Anthony Huxley. IL PIANETA DELLE PIANTE. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. Prima edizione aprile 1975.

PRIMO VOLUME. Traduzione di Lino Penati. Copyright © Anthony Huxley 1974. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Alberi che si programmano come cervelli elettronici, tronchi che si gonfiano per funzionare da serbatoi d'acqua, radici lunghe 622 chilometri, foglie quasi invi sibili a occhio nudo e foglie tanto grandi e forti da sostenere pesi di un quint ale, erbe che crescono fino a dieci metri di altezza, fiori che praticano tecnic he erotiche degne del Kamasutra. Non sono esemplari della flora immaginaria di u n pianeta da fantascienza: sono piante del mondo in cui viviamo, che esistono fr a infinite altre alle quali Anthony Huxley ha dedicato questo suo straordinario libro. In una evoluzione di migliaia di millenni, le piante hanno colonizzato il globo dagli abissi del mare alle cime dei monti. Sono in grado di esistere senz a gli uomini, mentre noi dipendiamo completamente da loro. Possiedono una incomm ensurabile capacità di produrre energia - dalla luce - che poi dispensano a ogni a ltro essere vivente. Imprevedibili e bizzarre, nutrono sentimenti simili all'amo re e all'odio. Hanno un comportamento sessuale così complesso che non esclude le p erversioni. Si aggregano in comunità politiche, stringono e rompono alleanze, cono scono l'arte della guerra offensiva e difensiva, che mettono in atto impiegando tattiche astute e raffinate strategie. In fatto di aerodinamica, idrografia, ing egneria, controllo della proliferazione e sicurezza nella continuità della specie, sono in grado di provvedere a se stesse con una previdenza e una capacità creativ a molto più sviluppate di quelle dell'uomo. Sono un vero e proprio pianeta, che ci circonda e condiziona la nostra vita. Questo pianeta vegetale, Anthony Huxley l o esamina da quello che si potrebbe definire «il punto di vista delle piante», senza dimenticare l'uomo moderno che, con la sua ignoranza e la sua distruttività, corr e il rischio di alterare l'equilibrio della vita universale. Libro meraviglioso e provocatorio, col garbo e l'humour delle grandi opere fondate sull'osservazion e della Natura, stimola l'interesse, desta l'ammirazione, spinge al rispetto, ri vela l'enorme importanza di una forma di vita che condivide con la specie umana l'avventura della presenza sulla Terra. Anthony Huxley (1920) è figlio di Julian Huxley. Ha lavorato per due riviste ingle si famose in tutto il mondo: «Amateur Gardening» e «Country Life». Ha pubblicato una ven tina di volumi sui più diversi problemi della botanica e della geografia, tra cui "Mountain Flowers" e (in collaborazione con Oleg Polunin) "Flowers of the Medite rranean" giudicati fondamentali dagli studiosi e dagli appassionati. INDICE GENERALE. PRIMO VOLUME. Nota dell'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. I compagni di strada sul pianeta terra. Come avvengono i mutamenti. Dalla cellula all'albero. La fioritura finale. La grande invenzione. Ingegneria naturale. La centrale energetica.

8. Eccentriche e bizzarre. 9. Il fiore. 10. Crescita e ritmo: il cervello elettronico della pianta. 11. Comandi e comunicazioni. 12. Le piante sentono? 13. Sesso e vita. 14. Un Kamasutra dei fiori. 15. Lo scopo finale. 16. La nascita. 17. Gli opportunisti. SECONDO VOLUME. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 24. 26. 27. 28. 29. 30. Il tempo assegnato. La comunità delle piante. Sfruttamento dell'ambiente. Girovaghi alla ventura. Convivenza. Strangolatori, parassiti e scrocconi. Le piante assassine. Corazza e veleno. Gli sfruttati. L'uomo manipolatore. Guerra dei mondi. Un rapporto incestuoso. Uno sguardo al futuro.

Bibliografia essenziale. *** NOTA DELL'AUTORE. Questo libro è stato scritto per aumentare l'interesse e la sensibilità per il mondo delle piante. In tutta la stesura dell'opera ho attribuito a lettori e lettrici qualcosa di più d'un semplice interesse passeggero per il mondo vegetale - siano essi giardinieri, botanici dilettanti o appassionati di flora selvatica, cui la dimestichezza quotidiana con le piante e le reminiscenze di lontani corsi scolas tici di biologia diano nozioni a livello quasi subliminare per la disposizione o rnamentale di piante e fiori. Pertanto ho riassunto brevemente molti particolari basilari relativi al modo in cui funzionano le piante, concentrando invece i mi ei sforzi sugli aspetti più straordinari di tale funzionamento. Ciò nonostante l'arg omento rimane praticamente inesauribile, e vengono quindi citati solo alcuni ese mpi tra gli innumerevoli possibili. Si sono dovuti inevitabilmente fornire alcun i particolari tecnici, ma sono stati omessi quasi completamente argomenti davver o complessi, quali le moderne opinioni sull'attività interna della cellula. Ferma restando la premessa di un interesse intrinseco per l'argomento da parte dei let tori, spero che il libro possa essere letto ed apprezzato da chiunque, a prescin dere dal fatto che sia provvisto o no di copiose conoscenze tecniche. Il modesto numero d'illustrazioni può riuscire forse sconcertante. Ho pensato tuttavia che u na parte illustrativa appropriata e bella, corredata da buone fotografie, avrebb e fatto di quest'opera uno dei soliti costosi libroni dove si guardano le figure invece di leggere il testo, mentre d'altro canto i disegni l'avrebbero resa tro ppo simile a un libro di testo. La maggior parte delle opere indicate nella bibl iografia fornirà illustrazioni di vario genere al lettore desideroso di vedere pia nte e strutture vegetali. In un'opera come questa, che mira in primo luogo a sti molare il pensiero, ritengo che le figure dopo tutto non abbiano un'importanza v itale. Tuttavia all'inizio dei capitoli sono state riportate alcune figure - rip rese per lo più da vecchie incisioni su lastra - allo scopo di alleggerire un test o eccessivamente uniforme.

Il libro incomincia con una breve esposizione del processo evolutivo considerato nel vasto arco di tempo del suo svolgimento, e con la descrizione di come siano evolute le piante. In questa parte vengono brevemente descritti tutti i princip ali gruppi di piante citati nel testo. I successivi capitoli dedicati alla fotos intesi, alla struttura, all'accrescimento vegetale e alle norme che governano ta li fenomeni introducono agli altri aspetti della vita delle piante, sottolineand o costantemente l'ingegno e l'impegno messi in opera per soddisfare tali esigenz e. Rientrano tra questi fenomeni di vitale importanza la riproduzione sessuata o asessuata, e la successiva dispersione delle spore o dei semi, tanto spesso con nessa alla collaborazione degli animali; l'invecchiamento, la malattia e la mort e; la società delle piante, le loro associazioni, il modo con cui le piante vivono in comunità in stato di pace o di ostilità. Gli ultimi cinque capitoli riguardano l'intervento dell'uomo lo sfruttamento, la manipolazione e la distruzione da lui perpetrati nei riguardi del regno vegetal e, le piante create artificialmente dall'uomo e quelle ancora primitive che egli cerca ora di addomesticare. L'ultimo capitolo prende in considerazione le prosp ettive future, senza perdere mai di vista le piante selvatiche. Ogni volta che è s tato possibile, sono stati usati i nomi volgari delle piante; gli equivalenti in latino sono riportati nell'indice. Tuttavia molte piante citate a scopo esempli ficativo non hanno un nome volgare corrente, e ho dovuto quindi adottare la term inologia botanica in latino, senza peraltro accentuare la sinonimia che opprime tanta parte della letteratura botanica. I nomi delle piante interessate non sono però veramente importanti, perché scopo della mia opera è stato quello di descrivere le strutture, i dispositivi, i meccanismi e gli accorgimenti di adattamento esis tenti. Indubbiamente la mancanza dei nomi potrebbe irritare il lettore dotato di una maggiore preparazione botanica, ma essi sono comunque indicati allo scopo p rincipale di aiutare chiunque intenda approfondire ulteriormente - poco o molto che sia -le sue conoscenze in questo settore. Insomma, ho cercato di scrivere un libro che possa destare interesse, meraviglia e considerazione per un mondo che ci circonda da ogni parte, che condivide con noi l'avventura della vita sul nostro pianeta, e che ciò nonostante viene ritenuto un fatto fin troppo normale e scontato. Devo confessare di aver ricevuto l'ispirazione per quest'opera dalla "Storia nat urale delle piante" scritta dal viennese Kerner von Marilaun, e pubblicata in tr aduzione inglese da F. W. Oliver nel 1894. Il «Kerner & Oliver», come viene chiamata l'opera correntemente, è da molti anni uno dei miei libri preferiti. Molta ispira zione mi è venuta, analogamente, dagli scritti del dott. E. J. H. Corner, segnatam ente dalla sua "Vita delle piante", pubblicata nel 1964; il fatto che io l'abbia citata testualmente parecchie volte dipende dall'impossibilità di rendere indiret tamente in modo adeguato la vivacità dello scritto, specialmente nei punti in cui l'autore descrive fatti od osservazioni da lui sperimentati di persona. Sono grato anche al signor Richard Gorer e alla signorina Janet Mortimer, che ha nno letto il dattiloscritto facendo molte giuste critiche, al signor Desmond Mei kle dei Reali Orti Botanici di Kew, che con grandissima cortesia ha controllato tutta la nomenclatura, e infine alla signorina Thalia Bence, pure di Kew, che mi ha aiutato a redigere l'indice dei nomi volgari e a rivedere parecchi punti nei particolari. Il signor Peter Stageman, bibliotecario alla Reale Società di Ortico ltura, mi è stato di grandissimo aiuto per risolvere i problemi delle illustrazion i. Lo stesso indice è stato redatto in forma definitiva dalla signora Dorothy Fram e, al cui attento lavoro va la gratitudine mia e degli editori. Capitolo 1. I COMPAGNI DI STRADA SUL PIANETA TERRA. Le piante ci circondano da ogni parte su questo nostro pianeta Terra. Vi si trov avano già prima di noi, e questo mondo vegetale verdeggia dovunque noi lo permetti amo: in Amazzonia, in Siberia, sulle montagne e negli oceani. Anche nel cuore de lle metropoli si trovano alberi piantati dalle mani dell'uomo ed erbe o erbacce che approfittano di ogni minima occasione di vita. Quasi dovunque lasciamo verde ggiare questo mondo vegetale, che la maggior parte di noi ritiene normale ed ovv

io. Cos'è questo mondo di piante, questo mondo che condivide con noi la vita sul nostr o pianeta, che forma l'unico gruppo di viventi con un modo di vivere tanto diver so da quello di tutti gli altri, senza ossa né guscio, o muscoli, sangue o nervi? Questo libro considera i fatti da quello che si potrebbe definire «il punto di vis ta delle piante», e tuttavia guarda di sottecchi anche la specie umana. Le piante fanno molte cose che anche noi sappiamo fare, e molte altre di cui siamo incapac i. In termini evolutivi l'uomo non è che un breve batter di ciglia, mentre le pian te rappresentano le prime forme di vita; peccato che in questo breve batter di c iglia l'uomo sia diventato per la natura il flagello che è. Le piante selvatiche s opravviveranno e prospereranno se noi permetteremo loro di esistere. Ma lo potre mo, e lo vorremo? E" facile essere antropocentrici ed antropomorfi con gli altri esseri viventi, s pecialmente quando sono tanto diversi da noi, come nel caso dell"«altro regno» delle piante. Facile dire di una pianta che è dannosa perché è armata di spine, o che è invad ente perché possiede una buona forza riproduttiva: questi fatti in realtà esistono s oltanto nella mente dell'uomo. Da parte mia ho cercato di evitare un punto di vi sta eccessivamente antropomorfo, ma le affinità tra le piante e gli animali inclus o l'uomo si sono rivelate talvolta troppo strette o troppo allettanti perché potes si sfuggire sempre e completamente a questa mentalità che fa dell'uomo il centro d i ogni cosa. Ci sono sempre in giro più piante di quante ne riesca a scorgere un occhio superfi ciale. L'acqua e il suolo pullulano di piante microscopiche: alcune sono unicell ulari, altre formano raggruppamenti di cellule abbastanza disordinati, si organi zzano poco per volta in strutture che diventano man mano più sofisticate e visibil i. Anche le piante unicellulari sono elaborate quanto le più complesse, e come que ste sono dotate di strutture progettate in misura altrettanto mirabile per il ra ggiungimento dei propri fini: proliferano senza sosta e senza limiti. Piante sup eriori si rinvengono dai mari meno profondi alle spiagge, dalle coste fino ai ri lievi montani; l'una o l'altra specie, in un modo o nell'altro, riesce a vivere in quasi tutte le condizioni che si presentano naturalmente sulla terra che anch e noi abitiamo. Solo il 30% circa della superficie del globo è costituita da terre emerse, e di queste un 40% è ritenuto inabitabile per l'uomo. Tuttavia su gran pa rte di queste terre crescono delle piante. La caratteristica veramente notevole e unica posseduta dalle piante, salvo pochi ssime eccezioni, è costituita dalla loro capacità di produrre energia dalla luce. In questo modo le piante provvedono a tutti gli altri organismi viventi. Per la ve rità Cristo sbagliava quando diceva di esse che «non tessono e non filano», perché, come ha scritto E. T. H. Corner, «le piante tessono, e come, e filano il tessuto della materia viva». Il plankton marino fabbrica cibo per i pesci e i cetacei; piante t errestri di ogni specie nutrono gli animali erbivori e onnivori rifornendoli anc he di vitamine; carnivori marini o terrestri divorano gli erbivori. Davvero «tutta la carne è fatta d'erba», ed è un fatto che la razza umana non può permette rsi il lusso di scordare. La citazione (tratta dalla Prima Epistola di S. Pietro ) così continua: «e la gloria dell'uomo è come il fiore che spunta dall'erba. L'erba i naridisce, e allora il fiore cade». L'evoluzione degli animali non avrebbe potuto verificarsi se prima non fosse avvenuta quella delle piante; negli eoni trascors i a tutt'oggi dal giorno della creazione della vita, il mondo animale e il mondo vegetale non hanno fatto altro che influenzarsi e condizionarsi a vicenda. Le piante dalle quali dipendiamo per avere cibo, nonché moltissime altre specie ve getali, sono state sfruttate, e in alcuni casi sono state sviluppate dall'uomo. Sono spuntate anche «piante satelliti» che crescono solo insieme alle specie coltiva te. Ma in generale il regno verde nel suo vero modo di esistere selvatico resta del tutto separato dal genere umano, indifferente e talvolta anche ostile nei no stri riguardi. Le piante spuntano, vivono, si accoppiano, fruttificano e muoiono nei loro molti modi diversi, senza mai richiedere alcuna assistenza agli uomini , sebbene molte di loro abbiano sviluppato rapporti con gli animali - in modo pa rticolare con gli insetti - perché le aiutino nei loro accoppiamenti, mentre molte altre approfittano degli animali per disperdersi. Le piante eccellono veramente in questo loro modo di approfittare delle altre fo

e la loro capacità di colonizz are e d'integrarsi nell'ambiente deriva dalla loro strabiliante differenziazione e varietà. di un cavolo o di una pianta di granoturco è presumibi lmente abbastanza noto. ma dispongono di molteplici capacità di movimento. più p rimitive. e in molti punti di questo libro ho dovuto formulare i ndicazioni generalizzate delle modalità adottate dalle piante per risolvere i prob lemi vitali. Il numero degli a nimali diminuisce man mano che si risale la scala dell'evoluzione: sul numero co mplessivo delle specie.rme di vita e di altre circostanze d'ogni genere. valutato a un dipresso a 1 milione 125 mila. e in fatto di adattabilità. servono comunque a rivel are le attitudini e le risorse incredibili. ma è possibile ch e assommino a ben 300 mila. ment re altre si potrebbero definire prestigiatrici. 193 specie di scimmie e primati antropomorfi . «la pia nta è in verità una cosa varia e molteplice. isolamento. attività quali la respirazione. In altri casi la dispersione avviene grazie a vari ingegnosi dis positivi meccanici basati sull'esplosione. Sebbene queste attività siano interamente «progra mmate» in risposta a stimoli. vi sono sol tanto 4237 specie di mammiferi. la funzione richi esta. Una recente valutazione le ha stimate sulle 226 mila specie. Nell'ambito di ogni classe vegetale. se le piante potessero pensare. Le piante adescano. le loro stesse strutture. Ma vi sono piante che la maggior parte di noi non ha pro babilità di vedere. una volta giunto sul posto. e se questi talvolta risultano straordinari o bizzarri o anormali. e pertanto meritano di venir considerate con particolare atten zione. e in una certa misura tra i vari gruppi di classi. non siam o in grado di capire adeguatamente la loro evoluzione. Sebbene mi sia dilungato a scrivere delle piante più recenti e più evolute. l'alimentazione e la lignificazione presen tano affinità fondamentali. volente o nolente. Le piante si spostano di rado. succede di rado che una pianta esca sco nfitta da una combinazione insolita o da un concorso di circostanze strane. ci sarebbe da meravigliarsi delle loro risorse inventive. meno complicate. le straordinarie capacità di adattamen to e di recupero del mondo vegetale. . E" stato Darwin a scrivere un giorno nel suo diario che conviene «studiare gli animali come se fossero piante». Alcune piante si comportano esattamente da prostitute a questo scopo. indipendentemente dal fatto che anche tra queste si o sservano meccanismi estremamente ingegnosi. A somiglianza degli animali. Ma. per cui è difficile descriverla in termin i generali». allettano e illudono gli animali perché essi le aiutino nei lo ro accoppiamenti.dai più rozzi ai più abili e raffinati per far sì che gli animali o gli elementi provvedano a disperdere con certezza i s emi o le spore. le loro abitudini di accr escimento. la tensione. se non esaminiamo le piante più arcaiche. la propulsione tipo avio getto. Analogamente esse hanno approntato mezzi . come già scriveva Teofrasto nel terzo secolo avanti Cristo. e così via. Molte di queste piante più semplici so no comunque di vitale importanza nel contesto mondiale. compia. si accoppiano ed hanno una prole. di proget tistica. di un a petunia o di una begonia. Meritano di ess ere considerate per parecchi motivi. anch'esse si nutrono e respirano. del terreno e del clima. Nel corso del loro sviluppo. le piante non sono mai st ate superate dagli animali. Pertanto ho inserito degli esempi dovunque era possibile. dell'aria. o che almeno le loro «invenzioni» si possono paragonare alle nostre. a somiglianza di quanto avviene nella maggior parte degli animali inferiori e degli uccelli. e nelle loro reazioni agli stimoli esterni dimostrano di possedere un loro gene re di percezione. Ci sono non meno di una ventina di "classi" diverse di piante. ricorrendo spesso a complessi dispositivi meccanici affinché l'a nimale. Davvero. tecnica delle condutture e sistemi di comunicazione interna . Si aggrappano al pianeta. Ho già detto che le piante assomigliano all'uomo sotto certi aspetti. ed alcune tra le più eleme ntari hanno probabilmente contribuito a salvare la specie umana. Sono meravigliose opportuniste che si servono in massimo grado delle varie combinazioni dell'acqua. L'aspetto di un platano o di un fico.m entre invece sono relativamente numerose le specie delle piante «superiori» o fioren ti. Esse ci rivelano esempi sofistica ti di applicazione dei principi dell'aerodinamica e dell'idrodinamica.

o in un'area quasi desertica. anche se in certi casi il mistero supera l'immaginazione dell'uomo. sui quali mi sono brevemente intrattenuto. senza spiegare "perché" faccia una cosa invece di un'altra. molte piante hanno mezzi di diffusione non associati all a riproduzione. che sono spesso di cattivo auspicio per noi stessi. dalla germinazione in poi: le rimpicciolisce e le ingrandisce. a uno smi surato controllo sulle piante ad opera dell'uomo stesso. Ho già accennato a come l'uomo dipenda dalle piante. la coltiva zione operata dall'uomo rende le piante più sensibili agli attacchi degli animali nocivi ed anche alle malattie. dove talvolta si ha l'impressione che i cambiamenti avv engano per il puro e semplice piacere di cambiare. Un aspetto sul quale non mi stancherò mai d'insistere è il modo in cui la natura affronta i problemi. le coltiva perché crescano al massimo. Tutti questi aspetti. La natura non fa che sperimentare e cambiare. La «biosfera» in cui si trova la vita che caratterizza . o almeno adeguatamente. le taglia e abbatte o brucia quando le incontra sulla sua strad a. alcune contengono veleni mortali.infatti di solito si stabilisce un equilibrio -. per l'estremo disagio. Lo studio delle piante in condizioni natural i costituisce un aspetto dell'ecologia e dello studio dell'ambiente. Tuttavia. per la vita natur ale e per la stessa sottile superficie della terra. Al tempo stesso l'uomo è incredibilmente noncurante delle risorse naturali. la capacità di ricupero del regno vegetale è n el complesso ragguardevole. Infatti le nostre risorse so no sorprendentemente esigue. sia esaminate secondo la nostra visi one distorta che osservate dal loro punto di vista vegetale. alternative. In un numero crescente di casi è ormai in grado di regolare anche la crescita delle pia nte. e in particolare le selezion a e le alleva perché diano grossi raccolti ed acquistino altre proprietà desiderabil i. cioè puntando su eventualità opposte. segnatamente per far posto alle piante artificiali di cui la popolazione in a umento ha crescente necessità. dando per risultato finale il deserto. a ripopolare un atollo devastato da una b omba atomica. Possono pungere e u rticare. L'uomo le moltiplica ar tificialmente. Questo fatto ha dato origine. le obbliga a produrre fiori e frutti ad epoche prestabilite. e un gruppetto di piante è in grado d'intrappolare e digerire degli animaletti. magari anche rallegran doci dell'ambiente che ci circonda. nella minuscola frazione di tempo impiegata dall'uomo per «civilizzarsi». spesso producendo ceppi che non sopravviverebbero allo stato selvatico. per usare q uesti termini ora tanto di moda. di modo che alla fine. costituiscono i temi fondamentali del presente libro.Come se ciò non bastasse. Cominciamo a renderci conto che ogni cambiament o apportato al nostro ambiente comporta di conseguenza una serie di ulteriori ca mbiamenti.questi reprobi del mondo vegetale -. per cui si scindono o si abbarbicano per originare nuovi individ ui in modo tale che. e in un modo o nell'altro cercheranno di rispuntare su una steppa che è stata fatta oggetto di pascolo eccessivo. Anche in quest'ultimo caso sfrutta eccessivamente i l suolo e i pascoli naturali. o pratica scavi sotto le loro radici. si può dire di alcune specie che sono virtualmente immortali. Ma noi possiamo solo formular e congetture sul modo in cui si sono elaborati i dispositivi e le strutture dell e piante. che cerca di spiegare e di descrivere il mondo ubiquitario delle piante che tanti di noi ritengono ovvio. Le piante non sono prive di vizi e difetti. graffiare e tagliare. ma anche a proteggerle nel m iglior modo possibile dai loro nemici: battaglia che è ben lungi dall'avere vinto. Molte si comporta no da parassite nei loro rapporti. o come esse abbiano conseguito la rispondenza allo scopo. Sebbene in natura gli animali si rivelino solo di quando in quando notevolmente nocivi alle piante . o perché esistano date strutture ed abitudini. geneticamente parlando. Per qu anto riguarda le piante. vi eleva sopra delle costruzioni. poss ono soccombere anche le erbacce . e a volte sembra rifuggire dai meccanismi pe rfetti e dai principi assoluti. a breve o a lunga scadenza. «scommet tendo pro e contro». Perciò l'uomo escogita metodi adatti non solo a far crescere le piante in dimensioni più lussureggianti. Questo atteggiamento sembra costituire la regola nel mondo delle piante. la natura si preoccupa di "com e" agire con successo. In tutti gli aspetti e in tutte le forme di vita. e con il quale tuttavia dobbiamo collaborare se intendiamo sopravvivere. Le piante riescono a nascondere i monumenti dell'uom o in un tempo sorprendentemente breve.

forse passata alla vita parassitaria da una fase precedente di organismi leggermente più complessi. è un'autentica falsificazione . avvenuta nell'anno 4004 av anti Cristo (un anno dopo la pubblicazione dell""Origine delle specie"). Ahimè.hanno certo maggiori possibilità di ristorare i n ostri animi stanchi e depressi. un pigmento che si serve dell'energia solare per trasformare l'anidride carbonica e l'acqua in sostanze nutrienti nel corso di un processo detto "fotosintesi". e di tenerci in buona salute. Esse tuttavia si possono ordinare. Ma va detto f rancamente che "dobbiamo" cercare di capire questo mondo e di valutare le conseg uenze dei nostri interventi su di esso. o avanza re l'ipotesi che una data pianta si trovi più o meno tra due gruppi.. Il tronco principale del nostro albero evolutivo vegetale sale passando per le a lghe (ad esempio quelle marine). Sebbene ciò possa corrispondere parzia lmente a verità per le caratteristiche esterne.» Gli eminenti bot anici Hooker ed Arnott scrivevano queste parole nella loro "Flora". Ma le ampie distese di un paesaggio naturale incontaminato . A somiglianza di quanto si osserva per gli animali.ed anche molto aggressiva . COME AVVENGONO I MUTAMENTI. cominciarono ad esistere contemporaneamente il terzo giorno della creazione. Il legame che lo unisce è la clorofilla . anche il regno vege tale è pieno di anelli mancanti. Vi sono dei modi di collaborare con il mondo selvatico. le felci. per così dire. e molla principale di questo libro -. tali da assicurarci non solo il soddisfac imento delle nostre esigenze materiali e il rifornimento di certe materie prime.i batteri. a quello di una mano di vernice su un p allone da football. come comparativamente equivalente. Non è giusto . anche comprendendo gli estremi delle montagne più alte e delle profondità oceaniche. un'opera pub blicata nel 1860. gli animali e così via . Alcuni dei gruppi che vediamo oggi possono mostrare una stretta somiglianza con i loro antenati. ritenendo che ogni gruppo più semplice ne origini un altro più complesso. ma il ponte c he costituisce il collegamento effettivo tra un gruppo e quello successivo resta oggetto di congetture. i funghi e i virus eleme ntari. «Molte specie. sia pure grosso modo. e infine le angiosperme o piante provviste di fiori. le gimnosperme (come ad esempio le conifere). Per altri aspetti le piante possono se mbrare diverse tra loro quanto le oche selvatiche e i cavalli nel regno animale. e una pianta verde sul davanzale può riposare l'occhio di un impiegato o di u na casalinga. in un albero genealogi co.con l e piante. disponendole secondo un ordine di complessità crescente che in linea di massim a rappresenta una misura dell'evoluzione. Il mondo vegetale come lo vediamo oggi è costituito da molti organismi di genere a ssai diverso. Un giardino può rappresentare uno spettacolo gradev ole. e il suo spessore è stato parago nato. che fino ad epoca abbastanza recente si credeva fossero solo elementi chi mici in moltiplicazione autonoma.disporre gli organismi odierni secondo un ordinamento lineare.anzi. a livelli progressivamente più elevati si ramific ano le briofite (come i muschi e le epatiche). l'anno stesso in cui Charles Darwin e Thomas Henry Huxley face vano saltare il mito secondo il quale l'attuale ordinamento della vita altro non era se non il risultato di una creazione simultanea. Qua e là possiamo indicare strette affinità. dal che potremmo presumere che certe linee non hanno più subito n otevoli mutamenti da molti milioni di anni.. riesce difficile agli uomini migliorare la natura. come se dovessimo sopravvivere a lunga scadenza.grande invenzione del crea to. le piante più semplici sono senz'alt ro fossili viventi. diverse l'una dall'altra e destinate a restare tali. o dello sviluppo. A ne ssun livello sarebbe possibile ravvisare il punto di transizione da un gruppo al l'altro. Ai piedi di questo tronco si trovano tre rami laterali . ma anche il nostro benessere. di rado il nostro intervento sul mondo verde determina cambiamenti favorevo li alle piante.il nostro pianeta. è lo strato più sottile di tutti. mentre non v'è dubbio che siano una forma di vit a . I gruppi di piante esistenti oggigiorno vanno considerati come rami sporgenti da un tronco centrale suscettibile di sviluppo. Dobbiamo vivere del reddito della terra. si adattano a circostanze esterne che sono andate soggette a . Capitolo 2.

fornendo così un mezzo infallibile per attestare la presenza di una pianta erog atrice di polline in una data epoca e in un dato posto. di modo che la registrazione dei fossili può favorire piuttosto le piante degli acquitrini e del fango.d ampie mutazioni nel corso dei millenni. e non al momento della sua prima comparsa . ma talvolta notevolissimo. nelle caratteristiche controllate dal gene inte ressato. de tte cromosomi. o Precambriano. ricor dando che foglie e steli e parti di legno hanno probabilità molto maggiori di cons ervarsi che non i fragili fiori ed analoghi frammenti. Perciò la paleobotanica consiste in parte nell'osservazione e nell'ana lisi dei reperti. di «fare uno scherzo». 36 [fig. Bisogna sempre tener presente la casualità di un avvenimento del genere.ognuno con un corredo di cromosomi (aploidi) . semi. m a virtualmente nessun macrofossile. dove tali resti vengono asportati dall'azion e dei venti e dell'erosione. salvo che in quelli molto primitivi. che hanno fornito una registrazione particolareggiata del polline. circa un altro miliardo d'anni prima. caratterizzata da due corredi di cromosomi (diploidi). La strutt ura chimica fondamentale di un cromosoma è molto simile in tutto il regno animale e vegetale. Per avere la garanzia di questo risultato bisogna «rimescolare» il materiale il più spesso possibile. è terminato circa 570 milioni di an ni fa. il livello più antico. e in parte nella deduzione e nell'indagine comparata di quanto si sa ormai con certezza. Essa opera anz itutto con l'accorgimento della riproduzione sessuata. germogli. lasciavano delle loro parti nelle rocce . La diversità delle piante e i continui cambiamenti sottintesi da tale diversità soll evano necessariamente la questione di come funzioni l'evoluzione. possano durare praticamente all'infinit o. cui i geologi hanno dato un nome dopo averli faticosamente recuperati. cioè dai fossili situati a vari livelli di profondità. Conviene pure ricordare che stagni e paludi conservano i resti vegetali molto più efficientemente delle terre emerse. pigne. e questa loro plasticità rappresenta un fattore di grande importanza nell'evoluzione. Man mano che le piante aumentavano di dimensioni e diventavano piante superiori. come dicono i giardinieri. L'evoluzione di ogni organismo .il progresso nel senso di una sempr e maggiore complessità. La differenza tra i repe rti di polline e i grossi fossili risulta dal lavoro effettuato su parecchie mig liaia di metri cubici di sedimenti del Terziario e del Cretaceo nel Venezuela e nel Borneo. veicolati su strutture simili a bastoncelli. e questo risultato si ottiene con la riproduzione sessuata. I pro gressi della tecnica microscopica e l'analisi chimica altamente specializzata de lle rocce hanno consentito di accertare che più di tre miliardi di anni or sono es istevano già organismi capaci di fotosintesi. più spesso di piccola entità.dipende inizialmente dalla ricombinazione di tale materiale genet ico. con il loro indistruttibile rivestimento protettivo. facilmente decomponibili. Le caratteristiche di un organismo qualsiasi derivano dagli elementi di programm azione noti con il nome di geni. La mutazione comporta un cambiamento. Come possiamo sapere qualcosa dello sviluppo degli organismi durante l'arco dei milioni di anni trascorsi? In modo semplicissimo: dagli archivi delle rocce. E" abbastanza curioso il fatto che i minuscoli granuli di polline. Parallelo a questo rimescolamento dei caratteri è l'altro meccanismo fondamentale dell'evoluzione. in base a conclusioni parallele. Per mutazione casuale il rimescolìo dei caratteri fornito ed assicurato d .si fondono producendo una «generazione». come nel caso del sem e comune. cioè la capacità dei geni (gli elementi dell'ereditarietà che determi nano i caratteri dell'organismo interessato) di mutare. Non può avvenire nessun rimescolamento con la semplice divisione. I cromosomi sono raccolti entro un nucleo in tutti gli organismi. spesso conservati più o meno al completo per l'avvenuta carbonizzazione in strati di fan go. e risale nel tempo fino a rocce di tre miliardi e mezzo di anni fa e fino alla formazione stessa della Terra. che provvede a ricombinar e regolarmente i caratteri genetici. Conviene pure tener presente che anche la registrazione più antica di un fossile può essere avvenuta qua ndo la pianta era ormai molto diffusa.foglie. Come mostra lo schema a pag. Nella riproduzi one sessuata i gameti dell'uno o dell'altro genitore . o semplicemente la sua capacità di resistere al mutare delle circostanze . che non le specie montane e d eserticole. che si trovano entro le cellule. qui omessa].

passando su queste località circa un secolo fa. Quando cambiano gli ambienti. come nel cas o del cavallo. Le mutazioni benefiche vengono assimil ate. Sono tutti pressa ppoco coetanei. siano essi piant e o insetti o mammiferi. I rami di questi alberi si torcono come serpi e spesso si congiungono al tronco o ad altri rami. Questa eventualità è accentuata dal fatto che. Viceversa si può dire che proprio nelle condizioni o negli habitat più «dif ficili» avvengono più rapidamente nuovi progressi. Un dato gene può mutare con una frequenza di 1 su 2000 individui. ma il tasso medio di mutazione è dell'ordine di 1 su 1000 0 fino a 1 su 100 mila. Questa è l'essenza del processo di selezione naturale. come quando salta il dente di una rotella d'ingranaggio in un orologio. Una delle dimostrazioni più notevoli di ques ta possibilità è data dai faggi europei contorti. Sembra possibile che anche stimoli est erni quali i raggi cosmici possano colpire i geni. La mutazione può verificarsi anche nella riproduzione asessuata. e si può affermare con Gavin de Beer che «la selezione. Qualc osa come una decisione collettiva. l'asce sa sulla scena mondiale degli animali erbivori ha esercitato un profondo influss o sul regno delle piante. determina la direzione dell'evoluzione». ed io mi sono attenuto alle vedute ortodosse. sicuramente le radiazioni art ificiali produrranno delle mutazioni. Questo è un tasso adeguato affinché i mutamenti vengano assi milati sulla scala del tempo dell'evoluzione. sopravviveranno le piante in grado di muta re più rapidamente per adattarsi. I periodi caratterizzati da condizioni uniformi tendono a favorire lo "status qu o". come quelle che resistono agli habitat monta ni e desertici creati da sconvolgimenti biologici e climatici. e si trovano in Danimarca.appartiene a quelli che si moltip licano con estrema rapidità. e l'ipotesi di spiegazione avanzata è che un meteorite radio attivo. solo poche sono benefiche. mentre si estingueranno quelle a lento tasso di mutazione. Le mutazioni avvengono sostanzialmente a casaccio. pare che sia un tipico difetto intern o che si può paragonare a un inconveniente casuale. il c he significa avviarsi verso l'estinzione. nel caso che siano effettivamente distruttive. nella Francia settentrio nale e in Gran Bretagna. per lo più in piccolo numero entro un assembramento di al beri normali. ed è di portata mas sima se l'organismo . è probabile invece che il singolo organismo interessato perisca. e affinché la sempre crescente varia bilità dell'organismo si riveli utile. espressa in forma ultr asemplificata da Herbert Spencer come «la sopravvivenza dei più adatti» (tanto spesso citata a sproposito nel senso dei «più adatti di tutti»). Le nuove condizio ni non si limitano soltanto a sconvolgimenti del tipo citato. e non la muta zione.al normale scambio di geni dei due genitori nella riproduzione sessuata riceve l a possibilità della variazione. E" un dato abbastanz a curioso che la forma contorta venga riprodotta dai semi provenienti da questi alberi influenzati. Alcuni scienziati moderni ritengono che la riproduzio ne sessuata in realtà non sia indispensabile. Ma non è questa la sede adatta per addentrarci in t ale disamina. La causa delle mutazioni di solito è oscura. Q uelle dannose vengono soffocate dalle misure di controllo esercitate dai comples si di geni. e che l'evoluzione potrebbe essersi verificata per sola mutazione. e con il passare del tempo le possibilità e le mutaz ioni vanno a cifre astronomiche. le piante devono evolvere o restare statiche. come è il caso del venerando pino americ ano a pigne ispide. Ad esempio. di modo che i cambiamenti vengono controllati da un complesso di geni. Il particolare degno di nota sta nel fatto che queste località si tr ovano in linea retta. Per la maggior parte sono sen za conseguenze o chiaramente dannose all'organismo. Negli animali è spesso chiara una successione o uno sviluppo lineare.ad esempio un batterio . abbia influenzato gli albe relli che si vennero a trovare immediatamente sotto di lui. i mutamenti dei caratteri. Ma quando le condizioni cambiano. sebb ene un gene individuale sia associato ad uno o a parecchi caratteri specifici. Le nuove condizioni creano occasi oni nuove per le piante adattabili. Questi complessi di geni contribuiscono ad at tenuare gli effetti delle mutazioni e a rendere graduali. segnatamente nel senso che ha ridotto le foreste ed ha accresciuto le praterie e le savane composte in gran parte da erbe. In termini animali la mutazione è ca . piuttosto che improvvi si. in Germania. l a sua influenza effettiva su questi caratteri risente degli altri geni interessa ti. o del ginkgo.

La cifra era dell'ordine di un migliaio eleva to alla potenza di un milione. Ciò n onostante abbiamo i cavalli. cioè per l . Esistono due livelli d'evoluzione da tenere in conside razione: quello generale e quello specifico. non assomiglia al gioco della roulette. E" possibile dimostrare che tali progressi tend ono a muoversi secondo le linee di minore resistenza e. Riesce quasi impossibile pensare che i cambiame nti intervenuti nelle «orchidee primitive».sia perché succederà a quella parte di avere già una struttura più ri spondente alle esigenze della nuova funzione. H. Effettivamente. non c'è dubbio che le mutazioni tendono a «sommare» i progressi e ad orientare u no sviluppo. che imbroglia a tal punto un insetto maschio da riuscire a fargli credere che il fiore sia una f emmina pronta all'accoppiamento. Così i fiori sprovvisti di petali probabilmente si sono evolut i da quelli a molti petali. e se allo ra funzionava la selezione naturale c'è da chiedersi perché non abbia messo in opera i dispositivi di soppressione. nel senso di questa mimetizzazione. essa verrà assunta dalla parte casu almente più disponibile allo scopo in quel momento. Man mano che procede lo sviluppo in un gruppo di piante imparentate.salvo i riferimenti al Creatore . ricorrendo a un'altra citazione. tale che nemmeno i milioni d'anni trascorsi da qu ando le amebe hanno cominciato ad esistere potrebbero iniziare a contenerla. ciò origina complesse combinazioni ed altre innumerevoli occasioni di variazioni e miglioramenti. K. o per qualche altra ragione non morfolo gica». Ma devo lasciare questo terreno probabilmente controverso. e i fiori unisessuati dai bisessuati o ermafroditi. Nel primo esistono certamente tende nze generali di adattamento. come è il caso dei meccanismi utili alla dispersione dei semi delle erbe. che scriveva nel 1787 di essere «persuaso che il saggio Creatore della natura non abbia creato un solo capello se nza un suo particolare scopo». Può svilupparsi un corredo d'organi. Tuttavia i biologi evoluzionisti più convinti si dichiarerebbero d'accordo . e analogamente dopo tali riduzioni può accadere che parecchi organi ridotti si com binino formando una nuova struttura complessa. tanto più è improbabile che abbia potuto verificarsi per puro caso. può avvenire l'ibridazione tra i membri più primitivi e quelli più progrediti di un dato gruppo. F. M uller ha fatto il conto delle mutazioni benefiche casuali che occorrerebbero ad un'ameba per evolversi in cavallo. Qualunque ne sia la c ausa. «nessun gene mutante ha la minima pr obabilità di mantenersi contro una selezione avversa di grado anche minimo». poss ano aver avuto qualche valore funzionale man mano che si verificavano.mbiamento e. Contemporaneamente più organi ridotti si possono produrre su ogni singola pianta. del rimescolamento caleidoscopico di poche parti ripetute. Spesse volte riesce impossibile immaginare come abbia potuto prendere il v ia tale processo di selezione per arrivare ai caratteri che oggi hanno una funzi one . una volta iniziato.e tuttavia si osservano piante ultrasucculente che vivono «porta a porta» con erbe sprovviste di adattamenti speciali. per cui pare proprio che selezione e finalità abbiano potuto fare a meno del puro caso. indipendentemente dalla sua na tura morfologica . E qual è il punto cruciale di tutta la variazione della forma delle foglie? Specialmente quando si cerca di an alizzare perché esistano tali differenze tra fiori di famiglie diverse. In ogni caso popolazioni originariamente simili potranno disperd ersi geograficamente quando tenderanno a divenire separate fisicamente. tale da ricordare gli scambi delle posizioni dei giocatori in una partita di ca lcio. J. La sele zione è infatti avveduta ed intenzionale. come dice W. Ma con le piante ci si trova costretti a chiedersi se non si sia verificato un p rocesso alquanto diverso.ad esempio il fiore di un'orchidea impollinata dalle api. quanto più una forma di adattamento è complessa e particolar eggiata. «q uesto significa che quando il cambiamento di una condizione ambientale susciterà l a necessità di esplicare qualche nuova funzione. Ganong.con C. ci si rend e conto della varietà di soluzioni che sono state trovate per risolvere un numero limitato di problemi. sebbene sia stata definita «un meccanismo per fabbricare un grado altissimo d'impr obabilità». Sprengel. sia perché si sarà liberata dalla prec edente funzione per le mutate abitudini. quali la tendenza all'ultrasucculenza in condizioni di vita aride . Le tendenze evolutive sembrano indirizzarsi spesso alla semplificazione degli or gani per riduzione. mentre altri rimangono inalterati o possono anche degenerare.

forme che rispetti vamente non possono vivere nell'habitat delle altre. catene montuose e deserti potra nno dividere una popolazione e creare nuove razze geografiche. nell'inter vallo di tempo di duecento anni. abitudini. ogni volta che se ne è presentata la neces sità. Le fasi precoci della separazione po ssono indurre un botanico a definirle alla stregua di «diverse varietà di popolazion i». una specie non è altro che la fase momentanea di un processo che non finirà mai. che presentano analogie di struttura. sebbene siano della stessa specie. e formino due gruppi di piante grasse in grado di resistere alle condizio ni di aridità.caratteristica utile a scopi diag nostici per lo scienziato . Comunque dobbiamo sempre ricordare che il concetto di specie corrisponde a una d istinzione operata dall'uomo. e così via. Così ad esempio le conifere.e caratteristiche fisiche. mentre in alcuni casi si raggiunge un equilibrio. e i criteri adottati per distinguere una popolazio ne di piante da un'altra variano a seconda della mentalità dei botanici che effett uano le ricerche tassonomiche. di modo che variano per loro il tempo di fioritura e la lunghezza del gi orno occorrenti per assicurare la fioritura stessa. Quest a popolazione di norma non s'incrocia con nessun'altra. Molto recentemente ci si è accorti anche che piante di uguale aspetto. come i cacti american i e le euforbie africane. e piante cresciute al r iparo di recinzioni di filo metallico galvanizzato nella regione del Breckland m ostrano di essere diventate resistenti allo zinco dilavato sopra di esse nell'ar co di tempo di 35 anni. Queste entità mostrano tendenza ad avere forme intermedie. A volte. Come si è già detto.possono comportarsi in modo affatto diverso. dove tutti o alcuni dei caratteri sono diversi. forma e c olore dei fiori. e il concetto conduttore può consentir e alcune variazioni come nel colore e nelle dimensioni dei fiori. Questa viene chiamata evoluzione parallela. è stato calcolato che in dat e circostanze una nuova specie vegetale potrà evolversi entro un lasso di 50-100 g enerazioni. Organi di riserva come i tuberi si sono evoluti ripetutamente. Piante che secondo ogni apparenza appartengono alla stessa specie. . e questo fatto rende se mpre più difficile il compito di definirle. dopo essersi evolute attivamente per molti milioni di anni. possono avere forme diverse per notevoli o basse altitudini sul livello del mare. Inoltre. Anche l'abitudine parassitaria si è evoluta in parecchie occasioni diverse. dai gruppi primitivi come ceratofilli ed equiseti fino a molte piante fioren ti. La specie costituisce però un concetto essenziale p er trattare e considerare le piante ad ogni livello. Possono anche svilupparsi . Così nella valle dello Swansea. I limiti entro i quali u na specie è diversa da quelle imparentate variano notevolmente da una famiglia all 'altra. evidentemente dove si ve rifica l'eliminazione selettiva delle mutazioni. si verificano divergenze massicce e compaiono famiglie uniche d i piante. Esso si riferisce a una po polazione di organismi singoli che hanno una discendenza fatta a loro stretta im magine e somiglianza. Si può anche notare come piante di ascendenza assai diversa. o che vivono a diverse lati tudini. come probabilmente ha fatto capire questo capitolo. Per questi motivi si parla abitualmente di loro come di razze geografic he. Barriere come oceani. essi non sono del tutto immutabili. i tassi di mutazione potranno essere altissimi.altri tipi di razze superficialmente simili. per con statare come una piccola separazione geografica sia bastata a produrre nuove cir costanze e di conseguenza specie diverse. le condizioni di staticità tendono a rallentare il tasso di mutaz ione. salvo che alle ali estreme dello schie ramento. restano virtualmente ina lterate da ormai 70 milioni di anni. che possono perfino avere lo stesso numero di cromosomi . come pure di animali. si sono evolute razze vegetali che tollerano la presenza di metalli sui cumuli dei rifiuti di fonderia. In una massa terrestre molto isolata c ome l'Australia. Il termine «specie» può rendere necessaria una definizione. specialmente quando nuove «linee» si irradiano da un antenato non specializ zato. la materia prima con cui si formano specie o entità nuove: basta considerare le osservazioni origin ali di Darwin alle isole Galàpagos sui fringuelli e le tartarughe giganti.rivelando talvolta un'evoluzione rapidissima . si evolvano in habitat affini nello stesso modo strutt urale.

Ma in linea di massima è possibile spiegare ogni fenomeno in modo adeguato. un pigm ento che permise agli organismi di produrre cibo con l'aiuto dell'energia solare . ma non di ossigeno libero. vi sono ancor oggi batteri che ossidano lo zolfo. A un certo punto le condizioni fisi cochimiche e i livelli energetici furono tali che scoccò la scintilla della vita. e di una membra na avvolgente che racchiudeva il suo chimismo. e specialmente aminoacidi indi spensabili per la formazione delle proteine. questi organismi avevano bisogno di una fonte d'energia.analoga a quella che Henri Bergson ha chiamat o «l'élan vital» . con l'aiuto dell'energia solare. Capitolo 3. Per usare i minerali occorrenti al ricambio e alla moltiplicazione pe r scissione. Un giudizio sul valore attribuibile ai caratteri e alle funzioni che si ritrovano nel mondo animale de ve attenersi. In tal caso si possono dare diversi nomi specifici alle forme dei settori estremi. ovvero nei te rmini dei due fattori essenziali nelle modalità di cambiamento di tutti gli organi smi viventi. E" possibile che l'ossigeno si sia generato per processo bio . Saran no stati usati anche altri elementi. ma questo elemento era scarso nell'atmosfera primitiva. ma consentiva alle sostanze nutri enti di entrare per osmosi. nei mari che si formavan o man mano che il vapore acqueo si condensava attorno ad una terra formata di re cente e in corso di raffreddamento. a mio avviso. La reazione finale coronata da successo portò. un innato biso gno orgiastico di cambiamenti e di variazioni. con presenza di anidride carbonica. sono le alghe verdiazzurre. con l'intermezzo d'insuccessi causati dalla decomposizione delle molecole . Gli organismi più arcaici provvisti di tale pigmento. senza alcun bisogno di personificare l' evoluzione. a quanto si crede. Tuttavia possiamo anche constatare che i risultati finali spesso si assomigliano sorprendentemente in gruppi affatto diversi tra loro e in condizion i ambientali molto differenti. alla formazione di un organismo in grado di dividersi per riproduzione autonoma. DALLA CELLULA ALL'ALBERO.) La comparsa di queste alghe avvalora l'ipotesi di un a mbiente ossigenato. di cui abbiamo conoscenza. La seconda grande invenzione della creazione fu quella della clorofilla. delle abitudini. non solo per quanto riguarda la funzione. pe r cui le piante riescono a vivere praticamente in qualsiasi tipo di habitat e di combinazione di condizioni esterne. in origine composta in larga misura di metano e ammoniaca. Si possono immaginare questi mari come una «zu ppa» ricca di sostanze minerali. in termini di mutazione e ricombinazione di caratteri. Oggi le pi ante usano l'ossigeno per il loro fabbisogno energetico. v ocabolo coniato da mio padre Julian Huxley. Il c arbonio veniva loro fornito da materia organica formata chimicamente. e probabilmente lo zolfo fu una delle più imp ortanti fonti di energia. ma anch e relativamente al loro posto nell'ambiente o ecosistema. e risolvendo infine i problemi ambientali. che per il resto assomigliano molto ai batteri e si crede anzi che abbiano un antenato in comune con questi. Vediamo pertanto che l'evoluzione compie un esperimento dopo l'altro. a modelli affatto diversi nel mondo dei fiori. A un altro livello le piante fiorenti hanno elaborato con tecnica da virtuosi uno spiegamento di variazioni specifiche sul tema della forma delle foglie. e in particolare della struttura dei fiori. Siamo tentati di postulare dietro a questa manifestaz ione una forza naturale dinamica . (Alcuni odierni batter i contengono clorofilla. ma il centro dello schieramento è composto di forme intermedie. si poterono sviluppare molecole organiche complesse. effettuand o all'occasione sondaggi di prova. nella quale.Sorge un problema quando si può dimostrare che una pianta cambia lentissimamente m a sicuramente nel proprio ambito geografico. caratterizzata dalla capacità di automoltiplicarsi.che produce incessantemente e all'infinito le sue novità grazie alle mutazioni su larga scala . se è ve ro che in quest'ultimo caso ci troviamo al cospetto di qualcosa che va molto olt re le esibizioni gratuite. E" ormai quasi certo che la vita è cominciata nell'acqua. Un batterio è costituito da una cellula semplice di qu esto tipo. Tale ambito è noto con il nome tecnico di "cline".qualcosa come un guazzabuglio cosmico. Probabilmente essa scoccò molte volte.

Il detto per cui «ogn i carne è fatta d'erba» acquistò così il suo significato fin dai primi giorni. la divisione tra pianta ed animale risulta sfumata. Le piante mobili si svilupparono effettivamente in colonie multicellulari quali la moderna Volvox. quindi. ma avrebbe potuto supporre come risultato più probabile un organismo mobile sempr e più complesso. E" stata avanzata l'ipotesi che i cloroplasti siano i discendenti delle alghe verdiazzurre che son o penetrate nel corpo degli animali elementari. Allo stesso modo la clorofilla si trova diffusa nell' alga verdeazzurra. Sembra ce rto che tale secondo livello d'attività nella «trama alimentare» aumenti la diversità de lle specie al livello originario.di ricavare energia dalla sostanza organica in de composizione. il solo possibile discendente att uale. o a mezzo di ciglia. come vengono chiamati . Questa situazione indubb iamente continua anche oggi. Qualunque ne sia l'origine. e rappresentano la principale fonte di cibo per molti pesci ed anche p er alcuni cetacei. Le alghe verdiazzurre sembrano riunirsi in comunità quasi per caso. e a nche oggi possiamo vedere animaletti unicellulari verdi ed incolori . 1. in cui l'energia prima spesa nel movimento veniva dirottata a van .siano i discendenti di alcuni batteri che abitavano in simbiosi negli organismi primitivi. come il Rhodos pirillium porporino delle coste tropicali. è in grado di vivere senza la sua abituale clorofill a. si è congetturato che il sistema di ricambio di assembra menti mobili di maggiori dimensioni sarebbe diventato instabile. seco ndo i calcoli. Però due miliardi e mezzo di anni fa cominciarono a fare la loro comparsa certe alghe filamentose filacce che avevano la larghezza di una cellula . e ad un certo momento cominciarono ad aggredirli mentre eran o ancora in vita. A questo punto. Una volta che cominciarono ad esistere queste piante ed animali primitivi. che ha propulsione autonoma e riunisce in sé molte funzioni. Sono i compone nti più cospicui del plankton marino. L'energia disponibile aumenta di venti v olte per l'ossigeno utilizzato nella traspirazione. Una volta cominciata l'esistenza di organismi che utilizzavano l'energia solare . C'è da chiedersi se qualche antenato fosse in grado di effettua re la fotosintesi quanto d'ingerire una preda.superficia lmente assai simili . un'atmosfera ossigenata procurò uno strato di ozono. Ad ogni modo lo sviluppo delle piante s'indirizzò nel senso dell'immobilità. mentre nelle alghe più sviluppate e in tutte le altre piante si trova confinata in corpuscoli lenticolari detti cloroplasti.ed altre strutture.al buio . non c'è quasi nessuna comunicazione tra una cellula e l'altra. che partecipano alla respirazione delle cellule e le riforniscono di energia . sono in grado tanto di effettuare la fotosintesi quanto . e viene esaminata dettagliatamente nel capitolo 22. ma in creature così elementari esso si trova dif fuso nelle cellule. che provvede tuttora ad assorbire i micidiali raggi ultravioletti e permette la colonizzazione dell'acqua superficiale. i batteri cominciarono presumibilmente a cibarsi dei loro corpi in decomposizione dopo la loro morte. Infine le alghe persero ogni parvenza d'indipendenza. dal momento che questi trovavano già bell'e pronto il materiale necessario a fabbricare il loro corpo e a produrre energia.fu aperta la strada agli organismi predator i degli autotrofi.questo materiale verrà per lo più confinato e compresso entro un nucleo.autotrofi. Nel successivo balzo evolutivo .al quale sono occorsi. un o sservatore non avrebbe avuto la possibilità di prevedere lo sviluppo delle piante. I batteri e le alghe verdiazzurre hanno materiale genetico portatore di caratter i come tutti gli altri organismi.che si assicurano la propulsione nuotando con l'aiuto di f lagelli schioccanti con movimenti di frusta.8 miliardi di anni . che vivono fianco a fianco negli strati supe rficiali. Alcuni batteri. come continuano a fare tuttora.altri corpuscoli contenuti nelle cellule tanto vegetali c he animali. La mobilità spontanea costituì un altro esperimento delle creature unicellulari.logico o per dissociazione del vapore acqueo operata con il concorso della luce. come ha fatto con specie mo lto più progredite in epoche successive. Allo stesso modo si è riten uto che i mitocondri . Pare comunqu e improbabile che siano mai cresciute oltre questa ridotta dimensione di circa u n millimetro di diametro. e che questo «principio del brucare» abbia accresc iuto le specie autotrofe in quei giorni primordiali. l'Euglena unicellulare. in quel momento ancora galleggiante. coesistendovi in simbiosi: una c onvivenza in cui ogni organismo beneficiava dell'altro.

dopo un p eriodo incredibilmente lungo caratterizzato da pochissimi cambiamenti. cosicché non c'era bisogno di diverse specie. invece nella maggi or parte delle piante «inferiori» esistono due generazioni distinte. come ho già fatto notare. e quando ger minano originano la generazione sessuata. la produzione di stoloni. o "gametofito". Essi comportano una generazione diploide asessuata. e così via. La persistenza del genitore . Una volta comparsi i fitofa gi.dove solo alcune parti sono impegnate nella riproduzione . L'era Pre cambriana. Lungo la scala cronologica è indicata la comparsa iniziale dei gruppi più cospicui d i animali e di piante.periodo rappresentato sul diagramma s olo dallo spessore di una linea . l'equilibrio fu disturbato. distinta da quella aploide sessuata. Perché due generazioni? Sembra che le spore rappresentino il prolungamento logico della gemmazione di piante molto semplici quali i lieviti. Queste minusco le spore. cominciò allora la riproduzione sessuata.taggio del maggiore accrescimento e di migliori capacità di riproduzione. Anche l'accoppiamento evita i sistemi relativamente poco soddisfacenti di molte alghe filamentose. ogni gamete è fornito di un corredo di cromosomi (gameti aploidi) e la risultante è di due corredi (diploidi). composte di una sola cellula. Questo solo fatto ingenera dubbi in chi considera la parola «inferiore» come uguale a «più semplice». portati da una pianta diploide a vita relativamente lunga. così come ci viene rivelata dall'archivio dei fossili. e fecero la loro comparsa nuove specie in numero sempre crescente. Q uando si tiene presente che tutta l'evoluzione dell'uomo nella sua forma attuale ha impiegato meno di un milione di anni . i cui game ti devono nuotare nell'acqua in movimento. che segnava u n miglioramento rispetto alla moltiplicazione per scissione o per gemmazione. Per svil uppare queste ultime è auspicabile una struttura multicellulare con cellule aventi funzioni diverse. Fossili di alghe calcaree si ritrovano nel tardo Precambriano. portatrice di gam eti. e le alghe contin uano a svilupparsi nel corso di molti millenni successivi. caratterizzata da tutte le piante. Ho già descritto come si fondano i gameti sessuati provenienti da ciascun genitore. in cui ogni cellula produce spore ridu cendo la pianta originaria a uno scheletro. nel corso dei quali è avvenuta la massima parte dei progressi evolutivi. con le diverse epoche distinte con nomi ed età approssimate. Le sp ore sono progettate in modo da garantire una facile dispersione. Che fosse essenziale o no. A questo punto può essere utile un semplice schema per indicare la scala cronologi ca dell'evoluzione. provvedendo a uno strumento alternativo per garantire la dispersione e la continuità. la generazione portatrice di spore. quali la div isione. Tanto gli sporofiti quanto i gametofiti all 'occasione possono moltiplicarsi anche con mezzi affatto asessuati. specialmente nelle piante più arcaiche come le alghe marine. La s cala di misura del tempo passato è tale che la maggior parte dello schema illustra l'ultimo quinto della storia biologica della Terra. o "sporofito". mentre la riproduzione sessuata è spesso aleatoria.si riesce ad avere un'idea delle ere smisurata mente lunghe che sono dovute trascorrere perché i progressi più insignificanti potes sero sommarsi in mutamenti di vasta portata.assicu ra la continuità se insorgono condizioni quali la torbidità dell'acqua a rendere dif ficile la sopravvivenza della spora. E" degno di nota il fatto che lo sporofito abbia ass ai spesso maggiori dimensioni e vita più lunga che non il gametofito. Come al solito la natur a puntò in tutti i sensi. Lo sporofito produce spore in via asessuata. circa 500 milioni di anni. Nelle piante superiori il processo sessuato è relativam ente breve e viene compiuto da organi aploidi transitori (come avviene nei fiori ). perché il dualismo dei cicli vitali di queste piante può essere compless o. che consente alle pia nte multicellulari di continuare a produrre «gemme» riproduttive unicellulari. aveva un certo numero di «nicchie» dif ferenti. uno scheletro vuoto. nelle piante superiori lo sporofito e i semi diploidi che risultano dall'accoppiamento provv edono alla continuità di tutta la vita. Quelli che vediamo og gi sono gruppi assai disparati che presentano tra loro poche somiglianze o rappo . sono in grado di germinare. Il sesso da principio fu quasi solamente un esperimento. Un tasso lento di evoluzione si può associare sovente a metodi poco progrediti di riproduzione sessuata. e resistono spe sso all'ostilità delle condizioni esterne. o divoratori di piante.

e che quella che penetra nell'acqua viene assorbita assai rapidamente. quanto piuttosto le alghe ver di (Clorofite). è evide nte che una pianta terrestre dispone anzitutto di molta più luce. ma comporta anche problemi d'inaridimento ed evaporazione. aumentando la quantità della fotosintesi.possiedono strutture e un sistema di riproduzione paragonabili a quelli delle piante terrestri. avevano bisogno anche di molto cibo sotto forma di cadaveri umani in decomposizione. che ingerivano direttament e. fantascienza a parte. e si è evoluto molto lentamente e regolarmente in un ambiente in cui i mutamenti più importanti non si verificavano come sulla terra. tenendo presente che queste piante extraterrestr i. non esistono i normali ed ovvii anten ati fossili o viventi delle forme ben evolute che conosciamo attualmente. ma spr ovvisto di funzioni di assorbimento. l'immobilità diventa un rischio potenziale: non solo il seme non può più cambiare l 'habitat se questo diventa inadatto. C'è un'alga verde . oltre all'energia ricavata dalla fotosintesi. Un'àncora in mare va bene perché impedisce alla pianta di venire sball ottata in balìa della marea o delle correnti fuori delle condizioni di vita prefer ite. Soprattutto se ricordiamo che molta della luce che colpisce l'acqua viene rifles sa. lusso non co nsentito ad una pianta terrestre a strutture basate in gran parte sul carbonio. Si può dire davvero che il balzo dal fuco alla pianta terrestre è relativame nte modesto rispetto al progresso compiuto per passare dall'alga unicellulare al fuco. Ma il cambiamento dal mare alla terra è stato notevolissimo lo stesso: non si è trattato solamente di un'alga che si è arrampicata su una spiaggia strisciando sulla bàttima. un ormeggio somigliante a una radice. Ma una volta che una pianta è a terr a. Questo fatto di per se stesso migliorerebbe le possibilità di accrescimento. dove alcuni gruppi minori sono assai confusi per la loro piccola mole e per la notevole diversità dei metodi di riproduzione sessuata ed asessuata.alla disseccazione. probabilmente non furono tanto le piante marine né i fuch i e le laminarie ad originare le piante terrestri. Forse pro prio la mancanza di una radice assorbente che potesse attingere umidità dal suolo ha impedito a tante alghe marine di fare il gran balzo. E" stato dimostrato che le alghe perdono nell'acqua che le circonda buona parte dei materiali nutritivi che producono per fotosintesi. Naturalmente nel mare e specialmente lungo le coste esiste un'ampia serie di hab itat da colonizzare e di condizioni cui adattarsi. Davvero. Questa realtà permise infine alle piante di sollevarsi al di sopra di habitat umidi. nelle acque dolci sono st ate misurate perdite fino al 35% del carbonio fissato dalle piante. come è qu ello delle note alghe brune delle spiagge. che vennero usate per produrre spesse pareti cellulari e per fabbricare il legno. Tuttavia essa deve avere radici c apaci di scovare ed aspirare grandi quantità d'acqua. tra le alghe odierne si osservano maggiori diversità di quanto si possa r ilevare in qualsiasi gruppo vegetale ad esse comparabile.rti. di resistere all' aria e al vento in condizioni di aridità. Possiamo fantasticare sulla meccanica di un albero ambulante o anche immaginare piante mobili. In certi casi. e talvolta uno stelo distinto che porta le fronde. cost ruendo scogliere con una tecnica identica. a giudicare dal fatto che hanno in comune gli stessi pigmenti di fotosintesi ed hanno un meccanismo fotosintetico assai simile. Le alghe più progredite . Alcuni gr uppi hanno sviluppato scheletri calcarei esterni e assomigliano ai coralli. La ritenzione del carbonio e un grado elevato di fotosintesi comportano a loro v olta la possibilità di eccedenze potenziali di carboidrati. E" un gruppo che ha avuto a sua disposizione un tempo fin troppo lungo per fare i suoi esperimenti. coriacee e gommose .i fuc hi e le comuni laminarie buttate a riva sulle nostre spiagge. Un altro problema che le piante terrestri dovettero affrontare fu quello della l oro immobilità. come ha fatto John Wyndham con i suoi trifìdi. e inoltre mantiene la pianta alla profondità più opportuna. Nonostante la loro complessità e la loro capacità di resistenza . Hanno un «appiglio». ma anche la pianta adulta non può evitare le catastrofi naturali quali incendi ed eruzioni. e di raggiungere un'altra volta dimensio ni notevoli. di venire sbattuta su una spiaggia o frantumata da una burrasca. Ma. possiamo opporre alla fissità talvolta svantaggiosa d ella pianta la mobilità e la capacità di dispersione sovente enormi delle spore o de i semi. finché non ha avuto più bisogno di un'immersione giornaliera.spesso notevolissi ma .

il cavo degli alberi o i rami in disfacimento sui quali crescono. A questo punto ci troviamo di fronte a un'altra grande lacuna nella storia dell' evoluzione. e i n tal modo affretta le possibilità di ulteriore evoluzione. ma sono essenzialm ente organi di ancoraggio atti a far presa sul suolo umido. o sfagni. . Un'eccezione è rappresentata a questo riguardo dai muschi Sphagnum. si osservano somiglianze notevoli tra i muschi e le epatich e in terra.di nuotare verso le uo va che infine si trovarono rinchiuse in celle affondate nella superficie della p ianta.sono caratterizzate dalla dominanza della generazione con produzione di spor e.muschi ed epatiche la generazione con produzione di gameti è quella dominante nel periodo Devoniano. sebbene vi sia un loro gruppo fornito di «foglie» che si sovrappongono e s embrano all'aspetto foglie di piante fiorenti. ma sono piccole piante: il massimo muschio conosciuto.che sfociano nelle piante fiorent i . hanno scarsa rassomiglianza con le alt re piante terrestri. il mate riale delle pareti cellulari. Come si è già accennato. Hanno strutture che ricordano le radici. Invece le briofite. Tutte queste piante vascolari . Nei tropici i muschi possono vivere addirittura sulle foglie delle piante superiori. Le epatiche fabbricano sul suolo strutture piatte sovente sfornite di forma ben definita. in modo da poter contenere quantità impressionanti d'acqua : si può continuare a strizzare una manciata di sfagno. Accade così che nei successori più ovvii delle piante marine . nel corso di altri mille nni si diffusero da lì ad altri habitat più asciutti. e le alghe verdi . Uno dei loro problemi più cospic ui consisteva nel fatto che conservavano il sistema di riproduzione dei gameti m aschili mobili e dei gameti femminili stazionari o uova: il che richiedeva prese nza di umidità per consentire ai maschi di raggiungere le femmine. acquitrini e stagni. particolarmente per quanto riguarda le loro strutture vasco lari o circolatorie. come vengono chiamati i muschi e le epatiche. Altro miglioramento riproduttivo è dato dal fatto che la generazione produttrice d i gameti si rimpicciolisce e matura in fretta. la generazione per spore rappresenta sostanzialme nte una struttura parassitaria sulla pianta che porta i gameti. che fornisce anche un po'"di forza meccanica. dette archegonî. Un'epatica conduce eccezionalmente vita sotterranea ed è sprovvista di c lorofilla. Le loro foglie cominciano a mostrare una certa so miglianza con quelle delle piante superiori. dobbiamo considerarle pertanto un ramo fissatosi molto temp o fa fuori del tronco principale dell'evoluzione. somig liante a quello delle piante superiori. ed esiste un sistema primitivo di vasi circolatori per l'acqua e le sostanze nutri tive. una pianta filamentosa ramificata che cresce sull e rocce umide e nel fango. Se ne pos sono trovare anche nell'acqua. ma poi bastò solo u n velo sottile di umidità sulla superficie della pianta a permettere ai gameti mas chi . alcune hanno nervature centrali. Ma si possono formulare solo congetture su come si siano svolti effettivamente gli avvenimenti. ha gambi eccezionalmente lun ghi fino a un metro. e semplici pori respiratori.terrestre detta Cladophorella.i pigmenti e i meccanismi di fotosintesi. Hanno un aspetto tale che una specie subacquea viene chiamata popolarmente dagli inglesi «il gatto affogato». la Dawsonia. che si fabbrica un tegumento esterno di cutina. Questa accelerazione significa più generazioni in un dato tempo. dove le foglie contengono grandi spazi vuoti perforati. Forse da princi pio furono le pozzanghere basse a provvedere a questa necessità. il tipo di immagazzinamento delle sostanze nutrien ti ed anche il tipo e il numero di flagelli dei gameti. perché né le briofite né le alghe offrono antenati plausibili delle piante vascolari con tessuto circolatorio ben determinato che risalgono all'epoca Silu riana. somigliante a un ombrellino miniaturizzato. Le prime piante terrestri colonizzarono senza dubbio le acque basse che potevano prosciugarsi secondo la stagione. delle quali equiseti e licopodii costituiscono gli esempi più primitivi dei nostri tempi.che adesso avevano messo a punto potenti flagelli . per cui i gameti sono rapidamente disponibili. I muschi vivono quasi in ogni posto che possa consentire la vita. le rocce bagnate. Tali piante portano alla sommità l'apparato riproduttivo. Queste celle a forma di fiasca proteggono l'uovo e procura no appuntamenti ai gameti maschi. Esse hanno maggiore differenzi azione cellulare che non le alghe. con qualche ramo disposto simmetr icamente. ed esso non cesserà di dare acqua più di una spugna inzuppata. e dal totale declino finale della generazione con gameti come entità distinta.

ivi compresi molti estesi gruppi n oti soltanto dai fossili. che possono arrivare ad avere un diametro di 250 centi metri. come nella maggior parte delle pi ante. la sostanza impiegata nel regno animale d a insetti e crostacei per formare i loro esoscheletri. Sarebbe sembrato un apogeo senza possibilità di alternative. è il fattore comune che distinguerà in av venire ogni progresso delle piante terrestri.riconoscibili dalle spore e dagli organi di riproduzione . ma arrivano ad a ssumere molte forme stravaganti e bizzarre nei funghi ad ombrello mangerecci o v elenosi. perdendo infine la clorofilla man mano che scomparivano il bisogno e la possibilità stessa di praticare la fotos intesi. essi attacc ano i loro ospiti vivi per ricavarne cibo . . A questo punto devo citare i funghi. sulle piante e sulle sostanze in decomposizi one. in quelli che crescono sugli alberi e nei «frutti» discoidali del fungo del la carie secca del legno. Corner ha perfino immaginato che non dovrebbe essere impossibile a gli scienziati introdurre cloroplasti nelle cellule fungine e riportare così indie tro le lancette del tempo.alcuni dei quali ricordano da vicino dei tipi attuali . Dovunq ue esista sostanza organica attaccabile si troveranno dei funghi. Parimenti possiamo trovare già ai primordi prove evidenti di funghi viventi in simbiosi sulle radici (ne verrà data estesa descrizione al capitolo 22 ). E. Non sempre è chiaro se questi funghi terrestri primitivi . avevano strutture di sostegno e circolatorie abbastanza complesse. Possiamo eventualmente av anzare l'ipotesi che gli antenati dei funghi fossero animaletti unicellulari che in seguito assunsero forma filamentosa? Pare più probabile l'ipotesi che si siano originati dalle alghe filamentose. se ne trovano nelle acque dolci. ma alcuni loro corrispondenti moderni costituiscono sicuramente affezioni parassitarie. Se qualcuno avesse scritto questo libro 200 milioni d'anni fa non avrebbe esitat o ad affermare che il gruppo dei licopodii era tra quelli di maggiore successo. I funghi esistono dal periodo Precambriano. vivevano nel mare come alcuni fanno anche oggigiorno. oppure assorbono nutrimenti dalla materia morta. o tessuto circolatorio legnoso. ramificandosi ed intrec ciandosi in modo da dare rigidità.nel qual caso sono detti parassiti . sono gli spazzin i del gran mondo delle piante verdi fotofissatrici. il ferro e il magnesio ricavati dalle r occe mediante emissione di acido citrico. Vi sono compresi agenti di malattie qu ali la ruggine. comprendono tra questi i lieviti unicellula ri sporosimili. questi pesci fuor d'acqua nell'ordine delle cose. Superficialmente simili ai muschi. Sono in grado di digerire il cellulosio e la lignina. mentre altri vivono nella ter ra e sopra la superficie del suolo. adattandosi in seguito a vivere in assenza d i luce e ad assorbire nutrimento in diversi modi. J. e le muffe. ma per lo più assomigliano grosso modo a certe alghe filamentose. per cui i filament i delle cellule usati dal protoplasma per traversare i pori per la lunghezza di un cordone. Alcuni possono crescere senza ossigeno. I tessuti dell e piante terrestri vascolarizzate fossili sono spesso infiltrati di filamenti fu ngini . Che ce ne facciamo dei funghi ai fini dell'evoluzione? Non hanno in comune con l e piante verdi il chimismo unico della fotosintesi. che sicuramente non sono animali. un meccanismo efficiente di riproduzione. A somiglianza di molti batteri. vengono pressati insieme molto strettamente. dal mo mento che non contengono clorofilla.che a loro vo lta possono presentare invasioni secondarie d'altri filamenti. e la capacità di p rodurre foreste di piante arborescenti adatte a crescere rigogliosamente in molt e parti del mondo. Esse sono abbastanza semplici nei funghi microscopici. perché si compongono di una massa di filacce o cordoni di cellule formanti fili o estesi tappetini che ricordano la seta fine.Lo xilema. Le strutture si formano con il sistema del «falso blocco». Insomma. Però questi cordoni o trecciol ine danno origine a corpi fruttificanti in cui i cordoni vengono elaborati in st rutture. possono contenere anche chitina. ma nemmeno completamente piante. il mal della volpe o del carbone dei cereali. Altri sono in grado di sciogliere l e sostanze inorganiche quali il silicio. Dal punto di vista struttura le i funghi sono organismi semplici. e per la maggior parte del loro tem po si presentano virtualmente come indifferenziati. e allora si dicono saprofiti.fossero parassiti oppure saprofiti viventi su tessuti in disfaci mento. e sebbene le pareti delle lo ro cellule contengano abitualmente cellulosio.

qualcuna cresce anche in acqua. degli equiseti. Alcune crescono fino all'altezza di 10 metri come alberi simili alle palme. Il balzo successivo nell'evoluzione comporta la produzione di semi. non è quasi mai possibile tracciare una discendenza ininterrotta o identificare antenati comuni. oggi si trovano in quasi tutte le parti del mondo. ma non sono molto diminuiti di statura. Questi vegetali sono invasori di successo. alcuni con tronchi massicci alquanto somiglianti a quelli delle palme attuali e con nu merosi rami eretti. il mutamento del clima trovò q uesti giganti vegetali incapaci di adattarsi con sufficiente rapidità. i licopodii e gli equise ti.che raggiunge i 10 metri d'altezza. Ma. che probabilmente avevano un antenato in comune con le felci a spore. in modo abbastanz a simile a quello accaduto in seguito ai dinosauri.sebbene servano principalmente da ancoraggio . e vi hanno lavorato attorno ricavandone altre dive rse . che si trovano ad ese mpio nell'Artide. le felci hanno tirato avanti co n successo nelle epoche successive caratterizzate da cambiamenti di clima. ma non per un altro. come la felce florida e la felce lunaria. spesso come sottobosco o prosperan ti sugli alberi muschiosi o sulle loro biforcazioni. Questi due gruppi hanno fatto un passo importante nella storia dell'evoluzione. .l'equiset o gigante . e ne esiste uno . Molto presto nella documentazione dei fossili compaiono piante fdeiformi con sem i simili a noci. Tu tti i gruppi vegetali descritti finora affidano la disseminazione alle spore. e infine sono rinchiusi di norma in almeno uno strato protettivo. che contiene riserve nutritive.maggioranza ultrapreponderante del regn . in alcune. Sebbene molti licopodii odierni siano piante assai tenaci. La maggior parte delle felci ha spore sulle proprie fronde simili a fogl ie. perché sono i primi in cui . Si devono immaginare gruppi diversi di piante che hanno sviluppato l'una o l'al tra caratteristica primitiva. Anche gli equiseti non sono piante attualment e dominanti. conosciuti e male detti da molti giardinieri per la loro tremenda persistenza in veste d'erbacce. Questi hanno struttura affatto diversa da quella dei licopod ii clavati: hanno un anello di canali d'aerazione verticali. si spartirono il dominio della vegetazione terrestre.Esistevano contemporaneamente equiseti arborescenti alti fino a 30 metri. Pare però che questo passo sia stato compiuto troppo tardi perché questi gruppi potessero giovarsene pi enamente in termini evolutivi. L'archivio dei fossili è pieno di frammenti di dubbia attribuzione del tipo citato. uno stelo separato regg e grappoli di capsule di spore. mentre le foglie sono ridotte a scaglie.in poche specie . ricordando molto da vic ino un germoglio germinante su una pianta superiore.un letto caldo di prove ed errori che spesso ha provocato la scomparsa tot ale d'interi gruppi. dove una pianta può assomigliare a un'altra precedente per un certo aspetto.e un sistema rigido ed elaborato di circolazione. Ciò consente alle spore molta maggiore indipendenza dalle condizioni di umidità o di siccità. o spermofite. La forza del gambo risi ede in larga misura nella parte esterna rigida corazzata di particelle silicee. La loro generazione s essuata consiste in un piccolo «protallo»: la generazione dominante è quella che porta spore. Nelle piante seminifere. I gruppi arcaici dei licopodii. Conosciute inizialmente dal tardo Devoniano. quasi una premonizione della pianta fiorente. Essi non fu rono in grado di resistere a condizioni di crescente aridità. Gli antenati delle felci sono antichi come le briofite. Hanno radici abbastanza ben sviluppate . e quello ora estinto delle calam iti. e tra questi e il c entro cavo c'è un altro anello di fasci conduttori rigidi.la generazione che produce gameti s ia ormai completamente subordinata e venga portata dalle spore. sono assolutamente insignificanti in rapporto all'intero mondo vegetale per numero e dimensioni. Proprio come le alghe si sono grandemente differenziate nel mare. anche se generalmente sono di di mensioni più modeste. tuttavia tipicamente contengono una pianta embrio nale preconfezionata ed una scorta alimentare per avviare l'infante sulla sua st rada. Certi semi son o poco più che spore migliorate. Il giovane sporo fito spunta dalla spora. e ben presto i loro massicci cadaveri andarono a comporre i ricchi giacimenti fossili negli schisti e negli strati di rocce che noi chiamiamo delle Ere Carbonifere. Queste tuttavia svanirono senza lasciare una discendenza che conducesse c hiaramente alle piante attuali fornite di semi. le piante ter restri si sono diversificate anche più estesamente e in condizioni ancora più varie.

I gameti delle cycadine (antenoroidi) assomigli ano alle trottole con cui i bambini sono soliti giocare.dell e quali non è il caso di dare una descrizione . Le loro parti sessuate erano rinchiuse in organi simili a f oglie. e "angiosperme" o «a semi "rinchiusi"». Le cycadine. o sporo fite. Il ginkgo produce grossi semi ovulari della lunghezza di circa 2 centimetri. tanto che il gruppo delle Bennetitinae pare quasi rappresentare i prototipi de lle piante fiorenti.che nuotano per intere settimane prima di attuare la fe condazione del nucleo femminile. Ovuli singoli possono raggiungere la lunghezza di 6 centim etri (Macrozamia).o vegetale odierno . Le cycadine.talvolta grandi abbastanza da essere v isibili ad occhio nudo . originano gameti maschili mobili come spermatozoi .un genere delle Gnetales comprendente liane.hanno un sistema di riproduzione chiaramente gimnospermo. somiglianti alle palme. mentre i coni o le pigne femminili che li ospitano. e sono attivate da flag elli in una scanalatura a spirale. e v engono dispersi con una grande varietà di mezzi. dove l'acqua e il nutrimento possono circo lare dalle radici alla cima e viceversa. i gameti maschili e femminili sono piccoli. Sussistono però troppe differenze tecniche perché si possa affermare l'esistenza di un legame d iretto con le piante fiorenti. Questo dispositivo intermedio ha consentito a tutte le p iante spermofite di sottrarsi alla tirannia dell'umidità esterna ai fini della rip roduzione.e il ginkgo derivano da rami diver si di una famiglia estinta. hanno un apparato sessuale molto più grande che in ogni altra pianta vivente. quando sono maturi. I n queste ultime gli ovuli sono portati quasi sempre entro strutture chiuse o "ca rpelli". sotto forma di una «goccia di impollinazione» liquida in corrispondenza del co llo dell'ovario. le conifere . virtualmente immutato rispetto ai fossili più antichi datanti dal tardo Paleozoico.lo stadio fornito di semi che possiamo ancora definire spor ofiti è totalmente dominante. per forma e modello generale. i cui stessi inizi sono oscuri: le Cordaitinae. alberi e cespugli . Nelle conifere passa molto tempo . Tutte queste piante conservano «ricordi» dei mari antichi in cui si erano accoppiate le alghe loro ante nate. I semi in realtà sono ben protetti come nelle angiosperme. per in significante che sia. analogamente alle piante davvero anomale e notevoli classificate co me Gnetinae. Le spermofite più antiche tuttora esistenti sono le conifere. le scaglie semplicemente si aprono per metterli in lib ertà. Nelle cycadine e nel ginkgo possono passare tre o quattro mesi prima che avvenga l'impollinazione. Le spermofite odierne si dividono in due gruppi principali: "gimnosperme" o «a sem i "nudi"».un anno intero nei pini . con un «guscio» sottile piuttosto soffice e un interno decis amente morbido. per il fatto che hanno un sistema ben architettato di circolazione che ser ve anche a rafforzarle e sostenerle. Alcune cycadine fossili erano notevolmente diverse da quelle che conosciamo oggi . Gli Gnetum . Non esiste un'altra generazione indipendente. discendono probabilmente dalle felci spermofite. Un gruppo assomigliava ai ranuncoli. tra l'altro. mentre le angiosperme ricorrono a dispositivi spesso di fattura elaborata. quelli femmini li sono sempre portati sullo sporofito o all'interno di esso. le cycadine. originatesi nel Carb onifero. Le piante a semi differiscono ulteriormente da quelle che portano spore. e secondo ogni evidenza le Bennetitinae e le cyca dine si estinsero mentre compariva la prima angiosperma. mentre gli ovuli avevano scaglie che li rendevano paragonabili a carpelli . e non hanno esiste nza individuale.mentre il tubetto d el polline si allunga verso il nucleo femminile per liberare i nuclei spermatici per la fusione finale. ma hanno foglie piatte a ven atura reticolata: sono le sole gimnosperme con tale caratteristica. sebbene il g inkgo abbia foglie piatte a ventaglio con venature ramificate ma non reticolate. con n uclei di mezzo millimetro. spesso di un bel colore giallo o arancione. possono pesare perfino 45 chili (Encephalarto s). per cui comprendono alberi veramente enormi in grado di resistere alle tempeste. Di norma le gimnosperme portano ovu li destinati a svilupparsi in semi su scaglie di pigne di aspetto simile alle fo glie. . Le stesse cellule dell'uovo possono avere il diametro di 6 millimetri. con la differenza che. e il ginkgo. e i grani di polline. I gameti maschili rappresentano e costituiscono il polline. germinando.

Forse questa apocalisse accelerò effettivamente lo s viluppo improvviso delle piante antofìte. ma sono chiaramente di tipo intermedio. cioè i fiori. La loro struttura legnosa forte e flessibile rappresentò un g rande miglioramento rispetto alle ramificazioni rigide e fragili dei licopodii e degli equiseti arborescenti. Anche le angiosperme perfezionarono i meccanismi microscopici e relativamente go ffi di fecondazione delle gimnosperme. cercavano cibo. su una parte di questi carpelli si sviluppò una superficie ricettiva per i grani d i polline. Proprio per questo l'evoluzione del fiore è stata tanto rapida . o "anto fìte". ed hanno ricevuto n uove prospettive di vita . Nella registrazione lasciataci dai fossili esse comparvero senza dubbio del tutto improvvisamente in un momento in cui succedevano poche altre novità sul fro nte dell'evoluzione. dette carpelli.Queste venature non si possono definire anelli mancanti. di modo che si svilupparono dispositivi com plessi per quell'insetto e nessun altro. Questi furono i precedenti che portarono alle piante fiorenti. La maggioranza si originò però nel Cretaceo. Alcune angiosperme vengono impollinate dal vento. in condizioni topografiche e climatiche q uasi uniformi. e inizialmente si rivolsero al polline. a quanto possiamo sapere sulla scorta del polline foss ile. Nonostante il prolungato immobilismo in termini evolutivi. il net tare.un numero molto maggiore di nuovi adattamenti di quant i ne avessero le piante in precedenza. comparvero proprio sul finire del periodo Giurassico. colori e caratteri segnaletici. e la goccia d'impollinazione delle gimnosperme sparì. Progredirono rapidamente in modo particolare gli insetti. Il polline di per sé non è mai mobile. tessuto vascolare e di sostegno. non esistono inequivocabili «anelli mancanti». nel quale è archiviato il polline delle ninfee. Tuttavia. Darwin considerava «un deprecabile mistero» l'origine delle piante fiorenti. si può ridurre alle pure parti essenziali di stami maschili poll iniferi e di stimmi femminili per ricevere il polline. comparsi per la prim a volta nel Carbonifero. dei quali i dinosauri sono i più famosi. che protegge e mette in mostra il polline e gli ovuli ed è progettata ti picamente per assicurare la fecondazione. le conifere oggi sono piante di altrettanto successo come al tempo dei dinosauri. Per distrarli da questa abitudine le piante misero a punto un surrogato. Queste antofìte o angiosperme ebbero un buon trampolino a loro disposizione. come nel caso di certe erbe e delle euforbie.nel caso ne avessero bisogno . Il grande numero di specie d'insetti. detta stimma. permettendo loro di mantenere le dimensioni che av evano in tutti i grandi rivolgimenti geologici e conseguenti mutamenti di clima. Per citare Bell e Woodcock. LA FIORITURA FINALE. il rozzo sperma a . che inizialmente contengono sacchi embrionari. e in seguito anche di altri animali quali uccelli e pipistrelli. eredi tando dalle gimnosperme semi già molto evoluti. Abitualmente il fiore delle angiosperme è molto più elaborato di quello delle gimnos perme: si tratta di una struttura compatta ricavata almeno in parte da foglie mo dificate. rese possibile o piuttosto necessario . Altre antofìte a ssai antiche appartengono al gruppo rappresentato oggi da magnolie e ranuncoli. verificatisi alla fine delle Ere Carbonifere. Ma non ci sono ovvii precedenti fossili.grazie alla loro attua le utilità per l'uomo. Contemporaneamente elaborarono le attrezzature riproduttive. «in confronto c on l'eleganza citologica della fecondazione di un'angiosperma. ma la maggior parte fa affidam ento sugli animali. l'ultimo dei gran di gruppi vegetali a svilupparsi. mentre la maggior parte di queste schiatte pri mordiali continuava a vivere quasi immutata. mentre in realtà un mutamento apocalittico nelle condizioni d i esistenza spazzava dalla faccia della Terra molti gruppi di animali. Le prime piante fiorenti. Capitolo 4. f oglie e sistemi di rami che esse continuarono a perfezionare. Nel capitolo precedente h o fatto menzione del modo con cui i semi delle angiosperme si sviluppano entro s trutture chiuse. Alcune piante vennero a di pendere da singole specie d'insetti. mentre i loro fiori si facevano sempre più attraenti agli occhi degli insett i sfoggiando profumi.

altri peta li invece con i sepali).giusto il caso dell'arcaica ninfea un complesso o corredo può fondersi a poco a poco con quello vicino senza differe nziarsi bruscamente (i petali interni possono fondersi con gli stami. o "xilema ". Esistono due gruppi distinti e di maggior rilievo di piante fiorenti. Nessuna di queste differenze.in un carpello a scatola . costituisce un caratte re infallibile di diversificazione. Molte delle prime antofìte si sono completamente estinte: la flora del primo Cretaceo dev'essere stata di aspetto molto diverso da quella att uale. I fiori con parti evide ntemente fuse. con nervature parallele contrastanti con quelle reticolate e le foglie a f orma assai diversa dalle dicotiledoni. o cotiledoni. il quale è ripiegato semplicemente in modo che gli orli della crosta comb acino su un lato. e d ogni singola parte si troverà separata da quelle vicine. ma anche primitivo». Le foglie delle monocotiledoni sono tipicamente strette e allun gate. Le antofìte si svilupparono rapidamente. Grazie ai loro ef ficaci sistemi di riproduzione. sembra però che gli antenati principali delle odierne angiosperme ap partenessero a un altro gruppo di piante senza stretta rassomiglianza con i loro discendenti ultimi.separa le piante fiore nti dalle gimnosperme a semi nudi e delle sporofite. Le caratteristiche fiorali possono anche ricordare l'antichità delle origini. In seguito gli stimmi si sposteranno s ulla sommità del carpello. Infine il gruppo approntò i nnumerevoli e spesso ingegnosissimi modi atti ad assicurare la dispersione dei s emi. o in numero indefinito.nterozoico delle cycadine non è solo barbaro. né alcune altre meno vistose. Caratteri di relativa primitività si possono intuire anche dal seme il cui dispositivo di chiusura . proprio come la presenza delle branchie nei feti dei mammiferi ricorda i pe sci progenitori. sia per dim ensioni sia per abitudini di crescita e durata del ciclo vitale: fattori tutti c he comportano conseguenze di vitale importanza ai fini dell'adattamento a quasi ogni nicchia climatica e topografica. E" poss ibile che la forma dei cotiledoni ricordi quella delle foglie delle piante anten ate. mentre le monocotiledoni hanno quasi s empre fiori con parti disposte a tre a tre o multipli di tre. Alcune delle piante più primitive sono riconoscibili ancora oggi. come ad esempio le trombe composte dai petali di una convolvolace . per cinque. o in strutture specializzate al di sopra di esso. si può dedurre con la massima accuratezza la posizione evolutiva di una famigli a vegetale. I due gruppi sono ugualme nte diffusi sul globo. che compariranno in seguito qua e là nel testo. I carpelli più semplici hanno un tipo di chiusura che ricorda un oggetto avvolto nel lembo della crosta di un a torta. petali. le dicotiledoni più sovente hanno parti disposte per quattro. Il f iore contiene vari corredi separati di parti componenti . Il gruppo ha uno spiegamento di forme di vita assai più esteso di qualsiasi altro. stimmi e carpelli.monocotiledoni siano discendenti delle dicotiledo ni originarie. sebbene le dicotiledoni siano in generale assai più variate delle monocotiledoni. ed è altrettanto probabile che le . diventando dominanti verso la metà del lung o periodo Cretaceo.definita da Ronald Good come u na specie di «esecuzione aerodinamica».che chiunque abbia a che fare abitualmente con le piante ben di rado si trova in imbarazzo n ello stabilire il gruppo di appartenenza d'una pianta. L'anatomia del gambo è diversa. stami. queste foglioline germinali tra l'altro hanno forma di solito affatto diversa dalle foglie delle dicotiledoni adulte. si riferiscono specificamente alle piante che hanno semi con u na o due foglioline. Solo dall'esame dei cambiamenti di struttura del legno.sepali. Lungo questa giuntura compare nelle antofìte più primitive la supe rficie degli stimmi ricettivi al polline. ma una pianta da un'impressione così peculiare . Una riproduzione più spiccia e lo sviluppo d'individui nuovi s ignificano possibilità potenziali di mutamenti in continuo crescendo. le "monoco tiledoni" e le "dicotiledoni". sviluppando parimenti le possibilità della riproduzione asessuata mediante ar tifici vegetativi. come risult a dalla descrizione datane al capitolo 6. Probabilmente la scissione delle piante fiorenti in quest i due gruppi distinti è avvenuta molto presto nel corso della loro evoluzione. come le magnolie e le ninfee. Nei fiori più primitivi . le angiosperme poterono riprodursi sulla terra a sciutta e praticamente in qualsiasi punto della terra. ed ha una configurazione generale così distinta . nel caso delle monocotiledoni . Ogni parte componente può trovarsi ripetuta in più copie. Questi due vocaboli.

mazze sorde). le Ranales. e naturalmente hanno mas sime possibilità potenziali di attuare mutamenti. ci sono altrettante probabilità c he si tratti di mutamenti relativamente recenti. sono probabilmente di tipo più progredito.e delle specie parassitarie. con cicli vitali più brevi ma anche maggiori capacità di mutamento. e una schiera di piante a foglie caduche ben note . cominciarono a comparire verso la fine di questo periodo.a. come nel caso delle epifite arboricole. una conifera a foglie caduche scoperta solo nel 1945 dopo che veniva ritenuta estinta. Altri cambiamenti si originarono con la comparsa degli anima li erbivori. le magnolie e i tulipiferi. le piante fiorenti acquatiche non si orig inarono dalle specie acquatiche più primitive: si tratta quasi certamente di piant e erbacee che tornarono a migrare nelle acque dolci. a nch'esse erbacee. co me è accaduto per le foglie delle piante carnivore e delle drosere. che portò alla formazion e di rilievi montuosi comprendenti anche le Alpi e l" Himalaya nel Miocene. che pure sono mo lto differenti tra loro per parecchie caratteristiche. Su quello che oggi è il Circolo Polare Artico viveva una flora somigliante a quella dell'Europa attuale. le orchidee e le erbe. ed eccezionalmente in mare. Cominciarono a signoreggiare le piante a foglie caduche. e presero ad estendersi le prat erie man mano che crescevano d'importanza i mammiferi erbivori. La comparsa e la diffusione delle angiosperme avvennero in concomitanza con l'ul tima fase importante dei mutamenti geologici sulla Terra. come accade per le erbe. Ad esempio le foglie dell'alberello Cercidiphyllum di quest'epoca sono rimaste quasi immutate nella specie attuale. niss .che sono pi ante senza clorofilla . che scoraggiò la crescita degli alberi e incoraggiò le piante a rinnova re costantemente le loro strutture dalla base. comprendenti ad esempio le fam iglie dei ranuncoli e delle ninfee. comparsi probabilmente nelle regioni più calde del globo a formar e foreste alquanto simili alle odierne. i giunchi delle Typhaceae (sale. Se non altro queste epoche corrispond ono a periodi di grandi movimenti geografici: le argille eoceniche londinesi con tengono in numero notevole frutti e semi che dimostrano come allora la flora del l'Inghilterra meridionale assomigliasse a quella attuale dell'India e della Male sia. evolvendo verso gli alberi con semi più piccoli ed asciutti in grado di venir portati fuori dalla foresta tropicale e di colonizzare progressivamente habitat meno favorevoli. Condizioni del genere testimoniano a favore dell'adattabilità e del vigore colonizzatore delle piante fiorenti. e nell'Utah è stato trovato un fico d'India fossile somigliantissimo a quelli del giorno d'oggi. E" già stato fatto cenno a come i fossili più remoti appartengano alle piante che no i consideriamo le antofìte più primitive. sta nel la produzione di numerosi fiori riuniti in una testa compatta. Pare probabile che le composite altamente organizzate (margherite). Sulla scorta degli indizi disponibili pare probabile che le angiosperme più remote fossero alberi. il cui risultato finale è dato da un "capolino". cespugli e infine piante erbacee: quelle senza stelo o gambo legnoso declinavano riducendosi a un ciuffo ad ogni stagione. cui apparteng ono le margherite. o quando una p ianta cambia tutto il suo metabolismo alla stregua delle saprofite . oppure si sceglie un nuovo habitat. a nord dell'attuale circolo polare assieme alle pian te cedue prosperavano estese foreste di sequoia eocenica. e lo stabilirsi nel Pliocene di continenti ed oceani pressappoco nel loro contorno a ttuale. stiance. noci. Altra segnalata tendenza evolutiva. querce. platani. A loro volta gli alberi si separ arono da queste piante che portano grossi frutti carnosi di grande richiamo per gli animali. Diversam ente da quanto si potrebbe sospettare. o come nei fiori di erba San Pietro e di cerfoglio selvatico tra le ombrellifere.faggi. Oggi tutti gli alberi delle regioni subartiche hanno p iccoli semi secchi. L'Eocene vide l'affermarsi dell'insediamento di molti tipi di Spiante sostanzial mente moderne. Alberi come pioppi e plat ani sono pure noti dal primo Cretaceo. probabilmente sono venute molto dopo. Quando un organo si è modificato per svolgere una funzione completamente nuova. Nel Miocene le foreste cominciarono a ritirarsi. almeno per certi gruppi di famiglie. come nella famiglia delle composite. Compaiono in que sto periodo molte famiglie di piante affatto nuove: tra le piante molte erbe da prateria moderne. Le piante annuali. Da quegli alberi si svilupparono piante rampicanti del tipo delle liane.

il fattore che differenzia totalmente l e piante da tutti gli animali. Contemporaneamente viene c eduto ossigeno. in Sudafrica e in Australia.parafrasando quan to hanno detto Bell e Woodcock . nonché nel centro d ell'Africa e nella parte centrale dell'America Meridionale. ma non tutti i raggi contenuti nel lo spettro della luce solare . dal momento che compaiono nuove specie selvatiche. qualunque sia la loro complessità. dopo un rapido ritorno delle foreste avvenuto circa 8000 anni or sono. tale da renderle indipendenti dalle fonti esterne di carboidrati. A confermare la teoria della deriva dei continenti ha contribuito la distribuzione di piante imparentate tra loro che vivono nella parte meridionale del Sudamerica. hanno una vita sessuale incredibilmente varia con partner di og ni tipo immaginabile. l'uomo costituisce oggi l'agente più importante per portare avanti l'evoluzione e la distribuzione delle piante. La grande invenzione del regno vegetale. restringendo le superfici trop icali e delimitando le regioni temperate settentrionale e meridionale. e.e. Il tema di questo libro è costitu ito in gran parte dagli esperimenti e dalle esperienze attuali delle antofìte o pi ante fiorenti. liquidambar americani. non c'è motivo di dubitare che continui l'e voluzione naturale. profumi e pomate strane. LA GRANDE INVENZIONE. eccetera. respingen do le piante subtropicali e tropicali nella fascia attorno all'equatore. e pasticciano con medicine. talvol ta notevolmente discontinua. picciòli e rami che si assumono la funzione della fotosintesi. ed è fin t roppo controllato dall'uomo odierno. Il nostro pianeta pare in fase di quiete. filadelfi. Nel Pliocenico l'Europa aveva ancora piante che ora sono confinate alla Cina e a ll'America settentrionale. e costituisce una prerogativa unica delle p iante. La produzione è regolata dalla quantità di luce disponibile. Essi tuttavia non sono ancora troppo vecchi per far esperienze. e si mostrano in giro con vestiti di ogni genere. La clorofilla è un pigmento che assorbe alcuni. gambi. Difficile immaginare un mondo vegetale diverso e. quali pini. Nella seconda parte del Quaternario le regio ni polari si coprirono di una coltre di ghiaccio. Capitolo 5. ad eccezione di pochi casilimite di organismi unicellulari. Fatto abbastanza curioso.a una comunità di esseri umani di mezza età e favor iti dal successo. alberi di Giuda. Continuò l'abbonda nza delle conifere. La clorofill a si forma quasi istantaneamente nelle piantine.quelli di colore rosso. Le piante fiorenti che osserviamo oggi si possono paragonare . La clo rofilla impiega questa energia radiante per combinare l'acqua e l'anidride carbo nica e per produrre zucchero sotto forma di glucosio. Q uesto processo è chiamato fotosintesi. sebbene certe piante in condizioni di scarsa luminosità riescano a produrne più di altre. Le succ essive glaciazioni restrinsero le piante dei climi temperati in aree molto più rid otte di prima. non appena esse spuntano alla l uce. Indipendentemente dalle attività umane. ed og ni altro genere di complicate sostanze chimiche. è la clorofilla. una parte della molecola di clorofilla assomiglia a qu ella dell'emoglobina che forma il pigmento del sangue dei mammiferi. determinarono infine la distribuzione vegetale che vediamo oggi. sia che si tratti di un'alga unicellulare quanto di un albero gi gantesco in una foresta. e si forma con rapidità veramente sorprendente nelle foglie tenute artificial mente al buio. In questo periodo cominciarono ad insediarsi le speci e delle piante che conosciamo oggi. Talvolta anche le radici sono verdi. che hanno cessato di lottare per affermarsi. Sebbene la c . Come verrà dimostrato nella seconda parte di questo libro. come i giacinti e gli altri bulbi che noi sottoponiamo alla forza tura invernale per avere fiori primaticci. ci sono probabilità che non si possano verificare u lteriori evoluzioni in massa. ma vi sono molte piante in cui le foglie sono state sostituite da steli. come mi arrischio a prevedere a conclusione di questo libro. La fotosintesi è localizzata di norma nelle foglie. che per alcune piante accelerano e normemente i processi sopra accennati. Una pianta contiene q uesta sostanza. salvo che i l ferro dell'emoglobina viene sostituito dal magnesio nelle piante. sequoie e cedri. arancio e azzurro.

E" sta to dimostrato che questi processi sono reversibili: le piante emettono effettiva mente luce. Questi cloroplasti sono stati definiti «gli schiavetti verdi» che consentono a una p ianta di condurre un'esistenza calma e passiva. In ambedue i casi entrano in gioco rapidissime reazioni fotochim iche. Se si ingrandiscono fortemente questi due corpi pigmentati .si o sserva che hanno una struttura che ricorda molto da vicino un radiatore. per impedire che la luce eccessiva danneggi i cloro plasti vitali. e sono quelli ch e conferiscono alle alghe le loro tinte variate. Questa «valu ta energetica» universale è l'elemento attivatore di base di tutte le attività cellula ri e di tutti i processi di crescita. L'energia così liberata va a fabbricare la struttura della pianta per moltiplicazione cellulare. In alcune piante i cloroplasti si muovono all'interno delle cellule in risposta alle condizioni di luminosità.la produzione di energia per la crescit a. esattamente come gli animali. Nelle a lghe compaiono altri pigmenti a dare man forte alla clorofilla. Il consumo di ossigeno. Però abitualmente entrano in funzione di spositivi filtranti passivi. Nelle foglie sottili delle lenticchie palustri i cloroplasti si dispongono orizzontalmente lungo le pareti delle cellule quando la luce è fioc a. Il cloroplasto agisce come semiconduttore. un cond ensatore o un accumulatore elettrico. Nelle piante superiori la cloro filla si trova sempre in corpi distinti e di varia forma. perché di solito sono di colore diverso dal verde. la rete di comunicazione viene ma ntenuta attiva. I cloroplasti presentano impressionanti somiglianze con le cellule a bastoncini. sia pure molto fievole. e tutti di faccia quando c'è poca luce. le cui funzioni permangono alquanto misteriose. che converte uno stimolo luminoso in una segnalazione nervosa . in termini tecnici. gli zuccheri sono convertiti in carboidrati più c omplessi sotto forma di amido dove può venire imprigionata l'energia. e i settori assorbiti dello spe ttro della luce solare corrispondono chiarissimamente all'ambito visivo dell'occ hio umano. Liquidi e minerali parimenti richiesti per la cre scita vengono convogliati attraverso i canali. detti cloroplasti. L'eccedenza alimentare viene immagazzinata. quando si passa dalla luce al buio.lorofilla sia sostanzialmente verde. mentre ve ngono cedute sei molecole di ossigeno. o ricettori visivi. La fotosintesi prende sei molecole di anidride carbonica e sei di acqua. si può mascherare con pigmenti di diverso col ore. e in senso verticale con luce intensa. e molta parte di essa viene convertita rapidamente. e permette alla pia nta di usare l'energia accumulata prodotta di giorno. che contribuiscono a costrui . mentre ad esempio un leone deve consumare energia per cacciare ed uccidere. Un bastoncino visivo. ammucchiat e ed avvolte in un unico strato membranoso. Il cloroplasto è un convertitore di energia che cambia l'energia della luce in e nergia chimica. Uno scrittore li ha paragonati a un mucchi o di parecchie centinaia di palle cave appiattite per schiacciamento. Spero di riuscire a dimostrare con questo libro che in realtà una pianta non è per nulla un e ssere calmo. Nell'alga unicellulare Meugeotia si dispongono di c oltello rispetto alla sorgente luminosa se la luce è eccessiva. è la combinazione di un trasduttore e di un amplificatore. e si può paragonare a quelli usat i in astronautica per convertire l'energia radiante in energia elettrica. degli occhi dei vertebrati. per un breve intervallo di tempo. corrisponde ad una combustione. all 'interno di cellule adatte. nelle alghe i corpi equivalenti si dicono cromoplast i. e co n l'energia fornita dalla luce le combina in una molecola di glucosio.i clorop lasti infatti sono minuscoli dischetti con diametro inferiore a un micron . g ambi e tronchi s'ispessiscono. od "ossidazione". e di notte la pianta emette an idride carbonica e consuma ossigeno. mediante una cat ena di complicate reazioni in 38 molecole di trifosfato di adenosina. Vengono prod otti altri «capitali di riserva» sotto forma di grassi. L'energia contenuta nel glucosio è disponib ile subito. e si trova sempre associata al pigmento giallo xantofilla ed al carotene di colore gialloaranciato. per cui le radici si allungano. passivo e remissivo. se vuole procurarsi carne. Naturalmente la fotosintesi s'interrompe al buio. i rami mettono più foglie per effettuare altra fotosintesi. e gli organi di riproduzione giungono a maturazione. Il glucosio prodotto nel corso della fotosintesi rappresenta il punto di partenz a di tutto il metabolismo della pianta .

che comprendono specie tetracarboniche tropicali e specie delle regioni temperate a ciclo ordinario. Il plankton vege tale. i grassi hanno il sopravvento sulle proteine. Esistono parecchi generi. la foresta tropicale piov osa più di 20 volte. queste piante (dette talvolta piante tetracarboniche o a debole germogliazione) hanno cloroplasti di due tipi. come la canna da zucchero e d altre erbe tropicali. Una foresta di betulle opera con efficacia circa 6. Le piante tetracarboniche sono invariabilmente tropicali o subtropical i. Sprovvisti di clorofilla. perché sono tutte circondate dai minerali e dall'anidride carbonica presenti nell'acqua. oppure grandi canali a perti. e l'anidride carbonica prodotta viene reimpiegata immediatamente nel processo di fotosintesi. di cui si può dire che maschera la respirazione diurna. . Esse non sono in grado di effettuare la fotosintesi come le piante ter restri a causa della luce più limitata. Le piante terrestri che dispongo no di maggiore luce producono talvolta più zucchero di quanto occorra loro ai fini dell'accrescimento.ha la produttività più bassa . e lo impiegano per produrre nettare zuccherino o secrezioni ghiandolari per altri scopi. Alcune piante. ed anche delle condizioni clim atiche in cui ad esempio le nuvole possono ridurre l'intensità luminosa fino al 5% di quella che splende a pieno sole. che formano il costituente principale del protopla sma. solo lievemente migliorata nelle erbe delle regioni temperate.re le cellule. ma questi agenti di collegamento del regno vegetale . o fìtoplankton. che è di sole tre parti su 10000. e di proteine. dove l'aria si diffonde uniformemente in tut ta la pianta. In alcuni casi questa caratteristica conferisce ulteriori possibil ità di galleggiamento. e sono resistenti alle condizioni di sicc ità. Questa attività respiratoria a volt e continua anche di giorno. come la maggior parte delle piante. Un fattore limitante è dato dalla bassa concentrazione di anidride carbonica nell' aria. Le piante del tipo delle alghe assorbono tutti gli zuccheri che producono. o un poco del fogliame adulto è in parte ombreggiato. Talvolta ne hanno tanto da secernerlo attivamente attraverso le foglie o altre parti. Anche questa cifra bas sa tiene conto dei periodi in cui tale coltura non ha le foglie tutte aperte. uno d ei quali contiene molto più amido e funziona all'occasione da riserva temporanea d 'energia. Il tasso di trasformazione medio di tutta l'energia radiante disponibile in ener gia chimica è inferiore all'1% in una specie coltivata. Consumare energia in realtà significa respirare. provengono spesso da regioni aride. Non v'è dubbio che siano effettivamente piante. mentre granoturco e canna da zucchero hanno produttività superi ore rispettivamente di 25 e 35 volte. Le piante acquatiche devono risolvere problemi particolari se si trovano per mol ta parte sommerse.virtualmente cellule elementari . come nel gambo delle ninfee.5 volte superiore. Oltre ad alcune d ifferenze nei processi chimici interessati. ma in cambio non hanno bisogno di convogli are sostanze alimentari per l'organismo. Però questa «fotorespirazione».sono a concentrazione più bassa che non nell'aria. e molto più basso nel caso d elle piante che restino inattive per una parte dell'anno. misurati in accumulo di carbonio per ogni singola area. essi no n usano la luce solare per produrre energia. ma hanno approntato mezzi propri pe r ricavare nutrimento dalla materia in disfacimento o vivente. ma con scadenti condizioni di nu trizione. perché l'atmosfera odierna è meno ricca d'anidride carbo nica di quanto non fosse durante le Ere Carbonifere. A luce intensa e nelle migliori condizioni di nutrizione una cellula produc e molte più proteine che carboidrati. e non sprecano carbonio nella respirazione diurna.per quanto presenti in soluzione nell'acqua . Pertanto molte piante acquatiche hanno un tessuto molto spugnoso. Esse hanno un mecca nismo efficientissimo per fissare l'anidride carbonica. come vien e definita. Invece con buona luce. A luce debole le proteine e i carboidrati pr essappoco si bilanciano. perché ossigeno ed anidride carbonica . Dobbiamo fare un'altra eccezione per i funghi. può sciupare metà del carbonio assimilato attraverso la fotosintesi. Sembra probabile che si tratti di un progresso evolutivo. ma a un tasso molto ridotto. ogni eccedenza va ad ispessire le pareti delle cellule di cellulosio e ad aggiungere rinforzo. Quanto sopra si rileva nettamente confrontando i tassi di produzione di diverse piante. sono in grado di operare la fotosintesi più efficacemente di altre e a concentrazioni più modeste di anidride carbonica.

Le funzioni sessuali delle piante sono paragonabili a quelle degli animali per la loro complessità. sotto forma di un intrico o ciuffo o pezzo di le gno più o meno sotterraneo. e che compongono il grosso della vegetazione del giorno d'oggi. In termini energetici questo corrisponde molto approssimativament e all'erogazione di due miliardi di grosse centrali termiche o idroelettriche. vivo no tutta o gran parte della loro esistenza in una sola stagione . per crescere. che tanto spesso fungono da agenti principali per rig enerare materie nutritive semplici dalla complessa farragine dei corpi animali e vegetali in decomposizione. o qualsiasi altro periodo di ripos o che possa decretare il clima. i r isultati di questa attività danno le vertigini. ma è in grado di effettuare le funzioni aspirantiprementi di una po mpa. oppure morire. Una pianta può riuscire a riparare una lesione rigenerando alcune parti.e alcune di qu este piante a vita breve si dicono addirittura effimere. E" stato calcolato che la crescita o la produzione annua delle piante . dovrà cavarsela lì. Molte piante acquatiche hanno un comportamento analogo. i movimenti ed ogni minimo particolare del la loro organizzazione. non ha bisogno soltanto degli alimenti prodotti dall'e nergia radiante tramite la fotosintesi. sebbene alcuni suffr utici. una pianta n on ha muscoli. quel loro ripetersi in elementi simili. Gli animali hanno un sistema nervoso. stabilirsi e nutrirsi. Capitolo 6. ma deve avere a sua disposizione anche c erte sostanze minerali. ma che comunque non si può paragonare in nessun modo a quello di nessun animale dotato di capacità di spostamento. svernano. la loro struttura ed architettura ge nerale. La pianta trascorre questo tempo.poniamo . la pianta ha la linfa. La pianta non può scegliere il posto dove dovrà crescere.sprovvisti di clorofilla. Alcune ad ogni primavera drizzano steli o gambi carnosi che fioriscono ed appassiscono prima de ll'inverno. Calcolati su scala mondiale. Altre piante sono legnose e hanno per lo più maggiore durata. dove solo le radici restano attive. appartenente cioè ai tipi di piante più noti alla maggior parte della gente. Una volta germogliato il seme. L'animale ha il sangue. più le secrezioni ghiandolari che costituiscono un secondo impianto di comandi. INGEGNERIA NATURALE. poiché passano gli inverni freddi in riposo. Altre sono biennali. perfino le piante carnivore arieggiano solo superficialmente il modo di fare de gli animali. abbiano parti superiori erbacee che . Anche questa semplificazione ci lascia moltissime varianti nella crescita e nell e abitudini delle piante. Un a pianta ha cellule dotate di massicce pareti che le impediscono di assumere cib o in un modo che ricordi anche lontanissimamente i processi usati dagli animali.quello di un polipo. Sono le erbacee pe renni. legnosi solo in prossimità della base. e nell' anno successivo fioriscono.ivi compreso il plankton oceanico di alghe microscopiche .si aggira sulle 14 per 10 alla decima potenza tonnellate di mat eria organica. pochi animali vi riescono. mentre le piante dispongono di me todi per controllare l'accrescimento. e naturalmente l'acqua. L e piante terrestri da sole creano ogni anno 150 miliardi di tonnellate di materi a nuova. ancorata in un modo c he ricorda . Più che altro per amor di semplicità dovremo considerarla una pianta fiorente o una conifera. danno semi e muoiono. Anzitutto c'è la durata della vita. e del posto che occupano nell'ordinamento globale di t utte le cose. Gli animali sono forniti di occhi. Una pianta. Le piante che vivono per parec chi anni e fioriscono ogni anno a maturazione si dicono perenni. Alcune piante sono annuali. le piante di cloroplasti: questi organi reagiscono alla luce e funzionano in manier a analoga. In questo capitolo intendo tracciare il profilo di una pianta «ideale» nel suo insie me. Tanto le piante quanto gli animali hanno lo scheletro. perché vivono solo poche settimane. grazie a sostanze chimiche funzionanti da messaggeri. l'uno ha l'emoglobina e l'altra l a clorofilla. sono veramente fuori del comune. assumendo la forma di una specie di nodo carnoso senza foglie o gambi. iniziano la loro vita un anno. che in parte le assomiglia. Forse le piante assomigliano maggiormente a polipi e coralli per il loro modo di vive re.

inoltre. sebbene il suo tro nco abbia solo il diametro di circa 8 centimetri. che vivono sulla materia in decomposizione. Q uesta semplice legge di natura agisce in molte sedi. Il terzetto principale è costituito da azoto. E" il caso delle meno scorrette saprofite. Dopo 8-10 anni produce un ciuf fo enorme di fiori rossi alto fino a un metro e mezzo. ma sono n ecessari anche altri sali. ma possono dare fiori e semi una volta s ola. magnesio. Il modo in cui una pianta assume e assorbe i minerali fa parte di un complicato pro cesso elettrochimico noto come trasporto ionico. per altre assai di più. la pianta. e verranno trattate nei particolari nei capitoli successivi. l'erba traspira tra maggio e luglio una quantità d'acqua corrispondente a oltre 1000 tonnellate. ve ne sono molte che si arra mpicano e formano lunghi gambi a rapida crescita. Per alcune di queste occorrono dieci anni perché giungano a maturazi one.una soluzione ad alta concentraz ione salina da una parte (ad esempio all'interno del pelo radicale) estrarrà acqua da una soluzione a concentrazione più bassa (esempio tipico l'acqua del suolo). di solito con una corona o chi oma di rami. Per capire le funzioni delle parti di una pianta bisogna considerare il suo meta bolismo e le necessità create da questo ricambio. mentre gli alberi ne hanno tipicamente uno solo. Questo significa che quando esiste una membran a porosa . è piantata diffusamente a Giama ica a scopi ornamentali: può raggiungere l'altezza di 15 metri. Le sostanze minerali contenute nelle cellule di solito si trovano in rapporti molto diversi da quelli delle sostanze minerali contenute nel suolo esterno. La loro assenza può portare a morte una pianta. tutta la pianta muore. calcio. o sche mi di accrescimento. o spatelia montana. Oltre alla traspirazione attiva si verifica anche per .è imparentato con l'arancio. Esistono anche svariatissime specie parassite. L'acqua viene assunta per osmosi. i cespugli hanno molti steli o tronchi relativamente corti. fosforo e potassio. forniti di dispositivi. sebbene ne occorrano quantità infinitesimali. i forestali e i giardinieri si spingono troppo avanti quando devono b ilanciare questi minerali nelle quantità «giuste». sebbene queste categorie si sovrappong ono immancabilmente. La Spathelia simplex. ma molte rappresentano curiose fasi intermedie. Una pianta può vivere a lungo di s ola acqua e dei minerali ivi disciolti finché le sue foglie operano la fotosintesi .qual è la parete di un pelo radicale . dipendenti in misura maggiore o m inore. per gli alimenti. e sono dette "monocarpiche". queste forme estremamente specializzat e di adattamento sono del tutto estranee all'argomento generale di questo capito lo. e questo è il motivo per cui le agavi sono spesso chiam ate «le piante dei cento anni». sodio. Questa perdita d'acqua si dice traspirazione ed interessa quantità enormi di acqua. Tra le piante erbacee e legnose. sebbene in quantità molto minori: tra essi quelli di zo lfo. Alcune palme sono monocarpiche. ferro e altri metalli. ma per un accrescimento normale e sano occorrono sali inorganici in maggiore q uantità. importa sapere che tali sostanze vengono effettivamente assunte dalle piante. in quanto costi tuiscono eccezioni veramente affascinanti alla regola generale. annuali e perenni.quello delle spatelie . come cert i funghi. e il boro. però la pianta assume e perde molta più acqua di quanto le occorra per tale proc esso. Gli ag ricoltori. con un diametro di 2. e un altro gruppo ar boreo . in questa sede. ma picc oli esperimenti hanno dimostrato che più o meno per ogni ettaro di terreno che pro durrà alla fienagione tre tonnellate di fieno. opera con criteri decisa mente selettivi per quanto riguarda le sostanze che effettivamente assume o meno . detta anche «orgoglio dei monti». quali la salvia e la lavanda. e che come loro non hanno clorofilla. Il motivo principale per cui viene assunta l'acqua è perché collabori alla fotosinte si. A noi. me tà erbacee e metà cespugli. Le valutazioni dell'entità della traspirazione variano moltissimo. quali le grandi agavi che formano rosette o «palchi» e le pu ye americane. uncinarsi o stendersi su superfici od altre strutture vegetali.possono perire in inverno. in un periodo poco p iù lungo le patate traspirano 570 tonnellate d'acqua per mezzo ettaro e danno un r accolto di due tonnellate. che consentono loro di attaccarsi. Le piante legnose si di vidono grosso modo in cespugli ed alberi. come è il caso di numerose bromeliacee.4 me tri: una volta che siano maturi i semi. cellule interne comprese. Molte tra queste sono piante erbacee. sebbene molto dipenda naturalmente dalla natura del suolo interessato. Alcune piante vivono per parecchi anni. da altre piante.

nel caso che vi siano parecchi steli o gambi. Pertanto le radici sono tenute ad assumere e convogliare grandissime quantità d'ac qua. è stata tenuta in una cassetta contenente all'incirca 1300 centimetri cubici di terreno. dalla quale ricava le sostanze minerali. come accade in certe piante alpine. Misurazioni effet tuate hanno rilevato che singole radici di granoturco si allungano di 5-6 centim etri al giorno. ma piuttosto di conservare le cellule in buona salute ed efficienza. anche la più mod esta pianta annuale ha bisogno di un dispositivo di ancoraggio. Gli steli o tronchi più o meno ramificati so rreggono le foglie. Ol tre ad assorbire dal terreno l'acqua e le sostanze minerali solubili indispensab ili per l'alimentazione.ad esempio di ormoni. mentre l'aumento medio complessivo della lunghezza del sistema r adicale di una pianta di segale matura è stato valutato sui 5 "chilometri" giornal ieri. Occorre acqua anche per tenere gonfie le cellule delle piante.dicotiledoni e monocotiledoni . mentre si chiama floema quello del flusso discendente. mentre un flusso in senso inverso porta le sol uzioni di zuccheri e di altri materiali organici dalle foglie alle radici e alle altre parti della pianta bisognose di sostentamento. e allora le foglie spuntano dal colletto. I primi s egni di conduttura centrale. variante a seconda dell'efficacia isolante della struttura fogliare. Le radici portan o al gambo o al tronco. perché la p ianta vive nell'acqua. ovvero le fabbriche della fotosintesi. Queste condutture si possono paragonare a una combinazione della circolazione sanguigna negli animali e di un sistema digerente. Il convogliatore principale del flusso ascensionale è noto con il nome di xilema. finché a un dato pun to la perdita d'acqua riesce fatale alla pianta. Questi tre settori appartengono tutti ad un sistema che associa la conduzione de i liquidi alla rigidità: è il sogno di molti architetti che vorrebbero un impianto d i condutture in grado di tener su tutta una casa. Nei due tipi di circolazio ne vengono immessi anche ormoni chimici ed altri «messaggeri». Il colletto o i rami portano anche gli organi sessuali della piant a. variabile percentualmente tra il 70% e il 95% d'acqua nel tessuto plant are. A volte il gambo virt ualmente manca. La lunghezza complessiva delle radici risultò di 622 chilometri. e ad espandersi alla ricerca incessante di nuova umidità. Quindi la pianta ha fondamentalmente tre distinti settori a diversa funzione. dove abitualmente non c'è necessità di circolazione. si avvertono in vari muschi. la cui crescita media giorna liera per una singola pianta di segale si aggira sui 90 chilometri giornalieri. La pianta di segale dell'età di circa quattro mesi. Di norma l'acqua viene portata alle foglie assieme ai minerali. sebbene meno dell'1% dell'acqua assorbita venga poi trattenuto dalla pianta . talvolta tramite un «colletto» o punto di raccolta. almeno come fascio centrale. Floema e xi lema iniziano dalle radici.sono a lquanto diverse tra loro per la disposizione dei canali circolatori. come succede per vari alberi. le cellule non possono crescere con ritmo soddisfacente. le radici ancorano la pianta al terreno. oggetto dell'esperimento in pa rola. non si tratta pro priamente di mantenere rigida la pianta dovunque ve ne sia necessità. sebbene non siano essenziali per il ricambio della pianta stessa: se ne tratterà nei capitoli seguenti. I due tipi di condutture sono nettamente differenziati nelle felci e nelle piante più progredite. nelle dicotiledoni lo x ilema forma un modello o disegno a croce dove il floema è situato tra i bracci del la croce stessa. che per lo più sono responsabili della perpetuazione della specie. nonostante le dif ficoltà.dita d'acqua per evaporazione. funzionante anche da rinforzo. ment re quella dei peli radicali ammontò allo sconvolgente totale di 10620 chilometri. Il calcolo non tiene conto dei peli radicali. Ciò significa che il sistema radicale ha spesso dimensioni enormi rispetto alla parte aerea della pianta. costrette in ogni caso ad assorbirne dal suolo più che possono. Invece nelle monocotiledoni i due corredi di cellule circolator . L'acqua tuttavia non viene spontaneamente alle radici. si può trovare una robusta parte centrale di cellule collegate tra loro per procurare la consisten za necessaria e qualsiasi tipo di circolazione occorra . Le due grandi classi di piante fiorenti . Al di sotto di un dato livello. Tant'è vero che in certi casi. possono tra scorrere molti anni prima che la struttura possa crescere e maturare abbastanza da produrre fiori o organi sessuali. Nelle alghe. però le sostanze possono anche migrare prontamente da un sistema circolatorio all'altro in senso orizzontale.

per cui si ha un'anima centrale di xilema che si dilata c ontinuamente. quanto del floema all'esterno: miracoloso strato unicellulare che si scinde costantemente. mentre nelle monocotiledoni sono dispersi nei tessuti. ed è il motivo per cui lavorare con grossi tronchi vegetali è lavoro faticoso: inf atti è quasi impossibile segare un tronco di palma. Ogni anno si forma un nuov o anello. e contribuisce a dilatare una fessura del terreno dove può i ntrodursi la punta per i suoi sondaggi esplorativi. abbastanza somiglianti a si ngoli cavi elettrici. Un diagramma dei fasci di una dicotiledone ricorda molto da vicino quello della circolazione sanguigna in un essere umano. e seguono l'attrazione esercitata dalla gravita terrestre. Nelle prime. e questa prassi si c onserva anche in specie di grandi dimensioni quali le palme. e in realtà incarna l'essenza stessa della crescita degli a lberi anche più giganteschi. La radice s'ingr ossa dietro la punta.ie formano gruppi alternati e disposti a cerchio attorno a un midollo centrale. Tuttavia devono ben presto cres cere di fianco per cercare umidità. e alla punta del germoglio entrano nel tessuto embrionario che cresce mag giormente o fiorisce. Nelle dicotiledoni questi fa sci sono disposti tipicamente in un anello esterno che circonda il midollo centr ale. ogn uno dei quali è rivestito di fibre durissime e spesse. le pareti di q ueste cellule diventano mucillaginose. che comporta grande spiegamento di forza . Si proteggono dalle contusioni e d ai danni con un cappuccio protettivo alquanto somigliante a un ditale. e lo fanno con un movimento a spirale mentre c ontinuano a crescere verso l'esterno e verso il basso. a seconda dei casi. le radici più vecchie sviluppano un nucleo centrale di xilema e un an ello esterno di floema.come si manifesta in una sezione trasversale . gimnosperme comprese. di modo che . mentr e essa s'insinua incessantemente tra le particelle di terreno. .lo stelo si basa su una rete intricata e allungata in senso verticale. mentre il numero degli anelli c'informa sull'età esatta di un albero. e si ramificano e biforcano continuamente. e muoiono in un su olo imbevuto d'acqua. Se lo si taglia in sezione trasversale. Tuttavia nelle dicotiledoni legnose. Per lo più si trovano sotto terra. qualora esistano piante in terreni di questo tipo. ciò signi fica che vi possono sussistere strutture speciali che fanno sì che l'ossigeno veng a assunto nel sistema radicale. sott o forma di una massa di peluzzi che si producono ininterrottamente presso la pun ta della radice e muoiono alle spalle man mano che la radice avanza. e tanto meno sezionarlo pulita mente per esaminarlo al microscopio. lubrificando la punta della radice. composto di cellule a perdere che vengono sostituite di continuo in punta. Le piante erbacee prolungano i loro canali nei gambi e nei rami in un sistema di fasci vascolari dove si associano xilema e floema. un tessuto dal quale dipende la crescita immediata tanto dello xilema a ll'interno. finché entrano nelle f oglie. Le punte delle radici sono tenere e delicate. con rami che proseguono verso gli steli o gambi laterali. All'esterno dell'anima centrale di xilema si trova una guaina molto ristretta di cambio. un processo detto di «ispessimento secondario» si attiene nella sua disposizione a un modello schematico. mentre i fasci si scindono a vari e altezze per entrare in contatto con quelli delle foglie. il cui sviluppo può dirci se e come è stata buona la stagione di quel dato anno. si osserva che quest'anima è formata di anelli. mentre quelle più ridotte e più spesse vengono fabbricate in estate e in inverno. ciascuno dei quali si compone di cellule maggiori e minori quelle più grosse prodotte in primavera quando la crescita è al suo apogeo ed ha lu ogo l'espansione generale.tradotto in termini molto semplici . Da principio le radici crescono verso il basso perché sono geotropiche. quando la crescita rallenta. I fasci disposti a cerchio nello stel o formano una specie di guaina aperta. di modo che un apice radicale si presenta di norma ricoperto di terra. data la gran quantità di fasci vascolari.rivela uno schema molto preciso alla dissezione longitudinale: essi crescono obliquame nte. L'apparente dispersione dei fasci di u na pianta monocotiledone . Il vero dispositi vo di assorbimento della radice si trova di solito proprio dietro la punta. Le radici hanno bisogno assoluto d'ossigeno. sebbene le radici degli alberi possano affiorare dal suolo man mano che l'albero cresce. E" uno schema che ric orda quello di una struttura geodetica. Questi peli radicali sono in grado di afferrare veramente le particelle di terreno.

Però si è potuto valutare la tensione presente in rami tagliati con u na tecnica speciale. ispessimenti reticolati o butte rati. di modo che i liquidi possono filtrare lateralmente attraverso le cellu le adiacenti . e la quantità prodotta complessivamente nei 4-5 mesi che il fiore a vrebbe impiegato per giungere a maturazione è di circa 50 chilogrammi. La risposta finale pare risieda nella tensione idrica combinata con la forza di coesione. Inoltre la quantità d'acqua pompata rappresenta una f razione della quantità che va perduta da una pianta attraverso la traspirazione. con pareti rafforzate da anelli. se ne trovano da relativamen te larghe fino a lunghissime e strette. mancanza d'ossigeno e basse temperature sono altrettanti fattori che contribuiscono a limitarla. con cui si potrebbe raggiungere un'altezza di 10 met ri. Ma questo fenomeno d ipende dalla tensione superficiale per cui i liquidi salgono in tubetti finissim i. Si chiamano raggi e si compong ono di cellule non legnose che permettono alle sostanze nutrienti di attraversar e il raggio del tronco. lasciando talvolta un limitatissimo rivestimento ester no. e le misurazioni effettuate hanno dato risultati fino a ben 80 atmosfere. Per mantenere tale tensione oltre la press ione atmosferica ordinaria. e finisce con il diventare una specie di area di scarico interno dei sottopro dotti indesiderati. e molte piante sono fornite a questo scopo di appositi pori all'estremità delle nervature. l'attività di conduzione si riduce progressivame nte ai soli anelli annuali più esterni. la lunghezza va da pochi centimetri a molti metri. La circolazione impegna cellule di vario tipo. Queste condutture si dicono vasi e tracheidi. ciò che per nostra fortuna migliora sovente la qualità del legno . Questo pompaggio op erato dalle radici dipende in larga misura dalle buone condizioni di crescita. Alcune pian te come i filodendri delle foreste tropicali trasudano umore dalle punte e dai b ordi delle foglie quando c'è molta acqua alle radici. che però può sostenere una chioma di rami e di foglie e collegarla alle radici. pe rché l'inserimento di qualsiasi strumento provoca il collasso della colonna d'acqu a sotto esame. A volte un a lbero ha vasi che vanno senza soluzione di continuità dalle radici alla corona dei rami. che può venir esercitata nel nostro caso da un gran numero di foglie in traspirazione attraverso i fasci vascolari sul fluss o xilematico principale di un albero. ad esempio. F orse solo l'uno per cento dell'acqua assunta viene trattenuto da una pianta. I dotti xilematici sono di norma legnosi e non contengono materia viva: si tratta in realtà di tubature di tipo spe ciale. E" assai difficile misurare la tensione sugli alberi in vita. s pecialmente in corrispondenza delle radici. spirali. ma anche lungo i fianchi. L'az ione pompante comunque non si verifica in tutte le specie. e non supera il metro. Nei primi giorni se ne ottengono circa 375 gra mmi al giorno. (Un micron è uguale a 1/1000 di millimetri. in modo che una colonna ininterrotta d'acqua o di liquido possa perdurare senza soluzio ne di continuità. asportando il germoglio fiorale non appena co mpare al centro della rosetta. Senza dubbio le radici esercitano in alcuni casi un'az ione di pompaggio che in alcune condizioni sperimentali è stata misurata sulle 8 a tmosfere. I dati più alti si ottengono dalle piante dei deserti e degli acqui .fatto di grande importanza in caso di blocco. Alcune sono aperte ad ogni loro estremità. Man mano che un albero invecchia. e raccogliendo tutta la linfa che subito trasuda e che poi viene fatta fermentare. siccità. altre hanno infossamenti e pertugi non soltanto alle estremità. bolle d'aria o altr e avarie. Inedia. lo xilema centrale non funziona attivament e. Il diametro di questi vasi tubolari varia da 20 fino a 600 micron in c asi eccezionali. L'entità dell'effetto pompante delle radici si può valutare dall'Agave ame ricana. bisogna far partecipare l'attrazione coesiva delle molecole d'acqua.Una sezione trasversale di un tronco d'albero metterà in evidenza anche strette li nee raggiate che attraversano gli anelli annuali. I Messicani ricavano da questa pianta monocarpic a un potente liquore detto pulque. la «pianta dei cento anni».) Come viene convogliata o forzata l'acqua su per lo stelo o il tronco di una pian ta? Si potrebbe pensare a un effetto dell'azione capillare. E" osservazione comune che i tronchi legnosi possono disseccarsi e decomporsi da l centro verso l'esterno. Una colonna d'acqua si può mantenere in uno stretto tubo producendo oppo rtuna tensione all'estremità superiore. nelle pia nte a foglie caduche delle regioni temperate scompare dopo l'esplosione iniziale della crescita primaverile.

alleviando l'entità del fabbisogno idrico e la necessità che venga tutto fornito dal sistema di convogliamento ascensionale. Va ricordato infine che è stata fatta anche l'ipotesi che gli alberi molto alti po ssano assorbire umidità atmosferica. Un'altra teoria fondata su osservazioni recentissime ritiene che gli zuccheri siano mossi dalla corrente di contenuto cellulare (citoplasma) tra le cellule. sebbene no ve decimi della sostanza solida ivi contenuta siano dati dagli zuccheri o glucid i. Una tensione di 30 atmosfere b asta a sollevare l'acqua a 150 metri d'altezza. I minerali del suolo si combinano in vari modi co n i materiali organici. Non ultima particolarità di ques ti tubi cribrosi è il fatto che. dal momento che gli alberi più alti mai riscontrati variano dai 120 ai 150 metri d'altezza. Se si crea artificialmente un sistema che convogli acqua in tensione entro tubi capillari. specialmente in primavera. Il flusso giuridico primaverile è così ricco che lo si può ricavare da certi alberi . Quan to sopra può benissimo capitare ad esempio alle conifere dei nebbiosi Stati Uniti occidentali. E" pure importante il fatto che i rami superiori degli alberi a bbiano tensione più elevata che non i rami più bassi. senza che per questo venga disturbato i l flusso xilematico. o in uno stelo che oscilla al vento. contraendosi ritmicamente per spingere la soluzione zucc herina lungo le cellule tubolari collegate tra loro. e le piante hanno capacità adeguat e al riguardo. perché le cellule floematiche contengono materia viva. Ma ciò non succede nel tronco di una piant a. stimolate dall'el evata pressione osmotica delle foglie. In ogni caso -sebbene la teoria della tensione e coesione possa presentare qualche pecca . Queste pareti sono assai spesso disposte in senso obliquo ai lati lunghi della cellula. lunghe e strette cellule. la colonna d'acqua può interrompersi e crollare molto facilm ente se i tubi vengono scossi o incisi. mentre la linfa fogliare a s ua volta contiene molti minerali . quando gli alberi mettono le foglie. ma costituiscono dei passaggi per certi cordoni longitudinali che contengono filamenti di proteine. Tra queste cellule predominano quelle dette a tubi cribrosi. e poggiano sulle pareti delle cellule contigue. Però non c'è dubbio che la linfa riesca ad attraversare le pareti delle cellule xile matiche. Ciò si può dimostrare con grande chiarezza esaminando il rapporto tra radici e tron chi. che vengono così saturate quando si verifica un blocco o un'interruzione. Un'ipotesi der ivante da queste conoscenze indurrebbe a credere che i fasci di filamenti nei tu bi agiscano da muscoli. i materiali circolanti li possono percorrere nelle due direzioni contemporaneamente.la traspirazione e il convogliamento verticale dell'acqua sono dati di fatto. se possibile. e un pino Douglas di 129 metri abbattuto nel 1895. che devono risolvere problemi assai ardui per estrarre acqua da l loro ambiente.) Va detto che un fattore negativo impedisce a questa teoria di reggersi così come è c ongegnata. ad ogni est remità delle quali si trova una parete butterata di forellini simile a un setaccio . Crescita e funzionamento delle radici vengono attivati in larga misura dagli zuc cheri erogati dalle foglie.specialmente fosforo e potassio -.trini salmastri. ma è molto improbabile che possa succedere agli eucalipti di uguale a ltezza nell'arida Australia. Però una recente indagine lascia intendere con forti argomenti che essi non sono aperti. Se sono aperti. e infat ti la linfa ascendente può contenere percentuali elevate di zuccheri. ancora più straor dinario. le soluz ioni zuccherine potrebbero muoversi per pressione idrostatica. si osserva che le corris pondenti parti sovrastanti non ne soffrono perché vengono indubbiamente rifornite con movimento laterale proveniente dal resto del sistema radicale. esso non viene neppure interrotto quando il gelo invernale provoca bolle d'aria nella linfa. Si discute da molto te mpo se questi forellini a setaccio siano aperti o meno. che può venire strapazzata in molti modi. Il movimento delle sostanze alimentari nel floema è. a quanto pare. Ma se si toglie una parte delle radici. Di norma un dato settore radicale rifornisce solo la parte dello stelo o ga mbo o tronco situata direttamente sopra di esso. Inoltre si possono far combaciare lembi di un tronco d'albero mediante tagli pra ticati in parti diverse o anche opposte. (Sono compresi tra questi giganti vegetali esemplari di Eucaliptus regnans australiani valutati a 150 e 140 metri. con tutti gli organi che tale p arte può portare. mentre il processo di fotosintesi può funzionare solo se le radici mandano su acqua. Questa è l'essenza di un processo molto complesso.

dove un disco massiccio interrompe il tubo. Il ramié produce fibre superbe dal nostro stes so punto di vista. Un altro metodo di rinforzo consiste nella produzione di cellule petrose o scler oidi. perché i fasci di fibre sono provvisti di un altro rinforzo formato da un rivestimento cementante di cellule vischiose. che sono stati adoperati come abrasivi per levigare l e stoviglie. A somiglianza di ogni altra struttura. e si tratta probabilmente d i un reliquato evolutivo. Conosco un ecclesiasti co irlandese che ogni primavera compie analoghi prelievi dalle betulle dei suoi paraggi e ricava una bevanda alcolica dalla linfa zuccherina. cellule legnose ed a pareti spesse di varia forma. ma è di lavorazione assai difficile. come si è già accennato. formando così un vero tu bo. dipende largamente. Come le palme. Le trabeazioni delle palme e delle piante impare ntate ricordano le strutture geodetiche applicate in ingegneria. tipicament e dotati di un gruppo di fibre ai bordi esterni. le singole cellule hanno estremità appuntite. Il modo più semplice che ha una pianta per acquistare rigidità è quello di riempirsi d 'acqua. Per le funzioni che svolgono. Trabeazioni disposte ad anello presso l'esterno di un tronco gli conferiscono una struttura tubolare. Una camera d'aria ben gonfiata difficilmente si riesce a pi egare o a comprimere.risulta evidente dal fat to che giova a formare fibre come nel lino.così si chiamano questi tessuti morti . qualunque esso sia: quanto più è largo. . Una forma di cellule morte conglo merate origina fasci fibrosi. La forza di quest'altro tipo di sclerenchima . a ssomigliano alle travature d'acciaio di un edificio in ferro e cemento: invisibi li. Ad intervalli il tronco forma nodi o giunture. Con un minimo di robustezza un tubo è rigido come una sbar ra massiccia. fortissime. è una monocotiledone. relativamente esili. le ultime due specie hanno fibre legnose. La maggioranza delle piante erbacee ha un midollo tener issimo nella parte centrale. e sovente hanno un rivestimento esterno di fibre robuste situate proprio al di sotto della cute . Nelle piante erbacee in generale la rigidità. e lo stesso vale anche per le cellule distese. che si possono separare o fondere. mentre nel ramié o erba di Cina p ossono raggiungere i 30 centimetri. o «tono». dal numero e dal modello dei fasci vascolari. o cuticola. questi ultimi so no tanto pieni di silicio. Inoltre le cellule più este rne hanno pareti contenenti tanto silicio. e ci si aspetterebbe che debba mancare in loro la necessità di circolazione. invece il loro xilema pos siede un tipico movimento ascendente alquanto lento. quali i picciòli delle foglie. ma il peso aumenterà frattanto di otto volte. Le cellule diventano tutte distese o rigonfie. Il principi o tuttavia si applica soltanto alle piantine o a parti piccole di piante superio ri. ma volume e peso aumentano al cubo delle dimensioni esterne. nella juta e nella canapa. Tra le strutture tubolari più efficienti va citata quella del bambù. dalla forza. I fasci sono s empre disposti simmetricamente. in modo da formare uno strato relativamente rigido e non pieghevole a beneficio delle foglie e dei tronchi o gambi. Da questo punto di vista assomigliano ad al tre piante a struttura tubolare. con impiego molto minore di materiale. o può addirittura essere cava. L'acero da zucchero viene sfruttato commercialmen te: in ogni albero si praticano con il trapano fino a quattro fori profondi 5 ce ntimetri. Esiste una varietà infinita nel numero e nell a disposizione di queste travature. come un pallone o una cam era d'aria gonfiati. dai quali geme la linfa per 37 giorni in media. abitualmente senza cont enuto di materia viva. come i cereali e gli equiseti. che a volte si può accendere un fiammif ero sfregandolo su un tronco di bambù. perciò i suoi fasci vascolari non sono disposti ad anello in s enso stretto. e spesso si trovano associate a flange o costolature di tessuti meccanici. ma si concentrano verso l'esterno di un tubo di tessuto relativame nte stretto che circonda una cavità centrale. spesso ammassate in prossimità della buccia superficiale.praticandovi delle incisioni. in mod o da potersi combinare a maglia con quelle vicine. Così un tronco può raddoppiare di dimensioni diventando q uattro volte più forte. Molte cellule sono relativamente molto lunghe: nel lino possono essere lunghe 20-40 millimetri. tanto più è rigido. Le piante acquatiche sono circondate da sostanze nutrienti. una pian ta si affida a certe leggi di natura: la forza di un gambo o di un tronco è in rap porto diretto con la sua sezione trasversale.

altrimenti impermeabile. esatt amente come si fa su una lamiera o fascia di metallo per darle maggiore consiste nza. ma le caratteristiche tecniche del legno hanno tutt'altra portata. o il chinino per cui è apprezzata l a Cinchona. Questo strato protettivo si trova immediatamente all'esterno del r ivestimento floematico. come si può osservare chiaramente sui pini e i platani. Quasi tutte le p iante hanno notevole robustezza in rapporto alla rigidità e alla leggerezza. siano essi grossi laceratori o animaletti perforanti quali gli scarafaggi. che si formano di solito dove esistevano i pori respiratori dei giovan i tronchicini o steli verdi originari. ma spesso è rafforzata da uno strato di grosse cellule a pareti m olto ispessite di cellulosio detto collenchima. Ad esempio nel mio giar dino ho l'abitudine costante di tenere da parte i gambi di certi astri e del fio rdaliso Rudbeckia newmannii quando li falcio in autunno. La corteccia può variare moltissimo di spessore. e analogamente vengono emesse l'anidride carb onica e spesso anche l'eccedenza di vapore acqueo. In questo modo l'accrescimento ininterro tto del tronco non causa spaccature nello strato più interno. ma è chiaro che almeno in certi casi possono agire in senso deterrente contro gli attacchi degli animali. la cuticola si compone di percentuali variabili di cera e cutina. e da difesa contro i fu nghi. si tratta di gruppi di cellule sugherose sparse entro un'apertura piuttosto irregolare e fras tagliata.Combinazioni di questo genere tra scleroidi esterni e fibre interne ottengono ri sultati stupefacenti di elasticità o ripresa. Talvolta il collenchima forma creste all'esterno di uno stelo. Una volta che una pianta comincia a formare una parte centrale legnosa. ma solo Dio è capace di fabbricare un albero». resistente alla frattura.5 metri siano abbastanza resistenti. La corteccia si rigenera abit . Gli steli delle piante erbacee sono coperti da un'epidermide o cuticola che ha l a funzione principale d'isolare ed impedire la perdita d'acqua. L'isolamento può venir aumentato dai peli. il motiv o per cui questi materiali biologici sono superiori a moltissime materie fabbric ate dall'uomo sta nella loro natura tenace. e si compone di solito di cellule morte sugherose che si aggiungono costantemente dall'interno. q uali ossalato di calcio. m a alcune tra esse hanno steli relativamente molto forti. mentre nella sequoia gigante la scorza è c osì fonda (30 centimetri o più) e piena d'aria che si può percuotere senza danno con i l pugno. sebbene i gambi dei girasoli alti fino a 3-3. Di solito. Gli steli a sezione quadrangolare del lamio costituiscono buoni esempi di q uesta tecnica di rinforzo. una sostanza simile al sughero che contiene anche cellulosa e pectina. sebbene la parte est erna si scinda o si rompa in piastre o scaglie che alla fine possono staccarsi. come nell'olmo del la specie Ulmus fulva. Molte piante perenni sono soffici. come si verifica anche per sostanze di origine animale quali osso e chitina. perché secchi sono abbast anza rigidi da potersi usare per sostegno di piantine la stagione successiva. L'epidermide del tronco di cespugli ed alberi diventa legnosa e si forma infine la corteccia. Può apparire piuttosto curioso il fatto che le cellule interne di un tronco con attività circolatoria abbiano bisogno di ossi geno supplementare. E" possibile che queste sostanze siano scarti eliminati a conclusione di un ciclo di ricambio. Talvolta le cellule corticali sono mucillaginose. Altre cortecce sono fibros e o membranose. ma no n sempre. Le cellule sugherose possono contenere aria od altre sostanze. Queste cellule vive contengono spessissimo cloroplasti destinati ad operare la f otosintesi. ma così succede. Questa epidermide contribuisce di rado a fornire rig idità alla pianta. Le scaglie irregolari di un pino po ssono essere spesse due centimetri o più. Le cortecce contengono lenticole o pori aerei che consentono alle sostanze gasso se di diffondersi per tutta la corteccia. Gli ingegneri e i tecnici delle Regie Fabbriche Aeronautiche di Farnborough citavano spesso la battuta per cui «qualunque imbecille come me riesce a fare materie plas tiche. che fornisce forza ed elasticità. tannino nelle querce. E" abbastanza facile spezzare lo ste lo morbido di una piccola pianta annuale. Le materie plastiche e i metalli si possono stampare a piacere e modellare più facilmente de l legno. In certi alberi come il faggio o il ciliegio misura solo un millimetro o due. impensabili per una pianta che debba fare affidamento sui soli fasci vascolari. tutto il tronco riunisce virtualmente le proprietà di trasporto e rigidità.

effetto e non causa. Presso molte palme l a decomposizione delle basi fogliari produce come risultato un temibile disposit ivo di fibre pungenti che sporgono in tutte le direzioni. se c'è produzione eccessiva di frutti. Qualunque sia la loro disposizione. caso mai. I rami sporgono secondo un angolo che resta materialmente immutato con l'invecch iare della pianta. però nella maggioranza di queste la regolarità della spirale diminuis ce. dividendosi e suddividendosi in altri rami e ramoscelli. Gli alberi variano moltissimo per stile architettonico . Facile presumere che queste differenze nella struttura del legno possano consent ire ai rami di sostenere sollecitazioni sempre crescenti sulle loro forme aggett anti. Il problema richiede ancora i ndagini più estese. e a questo scopo sono molto spesso ramif icati. ma in alcuni casi sviluppa no un cambio e uno strato sugheroso. I rami si sviluppano sul tronco secondo uno schema preciso. e lo sviluppo di ogni ramo dipende in larga misura da quello dei vicini e da fattori esterni come la luce. anche se il processo può essere lento. pur creando un equilibrio di massima. . Nelle conifere è modificato invece il legno della parte inferiore dei r ami. le foglie vengono portate spesso sullo stelo. E" tipico in vece degli alberi che il tronco si ramifichi a una certa altezza. angol atura e dimensioni dei rami. Tuttavia i rami diventano sempre più spessi e pesanti man mano che l'albe ro cresce. visibile molto chiaramente su alberi primitivi quali le conifere. per cui la disposizione risulta assai più empirica o informale. come accad e ad esempio nel rabarbaro e nel lapazio. fino a terminare in ramoscelli che portano foglie e fiori . e lo stelo fiorale viene prodotto indipendentemente. basta guardare solamente le palme per ren dersi conto della barriera che riescono a mettere in opera. ma succede molto di rado che uno stelo porti un solo fiore. Se esaminiamo un ramo di pianta cedua. e i rami si bi forchino ripetutamele. Il fine ultimo di questa comples sa ingegneria vegetale è di effettuare uno spiegamento soddisfacente di fiori. come accade sovente con le specie coltivate.che giardinieri e botan ici chiamano con il termine comprensivo di «modello» . i rami possono giungere a spezzarsi per la rigidità dell'ango lazione. In alberi di questo tipo la d isposizione può apparire sempre più irregolare man mano che i rami si assottigliano verso la punta. Le erbacee perenni riescono spesso a produrre molti steli d a un colletto radicale. perché ha vasi più stretti e fibre in cui le pareti delle cellule interne sono ispessite.ualmente quando viene distrutta. ma esse sono. quasi invariabilment e a spirale. Steli e tronchi portano foglie e fiori.aggettanti. più compatto e a contenuto molto maggiore di lignina. essa è tuttavia p rogettata in modo da esporre ogni singola foglia (fabbrica di energia vitale del la pianta) in posizione adatta a ricevere la massima quantità di luce. annuali comprese. dove alcune hanno rami dispo sti a spirale. in quanto sono c omposte di cellulosio invece che della normale lignina.creato dalla frequenza. Le monocotiledoni hanno di solito uno stelo semplice. trovi amo che il legno della parte superiore è diverso dal resto. Gli steli producono in modo molto caratteristico un cono roves ciato d'accrescimento: ogni capo fiorale riceve la sua parte di spazio ed ogni f iore può spiegarsi con profitto massimo per attirare gli impollinatori. o raggruppati in modo vario lungo lo stelo. secondo il linguaggio degli ingegneri -: infatti la parte superiore di u n ramo è sotto tensione per una sollecitazione di trazione. a somiglianza di quanto si verifica nelle strutture sporgenti . mentre quella inferior e è in compressione per via del peso. ma un grande gruppo di piante produce foglie su steli singoli che spuntano da un ceppo radicale. nonché da pre sentare fiori e frutti nel posto migliore per quanto riguarda rispettivamente le probabilità d'impollinazione e la distribuzione. fru tti e foglie. e sembrerebbe giusto aspettarsi che debbano finire con lo spezzarsi. Questi rami possono ridursi al minimo necessario perché una pianta annuale possa spiegare un certo numero di fiori. E sempi analoghi si ritrovano tra le piante fiorenti. In queste piante erbacee. la sostanza di cui è fatto il legno. Analogamente i cespugli tendono ad avere foglie sugli steli ed a portare fiori a ll'estremità degli steli. In molti gruppi vegetali la base delle fogl ie vecchie crea uno strato protettore. in numero grandemente proporzionale alla salute e al vig ore del colletto. o a sbalzo.

E" interessante leggere la presa di posizione alquanto antropomorfa dell'artista Ruskin di fronte alla crescita e alla strutturazione di quello che egli chiama «l 'albero socializzato». La citazione è tratta da "Elementi del disegno", Lettera terz a. "Libertà per ogni ramo di cercarsi sostentamento e felicità secondo il bisogno, con irregolarità d'azione nel gioco come nel lavoro e facoltà di sporgersi per procurars i dalla luce e dalla pioggia l'alimento necessario, trovando un posto per respir are a sufficienza tra gli altri rami, o di annodarsi, o raccogliersi verso l'alt o per trovare forza per il fardello che i fiori fruttiferi vorranno depositarvi, e per qualsiasi impeto e sforzo per il lussureggiante fogliame squassato dalla bufera; giocando qua e là a seconda di come la provvida luce solare tenti i suoi g iovani polloni ancora incerti dell'esistenza futura. Esigenze imperiose, per ogni ramo, di fermarsi entro certi limiti, che esprimano cortese cameratismo e fratellanza con i rami del vicinato, e di collaborare sec ondo le proprie forze, la propria grandezza e il proprio stato di salute, in mod o da produrre la perfezione d'insieme delle grandi curve, e la solennità della cir conferenza di tutto l'albero". capitolo 7. LA CENTRALE ENERGETICA. Senza clorofilla una pianta non sarebbe una pianta, e, in termini generali, senz a foglie non vi sarebbe nessun posto per portarvi la clorofilla. Esistono altre sedi dove operare la fotosintesi, principalmente steli e tronchi in circostanze speciali, ma la foglia rappresenta una creazione molto specializzata nel suo spe cifico settore d'attività, per cui ognuna costituisce una minuscola centrale energ etica che fornisce energia al resto della pianta. Le foglie possono variare enormemente per dimensioni e forma, da quasi filiformi a sferiche, e tra questi due estremi c'è tutto un assortimento di forme fogliari lobate, intaccate, dentellate, tante da riempire un catalogo senza fine, senza c ontare il fatto che in alcuni casi è praticamente impossibile darne una descrizion e. La maggior parte delle foglie è simmetrica lungo la linea centrale, altre sono invece irregolari, e alcune - come quasi tutte quelle del grande gruppo delle be gonie - sono mozze o piegate su un fianco, talvolta disposte a spirale. Anche la rigidità, o tono fogliare, varia moltissimo; le foglie sono per lo più relativament e soffici e pieghevoli, ma alcune - ad esempio quelle delle yucche, delle agavi, delle bromeliacee in generale - sono durissime, e quando terminano a punta rigi da potrebbero quasi costituire un'arma mortale. Infine le foglie variano anche d i spessore: sono tipicamente piuttosto sottili, ma, specialmente nelle specie su cculente o grasse, si presentano talvolta spesse e carnose, e perfino di diametr o circolare. Le foglie sono unite a volte al virgulto o al ramo principale da un picciòlo inter medio, di solito per un'estremità, ma talvolta più o meno per il centro. Il punto di giunzione è relativamente stretto, e la foglia si espande da lì. In corrispondenza di questo punto di giunzione si concentrano i fasci vascolari, che continuano ne lla foglia sotto forma di nervature. Si osserva di frequente una grossa nervatur a centrale, oppure, nelle foglie a lobatura regolare, una serie di nervature che si dirigono verso la punta di ciascun lobo. Dalla nervatura media possono stacc arsi nervature minori in rilievo, e comunque tutto il resto della foglia è travers ato in tutti i sensi da nervature minori, o venule. Il termine venula è appropriat o, perché queste nervature minori hanno aspetto molto simile alle vene degli anima li che contengono sangue, e possono residuare in forma di scheletro livido e sco lorito, quando i tessuti fogliari si sono decomposti. Queste vene vegetali sono il sistema d'irrigazione della foglia; nelle dicotiledoni formano una rete irreg olare, mentre decorrono parallele nelle monocotiledoni. In ogni nervatura xilema e floema stanno associati e si integrano reciprocamente , di modo che gli zuccheri possono passare dalle cellule fogliari al resto della pianta, mentre in queste cellule passano a loro volta l'acqua indispensabile pe r la fotosintesi e la traspirazione, nonché i minerali che collaborano alla costru

zione delle cellule. La foglia tipica è piatta. Questa caratteristica le conferisce superficie massima e volume minimo, di modo che è progettata nel modo più indicato a ricevere quantità ma ssime di luce ed anidride carbonica senza sciupio di cellule al centro. Le piant e grasse richiedono meno fotosintesi ed ancor meno traspirazione, mentre invece è molto importante per loro disporre di riserve d'acqua, e perciò hanno foglie carno se. La foglia ha su ambedue i lati un'epidermide o cuticola trasparente ed imper meabile, uno strato epidermico di cellule incolori talvolta morte - di solito co ntenenti acqua - sotto la cute, e sulla superficie superiore un denso strato di cellule contenenti numerosi cloroplasti, i corpuscoli che contengono la clorofil la. Il centro e le parti inferiori della foglia contengono un tessuto spugnoso l a cui caratteristica principale è data dagli spazi aerei ampi ed irregolari situat i tra le cellule. Sul lato inferiore della foglia ci sono i pori respiratori o stomi - parola d'or igine greca che significa «bocche». Osservati verticalmente, gli stomi hanno una cel lula a forma di labbro, nota con il nome di cellula guardiana o custode, situata sul fianco di uno spazio vuoto. Sono progettate in modo che la fessura si apra quando sono gonfie d'acqua assorbita dalle vicine cellule epidermiche, e si chiu da invece quando viene ceduta acqua alle cellule circostanti. Solo con un meccan ismo del genere gli orifizi situati nella cute rigida potrebbero aprirsi e chiud ersi senza deformarla. Attraverso gli stomi entrano ed escono gas e vapore acque o a seconda delle condizioni esterne e delle attività interne della foglia. Abbiamo già notato che la cute è impermeabile, tanto che in molti casi può essere addi rittura spessa e cerosa allo scopo di assicurare impermeabilità. Un bell'esempio n e è dato dalle foglie rotonde di quella pianta bellissima tra tutte che è il loto in diano, dove le foglie sono tenute sopra il livello dell'acqua da un sottile gamb o centrale. Gocce lucenti d'acqua si spargono tutt'attorno come argento vivo se la foglia viene mossa; la superficie, coperta di microscopiche escrescenze ceros e, è assolutamente impermeabile. Lo strato ceroso esterno controlla la permeabilità della cute al vapore acqueo; ad esempio, la rimozione di questo strato dalla fog lia di una mela di coltura aumentò la permeabilità da 15 a 107 milligrammi per centi metro quadrato. Senza lo strato ceroso una foglia si accartoccerebbe rapidamente man mano che l'umidità interna si diffonde nell'aria. Le foglie possono avere anche un impianto isolante sotto forma di peli per tener e fresca la foglia, o per rifrangere dalla sua superficie la luce solare nei cli mi molto caldi, o i raggi ultravioletti a grande altezza sul livello del mare. C on le cellule epidermiche -che sono anche trasparenti - la cute forma uno strato abbastanza rigido da proteggere i teneri tessuti interni. Sui bordi della fogli a, altra resistenza viene fornita da parecchi strati di cellule epidermiche, cui tocca il compito di tenere ben salda la «sacca» trasparente e di resistere agli age nti che potrebbero danneggiare quest'area così vulnerabile. Se i pori degli stomi fossero sempre aperti, dato il loro numero, basterebbero a far evaporare dalla foglia praticamente tanta acqua quanta se ne andrebbe senza il rivestimento cutaneo fogliare. Invece la capacità di aprire e chiudere gli sto mi riesce a rendere la superficie quasi del tutto impermeabile al movimento del vapore acqueo. L'efficienza degli stomi varia, ma in generale essi regolano l'ev aporazione dalla foglia quando all'esterno c'è secco o tira vento, e il vapore acq ueo non si può raccogliere attorno alle aperture citate. Le piante che crescono in condizioni tipiche di umidità, o hanno foglie che si bag nano facilmente, possono disporre di stomi sopraelevati su peduncoli composti di cellule epidermiche, come nel cetriolo; non c'è giardiniere che non sappia come q uesta pianta preferisca un'atmosfera molto umida sotto vetro, cioè condizioni in c ui occorre che le foglie favoriscano la perdita d'acqua per godere di adeguato r icambio di gas. Viceversa le piante che vivono in condizioni di aridità hanno pori spessissimo affondati nella superficie fogliare, in modo da ridurre il più possib ile l'evaporazione di base, mentre una piccola sacca di vapore acqueo tende semp re ad indugiare nella cavità infossata al di sopra del poro. Tali pori infossati p ossono avere inoltre una massa di peli sovrastanti, allo scopo di ridurre ulteri ormente il movimento del vapore. Conviene sempre ricordare che questi pori non sono lì soltanto per controllare le

perdite per evaporazione, ma regolano anche l'immissione dell'anidride carbonica necessaria. Se sono chiusi in condizioni di aridità, la fotosintesi rallenta e si arresta. Così durante una siccità le piante periscono non solo per mancanza d'acqua , ma anche per inedia. Le piante tetracarboniche citate al capitolo 5 sono tanto efficienti perché, vivendo in condizioni ambientali aride dove gli stomi sono spe sso quasi chiusi, hanno elaborato un processo specializzato che consente alla pi anta di funzionare adeguatamente a livelli bassissimi di anidride carbonica, e m agnificamente in condizioni di maggiore umidità quando i pori sono aperti. Gli stomi, infine, abitualmente si richiudono di notte, quando è come se la pianta rifacesse il pieno d'acqua, e non occorre metabolismo gassoso perché non avviene fotosintesi. La pianta ha grande bisogno di ricaricarsi d'acqua, perché complessiv amente ne elimina quantità davvero eccessive. E" stata avanzata l'ipotesi che l'ef fetto refrigerante dell'evaporazione serva a proteggere le foglie dalle bruciatu re nelle giornate calde, ma anche se tale supposizione fosse vera, si tratterebb e pur sempre di un'attività secondaria. A questo proposito C. L. Duddington osserv a che la traspirazione è un poco come usare il Niagara per riempire la vasca da ba gno. Ma l'obiettivo principale è costituito dal compito di assorbire anidride carb onica per fabbricare nutrimento, e si tratta di un'ardua fatica, dato che l'aria contiene solo lo 0,03% di questo gas, per cui deve circolare molta aria all'int erno del tessuto fogliare. I pori devono stare aperti al massimo per assorbire a deguatamente l'anidride carbonica; così sfugge molto vapore acqueo, e bisogna farn e arrivare dell'altro attraverso il tronco o il gambo, o aspirarne per le radici . Questo sistema relativamente inefficiente è un male necessario che funziona in c ondizioni normali, e si è sviluppato perché il processo di fotosintesi deve avere ef ficienza massima - si tratta di uno dei problemi di capitale importanza che le p iante hanno dovuto risolvere da quando sono uscite dal mare. Le specie altamente adattate, quali sono le piante succulente, o grasse, hanno superato in parte qu esto problema, ed hanno ormai ridotto enormemente il loro tasso di traspirazione . Gli stomi, tra l'altro, si trovano anche sui gambi e sugli steli verdi, specia lmente su piante di tipo succulento ed evoluto, che hanno perduto le foglie e in dati casi anche sulle radici. Semplici pori respiratori si trovano sulle piante terrestri inferiori come le epatiche; queste piante vivono in ambiente umido, p er cui non occorrono labbra per chiudere gli stomi. Nelle epatiche il poro si tr ova sopra una camera d'aria, sul cui fondo sono insediate speciali cellule addet te alla fotosintesi, che beneficiano dei gas che entrano. Ho già accennato al fatto che i rametti e i rami che costituiscono le terminazioni di rami più grossi di un albero, portano foglie disposte in modo che ciascuna ric eva il massimo di luce ed aria. A volte si tratta principalmente di tenere tutte le foglie ad angolo retto rispetto alla fonte luminosa; in altri casi si produc e un «mosaico fogliare». Questo fatto può non apparire molto chiaramente con alberi co me il faggio, dove c'è una gran massa di fogliame sui rami sottili e scarmigliati, ma in certi alberi è veramente impressionante. Se si osservano dalla punta i ramo scelli frondosi di un comune acero, ad esempio della specie spontanea "oppio", o di quella coltivata detta "pseudoplatano", si rileva un notevole intreccio di f orme dal quale le foglie giovani ed anziane possono ricavare la massima luminosi tà. Le palme ed altri alberi, come le felci erboree e le cycadine, che hanno una c hioma di foglie o fronde stese - specialmente se sono pennatosette, come le penn e degli uccelli - irradiano dal centro in modo da assicurare luce anche ad ogni singola fogliolina. Effetto analogo viene ottenuto dalle foglie pennatosette del l'ailanto, l"«albero del cielo». Molte piante tropicali hanno foglie a gambo molto l ungo che s'irradiano da una corona, dove ogni foglia è configurata in lobi irraggi anti profondamente incisi. Una di esse, la Musanga cecropioides, è conosciuta con il nome di "albero parasole", perché assorbe con le fronde tanta luce solare da ve nir usata per fare ombra nelle piantagioni di cacao. Naturalmente non sono soltanto gli alberi a produrre mosaici di foglie. L'edera è un buon esempio di lavoro ad incastro, un gioco di pazienza vegetale; le foglie di begonia pendono su un fianco per comporre un disegno meno compatto. Certe pia nte hanno foglie di due dimensioni, in modo da poter usare ogni spazio disponibi le, come nella belladonna. L'olmo combina piccole disuguaglianze di forma con la diversità di grandezza. Gli esempi più vistosi di mosaici fogliari si ritrovano di

solito nelle piante dei posti ombrosi, dove ogni parte di ogni singola foglia de ve ricevere tutta la luce disponibile. Le piante sono in grado di mettersi in buona posizione per ricevere la luce, spe cialmente se hanno lunghi picciòli, perché alla base del picciòlo c'è spesso un'area gon fia detta cuscinetto, o "pulvino", che gira tutta la foglia a seconda del bisogn o - un piccolo nodo di cellule funzionanti come un servomotore. L'allungamento d el picciòlo fa sì che le foglie più vecchie vengano allontanate sempre più da quelle nuo ve; perciò lo schema fogliare che ne risulta si compone di foglie con picciòli di di versa lunghezza. Queste disposizioni si rivelano in modo molto impressionante ne lle piante acquatiche a foglie galleggianti, le quali devono spiegare naturalmen te le foglie su un solo piano. Le piante acquatiche che vivono in acque correnti hanno foglie filiformi o molto frastagliate che riducono il pericolo di venir l acerate o strappate. La rosetta è un esempio classico di dispositivo progettato pe r assicurare la massima ricezione di luce, e si osserva nella sua attuazione mig liore nelle piante praticamente sprovviste di gambo - dette sessili, o acauli come i semprevivi e le sassifraghe, sebbene questo accorgimento sia adottato anc he da molte altre piante. Le foglie s'irraggiano da uno stelo centrale: le più vec chie sono le più lunghe, le più recenti sono le più corte. Così ogni foglia riceve all'i ncirca la stessa razione di luce. Alcuni alberi sembrano disobbedire a queste regole, segnatamente le conifere, ch e tendono a ricoprire i loro rametti di aghi o ad avere foglie ridotte a dimensi oni di scaglie, le quali ricoprono la vera superficie dei virgulti come una vecc hia spoglia di serpente. Queste piante vivono prevalentemente in difficili condi zioni climatiche, per cui può darsi che il loro obiettivo sia quello di attuare il massimo numero possibile di posizioni adatte alla fotosintesi, in modo da poter trarre profitto dalle condizioni di luce e di aria, qualunque esse siano. Alcune conifere sono di forma spiccatamente simmetrica e portano i rami disposti ad eleganti palchi piatti, come l'araucaria delle Isole Norfolk, l'araucana ed altre araucariacee affini. Questa disposizione non si limita alle conifere: la S terculia apetala, o albero di Panama, assomiglia a un candelabro alto una trenti na di metri. Le foglie del palco più basso possono misurare circa centimetri 110 p er 55, e man mano che i palchi salgono in altezza, le foglie si fanno sempre più p iccole. Le foglie profondamente lobate della papaia irradiano dalla corona come i raggi di una ruota. Una specie di corniolo, il Cornus controversa, è chiamata da gli anglosassoni l'albero a torta nuziale per la sua disposizione a palchi, ment re il Cornus alternifolia è detto alberopagoda. Sebbene la maggior parte delle pal me adotti la corona espansa, va citata tra le forme più notevoli quella dell"«albero dei viandanti», le cui foglie di otto metri, somiglianti a quelle del banano, spo rgono dalle radici come un gigantesco ventaglio. Nelle regioni molto calde può non costituire un vantaggio per le foglie il fatto d i ricevere la luce solare in tutta la sua intensità. Esiste un gruppo di piante, p er lo più imparentate con la lattuga, che girano le proprie foglie e sono erette i n modo da tenere il bordo rivolto di costa verso il sole meridiano. Si chiamano piantebussola, e la loro accuratezza direzionale veniva utilizzata dai primi cac ciatori delle praterie americane. Alcune piante dispongono le foglie a perpendic olo quando sono esposte al sole, e in senso orizzontale quando stanno all'ombra, come il tiglio argentato che ha la faccia inferiore delle foglie bianca, e pres enta un sorprendente contrasto bicromatico in una giornata di sole. Quando il so le scotta, come in Australia, gli eucalipti tengono le foglie perpendicolari di giorno. Molte monocotiledoni - ad esempio i gladioli - hanno foglie lunghe e str ette ripiegate verso il centro, in modo che la superficie superiore venga ripara ta dal sole per la maggior parte del tempo. Le foglie ad estremità inferiore adere nte lungo il tronco a guisa di ala costituiscono un analogo dispositivo inteso a schivare la vampa del sole. Le foglie possono disporsi in modo da ricevere non solo la luce, ma anche la pio ggia. Lo schema di disposizione delle foglie su un albero è spesso progettato in m odo da portare sempre l'acqua verso l'esterno, sì che alla fine la pioggia sgronda quasi tutta per terra sul bordo esterno della cupola formata dal fogliame, ed è p roprio lì che si trova la massima parte delle radici assorbenti dell'albero. Quest a direzione dell'acqua si accompagna di solito alla presenza di scanalature nell

Altre piante perenni alte. di modo che la lesione risulta sigillata perfettam ente. in modo che c'è uno scorrimento interno verso lo stelo. Le foglie delle piante cedue e dei cespugli cadono ogni anno m autunn o. hanno una serie di foglie di grandezza decrescente man mano c he risalgono lo stelo. A volte nelle scanalature si trovano peli che c ontribuiscono a dirigere lo scorrimento dell'acqua. Il Ficus puntila. Il tempo di rimonta delle foglie delle palme. ma quando sta per fiorire produce oglie rigide e diritte di 10 cen timetri. In tutti questi casi la forma giu nta allo stadio di fioritura può propagarsi e crescere senza poter più tornare indie tro. Gli eucalipti possiedono sovente foglie rotondeggiant i da giovani. Quelle delle piante annuali periscono assieme alla pianta. i cotiledoni. o tasso barbasso. oppure la pianta ha un fittone verticale. con terminazioni esterne rivolte verso il basso. Alcune piccole cellule diventano gelatinose all'esterno costituendo in tal m odo uno stato fisico in cui qualsiasi soffio di vento. nonché alt re piante del tipo della lattuga selvatica. A questo riguardo eucalipti e cipressi formano il g ruppo vegetale più notevole. (Lo stesso processo si ripete esattamente quando i frutti cadono dall'albe ro. come nell'ippocastano. alcune foglie cadono senza interruzione e vengono sostituite di conti nuo. le cui foglie terminano in bordi che abbracciano lo stelo. come varie specie di verbasco. Esse si possono tenere indefinitamente allo stat o giovanile potandole regolarmente per favorire la crescita di foglioline giovan i. è motivo sufficiente a staccare la foglia dal ramo. Questa caratteristica ricorda il caso dell""axoloti". Nelle piante erbacee un disp ositivo secondario di foglie può svolgere identica funzione quando le radici si al largano all'esterno. Nelle gimnospe rme come le conifere si possono trovare parecchi cotiledoni stretti. L'edera costituisce il caso più comune tra le specie dei climi tem perati: quando è in fiore produce foglie arrotondate cespugliose invece del consue to ammasso rampicante di foglie a forma di freccia disposte sui tralci forniti d i radici aeree. mentre le foglie delle perenni appassiscono assieme alla parte aerea del la pianta. e un altro esterno. e estremamente lento. Lo dimostrano giacinti e tulipani. Nello Scindapsus aureus una pianta affine al gigaro. Alcune piante rampicanti hanno fogliame molto più sviluppato quando entrano in fas e riproduttiva. In tutte queste piante rampicanti le foglie indicanti la maturità riproduttiva ven gono prodotte quando lo stelo rampicante raggiunge una posizione con più luce ed a ria oppure non riesce ad arrampicarsi più oltre. finché non sopravven gano circostanze tali da tramutarla in una salamandra terrestre. agavi e simili. spesso durissime e rigide. Contemporaneamente le cellule dello strato di taglio che stanno sul lato rivolto verso lo stelo forma no una barriera impermeabile. Alcune piante hanno uno stadio giovanile in cui si producono foglie di forma ass ai diversa da quelle adulte. quando invece le radici si dirigono principalmente verso il basso. Dopo una fase complet amente giovanile. Alla fine le foglie muoiono. Man mano che la foglia invecchia si forma uno strato di cellule spec iali alla base della foglia o del suo picciòlo: lo strato di separazione o di tagl io.e foglie. bromeliacee. la salamandra acquati ca provvista di branchie che può rimanere tate indefinitamente. Una foglia che non fa che morire e disseccarsi resta sull'albero come un reliqua to scomodo. e strette foglie falcate nella forma matura. dove le foglioline del seme sono spesso carnose e costituiscono una riserva ali mentare mentre si sviluppano le radici della piantina. o fico strisciante. possono esse re affatto diverse da quelle adulte: ciò avviene quasi sempre con le dicotiledoni. che viene infi ne indirizzato a terra tutto attorno al perimetro delle foglie più basse. o catalizza . le scanalature formate da fogl ie e picciòli possono incanalare l'acqua verso l'interno in modo da farla scorrere lungo lo stelo o tronco principale. il cambiamento e a ncora più vistoso . queste piante possono mantenere ciuffi di foglie giovanili ent ro una corona di foglie mature.le foglie normali di 6-8 centimetri a lembo fogliare indiviso vengono sostituite da foglie di 60 centimetri lobate o profondamente intagliate. e a volte solo la forza d i gravità. ha foglie lunghe un paio d i centimetri. Nelle monocotiledoni come le palme i cotiledoni somigliano di solito ad una foglia adulta.) Tutte queste separazioni sono causate dall'azione dei «messaggeri». Ho già fatto notare che le prime foglie delle piantine. sulle sempreverdi e le latifoglie delle foreste tropicali che non hanno un ci clo annuo.

e vi si accumula il materiale di scarto eliminato dal protoplasma.. Il fatto però è assolutamente atipico dei cacciatori di piante in generale. gli impianti energetici di ogni pianta si logor ano nei singoli elementi. La similitudine non è poetica. il meccanismo chimico in causa è descritto al capitolo 10. Queste variazioni sono quasi sempre adattamenti assai specializzati a situazion i varie. porpora ed anche rosato in ogni gradazione. in un modo o nell'altro. un certo dottor Santos. una meraviglia vegetale!». Ammise tuttavia che «osservate più da vicino. tra i quali spuntava qua e là un mazzo di fiori" . fiamma. e confe riscono ad alcune specie a foglie caduche quelle tinte spettacolose di oro. da mozzare il respiro... che bruciano e vanno sostituiti. descritti al capitolo 11. Le giovani foglie cedue hanno un colore verde brillante che dipende dalla penetrazione diretta de lla luce nelle cellule. Anche Schomburgk. le foglie destavano la più grande ammira zione per la loro immensa e perfetta simmetria». Questi ultimi fanno ingiallire le foglie di molte piante. prescindendo completamente dai diversi p unti di vista con cui noi classifichiamo le piante in famiglie. Non appena entra in scena questo processo. quando si tr ovò per la prima volta al cospetto di ettari ricoperti di foglie immense di ninfea gigante. Molte piante tropicali producono esili radici funzionant i da speroni o contrafforti di sostegno. tali da far trattenere il respiro anche oggigiorno qua ndo si vedono in un giardino. di solito enfatico. ross o. che associano la funzione nutritizia a quella di fornir e ancoraggio e stabilità. così si attenua la colorazione verde. cacciatore di piante di epoca edoardiana. Essi inf atti sono per la maggior parte estremamente laconici quando si tratta di descriv ere il primo incontro casuale con qualcuna delle numerose stupefacenti manifesta zioni del mondo vegetale.la saxifrag a florulenta che è una pianta fantomatica e quasi mitica. che mi trovo imbarazzato a trovare un termine di paragone. riuscì solo a scrivere: «Toh.. Cominciamo dalle radici. endemica delle Alpi Mari ttime. c omincia a diminuire il contenuto proteico delle foglie. che talvolta cominciano abbastanza in a lto sul tronco e scendono obliquamente a terra. che danno all'autunno la sua partic olare bellezza agrodolce prima che restino i rami nudi esposti ai lunghi mesi in vernali. L'eliminazione delle foglie di anno in anno è d'importanza vitale per le piante a foglia caduca che vanno incontro al riposo invernale. così memorabili specialment e nelle regioni orientali degli Stati Uniti. le quali perciò devono resta re inattive in inverno. e si accumulano i prodot ti di rifiuto. e in religioso silenzio contemplai per la pri ma volta.. feci risuonare la volta del cielo di un urlo di trionfo.» Così si esprime in un suo brano parti colarmente vivace Reginald Farrer. la più meravigliosa pianta di tutta la catena alpina. ECCENTRICHE E BIZZARRE. ma indubbiamente l'impressione datami dalla pianta.tori chimici. Fu un momento su premo. dove si riflette all'interno e fa lavorare a pieno regim e ogni cloroplasto. indescrivibile. Tuttavia le pareti delle cellule s'ispessiscono con il passa re dei mesi. si ritrovano molte variazioni eccentriche e bizzarre sul tema del la struttura fondamentale della pianta. ma le foglie invecchiano in ogni caso. Presto o tardi.. e talvolta ricordano le lesene d . generi e specie. Botanici o no. Comunque era più incl ine ai voli lirici di un botanico locale. che si espress e in questi termini: "L'immagine offerta dalla "Victorià nelle sue acque natie è così nuova e straordinaria . «Quando la mia ragione cessò di vacillare dalle fondamenta. e l 'evento accennato consisteva nel suo primo incontro con «il re antico» . sebbene in casi come quello della ninfea gigante si possa ritenere che dipendano dai vantaggi offerti da un habitat ideale. Le conifere a foglia caduca come i larici e le sequoie arcaiche arrivano al punto di lasciar cadere interi rametti. fu quella di mol ti vassoi da tè verdi galleggianti. Capitolo 8.

simile a un ditale bruno che prontamente sparisce. Se un pandan o deve spostarsi dalla perpendicolare. e ne producono di nuove man mano che quelle più in basso vengono sommerse dalla melma e dal fango. e serpeggi ano rasoterra per metri e metri. sebbene anche quest'ultima ve . formando un groviglio inestricabile. C'è un gruppo d'alberi stranissimi muniti di radici aeree. queste radici funzionano più come cavi di stabilità o controventatura. le radici aeree prendono il sopravvento. In questi alberi sono le radici aeree a portare la magg ior parte delle radichette sottili. I baniani in India sono considerati alberi sacri. il cipresso di palude. trovarsi al centro di un ve cchio baniano da l'impressione di indugiare in un boschetto sacro. o da impalcature di sostegno. hanno alla loro base una tipica struttura che ricorda quella delle tende dei pellirosse. il kapok. Mentre le radici sono ancor a esposte all'aria. e a volte compaiono solo se la pianta si trova in un pos to umido. grazie a u n albero con 320 radici colonnari e una chioma di 600 metri di circonferenza. co nsistente in un corredo di radici che partono dal tronco principale dirigendosi obliquamente verso il basso. Talvolta i trampoli e i piloni di sostegno si associano alle lesene. man mano che cresce. Il fatto non sorprende. Questo accorgimento spinge verso l'alto il tronc o deboluccio sotto la sua grande chioma di fronde. puntelli o trampoli. dove manca completamente la radice centrale. fornito com'è di 350 grosse radici colonnari e di circa 3000 radici aeree più sottili. Sebbene la parola lesena sia indicata per rendere l'immagine vi siva. tanto che la base del tronco comincia sp esso a una bella altezza da terra. nella valle dell'Andrha. Un'altra realizzazione d'ingegneria ai fini della stabilità. perché molte radici di sostegno originano nuovi germogli dove toccan o il suolo. Ne esistono n umerosi grossi esemplari: un baniano caratteristico assicura ombra a tutto un vi llaggio. o albero ad ombrello. Questa tattica consente all'albero origin ario di espandersi all'esterno più o meno all'infinito. un albero caduto quasi in linea orizzontale ne produce sotto il tronco fino ad assomigliare a un grottesco millepiedi.lesene. le radici aeree di sostegno sono prerogativa quasi esclusiva di piante che crescono in regioni paludose o s oggette ad inondazioni. se possono penetrare nel terreno. Ne ll'Orto Botanico di Calcutta cresceva un famoso esemplare di soli 280 metri di c irconferenza. Un altro primato si ha in India. molt e famiglie hanno adottato questo metodo per distribuire il carico dell'albero su radici piuttosto superficiali e poco profonde. associa la funzione di sostegno a quella di riproduzione. Le mangrovie emettono pu ntelli radicali per sostenersi nelle paludi e sui litorali fangosi. e diventano radici colonnari. colonne . Radici accessorie d'altro tipo sono prodotte dai baniani. ch e alla fine toccano terra.elle cattedrali. anche stavolta diffus amente adottata dalle piante tropicali è data dalla crescita di radici funzionanti da trampoli. mentre muore la parte del tronco vicina a terra. e sono più soggette a trazioni che a pressioni. ma con 464 radici colonnari. Da queste radici se ne staccano altre che si af fondano verticalmente nel terreno. che sono una specie di Ficus. specialmente. Si dice che Budda abbia meditat o all'ombra di uno di questi alberi. I pandani. 5. la Musanga smit hii africana. effettivamente. Uno di questi alberi.la struttur a radicale affiorante dal terreno ricorda molto più quella del tronco che non quel la di una radice normale. Nei cipressi di palude le strett e lesene che scendono lungo il tronco in curve aggraziate diventano cave negli e semplari vecchi. Talvolta questi trampoli vege tali originano altri puntelli secondari presso la loro stessa base. s'ispessiscono rapi damente. Man mano che i rami si estendono. Nelle radici di questi tipi . altre radici spuntano sempre più in alto sul tronco m an mano che l'albero invecchia. produce puntelli lungo tutto il fianco più vicino al suolo. l'albero del cotone. però. Tra gli alberi di questo tipo sono comprese v arie specie di Ficus. e l'uomo spess o aiuta le radici aeree a penetrare nel terreno. a forma di tenda. è chiaramente visibile il cappuccio radicale protettivo citato al cap. ma mentre q ueste ultime sono create da molti alberi di foresta. emettono radichette perpendicolari. occupando ettari ed ettari di superficie. mentre altre volte emergono proprio a fior di terra. La piantina originale mette radici nel modo n ormale. perché le radici esistono più per svolgere funzioni di sostegno che di circolazione.

per il fatto che la piantina va in c erca d'umidità che le consenta di crescere veramente . Nel cipresso palustre.sta unito alle radici con le foglie e i fiori. Possono così assomigliare alle radici aeree delle epifite quali le bromeliacee. nelle qual i può estendersi per nove decimi sotto terra. Le radici del baobab possono allargarsi per 100 metri tutt'a ttorno all'albero. gli pneumatofori hanno la form a di «ginocchi» nodosi. e se ne ricavò tanta gomma quanta venne erogata dagli alberi vicini sopravvissuti. o "pneumatofori". dove le radici spingono in alto attraverso il fango masse di germogli diritti che si assottigliano progressivamente. e alla fine lo ricoprono c on un abbraccio mortale. Certe piante che crescono negli acquitrini o nel fango sviluppano curiose radici respiratorie. come ad esempio i virus degli agrumi e l'avviz zimento della quercia: l'unico modo per combatterle consiste nell'abbattere gli alberi apparentemente sani attorno a quelli attaccati. ed origina talvolta masse di radici rosse sottili e fibrose dai rami più bassi. come dimostrano gli e sempi delle radici aeree di sostegno. dato che tutte le radic i erano in intimo collegamento tra loro. e lo stesso può fare un melo ovviamente. che devono assorbire umidità dall'a ria e lontano dal tronco della pianta ospite. di modo che un bosco di un solo genere di piante p uò avere un solo autentico intreccio di radici fittamente collegate. Questa particolarità è tipica delle mangrovie. grazie alle foglie degli alberi vicini. i cui polmoni radicali emergono in viluppi contorti da l fondo della foresta acquitrinosa. Le radici arboree spesso si uniscono sottoterra con autoinnesti quando sono pres sate l'una addosso all'altra. e comprendono ad esempio la palma rafia e l a noce moscata selvatica. Questo è uno de i motivi per cui gli alberi tagliati spesso ricacciano così prontamente: le loro r adici funzionano. per così dire. ed hanno nella parte superiore aperture e pori che fanno affluire l'aria fino alle radici . lo stesso fa la vite rata (Metrosideros robusta). Alcune malattie si diffondono attravers o le radici unite da autoinnesto. in casi controllati. una volta tocc ato il suolo. strutture piramidali alte talvolta fino a tre metri formate da legno dolce spugnoso e corteccia altrettanto spugnosa. Molti Ficus si comportano in questo modo. mentre le tamerici in ambiente desertico sono penetrate con l e loro radici. venne praticata l'incisione delle ceppaie. Parecchi altri gruppi d'alberi sono prov visti di queste radici respiratorie. Lo spessore può variare da . le cui radici sono co mpletamente sommerse nella stagione delle piogge. La distinzione tra radice e tronco non è sempre molto netta. avviluppano pian piano l'albero ospite. controllando che vengano recisi tutti gli allacciamenti operati dalle radici. Una pianta d'erba medica può raggiungere con le radici la profondità di 10 metri. o gambo . Ma fondamentalmente il tronco . sebbene queste non siano direttamen te impegnate nel processo respiratorio. che tuttavia non giungono fino a terra. Talvolta sorprende la semplice estensione delle radici. che ven gono descritte in seguito con più diffusi particolari: queste cominciano la loro e sistenza come piante epifite e lasciano pendere radici aeree che. E" stato calcolato che in media circa i tr e quarti di una «tipica» pianta superiore si trovano sotto il livello del suolo. Que sto fatto è particolarmente accentuato nelle piantine nuove o plantule. e inoltre assicurare posizione cor retta agli steli. che diventano cave neg li esemplari vecchi.la misurazione lineare di t utti i peli radicali darebbe probabilmente il rapporto di 99 a 1 e più. Le radici continuano ad estendersi sempre più in rapporto alla parte aerea della pianta in c ondizioni di aridità. Un'altra specie di Metrosideros cresce come un albero normale.nga effettuata e debba essere senz'altro importante per alberi enormi come un ve cchio baniano. ma può darsi che queste radici aiutino ad assorbire umidità. Ho già citato i 622 chilom etri di lunghezza totale delle radici di una piantina di segale di quattro mesi.prova interessante di come l'aria s ia essenziale per il benessere delle radici.o stelo. Cinque an ni dopo che gli alberi della gomma in Malesia erano stati abbattuti dai giappone si nel 1945. le orchidee e le piante rampicanti delle Aracee. Tale fenomeno non ha t uttora spiegazione. fino alla stupefacente profondità di 50 metri. Attività radicale in forma alquanto diversa è svolta dalle liane soffocanti. Perfino piantine minuscole come gli equiseti possono sviluppare apparati radica li fino a profondità impressionante.

aveva 371 anni d'età . Alcune palme ceree di Cuba.o «elmo del pol iziotto» -. Il baobab si può definire solo grottesco data la sua altezza media di 12 metri ri ferita al diametro di 10 metri. dalle proporzioni analoghe. possono arrivare a venti metri d'altezza. non h anno foglie ma spine. Una pianta ha ricevuto la denominazione molto appropriata di pianta tartaruga o piede d'elefante: è una pianta rampicante che emette polloni annuali d a un tronco rotondeggiante. Tutte queste forme di obesità servono a trattenere l'acqua. gli alberibottiglia australiani. e in altezza praticamente da zero fino a 1 00 metri e più. quali le Moringa o alberifiasco. Ad esempio la palma cerea delle Ande supera i 60 metri d'altezza. ma ha solo 40 centimetri di sezione. al di sotto delle quali le foglie vecchi e e morte pendono come sottane sbrindellate sotto un poncho nuovo andino. che spunta da un piccolo ciuffo di radici e produce una macilenta chioma orizzontale.specialmente se hanno ramif icazioni . in chiome simili a ciuffi. ispessisce il suo tronco cavo di almeno 4 centimetri nel corso di una stagione. che possono restare sul t . la palmapanciuta di Cuba. è stato misurato alla base lo spessore di soli 3 metri. strani anche per la loro cute grig ia e liscia che copre tronchi dall'aspetto muscolare. rigide e appena dotat e di picciòlo. Corner. ma lo sono forse ancora di più quelli altissimi e sott ili. La Cop ernicia macroglossa e la C. ma ha il diametro di uno o due metri soltanto alla base. e il kap ok. mentre il balsamo dell" Himalaya. e il loro aspetto fantastico . L'a lbero del cotone brasiliano assomiglia a una rapa mostruosa con il tronco ovoida le alto circa tre volte la propria larghezza. alto 100 metri. che ha tronco stretto seguito da rigonfiamento ovale. tenuto conto del fatto che è l'albero relativamente più sm ilzo del mondo: di un esemplare di questa specie. e sopravvivono anche se la loro part e più bassa viene scavata o bruciata: nel Sudafrica c'è un esemplare famoso il cui i nterno viene usato come autorimessa per le corriere. I tronchi d'albero dall'immenso spessore. e di 30 centimetri in cima. somigliantissimo a un corp o d'animale. In modo particolare le piante dei deserti sviluppa no tronchi rigonfi funzionanti da importanti serbatoi idrici: rientrano in quest a categoria gli Adenium e gli alberielefante. detto anche «pianta di vetro» .l mezzo millimetro di alcune effimere piante annuali fino alla cifra da primato di 17 metri di un castagno siciliano. Ciò nonostante g li alberi offrono resistenza notevolissima.ed ha un diametro di soli 82 centimetri alla base. Molti alberi non sono soltanto spessi. son o veramente impressionanti. Alcune delle piante annuali rampicanti possono superare l'altezza del girasole. Altri alberi hanno ricevuto nomi appropriati alla loro forma.intendendos i con questo termine che hanno un «giro di vita» ragguardevole rispetto all'altezza. lunghe fino a un metro e mezzo. Altre piante risultano stravaganti ai nostri occhi per altri motivi. tra l'altro. obesi . affollate. Altra versione alquanto ingrandita è data dal cetriolo di Socotra. Il pino Douglas deve essere una temp ra di vigoroso lottatore. ma sono anche grassi. finendo quasi in niente. rigida sono vere e proprie piante guerrigliere nel c onflitto in atto tra i vegetali dei Caraibi: le loro foglie hanno nervature di s orprendente lunghezza. si trovano esemplari più larghi che lunghi. cioè con altezza inferiore al diametro. "sviluppano foglie incredibilmente ammucchiate. Il tronco del baobab è pieno di sostanza polposa c osì molle che una pallottola di fucile può passarlo da parte a parte. ma non devono essere autoportanti. tanto per citare l'inimitabi le E. se si considerano le tensioni e le sollecitazioni cui devono resistere. dai rami miserelli in seriti in cima a un tronco conico. che si rigonfia no dolcemente e si assottigliano verso la chioma. J.ha conferito loro il nome di «alberi spiritati». La palma Guadalupa tocca i 17 metri d'al tezza. Sono tra le piante più sco rbutiche.il quale. e infine tronco più sottile. L'esile pennone di Kew Gardens è stato ric avato da un esemplare alto 82 metri . dal tronco cilindrico lungo circa sei volte lo spessore. Le Idrie colonnari hanno tronchi che si assottigliano progressivamente e regolarmente da una base relativamente stretta ma ancora isp essita. come quelli delle sequoie giganti. Anche le piante annuali possono avere gambi relativamente notevoli : i 3-4 metri del comune girasole rappresentano probabilmente il primato in alte zza. a corteccia sugherosa incisa da solchi profondi in a ree poligonali irregolari. che non hanno mai una posizione coerente a un minimo di logica. H.

ma pare che non sussistano ragioni eccellent i per spiegare la perforazione dei tronchi. composto di solito da tessuti adibiti a riserva d'acqua. alti fino a 6 metri. Alcuni arbusti striscianti mettono radici man mano che avanzano e riescono a cop rire vaste estensioni di terreno.che appartien e alle palme rampicanti . Nella parte più meridionale del Sudamerica i l notofago.un mondo crepuscolare senza alcuna se gnaletica. Ci sono motivi che giustificano l'ispessimento del tronco. una ca pigliatura arruffata alla sommità di un tronco scuro e tozzo. Stile di crescita affatto diverso ma ugualmente notevole ha il Ficus beniamino c omosa. perciò queste fabbriche vive di sosta nze piasti che vengono incise per l'estrazione della resina. dato che i vecchi esemplari scavati assomigliano «a stre tte torri di legno. e l'aspetto della pi anta è reso ancora più strano dall'infiorescenza stretta che si spinge in alto verti calmente. i ntrecciandosi con i rami vicini talvolta a parecchi metri d'altezza dal suolo. La denominazione botanica di Xanthorrhoea significa «flusso giallo». E" stata avanzata l 'ipotesi che gli esemplari veramente vecchi. il c ui diametro tocca talvolta i 20 metri.an zi si stende . nel quale sono incorporat i i vecchi picciòli fogliari. La resina è d'interesse merceologico per la fabbricazi one di vernici. tipo quella famosa colonia di mirtillo america no Gaylussacia brachycera. Ogni anno. Un albero del genere era alto 24 metri e avrebbe potuto racchiudere un uomo. che gli esploratori hanno trovato faticosissimo da superare. o faggio australe. Ha tronco q uasi orizzontale. una specie di fico che ha un solo tronco alto pressappoco come un uomo. che si stende su circa 40 ettari negli Stati Uniti. o a garitte cilindri che provviste di feritoie». In certe parti del Sudamerica alberi di questo t ipo si dicono «alberi delle zanzare». trasuda altra resina. Corner ha definito le Ad ina come «alberi a feritoie». "si sviluppano in questo modo piattaforme folte ed elastiche ad altezza spesso n otevole dal suolo. I tronchi delle piante rampicanti sono notevoli principalmente perché sono così lung hi ed esili. quando si formano nuove foglie. e si riferisce all a densa linfa resinosa di colore giallo che trasuda attorno ai picciòli fogliari e si indurisce lì. e si crede abbia 13000 anni. Altre piante originano una macchia impene trabile di lunghi steli orizzontali alti un metro circa.ronco molto tempo dopo la caduta del lembo fogliare. a l di sopra del quale si allarga una volta orizzontale pensile larga più di 50 metr i e spessa solo un paio di metri.una pianta conosciuta con il nome significativo di «albero orizzont ale». formato da un intrico di tronchi e rami . C ome scrive Winifred Curtis in "Flora endemica della Tasmania". perché i fori contengono acqua ed albergano ques ti insetti. ma i fori lascia vano passare soltanto una mano. In Australia le piante dette «negretti» (Xanthorrhoea) manifestano in vari modi la l oro eccentricità. Certi alberi e cespugli hanno il tronco più o meno orizzontale. coloranti ed altri articoli. fabbrica un groviglio alquanto analogo di ceppi e tronchi. spettacolo che si osserva spesso dopo un incendio nella boscaglia. Si raccontano storie di automobilisti che hanno percorso l"«orizzontale» fiancheggia nte la strada. dal quale può essere impossibile sgusciare fuori".lunga circa 200 metri. Le foglie lunghe e strette formano come una «testa di turco». Il primato registrato tocca ad una specie di rotang . In Tasmania cresce . Il fenomeno si verifica in certa mis ura nei vecchi olivi che si possono osservare nei Paesi mediterranei. E. Certi ginepri pros trati compongono grandi tappeti circolari stesi quasi a piatto sul terreno. E" pericoloso avventurarsi su piattaforme del genere. possano avere un'età di 5000 anni. J. perché un a caduta da un ramo fradicio e muschioso intrappola l'animoso al piano di sotto. con risultati paurosi. ma certe p iante hanno il tronco scavato da grossi buchi. che prospera autonoma o costituisce l"«ammezzato» di alcune foreste. come rozzi scarichi di innu merevoli grondaie". H. con circonferenza costante non . di modo che il tronco alla fine risulta formato da una parte centrale di tessut i conduttori vivi circondati da un manicotto resinoso. e gli stessi rami sporgono in senso altrettanto orizzontale.

e si mettono in contatto con punti d'appoggio con ampi movimenti circolari «di ricerca». salgono dal sottobosco che copre i l suolo della foresta. Il sistema più semplice è dato dal tronco che si spinge strisciando verso l'alto. sovente aiutate da setole o barbe nelle loro operazioni di ormeggio. In alcune bignonie r ampicanti tropicali il prolungamento fogliare assomiglia ad una zampa a tre arti gli che «va in cerca» di un sostegno e si avvinghia strettamente attorno a qualunque cosa tocchi. servendosi spessissimo di spi ne o di barbe a mò di chiodi di cordata. magari in forma di viticci che si avvolgono a cavatappi attorno ad ogni cosa che tocchino: essi possono esistere in forma distinta.superiore ai 4 centimetri. come nel caso della Cobaea scanden s . Alcune ram picanti si schiacciano contro un tronco e vi aderiscono con l'aiuto di radici ae ree. da un albero all'altro. o ancora più spe sso diventano il centro di piramidi verdeggianti alla cui sommità svettano chiome con guglie verdi. Certe piante hanno facoltà di crescita straordinarie. e l'occhio cerc a inutilmente di scoprire a chi appartengano tronchi e fronde. scavate di buche.sono le famose scale delle scimmie". o modellate a forma di eleganti g radini . una volta ins ediata in mezzo all'altra vegetazione. Le piante rampicanti si arrampicano in modi diversi. allora la pianta emette lunghe radici aeree sulla superficie inter essata. nonostan te la loro mole molto inferiore. A volte può eme ttere ponteggi laterali che contribuiscono a renderla inamovibile. formando ponti sospesi e vere e proprie arcate ad archi romanici e gotici. Le liane rampicanti rappresentano di fatto un passo notevolissimo e presumibilme nte tardivo dell'adattamento evolutivo. perché ha il potere di attorcigliarsi e aggrapparsi rapidissimamente ad ogni cosa che incontra. ed altr e ancora piatte come nastri. le lia ne assomigliano a funi tese tra il suolo e le cime degli alberi. Le clematidi si arrampicano così. Dove le liane sono invecchiate assieme agli alberi ai quali s' aggrappano. là si presentano come ondeggianti ghirlande. da una parte all'altra di altre pia nte. specialmente quando la foglia non è ancora completamente sviluppata. e da la scalata utilizzando ogni altra pi anta in grado di offrirgli un involontario punto d'appoggio. e lottano contro alberi enormi. Talvolta tira te e tese. Q ui le liane tessono e ordiscono cortine e tappeti verdi davanti ai tronchi del c iglio della foresta. Un altro perfezionamento è dato dai vi . Molt e sono ritorte come le anse di un cavo. Tronchi d'alberi isolati si trasfo rmano in colonne di smeraldo sotto un manto di liane intrecciate. una rampicante erbacea che può c rescere perfino di 10 metri nel corso di una sola stagione. che getta arcate e ponti sospesi della lunghezza di 10-12 metri. "Tutto si arrampica. Esse non si limitano alle regioni tropicali. Altri viticci rappresentano il prolungamento delle foglie. o pendono come r icche cortine dai rami degli alberi. altre avvolte come un cavatappi. Altrove si stendono in lussureggianti festo ni da un tronco all'altro. procurandosi la loro parte di luce e di aria co n un'arrampicata incessante su altre piante. e le parti più vecchie da tempo sono ormai spoglie di fogliame. Altre procedono in tortuose spirali. talaltra allentate ed ondeggianti.. rovi.la vitalba «tazza e piatto» degli anglosassoni -. serpeggia e si allaccia ad ogni altra cosa. ma quasi certamente ne esistono di molto più lunghe. Molte famiglie vegetali assai diverse tra loro hanno originato piante rampican ti.. che hanno viticci fino a 75 centimetri. Un'ulteriore forma d'adattamento si ha con l'emissione di molti ramoscelli minori che tendono a fondersi quando s'incontrano. In questo modo l'albero di sostegno ta lvolta può scomparire sotto un rivestimento totale. come è il caso della Rosa gigantea dell" Himalaya . Altre piante rampicanti dispongono di speciali dispositivi perfezionati per favo rire l'appiglio. come può mostrare ogni bosco del le regioni temperate con il suo assortimento di caprifogli. come nel fìor dipassione e nelle zucche. fiori e frutti. si aggrovigliano e si perdono in alto tra i tronchi. Presso altre rampicanti la base del gambo o picciòlo fogliare sostituisce i viticci. in modo da originare un trali ccio a scala come nelle Clusie tropicali. dove si descrive l'habitat forestale di q uell'arrampicatrice tropicale che è la liana. rose e vitalbe . No n resisto alla tentazione di citare uno dei brani più brillanti della "Storia natu rale delle piante" di Kerner e Oliver.

di movimen ti avvolgenti. per cui ne risulta . come i rotang. Spesso cercano crepacci bui.sono in grado di stare ritti per qualche metro sen za afflosciarsi al suolo. e permette loro di scalare superfici assolutamente lisce. Non v'è racconto d i viaggiatore in cui non si ottenga una bevanda rinfrescante da una palma rotang : tagliando e accostando alla bocca un pezzo di liana lungo . e . E" il caso di dire che esistono altri alberi in grado di erogare acqua analogame nte. alla velocità di metri 1-2. che viene spinto verso l'alto dall'estendersi del tronco sottostante.ticci con ventose adesive alle estremità. esalante invece un piacevole odore balsamico».poniamo . J. perché si potrà tagl iare il tronco un'altra volta ed ottenerne altra acqua grazie alla maniera carat teristica con cui i. 101 e 102. ed E. Come nel tipo a cavatappi. siano in grado di avvolgersi a molla sul suolo della foresta alla ricer ca di un sostegno lontano dalle radici.a somiglianza della fune magica degli illusionisti indiani . nonché dalle applicazioni commerciali altrettanto estese. i rotang vanno annoverati tra le piante rampicanti di maggio re successo. Una pianta rampicante ch e non trova una superficie cade al suolo. perché resta arrotolata dopo aver originato all'estremità un «flagello» lungo. sono liane co me le specie Caulotretus e Bauhinia. lunghissimi vasi circolatori . Alcune. se ne stanno sulla parte om breggiata del tronco che ha maggiori probabilità di avvicinarsi a un adatto sosteg no. c he si attorcigliano l'uno attorno all'altro.tre metr i. e in certe specie il viticcio che riesce a trov are una fessura vi si gonfia dentro in modo da rendersi inamovibile. I rotang ed altre piante rampicanti sono notevoli anche per la quantità d'acqua co ntenuta nel loro tronco e per la velocità con cui la convogliano. il che rappresenta la velocità massima mai registrata in una pia nta. la foglia si apre. è insolito che tale linfa lattiginosa non sia acre al gust o e velenosa. Ad esempio il pino australiano. o casuarina. ì 70 centimetri nelle querce e nei frassini. I flagelli di queste palme rotang rendono rischioso e penoso il passaggio per le giungle da loro infestate. senza alcun sapore acre. come il luppolo. che spesso viene fatta fermentare. sebbene le più vigorose tra loro. E non è finita. A guisa di paragone si possono citare i 2 centimetri al minuto nelle conife re. e vi si fissano. Corner giunge perfino a sospettare che elefanti e rinoceronti abbiano sviluppato le loro spessissime epidermidi anche per difendersi da queste piante. Com e precisa von Humboldt. A giudicare dalla loro ampia distribuzione.possono variare in lunghezza da tre a sei metri . quando viene tagliato. Nel tronco del la liana può fluire almeno un terzo di litro d'acqua all'ora. per cui il tronco principale della pianta vie ne ad aderire saldamente alla superficie. un rotang adulto può crescere tre metri all'anno. spesso di un metro e più. secondo le parole del famos o esploratore Alexander von Humboldt.si collegano a rete all'interno del tronco. Una volta rag giunto l'appoggio.5 al minuto. «un fiotto copioso di lattice colloso e semi denso. si otterranno due o tre tazze d'acqua limpida. Molte palme vengono incise per ricavarne una linfa zuccherina. flessibile e provvisto di barbe. Molto spess o i dischi o le ventose terminali si allargano ed appiattiscono al contatto di u na superficie. i 7 centimetri al minuto in alcuni alberi a foglie cedue quali il faggio e i l platano. che hanno tronchi nastriformi. di strette operate dai viticci e così via. Questi viticci sono spesso lucifughi. ma i bordi restano quasi diritti. Si ricava una cagliata caseosa dal «latte» di quello che Edwin Menning er ha definito «lo snackbar della foresta». H. Le «scale delle scimmie» di cui alla lunga citazione a pag. Ciò si verifica ad esempio nelle viti d el Canada. produce. Nella maggioranza di queste piante rampicanti si nota uno stimolo che le indiriz za verso le superfici. e fa un'ulteriore presa sull'ospite come u n ombrello aperto. il che co nsente loro una rapida crescita. Nel Sudamerica c'è anche un "al bero del latte" che. La parte cen trale è fortemente ondulata. e il tulipifero africano (spat hodea campanulata) sono stati definiti rispettivamente l""albero sanguinante" e l""alberofontana" per le loro facoltà di erogazione. che secernono una sostanza collosa quand o toccano una superficie. cui segue l'emissione di radici specializzate. di modo che invece di muoversi senza meta nell'aria. In queste palme è la foglia ad agire da «sede aziendale». il contatto è seguito di solito da una c ontrazione a spirale del viticcio. Posseggono internodi lunghissimi. si premuniscono contro l'assenza di un appoggio immediato emettendo subito parecchi germogli.

la più minuscola delle piante fiorenti . Tronchi. sottili e s carni come fruste. ad esempio in conseguenza della crescita d ell'albero ospite.la G. e le parti a forma di foglia (dette fillocladi) sono disposte a croce alternata. La corteccia da sughero utilizzata in commercio è data dallo strato esterno di 3-5 centimetri. dal quale emergono mazzi di foglie e capi fiorali.con foglie somiglianti a quelle del rabarbaro la rghe più di due metri su tronchi di 2 metri. mentre quelle delle aride regioni med iterranee e dei Paesi freddi hanno quasi sempre dimensioni più ridotte. parente africana della passiflora. Essa varia dalla sostanza membranosa serica della Melaleuca. lasciando l'albero denudato ad esporre la corteccia interna di un bel rosso brillante. molto conosciuta come pianta ornament ale in Inghilterra. steli o gambi non si trovano sempre sopra il livello del suolo. l'Adenia globosa. associa una base succulenta fatta a volta ad una massa di tronchi radiali verdi. Non soltanto le piante esotiche. che pare possibile scorteccia re all'infinito. Ma nella specie Parinarium capense del Sudafrica è come se l'albero fos se affondato sottoterra. badate. manicata . e i fiorellini porporini compaio no tutt'attorno ai bordi quando è la stagione. Alcuni salici alpini possono ramificarsi sotto la superficie all 'analogo scopo di evitare temperature relativamente fredde. Altre piante sviluppano invece acul ei in grado di effettuare la fotosintesi in sostituzione delle foglie. Al cune liane appiattite non fanno altro che attorcigliarsi a spirale. armati di spine. ne è un ese mpio un'altra pianta del gruppo delle Colletie. Mi è capitato di assistere una volta alla scortecciatura di un tronco alto quattro metri e mezzo. alle foglioline di 3-4 millimetri della lemna minor e . un fillocla do a forma di foglia spunta da quello più vicino. perché le spirali possono diste ndersi entro certi limiti. La cute o corteccia degli alberi è spesso notevole sotto molti aspetti. cosa che di solito una vera foglia non fa mai. Questo dispositivo garantisce che s e il tronco deve sopportare tensioni. alle placche di scortecciatura degli eucalipti e dei platani. Invece in altri casi gli steli si modificano a forma di foglia.fino ai pennacchi giganteschi della p alma Raphia taedigera. La foglia è la terza struttura importante della pianta. La soffice corteccia spugnosa (e incombustibile) della sequoia gigante può avere uno spessore di 60 centimetri. e si provvede di pori respiratori.di solito come reazione ad un habitat secco . dentata . Come ho accennato nel capi tolo precedente. la Colletta armata. i bordi robusti sostengono lo sforzo. come nel caso dell'albero Phylloxylon tipico del Madagascar.una serie di gradini provvisti di corrimano. e la corteccia esterna della quercia da sughero può ess ere spessa anche 20 centimetri. come su ccede nel genere africano delle Parinarie. Ta lvolta. o conserva solo foglie vestigi ali. Si può distinguere quando un tronco o stelo funziona da foglia non solo perché non ha un picciòlo chiaramente differenzia to. situati nel centro ondulato della liana. anche questo accorgimento aumenta la resistenza alla trazione. dove i tronchi si son o appiattiti ed hanno assunto punte aguzze. lasciando intatti i tes suti conduttori d'importanza vitale. La grandezza di una foglia va dagli organi a forma di scaglia quas i invisibili ad occhio nudo. e un'altra . M olto spesso. la G. Tuttavia va citato il genere Gunnera che comprende una specie con foglie di soli 3 centimetri di diametro. Le foglie delle piante delle foreste tropicali tendono a ess ere grandi con superficie più o meno uguale. La prima cosa che succede in tal caso è che il tronco assume colorazione verd e e la capacità di effettuare la fotosintesi. ad ese mpio nei comuni pungitopi e nell'ispida Colletta cruciata.elimina le foglie. che rende minus cole tutte le altre foglie gigantesche. dove il gambo che porta le foglie ha una lunghezza totale di 22 metri e il diametro com plessivo di 12 metri: si tratta della massima foglia registrata. con diametro di più di 30 centimetri: la corteccia est erna venne tolta in un solo grande pezzo. ma anche perché porta fiori. f ino alle cortecce solcate da profonde fessure come nella quercia e nel pino. i cui componenti tropicali sono alber i normali. I tronchi hanno aspetto completamente diverso quando la pianta . come nel caso delle ginestre. i tronchi restano lunghi. le foglie mostrano una varietà quasi infinita di forme ed anche d i dimensioni. hanno la prerogativa delle foglie enorm . che si scorteccia in grandi lembi d all'albero. perché ha un tronco verticale legnoso e steli orizzontali legnosi proprio sotto il livello del suolo. fornita di picciòli fogliari lunghi fino a 5 metri.

Molte foglie sono profondamente lobate. Non si possono nemmeno dimenticare le ninfee giganti. Le f oglie sono abbastanza forti da sostenere pesi fino a 90 chilogrammi. e lo stesso criterio vale per le foglie profondamente suddivise in foglioline multiple di piante assai disparate quali felci. con una serie trasversale di venule o nervature minori. io non ho fatto altro che prendere a prestito dalla natura questo progetto e adottarlo per la mi a costruzione». un tempo notissima sotto il nome di cavolo gigante delle isole della M anica. con riferimento alla base rigonfia dello stelo fogliare.5 metri quadrati. I gambi durissimi venivano usati per fare staccionate. mentre esiste una varietà d i cavolo. a pieno svi luppo hanno ciascuna una superficie di circa 2. mentre sulla parte inferiore c'è tutto un sistema di ne rvature disposte a traliccio e piene di camere d'aria che garantiscono la robust ezza e il galleggiamento della foglia. cosa che non sarebbe possi bile se le foglie fossero a lembo intero. mentre in fase di crescita possono aumentare da un terzo di metro fino a mezzo metro quadrato a l giorno. perché le Monstera si arrampicano a volte su rocce esposte. prodotte in numero di 40-50 per pianta in u na stagione. consentano alla luce di arrivare alle foglie sottostanti (sono po rtate più o meno verticalmente sui tronchi rampicanti). E" interessante notare che il già citato dottor Santos aveva scritto a sua volta che la parte inferiore della foglia «ricorda in qualche cosa certi str ani lavori in ghisa appena usciti dall'altoforno».5-2. e la specifica denominazione "crassipes" significa lett eralmente «piede grasso».dove fiorì per la prima volta in Gran Bretagna . ma si dividono trasversalmente su ogni lato della nervatura centrale medi ante strisce di tessuto più debole. che non hanno forza o rigidità partic olare. ailanti e palme. a somiglianza dei lobi profondamente intagliati dalle altre foglie. in particolare c on la quantità di vento che la pianta potrà tollerare. Il gran numero di foglioline della maggioranza degli alberi delle regioni temperate rappresenta un analogo mezzo di suddivisione del rischio . La pianta si chiama scientificame nte Eichornia crassipes. Un 'altra ipotesi è che i fori. una pianta galleggiante con un a corona di foglie a disposizione raggiata che ormai è diventata tremendamente inv adente sui laghi ed i corsi d'acqua tropicali. possono misurare più di due metri di diametro. Una foglia a superficie unica verrebbe danneggiata dal vento. La Palm House di Decimus Burton a Kew è costruita in base allo stess o principio. ma nelle Monstera le fronde non solo han no tacche laterali simili a tagli. po co dopo. Invece i segmenti hanno minore probabilità di venire danneggiati. di modo che il forte vento le strappa in stret ti segmenti che tuttavia continuano a funzionare. travicelli di tettoie. Una foglia ancora più adattata a lle proprie funzioni è quella del giacinto d'acqua. Grandezza e forma delle foglie sono in rapporto con l'ambiente. è incisa in 7 -8 segmenti profondamente lobati che s'irradiano dal gambo fogliare. Venti piante potrebbero produrre abbastanza cibo da nutrire una mucca per un anno. Si può solo constatare che questo partic olare esperimento naturale non è comune a nessun altro genere vegetale. ma sebbene abbia un contorno circolare. Si può immaginare che questo dispositivo valga a protegger le dai forti venti. anche il concetto ispiratore del grande Palazzo di Cristallo. Proprio la struttura di queste foglie diede a Sir Joseph Paxton l'idea dell'intelaiatura ricurva in metallo cavo della serra progettata per ospitare q uesta pianta a Chatsworth . Hanno bordi verticali alti fino a 20 centimetri. Perciò la foglia della Trevezia malese è larga 60 centimetri. La stampa britannica ha dato notizia nel 1971 di un comune cavolo commestibil e del diametro di più di tre metri. ma dispongono anche di un traforo di pertugi irregolari intagliati tra le nervature laterali. gli altri non ne hanno nocumento. sui quali la pianta galleggia. o se ne ricavavano bastoni da passeggio. C'è una serie di grandi nervature raggiate e fornite di bordi.il che ha valso a queste piante il nome popol are di «piante a groviera». talvolta quasi più somiglianti a spazi vuoti che non a un tessuto .i. l e cui foglie circolari galleggianti. il quale disgregandola finire bbe probabilmente col distruggerla completamente. alto 120 centimetri. La natura ha f ornito la foglia di travi e sostegno orizzontali e trasversali.e. come la specie Victoria. o anche se uno riporta lesioni. che cresce fino all'altezza di 6 metri ed ha una testa con diametro di me tri 1. Il banano ha fo glie oblunghe originariamente non suddivise. Scrisse a questo proposito: «La natura si è assunta il compito dell'ingegnere. salvo che . p iena di spazi aerei.

sono di solito piccolissimi. oppure dis porre di tentacoli appiccicosi e mobili. Oppure sono fatti a T. data l'abbondanza di piante a foglie p elose. ed ogni anno se ne raccolgono circa un milione e mezzo di chili (13000 tonn ellate): si tratta della cera naturale più dura e con punto di fusione più elevato. mentre alcune specie di giusquiamo hanno lunghissimi pe li setosi. c he si affollano alle estremità dei rami. Anche le radici possono gonfiar si: la Ceiba parvifolia del Messico ha la caratteristica di dare fiori e frutti nella stagione asciutta. hanno foglie effimere che si possono produ rre solo sui tronchi immaturi. l'A. Le foglie secernono cera in quantità proporzionale alla durata della siccità stagion ale. L'eliminazione delle parti superiori ad opera dell'anona ricorda il caso dell'Or oxylum indicum della Malesia. d ove le foglie possono essersi trasformate in trabocchetti a trappola.cavi e contenenti aria . ed è in grado di farlo perché le sue radici portano dei «bari letti» in miniatura. composto talv olta da un paio di foglie che si sono fuse completamente o quasi. Una specie di anona . A volte passano due stagioni pri ma che torni a piovere. Alcune piante grasse. o portano «scudi» in cima a gambi lillipuziani. dov e la versione definitiva è data da un «corpo plantare» più o meno sferico. Alcune piante grasse. Tra i rivestimenti protettivi più strani va citato quello delle palme ceree. ma porta enormi foglie composite lunghe e larghe più di due metri. specialmente tronchi d'albero. Naturalmente vi sono piante con peli chiaramente visibili ad occhio nudo. Le giovani piante raramente mettono rami prima di raggiungere i 5 metri d'altezza. Anche queste cellule sono cave ed h anno pareti piene di silicio. dove l'acqua si accumula nella stagione delle piogge per venir utilizzata durante la siccità. Possono stare diritti oppure giacere a piatto. Molte di esse vivono nel Brasile in località battute da venti infuocati.si dissecca e cade. e si effettua facendo seccare le foglie e poi battendole per separare la cera. e occorre un microscopio per apprezzarne l'ingegnosità e spesso la bellezza dell'esecuzione. e le foglie se cernono una cera così spessa che la raccolta è giustificatissima a fini commerciali. le foglie possono trasformarsi o rid ursi a seconda delle circostanze. conferendo alla foglia un aspett o serico. reticolata del Brasile nordorientale ha un fittone radicale sotterraneo c he può misurare un metro di diametro. aventi diametro fi no a 30 centimetri e tessuto soffice e spugnoso. Quando viene il periodo asciutto tutta la pa rte aerea . Cresce solo fino a venti sparuti met ri d'altezza. Le trasformazioni fogliari più notevoli si osservano nelle piante insettivore. dall'aspetto di formazioni rotondeggianti. ed assomigliano a mostruosi ombrelli. oppure che possono cadere nella stagione asciutta . il che le rende durissime e resistenti come una co tta medievale in maglie metalliche. e solo allora il fittone radicale riprende a germogliare . o assomigliano ad alberi ramosi miniaturizzati. Sono già stati descritti alcuni tipi di tronchi. Come avremo occasione di vedere in seguito. secondo la descrizione particolareggiat a datane al capitolo 24. La copertura esterna delle foglie presenta spesso caratteristiche notevoli. radunando sulla superficie fogliare grosse cellule ro tondeggianti invece di peli contenenti aria. la pianta letteralmente va a pezzi . altri sono disposti a spirale. I peli . e lo stesso fanno specie vegetali dei climi mediterranei . dando nuovi fiori e frutti. Quando è tempo d'entrare nel periodo di riposo. e molti infin e hanno forma stellata. ch e si gonfiano per funzionare da serbatoi idrici. adottano un metodo diverso d i protezione superficiale. e certe specie di rododendri «infeltriscono». Nella piccola felce galleggiante Salvinia i pel i sono presenti per impedire alla pianta d'inzupparsi d'acqua. Molte piante alpine si pro teggono in questo modo. tanto che i Tibetani le usa vano come lucignoli per lampade. e molte ad attività stagionale.a quello affine dei filodendri. Il verbasco molto spesso è co perto da un denso vello. altri ancora assomigliano a sottili aculei. come le Rochea del Sudafrica. detto "orrore di mezzanotte" per i suoi fiori d'od ore disgustoso impollinati dai pipistrelli.nei Paesi del bacino del Mediterraneo si ha talvolta l'impressione che gran p arte della flora locale sia sempregrigia.rami e foglie . specialmente nel caso delle piante grasse. e visti al microscopio possono ricordar e una testa di Medusa. E" i l caso specialmente delle foglie che sviluppano peli protettivi contro le eccess ive radiazioni solari e la conseguente traspirazione.

noto dai gladioli e dai crochi. Quando le fronde degli alberi hanno formato una folta volt a. come nel Polygon atum multiflorum. oppure in radici rigonfie di varia forma e grandezza chiam ate genericamente tuberi. ma talvolta sono portati sopra il livello del suol o. si colorano di varie tinte oltre al verde: possono essere di colore rosso o porporino. ha foglie di colore bronzeo cupo. Il tubero si contrae alla fine della stagione. erba brusca. Molte foglie. specialmente nei climi caldi. Esistono pure molte piante a radici carnose che crescon o nei boschi. I bulbi in miniatura. non passa abbastanza luce sul suolo della foresta perché le piante bulbose poss ano sopravvivere adeguatamente. alla sommità del quale si formano masse di minuscoli bulbil li. Nella maggior parte dei bulbi il fiore dell' anno successivo e le foglie attive si formano all'interno di un embrione. tulipani. infine il gambo principale. Le radici contrattili di questo gen ere assomigliano a quelle delle piante striscianti come le fragole. I tuberi possono avere dimensioni enormi: quelli dell'ign ame o patata dolce commestibile possono arrivare a 45 chili. Le er be infestanti delle Oxalis (acetosella. dai quali vengono emessi inf ine semi fioccosi che vengono portati lontano dal vento. dove moltissime pia nte a radici carnose . Restano quindi i tronchi stecchiti come pali con un solo assortiment o di grossi baccelli lunghi da 60 a 120 centimetri. eccetera . prima ogni fogliolina. C'è infine il bulbo. La maggior parte delle formazioni di riserva si compone di sostanze nutrienti e di umidità. ed aiuta le piante a superare il periodo di riposo. composto di foglie rigonfie avvolte strettamente attorno a un asse centrale.. altrimenti spunterebbe sopra terra. possono essere sostenuti da tro nchicini portanti. detti bulbetti o bulbilli. che costituiscono di norma un dispositivo di distribuzione.orchidee. scille. trattengono la pianti na saldamente aderente al suolo. le Maranta e le Calathea eccellono a questo riguardo: una di queste. o sigillo di Salomone. nel qual caso possono avere uno strato verde atto alla fotosintesi. Anche la nostra brionia nera può dare tuberi della lunghezza d i 60 centimetri. dove le nervature sono disegnate f . poi ogni picciòlo o g ambo laterale. oppure combinare tutte queste caratteristic he. Così il tronco viene a trovarsi circond ato da un mucchio di pezzi. che spesso si possono maneggiare e trapiantare complet amente secche. e trascina sottoterra i bulbi lli che eventualmente non si siano dispersi. e nei giaggioli. mentre invece le radici contrattili lo tirano giù al livello del cormo originario. Le comuni piante d'appartamento possono fornirci molti esempi. I bulb i di solito sono sotterranei. Una forma speciale di deposito radicale è data dal cormo. così queste entrano in inattività. portare macchie o segni regol ari. Talvolta queste piante perdono una stagione e trascorrono più di un ann o tranquille sottoterra. i ranuncoli stoloniferi e i rovi a radici apicali: una volta ancorate. Esempi tipici di piante di bosco di questo tipo sono certi gigli e alcune orchidee terrestri. dove il terreno resta sempre sufficientemente umido. che originano radici e fungono da centro di un nuovo esemplare se vengono a contatto del suolo. Gli organi carnosi di deposito come i cormi si trovano spesso associati a radici contrattili. venature a diversa colorazione. l o stesso dicasi dei tuberi aerei.trascorrono l'esta te caldissima nascoste molti centimetri sotto la superficie della terra bruciata dal sole. Le arundinace e. I depositi nutritivi sono giustificati dalla necessità di superare la stagione sec ca. eccetera) sviluppano un tub ero conico traslucido. un tempo apprezzati come «falsa mandragora» e ritenuti in grado di guarire quasi ogni malattia. Questo accorgimento è d'importanza essenziale se si produce un nuovo cormo al di sopra di quello vecchio. che hanno abbandonato la capacità di produrre sostanze nutritive a favore della funzione di deposito. Tali depositi poss ono essere nient'altro che tronchi o gambi sotterranei rigonfi. che in linguaggio tecn ico si dicono rizomi. che si consuma ogni anno mentre si produce un nuovo cormo sopra quello vecchio. Il loro perio do di riposo si spiega con il fatto che queste piante mettono foglie e fiori abb astanza precocemente. ed è segnalato il cas o di un tubero dell'aracea Amorphophallus titanum pesante 54 chili e con 60 cent imetri di diametro. che vale alla pianta l'altro suo nome di «albero dalle ossa rotte». la Calat hea ornata. come nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. Ogni foglia cade in pezzi staccati. Circa un mese dopo la c aduta dei gambi ricominciano a spuntare foglie nuove.

forse fortunatamente dal punto di vista de ll'evoluzione dei fiori . Per la necessità di assorbire rapidamente le eventuali brume marine su ambedue i lati delle foglie vi sono milioni di stomi . La pianta adulta ha un fittone molto spesso e tozzo lungo fino a due metri. La Welwitschia è stata definita in varie riprese una rapa gigante. Le foglie si sfilacciano alle estremità sotto l 'azione del vento. e letteralmente si scottano sulla sabbia del deserto. Alcune piante colt ivate hanno sviluppato fantasticamente le loro tinte: le varietà di Begonia rex mo strano un'ampia tavolozza variante dal porpora acceso alle gradazioni di rosa ed argento spesso mescolate al verde. ma possono anche mancare perfino per pare cchi anni. con una massa di radici laterali. al ritmo di 8-15 centimetri annuì. che in casi eccezionali può avere il diametro di quasi due metri.8 metri . ma si può obiettare che esist ono molte piante a fiori altrettanto piccoli e foglie verdi lisce. Si tratta di uno di quei residuati anomali che si trovano qua e là tra le gimnos perme e le piante fiorenti. di solito dipendente da muta zione dei cloroplasti. sebbene sottilissima. Tale colorazione non va confusa con la screziatura. L'ultima parola sulle foglie spetta alla descrizione di una delle piante più bizza rre del mondo. in questo caso il tessuto vivo era lungo metri 7. Cresce soltanto in una ristretta striscia deserti ca presso il mare nell'Africa sudoccidentale. la piovra del d eserto. sebbene . La cima del germoglio avvizzisce poco dopo la germinazione. Capitolo 9. Non sorpren de che sir Joseph Hooker l'abbia definita «la pianta più meravigliosa che sia mai st ata portata in Inghilterra.3 ma questa proporzione è insol itamente alta. invece. mentre Croton e Codiaeum uniscono il rosso b rillante. dove l'acqua viene fornita quasi s olamente dalla bruma marina e dall'eventuale guazza notturna. che praticamente è solo foglia . Nella loro crescita incessante. mentre il tessuto che convoglia le sostanze nutrienti (floema) è a nalogo a quello di una pianta gimnosperma. fendend osi poco a poco nel senso della lunghezza e dando una massa di nastri irregolari . alquanto rigonfio sopra la superficie del suolo. di modo che dal colletto si formano solo due foglie adult e che si allungano ed allargano con il passare dei secoli (si crede che certi ve cchi esemplari abbiano 2000 anni). La cuticola fogliare. I fiori maschili e femminili vengono sostenuti separat amente da strutture coniche situate attorno a una depressione centrale craterifo rme. tale da far pensare che qua lcuno vi abbia adoperato un pennello con tecnica un po'"irregolare. Il tessuto conduttore dell'acqua (xilema) assomiglia a quello di una p ianta fiorente. l'arancio e il giallo a foglie dalle forme straordinariamente variate. Il fiore è il pezzo più specializzato di tutta l'attrezzatura creata dal mondo veget ale. e viene invec e apprezzata e favorita da noi a scopi ornamentali. dato che le piogge cadono non solo molto irregolarmente. queste foglie gigantesche ricordano la lingua di una lumaca.non si tratti in sostanza che di esperimenti abortiti.22000 per centimetro quadrato . La Pilea cod ierei è caratteristica perché il suo aspetto argenteo dipende in realtà dagli spazi ae rei situati tra la cuticola e la parte centrale della foglia. IL FIORE. Ma è difficile dare una spiegazione della regolarità dei model li e della colorazione delle nervature.inemente in un'improbabile tinta rosasalmone chiaro. mentre altre. e assolutamente la più brutta». come la nota acantacea Aphelandra squarrosa. In certi casi la colorazione è probabilmente un pigmento di adombramento adottato per ridurre l'eccessiva insolazione che potrebbe danneggiare la clorofilla. che raramente persiste allo stato naturale. in a ltri. il simbolo del gruppo di piante di più recente . hanno nervature di colore biancocr ema brillante e una coccarda di brattee gialle vistosissime per polarizzare l'at tenzione sui fiori. il celacanto vegetale. Abbiamo visto che è il prodotto.i quali si chiudono a tenuta eccezionalmente stagna in condizioni di aridità. può darsi che assorba la luce rossa filtrante attraverso la volta fr ondosa della foresta. la Welwitschia bainesii (mirabilis). Le foglie più grandi mai registrate sono larghe circa 2 metri e lunghe 8. ha uno strato centrale di cri stalli di ossalato di calcio che riflettono la luce solare. Si è pensato che possano servire ad attira re gli insetti che fecondano fiori non appariscenti.

superfici ricettive sulle quali il polline germina per fecondare gli ovuli a ll'interno dell'ovario.evoluzione. il grande fiore femminile sostien e letteralmente due o tre fiori maschili che effettuano un corteggiamento danzan te su steli che si alzano dall'esterno. Il notissimo nocciolo ha una specie di amento pendulo in cui sono radunati molti fiori maschili. Possono sostituire i petali. e la sessualità delle piante era stata provata sperimentalmente nel 1694. All'interno del calice c'è la corolla. ricavata da foglie modificate. nel quale il bordo rappresenta i sepali. Il chirantodendro messicano. molti fiorellini maschili dall'aria insignificante s ono raggruppati in un'infiorescenza a spiga. Detto nei termini più spicci. o «albero dai fiori con le mani». deve i l nome scientifico al fatto che da una coppa di centimetri 10-12 color rosso san gue sporgono cinque stami appiattiti. Questi fiori unisessuati possono avere aspetto uguale per i due sessi. dal quale uno o più piccoli gambi (gli stili) portano agli stimm i .vie ne portato in grandi masse pollinifere. Viceversa può capitare che gli stimmi non sporgano sugli stili: ad esempio nei papaveri la superficie s timmatica forma linee raggiate sulla sommità di quella che alfine diventerà la capsu la seminifera. uno stame. La grandezza dei fiori varia da una frazione di millimetro nella lenticchia palu stre Wolffia punctata. come n el Calothamnus e nella Tristania. fino a più di un metro nella parassita Rafflesia. Ma fu il b otanico svedese Linneo (1707-1778) a proporla veramente all'attenzione mondiale. Alla base del pistillo s i trova l'ovario. ma possono essere effimeri o assumere la vistosità di forma e colore dei petali destinati ad attirare gli animali incaricati dell'impollinazio ne. I sepali sono abitualme nte verdi e spessi. la cui funzione sostanziale è di proteggere il boccio e talvolta il fiore aperto (ad esempio dagli insetti predatori di nettare). Quando il calice si compone di segmenti separati questi si dicono sepali. dove i fiori maschili e femminili stanno su alberi distinti. Al centro gli organi sessuali comprendono le parti maschili. il calice. Il mondo antico era al corrente del sesso delle piante nel caso lampante della p alma da datteri. dove un pi ccolo calice a forma di coppa nasconde dei petali dall'aria insignificante.come nelle orchidee ed asclepiadi . parenti australiani della mortella. od alberos polverino (Hura crepitans). In certe occasioni gli stami costituiscono la parte più cospicua del fiore. collegati da un tessuto che conferisce al tutto l'aspetto di un parasole. ve ne sono molti di un sess o solo. ed un unico ovario. imparentata con la Daphne . Tutte queste parti possono variare in misura molteplice. Nell'Asteranthos brasiliano la corolla è sostituita da un anello di stami infecondi. quasi perfettamente uguali per forma e gra ndezza a una mano. Il fiore tipico delle angiosperme ha un verticillo od anello esterno. m a in certi casi sono molto diversi tra loro. Le forme dei fiori sono variabili all'infinito. In alcune famiglie queste parti del fiore si possono distinguere a malapena. Il polline qualche volta . di modo che un albero in piena fioritura costituisce uno spet tacolo sinistro. Ad esempio nell'eucalipto si trova un ricettacolo a forma di tazza che circonda gli organi sessuali. il fiore è una struttura dove la parte es terna di protezione. oppure sepali e petali possono essere indisting uibili. emet tendo invece quattro grandi formazioni quasi fogliari che portano antere picciol ate sui bordi. Così la Pimelea. mentre il fiore femminile ostenta u na corolla lobata relativamente enorme. e non sugli stami. come accade nelle piante monocotiledoni. e il numero delle parti sessuate gettò le fondamenta della sua classificazione de . Nel policocco. mentre un cappuccio superiore a perdere protegge il fiore immaturo e rappresenta i petali. si trova assieme agli organi destinati all'atto sessuale che portano le cellule sessuate della pianta: polli ne maschile ed ovuli femminili. parente italiana del cerfoglio selvatico euroasiatico. ha semplificato i suoi fiori ad un solo tubo fiorale. note con la denominazione collettiva di pistilli. i cui segmenti sono i petali. mentre il solitari o fiore femminile è rappresentato da un ciuffetto rosso. Nella Pentagynia saniculifolia. e molte parti vanno da un numero elevato e indefinito fino a un unico esemplare. di solito stami che reggono il polline sulle antere. Nonostante la tendenza dei fiori all'ermafroditismo. uno stilo e u no stimma. e le parti femmi nili.

o infiorescenza. e la scortano sei gai giovani. I fiori si producono di solito all'estremità dei tronchi o degli steli. con 100 mila fiori individuali.di poligamia. Nel c aso in esame Linneo descrisse la situazione esponendola come una circostanza in cui «i letti dei coniugi sposati occupano il disco.come dice Wilfrid Blunt .che li protegge tutt i. specialmente in certi alberi tropicali. e Goethe si preoccupava dell'imbarazzo che i testi di botanica avrebbero potuto procurare a caste scolaresche giovanili. sortendo spesso il risultato apparente di un solo fiore più grande. Per spiegare le sue classi vegetali descrisse le Monandre con il pa ragone di «un marito per un matrimonio».che ha sei stami.un involucro . corteggio innamorato. In alcune famiglie i fiori sono portati in capolini compositi provvisti di un solo strato esterno di scaglie sovrapposte . Quanto poi alla schiatta delle Silene. nonno di Carlo. I fiori possono presentarsi in esemplari unici o in gruppi. di modo che riuscì a far chiamare una classe vegetale "Syngenesia po lygamia necessaria" . che s . e le Diandre con «due mariti nello stesso mat rimonio»." Scrisse a proposito di un giglio da giardino .. come i cacti. tre dei quali maturano successivamente ai primi tre: "La superba Gloriosa conduce tre scelti garzoni. meno se ne parla e meglio è. e quelli delle concubine la ci rconferenza: le femmine sposate sono sterili e le concubine sono feconde». A volte l'assunto gli scap pava di mano. L'infiorescenza della pa lma è spesso notevole. di norma s u loro gambi distinti.una gigliacea del genere Gloriosa . Lin neo certamente rivelò al mondo che le piante avevano una loro vita sessuale che. In certi casi i fiori si originano addirittura sottoterra. L'albero del cacao è tra questi. e parecchi Ficu s fanno altrettanto. riportò l'argomento a livello più castigato ma altret tanto esplicito nel suo poema epico "Gli amori delle piante". . e infine la categoria delle piante Poliandre con un esempio per cui vi s ono «venti o più maschi nello stesso letto con la femmina». i fiori sono portati addirittura sullo stelo o tronco principale. in seguito vescovo di Carlisle. ed emerge dalla chioma dell'albero quasi come una pianta a sé. Il rilievo dato agli organi sessuali dei fiori urtò molti suoi contemporanei. si poteva trasferire al mondo animale «con tutte le r elative conseguenze . Quando l'impietosa mano del tempo stende una rete di rughe sulle sue deboli membra.letteralmente «maschi confederati con necessità di poligamia» come nel caso del crisantemo con stili fecondi e flosculi a disco sterili. e le inargenta il capo. prigionieri pudibondi delle sue catene verginali. si osserva probabilmen te nella palma Talipot. poliandria ed ince sto». e producono tronchicini sottili alla base del tronco.cui appartiene la nostra erba del cucco . Ecco la trasformazione dei tre stimmi e dei sei sta mi del «leggiadro colchico»: "Tre vereconde donzelle servono l'intrepida ninfa. Il r everendo Samuel Goodenough. Il numero più alto in un gruppo unico.. In date occasioni. er ompenti inaspettati dalla scorza. insieme a piante fiorenti più ortodosse. spaziati o raggruppa ti. altri tre giovani impegnano la sua età più matura. in cui tradusse in versi il sistema di Linneo. Erasmo Darwin. Le vedute di Linneo in materia di sesso erano razionali e positivame nte moderne. scriveva in una lett era: «E" assolutamente superfluo dirvi che nulla potrebbe uguagliare la mentalità gr ossolanamente pruriginosa di Linneo».dove «la torma di prostitute vaglia dieci ardimentosi pugnaci». o più sovente dai tronchi più o meno simili a foglie di piante che hanno abolito le foglie. Alcuni Ficus malesi u sano questo sistema. c on pochissima immaginazione. ma in casi straordinari possono spuntare direttamente dal le foglie. vittime della sua vita in declino".lle piante: così una famiglia poté chiamarsi Diadelphia decandria oppure Polyandria pentagynia. La famiglia delle margherite si dice delle "Composite" proprio per questo motivo: un solo i nvolucro rinchiude spesso parecchi flosculi di diverso genere.

I fiori dei fichi sono tra i più strani che esistano. I fiori hanno durata molto variabile. "Venne risvegliato prima dell'alba da un orribile scricchiolio. l'autore. Numerosi. H. Nelle mattinate calde ed umide il bambù cresce a velocità sorprendente. aggiungeva: «Rincresce che an che questo evento rammenti alle nostre belle connazionali quanto sia effimera la beltà delle forme. in giardino o in vaso. ricchezza di risorse ed ingegno. Anche il fiore della ninfea gigante du ra solo 24 ore. questo fiore. Lawrence lo definì «frutto del mistero femmi nile. destinato a suscitare ammi razione. meraviglia. Questo racconto affascinante venne registrato e pubblicato dal botanico Blossfel d. Talvolta si possono percepire i suoni prodotti dalla crescita di piante molto minori. occulto ed intimo». Fogg. Capitolo 10. quando lo si veda in libertà allo stato n aturale. Quando la Tigridia pavonia. altri fiori durano invece un giorno o meno ancora. e lo sfregam ento produce questi suoni terrificanti". alta 10 metri .cioè senza tronco . Alt ri alberi sono altrettanto straordinari ed hanno un tronco tradizionale con chio ma sorretta da rami. Per chi ha la mente investigativa ogni fiore. nato per spiegare la sua magnificenza solo per p oche ore. Nelle dorstenie loro parenti si può osservare una via di m ezzo con minuscoli fiorellini incorporati nella superficie di un disco carnoso t alvolta lobato come un polpo. dotato di un accesso al mondo esterno tramite u n piccolo orifizio ad un'estremità. Un Cinese che risaliva il fiume YangTzeKiang nel diciannovesimo secolo sostò ad al loggiare presso una locanda in mezzo a un boschetto di bambù giganti. poi letteralmente si disintegra». Per chi si occupa di tassonomia rappresenta il mezzo che gli permette d i stabilire la posizione categorica della pianta e le sue parentele nel regno ve getale.i affondano nel terreno e vi producono mazzi di fichi portati da propaggini. Allarmato. dopo averne magnificato la bellezza e la singolarità delle forme. insuperabili nel loro genere. il fior di tigre del Messico. mentre si facevano strada tra le bra ttee e gli involucri di rivestimento che ricoprivano la base di ogni germoglio. ma producono fiori su sottili propaggini orizzontali a fior di terra. chi amò il compagno di viaggio. il fiore rappresenta agli occhi dell'umanità media un oggetto da coltivare a scopi decorativi. minuscoli e strutt uralmente semplici. venne raffigurata per la prima volta in una rivista di botanica. il quale in certo qual modo imita il fiore per att irare gli animali impollinatori. CRESCITA E RITMO: IL CERVELLO ELETTRONICO DELLA PIANTA. al ta 30 metri. D. rivela a un attento esame una sua natura complicata. ricordo un mattino d'inverno in cui dovetti chiedermi da dove mai prove nisse lo scricchiolio che si sentiva mentre lavoravo. Sebbene effimero. dove si osservano propaggini emananti a raggerà per una decina di metri attorno al tronco. un frignare. E. ricoprono la parete interna di un ricettacolo cavo che noi i n seguito mangiamo quale frutto. secondo il quale «la maggior parte della gente è abbastanza sicura di quello . mentre per altri riguardi sembra tenersi pronto a ripiegarsi in una borsa o sacco dall'aspetto di un fico. eminente bo tanico. l'ipomea si chiude e avvizzisce per sera. E" anche il caso di citare un'affermazione del professor G. I germogli fioriferi sono completamente sotterranei nel Geanthemum rh izanthus del Brasile e nella palma sessile . com e un fievole gridare o uggiolare che proveniva dal bosco dei bambù. nonché unità d'intenti: qualità che creano bellezza e fascino uni ci. Vi sono comprese piante come la Potyalthia hypogaea della Malesia. Le orchidee possono durare 80-90 giorni se non vengono fecondate.Salacca flabellat a malese. per quanto inapparente e i nsignificante. e la Caloncoba flagelliflora dell'Africa Occidentale. finché accertai che i suoni venivano da una ciotola di giacinti i cui boccioli si aprivano un varco attraver so il rigido fogliame. o anche repulsione. I col orati eliantemi dei Paesi mediterranei lasciano cadere i petali nel pomeriggio. il quale gli spiegò che i rumori erano causati dalla cre scita dei germogli dei giovani bambù giganti.

Tanto per fare un esempio semplicissimo. e se appena esiste una sottile fenditura le radici non tarderanno a intrufolarvisi. il modello di crescita di una data specie . Se n e infischia di un vialetto di ghiaia ben rullata e compressa. cribrosa. nervoso e ormonal e. come sanno molti padroni di casa che hanno piantato ad esempi o pioppi troppo vicini alle fondamenta dell'edificio. La forma di una pianta viene pr ogrammata in base alla velocità e direzione di crescita.che intende dire con la parola "crescita". grande giardin iere ed osservatore. aveva spaccato un macigno di schisto sollevandone di 30 centimetri la pa rte superiore. ed alberi in cui le gemme fiorali sfondano la co rteccia del tronco e dei rami. Con il passare degli anni la crescita di una radice nella fenditura di una rocc ia può riuscire a spaccare un grosso masso da un capo all'altro. Non c'è qua si nulla . Le radici degli alberi fendono la roccia espandendosi a ritmo impercettibile. emissione dello stelo o del tronco. spiegamento delle foglie. In tutte le piante. Le fessure delle conduttur e dell'acqua e delle fognature vengono identificate con altrettanta celerità. E" mer aviglioso quanta forza sia racchiusa nel germoglio di un crocus che spunta. il fiore dell'informe pianta grassa Muiria esplod e dal molle tessuto vivo con un'aria quanto mai penosa. Ri . Mentre però negli animali essi si svi luppano precocemente e s'integrano con i sistemi circolatorio. tranne che nelle unicellulari. o come altro volete chiamarla . E. nelle piante superiori si formano ripetutamente e pressappoco indefinitamente grazie al rinnovamento cost ante dei "meristemi" o germogli d'accrescimento. La capacità reale di crescere . o a sollevarlo: K erner ed Oliver ricordano il caso di un larice alpino che. op pure al riparo d'involucri forti e aguzzi e spessi. descrisse come fanno i bucaneve a spuntare dal suolo: "Le due foglie sono strettamente avvolte in una foglia di rivestimento. Ciò che fa sempre impressione è l'inesorabilità della crescita delle piante. Talvolta la crescita non avviene in modo altrettanto controllato. di peso calcolato sui 1400 chili. A.. Come in tutti gli organismi. Altri esempi della forza delle radici degli alberi sono forniti dall'avvenuta demolizione di antiche costruzion i in pietra nelle foreste tropicali. la mela è rotonda perché la crescita continua uniformemente in tutte le direzioni man mano che essa matura..è determinato dal mecc anismo genetico presente nel nucleo di ogni cellula. in modo che le cime sono pressate assieme a formare una punta aguzza che perfora il terr eno e apre un varco al fragile fiore..dove una radice a tutto decisa non riesc a a penetrare. e le tubature s'ingorgano presto di una massa di finissimi peli radicali assorbenti. Bowles.salvo una roccia massiccia . o infilandosi nelle più strette fessure. Una foglia isolata di crocus è un attrezzo molle e debole. ma essa è piuttosto vaga quanto al sen so rigidamente scientifico del termine». osservate nell'America Centrale e in Cambog ia. I germogli si apr ono un varco attraverso il terreno. formano un'arma acuminata e forte quas i come il germoglio sotterraneo di una canna di bambù". Vi sono piante come i gigli palladifuoco africani in cui i nuovi germogli erompono attraverso gli strati dei vecchi virgulti. forse piegando il colletto per proteggersi d alle offese in modo che nessuna pressione gravi sulla punta in accrescimento. la crescita si può far corrispo ndere all'aumento di dimensioni e allo sviluppo di diverse parti. nel corso di alcuni d ecenni. con le punte aguzze e indurite delle foglie riunite nel modo accennato.. ed ogni organo si forma normalmente una volta sola. Le punte radicali sensibili penetrano nel terreno di varia natura e str uttura risolvendo cammin facendo problemi quali l'incontro con pietre ed altre s uperfici impenetrabili. culminante nel la comparsa degli organi della riproduzione. e ten ute strette dalle robuste foglie di rivestimento. Ho accennato brevemente agli aspetti principali della crescita: ricerca del terr eno ad opera delle radici. ma tutte le foglie messe assieme. svilupparsi e riprodursi dipende in molteplice misura dalla possibilità che ha l 'organismo di assorbire nutrimento nelle proporzioni giuste. con tecnica che ricorda molto da vicino l' atto di riunire le mani davanti alla testa quando ci si tuffa in acqua. mentre la pera cresce più rapidamente sull 'asse della lunghezza che non su quello radiale.a strut tura trabecolata.

mentre quelle a lobi raggianti srotolano i loro segmenti uno d all'altro.sultati più spettacolosi si possono osservare con le piante di rapida crescita. A v olte la gemma all'interno del boccio si trova letteralmente raggomitolata a pall a. toccando 30 metri d'altezza in men o di tre mesi. si potrebbe aggiungere che la ninfea gig ante viene coltivata abitualmente come pianta annuale in cattività. La crescita più lenta che sia mai stata osservata è quella di un esemplare d'abete r osso sitka. Ho registrato es empi di narcisi spuntati attraverso 8 centimetri di bitume e fioriti perfettamen te. quelle del papavero di Ca lifornia hanno cappuccetti orecchiuti .che cadono quando il fiore si espande. Le foglie pennatosette a foglioline multiple opposte si aprono come le pa gine di un libro. che si possono paragonare ad uno dei famosi rompicapi cinesi. Le gemme sono oblunghe e a forma di borsa: aprendo quella più esterna se ne trova un' altra all'interno. la cifra sopra citata corrisp onde a un aumento in peso di più di 250 mila milioni di volte! I giganti vegetali possono vivere circa 4000 anni. La gemma di magnolia emerge da un involucro di folta lanugine che l'ha protetta per tutto l'inverno. Il grande disco t ondo del loto indiano si spiega come una bandiera. cresciuto di 7 metri in due anni. Ancora più notevoli le gemme dell'arbust o dell'Amicia. ricordandoci in tal modo che. come il bo sso e il tasso. il tronco aveva il diametro di due centimetri e mezzo. La velocità di crescita varia enormemente. Il tulipifero tiene le gemme embrionali in piccole guaine ovali che cadono quand o la giovane foglia è pronta a spiegarsi. Ho già dato in precedenza esempi della gr andezza raggiunta dalle piante annuali. lasciando vedere il prossimo embrione ne lla sua guaina presso il picciòlo fogliare. Si crede che uno dei maggiori esemplari conosciuti di sequoia gigante abbia un volume di 1500 metri cubici di legno. e peso di molto superiore a 1000 tonne llate. In questo caso l'espan sione dipende dalla pressione idraulica. come nel f aggio. che si sono fatti vivi su una carrozzabile attraverso 20 centimetri di un fondo di detriti c operto da un manto di ghiaia e bitume. Gli eucalipti sono gli alberi ad accrescimento più veloce: in Uganda è stato osservato il caso del l'Eucalyptus saligna. e di virgulti forniti di radicole succhianti di rosa muschiata. del tutto diversam ente dagli animali. sebbene in condizioni no rmali. Anche i germogli ta lvolta riescono a penetrare in sostanze all'apparenza impervie. in Australia. All'altro estremo del regno vegetale si t rovano i casi di spore di alghe marine unicellulari che sono germogliate sotto l o strato di vernice degli scafi delle navi. non ci si debba aspettare crescita superiore a un paio di m etri annuì. I boccioli o gemme fiorali si schiudono analogamente: vedere un fiore grandissim o come quello dell'ibisco che comincia da una specie di ombrello chiuso e si apr e in uno spettacolo di doviziosa bellezza è come assistere al prodigio di una farf alla che sguscia dalla crisalide. o la sua base non sia stata schiacciata nel terreno dal peso gravante addosso al cappello fungino in espansione. l'hanno attraversato provocandovi fe nditure ed esponendo il metallo delle lamiere alla corrosione. oppure pieghettata o profondamente increspata. cresciuto di 28 centimetri in 98 anni. un po'"come in certi complicati ninnoli da salotto. A nche nelle migliori condizioni molti alberi crescono lentissimamente. una pianta riesce a combinare nel suo continuo sviluppo part i corporee di estrema vecchiezza accanto ad altre di accrescimento embrionale. Tuttavia anche questi primati vengono eclissati dai bambù che possono cr escere anche più di un metro in un solo giorno.come i berretti d'asino di remota scolas tica memoria . una specie che cresce al limite arboreo nell'Artide. Ma è impossibile non restare meravi gliati e perplessi se appena ci si domanda perché un fragile fungo non sia stato b loccato nella sua crescita. Dato che il seme pesa meno di 0. l' esempio più notevole che mi sia capitato di vedere è quello di una grossa lastra di cemento di pavimentazione stradale sollevata da un fungo. . perché è il risultato di cellule preformate che si espandono rapidamente assumendo acqua. Le foglie escono dalle gemme con uno spiegamento ed un'espansione miracolosa di tessuti compressi e lubrificati di mucillagine emessa da ghiandole speciali. come nel rabarbaro.005 grammi. E" anche notevole la capacità di crescita di una pianta nel corso della sua esiste nza. e così via per sette od otto borse e fog lie embrionali l'una dentro l'altra. e poi un'altra ancora.

2/9. o fiore di Passione. dal quale si scostano svilupp andosi lateralmente. 2/5. 3/11. 5/23 . e 5/13. ad esempio de ll'ordine di 2. Alcuni fiori hanno forma irregolare. Esso traccerà pure le modalità secondo le quali verranno prodotti i ger mogli o le foglie. e che le foglie successive avranno tr acciato due spirali attorno allo stelo o al tronco per ottenere questo risultato . che sono di q uesto tipo: 1/2. In alcune piante co me nelle palme c'è una predestinazione di tipo affatto diverso. Un fatto della fillotassi forse ancora più notevole che non la speciosa succession e numerica delle frazioni .poniamo di cocco . I fiori stessi sono esempi notevoli di geometria. Il lato affasc inante di questo comportamento. consiste nel fatto che ogni fascio deve cominciare a crescere talvolta letteralmente per anni. per e sempio. . Questa sequenza è tale che si può esprimere con un numero frazionario. Di fatto le frazioni più frequenti. p iù evidenti nei cacti. oppure sono zigomorfi. le varie disposizioni dei fiori si preoccupa no dei loro soci d'impollinazione. una «corona» fatta di un numero indefinito di filamenti raggianti. prima che l'albero sia sufficientemente adulto perché la foglia interessata «nasca» e il suo allacciament o vascolare diventi operante. 3/8. c ome quelli delle poligale. ma se non altro un fi ore esce da un bocciolo ed ha un punto d'inizio nei tessuti. il che significa che si possono dividere in due m età uguali tagliandoli secondo una linea centrale. nelle pigne e nelle formazioni compatte che non nella sparp agliata disposizione fogliare.. 3/8. o fillotassi. dove il bocciolo è protetto inizialmente da tre brattee: quando si apre. li portano di solito a vvolti a spirale. 5/13. dove la sezione trasversale di un tronco . La ramificazione delle piante segue analoghe disposizioni prestabilite. ma qualunque sia la loro geometria. dove gli stami si torcono su un solo lato del fiore. Nelle piante questo centro di programmazione determina caratteristiche che decidono se la specie sarà una pi antina annuale o un albero. come vengon o chiamate.che non comporta alcun rapporto naturale . I fiori dispiegano spesso le loro parti in multipli di una cifra di base . 5/18. . in una palma. 1/3. 2/5. Questi fasci crescono obliquamente cominciando presso la parte esterna del tronco e progredendo verso il centro. Queste serie hanno in comune la caratteristica c he si può ottenere ogni frazione sommando i numeratori e i denominatori delle due frazioni precedenti.1/4.. come i cacti. In caso diverso i fiori sono disposti secondo una simmetria ra ggiata.e 1/4. Nei fiori zigomorfi si ritrova la massima varietà di forme delle diverse parti fiorali o dei lobi dei petali. in verità.. il che costituisce sempre una sequenza geometrica. . I fiori che portano le loro parti in numero indefinito. e nelle terminazioni fiorali si osservano diversi stili nelle diramazioni o nel modo di portare i fiori: spessissimo la disposizione dei fiori è tipica della famiglia.. Ho descritto in pr ecedenza quanto sia complesso il sistema vascolare della palma. La forma dell'organismo ri sultante dipende dai processi evolutivi già menzionati.è costituit o dalla sensazionale precisione e dai modelli impressionanti che ne risultano. 1/5. cinque . 2/7.7.tre. e formando infine il condotto di una foglia. 8/21. e una colonna cen trale eretta che porta dapprima 5 stami e poi sull'ovario 3 stimmi. come vedremo in seguito.ma alcuni r ivelano una notevole inosservanza di tanta semplicità. Così.. In ogni organismo vivente il «centro di programmazione» che ne determina la forma e la struttura è situato nei geni presenti nei cromosomi. mentre una guaina fogliare di banana cresce di 1 millimetro al minuto. Prendiamo la passiflora.I singoli organi particolari possono crescere. 13/34. sono dell'ordine di 1/2 (in cui le foglie si trovano a paia opposte) . mostra 10 sepali e petali che è quasi impossibile distinguere tra loro. 3/14. quelli del grano crescono di 1-8 millimetri al minuto. com e nella bocca di leone o in una orchidea.. molto rapidamente: gli s tami si espandono quasi visibilmente in certi stadi del loro sviluppo. La programmazione d'un fiore è impresa abbastanza complessa. o se una pianta rampicante si attorciglierà a destra o a sinistra. Radunando insieme le diverse frazioni di spirale che si ritrovano nel regno ve getale si nota che esse si possono disporre in tre serie distinte.può mettere in evidenza fino a 18000 fasci vascolari. Il che significa che la settima foglia di una serie si troverà i n posizione verticale rispetto alla prima. La natura ha veramente il senso della geometria. come sa chiunque abbia studiat o botanica con l'aiuto dei diversi schemi fiorali. quattro.

che in poco tempo emettono radici e foglie. e si aprono fendendosi in molt e strette strisce alle tre del mattino del trentaseiesimo giorno. I ritmi principali che si osservano nelle piante sono quelli giornalieri e stagi onali. Linneo (nato nel 1707) elaborò un orol ogio fiorale basato sull'orario di apertura e chiusura di vari fiori. o si può piantare una foglia di violetta africana in un vaso sicuri di v ederla produrre nuove radici e una nuova piantina. I frutti maturano in cinque settimane esatte. Oltre ai movimenti si nota nei fiori la produzione di profumo e di nettar e. essi sono completamente fioriti un'ora prima del levar del sole. o la cicoria selvatica detta barba d i becco.La programmazione di una pianta dimostra spesso notevole flessibilità. detta localmente "Simpoh a cespuglio". o che abbia tolto di mezzo il tronco principale d i un prugno con il solo risultato di trovare nuovi germogli che spuntano per tut to il giardino dalle radici sotterrate. ad esempio. come sa chiunque abbia tagliato piantine di lapazio o di tarassaco.se deposte a terra . Anzitutto. si addormenta due volte al giorno. non c'è alcun dubbio che le piante «sentono il tempo astronomico». e le foglie di queste ed altre piante succulente . e si verifica in un ampio assortimento di piante: una spe cie americana. Ma le radici non sono prodotte abitualmente dai tronchi. Le larve degli anfibi e i tritoni rigenerano le zampe perdute.cacceranno radici alla base del picciòlo. possono rigenera re le foglie sui tronchi. Tale caratt eristica è chiaramente illustrata dalla capacità che hanno diversi organi di rigener are radici in circostanze speciali. che venne ritenuto esatto con lo scarto di una mezz'ora. se vengono appese in aria. mentre la Ma . le lucertole fanno ricrescere all'occasione una coda nuova. cioè per mezzo secolo o più. ne produce spe ssissimo di nuove in punti inaspettati. Una foglia di begonia al contatto del terreno emetterà radici dalle nervature. eppure si può infilare nel terreno un ramo di salice ed esso attecchirà. capacità di cui i giardinieri si avvalgono in misura così estesa. gli alberi. come accade nell e stelle marine. ad esempio . Esso si rende evidente di solito per il fatto che le foglie si rilassano dalla loro posizione eretta. Mirabilis jalapa. La simaruba tropicale viene a mpiamente usata per farne pali da staccionata. una volta adulta fiorisce ogni giorno per tutta la dura ta della sua vita. In realtà le piante sono orologi viventi. sta il fatto ch e la crescita di una pianta è governata da ritmi di vario genere.la gialappa. ribattezzata nei Paesi di lingua inglese «Gianni va a dormire a mezzogior no». o «danno l'ora esat ta». Questa forma di rigenerazione ricorda le numerose specie animali che riformano n uove parti del corpo o nuovi arti quando uno viene danneggiato. L'esempio più sensazionale del tempismo di una pianta dev'essere comunque quello d ella sempreverde arbustiva Wormia suffruticosa malese. che si schiude all'ora d el tè e viene chiamata «la pianta delle quattro».nei P aesi di lingua inglese . osservato per la prima volta nel 1729. tanto che si tratti di un'esile piantina annuale quanto di un grosso albero di foresta. iniziata ed interrotta secondo un orario diverso. specialmente se sono sta te tagliate. Ma al vertice d i questo modello e di questa programmazione genetica che sortisce il risultato p er cui una specie vegetale ha una sua fisionomia caratteristica. La diffusa conoscenza dell'orario dei fiori si riflette nei nomi popolari dati a certe piante. e anco r meno dalle foglie. Una pianta cui capiti di perdere le foglie per qualche disgrazia. che il fenomeno è ormai ge neralmente noto. e il «sonno notturno» delle foglie. Molte piante grasse come i Sedum emettono radici dagli internodi. Questo senso del tempo è noto da molto tempo. Il suo orario prevede l'apertura dei boccioli alle tre del mattino. Le caratteristiche principali della crescita vegetale si adeguano a un modello g enerale indipendentemente dalla grandezza di una pianta. la produzione di linfa nell e radici. quando devono moltiplicare le piante. la Madia elegans. L'abbattimento di un tronco o l'eliminazione di un ger moglio stimolano di norma la produzione di nuova verzura. ma questa possibilità non esiste negli animali più progrediti. e principalmente da quelli derivanti dalle 24 ore della giornata. e i petali cadono alle quattro del pomeriggio dello stesso gior no. Esattamente come negli animali . di modo che dopo pochi anni c'è un altro filare d'alberi lungo la strad a o il campo. che possono rigenerarsi quasi all' infinito da un fittone reciso.

e almeno in un caso è accertato un tasso ritmico nella fotosintesi di un'alga unic ellulare. ma pause di q uesta durata non hanno praticamente nessuna importanza con l'infinità di tempo a d isposizione delle piante in termini evolutivi.«finora . Talvolta esse non seguono esattamente il ritmo dettato dalla lunghezza del gio rno. E" stato dimostrato che ciò avviene effettiv amente. Esso sembra abbastanza naturale agli occhi di chi h a una mentalità antropomorfica. ritirandosi verso il basso quando annotta. quando c'è bassa marea. C'è comunque . come è il caso dell'alga flagellata Euglena e di alcune diatomee fototattiche. Il rit mo giornaliero regola anche la produzione delle spore in alcune alghe semplici. (Per il resto della notte sono alla pari con l'uomo. Si annoverano tra queste ultime certe alghe marine il cui ritmo appare cond izionato dal moto delle maree. Alcune piante come la samanea o «albero dell a pioggia» sudamericano ripiegano le foglie non soltanto di notte ma anche con tem po nuvoloso.) Gli scienziati hanno ident ificato i dati di fatto della situazione. in una certa misura. E" importante avvertire che i ritmi giornalieri si originano dall'interno e "non " vengono imposti da condizioni esterne. perché congiunge le sue foglie dall'a bituale posizione orizzontale diurna. che cioè vanno su e giù nel fango. che fa on deggiare in ogni direzione le sue foglie grandi e piccine. Ward ha avanzato l'ipotesi che un organismo a ritmo circadico assomig li a un cervello elettronico sincrono controllato da un orologio generale. ma non spiega perché tante p iante tropicali sembrano mettersi a sonnecchiare. nelle regioni temperate. cioè «pressappoco giornalieri». e lo stesso fanno molte piante sensibili al sole. quando le cellule non hanno più l"«avviamento auto matico» dato dalla successione regolare della luce naturale e del buio. ma . ma pare che esistano ben poche motivazioni a giustificare i l «sonno» notturno delle foglie. Ritchie R. Anche piante di struttura semplicissima possono mostrare di possedere questo rit mo. sebbene i tassi di crescita raggiungano di solito l'apice in un ri tmo di 24 ore. Forse giova a ridurre l'evapor azione dalle foglie delicate. come nel caso della "pianta del telegrafo". per approfittare della luce del gio rno ai fini della fotosintesi. Ma in ogni caso è una manifestazione notevole di crono metria biologica. L'intervallo tra un ritmo e l'altro può accorciarsi o allungarsi al quanto in condizioni artificiali. Certe diatomee fototattiche rivelano analoghi movimenti r egolati sulle maree.alcune delle quali sono più lente di altre. trascorsa nell'ossequienza a ritmi circadici gi ornalieri accertati.citiamo ancora G. dove vivono. A volte pare che i movimenti delle foglie si possa no spiegare razionalmente. Notiamo tra l'altro che non si osservano indizi di analoghi ritmi nei batteri o nelle alghe verdiazzurre.ranta leuconeura è chiamata la «pianta che prega». La genziana delle nevi si chiude ogni volta che passa una nuvola e si riapre quando viene di nuov o illuminata dal sole. finché viene a mancare qualsiasi ritmo nelle cellule di piante illuminate senza interruzione . dove la parola «pressappoco» serve a ricordarci che i ritmi possono anche non avere la durata di 2 4 ore esatte. per così dire. e risalgono alla superficie del fango con la luce del giorn o. Si tratta di una forma di adattamento assai razionale. e Darwin credeva che servisse a proteggere le fogl ie dagli effetti del freddo notturno. E. Questi ritmi biologici si dicono "circadici". per cui le loro attività sono regolate secondo il g iorno solare e lunare. così chiama ta per la somiglianza con i semafori di una volta provvisti di bracci. ripetendo più volte questa operazione. specialmente se si tiene conto ch e solo la luce del mattino può rimettere in moto il meccanismo della fotosintesi. può riuscire utile «consegnarle» in modo che possano riprendere a funzionare tutte insieme non ap pena viene data «via libera». se si considera l'habitat di queste piante: le piantine microscopiche verrebbero spazzate via a marea alta. Quest i cervelli elettronici tratteranno anche un certo numero di «pratiche accessorie» per usare il gergo dei calcolatori . abbiamo studiato solo le lancette di questi orologi biologici. Fogg . quali l'oscurità assoluta. o "circadiani". e che infine si conservano per qualche tempo in condizioni artificiali. ma non conosciamo la natura del vero e proprio meccanismo di orologeria». S e la diversa velocità delle pratiche accessorie perde troppo il ritmo. Questi ultimi esempi sono chiaramente utili alla pianta e in rapporto funzionale con la sua giornata lavorativa. Una notte di riposo verrebbe considerata indice di sca rsa efficienza in un calcolatore elettronico fabbricato dall'uomo.

possono farlo a titolo personale senza sincronizzarsi con i vicini anche della stessa specie. Allard: "Tra le caratteristiche più tipiche della crescita delle piante fuori delle region i tropicali va annoverata l'accentuata tendenza di varie specie a dare fiori e f rutti solo in date epoche dell'anno. che comporta il passaggio dalla fase di industria funzionante a pieno ritmo a qu ella di ristagno completo. anche se ciò comporterà la distruz ione immediata di foglie e fiori. o radici robuste se piantate a luna calante. quali la produzione delle gemme e dei bocci. e riprendono presto a lav orare con la nuova stagione di crescita per pompare nutrimento indispensabile al l'emissione di nuove foglie prefabbricate e al nuovo ciclo di accrescimento. Uno dei suoi più recenti esperime nti dimostra che l'acqua contenuta nelle fave è strettamente correlata alle fasi l unari. alcune piante fiori scono ininterrottamente. Se vanno in riposo completo . Questo schema vale principalmente per le piante annuali. per le erbacee perenni. Ignoro però se questi esperimenti antroposofici siano mai stati ripetut i da scienziati spassionati in condizioni controllate. Garner e H. Presso certe comunità primitive qualche data attività di un albero locale. come l'esplosione dei boccioli rigonfi della Griffonia. Si può misurare l'anno dall'attività delle piante. che producono tronch icini o steli annuì. e se ne accennerà più diffu samente nel seguito di questo capitolo. Chi è convinto dell'azione della luna sul r egno vegetale crede ad esempio che certe piante daranno foglie più precoci se si s emineranno con luna crescente. Un gia rdiniere sa che queste attività. proprio co me la primavera e l'autunno si fanno corrispondere all'arrivo e alla partenza de gli uccelli migratori". Analogamente un'ondata di gran caldo nei primi mesi dell'anno indurrà le piante a dare foglie e fiori precoci. W. F. o la maturazione dei frutti. la caduta delle foglie dagli al beri cedui o il momento d'entrare in riposo per le altre specie vegetali. Tuttavia le radici di rado sono del tutto inattive. Va citata di passaggio la radicata credenza antroposofica nell'influsso d ella luna sulla crescita delle piante. Gli alberi tropicali si attengono sovente a regole personali. A.un rapporto tra i movimenti di sonno e gli altri ritmi. Le piante a foglie caduche cresciute nei climi tropicali hanno un comportamento str ano. Abbiamo qualche prova che le piante fiorenti talvolta siano influenzate più dai pe riodi lunari che non da quelli solari e un ricercatore americano. ma s e continua la gelata avverrà ugualmente l'apertura. il professor F . lo sviluppo delle foglie. che serve da segnale agli agricoltori per l'inizio delle operazioni di semina. A. come ricorda questo brano di una relazione storica del 1920 scritta da W. Nei climi temperati si osserva uno schema netto di crescita basato su un periodo annuale di riposo. spesso un ramo alla volta. Nel corso di questa trasformazione notevole e rapida. I peri piantati a Giava diventano sempreverdi. Brown junior. lo spuntare e l'aprirsi dei fiori. la s emina a luna crescente favorisce in linea di massima la crescita e il raccolto s uccessivi. le piante riducono sostanzialmente il loro metabolism o. e infine per gli arbusti ed alberi a foglia caduca che perdon o il fogliame in inverno.il che significa perdere le foglie per breve tempo . è sicuro che un ritmo regolato sui quarti di luna sia ampiament e diffuso sia tra le piante che tra gli animali. e un altro in cicli di 14. Irvine ha raccolto parecchi ese mpi in Africa. che trascorrono la loro esistenza entro l'unità di tempo di un anno e passano il peri odo d'inattività sotto forma di semi. Questo comportamento è così costante che certe piante finiscono con l'identificarsi con ognuna delle varie stagioni. da il segnale per ché cominci qualche attività umana stagionale. U no può fiorire in cicli di 10 mesi. in linea generale. ma le variazioni dalla media si misurano di solito in giorni soltanto. Pare comunque che i periodi stagionali siano di gran lunga i più importanti per le piante. Un momento di gran freddo può arre stare per breve tempo la schiusa delle gemme fogliari e dei primi boccioli. non vengono i nfluenzati sensibilmente dal tempo atmosferico. e i periodi principali di crescita. R. come l'em issione delle foglie o dei fiori. mentre altre possono fiorire . ma le gemme possono adottare cicli individuali non sincronizzati tra una gemma e l'altra. I ritmi stagionali sono quelli che controllano le at tività a lunga scadenza.

La maggior parte delle conifere. e in ogni caso sarebbe difficilissimo darne una dimostrazione reale. Sappiamo che è la foglia a controllare la fioritura della pianta. lattuga. mentre alle alte altitudini ritroveremo le longodiurne e ancora le neutrodiurn e. ogni giorno dell'anno: gemme e boccioli. il pomodoro e le numerose piante tropicali che danno fiori e foglie per tutto l'anno. Tutto ciò concorda con il loro ambiente accomodante e soggetto a scarsi mutamenti. Il fatto che i nuovi germogli degli alberi delle regioni temperate siano dannegg iati talvolta dalle gelate tardive potrebbe sembrare argomento a sfavore dell'us anza di avere foglie cedue. dove ha poca importanza rispettare un orario. e mesodiurne. nonché altre sempreve rdi.a somiglianza delle conifere . conservano le foglie in inverno. «in Inghilterra un bosco ha un suo aspe tto primaverile. dove le giornate mantengono più o meno 12 ore di luce. M a se ciò non si può dimostrare. sebbene queste sempreverdi del mare .e questo è il motivo pr incipale per cui le piante cedue perdono le loro foglie. quella sola foglia provoche rà la fioritura nella pianta innestata. autunnale e invernale a seconda della stagione. bietola e le specie delle regioni temperate a fioritura estiva. che sono molto più grandi di quelle persistenti. Si è trovato che è possibile dividere le piante in tre gru ppi secondo la lunghezza della notte. In questo clima il controllo della fioritura annuale vi ene effettuato imperiosamente dalla stagione piovosa. o a non fiorire per niente. e le loro foglie funzionano ogniqualvolta lo consentono le condi zioni. Esempi di piante brevidiurne sono i crisantemi e i piretri. piante annuali di or igine tropicale. e la maggioranza delle specie delle regioni temperate che fiori scono in primavera e in autunno. sebbene si descrivano usando la parola «gior no» per maggiore comodità: piante brevidiurne. piante longodiurne. che sono conifere a foglie cedue. La consapevolezza da parte della pianta di questo periodo di cambiamento regola le attività stagionali prima accennate. E" possibile condiziona re le piante trattandole con illuminazione artificiale in modo che siano pronte a fiorire. Nelle f oreste equatoriali è uguale. Così n elle Ande equatoriali non c'è cambiamento nella lunghezza delle giornate o nella t emperatura media nel corso delle stagioni. potranno dare buona riuscita solo le brevidiurne o le neutrodiurne . nelle quali la fioritura viene avviata da fattori climatici che prescindono dalla lunghezza del giorno e della notte. è composta di larici dahurian. specialmente se le radici non riesco no ad assorbire umidità a causa del terreno secco o gelato . men tre esempi di neutrodiurne sono il grano turco. Nel corso di un solo esperimento una fogli a proveniente da una pianta condizionata nel senso della fioritura venne innesta . che richiedono più di 12 ore di luminosità giorn aliera. estivo. e in modo particolar e l'avvio alla fioritura. Questa ripartizione è condizionata chiaramente dalla distribuzione geografica di u na data specie: nelle regioni tropicali. Anche il ritmo sessuale de lla maggior parte delle alghe marine viene influenzato dalla temperatura dell'ac qua. altrimenti perderebbero acqua con velocità molto maggiore di quella che occorrerebbe alle radici per far fronte alla situazione. o neutrodiurne. o pressappoco uguale. Se s'innesterà una foglia di pianta prossim a alla fioritura su un'altra non disposta a fiorire. non avendo di fatto un rit mo annuale specifico. Ma in questo caso le foglie sono adattate a resistere all'essiccazione e a perdere vapore acqueo con molta lentezza. Co me ha osservato l'esploratore Henry Bates. Abbiamo tuttavia pochi indizi che le piante siano consapevoli del trascorrere di un anno. cosa misurano le piante in realtà? La l unghezza della notte. Per dimostrare questo asserto sono stati compiuti esper imenti affascinanti che hanno incluso innesti di foglie. Piante strettamente imparentate tra loro possono avere esigenze affatto diver se per quanto riguarda la lunghezza del giorno o della notte. Notiamo a questo proposito che la foresta più fredda e più settentrionale di tutte.non si ano mai in inattività completa. pata ta. in Siberi a. a seconda delle giornate lunghe o brevi. o non succede. frutti e caduta delle foglie sono sempre presenti contemporaneamente i n una specie o nell'altra».una sola volta in 10-15 anni. le conifere specialmente vivono in climi f reddi e rigidi. che fioriscono con luminosità diurna di 12 ore o meno. tra le longodiurne si annoverano frumento. sebbene l'escursione giornaliera dell a temperatura di circa 13 gradi centigradi assicuri alle piante l"«estate» ogni gior no e F« inverno» ogni notte.

come preferite chiam arli. tra le altre piante tropicali. in condizioni adatte. La luce che arriva all'orologio fogliare nella fase lucifuga . ma non in giorni di lunghezza intermedia. ma se la semina si fa a primavera non ci sarà fioritura est iva. richiede viceversa temperature elevate a un a data epoca perché possa avere fioritura tardiva. ma vi sono varie teorie sul modo con cui è possibile che operi. Talvolta la reazione della pianta è vincolata dalle condizioni di temperatura. Una volta accertata l'esistenza di questi ritmi e dispositivi di avviamento. e il resto della pianta viene tenuto in con dizioni longodiurne. Ciò accade naturalm ente in inverno se la semina è stata effettuata in autunno. mentre nelle al tre 12 ore ricerchi la luce: sia cioè rispettivamente «lucifuga» e «fotofila». dove la rosetta. il che significa che ci deve essere un «orologio» nelle piante che misura la lunghezza dei giorni e delle notti nel loro susseguirsi. Mantenendo la nostra similitudine meccanica. I ritmi giornalieri. Bünning nel 1936. sono evidentissimamente interni. Questo fatto significa indubbiamente che la foglia. Uguale effetto si osserva nella bietola e in altre piante biennali. l'u omo ha potuto manipolarli per i suoi fini. Il riso. S e immaginiamo che la pianta possieda effettivamente un meccanismo d'orologeria d i 24 ore . ha bisogno di refrigerazione inve rnale per fiorire nell'estate successiva.aziona P« interruttore» staccando il contatto nelle pi ante brevidiurne ed inserendolo nelle longodiurne. Va aggiunto che le piante devono raggiungere una certa maturità prima di poter com inciare a produrre fiori in ogni circostanza.come pare si possa dedurre dai ritmi circadici . o fluttuazioni.) A questo punto assumono una certa importanza i movimenti di sonno già citati. ma devono essere stati impost i nel corso dei millenni dall'effettivo alternarsi del giorno e della notte. (E" un paragone molto semplif icato: di fatto le longodiurne hanno una fase critica lucifuga più corta che non l e piante brevidiurne. E" anche divertente nota re che la fioritura delle piante parassite dipende da quella delle piante parass itate. spe cialmente notturne. e provocò la fiorit ura in ciascuna di esse! Se una sola foglia di lappola riceve il trattamento bre vidiurno che le occorre per fiorire. perc hé dalla posizione delle foglie si può stabilire se la pianta sia in fase fotofila o lucifuga. ed è limitato alle piante delle regioni fredde e temperate. troviamo che la fioritura può iniziarsi in giornate corte o lunghissime. cioè su alcune piantine appena sgusciate dal seme.specialmente all'inizio di tale periodo . con le quali hanno raramente rapporti di parentela. Sono occorsi molti esperimenti complicati per costruire questa teoria avanzata d a E. e la fioritura avverrà n ell'estate successiva. Ma come fa la foglia a stabilire che così biso gna fare? L'ipotesi più credibile tira in causa i cicli giornalieri già descritti. La temperatura esercita un effetto di particolare importanza su alcune plantule.ta successivamente su sette piante condizionate negativamente. facendo s cattare un comando che dà il via al processo di fioritura quando la lunghezza dell e giornate assicura condizioni opportune. Fanno eccezione alcune specie. dal momento che i «primissimi indizi» dei fiori si formano non appena germina il seme. Solo nelle regioni tropicali in cui le condi .possiamo ipotizzare che durante le 12 ore della media notturna (la notte va esattamente dalle 6 di s era alle 6 del mattino all'equatore) la pianta ricerchi il buio. e a stagioni più differenziate. e ne ripa rlerò al capitolo 27. o endogeni. Questo raffreddamento invernale si dic e vernalizzazione. specialmente per controllare la fiori tura e di conseguenza l'epoca di produzione dei frutti e del raccolto. possiamo ancora immaginare che esista incorpor ato in questo orologio un interruttore a contatto destinato ad avviare la fiorit ura. tutta la pianta comincerà a fiorire. elabor a un messaggio di natura chimica che si può definire «il fattore di fioritura» ed è ugua le anche in piante non imparentate. o periodi giornalieri. ad esempio l'arachide precoce che non ha «pubertà». Salvo il caso della Madia elegans. Si annover ano tra queste i cereali vernenghi che resistono all'inverno: fioriranno prima s e le plantule hanno sopportato temperature prossime allo zero. di cui già sappiamo che fa due «sonni» n el corso delle 24 ore. di cui le piante dovettero tenere conto nel loro stesso interesse man mano che si a vventuravano dalla foresta tropicale in regioni ad inverni più freddi e notti più lu nghe. Questo portaordini chimico non è stato a ncora isolato. prodottasi di solito nel primo anno.

che un tempo aveva la denominazione più pittoresca di "donnina".ed eventualmente an che di natura fisica .zioni permangono uniformi per tutto l'anno. nonché di ogni singola lavorazione de i vari reparti. che spesso si misurano in decenni. alcuni dei quali non sono stati ancora isola . rappresentano un enigma che non abbiamo ancora risolto. I funghi sono organismi antichissimi. ma irregolari. COMANDI E COMUNICAZIONI. c he ricordano quelli delle cicale e delle cavallette. per cui vanno considerate alla stregua di ormoni dell'accrescimento di ti po diverso dalle auxine. dove esercitano analoga funzione di controllo della cres cita e del funzionamento organico e sistematico. e ogni giorno fosse di ci nque ore soltanto. ma altri ne hanno di molto più lunghi. Da qualche parte devo no venir emanate disposizioni per la produzione di alte radici. 39 e 7 anni. ma ciò non succede in realtà. per cui forse non sarebbe appropriato parlare di un ritmo in questo caso. 1890. Deve esserci un analogo control lo dietro ogni fase della crescita delle piante.certamente non tutti . riescano a fior ire contemporaneamente. Alcuni bambù . Capitolo 11. le piante godono perennemente delle condizioni ideali e fioriscono più o meno ininterrottamente. e può darsi che un ritmo di quattro giorni costituisca un ricordo at avico di tempi in cui il giorno aveva lunghezza molto diversa da quella attuale. All'estremità opposta nella dinamica dei ritmi si trovano molti bambù con cicli di f ioritura piuttosto straordinari. Ogni direttore di fabbrica deve essere al corrente . Vi sono anche numerosissimi ormoni. ma in condizioni climatiche assai disparate. In par ole povere.che rilevano le situazioni esistenti all'esterno e provve dono a fabbricare sostanze che in quantità infinitesimali trasmettono ordini alle parti della pianta. germogli o fogli e. 1929 e 1936. Molti funghi hann o ritmi di 24 ore. si possono parago nare effettivamente agli ormoni animali secreti dalle ghiandole endocrine nella circolazione sanguigna. in certi Pae si asiatici dire di una persona che ha visto fiorire due volte i bambù significa c he è molto vecchia. Infatti le recenti ricerche geofisiche sui fossili precambriani detti stromatoliti. C'è dunque un orologio incorporato in queste schiatte. a somiglianza di quanto succede in altre piante monocarpiche come le agavi giganti.della situazione del movimento merci in uscita dallo stabilimento. Dalle registrazioni più antiche pare di capire che i bambù fiorisc ono dopo un numero d'anni costante. Inoltre anche l'esame dei coralli fossili lascia sospettare c he circa 600 milioni di anni fa l'anno cambriano avesse 425 giorni. sembrano autorizzare l'ipotesi che due miliardi e mez zo di anni orsono il mese lunare durasse 40-45 giorni. ma questi cicli a unga scadenza. o di un procedere incerto verso un ritmo di 24 ore. si sa ad esempio che l'Arundinaria falconeri è fiorita nel 1876. perché compaiano fiori e frutti.giorno per giorno. cioè ad intervalli di 14. avvengono nelle cellule certi processi chimici . Nelle piante si osservano periodi che riesce difficile capire. e inf ine per controllare che queste attività si svolgano nella misura opportuna. Eppure è straordinario come piante del la stessa schiatta.muoiono dopo la fioritura. consentendo loro di utilizzare le sostanze nutrienti grezze ai fini della cre scita. esteso dalla semplice moltiplic azione cellulare fino alla formazione di organi complessi. che mostrano anelli di accrescimento giornalieri. Queste sostanze incaricate di controllare o regolare la cres cita. Anche le vitamine hanno altrettanta importanza per le piante come per gli animal i. sia in materie prime che in prodotti finiti. fun zionante a lunga scadenza e alquanto a casaccio? E" stata avanzata l'ipotesi che e entrino in qualche modo le macchie solari. Uno dei molti aspetti tuttora inspiegati della cres cita delle piante. e i bambù possono fi orire ad epoche molto distanziate tra loro. e le foglie cadano alla stagione giusta. Esistono pure sostanze inibenti della crescita quali l' acido abscicico. e a lung a scadenza . grazie ai rapporti dei capisala. di cui a volte si sospetta vagamente la natura ormonale. ma pi uttosto di costruzione dell'edificio della pianta finché si offrono condizioni ada tte che le consentono di mettere fiori. Alcune di queste sostanze si ri trovano tanto nelle piante quanto negli animali: ad esempio le auxine sono prese nti nell'urina umana.

aumentando di conseguenza la produzione di fiori e frutti. meglio sortiscono". Dai meristemi le sostanze regolatrici della crescita si diffondono alle altre parti della pianta. più si picchiano. Questa pratica può e ssere opportuna ad esempio quando si coltivano alberi da frutto. cominciano immediatamen te a svilupparsi le gemme laterali più vicine. e contemporaneamente si diffonde giù per l o stelo impedendo ogni sviluppo delle gemme laterali. e ad essa si de ve il vecchio detto dei giardinieri per cui "cane. in modo da impedire all'auxina di raggiungerla. ma la loro funzione è ancora incerta mentre vengono scritte queste righe. o sempliceme nte premendo un coltello nella scorza per accumularvi auxina. Almeno in alcune longodiur ne gli estrogeni . e le gemme situate più in basso comin ciano a produrre auxina per conto proprio con azione stimolante sui rispettivi g ermogli. Semplificando un po'"le cose. Spesso un giardiniere riesce ad ottenere la crescita di una gemma togliendo una piccola mezzaluna di c orteccia a monte. si può dire che la gemma terminale produce auxina molto concentrata. muovendosi spesso in una sola direzione. Si sa che a ltri ormoni animali legati all'attività sessuale si ritrovano largamente nelle pia nte. il quale u ltimo stimola la fioritura dopo un periodo di freddo. sebbene non si possano spiegare in modo soddisfacente certe attività delle pia nte se non se ne ammette l'esistenza. Esistono nelle piante semplici e nei funghi . dove vengono utilizzate o distrutte. Se si toglie la gemma term inale. mentre quelle laterali lungo tutto il germogl io restano inattive. luce . mentre l'eccesso di auxina che si diffonde giù per lo stelo blocca a sua volta la crescita delle altre gemme laterali sottostanti.ti. ma il loro funzionamento estremamente complesso è tutt'a ltro che chiaro in ogni suo aspetto. ma non vengono mai rimesse in circolazione. Gli ormoni che stimolano la produzione dei frutti vengon o emessi dai semi in via di sviluppo. siano essi foglie o germogli o radici. Tutte queste sostanze si influenzano reciprocamente e intervengono nei processi di ricambio della pianta. In certi casi l'applicazione di questo ormone sessuale fem minile universale farà fiorire la pianta molto più in fretta del solito.quali alim ento. e ogni eccesso o mancanza di «ormone» in qualsiasi punto vien e rimediato ad opera dei meristemi vicini. Esse circolano principalm ente nei canali del floema. dove la battitura dei tronchi ha l'effetto presumibile di arrestare la discesa d ell'auxina. Su un germoglio . Anche in questo caso i meristemi si trovano in fase di equilibrio. viene a mancare l'effetto inibitorio. Le auxine entrano in causa anche quando i rami vengono distesi in senso orizzontale e ne viene favorita analoga produzione di fiori e frutti. acqua. Vediamo quindi che questi messaggeri chimici svolgono varie funzioni coordinate. Le auxine si formano e si trovano più concentrate specialmente in corrispondenza d ei punti di accrescimento o meristemi della pianta. che erogano le sostanze nutritive.ormoni sessuali che fino ad epoca recente venivano attribuiti esclusivamente agli animali . che stimola la cre scita del germoglio dalla gemma stessa. moglie e pianta di noce.di soli to si sviluppa la gemma terminale. Ogni meristema controlla un territorio abbastanza ristretto. cioè nelle giornate corte. I meristemi costituiscono zone dove le cellule sono permanentemente a llo stato embrionale. Operando a distanza (e questo è il criterio vitale di una sostanza che controlla la crescita) bilanciano i fattori esterni che interessano la pianta . ed effettuano la divisione cellulare con processo spontane o o sotto l'effetto di uno stimolo. Sono compresi tra questi elusivi ormoni i presunti stimolatori della fioritura detti "florigeno" e "vernalina".si formano mentre fioriscono le piante.poniamo di un albero da frutto . Non si pr oducono estrogeni invece quando le condizioni di fioritura sono sfavorevoli. dove di solito agiscono le vitamine invece delle auxine. Se però si toglie la gemma terminale. Il fatto è dimostrato da un esempio ben noto ai giardinieri. Viceversa potrà arrestarne la crescita togliendo la corteccia a valle di una gemma. temperatura.e controllano il tasso di crescita a seconda de llo sviluppo delle diverse parti della pianta (come la crescita di germogli inve . a differenza di qua nto fa una singola ghiandola animale che è in grado di diffondere i suoi comandi i n tutto il corpo per via sanguigna.

dove avviene il distacco della foglia dal picciòlo quando cellule adiacenti interrompon o la loro continuità. L'etilene influisce in quasi tutti i feno meni connessi alla crescita delle piante. dirigono i tubicini pollinici verso gli ovari. l'allungamento delle cellule e dei germogli in accrescimento. Formano tessuto cicatrizzante in caso di lesione. facendo cadere fr utti e foglie quando è la stagione. A questo riguardo l'etilene si rivela una sostanza notevole. grande esperto in materia. J. Queste sostanze provvedono anche ad orientare le diverse parti della pianta nell a giusta posizione. e impediscono ai semi di germinare per motivi vari. Tra le sostanze più interessanti per il controllo della crescita ve n'è una detta ci netina. dirigendo le radici verso il basso e i germogli verso l'alto . Anche la lieve strigliatura con una spazzola fine fa aumentare la pr oduzione di etilene fino a 30 volte oltre il tasso normale nello spazio di mezz' ora. attivatrice della divisione cellulare. quando non addirittura astrusi e incomprensibili: ne sono un buon esempio quelli che p rovocano la caduta delle foglie. Non c'è fase o parte dello sviluppo di una pianta che sfugga alla loro azion e di controllo. della temperatura. Dato che l'etilene controlla la curvatura degli steli. Notiamo di passaggio che i frutti non si limitano a cadere quando sono maturi. e spesso si verifica la «caduta di giugno» dei frutti immaturi: è il sistema ad ottato dalla pianta per regolare la produzione di frutti entro limiti funzionali in rapporto alle condizioni del momento in fatto di alimenti ed umidità. consistente nelle materie prime che fabbricano protoplasma. Prendend o ad esempio il movimento degli organi delle piante rispetto alla luce. Si tratta di un sem plice idrocarburo (C2 H4) in grado d'influenzare la crescita delle piante già a co ncentrazioni di 0. sostanzialmente perché il procedimento è tuttora avvolto nel mistero. regolano la fioritura secondo la lunghezza delle giornate.06 parti per milione nell'aria. Ricordo di aver visto una gran de mostra di garofani dove era stata sistemata anche una modesta esposizione di mele. Si trova nel latte di cocco. Fanno nascere i fiori e ne controllano il sesso (se si tratta di specie unisessuate). è questo probabilmente il motivo per cui i viticci si arrotolano attorno a un sostegno non appena lo h anno toccato. e c'è motivo di ritenere che piccole quantità esistano in t utte le piante superiori. Fanno funzionare i viticci o gli altri di spositivi di appiglio. C'entra anche l'acido abscicico. che è l'unico prodotto naturale di origine vegetale che possa stimolare la crescita in frammenti di tessuto di pianta. dell'umidità o di altri stimoli esterni. provvedono a distribuire il capitale della pia nta. Ho dato scarse notizie dei meccanismi che scatenano la formazione iniziale di au xine. Regolano la direzione della crescita a seconda della luce. e così facendo accelera lo spoglio delle foglie ormai con dannate. Prima che ciò avvenga diminuisce la concentrazion e delle auxine nelle foglie. nelle quali entri in cau sa l'etilene. ivi compresi il germogliamento dei sem i. Abitualmente si trova in fase d'equilibri o molto delicato con la concentrazione delle auxine. Nel caso della caduta delle foglie si crede che la produzione di etilene venga scatenata da un'altra sostan za ipotetica nota con il nome di fattore di invecchiamento. L'acido abscicico funziona anche per produrre gemme inattive ed organi di accumulo. con una frase presa a prestito da L. possono cadere anche i giovani frutti appena fo rmati. e si forma etilene nello «strato di rescissione». ma non è chiaro perché avvenga produzione supplementare di etilene dop o una lesione o ferita qualsiasi. e dispongono perché i tentacoli delle specie insettivore af ferrino le loro vittime. I meccanismi interessati in questa attività sono invariabilmente complessi. C ome sanno tutti i frutticoltori. l'inizio della fioritura e la maturazione dei frutti. Audus. c'è la produzione di questa sostanza quando una pianta riporta qualc he lesione.ce dello sviluppo dei fiori). stimolano la produzione dei frutti. e infine. pareti cellular i e così via. si può anche ricavare concentrandola dal lievito e dallo sperma di pesce. Tra le reazioni più straordinarie da parte di una pianta. che compare per bloccare la sintesi delle proteine. si deve supporre l'esistenza di una sostanza fotosensibile di natura chimica che reagisc . Prima che fosse trascorso il pomeriggio i garofani erano tutti appassiti a causa dell'etilene emesso dai frutti.

e alla luce scatenando il meristema perché produca auxina. e l'età adulta rappresen ta un importante fattore limitante. producono a loro volta un altro ormone. il quale trasmet te un messaggio per cui i filamenti femminili emettono organi sessuali ed uova. Quando queste sostanze hanno raggiunto adatta concentrazione. producendo radici per talea. a s omiglianza di quanto accade nel collasso delle foglie della sensitiva. Il movimento fisico di corpuscoli all'interno delle cellule. Sicurament e però entrano in gioco anche altri meccanismi in questo ridimensionamento assai i mportante. o se addirittura sia solo un effetto secondario della produzione di energ . Però è stato dimostrato in seguito che questa carica è il risultato e non la causa dei movimenti auxinici. ma devo sottolineare un'altra volta che non comprendiamo ancora completamente il loro meccanismo d'azione. men tre l'ultima in modo speciale è presente dovunque nel regno vegetale. ed annoverano tra l'altro anche le sostanze caroteniche e la rib oflavina. nonché sostanze chimiche di natura ormonale cui è affidato il controllo dell'accoppiamento delle parti ses suate. Recenteme nte è stato anche dimostrato che avvengono fluttuazioni regolari di tensione nelle piante. probabilmente c'è un lim ite massimo di grandezza per la pianta nel suo complesso. rappresenta certamente una reazione alla legge di gravita. e le teorie a vanzate al riguardo incorrono spesso in palesi contraddizioni. una volta cresciuti. E" stata formulata l'ipotesi che questo potenziale elett rico possa avere importanza nei movimenti rapidissimi compiuti dalle piante. l 'attivatore femminile induce i filamenti maschili ad emettere corti ramoscelli s essuati. Le cariche elettriche potenziali complicano ulteriormente lo studio delle sostan ze che regolano la crescita delle piante. Così un tempo si credeva che le auxine r esponsabili dei movimenti dipendenti dalla forza di gravita funzionassero sotto l'effetto di impulsi elettrici. Ma fin ora è solo oggetto di congettura se questo potenziale elettrico governi la produzi one delle sostanze regolatrici dell'accrescimento o non ne sia piuttosto il risu ltato. Quando si è instaurato un certo equilibrio tra le auxine e l'enzima in attivante. che costituiscono gli organi femminili. somiglianti a pulsazioni ritmiche ad intervalli di 1-10 secondi. Nel complesso delle attività umane i regolatori della crescita sono importantissim i perché siamo riusciti a sintetizzarne molti. Per arrestare l'iperattività delle auxine semb ra probabile che si formi un enzima non appena quelle superino un dato limite qu antitativo.ed operazion i altrettanto complicate sono documentate per certe alghe unicellulari .induce a sospettare fortemente che nelle piante fiorenti quasi certamente debbano esist ere meccanismi di gran lunga più macchinosi di quelli indagati finora. L'esempio fornito ci da un organismo semplicissimo come la muffa fungina acquatica Achyla potrà fors e dimostrare quanto sia complessa la situazione. Basta una part e su dieci miliardi di ormone o attivatore femminile iniziale perché i rami maschi li diano l'avvio a tutto il ciclo. perché un organo vegetale posto orizzontalmente sv iluppa sulla superficie inferiore una carica elettrica distinta di segno positiv o. Questo capitolo potrà sembrare un resoconto alquanto insoddisfacente del sistema d i comandi chimici in uso tra le piante. stavolta fabbricato da questa cellula sessuale. I possibili concorrenti sono numerosi. Dapprima la parte femminile emette un attivatore chimico. Manipolazioni ormonali di questo genere sono descritte con maggiori par ticolari al capitolo 27. Gli ingranaggi dell'oscuro meccanismo continuano a girare ed entra in scena un quarto ormone. il qu ale torna a diffondersi alla pianta femminile facendole emettere ramoscelli ispe ssiti. In questa specie troviamo filamenti maschili e femminili. Si forma ora un terzo ormone che passa dalla femmina al maschio e induce i filamenti dell'ultimo a crescere verso la prima. Avviene infine la fecondazione con il passaggio di nuclei maschili lungo un tubi cino con cui la parte maschile si collega alla cellula femminile. probabilmente granuli di amido. che. A un certo punto le cellule devono cessare di estendersi. ottenendo così che le piante si compo rtino come vogliamo noi. l'enzima le distrugge e l'operazione riequilibrante cessa. che entrano in gioco per assicurare la facoltà visiva degli animali. fino a stabilire il contatto e a creare una cellula sessuale maschile . e quella maschi le un inibitore. o fiori e frutti fuor di s tagione. Un sistema ormonale tanto complesso in un organismo così elementare .

che può manifestarsi in senso positivo o negativo. In tutte queste fasi di sviluppo si muovono. affetto e pia cere sessuale. All'estremità più bassa della scala troviamo piante unicellulari che si muovono in s enso fototropo e fotofobo. lo scrittore pensava alle piante i n termini umani. per cui il gambo si rivolge verso il basso e affonda il frutto nel terreno. La reazione alla legge di gravità.che certe sostanze chimiche ne gli animali convoglino messaggi emotivi generali. L'angolo del picciòlo fogliare è condizionat o dalla luce. di cui og nuno può vedere come sia «sensibile» al tocco. Pare possibile . La reazione alla luce induce abitualmente le piante a crescere sviluppandosi in direzione della fonte luminosa o di massima intensità. e sono anche in grado di muoversi in risposta a stimo li di natura chimica o dipendenti dalla temperatura. il vento e la pioggia.allora le p iante indubbiamente sentono ed hanno sensi.anche se controverso . delicata e dai sensi gentili ritrae le timide mani da ogni rude tocco. A somiglianza di molti giardinieri. ma dopo che è avvenuta la fe condazione del fiore il tropismo s'inverte. Già si è a ccennato al fatto che analoghe sostanze esistono anche negli animali.nelle p iante superiori sono la gravità e la luce. oppure guida l'orientamento di parti della pianta in tale senso. ma se applichiamo una delle definizioni principali della parola sensi . In questo senso le piante non sentono. mostrano segni d'invecchiamento e alla fine muoiono. e lo stesso accade nei nasturzi dove le foglie rotonde vengono por tate ad angolo retto rispetto alla sorgente luminosa. passano dall'infanzia alla pubertà e all'età matura.proprio come si possono trasmettere ad altre piante mediante innesto la vernalina e il florigeno. Il fatto stesso che un organismo si muova presup pone di per sé un certo tipo di sensazioni fondamentali. cioè crescendo verso l'alto. Non solo c i sono secrezioni delle ghiandole endocrine per controllare la crescita. nonché varie gradazioni di amicizia. e questi loro movimenti possono mo strare notevole determinazione. ma esis tono all'interno dei tessuti nervosi anche veri e propri trasmettitori di natura chimica. Gli animali superiori mostrano di avvertire il caldo e il freddo. Questi ultimi possono mutare la loro posizione a seconda d ello stadio di accrescimento. cos tantemente in intima comunanza con le piante. e si potrebbe anch e dire grovigli confusi di sensazioni. nascono. I viticci aderenti di cert . ad esempio la scotofobina di c ui si afferma che incuta ai topi la paura del buio e si possa trasmettere sommin istrando estratti di tessuto cerebrale .. e la natura di rado inven ta qualcosa che sia assolutamente superfluo. Le piante non hanno b isogno di un sistema nervoso: vanno bene così come sono. condizionando infine la posizio ne dei gambi fiorali. Esse indubbiamente concepiscono. ad esempio il gambo fiorale dell'arachide comincia con geotropismo negativo. Allo stesso modo la linaiola fogliad'ede ra si sforza di cacciare i suoi frutti nelle spaccature di rocce o muri perpendi colari sui quali cresce. Capitolo 12. Gli stimoli principali che causano movimenti .. è tale da far crescere in direzione orizzontale le radici carnose sotterranee del giaggiolo e gli stolo ni superficiali delle fragole. spinge la crescita delle radici verso il basso e quella delle plantule o germogli verso l'alto. Bisogna concludere infine che i regolatori chimici dell'accrescimento rappresent ano i soli veri dispositivi di comunicazione nelle piante di ogni genere. mantenendo a profondità notevolmente costante sotto terra i tronchi carnosi ipogei della podagraria. come si chiamano in linguaggio tecnico .«percepire o avere coscienza attraverso sensazioni fisiche» (dizionario Webster) . L'alga unicellulare galleggiante Chlamydom onas si muove verso la luce proprio come di norma le sue foglie rivolgono la mas sima superficie in direzione fototropa. A queste sensazioni gli individui della specie umana aggiungono p ercezioni emotive e intellettuali di ogni genere e sfumatura.o tropismi. lo sforzo e il dolore." Così scriveva Erasmo Darwin a proposito della sensitiva (Mimosa pudica).ia da parte delle piante. LE PIANTE SENTONO? "La casta Mimosa se ne sta.

questo è il motivo per cui gli stoloni di fragola crescono verso l'alto s e sono tenuti al buio. e ogni fogliolina porta numerosi piccoli segmenti situati uno di fronte all'altro. la sensibilità si riduce spesso a un breve tratto in vicinanza della punta. specialmente in condizioni a normali. Quelle che effettuano ampi movimenti a scopa per trovare un sostegno comincia no ad arrotolarvisi attorno non appena lo toccano. definita anche in certe regioni con il termine sognante di «pianta umile» o «pudica».si formano solo se il tronco viene a contatto con quello della pianta che verrà paras sitata. Una volta sotto terra. A volte la luce e la gravità si sommano e influenzano la po sizione di parti della pianta con azione combinata. che aumenta fino a 200 volte la sua velocità normale. Queste piante non solo «dor mono» di notte. dopo che si è verificato il contatto. l'aumentato disagio farà sì che tutta una fogliolina ripieghi i s . per lo più imparentate con la Mimosa succitata. I parassiti delle piantine alla ricerca di un ospite si comportano analogamente reagendo a secrezioni chimiche emesse dall'ospite. s'ispessisce per acquistare forza. come si è già detto. invece ciò accade raramente. In realtà esistono parecchie piante sensitive. Un vitic cio o un gambo fogliare prensile mostra un'analoga rapidissima reazione quando a rriva ad una superficie adatta. La pianta classica fornita di «sensi» è. come si è già accennato in precedenza. mentre contemporaneamente p uò arrestarsi lo sviluppo del lato interno della curva. formando un avvolgimento a sp irali di grandezza completamente diversa per avvinghiarsi strettamente. in domesticità si osserva che il calore emanato dalla fiamma di un cerino basta a procurare loro il collasso. L'apice radicale muta direzione sia per cercare acq ua che per evitare gli ostacoli. ma i viticci sono ancora più velo ci. Un aspetto interessante. La rapida reazione dei viticci dopo lo stimolo tattile si effettua grazie al rit mo di crescita di quello che in seguito diventa il lato esterno della curvatura. I tronchi o steli avvolgenti agiscono con sufficiente rapidità quando vengono a contatto di un sostegno. le radici trovano la direzione regolandosi in parte a sec onda dell'umidità disponibile. al vento forte o al contatto di animali. Questo movimento è quello che attiva i peli tentacolari. e compiono la prima spira completa attorno al sostegno nello spazio di quat tro minuti. e capace di dirigere i movimenti delle parti adiacenti. ma vi si annoverano anche delle acetoselle. Una volta che il viticcio s'è allacciato al sostegno. in tutte queste reazioni di risposta al toc co. la Mimosa pudica o sensitiva . e Darwin rimase tanto impressionato dalle sue i nclinazioni da scrivere che «non è esagerato dire che la punta delle radichette così d otata. La risposta di una pianta al tocco è forse più inaspettata della sua reazione alla l uce o alla gravita. Un lievissimo tocco può far muovere uno di questi segment i a forma piumata. Il primato sembra spettare comunque alla Cyclanthera pedata. Sembrerebbe logico aspettarsi che le radici debbano evita re la luce. si sviluppa tutto il tessuto meccanico. Nella c uscuta parassita gli organi che penetrano nella pianta ospitante . consiste nel fatto che la semplice pressione raramente provoca una reazione: dev'essere qualcosa che dipende dallo sfregamento o dal movimento a stimolare l a pianta. ma sono anch'esse sensibili al tocco. mentre in certe rampicanti l'estremità del viticcio produce dischi simili a ventosa. il quale tende a rafforzare il pu nto d'appiglio aumentando il volume del tronco.e piante rampicanti sfuggono la luce per avere migliori possibilità di trovare una superficie cui attaccarsi. e le radici aeree dell'edera si originano sul lato o mbreggiato del tronco. e fa sì che si calino sulla preda viva. Quando la pianta rampicante ha tro vato il sostegno e si è aggrappata per avvolgimento o per la stessa attività del vit iccio. Essa tuttavia è d'importanza vitale per molte piante rampicant i.austori . sebbene talvolta basti la sua umidità. In molti casi questo tasso differenziato di crescita rifluisce lungo il viticcio per parecchi centimetri. La foglia della sensitiva si compone di parecchie foglioline che si irraggiano dall'apice di un gambo fogliare. In natura significa che normalmente sono sensibili alle gocce di pioggia. mentre contemporaneamente moltip lica la capacità conduttrice in vista di un'ulteriore crescita in altezza. i cui viticci c ominciano a incurvarsi attorno a un sostegno entro 20 secondi dal contatto inizi ale. appiccicosi e d igerenti delle drosere carnivore. funziona come il cervello di un animale inferiore».

si ristabil isce la rigidità. rispettivamente espandendosi o per dendo umidità. afflo sciano le foglie alla luce solare intensa per evitare ustioni. Piante diverse tra loro. Il meccanismo del procedimento è ben noto. Non si tratta soltanto del modo con cui funziona il meccanismo in questione. La struttura di un'ampia foglia erbacea con molte nervature ricorda .egmenti. Avviene così un processo chiaro di tr asmissione. di modo che laddove le vacche trasecolate cr edevano di scorgere un florido ciuffo di succulenta verzura. dalla dionea e da certe altre piante carnivore alle quali viene riservato più ampio spazio al capitolo 24. e il gambo fogliare si affloscia. sebbene sembrino intervenirvi anche mutamenti di natura elettrica. ma esistono specie altre ttanto delicate che in analoghe circostanze sopravvivono perfettamente anche sen za disporre di questo dispositivo. di modo che la fotosintesi può svolgersi a ri tmo soddisfacente. le foglie si mettono in posizione verticale durante le ore calde della giornata. Ma i n linea di massima questa vivace sensibilità va considerata alla stregua di un alt ro esperimento effettuato dal regno vegetale.la piantina si è resa invisibile. invece con l'aria secca la foglia si arrotola a tubo. che avviene i n queste piante alla velocità di 3 centimetri al secondo.con quello che controlla l'apertura e chiusura degli stomi o pori respi ratori. Lo stimolo fa muovere l'acqua in grandi spazi vuoti intercellulari . Se l'urto è abbastanza violento. e l'esempio viene imitato abitualmente da tutte le foglioline adiacenti . E" stato dimostrato che nel caso di avvenimenti che provochino rotture. il quale f unziona come il cardine centrale di una cerniera. che si verifica in tutte le altre piante sensitive.che è l'area rigonfia alla base del gambo fogliare . o troppo caldo. come ad esempio una grandinata. Questo movimento non viene controllato dai pulvini. mentre le cellule sull'uno o s ull'altro lato aprono o richiudono la foglia. quali il tiglio argentato e l'acetosella. si vedono ora solo grami ramoscelli grigiastri . nonché attraverso piccoli orifizi sott'acqua. ma dall'assunzione od emissi one d'acqua ad opera di gruppi di cellule posti attorno al fondo delle scanalatu re sulla parte inferiore del lembo fogliare. L'evidenza dei fat ti induce a sospettare fortemente la presenza di un messaggio di natura chimica. e il te nero tessuto di fotosintesi viene ripiegato al centro: allora si verifica scarsi ssimo movimento d'aria attraverso gli stomi e la parte esterna. Nelle piante sensitive il pulvino contiene cellule a pareti s ottilissime che circondano i bordi inferiori flessibili del gambo fogliare altri menti rigido. quali le fave e certi alberi delle leguminose. Movimenti assai più utili si effettuano quando la pianta «sente» troppa luce. Va sottoline ato il grande divario esistente tra la trasmissione dello stimolo. Ogni nervatura ha uno strato tipico trasversale formato da tessuto robusto. In questo modo si perde il rigido «effetto di mongolfiera» del pulvino. e i 10000 centimetri al secondo che tale trasmissione impiega nel sistema nervoso umano. e di fatto costituisce solo l'estension e del movimento effettuato dal pulvino .in altre piante. e foglioline e gambo ritornano alla loro primitiva posizione ere tta. Come ogni pianta cespugliosa. inteso a evitare la traspirazione eccessiva in condizioni di siccità. Con l'aria umida la foglia resta piatta. ben protetta da una corazza formata da spessa cute e cellule esterne di rivestimento. ma anche del punto in cui avviene. il ripiegamento si diffonde al gambo fogliare e agli altri gruppi di foglie lungo lo stelo. le foglie delle sensitiv e evitano il danno che tocca invece alle foglie vicine. Dopo un certo tempo le cellule del pulvino riassumono acqua. il quale controlla i movimenti di «sonno» o gli altri m olto meno spettacolari necessari per orientare le foglie in modo soddisfacente r ispetto alla luce. Si può dimostrare che tutta una piantina si affloscia a velocità variabile fino a tr e centimetri al secondo.salvo essere più veloce . La foglia in questo caso è allungata e sostanzialmente piatta. Particolare considerazione merit a il meccanismo di chiusura e apertura presente nelle foglie delle piante erbace e. e poco progredito. Altri esempi notev oli di sensibilità ci vengono offerti dalle cuscute. non adatto alla fotosintesi. la sensitiva è es posta in larga misura al pericolo degli animali erbivori. con stomi nascosti nelle scanalature risultanti. La trasmissione dell'impulso si può verificare in parti d i stelo troncate. L'avvicinarsi del best iame fa afflosciare foglie e steli. sebbene la superficie intern a sia tipicamente nervata. mentre in altre. Questo meccanismo presenta somiglianza .

provando con sua soddisfazione che le piante dispon gono di un sistema nervoso situato nei conduttori floematici. in posizioni che non vengono assunte normalmente da germogli e radici. per così dire.e perfino radici perpendicolari . che veramente si avvicini a un sistema nervoso. Il fenomeno si applica ad esempio ai fiori con apertura e chiusura giornaliera. Nel corso dei suoi esperimenti punzecchiò e tagliò piante. Alcune reagiscono anche in u n modo che assomiglia a una vera e propria risposta o atto positivo a situazioni affatto insolite. Tra le reazioni più strane delle piante c'è quella dei tulipani recisi. Esistono mo lti altri analoghi meccanismi a scatto nei fiori. ma se s'infila uno spillo appena sotto il fiore lo stelo si raddrizza rapidamente. scoperta dai fiorai. Di solito diventano flosci e mosci quando vengono messi in acqua dopo e ssere stati tagliati. si ripiega in modo che il fiore si apra non appena il sole lo riscaldi. Questa ope razione viene effettuata da una parte di stelo che non aveva. nella loro ve rsione. ad opera dei diversi ritmi d'accrescimento. e il taglio provoca una bolla d'aria. I fiori compiono anche altri movimenti. L'effetto di questa agopuntura vegetale non h a ancora trovato una spiegazione scientificamente valida. L'indiano J . Di notte l'accresc imento della parte esterna del petalo rispetto a quella interna fa chiudere il f iore. ad esempio producendo foglie sul tronco se le foglie esistent i vengono distrutte. Di sol ito i fiori devono passare molto tempo in acqua da quando è stato reciso lo stelo prima che tornino a sollevarsi. La Sparmannia africana. Questi accorgimenti rappresentano pro babilmente il massimo punto di avvicinamento attuato dalle piante. L'apertura del fiore è il risultato tipico del fatto che i petali «avvertono» l'aumento della temperatura.dal tronco di steso. Queste risposte al tocco e gli stimoli meno diretti dimostrano che le piante per cepiscono e reagiscono a quanto avvertono al tatto. Analogamente un albero che i n seguito a qualche incidente venga a trovarsi disposto in senso orizzontale. em etterà spesso germogli verticali . anche se non si capiscono ancora perfettam ente molti particolari di questi procedimenti.ma il loro meccanismo a cerniera offre punti di somiglianza e di raffronto.molto da vicino quella di certe porte ripiegabili delle autorimesse. Le erbe non sono specie spet tacolari sul tipo della dionea insettivora . oltre al loro sistema di com unicazioni chimiche. i . come si è già spiegato nel caso dei viticci. Parecchi ricercatori però hanno cer cato di stabilire se le piante possiedono qualcosa. con i quali essi «sentono» la pres enza di un visitatore ed agiscono di conseguenza spolverandolo di polline. Ma sotto lo stimolo della temperatura l'interno del petalo accelera la crescita 20-30 volte oltre la norma. ha un mozzo centrale di stami disposti a struttura raggi ata: se un insetto vi si posa o lo tocca. Un aumento di temperatura di 10 gradi centigradi di solito fa aumentare da due a c inque volte il ritmo normale di crescita. ad esempio le vistose gazanie. e che «la trasmissio ne d'impulsi eccitanti nelle piante è sostanzialmente simile a quella degli impuls i nervosi negli animali». nessu na esperienza precedente della necessità di piegarsi. oppure sul tronco se questo viene privato delle radici. Molta parte dei movimenti delle piante si effettua. Agli occhi della maggior parte dei fitofisiologi le molteplici reazioni delle pi ante si possono di norma spiegare adeguatamente in termini di tropismi e di un s istema di messaggi di natura chimica. tutti gli stami si muovono subito dal centro verso l'esterno. li fa scattare verso l'interno. Alcune piante aprono e chiudono i fiori parecchie volte al giorno se si al ternano nuvole e sole. le margherite di Livingsto ne ed analoghe specie sudafricane. ai muscoli e alle giunture presenti nel regno animale.altro esempio di pianta che indubbi amente sente e reagisce a velocità incredibile . in mo do che il fiore riprenda la sua posizione corretta rispetto al suolo. composte d i strisce di metallo che si avvolgono a tapparella. perché l'acqua negli steli si trova in fase di grande tensio ne durante il processo di crescita. Invece un insetto che visiti i fi ori del crespino e tocchi gli stami. Chunder Bose ha effettuato centinaia d'esperimenti attorno a questa tesi nella prima metà del nostro secolo. o radici dalle foglie se queste vengono amputate dal tronco . tiliacea coltiva ta a scopi ornamentali. Una pianta erbacea pie gata o spezzata in modo che lo stelo giaccia sul terreno tornerà a ripiegare lo st elo in posizione verticale se appena funziona il suo sistema circolatorio. presumibilmente trattandosi di un dispositivo inteso a d istribuire il polline sull'insetto visitatore.

«Pravda» compresa . Secondo il ricercatore l'a lcool faceva barcollare le piante come un ubriaco qualsiasi. Un chimico addetto a ricerche con apparecchi I.. speriamo che gli astronauti possano scambiarsi messaggi tramite piante portate a bordo dei v eicoli spaziali. con scottatura di una foglia di cavolo. al punto da rendere possibile il trapianto di un grosso albero senza le solite precauzioni. che venne interpretata come «svenimento». la notizia che un te cnico esperto di apparecchi rivelatori e registratori ha compiuto esperimenti de l genere. puls ante come un cuore d'animale secondo le citate relazioni. "Prima di venir toccato" l'esemplare prescelto registrò sul foglio a scor rimento dell'apparecchio registratore un violento movimento verso l'alto. e gli fe ce fare la somma di una serie di numeri . era già stato effettuato molt o tempo prima presso la Royal Society. ripeté gli esperimenti. Nel corso di un altro esperimento un filodendro reagì in modo che venne definito «di malumore» quando venne insultato telepaticamente. «a quanto pare indicano che. stando a quanto ne ha riferito un inviato de l «Wall Street Journal». ma mostrò «reazione di svenimento» quando entrò lo studente «assassino». B. I suoi strumenti lo avevano persuaso che le piante di cui aveva avuto cura restavano in comunicazione con lui in sua assenza. tagli uzzandola a pezzettini. Un esperimento effettuato con la parte cipazione di un'amica partita per un viaggio in aereo rivelò forti reazioni da par te delle piante in risposta alle emozioni avvertite dalla donna ogni volta che l 'aereo decollava o atterrava nelle fasi di un viaggio conclusosi a circa 5000 ch ilometri di distanza. Non sorprende il fatto che sulle pagine dei giornali . nella versione giorna listica. Nel corso di un esperimento.M.con successo. le piante hanno anche qualcosa di molto simile ai sen timenti e alle emozioni. a giudicare dal fatto ch . Bose iniettò anche all e piante sostanze ad effetto stimolante o deprimente. anche senza disporre di alc una informazione genetica. autorizzando perfino l'ipotesi ch e posseggano un centro memorizzatore in corrispondenza del «colletto radicale». fec e registrare in effetti reazioni letteralmente incontrollate alle sue piante emp atiche quando raggiunse l'orgasmo con la sua ragazza a parecchie miglia di dista nza. Gli altri esperimenti dell'esperto. ma facevano sobbalzare l'ago del registratore se la conversazione si spostav a su questioni di sesso o di fantasmi.l che impediva l'accrescimento per periodi di varia lunghezza. Sono contente quando vengono innaffiate. il cloroformio le calmava. Nel 1970 s ono state pubblicate relazioni di ricerche effettuate presso l'Accademia di agri coltura di Mosca. Negli Stati Uniti è stata resa di pubblico dominio. T. Un tecnico di apparecchiature I. e rif erì che le piante non reagivano quando gli studenti parlavano di argomenti di lavo ro. Un apparecchio registratore collegato alla pianta supers tite non rivelò alcuna reazione quando altri studenti entrarono in seguito nella s tanza. seguit o bruscamente da una linea retta. oltre a una specie di sistema di comunicazione telepatica. Venne effettuata un'altra ricerca. I russi affermano anche di poter accertare elettronicamente quali piante possegg ano pregevoli caratteristiche ai fini delle colture. e aveva convinto Bernard Shaw che le pian te possono provare sensazioni.. dalle quali si dedurrebbe che le piante hanno impulsi di natur a elettrica affini a quelli nervosi dell'uomo. Si preoccupa no dell'avvicinarsi di un cane. E si addolorano quando viene fatto del male ad animali e ins etti loro vicini». Uguale lavoro è stato effettuato più recentemente da diversi ricercatori. praticando un tag lio a una pianta si poteva ottenere «una contrazione convulsa».la registrazione elettronica di piccoli mutamenti di natura elettrica si sia trasformata. in piante che parlano e si lamentano. Dagli ultimi comunicati di fonte russa pare di capire che queste ricerche sono progettate per contribuire ai prog rammi spaziali: se le comunicazioni elettroniche non funzioneranno. e dimostravano agitazion e quando egli decideva di tornare a casa.T. elettrodi a poligrafo scrivente ve nnero collegati a tre esemplari di verdura: uno venne preso e gettato in acqua b ollente. nel corso dell a quale uno studente distrasse una delle due piante situate in una stanza. la caffeina le toni ficava. Svengono quando il loro benessere viene minaccia to con la violenza. mentre uno scienziato giappones e collegò un apparecchio registratore a un cactus con aghi da agopuntura. Analogo esperimento. nel 1972.

e cellule elementari mobili fornite di ciglia o flagel li .ricorda l'analoga attività degli animali inferiori. La necessità di un certo tipo di sensi si è presentata alle piante in circostanze del tutto diverse: sviluppare la sensazione del dolore andrebbe contro tutto il loro modo di vivere complessivo. come gli idro zoi e magari le spugne. nonché una certa facoltà di prevedere il futuro. men tre le pulsazioni di questo potenziale. Si può anch e precisare che un sistema nervoso in animali nobili ed evoluti è di indubbio valo re ai fini della sopravvivenza. anche ammettendo che le piante sentano e siano capaci di gridare e sve nire. e infine c'è quel brillante parto della fantasi a di John Wyndham costituito dai trifìdi. come nei nervi di una specie an imale. perciò comando iò». ricordano molto da vicino quelle dei nervi periferici dei vertebrati. che ne sono sprovviste. perché le mangi?'. E" stato anche dimostrato chiaramente che è possibile evidenziare un potenziale el ettrico nelle foglie della dionea e nei viticci fogliari aderenti ("non" nelle f oglie vere e proprie) della drosera. ol tre alla capacità di colpire quasi infallibilmente e sempre fatalmente con le loro punture scoccate come dardi. Con ogni probabilità questo potenziale esiste i n molte cellule e sistemi vegetali: qualcosa di simile è stato rilevato negli stim mi dopo l'impollinazione. ma anche cellule sessuate mobili nelle pia nte meno evolute . contro i quali non hanno possibilità di fuga. registrate in forma visibile. Fino a questo momento nessuno ha ancora avanzato l'ipotesi che spugne ed idroidi emettano lamenti silenziosi quando vengono divelti o tagliati. Al che risponderò: "Ho fame e il mio cervello è più forte delle piante. misurabile in secondi. a differenza del le spugne. Come ha scritto un corrispondete del «Garden New s» dopo la notizia degli esperimenti russi del 1970. e viene in mente un racconto di Roald Dahl in cui un uomo sent e gridare l'erba mentre la falcia. dato il loro genere d'esistenza. in cui posson o venir danneggiate con tanta facilità da fattori esterni che vanno dai temporali e dal fulmine alle morsicature dei bruchi e all'attività degli erbivori al pascolo . che do po tutto hanno cominciato parallelamente i rispettivi cicli evolutivi. Tuttavia. e sembrano perfino farle partecipare a una certa capacità di giudizio e valutazione. Pare non sussista alcun motivo per cui tali sistemi elementari di trasmissione d egli stimoli non debbano esistere nelle piante e negli animali inferiori. a differenza degli id roidi. quando queste piante vengono stimolate. dal momento che alc uni di loro sembrano ridicoli e coinvolgono le piante nella telepatia. piante che camminano e posseggono un sis tema primitivo di comunicazione.basata sulle cellule esistenti e non su qualcosa con struttura simile a quella delle c ellule nervose . E" facile liquidare questi esperimenti con un cenno di mano. tecnico e ricercatore elettronico. forse perché così gli riescono meno estranei e magari meno paurosi. dobbiamo pure tenere presente la differenza quantitativa che intercorre t ra i due processi. come avviene nelle cellule animali. cioè al desiderio da parte dell'uomo di raffigurare gli altri organismi quanto più possibile a sua immagine e somiglia nza. Tuttavia l'elettricità s volge certamente una sua funzione nelle cellule delle piante a livello molecolar e.non solo esemplari del plankton. e non in millisecondi. fenomeno tuttora inspiegato negli individui della specie umana. mentre non avrebbe uguale importanza nelle piant e. Fa anche mo lto fantascienza. Va detto infine che attribuire svenimenti e capacità telepatiche alle piante corri sponde a un pio desiderio di antropomorfismo. e manca loro un qualsiasi "centro" nervoso. i primi hanno fibre nervose elementari. è dubbio che ciò basterebbe a far desistere la maggior parte della gente dal m angiare verdura e cogliere fiori. cioè il periodo temporale del potenziale elettrico di una piant a.e le reazioni della pianta si manifestavano come una serie di sobbalzi del penni no scrivente sul foglio scorrevole dell'apparecchio registratore. Si assicura in oltre che un altro sperimentatore. Una ragazza che mangia gli . mentre il processo di base della fotosint esi comporta movimento di elettroni quando l'energia della luce si trasforma in energia chimica potenziale.vengono probabilmente attivate in questo modo. Le piante hann o infatti quello che i biologi nelle loro ricerche hanno definito «un sistema neur oide primitivo». sia riusci to a far cambiare direzione alla corsa di un trenino elettrico facendo funzionar e gli scambi con ordini trasmessi tramite una pianta. Tale attività . «la gente dirà: "Se t'importa tan to di quello che provano le piante.

ed alcune personalità ritengono di poter fare prosperare o morire le piante pregando. la buona salute e il rigoglio de lle piante nel cuore dell'inverno su terreno composto quasi soltanto da sabbia s terile non si possono spiegare con l'applicazione di qualsiasi metodo di coltura organica conosciuto».animali che uccide e riesce a tollerare la produzione in massa di polli. Moltissime donne dicono istintivamente: "Scusamì se per caso danneggiano una pian ta». Guardate come la pianta si rattrista per i suoi proprietari. blandite. se vengono incoraggiate. rincasando. Il libro descrive un giardino di Findhorn. e parlano alle loro piante. che nel giro di 12 ore ha superato per più di otto volte l'accresciment o normale! Si potrebbe obiettare che sentimenti e convinzioni del genere ci forniscono più ra gguagli sulle persone interessate che non sul sistema nervoso delle piante. Moltissime volte ho osservato che una pianta sofferente rispondeva a discorsetti d'incoraggiamento. al cui proposito un esperto at tendibile e competente ha scritto che «il vigore. delle piante. In un libro pubblicato recentemente s'immagina che un giorno. suonano strumenti musicali o imparano ling .» «Tutti i giardinie ri appassionati credono che le piante capiscano. gnomi e folletti».» Nel corso di un recente esperimento «di conver sazione». Naturalmente esistono molti giardinieri assolutamente convinti del fatto che le piante reagiscono se si parla loro. Ad esempio patate. non si preoccuperà eccessivamente dei mu ti lamenti di una carota o di un cavolo. Ma certo non si tratta altro che di un bagaglio di conoscenze derivante in va ria misura da esperienza ed intuito. su un piano alquanto diverso rispetto agl i apparecchi registratori con pennino scrivente e agli astronauti russi. Un apparecchio registratore ha segnato un aumento immediato nella crescita. o disposizione emotiva. Alcuni altri estratti di corrispondenze inviate al «Garden News» illustrano ulteriormente il concetto in questi termini: «Natu ralmente alle piante piace che venga loro rivolta la parola. pomodori e cavoli ri spondevano meglio se li si trattava con parole cortesi o perfino li si adulava. Tali co nvinzioni ricordano piuttosto precedenti ricerche compiute in California da un p rofessore universitario di scienze naturali. ma mentalmente. Indubbiamente certi giardinieri pr ovano una fortissima simpatia per le piante. fate. potrem o far aprire la porta dell'autorimessa da una pianta. paragonabile a quanto si osserva in certi i ndividui che riescono in elettronica. non sempre a voce alta. e perfino intrattenute con il canto. e ci sarà un nuovo paradiso terrestre una volta che avremo imparato a comunicare con le piante nella maniera giusta. Davvero siamo in presenza di un mistero in questo caso: i c oltivatori affermano che si ottengono risultati quando entrano in comunicazione «c on gli spiriti che animano le loro piante». mentre orchidee e gladioli vennero definiti piante estrose e nervose. e come possa imparare il nostro linguaggio. E" stato affermato che anche la preghiera rappresenta un mezzo per comunicare co n le piante. e vi ene da chiedersi quale possa essere l'organo psichico o spirituale di una pianta . «Guardate con quanta tenerezza un giardiniere tratta i suoi "pupillì. i cui proprietari sono convinti che le piante siano colme di «archetipi di forze creatrici . Una rassegna del «Sunday Times» del 1972 ha rivelato che il 14% della gente riteneva che l'effic acia della preghiera potesse influenzare materialmente la crescita delle piante. il quale in capo a due anni d'indag ini era giunto alla conclusione di poter definire con precisione lo stato d'anim o. che si riflette nel modo con cui le piante rispondono alle cure che noi definiamo in termini spicci come «pollice ver de». in Scozia. minacciat e. Risultati strabilianti sono stati riferiti da Findhorn dopo osservazioni effettuate su spe cie vegetali comprendenti cavoli giganti e grano. proprio come certe tribù primitive assicurano di essere in grado di distruggere con rituali magici i frutteti e le messi del nemico. gruppi di identiche piantine tenute in uguali condizioni di coltura venn ero apostrofate rispettivamente in termini «cortesi» e con espressioni «brusche»: le pri me crebbero meglio e più in fretta. Guardate co me il giardiniere si cruccia di doversi allontanare da casa per fare qualcos'alt ro. vitelli e porci con sistemi alquanto sgradevoli. Di recente gli americani hanno compiuto un altro esperimento sotto il controllo di uno scienziato che studia il tasso di crescita delle piante: per cinque minu ti un gruppo di persone si è concentrato in preghiera su di una pianta distante 13 00 chilometri.spirit i della natura.

come pos sono essere quelle che si formano parlando.ue straniere senza sforzo evidente. diversamente da quant o succede con l'alta tensione. o quella di una biol oga indiana che ogni giorno fa un quarto d'ora di danze tradizionali tra i vasi di crisantemi . I tecnici di propagazione di specie v egetali usano sovente telaietti chiusi. Il modo più semplice di produrre onde sonore che creino vibrazioni aeree è. a quanto asseriscono gli isolani. In un'altra indagine le piante hanno risposto effettivamente meglio a Bach e all a musica classica indiana suonata con il "sitar". in conseguen za dello shock provocato da questi frequenti risvegli violenti. perché in questo caso i fili metallici vibrano. a differenza degli ortaggi che amano i toni più bassi. Gli abitanti delle Isole Salomone sostengono di pote r uccidere gli alberi . Ricerche eff ettuate in India nel 1958 hanno studiato le vibrazioni generate da un motore ele ttrico. Scherzi a parte. quelle lasciate in pace di centimetri 20.e afferma di aver ottenuto un aumento in altezza del 60% in più ri spetto alle piante non «trattate» . Risultati alquanto simili s i sono ottenuti a conclusione di un altro esperimento. tutto somma to. Si è trova to che i risultati migliori si ottenevano costantemente con fili percorsi da bas sa tensione. mentre «esposte a un agro rock-" nroli (sic) si raggrinziscono voltandosi bruscamente dalla parte opposta al suon o. Dopo un mese.arrampicandovisi prim a dell'alba e lanciando improvvisamente urla agghiaccianti in vicinanza del tron co.) Nel 1972 si è saputo dagli Stati Uniti che. presumibilmente . quello di suonare strumenti musicali o dischi fonografici.e viene fatto di domandarci se le piante preferi scano Beethoven o Stravinsky (che è forse più indicato per i cacti).dei loro nemici. perché gli antichi manuali indiani di giardinaggio danno istruzio ni sulla pratica della "dohada". un aume nto in altezza del 30-50% in più.. si ottengono m igliori raccolti.3. fioritura anticipata anche di due settimane. rispetto alle piante non trattate. Le prove più convincenti dell'effetto favorevole esercitato dalle vibrazioni sulla crescita delle piante provengono dalle osservazioni casuali di gente attiva in settori completamente diversi. Si può sorridere di compatimento delle signore che parlano alle loro violette afri cane. con cui si intrattengono piante o alberi con ca nti e rappresentazioni. Effettivamente fa sorridere la maggior parte di noi l'idea di un giardiniere australiano che ogni mattina dà concerti di violino alle sue piante per mezz'ora. nel corso del quale uno s cienziato soffregava i tronchicini di varie piante per dieci secondi due volte a . o se la musica pop sia meglio della musica classica. rac colti quadruplicati. Anche stavolta si sono registrati ca si in cui il modo di effettuare gli esperimenti ha fatto ridere il prossimo. ma c'è un briciolo di verità dietro tutto questo modo d'agire. Piantine identiche vennero fatte crescer e in condizioni uguali. Viene fatto di domandarsi se un giorno non ci sa ranno magari degli agronomi specializzati nel programmare concerti per determina te colture. esponendo le messi dei campi a rumori laceranti. e muoiono in poche settimane». dalla constatazione di una differenza nei risulta ti che resterebbe altrimenti inspiegabile. si sono ottenuti indubbiamente risultati notevoli. Tuttavia certi indizi contraddicono gli asseriti benefici effetti esercitati dal le vibrazioni sulle piante. trattandoli in vario modo a seconda delle circostanze. ma metà di esse veniva scossa violentemente per 30 secondi ogni mattina: dopo un mese le piantine scosse erano cresciute in media di centi metri 4. In condizioni a pparentemente uguali diversi tecnici hanno osservato risultati alquanto variabil i nell'emissione di radici e nella conseguente crescita delle piantine. l'albero muore.. Un esperimento ha fatto pensare che i fior i preferiscano il violino. in cui i campioni di terreno vengono ris caldati dal di sotto da fili metallici ad alta o bassa tensione. Il fatto non ha nulla a che vedere con la comunicazione. asserendo di aver conseguito. ma pare assai probabile che le piante in certo qual modo siano stimolate a crescere dalle vibrazioni esterne. Un esperimento c ondotto con criteri più scientifici nel 1972 ha preso le mosse dall'osservazione c he gli alberi sul ciglio delle foreste hanno caratteristicamente forma più corta e tozza degli alberi riparati nel folto. Seguirono sperimentazioni evidentemente produttive a base d i radiodiffusioni musicali su risaie. (Gli Indiani hanno una lunga tradizione a questo riguardo. o anche prendendoli a calci per favorirne la crescita.

per le condizioni climatiche caratterizzate da f reddo e umidità. come i pini. perché spazza via tutte le imperfezioni: la prole più vigorosa ha m aggiori probabilità di sopravvivenza che non i rampolli deboli. Nei tipi più semplici. con i loro ben noti amenti. che sono progettati per assicurare il trasporto a distanza. grazie alla loro innocenza e freschezza . Dato che l'autofecondazione annulla le prospettive di scambio implicite nella ri produzione sessuata cui abbiamo prima accennato. interruppero la crescita at tiva nello spazio di tre minuti. Le loro reazioni si possono paragonare a quelle di molti organi smi animali.i gameti maschili si formano all'interno dei granuli di polline. di norma vistosame nte esposti. Capitolo 13. e alla loro effimera bellezza. nelle piante fiorenti il tubo pollinifero deve farsi strada anzit utto attraverso i tessuti dell'organo femminile (pistillo). I gameti maschili si sviluppano a ll'interno del tubo pollinifero che si è formato (a volte se ne formano anche più d' uno).è di gran lunga la forma predominante quando scarseg gino gli insetti impollinatori. Alcune piante. Se ne conclude che effettivamente le piante hanno un loro modo di percepire sens azioni. e non la ripresero per 3-4 giorni dopo tale tra ttamento. che agiscono . Questo è lo scotto che d eve pagare la pianta per il suo metodo casuale. Le piante prosperano in condi zioni adatte. come ho già accennato nel capitolo 9. Ma. i . Tennyson scriveva del «fiore selvatico di una vita senza colpe». Ma va dett o che di rado gli uomini mantengono con amebe e vermi gli stretti contatti che h anno con piante tenute per svago od utilità pratica. Questi scossoni e sfregamenti ovviamente sono di grado molto diverso dalle vibra zioni prodotte dagli strumenti musicali o dai rumori radiodiffusi. è stata avanzata l'ipotesi che. mentre Blake trovav a «tutto il Cielo in un fiore selvaggio». o con l'adattabilità necessaria a far fronte al mutare delle condizioni. specialmente dei più semplici. adottato anche da piante più evolu te. Linneo ha dimostrato che i fiori non sono altro che organi sessuali. che lo nutre mentre esso lavora. i gameti maschili vengono liberati. mentre lo scambio dei caratteri per via sessuata rispetto ai metodi asessuati dispone di probabili tà di gran lunga più numerose per produrre variazioni con attitudini e capacità nuove.come dice Croizat . bensì il preludio all'unione sessuale o feconda zione. Nelle conifere questi gameti vengono rimessi in libertà al di sopra delle ce llule ovulari. ma occorre una produzione enorme perché esso possa raggiunger e gli statici organi femminili con l'aiuto della fortuna. L'impollinazione ad op era del vento . che evidentem ente esercitano azione più benefica sul protoplasma o sulla divisione cellulare. ed avviene l'unione sessuale .«alla stregua di marito e moglie i n spensierata libertà». le cui secrezioni (specifiche per ogni pianta) li stimolano a germinare in forma un po'"somigliante a un piccolissimo seme. Alcune parole di spiegazione sull'impollinazione. mentre per una pianta basterà la versione: «Cresco. I granuli di polline raggiungono la superficie dell'organo femminile.l giorno. o per la natura del luogo. e che il più resta ancora da scoprire circa le modalità con cui si effettua questo processo. L'accoppiamento è un avvenimento importante per la maggior par te delle piante. Un uomo può dire: «Penso. esposto al vento.che di solito sono anche le più conosciute . SESSO E VITA. per i quali gli uomini non hanno mai p rovato la necessità d'immaginare reazioni emotive o capacità telepatiche.o anemofila . dunque esisto». ma non tutte. il polline viene affidato al vento. senza che ciò significhi piacere o gioia. dunq ue esisto». Nella sensitiva l'arresto della crescita e il conseguente rachitismo f urono tali da impedire la fioritura. Nelle piante più progredite . Non appena il tubo si trova molto vicino al gamete femminile rinchi uso nell'ovulo. Nella letteratura i fiori hanno raffigurat o spesso immagini poetiche e simboliche. a volte con l'ausilio di speciali sacche aeree per la spinta ascensionale. o perfino fanno venire in mente la germ inazione e la crescita della spora d'un fungo. accertandosi di tenere la mano leggera quanto bastava ad evitare lesio ni di natura meccanica. quali betulle e noccioli. Si tratta del mezzo con cui i gameti maschili vengono portati a contatto delle parti femminili: di per se stes sa non rappresenta la conclusione.

mentre in primave ra fioriscono normalmente. Tuttavia in alcuni fiori di questo tipo esiste un dispositivo che interviene in caso di mancata impollinazione esterna. Ad esempio nel Poncirus trifoliata i primi fiori portano solo stami. due fiori diversi che non due uguali. femminili ed ermafroditi.) perché vi si possano trovare insetti. come nella primula resa famosa da Darwin. da ultimo fiori con soli stimmi. i qual i pertanto si sviluppano in realtà sottoterra. va notato come siano numerosi i fiori ermafroditi provvisti di elaborat i dispositivi atti ad impedire l'autoimpollinazione. In questo modo è assicurata l'impollinazione incrociata. Altri fiori possono anche av ere stami e stimmi di tre lunghezze e posizioni diverse. Alcune piante producono fiori maschili e femminili diversificati. al contrario di quanto si verifi ca nel secondo tipo. ma che tuttavia ricorre all'au tofecondazione poco prima della caduta della corolla. In certe foreste dell'Africa centrooccidentale fa tro ppo caldo a fior di terra (70-80 gradi C. L'accorgimento più semplice c onsiste nel far maturare gli stami e rendere ricettivi gli stimmi in epoca diver sa. giunge a produrre fiori chiusi pieni di fanghiglia. alla seconda è maturo il p olline. rifugge dall'autofecondazione perpetua». che possono av ere varie fasi con diverse caratteristiche di sviluppo. e una grossa v espa e molti uccelli fungono da agenti fecondatori per alberi d'ogni specie. ad esempio un movimento finale degli stami per assicurare l'autoimpollinazione come estrema risorsa . In certe piante. ovvero in mod o incrociato. In questo caso la pi . la già nominata «vite a piatt oetazza». m a sulle cime degli alberi la temperatura è inferiore ai 40 gradi C. Una di queste p iante. Nell'avocado i fiori ermafroditi si schiudono due volte ciascuno. quando gli insetti impollinatori sono pochi. anche se attualme nte sembra che possano sopravvivere bene. Ne è un esempio la Cobaea scandens. Darwin stesso scriveva che «la natura. Come ha dimostra to Darwin. Alla prima sch iusa solo gli organi femminili sono ricettivi e maturi. dove le posizioni sono invertite. ed indica fiori che non sbocciano mai e che possono fecon darsi senza aiuto esterno.n termini evolutivi. Eppure non era nel vero. sebbene queste piante siano per la maggior parte a fiori aperti in condizioni ambientali meno sfavorevoli. come nella salcerella. è molto più facile che un insetto impollini reciprocamente. una Commelina. Un altro dispositivo di sicurezza è dato dalla cleistogamia. possono originare «schiatte» di purezza genealog ica tale da formare specie virtualmente nuove. Di sotto i fiori sono tutti cleistogami. Esistono alberi di due tipi: nel primo le parti femminili sono ricett ive al mattino e quelle maschili al pomeriggio. originando notevoli vantaggi che sono tra i fattori di successo di certe erbacce. E" interessante il fatto che molto spesso specie vegetali stretta mente imparentate tra loro adottino sia l'autoimpollinazione che l'impollinazion e operata dagli insetti. abitualmente impollinata dai pipistrelli. Le nostre viole ed acetoselle indigene usano questo s istema quando la volta di verzura degli alberi sotto i quali crescono produce tr oppa ombra perché le possano visitare gli animali impollinatori. ma l'epoca di fioritura è re golata in modo tale che il polline di un albero non riesce mai ad arrivare sui s uoi fiori.. e fior i «con occhi disposti a filacce». cioè con lo stimma situato all a sommità del tubo fiorale e gli stami disposti a mezza strada al di sotto. quello cioè che assicura esogamia massima . Come verrà spiega to ulteriormente nel capitolo 21. in seguito si hanno fiori maschili. p uò capitare che vi sia un bisogno reale dell'autoimpollinazione per certe categori e di piante. e un botanico locale specializzat o è spesso in grado di riconoscere la popolazione locale da cui deriva un esemplar e di pianta. Nuovi fiori si formano per tutta la stagione. Detto ciò.. che significa lettera lmente «fioritura chiusa». i fiori autoimpollinati siano condannati. ad esempio nel lino. In casi del genere vi sono spesso granuli di polline di diversa grandezza che «si adattano» meglio a un dato tipo di stimma. nell a quale si trovano fiori «con occhi disposti a spillo». Un metodo semplice per evitare l'autoimpollinazione è dato dalla disposizione alte rnata degli stami e degli stimmi. il polline non germina mai sullo stimma dello stesso fiore. e ne lle colture fatte a scopi commerciali i due tipi vengono piantati alternatamente .meglio il prop rio seme che niente. Le piante di una data specie che vengano autoimpollinat e di continuo in habitat ristretti.

Quando l'impollinazione deve avvenire ad opera di animali. Gli stimmi sar anno relativamente forti e tozzi. qualunque esso sia. I fiori impollinati dal vento possono contare su una produzione astronomica di polline: una sola pianta maschile della mercorella . perché in media il polline non copre grandi distanze. e si è molto più sicuri che v erranno visitati i fiori di piante diverse. Ma gli animali possono avere istinti radicati. calabroni. Le piante impollinate dal vento hanno numerose parti maschili produttrici di molto polline. dal momento che piante maschili e fem minili non possono riunirsi come succede tra specie animali. tali da convincere gli i nsetti a visitarli e . secondo i calcoli che sono stati fatti. Viceversa i fiori impollinati dagli animali hanno di solito relativamente poco p olline a disposizione. filamentoso o vis coso. nel qual caso la sua attività è di poco migl iore di quella del vento. tignole. Una specie d'insetto saltat .a portare il polline da un f iore alle parti femminili di un altro. Nei casi in cui si ha il rapporto di un dato fiore con un solo determinato animale impollinatore. e dev'essere inoltre adesivo. pipistrelli e pochi altri animal i sono entrati nel ciclo dell'impollinazione in maniera analoga. Gli animali potranno servirsi della vis ta e dell'olfatto per trovare il bottino. e lo stess o dicasi delle specie che portano fiori maschili e femminili su piante completam ente diverse. ed ogni granulo si separa dagli altri in modo da garantire la massima dispersione. qualunque sia la dinamica del processo. ma poche parti femminili: queste ultime avranno s pesso uno stimma esteso. Così l'avvento degli insetti ha indotto le pi ante ad elaborare fiori semplici produttori di polline. gli insetti rappresentano gli impollinatori più numerosi. Ciò non solo complica le cose. In ca si eccezionali il polline può percorrere anche 5000 chilometri. Nel caso degli alberi i rapporti sessuali ha nno luogo probabilmente con il vicino più a portata di mano. pianta annuale alta solo pochi centimetri. due ricercatori am ericani hanno definito la situazione con la similitudine appropriata del rapport o che intercorre tra «chiave e serratura». per cui ritornano regolarmente ai fiori della stessa specie. o anche radunato in massa compatta. come il fiore piumoso del granoturco. Si conoscono insetti d'ogn i tipo e grandezza dediti all'impollinazione dei fiori. vespe e mosche. Il lato difficile della faccenda è sem pre stato quello di persuadere l'impollinatore a visitare fiori dello stesso tip o invece di vagare indiscriminatamente.anta sembra voler spingere all'eccesso le sue esigenze di efficienza. e i fiori da parte loro im primono profondamente questi istinti assumendo aspetto e caratteristiche che li differenziano il più possibile dai vicini. un miliardo e trecento milioni di granuli. Avviene un cambiamento anche in tutta la base del fiore. Ma.dietro adeguata ricompensa . Quello portato dal vento ha piccolezza e leggerezza massime. e soltanto pochi ovuli. Uccelli. in modo da non impacciare l'animale e da non e sserne eventualmente danneggiati. perché «finché bussa il postino» ci sono molte probabilità di fecondazione. api. in modo da venire a contatto con qualche parte de l corpo dell'animale visitatore. Tra gli animali. quando non addirittura uno solo. Come abbiamo visto in precedenza. dalle enormi falene fino a minuscoli moscerini e perfino a specie non alate. farfalle. spesso ad altezze superiori ai 2000 metri. l'evoluzione può apportare reciproci benefìci a gruppi di organismi assai diversi tra loro. Invece il polline diffuso dagli animali deve essere dis posto in posizione strategica. dal momento che solamente un unico granu lo di polline vi potrà arrivare. ed è possibile riconoscere fiori progettati per scarabe i. mentre le parti femminili potranno avere numerosi ovuli. Va rilevato in ogni caso che anche le piante decisamente esogame hanno molte pro babilità di venir impollinate da specie strettamente imparentate. ma sembra anche sig nificare lo spreco della metà dei rappresentanti di una data specie: situazione ul teriormente peggiorata nel caso di molti alberi che impiegano dieci o più anni pri ma di arrivare alla maturità sessuale. deve cambiare anche i l polline. La strabiliante varietà di fiori specializzati trova adeguata corrispondenza nel numero delle spe cie animali che provvedono ad impollinarli. Questi animali impollinatori sono assai più attendibili. la soluzione del problema del trasporto del polline costi tuisce una delle grandi realizzazioni tecniche operate dal regno vegetale. mentre alberi come le b etulle e i noccioli producono rispettivamente 5 milioni e mezzo e 4 milioni di g ranuli di polline per ogni singolo amento. produce.

offrono un polline nutriente fasullo accanto al polline vero e pro prio. ha ricevuto questo nome per ché la piccola escrescenza dei veri fiori viene segnalata ai visitatori da una gra ndissima brattea bianca e da un'altra assai più piccola. Brattee vistose compaiono anche sui cornioli e le bougainvillee. e a volte eman ano forti esalazioni odorose come nelle specie affini ai gigari. che in genere sono scarabei.e mangiarne il poll ine. tanto che si po trebbero definire «banderuole aromatiche».ad esempio la sassifraga dorata o crisosplenio . più vivaci. Come fanno i fiori per adescare i visitatori? Ai nostri occhi il mezzo più ovvio è r appresentato dall'imbonimento diretto: diventano più grandi. Queste brattee. tra torace ed addome. In altri casi piccole infiore . Possono produrre escrescenze ond eggianti come banderuole al vento. come in un'orgia dell'antica Roma. invece. dal punt o di vista energetico costa di più a un fiore produrre polline in eccesso che non il nettare. Quando l'insetto o l'animale ha bisogno di attaccarsi al fiore o di introdurvisi . senza passare ad al tri fiori. sebbene sussistano dubbi che essi siano i veri agenti del l'impollinazione. la più grande raccoglitrice di polline e visita i fiori con est rema frequenza per portare polline alle sue larve affamate di proteine. dalla quale sporge lo stimma. Nella specie affine Typhonium trilobatum vengono fornite agli scarabei delle «esche» gialle a forma d'uncini poste sullo spad ice. e segnatamente agli scarabei. il fiore ha una «piattaforma d'atterraggio» o qualche alt ro «appiglio» solido. sono im pollinati facilmente da scarabei. mentre nelle nin fee giganti sono i maggiolini a mangiucchiare gli stami: ma sugli scarabei banch ettanti resta abbastanza polline da venir poi soffregato sugli stimmi. che manca invece quando l'animale può visitare il fiore standose ne librato in volo. detta anche «testa d'elefante». perché il fiore assomiglia ver amente al capo di un pachiderma. Anche quel bizzarro relitto che è la Welwitschia ha a sua disposizione. In fiori di ques to tipo il polline è fine a se stesso. come nel caso delle lievi volute lunghe 10 ce ntimetri della Hodgsonia heteroclita. la davidia. viene offerto un past o d'altro genere. Una parte del fiore può avere aspetto attraente: l'aracea gigant e Amorphophallus è piena di piccoli scarabei. o di quell e anche più lunghe. L'ape è. come nel caso delle api. i quali. tecnicamente parlando. e si rifornisce dal fiore principale. n on fanno parte del fiore. Molte altre piante. «i ndugiano per intere giornate sulla parte inferiore della spata sbocconcellando c ellule speciali piene di amido ed olio». e si colorano in modo attraente ed accogliente. Tra gli appigli più strani va notato quello offerto dalla pedi cularia di Groenlandia. Ma gli scarabei. e così viene a contatto del polline a ccumulato in precedenza dall'insetto. come se volesse farle il solletico. L'estremità ricurva della probos cide. ma ne sono inseparabili. Le piante della famiglia delle An nonaceae si affidano a piccoli scarabei che divorano gli stami. di cui dovremo riparlare. ma meno numerose. riescono i meno efficienti tra gli animali impollinatori. ovviamente. come dicono Proctor e Yeo. Fiori aperti e appiattiti. come nel caso delle foglie fiorali scarlatte (brattee ) della Poinsettia. Certe piante imparentate con la Tibouchina hanno stami di due tipi diversi . Queste «code» sono particolarmente seducenti agli occhi delle mosche.ore con un balzo fortunato può atterrare felicemente nel fiore di una pianta d'alt ra specie . detta «albero dei fazzoletti». quali le magnolie. i loro orga ni femminili tendono ad essere grandi e forti. s'infila sotto l'ala dell'ape. I fiori più arcaici di cui siamo a conoscenza. Talvolta agli impollinatori. ma secondo ogni evidenza l'evoluzione dell e api ha costretto i fiori ad agire di conseguenza. parente tropicale del cetriolo. L'ape siede a cavalcioni della «proboscide» protesa in avanti. nel suo difficile habitat. di cui uno con polline vero che aderisce all'insetto intento a gustare il poll ine di tipo alimentare. vengono impollin ati da insetti relativamente primitivi. che molto spesso si mangiano tutto il polline e si sdraiano nel fiore. che si osservano in certi fiori d'orchidea. Alcuni fi ori si richiudono sui ghiottoni per controllare che paghino la consumazione ment re si avviano all'uscita: usanza adottata dalla ninfea gigante. più vistosi. e delle brattee spesso colorate che circondano i fiori di al tre Euforbie. una profusione di insettucci mangiatori di polline. come certe spec ie di Cassia. come rose ed anemoni. Talvolta questi vessilli sono situati est ernamente ai fiori stessi.

In alcune specie affini al cerfoglio selvatico le infiorescenze sulla parte esterna del capolino fiorale sono molto più sviluppate di quelle interne per la stessa ra gione. esistono anche richiami tattili. Noi troviamo piacevoli cert i profumi.scenze feconde sono circondate da altre sterili di maggiori dimensioni che fungo no da segnali per gli insetti visitatori: ne sono un esempio certe ortensie. Oltre alle indicazioni visive. tu ttavia vi sono casi in cui è evidente un po'"d'imitazione. Gli insetti riescono anche a distinguere piccole variazioni nelle sfu mature dei colori. emana una fragranza ritenuta un tempo così inebriante. ha colorazione porporina per le api. Il mimetismo ad uso degli insetti delle orchidee è il più notev ole oggi conosciuto. e talvolta gli stami. Ne sono un esempio gli ippocastani. In alcune bromeliacee. Tra gli odori sgradevoli alle nostre nari vanno citati quelli emanati dal gigaro e dal suo parentado che comprende anche la puzz olente dragonea delle regioni mediterranee (Dracunculus) con lo spadice e la spa ta esterna di colore rosso scuro.80 che è il loro parente tropicale Amorphophallus titanum. come Nidularium e Neoregelia. prima insospettati. perché molti insett i . e sono tutti accorgimenti intesi a mettere l'insetto nella giusta posizione. Molti fiori a ssomigliano al ranuncolo e hanno cinque o più petali che formano come un basso sco dellino. e verrà descritto nel capitolo seguente. I fiori portano anche disegni di macchie o linee destinati a fornire agli insett i direttrici di marcia per arrivare al nettare. secondo ogni evidenza. l" Helicodiceros dei deserti del Medio Oriente a spate screpolate a tinta rossobruna somiglianti a sangue rappreso. che i Persiani tenevano chiuse in casa le loro donne qua ndo la pianta era in fioritura. a so miglianza delle piste a luci lampeggianti che guidano gli atterraggi e i decolli sugli aeroporti. nel quale un enorme spadice conico si slancia verso l'alto da una spat a svasata a bordo rilevato. I fiori «sanno» cosa vedono i loro visitator i. l'eufrasia e il mimolo mus chiato. che spesso inizi ano dalla piattaforma d'atterraggio con vari manicotti. perché i loro elementi d'impollinazione non sono molto specializzati e si as somigliano tra loro. Il colore dei fiori può comparire diverso ad occhi u mani o d'insetti: ad esempio il tarassaco. Di solito i fiori appartenenti a diverse famiglie hanno aspetto molto tipico. emettendo un lezzo che è stato paragonato a quello di una miscela di pesce marcio e zucchero bruciato. L'Elaeagnus angustifolius dalle foglie argentate. specialmente se il nettare è situato all'interno di uno stretto ori fizio o di un infossamento. questi odori a volte risultano gradevoli per la specie umana.percepiscono i raggi ultravioletti. Anche la forma dei fiori può influenzare gli insetti. Altri elementi d'attrazione per gli animali vengono creati dal fiore con l'emana zione di odori da varie parti fiorali. La parte centrale del fiore. mentre i ca labroni amano invece fiori simmetrici sul piano verticale. frange o scanalatu re. dove la colorazione brillan te proviene in maggior parte dalle brattee esterne. quali Vriesie e Tillandsie. del gels omino o della plumeria o gelsomino rosso. ma a volte accade il contrario. E" stato dimostrato che le a pi mellifere preferiscono i fiori con struttura simmetrica raggiata. Una piccola eufrasia ch e vive sparsa in mezzo all'erica le assomiglia per colorazione e disposizione fi orale. sono «illuminati» in questo mo do a beneficio degli insetti. detto "zinzeyd" o "zungeed "in Persia. e infine q uell'enormità verticale di metri 1. rispetto a quelli a conto rno circolare o lievemente lobato. Le api in modo particolare apprezzano i contrasti cromati ci vivaci.e segnatamente le api . mentre molte altre bromeliacee. probabilmente questi fiori hanno messo a punto lo stesso «metodo pubblici tario». infatti illumina ndo i fiori con luce ultravioletta si sono rivelati ai nostri occhi molti disegn i di questo genere. come quello delicato del mughetto. Le api inoltre prefer iscono fiori a profilo mosso o addirittura spampanati. peli. il che presumibilmente «ricorda» la sua esistenza agli insetti. Gli scarabei che impollinano qu . e da lì agli organi sessuali. o quello più denso del lillà. Queste piste non sono sempre visibili ai nostri occhi. presso il centro del fiore vi possono essere indicatori segnaletici sotto forma di linguette. il centro delle rosette di colore di fondo verde trascolora in rosso quando compaiono i fiorellini al centr o. portano fiorellin i riuniti in un capolino a spiga o a forma di mazza.

Ho già accennato agli accorgimenti ingannevoli che talvolta inducono le mosche a d eporre addirittura le uova sui fiori di stapelia.. dopo avere fecondato le femmine i n una piccola orgia al buio nell'interno del frutto. I maschi sono sprovvisti di ali e muoiono poco dopo senza uscire dal fico. Come appare dalla famosa acquatinta della «Stapelia verminosa» nell'opera "Tempio di Flora" di Thornto n. il fiore comincia ad appassire prima che essi r iescano ad evadere. mentre altre trovan o i veri fichi femminili.è in realtà un'infio rescenza. che ha un diametro di più di un metro. dove i gusci seminiferi in disfacimento as sicurano un terreno ricco di nutrimento alle tarme impollinatrici. compaio no le vespe del fico di sesso maschile e femminile. Ciò non giova agli insetti. per cui il tessuto carnoso che si forma alimenta le larve in corso d i sviluppo. Alcune femmine volano ai fichi di galla e ripetono il ciclo. dove le mosche impoll inatrici si riproducono nei fiori maschili caduti dopo aver adempiuto alla loro funzione. un frutto somigliante a un grembo maturo» tanto per citare D. trat tenuti da un'improvvisa cortina. femminile e neutro.esto mostro vegetale non possono uscire prima dell'avvenuta impollinazione. fiorente tutto all'interno e con fibrille d'aspetto uterino. che emanano invece una fragranza delizio sa! E" interessante notare tra l'altro che le mosche carnarie preferiscono il colore giallo e l'arancio quando manca l'odore. ma non appena compare puzzo di carogna o di escrementi i gusti si spostano verso le tinte porporine o marrone scuro. o nell'aracea Alocasia pubera. che hanno odore di frutta. La femmina della vespa del fico depone uova attraverso un lunghissimo tubo ovode positore all'interno dei fiori neutri (in realtà false femmine) entro «fichi di gall a». Queste provvidenze garantiscono la presenza ininterrotta di animali impollinatori nei pressi delle piante. perc hé le larve che sgusciano dalle uova non trovano alcuna provvista alimentare. I fiori sono di tre tipi diversi: maschile. L e piante di fico hanno minuscoli fiori unisessuali disposti sulla superficie int erna di ricettacoli cavi carnosi provvisti di un'angusta apertura sul mondo este rno. se già non avesse provveduto la natura. nelle cui spate le mosche prolificano e s'impupano. parente dell'albero del pane. Le femmine si spingono all' esterno attraversando l'orifizio del fico. Imbarazzate e deluse . allo scopo di attirare tafani e soci. Tuttavia questa famiglia vegetale comprend e anche le Stephanotis e le viti ceree. con zone in rilievo biancastre e irregolari sparse su tutta la sup erficie. e a q uanto pare ogni specie di fico ha la sua specie di vespa specializzata. Oltre al fiore. e passando si soffregano contro i fio ri maschili impolverandosi di polline. che co stituiscono esempi di virtuale simbiosi o «convivenza» (argomento che verrà trattato p iù diffusamente al capitolo 22). Il frutto del fico che noi mangiamo . le mosche ne sono tanto ingannate da deporre spesso le uova sui fiori. con un solo orifizio. Ci vor rebbe la fantasia di un Salvador Dalí per immaginare una stapelia. colore da rossoscuro a br unoporporino.«involuto. e in più l'odore. introflesso. Le stapelie africane sono piante grasse con fiori quasi sempre a forma di stella marina e diametro che arriva fino a 40 centimetri. p er cui sembra che i fiori pullulino di moscerini: accorgimento adottato anche da specie affini e da qualche orchidea. H. ma stavolta i fiori hanno forma diversa e frustrano gl i sforzi delle piccole vespe che intendono deporre le uova. Quando queste sgusciano dalle uova all'epoca della maturazione del fico.. ad esempio nella pianta di cacao. questo puzzolente gigante ha foglie lunghe d ue metri e tuberi di diametro superiore al metro e mezzo. che hanno odore e aspetto di carne in putrefazione. Lawrence . I l massimo fiore adescatore di mosche del mondo è quello della pianta parassita tro picale Rafflesia. con quelle combinazioni di colori e disegni spesso ricope rte od orlate di peli somiglianti a muffe che crescano su roba fradicia. In certi casi vi sono peluzzi che si muovono al minimo soffio d'aria. Così facendo inietta una goccia di un liquido speciale che trasforma il fiore in una galla. o almeno di quanto i biologi chiamano «mutualismo». Tutt avia in certi casi viene accordato un «premio» di natura alimentare ai giovani inset ti. Ci sono due casi classici di rapporto tra animale impollinatore e pianta. L'anim ale impollinatore è la piccolissima vespa del fico lunga un solo millimetro. o infine n ell'Artocarpus heterophylla.

nonché per pipistrelli e uccelli.prod uce tanto nettare che lascia grondare una vera pioggia di dolcezza quando viene scosso. La pianta provvede a che le larv e di falena abbiano cibo e rifugio. Animale e pianta vivono così in dipendenza reciproca comple ta. non sempre situate nel fiore . con conseguen te maturazione di fichi provvisti di semi. come nei casi del cerfoglio selvatico. che ques te sono visitate spesso anche da altre specie predatrici. Non solo le falene adulte compaiono quando fioriscono le yucche locali. altrimenti i fichi man gerecci cadevano prima di maturare. E" tutta questione di specializzazione e del grado di «monopolio» naturale elaborato per adattamento evolutivo. tuttavia ne restano molti destinati a formare i semi.le vespe vagano da un fiore all'altro e vi diffondono il polline. In certe parti del mondo è tuttora praticata la «caprificazione». per cui succede che alcuni dei numerosi ssimi insetti visitatori servano poco o nulla ai fiori. delle palme e di altre piante che hanno numerosi fiore llini raggruppati assieme. La femmina della falena. tanto più lunghe saranno le parti boccali dell'insetto. è possibile che questo fatto abbia attratto anticamente degli insetti primitivi che non facevano altro che arrampicarsi qua e là.letteralmente «il fiore del miele» . Prima che si coltivassero i fichi mangerecci. ispezionandolo accuratamente per accertarsi che lo sti mma sia ricettivo e che nessun'altra falena l'abbia preceduta.di appendere sull'albe ro fruttificante un ramo di fico selvatico. Tra l'altro c'è anche una falsa falena della yucca che copia la specie vera so lo depositando le uova negli ovuli. ma anche le pupe continuano a comparire per tre stagioni. che bastano allo scopo meno fio ri. imbattendosi nei fiori di tanto in tanto. applicando infine il polline sullo stimma. A volte. Ma devo tornare agli altri metodi. che ovviamente rappresenta una delizia sopraffina per molti insetti. Il fico selvatico commestibile è noto con il n ome di caprifico. Comunque vada il procedimento. Il nettare è un'altra cospicua fonte d'attrazio ne di cui dispongono i fiori: si tratta di una secrezione zuccherina di composiz ione varia (che in casi eccezionali può arrivare a contenere fino al 74% di zucche ri). c'è solo pochissimo nettare in ogni fiore. Viceversa è possibile ch e il nettare venga prodotto in tanta abbondanza. la maggior parte delle quali si limita ad una sola spe cie di yucche. formic he comprese. Quando questi m aturano le larve di falena. caso mai venga un'annata eccez ionale in cui le yucche non fanno la fioritura. Gli ovuli nei quali sono state spinte le uova crescono in modo anormalmente gran de e costituiscono la riserva di cibo a disposizione delle larve di falena quand o nascono. Queste associazioni ci appaiono così complesse ed improbabili che viene davvero da domandarsi se possano esistere e svilupparsi. ibridi. e più spint . Se tutto è a posto. ciò nonostante esistono. sono ideali per gli insetti fannulloni che non hanno anc ora raggiunto un rapporto specializzato. Più sottilmente il nettare viene prodotto solamente nel fiore. ad esempio il Melianthus sudafricano . Quindi trasporta la sua dotazione di p olline su un altro fiore. Va notato però che «i grandi tavoli fiorali» di questi fiori. che ricorda quello della cap ra. e la falena dal canto suo garantisce l'impol linazione della yucca. com e dicono Proctor e Yeo. scendono dalle piante per im puparsi nel terreno. attirata sul fiore dal suo profumo fonda mentalmente notturno. che ora sono cresciute. Effettivamente sono tant i gli insetti che vanno a mangiare o a riposare sulle ombrelle fiorali. La seconda forma classica di simbiosi con impollinazione è offerta dalle yucche am ericane con certe falene. Molte piante secernono zuccheri da vari punti mediante apposite ghiandole nettarifere. la falena depone da uno a quattro uova in ognuna delle tre cellule dell'ovario. di modo che gli insetti vanno dall'uno all'altro per fare un vero pasto. si arrampica successivamente su parecchi stami e ne gratta via il polline facendone una pallottola. che resero superflua l'imp ollinazione. e così facendo impoll inano più attivamente. Quanto più il nettare si trova in posizione nascosta e d inaccessibile.ricordata da Teofrasto . in modo che le vespe di galla potess ero provvedere alla fecondazione incrociata dei due tipi. le fem mine della vespa del fico muoiono all'interno dei fichi senza aver mai mangiato nulla dalla nascita. disposto in modo che l'insetto debba usare la lingua per estrarlo. c'era l'abitudine . presumibilmente per il suo odore.

Molte mosche vengono attratte dalle goccioline luccicanti di liquido simile a qu ello che trasuda dalle muffe della sostanza in disfacimento. completa di proboscide e tutto.come il fiore di vetro o «nol i me tangere». perché sono i n grado di arrampicarsi sulle infiorescenze. Alcune api hanno perfezionato anche un sis tema di furti di polline da fiori che in realtà non sono destinati ad essere fecon dati dai raccoglitori di polline. ne compaiono subito altre uguali». sotto il quale pen dono a perpendicolo cinque sacche nettarifere di forma allungata. e in questo modo indicano l'obie ttivo alla proboscide dell'insetto che se ne sta librato in volo. Ancora più notevoli dal punto di vista visivo sono le marcgravie tropicali. appronta ti per tenere lontani dai fiori gli insetti indesiderati. Molti insetti . s pecialmente pungendo il fiore o praticandovi fori. In alcuni fiori esistono dispositivi di protez ione contro furti del genere. Le mosche ricevono un compenso reale. Il semplice rovesciam ento di un fiore. o la digitale . I fiori impollinati da falene sono con ogni probabilità quelli provvisti di strett i lobi che s'irraggiano dall'ingresso centrale. o introducendo la lingua in f essure non progettate a questo scopo.dispongono d i accorgimenti che consentono loro di predare il nettare «senza pagare lo scotto». dove venne scoperta un'altra falena con proboscide lunga più di 30 ce ntimetri. Di per se stessi i petali nettariferi non rappresentano una novità. dai fior i penduli campanulati. il che basta ad assicurare l'impollinazione. sta ad indicare di solito la concomitanza di un solo insetto impollinatore. dominato dalla concorrenza. Infatti un'indagine effettuata sui fiori alpini in Canada ha rivelato che gli insetti impollinatori abbondano a maggio quando sbocciano i primi fiori dopo lo scioglimento delle nevi. I colibrì che vi sitano questi tubi erogatori di zucchero possono andarsene solo alzandosi e tocc ando i fiori con la testa. i cui cespugli epifiti dai fiori dondolanti assomigliano a una giostra da circo. ognuno dei quali porta alla base sei gocce luccicanti all oggiate in «ciotole» bianche aventi il diametro di circa 5 millimetri. Nel mondo dei fiori. e che inoltre «queste gocce non cadono mai. Non basta: è capitato anche il contrario in Sudamerica.nonché gli uccelli che verranno nominati in seguito . Al l'interno del petalo esterno vi sono cinque «petali nettariferi» somiglianti a mani. perché i petali nettariferi hanno anche d el nettare situato in vicinanza del centro del fiore. Molto tempo fa l'erborista Gerard le aveva paragona te a «belle perle orientali». pendenti a di spetto della legge di gravità. fornito di un dotto di 30 centimetri. commentando al riguardo che «se si tolgono le gocce. Il nettare situato in un condotto tubolare. infatti quando Darwin vide un'orchidea detta Angraecum sesquipeda le. è naturalmente importante la prod uzione massiccia di questi mezzi di adescamento. suppose che doveva esistere una falena con proboscide di lunghezza corrispondente. Va aggiunta una breve nota sulla ra pidità straordinaria con cui lavorano certi insetti: uno smerintocolibrì è stato visto visitare 106 fiori della viola farfalla alpina nello spazio di 4 minuti. e lottan . la falena venne scoperta a suo tempo. ma tiene lontane le mosche. A volte si osservano anche falsi nettarii. talvolta ancora peli v iscosi provvedono ad intrappolare i razziatori che si avvicinano strisciando con la speranza di infiltrarsi dal gambo o dal tronco. Viene emanato anche profum o. del quale gli ultimi 4 centimetri erano colmi di nettare. Dopo molti anni si scoprì anche il fiore adatto. Sebbene gli entomologi del te mpo si mettessero a ridere a questa prospettiva. come nel la nota aquilegia. in modo da mantenerlo in posizione pendula.o l'adattamento simbiotico. ad esempio la gramigna di Parnasso. bordati da piccoli gambi (staminoidi) sormontati da un bottoncino rosso che sec erne liquido e luccica per questa gocciolina d'umore. incoraggia le api. le api non si curano dei fiori a contorno arrotondato né di quelli . Certe specie esotiche h anno anche una vera frangia di questi peli provvisti di goccioline. Tra i nettarii più notevoli vanno segnalati quelli della fritillaria imperiale. in modo che la mosca inten ta a banchettare si soffrega contro gli organi sessuati. e formano ad e sempio un anello di minuscole sacche all'interno dei fiori dell'elleboro. un'orchidea Habenaria di abitudini terrestri. quali calici duri o rigonfi. nemmeno se si colpisce la pianta fino a spezzarla». trovata a Madagascar e provvista di un dotto lungo 30 centimetri.in cui devono introdursi completamente. I num erosi fiori sono portati su un disco orizzontale a mò di ruota. Alcune piante sono venute al corrente di questa segnaletica.

gli stimmi sono ric ettivi al polline che essi possono già avere addosso. Il giorno dopo gli stimmi si asciugano. e i papaveri artici che offrono soltanto calore. di solito sono situati sul cappuccio. e così si effettua l'impollinazione. detto di passaggio. proprio al di sopra della cella fiorale. la cella fiorale formata alla base del la grande spata verticale carenata che rinchiude lo spadice. e lo stesso accade ad insetti vagabondi di passaggio. L'Arisarum proboscideum è detto anche "c oda di topo" perché le sue spate porporine e provviste di cappuccio hanno un prolu ngamento sottile e lunghissimo che le fa assomigliare veramente a topolini tra l e foglie. Allora maturano gli stami sopr astanti: ognuno apre due fessure e lascia uscire il polline. ma basta ad offrire un rifugio allettante per m olti insetti. un odore s offocante e un debole calore incoraggiano una specie di scarabeo «a pernottare in un localino subacqueo». Ma già ai primi di giugno prendono il sopravvento specie come il salice e il tarassaco. certi fiori emanan o anche calore. L'emanazione di calore. . si forma attivamente entro lo spadice (che è la spiga interna ed eretta d el fiore). del polline e del nettare. specialmente scarabei che vi hanno cercato ripar o. Corner. e fungono da guide olfattive per gli insetti visitatori. Per tornare ai nostri gigari.tenete presente che il fetore può costituire un richiamo per gli insetti -. dove il calore non era inferiore a 43 gradi C. in modo che gli insetti possano discendere ma non risalire. di sol ito al terzo giorno. Finite le specie del tempo della cuccagna subentrano altri fiori a farsi concorrenza per attirare l'attenzione degli inse tti. non costituisce prerogativa esclusiv a degli Arum puzzolenti. con temperatura esterna sui 15 gradi: si tratta del caso più notevole di riscaldamento registrato nel regno ve getale. subito attirati verso un altro fiore ricettivo. Così l'odore d'escrementi emanato da certi fiori nostrani per attirare ins etti impollinatori. elargita al l'insetto a compenso della temporanea reclusione. ed alza la temperatura fino a 15 gradi C. sta un cerchio di peli che si piega no verso il basso. Molte aracee hanno questi accentuati prolungamenti. sporge appunto dall'acqua. e un altro di fiori maschili di sopra. Analogo rifugio viene offerto da una curiosa pianta della Malesia. i peli avvizziscono e gli insetti coperti di polline riesco no a sgusciare all'esterno. la superficie di questa e la parte in feriore della spata producono goccioline oleose. dal punto di vista degli insetti . ma non è senza scopo.e così gli insetti abbandonano qu esti fiori precoci a basso rendimento. mentre no n è molto diffuso il meccanismo a trappola. Una volta che gli insetti sono dentro.vere specie di «cornucopie». osserviamo che in queste aracee il dispositivo pri ncipale escogitato è di fatto una trappola. quali moscerini che si riproducono negli escrementi in disfa cimento. un gruppo di fiori femminili disposto a cerc hio sul fondo.ad esempio i Dryas montani visitati da zanzare che si nutrono di nettare. J. Oltre alle attrazioni del profumo.o attivamente per contendersi la disponibilità relativamente esigua di polline e n ettare. Tuttavia una porta a trappola impedisce ogni fuga fi nché non sia stata compiuta l'impollinazione. lungo all'incirca 30-45 centimetri. I fiori sono dispos ti attorno alla base dello spadice. in modo che gli insetti non pos sono fare a meno di scivolare oltre i peli disposti come una nassa per aragoste. in c orrispondenza del collo della cella fiorale. ma a volte anche sullo spadice stesso. che sono anche unti. Molte aracee creano calore ed emanano odori attraenti per gli insetti. Il suo sottile tubo fi orale. Al di sopra di tutti. Dopo di che. H. Un primato in tale senso è dato da non meno di 4000 moscerini osservati in una cella fiorale di 6 centimetri cubici. ma a volte assai di più. certe piante artiche creano posti accoglienti aumentand o la temperatura del fiore . in particolare le Arisaema dell" Himalaya. M oscerini e tignuole si dirigono anzitutto verso il punto che emana odore più acuto . la Cryptocoryne griffithii. Inutile aggiungere che in casi del genere la maggior parte dei visitatori perisce. che ha abitudini acquatiche. Esso è un sottoprodotto tipico della produzione del puzzo . erogatrici di quantità illimitate di nettare e polline . La camera fiorale sottostan te è di poco più calda dell'esterno. La temperatura più elevata mai osservata in uno spadice riguarda un Arum orient ale. e così facendo offrono ciascuno una gocciolina di nettare. Di solito restano intrappolate in un solo fiore una dozzina o due d'insetti. secondo l'espressione elegante di E.

e la pianta spietata lascia morire i suoi impollinatori una volta che hanno ad empiuto alla loro funzione. quando riusciamo ad avvertirlo. con aperture situate al di sotto della estremità esterna chiusa del fiore e dei punti che emanano richiami odorosi. le parti femminili maturano per prime. Molte di queste aracee «a testa di cobra» h anno un tessuto speciale che .per riflessione e rifrazione . Le Arisaema serpentine costituiscono un rischio ancora più grave. Alcune specie di piante che crescono nelle steppe dell'Asia occiden tale frequentate dalle capre hanno fiori che non solo si confondono all'aspetto con escrementi caprini. di modo che gli insetti vengono materialmente messi alla porta. alla base del quale un anello di stretti tubicini so miglianti alle camere di scoppio delle vecchie seicolpi a tamburo vengono a trov arsi dirimpetto all'insetto. è anzi il caso di dire che le aristolochie sono diventate quasi troppo brave al riguardo. attorno o all'interno di questi punti. Molte piante hanno «finestre» del genere. quelle maschili diffondono success ivamente il polline. Alcune genziane dalla corolla a forma di tromba hanno finestrature allungate tra slucide. inclinandosi in modo tale che ora lo scivolo favorisce l'evasione. e r accatta il quantitativo massimo di polline. Il processo in molti casi si accompagna al ripiegamento del tubo vers o il basso. Una trappola di genere completamente diverso da quelle già citate è in uso presso va rie asclepiadacee quali le asclepiadi tipiche tropicali. Gli insetti vengono attirati dal nettare in grandi tazze. dove trovano un po'"di nettare e si ricoprono di polline. somigliante a quelle delle stazioni spaziali. e i peli avvizziscono per consentire l'evasione finale degl i insetti. Dispositivi trappolatori molto simili si trovano anche nelle aristolochie o «pipe olandesi». dove. Un odore seducente per gli inse tti . dove si hanno fio ri che per forma ricordano elaborati paralumi di epoca edoardiana con frange e t utto.Ho già accennato al pericolo di soffocamento che incombe sugli animali impollinato ri. ma stavolta sono d'indole più cortese: l'illuminazione è prevista perché le a pi impollinatrici possano trovare il nettare in quello che è conosciuto come un fi ore «tipo pistola a rotazione». Queste piant e hanno fiori maschili e femminili distinti. e il carcere sottostante spesso lascia filtrare la luce attorno alle parti sessu ate. il vincetossico ed altr e. Aquilegie e convolvoli fanno lo stes so. In queste pian te troviamo una piattaforma di atterraggio. Se le cose vanno lisce gli insetti entrano nel fiore maschile svasato e non devono fare altro che lasciarsi scivolare lungo una superficie sdr ucciolevole impolverandosi di polline nella caduta. che vengono impollinati da certi pa ppatacci fungini. In queste specie si osservano masse di polline riunite in coppie e associate ad una ghiandola appiccicosa. I fiori delle Arisaema per la loro struttura si trov ano a metà strada dai nepenti insettivori.che nell'Aristolochia grandiflora ricorda quello del pesce marcio . Identico meccanismo funziona per i fiori femminili.attira i moscerini fino agli organi sessuali situati in basso. Il r ischio di morire soffocati da parte degli insetti visitatori è molto maggiore con le aristolochie che non con le aracee. dirimpetto a un lungo tubo sovente incurvato come il cannello d'una pi pa. . verso la quale si affollano gli insetti intrappolati sperando ch e si tratti dell'uscita. uscendo da un'apertura nel f ondo. Se ne trovano ad esempio nelle già citate Cr yptocorynee e nelle Ceropegie della famiglia delle Asclepiadi. non imparentate con le specie precedentemente accennate. come accade nei g igari. Per il nostro olfatto l'odore delle aristolochie è sgradevole.concentra la luce sull'ingresso spesso marcato da un contorno scuro che conduce alla spata tubolar e. ma devono aspet tare talvolta per parecchi giorni prima che il fiore appassisca. Per la disposiz ione ricorda esattamente una nassa per anguille. disposte immediatamente al di sopra di fessure che portano allo stimma. ma ne hanno anche lo stesso odore. interamente orlato all'interno di peli rivolti all'indentro. che così si nutre in parecchie posizioni diverse. salvo che non c'è uscita . mentre il segnale luminoso non fa altro che condurli ag li stimmi. Altra astuzia adottat a da certe aristolochie è costituita dalla presenza di un'area trasparente nella p arete del tubo. e in questo modo funge da richiamo. I n questi fiori c'è uno scivolo sdrucciolevole transitabile in una sola direzione. Gli insetti disorientati girano a tentoni e si agitano in questa parte del fiore.

fanno la mossa contraria. talvolta anche vistose. alla stessa stregua degli insetti.e mentre si muovono qua e là intenti a sorbire nettare. gli stilidii australiani sono conosciuti come piantegrilletto grazie a questa reazione. e spesso con indicazioni segnaletiche. Di norma amano il nettare e non sono attirati dai richiami olfattivi. L'alloro montano Kalmia latifolia possiede stami esplosivi. tra l'altro. come ad esempio l'Antholyza ringens del SudAfrica. Questi uc celli sono specialisti in acrobazie quando vanno alla ricerca del nettare. Molti fiori assumono una vera e propria iniziativa invece di limitarsi a disporr e passivamente trappole. che contengono vere cucchiaiate di nettare. e ricevono numerose visite da parte degli uccelli nella stagione asciutta quando sono in fiore.talvolta anche la proboscide . tra le quali la ginestra e l'erba medica. e si concentrano su un punto cent rale quando vengono disturbati. Parecchi hanno stami disposti in modo che il tocco d'un insetto li muova rapidamente schizzando il polline sul visitatore.cioè il gambo che sorregge lo stimma . che talvolta costituisce l a fonte principale di liquido per uccelli anche grossi. e lo fanno funzionare a ripetizione se si toccano i l oro filamenti sensibili. e si muovono dolcemente al l'infuori se vengono toccati. Altri stami invece sono meno violenti: quelli della sparmannia africana formano un rilievo semicircolare. succede invariabilmente ch e una zampa . hanno un «tubo staminifero» avvolto a spir ale che comprende anche lo stilo . Si sa che le api melli fere rubano nettare dai fiori d'erba medica perforandoli. L'insetto viene colpito sulla sch iena. Gli stami d ei cacti. L'Araujia è nota anche con il nome di "pianta crudele". sono sensibili al pari delle api a colori che l'occhio uma no non distingue. cui appartiene ad esempio il crespino. ad esempio le f uchsie.la Pilea muscosa è chiamata addirittura in certi posti la "pianta artigliera" o "sparacannone" per gli sbuffi di polline che emette quando è toccata. talvolta anche in combinazioni smaglianti di verdeross ogiallo. hanno stami a scatto di q uesto tipo. utilizzando i fiori stess i o più sovente il nudo stelo o il gambo. Molte piante leguminose dispongono di meccanismi ingegnosi: alcune. con conseguente scrollone dell'insetto e degli stami.e l'inse tto lo fa «scattare» mentre si addentra nel fiore. la brattea o il germoglio. con molto nettare piuttosto acquoso. I fiori impollinati dagli uccelli tendono ad avere tinte brillanti e pure. Pare cchie Berberis. Fiordalisi e centauree hanno un sistema ingegnos o per lanciare il polline. Ma la fessura è tanto profonda e stretta che gli insetti più deboli non riescono a l iberarsi. viceversa. Ogni fiore del giglio lanceolato o Doryanthea excelsa produce tanto nettare da riempire un bicchierino da liquore. Le enormi spighe della gigantesca Puya raimondii o ffrono ai colibrì delle Ande 20000 punti di degustazione dallo sfavillìo metallico. oppure stanno eretti in modo che i colibrì possano succhiare il nettare st ando sospesi in volo librato.entri in una fessura. si trovano molti uccelli alt amente adattati all'impollinazione. I colibrì. dove il gambo fiorale si allunga sopra il fiore consentendo ai colib rì locali di aggrapparvisi e d'introdurre il becco nel fiore rovesciato. e si dibattono in questo trabocchetto troppo funzionale finché muoiono. il che può benissimo cor rispondere a un mezzo molto semplice per procurarsi del cibo senza il disagio de i bruschi colpi inferti sistematicamente sull'addome. perché spessissimo intrappol a falene e tignuole prendendole in questo modo per la proboscide succhiante. Alcuni fiori hanno perfezionato dei posatoi laterali. di modo che il polli ne viene spolverato sulle parti inferiori del visitatore. spruzzando polline su ogni visitatore. in modo che i vis itatori vi si possano appollaiare in adatta posizione. I fiori impollinati da uccelli possono anche mostrare tendenza alla forma tubolare o conica. Altri fiori impollinati dagli uccelli hanno struttura robusta. Le Protea portano molti fiorellini in una «tazza» di brattee strettamente aderenti l'una all'altra. Inoltre tendono a mostrare costi tuzione robusta. Nel c . Alcuni di questi fiori sono penduli. In teoria la farfalla non deve fare altro che toglierne la zampa con il polline che vi è rimast o attaccato e andare su un altro fiore per depositare il polline su uno stimma. Passando ora dagli insetti ad altre specie animali. Ad esempio gli «alberi del corallo» della specie Erythrina indica producono tanto nettare da venir chiamati «f iori per bambini che frignano». spesso a sfumature rosse. e lo stesso disposit ivo arma certe specie affini all'ortica . adatta a contenere molto liquido.

detta anche «albero delle palle di cannone». Qualche volta gli insetti hanno abitudini particolari. A volte sem bra perfino che usino questa pratica con i fiori abituali fornitori di nettare.15 del pomeriggio. Possono avere grandi aperture a favore dei pipistrelli g offi e sprovvisti di becco. ben discosti dai rami. dal moment o che i pipistrelli possono aggrapparsi. Il baobab. il durian e molte piante delle bignonie vengono impollinati dai pipistrell i. ma sono stati n otati anche odori di cetriolo e di latte acido. quando imbruniva. talvolta assai rip ugnante per l'uomo: può essere aspro o rancido. nonché molto polline ugualmente mangereccio. mentre le loro parenti delle regioni te mperate si affidano agli insetti. per cui si raggruppano e pendono verso il basso in modo ideale per gli uccelli visitatori. che a loro vo lta sono i supplenti alati degli insetti. ed estrae il nettare dal centro del fiore. o pendere su lunghi gambi in modo tipico. Essi vi infilano il becco. Un gruppo di piante parassite indonesiane ha gemme p rovviste di un piccolo pertugio. di modo che un fiore a pieno sviluppo viene ad assomig liare a un ventaglio semiaperto. mentre il nettare fa sì che vi indugin o. Molti insetti hanno abitudini notturne. l'albero del co tone. hanno masse tondeggianti di stami cui i pipistrelli possono aggrap parsi. o almeno aumentato d'intensità. Quando i fio ri poggianti su gambi così lunghi sono seguiti da grossi frutti.vedremo infatti che gli stessi uccelli divorano e diffondono anche i semi. per servire da attrazione per gli insetti. Un amico residente a Malta mi ha informato che a momenti poteva regolare l'orolo gio dall'orario di queste farfalle: arrivavano alle 6. ma valgono molto meno ai fini di una ma novra impeccabile d'atterraggio. soltanto di notte. inondandoli di polline: altro esempio di strettissimo rapporto tra animale e fiore . Molto spesso ci capita di osservare che le specie tropicali di una famiglia di p iante vengono impollinate dagli uccelli. e alle 6. Molti fiori impollinati dai pipistrelli hanno forma sferica oppure. Di notte i pipistrelli prendono largamente il posto degli uccelli. hanno imparato che vi si nasconde una prov vista di nettare. pertanto i fiori che essi visitano si ap rono di notte.aso degli sfarzosi fiori di strelitziaregina l'uccello sta posato su una piattaf orma grande a forma di doccia. e perciò i fiori sono spesso in bianco e nero. che ha ricevuto il nome appropriatissimo di "albero dei sala mi". ma l'opinione og gi corrente è che siano stati gli insetti ad avviare tutto il processo. e il fiore letteralmente scoppia lo ro in faccia. dove gli uccelli del gruppo dei Dicaeum.gradazioni di porpora. e il bec co aguzzo consente loro di perforare facilmente il fianco del fiore. o in una serie speciale di colori . si ottiene un risultato doppiamente bizzarro.30 non se ne vedeva più una. ignaro che gli stami gli premono il polline sulle zampe perché venga trasferito sullo st imma di un altro fiore in uguale posizione. come nella Kigeli a africana pinnata. i fiori impollinati a l crepuscolo sono per la maggior parte bianchi o a tinte pallide. I numerosi fiori prodotti sporgono a loro volta dalla doccia. di solito accompagnati da odore acutissimo a scopo di richiamo. La curupita della Guyana. detti appunto «beccafiori» o «uccelli del vischio». come nel cas o del baobab. E" il caso di dire che spesso gli uccelli trovano un'altra fonte di cibo negli insetti dir ettamente associati ai fiori. Dato che l'evoluzione dei fiori è cominciata qua si certamente nella foresta tropicale. i cui gambi fiorali possono onde ggiare fino a un metro di distanza da terra. e spesso l'attrazione iniziale è data da un odore forte. semplicemente per evitare sfregamenti o spruzzi di polline sulle piume. marrone e rosso scuro . essi sono anche emeriti ladri di nettare. essi devono produrre grande quantità di nettare a profitto dei loro avidi v isitatori. sebbene i fiori bianchi dell'ipom ea restino aperti per quasi tutta la notte. si è pensato che l'impollinazione ad opera degli uccelli abbia avuto inizio prima di quella degli insetti. dispone di una speciale «spazzola» di stami eccentrici che le consente di giovarsi della visit . Come l'ipomea. L 'effluvio può anche venir emesso.nel qual caso si combina no all'odore di marcio. I pipistrelli non distinguono i colori. o sapere di pesce. L'esempio estremo è dato dall'albero tropicale Mu cuna gigantea che arriva ai 20 metri d'altezza. I fiori da loro visitati si aprono di notte. Ad esempio l'ipomea ch e fiorisce di notte viene visitata in certe località dalla falena testa di morto. Le specie di vischio tropicali sporgono i fiori brillanti dai rami delle piante che le ospitano.

e vive in acque all'incirca altrettanto profonde. Ma alcune piante si servo no della pioggia ai propri scopi. e vortica attorno agli stimmi depositand ovi il polline. Giunti alla superficie i fiori si aprono in tre lobi di forma navicolata. in modo da fungere da . i cui capi fiorali conici sono circondati da molt e foglie rossoaranciate. come nel caso di certe «lingue d'acqua». Nel ranuncolo strisciante le gocce di pioggia f anno cadere il polline dalle antere. i topi mangiano queste foglie fiorali. ma sono situati molto più in basso. e il liquido scorrendo finisce nel centro d el fiore.ammassati l'uno presso l'altro e odoranti di pane raffermo . il polline che cade sull'acqua di solito marcisc e. Di solito i fiori si chiudono quando piove per evitare danni al polline. per cui il fatto pare possibile. In queste condizioni i fiori non hanno più b isogno di colori. profumo o nettare. Così ci so no agili scimmiette che visitano i fiori penduli del baobab durante le ore della notte in cui essi sono aperti. In tal caso il polline h a una superficie aculeata o spinosa che racchiude aria e mantiene la polvere del polline asciutta e galleggiante. Nell'asfodelo di palude la pioggia viene catturata dai lunghi pe li che crescono sui filamenti degli stami. sebbene capiti ogni tanto anche l'impollinazione vera sulla superficie dell'a cqua o sott'acqua.a dei pipistrelli. L'animale impollinatore più strano è la lumaca. Si conoscono esempi di p ipistrelli che tendono a stare sospesi in volo invece che ad aggrapparsi. Altre freycinetie hanno analoghe foglie fi orali succulente che attirano i cani volanti imparentati con i pipistrelli. Una volta all'aria questi segmenti si capovolgono. ciascuno con una bolla d'aria fermamente rinchiusa entro i segmenti fi orali.portando il poll ine da uno stimma all'altro. o perché la pioggia può tenere lontani gli animali impollinatori. e così facendo s'impollinano baffi e zampe. Alcuni fiori impollinati dai pipistrelli sono molto grandi: quelli dell'albero di bals a sono lunghi centimetri 12 con diametro di 8 centimetri. Anche i fiori maschili si forman o entro vescicole. L'adattame nto principale in queste specie consiste nel produrre polline idroresistente in lunghi cordoni destinati ad arrotolarsi attorno ai lunghi stimmi una volta messi in libertà. e l'acqua forma un ponte tra l'antera e lo stimma sul quale può galleggiare il polline. con diametro di 12 centimetri. La maggior parte delle piante acquatiche produce fiori aerei che vengono impolli nati dal vento o dagli insetti. e di morbide pellicce per raccogliere il polline. Le b anksie australiane vengono impollinate da certi topolini marsupiali e dagli opos sum del miele. Altre bestiole danno letteralmente «una mano» ai fiori nell'impollinazione. Le vere piante acquatiche hanno problemi speciali. che si crede porti il polline dell'a spidistra dall'uno all'altro dei suoi scialbi fiori a forma di tazza che fiorisc ono raso terra. che hanno di nuovo invaso il mare per fare concorrenza alle alghe antenate.altro fiore scelto da Thornton per il suo «Temp io di Flora» . tutte bestiole arrampicatrici fornite di lunghe lingue per cibars i di nettare. Una pianta viene impollinata dai topi: è il caso d el pino hawaiiano Freycinetia. Il famoso cacto cereo a fioritura notturna (Selenicereus gran diflorus) o "regina della notte" . A maturazione la vescicola si apre e i bocci si staccano da soli e salgono in superficie come altrettanti t uffatori. e il gigantesco cac to saguaro dal rinolofo. Oltre agli uccelli e ai pipi strelli che abitualmente impollinano questi fiori. La gigliacea Rhodea japonica è pu re impollinata da questi gasteropodi che mangiano le appendici carnose dei fiori . che ha la forma di una tazza. fatto osservato alle isole Faroë. La pianta acquatica più notevole per modalità di fioritura è forse la vallisneria euro pea. passando infine il polline d ai fiori maschili a quelli femminili. un pipistrello dal naso lungo. carnose e dolci alla base.viene visitato dal piccolo pipistrello vampiro. mentre i bocci vengono indirizzati sicur amente verso l'alto in una vescicola impermeabile di brattee a chiusura stagna. che produce foglie nastriformi lunghe fino a 80 centimetri. in ogn uno dei quali c'è uno stimma a forma di spazzola. dove quasi non esistono insetti impollinatori. I fiori femminili sono portati su sottili ste li che partono dalla base delle foglie. e spesso diventano piccolissimi. ma in realtà ne esistono alcune che portano i fiori sotto la superficie dell'acqua. mentre i fiori dell'al bero dei salami sono lunghi centimetri 7. principalmente quelle speci e notevoli che sono le erbe galleggianti.

si possono talvolta stimolare artificialmente le piante in mod o che producano frutti senza bisogno d'impollinazione. in modo che possano recarsi su altri fiori senza perdere tempo. Il cacto Pe yote chiude davvero i suoi fiori nello spazio di cinque secondi dalla fecondazio ne. I fiori della Magnolia virginiana imbruniscono entro mezz'ora. e non appena giunge a contatto dell'aria. Alcuni possono indicare ai visitatori tardivi che sono già stati impollin ati. in cui non si forma no semi. certi uccelle tti delle Hawaii detti rampichini del miele. o bosso strisciante. . nel qual caso il polline viene proiettato sullo spazzolino femminile sporgente . Il pero nella sua varietà detta «della Conferenza» ne fa molto spesso. In ogni pianta il fiore non serve più a nulla dopo avvenute l'impollinazione e l'e ventuale fecondazione finale. pare nti delle lobelie. Come non mancherò di descr ivere in seguito. Si sa che le Cyanea. hanno perduto gli animali che le impollinavano. sebbene possa occorrere l'impollinazione a mò di stimolo. ma il tarassaco e gli ieraci. si spande su tutto il pelo del l'acqua. Anch'esse hanno pot uto ritornare all'autoimpollinazione. All'occasione le piante producono frutti detti partenocarpi. La veronica m aggiore da azzurra diventa porporina quando il nettare è finito. una volta avvenuta l'impollinazione. mentre quelli impollinati sono di un bel colore rosso acceso. Le Ruppie mettono in libertà il polline racchiuso in bollicine di gas quando esso è maturo. L'apomissìa si verifica nei suoi aspetti più tipici negli habitat aperti e instabili . I fiori profumati di solito aboliscono molto rapidamente l'effluvio odoroso che richiama gli inse tti. che è quanto conferisce versatilità di adattamento a una specie. Il tarassaco ha un nett are dolcissimo associato a un polline denso e nutriente molto gradito alle api. e probabilmente è cominciata nelle difficili condizioni che hanno caratterizzato molte regioni durante il Pleistocene. il fiore femminile viene tirato in basso. Naturalmente l'a pomissìa distrugge la possibilità di rimescolare le caratteristiche dei genitori nel gioco dell'eredità. Capitolo 14. Nelle piante che hanno parecchi fiori riuniti in gruppi il mutato colore dei fiori impollinati può agire da richiamo per gli insetti a vantaggio di quelli non ancora impollinati: ad esempio nel trifog lio ibrido i fiori nuovi sono bianchi. tanto più che la soluzione si è dovuta trovare in fretta. Si tratta di casi speciali nei quali uno scherzo di natura aiuta noi e non la pianta. in modo da rendere s empre più facile l'accesso degli insetti a questi ultimi. sebben e i banani rampollino con grande prontezza dai polloni. Cosa accade se un fiore perde il suo animale impollinatore? L'orchidea Ophrys ap ifera.tanto che specie apparte nenti a questi generi si contano a centinaia o anche a migliaia in posti dove so lo pochi botanici si sono accorti di quanto stava succedendo.ricorrono all'apomissìa. ed anche i banani sono partenocarpi. nostra pianta indigena. pare non avere alcun animale impollinatore in Gra n Bretagna. andati estinti. arrossisce dopo la fecondazione. possiedono una variabilità intrinseca che passa alla disce ndenza assieme all'elevata capacità di effettuare mutazioni improvvise. Può anche capitare d'osservare che i fiori impollinati di un' infiorescenza si scostano da quelli non ancora impollinati. mentre la poligal a rossa. per cui finisce per appassire o lasciar cadere la corolla. e pertanto è ricorsa all'autoimpollinazione. dall'avvolgimento a spirale del gambo. Se queste navi celle toccano un fiore femminile. Anche stavolta alcuni fiori fanno puntate nei due sensi. produc endo frutti a forma di salami.galleggianti per i due stami sporgenti obliquamente verso l'alto. Ciò nonostante il tarassaco e l'affine ieracio molto spesso . cioè producono semi vitali senza bisogno di fecond azione. e ha escogitato un metodo ingegnoso per assicurare l'impollinazione incrociata. come un pistone. l'organo femmini le si spinge attraverso la parte maschile spargendo gli stimmi tutto al di sopra . fatto abbastanza notevole dal punto di vis ta dell'evoluzione. nelle qual i le caratteristiche subiscono alterazioni permanenti .e in certi gruppi sempre . Questa pianta sorprendente ha anche un altro trucco a sua disposizione: una vo lta avvenuta l'impollinazione. succede facilmente che s'infilino tra due lobi . in cui compaiono per primi gli stami e quindi. quali l'alchemilla e il rovo. alla ba se della pianta. dove sono esposti anche gli stimmi. nonché altre piante non imparentate con essi.

Mentre mol te altre famiglie vegetali dipendono dagli insetti che praticano l'impollinazion e. tra le più recenti in termini evo lutivi e tuttora probabilmente in attiva evoluzione. è in un certo senso appropriato che la parola orchidea derivi dal vocabolo greco "orchis ". le orchidee si sono spinte tanto oltre e in misura tanto straordinaria. Molta gente pensa alle orch idee come ad ibridi vistosi ottenuti dalle mani dell'uomo nei negozi dei fiorist i . Così stanno le cose. Il simbolismo univa l'uomo alla natura: se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano. di lucertole. I fiori d'orchidea sono diversi da tutti gli altri per la forma. Riproducono l'immagine di una pigra tartaruga. Molte orchidee conducono vita epifita appollaiate sugli alberi. d'insetti. talvolta somigliano a un uomo. talaltra a un severo lottatore dall'aria poco rassicurante.fiorente già molto prima di Cristo . e comprendono forse 35000 specie. a differenza dei p astori sboccati che usano un termine più sconcio. Essi si sono fusi originando una «colonna» che porta due stimmi funzionali e di solito una o talvolta due antere funzionali. passando da fiori relativamente mostruosi a p iccolissimi esemplari del diametro di pochi millimetri. in dubbiamente si guadagnano la nostra massima ammirazione". di un rospo malinconico.. Ma ora ci o ccupiamo di quella che realmente si può definire la loro meccanica sessuale. accon tentandoci di pochi esempi. e vivono di sostanza v egetale in disfacimento. perché «il carattere giocoso nel dare forma alle piante» d'orchidea dissimula una vita sessuale tanto elaborata da ricordarci il Kamasutra. mentre uno dei sei segmenti fiorali . Nell'Inghilterra medievale le orchidee venivano dette «testicoli di cane» o «scroto di toro» . o pendenti. se proprio non ci muovono al riso. alcune sono saprofite e sostanzialmente prive di foglie. doveva necessari amente avere qualche effetto tonico o curativo su di essa. Le piante abitualmente p ortano numerosi fiori riuniti in infiorescenze.«orchidee da seno». "Se mai la natura ha mostrato il suo carattere giocoso nel dare forma alle piant e. La maggior parte di esse. La natura ha mode llato i fiori d'orchidea in modo tale che.il labbro . In termini antropomorfici possiamo dire a ddirittura che se l'insetto impollinatore ottiene di solito qualche forma di com penso. Sebbene non c'entri per nulla con l'elaborata vita sessuale delle piante. Un coltivatore d'orc hidee ha registrato il caso dell'Oncidium carthaginense che produsse un esemplar e con gambo fiorale lungo 4 metri. che d avvero possiamo considerare i loro fiori alla stregua di altrettanti dispositivi elaborati per servirsi degli insetti. Gli animali impollinatori delle orchidee sono quasi soltanto gli insetti. mentre sono note due specie di orchidee che passano tut ta la loro esistenza sotto terra. Ma egli non era un osservatore acuto come si potrebbe immaginare. e specialmente per il modo con cui portano gli stami e i pistilli. Le orchidee costituiscono una delle famiglie più cospicue nel r egno vegetale. lo si può constatare nel modo più lampante tra le orchidee. Ciò deriva dal fatto che le orchidee terrestri che si r itrovano nelle regioni del Mediterraneo hanno tipicamente due tuberi arrotondati somiglianti effettivamente a testicoli. Un altro caso classico è dato dal Satyrio n. e l'orchi dea simboleggiava il sesso in opere d'arte quali l'Arazzo del Liocorno.. perché altrimenti si dovrebbero moltiplicare fino a un numero quasi uguale a quello delle specie d'orchidee. altre stanno a terra. quello che ottiene dalle orchidee è di essere sconcertato e beffato nel ver o senso della parola. ha un rapporto curioso di odioamore con i funghi.UN KAMASUTRA DEI FIORI.è di solito relativ amente grande. Non sorprende il fatt o che questa dottrina .e Shakespeare scriveva delle «lunghe porpore» d'Ofelia. e delle quali non si sa nulla per quanto rigua rda il modo d'impollinazione. carico di parecchie centinaia di fiori. mentre la realtà è che ess e variano moltissimo in grandezza. Così scriveva il botanico tedesco Breynius nel diciassettesimo secolo. che indica i testicoli. o a un b uffone da circo che ci fa ridere. come verrà spiegato in un capitolo seguente. Prendono forma ed a spetto d'uccelletti. o a una donna. come le ha definite un giardiniere -. e molt . di una scimmia cicalante senza posa.abbia reso i tuberi d 'orchidea molto richiesti per la composizione di bevande afrodisiache. il codice d'amore degli antichi Indiani.

come è stato accertato ne lle coltivazioni artificiali. ed ho sentito dire di certe che perdurano anche sei mesi in serra. che accorrono a leccarla. Però l'odore è accompagnato quasi sempre da un compenso alimentare. pendule e somiglianti per forma agli insetti. Il Bulbophyllum macranthum trasuda una sostanza di grande richiamo per le mosche.anche a livello di generi. All'occasione pochi altri animali possono effettuare l'impollinazio ne delle orchidee. le frange pelose. o che addirittu ra scorre lungo una scanalatura al centro del labbro. che può essere per fino del nettare posto addirittura in una doccia o in una coppa. tanto che tutto il complesso apparato è stato descritto come un «giro dell'oca» o un percorso ad ostacoli in una sola direzi one. con petali nastriformi lunghi 75 centimetri. senza poi fornire nessun delizioso umore. perché vengano a contatto degli organi sessuali. in cui l'insetto viene condotto infallibilmente in un punto dove non può asso lutamente fare a meno di raccogliere polline o . le lunghe parti erette ed es ili o dondolanti . impollinate da insetti di s pecie tra loro affini. I profumi o gli odori delle orchidee di solito sono estremamente specifici per u n dato gruppo d'insetti.e il caso più sensazionale è quello dell'orchidea detta «codino cin ese». che spesso pendono fino a terra . ma percorrendoli s'accorgono che i sepali scivolosi si scostano sempre più. Alcune orchi dee hanno peli speciali ricchi di sostanze proteiche. oppure gli insetti possono limit arsi a masticare la struttura della base. l'odore di certe orchidee ci ripugna: ve n'è una ch e odora di naftalina. tanto è spinto il loro adattamento. un den drobio odora abitualmente di eliotropio. altre invece creste od esc rescenze che vengono rosicchiate dagli insetti. e le specie se le scambiano solo in limitate composizioni. come si nota nell'orchidea Listera ovata. sono diversi modi di offrire la propri a carne fiorale all'agente sessuale. Spesso hanno anche percorsi che guidano gli insetti. Perciò passano sul labbro apparentemente robusto s enza accorgersi che esso è delicatamente imperniato in modo da gettarle in basso e poi indietro. Indubbiamente giova ad impedire gl i incroci anche tra specie strettamente imparentate. si dice che indigene primitive a tendenze matriarcali divorassero i mariti dopo che questi avevano recitato la loro parte. Alcune orchidee cambiano il profumo a seconda della clientela che sperano di attirare in diversi momenti della giornata: un'orchidea impollinata d alle falene emana odore di mughetto di giorno e profumo di rosa di notte. bizzarre. cui assomi gliano anche per colore. e non soltanto tra specie . il dise gno. tracce visibili di nettar e o rilievi fisici quali creste o canali.dove l'insetto deve andare a cercarlo . ma offrire parte della propria carne all'agente sessuale è qualcosa che sembra preso da un film dell'orrore. Un'orchidea del ti po «carne marcia». A somiglianza di quanto usano certi ragni. Alcune orchidee per attirare le mosche emanano odore di carne marcia. mentre altre sanno di carogna. Ma altre hanno vita breve. alcu ne mutano colore e nella maggioranza appassiscono con grande rapidità. Le mosche atterrano su lle punte riunite dei petali esterni. Queste orchidee risolvono il problema della fecondazi one emanando odore tanto acuto da richiamare rapidamente gli insetti per vasto r aggio. le masse di peli tremolanti. ad esempio nel caso dell'orchidea delle carogne conside rata nel capitolo precedente. comprese certe lumachine. Nella famiglia delle orchidee si conoscono almeno 50 so stanze aromatiche. una volta impollinate aboliscono le emanazioni odorose così attraenti. Le orchidee attirano gli insetti.il colore. Qu esto fatto è inteso ad impedire l'ibridazione cui le orchidee sono tanto disposte . Il richiamo principale per gli inse tti arriva spesso sotto forma di profumo.nel caso che lo abbia già raccolt . che di solito risulta molto gradito an che all'uomo.e singole specie si affidano ad una sola specie d'insetto.oppure qualche parte del fiore può essere attraente dal punto di vista mangereccio. ma profuma di lillà quando viene buio. La maggior parte dei fiori d'orchidee dura a lungo se non avviene l'impollinazione. emanando profumo se la specie ne è dotata: tre mesi di durata non sono infrequenti. ad esem pio le Stanhopee. Co me accade con gli altri fiori. durano in fiore solo tre giorni. la Masdevalila fractiflexa. in cui sono stati combinati fino a quattro generi diversi per creare fiori completamente nuovi. anche con il loro aspetto . imbroglia le mosche carnarie limitand osi ad attirarle con l'odore nella posizione adatta ad effettuare l'impollinazio ne. Il nettare o l'essudato alimentare si può trovare anche sui tessut i o all'interno di essi .

a guisa di un infilaaghi dell'epoca vittoriana. e nel Catese tum . Oltre ad obbligare l'insetto prescelto a seguir e un determinato percorso. In certe orchidee. il disco attaccaticcio aderisce alla tro mba succhiante dell'insetto . Nella Caleana australiana . è di solito molto più grande d elle altre parti. Così appo stati. gli insetti visitatori vengono trattenuti per un certo tempo dopo essere stati proiettati nel centro del fiore da uno scossone del labbro della «testa d'anatra». prendano un c ompenso non dovuto. e possono effettivamente condurli a morte nel caso in cui i pollinii im pediscano loro di arrivare al nettare. oppure viene versata loro addosso della sostanza vischiosa in seguito a rottura di un minuscolo sacchetto. Il disco porta sulla parte inferiore una sostanza vischiosa che fa presa molto solida nello spazio di pochi minuti.in questo caso un calabrone che sta ispezionando l a doccia del fiore. i rispettivi fiori maschili e femminili sono tanto diversi tra loro. C harles Darwin ha notato che si può controllare questo meccanismo sbalorditivo serv endosi di una matita. o se non altro vengano a contatto del polline. Ma i cornetti dei pollin ii si trovano ora in posizione quasi verticale al di sopra della proboscide dell 'insetto. chiamate "pollinii". e se questi visita un altro fiore non farà evidentemente che spingere i primi pollinii su quelli nuovi. sebbene nella maggioranza dei casi i due sessi siano portati dallo stesso fiore. il giro dell'oca in questione è progettato in modo da i mpedire che i visitatori non addetti allo scopo entrino nei fiori. e da obbligarlo a percorrere il «giro dell'oca» all'interno.in cui fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta.Darwin un giorno ne contò 11 paia . Un altro motivo per cui le usanze sessuali delle orchidee risultano tanto intere ssanti è che questi fiori ricorrono a tecniche molto avanzate per evitare l'autoim pollinazione. In molti casi. che forma una barriera fisica. ma due rilievi lo mettono in evidenza e guidano la prob oscide succhiante della falena o farfalla in ispezione. E" il caso di avvertire che il polline tra l'altro viene porta to via di solito in masserelle solide antiurto. dove una cerniera alza il labbro in modo da impedire all'insetto di andarsene. che una volta i botanici li a vevano creduti appartenenti a specie diverse. A volte il labbro svolge una funzione attiva. i pollinii si incoll ano ai lati della testa della falena. Per ovviare a qu esta possibilità l'orchidea ha un asso nella manica: nello spazio di mezzo minuto il gambo dei pollinii si piega in avanti. Molto spess o essi aderiscono a un disco appiccicoso a mezzo di un rilievo a forma di gambo. i pollinii vengono soffregati sullo stimma del prossimo fiore visitato. Anche i Bulbophyllum hanno labbra così mobili che un insetto che vi atterri viene scaraventato letteralmente nel centro del fiore. La guida accurata è d'importanza vitale perché per operare c on successo i pollinii devono attaccarsi simmetricamente alla tromba dell'insett o. e a volte anche agli occhi. ed alcune orchidee adottino l'autoimpollinazione quando siano fal liti tutti gli altri mezzi.che li mettono evidentemente a disagio. Il primo baluardo contro l'autofecondazione viene opposto da una struttura detta rostello. Quando si hanno i sessi separati. il cui colore bianco e il cui forte profumo notturno attirano le falene della notte. Nelle Epipactis di palude e specie affini la cerniera si trova al centro del la bbro. Sebbene questo in realtà sia uno dei tre petali. avanza e gusta i . e spesso ha una forma molto caratteristica. Questo errore si è rivelato tale sol o in rari casi . A volte si vedono insetti con parecchie paia di pollinii attaccate alla tromb a succhiante . In altri casi esiste un piccolo batten te o coperchio che si chiude sopra lo stimma non appena il polline viene preleva to da un insetto.di depositarlo sullo stigma.come nel Cycnoches od "orchidea a collo di cigno". e non sullo stimma sottostante. Nell'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) il dotto lungo e sottile ha un 'apertura molto stretta. Nella maggior parte delle orchidee l'insetto scende sul segmento fiorale detto l abbro. come ad esempio nelle Pterostylis.o . come si può osservare nell'orchidea purpurea Orchis mascula e nelle specie affini delle Isole Britanniche. Nell'orchidea purpurea i pollinii cambiano posizione poco dopo essersi fissat i. detta «orchidea ad anatra volante». ad esempio nella "farfalla minore". Il labbro ritorna alla posizione original e ed è pronto per un nuovo visitatore in mezz'ora circa. avvicinandosi ad angolo retto. L'insetto vi atterra facendo abbassare l'estremità esterna.

sospeso ad una vera staffa rigida ad angolo retto e pr ovvisto di uno stretto orifizio a forma di doccia. è il labbro «inventato» da un a Coryanthes centroamericana chiamata "orchidea a secchio". Il meccanismo più straordinario tra tutti i congeneri. I calabroni richiamati dai fiori colorati e molto profumati (pe ndenti sotto la pianta) vengono attirati su un'area di tessuto commestibile. i Catasetum. Sembra che il fiore disponga di un dispositivo che interrompe l'emanazione odoro sa se un'ape impiega troppo tempo ad andarsene. che finiscono con l'attaccarsi alla testa dell'insetto. Il mattino dopo il fior e era ancora profumato. La scena è pronta. Altro ingannevole e sconcertante meccanismo è quello apprestato dalle orchidee pen dule Gongora. Come al solito c'è u n motivo dietro questo comportamento. Il labbro . le Stanhopea. e ubriacandole o drogandole i fiori riescono più facilmente a «piegarle ai l oro voleri». Però il rostello non oppone più tante difficoltà dopo che sono stati rimossi i pollinii. Sul fior e successivo. hanno u n labbro saccate provvisto di nettare sotto il bordo esterno. Più in al to sul tondino c'è un paio di ghiandole secernenti gocce di liquido. La parte posteriore della testa rompe il sa cchetto della sostanza collante. atto a figurare vistosament e accanto alle soluzioni d'ingegneria di Heath Robinson. Le api abitualmente sono di modi bruschi e goffi. e i movimenti continuati verso l'alto fanno usc ire i pollinii. l'insetto è nel posto ada tto per irrorare lo stimma di polline. oppure depongono sullo stimma quello ammassa to in precedenza. dov e possono anche raccogliere un liquido aromatico che li ubriaca letteralmente. dove l'ape viene attirata da un profumo dolce che sembra prometter e nettare. solo per accorgersi che non riesce a fare presa sul fiore per la sua superficie levigatissima. Ma le fenestrature traslucide che lasciano passare la luce guidano gli insetti verso la colonna. così gli insetti sorpassano lo stimma e le mas se di polline sporgenti sui due lati delle uniche uscite accessibili. Ma ha fatto scattare il dispositivo: non appena cerca di decollare. Le orchidee Cypripedium. Un osservatore vide un giorno ch e un'ape impiegava 45 minuti per portare a termine la sua evasione alla Stanlio e Ollio o da mago Houdini: al momento dell'epilogo non c'era più profumo. Ma i fianchi sono ripidi e la sola usc ita possibile è data dall'orifizio. al fondo della quale trova i po llinii. l a parte terminale del labbro scatta bruscamente contro il suo addome. Gli insetti devono arrabattarsi indecorosament e per passare attraverso la doccia e il tondino piegato ad angolo retto. L'ape va ora a visitare un altro fiore tenendo i pollinii attaccati al d orso . e così fa cendo raccolgono polline sul dorso. e le api successive . t anto da farli cascare nel liquido stesso. Le api entrano nel la sacca e si accorgono di non poter uscire dalla parte per cui sono entrate. Altre orchidee trasformano gli animali impollinatori in altrettanti drogati: ad esempio le Gongora. e può darsi benissimo che si tratti di un dispositivo appr estato contro le eventualità di autofecondazione. ripida discesa sul dorso lu ngo il pozzetto ricurvo di caduta della colonna. perc hé il rostello tende a tenerla inchiodata sul posto. Talvolta occorrono a un'ape n on meno di 30 minuti prima che riesca a districarsi e scappare all'aperto. accanto alla quale alcuni peli rigidi consentono un appiglio.dove un'analoga discesa capitombolante sortisce l'effetto di soffregarli sullo stimma vischioso. tr oppo sdrucciolevole e strapiombante.che può ra ggiungere il diametro di parecchi centimetri . pure situato presso la base della colonna. di modo che i pollinii vengono collocati o tolti con la massima preci .si è infossato formando letteralmen te una specie di secchio.l nettare. che escono faticosamente dal bagno. Abitualmente si osserva una vera processione di api sbronze e dalle ali inzuppate. che sparano i pollinii su qualche parte del corpo degli insetti.ne sporgono a guisa di cornetti . Deve affrontare una breve.possono passare alla svelta. e l'insett o può soltanto procedere verso l'alto. quando si trova in posizione per mangiare. e nulla avrebbe potuto persuadere l'insetto a tornare nel fiore.di cui alcune teoricamente cariche di pollinii di altri fior i . Proprio sopra questo orifizio un'altra parte del labbro formata a tondino fa una piega ad angolo retto: sulla superficie inferiore vi sono nicchie contenenti lo stimma e i pollinii. o le orchidee collo di cigno. conosciute con il nome di «pianella della Madonna». La prima ape che entra in un fiore vergine deve faticare molto per evadere.

e si trovano anche punti luccicanti a for ma d'occhio. che scaglia tutta la massa di polline preceduta dal s uo disco vischioso alla distanza minima di un metro dal fiore. Effettivamente è nota da molto tempo la somiglianza esistente tra questi fiori e gli insetti. che posson o raccoglierla e radunarla in tasche di tessuto spugnoso situate sulle loro zamp e.sione. petali ridottissimi con antenne simulate. Il l abbro ha dimensioni molto ridotte e funge da trappola e molla di scatto. formano un ricettacolo a forma di brocca sormontato da un cappuccio. Questo odore è così forte che i maschi cercano e trovano fiori a nche avvolti in fogli di carta. sovente anche lobi latera li sul labbro. Forse il metodo d'impollinazione più stravagante è quello adottato dalle Ophrys. i qu ali infatti non eiaculano. e c'è almeno una specie in cui i maschi preferisco no le orchidee alle loro compagne reali. l'ingresso ha s pesso aspetto relativamente vivace. Come nelle Arisaema. sebbene i loro organi sessuali siano sufficientemente stimolati. Nei Catasetum il rostello sviluppa due «antenne» funzionanti da grilletti o meccanis mi di scatto. Le orchidee Catasetum sono visitate da insetti relati vamente grossi che rosicchiano i fiori. L'aspetto visivo generale dei fiori è progettato per richiamare i maschi d egli insetti. tuttavia ve ngono visitate alacremente da api. oppure s i verifica va una tipica sovrabbondanza di maschi. Si è notato che i maschi degli inse tti in causa di solito uscivano dallo stato pupale prima delle femmine. Ne sono esempi la Pterostylis falc ata e la Masdevallia muscosa.attività nota con il termine di pseudocopula . L'orchidea comunque non è mai del tutto seducente per gli insetti innamorati. Una volta posato sul labbro dell'orchid ea l'insetto trova le curve giuste. a somiglianza dei fari degli aeroporti. che compongono la confraternita d'orchidee impollinate dalle api in Europa e nelle regioni mediterranee. somiglianti alle ali ripiegate di un insetto. La sostanza inebriante naturalmente piace molto alle api interessate. e questo schizzo piuttosto violento da l a certezza che i pollinii possano attaccarsi saldamente ai visitatori. e le ripetute osser vazioni sono giunte alla conclusione che gli insetti maschi effettuavano l'impol linazione tentando di accoppiarsi con i fiori. intrecciandosi e sovrappone ndosi. al punto che i maschi li espongono e li sfregano sul fiore compiendo movimenti d'accoppiamento.praticandolo prolungatamente e vi gorosamente. Sta di fatto che qui s'incontrano piante che si possono definire solo delle pros titute. C'è il fa tto che l'orchidea impollinata dalle api in Inghilterra è in grado di ricorrere al l'autoimpollinazione dopo che lì ha perduto il suo impollinatore animale. a somiglianza di alcuni anim ali che usano identica pratica marcando il loro territorio con le ghiandole odor ifere o l'urina. La verità forse no n sarebbe piaciuta ai pudibondi biologi vittoriani: l'autoimpollinazione che abb iamo vista è solo l'ultimo ritrovato del mondo delle orchidee. e forse da un paio d'altre specie. le sporgenze e i peli che lo convincono di a vere trovato effettivamente una femmina e lo inducono a tentare l'accoppiamento . mentre le orchidee tipo pianella della Madon na sono trappole fiorali di tipo leggermente diverso. sia per forma che per colore. scatta u n dispositivo a catapulta. Ma il richiamo prin cipale per i maschi degli insetti. Altri indizi suggeriscono invece che essa viene lasciata in pos ti adatti ad attirare api dei due sessi. Le loro abitudini sono condivise dalle Cryptostylis austra liane. Nessun altro urto fa scattare la catapulta. potendo restare chiuso per una trentina di minuti. Toccando anche lievemente uno di questi meccanismi. dalle Paragymnomma sudamericane. Ciò nonostante volano speranzosi da un fiore all'altro . Quest e orchidee non hanno nettare. motivo p er cui un'autorità botanica ha avanzato l'ipotesi (nel 1831) che i suoi fiori abbi ano assunto la forma d'insetti per tenere lontani i visitatori. è dato da un odore simile a quello emanato dalle femmine della loro specie. né sostanze oleose o parti commestibili. è abbastanza curioso il fatto che in certe specie solo una delle due antenne è sensibile. C'è una teoria che sostiene che l'ape maschio usi questa sostanza oleosa per de limitare il territorio personale di corteggiamento. tale da farli avvicinare ai fiori quanto bast a ad indurli a posarvisi. mosche ed insetti affini. dove le parti fiorali. spesso c'è una macchia rifrangente che aiuta l'insetto ad «atterrare». Alcune orchidee assomigliano notevolmente alle trappole per insetti osservate pr esso le aracee.

Pur tuttavia l'imitazione della forma e dei peli di un animale e la produzione di em anazioni odorose uguali a quelle delle femmine degli insetti da parte di queste Ophrys. sono chiaramente esemp i notevolissimi dell'adattamento. Ha una zona scura in rilievo con due segni azzurrognoli lucenti nel bel mezzo del labbro di colore giallo br illante. a somiglianza delle altre orchidee. e se questo insetto non è dispon ibile.influenza e viene influe nzato a sua volta da tanti altri fattori che interagiscono tra loro. alquanto più grosse. c on le terga sollevate presso gli organi sessuali dell'orchidea. per quanto possano essere favorevoli le condizioni climatiche e il terreno.può produrre fino a 7000 miliardi di spore. In questo caso s embra che il mimetismo imiti un'ape femmina in riposo su un fiore. rappresentano una delle forme più notevoli dell'adattamento evolutivo che mai siano state registrate . nelle quali la grande chiazza lucen te e rifrangente è tutta orlata di spessi peli bruni o rossicci che si estendono a lle sue «braccia» pronunciate. Queste orchidee hanno labbro di forma e modello assai variabile a seconda dei lo ro specifici compagni di vita sessuale. Capitolo 15. e per ristabilire l'equilibrio mi sia consenti to di fare un'altra citazione dall'opera "Impollinazione dei fiori" di Proctor e Yeo. Allora la pseudocopulazione è più prolungata e violenta del sol ito. devono forse limitarsi a 20000 chilometri . Gli animali che la visitano si mettono sempre a testa in giù sul fiore.«spalle» o anche «seni» sporgenti dal labbro.quale la produzione dei semi o il meccanismo d'impollinazione . ma in tal caso farebbero certo migliori affari se pensassero ad assicurarsi una clientela più variata. for se dotata di profumo e nettare atti a richiamare un'ape adulta. alcune hanno . L'Orchidea lutea costituisce una curiosa eccezione. e nell'orchidea corn uta si osserva un paio di sottili cornetti sporgenti di un centimetro e più in pos izione di «spalla». con la testa rivolta dalla parte opposta alla colonna. che così affermano: "E" sempre arrischiato dare una spiegazione semplice di qualsiasi parte della bi ologia di una specie o famiglia. Varia anche la pelosità.magari divertendosi .effettuando tentativi d'accoppiamento . alcune di pendono al completo da una sola specie d'insetto.e intanto diffond ono polline molto efficacemente. Ogni tanto pare che l'ape s'accorga che non tut to va come dovrebbe. e può anche succedere che l'ape morda rabbiosamente il labbro del fiore. che vengono messe in libertà al ritmo di 100 milioni all'o ra. Il numero di spore dell'es emplare massimo mai osservato è quasi incalcolabile . LO SCOPO FINALE. Tuttavia pa re giusto dire che la soluzione particolare trovata dalle orchidee per vivere in un mondo dominato dalla concorrenza è molto vicina a una conclusione suggerita da lla logica". perché qualsiasi tratto caratteristico .una vessia di lupo alta 24 c entimetri. a conclus ione della quale venni avvicinato da una persona che mi informò di non aver mai ud ito né visto dimostrazione migliore delle sue convinzioni in una «creazione istantan ea».sui 30 centimetri di diametro . In effetti mi ca pitò una volta di tenere una conferenza su questo particolare argomento.tanto più notevoli in quanto in realtà è molto difficile immaginare le fasi intercorse tra le specie attuali e un'orchidea «capostipite». E" stato anche calcolato che le spore di vessia potrebbero ven ire diffuse dalle correnti aeree su quasi mezzo milione di chilometri. Invece queste Ophrys. mentre una vessia di lupo gigante di medie dimensioni . aveva il diametro di 160 centimetri nella parte più larga e 135 nella p arte più ristretta. specialmente presso cert e piante inferiori. Si è calcolato che un comune fungo commestibile produce circa 16000 milioni di spore.tanto per ricorrere a ter mini antropomorfici . mentre le spore delle felci. mentre nelle sottospecie si trovano labbra più strette con ciurli di peli che assomigliano esattamente a tafani. l'orchidea di norma non ha possibilità d'esistenza nell'area in questione. Può darsi che queste Ophrys siano delle prostitute. La natura è largamente prodiga di materiale riproduttivo. e gli esempi più notevoli sono forniti fors e dalle orchidee dette "specchio di Venere".

. La cifra va confrontata con i 10 chilometri in media dei semi aerei del tarass aco, sebbene in occasione di temporali essi possano coprire una distanza di 200 chilometri. La dispersione a lunga distanza in realtà non è necessariamente auspicabile, perché può portare le spore sul mare, o in ambienti inadatti, o lontano dagli animali che l i impollinano, quando esistono. Le spore rappresentano la discendenza tipica della fase asessuata delle piante i nferiori, e vengono diffuse in molti modi diversi. I funghi, come le citate vess ie di lupo, non sono altro che sacchetti i quali a maturazione avvizziscono e sc oppiano, mettendo in libertà il loro carico polverulento. I "geastri" o «astri della terra» hanno due strati, dei quali quello interno forma la sacca sporifera; in ce rte specie viene spinto all'insù quando viene a maturazione in seguito alla rottur a e all'estroflessione dello strato esterno. I funghi lamellati, come quelli nor mali che vediamo in cucina, portano le spore sui lati delle lamelle, dalle quali vengono espulse mediante esplosioni accuratamente calcolate - a circa un decimo di millimetro, distanza condizionata dal modesto scartamento esistente tra una lamella e l'altra, dove vanno a cadere le spore. I funghi coprini hanno lamelle deliquescenti, dove il cappello subisce un graduale processo di «autodigestione» e s i trasforma in un liquido contenente le spore. Le Coppe, funghi a forma di nido d'uccello, rappresentano un gruppetto affascina nte nel quale le spore sono portate in corpi detti peridioli che non mettono in libertà le spore finché non vi siano condizioni adatte. Tra queste il Crucibulum ass omiglia a un cestino dai lati quasi verticali; quando è maturo il coperchio si dis secca e lascia vedere all'interno i peridioli ovaleggianti. Il Cyathus ha forma somigliante ma più aperta, con fianchi lievemente assottigliati. I peridioli sono assicurati da principio a un filo che nel Cyathus può raggiungere anche i 18 centi metri di lunghezza, mentre tutta la coppa ha al massimo due centimetri di diamet ro. Questi funghi hanno scoperto il modo di utilizzare l'energia sviluppata da u na goccia di pioggia. La loro forma è tale che una goccia d'acqua di grandezza e v elocità media viene fatta risalire per il fianco del «nido», e così facendo trascina con sé i peridioli; nel Cyathus vengono portati alla distanza di almeno 60 centimetri , e a volte fino a 200 centimetri. Il filo di ancoraggio si srotola quando il pe ridiolo viene gettato a distanza, pressappoco come si cava un filo da un tessuto a maglia; alla fine si rompe alla base e, appiccicoso com'è, si attacca o si aggr oviglia a qualunque foglia o gambo incontri per strada. Il peridiolo vi resta ad erente finché non si verifichino condizioni favorevoli all'emissione delle spore. Nel fungo Sphaerobolus si ritrova un impressionante meccanismo a catapulta. Le s pore sono riunite a palla e trattenute fintanto che la pallottola forma all'inte rno una coppa a molti strati. Un poco per volta si origina una tensione tra ques ti strati, in modo che il cappello del fungo alla fine rovescia di colpo la part e interna all'esterno, proiettando la pallottola alla distanza di 5 o 6 metri. Molti funghi, ivi compresa la "segale cornuta" - temibile parassita fungino di q uesto cereale - formano gocce di liquido sotto ogni bolo sporifero, da dove spun tano le spore cariche di nettare ad attirare gli insetti incaricati della diffus ione. E" degno di nota il sistema di dispersione delle spore adottato da un gruppo di funghi conosciuti con il termine appropriato di Phalloidaceae, cioè "falloidi". Es si producono spore esterne contenute in una pellicola di muco odorante di feci o di carogna in putrefazione, come nel noto Phallus impudicus, satirone o «corno fe tido», come viene chiamato in varie località. I botanici amano dire pane al pane e v ino al vino, e il nome latino di questa pianta, Phallus impudicus, è molto indovin ato, perché da una massa sotterranea ovale morbida spunta un organo fruttificante dalla forma notevolmente somigliante a un pene umano, formato da una sostanza fr agile alquanto simile al polistirene espanso nell'aspetto esterno. Altrettanto n otevole è la velocità di questa pianta: può spuntare in un'ora e mezza o due. Naturalm ente si tratta dell'espansione di una struttura preformata, come succede in un f ungo, e non di vera e propria crescita. Si forma muco sul cappello conico. Le mosche si radunano attorno a questo appeti toso banchetto esattamente come fanno con i fiori puzzolenti delle aracee o dell e stapelie, divorando il muco con spore e tutto. Le spore attraversano indenni i

l corpo delle mosche e vengono abbandonate come Pollicino «in un'altra parte del b osco». Una mosca può espellere in una sola volta più di 20 milioni di spore! Anche i l umaconi apprezzano il viscido festino e riescono a localizzare un satirone con l 'olfatto alla distanza di 5-6 metri. Una volta eliminato il muco, il fungo emana odore relativamente dolciastro. Altro appartenente a questa tribù e affine al precedente è il Mutinus caninus. Mutin us era uno dei nomi di Priapo, dio del sesso presso gli antichi Romani, e "canin us" si riferisce alla straordinaria rassomiglianza del fungo a un pene di cane, tanto più che lo stretto cappello è di colore rosso. L'odore di questo fungo, sebben e molto meno forte di quello del suo parente già citato, è nauseabondo in modo indes crivibile. Ma esistono anche numerosi parenti nelle regioni tropicali, alcuni dei quali han no un velo perforato sotto il cappello a mò di camicia. Non c'è da sorprendersi che le popolazioni primitive rimanessero colpite dalla rassomiglianza di tali funghi con le loro parti intime e li usassero per i riti di fecondità, in uno dei quali la cenere dei funghi carbonizzati veniva sfregata sulla vagina delle donne steri li. Altre specie imparentate non hanno cappello ma assomigliano piuttosto ad ane moni di mare dagli spessi tentacoli; si annovera tra queste un fungo straordinar io, che un tempo si vedeva con una certa frequenza nei vecchi locali adibiti a s tufa, dove viveva sulla scorza di quercia in fermentazione usata come combustibi le, e ancora segnalato in Inghilterra e in Europa - il Clathrus ruber, dove una sfera cava a traliccio, di colore rosso vivo o rosato, erompe dal rivestimento e sterno. Tra i muschi si nota maggior precisione nella dispersione delle spore, contenute in linde capsule fornite talvolta di coperchietto di squisita fattura. Negli sf agni il coperchio e le spore contenute all'interno vengono espulsi e soffiati lo ntano dalla pressione dell'aria che si sviluppa dentro la capsula man mano che l a metà inferiore si dissecca. L'Andraea è fornita di capsula con fessure che si apro no solo in condizioni di aridità, provvedendo a che le spore vengano emesse solo c on tempo asciutto, in modo che possano restare più facilmente sospese in aria. Le variazioni dell'umidità atmosferica vengono sfruttate da altri muschi, dove la cap sula ha una serie di dentini sotto il coperchio. I cambiamenti d'umidità influisco no sulla tensione interna dei dentini facendoli girare bruscamente, in modo che le spore si riversino con forza all'esterno. Il Polytrichum ha un anello di fore llini nel bordo della capsula su cui posa il coperchio finché le spore sono mature , dopo di che la capsula funziona come una pepaiola e ricorda in modo sensaziona le il meccanismo di dispersione dei semi adottato dai papaveri. Le spore degli equiseti hanno un lungo dispositivo a forma di X, ed esse vi stan no attaccate proprio al centro della X. Quando vengono messe in libertà, i bracci del dispositivo stanno avvolti attorno alla spora, ma si aprono appena si trovan o in aria, perché il cambiamento d'umidità provoca improvvisi mutamenti di forma, at ti ad assicurare notevole mobilità. I vari gradi di tensione derivanti dallo stato asciutto sono utilizzati anche da varie felci, a volte soltanto per aprire le fessure del corpo sporifero, ma nel la Dryopteris per azionare un fascinoso meccanismo di catapulta che ricorda le m acchine da getto usate dagli antichi Romani. Una striscia di cellule speciali si tuata su un lato e sulla sommità della capsula esercita forza tale da far staccare gradualmente dalla base il sommo della capsula contenente le spore. Un improvvi so allentamento della tensione fa scattare ancora in avanti la sommità della capsu la, e le spore vengono gettate fuori. Questo movimento improvviso è causato dalla trasformazione istantanea dell'acqua in vapore nelle cellule speciali. Invece nelle piante superiori si cede il passo ai semi. Il seme ha molte più cellu le della spora, e in generale contiene un embrione con una cappa esterna protett iva. Il grado di sviluppo dell'embrione può variare, ed altrettanto quello del riv estimento esterno; alcuni semi hanno una riserva di nutrimento, mentre altri - a d esempio quelli delle orchidee - ne sono sprovvisti. Certi embrioni d'orchidea hanno inizialmente solo 120 cellule. In certi casi eccezionali, come nel "Ginkgo ", può anche capitare che i semi non vengano nemmeno fecondati prima di cadere dal l'albero genitore. I semi mostrano grandissime variazioni di grandezza. Il più piccolo, sempre tra le

orchidee, ha lunghezza inferiore a 1/4 di millimetro, ed è tanto leggero che ne o ccorrono circa tre milioni per dare un grammo di peso. Semi così piccoli vengono p rodotti spesso in quantità ugualmente incredibili; una sola capsula di "orchideacu lla" (Anguloa) o di "collo di cigno" contiene circa 4 milioni di semi, e il comu ne Cymbidium dei fioristi può averne un milione e mezzo. Semi così polverulenti hann o un'area di dispersione paragonabile per ampiezza alle distanze coperte dalle s pore. Naturalmente i commercianti in semi trovano impresa molto ardua maneggiare semi così minuscoli, o quelli delle begonie e delle calceolarie, per citare solo due gruppi vegetali conosciutissimi, per cui spesso smerciano confezionamenti al l'interno dei quali c'è una bustina con un pizzico di semi a malapena visibile, da l quale tuttavia si può ricavare un'intera serra di piante. All'estremità opposta nella scala di grandezze si trovano piante che producono poc hi grossissimi semi, il massimo dei quali è dato dal cocco delle Seychelles, o coc co doppio. Detto anche cocco di mare, per il fatto che in qualche occasione veni va trasportato per il mondo dalle onde marine - e anticamente spuntava prezzi as tronomici perché lo si riteneva una rarità con doti afrodisiache -, esso è in realtà una palma il cui gigantesco seme può raggiungere la lunghezza di 45 centimetri e supe rare il peso di 30 chilogrammi, e il cui tempo di maturazione supera i dieci ann i. E" notevole per la sua sorprendente rassomiglianza con un bacino femminile, s ia visto di fronte che da tergo; i suoi fiori maschili sono sorretti da uno stre tto spadice ad infiorescenza lungo più di un metro, e pertanto hanno naturalmente un forte simbolismo sessuale. Dal punto di vista tecnico questo seme gigantesco è un frutto, ma è solo una questio ne di terminologia, in quanto tutto il rivestimento esterno della «noce» rinchiude u n solo embrione. Si noti che in questo capitolo userò la parola frutto con maggior e libertà, rispetto al suo senso casalingo di semi incorporati in una massa molto più voluminosa di tessuto commestibile. Il seme più grosso di tipo ortodosso è forse q uello della Mora excelsa dell'America Meridionale, piatto e misurante centimetri 12 per 7. La grandezza del seme non è indicativa del tempo richiesto per maturare. Alcune or chidee impiegano fino a 18 mesi prima che maturi la capsula seminifera. La produ zione dei semi è ovviamente più rapida nelle piante annuali cui è concessa una breve s tagione dalla germinazione alla fioritura e alla produzione dei semi, o nelle pi ante perenni cui le condizioni esterne impongono un periodo brevissimo per cresc ere. Credo che il primato sia detenuto da un esemplare norvegese del ranuncolo a lpino Ranunculus nivalis, fiorito entro cinque giorni dalla sua comparsa dal man to di neve invernale, che produsse semi maturi dopo diciassette giorni. Il gigan tesco cacto messicano Pseudomitrocereus matura i semi entro 27 giorni dalla fior itura. Le piante annue sono progettate per produrre semi e poi morire, ma se vengono po tate anche dopo che è avvenuta la maturazione dei semi, ributtano spesso fiori e r innovano il procedimento; e tutti i buoni giardinieri sanno che capitozzare una pianta è operazione essenziale per tenerla in fiore il più a lungo possibile. Altre piante si dicono invece monocarpiche: crescono per un certo numero di anni, fior iscono e muoiono. Le grandi agavi americane sono state chiamate piante dei cento anni perché si credeva che fiorissero - prima di morire - solo una volta per seco lo; alcune vi impiegano certamente decine d'anni, come la Puya raimondii, una gi gantesca bromeliacea somigliante ma non imparentata con le precedenti. Fioritura e produzione dei semi sono spesso la risorsa finale di una pianta che «s ente» che sta per morire, e i giardinieri approfittano anche di questo fatto per t enere certe piante in vasetti piccolissimi: ad esempio clivie a radici carnose, piante bulbose come ippeastri e nerine. Se si concede a queste piante molto spaz io per mettere radici, non fanno che produrre molte foglie, con scarse probabili tà di fioritura; ma costringendole in spazio limitato, si incoraggia il loro istin to di dare fiori. Spesso le radici asciutte in un dato momento costituiscono un buono stimolo ad avviare la fioritura: è il caso di molti bulbi che spesso hanno u na stagione di riposo asciutta nel loro habitat naturale, o delle lattughe che s i affrettano a fare semi quando vengono costrette all'asciutto. Una volta che una pianta ha fatto i semi, pochi o molti che siano, deve adottare certe misure per distribuirli più lontano che può. Non diversamente dalla fecondazi

one, la dispersione dei semi può essere passiva e casuale o rappresentare invece i l risultato dell'adattamento evolutivo con gli animali. E" interessante osservar e che in molti casi piante a meccanismo d'impollinazione sviluppatissimo - le or chidee ne sono ancora un esempio lampante - possano invece essere prive di dispo sitivi speciali d'adattamento ai fini della dispersione dei semi. I minuscoli se mi delle orchidee vengono sparpagliati al vento, ma in questo caso esiste un mot ivo valido perché possano atterrare vicino al fiore che li ha generati, perché lì hann o la probabilità d'incontrare il fungo senza del quale di norma non possono germin are, come vedremo in seguito. Infatti il vento rappresenta il principale mezzo di diffusione dei semi, alcuni dei quali si sono ridotti ad avere peso e grandezza di spore polverulente e poss ono così coprire grandi distanze. Moltissime piante hanno messo a punto semi alati di vario genere, sebbene la loro autonomia di volo sia spesso limitatissima. Qu esti ritrovati aerodinamici possono essere costituiti da una semplice membrana s u un piano attorno al seme, o da perfezionati alianti come le note samare del fr assino o i semi filanti dell'acero pseudoplatano, che ricordano tanto da vicino i vecchi autogiri. Alcuni semi volanti dispongono di una sola membrana od ala, a volte anche di un dispositivo a biplano; mentre altri, come quelli del Dryobalanops, hanno un ciur lo composto di parecchie alucce per consentire a un seme relativamente grosso e pesante di andarsene planando almeno a una certa distanza dalla pianta genitrice . L'ala più sviluppata appartiene al Centrolobium robustum brasiliano, lunga 17 ce ntimetri, mentre la Cavanillesia, pure del Brasile, ha parecchie ali con diametr o anche di 9 centimetri, disposte sui fianchi dei frutti in modo da conferire lo ro un movimento di rotazione. Le bignonie di solito hanno semi alati opportuname nte confezionati in una lunga capsula o baccello. I semi di certe conifere hanno ali, mentre altri, fatto alquanto strano, restano incorporati in grandi pigne legnose, finché queste letteralmente marciscono o si fanno aprire al fuoco. Le pigne del Pinus attenuata finiscono col restare imprig ionate dalla crescita della corteccia, e non trovano la libertà prima che l'albero non sia morto, caduto e marcito! La pigna a dimensioni massime, a proposito, è qu ella del Pinus coulteri lunga fino a 35 centimetri, che può toccare il peso di un paio di chili. Le scabiose e le statici ricavano dal calice secco piccole membrane pieghettate somiglianti ai volani usati per gioco dai ragazzini, che contengono i semi, ment re molte specie di trifoglio hanno calici rigonfi. Questi dispositivi costituisc ono veri e propri palloni aerostatici, pur ammettendo che molta parte del loro s postamento è fatta di capitomboli e ruzzoloni per terra. La sena vescicolata (Colu tea arborescens) ha grossi baccelli rigonfi, mentre il Cardiospermum è noto anche con il nome di "vite dei palloncini" per i ricettacoli sferici rigonfi dei semi; in tutti e due i casi baccelli e ricettacoli si staccano e vengono portati lont ano. Questi volani ed aerostati sono a metà strada dal paracadute, dispositivo già noto d al tarassaco e dal caprifoglio ma adottato da tutte le altre famiglie vegetali, ivi compreso il leucodendro argentato del SudAfrica, il cui grosso seme dalla te sta piumosa sta appeso a un gambo sottile. Le alternative al paracadute sono rap presentate da piumini di peli sottili come nel lino delle fate alpine, il cui pi umino (tecnicamente una barba) può raggiungere la lunghezza di un metro. Il Myzode ndron, pianta parassita dell'Antartico, possiede un triplice piumino che di fatt o è uno stame molto modificato e può arrivare alla lunghezza di parecchi centimetri, conferendo a queste piante il nome di "vischio piumato". Moltissime piante qual i gli epilobi, la clematide, la valeriana, l'erioforo, il salice e la sala di pa lude hanno semi tenuti per aria da una massa di peli finissimi in grado di sorre ggere i semi - necessariamente piccoli - per chilometri e chilometri sul filo de lle correnti aeree. Piumini e paracadute si rivelano molto più funzionali delle al i ai fini della dispersione. Certe piante semplicemente si sradicano quando fanno i semi, e una volta secche vengono portate dal vento qua e là, disseminando i semi cammin facendo. Nel Libro d'Isaia c'è un cenno alla «cosa che rotola davanti al turbine di vento». Il profeta er a buon osservatore della natura, perché vi sono molte specie di «cose che rotolano», e

L'acqua costituisce ovviamente un altro mezzo di trasporto dei semi. dove si possono vedere i semi staccati che sbatacchiano rumo rosamente. Il comune cocco è forse il frutto più noto che venga trasp ortato per via marina: non solo ha uno spesso guscio fibroso adatto al galleggia mento. Una «palla di vento» nel senso letterale della parola è data dalla zucca amara o coloq uintide dei deserti dell'Africa Settentrionale e del Vicino Oriente.i botanici attuali le chiamano «piante vaganti a distribuzione anemofila» specialme nte nelle regioni steppose o desertiche. scoppiano e disperdono i semi neri al calore del sole. Quando si arrestano in una depression e del terreno. arrivano velocemente sulla pia nura rotolando. si staccano dagli steli secc hi e si fanno rinsecchiti e leggeri. e conteng ono aria. ma dispone anche di una speciale riserva nutriente .sono i capi spinosi ch e si spezzano e s'intrecciano. Molti cardi si comportano allo stesso modo.. Nella Gundelia tournefortii del Vicino Oriente . La diffusio ne della specie «noli me tangere» o fiore di vetro introdotta lungo i corsi d'acqua inglesi in questi ultimi decenni.talvolta oss ervata in masse aggrovigliate grandi come i mucchi di fieno ammassati durante la fienagione . La loro superficie sferica e liscia permett e al vento di farli rotolare sulla sabbia. formando grandi masse rotolanti. che tuttavia presuppone la presenza di un seme galleggiante che non si limit i a germogliare per il semplice fatto che è bagnato. I suoi grossi frutti a forma di zucche legnose sono cop erti da un feltro grigiastro che impedisce loro di bagnarsi quando cadono in acq ua. Evidentemente inghiottono allora gra . simili a meloni di 10 centimetri. La tipica pianta ruzzolante ha steli che formano una rozza sfera..il latte . e galleggia fino a quando si dec ompone. L" Hodgsonia heteroclita è una pianta rampicante parente del cetriolo. costringendole a rigettarlo. L'ispida salsola che si ritrova tanto in America quanto nelle step pe asiatiche (ma è oriunda britannica) è un tipico arbusto ruzzolante . talvolta in fossette superficiali o in spazi aerei all'interno. Ma il caso più strano di semi galleggianti che raggiungono un luogo per la germina zione è forse quello offerto dalle piante che si ostinano a stare a galla attorno alle isole Cocos. o sono provvisti di tessuti sugherosi che assicurano il galleggiamento. questi globi vegetali. E" questa probab ilmente la «cosa che rotola» del profeta Isaia. le freg ate non trovano più una facile fonte di cibo. A maturazio ne i suoi frutti. che quanto a s ecchezza sono sufficientemente duri da permettere alla palla di rotolare al soff io del vento. come nel giaggiolo tedesco. Ma molti semi assai più picc oli si diffondono via mare: ad esempio alcune specie australiane della tribù della "Veronica" a semi piccolissimi hanno colonizzato il Cile grazie alla loro resis tenza al galleggiamento. Esso si rompe staccandosi dal gambo. Qui le fregate o albatros si nutrono di pesce che abitualmente ottengono con minacce dalle sule. saltando e rimbalzando con grande fracasso.. I semi che vengono portati al mare invece che nei fiumi devono tollerare la sals edine ed avere costituzione assai più robusta per resistere ai disagi e a lunghi p eriodi di galleggiamento. con spavento per il cavallo e il cavaliere». motivo per cui queste piante sono diffu se in pratica in tutte le regioni tropicali. Quando le sule a bbandonano le isole dopo che i loro nidiaci sono diventati atti al volo. favoriti da microscopiche formazioni cerose che impe discono loro di affondare. Due specie di Caesalpinia parenti del pisello hanno sem i durissimi come ciottoli che possono galleggiare addirittura per anni senza per dere nulla della loro capacità germinante.una specie di carciofo del povero . Semi di questo tipo di solito hanno superfici impermeabili o idrofughe. o contro i cespugli o i sassi.che gli c onsente di germogliare insediandosi su spiagge aride. In Indonesia ed Australia i capi seminiferi a raggiera de ll'erba Spinifex s'intrecciano assieme formando «palle di vento».. Il loto indian o ha un capolino seminifero a forma di galleggiante conico con aperture nella su perficie superiore. è un esempio vistoso della facilità di questo meto do. allora i semi eventualmente ancora contenutivi se ne vanno galleggiando ciascuno per proprio conto. che cresce lungo le rive dei fiumi. Un racconto descrive come «alla stagio ne adatta migliaia di. inoltre la polpa oleosa all'interno riveste i semi in modo che possano galle ggiare indisturbati se cadono in acqua isolatamente.e non fa meraviglia che questi grovigli siano detti anche «streghe d el vento».

ma esempi del genere si ritr ovano in parecchie famiglie che non hanno tra loro alcun vincolo di parentela. un poco più spesso all'estremità inferiore. si formano le radici. La Gymnarrhe na del deserto del Negev si assicura il meglio di due ambienti. e pr oduce un grosso frutto a forma di pera. e i nfine . e la lunga barba della stipa pinn ata opera anche come la manopola di un trapano sull'estremità del seme avvolta a s pirale.ndi quantità di semi galleggianti somiglianti ai piselli.becco d'airone. Proprio sotto i l punto dal quale esce dal frutto c'è un anello di cellule che si rompono e lascia no cadere il frutto quando l'ipocotilo ha raggiunto un peso sufficiente. All'estremità superi ore le foglie si spiegano alla base. questi movimenti sono tali da infilare il seme nel terreno: i peli rigidi di cui è fornito fanno venire in mente le barb e direzionali della cocca d'una freccia. e perciò non è facile cavarlo da terra una volta che vi è arrivato. spesso chia mata anche rosa di Gerico. Questo germoglio cresce per un periodo var iabile da sette a nove mesi. Se tutt o procede senza inconvenienti. alla fine si posano in mezzo ai detriti o ad altre piante. e in questo modo bellamente s'insedia. e allora la «pera» galleggiante consente ai semi di venire traspor tati dalle correnti. Altre piante provvedono in un modo o nell'altro a disseminare i propri semi. specie appartenente alla famiglia della senape. mentre con l'umidità si aprono ed emettono i semi. che toccano i 5 centimetri.alla presenza di un lungo filamento o barba su cias cun seme. perché le mangrovie sono piante di località soggette all'az ione delle maree.forzano letteralmente i semi n el terreno allungando verso il basso gambi o steli dopo la fioritura. Se il seme tocca terra. I «becchi di cicogna» più lunghi sono quel li dell'Erodium gruinum delle regioni mediterranee. Molto prima di staccarsi dall'albero que sta pera forma però un lungo germoglio sottile. e comincia a crescere una mangrovia nuova. Tra le pap iùonate questa caratteristica è stata sviluppata nel modo più rilevato.una trentina di specie in tutto . Un a volta maturi e secchi si staccano. dapprima presso la base dove c'è il seme. finché cioè ha una lunghezza di circa 50 centimetri e d iametro di 3 centimetri. ma nel caso parti colare delle piante dei deserti serve a mantenere le colonie vegetali nelle cond izioni più favorevoli di crescita in regioni abitualmente inospitali. ma non offrono alcuna resistenza al la siccità. becco di cicogna . e si trova all'estremità di una «foglia seminale» tubolare o cotiledone. A questo pu nto le «code» avvolte a spirale sono diventate abbastanza leggere da venire in aiuto ai semi. perché produce una serie di frutti sotterranei resistentissimi alla siccità. Nel caso delle piante che vivono in condizioni di vera aridità è naturalmente molto importante che i semi vengano emessi solo quando piove. con riferimento a una leggenda che vuole che tutte le piante sbocciassero e fiorissero alla nascita di Cristo. perché possano vagare portati dal vento. Ciò si verifica nell'Anast atica hierochuntica. Si tratta di una piant a a steli sparsi che quando si disseccano si appallottolano come un cestello sfe rico. Per queste caratteristich . In realtà molti semi non effettuano un vero sbarco. Alcune piante . dove anzi germoglia. La coda è sensibilissima ai cambiamenti d'umidità. come l'erodio selvatico e il geranio ad esso affine. e a lcune tra queste si possono vedere anche più sotto casa. Non si tratta di una vera e propri a radice.girandosi mentre si staccano . né cadono effettivamente in acqua. e que lla che porta il seme viene spostata su e giù e tutt'attorno a seconda dei mutamen ti meteorologici. l'ipocotilo ispessito si affonda come un pugnale nel fango sottostante.all'apice del rostro o becco. I cereali selvatici hanno analoghe barbe spinate che provvedono a piantare i sem i con grande rapidità dopo che si sono staccati. che devono certi nomi popolari anglosassoni . che danno loro l'impress ione di fare una bella mangiata. A prima vista può sembrare insoddisfacente il fatto che ci sia una massa di germogl i che spuntano e si fanno concorrenza tutti allo stesso posto. finché approdano in un posto adatto al loro sviluppo. in linguaggio tecnico si dice ipocotilo. ed altri frutti aerei c he possono venire portati lontano dal vento. La famiglia ve getale che comprende i piselli ha perfezionato gagliardamente questa caratterist ica: l'arachide ne rappresenta un esempio classico. ma come arrivano a terra non fanno che rigettar li! La mangrovia è una pianta dei corsi d'acqua e delle riviere marine tropicali. che a maturazione si raggruppa formando una massa a forma di becco.

esercita una spinta sulla poca acqua contenutavi fin da prima. e lo stesso accade con qualche altra specie vegetale.e la pianta viene spesso venduta come una curiosità sotto il nome di "pianta della Risurrezione". così che finiscono con il germogliare in un periodo di pioggia come la maggior parte dei semi. Molti semi sono mossi dall'acqua piovana che scorre sulla superficie del suolo: ciò accade diffusamente nei deserti dove i rari violenti acquazzoni possono origin are fiumane ed allagamenti temporanei. Quando i semi cominciano a maturare. e in un gruppo (Apatesia) alcuni semi si formano in cavità speciali discoste dalle valve principali che producono i semi. formano caps ule seminifere bellissime i cui intrecci somigliano quasi a quelle bocce cinesi contenute all'interno di altre sfere più grandi. ma l'umidità fa aprire le loro valve raggiate come una stella . Presso i lamii. L'erba cornetta ha un mazz . Col tempo asciutto stanno chiuse in modo assolutamente ermetico. più tipicamente. facendola schiz zare fuori assieme ai semi. Ma questo è solo il principio. gli steli s i curvano in fuori e in basso. di modo che i germogli spuntati possono perire. con il loro anello di fori d'uscita tutto attorno al bordo superiore del capolino seminale. ed ha riunito tutti i semi su un cilindro circolare. e può lette ralmente farla uscire da terra. dove essi se ne stanno rinchiusi in strette strutture a sca tola. baccelli. che t uttavia può essere di breve durata e venire seguito da un periodo di grande calore . di solito l'anno successivo a quello in cui si è staccato i l seme. a somiglianza di quanto succede nel piccolo fungo Cyathus già descritto. per cui non hanno probabilità di venire gettati all'esterno. Le «pepaiole» o i «turiboli» dei papaveri. carpelli e così via. quando una goccia di pioggia colpisce una delle valve . ce n'è sempre qualcuno situato in posizi one tale che difficilmente potrà venire espulso. prescindendo dalla loro capacità di aprirsi e chiudersi. le paret i delle cellule sono provviste di fori attraverso i quali entra l'acqua ed escon o alla fine le radici. che si aprono a ma turazione del seme. in modo che non avvengano altri spostamenti quando inizia la germinazione. invece. Queste si staccano ben presto. u n po'"alla volta. Questo accorgi mento sembra ispirato da una tattica prudenziale. I semi vengono rovesciati fuori in massa o. spingendosi raso terra quanto basta a liberare le radici dal terreno asciutto. ma i semi vi restano imprigionati. I Mesembryanthemum. Certi semi trasudano sostanza mucillaginosa quando vengono bagnati. A volte la rosa di Gerico viene divelta dal suolo ad opera del vento. Un gruppo di piante (Hyme nogyne) si è spinto oltre la fase del complesso meccanismo d'ingegneria necessario per far funzionare queste capsule simmetriche. I pochi semi rimasti nelle cap sule vi stanno finché l'involucro si rompe.altro dispositivo igroscopico. Naturalmente sono tutte piante morte. una delle quali è una Selaginella. La pianta è ora arrotolata a palla ed è presto portata via dal vento. questo accor gimento li fa aderire al suolo non appena ne vengono a contatto. Comun que le specie di massima distribuzione si ritrovano nelle regioni più piovose. piante grasse sudafricane molto ricche d'umore. pare probabile che certe specie vengano trasportate dai fiumi. comportandosi come una pianta rotolante. I semi di certe piante grasse dette «pietre vive» (Lithops) contengono una sacca d'aria che permette loro di galleggiare per parecchi giorni. Moltissime piante hanno capsule. un labbro del calice è spesso disteso per funzionare da leva sotto l'azione di una goccia di pioggia. La cap sula aperta è congegnata in modo che. anche a distanza di qualche metro. ne sono un esempio class ico. oltre al trasporto effettuato occasionalmente dai rovesci d'acq ua piovana. Varie specie hann o perfezionato in diversi modi ingegnosi questa applicazione dell'idrodinamica. L'umidità ha una sua funzione anche nel caso della piantaggine di Creta. e sono in grado di diffondere largamente i semi. La maggior parte dei semi vien e dilavata via con grande facilità in occasione di un acquazzone improvviso. Non ogni seme viene dilavato all'esterno. mentre ad esemp io nella specie di salvia Salvia lyrata si registrano casi in cui i semi sono st ati gettati fino a due metri di distanza. man mano che il capolino seminale viene scosso dal soffiare de l vento. Tra le crocifere parenti del comune crescione si trovano specie dotate di baccel li orizzontali che funzionano come leve per scagliare lontano i semi quando sono colpiti da una goccia di pioggia: un tiro di 80 centimetri è stato segnalato nell a tlaspide fogliosa.

etto di follicoli simili a baccelli che si aprono all'estremità superiore e funzio nano con lo stesso metodo «a scuotimento». di barbe o di una copertura di fin issime setole. lu nghe circa 15 centimetri. che trasportano i frutti attaccati alle penne. che in volgare ha il termine appropriato di tribolo e danneggia spesso le zampe delle pecore. 950 chilometri a sudovest della Nuova Zelanda. a somiglianza di molte altre leguminose che producono baccelli duri. L'acanto fornisce all'esplosione della capsula energia supplementare grazie a un a vera e propria fionda in sembianza di struttura rigida a gancio. cioè sotto forma di semi attaccati alle loro zampe. Tra gli esemplari più grossi di frutti o semi che «chiedono un pass aggio» aggrappandosi a una specie animale. Moltissimi semi si attaccano prontamente alla pelliccia. La Trapella cinese ne è una versione acquatica. La ginestra spinosa. o ginestrone. Nella loro forma più elementare ess i sono costituiti da grosse spine acutissime sporgenti dai semi e destinate ad i nfilzarsi nelle zampe degli animali. le piante superiori dispongono di meccanismi ad imbracatura: ne ll'acetosella gli strati di cellule a tensione speciale forniscono l'energia qua ndo vengono attivati. e si trovano incorporati nei sem i stessi che frantumano la capsula. è un esempio comune di que sto fatto: quando il baccello è secco si spacca di colpo in due parti e si ripiega a spirale gettando i semi in varie direzioni. ma poi inf ilano le punte aguzze sempre più profondamente nei nodelli dell'animale quanto più q uesti cerca di scuotersi di dosso quelle dolorose appendici. I parenti tropicali dei piselli s coppiettano come un fuoco di fucileria quando fanno scoppiare i loro grossi bacc elli. ma di doppi o tripl i uncini. o di frutti a gganciati o appiccicati alle piume. perché allora può coprire grandi distanze. Come nella felce Dryopte ris già descritta. sporgente dal la divisione centrale del frutto. e diffondono i semi ricorrendo alle esplosioni. magari con corredo di barbe di contenzione identiche a quelle di un ra mpone eschimese. Uno ce n'è.un dispositivo di fe rro a quattro punte costruito in modo che una punta fosse sempre rivolta verso l 'alto. C'è un gruppo di frutti foggiati a somiglianz a del «piede di corvo» usato a scopi bellici nei tempi andati . i n quanto molto spesso non si tratta di dispositivi semplici. come se fossero elastici. perché sono provvisti di uncini. La capsula esplode con uno scoppio rumoroso ed . Analoghe abitudini hanno molte piante di balsamo . vanno citate le capsule delle Proboscid ee americane. per trafiggere gli zoccoli d ei cavalli della cavalleria nemica. ed i frutti maturi scoppiano torcendosi in parecchi cordoni di forma speciale al minimo tocco. ai peli o al piumaggio degli animali. I dispositivi descritti finora sono sostanzialmente passivi. Gli uccelli sovente rappresentano un fattore importante per il «r imboschimento» delle isole: ad esempio 35 piante superiori possono essere arrivate all'isola di Macquarie.è rappresentata dai congegni di diffusione per calpestamento. Nella maggior parte dei casi l'esplosione dipende dalla tensione formatasi nelle strutture seminifere m an mano che maturano e seccano. Molte piante però hanno escogitato apparecchi p iù attivi. il Tribulus. I semi delle erbe forniscono esempi notevoli a questo riguardo. o piuttosto ad ancorare i semi nel fango. e funziona con p articolare efficacia quando il piede è una zampa d'uccello. Un ordi gno di particolare cattiveria si ritrova in certe piante del Madagascar note con il nome di "alberi uncinanti". L'innovazione più sgradita attuata dalla natura in questo senso . Il trasporto ad opera di animali contribuisce a diffondere i semi assieme all'ac qua e al vento: nelle sue forme più elementari si effettua quando semi caduti per terra vengono prelevati da un piede o da uno zoccolo infangato. L'albero Pisonia grandis viene largamente di ffuso da uccelli marini grandi volatori.monopolizzata la rgamente dalle due famiglie delle Pedaliacee e delle Martyniacee . in qualunque modo venisse gettato per terra. Le capsule dei semi sono coperte di uncini a mol la che s'intersecano e lasciano affondare lo zoccolo di una gazzella. hanno prolungati ganci ricurvi adatti a trovare appigl io nella lana delle pecore. per quanto ingegnos o possa essere il loro meccanismo. che a volte si trovano in vendita a titolo di curiosità vegetale. ma non si sa ancora con certezza se gli uncini le servano per attaccarsi ad animali ac quatici.una è chiamata anche «noli me tan gere» ("non mi toccare") o fiore di vetro. solo a b ordo di uccelli.

ed una bacca è stata battezzata con il nome divertente di «bacca alla saccarina» grazie alla presenza di una proteina che. talvolta da un'isola all'altra. sia pure con minore precisione. e circondati da una buccia esterna nei secondi.ad esempio nelle Connaracee . e i tessuti all'estremità del gambo s'indeboliscono. oppure vi restino appes i. Insomma. di sapore acre o nauseabondo. Secondo un autorevole botanico. di solito carnosi e commestibili. così molti parenti tropicali dei nostri piselli hanno baccelli coriacei ma nutrie nti. Molto spesso que . nonché semi spessissimo molto duri e resistenti alla masticazione. o quando viene toccata da un animale. che vengono proiettati anche a distanza di 9-10 metri. e svolgono un'azione dispe rdente di particolare importanza. Essa si stacca del tutto quando il pe so del frutto basta a tale scopo. In certe liane tropicali . In quest'ultimo caso è lo stato di maturità o il tocco a far sparare il mortaio natu rale del cocomero asinino. che può pesare più di 30 chili. possono trasportar li a grandi distanze. Altri frut ti mangiati dagli animali . i semi p ossono venire sparati a 7-8 metri di distanza. la massa di semi all'interno si gonfia. e così facendo disperderanno i semi. Alcuni frutti non vengono subito riconosciuti come buoni da mangiare per l'uomo. I frutti hanno messo a punto odori e sapori appropriati alle specie che li mang iano: così i frutti destinati ai pipistrelli sono probabilmente quelli che sanno d i rancido o di muffa. lunga fino a 8 centimetri e solc ata da numerose nervature.possono sembrarci sgradevoli. Il co comero asinino ha fiorellini gialli e foglie somiglianti a quelli del cetriolo. Il tocco è sufficiente anche in varie specie di balsamo . Man mano che il frutto m atura. lo strato di cellule in tensione si espande e comprime improv visamente il frutto. perché i frutti in causa sono spesso trascurati dagli uccelli che pure si nutrono di frutta. in cui sono incorporati i semi: la polpa.i ganci provvedono a mandare in una direzione precisa i semi lunghi 3 centimetr i. Anche nei frutti troviamo spesso una riserva alimentare di genere diverso. detta anche «albero spolverino» o «gong del le scimmie». I pipistrelli sono grandi divoratori di molti tipi di frutta. I semi lunghi fino a 2 centimetri possono venire scagliati fino alla distanza di 14 metri. e così riescono ad attirare meglio l'attenzione degli uccelli.che ricorda un po'"la forma di un tappo . Alcuni semi hanno accessori detti arilli. Tuttavia il cocomero asinino dei Paesi mediterranei e alcune zucche imparentate delle regioni tropicali preferiscono emettere silenziosamente i loro semi.succede ta lvolta che i semi vengano proiettati fuori dagli arilli. che è detta anche spolverino perché un tempo serviva come barattolo della polvere usata per asciugare l'inchiostro: si frantuma in pezzi spigolosi. Il tasso nostrano e frutti tropicali quali i lici e i mangostini hanno arilli ch e sono immediatamente accessibili nei primi. Mentre i l tappo si stacca. risulta 300 volte più dolce dello zu cchero. Il frutto polposo più grosso tra l'altro è quello dell'artocarpo o albero del pane. hanno seguito un metodo analogo alla combinazione attuata tra fiori ed animali impollinatori. Tra i distributori di semi più rumorosi va annoverata la Hura crepitans. inve ce di una massa esterna di sostanza mangereccia come nelle prugne o nelle mele. Talvolta i frutti sono incredibilmente dolci. mentre con i semi più esplosivi l'agente finale che fa scattare il dispositivo è i l sole caldo che compie le ultime operazioni di essiccazione e caricamento per l o sparo. come la capsula dei semi. I semi di solito contengono una riserva nutritizia per sopperire alle esigenze d el germoglio nelle prime fasi di crescita. o più spesso li ingeriranno e li elimineranno dopo a verli fatti passare per il loro canale digerente . o maga ri a un uovo verde irsuto pendente da un gambo ricurvo. schizzando in un fiotto violento attraverso il cocchiume la mucillagine amara che contiene i semi.di solito assieme agli escrem enti che forniscono una ricca scorta di fertilizzante per l'inizio della germina zione. Questo processo si potrebbe definire di dispersione attraverso i rifiuti.di allentarsi. che mangeranno il frutto. consentendo all'estremità del picciòlo del frutto . a parità di peso.scimmie comprese . Scopo di questa polpa è di richiamare gli animali. una piant a tropicale della famiglia delle euforbie. mentre i frutti lunghi 5 centimetri somigliano a goffi cetriolini pelosi.

o nero e g iallo. e attivi agenti di diffusione dei semi. Le scimmie sono notevoli divoratrici di semi. e gli uomini che ab itano nella giungla. staccano facilmente an che i semi. spaccandosi a maturazione: la rappresentazione di massimo effetto è opera della Mo mordica charantia. il cui arillo è detto anche «stecca» e viene mangiato dai colombi carpofagi. corvi e gazze mangiano olive. e certi uccelli sudamericani sono detti appunto «uccelli dell'olio» per analoghi gu sti alimentari. Questi frutti oleosi che attirano gli animali carnivori aumentano il numero di a . e faceva divieto a chiunque di co ltivarne fuori di aree determinate sotto il controllo della compagnia stessa. reso ancor più ingegnoso dal modo con cui il gambo fiorale si avvolge come una molla verso il basso finché la capsula contente i semi non sia arrivata proprio a livello del suolo. La polpa esterna della buccia del durian odora di «miscuglio di cipolle.sti frutti sono colorati vivacemente. mentre zibetti e scoiattoli delle palme divorano le noci della palma da olio. normalmente oleosa e contenente acidi grassi. cervi. ma egli inse risce brillantemente questo frutto nel contesto del suo ambiente tropicale. dove le condizioni restano inalterate per tutto l'anno. e anche i semi poss ono essere a tinte vistose o in bicromìe brillanti come bianco e rosso. in rosso o in arancio. la maggioranza dei semi resta nelle immediate vicinanze d ell'albero progenitore. dove comincia subito a germogliare. rinoceronti. dove l a polpa si guasta in un paio di giorni. orsi e scoiattoli mangiano i frutti dall' albero. Esistono frutti arillati in versioni speciali quando i semi debbano venire dispe rsi ad opera delle formiche. Quando gli animali arrivano alla polpa dei frutti. Queste del resto sono apprezzate anche dagli avvoltoi. l'orangutang è l'anfitrione dominante a Sumatra e nel Borneo. Avrete notato che i frutti del durian richiamano un'ampia gamma di specie animal i. tapiri. a rrivano quindi tigri. Gibboni. I cicla mini ne forniscono un esempio. che si radunano per fare la prima scelta. sul cui terreno germogliavano semi non richie sti. I poponi possono inscenare uno spettacolo di grande attrazione per gli animali. con spiace voli conseguenze per gli indigeni. Ma i colombi carpofagi la diffusero fuori degli appezzamenti riservati. Questi hanno una parte commestibile polposa. Un numero sufficie nte di rampolli si fa strada verso l'alto per godere alfine della luce. In Malesia l'odore degli alberi in frutt o nella foresta attira gli elefanti. e spes so aderente. detta eleosoma. le f ormiche trasportano i semi nei loro formicai sotterranei o superficiali. e basta ad assicurare il rinnovamento della foresta in condizioni naturali. caratteristica che induce a mangiar li tanto i carnivori quanto gli erbivori. Cani e gatti selvaggi. Il desiderio originario della Compagnia delle Indie Orientali era quello di acc aparrarsi tutto il mercato della noce moscata. Ci si accorge di questi imbrogli nei posti dove si trovano molte piante a bacche commestibili. mentre formi che e scarabei ripuliscono i resti per terra". "Di solito i frutti si staccano quando maturano e si spiaccicano a terra. Ciò dipende dalla natura oleosa dei frutti. dove l'aroma di frutto si unisce a un sapore cremoso ind escrivibile. Il dottor Corner mi perdonerà se lo cito un'altra volta. Uno è il frutto della noce moscata. ed è una gross a zucca dai semi colorati vivacemente in tinta cremisi. che cresce diffusamente nelle regioni tropicali. In realtà questa commestibilità non giova eccessivamente al durian. che e sercita un richiamo speciale per le formiche. finora p rerogativa dell'albero che li ha generati. ma s pesso durissimi ed immangiabili. sebbene al cuni semi vengano espulsi in seguito assieme alle feci di grossi animali quali e lefanti e rinoceronti. fognatura e gas di carbone» secondo Corner. In certe regioni dove molte specie vegetali hanno frutti arillati. con polpa arancione. Due frutti arillati sono particolarmente degni di nota. Dopo avere divorato la polpa. si trovano pi ante che li imitano e producono semi aventi identici colori caratteristici. i gatti selvaggi e i giaguari cercano i frutti caduti di avocado. cinghiali. Questa immediatezza è un'altra caratteristica degli alberi relativamente primitivi della foresta tropi cale. ma l'arillo proprio attorno ai semi è inodoro e h a gusto deliziosissimo. scimmie.

vengono mangiate abitualmente dagli uccelli con polpa e tutto. faggi. Entra ancora in scena i l dottor Corner: «Un giovane frutto non ha possibilità di sopravvivenza se non è ben m imetizzato. Si sono scoperti rettili fossili con molti semi ancora intatti nello stomaco. o immangiabile. ma ricordano anche i vecchi legami dei tempi and ati con i rettili. sorci. In questo modo semi assolutamente immangiabili come quelli dei Me sembryanthemum del deserto vengono inaspettatamente espulsi e diffusi dagli stru zzi. Le tinte rosse e purpuree del frutto maturo s'imprim ono nella mente degli animali. I frutti cilindrici della Monstera deliciosa p rima della maturazione contengono frammenti aguzzi come pezzetti di vetro. e Darwin ha segnalato che i pesci inghiottono avidamente i semi di piante che cre scono sulle rive dei fiumi come il miglio.utile a scopi mimetici . Il sapore amaro . e i semi germogliano una volta espulsi da questi uccelli. e tutta la roba che buttan o giù dall'alto?». Osservazioni effettuate dai tedeschi hanno fissato sulle 4600 ghiande la media nascosta da og ni singola ghiandaia in una sola stagione volando a volte fino alla distanza di .che certamente ingeriscono piccoli semi con il terriccio e li portano sotto terra . quando questi ingerivano e diffondevano semi quali quelli del le cycadine. possono venir mangiati anche i noccioli di ciliegia e di prugna.possono venir mangiati dagli uccelli.nimali diffusori inconsapevoli. Purtroppo i verdoni . Avete mai visto le scimmie. tra i quali son o compresi scoiattoli. che consente a buona parte dei semi di venir espulsi i nalterati. Certe piante. una delle poche piante marine che producano fiori. marsupiali. noci. come vanno in cessantemente in cerca di cibo dall'alba al tramonto. acidi e tannini. sebbene la cosa sembri più che probabile. a volte questo procedimento assicura addirittura la felice germogliaz ione del seme. di modo che ora è molto più infrequente di un tempo trov are bacche mature sulle piante da giardino. un cespuglio da giardino. segnatamente la ghiandaia. mentre i semi duri vengono espulsi in seguito. è naturalmente opportuno che non venga mangiato pri ma che siano maturi i semi. come il biancospino. I tapiri sotterrano i semi di un'araucaria dell'Amazzonia.e sono amari. Così pure i vermi . giova a tenere lontani maggioli ni. corazzato. quando non vengono buttati d opo mangiata la polpa. pini ed araucarie sono altrettanti esempi di p iante diffuse da animali con tendenza a nascondere le provviste. Il cincillà si ritrova allo stato libero solo dove crescono i frutti di algorabilla. possano passare attraverso gli intestini di un uccello. Anche numerosi uccelli accumulano noci. e i semi riappaiono quando vengono espulsi dall'animale che ha mangiato i vermi.alme no quelli inglesi .ultimamente hanno preso gusto ai frutti acerbi. Anche i pesci indubbiamente mangiano molti semi. Le bacche rosse del mezereo. mentre invece i frutti acerbi hanno colore verde . sebbene abitualmente lascino in pace i frutti acerbi. come del resto succede con tutti i semi. bruchi ed api troppo curiose. salvo poi dimenticarsi dei loro nascondigli alimentari. castagni. viene frantumata con difficoltà da molte specie anim ali. noccioli. e la natura accetta una percentuale di perdite. o del tasso. Tuttavia non si sa p er certo se i semi inghiottiti dai pesci vengano poi eliminati intatti. del ginkgo e di altre antiche gimnosperme. topi. talvolta anche spinosi. I verdoni prendono parte all'operazione. contengono nella polpa del frutto molti piccolissimi semi. Occasionalmente più di una specie animale partecipa al ciclo di diffusione. e sempre quelli tipicamente ole osi. attorno a lla polpa che tanto ci piace. Per fortuna molti animali che mangiano noci hanno l'istinto di ammassare scorte. Il du rian possiede uno spesso rivestimento esterno di aculei. e così danno origine a boschetti e ciuffi d'alberi che compaiono nei posti più imprevedibili. Anche da noi sono noti i disastri che possono combinare gli scoia ttoli. Si capisce abbastanza facilmente come semi durissimi tipo quelli del mezereo. si segnalano tonni che inghiottono i frutti somiglianti alle olive della Po sidonia. criceti ed istrici. fidando nel modo frettoloso di mangiare di molti uccelli od animali. prodotto spesso da alcaloidi. nascondendo molta parte di qu anto raccolgono. Le noci non si prestano a venire mangiate: la loro dura parte esterna. dopo di che i pesci vengono mangiati dalle cicogne. Dal punto di vista del frutto. e se li papp ano al completo con i semi. Tuttavia molti animali le mangiano. Querce. Ciò nonostante in date occasioni la natura sembra prendere qualche cantonata al ri guardo.

circa metà dei qu ali sono portati da frutti commestibili come il durian di cui già si è detto. e mostrano di possedere accentuate tendenze evolutive. che ha parte cospicua ai fini della dispersione. I frutti di cacto possono venire mangiati da uccelli. una pa rente tropicale delle nostre ortiche. Un grosso fico alla fine si trovò attorniato da 14 piante avventizie. Ma se una piccola percentuale dei semi . vengono prima portati in giro dal v ento. Il picchio della California nasconde le noci di pecan infilandole nelle fenditure della corteccia degli alberi: questa pratica non giova molto ai semi interessati. Invece una capsula di noci che non si spacchi cadendo a terra può restare intatta sul posto per anni ed anni prima di marcire mettendo in libertà le noci.pesante fino a 2 chili . e in seguito possono venire trasportati più lontano dall'acqua. ma restano in fase di sviluppo ritardato.riesce a germogliare felicemente. . ma molti vengono poi rubati e sotterrati dai roditori. e i più forti e meglio piazzati vincono la corsa alla luce. C erte parenti delle margherite hanno due . in una capsula rotonda for nita di coperchio. Si noterà che i meccanismi di dispersione dei semi e gli animali associati formano un complesso altrettanto specializzato di quelli osservati a proposito dell'imp ollinazione. scriveva che vari alberi del giardino finivano con il venire circonda ti da una schiera d'altre piante. dei grossi animali e delle formiche. A questo punto interviene l'aguti con il suo istinto di nasco ndere roba. Semi e spore. dove si trovano fino a due dozzine di noci confezio nate quasi perfettamente. In ques ti casi i germogli spuntano. roditori e formiche. La Fedia cornucopiae. vengono espulsi da un meccanismo a esplosio ne. Ad esempio la Mora excelsa ha g rossi semi piatti che non rotolano né si possono diffondere in altro modo. Quando maturano i semi. Ridl ey. pro duce frutti di tre tipi diversi che si disperdono con l'aiuto del vento. e quelli esterni senza pappo. o gramigna degli arenili. e i cu i semi restano per lo più ai piedi dell'albero progenitore quando gli animali che divorano la polpa hanno fatto a pezzi il frutto. Nella maggior parte dei casi si osservano anche la consueta sovrapproduzione e g li sperperi vigenti in natura.e nella comune calendula selvatica anc he tre .diversi tipi di flosculi. Sempre parlando di noci. quelli tipicamente interni con un pappo piumo so per la dispersione per via aerea.si fracassa al suolo. e dando loro piccole dimensioni per consentire agli alberi di crescere lontano dalla fo resta tropicale. H. Se un uccello od altro anima le becca o morde questi lobi polposi. la noce viene sparata via da uno scoppio. cui non è concessa la scelta del post o e delle condizioni in cui dovranno insediarsi. I semi del fiore di vetro. In alcune piante lo stesso capo fiorale può elaborare dispositivi assai variati. finché l'età o il caso consentono alla luce di arrivare fino a loro: allora crescono tutti in sieme. dell'ac qua.forse uno su un milione. N. Certi semi riescono a non farsi mangiare: è il caso della Sloetia streblus. come gli spicchi d'arancia.4 chilometri. basta a perpetuare la specie. e cadendo a una certa distanza dall'albero. Va rilevato anche che in molti casi possono intervenire vari meccanismi. La diffusione operata dagli animali può sortire risultati stupefacenti. dovranno affrontare rischi imme nsi. portatevi in forma di semi principalmente da u ccelli ed anche da scoiattoli. il caso più straordinario è quello che riguarda la noce del Brasile e le specie affini. L'evoluzione ha perfezionato i semi rendendoli atti a resistere al freddo e alla siccità. senza ricevere alcun danno da parte dell'animale. all'epoca in cui dirigeva l'Orto Botanico degli Stabilimenti degli Stretti i n Malesia. mentre vento e pioggia trasportano i semi rimasti allo scoperto. per le or chidee . I semi dell'Ag ropyrum junceiforme. piantina delle regioni mediterranee. e poi mossi sovente lungo le coste dal gioco delle correnti operanti al la rgo. o «noli me tangere». che si stacca quando il frutto . Tra i metodi più specializzati per la dispersione dei semi si ann overano quelli delle piante parassite. di cui si darà descrizione in sede appropri ata al capitolo 23. che restano m olto più a lungo nel capo fiorale e vengono scossi all'esterno tutto attorno alla pianta genitrice. i lobi fiorali si rigonfiano verso l'alto e diventano dolci e sugosi. I semi più pri mitivi sono quelli degli alberi nelle foreste piovose tropicali. le cui proprietà consolidanti posso no originare la formazione di dune costiere.

riescono in qualche modo (casuale o sofisticato) a trovare un posto dove insediarsi definitivamente. Nella maggior parte dei casi questi intervalli e i «meccanismi d'avviamento» esterni s'incaricano di assicurare la germi nazione al momento giusto. Prima di germogliare i semi non hanno in pratica nessuna attività interna. e se ciascuna di queste producesse a sua volta spore che andassero anch'esse tutte a buon fine. emette una sottile escrescenza cava non particolarmente differenzi ata. ma la germinazione e lo sviluppo delle orchidee dipendono dall'associazione con un fungo . All'estremità opposta della scala vegetale troviamo il cocco. la riserva alimentare permette all'embrione di svilupparsi senza alcun aiuto per alcuni giorni. ma può essere privo dell'embrione. Il periodo intercorrente tra la produzione dei semi e la germinazione non è propri o tutto dedicato alla diffusione e alla ricerca di condizioni adatte per germogl iare. Questo è l'ovvio motivo per cui i commercia . ed è possibile estrarne l'acqua di solito solamente con metodi artificiali. in condizioni favorevoli. potrebbero compiere cinque volte il giro dell'equatore. Il seme del ginkgo è ben sviluppato e d ha una grossa scorta alimentare. o di prolungarla o differirla in un lungo periodo di tempo. nessuno dei quali ha probabilità di verificarsi in natura.Capitolo 16. I minuscoli semi d'orchidea non dispongono di riserve nutritizie. Per for tuna solo una minuscola percentuale di spore o semi giunge a maturazione e basta ad assicurare la continuazione della specie. che nei cere ali e in molte leguminose può corrispondere al 90% del peso del seme.un periodo in cui questi disseminuli. E" stato fatto il conto che se giungessero a maturazione tutte le spore emesse d a una vessia di lupo gigante di media mole. Inoltre l'acqua contenuta in u n seme viene controllata rigorosamente da forze interne. Alcuni possono ritenere che la produzione effettiva di semi o spore sia in realtà una nascita. come sono quelli della lattuga. e perciò incapaci di fabbricare una nuova scorta alimentare. messe i n fila. Invece la maggior parte dei semi dispone di una riserva alimentare. può anzi trattarsi di un periodo molto lungo. per cui si tratta di un caso speciale. Qui avviene la nascita o la germinazione. le cui noci hanno riserve così ingenti che i germogli cresciuti al buio. muschio. quali la bollitura o il vuoto spinto. Anche nel caso di semi abbastanza piccoli. Una semplice spora di alga. I semi più sviluppati sono quelli delle erbe. come a volte li chi amano i botanici. nelle quali viene spesso immagazzinata la riserva nutritizia. variabile dal 5 al 20% rispetto all'80-95% delle piante in accrescimento attivo. che non vengono meno pr ima che abbia funzionato il meccanismo scatenante della germinazione: i semi son o praticamente incongelabili. e queste plantule sovente sono molto divers e dalle forme adulte. si otterrebbe una massa corrispondente ad 800 volte il peso della Terra. uso questa espres sione perché già abbiamo visto che molte delle piante più primitive hanno una fase ses suata ed una asessuata. ne risulterebbero tante che. d opo 15 mesi hanno consumato solo la metà della loro dotazione di nutrimento. In qu esto modo il cocco può insediarsi in posti forniti di pochissima acqua dolce.noi compresi battono cassa per avere cibo subito.come vedremo in segui to -. LA NASCITA. perché magari non è stato nemmeno fecondato quando è caduto dall'albero. dotata di scarsissima riserv a nutritizia. e i semi dipendono spesso da c erti fattori esterni per poter germogliare. Ma di solito è presente qua lche tipo di pianta embrionale: si può osservare l'inizio tipico della radice e de l germoglio accanto alle foglie seminali o cotiledoni. che un po'"per volta passa alla fase vegetale successiva. questi sem i si possono paragonare a un feto di mammifero. per la prontezza con cui avviano il processo di germinazione. Ciò si de ve al loro contenuto d'acqua estremamente basso. e in realtà sono fatti solo di poche cellule non differenziate. mentre gli animali . e garantirgl i l'autosufficienza per parecchie settimane. dove le radici con foglie e stelo embrionali mostrano già il modello di quella che sarà la pianta adulta. felce o fungo. mentre essa rappresenta di fatto uno stadio intermedio tra una pian ta adulta e un'altra .

come nei fagioli "mungo" tropicali. Ma l a vitalità massima conosciuta attualmente è quella dei semi di lupino artico scopert i nel permafrost polare. già basso. Molto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati i semi vecchi. Alcuni semi germogliano non appena maturano. In ogni partita di semi vecch i si trovano percentuali crescenti di semi morti.cioè capaci di germogliare . Molti fattori possono contribuire alla perdita di vitalità di un seme.solo per poche settimane. ed esiste un'ampia gamma di semi che riescono a germogliare anche dopo un secolo o due. I semi di molte erbacce possono restare vitali per decenni. piuttosto che in analo ghe condizioni d'autunno. la semente è programmata in modo che una parte germoglia subito. Ma i semi dell'acero da zucchero muoiono se il loro contenuto d'acqua scende al di sotto del 30% circa. Semi di betulla sono stati conservati per lunghi periodi senza perdere la loro vitalità. che si possono datare a 6000. Il contenuto d'acqua dei semi confezionati si aggira sul 4% .ad esempio ne lla lattuga. In molti altri casi il letargo prolungato fa sì che in una partit a di semi una certa percentuale possa germogliare ogni anno su un lungo arco di tempo. Il fatto c he molti semi non germoglino necessariamente. sebbene ciò non sia in a lcun modo indispensabile: si sa ad esempio che le spore del licopodio possono so pravvivere fino ad otto anni. preparati in condizioni di bassissima umidità atmosferica dopo ac curata essiccazione. il limite di longevità di questa pianta risulta notevolmente prorogato. In molte piante. e se i semi hanno uguale età. I semi possono durare per periodi molto diversi. la datazione con il radiocarbonio aveva attribuito al legno della canoa più di 3000 anni di età. In alcuni casi . per cui non sorprende ch e ne possano venire colpite le capacità germinative. non appena sussistano condizioni i deali. La maggior parte delle s pore è in grado di germinare e germoglia molto rapidamente. o fors'anche 10000 anni f a. I semi però p resentano ampi scarti di tolleranza all'essiccazione. sebbene il contenut o d'acqua. si abbassasse fino allo 0. Sono stati fatti ge rmogliare semi di loto indiano che certamente non avevano meno di 1000 anni. sia pure in via eccezionale. e fatte risalire a milion i di anni fa. e non dobbi amo occuparcene in questa sede. sono state successivamente fatte rivivere. come ad esempio in certe specie di trifoglio. come è proba bile. e lo stesso accade per i semi di riso selvatico e di cer ti agrumi. Per quanto riguarda la sola durata si possono prendere in considerazione i ba tteri: specie mobili trovate congelate nell'Antartico. ma in certe alt re succede il contrario. ossigeno e giusta temperatura.nti di sementi più aggiornati vendono molti semi in confezionamenti sigillati e im permeabilizzati. ad e sempio nelle piante annue e nella maggior parte delle piante delle specie alpine . Molte piante mediterranee non germogliano sotto l'azione di un periodo iniziale a temperatura elevata. come accade per i fagioli e il grano. L'inerzia iniziale del seme e delle spore significa che per un certo tempo sono in grado di sopportare difficili condizioni ambientali. A volte non si tratta che di un accorgimento inteso a garantire che i semi possano germogliare nella primavera successiva alla loro m aturazione. Il fenomeno è controllato tipicamente da un periodo di tempo freddo ma abbastanz a umido. mentre il resto spunta come se nel seme agisse un meccanismo ad effetto ritardante. A lcuni sono vitali . Certi semi in pratica vanno essiccati prima che possano germogliare. nel cavolo e nel trifoglio . quando ci sono buone prospettive di crescita. I semi dello sparto arenicolo Spartina maritima perdono la loro vital ità in 40 giorni all'asciutto. ma restano vivi per almeno 8 mesi se vengono conser vati in acqua di mare! Altri semi invece si possono bagnare ed asciugare parecch ie volte senza danno. tanto più che l'invecchiamento e la morte dei semi ci sono tutt'altro che noti in ogni loro aspetto. Nel 1951 sono stati trovati in Giappone tre semi vivi di loto assieme ai resti di u na canoa in fondo a un lago. s pecialmente quelli di piante tropicali come il durian e la mangrovia. Lo Xanthium pennsylvani . anche se hanno già cominciato a germogliare. quando l'inverno può distruggere i teneri germogli. è altrettanto interessante dei primati di vitalità.01%. nel granoturco. che impedisce ai germogli di trovarsi esposti al l'arsura estiva.le piante sviluppate d a semente vecchia possono essere striminzite o dare minore resa. Le esigenze fondamentali di un seme ai fini della germinazione sono date da acqu a. Numerosi fattori motivano un periodo di quiescenza.

e induce a credere che i semi riescano a distinguere le vari azioni d'intensità luminosa. Il notissimo spinacio sel vatico ha un seme grosso che germoglia subito. provocato con l'oscurità. Il letargo di queste ultime. il che fa sì che il germoglio se ne stia sotto terra. Thompson. germogliano prevalentemente erbe annua li di tipo vernengo. Lo spuntare delle digitali nelle radure dei boschi rappresenta sovente un avveni mento spettacoloso. in alcune piante delle lagune salmastre e nel loto giallo indiano. Un fatto piuttosto sorprendente è che occorre anche la luce perché possano germoglia re molti semi. I cacti in regioni così calde spuntano meglio tra 30 e 40 gradi C. ma anche gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte hanno spesso importa nza cruciale. che è una specie di lappola americana. si ha la produzione imma ncabile di prole ad epoca data. «molte piante hanno messo a punto meccanismi che consento no loro anzitutto d'ignorare il presente e di prevedere il futuro.o dalla graduale putrefazione. della digitale. Una parte importante tocca anche al . e si trat ta di un avvenimento rapidissimo. quando le granate aravano il terreno delle Fiandre. originando fantastiche fioriture di piante annuali di papaveri. con qualche probabilità di poter mettere radi ci prima di trovarsi esposto al calore bruciante del deserto. buone o cattive che siano le condizioni. dove. o putrefazione delle sost anze chimiche ad azione inibente incorporate. Alcuni germogli di piante acquatic he galleggiano. spuntano quelle di tipo est ivo. A. che può essere controllato dalla temperatura .. Non esiste nulla di simile nel reg no animale. L'indugio invernale dipende di solito da un processo detto di svernatura. e inoltre di misurare il passare del tempo rilevando il sopraggiungere e il trascorrere dell' inverno». E" stato calcolato che per ogni ettaro di terreno coltivato ci sia al meno un miliardo di semi d'erbacce nascosto nella terra umida. spuntando ogni qualvolta vengano portate alla superficie d el suolo dai lavori agricoli. mentre tra i 26 e i 30 gradi C. che vive tipicamente sui macereti sabbiosi e ghiaiosi. Questa «capacità di fotocellula» effettua infatti la misurazion e qualitativa della luce. come succedeva durante la prima guerra mondiale. una volta avvenuta l'unione sessuale. di molte primule e di c erte lattughe. essendo inutile che una digitale spunti sotto una den sa cupola di fogliame. Come ha scritto P. Il che significa disponibilità di acqua poco profonda.. «Un anno di semente e sette anni di erbacce» assicura un vecchio giardiniere. e dispongono in questo modo di un altro sistema di dispersione: lo si trova in molte piante delle regioni temperate che vivono lungo le rive dei fiumi. quali quelli del tabacco. I semi che hanno b isogno di oscurità per germogliare possono riprendere il loro stato di letargo se vengono esposti a un breve bagliore luminoso. dov e quello inferiore germoglia rapidamente mentre quello più in alto ha la caratteri stica innata di osservare un lungo periodo di letargo. Una chiara finalità si rileva dalla fotofobia della zucca amara o coloquintide. perché le piante possano insediarsi prima che ve nga meno l'umidità. produce due semi per ogni capsula. dove i germogli hanno molto m aggiori probabilità di crescere e sopravvivere. o vern azione.cum. Anche le piante acquatiche hanno bisogno di luce sufficiente per germogliare. o dilavamento. e fa sì che sia assicurato il letargo alla luce rossa ch e filtra attraverso il fogliame. e piccoli semi di tre tipi divers i germoglianti a varia scadenza. si può interro mpere con l'illuminazione bassissima anche di un solo minuto. e regolano l a germogliazione di piante concomitanti: così se piove nel deserto del Colorado e la temperatura si aggira sui 10 gradi C. Il freddo invernale è il principale agente di controllo della svernatura. Alcuni semi attiva ti dalla luce devono restare esposti alla luminosità di giornate lunghe o brevi pr ima di poter germinare: così i semi di betulla devono avere 16 ore di luce al gior no prima di entrare in germogliazione. L'umidità fa scattare il me ccanismo di germogliazione. Altri semi invece non tollerano la luce: le cipolle ne sono un esempio casalingo . Le erb acce sono insuperabili nello scaglionare la loro vitalità di germogliazione sull'a rco d'interi decenni.il fattore di gran lunga più comune . la luce è il fattore principale che le porta a germi nare. Le temperature dei deserti sono collegate all'andamento stagionale. in attesa che ven ga la luce a liberarli dalla loro prigionia. ma solo in assenza completa di luce.

Nelle regioni dei tropici certe acacie ed albizzie costituiscono la nota dominante del paesaggio. perché possono ricevere la pioggia anche una sol a volta in parecchi anni. e così il pomodoro viene dif fuso molto efficacemente in questo modo.come r isulta dagli esempi forniti da molte piante. Una pioggia artificiale anche vigorosissima non riesce a imbrogliare i semi del deserto. Nella composita nana Gymnarrhena i frutti di due tipi diversi sono rispettivamente aerei e sotterranei. anche se in ambedue i casi s'inzuppano allo stesso modo. I duri rivestimenti esterni dei semi. contengono vere e proprie sostanze antibiotiche per ritardare anche questa eventualità! Molti semi devono passare attraverso i visceri di un animale p rima di mettersi a germogliare prontamente. Il fuoco inoltre è un metodo app licabile per far uscire i semi da robustissime pigne . la Sals ola volkensii. Una salsola. che spunta in abbondanza dopo un i ncendio nella foresta. Le piante annue a fioritura invernale sono le specie tipiche . e talvolta anche a ll'ossigeno. I semi delle piante del deserto sono forse quelli più sofisticati e «truccati» di tutt i. ad esempio quell i del loto. e si dicono giustamente effim eri. tra le quali va incluso il pisello mirabile (Clianthus dampieri) dell'Australia. provvisti di un piccolo «paracadute» o pappo.ma non se vien e ingerito ed eliminato da qualsiasi altro animale! Questa gigantesca tartaruga ha movimenti lenti. e un altro seme giallo senza clorofilla. che li po rta lontano con l'aiuto del vento. Molte piante hanno semi di due tipi. perché spunta prontame nte dove è stato acceso il fuoco. e poco dopo ha seguito le prime automobili lungo le strade rotabili. In Gran Bretagna l'epilobio si chiama anche erba del fuoco. perché possono appassire nello spazio di poche settimane dopo aver fatto fior i e semi. Perciò questa pianta si è diffusa lungo i tracciati delle nuove ferrovie. e li fa germogliare come e dove possono. Altri si sfascian o per la putrefazione causata da batteri o funghi. e il fuoco stimola i semi a germogliare. questo passaggio di norma elimina le sostanze che inibiscono la germinazione.che non si aprono con altri metodi più ortodossi.causato in natura dal fulmine . ma i semi di queste piante deserticole riescono a fare la distinzione tra una successione di modeste acquat e e un vero nubifragio. Un altro meccanismo scatenante è il fuoco . ingranati in quella che Bünning ha indicata come «la struttura temporale de ll'ambiente».dei deserti più aridi. impermeabili all'acqua. e dove non si era mai vista questa pianta a memoria d'uomo. come nel caso di molte specie i cui semi sono ingeriti dagli uccelli. ma questa sostanza viene ricostituita in qualche modo tra un acquazzone e l'altro. Alcuni semi. l'aria e l'abbondanza di nutrim ento. o possono scortecciarsi muovendosi su superfici dure. mentre l'altro ha incorporata la capacità d'ibernazione fino a cinque anni senza perdere nulla della sua potenza germinativa. Dopo il fuoco altri fatt ori favoriscono la rapida germinazione: la luce. perché il suolo viene incendiato ad intervalli r egolari. sogg . possono ammorbidirsi per il mutare delle condizioni di umidità e temp eratura. Nella magg ioranza sono del primo tipo. e ne hanno bisogno. I piccoli acquazzoni non vi sono infrequenti. ha un primo tipo di seme verde con un embrione contenente clorofi lla. Alcuni semi rivelano forme di adattamento ancora più astute. Il primo germoglia dopo la pioggia .la temperatura e al contenuto in gas a diverse profondità nel suolo. e sembra imitare il rosseggiare delle fiamme con i suoi f iori brillanti. La motivazione di questo comportamento pare risieda nel fatto che l'acqua dilav a via un inibitore della germinazione. e inoltre provvisti di inibitori chimici della germogliazione che va nno dilavati al completo. In questo modo si creano quei manti di fiori che compa iono dopo le piogge in certe parti del Nordafrica. ma anche la sua digestione è lenta. Molti semi passano certamente più volte dalla fase di «via» a quella di «alt».e talvo lta uniche . Tra gli esempi più strani a questo riguardo c'è quel lo di un pomodoro che cresce solo alle isole Galàpagos. Così nella Valle della Morte e in analoghe località dei deserti della California si trovano molte piante annue.come quelle del pino da p inoli . Ho sentito dire che l'epilobio è comparso in certi posti sull" Himalaya dove è stato acceso il fuoco. che germoglia solo dopo es sere passato attraverso l'intestino delle testuggini elefantine . perché gli automobilisti accendevano fuochi quando si fermavano a fare il picnic.

può raddrizzarsi. a media scadenza e molto d opo. condizionate dalla forza di gravità e indipendentemente dalla posizione del seme. come si fa tipicamente con i baccelli dei piselli odorosi . In certe piante.di modo che la sabbia trattiene l'acqua più a lungo . Un rivestimento molto duro o impermeabile impedisce ovviamente al seme d' assorbire acqua. La clorofilla comincia a formarsi di solito quando il germoglio o le foglie del seme arrivano a vedere la luce. Questi semi hanno grosse riserve nutritizie atte a consentire ai germogli di superare questa fase cruciale con pochissima l uce. Alcuni semi di conifere. si tratta di un uncino relativamente duro che si fa strada scavando nel terreno. anche i semi morti possono assorbire acqua. ma a questo scopo occorrono diverse combinazioni di luce e temperatura. poco dopo il primo germoglio. Que sto mirabile meccanismo di regolazione dilazionata assicura la presenza ininterr otta di semi vitali nel terreno. ugualment e condizionato dalla luce e dalla forza di gravita . pronti all'occasione quando concorrano adatte c ircostanze climatiche. molto più delicata. o plumula. e si segnalano primati fino a 2000 atmosfere. e non può avvenire senza d i essa. o radicola. frutti di t re tipi hanno insita la capacità di germogliare subito. anzi. Quando tutti i sistemi hanno ricevuto il «via». l'embrione sessuato deri vante dalla fecondazione del fiore può risultare accresciuto.e infatti si vedono spesso le o rme lasciate dalle carovane pullulanti di germogli. finché esce all'a perto e la punta della plumula. in modo che il germoglio sia ben libero dai detriti circostanti. ricordano in certo qual modo le varie fasi d'accensione di un razzo destinato a entrare in orbita.una specie arborea malese fino a tre metri -. di modo che le radici morte l'as sorbono gonfiandosi e mantenendo l'umidità. o le operazioni necessarie per memori zzare i dati in un cervello elettronico. segnatamente in alcune varietà d'agrumi. In alcune piante fiorenti i cotiledoni embrional i già contengono clorofilla. produce frutti di tre tipi. dalle infiorescenze spinose . Altro esempio particolare. La prima fase di questa assunzione d'acqua non è necessariamente regolata dal seme. Lo Pteranthus dichotomus. La germinazione comincia con l'assorbimento dell'acqua. Molto spesso lo stelo della plumula è piegato ad uncino. con successiva immiss ione di enzimi latenti. Le fasi d'attivazio ne che entrano in gioco man mano che si bagnano i tessuti. Dopo una cattiva annata si trovano solo i frutti del tipo che germogl ia subito alla prossima stagione piovosa. e all'incirca in questo momento ricomincia la vita del sem e. le cellule cominciano a moltiplicars i.negativamente in quest'ulti mo caso. di modo che germogliano sul posto. Così i semi sotterranei che non sono and ati dispersi hanno l'acqua. non appena il seme ha un adatto contenuto d'acqua . Dopo annate buone. sono sprovvisti di pappi ed hanno maggiori dimensioni. Basta una lieve pioggerellina a riempirli d'acqua rapidamente. e i germogli di conifere possono produrla anche al bu io. Essi formano germogli molto più grandi e resistenti alla siccità dei semi aerei. mentre i tessuti interessati si riattivano in vario modo. possono mettersi a germogliare quando sono an cora nella pigna. a seconda della crescita che fa in una particolare stagione. e il giardiniere può accelerare la germinazione togliendo o frant umando tale copertura. I frutti sotterrane i sono prodotti da fiori situati appena al di sotto della superficie del suolo. I grossi semi di molti alberi delle foreste tropicali possono issare la loro plumula fino all' altezza di un metro o più . e il processo può avvenire a nche quando non vi sia disponibilità d'ossigeno tale da permettere lo sviluppo del seme. che offrono alle piantine riparo e suolo più compatto . Condizioni del genere potrebbero essere attuate anche dal le peste dei cammelli. Però. invece. si dirige verso l'alto. e restano nel tessuto del la pianta genitrice morta e lignificata.etti ad elevata mortalità. e possa disporre di un trampolino adatto al suo balzo verso l'alto. e non sono esposti all'evaporazione superficiale. mentre le strutture della radice iniziale. questa cosiddetta «imbibizione colloidale» viene sostituit a da forze osmotiche. d . e non è impresa molto agevole. e il lo ro sviluppo si avvantaggia del fatto che le radici morte della pianta genitrice da principio si raggrinzano e formano dei capillari nel terreno. In questa fase operano forze succhianti vigorosissime. si spingono verso il b asso. o anche soppresso. ma con buona capacità di dispersione.p ari al 50-60% del peso -. dove la luce riesca a penetrare att raverso la densa volta del fogliame.

sempr e puntando su opposte probabilità. Capitolo 17. nel loro primo anno possono limitarsi ad espander e le foglie cotiledonari del seme.a parecchi «embrioidi» asessuati che derivano da altre parti dell'ovulo (cellule nuc ellari). Il motivo per cui i cocchi e i semi di altre palme possono sopravvivere tanto a lungo. Molte piante primitive hanno «occhi» o gemme di crescita staccabili. e le gocce di pioggia. Questi metodi vegetativi si ritrovano spesso nelle piante colonizzanti che si sv iluppano dai semi in un nuovo ambiente e lo trovano insoddisfacente per la fiori tura e la produzione dei semi. che deve la s ua ampia diffusione ai rizomi che si spezzano e galleggiano sull'acqua. impiegando questo tempo per emettere radici esterne.come abbiamo già visto . con emissione di ammoniaca e formazione di sali a . Ne derivano i «c erchi delle streghe» o «delle fate». La loro diffusione raggiata dipende dal fatto che essi esauriscono il terreno e po ssono trovare nuovo alimento solo fuori del loro punto d'origine.d el tipo noto tecnicamente come vegetativo . compresi i muschi palustri e certe alghe. Altro es empio è quello dell'elodea canadese.. tuberi o radici di deposito. Certe gigliacee possono anche non spuntare nemmeno dal suolo. Tra le piante più o meno sterili che si sono trasformate in erbacce di successo o col onizzatrici. possono sbalzare le gemme a un metro di distanza. hanno messo a punto altri mezzi di sviluppo . assolutamente sterile. I funghi. altri invece in un ciuffo su un lungo gambo. flagello dei prati da gioco. Ne derivano germogli identici alla pianta genitrice.che sovente integrano il seme. che a un dato momento bloccò i corsi d'acqua dopo essersi sviluppata rapidissimamente da pa rti spezzate. Certi muschi port ano gemme del genere in una rosetta di foglie disposte a tazza. Nell'epatica Ma rchantia queste gemme sono alloggiate in minuscole coppe. nel t erreno di cui essi si nutrono. alle circostanze. che emettono semi raram ente e si moltiplicano per radici sotterranee. concentrando gli sforzi sullo sviluppo delle parti sotterranee. dipende dal fatto che il cotiledone cresce "dentro" la scorta nutritizia fino ad assorb irla completamente. Ne è un esempio il calamo aromatico. introdotto in Europa dall'uomo. Questo è spesso il caso delle piante acquatiche. se non altro quelli di maggiori dimensioni che forniscono i comuni fun ghi mangerecci ed altri corpi fruttificanti. Analoghe coppe a percussione si ritrovano anche in alcuni funghi. Si trova un anello tipico d'erba più rigogliosa e scura proprio all'es terno del cerchio fungino. di alcuni dei quali si sa che hanno parecchi seco li di vita. c he danno fiori e semi solo a lunghissimi intervalli. Ma nella maggior parte dei casi le foglie adulte tengono dietro ben presto alle foglie cotiledonari. per favorire i propr i interessi immediati.. Il successo del seme dipende naturalmente dalle possibilità della radicola di trov are umidità e nutrimento in quantità adatte. i bambù dalla rapida diffusibilità. mentre contemporaneamente spinge in alto un germoglio e le foglie. Quanto sopra calza perfettamente per molte piante le quali. Due specie di sargassi possono moltiplicarsi solo in questo modo.. o micelio. e il processo di crescita continua ininterrotto per dare l uogo alla pianta adulta. Altre piante a struttura più semplice si rigenerano prontamente dai loro frammenti. ma per un certo tempo . Infatti certe piante che si moltiplicano in quest o modo sono o diventano sterili. tendono ad espandersi a raggera. creato dall'attività dei fili fungini. Quest o tipo di diffusione è quello che dà tanto successo a molte erbacce.il seme si mantiene con le scorte nutritizie incorporate. GLI OPPORTUNISTI. varie specie di menta. Opportunismo. in particolare quelle di specie che producono bulbi sotterranei . la pianta introdotta era unisessuata e incapace di riprodursi. nella descrizione datane dal dizionario Webster. Alcune plantule. va compresa la strisciante "veronica filiforme". è «la politica od abi tudine di adattare le proprie azioni.. colpendole. o la misura del la loro malvagità secondo i vari punti di vista. introdotta in Inghilterra nel 1842. e rappresentano i precursori dei dispositivi congeneri elaborati per espellere i semi dalle piante fiorenti. mentre le lenticchie di pal ude fioriscono di rado e vengono trasportate dalle zampe degli uccelli palustri. senza tenere conto dei principi fondamentali o delle cons eguenze finali».

A volte queste stringhe s'infiltrano nelle c ondutture dell'acqua come radici d'albero. e anche in questo caso abbiamo a che fare con le usanze e credenze popola ri. le cui parti sotterranee sono più germoglio che r adice. o da arbusti quale l'olivello spinoso. e se viene un temporale sono port ati via dall'acqua. Questa capacità viene sfruttata prontamente da piante quali il pioppo tremolo e il ciliegio. ma mentre l'età di un cerchio delle streg he si misura a spanne o in decimetri. Molto spesso piccoli f rammenti di radice possono rigenerare la pianta intera. come ben sanno parecchi padroni di casa. Certe piante si muovono in una sola direzione. Una pianta si diffonde verso l'esterno di un metro all'anno. vivo o morto. La crosta di lichene crescendo si arrotola e si spezza: i frammenti vengono portati in giro facilmente dal vento. e in seguito al l oro disfacimento si può originare un altro cerchio verdeggiante d'erba scura e rig ogliosa. vi sono subito gemme di crescita di età diversa pronte a subentrare con nuove fronde. dette anche funghi del miele. Quella curiosa associazione tra un fungo e un'alga che è il lichene. forma ndo un guaio perenne di erbacce inveterate: felce aquilina. I rizomorfi possono invadere il terreno per parecchi metri all a ricerca di nuove radici d'albero. che divora e polverizza il legno morto. Ad intervalli por tano dei piccoli tuberi che si staccano se le piante vengono divelte dal suolo. Altri funghi invece si moltiplicano nel legno. Altri licheni a tendenze tridimensionali più accentuate si spezze ttano.quali l'enorme poligono giapponese. molte delle quali possono mettere gemme e germ ogliare ad intervalli. Succede così che grandi masse di licheni si depositano negli a vvallamenti del terreno quando l'acqua se ne va. varie euforbie. Questo è il modo normale ed inesorabile di diffusione dei funghi terragnoli. la cui comparsa spiega il nome che viene dato loro in certe parti di «funghi a s tringhe da scarpa». Man mano che i cordoni fungini muoiono. per cui si originano nuove piante fino a quasi 30 metri di distanza dal tronco progenit ore. e rappresenta la spiegazione più accettabile della manna citata nella Bibbia: i botanici comunque lo chiamano lichene della manna. gramigna. sono parassiti mortali degli alberi. l'acanto e la romneya o papavero arboreo. cresce sulle rocce nude ed ha spesso forma circolare. quella di un lichene si calcola in frazion i di centimetro. Qualche specie appresta anche speciali condutture. con tattica che ricorda quella de i funghi che fabbricano i cerchi delle streghe ed esauriscono le riserve nutriti . i «bambù messicani». Talvolta all'interno d el cerchio più scuro si osserva un altro anello di terreno completamente spoglio: ciò dipende dal fatto che il suolo si dissecca completamente quando è tutto invaso d i cordoni fungini. tanto è esteso il suo sviluppo. e si segnala un caso di ostruzione di una tubatura del diametro di 15 centimetri per la lunghezza di circa due metri. e penetrano fino alla profondità di 20 metri sotto terra. Se si distrugge la par te aerea. I licheni crostosi del genere Lecanora crescono in tutte le steppe e i deser ti asiatici. come accade anche per ce rte erbacce dalle radici provviste di cuffia radicale (piloriza). ed è quello che ha fatto pensare a streghe o fate danzanti in t ondo. fungendo da punti di ricaccio se un erbicida selettivo elimina la parte superior e del germoglio. Questo tip o di lichene si può macinare e cuocere come il grano. e si segnalano casi di mucchi e normi che hanno consentito di raccoglierne anche a 5 chili per volta. Altro temibile fungo dotato di analoghe capacità è il "fungo della carie secca". Le piante superiori hanno radici. vilucchio e temibili equiseti. temuti da i giardinieri e dai forestali. a quattro metri di profondità sotto terra.mmonici che a loro volta stimolano la crescita dell'erba. con altrettanta inesorab ile progressione. An che in questo caso si formano cordoni rizomorfi in grado di attraversare per par ecchi metri una sostanza inerte come il cemento alla ricerca di nuove fonti di n utrimento sotto forma di travicelli o assiti. ad esempio nel tarassaco. e il viluppo sotterraneo di radici è stato valutato sui 2500 chili per ettaro. e producono nere «radici» sotterranee dette rizomorfi . E" stato detto che sarebbe impossibile misurare una sola pianta vecchia di felce aquilina. Alcune piante introdotte originariamente a titolo ornamentale hanno rivelato ide ntiche tendenze infestanti . podagraria . Più insidiose sono le piante erbacee che vanno più lontano e più in fretta. si decompongono. Le armillar ie.

a differenza di quello dei porci a dulti. come nelle fragole. mentre sul finire della stagione nuovi stoloni portano spesse gemme.così detta. e mortali in veste di erbacce. che tuttavia si manifesta in tutta la sua eleganza nelle piante acquati che. sono poi certe piante che producono masse di bulbilli sciolti. Ciò si verifica solo quando si formano virgulti che si s taccano presto dalla pianta originaria. una che avvolge tut ta l'Isola Settentrionale.suini giovani perché il lo ro apparato digerente distruggeva i bulbilli. La sfogliatura non fa che stimolare la produzione di nuovi bulbilli. Esse sono particolarmente efficienti nei terreni coltivati. Varie specie di piante procedono analogamente. o gettate molto più lunghe che infine si p iegano verso il basso e mettono radici in cima. La piantina galleggiante del "morso di rana" emette stoloni che da principi o formano nuove piantine adulte. con bulbilli ad una certa distanza dalla pianta genitrice. sebbene si formino vaste colonie. e il Chlorophytum elatum. In quest'ultima si formano cordoni di 5-10 tuberi lungo i germogli sotterran ei. da non lasciare ad altri germogli la possibilità di spu ntare. Questa progenie. alla fine della stagione.ad ese mpio nell'Allium paterfamilias somigliante ai porri . o possono venir tr ascinati in basso dalle contrazioni del tubero conico carnoso progenitore. E" piuttosto buf fo il fatto che la maggior parte delle infestanti acetoselle sia sfata introdott a in vari Paesi in veste di piante ornamentali. Chiunque abb ia visto questa acetosella gialla «piè di capra» . quei germogli a basse arcate che originano plan tule ad intervalli. che trova una replica nei tropici ad opera della Thladiantha imparentata con le zucc he. Abitudine condivisa da molti parenti tropicali dei gigari. La diffusione di questi bulbi sotterranei dal capostipite centrale è causata qualche volta . Efficientissime in termini di opportunismo. dove l' aratura disperde la progenie su ampio raggio. Queste. il rovo a more nere s i è rivelato una delle piante infestanti più maligne del Paese. e la gialla O. ed ha originato la s toria secondo la quale si tratta di due sole piante di rovo. noto come pianta d'appartamento sotto il nome di H artwegia. e fo rniscono abbondante sostentamento ai rampolli. la verga d'oro e la canna comune di palud e. il metodo non assicura abitu almente ampia diffusione. cioè minuscoli bulbi min iaturizzati. Certe piante primitive possiedono questa capacità. Questa soluzione non è mai sembrata molto felice agli occhi dei giardinieri .tappezzare vigneti ed oliveti. Ne è un esempio il topinambur. Prima che ve nisse introdotta nelle Isole Britanniche. mentre l'altra avviluppa l'intera Isola Meridionale. ed anche oggi le prospettive sono alquanto aleatorie. da uno dei su oi mezzi di diffusione . come nel rovo. pescaprae nei Paesi mediterranei.dalle contrazioni di lungh e radici orizzontali al di là dei bulbilli. una volta giunte a maturazione. e manca poco che sia verità. dove ha trovato condizioni di crescita ideali. quali la rosea Oxalis floribunda in Gran Bretagna. che può estendersi per un paio di metri al l'anno. Ad esempio le ortiche. la ficaria e specialmente varie specie di acetosella. Il farfaraccio associa la produzione in massa di radici alla formazione di fo glie tanto lussureggianti. resta collegata con la pianta genitrice finché gli stol oni marciscono e. Ne sono esempi certi parenti delle cipolle. si renderà conto di come l 'Oxalis pescaprae sia una pianta di successo. da non lasciar crescere niente altro in mezzo. ovviamente. C'è una certa ironia nel fatto che la pianta originaria introdotta nel bacino de l Mediterraneo (a scopo ornamentale a Malta) fosse una forma sterile: la sua inn umerevole progenie non fa semi. I bulbilli sciolti vengono dissemi nati tutt'attorno ad ogni tentativo di sradicare la pianta capostipite. che vengono così trascinati verso l'este rno. ivi comprese le attraenti felci ambulanti o adian ti. Tuberi e bulbi carnosi sono solo versioni migliorate di una gemma radicale. Alla superficie del suolo il modo più facile di diffusione concesso a una pianta s embra essere a mezzo di stoloni. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun mezzo chimico efficace contro l'acetosella.zie del terreno: tra queste il lampone. il Ministero dell'Agricoltura raccoman dava di far pascolare maialetti sui terreni infestati . Altre producono una massa così compatta di radici. con la tattica dei balzi successivi. si liberano e cala . tuttavia. oppure s i sparpagliano sulla superficie asciutta del suolo in estate. Introdotto in Nuo va Zelanda.

a somiglianza di quanto fanno molte altre piante affini. Anche la "lingua d'acqua" emette identiche gemme invernali. pronte a svilupparsi con foglie e radici.no sul fondo. portando fiori nella metà inferiore e plantule nella parte ricurva superiore . che possono essere bulbilli. Ambedue si moltiplicano per divisione semplice. Queste minuscole piante h anno foglie arrotondate che formano una specie di coppa staccata. e di solito producono anche stoloni vaganti attorno alla r osetta progenitrice. nel giglio croceo alpino que sto sistema sostituisce spesso completamente la produzione dei semi. Le agavi muoiono dopo la fioritura. gettando la plantula fino alla distanza di un metro e mezzo. dove i bulbetti possono sostituire completamente i fiori. I rampolli si formano su certi corti picciòli presso la punta delle foglie cilindriche. Parecchie erbe. per raggiungere la quale possono anche imp iegare parecchi anni. la cui prole compare sulle vecc hie foglie e mette radici non appena tocca il suolo. in cui vengono date alla luce forme giov anili perfettamente sviluppate. Tra le piante infestanti acquatiche di maggior successo si annoverano il famiger ato "giacinto d'acqua" ed una salvinia appartenente alle cosiddette felci d'acqu a. Altra rassomiglianza con i semi si nota nella Ramusatia tropicale. A tutt'oggi non si è riusciti a distrugg ere queste piante con nessun mezzo che non sia quello di spazzarle via meccanica mente.. viene spinta verso il basso: il gambo funziona come un t rampolino. ma in ogni caso restano mucchi di materiale maleodorante a imputridire su lle rive. Alcune delle piante grasse Kalanchoë portano i rampolli attorno ai bordi o sulla p unta delle foglie. perché questo bellissimo fiore cresce su praterie falciate per la fienagione molto prima che si possano formare i semi. I bulbilli possono avere grandissima resistenza: quelli della poa sinaica possono tollerare temperature di 80 gradi C. in modo che gli animali li possono trasportare a distanza. dove le forme giovanili sono portate da lunghi steli esilis simi. e consumano tutto l'ossigeno contenuto nell'acqua. dove forma densi e c ompatti tappeti lunghi letteralmente chilometri e chilometri. la Furcraea foetida del B rasile produce masse di plantule in mezzo ai fiori. Naturalmente quando sono in fase gal leggiante possono venir portate lontano dalle correnti d'acqua. nella forma introdotta artificialmente. le foglie in via di disfacimento sotto il frondame vivo conferisc ono grande spessore al tappeto vegetale. quando i gambi annuali cominciano a marcire in autunno. alcune hanno nomi pittoreschi quali la sassifraga stoloni fera o «madre di mille». Il primo ha una vescica gonfia alla base di ogni foglia della sua rosetta. e traversano il loro corpo più o meno indenni: così la pernice di Scozia mangia quelli del "poligono viviparo" alpino. Si osservano anche veri parti vivipari. come accade in molte cipolle. ma la Kalanchoë tubiflora dispone di una speciale attrezzatura di lancio. Anche alcune gigliacee producono bulbilli. me ntre la seconda produce foglioline piatte appaiate. ed ha ostruito innume revoli corsi d'acqua tropicali. Il giacinto d'acqua. La spettacolosa infiorescenz a lunga due metri della imparentata Agave attenuata si piega formando un grande arco. queste ultime parzialmente formate. Parecchie felci hanno gemme riproduttive di questo tipo. o la Tolmiaea Menziesii o "toccaeattacca". come la poa alpina. rappresenta un altro caso di pianta sessualmente sterile. Se la colpisce una goccia di pioggia. Essi si staccano facilmente al tocco. originano pl antule di questo genere. il che a sua volta influisce sull'esistenza del le popolazioni umane che vivono di pesca. e scatta in su. Non soddisfatta del suo capo fiorale alto sette metri. e sono stati visti perfino bufali morti sostenuti da queste isole d'erbe. in modo da distrugge re ogni forma di vita acquatica. A volte i bulbilli vengono ingeriti dagli uccelli come se fossero semi. . Queste erbe acquatiche non solo rendono i fiumi intransitabili. Molte piante di terra hanno parti aeree staccabili. i cui bulbilli sono provvisti di uncini e formano lappole. ma tolgono loro la luce. La sassifraga inclinata vive in posti così freddi che n on sempre riesce a fare i semi. ed emett ere radici nello spazio di poche ore quando cade la pioggia. sui quali crescono altre piante. da dove spuntano a primavera. mentre la felce d'acqua preferisce gli specchi d 'acqua tranquilli come quello formato dalla diga di Kariba.

e così fragili che si possono spezzare e staccare. come ben sa chiunque abbia cercato di coltivarle. se appena vengono deposti in un luogo fornito di sufficiente umidità. Un rapporto incestuoso. Le foglie dei Sedum. 30.Le piante grasse hanno un altro trucco a loro disposizione. che si abbarbicano al terreno. Alcune specie si affidano alla fragilità dei loro germogli. Prima edizione aprile 1975. ad esempio il Senecio o "pian te delle candele". Il "muschio spagnolo" così diffuso nell'America tropicale . Guerra dei mondi.si moltiplica in parte grazie ag li uccelli che ne usano i lunghi gambi flessibili come materiale per costruirsi il nido. Gli sfruttati. Il tempo assegnato.assieme alle Crassulae loro congiunte e ad a ltre piante succulente affini. IL PIANETA DELLE PIANTE. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. SECONDO VOLUME. o per l'urto di un animale. Traduzione di Lino Penati. INDICE DEL SECONDO VOLUME. La comunità delle piante. 27. 24. si rompono con estrema facilità. 23. Corazza e veleno. 24. come nel salice e nell'olivello spinoso.rodiola. 19. Anche semplicement e giacendo alla superficie del suolo producono radici all'estremità spezzata. erb a pignola. quello di spezzarsi facilmente. 29. e da frammenti di radici di giunco. Anthony Huxley. Convivenza. che ha giunture così precarie tra un germoglio rigonfio e l'alt ro. Arnoldo Mondadori Editore. 26. sebbe ne in certe specie esse siano collegate alla pianta originaria a mezzo di uno st olone: è il caso del Sempervivum soboliterum. Questa inn ata vitalità è la forza che si agita dietro ogni aspetto dell'opportunismo vegetale. Milano. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Copyright © Anthony Huxley 1974. Strangolatori. parassiti e scrocconi. si sviluppano radici da ogni punto di contatto. Un a volta caduti al suolo. Le piante assassine. Alcuni semprevivi formano rosette in miniatura che si staccano con uguale facilità. 28. 20. pinocchiello. L'uomo manipolatore. erba di San Giovanni. eccetera . Uno sguardo al futuro. e danno origine a una nuo va piantina. 18. e riescono a mettere radici dando vita a nuove piante . cui questa caratteristica ha valso a nche il nome di «chioccia e pulcini». *** . 22. Sfruttamento dell'ambiente. Va notata infine la mirabile capacità dei rami spezzati a formare radici. si tirano dietro la foglia. o per un forte colpo di vento. carice e co sì via.in realtà si tratta di u na bromeliacea di aspetto simile a un muschio . ad esempio . Girovaghi alla ventura. Bibliografia essenziale. Divelti dagli uragani possono venire trasportati a distanza di chilometri dall'acqua di un torrente. 21. Molte piante a tronco succulento possiedono capacità rigenerative alt rettanto strabilianti. quando il germoglio più in al to è troppo pesante.

non si può applicare per loro il criterio approssimato usato per la nostra specie. c'è spesso una pianta progenitri ce o capostipite. Qui ciò che conta è la vitalità. Con tutto questo siamo anc ora alle piante che possono frammentarsi e rigenerarsi prontamente. la lo ngevità aumenta: le alghe possono avere struttura relativamente primitiva. Naturalmente è interesse del giardiniere o del coltivatore propagare un dono finché esso resta vi goroso. Altre piante monocarpiche si sviluppano su tempi più lunghi. a volte invece probabilmente dall'instabilità ce llulare che altera il numero effettivo dei cromosomi man mano che la pianta cres ce e si moltiplica . i crisantemi e le dalie delle attuali esposizioni di so lito non vivono più di una decina d'anni. Talvolta ques to processo è rapidissimo. gemmazione ed altri meccanismi creano tanto rapidamente nuove vi te da altre precedenti. Anche nei luoghi dove pia nte del genere si moltiplicano in via vegetativa. di cui si dice che uno campa «all'incirca una settantina d'anni». come diremo in seguito.si deteriorano con il passare degli anni. e lo stesso dicasi de i funghi e dei licheni che possono vivere per secoli. dopo di che la loro vitalità incomincia a declinare. segnatamente d ai virus. Una pianta biennale impiega di norm a due stagioni per il suo sviluppo. ed abbia ora la bella età d i 13000 anni? Stando così le cose. faccia i suoi s emi e muoia. Qualche volta questa decadenza è causata dalle malattie. regolate a volte da circostanze esterne. perché può derivare da un ibrido o da una forma selvatica speciale.conservano una no tevole capacità di rigenerazione. nonché di formazione di gemme o di piantale. La durata della vita dei minuscoli esserini del plankton si può misurare in giorni o anche in ore . e in questi casi di breve vitalità è degno di nota il fatto che tutti i sing oli individui di un clono si estinguono più o meno contemporaneamente. ma a volte . ma un s ingolo esemplare può svilupparsi per un tempo notevolissimo. dove comincia e dove finisce una singola pianta ? Le piante sono troppo varie perché si possa fare la media della loro longevità. per margotta o per innesto. quando non si tratta addirittura di un tipo sterile. Tutte le parti di queste piante. sia che la moltiplicazio ne si faccia per divisione. e la seconda per produrre fiori e semi. A volte il fenomeno si potrebbe solo definire come una specie di sene scenza. nelle agavi e in certe palme . Ma non appena si passa alle piante multicellulari.e sicur amente altri spontanei . che consente di osservare le sue abitudini di vita separatamen te dalla sua progenie.seb bene sia difficile affermare che si tratta di singoli individui quando i process i di divisione. IL TEMPO ASSEGNATO. Diremo di una pianta di fragola che è immortale solo perché si moltiplica teoricamen te per sempre senza attività sessuale? e lo stesso di una felce aquilina che diffo nde all'infinito i suoi steli sotterranei per la campagna? o di quella colonia d i mirtilli della Pennsylvania che ha un diametro di due chilometri e si ritiene sia collegata con la pianta originaria colonizzatrice. Sicur amente esistono piante da giardino d'età veneranda che da secoli vengono perpetuat e dalla mano dell'uomo grazie a loro frammenti. L'età di certi funghi si può desumere approssimativamente dal di ametro dei «cerchi delle streghe» che formano. E" nota la longevità di una pianta annuale: si tratta di una stagione di crescita. mentre molte piante superiori . biologicamente parlando. perché non c'è dubbio che certi cloni coltivati .Capitolo 18. che talvolta può andare da un anno all'altro. ed anche nel nostro Paese abbiamo vecchie varietà di meli che hanno parecchi secoli d'età. ma nella maggior parte delle piante «in . per stoloni staccati. Al cune piante d'olivo coltivate devono avere migliaia d'anni.come nelle Puya giganti. Però in molte classi di piante non si manifestano doti intr inseche di longevità.fenomeno che spesso sembra accompagnarsi a un'eccessiva pro pagazione. Si può parlare di longevità in un senso più vicino a quello inteso per le specie anima li a proposito delle piante che abitualmente continuano a dare una produzione re golare di fiori e di semi.può passare quasi un secolo prima che la pianta fiorisca. nonché dalle loro intrinseche caratteristiche. e crescono ogni anno. la prima per fabbricare le parti vegetative. sono identiche all'originale.lo abbiamo visto nel capitolo precedente . o rappre sentare forse il risultato di una mutazione: magari non si potrebbe ottenere pro genie uguale dal seme.

Piante così smisurate indubbiamente muoiono di pura vecchiezza: hanno un limite ma ssimo condizionato dall'accumulo di prodotti di rifiuto e dal declino del ricamb io a somiglianza di quanto avviene negli animali.nel quale caso le alghe. ma è possibile che esistano piante in realtà più vecchie. come quelle dei mirtilli americani. Le piante possono perire in conseguenza di una s iccità inaspettata. ma essa può essere d'origine meccanica. Esempi ben noti ai floricoltori di mostruosità sono le margheritine a capolini multipli e la calendula di Scozia. seguita dai 5000 anni del pino a pigne ruvide o Pinus arista ta americano. originando talvolta la formazi one di un fiore all'interno di un altro. o derivare da sostanze chimich e quali i diserbanti selettivi. Nella peloria i fiori normalmente irr egolari diventano la regola.in realtà per inedia. malattia e morte. che ulivi apparentemente del tutto morti so pra il livello del suolo poterono rispuntare dalle loro enormi vecchissime radic i. L ogorio e lacerazioni ad opera di elementi esterni entrano pure in gioco. letteralmente nutrite dall'acqua ch e le circonda. spesso è impossibile identificarne la ca usa esatta. Naturalmente i risultati sono apprezzati dai giardinieri: molti dei l oro fiori doppi hanno aspetto più vistoso e durano di più.all'opposto delle colonie collegate e i n espansione continua. che all'analisi del radiocarbonio-14 rivela di avere più di 7200 anni di vita. esistono anche nelle piante invecchiamento. e raramente ne menomano il vigore. e di fillodia la p iantaggine maggiore nella varietà a rosetta. Le altre alterazioni mostruose derivano dall . Ogni tanto si ve rifica spontaneamente il «raddoppiamento» dei fiori.non dispo ngano di riserve speciali e di accorgimenti per conservarle. La morte avviene sicuramente per la sopravvenuta incapacità di procurarsi altro nu trimento dal suolo. con un conseguente effetto a «manicotti c oncentrici». e a volte sono anche molto più grandi: l'esempio più no tevole ci è offerto dalla digitale purpurea pelorica. inceneriti dal fuoco. q ualche dracena di Sumatra. che ci da la registrazione visibile dei suoi anelli. in cui il centro del fiore stes so è pieno di petali in numero superiore al solito.spetti alla pianta giapponese di Cryptomeria japonica d ell'isola di Yakusima. Come in questi. il cui numero si moltiplica enormemente oltre la quantità normale. Cacti fasciati o «crestati».come fanno le piante grasse o i bulbi . p articolarmente dallo sfruttamento al massimo limite possibile del terreno su cui cresce la pianta . Può colpire un solo germoglio di una pianta per il resto normale. e dalla fillodia dove i fiori sono sost ituiti da foglioline ridotte. Le specie relativamente delicate periranno se verrà una gelata ecceziona le. spesso in una strana foggia di cresta di gallo. Alcune malattie interne possono colpire le piante. della felce aquilina e del rovo a more nere . Il fenomeno della fasciatura o affastellatura è causato da una lesione o affezione che danneggia un momento della crescita.feriori» non se ne ha prova alcuna. palme ed altre piante monocotiledon i che non formano anelli annuali di crescita. gli alb eri vengono spezzati o abbattuti dagli uragani. ma a volte accade quanto si è osservato in occasione dell'ultima disastrosa on data di gelo nei Paesi mediterranei. potrebbero avere le maggiori probabilità di esistenza lunghissima. ma l'ipotesi appare improbabile. e si ritrova di rado nelle piante erbacee. si è costretti a chieders i se circostanze del genere non possano essere imposte da circostanze esterne. ma sono più curiose che nocive.piante erbacee che non hanno tronco. Ciò detto. Altre manifestazioni m ostruose sono i processi di proliferazione. Molti giardinieri avranno visto tronchi appiatti ti o multipli riuniti a fascio: il processo può estendersi anche ai fiori. quale quella dei raggi cosmici. e felci crestate si ritrovano allo stato libe ro e sono apprezzati dagli amatori. nella quale i fiori superior i vengono sostituiti da un unico grandissimo fiore campanulato. Ora si crede che il primato di lon gevità di una pianta singola sulla Terra . colpiti dal fulmine. certe liane dell'America Meridionale o certi cocchi d elle isole Seychelles. Un'alluvione può asfi ssiare le radici o semplicemente ucciderle. sepolti dalle frane. se l'acqua è salata o altrimenti miner alizzata. come qualche alga gigante del Pacifico. in cui minuscoli flosculi supplement ari si formano attorno al fiore normale. cioè mostruosità o malformazioni. o magari anche da radioattività. a meno che . di estendere ulteriormente le radici . e ciò vale anche per un gran numero di piante «sup eriori» . E" stata avanzata anche l'ipotesi che alcune Cycadine pos sano avere quasi 14000 anni. Si classificano come affezioni teratologiche .

cimicioni somiglianti a bottoni o capsule. Queste cisti posso no restare inerti nel terreno per molti anni. anch'esso dotato di uno stiletto perforante. ma non appena arrivano nelle vicin anze le radici di una specie vegetale adatta. per rivestirne i nidi in cui depong ono le uova. quindi muoiono a loro volta e la cute si trasforma in un guscio duro o cisti. le femmine producono uova all'interno del loro corpo. Le anguillule entrano spesso nei tessuti delle piante e si muovono all'interno di esse. Queste sono costituite da corpi di tessuto plan tare di forma e dimensioni assai varie. affiorando in superficie di notte per mangiare: a tut t'oggi è virtualmente impossibile distruggerle. le piante hanno molti nemici. Altri animali nocivi fin troppo noti sono i bruchi che scavano gallerie tra le d ue facce fogliari. che comprendono afidi verdi. e questa sfogliatura può anche uccidere gli alberi: le conifere sono particol armente sensibili. ingiallisce e non serve più a nulla. di solito in via vegetativa. che reagisce formando galle. le sostanze chimiche emesse dalle radici stimolano le uova ad aprirsi. Quando la pian ta muore. Ne risulta una situazione che può dare il via a una reazione a catena per cui cresce notevolmente il pericolo degli incendi e dell'erosione. e non rimase alcuna verzura sugli alberi o sulle erbe dei campi per tutta la terra d'Egitto». Molti insetti depongono le uova direttamente nel tessuto della pian ta. in m odo che il paese ne fu oscurato. ed ogni associazione tra una data pianta e un determinato insetto provoca la formazione di galle diverse e riconoscibili . molte delle quali trascorrono sotto terra g ran parte della loro vita. Talvolta. Oltre a questi fattori di rischio «naturali». rossi.attaccano le piante in gran numero c on la loro lingua a raspa costantemente rinnovantesi. Un numer o incredibile d'animali vive a spese delle piante.. Un acaro rosso invisibile ad occhio nudo si moltiplica così in fretta che in breve tempo la foglia infestata non ha più linfa. nonché nelle piante quando vi fanno il loro ingresso: ne sono stati trovati due milioni in una sola cipolla. o sventra i tronchi come quelli del baobab per averne i succhi (i quali sorprendentemente contengono un'alta percen tuale d'acido tartarico e sembrano particolarmente apprezzati dall'elefante). dando il via a una nuova invasione.chiocciole e lumaconi . la distruzione della vegetazione ad opera di nuvole di cavallette è un avvenime nto scontato dell'esistenza nel Medio Oriente e in Africa: dobbiamo solo rilegge re quanto è scritto nell'Esodo biblico: «Coprirono la faccia di tutta la terra. divorarono ogni filo d'erba della terra. insetti simili a scaglie c he s'insediano in un posto come minuscole cozze. che resecano parti intere di foglie. che possono raggiungere la lunghezza di 25 centimetri. insetti fino agli animali erbivori che vanno dai lumaconi all'el efante. mentre grossi bruchi in superficie ed altri filiformi sotto t erra rodono voracemente i tessuti delle piante. E" stat o accertato che la specie che attacca le patate induce la pianta a modificare le sue cellule esterne. vermi nematodi. Problemi d'importanza relativamente minore vengono causati da insetti come i fil lotomi. ed hanno tutti poderosi stilett i cavi per penetrare nel tessuto fogliare e suggerne i succhi. si può sentire il rosicchiare di migliaia di minuscole mascelle e l'incessante caduta degli escrementi e rifiuti degli in vasori. che spesso abbatte gli alberelli per impadronirsi delle fronde. zecche. Ne ssun giardiniere ha bisogno di essere messo al corrente dell'esistenza di questi succhiatori di linfa. il quale è un commensale sprecone quanto nessun altro. trasformandole in «cellule di scambio» che affrettano il passa ggio del flusso di linfa al nematode ogni volta che questo vuole mangiare. dai minuscoli acari. la crescita s'arresta quando la la . cimici farinose.e mutazioni genetiche e si possono propagare. quando si verifica un' invasione di processionarie in un bosco. Meno noto tra questi dannosi succhiatori è un minuscolo verme nematode detto angui llula. Anche i molluschi . Talvolta le galle non cominciano a svilupparsi finché la larva non sia sgusciata dall'uovo e non abbia cominciato a mangiare. Da quando l'uomo ha cominciato a coltivare specie vegetali per averne un raccolt o. I bruchi possono spogliare fino all'ultima foglia una foresta o un frutt eto. ma ta lvolta anche con i semi. neri e lanosi. Possono essere prese nti in numero astronomico nel terreno. Particolare voracità hanno l e chiocciole tropicali. co n conseguente distruzione dell'habitat della fauna selvatica. e tutt i i frutti degli alberi.. C 'è inoltre una moltitudine di limacce.

altri funghi saprofiti non tardan o ad aggredire il legno morto. Nelle regioni tropicali le onnipres enti termiti sono le prime a trarre vantaggio dal legno ucciso da un fungo. Le spore fungine vengono trasportate diffusamente dall'aria. ne distruggono invece attivamente le strutture interne. A volte sono molt o elaborate. peri ed altri alberi della fam iglia delle rosacee sul continente europeo. mentre l' uovo e la successiva larva dell'insetto possono trovarsi nei tessuti o alla supe rficie della pianta. che succhia la vita di interi raccolti di fagioli o di trifoglio. della sua ceppaia o di legname tagliato. spesso in misura totalmente sterminatrice. Nelle fore ste tropicali la decomposizione è rapidissima. ma non si accon tentano di attingere nutrimento dalla pianta ospitante a somiglianza del vischio . Il castagno è stato completamente annientat o nelle regioni orientali del Nordamerica. il mal del carbone . I funghi aggrediscono gli alberi vivi. rammollendo il legno i n modo da facilitare l'accesso agli insetti e ad altri distruttori secondari. le galle hanno accrescimento limitato e non sono di natura tumorale. dove un tempo formava grandi foreste. anch'essi sono parassiti. dove si sviluppa la larva.rva s'impupa. e attaccano in uguale misura anche il legname: si calcola che nei soli stati dell'Oregon e di Washington non meno del 35% degli abeti bian chi sia colpito da ruggine vescicolare. per cui ogni anno vanno perduti almeno t re milioni di metri cubici di legname. I funghi sono i distruttori principali del legno morto. come nel caso dell'orobanche. Si parlerà più estesament e di queste piante in seguito. Mol to di rado queste galle provocano danni seri alla pianta ospitante. dove le galle sono costituite da sfere cave all'interno. Il vig ore riproduttivo di questi funghi si calcola in cifre astronomiche: un centimetr o quadrato di una foglia di rosa colpita dalla ruggine può produrre mezzo milione di spore. e impedendo ai vari sistemi circolatori di convogliare acqua e nutrimento come inv ece dovrebbero. mal della golpe e così via. con trabeazioni irraggianti da una capsula centrale concamerata. il legno morto emana sos tanze volatili che favoriscono effettivamente la crescita dei funghi.dov'è nell'interesse della specie parassitaria ch e la pianta ospitante resista per un periodo ragionevolmente prolungato. mentre nei climi freddi e asciutti il legno può durare per secoli.così detto perché annerisce le foglie come se fossero bruciate . pieghe. rappresentato da un «orecchione». ad opera di funghi. Su un tronco di faggio. e in misura assai minore dell'edera. Possono spuntare sulle foglie. pochi mesi dopo che era c aduto al suolo. L'insetto procaccia rifugio e provvista di cibo alla sua prole. e si ritrovano ben presto in ogni parte di un albero malato. ho contato più di 30 specie di tali funghi. ad esempio quelle dei liquidambar delle parti occidentali del Norda merica. Altre s pecie avviluppano le piante ospitanti fino a farle morire. ma quando so no molto numerose possono indurre la pianta a dare fiori e frutti con una prodig alità innaturale. carbonchi.che di solito viene abbattuto da un uragano e mostra la parte centrale fradicia . Questi funghi hanno grossi corpi fruttificanti . sui tronchi o sulle radici. e la loro leggerezz . che in realtà di solito si limi tano ad uccidere gli alberi quando già stanno per andarsene. Le galle possono presentarsi come ispessimenti. come è il caso dei Ficu s soffocanti. come se la pianta ospitante avesse il presagio di poter morire. I funghi danneggiano o distruggono ogni anno almeno il 10% delle coltu re di tutto il mondo. se i coltivatori non ricorrono ad opportune contromisure.gli «orecchioni» ch e compaiono all'esterno degli alberi. sia che si tratti di un albero caduto.ha ucciso moltissimi meli. e abitualmente rappresentano il sintorno i nfallibile della presenza di un nemico insanabile all'interno dell'albero. La formazione delle galle sembra rappresentare in gran parte la reazione della pianta intesa ad isolare il parassita con le eventu ali sostanze tossiche prodotte. oppure prolungati. per cui la piant a non ha possibilità di scampo. Anche i funghi minori attaccano le piante più tenere con un assortimento terrifica nte di ruggini. e su quest'ultima sede sono opera tipica di nematodi od acari. tazze o sfere. come nel vischio e nella maggioranza delle specie parassite arboree . Una v olta che hanno finito di uccidere l'albero . oltre al fungo assassi no originario. Certe piante parassitano altre specie vegetali con risultati paurosi e talvolta rapidi.

spess o conferendo loro aspetto macchiettato o screziato. Tuttavia i nemici più insidiosi delle piante sono costituiti dai virus. Recentemente è stato dimostr ato che anche gli uccelli possono trasportarne in misura assai grande. Per lo più vengono diffusi da una pianta all'altra ad opera d'insetti che succhiano la linf a.la fusicoccina . invece il virus "nicotiana". Certi virus delle piante si trovano nel terreno e possono infettare dire ttamente le radici. e il loro passaggio diretto a nord attraversa in pieno le principali reg ioni cerealicole degli Stati Uniti e del Canada nel volo stagionale di ritorno. accelerandone così l'essiccazione. Anche i batteri provocano malattie delle piante che possono avere esito letale. e a ggredisce i cereali dopo aver formato galle a coppa sulle piante di crespino. da nematodi sotterranei analoghi succhiatori di linfa. ma separate da pareti di quarzo. si può trasmettere alle piante dopo che le dita hanno toccato sigarette inf ette. Alcune ricerche russe hanno suggerito l'ipotesi che le cellule comunichino tra loro emettendo raggi ultravioletti. sono in grado d'invadere le cellule e moltiplicarvisi.o se preferite. e talvolta dagli uccel li. abitano . ma anche con le dita. Perciò è stat a formulata l'ipotesi che la ruggine dei cereali in America venga portata dai me rli che cominciano a migrare nel periodo in cui le ruggini sono infettanti nel M essico. Talvolta non si hanno sintomi visibili. e le misure di difesa antibatteriche sono ancora più difficili da attuare che non nel caso dei funghi. come quando un'intera serra di pomodori viene pacciamata e spollonata a m ano. pomodori e molte altre p iante.e rigonfiamenti che compaiono sul tronco degli alberi . di cui in passato si è dubitato che avessero la «vita» stessa. Questi ess eri piccolissimi. ma di solito si rinvengono soltanto nelle cellule. che colpisce tabacco. o la puccinia. Se mpre causate dai funghi sono certe formazioni . spesso angariando seriamente le piante e quasi invariab ilmente indebolendole. che le copre di escrescenze sc ure. Di tanto in tanto provocano la formazione di galle legnos e dall'aspetto tumorale. Le galle della corona possono ca usare la morte della pianta. è impressionante la loro rassomiglianza con certe for me cancerose delle specie animali. Anche in questo caso questi organismi elementari possono pr ovocare la formazione di galle. Sembra che le specie fungine che attaccano le foglie vi entri no attraverso gli stomi respiratori.ora usata pe r far appassire artificialmente l'erba medica. trasmettendo contemporaneamente malattie ed infe zioni come nel caso dei virus. I funghi possono entrare nelle piante attraverso lesioni del tronco. in modo tipico con gli attrezzi usati per l'innesto e la potatura. Cellule sane sono state infettate da virus di cel lule infette loro vicine. che si sv iluppano più rapidamente dei tessuti normali. Può capitare saltuariamente che essi vengano diffusi anche per mano d'uomo. Pare possibile che la germinazione delle sp ore fungine e il loro successivo ingresso nei tessuti attraverso i pori siano re golati in parte dalla concentrazione gassosa in prossimità delle aperture. Ciò accade sicuramente per il cancro dei mandorli e dei peri.quasi ogni genere di piante. I virus attaccano .a garantisce la possibilità di coprire grandi distanze. e talvolta contorcendone le fronde o i tronchi (esiste una curiosa malattia da virus che colpisce i meli e s i dice «del legno gommoso»). di modo che le cellule assumono un comportamento an ormale. ma prove comparate con pian te non infette hanno dimostrato che queste infezioni virali dissimulate riducono . di solito solo se la pianta già infetta viene lesionata d all'esterno. Le galle secondarie che insorgono su lle piante infestate sembrano causate da sostanze chimiche formate nella galla o riginale e fatte circolare attraverso la linfa. talvolta modificando evidentem ente la sostanza del nucleo. si prese ntano come escrescenze irregolari di aspetto e comportamento tumorali.definite con il termine appropri ato di «scope delle streghe» . o possono i nvadere le radici. Le galle possono essere provocate anche dai funghi: alcune forme costituiscono a ffezioni serie come la melanomicosi delle patate. Si crede che ciò possa moltiplicare il nu mero delle divisioni cellulari. i cui sintomi si manifestano con l'avvizzimento delle foglie. Alcuni funghi sembrano veramente conoscere la «parola magica» che consente loro di aprire i pori delle foglie. Note con il nome di galle della corona. ed è stata isolata dal fungo una sostanza . un fungo che compie lo sviluppo su due specie ospitanti. è stato dimostrato c he l'affezione colpisce allo stesso modo parecchie piante che non hanno affinità t ra loro.

che riescono ad inf ettare varietà di olmi allevati appositamente per la loro resistenza. e causandone così la morte per inedia. E" stata formu lata l'ipotesi che forse non esiste un solo vecchio albero da frutto che non sia infetto da virus. Essi causano l'ingiallimento delle foglie. ques ti organismi vengono diffusi normalmente dagli insetti e dalle loro punture dopo aver soggiornato su piante o raccolti infetti. E" quasi impossibile distruggere un virus una volta che una pianta è infetta. dove i fiori sembrano portare spruzzi o pennellate di alt ri colori. Naturalmente esistono virus delle specie animali come ne esistono per le piante. Abbia mo già osservato che le malattie da funghi possono essere veicolate dagli uccelli. Si sa già che certi virus delle piante possono moltiplicarsi nel corpo degli insetti che li propagano. Bizzarri. e. In certi casi è possibile controllare questi organismi insidiosi con gli antibioti ci della serie tetraciclinica. ma esiste una moltitudine di organi smi appena più grossi . talvolta anche in concorrenza con i parassiti d elle piante. A somiglianza dei virus. Un'analoga associazione tra scarabeo e fungo è colpevole della morte di m olti faggi delle Isole Britanniche. che prima si credeva dipendesse dai virus. E" stato scoperto di recente che altri organismi già noti soltanto negli animali. sviluppandosi entro la sostanza viva. quali i micoplasmi e gli spiroplasmi . e possono vivere delle sostanze contenute nel rivestimento esterno originario delle foglie. Il morbo uccide bloccando i canali che distribuiscono la linfa all'albero.uno dei quali causa la pleuropolmonite i nfettiva dei bovini . malattia che attualmente sta decimando gli olmi d'Inghilterra e d'Europa. Essi non sono parassiti diretti né vettori di malattie. Normalmente risiedono nei tubi cribrosi delle piante. Virus. stimolando nei cons umatori la formazione di organismi antibioticoresistenti. I virus hanno dimensioni ultramicroscopiche. o citoplasma. Questi tulipani sono tra i più vecchi coltivati che si conoscano. I micoplasmi rappresentano le più piccole cellule note a moltiplicazione spontanea. cotone e riso.che vivono sulla superficie delle foglie. sebbene assomiglino ai batt eri. e sono sopravvissuti fino ad oggi nonostante il nemico che portano in corpo. dell e piante. come uno scarabeo che abita la corteccia degli alberi e diffonde «il morbo olandese degli olmi». batteri ed alghe unicellula ri . Con il morbo degli olmi. i vi rologi hanno dimostrato recentemente che alcuni virus degli animali e delle pian te hanno tra loro una forte somiglianza superficiale. micoplasmi e spiroplasmi sono esempi classici di organismi virulenti tras messi da una pianta all'altra quasi esclusivamente ad opera degli animali. eccetera. possiedono soltanto un quinto dei loro geni. fermenti. come è possibile combatterli nelle specie animali q uando non ci siano di mezzo i virus. Bybloe m.funghi microscopici. le cui larve scavano gallerie nella co rteccia. sono c omparsi ceppi più virulenti di quelli segnalati in precedenza.sono responsabili di un gruppo di affezioni delle piante n ote con il nome collettivo di «giallume». tanto che certi virus dell e specie animali possono colpire le piante. il quale provoca serie perdite in colture importanti e disparate quali cocco. Vedi caso. Come nel caso dei viru s. le spore vengono trasportate nella massa dei peli sensoriali situati attorno alla testa ed alla bocca dei giovani scarabei. perché risalgono ai primi anni del diciassettesimo secolo.effettivamente l'accrescimento e la resa economica delle piante. ma alcuni riescono certamente a degradare il rivestimento ceroso de . mentre in certi casi si ottengono buoni risult ati con il trattamento al calore. Forse va anche tenuto presente che certe piante ornamentali variegate e screziat e devono la loro decorazione supplementare a un virus che non le indebolisce olt re misura. Con questo non s'intende dire che gli antib iotici rappresentano il rimedio per le colture infette: un trattamento del gener e sarebbe costoso e potrebbe originare residui indesiderati. agrumi. e pertanto produca al di sotto delle capacità potenziali. tra l'altro. e a volte posso no anche portarli a morte. ma a l capitolo 28 si descrivono alcuni mezzi per metterli nel sacco. come nel caso dei tulipani battezzati dagli amatori Rembrandt. e che entrano in gioco altri animali. ritardo ed anomalie della crescita e specialmente produzione di foglie invece di fiori. a tutt'oggi la linea d'attacco principale contro i micoplasmi deve sviluppars i contro gli insetti contagianti.

Nello spazio di 24 ore questi an gusti corridoi erano disseminati di alberi caduti. spesso antichi di millenni. Anthony Smith h a descritto una foresta di questo tipo in "Mato Grosso" con questi termini: "Per molti aspetti si tratta di una foresta della morte. sebbene certe speci e a limitata diffusione . mentre molti alt ri utilizzano i materiali che trapelano dall'epidermide della foglia. E" difficile trovare anche una sola foglia int era: ci pensano gli insetti". Bisogna inoltrarsi nella foresta tropicale per rendersi conto del peso bruto del l'attacco sferrato alle piante vive dagli organismi antagonisti. Anche nelle foreste tropicali allo stato naturale questo mio amico notava il rumore quasi ininterro tto degli alberi che cadevano. E" stata avanzata l'ipotesi che si tratti di sottoprodotti. o sorprendentemente ritti se nza alcun sostegno. L'apparato potrebbe sembrare troppo complicato p er semplici prodotti di rifiuto. Per una ragione o per l'altra gli alberi delle foreste tropicali possono essere debolissimi. Alcuni alberi alti. più che del trionfo della vita che ci si sarebbe aspettati sorvolandola dall'alto. di lattici o linfe ad aspetto latteo.contro un attacco combinat o delle cavallette o dell'uomo. molli e polverosi all'esterno. C'è tutta un'in tera serie di olii. con l'interno sano. di gomme e di resine.. e le spoglie dei giganti della foresta di un tempo. E" altrettanto po ssibile che costituiscano una riserva di nutrimento. un alb ero dalla corteccia intatta come un abete di Norvegia.endemiche locali -siano comunque da ritenere già condann ate per un complesso di fattori d'ogni genere. con foglie non mordicchia te e corrose. Naturalmente l'uomo è tra i nemici principali delle piante. si sostengono su tronchi mezzo marci. strade. mentre l' albero della gomma emette fino a 50 grammi di zucchero dai nettarii situati all' esterno dei fiori. o può sventrarla senza ombra di rimorso con le ruspe per costruire città. per cui la resina ad esempio fungerebbe da veicolo delle eccedenze di carboidrati. di piante che imputridiscono e si rigenerano in una specie d'interminabile anarchia di foglie». Le piante dispongono per la verità di certe difese contro i nemici naturali. cioè con l'inq uinamento mediante fumi e scarichi.. con conseguente aumentata fuga di umidità. distesi o appoggiati ad altri tronchi vivi. Certi orga nismi trasudano sostanze che favoriscono la crescita e presumibilmente possono t urbare l'accrescimento delle piante. spesso aiutato dal bes tiame domestico: egli se ne serve per ricavarne cibo e una varietà grandissima di altri prodotti utili. Vi sono grandi tronchi morti. Si desidera trovare un albero intero. aeroporti. senza dei quali non avrebbero potuto usare i loro arnesi di lavoro.e il fatto non sorprende . vivi e prosperi in cima. Le foreste sono i suoi obiettivi in guerra. Ci sono i fradici rami bassi. D'altronde è dimostrabile come questi prodotti ve ngano eliminati attivamente dalla pianta con modalità evidentemente escretoria: co sì un comune ginepro può perdere fino a 30 grammi d'olio etereo al giorno. fe rrovie. Il giornalista di viaggi Brian Jackman descrive questa foresta definendola piena di «un acre odore di serra. Nelle piante esistono certe sostanze a funzione non sempre chiara. per cui sembra probabile che questo esercit o insospettato di minuscoli occupanti abusivi affretti il processo d'invecchiame nto delle foglie. perché ogni albero si appoggiav a a quelli vicini e non era in grado di stare ritto da solo. . Può adottare i metodi culturali del disboscamento e dell'inc endio per procurarsi temporaneamente aree coltivabili nel cuore di una foresta. Il capitolo 25 da una descrizione esauriente del la loro corazzatura e dei loro veleni. E" in gran parte colpa dell'uomo se le piante si estinguono. Le piante che producono res ina o lattice hanno canali appositamente riservati a queste sostanze. e indirettamente l'uomo le può anche distruggere con i sottoprodotti delle sue attività. ma po ssono rivelarsi indifese . come nelle foglie di conifere provviste di speciali canalicoli resiniferi. che si ram ificano per ogni parte della pianta. Ne tratterò più estesamente alla fine del libro.lla cuticola fogliare. o con un duro involucro che rinchiude un interno cavernoso. Un amico mi ha riferito di aver osservato squadre di forestali nell 'Ecuador mentre si tracciavano dei passaggi in una foresta.

dove i detriti a fior di terra costituiscono un severo impedimento p er i germogli d'albero. specialmente delle piante legnose. Le piante dispongono anche di sorprendenti poteri di rigenerazione quando vengan o danneggiate. che sono alberi tipici dei climi fr eddi. dopo poche settim ane i tronchi erano ricoperti di foglie nuove. nelle foreste dei climi temperati si po ssono trovare file diritte di alberelli che riescono inspiegabili. dai funghi e dai batteri che si nutrono delle sue spoglie. spesso basta il gelo a ridurne i tessuti in poltiglia. e perciò non soltanto sigilla le lesioni inferte alle capsule. oppure si mettono a far spuntare gemme latenti sulle radici. l'unica foresta piovosa delle regioni temperate esistent e al mondo. Già si è fatto cenno agli ulivi colpiti dal gelo che germogliano dall e radici. Il mucchietto di terriccio e strame ci ricorda come i resti delle piante morte n . l'oppio allo stato originario. fa pensare che la gomma si produca con processo naturale alla caduta delle foglie. Un antenato di Galileo già notava questo fatto scrivendo nel 1424: «Il legno del l'albero è un'immagine della speranza: ferito. ma protegge anche i t essuti danneggiati da un nocivo disseccamento. Questo processo tuttavia rich iede tempo. La maggior parte delle gomme «lega» dal 12 al 15% d'acqua. finché non si s corgono plantule che spuntano da un tronco caduto e mezzo fradicio. compre si quelli del vasto gruppo delle acacie. Una pianta morta di solito svanisce rapidamente e silenziosamente dalla scena. e altrettanto indubbiamente sigillano rapidamente le lesioni. si ha l'impressione che quello nuovo cresca s ui trampoli. Anche il più gran de albero di una foresta si dissolve a poco a poco. Ma si è pensato anche che la resina aumenti la resistenza della pianta al freddo. e a suo tempo spuntarono nuovi ra mi. di modo che. con il suo aspetto di polvere granulosa. Un posto not evole per osservare questo fatto è l'Olympic National Park nella parte nordocciden tale degli Stati Uniti. come ben sa chiunque abbia fatto un mucchio di terriccio e strame per mutarlo in concime. il che è un fattore di evidente importanza ad esempio per le acacie che vivon o nei deserti. Alcune di queste sostanze rendono le piante indubbiamente sgradite al palato deg li animali.dalla formazione del tessuto calloso. ed altri che si sono fossilizzati. Il fatto potrebbe anche spiegare perché la Cryptomeria japonica nel le regioni calde del Giappone contenga resina in quantità sette volte superiore ri spetto agli esemplari della stessa specie che crescono nelle regioni fredde. Si trovano tronchi d'albero conservati nelle torbier e. Queste gemme latenti si trov ano nei punti più imprevisti. e i giovani rampoll i calano le radici lungo la corteccia dell'albero «ospitante». altro non è che lattice essiccato essudato dalle fessure pra ticate nelle capsule seminifere dei papaveri. impede ndo l'ingresso alle spore fungine. ai batteri e agli insetti.specialmente nelle piante le gnose . quando i l vecchio albero muore e marcisce. Il lattice esposto all'aria indurisce seccando. Nell'isola giapponese piovosissima di Yakusima i semi ge rmogliano spesso sui rami più alti degli alberi vivi più annosi. e costituisce un'operazione di restauro a lunga scadenza più che un ra pido mezzo di chiusura protettiva. erompe in foglie e si ricopre nuova mente». e lo stesso fanno spessissimo gli alberi mozzati o spezzati. Le piante tenere diventano terra nella terra molto più in fretta. polverizzato dagli insetti. conservando l'acqua all'interno dei tessuti della pianta. Può accadere che un albero in disfacimento fornisca un asilo e un vivaio per giova ni rampolli di propria ed altrui specie. In ogni caso le ferite vengono richiuse alla fine . e anche gli steli fibrosi marciranno molt o presto. Quest'ultima trattiene l'acqua. che è uno strato sugheroso formato d alle cellule del cambio subito sotto la corteccia. p erché sovente è biodegradabile.Una recente indagine condotta sugli alberi tropicali che producono gomma. mentre resine e gomme formano una massa appiccicosa che indurisce con il tempo. ciò s ignifica che un albero provvisto di gomma nel sistema non si dissecca mai del tu tto. in seguito alle esplosioni delle bombe . Ci penseranno presto i vermi e gli altri animali grossi e pi ccoli che vivono nel terreno. e l 'idea calzerebbe a proposito delle conifere. avevano perduto tutte le foglie e la maggior parte dei rami. ma si tratta di eccezioni. Ricordo di avere visto durante l'ultima guerra alberi che.

esso riveste le particelle del suolo ed ha importanza fondamentale per mant enere la buona consistenza del terreno. come si diceva allora . d'altronde. Non esiste discriminazione di alcun genere nel mondo vegetale. il loro adattamento all'ambiente circostante. che consentono scambi assai più ampi di quelli che av vengono tra i giocatori su un campo sportivo durante una partita di calcio. Alcune vivono raggruppate in comunità della propria specie. . e viceversa per le specie tropicali. Invece nessuna alga è riuscita a t rovare una nicchia abitabile sulla terra asciutta. i diversi gruppi di piante si mescolano l iberamente. tuttavia. Fattori esterni concorrono a limitare le possibilità potenziali di diffusi one d'una pianta. ed ecce zionalmente di 100 metri. Qualche altra pianta superiore forma grandi comunità in posti dove si crederebbe possano vivere solo alghe marine. ha tanto successo da riuscire ad occupare più di una p iccola frazione di tutto l'habitat possibile.e infine l'azione esercitata dagli organi smi viventi. Nessuna pianta..Di mo do che esistono ambienti apparentemente impenetrabili dove invece riescono ad in trodursi piante esteriormente inadatte. con le modificazioni che assu mono nella lotta per l'esistenza.caratterist iche del terreno (condizioni edafìche) .utrono la generazione ventura. cioè in una sostanza la cui struttura chimica a tutt'o ggi non è stata accertata dalle ricerche. ma solo quando il calore viene moderato dall'altezza sul livello del mare.così solo certe alghe verdiazzurre riescono a resistere a temperature superiori ai 55 gradi C. e . LA COMUNITA" DELLE PIANTE. quelle più diffuse sono le piante molto adattabili e cap aci di migrare o di approfittare delle occasioni offerte dalla dispersione occas ionale. che in sostanza significa il rapporto degli organismi viventi con l'ambiente nel suo complesso. Certe piante hann o un margine sufficientemente ampio di tolleranza al variare della temperatura. altre sono invece individualiste. e così continua il ciclo della vita. per cui abbiamo piante che prosperano nel calore soffocante dei t ropici ed altre che allignano in condizioni di freddo intenso. pianta «super iore» che forma intere praterie nel Mediterraneo fino alla profondità di 60. la correlazione tra gli organismi conviventi nella stessa loc alità. qualunque esso sia. e la Cymodocea. ma in generale le piante dei climi temperati non crescono nelle regioni tropical i. Lo studio di questi fattori. si d ice ecologia. il quale ha scritto ch e l'ecologia . ad esempio la talassi a o «erba delle testuggini marine». quali la Posidonia oceanica." I fattori che influenzano le piante si dividono in quattro gruppi principali. anche se alcune hanno grandissima diffusione in certe aree. ma ciò nonostante zolloso e accessibile e invitante all'avanzata delle rad ici. per cui si rigonfia quando è bagnato e si contrae quando è asciu tto. questa materia organica decomposta termina la sua carrie ra trasformandosi in humus. Capitolo 19. Socialmente. mentre un gran numero di fattori può agire ed interagire per def inire la posizione di una data pianta nel mondo. Infine i batteri scindono l'humus nelle materie chimiche elementari che ven gono assorbite dalle piante come nutrimento. La variabilità del clima mondiale significa anzitutto possibilità di divari enormi d i temperatura. ha composizione collo idale o gelatinosa..caratteristiche fisiche e topografiche (o fìsiografiche) . Risultato ancora più apprezzabile. Alcuni habitat so no fisiologicamente impossibili per quasi tutte le piante . perché si sono ridotte in elementi utili.o oecologia. sebbene esistano specie che r iescono a sopravvivere con immersioni giornaliere del 5%. L'humus. e non costituisce blasone lo stato raggiunto da una pianta nella scala evolutiva. la cosiddetta "econo mia della natura". se non sessualmente. con le condizioni organiche ed inorganiche dì vita. e cioè: clima . rendendolo spugnoso ed atto a ritenere l 'acqua. Si possono coltivare rose e mele in Afri ca. influenzandosi a vicenda in vari modi. Per una definizione più comprensiva potremmo adottar e quella datane dal grande biologo tedesco Ernst Haeckel. comprese le altre piante (fattori biotici).era "la conoscenza della somma dei rapporti degli organismi con il mondo esterno cir costante.

Nelle isole Scilly prosperano all'aperto piante grasse che non riescono a sopravvivere nelle parti orientali o settentrionali della Gran Bretagna. dove la flora tropicale delle falde cede finalmente il passo alla flora alpina man mano che ci si avvicina alla vet ta. All'equatore le giornate hanno sempre uguale lunghezza pe r tutto l'anno. Molti lembi di foresta africana sono circondati da macchioni di Erythrin . con il concorso di temperature g ià elevate e della vegetazione inaridita. Gli eucalipti sono in grado di resistere a un incendio di media intensità. oppure cada in modo da determinare stagioni asciutte alternate a stagioni p iovose. e le ricerche hanno asso dato che il fulmine ha causato regolarmente numerosi incendi prima ancora che en trasse in scena l'uomo. a seconda che la pioggia sia distribuita uniformemente durante le stagi oni. e vi sono dodici ore di luce al giorno. mentre i bassi cespugli finiscono a 3500 metri. Un altro importante fattore climatico. Gli Stati Uniti d'America hanno diversità climatiche ancora maggiori. L'Austra lia ha questo clima: venti caldissimi e secchi. Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla quantità totale di p ioggia. Gli incendi delle praterie australiane si diffondono con velocità da cinqu e a dieci volte superiore a quella di un incendio nella boscaglia. e andarono b ruciati più di due milioni di ettari. troviamo stagioni con giornate corte in inverno. Tale effetto è più evidente sulle cime tropi cali quali il Kilimangiaro e il monte Kenya. Il fuoco è un fattore esterno di sorprendente importanza. I tipici eucali pti resinosi rappresentano un'esca tra le più infiammabili al mondo: producono inf atti grandi quantità di foglie. di modo che i giardinieri devono tene r presenti almeno una mezza dozzina di zone climatiche. in Europa. possono trasformare facilmente una scint illa in un braciere. Nel marzo 1965 si osservò in Australia un esempio d'incendio causato spontane amente dal fulmine. comporta la brusca scomparsa d elle piante a foglia caduca all'altezza di circa 2000 metri sul mare.a fior di terra. e sono state misurate avanzate di 13 chilometri all'ora. ma il gelo le fa morire: ciò che può crescere in un gi ardino dipende dall'audacia o dalla delicatezza di una data pianta. Rispetto alle regioni temperate i paesi tropicali hanno anche un numero diverso di ore di luce solare. corteccia e detriti di rami . E" vero che riusciamo a far crescere come piante annuali nei nostri giardini cer te piante che amano il caldo. L'Africa è un altro continente dove si trovano grandi aree esposte agli incendi. e certe sp ecie sembrano addirittura avere bisogno di una fuocata occasionale per restare i n vita. è dato dalla piovosità. Tuttavia molte piante si sono adattate alla comparsa regolare degli incendi.tutti combustibiliss imi . Le prateri e di foraggere si spingono un po'"più in alto. In media il limite vegetal e non supera l'altitudine massima dei 4000 metri. con il contributo più localizzato anche dell'attività vulcan ica.questo fatto ci ricorda come gli effetti della latitudine si possano riprodurre in senso verticale. ma è quella che si può osservare ugualmente sulle montagne dei Paesi mediterrane i e delle regioni a clima temperato. ivi comprese la savana e la foresta asciutta. il vento e le nevicate stagionali. l'evaporazione. mentre altri fattori comprendono la nuvolosità. per cui scalare una montagna sortisce pressappoco l'effetto che si ottiene migrando verso il Polo. per cui all'estremo nord si hanno in estate giornate in cui la luce del giorno splende quasi ininterrottamente. e permettono all'incendio di avanzare tra gli alberi con balzi di centinaia di metri. Non per nulla gli annunci pubblicitari che reclamizzano il Libano o la Sierra Nevada in Spagna informano che si può sciare al mattino e fare il bagno in mare al pomeriggio. il limite delle conifere è sui 2500 m etri. alimentando l'incendio a velocità allarmante. e giornate lunghe in estate. specialmente nei paesi caldi. in cui bruciarono ben 300 mila ettari di foreste in località q uasi inaccessibili nei monti del Gippsland in seguito a 75 focolai separati form atisi per caduta di folgori durante un violento temporale. caratterizzato dalle scarse piogge annuali (25-150 cent imetri) e da un periodo di completa siccità non inferiore ai cinque mesi. La successione tipica delle spec ie vegetali temperate su una montagna. La successione regolare degli incendi per cause naturali s'intensifica con il co siddetto «clima da incendi». Man mano che si procede verso il nord o verso il sud. nonché sostanze gassose che s'incendiano con estrema facili tà. Nel 1968 nell'Australia centrale pre sero fuoco i pascoli per la caduta di un fulmine durante una siccità.

Anche certi funghi sono stimolati dal fuoco. Importanza cruciale riveste a nche il tenore di acidità del terreno. proprio sotto la superficie delle braci app ena cadute. che restano inzuppate p er tutto l'inverno e si induriscono come la roccia nelle calde giornate estive. Molte piante perenni dei paesi caldi fanno spuntare un nuovo gambo e rbaceo o parzialmente lignificato . Cespugli ed alberi bruciacchiati producono spesso fiori in quantità eccezionale e cospicua messe di semi. Altre varianti sono date da deserti.a resistentissimi all'incendio. se nza perdere la capacità di rigermogliare. e possono rappresentare un'alea imprevista pe r le colture. quando addirittura non occorre il fuoco per farli germin are. come già abbiamo osservato. fatto ancora più straordinario. Gli animali più grossi. che pertanto sarà più piovoso. che danno vita ogni anno a v eri boschetti di giovani germogli. I nepenti americani fioriscono più profusamente s e viene bruciato lo strato più superficiale della palude dove crescono. segnatamente i vermi. e una prateria asciutta dall 'altro. i bul bi dovevano essere in letargo da decenni. Dopo la prima guerr a mondiale trincee abbandonate e case incendiate si riempirono di questi curiosi funghi. L'ohia lehua è un albero delle Hawaii che può venire ricope rto quasi completamente dalle ceneri incandescenti delle eruzioni vulcaniche. arre stando il fuoco quando minacciava di estendersi agli alberi.una cresta montana può avere una fores ta sul lato controvento. oppure risente della vicinanza dell'oceano. Grande importanza può avere anche la presenza od assenza di altri minerali: ad ese mpio l'eccesso di sale riduce drasticamente il numero delle specie potenziali. A lcune sostanze chimiche possono influire anche in quantità minima sulla comunità veg . Il fattore fìsiografico è decisivo a seconda se l'area terrestre in esame è costituita da una grande massa continentale. Queste piante hanno talvolta grandi tronchi legnosi sotterranei.non appen a comincia la stagione delle piogge: esso fiorisce nello spazio di alcune settim ane. dopo che è s eccata la parte della pianta cresciuta nella stagione precedente. né va scordato lo stesso habitat acquatico . acquitrini. lande . savane ed atolli corallini. finiscono alle argille pesanti e non ossigenate. Questa specie è stata scoperta solo nel 1961 dopo che un i ncendio aveva bruciato una regione normalmente paludosa durante una siccità. e infine la di sponibilità d'ossigeno per il gioco delle correnti o l'affioramento. A ltro elemento importante è dato dalla presenza di montagne. attraverso quel «bel medio impasto». e l" Haemanthus canaliculatus addirittura non fiorisce se non passa il fuoco. molti semi germogliano molto m eglio dopo gli incendi. migliorandone la composizione e l'aerazione e rendendo i minerali più accessibili alle radici delle piante. ma dopo 4-5 giorni fecero spuntare le loro vivaci infiorescenze rosse. che vanno dalla sabbia ai terr eni ghiaiosi e. La v ita vegetale risente anche della presenza od assenza di materia decomposta sotto forma di humus. determinato dalla presenza od assenza di ca lcio libero: molte piante sono rigidamente calciofile o calciofobe. Il terreno fornisce un'altra vasta gamma di condizioni regolatrici. Per lo stesso motivo l'acacia è una pianta coloniz zatrice di grande successo. man mano che aumenta la profondità. Nel SudAfrica molte specie dei gigli bulbosi palladifuoco fanno una fioritura più copiosa dopo gli incendi. enzimi e batteri contenuti nel suolo. e s'inaridisce ogni volta che sopraggiunge la stagione secca. Non v'è giardi niere che ignori come le variazioni nella composizione del terreno possano influ enzare le sue piante: vi sono tutte le sfumature. a malapena consentendo di scavarle in favorevoli condizioni meteorologiche. Gli alberi resistenti al fuoco hanno sovente una spe ssa corteccia sugherosa. la diminuzione quantitativa e i camb iamenti qualitativi della luce. riforma su bito nuove radici a diversa altezza. indicato come un ideale di perf ezione. che favorisce enormemente la microfauna e la flora del terreno: gli animaletti microscopici del terreno scindono la materia in forme prontament e assimilabili con l'aiuto di funghi.di solito non più alto di un metro . e la conformazione di un pendio può causare diversità assai vistose . lagune salmastre. In passato i contadini europei avevano l'usanza di da re fuoco alle radure delle foreste per procurarsi un raccolto di morchelle. e tra questi quella leccornia da bu ongustai che è la morchella. stagnante o in movimento.marino o di acqua dolce. possono esercitare sul terreno un'azione di grandissima portata.

faciazioni. rame. finché si arriva a un "momento culminante" od ottimale. e nei capitoli precedenti è stato dimostrato in quale misura le piante dipendano da varie specie animali per l'impollinazione incrociata e la dispersione dei semi. Tanto l'eccesso quanto la s carsità di questi elementi agiscono di norma in senso inibitorio sulla crescita de lle piante. hanno alterato visibilmente l' aspetto ambientale in molte regioni centrali del Paese. Una successione tipica può avere dieci fasi partendo dal terreno nudo. I fattori biotici non sono naturalmente tutti dannosi. consociazioni. società e tribù. Il pascolo regolare rappresenta da sempre un fattore impor tante dell'evoluzione. Nei climi temperati una situazione del genere potrebbe cominciare da un lago d'a cqua dolce che viene colonizzato da piante acquatiche di vario tipo.etale. Nel settore biotico . E" stato redatto un imponentissimo vocabolario e cologico per descrivere queste comunità ed i vari tipi di associazioni vegetali ch e si possono incontrare. che può venir travolto da qualche disastro o interferenza. per poi ricominciare. dai batteri ai funghi ed animaletti microscopici fino alle specie superiori più disparate. manganese e zinco. Bisogna considerare anche lo sviluppo di una comunità cominciando da una colonizza zione od insediamento elementare. perché non vengono più brucati sollecitamente i germogli dei cespugli e degli alber i. Spessissimo l'esistenza stessa di una pianta può dipendere dall'assenza di animali che rappresentino serio perico lo di parassitismo e predazione: di modo che una specie vegetale può sparire da un a data regione se tali specie vi arrivano. poniamo.abbiamo tutto un assortimento di specie.cioè nel complesso degli organismi che agiscono sulle piante . rispettivamente animali nocivi e predatori. dagli afidi verdi all'elefa nte. salvo che tutte e due le collettività cercan o di usare nel miglior modo possibile le rispettive nicchie abitabili. o vi vengono introdotte. compresi i muschi. Così il boro e il mol ibdeno anche in piccolissime quantità sono d'importanza vitale per le piante: altr i oligoelementi sono ferro. ma ambedue possono avere in comune certe caratteristiche fondamental i. o magari la sfilata di una maggiolata vegetale. al la landa.Nicholas Polunin . U na comunità di piante in una giungla sudamericana non sarà la stessa di una foresta in Malesia. tanto che si dicono elementitraccia od oligoelementi. i suoi effetti relativamente recenti sul regno vegetale verranno tratta ti esaurientemente nei capitoli seguenti. L'introduzio ne del coniglio in Australia ha sortito il risultato di cancellare progressivame nte e inesorabilmente la vita vegetale da determinate regioni. Lo studio dell'ecologia secondo questa terminologia e classificazione rammenta Debrett. specialmente quando i fa ttori succitati si sono accompagnati alla diminuzione del numero delle pecore al pascolo: molti distretti si sono trasformati in distese di macchia e boscaglia. L'uomo tuttavia rappresenta senza dubbio il fattore più importante e deleterio tra tutti i fattori di natura biotica con cui le piante hanno avuto a che fare a tu tt'oggi. al deserto. di solito per il peggio. e passare dal riuscito insediamento iniziale alla fase della concorrenza e dell a successiva reazione fino al momento ottimale stabile. ma bisogna stare attenti a non spingere troppo oltre le analogie tra società umane e vegetali.cioè formazioni. Nella formula più elementar e gli escrementi lasciati dagli animali al pascolo gioveranno a certe piante. assoc iazioni.riconosce 1 7 tipi principali di vegetazione appartenenti alla foresta tropicale piovosa. si possono riconoscere delle "successioni" net te di comunità. Un autorevole botanico . e finisce con il trasformare la foresta in savana. L'accumulo di materiale morto sul fondo si somma a quello di deposito po rtato dall'acqua e solleva il fondo del lago fino a che questo ha profondità non s . e alle foreste a mangrovie. e sei elementi per classificar e questi tipi «in ordine discendente di condizione ecologica» . Più i mportanti ancora della specie originaria sono comunque le comunità specificamente adattate a determinate circostanze che si verifichino in tutti i vari habitat. Questi pochi esempi servono ad illustrare quanto siano complessi i fattori che c ontribuiscono a determinare la presenza o l'assenza di date specie vegetali. in associazioni di piante alpine nell'America Set tentrionale e in Nuova Zelanda. nonché i diminuiti effetti della malattia. Questo fatto a sua volta distrugge l'habitat di certe specie vegetali quali l e orchidee terrestri. e lo stesso accadrà. I cambiamenti sop ravvenuti nella densità demografica dei conigli in Inghilterra in seguito alla mix omatosi.

con fronde più corte sempre più resistenti al disseccamento man mano che occupano livelli sempre più prossimi alla linea superiore della bàttim a. lunghe e ro buste e viscide. allora possono entrare nel lago piante acquatiche a fogli e galleggianti come le ninfee. pioppi e salici. cioè da una foresta composta d'alberi che preferiscono terreno alqu anto più asciutto. finché si rendono la vita imposs ibile. ma esposte all'aria e al sole solo per piccola parte del giorno. i «campioni del mare» ed altre erbe. e fabbricano v elocemente il materiale che andrà ad accumularsi sul fondo con il passare delle ge nerazioni. che sono relativamente voluminose. nonostante la loro efficienza. è molto più frequente il caso in cui non si osserva dominanza di una data specie vegetale sulle altre. la vita de lle piante è in massimo rigoglio. Il prima to più ragguardevole è stato misurato nella catena collinosa dei Khasi nell'Assam. Ma. si forma il posto dove le piante di maggiori dimensioni possono insinuare lentamente le loro radici. perché sui loro 515 metri d'altezza sovrastano i 15-30 dello strato medio.quali le armerie. La fase successiva è data da un'acqua poco profonda esposta a un'eventu ale invasione di piante palustri. Talvolta molti di questi alberi più alti formano una volta sotto la quale s'accucciano le piante di grado gerarchico inferiore. e talvolta addirittura c on estrema rarità. Il botanico Hooker ha misurato una volt a 75 centimetri di pioggia caduti in una sola notte . Ho accennato in precedenza come le antofile erbacee discendano quasi sicuramente dagli alberi delle foreste tropicali. alla quale 25 chilometri di foresta a vevano assicurato un isolamento evidentemente totale dall'età neolitica. con tinuano a sollevare il livello del fondo ammucchiando materiale in disfacimento e trattenendo i sedimenti convogliati dall'acqua. vi si insediano i cespugli e finalmente gli alberi.quanti cioè cadono in certe parti dell'Inghilterra orientale in un anno! In una foresta tropicale si distinguono spesso tre piani diversi di vegetazione (o strati). Il più basso è dato da alberelli a larghezza decrescente che cercano di spingere la chioma nello strato medio. nelle Filippine. compreso lo strato più vicino al suolo di felci arboree. le urginee e vari e altre alghe più in alto. E" il caso di osservare che le piogge tropicali possono raggiungere tra l'altro intensità incredibile se giudicate con i criteri delle regioni temperate. ed i primi occupanti saran no i licheni con i muschi più resistenti. e sopra questi vengono altre piante fiorenti alofìle . Ne lla piovosa foresta tropicale. man mano che questi si decompongono e si raccoglie terriccio attorno alle loro colonie. ma sono stati registrat i anche massimi oltre i 2500 centimetri. Gli inizi sono molto più ardui in un ambiente roccioso. e ma n mano che il suolo si prosciugherà verranno sostituiti dalle forme del momento ot timale o «climax». man mano che il terreno si solleva pe r i successivi depositi. è stata scoperta una tribù detta dei Tasaday. Que sti apparterranno dapprima a specie idrofile quali ontani. ed è il momento in cui i banchi di giunchi vengono spodestati da piante com pletamente terrestri. Prendono infine il sopravvento i licheni resistenti alla salsedine e i muschi più robusti. tra le quali i giunchi rappresentano specie ti piche a rapida attitudine colonizzatrice. a ritmi stagionali poco differenziati. che mag ari si può ritrovare in una paio di esemplari per ettaro. La spiaggia costituisce spesso un esempio perfetto di climax graduato. ma non riescono a tanto. come tante specie alpine ed artiche. La vegetazione può esservi foltissima. palme e simil i. Non per nulla il mondo della finanza viene paragonato talvolta a una giungla. Dapprima si tratta di piante erbacee ed a lento accrescime nto . Attecchiran no meglio le piante che si possono introdurre nelle piccole spaccature delle roc ce. dove le chiome formano una volta quasi ininterrotta. per muoversi indenni nell'acqua ricca di elementi nutritizi.di solito falaschi ed erbe . d ove la pioggia cade alla media annua di 1150 centimetri.cioè capaci di re sistere alla concentrazione salina e all'esposizione all'aria di mare . come è dimost rato dal fatto che nel 1972 nella foresta pluviale di Cotobato.uperiore ai tre metri. Sebbene s'incontrino a volte gruppi monospecifici. questa veduta è confortata dal numero di fa .quindi. Al di sopra di questo torreggiano spesso pochi gi ganti vegetali alquanto distanziati tra loro. dove le g randi alghe fluttuanti se ne stanno lungo la linea più bassa di marea.

la mangrovia ab itualmente avrà il monopolio della situazione per parecchi anni. che si formano sulle spiagge e sugli atolli corallini. le palme da cocco e gli alberi del pane rimasero in gran parte distrutti. e 276 nel 1928. che si affrettarono a ricoprire i tronchi spezzati. spuntarono semi di varie piante rampicanti. tre anni dopo erano presenti 34 specie vegetali. La mangrovia è spesso la prima pianta che cresce su un atollo corallino o su un ba nco di fango al largo della spiaggia. dove l'acqu a contiene poche sostanze minerali in soluzione e la falda freatica è molto vicina alla superficie del suolo per tanta parte dell'anno.miglie vegetali che si trovano in una foresta dei tropici. contribuendo lett eralmente a fabbricare l'isola man mano che sabbia. è spe sso sorprendente osservare come nello spazio rimasto vuoto possano spuntare le p iante più disparate. licheni e felci crescono o si aggrappano sui tronchi e sui rami. Qui è possibile che la scena sia dominata più o meno completame nte da una sola specie arborea. Ma in certe foreste tropicali può succedere il contrario. Queste foreste sono di solito impenetrabili a causa de lle radici e degli stoloni aerei tipici di queste piante perfettamente adattate all'ambiente. Nella prima estate dopo il cataclisma comparvero alcuni fili d'er ba. ma più sovente si trovano frammischiati anche pini e palme. la mangrovia può non avere alcuna probabilità di succ esso. e quelli rimasti erano senza chioma. sia per densità che per numero di specie. nelle regioni tropicali si aggiungono a . Dopo l'esplosione atomica sull'atollo di Bikini.alghe verdiazzurre e di altro tipo. ricoperte di ceneri fino a un'altezz a di 80 metri. ipomee. Oggi la vegetazione ha aspetto simile a quello del climax tipico di foresta che si osser va altrove nell'arcipelago malese. Nelle foreste piovose tropicali molte piante minori approfittano degli alberi. viole grandi come piante di melo. per la c aduta di una frana o il cambiamento del letto di un fiume. così spessa che dopo 18 anni i tecn ici incaricati di effettuare ricerche dovettero aprirsi il passaggio in mezzo a grandissime difficoltà. Ad esempio. «vi sono rappresentati alberi app artenenti quasi ad ogni ordine vegetale esistente in natura: erbe alte 18 metri o più. Un esempio forse clas sico è dato dall'isola vulcanica di Krakatoa. Ma subentrò una densa coltre di cespugl i e liane . di cui non si sospettava neppure la presenza. dove le piante inferiori .magnolie alofìle.precedono quasi sempre le specie spermofit e. finché il centro dell'isola si solleva e si pr osciuga troppo per questa pianta. Nel 1897 c'erano 61 specie. Dopo l'esplosione rimasero tre isolette minori. Come ha notato l'espl oratore Richard Spruce nella foresta amazzonica. in Estremo O riente esistono foreste pluviali sviluppatesi da acquitrini torbosi. In questi ultimi anni una parte di questa vigorosa coltre vegetale è stata rimossa con le ruspe perché si potessero ripiantare cocchi. Le felci riescono a spuntare sulle lave ancora caldissime sei settimane dopo un'eruzione. alberi del pane ed altre specie utili. Se invece s'insediano prima altre piante come le "Cordia" o la palma "nipa". nel 1906 ve n'erano 108. comprese alcune alghe verdi azzurre. muschi. Nei casi in cui va distrutta una parte di tali foreste monospecifiche. e molte antofite erano specie erbacee. non appena la luce solare ebbe toccato il suolo rimasto in ombra per molto te mpo. banani. muschi. Ciò accade anche nelle foreste a mangrovie. felci e alcune spermofite. La colonizzazione di ceneri e lave vulcaniche apparentemente ostili si può osserva re regolarmente alle Hawaii. Un terreno ver gine può restare allo scoperto in seguito alla ritirata di un ghiacciaio. Si conoscono es empi di acquitrini in Florida. spuntando su pianori fangosi abitualmente ricoperti d'acq ua salata con marea alta. pandani -. Un ambiente del tutto nuovo può venir colonizzato rapidissimamente. dove un uragano aveva sfogliato tutte le mangrovi e. A nche nei boschi delle regioni temperate alghe. letteralmente esplosa nel 1883. muschi. sulle rive dei corsi d'acqua e attorno alle lagune e alle paludi salmastre. dando inoltre minore produzione di frutti. quali la «liana della luna» Calonyc tion tuba. grazie alle caratteristiche dei suoi semi ed alla sua capacità di germogliare in acqua salata: se ciò avviene. detriti e sedimenti si racco lgono tra le sue radici a trampoli. licheni e felci . Va aggiunto forse che molte famiglie rappresentate nei tropici non si diffondo no alle regioni temperate. margherite con gambi come tronchi d'ontan o». e talvolta può anche coprirl a per parecchi mesi.

A volte le piante si dimostrano vere forme di antipatia. Ad esempio. Gli habitat acquatici possono rivelarci altrettanta concorrenza di quella che si osserva nella giungla. assorbendo un poc o d'acqua di scorrimento lungo il tronco. e questa caratteristica di avvelenare le radici può rappresentare benissimo un fattore importante del loro successo. In linea di massima sorprende la scarsa concorrenza che si fanno le radici nella giungla.queste specie altre piante più spettacolari. e tutt'al più si possono definire specie ader enti o «incrostanti»: questo del resto è il significato della denominazione tecnica di "epifite". o grazie a speciali radici aeree che pendono nell'atmosfe ra umida. a volte in quantità piccolissime. giacinti d'acqua e felci galleggianti come le Salvinia e le Azolla.può essere quasi impenetrabi le. Questa famiglia. Nella foresta il fattore decisivo è forse rappresentato dalla luce. anche se il l ivello di sussistenza in queste condizioni può essere molto inferiore a quello dei giganti della foresta. nella tundra o sui monti dip ende invece dalla natura e disponibilità del terreno.com e nelle bromeliacee -. i faggi asciugano e ombreggian o il terreno a tal punto che sotto di essi non riesce a crescere quasi nulla. ma in ambedue i casi sopravviveranno i più adatti. nei climi temperati o freddi. Lo stadio di vegetazione in acqua profonda . in modo che un albero morto non cada al suolo. comprende erbacce più di quanto occorra. è un fatto che esse in re altà si sono perfettamente adattate alla progressiva diminuzione della luce: ognun a ha abbastanza luce. A volte collegano come catene le chiome di parecchi alberi. in senso letterale. o si attaccano alla corteccia dell'albero ospitante. umidità. Così certe piante della f amiglia delle margherite riducono indubbiamente la concorrenza. Sebbene le descrizioni date finora possano aver ingenerato l'impressio ne di un infelice coacervo di piante ai livelli più bassi. lattughe d'acqua o pistie. detta delle "composite". In ambedue i casi l'inaridimento del terreno può procurare condizioni cr itiche. vi si attaccano insinuandosi al vertice delle chiome: da molto tempo certe liane possono concorrere al titolo di piante più lunghe del mondo. lenticchie palustri.assieme agli altri fiori. per non farli appassire. Come nel caso delle epifille. le conifere aggiungono a quanto sopra uno strato di foglie morte aghiformi assai s .per lo più co lmo di piante sommerse che mettono radici nel fondo . d i modo che si ritrova un sistema stratificato simile a quello osservato nella fo resta pluviale tropicale. Già sono state descritte al capitolo 8 le li ane che si gettano sulle piante più basse. A ltre epifite minori si dicono "epifille". Altre piante vivono in piccole sacche di humus create dalle foglie in decomposizione tra l'intreccio dei rami. Esse continuano i loro attacchi anche dop o essere state recise. Queste piante non sono per nulla parassite. Tuttavia di rado queste piante rampicanti danneggiano quelle che le sostengono. dalla presenza di anfratti o crepacci. e in molti laghi in India e in Oriente si può osservare qualcosa che assomigli a molto a un climax. vantando una lunghezza accertata di più di 200 metri. dove poche piante sommerse devono cavarsela nella pochissim a luce filtrante attraverso la densissima popolazione galleggiante. Sopra quest e piante si stende la volta formata dalle grandi foglie cerose del loto sacro. e sono per lo più epatiche fogliari sott ilissime che ricoprono le vere foglie degli alberi di formazioni che intercettan o la luce. che s'i nsediano sui rami e godono la luce assorbendo l'acqua attraverso le foglie .ad esempio la margherita Shasta o crisantemo massimo . dove possono essere presenti lingue d'acqua. salvo rallentarne la crescita o deformarne la chioma in qual che caso. aria. emettono sostanz e tossiche per le radici. Le piante sono comunemente in concorrenza tra loro. quali orchidee e bromeliacee. terreno per le proprie necessità. e chi si occupa di disposizione di fiori fa molta attenzi one a non mettere specie di questa famiglia . e dall'intensità di concorrenza operata dalle radici che una pianta può s ostenere. Le piante che riescono ad evitare veramente l'ordinamento stratificato sono anco ra le rampicanti. denotante piante che vivono insediate su un'altra specie vegetale. minuscole alghe che rico prono le piante acquatiche di una guaina semitrasparente. Altri es empi di questa tecnica bellica tra radici sono citati al capitolo 25. o con l'ambiente: gli estrem i sono rappresentati dal rigoglio della foresta tropicale e dallo squallore dell a tundra artica. come ben sappiamo tut ti.

Valga l'esempio dei deserti. dove un masso o una zolla possono avere sul loro lato meridionale temperature su periori di 20 gradi C. Un incavo o una buca formeranno una sacca di ge lo. mentre mi risulta c he un giardino a sole cinque miglia di distanza deve limitarsi a piante molto re sistenti alle rigide invernate locali. Si osservano anche molti esempi di piante dalle esigenze vitali apparentemente u guali che si dividono felicemente un territorio dove invece ci si aspetterebbe c he dovrebbero osteggiarsi. e in certi posti t anto minore sarà il numero delle specie. Capitolo 20.quali albicocchi e peschi. tanto p iù specializzate dovranno essere anche le piante che ci vivono. Vi intravvediamo costantemente il delicato equilibrio naturale. di modo che le specie vegetali crescono solo a sud. In questi posti anche i massi sono frequentati dagli uccelli. e studiandole non vanno persi di vista i microhabitat causati da qualche speciale concorso di circostanze di natura locale. delle paludi salmastre e delle tundre alpine. hanno molte colture di specie delicate. come le "Nerine" e certi gi aggioli. se non c'è un cancello o un'inte rruzione. In casi del genere la situazione è tenuta sotto control lo da diversi fatti biologici. che noi ignoriamo a nostro rischio ogni qualvolta ci metti amo a pasticciare con le associazioni naturali. le radici penetrano a profondità diversa. creando quindi degli ibrid i. L'integrazione vi è molto sv iluppata. dove letteralmente si verificano molte forme di lotta e specialme nte le plantule trovano molte difficoltà per sopravvivere. i loro escrementi arricchiscono il suolo e possono portare dei semi. ed altri assai localizzati. e verranno bene anche piante da frutto . Lo studio delle piante che vivono in comunità . perché il gelo tende a scendere verso il basso come un liquido. dove esse avranno tutto il sole disponibile. I giardini della costa occidentale dell'Inghilterra risentono gli effe tti della Corrente del Golfo e pertanto sono più tiepidi. Queste possono rives tire importanza massima in situazioni molto disagevoli. .favorevole alla crescita di altre piante superiori. specialmente nelle regioni tropicali dove le piante cresc ono in fretta. Indubbiamente esistono molti tipi di habitat. la cui impollinazione dipende dal colore del fiore. nel Sussex. Talvolta giardini distanti poche miglia tra loro potranno of frire contrasti sorprendenti . e così via. Capita così in questo cas o che i calabroni vadano sull'uno o sull'altro fiore.i giardini del distretto rurale di Kew a Wakehurs t Place. ad esempio nell'Artico. Le nicchie che ne risultano possono essere gr andi o piccole. Nelle aquilegie di bosco americane sono ancora i colibrì ad impollinare le specie a fiori rossi.è affascinante di per se stesso. In questo capitolo ho adoperato piuttosto spesso la parola «concorrenza». Ma va sottolineato inta nto che una comunità vegetale può esistere solo perché ciascuno dei membri che la comp one si è adattato ad una particolare nicchia abitabile . I giardinieri sono perfettamente al corrente dell'esistenza dei microclimi. Ad esempio vi sono dei Penstemon americani che co nvivono a grande altezza con identiche esigenze per quanto riguarda l'habitat e le condizioni di crescita. Gli appassionati di piante più delicate le insedieranno ai piedi di un muro rivolto a sud.alcune piante richiedono luce ed acqua in quantità molto minori di altre. tuttavia certe specie hanno fiori rossi e gola strett a impollinati dai colibrì. nelle Isole Britanni che . e ciò ha for se lasciato sottintendere lotta ed antagonismo costanti. le epifite possono vivere sui ram i. anche un muret to su un pendio potrà formare una sacca del genere. facendo prosperare gruppi lussureggianti di p iante fiorenti. mentre hanno ampi fiori azzurri visitati dai calabroni. a quella del lato rivolto a settentrione. mentre tutto attorno gela.esotiche. Qui prospereranno piante bulbose. e troveranno di solito suolo p iuttosto asciutto. e gli smerinti quelle dai fiori bianchi. Non sorprende il fatto che quanto più specializzato e difficile è l'habitat. Il mondo ha quindi un'infinità di habitat potenziali per le piante. si possono trovare bulbi affondati so tto terra e piante annuali alla superficie. ma anche più umidi grazie ai venti dominanti. SFRUTTAMENTO DELL'AMBIENTE.e delle società vegetali da loro for mate . alcuni molto e stesi.

e vi sono molti metri di sabbia tra una pianta e l'altra. ma certe alghe d i maggiori dimensioni riescono a vivere su incrostazioni saline dove l'acqua con tiene sali disciolti a concentrazioni superiori al 30 96. Probabilmente queste piante hanno anche u na linfa cellulare molto concentrata.pro prio come l'uso del sale sulle strade fa gelare la neve a temperatura molto più ba ssa. mentre nelle regioni orientali degli Stati Uniti verrà guardata con apprensione. assomiglierebbe ad una giungla. verdi e rosse . o forse sia stata sorpresa da un graduale cambiamento del clima. dove curiosamente vivono sulla polvere del guano portato d al vento dalle scogliere e dalle isole sudamericane. quando è abituata al freddo costante. Alcune spore batteriche devono prima venir letteralmente bollite perché poi possano germinare. un organismo di questo tipo potrebbe vivere presumibi lmente in un ambiente ostile come quello di Giove. dove il primo costi . Alcune piante più primitive sono anche le più tenaci. Nel primo caso i cri stalli causano probabilmente danni meccanici. E" alto an che il contenuto di proteine. che pertanto si verifica molto più di rado in condizioni naturali. ma le gelate tardive dopo che è cominci ato lo sviluppo potranno danneggiare i germogli e impedire la fioritura.questi ultimi fino a 77 gradi C. producendo l'individuo che all'occasione riesce a sopportare una situ azione lievemente diversa: il che costituisce il nucleo della teoria della selez ione naturale. Le alghe unicellulari flage llate possono sopravvivere a temperature di 15 gradi sotto zero. sebbene il loro contributo ai fini della resistenz a al gelo possa solo essere soggetto di congetture. che è quello attorno al qua le si forma più rapidamente il ghiaccio. Ogni pianta ha una sua soluzione per sonale per questi problemi. che abbassa il punto di congelamento . perché soc combe alle scottature causate dal riverbero solare sulla neve. I veri danni causati dal freddo dipendono dai cristalli di ghiaccio che si forma no all'interno delle cellule o nello spazio intercellulare. Le sole piante che crescano su lla neve sono certe alghe microscopiche gialle. Le piante più resistenti sono quelle il cui protoplasma possiede resistenza congenita alla formazione di cris talli di ghiaccio. Nell'habitat naturale di una pianta il freddo o il caldo esagerati sono estremam ente insoliti. Ad esempio la capacità di crescere in un clima caldo o freddo costituisce un carat tere genetico condizionato da una serie di mutazioni. Solo quando ci mettiamo a coltivare piante di altri paesi ci acco rgiamo del modo diverso con cui rispondono a condizioni superficialmente uguali. tanto è l'intrico delle radic i che s'intersecano in cerca d'acqua. A temperature più elevate possono vivere solo alghe verdiazzurre. e questo è un esempio impressionante delle p ressioni esterne esercitate da un ambiente. Una pianta alpina od artica è tetragona al freddo. c ui abbia dovuto adattarsi progressivamente per non venir eliminata. e infine i batteri . Possiamo immaginare come q ualche pianta primitiva abbia potuto diffondersi a poco a poco in un'area più cald a o più fredda. che si prosciugano e deformano. ma può benissimo morire se viene esposta ad inverni umidi o a lievi cambiamenti di temperatura. I funghi posson o crescere a 9 gradi sotto zero. mentre nel secondo viene sottratta acqua alle cellule. I laghi o lagune molto salati possono favorire la vita del solo plankton unicellulare.queste ultime ti piche dell'Antartide. e all'estremo opposto ve n'è un altro del tipo a ombrello trovato al Wadi Rum in Giordania. che lì rimane sul s uolo molto a lungo. Ma se fosse pos sibile capovolgerlo. e probabilmente provengono da regioni dove la temperatura sce nde rapidamente al di sotto del punto di congelamento. Fitoplankton ed alghe maggiori abbondano nelle acque polari. ed un suo modo per sfruttare la situazione traendone il massimo vantaggio. Caratteristica essenziale del fatto che i problemi vengan o risolti a questo livello è naturalmente la capacità della pianta di mutare a lunga scadenza. in grado di sopportare 64 gradi di ca lore. Un batterio scoperto m olto recentemente riesce a vivere in soluzioni fortemente alcaline di idrossido sodico a concentrazioni dieci volte superiori a quelle tollerabili da qualsiasi batterio prima conosciuto.Un deserto a cacti ha un aspetto particolare: i cacti vi crescono sparpagliati e radi. Cespugli ed alberi portati in un altro paese possono essere perfettamente resistenti a piena crescita. In Gran Bretagna il comune agrifoglio viene considerato pianta resistentissima.

molto ravvicinati . costituisce un cibo passabile anche per l' uomo. cioè sprovvisti di gambo.si trova un'apertu ra che permette l'accesso dei calabroni ai fiori. il lichene isla ndico.un paio disposto ad ango lo retto rispetto al paio successivo. che naturalmente potrebbe danneggiare le radici o renderne precaria la sopravvivenza . mentre quella esterna era di 5 gradi sotto zero. quali ad esempio la S aussurea sacra. che sono presenti sulle alte vette montane. La formula es trema d'isolamento è offerta dalle saussuree dell" Himalaya. tra questi. specialmente nelle specie che crescono sui ghiaieti do ve le pietre tendono a rotolare continuamente verso il basso e si tirano dietro la parte fogliare della pianta. mentr e il loro viscido muco fornisce rifugio ad altri minuscoli organismi che sembran o scivolare in modo inesplicabile sulla loro superficie. Queste fog lie sono abitualmente protette ed isolate dagli elementi da spessi rivestimenti cerosi. Alla sommità di questo vero thermos vege tale arrotondato . no nché in vaste regioni dell'Artico e dell'Antartide. e la pianta è in l etargo: certe piante alpine delle Ande possono restare vive anche per parecchi a nni sotto la neve. La pianta alpina «ideale» ha forma assai compatta. Anche muschi comuni e licopodii vivono in queste regioni aride e fredde. Sono comuni le lunghe rad ici con cappucci apicali. fiorendo infine liberamente quando vengano esposte all'aria e al sole.5 gradi C.. Il tepore emanato dai ciuffi erbosi incoraggia una specie di colibrì a fare il n ido all'interno di essi sul monte Kenya.o a rosetta. e sono coperti di minuscole rosette fogliari. sono d'importanza vitale per l'alimentazione delle renne e di altri erbivori. per cui ha aspetto molto schiacciato: molti cardi alpini e specie affini sono virtualmente sessili o acauli. Misurazioni effettuate su ciuffi erbosi ad altezz e superiori ai 4000 metri sulle montagne dell'Africa Centrale hanno fatto rileva re una temperatura interna di 2. Le piante alpine di maggiori dimensioni possono avere foglie lucenti adatte a riflettere le eccessive irradiazioni ultr . Spesso sono di colore bianco per riflett ere l'eccessiva luce solare. refrigerate a temperatura cos tante ed isolate dagli altri elementi. ricco di carboidrati amidacei. che in molti casi passano sotto la neve la maggior parte dell'anno. composta di foglioline spesso embricate . come se questa cercasse di tenersi esposta all'a ria. Ciò succede perché le vecchie foglie e basi fogliari morte e in disfacimento formano una massa infeltrita alla base del ciuffo. come quelle piante dette «pecore vegetali» che si trovano sulle An de o in Nuova Zelanda: certi vecchi esemplari formano cumuli che hanno letteralm ente le dimensioni di una pecora. spesso dura. Una pianta alpina ha anzitutto gambo o tronco molto ridotto. e forma un cuscino arrotondato o un tappeto distes o che offre la minima resistenza al vento. cioè in for mazioni che raggruppano le foglie e giovano a ridurre l'evaporazione. Di modo che si vede spesso la radice lunga e spessa che si sporge rivolta a monte come un cavo d'ancoraggio.talvolta parzialmente sepolto nella neve . trattenendola entro la massa infeltrita. L'isolamento termico è importantissimo in questo habitat particolare dove le condizioni locali favoriscono il «criosisma». o da peli. per cui le radici non possono assumere acqua. La zolla o il ciuffo erbosi rappresentano altre ottime forme per piante alpine. dove sono spesso le prime a colonizzare rocce e pietre. Questi ciuffi svolgono anche un'eccellente funzione tamponante cont ro le variazioni d'umidità. Sulle rocce nude cominc iano a comparire anche i licheni. A fior di terra le alghe verdiazzurre rappresentano una componente importante della vegeta zione dell'Artico. Le piante alpine hanno spesso radici profonde e molto diffuse. da depositi di muco. questi insetti passano spesso la notte in tale rifugio. dove ogni parte della pianta è ricoperta da un vello così spesso che è impossibile distinguerne le varie parti. In queste epoche dell'anno il terreno è qua si sempre gelato. ed è proprio lì che sono sepolte le nuov e plantule dalle tenere gemme. I più cesposi.tuisce un elemento di grande importanza nell'alimentazione dei pesci. e specialmente i raggi ultravioletti. con caratteristiche di adattamento ch e le consentono di resistere alla siccità. A volte questi cuscini possono ingrandi rsi notevolmente. o almeno radici i n grado di passare nelle minime fenditure delle rocce. Le piante superiori più tenaci sono le piante artiche ed alpine. cioè il sollevamento del terreno per azione del gelo. come quello grigi oargenteo detto appropriatamente «il lichene delle renne». La pianta alpina «classica» è nana.

Essa ricopre anche gli stomi o pori respiratori. ciò che ha messo in imbarazzo i primi osservatori finché non si è scoperto c he questa imbottitura viene a trovarsi all'esterno della gemma notturna. come i piselli). In altri casi le infiorescenze s ono dure e lucenti. a caratteristiche affini a quelle delle lobelie africane . ed espeletie imparentate con il senecione. Le giovani foglie dei senecioni arborei formano nella parte centrale un cono sopra la punta del germoglio. quali primule. da poter con tenere del liquido come una ciotola. Sulle Ande lo scarto giornaliero di temperatura può essere di 40 gradi centigradi. e riduce la traspirazione funzionando da strato coibente con tro le correnti d'aria. di modo che la temperatura resta alm eno un grado. e la temperatura può scendere molto sotto lo zero di notte. e un capo fiorale affusola to come un razzo lungo quattro metri e mezzo e anche più: la pianta muore dopo la fioritura. Inoltre il calore intenso e le radiazioni solari fanno aumentare molto rapidamente la temperatura nelle ore diurne. questi ultimi fino a 12 metri. perché lo si ritrova anche con tempo asciutto. ma quella sottostante non gela mai . Le f oglie disposte a rosetta sono intrecciate così strettamente tra loro. mentre le altre sono piantine basse ma diritte. e quind i al posto giusto ai fini dell'isolamento termico. Alcuni di questi senecioni hanno una densa lanugine solo sulla parte inferiore del lembo fogliare. Quest e condizioni mettono veramente a dura prova la resistenza delle piante locali. in particolare l a fantastica Puya raimondii. una gonna lacera di foglie allungate. per quanto efficiente esso possa sembr are: sulle montagne dell'Africa Centrale e sulle Ande avviene addirittura un rov esciamento completo della logica. . Sulle Ande esistono piante simili a queste. Possono esistere tuttavia grandi sbalzi dal giorno alla notte: è stato giustame nte osservato che ogni notte è inverno ed ogni giorno è estate. Su queste montagne equatoriali la temperatura media è quasi uguale per tutto l'ann o.esempio impressionante di evoluzione p arallela. mentre certe l obelie. Ovviamente queste pian te crescono di solito in posti più riparati di quelli frequentati da cuscini e tap peti vegetali. Con il fre ddo notturno la parte superiore del liquido gela. seco ndo la descrizione datane una volta da Patrick Synge. Non sempre la natura fa quello che è ovvio. Il serbatoio può ess ere profondo fino a 10 centimetri e circonda la punta della piantala. mostra un intero assortim ento di piante erbacee. Sia le lobelie giganti che i senecioni arborei hanno le foglie disposte in modo da formare «gemme notturne» che ogni sera si ripiegano strettamente attorno al germo glio in sviluppo o al capo fiorale. Si trovano anche enormi piante di lupini (appartenenti alle leguminos e. proprio come le margherite». I senecioni hanno foglie ricoperte di lanugine a fini d'isolamento. Mackinder ha segnalato nel 1900 come «le lobelie chiudevano di notte i loro cespi di foglie. con un t ronco da palma. che all'incirca rappresenta il limite massimo altitudinal e raggiunto dalle piante alpine nel Nepal Occidentale. eriche ed iperici ancora più alti. Il dispositivo forse più strano è dato dal serbatoio d'acqua di alcune lobelie. si proteggono i fiori azzurri impollinati dai colibrì africani con lunghe brattee lanose somiglianti a foglie. Al mattino si vedono le fogl ie spiegarsi dalla parte esposta al sole non appena sono toccate dalla luce. «di un enorme bruco peloso p ietrificato e rimasto diritto sulla sua estremità». in modo da assicurare protezione ininterrotta. aquilegie ed adonidi. in modo da assomigliare ad un mostruoso carc iofo globoso. ma non sempre è così: una fotografia scattata da Oleg Polunin a circa 6000 metri d'altezza. Questo liquido viene fabbricato indubbiamen te dalla pianta. Vi sono anche lich eni. Però molte piante alpine non adottano precauzioni del genere. Qui crescono piante gigantesche assolutamente fuori del comune: grotteschi senecioni arborei e lobelie da fantascienza alte fi no a 6 metri. forse anche due o tre gradi al di sopra del punto di congelamento.riparata com'è da due o tre strati di pezzetti di ghiaccio che possono ragg iungere anche lo spessore di un centimetro. delle quali solo un paio sono striscianti o formano tapp eti vegetali. come certe piante d' aspetto comunissimo. e di solito si accompagnano ad una spessa cute esterna. alta 9 metri ed impollinata dagli uccelli. quali la Lobelia telekii. c he si spingono fino a 4300 metri d'altezza.aviolette. di modo che la pi anta a pieno sviluppo viene ad assumere un aspetto di spazzola spettrale o.

Dove essi sono stati solamente ridotti a dimensi oni nane l'ecologo li chiama con un certo garbo «foreste degli elfi». Una campanula ed un aconito rivelarono temperature rispettivam ente di gradi 16. e infine spesso agli sconvolgimenti di natura mecca nica. comunque si mettano le cose. L'alber o tipico delle regioni fredde è la conifera dai rami profondamente piegati in bass o. soccombono facilmente all'inclemenza degli elementi. e così sopravvive sotto forma di tubetti vertica li.6 in ambiente aperto dove l'aria aveva temperatura di 13 . Og ni notte questo strato solleva la superficie del suolo. proprio prima dell'alba. dove anche il freddo contribuisce a formare alberi contorti tipo "bonsai".ci oè i sollevamenti del terreno operati dal gelo. 1-3. poi alla ra pida successione del caldo e del freddo. Le foglie vecchie sul tronco muoiono. all'irradiazione eccessiva. i senecioni arborei devono affrontare anche il pro blema di proteggere dal rapido gelo notturno il loro «impianto di tubature». che con i loro spostamenti notturni assicurano alla specie possibi lità di crescita ininterrotta. Anche molte piante del le tundre settentrionali devono affrontare il problema dei criosismi. L' unica specie che non conserva le sue foglie morte ha una spessissima corteccia s ugherosa che assicura analogo isolamento. Nei luoghi esposti possono trovarsi alla mercé del vento.Oltre alle gemme di crescita. vale la pena di citare due altre curiose soluzioni di questo problema. E" stato impossibile calcolare la temperatura vera sviluppata da questi fiore llini sotto il manto nevoso. rispetto ai 13. avente su ogni lato spessore alme no uguale a quello del tronco protetto. mentre all'esterno era di 5 gradi sotto zero. Certe piante andine hanno grosse corte cce scagliose per lo stesso motivo. legno incurvato.2 gradi dell'aria ambientale. all'eventuale rischio di disseccamento. una carlina ancora chiusa fece registrare temperatura di ben 20. Si è constatato così che un fiore di genzianella aveva temp eratura interna di 10. Una piantina detta Subul aria sviluppa abbastanza calore da impedire che si formi del ghiaccio tutto atto rno alle rosette fogliari erette. questi ultimi formano pallottole di muschio quasi sferiche del diametro di cen timetri. Prima di abbandonare le montagne dell'Africa equatoriale. mentre quella esterna era di 8. ma non cadono dall'albero. Essi hanno risolto il proble ma adottando quello che si potrebbe definire un «impianto autonomo di rivestimento». Già si è detto che i criosismi . come le soldanelle e i crochi. una delle sollecitazioni del suolo . che sembrano fondere la neve per praticarvi dei fori a vantaggio dei loro fiori nelle chiazze di neve in ritirat a. questa azio ne è sempre evidente sul bordo superiore del limite arboreo alpino e al limite più s ettentrionale delle foreste artiche. E" stata registrata nel midollo una temp eratura di 3 gradi C. dall'alga verdeazzura "Nostoc" e specialmente da parecchi muschi .4 gradi. e formano uno strato pendulo di molte superfici sovrapposte. Quindi le piante alpine devono resistere in modo speciale al freddo. ma è fuor di dubbio che esse hanno risolto il problem a determinato dal clima rigidissimo in modo altrettanto efficiente di qualsiasi pianta nana a cuscino. E" degno di nota il fatto che i senecioni arborei il cui rivestimento di foglie morte sia st ato distrutto dal fuoco. . E" un mistero perché queste piante alpine delle regioni equatoriali abbiano assunt o dimensioni così gigantesche. ma si è riusciti ad effettuare prelievi di temperatur a su altri fiori alpini.6 gradi C.2 gradi C.4 gr adi C.rappresentano una caratteristica locale per i violenti cambiamenti di tempera tura. e in certi terreni sono accompagnati dalla formazione di ghiaccioli lunghi almeno un centimetro e strettamente affastellati insieme in senso verticale. perfettamente sagomati per lasciar cadere l'eccesso di neve.6 e 14. Questo calore generato dal ricambio della pianta si può osservare in molte piante alpine d'Europa. cioè i ca nali e i dotti convogliatori nei loro alti tronchi. mentre quando sono veramente contorti usa il termine tedesco «Krummholz». Un'altra curiosità africana è data dal modo con cui parecchie piante di struttura più primitiva superano la difficoltà del sollevamento del terreno ad opera del gelo se guendolo nel suo spostamento: non sono attaccate al suolo. Questa tattica è adotta ta dai licheni. Questo problema tu ttavia riguarda molte piante di specie diverse: non abbiamo che da guardare sull e nostre coste per vedere l'azione dei venti dominanti sugli alberi. Nei climi temperati il problema tipico è dato da un inverno relativamente rigido.

Entro 10 minuti da quando è sta to bagnato. Alcuni licheni vivono all'interno di rocce dal la superficie poco coerente.Molte piante perenni superano questo frangente morendo. dove la temperatura diurna può salire a 60 gradi scendendo quasi a zero nelle or e della notte. Spesso si forma la rugiada . e tirando avanti quasi in stato d'ibernazione. Nelle condizioni di deserto assoluto non cresce nulla. cui va aggiunta l'ultima calamità della siccità. Inoltre vivono sp esso sulle parti più basse delle pietre o anche sotto di esse. che si comportano come tali nelle regioni artiche o alpine. mentre un lichene diss eccato riesce a sopravvivere ad ottanta gradi e più. in condi zioni di aridità. e contribuiscono a frantumarle. Si è osservato che queste piante elementari possono perdere. qual è quello delle dune di sabbia costiere. come a ttestano le erbe di cui si nutrono i cammelli dei Beduini nelle regioni del Quar to Vuoto d'Arabia. m a certe piante riescono a sopravvivere a situazioni di aridità incredibile.e sempre nel Negev è osservata per 180 notti i n un anno -. Spesso si trovano pezzi di pietra incrosta ti di alghe. Tuttavia l'adattabilità delle piante risalta nel modo più vistoso quando occo rra affrontare problemi di gravità estrema: alle piante alpine ed artiche tocca tu tta una serie di questi problemi. Come le alghe loro sorellastre. L e piante adattate ad ogni forma di siccità si dicono "xerofite". cioè a una temperatura alla quale gelerà u n poco delle sua acqua interna. Vi sono piante che crescono nelle zone più micidiali del Sahara . La siccità colpisce molte aree: può dipendere dalle caratteristiche intrinseche dell 'habitat. Nei suoi "Diari dall" Himalaya" sir Joseph Hooker segnalò di avere visto a circa 6500 metri d'altezza un lichene che aveva notato precedentemente alla T erra di Kerguelen nell'Antartide. Le piante a foglia caduca vanno in letargo p erdendo le foglie. e per non più di 5-6 settimane in una «c attiva». ma pare che serva pochissimo alle piante superiori. resistendo così abbas tanza bene alle condizioni avverse. Risalendo la scala vegetale troviamo i licheni in veste di diffusi colonizzatori . e possono passare quattro anni prima che cada una goccia di piogg ia. Si trovano indubbiamente piante primitive in deserti d'aspetto implacabile. così essiccate possono res istere almeno due anni e mezzo. ma nella sua formula estrem a si attua nei deserti. condizioni analoghe si verificano nell'Africa sudoccidentale. mentre le piante annuali sfuggono ai rigori dell'inverno sotto forma di semi. Le piante acquatiche possono ridursi a mozziconi sommersi di tessuto. In condizioni di siccità le piante superiori devono affrontare due problemi divers . fino a ridursi a un ciuf fo di radici. Ad esempio. un lichene siffatto aumenta del 50% il proprio peso iniziale assumen do acqua: ne è un esempio la specie cesposa "Ramalina" che riesce ad effettuare la fotosintesi anche a 10 gradi sotto zero. passando in letar go completo e resistendo anche a temperature altissime. Anche la «rugiada sotterranea» causata dalla condensa zione può essere benefica. e spesso si osservano radici avvolte attorno a queste fonti d'approvvigiona mento idrico. Certi muschi hanno capacità analoga. E" probabile che le riserve principali d'acqua in un de serto senza falda freatica sotterranea siano invece le «sacche» d'acqua sotto le pie tre. e sono in grado di servirsi della bassissima luminosità che filtra sotto i sassi: alcune operano ad i ntensità luminosa inferiore a quella del chiaro di luna. quasi tutto il loro contenuto interno d'acqua. Ogni acqua disponibile viene assorbita rapidamente dalle alghe. disseccandosi fino a sembrare del tutto morti e tornando in vita come se niente fosse non app ena vengono inumiditi. e in altri deserti sassosi. i licheni possono resistere all'alternarsi di secchezza e di acqua: questa resistenza è particolarmente necessaria se si considera che un lichene «bagn ato» riesce a sopportare solo una temperatura sui 30 gradi. Lemb i d'alghe microscopiche verdeggiano improvvisamente dopo gli allagamenti provoca ti dagli acquazzoni. sebbene basti a d alimentare quelle primitive. e forse molto più a lungo. La maggiore difficoltà di questi ambienti deriva dal variare delle condizioni di v ita da un anno all'altro. che così possono gonfiarsi e riprendere l a normale attività metabolica: una resurrezione che l'uomo non è ancora riuscito a p rocurarsi con le sue tecniche d'ibernazione! Queste alghe certamente si avvalgon o della rugiada o anche semplicemente della umidità atmosferica. mentre in seguito non resta di loro che una finissima crost a scura tra le particelle di terreno. nel deserto del Negev si può avere umidità suf ficiente per quattro mesi in un'annata «buona».

Si sa che queste piante possono vivere fino a 300 anni. Piante di capperofava irrigate nel modo s uccitato crebbero da 2 centimetri d'altezza fino a quasi mezzo metro in dieci me si. Nel caso dei capperif ava sopra citati i ricercatori hanno accertato che le probabilità di felice insedi . alcuni terreni dese rtici sono in condizioni di «siccità permiana». proprio come avviene quando le cellule vengono danneggiate dal gelo. la secchezza dell 'aria. Queste piante assumono naturalmente acqua attraverso le radici e la perdono a ttraverso i pori respiratori per il fenomeno di traspirazione. in modo che le piante crescono rapidamente in buone condizioni. trasp irano per mantenersi fresche. e di conseguenza non possono provvedere alla produzione di fiori e semi. possono anche fare a meno di crescere per buona parte delle stagioni. Le piante hanno in serbo molte soluzioni per i loro problemi. crescono in misura assolutamente estranea a lla loro natura di piante del deserto. dare e avere vengono totalizzati tutte le 24 ore. sebbene i germogli appena spuntati possa no resistere 25 ore allo stato secco. Esse di solito crescono con estrema lentezza e. un'artemisia perenne.ha foglie larghe e sottili a traspirazione così intensa. una sua v icina del Negev. Si potrebbe dire che ogni pianta aggiorna continuamente la s ituazione del suo bilancio idrico. Indubbiamente la fotosintesi procede di buon passo se vi è acqua a sufficienza. ed una pianta di questa età non supera normalmente l'altezza di 70 centimetri. livelli che possono essere bassissimi alla fine della stagione asciutta. Però certe piante. e tanto meno alla crescita. si fanno una concorrenza così spietata per l'umidità che molte muoiono: è accaduto così che sullo spazio delimitato di un metro quadrato siano sopravvissute solo 40 piantine di salsola su 850 germogliate. ma queste hanno un'alta percentuale di sopravvivenza. Questa salsola è una pianta annua.i. ma se ricevono acqua ininterrottamente. la zucca amara o coloquintide .che ha fatto gridare ai personaggi biblici (Li bro dei Re.«ogni pianta del deserto attiva durante la stagione asciutta si trova permanentemente pericolante tra Scilla e Cariddi. per cui devono tr ovare un equilibrio tra i due sistemi: senza la traspirazione non possono effett uare la fotosintesi. ma anche un a notevole duttilità. Si vedrà che . tanto più n umerose sono le reazioni delle piante alle caratteristiche di un dato habitat. a parte la necessità della fotosintesi. I n una data pianta non c'è soltanto una capacità generale di adattamento. mentre il loro accrescimento normale in una «buona annata» di tipo desertico si aggira sui 5 millimetri. rappresenta te rispettivamente dalla minaccia di morte per mancanza d'acqua e dalla morte pe r mancanza di materia organica». Il problema numero due. in modo molto simile a quanto facciamo noi sudando . per cui la traspirazione si potrebbe considerare un male necessario. se ne stanno lì nel loro durissimo a mbiente abituale come profeti del Vecchio Testamento. Il problema numero uno è dato dall'aridi tà effettiva del suolo. Ve rrebbe fatto di chiedersi perché mai non vadano a colonizzare habitat migliori. Invece niente.citando dal «Negev» . Le vecchie piante sopravvivono dove possono perire invece i loro rampolli: perciò occorre una buona produzione di semi. se possono crescervi tanto bene. sta di fatto che quanto più ardue sono le condizioni di vita. perché la pianta pe rde più umidità per traspirazione di quanta possa assorbirne attraverso le radici. come diremo in se guito. riesce a far germogliare pochissime plant ule. che la loro temperatura risu lta abbassata di ben 7 gradi rispetto a quella dell'aria circostante. esattamente come altri delle regioni a rtiche sono in «gelo permiano» o «permafrost». 2:4) cui era stata servita una zuppa: «C'è la morte nella marmitta!» . con bilancio in attivo di notte e in passivo il giorno dopo. preparandosi per l 'eventualità di tempi avversi. L a fotosintesi può interrompersi completamente se una pianta si disidrata. Quando troppe plantule germogliano assiem e. Una stranezza di molte piante del deserto sta nella loro enorme capacità potenzial e di crescita. può verificarsi anche quando il terreno è abbastanza umido. in base al principio di evaporazione dei recipienti di terraglia usati nel buon tempo anti co per raffreddare il latte. Oppure accade che il bilancio idrico venga redatto di anno in anno: in questo caso la sopravvi venza dipende dalla sopportazione di livelli minimi di acqua che manderebbero in fallimento una pianta normale. con insufficiente umidità per le radici. e sono pure indispensabili dispositivi (ne l maggior numero possibile) per diffondere la semente tanto nello spazio quanto nel periodo adatto alla germogliatura.

disseccandosi. Molte piante alternanti hanno foglioline minut e che vengono eliminate immediatamente. lunghe un paio di centimetri. che consente un trucco alquanto più gaglioffo del primo. isolando contemporaneamente la parte centrale resid ua. luce e temperatura. un'artemisia grigia lascia cadere le fog lie invernali grandi e profondamente incise. mentr e quelle che spuntano nella stagione secca si riducono sempre più di dimensioni. di modo che offrono alle gazzelle cibo e bevanda contemporaneamente. anche se ciò non appare vistosamente. l'altro in seguito. che possono contrarsi o gonfiarsi a seconda della disponib ilità di acqua. Il capperofava ha un altro asso nella manica. ed eli mina la pelle verde esterna. I cespugli del deserto possono troncare in senso letterale le perdite causate da lla stagione secca. Le piante adulte possono far fronte al deserto con la caduta totale delle foglie . Altre piante invece eliminano la delicata parte apicale e si ritirano al sicuro sotto terra durante le stagioni secche. e sebbene la c arta venisse rinnovata costantemente. o ad attività stagionale seguita da periodi d 'inerzia. tenute in sieme solo dal terreno alla base. f ino a piccoli abbozzi di un millimetro o due. tuberi o rizomi a seconda della loro struttura. Le foglie di acacia del deserto contengono circa il 50% d'acqua allo stato libero. cormi. Dopo un certo tempo queste strisce si incurvano staccandosi l'una dall'altra. Da una profondità sotterran ea che spesso è di 30-40 centimetri spuntano in gran fretta quando sono inumidite dalla pioggia. uno programmato per germogliare su bito. Con l'umidità si distendono facilmente. ogn una con un proprio sistema radicale e ciuffo terminale di rami e foglie. spesso più o meno carnose. a dispetto del caldo. si stacca come un'epidermide una volta esaurita l'acqua di un tessuto funziona nte da serbatoio. Sono le piante a radici carnose: bulbi. e il motivo principale dipende d al fatto che gli stomi sono situati alla base di solchi e scanalature dove sono al riparo dal sole accecante e dalle correnti d'aria. di modo che non possono più aprirsi del tutto . e rimane solo il tronco provvisto di stomi. eliminando rami e foglie. In tal modo questa specie vegetale riduce drasticamente la traspirazione di no n meno del 96%. Un metodo insolito di crescita interna per mette al tronco principale di svilupparsi in parecchie strisce indipendenti. separandosi da qualche parte del loro corpo. Di solito le erbe xerofite hanno foglie che si arrotolano in condizioni di secch ezza. questo tessuto assume aspetto sugheroso. Molte piante del deserto possiedono alcune caratteristiche delle p iante grasse. che hanno tronchi verdi contenenti clo rofilla. oppure a seconda delle mutevoli combinazioni di umidità.amento si verificano in media una volta ogni 5-7 anni: quanto basta alla specie per mantenere il popolamento. o per scalarla ne l tempo. Spesso i tro nchi presentano sezione di taglio circonvoluta. fattori che accelerano la traspirazione. mentre le p iante frondose perdono le foglie. mentre le altre sopravv ivono. La salsola spinosa perde fino al 9 0% del proprio peso corporeo. Queste e molte altre piante si privano di rami grossi e piccoli. Si tratta della «sopravvivenza per morte parziale». Ne sono esempi le «piante alternanti». il quale effettua la fotosintesi . Nel chenopodio del deserto la parte esterna dello stelo verde. Altri dispositivi possono far sì che i semi di piante del des erto evitino di mettersi a germogliare in risposta a lievi acquazzoni fuori di s tagione. quali molte specie di ginestra. Spesso hanno semi di due o tre tipi. Difatti molte xerofite hanno foglie. una volt a sparito il resto delle foglie. Le piante del deserto già descritte al capitolo 16 possiedono molti dispositivi pe r assicurare la germogliazione dei semi al momento più propizio. ed è adottata anche da altri cespugli del deserto. l'ispessimento della superficie esterna comprim e i pori respiratori sotto la pelle. e portano stomi con cui possono effettuare la fotosintesi. con cellule elasti che a pareti sottili. ricordo che alcuni campioni di piante raccolti nel deserto della Giordania rifiutarono di essiccare avvolti in carta da giornale per parecchie settimane. Alcune possono perire. di solito con i fiori già formati: si annoverano tra queste specie . nascondendo all'interno del tubo fittizio così formato la superficie circonv oluta sulla quale sono situati gli stomi. Il capperofava perde la maggior parte delle foglie.

ivi compreso il tenace semprevivo spesso ad abitudini di vi . tipo il cappe rofava già citato. formando come un guscio spesso e rifran gente. o cipolla ma rina del Mediterraneo. ent ro pochi "minuti" dalla caduta dei primi goccioloni di pioggia. che si presenta come una massa sferoidale completamente verde. dove la stagione s ecca può prolungarsi da maggio a gennaio. Entro dodici ore da quando è caduta la pioggia emettono radici. al cui riparo quello che nella stagione ventura sarà il corpo della pianta si sviluppa ben protetto dal calore eccessivo. dai bulbi enormi a volte voluminosi come un pallone da ca lcio. strati supplementari di cellule esterne intesi a proteggere l a clorofilla. Partendo da queste. maturano i semi e tornano in letargo. giaggio li e gigli Eremurus. può sopravvivere per molti anni fuori del terreno. possiam o identificare una serie completa di piante in cui le foglie diminuiscono di num ero e di grandezza. al centro della quale compare presto un fior e violaceo di 8 millimetri. Le vere piante grasse trasformano ogni parte del loro corpo in riserve d'acqua. Alcune piante hanno bulbi p iù o meno esposti all'aria. La scilla. talvolt a anche superficie bernoccoluta o tubercolata. oppure in una massa sferoidale di un corpo plantare originatosi da due foglie: il solo indizio è dato da una scanalatura o fe ssura centrale. Il tubero più straordinario del deserto è forse anche il più piccino. che si ha l'impressione che il fiore spunti strappando la pel le. a somiglianza delle piante alpine delle Ande che trascorrono anni interi sotto la neve. terminando in una successione di sei o quattro foglie strett amente compresse. emettendo foglie quando cominciano le piogge principali. cut e molto ispessita. sia pure allo stato letargico. Nella specie opportunamente chiamata "Fenestraria" si trova una «f inestra» composta d'uno strato sottocutaneo di cristalli di ossalato di calcio. La «pianta del sale» americana ha uno strato esterno di sale. e segnatamente nella famiglia dei Mesembryanthemum. Letteralmente. e si ritrovano negli stagni disseccati. Il letargo di queste radici è favorito dagli strati esterni isolanti di tessuto mo rto o sugheroso. la lo ro cute sovente s'indurisce e sbiadisce. per cui esse riescono a sopportare talvolta temperature molto e levate: la poa del Sinai ha bulbilli che allo stato letargico resistono a 80 gra di. lanugine folta come una pelliccia. dette piante fenestrate. o le grandi piogge. questi tuberi fa nno spuntare foglie cilindriche della lunghezza di un centimetro. ch e riduce l'ardore dei raggi solari. Infatti questa specie di carice non perde mai le f oglie: la parte superiore avvizzisce. Si tratta di una pianta parente della castagnola. mentre entro 2 4 ore dalle prime gocce di pioggia il terreno attorno al carice Carex pachystili s è tutto infiltrato di radici. a somiglianza delle piante alpine delle grandi altezze. I Greci appendono i bulbi di questa pianta nelle loro case come simbolo di fe condità. fino all e piante frondose con tronchi o steli completamente succulenti come le Crassula. dalla quale emerge il fiore. che in natura vi vono sepolte nella sabbia. conosciuta con il nome bizzarro di Chamaegigas intrepidus. in modo che solo la sommità delle foglie pianeggianti è e sposta al sole. gallegg ianti alla superficie dello stagno. quali tulipani. Queste foglie. la fe ssura è così nascosta. possono restare in letargo per al meno una stagione. Se le piogge sono scarse. come «fiori» cerosi.alcuni dei fiori del deserto tra i più vivaci e brillanti. I suoi tuberi hanno le dimensioni di una capocchia di spillo. Quando queste piante supergrasse vanno in riposo nel periodo asciutto. Parecchie piante bulbose mettono fiori alla fine dell 'estate asciutta. filtrandone quanto basta perché raggiunga il p rofondo strato di clorofilla sottostante. Si notano fasi di succulenza in cespugli legnosi a foglie carnose. Esistono piante a foglie carnosissime. Nella defo rme Muiria. Il giorno dopo la pianta produce una rosetta di quattro foglie ovali di un centimetro. mentre la base rimane verde. come le nerine e le "bulbine". dispongon o spesso di un impianto d'isolamento a funzione antisolare. o di paia isolate. Molte piante grasse. e specie cespugliose dei Mesembryanthemum sudafricani. e nota da una località dell'Africa sudoccidentale. In molti casi le foglie avvizziscono molto nella stagio ne asciutta man mano che viene esaurita la scorta d'acqua. cute bianca o argentea. Si annoverano tra queste specie le ben note "piante rocciose" del SudAfrica ed altre specie imparentate. emettendo foglie ogni ann o.

e nei lunghi periodi di siccità si nota come queste costole siano più sp orgenti e serrate. come accade nelle «piante alternanti: essi si proteggono facilmente in modo analogo a quello descritto a proposito de lle foglie. che ass omiglia ad una camelia con le spine. lanugine o peli. cui apparteng ono margherite. gigli. Spesso le fogli e si richiudono in condizioni di aridità. altri cacti invece hanno foglie effimere ch e vanno perdute man mano che la pianta diventa adulta. Recentemente si è dimostrato che gli spini di certi cacti funzion ano da organi di assorbimento dell'acqua presente anche sotto forma di rugiada: . dove la minima area superficiale si accompagna al volume massimo per consentire l'accumulo di acqua. allo scopo di conservare l'umidità e ridur re drasticamente la traspirazione. Inoltre si aprono principalmente di not te. e relativamente pochi stomi . Alcuni cacti vivono in giungle umide dove i problemi sono di genere del tutto di verso: essi restano senza foglie. Essa viene convertita temporaneamente in un acido organico. e infine il «corpo plantare» composto di foglie strettamente congiunte.barili o cilindri isolati e tappati. gerani. E" questa la forma tipica dei cacti e di parecchie famiglie non unite da rappor ti di parentela. e possiede tronchi verdi in grado di effettuare la fo tosintesi. quali le euforbie e le stapelie. ma il tronco si è appiattito ed ha preso l'aspet to delle foglie.specialmente quelle delle spi nosissime "chollas" . come le greenovie. mentre altre sono a foglia caduca. L'acidità dei tessuti della pianta aumenta incessante mente di notte per questo «metabolismo acido delle crassulacee». man mano che il corpo della pianta si restringe: i tronchi ri piegati a fisarmonica sono progettati perfettamente per questo andirivieni. che consente di effe ttuare la massima fotosintesi con la minima superficie spaziale. Molti cacti hanno tronchi costoluti o crestati. hanno l'asp etto di gemme di rosa ancora chiuse. Quando scompaiono le foglie. le cui caratteristiche non rappresentano nece ssariamente i tratti distintivi della famiglia nel suo insieme: alcune specie co nservano le foglie. colmi d'umidità. le forme schiacciate delle foglie. dove il movimento dell'aria viene ridotto al min imo specialmente in condizioni di siccità.ne è un esempio la Pereskia. Un piccolo numero di cacti emette foglie normali . L a maggior parte dei cacti si è perfettamente adattata ai diversi habitat aridi. che viene poi scisso per produ rre zucchero il giorno dopo. I tronchi dei cacti e delle euforbie grasse si sono formati quasi certamente e a nzitutto per la riduzione degli spini e delle foglie in conseguenza delle condiz ioni ambientali di aridità. come in molte specie assai note. vite. consi derata la specie più primitiva e fors'anche il capostipite della famiglia. ne è un esempio la comune ginestra spinosa. La maggioranza dei cac ti però ha smesso le foglie. con uno spesso rivestimento di cera. eccetera . e molte . e spessissimo hanno anche peli. i gambi o tronchi verdi si assumono il compito di e ffettuare la fotosintesi e la traspirazione. hanno superato la soglia delle xerofite.di norma perdono le pale o le giunture in prossimità delle t erminazioni del tronco. se così si può dire. in condizioni di aridità: altro aspetto delle automutilazi oni delle piante.come pure nelle altre famiglie vegetali. alcuni tipi di semprevivo si comportano in qu esto modo. l'anidride carbonica immagazzinata non si può tr asformare subito in zucchero. ed anche certi loro parenti tropicali. Si può accertare che molte altre piante spinose diventan o ancora più dense di aculei quando debbano crescere in condizioni di siccità. come avviene nella fotosintesi normale.ta alpine. Le «pa le» piatte e arrotondate e a forma di foglia dei fichi d'India non fanno altro che assottigliarsi sempre di più finché cadono.la caratteristica delle piante s ucculente o grasse compare soltanto in pochi generi che. come viene chiamato . Le rosette. Probabilmente queste piante so no rientrate nella foresta primigenia dopo un'esperienza evolutiva all'aperto. come le branchie embrionali dei mammiferi. Gli stomi dei cacti e delle piante grasse a struttura affine si trovano in fondo alle pieghe della fisarmonica. e sono un ricordo delle o rigini remote. e ritorna alla norma di giorno. che ha foglie normali se cresce in ambiente ricco di umidità. adottano la disposizione delle foglie a rosetta. che per evoluzione parallela s ono giunte a un'identica conclusione finale in risposta a condizioni uguali. e dato che allora non c'è luce. segnano le varie tappe verso la formula ultim a di resistenza alla siccità data dalla sfera o dal cilindro. me ntre presso le euforbie .

non appena il terreno venga inumidito dalla pioggia. più un fittone verticale di un metro. a causa delle inadatte pressioni osmotiche che si verificano quando la concentrazione dei sal i è più alta all'esterno che non all'interno delle radici. Ne consegue che qu este piante grasse gigantesche hanno struttura rigida. o a perforarle per farvi il nido come il picchio. che producono peli radicali per assorbi re acqua solo in prossimità dell'apice radicale di accrescimento. Una pianta d'erba San Pietro cresciuta ha radici che si spingono fino a tre metri di profo ndità. mentre altre si calano in profondità fino a raggiungere una falda freatica. alcune piante combinano i due tipi di radici a seconda delle circostanze. Altrettanto sec ondaria. dalla quale spunta no i tronchi o gambi annuali. con riferimento alle «piante troppo grasse». mentre la tamerice può prosperare in località dove la falda f reatica contiene più del 20% di sali. ma durante i lavori di scavo per la realizz azione del canale di Suez si sono registrati casi di radici di tamerici spintesi fino a 50 metri sotto terra. Molte volte nel deserto le piante devono far fronte non soltanto all'aridità. Un capperofava che ricopre una superficie di d ue metri quadrati sopra il suolo può avere un apparato radicale che si estende fin o a 35 metri quadrati e si spinge fino a profondità notevole. così come molti alberi e cespugli delle regioni desertiche dispongono di radici penetranti: esse di solito non va nno oltre i 10-15 metri di profondità. o «il vecchio» del Messico. come l'Euphorbia ingens che passa i 10 metri. come risulterà chiaramente a c hiunque cerchi di svellere una plantula . fanno spesso spu ntare peli radicali per tutta la lunghezza delle radici più giovani. può avere radici orizzontali disposte a forma raggiata e lunghe fino a due metri. e in modo tipico dei cacti. In Africa a lcune euforbie sono veri alberi con un grosso tronco e una chioma rotondeggiante di molti rami. Le radici delle xerofite sono naturalmente di vitale importanza per queste piant e. La palma Hiphaene è tipica delle acqu e salmastre in Africa. tanto per cominciare molti deserti apparentemente caldissimi possono aver e temperature notturne prossime allo zero. lo stesso sale ed altri minerali si accumulano in molte situazioni ambientali del deserto. Certi cacti sono molto grandi. come ben sanno quanti cercano di pratic are l'irrigazione e le colture idroponiche nel deserto. In un deserto a cacti alcune radici si diffondono in senso orizzontale a poca profondità dalla superficie del terreno. e quelle di grandi dimens ioni hanno scheletro legnoso. che può raggiungere l 'altezza di 15 metri e il peso di 10 tonnellate. Queste piante reagiscono prontamente quando vengono sepolte sotto la sabbia . oltre ad essere tossico . ma il dispositivo sembra insufficiente a spieg are come questo cespuglio possa vivere in condizioni di così sostanziale tossicità. rende più difficile alle radici l'estrazione dell'acqua dal suolo. come il saguaro dell'Arizona. Già se ne è fatto cenno al capitolo 9 a proposito di certe piante rampicanti che ha nno una grossa base destinata ad accumulare acqua di riserva. o "retama". Oltre a resistere al caldo e alla siccità. Una salinità superiore all o 0. Le piante delle dune di sabbia hanno un sistema di radici molto esteso. ed altr e specie di forma cilindrica che possono essere alti anche 12 metri. La ginestra bianca del Medio Oriente. ma a nche alla salinità del terreno. sebbene spesso efficacissima. derivi da una situazione del genere. nonché alle «piante a bottiglia» dai tronchi rigonfi contenenti acqua.poniamo di erba San Pietro. a differenza della maggioranza delle radici normali.5% è dannosa alla maggior parte delle piante: il sale. e spuntano ben presto all'aperto. la pianta dispone di ghiandole che evidentem ente secernono l'eccesso di sale. La succulenza non è una caratteristica limitata sostanzialmente alle piante molli. Il baobab che vive nelle località aride ha radici orizzontali che possono estender si per un centinaio di metri attorno all'albero. e molte specie crescono sulle Ande a più di 3000 metri d'altezza. Lo stesso vale naturalmente anche per le piante delle paludi salate e del litora . Le radici delle xerofite sono degne di nota anche per il fatto che. E" possibile che l'elevat a concentrazione salina della linfa di certe piante grasse. molti cacti resistono anche al grande f reddo. è la protezione accordata dagli aculei cont ro molti animali: ciò nonostante molti riescono ugualmente a mangiare parti di que ste piante.si tratta probabilmente di un processo d'adattamento secondario.

le marino. le armerie. Acetose e piantaggini sono altre ostinate colonizzatrici. Questi peli radicali assorbono tutta l'umidità possibile. e perfino da migliaia di anni. o di materiale di sterro.sono gh iotti di nichelio: possono assorbire questo metallo fino al 10% del loro peso a secchezza.poniamo . Molte specie di piante si sono adattate a vivere in queste condizioni . Un altro grosso problema si presenta quando le piante devono vivere con le radic i in un suolo asciutto o tossico. o di mimolo muschiato negli Stati Uniti d'America. I d epositi alcalini e gessosi rappresentano frequentemente problemi ambientali a cu i certe piante devono trovare una soluzione. la piantaggine marina e vari suffrutici. mentre l'alisso o «erba matta» Aly ssum bertolonii e l" Hybanthus floribundus . nonché la secchezza che di solito contraddistingue terreni del genere. zinco.alcune delle quali s ono magari in attività da secoli e secoli. e segnatamente le orchidee. sviluppa peli radicali bianchi sul lato dove avvi ene il contatto. Alcune specie di "astragalo" accumulano s elenio. come la sueda e la salicornia. Ma mentre una pianta potrà adattarsi .un cespuglio neozelandese . mettono a punto delle radici aeree carnose che riuniscono la funzione d'ormeggio a quella dell'assorbimento dell'ambiente atmosferico. Ne è un esempio il Rhododendron kiusianum. Queste radici svolgono funzioni di appiglio ed assorbimento: in certi casi un sistema radicale sviluppato pesa almeno quanto le foglie e tutto il resto della pianta. In un certo qual modo queste piante si possono pa ragonare alle alghe. Esistono anche piante grasse degli stagni salati. questi ceppi resistenti si possono usare naturalmente per ricoprire cumuli di sfasciume minerario antiestetico. ma si osserva in larga misura nei pressi delle vecchie miniere . senza che l e radici vi possano penetrare. un rododendro dell'is ola giapponese di Kyusciu che prospera in mezzo a vapori e fumi sulfurei. come certe erbe. in modo particolare di azo to e fosforo. rame o niche lio. Ora molti cercatori di risorse minerarie dal senso d'osservazione svi luppato tengono conto della presenza di piante notoriamente tolleranti nei rigua rdi dell'uno o dell'altro metallo! L'adattamento a minerali abitualmente tossici contenuti nel terreno è il risultato di una serie di mutazioni. Il colmo è dato da alcuni ceppi che ottengono il massimo ri goglio solo in presenza del metallo in causa. e giungono a un'intesa con piombo. che rim ediano alla bassa percentuale d'acqua assimilabile accumulandola nel tronco. e un'altra ardua difficoltà si verifica quando o ccorra vivere in mancanza completa di terreno. Essa aumenta rapidamente in modo da formare ceppi completamente resistenti nello spazio di pochi anni. in cui lo strato d'aria funge da isolamento antitermico. I ceppi resistenti ai metalli riescono a superare anche questa dif ficoltà. mentre altre resistono benissimo al rame.a un'elevata percentuale di piombo puro. non è detto che il ceppo res istente al piombo lo sia anche nei riguardi dello zinco o del rame. mentre il potere rifrangente del velame disperde l'intensità dell'insolazione. Se la radi ce tocca una superficie umida. Altre specie vegetali riescono a vivere felicemente in luoghi in cui abitualment e si trovano quantità tossiche di metalli pesanti concentrate nel terreno. al caso anche con due di questi metalli insieme. do ve la colorazione argentea dipende da uno strato esterno di cellule contenenti a ria o "velame". Oltr e alla loro naturale opera di colonizzazione. Le erbe sembrano le più adattabili. immerse in un'atmosfera umida. Sta di fatto che molte epifite. E" questo il caso delle epifite. La tipica radice aerea di un'orchidea è di un bel colore verdeargenteo lucente. e molto faci lmente non prospererà in un buon terreno privo di piombo. possono assorbire l'acqua dir ettamente. Ai margini delle aree vulcaniche vivono altre piante resistenti a condizioni di evidente tossicità. E" interessante osservare che il materiale di scavo delle miniere è spesso assai c arente delle normali sostanze nutrienti delle piante. e gli esperimenti effettuati al riguardo hanno dimos trato che forse tre o quattro plantule su mille possiedono resistenza iniziale. Ciò può ver ificarsi in natura quando vi siano giacimenti metalliferi in affioramento. quali certi ceppi di armeria e di renaiola di primavera in Gran Bretagna. piante che si attaccano ai rami degli alberi. perché le loro radici talvolta non sono altro che un appiglio . s . in modo da formare il primo stadio di una nuova coltre v egetale man mano che vi si accumula altro terreno. e talvolta alle rocce. mentre le foglie. una specie di silene apprezza il cobalto.

e sono di colore verde. La cortecc ia dell'albero si asciuga poco dopo cessata la pioggia. con un labbro un p o'"a forma di navicella. è probabile che in queste esista un velame molto più sottile sopra le cellule contenenti clorofilla. ma estremamente ornamentali. di mod o che la pianta si compone solamente di uno spiegamento raggiato di radici.otto qualunque forma arrivi . ad eccezione della li scia punta d'accrescimento. e combaciano stret tamente alla base. che con molto sforzo si potrebbero chiamare foglie. Inoltre i muschi epifiti presenti sul tronco as sicurano spessissimo una riserva d'umidità. per cui t utto il fiore viene alquanto ad assomigliare a una rana che salta. che pure appartiene alle bromeliacee. Nell'asplenio. invece nella Polyrhiza sono lunghi fi no a 12 centimetri e di forma assolutamente fuori del comune. in c ui il minuscolo gambo possiede foglie disposte come i gradini di una scala. terminante in un paio di lunghi lobi ricurvi. p rescindendo da un certo numero di specie terrestri che hanno comuni radici assor benti. il Taeniophyllum.come pioggia. Esiste una forma intermedia. tra i quali sono portati i fiori lunghi 6 millimetri. Il termine "Usnea" indica infatti un gruppo di licheni. che sporgono in fuori svolgendo la loro normale funzione di foglie e portando le spore. Nelle specie aeree l'acqua si raccoglie quasi sempre in un «vaso fogliare». L'effetto dat o da queste stravaganti realizzazioni è notevolissimo. sono largamente coltiv ate ed hanno fiori vistosissimi. e in certi casi att orno all'intreccio delle radici. il cosiddetto «musch io spagnolo». In molti casi le radici giungono infine al suolo e vi penetrano. Esso è spesso fornito di speciali cellule assorbenti in prossimità dell'inter no delle basi fogliari. e questa bro meliacea assomiglia esattamente a un lichene argenteo ramificato. a vaso o ad urna. che drappeggiano ad esempio i cipressi di palude della Florida. A questo punto tutta la radice si avviluppa in una pelliccia di peli radicali. o felce a ni do d'uccello. ed eventualmente come nebbia.quasi come il lucignolo di un lume . Le bromeliacee costituiscono un altro vasto gruppo di piante principalmente epif ite. t anto che spesso si dicono anche piante vascolari. e quando quest a sopravviene le radici s'induriscono. e riescono a prosperare anche sui fili del telefono. con termine derivato dal vocabolo usato per indicare l'ana nasso. e lo stesso acc ade a piante rampicanti quali i filodendri e le "monstera". In alcune orchidee le radici sono in grado di effettuare la fotosintesi. ed hanno radici intese principalmente a fini di ancoraggio. Nel Campylocentrum i fiori sono piccolissimi e sono sorretti da mazzi di esili infiorescenze. Vi sono pure dei casi estremi in cui le radici si sono assunte al completo le funzioni normalmente svolte dalle foglie. ma i materiali di rifiut o si depositano spesso sotto la parte centrale della pianta. e sembrerebbe quasi incredi bile che si tratti di fiori. come umidità sgocciolante lungo la corteccia. Il vaso ha una tenuta d'acqua eccel lente. fino a quando non produce i suoi fiorellini minuscoli ma caratteristici. Queste specie bizzarre. Le felci Platycerium hanno foglie di due tipi completamente diversi . in modo che vi si possano raccogliere l'acqua e i detriti. in modo da venirne protetti ed isolati. La bromeliacea più straordinaria è forse la Tillandsia usneoides. che si diffondono sulla corteccia dell'albero come una lastra o un piatto dove si raccolgono i rottami umidi a beneficio del sistema radicale della pianta. le foglie formano come un vaso di forma conica. sono ricoperte di piccole scaglie c . e foglie a forma di corna di cervo. Quand o l'acqua è assorbita dalla corteccia contiene facilmente varie sostanze minerali provenienti dal disfacimento delle foglie e da escrementi di animali. Essa tuttavia ha dime nsioni molto maggiori e compone festoni con le sue formazioni filiformi lunghe f ino a 7-8 metri. Le radici aeree di questa pian ta irreale possono raggiungere la lunghezza di parecchi metri. Le radici assorbenti attraverso la base delle foglie penetrano in questo materiale e lo utilizzano a loro vantaggio. Molte orchidee vivono in regioni che hanno una stagione asciutta. mentre gli apici assorbenti si coprono di velame. Esse cominciano con foglie dure e coriacee resi stenti alla siccità. Queste formazioni. oppure anche «pini aerei» in inglese. attraverso le quali vengono immessi nel sistema i minera li provenienti dai detriti che si accumulano nel vaso. e ta lvolta di un modesto gambo o stelo legnoso: i fiori si formano dal centro della stella radicale o dal gambo.foglie di tipo piatto.

di aspetto molto simile alle alghe. vi vono nei paesi tropicali e subtropicali. ma presenta anche dei problemi. Alghe ed erbe marine sono molto degne di nota per il modo con cui reagiscono al diminuire dell'intensità della luce man mano che si scende sotto la superficie del l'acqua. e la maggior parte di queste piante dispone di vasti spazi per il movimento dell'aria all'interno dei tessuti. Al calore del sole le piante avvizziscono prest o. perché man mano che aumenta la profondità. la rigidità è un errore in un ambiente acquatico. fino al la più inconsistente lattuga di mare. . vengono a ssorbiti ed eliminati i diversi colori che compongono la luce bianca. pe rché filtra ancora la luce verde e azzurra. e il rosso è fortissimo: per questo motivo predominano le alghe verdi. Forse l'esempio più notevole di adattamento acquatico si osserva nella famiglia de lle Podestomacee. Le alghe rosse (Rhodophyceae) in un certo qual modo hann o aggirato il problema della colorazione. Quando però il livello d ell'acqua si abbassa. ad esempio. ed hanno grande capacità di rigenerazione quando ricevono u n danno. di aspetto si mile alla palma. caratteristiche cui si adeguano largamente le alghe ed erbe marine. caratteristica che evita danni al lembo fogliare. e una volta che sono fuori dall'acqua fanno fiori e frutti nello spazio di 24 ore: il vento o gli insetti provvedono abitualmente all'impollinazione. mentre hanno importanza essenziale la resistenza alla torsione e l'elasticità. quelle che vivono in pozze presso la battima a marea alta. terminanti in una punta bulbosa proprio sopra il livello dell'acqua. Quanto più si scende. perché si ritrovano ad ogni profondità. Le onde che s'infrangono s u una costa rocciosa presuppongono nelle piante che vi crescono massima robustez za e caratteristiche di ancoraggio solidissimo. Alghe ed erbe marine pre sentano anche notevole diversità di tolleranza al variare della concentrazione sal ina nell'acqua. L'acqua si potrebbe consi derare l'ideale delle piante. lasciando i semi saldamente attaccati in attesa che le acque tornino a crescere alla stagione de lle piogge successiva. Il problema è intricato. formando allora delle plantule. o virtualmente in acqua dolce dopo un violento acquazzone. Ho dedicato molto spazio alle piante che devono lottare contro la siccità per una causa qualsiasi. mentre al di sotto lasciano pendere radici verticali. perché in realtà la scarsità d'acqua costituisce uno dei problemi più g ravi che devono affrontare le piante in generale. è insolita per il suo tronco grandissimo ma elastico e pieghevole . sia pure con sempre minore intensità. Uno è il movimento d ell'acqua. Mi sia consentito aggiungere a ncora qualche riga di commento agli habitat acquatici. Le foglie sono esiliss ime e pieghevolissime. che assorbono il rosso . I semi sparpagliati sulle rocce vi rimangono attaccati grazie al r ivestimento mucillaginoso dei semi. L'ossigeno riveste importanza vitale tanto per le piante acquatiche quanto per q uelle terrestri. ma favorisce anche il massimo assorbimento possibile di minerali ed ossigeno. esse emettono fiori. In prossim ità della superficie tutti i colori sono presenti con intensità massima. sembra che quasi ogni rapida o cataratt a ne ospiti una specie diversa. Esse si attaccano alle pietre e alle rocce con s peciali peli radicali che secernono una sostanza collosa.he trattengono ogni minima traccia di umidità atmosferica. Si tr atta di una specie di radice rovesciata allo scopo specifico di assorbire aria e di trasmetterla attraverso grandi spazi aerei alle diverse parti della pianta. cadono gli strati esterni di cellule. le alghe rosse prendono il sopravvento su quelle verdi. ed emettono germogli altrettanto verti cali. Queste piante fiorenti. In acqua dolce le piante tend ono a sviluppare foglie lunghissime e nastriformi. do vendo solo adattarsi alla decrescente intensità luminosa. mentre il plankton di alghe verdi si trova per lo più in pro ssimità della superficie. La grande Postelsia americana. e restano solo i fasci vascolari che si lignificano. dalla sommità del quale pende un ciuffo di foglie. in quanto prefer iscono questi colori. dalle enormi laminarie serpeggianti. che ben presto si dissecca. posso no trovarsi esposte ad alte concentrazioni di sale quando evapora l'acqua marina . Nella stagione piovosa i Podestomon hanno solo le foglie. An che le diatomee prosperano fino a profondità abbastanza notevoli. oppure ad avere foglie fineme nte frastagliate. non c'è ombra di radici. La Jussiaea repens è una pianta acquatica che si fabbrica da sé una sua piccola giungla sommersa: ha gambi lunghi e grossi che crescono di traverso e portano foglie sopra il pelo dell'acqua. si trovano vere e pr oprie condutture nei gambi delle ninfee.

perché così veniva s torpiato in inglese . e dese rti completamente aridi dove non è possibile nessuna vita vegetale. E" impressionante con quale velocità può avvenire la colonizzazione di date aree. fabbriche. Una piccola composita sudamericana. o anche Toey Hooker. Veniva chiamata l'erbaccia di Kew. Si trovano specchi d'acqua salata allo stato puro. più circolavano erbacce: hanno viaggiato sugli stivali. preferendo queste condizioni di vita perché vi si sono ormai adattate.nei Paesi che si possono concedere simili lussi . la Gal insoga parviflora. sugli autocarri dei tagliaboschi. introdotta in Inghil terra dai Romani in qualità di erba medicamentosa. un tempo bollito come verdura. gli smistament i ferroviari. Quel mezzo parente del pepe che è il Piper aduncum. attaccate a i ndumenti o a pellicce d'animali. attac cate ai pneumatici degli automezzi o a bordo d'imbarcazioni. A volte la colpa è degli orti botanici. altre risorse di cui già si è fatto cenno vengono adottate nelle regioni più ardue della Terra da piante adat tate alle circostanze. Capitolo 21. compresa talvolta (con sgomento) la vietata canapa i ndiana. e . altro esempio di una delle molte erbacce ori .il difficile nome latino.«si accontentano di soluzio ni provvisorie». sui calessi e sui carri dei coloni. lo spinacio selvatico. gli incendi. e nel se colo scorso ha trovato il modo di diffondersi estesamente a Londra e nell'Inghil terra meridionale. che i Pellirosse chiamavano «l'o rma dell'inglese». Qui le piante annuali rappresentano l e specie caratteristiche. che vivono d'espedienti. è riuscita ad evadere dal famoso orto botanico di Kew. in forma di radici. impi anti di raccolta dei rifiuti o di acque di scarico e . e l e piante si servono al massimo di ogni sorta di fattori. e spesso supera numericamente la flora origina ria. ed hanno cambiato il ca rattere in un ambiente nuovo caratterizzato da diversi rapporti di concorrenza. A somiglianza dei vagabondi alla ventura. entro borse d'attrezzi. Tale trasporto può essere avvenuto accidentalmente. dal n ome del direttore dell'orto botanico del tempo (che con ogni probabilità dovette r ispondere a molte domande al riguardo). e riescono a vivere quasi dappertutto. è stato introdotto a suo tempo in un orto botanico di Gi ava. con il risultato che ora la pianta è diffusa in tut ta la parte occidentale di Giava. concerie. soggiacendo quasi solamente all'azione del clima. Più si sviluppavano i tra sporti. lo scavo di cave e così via. una specie arborea che arriva all'altezza di sei metri. i cittadini del mondo che noi chiamiamo erbacce. e vari tipi di amaran ti tropicali e di leguminose a baccelli o silique. Co sì la pianta perenne Borreria laevis. alla stregua di tante altre pia nte. Le erbacce sono arrivate in sacchi di sementi. Gli amenti fruttiferi si rivelarono di gusto irresistibile per i pipistrell i locali mangiatori di frutti. come nel caso della mora di rovo e del fico d'India in Australia. Questi intrallazzatori o «barboni» ve getali sono riusciti a sfuggire in qualche modo alle limitazioni di determinate condizioni ambientali. sui vagoni ferroviari.così avverte il dizionario Webster . come la podagraria. e la defini zione dipende spesso dal suo genere di vita.chiunque offra del becchime agli uccelli può osservare la comparsa di piante strane.«gallant soldier» . depositi di legname. ma ricoprono u n'area relativamente limitata rispetto alle regioni apparentemente inospitali do ve invece certe piante riescono a crescere. come nel caso della piantaggin e importata nel Nordamerica dai Padri Pellegrini. Altre invece sono state trasp ortate dall'uomo in località diverse da quelle originarie. e infine in aereo c on ogni comodità.Con questi mezzi vengono colonizzate le aree marginali dell'ambiente marino. Le erbacce spuntano sovente negli h abitat artificiali creati dall'uomo con le coltivazioni. il mondo vegetale comprende i tipi aggressivi od opportunisti. oppure deliberatamente a scopo utilitario od ornamentale. Alcune delle attuali erbacce venivano usate una volta dall'uomo e sono state poi abbandonate. e anche «soldato valoroso». la costruz ione di strade. e inoltre cartiere. come possono e dove possono. I loro centri iniziali di diffusione sono i moli. GIROVAGHI ALLA VENTURA. Naturalmente un'erbaccia è tale solo perché così viene definita dall'uomo.

essa potrà produrre semi a profusione per un p eriodo prolungato. ma è forse più efficiente. Come è già stato fatto notare. che si estende su 12 metri quadrati di terreno all 'anno con sottili stoloni raggiati lunghi un paio di metri. in Nuova Guinea. per cui ogni attacco sferrato contro l'erbaccia ha scarse probabilità di riusci ta. è arrivata nel Vecchio Mondo nei primi anni del Novec ento. in modo da poter colonizzare rapidamente e popola re durevolmente diversi ambienti e terreni. i cui germogli possono crescere anch e di mezzo metro al giorno. inoltre questa pianta dispone anche di un efficiente sistema di diffusione dei semi a mezzo di . stando alle prime segnalazioni. La diffusione sotterranea di solito è alquanto più lenta di quella a fior di terra. ma le sue radici si possono rigenerare da piccoli framment i. e si affidano complet amente a metodi vigorosi di diffusione vegetativa. nonché a Singapore e Suma tra. ad esempio. come il ranuncolo stris ciante. ed era già un'erba infestante molto diffusa a Giava nel 1924. Inoltre l'autoimpollinazione. che abbia molto ridotto l a consistenza numerica della specie. di modo che tutti gli individ ui della specie possono appartenere allo stesso ceppo. alle Filippine. Siccità. a Samoa. Questi ceppi si sono formati in passato man mano che la specie si adattava ad una minore specializzazione. spesso cominciando questa attività in età giovanissima. come i paracadute delle composite o le capsule esplosive delle piant e di balsamo. Spesso le piante perenni evitano lo sforzo di dare frutti. e formando un esercito di lance protese. Le piante annuali che praticano l'autofecondazione sono in grado di riprendersi molto più in fretta delle altre da un'annata disastrosa. signif ica negare tali possibilità. constatiamo infatti che la maggior parte delle erbacce possiede innumerevoli ceppi. mentre oggi è solo un fatto occasional e. spuntando in continuazione dalle radici sotterranee raggiate. e di equiseto ad altrettant a profondità in terreni sciolti. per cui un'unica specie apparentemen te pura comprende individui singoli in grado di far fronte a sfide di natura mol to disparata. I semi disporranno di meccanismi atti a farli ger mogliare in un arco di tempo di molti anni. Una semplice occhiata a una carta geografica indica a quali distanze si trovino l'una dall'altra alcune delle loca lità citate. quest'ultimo è in grado di rigenerare tuberi ogni 2 -3 centimetri. I dispositivi di distribuzione dei semi sono spesso di tipo s ofisticato. Tra il 1925 e il 1929 ne venne confermata l'esistenza nella Nu ova Britannia. significando che un unico esemplare può dare semi e originare una nuova popolazione. Se si tratta di una pianta annuale. o almeno l'au tocompatibilità. quando ancora l'impollinazione incrocia ta rappresentava presumibilmente la regola. magari già a due o tre settimane di vita. senza la quale viene a mancare la possibilità di un rapido adattamento a circostanze nuove o difficili. Il "crespigno" si sviluppa in senso raggiato per 1-2 metri all'an no. i quali possono anche non essere disponibili in condizioni atmosferiche sfavorevoli. che emettono germogl i a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro. che può coprire quattro metri quadrati nello spazio di un anno. Anche le piantine più modes te dei climi temperati possono crescere molto in fretta. Per avere successo una pianta infestante deve possedere aggressività ed accentuata mancanza di specializzazione. estati calde e inverni freddi non dovranno ostacolarne la crescita e la fioritura. C'è un'evidente contraddizione nel fatto che le erbacce annuali di maggior success o siano autoimpollinate ed autofecondanti. Osserviamo però che ciò libera le erbacce dalla sudditanz a verso gli insetti impollinatori. e lo stesso vale per la lu nghezza delle giornate. La podagraria. Praticare l'autoimpollinazione o pr odurre semi senza la fecondazione (apomissìa). o il cinqu efoglie (Potentilla reptans). colonizza solo circa tre metri quadrati in un anno. la caratte ristica presenza di fiori maschili e femminili su piante distinte crea la variab ilità della discendenza. Il primato di diffusione dev' essere detenuto comunque dai bambù tropicali. non appena e quando si offrano circo stanze favorevoli. e sono segnalati anche casi di crescita oltre i cinque metri.unde dell'America tropicale. e nel 1945 si trovava già alle isole Figi. favorisce la dispersione delle piante. come nel caso del tarassaco. Le radici di certe erbacce si spingono molto in profondità: sono segnalate rad ici di vilucchio o campanelle a 7 metri di profondità.

può trasformarsi in una fonte di serie preoccupazioni in un altro. dove una balza d i colore rosso attira gli uccelli. insieme ad un certo numero di piante che vivono sommerse. lotta in cui la pianta infestante si troverà spesso in posizione di v antaggio con il suo sistema radicale di ampia portata. Per l'agr icoltore possono rappresentare un grosso calo nel raccolto. Le largh e foglie dei convolvoli tolgono la luce alle piante sulle quali si attorcigliano . il secondo sprovvisto d i paracadute e prodotto tutt'attorno al bordo del capo fiorale. ad esempio un tipo di sicomoro.paracadute. per azione meccanica. dei bulbilli dell'erba brusca o acetosella. Circondata da piante infestanti. riducendo i raccolti fin del 50%. o dei giacinti d'acqua. piantaggini. i canali d 'irrigazione. perché anche le piante infestanti incontrano difficoltà molto maggiori sui terreni argillosi che non su quelli sabbiosi. primulacee introdott e dall'Asia. Le erbacce non si limitano a occupare gli habitat disturbati. Un fiore apprezzato in un giardi no. producendo pa recchi germogli nuovi. Il tarass aco si può citare come esempio di erbaccia molto perfezionata. bloccano l'efficienza delle centrali idroelettriche. ad esempio. mentre il farfaraccio diffonde foglie così grandi e spesse. il Prunus Serotina. Infine le erbacce possono sviluppare una forte concorrenza per la luce. le felci d'acqua e le lenti palustri (queste ul time possono produrre 84000 piante per metro quadrato). che si suddividono a ll'infinito. che ostacolano attivamente lo sviluppo delle radici e anche la germogliatura di altre specie. se vengono decapitate. da bloccare qualsiasi plantula che osi spuntare in mezzo ad esse. che rigenerava due teste per ogni testa che le veniva troncata. l'acanto dei Paesi mediterranei non lascia crescere nulla all'ombra delle sue lussureggianti foglie espanse. dagli animal i o dal gelo. sottragg ono ossigeno e intorbidano l'acqua quando muoiono o marciscono. Va tenuto presente che le piante infestanti non sono tutte specie erbacee: ci so no anche alberi che si comportano come erbacce. e per il resto dipende da lle secrezioni delle radici. che si staccano prontamente ed at tecchiscono con altrettanta facilità. una piantina d'ave na è stata in grado di produrre invece complessivamente solo 500 metri di radici n el corso di una stagione. riducono il flusso idrico fin dell'80%. almeno in un certo senso. se non fosse esposta all a concorrenza delle erbacce. delle foglie delle crassulacee quali l'erba pignola. è anche funzionale per quanto concerne i semi. ma fanno concorren za attiva alle altre piante. tarassaci e simili sono come l'Idra della leg genda. I primi lavori di ricerca sviluppati in merito hanno dimostrato che una sola piantina d'avena potrebbe sviluppare un apparato radicale di oltre 100 centimetri di lunghezza. ma io so di un giardino dove esse fiorirono così esageratamente che i l proprietario dovette sterminarle con il clorato sodico. gli scolmatori e le risaie in tutta l'Africa e l'Asia tropicali. ma in molte specie esistono in realtà due tipi di seme. e le piante fioriscono entro sei mesi. e gareggiano ser iamente col riso nelle risaie. sono erbacce d'acqua che devono in verità essere annoverate tra gli «avventurieri» erbacei di maggiore success o. dato che costituiscono ora una seria minaccia per i corsi d'acqua. I giardinieri definiscono qualche volta le erbacce alla stregua di «piante al post o sbagliato». Oltre alla sua brav ura a rispuntare dopo che è stato tagliato. e ciò è vero. La lattuga d'acqua. Ma in ogni caso le erb acce sono qualcosa di più che semplici specie vegetali «al posto sbagliato». con tutta una schiera di specie tropicali che non tardano a spuntare dopo il taglio della foresta primitiva. tutto dipen de dalle condizioni di crescita e specialmente dal terreno. l'erbaccia degli stagni e le erbe che crescono tra le pietre. Tali erba cce ingorgano i corsi d'acqua. I semi possono germogliare entro tre giorni d a quando vengono bagnati. Anche le erbacce con radici a capsule apicali possono rigenerarsi. Noi pensiamo al tarassaco con il suo lieve «palloncino» di semi paracadutabil i. impediscono la navigazione. come l'erba fi liforme. Romici. Questa concorrenza è motivata in parte dalla lotta fo ndamentale per l'accaparramento dell'acqua e delle sostanze nutrienti contenute nel terreno. A nche il bel loto indiano e le ninfee tropicali costituiscono spesso dei gravi fl agelli. Anni fa la gente apprezzava le Candelabra. basta ricordare la p ratica corrente di far crescere l'erba nei frutteti per arrestare la crescita vi . Altri metodi di diffusione delle erbe infestanti sono stati descritti al capitol o 17 a proposito.

gorosa delle piante da frutto. All'ecologo conservatore le specie infestanti appaiono spesso nient'altro che pi ante brutte, appartenenti a pieno titolo ai vegetali di seconda categoria, che t urbano il fascino del paesaggio, e anzi lo imbruttiscono, ricordando il processo accelerato di scempio del mondo naturale. L'unica eccezione è costituita forse da lle erbe infestanti annuali, che rendono così belli i campi del Marocco o della Tu rchia quando fioriscono tra le messi - Delphinium o erba cornetta, fiordalisi, p apaveri, specchi di Venere, gladioli -, che la gente modesta, a malapena sfuggit a alla stretta del bisogno, se le porta a casa dai campi per coltivarle e tenerl e nei giardini. Ma in linea di massima, se non le terremo d'occhio, saranno le e rbacce ad ereditare il mondo. Capitolo 22. CONVIVENZA. Nel mondo delle piante si ritrovano tutte le sfumature dell'unione e del distacc o, che vanno dalla convivenza virtualmente perfetta ed ininterrotta al rapporto di odioamore, fino al limite del parassitismo in cui una parte si spinge oltre i l lecito. (Il parassitismo vero e proprio verrà trattato nel prossimo capitolo.) Molto spesso le piante formano associazioni con altri esseri viventi oltre alle piante, partendo da organismi imparentati, come i batteri e i funghi, fino a com prendere tutto un assortimento di animali, dai protozoi ai mammiferi. Con il ter mine di «associazione» intendo le varie sfumature d'intensità con la quale letteralmen te si condivide l'esistenza, più che non la semplice compartecipazione ad attività q uali l'impollinazione e la dispersione dei semi, già accennate in precedenza; tutt avia in alcuni di questi casi si può già parlare di un'esistenza strettamente condiv isa, come nelle associazioni a fini d'impollinazione nelle yucche e nei fichi, d escritte al capitolo 13. Si usano tre termini per indicare questo tipo di conviv enza. L'associazione più fluida è quella detta "commensalismo", in cui un organismo vive sopra, dentro o assieme a un altro organismo, di cui condivide in una certa misura il nutrimento. Nel "mutualismo" si osserva reciproco vantaggio per ambed ue gli organismi interessati. Esiste infine la "simbiosi", in cui due, o talvolt a più organismi sono pienamente integrati in una convivenza equilibrata, con benef ici ideali per tutte le parti in causa. Accade facilmente in ogni contesto che g li organismi coinvolti abbiano caratteristiche assai diverse tra loro, e che nel la maggior parte dei casi ogni associato possa anche condurre un'esistenza indip endente. Alcune associazioni sono molto unilaterali, e quasi non rientrano nella categori a delle forme di convivenza. Appartengono a questo genere le piante epifite, che non fanno altro che posarsi su altri alberi, senza arrecare loro un vero danno, ma anche senza apportare alcun autentico vantaggio alla pianta ospitante, racco gliendo il materiale vegetale in disfacimento attorno alle loro radici in sostit uzione del terreno. Liane e rotang si servono del sostegno fisico degli alberi e retti; queste piante e, ancor più direttamente le piante rampicanti, come edere e filodendri a radici aeree, possono finire col soffocare la pianta ospitante sott o il proprio fogliame, o col trascinarla a terra. Si possono trovare epifite anche in mare, con forme di rapporti in cui la pianta ospitante o l'epifita possono ripararsi dal mare grosso o dall'eccessiva illumi nazione; e, proprio allo stesso modo in cui le piante rampicanti degli ambienti terrestri possono soffocare o abbattere le piante che le ospitano, succede talvo lta che le epifite marine si sviluppino in misura così esagerata, che la pianta os pitante sovraccarica venga strappata dai propri ormeggi. Anche certe specie animali hanno avviato una convivenza sotto la protezione spec ializzata di date piante. Ad esempio c'è una specie di rana che vive nei vasi fogl iari delle bromelie, dove trova acqua sufficiente ai propri bisogni con animalet ti minori da mangiare: ha testa piatta e spinosa a forma d'elmo, di modo che, se un pericolo la minaccia, si rannicchia nel fondo del vaso, dove l'elmo cranico la protegge e mimetizza. Su scala molto minore l'epatica "Frullania" forma picco le strutture vascolari per immagazzinare acqua, dove viene spesso ad abitare un minuscolo rotifero.

Le formiche coabitano spesso con le piante, segnatamente con specie arboree, abi tandone di solito certe parti, sebbene all'occasione vi possano appendere nidi e sterni. I nidi di formiche comprendono quasi sempre terreno o detriti vegetali, questi ultimi molto indicati per assicurare la struttura del nido. Le abitazioni interne comprendono il cavo dei tronchi o dei gambi, o quelli da cui si può togli ere facilmente il midollo, o grandi nodosità o spine cave, in cui le formiche poss ono entrare praticando un pertugio iniziale. A volte le formiche attuano un sist ema completo di comunicazioni all'interno di questi rami tubolari, mentre in alt ri casi tra i diversi formicai situati in cavità viene costruita una rete di cammi namenti esterni coperti. Gli spini fischianti - di cui esistono specie africane e sudamericane - sono aca cie aventi strutture rotonde e cave (stipule) alla base delle spine. Le formiche le perforano, svuotandole del tessuto in eccesso, e vi si insediano. Quando sof fia il vento si produce un irreale suono zufolante, per il passaggio dell'aria a ttraverso i fori praticati dalle formiche. Altre specie di formiche utilizzano le foglie, talvolta scollando le due superfi ci fogliari, come se si trattasse di una borsa di carta, per farsene un nido; o insediandosi nella sacca rigonfia pronta per l'uso, che si ritrova in certe pian te tra le nervature presso la base fogliare; oppure incollando assieme i bordi d elle foglie in modo da formare un luogo di residenza a struttura tubolare. Altre invece si fanno dei semplici nidi tra le grandi spate che avvolgono i capi fior ali dei rotang. Alcune specie di Hoya o vite cerea crescono con steli e foglie p remuti strettamente contro i tronchi degli alberi, e nelle sacche che così vengono a formarsi si trovano spesso colonie di formiche. Altre tuttavia abitano le gal lerie che si sono formate all'interno degli anelli di spine appaiati e sovrappos ti di alcune specie di palme. Una specie di orchidea, la Schomburgkia, ha lunghi pseudobulbi cavi funzionanti da organi di deposito, in cui le formiche possono entrare praticando un pertugio alla base. Le formiche scavano anche i rizomi rig onfi e tubolari che immagazzinano acqua, in un paio di specie di felci tropicali epifite. Non c'è ombra di dubbio che le formiche si comportino da smodate opportuniste quan do incontrano strutture favorevoli; tuttavia la loro presenza si rivela spesso v antaggiosa anche per gli alberi, svolgendo ad esempio estese funzioni difensive. In effetti un albero popolato di formiche dispone di un esercito sul piede di g uerra. Ogni attacco mosso contro di esso fa irrompere miriadi d'insetti, come po ssono pietosamente testimoniare molti botanici. Cito ancora un superbo brano scr itto da E. J. H. Corner sulla scorta delle sue osservazioni personali: "Ci fermiamo eccitati per l'emozione della prima spedizione nelle umide radure.. . e ci accorgiamo che un fioco stormire svanisce tra gli alberi. Ritorna e si at tenua. Pensiamo ai serpenti, alle vespe, alle api, e ci guardiamo attorno senza riuscire a scoprire una causa credibile del mistero. Ora il suono si ripete a de stra, a sinistra, da ogni parte, come una serie di bassi tintinnii tra i cespugl i e nella volta di fronde. Una sensazione strana scivola sui nostri corpi sudati cci, la sensazione di venir spiati da un'orda di presenze invisibili. Quello che abbiamo sotto i piedi è un serpente o non è piuttosto soltanto il tronco strisciant e di un vecchio rotang? Ci chiniamo ad esaminarlo con nostro sollievo e, proprio mentre il suono riprende, ecco una formichina battere le mandibole sul rivestim ento secco presso un foro praticato nella guaina di una foglia. Istantaneamente risuona uno stormire, un tintinnio, un fruscio dall'involucro fogliare, che riec heggia dal prossimo e poi dal prossimo ancora, su su per il tronco e tra gli alb eri... La sentinella ha dato l'allarme ai soldati, il segnale viene ripetuto da un avamposto all'altro, come una specie di «ai posti di combattimento», perché vengano respinti gli invasori: l'allarme si propaga tra le fronde fino in cima agli alb eri. Solleviamo la liana, e dal di sotto irrompono formiche nere mordendo feroce mente". Le formiche possono tenere lontani molti insetti dannosi, bruchi, chiocciole ed altri animali - fors'anche mammiferi erbivori - e in modo speciale quei loro par enti tagliatori di foglie che impiegano tanto poco tempo per spogliare una piant

a. Oltre a fornire un alloggio sicuro alle formiche sopra il livello delle eventual i inondazioni in molte giungle, l'albero, all'occasione, garantisce anche il pas colo ad afidi e gorgoglioni che le formiche allevano e «mungono». In alcuni casi str aordinari l'albero fornisce alle formiche anche lo stesso cibo, che si potrebbe paragonare alla «tangente» versata a un'organizzazione criminale in certe situazioni umane. La Cecropia peltata o albero delle trombe ha «corpi alimentari» che vengono offerti in omaggio sulla parte più bassa del picciòlo fogliare. Si tratta di vere e proprie imitazioni di insetti ad uso delle formiche carnivore che vivono nel tro nco cavo e trabecolato dell'albero. Le formiche mangiano questi corpi alimentari , che vengono sostituiti in continuità, e allevano entro il tronco certi tronchi c he ne succhiano la linfa, drenando ulteriormente le risorse dell'albero. Ma le f ormiche intanto tengono l'albero pulito dalle piante rampicanti - cui le cecropi e sono straordinariamente esposte per qualche loro oscura ragione -, e con molta probabilità le proteggono anche da specie erbivore quali afidi e bruchi: forma di coabitazione che costituisce un buon esempio di mutualismo. Negli spini fischianti l'estremità delle foglie produce un corpo alimentare che ra ssomiglia a un piattino, e non mancano nettarii sui picciòli fogliari. Analoghi ne ttarii vengono fabbricati da certe specie di Macaranga, e vengono portati dalle formiche adulte alle larve depositate nel cavo del tronco. Anche questo caso rap presenta una buona forma di mutualismo: i tronchi cavi forniscono alle formiche occupanti cibo e rifugio, mentre le formiche garantiscono protezione sicura dagl i attacchi dei bruchi, cui queste specie vegetali sono sensibili. E" stato accertato che queste associazioni devono essere ormai di vecchia data, perché cecropie e spini fischianti hanno caratteristiche diverse dalle specie vege tali con cui sono più strettamente imparentate, e che tuttavia non sono altrettant o mirmecofile: infatti le cecropie non hanno lattice, mentre gli spini fischiant i possiedono una linfa più povera di sostanze chimiche ad azione insettifuga. Tra gli esempi più strani di associazione mirmecofila c'è quello di una falsa pianta carnivora detta "Dischidia". I suoi ascidii lunghi 10 centimetri non sono proge ttati allo scopo d'intrappolare insetti, come avviene nella maggior parte delle piante a struttura simile (con le quali comunque la "dischidia" non è imparentata) . Le formiche portano spesso detriti nell'ascidio, che esse giudicano un'eccelle nte abitazione prefabbricata; pian piano vi sgocciola dell'acqua, e il picciòlo fo gliare produce una radice che si sviluppa nell'ascidio per utilizzare questa raz ione supplementare di nutrimento ed umidità. Questo fatto è importante per la pianta che cresce spesso in località molto calde e poco protette, dove le radici esterne possono avvizzire facilmente. Anche quando c'è poco humus negli ascidii, le formi che vi possono fare il nido ugualmente. Talvolta non vi possono nidificare a cau sa di una formica astutissima e di specie diversa domiciliata sulla scorza dell' albero, che raccoglie tutta la cera di cui sono rivestiti gli ascidii. Comunque le formiche provvedono spesso a raccogliere detriti vegetali dove le epifite ins inuano le radici, che in questo modo vengono a formare un'armatura rigida per un «nido a vaso da fiori». Oltre ai servizi attuati dalle formiche per lo sviluppo del le radici, sembra davvero che a certe piante occorra la compagnia attiva di ques ti insetti. Si annovera tra tali piante l"«orchideaasecchio», che difatti si coltiva con grande difficoltà se le mancano le sue formiche, probabilmente perché queste le forniscono qualche elemento sostanziale. Se si mette in una serra un'orchidea d i questa specie, tutte le formiche del vicinato si raccolgono tra le sue radici, per cui è possibile che anche la pianta fornisca loro qualche vantaggio. Queste o rchidee crescono naturalmente in libertà sui formicai pensili sulle cime degli alb eri, e rappresentano - come scrive P. H. Allen nella sua "Flora di Panama" - «un e lemento di grande rilievo in quell'opera unica in natura che sono i giardini arb orei delle formiche; ... queste associazioni comprendono sovente un Epidendrum a fiori purpurei o aranciati, e parecchie piante a foglie grasse non appartenenti alle orchidee ed evidentemente specializzate, tra le quali le più frequenti sono le Peperomia e certe Gesneriacee». Le orchidee «sono ben protette dalle bellicose fo rmiche, si possono raccogliere a prezzo di grandi sforzi, e si trasportano con f atica ancora maggiore». Sembra che le formiche inizino la costruzione del nido cem entando assieme dei detriti, poi si portano in casa i semi delle piante in quest

ione per mangiarne gli «omaggi» alimentari annessi, secondo la descrizione datane al capitolo 15. Infine i semi germogliano, e attorno alle radici si accumula rapid amente altro materiale ricco di sostanze nutrienti e assorbente umidità, di modo c he si creano presto quelli che in linguaggio tecnico si dicono i «giardini pensili mirmecofili», cioè attuati e favoriti dalla presenza delle formiche. Le stesse Gesnerie vivono spesso in associazione esclusiva con le formiche, e le specie più comuni appartengono alle Codonanthe. Le plantule che vi si sviluppano spontaneamente cominciano il loro ciclo vitale in qualche modesta sacca di detri ti raccoltasi in una screpolatura della corteccia. Le formiche cominciano subito a fabbricarsi il nido attorno alla piantala, e questa attività le fornisce altro humus. A tempo debito i semi della pianta cadono nel formicaio o giardino mirmec ofilo, e non tardano a germogliare; talvolta rientrano in scena le formiche per portare i semi tra i detriti. Le formiche si comportano allo stesso modo anche c on molte altre piante, rivelando chiaramente un vero e proprio interesse a crear e giardini mirmecofili. A volte nello stesso giardino vivono due o tre specie di formiche. Un altro raccoglitore, G. T. Prance, non diversamente da P. H. Allen, osserva co me le formiche passino immediatamente all'attacco non appena si tocchi una loro pianta: «Dobbiamo carpire i nostri esemplari in tutta fretta prima che le formiche vi si possano arrampicare». E aggiunge di non aver mai visto una Codonanthe calca rata fuori di un giardino mirmecofilo. Nei nostri stessi giardini possiamo osservare le operazioni difensive praticate dalle formiche quando trovano da mangiare. Il lauroceraso e la rosa banksia, ad esempio, hanno nettarii sul tronco, i quali richiamano formiche che a loro volta si prodigano a tener lontani i divoratori di foglie come i bruchi. Parecchie ce ntauree europee secernono miele da ghiandole speciali situate sulle scaglie all' esterno dei fiori non ancora sbocciati. Si può vedere anche una dozzina di formich e stazionare contemporaneamente sulle gemme, e spruzzare acido formico su certi grossi coleotteri che altrimenti andrebbero a mangiare nei capolini fiorali. Attività alquanto simile si ritrova nel Platycerium, o felce a corna di cervo, che accanto a fronde d'aspetto più normale produce foglie grandi e piatte, che si avv inghiano al tronco dell'albero. Nella sacca formata da queste foglie avvinghiant i si accumulano detriti di cui si giovano le radici della felce. Altri detriti e particelle di terreno vi possono essere portati dalle formiche, che poi nidific ano in gran numero in questi «cestelli» vegetali. Altro materiale si raccoglie e vie ne usato nella costruzione dei formicai nelle "felci a nido d'uccello" o aspleni i, il cui fogliame forma un ricettacolo eretto a forma di vaso. Molte altre «piante aeree» insediate sui rami più alti degli alberi tropicali fornisco no rifugio alle formiche, in modo speciale i generi Myrmecodia e Hydnophytum, am bedue appartenenti alla famiglia vegetale che comprende la pianta del caffè. Quest e piante hanno le parti inferiori molto rigonfie, di forma tuberosa, spesso spin ose, in cui le formiche si creano palazzi di spazi a galleria. La Myrmecodia, ch e assomiglia alquanto a un riccio dal quale con poca coerenza spuntino corti gam bi frondosi, affida alle formiche la diffusione dei propri semi, e fornisce nett are agli insetti che abitano sulla pianta. Un albero tropicale detto Goniothalamus ridleyi produce quasi tutti i suoi fiori alla base del tronco. Certe formichine abitualmente ammucchiano terra sui fiori fino a ricoprirli completamente mentre sono ancora in boccio; inutile dire che estraggono il nettare dai fiori, perché tutti quelli che sbocciano troppo in alto sull'albero per venir ricoperti di terra, hanno sempre attorno frotte di formich e. I fiori situati al piede dell'albero sono irraggiungibili agli altri insetti, per cui si ritiene che l'impollinazione sia effettuata dalle formiche. La mirmecofìlìa e le sue varie forme di mutualismo sono limitate alle sole piante fi orenti e alle felci sopra citate. Oltre a trovare rifugio nelle piante occupandole abusivamente o incoraggiandole a fabbricare «nidi a forma di vasi da fiori» - e forse anche portandovi semi per aum entare le dimensioni dei nidi stessi - le formiche coltivano anche specie vegeta li per ricavarne cibo. Si tratta delle formiche sfogliatrici dell'America tropic ale, che riescono a spogliare del fogliame un grosso albero dalla sera alla matt ina. I pezzettini di foglie possono raggiungere il diametro di due centimetri, e

le piante e gli insetti non mantengono di norma relazioni particol armente cordiali. Le celle dei funghi. Il fungo in causa è del tip o classico. con corpo fruttifero fornito di gambo e cappello. alto spesso un metro o due. ma mancano prove altrettanto c hiare che la coltura avvenga per decisione deliberata. tuttavia è ancor a incerto se in questi casi si tratti di associazioni simbiotiche o di uno stadi o a mezza strada tra il regno animale e quello vegetale. strappando ogni erba che pos sa spuntare. o cloroplasto. Tuttavia le piante mantengono felicissimi rapporti di vario genere con molti alt ri animali. e perché inoltre i due soc i in simbiosi si riproducono simultaneamente. il componente alga. Salvo questi rapporti con le formiche . con larghezza ed altezza fino a 30 centimetri. Ad intervalli le termiti gettano all'esterno masse di micelio. producendo il micelio e ricominciando il ciclo. mentre a proposito della Cyanophora le cellule dell'alga semplicemente non possono esistere in mod o indipendente. attività cu i le piante reagiscono con la formazione di galle. che dà a tutti l'impressione di un ombrello aperto sopra il termitaio. Nelle celle i brandelli di foglie vengono masticati e mescolati ad altri detriti vegetali e a gli escrementi delle formiche. e tutto il formicaio può occupa re complessivamente la superficie di 100 metri quadrati e anche più.vengono ammassati in celle speciali nei nidi: un osservatore che ha potuto assi stervi ha scritto che le formiche avanzano «come ragazzini della scoletta di catec hismo quando si recano in processione con gli stendardi». co n l'aiuto di una sommità durissima talvolta foggiata a capezzolo. di norma rende questi organismi fotosensibili. la sommità si dispiega a forma di cappello largo anche 60 centimet ri. Nella saliva delle formiche c'è qualcosa che impedisce la crescita di funghi indesiderati e forse favorisce anche lo sviluppo della specie fungina prescelta. Naturalmente all'interno del nido cadono spore che possono germogliare.e naturalmente quelli connessi con l'imp ollinazione . Le form iche operaie dedicano attente cure a questi funghi. Al capitolo 18 ho precisato come gli insetti si nutrano a spes e delle piante o depongano all'occasione le uova nei tessuti vegetali. Le termiti sciamano sul cappello fungino e ne prelevano frammenti che ammassano all'interno del termitaio. il fungo sviluppa un gambo che s i fa strada a viva forza attraverso il termitaio. Anche le termiti hanno orticelli tenuti a funghi. di misura completamente diversa dai gigan teschi «ombrelli». e trapiantando i funghi in nuove celle man mano che queste diventan o disponibili. lun ghe fino a un metro. Dopo aver formato un micelio filiforme nelle celle del termitaio. a ognuno dei quali l'alga fornisce carbonio e probabilmente azoto. perché hanno perduto le pareti cellulari. o se non sia cresciuto per caso nei formicai e in seguito sia stato sottoposto a c oltura. e di un rizopodo (Paulinella chromatophora) . dal materiale fornito dalle termiti o anche dall'intensità dei processi di coltivazione. Oltre a produrre cibo. Questa particolarità si ritrova nelle associazioni di alg . dove esso costituisce una parte molto importante dell a loro alimentazione. Una volta spunta to all'esterno. e si possono ritrovare in molti protozoi. presumibilmente p erché ingrossano troppo ed ostruiscono il passaggio. in modo da formare un vero e proprio letto caldo sul quale cresce un fungo speciale: il principio corrisponde esattamente a quell o adottato per attuare i lettorini delle moderne coltivazioni di funghi. e non è stato ancora accertato se il fungo viva spontaneamente nel terreno o piuttosto non vi sia stato portato deliberatamente in origine dalle formiche. Sono note parecchie centinaia di associazioni tra invertebrati acqua tici ed alghe unicellulari. Uno dei misteri della natura è che i corpi fruttiferi prodotti all'esterno del termitaio da queste masse di mic elio espulso sono sempre piccolissimi. Nel caso de l rizopodo non esiste neppure un meccanismo di alimentazione. possono trov arsi fino a 5 metri sotto la superficie del suolo. Ciò può dipendere dalle condizioni particolarmente favorevoli di cui dispone il fungo all'interno dei termitai. Vi si annovera quella di un verme marino (Convoluta roscoffensis). di un flagellato (Cyanophora paradoxa). alcune delle quali rappresentano esempi perfetti di simbiosi. Così le alghe vengono ad assomigliar e a grossi cloroplasti. che costituisce il nutrimento principale di qu este formiche. è una piccola specie sotterranea che non si vede mai fuori dei form icai. Il fungo in questione. Ciò può dipendere benissimo dal fatto puro e semplice che non si sa dove cerca rlo.

e troppo bassa per poter sostenere . ma a quanto pare l'uso da parte dell'alga dei prodotti del meta bolismo animale non è altro che l'impiego succedaneo in sostituzione dell'acqua di mare utilizzata in precedenza. ma viene effettuata anche da certi funghi in simbiosi con piante come l'ontano. oppure essere disponibile in forma facilmente riducibil e. un gigantesco mollusco bivalve. che colorano il suo mantello con chiazze vivaci di ara ncione e porpora. bensì di lenti impiegate per mettere a fuoco la luce su colonie di alghe all'interno dei tessuti. se non fosse per l'avvento delle legumi nose e della loro associazione simbiotica con il Rhizobium. dove l'aerazione è massima. La fissazione dell'azoto si presenta in forma a ncora più tipica nell'associazione con un batterio detto Rhizobium. Le cellule batteriche o fungine sembrano avviare un parassitismo superficiale ch e verosimilmente stimola le radici a produrre noduli. gigari. Alcuni pesci portano alghe sulle loro branchie. mentre i suoi filamenti talvolta riesco no a penetrare anche nelle radici. Vi partecipa anche l'oligoelemento molibdeno. Il mantello ha una fila di «occhi» azzurri che ha messo in imbaraz zo i biologi. che forma nodu li sulle radici di piante. da sola ha aspetto d el tutto anormale. dove l'alga verdeaz zurra Nostoc rappresenta l'esempio tipico del socio minoritario. per cui occorre molta energia per scindere i due atomi della sua molecola. finché non si è scoperto che non si trattava di occhi nel senso letter ale della parola. L'azoto è assolutamente inerte e riluttante a formare composti allo stato naturale . ed alghe micro scopiche di vario genere. probabilmente come catalizzator e. sebbene non du rino all'infinito. muschi. ed e sercitano notevoli effetti sulla pianta interessata. Tra le piante associate a quest'alga si annoverano epatich e. ma anche di altre famiglie. Tra gli sviluppi più straordinari del fenomeno della simbiosi c'è il caso dell'assoc iazione creatasi tra la Tridacna. Scott. è stata valutata sui 100 milioni di tonnellate annue.una proteina strettamente imparentata con i globuli rossi del sangue. e la simbiosi citata riveste importanza econom ica nella coltivazione del riso. che può abitare s acche alimentari della pianta superiore. In questo modo l'alga si procura un'abitazione mobile che presenta a spetti interessanti.vedi caso . che in assenza di essi va i ncontro a un processo di nanizzazione. I noduli che si formano su queste piante legnose permanenti sono spesso assai grossi e si presentano raggruppati. in modo che potessero effettuare la fotosintes i nel modo migliore! L'eccedenza demografica delle alghe viene invece digerita d al mollusco. allo stesso modo in cui va ri organismi provocano la comparsa di galle. L'alga fissa l'azoto atmosferico con benefici o dell'altra pianta. specialmente leguminose. un'alt ra strana associazione si verifica tra un grosso bradipo e un'alga che gli rives te il pelo. la Gunnera dalle foglie gigantesch e e molte delle vecchie Cycadine. in modo da formare ammoniaca. Questi or ganismi si servono della fotosensibilità per equilibrare le esigenze alimentari di ogni simbionte. in cui le alghe u tilizzano i prodotti di rifiuto dell'animale in cambio di carboidrati. lemne. Sussistono numerosi legami tra piante inferiori e superiori. Tanto per citare George D. mentre il bradipo ricava forse qualche piccolo vantaggio da questa forma di camuffamento. perché la Nostoc mantiene anche sottoterra il colore e la cap acità di fissare azoto. mentre il pigmento rosso all'interno dei noduli delle leguminose è . spugne e meduse. "viene da sudare freddo al pensiero che. I noduli batterici si ritrovano principalmente sulle foglie delle rubiacee. specialmente delle piante leguminose. felci galleggianti. la condizione odiern a dell'azoto nel terreno sarebbe bassissima.he con i polipi dei coralli. In queste specie la pianta riesce a cresc ere «normalmente» solo quando è entrata nel ciclo della simbiosi. La quantità totale dell'azoto atmosferico fissato da questi batteri produttori di noduli. e l'animale non dipende per nulla dall'alga. L'idrogeno può venire fabbri cato dai microorganismi. l'olivello spinoso e la mirica. Il processo chimico della fissazione dell'azoto comporta la combinazione dell'azoto libero con l'idrogeno. anemoni di mare. devono trovarsi dentro un nodulo do ve la pianta contribuisca in qualche modo alla loro esistenza. I batteri sembrano incapaci di fiss are l'azoto quando vivono allo stato libero.

i carboidrati di provenienza fungina. ma l'alg a non si riproduce in forma sessuale quando convive con il suo socio incolore. tutto il complesso si dilata. sebbene si tratti di combinazioni casuali. ma appar e probabile che le alghe in questione di norma non riescano a condurre una vita facile per proprio conto. Ciò acca de nei licheni esposti ininterrottamente alla luce solare: all'ombra il lichene cresce di colore verde. Le specie simbionti si possono ritrovare anche separate e indipendenti. freddo e siccità. Molti licheni hanno colori vivaci: giallo. per cui viene esposta a lla luce una parte maggiore di ogni cellula . usate da molto tempo dall'uomo a scopo colorante. come viene chiamata la sua struttura. In questo modo si evitano gli effetti dannosi della luce eccessiva. e lo stesso fanno le cellule sottostanti di ori gine algale e fungina. e ne riesce avvantaggiata anche la vita sul nostro pianeta. dove alla somiglianza esterna si aggiunge la presenza di po ri aerei paragonabili a stomi. quantità corrispondente pressappoco a due tonnellate e mezzo di concimi.e in modo speciale delle cellule a lgali che effettuano la fotosintesi. Il fungo continua a riprodursi come farebbe se stesse solo. L'integrazione completa tra le due diverse parti risulta con la massima chiarezz a dal modo in cui il lichene reagisce alla luce e all'umidità. In questa forma di simbiosi l'alga riceve protezione e sostanze nutrienti fondam entali. Fungo ed alga possono incontrarsi. Nel suolo formano associazioni d'ogni sorta con i batteri. si può osservare come la superficie inverdisca rapidamente per questo processo. I lic heni sono in grado di assumere acqua allo stato libero con velocità sorprendente. Talvolta il tallo del lichene. alla stessa stregua di quanto fanno alcuni funghi per conto loro. assomiglia anche nel contorno ad una pianta superiore: ad esempio ne lla Sticta filicina. i lic heni possono formare anche croste sottili. e spesso s'incontra no per puro caso. Secondo ogni apparenza i licheni s ono in grado di estrarre sostanze minerali dalle rocce sulle quali sovente vivon o. pustolette contenenti t essuti dei due simbionti che si staccano facilmente dal tallo principale. Se si bagna un lichene grigio asciutto. Una buona coltura di leguminose adatte riesce a fissare 250 chilogrammi d'azoto per ettaro in una stagione. arancione. Queste tint e. Allo stato secco lo strato superficiale si contrae. Oltre ad avere aspetto di foglie o scaglie. con uno strato di cellule fotosintetiche d'alga situato in prossimità della superficie superiore. cambia i . Abbiamo già v isto che i licheni presentano notevole resistenza a condizioni difficilissime d' esistenza. dal momento ch e molti batteri sono privi delle sostanze di accrescimento che invece i funghi p ossono fornire. Si può osservare anche ch e se un lichene viene messo all'ombra dopo che è stato esposto alla luce. che viene filtrata dalla sostanza colorante. Quan do la pianta s'inumidisce. e continua ad effettuare la fotosintesi anche quando è parzialmente con gelata a 10 gradi sotto zero. sopportando situazioni estreme di caldo. o ramificarsi nei modi più complessi. La tenace Ra malina del deserto del Negev riesce a sopportare più di 80 gradi di calore allo st ato secco. o cresce re in forma eretta. ma nella maggior parte dei licheni si forma ben presto la disposizione del t ipo già descritto. assorbendo in 10 minuti più del 50% del loro peso iniziale allo stato secco. e l a pianta combinata che forma punte fruttificanti tende in questo senso. Nelle forme più elementari le cellule o i fil amenti delle alghe si trovano semplicemente mescolati con i cordoni fungini. ma i licheni producono anche dei soredì. men tre nei casi più evoluti la disposizione presenta notevole somiglianza con quella di una foglia in una pianta superiore. sopra una massa di filame nti d'origine fungina. di modo che giunge meno luce a ogni singola cellula. La simbiosi comincia così. I funghi hanno un'importanza particolare in queste imprese in compartecipazione. per non parlare delle vaste aree soggette a coltura intensiva". L'esempio più notevole di associazione fungina è forse quello per cui in combinazion e con le alghe si formano i licheni. ambedue gli organismi interessati ne ricavano grossi vant aggi. nero e così via.il manto di vegetazione naturale che copre oggi il mondo. derivano da un denso deposi to di acidi colorati dei licheni nelle cellule dello strato superficiale. oppure somigliare ai muschi. In un caso o nell'altro il nuovo lichene comincia a crescere come una miscela di cellu le.

sia mangerecci che velenosi. in seguito al riassorbi mento dei pigmenti. i funghi entrano in coesistenza anche con le rad ici di un impressionante assortimento di piante superiori. dove c'è un'alg a verdeazzurra che si associa a una combinazione di base tra alga e fungo. ed è un fatto corrente che una specie di fungo ne sostituisca un'altra nella micorriza durante la vita di un albero.principalmente a base di conifere dai quali dipende parte della nostra economia moderna. e se si tengono pre senti i grandi programmi di rimboschimento . Ho già fatto notare come essi sovente compiano ope ra da pionieri in durissime condizioni climatiche e frantumino le rocce. Alcuni funghi non sono più in grado di produrre corpi fruttiferi sporigeni (ad esempio molti dei comuni funghi a ombrel lo commestibili o velenosi) se allontanati dal loro albero simbionte. La denominazione «micorriza». si osserva nel caso dello Sterocaulon. ma moltissimi funghi diversi possono associarsi a moltissimi alberi div ersi con risultati sostanzialmente identici: ad esempio. e tal volta somigliano per l'aspetto a certe masse coralline. particolarmente nella fase giovanile. passando dall'aranciato o dal giallo al verde. . tra i licheni. Questi licheni non sono soltanto esempi di un avvenuto notevolissimo e felicissi mo collegamento tra due forme di vita assai diverse tra loro. e che tuttavia pos sono vivere per parecchi secoli. nelle loro dure condizioni di vita i licheni forniscono il 95% del cibo disponibile. e che forse non potrebbero nemmeno cominciare ad esistere senza la loro presenza. per il pino di Scozia s ono stati registrati 119 «soci» di natura fungina. è abitata da funghi ed alghe verdiazzurr e. E" stato dimostrato che certi funghi ne tengono lontani altri dannosi. p er cui agiscono di fatto come antibiotici. Sta di fatto che molti autori ritengono che la maggior parte dei licheni operi in compartecipazione con batteri fissatori di azoto. e a vo lte ne fanno anche una vera «fienagione». mentre a sua volta ri ceve carboidrati e composti glucidici dall'albero. che invece riescono ad avviare rapporti con i funghi. numerose piantale su suolo sterile restano molto indietro nello sviluppo rispetto ad altre. si associano agli alberi.l colore. per produrre carta desti nata a giornali di valore effimero e di letteratura forse un po'"meno effimera. Questa facoltà consente al lichene di rimediare alla mancanza di fotosensibilità per regolare la sua crescita effettiva. raccogliendolo come riserva alimentare per le loro bestie. dove renne euroasiatiche ed americane vivono largamente di cladonia. Le radici a micorriza sono sempre più corte e ramificate di quelle «normali». si tocca con mano quale importanza abbiano i funghi delle micorrize per l'uomo c ontemporaneo. facendo il primo passo per la formazione del terreno. ma sono anche importanti ai fini dell'insediame nto della vegetazione mondiale.all'esterno e all'interno delle ra dici. impedendo loro d'infettare l'albero. Questo manto è lungo solo un centimet ro circa. dalle felci ed epatic he fino agli alberi delle foreste. Certe combinazioni tra albero e fungo sono di tip o unico. il cosiddetto «lichene delle renne». si app lica alla simbiosi principalmente esterna in cui una guaina di tessuto fungino c irconda le parti apicali delle radici dell'albero. I Lapponi praticano con le loro mandrie un pascolo attento del lichene delle renne. I licheni sono importanti anche c ome alimento nell'emisfero settentrionale. o al passaggio dalla lu ce all'ombra o viceversa. ma la sua struttura feltrata le permette di assorbire l'acqua e di sos tituire efficientemente i peli radicali cui altrimenti spetterebbe questo compit o. Nelle cicadacee questa m icorriza coralliforme si trova sulle radici anormali che crescono verso l'alto e si sviluppano alla superficie del suolo. formando anche una rete tra l e cellule degli strati esterni della radice. che significa semplicemente «radice fungina». Le micorri ze pertanto sono importanti specialmente nei terreni poveri. coesistendo parallelamente a comuni radici non infestate. Oltre ad associarsi alle alghe. e sono importanti perché li aiutano nella cre scita. Però il colmo. A volte un albero può fare società co n sei o sette funghi contemporaneamente. Molti funghi del tipo a ombrello. produ cendo curiose formazioni superficiali di cui si sospetta che siano in grado di f issare l'azoto. specialmente alle conifere. In queste combinazioni il fungo stimola la formazione della radice e consente al l'apparato radicale di assorbire più nutrimento dal terreno. Questa simbiosi viene praticata in due modi .

Questi esempi di saprofitismo nelle piante superiori contribuiscono a rafforzare la teoria secondo la quale i funghi non sono altro che piante in cui è andata per duta la clorofilla. Il fungo stabilisce i suoi rapporti nutritivi a doppia direz ione con le radici degli alberi. i cui fio ri si formano. Parecchie orchidee saprofite. Sono le Cryptanthemis e Rhizanthella australiane. e uno dei soci più stra ni in questo rapporto associativo è rappresentato dall'Armillaria mellea o fungo d . (E" possibile far germogliare artificialmente semi d'orchidea mettendoli in un terreno di col tura a base di gelatina contenente zuccheri e sostanze minerali. un vero rapporto di amoreodio. indigena della Gran Bretagna. con specie insediate sulle radici di vari alberi e ce spugli. Invece altre orchidee. I «nidi d'uccello» sono piante di bosco e foresta. sotto questo riguardo assomigliano ai loro soci fungini. Tuttavia si osservano zone concentriche dove i filamenti fungini vengono digeriti dalle cellule dell'o rchidea. e pare veramente che il fungo ricavi scarso giovamento da un rapporto di qu esto genere. questo processo finisce con il respingere completamente il fungo nei ca si delle orchidee che riescono a vivere per proprio conto non appena la fotosint esi fornisce loro tutta l'energia necessaria. Questi s emi germogliano felicemente allo stato spontaneo solamente in presenza del fungo . ma di solito questo accade per la presenza di qualche ostacolo. Solo dopo la fecondazione i capolini c on i semi vengono spinti a fior di terra. Essi hanno associazioni. assieme al quale crescono per un periodo di lunghezza variabile. hanno analoghe radici somiglianti a formazioni coralline. Altre specie di fungo talvolta fanno lega con le orchidee. e l'e venienza è eccezionale. i n date occasioni può anche spuntare e fiorire e formare semi fino a maturazione so tto terra. con grossi capi fiorali che posso no contenere parecchie migliaia di minuscoli fiorellini. eventualmente di tipo semiparassitario. che fornisce limitate quantità d i sostanze nutrienti essenziali in cambio di carboidrati. e pare che i carboidrati ottenuti da queste mon otrope provengano in gran parte dagli alberi. (nomi che alludono rispettivamente alle radici nodose e alla f orma della parte epigea della pianta. Non è certo. Ne forniscono esempi certe monotrope dette nido d'uccell o o pipa indiana. associati alla maggior parte delle o rchidee a darci una forma di associazioni tra le più curiose. presumibilmente allo scopo di assicura re la conveniente distribuzione dei semi. Il fungo penetra nella radice dell'orchidea. Queste piante affidano a un fungo tutto il lavoro di assorbimento del carbo nio. e sono costretti ad esserlo perché sono completamente sotterranei e non vedono mai la luce del giorno. continuano il loro rapporto simbiotico per tutta la vita. maturano e fanno semi alla profondità di un paio di centimetri sott oterra. Esse non hanno clor ofilla. incerto il modo d'impollinazione. o endogeni. e la cosa più interess ante che si può dire sul loro conto è che il loro rapporto con i funghi è condiviso an che con gli alberi. segnatamente quelle di tipo saprofito. La radice di corallo.Le piante saprofite dipendono completamente dalle micorrize. Prima che ciò avvenga. e dipendono to talmente dall'associazione con un fungo. ma per il resto sono piante superiori. Due generi d'orchidee tra i più notevoli conosciuti sono indubbiamente saprofiti. Tuttavia sono i funghi interni.) Il processo successivo alla germinazione naturale si potrebbe definire di recipr oca aggressività. Tra le orchidee saprofite più spettacolari vi sono certe specie di Galeola che for mano tronchi rampicanti lunghi anche 30 metri. Nella combinazione entra a far parte di solito un fungo detto Rhizoct onia. e i suoi filamenti si sviluppano accanto alle cellule dell'orchidea. manca compl etamente di vere radici. ma pare probabile che queste orchidee possan o dividere i loro funghi con gli alberi vicini. succede talvo lta che l'orchidea riesca perfino a invertire il flusso delle sostanze nutrienti rifornendo il fungo di carboidrati. quali l'orchidea a nido d'uccello e la radice di c orallo. quella che sta sopra la superficie del suo lo). Glucosio e fosfati «contrassegnati» co n preparati radioattivi sono stati iniettati negli alberi. Si può anche dire che l'orchidea a nido d'uccello. incapace di germogliare e crescere se non viene rifornito dall'esterno di nutrimento e vitamine. Ho già detto come sia semplice il seme d'orchidea. e la loro presenza è st ata identificata in seguito in certi «nidi d'uccello» dei paraggi. anzi.

Un altro aspetto dell'associazione in simbiosi ci viene rivelato da un fungo det to Endogene. quali la barbabietola da zucchero e la patata e. dove si è trovato che . nonché corpi riproduttivi. Ma c'è un caso particolare in cui si può afferma re con sicurezza che ha effetti benefici: è stato scoperto su un'erba della Costa d'Avorio. ma che nella fase adulta o sessuata si trasforma in una malattia grave di specie co ltivate. formando gruppetti cespugliosi di «radici» destinate alla funzione di assorbimen to. ma si tratta di una associazi one che probabilmente esiste dappertutto. passando ad altre piante: un modo di v edere la vita alla Dottor Jekyll. Si potrebbe dire ch e il fungo. che si associa alla Gastrodia elata. fermenti e batteri che. e la pianta assorbe energia d al fungo per poter far spuntare i fiori. e risiede completamente al l'interno dei tessuti della pianta «consociata». che vive nei sistemi radicali forse di ogni tipo di pianta verde sicuramente in una proporzione altissima di queste -. se si considera l'interdipendenza degli organismi in tutto l' ambiente naturale. sotto il nome di Corti cium solarii. Si potrebbe considerare l'invasione dei t essuti radicali ad opera dei filamenti fungini nella micorriza alla stregua di u n tentativo di parassitismo. a tutto vantaggio della pianta.diversamente da quanto sarebbe logico aspettarsi . il che può rivelarsi nocivo. all'occasione. e come sia vicino al parassitismo (che del resto è stato definit o «l'esempio più raffinato della simbiosi»).el miele. nel corso di chissà quant e migliaia d'anni di attacchi e contrattacchi. elimina vigorosamente i carboidrati dalla pianta che la ospita. condu cono un'esistenza non parassitaria: alcuni fissano l'azoto atmosferico . Questa mucillagine alber ga colonie di batteri e funghi che agiscono in collaborazione. e scorrono a form are un concentrato mucillaginoso nelle guaine fogliari. muta registro. I tube ri delle orchidee non possono incominciare a crescere se il fungo non li attacca in modo parassitico. Il finale imprevisto di questo rapporto consiste nel fatto che quasi semp re il fungo viene digerito a tempo debito dalla pianta ospitante: si tratta di u na forma di simbiosi che non è andata fino in fondo. a giudicare dalle apparenze. perché aumenta l'evapora zione delle foglie e le fa invecchiare. Comincia da un incontro casuale. perché il fungo ricava ben poco dal suo altruismo. In un certo senso. Una combinazione perfetta come quella ch e da origine a un lichene. tanto lontana da un lichene in t . Da questi due esempi si potrà vedere come sia delicato l'equilibrio delle associaz ioni simbiotiche. comunque è chiaro che anche il fungo ricava del nutrimento dalla pianta s tessa. specialmente i fosfati. da cui può derivar e forse qualcosa di utile per ambedue le parti. In generale i rapporti dei funghi con le orchidee sono improntati a caritatevole b enevolenza. specialmente quando il risultato finale imita con tanta perfezio ne la forma e l'attività di una pianta superiore. e sacchetti per accumularvi sostanze oleose. quasi sempre bagnate per le condizioni climatiche locali. spesso irraggiungibili per le radici. I carboidrati vengono essudati dalle fog lie. si può citare il caso della Rhizoctonia che vive sull'orchidea di terra Dactylorchis purpurella rifornendola di carboidrati. e contribuisce al benessere delle pian te più di quanto possiamo immaginare.l'erba del pascolo accumulava azoto. Quest'equilibrio è però ancora pochissimo con osciuto. temuto assassino d'alberi. come succede alla gente che s'incon tra in un locale pubblico e scopre di avere qualcosa in comune. Non v'è dubbio che il fungo venga in aiuto alla pianta per assumere dal terreno certe so stanze nutrienti. e può darsi benissimo che abbia grande importanza nell'assicurare buona produzione e crescita soddisfacente alla pianta. fissando azoto in quantità utili. A momenti non si può nemmeno parlare di si mbiosi nel caso di questa microflora superficiale. rappresenta però una realizzazione notevole da tutti i punti di vista.se ne t rovano ad esempio sulle foglie del pino Douglas -. Qui le parti sono invertite. Proprio come l'armillaria mellea fa doppia vita stimolando le orchidee e contemp oraneamente uccidendo gli alberi. Si formano amicizie particolari che si attengono a un modello costante. con un trattato finale. I filamenti si diffondono nei tessu ti. che è stato controbilanciato. si può forse dire che la simbiosi non rappresenta un fenomeno i naspettato. mentre altri fanno concorrenz a ai parassiti. Va detto infine che le superfici fogliari sorreggono spesso vaste popolazioni di funghi microscopici. In date occasioni attaccano anch e la cute cerosa della foglia.

in tutto o in parte. calando a terra altre radici e for mando una rete intrecciata tutt'attorno all'albero. Man mano che l'i ntreccio cresce di dimensioni. Un'asserzione che potrebbe fare testo per il matrimonio. e . per citare ancora George D. Molte piante rampicanti t ropicali mostrano uguale vigore. L'unico gruppo che ricavi un vantaggio effettivo dalla propria posizione è quello dei Ficus soffocanti. Ciò può dipendere da semplice mancanza di tatto.un'onda di sentiment i discordanti.ermini di evoluzione. con foglie somiglianti a quelle dei salici. Queste realizzazioni. si sono trasformati in a ltrettante piante assassine. Le simbiosi più semplici tra animali e piante.nelle piante parassite che derivano il loro sostentamento. I semi sono lasciati cadere tra le fronde degli alberi da pipistrelli. un modo di vivere abituale che suscita in noi . scimmie o scoiattoli. Ma. Invece di crescere come epifite relativamente innocue. perché il Ficus acquista forza rapidamente. i Ficus soffocanti e poch e altre specie ad essi non imparentate. dall'indipendenza alla dipendenza . Le radici aumentano di dimen sioni e alla fine impediscono alla pianta ospitante ogni attività di accrescimento . Dopo di che la pianta ospitante è condanna ta. e non sulla chioma d'un albero. STRANGOLATORI. PARASSITI E SCROCCONI. che comprendo no protozoi e celenterati. «confortano chiaramente l'affermazione per cui dalla coesistenza con un organismo accompagna tore si origina un vantaggio biologico». a differenza degli alberelli che si posso no vedere in situazioni analoghe nel nostro Paese. e si collegano formando un intreccio. stringendola in un vero abbraccio mortale come le spire di un serpente boa veg etale. la pianta soffo cante rimane sola. la pianta ospitante a poco a poco intristisce e muore. come le Clusia. rallentano inevitabilmente l'attività di fotosintesi della pianta ospitante. Possiamo sospettare un'evoluzione di questo tipo da specie innocenti a specie dannose.che l'osserviamo e a volte ne soffriamo . Quando alla fine il tronco marcisce. può far sì che le piante crescano da epifite addosso ad altre. Capitolo 23. L'edera è considerata spesso un'assassina d'alberi nel nostro Paese. uccelli. la lotta per la sopravvivenza. il che significa che nel regno vegetale questa soluzione per il problema di vivere è stata adottata almeno otto volte. e i festoni penduli della Tillandsia usneoides. In regime di convivenza accade fin troppo spesso che uno dei due individui che c ompongono una coppia si comporti da dominante nei riguardi dell'altro. né dimo stra di avere tendenze strangolatrici. il giovane Ficus lascia scendere altre radici ver ticali. Con il tronco soffocato e la chioma oppressa. gettando germogli spinosi o liane aggro vigliate che magari finiscono con l'abbattere i loro stessi sostegni. I licheni sulla corteccia di cespugli o anche di alberi possono rallentarne o anche arrest arne la crescita. e lottino insinuandosi l'una nell'altra. Scott. da un' altra pianta. Una di queste tipiche piante strangolatrici o so ffocanti è il Ficus benjamina. Vivere an gariando un altro organismo costituisce una delle soluzioni più tipiche adottate t anto nel regno vegetale quanto nel regno animale. o muschio spag nolo. e possono esercitare analoga azione di blocco s ulla chioma di un albero. e le sue radici formano un cilindro alto fino a 30 metri. Le piante sono spesso in grado di farsi del danno l'un l'altra. nota pianta d'appartamento dalle forme languide e d elicate. se un Ficus soffocante spunta per terra. che alla fine arrivano a terra. E" interessante notare che. non riesce mai a formare un esemplare di pianta alta. per quanto riguarda le esigenze di luce. Da princip io il giovane Ficus spunta e cresce come una semplice epifita. E" stato calcolato che per un grosso albero in una foresta il processo di strangola mento può durare anche un secolo. a spese dei detri ti raccolti in qualche spaccatura. Esistono almeno sette od otto diversi gruppi di famiglie vegetali che sono passate alla vita parassitaria. rappresentano dal canto loro altri esempi di soluzion i perfette di un problema che non è stato ancora risolto dal normale processo dell 'evoluzione. ma ogni evide nza sta ad indicare che essa non fa altro che crescere rigogliosa ed opprimente sui vecchi alberi che comunque se ne stanno già andando. questi Ficus emettono radici che si attaccano ai rami.

tuttavia. oppure possono essere invisibili. Vi sono interessate molte famiglie e generi. e la sostanza appiccicosa s'indurisce come una colla. Potranno scivolare lungo la foglia fino a fermarsi tra la fo glia e il ramo. perché dipendon o per lo più dagli uccelli. in modo che i suoi frutti. hanno sovente dimensioni relativamente enormi rispetto alle rad ici della pianta ospitante. in modo da garantire ch e il seme resti nella posizione giusta e sia pronto a germogliare con tempo umid o. mantenuti in posizione verticale. nella quale possono e ssere restati dei semi. i semi dell'Arceuthobium sono coperti da una sostanza estremam ente appiccicosa che li fa restare attaccati. Citiamo a questo riguardo Job Ku ijt. Tuttavia la dispersione dei semi di queste piante è assai sp ecializzata. il quale scrive che «non era sfuggito agli antichi. ma sistema radicale completamente trasformato.tentata chissà quante altre volte. e talvolta un gran numero di specie . è tanto s imile a quello indicante il vischio. perché da principio questi semi sono viscidi. La velocità con cui i semi attraversano il canale digerente degli uccelli è notevole . se vengono anche solo toccati nell a loro traiettoria da qualsiasi cosa. e fa pensare che un periodo troppo prolungato sotto l'azione dei succhi digere . talvolta molto belli o vistosi.700 solo tra i vischi . o sbucano a fior di terra dalle radici. segnatamente a forma di scopa di strega. si potrebbero paragonare al cuculo . Esistono piante semiparassite . E" sorprendente notare che nell'ambito di tutte queste famiglie non si trovano m oltissimi metodi e gradi di parassitismo. L'Arceuthobium nano. Alcuni vischi sono da annoverare tra gli esempi più rappresentativi. che di solito diventa molto più grosso dei suoi genitori adottivi. Viene infine lo stadio in cui la pianta par assita vive esclusivamente entro i tessuti della pianta ospitante. L'impollinazione delle piante parassite non ha particolari rapporti con le loro abitudini da predoni. Dato che il frutto è lungo solo 4 millimetri. spa rano i semi da 3 millimetri fino a 15 metri di distanza alla velocità di 24 metri al secondo. Essi sono così appiccicosi che se ne ricava a tutt'oggi del vischio per uccellatori. per cui dipendon o totalmente dalla pianta ospitante. e per tale motivo ho deciso di trattarne in questo capitolo. Ma nella maggior parte dei casi i semi attraversano il c anale digerente degli uccelli e vengono deposti sui rami assieme agli escrementi . ai beccofrusoni e a molti altri uc celli mangiatori di frutti piacciono le bacche del vischio per la loro polpa est erna (e lo stesso succede in molti posti alle martore e ai pipistrelli della fru tta).gli sc rocconi del regno vegetale . "Mistel". come in quasi tutte le specie di orobanche e nella R afflesia. che già usavano vischio da uccellatori. Alcune piante parassite hanno foglie s omiglianti a scaglie e addirittura mancano di clorofilla verde. cioè dando origine a forme di ac crescimento somiglianti a stecchi e mazzetti. la pressione interna svi luppata prima dell'espulsione è relativamente enorme.con foglie verdi e un proprio sistema radicale. quelle che vivono all'interno di un'ospite possono trasformarla in va ri modi. Le caratteristiche di vischiosità dei semi sopra citate costituiscono il punto di forza delle specie dipendenti dagli uccelli. viene att ribuito al romano Plauto. studioso che fa testo in fatto di parassitismo. ai tordi. che fa il fiore più grande del mondo. Il detto latino "Turdus ipse sibi cacat malum" secondo i l quale cioè «con gli escrementi il tordo si fabbrica da sé il proprio danno». la beffa implicita nella sorte di un uccello catturato con i frutti di una pianta di cui aveva prov veduto alla diffusione. in modo d a succhiare linfa dalla pianta ospitante. Il vocabolo usato in tedesco per indicare il concime o letame. si è sottratto a questa s udditanza. e si avvale di un dispositivo esplodente non diverso da quello del co comero asinino. dai quali esc e solo per fare fiori e frutti. Comunque. che molto spesso è una foglia o un ramo dell a pianta ospitante. Le piante parassite possono essere rappresentate da alberi o da erbacee perenni o annuali. In certi casi gli uccelli depositano i semi sui rami sfregandovi contro il becco per liberarlo dalla polpa attaccaticcia dei frutti. ed altre che hanno foglie. Ma ben presto seccan o. che quest'ultimo deve per forza b asarsi su un'antica osservazione del fatto. I fiori.adattate a circostan ze d'ogni sorta. Come nella maggior parte dei semi di vischio. salvo che quando sono in periodo di fioritura e i loro fiori affiorano irreali d alla corteccia. "Mist".

di solito perché questi contengono amido ed olî in u n eleosoma di cui si è già detto in precedenza: tuttavia non è mancato un naturalista (Lundström. che di norm a se ne sta appollaiato tranquillamente dopo aver mangiato.istrici. per mezzo metro o un metro. e . di modo c he i due semi si disperdono assieme e possono pertanto germogliare simultaneamen te. Il cibo di orig ine animale viene spinto in un ventriglio attraverso un orifizio troppo stretto per i semi di vischio.se tale supposizione. sciacalli. Può accadere che i topi mangino i frutti del Pylosty les. che è un parente della Rafflesia ed ha fiorellini minuscoli. Molti semi sono colorati a tinte vivaci per attirare gli uccelli. le massime possibili! E" comunque accertato che le formiche trasportano i semi di molte piante parassite.che tanto spe sso contiene ghiaietto . nei quali sono incorporati i semi: i frutti vengono divora ti da animali d'ogni specie . dove l'azione del ventriglio o stomaco muscolare . dall'aspetto fantastico ed irreale. e devono affrontare risc hi ed avventure per trovare un posto adatto per germogliarvi. cui appartiene il sandalo) hanno fibre o setole attaccat e ai semi: quasi certamente si tratta di dispositivi che permettono ai semi di a ggrapparsi ai rami della pianta ospitante. I semi dell'orecchio di gatto (Hypochoeris sp. dall'aspetto elegantissimo sotto la lente del microscopio. e si possono paragonare alla «colla» del vischio. che è il più specializzato tra quanti hanno a c he fare con semi di qualsiasi tipo.nti potrebbe rivelarsi dannoso per il seme (e ciò succede effettivamente nei polli e nei colombi. producono frutti polp osi contenenti amido. ma non si sa nulla di sicuro a questo riguard o. nel 1887) il quale ha affermato che le formiche portano in giro i semi dell'erba fiamma (Melampyrum arvense) perché assomigliano alle loro pupe. come nei gufi. e alcuni di questi (della fam iglia delle Santalacee. Sovente le setole dei semi della pianta ospitante crescono in questo reticolo. e . Quando compaiono le bacche questi uccelli non mangiano niente altro. no nché molte popolazioni «primitive». hanno setole dilatate su un'estremità. mentre quelli della pianta pa rassita hanno un rivestimento esterno reticolato ben distinto dal seme. quando vengono inghiottite le bacche di vischio. Le Idnoracee. in certi diceidi. babbuini. corrisponde a verità . L'eufonia ha il tratto digerente del tutto diverso da quello delle specie impare ntate. «beccafiori» o «uccelli del miele».almeno nel caso dei diceidi . volpi. I semi di altre piante parassite sono mangiati da animali d'ogni specie. armadilli. Un mezzo ingegnoso per far sì che il seme della pianta parassita abbia a portata d i mano una specie ospitante è quello adottato dall'Orthocarpus. e le bacche passano difilato al sistema digerente. il muscolo sfintere non si chiude minimamente. Il di ceide ha messo a punto un meccanismo digerente abbinato. Second o ogni apparenza le bacche esercitano un forte effetto sull'uccello. mentre le parti dure ed indesiderate degli insetti vengon o rigettate sotto forma di boli. probabilmente an che i semi di quest'ultimo fiore gigantesco vengono diffusi principalmente dalle formiche. i tempi osservati vanno da 12 fino a 4 min uti! A questo riguardo è già stata descritta la dipendenza di certi diceidi dal nett are dei fiori di vischio.si tratterebbe degli unici sem i che hanno affidato la loro diffusione a una specie di proporzioni così ragguarde voli. fatto che naturalm ente comporta la necessità della presenza di una specie ospitante. Solo allora un muscolo sfintere situato al di sotto del ventriglio consente ai resti ora fluidifìcati di passare n el vero e proprio tratto digerente. incollando letteralmente sulla corteccia i semi evacuati.macina i semi fino alla loro dissoluzione totale). Molte piante parenti dell'orobanche nordamericano hanno semi con rivestimenti in fossati o intagliati. e lo stesso fanno alcune specie di eufonie e pigliamosche. che lo mette in grado d i mangiare bacche di vischio da una parte. che è la pian ta ospitante. Anche in tal caso ci si può solo meravigliare al co spetto di questo processo evolutivo. . parente nordameric ano dell'orobanche. e insetti dall'altra.soffrega l'ano contro i rami. Tuttavia è stata anche avanzata l'ipotesi che essi possano venir traspo rtati a distanza dalle zampe dei cinghiali e perfino degli elefanti che frugano nella polpa marcescente del fiore. chiaramente progettato (senza valvole di chiusura interne) per consentire il passaggio delle bacche di vischio che costituiscono il suo unico cibo. Un s eme attraversa il canale gastroenterico di un tordo in circa 30 minuti. ma veng ono evacuati come gli altri semi a frutti commestibili. Invece.). e magari sui sassi.

E" probabile che nella maggior parte dei casi del genere la germinazione dipenda da un adatto pe riodo d'esposizione alle sostanze trasudate dalle radici. come in certe orobancacee quali le erbacee Lathraea (bruciafa ve. che trascorrono tutta la loro esistenza all 'interno delle piante ospitanti. mentre la piccola pianta alpina Tozzia. dentaria. come la cuscuta. Quando germogliano sono controllati dalla presenza della luce e dal l'effetto della forza di gravità. in modo da poter germogliare su l legno secco o su sostanze inanimate.gli infossamenti intrappolano aria quando il resto del seme si bagna di pioggia . come testim onia il ritrovamento di semi di Striga alla profondità di 150 centimetri in terren o sabbioso. In que sta attività. squamaria). che sono in grado di germogliare anche senza questo dispositivo di scat to chimico. Alcuni. Sopra il livello del suolo compaion o solo i fiori di questa pianta. . e alla loro concentraz ione. e muo re del tutto quando è fatto il seme. possono vivere anche 2-3 mesi. ma non tutti i semi delle specie che parassitano le radici. salvo il periodo in cui fioriscono. e un'altra ad angoli ottusi. reagiscono p iuttosto ovviamente a sostanze essudate spontaneamente dalle radici delle piante che le ospitano. A questo riguardo esso somiglia alle piante parassite. Tuttavia le cuscute non compiono spirali a casaccio: le sostanze chimi che emananti dalla pianta osp itante esercitano su di esse un vero e proprio richiamo. riscontrato in via sper imentale anche nelle foglie staccate dalla pianta. la pianta perde le radici dello stadio infantile quasi subito dopo che il s uo stelo si è attaccato felicemente a quello della pianta ospitante. che vive sulle radici degli a lberi e rimane sottoterra fino a dieci anni. Le cuscute effettuano spirali di due tipi. Dopo aver fatto germogliare i semi della pianta parassita. come la Tozzia. nonché la dentaria. l'essudato radicale f unziona spesso anche da guida per lo sviluppo delle radichette parassite. come accade in certe altre piante parassite che germogliano nel terr eno. Questa famiglia vegetale tende a produrre un numero enorme di piccol issimi semi. sia facendo compiere alle plantule ampie spirali aeree . i semi d'orobanch e immersi in un estratto di radici di una pianta ritenuta specie potenzialmente ospitale germogliarono al 60% dopo un bagno di soli 30 secondi. Una pianta di cuscuta può vivere fino a sette settimane senza l a pianta ospitante. fidando di riuscir a trovare l'ospite adatto sia estendendo sostanzi almente le radici. dove anzi finiscono per morire. che di fatto continuano dopo che si sono fissate a una pianta: una st retta spirale avvolgente in senso verticale. e si è calcolato che una sola pianta di Boschniakia produca all'in circa un terzo di milione di semi. come ad ese mpio la gigantesca Rafflesia. Tuttavia certe piante parassite contengono nei semi riserve nutrienti così c ospicue. Può darsi tuttavia che una semp lice fonte di umidità serva ad attirare il gambo. e una Lathraea. e frattanto è cresciuta di 35 centimetri. e probabilme nte riesce a sopravvivere per sei mesi senza la pianta ospitante. Il visch io Gaiadendron possiede un organo tuberoso con funzioni di riserva. I semi ha nno una sufficiente riserva d'acqua incorporata. o verso il basso se s i trova sul lato superiore del ramo (e in questo caso contro la luce). Le plantule parassite possono restare vive senza la specie ospitante per periodi molto vari. e non esistono foglie verdi. Nel corso di un esperimento di notevole interesse. l'Aeginetia contiene fino a 70000 se mi per capsula. Queste due specie mostrano una curiosa somiglianza con i funghi nel corso della loro vita completamente sprovvista di clorofilla. ma questi due fattori agiscono in senso negativo . a volte sembr a perfino che tiri fuori letteralmente le sue radici dal suolo. e così i semi restano a galla sui rivoletti di acqua piovana che li trascinano n elle fenditure del terreno: e difatti finiscono in queste fenditure. I semi di vischio anzitutto non germogliano affatto al buio. un po'"come usano le orchidee. presum ibilmente in conseguenza della sua crescente concentrazione in prossimità della ra dice. Alcune parassite possono trascorrere molti anni sottoterra. per almeno un anno. che assomiglia a una pianta normalissima quando compare il germoglio fiorente. e la Nuytsia. come nel caso dei 17 aminoacidi messi in libertà dalle radici de l pomodoro. La cuscuta e la Cassytha resistono 7-8 settimane. in analoghe condizioni. di modo che la radichetta di un seme situato sulla parte inferiore di un ramo crescerà rivolta verso l'alto (cioè contro la forza di gravità).

Questa presa è di importanza essenziale per bilanciare la spint a del cuneo. di dimensioni molto magg iori di quelle delle radici che essi finiscono per avvolgere completamente. «l'austorio rappresenta il canale spe cializzato attraverso il quale le sostanze nutrienti passano da un simbionte all 'altro. dato che il tessuto conduttore della pianta parassi tata penetra difilato fino al tubero. Come è stato illustrato in precedenza. che producono un capo fiorale spess o somigliantissimo a un fungo.a struttura sostanzialmente uguale. si trovano austeri con st rati successivi di tessuto del cuneo che. che scende dalle foglie. non sono riusci ti ad entrare nel corso di precedenti tentativi.Il metodo fondamentale usato dalla pianta parassita per entrare e restare in con tatto con l'ospite consiste nell'impiego di un organo detto austorio.forma una struttura di uguale grandezza a fo rma di cupola. sia che si tratti di un ramo o di una radice . o almeno un'area ingrossata di tessuto attorno al punto d'ingresso dell'austere che succhia la linfa. ovvero nello xilema. Tagliata e seccata. piccoli coni stretti di tessuto della parte centrale collegati a livel lo della corteccia. c ome avviene nelle spettacolose «rose del legno» del Messico e dell'America centrale. A prima vista ciò potrebbe far pensare a una simbiosi. causando vera e propria fusione dei tessuti. La penetrazione avviene dopo che si è formata una specie di d isco o di cono dalla radice o dallo stelo della pianta parassita a contatto con la pianta ospitante. E" l'organo che in un certo senso personifica l'idea stessa del parassit ismo».piante irreali e fantast iche. il complemento parassitario dei vischi interess ati .cioè l'organo di assorbimento . che si stacca durante il processo di conservazione. Una volta stabilito il collegamento. Le foglie vengono invase prontamente. Perciò la pianta parassita spilla sostentamento da una fonte ricchissima di nutr imento. i quali. se vengono separati dalla pianta parassitata. Una volta entrati.avvolge la pianta parassitata provocando la formazione di un'esc rescenza strettamente aderente a forma di manto o di sella. come nel caso del lichene. probabilme nte originatosi da una comune radice. allo stesso modo in cui altre specie inducono la pianta parassitat a a produrre una rosa del legno. Detti vischi producono una serie di formazioni chiamate appropriatamente «pioli» o «co ntrappesi». l'austorio . ma la pianta parassita non ha nulla da off rire . i cordoni conduttori della pianta parassita si fanno strada a viva forza tra le cellule della pianta ospitante. Un altro esempio notevole di collegamento di tessuti si verifica in un gruppo di piante parassite del tutto diverse. formando un collegamento nell e cellule conduttrici centrali della pianta ospitante. che comprendono anche zuccheri e carboidrati . le Balanoforacee . come una massa spessa di tess uto che forma una specie di cuneo intento a saggiare la cute o corteccia della p ianta che lo ospita. secondo ogni evidenza. con l'aiuto di enzimi. per usare la definizione più favorevole. Queste producono tuberi rigonfi. la circolazione xilematica contiene sostanze mi nerali ed altre sostanze nutrienti. in modo da favorire la pene trazione del cuneo. la rosa del legno si presenta come una formazione a cono o a becco di flauto sul ramo della pianta parassitata. ma tronchi e steli pos sono resistere ai tentativi d'intrusione per un certo periodo di tempo. ed effettivamente è fatta del tessuto della pianta ospitante. contribuisce a sciogliere o a divar icare i tessuti epidermici della pianta parassitata. oppure assume strutt ura assai massiccia e voluminosa. citando ancora Job Kuijt. . o dalla plantula parassita che si aggrappa a quella con una presa cementante. talvolta arroton dati e talaltra ramificati e bernoccoluti come coralli. finché non si verifichi qualche spaccatura nella pelle o corteccia della pianta. e forse. somig liano a un pezzo di graticcio o a una rastrelliera di legno. Questo organo comincia come mezzo di penetrazione. e non ha bisogno di curarsi dell'altro flusso di nutrimento insediato ne l floema esterno. Sembra ve rosimile che dopo un lungo lavorio di preparazione certe piante parassite sferri no un colpo all'improvviso con un rapido aumento delle cellule della parte centr ale. all' interno dei quali i tessuti dei due simbionti si presentano indissolubilmente ed armoniosamente intrecciati. o del cuneo. Il termine piuttosto generico sta ad indic are un grande assortimento di forme funzionanti da «ponte» tra la pianta ospitante e quella parassita.non ha fatto altro che stimolare la pianta ospitante a produrre tessuto s upplementare. che approfittano di ogni spaccatura.

ma dove i l gambo compie un giro. Questa specie vive a spese di piantine come le erbe. Questo fatto può rappresentare un inconveniente . aggirano il problema. ma no n importa .e v ivono esclusivamente sugli alberi. L'orobanche stende una rete di finissime radichette con piccoli raccordi. Certe specie fabbricano un tessuto veramente st raordinario di radici parallele. Ciò succede qualche volta su un'altra parte dello stesso vischio. ma ha trovato anche una maniera notevole per attingerne acqua. che per una ragione o per l' altra sono spesso tremendamente assetati d'acqua.Specialmente nel caso delle piante parassite o semiparassite a radici sotterrane e e germogli con foglie sopra il livello del suolo. presumibilmente per le abitudini di vita degli uccelli che depositano i semi: ma questo fatto rappresenta un dispositivo utile ai fini del vischio. il vischio può morire. nel suo "Grande Erbario" del 1526. è il saccar osio. L'orobanche non si limita a spillare sostanze nutrienti dalla pianta ospitante. produce un austorio. alcuni dei quali sono stati osservati alla distanza di 6-7 metri. e si verifica anche per le radici secondarie. pena la morte. tuttavia anche un n umero sorprendente di piante parassite perenni si mette ogni anno in cerca di ra dici accoglienti. Questo fatto tuttavia è piuttosto insolito. o fa troppa ombra alla pianta parassita. va citato il Phr . Le piante parassite annuali vanno incontro immancabilmente a un periodo alquan to disperato quando sono impegnate in questa impresa. o comunque non riuscire a fare la fioritura. I vischi hanno abbandonato la superficie del suolo . I vischi che ancora mettono radici nel terreno sono di tipo affatto insolito. Un o di essi è il ben noto «albero di Natale» australiano. perché marciscono molti dei loro vecchi collegamenti. Turner. Se la pianta progenitrice subisce qualche danno o muore. e infilano austeri nei rami. ma l'orobanche lo tramuta in glucosio e fruttosio: questa trasformazione c himica ha l'effetto d'aumentare la pressione osmotica nell'orobanche. perché la maggior parte delle piante parassite non dispone di un apparato radicale molto esteso. dispone un sistema rad icale molto spaziato alla profondità di circa mezzo metro sotto la superficie del suolo: a loro volta le radici producono radichette minori. poniamo una pianta di fagiolo. perché se l'albero parassitato (o qualcuno dei suoi vicini) cresce troppo. che cresce fino a formare un albero alto 10 metri ed esplode a dicembre in una fioritura d i fiori gialloarancione. A conclusione delle curiosità osservate tra le specie di vischio. le radici devono mettersi alla ricerca attiva di collegamenti con l'apparato radicale della pianta della speci e parassitata. che stabiliscono coll egamenti austori appena possono. altre ancora «cammina no». e a volte anche tutti. Sono inoltre note due altre specie. scriveva nel suo inglese arcaico quanto segue: «Mi risu lta che nuove piantine d'orobanche spuntano dalle grosse radici in forma di nume rosi cordoncini che si aggrappano alle radici delle erbe che crescono nei paragg i». le radici sono spesso in grado di rigenerare dei germogli. e di conse guenza fa affluire rapidissimamente acqua dalle cellule della pianta parassitata a quelle della pianta parassita. eme ttendo lunghi germogli striscianti che possono ancorarsi ed avviare un collegame nto austorio su qualunque punto della pianta che lo alberga. Un'altra specie strisciante avvolge il gambo fogliare attorno ad ogni cosa che tocchi. Le piante di sandalo sono veri alberi. a differenza di certe specie imparentate. in grado di diffondersi ed estendersi sempre più. proprio come una clematide. La Pho lisma. La sostanza nutri ente ricavata dalla pianta parassitata. ed è in grado di emettere polloni dalle sue radici alla distanza di parecchi metri d alla pianta progenitrice.in un modo o nell'altro ne risulta una massa intrecciata ed inestric abile della pianta parassita. a meno che le radici in questione non abbiano capacità d'immagazzi nare riserve. Altre specie di vischio. veri e propri zerbini vegetali di cui non si co nosce lo scopo. invece. che è una pianta parassita delle regioni desertiche. Succede spesso d'osservare che il vischio cresce su alberi isolati o sul ciglio dei boschi. in quanto le plantule devo no trovare a tutti i costi tale collegamento. a proposito dei colleg amenti radicali secondari. Nuytsia floribunda.salvo un paio di casi . i cui semi germina no sul terreno nel modo tradizionale e poi si arrampicano su qualsiasi albero ch e si trovi molto vicino. cioè possono emettere nuovi germogli da radici secondarie striscianti (diversi dalle radici penetranti originali).

o se accada invece il contrar io. Esse inv ece circondano la base degli alberi e stabiliscono collegamenti austori tutto at torno. Nel seguito del testo le paragona ai serpenti che hanno soffocato nelle loro spi re Laocoonte e i suoi figli: "I mostri coperti di scaglie s'avvinghiano a padre e figli spira su spira. è stato segnalato il caso di un frigilanto che aveva parassitato cinque alb eri suoi vicini. Torino 1965]. biondeggianti cuscute. avvolgendo la vittima nelle loro braccia tentacolari". tranne che al momento della fi oritura. Le foglie delle cuscute sono ridotte a scaglie e gli steli giallognoli contengon o pochissima clorofilla. s'allietano in sofisticata negligenza e studiata rilassatezza. Non è stato accertato se questa specie s i origini su un albero e mandi radici nel terreno. Op era monumentale sulle credenze magiche e religiose di Sir James J. esterior mente somigliantissima alle cuscute. in molte pieghe avviluppate. anzi. se gli steli si spezzano per l 'accrescimento della pianta parassitata o per qualche altro incidente. Trad. dai quali si se parano con molta difficoltà. In Australia c'è la Cassytha. Il gruppo più straordinario delle piante parassite è dato dalle specie che vivono co mpletamente all'interno delle piante parassitate. La Rafflesia arnoldi i (o R. Gli steli formano austori sulla pianta ospitante ogni volta che è possibile.supera gli 800 metri! Nel suo famoso componimento epico "L'orto botanico" Erasmo Darwin trova versi ag graziati per le cuscute: "Due ninfe adescatrici. Si crede che le piante di cuscuta siano annue. una grande coppa carnosa di p . crescendo in c ontatto così intimo con le piante che parassitano. Di solito noi vediamo le cuscute sulle piante erbacee o annuali. italiana: "Il ramo d'oro. Oltre ai vischi. E" composto dalle rafflesie e dalle specie affini. La lunghezza totale del tronco prodotto da una sola pianta di cuscuta di dimensioni «rappresentative» della specie . stringendo sempre più le membra spasimanti e affondano i denti schiumanti nelle ferite intossicate". Le cuscute intrecciano reti incredibi li di steli sottilissimi che avviluppano la pianta disgraziatamente parassitata in un intreccio a maglie così fitte. Le cuscute appartengono alle convolvulacee. mentre in realtà è una pianta perenne delle lau racee: buon esempio di evoluzione parallela. che costituiscono l'argomento centrale del "Ramo d'oro" [N. i semi dell e cuscute sono spesso somigliantissimi a quelli di specie utili. e sono stati segnalati casi d i alberi tropicali completamente ricoperti d'un velo giallo di cuscuta. tuanmudae) ha il fiore più grande del mondo. ma pare probabile che gli austori possano restare tutto l'inverno sulla pianta parassitata e rimettersi a crescere con il ritorno della primavera. ad occhi bassi e con sorriso pudibondo con subdolo approccio stendono le loro pericolose malìe. George Frazer (1854-1941). che può stendere una sua rete di radici sotterranee lunghe fino a 20 metri. che non vanno a parassitare le radici vere e proprie. tutti di specie diversa. travestite in umili panni di modeste erbette.ygilanthus del Brasile.T. Esse sono molto diffuse e. e gli austori continuano a crescere anche isolati. che a volte questa scompare completamente sot to un intrico di formazioni filiformi. il gruppo più noto di piante parassite è quello delle c uscute e delle specie ad esse imparentate. ma possono infestare anche gli alberi. dopo che la plantula ha trovato una pianta da parassita re. Studio sulla magia e la religione" . tanto importanti nella magia e nelle tradizioni popolari dovunq ue crescano. si distribuiscono con grande fa cilità in forma di semi assieme a quelli delle specie coltivate. Boringhieri. Le cuscu te possono aggredire perfino piante acquatiche sommerse. d.intendendosi con il termine tra virgolette una pianta che comunque ren da bene l'idea di un esemplare della specie a sviluppo normale .

A vo lte si trovano specie parassite che vivono a spese di piante a loro volta parass itanti. Questa indiscriminatezza si este nde agli oggetti inanimati: sono stati osservati molti casi in cui si sono forma ti austori su radici morte (il che non sorprende trattandosi di materia organica . di modo che i suoi fiori enormi comp aiono come una contraddizione sul terreno della giungla. che cresce solo sulle epifite. e fanno venire in mente i versi scritti da Swift a proposito della pulce : "Hobbes dimostra che ogni creatura vive in guerra per legge di natura: così dicono i dotti che la pulce vien depredata da altra minore pulce. Si possono citare alcune curiosità delle piante parassite . Nessuno sa esattamente c ome avvenga la dispersione dei semi. con i capolini fiorali ramificati di tre Myzodendron appartene nti a specie diverse. Sprovvisto di clorofilla. C'è un vischio. dove la specie di base parassita il Macrosolen. e questo agente patogeno era attaccato da un altro. che infiltrano virtua lmente tutte le parti e tutti gli organi della pianta parassitata. ma la pianta soffocante portava una specie parassita a sua volta aggredita da un'altra. e non sugli alberi parassitati da queste. e ta lvolta addirittura dal tronco della pianta parassitata. una coppi a di fiori proprio al di sotto di ogni picciolo fogliare. come i l Mitrastemon giapponese. Si conosce almeno un caso di quattro parenti del vischio che crescono l'uno sull 'altro formando una catena di specie parassite. dalle quali i fiori spuntano come cerchi incantati. ma stavolta non arrecano danno e si limitano ad accrescere l'intrico delle maglie. Anche in questo caso l'ultimo para ssita era punteggiato da un fungo.a somiglian za delle orobancacee e delle balanofore . sebbene ne siano forse f ornite le plantule. un albero dell'Indonesia. Il parassitismo completo rappresenta evidentemente la meta ultima.nel caso che non basti no i modelli fondamentali di parassitismo. mentre la fotosintesi v iene effettuata per conto suo a 50 metri d'altezza dal suolo. con il risultato che a volte si osservano fiori mostruosi pendenti dall 'alto. come nel caso del Pylostyles dai fiorellini assai modesti. Spessissimo più di un parassita vive sullo stesso albero. mostrando ciò che Kuijt definisce «un'incredibile sincronizzazione del ritmo d'accrescimento tra pianta os pitante e pianta parassita». Piante di altri gene ri vegetali fanno spuntare invece i loro fiori dal tronco della specie parassita ta. che fabbrica le sue scope da strega sulle radici sotte rranee. e spuntano attraverso i tessuti all'esterno. il Gaiadendron punctatu m. il Pylostyles haussnechtii. Le rafflesie non hanno austeri nel senso vero e proprio del termine. Anche le gemme fiorali si formano all'interno dei tessuti pa rassitati e non alla superficie. sembra che agi scano indiscriminatamente a questo riguardo. ma vive anche sull e liane. perciò è un mistero anche la tecnica adottata d alle plantule per penetrare all'interno della pianta: sappiamo solo che la speci e parassita vive nel corpo della pianta ospitante sotto forma di sottili filamen ti notevolmente somiglianti a quelli dei funghi parassiti. questo gruppo .riesce a crescere benissimo nelle dens e foreste. in cui i fiori della pianta parassita si distribui scono ad intervalli regolarissimi lungo i rami della pianta ospitante. e il processo continua senza fine". Ho già accennato al fatto che un parassita attacca spesso le sue stesse radici o i propri rami affondandovi austeri provenienti da parti più giovani. Il colmo però è dato dal fatto che la spec ie parassita finale era attaccata da un fungo che a sua volta era parassitato da un'altra specie fungina! Un altro caso osservato nel Salvador riguardava una pa lma che veniva soffocata da un Ficus.iù di un metro di diametro. che è angariata da altre più piccine. presso l'erbario di Kew figura un ramoscello probabilmente unico di Nothofagus antarctica. una sp ecie di notofago. Esiste una specie . Alcune specie imparentate con le rafflesie hanno invece fiori più delicati. e fa esplodere i suoi fiori diritti dalle radici. come accade per altre piante parassite che infe stano le radici. Di solito la Rafflesia spunta sulle radici.

La specie d'orobanche più distruttiva è l'Aeginetia tropicale. noci nostra ni ed americani. ritrovata sulle la rve di scarafaggio. segnatamente laddove non è praticata la rot azione agricola e non si usano i moderni metodi di selezione delle sementi. Molte piante parassite non sembrano eccessivamente schizzinose nella scelta dell a specie da parassitare: il vischio Dendrophthoë è stato osservato su 343 specie osp itanti diverse. Begonie ed acetoselle hanno tessuti a tenore molt o acido e sembrano resistere totalmente agli attacchi delle cuscute. mentre occorre una tecnica sofisticata di selezio ne dei semi per le cuscute. mentre altre le evitano alla stessa stregua di come schivano felci e conifere. La l otta contro i parassiti vegetali è a dir poco difficile: i diserbanti lasciano int ravvedere qualche prospettiva.certune crescono solo sul le monocotiledoni. ma attaccano anche tabacco. pini. o più esattamente biochimica. Sembra che certe piante riescano a sfuggire al parassitismo grazie allo strato d i particolare spessore o durezza situato sotto la corteccia che respinge gli att acchi meccanicamente. Le cuscute sono considerate piante dannose in 47 stati U. A. mentre i filamenti si ramificano e pervadono o gni parte dell'organismo. il piede d'atleta e certi spiacevoli morbi che a ffliggono gli esseri umani ai tropici. I corpi fruttife . cappe e coltri di vischio . e infine varie allergie. ciottoli. cedri. che può mandare in malora in pochissimo tempo. Pare che ciò accada con una certa facilità solo quando la specie parassitaria è molto comune su un'area abbastanza grande. tuttavia alcune hanno criteri curiosamente limitativi p er quanto concerne la classe vegetale di loro scelta . Alcune causano danni e perdite economiche enormi. La risposta è no. segnatamente per le colture leguminose quali erba medica e trifoglio. Queste piante sono particolarmente prodighe di semi. I funghi germinano sulla pelle umida di qualsiasi bruco e po ssono penetrare subito nel corpo. ivi compresa la tricofizia. raggiunge la lunghezza di 14-17 centimetri. S. ma poi resistono ai loro attacchi. Questi possono causare affezioni cutan ee. oppure esercitando quella che pare un'incompatibilità chimic a. Allora comp aiono i corpi fruttiferi: la specie europea di maggiore mole. nonché per il lino. e cres cono quasi su ogni cosa. un altro metodo contempla l'uso di «colture insidiose» o «colturetrappola». Le diverse specie di vischio rappresentano in molte località un flagello per le foreste e le coltivazioni. Può darsi che si r iesca a selezionare colture resistenti. cioè l'impiego di piante che stimolano i semi delle piante parassi te fino a farle germogliare. Le specie che parassitano le radici hanno gusti particolarmente eterocliti. I funghi causano anche le ben note formazioni dette «mosche vegetali» o «bruchi vegetali».). Altre invece sono virtualmente specifiche: alcune crescono solo su olivi. ginepri. per cui è difficilissimo tratt arle con un sistema che non sia un sistema specifico. che attacca riso. Si vedono alberi selvatici accasciati sotto il peso di autentici drappeggiamenti. Il danno arrecato dal solo g enere del vischio nano Arceuthobium alle diffuse colture di pino Ponderosa super a le perdite arrecate complessivamente da tutte le altre affezioni che colpiscon o quest'albero. pomodori e canapa. che parassita no gli insetti facendo sporgere dal corpo di questi le loro formazioni ramificat e cariche di spore. granelli di sabbia. Alla fine una densa massa filamentosa riempie tutto il corpo. dove non si limita a menomare i raccolti ma . indebolimento e morte sono gli esiti tipici di una pianta parassit a. perché attaccano colture di conifere. Orobanche e ficarie parassite si oss ervano spesso intente alla loro opera di decimazione delle colture di fagioli e trifoglio. ed è inutile dire che questo processo porta a morte l'insetto. eccezion fatta per i funghi. peri. Deformazione. e riuscì a penetra rvi quanto bastò a provocare un corto circuito.nel caso della cann a da zucchero . granoturco e canna da zuc chero in Asia. Le specie parassitanti del tipo succitato prosperano nelle colture specialmente in condizioni d'agricoltura arretrata. Verrebbe da chiedersi infine se esistano piante che parassitano gli animali. Abbiamo visto però che esistono moltissime specie parassite con numerosissimi modi di vivere. A Portorico l'affine Cassy tha è definita «il pericolo pubblico numero uno». E in un caso da fantascienza l""albero di Natal e" australiano già citato si provò ad intessere austori anulari su un cavo elettrico con isolamento in polimeri del diametro di circa 2 centimetri.. agrumi in generale e cacao. cacti e così via.trasforma il pregevole saccarosio in zuccheri riducenti di nessu n valore.

Alcune portano mazzetti di ascidii a fior di terra. Quando sono più vicini. diritti o più o m eno coricati al suolo. Ma altri racconti di viaggiatori favoleggiano di piante divoratrici di cani. Dato ch e la crisalide è spesso sepolta sottoterra. Capitolo 24. Una volta giunto all'interno. nelle quali alcune o tutte le foglie sono state modificate fant asiosamente. Gli ascidii sono spesso colorati a tinte vivaci. Parecchie famiglie vegetali tra loro separate hanno assunto abitudini carnivore. La Sarracenia psittacina assomiglia a una nassa per pesci. e si dice che certi esemplari venissero pagati in argento quattro volte il loro peso. perché la realtà su scala più ridotta è già abbastanza macabra. le piante superiori sono evidentemente in grado di far e la stessa cosa tra loro. trova l'uscita sbarrata da vari ostacoli terribilmente ingegnosi. gli insetti possono percepire un profumo gradevol e e spesso avvertire la secrezione di un succo dolce simile al miele. per cui «il parassitismo è la forma più raffinata di simbiosi». i funghi possono dare l'impressione di sbucare dal terreno. Un insetto che esplori il bor do alla ricerca di altro nettare non riesce a trattenersi dallo scivolare verso il basso. di modo che le specie animali ingerite le aiutino a bilanciare la dieta. Gli ascidii hanno forme varie: si possono paragonare a vasetti.piante rampicanti che si fanno largo in mezzo alla vegetazione della giungl a . Dire che il primo gruppo è inattivo sottintende il macabro ingegno con il quale le trappole sono progettate e innescate. la sola caratteristica posseduta in comune è la tendenza a vivere in un habitat p overo d'azoto. LE PIANTE ASSASSINE. Mentre le piante inf eriori possono stabilire tra loro e con le piante superiori forme di associazion i di reciproco vantaggio. tazze o im buti a curvatura variabile. qualche metodo quasi infallibile per trattenere il visitatore intrappolato come una nassa per aragoste. Dobbiamo ra llegrarci del fatto che le piante antropofaghe esistano soltanto nei racconti di fantascienza. Un b ruco vegetale australiano dai corpi fruttiferi neri lunghi fino a 40 centimetri veniva usato dagli aborigeni per i tatuaggi. talvolta in mezzo a foglie di forma ortodossa. Di solito hanno un lembo rivoltato sopra l'orifizio per impedire che entri troppa pioggia. tale da impedire all'insetto di trovare un appiglio o di fermarlo decisamente mentre cerca di arrampicarsi verso l'alto. attorno al bordo dell'otricolo. La sommità di molti ascidii è spesso munita di nervature arrotondate molto sdrucciol evoli terminanti in aculei rivolti verso il basso. spesso se ne trova anche lungo un passaggio verticale all' esterno. o di questi due tipi riuniti. provvisto talvolta di scalini accuratamente disposti. quando non addirittura di esseri umani. e in ognuna di esse è stata messa a punto una trappola di qualche tipo.la maggior parte degli insetti volatori è co mposta da raccoglitori di nettare . Viene in mente la frase citata al capitolo precedente . i cui fiori alla fine erano costit uiti dalle teste delle vittime. Si tratta delle piante carnivore otricola ri o ad ascidii. Un tempo c'era una specie ritenuta medicina di grande valore in Cina. Sono note più di 500 specie di piante insettivore che si possono suddivide re in tre gruppi distinti. Quindi moltissime piante sono diventate parassite di altre.e far pensare loro di trovarsi al cospetto d i fiori.portano i loro ascidii di forma vascolare su prolungamenti di foglie che per il resto hanno aspetto normale. o dispongono di appendici a mò di petali per imbrogliare gli insetti . Nelle Sarracenia e Darlingtonia terrestri l'interno de ll'ascidio è rivestito di aculei o peli che si protendono verso il basso con lieve angolazione. Ciascuno di questi dispositivi a trabocch etto ha tre elementi in comune: qualche mezzo per richiamare l'animale. Altre inve ce . ed un sistema per rendere digeribili le carni delle vittime.ri possono spuntare dal bruco o dalla crisalide se la larva si è impupata. che può es sere di tipo visivo o commestibile. specialmente formiche. urne. Era stato il compianto John Collier che aveva avuto l'idea di scrivere un raccon to in cui si dice di un'orchidea antropofaga. gli otricoli sono stesi a terra per richiamare . tale da sedurre a nche insetti senz'ali o atteri.

quando venga minacciato. come risulterà da questa citazione attinta dalla "Storia n aturale delle piante": "Ogni animale che desideri mettersi in salvo dall'ascidio di un Cephalotus dovrà s uperare tre ostacoli: primo.le parti chitinose non digeribili. per i quali. Possono venire intrappolate quantità grandissime d'animali. ritenendola un altro crostace . ma galleggiano poco sotto la superficie. hanno descritto questi dispositivi con particolare voluttà. Non han no radici. Possiamo accennare infine ai ragni che tessono le loro ragnatele nella pa rte superiore degli ascidi di Nepenthes per assicurarsi la prima scelta sugli in setti visitatori.formiche. in particolare. e gli insetti intrappolati muoiono annegati. s econdo. aguzze. e quando sono pronti a impuparsi prat icano fori nell'ascidio ed evadono.non si può aprire dall'interno.c ome una porta . i cui bruchi ricoprono i peli di una sottile ragn atela. paragonabile nell'insieme a un pettine per cardare il lino. Le prede sono per lo p iù minuscoli crostacei come le dafnie. si trovano tra le foglie certe piccole vesciche di 2-5 millimetri di diametro. Un moscone . come le Nepenthes e i Cephalotus. i cui resti fluidifica ti anche stavolta vengono assorbiti attivamente da cellule speciali.citiamo ancora Kerner ed Oli ver . e il liquido che ne deriva viene assorbito da cellule a form a di stella situate sulla parete interna della vescicola. Quando vie ne «innescata» dal contatto. Altre piante. cui appartiene ad esempi o la nostra erba vescica: sono principalmente piante acquatiche dalle belle fogl ie lievi e dai fiorellini gialli di forma insolita sporgenti dall'acqua. marciscono.ha su ogni zampa un'appendice speciale che «si può paragonare ai ramponi da gh iaccio degli scarponi dei montanari tirolesi». C'è anche una minuscola tignola fornita di ana loghi dispositivi sulle zampe. Una piccola apertura è vigilata da una valvola a forma d i labbro all'interno. E" il caso di osservare che si nota qualche reazione nel mondo degli insetti per quanto riguarda le piante otricolari. o fo rse s'ingannano sulla vera natura della vescicola. dopo di che non fanno che andare in decomposizione. una volta entrati. un'altr a flangia composta da aculei aguzzi e incurvati protesi come una fila impenetrab ile di baionette a sbarrare il passo agli animaletti che siano riusciti a supera re i precedenti ostacoli". Sorrette da graziosi gambi. un tratto di parete coperto di minuscole papille.i bordi d ella trappola sono circondati da barbe. che tolgono all'insetto la possibilità di qualsiasi appiglio. Gli animaletti che entrano all'interno della vescichetta vi muoiono di fame o as fissia.abbastanza grande da poter contenere un colombo! Tuttavia non è mai stato segnal ato il caso che si sia trovato un uccello all'interno di un ascidio.vascolati alle estremità delle foglie . la trappola si apre di scatto. e almeno uno di questi ragni ha una cute speciale che gli cons ente di mettersi al riparo nel liquido digestivo. lunghe setole si tuate in un imbuto che si restringe sempre più segnano una strada in una sola dire zione. che ha la lunghezza di mezzo metro e può ragg iungere la larghezza di 16 centimetri con apertura di 10 centimetri di diametro . I botanici dell'età vittoriana. In modo molto diverso funzionano invece le otricolarie. L'otricolo m assimo è quello della Nepenthes rajah. frastagliate e appuntite verso il basso. Cellule speciali situate sul fondo dell'ascidio assor bono il liquido che ne risulta come una specie di concime fluido. e consente al moscone di arrampicar si agevolmente tra i peluzzi incurvati dell'ascidio. e l'organismo che senza avvedersene ha bussato alla porta viene risucchiato all'interno con un fiotto d' acqua. c he in realtà sono trappole. millepiedi e simili. Si possono trovare asc idii pieni a metà dei loro resti . Inoltre le sue larve abitan o l'ossario degli insetti in putrefazione. paragonabile al succo ga strico dei mammiferi. e conducono a pareti cerose lisce come i l ghiaccio. Presso le Sarracenia e le Darlingtonia gli ascidii si riempiono in parte d'acqua piovana. e infine sull'orlo circonvoluto attorno alla bocca dell'otricolo. che digerisce attivamente la preda. la quale scorre a cerniera per facilitare l'entrata ma . nonostante ogni sforzo. quello di c ui ci stiamo occupando ora può contenere fino a un paio di litri di liquido. Nei Nepenthes tropicali . che forse credono di trovarvi rifugio. secernono un liquido. una sporgenza circolare all'interno dell'ascidio.

Do po un po'"di tempo la foglia ripiega i suoi bordi nella posizione primitiva e to rna ad esporre la sua superficie piatta. Le drosere hanno foglie terminanti in una specie di placca arrotondata oppure lu nga e stretta.e per l'uso che se ne fa per cagli are il latte). e più numerose verso il centro de lla foglia. Si potrebbe perfino dire che il ripiegamento verso l'interno dei ten tacoli delle drosere e l'arrotolamento delle foglie delle pinguicole rispondono allo scopo di fornire «stomaci temporanei». l'insetto è condan nato non appena abbia toccato un tentacolo. Questa dinamica serve in parte a spingere verso il centro qualsiasi creatura che sia venuta a impegolarsi sui bor di . ricoperta di peli rossi. trovano da insediarsi su una vicina Tillandsia. Comunque sia. Avvenuta la digestione dell'insetto . con il risultato che entro un'ora la preda è irretita nei tentacoli da ogni p arte. Se due piccoli insetti atterrano sulla stessa foglia. La sola presenza di un insetto basta a far piegare all'indentro i bordi delle foglie. o fors'anche perc hé imitano bene le muffe che crescono sulla carne in putrefazione . e di 90 gradi in 10 minuti. perché un pelo è in grado di piegarsi di 4 5 gradi in circa tre minuti. Una volta che la preda è impaniata. Le foglie sono coperte di ghiandole secernenti mucillagine. o addirittura più di una foglia. per catturare gli insetti. dop o di che vengono digeriti in poco tempo. il che offre all'otricolaria l'occasione adatta per vivere preda ndo queste piccole vite.e ciò spieghereb be anche il colore rosso dei peli e della foglia.somigliante a quello emesso dalle pi ante otricolari più evolute . ognuno dei quali luccica in punta di una goccia di liquido chiaro. Lo scopo del dispositivo è di portare la preda a contatto delle ghiandole a sec rezione acida situate sulla superficie fogliare.impresa che può richiedere da due a parecchi . l'urna colma d'acqua non assic ura soltanto l'umidità necessaria alla bromeliacea. Alcune fotografie scattate recentemente con l'aiuto del microscopio elettronico mostrano insetti caduti preda delle caruncole visch iose delle drosere o delle pinguicole: il quadro è veramente agghiacciante. vengono catturati facilmente dall' appiccicosa insidia iniziale. Noto di passaggio che questa pianta emette propaggini p er riprodursi in forma asessuata. e con ogni probabilità un insetto di qualsiasi mole tocca più di un tentacolo. Questa rassomiglianza si estende anche alle an tenne e alle appendici natatorie dell'animale. Si tratta delle pinguicole (così chiamate per il colore che hanno le foglie piatte e disposte a ro setta .o dalla somiglianza dell'aspetto. imitate dalle setole che s'irragg iano tutto attorno all'apertura. dove piccolissime vescicole assicurano un rifugio mortale per molti animalett i. Il processo è piuttosto lento. con un po '"di fortuna. specialmente quelli di piccole dimensioni. e se ne trova sempre un poco sulla loro superficie. Alcune otricolarie vivono nel muschio umido e tra i detriti di roccia e cortecci a. e in tal modo impediscono anche agli animali più grossi di forzare l'entrata attraverso il piccolo orifizio. già descritta in precedenza. Come si è già accennato. Una specie tra le più interessanti vive nelle «urne» di una bromeliacea. i n parte alla vischiosità. dei cosiddetti «film dell'orrore». i tentacoli si divid ono in due gruppi. Questa è la prima fase.al centro ci sono più ghiandole! . Il gruppo più vicino di piante insettivore si affida.che ricorda quello del burro grasso . Il contatto con un grosso corpo d i origine organica fa secernere alle ghiandole un quantitativo assai maggiore di succo appiccicoso. Questi peli tentacolari sono più lunghi verso i bordi d ella foglia e più corti al centro. ma fornisce anche rifugio a mo lti animaletti.e in parte a tenere ben salda la preda. la Tillandsia . Gli insetti sono attratti da questi tentacoli s cintillanti. Ma è un processo inesorab ile. i tentacoli si ripiegano su di essa.in grado di digerire la sostanza animale. forse perché le goccioline assomigliano al nettare. e in parte a mosse adatte: il tipo di trappola predispos to da queste piante si potrebbe definire «a carta acchiappamosche». in modo che ognuno dei due insetti venga trattenuto saldament e. nonché un liquido acido . in anelli di tentacoli che si susseguono ad intervalli di una decina di mi nuti. Gli insett i. perché le gocce sono assai attaccaticc e. In una sola vescicol a sono state ritrovate fino a due dozzine di crostacei. e ben presto s'impiastricciano senza speranza. e semb ra ripreso da qualche scena di una pellicola di fantascienza. queste si piegano ad arco in aria e.

Questi sono immobili. Tuttavia la secrezione del succo digerente non avviene in mancan za di materiale proteico a contatto delle ghiandole. le Silene infatti sono dette spesso acchiapp amosche per questa loro particolarità. i lobi della foglia si muovono rapidamente e si lenziosamente in perfetta concomitanza all'incirca entro un quarto di secondo. I coltivatori d'orchidee si servono talvolta delle drosere subtropicali a grandi foglie per catturare insetti nelle loro serre.giorni . l e setole del bordo si chiudono come le dita di una mano. in modo da for mare un ampio blocco. fino a ridurlo in poltiglia. che se ne stanno staccati e disposti quasi a piatto. la Byblis. imprigionando fatalment e qualunque mosca sia atterrata sui lobi. per disseccarsi quando la trappola si riapre e s'innesca per il pros simo colpo. Ci sono anche tre peli su ogni foglia: e questi sono i grilletti. e la seco nda è l'estrema sensibilità dei peli. Da principio i lobi s'infossano rinchi udendosi. Tuttavia la vera piantaprodigio tra le specie vegetali entomofaghe è la "dionea pi gliamosche". si appiattiscono. Il numero degli stimoli e il tempo richiesto perché funzioni il m eccanismo di chiusura dipendono dalla temperatura esterna. Questa pianta non soltanto sa contare gli stimoli necessari prima di far funzion are la sua trappola. oltre al fatto che i peli si possono muovere in ogni caso: la prima è il modo con cui lo stimolo a ri piegarsi sulla preda si diffonde da un pelo all'altro verso l'esterno. una volta cresciute. i meccanismi d i scatto. si dispongono a ro setta. La specie di dimensioni maggiori . E" possibile far scat tare la trappola stimolandola artificialmente. Il funzionamento della dionea pigliamosche si svolge nelle fasi iniziali secondo la descrizione datane al capitolo 12. e non più di venti secondi. cattura cer tamente le rane e le lucertole. ed anche somministrandole delle s ostanze proteiche sotto forma di una mosca viva o di un pezzetto di carne o di f ormaggio. ha foglie lunghe 60 era e può reggere piccoli ani mali. In certi casi gambi e steli appiccicosi esi stono certamente per impedire l'accesso ai fiori ad insetti indesiderati strisci anti sulla pianta: il fatto si verifica ad esempio nella spettacolosa «spada d'arg ento» delle Hawaii. Tutta l'operazione può richiedere da otto a venti giorni. Sulla superficie d'ogni lobo si trovano ghiandole che secernono all'esterno un liquido dolce. ma ha anche un dispositivo marcatempo incorporato: tra uno stimolo e l'altro non deve passare meno di un secondo e mezzo. Allora inizia il lavoro delle ghiandole a secrezione acida. e schiacciano qualsiasi corpo morbido che vi si trovi in mezzo. in modo che la dionea pigliamosche possa reagire a stimoli sia meccani ci sia chimici. e si ritiene che intrappoli conigli e scoiattoli quando le sue piante crescono abbastanza vicine l'una all'altra. molto nota in quanto viene venduta largamente a scopi di coltura: è u na pianta piccola e bassa le cui foglie. a seconda de lla mole della preda. la Drosera regina sudafricana. ma una volta serrati. sia pu re più lentamente. che alla fine digeriscono il liquido risultante. Vanno notate due caratteristiche interessanti delle drosere. dopo di che si riproduce il liquido. e secondo ogni evidenza digeriscono gl i insetti che vi restano attaccati. come succede ad esempio quando è colpito da una goccia di pioggia. Anche parecchi stimoli luminosi provocano reazioni nella foglia. ma se si toccano due peli. Kerner descrive un esperimento nel corso del q uale un frammento di capello umano fece ripiegare un tentacolo: il frammento di capello umano era lungo un quinto di millimetro e pesava un milligrammo. non succede nulla. Se solo uno viene mosso. che i contadini portoghesi delle località dove la pianta è comune usano tenere le foglie a ppese in casa a guisa d'acchiappamosche naturale. Altre piante invece hanno peli ghiandolari appiccicosi anche sul gambo. oppure se un p elo viene toccato più d'una volta. dove ogni foglia termina in un paio di lobi arrotondati dai bordi setolos i. Una sua parente australiana di analoghe dimensioni. mentre altre ghiandole secernono all'interno un fluido a te nore molto acido. Invece la pioggia non provoca nessuna reazione e sembra non interessarli. cioè per impulsi di natura elettrica creati . ma così appiccicosi. il quale r ichiama gli insetti. Certe piante dette Drosophyllum somigliano alle drosere perché hanno foglie tutte coperte di peli rossi vischiosi.i tentacoli si raddrizzano con le punte asciutte: possono perciò cadere le parti dure delle prede.

Altre foglie lunghe e strette . afferrando e trattenendo l'animale tto. Jucche. Capitolo 25. perché i tronchi contengono un lattice velenoso che piaga la pelle e può far perdere la vista. Le ninfee giganti hanno grossi acule . come i notissimi cardi. agavi. l'Euphorbia desmondii. come certe erb e a foglie apparentemente tenere che terminano invece in pungiglioni aguzzi come aghi. le xantie dei paesi caldi. a seco nda dei cambiamenti di temperatura. Dopo di che l'anello fungino emette filame nti che penetrano nel corpo dell'anguillula e ne succhiano la vita. o del laccio dei cowboys. La difesa più ovvia consiste nell'impugnare le armi. La dionea pigliamosche ha alcuni parenti che le assomigliano. Moltissime piante hanno foglie spinose. Questa attitudine carnivora. i bordi in terni dei lobi portano una serie di piccole formazioni coniche che fungono da ca tenacci. formano una barriera alta e im penetrabile. talvolta associata a capacità di movimento e a un'ins olita velocità di reazione. Se un'anguillula s'insinua nell'anel lo. Invece di setole funzionanti ad incastro. non è comunque prerogativa delle piante superiori. e sono in gra do d'intrappolare microscopiche anguillule o nematodi con un marchingegno funzio nante secondo il principio del nodo scorsoio.si in seguito allo stimolo. come le Utricularia. che ora sta div entando rara nel Perù . Su scala più ridotta si trovano piante d'altro genere. In r isposta a questo stato di cose circondarono i villaggi di cinture difensive di u na specie d'euforbia. CORAZZA E VELENO. le diffuse lappo le. I suoi tronchi spigolosi. Queste trappole primitive con ogni probabilità precedono di m ilioni di anni le piante superiori insettivore.sono dotate di denti come quelli di una sega di vecchio tipo. Essa porta le sue trappole lobate p er tutta la lunghezza del suo gambo lungo e sottile. Il meccanismo effettivo dipende dalla notevole tensi one preventiva accumulata nei tessuti. e dimostrano una volta di più come «invenzioni» sostanzialmente simili si possano ritrovare in organismi non legati da alcun vincolo di parentela. Invece altri funghi hanno filamenti vischiosi che immobilizzano le anguillule o i vermiciatt oli che li tocchino. quando i lobi si richiudono sugli animaletti acquatici che hanno fatto scattare i numerosi peli situati sulla trappola con funzione di grilletti o mecc anismi di scatto. Questi f unghi producono degli anelimi sui cordoni più grossi del micelio. le cui colonie erbacee vengono distrutte dai pa stori con il fuoco. in ognuno dei qu ali sono insediate tre caruncole sensibili. Nel secolo scorso gli abitanti dei villaggi situati tra le colline della Nigeria Settentrionale si trovarono esposti alle scorrerie di invasori mussulmani.di cui è indigena . grossi co me un braccio d'uomo e ricoperti di grosse spine. e l'acanto spinoso. galleg gia senza possedere radici. In alcuni casi viene emessa contemporaneamente una sostanza tossica. ed una di queste s pecie è l'Aldrovandia che vive in acqua dolce. quanto basta a tagliare le narici del bestiame al pascolo: è il caso ad ese mpio della bassa festuca alpina. ed è stato paragonato ad una piastrina bime tallica del tipo usato per creare un contatto elettrico ed interromperlo. ma specialmente contro gli animali erbivori. Tra le bromelie succitate si annovera la "puya gigante". Tentare d'avventurarsi a colpi d'accetta in questo baluardo vegetal e è pura follia. Molte piante possiedono dispositivi di difesa passiva. le caruncole si gonfiano improvvisamente.specialmente perché i pastori del posto ne distruggono i giovani germogli: infatti le pecore v'incappano spesso e si bucan o gli occhi. varie erbacce della famiglia delle solanacee che crescono in abbondanza. e di molti fa laschi e calami . aloe e numerose bromelie possiedono fogli e rigide disposte a rosette e fornite di punte aguzze che s'irradiano in tutti i sensi. come le spine e il veleno contro i predatori di vario genere: essi non sono intesi contro l'uomo in primo luogo. Esist e almeno una cinquantina di specie fungine che vivono nel terreno. per cui possono muoversi in una direzione sola e tagliare speditamente la bocca di un animale che le addenti.di altre erbe. ed è sta to dimostrato che questo veleno per anguillule funziona anche diluito in proporz ione di una parte per cinque milioni.

quando non addirittura per ci ngere villaggi interi entro cinture vegetali invalicabili. disposti talvolta su due file. agavi. detti glochidi. che tuttav ia causano sgradevole prurito e spesso infiammazioni quando vengono toccate. o addirittura la scomparsa d elle foglie a favore del tronco spinoso è una caratteristica delle piante che vivo no in condizioni di aridità. tali da tener lontane le chiocciole a cquatiche. in modo da infli ggere ferite dolorose. I cacti e certe piante grasse costituiscono ovviamente gli esempi per eccellenza delle piante spinose.i sulla superficie inferiore delle foglie. oltre a tenere lontani gli animali pascolanti. costituita quasi sempre . I fichi d'India. e gli steli che le sostituiscono . Inutile ac cennare alle ortiche. però nelle ortiche e nelle Loasa l'estremità terminale è costitui ta da una minuscola «perlina» rotonda disposta obliquamente sul pelo. Nel pungitopo. tra l'altro. cacti colonnari ed euforbie a portamento eretto vengano usati correntemente per fare recinti per animali. ma esistono altre piante ad analoga azione urticante speci almente tra le loasacee e le euforbiacee. I peli pungenti rappresentano una versione perfezionata delle setole. Nei cespugli delle regioni mediterranee i germog li fogliari dell'annata precedente diventano duri e spinosi: Teofrasto battezzò qu este piante con il nome collettivo di frigane. le foglie sono state esentate dall'obbligo di presenza.come abbiamo già notato . Spesso le spine del tronco si radunano attorno a foglie tener e per impedire che vengano brucate dagli erbivori. riescono a non farsi mangiare g razie al loro consueto rivestimento di densa lanugine grigia o argentata. e le euforbie spinose nane. e i bei fiori dei cacti affioranti in mezzo al loro arsen ale fanno venire in mente la Bella e la Bestia. spe cialmente dalle delicate mucose della bocca: ne sono buoni esempi la buglossa e la consolida maggiore. L'armamentario spinoso riveste eccezionale importanza per queste piante. Gli animali di maggiore mole girano di solito al largo da queste specie. e il nome è ancora usato per un gru ppo di tale specie. come per la disposizione geometrica dei ciuffi spi nosi sulla pianta. nel qual caso sembrano rappresentare il perfezionamento diretto di comuni peli di protezione.da un tronc o senza foglie.e forse s ono servite . spesso appartenenti a piant e legnose dove. Ne fornisce un esempio lo spinoso Astragalo tanto comune nelle steppe asiatiche. che si stacca no facilmente e penetrano nella pelle con altrettanta allarmante facilità. come nel caso del ginestrone nostrano. Le spine si ritrovano comunemente anche sui tronchi. Tuttavia gli aculei dei cardi no n mancano sovente di una loro bellezza. tanto comuni nei Paesi medit erranei e dall'aria così evidentemente succulenta. Molte piante sono ricoperte da piccole setole apparentemente innocue. dove forma grovigli che ricordano i ricci. La sua parte superiore si è irrigidita fino ad assume re la durezza del vetro. Le varie specie di verbasco.da modello per qualcuna delle armi insidiose elaborate dall'uomo p er i combattimenti corpo a corpo. che si stacca con la massima facilità e aderisce alla mucosa della bocca provocandovi un 'irritazione violenta.adattati alla fotosintesi .si sono molto induriti e ricoperti di spine. il quale è forma to da una sola cellula cava. La riduzione delle foglie ad aculei. potrebbero servire . in modo che tutta la pianta è r icoperta da aculei. produce ndovi irritazione intensa e persistente. le ginestre spagnole. e non c'è viaggiatore che non abbia osservato co me fichi d'India. Le spine sono so vente fornite di barbe alla sommità o in tutta la loro lunghezza. Tipiche le salvastrelle. Infine le foglie possono ridursi a semplici spine. Le palme hanno spesso aculei tremendi alla base delle foglie. nelle Colletia e affini. In molti casi le foglie si modificano secondo il ritmo st agionale in modo da proteggere i nuovi germogli e le gemme fiorali. grazie a composti di silicio o di calcio. Opportunamente ingrandite. che abitualmente risiedono in posti dove il foraggio verde e la linfa s ucculenta costituiscono autentiche rarità. Talvolta i peli in questione sono appu ntiti. contribuiscono an che a respingere gli attacchi mossi a fior di terra da chiocciole ed altri anima li a ventre molle. La minima pre ssione spezza questa punta dura lasciando dei bordi taglienti che penetrano attr . sia per la loro colorazione che per la l oro linea a curve aggraziate. dispongono anche di masse di peli spinati incredibilmente piccoli. oltre alle spine di tipo normale.

La corteccia inoltre può contenere sostanze sgradite al gusto. La Caralluma. che possono passare i 13 metri d'altezza. gli in setti succhiatori di linfa.si punge vano deliberatamente con le ortiche per provare l'impressione del caldo nella fr edda Inghilterra. che riempie la scorza d elle sequoie e contribuisce a difenderle dai parassiti e dalle affezioni fungine . esattamente come un ago di siringa ipodermica. Esistono anch e ortiche arboree. Ho già citato la specie Peganum harmala. di modo che il liquido che si trova all'interno del pelo viene spinto n ella ferita che è stata provocata. come il tannino. E" il caso di ricordare anche gli animali che si nutrono di piante spinose: i ca cti sono attaccati da uccelli e roditori. La Loasa canarinoides. I rovi e le rose . e l'ist amina. In alcuni casi la presenza delle spine serve ad altri scopi oltre a quelli prote ttivi. Ma questi sono puri esempi di reazione animale di fronte a un problema specif ico. e le cui grandi foglie a forma di cuore infliggono punture dagli effetti persistenti.sia più frequentemente per impedire che animali indesiderati a rrivino ai fiori e depredino il nettare o il polline.che trovano la loro massima espressione nella Rosa gig antea dell" Himalaya.hanno spine per potersi aggrappa re ai cespugli e agli alberi. mentre il Cnidoscolus urens. frattanto la base tenera del pelo esercita una pressione sul co ntenuto. I frutti immaturi possono avere sapore amaro per far sì che non vengano mangiati quando non è il momento. come in molte specie di palme. che è una pianta rampicante dell'America Centrale. m a d'effetto sgradevole o disgustoso anche per gli animali. gli asini mangiano i cardi. Altre piante hanno un deterrente incorporato all'interno in grado vario.averso la pelle. che ha azione corrosiva. dove si formano pozze d'acqua piovana nelle tinozze create a tra tti lungo lo stelo dalle basi riunite di ogni paio di foglie. Sta di fatto che certe ortiche tropicali sono tanto maligne da pot er provocare sintomi analoghi a quelli da morsicatura di serpente. è tanto virulenta da provocare la comparsa di pustole sulla pelle.un'acacia con aculei di 8 centimetri duri come i l ferro . ha foglie amare e velenosissime che nemmeno le capre s'arrischiano a mangiucchiare. sappiamo tutti infatti che una puntura d'ortica può causare grave irritazione.a quanto si dice . Ho già accennato in precedenza al gran numero di piante provviste di peli appiccic osi sul tronco. capre comprese. è innegabile che spine.come nei Drosophillum . pianta grassa africana. come la Laportea gigas della Polinesia. da puntu re velenose. Le genziane dei pascoli alpini sono specie che si sviluppano a buona altezza sul .mentre uccelli e piccoli roditori scavano gallerie nel tronco dei cact i. parente della ruta. e i cammel li brucano le «spine di cammello» . Così spec ie alpine come i rododendri e il mirtillo rosso hanno foglie a cute molto spessa con rinforzo siliceo. con tronchi di 20 metri . Molte piante hanno anche una linfa di sapore estremament e acre. a ricordo della Passione di Cristo. Qui le spine costituiscono un dispositivo a funzio ne analoga a quella dei polloni o dei viticci di altre specie vegetali. Alcune piante sembrano dav vero voler alzare barriere fisiche allo stesso scopo. e mana un lattice velenoso che la rende sgradita al bestiame. N on sorprende pertanto che animali a bocca e froge delicate evitino queste piante altrimenti succulente e nutrienti. inteso specialmente a difesa contro i rigori del clima. Altre piant e invece impiegano anelli di aculei o di spine. che sopravvive in condizioni di grande siccità quali poche altre piant e cespugliose riescono a sopportare. intesi sia per digerire attivamente gli insetti catturati . Nel liquido si trovano riuniti l'acido formico. Questo dispositivo risulta approntato principalmente come opera difensiva antiformica. pungiglioni e aculei assicurano in linea di massima u na notevole protezione contro gli animali che pascolano e brucano. una sostanza che rappresenta forse la causa principale delle allergie nel la specie umana. un'euforbiacea che vive nella stessa z ona della precedente. mentre le ragazze greche nei tempi andati si battevano con le ortiche il Venerdì Santo per fare penitenza. Può essere divertente ricordare che i soldati romani . come nel cardo dipsaco det to «dei lanaiuoli». Tuttavia le s pine non forniscono protezione contro le specie «erbivore» in formato minore. dopo che esso era stato int rodotto in Australia con effetti disastrosi. L'oleandro me diterraneo. è opportuno ricordare a questo punto che la coccinigli a è servita a ridurre a miti consigli il fico d'India.

come l'aconi to giallo chiamato appropriatamente "luparia". non appena gli allevatori li rimettono al pascolo. Molte piante riuniscono in sé il sapore sgradevole o aspro e la presenza di sostan ze molto velenose. e le foglie di quest'ultimo uccidono anche dopo la bollitura. Alcuni animali ricevono indubbiamente un effetto eccitante da parte di determina te piante. Gli animali che sopravvivono a un avvelenamento per ingestione di piante velenose contraggo no spesso una tendenza maniacale per la specie in causa . la quantità di solanina aumenta nelle patate che sono diventate verdi per esposizione alla luce. fata li per molti animali.agisce imparzialmente sull'uomo e sugli er bivori. Però molti animali al pascolo vengono uccisi dalle piante velenose: ad esempio mol ti capi possono morire nelle Isole Britanniche in seguito a ingestione di foglie e frutti di tasso. Le bacche del gigaro o pan di serpe. Ci sono quelle «ovviamente» velenose come la belladonna e l'elleboro. ad opera di una sostanza tossica nascosta nei peluzzi diffusi sul tronco. "am mazzavolpe" in tante lingue europee . A questo riguardo conviene ado ttare molta prudenza.le loro radici. mammiferi comp resi. il fungo micidialissimo Amanita falloide. e si può abitualmente constatare che tornano difilato alla pianta incriminat a. che uccide già in modeste dosi. veng ono pure mangiati dalle scimmie. le sp ecie velenose non tanto ovvie come il laburno fetido. qualunque sia la loro fame. sono note con il nome popolare di ammazzapecore o ammazzaagnelli. La felce aquilina non offre nulla alle specie compagne del regno vegetale: la su . Questo latti ce provoca la comparsa di bolle e piaghe sulla pelle dell'uomo o sulle mucose de gli animali. come l'oleandro appena citato. perché non è detto che quanto uccide un individuo della specie umana debba necessariamente risultare mortale per altri viventi. E" sorprendente il numero delle piante che contengono sostanze tossiche per i ma mmiferi. Analoga dolorabilità intensa e d urevole si prova anche toccando l'edera velenosa americana (Rhus toxicodendron). Le patate cont engono solanina in ragione di 90 parti per milione. un'anacardiacea affine al nostro scotano. che fermenta nei loro stomaci facendoli «barcollare» e commettere eno rmi stramberie. "strozzalupo". Se applicassimo a molti vegetali le conclusioni delle prove di tossicità effettuat e su cibi ed additivi artificiali. corrispondenti a circa un qu arto della dose pericolosa. vedremmo vietati anche quelli al consumo alimentare per la specie umana. Le manguste mangiano certe radici e le strofinano inoltre sui loro corpi. e si è constatato che circa venti specie prendono regolarmente «le droghe». La manio ca è una radice tropicale che deve subire un trattamento speciale per venire liber ata dal contenuto di cianuro. Le euforbie dal lattice disgustoso sono ugualmen te diffuse e rifiutate dagli animali al pascolo. In SudAfrica i cespugli bassi del Dichapetalum cymosum sono accusati d'aver provocato gravi perdite di bestiame. L'ac ido ossalico. la stessa sostanza chimica si ritrova nelle mandor le. od «ovolo matto». che a suo tempo sono finite con la messa al b ando dei ciclamati e di altre sostanze. mentre i frutti della noce vomica. l asciandovi un segno indelebile per mesi e mesi. si trova negli spinaci e nel rabarba ro. e quelle che ci sorprendon o perché annoverano specie d'importanza fondamentale per l'alimentazione.come avviene nei droga ti -. vengono inghiottite avidamente dai tordi che ne diffondono i semi. talvolta in quantità allarmanti. Gli elefanti mangiano il frutto dell' albero Umgana. ma non dai bruchi. mentre in Nuova Zelanda gli arbusti di Coriaria ruscifolia si sono conquistati il loro posto nella storia p er il modo in cui hanno decimato le greggi dei primi coloni europei. inducendoli a mandare urli udibili anche a chilometri di distanz a e provocandoli spesso alla rissa (Ronald Siegel). ma sono schivate imparzialmente dal bestiame pascolante a fior di terra e dai roditori sotterran ei. mentre la linfa acquosa di certe altre piante possiede notevole azi one corrosiva: così il panace gigante provoca un'enorme bolla sulla pelle umana. "ammazzalupo". viene mangiato i mpunemente dai conigli e dai lumaconi. Ad esempio il veleno della maggior parte delle ranuncolacee . abbastanza aggraziate da trovare spazio nei giardin i. nei fagioli peruviani. caden do di conseguenza in uno stato di torpore. Nel Nordame rica certe specie di Kalmia. che spesso provocano reazioni infiamma torie di tipo allergico senza emissione di linfa. da cui si ottiene la stricnina. contenenti un succo amaro di valore officinale. nei semi di mela.

sgominando ogni altra pianta al suo pa ssaggio e celando in sé sostanze chimiche micidiali per gli animali potenziali pas colatori. non si formano più globuli bianchi del sangue. com e il giusquiamo. seguita da delirio. Verrebbe da chiedersi perché esistano questi veleni nelle piante. Questo quadro si prolunga per un paio di giorni. in seguito ad ingestione di felce. La maggior parte delle piante velenose non sembra dare alcun avvertimento ai div oratori potenziali. I suoi steli contengono aspre fibre che possono infliggere tagli profondi. Però in certi casi si notano odori che probabilmente fungono d a avvertimento: ad esempio molte solanacee emanano un tipico odore pungente. ed è seguito da un per iodo di miglioramento. versando anche lacrime di sangue.in termini evolutivi . in Malesia c'è un alb ero che fornisce legname odorante d'aglio. e troviamo l'amanita falloide od ovolo matto nello stesso genere cui appartiene l'Amanita caesarea o ovolo buono. l'Antiari a toxicaria. . La cicuta è mortale. non lo sono. ma non contribuisce a nessuna catena alimenta re conosciuta.a concorrenza le elimina semplicemente. La Gust avia è una specie arborea del Sudamerica dai bellissimi fiori candidi. crampi e gr ande sete. ma nessun albero possiede gli effetti descritti nei racconti degli antichi viaggiatori. tromba d'a ngelo o stramonio arboreo. quanta gente lavor a per una sola pancia!». evidentemente collegato alle forme cancerose: il midoll o osseo smette di funzionare. collasso e morte. Si potrebbe sostenere che. Numerosi alberi tropicali emanano odori più o meno sgradevoli. come già sapevano i Greci dei tempi antichi. Si sarebbe tentati di credere che la felce aquilina si è trasformata in un perfetto invasore vegetale c he si annette un territorio dopo l'altro. e il sangue stesso diventa incoagulabile . sudori freddi. piatto favorito d ell'imperatore romano Claudio. come il cerfoglio selvat ico. e inoltre contengono sostanze tossiche. di cui si credeva che uccidesse tutti gli alberi e specie vegetali che lo circondavano. ma molte piante somigliantissime e ad essa imparentate. dal quale gli indigeni ricavavano un veleno efficacissimo per le pu nte delle frecce e i dardi delle cerbottane. Indubbiamente i sintomi d'avvelenamento per amanita fallo ide sono abbastanza sgradevoli da indurre qualsiasi raccoglitore di funghi a ese rcitare la massima attenzione. Le pecore riportano gravi lesioni agl i occhi per un'affezione detta talvolta «mal della luna». mentre cespugli minori delle foreste tropicali della identica regione geografica emanano puzzo di spazzatura. di modo che il terreno sotto l' albero era tutto coperto di ossa. ma in seguito i sintomi riprendono più violenti e portano a lla paralisi del sistema nervoso. una sorta di cecità che si a ccompagna all'aspetto insolitamente brillante dell'occhio. un quadro morboso che assomiglia molto da vicino a quello successivo ad irradiazione nucleare o a con taminazione radioattiva. ritenendosi che mo lti tra loro siano velenosi: sta di fatto che pochissime tra queste forme vegeta li elementari sono tossiche. o anche mortali per gli animali che mangiano queste pi ante. tali veleni abbiano azione protettiva. che facesse cadere morti tutti gli uccelli che gli passavano sopra a volo e che uccidesse ogni persona o animale che osasse avventurarsi alla sua ombra. il che faceva esclamare a Seneca disgustato: «Perbacco. Ora esiste veramente un albero upas. dal momento che sono dannosi. diarrea. e pare che la do manda non abbia a tutt'oggi una risposta valida. Ma nulla lascia credere che alberi del genere siano velenosi. Effettivamente i Romani erano tanto ghiotti di fu nghi per la loro tavola che c'era gente addetta esclusivamente alla raccolta di funghi. I cavalli che ne mangiano poch e boccate subiscono la distruzione della vitamina B e muoiono rapidamente. «legno fetido» ed altri. Dopo un periodo d'incubazione di 12 ore insorgono dolori addominali acuti associati a vomito. Alcune solanacee sono tanto velenose che gli indiani del Sudamerica non vogliono nemmeno indugiare alla loro ombra. Il be stiame bovino presenta.le bestie muoiono in seguito ad emorragie interne. e . Ma allora si presenta l'e nigma di piante che hanno strettissimi legami di parentela ma hanno attitudini d el tutto diverse. Essa offre riparo e sostegno ad alcuni m ammiferi minori e a pochi insetti. proprio come usano gli indios sudam ericani con certe specie di Strychnos che forniscono il curaro. I funghi a ombrello godono di pessima fama. cui l'odore del tronco e delle foglie hanno valso il nome corrente di «pianta del morto». lo stramonio e la specie imparentata Datura arborea. Questi fatti ci r icordano il leggendario albero "upas" di Giava.rapprese ntino se non altro una forma di adattamento selettivo.

Un motivo che induce ad attribuire i veleni vegetali ad altre cause che non sian o il puro caso, è il fatto che essi appaiono generalmente inattivi contro predator i di dimensioni minori di quelle del bestiame pascolante, ma che per il loro num ero fanno quasi altrettanto danno, quali le chiocciole e i lumaconi, oltre alla caterva degli insetti succhiatori di linfa e ai parassiti interni quali i vermi. Alcuni insetti si servono addirittura del veleno contenuto nelle piante. Una cav alletta del Medio Oriente che si nutre del lattice velenosissimo della Calotropi s procera acquista sapore nauseabondo per qualsiasi animale da preda tanto scons iderato da mangiarla, e inoltre accumula un liquido velenoso composto completame nte da tossine della pianta di cui si nutre, immagazzinandolo in «ghiandole repell enti» dai cui orifizi - simili a bocche d'armi da fuoco - può schizzare un «getto mort ale» fino a 60 centimetri di distanza! Anche molti bruchi si cibano di analoghe pi ante velenose accumulandone in corpo i diversi veleni, trasformandosi così in esch e micidiali per gli eventuali predatori, specialmente uccelli. Questi insetti sp esso sviluppano una colorazione protettiva per avvertire del loro contenuto mort ale o sapore amaro, per cui si trovano insetti non velenosi che copiano i modell i veramente tossici, e in questo modo sfuggono agli attacchi dei predatori. Ma q uesta è un'altra storia. Recentemente sono state raccolte prove attestanti che almeno certe piante sono i n grado di respingere gli assalti degli insetti. Ad esempio pomodori e patate pr oducono sostanze che sconvolgono le capacità digerenti degli insetti che divorano i loro tessuti o ne succhiano la linfa. Questa sostanza inibitrice normalmente è p resente in basse concentrazioni, che però aumentano notevolmente non appena una fo glia venga danneggiata da un insetto. Certe specie imparentate con la patata ma viventi allo stato selvatico trattano gli afidi in altro modo: si ricoprono di p eli ghiandolari che emettono un liquido quando sono toccati da un insetto di pas saggio. In pochissimo tempo questo liquido si trasforma in una specie di colla, e l'afide resta appiccicato alla superficie della foglia, incapace di qualsiasi movimento. La linfa di certe conifere contiene un «ormone dell'eterna giovinezza» che trasforma i bruchi in altrettanti Peter Pan, ed impedisce loro di raggiungere la forma ad ulta, di modo che non si ha mai una generazione in immagine perfetta ed atta all a riproduzione. Inoltre si rende sempre più evidente il fatto che molte piante, pini compresi, con tengono sostanze ad azione antibiotica che contribuiscono a respingere le invasi oni da funghi, e come nel caso della sostanza ad azione inibente sugli insetti, che è stata appena descritta, è possibile che questi antibiotici vengano prodotti in seguito allo stimolo reale dato da un attacco fungino. Queste sostanze, la cui composizione si basa forse su certe proteine note con il nome di fìtoagglutinine, ricordano l'azione degli antibiotici nelle specie animali. Invece altre piante, come la lattuga e il pomodoro, assorbono gli antibiotici prodotti dalla microflo ra del terreno. Le piante, comunque presentano grandissima variabilità nella loro capacità di respin gere o eventualmente di circoscrivere gli attacchi fungini. Buone condizioni di salute e alimentazione adeguata aumentano indubbiamente la resistenza agli attac chi morbosi, ma questa dipende comunque da molte caratteristiche delle piante in teressate, quali lo spessore e la durezza della corteccia, la composizione e la pressione osmotica della linfa, e la capacità di bloccare le cellule invase. Altre sostanze chimiche vengono essudate dalle piante, ed io ne ho fatto un brev e cenno al capitolo 19, indicando che possono riuscire tossiche per altre piante . Oltre alla famiglia delle composite già citata, il lino trova un inibitore della crescita nell'antagonismo esercitato dalle radici delle euforbie e di certe cro cifere come la Camelina sativa, mentre l'avena è bloccata da certi cardi, il raviz zone dalla gramigna, gli spinaci dal ravanello e viceversa. Al tempo dell'insedi amento delle piantagioni di gomma e caffè in Estremo Oriente, negli Anni Trenta, e ra consuetudine piantare prima leguminose, perché accrescessero il contenuto d'azo to nel terreno. Risultò purtroppo che certe leguminose emanavano sostanze velenosi ssime per le plantule di gomma e caffè messe a dimora successivamente. Anche le ra dici del noce nero emettono una sostanza nociva al cui riguardo si sa che ha ucc iso dei meli piantati nelle vicinanze, ritardando la crescita anche di altre pia

nte. Anche le radici delle erbe sono dannose ai meli, sia pure in grado minore, perciò nei frutteti si usa il prato per limitare lo sviluppo delle radici e favori re la concorrenza al cibo, in modo da provocare la formazione dei frutti a scapi to di nuovi germogli. Molti semi mettono in libertà sostanze inibitrici che impediscono ad altre specie di germogliare; fatto abbastanza curioso, alcune di queste specie sono piante og gi coltivate, che inibiscono la crescita delle erbacce: così la bietola non lascia germogliare il gittaione, mentre grano e loglierello bloccano la crescita delle varie specie di camomille (matricaria). Le sostanze emesse dalle radici possono avere identici effetti sulla germinazione, e forse spiegano perché i cacti in con dizioni di vita predesertiche si trovano a tanta distanza l'uno dall'altro, come se fossero stati distanziati artificialmente. Una pianta cespugliosa dei desert i americani, l'Encylia farinosa, presenta la caratteristica che le sue foglie ca dute impediscono energicamente a qualsiasi delle solite erbe annuali di spuntare al riparo dei suoi rami, mentre nel sud della Francia esistono ambienti dominat i da eriche, rosmarini e simili cespugli, dove non si trovano piante annuali, a causa dell'azione antagonista esercitata dalle sostanze essudate da radici e fog lie. Anche stavolta viene da chiedersi se per caso le piante non scoraggino sistemati camente in questo modo la concorrenza altrui per l'accesso all'alimento, alla lu ce e all'acqua. Questa facoltà inibente sembra avere spesso successo a tale scopo, ma restiamo un po'"esitanti osservando come le radici morte di ventolana o pale o peloso impediscano di germogliare ai loro stessi semi, e come le plantule d'ag rumi s'insedino con difficoltà nei vecchi agrumeti; lo stesso dicasi per meli, pes chi e roseti. Ciò indurrebbe a pensare che le sostanze tossiche essudate da radici e semi non siano altro che sottoprodotti di secrezione. La maggior parte di questo capitolo si è occupata delle tecniche di difesa - per l o più passiva - con cui vengono respinti gli attacchi di aggressori o concorrenti con l'ausilio di mezzi chimici e fisici. La rappresaglia diretta del mondo anima le non viene attuata dalle piante; nemmeno le piante insettivore respingono atti vamente i loro potenziali divoratori. Agli animali resta l'ultimo settore della mimetizzazione e dell'avvertimento a s copo deterrente. Questa pratica viene applicata forse anche nel mondo vegetale? Le forme d'avvertimento quasi non esistono, e quelli che potrebbero sembrarlo ne i semi e nei frutti risultano invariabilmente segnali destinati agli opportuni d istributori; la pianta non si cura di quanto può accadere ad ogni altro animale. L'unico gruppo di piante che sembra applicare i princìpi della mimetizzazione è quel lo delle cosiddette finte pietre delle Mesembryanthemum del Sudafrica. Queste pi ante supergrasse crescono nei deserti sassosi, e alcune tra loro hanno sviluppat o senza dubbio quei colori e quelle forme che le fanno assomigliare moltissimo a i ciottoli circostanti. Le Lithops ne formano il gruppo più notevole, con le loro sommità piatte quasi a fior di terra; esiste più di una cinquantina di queste specie dette «piante sassose», «pietre fiorenti», «pietre vive», nelle varie sfumature di grigio, marrone, rosso e nocciola. Altre piante grasse mimetizzate di questa famiglia co mprendono le Pleiospilos, ruvide e marmorizzate come pezzi di granito verdastro; le Titanopsis biancastre e bernoccolute che imitano le rocce calcaree; e infine parecchie specie a cute bianca che assomigliano al quarzo. Piante grasse non im parentate tra loro comprendono le Crassula bianche, anch'esse somiglianti ai sas si e le Anacampseros, che a me ricordano gli escrementi d'un uccello. Certamente l'occhio umano deve faticare molto per scoprire queste piante, ed è evi dente che esse si sono evolute in modo quasi incredibile per rassomigliare ai sa ssi che si trovano nel loro habitat. Personalmente ho sentito dire che dei babbu ini ne sono stati ingannati, ma sembra che ciò non avvenga per molti uccelli del d eserto che beccano via con estremo impegno un boccone dietro l'altro di queste p iante grasse. Nel breve periodo di fioritura i loro grandissimi fiori le fanno r isaltare, ma nella stagione secca avvizziscono parzialmente, e senz'altro sono q uasi invisibili. Anche questo fatto si può giudicare alla stregua di un altro espe rimento effettuato dal regno vegetale e riuscito solo in parte, associato - o an che provocato, nel caso in esame - dall'inclemenza dell'ambiente. Se l'esperimen to non ha più successo nel suo insieme, si può presumere che dipenda forse dal fatto

che gli uccelli hanno battuto le piante nella capacità d'adattamento alle circost anze. In linea di massima sembra che la miglior forma di protezione sia rappresentata da spine, pungiglioni, peli aderenti e gusto sgradevole. Contemporaneamente va r icordato che le piante, rispetto agli animali, possono sopportare danni e mutila zioni molto più gravi, grazie alla loro maggiore capacità di rigenerazione; e parime nti possono rimediare alle perdite, producendo eccedenze di fiori, frutti, semi, polloni e propaggini. Capitolo 26. GLI SFRUTTATI. Sfruttare significa anzitutto servirsi di qualche cosa, e in questo senso le pia nte sono state sfruttate dagli animali quasi fin dal principio dei tempi. Sfrutt amento dunque significa anche impiegare qualcosa a proprio vantaggio, deliberata mente o anche scorrettamente, e in questa accezione moderna il primo vero sfrutt atore del regno vegetale è stato l'uomo. Questo uso è avvenuto da principio per gradi impercettibili. I primi ominidi diven tarono «cacciatoriraccoglitori», per integrare la dieta carnea con varie sostanze di origine vegetale, o talvolta mangiavano in pratica tutto quello che si poteva m angiare. Esistono ancora alcune popolazioni di cacciatoriraccoglitori, come i Bo scimani del Sudafrica, alcuni aborigeni australiani, e qualche tribù dell'Africa C entrale. Specialmente gli Aborigeni, in un ambiente difficile, dovettero servirs i in ogni modo possibile delle scarse risorse naturali, e solo di rado fu loro c oncesso di dimostrare preferenze alimentari. Tutte le radici, i semi, i frutti e i germogli commestibili venivano mangiati di gusto, mentre i semi venivano talv olta macinati e cotti. La grande epoca dei cacciatoriraccoglitori è andata dal ventesimo all'ottavo mille nnio avanti Cristo, e, man mano che cresceva l'esperienza dell'uomo, aumentava a nche la varietà di frutti, sostanze vegetali e semi che veniva mangiata o usata in altro modo. Un diverso sfruttamento delle piante si verificò tuttavia molto prima di tale epoc a, con l'uso molto sollecito del fuoco da parte dell'uomo, cominciato probabilme nte 400 mila anni fa in Cina. Gli incendi involontari contribuirono lentamente m a ininterrottamente alla distruzione di estese foreste, alla formazione di nuovi habitat, e a definire la posizione geografica delle comunità vegetali che si eran o formate per effetto delle epoche glaciali. Il possesso del fuoco rappresentò un elemento essenziale ai fini della sopravviven za stessa dei cavernicoli esposti alla glaciazione del tardo Pleistocene. In seg uito gli incendi appiccati volontariamente costituirono per l'uomo il primo mezz o per affermare la sua supremazia sulle altre specie viventi, tanto vegetali, qu anto - specialmente da principio - animali. Il fuoco era in grado di spingere gl i animali in posti dove l'uomo li poteva abbattere facilmente, di aprire il terr eno alla caccia rendendo visibili le prede, e di favorire il pascolo a spese del la foresta, incoraggiando a moltiplicarsi i grossi erbivori abbondanti fornitori di carne. A questo punto si potrebbe anche rilevare che l'erba è la specie coltivata più impor tante del mondo, oltre a costituirne una delle forme di vita più tenaci: soprannom inata «il perdono della natura», essa si rigenera costantemente, sebbene sostenti un gran numero d'animali. Un chilometro quadrato di pascolo può sopportare all'incir ca 18000 chilogrammi di peso di animali di diversa specie. Esistono due categorie principali di specie vegetali domestiche: quelle che spun tano dai semi e sono in gran parte piante annue, e le altre che si moltiplicano invece con altri mezzi vegetativi. Queste ultime sono quasi tutte specie dalle r adici ricche d'amido. Le diverse condizioni climatiche possono favorire le une o le altre: così la maggior parte delle piante a tubero sono di origine tropicale, come l'igname, la manioca o cassava, la patata dolce, l"«arrowroot» o maranta, e il taro; solo la patata vera e poche altre radici di minor conto prosperano nei cli mi freddi. Le specie da seme, che in origine erano in gran parte piante erbacee, comprese quelle che ora noi chiamiamo cereali, e molte leguminose, si ritrovano

con maggior frequenza nelle regioni temperate. Una dieta vegetale basata sui se mi è più bilanciata di un'altra fondata sui tuberi; quest'ultima lega facilmente i c onsumatori a un habitat specifico dove esistano pesci od animali atti a fornire proteine. I coltivatori di piante da seme possono spostarsi con maggiore facilità, e può anche capitare che debbano farlo, perché un raccolto annuo significa che il t erreno è spoglio per la maggior parte del tempo e pertanto esposto all'erosione, a lla diminuzione della fertilità e all'invasione delle erbacce. Le specie tuberose, invece, sono perenni, tendono all'immobilismo, e si possono coltivare addirittu ra su ripidi pendìi. Talvolta non occorre nemmeno praticare la coltivazione attiva delle specie tuber ose. J. S. Hawkes cita esempi di casi osservati in Colombia e in Venezuela, dove ancora al giorno d'oggi i contadini coltivano le patate sotto casa, dove l'appe zzamento a coltura si arricchisce continuamente della spazzatura di casa e degli escrementi degli animali domestici, di modo che si effettua il raccolto continu o senza che occorra effettuare il ripianto. I primitivi sono notoriamente sporchi. Non solo buttano la sporcizia dove capita , tollerando che si formino mucchi di concio tra le abitazioni, ma non si preocc upano se lasciano cadere per strada un poco di quanto portano all'accampamento, né si fermano a raccoglierlo. In questo modo sono cresciuti attorno agli insediame nti dei cacciatoriraccoglitori primitivi tutti i tipi di piante che essi apprezz avano dal punto di vista alimentare. Molto spesso, e segnatamente nel caso di er be e piante leguminose, si trattava comunque di piante di terreno povero e distu rbato, dove le specie di natura più durevole e ad accrescimento più lento non poteva no trovare appiglio o prosperare: quelle che oggi chiamiamo erbacce, e che compl icano le situazioni. Esse attecchirono prontamente sul terreno pesticciato e dis turbato attorno agli accampamenti e lungo i sentieri d'accesso. Come per miracol o, gli abitanti dell'insediamento si trovarono circondati dalle piante che loro piacevano. Situazioni di questo tipo costituiscono ottimi esempi di piante a metà strada tra l'erbaccia e la specie coltivata attorno alle abitazioni. Se fallisce la specie selezionata, si raccoglierà la specie selvatica infestante lì vicino: quasi senza ch e ce ne accorgessimo l'agricoltura è iniziata quando l'uomo ha cominciato a capire che alcuni tipi di piante simili erano migliori di altri, per cui valeva la pen a di darsi da fare a seminarli e raccoglierli. Intanto le specie selvatiche infe stanti continuavano a presentarsi, per così dire al cancello dell'orto con la sper anza di venire accolte un giorno, rivelando spesso risorse insospettate nel ricc o terreno coltivato. Il passaggio dal semplice raccolto alla semina attiva avvenne in forma impercett ibile, come già era avvenuto dalla raccolta occasionale al raccolto e alla conserv azione sistematici. Questo addomesticamento delle piante si verificò soltanto quan do l'uomo aveva già raggiunto un grado sociale e culturale evoluto, e solo dopo il suo insediamento in villaggi o addirittura in cittadine di abitazioni permanent i. L'addomesticamento delle piante - in parole povere l'agricoltura - cominciò ver so il 7000 avanti Cristo in Anatolia, Iran e Siria, quando il mondo si era ormai ripreso dagli effetti dell'ultima glaciazione. In nessun'altra parte del Mondo Antico si trovavano prove di insediamenti permanenti a quest'epoca, sebbene debb ono essersi verificati poco dopo in Cina, mentre nel Nuovo Mondo l'agricoltura c on ogni probabilità è cominciata molto dopo. Le prime piante che vennero coltivate deliberatamente derivano direttamente da d ue specie selvatiche: il grano e l'orzo. Sembra che i semi di queste ed altre pi ante erbacee siano stati da principio abbrustoliti, ma in seguito vennero macina ti, ed acquistarono maggiore importanza in diverse pietanze. A questo riguardo è a ffascinante notare che il processo di molitura venne elaborato da principio per macinare l'ocra, per cui l'uomo non dovette affrontare problemi di natura tecnic a quando si accorse che i grani avevano più valore commestibile sotto forma di far ina, invece che abbrustoliti tali e quali. Il grano e l'orzo - a somiglianza di altre specie coltivate che in seguito acqui starono importanza fondamentale, quali il riso, la soja, il lino e il cotone - d a principio si trovavano in lieve svantaggio se i coltivatori emigravano in un c lima più freddo, più a settentrione o in regioni montagnose. In quelle condizioni le

cioè di quegli organi simili a foglie che si trovano tra un seme e l'altro nelle spighe e rendono più difficile la raccolta. Naturalmente questi ceppi dipendono in larga misura dall'uomo per la loro sopr avvivenza. Probabilmente la mutazione da spighe fragili a spighe tenaci già si verificava di tanto in tanto allo stato selvatico. Parallelamente alle semi ne. In una specie coltivata interessa i nvece il contrario. avviando così il meccanismo selettivo di una semente più voluminosa. Queste usanze riproduttive producono ceppi che si p erpetuano abbastanza fedelmente. che f unzionavano da alternativa all'usanza di «immagazzinare» eccedenze vegetali. Tuttavia in determinate occasioni anche queste piante "possono" praticare l'impo llinazione incrociata. mentre per la maggior parte delle altre piante erbacee occorre l'impollinazione incrociata. il granoturco odierno non ha assolutamente nessun mezzo naturale di d iffusione. che un'ondata di caldo asciutto può accorciare ulteriormente a due o tre giorni. è che subirono rapidamente un cambiamento molto importante. si orientò evidentemente di preferenza s ulle piante che mantenevano le spighe indenni. In circostanze un po'"diverse il pomodoro iniziò la sua carriera com e erba infestante dei campi di granoturco e di fagioli nel Messico.erbacce facevano loro concorrenza. di modo che le linee pure possono coesist ere senza pericolo che vengano soverchiate o si modifichino. E" anche interessante notare che il grano e l'orzo sono specie sostanzialmente a utoimpollinanti. e un altro momento nel cammino della selezione fu quando l'uomo si orientò verso piant e sprovviste di glume dure e rigide. gli i gnari coltivatori selezionarono senza nemmeno avvedersene piante a spiga intatta . aumentand o anche in questo caso le prospettive di migliore resa e di adattamento a condiz ioni diverse in regioni nuove messe a coltura. ma passava inosservata perché non serviva. Nelle zone situate ancora più ad oriente si aggiunse il grano saraceno. solo i tipi autoimpollinant i possono mantenersi con successo come ceppi puri. nonché il mango senza l'odore acuto che rende i frutti selvatici più attraenti per i pipistrelli i quali curano la di ffusione della specie. oltre a . e l'opportunità che l'u omo selezioni i ceppi che danno migliore risultato. approfittando delle favorevoli circostanze f ornite dalle pratiche di coltivazione. in quanto il tempo utile viene limitato a un paio di settimane. Presumibilmente l'uomo si mise anche a impiegare per la semina i semi più grossi. L'addomesticamento operato dall'u omo ha accelerato notevolmente il funzionamento dell'evoluzione. Nei primi millenni dell'agricoltura. di modo che queste specie coltivate secondarie vennero a so stituire le specie primarie negli habitat più freddi. e questa è la ragione per cui i l grano e l'orzo sono stati i primi cereali addomesticati dall'uomo. Alla fine certe erbacce finirono per farsi apprezzare come specie da coltura grazie ai lo ro meriti specifici. mentre le specie ad impollinazione incrociata r estano sempre esposte all'ibridazione. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i diffusori originari . Allo stato selvatico è ovviamente im portante che un'erba perda i semi non appena maturano: questo fatto crea un prob lema alla gente che si limita a raccoglierla e a conservarla. che non si limitavano a fare concorrenza. q uando cominciarono le colture con l'impiego deliberato di semi conservati. Tra gli altri e sempi si contano le arance e l'uva senza semi. che non per i consumatori della specie umana. a proposito dei cereali coltivati anticamente.si sono ritrovati nella parte di animali dannosi e ladreschi. Ma quando l'uomo cominciò a raccogliere semi. E agli albori dell'agricoltura. Eventualmente si possono sca mbiare anche alcune caratteristiche con specie selvatiche imparentate. ma sfuggivano anc he ai processi di selezione imitando in vari modi le specie coltivate. mentre nelle regioni meridionali più cal de vari tipi di miglio assunsero la posizione di erbacce importanti come raccolt o secondario. Tra quelle antiche erbacce si annoverano la segale e l'avena. specialmente nelle regioni del Vicino Orien te dove l'andamento stagionale imprevedibile e i criteri elementari di coltivazi one rendono molto facile l'avvento di annate grame. In condizioni ambie ntali in cui abbondano le specie cereali infestanti. vale cioè un cereale che trattenga i semi nella spiga durante la mietitura e finché le spighe stesse non vengano frantumate alla battitura. e degli uccelli che propagano tante specie di frutti . Ciò comporta qualche perfezionamento. le specie selvatiche continu arono a rappresentare un'importante risorsa alimentare.a somiglianza dei pipi strelli che diffondono i datteri. i primi agricoltori si misero anche a tenere gruppi di pecore e capre. Il fatto più notevole.

Se si compre ndono nella dieta i mammiferi. ma rappresenta un primo esempio di colture con irrigazione. quattro specie erbacee sel vatiche. tre di orzo. shauk. E" stata prospettata l'ipotesi che le società contadine dalle quali si sono format e civiltà d'importanza mondiale . quali il fico d'Adamo: occor rono relativamente pochi sforzi e modeste doti di previdenza. databile tra il 5 500 e il 3700 avanti Cristo. Si ritrovano due tipi di erbe selv atiche. Flannery.comportano la messa a dimora di «occhi» o pezzi di radice. questa agricoltura fondata sulla coltivaz ione di piante da seme e sulle prime greggi del Vicino Oriente merita particolar e rilievo. come nell'antico inglese "swidden") implica il concetto che i n uovi appezzamenti coltivabili sono stati ricavati con il fuoco nel manto foresta le. Il sistema delle radure successive può contare su tre o quattro specie vegetal i solamente. India. Cina . si deduce la conclusione che gli abitanti di questo anti co villaggio probabilmente mangiavano meglio dei loro discendenti attuali. gli uccelli. sebbene sia possibile ricercare t uberi e radici di tipo migliore a scopo di coltura. Raramente si appli cano i principi della selezione della semente. con aumento potenziale della resa. Comunque il vero punto critico del metodo del maggese sta nel fatto che se il terreno viene troppo sfruttato con i ripetuti incendi.nutrienti ma piccolissimi -. Il cerealicoltore deve faticare e pensare in misura assai maggiore per compiere l'intero ciclo delle operazioni di aratura. come la tifa elefanti na della savana africana. diserbo. i pesci e i molluschi pure utilizzat i a scopi commestibili. Questi si possono piantare direttamente nel terreno o. L'esame accurato dei resti di un villaggio chiamato Tepe Ali K osh. lenticchie e una leguminosa foraggera (Lathyrus sativus). Hole e K. e lo «shauk» (Prosopsis cineraria. lana e carne senza bisogno di andare a caccia. I metodi fondamentali della coltivazione di piante tuberose tropicali . vagliatura e conservazione finale in granaio. ma se ne possono provare anche moltissime altre. Collegata ai primi insediamenti umani. usando tanto semi quanto margotte. la percentuale delle piante domestiche è molto aument ata. parecchie leguminose selvatiche utilizz ate per i semi. veccia. entro monticelli di terriccio prep arato e arricchito. che è ugualmente situato nell'Iran sudoccidental e. E probabilmente un terreno a maggese non potrà sostentare più di 5-6 persone pe r chilometro quadrato. come usa anche oggigiorno. il pistacchio. ad esempio gli abi tanti dell'isola di Mindoro coltivano con questo metodo più di 400 specie di piant e. Tutte queste ope razioni sono suscettibili di miglioramento. Presso il villaggio di Tepe Sabz. cappero. inoltre una comunità che si attenga al primo sistema avrà bisogno di terra a superficie almeno 30 volte superiore a quella di una comunità che pratichi l'arat ura. in versione un poco più sofisticata. u na leguminosa a baccelli che può coesistere con i cereali coltivati). seme di lino. V. Tra queste le più importanti erano le specie dom estiche di grano «emmer» e di orzo a due file di grani. nella steppa dell'Iran sudoccidental e. spesso associata alla co ltivazione di bananeti e di varietà tropicali affini. concimazione.fornire all'uomo latte. trebbiatura. fini sce con l'esaurirsi e con il diventare completamente inutilizzabile: cioè eroso a fondo o ricoperto di erbe grossolane e senza alcun valore. Non venivano mangiati i se mi di nessuna leguminosa selvatica . la veccia (dai baccelli commestibili). in un'indagine condotta da F.in Europa.erano tutte di . o d i dati tagli del tronco (margotte). ma certamente queste piante venivano raccolte per foraggio. ha rivelato presenza di semi di oltre 40 specie vegetali. dove quest'ultimo termine (presente anche nelle lingue europee. e successivamente abbandonati: coltura de tta «a maggese» o «a radure successive». Vi sono compresi tre tipi di grano. Egitto. pistacchi e mandorle. racco lto. che risale al 7500-5600 avanti Cristo. l'orzo selvatico a due file di grani. E" interessante esaminare la dieta degli abitanti dei primi villaggi agricoli de l Vicino Oriente. il cappero selvatico (di cui si mangiavano i frutti). Spessissimo la coltivazione di piante tuberose si pratica su appezzamenti usati per un anno o due. semina. La coltivazione di piante tuberose costituisce essenzialmente un'occu pazione delle comunità primitive delle regioni tropicali. Il maggese da una resa molto inferiore a quella dei terreni dissodati in continu azione. m olto elevata in ogni caso rispetto ad altre colture o allo stesso allevamento zo otecnico.validi del resto anche per la coltiv azione delle patate .

che un'altra sia stata nel Vicino Oriente. In linea di massima la caccia e l'attività mista di cacciatore e raccoglitore fecero posto a una forma d'occupazione associata all'agricoltura. non risulta modificato materialmente dalla differenza di alcune mi gliaia d'anni. H. come Carl Sauer. e noi ci troviamo i n una posizione alquanto simile a quella che si assume al cospetto delle piante fossilizzate. ritengono che la culla dell'agric oltura più antica si debba identificare nell'Estremo Oriente in epoca forse databi le a molte migliaia d'anni prima degli insediamenti del Vicino Oriente. che ridusse in schiavitù il resto della popolazione cos tringendola a costruire palazzi. mentre i nvece il clima umido e caldo dell'Asia sudorientale . Essi partecipavano a quella che C.associato alla caratterist ica degli edifici fabbricati in legno e fibre vegetali .agricoltori dediti principalmente alla cerealicoltura. fagioli. si trovarono ad avere risolti i loro problemi alimentari. Sauer sembra sorvolare solo sulla datazione di questa civiltà. Può darsi benissimo che l'agricoltura asiatica ad indirizzo vegetativo fosse molto più agevole di quella del Vicino Oriente fondata sulle piante da seme.«avvantaggia la parte del la popolazione che meno contribuisce al bene comune». e in s eguito da animali terrestri. L'uomo si trasformava senza posa nel suo modo di vi vere: ogni volta che migrava in un habitat diverso. per cui l'uomo si trovò davanti alla prospettiva di un'umanità nutrita in percentuale sempre cresce . M a da quella società più o meno democratica di cacciatori e raccoglitori si originò un' aristocrazia intelligente. Alcuni autori. e che quivi «sia la patria più cospicua al mondo delle tecniche di piant agione e miglioramento delle piante mediante riproduzione vegetativa». L'agricoltura rappresentò un passo con cui l'uomo si all ontanò in misura irrevocabile dai metodi adottati in precedenza per procurarsi il cibo. tecnico ed artistico. dando il via a una coltura pastorale. una sorta di processo d i adattamento animale e vegetale in cui tutte le parti in causa si modificano vi gorosamente e reciprocamente». Sauer ri tiene quest'area idealmente indicata per l'ascesa di una civiltà di pescatori ed a gricoltori. Burkill sull'igname . relativo all'evoluzione delle piante a contatto della do mesticazione.tan to per citare un articolo di I. templi e città. invece di lasciarle godere il tem po libero. L'eccedenza demografica aveva riposto speranze esagerate nel metodo delle radure successive. D. o da qualche migliaio di chilometri. Alcuni scrittori giungono a dire che la coltivazione delle specie tuberose . Anche le civiltà del Perù e d el Messico si fondavano sulla coltura di piante da seme: granoturco. In linea di massima pare più che pr obabile che l'Asia sia stata una culla dell'agricoltura.si presta poco o niente alla conservazione delle prove archeologiche. e talvolta esercitò effetti inaspettati sulle società interessate. Gli insediamenti del Vicino Oriente ci sono stati conservati così be ne solo per il concorso casuale di condizioni geografiche e climatiche. ma avevano grandissima abilità e versatilità nel trarre il massimo profitto d al loro ambiente. Presso que st'ultima si osserva come già fin dalle prime fasi l'uomo e le poche specie animal i e vegetali prescelte venissero a trovarsi in virtuale rapporto di reciproca di pendenza per la propria sopravvivenza. Si tratta di un modo di vede re estremista. le condizioni ambientali nuo ve modificavano ulteriormente le piante e gli animali che aveva portati con sé. mentre all'estremo o pposto pochi gruppi si diedero alla vita nomade con le loro greggi. Ben presto l'ambiente e le risorse spontanee attorno ai centri abitati risultaro no irrimediabilmente alterati dal concorso di queste due attività. e che ambedue si siano originate in circostanze molto divers e. può darsi che non abbiano formato civiltà gran diose. Così quando g li antenati dei Maya perfezionarono la coltura del grano turco. L'argomento di questo mio capitolo. Indubbiamen te le popolazioni di questa parte del mondo dovevano essere evolute dal punto di vista sociale. Ma qui si entra nel dominio di competenza dell'antropogeografia. di modo che un uomo poteva assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia lavorando un paio di mesi all'anno. Fu comunque la pressione della sovrappopolazione a mettere la parola "fine" all'unica grande civiltà che si sia basata sulla tecnica del maggese: quel la dei Maya. In ogni caso le piante contribuirono con i soli carboidrati a una dieta in cui i grassi e le proteine provenivano da pesci e molluschi. cu curbitacee. Dar lington ha definito «una questione di reciproca selezione.

il "miso" . una sostanza gelatinosa ricavata con l'aiuto dei batteri da latte di cocco e succhi di frutta. I grossi a nimali selvaggi vennero sospinti fuori dalle aree d'insediamento e spesso finiro no per estinguersi. ma nel periodo bellico dal 1939 al 1945 uno degli aerei di maggior successo fu proprio il Mosquito. vino e aceto. armi. Così in Indonesia le foca cce fermentate di soja ed arachide soddisfano un terzo del fabbisogno di protein e.adattabile agli usi più disparati in tutta la sua variabiliss ima gamma di elasticità. Piante d'ogni genere ed ogni loro singola parte sono state esaminate in vista di un loro impiego potenziale.nonché in raion e in sostanze plastiche derivate dalla cellul osa. il legno deve essere stato i l primo prodotto vegetale di largo impiego. Anche automobili con telaio e carrozzeria interamente in legno sono state fabbricate con successo da un car rozziere che definisce il legno «la prima plastica di Dio». carciofi. originando comunità isolate: l'origine delle nazioni». durata e densità.entra nella zuppa giornaliera di c irca tre giapponesi su quattro. Oltre a tutti gli usi più ovvii. Ma allora la natura doveva sembrare inesauribile. Ebbero questa sorte frutti di vario genere : melanzane. il sago. cibo nutriente. Dalla natura selvaggia ricavò tutte le altre specie d'interesse alimentare. e tanto altro materiale ancora. e l'uomo continuò a servirsi com e avevano fatto i suoi antenati nella loro misura limitata. asparagi. birra. I danni arrecati all'ambiente. imbarcazioni . «sbarrarono le strade alle spalle dei prim i popoli migranti. comprese le carote e la pastinaca. Ben presto vennero anche le fibre. ripiegato. ed altri funghi che intervengono nella prepa razione di pane. I rotang o palme rampicanti costituirono il gruppo di piante tropica li più pregiato che sia mai stato usato in costruzioni del genere. In Oriente il bambù ha trovato quasi altrettanti usi della palma da datteri . zucche e meloni.si utilizzavano alt re parti della pianta per farne cordami. dal leggerissimo legno di balsa al legnof erro ed al guaiaco che pesa 12 volte tanto. l'uomo primitivo impiegava anche piante microsco piche per produrre cibo. latt uga. il le gno venne in seguito trasformato in carta . Al loro posto subentrarono e si moltiplicarono erbacce ed an imali dannosi ai raccolti. e la fermentazione che se ne o ttiene ha pienamente soddisfatto i gusti degli abitanti. seguito dai caccia a reazione Vampire e Venom. come nei bacini dell' Oxus e del Tarim ora ridotti a deserti. edilizia. compresso ed essiccato . e perfino strument i musicali.per cibo. Alcune tra queste sue qualità vennero trascurate dopo la Rivoluzione Industri ale. materiale per la costruzione d 'imbarcazioni. materiale da rivestimento e copertura d'abitazioni.compreso quello di bal sa -. la canna da zucchero e alcuni funghi. E" il caso di notare che poche piante domestiche d'importanza rilevante non furono conosciute e non caddero sotto il controllo dell'uomo già molto prima dei tempi storici: si può ben d ire che l'uomo diventò molto presto un esperto di economia vegetale. e cibo nei tempi duri (dal rizoma sommerso). armi. materiale da rivestimento per pareti e copertura di tetti r icavato dalle foglie. Nella culla della civiltà la palma da d atteri deve essere stata tra gli alberi sfruttati più diffusamente per fornire leg name da costruzione. mettendole a coltur a quando se ne presentava la necessità. per costruire abitazioni.nte da risorse artificiali.che costituisce uno dei suoi maggior i impieghi odierni . recipienti p er cibi ed olio. mentre alle Filippine si produce la "nata". i lieviti. costruito interamente in legno . da giustificare il detto arabo secondo il quale la palma ha tanti usi quanti sono i giorni in un anno. formaggio. Nelle zone tropicali qu esti microorganismi attaccano rapidamente i cibi. Una pasta di soja fermentata . sebbene la coltivazione su larga scala di piante ut ili sia venuta in complesso assai più tardi. derivate in gran parte da cortecce e tronchi . sandali. attrezzi agricoli. fibre. cavoli. attr ezzi. Oltre al cibo e alle bevande ricavati dalle piante. tuberi delle regioni temperate. utensili da cucina. yogurt. cipolle. O ltre all'uso immortale fattone sotto forma di carta . Nell'antico Egitto il papiro rappresentava un'altra pianta dai molteplici usi. Senza nemmeno rendersene conto. fagioli.ricavata dal midollo affet tato in strisce sottili. Fu sconvolto tutto il sistema evolutivo basato sui ca mbiamenti lenti e graduali soggetti a numerosi equilibri e forme di controllo. e come del resto fac evano da millenni e millenni tutti gli animali vegetariani.

Un giorno il caposquadra e il sovrintendente del campo aspettarono . Montati su assi. Le sostanze coloranti vennero presto estratte dalle piante. ma anche da numerose piante erbacee. Le piante forniscono infine sostanze medicamentose d'ogni tipo. I tannini servono per la lavorazione del cuoio. che «non veniva a patti con il caldo della giornata o la ripidità del la strada. servono in una vasta gamma di applicazioni industriali. come eccipienti ed emulsionanti. per unguenti e profumi. Un trionfo vegetale sull'ingegneria. In par ticolare si usano varie erbe per consolidare dune di sabbia e pantani. spazzole. di vari antibiotici originati da funghi o licheni. Un estratto molto noto è il latt ice. nonché per i più disparati prodotti d'uso industriale. o f orse anche per i suoi semi oleosi: i ben noti baccelli pieni di cotone dipendono interamente dall'addomesticamento. e i surrogati in filo metallico non riescono a dare la qualità richiesta. attività che in seguito fece sorgere grandi industrie (si devono distillare 200 milioni di petali di rosa per ottenere un chilogrammo di essenza di rosa). I su oi capolini fiorali stretti e di forma ovale. cosmetici e creme.che il succo di certe piante come la Derris avev a effetto stupefacente sui pesci. nonché insetticidi e diserbanti ricavati da ormoni vegetali. tappeti. Molte di queste sostanze si ottengono oggi per sintesi. Le fibre forniscono materiale tessile. e negli anni di guerra dal 1939 al 1945 i Russi ricavarono gomma da una specie locale d i tarassaco. dal linoleum all'inchiostro da stampa . vengon o tuttora usati da milioni di persone per sollevare il grumello. m a gli automezzi surriscaldati restavano fermi per buona parte della giornata . Le piante producono indirettamente molte sostanze alimentari. corda mi. per colonizzare cumuli di spazzature e così via. comportante anche un certo risvolto umorist ico a spese della precisione meccanica. e il mio esempio preferito è dato dal cardo dei lanaiuoli (Dipsacus fullonum). ma di molte non è s tato possibile ottenere con processo sintetico una versione migliorata. dal quale si ricava la gomma. ed osservando l'eventuale crescita i rregolare o diversificata delle specie interessate. come nel caso del chinino e dell'oppio. per migli orare le condizioni di regioni aride.. del rotenone della Derris e del piretro ad effic ace azione insetticida.evidentemente molto antica . pectine e resine si usano in mille modi. è stato segnalato da Henry Longhurst nella sua descrizione della costruzione della strada detta «La scala d'oro» per l'accesso al campo petrolifero di Gach Saran in una delle regioni più torride dell'Iran. fanno alzare il pe lo uniformemente in ogni direzione. uno dei cardini principali della nostra civil tà moderna: è prodotta da molti alberi. La guida degli autocarri era affidata a maestranze provenienti dalle tribù locali. o sono sostituite da preparati artificiali. quali zuccheri ed amidi. tra l'altro sotto forma d'incenso.di piante d'ogni genere e separate dai tessuti per sfibratura. saponi. di cert e stoffe di qualità superiore dopo l'appretto. Il cotone selvatico non ha filacce sui semi. Ogni tanto succede che una pianta metta nel sacco tutta la tecnologia moderna. oli e grassi: alcuni di questi ultimi. Durante la loro crescita le piante possono servire per usi speciali. a somiglianza delle c ere vegetali. come non lo sarebbero i cereali a spighe dai semi non disperd enti. Oggi gli oli essenziali si usano anche come solventi delle ver nici. o pelo. compresi i licheni. ad esempio come frangivento e specialmente per favorire il recupero di zone sterili. armati di brattee uncinate. Gomme. ed effettivament e eventuali semi di cotone coperti di filaccia non sarebbero adatti a vivere all o stato selvatico. La macerazione praticata nei ruscelli favorì probabilmente la scoperta . vernici. Lo stesso avvenne per gli oli essenziali utili in medicina o come aromatizzanti. La pianta più importante per le sue fibre è indubb iamente il cotone.t utti meno uno. operazione che sp esso comporta la necessità di lasciar macerare il materiale vegetale nell'acqua o all'aperto. come insetticidi e ingredienti nella formula di composizione di dozzine di sostanze d'uso industriale. rivestimenti e imbottiture pe r usi domestici. Può darsi che da principio sia stato coltivato per i suoi gambi fibrosi. e di certi battericidi. nell'industr ia alimentare per marmellate e gelati.. materia prima per canestri. Si possono localizzare depositi minerari sconosciuti redigendo una mappa de lla distribuzione di certe specie vegetali. come pure analizzandone i te ssuti.

tristemente famoso. il pomodoro. igna me. Tra le piante d'interesse alimentare l'Europa ricevette la pat ata. l'agricoltore antico diffondeva a poco a poco le sementi. si compone in gran parte dei resti fo ssili di alghe microscopiche di colore brunodorato contenenti piastrine calcaree . Thomas Edison us ava filamenti di bambù per le sue prime lampadine elettriche. Tuttavia le carovane erano in uso già da molto tempo prima. e che certe piante e i loro prodotti (e naturalmente tutti gli altri prodotti naturali e manufatti) si trovavano solamente in certi posti. La situazione si trasformò con i successi della navigazione regolare nell'Atlantic o dopo il 1492. fu quella che andò alla ricerca degli alberi dell'incenso. nei loro lunghissimi viaggi marittimi intrapresi a scopi di colonizzazione. destinato a rendere f amosa l'America Meridionale. specialmente in Giappone. ma appassionato di orticoltura. Man mano che emigrava. e dopo moltissimo tempo alle Americhe. abrasivi e rivestimenti refrattari per forni. erbe e d altre derrate che servivano a rendere più piacevole la vita quotidiana . e le Americhe dal canto loro trassero benefici dall'arriv o di piante del mondo antico quali agrumi.il guidatore e chiesero di dare un'occhiata al motore. Fatto piuttosto curioso. il taro. I Romani diffusero varie piante col tivate d'origine mediterranea in varie parti del loro immenso impero.compresa ovviamente la Cina . In seguito gli Arabi importarono in Spagna riso. formati dai resti delle piante gigantesche delle età carbonif ere. e con la sua polpa sugosa lo raffreddava quanto bastava a non far bollire la benzina». vi arrivò dall'Arabia e dall'Etiopia. furono degli emigrati irlandes i a portare la patata nell'America settentrionale. per ché così avvennero scambi tra l'Asia e l'Africa. banane. Il caffè. invece le antiche diatomee forma no depositi di terre dette appunto «a diatomee». si verificò un movime nto di crescente intensità in tutta l'Asia . non dimentichiamo che le alghe mari ne si prestano a una gamma vastissima di usi. sostanza di base del cemento e del calcio usato in agricoltura. prima che venisse me sso a punto il tungsteno a questo scopo. l'artocarpo . depositatesi sui fondali marini del Cretaceo. Navi europee battenti bandiera portoghese vi portarono dall'Asia noci di cocco e riso. E naturalmente hanno immensa importanza i resti delle piante morte sotto forma d i carbone e lignite. Tornando ad applicazioni meno specializzate. e sono particolarmente pregevoli nelle opere di bonifica. molto usata anche la torba. questi ultim i originari della Cina. le radici e i bulbi delle specie coltivate. Molte sono importanti come aliment o. Per quanto fosse lento e faticoso il traffico carovaniero. La tecnologia vegetale si presenta a volte in modo inaspettato. Le carovane ab itualmente non portavano sostanze alimentari. Il capitano Bligh. I Polinesiani si portarono dietro. Naturalmente anche il grano e q uasi tutti i cereali europei vennero portati nel Nordamerica dai Padri Pellegrin i e dai loro successori. Questi primi spostamenti per via di terra furono certamente importantissimi. piante medicinali. ma potevano benissimo commerciare i semi. La prima spedizio ne organizzata per la raccolta di piante di cui si abbia notizia. di origine sudamericana. formata da piante in disfacimento in condizioni anaerobiche nell'arco di poche migliaia d'anni. riso.merci d esiderate e aspettate man mano che sorgevano le diverse civiltà. Quando sulla superficie della terra ci fu tanta gente che cominciò a rendersi conto che vivevano altri consorzi umani . la patata dolce e la noce di cocco. che la regina egiziana Hatsepshut fec e venire per nave dalla terra di Punt (attuale Somalia) nel 1482 avanti Cristo: 32 tronchi per il suo grande tempio di Deir el Bahri. nonché il tabacco dall'America centrale e meridio nale. C'era un mezzo melone sul carburatore.che inf ine si diffuse all'Africa.cioè l'albero del pane -. cominciò il commercio . po . canna da zucchero. Le regioni tropicali del Vecchio Mondo si avvantaggiarono particolarmente della manioca o cassava. inoltre come mangime per bestiame e concime. usate per farne filtri. canna da zucchero ed agrumi. e diventò possibile lo scambio reciproco di specie tra il Vecchio e il Nuovo Mondo. il granoturco. Se ne estraggono agar ed alginati dagli usi infiniti: gli ultimi s'impiegano talvolta per condizionare i terreni pesanti e per consolidare quelli leggeri o sabbiosi. il carico consisteva principalmente di spezie. topinambur e fagiolini arrivarono invece dal Canada. vari tipi di piselli e varie specie di soja. Il gesso.

vennero e sportate in tutti i Paesi a clima adatto. per essere utilizzate per fornire legn ame e come specie ornamentali. mentre la s pecie affine Amherstia nobilis. le altre civiltà si limitarono quasi tutte a coltivare e migli orare le specie che già crescevano sul posto.rtò da Tahiti alla Giamaica banane. L'uso di piante a scopo ornamentale costituisce un pensiero fisso per l'uomo fin dai tempi più antichi. La Cinchona peruviana. Molto probabilmente certe piante ornamentali devono alla loro bellezza la loro s tessa esistenza attuale: ad esempio lo spettacoloso "albero fiammeggiante" (Delo nix regia) è noto allo stato libero solo in una località del Madagascar. Ma quando gli Inglesi cominciarono a girare per i l mondo. che ora è tra gli alberi di maggiore importanz a commerciale in Europa. Allora. dove la gente del posto la colt ivava per tenerla nelle case. comprati un pane con un soldo. Esistono ancora moltissimi prodotti d'origine vegetale di cui l'uomo civile non è a conoscenza. che allo stato selvatico è ora limitato a un gruppetto d'esemplari contorti dal vento nella Cali fornia meridionale. L'identificazione di specie arbor ee da legname come il pino Douglas. a quanto pare non è mai stato visto da n essuno allo stato libero: veniva coltivato dai Cinesi nei giardini e presso i te mpli. Semi e bulbi costituirono da principio le forme principali d'importazione. mentre il pino di California . altrettanto magnifica. o fiore di Passione. Quasi contemporaneamente. mentre in altri casi viene tanto migliorata da non poter più cavarsela da sol a allo stato libero. è stata vista allo stato se lvatico solo due o tre volte. Come per le piante d'interesse alime ntare. rappresenta tuttora nei climi caldi una delle piante più pregi ate a legno dolce e a rapida crescita. la tuberosa. Una parte di queste risors e potenziali è stata esplorata dalle tribù «primitive» dell'America Meridionale: gli ant ropologi a tutt'oggi hanno spigolato poco più delle briciole delle loro eccezional . usando anche più incenso di quanto ne abbia mai usato ogni a ltro popolo da allora in poi. Anche il ginkgo. mentre gli antichi Britanni si tingevano con il colore azzurro del guado. Succede così in certi casi che lo sfruttamento di una pianta la salva dall'estinzi one. artocarpi e canna da zucchero a tronco spesso. come i fiori doppi o le foglie screziate. certe specie di eucalipti . «i fiori sembrano inte si a consolazione dell'uomo comune». la Pilea cadierei. ma prospera nel nuovo ambiente artificiale. fu il dominio europeo delle rotte oceaniche a spalancare i continenti all e specie ornamentali. Questo vale spe cialmente per singoli esemplari selezionati per qualche caratteristica ecceziona le. la gialappa e varie specie di tagetes («francesi». cioè attorno al c ambio del secolo. che vi vennero contrabbandati circa un secolo fa.endemiche in Australia . parente dell'erba pignola. Un proverbio cinese dice: «Se ti restano due soldi e nulla più. è stata trovata solo una volta allo stato libero i n Indocina. Una nostra pianta d'appartamento. la cosiddetta "pianta dell'amicizia" o pianta d'alluminio. per citare Ruskin. ora tanto usato per alberature stradali nel NordAmerica. Gli antichi Egizi coltivavano fiori ed alberi a scopo ornamentale. il cui primo esemplare in com mercio venne acquistato su un mercato messicano. si insediò a Ceylon e nell'Estremo Oriente. cominciando sia pure in epoca diversa nelle varie parti de l mondo: le condizioni del suo sviluppo si verificano soltanto con l'avvento del tempo libero e dell'istruzione. e un giglio con l'altro». U n'altra pianta ornamentale nota solo come specie coltivata è la "pianta di giada" (Crassula morganianum). «africani») importate dagli Spagnoli dall'America central e. e piante ora coltivate derivano tutte da un unico esemplare nel giardino di un monastero birmano. e tra le prime che varcarono gli oceani a questo scopo si annoverano la passiflora. ma le piante vive cominciarono a varcare i mari a ritmo accelerato man mano che si trovavano i metodi migliori per mantenerle in vita. Popoli progrediti come i Cinesi e i Persiani colti vavano fiori. e lo stesso accadde per i semi della pianta della gomma brasiliana. In epoca molto posteriore si tenevano notevoli giardini a scopo ornamentale negl i imperi del Perù e del Messico. fornitrice di chinino. furono loro a cercare piante a scopo ornamentale in Paesi lontani con i l maggiore impegno. fu la conseguenza di altre serie esplorazioni botaniche del Nordamerica.o di Monterey -. e tutte le piante coltivate derivano da quell'esemplare originale. ma che potrebbero essergli molto utili.

e l'uomo «evoluto» si dà da fare per cancellarle dalla faccia della terra. e spesso viene addirittura confezionata. al cibo che mangiamo. Quando cominciò deliberatamente a seminare sementi o a mettere a dimora margotte d i colture vegetative. Le sole possibilità di moltiplicazione assicurate dalla tecnica moderna sono notev olissime: so di un coltivatore europeo che in un anno è riuscito ad ottenere 20000 nuove plantule da un solo esemplare di Pachysandra. Nel corso dei millenni tu tte queste operazioni agricole sono state migliorate e perfezionate lentamente m a ininterrottamente. e "doveva" farlo. quale e q uanta parte della pianta convenga usare. fornisce legno per archi e frecce. spesso con l'aiuto di una «scheda elettronica» adottata come mecca nismo di controllo. allo scopo di prolun garne notevolmente la durata utile di conservazione. e di solito di rivoltarlo in qualche modo per as sicurare alle piante migliori condizioni di crescita. che si p ossono scaldare e irrigare dal di sotto. al legname e alle f ronde per coprire le capanne. stoloni e così via. a sostentare gli animali che ora ci rincresce di vede r scomparire. tuberi. e infin e di passare al raccolto e alle operazioni successive. Ormoni vegetali in polvere sono usati diffusamente per accel erare l'accestimento. mentre tecniche speciali comprendono anche le lesioni infl itte deliberatamente alla base della margotta: procedimento che in certe specie vegetali affretta la formazione delle radici. Si formò così un ciclo di lavo ri legati alle stagioni. a seconda di chi siete voi». L'accresciuta complessità di tale pratica . e costituiscono ormai un ciclo d'evoluzione specifica nel l oro genere. comporta la n ecessità di preparare il terreno. Provvede alle nostre necessità. di concimarlo e liberarlo dalle erbacce. utilizzata per fare tappeti . come dicono i giardinieri. se si vuole che mantenga la mas sima vitalità. o non compaiono nelle specie coltivate. Invece gli indios dicono: «La foresta h a tutto. ma contemporaneamente ci fanno obbligo di proteggere con maggior cura quanto resta delle intatte foreste primo rdiali: possono insegnarci qualcosa che ancora non sappiamo. l'uomo istituì una forma di controllo. Oggigiorno la semente v iene raccolta con accorgimenti speciali. Questa è la prima linea di controllo. Le nostre crescenti esigenze c'impongono di migliorare le nostre conoscenze negl i interventi che operiamo sulle piante coltivate. la propagazione per margotte ha avuto per molti secoli una diffusione li mitata a poche specie vegetali. a concedere un ristoro sempre più ambito a una razza umana sempre più meccanizzata e prigioniera di se stessa. e assicuri in seguito la crescita migliore. o quando questi rich iedono troppo tempo prima di formarsi. La seconda linea riguarda i controlli esercitati sul materiale riproduttivo.i conoscenze botaniche. La riproduzione per margotte comporta la necessità sottintesa di conoscere l'epoca migliore per prepararle e «metterle a dimora». e spesso quasi in ogni epoca dell'anno. L'UOMO MANIPOLATORE. cioè nulla. o tutto.derivò in buona parte dal desiderio di moltiplicare le piante ornamentali quando mancavano i semi. frutti e medica menti».compre so il maggiore uso di margotte di radici . oltre a conservare la superficie della terra. Come ci appare da vari aspetti inerenti alla manipolazione e coltivazione delle piante. La semente va ripulita per evitare che spuntino le erbacce in mezzo alle colture. o infine non servono quando si tratti di forme ibride. di seminare o piantare. Anthony Smith ha registrato quanto dicono i Brasiliani moderni dell e loro foreste inesplorate: «Qui non c'è nulla». Tra i perfezionamenti appo rtati dalla tecnica moderna vi sono le cassette chiuse di propagazione. Invece le piante delle regioni tempe rate sono di norma più schizzinose per quanto concerne la diffusione per margotta. d opo che ne è stata estratta gran parte del contenuto d'umidità. Sem inare sementi o coltivare radici. «La foresta è "nada". Capitolo 27. e richiede inoltre di venire conservata con cura. bulbi. e così via. che comportavano l'impegno di ripulire e dissodare il t erreno. Moltissime piante tropicali a ccestiscono da margotte insediate nel terreno senza quasi nessuna cura prelimina re. e magari viene conservata in condizioni di temperatura ed umidità controllate. l'uso di «nebbie» attuate con dispositivi n ebulizzanti che scattano ad intervalli regolati dal grado di essiccazione del ma teriale vegetale.

Lo scopo fondamentale dell'innesto è di creare una pianta nuova . La tecnica dell'innesto venne affrontata con mentalità scientific a molto prima di quanto avvenisse per la maggior parte delle pratiche agricole e d ortofrutticole. sebbene richieda molta precisione e grandi cure .di solito una specie arborea . che in ultima analisi viene contro llato dai gruppi sanguigni. mentre oggi lo si impiega spesso per cespugli ed alberi ornamentali. Questo metodo si è reso n ecessario per il grande aumento delle malattie da virus. E" stato calcolat o che da un solo meristema si potrebbero ottenere in un anno quattro milioni di plantule. Nonostante i pregiudizi e le chiacchiere che circondavano ta le pratica. come negli alberi da frutto. e qualche volta per la sua resistenza alle malattie. che ne riducono moltissimo le capacità di r endimento. Si tratta in questo caso d"«innesto p er avvicinamento». un po'"come succede in medicina umana per il trapianto degli organi. L'impiego dei meristemi. Fino al diciottes imo secolo l'innesto era limitato in pratica agli alberi da frutto. Ma il meristema di solito riesce a sfuggire a questa sorte. I meli soffrono spessissimo d'infezioni di questi virus nascosti. patate. Ma vi son o anche molte piante che non attecchiscono prontamente per margotta o richiedono troppo tempo. che è necessario eliminarle dopo tre anni di co ltura. e rinnovare le piantine. e si svilupparono moltissimi metodi diversi. perché i virus s olo di rado sono in grado di tener testa alle cellule delle punte d'accresciment o. proviene da forme note e selezion ate che . garofani e crisa ntemi. che altri menti impiegherebbero anni per crescere in condizioni normali. I meristemi cominciano a crescere in provette contenenti gelatina nutriente. Si possono usare solo piante strettamente imparentate. o marza. specialmente per le ros . I coltivatori d'orchidee si sono impossessati di questo metodo per moltiplicare le loro varietà più vistose e richieste. ed era già ben not o ai Greci antichi. ad esempio. e già si avevano certe nozioni dell'azione esercitata dal ceppo radicale sulla talea: già ai primo rdi dell'era cristiana San Paolo accenna alla pratica dell'innesto nella sua epi stola ai Romani. Alcuni tra questi virus hanno effetto letale o visibilmente paralizzante. A questo scopo occorre p relevare il meristema con il microtomo (dato che il diametro va da mezzo millime tro a un millimetro). e s e queste provette vengono fatte girare in continuazione . i virus si trovano nell e cellule stesse della pianta e vengono diffusi dagli insetti che succhiano la l infa. Una pianta di rabarbaro esente da virus. e che abbia un sistema radicale vigoroso e sano. si limitano a ridurre la capacità di crescita e di r endimento delle piante. Altro metodo moderno specializzato è costituito dall'impiego dei meristemi. T ale possibilità ovviamente riduce di molto il prezzo di queste specie esotiche.si formano numerose gemme che in seguito si possono st accare e coltivare separatamente. inoltre fragole. per quanto faticoso. come nel caso dei pomodori . Tra le piante che hanno sortito felici effetti da questo trattamento sono comprese piante di gran de importanza in frutticoltura.oppure agitate periodi camente. mentre la talea. assai più insidiosi.le cui parti superiori diano frutta particolarmente pregiata. se tutte le gemme venissero staccate regolarmente e messe a coltura. che so no le punte microscopiche d'accrescimento delle piante. E" sicuro che l'innesto p er talee è di data antichissima: è citato molte volte nella Bibbia.nel caso degli ibridi . Così si possono usare spesso ceppi radicali selvatici. in alcuni casi . facendolo crescere poi in terreno sterile di coltura finché abbia raggiunto dimensioni trattabili.non si potrebbero ottenere dai semi. dalie. dopo di che lo si può trattare alla stregua di una margotta o di una plantula di tipo tradizionale. L'innesto invece è un'arte antica. che può essere imitato dal coltivatore. co nsente ai coltivatori di costituirsi un «patrimonio iniziale pulito» dal quale è possi bile ottenere materiale immune per la successiva propagazione. l'innesto delle piante era entrato nell'uso corrente. ed è notissimo che le fragole sono tanto esposte alle infezioni da viru s e agli afidi che le trasmettono.erbosi e come specie consolidante del terreno. cre sce del 70% in più rispetto a un'altra pianta infetta. Può darsi che l'idea di praticare innesti sia derivata inizialmente dall'osservazi one degli innesti naturali. men tre altri. che si verificano con la fusione di giovani germogli o radici che crescono in stretta vicinanza. In molti casi il ceppo radicale viene scelto con l'intento di det erminare la taglia e la vigoria della forma finale.

delle variazioni dovute a mutazione e talvo lta a una certa instabilità genetica. La scelta del metodo si fonda largamente sulla convenienza o comodità.quando non addirittura per migliaia d'anni. che ha infiorescenze irradianti dal tronco in senso quasi orizzontale in vece che verso il basso. mentre i cloni vegetativi assicurano un prodotto avent e caratteristiche specifiche note. risultanti da accoppiamenti casuali o da muta zioni . Così la fragola odierna è stat a ottenuta in Inghilterra dall'incrocio della specie americana Fragaria virginia . ma un miglioramento del 20-50% si ottiene in quattro generazioni di selezione massiccia. e il sistema vale in modo particolare per le piante coltivate da radici o margotte . Con i semi. caratterizzati da fiori grandi con petali superiori arricciati invece che piatti. e i cloni possono esister e per secoli e secoli . Una volta definito un ceppo di semente. a livello più elementare. La digitale nella varietà Excelsior è un altro esempio di «pallino». ma si osservano variazioni notevoli anche nella discendenza delle «linee pure» ri sultanti dalla selezione continuata su elementi dello stesso ceppo. ibridando varietà della stessa speci e che gli consentivano di ricombinare le caratteristiche genetiche. Questo procedim ento di solito mantiene parecchie «linee» nell'ambito generale delle caratteristiche ravvisate in un ceppo. Tra i «salti» più notevoli dovuti a mutazione dobbiamo an noverare la caratteristica dei fiori doppi. sempre apprezzata dai giardinieri. conferisce alle infiorescenze un aspetto molto più compatto. Pianta progenitrice e discend enza vegetativa si indicano con il termine di "clono". quando h a cominciato a migliorare i cereali all'alba della sua civiltà. Invece i semi possono dare discendenza variabile. In seguito l'uomo le allevò deliberatamente. Se i semi sono d'origine ibrida.si sono formate i n buona parte in conseguenza della semplice scelta delle variazioni.che sarebbero andate perdute allo stato natural e. e gli faceva trovare nei raccolti varietà nuove. cipo lla e barbabietola. Impadronitosi dei metodi di coltivazione e dì diffusione. sedano. cetriolo. l'uomo cerca ora di migl iorare il materiale vegetale a sua disposizione. e la generazione successiva potrà presentare variazion i ancora più ampie. si regola scegliendo quelli delle piante p iù grosse e più robuste. Perciò anche nell'ambito delle linee pure possono verifi carsi . mentre si possono conservare linee più pure adottando crit eri ancora più severi. praticamente senza che nemmeno se ne avvedesse. Tra le piante più note. Spesso la natura lavorava per lui in questo senso. riso.e. fagioli. Di solito una specie o un dato ceppo d'inte resse ortofrutticolo conserva le sue caratteristiche con la propagazione per sem i.senza che avvengano materialmente dei cambiamenti. si annovera no: pomodoro. la discende nza può variare notevolmente. o che danno acini o grani o frutti più voluminosi: questo cri terio è servito all'uomo. Il lupino nella varietà R ussell. carota. si deve a una mutazione veri ficatasi in quattro posti diversi tra il 1899 e il 1902. avendone gli stessi tessuti. La ricerca di caratteristiche pregevoli è quanto mai accentuata ed ovvia nel setto re delle piante ornamentali. lattuga. che hanno pa trimonio genetico uguale. Il concetto è semplice da enunciare.come il lupino Russeli . è stato osservato per la prima volta in mezzo alle altre piante da un dilettante che aveva l'hobby dei lupini. occorre mantenerlo.come infatti si verificano . Il metodo più semplice ed antico consiste nell'eliminare dalle colture le piante di qualità inferiore o aberrante («mondatura»). Dalla selezione delle piante l'uomo passò al miglioramento genetico di determinate varietà vegetali. L 'avvento dei piselli odorosi nella varietà Spencer. mentre i mezzi di propagazione vegetativa garantiscono discendenza identica alla pianta progenitrice. e aveva cercato per anni d i attuare questo «pallino» che. dove i flosculi orizzontali trasformano l'aspetto dell'infiorescenza. Nel caso delle piante annuali i semi rappresentano l'unico mezzo efficace di pro pagazione. granoturco. come nel cas o degli olivi . In certi casi sceglie gli esemp lari di forma ed aspetto migliori tra quelli che vivono allo stato selvatico. che derivano ciascuna da un unico esemplare e le cui speci e domestiche o coltivate . o talvolta i ncrociando specie diverse se risultavano compatibili (le specie con numero diver so di cromosomi di solito non si possono incrociare). I semi pertanto offrono occasioni costanti ai fini della selez ione e del miglioramento. detto di passaggio.almeno fino a pochissimo tempo fa .

Ma i lupini selvatici contengono certi alcaloidi che tolgono agli animali la voglia di mangiarli. e l'incrocio di base va ripe tuto di anno in anno: procedimento che si compie abitualmente a mano. Il volume degli alberi da legname a una certa età può risultare aumentato almeno del 25% se a suo tempo sono stati selezionati gli alberi più promettenti. Le piante che possiedono un patrimonio cromosomico più che doppio risp etto alla norma. 1 va citato il miglio nero «periato» (Pennisetum glaucum) che ricopre più di 12 milioni d'ettari di terreno coltivato in India. permettendo i matrimoni forzati tra specie viventi abitualmente a grande distanza l'una dall'a ltra. L e forme ibride di larici europei e giapponesi selezionati crescono in misura cor rispondente a oltre il 180% degli alberi progenitori. Il primo passo verso le moderne rose ri fiorenti è stato rappresentato dall'introduzione di una rosa cinese che conservava le caratteristiche delle fioriture ripetute. 1 da soli non perpetuano però le loro caratteristiche. originando la forma capostipite del gruppo di rose Bourb on.grano. Però il raddoppiament o successivo dei cromosomi . per cui la discendenza diventa una nuova fonte di variazioni potenziali. che sono piante vitali e di rapi da crescita. I genetisti immaginarono che una volta ogni tanto dovev a pure verificarsi una mutazione priva di alcaloidi. 1 indicati nei cataloghi delle sementi . se è stata fatta la mol tiplicazione per talea ed è stata curata la selezione genetica mediante incroci. Solo nel secolo scorso la selezione è diventata scientifica. usata per siepi e spalliere nell'i sola di Réunion. Se le piante pre scelte per l'impollinazione non sono a maschi sterili (cioè. Talvolta la selezione gene . le piante «madri»). Entro tre anni dall'inizio del programma d'ibridazione si e ra ottenuta una forma ibrida che aumentava la resa dell'88%. Tra i successi più brillanti della coltivazione d'ibridi F. occor re togliere a mano tutte le antere. e l'operazione va per le lunghe. invece di affidarsi al caso. dove s'incrociò spontaneamente con una varietà di rosa di Damasco pur e usata per recinzioni. L'incrocio di ceppi distinti può portare al «rigoglio d'ibridazion e». Nel caso delle piante perenni come i gigli. quelle con numero doppio di cromosomi si chiamano tetraploidi. Esempi di questo genere dimostrano come le migliorate comunicazioni abbiano trasformato le capacità potenziali della coltivazione delle piante. in modo che incrociando i due ceppi progenitori non c'era pericolo c he intervenisse l'autoimpollinazione come elemento di disturbo.na con quella cilena Fragaria chiloense.compreso un promettente ibrido di grano e segale detto triticale. Non restò altro che esaminare un milione e mezzo di piante: si trovarono 6 esemplari del tipo richiesto. L'ibridazione interspecifica può dare una discendenza sterile.. cavoletti di Bruxelles e pomodori -sono il risultato di tali incroci. i ceppi derivati da semi di questa sorta sfuggono alle malattie da virus che si po ssono invece perpetuare con la propagazione vegetativa consueta. costituiscono una meravigliosa fonte alimentare per i mangimi zoote cnici.porta di so lito alla fecondità. Queste nuove razze danno una resa almeno tripla o quadrupla. Oltre alla resa dei cereali si può migliorare anche quella del legname. e sol tanto verso l'inizio di questo secolo Bateson elaborò la scienza della genetica. Gli obiettivi principali sono rappre sentati di solito dalla resa delle colture o dalla grandezza dei fiori nelle spe cie ornamentali. e gli ibridi F. nonché vigore e rend imento più elevati. Un aspetto della selezione genetica delle piante consiste nella ricerca delibera ta di una determinata caratteristica. e rivelano spesso dimensioni superiori. miglio e sorgo . La selezione genetica s'interessa ora anche d'aumentare il contenuto proteico. granoturco. Ora è possibile effettuare selezioni genetiche orientate.ad esempio di granotu rco. riso. si dicono poliploidi. Essi sono anche estremamente uniformi. e la selezione prese il via.che si verifica spessissimo in natura . Parte del successo di questo particolare ibrido si deve al fatto che si sono ottenute piante maschi li sterili. cioè intese a un risultato prestabilito. I lupini. e forse fino a 15 volte la resa consueta in condizioni sperimentali. Prima di allora anche i processi riproduttivi delle piante non erano compresi in modo adeguato. Gli ibridi F. e ne coniò inoltre il termine in seguito alla riscoperta della famosa opera di Greg orio Mendel. Negli ultimi anni sono state create nuove piante ad alto reddit o d'interesse alimentare .

tica riesce a migliorare anche la composizione dello stesso prodotto vegetale. R icerche del genere si propongono anche di ottenere nuove piante resistenti a ter reni mineralizzati o salati. La figura del consumatore non deve venire ultima nell'ordine di precedenza stabilito dal genetista vegetale. Alcuni cepp i tra i più virulenti delle malattie fungine. per avviare il ciclo di fioritura e produzione dei frutti. dovrebbero però accompagnarsi a u n buon profumo e al soddisfacente valore alimentare. derivano quasi certamente dagli sforzi selettivi operati per accrescere la resis tenza di questo cereale. invece ora si accerta sempre più diffusamente che le piante possono sviluppare una capacità gener ica di resistere a qualsiasi ceppo di funghi.cioè si coricano . una varietà di senape nera a gambi alti e rigidi. richiede abitualmente più di 1000 ore con temper atura inferiore ai 7 gradi C. in modo che anche le regioni più calde ne lla parte meridionale degli Stati Uniti possano coltivarsi da sé le loro pesche. Così nel 19 47-48 un'epidemia di ruggine del grano nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud distrusse risorse alimentari sufficienti a nutrire 3 milioni di persone per un anno. come ad esempio la consistenza del prodotto. che era presente in proporzioni pericolose nelle precedenti v arietà.tanto facilmente. Purtroppo i funghi sono perfino più duttili delle piante per capacità di adattamento e mutazioni potenziali. e possono spazzare via interi raccolti. Gli ibridi più recenti di pisello non hanno pratic amente foglie. nelle condiz ioni ideali di diffusione offerte dai sistemi attuali di coltivazione. tale da sopportare le operazioni di confezionamento. elaborando una razza nuova contro la quale la pianta non ha immunità. e questa appunto è la meta cui tendo no gli sforzi e le ricerche attuali. Se viene selezionata una pianta da coltura con resisten za iniziale a una data malattia. Tra i problemi recentemente risolti dai genetisti si annoverano i cereali a stel o corto intesi per comodità delle mietitrebbie. Questa esigenza è avvertit a anche dalle industrie d'inscatolamento e di congelamento. In passato la selezione genetica si proponeva di manten ere le distanze con prodotti che precedessero d'un passo i funghi. La selezione di prodotti destinati ad essere venduti alla clientela spicciola si è sviluppata anche nel senso di ottenere prodotti uniformi. c ome nell'olio di semi di ravizzone che ora si riesce a produrre privo di sgradev ole acido erucico. Un pesco. ad esempio per i cav olini di Bruxelles e i piselli. Requisiti di questo tipo. inoltre alberi da frutto con rami ad angolo più stretto rispetto al tronco per sostenere un magg ior peso di frutti. come nel caso dei pomodori e delle fragole. dal canto suo la mancanza di foglie rende più facile la raccolta a macch ina. in modo da pote r sfruttare al massimo anche i sistemi di raccolta a macchina. E" stato prodotto anche un ceppo di riso con tasso di fotosintesi quasi dopp io rispetto alle vecchie varietà. il fungo spessissimo tallona questa evoluzione. Per questo motivo le varietà nuove vengono realizzate a gambo lunghissimo. i gambi sono adatti ad effettuare la fotosintesi. L'aumentato rendimento dipende anche dalla migliorata efficienza della fotosinte si. che probabilmente costituiscono il problema p iù grave per il coltivatore odierno: infatti queste affezioni rappresentano un oss o duro per i mezzi chimici. spesso anche a matura zione contemporanea. Tra gli scopi più importanti della selezione genetica c'è quello di ottenere ceppi r esistenti alle malattie da funghi. e la maggiore q uantità di luce solare che così arriva ai baccelli li porta a maturazione in modo più uniforme. Anche la migliore erba da foraggio non impiega più del 4% dell'energia che le arriva con la luce. Attualmente ricerche in corso nella calda Louisiana stanno cercando di ridurre questo periodo a 250 ore o meno. Recenti sforzi di miglioramento genetico hanno fatto aumenta re questa percentuale al 5% aumentando di un terzo la produzione di sostanza sec ca. In parecchie colture sono state selez ionate geneticamente nuove varietà che resistono a freddo e aridità più intensi della loro norma. con semi che resistono nei baccelli fino al momento del raccolto. pregevoli anche perché in questo mod o non si piegano né si «allettano» . che ancora mancano in certi prodotti odierni. quali quelli del carbone del grano. ad esempio. frutti che si staccano più facilmente quando vengono colti a m acchina. Questo tipo di miglioramento genetico si può ottenere operando la selezione di pia .

c omportano spesso dimensioni maggiorate. La prima sostanza applicata per ottener e mutazioni artificiali fu la colchicina (alcaloide ottenuto dal colchico): si è v isto che il suo impiego può aumentare il numero dei cromosomi.nte resistenti nella pratica delle coltivazioni. con l'impiego di una specie selvati ca. e di solito è corredato da dimensioni maggiori e accresciuto vigo re. I trattamenti radioattivi hann o originato anche alcune nuove varietà curiose di piante ornamentali. perché ora gli animali nocivi si poss ono trattare . infine il riso Reimei (raggi gamma) dalle molte buone qual ità. Per accelerare i cicli sono stati escogitati anche speciali accorgime nti d'impollinazione. Un notevole esempio dei successi conseguiti in questo se ttore è dato dalla produzione di pini provvisti di pigne in soli due anni partendo dai semi. Si tratta forse di una meta meno importante. o talvolta di una particolare varietà che non soffre della malattia. Numerosi nuovi ceppi utili sono il risultato di bombardamento con i raggi X. ad alta resa e con robusti baccelli che rimangono indenni anche dopo le ope razioni del raccolto. si sono rivelati più spesso da nnosi che utili. mentre quello di s pecie incompatibile fa produrre allo stimma un «anticoncezionale» che impedisce ai g rani di polline di germinare. Il polline di norma può fecondare solo la propria specie.con maggiore o minore successo .4X (raggi X). di varie radiazioni nucleari. che altrimenti non avrebbe magari nessun valore. Però la pratica dell'irradiazione può sortire pregevoli effetti nella selezione gene tica. piante a ritmo giornaliero rispettivamente lungo e corto. dove questo «difet to» genetico si traduce in un vero vantaggio commerciale. Vi è compreso l'orzo Milns Golden Promise. analogamente a quelli che si verificano in natura.a intrappolare il carattere dell'immunità alla malattia di una data sp ecie selvatica. Quest'ultimo è sterile. ma conserva auxine attive che danno il segnale . Ma si possono ottenere a nche tipi poliploidi in cui il numero basico dei cromosomi è moltiplicato quattro o più volte tanto. Il polline t rattato ai raggi X ha infranto l'ostacolo dell'autosterilità in alcuni tipi di fru tta.con mezzi di lotta chimica e bio logica di cui si darà una breve descrizione nel capitolo seguente. compreso l'inserimento diretto del polline negli ovari. In quest' ultimo caso i tecnici selettori riescono . Oltre all'acquisita abilità in quella che è un'opera di vera e propria manipolazione dei cromosomi specifici o dei singoli geni delle specie vegetali.con un procedimento detto d'incrocio recessivo . come le ciliegie. l'uomo ha cer cato anche di accelerare i tempi dei programmi selettivi. Altro scopo della selezione genetica è quello di attuare caratteristiche di resist enza agli animali nocivi. a stelo cortissimo e rigido. Qu este condizioni controllate permettono ora di coltivare fianco a fianco. che può diminuire la res a fin del 20%: a questo scopo è stata utilizzata la caratteristica resistenza di t re specie selvatiche. ottenuto c on i raggi gamma. poniamo . C. compresi gli intrattabili vermi nematodi sotterranei. ricorrendo a speciali celle di crescita dove le condizioni ambientali controllate . In tal modo è stato introdotto nelle varietà moderne di pomodori il carattere resistente al virus debilitante del mosaico del pomodoro. che costituiscono una g rave tara per questo cereale. dopo operazioni complic ate di estimo dei diversi geni della pianta. o frutti privi di semi. sebbene sterili. Ma è possibile fare in modo che un fiore femminile a ccetti polline d'altra specie mescolandolo assieme a polline irradiato della ste ssa specie. inoltre l'arachide N. dell'esposizione ai raggi ultravioletti e a sosta nze chimiche quali l'iprite. oppure. indirizzandolo ad elaborare una varietà domestica rispondente ai fini di selezione genetica dell' uomo.e aiutate se del c aso dall'impiego di ormoni di crescita .riducono i periodi d'intervallo tra una generazione e l'altra. L'opera di selezione genetica si avvale anche di trattamenti che influiscono sul periodo di inattività del seme assicuran do germogliatura uniforme. Può creare triploidi a patrimonio cromosomico triplo rispetto alla norma. che altrimenti non p otrebbero riprodursi contemporaneamente. Tuttavia i mutanti ottenuti con procedimenti artificiali. Un esempio di r esistenza felicemente acquisita ci è offerto dall'avvenuta realizzazione di un ris o ibrido resistente ai tonchi e alle pulci delle piante. A un certo momento sorse la speranza che le mutazioni artificiali avrebbero potu to produrre nuove varietà di piante utili. i quali. non ultima la buona resistenza all"«allettamento».

che vent'anni or sono esisteva in migliaia di forme in Iran. Così l'antico grano d i spelta. In certi casi è stato gravemente trascurato il potenziale apporto genetico di spec ie o forme selvatiche finora non ritenuto degno d'indagini. Vale la p ena di ricordare a questo proposito il caso dell'industria del caffè a Ceylon. In quella che è s tata definita la «rivoluzione verde» l'uomo mostra ora la tendenza a coltivare estes e aree di una singola varietà vegetale selezionata in purezza genetica. Pal) ha affermato che la selezione monoge netica sta minacciando «tutta l'opera di selezione genetica vegetale compiuta dall a natura nel corso di migliaia di anni». appare sempre più necessario. In situazioni del genere le possibilità di un d isastro totale per via di qualche malattia sono semplicemente immense. Ciò sottintende la necessità di conservar e in ogni modo possibile la variabilità genetica delle specie coltivate d'interess e alimentare. P. Tali risorse potenziali dov ranno venir utilizzate sempre più se la produttività delle specie vegetali coltivate dovrà tenere il passo con un mondo in espansione demografica.si stia spingendo troppo lontano in c erti indirizzi di ricerca.che venne spazzata via al gran completo da un'epidemia di ruggine nel 1860. Tutto il g rano che spunta in Australia deriva da una mezza dozzina di ceppi imparentati. diversi tipi di resistenza e così via. mentre campi sempre più estesi semplicemente scacciano le piante di vecchio tipo. mentre la massima parte d elle piante da caffè sudamericane è cominciata sotto forma di plantule derivate da u n solo albero coltivato in Olanda. Presso altri centri si co nservano raccolte delle diverse varietà coltivate: la raccolta di cereali degli St ati Uniti contiene 12000 tipi di grano ed orzo. e lo stesso vale per vecchie varietà ugualmente messe in disparte. e ha isti tuito centri di conservazione genetica in regioni dove le specie locali hanno av uto importanza per l'evoluzione delle forme coltivate.come accade non di rado .molto distanti tra loro. Questi accorgimenti possono sortire l'incrocio felice di specie attual mente incompatibili. analogo centro per il miglioramento del granoturco e del frumento esiste nel Messico. ha mostrato di rendersi conto dell'importanza del problema. Un altro metodo usato a questo scopo consiste nel togliere il rivestimento ester no dei grani di polline composto di proteine exiniche. radici e tuberi tropicali. A.per non parlare di famiglie . e se dovremo contin uare a mangiare cibi di tipo tradizionale. scelta e v oluta per dare maggiore resa. m entre i ceppi progenitori rimasti allo stato spontaneo ed i loro discendenti (da i quali si potrebbero ricostituire varietà nuove nel caso in cui una malattia anni entasse i ceppi attuali) vanno incontro a rapida distruzione. Le mille e mille vecchie varietà di lino della Turchia sudoccidentale stanno scomparendo a r itmo accelerato. sebbene attualmente sussistano problemi di natura genetica che impediscono l'incrocio di specie appartenenti a generi . Queste monoculture mancano ormai della capacità essenziale di produrre varianti. per quanto faticoso e dispendioso. le varie spe cie di patata selvatica a breve ritmo giornaliero che prima venivano trascurate perché non davano tuberi in Europa: si sono ottenute rese maggiori del 50%. con al ta resistenza alla peste della patata in certi casi.di «via libera». L 'importante erba foraggera Digitaria decumbens coltivata nell'America centrale e nelle Indie Occidentali deriva tutta da un solo dono. ini ziatasi da un solo ceppo . Un insigne autore (B. La F. Prima di lasciare il settore della selezione genetica conviene dire che può darsi che la scienza . Così solo nell'ultimo decennio sono s tate selezionate geneticamente. mentre l'Istituto Internazionale per le ricerche sul riso alle Filippine mantiene una collezione di 10000 tipi d i riso.precisamente come nel Sudamerica .O. Quasi tutto i l lino coltivato attualmente in Turchia appartiene ad una sola varietà. . in Grecia sono bastati 40 anni perché la percentuale delle specie semiselvatiche di frumento impiegate calasse dall'80% al 10% attuale. Questo lavoro. e nel lavarli con sostanz e adatte. per cui si è proposto da più parti che vengano istituiti analoghi centri di ricerche internazionali per il miglio e il sorgo. è scomparso da quel Paese. assieme a buone varietà preesistenti. e lo stesso dicasi delle vecchie varietà di granoturco già coltivat e in Brasile. segnatamente nel senso dell'uniformità. Il crescente uso d ei diserbanti e i metodi progrediti di coltivazione impediscono alle piante affi ni od imparentate qualsiasi approccio alle specie coltivate.

allo scopo di mantenere s pecie fortemente selezionate di piante ornamentali.specialmente d'azoto ed anidride carbonica . la vitalità. sia per le conseguenze indirette. Quando si tratta di partite sfuse di sementi vanno evitati con uguale cura gli a ttacchi provenienti tanto da batteri e funghi quanto da insetti: anche quando la semente non ha subito danni meccanici. L'alternarsi di umidità e aridità può causare danni gravi alla semente matura. e anche qui s'imbatte in un altro ostacolo frapposto dalla natura stessa: il periodo d'inattività o di letargo implicito nelle caratte ristiche di molti semi. L'immagazzinamento in condizioni di eccessivo calore o di eccessiva umidità riducono ben presto la vitalità dei semi: si può dire che la semente invecchia troppo in fretta. Logicamente i semi di forma sferica h anno meno probabilità di ricevere danni all'epoca del raccolto o nelle operazioni successive. L'uomo deve imparare anzitutto qual è l'epoca migliore del raccolto. vanno conserva ti poco sopra il punto di congelamento. purché siano loro accordate adatte condizioni di calore e umidità. Invece i semi freschi più grossi. con vitalità garantita di tre anni. L'uomo ha semp re troppa fretta perché si pensi che stia ad aspettare il periodo giusto di una da ta semente. Certi semi vanno disseccati prima che mostrino un segno qualunque di germogliatura. in linea di massima. che già abbiamo considerato al capitolo 16. a temperatura variabile tra i 10 e i 20 g radi sotto zero. ma si può dire che è opportuno disidratarli. Le esigenze dei semi variano molto a questo riguardo. perché nelle regioni tropicali i semi sono in grado di germoglia re subito. e gli esperimenti classici a questo r iguardo . l'uomo or a deve pensare a seminarla. Per i semi secchi di piccole dimensioni convengono meglio il secco e il freddo associati. come per molti altri aspet ti.sono stati e . e in certi casi anche le possibil ità di buon accrescimento dopo l'avvenuta germinazione. E poi alcuni fattori sono assolutamente incontrollabil i. come le ghiande. questi organismi possono aggredirla con risultati seri. Quanto sopra vale quasi soltanto per le specie coltivate e le piante dei climi temperati. Le sementi significano problemi a non finire a questo r iguardo. Alcune regioni del mondo con tempo abitualmente caldo e asciutt o attorno all'epoca del raccolto hanno pertanto acquistato importanza per la pro duzione delle sementi.e colture ad elevato tenore proteico comprendenti anche verdure. Altri semi migliorano ancora se ven gono sigillati in atmosfera gassosa . La corretta tecnica di conservazione costituisce la fase successiva da tenere so tto controllo per assicurarsi una buona semente: infatti il deterioramento può int accarne anche i caratteri genetici. Un commerciante inglese di sementi le dissecca suppergiù nella misu ra succitata. sia per gli effetti diretti sulla germinazione dei semi. prima di immagazzinarle o di chiuderle in confezionamenti di carta stagnola.come pure molte delle sue attuali applicazioni pratiche . fino al 6% o a nche meno. in quanto consentono l'insorgere di forme morbose portate da batteri e funghi.buoni o cattivi che siano i risultati . Vanno presi in considerazione i problemi derivanti dai danni meccanici arrecati ai semi al momento del raccolto. Dopo aver raccolto e conservato la semente nel miglior modo possibile.invece che in aria. L'età effettiva della semente è meno importa nte delle condizioni ambientali di conservazione. specialmente trattandosi di semi grossi come i fagioli e le fave. cosicché molto spesso si vede costretto a «rompere» loro il sonno ai propr i fini. ma il sole eccezionalmente torrido e venti por tatori d'aridità immediatamente prima del raccolto potranno sempre danneggiare la vitalità dei semi.l'uomo è ora in grado di con trollarle in altri modi. ma l'uso di questi gas è a tutt'oggi ancora in fase sperime ntale. ad esempio le condizioni atmosferiche all'epoca della maturazione dei semi. Su scala del t utto diversa funzionano piccoli centri internazionali. L'interruzione del periodo d'inattività o di letargo di un seme delle regioni temp erate si dice iemazione o vernalizzazione. dove si provoc ano fratture interne. non ultimo dei quali è il surriscaldamento che si può originare in c onseguenza dell'attività fungina. in l inea di massima va evitato il raccolto precoce. perché diminuisce la vitalità e preg iudica i raccolti futuri. Dopo aver selezionato o allevato in purezza genetica razze vegetali pregevoli ai suoi occhi . E ssi sono più vitali dopo un'annata caratterizzata da insolazione superiore alla me dia e da piogge piuttosto scarse.

e si è lavorato intensamente per trovare terricci o miscele fertilizzanti di composi zione standardizzata. La vernalizzazione costituisce una tecnica di ampio impiego in agricoltura e in orticoltura. tra l'altro. la semente viene sparsa a strati in va si pieni di torba o sabbia.anche soluzioni diluite di detersi vi. l'acido ascorbico e la citochinina. I giardinieri ottengono spesso questo scopo mescolando la semente i n parti uguali con torba umida. e se ne è fatto un uso molto esteso durante il periodo bellic o 1939-45. fosforo e potassio. e nulla vieta che diventino pratica corrente negli anni ventu ri. Miscele ferti lizzanti speciali s'impiegano per terreni carenti di qualche oligoelemento. consiste in sostanza nel dare al seme da semi nare in primavera un periodo di freddo (probabilmente di 2-6 settimane) con poca acqua. questo accorgimento assomma il vantaggio di frangere anche il rivestimento dei semi. I concimi si presentano in numerose combinazioni e versioni dei costitu enti principali azoto. purché siano tenute al freddoumido durante l'inverno. nella normale pratica agricola odierna. e conservandolo in frigorifero poco sopra il punto di congelamento . mentre di norma non fioriscono prima dell'anno dopo se sono state seminate in primavera . ma ora è usata diffusamente per semi di specie da coltura e di fiori. che si tende a defin ire «concimi artificiali». cassette o lettorini di serra.si è dimostrata di particolare valore in condizioni d 'ambiente desertico. ge rmogliano molto più facilmente nella primavera che tiene dietro alla loro maturazi one autunnale. Alcune specie di serra.ffettuati sui cereali. Questi trattamenti evitano di dover incidere o scarificare i rives timenti dei semi con possibilità di danneggiarli. Quasi tutte le specie coltivate devono germogliare nel terreno in condizioni nat urali. tra le quali si annoverano . ma anche specie alpine. come i garofani. Moltissime piante ornamentali. L'alimentazione delle piante. quest'ultima fa avviare il processo di germinatura. Con una tecni ca di giardinaggio detta stratificazione. Benefici stimoli per la germogliatura de i semi e lo sviluppo iniziale delle plantule sono stati osservati somministrando sostanze comprendenti. sebb ene le comuni miscele concimanti contengano già abitualmente percentuali di oligoe lementi sufficienti per gli usi normali. dopo un'invernata fredda. sebbene certi costituenti possano essere di provenienza n aturale. La germogliazione di semi ricoperti di un rivestimento duro si può accel erare attaccando dette cappe di rivestimento con varie sostanze. si possono controllare molto meglio le condizioni delle coltivazioni. mentre i semi veramente tetragoni si trattano talvolta con gli acidi solfori co o nitrico. Le varietà invernali di un dato cereale fioriscono l'estate successiva se sono state seminate in autunno. le vitamine del gruppo B. specialmente cespugli. Quando i semi vengono seminati in scala ridotta in vasi. ma a tutt'oggi i tentativi intrapresi in tal senso non hann o ancora superato la fase sperimentale. Si possono somministrare in vari modi dei «ricostituenti» ai semi in co rso di germinazione. per rifornire le truppe di verdura fresca dove era impossibile coltiv arla con i sistemi normali. La pratica di mettere accanto a ogni singolo seme un cubett o di nutrimento era stata escogitata in origine per la semina o la messa a dimor a di alberi ed altre piante in ambiente desertico. vengono alimentat e irrigando i lettorini con sostanza inerte contenente gli elementi nutritivi in proporzioni accuratamente bilanciate. o iemazione. e in molte concentrazioni per peso un itario a seconda della specie coltivata e delle condizioni locali.con una certa nostra sorpresa . sìa pure in misura inf initesimale. Oggi si da al terreno pochissima sostanza organica. La vernalizzazione. insaccando il miscuglio ottenuto in sacchetti di polietilene. Questa tecnica idroponica . significa in gran parte applicare concimi in presentazione granulare. Varie sostanze chimiche possono sostituire la vernalizzazione climatica: compren dono tra le altre la gibberellina e gli estratti d'alga contenenti auxine ed ant ibiotici. per cui hanno importanza vitale la buona lavorazione del terreno e un'opp ortuna concimazione. nel qual caso il cubetto di nutrimento se rve specialmente per estrarre e assorbire acqua.intrapresa in origine tenendo le radici delle piante sospese al di sotto di grigliati o reti in soluzioni fertilizzanti . mentre fino a non molto temp .

ad esempio tra radici e ger mogli. e probabilmente l'alimentazione per via fogliare si presta meglio per queste colture specializzate. come dirò con maggiori particolari al capitolo 29. con un aumento progressivo negli anni seguenti. che possono passare i 15 chili senza cure speciali). Così il primato mondiale (inglese) nella produzione di patate toc ca a una coltura che ha totalizzato 740 chilogrammi di patate con sei soli ceppi . mentre un altro liquido irro rante è a base di colloidi. può accadere fin troppo facilmente che la tendenza a somministrare concime non ottenga altro risultato che quello di alterare la struttura del terreno con perdita finale dello strato di superficie e fenomeni d'erosione. Oggigiorno si usa bruciare correntemente le stoppie allo scopo dichiarato di dis truggere l'insidia delle malattie da funghi. che poi veniva interrata mediante aratura. è attuabile: ad esempio gli esperimenti effettuati in Giapp one con alghe verdiazzurre hanno aumentato la resa del riso del 20% inizialmente . ma non esistono prove ineccepibili per cui le colture trattate con concimi organici «naturali» diano risultati migliori dal pun to di vista alimentare di quelle concimate con fertilizzanti «artificiali». L'impiego eccessivo o in proporzioni sbagliate di concimi può diminuire l a resistenza delle piante alle malattie.spess o basate sull'urea .con grande rapidità. Esistono molti metodi per stabilizzare il terreno in modo da impedirne o ridurne l'erosione. ricavandone accresciuta attività di fotosi ntesi.o fa si somministrava regolarmente il letame animale. L'accrescimento accelerato non dipende soltanto dall'alimentazione. un cavolo di oltre 55. dato che le sostanze fornite dai concimi perché vengano assorbite dalle piante sono ug uali a quelle prodotte nel terreno ad opera dei processi biologici. Si è detto che i concimi nutrono solo la pianta e non il terreno. e va notato che i risultati fi nali in termini di rendimento e valore alimentare sono praticamente uguali. Tuttavia. Si è trovato che le fogl ie sono in grado di assorbire soluzioni nutrienti di adatta formulazione . specialmente sui pendìi ripidi: uno è dato dall'irrorazione con varie m iscele a base di lattice. sebbene il sistema non sia ancora usato su larga scala. che attecchiscono e consolidano a loro volta il terreno prima che si decomponga la sostanza consol idante artificiale. Quando si fanno prove vere. tra le foglie e le gemme o i frutti in via di sviluppo. tanto più che i terreni con bassa percentuale di materia organica tendono ad assumere un'ingrata consistenza compatta sotto l 'azione delle macchine agricole e delle varie attività legate alla coltivazione de l suolo. uno dei quali ha dato ben 150 chili di raccolto. e un ravanello di 7 chili (quest'ultimo di produzione «normale» rispetto agli ibridi giganti che si ottengono talvolta in Gi appone. o renderle più esposte ai danni della pio ggia. da usarsi alla st regua di concime vivo. e a marcire sottoterra restano solo le radici de l raccolto avvenuto. Certi concim i possono avere effetti dannosi su alcune colture come le patate. ed ogni 3-4 anni si effett uava una coltura d'erba o trifoglio. si possono piantare alberi od erbe. In ques to modo i viticultori europei hanno potuto migliorare notevolmente il rendimento e lo stato di salute dei loro vigneti. sostanze oleose ed acqua. si può ragionevolmente sperare che in avvenire si otterranno forme di migliorìa dall a realizzazione artificiale di specie vegetali coltivate in grado di fissare l'a zoto: una delle eventuali «realizzazioni avveniristiche» di cui si tratterà nell'ultim o capitolo. il costo dell'applicazione viene in pratica ridotto a zero. Una volta spruzzata la miscela consolidante. Se il nutrimento fogliare viene somministrato contemporaneamente agli indispensabili insetticidi e fungicidi. Si registrano inoltre una zuc ca di 110 chili. Alcuni esper . La coltivazione di organismi fissatori dell'azoto. L'alimentazione per via fo gliare riveste particolare importanza quando sussista forte concorrenza per l'ac cesso agli alimenti nell'ambito stesso della pianta. Però troppo concim e può sortire il risultato della «pletora del terreno». ma tale pratica distrugge anche que sta fonte di sostanza organica. nonché altri benefici per il resto della pianta. Di recente è stata anche elaborata una forma di alimentazione attraverso le foglie . Oltre al riciclaggio di scarti minerali e di altri prodotti d'origine organica. si possono ottenere risultati fantastici dalla nutri zione intensiva. e un terzo a base di epossiresine. specialmente s e vengono usati in quantità eccessive.

salvo forse per aumentare in lunghezza i tronchi delle piante da fibra. è stata impiegata anche pe .in percentuali inferiori a una parte per milione . le irror azioni con preparati ormonali possono modificare il sesso dei fiori.permette alle specie vegetali di resistere ai periodi di siccità o di crescere meglio in condizioni di aridità. e ciò si può fare con l'impiego di preparati ormonali o. Purtroppo il peso secco del prodotto aumenta di poco. perché fa chiudere gli stomi . si può ritardarne la maturazione. Oltre all'ovvi a importanza venale del ritrovato. mentre la sua mancanza ne lla pianta spiega forse le forme nane crescenti allo stato spontaneo. L'esempio più noto è offerto dai crisantemi.e a farne senza semi -. va notato che questa crescita rapida consente di coltivare piante in posti più freddi della norma. Per la frut ta. a ridurre fiori e frutti nel caso che vengano prodotti con eccessiva liberalità. comunque. Questa pratica è adottata negli Stati Uniti per i pomodori. possono indurre piante danneggiate dal gelo a fare frutti . Invece per certi altri tipi di frutta conviene accelerare la matu razione. L'effetto opposto della nanizzazione si applica ora su larga scala alle piante o rnamentali. Ad esempio. Nella magg ior parte dei casi. tabacco ed orzo. int ervenendo sulle condizioni di temperatura o adottando certi accorgimenti con il gas etilenico.fa staccare anche i frutti con maggiore facilità. questa crescita così maggiorata non offre molte poss ibilità di applicazioni pratiche. arrestano l'avvizzimento di s edani e lattughe. o a regolarne la caduta ad avvenuta matur azione.imenti hanno dimostrato che l'irrorazione con quella stupefacente sostanza che è l a gibberellina può far crescere le piante con velocità da due a cinque volte superio re a quella normale. Nel corso di un esperimento piante di fagiolo cresciute in vaso senz'acqua sop ravvissero alle piante non trattate per altri 10 giorni. e si sono ottenuti buoni successi in esperimenti di defogliazione delle piante di ca psico. eventualmente an che per alberi da frutto. nonché le sostanze messe in libertà dall'etilene. o allungare il periodo di conservazione. In certi casi le sost anze nanizzanti possono anche aumentare la capacità di fioritura. aumentando contemporaneamente anche la resa. migliorando ne anche lo sviluppo.che di norma interviene nella caduta delle foglie e nel letargo delle piante .e quindi riduce drasticamente la perdita di umidità. controllano la crescita di erbe rustiche e siepi. sono in grado di accelerare la caduta delle foglie. La gibberellina fa crescere molte piante fuori misura. dato che l'effetto si limita in sostanza ad allungare le cellule preesist enti. aumentano l' emissione del lattice degli alberi della gomma. ma sono state usate finora a scopo sperimentale per ridurre l'altezza scomoda di varietà troppo cresciute di pomodori. Forse queste sostanze sono ancora troppo costose per l'impiego in agricoltura . In questo modo si riesce a far fiorire piante biennali già al primo anno. Le piante così trattate ri sultano anche notevolmente più resistenti alla siccità e al conseguente appassimento . oltre che nei casi noti delle azalee e delle poinsetti e. e si ottiene con varie sostanze di sintesi. Altre applicazioni speciali di sostanze ormonali ed affini accelerano la fioritu ra degli ananassi e delle bromeliacee ornamentali. Gli ormoni. La sostanza usata . L'irrorazion e di un preparato siliconico sigilla meccanicamente i pori di traspirazione con effetto analogo. aumen tando la temperatura in celle di maturazione controllata. Le irrorazioni di acido abscicic o . E" anche possibile far sì che le patate conservate non germoglino. dal momento che il periodo d i crescita si può comprimere in un'estate più corta. oppure farle ge rmogliare subito dopo il raccolto o quando sono in letargo naturale. e al contrario a impedire che i frutti cadano troppo in fretta prima dell'epoca del raccolto. che può essere auspicabile al fine di facili tare il raccolto. ridotti a forme da vaso per appartamenti. intesi a sostituire la difficile raccolta a mano con quella meccanica. e questo vantaggio accelera i programmi delle varie colture. la velocità di crescita delle foraggere e i gambi commesti bili del sedano e del rabarbaro. e oltre ad essere usata nelle colture. vantaggio di particolare importanza nel rac colto del capsico. come si usa con le banane importate nei Paesi a clima temperato a bordo di navi frigorifere.anche per la durata di nove giorni . L'uomo dispone di molte altre tecniche scientifiche che gli consentono di manipo lare le specie coltivate in vari momenti del loro sviluppo.

Fino a non molto tempo fa questi fiori veni vano considerati soltanto gli annunciatori dell'autunno. quali le limoniere del diciassettesimo secolo: vi si può praticare il controllo automati co della temperatura. Le serre moderne sono molto diverse da quelle dei tempi andati. innaffiatura e diffusione d'insetticidi. in modo da riprodurre artificialmente giornate br evi. Ne sono derivate le «camere di coltivazione». mentre se ne può prolungare la fioritura in inverno con l'illuminazione nottu rna . è una pianta brevidiurna. L'importanza dell'anidride carbonica era stata r ilevata per la prima volta nel 1772 da J. Priestley. come viene osservato nel capitolo 10. Ormai la produzione di crisantemi rifiorenti per tutto l'anno . Un recente perfezionamento americano si basa sulla «luce forzata» emanante da lampade a scarica gassosa.ho mai visto piante crescere tanto vigorose come in quest'atmosfera. Oggi però i crisantemi si producono tutto l'anno. dove le piante . Però ai crisantemi si danno dai 10 ai 15 minuti di luce ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 3 del mattino. Altro intervento di largo impiego e di genere diverso si usa per ottenere la fio ritura in epoca in cui la pianta di norma non fiorisce: anche in questo caso l'e sempio classico è dato dai crisantemi. che hanno un lungo fotoperiodismo giornaliero. L'erogazione di anidride carbonica ha costituito un altro progresso. prosperava «in modo sorprendente».aggiungeva . Quando si impiega un sistema d'illuminazione si possono anche usare strutture op ache. detto di passaggio. L'oscuramento si ottiene con l'uso di tapparelle e persiane di vario tipo completamente opacizzanti. In primavera e in autunno sono molto usate strutture leggere ricoperte di fogli di plastica in funzione antivento e per trattenere il calore solare. che invec e riesce subito fatale alla vita delle specie animali. L'il luminazione notturna si ottiene invece con lampadine al tungsteno anche a bassis sima intensità. Ciò dipende dal fatto che il c risantemo. che citò i n giudizio la giunta municipale per aver fatto installare un lampione stradale i n un punto dal quale illuminava nottetempo le sue piante. Posso citare a questo proposi to il caso di un appassionato coltivatore di crisantemi da esposizione.specialmente nelle prime fasi di crescita . impedendone la fioritu ra.cioè con giornate lunghe ottenute artificialmente. E" possibile fornire anche luce supplementare.e se ne aumenta la c oncentrazione. La tem peratura. In ce rte condizioni sperimentali a impedire la fioritura di alcune piante basta addir ittura fare lampeggiare per pochissimo tempo una fonte luminosa nel cuore della notte. in ambiente caratterizzato da aria ammorbata dalle sostanze in decom posizione. La crescita vie ne aumentata così almeno del 20%.r impedire la perdita d'acqua in piante soggette a spostamenti per il trapianto. perché di solito non fior iscono prima che comincino ad allungarsi le notti. cioè a ci clo giornaliero corto.talvolta associata alle forme miniaturizzate per effetto di nani smo . di solito con lampade fluorescenti o al mercurio.si basa su precise nozioni scientifiche. ma con risultati che si assicurano uguali a quelli ottenuti c on la luce continua.special mente se le condizioni locali impediscono la ventilazione . Tra le altre piant e ornamentali brevidiurne che si sia riusciti a far fiorire ad epoche stabilite.» I dispositivi più semplici possono migliorare le condizioni climatiche locali. Tutto questo lavoro di controllo dei ritmi comporta l'uso di serre od altre attr ezzature. di modo che è possibile indurlo a fiorire nelle lunghe gior nate estive con l'oscuramento. che hanno prezzo più economico delle serre e si possono isolare con maggiore facilità. In questo m odo si sostituisce l'anidride carbonica assimilata in un locale chiuso . il quale aveva osservato ch e la menta. impiegata solamente per il 20% del tempo. in modo da migliorare l'attività della fotosintesi. mentre la produzione di crisantemi per margotte ha potuto far e un balzo di oltre il 90% rispetto alla produzione normale. esse possono e . e rappresenta il principale risul tato commerciale degli studi sul fotoperiodismo delle piante. «In nessun'altra occasione . aerazione. che non richiedono di essere tenute accese in continuazione. mentre è possibile far fiorire a metà dell'inv erno le fuchsie. Le piante di pomodoro insediate in camera di coltivazione raggiungono in tre settimane lo sviluppo che conseguirebbero abitualmente in serra nello spazio di 6-9 settimane. sventagliati sui terreni a coltura. figurano le poinsettie e le kalanchoë. Un altro suggerimento è quello di usare raggi laser di brevis sima durata.ricevono cure intensive a seconda delle loro esi genze. può avere altrettanta importanza della luce per rego lare la fioritura.

Le costruzioni «a bolla di sapone» in plastica robusta. si lavo ra a costruire dighe per bacini idrici che raccolgano le piogge portate dai mons oni. Fattorie sperimentali nelle re gioni più siccitose d'Israele a piovosità assai irregolare. Contro l'irrigazione dei deserti è stata mossa l'accusa che favorisce il prosperar e delle cavallette e la diffusione di malattie come la bilharzia e la malaria. In via sperimentale sono state usate anche delle grandi ve ntole che agitano l'aria e portano quella più calda dall'alto verso il basso nelle notti di gelo irradiante. gonfiate da una pompetta ad aria funzionante a ritmo continuo. Mentre è possibile effettuare un controllo ambientale più o meno stretto nelle varie costruzioni trasparenti o a struttura chiusa. nel quale ultimo caso rap presentano un perfezionamento dei vecchi modelli francesi e di altri più recenti a campana di vetro. Un altro metodo consiste nell'uso di tubi d'irrigazione sopraelevati che erogano irrorazioni nebulizzate nei periodi di gelo. proprio appena sotto il punto di congelamento. m a a questo riguardo si possono prendere opportune precauzioni. assieme a concimi artificiali. in modo che questa ri serva idrica alzi tutta la falda freatica locale. spesso adottando anche terricci s intetici o aggregati inerti.e la sabbia delle dune assicura un rapid o drenaggio. giova a scaldare il suolo. Tuttavia anche l'irrigazione può causare danni cospicui e veri disastri. come vedremo in seguito. lasciando defluire l'acqua lentamente nel sottosuolo.siccità. ma finché continua l'irrorazione . I «bracieri» o le «stufette» trovano tuttora largo impiego: sono ora disponibili in modelli relativamente sofisticati. Il liquido nebulizzato ricopre le piante di ghiaccio. ed è possibile avere raccol ti a ritmo intenso erogando l'acqua con grandi spruzzatori girevoli e con tubatu re fisse sopraelevate. L'uso di fogli di politene neri a terra. Tuttavia gli israeliani hanno tentato anche varie colture per veder e quale resista alla salsedine. Qualche volta si riesce a vincere la salinità del terreno. possono coprire una coltiv azione per un periodo di tempo appropriato. Un problema d'ordine climatico è d ato dalle gelate che al momento della fioritura possono rovinare un raccolto pot enziale di frutta. adottan o il principio di raccogliere l'acqua di scorrimento che scende dagli spartiacqu e dei pendìi circostanti. occorre dilavare con l'acqua l' area irrigata.ssere grandi come una serra o essere fatte a galleria. Le tecniche d'irrigazione si fanno sempre più complesse. e in sostanza non sono altro c he un fuoco controllato emanante molto calore radiante. Il deficit idrico si colma con abbondanti piogge annue e buone fa lde freatiche sotterranee. vento e temporali. in modo da allontanare l'eccesso di sale assieme all'acqua di def lusso: impresa di diffìcilissima attuazione nei posti dove scarseggia l'acqua stes sa. se le vicende meteorologiche hanno causato carenza d'acqu a nel terreno. a conservare l'umidità. quanto basta ad assicurare la sopravvivenza alle gemm e di fruttificazione. Nei Paesi a piovosità stagionale. per i quali si calcolò che sarebbero occ orsi 20 anni e la spesa di due miliardi di dollari (cioè una somma maggiore a quel la spesa nelle opere originarie d'irrigazione) per riportarli allo stato produtt ivo. attraverso i quali si me ttono a dimora le piantine.il calore latente del congelamento mantiene il ghi accio e la pianta all'interno del rivestimento di ghiaccio. come l'India. Su alcuni terreni questo «bucato» radicale deve accompagnarsi ad applicazioni di gesso e a colture effettuate su scasso profondo. le colture all'apert o su larga scala vanno sempre praticate nel terreno e sono sempre esposte alle v icende atmosferiche . Problemi del genere dipendono dall'accumulo di sali minerali nel suolo. . e spesso minima. ed hanno realizzato anc he notevoli progressi nel ridurre il costo della desalinizzazione. e i nfine a frenare lo sviluppo delle erbacce. Qua ndo il terreno o l'acqua hanno contenuto salino. e viene incanalata a valle sui terreni coltivati. opere altrettanto difficilment e attuabili presso comunità agricole primitive. può darsi che certe difficoltà derivino dal tipo di terreno in causa . come quel lo degli Anni Cinquanta che ridusse a deserto salato centinaia di chilometri qua drati della piana dell'Indo nel Pakistan. e si possono poi spostare rapidament e su un'altra. In Israele non si sono registrati inconvenienti con l'imp iego di acqua fortemente salmastra su dune sabbiose. Questo sistema d'irrigazione ha dato notevoli risultati associato alla scelta delle piante più adatte a sopravvivere con basso fabbisogno d'acqua. in mod o che quasi ogni goccia d'acqua venga convogliata dove sia maggiore la richiesta .

come hanno confermato i res ti di scarafaggi e coleotteri nei cereali e nel pane trovati in tombe egiziane d i 4000 anni fa. Capitolo 28. ma si trova ancora costretto a fare i conti con la «bestia nera». Gli insetti perpetrano distruzioni più estese di quanto non facciano i funghi. Che c'è di meglio per un'erbaccia di un bel terreno livell ato. del le 900 mila specie d'insetti conosciute. Da to che si tratta in tutto di 27000 specie diverse. piante troppo spesso allont anate da condizioni di vita naturali fino a non avere più alcuna resistenza di fon do. e ammassate l'una accanto all'altra in modo da fornire infinite occasioni di diffusione ai contagi. ben concimato. cui ha applicato tutti gli interve nti tecnici che gli sono sembrati necessari. Si è calcolato che le loro ostili attenzioni nei riguardi delle no stre messi. ci costino almeno un terzo di quanto produciamo con fatica . ma indubbiamente in date occasioni questa stessa tecnica si potrà usare a beneficio dell'agricoltura. il «pericolo numero uno» delle colture di ogni tipo: cioè c on il fatto che le condizioni artificiali da lui stesso create rappresentano un concorso di circostanze ideali per l'invasione delle erbacce. probabilmente è troppo pericoloso met tere le mani in sistemi che possono colpire ogni vivente sulla faccia della Terr a. per quanto ci tenti l'idea di poter provocare l a pioggia o far tornare il sereno a comando. e di ogni genere di malattie. (Canzone dei vecchi coloni americani) Effettivamente animali dannosi e malattie non potrebbero desiderare nulla di meg lio di piante ben nutrite che offrono loro ospitalità. quando non addirittura l'intero sistema meteorologico mondiale. Ma. purché la regolazione meteorologica in un dato posto non danneggi regioni o Paesi vicini. I coltivatori d'orzo. Un caso abbastanza recente. è certo comunque che non si riuscirà mai ad accontentare tutti contempora neamente. In certe parti dell'India va perduta più della metà delle risorse alimentari prodotte. ci si può fare un'idea della gr . "La prima volta lo scarabeo incontro solo nel seminato. verificatosi nella valle di Saint Louis nel Colorado . l'uomo è riuscito ad assicurare una crescita vigorosa ed agevole a specie vegetali particolarmente selezionate. mentre gli affari andavano quasi sempre bene per gli allevatori di bestiame. la volta dopo scopro che ha messo su famiglia". riducendo contemporaneamente la possib ilità di eccessive grandinate. nel corso di ricerche effettuate durante la guerra in Vietnam. degli insetti e di altri animali nocivi. In conclusione.Pare che l'America sia riuscita a modificare entro certi limiti le condizioni me teorologiche. ha dimostrato come la semina delle nuvole effettuata per impedire che la grand ine danneggiasse l'orzo abbia ingenerato negli allevatori di bestiame la convinz ione che tale pratica abbia causato grave siccità e inaridito i pascoli con ovvio nocumento per le mandrie. GUERRA DEI MONDI.e certamente quanto basterebbe a rime diare all'attuale scarsità mondiale di cibo. e nel 3% dei casi si tratta di specie che provocano danni di preoccupante entità. hanno fatto il c onto che in condizioni meteorologiche naturali si aveva un buon raccolto d'orzo ogni 20 anni. Il loro mondo è in antagonismo estr emo con il nostro fin dagli albori dell'agricoltura. La «semina delle nuvole» a mezzo di aerei o di razzi potrebbe far aumentare la piovosità su sc ala mondiale in misura calcolata del 15%. in maturazione nei campi o conservate nei granai. con piante coltivate e intervallate alla distanza giusta? La coltura prolungata della stessa specie porta inevitabilmente alla formazione di massicci contingenti di parassiti e funghi. più d'una su dieci è una specie dannosa. dal canto loro. Questo problema costituisce l'argomento del prossimo capitolo. Att ualmente c'è una forte opposizione contro ogni iniziativa intesa a modificare il t empo atmosferico e le condizioni climatiche a fini bellici.

che regolano la crescita delle piante. sono venute in uso le tecniche d'irrorazione in massa c on l'impiego di aerei ed elicotteri. . ma persistono certi timori che po ssano avere effetto dannoso sui batteri utili del suolo. ed è un problema serio separare la specie selvatica dalla semente buona dopo il raccolto. uccelli ed altri animali più grossi possono rivelar si ugualmente specie molto dannose. e a su o carico non pesavano in precedenza sospetti di effetti deleteri. Questa situazione dipende in gran parte dalla mancanza della rotaz ione delle colture. i quali lasciano intatte le erbe a lembo fogliare stretto. sorci. Data la grandissima estensione delle zone da trattare. Topi. alcuni dei qua li uccidono ogni pianta presente nel terreno. effettuata tanto con zappa e gravina quanto con il macchinario più sofisticato.nel senso più o meno letterale del termine . altri . La risposta più vistosa dell'uomo a questi ospiti indesiderati che si assidono all a sua mensa consiste nell'impiego di sostanze chimiche. Naturalmente esistono molti diserbanti ad ampio spettro d'azione. L'irrorazione praticata senza riguar di o in quantità esagerata . Anzitutto può darsi che sia meglio non uccidere sbrigativamente le erb . od «ormoni».come il paraquat. Tuttavia di recente è comparsa qualche nuvola all'orizzonte dei diserbanti seletti vi. sono sensibiliss ime ai diserbanti selettivi. come i pomodori. e vengono in seguito assorbiti da pesci e molluschi o crostacei. ma almeno nei Paesi del benessere a tec nologia progredita il diserbo chimico è ormai molto perfezionato. si sono avute sgradite se gnalazioni di malformazioni in bambini dopo irrorazioni del defogliante 2. Forse converrà affrontare in altro modo il problema dei diserbanti. La maggior parte di questi diserbanti ultraspecial izzati si basa su sostanze. con conseguenze talvolta disastrose. Sembra anche c he il pericolo non stia tanto nella sostanza chimica. che occ orre invece lasciare indenni. quanto nelle impurità e negl i inquinamenti connessi alle lavorazioni di produzione.danneggia l a coltura. Però ora sono state elaborate sostanze chimiche atte ad uccide re i semi dell'avenaccia prima della semina della specie coltivata. e così uccidono ogni plantula d'erbaccia che osi spuntare. 4.come può accadere ad esempio quando una nuvola di diser bante irrorato si sovrappone ad un'altra nebulizzata in precedenza . Un problema importante si presenta quando occorra eliminare le forme selvatiche che crescono spontaneamente in mezzo alle varietà coltivate. Ora si possono distruggere selettivamente anche le erbe che spu ntano in mezzo alle piante a foglia larga. per cui la minima brezza può deviare il diser bante irrorato sulla vegetazione circostante o su altre colture e giardini. o se gli animali si cibano di piante irrorate. la cui presenza anche in percentuali infinitesimali basta a provocare disturbi della crescita. Va detto che questa sostanza chimica è stata usata laggiù a concentraz ioni molto superiori a quelle richieste per le normali pratiche agricole. Certe piante. Il diserbo comincia cont emporaneamente all'attività di coltivazione. soprannominato «la zappa chimica». come nel cas o di quel notevole successo australiano che comporta la distruzione del vischio degli alberi della gomma mediante iniezione di un diserbante selettivo. Fa piacere osservare che la maggior parte di questi diserbant i ha effetto poco duraturo sulla composizione del terreno.impedi scono la crescita superficiale con il loro effetto ustionante. per passare infine insidiosamente negli individui della s pecie umana una volta che si sia finito di usare i defoglianti. e davvero si osserva crescente precis ione dei diserbanti nella scelta dei rispettivi obiettivi vegetali. Così è molto difficile sl oggiare dai campi di cereali l'avena selvatica. mentre altri infi ne formano una pellicola a fior di terra. Per quanto sembri che non sussista alcun pericolo se vengono maneggiati da p ersone. o avenaccia. 5T in Vietnam. se ne asserisce l'inn ocuità nei riguardi degli organismi del terreno. Altri pericoli accompagnano l'uso dei diserbanti. ma sconvolgono i processi di crescita delle erbacce a foglia larga. filiformi. e dispone di sos tanze in grado di distinguere le erbacce dalle diverse specie coltivate. Essa fa concorrenza al cereale colti vato.facendosi a pezzi da sole. che infesta quasi i l 70% del terreno arativo dell'Inghilterra.avità del problema. e nei cereali favorisce un'affezione debilitante nota con il termine appropriato di «consunzione». in modo che le piante si distruggano . che si possono evitare s olo a prezzo di grandissime difficoltà. Gli esempi più spiccioli ci sono dati dai diserbanti selettivi che usiamo per il prato di casa. e persistono in varia misura anche per sei mesi.

l'impiego di sostanze del genere da parte dello scienziato «riesce solo a creare un animale quasi artificiale. e sappiamo che certe specie che in un primo tempo venivano annientate pro ntamente dal D. rivelano abilità eccezionale ne llo sviluppare resistenze di questo genere. D. come l'acaro rosso. Gli insetti sono altrettanto adattabili a questo rig uardo. una volta mosso il terreno al momento della se mina. La pratica consiste nell'interro mpere il letargo invernale. che nelle prime fasi di coltura possono impedire che il terreno si inaridi sca o venga portato via dal vento: se si potrà impiegare una sostanza che ritardi la crescita delle erbacce. D. succederà che l'accrescimento della specie coltivata om breggerà la specie infestante. mentre il cedro delle Bermude è stato praticamente annientato dall'introduzione casuale di due insetti. I guai più ostinati si verificano dopo l'introduzione accidentale di un organi smo che si trova un nuovo ospite di suo gradimento: un fungo di origine asiatica ha distrutto i castagneti del Nordamerica. Un'altra raffinatezza colturale consiste nell'aggredire le erbacce prima ancora di effettuare la semina della specie coltivata. ora sembrano prosperare con questa sostanza. non diversamente si comportano per vincere le sostanze tossiche di natura chimica. che è un'erbaccia molto dif ficile da distruggere. Si sono molto ridotte. Nel caso della gramigna. che uccide soltanto gli afidi. e la farà perire per mancanza di luce. per combattere la falena del melo: a seguito di quest e misure raggiunsero proporzioni epidemiche l'acaro rosso. fino allora raro. Le plantule che così spuntano precocemente p eriscono al freddo invernale.T.sono i pipistre . in modo da crescere molto più in fretta delle erbacce. e g li afidi lanosi. Cosicché ora la preoccupazione principale dell'uomo dovrebbe essere quella di modificare continuamente le sostanze che usa. Secondo Alee Nisbett. I pipistrelli sono grandi distruttori d'insetti: si è calcolato che solo nel Te xas i pipistrelli consumino 6600 tonnellate d'insetti all'anno . nei suoi tentativi di reinfestare un mondo fabbricato dall'uo mo. Alcuni tra gl i animali dannosi più minuscoli. le ricerche s'indirizzano nel senso di mettere a coltura il terr eno infestato completamente fuori stagione: in questo modo i pezzi di radice cre scono fino a quando si possono irrorare con un diserbante.acce. Ho già precisato come i funghi si adattino a superare le resistenze genetiche che incontrano nelle piante. in modo che le popolazioni degli animali dann osi e degli agenti morbosi non abbiano il tempo di sviluppare la resistenza a ne ssuna di esse. Una seconda al ternativa sarà quella di usare semente trattata in precedenza. Altra complicazione conseguente all'uso di una data sostanza chimica contro una determinata specie dannosa è costituita dal f atto che essa consente a un'altra specie di rafforzarsi. Un aspetto sfavorevol e della lotta chimica contro le specie dannose consiste nel fatto che le sostanz e impiegate allo scopo distruggono con troppa facilità tanto gli animali dannosi q uanto le specie antagoniste. come avvenne quando si cominciò ad usare il D. Il nostro grosso nottolo ne mangia ogni giorno insetti in quantità corrispondente a quasi la metà del suo pes o. Oggi si sa che non meno di 200 inset ti dannosi per le specie vegetali coltivate resistono a tutti gli insetticidi co nosciuti. o il periodo d'inattività dei semi delle erbacce indot to dal buio. tanto più che di solito si adottano sostanze chimiche «ad ampio spettro d'azione» che uccidono un'ampia gamma di organismi dannosi. Si possono uccidere anche altre specie. effettuando una lieve aratura seguita dalla somministrazione di una sostanza che mette in libertà etilene. Un processo an alogo ma in senso contrario è accaduto quando la nota blatta del Colorado ha fatto la conoscenza della patata.T.. e le cui radici rispuntano anche dopo che sono state fatt e a pezzettini. quello che in precedenza lo aveva fatto diventare una specie dannosa». Tutta via già si stanno elaborando alcune sostanze ad azione specifica. le popolazioni di pipistrelli che si cibano di insetti contaminati da sostanze insetticide. una creatura strana la cui principale occupazione consiste nello scindere ed inattivare sostanze ch imiche innaturali. oltre agli insetti predatori di specie d annose. come il "pirimic arb". La lotta contro gli animali nocivi e le malattie comporta difficoltà ancora maggio ri. per esempio. Allo stato naturale è ovvio che animali dannosi di questo genere vengano tenuti so tto debito controllo dall'azione delle specie antagoniste.

e questo fatto può creare al tri problemi connessi con le catene alimentari sopra citate. Non ultimo aspetto del problema sono le eventuali con seguenze su noi stessi: a tutt'oggi non ne sappiamo ancora molto. bisogna tener presenti il bene e il male prima di formulare un giudizio equilibrato sul loro conto. Si crede sempre che le sostanze di origine naturale debbano nuocere agli altri o . e viricida nei li miti del possibile contro 1 virus.lli del guano che producono anche grandi quantità di ottimo concime.qualunque ne sia la causa .T. Dopo avvenimenti di tal fatta è naturale che ci si dia da fare perché le sostanze ch imiche usate a scopi agricoli agiscano nell'ambiente per un periodo relativament e breve. nel latte che. «in stretta osservanza delle leggi federali costituisce illegalità i l fatto che facciano passare il loro seno da uno stato all'altro della Federazio ne». e che vi persistano per un ce rto tempo. e in linea di massima sono estremamente opportune.ma che persistono nel terreno. citato nella vecch ia canzone che si trova all'inizio di questo capitolo. o iniettare nel terreno nei pressi delle radici. D. Il trattamento chimico più recente è forse quello che offre la possibilità di effettuare una lotta sistematica con una misce la ad effetto insetticida. non appena essi entrano n elle cellule. che a loro volta sono divorati dagli uccelli assieme agli animali dannosi inf etti e alle sementi trattate. Ciò può avvenire in conseg uenza diretta dell'accumulo delle sostanze chimiche nei loro tessuti corporei. Questi preparati antifungini si possono irrorare sulle fogl ie. Cominciano a fare la loro comparsa anche sostanze fungicide attive pe r via sistematica che uccidono gli organismi invasori. Se si arriverà alla limitazione dell'uso dei pesticidi. e le eccedenze si scindano al più presto in sostanze innocue. I Russi incor aggiano attivamente i pipistrelli. e ancora portano grandi benefìci. o ppure può colpire la loro capacità di produrre uova feconde. sostanze di stra ordinario successo nello sterminio di specie dannose sovente assai ostinate. se ne avvantaggeranno i pipistrelli. ha favorito una zanzara l ocale che diffonde la malaria ed è diventata resistente agli insetticidi.. nematocida. composto a base di fosforo organi co. perché le sostanz e fungicide attuali applicate superficialmente formano sottili pellicole che si dilavano ben presto. come accad e in ogni vicenda della vita.che sono state e sono oggetto di molta pubblicità . Un indirizz o di ricerche che potrà forse risolvere il problema degli effetti letali sugli ani mali antagonisti delle specie dannose consisterà nel mettere a punto per via siste matica sostanze chimiche attive che entrino nella linfa delle piante. come ha detto uno scien ziato umorista. D.è di aumentare la quantità e la frequenza delle ap plicazioni degli insetticidi. e i preparati cloroorganici quali l'aldrina e la dieldrina. Questa tendenza non fa altro che accelerare il pro cesso di resistenza nella specie dannosa. distruggere organismi utili. I pesci introducono nel loro corpo sostanze chimiche che fluiscono in acqua. e insediano nelle foreste ricoveri adatti all a loro moltiplicazione. uccidendo gli insetti succhiatori di linfa ma non gli altri. Co sì le irrorazioni indiscriminate contro lo scarabeo del cotone. battericida. non meno di quanto vi si prestino le irrorazioni a contat to. Allora le sostanze chimiche in causa si trasmettono lungo le cosiddette catene alimentari: vengono ingerite dai verm i. ma si ha motiv o di ritenere che possono essere dannose. C'è da preoccuparsi quando madri allatta nti negli Stati Uniti hanno tanto D.T. com e i bruchi . aumentare le probabilità di effetti seco ndari nei consumatori. Conosciamo tutti l'esistenza delle reazioni biologiche a catena . per cui. Tuttavia i preparati attivi per via sistematica si prestano alle evasio ni di ordine genetico. I «cattivi» più frequentemente indica ti alla pubblica deplorazione sono il D. per cui vengono col piti molti uccelli marini. o addirittura nei tronchi c on pratica abbastanza laboriosa: con iniezioni praticate di anno in anno si può co ntrollare ora il «morbo olandese» degli olmi. fungicida. La nostra reazione fondamentale all'aumento eccessivo di una specie animale dann osa . success ivi all'impiego d'insetticidi molto persistenti. e infine gli uccelli possono morire assieme ad eve ntuali uccelli da preda che hanno mangiato altri uccelli.e dei loro effetti a lunga scadenza. colpire le specie associate e spesso incoraggiare qualche altra specie a trasformarsi in animale dannoso. Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare il rapporto tra rischio e vantaggio: qu este sostanze hanno portato.

ed hanno ridotto l'incidenza morbigena di circa 90 di essi. e dal lillà di Persia (Melia azedarach). per cui in avvenire l'estrazione e l'impiego di queste sostanze pot ranno acquistare notevole valore. sebbene non sia letale. si verificano ancor oggi perdite da deriva e da eccesso d'irrorazion e. detto anche pianta delle bac che cinesi o delle perline d'India. è stata isolata dai fagioli.in fase d i plantula.sta nel fa tto che esse si possono fabbricare sul posto con mezzi semplicissimi ad opera de i coltivatori stessi. Ma a dispetto delle attrezzature più perfezionate e del le sostanze elaborate con formule che rendano l'irrorazione sempre più aderente e penetrante.che abitualmente nuotano liberamente per 6-8 or e -. Questa sostanza riesce anzitutto sgradevole agli insetti. nota c on il nome di wyerone. a differenza di quanto succede per una gamma abbasta nza estesa di sostanze sintetiche. Un notevole progresso è stato fatto con la scoperta che l'inoculazione . evitandosi così spese e problemi di fornitura. Gli esperimenti inglesi in questo settore si sono indirizzati sul virus del mosaico del pomodoro. e già si sono scoperte due specie che uccidono le larve delle zanzare. il piretro sembra innocuo.ha sortito risultati incoraggianti nel corso di prove pratiche. di modo che finisce per ucciderli. appartenente alle meliacee. I funghi della micorriza . e c'è da credere che si riveleranno molto meno inquinanti per le specie veget ali d'interesse alimentare. Senza dubbio dovranno riceve re maggior attenzione le sostanze ad azione repellente per gli insetti che si ri trovano spontaneamente in natura. e nessuna delle sostanze citate è persistente.d'una data affezion e virale. Sembra che an che le alghe possano contenere sostanze ad utile azione insetticida. ancora in fase sperimentale.ad esempio contro i l vaiolo .si rivelano spesso estremamente letali per i loro parenti dispensatori di malattie. un'affezione che falcidia notevolmente la resa delle piante.per irrorazione o in polvere . come l'estratto di quassia del buon te mpo antico. può impedire attacchi su larga scala. ma specialmente sconvolge per contatto il loro ciclo di crescita e l a successione regolare delle mute. Il grande vantaggio offerto da sostanze di questo tipo. E" presumibile che gli animali dannosi e le malattie possano diventare resistent i agli agenti «naturali» con la stessa rapidità con cui resistono ora alle sostanze di sintesi. Alcuni antibiotici elabo rati dai funghi della micorriza hanno azione specifica contro un determinato fun go patogeno. specialmente i l lato inferiore. e arrestandone contemporaneamente la germinazione. ma le sostanze naturali eliminano i dispendiosi processi di fabbricazi one. Questo note vole parallelo con le inoculazioni usate in medicina umana . Una tecnica nuova. consiste nell' impiego . ricavate da piante molto diffuse n elle regioni subtropicali . in un ceppo attenuato ottenuto artificialmente . una di queste. Pesticidi e fungicidi d'ogni genere vengono di norma applicati alle piante per i rrorazione. naturalmente a seconda della sp ecie vegetale interessata. inoltre risulta difficile raggiungere ogni parte delle foglie. e si è rivelata efficace a bassi ssime concentrazioni contro numerosi organismi di natura fungina che agiscono co ntro molte piante. Un fungo m icorrizale da solo si è rivelato attivo contro il 92% di possibili specie fungine ostili: la sua azione contro il fungo che causa la malattia alle foglioline aghi formi del pino si è manifestata impedendo ogni movimento nello spazio di 20 minuti alle spore del fungo patogeno . per cui è prevedibile ch e le ricerche in questo senso continueranno. la nicotina è tossica per i mammiferi come il derris lo è per i pesci.e lo stesso vale per l'estratto d'aglio . Tra le principali sostanze note. Questi funghi della micorriza associati a due specie di pini sono stati sperimentati contro 200 tipi di funghi che attaccano l e radici.rganismi in misura molto minore di quanto non facciano le sostanze chimiche otte nute per via sintetica. ed una è stata messa a punto in questi ultimi te mpi: si tratta dell""azadirachtina".quelli che si associano alle radic i delle piante secondo la descrizione datane al capitolo 22 . Anche le piante superiori contengono sostanze antifungine. grazie agli an tibiotici naturali che producono. e si ricava dal "nim" o "margosa" (Azadirac hta indica).dei pesticidi e fungicidi in particelle . Sperimentatori spagnoli hanno usato con succ esso un estratto d'aglio in eccipiente oleoacquoso. Nella maggior parte dei casi si copre tanta più superficie fogliare qu anto più il liquido irrorante è finemente nebulizzato: le macchine moderne sono stat e perfezionate ininterrottamente a questo scopo.

è q uello di mettere in libertà grandi quantitativi di insetti maschi sterili. che vengono schizzate sulle foglie con una carica elettrostatica. ma contemporanea mente incoraggiava gli antagonisti naturali della specie dannosa. si ottiene una grandissima riduzione numeri ca nella popolazione della specie dannosa. Si possono usare anche funghi per combattere le affezioni fungine. Queste malattie present ano il vantaggio di attaccare di solito solo l'insetto specifico in causa. usato per parecchie specie importanti d'animali dannosi. Dieci giorni dopo l'irror azione. batterica o virale cui sono naturalmente esposti. Altro metodo moderno. più dell'80% dei bruchi erano morti. do po di che vengono messi in libertà nelle varie fasi del loro ciclo vitale. Alcune malattie fungine e virali si diffondono con il polline. che l'eliminav ano quasi al completo l'anno dopo. La falena invernale del Canada. in questo ca so una coccinella americana. Sebbene siano sterili. Nel primo anno l'entità dell'attacco poteva raggiungere proporzioni serie. e con il loro numero soverchi ano talmente la popolazione dei maschi selvatici. continuando il pro cedimento per parecchie generazioni. Dato che la maggior parte delle piante produc e un eccesso di fiori . Gli scienziati si sono avvalsi delle abitudi ni di vita delle api mettendo della streptomicina nelle arnie. venne elimin ata entro il 1969 con l'aiuto di due insetti antagonisti europei. per favorire l o sviluppo del penicillo e ridurre l'incidenza della scabbia. la chitinasi. Così la scabbia delle patate viene attaccata da una specie di penicillo. si osservò che gli animali dannosi avevano in media un ciclo biennale. Così è stato usato un nematode per attac care il verme della radice del granoturco. con la spesa di un solo dollaro per milione: questo mil ione di nematodi basterà a controllare il parassita delle radici del granoturco e molti altri insetti su parecchi ettari di terreno. i maschi sono sessualmente attivi. L'enzima danneggia la pelle del bruco e vi produce lesi oni che rappresentano la porta d'ingresso dei batteri. che la maggior parte delle fem mine allo stato selvatico si accoppia con maschi sterili. Inoltre i nematodi si potrann o conservare in ghiacciaia per cinque anni. I parassiti devastatori degli agrumi furono i primi a venire combattuti con un loro predatore naturale. Il meto do comporta la necessità d'allevare gli insetti e d'irradiarli con raggi gamma.finissime. Un esempio recente ci è dato dall'irrorazione a titolo sp erimentale di 400 ettari di foresta d'abete rosso infestati da processionarie bruchi che sfogliano rapidamente gli alberi .la resa non risultava n ecessariamente ridotta nell'annata cattiva. perciò i giardinieri fan no a volte funzionare la falciatrice negli appezzamenti a patate. In esperimenti di laboratorio la resistentissima mosca bianca e l'acaro rosso sono stati ugual mente sconfitti dai loro predatori. mentre la so stanza depositata con il metodo elettrostatico viene dilavata dalle forti piogge molto meno facilmente delle sostanze erogate con irrorazioni naturali. Si è così osservata grande riduzione nelle perdite da deriva. Prima che entrassero nella pratica corrente gli insetticidi . ma il loro impiego in misura artificiale può anche far insorgere la resistenza genetica nella specie aggredita.con una miscela di batteri vivi e di enzima.o polloni nel caso dei cereali . e lasciando poi a lle api il compito di diffondere il fungicida. che è la larva di una specie di scarafa ggio. osservata per la prima volta nel 1949 nelle sue caratteristiche di seria gravita. Per le patate e an che per i cereali è stata provata inoltre una forte «concimazione verde» consistente n el rivoltare sottoterra con l'aratro una coltura in corso di crescita. Un sistema di lotta tutto diverso si basa sull'uso degli antagonisti naturali de gli animali dannosi. Si è riusciti anche ad infettare gli insetti dannosi con le malattie di origine fu ngina. Al lora esse aderiscono alle superfici delle piante che naturalmente sono collegate a terra. Si possono impiegare anche altri organismi. Ne consegue che non av viene la deposizione delle uova o si hanno solo uova sterili. ad esempio la tic chiolatura delle mele e delle pere. Si possono fare allevamenti del tipo citato per inserire mediante insetti qualch . Si possono produrre nematodi. i giardinieri sanno che le coccine lle e le relative larve meritano di venire risparmiate e protette. allevandoli in una miscela di agar e di razi oni in scatola per cani. Si potrebbero citare ancora molti esempi d'i nsetti impiegati con successo per vincere altri insetti. perché attaccan o gli afidi divorandoli di gusto. Su scala minore.

ha dato una resa superiore del 20% ai soliti ceppi suscettibili di aggressioni da parte dei nematodi. per cui si ha un accumulo d i vantaggi. Recentemente si è scoperto un ceppo d'orzo selvatico resistente ai nematodi. che quando un maschio s'accoppia. detto «ormone giovanile». Il nuovo orzo. Un a ltro accorgimento colturale consiglia di lasciare delle patate nel terreno dopo che è stato fatto il primo raccolto. o quello giusto in dose eccessiva. Questi tuberi cominciano a germogliare sul fi nire dell'estate. in modo da creare spazi invalicabili per lo scarabeo della corteccia portatore del fungo. Così anche un terreno infestat o dai nematodi si potrà piantare a patate in epoca molto precoce. Ma le patate a germinazione tardiva vengono uccise dalle gelate invernal i. la quale evita che si formino contingenti massicci di animali no civi offrendo l'ospitalità di una data specie vegetale non più di una volta ogni 3-4 anni. e la selezione genetica è riuscita a far passare questa caratteristica all'orzo coltiva to. e anche certe specie di felci. ha già sviluppato una certa resistenza al trattamento con l'ormone giovanile. a somiglianza di quanto si fa con i maschi sterilizzati prima descritti. Queste sostanze agiscono in quantità infinitesimali e se ne prospe tta l'uso . in modo che le p iante siano abbastanza cresciute prima che i nematodi si mettano all'opera. sono state piantate s trisce alternate di granoturco e di girasoli della larghezza di otto metri ciasc una: in questo modo si sono apprestati tratti di terreno sforniti di cibo sul ca mmino delle schiere dell'elaterio del granoturco .barriere che hanno ridotto de l 50% le invasioni del parassita dalle note conseguenze disastrose. e i nematodi restano imbrogliati credendo che sia arrivata un' altra buona stagione. lo trasmette alla femmina sterilizzando automaticamente le uova future. senza spese e senza complicazioni per la mietitura meccanica. sostanze che in realtà funzionano per trasmettere segnali o «messaggi» d a un insetto all'altro.se del caso fabbricandole in via sintetica . Negli Stati Uniti il "morbo olandese" degli olmi è stato debellato abbattendo gli alberi attorno ai focolai d'infezione. detto Sabarlis. Si possono anche evitare i danni di certe specie dannose piantando le colture in epoche in cui questi animali nocivi sono inattivi. E" degno di nota il fatto che l e piante in questione. Lo stess o effetto si otterrebbe se si allevassero maschi trattati con ormoni e si mettes sero poi in libertà. si arriva abbastanza rapidamente all'estinzione. A Cuba. Un ormone del genere. Va detto però che almeno una specie dannosa. Si tratta di solito di un gene che provochi fecondità bassissima in una data razza: se poi si liberano grandi qu antità di questi insetti in mezzo alla popolazione selvatica. anche lo sviluppo di un insetto viene regolato dagli ormoni: l'insetto perirà se si potrà turbare il passaggio dallo stato larvale a quel lo di pupa applicando un ormone sbagliato. . impedisce alle larve di passare allo s tato di pupa. come il tasso ed altre conifere.per attirare gli insett i in posti dove si possano eliminare.e caratteristica specifica in un dato ceppo di piante: in questo caso lo scopo p refisso è quello d'inserire un «gene letale» dominante. e i nematodi in questione periscono perché non hanno provveduto a rifugiarsi ne lla loro fase di cisti inattive. un coleottero della farin a. Si stanno sperimentando altre sostanze prodotte dagli insetti stessi. A quanto si sa una sostanza chimica emessa dalla pianta impedisce alle femmi ne dei nematodi di giungere a maturità e di procreare. specialmente per informare i maschi che la femmina è sessu almente matura. ma si è osservato che certe piante contengono le st esse sostanze. per cui rispondono alle sostanze essudate dalle piante di patata. e si presume che vi si trovino in conseguenza di un lungo adattam ento evolutivo come difesa contro questi nemici. E" una tecnica valida anche per le erbacce. Trenta grammi di foglie di tasso d isseccate contengono tanto ormone per insetti quanto una tonnellata di bachi da seta. Un ormone ha azione ovicida così potente. Come succede nelle piante. Anche la suddivisione delle c olture in appezzamenti alternati riesce ad attuare un controllo notevole delle s pecie nocive. nel corso di un recente esperimento. Si tratta dei feromoni. siano tutte di antichissimo lignaggio. Estrarre questi ormoni dagli insetti o produrli per sintesi si è riv elata impresa molto difficile. Certi metodi di coltura possono contribuire da parte loro a ridurre la minaccia delle specie dannose e delle malattie: la forma più antica è rappresentata dalla rot azione agraria.

sono stati contrattaccati con successo da un altro maggiolino che ne divo ra i semi. e a quanto ne so non c'è alcuna pianta infestante delle colture che sia stato possibile debellare i n questo modo. del fico d'India introdotto in Australia. Non sono riusciti i nvece gli sforzi intesi ad eliminare l'erba San Giacomo dai pascoli inglesi. Recenti esperimenti scozzesi hanno messo in evidenza che in assenza di c olture si verifica uno «sperpero» naturale di nematodi della patata in misura del 17 % annuo. Il controllo biologico è stato applicato anche alle erbacce. dopo che è stato accertato con scrupolosi esami che non attacchi specie coltivate imparentate con i cardi.Questi si possono forse respingere anche usando altre piante fornite di poderosi essudati. Venne tentato il controllo biologico con varie specie di cocciniglie. restituendoli al le colture produttive. trasformatesi in veri grattacapi negli Stati Uniti.come è già accaduto per gli animali nocivi e le malattie . risalente al 1925. una leguminosa parente del fagiolo. originario delle regioni mediterranee ed ora presente in California in veste di diffusa erb accia. è stata attacc ata deliberatamente con buoni risultati con l'aiuto d'insetti che divorano le fo glie e i semi. che vennero attaccate da una coccinella locale. aggredisce e ucc ide rapidamente meli e peri. Alla fine si trovò un rimedio innestando le varietà d'uva desiderate s u ceppi americani resistenti. quasi sconosci uto dalla parte inglese della Manica fino a pochi anni or sono. hanno incontrato viva opposizione da parte dei giardinieri. Im portate come curiosità da giardino. Talvo lta gli innesti hanno successo contro insetti seriamente dannosi: ne è un esempio classico la fillossera. la Tagetes minuta. tuttavia i tentativi compiuti dal Mi nistero dell'Agricoltura di distruggere le piante rosacee ornamentali nei pressi dei frutteti. ma è probabilmente dovuto alle sostanze ant ibiotiche emesse dalle radici. rose. Il successo è stato attribuito all'abbas samento della temperatura del terreno. attaccando anche altre specie della famiglia delle rosacee. l'erba delle streghe (Striga hermonthica) dell'Africa centrale vi ene tenuta a bada in parte da un maggiolino. di modo che i nematodi non escono dalle loro cisti e in una certa misura m uoiono. Attualmente sono in corso esperimenti per eliminare certe erbacce . il che induce a credere che nell'insieme si registra un effetto più sensibile ad opera del Tage tes. o almeno assai tolleranti all'azione dell'insetto. La salvia nera (Cordia macrostachya). che forma un'alta pia nta annuale. Questo accorgimento ha praticamente salvato i vigneti francesi e tedeschi. e trovarono le condizioni locali tanto adatte ai lor o gusti. Quando un'affezione fungina come la ruggine del grano ha due ospiti . ma h a consentito anche alla peronospora (prima d'allora endemica in America) di mett ere piede nei vigneti europei. nonché altre specie di cardi. un afide che decimava i vigneti europei sul finire del s ecolo scorso. la Cactoblastis c actorum. ric orrendo alla mosca del cinabro che vi si ritrova abitualmente. che risultarono sufficienti. Sembra così che una composita.può capitare che la specie antagonista sfugga completamente di mano: un esempio classico è offerto da lla distruzione. eccetera.in questo caso la seconda specie ospitante è il crespino o spino santo . in presenza di una coltura di Tagetes esso è salito al 55%. varie specie di cacti giunsero in Australia ve rso la fine dell'Ottocento. Se ne importarono 3000 uova. ed anche in questo se ttore . e già nel 1938 la falena aveva ripulito 10 milioni d'ettari dai fichi d'India. distrugga l'essudato di una pianta ospitante i parassiti qual è la pa tata. e più di 24 milioni nel 1925. dopo di c he si passò a sperimentare una falena originaria dell'Argentina. una borraginacea di Trinidad. il cui tasso di mortalità per marciume delle radici si è ridotto da più de l 50% al 2%. da quando si è cominciato a coltivarlo assieme al Phaseolus aconitifo lius. dove continua a rappresentare tuttora un guaio se rio. come è avvenuto nel tentativo di sconfigger e l'affezione della ticchiolatura in Gran Bretagna. il cardo della Madonna. che all'inizio del secolo attuale già avevano invaso più di 4 milioni d'ett ari. quali biancospini.si può stroncare il d ecorso del morbo distruggendo tutte le piante della seconda specie ospitante. Questo morbo. Coltivare una specie vegetale assieme a un'altra pianta può contribuire veramente a ridurre la contagiosità di una determinata malattia: un vecchio esempio ci è dato dal cotone. Ciò può originare dei conflitti d'interessi. come il comune carciofo.

L"«effetto Tagetes» è stato impiegato anche contro altre erbacce.poniamo . è diventata l'incubo dei cerealicoltori locali.una forma di lotta che come sott oprodotto potrebbe erogare anche utili forniture di cibo. si hanno ovviamente delle gravi ripercussioni s u altre piante. La Chondrilla juncea o erba scheletrica. Quando si studiano le forme di lotta contro le specie animali nocive e le malatt ie. Attualmente. La coltivazione per merist emi con formazione di ceppi inattaccabili ed esenti da virus . E" quasi sicuro che piantando Tagetes minuta alla distanza di 15 centimetri in un tratto infestato d alla podagraria . tanto più essa sembra crescere di numero. ma con risultati variabili. come il giacinto d'acqua e la f elce d'acqua.di cui è stata data descrizione al capitolo 27 .è tale che origina abi tualmente un sistema complesso di reciproci controlli ed equilibri. che tuttavia comporta i pericoli connessi chiaramente con lo stesso i mpiego delle malattie delle piante nella pratica comune: una volta eliminata l'e rbaccia in causa. quanto più facciamo a pezzi una specie nemica. ma in certi casi. Il controllo biologico rappresenta il risultato logico dell 'applicazione dell'esperienza ecologica accumulata per risolvere problemi del ti po accennato. le malattie potrebbero rivolgere le loro attenzioni ad altre s pecie vegetali. quali l'insorgenza dell'aca ro rosso dopo che è stata debellata con successo una certa falena o tignola con l' aiuto del D.la Tagetes provvederà a sterminare l'erbaccia nel corso di una stagione. ad esempio con le fragole. Le sue radici profonde.in piante ed altri organismi . attaccandole con pesci erbivori . essa è stata usata analogamente.rappresenta il metodo fondamentale per battere i v irus. contro il convolvolo e la gramigna. Sebbene queste erbacce siano uccise in modo selettivo. Prescinde ndo dal fatto che certi animali dannosi possono acquisire resistenza ai ritrovat i chimici. Sono stati individuati alcuni promettenti insetti parassiti. facendo piazza puli ta delle elaborate finzioni che vorrebbero tenerla lontana". possono verificarsi sviluppi inaspettati.falciato in precedenza a fil di terra . fornite di occhi rigenerativi. Tuttavia cominciamo a renderci conto delle conseguenze che possono verificarsi per l'uso insensato .troppo spesso basati sul sistema del «provand o e riprovando» o del «tutto o niente» .di un insetticida.T.che costituiscono una seria minaccia in Africa. occorre non dimenticare che nella maggior parte degli habitat naturali il nu mero delle specie presenti . che l'hanno definita la peggiore erbaccia che sia mai comparsa nel loro continente. Come afferma Orazio (tradotto liberamente): "Se scacci la natura dalla porta.a volte appaiono perfino patetici al confront o dell'enorme mole di accorgimenti tecnici evolutivi e della fecondità fantastica di questi organismi. e sopravviene facilmente uno sconquasso di proporzioni disastrose. il cui risul tato è la stabilità: difatti gli ecosistemi naturali più stabili sono quasi sempre qua nto mai complessi. Viceversa occorrerà usare sempre molta prudenza prima d'introdur . per cui i nostri metodi di lotta . sono irraggiungibili ai mezzi di distruzione chimica. La Tagetes rappr esenta attualmente un rimedio su scala ridotta. ti rientrerà dalla finestra. Si tratta di un ritrovato radicalme nte nuovo. L'agricoltura semplifica la struttura delle specie ed i siste mi ecologici a un punto tale che l'equilibrio diventa impossibile. ma va tenuta presente come ogget to di ricerche per futuri sviluppi. Insetti e funghi hanno al loro attivo una storia incredibilmente lunga di preced enti in cui hanno saputo trarre il massimo profitto nelle più mutevoli circostanze . altro caso d'introduzione accidentale d agli Stati Uniti in Australia. il trattamento al calore cont rollato riesce a distruggere il virus senza danneggiare la pianta. se appena qualcosa non va per il giusto verso. ma il più pregevole mezzo di antagonismo naturale è risultato un fungo ag ente specifico della malattia della ruggine. perciò una cam pagna vittoriosa contro questi insetti porterà alla successiva limitazione delle m alattie virali in causa. I virus vengo no diffusi quasi senza eccezione da insetti che succhiano la linfa. Le malattie da virus restano quanto mai intrattabili. come in qualche antica leggenda mitologica. D.

la cui insensata decimazione i n molti posti . Esempi di notevoli su ccessi già si registrano nell'uso che fanno i Russi di una malattia fungina associ ata al D.i «topi alati». se si vuole che sopravviva no anche le loro specie antagoniste. e che gli agronomi dirottino i loro entusiasm i dal controllo chimico totale all'equilibrio controllato. Non ci rincresce di distruggere bruchi. ad ese mpio nell'Unione Sovietica. A questo punto si faranno vivi immancabilmente gli interessi costituiti. concedendo sovvenzioni a coltivatori di specie essenziali ma n on rimunerative. o sorci.o l a salvezza dei raccolti: si crede che l'uso degli insetticidi salvi ogni anno me ssi e raccolti per un importo pari a 200 milioni di sterline nella sola Gran Bre tagna. quali le api selvatiche. sotto f orma di industrie chimiche. In certi Paesi i loro agenti di vendita fanno enorme presa. come sono stati definiti. come la diminuzio ne dei casi di malaria . Anche l'eccessiva distruzione di erbac ce attorno alle zone coltivate.re un organismo a scopi di controllo biologico. o almeno la consulenza delle inizia tive a biologi con esperienza ecologica. Questa prassi potrà forse meno mare la libertà del coltivatore singolo. D. Ne trat terò ulteriormente al prossimo capitolo. e indubbiamente sono state usate spesso in quantità esagerata e scriteriata.ogni tentativo di controllare il numero degli u ccelli incontra diffusa esecrazione anche quando si tratta di colombi e di passe ri . può obbligare le specie dannose scacciate da questi loro rifugi naturali a passare sulle coltivazioni: tra l'alt ro questa pratica può diminuire anche la popolazione delle specie antagoniste natu rali.T. contro la blatta del Colorado: nel caso in esame il D. Il costo dei metodi chimici non fa che au mentare.da 75 milioni a 5 milioni in India. né a sottovalutare gli enormi benefici che essi possono apportare. in California. Anche i politi canti hanno la loro parte di colpa. f issando i prezzi. A volte un coltivatore fa soldi rendendo i suoi raccolti non idonei all' alimentazione umana.quello che un autorevole pers onaggio ha definito «la programmazione delle popolazioni delle specie nocive» . Basti raccomandare a questo punto che si dovrà adottare sempre più l""equilibrio controllato" . come ad esempio in Olanda. Gli uccelli costituiscono un argomento permeato di pericolose componenti emotive .è stata spinta a un punto tale ch e certe specie vegetali rendono sempre meno per mancanza d'impollinazione. per non parlare poi di insetti di grande e fondamentale importanza.specialmente negli Stati Uniti . ma . dove coltivatori dai cervelli efficacemente l avati usano quantità assolutamente incredibili di prodotti chimici. funghi della ruggine. Adottare metodi i ntegrati significa affidare la supervisione. in dieci anni . che si tengano in contatto con i coltiv atori e siano al corrente dei problemi del settore. e si tenga presente che i frutticoltori delle regioni a clima temperato possono vedersi costretti ad applicare da 12 a 15 irrorazioni diverse per stagi one. da quand o non trovano più tanti insetti come prima. Dobbiamo sperare però che un giorno si possano impiegare minori quantitativ i di preparati chimici per ettaro. perché può capitare benissimo che la specie introdotta a questo fine si riveli in pratica peggiore di quella che dov rebbe sostituire.T. in Perù e nel Canada. ed altri premi perché non vengano coltivate eccedenze di altri pr odotti. ma rimane molto auspicabile per un comple sso di ragioni naturali ed economiche. senza preoccuparsi di dove sare bbero andate a finire le eccedenze di sostanze spesso molto persistenti. per le loro abitudini distruttive.e fo rse è auspicabile che ciò avvenga sotto l'egida dell""Organizzazione Internazionale per il controllo biologico delle specie animali e vegetali dannose" istituita ne l 1956. "Alcuni" animali dannosi vanno lasciati vivere. è stato usato in quantità corrispondente a un terzo di quella impiegata quando si adopera . La distruzione di una data specie dannosa può far sì che un altro organismo muti le sue abitudini e si trasformi a sua volta in un'altra specie nociva: è accaduto per alcuni uccelli che si sono messi a mangiare frutta e germogli o gemme. ma idonei al consumo zootecnico. D. Le stesse sostanze impiegate per la lotta chimica contro le specie dannose sono diventate ormai altrettanti fattori d'ordine emotivo. Naturalmente non sono qui a raccomandare di fare a meno dei prodotti chimici. programmando i quantitativi delle colture.almeno qui in Inghilterra . afidi. In molti posti è già in atto l'integrazione tra i metodi chimici e biologici. nonché delle siepi.

Catene montuose si sono sollevate e sono poi state live llate dall'erosione. con la s peranza che vengano evitati fiaschi tipo quelli registrati agli inizi con l"«opera zione noccioline» in Africa Orientale. uccidendo gli ab itanti delle sue rive. UN RAPPORTO INCESTUOSO.. Età calde e fredde h anno provocato cambiamenti climatici. Si potrebbero citare altri autori. quali le migliorìe da apporta re alla composizione del terreno con l'impiego di maggiori quantità di sostanze or ganiche. Le ditte produttrici di sostanze chimiche possono perciò rallegrarsi della prospet tiva che occorrono almeno cinque anni di tempo e una spesa di più di cinque milion i di sterline prima che si riesca a mettere a punto una sostanza nuova e a prova rne l'efficacia. Questo equilibrio controllato dovrà comprend ere idealmente tutti gli aspetti delle coltivazioni. «Il genere umano mantiene rapporti incestuosi con la Madre Terra» diceva un'iscrizio ne incisa su un muro dell'Università del Michigan nel 1970. C. o con il «Piano Sorgo» nel Queensland. finché non vi sia più pos to ed essi restino soli in mezzo al mondo». Ma gli interventi dell'uomo in questo settore dovranno essere sempre più attenti e precisi. 5) leggi amo: «Guai a coloro che uniscono casa a casa. e infine della terra. che si resta esitanti all'idea di aggiungervi alt ri commenti. Certamente l'uomo non può permettersi nessuna titubanza in questa lotta contro avv ersari così insidiosi e prolifici: si tratta della lotta per la nostra stessa sopr avvivenza. Ma la maggior parte di questi enormi cambiamenti s . e masse ghiacciate sono avanzate e si sono ritirate sulle terre emerse. ed eventuali effetti collatera li di ogni sorta. il quale commentava come il deserto attorno ad Atene fosse opera dell'uomo. Credo quasi che sia destino della scienza sterminare il genere umano". Probabilmente si useranno aerei e satelliti per controllare lo stato di salute d i colture effettuate su larga scala. da solo.va il D. campo a campo. L'idea dei «rapporti incestuosi» non costituisce una novità. certo.. da un certo tempo a questa parte. ma mi limiterò a riportare un b rano del "Gryll Grange" di Thomas Love Peacock risalente al 1860: "Hanno avvelenato il Tamigi ed ucciso i pesci del fiume. a c ominciare da Platone.T. Già in Isaia (cap. Nel Perù i raccolti di cotone vengono protetti dai loro numerosi nemici con gli sforzi riuniti di predatori antagonis ti ed insetticidi minerali. D. vissuto nel quarto secolo a. delle diverse forme di habitat. con la motivazione che gli insetti indeboliti dagli inset ticidi contraevano più facilmente la malattia. Abbiamo visto tuttavia che il regno vegetale in un modo o nell'altr o costituisce un elemento così vitale del nostro mondo. Ancora un po'"di progre ssi di questo genere e la scienza finirà con l'avvelenare l'aria. nostra dimora comune. perché il problema va inquadrato nell'ambito della conservazi one delle specie animali selvatiche. per i qu ali vennero trascurate o studiate solo approssimativamente le risorse potenziali offerte dall'ambiente e dal terreno. e di tanta importanza dal punto di vista delle risorse utili all'uomo. Dovrà fornire consulenze in merito a nuovi programmi agricoli. Nella sequenza di millenni trascorsi il nostro globo ha avuto i suoi cataclismi. che vale la pena di riassumere alme no gli effetti esercitati dall'attività dell'uomo sulle piante. Il profilo delle terre e dei mari è cambiato. e si è modificato tante volte che non ne abbiamo idea. Capitolo 29. la rapida scomparsa dal terreno. delle risor se naturali.. L'equilibrio controllato non dovrà occuparsi soltanto delle specie dannose e delle malattie. Questi «satelliti adibiti alla prospezione tecnolog ica delle risorse della terra» contribuiranno ugualmente alla ricerca di giaciment i minerari e delle risorse idriche. come pure per individuare la presenza di ma lattie e infestioni di specie nocive. e i fiumi vi hanno scavato le loro gole. desumendola dai cambiamenti di colore risp etto alla colorazione normale. Il saccheggio delle ri sorse terrestri perpetrato dall'uomo è un argomento tanto discusso e trattato.

Le cause dei cambiamenti sono talvolta di natura più sottile ed inaspettata. che ora sopravvive in per centuale non superiore all'1% con aspetto uguale a quello trovato dai primi colo ni. piena di vita animale. Ma all'arrivo dell'uomo bianco nella regione cominciò lo sterminio incessante degli orsi grigi. e sono spesso irreversibili. mentre quelli domestici allevati in num ero sempre crescente aumentavano la distruzione delle piante più succulente. non vengo no intesi quasi mai a lunga scadenza. Riesce quasi impossibile immagi nare come dovevano essere un tempo certi posti: il Libano ricoperto di cedri (og gi ne restano circa 400). La prima accelerata ai cambiamenti naturali venne impressa dall'uomo circa mezzo milione d'anni fa con l'uso deliberato del fuoco. Essi erano per lo più cacciatori. il Sahara con l'aspetto di una r egione prospera e ricca di foreste. Altri innumerevoli alberi vennero abbattuti per ott enerne legname da costruzione o legna da ardere. sia piantagioni a limentari e utilitarie. mentre il dissodamento spezzettava e sbocconcellava il terreno in particelle lievi che venivano esportate facilmente dal vento o dall'acqua di scorrimento. e come certi processi siano praticamente irreversibili. e il coltivatore il sicari o prezzolato. come possiamo dedurre dalle pitture rupestri dell" Hoggar e del Tassili. ma si nutriv ano largamente anche di bacche e ghiande. i ris ultati sono veramente gravi: assistiamo a un fenomeno del genere nella regione d ell'Africa occidentale a nord dell'equatore e a sud del Sahara. cioè nella f ascia detta «a macchioni di artemisia». cambiando completamente la "facies" della flora e della fauna rispetto al precedente paes aggio naturale. Se i cambiamenti del clima concorrono a rafforzare questo circolo vizioso.nel "chaparral" americano. Una foresta in fiamme riduce in cenere in poche ore secoli di lento accrescimento. di cu i restano laceri avanzi sulle Montagne Bianche. La sa vana prende il posto della foresta quando questa venga distrutta per qualsiasi m otivo. I Padri Pellegrini sono sbarcati nella Virginia solo nel 1620. Creta tutta verdeggiante di foreste di conifere. Ricorrendo a una similitudine si può dire che la specie coltivat a rappresenta «la quinta colonna» della specie selvatica. la composizione e la consistenza del terreno. ridotti oggi a massicci mont uosi inariditi. tanto minori diventan o le possibilità di sopravvivenza della flora spontanea. secondo la descrizione d i Lewis Mumford. la steppa tiene dietro alla savana se vi vengono praticati il pascolo int ensivo e la cerealicoltura indiscriminata. di modo che gli erbivori si moltiplicaro no esageratamente. Ogni tipo di coltivazione finisce con l'incidere fatalmente sulla vegetazione sp ontanea: quanto più s'intensificano ed estendono le colture.i è verificata su un ritmo infinitamente graduale e lento. sia casuali che voluti. e i primi viaggia tori ricordavano come nelle praterie americane «le fragole crescessero così fitte. e il mondo della natura vi si è adattato con altrettanta gradualità e lentezza. Nessun resoconto . il che include sia le foreste piantate a specie singole. e infine il deserto s'insinua subdola mente nella steppa. Invece oggi ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti avvengono con sconvolgente rapidità. e a partire da quella data de vono essersi verificati moltissimi incendi.ne abbiamo già tratta to . In questo capitolo mi occuperò soltanto della coltivazione intesa co me una delle molte forme d'impiego del terreno che eliminano la vegetazione natu rale.speriamo non esagerato . con distruzione finale degli alberi e di molta altra vegetazi one.potrebbe darci un'i mmagine più realistica di un paese virtualmente vergine.circa cinque per chilometro quadrato . e questo fatto li induceva a conservar e le foreste. Contemporan eamente e parallelamente a queste pratiche veniva favorito .il pascolo degli erbivori selvaggi. bruca ndo anche alberi e cespugli. c he i garretti dei cavalli sembravano tutti insanguinati». Allora gli orsi grigi tenevano le popolazioni di animali erbivori entro limiti ragionevoli. designata con il . anche delle erbacce più umi li ed adattabili. L'inizio della coltivazione significò l'eliminazione di alberi e cespugli. L'uomo ha sempre stentato a rendersi conto di quanto siano delicate la qualità. di come queste caratteristiche non s iano inesauribili. Così ne l diciassettesimo secolo viveva un numero sorprendentemente elevato di Pelliross e .

mantenendo anche carat teristiche di stabilità completa. fenomeno che si verifica con maggior facilità e gravità sui pendìi ricoperti da un tenue strato di terra. lasciando carcasse di bestie morte in mezzo al deserto. e in grado soltanto di bloccar e la ricolonizzazione del suolo ad opera di altre piante. La foresta tropicale in modo particolare rappresenta un grande ecosistema naturale. sia alla superficie . si ottengono in media solo il 2% di foglie. dove l'attività dell'acqua s muove nuovi strati di roccia e trasforma a poco a poco i vari strati del terreno . le siepi abbattute per ricavare queste vaste c ampagne (19000 chilometri annuì di siepi nella sola Gran Bretagna) distruggono mol te specie di piante ed eliminano habitat indispensabili alla fauna. non importa se per abb attimento o per incendio. e portano una quantità quintupla di sedi menti . L'erosione comincia quando si distruggono la consistenza e la composizione del t erreno. il 71% di tronchi e rami. Una recente indagine effettu ata a titolo sperimentale ha messo in evidenza che il dilavamento annuo del terr eno aumenta di due quinti dopo il diboscamento di aree forestali del New Hampshi re. La distruzione delle foreste aumenta enormemente lo scorrimento dell'acqua piova na. come esiste vano nel Vicino Oriente agli albori dell'agricoltura. e viene macellato solo in occas ione di feste e cerimonie. Probabilmente non c'è nessun paese al mondo dove non si possano osservare gli effetti dell'erosione: i «regni della polv ere» e le «terre ingrate» degli Stati Uniti rappresentarono i primi terribili avvertim enti per i Paesi progrediti. Salvo che negli spazi già aperti. La foresta riesce a sopportare la tecnica del maggese. comprese quasi 5 0 tonnellate di liane. formando calanchi sempre più profondi e facendo affiorare il sott osuolo sterile. cioè di 4 o 5 individui per chilometro quadrato. Un'attività analoga nelle regioni temperate può ridurre aree già boscose a deserti di torba nuda. Esso possiede un ciclo praticamente chiuso di crescita e disf acimento. Allora la pioggia ne incide profondament e la superficie.forniti nell'ambito di un programma di aiuti .nome generico di Sahel. Se qualcosa succede dopo l a distruzione di questo ecosistema. I campi estesissimi favoriscono l'erosione eolica.tutto terreno che se ne va perduto al mare. mentre l'erosione si moltiplica per quattro. hanno visto raddoppi arsi la portata d'acqua rispetto a prima. i residui sono ricchi di ferr o ed alluminio. Negli anni successivi non piovve. e in questo modo sfruttò il pascolo disponibile senza lasciargli il tempo di ricrescere. e il 27% di radici. Ma. Una volta spezzato questo eco sistema. l'esposizione al sole alternata alle piogge successive trasforma il terreno indurendolo come il cemento. schisti o argille friabili. la coltivazione comporta a bitualmente la distruzione delle foreste o delle macchie. come spesso accade. il Sahara si mosse pian piano verso il sud. solo se il popolamento umano si mantiene a densi tà molto bassa. dove il peso complessivo della vegetazione si calcola sulle 1000 tonnellate per ettaro. piante epifite e parassite. e le perdite di nitrati. l'erba degli elefanti o di specie affini inutili all'uomo ed incapaci di effettuare il rinnovo del terreno. dato che il bestia me significa ricchezza per le tribù come i Tuareg. e s pesso si sovrappongono l'un l'altro. man mano che questi vengono penetrati dalle radici. Gli usi od abusi del terreno che possono portare all'erosione sono numerosi. o del taglio e dell'incendio su appezzamenti successivi. si può giurare che è solo la crescita della ruvi da Typha elephantina. Inta nto la gente coltivava sorgo e miglio senza applicare la rotazione delle colture . Tonnellate e tonnellate di terreno vengon o dilavate in questo modo.portarono maggiore longevità al bestiame stesso. dopo 24 anni di diboscamento. All'inizio degli Anni Sessanta i nuovi pozzi a pompaggi o e le vaccinazioni in massa del bestiame . come si può osservare in posti quali il Texas. Ma la stabilità della foresta viene distrutta irrimediabilmente se colture o pascolo vengono imposti forzatamente e permanentemente sull'area diboscata. ed anche nelle fertili maremme e zo ne acquitrinose dell'Inghilterra.dove si depositano ogni anno fino a 59 tonnellat e per ettaro di rifiuti vegetali . e la gente dovette fare altrettanto.quanto sottoterra. Nelle regioni tropical i la violenza delle piogge aggredisce rabbiosamente il terreno se viene tolta la protezione del denso manto forestale. per cui si forma polvere che viene prontamente dispersa dal vento o dila vata dalla pioggia. dette lateriti. Se. il numero dei capi aumentò incessantemente. il cui destino finale è di consolidarsi i n formazioni rocciose aspre ed inutili. I corsi d'acqua di Giava. calcio .

o un carico eccessivo di bestiame. Tanto per citare "Mato Grosso" di Anthony Smith.12. colture od opere di riassetto. come già se lo chiedono in tante altre parti del mondo. Quando comin cia la stagione delle piogge. e nelle località a macchioni di acacie dell'Africa Centrale. Conseguenza tipica della distruzione operata dal fuoco è la prateria a savana. L'incendio delle aree boscose mette in libertà elementi nutrienti che restano faci lmente disponibili per un paio d'anni al massimo. L'attività di un numero eccess ivo di tali animali . Effetto indiretto di questo deterioramentto è la riduzione delle zone adatte ai gr ossi erbivori come elefanti. Nell'U nione Sovietica il diboscamento indiscriminato di estesissime regioni ha sortito il risultato di piene eccezionali nei fiumi. resa possibile dall'attuazione della nuova autostrada transamazzonica c he sventra uno degli ultimi grandi habitat non ancora sfruttati della Terra. iniziano anche fenomeni di grave erosione del suol o. così nell'Unione Sovietica pioppi tremoli e sambuchi tengono dietro tipicamente alle foreste di conifere.1967). che costituiscono l'unica riserva alimentare della fo resta oltre al nutrimento contenuto effettivamente nelle piante. L 'Africa è un triste esempio di lunghe epoche di maltrattamenti incontrollati. per cui un assembramento di questi bestioni consumerà tutto i l foraggio disponibile. Un giorno si domanderanno dove sorgeva la foresta. ch e ha raggiunto proporzioni catastrofiche in certe località: nuvole di sabbia porta ta dal vento ricoprono campi e prati. come si può osservare in aree tanto diverse tra loro come le f oreste di legni duri tropicali dell'Estremo Oriente. e se fosse vero che c'eran o alberi a perdita d'occhio.e potassio crescono rispettivamente di sessanta. Il Brasile costituisce attualmente il teatro d'operazioni di un processo di cui è stato detto che possiede «tutti i requisiti di un disastro ecologico su scala giga ntesca». Questo processo è rappresentato dalla cosiddetta «apertura delle regioni dell 'interno». fin dove l'occhio poteva arrivare». nonché mio fra . In ogni caso il fuoco distrugge tutti i r ifiuti fogliari e l'humus. L'autore succitato. si ottiene come risultato un pa scolo di erbe sempre più grossolane e meno appetibili. in occasione della spedizione effettuata negli anni 1967-69 sotto gli auspici della Royal Society e Royal Geographical Society. Un solo ipp opotamo è in grado di divorare in una sola notte una corsia d'erba della lunghezza di otto chilometri.quando si tratta di specie che hanno bisogno di bere ogni giorno. Risultati di questo genere non sottintendono per le r egioni exboscose l'automatico intervento di opere di rimboschimento.provoca il collasso dell'habitat residuo molto più in fretta di quant o occorra alle forze della natura per riprendersi dai danni inferti. con la vistosa eccezione di molte specie di antilopi. come è accaduto nel Kenya. In Amazzonia il contenuto in sostanze nutrienti dello strato di rifiuti fogliari è inferiore a qu ello di analoghe foreste. Però il pascolo eccessivo costituisce un 'eventualità tutt'altro che rara. che è in grado di sostentare animali erbivori. ippopotami e ungulati. le erbe che spuntano nei pres si delle pozze d'acqua vengono brucate al completo. Nelle regioni tropicali dove si applica il pasco lo esagerato. specialmente nelle annate di siccità in cui certe pozze si asciugano e tutte le bestie si raccolgono attorno a pochi posti d'abbeverata . riducendo il posto a un'arena di fango. nonché di «diffusa erosione eolica.specialmente se favorita dalla decimazione degli animali p redatori loro antagonisti naturali. o dall'affollamento in parchi nazionali trop po piccoli . otto e tre volte tanto. In certi posti ogni brandello di flora legnosa vien e saccheggiato per la produzione di legno compensato. Nei climi temperati si osserva la tendenza delle erbe a sradicarsi per cedere il posto ad erbacce disgustose o spinose. Oppure. la foresta piovosa dell'Amazzonia. «quella striscia di strada scoccata come una freccia nel cuore della giungla sarà m ortale per il vecchio regno. mentre molti fiumi si disseccano» («Literaturn aja Gazeta» del 13. ma il taglio indiscriminat o lascia allo scoperto un terreno dove spuntano ben presto nuove piantole sia pu re di specie diversa. e spesso la formula definit iva è data dal bambù. nelle selve di alberi a leg no dolce di tipo temperato dell'Unione Sovietica. data la mineralizzazione del t erreno e la sua incapacità a trattenere le sostanze nutritizie: ciò che ben presto l ascia il terreno praticamente sterile. un c ontinente dove i deserti hanno sostituito su larga scala le antiche foreste. e il terreno può praticamente perdere l a sua consistenza e disgregarsi prima ancora che comincino i fatti d'erosione.

Al terzo anno il proprietario. se dispone di buone nozioni. hanno riferito che una cortina ininterrotta di fumo e fiamme si addentra. essa non ricomparirà più nemmeno se tutti gli attuali «valori zzatori» dovessero rifare le valigie e andarsene. lo stesso potrebbe succeder e in Brasile con le foreste". "L'assetto totale dell'intera area è di portata così smisurata che nessuno è in grado di predire con esattezza cosa potrà capitare. altrimenti compariranno erbe spontanee non sempre adat te all'alimentazione del bestiame. non resta più nemmeno un ciocco. ma adesso l'area vale circa 200 volte il suo prezzo d'acquisto. senza che nessuno si curasse minimamente di ripiantarla . Eppure non è difficile abbattere un albero amazzonico alto una trenti na di metri. Nonostante le critiche da parte di esperti di fama mondiale riunitisi nel 1972 a lla Conferenza per l'Ambiente sotto gli auspici delle Nazioni Unite.. Ci si aspetta che quattro milioni di ettari di foresta dell'Amazzonia vengano distrutti e adibiti a pascolo nei prossimi dieci anni. le isole Hawaii ci offrono l'esempio special issimo di un'altra specie vegetale praticamente sterminata a seguito della grand e richiesta commerciale. salvo che. verso l'interno.tello che sorvolò la giungla nel 1972. Non si sa se continu erà la richiesta di mercato di tanta carne bovina. Una volta formatasi la prateria. dove ha causato le di struzioni più radicali del manto vegetale. E" stata anche espressa l'ipotesi che i grossi alberi di queste foreste restitui scano all'atmosfera molta più umidità che non i pascoli. se non addirittura su quello globale. nonostante l'esempio dell'Africa dall'altra parte dell'Atlantico. destinato alla produzione del bovino da carne. La foresta contiene anche pregevoli alberi da legname . Il terreno non è buono. segnalando che i nuovi proprietari terrieri non p rogrammavano nessun piano per ovviare alla minaccia. il Brasile ha messo a tac ere ogni critica affermando che l'Amazzonia rappresenta una sua questione intern a. pianterà un certo tipo d'erba alta e filiforme. una volta distrutta e r asa al suolo la foresta. Leahy. Gli Americani hanno trovato nel Nordame rica praterie ubertose e le hanno spesso isterilite. mogano . Oltre alla distru zione accidentale di queste specie. il professore di geografia Edward P. Distruzioni di questo genere sono irreparabi li dal punto di vista botanico. specialmente sulle isole remote con tendenza ad altissime percentuali di specie endemiche. bastano di solito pochi colpi d'ascia.e bano. assumendo un'aria molto simile a quella di certe zone incolte degli Stati Uniti. Già nel 1969 Anthony Smith osservava che cominciavano a formarsi «orribili fatti d'e rosione con inizio di calanchi». e ben pochi indizi fanno credere che la regione potrà mai sostentare una grande p opolazione. costituisce un fattore di prima grand ezza dell'espansione dei deserti in Asia e nel Nordafrica. Ma il valore econom ico dell'autostrada transamazzonica autorizza molti dubbi. Un altro scrittore. Gli incendi sono provocati dai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato dal governo esten sioni di terreno. sul piano locale. Quella vorace distruggitrice che è la capra. teak. vi si porta il bestiame.ma si pensa che non valga la pena di salvare questi esempla ri singoli dall'incenerimento generale. perché ciò rallenterebbe la speditezza del d iboscamento. Gli incendi si possono appiccare per tre anni di seguito fino ad estinzione completa delle forze rigenerative della foresta. scriveva dopo un a visita avvenuta nel 1972: "La strada attualmente in costruzione nel bacino dell'Amazzonia contribuirà molto a domare questa grande roccaforte dei territori inesplorati. e che il diboscamento perta nto produrrebbe un clima più secco. distruggendo sempre più. Si è detto che l'Impero Romano dovette la sua decadenza e caduta alla capra. Allora la giungla è morta. di cui nessun altro deve occuparsi. o produrre eccedenze esportabili". ad esempio l'arcipelago delle Hawaii ha una flora composta per il 96% da piante fiorenti endemiche.. procedend o nel cuore della gigantesca cupola verde formata dagli alberi. Allora la terra si ricoprirebbe di macchie e roveti a perdita d'occhio. ma oggi questo è il chiodo fisso dei Brasiliani.

Altra conseguenza della coltivazione e delle modifiche apportate al terreno è la d iffusione delle erbacce importate. e la Nuova Zelanda accus a più di mille specie indesiderate forestiere.Juan Fernandez. con le miniere a cielo aperto e l'espansione industr . che sco nvolgono i banchi di alghe con i loro appigli. in modo da lasciare parti di pianta che possano ricrescere. la raccolta si fa abitualmente a mezzo di ganci a strascico. e inoltre le isole di Robinson Crusoe . si verificò un'invasione stupefacente di p iante straniere: nel 1968 se ne contavano almeno 300. Nelle Filipp ine il fuoco da solo distrugge tre ettari di foresta ogni "minuto". Nel 1925 i boschi furono decimati. Nella seconda metà del Settecento s'instaurò la monarc hia alle Hawaii. e l'esportazione del legno di sandalo pratic amente cessò. Tagli e incendi di foreste. nel Gol fo di Biscaglia si rastrella dal fondo un certo tipo di alga calcarea. Ma una volta c he vennero aperti i terreni all'aratro. alcune specie di provenienza australiana che vi sono state introdotte hanno soverchiato cespugli ed alberi indigeni. e già nel 1550 un viaggiatore segnala va greggi di capre della lunghezza di un miglio. bovini e porci si sono alleati nell'opera di distruzione della mag gior parte delle foreste sulle parti più basse di molte isole polinesiane. o nei casi meno gravi cespugli ed altra vegetazione secondaria. usata per correggere la composizione dei terreni. che già hanno modificato completament e l'equilibrio vegetale. Tra le altre isole dove pure è stata perpetrata la decimazione della flora locale. che un tempo formava bo schi grandissimi e magnifici. In G iappone. Infine. pecore.destinate a restare sconosciute per sempre alla scienza -saranno scomparse tra il 1502 e il 1810. o Santalum album dell'Indonesia e dell'India . Indubbiamente si troveranno altre forme d'impiego per le alghe e. e l'economia dell'isola venne a fondarsi largamente sulla vendi ta di questo legname. Si può immaginare quante centinaia di spec ie . effettuata principalmente al mercato cinese e polinesiano. Le aree denudate mostrano lo spettacolo ben noto della rapida erosione del terreno con sparse piante erbac ee. al 60-90% di sette delle isole Marquesas. e la specie più usata di questi legni di sandalo aromatici. Si comincia a sper are che si useranno sempre più i metodi di raccolta basati sul taglio delle alghe. più di tre quarti delle qual i di origine americana o europea. è stata scoperta nel 1502. 2 2 delle quali sono scomparse da allora. in certi posti del Portogallo centrale. che impediscono la ricolonizzazione ad opera delle specie locali. a somiglianza di quanto si fa con le foreste. Per lo stesso motivo venne sterminata un'altra specie di legno di sandalo alle isole J uan Fernandez. Quest'ultima isola. invasioni di c apre. Le alghe si raccolgono a scopi alime ntari anche presso le Hawaii. vanno citate le isole Phillip e Norfolk ad oriente dell'Australia. viene piantata così estesamente da migliaia d'anni di costante richiesta commerc iale. Oggi quest'albero si è in parte reinsediato sull'isola di Oahu. Naturalmente si lamenta un serio impoverimento delle colonie di erbe marine. mentre la California soffr e per la presenza d'intrusi del Mediterraneo orientale. in Indonesia ed altre località del Pacifico. degli aeroporti e delle miniere sotterranee con l'accu mulo di materiali di scavo. La scom parsa della superficie forestale va dal 30% di Tahiti e di Moorea. Il C anada possiede un'alta percentuale d'erbacce europee. Altri popoli invece furono più lungimiranti. sovraccarico di bestiame sui pascoli. che nessuno sa ormai più con esattezza dove questa specie crescesse originar iamente allo stato spontaneo. queste risorse marine andranno amministrate invece che saccheggiate. Anche il mare può risentire danni a seguito dello sfruttamento incontrollato. perché occasioni del genere accadono di rado nelle dense foreste. nelle Isole d ella Società. Oltre al deterioramento provocato dall'uso inopportuno o dallo sperpero delle ri sorse naturali. quand'anche se ne presentasse l'occasione .: è il caso della pianta di sandalo Santalum freycinetium. e vi vennero registrate 33 specie endemiche. e Sant'Elena. dove si usano molte alghe come cibo e per la preparazione industriale d ello jodio. Le piante locali vennero catalo gate per la prima volta nel 1810. la rga solo 10 miglia. Quasi la stessa cosa è accaduta in Malesia. l'esplosione demografica della specie umana porta alla sterilizz azione totale del terreno in conseguenza dello sviluppo continuo dei centri urba ni e delle reti stradali. Ad esempio a Giava poche piante mostravano tendenza natural e a trasformarsi in specie infestanti.

il cui uso si è decuplicato in un quarto di secolo negli Stati Uniti. e non sull'uomo. proprio come gli scarichi domestici si possono trattare per la produzione del gas di riscaldamen to. oltre a rappresentare un pericolo per la salute nelle acque usate a s copo potabile e d'irrigazione. Quantità esagerate di fosfati. e lo stesso sarà possibile con certi scarichi industriali. l'industria deve spesso affrontare il problema di eliminare acqua di raffreddamento riscaldata al termine delle lavorazioni indust riali. le quali consumano perfino più ossigeno dei batteri che decompongono i rifiuti. I nitrati. Anche dove i rifiuti solidi vengono sepolti sottoterra. mentre i nostri rifiuti d'ogni prov enienza esercitano crescente pressione sull'ambiente naturale. gli strati più bassi accumulano sca rti organici. i quali tra l'altro sono così zeppi di organismi patogeni che è vietato consumarne il pesce o nuotarvi. Le industrie. di modo ch e ormai ne conosciamo tutti gli aspetti connessi alla presenza di rifiuti ed ava nzi. Anche quando il riciclaggio non riesce a fornire nuova acqua potabi le. I problemi dell'inquinamento in generale sono già stati trattati con perfetta comp etenza in molti buoni libri e in innumerevoli articoli contemporanei. se non è stata opportunamente raffreddata in torri di raffreddamento o in t ubature a serpentina. quelli industriali meno spesso. che viene consumato dai batteri che decompongono gli scari chi. Anche a questo riguardo tratterò solo gli effetti dell'inquinamento sulla flo ra o la fauna selvatica o spontanea. laghi. con l'acqua salmastra e con l'acqua salata. è facile che delle sostanze tossiche filtrino attraverso gli strati del suolo e vadano a fini re nei corsi d'acqua. di batteri della fotosintesi che possono agire in assenza di ossigeno. Alcuni di essi sono anonimi perché molte industrie non sanno nemmeno di cosa si liberino. e in parte dal fatto che le normali pratiche agricole danneggiano la consistenza del suolo. potrà sempre ricavare dagli scarichi domestici acqua adatta all'irrigazione. L'inquinamento delle piante superiori riveste già di per se stesso una c erta gravita. Quando si usano i laghi come fosse di scarico. il quale riesce sempre meno a trattenere le sostanze nutrienti. essi rappresentano la parte più importante . Data la loro grande capacità d'inattivare le sostanze inq uinanti. come in Sudafrica. che sono stati denominati gli «effluenti sociali». dagli scarichi industriali d' ogni tipo e dall'eliminazione di residui velenosissimi e sottoprodotti e scarti di elevata tossicità. Una parte di questi scarichi termici si potrebbero presumibilmente travasare nelle tubature degli im pianti caloriferi funzionanti ad acqua calda per uso domestico. Q uesto risultato dipende in parte dall'accresciuta estensione delle colture. Oltre alle sostanze chimiche. e non riescono più a sostentare la vita. Gli scarichi liquidi. Qualche volta gli scarichi domestici ricevono un trattamento inattiva nte. mentre quelli più alti s'impo veriscono d'ossigeno. i primi si possono riciclare e trasformare in acqua dolce. o il process o di «osmosi alla rovescia» preconizzato in California. diversamente l'eccedenza termica distruggerà la vita animale e vegetale dei fiumi in cui verranno immessi gli scarichi.iale di ogni genere. Anche le ceneri radioattive di ricaduta colpiscono sicuram ente le piante: essa ha ucciso un lichene tra i più graditi alle renne su vaste es tensioni siberiane. i suoi manufatti o i suoi raccolti. ma il peggio è dato da qualsiasi causa che nuoccia alle microfite e ad altri microorganismi. Tutto questo materiale si disperde nell'aria. nel terreno e nei co rsi d'acqua. Nei Grandi Laghi americani il problema dei rifiuti si è aggravato. estua ri o mari. come quelle che vengono messe in libertà dai . gli agglomerati urbani e gli automezzi emetto no grandi quantità di sostanze chimiche innaturali riversandole nell'aria sotto fo rma di gas e di minuscole particelle solide. dai rifiuti animali negli allevamenti intensivi. Questo fatto si è verificato nei maggiori laghi svizzeri. La maggior parte dell'inquinamento deriva dagli scarichi e dai rifiuti domestici . possono anche favorire il prosperare di alghe ver diazzurre.ma anche la più vulnerabile del ciclo della vita sulla faccia della Terra nei riguardi dell'umanità. sia di natura chimica che di provenienza dalle centrali nucl eari. in cui si usano membrane sem ipermeabili. I trattamenti comprendono l'uso di alghe. e i rifiuti industriali mostrano tendenza a riversarsi direttamente nei fiumi. per la grande quantità di nitrati che vi scola dai terreni agricoli circostanti saturi di concim i azotati.

Concentrazioni eccessive di sali passano dall'acqua del Reno alla falda fr eatica poco profonda. Rifiuti tossici di vario tipo vengono scaricati nelle ac que più profonde a distanze dalle coste ritenute «sicure». e ciò non fa che accrescere la quantità dei se dimenti in putrefazione.che rappresentano l'inizio del ci clo alimentare degli animali superiori . comprese le stesse alghe. che si crede contenga circa un quinto delle risorse d'acqua dolce del mondo.do ve il loro carico di sporcizia si irrobustisce dei contributi dei sedimenti dell e fogne vere e proprie . allo stesso mod o in cui più a monte del fiume vengono inquinati pozzi di trivellazione situati a notevoli distanze. I fiumi hanno sempre attirato gli insediamenti industriali per la comodità dei tra sporti e dell'eliminazione degli scarichi. i rifiuti provenienti dalle fognature cittadine e la presenza di concimi dilavati dalle acque di scorrimento . l'inquinamento può estendersi a tutto il corso del fiume. Il lago Baikal. erano così c ariche di sostanze chimiche e tanto calde. In ambedue questi casi le microfite del lago . pr ovenienti specialmente da una fabbrica di cellulosio. a Rotterdam. lungo solo 70 chilometri. Buona parte delle sostanze nutritizie cal a rapidamente in fondo al mare. piombo e zinco in perce ntuali aggirantisi sulle 1000 parti per milione. e viene scaricata in mare a poc hi chilometri di distanza dalla costa. si calcola che nel solo 1972 si si ano depositate sul fondo non meno di 600 tonnellate di residui di carburante sca ricati dai motoscafi. Da tro ppo tempo l'uomo fa troppo affidamento sulla tradizionale capacità di autodepurazi one dell'acqua corrente. Sebbene nitrati e spazzatura possano favorire la crescita delle alghe e del plan kton marino. ora soffre per la presenza di residui della lavorazione del legno. Pochi anni or sono si cominciò a temere che i Grandi Laghi fossero ormai «morti» per l a presenza di queste sostanze.definito di recente «la maestosa cloaca d'Europa» -. Se a questi scarichi industriali si a ggiungono le acque surriscaldate di raffreddamento. Tali circostanze possono anche stimolare la crescita es agerata di piante superiori come la lingua d'acqua canadese. e può venire riutilizzata solo se viene riportata in alto dalle correnti. Anche l'uso dei laghi a scopi sportivi o di svago comporta rischi ambientali. Altra sporcizia e spazzatura viene portata al largo su barconi. Le grandi «cloache» fluviali di questo genere continuano attraverso gli estuari . ed è stata rovinata anche l'industria della pesca del lago Baikal e della cinquantina di f iumi emissari per la lunghezza complessiva di circa 4000 chilometri. La dispersi . Se le alghe esauriscono tutto l'ossigeno del lago. e da lì sui terreni agricoli degli Olandesi. la maggior parte dei rifiuti che finiscon o in mare non sortisce questo effetto. possono aumentare il rigoglio d elle alghe. da potersi usare per sviluppare una p ellicola fotografica ricavandone un'immagine riconoscibile. e infine continuando la loro opera in mare. Nel 1972 un giornale o landese riferì che le acque riunite del Reno e della Mosa. da l quale dovrebbe pure dipendere in larga misura per il suo fabbisogno d'acqua pu lita. spesso citato ad esempio di un mare interno tra i più lim pidi e belli.sono state gravemente colpite. dal letame stallatico e dai detersivi. rame. si comprenderà agevolmente come i fiumi possano isterilirsi completamente in bre vissimo tempo con la morte di tutte le piante acquatiche e degli altri organismi .concimi.in parte grazie anche alle accresciute precauzioni d'ordine ecologico. tuttavia è stato modificato l'equilibr io delle popolazioni ittiche. L'Olanda costituisce di gran lunga il Paese peggio ridotto per quanto riguarda i suoi rapporti con il Reno . talvolta contenute in recip ienti che presumibilmente non si corroderanno per un tempo «indefinito». Ne l lago di Costanza. e di almeno un milione e m ezzo di metri cubici di legname calato a fondo negli ultimi dieci anni. muoiono tutti gli organismi.inquinando talvolta le spiagge e nuocendo alle alghe e alla fauna connessa. I metalli passano co n grande facilità nei fiumi. Anche la presenza di molto legname fluitato sul fondo può causare inconvenienti ec ologici. che comprendono altresì il trattamento degli scari chi -questi laghi «sopravviveranno» certamente. Le piante acquatiche sono danne ggiate dalla presenza del solo rame già in misura di 11 parti per miliardo. e una recente indagine effettuata nelle acque del Tee in Inghilterra ha rivelato la presenza di cadmio. ma oggi . sia vegetale che animale.

può ostacolare