianta ospitante resista per un periodo ragionevolmente prolungato. I funghi danneggiano o distruggono ogni anno almeno il 10% delle coltu re di tutto il mondo. e attaccano in uguale misura anche il legname: si calcola che nei soli stati dell'Oregon e di Washington non meno del 35% degli abeti bian chi sia colpito da ruggine vescicolare. con trabeazioni irraggianti da una capsula centrale concamerata. pieghe. e in misura assai minore dell'edera. I funghi aggrediscono gli alberi vivi. mal della golpe e così via. tazze o sfere. il mal del carbone . Mol to di rado queste galle provocano danni seri alla pianta ospitante. come è il caso dei Ficu s soffocanti. ne distruggono invece attivamente le strutture interne. Nelle regioni tropicali le onnipres enti termiti sono le prime a trarre vantaggio dal legno ucciso da un fungo.altri funghi saprofiti non tardan o ad aggredire il legno morto.

Certi virus delle piante si trovano nel terreno e possono infettare dire ttamente le radici. trasmettendo contemporaneamente malattie ed infe zioni come nel caso dei virus. Se mpre causate dai funghi sono certe formazioni . e a ggredisce i cereali dopo aver formato galle a coppa sulle piante di crespino. abitano . Recentemente è stato dimostr ato che anche gli uccelli possono trasportarne in misura assai grande.quasi ogni genere di piante. Alcune ricerche russe hanno suggerito l'ipotesi che le cellule comunichino tra loro emettendo raggi ultravioletti. si prese ntano come escrescenze irregolari di aspetto e comportamento tumorali.a garantisce la possibilità di coprire grandi distanze. Talvolta non si hanno sintomi visibili.la fusicoccina . ma separate da pareti di quarzo.definite con il termine appropri ato di «scope delle streghe» . Ciò accade sicuramente per il cancro dei mandorli e dei peri. Anche in questo caso questi organismi elementari possono pr ovocare la formazione di galle. e talvolta contorcendone le fronde o i tronchi (esiste una curiosa malattia da virus che colpisce i meli e s i dice «del legno gommoso»). è stato dimostrato c he l'affezione colpisce allo stesso modo parecchie piante che non hanno affinità t ra loro. I funghi possono entrare nelle piante attraverso lesioni del tronco. di solito solo se la pianta già infetta viene lesionata d all'esterno. Alcuni funghi sembrano veramente conoscere la «parola magica» che consente loro di aprire i pori delle foglie. talvolta modificando evidentem ente la sostanza del nucleo. o possono i nvadere le radici.ora usata pe r far appassire artificialmente l'erba medica. Per lo più vengono diffusi da una pianta all'altra ad opera d'insetti che succhiano la linf a. pomodori e molte altre p iante. e le misure di difesa antibatteriche sono ancora più difficili da attuare che non nel caso dei funghi. ma prove comparate con pian te non infette hanno dimostrato che queste infezioni virali dissimulate riducono . che le copre di escrescenze sc ure. o la puccinia. Cellule sane sono state infettate da virus di cel lule infette loro vicine. spess o conferendo loro aspetto macchiettato o screziato. accelerandone così l'essiccazione. Tuttavia i nemici più insidiosi delle piante sono costituiti dai virus. un fungo che compie lo sviluppo su due specie ospitanti. Le galle secondarie che insorgono su lle piante infestate sembrano causate da sostanze chimiche formate nella galla o riginale e fatte circolare attraverso la linfa. Questi ess eri piccolissimi. Sembra che le specie fungine che attaccano le foglie vi entri no attraverso gli stomi respiratori. sono in grado d'invadere le cellule e moltiplicarvisi. i cui sintomi si manifestano con l'avvizzimento delle foglie. Perciò è stat a formulata l'ipotesi che la ruggine dei cereali in America venga portata dai me rli che cominciano a migrare nel periodo in cui le ruggini sono infettanti nel M essico. in modo tipico con gli attrezzi usati per l'innesto e la potatura. Può capitare saltuariamente che essi vengano diffusi anche per mano d'uomo. che si sv iluppano più rapidamente dei tessuti normali. come quando un'intera serra di pomodori viene pacciamata e spollonata a m ano. che colpisce tabacco. spesso angariando seriamente le piante e quasi invariab ilmente indebolendole. e talvolta dagli uccel li. Note con il nome di galle della corona. I virus attaccano . da nematodi sotterranei analoghi succhiatori di linfa. ed è stata isolata dal fungo una sostanza . Le galle possono essere provocate anche dai funghi: alcune forme costituiscono a ffezioni serie come la melanomicosi delle patate. e il loro passaggio diretto a nord attraversa in pieno le principali reg ioni cerealicole degli Stati Uniti e del Canada nel volo stagionale di ritorno. Di tanto in tanto provocano la formazione di galle legnos e dall'aspetto tumorale. Le galle della corona possono ca usare la morte della pianta. si può trasmettere alle piante dopo che le dita hanno toccato sigarette inf ette. Anche i batteri provocano malattie delle piante che possono avere esito letale.o se preferite. Pare possibile che la germinazione delle sp ore fungine e il loro successivo ingresso nei tessuti attraverso i pori siano re golati in parte dalla concentrazione gassosa in prossimità delle aperture.e rigonfiamenti che compaiono sul tronco degli alberi . ma di solito si rinvengono soltanto nelle cellule. invece il virus "nicotiana". di modo che le cellule assumono un comportamento an ormale. Si crede che ciò possa moltiplicare il nu mero delle divisioni cellulari. di cui in passato si è dubitato che avessero la «vita» stessa. è impressionante la loro rassomiglianza con certe for me cancerose delle specie animali. ma anche con le dita.

il quale provoca serie perdite in colture importanti e disparate quali cocco. e che entrano in gioco altri animali. tanto che certi virus dell e specie animali possono colpire le piante. ma a l capitolo 28 si descrivono alcuni mezzi per metterli nel sacco. E" quasi impossibile distruggere un virus una volta che una pianta è infetta. E" stata formu lata l'ipotesi che forse non esiste un solo vecchio albero da frutto che non sia infetto da virus. Normalmente risiedono nei tubi cribrosi delle piante. stimolando nei cons umatori la formazione di organismi antibioticoresistenti. dove i fiori sembrano portare spruzzi o pennellate di alt ri colori. e a volte posso no anche portarli a morte. Bybloe m. Essi causano l'ingiallimento delle foglie. ques ti organismi vengono diffusi normalmente dagli insetti e dalle loro punture dopo aver soggiornato su piante o raccolti infetti.funghi microscopici. perché risalgono ai primi anni del diciassettesimo secolo. che prima si credeva dipendesse dai virus. mentre in certi casi si ottengono buoni risult ati con il trattamento al calore. I virus hanno dimensioni ultramicroscopiche. Bizzarri. ma esiste una moltitudine di organi smi appena più grossi . che riescono ad inf ettare varietà di olmi allevati appositamente per la loro resistenza. Con questo non s'intende dire che gli antib iotici rappresentano il rimedio per le colture infette: un trattamento del gener e sarebbe costoso e potrebbe originare residui indesiderati. cotone e riso. sebbene assomiglino ai batt eri. sviluppandosi entro la sostanza viva. Forse va anche tenuto presente che certe piante ornamentali variegate e screziat e devono la loro decorazione supplementare a un virus che non le indebolisce olt re misura. Questi tulipani sono tra i più vecchi coltivati che si conoscano. Naturalmente esistono virus delle specie animali come ne esistono per le piante. agrumi. I micoplasmi rappresentano le più piccole cellule note a moltiplicazione spontanea. fermenti. Essi non sono parassiti diretti né vettori di malattie. o citoplasma. ritardo ed anomalie della crescita e specialmente produzione di foglie invece di fiori. E" stato scoperto di recente che altri organismi già noti soltanto negli animali. e causandone così la morte per inedia. Si sa già che certi virus delle piante possono moltiplicarsi nel corpo degli insetti che li propagano. le cui larve scavano gallerie nella co rteccia.effettivamente l'accrescimento e la resa economica delle piante. quali i micoplasmi e gli spiroplasmi . come è possibile combatterli nelle specie animali q uando non ci siano di mezzo i virus. e pertanto produca al di sotto delle capacità potenziali. possiedono soltanto un quinto dei loro geni. le spore vengono trasportate nella massa dei peli sensoriali situati attorno alla testa ed alla bocca dei giovani scarabei. come uno scarabeo che abita la corteccia degli alberi e diffonde «il morbo olandese degli olmi». Vedi caso. A somiglianza dei virus.che vivono sulla superficie delle foglie. talvolta anche in concorrenza con i parassiti d elle piante. e sono sopravvissuti fino ad oggi nonostante il nemico che portano in corpo. batteri ed alghe unicellula ri . In certi casi è possibile controllare questi organismi insidiosi con gli antibioti ci della serie tetraciclinica. eccetera. dell e piante.sono responsabili di un gruppo di affezioni delle piante n ote con il nome collettivo di «giallume». Virus. malattia che attualmente sta decimando gli olmi d'Inghilterra e d'Europa. Il morbo uccide bloccando i canali che distribuiscono la linfa all'albero. Come nel caso dei viru s. i vi rologi hanno dimostrato recentemente che alcuni virus degli animali e delle pian te hanno tra loro una forte somiglianza superficiale. come nel caso dei tulipani battezzati dagli amatori Rembrandt. a tutt'oggi la linea d'attacco principale contro i micoplasmi deve sviluppars i contro gli insetti contagianti. sono c omparsi ceppi più virulenti di quelli segnalati in precedenza. Abbia mo già osservato che le malattie da funghi possono essere veicolate dagli uccelli. Un'analoga associazione tra scarabeo e fungo è colpevole della morte di m olti faggi delle Isole Britanniche. tra l'altro. micoplasmi e spiroplasmi sono esempi classici di organismi virulenti tras messi da una pianta all'altra quasi esclusivamente ad opera degli animali. e. ma alcuni riescono certamente a degradare il rivestimento ceroso de .uno dei quali causa la pleuropolmonite i nfettiva dei bovini . Con il morbo degli olmi. e possono vivere delle sostanze contenute nel rivestimento esterno originario delle foglie.

di lattici o linfe ad aspetto latteo. Bisogna inoltrarsi nella foresta tropicale per rendersi conto del peso bruto del l'attacco sferrato alle piante vive dagli organismi antagonisti. Un amico mi ha riferito di aver osservato squadre di forestali nell 'Ecuador mentre si tracciavano dei passaggi in una foresta. con foglie non mordicchia te e corrose. ma po ssono rivelarsi indifese . Alcuni alberi alti. con conseguente aumentata fuga di umidità. o con un duro involucro che rinchiude un interno cavernoso. Il giornalista di viaggi Brian Jackman descrive questa foresta definendola piena di «un acre odore di serra. Anche nelle foreste tropicali allo stato naturale questo mio amico notava il rumore quasi ininterro tto degli alberi che cadevano. per cui la resina ad esempio fungerebbe da veicolo delle eccedenze di carboidrati. distesi o appoggiati ad altri tronchi vivi. E" altrettanto po ssibile che costituiscano una riserva di nutrimento.lla cuticola fogliare. e indirettamente l'uomo le può anche distruggere con i sottoprodotti delle sue attività. e le spoglie dei giganti della foresta di un tempo. un alb ero dalla corteccia intatta come un abete di Norvegia. Nello spazio di 24 ore questi an gusti corridoi erano disseminati di alberi caduti. fe rrovie. più che del trionfo della vita che ci si sarebbe aspettati sorvolandola dall'alto. E" in gran parte colpa dell'uomo se le piante si estinguono. Le foreste sono i suoi obiettivi in guerra.contro un attacco combinat o delle cavallette o dell'uomo. Naturalmente l'uomo è tra i nemici principali delle piante.e il fatto non sorprende . o sorprendentemente ritti se nza alcun sostegno.. per cui sembra probabile che questo esercit o insospettato di minuscoli occupanti abusivi affretti il processo d'invecchiame nto delle foglie. di piante che imputridiscono e si rigenerano in una specie d'interminabile anarchia di foglie». spesso antichi di millenni. Può adottare i metodi culturali del disboscamento e dell'inc endio per procurarsi temporaneamente aree coltivabili nel cuore di una foresta. Certi orga nismi trasudano sostanze che favoriscono la crescita e presumibilmente possono t urbare l'accrescimento delle piante. perché ogni albero si appoggiav a a quelli vicini e non era in grado di stare ritto da solo. come nelle foglie di conifere provviste di speciali canalicoli resiniferi.endemiche locali -siano comunque da ritenere già condann ate per un complesso di fattori d'ogni genere. Vi sono grandi tronchi morti. aeroporti. Per una ragione o per l'altra gli alberi delle foreste tropicali possono essere debolissimi. che si ram ificano per ogni parte della pianta. D'altronde è dimostrabile come questi prodotti ve ngano eliminati attivamente dalla pianta con modalità evidentemente escretoria: co sì un comune ginepro può perdere fino a 30 grammi d'olio etereo al giorno. cioè con l'inq uinamento mediante fumi e scarichi. vivi e prosperi in cima. di gomme e di resine. si sostengono su tronchi mezzo marci. Si desidera trovare un albero intero. . mentre molti alt ri utilizzano i materiali che trapelano dall'epidermide della foglia. Le piante che producono res ina o lattice hanno canali appositamente riservati a queste sostanze. Ci sono i fradici rami bassi. molli e polverosi all'esterno. E" stata avanzata l'ipotesi che si tratti di sottoprodotti. strade. con l'interno sano. C'è tutta un'in tera serie di olii. o può sventrarla senza ombra di rimorso con le ruspe per costruire città. Il capitolo 25 da una descrizione esauriente del la loro corazzatura e dei loro veleni. spesso aiutato dal bes tiame domestico: egli se ne serve per ricavarne cibo e una varietà grandissima di altri prodotti utili. L'apparato potrebbe sembrare troppo complicato p er semplici prodotti di rifiuto. sebbene certe speci e a limitata diffusione .. Nelle piante esistono certe sostanze a funzione non sempre chiara. senza dei quali non avrebbero potuto usare i loro arnesi di lavoro. mentre l' albero della gomma emette fino a 50 grammi di zucchero dai nettarii situati all' esterno dei fiori. Anthony Smith h a descritto una foresta di questo tipo in "Mato Grosso" con questi termini: "Per molti aspetti si tratta di una foresta della morte. Le piante dispongono per la verità di certe difese contro i nemici naturali. E" difficile trovare anche una sola foglia int era: ci pensano gli insetti". Ne tratterò più estesamente alla fine del libro.

e costituisce un'operazione di restauro a lunga scadenza più che un ra pido mezzo di chiusura protettiva. In ogni caso le ferite vengono richiuse alla fine . fa pensare che la gomma si produca con processo naturale alla caduta delle foglie. in seguito alle esplosioni delle bombe . finché non si s corgono plantule che spuntano da un tronco caduto e mezzo fradicio. oppure si mettono a far spuntare gemme latenti sulle radici. l'oppio allo stato originario. dove i detriti a fior di terra costituiscono un severo impedimento p er i germogli d'albero. Il mucchietto di terriccio e strame ci ricorda come i resti delle piante morte n . Alcune di queste sostanze rendono le piante indubbiamente sgradite al palato deg li animali. impede ndo l'ingresso alle spore fungine. spesso basta il gelo a ridurne i tessuti in poltiglia. Il fatto potrebbe anche spiegare perché la Cryptomeria japonica nel le regioni calde del Giappone contenga resina in quantità sette volte superiore ri spetto agli esemplari della stessa specie che crescono nelle regioni fredde.specialmente nelle piante le gnose . Le piante dispongono anche di sorprendenti poteri di rigenerazione quando vengan o danneggiate. ed altri che si sono fossilizzati. quando i l vecchio albero muore e marcisce. La maggior parte delle gomme «lega» dal 12 al 15% d'acqua. avevano perduto tutte le foglie e la maggior parte dei rami. Un antenato di Galileo già notava questo fatto scrivendo nel 1424: «Il legno del l'albero è un'immagine della speranza: ferito. erompe in foglie e si ricopre nuova mente». che sono alberi tipici dei climi fr eddi. ai batteri e agli insetti. Le piante tenere diventano terra nella terra molto più in fretta. specialmente delle piante legnose. ma si tratta di eccezioni. Quest'ultima trattiene l'acqua. come ben sa chiunque abbia fatto un mucchio di terriccio e strame per mutarlo in concime. Ma si è pensato anche che la resina aumenti la resistenza della pianta al freddo. e i giovani rampoll i calano le radici lungo la corteccia dell'albero «ospitante». Il lattice esposto all'aria indurisce seccando. ciò s ignifica che un albero provvisto di gomma nel sistema non si dissecca mai del tu tto. e lo stesso fanno spessissimo gli alberi mozzati o spezzati. nelle foreste dei climi temperati si po ssono trovare file diritte di alberelli che riescono inspiegabili.dalla formazione del tessuto calloso. e perciò non soltanto sigilla le lesioni inferte alle capsule. che è uno strato sugheroso formato d alle cellule del cambio subito sotto la corteccia. dai funghi e dai batteri che si nutrono delle sue spoglie. di modo che. altro non è che lattice essiccato essudato dalle fessure pra ticate nelle capsule seminifere dei papaveri. mentre resine e gomme formano una massa appiccicosa che indurisce con il tempo. e l 'idea calzerebbe a proposito delle conifere. compre si quelli del vasto gruppo delle acacie. l'unica foresta piovosa delle regioni temperate esistent e al mondo. Una pianta morta di solito svanisce rapidamente e silenziosamente dalla scena. Questo processo tuttavia rich iede tempo. e altrettanto indubbiamente sigillano rapidamente le lesioni. Già si è fatto cenno agli ulivi colpiti dal gelo che germogliano dall e radici. Queste gemme latenti si trov ano nei punti più imprevisti. Ricordo di avere visto durante l'ultima guerra alberi che. Si trovano tronchi d'albero conservati nelle torbier e.Una recente indagine condotta sugli alberi tropicali che producono gomma. Ci penseranno presto i vermi e gli altri animali grossi e pi ccoli che vivono nel terreno. p erché sovente è biodegradabile. con il suo aspetto di polvere granulosa. Nell'isola giapponese piovosissima di Yakusima i semi ge rmogliano spesso sui rami più alti degli alberi vivi più annosi. dopo poche settim ane i tronchi erano ricoperti di foglie nuove. ma protegge anche i t essuti danneggiati da un nocivo disseccamento. conservando l'acqua all'interno dei tessuti della pianta. Un posto not evole per osservare questo fatto è l'Olympic National Park nella parte nordocciden tale degli Stati Uniti. il che è un fattore di evidente importanza ad esempio per le acacie che vivon o nei deserti. Può accadere che un albero in disfacimento fornisca un asilo e un vivaio per giova ni rampolli di propria ed altrui specie. Anche il più gran de albero di una foresta si dissolve a poco a poco. si ha l'impressione che quello nuovo cresca s ui trampoli. e anche gli steli fibrosi marciranno molt o presto. e a suo tempo spuntarono nuovi ra mi. polverizzato dagli insetti.

e infine l'azione esercitata dagli organi smi viventi. per cui abbiamo piante che prosperano nel calore soffocante dei t ropici ed altre che allignano in condizioni di freddo intenso. Per una definizione più comprensiva potremmo adottar e quella datane dal grande biologo tedesco Ernst Haeckel. e . come si diceva allora . mentre un gran numero di fattori può agire ed interagire per def inire la posizione di una data pianta nel mondo. Lo studio di questi fattori. tuttavia. ma ciò nonostante zolloso e accessibile e invitante all'avanzata delle rad ici. ha composizione collo idale o gelatinosa. Socialmente. che consentono scambi assai più ampi di quelli che av vengono tra i giocatori su un campo sportivo durante una partita di calcio. con le modificazioni che assu mono nella lotta per l'esistenza. quali la Posidonia oceanica. LA COMUNITA" DELLE PIANTE. la cosiddetta "econo mia della natura". Si possono coltivare rose e mele in Afri ca. per cui si rigonfia quando è bagnato e si contrae quando è asciu tto. Non esiste discriminazione di alcun genere nel mondo vegetale. se non sessualmente. Capitolo 19. ma in generale le piante dei climi temperati non crescono nelle regioni tropical i. Alcune vivono raggruppate in comunità della propria specie. . altre sono invece individualiste.. ma solo quando il calore viene moderato dall'altezza sul livello del mare. sebbene esistano specie che r iescono a sopravvivere con immersioni giornaliere del 5%. perché si sono ridotte in elementi utili.così solo certe alghe verdiazzurre riescono a resistere a temperature superiori ai 55 gradi C. Fattori esterni concorrono a limitare le possibilità potenziali di diffusi one d'una pianta. pianta «super iore» che forma intere praterie nel Mediterraneo fino alla profondità di 60. Alcuni habitat so no fisiologicamente impossibili per quasi tutte le piante . e viceversa per le specie tropicali. anche se alcune hanno grandissima diffusione in certe aree.caratteristiche fisiche e topografiche (o fìsiografiche) . la correlazione tra gli organismi conviventi nella stessa loc alità.caratterist iche del terreno (condizioni edafìche) . ed ecce zionalmente di 100 metri. che in sostanza significa il rapporto degli organismi viventi con l'ambiente nel suo complesso. il loro adattamento all'ambiente circostante.o oecologia. si d ice ecologia. d'altronde.. qualunque esso sia. Certe piante hann o un margine sufficientemente ampio di tolleranza al variare della temperatura. comprese le altre piante (fattori biotici). e così continua il ciclo della vita. e cioè: clima . i diversi gruppi di piante si mescolano l iberamente. Qualche altra pianta superiore forma grandi comunità in posti dove si crederebbe possano vivere solo alghe marine. e la Cymodocea. Invece nessuna alga è riuscita a t rovare una nicchia abitabile sulla terra asciutta. Nessuna pianta. ad esempio la talassi a o «erba delle testuggini marine». Risultato ancora più apprezzabile. La variabilità del clima mondiale significa anzitutto possibilità di divari enormi d i temperatura. cioè in una sostanza la cui struttura chimica a tutt'o ggi non è stata accertata dalle ricerche. esso riveste le particelle del suolo ed ha importanza fondamentale per mant enere la buona consistenza del terreno. il quale ha scritto ch e l'ecologia . ha tanto successo da riuscire ad occupare più di una p iccola frazione di tutto l'habitat possibile. questa materia organica decomposta termina la sua carrie ra trasformandosi in humus. e non costituisce blasone lo stato raggiunto da una pianta nella scala evolutiva.utrono la generazione ventura. influenzandosi a vicenda in vari modi. quelle più diffuse sono le piante molto adattabili e cap aci di migrare o di approfittare delle occasioni offerte dalla dispersione occas ionale." I fattori che influenzano le piante si dividono in quattro gruppi principali. L'humus. con le condizioni organiche ed inorganiche dì vita. rendendolo spugnoso ed atto a ritenere l 'acqua.era "la conoscenza della somma dei rapporti degli organismi con il mondo esterno cir costante.Di mo do che esistono ambienti apparentemente impenetrabili dove invece riescono ad in trodursi piante esteriormente inadatte. Infine i batteri scindono l'humus nelle materie chimiche elementari che ven gono assorbite dalle piante come nutrimento.

Nel marzo 1965 si osservò in Australia un esempio d'incendio causato spontane amente dal fulmine.a fior di terra. Tale effetto è più evidente sulle cime tropi cali quali il Kilimangiaro e il monte Kenya. All'equatore le giornate hanno sempre uguale lunghezza pe r tutto l'anno. Molti lembi di foresta africana sono circondati da macchioni di Erythrin . La successione regolare degli incendi per cause naturali s'intensifica con il co siddetto «clima da incendi». ivi comprese la savana e la foresta asciutta. e certe sp ecie sembrano addirittura avere bisogno di una fuocata occasionale per restare i n vita. è dato dalla piovosità. comporta la brusca scomparsa d elle piante a foglia caduca all'altezza di circa 2000 metri sul mare. alimentando l'incendio a velocità allarmante. oppure cada in modo da determinare stagioni asciutte alternate a stagioni p iovose. L'Austra lia ha questo clima: venti caldissimi e secchi. corteccia e detriti di rami . e le ricerche hanno asso dato che il fulmine ha causato regolarmente numerosi incendi prima ancora che en trasse in scena l'uomo. troviamo stagioni con giornate corte in inverno. Man mano che si procede verso il nord o verso il sud. Rispetto alle regioni temperate i paesi tropicali hanno anche un numero diverso di ore di luce solare. Nelle isole Scilly prosperano all'aperto piante grasse che non riescono a sopravvivere nelle parti orientali o settentrionali della Gran Bretagna. In media il limite vegetal e non supera l'altitudine massima dei 4000 metri. Nel 1968 nell'Australia centrale pre sero fuoco i pascoli per la caduta di un fulmine durante una siccità. di modo che i giardinieri devono tene r presenti almeno una mezza dozzina di zone climatiche. La successione tipica delle spec ie vegetali temperate su una montagna. I tipici eucali pti resinosi rappresentano un'esca tra le più infiammabili al mondo: producono inf atti grandi quantità di foglie. ma il gelo le fa morire: ciò che può crescere in un gi ardino dipende dall'audacia o dalla delicatezza di una data pianta. Gli eucalipti sono in grado di resistere a un incendio di media intensità. Le prateri e di foraggere si spingono un po'"più in alto. Gli Stati Uniti d'America hanno diversità climatiche ancora maggiori. Tuttavia molte piante si sono adattate alla comparsa regolare degli incendi. E" vero che riusciamo a far crescere come piante annuali nei nostri giardini cer te piante che amano il caldo. L'Africa è un altro continente dove si trovano grandi aree esposte agli incendi. in cui bruciarono ben 300 mila ettari di foreste in località q uasi inaccessibili nei monti del Gippsland in seguito a 75 focolai separati form atisi per caduta di folgori durante un violento temporale. Gli incendi delle praterie australiane si diffondono con velocità da cinqu e a dieci volte superiore a quella di un incendio nella boscaglia. per cui scalare una montagna sortisce pressappoco l'effetto che si ottiene migrando verso il Polo. e vi sono dodici ore di luce al giorno. nonché sostanze gassose che s'incendiano con estrema facili tà. caratterizzato dalle scarse piogge annuali (25-150 cent imetri) e da un periodo di completa siccità non inferiore ai cinque mesi. il limite delle conifere è sui 2500 m etri. il vento e le nevicate stagionali. possono trasformare facilmente una scint illa in un braciere. a seconda che la pioggia sia distribuita uniformemente durante le stagi oni.tutti combustibiliss imi . con il contributo più localizzato anche dell'attività vulcan ica.questo fatto ci ricorda come gli effetti della latitudine si possano riprodurre in senso verticale. mentre altri fattori comprendono la nuvolosità. e giornate lunghe in estate. ma è quella che si può osservare ugualmente sulle montagne dei Paesi mediterrane i e delle regioni a clima temperato. e sono state misurate avanzate di 13 chilometri all'ora. Il fuoco è un fattore esterno di sorprendente importanza. per cui all'estremo nord si hanno in estate giornate in cui la luce del giorno splende quasi ininterrottamente. dove la flora tropicale delle falde cede finalmente il passo alla flora alpina man mano che ci si avvicina alla vet ta. specialmente nei paesi caldi. l'evaporazione. Un altro importante fattore climatico. e andarono b ruciati più di due milioni di ettari. Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla quantità totale di p ioggia. mentre i bassi cespugli finiscono a 3500 metri. Non per nulla gli annunci pubblicitari che reclamizzano il Libano o la Sierra Nevada in Spagna informano che si può sciare al mattino e fare il bagno in mare al pomeriggio. e permettono all'incendio di avanzare tra gli alberi con balzi di centinaia di metri. in Europa. con il concorso di temperature g ià elevate e della vegetazione inaridita.

e tra questi quella leccornia da bu ongustai che è la morchella. acquitrini. determinato dalla presenza od assenza di ca lcio libero: molte piante sono rigidamente calciofile o calciofobe. e possono rappresentare un'alea imprevista pe r le colture. proprio sotto la superficie delle braci app ena cadute. enzimi e batteri contenuti nel suolo. migliorandone la composizione e l'aerazione e rendendo i minerali più accessibili alle radici delle piante. In passato i contadini europei avevano l'usanza di da re fuoco alle radure delle foreste per procurarsi un raccolto di morchelle. Per lo stesso motivo l'acacia è una pianta coloniz zatrice di grande successo. I nepenti americani fioriscono più profusamente s e viene bruciato lo strato più superficiale della palude dove crescono. stagnante o in movimento. che restano inzuppate p er tutto l'inverno e si induriscono come la roccia nelle calde giornate estive. Non v'è giardi niere che ignori come le variazioni nella composizione del terreno possano influ enzare le sue piante: vi sono tutte le sfumature. e infine la di sponibilità d'ossigeno per il gioco delle correnti o l'affioramento. Anche certi funghi sono stimolati dal fuoco.di solito non più alto di un metro . man mano che aumenta la profondità. a malapena consentendo di scavarle in favorevoli condizioni meteorologiche. che vanno dalla sabbia ai terr eni ghiaiosi e. oppure risente della vicinanza dell'oceano.marino o di acqua dolce. se nza perdere la capacità di rigermogliare. Il fattore fìsiografico è decisivo a seconda se l'area terrestre in esame è costituita da una grande massa continentale. ma dopo 4-5 giorni fecero spuntare le loro vivaci infiorescenze rosse. savane ed atolli corallini. A ltro elemento importante è dato dalla presenza di montagne. L'ohia lehua è un albero delle Hawaii che può venire ricope rto quasi completamente dalle ceneri incandescenti delle eruzioni vulcaniche. Molte piante perenni dei paesi caldi fanno spuntare un nuovo gambo e rbaceo o parzialmente lignificato . arre stando il fuoco quando minacciava di estendersi agli alberi. come già abbiamo osservato. fatto ancora più straordinario. finiscono alle argille pesanti e non ossigenate. Questa specie è stata scoperta solo nel 1961 dopo che un i ncendio aveva bruciato una regione normalmente paludosa durante una siccità. Il terreno fornisce un'altra vasta gamma di condizioni regolatrici.a resistentissimi all'incendio. e una prateria asciutta dall 'altro. Gli animali più grossi. dopo che è s eccata la parte della pianta cresciuta nella stagione precedente. segnatamente i vermi. Nel SudAfrica molte specie dei gigli bulbosi palladifuoco fanno una fioritura più copiosa dopo gli incendi. che favorisce enormemente la microfauna e la flora del terreno: gli animaletti microscopici del terreno scindono la materia in forme prontament e assimilabili con l'aiuto di funghi. e la conformazione di un pendio può causare diversità assai vistose . riforma su bito nuove radici a diversa altezza. né va scordato lo stesso habitat acquatico . Queste piante hanno talvolta grandi tronchi legnosi sotterranei.non appen a comincia la stagione delle piogge: esso fiorisce nello spazio di alcune settim ane. Dopo la prima guerr a mondiale trincee abbandonate e case incendiate si riempirono di questi curiosi funghi. Altre varianti sono date da deserti. A lcune sostanze chimiche possono influire anche in quantità minima sulla comunità veg . Grande importanza può avere anche la presenza od assenza di altri minerali: ad ese mpio l'eccesso di sale riduce drasticamente il numero delle specie potenziali. lagune salmastre. possono esercitare sul terreno un'azione di grandissima portata. Gli alberi resistenti al fuoco hanno sovente una spe ssa corteccia sugherosa. e s'inaridisce ogni volta che sopraggiunge la stagione secca. quando addirittura non occorre il fuoco per farli germin are. attraverso quel «bel medio impasto». Importanza cruciale riveste a nche il tenore di acidità del terreno. molti semi germogliano molto m eglio dopo gli incendi. lande . La v ita vegetale risente anche della presenza od assenza di materia decomposta sotto forma di humus. indicato come un ideale di perf ezione.una cresta montana può avere una fores ta sul lato controvento. che pertanto sarà più piovoso. che danno vita ogni anno a v eri boschetti di giovani germogli. i bul bi dovevano essere in letargo da decenni. la diminuzione quantitativa e i camb iamenti qualitativi della luce. e l" Haemanthus canaliculatus addirittura non fiorisce se non passa il fuoco. Cespugli ed alberi bruciacchiati producono spesso fiori in quantità eccezionale e cospicua messe di semi.

I fattori biotici non sono naturalmente tutti dannosi. Un autorevole botanico . Lo studio dell'ecologia secondo questa terminologia e classificazione rammenta Debrett. Più i mportanti ancora della specie originaria sono comunque le comunità specificamente adattate a determinate circostanze che si verifichino in tutti i vari habitat. Il pascolo regolare rappresenta da sempre un fattore impor tante dell'evoluzione. Nel settore biotico . Così il boro e il mol ibdeno anche in piccolissime quantità sono d'importanza vitale per le piante: altr i oligoelementi sono ferro. poniamo. rispettivamente animali nocivi e predatori. compresi i muschi. L'uomo tuttavia rappresenta senza dubbio il fattore più importante e deleterio tra tutti i fattori di natura biotica con cui le piante hanno avuto a che fare a tu tt'oggi. Nella formula più elementar e gli escrementi lasciati dagli animali al pascolo gioveranno a certe piante. assoc iazioni. e sei elementi per classificar e questi tipi «in ordine discendente di condizione ecologica» .etale. di solito per il peggio. e passare dal riuscito insediamento iniziale alla fase della concorrenza e dell a successiva reazione fino al momento ottimale stabile.riconosce 1 7 tipi principali di vegetazione appartenenti alla foresta tropicale piovosa. Tanto l'eccesso quanto la s carsità di questi elementi agiscono di norma in senso inibitorio sulla crescita de lle piante. o vi vengono introdotte. manganese e zinco. in associazioni di piante alpine nell'America Set tentrionale e in Nuova Zelanda. L'introduzio ne del coniglio in Australia ha sortito il risultato di cancellare progressivame nte e inesorabilmente la vita vegetale da determinate regioni. Una successione tipica può avere dieci fasi partendo dal terreno nudo. Nei climi temperati una situazione del genere potrebbe cominciare da un lago d'a cqua dolce che viene colonizzato da piante acquatiche di vario tipo. per poi ricominciare. consociazioni. tanto che si dicono elementitraccia od oligoelementi. dagli afidi verdi all'elefa nte. E" stato redatto un imponentissimo vocabolario e cologico per descrivere queste comunità ed i vari tipi di associazioni vegetali ch e si possono incontrare. si possono riconoscere delle "successioni" net te di comunità. L'accumulo di materiale morto sul fondo si somma a quello di deposito po rtato dall'acqua e solleva il fondo del lago fino a che questo ha profondità non s . al la landa. hanno alterato visibilmente l' aspetto ambientale in molte regioni centrali del Paese. società e tribù. e alle foreste a mangrovie. specialmente quando i fa ttori succitati si sono accompagnati alla diminuzione del numero delle pecore al pascolo: molti distretti si sono trasformati in distese di macchia e boscaglia. Questi pochi esempi servono ad illustrare quanto siano complessi i fattori che c ontribuiscono a determinare la presenza o l'assenza di date specie vegetali. faciazioni. e nei capitoli precedenti è stato dimostrato in quale misura le piante dipendano da varie specie animali per l'impollinazione incrociata e la dispersione dei semi. Spessissimo l'esistenza stessa di una pianta può dipendere dall'assenza di animali che rappresentino serio perico lo di parassitismo e predazione: di modo che una specie vegetale può sparire da un a data regione se tali specie vi arrivano. e lo stesso accadrà. o magari la sfilata di una maggiolata vegetale.Nicholas Polunin . salvo che tutte e due le collettività cercan o di usare nel miglior modo possibile le rispettive nicchie abitabili. che può venir travolto da qualche disastro o interferenza. Bisogna considerare anche lo sviluppo di una comunità cominciando da una colonizza zione od insediamento elementare. al deserto. I cambiamenti sop ravvenuti nella densità demografica dei conigli in Inghilterra in seguito alla mix omatosi. ma bisogna stare attenti a non spingere troppo oltre le analogie tra società umane e vegetali.cioè nel complesso degli organismi che agiscono sulle piante . i suoi effetti relativamente recenti sul regno vegetale verranno tratta ti esaurientemente nei capitoli seguenti. perché non vengono più brucati sollecitamente i germogli dei cespugli e degli alber i.cioè formazioni.abbiamo tutto un assortimento di specie. nonché i diminuiti effetti della malattia. ma ambedue possono avere in comune certe caratteristiche fondamental i. Questo fatto a sua volta distrugge l'habitat di certe specie vegetali quali l e orchidee terrestri. U na comunità di piante in una giungla sudamericana non sarà la stessa di una foresta in Malesia. rame. finché si arriva a un "momento culminante" od ottimale. dai batteri ai funghi ed animaletti microscopici fino alle specie superiori più disparate. e finisce con il trasformare la foresta in savana.

quanti cioè cadono in certe parti dell'Inghilterra orientale in un anno! In una foresta tropicale si distinguono spesso tre piani diversi di vegetazione (o strati). ma non riescono a tanto. Attecchiran no meglio le piante che si possono introdurre nelle piccole spaccature delle roc ce. tra le quali i giunchi rappresentano specie ti piche a rapida attitudine colonizzatrice. ma sono stati registrat i anche massimi oltre i 2500 centimetri. compreso lo strato più vicino al suolo di felci arboree. La vegetazione può esservi foltissima.quindi. allora possono entrare nel lago piante acquatiche a fogli e galleggianti come le ninfee. e fabbricano v elocemente il materiale che andrà ad accumularsi sul fondo con il passare delle ge nerazioni. e ma n mano che il suolo si prosciugherà verranno sostituiti dalle forme del momento ot timale o «climax». ed i primi occupanti saran no i licheni con i muschi più resistenti. le urginee e vari e altre alghe più in alto. che mag ari si può ritrovare in una paio di esemplari per ettaro. cioè da una foresta composta d'alberi che preferiscono terreno alqu anto più asciutto. per muoversi indenni nell'acqua ricca di elementi nutritizi. La spiaggia costituisce spesso un esempio perfetto di climax graduato. perché sui loro 515 metri d'altezza sovrastano i 15-30 dello strato medio. come è dimost rato dal fatto che nel 1972 nella foresta pluviale di Cotobato. Prendono infine il sopravvento i licheni resistenti alla salsedine e i muschi più robusti. la vita de lle piante è in massimo rigoglio. e talvolta addirittura c on estrema rarità. vi si insediano i cespugli e finalmente gli alberi. nelle Filippine. Il prima to più ragguardevole è stato misurato nella catena collinosa dei Khasi nell'Assam. Gli inizi sono molto più ardui in un ambiente roccioso. ma esposte all'aria e al sole solo per piccola parte del giorno. Talvolta molti di questi alberi più alti formano una volta sotto la quale s'accucciano le piante di grado gerarchico inferiore. questa veduta è confortata dal numero di fa .quali le armerie. Il più basso è dato da alberelli a larghezza decrescente che cercano di spingere la chioma nello strato medio.uperiore ai tre metri. con fronde più corte sempre più resistenti al disseccamento man mano che occupano livelli sempre più prossimi alla linea superiore della bàttim a. e sopra questi vengono altre piante fiorenti alofìle . man mano che il terreno si solleva pe r i successivi depositi. alla quale 25 chilometri di foresta a vevano assicurato un isolamento evidentemente totale dall'età neolitica. pioppi e salici. nonostante la loro efficienza.di solito falaschi ed erbe . dove le g randi alghe fluttuanti se ne stanno lungo la linea più bassa di marea. lunghe e ro buste e viscide. Al di sopra di questo torreggiano spesso pochi gi ganti vegetali alquanto distanziati tra loro. Que sti apparterranno dapprima a specie idrofile quali ontani. con tinuano a sollevare il livello del fondo ammucchiando materiale in disfacimento e trattenendo i sedimenti convogliati dall'acqua. Ho accennato in precedenza come le antofile erbacee discendano quasi sicuramente dagli alberi delle foreste tropicali. ed è il momento in cui i banchi di giunchi vengono spodestati da piante com pletamente terrestri.cioè capaci di re sistere alla concentrazione salina e all'esposizione all'aria di mare . man mano che questi si decompongono e si raccoglie terriccio attorno alle loro colonie. Dapprima si tratta di piante erbacee ed a lento accrescime nto . si forma il posto dove le piante di maggiori dimensioni possono insinuare lentamente le loro radici. La fase successiva è data da un'acqua poco profonda esposta a un'eventu ale invasione di piante palustri. dove le chiome formano una volta quasi ininterrotta. palme e simil i. Ma. Sebbene s'incontrino a volte gruppi monospecifici. è stata scoperta una tribù detta dei Tasaday. Il botanico Hooker ha misurato una volt a 75 centimetri di pioggia caduti in una sola notte . finché si rendono la vita imposs ibile. è molto più frequente il caso in cui non si osserva dominanza di una data specie vegetale sulle altre. a ritmi stagionali poco differenziati. che sono relativamente voluminose. E" il caso di osservare che le piogge tropicali possono raggiungere tra l'altro intensità incredibile se giudicate con i criteri delle regioni temperate. come tante specie alpine ed artiche. Ne lla piovosa foresta tropicale. Non per nulla il mondo della finanza viene paragonato talvolta a una giungla. d ove la pioggia cade alla media annua di 1150 centimetri. i «campioni del mare» ed altre erbe.

In questi ultimi anni una parte di questa vigorosa coltre vegetale è stata rimossa con le ruspe perché si potessero ripiantare cocchi. «vi sono rappresentati alberi app artenenti quasi ad ogni ordine vegetale esistente in natura: erbe alte 18 metri o più. spuntarono semi di varie piante rampicanti. di cui non si sospettava neppure la presenza. felci e alcune spermofite. licheni e felci crescono o si aggrappano sui tronchi e sui rami. muschi. Nella prima estate dopo il cataclisma comparvero alcuni fili d'er ba. A nche nei boschi delle regioni temperate alghe. Qui è possibile che la scena sia dominata più o meno completame nte da una sola specie arborea. dando inoltre minore produzione di frutti. che si formano sulle spiagge e sugli atolli corallini. letteralmente esplosa nel 1883. Si conoscono es empi di acquitrini in Florida. sia per densità che per numero di specie. Dopo l'esplosione atomica sull'atollo di Bikini. ipomee. Nel 1897 c'erano 61 specie. Un terreno ver gine può restare allo scoperto in seguito alla ritirata di un ghiacciaio. Un ambiente del tutto nuovo può venir colonizzato rapidissimamente. dove un uragano aveva sfogliato tutte le mangrovi e. Se invece s'insediano prima altre piante come le "Cordia" o la palma "nipa". sulle rive dei corsi d'acqua e attorno alle lagune e alle paludi salmastre. contribuendo lett eralmente a fabbricare l'isola man mano che sabbia. Ma in certe foreste tropicali può succedere il contrario. muschi. tre anni dopo erano presenti 34 specie vegetali.miglie vegetali che si trovano in una foresta dei tropici. Nelle foreste piovose tropicali molte piante minori approfittano degli alberi. detriti e sedimenti si racco lgono tra le sue radici a trampoli. non appena la luce solare ebbe toccato il suolo rimasto in ombra per molto te mpo. La colonizzazione di ceneri e lave vulcaniche apparentemente ostili si può osserva re regolarmente alle Hawaii. grazie alle caratteristiche dei suoi semi ed alla sua capacità di germogliare in acqua salata: se ciò avviene. la mangrovia ab itualmente avrà il monopolio della situazione per parecchi anni. dove le piante inferiori . banani. comprese alcune alghe verdi azzurre. Dopo l'esplosione rimasero tre isolette minori. margherite con gambi come tronchi d'ontan o». nel 1906 ve n'erano 108. Le felci riescono a spuntare sulle lave ancora caldissime sei settimane dopo un'eruzione. Ma subentrò una densa coltre di cespugl i e liane . la mangrovia può non avere alcuna probabilità di succ esso. e molte antofite erano specie erbacee.magnolie alofìle. le palme da cocco e gli alberi del pane rimasero in gran parte distrutti. quali la «liana della luna» Calonyc tion tuba. Queste foreste sono di solito impenetrabili a causa de lle radici e degli stoloni aerei tipici di queste piante perfettamente adattate all'ambiente. ma più sovente si trovano frammischiati anche pini e palme. La mangrovia è spesso la prima pianta che cresce su un atollo corallino o su un ba nco di fango al largo della spiaggia.precedono quasi sempre le specie spermofit e. viole grandi come piante di melo. Va aggiunto forse che molte famiglie rappresentate nei tropici non si diffondo no alle regioni temperate. ricoperte di ceneri fino a un'altezz a di 80 metri.alghe verdiazzurre e di altro tipo. è spe sso sorprendente osservare come nello spazio rimasto vuoto possano spuntare le p iante più disparate. Oggi la vegetazione ha aspetto simile a quello del climax tipico di foresta che si osser va altrove nell'arcipelago malese. Ciò accade anche nelle foreste a mangrovie. finché il centro dell'isola si solleva e si pr osciuga troppo per questa pianta. e quelli rimasti erano senza chioma. muschi. Ad esempio. e talvolta può anche coprirl a per parecchi mesi. pandani -. licheni e felci . alberi del pane ed altre specie utili. che si affrettarono a ricoprire i tronchi spezzati. nelle regioni tropicali si aggiungono a . in Estremo O riente esistono foreste pluviali sviluppatesi da acquitrini torbosi. spuntando su pianori fangosi abitualmente ricoperti d'acq ua salata con marea alta. dove l'acqu a contiene poche sostanze minerali in soluzione e la falda freatica è molto vicina alla superficie del suolo per tanta parte dell'anno. così spessa che dopo 18 anni i tecn ici incaricati di effettuare ricerche dovettero aprirsi il passaggio in mezzo a grandissime difficoltà. per la c aduta di una frana o il cambiamento del letto di un fiume. e 276 nel 1928. Un esempio forse clas sico è dato dall'isola vulcanica di Krakatoa. Come ha notato l'espl oratore Richard Spruce nella foresta amazzonica. Nei casi in cui va distrutta una parte di tali foreste monospecifiche.

In linea di massima sorprende la scarsa concorrenza che si fanno le radici nella giungla.per lo più co lmo di piante sommerse che mettono radici nel fondo . Gli habitat acquatici possono rivelarci altrettanta concorrenza di quella che si osserva nella giungla. Altri es empi di questa tecnica bellica tra radici sono citati al capitolo 25. dove poche piante sommerse devono cavarsela nella pochissim a luce filtrante attraverso la densissima popolazione galleggiante. Esse continuano i loro attacchi anche dop o essere state recise. in modo che un albero morto non cada al suolo. come ben sappiamo tut ti. comprende erbacce più di quanto occorra. o con l'ambiente: gli estrem i sono rappresentati dal rigoglio della foresta tropicale e dallo squallore dell a tundra artica. emettono sostanz e tossiche per le radici. vantando una lunghezza accertata di più di 200 metri. umidità. A ltre epifite minori si dicono "epifille". lenticchie palustri. a volte in quantità piccolissime. Tuttavia di rado queste piante rampicanti danneggiano quelle che le sostengono.può essere quasi impenetrabi le. assorbendo un poc o d'acqua di scorrimento lungo il tronco. lattughe d'acqua o pistie. Queste piante non sono per nulla parassite. quali orchidee e bromeliacee. d i modo che si ritrova un sistema stratificato simile a quello osservato nella fo resta pluviale tropicale. dalla presenza di anfratti o crepacci. terreno per le proprie necessità. nella tundra o sui monti dip ende invece dalla natura e disponibilità del terreno. giacinti d'acqua e felci galleggianti come le Salvinia e le Azolla. In ambedue i casi l'inaridimento del terreno può procurare condizioni cr itiche. Lo stadio di vegetazione in acqua profonda . e tutt'al più si possono definire specie ader enti o «incrostanti»: questo del resto è il significato della denominazione tecnica di "epifite". Come nel caso delle epifille. e questa caratteristica di avvelenare le radici può rappresentare benissimo un fattore importante del loro successo. Le piante sono comunemente in concorrenza tra loro. denotante piante che vivono insediate su un'altra specie vegetale. Le piante che riescono ad evitare veramente l'ordinamento stratificato sono anco ra le rampicanti.com e nelle bromeliacee -. Sopra quest e piante si stende la volta formata dalle grandi foglie cerose del loto sacro. salvo rallentarne la crescita o deformarne la chioma in qual che caso. aria. ma in ambedue i casi sopravviveranno i più adatti. è un fatto che esse in re altà si sono perfettamente adattate alla progressiva diminuzione della luce: ognun a ha abbastanza luce. A volte collegano come catene le chiome di parecchi alberi. e dall'intensità di concorrenza operata dalle radici che una pianta può s ostenere. che s'i nsediano sui rami e godono la luce assorbendo l'acqua attraverso le foglie . Ad esempio. vi si attaccano insinuandosi al vertice delle chiome: da molto tempo certe liane possono concorrere al titolo di piante più lunghe del mondo. e sono per lo più epatiche fogliari sott ilissime che ricoprono le vere foglie degli alberi di formazioni che intercettan o la luce. anche se il l ivello di sussistenza in queste condizioni può essere molto inferiore a quello dei giganti della foresta. i faggi asciugano e ombreggian o il terreno a tal punto che sotto di essi non riesce a crescere quasi nulla. A volte le piante si dimostrano vere forme di antipatia. detta delle "composite". nei climi temperati o freddi. Sebbene le descrizioni date finora possano aver ingenerato l'impressio ne di un infelice coacervo di piante ai livelli più bassi. e in molti laghi in India e in Oriente si può osservare qualcosa che assomigli a molto a un climax. le conifere aggiungono a quanto sopra uno strato di foglie morte aghiformi assai s . Nella foresta il fattore decisivo è forse rappresentato dalla luce. Così certe piante della f amiglia delle margherite riducono indubbiamente la concorrenza.assieme agli altri fiori. e chi si occupa di disposizione di fiori fa molta attenzi one a non mettere specie di questa famiglia . dove possono essere presenti lingue d'acqua. minuscole alghe che rico prono le piante acquatiche di una guaina semitrasparente. o grazie a speciali radici aeree che pendono nell'atmosfe ra umida.queste specie altre piante più spettacolari.ad esempio la margherita Shasta o crisantemo massimo . Questa famiglia. o si attaccano alla corteccia dell'albero ospitante. Altre piante vivono in piccole sacche di humus create dalle foglie in decomposizione tra l'intreccio dei rami. in senso letterale. per non farli appassire. Già sono state descritte al capitolo 8 le li ane che si gettano sulle piante più basse.

Un incavo o una buca formeranno una sacca di ge lo. tuttavia certe specie hanno fiori rossi e gola strett a impollinati dai colibrì. nel Sussex. specialmente nelle regioni tropicali dove le piante cresc ono in fretta. si possono trovare bulbi affondati so tto terra e piante annuali alla superficie. Indubbiamente esistono molti tipi di habitat.alcune piante richiedono luce ed acqua in quantità molto minori di altre. ma anche più umidi grazie ai venti dominanti. i loro escrementi arricchiscono il suolo e possono portare dei semi. Capitolo 20. alcuni molto e stesi. perché il gelo tende a scendere verso il basso come un liquido. Gli appassionati di piante più delicate le insedieranno ai piedi di un muro rivolto a sud. Non sorprende il fatto che quanto più specializzato e difficile è l'habitat. Il mondo ha quindi un'infinità di habitat potenziali per le piante.favorevole alla crescita di altre piante superiori. Si osservano anche molti esempi di piante dalle esigenze vitali apparentemente u guali che si dividono felicemente un territorio dove invece ci si aspetterebbe c he dovrebbero osteggiarsi. Le nicchie che ne risultano possono essere gr andi o piccole. e ciò ha for se lasciato sottintendere lotta ed antagonismo costanti. ed altri assai localizzati. Vi intravvediamo costantemente il delicato equilibrio naturale. come le "Nerine" e certi gi aggioli. I giardinieri sono perfettamente al corrente dell'esistenza dei microclimi. . facendo prosperare gruppi lussureggianti di p iante fiorenti. In questo capitolo ho adoperato piuttosto spesso la parola «concorrenza». a quella del lato rivolto a settentrione. In casi del genere la situazione è tenuta sotto control lo da diversi fatti biologici. Queste possono rives tire importanza massima in situazioni molto disagevoli. la cui impollinazione dipende dal colore del fiore. dove un masso o una zolla possono avere sul loro lato meridionale temperature su periori di 20 gradi C. tanto p iù specializzate dovranno essere anche le piante che ci vivono. Valga l'esempio dei deserti. Nelle aquilegie di bosco americane sono ancora i colibrì ad impollinare le specie a fiori rossi. ad esempio nell'Artico. e verranno bene anche piante da frutto . le epifite possono vivere sui ram i. Lo studio delle piante che vivono in comunità . se non c'è un cancello o un'inte rruzione. mentre tutto attorno gela. le radici penetrano a profondità diversa.i giardini del distretto rurale di Kew a Wakehurs t Place. Ma va sottolineato inta nto che una comunità vegetale può esistere solo perché ciascuno dei membri che la comp one si è adattato ad una particolare nicchia abitabile . che noi ignoriamo a nostro rischio ogni qualvolta ci metti amo a pasticciare con le associazioni naturali. SFRUTTAMENTO DELL'AMBIENTE. hanno molte colture di specie delicate. e in certi posti t anto minore sarà il numero delle specie. e così via. dove letteralmente si verificano molte forme di lotta e specialme nte le plantule trovano molte difficoltà per sopravvivere. mentre mi risulta c he un giardino a sole cinque miglia di distanza deve limitarsi a piante molto re sistenti alle rigide invernate locali. Qui prospereranno piante bulbose. delle paludi salmastre e delle tundre alpine. I giardini della costa occidentale dell'Inghilterra risentono gli effe tti della Corrente del Golfo e pertanto sono più tiepidi. e studiandole non vanno persi di vista i microhabitat causati da qualche speciale concorso di circostanze di natura locale. nelle Isole Britanni che . di modo che le specie vegetali crescono solo a sud. mentre hanno ampi fiori azzurri visitati dai calabroni. Capita così in questo cas o che i calabroni vadano sull'uno o sull'altro fiore.e delle società vegetali da loro for mate . L'integrazione vi è molto sv iluppata. dove esse avranno tutto il sole disponibile.è affascinante di per se stesso.esotiche. e troveranno di solito suolo p iuttosto asciutto. Talvolta giardini distanti poche miglia tra loro potranno of frire contrasti sorprendenti . creando quindi degli ibrid i. In questi posti anche i massi sono frequentati dagli uccelli. Ad esempio vi sono dei Penstemon americani che co nvivono a grande altezza con identiche esigenze per quanto riguarda l'habitat e le condizioni di crescita. anche un muret to su un pendio potrà formare una sacca del genere. e gli smerinti quelle dai fiori bianchi.quali albicocchi e peschi.

Possiamo immaginare come q ualche pianta primitiva abbia potuto diffondersi a poco a poco in un'area più cald a o più fredda. o forse sia stata sorpresa da un graduale cambiamento del clima. Una pianta alpina od artica è tetragona al freddo. Caratteristica essenziale del fatto che i problemi vengan o risolti a questo livello è naturalmente la capacità della pianta di mutare a lunga scadenza. in grado di sopportare 64 gradi di ca lore. Un batterio scoperto m olto recentemente riesce a vivere in soluzioni fortemente alcaline di idrossido sodico a concentrazioni dieci volte superiori a quelle tollerabili da qualsiasi batterio prima conosciuto. E" alto an che il contenuto di proteine. Alcune spore batteriche devono prima venir letteralmente bollite perché poi possano germinare. In Gran Bretagna il comune agrifoglio viene considerato pianta resistentissima. e probabilmente provengono da regioni dove la temperatura sce nde rapidamente al di sotto del punto di congelamento.pro prio come l'uso del sale sulle strade fa gelare la neve a temperatura molto più ba ssa. Nel primo caso i cri stalli causano probabilmente danni meccanici. che si prosciugano e deformano. perché soc combe alle scottature causate dal riverbero solare sulla neve.queste ultime ti piche dell'Antartide. tanto è l'intrico delle radic i che s'intersecano in cerca d'acqua. ed un suo modo per sfruttare la situazione traendone il massimo vantaggio. Le sole piante che crescano su lla neve sono certe alghe microscopiche gialle. A temperature più elevate possono vivere solo alghe verdiazzurre. mentre nel secondo viene sottratta acqua alle cellule. Le piante più resistenti sono quelle il cui protoplasma possiede resistenza congenita alla formazione di cris talli di ghiaccio. verdi e rosse . ma le gelate tardive dopo che è cominci ato lo sviluppo potranno danneggiare i germogli e impedire la fioritura.questi ultimi fino a 77 gradi C. Ogni pianta ha una sua soluzione per sonale per questi problemi. che pertanto si verifica molto più di rado in condizioni naturali. dove il primo costi . Fitoplankton ed alghe maggiori abbondano nelle acque polari. Ma se fosse pos sibile capovolgerlo. I veri danni causati dal freddo dipendono dai cristalli di ghiaccio che si forma no all'interno delle cellule o nello spazio intercellulare. e vi sono molti metri di sabbia tra una pianta e l'altra. Nell'habitat naturale di una pianta il freddo o il caldo esagerati sono estremam ente insoliti. Ad esempio la capacità di crescere in un clima caldo o freddo costituisce un carat tere genetico condizionato da una serie di mutazioni. I funghi posson o crescere a 9 gradi sotto zero. Cespugli ed alberi portati in un altro paese possono essere perfettamente resistenti a piena crescita. ma può benissimo morire se viene esposta ad inverni umidi o a lievi cambiamenti di temperatura.Un deserto a cacti ha un aspetto particolare: i cacti vi crescono sparpagliati e radi. Solo quando ci mettiamo a coltivare piante di altri paesi ci acco rgiamo del modo diverso con cui rispondono a condizioni superficialmente uguali. mentre nelle regioni orientali degli Stati Uniti verrà guardata con apprensione. c ui abbia dovuto adattarsi progressivamente per non venir eliminata. quando è abituata al freddo costante. I laghi o lagune molto salati possono favorire la vita del solo plankton unicellulare. Alcune piante più primitive sono anche le più tenaci. e questo è un esempio impressionante delle p ressioni esterne esercitate da un ambiente. producendo l'individuo che all'occasione riesce a sopportare una situ azione lievemente diversa: il che costituisce il nucleo della teoria della selez ione naturale. Probabilmente queste piante hanno anche u na linfa cellulare molto concentrata. che è quello attorno al qua le si forma più rapidamente il ghiaccio. un organismo di questo tipo potrebbe vivere presumibi lmente in un ambiente ostile come quello di Giove. ma certe alghe d i maggiori dimensioni riescono a vivere su incrostazioni saline dove l'acqua con tiene sali disciolti a concentrazioni superiori al 30 96. Le alghe unicellulari flage llate possono sopravvivere a temperature di 15 gradi sotto zero. che abbassa il punto di congelamento . e infine i batteri . dove curiosamente vivono sulla polvere del guano portato d al vento dalle scogliere e dalle isole sudamericane. assomiglierebbe ad una giungla. sebbene il loro contributo ai fini della resistenz a al gelo possa solo essere soggetto di congetture. che lì rimane sul s uolo molto a lungo. e all'estremo opposto ve n'è un altro del tipo a ombrello trovato al Wadi Rum in Giordania.

La formula es trema d'isolamento è offerta dalle saussuree dell" Himalaya.tuisce un elemento di grande importanza nell'alimentazione dei pesci. Queste fog lie sono abitualmente protette ed isolate dagli elementi da spessi rivestimenti cerosi.5 gradi C. Misurazioni effettuate su ciuffi erbosi ad altezz e superiori ai 4000 metri sulle montagne dell'Africa Centrale hanno fatto rileva re una temperatura interna di 2. Alla sommità di questo vero thermos vege tale arrotondato . e specialmente i raggi ultravioletti. come quelle piante dette «pecore vegetali» che si trovano sulle An de o in Nuova Zelanda: certi vecchi esemplari formano cumuli che hanno letteralm ente le dimensioni di una pecora. Spesso sono di colore bianco per riflett ere l'eccessiva luce solare.un paio disposto ad ango lo retto rispetto al paio successivo. per cui ha aspetto molto schiacciato: molti cardi alpini e specie affini sono virtualmente sessili o acauli. La pianta alpina «classica» è nana. cioè il sollevamento del terreno per azione del gelo. da depositi di muco. molto ravvicinati . Il tepore emanato dai ciuffi erbosi incoraggia una specie di colibrì a fare il n ido all'interno di essi sul monte Kenya.si trova un'apertu ra che permette l'accesso dei calabroni ai fiori.o a rosetta. ed è proprio lì che sono sepolte le nuov e plantule dalle tenere gemme. mentr e il loro viscido muco fornisce rifugio ad altri minuscoli organismi che sembran o scivolare in modo inesplicabile sulla loro superficie. A fior di terra le alghe verdiazzurre rappresentano una componente importante della vegeta zione dell'Artico. quali ad esempio la S aussurea sacra. Le piante alpine di maggiori dimensioni possono avere foglie lucenti adatte a riflettere le eccessive irradiazioni ultr . Una pianta alpina ha anzitutto gambo o tronco molto ridotto. e forma un cuscino arrotondato o un tappeto distes o che offre la minima resistenza al vento. costituisce un cibo passabile anche per l' uomo. che in molti casi passano sotto la neve la maggior parte dell'anno. e sono coperti di minuscole rosette fogliari. come quello grigi oargenteo detto appropriatamente «il lichene delle renne». Le piante superiori più tenaci sono le piante artiche ed alpine. con caratteristiche di adattamento ch e le consentono di resistere alla siccità. cioè sprovvisti di gambo. o da peli. il lichene isla ndico. che sono presenti sulle alte vette montane. Questi ciuffi svolgono anche un'eccellente funzione tamponante cont ro le variazioni d'umidità. Sono comuni le lunghe rad ici con cappucci apicali. trattenendola entro la massa infeltrita. Le piante alpine hanno spesso radici profonde e molto diffuse. cioè in for mazioni che raggruppano le foglie e giovano a ridurre l'evaporazione. questi insetti passano spesso la notte in tale rifugio. In queste epoche dell'anno il terreno è qua si sempre gelato. dove ogni parte della pianta è ricoperta da un vello così spesso che è impossibile distinguerne le varie parti. no nché in vaste regioni dell'Artico e dell'Antartide. spesso dura. e la pianta è in l etargo: certe piante alpine delle Ande possono restare vive anche per parecchi a nni sotto la neve. refrigerate a temperatura cos tante ed isolate dagli altri elementi. Anche muschi comuni e licopodii vivono in queste regioni aride e fredde. sono d'importanza vitale per l'alimentazione delle renne e di altri erbivori. tra questi. composta di foglioline spesso embricate . che naturalmente potrebbe danneggiare le radici o renderne precaria la sopravvivenza . A volte questi cuscini possono ingrandi rsi notevolmente. dove sono spesso le prime a colonizzare rocce e pietre. o almeno radici i n grado di passare nelle minime fenditure delle rocce. come se questa cercasse di tenersi esposta all'a ria. La zolla o il ciuffo erbosi rappresentano altre ottime forme per piante alpine. L'isolamento termico è importantissimo in questo habitat particolare dove le condizioni locali favoriscono il «criosisma».talvolta parzialmente sepolto nella neve . mentre quella esterna era di 5 gradi sotto zero. Sulle rocce nude cominc iano a comparire anche i licheni. I più cesposi. Di modo che si vede spesso la radice lunga e spessa che si sporge rivolta a monte come un cavo d'ancoraggio. specialmente nelle specie che crescono sui ghiaieti do ve le pietre tendono a rotolare continuamente verso il basso e si tirano dietro la parte fogliare della pianta. Ciò succede perché le vecchie foglie e basi fogliari morte e in disfacimento formano una massa infeltrita alla base del ciuffo. ricco di carboidrati amidacei.. per cui le radici non possono assumere acqua. La pianta alpina «ideale» ha forma assai compatta. fiorendo infine liberamente quando vengano esposte all'aria e al sole.

come certe piante d' aspetto comunissimo. quali la Lobelia telekii. Possono esistere tuttavia grandi sbalzi dal giorno alla notte: è stato giustame nte osservato che ogni notte è inverno ed ogni giorno è estate. c he si spingono fino a 4300 metri d'altezza. Le giovani foglie dei senecioni arborei formano nella parte centrale un cono sopra la punta del germoglio. Alcuni di questi senecioni hanno una densa lanugine solo sulla parte inferiore del lembo fogliare.riparata com'è da due o tre strati di pezzetti di ghiaccio che possono ragg iungere anche lo spessore di un centimetro. a caratteristiche affini a quelle delle lobelie africane . Le f oglie disposte a rosetta sono intrecciate così strettamente tra loro. I senecioni hanno foglie ricoperte di lanugine a fini d'isolamento. «di un enorme bruco peloso p ietrificato e rimasto diritto sulla sua estremità». con un t ronco da palma. di modo che la temperatura resta alm eno un grado. di modo che la pi anta a pieno sviluppo viene ad assumere un aspetto di spazzola spettrale o. e un capo fiorale affusola to come un razzo lungo quattro metri e mezzo e anche più: la pianta muore dopo la fioritura. da poter con tenere del liquido come una ciotola. aquilegie ed adonidi. In altri casi le infiorescenze s ono dure e lucenti. una gonna lacera di foglie allungate. in particolare l a fantastica Puya raimondii. perché lo si ritrova anche con tempo asciutto. Con il fre ddo notturno la parte superiore del liquido gela. e di solito si accompagnano ad una spessa cute esterna. ciò che ha messo in imbarazzo i primi osservatori finché non si è scoperto c he questa imbottitura viene a trovarsi all'esterno della gemma notturna. Il dispositivo forse più strano è dato dal serbatoio d'acqua di alcune lobelie. si proteggono i fiori azzurri impollinati dai colibrì africani con lunghe brattee lanose somiglianti a foglie. Vi sono anche lich eni. e la temperatura può scendere molto sotto lo zero di notte. Questo liquido viene fabbricato indubbiamen te dalla pianta. mentre certe l obelie. mentre le altre sono piantine basse ma diritte. ma quella sottostante non gela mai . Ovviamente queste pian te crescono di solito in posti più riparati di quelli frequentati da cuscini e tap peti vegetali. come i piselli). Sia le lobelie giganti che i senecioni arborei hanno le foglie disposte in modo da formare «gemme notturne» che ogni sera si ripiegano strettamente attorno al germo glio in sviluppo o al capo fiorale. Sulle Ande esistono piante simili a queste. Su queste montagne equatoriali la temperatura media è quasi uguale per tutto l'ann o. seco ndo la descrizione datane una volta da Patrick Synge. per quanto efficiente esso possa sembr are: sulle montagne dell'Africa Centrale e sulle Ande avviene addirittura un rov esciamento completo della logica. Sulle Ande lo scarto giornaliero di temperatura può essere di 40 gradi centigradi. Inoltre il calore intenso e le radiazioni solari fanno aumentare molto rapidamente la temperatura nelle ore diurne. . Però molte piante alpine non adottano precauzioni del genere. ed espeletie imparentate con il senecione. mostra un intero assortim ento di piante erbacee. Il serbatoio può ess ere profondo fino a 10 centimetri e circonda la punta della piantala. eriche ed iperici ancora più alti. forse anche due o tre gradi al di sopra del punto di congelamento. Si trovano anche enormi piante di lupini (appartenenti alle leguminos e. Al mattino si vedono le fogl ie spiegarsi dalla parte esposta al sole non appena sono toccate dalla luce. proprio come le margherite». ma non sempre è così: una fotografia scattata da Oleg Polunin a circa 6000 metri d'altezza. e quind i al posto giusto ai fini dell'isolamento termico. quali primule. Mackinder ha segnalato nel 1900 come «le lobelie chiudevano di notte i loro cespi di foglie. questi ultimi fino a 12 metri. delle quali solo un paio sono striscianti o formano tapp eti vegetali.esempio impressionante di evoluzione p arallela. Essa ricopre anche gli stomi o pori respiratori.aviolette. Qui crescono piante gigantesche assolutamente fuori del comune: grotteschi senecioni arborei e lobelie da fantascienza alte fi no a 6 metri. che all'incirca rappresenta il limite massimo altitudinal e raggiunto dalle piante alpine nel Nepal Occidentale. in modo da assicurare protezione ininterrotta. e riduce la traspirazione funzionando da strato coibente con tro le correnti d'aria. Non sempre la natura fa quello che è ovvio. alta 9 metri ed impollinata dagli uccelli. Quest e condizioni mettono veramente a dura prova la resistenza delle piante locali. in modo da assomigliare ad un mostruoso carc iofo globoso.

avente su ogni lato spessore alme no uguale a quello del tronco protetto. Dove essi sono stati solamente ridotti a dimensi oni nane l'ecologo li chiama con un certo garbo «foreste degli elfi». Essi hanno risolto il proble ma adottando quello che si potrebbe definire un «impianto autonomo di rivestimento». Anche molte piante del le tundre settentrionali devono affrontare il problema dei criosismi. che con i loro spostamenti notturni assicurano alla specie possibi lità di crescita ininterrotta. dall'alga verdeazzura "Nostoc" e specialmente da parecchi muschi . . i senecioni arborei devono affrontare anche il pro blema di proteggere dal rapido gelo notturno il loro «impianto di tubature». legno incurvato. E" stata registrata nel midollo una temp eratura di 3 gradi C. Certe piante andine hanno grosse corte cce scagliose per lo stesso motivo. cioè i ca nali e i dotti convogliatori nei loro alti tronchi.6 gradi C. dove anche il freddo contribuisce a formare alberi contorti tipo "bonsai". questi ultimi formano pallottole di muschio quasi sferiche del diametro di cen timetri. Una campanula ed un aconito rivelarono temperature rispettivam ente di gradi 16. ma si è riusciti ad effettuare prelievi di temperatur a su altri fiori alpini. E" un mistero perché queste piante alpine delle regioni equatoriali abbiano assunt o dimensioni così gigantesche. Questa tattica è adotta ta dai licheni. ma non cadono dall'albero. E" stato impossibile calcolare la temperatura vera sviluppata da questi fiore llini sotto il manto nevoso. poi alla ra pida successione del caldo e del freddo.4 gradi. e così sopravvive sotto forma di tubetti vertica li. Una piantina detta Subul aria sviluppa abbastanza calore da impedire che si formi del ghiaccio tutto atto rno alle rosette fogliari erette. all'eventuale rischio di disseccamento. 1-3. Si è constatato così che un fiore di genzianella aveva temp eratura interna di 10. rispetto ai 13. che sembrano fondere la neve per praticarvi dei fori a vantaggio dei loro fiori nelle chiazze di neve in ritirat a. mentre quella esterna era di 8. ma è fuor di dubbio che esse hanno risolto il problem a determinato dal clima rigidissimo in modo altrettanto efficiente di qualsiasi pianta nana a cuscino.ci oè i sollevamenti del terreno operati dal gelo. perfettamente sagomati per lasciar cadere l'eccesso di neve. Og ni notte questo strato solleva la superficie del suolo. proprio prima dell'alba.4 gr adi C. Le foglie vecchie sul tronco muoiono.2 gradi dell'aria ambientale. mentre all'esterno era di 5 gradi sotto zero. soccombono facilmente all'inclemenza degli elementi. Questo calore generato dal ricambio della pianta si può osservare in molte piante alpine d'Europa. L' unica specie che non conserva le sue foglie morte ha una spessissima corteccia s ugherosa che assicura analogo isolamento.2 gradi C.Oltre alle gemme di crescita. e in certi terreni sono accompagnati dalla formazione di ghiaccioli lunghi almeno un centimetro e strettamente affastellati insieme in senso verticale. mentre quando sono veramente contorti usa il termine tedesco «Krummholz». e infine spesso agli sconvolgimenti di natura mecca nica. Quindi le piante alpine devono resistere in modo speciale al freddo. Nei luoghi esposti possono trovarsi alla mercé del vento. vale la pena di citare due altre curiose soluzioni di questo problema. una delle sollecitazioni del suolo . Un'altra curiosità africana è data dal modo con cui parecchie piante di struttura più primitiva superano la difficoltà del sollevamento del terreno ad opera del gelo se guendolo nel suo spostamento: non sono attaccate al suolo. e formano uno strato pendulo di molte superfici sovrapposte. come le soldanelle e i crochi. questa azio ne è sempre evidente sul bordo superiore del limite arboreo alpino e al limite più s ettentrionale delle foreste artiche.6 e 14. Questo problema tu ttavia riguarda molte piante di specie diverse: non abbiamo che da guardare sull e nostre coste per vedere l'azione dei venti dominanti sugli alberi.6 in ambiente aperto dove l'aria aveva temperatura di 13 . Nei climi temperati il problema tipico è dato da un inverno relativamente rigido. Già si è detto che i criosismi . una carlina ancora chiusa fece registrare temperatura di ben 20. Prima di abbandonare le montagne dell'Africa equatoriale. all'irradiazione eccessiva.rappresentano una caratteristica locale per i violenti cambiamenti di tempera tura. L'alber o tipico delle regioni fredde è la conifera dai rami profondamente piegati in bass o. comunque si mettano le cose. E" degno di nota il fatto che i senecioni arborei il cui rivestimento di foglie morte sia st ato distrutto dal fuoco.

e forse molto più a lungo. dove la temperatura diurna può salire a 60 gradi scendendo quasi a zero nelle or e della notte. e per non più di 5-6 settimane in una «c attiva». mentre le piante annuali sfuggono ai rigori dell'inverno sotto forma di semi.Molte piante perenni superano questo frangente morendo. Si è osservato che queste piante elementari possono perdere. Risalendo la scala vegetale troviamo i licheni in veste di diffusi colonizzatori . disseccandosi fino a sembrare del tutto morti e tornando in vita come se niente fosse non app ena vengono inumiditi. L e piante adattate ad ogni forma di siccità si dicono "xerofite". resistendo così abbas tanza bene alle condizioni avverse. mentre in seguito non resta di loro che una finissima crost a scura tra le particelle di terreno. così essiccate possono res istere almeno due anni e mezzo. nel deserto del Negev si può avere umidità suf ficiente per quattro mesi in un'annata «buona». e in altri deserti sassosi. condizioni analoghe si verificano nell'Africa sudoccidentale. che si comportano come tali nelle regioni artiche o alpine. Inoltre vivono sp esso sulle parti più basse delle pietre o anche sotto di esse. i licheni possono resistere all'alternarsi di secchezza e di acqua: questa resistenza è particolarmente necessaria se si considera che un lichene «bagn ato» riesce a sopportare solo una temperatura sui 30 gradi. Ad esempio. E" probabile che le riserve principali d'acqua in un de serto senza falda freatica sotterranea siano invece le «sacche» d'acqua sotto le pie tre. La maggiore difficoltà di questi ambienti deriva dal variare delle condizioni di v ita da un anno all'altro. e sono in grado di servirsi della bassissima luminosità che filtra sotto i sassi: alcune operano ad i ntensità luminosa inferiore a quella del chiaro di luna. Si trovano indubbiamente piante primitive in deserti d'aspetto implacabile. e possono passare quattro anni prima che cada una goccia di piogg ia. qual è quello delle dune di sabbia costiere. che così possono gonfiarsi e riprendere l a normale attività metabolica: una resurrezione che l'uomo non è ancora riuscito a p rocurarsi con le sue tecniche d'ibernazione! Queste alghe certamente si avvalgon o della rugiada o anche semplicemente della umidità atmosferica. e spesso si osservano radici avvolte attorno a queste fonti d'approvvigiona mento idrico. mentre un lichene diss eccato riesce a sopravvivere ad ottanta gradi e più. passando in letar go completo e resistendo anche a temperature altissime. e tirando avanti quasi in stato d'ibernazione. come a ttestano le erbe di cui si nutrono i cammelli dei Beduini nelle regioni del Quar to Vuoto d'Arabia. Alcuni licheni vivono all'interno di rocce dal la superficie poco coerente. Tuttavia l'adattabilità delle piante risalta nel modo più vistoso quando occo rra affrontare problemi di gravità estrema: alle piante alpine ed artiche tocca tu tta una serie di questi problemi. La siccità colpisce molte aree: può dipendere dalle caratteristiche intrinseche dell 'habitat. In condizioni di siccità le piante superiori devono affrontare due problemi divers . Spesso si trovano pezzi di pietra incrosta ti di alghe. ma nella sua formula estrem a si attua nei deserti. cui va aggiunta l'ultima calamità della siccità. Ogni acqua disponibile viene assorbita rapidamente dalle alghe. fino a ridursi a un ciuf fo di radici. Anche la «rugiada sotterranea» causata dalla condensa zione può essere benefica. Nelle condizioni di deserto assoluto non cresce nulla. e contribuiscono a frantumarle. Vi sono piante che crescono nelle zone più micidiali del Sahara . Lemb i d'alghe microscopiche verdeggiano improvvisamente dopo gli allagamenti provoca ti dagli acquazzoni. in condi zioni di aridità. Certi muschi hanno capacità analoga. sebbene basti a d alimentare quelle primitive. Le piante acquatiche possono ridursi a mozziconi sommersi di tessuto.e sempre nel Negev è osservata per 180 notti i n un anno -. ma pare che serva pochissimo alle piante superiori. Come le alghe loro sorellastre. Spesso si forma la rugiada . cioè a una temperatura alla quale gelerà u n poco delle sua acqua interna. m a certe piante riescono a sopravvivere a situazioni di aridità incredibile. Entro 10 minuti da quando è sta to bagnato. Le piante a foglia caduca vanno in letargo p erdendo le foglie. quasi tutto il loro contenuto interno d'acqua. un lichene siffatto aumenta del 50% il proprio peso iniziale assumen do acqua: ne è un esempio la specie cesposa "Ramalina" che riesce ad effettuare la fotosintesi anche a 10 gradi sotto zero. Nei suoi "Diari dall" Himalaya" sir Joseph Hooker segnalò di avere visto a circa 6500 metri d'altezza un lichene che aveva notato precedentemente alla T erra di Kerguelen nell'Antartide.

Il problema numero due. se ne stanno lì nel loro durissimo a mbiente abituale come profeti del Vecchio Testamento. 2:4) cui era stata servita una zuppa: «C'è la morte nella marmitta!» . in modo molto simile a quanto facciamo noi sudando . I n una data pianta non c'è soltanto una capacità generale di adattamento. un'artemisia perenne. perché la pianta pe rde più umidità per traspirazione di quanta possa assorbirne attraverso le radici.ha foglie larghe e sottili a traspirazione così intensa.che ha fatto gridare ai personaggi biblici (Li bro dei Re. Si potrebbe dire che ogni pianta aggiorna continuamente la s ituazione del suo bilancio idrico. sta di fatto che quanto più ardue sono le condizioni di vita. per cui la traspirazione si potrebbe considerare un male necessario.«ogni pianta del deserto attiva durante la stagione asciutta si trova permanentemente pericolante tra Scilla e Cariddi. possono anche fare a meno di crescere per buona parte delle stagioni. Il problema numero uno è dato dall'aridi tà effettiva del suolo. Invece niente.i. livelli che possono essere bassissimi alla fine della stagione asciutta. Queste piante assumono naturalmente acqua attraverso le radici e la perdono a ttraverso i pori respiratori per il fenomeno di traspirazione. in modo che le piante crescono rapidamente in buone condizioni. Esse di solito crescono con estrema lentezza e. Però certe piante. tanto più n umerose sono le reazioni delle piante alle caratteristiche di un dato habitat. e tanto meno alla crescita. preparandosi per l 'eventualità di tempi avversi. in base al principio di evaporazione dei recipienti di terraglia usati nel buon tempo anti co per raffreddare il latte. se possono crescervi tanto bene. ma queste hanno un'alta percentuale di sopravvivenza. ma anche un a notevole duttilità. Nel caso dei capperif ava sopra citati i ricercatori hanno accertato che le probabilità di felice insedi . sebbene i germogli appena spuntati possa no resistere 25 ore allo stato secco. mentre il loro accrescimento normale in una «buona annata» di tipo desertico si aggira sui 5 millimetri. Una stranezza di molte piante del deserto sta nella loro enorme capacità potenzial e di crescita. Oppure accade che il bilancio idrico venga redatto di anno in anno: in questo caso la sopravvi venza dipende dalla sopportazione di livelli minimi di acqua che manderebbero in fallimento una pianta normale. con insufficiente umidità per le radici. crescono in misura assolutamente estranea a lla loro natura di piante del deserto. riesce a far germogliare pochissime plant ule. Si sa che queste piante possono vivere fino a 300 anni. Quando troppe plantule germogliano assiem e. la zucca amara o coloquintide . ed una pianta di questa età non supera normalmente l'altezza di 70 centimetri. Piante di capperofava irrigate nel modo s uccitato crebbero da 2 centimetri d'altezza fino a quasi mezzo metro in dieci me si. e di conseguenza non possono provvedere alla produzione di fiori e semi. può verificarsi anche quando il terreno è abbastanza umido. dare e avere vengono totalizzati tutte le 24 ore. che la loro temperatura risu lta abbassata di ben 7 gradi rispetto a quella dell'aria circostante. Le vecchie piante sopravvivono dove possono perire invece i loro rampolli: perciò occorre una buona produzione di semi. a parte la necessità della fotosintesi. rappresenta te rispettivamente dalla minaccia di morte per mancanza d'acqua e dalla morte pe r mancanza di materia organica». esattamente come altri delle regioni a rtiche sono in «gelo permiano» o «permafrost». Ve rrebbe fatto di chiedersi perché mai non vadano a colonizzare habitat migliori. come diremo in se guito. Questa salsola è una pianta annua. e sono pure indispensabili dispositivi (ne l maggior numero possibile) per diffondere la semente tanto nello spazio quanto nel periodo adatto alla germogliatura. proprio come avviene quando le cellule vengono danneggiate dal gelo. si fanno una concorrenza così spietata per l'umidità che molte muoiono: è accaduto così che sullo spazio delimitato di un metro quadrato siano sopravvissute solo 40 piantine di salsola su 850 germogliate. con bilancio in attivo di notte e in passivo il giorno dopo. una sua v icina del Negev. Si vedrà che . trasp irano per mantenersi fresche.citando dal «Negev» . L a fotosintesi può interrompersi completamente se una pianta si disidrata. ma se ricevono acqua ininterrottamente. per cui devono tr ovare un equilibrio tra i due sistemi: senza la traspirazione non possono effett uare la fotosintesi. Le piante hanno in serbo molte soluzioni per i loro problemi. Indubbiamente la fotosintesi procede di buon passo se vi è acqua a sufficienza. alcuni terreni dese rtici sono in condizioni di «siccità permiana». la secchezza dell 'aria.

Spesso i tro nchi presentano sezione di taglio circonvoluta. Le piante del deserto già descritte al capitolo 16 possiedono molti dispositivi pe r assicurare la germogliazione dei semi al momento più propizio. La salsola spinosa perde fino al 9 0% del proprio peso corporeo.amento si verificano in media una volta ogni 5-7 anni: quanto basta alla specie per mantenere il popolamento. che possono contrarsi o gonfiarsi a seconda della disponib ilità di acqua. l'altro in seguito. ed è adottata anche da altri cespugli del deserto. Con l'umidità si distendono facilmente. quali molte specie di ginestra. isolando contemporaneamente la parte centrale resid ua. Nel chenopodio del deserto la parte esterna dello stelo verde. Le foglie di acacia del deserto contengono circa il 50% d'acqua allo stato libero. f ino a piccoli abbozzi di un millimetro o due. e rimane solo il tronco provvisto di stomi. I cespugli del deserto possono troncare in senso letterale le perdite causate da lla stagione secca. luce e temperatura. Spesso hanno semi di due o tre tipi. questo tessuto assume aspetto sugheroso. ed eli mina la pelle verde esterna. a dispetto del caldo. fattori che accelerano la traspirazione. con cellule elasti che a pareti sottili. Le piante adulte possono far fronte al deserto con la caduta totale delle foglie . un'artemisia grigia lascia cadere le fog lie invernali grandi e profondamente incise. tenute in sieme solo dal terreno alla base. Un metodo insolito di crescita interna per mette al tronco principale di svilupparsi in parecchie strisce indipendenti. anche se ciò non appare vistosamente. ogn una con un proprio sistema radicale e ciuffo terminale di rami e foglie. e il motivo principale dipende d al fatto che gli stomi sono situati alla base di solchi e scanalature dove sono al riparo dal sole accecante e dalle correnti d'aria. si stacca come un'epidermide una volta esaurita l'acqua di un tessuto funziona nte da serbatoio. In tal modo questa specie vegetale riduce drasticamente la traspirazione di no n meno del 96%. ricordo che alcuni campioni di piante raccolti nel deserto della Giordania rifiutarono di essiccare avvolti in carta da giornale per parecchie settimane. l'ispessimento della superficie esterna comprim e i pori respiratori sotto la pelle. uno programmato per germogliare su bito. Queste e molte altre piante si privano di rami grossi e piccoli. Molte piante alternanti hanno foglioline minut e che vengono eliminate immediatamente. Il capperofava perde la maggior parte delle foglie. mentre le p iante frondose perdono le foglie. Dopo un certo tempo queste strisce si incurvano staccandosi l'una dall'altra. oppure a seconda delle mutevoli combinazioni di umidità. mentre le altre sopravv ivono. Difatti molte xerofite hanno foglie. di solito con i fiori già formati: si annoverano tra queste specie . di modo che non possono più aprirsi del tutto . che hanno tronchi verdi contenenti clo rofilla. nascondendo all'interno del tubo fittizio così formato la superficie circonv oluta sulla quale sono situati gli stomi. cormi. il quale effettua la fotosintesi . lunghe un paio di centimetri. una volt a sparito il resto delle foglie. Di solito le erbe xerofite hanno foglie che si arrotolano in condizioni di secch ezza. Altre piante invece eliminano la delicata parte apicale e si ritirano al sicuro sotto terra durante le stagioni secche. eliminando rami e foglie. separandosi da qualche parte del loro corpo. di modo che offrono alle gazzelle cibo e bevanda contemporaneamente. e sebbene la c arta venisse rinnovata costantemente. Altri dispositivi possono far sì che i semi di piante del des erto evitino di mettersi a germogliare in risposta a lievi acquazzoni fuori di s tagione. mentr e quelle che spuntano nella stagione secca si riducono sempre più di dimensioni. e portano stomi con cui possono effettuare la fotosintesi. che consente un trucco alquanto più gaglioffo del primo. tuberi o rizomi a seconda della loro struttura. Ne sono esempi le «piante alternanti». Alcune possono perire. Molte piante del deserto possiedono alcune caratteristiche delle p iante grasse. disseccandosi. Da una profondità sotterran ea che spesso è di 30-40 centimetri spuntano in gran fretta quando sono inumidite dalla pioggia. Sono le piante a radici carnose: bulbi. o ad attività stagionale seguita da periodi d 'inerzia. Il capperofava ha un altro asso nella manica. spesso più o meno carnose. Si tratta della «sopravvivenza per morte parziale». o per scalarla ne l tempo.

a somiglianza delle piante alpine delle grandi altezze. possiam o identificare una serie completa di piante in cui le foglie diminuiscono di num ero e di grandezza. Il tubero più straordinario del deserto è forse anche il più piccino. al centro della quale compare presto un fior e violaceo di 8 millimetri. Parecchie piante bulbose mettono fiori alla fine dell 'estate asciutta. mentre la base rimane verde. Infatti questa specie di carice non perde mai le f oglie: la parte superiore avvizzisce. la lo ro cute sovente s'indurisce e sbiadisce. Nella specie opportunamente chiamata "Fenestraria" si trova una «f inestra» composta d'uno strato sottocutaneo di cristalli di ossalato di calcio. Esistono piante a foglie carnosissime. Il giorno dopo la pianta produce una rosetta di quattro foglie ovali di un centimetro. In molti casi le foglie avvizziscono molto nella stagio ne asciutta man mano che viene esaurita la scorta d'acqua. che si ha l'impressione che il fiore spunti strappando la pel le. emettendo foglie quando cominciano le piogge principali. filtrandone quanto basta perché raggiunga il p rofondo strato di clorofilla sottostante. a somiglianza delle piante alpine delle Ande che trascorrono anni interi sotto la neve. Quando queste piante supergrasse vanno in riposo nel periodo asciutto. dove la stagione s ecca può prolungarsi da maggio a gennaio. dai bulbi enormi a volte voluminosi come un pallone da ca lcio. tipo il cappe rofava già citato. Il letargo di queste radici è favorito dagli strati esterni isolanti di tessuto mo rto o sugheroso. Si notano fasi di succulenza in cespugli legnosi a foglie carnose. può sopravvivere per molti anni fuori del terreno. terminando in una successione di sei o quattro foglie strett amente compresse. La scilla. Alcune piante hanno bulbi p iù o meno esposti all'aria. maturano i semi e tornano in letargo. o cipolla ma rina del Mediterraneo. dette piante fenestrate. oppure in una massa sferoidale di un corpo plantare originatosi da due foglie: il solo indizio è dato da una scanalatura o fe ssura centrale. ivi compreso il tenace semprevivo spesso ad abitudini di vi . la fe ssura è così nascosta. formando come un guscio spesso e rifran gente. cute bianca o argentea. che in natura vi vono sepolte nella sabbia. I suoi tuberi hanno le dimensioni di una capocchia di spillo. sia pure allo stato letargico. Letteralmente.alcuni dei fiori del deserto tra i più vivaci e brillanti. possono restare in letargo per al meno una stagione. La «pianta del sale» americana ha uno strato esterno di sale. gallegg ianti alla superficie dello stagno. per cui esse riescono a sopportare talvolta temperature molto e levate: la poa del Sinai ha bulbilli che allo stato letargico resistono a 80 gra di. questi tuberi fa nno spuntare foglie cilindriche della lunghezza di un centimetro. dispongon o spesso di un impianto d'isolamento a funzione antisolare. e nota da una località dell'Africa sudoccidentale. emettendo foglie ogni ann o. giaggio li e gigli Eremurus. I Greci appendono i bulbi di questa pianta nelle loro case come simbolo di fe condità. e segnatamente nella famiglia dei Mesembryanthemum. ent ro pochi "minuti" dalla caduta dei primi goccioloni di pioggia. quali tulipani. ch e riduce l'ardore dei raggi solari. al cui riparo quello che nella stagione ventura sarà il corpo della pianta si sviluppa ben protetto dal calore eccessivo. Molte piante grasse. Si annoverano tra queste specie le ben note "piante rocciose" del SudAfrica ed altre specie imparentate. Entro dodici ore da quando è caduta la pioggia emettono radici. e specie cespugliose dei Mesembryanthemum sudafricani. cut e molto ispessita. Le vere piante grasse trasformano ogni parte del loro corpo in riserve d'acqua. come «fiori» cerosi. Nella defo rme Muiria. conosciuta con il nome bizzarro di Chamaegigas intrepidus. lanugine folta come una pelliccia. e si ritrovano negli stagni disseccati. strati supplementari di cellule esterne intesi a proteggere l a clorofilla. Queste foglie. mentre entro 2 4 ore dalle prime gocce di pioggia il terreno attorno al carice Carex pachystili s è tutto infiltrato di radici. Si tratta di una pianta parente della castagnola. talvolt a anche superficie bernoccoluta o tubercolata. come le nerine e le "bulbine". Partendo da queste. Se le piogge sono scarse. o le grandi piogge. fino all e piante frondose con tronchi o steli completamente succulenti come le Crassula. in modo che solo la sommità delle foglie pianeggianti è e sposta al sole. dalla quale emerge il fiore. che si presenta come una massa sferoidale completamente verde. o di paia isolate.

dove il movimento dell'aria viene ridotto al min imo specialmente in condizioni di siccità. e dato che allora non c'è luce.barili o cilindri isolati e tappati.di norma perdono le pale o le giunture in prossimità delle t erminazioni del tronco. L'acidità dei tessuti della pianta aumenta incessante mente di notte per questo «metabolismo acido delle crassulacee». Inoltre si aprono principalmente di not te. che ass omiglia ad una camelia con le spine. hanno l'asp etto di gemme di rosa ancora chiuse. altri cacti invece hanno foglie effimere ch e vanno perdute man mano che la pianta diventa adulta. e sono un ricordo delle o rigini remote. Alcuni cacti vivono in giungle umide dove i problemi sono di genere del tutto di verso: essi restano senza foglie. cui apparteng ono margherite. le cui caratteristiche non rappresentano nece ssariamente i tratti distintivi della famiglia nel suo insieme: alcune specie co nservano le foglie. come accade nelle «piante alternanti: essi si proteggono facilmente in modo analogo a quello descritto a proposito de lle foglie. La maggioranza dei cac ti però ha smesso le foglie. e infine il «corpo plantare» composto di foglie strettamente congiunte. mentre altre sono a foglia caduca. l'anidride carbonica immagazzinata non si può tr asformare subito in zucchero. gerani. E" questa la forma tipica dei cacti e di parecchie famiglie non unite da rappor ti di parentela. e spessissimo hanno anche peli. quali le euforbie e le stapelie. Si può accertare che molte altre piante spinose diventan o ancora più dense di aculei quando debbano crescere in condizioni di siccità. e possiede tronchi verdi in grado di effettuare la fo tosintesi.la caratteristica delle piante s ucculente o grasse compare soltanto in pochi generi che. eccetera . man mano che il corpo della pianta si restringe: i tronchi ri piegati a fisarmonica sono progettati perfettamente per questo andirivieni. e nei lunghi periodi di siccità si nota come queste costole siano più sp orgenti e serrate. gigli. le forme schiacciate delle foglie. Un piccolo numero di cacti emette foglie normali . che per evoluzione parallela s ono giunte a un'identica conclusione finale in risposta a condizioni uguali. come le greenovie. e ritorna alla norma di giorno. segnano le varie tappe verso la formula ultim a di resistenza alla siccità data dalla sfera o dal cilindro. come le branchie embrionali dei mammiferi. come avviene nella fotosintesi normale. L a maggior parte dei cacti si è perfettamente adattata ai diversi habitat aridi. adottano la disposizione delle foglie a rosetta.ta alpine. con uno spesso rivestimento di cera. Probabilmente queste piante so no rientrate nella foresta primigenia dopo un'esperienza evolutiva all'aperto. come in molte specie assai note. lanugine o peli. ed anche certi loro parenti tropicali.ne è un esempio la Pereskia. Le rosette. hanno superato la soglia delle xerofite. dove la minima area superficiale si accompagna al volume massimo per consentire l'accumulo di acqua. che consente di effe ttuare la massima fotosintesi con la minima superficie spaziale. ne è un esempio la comune ginestra spinosa. colmi d'umidità. allo scopo di conservare l'umidità e ridur re drasticamente la traspirazione. alcuni tipi di semprevivo si comportano in qu esto modo. se così si può dire. i gambi o tronchi verdi si assumono il compito di e ffettuare la fotosintesi e la traspirazione. in condizioni di aridità: altro aspetto delle automutilazi oni delle piante. e molte . Le «pa le» piatte e arrotondate e a forma di foglia dei fichi d'India non fanno altro che assottigliarsi sempre di più finché cadono. e relativamente pochi stomi . Recentemente si è dimostrato che gli spini di certi cacti funzion ano da organi di assorbimento dell'acqua presente anche sotto forma di rugiada: . Spesso le fogli e si richiudono in condizioni di aridità. che ha foglie normali se cresce in ambiente ricco di umidità. come viene chiamato .specialmente quelle delle spi nosissime "chollas" . ma il tronco si è appiattito ed ha preso l'aspet to delle foglie. che viene poi scisso per produ rre zucchero il giorno dopo.come pure nelle altre famiglie vegetali. Essa viene convertita temporaneamente in un acido organico. Quando scompaiono le foglie. consi derata la specie più primitiva e fors'anche il capostipite della famiglia. Gli stomi dei cacti e delle piante grasse a struttura affine si trovano in fondo alle pieghe della fisarmonica. Molti cacti hanno tronchi costoluti o crestati. me ntre presso le euforbie . vite. I tronchi dei cacti e delle euforbie grasse si sono formati quasi certamente e a nzitutto per la riduzione degli spini e delle foglie in conseguenza delle condiz ioni ambientali di aridità.

Le radici delle xerofite sono degne di nota anche per il fatto che. che producono peli radicali per assorbi re acqua solo in prossimità dell'apice radicale di accrescimento. Certi cacti sono molto grandi. e in modo tipico dei cacti. o «il vecchio» del Messico. o "retama". oltre ad essere tossico .poniamo di erba San Pietro. con riferimento alle «piante troppo grasse». Già se ne è fatto cenno al capitolo 9 a proposito di certe piante rampicanti che ha nno una grossa base destinata ad accumulare acqua di riserva. La ginestra bianca del Medio Oriente. la pianta dispone di ghiandole che evidentem ente secernono l'eccesso di sale. Queste piante reagiscono prontamente quando vengono sepolte sotto la sabbia . mentre altre si calano in profondità fino a raggiungere una falda freatica. nonché alle «piante a bottiglia» dai tronchi rigonfi contenenti acqua. molti cacti resistono anche al grande f reddo. La succulenza non è una caratteristica limitata sostanzialmente alle piante molli. Oltre a resistere al caldo e alla siccità. sebbene spesso efficacissima. rende più difficile alle radici l'estrazione dell'acqua dal suolo. o a perforarle per farvi il nido come il picchio. Una salinità superiore all o 0. e molte specie crescono sulle Ande a più di 3000 metri d'altezza. La palma Hiphaene è tipica delle acqu e salmastre in Africa. dalla quale spunta no i tronchi o gambi annuali. è la protezione accordata dagli aculei cont ro molti animali: ciò nonostante molti riescono ugualmente a mangiare parti di que ste piante. Un capperofava che ricopre una superficie di d ue metri quadrati sopra il suolo può avere un apparato radicale che si estende fin o a 35 metri quadrati e si spinge fino a profondità notevole. come il saguaro dell'Arizona. E" possibile che l'elevat a concentrazione salina della linfa di certe piante grasse. mentre la tamerice può prosperare in località dove la falda f reatica contiene più del 20% di sali. lo stesso sale ed altri minerali si accumulano in molte situazioni ambientali del deserto. tanto per cominciare molti deserti apparentemente caldissimi possono aver e temperature notturne prossime allo zero. a causa delle inadatte pressioni osmotiche che si verificano quando la concentrazione dei sal i è più alta all'esterno che non all'interno delle radici. In Africa a lcune euforbie sono veri alberi con un grosso tronco e una chioma rotondeggiante di molti rami. Altrettanto sec ondaria. fanno spesso spu ntare peli radicali per tutta la lunghezza delle radici più giovani. alcune piante combinano i due tipi di radici a seconda delle circostanze. può avere radici orizzontali disposte a forma raggiata e lunghe fino a due metri. ma il dispositivo sembra insufficiente a spieg are come questo cespuglio possa vivere in condizioni di così sostanziale tossicità. Le piante delle dune di sabbia hanno un sistema di radici molto esteso. Le radici delle xerofite sono naturalmente di vitale importanza per queste piant e. e quelle di grandi dimens ioni hanno scheletro legnoso. Ne consegue che qu este piante grasse gigantesche hanno struttura rigida. così come molti alberi e cespugli delle regioni desertiche dispongono di radici penetranti: esse di solito non va nno oltre i 10-15 metri di profondità. più un fittone verticale di un metro. e spuntano ben presto all'aperto. Molte volte nel deserto le piante devono far fronte non soltanto all'aridità. In un deserto a cacti alcune radici si diffondono in senso orizzontale a poca profondità dalla superficie del terreno.si tratta probabilmente di un processo d'adattamento secondario.5% è dannosa alla maggior parte delle piante: il sale. ma durante i lavori di scavo per la realizz azione del canale di Suez si sono registrati casi di radici di tamerici spintesi fino a 50 metri sotto terra. Lo stesso vale naturalmente anche per le piante delle paludi salate e del litora . che può raggiungere l 'altezza di 15 metri e il peso di 10 tonnellate. ma a nche alla salinità del terreno. Una pianta d'erba San Pietro cresciuta ha radici che si spingono fino a tre metri di profo ndità. a differenza della maggioranza delle radici normali. come ben sanno quanti cercano di pratic are l'irrigazione e le colture idroponiche nel deserto. come l'Euphorbia ingens che passa i 10 metri. non appena il terreno venga inumidito dalla pioggia. come risulterà chiaramente a c hiunque cerchi di svellere una plantula . Il baobab che vive nelle località aride ha radici orizzontali che possono estender si per un centinaio di metri attorno all'albero. ed altr e specie di forma cilindrica che possono essere alti anche 12 metri. derivi da una situazione del genere.

in modo da formare il primo stadio di una nuova coltre v egetale man mano che vi si accumula altro terreno. perché le loro radici talvolta non sono altro che un appiglio . nonché la secchezza che di solito contraddistingue terreni del genere. o di materiale di sterro. mettono a punto delle radici aeree carnose che riuniscono la funzione d'ormeggio a quella dell'assorbimento dell'ambiente atmosferico. ma si osserva in larga misura nei pressi delle vecchie miniere . s .poniamo . zinco. come certe erbe. Esistono anche piante grasse degli stagni salati. e molto faci lmente non prospererà in un buon terreno privo di piombo. Essa aumenta rapidamente in modo da formare ceppi completamente resistenti nello spazio di pochi anni. E" interessante osservare che il materiale di scavo delle miniere è spesso assai c arente delle normali sostanze nutrienti delle piante. Altre specie vegetali riescono a vivere felicemente in luoghi in cui abitualment e si trovano quantità tossiche di metalli pesanti concentrate nel terreno. in cui lo strato d'aria funge da isolamento antitermico.a un'elevata percentuale di piombo puro.un cespuglio neozelandese . e gli esperimenti effettuati al riguardo hanno dimos trato che forse tre o quattro plantule su mille possiedono resistenza iniziale.sono gh iotti di nichelio: possono assorbire questo metallo fino al 10% del loro peso a secchezza. Ai margini delle aree vulcaniche vivono altre piante resistenti a condizioni di evidente tossicità. Ma mentre una pianta potrà adattarsi . senza che l e radici vi possano penetrare. un rododendro dell'is ola giapponese di Kyusciu che prospera in mezzo a vapori e fumi sulfurei. come la sueda e la salicornia. Sta di fatto che molte epifite. do ve la colorazione argentea dipende da uno strato esterno di cellule contenenti a ria o "velame". questi ceppi resistenti si possono usare naturalmente per ricoprire cumuli di sfasciume minerario antiestetico. Oltr e alla loro naturale opera di colonizzazione. Ne è un esempio il Rhododendron kiusianum. quali certi ceppi di armeria e di renaiola di primavera in Gran Bretagna. Alcune specie di "astragalo" accumulano s elenio. e talvolta alle rocce. e perfino da migliaia di anni. sviluppa peli radicali bianchi sul lato dove avvi ene il contatto. la piantaggine marina e vari suffrutici. Il colmo è dato da alcuni ceppi che ottengono il massimo ri goglio solo in presenza del metallo in causa. una specie di silene apprezza il cobalto. mentre l'alisso o «erba matta» Aly ssum bertolonii e l" Hybanthus floribundus . e un'altra ardua difficoltà si verifica quando o ccorra vivere in mancanza completa di terreno. o di mimolo muschiato negli Stati Uniti d'America. Un altro grosso problema si presenta quando le piante devono vivere con le radic i in un suolo asciutto o tossico. e giungono a un'intesa con piombo. le armerie. Le erbe sembrano le più adattabili. Se la radi ce tocca una superficie umida. Molte specie di piante si sono adattate a vivere in queste condizioni . mentre il potere rifrangente del velame disperde l'intensità dell'insolazione. La tipica radice aerea di un'orchidea è di un bel colore verdeargenteo lucente. mentre altre resistono benissimo al rame. mentre le foglie. piante che si attaccano ai rami degli alberi. in modo particolare di azo to e fosforo. I ceppi resistenti ai metalli riescono a superare anche questa dif ficoltà. E" questo il caso delle epifite. che rim ediano alla bassa percentuale d'acqua assimilabile accumulandola nel tronco. I d epositi alcalini e gessosi rappresentano frequentemente problemi ambientali a cu i certe piante devono trovare una soluzione. Acetose e piantaggini sono altre ostinate colonizzatrici.alcune delle quali s ono magari in attività da secoli e secoli. possono assorbire l'acqua dir ettamente. Ciò può ver ificarsi in natura quando vi siano giacimenti metalliferi in affioramento. In un certo qual modo queste piante si possono pa ragonare alle alghe. non è detto che il ceppo res istente al piombo lo sia anche nei riguardi dello zinco o del rame. Ora molti cercatori di risorse minerarie dal senso d'osservazione svi luppato tengono conto della presenza di piante notoriamente tolleranti nei rigua rdi dell'uno o dell'altro metallo! L'adattamento a minerali abitualmente tossici contenuti nel terreno è il risultato di una serie di mutazioni. Questi peli radicali assorbono tutta l'umidità possibile. al caso anche con due di questi metalli insieme. e segnatamente le orchidee.le marino. Queste radici svolgono funzioni di appiglio ed assorbimento: in certi casi un sistema radicale sviluppato pesa almeno quanto le foglie e tutto il resto della pianta. rame o niche lio. immerse in un'atmosfera umida.

e sono di colore verde. sono ricoperte di piccole scaglie c .otto qualunque forma arrivi . A questo punto tutta la radice si avviluppa in una pelliccia di peli radicali. tra i quali sono portati i fiori lunghi 6 millimetri. Molte orchidee vivono in regioni che hanno una stagione asciutta. Le felci Platycerium hanno foglie di due tipi completamente diversi . che drappeggiano ad esempio i cipressi di palude della Florida. con termine derivato dal vocabolo usato per indicare l'ana nasso. La bromeliacea più straordinaria è forse la Tillandsia usneoides. Nel Campylocentrum i fiori sono piccolissimi e sono sorretti da mazzi di esili infiorescenze. e foglie a forma di corna di cervo. le foglie formano come un vaso di forma conica. invece nella Polyrhiza sono lunghi fi no a 12 centimetri e di forma assolutamente fuori del comune. e quando quest a sopravviene le radici s'induriscono. in modo che vi si possano raccogliere l'acqua e i detriti. che si diffondono sulla corteccia dell'albero come una lastra o un piatto dove si raccolgono i rottami umidi a beneficio del sistema radicale della pianta. In molti casi le radici giungono infine al suolo e vi penetrano. e questa bro meliacea assomiglia esattamente a un lichene argenteo ramificato. sono largamente coltiv ate ed hanno fiori vistosissimi. come umidità sgocciolante lungo la corteccia. il Taeniophyllum. Le radici aeree di questa pian ta irreale possono raggiungere la lunghezza di parecchi metri. Nelle specie aeree l'acqua si raccoglie quasi sempre in un «vaso fogliare». o felce a ni do d'uccello. con un labbro un p o'"a forma di navicella. in c ui il minuscolo gambo possiede foglie disposte come i gradini di una scala. Esiste una forma intermedia. Esso è spesso fornito di speciali cellule assorbenti in prossimità dell'inter no delle basi fogliari. ma estremamente ornamentali. ed eventualmente come nebbia. oppure anche «pini aerei» in inglese. è probabile che in queste esista un velame molto più sottile sopra le cellule contenenti clorofilla. ma i materiali di rifiut o si depositano spesso sotto la parte centrale della pianta. Queste formazioni. Il termine "Usnea" indica infatti un gruppo di licheni. per cui t utto il fiore viene alquanto ad assomigliare a una rana che salta. t anto che spesso si dicono anche piante vascolari. fino a quando non produce i suoi fiorellini minuscoli ma caratteristici. Queste specie bizzarre. in modo da venirne protetti ed isolati. Inoltre i muschi epifiti presenti sul tronco as sicurano spessissimo una riserva d'umidità.foglie di tipo piatto. che con molto sforzo si potrebbero chiamare foglie. Essa tuttavia ha dime nsioni molto maggiori e compone festoni con le sue formazioni filiformi lunghe f ino a 7-8 metri. L'effetto dat o da queste stravaganti realizzazioni è notevolissimo. che pure appartiene alle bromeliacee. e lo stesso acc ade a piante rampicanti quali i filodendri e le "monstera". Esse cominciano con foglie dure e coriacee resi stenti alla siccità. e in certi casi att orno all'intreccio delle radici. il cosiddetto «musch io spagnolo». Nell'asplenio. che sporgono in fuori svolgendo la loro normale funzione di foglie e portando le spore. Le bromeliacee costituiscono un altro vasto gruppo di piante principalmente epif ite. e ta lvolta di un modesto gambo o stelo legnoso: i fiori si formano dal centro della stella radicale o dal gambo. ed hanno radici intese principalmente a fini di ancoraggio. Quand o l'acqua è assorbita dalla corteccia contiene facilmente varie sostanze minerali provenienti dal disfacimento delle foglie e da escrementi di animali. a vaso o ad urna. di mod o che la pianta si compone solamente di uno spiegamento raggiato di radici. Vi sono pure dei casi estremi in cui le radici si sono assunte al completo le funzioni normalmente svolte dalle foglie. e sembrerebbe quasi incredi bile che si tratti di fiori. In alcune orchidee le radici sono in grado di effettuare la fotosintesi. terminante in un paio di lunghi lobi ricurvi. attraverso le quali vengono immessi nel sistema i minera li provenienti dai detriti che si accumulano nel vaso. ad eccezione della li scia punta d'accrescimento. p rescindendo da un certo numero di specie terrestri che hanno comuni radici assor benti. La cortecc ia dell'albero si asciuga poco dopo cessata la pioggia. Il vaso ha una tenuta d'acqua eccel lente. Le radici assorbenti attraverso la base delle foglie penetrano in questo materiale e lo utilizzano a loro vantaggio.come pioggia. e combaciano stret tamente alla base. e riescono a prosperare anche sui fili del telefono. mentre gli apici assorbenti si coprono di velame.quasi come il lucignolo di un lume .

mentre al di sotto lasciano pendere radici verticali. . o virtualmente in acqua dolce dopo un violento acquazzone. Uno è il movimento d ell'acqua. quelle che vivono in pozze presso la battima a marea alta. fino al la più inconsistente lattuga di mare.he trattengono ogni minima traccia di umidità atmosferica. La grande Postelsia americana. dalla sommità del quale pende un ciuffo di foglie. si trovano vere e pr oprie condutture nei gambi delle ninfee. caratteristica che evita danni al lembo fogliare. dalle enormi laminarie serpeggianti. che assorbono il rosso . e la maggior parte di queste piante dispone di vasti spazi per il movimento dell'aria all'interno dei tessuti. e una volta che sono fuori dall'acqua fanno fiori e frutti nello spazio di 24 ore: il vento o gli insetti provvedono abitualmente all'impollinazione. mentre il plankton di alghe verdi si trova per lo più in pro ssimità della superficie. lasciando i semi saldamente attaccati in attesa che le acque tornino a crescere alla stagione de lle piogge successiva. Forse l'esempio più notevole di adattamento acquatico si osserva nella famiglia de lle Podestomacee. ed hanno grande capacità di rigenerazione quando ricevono u n danno. Queste piante fiorenti. Le onde che s'infrangono s u una costa rocciosa presuppongono nelle piante che vi crescono massima robustez za e caratteristiche di ancoraggio solidissimo. in quanto prefer iscono questi colori. Alghe ed erbe marine sono molto degne di nota per il modo con cui reagiscono al diminuire dell'intensità della luce man mano che si scende sotto la superficie del l'acqua. è insolita per il suo tronco grandissimo ma elastico e pieghevole . perché man mano che aumenta la profondità. esse emettono fiori. perché in realtà la scarsità d'acqua costituisce uno dei problemi più g ravi che devono affrontare le piante in generale. Nella stagione piovosa i Podestomon hanno solo le foglie. Quanto più si scende. e il rosso è fortissimo: per questo motivo predominano le alghe verdi. mentre hanno importanza essenziale la resistenza alla torsione e l'elasticità. di aspetto molto simile alle alghe. la rigidità è un errore in un ambiente acquatico. Alghe ed erbe marine pre sentano anche notevole diversità di tolleranza al variare della concentrazione sal ina nell'acqua. L'acqua si potrebbe consi derare l'ideale delle piante. vengono a ssorbiti ed eliminati i diversi colori che compongono la luce bianca. cadono gli strati esterni di cellule. Ho dedicato molto spazio alle piante che devono lottare contro la siccità per una causa qualsiasi. ad esempio. pe rché filtra ancora la luce verde e azzurra. An che le diatomee prosperano fino a profondità abbastanza notevoli. vi vono nei paesi tropicali e subtropicali. formando allora delle plantule. Mi sia consentito aggiungere a ncora qualche riga di commento agli habitat acquatici. terminanti in una punta bulbosa proprio sopra il livello dell'acqua. oppure ad avere foglie fineme nte frastagliate. Si tr atta di una specie di radice rovesciata allo scopo specifico di assorbire aria e di trasmetterla attraverso grandi spazi aerei alle diverse parti della pianta. do vendo solo adattarsi alla decrescente intensità luminosa. ma favorisce anche il massimo assorbimento possibile di minerali ed ossigeno. ed emettono germogli altrettanto verti cali. che ben presto si dissecca. e restano solo i fasci vascolari che si lignificano. posso no trovarsi esposte ad alte concentrazioni di sale quando evapora l'acqua marina . caratteristiche cui si adeguano largamente le alghe ed erbe marine. Le foglie sono esiliss ime e pieghevolissime. In acqua dolce le piante tend ono a sviluppare foglie lunghissime e nastriformi. Il problema è intricato. La Jussiaea repens è una pianta acquatica che si fabbrica da sé una sua piccola giungla sommersa: ha gambi lunghi e grossi che crescono di traverso e portano foglie sopra il pelo dell'acqua. le alghe rosse prendono il sopravvento su quelle verdi. Quando però il livello d ell'acqua si abbassa. perché si ritrovano ad ogni profondità. di aspetto si mile alla palma. sembra che quasi ogni rapida o cataratt a ne ospiti una specie diversa. Esse si attaccano alle pietre e alle rocce con s peciali peli radicali che secernono una sostanza collosa. I semi sparpagliati sulle rocce vi rimangono attaccati grazie al r ivestimento mucillaginoso dei semi. Le alghe rosse (Rhodophyceae) in un certo qual modo hann o aggirato il problema della colorazione. ma presenta anche dei problemi. non c'è ombra di radici. In prossim ità della superficie tutti i colori sono presenti con intensità massima. Al calore del sole le piante avvizziscono prest o. sia pure con sempre minore intensità. L'ossigeno riveste importanza vitale tanto per le piante acquatiche quanto per q uelle terrestri.

compresa talvolta (con sgomento) la vietata canapa i ndiana. Più si sviluppavano i tra sporti. la Gal insoga parviflora. e riescono a vivere quasi dappertutto. è stato introdotto a suo tempo in un orto botanico di Gi ava. impi anti di raccolta dei rifiuti o di acque di scarico e . Altre invece sono state trasp ortate dall'uomo in località diverse da quelle originarie. A somiglianza dei vagabondi alla ventura. Alcune delle attuali erbacce venivano usate una volta dall'uomo e sono state poi abbandonate. preferendo queste condizioni di vita perché vi si sono ormai adattate. ed hanno cambiato il ca rattere in un ambiente nuovo caratterizzato da diversi rapporti di concorrenza. A volte la colpa è degli orti botanici. Tale trasporto può essere avvenuto accidentalmente. e l e piante si servono al massimo di ogni sorta di fattori. Quel mezzo parente del pepe che è il Piper aduncum. Co sì la pianta perenne Borreria laevis. e la defini zione dipende spesso dal suo genere di vita. la costruz ione di strade. lo scavo di cave e così via. e nel se colo scorso ha trovato il modo di diffondersi estesamente a Londra e nell'Inghil terra meridionale. o anche Toey Hooker. alla stregua di tante altre pia nte. come la podagraria. Le erbacce sono arrivate in sacchi di sementi. Si trovano specchi d'acqua salata allo stato puro. Questi intrallazzatori o «barboni» ve getali sono riusciti a sfuggire in qualche modo alle limitazioni di determinate condizioni ambientali. Naturalmente un'erbaccia è tale solo perché così viene definita dall'uomo.nei Paesi che si possono concedere simili lussi .chiunque offra del becchime agli uccelli può osservare la comparsa di piante strane. altre risorse di cui già si è fatto cenno vengono adottate nelle regioni più ardue della Terra da piante adat tate alle circostanze. e anche «soldato valoroso». gli smistament i ferroviari. come possono e dove possono. Una piccola composita sudamericana. i cittadini del mondo che noi chiamiamo erbacce. e spesso supera numericamente la flora origina ria. in forma di radici. e . Le erbacce spuntano sovente negli h abitat artificiali creati dall'uomo con le coltivazioni. Capitolo 21. e infine in aereo c on ogni comodità.il difficile nome latino. più circolavano erbacce: hanno viaggiato sugli stivali. depositi di legname. che i Pellirosse chiamavano «l'o rma dell'inglese». è riuscita ad evadere dal famoso orto botanico di Kew. fabbriche. lo spinacio selvatico. attaccate a i ndumenti o a pellicce d'animali. e dese rti completamente aridi dove non è possibile nessuna vita vegetale. I loro centri iniziali di diffusione sono i moli. attac cate ai pneumatici degli automezzi o a bordo d'imbarcazioni. gli incendi. che vivono d'espedienti. come nel caso della mora di rovo e del fico d'India in Australia.«gallant soldier» . dal n ome del direttore dell'orto botanico del tempo (che con ogni probabilità dovette r ispondere a molte domande al riguardo). concerie. Veniva chiamata l'erbaccia di Kew. un tempo bollito come verdura. soggiacendo quasi solamente all'azione del clima. sui calessi e sui carri dei coloni. GIROVAGHI ALLA VENTURA. Qui le piante annuali rappresentano l e specie caratteristiche. perché così veniva s torpiato in inglese . Gli amenti fruttiferi si rivelarono di gusto irresistibile per i pipistrell i locali mangiatori di frutti. oppure deliberatamente a scopo utilitario od ornamentale. una specie arborea che arriva all'altezza di sei metri.«si accontentano di soluzio ni provvisorie». entro borse d'attrezzi. e vari tipi di amaran ti tropicali e di leguminose a baccelli o silique. il mondo vegetale comprende i tipi aggressivi od opportunisti. e inoltre cartiere. introdotta in Inghil terra dai Romani in qualità di erba medicamentosa. E" impressionante con quale velocità può avvenire la colonizzazione di date aree. come nel caso della piantaggin e importata nel Nordamerica dai Padri Pellegrini. sugli autocarri dei tagliaboschi. sui vagoni ferroviari.così avverte il dizionario Webster . ma ricoprono u n'area relativamente limitata rispetto alle regioni apparentemente inospitali do ve invece certe piante riescono a crescere. con il risultato che ora la pianta è diffusa in tut ta la parte occidentale di Giava.Con questi mezzi vengono colonizzate le aree marginali dell'ambiente marino. altro esempio di una delle molte erbacce ori .

o il cinqu efoglie (Potentilla reptans). I semi disporranno di meccanismi atti a farli ger mogliare in un arco di tempo di molti anni. ad esempio. Se si tratta di una pianta annuale. C'è un'evidente contraddizione nel fatto che le erbacce annuali di maggior success o siano autoimpollinate ed autofecondanti. La diffusione sotterranea di solito è alquanto più lenta di quella a fior di terra. Come è già stato fatto notare. come nel caso del tarassaco. Una semplice occhiata a una carta geografica indica a quali distanze si trovino l'una dall'altra alcune delle loca lità citate. i cui germogli possono crescere anch e di mezzo metro al giorno. ma le sue radici si possono rigenerare da piccoli framment i. o almeno l'au tocompatibilità. e si affidano complet amente a metodi vigorosi di diffusione vegetativa. Le piante annuali che praticano l'autofecondazione sono in grado di riprendersi molto più in fretta delle altre da un'annata disastrosa. Siccità. significando che un unico esemplare può dare semi e originare una nuova popolazione. constatiamo infatti che la maggior parte delle erbacce possiede innumerevoli ceppi. Il primato di diffusione dev' essere detenuto comunque dai bambù tropicali. inoltre questa pianta dispone anche di un efficiente sistema di diffusione dei semi a mezzo di . è arrivata nel Vecchio Mondo nei primi anni del Novec ento. Tra il 1925 e il 1929 ne venne confermata l'esistenza nella Nu ova Britannia. Le radici di certe erbacce si spingono molto in profondità: sono segnalate rad ici di vilucchio o campanelle a 7 metri di profondità. Il "crespigno" si sviluppa in senso raggiato per 1-2 metri all'an no. che può coprire quattro metri quadrati nello spazio di un anno. favorisce la dispersione delle piante. in Nuova Guinea. i quali possono anche non essere disponibili in condizioni atmosferiche sfavorevoli. che emettono germogl i a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro. spuntando in continuazione dalle radici sotterranee raggiate. ma è forse più efficiente. alle Filippine. in modo da poter colonizzare rapidamente e popola re durevolmente diversi ambienti e terreni. spesso cominciando questa attività in età giovanissima. quando ancora l'impollinazione incrocia ta rappresentava presumibilmente la regola. Praticare l'autoimpollinazione o pr odurre semi senza la fecondazione (apomissìa). come i paracadute delle composite o le capsule esplosive delle piant e di balsamo. come il ranuncolo stris ciante. che si estende su 12 metri quadrati di terreno all 'anno con sottili stoloni raggiati lunghi un paio di metri. per cui ogni attacco sferrato contro l'erbaccia ha scarse probabilità di riusci ta. I dispositivi di distribuzione dei semi sono spesso di tipo s ofisticato. e nel 1945 si trovava già alle isole Figi. per cui un'unica specie apparentemen te pura comprende individui singoli in grado di far fronte a sfide di natura mol to disparata. quest'ultimo è in grado di rigenerare tuberi ogni 2 -3 centimetri. e di equiseto ad altrettant a profondità in terreni sciolti. Anche le piantine più modes te dei climi temperati possono crescere molto in fretta. essa potrà produrre semi a profusione per un p eriodo prolungato. non appena e quando si offrano circo stanze favorevoli. Per avere successo una pianta infestante deve possedere aggressività ed accentuata mancanza di specializzazione. Inoltre l'autoimpollinazione. e sono segnalati anche casi di crescita oltre i cinque metri. a Samoa. colonizza solo circa tre metri quadrati in un anno. Osserviamo però che ciò libera le erbacce dalla sudditanz a verso gli insetti impollinatori. estati calde e inverni freddi non dovranno ostacolarne la crescita e la fioritura. signif ica negare tali possibilità. senza la quale viene a mancare la possibilità di un rapido adattamento a circostanze nuove o difficili. e lo stesso vale per la lu nghezza delle giornate. che abbia molto ridotto l a consistenza numerica della specie.unde dell'America tropicale. Spesso le piante perenni evitano lo sforzo di dare frutti. e formando un esercito di lance protese. mentre oggi è solo un fatto occasional e. stando alle prime segnalazioni. di modo che tutti gli individ ui della specie possono appartenere allo stesso ceppo. ed era già un'erba infestante molto diffusa a Giava nel 1924. la caratte ristica presenza di fiori maschili e femminili su piante distinte crea la variab ilità della discendenza. La podagraria. magari già a due o tre settimane di vita. nonché a Singapore e Suma tra. Questi ceppi si sono formati in passato man mano che la specie si adattava ad una minore specializzazione.

e per il resto dipende da lle secrezioni delle radici. tutto dipen de dalle condizioni di crescita e specialmente dal terreno. Altri metodi di diffusione delle erbe infestanti sono stati descritti al capitol o 17 a proposito. delle foglie delle crassulacee quali l'erba pignola. impediscono la navigazione. Anni fa la gente apprezzava le Candelabra. Per l'agr icoltore possono rappresentare un grosso calo nel raccolto. Noi pensiamo al tarassaco con il suo lieve «palloncino» di semi paracadutabil i. e le piante fioriscono entro sei mesi. Infine le erbacce possono sviluppare una forte concorrenza per la luce. che si staccano prontamente ed at tecchiscono con altrettanta facilità. dei bulbilli dell'erba brusca o acetosella. tarassaci e simili sono come l'Idra della leg genda. l'erbaccia degli stagni e le erbe che crescono tra le pietre. Questa concorrenza è motivata in parte dalla lotta fo ndamentale per l'accaparramento dell'acqua e delle sostanze nutrienti contenute nel terreno. è anche funzionale per quanto concerne i semi. I semi possono germogliare entro tre giorni d a quando vengono bagnati. Il tarass aco si può citare come esempio di erbaccia molto perfezionata. gli scolmatori e le risaie in tutta l'Africa e l'Asia tropicali. riducono il flusso idrico fin dell'80%. ma in molte specie esistono in realtà due tipi di seme. il secondo sprovvisto d i paracadute e prodotto tutt'attorno al bordo del capo fiorale. A nche il bel loto indiano e le ninfee tropicali costituiscono spesso dei gravi fl agelli. se non fosse esposta all a concorrenza delle erbacce. I giardinieri definiscono qualche volta le erbacce alla stregua di «piante al post o sbagliato». La lattuga d'acqua. sono erbacce d'acqua che devono in verità essere annoverate tra gli «avventurieri» erbacei di maggiore success o. sottragg ono ossigeno e intorbidano l'acqua quando muoiono o marciscono. producendo pa recchi germogli nuovi. il Prunus Serotina. può trasformarsi in una fonte di serie preoccupazioni in un altro. I primi lavori di ricerca sviluppati in merito hanno dimostrato che una sola piantina d'avena potrebbe sviluppare un apparato radicale di oltre 100 centimetri di lunghezza. ad esempio. Va tenuto presente che le piante infestanti non sono tutte specie erbacee: ci so no anche alberi che si comportano come erbacce. i canali d 'irrigazione. e gareggiano ser iamente col riso nelle risaie. Un fiore apprezzato in un giardi no. ad esempio un tipo di sicomoro. ma io so di un giardino dove esse fiorirono così esageratamente che i l proprietario dovette sterminarle con il clorato sodico. lotta in cui la pianta infestante si troverà spesso in posizione di v antaggio con il suo sistema radicale di ampia portata. almeno in un certo senso. basta ricordare la p ratica corrente di far crescere l'erba nei frutteti per arrestare la crescita vi . Oltre alla sua brav ura a rispuntare dopo che è stato tagliato. mentre il farfaraccio diffonde foglie così grandi e spesse. Le erbacce non si limitano a occupare gli habitat disturbati. insieme ad un certo numero di piante che vivono sommerse. l'acanto dei Paesi mediterranei non lascia crescere nulla all'ombra delle sue lussureggianti foglie espanse. se vengono decapitate. come l'erba fi liforme. da bloccare qualsiasi plantula che osi spuntare in mezzo ad esse. Le largh e foglie dei convolvoli tolgono la luce alle piante sulle quali si attorcigliano . con tutta una schiera di specie tropicali che non tardano a spuntare dopo il taglio della foresta primitiva. Ma in ogni caso le erb acce sono qualcosa di più che semplici specie vegetali «al posto sbagliato». Circondata da piante infestanti. che ostacolano attivamente lo sviluppo delle radici e anche la germogliatura di altre specie. per azione meccanica. e ciò è vero. una piantina d'ave na è stata in grado di produrre invece complessivamente solo 500 metri di radici n el corso di una stagione. o dei giacinti d'acqua.paracadute. che si suddividono a ll'infinito. ma fanno concorren za attiva alle altre piante. riducendo i raccolti fin del 50%. Tali erba cce ingorgano i corsi d'acqua. Anche le erbacce con radici a capsule apicali possono rigenerarsi. perché anche le piante infestanti incontrano difficoltà molto maggiori sui terreni argillosi che non su quelli sabbiosi. primulacee introdott e dall'Asia. dato che costituiscono ora una seria minaccia per i corsi d'acqua. Romici. bloccano l'efficienza delle centrali idroelettriche. dagli animal i o dal gelo. che rigenerava due teste per ogni testa che le veniva troncata. piantaggini. dove una balza d i colore rosso attira gli uccelli. le felci d'acqua e le lenti palustri (queste ul time possono produrre 84000 piante per metro quadrato).

gorosa delle piante da frutto. All'ecologo conservatore le specie infestanti appaiono spesso nient'altro che pi ante brutte, appartenenti a pieno titolo ai vegetali di seconda categoria, che t urbano il fascino del paesaggio, e anzi lo imbruttiscono, ricordando il processo accelerato di scempio del mondo naturale. L'unica eccezione è costituita forse da lle erbe infestanti annuali, che rendono così belli i campi del Marocco o della Tu rchia quando fioriscono tra le messi - Delphinium o erba cornetta, fiordalisi, p apaveri, specchi di Venere, gladioli -, che la gente modesta, a malapena sfuggit a alla stretta del bisogno, se le porta a casa dai campi per coltivarle e tenerl e nei giardini. Ma in linea di massima, se non le terremo d'occhio, saranno le e rbacce ad ereditare il mondo. Capitolo 22. CONVIVENZA. Nel mondo delle piante si ritrovano tutte le sfumature dell'unione e del distacc o, che vanno dalla convivenza virtualmente perfetta ed ininterrotta al rapporto di odioamore, fino al limite del parassitismo in cui una parte si spinge oltre i l lecito. (Il parassitismo vero e proprio verrà trattato nel prossimo capitolo.) Molto spesso le piante formano associazioni con altri esseri viventi oltre alle piante, partendo da organismi imparentati, come i batteri e i funghi, fino a com prendere tutto un assortimento di animali, dai protozoi ai mammiferi. Con il ter mine di «associazione» intendo le varie sfumature d'intensità con la quale letteralmen te si condivide l'esistenza, più che non la semplice compartecipazione ad attività q uali l'impollinazione e la dispersione dei semi, già accennate in precedenza; tutt avia in alcuni di questi casi si può già parlare di un'esistenza strettamente condiv isa, come nelle associazioni a fini d'impollinazione nelle yucche e nei fichi, d escritte al capitolo 13. Si usano tre termini per indicare questo tipo di conviv enza. L'associazione più fluida è quella detta "commensalismo", in cui un organismo vive sopra, dentro o assieme a un altro organismo, di cui condivide in una certa misura il nutrimento. Nel "mutualismo" si osserva reciproco vantaggio per ambed ue gli organismi interessati. Esiste infine la "simbiosi", in cui due, o talvolt a più organismi sono pienamente integrati in una convivenza equilibrata, con benef ici ideali per tutte le parti in causa. Accade facilmente in ogni contesto che g li organismi coinvolti abbiano caratteristiche assai diverse tra loro, e che nel la maggior parte dei casi ogni associato possa anche condurre un'esistenza indip endente. Alcune associazioni sono molto unilaterali, e quasi non rientrano nella categori a delle forme di convivenza. Appartengono a questo genere le piante epifite, che non fanno altro che posarsi su altri alberi, senza arrecare loro un vero danno, ma anche senza apportare alcun autentico vantaggio alla pianta ospitante, racco gliendo il materiale vegetale in disfacimento attorno alle loro radici in sostit uzione del terreno. Liane e rotang si servono del sostegno fisico degli alberi e retti; queste piante e, ancor più direttamente le piante rampicanti, come edere e filodendri a radici aeree, possono finire col soffocare la pianta ospitante sott o il proprio fogliame, o col trascinarla a terra. Si possono trovare epifite anche in mare, con forme di rapporti in cui la pianta ospitante o l'epifita possono ripararsi dal mare grosso o dall'eccessiva illumi nazione; e, proprio allo stesso modo in cui le piante rampicanti degli ambienti terrestri possono soffocare o abbattere le piante che le ospitano, succede talvo lta che le epifite marine si sviluppino in misura così esagerata, che la pianta os pitante sovraccarica venga strappata dai propri ormeggi. Anche certe specie animali hanno avviato una convivenza sotto la protezione spec ializzata di date piante. Ad esempio c'è una specie di rana che vive nei vasi fogl iari delle bromelie, dove trova acqua sufficiente ai propri bisogni con animalet ti minori da mangiare: ha testa piatta e spinosa a forma d'elmo, di modo che, se un pericolo la minaccia, si rannicchia nel fondo del vaso, dove l'elmo cranico la protegge e mimetizza. Su scala molto minore l'epatica "Frullania" forma picco le strutture vascolari per immagazzinare acqua, dove viene spesso ad abitare un minuscolo rotifero.

Le formiche coabitano spesso con le piante, segnatamente con specie arboree, abi tandone di solito certe parti, sebbene all'occasione vi possano appendere nidi e sterni. I nidi di formiche comprendono quasi sempre terreno o detriti vegetali, questi ultimi molto indicati per assicurare la struttura del nido. Le abitazioni interne comprendono il cavo dei tronchi o dei gambi, o quelli da cui si può togli ere facilmente il midollo, o grandi nodosità o spine cave, in cui le formiche poss ono entrare praticando un pertugio iniziale. A volte le formiche attuano un sist ema completo di comunicazioni all'interno di questi rami tubolari, mentre in alt ri casi tra i diversi formicai situati in cavità viene costruita una rete di cammi namenti esterni coperti. Gli spini fischianti - di cui esistono specie africane e sudamericane - sono aca cie aventi strutture rotonde e cave (stipule) alla base delle spine. Le formiche le perforano, svuotandole del tessuto in eccesso, e vi si insediano. Quando sof fia il vento si produce un irreale suono zufolante, per il passaggio dell'aria a ttraverso i fori praticati dalle formiche. Altre specie di formiche utilizzano le foglie, talvolta scollando le due superfi ci fogliari, come se si trattasse di una borsa di carta, per farsene un nido; o insediandosi nella sacca rigonfia pronta per l'uso, che si ritrova in certe pian te tra le nervature presso la base fogliare; oppure incollando assieme i bordi d elle foglie in modo da formare un luogo di residenza a struttura tubolare. Altre invece si fanno dei semplici nidi tra le grandi spate che avvolgono i capi fior ali dei rotang. Alcune specie di Hoya o vite cerea crescono con steli e foglie p remuti strettamente contro i tronchi degli alberi, e nelle sacche che così vengono a formarsi si trovano spesso colonie di formiche. Altre tuttavia abitano le gal lerie che si sono formate all'interno degli anelli di spine appaiati e sovrappos ti di alcune specie di palme. Una specie di orchidea, la Schomburgkia, ha lunghi pseudobulbi cavi funzionanti da organi di deposito, in cui le formiche possono entrare praticando un pertugio alla base. Le formiche scavano anche i rizomi rig onfi e tubolari che immagazzinano acqua, in un paio di specie di felci tropicali epifite. Non c'è ombra di dubbio che le formiche si comportino da smodate opportuniste quan do incontrano strutture favorevoli; tuttavia la loro presenza si rivela spesso v antaggiosa anche per gli alberi, svolgendo ad esempio estese funzioni difensive. In effetti un albero popolato di formiche dispone di un esercito sul piede di g uerra. Ogni attacco mosso contro di esso fa irrompere miriadi d'insetti, come po ssono pietosamente testimoniare molti botanici. Cito ancora un superbo brano scr itto da E. J. H. Corner sulla scorta delle sue osservazioni personali: "Ci fermiamo eccitati per l'emozione della prima spedizione nelle umide radure.. . e ci accorgiamo che un fioco stormire svanisce tra gli alberi. Ritorna e si at tenua. Pensiamo ai serpenti, alle vespe, alle api, e ci guardiamo attorno senza riuscire a scoprire una causa credibile del mistero. Ora il suono si ripete a de stra, a sinistra, da ogni parte, come una serie di bassi tintinnii tra i cespugl i e nella volta di fronde. Una sensazione strana scivola sui nostri corpi sudati cci, la sensazione di venir spiati da un'orda di presenze invisibili. Quello che abbiamo sotto i piedi è un serpente o non è piuttosto soltanto il tronco strisciant e di un vecchio rotang? Ci chiniamo ad esaminarlo con nostro sollievo e, proprio mentre il suono riprende, ecco una formichina battere le mandibole sul rivestim ento secco presso un foro praticato nella guaina di una foglia. Istantaneamente risuona uno stormire, un tintinnio, un fruscio dall'involucro fogliare, che riec heggia dal prossimo e poi dal prossimo ancora, su su per il tronco e tra gli alb eri... La sentinella ha dato l'allarme ai soldati, il segnale viene ripetuto da un avamposto all'altro, come una specie di «ai posti di combattimento», perché vengano respinti gli invasori: l'allarme si propaga tra le fronde fino in cima agli alb eri. Solleviamo la liana, e dal di sotto irrompono formiche nere mordendo feroce mente". Le formiche possono tenere lontani molti insetti dannosi, bruchi, chiocciole ed altri animali - fors'anche mammiferi erbivori - e in modo speciale quei loro par enti tagliatori di foglie che impiegano tanto poco tempo per spogliare una piant

a. Oltre a fornire un alloggio sicuro alle formiche sopra il livello delle eventual i inondazioni in molte giungle, l'albero, all'occasione, garantisce anche il pas colo ad afidi e gorgoglioni che le formiche allevano e «mungono». In alcuni casi str aordinari l'albero fornisce alle formiche anche lo stesso cibo, che si potrebbe paragonare alla «tangente» versata a un'organizzazione criminale in certe situazioni umane. La Cecropia peltata o albero delle trombe ha «corpi alimentari» che vengono offerti in omaggio sulla parte più bassa del picciòlo fogliare. Si tratta di vere e proprie imitazioni di insetti ad uso delle formiche carnivore che vivono nel tro nco cavo e trabecolato dell'albero. Le formiche mangiano questi corpi alimentari , che vengono sostituiti in continuità, e allevano entro il tronco certi tronchi c he ne succhiano la linfa, drenando ulteriormente le risorse dell'albero. Ma le f ormiche intanto tengono l'albero pulito dalle piante rampicanti - cui le cecropi e sono straordinariamente esposte per qualche loro oscura ragione -, e con molta probabilità le proteggono anche da specie erbivore quali afidi e bruchi: forma di coabitazione che costituisce un buon esempio di mutualismo. Negli spini fischianti l'estremità delle foglie produce un corpo alimentare che ra ssomiglia a un piattino, e non mancano nettarii sui picciòli fogliari. Analoghi ne ttarii vengono fabbricati da certe specie di Macaranga, e vengono portati dalle formiche adulte alle larve depositate nel cavo del tronco. Anche questo caso rap presenta una buona forma di mutualismo: i tronchi cavi forniscono alle formiche occupanti cibo e rifugio, mentre le formiche garantiscono protezione sicura dagl i attacchi dei bruchi, cui queste specie vegetali sono sensibili. E" stato accertato che queste associazioni devono essere ormai di vecchia data, perché cecropie e spini fischianti hanno caratteristiche diverse dalle specie vege tali con cui sono più strettamente imparentate, e che tuttavia non sono altrettant o mirmecofile: infatti le cecropie non hanno lattice, mentre gli spini fischiant i possiedono una linfa più povera di sostanze chimiche ad azione insettifuga. Tra gli esempi più strani di associazione mirmecofila c'è quello di una falsa pianta carnivora detta "Dischidia". I suoi ascidii lunghi 10 centimetri non sono proge ttati allo scopo d'intrappolare insetti, come avviene nella maggior parte delle piante a struttura simile (con le quali comunque la "dischidia" non è imparentata) . Le formiche portano spesso detriti nell'ascidio, che esse giudicano un'eccelle nte abitazione prefabbricata; pian piano vi sgocciola dell'acqua, e il picciòlo fo gliare produce una radice che si sviluppa nell'ascidio per utilizzare questa raz ione supplementare di nutrimento ed umidità. Questo fatto è importante per la pianta che cresce spesso in località molto calde e poco protette, dove le radici esterne possono avvizzire facilmente. Anche quando c'è poco humus negli ascidii, le formi che vi possono fare il nido ugualmente. Talvolta non vi possono nidificare a cau sa di una formica astutissima e di specie diversa domiciliata sulla scorza dell' albero, che raccoglie tutta la cera di cui sono rivestiti gli ascidii. Comunque le formiche provvedono spesso a raccogliere detriti vegetali dove le epifite ins inuano le radici, che in questo modo vengono a formare un'armatura rigida per un «nido a vaso da fiori». Oltre ai servizi attuati dalle formiche per lo sviluppo del le radici, sembra davvero che a certe piante occorra la compagnia attiva di ques ti insetti. Si annovera tra tali piante l"«orchideaasecchio», che difatti si coltiva con grande difficoltà se le mancano le sue formiche, probabilmente perché queste le forniscono qualche elemento sostanziale. Se si mette in una serra un'orchidea d i questa specie, tutte le formiche del vicinato si raccolgono tra le sue radici, per cui è possibile che anche la pianta fornisca loro qualche vantaggio. Queste o rchidee crescono naturalmente in libertà sui formicai pensili sulle cime degli alb eri, e rappresentano - come scrive P. H. Allen nella sua "Flora di Panama" - «un e lemento di grande rilievo in quell'opera unica in natura che sono i giardini arb orei delle formiche; ... queste associazioni comprendono sovente un Epidendrum a fiori purpurei o aranciati, e parecchie piante a foglie grasse non appartenenti alle orchidee ed evidentemente specializzate, tra le quali le più frequenti sono le Peperomia e certe Gesneriacee». Le orchidee «sono ben protette dalle bellicose fo rmiche, si possono raccogliere a prezzo di grandi sforzi, e si trasportano con f atica ancora maggiore». Sembra che le formiche inizino la costruzione del nido cem entando assieme dei detriti, poi si portano in casa i semi delle piante in quest

ione per mangiarne gli «omaggi» alimentari annessi, secondo la descrizione datane al capitolo 15. Infine i semi germogliano, e attorno alle radici si accumula rapid amente altro materiale ricco di sostanze nutrienti e assorbente umidità, di modo c he si creano presto quelli che in linguaggio tecnico si dicono i «giardini pensili mirmecofili», cioè attuati e favoriti dalla presenza delle formiche. Le stesse Gesnerie vivono spesso in associazione esclusiva con le formiche, e le specie più comuni appartengono alle Codonanthe. Le plantule che vi si sviluppano spontaneamente cominciano il loro ciclo vitale in qualche modesta sacca di detri ti raccoltasi in una screpolatura della corteccia. Le formiche cominciano subito a fabbricarsi il nido attorno alla piantala, e questa attività le fornisce altro humus. A tempo debito i semi della pianta cadono nel formicaio o giardino mirmec ofilo, e non tardano a germogliare; talvolta rientrano in scena le formiche per portare i semi tra i detriti. Le formiche si comportano allo stesso modo anche c on molte altre piante, rivelando chiaramente un vero e proprio interesse a crear e giardini mirmecofili. A volte nello stesso giardino vivono due o tre specie di formiche. Un altro raccoglitore, G. T. Prance, non diversamente da P. H. Allen, osserva co me le formiche passino immediatamente all'attacco non appena si tocchi una loro pianta: «Dobbiamo carpire i nostri esemplari in tutta fretta prima che le formiche vi si possano arrampicare». E aggiunge di non aver mai visto una Codonanthe calca rata fuori di un giardino mirmecofilo. Nei nostri stessi giardini possiamo osservare le operazioni difensive praticate dalle formiche quando trovano da mangiare. Il lauroceraso e la rosa banksia, ad esempio, hanno nettarii sul tronco, i quali richiamano formiche che a loro volta si prodigano a tener lontani i divoratori di foglie come i bruchi. Parecchie ce ntauree europee secernono miele da ghiandole speciali situate sulle scaglie all' esterno dei fiori non ancora sbocciati. Si può vedere anche una dozzina di formich e stazionare contemporaneamente sulle gemme, e spruzzare acido formico su certi grossi coleotteri che altrimenti andrebbero a mangiare nei capolini fiorali. Attività alquanto simile si ritrova nel Platycerium, o felce a corna di cervo, che accanto a fronde d'aspetto più normale produce foglie grandi e piatte, che si avv inghiano al tronco dell'albero. Nella sacca formata da queste foglie avvinghiant i si accumulano detriti di cui si giovano le radici della felce. Altri detriti e particelle di terreno vi possono essere portati dalle formiche, che poi nidific ano in gran numero in questi «cestelli» vegetali. Altro materiale si raccoglie e vie ne usato nella costruzione dei formicai nelle "felci a nido d'uccello" o aspleni i, il cui fogliame forma un ricettacolo eretto a forma di vaso. Molte altre «piante aeree» insediate sui rami più alti degli alberi tropicali fornisco no rifugio alle formiche, in modo speciale i generi Myrmecodia e Hydnophytum, am bedue appartenenti alla famiglia vegetale che comprende la pianta del caffè. Quest e piante hanno le parti inferiori molto rigonfie, di forma tuberosa, spesso spin ose, in cui le formiche si creano palazzi di spazi a galleria. La Myrmecodia, ch e assomiglia alquanto a un riccio dal quale con poca coerenza spuntino corti gam bi frondosi, affida alle formiche la diffusione dei propri semi, e fornisce nett are agli insetti che abitano sulla pianta. Un albero tropicale detto Goniothalamus ridleyi produce quasi tutti i suoi fiori alla base del tronco. Certe formichine abitualmente ammucchiano terra sui fiori fino a ricoprirli completamente mentre sono ancora in boccio; inutile dire che estraggono il nettare dai fiori, perché tutti quelli che sbocciano troppo in alto sull'albero per venir ricoperti di terra, hanno sempre attorno frotte di formich e. I fiori situati al piede dell'albero sono irraggiungibili agli altri insetti, per cui si ritiene che l'impollinazione sia effettuata dalle formiche. La mirmecofìlìa e le sue varie forme di mutualismo sono limitate alle sole piante fi orenti e alle felci sopra citate. Oltre a trovare rifugio nelle piante occupandole abusivamente o incoraggiandole a fabbricare «nidi a forma di vasi da fiori» - e forse anche portandovi semi per aum entare le dimensioni dei nidi stessi - le formiche coltivano anche specie vegeta li per ricavarne cibo. Si tratta delle formiche sfogliatrici dell'America tropic ale, che riescono a spogliare del fogliame un grosso albero dalla sera alla matt ina. I pezzettini di foglie possono raggiungere il diametro di due centimetri, e

con larghezza ed altezza fino a 30 centimetri. perché hanno perduto le pareti cellulari. che costituisce il nutrimento principale di qu este formiche. di norma rende questi organismi fotosensibili. Uno dei misteri della natura è che i corpi fruttiferi prodotti all'esterno del termitaio da queste masse di mic elio espulso sono sempre piccolissimi. di misura completamente diversa dai gigan teschi «ombrelli». e tutto il formicaio può occupa re complessivamente la superficie di 100 metri quadrati e anche più. e si possono ritrovare in molti protozoi. in modo da formare un vero e proprio letto caldo sul quale cresce un fungo speciale: il principio corrisponde esattamente a quell o adottato per attuare i lettorini delle moderne coltivazioni di funghi. Nel caso de l rizopodo non esiste neppure un meccanismo di alimentazione. o cloroplasto. Una volta spunta to all'esterno. e non è stato ancora accertato se il fungo viva spontaneamente nel terreno o piuttosto non vi sia stato portato deliberatamente in origine dalle formiche. ma mancano prove altrettanto c hiare che la coltura avvenga per decisione deliberata. Salvo questi rapporti con le formiche . e trapiantando i funghi in nuove celle man mano che queste diventan o disponibili. Anche le termiti hanno orticelli tenuti a funghi. Oltre a produrre cibo. e di un rizopodo (Paulinella chromatophora) . che dà a tutti l'impressione di un ombrello aperto sopra il termitaio. la sommità si dispiega a forma di cappello largo anche 60 centimet ri. Nelle celle i brandelli di foglie vengono masticati e mescolati ad altri detriti vegetali e a gli escrementi delle formiche. di un flagellato (Cyanophora paradoxa). producendo il micelio e ricominciando il ciclo. Così le alghe vengono ad assomigliar e a grossi cloroplasti. Dopo aver formato un micelio filiforme nelle celle del termitaio. a ognuno dei quali l'alga fornisce carbonio e probabilmente azoto. il componente alga. Le celle dei funghi. con corpo fruttifero fornito di gambo e cappello. dal materiale fornito dalle termiti o anche dall'intensità dei processi di coltivazione. o se non sia cresciuto per caso nei formicai e in seguito sia stato sottoposto a c oltura. mentre a proposito della Cyanophora le cellule dell'alga semplicemente non possono esistere in mod o indipendente. possono trov arsi fino a 5 metri sotto la superficie del suolo. Ciò può dipendere dalle condizioni particolarmente favorevoli di cui dispone il fungo all'interno dei termitai.le piante e gli insetti non mantengono di norma relazioni particol armente cordiali. co n l'aiuto di una sommità durissima talvolta foggiata a capezzolo. Tuttavia le piante mantengono felicissimi rapporti di vario genere con molti alt ri animali. tuttavia è ancor a incerto se in questi casi si tratti di associazioni simbiotiche o di uno stadi o a mezza strada tra il regno animale e quello vegetale. Ad intervalli le termiti gettano all'esterno masse di micelio. Questa particolarità si ritrova nelle associazioni di alg . dove esso costituisce una parte molto importante dell a loro alimentazione. Il fungo in causa è del tip o classico. Vi si annovera quella di un verme marino (Convoluta roscoffensis). Le termiti sciamano sul cappello fungino e ne prelevano frammenti che ammassano all'interno del termitaio. il fungo sviluppa un gambo che s i fa strada a viva forza attraverso il termitaio. Nella saliva delle formiche c'è qualcosa che impedisce la crescita di funghi indesiderati e forse favorisce anche lo sviluppo della specie fungina prescelta. Al capitolo 18 ho precisato come gli insetti si nutrano a spes e delle piante o depongano all'occasione le uova nei tessuti vegetali. presumibilmente p erché ingrossano troppo ed ostruiscono il passaggio. strappando ogni erba che pos sa spuntare. Il fungo in questione.vengono ammassati in celle speciali nei nidi: un osservatore che ha potuto assi stervi ha scritto che le formiche avanzano «come ragazzini della scoletta di catec hismo quando si recano in processione con gli stendardi». lun ghe fino a un metro. Le form iche operaie dedicano attente cure a questi funghi. e perché inoltre i due soc i in simbiosi si riproducono simultaneamente. alto spesso un metro o due. Naturalmente all'interno del nido cadono spore che possono germogliare. Sono note parecchie centinaia di associazioni tra invertebrati acqua tici ed alghe unicellulari. Ciò può dipendere benissimo dal fatto puro e semplice che non si sa dove cerca rlo. alcune delle quali rappresentano esempi perfetti di simbiosi. è una piccola specie sotterranea che non si vede mai fuori dei form icai.e naturalmente quelli connessi con l'imp ollinazione . attività cu i le piante reagiscono con la formazione di galle.

La quantità totale dell'azoto atmosferico fissato da questi batteri produttori di noduli. sebbene non du rino all'infinito. muschi. L'azoto è assolutamente inerte e riluttante a formare composti allo stato naturale . mentre i suoi filamenti talvolta riesco no a penetrare anche nelle radici. Il processo chimico della fissazione dell'azoto comporta la combinazione dell'azoto libero con l'idrogeno. e troppo bassa per poter sostenere . Tanto per citare George D. che forma nodu li sulle radici di piante. finché non si è scoperto che non si trattava di occhi nel senso letter ale della parola. L'idrogeno può venire fabbri cato dai microorganismi. ma anche di altre famiglie. che può abitare s acche alimentari della pianta superiore. ed e sercitano notevoli effetti sulla pianta interessata. se non fosse per l'avvento delle legumi nose e della loro associazione simbiotica con il Rhizobium. l'olivello spinoso e la mirica. da sola ha aspetto d el tutto anormale. Alcuni pesci portano alghe sulle loro branchie. e la simbiosi citata riveste importanza econom ica nella coltivazione del riso. per cui occorre molta energia per scindere i due atomi della sua molecola. in cui le alghe u tilizzano i prodotti di rifiuto dell'animale in cambio di carboidrati. allo stesso modo in cui va ri organismi provocano la comparsa di galle. Tra gli sviluppi più straordinari del fenomeno della simbiosi c'è il caso dell'assoc iazione creatasi tra la Tridacna. ma viene effettuata anche da certi funghi in simbiosi con piante come l'ontano. Scott. che in assenza di essi va i ncontro a un processo di nanizzazione. I noduli batterici si ritrovano principalmente sulle foglie delle rubiacee. L'alga fissa l'azoto atmosferico con benefici o dell'altra pianta. Questi or ganismi si servono della fotosensibilità per equilibrare le esigenze alimentari di ogni simbionte. specialmente delle piante leguminose. mentre il pigmento rosso all'interno dei noduli delle leguminose è . felci galleggianti. Vi partecipa anche l'oligoelemento molibdeno.vedi caso . "viene da sudare freddo al pensiero che. ed alghe micro scopiche di vario genere. oppure essere disponibile in forma facilmente riducibil e. è stata valutata sui 100 milioni di tonnellate annue. La fissazione dell'azoto si presenta in forma a ncora più tipica nell'associazione con un batterio detto Rhizobium. In queste specie la pianta riesce a cresc ere «normalmente» solo quando è entrata nel ciclo della simbiosi. I noduli che si formano su queste piante legnose permanenti sono spesso assai grossi e si presentano raggruppati. bensì di lenti impiegate per mettere a fuoco la luce su colonie di alghe all'interno dei tessuti. lemne. probabilmente come catalizzator e. Le cellule batteriche o fungine sembrano avviare un parassitismo superficiale ch e verosimilmente stimola le radici a produrre noduli. Il mantello ha una fila di «occhi» azzurri che ha messo in imbaraz zo i biologi. anemoni di mare. dove l'alga verdeaz zurra Nostoc rappresenta l'esempio tipico del socio minoritario. I batteri sembrano incapaci di fiss are l'azoto quando vivono allo stato libero. dove l'aerazione è massima. la condizione odiern a dell'azoto nel terreno sarebbe bassissima. perché la Nostoc mantiene anche sottoterra il colore e la cap acità di fissare azoto. specialmente leguminose.he con i polipi dei coralli. ma a quanto pare l'uso da parte dell'alga dei prodotti del meta bolismo animale non è altro che l'impiego succedaneo in sostituzione dell'acqua di mare utilizzata in precedenza. un gigantesco mollusco bivalve. che colorano il suo mantello con chiazze vivaci di ara ncione e porpora. in modo da formare ammoniaca.una proteina strettamente imparentata con i globuli rossi del sangue. e l'animale non dipende per nulla dall'alga. In questo modo l'alga si procura un'abitazione mobile che presenta a spetti interessanti. la Gunnera dalle foglie gigantesch e e molte delle vecchie Cycadine. spugne e meduse. mentre il bradipo ricava forse qualche piccolo vantaggio da questa forma di camuffamento. Sussistono numerosi legami tra piante inferiori e superiori. un'alt ra strana associazione si verifica tra un grosso bradipo e un'alga che gli rives te il pelo. gigari. in modo che potessero effettuare la fotosintes i nel modo migliore! L'eccedenza demografica delle alghe viene invece digerita d al mollusco. devono trovarsi dentro un nodulo do ve la pianta contribuisca in qualche modo alla loro esistenza. Tra le piante associate a quest'alga si annoverano epatich e.

Una buona coltura di leguminose adatte riesce a fissare 250 chilogrammi d'azoto per ettaro in una stagione. freddo e siccità. ma i licheni producono anche dei soredì. men tre nei casi più evoluti la disposizione presenta notevole somiglianza con quella di una foglia in una pianta superiore. Si può osservare anche ch e se un lichene viene messo all'ombra dopo che è stato esposto alla luce. I funghi hanno un'importanza particolare in queste imprese in compartecipazione. Ciò acca de nei licheni esposti ininterrottamente alla luce solare: all'ombra il lichene cresce di colore verde. ma nella maggior parte dei licheni si forma ben presto la disposizione del t ipo già descritto. Queste tint e. sopra una massa di filame nti d'origine fungina. assomiglia anche nel contorno ad una pianta superiore: ad esempio ne lla Sticta filicina. si può osservare come la superficie inverdisca rapidamente per questo processo. dove alla somiglianza esterna si aggiunge la presenza di po ri aerei paragonabili a stomi. Le specie simbionti si possono ritrovare anche separate e indipendenti. dal momento ch e molti batteri sono privi delle sostanze di accrescimento che invece i funghi p ossono fornire. Fungo ed alga possono incontrarsi. L'integrazione completa tra le due diverse parti risulta con la massima chiarezz a dal modo in cui il lichene reagisce alla luce e all'umidità. Quan do la pianta s'inumidisce. Oltre ad avere aspetto di foglie o scaglie. e spesso s'incontra no per puro caso. ma appar e probabile che le alghe in questione di norma non riescano a condurre una vita facile per proprio conto. Nelle forme più elementari le cellule o i fil amenti delle alghe si trovano semplicemente mescolati con i cordoni fungini. i lic heni possono formare anche croste sottili. o cresce re in forma eretta. per cui viene esposta a lla luce una parte maggiore di ogni cellula . Secondo ogni apparenza i licheni s ono in grado di estrarre sostanze minerali dalle rocce sulle quali sovente vivon o. Il fungo continua a riprodursi come farebbe se stesse solo. nero e così via. o ramificarsi nei modi più complessi. Se si bagna un lichene grigio asciutto. e l a pianta combinata che forma punte fruttificanti tende in questo senso. In questa forma di simbiosi l'alga riceve protezione e sostanze nutrienti fondam entali. pustolette contenenti t essuti dei due simbionti che si staccano facilmente dal tallo principale. Talvolta il tallo del lichene. La simbiosi comincia così. L'esempio più notevole di associazione fungina è forse quello per cui in combinazion e con le alghe si formano i licheni. che viene filtrata dalla sostanza colorante. per non parlare delle vaste aree soggette a coltura intensiva". usate da molto tempo dall'uomo a scopo colorante. ma l'alg a non si riproduce in forma sessuale quando convive con il suo socio incolore. con uno strato di cellule fotosintetiche d'alga situato in prossimità della superficie superiore. e ne riesce avvantaggiata anche la vita sul nostro pianeta. Molti licheni hanno colori vivaci: giallo. In un caso o nell'altro il nuovo lichene comincia a crescere come una miscela di cellu le. ambedue gli organismi interessati ne ricavano grossi vant aggi. derivano da un denso deposi to di acidi colorati dei licheni nelle cellule dello strato superficiale. Allo stato secco lo strato superficiale si contrae. La tenace Ra malina del deserto del Negev riesce a sopportare più di 80 gradi di calore allo st ato secco. di modo che giunge meno luce a ogni singola cellula. alla stessa stregua di quanto fanno alcuni funghi per conto loro. e continua ad effettuare la fotosintesi anche quando è parzialmente con gelata a 10 gradi sotto zero. Nel suolo formano associazioni d'ogni sorta con i batteri.il manto di vegetazione naturale che copre oggi il mondo. I lic heni sono in grado di assumere acqua allo stato libero con velocità sorprendente. assorbendo in 10 minuti più del 50% del loro peso iniziale allo stato secco. come viene chiamata la sua struttura. In questo modo si evitano gli effetti dannosi della luce eccessiva. i carboidrati di provenienza fungina. cambia i . arancione. quantità corrispondente pressappoco a due tonnellate e mezzo di concimi. Abbiamo già v isto che i licheni presentano notevole resistenza a condizioni difficilissime d' esistenza. tutto il complesso si dilata. oppure somigliare ai muschi. sebbene si tratti di combinazioni casuali. e lo stesso fanno le cellule sottostanti di ori gine algale e fungina.e in modo speciale delle cellule a lgali che effettuano la fotosintesi. sopportando situazioni estreme di caldo.

e tal volta somigliano per l'aspetto a certe masse coralline. si tocca con mano quale importanza abbiano i funghi delle micorrize per l'uomo c ontemporaneo. dove renne euroasiatiche ed americane vivono largamente di cladonia. Questo manto è lungo solo un centimet ro circa. o al passaggio dalla lu ce all'ombra o viceversa. in seguito al riassorbi mento dei pigmenti. si associano agli alberi. il cosiddetto «lichene delle renne». Sta di fatto che molti autori ritengono che la maggior parte dei licheni operi in compartecipazione con batteri fissatori di azoto. ma sono anche importanti ai fini dell'insediame nto della vegetazione mondiale. particolarmente nella fase giovanile. Alcuni funghi non sono più in grado di produrre corpi fruttiferi sporigeni (ad esempio molti dei comuni funghi a ombrel lo commestibili o velenosi) se allontanati dal loro albero simbionte. ed è un fatto corrente che una specie di fungo ne sostituisca un'altra nella micorriza durante la vita di un albero. ma moltissimi funghi diversi possono associarsi a moltissimi alberi div ersi con risultati sostanzialmente identici: ad esempio.l colore. produ cendo curiose formazioni superficiali di cui si sospetta che siano in grado di f issare l'azoto. e se si tengono pre senti i grandi programmi di rimboschimento . raccogliendolo come riserva alimentare per le loro bestie. che invece riescono ad avviare rapporti con i funghi. e a vo lte ne fanno anche una vera «fienagione». Le radici a micorriza sono sempre più corte e ramificate di quelle «normali». facendo il primo passo per la formazione del terreno. ma la sua struttura feltrata le permette di assorbire l'acqua e di sos tituire efficientemente i peli radicali cui altrimenti spetterebbe questo compit o. tra i licheni. Questa simbiosi viene praticata in due modi . Nelle cicadacee questa m icorriza coralliforme si trova sulle radici anormali che crescono verso l'alto e si sviluppano alla superficie del suolo. . La denominazione «micorriza». Questa facoltà consente al lichene di rimediare alla mancanza di fotosensibilità per regolare la sua crescita effettiva. coesistendo parallelamente a comuni radici non infestate. Certe combinazioni tra albero e fungo sono di tip o unico. dalle felci ed epatic he fino agli alberi delle foreste. p er cui agiscono di fatto come antibiotici. A volte un albero può fare società co n sei o sette funghi contemporaneamente. passando dall'aranciato o dal giallo al verde. e che tuttavia pos sono vivere per parecchi secoli. I licheni sono importanti anche c ome alimento nell'emisfero settentrionale. Oltre ad associarsi alle alghe. è abitata da funghi ed alghe verdiazzurr e. nelle loro dure condizioni di vita i licheni forniscono il 95% del cibo disponibile. che significa semplicemente «radice fungina». si osserva nel caso dello Sterocaulon. impedendo loro d'infettare l'albero. I Lapponi praticano con le loro mandrie un pascolo attento del lichene delle renne. i funghi entrano in coesistenza anche con le rad ici di un impressionante assortimento di piante superiori. Ho già fatto notare come essi sovente compiano ope ra da pionieri in durissime condizioni climatiche e frantumino le rocce. specialmente alle conifere. dove c'è un'alg a verdeazzurra che si associa a una combinazione di base tra alga e fungo. Molti funghi del tipo a ombrello. e sono importanti perché li aiutano nella cre scita. Questi licheni non sono soltanto esempi di un avvenuto notevolissimo e felicissi mo collegamento tra due forme di vita assai diverse tra loro. mentre a sua volta ri ceve carboidrati e composti glucidici dall'albero. Però il colmo. numerose piantale su suolo sterile restano molto indietro nello sviluppo rispetto ad altre. In queste combinazioni il fungo stimola la formazione della radice e consente al l'apparato radicale di assorbire più nutrimento dal terreno. E" stato dimostrato che certi funghi ne tengono lontani altri dannosi. per il pino di Scozia s ono stati registrati 119 «soci» di natura fungina. per produrre carta desti nata a giornali di valore effimero e di letteratura forse un po'"meno effimera.all'esterno e all'interno delle ra dici. Le micorri ze pertanto sono importanti specialmente nei terreni poveri. formando anche una rete tra l e cellule degli strati esterni della radice. si app lica alla simbiosi principalmente esterna in cui una guaina di tessuto fungino c irconda le parti apicali delle radici dell'albero. sia mangerecci che velenosi. e che forse non potrebbero nemmeno cominciare ad esistere senza la loro presenza.principalmente a base di conifere dai quali dipende parte della nostra economia moderna.

e la loro presenza è st ata identificata in seguito in certi «nidi d'uccello» dei paraggi. e la cosa più interess ante che si può dire sul loro conto è che il loro rapporto con i funghi è condiviso an che con gli alberi. sotto questo riguardo assomigliano ai loro soci fungini.Le piante saprofite dipendono completamente dalle micorrize. o endogeni. incapace di germogliare e crescere se non viene rifornito dall'esterno di nutrimento e vitamine. ma di solito questo accade per la presenza di qualche ostacolo. (E" possibile far germogliare artificialmente semi d'orchidea mettendoli in un terreno di col tura a base di gelatina contenente zuccheri e sostanze minerali. e pare che i carboidrati ottenuti da queste mon otrope provengano in gran parte dagli alberi. Nella combinazione entra a far parte di solito un fungo detto Rhizoct onia. hanno analoghe radici somiglianti a formazioni coralline. I «nidi d'uccello» sono piante di bosco e foresta. presumibilmente allo scopo di assicura re la conveniente distribuzione dei semi. anzi. La radice di corallo. e i suoi filamenti si sviluppano accanto alle cellule dell'orchidea. Questi esempi di saprofitismo nelle piante superiori contribuiscono a rafforzare la teoria secondo la quale i funghi non sono altro che piante in cui è andata per duta la clorofilla. Il fungo penetra nella radice dell'orchidea. quella che sta sopra la superficie del suo lo).) Il processo successivo alla germinazione naturale si potrebbe definire di recipr oca aggressività. con specie insediate sulle radici di vari alberi e ce spugli. Altre specie di fungo talvolta fanno lega con le orchidee. con grossi capi fiorali che posso no contenere parecchie migliaia di minuscoli fiorellini. Il fungo stabilisce i suoi rapporti nutritivi a doppia direz ione con le radici degli alberi. Essi hanno associazioni. Questi s emi germogliano felicemente allo stato spontaneo solamente in presenza del fungo . Solo dopo la fecondazione i capolini c on i semi vengono spinti a fior di terra. questo processo finisce con il respingere completamente il fungo nei ca si delle orchidee che riescono a vivere per proprio conto non appena la fotosint esi fornisce loro tutta l'energia necessaria. e pare veramente che il fungo ricavi scarso giovamento da un rapporto di qu esto genere. e dipendono to talmente dall'associazione con un fungo. che fornisce limitate quantità d i sostanze nutrienti essenziali in cambio di carboidrati. indigena della Gran Bretagna. incerto il modo d'impollinazione. succede talvo lta che l'orchidea riesca perfino a invertire il flusso delle sostanze nutrienti rifornendo il fungo di carboidrati. associati alla maggior parte delle o rchidee a darci una forma di associazioni tra le più curiose. assieme al quale crescono per un periodo di lunghezza variabile. e l'e venienza è eccezionale. maturano e fanno semi alla profondità di un paio di centimetri sott oterra. Tra le orchidee saprofite più spettacolari vi sono certe specie di Galeola che for mano tronchi rampicanti lunghi anche 30 metri. Sono le Cryptanthemis e Rhizanthella australiane. Si può anche dire che l'orchidea a nido d'uccello. Parecchie orchidee saprofite. eventualmente di tipo semiparassitario. Prima che ciò avvenga. e uno dei soci più stra ni in questo rapporto associativo è rappresentato dall'Armillaria mellea o fungo d . i n date occasioni può anche spuntare e fiorire e formare semi fino a maturazione so tto terra. Tuttavia sono i funghi interni. continuano il loro rapporto simbiotico per tutta la vita. ma per il resto sono piante superiori. Tuttavia si osservano zone concentriche dove i filamenti fungini vengono digeriti dalle cellule dell'o rchidea. Due generi d'orchidee tra i più notevoli conosciuti sono indubbiamente saprofiti. Ho già detto come sia semplice il seme d'orchidea. Invece altre orchidee. un vero rapporto di amoreodio. Esse non hanno clor ofilla. manca compl etamente di vere radici. Queste piante affidano a un fungo tutto il lavoro di assorbimento del carbo nio. Glucosio e fosfati «contrassegnati» co n preparati radioattivi sono stati iniettati negli alberi. quali l'orchidea a nido d'uccello e la radice di c orallo. i cui fio ri si formano. Ne forniscono esempi certe monotrope dette nido d'uccell o o pipa indiana. segnatamente quelle di tipo saprofito. ma pare probabile che queste orchidee possan o dividere i loro funghi con gli alberi vicini. (nomi che alludono rispettivamente alle radici nodose e alla f orma della parte epigea della pianta. e sono costretti ad esserlo perché sono completamente sotterranei e non vedono mai la luce del giorno. Non è certo.

che si associa alla Gastrodia elata. Proprio come l'armillaria mellea fa doppia vita stimolando le orchidee e contemp oraneamente uccidendo gli alberi. formando gruppetti cespugliosi di «radici» destinate alla funzione di assorbimen to. si può forse dire che la simbiosi non rappresenta un fenomeno i naspettato. Quest'equilibrio è però ancora pochissimo con osciuto. Non v'è dubbio che il fungo venga in aiuto alla pianta per assumere dal terreno certe so stanze nutrienti. Si potrebbe considerare l'invasione dei t essuti radicali ad opera dei filamenti fungini nella micorriza alla stregua di u n tentativo di parassitismo. Una combinazione perfetta come quella ch e da origine a un lichene. e sacchetti per accumularvi sostanze oleose. In un certo senso. quali la barbabietola da zucchero e la patata e. con un trattato finale. sotto il nome di Corti cium solarii. fissando azoto in quantità utili. spesso irraggiungibili per le radici. all'occasione. dove si è trovato che . A momenti non si può nemmeno parlare di si mbiosi nel caso di questa microflora superficiale. I filamenti si diffondono nei tessu ti. nonché corpi riproduttivi.diversamente da quanto sarebbe logico aspettarsi . Si potrebbe dire ch e il fungo. se si considera l'interdipendenza degli organismi in tutto l' ambiente naturale. I tube ri delle orchidee non possono incominciare a crescere se il fungo non li attacca in modo parassitico.se ne t rovano ad esempio sulle foglie del pino Douglas -. nel corso di chissà quant e migliaia d'anni di attacchi e contrattacchi. I carboidrati vengono essudati dalle fog lie. quasi sempre bagnate per le condizioni climatiche locali. tanto lontana da un lichene in t . Qui le parti sono invertite. che è stato controbilanciato. a giudicare dalle apparenze. e risiede completamente al l'interno dei tessuti della pianta «consociata». il che può rivelarsi nocivo. muta registro. Si formano amicizie particolari che si attengono a un modello costante.el miele. Ma c'è un caso particolare in cui si può afferma re con sicurezza che ha effetti benefici: è stato scoperto su un'erba della Costa d'Avorio.l'erba del pascolo accumulava azoto. perché il fungo ricava ben poco dal suo altruismo. ma che nella fase adulta o sessuata si trasforma in una malattia grave di specie co ltivate. a tutto vantaggio della pianta. passando ad altre piante: un modo di v edere la vita alla Dottor Jekyll. perché aumenta l'evapora zione delle foglie e le fa invecchiare. Un altro aspetto dell'associazione in simbiosi ci viene rivelato da un fungo det to Endogene. Il finale imprevisto di questo rapporto consiste nel fatto che quasi semp re il fungo viene digerito a tempo debito dalla pianta ospitante: si tratta di u na forma di simbiosi che non è andata fino in fondo. mentre altri fanno concorrenz a ai parassiti. che vive nei sistemi radicali forse di ogni tipo di pianta verde sicuramente in una proporzione altissima di queste -. specialmente i fosfati. come succede alla gente che s'incon tra in un locale pubblico e scopre di avere qualcosa in comune. fermenti e batteri che. Da questi due esempi si potrà vedere come sia delicato l'equilibrio delle associaz ioni simbiotiche. ma si tratta di una associazi one che probabilmente esiste dappertutto. e contribuisce al benessere delle pian te più di quanto possiamo immaginare. rappresenta però una realizzazione notevole da tutti i punti di vista. temuto assassino d'alberi. da cui può derivar e forse qualcosa di utile per ambedue le parti. e la pianta assorbe energia d al fungo per poter far spuntare i fiori. elimina vigorosamente i carboidrati dalla pianta che la ospita. si può citare il caso della Rhizoctonia che vive sull'orchidea di terra Dactylorchis purpurella rifornendola di carboidrati. Va detto infine che le superfici fogliari sorreggono spesso vaste popolazioni di funghi microscopici. comunque è chiaro che anche il fungo ricava del nutrimento dalla pianta s tessa. Comincia da un incontro casuale. specialmente quando il risultato finale imita con tanta perfezio ne la forma e l'attività di una pianta superiore. e scorrono a form are un concentrato mucillaginoso nelle guaine fogliari. e può darsi benissimo che abbia grande importanza nell'assicurare buona produzione e crescita soddisfacente alla pianta. Questa mucillagine alber ga colonie di batteri e funghi che agiscono in collaborazione. e come sia vicino al parassitismo (che del resto è stato definit o «l'esempio più raffinato della simbiosi»). condu cono un'esistenza non parassitaria: alcuni fissano l'azoto atmosferico . In generale i rapporti dei funghi con le orchidee sono improntati a caritatevole b enevolenza. In date occasioni attaccano anch e la cute cerosa della foglia.

e non sulla chioma d'un albero. Ma. Una di queste tipiche piante strangolatrici o so ffocanti è il Ficus benjamina. o muschio spag nolo. e . da un' altra pianta. per citare ancora George D. a differenza degli alberelli che si posso no vedere in situazioni analoghe nel nostro Paese. la pianta soffo cante rimane sola. PARASSITI E SCROCCONI. Queste realizzazioni. può far sì che le piante crescano da epifite addosso ad altre. e possono esercitare analoga azione di blocco s ulla chioma di un albero. Man mano che l'i ntreccio cresce di dimensioni. se un Ficus soffocante spunta per terra. Esistono almeno sette od otto diversi gruppi di famiglie vegetali che sono passate alla vita parassitaria. la pianta ospitante a poco a poco intristisce e muore. questi Ficus emettono radici che si attaccano ai rami. e i festoni penduli della Tillandsia usneoides. In regime di convivenza accade fin troppo spesso che uno dei due individui che c ompongono una coppia si comporti da dominante nei riguardi dell'altro. E" interessante notare che. che comprendo no protozoi e celenterati. calando a terra altre radici e for mando una rete intrecciata tutt'attorno all'albero. Invece di crescere come epifite relativamente innocue. come le Clusia. si sono trasformati in a ltrettante piante assassine. il giovane Ficus lascia scendere altre radici ver ticali. a spese dei detri ti raccolti in qualche spaccatura. e lottino insinuandosi l'una nell'altra. dall'indipendenza alla dipendenza .nelle piante parassite che derivano il loro sostentamento. rallentano inevitabilmente l'attività di fotosintesi della pianta ospitante. e le sue radici formano un cilindro alto fino a 30 metri. Scott. Dopo di che la pianta ospitante è condanna ta. per quanto riguarda le esigenze di luce.che l'osserviamo e a volte ne soffriamo . E" stato calcolato che per un grosso albero in una foresta il processo di strangola mento può durare anche un secolo. la lotta per la sopravvivenza. nota pianta d'appartamento dalle forme languide e d elicate. Con il tronco soffocato e la chioma oppressa. che alla fine arrivano a terra. uccelli. non riesce mai a formare un esemplare di pianta alta. L'edera è considerata spesso un'assassina d'alberi nel nostro Paese. e si collegano formando un intreccio. scimmie o scoiattoli. Un'asserzione che potrebbe fare testo per il matrimonio. gettando germogli spinosi o liane aggro vigliate che magari finiscono con l'abbattere i loro stessi sostegni. Ciò può dipendere da semplice mancanza di tatto. L'unico gruppo che ricavi un vantaggio effettivo dalla propria posizione è quello dei Ficus soffocanti. Le simbiosi più semplici tra animali e piante. Le radici aumentano di dimen sioni e alla fine impediscono alla pianta ospitante ogni attività di accrescimento . ma ogni evide nza sta ad indicare che essa non fa altro che crescere rigogliosa ed opprimente sui vecchi alberi che comunque se ne stanno già andando. Capitolo 23. i Ficus soffocanti e poch e altre specie ad essi non imparentate. stringendola in un vero abbraccio mortale come le spire di un serpente boa veg etale. I licheni sulla corteccia di cespugli o anche di alberi possono rallentarne o anche arrest arne la crescita. «confortano chiaramente l'affermazione per cui dalla coesistenza con un organismo accompagna tore si origina un vantaggio biologico». Da princip io il giovane Ficus spunta e cresce come una semplice epifita. il che significa che nel regno vegetale questa soluzione per il problema di vivere è stata adottata almeno otto volte. in tutto o in parte. STRANGOLATORI. I semi sono lasciati cadere tra le fronde degli alberi da pipistrelli. rappresentano dal canto loro altri esempi di soluzion i perfette di un problema che non è stato ancora risolto dal normale processo dell 'evoluzione. perché il Ficus acquista forza rapidamente.ermini di evoluzione. Possiamo sospettare un'evoluzione di questo tipo da specie innocenti a specie dannose. né dimo stra di avere tendenze strangolatrici. Le piante sono spesso in grado di farsi del danno l'un l'altra. Molte piante rampicanti t ropicali mostrano uguale vigore. Quando alla fine il tronco marcisce.un'onda di sentiment i discordanti. un modo di vivere abituale che suscita in noi . con foglie somiglianti a quelle dei salici. Vivere an gariando un altro organismo costituisce una delle soluzioni più tipiche adottate t anto nel regno vegetale quanto nel regno animale.

adattate a circostan ze d'ogni sorta. e talvolta un gran numero di specie . si è sottratto a questa s udditanza. Le piante parassite possono essere rappresentate da alberi o da erbacee perenni o annuali. La velocità con cui i semi attraversano il canale digerente degli uccelli è notevole . I fiori. in modo che i suoi frutti. in modo da garantire ch e il seme resti nella posizione giusta e sia pronto a germogliare con tempo umid o. Esistono piante semiparassite . se vengono anche solo toccati nell a loro traiettoria da qualsiasi cosa. Ma ben presto seccan o. "Mistel". che già usavano vischio da uccellatori. ed altre che hanno foglie. Il vocabolo usato in tedesco per indicare il concime o letame. In certi casi gli uccelli depositano i semi sui rami sfregandovi contro il becco per liberarlo dalla polpa attaccaticcia dei frutti. e la sostanza appiccicosa s'indurisce come una colla. segnatamente a forma di scopa di strega. spa rano i semi da 3 millimetri fino a 15 metri di distanza alla velocità di 24 metri al secondo. che fa il fiore più grande del mondo. viene att ribuito al romano Plauto. E" sorprendente notare che nell'ambito di tutte queste famiglie non si trovano m oltissimi metodi e gradi di parassitismo. studioso che fa testo in fatto di parassitismo. Il detto latino "Turdus ipse sibi cacat malum" secondo i l quale cioè «con gli escrementi il tordo si fabbrica da sé il proprio danno».700 solo tra i vischi . Citiamo a questo riguardo Job Ku ijt. come in quasi tutte le specie di orobanche e nella R afflesia.con foglie verdi e un proprio sistema radicale. salvo che quando sono in periodo di fioritura e i loro fiori affiorano irreali d alla corteccia. e per tale motivo ho deciso di trattarne in questo capitolo. che molto spesso è una foglia o un ramo dell a pianta ospitante. Tuttavia la dispersione dei semi di queste piante è assai sp ecializzata. hanno sovente dimensioni relativamente enormi rispetto alle rad ici della pianta ospitante. Ma nella maggior parte dei casi i semi attraversano il c anale digerente degli uccelli e vengono deposti sui rami assieme agli escrementi . ai tordi. ma sistema radicale completamente trasformato. tuttavia. ai beccofrusoni e a molti altri uc celli mangiatori di frutti piacciono le bacche del vischio per la loro polpa est erna (e lo stesso succede in molti posti alle martore e ai pipistrelli della fru tta). L'impollinazione delle piante parassite non ha particolari rapporti con le loro abitudini da predoni. cioè dando origine a forme di ac crescimento somiglianti a stecchi e mazzetti. Viene infine lo stadio in cui la pianta par assita vive esclusivamente entro i tessuti della pianta ospitante. oppure possono essere invisibili. in modo d a succhiare linfa dalla pianta ospitante. talvolta molto belli o vistosi. Dato che il frutto è lungo solo 4 millimetri. per cui dipendon o totalmente dalla pianta ospitante. perché da principio questi semi sono viscidi. Vi sono interessate molte famiglie e generi. dai quali esc e solo per fare fiori e frutti. la pressione interna svi luppata prima dell'espulsione è relativamente enorme.gli sc rocconi del regno vegetale . o sbucano a fior di terra dalle radici. Essi sono così appiccicosi che se ne ricava a tutt'oggi del vischio per uccellatori. e fa pensare che un periodo troppo prolungato sotto l'azione dei succhi digere . il quale scrive che «non era sfuggito agli antichi. Comunque. "Mist". Come nella maggior parte dei semi di vischio. è tanto s imile a quello indicante il vischio. che quest'ultimo deve per forza b asarsi su un'antica osservazione del fatto. Alcuni vischi sono da annoverare tra gli esempi più rappresentativi. si potrebbero paragonare al cuculo . perché dipendon o per lo più dagli uccelli. quelle che vivono all'interno di un'ospite possono trasformarla in va ri modi. Alcune piante parassite hanno foglie s omiglianti a scaglie e addirittura mancano di clorofilla verde. Potranno scivolare lungo la foglia fino a fermarsi tra la fo glia e il ramo. i semi dell'Arceuthobium sono coperti da una sostanza estremam ente appiccicosa che li fa restare attaccati. mantenuti in posizione verticale. e si avvale di un dispositivo esplodente non diverso da quello del co comero asinino.tentata chissà quante altre volte. nella quale possono e ssere restati dei semi. che di solito diventa molto più grosso dei suoi genitori adottivi. Le caratteristiche di vischiosità dei semi sopra citate costituiscono il punto di forza delle specie dipendenti dagli uccelli. la beffa implicita nella sorte di un uccello catturato con i frutti di una pianta di cui aveva prov veduto alla diffusione. L'Arceuthobium nano.

). e . ma veng ono evacuati come gli altri semi a frutti commestibili.nti potrebbe rivelarsi dannoso per il seme (e ciò succede effettivamente nei polli e nei colombi. Sovente le setole dei semi della pianta ospitante crescono in questo reticolo.almeno nel caso dei diceidi . che è il più specializzato tra quanti hanno a c he fare con semi di qualsiasi tipo. e si possono paragonare alla «colla» del vischio. Può accadere che i topi mangino i frutti del Pylosty les. Il di ceide ha messo a punto un meccanismo digerente abbinato. corrisponde a verità . come nei gufi. ma non si sa nulla di sicuro a questo riguard o. che è un parente della Rafflesia ed ha fiorellini minuscoli. nel 1887) il quale ha affermato che le formiche portano in giro i semi dell'erba fiamma (Melampyrum arvense) perché assomigliano alle loro pupe. volpi. Tuttavia è stata anche avanzata l'ipotesi che essi possano venir traspo rtati a distanza dalle zampe dei cinghiali e perfino degli elefanti che frugano nella polpa marcescente del fiore. cui appartiene il sandalo) hanno fibre o setole attaccat e ai semi: quasi certamente si tratta di dispositivi che permettono ai semi di a ggrapparsi ai rami della pianta ospitante. . nei quali sono incorporati i semi: i frutti vengono divora ti da animali d'ogni specie . i tempi osservati vanno da 12 fino a 4 min uti! A questo riguardo è già stata descritta la dipendenza di certi diceidi dal nett are dei fiori di vischio. per mezzo metro o un metro. Quando compaiono le bacche questi uccelli non mangiano niente altro. sciacalli. e devono affrontare risc hi ed avventure per trovare un posto adatto per germogliarvi. no nché molte popolazioni «primitive». che lo mette in grado d i mangiare bacche di vischio da una parte. fatto che naturalm ente comporta la necessità della presenza di una specie ospitante. L'eufonia ha il tratto digerente del tutto diverso da quello delle specie impare ntate. in certi diceidi. Invece. e insetti dall'altra. I semi dell'orecchio di gatto (Hypochoeris sp. e lo stesso fanno alcune specie di eufonie e pigliamosche. dall'aspetto fantastico ed irreale. dove l'azione del ventriglio o stomaco muscolare .macina i semi fino alla loro dissoluzione totale). le massime possibili! E" comunque accertato che le formiche trasportano i semi di molte piante parassite. mentre le parti dure ed indesiderate degli insetti vengon o rigettate sotto forma di boli. Anche in tal caso ci si può solo meravigliare al co spetto di questo processo evolutivo. mentre quelli della pianta pa rassita hanno un rivestimento esterno reticolato ben distinto dal seme. quando vengono inghiottite le bacche di vischio. Solo allora un muscolo sfintere situato al di sotto del ventriglio consente ai resti ora fluidifìcati di passare n el vero e proprio tratto digerente. chiaramente progettato (senza valvole di chiusura interne) per consentire il passaggio delle bacche di vischio che costituiscono il suo unico cibo.istrici. Molte piante parenti dell'orobanche nordamericano hanno semi con rivestimenti in fossati o intagliati. di solito perché questi contengono amido ed olî in u n eleosoma di cui si è già detto in precedenza: tuttavia non è mancato un naturalista (Lundström. armadilli. incollando letteralmente sulla corteccia i semi evacuati.soffrega l'ano contro i rami. il muscolo sfintere non si chiude minimamente.se tale supposizione. probabilmente an che i semi di quest'ultimo fiore gigantesco vengono diffusi principalmente dalle formiche.che tanto spe sso contiene ghiaietto . hanno setole dilatate su un'estremità. che è la pian ta ospitante. Un s eme attraversa il canale gastroenterico di un tordo in circa 30 minuti. I semi di altre piante parassite sono mangiati da animali d'ogni specie. di modo c he i due semi si disperdono assieme e possono pertanto germogliare simultaneamen te. Molti semi sono colorati a tinte vivaci per attirare gli uccelli. producono frutti polp osi contenenti amido. Second o ogni apparenza le bacche esercitano un forte effetto sull'uccello. che di norm a se ne sta appollaiato tranquillamente dopo aver mangiato. e alcuni di questi (della fam iglia delle Santalacee. e . Un mezzo ingegnoso per far sì che il seme della pianta parassita abbia a portata d i mano una specie ospitante è quello adottato dall'Orthocarpus.si tratterebbe degli unici sem i che hanno affidato la loro diffusione a una specie di proporzioni così ragguarde voli. e magari sui sassi. parente nordameric ano dell'orobanche. babbuini. Il cibo di orig ine animale viene spinto in un ventriglio attraverso un orifizio troppo stretto per i semi di vischio. «beccafiori» o «uccelli del miele». dall'aspetto elegantissimo sotto la lente del microscopio. Le Idnoracee. e le bacche passano difilato al sistema digerente.

come testim onia il ritrovamento di semi di Striga alla profondità di 150 centimetri in terren o sabbioso. che trascorrono tutta la loro esistenza all 'interno delle piante ospitanti. e probabilme nte riesce a sopravvivere per sei mesi senza la pianta ospitante. come nel caso dei 17 aminoacidi messi in libertà dalle radici de l pomodoro. l'essudato radicale f unziona spesso anche da guida per lo sviluppo delle radichette parassite. di modo che la radichetta di un seme situato sulla parte inferiore di un ramo crescerà rivolta verso l'alto (cioè contro la forza di gravità). sia facendo compiere alle plantule ampie spirali aeree . dove anzi finiscono per morire. presum ibilmente in conseguenza della sua crescente concentrazione in prossimità della ra dice. Nel corso di un esperimento di notevole interesse. e una Lathraea. che vive sulle radici degli a lberi e rimane sottoterra fino a dieci anni. I semi di vischio anzitutto non germogliano affatto al buio. Il visch io Gaiadendron possiede un organo tuberoso con funzioni di riserva. Tuttavia certe piante parassite contengono nei semi riserve nutrienti così c ospicue. come ad ese mpio la gigantesca Rafflesia. Una pianta di cuscuta può vivere fino a sette settimane senza l a pianta ospitante. Sopra il livello del suolo compaion o solo i fiori di questa pianta. salvo il periodo in cui fioriscono. che di fatto continuano dopo che si sono fissate a una pianta: una st retta spirale avvolgente in senso verticale. E" probabile che nella maggior parte dei casi del genere la germinazione dipenda da un adatto pe riodo d'esposizione alle sostanze trasudate dalle radici. e alla loro concentraz ione.gli infossamenti intrappolano aria quando il resto del seme si bagna di pioggia . Le plantule parassite possono restare vive senza la specie ospitante per periodi molto vari. e si è calcolato che una sola pianta di Boschniakia produca all'in circa un terzo di milione di semi. a volte sembr a perfino che tiri fuori letteralmente le sue radici dal suolo. o verso il basso se s i trova sul lato superiore del ramo (e in questo caso contro la luce). Può darsi tuttavia che una semp lice fonte di umidità serva ad attirare il gambo. mentre la piccola pianta alpina Tozzia. Questa famiglia vegetale tende a produrre un numero enorme di piccol issimi semi. A questo riguardo esso somiglia alle piante parassite. Queste due specie mostrano una curiosa somiglianza con i funghi nel corso della loro vita completamente sprovvista di clorofilla. Alcune parassite possono trascorrere molti anni sottoterra. riscontrato in via sper imentale anche nelle foglie staccate dalla pianta. l'Aeginetia contiene fino a 70000 se mi per capsula. ma questi due fattori agiscono in senso negativo . i semi d'orobanch e immersi in un estratto di radici di una pianta ritenuta specie potenzialmente ospitale germogliarono al 60% dopo un bagno di soli 30 secondi. per almeno un anno. Tuttavia le cuscute non compiono spirali a casaccio: le sostanze chimi che emananti dalla pianta osp itante esercitano su di esse un vero e proprio richiamo. che sono in grado di germogliare anche senza questo dispositivo di scat to chimico. . come accade in certe altre piante parassite che germogliano nel terr eno. In que sta attività. e così i semi restano a galla sui rivoletti di acqua piovana che li trascinano n elle fenditure del terreno: e difatti finiscono in queste fenditure. nonché la dentaria. che assomiglia a una pianta normalissima quando compare il germoglio fiorente. dentaria. Dopo aver fatto germogliare i semi della pianta parassita. la pianta perde le radici dello stadio infantile quasi subito dopo che il s uo stelo si è attaccato felicemente a quello della pianta ospitante. e muo re del tutto quando è fatto il seme. e non esistono foglie verdi. e frattanto è cresciuta di 35 centimetri. un po'"come usano le orchidee. squamaria). come in certe orobancacee quali le erbacee Lathraea (bruciafa ve. possono vivere anche 2-3 mesi. e un'altra ad angoli ottusi. in modo da poter germogliare su l legno secco o su sostanze inanimate. Alcuni. e la Nuytsia. reagiscono p iuttosto ovviamente a sostanze essudate spontaneamente dalle radici delle piante che le ospitano. in analoghe condizioni. come la Tozzia. Le cuscute effettuano spirali di due tipi. I semi ha nno una sufficiente riserva d'acqua incorporata. ma non tutti i semi delle specie che parassitano le radici. Quando germogliano sono controllati dalla presenza della luce e dal l'effetto della forza di gravità. fidando di riuscir a trovare l'ospite adatto sia estendendo sostanzi almente le radici. come la cuscuta. La cuscuta e la Cassytha resistono 7-8 settimane.

la rosa del legno si presenta come una formazione a cono o a becco di flauto sul ramo della pianta parassitata. probabilme nte originatosi da una comune radice. secondo ogni evidenza. Sembra ve rosimile che dopo un lungo lavorio di preparazione certe piante parassite sferri no un colpo all'improvviso con un rapido aumento delle cellule della parte centr ale. causando vera e propria fusione dei tessuti. che si stacca durante il processo di conservazione. citando ancora Job Kuijt. e non ha bisogno di curarsi dell'altro flusso di nutrimento insediato ne l floema esterno. piccoli coni stretti di tessuto della parte centrale collegati a livel lo della corteccia. l'austorio . o almeno un'area ingrossata di tessuto attorno al punto d'ingresso dell'austere che succhia la linfa. Perciò la pianta parassita spilla sostentamento da una fonte ricchissima di nutr imento. come una massa spessa di tess uto che forma una specie di cuneo intento a saggiare la cute o corteccia della p ianta che lo ospita. sia che si tratti di un ramo o di una radice . La penetrazione avviene dopo che si è formata una specie di d isco o di cono dalla radice o dallo stelo della pianta parassita a contatto con la pianta ospitante. con l'aiuto di enzimi. Il termine piuttosto generico sta ad indic are un grande assortimento di forme funzionanti da «ponte» tra la pianta ospitante e quella parassita. Detti vischi producono una serie di formazioni chiamate appropriatamente «pioli» o «co ntrappesi». o del cuneo. ed effettivamente è fatta del tessuto della pianta ospitante. c ome avviene nelle spettacolose «rose del legno» del Messico e dell'America centrale.avvolge la pianta parassitata provocando la formazione di un'esc rescenza strettamente aderente a forma di manto o di sella. Queste producono tuberi rigonfi. Un altro esempio notevole di collegamento di tessuti si verifica in un gruppo di piante parassite del tutto diverse. dato che il tessuto conduttore della pianta parassi tata penetra difilato fino al tubero. le Balanoforacee . contribuisce a sciogliere o a divar icare i tessuti epidermici della pianta parassitata. talvolta arroton dati e talaltra ramificati e bernoccoluti come coralli. il complemento parassitario dei vischi interess ati . oppure assume strutt ura assai massiccia e voluminosa. non sono riusci ti ad entrare nel corso di precedenti tentativi. somig liano a un pezzo di graticcio o a una rastrelliera di legno. Una volta stabilito il collegamento. Questo organo comincia come mezzo di penetrazione. formando un collegamento nell e cellule conduttrici centrali della pianta ospitante. «l'austorio rappresenta il canale spe cializzato attraverso il quale le sostanze nutrienti passano da un simbionte all 'altro. o dalla plantula parassita che si aggrappa a quella con una presa cementante. ma tronchi e steli pos sono resistere ai tentativi d'intrusione per un certo periodo di tempo. si trovano austeri con st rati successivi di tessuto del cuneo che. se vengono separati dalla pianta parassitata. Come è stato illustrato in precedenza.cioè l'organo di assorbimento . di dimensioni molto magg iori di quelle delle radici che essi finiscono per avvolgere completamente. Le foglie vengono invase prontamente. ovvero nello xilema.forma una struttura di uguale grandezza a fo rma di cupola. i cordoni conduttori della pianta parassita si fanno strada a viva forza tra le cellule della pianta ospitante. Una volta entrati.a struttura sostanzialmente uguale. . A prima vista ciò potrebbe far pensare a una simbiosi. allo stesso modo in cui altre specie inducono la pianta parassitat a a produrre una rosa del legno. come nel caso del lichene. la circolazione xilematica contiene sostanze mi nerali ed altre sostanze nutrienti. Questa presa è di importanza essenziale per bilanciare la spint a del cuneo. che producono un capo fiorale spess o somigliantissimo a un fungo. E" l'organo che in un certo senso personifica l'idea stessa del parassit ismo». Tagliata e seccata. in modo da favorire la pene trazione del cuneo. per usare la definizione più favorevole. che comprendono anche zuccheri e carboidrati . e forse. ma la pianta parassita non ha nulla da off rire . i quali. che scende dalle foglie.non ha fatto altro che stimolare la pianta ospitante a produrre tessuto s upplementare. finché non si verifichi qualche spaccatura nella pelle o corteccia della pianta. che approfittano di ogni spaccatura.Il metodo fondamentale usato dalla pianta parassita per entrare e restare in con tatto con l'ospite consiste nell'impiego di un organo detto austorio. all' interno dei quali i tessuti dei due simbionti si presentano indissolubilmente ed armoniosamente intrecciati.piante irreali e fantast iche.

e si verifica anche per le radici secondarie. che è una pianta parassita delle regioni desertiche. altre ancora «cammina no». Le piante parassite annuali vanno incontro immancabilmente a un periodo alquan to disperato quando sono impegnate in questa impresa. ed è in grado di emettere polloni dalle sue radici alla distanza di parecchi metri d alla pianta progenitrice. va citato il Phr . Ciò succede qualche volta su un'altra parte dello stesso vischio.salvo un paio di casi . o fa troppa ombra alla pianta parassita. scriveva nel suo inglese arcaico quanto segue: «Mi risu lta che nuove piantine d'orobanche spuntano dalle grosse radici in forma di nume rosi cordoncini che si aggrappano alle radici delle erbe che crescono nei paragg i». Questa specie vive a spese di piantine come le erbe. in quanto le plantule devo no trovare a tutti i costi tale collegamento. Altre specie di vischio. veri e propri zerbini vegetali di cui non si co nosce lo scopo. I vischi hanno abbandonato la superficie del suolo . perché se l'albero parassitato (o qualcuno dei suoi vicini) cresce troppo. ma no n importa . Le piante di sandalo sono veri alberi. è il saccar osio. Questo fatto tuttavia è piuttosto insolito.in un modo o nell'altro ne risulta una massa intrecciata ed inestric abile della pianta parassita. e di conse guenza fa affluire rapidissimamente acqua dalle cellule della pianta parassitata a quelle della pianta parassita. poniamo una pianta di fagiolo. e infilano austeri nei rami. in grado di diffondersi ed estendersi sempre più. dispone un sistema rad icale molto spaziato alla profondità di circa mezzo metro sotto la superficie del suolo: a loro volta le radici producono radichette minori. eme ttendo lunghi germogli striscianti che possono ancorarsi ed avviare un collegame nto austorio su qualunque punto della pianta che lo alberga. L'orobanche stende una rete di finissime radichette con piccoli raccordi. Questo fatto può rappresentare un inconveniente . che per una ragione o per l' altra sono spesso tremendamente assetati d'acqua.e v ivono esclusivamente sugli alberi. perché la maggior parte delle piante parassite non dispone di un apparato radicale molto esteso. Turner. Un'altra specie strisciante avvolge il gambo fogliare attorno ad ogni cosa che tocchi. a proposito dei colleg amenti radicali secondari. cioè possono emettere nuovi germogli da radici secondarie striscianti (diversi dalle radici penetranti originali). pena la morte. presumibilmente per le abitudini di vita degli uccelli che depositano i semi: ma questo fatto rappresenta un dispositivo utile ai fini del vischio. proprio come una clematide. o comunque non riuscire a fare la fioritura. La sostanza nutri ente ricavata dalla pianta parassitata. il vischio può morire. aggirano il problema. i cui semi germina no sul terreno nel modo tradizionale e poi si arrampicano su qualsiasi albero ch e si trovi molto vicino. Sono inoltre note due altre specie. ma ha trovato anche una maniera notevole per attingerne acqua. I vischi che ancora mettono radici nel terreno sono di tipo affatto insolito. tuttavia anche un n umero sorprendente di piante parassite perenni si mette ogni anno in cerca di ra dici accoglienti. invece. a meno che le radici in questione non abbiano capacità d'immagazzi nare riserve. le radici devono mettersi alla ricerca attiva di collegamenti con l'apparato radicale della pianta della speci e parassitata. e a volte anche tutti. A conclusione delle curiosità osservate tra le specie di vischio. alcuni dei quali sono stati osservati alla distanza di 6-7 metri. produce un austorio. Nuytsia floribunda. Succede spesso d'osservare che il vischio cresce su alberi isolati o sul ciglio dei boschi. le radici sono spesso in grado di rigenerare dei germogli. a differenza di certe specie imparentate. ma dove i l gambo compie un giro. Certe specie fabbricano un tessuto veramente st raordinario di radici parallele. L'orobanche non si limita a spillare sostanze nutrienti dalla pianta ospitante. La Pho lisma. Un o di essi è il ben noto «albero di Natale» australiano. nel suo "Grande Erbario" del 1526.Specialmente nel caso delle piante parassite o semiparassite a radici sotterrane e e germogli con foglie sopra il livello del suolo. che cresce fino a formare un albero alto 10 metri ed esplode a dicembre in una fioritura d i fiori gialloarancione. che stabiliscono coll egamenti austori appena possono. Se la pianta progenitrice subisce qualche danno o muore. ma l'orobanche lo tramuta in glucosio e fruttosio: questa trasformazione c himica ha l'effetto d'aumentare la pressione osmotica nell'orobanche. perché marciscono molti dei loro vecchi collegamenti.

se gli steli si spezzano per l 'accrescimento della pianta parassitata o per qualche altro incidente. d. biondeggianti cuscute. che può stendere una sua rete di radici sotterranee lunghe fino a 20 metri. Gli steli formano austori sulla pianta ospitante ogni volta che è possibile. che costituiscono l'argomento centrale del "Ramo d'oro" [N. tranne che al momento della fi oritura. ma pare probabile che gli austori possano restare tutto l'inverno sulla pianta parassitata e rimettersi a crescere con il ritorno della primavera. tanto importanti nella magia e nelle tradizioni popolari dovunq ue crescano. Le cuscu te possono aggredire perfino piante acquatiche sommerse. ad occhi bassi e con sorriso pudibondo con subdolo approccio stendono le loro pericolose malìe. Boringhieri. tuanmudae) ha il fiore più grande del mondo. Non è stato accertato se questa specie s i origini su un albero e mandi radici nel terreno. s'allietano in sofisticata negligenza e studiata rilassatezza.supera gli 800 metri! Nel suo famoso componimento epico "L'orto botanico" Erasmo Darwin trova versi ag graziati per le cuscute: "Due ninfe adescatrici. Esse sono molto diffuse e. Si crede che le piante di cuscuta siano annue. Nel seguito del testo le paragona ai serpenti che hanno soffocato nelle loro spi re Laocoonte e i suoi figli: "I mostri coperti di scaglie s'avvinghiano a padre e figli spira su spira. il gruppo più noto di piante parassite è quello delle c uscute e delle specie ad esse imparentate. Esse inv ece circondano la base degli alberi e stabiliscono collegamenti austori tutto at torno. Di solito noi vediamo le cuscute sulle piante erbacee o annuali.intendendosi con il termine tra virgolette una pianta che comunque ren da bene l'idea di un esemplare della specie a sviluppo normale . si distribuiscono con grande fa cilità in forma di semi assieme a quelli delle specie coltivate. i semi dell e cuscute sono spesso somigliantissimi a quelli di specie utili. e gli austori continuano a crescere anche isolati. La Rafflesia arnoldi i (o R. E" composto dalle rafflesie e dalle specie affini. che non vanno a parassitare le radici vere e proprie. ma possono infestare anche gli alberi. una grande coppa carnosa di p . tutti di specie diversa. crescendo in c ontatto così intimo con le piante che parassitano. dai quali si se parano con molta difficoltà. George Frazer (1854-1941). esterior mente somigliantissima alle cuscute. o se accada invece il contrar io. Trad.ygilanthus del Brasile. è stato segnalato il caso di un frigilanto che aveva parassitato cinque alb eri suoi vicini.T. che a volte questa scompare completamente sot to un intrico di formazioni filiformi. italiana: "Il ramo d'oro. dopo che la plantula ha trovato una pianta da parassita re. In Australia c'è la Cassytha. Torino 1965]. Il gruppo più straordinario delle piante parassite è dato dalle specie che vivono co mpletamente all'interno delle piante parassitate. Le cuscute intrecciano reti incredibi li di steli sottilissimi che avviluppano la pianta disgraziatamente parassitata in un intreccio a maglie così fitte. stringendo sempre più le membra spasimanti e affondano i denti schiumanti nelle ferite intossicate". Le foglie delle cuscute sono ridotte a scaglie e gli steli giallognoli contengon o pochissima clorofilla. avvolgendo la vittima nelle loro braccia tentacolari". e sono stati segnalati casi d i alberi tropicali completamente ricoperti d'un velo giallo di cuscuta. Op era monumentale sulle credenze magiche e religiose di Sir James J. Studio sulla magia e la religione" . anzi. Le cuscute appartengono alle convolvulacee. mentre in realtà è una pianta perenne delle lau racee: buon esempio di evoluzione parallela. Oltre ai vischi. in molte pieghe avviluppate. La lunghezza totale del tronco prodotto da una sola pianta di cuscuta di dimensioni «rappresentative» della specie . travestite in umili panni di modeste erbette.

con il risultato che a volte si osservano fiori mostruosi pendenti dall 'alto.riesce a crescere benissimo nelle dens e foreste. come i l Mitrastemon giapponese. il Pylostyles haussnechtii. Anche le gemme fiorali si formano all'interno dei tessuti pa rassitati e non alla superficie. sembra che agi scano indiscriminatamente a questo riguardo. sebbene ne siano forse f ornite le plantule. ma vive anche sull e liane. Nessuno sa esattamente c ome avvenga la dispersione dei semi. ma stavolta non arrecano danno e si limitano ad accrescere l'intrico delle maglie. Alcune specie imparentate con le rafflesie hanno invece fiori più delicati. C'è un vischio. in cui i fiori della pianta parassita si distribui scono ad intervalli regolarissimi lungo i rami della pianta ospitante. di modo che i suoi fiori enormi comp aiono come una contraddizione sul terreno della giungla. Esiste una specie . ma la pianta soffocante portava una specie parassita a sua volta aggredita da un'altra. presso l'erbario di Kew figura un ramoscello probabilmente unico di Nothofagus antarctica. Questa indiscriminatezza si este nde agli oggetti inanimati: sono stati osservati molti casi in cui si sono forma ti austori su radici morte (il che non sorprende trattandosi di materia organica . che fabbrica le sue scope da strega sulle radici sotte rranee. mostrando ciò che Kuijt definisce «un'incredibile sincronizzazione del ritmo d'accrescimento tra pianta os pitante e pianta parassita». Anche in questo caso l'ultimo para ssita era punteggiato da un fungo. Sprovvisto di clorofilla. con i capolini fiorali ramificati di tre Myzodendron appartene nti a specie diverse. una sp ecie di notofago. che infiltrano virtua lmente tutte le parti e tutti gli organi della pianta parassitata. Il parassitismo completo rappresenta evidentemente la meta ultima. questo gruppo . Spessissimo più di un parassita vive sullo stesso albero. come accade per altre piante parassite che infe stano le radici. dalle quali i fiori spuntano come cerchi incantati. e spuntano attraverso i tessuti all'esterno. perciò è un mistero anche la tecnica adottata d alle plantule per penetrare all'interno della pianta: sappiamo solo che la speci e parassita vive nel corpo della pianta ospitante sotto forma di sottili filamen ti notevolmente somiglianti a quelli dei funghi parassiti. e fanno venire in mente i versi scritti da Swift a proposito della pulce : "Hobbes dimostra che ogni creatura vive in guerra per legge di natura: così dicono i dotti che la pulce vien depredata da altra minore pulce. Ho già accennato al fatto che un parassita attacca spesso le sue stesse radici o i propri rami affondandovi austeri provenienti da parti più giovani.iù di un metro di diametro. come nel caso del Pylostyles dai fiorellini assai modesti. dove la specie di base parassita il Macrosolen.a somiglian za delle orobancacee e delle balanofore . A vo lte si trovano specie parassite che vivono a spese di piante a loro volta parass itanti. Le rafflesie non hanno austeri nel senso vero e proprio del termine. e il processo continua senza fine". che è angariata da altre più piccine. Il colmo però è dato dal fatto che la spec ie parassita finale era attaccata da un fungo che a sua volta era parassitato da un'altra specie fungina! Un altro caso osservato nel Salvador riguardava una pa lma che veniva soffocata da un Ficus. un albero dell'Indonesia. una coppi a di fiori proprio al di sotto di ogni picciolo fogliare. Si possono citare alcune curiosità delle piante parassite . e ta lvolta addirittura dal tronco della pianta parassitata. e fa esplodere i suoi fiori diritti dalle radici. mentre la fotosintesi v iene effettuata per conto suo a 50 metri d'altezza dal suolo. Si conosce almeno un caso di quattro parenti del vischio che crescono l'uno sull 'altro formando una catena di specie parassite. il Gaiadendron punctatu m. che cresce solo sulle epifite. e questo agente patogeno era attaccato da un altro.nel caso che non basti no i modelli fondamentali di parassitismo. e non sugli alberi parassitati da queste. Di solito la Rafflesia spunta sulle radici. Piante di altri gene ri vegetali fanno spuntare invece i loro fiori dal tronco della specie parassita ta.

cedri. Le specie che parassitano le radici hanno gusti particolarmente eterocliti. granoturco e canna da zuc chero in Asia. e cres cono quasi su ogni cosa. indebolimento e morte sono gli esiti tipici di una pianta parassit a. Allora comp aiono i corpi fruttiferi: la specie europea di maggiore mole. perché attaccano colture di conifere. Può darsi che si r iesca a selezionare colture resistenti. noci nostra ni ed americani. Le specie parassitanti del tipo succitato prosperano nelle colture specialmente in condizioni d'agricoltura arretrata. La l otta contro i parassiti vegetali è a dir poco difficile: i diserbanti lasciano int ravvedere qualche prospettiva. Begonie ed acetoselle hanno tessuti a tenore molt o acido e sembrano resistere totalmente agli attacchi delle cuscute. I funghi germinano sulla pelle umida di qualsiasi bruco e po ssono penetrare subito nel corpo. e riuscì a penetra rvi quanto bastò a provocare un corto circuito. mentre i filamenti si ramificano e pervadono o gni parte dell'organismo. A. segnatamente per le colture leguminose quali erba medica e trifoglio. Altre invece sono virtualmente specifiche: alcune crescono solo su olivi. che attacca riso. mentre altre le evitano alla stessa stregua di come schivano felci e conifere. Le cuscute sono considerate piante dannose in 47 stati U. che parassita no gli insetti facendo sporgere dal corpo di questi le loro formazioni ramificat e cariche di spore. tuttavia alcune hanno criteri curiosamente limitativi p er quanto concerne la classe vegetale di loro scelta . pomodori e canapa. agrumi in generale e cacao. dove non si limita a menomare i raccolti ma . ed è inutile dire che questo processo porta a morte l'insetto. ritrovata sulle la rve di scarafaggio. A Portorico l'affine Cassy tha è definita «il pericolo pubblico numero uno». Verrebbe da chiedersi infine se esistano piante che parassitano gli animali. ma poi resistono ai loro attacchi. I funghi causano anche le ben note formazioni dette «mosche vegetali» o «bruchi vegetali». La specie d'orobanche più distruttiva è l'Aeginetia tropicale. per cui è difficilissimo tratt arle con un sistema che non sia un sistema specifico. cioè l'impiego di piante che stimolano i semi delle piante parassi te fino a farle germogliare. Molte piante parassite non sembrano eccessivamente schizzinose nella scelta dell a specie da parassitare: il vischio Dendrophthoë è stato osservato su 343 specie osp itanti diverse. Alla fine una densa massa filamentosa riempie tutto il corpo. oppure esercitando quella che pare un'incompatibilità chimic a. ivi compresa la tricofizia. ciottoli. Deformazione.nel caso della cann a da zucchero . cacti e così via. segnatamente laddove non è praticata la rot azione agricola e non si usano i moderni metodi di selezione delle sementi. che può mandare in malora in pochissimo tempo. peri. Abbiamo visto però che esistono moltissime specie parassite con numerosissimi modi di vivere.). nonché per il lino. S. I corpi fruttife .. Questi possono causare affezioni cutan ee. il piede d'atleta e certi spiacevoli morbi che a ffliggono gli esseri umani ai tropici. La risposta è no. granelli di sabbia.certune crescono solo sul le monocotiledoni. e infine varie allergie. un altro metodo contempla l'uso di «colture insidiose» o «colturetrappola». raggiunge la lunghezza di 14-17 centimetri. pini. Il danno arrecato dal solo g enere del vischio nano Arceuthobium alle diffuse colture di pino Ponderosa super a le perdite arrecate complessivamente da tutte le altre affezioni che colpiscon o quest'albero. E in un caso da fantascienza l""albero di Natal e" australiano già citato si provò ad intessere austori anulari su un cavo elettrico con isolamento in polimeri del diametro di circa 2 centimetri. cappe e coltri di vischio .trasforma il pregevole saccarosio in zuccheri riducenti di nessu n valore. eccezion fatta per i funghi. mentre occorre una tecnica sofisticata di selezio ne dei semi per le cuscute. Le diverse specie di vischio rappresentano in molte località un flagello per le foreste e le coltivazioni. Si vedono alberi selvatici accasciati sotto il peso di autentici drappeggiamenti. Pare che ciò accada con una certa facilità solo quando la specie parassitaria è molto comune su un'area abbastanza grande. Orobanche e ficarie parassite si oss ervano spesso intente alla loro opera di decimazione delle colture di fagioli e trifoglio. Alcune causano danni e perdite economiche enormi. ginepri. o più esattamente biochimica. ma attaccano anche tabacco. Sembra che certe piante riescano a sfuggire al parassitismo grazie allo strato d i particolare spessore o durezza situato sotto la corteccia che respinge gli att acchi meccanicamente. Queste piante sono particolarmente prodighe di semi.

per cui «il parassitismo è la forma più raffinata di simbiosi». talvolta in mezzo a foglie di forma ortodossa. Capitolo 24.piante rampicanti che si fanno largo in mezzo alla vegetazione della giungl a . Un insetto che esplori il bor do alla ricerca di altro nettare non riesce a trattenersi dallo scivolare verso il basso. Un tempo c'era una specie ritenuta medicina di grande valore in Cina. di modo che le specie animali ingerite le aiutino a bilanciare la dieta. nelle quali alcune o tutte le foglie sono state modificate fant asiosamente.la maggior parte degli insetti volatori è co mposta da raccoglitori di nettare . che può es sere di tipo visivo o commestibile. Dato ch e la crisalide è spesso sepolta sottoterra. le piante superiori sono evidentemente in grado di far e la stessa cosa tra loro. quando non addirittura di esseri umani. urne. o dispongono di appendici a mò di petali per imbrogliare gli insetti . Parecchie famiglie vegetali tra loro separate hanno assunto abitudini carnivore. Viene in mente la frase citata al capitolo precedente . provvisto talvolta di scalini accuratamente disposti. Era stato il compianto John Collier che aveva avuto l'idea di scrivere un raccon to in cui si dice di un'orchidea antropofaga. qualche metodo quasi infallibile per trattenere il visitatore intrappolato come una nassa per aragoste. i cui fiori alla fine erano costit uiti dalle teste delle vittime. gli otricoli sono stesi a terra per richiamare . specialmente formiche. Gli ascidii sono spesso colorati a tinte vivaci. Altre inve ce . Sono note più di 500 specie di piante insettivore che si possono suddivide re in tre gruppi distinti. Gli ascidii hanno forme varie: si possono paragonare a vasetti. La Sarracenia psittacina assomiglia a una nassa per pesci. Alcune portano mazzetti di ascidii a fior di terra. i funghi possono dare l'impressione di sbucare dal terreno. diritti o più o m eno coricati al suolo. Ciascuno di questi dispositivi a trabocch etto ha tre elementi in comune: qualche mezzo per richiamare l'animale. spesso se ne trova anche lungo un passaggio verticale all' esterno. Mentre le piante inf eriori possono stabilire tra loro e con le piante superiori forme di associazion i di reciproco vantaggio. Quindi moltissime piante sono diventate parassite di altre. o di questi due tipi riuniti. LE PIANTE ASSASSINE. trova l'uscita sbarrata da vari ostacoli terribilmente ingegnosi. Una volta giunto all'interno. Quando sono più vicini. tazze o im buti a curvatura variabile. Nelle Sarracenia e Darlingtonia terrestri l'interno de ll'ascidio è rivestito di aculei o peli che si protendono verso il basso con lieve angolazione. perché la realtà su scala più ridotta è già abbastanza macabra. ed un sistema per rendere digeribili le carni delle vittime. e si dice che certi esemplari venissero pagati in argento quattro volte il loro peso. tale da sedurre a nche insetti senz'ali o atteri. Dire che il primo gruppo è inattivo sottintende il macabro ingegno con il quale le trappole sono progettate e innescate. tale da impedire all'insetto di trovare un appiglio o di fermarlo decisamente mentre cerca di arrampicarsi verso l'alto.ri possono spuntare dal bruco o dalla crisalide se la larva si è impupata.portano i loro ascidii di forma vascolare su prolungamenti di foglie che per il resto hanno aspetto normale. Di solito hanno un lembo rivoltato sopra l'orifizio per impedire che entri troppa pioggia. Ma altri racconti di viaggiatori favoleggiano di piante divoratrici di cani. attorno al bordo dell'otricolo. Si tratta delle piante carnivore otricola ri o ad ascidii. Un b ruco vegetale australiano dai corpi fruttiferi neri lunghi fino a 40 centimetri veniva usato dagli aborigeni per i tatuaggi. gli insetti possono percepire un profumo gradevol e e spesso avvertire la secrezione di un succo dolce simile al miele.e far pensare loro di trovarsi al cospetto d i fiori. la sola caratteristica posseduta in comune è la tendenza a vivere in un habitat p overo d'azoto. e in ognuna di esse è stata messa a punto una trappola di qualche tipo. Dobbiamo ra llegrarci del fatto che le piante antropofaghe esistano soltanto nei racconti di fantascienza. La sommità di molti ascidii è spesso munita di nervature arrotondate molto sdrucciol evoli terminanti in aculei rivolti verso il basso.

e il liquido che ne deriva viene assorbito da cellule a form a di stella situate sulla parete interna della vescicola. e consente al moscone di arrampicar si agevolmente tra i peluzzi incurvati dell'ascidio. nonostante ogni sforzo. Sorrette da graziosi gambi.abbastanza grande da poter contenere un colombo! Tuttavia non è mai stato segnal ato il caso che si sia trovato un uccello all'interno di un ascidio. che ha la lunghezza di mezzo metro e può ragg iungere la larghezza di 16 centimetri con apertura di 10 centimetri di diametro . e conducono a pareti cerose lisce come i l ghiaccio. Non han no radici. Possiamo accennare infine ai ragni che tessono le loro ragnatele nella pa rte superiore degli ascidi di Nepenthes per assicurarsi la prima scelta sugli in setti visitatori.ha su ogni zampa un'appendice speciale che «si può paragonare ai ramponi da gh iaccio degli scarponi dei montanari tirolesi». hanno descritto questi dispositivi con particolare voluttà. L'otricolo m assimo è quello della Nepenthes rajah. Possono venire intrappolate quantità grandissime d'animali. quando venga minacciato. Gli animaletti che entrano all'interno della vescichetta vi muoiono di fame o as fissia. Si possono trovare asc idii pieni a metà dei loro resti .citiamo ancora Kerner ed Oli ver . la quale scorre a cerniera per facilitare l'entrata ma . Cellule speciali situate sul fondo dell'ascidio assor bono il liquido che ne risulta come una specie di concime fluido. Quando vie ne «innescata» dal contatto. lunghe setole si tuate in un imbuto che si restringe sempre più segnano una strada in una sola dire zione. una volta entrati. cui appartiene ad esempi o la nostra erba vescica: sono principalmente piante acquatiche dalle belle fogl ie lievi e dai fiorellini gialli di forma insolita sporgenti dall'acqua. la trappola si apre di scatto. e quando sono pronti a impuparsi prat icano fori nell'ascidio ed evadono.le parti chitinose non digeribili. e almeno uno di questi ragni ha una cute speciale che gli cons ente di mettersi al riparo nel liquido digestivo. Inoltre le sue larve abitan o l'ossario degli insetti in putrefazione. si trovano tra le foglie certe piccole vesciche di 2-5 millimetri di diametro. come le Nepenthes e i Cephalotus. Presso le Sarracenia e le Darlingtonia gli ascidii si riempiono in parte d'acqua piovana. In modo molto diverso funzionano invece le otricolarie. in particolare. marciscono. I botanici dell'età vittoriana. come risulterà da questa citazione attinta dalla "Storia n aturale delle piante": "Ogni animale che desideri mettersi in salvo dall'ascidio di un Cephalotus dovrà s uperare tre ostacoli: primo. quello di c ui ci stiamo occupando ora può contenere fino a un paio di litri di liquido. dopo di che non fanno che andare in decomposizione.vascolati alle estremità delle foglie . Altre piante.formiche. che forse credono di trovarvi rifugio. C'è anche una minuscola tignola fornita di ana loghi dispositivi sulle zampe. un'altr a flangia composta da aculei aguzzi e incurvati protesi come una fila impenetrab ile di baionette a sbarrare il passo agli animaletti che siano riusciti a supera re i precedenti ostacoli". che digerisce attivamente la preda. paragonabile al succo ga strico dei mammiferi.i bordi d ella trappola sono circondati da barbe. millepiedi e simili. e l'organismo che senza avvedersene ha bussato alla porta viene risucchiato all'interno con un fiotto d' acqua. s econdo. che tolgono all'insetto la possibilità di qualsiasi appiglio. e infine sull'orlo circonvoluto attorno alla bocca dell'otricolo. c he in realtà sono trappole. o fo rse s'ingannano sulla vera natura della vescicola. Nei Nepenthes tropicali . Le prede sono per lo p iù minuscoli crostacei come le dafnie. paragonabile nell'insieme a un pettine per cardare il lino. e gli insetti intrappolati muoiono annegati. E" il caso di osservare che si nota qualche reazione nel mondo degli insetti per quanto riguarda le piante otricolari. una sporgenza circolare all'interno dell'ascidio.non si può aprire dall'interno. aguzze. per i quali. un tratto di parete coperto di minuscole papille. i cui resti fluidifica ti anche stavolta vengono assorbiti attivamente da cellule speciali. ma galleggiano poco sotto la superficie. Un moscone . Una piccola apertura è vigilata da una valvola a forma d i labbro all'interno. secernono un liquido. i cui bruchi ricoprono i peli di una sottile ragn atela.c ome una porta . frastagliate e appuntite verso il basso. ritenendola un altro crostace .

dop o di che vengono digeriti in poco tempo. con un po '"di fortuna. nonché un liquido acido .e ciò spieghereb be anche il colore rosso dei peli e della foglia. il che offre all'otricolaria l'occasione adatta per vivere preda ndo queste piccole vite. ricoperta di peli rossi. ma fornisce anche rifugio a mo lti animaletti. Si potrebbe perfino dire che il ripiegamento verso l'interno dei ten tacoli delle drosere e l'arrotolamento delle foglie delle pinguicole rispondono allo scopo di fornire «stomaci temporanei». e con ogni probabilità un insetto di qualsiasi mole tocca più di un tentacolo. Lo scopo del dispositivo è di portare la preda a contatto delle ghiandole a sec rezione acida situate sulla superficie fogliare. Gli insett i. Il processo è piuttosto lento. queste si piegano ad arco in aria e. l'insetto è condan nato non appena abbia toccato un tentacolo. Noto di passaggio che questa pianta emette propaggini p er riprodursi in forma asessuata. Alcune otricolarie vivono nel muschio umido e tra i detriti di roccia e cortecci a. Questa è la prima fase. i n parte alla vischiosità. Avvenuta la digestione dell'insetto . in modo che ognuno dei due insetti venga trattenuto saldament e. perché le gocce sono assai attaccaticc e. e più numerose verso il centro de lla foglia. e in tal modo impediscono anche agli animali più grossi di forzare l'entrata attraverso il piccolo orifizio. Do po un po'"di tempo la foglia ripiega i suoi bordi nella posizione primitiva e to rna ad esporre la sua superficie piatta. Alcune fotografie scattate recentemente con l'aiuto del microscopio elettronico mostrano insetti caduti preda delle caruncole visch iose delle drosere o delle pinguicole: il quadro è veramente agghiacciante. o fors'anche perc hé imitano bene le muffe che crescono sulla carne in putrefazione . in anelli di tentacoli che si susseguono ad intervalli di una decina di mi nuti.e per l'uso che se ne fa per cagli are il latte). e ben presto s'impiastricciano senza speranza. Questa dinamica serve in parte a spingere verso il centro qualsiasi creatura che sia venuta a impegolarsi sui bor di . forse perché le goccioline assomigliano al nettare. Le foglie sono coperte di ghiandole secernenti mucillagine.o dalla somiglianza dell'aspetto. i tentacoli si divid ono in due gruppi. con il risultato che entro un'ora la preda è irretita nei tentacoli da ogni p arte. imitate dalle setole che s'irragg iano tutto attorno all'apertura. In una sola vescicol a sono state ritrovate fino a due dozzine di crostacei. Le drosere hanno foglie terminanti in una specie di placca arrotondata oppure lu nga e stretta.in grado di digerire la sostanza animale. La sola presenza di un insetto basta a far piegare all'indentro i bordi delle foglie.al centro ci sono più ghiandole! .che ricorda quello del burro grasso . vengono catturati facilmente dall' appiccicosa insidia iniziale. dei cosiddetti «film dell'orrore». Come si è già accennato. Questi peli tentacolari sono più lunghi verso i bordi d ella foglia e più corti al centro. o addirittura più di una foglia.somigliante a quello emesso dalle pi ante otricolari più evolute . specialmente quelli di piccole dimensioni. i tentacoli si ripiegano su di essa. trovano da insediarsi su una vicina Tillandsia. Una specie tra le più interessanti vive nelle «urne» di una bromeliacea. Si tratta delle pinguicole (così chiamate per il colore che hanno le foglie piatte e disposte a ro setta . perché un pelo è in grado di piegarsi di 4 5 gradi in circa tre minuti. Se due piccoli insetti atterrano sulla stessa foglia. per catturare gli insetti. Gli insetti sono attratti da questi tentacoli s cintillanti. ognuno dei quali luccica in punta di una goccia di liquido chiaro. l'urna colma d'acqua non assic ura soltanto l'umidità necessaria alla bromeliacea. Comunque sia. Ma è un processo inesorab ile. Il gruppo più vicino di piante insettivore si affida. dove piccolissime vescicole assicurano un rifugio mortale per molti animalett i. e in parte a mosse adatte: il tipo di trappola predispos to da queste piante si potrebbe definire «a carta acchiappamosche». Una volta che la preda è impaniata. e se ne trova sempre un poco sulla loro superficie.impresa che può richiedere da due a parecchi . la Tillandsia . e semb ra ripreso da qualche scena di una pellicola di fantascienza. e di 90 gradi in 10 minuti. Questa rassomiglianza si estende anche alle an tenne e alle appendici natatorie dell'animale. già descritta in precedenza.e in parte a tenere ben salda la preda. Il contatto con un grosso corpo d i origine organica fa secernere alle ghiandole un quantitativo assai maggiore di succo appiccicoso.

in modo da for mare un ampio blocco. la Byblis. ma ha anche un dispositivo marcatempo incorporato: tra uno stimolo e l'altro non deve passare meno di un secondo e mezzo. a seconda de lla mole della preda. mentre altre ghiandole secernono all'interno un fluido a te nore molto acido. fino a ridurlo in poltiglia. dove ogni foglia termina in un paio di lobi arrotondati dai bordi setolos i. Anche parecchi stimoli luminosi provocano reazioni nella foglia. In certi casi gambi e steli appiccicosi esi stono certamente per impedire l'accesso ai fiori ad insetti indesiderati strisci anti sulla pianta: il fatto si verifica ad esempio nella spettacolosa «spada d'arg ento» delle Hawaii. Certe piante dette Drosophyllum somigliano alle drosere perché hanno foglie tutte coperte di peli rossi vischiosi. le Silene infatti sono dette spesso acchiapp amosche per questa loro particolarità. si dispongono a ro setta. Tutta l'operazione può richiedere da otto a venti giorni. che i contadini portoghesi delle località dove la pianta è comune usano tenere le foglie a ppese in casa a guisa d'acchiappamosche naturale. si appiattiscono. Vanno notate due caratteristiche interessanti delle drosere. ha foglie lunghe 60 era e può reggere piccoli ani mali. ma se si toccano due peli. Tuttavia la secrezione del succo digerente non avviene in mancan za di materiale proteico a contatto delle ghiandole. Invece la pioggia non provoca nessuna reazione e sembra non interessarli. i meccanismi d i scatto. per disseccarsi quando la trappola si riapre e s'innesca per il pros simo colpo. Il funzionamento della dionea pigliamosche si svolge nelle fasi iniziali secondo la descrizione datane al capitolo 12. come succede ad esempio quando è colpito da una goccia di pioggia. Da principio i lobi s'infossano rinchi udendosi.i tentacoli si raddrizzano con le punte asciutte: possono perciò cadere le parti dure delle prede. Kerner descrive un esperimento nel corso del q uale un frammento di capello umano fece ripiegare un tentacolo: il frammento di capello umano era lungo un quinto di millimetro e pesava un milligrammo. che alla fine digeriscono il liquido risultante. non succede nulla. la Drosera regina sudafricana. imprigionando fatalment e qualunque mosca sia atterrata sui lobi. Questi sono immobili. I coltivatori d'orchidee si servono talvolta delle drosere subtropicali a grandi foglie per catturare insetti nelle loro serre. dopo di che si riproduce il liquido. che se ne stanno staccati e disposti quasi a piatto. e si ritiene che intrappoli conigli e scoiattoli quando le sue piante crescono abbastanza vicine l'una all'altra. Ci sono anche tre peli su ogni foglia: e questi sono i grilletti. molto nota in quanto viene venduta largamente a scopi di coltura: è u na pianta piccola e bassa le cui foglie. E" possibile far scat tare la trappola stimolandola artificialmente. La specie di dimensioni maggiori . Tuttavia la vera piantaprodigio tra le specie vegetali entomofaghe è la "dionea pi gliamosche". e schiacciano qualsiasi corpo morbido che vi si trovi in mezzo. ma così appiccicosi. una volta cresciute. e non più di venti secondi. il quale r ichiama gli insetti. ma una volta serrati. Allora inizia il lavoro delle ghiandole a secrezione acida. sia pu re più lentamente. Questa pianta non soltanto sa contare gli stimoli necessari prima di far funzion are la sua trappola. in modo che la dionea pigliamosche possa reagire a stimoli sia meccani ci sia chimici. Altre piante invece hanno peli ghiandolari appiccicosi anche sul gambo. cioè per impulsi di natura elettrica creati . l e setole del bordo si chiudono come le dita di una mano.giorni . ed anche somministrandole delle s ostanze proteiche sotto forma di una mosca viva o di un pezzetto di carne o di f ormaggio. i lobi della foglia si muovono rapidamente e si lenziosamente in perfetta concomitanza all'incirca entro un quarto di secondo. oppure se un p elo viene toccato più d'una volta. e secondo ogni evidenza digeriscono gl i insetti che vi restano attaccati. e la seco nda è l'estrema sensibilità dei peli. Una sua parente australiana di analoghe dimensioni. oltre al fatto che i peli si possono muovere in ogni caso: la prima è il modo con cui lo stimolo a ri piegarsi sulla preda si diffonde da un pelo all'altro verso l'esterno. cattura cer tamente le rane e le lucertole. Sulla superficie d'ogni lobo si trovano ghiandole che secernono all'esterno un liquido dolce. Il numero degli stimoli e il tempo richiesto perché funzioni il m eccanismo di chiusura dipendono dalla temperatura esterna. Se solo uno viene mosso.

Dopo di che l'anello fungino emette filame nti che penetrano nel corpo dell'anguillula e ne succhiano la vita. I suoi tronchi spigolosi. l'Euphorbia desmondii. varie erbacce della famiglia delle solanacee che crescono in abbondanza. In alcuni casi viene emessa contemporaneamente una sostanza tossica. le cui colonie erbacee vengono distrutte dai pa stori con il fuoco. Il meccanismo effettivo dipende dalla notevole tensi one preventiva accumulata nei tessuti. Essa porta le sue trappole lobate p er tutta la lunghezza del suo gambo lungo e sottile. come le spine e il veleno contro i predatori di vario genere: essi non sono intesi contro l'uomo in primo luogo. le diffuse lappo le. Questa attitudine carnivora. Su scala più ridotta si trovano piante d'altro genere. Altre foglie lunghe e strette . Invece di setole funzionanti ad incastro. come le Utricularia. quanto basta a tagliare le narici del bestiame al pascolo: è il caso ad ese mpio della bassa festuca alpina. La dionea pigliamosche ha alcuni parenti che le assomigliano. ed è sta to dimostrato che questo veleno per anguillule funziona anche diluito in proporz ione di una parte per cinque milioni. In r isposta a questo stato di cose circondarono i villaggi di cinture difensive di u na specie d'euforbia. quando i lobi si richiudono sugli animaletti acquatici che hanno fatto scattare i numerosi peli situati sulla trappola con funzione di grilletti o mecc anismi di scatto. Capitolo 25. e sono in gra do d'intrappolare microscopiche anguillule o nematodi con un marchingegno funzio nante secondo il principio del nodo scorsoio. agavi. Le ninfee giganti hanno grossi acule . come certe erb e a foglie apparentemente tenere che terminano invece in pungiglioni aguzzi come aghi. Questi f unghi producono degli anelimi sui cordoni più grossi del micelio. e di molti fa laschi e calami . Jucche. e l'acanto spinoso. Molte piante possiedono dispositivi di difesa passiva. Se un'anguillula s'insinua nell'anel lo. formano una barriera alta e im penetrabile. e dimostrano una volta di più come «invenzioni» sostanzialmente simili si possano ritrovare in organismi non legati da alcun vincolo di parentela. afferrando e trattenendo l'animale tto. a seco nda dei cambiamenti di temperatura. Nel secolo scorso gli abitanti dei villaggi situati tra le colline della Nigeria Settentrionale si trovarono esposti alle scorrerie di invasori mussulmani. per cui possono muoversi in una direzione sola e tagliare speditamente la bocca di un animale che le addenti. perché i tronchi contengono un lattice velenoso che piaga la pelle e può far perdere la vista. Moltissime piante hanno foglie spinose. talvolta associata a capacità di movimento e a un'ins olita velocità di reazione. grossi co me un braccio d'uomo e ricoperti di grosse spine. come i notissimi cardi. CORAZZA E VELENO. in ognuno dei qu ali sono insediate tre caruncole sensibili. La difesa più ovvia consiste nell'impugnare le armi. Esist e almeno una cinquantina di specie fungine che vivono nel terreno.di altre erbe.specialmente perché i pastori del posto ne distruggono i giovani germogli: infatti le pecore v'incappano spesso e si bucan o gli occhi. ma specialmente contro gli animali erbivori. ed una di queste s pecie è l'Aldrovandia che vive in acqua dolce. aloe e numerose bromelie possiedono fogli e rigide disposte a rosette e fornite di punte aguzze che s'irradiano in tutti i sensi. le xantie dei paesi caldi.si in seguito allo stimolo. ed è stato paragonato ad una piastrina bime tallica del tipo usato per creare un contatto elettrico ed interromperlo. i bordi in terni dei lobi portano una serie di piccole formazioni coniche che fungono da ca tenacci. o del laccio dei cowboys. le caruncole si gonfiano improvvisamente.di cui è indigena .sono dotate di denti come quelli di una sega di vecchio tipo. Queste trappole primitive con ogni probabilità precedono di m ilioni di anni le piante superiori insettivore. Tra le bromelie succitate si annovera la "puya gigante". Tentare d'avventurarsi a colpi d'accetta in questo baluardo vegetal e è pura follia. non è comunque prerogativa delle piante superiori. che ora sta div entando rara nel Perù . Invece altri funghi hanno filamenti vischiosi che immobilizzano le anguillule o i vermiciatt oli che li tocchino. galleg gia senza possedere radici.

Inutile ac cennare alle ortiche. Molte piante sono ricoperte da piccole setole apparentemente innocue. come nel caso del ginestrone nostrano. che tuttav ia causano sgradevole prurito e spesso infiammazioni quando vengono toccate. e il nome è ancora usato per un gru ppo di tale specie. potrebbero servire . La sua parte superiore si è irrigidita fino ad assume re la durezza del vetro. tali da tener lontane le chiocciole a cquatiche.adattati alla fotosintesi . ma esistono altre piante ad analoga azione urticante speci almente tra le loasacee e le euforbiacee. I peli pungenti rappresentano una versione perfezionata delle setole. detti glochidi. tra l'altro. e gli steli che le sostituiscono . Spesso le spine del tronco si radunano attorno a foglie tener e per impedire che vengano brucate dagli erbivori. Infine le foglie possono ridursi a semplici spine.da modello per qualcuna delle armi insidiose elaborate dall'uomo p er i combattimenti corpo a corpo. e non c'è viaggiatore che non abbia osservato co me fichi d'India. che si stacca con la massima facilità e aderisce alla mucosa della bocca provocandovi un 'irritazione violenta. In molti casi le foglie si modificano secondo il ritmo st agionale in modo da proteggere i nuovi germogli e le gemme fiorali.e forse s ono servite . contribuiscono an che a respingere gli attacchi mossi a fior di terra da chiocciole ed altri anima li a ventre molle. costituita quasi sempre . nelle Colletia e affini. in modo da infli ggere ferite dolorose. spesso appartenenti a piant e legnose dove. come per la disposizione geometrica dei ciuffi spi nosi sulla pianta. agavi. La minima pre ssione spezza questa punta dura lasciando dei bordi taglienti che penetrano attr . e le euforbie spinose nane. che si stacca no facilmente e penetrano nella pelle con altrettanta allarmante facilità. Tipiche le salvastrelle. La riduzione delle foglie ad aculei. quando non addirittura per ci ngere villaggi interi entro cinture vegetali invalicabili. I cacti e certe piante grasse costituiscono ovviamente gli esempi per eccellenza delle piante spinose. Opportunamente ingrandite. Nei cespugli delle regioni mediterranee i germog li fogliari dell'annata precedente diventano duri e spinosi: Teofrasto battezzò qu este piante con il nome collettivo di frigane. riescono a non farsi mangiare g razie al loro consueto rivestimento di densa lanugine grigia o argentata. che abitualmente risiedono in posti dove il foraggio verde e la linfa s ucculenta costituiscono autentiche rarità.come abbiamo già notato . I fichi d'India. sia per la loro colorazione che per la l oro linea a curve aggraziate. però nelle ortiche e nelle Loasa l'estremità terminale è costitui ta da una minuscola «perlina» rotonda disposta obliquamente sul pelo. dispongono anche di masse di peli spinati incredibilmente piccoli. grazie a composti di silicio o di calcio. L'armamentario spinoso riveste eccezionale importanza per queste piante. Tuttavia gli aculei dei cardi no n mancano sovente di una loro bellezza. produce ndovi irritazione intensa e persistente. o addirittura la scomparsa d elle foglie a favore del tronco spinoso è una caratteristica delle piante che vivo no in condizioni di aridità. Nel pungitopo. cacti colonnari ed euforbie a portamento eretto vengano usati correntemente per fare recinti per animali. spe cialmente dalle delicate mucose della bocca: ne sono buoni esempi la buglossa e la consolida maggiore. il quale è forma to da una sola cellula cava. Le varie specie di verbasco.da un tronc o senza foglie. Le palme hanno spesso aculei tremendi alla base delle foglie. Le spine si ritrovano comunemente anche sui tronchi. e i bei fiori dei cacti affioranti in mezzo al loro arsen ale fanno venire in mente la Bella e la Bestia. Ne fornisce un esempio lo spinoso Astragalo tanto comune nelle steppe asiatiche. Le spine sono so vente fornite di barbe alla sommità o in tutta la loro lunghezza. Talvolta i peli in questione sono appu ntiti. le foglie sono state esentate dall'obbligo di presenza. dove forma grovigli che ricordano i ricci. oltre a tenere lontani gli animali pascolanti. in modo che tutta la pianta è r icoperta da aculei.si sono molto induriti e ricoperti di spine. tanto comuni nei Paesi medit erranei e dall'aria così evidentemente succulenta. Gli animali di maggiore mole girano di solito al largo da queste specie. nel qual caso sembrano rappresentare il perfezionamento diretto di comuni peli di protezione.i sulla superficie inferiore delle foglie. disposti talvolta su due file. le ginestre spagnole. oltre alle spine di tipo normale.

Qui le spine costituiscono un dispositivo a funzio ne analoga a quella dei polloni o dei viticci di altre specie vegetali. con tronchi di 20 metri . N on sorprende pertanto che animali a bocca e froge delicate evitino queste piante altrimenti succulente e nutrienti.hanno spine per potersi aggrappa re ai cespugli e agli alberi. che è una pianta rampicante dell'America Centrale. Tuttavia le s pine non forniscono protezione contro le specie «erbivore» in formato minore. pianta grassa africana. parente della ruta. E" il caso di ricordare anche gli animali che si nutrono di piante spinose: i ca cti sono attaccati da uccelli e roditori.sia più frequentemente per impedire che animali indesiderati a rrivino ai fiori e depredino il nettare o il polline. L'oleandro me diterraneo.che trovano la loro massima espressione nella Rosa gig antea dell" Himalaya. Ho già accennato in precedenza al gran numero di piante provviste di peli appiccic osi sul tronco.averso la pelle. è tanto virulenta da provocare la comparsa di pustole sulla pelle. come la Laportea gigas della Polinesia. esattamente come un ago di siringa ipodermica. Le genziane dei pascoli alpini sono specie che si sviluppano a buona altezza sul .a quanto si dice . un'euforbiacea che vive nella stessa z ona della precedente. capre comprese. a ricordo della Passione di Cristo. sappiamo tutti infatti che una puntura d'ortica può causare grave irritazione. I frutti immaturi possono avere sapore amaro per far sì che non vengano mangiati quando non è il momento. e le cui grandi foglie a forma di cuore infliggono punture dagli effetti persistenti. che possono passare i 13 metri d'altezza. inteso specialmente a difesa contro i rigori del clima. pungiglioni e aculei assicurano in linea di massima u na notevole protezione contro gli animali che pascolano e brucano.un'acacia con aculei di 8 centimetri duri come i l ferro . ha foglie amare e velenosissime che nemmeno le capre s'arrischiano a mangiucchiare. La Caralluma. che sopravvive in condizioni di grande siccità quali poche altre piant e cespugliose riescono a sopportare. Questo dispositivo risulta approntato principalmente come opera difensiva antiformica. Ma questi sono puri esempi di reazione animale di fronte a un problema specif ico. Esistono anch e ortiche arboree. e i cammel li brucano le «spine di cammello» . gli in setti succhiatori di linfa. dopo che esso era stato int rodotto in Australia con effetti disastrosi. Altre piante hanno un deterrente incorporato all'interno in grado vario. Può essere divertente ricordare che i soldati romani . Alcune piante sembrano dav vero voler alzare barriere fisiche allo stesso scopo.come nei Drosophillum . gli asini mangiano i cardi. Molte piante hanno anche una linfa di sapore estremament e acre. è opportuno ricordare a questo punto che la coccinigli a è servita a ridurre a miti consigli il fico d'India. Nel liquido si trovano riuniti l'acido formico. frattanto la base tenera del pelo esercita una pressione sul co ntenuto. La Loasa canarinoides.mentre uccelli e piccoli roditori scavano gallerie nel tronco dei cact i. Ho già citato la specie Peganum harmala. Così spec ie alpine come i rododendri e il mirtillo rosso hanno foglie a cute molto spessa con rinforzo siliceo. da puntu re velenose. In alcuni casi la presenza delle spine serve ad altri scopi oltre a quelli prote ttivi. m a d'effetto sgradevole o disgustoso anche per gli animali. dove si formano pozze d'acqua piovana nelle tinozze create a tra tti lungo lo stelo dalle basi riunite di ogni paio di foglie. Altre piant e invece impiegano anelli di aculei o di spine. I rovi e le rose . è innegabile che spine. una sostanza che rappresenta forse la causa principale delle allergie nel la specie umana. che riempie la scorza d elle sequoie e contribuisce a difenderle dai parassiti e dalle affezioni fungine .si punge vano deliberatamente con le ortiche per provare l'impressione del caldo nella fr edda Inghilterra. come in molte specie di palme. come nel cardo dipsaco det to «dei lanaiuoli». mentre le ragazze greche nei tempi andati si battevano con le ortiche il Venerdì Santo per fare penitenza. come il tannino. che ha azione corrosiva. e l'ist amina. intesi sia per digerire attivamente gli insetti catturati . mentre il Cnidoscolus urens. e mana un lattice velenoso che la rende sgradita al bestiame. Sta di fatto che certe ortiche tropicali sono tanto maligne da pot er provocare sintomi analoghi a quelli da morsicatura di serpente. di modo che il liquido che si trova all'interno del pelo viene spinto n ella ferita che è stata provocata. La corteccia inoltre può contenere sostanze sgradite al gusto.

Le patate cont engono solanina in ragione di 90 parti per milione. Ci sono quelle «ovviamente» velenose come la belladonna e l'elleboro. Questo latti ce provoca la comparsa di bolle e piaghe sulla pelle dell'uomo o sulle mucose de gli animali. Però molti animali al pascolo vengono uccisi dalle piante velenose: ad esempio mol ti capi possono morire nelle Isole Britanniche in seguito a ingestione di foglie e frutti di tasso. "ammazzalupo". talvolta in quantità allarmanti. un'anacardiacea affine al nostro scotano. Le euforbie dal lattice disgustoso sono ugualmen te diffuse e rifiutate dagli animali al pascolo. non appena gli allevatori li rimettono al pascolo. vedremmo vietati anche quelli al consumo alimentare per la specie umana. da cui si ottiene la stricnina. perché non è detto che quanto uccide un individuo della specie umana debba necessariamente risultare mortale per altri viventi. inducendoli a mandare urli udibili anche a chilometri di distanz a e provocandoli spesso alla rissa (Ronald Siegel). In SudAfrica i cespugli bassi del Dichapetalum cymosum sono accusati d'aver provocato gravi perdite di bestiame. Gli animali che sopravvivono a un avvelenamento per ingestione di piante velenose contraggo no spesso una tendenza maniacale per la specie in causa . Gli elefanti mangiano il frutto dell' albero Umgana. Alcuni animali ricevono indubbiamente un effetto eccitante da parte di determina te piante. ma sono schivate imparzialmente dal bestiame pascolante a fior di terra e dai roditori sotterran ei. corrispondenti a circa un qu arto della dose pericolosa. Se applicassimo a molti vegetali le conclusioni delle prove di tossicità effettuat e su cibi ed additivi artificiali. la quantità di solanina aumenta nelle patate che sono diventate verdi per esposizione alla luce. L'ac ido ossalico. e quelle che ci sorprendon o perché annoverano specie d'importanza fondamentale per l'alimentazione. nei semi di mela. fata li per molti animali. Molte piante riuniscono in sé il sapore sgradevole o aspro e la presenza di sostan ze molto velenose. il fungo micidialissimo Amanita falloide. che a suo tempo sono finite con la messa al b ando dei ciclamati e di altre sostanze. vengono inghiottite avidamente dai tordi che ne diffondono i semi. qualunque sia la loro fame. La manio ca è una radice tropicale che deve subire un trattamento speciale per venire liber ata dal contenuto di cianuro. mentre in Nuova Zelanda gli arbusti di Coriaria ruscifolia si sono conquistati il loro posto nella storia p er il modo in cui hanno decimato le greggi dei primi coloni europei. si trova negli spinaci e nel rabarba ro. e le foglie di quest'ultimo uccidono anche dopo la bollitura. ad opera di una sostanza tossica nascosta nei peluzzi diffusi sul tronco. mammiferi comp resi. sono note con il nome popolare di ammazzapecore o ammazzaagnelli.agisce imparzialmente sull'uomo e sugli er bivori. le sp ecie velenose non tanto ovvie come il laburno fetido. caden do di conseguenza in uno stato di torpore. veng ono pure mangiati dalle scimmie. E" sorprendente il numero delle piante che contengono sostanze tossiche per i ma mmiferi. "am mazzavolpe" in tante lingue europee . e si può abitualmente constatare che tornano difilato alla pianta incriminat a. Le manguste mangiano certe radici e le strofinano inoltre sui loro corpi. abbastanza aggraziate da trovare spazio nei giardin i.le loro radici. Le bacche del gigaro o pan di serpe. come l'oleandro appena citato. viene mangiato i mpunemente dai conigli e dai lumaconi. che fermenta nei loro stomaci facendoli «barcollare» e commettere eno rmi stramberie. Analoga dolorabilità intensa e d urevole si prova anche toccando l'edera velenosa americana (Rhus toxicodendron).come avviene nei droga ti -. e si è constatato che circa venti specie prendono regolarmente «le droghe». mentre i frutti della noce vomica. Nel Nordame rica certe specie di Kalmia. mentre la linfa acquosa di certe altre piante possiede notevole azi one corrosiva: così il panace gigante provoca un'enorme bolla sulla pelle umana. nei fagioli peruviani. Ad esempio il veleno della maggior parte delle ranuncolacee . l asciandovi un segno indelebile per mesi e mesi. che spesso provocano reazioni infiamma torie di tipo allergico senza emissione di linfa. La felce aquilina non offre nulla alle specie compagne del regno vegetale: la su .come l'aconi to giallo chiamato appropriatamente "luparia". ma non dai bruchi. od «ovolo matto». contenenti un succo amaro di valore officinale. "strozzalupo". A questo riguardo conviene ado ttare molta prudenza. che uccide già in modeste dosi. la stessa sostanza chimica si ritrova nelle mandor le.

in seguito ad ingestione di felce. tromba d'a ngelo o stramonio arboreo. piatto favorito d ell'imperatore romano Claudio. Alcune solanacee sono tanto velenose che gli indiani del Sudamerica non vogliono nemmeno indugiare alla loro ombra. ma in seguito i sintomi riprendono più violenti e portano a lla paralisi del sistema nervoso. Le pecore riportano gravi lesioni agl i occhi per un'affezione detta talvolta «mal della luna». in Malesia c'è un alb ero che fornisce legname odorante d'aglio. Questo quadro si prolunga per un paio di giorni.a concorrenza le elimina semplicemente. Però in certi casi si notano odori che probabilmente fungono d a avvertimento: ad esempio molte solanacee emanano un tipico odore pungente. dal quale gli indigeni ricavavano un veleno efficacissimo per le pu nte delle frecce e i dardi delle cerbottane. Indubbiamente i sintomi d'avvelenamento per amanita fallo ide sono abbastanza sgradevoli da indurre qualsiasi raccoglitore di funghi a ese rcitare la massima attenzione. o anche mortali per gli animali che mangiano queste pi ante. Ora esiste veramente un albero upas. Dopo un periodo d'incubazione di 12 ore insorgono dolori addominali acuti associati a vomito. non si formano più globuli bianchi del sangue. e . ed è seguito da un per iodo di miglioramento. cui l'odore del tronco e delle foglie hanno valso il nome corrente di «pianta del morto». crampi e gr ande sete. ritenendosi che mo lti tra loro siano velenosi: sta di fatto che pochissime tra queste forme vegeta li elementari sono tossiche. Effettivamente i Romani erano tanto ghiotti di fu nghi per la loro tavola che c'era gente addetta esclusivamente alla raccolta di funghi. mentre cespugli minori delle foreste tropicali della identica regione geografica emanano puzzo di spazzatura. di modo che il terreno sotto l' albero era tutto coperto di ossa. La maggior parte delle piante velenose non sembra dare alcun avvertimento ai div oratori potenziali. diarrea. come il cerfoglio selvat ico. evidentemente collegato alle forme cancerose: il midoll o osseo smette di funzionare. un quadro morboso che assomiglia molto da vicino a quello successivo ad irradiazione nucleare o a con taminazione radioattiva. ma non contribuisce a nessuna catena alimenta re conosciuta. Si sarebbe tentati di credere che la felce aquilina si è trasformata in un perfetto invasore vegetale c he si annette un territorio dopo l'altro. lo stramonio e la specie imparentata Datura arborea. Ma nulla lascia credere che alberi del genere siano velenosi. l'Antiari a toxicaria.rapprese ntino se non altro una forma di adattamento selettivo.le bestie muoiono in seguito ad emorragie interne. I funghi a ombrello godono di pessima fama. ma molte piante somigliantissime e ad essa imparentate. La cicuta è mortale. Verrebbe da chiedersi perché esistano questi veleni nelle piante. com e il giusquiamo. collasso e morte. . Numerosi alberi tropicali emanano odori più o meno sgradevoli. una sorta di cecità che si a ccompagna all'aspetto insolitamente brillante dell'occhio. sgominando ogni altra pianta al suo pa ssaggio e celando in sé sostanze chimiche micidiali per gli animali potenziali pas colatori. e inoltre contengono sostanze tossiche. I cavalli che ne mangiano poch e boccate subiscono la distruzione della vitamina B e muoiono rapidamente. La Gust avia è una specie arborea del Sudamerica dai bellissimi fiori candidi. e troviamo l'amanita falloide od ovolo matto nello stesso genere cui appartiene l'Amanita caesarea o ovolo buono. e il sangue stesso diventa incoagulabile . Essa offre riparo e sostegno ad alcuni m ammiferi minori e a pochi insetti. Questi fatti ci r icordano il leggendario albero "upas" di Giava. dal momento che sono dannosi. il che faceva esclamare a Seneca disgustato: «Perbacco. versando anche lacrime di sangue. sudori freddi. ma nessun albero possiede gli effetti descritti nei racconti degli antichi viaggiatori. di cui si credeva che uccidesse tutti gli alberi e specie vegetali che lo circondavano. tali veleni abbiano azione protettiva. seguita da delirio. come già sapevano i Greci dei tempi antichi. Si potrebbe sostenere che. proprio come usano gli indios sudam ericani con certe specie di Strychnos che forniscono il curaro. Il be stiame bovino presenta.in termini evolutivi . che facesse cadere morti tutti gli uccelli che gli passavano sopra a volo e che uccidesse ogni persona o animale che osasse avventurarsi alla sua ombra. I suoi steli contengono aspre fibre che possono infliggere tagli profondi. quanta gente lavor a per una sola pancia!». «legno fetido» ed altri. non lo sono. Ma allora si presenta l'e nigma di piante che hanno strettissimi legami di parentela ma hanno attitudini d el tutto diverse. e pare che la do manda non abbia a tutt'oggi una risposta valida.

Un motivo che induce ad attribuire i veleni vegetali ad altre cause che non sian o il puro caso, è il fatto che essi appaiono generalmente inattivi contro predator i di dimensioni minori di quelle del bestiame pascolante, ma che per il loro num ero fanno quasi altrettanto danno, quali le chiocciole e i lumaconi, oltre alla caterva degli insetti succhiatori di linfa e ai parassiti interni quali i vermi. Alcuni insetti si servono addirittura del veleno contenuto nelle piante. Una cav alletta del Medio Oriente che si nutre del lattice velenosissimo della Calotropi s procera acquista sapore nauseabondo per qualsiasi animale da preda tanto scons iderato da mangiarla, e inoltre accumula un liquido velenoso composto completame nte da tossine della pianta di cui si nutre, immagazzinandolo in «ghiandole repell enti» dai cui orifizi - simili a bocche d'armi da fuoco - può schizzare un «getto mort ale» fino a 60 centimetri di distanza! Anche molti bruchi si cibano di analoghe pi ante velenose accumulandone in corpo i diversi veleni, trasformandosi così in esch e micidiali per gli eventuali predatori, specialmente uccelli. Questi insetti sp esso sviluppano una colorazione protettiva per avvertire del loro contenuto mort ale o sapore amaro, per cui si trovano insetti non velenosi che copiano i modell i veramente tossici, e in questo modo sfuggono agli attacchi dei predatori. Ma q uesta è un'altra storia. Recentemente sono state raccolte prove attestanti che almeno certe piante sono i n grado di respingere gli assalti degli insetti. Ad esempio pomodori e patate pr oducono sostanze che sconvolgono le capacità digerenti degli insetti che divorano i loro tessuti o ne succhiano la linfa. Questa sostanza inibitrice normalmente è p resente in basse concentrazioni, che però aumentano notevolmente non appena una fo glia venga danneggiata da un insetto. Certe specie imparentate con la patata ma viventi allo stato selvatico trattano gli afidi in altro modo: si ricoprono di p eli ghiandolari che emettono un liquido quando sono toccati da un insetto di pas saggio. In pochissimo tempo questo liquido si trasforma in una specie di colla, e l'afide resta appiccicato alla superficie della foglia, incapace di qualsiasi movimento. La linfa di certe conifere contiene un «ormone dell'eterna giovinezza» che trasforma i bruchi in altrettanti Peter Pan, ed impedisce loro di raggiungere la forma ad ulta, di modo che non si ha mai una generazione in immagine perfetta ed atta all a riproduzione. Inoltre si rende sempre più evidente il fatto che molte piante, pini compresi, con tengono sostanze ad azione antibiotica che contribuiscono a respingere le invasi oni da funghi, e come nel caso della sostanza ad azione inibente sugli insetti, che è stata appena descritta, è possibile che questi antibiotici vengano prodotti in seguito allo stimolo reale dato da un attacco fungino. Queste sostanze, la cui composizione si basa forse su certe proteine note con il nome di fìtoagglutinine, ricordano l'azione degli antibiotici nelle specie animali. Invece altre piante, come la lattuga e il pomodoro, assorbono gli antibiotici prodotti dalla microflo ra del terreno. Le piante, comunque presentano grandissima variabilità nella loro capacità di respin gere o eventualmente di circoscrivere gli attacchi fungini. Buone condizioni di salute e alimentazione adeguata aumentano indubbiamente la resistenza agli attac chi morbosi, ma questa dipende comunque da molte caratteristiche delle piante in teressate, quali lo spessore e la durezza della corteccia, la composizione e la pressione osmotica della linfa, e la capacità di bloccare le cellule invase. Altre sostanze chimiche vengono essudate dalle piante, ed io ne ho fatto un brev e cenno al capitolo 19, indicando che possono riuscire tossiche per altre piante . Oltre alla famiglia delle composite già citata, il lino trova un inibitore della crescita nell'antagonismo esercitato dalle radici delle euforbie e di certe cro cifere come la Camelina sativa, mentre l'avena è bloccata da certi cardi, il raviz zone dalla gramigna, gli spinaci dal ravanello e viceversa. Al tempo dell'insedi amento delle piantagioni di gomma e caffè in Estremo Oriente, negli Anni Trenta, e ra consuetudine piantare prima leguminose, perché accrescessero il contenuto d'azo to nel terreno. Risultò purtroppo che certe leguminose emanavano sostanze velenosi ssime per le plantule di gomma e caffè messe a dimora successivamente. Anche le ra dici del noce nero emettono una sostanza nociva al cui riguardo si sa che ha ucc iso dei meli piantati nelle vicinanze, ritardando la crescita anche di altre pia

nte. Anche le radici delle erbe sono dannose ai meli, sia pure in grado minore, perciò nei frutteti si usa il prato per limitare lo sviluppo delle radici e favori re la concorrenza al cibo, in modo da provocare la formazione dei frutti a scapi to di nuovi germogli. Molti semi mettono in libertà sostanze inibitrici che impediscono ad altre specie di germogliare; fatto abbastanza curioso, alcune di queste specie sono piante og gi coltivate, che inibiscono la crescita delle erbacce: così la bietola non lascia germogliare il gittaione, mentre grano e loglierello bloccano la crescita delle varie specie di camomille (matricaria). Le sostanze emesse dalle radici possono avere identici effetti sulla germinazione, e forse spiegano perché i cacti in con dizioni di vita predesertiche si trovano a tanta distanza l'uno dall'altro, come se fossero stati distanziati artificialmente. Una pianta cespugliosa dei desert i americani, l'Encylia farinosa, presenta la caratteristica che le sue foglie ca dute impediscono energicamente a qualsiasi delle solite erbe annuali di spuntare al riparo dei suoi rami, mentre nel sud della Francia esistono ambienti dominat i da eriche, rosmarini e simili cespugli, dove non si trovano piante annuali, a causa dell'azione antagonista esercitata dalle sostanze essudate da radici e fog lie. Anche stavolta viene da chiedersi se per caso le piante non scoraggino sistemati camente in questo modo la concorrenza altrui per l'accesso all'alimento, alla lu ce e all'acqua. Questa facoltà inibente sembra avere spesso successo a tale scopo, ma restiamo un po'"esitanti osservando come le radici morte di ventolana o pale o peloso impediscano di germogliare ai loro stessi semi, e come le plantule d'ag rumi s'insedino con difficoltà nei vecchi agrumeti; lo stesso dicasi per meli, pes chi e roseti. Ciò indurrebbe a pensare che le sostanze tossiche essudate da radici e semi non siano altro che sottoprodotti di secrezione. La maggior parte di questo capitolo si è occupata delle tecniche di difesa - per l o più passiva - con cui vengono respinti gli attacchi di aggressori o concorrenti con l'ausilio di mezzi chimici e fisici. La rappresaglia diretta del mondo anima le non viene attuata dalle piante; nemmeno le piante insettivore respingono atti vamente i loro potenziali divoratori. Agli animali resta l'ultimo settore della mimetizzazione e dell'avvertimento a s copo deterrente. Questa pratica viene applicata forse anche nel mondo vegetale? Le forme d'avvertimento quasi non esistono, e quelli che potrebbero sembrarlo ne i semi e nei frutti risultano invariabilmente segnali destinati agli opportuni d istributori; la pianta non si cura di quanto può accadere ad ogni altro animale. L'unico gruppo di piante che sembra applicare i princìpi della mimetizzazione è quel lo delle cosiddette finte pietre delle Mesembryanthemum del Sudafrica. Queste pi ante supergrasse crescono nei deserti sassosi, e alcune tra loro hanno sviluppat o senza dubbio quei colori e quelle forme che le fanno assomigliare moltissimo a i ciottoli circostanti. Le Lithops ne formano il gruppo più notevole, con le loro sommità piatte quasi a fior di terra; esiste più di una cinquantina di queste specie dette «piante sassose», «pietre fiorenti», «pietre vive», nelle varie sfumature di grigio, marrone, rosso e nocciola. Altre piante grasse mimetizzate di questa famiglia co mprendono le Pleiospilos, ruvide e marmorizzate come pezzi di granito verdastro; le Titanopsis biancastre e bernoccolute che imitano le rocce calcaree; e infine parecchie specie a cute bianca che assomigliano al quarzo. Piante grasse non im parentate tra loro comprendono le Crassula bianche, anch'esse somiglianti ai sas si e le Anacampseros, che a me ricordano gli escrementi d'un uccello. Certamente l'occhio umano deve faticare molto per scoprire queste piante, ed è evi dente che esse si sono evolute in modo quasi incredibile per rassomigliare ai sa ssi che si trovano nel loro habitat. Personalmente ho sentito dire che dei babbu ini ne sono stati ingannati, ma sembra che ciò non avvenga per molti uccelli del d eserto che beccano via con estremo impegno un boccone dietro l'altro di queste p iante grasse. Nel breve periodo di fioritura i loro grandissimi fiori le fanno r isaltare, ma nella stagione secca avvizziscono parzialmente, e senz'altro sono q uasi invisibili. Anche questo fatto si può giudicare alla stregua di un altro espe rimento effettuato dal regno vegetale e riuscito solo in parte, associato - o an che provocato, nel caso in esame - dall'inclemenza dell'ambiente. Se l'esperimen to non ha più successo nel suo insieme, si può presumere che dipenda forse dal fatto

che gli uccelli hanno battuto le piante nella capacità d'adattamento alle circost anze. In linea di massima sembra che la miglior forma di protezione sia rappresentata da spine, pungiglioni, peli aderenti e gusto sgradevole. Contemporaneamente va r icordato che le piante, rispetto agli animali, possono sopportare danni e mutila zioni molto più gravi, grazie alla loro maggiore capacità di rigenerazione; e parime nti possono rimediare alle perdite, producendo eccedenze di fiori, frutti, semi, polloni e propaggini. Capitolo 26. GLI SFRUTTATI. Sfruttare significa anzitutto servirsi di qualche cosa, e in questo senso le pia nte sono state sfruttate dagli animali quasi fin dal principio dei tempi. Sfrutt amento dunque significa anche impiegare qualcosa a proprio vantaggio, deliberata mente o anche scorrettamente, e in questa accezione moderna il primo vero sfrutt atore del regno vegetale è stato l'uomo. Questo uso è avvenuto da principio per gradi impercettibili. I primi ominidi diven tarono «cacciatoriraccoglitori», per integrare la dieta carnea con varie sostanze di origine vegetale, o talvolta mangiavano in pratica tutto quello che si poteva m angiare. Esistono ancora alcune popolazioni di cacciatoriraccoglitori, come i Bo scimani del Sudafrica, alcuni aborigeni australiani, e qualche tribù dell'Africa C entrale. Specialmente gli Aborigeni, in un ambiente difficile, dovettero servirs i in ogni modo possibile delle scarse risorse naturali, e solo di rado fu loro c oncesso di dimostrare preferenze alimentari. Tutte le radici, i semi, i frutti e i germogli commestibili venivano mangiati di gusto, mentre i semi venivano talv olta macinati e cotti. La grande epoca dei cacciatoriraccoglitori è andata dal ventesimo all'ottavo mille nnio avanti Cristo, e, man mano che cresceva l'esperienza dell'uomo, aumentava a nche la varietà di frutti, sostanze vegetali e semi che veniva mangiata o usata in altro modo. Un diverso sfruttamento delle piante si verificò tuttavia molto prima di tale epoc a, con l'uso molto sollecito del fuoco da parte dell'uomo, cominciato probabilme nte 400 mila anni fa in Cina. Gli incendi involontari contribuirono lentamente m a ininterrottamente alla distruzione di estese foreste, alla formazione di nuovi habitat, e a definire la posizione geografica delle comunità vegetali che si eran o formate per effetto delle epoche glaciali. Il possesso del fuoco rappresentò un elemento essenziale ai fini della sopravviven za stessa dei cavernicoli esposti alla glaciazione del tardo Pleistocene. In seg uito gli incendi appiccati volontariamente costituirono per l'uomo il primo mezz o per affermare la sua supremazia sulle altre specie viventi, tanto vegetali, qu anto - specialmente da principio - animali. Il fuoco era in grado di spingere gl i animali in posti dove l'uomo li poteva abbattere facilmente, di aprire il terr eno alla caccia rendendo visibili le prede, e di favorire il pascolo a spese del la foresta, incoraggiando a moltiplicarsi i grossi erbivori abbondanti fornitori di carne. A questo punto si potrebbe anche rilevare che l'erba è la specie coltivata più impor tante del mondo, oltre a costituirne una delle forme di vita più tenaci: soprannom inata «il perdono della natura», essa si rigenera costantemente, sebbene sostenti un gran numero d'animali. Un chilometro quadrato di pascolo può sopportare all'incir ca 18000 chilogrammi di peso di animali di diversa specie. Esistono due categorie principali di specie vegetali domestiche: quelle che spun tano dai semi e sono in gran parte piante annue, e le altre che si moltiplicano invece con altri mezzi vegetativi. Queste ultime sono quasi tutte specie dalle r adici ricche d'amido. Le diverse condizioni climatiche possono favorire le une o le altre: così la maggior parte delle piante a tubero sono di origine tropicale, come l'igname, la manioca o cassava, la patata dolce, l"«arrowroot» o maranta, e il taro; solo la patata vera e poche altre radici di minor conto prosperano nei cli mi freddi. Le specie da seme, che in origine erano in gran parte piante erbacee, comprese quelle che ora noi chiamiamo cereali, e molte leguminose, si ritrovano

con maggior frequenza nelle regioni temperate. Una dieta vegetale basata sui se mi è più bilanciata di un'altra fondata sui tuberi; quest'ultima lega facilmente i c onsumatori a un habitat specifico dove esistano pesci od animali atti a fornire proteine. I coltivatori di piante da seme possono spostarsi con maggiore facilità, e può anche capitare che debbano farlo, perché un raccolto annuo significa che il t erreno è spoglio per la maggior parte del tempo e pertanto esposto all'erosione, a lla diminuzione della fertilità e all'invasione delle erbacce. Le specie tuberose, invece, sono perenni, tendono all'immobilismo, e si possono coltivare addirittu ra su ripidi pendìi. Talvolta non occorre nemmeno praticare la coltivazione attiva delle specie tuber ose. J. S. Hawkes cita esempi di casi osservati in Colombia e in Venezuela, dove ancora al giorno d'oggi i contadini coltivano le patate sotto casa, dove l'appe zzamento a coltura si arricchisce continuamente della spazzatura di casa e degli escrementi degli animali domestici, di modo che si effettua il raccolto continu o senza che occorra effettuare il ripianto. I primitivi sono notoriamente sporchi. Non solo buttano la sporcizia dove capita , tollerando che si formino mucchi di concio tra le abitazioni, ma non si preocc upano se lasciano cadere per strada un poco di quanto portano all'accampamento, né si fermano a raccoglierlo. In questo modo sono cresciuti attorno agli insediame nti dei cacciatoriraccoglitori primitivi tutti i tipi di piante che essi apprezz avano dal punto di vista alimentare. Molto spesso, e segnatamente nel caso di er be e piante leguminose, si trattava comunque di piante di terreno povero e distu rbato, dove le specie di natura più durevole e ad accrescimento più lento non poteva no trovare appiglio o prosperare: quelle che oggi chiamiamo erbacce, e che compl icano le situazioni. Esse attecchirono prontamente sul terreno pesticciato e dis turbato attorno agli accampamenti e lungo i sentieri d'accesso. Come per miracol o, gli abitanti dell'insediamento si trovarono circondati dalle piante che loro piacevano. Situazioni di questo tipo costituiscono ottimi esempi di piante a metà strada tra l'erbaccia e la specie coltivata attorno alle abitazioni. Se fallisce la specie selezionata, si raccoglierà la specie selvatica infestante lì vicino: quasi senza ch e ce ne accorgessimo l'agricoltura è iniziata quando l'uomo ha cominciato a capire che alcuni tipi di piante simili erano migliori di altri, per cui valeva la pen a di darsi da fare a seminarli e raccoglierli. Intanto le specie selvatiche infe stanti continuavano a presentarsi, per così dire al cancello dell'orto con la sper anza di venire accolte un giorno, rivelando spesso risorse insospettate nel ricc o terreno coltivato. Il passaggio dal semplice raccolto alla semina attiva avvenne in forma impercett ibile, come già era avvenuto dalla raccolta occasionale al raccolto e alla conserv azione sistematici. Questo addomesticamento delle piante si verificò soltanto quan do l'uomo aveva già raggiunto un grado sociale e culturale evoluto, e solo dopo il suo insediamento in villaggi o addirittura in cittadine di abitazioni permanent i. L'addomesticamento delle piante - in parole povere l'agricoltura - cominciò ver so il 7000 avanti Cristo in Anatolia, Iran e Siria, quando il mondo si era ormai ripreso dagli effetti dell'ultima glaciazione. In nessun'altra parte del Mondo Antico si trovavano prove di insediamenti permanenti a quest'epoca, sebbene debb ono essersi verificati poco dopo in Cina, mentre nel Nuovo Mondo l'agricoltura c on ogni probabilità è cominciata molto dopo. Le prime piante che vennero coltivate deliberatamente derivano direttamente da d ue specie selvatiche: il grano e l'orzo. Sembra che i semi di queste ed altre pi ante erbacee siano stati da principio abbrustoliti, ma in seguito vennero macina ti, ed acquistarono maggiore importanza in diverse pietanze. A questo riguardo è a ffascinante notare che il processo di molitura venne elaborato da principio per macinare l'ocra, per cui l'uomo non dovette affrontare problemi di natura tecnic a quando si accorse che i grani avevano più valore commestibile sotto forma di far ina, invece che abbrustoliti tali e quali. Il grano e l'orzo - a somiglianza di altre specie coltivate che in seguito acqui starono importanza fondamentale, quali il riso, la soja, il lino e il cotone - d a principio si trovavano in lieve svantaggio se i coltivatori emigravano in un c lima più freddo, più a settentrione o in regioni montagnose. In quelle condizioni le

erbacce facevano loro concorrenza. In una specie coltivata interessa i nvece il contrario. di modo che queste specie coltivate secondarie vennero a so stituire le specie primarie negli habitat più freddi. ma sfuggivano anc he ai processi di selezione imitando in vari modi le specie coltivate. di modo che le linee pure possono coesist ere senza pericolo che vengano soverchiate o si modifichino. L'addomesticamento operato dall'u omo ha accelerato notevolmente il funzionamento dell'evoluzione. approfittando delle favorevoli circostanze f ornite dalle pratiche di coltivazione. Allo stato selvatico è ovviamente im portante che un'erba perda i semi non appena maturano: questo fatto crea un prob lema alla gente che si limita a raccoglierla e a conservarla. aumentand o anche in questo caso le prospettive di migliore resa e di adattamento a condiz ioni diverse in regioni nuove messe a coltura. Il fatto più notevole. che non per i consumatori della specie umana. è che subirono rapidamente un cambiamento molto importante. Probabilmente la mutazione da spighe fragili a spighe tenaci già si verificava di tanto in tanto allo stato selvatico. cioè di quegli organi simili a foglie che si trovano tra un seme e l'altro nelle spighe e rendono più difficile la raccolta. avviando così il meccanismo selettivo di una semente più voluminosa. Nei primi millenni dell'agricoltura. che f unzionavano da alternativa all'usanza di «immagazzinare» eccedenze vegetali. Presumibilmente l'uomo si mise anche a impiegare per la semina i semi più grossi. Alla fine certe erbacce finirono per farsi apprezzare come specie da coltura grazie ai lo ro meriti specifici. i primi agricoltori si misero anche a tenere gruppi di pecore e capre. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i diffusori originari . Tra gli altri e sempi si contano le arance e l'uva senza semi. si orientò evidentemente di preferenza s ulle piante che mantenevano le spighe indenni.si sono ritrovati nella parte di animali dannosi e ladreschi. che un'ondata di caldo asciutto può accorciare ulteriormente a due o tre giorni. solo i tipi autoimpollinant i possono mantenersi con successo come ceppi puri. in quanto il tempo utile viene limitato a un paio di settimane. vale cioè un cereale che trattenga i semi nella spiga durante la mietitura e finché le spighe stesse non vengano frantumate alla battitura. Naturalmente questi ceppi dipendono in larga misura dall'uomo per la loro sopr avvivenza. Queste usanze riproduttive producono ceppi che si p erpetuano abbastanza fedelmente. Tra quelle antiche erbacce si annoverano la segale e l'avena. specialmente nelle regioni del Vicino Orien te dove l'andamento stagionale imprevedibile e i criteri elementari di coltivazi one rendono molto facile l'avvento di annate grame. nonché il mango senza l'odore acuto che rende i frutti selvatici più attraenti per i pipistrelli i quali curano la di ffusione della specie. il granoturco odierno non ha assolutamente nessun mezzo naturale di d iffusione. e l'opportunità che l'u omo selezioni i ceppi che danno migliore risultato. Nelle zone situate ancora più ad oriente si aggiunse il grano saraceno.a somiglianza dei pipi strelli che diffondono i datteri. gli i gnari coltivatori selezionarono senza nemmeno avvedersene piante a spiga intatta . Parallelamente alle semi ne. Eventualmente si possono sca mbiare anche alcune caratteristiche con specie selvatiche imparentate. mentre le specie ad impollinazione incrociata r estano sempre esposte all'ibridazione. e questa è la ragione per cui i l grano e l'orzo sono stati i primi cereali addomesticati dall'uomo. ma passava inosservata perché non serviva. q uando cominciarono le colture con l'impiego deliberato di semi conservati. Ma quando l'uomo cominciò a raccogliere semi. le specie selvatiche continu arono a rappresentare un'importante risorsa alimentare. a proposito dei cereali coltivati anticamente. mentre nelle regioni meridionali più cal de vari tipi di miglio assunsero la posizione di erbacce importanti come raccolt o secondario. mentre per la maggior parte delle altre piante erbacee occorre l'impollinazione incrociata. In circostanze un po'"diverse il pomodoro iniziò la sua carriera com e erba infestante dei campi di granoturco e di fagioli nel Messico. E" anche interessante notare che il grano e l'orzo sono specie sostanzialmente a utoimpollinanti. Tuttavia in determinate occasioni anche queste piante "possono" praticare l'impo llinazione incrociata. E agli albori dell'agricoltura. che non si limitavano a fare concorrenza. In condizioni ambie ntali in cui abbondano le specie cereali infestanti. oltre a . Ciò comporta qualche perfezionamento. e un altro momento nel cammino della selezione fu quando l'uomo si orientò verso piant e sprovviste di glume dure e rigide. e degli uccelli che propagano tante specie di frutti .

dove quest'ultimo termine (presente anche nelle lingue europee. trebbiatura. La coltivazione di piante tuberose costituisce essenzialmente un'occu pazione delle comunità primitive delle regioni tropicali. sebbene sia possibile ricercare t uberi e radici di tipo migliore a scopo di coltura. databile tra il 5 500 e il 3700 avanti Cristo. nella steppa dell'Iran sudoccidental e.validi del resto anche per la coltiv azione delle patate . fini sce con l'esaurirsi e con il diventare completamente inutilizzabile: cioè eroso a fondo o ricoperto di erbe grossolane e senza alcun valore. pistacchi e mandorle.nutrienti ma piccolissimi -. in versione un poco più sofisticata. la percentuale delle piante domestiche è molto aument ata. o d i dati tagli del tronco (margotte). Il cerealicoltore deve faticare e pensare in misura assai maggiore per compiere l'intero ciclo delle operazioni di aratura. Il sistema delle radure successive può contare su tre o quattro specie vegetal i solamente. E" stata prospettata l'ipotesi che le società contadine dalle quali si sono format e civiltà d'importanza mondiale .fornire all'uomo latte. Tra queste le più importanti erano le specie dom estiche di grano «emmer» e di orzo a due file di grani. I metodi fondamentali della coltivazione di piante tuberose tropicali . L'esame accurato dei resti di un villaggio chiamato Tepe Ali K osh. Il maggese da una resa molto inferiore a quella dei terreni dissodati in continu azione. quattro specie erbacee sel vatiche. quali il fico d'Adamo: occor rono relativamente pochi sforzi e modeste doti di previdenza. shauk. Tutte queste ope razioni sono suscettibili di miglioramento. India. lana e carne senza bisogno di andare a caccia. veccia. semina. Collegata ai primi insediamenti umani. e successivamente abbandonati: coltura de tta «a maggese» o «a radure successive». che risale al 7500-5600 avanti Cristo. in un'indagine condotta da F. diserbo. si deduce la conclusione che gli abitanti di questo anti co villaggio probabilmente mangiavano meglio dei loro discendenti attuali. parecchie leguminose selvatiche utilizz ate per i semi. Egitto. questa agricoltura fondata sulla coltivaz ione di piante da seme e sulle prime greggi del Vicino Oriente merita particolar e rilievo. il pistacchio. ma se ne possono provare anche moltissime altre. seme di lino. vagliatura e conservazione finale in granaio. Si ritrovano due tipi di erbe selv atiche. ma rappresenta un primo esempio di colture con irrigazione. spesso associata alla co ltivazione di bananeti e di varietà tropicali affini. ad esempio gli abi tanti dell'isola di Mindoro coltivano con questo metodo più di 400 specie di piant e. m olto elevata in ogni caso rispetto ad altre colture o allo stesso allevamento zo otecnico. tre di orzo. e lo «shauk» (Prosopsis cineraria. Cina . inoltre una comunità che si attenga al primo sistema avrà bisogno di terra a superficie almeno 30 volte superiore a quella di una comunità che pratichi l'arat ura. Questi si possono piantare direttamente nel terreno o. gli uccelli. il cappero selvatico (di cui si mangiavano i frutti). Presso il villaggio di Tepe Sabz. entro monticelli di terriccio prep arato e arricchito. Comunque il vero punto critico del metodo del maggese sta nel fatto che se il terreno viene troppo sfruttato con i ripetuti incendi. concimazione.comportano la messa a dimora di «occhi» o pezzi di radice. Spessissimo la coltivazione di piante tuberose si pratica su appezzamenti usati per un anno o due. E probabilmente un terreno a maggese non potrà sostentare più di 5-6 persone pe r chilometro quadrato. che è ugualmente situato nell'Iran sudoccidental e. Vi sono compresi tre tipi di grano.in Europa. V. come usa anche oggigiorno. ma certamente queste piante venivano raccolte per foraggio. Raramente si appli cano i principi della selezione della semente. come la tifa elefanti na della savana africana. u na leguminosa a baccelli che può coesistere con i cereali coltivati). Flannery. usando tanto semi quanto margotte. l'orzo selvatico a due file di grani. Se si compre ndono nella dieta i mammiferi. Non venivano mangiati i se mi di nessuna leguminosa selvatica . con aumento potenziale della resa. la veccia (dai baccelli commestibili). lenticchie e una leguminosa foraggera (Lathyrus sativus).erano tutte di . racco lto. E" interessante esaminare la dieta degli abitanti dei primi villaggi agricoli de l Vicino Oriente. come nell'antico inglese "swidden") implica il concetto che i n uovi appezzamenti coltivabili sono stati ricavati con il fuoco nel manto foresta le. Hole e K. ha rivelato presenza di semi di oltre 40 specie vegetali. i pesci e i molluschi pure utilizzat i a scopi commestibili. cappero.

Anche le civiltà del Perù e d el Messico si fondavano sulla coltura di piante da seme: granoturco. Essi partecipavano a quella che C. ritengono che la culla dell'agric oltura più antica si debba identificare nell'Estremo Oriente in epoca forse databi le a molte migliaia d'anni prima degli insediamenti del Vicino Oriente. Alcuni autori. le condizioni ambientali nuo ve modificavano ulteriormente le piante e gli animali che aveva portati con sé. Ma qui si entra nel dominio di competenza dell'antropogeografia. Presso que st'ultima si osserva come già fin dalle prime fasi l'uomo e le poche specie animal i e vegetali prescelte venissero a trovarsi in virtuale rapporto di reciproca di pendenza per la propria sopravvivenza. Burkill sull'igname . Sauer ri tiene quest'area idealmente indicata per l'ascesa di una civiltà di pescatori ed a gricoltori. e in s eguito da animali terrestri. In ogni caso le piante contribuirono con i soli carboidrati a una dieta in cui i grassi e le proteine provenivano da pesci e molluschi. come Carl Sauer. L'argomento di questo mio capitolo. M a da quella società più o meno democratica di cacciatori e raccoglitori si originò un' aristocrazia intelligente. e talvolta esercitò effetti inaspettati sulle società interessate. Può darsi benissimo che l'agricoltura asiatica ad indirizzo vegetativo fosse molto più agevole di quella del Vicino Oriente fondata sulle piante da seme. L'uomo si trasformava senza posa nel suo modo di vi vere: ogni volta che migrava in un habitat diverso. non risulta modificato materialmente dalla differenza di alcune mi gliaia d'anni. di modo che un uomo poteva assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia lavorando un paio di mesi all'anno. tecnico ed artistico.tan to per citare un articolo di I. D. o da qualche migliaio di chilometri. Fu comunque la pressione della sovrappopolazione a mettere la parola "fine" all'unica grande civiltà che si sia basata sulla tecnica del maggese: quel la dei Maya. Si tratta di un modo di vede re estremista.«avvantaggia la parte del la popolazione che meno contribuisce al bene comune». Indubbiamen te le popolazioni di questa parte del mondo dovevano essere evolute dal punto di vista sociale. In linea di massima pare più che pr obabile che l'Asia sia stata una culla dell'agricoltura. che un'altra sia stata nel Vicino Oriente.agricoltori dediti principalmente alla cerealicoltura. una sorta di processo d i adattamento animale e vegetale in cui tutte le parti in causa si modificano vi gorosamente e reciprocamente». Gli insediamenti del Vicino Oriente ci sono stati conservati così be ne solo per il concorso casuale di condizioni geografiche e climatiche. In linea di massima la caccia e l'attività mista di cacciatore e raccoglitore fecero posto a una forma d'occupazione associata all'agricoltura. Dar lington ha definito «una questione di reciproca selezione. dando il via a una coltura pastorale. e che ambedue si siano originate in circostanze molto divers e. per cui l'uomo si trovò davanti alla prospettiva di un'umanità nutrita in percentuale sempre cresce . H. Sauer sembra sorvolare solo sulla datazione di questa civiltà.si presta poco o niente alla conservazione delle prove archeologiche. mentre all'estremo o pposto pochi gruppi si diedero alla vita nomade con le loro greggi. si trovarono ad avere risolti i loro problemi alimentari. cu curbitacee. L'eccedenza demografica aveva riposto speranze esagerate nel metodo delle radure successive. L'agricoltura rappresentò un passo con cui l'uomo si all ontanò in misura irrevocabile dai metodi adottati in precedenza per procurarsi il cibo. Ben presto l'ambiente e le risorse spontanee attorno ai centri abitati risultaro no irrimediabilmente alterati dal concorso di queste due attività. Così quando g li antenati dei Maya perfezionarono la coltura del grano turco. templi e città.associato alla caratterist ica degli edifici fabbricati in legno e fibre vegetali . che ridusse in schiavitù il resto della popolazione cos tringendola a costruire palazzi. può darsi che non abbiano formato civiltà gran diose. fagioli. Alcuni scrittori giungono a dire che la coltivazione delle specie tuberose . mentre i nvece il clima umido e caldo dell'Asia sudorientale . e noi ci troviamo i n una posizione alquanto simile a quella che si assume al cospetto delle piante fossilizzate. e che quivi «sia la patria più cospicua al mondo delle tecniche di piant agione e miglioramento delle piante mediante riproduzione vegetativa». ma avevano grandissima abilità e versatilità nel trarre il massimo profitto d al loro ambiente. relativo all'evoluzione delle piante a contatto della do mesticazione. invece di lasciarle godere il tem po libero.

«sbarrarono le strade alle spalle dei prim i popoli migranti. I rotang o palme rampicanti costituirono il gruppo di piante tropica li più pregiato che sia mai stato usato in costruzioni del genere. e tanto altro materiale ancora. Piante d'ogni genere ed ogni loro singola parte sono state esaminate in vista di un loro impiego potenziale. O ltre all'uso immortale fattone sotto forma di carta . recipienti p er cibi ed olio.per cibo. edilizia. utensili da cucina.si utilizzavano alt re parti della pianta per farne cordami. Ma allora la natura doveva sembrare inesauribile. il sago. cibo nutriente. Senza nemmeno rendersene conto. formaggio. Oltre a tutti gli usi più ovvii. costruito interamente in legno . materiale per la costruzione d 'imbarcazioni. originando comunità isolate: l'origine delle nazioni». Anche automobili con telaio e carrozzeria interamente in legno sono state fabbricate con successo da un car rozziere che definisce il legno «la prima plastica di Dio». sebbene la coltivazione su larga scala di piante ut ili sia venuta in complesso assai più tardi. una sostanza gelatinosa ricavata con l'aiuto dei batteri da latte di cocco e succhi di frutta. imbarcazioni . materiale da rivestimento e copertura d'abitazioni. per costruire abitazioni. yogurt.compreso quello di bal sa -. armi. mettendole a coltur a quando se ne presentava la necessità. comprese le carote e la pastinaca. zucche e meloni.nonché in raion e in sostanze plastiche derivate dalla cellul osa.nte da risorse artificiali. e come del resto fac evano da millenni e millenni tutti gli animali vegetariani. i lieviti. e cibo nei tempi duri (dal rizoma sommerso). come nei bacini dell' Oxus e del Tarim ora ridotti a deserti. armi. sandali. I danni arrecati all'ambiente. Nell'antico Egitto il papiro rappresentava un'altra pianta dai molteplici usi. Ebbero questa sorte frutti di vario genere : melanzane. seguito dai caccia a reazione Vampire e Venom. la canna da zucchero e alcuni funghi. latt uga. compresso ed essiccato .che costituisce uno dei suoi maggior i impieghi odierni . Nella culla della civiltà la palma da d atteri deve essere stata tra gli alberi sfruttati più diffusamente per fornire leg name da costruzione. attr ezzi. carciofi. E" il caso di notare che poche piante domestiche d'importanza rilevante non furono conosciute e non caddero sotto il controllo dell'uomo già molto prima dei tempi storici: si può ben d ire che l'uomo diventò molto presto un esperto di economia vegetale. fagioli. attrezzi agricoli. In Oriente il bambù ha trovato quasi altrettanti usi della palma da datteri . e la fermentazione che se ne o ttiene ha pienamente soddisfatto i gusti degli abitanti. fibre. I grossi a nimali selvaggi vennero sospinti fuori dalle aree d'insediamento e spesso finiro no per estinguersi. e perfino strument i musicali. mentre alle Filippine si produce la "nata". l'uomo primitivo impiegava anche piante microsco piche per produrre cibo.adattabile agli usi più disparati in tutta la sua variabiliss ima gamma di elasticità.ricavata dal midollo affet tato in strisce sottili. Dalla natura selvaggia ricavò tutte le altre specie d'interesse alimentare. Al loro posto subentrarono e si moltiplicarono erbacce ed an imali dannosi ai raccolti. Alcune tra queste sue qualità vennero trascurate dopo la Rivoluzione Industri ale. durata e densità. Una pasta di soja fermentata . ma nel periodo bellico dal 1939 al 1945 uno degli aerei di maggior successo fu proprio il Mosquito.entra nella zuppa giornaliera di c irca tre giapponesi su quattro. da giustificare il detto arabo secondo il quale la palma ha tanti usi quanti sono i giorni in un anno. Fu sconvolto tutto il sistema evolutivo basato sui ca mbiamenti lenti e graduali soggetti a numerosi equilibri e forme di controllo. birra. Così in Indonesia le foca cce fermentate di soja ed arachide soddisfano un terzo del fabbisogno di protein e. cavoli.il "miso" . Nelle zone tropicali qu esti microorganismi attaccano rapidamente i cibi. tuberi delle regioni temperate. il legno deve essere stato i l primo prodotto vegetale di largo impiego. Oltre al cibo e alle bevande ricavati dalle piante. il le gno venne in seguito trasformato in carta . e l'uomo continuò a servirsi com e avevano fatto i suoi antenati nella loro misura limitata. cipolle. ripiegato. ed altri funghi che intervengono nella prepa razione di pane. dal leggerissimo legno di balsa al legnof erro ed al guaiaco che pesa 12 volte tanto. vino e aceto. derivate in gran parte da cortecce e tronchi . Ben presto vennero anche le fibre. asparagi. materiale da rivestimento per pareti e copertura di tetti r icavato dalle foglie.

quali zuccheri ed amidi. nonché insetticidi e diserbanti ricavati da ormoni vegetali. In par ticolare si usano varie erbe per consolidare dune di sabbia e pantani. rivestimenti e imbottiture pe r usi domestici. dal quale si ricava la gomma. Montati su assi. per colonizzare cumuli di spazzature e così via. vernici. Lo stesso avvenne per gli oli essenziali utili in medicina o come aromatizzanti. come insetticidi e ingredienti nella formula di composizione di dozzine di sostanze d'uso industriale. o sono sostituite da preparati artificiali. o f orse anche per i suoi semi oleosi: i ben noti baccelli pieni di cotone dipendono interamente dall'addomesticamento. ma anche da numerose piante erbacee. ed osservando l'eventuale crescita i rregolare o diversificata delle specie interessate. Si possono localizzare depositi minerari sconosciuti redigendo una mappa de lla distribuzione di certe specie vegetali. di vari antibiotici originati da funghi o licheni. Le sostanze coloranti vennero presto estratte dalle piante. armati di brattee uncinate. come nel caso del chinino e dell'oppio.t utti meno uno. e i surrogati in filo metallico non riescono a dare la qualità richiesta. corda mi.evidentemente molto antica . compresi i licheni.che il succo di certe piante come la Derris avev a effetto stupefacente sui pesci. La macerazione praticata nei ruscelli favorì probabilmente la scoperta . ad esempio come frangivento e specialmente per favorire il recupero di zone sterili. che «non veniva a patti con il caldo della giornata o la ripidità del la strada. oli e grassi: alcuni di questi ultimi. dal linoleum all'inchiostro da stampa . I tannini servono per la lavorazione del cuoio. Le piante forniscono infine sostanze medicamentose d'ogni tipo. tra l'altro sotto forma d'incenso. come eccipienti ed emulsionanti. fanno alzare il pe lo uniformemente in ogni direzione. servono in una vasta gamma di applicazioni industriali. Può darsi che da principio sia stato coltivato per i suoi gambi fibrosi. Il cotone selvatico non ha filacce sui semi. La guida degli autocarri era affidata a maestranze provenienti dalle tribù locali. m a gli automezzi surriscaldati restavano fermi per buona parte della giornata . vengon o tuttora usati da milioni di persone per sollevare il grumello. materia prima per canestri. come non lo sarebbero i cereali a spighe dai semi non disperd enti. Un trionfo vegetale sull'ingegneria. La pianta più importante per le sue fibre è indubb iamente il cotone. Un estratto molto noto è il latt ice.di piante d'ogni genere e separate dai tessuti per sfibratura. come pure analizzandone i te ssuti.. a somiglianza delle c ere vegetali.. Le fibre forniscono materiale tessile. Ogni tanto succede che una pianta metta nel sacco tutta la tecnologia moderna. cosmetici e creme. ed effettivament e eventuali semi di cotone coperti di filaccia non sarebbero adatti a vivere all o stato selvatico. ma di molte non è s tato possibile ottenere con processo sintetico una versione migliorata. operazione che sp esso comporta la necessità di lasciar macerare il materiale vegetale nell'acqua o all'aperto. nonché per i più disparati prodotti d'uso industriale. pectine e resine si usano in mille modi. Le piante producono indirettamente molte sostanze alimentari. per unguenti e profumi. Oggi gli oli essenziali si usano anche come solventi delle ver nici. e il mio esempio preferito è dato dal cardo dei lanaiuoli (Dipsacus fullonum). Un giorno il caposquadra e il sovrintendente del campo aspettarono . Durante la loro crescita le piante possono servire per usi speciali. e di certi battericidi. nell'industr ia alimentare per marmellate e gelati. tappeti. è stato segnalato da Henry Longhurst nella sua descrizione della costruzione della strada detta «La scala d'oro» per l'accesso al campo petrolifero di Gach Saran in una delle regioni più torride dell'Iran. per migli orare le condizioni di regioni aride. spazzole. del rotenone della Derris e del piretro ad effic ace azione insetticida. I su oi capolini fiorali stretti e di forma ovale. Gomme. Molte di queste sostanze si ottengono oggi per sintesi. o pelo. e negli anni di guerra dal 1939 al 1945 i Russi ricavarono gomma da una specie locale d i tarassaco. attività che in seguito fece sorgere grandi industrie (si devono distillare 200 milioni di petali di rosa per ottenere un chilogrammo di essenza di rosa). uno dei cardini principali della nostra civil tà moderna: è prodotta da molti alberi. di cert e stoffe di qualità superiore dopo l'appretto. comportante anche un certo risvolto umorist ico a spese della precisione meccanica. saponi.

inoltre come mangime per bestiame e concime. vi arrivò dall'Arabia e dall'Etiopia. igna me. La prima spedizio ne organizzata per la raccolta di piante di cui si abbia notizia. il taro. canna da zucchero ed agrumi. il granoturco. destinato a rendere f amosa l'America Meridionale. piante medicinali. E naturalmente hanno immensa importanza i resti delle piante morte sotto forma d i carbone e lignite. questi ultim i originari della Cina. Navi europee battenti bandiera portoghese vi portarono dall'Asia noci di cocco e riso. non dimentichiamo che le alghe mari ne si prestano a una gamma vastissima di usi. usate per farne filtri. nei loro lunghissimi viaggi marittimi intrapresi a scopi di colonizzazione. cominciò il commercio . Tornando ad applicazioni meno specializzate. Per quanto fosse lento e faticoso il traffico carovaniero. si verificò un movime nto di crescente intensità in tutta l'Asia . tristemente famoso. molto usata anche la torba.compresa ovviamente la Cina . La situazione si trasformò con i successi della navigazione regolare nell'Atlantic o dopo il 1492. Naturalmente anche il grano e q uasi tutti i cereali europei vennero portati nel Nordamerica dai Padri Pellegrin i e dai loro successori. topinambur e fagiolini arrivarono invece dal Canada. I Polinesiani si portarono dietro. Tuttavia le carovane erano in uso già da molto tempo prima. invece le antiche diatomee forma no depositi di terre dette appunto «a diatomee». Thomas Edison us ava filamenti di bambù per le sue prime lampadine elettriche.merci d esiderate e aspettate man mano che sorgevano le diverse civiltà. e sono particolarmente pregevoli nelle opere di bonifica.che inf ine si diffuse all'Africa. fu quella che andò alla ricerca degli alberi dell'incenso. di origine sudamericana. C'era un mezzo melone sul carburatore. la patata dolce e la noce di cocco. sostanza di base del cemento e del calcio usato in agricoltura. Se ne estraggono agar ed alginati dagli usi infiniti: gli ultimi s'impiegano talvolta per condizionare i terreni pesanti e per consolidare quelli leggeri o sabbiosi. Le regioni tropicali del Vecchio Mondo si avvantaggiarono particolarmente della manioca o cassava. banane. Questi primi spostamenti per via di terra furono certamente importantissimi. I Romani diffusero varie piante col tivate d'origine mediterranea in varie parti del loro immenso impero. e diventò possibile lo scambio reciproco di specie tra il Vecchio e il Nuovo Mondo. furono degli emigrati irlandes i a portare la patata nell'America settentrionale. riso. Fatto piuttosto curioso. nonché il tabacco dall'America centrale e meridio nale. Il gesso. ma potevano benissimo commerciare i semi. Tra le piante d'interesse alimentare l'Europa ricevette la pat ata. e dopo moltissimo tempo alle Americhe. Molte sono importanti come aliment o. vari tipi di piselli e varie specie di soja. formata da piante in disfacimento in condizioni anaerobiche nell'arco di poche migliaia d'anni. Man mano che emigrava. Quando sulla superficie della terra ci fu tanta gente che cominciò a rendersi conto che vivevano altri consorzi umani . erbe e d altre derrate che servivano a rendere più piacevole la vita quotidiana . formati dai resti delle piante gigantesche delle età carbonif ere.cioè l'albero del pane -. canna da zucchero. il pomodoro.il guidatore e chiesero di dare un'occhiata al motore. l'artocarpo . ma appassionato di orticoltura. e le Americhe dal canto loro trassero benefici dall'arriv o di piante del mondo antico quali agrumi. In seguito gli Arabi importarono in Spagna riso. e con la sua polpa sugosa lo raffreddava quanto bastava a non far bollire la benzina». per ché così avvennero scambi tra l'Asia e l'Africa. si compone in gran parte dei resti fo ssili di alghe microscopiche di colore brunodorato contenenti piastrine calcaree . le radici e i bulbi delle specie coltivate. che la regina egiziana Hatsepshut fec e venire per nave dalla terra di Punt (attuale Somalia) nel 1482 avanti Cristo: 32 tronchi per il suo grande tempio di Deir el Bahri. e che certe piante e i loro prodotti (e naturalmente tutti gli altri prodotti naturali e manufatti) si trovavano solamente in certi posti. La tecnologia vegetale si presenta a volte in modo inaspettato. specialmente in Giappone. po . depositatesi sui fondali marini del Cretaceo. l'agricoltore antico diffondeva a poco a poco le sementi. abrasivi e rivestimenti refrattari per forni. prima che venisse me sso a punto il tungsteno a questo scopo. Le carovane ab itualmente non portavano sostanze alimentari. Il capitano Bligh. il carico consisteva principalmente di spezie. Il caffè.

che allo stato selvatico è ora limitato a un gruppetto d'esemplari contorti dal vento nella Cali fornia meridionale. Allora. Succede così in certi casi che lo sfruttamento di una pianta la salva dall'estinzi one. cioè attorno al c ambio del secolo. fu la conseguenza di altre serie esplorazioni botaniche del Nordamerica.rtò da Tahiti alla Giamaica banane.vennero e sportate in tutti i Paesi a clima adatto. Questo vale spe cialmente per singoli esemplari selezionati per qualche caratteristica ecceziona le. mentre in altri casi viene tanto migliorata da non poter più cavarsela da sol a allo stato libero. si insediò a Ceylon e nell'Estremo Oriente. comprati un pane con un soldo. In epoca molto posteriore si tenevano notevoli giardini a scopo ornamentale negl i imperi del Perù e del Messico. cominciando sia pure in epoca diversa nelle varie parti de l mondo: le condizioni del suo sviluppo si verificano soltanto con l'avvento del tempo libero e dell'istruzione. Come per le piante d'interesse alime ntare. «africani») importate dagli Spagnoli dall'America central e. la tuberosa. Anche il ginkgo. il cui primo esemplare in com mercio venne acquistato su un mercato messicano. Esistono ancora moltissimi prodotti d'origine vegetale di cui l'uomo civile non è a conoscenza. per citare Ruskin. ora tanto usato per alberature stradali nel NordAmerica. e un giglio con l'altro». L'identificazione di specie arbor ee da legname come il pino Douglas. o fiore di Passione. furono loro a cercare piante a scopo ornamentale in Paesi lontani con i l maggiore impegno. ma le piante vive cominciarono a varcare i mari a ritmo accelerato man mano che si trovavano i metodi migliori per mantenerle in vita. Quasi contemporaneamente. rappresenta tuttora nei climi caldi una delle piante più pregi ate a legno dolce e a rapida crescita. e tra le prime che varcarono gli oceani a questo scopo si annoverano la passiflora. le altre civiltà si limitarono quasi tutte a coltivare e migli orare le specie che già crescevano sul posto. ma che potrebbero essergli molto utili. fornitrice di chinino. «i fiori sembrano inte si a consolazione dell'uomo comune». e piante ora coltivate derivano tutte da un unico esemplare nel giardino di un monastero birmano. mentre gli antichi Britanni si tingevano con il colore azzurro del guado. certe specie di eucalipti . come i fiori doppi o le foglie screziate.o di Monterey -. fu il dominio europeo delle rotte oceaniche a spalancare i continenti all e specie ornamentali. mentre la s pecie affine Amherstia nobilis. per essere utilizzate per fornire legn ame e come specie ornamentali. U n'altra pianta ornamentale nota solo come specie coltivata è la "pianta di giada" (Crassula morganianum). Gli antichi Egizi coltivavano fiori ed alberi a scopo ornamentale. Un proverbio cinese dice: «Se ti restano due soldi e nulla più. la cosiddetta "pianta dell'amicizia" o pianta d'alluminio. Molto probabilmente certe piante ornamentali devono alla loro bellezza la loro s tessa esistenza attuale: ad esempio lo spettacoloso "albero fiammeggiante" (Delo nix regia) è noto allo stato libero solo in una località del Madagascar. Una parte di queste risors e potenziali è stata esplorata dalle tribù «primitive» dell'America Meridionale: gli ant ropologi a tutt'oggi hanno spigolato poco più delle briciole delle loro eccezional . è stata vista allo stato se lvatico solo due o tre volte. la Pilea cadierei. a quanto pare non è mai stato visto da n essuno allo stato libero: veniva coltivato dai Cinesi nei giardini e presso i te mpli. ma prospera nel nuovo ambiente artificiale. Ma quando gli Inglesi cominciarono a girare per i l mondo. usando anche più incenso di quanto ne abbia mai usato ogni a ltro popolo da allora in poi. che vi vennero contrabbandati circa un secolo fa. La Cinchona peruviana. Popoli progrediti come i Cinesi e i Persiani colti vavano fiori. è stata trovata solo una volta allo stato libero i n Indocina. artocarpi e canna da zucchero a tronco spesso. mentre il pino di California . Una nostra pianta d'appartamento. altrettanto magnifica. e lo stesso accadde per i semi della pianta della gomma brasiliana. la gialappa e varie specie di tagetes («francesi». e tutte le piante coltivate derivano da quell'esemplare originale. Semi e bulbi costituirono da principio le forme principali d'importazione.endemiche in Australia . L'uso di piante a scopo ornamentale costituisce un pensiero fisso per l'uomo fin dai tempi più antichi. dove la gente del posto la colt ivava per tenerla nelle case. parente dell'erba pignola. che ora è tra gli alberi di maggiore importanz a commerciale in Europa.

d opo che ne è stata estratta gran parte del contenuto d'umidità. che comportavano l'impegno di ripulire e dissodare il t erreno. Oggigiorno la semente v iene raccolta con accorgimenti speciali. stoloni e così via. al legname e alle f ronde per coprire le capanne. La semente va ripulita per evitare che spuntino le erbacce in mezzo alle colture. al cibo che mangiamo. la propagazione per margotte ha avuto per molti secoli una diffusione li mitata a poche specie vegetali. Invece le piante delle regioni tempe rate sono di norma più schizzinose per quanto concerne la diffusione per margotta. e infin e di passare al raccolto e alle operazioni successive. a sostentare gli animali che ora ci rincresce di vede r scomparire. e magari viene conservata in condizioni di temperatura ed umidità controllate. e richiede inoltre di venire conservata con cura. mentre tecniche speciali comprendono anche le lesioni infl itte deliberatamente alla base della margotta: procedimento che in certe specie vegetali affretta la formazione delle radici. e spesso viene addirittura confezionata. come dicono i giardinieri. Quando cominciò deliberatamente a seminare sementi o a mettere a dimora margotte d i colture vegetative. Tra i perfezionamenti appo rtati dalla tecnica moderna vi sono le cassette chiuse di propagazione. «La foresta è "nada". l'uso di «nebbie» attuate con dispositivi n ebulizzanti che scattano ad intervalli regolati dal grado di essiccazione del ma teriale vegetale. allo scopo di prolun garne notevolmente la durata utile di conservazione. a concedere un ristoro sempre più ambito a una razza umana sempre più meccanizzata e prigioniera di se stessa. Provvede alle nostre necessità. e assicuri in seguito la crescita migliore. e così via. L'accresciuta complessità di tale pratica . ma contemporaneamente ci fanno obbligo di proteggere con maggior cura quanto resta delle intatte foreste primo rdiali: possono insegnarci qualcosa che ancora non sappiamo. che si p ossono scaldare e irrigare dal di sotto. Si formò così un ciclo di lavo ri legati alle stagioni. di seminare o piantare. se si vuole che mantenga la mas sima vitalità. L'UOMO MANIPOLATORE. e spesso quasi in ogni epoca dell'anno.compre so il maggiore uso di margotte di radici . l'uomo istituì una forma di controllo. oltre a conservare la superficie della terra. Le nostre crescenti esigenze c'impongono di migliorare le nostre conoscenze negl i interventi che operiamo sulle piante coltivate. spesso con l'aiuto di una «scheda elettronica» adottata come mecca nismo di controllo. o tutto. e l'uomo «evoluto» si dà da fare per cancellarle dalla faccia della terra. e "doveva" farlo. utilizzata per fare tappeti . La seconda linea riguarda i controlli esercitati sul materiale riproduttivo. bulbi. cioè nulla. comporta la n ecessità di preparare il terreno. La riproduzione per margotte comporta la necessità sottintesa di conoscere l'epoca migliore per prepararle e «metterle a dimora». tuberi. o non compaiono nelle specie coltivate. e di solito di rivoltarlo in qualche modo per as sicurare alle piante migliori condizioni di crescita. Ormoni vegetali in polvere sono usati diffusamente per accel erare l'accestimento. Nel corso dei millenni tu tte queste operazioni agricole sono state migliorate e perfezionate lentamente m a ininterrottamente. fornisce legno per archi e frecce.derivò in buona parte dal desiderio di moltiplicare le piante ornamentali quando mancavano i semi. Anthony Smith ha registrato quanto dicono i Brasiliani moderni dell e loro foreste inesplorate: «Qui non c'è nulla». a seconda di chi siete voi». di concimarlo e liberarlo dalle erbacce. o quando questi rich iedono troppo tempo prima di formarsi. Capitolo 27.i conoscenze botaniche. Come ci appare da vari aspetti inerenti alla manipolazione e coltivazione delle piante. e costituiscono ormai un ciclo d'evoluzione specifica nel l oro genere. Sem inare sementi o coltivare radici. quale e q uanta parte della pianta convenga usare. Questa è la prima linea di controllo. o infine non servono quando si tratti di forme ibride. Invece gli indios dicono: «La foresta h a tutto. Moltissime piante tropicali a ccestiscono da margotte insediate nel terreno senza quasi nessuna cura prelimina re. frutti e medica menti». Le sole possibilità di moltiplicazione assicurate dalla tecnica moderna sono notev olissime: so di un coltivatore europeo che in un anno è riuscito ad ottenere 20000 nuove plantule da un solo esemplare di Pachysandra.

di solito una specie arborea . come nel caso dei pomodori . i virus si trovano nell e cellule stesse della pianta e vengono diffusi dagli insetti che succhiano la l infa. I coltivatori d'orchidee si sono impossessati di questo metodo per moltiplicare le loro varietà più vistose e richieste. I meli soffrono spessissimo d'infezioni di questi virus nascosti.oppure agitate periodi camente. T ale possibilità ovviamente riduce di molto il prezzo di queste specie esotiche. Altro metodo moderno specializzato è costituito dall'impiego dei meristemi. cre sce del 70% in più rispetto a un'altra pianta infetta. Una pianta di rabarbaro esente da virus. come negli alberi da frutto. specialmente per le ros . perché i virus s olo di rado sono in grado di tener testa alle cellule delle punte d'accresciment o. e s e queste provette vengono fatte girare in continuazione . Si possono usare solo piante strettamente imparentate. in alcuni casi . patate. A questo scopo occorre p relevare il meristema con il microtomo (dato che il diametro va da mezzo millime tro a un millimetro). mentre la talea. ed era già ben not o ai Greci antichi.si formano numerose gemme che in seguito si possono st accare e coltivare separatamente. per quanto faticoso. e già si avevano certe nozioni dell'azione esercitata dal ceppo radicale sulla talea: già ai primo rdi dell'era cristiana San Paolo accenna alla pratica dell'innesto nella sua epi stola ai Romani. che può essere imitato dal coltivatore. che ne riducono moltissimo le capacità di r endimento. Lo scopo fondamentale dell'innesto è di creare una pianta nuova . che si verificano con la fusione di giovani germogli o radici che crescono in stretta vicinanza.non si potrebbero ottenere dai semi. Ma vi son o anche molte piante che non attecchiscono prontamente per margotta o richiedono troppo tempo. e si svilupparono moltissimi metodi diversi. dopo di che lo si può trattare alla stregua di una margotta o di una plantula di tipo tradizionale.le cui parti superiori diano frutta particolarmente pregiata. Ma il meristema di solito riesce a sfuggire a questa sorte. che so no le punte microscopiche d'accrescimento delle piante. assai più insidiosi.erbosi e come specie consolidante del terreno. che in ultima analisi viene contro llato dai gruppi sanguigni. o marza. dalie. Può darsi che l'idea di praticare innesti sia derivata inizialmente dall'osservazi one degli innesti naturali. facendolo crescere poi in terreno sterile di coltura finché abbia raggiunto dimensioni trattabili. Si tratta in questo caso d"«innesto p er avvicinamento». In molti casi il ceppo radicale viene scelto con l'intento di det erminare la taglia e la vigoria della forma finale. Alcuni tra questi virus hanno effetto letale o visibilmente paralizzante. che è necessario eliminarle dopo tre anni di co ltura.nel caso degli ibridi . e qualche volta per la sua resistenza alle malattie. co nsente ai coltivatori di costituirsi un «patrimonio iniziale pulito» dal quale è possi bile ottenere materiale immune per la successiva propagazione. Nonostante i pregiudizi e le chiacchiere che circondavano ta le pratica. inoltre fragole. E" sicuro che l'innesto p er talee è di data antichissima: è citato molte volte nella Bibbia. che altri menti impiegherebbero anni per crescere in condizioni normali. un po'"come succede in medicina umana per il trapianto degli organi. L'innesto invece è un'arte antica. l'innesto delle piante era entrato nell'uso corrente. proviene da forme note e selezion ate che . Questo metodo si è reso n ecessario per il grande aumento delle malattie da virus. I meristemi cominciano a crescere in provette contenenti gelatina nutriente. L'impiego dei meristemi. E" stato calcolat o che da un solo meristema si potrebbero ottenere in un anno quattro milioni di plantule. ed è notissimo che le fragole sono tanto esposte alle infezioni da viru s e agli afidi che le trasmettono. e rinnovare le piantine. si limitano a ridurre la capacità di crescita e di r endimento delle piante. Così si possono usare spesso ceppi radicali selvatici. ad esempio. e che abbia un sistema radicale vigoroso e sano. garofani e crisa ntemi. sebbene richieda molta precisione e grandi cure . La tecnica dell'innesto venne affrontata con mentalità scientific a molto prima di quanto avvenisse per la maggior parte delle pratiche agricole e d ortofrutticole. mentre oggi lo si impiega spesso per cespugli ed alberi ornamentali. Fino al diciottes imo secolo l'innesto era limitato in pratica agli alberi da frutto. men tre altri. Tra le piante che hanno sortito felici effetti da questo trattamento sono comprese piante di gran de importanza in frutticoltura. se tutte le gemme venissero staccate regolarmente e messe a coltura.

Dalla selezione delle piante l'uomo passò al miglioramento genetico di determinate varietà vegetali. e aveva cercato per anni d i attuare questo «pallino» che.quando non addirittura per migliaia d'anni.senza che avvengano materialmente dei cambiamenti.delle variazioni dovute a mutazione e talvo lta a una certa instabilità genetica. Perciò anche nell'ambito delle linee pure possono verifi carsi . cipo lla e barbabietola. dove i flosculi orizzontali trasformano l'aspetto dell'infiorescenza. si annovera no: pomodoro.si sono formate i n buona parte in conseguenza della semplice scelta delle variazioni. mentre i mezzi di propagazione vegetativa garantiscono discendenza identica alla pianta progenitrice. risultanti da accoppiamenti casuali o da muta zioni . quando h a cominciato a migliorare i cereali all'alba della sua civiltà. caratterizzati da fiori grandi con petali superiori arricciati invece che piatti. Con i semi. e il sistema vale in modo particolare per le piante coltivate da radici o margotte . La digitale nella varietà Excelsior è un altro esempio di «pallino». La ricerca di caratteristiche pregevoli è quanto mai accentuata ed ovvia nel setto re delle piante ornamentali. ma un miglioramento del 20-50% si ottiene in quattro generazioni di selezione massiccia.almeno fino a pochissimo tempo fa . In certi casi sceglie gli esemp lari di forma ed aspetto migliori tra quelli che vivono allo stato selvatico. riso. si regola scegliendo quelli delle piante p iù grosse e più robuste. avendone gli stessi tessuti. Tra le piante più note.come infatti si verificano . mentre si possono conservare linee più pure adottando crit eri ancora più severi. Il concetto è semplice da enunciare. occorre mantenerlo. o talvolta i ncrociando specie diverse se risultavano compatibili (le specie con numero diver so di cromosomi di solito non si possono incrociare). sedano. e gli faceva trovare nei raccolti varietà nuove. Spesso la natura lavorava per lui in questo senso. granoturco. come nel cas o degli olivi . che derivano ciascuna da un unico esemplare e le cui speci e domestiche o coltivate . detto di passaggio. Invece i semi possono dare discendenza variabile. lattuga. che hanno pa trimonio genetico uguale. Di solito una specie o un dato ceppo d'inte resse ortofrutticolo conserva le sue caratteristiche con la propagazione per sem i.che sarebbero andate perdute allo stato natural e.e. ma si osservano variazioni notevoli anche nella discendenza delle «linee pure» ri sultanti dalla selezione continuata su elementi dello stesso ceppo. la discende nza può variare notevolmente. Impadronitosi dei metodi di coltivazione e dì diffusione. e i cloni possono esister e per secoli e secoli . si deve a una mutazione veri ficatasi in quattro posti diversi tra il 1899 e il 1902. Questo procedim ento di solito mantiene parecchie «linee» nell'ambito generale delle caratteristiche ravvisate in un ceppo. Il metodo più semplice ed antico consiste nell'eliminare dalle colture le piante di qualità inferiore o aberrante («mondatura»). è stato osservato per la prima volta in mezzo alle altre piante da un dilettante che aveva l'hobby dei lupini. e la generazione successiva potrà presentare variazion i ancora più ampie. Tra i «salti» più notevoli dovuti a mutazione dobbiamo an noverare la caratteristica dei fiori doppi. cetriolo. o che danno acini o grani o frutti più voluminosi: questo cri terio è servito all'uomo. I semi pertanto offrono occasioni costanti ai fini della selez ione e del miglioramento. La scelta del metodo si fonda largamente sulla convenienza o comodità. sempre apprezzata dai giardinieri. Una volta definito un ceppo di semente. praticamente senza che nemmeno se ne avvedesse. carota. l'uomo cerca ora di migl iorare il materiale vegetale a sua disposizione.come il lupino Russeli . Il lupino nella varietà R ussell. Nel caso delle piante annuali i semi rappresentano l'unico mezzo efficace di pro pagazione. ibridando varietà della stessa speci e che gli consentivano di ricombinare le caratteristiche genetiche. che ha infiorescenze irradianti dal tronco in senso quasi orizzontale in vece che verso il basso. Se i semi sono d'origine ibrida. fagioli. L 'avvento dei piselli odorosi nella varietà Spencer. In seguito l'uomo le allevò deliberatamente. Così la fragola odierna è stat a ottenuta in Inghilterra dall'incrocio della specie americana Fragaria virginia . Pianta progenitrice e discend enza vegetativa si indicano con il termine di "clono". a livello più elementare. mentre i cloni vegetativi assicurano un prodotto avent e caratteristiche specifiche note. conferisce alle infiorescenze un aspetto molto più compatto.

che sono piante vitali e di rapi da crescita. riso. e gli ibridi F. le piante «madri»).. granoturco. e l'operazione va per le lunghe. dove s'incrociò spontaneamente con una varietà di rosa di Damasco pur e usata per recinzioni. Queste nuove razze danno una resa almeno tripla o quadrupla. Solo nel secolo scorso la selezione è diventata scientifica. Nel caso delle piante perenni come i gigli.ad esempio di granotu rco. Talvolta la selezione gene . Però il raddoppiament o successivo dei cromosomi . Ora è possibile effettuare selezioni genetiche orientate. Ma i lupini selvatici contengono certi alcaloidi che tolgono agli animali la voglia di mangiarli. Prima di allora anche i processi riproduttivi delle piante non erano compresi in modo adeguato. Tra i successi più brillanti della coltivazione d'ibridi F.che si verifica spessissimo in natura . miglio e sorgo . e rivelano spesso dimensioni superiori. Se le piante pre scelte per l'impollinazione non sono a maschi sterili (cioè. Entro tre anni dall'inizio del programma d'ibridazione si e ra ottenuta una forma ibrida che aumentava la resa dell'88%. Oltre alla resa dei cereali si può migliorare anche quella del legname. occor re togliere a mano tutte le antere. La selezione genetica s'interessa ora anche d'aumentare il contenuto proteico. invece di affidarsi al caso. cavoletti di Bruxelles e pomodori -sono il risultato di tali incroci. Esempi di questo genere dimostrano come le migliorate comunicazioni abbiano trasformato le capacità potenziali della coltivazione delle piante. Gli ibridi F. Essi sono anche estremamente uniformi. Negli ultimi anni sono state create nuove piante ad alto reddit o d'interesse alimentare . L'ibridazione interspecifica può dare una discendenza sterile. 1 indicati nei cataloghi delle sementi .compreso un promettente ibrido di grano e segale detto triticale. Non restò altro che esaminare un milione e mezzo di piante: si trovarono 6 esemplari del tipo richiesto. nonché vigore e rend imento più elevati. Il primo passo verso le moderne rose ri fiorenti è stato rappresentato dall'introduzione di una rosa cinese che conservava le caratteristiche delle fioriture ripetute. Il volume degli alberi da legname a una certa età può risultare aumentato almeno del 25% se a suo tempo sono stati selezionati gli alberi più promettenti. permettendo i matrimoni forzati tra specie viventi abitualmente a grande distanza l'una dall'a ltra. e l'incrocio di base va ripe tuto di anno in anno: procedimento che si compie abitualmente a mano. Gli obiettivi principali sono rappre sentati di solito dalla resa delle colture o dalla grandezza dei fiori nelle spe cie ornamentali. I lupini. cioè intese a un risultato prestabilito. in modo che incrociando i due ceppi progenitori non c'era pericolo c he intervenisse l'autoimpollinazione come elemento di disturbo. 1 va citato il miglio nero «periato» (Pennisetum glaucum) che ricopre più di 12 milioni d'ettari di terreno coltivato in India. i ceppi derivati da semi di questa sorta sfuggono alle malattie da virus che si po ssono invece perpetuare con la propagazione vegetativa consueta. 1 da soli non perpetuano però le loro caratteristiche. costituiscono una meravigliosa fonte alimentare per i mangimi zoote cnici. per cui la discendenza diventa una nuova fonte di variazioni potenziali. originando la forma capostipite del gruppo di rose Bourb on. e sol tanto verso l'inizio di questo secolo Bateson elaborò la scienza della genetica. e forse fino a 15 volte la resa consueta in condizioni sperimentali. Parte del successo di questo particolare ibrido si deve al fatto che si sono ottenute piante maschi li sterili. L'incrocio di ceppi distinti può portare al «rigoglio d'ibridazion e». quelle con numero doppio di cromosomi si chiamano tetraploidi. e la selezione prese il via. e ne coniò inoltre il termine in seguito alla riscoperta della famosa opera di Greg orio Mendel. Le piante che possiedono un patrimonio cromosomico più che doppio risp etto alla norma. L e forme ibride di larici europei e giapponesi selezionati crescono in misura cor rispondente a oltre il 180% degli alberi progenitori. si dicono poliploidi. se è stata fatta la mol tiplicazione per talea ed è stata curata la selezione genetica mediante incroci. usata per siepi e spalliere nell'i sola di Réunion. Un aspetto della selezione genetica delle piante consiste nella ricerca delibera ta di una determinata caratteristica. I genetisti immaginarono che una volta ogni tanto dovev a pure verificarsi una mutazione priva di alcaloidi.porta di so lito alla fecondità.grano.na con quella cilena Fragaria chiloense.

Un pesco. Alcuni cepp i tra i più virulenti delle malattie fungine. La figura del consumatore non deve venire ultima nell'ordine di precedenza stabilito dal genetista vegetale. con semi che resistono nei baccelli fino al momento del raccolto. che ancora mancano in certi prodotti odierni. Recenti sforzi di miglioramento genetico hanno fatto aumenta re questa percentuale al 5% aumentando di un terzo la produzione di sostanza sec ca. Per questo motivo le varietà nuove vengono realizzate a gambo lunghissimo. dovrebbero però accompagnarsi a u n buon profumo e al soddisfacente valore alimentare. richiede abitualmente più di 1000 ore con temper atura inferiore ai 7 gradi C. per avviare il ciclo di fioritura e produzione dei frutti. ad esempio per i cav olini di Bruxelles e i piselli. inoltre alberi da frutto con rami ad angolo più stretto rispetto al tronco per sostenere un magg ior peso di frutti. L'aumentato rendimento dipende anche dalla migliorata efficienza della fotosinte si. i gambi sono adatti ad effettuare la fotosintesi. derivano quasi certamente dagli sforzi selettivi operati per accrescere la resis tenza di questo cereale. il fungo spessissimo tallona questa evoluzione. e la maggiore q uantità di luce solare che così arriva ai baccelli li porta a maturazione in modo più uniforme. Tra gli scopi più importanti della selezione genetica c'è quello di ottenere ceppi r esistenti alle malattie da funghi. nelle condiz ioni ideali di diffusione offerte dai sistemi attuali di coltivazione. Anche la migliore erba da foraggio non impiega più del 4% dell'energia che le arriva con la luce. in modo che anche le regioni più calde ne lla parte meridionale degli Stati Uniti possano coltivarsi da sé le loro pesche. Così nel 19 47-48 un'epidemia di ruggine del grano nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud distrusse risorse alimentari sufficienti a nutrire 3 milioni di persone per un anno.tica riesce a migliorare anche la composizione dello stesso prodotto vegetale. e possono spazzare via interi raccolti. elaborando una razza nuova contro la quale la pianta non ha immunità. in modo da pote r sfruttare al massimo anche i sistemi di raccolta a macchina. Tra i problemi recentemente risolti dai genetisti si annoverano i cereali a stel o corto intesi per comodità delle mietitrebbie.cioè si coricano . come nel caso dei pomodori e delle fragole. che probabilmente costituiscono il problema p iù grave per il coltivatore odierno: infatti queste affezioni rappresentano un oss o duro per i mezzi chimici. invece ora si accerta sempre più diffusamente che le piante possono sviluppare una capacità gener ica di resistere a qualsiasi ceppo di funghi. Questa esigenza è avvertit a anche dalle industrie d'inscatolamento e di congelamento. Questo tipo di miglioramento genetico si può ottenere operando la selezione di pia . dal canto suo la mancanza di foglie rende più facile la raccolta a macch ina. R icerche del genere si propongono anche di ottenere nuove piante resistenti a ter reni mineralizzati o salati. e questa appunto è la meta cui tendo no gli sforzi e le ricerche attuali. che era presente in proporzioni pericolose nelle precedenti v arietà. c ome nell'olio di semi di ravizzone che ora si riesce a produrre privo di sgradev ole acido erucico. tale da sopportare le operazioni di confezionamento. Se viene selezionata una pianta da coltura con resisten za iniziale a una data malattia. In parecchie colture sono state selez ionate geneticamente nuove varietà che resistono a freddo e aridità più intensi della loro norma. pregevoli anche perché in questo mod o non si piegano né si «allettano» .tanto facilmente. Purtroppo i funghi sono perfino più duttili delle piante per capacità di adattamento e mutazioni potenziali. frutti che si staccano più facilmente quando vengono colti a m acchina. La selezione di prodotti destinati ad essere venduti alla clientela spicciola si è sviluppata anche nel senso di ottenere prodotti uniformi. spesso anche a matura zione contemporanea. In passato la selezione genetica si proponeva di manten ere le distanze con prodotti che precedessero d'un passo i funghi. Gli ibridi più recenti di pisello non hanno pratic amente foglie. E" stato prodotto anche un ceppo di riso con tasso di fotosintesi quasi dopp io rispetto alle vecchie varietà. una varietà di senape nera a gambi alti e rigidi. ad esempio. come ad esempio la consistenza del prodotto. quali quelli del carbone del grano. Attualmente ricerche in corso nella calda Louisiana stanno cercando di ridurre questo periodo a 250 ore o meno. Requisiti di questo tipo.

ricorrendo a speciali celle di crescita dove le condizioni ambientali controllate . C. l'uomo ha cer cato anche di accelerare i tempi dei programmi selettivi. L'opera di selezione genetica si avvale anche di trattamenti che influiscono sul periodo di inattività del seme assicuran do germogliatura uniforme. sebbene sterili. oppure. In quest' ultimo caso i tecnici selettori riescono . o frutti privi di semi. ad alta resa e con robusti baccelli che rimangono indenni anche dopo le ope razioni del raccolto. che costituiscono una g rave tara per questo cereale. compreso l'inserimento diretto del polline negli ovari. Vi è compreso l'orzo Milns Golden Promise. mentre quello di s pecie incompatibile fa produrre allo stimma un «anticoncezionale» che impedisce ai g rani di polline di germinare. Per accelerare i cicli sono stati escogitati anche speciali accorgime nti d'impollinazione. La prima sostanza applicata per ottener e mutazioni artificiali fu la colchicina (alcaloide ottenuto dal colchico): si è v isto che il suo impiego può aumentare il numero dei cromosomi. piante a ritmo giornaliero rispettivamente lungo e corto. si sono rivelati più spesso da nnosi che utili. Oltre all'acquisita abilità in quella che è un'opera di vera e propria manipolazione dei cromosomi specifici o dei singoli geni delle specie vegetali.a intrappolare il carattere dell'immunità alla malattia di una data sp ecie selvatica. dove questo «difet to» genetico si traduce in un vero vantaggio commerciale. a stelo cortissimo e rigido. c omportano spesso dimensioni maggiorate. Numerosi nuovi ceppi utili sono il risultato di bombardamento con i raggi X. che altrimenti non avrebbe magari nessun valore. con l'impiego di una specie selvati ca. i quali. Ma si possono ottenere a nche tipi poliploidi in cui il numero basico dei cromosomi è moltiplicato quattro o più volte tanto.nte resistenti nella pratica delle coltivazioni. Quest'ultimo è sterile. I trattamenti radioattivi hann o originato anche alcune nuove varietà curiose di piante ornamentali. Si tratta forse di una meta meno importante. che altrimenti non p otrebbero riprodursi contemporaneamente. analogamente a quelli che si verificano in natura. A un certo momento sorse la speranza che le mutazioni artificiali avrebbero potu to produrre nuove varietà di piante utili. compresi gli intrattabili vermi nematodi sotterranei. non ultima la buona resistenza all"«allettamento». Però la pratica dell'irradiazione può sortire pregevoli effetti nella selezione gene tica. Ma è possibile fare in modo che un fiore femminile a ccetti polline d'altra specie mescolandolo assieme a polline irradiato della ste ssa specie. dell'esposizione ai raggi ultravioletti e a sosta nze chimiche quali l'iprite. perché ora gli animali nocivi si poss ono trattare . indirizzandolo ad elaborare una varietà domestica rispondente ai fini di selezione genetica dell' uomo. inoltre l'arachide N. di varie radiazioni nucleari. Tuttavia i mutanti ottenuti con procedimenti artificiali. ottenuto c on i raggi gamma. Il polline t rattato ai raggi X ha infranto l'ostacolo dell'autosterilità in alcuni tipi di fru tta.con mezzi di lotta chimica e bio logica di cui si darà una breve descrizione nel capitolo seguente. dopo operazioni complic ate di estimo dei diversi geni della pianta. Il polline di norma può fecondare solo la propria specie.riducono i periodi d'intervallo tra una generazione e l'altra. In tal modo è stato introdotto nelle varietà moderne di pomodori il carattere resistente al virus debilitante del mosaico del pomodoro.con un procedimento detto d'incrocio recessivo . Può creare triploidi a patrimonio cromosomico triplo rispetto alla norma. Un esempio di r esistenza felicemente acquisita ci è offerto dall'avvenuta realizzazione di un ris o ibrido resistente ai tonchi e alle pulci delle piante. o talvolta di una particolare varietà che non soffre della malattia. che può diminuire la res a fin del 20%: a questo scopo è stata utilizzata la caratteristica resistenza di t re specie selvatiche. e di solito è corredato da dimensioni maggiori e accresciuto vigo re. come le ciliegie.con maggiore o minore successo .e aiutate se del c aso dall'impiego di ormoni di crescita . ma conserva auxine attive che danno il segnale . Qu este condizioni controllate permettono ora di coltivare fianco a fianco. Un notevole esempio dei successi conseguiti in questo se ttore è dato dalla produzione di pini provvisti di pigne in soli due anni partendo dai semi. infine il riso Reimei (raggi gamma) dalle molte buone qual ità. Altro scopo della selezione genetica è quello di attuare caratteristiche di resist enza agli animali nocivi.4X (raggi X). poniamo .

con al ta resistenza alla peste della patata in certi casi. Questi accorgimenti possono sortire l'incrocio felice di specie attual mente incompatibili. appare sempre più necessario. per quanto faticoso e dispendioso. Vale la p ena di ricordare a questo proposito il caso dell'industria del caffè a Ceylon. e lo stesso dicasi delle vecchie varietà di granoturco già coltivat e in Brasile. m entre i ceppi progenitori rimasti allo stato spontaneo ed i loro discendenti (da i quali si potrebbero ricostituire varietà nuove nel caso in cui una malattia anni entasse i ceppi attuali) vanno incontro a rapida distruzione. mentre l'Istituto Internazionale per le ricerche sul riso alle Filippine mantiene una collezione di 10000 tipi d i riso. Quasi tutto i l lino coltivato attualmente in Turchia appartiene ad una sola varietà. per cui si è proposto da più parti che vengano istituiti analoghi centri di ricerche internazionali per il miglio e il sorgo. e lo stesso vale per vecchie varietà ugualmente messe in disparte. Presso altri centri si co nservano raccolte delle diverse varietà coltivate: la raccolta di cereali degli St ati Uniti contiene 12000 tipi di grano ed orzo. Tali risorse potenziali dov ranno venir utilizzate sempre più se la produttività delle specie vegetali coltivate dovrà tenere il passo con un mondo in espansione demografica.precisamente come nel Sudamerica . è scomparso da quel Paese.O.per non parlare di famiglie .che venne spazzata via al gran completo da un'epidemia di ruggine nel 1860. in Grecia sono bastati 40 anni perché la percentuale delle specie semiselvatiche di frumento impiegate calasse dall'80% al 10% attuale. L 'importante erba foraggera Digitaria decumbens coltivata nell'America centrale e nelle Indie Occidentali deriva tutta da un solo dono.molto distanti tra loro. ha mostrato di rendersi conto dell'importanza del problema. Il crescente uso d ei diserbanti e i metodi progrediti di coltivazione impediscono alle piante affi ni od imparentate qualsiasi approccio alle specie coltivate. P. Tutto il g rano che spunta in Australia deriva da una mezza dozzina di ceppi imparentati. Un insigne autore (B. sebbene attualmente sussistano problemi di natura genetica che impediscono l'incrocio di specie appartenenti a generi . le varie spe cie di patata selvatica a breve ritmo giornaliero che prima venivano trascurate perché non davano tuberi in Europa: si sono ottenute rese maggiori del 50%. analogo centro per il miglioramento del granoturco e del frumento esiste nel Messico. ini ziatasi da un solo ceppo . Prima di lasciare il settore della selezione genetica conviene dire che può darsi che la scienza . . segnatamente nel senso dell'uniformità. In quella che è s tata definita la «rivoluzione verde» l'uomo mostra ora la tendenza a coltivare estes e aree di una singola varietà vegetale selezionata in purezza genetica. Queste monoculture mancano ormai della capacità essenziale di produrre varianti. che vent'anni or sono esisteva in migliaia di forme in Iran. In certi casi è stato gravemente trascurato il potenziale apporto genetico di spec ie o forme selvatiche finora non ritenuto degno d'indagini. A. Così solo nell'ultimo decennio sono s tate selezionate geneticamente. In situazioni del genere le possibilità di un d isastro totale per via di qualche malattia sono semplicemente immense. Ciò sottintende la necessità di conservar e in ogni modo possibile la variabilità genetica delle specie coltivate d'interess e alimentare. mentre la massima parte d elle piante da caffè sudamericane è cominciata sotto forma di plantule derivate da u n solo albero coltivato in Olanda. radici e tuberi tropicali. assieme a buone varietà preesistenti. Così l'antico grano d i spelta.si stia spingendo troppo lontano in c erti indirizzi di ricerca. mentre campi sempre più estesi semplicemente scacciano le piante di vecchio tipo. Questo lavoro. scelta e v oluta per dare maggiore resa. e ha isti tuito centri di conservazione genetica in regioni dove le specie locali hanno av uto importanza per l'evoluzione delle forme coltivate. Un altro metodo usato a questo scopo consiste nel togliere il rivestimento ester no dei grani di polline composto di proteine exiniche. Pal) ha affermato che la selezione monoge netica sta minacciando «tutta l'opera di selezione genetica vegetale compiuta dall a natura nel corso di migliaia di anni». e nel lavarli con sostanz e adatte. e se dovremo contin uare a mangiare cibi di tipo tradizionale.come accade non di rado . Le mille e mille vecchie varietà di lino della Turchia sudoccidentale stanno scomparendo a r itmo accelerato. La F. diversi tipi di resistenza e così via.di «via libera».

e in certi casi anche le possibil ità di buon accrescimento dopo l'avvenuta germinazione. L'uomo ha semp re troppa fretta perché si pensi che stia ad aspettare il periodo giusto di una da ta semente. E poi alcuni fattori sono assolutamente incontrollabil i. prima di immagazzinarle o di chiuderle in confezionamenti di carta stagnola. Vanno presi in considerazione i problemi derivanti dai danni meccanici arrecati ai semi al momento del raccolto. l'uomo or a deve pensare a seminarla. dove si provoc ano fratture interne. specialmente trattandosi di semi grossi come i fagioli e le fave. ma l'uso di questi gas è a tutt'oggi ancora in fase sperime ntale. a temperatura variabile tra i 10 e i 20 g radi sotto zero. Su scala del t utto diversa funzionano piccoli centri internazionali.buoni o cattivi che siano i risultati . Un commerciante inglese di sementi le dissecca suppergiù nella misu ra succitata. sia per le conseguenze indirette. L'immagazzinamento in condizioni di eccessivo calore o di eccessiva umidità riducono ben presto la vitalità dei semi: si può dire che la semente invecchia troppo in fretta.sono stati e . Le sementi significano problemi a non finire a questo r iguardo. in l inea di massima va evitato il raccolto precoce. con vitalità garantita di tre anni. L'alternarsi di umidità e aridità può causare danni gravi alla semente matura. Certi semi vanno disseccati prima che mostrino un segno qualunque di germogliatura. perché diminuisce la vitalità e preg iudica i raccolti futuri. Quanto sopra vale quasi soltanto per le specie coltivate e le piante dei climi temperati. vanno conserva ti poco sopra il punto di congelamento. Per i semi secchi di piccole dimensioni convengono meglio il secco e il freddo associati. La corretta tecnica di conservazione costituisce la fase successiva da tenere so tto controllo per assicurarsi una buona semente: infatti il deterioramento può int accarne anche i caratteri genetici. la vitalità. non ultimo dei quali è il surriscaldamento che si può originare in c onseguenza dell'attività fungina. in linea di massima. Quando si tratta di partite sfuse di sementi vanno evitati con uguale cura gli a ttacchi provenienti tanto da batteri e funghi quanto da insetti: anche quando la semente non ha subito danni meccanici. Alcune regioni del mondo con tempo abitualmente caldo e asciutt o attorno all'epoca del raccolto hanno pertanto acquistato importanza per la pro duzione delle sementi. ma il sole eccezionalmente torrido e venti por tatori d'aridità immediatamente prima del raccolto potranno sempre danneggiare la vitalità dei semi. perché nelle regioni tropicali i semi sono in grado di germoglia re subito. L'interruzione del periodo d'inattività o di letargo di un seme delle regioni temp erate si dice iemazione o vernalizzazione.invece che in aria. Dopo aver raccolto e conservato la semente nel miglior modo possibile. sia per gli effetti diretti sulla germinazione dei semi. che già abbiamo considerato al capitolo 16. L'età effettiva della semente è meno importa nte delle condizioni ambientali di conservazione. e gli esperimenti classici a questo r iguardo . come per molti altri aspet ti.e colture ad elevato tenore proteico comprendenti anche verdure. questi organismi possono aggredirla con risultati seri.l'uomo è ora in grado di con trollarle in altri modi. Invece i semi freschi più grossi. Dopo aver selezionato o allevato in purezza genetica razze vegetali pregevoli ai suoi occhi . cosicché molto spesso si vede costretto a «rompere» loro il sonno ai propr i fini. allo scopo di mantenere s pecie fortemente selezionate di piante ornamentali. L'uomo deve imparare anzitutto qual è l'epoca migliore del raccolto. in quanto consentono l'insorgere di forme morbose portate da batteri e funghi. E ssi sono più vitali dopo un'annata caratterizzata da insolazione superiore alla me dia e da piogge piuttosto scarse. Logicamente i semi di forma sferica h anno meno probabilità di ricevere danni all'epoca del raccolto o nelle operazioni successive. come le ghiande. ad esempio le condizioni atmosferiche all'epoca della maturazione dei semi. Le esigenze dei semi variano molto a questo riguardo. fino al 6% o a nche meno.specialmente d'azoto ed anidride carbonica . e anche qui s'imbatte in un altro ostacolo frapposto dalla natura stessa: il periodo d'inattività o di letargo implicito nelle caratte ristiche di molti semi. Altri semi migliorano ancora se ven gono sigillati in atmosfera gassosa . purché siano loro accordate adatte condizioni di calore e umidità.come pure molte delle sue attuali applicazioni pratiche . ma si può dire che è opportuno disidratarli.

Quasi tutte le specie coltivate devono germogliare nel terreno in condizioni nat urali. ma ora è usata diffusamente per semi di specie da coltura e di fiori. Varie sostanze chimiche possono sostituire la vernalizzazione climatica: compren dono tra le altre la gibberellina e gli estratti d'alga contenenti auxine ed ant ibiotici. nel qual caso il cubetto di nutrimento se rve specialmente per estrarre e assorbire acqua. ge rmogliano molto più facilmente nella primavera che tiene dietro alla loro maturazi one autunnale. e se ne è fatto un uso molto esteso durante il periodo bellic o 1939-45. consiste in sostanza nel dare al seme da semi nare in primavera un periodo di freddo (probabilmente di 2-6 settimane) con poca acqua.intrapresa in origine tenendo le radici delle piante sospese al di sotto di grigliati o reti in soluzioni fertilizzanti . ma anche specie alpine. e in molte concentrazioni per peso un itario a seconda della specie coltivata e delle condizioni locali. sìa pure in misura inf initesimale. Alcune specie di serra. o iemazione. cassette o lettorini di serra. sebbene certi costituenti possano essere di provenienza n aturale. mentre fino a non molto temp .con una certa nostra sorpresa . La germogliazione di semi ricoperti di un rivestimento duro si può accel erare attaccando dette cappe di rivestimento con varie sostanze. Quando i semi vengono seminati in scala ridotta in vasi. Benefici stimoli per la germogliatura de i semi e lo sviluppo iniziale delle plantule sono stati osservati somministrando sostanze comprendenti.anche soluzioni diluite di detersi vi. purché siano tenute al freddoumido durante l'inverno. quest'ultima fa avviare il processo di germinatura. Miscele ferti lizzanti speciali s'impiegano per terreni carenti di qualche oligoelemento. I concimi si presentano in numerose combinazioni e versioni dei costitu enti principali azoto. per cui hanno importanza vitale la buona lavorazione del terreno e un'opp ortuna concimazione. Le varietà invernali di un dato cereale fioriscono l'estate successiva se sono state seminate in autunno. come i garofani. fosforo e potassio. Si possono somministrare in vari modi dei «ricostituenti» ai semi in co rso di germinazione. la semente viene sparsa a strati in va si pieni di torba o sabbia. che si tende a defin ire «concimi artificiali». e nulla vieta che diventino pratica corrente negli anni ventu ri. l'acido ascorbico e la citochinina. La pratica di mettere accanto a ogni singolo seme un cubett o di nutrimento era stata escogitata in origine per la semina o la messa a dimor a di alberi ed altre piante in ambiente desertico. per rifornire le truppe di verdura fresca dove era impossibile coltiv arla con i sistemi normali. insaccando il miscuglio ottenuto in sacchetti di polietilene. mentre i semi veramente tetragoni si trattano talvolta con gli acidi solfori co o nitrico. questo accorgimento assomma il vantaggio di frangere anche il rivestimento dei semi. tra l'altro. nella normale pratica agricola odierna. I giardinieri ottengono spesso questo scopo mescolando la semente i n parti uguali con torba umida. dopo un'invernata fredda. significa in gran parte applicare concimi in presentazione granulare. e si è lavorato intensamente per trovare terricci o miscele fertilizzanti di composi zione standardizzata. mentre di norma non fioriscono prima dell'anno dopo se sono state seminate in primavera . Moltissime piante ornamentali. vengono alimentat e irrigando i lettorini con sostanza inerte contenente gli elementi nutritivi in proporzioni accuratamente bilanciate. Oggi si da al terreno pochissima sostanza organica.ffettuati sui cereali. sebb ene le comuni miscele concimanti contengano già abitualmente percentuali di oligoe lementi sufficienti per gli usi normali. Questa tecnica idroponica . ma a tutt'oggi i tentativi intrapresi in tal senso non hann o ancora superato la fase sperimentale. specialmente cespugli.si è dimostrata di particolare valore in condizioni d 'ambiente desertico. tra le quali si annoverano . La vernalizzazione. Questi trattamenti evitano di dover incidere o scarificare i rives timenti dei semi con possibilità di danneggiarli. La vernalizzazione costituisce una tecnica di ampio impiego in agricoltura e in orticoltura. e conservandolo in frigorifero poco sopra il punto di congelamento . le vitamine del gruppo B. L'alimentazione delle piante. si possono controllare molto meglio le condizioni delle coltivazioni. Con una tecni ca di giardinaggio detta stratificazione.

In ques to modo i viticultori europei hanno potuto migliorare notevolmente il rendimento e lo stato di salute dei loro vigneti. ricavandone accresciuta attività di fotosi ntesi. e a marcire sottoterra restano solo le radici de l raccolto avvenuto. Così il primato mondiale (inglese) nella produzione di patate toc ca a una coltura che ha totalizzato 740 chilogrammi di patate con sei soli ceppi . Quando si fanno prove vere. specialmente s e vengono usati in quantità eccessive. si può ragionevolmente sperare che in avvenire si otterranno forme di migliorìa dall a realizzazione artificiale di specie vegetali coltivate in grado di fissare l'a zoto: una delle eventuali «realizzazioni avveniristiche» di cui si tratterà nell'ultim o capitolo. Certi concim i possono avere effetti dannosi su alcune colture come le patate. con un aumento progressivo negli anni seguenti. Di recente è stata anche elaborata una forma di alimentazione attraverso le foglie . sebbene il sistema non sia ancora usato su larga scala. o renderle più esposte ai danni della pio ggia. dato che le sostanze fornite dai concimi perché vengano assorbite dalle piante sono ug uali a quelle prodotte nel terreno ad opera dei processi biologici. ma tale pratica distrugge anche que sta fonte di sostanza organica. si possono ottenere risultati fantastici dalla nutri zione intensiva.spess o basate sull'urea . come dirò con maggiori particolari al capitolo 29. Alcuni esper . Esistono molti metodi per stabilizzare il terreno in modo da impedirne o ridurne l'erosione. nonché altri benefici per il resto della pianta. L'alimentazione per via fo gliare riveste particolare importanza quando sussista forte concorrenza per l'ac cesso agli alimenti nell'ambito stesso della pianta. che possono passare i 15 chili senza cure speciali). che attecchiscono e consolidano a loro volta il terreno prima che si decomponga la sostanza consol idante artificiale. Tuttavia. ed ogni 3-4 anni si effett uava una coltura d'erba o trifoglio. Però troppo concim e può sortire il risultato della «pletora del terreno». uno dei quali ha dato ben 150 chili di raccolto. ma non esistono prove ineccepibili per cui le colture trattate con concimi organici «naturali» diano risultati migliori dal pun to di vista alimentare di quelle concimate con fertilizzanti «artificiali». specialmente sui pendìi ripidi: uno è dato dall'irrorazione con varie m iscele a base di lattice. tra le foglie e le gemme o i frutti in via di sviluppo. e un ravanello di 7 chili (quest'ultimo di produzione «normale» rispetto agli ibridi giganti che si ottengono talvolta in Gi appone. L'accrescimento accelerato non dipende soltanto dall'alimentazione. e va notato che i risultati fi nali in termini di rendimento e valore alimentare sono praticamente uguali. ad esempio tra radici e ger mogli. Si è detto che i concimi nutrono solo la pianta e non il terreno. Si è trovato che le fogl ie sono in grado di assorbire soluzioni nutrienti di adatta formulazione . Oltre al riciclaggio di scarti minerali e di altri prodotti d'origine organica. può accadere fin troppo facilmente che la tendenza a somministrare concime non ottenga altro risultato che quello di alterare la struttura del terreno con perdita finale dello strato di superficie e fenomeni d'erosione.o fa si somministrava regolarmente il letame animale. un cavolo di oltre 55. è attuabile: ad esempio gli esperimenti effettuati in Giapp one con alghe verdiazzurre hanno aumentato la resa del riso del 20% inizialmente . Oggigiorno si usa bruciare correntemente le stoppie allo scopo dichiarato di dis truggere l'insidia delle malattie da funghi. Una volta spruzzata la miscela consolidante. che poi veniva interrata mediante aratura. da usarsi alla st regua di concime vivo. Se il nutrimento fogliare viene somministrato contemporaneamente agli indispensabili insetticidi e fungicidi. tanto più che i terreni con bassa percentuale di materia organica tendono ad assumere un'ingrata consistenza compatta sotto l 'azione delle macchine agricole e delle varie attività legate alla coltivazione de l suolo. L'impiego eccessivo o in proporzioni sbagliate di concimi può diminuire l a resistenza delle piante alle malattie. e probabilmente l'alimentazione per via fogliare si presta meglio per queste colture specializzate. e un terzo a base di epossiresine. La coltivazione di organismi fissatori dell'azoto.con grande rapidità. Si registrano inoltre una zuc ca di 110 chili. il costo dell'applicazione viene in pratica ridotto a zero. si possono piantare alberi od erbe. sostanze oleose ed acqua. mentre un altro liquido irro rante è a base di colloidi.

dal momento che il periodo d i crescita si può comprimere in un'estate più corta.imenti hanno dimostrato che l'irrorazione con quella stupefacente sostanza che è l a gibberellina può far crescere le piante con velocità da due a cinque volte superio re a quella normale. L'uomo dispone di molte altre tecniche scientifiche che gli consentono di manipo lare le specie coltivate in vari momenti del loro sviluppo. La gibberellina fa crescere molte piante fuori misura. dato che l'effetto si limita in sostanza ad allungare le cellule preesist enti. Nella magg ior parte dei casi. L'irrorazion e di un preparato siliconico sigilla meccanicamente i pori di traspirazione con effetto analogo. sono in grado di accelerare la caduta delle foglie. tabacco ed orzo. Ad esempio. mentre la sua mancanza ne lla pianta spiega forse le forme nane crescenti allo stato spontaneo. e oltre ad essere usata nelle colture. che può essere auspicabile al fine di facili tare il raccolto. L'effetto opposto della nanizzazione si applica ora su larga scala alle piante o rnamentali. perché fa chiudere gli stomi . e questo vantaggio accelera i programmi delle varie colture. Per la frut ta. come si usa con le banane importate nei Paesi a clima temperato a bordo di navi frigorifere. e si sono ottenuti buoni successi in esperimenti di defogliazione delle piante di ca psico. oltre che nei casi noti delle azalee e delle poinsetti e. oppure farle ge rmogliare subito dopo il raccolto o quando sono in letargo naturale. Questa pratica è adottata negli Stati Uniti per i pomodori. arrestano l'avvizzimento di s edani e lattughe. eventualmente an che per alberi da frutto. la velocità di crescita delle foraggere e i gambi commesti bili del sedano e del rabarbaro. vantaggio di particolare importanza nel rac colto del capsico. e si ottiene con varie sostanze di sintesi. si può ritardarne la maturazione. nonché le sostanze messe in libertà dall'etilene. Purtroppo il peso secco del prodotto aumenta di poco.in percentuali inferiori a una parte per milione . Altre applicazioni speciali di sostanze ormonali ed affini accelerano la fioritu ra degli ananassi e delle bromeliacee ornamentali. L'esempio più noto è offerto dai crisantemi. e ciò si può fare con l'impiego di preparati ormonali o. Oltre all'ovvi a importanza venale del ritrovato. è stata impiegata anche pe . intesi a sostituire la difficile raccolta a mano con quella meccanica. Le piante così trattate ri sultano anche notevolmente più resistenti alla siccità e al conseguente appassimento . controllano la crescita di erbe rustiche e siepi. e al contrario a impedire che i frutti cadano troppo in fretta prima dell'epoca del raccolto.permette alle specie vegetali di resistere ai periodi di siccità o di crescere meglio in condizioni di aridità. Gli ormoni. In questo modo si riesce a far fiorire piante biennali già al primo anno. int ervenendo sulle condizioni di temperatura o adottando certi accorgimenti con il gas etilenico. Le irrorazioni di acido abscicic o . comunque.e quindi riduce drasticamente la perdita di umidità. a ridurre fiori e frutti nel caso che vengano prodotti con eccessiva liberalità. aumentando contemporaneamente anche la resa. In certi casi le sost anze nanizzanti possono anche aumentare la capacità di fioritura. Nel corso di un esperimento piante di fagiolo cresciute in vaso senz'acqua sop ravvissero alle piante non trattate per altri 10 giorni.fa staccare anche i frutti con maggiore facilità. ridotti a forme da vaso per appartamenti.anche per la durata di nove giorni . o allungare il periodo di conservazione. possono indurre piante danneggiate dal gelo a fare frutti . o a regolarne la caduta ad avvenuta matur azione. salvo forse per aumentare in lunghezza i tronchi delle piante da fibra. migliorando ne anche lo sviluppo. La sostanza usata . le irror azioni con preparati ormonali possono modificare il sesso dei fiori.e a farne senza semi -.che di norma interviene nella caduta delle foglie e nel letargo delle piante . E" anche possibile far sì che le patate conservate non germoglino. va notato che questa crescita rapida consente di coltivare piante in posti più freddi della norma. questa crescita così maggiorata non offre molte poss ibilità di applicazioni pratiche. ma sono state usate finora a scopo sperimentale per ridurre l'altezza scomoda di varietà troppo cresciute di pomodori. Invece per certi altri tipi di frutta conviene accelerare la matu razione. Forse queste sostanze sono ancora troppo costose per l'impiego in agricoltura . aumentano l' emissione del lattice degli alberi della gomma. aumen tando la temperatura in celle di maturazione controllata.

L'il luminazione notturna si ottiene invece con lampadine al tungsteno anche a bassis sima intensità.ricevono cure intensive a seconda delle loro esi genze. che non richiedono di essere tenute accese in continuazione. perché di solito non fior iscono prima che comincino ad allungarsi le notti. Altro intervento di largo impiego e di genere diverso si usa per ottenere la fio ritura in epoca in cui la pianta di norma non fiorisce: anche in questo caso l'e sempio classico è dato dai crisantemi.ho mai visto piante crescere tanto vigorose come in quest'atmosfera. mentre se ne può prolungare la fioritura in inverno con l'illuminazione nottu rna .e se ne aumenta la c oncentrazione. che hanno un lungo fotoperiodismo giornaliero. di solito con lampade fluorescenti o al mercurio. come viene osservato nel capitolo 10. che hanno prezzo più economico delle serre e si possono isolare con maggiore facilità. Tra le altre piant e ornamentali brevidiurne che si sia riusciti a far fiorire ad epoche stabilite. cioè a ci clo giornaliero corto. Ne sono derivate le «camere di coltivazione». ma con risultati che si assicurano uguali a quelli ottenuti c on la luce continua. impiegata solamente per il 20% del tempo. prosperava «in modo sorprendente». detto di passaggio.specialmente nelle prime fasi di crescita . in modo da migliorare l'attività della fotosintesi. Le piante di pomodoro insediate in camera di coltivazione raggiungono in tre settimane lo sviluppo che conseguirebbero abitualmente in serra nello spazio di 6-9 settimane. quali le limoniere del diciassettesimo secolo: vi si può praticare il controllo automati co della temperatura. In questo m odo si sostituisce l'anidride carbonica assimilata in un locale chiuso . Le serre moderne sono molto diverse da quelle dei tempi andati. e rappresenta il principale risul tato commerciale degli studi sul fotoperiodismo delle piante. dove le piante . il quale aveva osservato ch e la menta. Un recente perfezionamento americano si basa sulla «luce forzata» emanante da lampade a scarica gassosa. Priestley. L'oscuramento si ottiene con l'uso di tapparelle e persiane di vario tipo completamente opacizzanti. In ce rte condizioni sperimentali a impedire la fioritura di alcune piante basta addir ittura fare lampeggiare per pochissimo tempo una fonte luminosa nel cuore della notte. «In nessun'altra occasione . che invec e riesce subito fatale alla vita delle specie animali.special mente se le condizioni locali impediscono la ventilazione .talvolta associata alle forme miniaturizzate per effetto di nani smo . La tem peratura. mentre la produzione di crisantemi per margotte ha potuto far e un balzo di oltre il 90% rispetto alla produzione normale. Fino a non molto tempo fa questi fiori veni vano considerati soltanto gli annunciatori dell'autunno. può avere altrettanta importanza della luce per rego lare la fioritura.cioè con giornate lunghe ottenute artificialmente. aerazione. L'erogazione di anidride carbonica ha costituito un altro progresso. Ciò dipende dal fatto che il c risantemo.r impedire la perdita d'acqua in piante soggette a spostamenti per il trapianto. L'importanza dell'anidride carbonica era stata r ilevata per la prima volta nel 1772 da J. Quando si impiega un sistema d'illuminazione si possono anche usare strutture op ache. Però ai crisantemi si danno dai 10 ai 15 minuti di luce ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 3 del mattino. che citò i n giudizio la giunta municipale per aver fatto installare un lampione stradale i n un punto dal quale illuminava nottetempo le sue piante. in ambiente caratterizzato da aria ammorbata dalle sostanze in decom posizione. figurano le poinsettie e le kalanchoë. mentre è possibile far fiorire a metà dell'inv erno le fuchsie. In primavera e in autunno sono molto usate strutture leggere ricoperte di fogli di plastica in funzione antivento e per trattenere il calore solare. è una pianta brevidiurna. La crescita vie ne aumentata così almeno del 20%. Un altro suggerimento è quello di usare raggi laser di brevis sima durata. Posso citare a questo proposi to il caso di un appassionato coltivatore di crisantemi da esposizione.aggiungeva . di modo che è possibile indurlo a fiorire nelle lunghe gior nate estive con l'oscuramento. innaffiatura e diffusione d'insetticidi. E" possibile fornire anche luce supplementare. sventagliati sui terreni a coltura.» I dispositivi più semplici possono migliorare le condizioni climatiche locali.si basa su precise nozioni scientifiche. esse possono e . Oggi però i crisantemi si producono tutto l'anno. impedendone la fioritu ra. Tutto questo lavoro di controllo dei ritmi comporta l'uso di serre od altre attr ezzature. in modo da riprodurre artificialmente giornate br evi. Ormai la produzione di crisantemi rifiorenti per tutto l'anno .

Nei Paesi a piovosità stagionale. Il deficit idrico si colma con abbondanti piogge annue e buone fa lde freatiche sotterranee. Il liquido nebulizzato ricopre le piante di ghiaccio.il calore latente del congelamento mantiene il ghi accio e la pianta all'interno del rivestimento di ghiaccio. lasciando defluire l'acqua lentamente nel sottosuolo. come quel lo degli Anni Cinquanta che ridusse a deserto salato centinaia di chilometri qua drati della piana dell'Indo nel Pakistan. si lavo ra a costruire dighe per bacini idrici che raccolgano le piogge portate dai mons oni. In via sperimentale sono state usate anche delle grandi ve ntole che agitano l'aria e portano quella più calda dall'alto verso il basso nelle notti di gelo irradiante. in modo che questa ri serva idrica alzi tutta la falda freatica locale. se le vicende meteorologiche hanno causato carenza d'acqu a nel terreno. Qualche volta si riesce a vincere la salinità del terreno. le colture all'apert o su larga scala vanno sempre praticate nel terreno e sono sempre esposte alle v icende atmosferiche . vento e temporali. proprio appena sotto il punto di congelamento. opere altrettanto difficilment e attuabili presso comunità agricole primitive. assieme a concimi artificiali. L'uso di fogli di politene neri a terra. ed è possibile avere raccol ti a ritmo intenso erogando l'acqua con grandi spruzzatori girevoli e con tubatu re fisse sopraelevate. Tuttavia gli israeliani hanno tentato anche varie colture per veder e quale resista alla salsedine. Le tecniche d'irrigazione si fanno sempre più complesse. Questo sistema d'irrigazione ha dato notevoli risultati associato alla scelta delle piante più adatte a sopravvivere con basso fabbisogno d'acqua.e la sabbia delle dune assicura un rapid o drenaggio. in modo da allontanare l'eccesso di sale assieme all'acqua di def lusso: impresa di diffìcilissima attuazione nei posti dove scarseggia l'acqua stes sa. ma finché continua l'irrorazione . occorre dilavare con l'acqua l' area irrigata. Qua ndo il terreno o l'acqua hanno contenuto salino. in mod o che quasi ogni goccia d'acqua venga convogliata dove sia maggiore la richiesta . può darsi che certe difficoltà derivino dal tipo di terreno in causa . spesso adottando anche terricci s intetici o aggregati inerti. giova a scaldare il suolo. Fattorie sperimentali nelle re gioni più siccitose d'Israele a piovosità assai irregolare. attraverso i quali si me ttono a dimora le piantine. possono coprire una coltiv azione per un periodo di tempo appropriato. a conservare l'umidità. e i nfine a frenare lo sviluppo delle erbacce. Problemi del genere dipendono dall'accumulo di sali minerali nel suolo. e in sostanza non sono altro c he un fuoco controllato emanante molto calore radiante. Tuttavia anche l'irrigazione può causare danni cospicui e veri disastri. gonfiate da una pompetta ad aria funzionante a ritmo continuo. I «bracieri» o le «stufette» trovano tuttora largo impiego: sono ora disponibili in modelli relativamente sofisticati.ssere grandi come una serra o essere fatte a galleria. e viene incanalata a valle sui terreni coltivati. nel quale ultimo caso rap presentano un perfezionamento dei vecchi modelli francesi e di altri più recenti a campana di vetro. Su alcuni terreni questo «bucato» radicale deve accompagnarsi ad applicazioni di gesso e a colture effettuate su scasso profondo. m a a questo riguardo si possono prendere opportune precauzioni. quanto basta ad assicurare la sopravvivenza alle gemm e di fruttificazione. Un altro metodo consiste nell'uso di tubi d'irrigazione sopraelevati che erogano irrorazioni nebulizzate nei periodi di gelo. . come l'India. Le costruzioni «a bolla di sapone» in plastica robusta. Un problema d'ordine climatico è d ato dalle gelate che al momento della fioritura possono rovinare un raccolto pot enziale di frutta. e si possono poi spostare rapidament e su un'altra. per i quali si calcolò che sarebbero occ orsi 20 anni e la spesa di due miliardi di dollari (cioè una somma maggiore a quel la spesa nelle opere originarie d'irrigazione) per riportarli allo stato produtt ivo. Mentre è possibile effettuare un controllo ambientale più o meno stretto nelle varie costruzioni trasparenti o a struttura chiusa. e spesso minima. adottan o il principio di raccogliere l'acqua di scorrimento che scende dagli spartiacqu e dei pendìi circostanti. ed hanno realizzato anc he notevoli progressi nel ridurre il costo della desalinizzazione. In Israele non si sono registrati inconvenienti con l'imp iego di acqua fortemente salmastra su dune sabbiose. Contro l'irrigazione dei deserti è stata mossa l'accusa che favorisce il prosperar e delle cavallette e la diffusione di malattie come la bilharzia e la malaria.siccità. come vedremo in seguito.

verificatosi nella valle di Saint Louis nel Colorado . e ammassate l'una accanto all'altra in modo da fornire infinite occasioni di diffusione ai contagi. La «semina delle nuvole» a mezzo di aerei o di razzi potrebbe far aumentare la piovosità su sc ala mondiale in misura calcolata del 15%. Capitolo 28.Pare che l'America sia riuscita a modificare entro certi limiti le condizioni me teorologiche. dal canto loro. e nel 3% dei casi si tratta di specie che provocano danni di preoccupante entità. ben concimato. In certe parti dell'India va perduta più della metà delle risorse alimentari prodotte. Che c'è di meglio per un'erbaccia di un bel terreno livell ato. Questo problema costituisce l'argomento del prossimo capitolo. Att ualmente c'è una forte opposizione contro ogni iniziativa intesa a modificare il t empo atmosferico e le condizioni climatiche a fini bellici. I coltivatori d'orzo. e di ogni genere di malattie. è certo comunque che non si riuscirà mai ad accontentare tutti contempora neamente. hanno fatto il c onto che in condizioni meteorologiche naturali si aveva un buon raccolto d'orzo ogni 20 anni. Il loro mondo è in antagonismo estr emo con il nostro fin dagli albori dell'agricoltura. (Canzone dei vecchi coloni americani) Effettivamente animali dannosi e malattie non potrebbero desiderare nulla di meg lio di piante ben nutrite che offrono loro ospitalità. In conclusione. il «pericolo numero uno» delle colture di ogni tipo: cioè c on il fatto che le condizioni artificiali da lui stesso create rappresentano un concorso di circostanze ideali per l'invasione delle erbacce. per quanto ci tenti l'idea di poter provocare l a pioggia o far tornare il sereno a comando. ci si può fare un'idea della gr . nel corso di ricerche effettuate durante la guerra in Vietnam. Da to che si tratta in tutto di 27000 specie diverse. ci costino almeno un terzo di quanto produciamo con fatica . riducendo contemporaneamente la possib ilità di eccessive grandinate. come hanno confermato i res ti di scarafaggi e coleotteri nei cereali e nel pane trovati in tombe egiziane d i 4000 anni fa. Un caso abbastanza recente. del le 900 mila specie d'insetti conosciute. ha dimostrato come la semina delle nuvole effettuata per impedire che la grand ine danneggiasse l'orzo abbia ingenerato negli allevatori di bestiame la convinz ione che tale pratica abbia causato grave siccità e inaridito i pascoli con ovvio nocumento per le mandrie. probabilmente è troppo pericoloso met tere le mani in sistemi che possono colpire ogni vivente sulla faccia della Terr a. l'uomo è riuscito ad assicurare una crescita vigorosa ed agevole a specie vegetali particolarmente selezionate.e certamente quanto basterebbe a rime diare all'attuale scarsità mondiale di cibo. Gli insetti perpetrano distruzioni più estese di quanto non facciano i funghi. "La prima volta lo scarabeo incontro solo nel seminato. piante troppo spesso allont anate da condizioni di vita naturali fino a non avere più alcuna resistenza di fon do. GUERRA DEI MONDI. quando non addirittura l'intero sistema meteorologico mondiale. la volta dopo scopro che ha messo su famiglia". cui ha applicato tutti gli interve nti tecnici che gli sono sembrati necessari. degli insetti e di altri animali nocivi. in maturazione nei campi o conservate nei granai. ma si trova ancora costretto a fare i conti con la «bestia nera». con piante coltivate e intervallate alla distanza giusta? La coltura prolungata della stessa specie porta inevitabilmente alla formazione di massicci contingenti di parassiti e funghi. più d'una su dieci è una specie dannosa. Si è calcolato che le loro ostili attenzioni nei riguardi delle no stre messi. mentre gli affari andavano quasi sempre bene per gli allevatori di bestiame. Ma. ma indubbiamente in date occasioni questa stessa tecnica si potrà usare a beneficio dell'agricoltura. purché la regolazione meteorologica in un dato posto non danneggi regioni o Paesi vicini.

e così uccidono ogni plantula d'erbaccia che osi spuntare. Fa piacere osservare che la maggior parte di questi diserbant i ha effetto poco duraturo sulla composizione del terreno. La risposta più vistosa dell'uomo a questi ospiti indesiderati che si assidono all a sua mensa consiste nell'impiego di sostanze chimiche. La maggior parte di questi diserbanti ultraspecial izzati si basa su sostanze. Anzitutto può darsi che sia meglio non uccidere sbrigativamente le erb . Gli esempi più spiccioli ci sono dati dai diserbanti selettivi che usiamo per il prato di casa. L'irrorazione praticata senza riguar di o in quantità esagerata . Naturalmente esistono molti diserbanti ad ampio spettro d'azione. 4. e vengono in seguito assorbiti da pesci e molluschi o crostacei. che infesta quasi i l 70% del terreno arativo dell'Inghilterra.danneggia l a coltura. i quali lasciano intatte le erbe a lembo fogliare stretto. e dispone di sos tanze in grado di distinguere le erbacce dalle diverse specie coltivate. Per quanto sembri che non sussista alcun pericolo se vengono maneggiati da p ersone. che si possono evitare s olo a prezzo di grandissime difficoltà. in modo che le piante si distruggano . Certe piante.come il paraquat. Così è molto difficile sl oggiare dai campi di cereali l'avena selvatica. se ne asserisce l'inn ocuità nei riguardi degli organismi del terreno. filiformi. come nel cas o di quel notevole successo australiano che comporta la distruzione del vischio degli alberi della gomma mediante iniezione di un diserbante selettivo. Essa fa concorrenza al cereale colti vato. Un problema importante si presenta quando occorra eliminare le forme selvatiche che crescono spontaneamente in mezzo alle varietà coltivate. sono sensibiliss ime ai diserbanti selettivi. o avenaccia. ma sconvolgono i processi di crescita delle erbacce a foglia larga. Data la grandissima estensione delle zone da trattare. per cui la minima brezza può deviare il diser bante irrorato sulla vegetazione circostante o su altre colture e giardini. e a su o carico non pesavano in precedenza sospetti di effetti deleteri. mentre altri infi ne formano una pellicola a fior di terra. Altri pericoli accompagnano l'uso dei diserbanti. e davvero si osserva crescente precis ione dei diserbanti nella scelta dei rispettivi obiettivi vegetali. Sembra anche c he il pericolo non stia tanto nella sostanza chimica. come i pomodori. sono venute in uso le tecniche d'irrorazione in massa c on l'impiego di aerei ed elicotteri. si sono avute sgradite se gnalazioni di malformazioni in bambini dopo irrorazioni del defogliante 2. altri . 5T in Vietnam. Tuttavia di recente è comparsa qualche nuvola all'orizzonte dei diserbanti seletti vi.nel senso più o meno letterale del termine . alcuni dei qua li uccidono ogni pianta presente nel terreno. . Questa situazione dipende in gran parte dalla mancanza della rotaz ione delle colture. per passare infine insidiosamente negli individui della s pecie umana una volta che si sia finito di usare i defoglianti. quanto nelle impurità e negl i inquinamenti connessi alle lavorazioni di produzione.come può accadere ad esempio quando una nuvola di diser bante irrorato si sovrappone ad un'altra nebulizzata in precedenza . ed è un problema serio separare la specie selvatica dalla semente buona dopo il raccolto.impedi scono la crescita superficiale con il loro effetto ustionante.avità del problema. soprannominato «la zappa chimica». o se gli animali si cibano di piante irrorate. ma almeno nei Paesi del benessere a tec nologia progredita il diserbo chimico è ormai molto perfezionato. che occ orre invece lasciare indenni. sorci. con conseguenze talvolta disastrose. Però ora sono state elaborate sostanze chimiche atte ad uccide re i semi dell'avenaccia prima della semina della specie coltivata. effettuata tanto con zappa e gravina quanto con il macchinario più sofisticato. ma persistono certi timori che po ssano avere effetto dannoso sui batteri utili del suolo. e nei cereali favorisce un'affezione debilitante nota con il termine appropriato di «consunzione». la cui presenza anche in percentuali infinitesimali basta a provocare disturbi della crescita. e persistono in varia misura anche per sei mesi. Forse converrà affrontare in altro modo il problema dei diserbanti. Va detto che questa sostanza chimica è stata usata laggiù a concentraz ioni molto superiori a quelle richieste per le normali pratiche agricole. Il diserbo comincia cont emporaneamente all'attività di coltivazione. che regolano la crescita delle piante.facendosi a pezzi da sole. Ora si possono distruggere selettivamente anche le erbe che spu ntano in mezzo alle piante a foglia larga. uccelli ed altri animali più grossi possono rivelar si ugualmente specie molto dannose. od «ormoni». Topi.

Il nostro grosso nottolo ne mangia ogni giorno insetti in quantità corrispondente a quasi la metà del suo pes o. ora sembrano prosperare con questa sostanza. nei suoi tentativi di reinfestare un mondo fabbricato dall'uo mo. D.sono i pipistre . tanto più che di solito si adottano sostanze chimiche «ad ampio spettro d'azione» che uccidono un'ampia gamma di organismi dannosi. come avvenne quando si cominciò ad usare il D. Un processo an alogo ma in senso contrario è accaduto quando la nota blatta del Colorado ha fatto la conoscenza della patata. Cosicché ora la preoccupazione principale dell'uomo dovrebbe essere quella di modificare continuamente le sostanze che usa. Allo stato naturale è ovvio che animali dannosi di questo genere vengano tenuti so tto debito controllo dall'azione delle specie antagoniste. in modo da crescere molto più in fretta delle erbacce. Ho già precisato come i funghi si adattino a superare le resistenze genetiche che incontrano nelle piante. per esempio. una creatura strana la cui principale occupazione consiste nello scindere ed inattivare sostanze ch imiche innaturali. e g li afidi lanosi.T. Una seconda al ternativa sarà quella di usare semente trattata in precedenza. una volta mosso il terreno al momento della se mina. I pipistrelli sono grandi distruttori d'insetti: si è calcolato che solo nel Te xas i pipistrelli consumino 6600 tonnellate d'insetti all'anno . Nel caso della gramigna. che nelle prime fasi di coltura possono impedire che il terreno si inaridi sca o venga portato via dal vento: se si potrà impiegare una sostanza che ritardi la crescita delle erbacce. La lotta contro gli animali nocivi e le malattie comporta difficoltà ancora maggio ri. Le plantule che così spuntano precocemente p eriscono al freddo invernale. fino allora raro. o il periodo d'inattività dei semi delle erbacce indot to dal buio. non diversamente si comportano per vincere le sostanze tossiche di natura chimica. Altra complicazione conseguente all'uso di una data sostanza chimica contro una determinata specie dannosa è costituita dal f atto che essa consente a un'altra specie di rafforzarsi. come l'acaro rosso. quello che in precedenza lo aveva fatto diventare una specie dannosa». Oggi si sa che non meno di 200 inset ti dannosi per le specie vegetali coltivate resistono a tutti gli insetticidi co nosciuti. Gli insetti sono altrettanto adattabili a questo rig uardo. e le cui radici rispuntano anche dopo che sono state fatt e a pezzettini. I guai più ostinati si verificano dopo l'introduzione accidentale di un organi smo che si trova un nuovo ospite di suo gradimento: un fungo di origine asiatica ha distrutto i castagneti del Nordamerica. le ricerche s'indirizzano nel senso di mettere a coltura il terr eno infestato completamente fuori stagione: in questo modo i pezzi di radice cre scono fino a quando si possono irrorare con un diserbante. rivelano abilità eccezionale ne llo sviluppare resistenze di questo genere.acce. e sappiamo che certe specie che in un primo tempo venivano annientate pro ntamente dal D.. che uccide soltanto gli afidi. e la farà perire per mancanza di luce. succederà che l'accrescimento della specie coltivata om breggerà la specie infestante. oltre agli insetti predatori di specie d annose. Si possono uccidere anche altre specie. per combattere la falena del melo: a seguito di quest e misure raggiunsero proporzioni epidemiche l'acaro rosso. mentre il cedro delle Bermude è stato praticamente annientato dall'introduzione casuale di due insetti. le popolazioni di pipistrelli che si cibano di insetti contaminati da sostanze insetticide. effettuando una lieve aratura seguita dalla somministrazione di una sostanza che mette in libertà etilene. come il "pirimic arb". l'impiego di sostanze del genere da parte dello scienziato «riesce solo a creare un animale quasi artificiale. La pratica consiste nell'interro mpere il letargo invernale. Un aspetto sfavorevol e della lotta chimica contro le specie dannose consiste nel fatto che le sostanz e impiegate allo scopo distruggono con troppa facilità tanto gli animali dannosi q uanto le specie antagoniste. D. Secondo Alee Nisbett.T. che è un'erbaccia molto dif ficile da distruggere. in modo che le popolazioni degli animali dann osi e degli agenti morbosi non abbiano il tempo di sviluppare la resistenza a ne ssuna di esse. Tutta via già si stanno elaborando alcune sostanze ad azione specifica. Alcuni tra gl i animali dannosi più minuscoli. Un'altra raffinatezza colturale consiste nell'aggredire le erbacce prima ancora di effettuare la semina della specie coltivata. Si sono molto ridotte.

Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare il rapporto tra rischio e vantaggio: qu este sostanze hanno portato. Conosciamo tutti l'esistenza delle reazioni biologiche a catena . perché le sostanz e fungicide attuali applicate superficialmente formano sottili pellicole che si dilavano ben presto. Un indirizz o di ricerche che potrà forse risolvere il problema degli effetti letali sugli ani mali antagonisti delle specie dannose consisterà nel mettere a punto per via siste matica sostanze chimiche attive che entrino nella linfa delle piante. e ancora portano grandi benefìci.. uccidendo gli insetti succhiatori di linfa ma non gli altri. come accad e in ogni vicenda della vita. non meno di quanto vi si prestino le irrorazioni a contat to.e dei loro effetti a lunga scadenza. e infine gli uccelli possono morire assieme ad eve ntuali uccelli da preda che hanno mangiato altri uccelli. non appena essi entrano n elle cellule. composto a base di fosforo organi co. o iniettare nel terreno nei pressi delle radici. e i preparati cloroorganici quali l'aldrina e la dieldrina. se ne avvantaggeranno i pipistrelli. Tuttavia i preparati attivi per via sistematica si prestano alle evasio ni di ordine genetico. Se si arriverà alla limitazione dell'uso dei pesticidi. che a loro volta sono divorati dagli uccelli assieme agli animali dannosi inf etti e alle sementi trattate. «in stretta osservanza delle leggi federali costituisce illegalità i l fatto che facciano passare il loro seno da uno stato all'altro della Federazio ne».qualunque ne sia la causa . Questa tendenza non fa altro che accelerare il pro cesso di resistenza nella specie dannosa. Il trattamento chimico più recente è forse quello che offre la possibilità di effettuare una lotta sistematica con una misce la ad effetto insetticida. o ppure può colpire la loro capacità di produrre uova feconde. Si crede sempre che le sostanze di origine naturale debbano nuocere agli altri o .ma che persistono nel terreno. e questo fatto può creare al tri problemi connessi con le catene alimentari sopra citate. battericida. ma si ha motiv o di ritenere che possono essere dannose. com e i bruchi . nel latte che. e le eccedenze si scindano al più presto in sostanze innocue. D. nematocida.T. D. distruggere organismi utili.è di aumentare la quantità e la frequenza delle ap plicazioni degli insetticidi. Cominciano a fare la loro comparsa anche sostanze fungicide attive pe r via sistematica che uccidono gli organismi invasori. Ciò può avvenire in conseg uenza diretta dell'accumulo delle sostanze chimiche nei loro tessuti corporei. per cui. e in linea di massima sono estremamente opportune. fungicida. I «cattivi» più frequentemente indica ti alla pubblica deplorazione sono il D. La nostra reazione fondamentale all'aumento eccessivo di una specie animale dann osa . C'è da preoccuparsi quando madri allatta nti negli Stati Uniti hanno tanto D.T. Questi preparati antifungini si possono irrorare sulle fogl ie. success ivi all'impiego d'insetticidi molto persistenti. Co sì le irrorazioni indiscriminate contro lo scarabeo del cotone. Allora le sostanze chimiche in causa si trasmettono lungo le cosiddette catene alimentari: vengono ingerite dai verm i. e viricida nei li miti del possibile contro 1 virus. bisogna tener presenti il bene e il male prima di formulare un giudizio equilibrato sul loro conto.lli del guano che producono anche grandi quantità di ottimo concime. per cui vengono col piti molti uccelli marini. e che vi persistano per un ce rto tempo. Dopo avvenimenti di tal fatta è naturale che ci si dia da fare perché le sostanze ch imiche usate a scopi agricoli agiscano nell'ambiente per un periodo relativament e breve. ha favorito una zanzara l ocale che diffonde la malaria ed è diventata resistente agli insetticidi. I Russi incor aggiano attivamente i pipistrelli. aumentare le probabilità di effetti seco ndari nei consumatori.che sono state e sono oggetto di molta pubblicità . Non ultimo aspetto del problema sono le eventuali con seguenze su noi stessi: a tutt'oggi non ne sappiamo ancora molto. e insediano nelle foreste ricoveri adatti all a loro moltiplicazione. colpire le specie associate e spesso incoraggiare qualche altra specie a trasformarsi in animale dannoso. citato nella vecch ia canzone che si trova all'inizio di questo capitolo. I pesci introducono nel loro corpo sostanze chimiche che fluiscono in acqua. o addirittura nei tronchi c on pratica abbastanza laboriosa: con iniezioni praticate di anno in anno si può co ntrollare ora il «morbo olandese» degli olmi. come ha detto uno scien ziato umorista. sostanze di stra ordinario successo nello sterminio di specie dannose sovente assai ostinate.

in fase d i plantula. ma specialmente sconvolge per contatto il loro ciclo di crescita e l a successione regolare delle mute.ha sortito risultati incoraggianti nel corso di prove pratiche. a differenza di quanto succede per una gamma abbasta nza estesa di sostanze sintetiche. Senza dubbio dovranno riceve re maggior attenzione le sostanze ad azione repellente per gli insetti che si ri trovano spontaneamente in natura. Tra le principali sostanze note. Nella maggior parte dei casi si copre tanta più superficie fogliare qu anto più il liquido irrorante è finemente nebulizzato: le macchine moderne sono stat e perfezionate ininterrottamente a questo scopo.ad esempio contro i l vaiolo .d'una data affezion e virale. si verificano ancor oggi perdite da deriva e da eccesso d'irrorazion e. Una tecnica nuova. Questi funghi della micorriza associati a due specie di pini sono stati sperimentati contro 200 tipi di funghi che attaccano l e radici. come l'estratto di quassia del buon te mpo antico. I funghi della micorriza . sebbene non sia letale. nota c on il nome di wyerone. Questa sostanza riesce anzitutto sgradevole agli insetti. può impedire attacchi su larga scala. specialmente i l lato inferiore. e già si sono scoperte due specie che uccidono le larve delle zanzare. per cui è prevedibile ch e le ricerche in questo senso continueranno. Un fungo m icorrizale da solo si è rivelato attivo contro il 92% di possibili specie fungine ostili: la sua azione contro il fungo che causa la malattia alle foglioline aghi formi del pino si è manifestata impedendo ogni movimento nello spazio di 20 minuti alle spore del fungo patogeno . Sembra che an che le alghe possano contenere sostanze ad utile azione insetticida. Alcuni antibiotici elabo rati dai funghi della micorriza hanno azione specifica contro un determinato fun go patogeno. il piretro sembra innocuo. Anche le piante superiori contengono sostanze antifungine. ed hanno ridotto l'incidenza morbigena di circa 90 di essi. e si ricava dal "nim" o "margosa" (Azadirac hta indica). e nessuna delle sostanze citate è persistente. e dal lillà di Persia (Melia azedarach). Il grande vantaggio offerto da sostanze di questo tipo.dei pesticidi e fungicidi in particelle . Pesticidi e fungicidi d'ogni genere vengono di norma applicati alle piante per i rrorazione. e si è rivelata efficace a bassi ssime concentrazioni contro numerosi organismi di natura fungina che agiscono co ntro molte piante.e lo stesso vale per l'estratto d'aglio . ma le sostanze naturali eliminano i dispendiosi processi di fabbricazi one. la nicotina è tossica per i mammiferi come il derris lo è per i pesci. un'affezione che falcidia notevolmente la resa delle piante. per cui in avvenire l'estrazione e l'impiego di queste sostanze pot ranno acquistare notevole valore. Un notevole progresso è stato fatto con la scoperta che l'inoculazione . inoltre risulta difficile raggiungere ogni parte delle foglie. in un ceppo attenuato ottenuto artificialmente . consiste nell' impiego . ricavate da piante molto diffuse n elle regioni subtropicali . Ma a dispetto delle attrezzature più perfezionate e del le sostanze elaborate con formule che rendano l'irrorazione sempre più aderente e penetrante. E" presumibile che gli animali dannosi e le malattie possano diventare resistent i agli agenti «naturali» con la stessa rapidità con cui resistono ora alle sostanze di sintesi. appartenente alle meliacee.che abitualmente nuotano liberamente per 6-8 or e -.per irrorazione o in polvere . Questo note vole parallelo con le inoculazioni usate in medicina umana . e arrestandone contemporaneamente la germinazione.si rivelano spesso estremamente letali per i loro parenti dispensatori di malattie. grazie agli an tibiotici naturali che producono. naturalmente a seconda della sp ecie vegetale interessata.rganismi in misura molto minore di quanto non facciano le sostanze chimiche otte nute per via sintetica.sta nel fa tto che esse si possono fabbricare sul posto con mezzi semplicissimi ad opera de i coltivatori stessi. di modo che finisce per ucciderli. detto anche pianta delle bac che cinesi o delle perline d'India. ancora in fase sperimentale. una di queste. e c'è da credere che si riveleranno molto meno inquinanti per le specie veget ali d'interesse alimentare.quelli che si associano alle radic i delle piante secondo la descrizione datane al capitolo 22 . Gli esperimenti inglesi in questo settore si sono indirizzati sul virus del mosaico del pomodoro. è stata isolata dai fagioli. evitandosi così spese e problemi di fornitura. Sperimentatori spagnoli hanno usato con succ esso un estratto d'aglio in eccipiente oleoacquoso. ed una è stata messa a punto in questi ultimi te mpi: si tratta dell""azadirachtina".

Dato che la maggior parte delle piante produc e un eccesso di fiori . Un sistema di lotta tutto diverso si basa sull'uso degli antagonisti naturali de gli animali dannosi. ad esempio la tic chiolatura delle mele e delle pere. Così la scabbia delle patate viene attaccata da una specie di penicillo. usato per parecchie specie importanti d'animali dannosi. in questo ca so una coccinella americana. perciò i giardinieri fan no a volte funzionare la falciatrice negli appezzamenti a patate. e lasciando poi a lle api il compito di diffondere il fungicida. che vengono schizzate sulle foglie con una carica elettrostatica. Si possono fare allevamenti del tipo citato per inserire mediante insetti qualch . più dell'80% dei bruchi erano morti. si ottiene una grandissima riduzione numeri ca nella popolazione della specie dannosa. Si possono usare anche funghi per combattere le affezioni fungine. Si possono produrre nematodi. che è la larva di una specie di scarafa ggio. La falena invernale del Canada. ma il loro impiego in misura artificiale può anche far insorgere la resistenza genetica nella specie aggredita. Un esempio recente ci è dato dall'irrorazione a titolo sp erimentale di 400 ettari di foresta d'abete rosso infestati da processionarie bruchi che sfogliano rapidamente gli alberi .o polloni nel caso dei cereali . continuando il pro cedimento per parecchie generazioni. si osservò che gli animali dannosi avevano in media un ciclo biennale. che la maggior parte delle fem mine allo stato selvatico si accoppia con maschi sterili. Così è stato usato un nematode per attac care il verme della radice del granoturco. Per le patate e an che per i cereali è stata provata inoltre una forte «concimazione verde» consistente n el rivoltare sottoterra con l'aratro una coltura in corso di crescita. Si è riusciti anche ad infettare gli insetti dannosi con le malattie di origine fu ngina. Dieci giorni dopo l'irror azione. ma contemporanea mente incoraggiava gli antagonisti naturali della specie dannosa. Altro metodo moderno. venne elimin ata entro il 1969 con l'aiuto di due insetti antagonisti europei. è q uello di mettere in libertà grandi quantitativi di insetti maschi sterili. Al lora esse aderiscono alle superfici delle piante che naturalmente sono collegate a terra. Si potrebbero citare ancora molti esempi d'i nsetti impiegati con successo per vincere altri insetti. Su scala minore. batterica o virale cui sono naturalmente esposti. mentre la so stanza depositata con il metodo elettrostatico viene dilavata dalle forti piogge molto meno facilmente delle sostanze erogate con irrorazioni naturali. Il meto do comporta la necessità d'allevare gli insetti e d'irradiarli con raggi gamma. i maschi sono sessualmente attivi. la chitinasi. L'enzima danneggia la pelle del bruco e vi produce lesi oni che rappresentano la porta d'ingresso dei batteri. i giardinieri sanno che le coccine lle e le relative larve meritano di venire risparmiate e protette. allevandoli in una miscela di agar e di razi oni in scatola per cani. Alcune malattie fungine e virali si diffondono con il polline. Si possono impiegare anche altri organismi. che l'eliminav ano quasi al completo l'anno dopo. I parassiti devastatori degli agrumi furono i primi a venire combattuti con un loro predatore naturale.finissime. per favorire l o sviluppo del penicillo e ridurre l'incidenza della scabbia. osservata per la prima volta nel 1949 nelle sue caratteristiche di seria gravita. Prima che entrassero nella pratica corrente gli insetticidi . Nel primo anno l'entità dell'attacco poteva raggiungere proporzioni serie. e con il loro numero soverchi ano talmente la popolazione dei maschi selvatici. perché attaccan o gli afidi divorandoli di gusto. Si è così osservata grande riduzione nelle perdite da deriva. Queste malattie present ano il vantaggio di attaccare di solito solo l'insetto specifico in causa.la resa non risultava n ecessariamente ridotta nell'annata cattiva. Sebbene siano sterili. con la spesa di un solo dollaro per milione: questo mil ione di nematodi basterà a controllare il parassita delle radici del granoturco e molti altri insetti su parecchi ettari di terreno. Gli scienziati si sono avvalsi delle abitudi ni di vita delle api mettendo della streptomicina nelle arnie. Ne consegue che non av viene la deposizione delle uova o si hanno solo uova sterili. In esperimenti di laboratorio la resistentissima mosca bianca e l'acaro rosso sono stati ugual mente sconfitti dai loro predatori.con una miscela di batteri vivi e di enzima. Inoltre i nematodi si potrann o conservare in ghiacciaia per cinque anni. do po di che vengono messi in libertà nelle varie fasi del loro ciclo vitale.

la quale evita che si formino contingenti massicci di animali no civi offrendo l'ospitalità di una data specie vegetale non più di una volta ogni 3-4 anni. . Trenta grammi di foglie di tasso d isseccate contengono tanto ormone per insetti quanto una tonnellata di bachi da seta. un coleottero della farin a. A quanto si sa una sostanza chimica emessa dalla pianta impedisce alle femmi ne dei nematodi di giungere a maturità e di procreare. e la selezione genetica è riuscita a far passare questa caratteristica all'orzo coltiva to. Si stanno sperimentando altre sostanze prodotte dagli insetti stessi.barriere che hanno ridotto de l 50% le invasioni del parassita dalle note conseguenze disastrose. sono state piantate s trisce alternate di granoturco e di girasoli della larghezza di otto metri ciasc una: in questo modo si sono apprestati tratti di terreno sforniti di cibo sul ca mmino delle schiere dell'elaterio del granoturco . Va detto però che almeno una specie dannosa. sostanze che in realtà funzionano per trasmettere segnali o «messaggi» d a un insetto all'altro. Si possono anche evitare i danni di certe specie dannose piantando le colture in epoche in cui questi animali nocivi sono inattivi. a somiglianza di quanto si fa con i maschi sterilizzati prima descritti. in modo che le p iante siano abbastanza cresciute prima che i nematodi si mettano all'opera. in modo da creare spazi invalicabili per lo scarabeo della corteccia portatore del fungo. come il tasso ed altre conifere. ma si è osservato che certe piante contengono le st esse sostanze.se del caso fabbricandole in via sintetica . specialmente per informare i maschi che la femmina è sessu almente matura. Il nuovo orzo. per cui rispondono alle sostanze essudate dalle piante di patata. senza spese e senza complicazioni per la mietitura meccanica. nel corso di un recente esperimento. e i nematodi restano imbrogliati credendo che sia arrivata un' altra buona stagione. anche lo sviluppo di un insetto viene regolato dagli ormoni: l'insetto perirà se si potrà turbare il passaggio dallo stato larvale a quel lo di pupa applicando un ormone sbagliato. ha dato una resa superiore del 20% ai soliti ceppi suscettibili di aggressioni da parte dei nematodi. e anche certe specie di felci.e caratteristica specifica in un dato ceppo di piante: in questo caso lo scopo p refisso è quello d'inserire un «gene letale» dominante. Un ormone ha azione ovicida così potente. E" degno di nota il fatto che l e piante in questione. detto «ormone giovanile». Si tratta dei feromoni. si arriva abbastanza rapidamente all'estinzione. Lo stess o effetto si otterrebbe se si allevassero maschi trattati con ormoni e si mettes sero poi in libertà. A Cuba. Così anche un terreno infestat o dai nematodi si potrà piantare a patate in epoca molto precoce. detto Sabarlis. Un a ltro accorgimento colturale consiglia di lasciare delle patate nel terreno dopo che è stato fatto il primo raccolto. che quando un maschio s'accoppia. Questi tuberi cominciano a germogliare sul fi nire dell'estate. impedisce alle larve di passare allo s tato di pupa. per cui si ha un accumulo d i vantaggi. Anche la suddivisione delle c olture in appezzamenti alternati riesce ad attuare un controllo notevole delle s pecie nocive. Si tratta di solito di un gene che provochi fecondità bassissima in una data razza: se poi si liberano grandi qu antità di questi insetti in mezzo alla popolazione selvatica. ha già sviluppato una certa resistenza al trattamento con l'ormone giovanile. lo trasmette alla femmina sterilizzando automaticamente le uova future. Un ormone del genere. Recentemente si è scoperto un ceppo d'orzo selvatico resistente ai nematodi. siano tutte di antichissimo lignaggio. Certi metodi di coltura possono contribuire da parte loro a ridurre la minaccia delle specie dannose e delle malattie: la forma più antica è rappresentata dalla rot azione agraria. Ma le patate a germinazione tardiva vengono uccise dalle gelate invernal i. E" una tecnica valida anche per le erbacce. Negli Stati Uniti il "morbo olandese" degli olmi è stato debellato abbattendo gli alberi attorno ai focolai d'infezione. o quello giusto in dose eccessiva. e si presume che vi si trovino in conseguenza di un lungo adattam ento evolutivo come difesa contro questi nemici.per attirare gli insett i in posti dove si possano eliminare. Estrarre questi ormoni dagli insetti o produrli per sintesi si è riv elata impresa molto difficile. e i nematodi in questione periscono perché non hanno provveduto a rifugiarsi ne lla loro fase di cisti inattive. Come succede nelle piante. Queste sostanze agiscono in quantità infinitesimali e se ne prospe tta l'uso .

del fico d'India introdotto in Australia. l'erba delle streghe (Striga hermonthica) dell'Africa centrale vi ene tenuta a bada in parte da un maggiolino. come è avvenuto nel tentativo di sconfigger e l'affezione della ticchiolatura in Gran Bretagna. ma è probabilmente dovuto alle sostanze ant ibiotiche emesse dalle radici. quasi sconosci uto dalla parte inglese della Manica fino a pochi anni or sono. Il successo è stato attribuito all'abbas samento della temperatura del terreno. Alla fine si trovò un rimedio innestando le varietà d'uva desiderate s u ceppi americani resistenti. e già nel 1938 la falena aveva ripulito 10 milioni d'ettari dai fichi d'India. Sembra così che una composita. distrugga l'essudato di una pianta ospitante i parassiti qual è la pa tata. in presenza di una coltura di Tagetes esso è salito al 55%. Questo accorgimento ha praticamente salvato i vigneti francesi e tedeschi. e a quanto ne so non c'è alcuna pianta infestante delle colture che sia stato possibile debellare i n questo modo. di modo che i nematodi non escono dalle loro cisti e in una certa misura m uoiono. una borraginacea di Trinidad. ric orrendo alla mosca del cinabro che vi si ritrova abitualmente. o almeno assai tolleranti all'azione dell'insetto. attaccando anche altre specie della famiglia delle rosacee. nonché altre specie di cardi. un afide che decimava i vigneti europei sul finire del s ecolo scorso. che forma un'alta pia nta annuale. e più di 24 milioni nel 1925. quali biancospini.Questi si possono forse respingere anche usando altre piante fornite di poderosi essudati. è stata attacc ata deliberatamente con buoni risultati con l'aiuto d'insetti che divorano le fo glie e i semi. Recenti esperimenti scozzesi hanno messo in evidenza che in assenza di c olture si verifica uno «sperpero» naturale di nematodi della patata in misura del 17 % annuo. Im portate come curiosità da giardino. Il controllo biologico è stato applicato anche alle erbacce. il cui tasso di mortalità per marciume delle radici si è ridotto da più de l 50% al 2%. che vennero attaccate da una coccinella locale. il che induce a credere che nell'insieme si registra un effetto più sensibile ad opera del Tage tes. tuttavia i tentativi compiuti dal Mi nistero dell'Agricoltura di distruggere le piante rosacee ornamentali nei pressi dei frutteti. Questo morbo. Venne tentato il controllo biologico con varie specie di cocciniglie. che risultarono sufficienti. e trovarono le condizioni locali tanto adatte ai lor o gusti. la Tagetes minuta. ma h a consentito anche alla peronospora (prima d'allora endemica in America) di mett ere piede nei vigneti europei. eccetera. varie specie di cacti giunsero in Australia ve rso la fine dell'Ottocento.in questo caso la seconda specie ospitante è il crespino o spino santo .può capitare che la specie antagonista sfugga completamente di mano: un esempio classico è offerto da lla distruzione. dopo di c he si passò a sperimentare una falena originaria dell'Argentina. Coltivare una specie vegetale assieme a un'altra pianta può contribuire veramente a ridurre la contagiosità di una determinata malattia: un vecchio esempio ci è dato dal cotone. hanno incontrato viva opposizione da parte dei giardinieri. dopo che è stato accertato con scrupolosi esami che non attacchi specie coltivate imparentate con i cardi. rose. dove continua a rappresentare tuttora un guaio se rio. originario delle regioni mediterranee ed ora presente in California in veste di diffusa erb accia. ed anche in questo se ttore . Quando un'affezione fungina come la ruggine del grano ha due ospiti . il cardo della Madonna. trasformatesi in veri grattacapi negli Stati Uniti. Ciò può originare dei conflitti d'interessi. Talvo lta gli innesti hanno successo contro insetti seriamente dannosi: ne è un esempio classico la fillossera. Non sono riusciti i nvece gli sforzi intesi ad eliminare l'erba San Giacomo dai pascoli inglesi.come è già accaduto per gli animali nocivi e le malattie . aggredisce e ucc ide rapidamente meli e peri. La salvia nera (Cordia macrostachya). la Cactoblastis c actorum. sono stati contrattaccati con successo da un altro maggiolino che ne divo ra i semi. da quando si è cominciato a coltivarlo assieme al Phaseolus aconitifo lius. restituendoli al le colture produttive. che all'inizio del secolo attuale già avevano invaso più di 4 milioni d'ett ari. risalente al 1925. Se ne importarono 3000 uova. come il comune carciofo. Attualmente sono in corso esperimenti per eliminare certe erbacce . una leguminosa parente del fagiolo.si può stroncare il d ecorso del morbo distruggendo tutte le piante della seconda specie ospitante.

falciato in precedenza a fil di terra . E" quasi sicuro che piantando Tagetes minuta alla distanza di 15 centimetri in un tratto infestato d alla podagraria . Sono stati individuati alcuni promettenti insetti parassiti. Si tratta di un ritrovato radicalme nte nuovo. è diventata l'incubo dei cerealicoltori locali. ma in certi casi.una forma di lotta che come sott oprodotto potrebbe erogare anche utili forniture di cibo.di cui è stata data descrizione al capitolo 27 . Prescinde ndo dal fatto che certi animali dannosi possono acquisire resistenza ai ritrovat i chimici. Attualmente. quanto più facciamo a pezzi una specie nemica. occorre non dimenticare che nella maggior parte degli habitat naturali il nu mero delle specie presenti .è tale che origina abi tualmente un sistema complesso di reciproci controlli ed equilibri.a volte appaiono perfino patetici al confront o dell'enorme mole di accorgimenti tecnici evolutivi e della fecondità fantastica di questi organismi. essa è stata usata analogamente. Le sue radici profonde. se appena qualcosa non va per il giusto verso. contro il convolvolo e la gramigna. e sopravviene facilmente uno sconquasso di proporzioni disastrose. Il controllo biologico rappresenta il risultato logico dell 'applicazione dell'esperienza ecologica accumulata per risolvere problemi del ti po accennato.di un insetticida. Insetti e funghi hanno al loro attivo una storia incredibilmente lunga di preced enti in cui hanno saputo trarre il massimo profitto nelle più mutevoli circostanze . Le malattie da virus restano quanto mai intrattabili.la Tagetes provvederà a sterminare l'erbaccia nel corso di una stagione. il cui risul tato è la stabilità: difatti gli ecosistemi naturali più stabili sono quasi sempre qua nto mai complessi. ti rientrerà dalla finestra. ma con risultati variabili. il trattamento al calore cont rollato riesce a distruggere il virus senza danneggiare la pianta.troppo spesso basati sul sistema del «provand o e riprovando» o del «tutto o niente» . La Tagetes rappr esenta attualmente un rimedio su scala ridotta.che costituiscono una seria minaccia in Africa. altro caso d'introduzione accidentale d agli Stati Uniti in Australia. come il giacinto d'acqua e la f elce d'acqua. La coltivazione per merist emi con formazione di ceppi inattaccabili ed esenti da virus . Come afferma Orazio (tradotto liberamente): "Se scacci la natura dalla porta. D.in piante ed altri organismi .rappresenta il metodo fondamentale per battere i v irus. attaccandole con pesci erbivori . L"«effetto Tagetes» è stato impiegato anche contro altre erbacce. tanto più essa sembra crescere di numero. perciò una cam pagna vittoriosa contro questi insetti porterà alla successiva limitazione delle m alattie virali in causa. Sebbene queste erbacce siano uccise in modo selettivo. quali l'insorgenza dell'aca ro rosso dopo che è stata debellata con successo una certa falena o tignola con l' aiuto del D. fornite di occhi rigenerativi. per cui i nostri metodi di lotta . facendo piazza puli ta delle elaborate finzioni che vorrebbero tenerla lontana". Quando si studiano le forme di lotta contro le specie animali nocive e le malatt ie. ad esempio con le fragole. La Chondrilla juncea o erba scheletrica.T. Tuttavia cominciamo a renderci conto delle conseguenze che possono verificarsi per l'uso insensato . L'agricoltura semplifica la struttura delle specie ed i siste mi ecologici a un punto tale che l'equilibrio diventa impossibile. che l'hanno definita la peggiore erbaccia che sia mai comparsa nel loro continente. si hanno ovviamente delle gravi ripercussioni s u altre piante. sono irraggiungibili ai mezzi di distruzione chimica. Viceversa occorrerà usare sempre molta prudenza prima d'introdur . come in qualche antica leggenda mitologica. ma va tenuta presente come ogget to di ricerche per futuri sviluppi. ma il più pregevole mezzo di antagonismo naturale è risultato un fungo ag ente specifico della malattia della ruggine. possono verificarsi sviluppi inaspettati. I virus vengo no diffusi quasi senza eccezione da insetti che succhiano la linfa.poniamo . le malattie potrebbero rivolgere le loro attenzioni ad altre s pecie vegetali. che tuttavia comporta i pericoli connessi chiaramente con lo stesso i mpiego delle malattie delle piante nella pratica comune: una volta eliminata l'e rbaccia in causa.

e che gli agronomi dirottino i loro entusiasm i dal controllo chimico totale all'equilibrio controllato.T. Basti raccomandare a questo punto che si dovrà adottare sempre più l""equilibrio controllato" . o almeno la consulenza delle inizia tive a biologi con esperienza ecologica.ogni tentativo di controllare il numero degli u ccelli incontra diffusa esecrazione anche quando si tratta di colombi e di passe ri . afidi. Adottare metodi i ntegrati significa affidare la supervisione. Naturalmente non sono qui a raccomandare di fare a meno dei prodotti chimici. Dobbiamo sperare però che un giorno si possano impiegare minori quantitativ i di preparati chimici per ettaro. Esempi di notevoli su ccessi già si registrano nell'uso che fanno i Russi di una malattia fungina associ ata al D. Questa prassi potrà forse meno mare la libertà del coltivatore singolo. ma . Anche i politi canti hanno la loro parte di colpa. né a sottovalutare gli enormi benefici che essi possono apportare. come sono stati definiti. per non parlare poi di insetti di grande e fondamentale importanza. In certi Paesi i loro agenti di vendita fanno enorme presa. concedendo sovvenzioni a coltivatori di specie essenziali ma n on rimunerative. in Perù e nel Canada. ma idonei al consumo zootecnico. ad ese mpio nell'Unione Sovietica. la cui insensata decimazione i n molti posti . Le stesse sostanze impiegate per la lotta chimica contro le specie dannose sono diventate ormai altrettanti fattori d'ordine emotivo.o l a salvezza dei raccolti: si crede che l'uso degli insetticidi salvi ogni anno me ssi e raccolti per un importo pari a 200 milioni di sterline nella sola Gran Bre tagna. A volte un coltivatore fa soldi rendendo i suoi raccolti non idonei all' alimentazione umana. Il costo dei metodi chimici non fa che au mentare. Non ci rincresce di distruggere bruchi. perché può capitare benissimo che la specie introdotta a questo fine si riveli in pratica peggiore di quella che dov rebbe sostituire. se si vuole che sopravviva no anche le loro specie antagoniste.da 75 milioni a 5 milioni in India. e si tenga presente che i frutticoltori delle regioni a clima temperato possono vedersi costretti ad applicare da 12 a 15 irrorazioni diverse per stagi one. ma rimane molto auspicabile per un comple sso di ragioni naturali ed economiche. per le loro abitudini distruttive.è stata spinta a un punto tale ch e certe specie vegetali rendono sempre meno per mancanza d'impollinazione. funghi della ruggine. come ad esempio in Olanda. senza preoccuparsi di dove sare bbero andate a finire le eccedenze di sostanze spesso molto persistenti. sotto f orma di industrie chimiche. nonché delle siepi. A questo punto si faranno vivi immancabilmente gli interessi costituiti. è stato usato in quantità corrispondente a un terzo di quella impiegata quando si adopera .almeno qui in Inghilterra . in dieci anni .i «topi alati». o sorci. D. contro la blatta del Colorado: nel caso in esame il D. quali le api selvatiche.re un organismo a scopi di controllo biologico.e fo rse è auspicabile che ciò avvenga sotto l'egida dell""Organizzazione Internazionale per il controllo biologico delle specie animali e vegetali dannose" istituita ne l 1956. può obbligare le specie dannose scacciate da questi loro rifugi naturali a passare sulle coltivazioni: tra l'alt ro questa pratica può diminuire anche la popolazione delle specie antagoniste natu rali. D. in California. programmando i quantitativi delle colture.T. che si tengano in contatto con i coltiv atori e siano al corrente dei problemi del settore. da quand o non trovano più tanti insetti come prima. f issando i prezzi. ed altri premi perché non vengano coltivate eccedenze di altri pr odotti. "Alcuni" animali dannosi vanno lasciati vivere. e indubbiamente sono state usate spesso in quantità esagerata e scriteriata. Gli uccelli costituiscono un argomento permeato di pericolose componenti emotive . come la diminuzio ne dei casi di malaria . dove coltivatori dai cervelli efficacemente l avati usano quantità assolutamente incredibili di prodotti chimici. La distruzione di una data specie dannosa può far sì che un altro organismo muti le sue abitudini e si trasformi a sua volta in un'altra specie nociva: è accaduto per alcuni uccelli che si sono messi a mangiare frutta e germogli o gemme. Anche l'eccessiva distruzione di erbac ce attorno alle zone coltivate. In molti posti è già in atto l'integrazione tra i metodi chimici e biologici. Ne trat terò ulteriormente al prossimo capitolo.quello che un autorevole pers onaggio ha definito «la programmazione delle popolazioni delle specie nocive» .specialmente negli Stati Uniti .

Questi «satelliti adibiti alla prospezione tecnolog ica delle risorse della terra» contribuiranno ugualmente alla ricerca di giaciment i minerari e delle risorse idriche. 5) leggi amo: «Guai a coloro che uniscono casa a casa.. ma mi limiterò a riportare un b rano del "Gryll Grange" di Thomas Love Peacock risalente al 1860: "Hanno avvelenato il Tamigi ed ucciso i pesci del fiume. e masse ghiacciate sono avanzate e si sono ritirate sulle terre emerse. con la motivazione che gli insetti indeboliti dagli inset ticidi contraevano più facilmente la malattia. da solo. D. campo a campo. la rapida scomparsa dal terreno. Si potrebbero citare altri autori. il quale commentava come il deserto attorno ad Atene fosse opera dell'uomo. e infine della terra. che vale la pena di riassumere alme no gli effetti esercitati dall'attività dell'uomo sulle piante. Ma gli interventi dell'uomo in questo settore dovranno essere sempre più attenti e precisi. UN RAPPORTO INCESTUOSO. e i fiumi vi hanno scavato le loro gole. come pure per individuare la presenza di ma lattie e infestioni di specie nocive. Probabilmente si useranno aerei e satelliti per controllare lo stato di salute d i colture effettuate su larga scala. per i qu ali vennero trascurate o studiate solo approssimativamente le risorse potenziali offerte dall'ambiente e dal terreno. C. ed eventuali effetti collatera li di ogni sorta. «Il genere umano mantiene rapporti incestuosi con la Madre Terra» diceva un'iscrizio ne incisa su un muro dell'Università del Michigan nel 1970.va il D. quali le migliorìe da apporta re alla composizione del terreno con l'impiego di maggiori quantità di sostanze or ganiche. a c ominciare da Platone.T. Credo quasi che sia destino della scienza sterminare il genere umano". Nella sequenza di millenni trascorsi il nostro globo ha avuto i suoi cataclismi. L'equilibrio controllato non dovrà occuparsi soltanto delle specie dannose e delle malattie. Età calde e fredde h anno provocato cambiamenti climatici. o con il «Piano Sorgo» nel Queensland. da un certo tempo a questa parte. Certamente l'uomo non può permettersi nessuna titubanza in questa lotta contro avv ersari così insidiosi e prolifici: si tratta della lotta per la nostra stessa sopr avvivenza. Già in Isaia (cap. Capitolo 29. con la s peranza che vengano evitati fiaschi tipo quelli registrati agli inizi con l"«opera zione noccioline» in Africa Orientale. Ancora un po'"di progre ssi di questo genere e la scienza finirà con l'avvelenare l'aria.. che si resta esitanti all'idea di aggiungervi alt ri commenti. Le ditte produttrici di sostanze chimiche possono perciò rallegrarsi della prospet tiva che occorrono almeno cinque anni di tempo e una spesa di più di cinque milion i di sterline prima che si riesca a mettere a punto una sostanza nuova e a prova rne l'efficacia. Il saccheggio delle ri sorse terrestri perpetrato dall'uomo è un argomento tanto discusso e trattato. delle risor se naturali. perché il problema va inquadrato nell'ambito della conservazi one delle specie animali selvatiche. Abbiamo visto tuttavia che il regno vegetale in un modo o nell'altr o costituisce un elemento così vitale del nostro mondo. uccidendo gli ab itanti delle sue rive. finché non vi sia più pos to ed essi restino soli in mezzo al mondo». desumendola dai cambiamenti di colore risp etto alla colorazione normale. delle diverse forme di habitat. e si è modificato tante volte che non ne abbiamo idea. Questo equilibrio controllato dovrà comprend ere idealmente tutti gli aspetti delle coltivazioni. certo. e di tanta importanza dal punto di vista delle risorse utili all'uomo. Nel Perù i raccolti di cotone vengono protetti dai loro numerosi nemici con gli sforzi riuniti di predatori antagonis ti ed insetticidi minerali. vissuto nel quarto secolo a. Ma la maggior parte di questi enormi cambiamenti s . L'idea dei «rapporti incestuosi» non costituisce una novità. Dovrà fornire consulenze in merito a nuovi programmi agricoli. Catene montuose si sono sollevate e sono poi state live llate dall'erosione.. nostra dimora comune. Il profilo delle terre e dei mari è cambiato.

e infine il deserto s'insinua subdola mente nella steppa. Le cause dei cambiamenti sono talvolta di natura più sottile ed inaspettata. tanto minori diventan o le possibilità di sopravvivenza della flora spontanea. mentre quelli domestici allevati in num ero sempre crescente aumentavano la distruzione delle piante più succulente. come possiamo dedurre dalle pitture rupestri dell" Hoggar e del Tassili. la composizione e la consistenza del terreno. Nessun resoconto . Riesce quasi impossibile immagi nare come dovevano essere un tempo certi posti: il Libano ricoperto di cedri (og gi ne restano circa 400). il Sahara con l'aspetto di una r egione prospera e ricca di foreste. e questo fatto li induceva a conservar e le foreste. sia piantagioni a limentari e utilitarie. La sa vana prende il posto della foresta quando questa venga distrutta per qualsiasi m otivo. cioè nella f ascia detta «a macchioni di artemisia». e come certi processi siano praticamente irreversibili. e il mondo della natura vi si è adattato con altrettanta gradualità e lentezza. La prima accelerata ai cambiamenti naturali venne impressa dall'uomo circa mezzo milione d'anni fa con l'uso deliberato del fuoco. anche delle erbacce più umi li ed adattabili. Ricorrendo a una similitudine si può dire che la specie coltivat a rappresenta «la quinta colonna» della specie selvatica. mentre il dissodamento spezzettava e sbocconcellava il terreno in particelle lievi che venivano esportate facilmente dal vento o dall'acqua di scorrimento. che ora sopravvive in per centuale non superiore all'1% con aspetto uguale a quello trovato dai primi colo ni. bruca ndo anche alberi e cespugli. il che include sia le foreste piantate a specie singole.potrebbe darci un'i mmagine più realistica di un paese virtualmente vergine.circa cinque per chilometro quadrato . Contemporan eamente e parallelamente a queste pratiche veniva favorito . ma si nutriv ano largamente anche di bacche e ghiande. di come queste caratteristiche non s iano inesauribili. Ogni tipo di coltivazione finisce con l'incidere fatalmente sulla vegetazione sp ontanea: quanto più s'intensificano ed estendono le colture. e a partire da quella data de vono essersi verificati moltissimi incendi. Essi erano per lo più cacciatori. cambiando completamente la "facies" della flora e della fauna rispetto al precedente paes aggio naturale. Se i cambiamenti del clima concorrono a rafforzare questo circolo vizioso. di cu i restano laceri avanzi sulle Montagne Bianche. In questo capitolo mi occuperò soltanto della coltivazione intesa co me una delle molte forme d'impiego del terreno che eliminano la vegetazione natu rale.il pascolo degli erbivori selvaggi. ridotti oggi a massicci mont uosi inariditi. e il coltivatore il sicari o prezzolato. i ris ultati sono veramente gravi: assistiamo a un fenomeno del genere nella regione d ell'Africa occidentale a nord dell'equatore e a sud del Sahara. Invece oggi ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti avvengono con sconvolgente rapidità. sia casuali che voluti. la steppa tiene dietro alla savana se vi vengono praticati il pascolo int ensivo e la cerealicoltura indiscriminata. non vengo no intesi quasi mai a lunga scadenza. di modo che gli erbivori si moltiplicaro no esageratamente. designata con il . Una foresta in fiamme riduce in cenere in poche ore secoli di lento accrescimento. Ma all'arrivo dell'uomo bianco nella regione cominciò lo sterminio incessante degli orsi grigi. e i primi viaggia tori ricordavano come nelle praterie americane «le fragole crescessero così fitte. L'inizio della coltivazione significò l'eliminazione di alberi e cespugli. I Padri Pellegrini sono sbarcati nella Virginia solo nel 1620. Allora gli orsi grigi tenevano le popolazioni di animali erbivori entro limiti ragionevoli. secondo la descrizione d i Lewis Mumford.speriamo non esagerato . e sono spesso irreversibili.i è verificata su un ritmo infinitamente graduale e lento. Così ne l diciassettesimo secolo viveva un numero sorprendentemente elevato di Pelliross e .ne abbiamo già tratta to .nel "chaparral" americano. con distruzione finale degli alberi e di molta altra vegetazi one. c he i garretti dei cavalli sembravano tutti insanguinati». L'uomo ha sempre stentato a rendersi conto di quanto siano delicate la qualità. piena di vita animale. Altri innumerevoli alberi vennero abbattuti per ott enerne legname da costruzione o legna da ardere. Creta tutta verdeggiante di foreste di conifere.

le siepi abbattute per ricavare queste vaste c ampagne (19000 chilometri annuì di siepi nella sola Gran Bretagna) distruggono mol te specie di piante ed eliminano habitat indispensabili alla fauna. I corsi d'acqua di Giava. Gli usi od abusi del terreno che possono portare all'erosione sono numerosi. e viene macellato solo in occas ione di feste e cerimonie. cioè di 4 o 5 individui per chilometro quadrato. Tonnellate e tonnellate di terreno vengon o dilavate in questo modo. o del taglio e dell'incendio su appezzamenti successivi. dopo 24 anni di diboscamento.nome generico di Sahel. Salvo che negli spazi già aperti. Un'attività analoga nelle regioni temperate può ridurre aree già boscose a deserti di torba nuda. e s pesso si sovrappongono l'un l'altro. La foresta tropicale in modo particolare rappresenta un grande ecosistema naturale. dato che il bestia me significa ricchezza per le tribù come i Tuareg. l'esposizione al sole alternata alle piogge successive trasforma il terreno indurendolo come il cemento. e le perdite di nitrati.forniti nell'ambito di un programma di aiuti . L'erosione comincia quando si distruggono la consistenza e la composizione del t erreno.portarono maggiore longevità al bestiame stesso. Inta nto la gente coltivava sorgo e miglio senza applicare la rotazione delle colture . il cui destino finale è di consolidarsi i n formazioni rocciose aspre ed inutili. sia alla superficie . il 71% di tronchi e rami. dove il peso complessivo della vegetazione si calcola sulle 1000 tonnellate per ettaro. man mano che questi vengono penetrati dalle radici. Se. il numero dei capi aumentò incessantemente. i residui sono ricchi di ferr o ed alluminio. e in questo modo sfruttò il pascolo disponibile senza lasciargli il tempo di ricrescere. l'erba degli elefanti o di specie affini inutili all'uomo ed incapaci di effettuare il rinnovo del terreno. All'inizio degli Anni Sessanta i nuovi pozzi a pompaggi o e le vaccinazioni in massa del bestiame . solo se il popolamento umano si mantiene a densi tà molto bassa. La distruzione delle foreste aumenta enormemente lo scorrimento dell'acqua piova na. calcio . Una volta spezzato questo eco sistema. ed anche nelle fertili maremme e zo ne acquitrinose dell'Inghilterra. La foresta riesce a sopportare la tecnica del maggese. Una recente indagine effettu ata a titolo sperimentale ha messo in evidenza che il dilavamento annuo del terr eno aumenta di due quinti dopo il diboscamento di aree forestali del New Hampshi re. Probabilmente non c'è nessun paese al mondo dove non si possano osservare gli effetti dell'erosione: i «regni della polv ere» e le «terre ingrate» degli Stati Uniti rappresentarono i primi terribili avvertim enti per i Paesi progrediti. lasciando carcasse di bestie morte in mezzo al deserto. comprese quasi 5 0 tonnellate di liane. e la gente dovette fare altrettanto. Nelle regioni tropical i la violenza delle piogge aggredisce rabbiosamente il terreno se viene tolta la protezione del denso manto forestale. come spesso accade.quanto sottoterra. dette lateriti. Ma la stabilità della foresta viene distrutta irrimediabilmente se colture o pascolo vengono imposti forzatamente e permanentemente sull'area diboscata. mentre l'erosione si moltiplica per quattro. schisti o argille friabili. I campi estesissimi favoriscono l'erosione eolica. si può giurare che è solo la crescita della ruvi da Typha elephantina. il Sahara si mosse pian piano verso il sud. si ottengono in media solo il 2% di foglie. Allora la pioggia ne incide profondament e la superficie. Esso possiede un ciclo praticamente chiuso di crescita e disf acimento. formando calanchi sempre più profondi e facendo affiorare il sott osuolo sterile. mantenendo anche carat teristiche di stabilità completa. e il 27% di radici. e portano una quantità quintupla di sedi menti . e in grado soltanto di bloccar e la ricolonizzazione del suolo ad opera di altre piante. non importa se per abb attimento o per incendio. fenomeno che si verifica con maggior facilità e gravità sui pendìi ricoperti da un tenue strato di terra. Negli anni successivi non piovve. per cui si forma polvere che viene prontamente dispersa dal vento o dila vata dalla pioggia. la coltivazione comporta a bitualmente la distruzione delle foreste o delle macchie. come esiste vano nel Vicino Oriente agli albori dell'agricoltura. piante epifite e parassite. hanno visto raddoppi arsi la portata d'acqua rispetto a prima. Ma. Se qualcosa succede dopo l a distruzione di questo ecosistema.dove si depositano ogni anno fino a 59 tonnellat e per ettaro di rifiuti vegetali . dove l'attività dell'acqua s muove nuovi strati di roccia e trasforma a poco a poco i vari strati del terreno .tutto terreno che se ne va perduto al mare. come si può osservare in posti quali il Texas.

12. così nell'Unione Sovietica pioppi tremoli e sambuchi tengono dietro tipicamente alle foreste di conifere. le erbe che spuntano nei pres si delle pozze d'acqua vengono brucate al completo. che è in grado di sostentare animali erbivori. otto e tre volte tanto. si ottiene come risultato un pa scolo di erbe sempre più grossolane e meno appetibili. fin dove l'occhio poteva arrivare». ch e ha raggiunto proporzioni catastrofiche in certe località: nuvole di sabbia porta ta dal vento ricoprono campi e prati. Nei climi temperati si osserva la tendenza delle erbe a sradicarsi per cedere il posto ad erbacce disgustose o spinose. colture od opere di riassetto. riducendo il posto a un'arena di fango. Nelle regioni tropicali dove si applica il pasco lo esagerato. In certi posti ogni brandello di flora legnosa vien e saccheggiato per la produzione di legno compensato. In ogni caso il fuoco distrugge tutti i r ifiuti fogliari e l'humus. nelle selve di alberi a leg no dolce di tipo temperato dell'Unione Sovietica. Un solo ipp opotamo è in grado di divorare in una sola notte una corsia d'erba della lunghezza di otto chilometri. e nelle località a macchioni di acacie dell'Africa Centrale. ippopotami e ungulati. ma il taglio indiscriminat o lascia allo scoperto un terreno dove spuntano ben presto nuove piantole sia pu re di specie diversa. Questo processo è rappresentato dalla cosiddetta «apertura delle regioni dell 'interno». Conseguenza tipica della distruzione operata dal fuoco è la prateria a savana. L'incendio delle aree boscose mette in libertà elementi nutrienti che restano faci lmente disponibili per un paio d'anni al massimo. come già se lo chiedono in tante altre parti del mondo. nonché di «diffusa erosione eolica. «quella striscia di strada scoccata come una freccia nel cuore della giungla sarà m ortale per il vecchio regno. e il terreno può praticamente perdere l a sua consistenza e disgregarsi prima ancora che comincino i fatti d'erosione. o dall'affollamento in parchi nazionali trop po piccoli . Risultati di questo genere non sottintendono per le r egioni exboscose l'automatico intervento di opere di rimboschimento. data la mineralizzazione del t erreno e la sua incapacità a trattenere le sostanze nutritizie: ciò che ben presto l ascia il terreno praticamente sterile. Però il pascolo eccessivo costituisce un 'eventualità tutt'altro che rara. come è accaduto nel Kenya. In Amazzonia il contenuto in sostanze nutrienti dello strato di rifiuti fogliari è inferiore a qu ello di analoghe foreste. Tanto per citare "Mato Grosso" di Anthony Smith.specialmente se favorita dalla decimazione degli animali p redatori loro antagonisti naturali. Il Brasile costituisce attualmente il teatro d'operazioni di un processo di cui è stato detto che possiede «tutti i requisiti di un disastro ecologico su scala giga ntesca». L'autore succitato. e se fosse vero che c'eran o alberi a perdita d'occhio. resa possibile dall'attuazione della nuova autostrada transamazzonica c he sventra uno degli ultimi grandi habitat non ancora sfruttati della Terra. L'attività di un numero eccess ivo di tali animali . Nell'U nione Sovietica il diboscamento indiscriminato di estesissime regioni ha sortito il risultato di piene eccezionali nei fiumi. Quando comin cia la stagione delle piogge. come si può osservare in aree tanto diverse tra loro come le f oreste di legni duri tropicali dell'Estremo Oriente. Un giorno si domanderanno dove sorgeva la foresta.provoca il collasso dell'habitat residuo molto più in fretta di quant o occorra alle forze della natura per riprendersi dai danni inferti. specialmente nelle annate di siccità in cui certe pozze si asciugano e tutte le bestie si raccolgono attorno a pochi posti d'abbeverata . o un carico eccessivo di bestiame. Effetto indiretto di questo deterioramentto è la riduzione delle zone adatte ai gr ossi erbivori come elefanti.quando si tratta di specie che hanno bisogno di bere ogni giorno. che costituiscono l'unica riserva alimentare della fo resta oltre al nutrimento contenuto effettivamente nelle piante. un c ontinente dove i deserti hanno sostituito su larga scala le antiche foreste. per cui un assembramento di questi bestioni consumerà tutto i l foraggio disponibile. e spesso la formula definit iva è data dal bambù. in occasione della spedizione effettuata negli anni 1967-69 sotto gli auspici della Royal Society e Royal Geographical Society. la foresta piovosa dell'Amazzonia. iniziano anche fenomeni di grave erosione del suol o. nonché mio fra .e potassio crescono rispettivamente di sessanta.1967). Oppure. con la vistosa eccezione di molte specie di antilopi. mentre molti fiumi si disseccano» («Literaturn aja Gazeta» del 13. L 'Africa è un triste esempio di lunghe epoche di maltrattamenti incontrollati.

Una volta formatasi la prateria. Il terreno non è buono. "L'assetto totale dell'intera area è di portata così smisurata che nessuno è in grado di predire con esattezza cosa potrà capitare. Ma il valore econom ico dell'autostrada transamazzonica autorizza molti dubbi. il Brasile ha messo a tac ere ogni critica affermando che l'Amazzonia rappresenta una sua questione intern a. le isole Hawaii ci offrono l'esempio special issimo di un'altra specie vegetale praticamente sterminata a seguito della grand e richiesta commerciale. assumendo un'aria molto simile a quella di certe zone incolte degli Stati Uniti.ma si pensa che non valga la pena di salvare questi esempla ri singoli dall'incenerimento generale. costituisce un fattore di prima grand ezza dell'espansione dei deserti in Asia e nel Nordafrica.. e che il diboscamento perta nto produrrebbe un clima più secco. Eppure non è difficile abbattere un albero amazzonico alto una trenti na di metri. una volta distrutta e r asa al suolo la foresta. di cui nessun altro deve occuparsi. ad esempio l'arcipelago delle Hawaii ha una flora composta per il 96% da piante fiorenti endemiche. Distruzioni di questo genere sono irreparabi li dal punto di vista botanico. il professore di geografia Edward P. e ben pochi indizi fanno credere che la regione potrà mai sostentare una grande p opolazione. La foresta contiene anche pregevoli alberi da legname . mogano . hanno riferito che una cortina ininterrotta di fumo e fiamme si addentra. senza che nessuno si curasse minimamente di ripiantarla . Già nel 1969 Anthony Smith osservava che cominciavano a formarsi «orribili fatti d'e rosione con inizio di calanchi». non resta più nemmeno un ciocco. Nonostante le critiche da parte di esperti di fama mondiale riunitisi nel 1972 a lla Conferenza per l'Ambiente sotto gli auspici delle Nazioni Unite. perché ciò rallenterebbe la speditezza del d iboscamento. Oltre alla distru zione accidentale di queste specie. ma adesso l'area vale circa 200 volte il suo prezzo d'acquisto.. Quella vorace distruggitrice che è la capra. se non addirittura su quello globale. sul piano locale. verso l'interno. Ci si aspetta che quattro milioni di ettari di foresta dell'Amazzonia vengano distrutti e adibiti a pascolo nei prossimi dieci anni. Un altro scrittore. destinato alla produzione del bovino da carne. teak. essa non ricomparirà più nemmeno se tutti gli attuali «valori zzatori» dovessero rifare le valigie e andarsene. pianterà un certo tipo d'erba alta e filiforme. lo stesso potrebbe succeder e in Brasile con le foreste". Si è detto che l'Impero Romano dovette la sua decadenza e caduta alla capra. Al terzo anno il proprietario. bastano di solito pochi colpi d'ascia. E" stata anche espressa l'ipotesi che i grossi alberi di queste foreste restitui scano all'atmosfera molta più umidità che non i pascoli. salvo che. Non si sa se continu erà la richiesta di mercato di tanta carne bovina. Allora la terra si ricoprirebbe di macchie e roveti a perdita d'occhio. o produrre eccedenze esportabili". procedend o nel cuore della gigantesca cupola verde formata dagli alberi.tello che sorvolò la giungla nel 1972. se dispone di buone nozioni. vi si porta il bestiame. segnalando che i nuovi proprietari terrieri non p rogrammavano nessun piano per ovviare alla minaccia. specialmente sulle isole remote con tendenza ad altissime percentuali di specie endemiche. Gli incendi si possono appiccare per tre anni di seguito fino ad estinzione completa delle forze rigenerative della foresta. dove ha causato le di struzioni più radicali del manto vegetale. Gli Americani hanno trovato nel Nordame rica praterie ubertose e le hanno spesso isterilite. scriveva dopo un a visita avvenuta nel 1972: "La strada attualmente in costruzione nel bacino dell'Amazzonia contribuirà molto a domare questa grande roccaforte dei territori inesplorati.e bano. ma oggi questo è il chiodo fisso dei Brasiliani. altrimenti compariranno erbe spontanee non sempre adat te all'alimentazione del bestiame. Leahy. distruggendo sempre più. nonostante l'esempio dell'Africa dall'altra parte dell'Atlantico. Allora la giungla è morta. Gli incendi sono provocati dai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato dal governo esten sioni di terreno.

queste risorse marine andranno amministrate invece che saccheggiate. La scom parsa della superficie forestale va dal 30% di Tahiti e di Moorea. in Indonesia ed altre località del Pacifico. Si comincia a sper are che si useranno sempre più i metodi di raccolta basati sul taglio delle alghe. e Sant'Elena. e l'economia dell'isola venne a fondarsi largamente sulla vendi ta di questo legname. Per lo stesso motivo venne sterminata un'altra specie di legno di sandalo alle isole J uan Fernandez. pecore. Le alghe si raccolgono a scopi alime ntari anche presso le Hawaii. Indubbiamente si troveranno altre forme d'impiego per le alghe e. si verificò un'invasione stupefacente di p iante straniere: nel 1968 se ne contavano almeno 300. viene piantata così estesamente da migliaia d'anni di costante richiesta commerc iale. che sco nvolgono i banchi di alghe con i loro appigli. vanno citate le isole Phillip e Norfolk ad oriente dell'Australia. mentre la California soffr e per la presenza d'intrusi del Mediterraneo orientale. invasioni di c apre. o nei casi meno gravi cespugli ed altra vegetazione secondaria. l'esplosione demografica della specie umana porta alla sterilizz azione totale del terreno in conseguenza dello sviluppo continuo dei centri urba ni e delle reti stradali. in modo da lasciare parti di pianta che possano ricrescere. Oltre al deterioramento provocato dall'uso inopportuno o dallo sperpero delle ri sorse naturali. Tra le altre isole dove pure è stata perpetrata la decimazione della flora locale. Ma una volta c he vennero aperti i terreni all'aratro. e inoltre le isole di Robinson Crusoe . quand'anche se ne presentasse l'occasione . e l'esportazione del legno di sandalo pratic amente cessò. bovini e porci si sono alleati nell'opera di distruzione della mag gior parte delle foreste sulle parti più basse di molte isole polinesiane. degli aeroporti e delle miniere sotterranee con l'accu mulo di materiali di scavo. che impediscono la ricolonizzazione ad opera delle specie locali. Nella seconda metà del Settecento s'instaurò la monarc hia alle Hawaii. usata per correggere la composizione dei terreni. o Santalum album dell'Indonesia e dell'India . e la Nuova Zelanda accus a più di mille specie indesiderate forestiere. con le miniere a cielo aperto e l'espansione industr . dove si usano molte alghe come cibo e per la preparazione industriale d ello jodio. la rga solo 10 miglia. e vi vennero registrate 33 specie endemiche. Altra conseguenza della coltivazione e delle modifiche apportate al terreno è la d iffusione delle erbacce importate. Le aree denudate mostrano lo spettacolo ben noto della rapida erosione del terreno con sparse piante erbac ee. Anche il mare può risentire danni a seguito dello sfruttamento incontrollato. a somiglianza di quanto si fa con le foreste. Si può immaginare quante centinaia di spec ie . e già nel 1550 un viaggiatore segnala va greggi di capre della lunghezza di un miglio. Nelle Filipp ine il fuoco da solo distrugge tre ettari di foresta ogni "minuto". e la specie più usata di questi legni di sandalo aromatici. è stata scoperta nel 1502. Le piante locali vennero catalo gate per la prima volta nel 1810. In G iappone. che nessuno sa ormai più con esattezza dove questa specie crescesse originar iamente allo stato spontaneo. Naturalmente si lamenta un serio impoverimento delle colonie di erbe marine. nel Gol fo di Biscaglia si rastrella dal fondo un certo tipo di alga calcarea. nelle Isole d ella Società. alcune specie di provenienza australiana che vi sono state introdotte hanno soverchiato cespugli ed alberi indigeni. Quest'ultima isola. al 60-90% di sette delle isole Marquesas. che un tempo formava bo schi grandissimi e magnifici. che già hanno modificato completament e l'equilibrio vegetale. Tagli e incendi di foreste. perché occasioni del genere accadono di rado nelle dense foreste. la raccolta si fa abitualmente a mezzo di ganci a strascico. Il C anada possiede un'alta percentuale d'erbacce europee. Nel 1925 i boschi furono decimati. più di tre quarti delle qual i di origine americana o europea. Quasi la stessa cosa è accaduta in Malesia. Altri popoli invece furono più lungimiranti. Oggi quest'albero si è in parte reinsediato sull'isola di Oahu. Ad esempio a Giava poche piante mostravano tendenza natural e a trasformarsi in specie infestanti.destinate a restare sconosciute per sempre alla scienza -saranno scomparse tra il 1502 e il 1810. in certi posti del Portogallo centrale.: è il caso della pianta di sandalo Santalum freycinetium. Infine. effettuata principalmente al mercato cinese e polinesiano. sovraccarico di bestiame sui pascoli.Juan Fernandez. 2 2 delle quali sono scomparse da allora.

Una parte di questi scarichi termici si potrebbero presumibilmente travasare nelle tubature degli im pianti caloriferi funzionanti ad acqua calda per uso domestico. mentre quelli più alti s'impo veriscono d'ossigeno. potrà sempre ricavare dagli scarichi domestici acqua adatta all'irrigazione. estua ri o mari. Q uesto risultato dipende in parte dall'accresciuta estensione delle colture. essi rappresentano la parte più importante . ma il peggio è dato da qualsiasi causa che nuoccia alle microfite e ad altri microorganismi. laghi. l'industria deve spesso affrontare il problema di eliminare acqua di raffreddamento riscaldata al termine delle lavorazioni indust riali. con l'acqua salmastra e con l'acqua salata. il quale riesce sempre meno a trattenere le sostanze nutrienti. Tutto questo materiale si disperde nell'aria. Anche quando il riciclaggio non riesce a fornire nuova acqua potabi le. dai rifiuti animali negli allevamenti intensivi. come in Sudafrica. è facile che delle sostanze tossiche filtrino attraverso gli strati del suolo e vadano a fini re nei corsi d'acqua. Oltre alle sostanze chimiche. di batteri della fotosintesi che possono agire in assenza di ossigeno. L'inquinamento delle piante superiori riveste già di per se stesso una c erta gravita. che sono stati denominati gli «effluenti sociali». La maggior parte dell'inquinamento deriva dagli scarichi e dai rifiuti domestici . Anche dove i rifiuti solidi vengono sepolti sottoterra. per la grande quantità di nitrati che vi scola dai terreni agricoli circostanti saturi di concim i azotati. in cui si usano membrane sem ipermeabili.ma anche la più vulnerabile del ciclo della vita sulla faccia della Terra nei riguardi dell'umanità. diversamente l'eccedenza termica distruggerà la vita animale e vegetale dei fiumi in cui verranno immessi gli scarichi. se non è stata opportunamente raffreddata in torri di raffreddamento o in t ubature a serpentina. proprio come gli scarichi domestici si possono trattare per la produzione del gas di riscaldamen to. nel terreno e nei co rsi d'acqua. gli strati più bassi accumulano sca rti organici. e i rifiuti industriali mostrano tendenza a riversarsi direttamente nei fiumi. I problemi dell'inquinamento in generale sono già stati trattati con perfetta comp etenza in molti buoni libri e in innumerevoli articoli contemporanei.iale di ogni genere. che viene consumato dai batteri che decompongono gli scari chi. il cui uso si è decuplicato in un quarto di secolo negli Stati Uniti. Data la loro grande capacità d'inattivare le sostanze inq uinanti. Qualche volta gli scarichi domestici ricevono un trattamento inattiva nte. I trattamenti comprendono l'uso di alghe. possono anche favorire il prosperare di alghe ver diazzurre. Le industrie. come quelle che vengono messe in libertà dai . o il process o di «osmosi alla rovescia» preconizzato in California. i suoi manufatti o i suoi raccolti. e lo stesso sarà possibile con certi scarichi industriali. Quantità esagerate di fosfati. Alcuni di essi sono anonimi perché molte industrie non sanno nemmeno di cosa si liberino. i primi si possono riciclare e trasformare in acqua dolce. i quali tra l'altro sono così zeppi di organismi patogeni che è vietato consumarne il pesce o nuotarvi. mentre i nostri rifiuti d'ogni prov enienza esercitano crescente pressione sull'ambiente naturale. Nei Grandi Laghi americani il problema dei rifiuti si è aggravato. e non sull'uomo. Anche le ceneri radioattive di ricaduta colpiscono sicuram ente le piante: essa ha ucciso un lichene tra i più graditi alle renne su vaste es tensioni siberiane. I nitrati. Anche a questo riguardo tratterò solo gli effetti dell'inquinamento sulla flo ra o la fauna selvatica o spontanea. sia di natura chimica che di provenienza dalle centrali nucl eari. dagli scarichi industriali d' ogni tipo e dall'eliminazione di residui velenosissimi e sottoprodotti e scarti di elevata tossicità. quelli industriali meno spesso. Quando si usano i laghi come fosse di scarico. e in parte dal fatto che le normali pratiche agricole danneggiano la consistenza del suolo. oltre a rappresentare un pericolo per la salute nelle acque usate a s copo potabile e d'irrigazione. Gli scarichi liquidi. gli agglomerati urbani e gli automezzi emetto no grandi quantità di sostanze chimiche innaturali riversandole nell'aria sotto fo rma di gas e di minuscole particelle solide. le quali consumano perfino più ossigeno dei batteri che decompongono i rifiuti. e non riescono più a sostentare la vita. di modo ch e ormai ne conosciamo tutti gli aspetti connessi alla presenza di rifiuti ed ava nzi. Questo fatto si è verificato nei maggiori laghi svizzeri.

Rifiuti tossici di vario tipo vengono scaricati nelle ac que più profonde a distanze dalle coste ritenute «sicure». e da lì sui terreni agricoli degli Olandesi. Sebbene nitrati e spazzatura possano favorire la crescita delle alghe e del plan kton marino. ma oggi . Se a questi scarichi industriali si a ggiungono le acque surriscaldate di raffreddamento.sono state gravemente colpite.do ve il loro carico di sporcizia si irrobustisce dei contributi dei sedimenti dell e fogne vere e proprie . piombo e zinco in perce ntuali aggirantisi sulle 1000 parti per milione. Le piante acquatiche sono danne ggiate dalla presenza del solo rame già in misura di 11 parti per miliardo. spesso citato ad esempio di un mare interno tra i più lim pidi e belli. lungo solo 70 chilometri. che si crede contenga circa un quinto delle risorse d'acqua dolce del mondo. Buona parte delle sostanze nutritizie cal a rapidamente in fondo al mare. Altra sporcizia e spazzatura viene portata al largo su barconi. da l quale dovrebbe pure dipendere in larga misura per il suo fabbisogno d'acqua pu lita. La dispersi . possono aumentare il rigoglio d elle alghe.che rappresentano l'inizio del ci clo alimentare degli animali superiori . e viene scaricata in mare a poc hi chilometri di distanza dalla costa.definito di recente «la maestosa cloaca d'Europa» -. la maggior parte dei rifiuti che finiscon o in mare non sortisce questo effetto. I fiumi hanno sempre attirato gli insediamenti industriali per la comodità dei tra sporti e dell'eliminazione degli scarichi. Nel 1972 un giornale o landese riferì che le acque riunite del Reno e della Mosa. a Rotterdam. Le grandi «cloache» fluviali di questo genere continuano attraverso gli estuari . Ne l lago di Costanza. e infine continuando la loro opera in mare. Anche l'uso dei laghi a scopi sportivi o di svago comporta rischi ambientali. erano così c ariche di sostanze chimiche e tanto calde. ora soffre per la presenza di residui della lavorazione del legno.in parte grazie anche alle accresciute precauzioni d'ordine ecologico. comprese le stesse alghe. In ambedue questi casi le microfite del lago . l'inquinamento può estendersi a tutto il corso del fiume. rame. e una recente indagine effettuata nelle acque del Tee in Inghilterra ha rivelato la presenza di cadmio. Pochi anni or sono si cominciò a temere che i Grandi Laghi fossero ormai «morti» per l a presenza di queste sostanze. si comprenderà agevolmente come i fiumi possano isterilirsi completamente in bre vissimo tempo con la morte di tutte le piante acquatiche e degli altri organismi . L'Olanda costituisce di gran lunga il Paese peggio ridotto per quanto riguarda i suoi rapporti con il Reno . talvolta contenute in recip ienti che presumibilmente non si corroderanno per un tempo «indefinito».inquinando talvolta le spiagge e nuocendo alle alghe e alla fauna connessa. I metalli passano co n grande facilità nei fiumi. pr ovenienti specialmente da una fabbrica di cellulosio. Tali circostanze possono anche stimolare la crescita es agerata di piante superiori come la lingua d'acqua canadese.concimi. allo stesso mod o in cui più a monte del fiume vengono inquinati pozzi di trivellazione situati a notevoli distanze. ed è stata rovinata anche l'industria della pesca del lago Baikal e della cinquantina di f iumi emissari per la lunghezza complessiva di circa 4000 chilometri. Concentrazioni eccessive di sali passano dall'acqua del Reno alla falda fr eatica poco profonda. muoiono tutti gli organismi. che comprendono altresì il trattamento degli scari chi -questi laghi «sopravviveranno» certamente. tuttavia è stato modificato l'equilibr io delle popolazioni ittiche. e ciò non fa che accrescere la quantità dei se dimenti in putrefazione. e può venire riutilizzata solo se viene riportata in alto dalle correnti. Anche la presenza di molto legname fluitato sul fondo può causare inconvenienti ec ologici. Se le alghe esauriscono tutto l'ossigeno del lago. Il lago Baikal. da potersi usare per sviluppare una p ellicola fotografica ricavandone un'immagine riconoscibile. e di almeno un milione e m ezzo di metri cubici di legname calato a fondo negli ultimi dieci anni. i rifiuti provenienti dalle fognature cittadine e la presenza di concimi dilavati dalle acque di scorrimento . si calcola che nel solo 1972 si si ano depositate sul fondo non meno di 600 tonnellate di residui di carburante sca ricati dai motoscafi. dal letame stallatico e dai detersivi. Da tro ppo tempo l'uomo fa troppo affidamento sulla tradizionale capacità di autodepurazi one dell'acqua corrente. sia vegetale che animale.

di 3500 particelle di plastica per chilometro quadrato. ad o nta delle limitazioni poste all'uso dei prodotti chimici in agricoltura. e rappresentò uno dei fatti di maggior rilievo per attirare l'attenzione di un'agita ta opinione pubblica americana sui misfatti del petrolio.one e la persistenza dei rifiuti solidi e liquidi negli oceani sono ancora tutt' altro che note. se non addirittura a cen tinaia nella giungla.da u n pozzo petrolifero male installato al largo di Santa Barbara. Oltre a questi casi ec cezionali. che persistono inalt erati nell'acqua di mare almeno un mese: 13 parti per milione dimezzano l'attivi tà di fotosintesi del plankton. Negli ultimi 12 anni almeno 20 specie planktoniche hanno mostrato un'allarmante diminuzione numerica dovuta a queste sostanze e all'inquinamento da petrolio. Una recente indagine esperita nel Mare dei Sargassi ha rivelato la prese nza. In Svezia si è accertato che il mercurio contenuto nei tegumenti delle sementi trattate continua ad accumula rsi negli uccelli che vivono di pesce. L'inquinamento da petrolio non si limita ai mari e ai laghi. subdolamente presen te nelle acque lacustri. Nella parte meridionale del Caspio petrolio e nafta hanno letteralmente incatramato il fond o marino. I mari chiusi. che è poco soggetto all'azione delle maree. che rovinò la costa prospiciente per una lunghezza di molti chilometri. in media. riducendo l'afflusso di turisti in parecchie località. Petrolio e nafta lungo le coste distru ggono ogni tipo d'alga e di organismi connessi. Tornando alla terra ferma. Il problema è più acuto nei paesi piccoli densamente popol ati. ha prodotto dan ni ed allarme.prolungatasi per parecchi mesi . il petrolio continua a scaricarsi regolarmente in tutti gli oceani de l mondo ogni volta che si ripuliscono le cisterne a bordo delle navi. in occasione delle sue traversate atlantiche del 1968 e del 1969 a bordo di imbarcazioni primitive di giunchi. e possono anche uccidere i pesciolini giovani. riversando gli scarichi nei fiumi con conseguente distruzi one di animali e piante. come ben s appiamo ricordando il disastroso affondamento della supercisterna "Torrey Canyon " avvenuto nel 1972. mentre l'inquinamento prodotto dalle industrie e dagli scarichi di rif iuti nel Mediterraneo. anche a concentrazioni d i 0. La quantità di materiale mandato in mare in un modo o nell'altro è poco meno che astronomica. Co n il plankton ci ritroviamo ai primi gradini della vita vegetale. Analoghi effetti son o stati accertati anche a carico degli idrocarburi clorati.1 parti per miliardo. L'uso d el mercurio comporta notevole rischio per il fatto che. ha calc olato che per l'anno 2800 ogni metro quadrato di territorio sarà convertito ad usi . sotto forma di petrolio. Thor Heyerdahl. una recente previsione formulata per l'Inghilterra e il Galles. catrame e pl astica. in California. L'inquinamento marino può verificarsi sia in forma solubile che super ficiale. è l'espansione della «giungla di cemento» quella che più colp isce le piante spontanee. ne l 1969. segnalò la presenza visibi le di inquinamento da una costa all'altra. e probabilmente anche nelle persone. ma a quanto pare succede facilmente che alte percentuali di mate riali persistenti affondati in un dato punto si possano poi ritrovare a migliaia di chilometri con il passare del tempo. sono particolarmente vulnerabil i all'accumulo di scarichi d'idrocarburi e di altri rifiuti tossici. mentre i detersivi impiegati per ripulire le coste si rivelano poco meno micidiali. alle primissim e fasi vitali del ciclo alimentare nel mare. e i n seguito sono nati bambini affetti da