Anthony Huxley. IL PIANETA DELLE PIANTE. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. Prima edizione aprile 1975.

PRIMO VOLUME. Traduzione di Lino Penati. Copyright © Anthony Huxley 1974. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Alberi che si programmano come cervelli elettronici, tronchi che si gonfiano per funzionare da serbatoi d'acqua, radici lunghe 622 chilometri, foglie quasi invi sibili a occhio nudo e foglie tanto grandi e forti da sostenere pesi di un quint ale, erbe che crescono fino a dieci metri di altezza, fiori che praticano tecnic he erotiche degne del Kamasutra. Non sono esemplari della flora immaginaria di u n pianeta da fantascienza: sono piante del mondo in cui viviamo, che esistono fr a infinite altre alle quali Anthony Huxley ha dedicato questo suo straordinario libro. In una evoluzione di migliaia di millenni, le piante hanno colonizzato il globo dagli abissi del mare alle cime dei monti. Sono in grado di esistere senz a gli uomini, mentre noi dipendiamo completamente da loro. Possiedono una incomm ensurabile capacità di produrre energia - dalla luce - che poi dispensano a ogni a ltro essere vivente. Imprevedibili e bizzarre, nutrono sentimenti simili all'amo re e all'odio. Hanno un comportamento sessuale così complesso che non esclude le p erversioni. Si aggregano in comunità politiche, stringono e rompono alleanze, cono scono l'arte della guerra offensiva e difensiva, che mettono in atto impiegando tattiche astute e raffinate strategie. In fatto di aerodinamica, idrografia, ing egneria, controllo della proliferazione e sicurezza nella continuità della specie, sono in grado di provvedere a se stesse con una previdenza e una capacità creativ a molto più sviluppate di quelle dell'uomo. Sono un vero e proprio pianeta, che ci circonda e condiziona la nostra vita. Questo pianeta vegetale, Anthony Huxley l o esamina da quello che si potrebbe definire «il punto di vista delle piante», senza dimenticare l'uomo moderno che, con la sua ignoranza e la sua distruttività, corr e il rischio di alterare l'equilibrio della vita universale. Libro meraviglioso e provocatorio, col garbo e l'humour delle grandi opere fondate sull'osservazion e della Natura, stimola l'interesse, desta l'ammirazione, spinge al rispetto, ri vela l'enorme importanza di una forma di vita che condivide con la specie umana l'avventura della presenza sulla Terra. Anthony Huxley (1920) è figlio di Julian Huxley. Ha lavorato per due riviste ingle si famose in tutto il mondo: «Amateur Gardening» e «Country Life». Ha pubblicato una ven tina di volumi sui più diversi problemi della botanica e della geografia, tra cui "Mountain Flowers" e (in collaborazione con Oleg Polunin) "Flowers of the Medite rranean" giudicati fondamentali dagli studiosi e dagli appassionati. INDICE GENERALE. PRIMO VOLUME. Nota dell'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. I compagni di strada sul pianeta terra. Come avvengono i mutamenti. Dalla cellula all'albero. La fioritura finale. La grande invenzione. Ingegneria naturale. La centrale energetica.

8. Eccentriche e bizzarre. 9. Il fiore. 10. Crescita e ritmo: il cervello elettronico della pianta. 11. Comandi e comunicazioni. 12. Le piante sentono? 13. Sesso e vita. 14. Un Kamasutra dei fiori. 15. Lo scopo finale. 16. La nascita. 17. Gli opportunisti. SECONDO VOLUME. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 24. 26. 27. 28. 29. 30. Il tempo assegnato. La comunità delle piante. Sfruttamento dell'ambiente. Girovaghi alla ventura. Convivenza. Strangolatori, parassiti e scrocconi. Le piante assassine. Corazza e veleno. Gli sfruttati. L'uomo manipolatore. Guerra dei mondi. Un rapporto incestuoso. Uno sguardo al futuro.

Bibliografia essenziale. *** NOTA DELL'AUTORE. Questo libro è stato scritto per aumentare l'interesse e la sensibilità per il mondo delle piante. In tutta la stesura dell'opera ho attribuito a lettori e lettrici qualcosa di più d'un semplice interesse passeggero per il mondo vegetale - siano essi giardinieri, botanici dilettanti o appassionati di flora selvatica, cui la dimestichezza quotidiana con le piante e le reminiscenze di lontani corsi scolas tici di biologia diano nozioni a livello quasi subliminare per la disposizione o rnamentale di piante e fiori. Pertanto ho riassunto brevemente molti particolari basilari relativi al modo in cui funzionano le piante, concentrando invece i mi ei sforzi sugli aspetti più straordinari di tale funzionamento. Ciò nonostante l'arg omento rimane praticamente inesauribile, e vengono quindi citati solo alcuni ese mpi tra gli innumerevoli possibili. Si sono dovuti inevitabilmente fornire alcun i particolari tecnici, ma sono stati omessi quasi completamente argomenti davver o complessi, quali le moderne opinioni sull'attività interna della cellula. Ferma restando la premessa di un interesse intrinseco per l'argomento da parte dei let tori, spero che il libro possa essere letto ed apprezzato da chiunque, a prescin dere dal fatto che sia provvisto o no di copiose conoscenze tecniche. Il modesto numero d'illustrazioni può riuscire forse sconcertante. Ho pensato tuttavia che u na parte illustrativa appropriata e bella, corredata da buone fotografie, avrebb e fatto di quest'opera uno dei soliti costosi libroni dove si guardano le figure invece di leggere il testo, mentre d'altro canto i disegni l'avrebbero resa tro ppo simile a un libro di testo. La maggior parte delle opere indicate nella bibl iografia fornirà illustrazioni di vario genere al lettore desideroso di vedere pia nte e strutture vegetali. In un'opera come questa, che mira in primo luogo a sti molare il pensiero, ritengo che le figure dopo tutto non abbiano un'importanza v itale. Tuttavia all'inizio dei capitoli sono state riportate alcune figure - rip rese per lo più da vecchie incisioni su lastra - allo scopo di alleggerire un test o eccessivamente uniforme.

Il libro incomincia con una breve esposizione del processo evolutivo considerato nel vasto arco di tempo del suo svolgimento, e con la descrizione di come siano evolute le piante. In questa parte vengono brevemente descritti tutti i princip ali gruppi di piante citati nel testo. I successivi capitoli dedicati alla fotos intesi, alla struttura, all'accrescimento vegetale e alle norme che governano ta li fenomeni introducono agli altri aspetti della vita delle piante, sottolineand o costantemente l'ingegno e l'impegno messi in opera per soddisfare tali esigenz e. Rientrano tra questi fenomeni di vitale importanza la riproduzione sessuata o asessuata, e la successiva dispersione delle spore o dei semi, tanto spesso con nessa alla collaborazione degli animali; l'invecchiamento, la malattia e la mort e; la società delle piante, le loro associazioni, il modo con cui le piante vivono in comunità in stato di pace o di ostilità. Gli ultimi cinque capitoli riguardano l'intervento dell'uomo lo sfruttamento, la manipolazione e la distruzione da lui perpetrati nei riguardi del regno vegetal e, le piante create artificialmente dall'uomo e quelle ancora primitive che egli cerca ora di addomesticare. L'ultimo capitolo prende in considerazione le prosp ettive future, senza perdere mai di vista le piante selvatiche. Ogni volta che è s tato possibile, sono stati usati i nomi volgari delle piante; gli equivalenti in latino sono riportati nell'indice. Tuttavia molte piante citate a scopo esempli ficativo non hanno un nome volgare corrente, e ho dovuto quindi adottare la term inologia botanica in latino, senza peraltro accentuare la sinonimia che opprime tanta parte della letteratura botanica. I nomi delle piante interessate non sono però veramente importanti, perché scopo della mia opera è stato quello di descrivere le strutture, i dispositivi, i meccanismi e gli accorgimenti di adattamento esis tenti. Indubbiamente la mancanza dei nomi potrebbe irritare il lettore dotato di una maggiore preparazione botanica, ma essi sono comunque indicati allo scopo p rincipale di aiutare chiunque intenda approfondire ulteriormente - poco o molto che sia -le sue conoscenze in questo settore. Insomma, ho cercato di scrivere un libro che possa destare interesse, meraviglia e considerazione per un mondo che ci circonda da ogni parte, che condivide con noi l'avventura della vita sul nostro pianeta, e che ciò nonostante viene ritenuto un fatto fin troppo normale e scontato. Devo confessare di aver ricevuto l'ispirazione per quest'opera dalla "Storia nat urale delle piante" scritta dal viennese Kerner von Marilaun, e pubblicata in tr aduzione inglese da F. W. Oliver nel 1894. Il «Kerner & Oliver», come viene chiamata l'opera correntemente, è da molti anni uno dei miei libri preferiti. Molta ispira zione mi è venuta, analogamente, dagli scritti del dott. E. J. H. Corner, segnatam ente dalla sua "Vita delle piante", pubblicata nel 1964; il fatto che io l'abbia citata testualmente parecchie volte dipende dall'impossibilità di rendere indiret tamente in modo adeguato la vivacità dello scritto, specialmente nei punti in cui l'autore descrive fatti od osservazioni da lui sperimentati di persona. Sono grato anche al signor Richard Gorer e alla signorina Janet Mortimer, che ha nno letto il dattiloscritto facendo molte giuste critiche, al signor Desmond Mei kle dei Reali Orti Botanici di Kew, che con grandissima cortesia ha controllato tutta la nomenclatura, e infine alla signorina Thalia Bence, pure di Kew, che mi ha aiutato a redigere l'indice dei nomi volgari e a rivedere parecchi punti nei particolari. Il signor Peter Stageman, bibliotecario alla Reale Società di Ortico ltura, mi è stato di grandissimo aiuto per risolvere i problemi delle illustrazion i. Lo stesso indice è stato redatto in forma definitiva dalla signora Dorothy Fram e, al cui attento lavoro va la gratitudine mia e degli editori. Capitolo 1. I COMPAGNI DI STRADA SUL PIANETA TERRA. Le piante ci circondano da ogni parte su questo nostro pianeta Terra. Vi si trov avano già prima di noi, e questo mondo vegetale verdeggia dovunque noi lo permetti amo: in Amazzonia, in Siberia, sulle montagne e negli oceani. Anche nel cuore de lle metropoli si trovano alberi piantati dalle mani dell'uomo ed erbe o erbacce che approfittano di ogni minima occasione di vita. Quasi dovunque lasciamo verde ggiare questo mondo vegetale, che la maggior parte di noi ritiene normale ed ovv

io. Cos'è questo mondo di piante, questo mondo che condivide con noi la vita sul nostr o pianeta, che forma l'unico gruppo di viventi con un modo di vivere tanto diver so da quello di tutti gli altri, senza ossa né guscio, o muscoli, sangue o nervi? Questo libro considera i fatti da quello che si potrebbe definire «il punto di vis ta delle piante», e tuttavia guarda di sottecchi anche la specie umana. Le piante fanno molte cose che anche noi sappiamo fare, e molte altre di cui siamo incapac i. In termini evolutivi l'uomo non è che un breve batter di ciglia, mentre le pian te rappresentano le prime forme di vita; peccato che in questo breve batter di c iglia l'uomo sia diventato per la natura il flagello che è. Le piante selvatiche s opravviveranno e prospereranno se noi permetteremo loro di esistere. Ma lo potre mo, e lo vorremo? E" facile essere antropocentrici ed antropomorfi con gli altri esseri viventi, s pecialmente quando sono tanto diversi da noi, come nel caso dell"«altro regno» delle piante. Facile dire di una pianta che è dannosa perché è armata di spine, o che è invad ente perché possiede una buona forza riproduttiva: questi fatti in realtà esistono s oltanto nella mente dell'uomo. Da parte mia ho cercato di evitare un punto di vi sta eccessivamente antropomorfo, ma le affinità tra le piante e gli animali inclus o l'uomo si sono rivelate talvolta troppo strette o troppo allettanti perché potes si sfuggire sempre e completamente a questa mentalità che fa dell'uomo il centro d i ogni cosa. Ci sono sempre in giro più piante di quante ne riesca a scorgere un occhio superfi ciale. L'acqua e il suolo pullulano di piante microscopiche: alcune sono unicell ulari, altre formano raggruppamenti di cellule abbastanza disordinati, si organi zzano poco per volta in strutture che diventano man mano più sofisticate e visibil i. Anche le piante unicellulari sono elaborate quanto le più complesse, e come que ste sono dotate di strutture progettate in misura altrettanto mirabile per il ra ggiungimento dei propri fini: proliferano senza sosta e senza limiti. Piante sup eriori si rinvengono dai mari meno profondi alle spiagge, dalle coste fino ai ri lievi montani; l'una o l'altra specie, in un modo o nell'altro, riesce a vivere in quasi tutte le condizioni che si presentano naturalmente sulla terra che anch e noi abitiamo. Solo il 30% circa della superficie del globo è costituita da terre emerse, e di queste un 40% è ritenuto inabitabile per l'uomo. Tuttavia su gran pa rte di queste terre crescono delle piante. La caratteristica veramente notevole e unica posseduta dalle piante, salvo pochi ssime eccezioni, è costituita dalla loro capacità di produrre energia dalla luce. In questo modo le piante provvedono a tutti gli altri organismi viventi. Per la ve rità Cristo sbagliava quando diceva di esse che «non tessono e non filano», perché, come ha scritto E. T. H. Corner, «le piante tessono, e come, e filano il tessuto della materia viva». Il plankton marino fabbrica cibo per i pesci e i cetacei; piante t errestri di ogni specie nutrono gli animali erbivori e onnivori rifornendoli anc he di vitamine; carnivori marini o terrestri divorano gli erbivori. Davvero «tutta la carne è fatta d'erba», ed è un fatto che la razza umana non può permette rsi il lusso di scordare. La citazione (tratta dalla Prima Epistola di S. Pietro ) così continua: «e la gloria dell'uomo è come il fiore che spunta dall'erba. L'erba i naridisce, e allora il fiore cade». L'evoluzione degli animali non avrebbe potuto verificarsi se prima non fosse avvenuta quella delle piante; negli eoni trascors i a tutt'oggi dal giorno della creazione della vita, il mondo animale e il mondo vegetale non hanno fatto altro che influenzarsi e condizionarsi a vicenda. Le piante dalle quali dipendiamo per avere cibo, nonché moltissime altre specie ve getali, sono state sfruttate, e in alcuni casi sono state sviluppate dall'uomo. Sono spuntate anche «piante satelliti» che crescono solo insieme alle specie coltiva te. Ma in generale il regno verde nel suo vero modo di esistere selvatico resta del tutto separato dal genere umano, indifferente e talvolta anche ostile nei no stri riguardi. Le piante spuntano, vivono, si accoppiano, fruttificano e muoiono nei loro molti modi diversi, senza mai richiedere alcuna assistenza agli uomini , sebbene molte di loro abbiano sviluppato rapporti con gli animali - in modo pa rticolare con gli insetti - perché le aiutino nei loro accoppiamenti, mentre molte altre approfittano degli animali per disperdersi. Le piante eccellono veramente in questo loro modo di approfittare delle altre fo

e in una certa misura tra i vari gruppi di classi. una volta giunto sul posto. Sebbene queste attività siano interamente «progra mmate» in risposta a stimoli. Le piante adescano. isolamento. 193 specie di scimmie e primati antropomorfi . si accoppiano ed hanno una prole. volente o nolente. la funzione richi esta. ma dispongono di molteplici capacità di movimento. ricorrendo spesso a complessi dispositivi meccanici affinché l'a nimale. Sebbene mi sia dilungato a scrivere delle piante più recenti e più evolute. servono comunque a rivel are le attitudini e le risorse incredibili. Il numero degli a nimali diminuisce man mano che si risale la scala dell'evoluzione: sul numero co mplessivo delle specie. ment re altre si potrebbero definire prestigiatrici. Le piante si spostano di rado.rme di vita e di altre circostanze d'ogni genere. A somiglianza degli animali. . la propulsione tipo avio getto. e in fatto di adattabilità. e se questi talvolta risultano straordinari o bizzarri o anormali. le piante non sono mai st ate superate dagli animali. Davvero. anch'esse si nutrono e respirano. a somiglianza di quanto avviene nella maggior parte degli animali inferiori e degli uccelli. Molte di queste piante più semplici so no comunque di vitale importanza nel contesto mondiale. le straordinarie capacità di adattamen to e di recupero del mondo vegetale. e la loro capacità di colonizz are e d'integrarsi nell'ambiente deriva dalla loro strabiliante differenziazione e varietà. Sono meravigliose opportuniste che si servono in massimo grado delle varie combinazioni dell'acqua.m entre invece sono relativamente numerose le specie delle piante «superiori» o fioren ti. come già scriveva Teofrasto nel terzo secolo avanti Cristo. Alcune piante si comportano esattamente da prostitute a questo scopo. di proget tistica. Analogamente esse hanno approntato mezzi . e così via. meno complicate. vi sono sol tanto 4237 specie di mammiferi. Pertanto ho inserito degli esempi dovunque era possibile.dai più rozzi ai più abili e raffinati per far sì che gli animali o gli elementi provvedano a disperdere con certezza i s emi o le spore. di un a petunia o di una begonia. attività quali la respirazione. In altri casi la dispersione avviene grazie a vari ingegnosi dis positivi meccanici basati sull'esplosione. le loro abitudini di accr escimento. le loro stesse strutture. non siam o in grado di capire adeguatamente la loro evoluzione. L'aspetto di un platano o di un fico. allettano e illudono gli animali perché essi le aiutino nei lo ro accoppiamenti. e in molti punti di questo libro ho dovuto formulare i ndicazioni generalizzate delle modalità adottate dalle piante per risolvere i prob lemi vitali. E" stato Darwin a scrivere un giorno nel suo diario che conviene «studiare gli animali come se fossero piante». Nell'ambito di ogni classe vegetale. la tensione. Ho già detto che le piante assomigliano all'uomo sotto certi aspetti. Esse ci rivelano esempi sofistica ti di applicazione dei principi dell'aerodinamica e dell'idrodinamica. Nel corso del loro sviluppo. valutato a un dipresso a 1 milione 125 mila. più p rimitive. compia. Ci sono non meno di una ventina di "classi" diverse di piante. succede di rado che una pianta esca sco nfitta da una combinazione insolita o da un concorso di circostanze strane. ci sarebbe da meravigliarsi delle loro risorse inventive. dell'aria. di un cavolo o di una pianta di granoturco è presumibi lmente abbastanza noto. e nelle loro reazioni agli stimoli esterni dimostrano di possedere un loro gene re di percezione. Ma. Si aggrappano al pianeta. Ma vi sono piante che la maggior parte di noi non ha pro babilità di vedere. ed alcune tra le più eleme ntari hanno probabilmente contribuito a salvare la specie umana. indipendentemente dal fatto che anche tra queste si o sservano meccanismi estremamente ingegnosi. o che almeno le loro «invenzioni» si possono paragonare alle nostre. se non esaminiamo le piante più arcaiche. e pertanto meritano di venir considerate con particolare atten zione. ma è possibile ch e assommino a ben 300 mila. del terreno e del clima. tecnica delle condutture e sistemi di comunicazione interna . «la pia nta è in verità una cosa varia e molteplice. l'alimentazione e la lignificazione presen tano affinità fondamentali. Una recente valutazione le ha stimate sulle 226 mila specie. Meritano di ess ere considerate per parecchi motivi. se le piante potessero pensare. per cui è difficile descriverla in termin i generali».

che sono spesso di cattivo auspicio per noi stessi. geneticamente parlando. e in un modo o nell'altro cercheranno di rispuntare su una steppa che è stata fatta oggetto di pascolo eccessivo. sui quali mi sono brevemente intrattenuto. la natura si preoccupa di "com e" agire con successo. Infatti le nostre risorse so no sorprendentemente esigue. Le piante riescono a nascondere i monumenti dell'uom o in un tempo sorprendentemente breve. nella minuscola frazione di tempo impiegata dall'uomo per «civilizzarsi». o in un'area quasi desertica. le taglia e abbatte o brucia quando le incontra sulla sua strad a. L'uomo le moltiplica ar tificialmente. a uno smi surato controllo sulle piante ad opera dell'uomo stesso. In tutti gli aspetti e in tutte le forme di vita. Molte si comporta no da parassite nei loro rapporti. costituiscono i temi fondamentali del presente libro. Lo studio delle piante in condizioni natural i costituisce un aspetto dell'ecologia e dello studio dell'ambiente. dando per risultato finale il deserto. a ripopolare un atollo devastato da una b omba atomica. a breve o a lunga scadenza. per usare q uesti termini ora tanto di moda. e in particolare le selezion a e le alleva perché diano grossi raccolti ed acquistino altre proprietà desiderabil i. o pratica scavi sotto le loro radici. «scommet tendo pro e contro». dalla germinazione in poi: le rimpicciolisce e le ingrandisce.infatti di solito si stabilisce un equilibrio -.questi reprobi del mondo vegetale -. per cui si scindono o si abbarbicano per originare nuovi individ ui in modo tale che. poss ono soccombere anche le erbacce . o almeno adeguatamente. e a volte sembra rifuggire dai meccanismi pe rfetti e dai principi assoluti. Per qu anto riguarda le piante. Ho già accennato a come l'uomo dipenda dalle piante. la coltiva zione operata dall'uomo rende le piante più sensibili agli attacchi degli animali nocivi ed anche alle malattie. Questo atteggiamento sembra costituire la regola nel mondo delle piante. anche se in certi casi il mistero supera l'immaginazione dell'uomo. e con il quale tuttavia dobbiamo collaborare se intendiamo sopravvivere. magari anche rallegran doci dell'ambiente che ci circonda. La natura non fa che sperimentare e cambiare. e un gruppetto di piante è in grado d'intrappolare e digerire degli animaletti. alternative. la capacità di ricupero del regno vegetale è n el complesso ragguardevole. Tuttavia. o perché esistano date strutture ed abitudini. Questo fatto ha dato origine. sia esaminate secondo la nostra visi one distorta che osservate dal loro punto di vista vegetale. In un numero crescente di casi è ormai in grado di regolare anche la crescita delle pia nte. senza spiegare "perché" faccia una cosa invece di un'altra. segnatamente per far posto alle piante artificiali di cui la popolazione in a umento ha crescente necessità. si può dire di alcune specie che sono virtualmente immortali. dove talvolta si ha l'impressione che i cambiamenti avv engano per il puro e semplice piacere di cambiare. Ma noi possiamo solo formular e congetture sul modo in cui si sono elaborati i dispositivi e le strutture dell e piante. le coltiva perché crescano al massimo. graffiare e tagliare. le obbliga a produrre fiori e frutti ad epoche prestabilite. Perciò l'uomo escogita metodi adatti non solo a far crescere le piante in dimensioni più lussureggianti. di modo che alla fine.Come se ciò non bastasse. Le piante non sono prive di vizi e difetti. per la vita natur ale e per la stessa sottile superficie della terra. spesso producendo ceppi che non sopravviverebbero allo stato selvatico. Possono pungere e u rticare. o come esse abbiano conseguito la rispondenza allo scopo. vi eleva sopra delle costruzioni. Tutti questi aspetti. alcune contengono veleni mortali. che cerca di spiegare e di descrivere il mondo ubiquitario delle piante che tanti di noi ritengono ovvio. Cominciamo a renderci conto che ogni cambiament o apportato al nostro ambiente comporta di conseguenza una serie di ulteriori ca mbiamenti. Sebbene in natura gli animali si rivelino solo di quando in quando notevolmente nocivi alle piante . La «biosfera» in cui si trova la vita che caratterizza . Al tempo stesso l'uomo è incredibilmente noncurante delle risorse naturali. ma anche a proteggerle nel m iglior modo possibile dai loro nemici: battaglia che è ben lungi dall'avere vinto. molte piante hanno mezzi di diffusione non associati all a riproduzione. per l'estremo disagio. Un aspetto sul quale non mi stancherò mai d'insistere è il modo in cui la natura affronta i problemi. Anche in quest'ultimo caso sfrutta eccessivamente i l suolo e i pascoli naturali. cioè puntando su eventualità opposte.

ma anche il nostro benessere. ritenendo che ogni gruppo più semplice ne origini un altro più complesso.disporre gli organismi odierni secondo un ordinamento lineare. come comparativamente equivalente.» Gli eminenti bot anici Hooker ed Arnott scrivevano queste parole nella loro "Flora". come se dovessimo sopravvivere a lunga scadenza. avvenuta nell'anno 4004 av anti Cristo (un anno dopo la pubblicazione dell""Origine delle specie"). anche il regno vege tale è pieno di anelli mancanti. di rado il nostro intervento sul mondo verde determina cambiamenti favorevo li alle piante. I gruppi di piante esistenti oggigiorno vanno considerati come rami sporgenti da un tronco centrale suscettibile di sviluppo. anche comprendendo gli estremi delle montagne più alte e delle profondità oceaniche.hanno certo maggiori possibilità di ristorare i n ostri animi stanchi e depressi. Ma va detto f rancamente che "dobbiamo" cercare di capire questo mondo e di valutare le conseg uenze dei nostri interventi su di esso. per così dire.con l e piante. Vi sono dei modi di collaborare con il mondo selvatico. le piante più semplici sono senz'alt ro fossili viventi. è lo strato più sottile di tutti. Un giardino può rappresentare uno spettacolo gradev ole. Il tronco principale del nostro albero evolutivo vegetale sale passando per le a lghe (ad esempio quelle marine). è un'autentica falsificazione . e il suo spessore è stato parago nato. ma il ponte c he costituisce il collegamento effettivo tra un gruppo e quello successivo resta oggetto di congetture.il nostro pianeta. i funghi e i virus eleme ntari. A somiglianza di quanto si osserva per gli animali. riesce difficile agli uomini migliorare la natura. a livelli progressivamente più elevati si ramific ano le briofite (come i muschi e le epatiche). un'opera pub blicata nel 1860.i batteri. Dobbiamo vivere del reddito della terra. Ma le ampie distese di un paesaggio naturale incontaminato . Esse tuttavia si possono ordinare. un pigmento che si serve dell'energia solare per trasformare l'anidride carbonica e l'acqua in sostanze nutrienti nel corso di un processo detto "fotosintesi". e di tenerci in buona salute..forse passata alla vita parassitaria da una fase precedente di organismi leggermente più complessi. mentre non v'è dubbio che siano una forma di vit a .anzi. diverse l'una dall'altra e destinate a restare tali. o dello sviluppo. A ne ssun livello sarebbe possibile ravvisare il punto di transizione da un gruppo al l'altro. Per altri aspetti le piante possono se mbrare diverse tra loro quanto le oche selvatiche e i cavalli nel regno animale. cominciarono ad esistere contemporaneamente il terzo giorno della creazione. le gimnosperme (come ad esempio le conifere).grande invenzione del crea to. Il legame che lo unisce è la clorofilla . Qua e là possiamo indicare strette affinità. disponendole secondo un ordine di complessità crescente che in linea di massim a rappresenta una misura dell'evoluzione. Non è giusto . a quello di una mano di vernice su un p allone da football. Ai piedi di questo tronco si trovano tre rami laterali . sia pure grosso modo. l'anno stesso in cui Charles Darwin e Thomas Henry Huxley face vano saltare il mito secondo il quale l'attuale ordinamento della vita altro non era se non il risultato di una creazione simultanea. si adattano a circostanze esterne che sono andate soggette a .ed anche molto aggressiva . Sebbene ciò possa corrispondere parzia lmente a verità per le caratteristiche esterne. e molla principale di questo libro -. Il mondo vegetale come lo vediamo oggi è costituito da molti organismi di genere a ssai diverso. le felci. che fino ad epoca abbastanza recente si credeva fossero solo elementi chi mici in moltiplicazione autonoma. gli animali e così via . tali da assicurarci non solo il soddisfac imento delle nostre esigenze materiali e il rifornimento di certe materie prime. dal che potremmo presumere che certe linee non hanno più subito n otevoli mutamenti da molti milioni di anni. o avanza re l'ipotesi che una data pianta si trovi più o meno tra due gruppi. e infine le angiosperme o piante provviste di fiori. Capitolo 2. Ahimè. Alcuni dei gruppi che vediamo oggi possono mostrare una stretta somiglianza con i loro antenati. «Molte specie. e una pianta verde sul davanzale può riposare l'occhio di un impiegato o di u na casalinga. COME AVVENGONO I MUTAMENTI. in un albero genealogi co..

ma talvolta notevolissimo. I pro gressi della tecnica microscopica e l'analisi chimica altamente specializzata de lle rocce hanno consentito di accertare che più di tre miliardi di anni or sono es istevano già organismi capaci di fotosintesi. Conviene pure ricordare che stagni e paludi conservano i resti vegetali molto più efficientemente delle terre emerse. che non le specie montane e d eserticole. o Precambriano. E" abbastanza curioso il fatto che i minuscoli granuli di polline. m a virtualmente nessun macrofossile. di modo che la registrazione dei fossili può favorire piuttosto le piante degli acquitrini e del fango. caratterizzata da due corredi di cromosomi (diploidi). è terminato circa 570 milioni di an ni fa. Man mano che le piante aumentavano di dimensioni e diventavano piante superiori. e questo risultato si ottiene con la riproduzione sessuata. con il loro indistruttibile rivestimento protettivo. La mutazione comporta un cambiamento. Conviene pure tener presente che anche la registrazione più antica di un fossile può essere avvenuta qua ndo la pianta era ormai molto diffusa.foglie. qui omessa]. ricor dando che foglie e steli e parti di legno hanno probabilità molto maggiori di cons ervarsi che non i fragili fiori ed analoghi frammenti. che provvede a ricombinar e regolarmente i caratteri genetici. cui i geologi hanno dato un nome dopo averli faticosamente recuperati. germogli.si fondono producendo una «generazione». La diversità delle piante e i continui cambiamenti sottintesi da tale diversità soll evano necessariamente la questione di come funzioni l'evoluzione. facilmente decomponibili. Essa opera anz itutto con l'accorgimento della riproduzione sessuata. spesso conservati più o meno al completo per l'avvenuta carbonizzazione in strati di fan go. cioè dai fossili situati a vari livelli di profondità. in base a conclusioni parallele. possano durare praticamente all'infinit o. lasciavano delle loro parti nelle rocce . più spesso di piccola entità. di «fare uno scherzo». dove tali resti vengono asportati dall'azion e dei venti e dell'erosione. Nella riproduzi one sessuata i gameti dell'uno o dell'altro genitore .dipende inizialmente dalla ricombinazione di tale materiale genet ico. Come possiamo sapere qualcosa dello sviluppo degli organismi durante l'arco dei milioni di anni trascorsi? In modo semplicissimo: dagli archivi delle rocce. Bisogna sempre tener presente la casualità di un avvenimento del genere. Come mostra lo schema a pag. La strutt ura chimica fondamentale di un cromosoma è molto simile in tutto il regno animale e vegetale. cioè la capacità dei geni (gli elementi dell'ereditarietà che determi nano i caratteri dell'organismo interessato) di mutare. e in parte nella deduzione e nell'indagine comparata di quanto si sa ormai con certezza. salvo che in quelli molto primitivi. nelle caratteristiche controllate dal gene inte ressato. Per avere la garanzia di questo risultato bisogna «rimescolare» il materiale il più spesso possibile. de tte cromosomi. Non può avvenire nessun rimescolamento con la semplice divisione.d ampie mutazioni nel corso dei millenni. veicolati su strutture simili a bastoncelli. Le caratteristiche di un organismo qualsiasi derivano dagli elementi di programm azione noti con il nome di geni. L'evoluzione di ogni organismo . che si trovano entro le cellule. Per mutazione casuale il rimescolìo dei caratteri fornito ed assicurato d . fornendo così un mezzo infallibile per attestare la presenza di una pianta erog atrice di polline in una data epoca e in un dato posto. o semplicemente la sua capacità di resistere al mutare delle circostanze . e risale nel tempo fino a rocce di tre miliardi e mezzo di anni fa e fino alla formazione stessa della Terra. pigne. come dicono i giardinieri. Parallelo a questo rimescolamento dei caratteri è l'altro meccanismo fondamentale dell'evoluzione. e non al momento della sua prima comparsa . semi. 36 [fig. circa un altro miliardo d'anni prima. e questa loro plasticità rappresenta un fattore di grande importanza nell'evoluzione. che hanno fornito una registrazione particolareggiata del polline. il livello più antico. La differenza tra i repe rti di polline e i grossi fossili risulta dal lavoro effettuato su parecchie mig liaia di metri cubici di sedimenti del Terziario e del Cretaceo nel Venezuela e nel Borneo.il progresso nel senso di una sempr e maggiore complessità. Perciò la paleobotanica consiste in parte nell'osservazione e nell'ana lisi dei reperti. come nel caso del sem e comune. I cromosomi sono raccolti entro un nucleo in tutti gli organismi.ognuno con un corredo di cromosomi (aploidi) .

come quando salta il dente di una rotella d'ingranaggio in un orologio. come nel cas o del cavallo. e affinché la sempre crescente varia bilità dell'organismo si riveli utile. Una delle dimostrazioni più notevoli di ques ta possibilità è data dai faggi europei contorti. determina la direzione dell'evoluzione». o del ginkgo. In termini animali la mutazione è ca . ma il tasso medio di mutazione è dell'ordine di 1 su 1000 0 fino a 1 su 100 mila. La causa delle mutazioni di solito è oscura. e l'ipotesi di spiegazione avanzata è che un meteorite radio attivo. Sono tutti pressa ppoco coetanei. Questo è un tasso adeguato affinché i mutamenti vengano assi milati sulla scala del tempo dell'evoluzione. l a sua influenza effettiva su questi caratteri risente degli altri geni interessa ti. Alcuni scienziati moderni ritengono che la riproduzio ne sessuata in realtà non sia indispensabile. e non la muta zione. nel caso che siano effettivamente distruttive. Questa eventualità è accentuata dal fatto che. sicuramente le radiazioni art ificiali produrranno delle mutazioni. nella Francia settentrio nale e in Gran Bretagna. Il particolare degno di nota sta nel fatto che queste località si tr ovano in linea retta. e con il passare del tempo le possibilità e le mutaz ioni vanno a cifre astronomiche. La mutazione può verificarsi anche nella riproduzione asessuata.appartiene a quelli che si moltip licano con estrema rapidità. e si può affermare con Gavin de Beer che «la selezione. di modo che i cambiamenti vengono controllati da un complesso di geni. pare che sia un tipico difetto intern o che si può paragonare a un inconveniente casuale. ed io mi sono attenuto alle vedute ortodosse. ed è di portata mas sima se l'organismo . abbia influenzato gli albe relli che si vennero a trovare immediatamente sotto di lui. Sembra possibile che anche stimoli est erni quali i raggi cosmici possano colpire i geni. solo poche sono benefiche. e che l'evoluzione potrebbe essersi verificata per sola mutazione. i mutamenti dei caratteri. Le mutazioni benefiche vengono assimil ate. Ad esempio. mentre si estingueranno quelle a lento tasso di mutazione. Le nuove condizio ni non si limitano soltanto a sconvolgimenti del tipo citato. e si trovano in Danimarca. I rami di questi alberi si torcono come serpi e spesso si congiungono al tronco o ad altri rami. siano essi piant e o insetti o mammiferi. l'asce sa sulla scena mondiale degli animali erbivori ha esercitato un profondo influss o sul regno delle piante. Qualc osa come una decisione collettiva.al normale scambio di geni dei due genitori nella riproduzione sessuata riceve l a possibilità della variazione. Ma non è questa la sede adatta per addentrarci in t ale disamina. le piante devono evolvere o restare statiche. Questa è l'essenza del processo di selezione naturale. Per la maggior parte sono sen za conseguenze o chiaramente dannose all'organismo. Viceversa si può dire che proprio nelle condizioni o negli habitat più «dif ficili» avvengono più rapidamente nuovi progressi. il c he significa avviarsi verso l'estinzione. Q uelle dannose vengono soffocate dalle misure di controllo esercitate dai comples si di geni. Le mutazioni avvengono sostanzialmente a casaccio. E" un dato abbastanz a curioso che la forma contorta venga riprodotta dai semi provenienti da questi alberi influenzati. Quando cambiano gli ambienti. come quelle che resistono agli habitat monta ni e desertici creati da sconvolgimenti biologici e climatici. per lo più in piccolo numero entro un assembramento di al beri normali. Le nuove condizioni creano occasi oni nuove per le piante adattabili. espressa in forma ultr asemplificata da Herbert Spencer come «la sopravvivenza dei più adatti» (tanto spesso citata a sproposito nel senso dei «più adatti di tutti»). in Germania. Negli animali è spesso chiara una successione o uno sviluppo lineare. sopravviveranno le piante in grado di muta re più rapidamente per adattarsi. sebb ene un gene individuale sia associato ad uno o a parecchi caratteri specifici.ad esempio un batterio . Questi complessi di geni contribuiscono ad at tenuare gli effetti delle mutazioni e a rendere graduali. come è il caso del venerando pino americ ano a pigne ispide. I periodi caratterizzati da condizioni uniformi tendono a favorire lo "status qu o". è probabile invece che il singolo organismo interessato perisca. piuttosto che improvvi si. Un dato gene può mutare con una frequenza di 1 su 2000 individui. Ma quando le condizioni cambiano. passando su queste località circa un secolo fa. segnatamente nel senso che ha ridotto le foreste ed ha accresciuto le praterie e le savane composte in gran parte da erbe.

tanto più è improbabile che abbia potuto verificarsi per puro caso. Le tendenze evolutive sembrano indirizzarsi spesso alla semplificazione degli or gani per riduzione. Ma con le piante ci si trova costretti a chiedersi se non si sia verificato un p rocesso alquanto diverso. ricorrendo a un'altra citazione.e tuttavia si osservano piante ultrasucculente che vivono «porta a porta» con erbe sprovviste di adattamenti speciali. o per qualche altra ragione non morfolo gica». e i fiori unisessuati dai bisessuati o ermafroditi. Riesce quasi impossibile pensare che i cambiame nti intervenuti nelle «orchidee primitive». In ogni caso popolazioni originariamente simili potranno disperd ersi geograficamente quando tenderanno a divenire separate fisicamente. indipendentemente dalla sua na tura morfologica .salvo i riferimenti al Creatore . Esistono due livelli d'evoluzione da tenere in conside razione: quello generale e quello specifico. La cifra era dell'ordine di un migliaio eleva to alla potenza di un milione. tale che nemmeno i milioni d'anni trascorsi da qu ando le amebe hanno cominciato ad esistere potrebbero iniziare a contenerla. E qual è il punto cruciale di tutta la variazione della forma delle foglie? Specialmente quando si cerca di an alizzare perché esistano tali differenze tra fiori di famiglie diverse. sebbene sia stata definita «un meccanismo per fabbricare un grado altissimo d'impr obabilità». H.mbiamento e. sia perché si sarà liberata dalla prec edente funzione per le mutate abitudini. F. Ciò n onostante abbiamo i cavalli. Può svilupparsi un corredo d'organi. «q uesto significa che quando il cambiamento di una condizione ambientale susciterà l a necessità di esplicare qualche nuova funzione. K. poss ano aver avuto qualche valore funzionale man mano che si verificavano. Sprengel. ci si rend e conto della varietà di soluzioni che sono state trovate per risolvere un numero limitato di problemi. che imbroglia a tal punto un insetto maschio da riuscire a fargli credere che il fiore sia una f emmina pronta all'accoppiamento. può avvenire l'ibridazione tra i membri più primitivi e quelli più progrediti di un dato gruppo. Ma devo lasciare questo terreno probabilmente controverso. nel senso di questa mimetizzazione. ciò origina complesse combinazioni ed altre innumerevoli occasioni di variazioni e miglioramenti. J. cioè per l . Effettivamente. quanto più una forma di adattamento è complessa e particolar eggiata. Contemporaneamente più organi ridotti si possono produrre su ogni singola pianta. mentre altri rimangono inalterati o possono anche degenerare. per cui pare proprio che selezione e finalità abbiano potuto fare a meno del puro caso. essa verrà assunta dalla parte casu almente più disponibile allo scopo in quel momento. non c'è dubbio che le mutazioni tendono a «sommare» i progressi e ad orientare u no sviluppo. Così i fiori sprovvisti di petali probabilmente si sono evolut i da quelli a molti petali. come è il caso dei meccanismi utili alla dispersione dei semi delle erbe. e se allo ra funzionava la selezione naturale c'è da chiedersi perché non abbia messo in opera i dispositivi di soppressione. Ganong. del rimescolamento caleidoscopico di poche parti ripetute. Tuttavia i biologi evoluzionisti più convinti si dichiarerebbero d'accordo . La sele zione è infatti avveduta ed intenzionale. quali la tendenza all'ultrasucculenza in condizioni di vita aride . M uller ha fatto il conto delle mutazioni benefiche casuali che occorrerebbero ad un'ameba per evolversi in cavallo. e analogamente dopo tali riduzioni può accadere che parecchi organi ridotti si com binino formando una nuova struttura complessa. Qualunque ne sia la c ausa. una volta iniziato. Man mano che procede lo sviluppo in un gruppo di piante imparentate. «nessun gene mutante ha la minima pr obabilità di mantenersi contro una selezione avversa di grado anche minimo».con C.sia perché succederà a quella parte di avere già una struttura più ri spondente alle esigenze della nuova funzione. non assomiglia al gioco della roulette.ad esempio il fiore di un'orchidea impollinata dalle api. Spesse volte riesce impossibile immaginare come abbia potuto prendere il v ia tale processo di selezione per arrivare ai caratteri che oggi hanno una funzi one . tale da ricordare gli scambi delle posizioni dei giocatori in una partita di ca lcio. come dice W. E" possibile dimostrare che tali progressi tend ono a muoversi secondo le linee di minore resistenza e. che scriveva nel 1787 di essere «persuaso che il saggio Creatore della natura non abbia creato un solo capello se nza un suo particolare scopo». Nel primo esistono certamente tende nze generali di adattamento.

nell'inter vallo di tempo di duecento anni. restano virtualmente ina lterate da ormai 70 milioni di anni. Quest a popolazione di norma non s'incrocia con nessun'altra. La specie costituisce però un concetto essenziale p er trattare e considerare le piante ad ogni livello. si sono evolute razze vegetali che tollerano la presenza di metalli sui cumuli dei rifiuti di fonderia. Inoltre. e i criteri adottati per distinguere una popolazio ne di piante da un'altra variano a seconda della mentalità dei botanici che effett uano le ricerche tassonomiche. forme che rispetti vamente non possono vivere nell'habitat delle altre. Le fasi precoci della separazione po ssono indurre un botanico a definirle alla stregua di «diverse varietà di popolazion i». Come si è già detto. Comunque dobbiamo sempre ricordare che il concetto di specie corrisponde a una d istinzione operata dall'uomo. di modo che variano per loro il tempo di fioritura e la lunghezza del gi orno occorrenti per assicurare la fioritura stessa. e così via. come i cacti american i e le euforbie africane. che presentano analogie di struttura. e il concetto conduttore può consentir e alcune variazioni come nel colore e nelle dimensioni dei fiori. Piante che secondo ogni apparenza appartengono alla stessa specie.altri tipi di razze superficialmente simili.possono comportarsi in modo affatto diverso. I limiti entro i quali u na specie è diversa da quelle imparentate variano notevolmente da una famiglia all 'altra. per con statare come una piccola separazione geografica sia bastata a produrre nuove cir costanze e di conseguenza specie diverse. Si può anche notare come piante di ascendenza assai diversa. evidentemente dove si ve rifica l'eliminazione selettiva delle mutazioni. i tassi di mutazione potranno essere altissimi. si verificano divergenze massicce e compaiono famiglie uniche d i piante. catene montuose e deserti potra nno dividere una popolazione e creare nuove razze geografiche. In una massa terrestre molto isolata c ome l'Australia. Il termine «specie» può rendere necessaria una definizione. e formino due gruppi di piante grasse in grado di resistere alle condizio ni di aridità. come pure di animali. e questo fatto rende se mpre più difficile il compito di definirle. abitudini. o che vivono a diverse lati tudini. . Così nella valle dello Swansea. Per questi motivi si parla abitualmente di loro come di razze geografic he. essi non sono del tutto immutabili. dopo essersi evolute attivamente per molti milioni di anni.caratteristica utile a scopi diag nostici per lo scienziato . forma e c olore dei fiori. la materia prima con cui si formano specie o entità nuove: basta considerare le osservazioni origin ali di Darwin alle isole Galàpagos sui fringuelli e le tartarughe giganti.e caratteristiche fisiche. salvo che alle ali estreme dello schie ramento. possono avere forme diverse per notevoli o basse altitudini sul livello del mare. specialmente quando nuove «linee» si irradiano da un antenato non specializ zato. come probabilmente ha fatto capire questo capitolo. Esso si riferisce a una po polazione di organismi singoli che hanno una discendenza fatta a loro stretta im magine e somiglianza. A volte. Queste entità mostrano tendenza ad avere forme intermedie. dai gruppi primitivi come ceratofilli ed equiseti fino a molte piante fioren ti. ogni volta che se ne è presentata la neces sità. Organi di riserva come i tuberi si sono evoluti ripetutamente. Questa viene chiamata evoluzione parallela. Così ad esempio le conifere. dove tutti o alcuni dei caratteri sono diversi. le condizioni di staticità tendono a rallentare il tasso di mutaz ione. sebbene siano della stessa specie. si evolvano in habitat affini nello stesso modo strutt urale. è stato calcolato che in dat e circostanze una nuova specie vegetale potrà evolversi entro un lasso di 50-100 g enerazioni. che possono perfino avere lo stesso numero di cromosomi . Possono anche svilupparsi . una specie non è altro che la fase momentanea di un processo che non finirà mai. Molto recentemente ci si è accorti anche che piante di uguale aspetto. e piante cresciute al r iparo di recinzioni di filo metallico galvanizzato nella regione del Breckland m ostrano di essere diventate resistenti allo zinco dilavato sopra di esse nell'ar co di tempo di 35 anni. Barriere come oceani.rivelando talvolta un'evoluzione rapidissima . mentre in alcuni casi si raggiunge un equilibrio. Anche l'abitudine parassitaria si è evoluta in parecchie occasioni diverse.

effettuand o all'occasione sondaggi di prova. ma il centro dello schieramento è composto di forme intermedie. in termini di mutazione e ricombinazione di caratteri. e specialmente aminoacidi indi spensabili per la formazione delle proteine. alla formazione di un organismo in grado di dividersi per riproduzione autonoma. che per il resto assomigliano molto ai batteri e si crede anzi che abbiano un antenato in comune con questi. questi organismi avevano bisogno di una fonte d'energia. pe r cui le piante riescono a vivere praticamente in qualsiasi tipo di habitat e di combinazione di condizioni esterne. ma anch e relativamente al loro posto nell'ambiente o ecosistema. ma non di ossigeno libero. con l'intermezzo d'insuccessi causati dalla decomposizione delle molecole .) La comparsa di queste alghe avvalora l'ipotesi di un a mbiente ossigenato. Per usare i minerali occorrenti al ricambio e alla moltiplicazione pe r scissione. in origine composta in larga misura di metano e ammoniaca. Tale ambito è noto con il nome tecnico di "cline". DALLA CELLULA ALL'ALBERO. Ma in linea di massima è possibile spiegare ogni fenomeno in modo adeguato. vi sono ancor oggi batteri che ossidano lo zolfo. La seconda grande invenzione della creazione fu quella della clorofilla. ovvero nei te rmini dei due fattori essenziali nelle modalità di cambiamento di tutti gli organi smi viventi. Un giudizio sul valore attribuibile ai caratteri e alle funzioni che si ritrovano nel mondo animale de ve attenersi. La reazione finale coronata da successo portò. e probabilmente lo zolfo fu una delle più imp ortanti fonti di energia.qualcosa come un guazzabuglio cosmico. un innato biso gno orgiastico di cambiamenti e di variazioni. (Alcuni odierni batter i contengono clorofilla. nei mari che si formavan o man mano che il vapore acqueo si condensava attorno ad una terra formata di re cente e in corso di raffreddamento. a modelli affatto diversi nel mondo dei fiori.che produce incessantemente e all'infinito le sue novità grazie alle mutazioni su larga scala . senza alcun bisogno di personificare l' evoluzione.Sorge un problema quando si può dimostrare che una pianta cambia lentissimamente m a sicuramente nel proprio ambito geografico. se è ve ro che in quest'ultimo caso ci troviamo al cospetto di qualcosa che va molto olt re le esibizioni gratuite. ma questo elemento era scarso nell'atmosfera primitiva. a quanto si crede. caratterizzata dalla capacità di automoltiplicarsi. Un batterio è costituito da una cellula semplice di qu esto tipo.analoga a quella che Henri Bergson ha chiamat o «l'élan vital» . E" possibile che l'ossigeno si sia generato per processo bio . In tal caso si possono dare diversi nomi specifici alle forme dei settori estremi. Siamo tentati di postulare dietro a questa manifestaz ione una forza naturale dinamica . sono le alghe verdiazzurre. e di una membra na avvolgente che racchiudeva il suo chimismo. Oggi le pi ante usano l'ossigeno per il loro fabbisogno energetico. Probabilmente essa scoccò molte volte. Vediamo pertanto che l'evoluzione compie un esperimento dopo l'altro. E" ormai quasi certo che la vita è cominciata nell'acqua. con presenza di anidride carbonica. A un certo punto le condizioni fisi cochimiche e i livelli energetici furono tali che scoccò la scintilla della vita. delle abitudini. Gli organismi più arcaici provvisti di tale pigmento. e risolvendo infine i problemi ambientali. di cui abbiamo conoscenza. si poterono sviluppare molecole organiche complesse. A un altro livello le piante fiorenti hanno elaborato con tecnica da virtuosi uno spiegamento di variazioni specifiche sul tema della forma delle foglie. Tuttavia possiamo anche constatare che i risultati finali spesso si assomigliano sorprendentemente in gruppi affatto diversi tra loro e in condizion i ambientali molto differenti. e in particolare della struttura dei fiori. nella quale. Capitolo 3. Si possono immaginare questi mari come una «zu ppa» ricca di sostanze minerali. ma consentiva alle sostanze nutri enti di entrare per osmosi. a mio avviso. non solo per quanto riguarda la funzione. Saran no stati usati anche altri elementi. con l'aiuto dell'energia solare. Il c arbonio veniva loro fornito da materia organica formata chimicamente. v ocabolo coniato da mio padre Julian Huxley. un pigm ento che permise agli organismi di produrre cibo con l'aiuto dell'energia solare .

e ad un certo momento cominciarono ad aggredirli mentre eran o ancora in vita. che vivono fianco a fianco negli strati supe rficiali. in cui l'energia prima spesa nel movimento veniva dirottata a van . che ha propulsione autonoma e riunisce in sé molte funzioni. ma in creature così elementari esso si trova dif fuso nelle cellule. e che questo «principio del brucare» abbia accresc iuto le specie autotrofe in quei giorni primordiali. un o sservatore non avrebbe avuto la possibilità di prevedere lo sviluppo delle piante. Questa situazione indubb iamente continua anche oggi.al buio . E" stata avanzata l'ipotesi che i cloroplasti siano i discendenti delle alghe verdiazzurre che son o penetrate nel corpo degli animali elementari. la divisione tra pianta ed animale risulta sfumata. in quel momento ancora galleggiante.che si assicurano la propulsione nuotando con l'aiuto di f lagelli schioccanti con movimenti di frusta. Sembra ce rto che tale secondo livello d'attività nella «trama alimentare» aumenti la diversità de lle specie al livello originario. come il Rhodos pirillium porporino delle coste tropicali. L'energia disponibile aumenta di venti v olte per l'ossigeno utilizzato nella traspirazione.autotrofi. mentre nelle alghe più sviluppate e in tutte le altre piante si trova confinata in corpuscoli lenticolari detti cloroplasti. Però due miliardi e mezzo di anni fa cominciarono a fare la loro comparsa certe alghe filamentose filacce che avevano la larghezza di una cellula .siano i discendenti di alcuni batteri che abitavano in simbiosi negli organismi primitivi. è in grado di vivere senza la sua abituale clorofill a. l'Euglena unicellulare. sono in grado tanto di effettuare la fotosintesi quanto . A questo punto. e rappresentano la principale fonte di cibo per molti pesci ed anche p er alcuni cetacei. come continuano a fare tuttora. 1. il solo possibile discendente att uale. quindi.ed altre strutture.fu aperta la strada agli organismi predator i degli autotrofi. ma avrebbe potuto supporre come risultato più probabile un organismo mobile sempr e più complesso. un'atmosfera ossigenata procurò uno strato di ozono. seco ndo i calcoli. che partecipano alla respirazione delle cellule e le riforniscono di energia .altri corpuscoli contenuti nelle cellule tanto vegetali c he animali. Ad ogni modo lo sviluppo delle piante s'indirizzò nel senso dell'immobilità.questo materiale verrà per lo più confinato e compresso entro un nucleo. come vengono chiamati . Infine le alghe persero ogni parvenza d'indipendenza. dal momento che questi trovavano già bell'e pronto il materiale necessario a fabbricare il loro corpo e a produrre energia. i batteri cominciarono presumibilmente a cibarsi dei loro corpi in decomposizione dopo la loro morte. Le piante mobili si svilupparono effettivamente in colonie multicellulari quali la moderna Volvox. o a mezzo di ciglia. Alcuni batteri. Una volta cominciata l'esistenza di organismi che utilizzavano l'energia solare . coesistendovi in simbiosi: una c onvivenza in cui ogni organismo beneficiava dell'altro. Le alghe verdiazzurre sembrano riunirsi in comunità quasi per caso. Qualunque ne sia l'origine. e viene esaminata dettagliatamente nel capitolo 22. C'è da chiedersi se qualche antenato fosse in grado di effettua re la fotosintesi quanto d'ingerire una preda.8 miliardi di anni . I batteri e le alghe verdiazzurre hanno materiale genetico portatore di caratter i come tutti gli altri organismi. e a nche oggi possiamo vedere animaletti unicellulari verdi ed incolori .superficia lmente assai simili . si è congetturato che il sistema di ricambio di assembra menti mobili di maggiori dimensioni sarebbe diventato instabile.al quale sono occorsi.di ricavare energia dalla sostanza organica in de composizione. Sono i compone nti più cospicui del plankton marino. Nel successivo balzo evolutivo . Pare comunqu e improbabile che siano mai cresciute oltre questa ridotta dimensione di circa u n millimetro di diametro.logico o per dissociazione del vapore acqueo operata con il concorso della luce. come ha fatto con specie mo lto più progredite in epoche successive. Allo stesso modo la clorofilla si trova diffusa nell' alga verdeazzurra. Allo stesso modo si è riten uto che i mitocondri . La mobilità spontanea costituì un altro esperimento delle creature unicellulari. non c'è quasi nessuna comunicazione tra una cellula e l'altra. che provvede tuttora ad assorbire i micidiali raggi ultravioletti e permette la colonizzazione dell'acqua superficiale. Il detto per cui «ogn i carne è fatta d'erba» acquistò così il suo significato fin dai primi giorni. Una volta che cominciarono ad esistere queste piante ed animali primitivi.

così come ci viene rivelata dall'archivio dei fossili. portatrice di gam eti. e così via. o "gametofito". Nelle piante superiori il processo sessuato è relativam ente breve e viene compiuto da organi aploidi transitori (come avviene nei fiori ). cosicché non c'era bisogno di diverse specie. l'equilibrio fu disturbato.taggio del maggiore accrescimento e di migliori capacità di riproduzione.si riesce ad avere un'idea delle ere smisurata mente lunghe che sono dovute trascorrere perché i progressi più insignificanti potes sero sommarsi in mutamenti di vasta portata. con le diverse epoche distinte con nomi ed età approssimate. La s cala di misura del tempo passato è tale che la maggior parte dello schema illustra l'ultimo quinto della storia biologica della Terra. mentre la riproduzione sessuata è spesso aleatoria. cominciò allora la riproduzione sessuata.dove solo alcune parti sono impegnate nella riproduzione . aveva un certo numero di «nicchie» dif ferenti. Il sesso da principio fu quasi solamente un esperimento. e resistono spe sso all'ostilità delle condizioni esterne. caratterizzata da tutte le piante. nel corso dei quali è avvenuta la massima parte dei progressi evolutivi.assicu ra la continuità se insorgono condizioni quali la torbidità dell'acqua a rendere dif ficile la sopravvivenza della spora. Essi comportano una generazione diploide asessuata. perché il dualismo dei cicli vitali di queste piante può essere compless o. La persistenza del genitore . Come al solito la natur a puntò in tutti i sensi. che segnava u n miglioramento rispetto alla moltiplicazione per scissione o per gemmazione. nelle piante superiori lo sporofito e i semi diploidi che risultano dall'accoppiamento provv edono alla continuità di tutta la vita. o "sporofito". Fossili di alghe calcaree si ritrovano nel tardo Precambriano. come ho già fatto notare. quali la div isione. e quando ger minano originano la generazione sessuata. distinta da quella aploide sessuata. specialmente nelle piante più arcaiche come le alghe marine. i cui game ti devono nuotare nell'acqua in movimento. Che fosse essenziale o no. Lo sporofito produce spore in via asessuata. che consente alle pia nte multicellulari di continuare a produrre «gemme» riproduttive unicellulari. Queste minusco le spore. portati da una pianta diploide a vita relativamente lunga. composte di una sola cellula. Per svil uppare queste ultime è auspicabile una struttura multicellulare con cellule aventi funzioni diverse. Ho già descritto come si fondano i gameti sessuati provenienti da ciascun genitore.periodo rappresentato sul diagramma s olo dallo spessore di una linea . uno scheletro vuoto. A questo punto può essere utile un semplice schema per indicare la scala cronologi ca dell'evoluzione. e fecero la loro comparsa nuove specie in numero sempre crescente. e le alghe contin uano a svilupparsi nel corso di molti millenni successivi. Q uando si tiene presente che tutta l'evoluzione dell'uomo nella sua forma attuale ha impiegato meno di un milione di anni . Anche l'accoppiamento evita i sistemi relativamente poco soddisfacenti di molte alghe filamentose. la generazione portatrice di spore. invece nella maggi or parte delle piante «inferiori» esistono due generazioni distinte. Una volta comparsi i fitofa gi. provvedendo a uno strumento alternativo per garantire la dispersione e la continuità. Perché due generazioni? Sembra che le spore rappresentino il prolungamento logico della gemmazione di piante molto semplici quali i lieviti. Quelli che vediamo og gi sono gruppi assai disparati che presentano tra loro poche somiglianze o rappo . o divoratori di piante. la produzione di stoloni. sono in grado di germinare. circa 500 milioni di anni. dopo un p eriodo incredibilmente lungo caratterizzato da pochissimi cambiamenti. E" degno di nota il fatto che lo sporofito abbia ass ai spesso maggiori dimensioni e vita più lunga che non il gametofito. Tanto gli sporofiti quanto i gametofiti all 'occasione possono moltiplicarsi anche con mezzi affatto asessuati. in cui ogni cellula produce spore ridu cendo la pianta originaria a uno scheletro. L'era Pre cambriana. Un tasso lento di evoluzione si può associare sovente a metodi poco progrediti di riproduzione sessuata. Le sp ore sono progettate in modo da garantire una facile dispersione. Lungo la scala cronologica è indicata la comparsa iniziale dei gruppi più cospicui d i animali e di piante. ogni gamete è fornito di un corredo di cromosomi (gameti aploidi) e la risultante è di due corredi (diploidi). Questo solo fatto ingenera dubbi in chi considera la parola «inferiore» come uguale a «più semplice».

Un altro problema che le piante terrestri dovettero affrontare fu quello della l oro immobilità. Possiamo fantasticare sulla meccanica di un albero ambulante o anche immaginare piante mobili. Si può dire davvero che il balzo dal fuco alla pianta terrestre è relativame nte modesto rispetto al progresso compiuto per passare dall'alga unicellulare al fuco. di resistere all' aria e al vento in condizioni di aridità. tra le alghe odierne si osservano maggiori diversità di quanto si possa r ilevare in qualsiasi gruppo vegetale ad esse comparabile. Le alghe più progredite . ma anche la pianta adulta non può evitare le catastrofi naturali quali incendi ed eruzioni.rti. ma spr ovvisto di funzioni di assorbimento. Forse pro prio la mancanza di una radice assorbente che potesse attingere umidità dal suolo ha impedito a tante alghe marine di fare il gran balzo. coriacee e gommose . Davvero. e che quella che penetra nell'acqua viene assorbita assai rapidamente. E" stato dimostrato che le alghe perdono nell'acqua che le circonda buona parte dei materiali nutritivi che producono per fotosintesi. La ritenzione del carbonio e un grado elevato di fotosintesi comportano a loro v olta la possibilità di eccedenze potenziali di carboidrati. In certi casi. non esistono i normali ed ovvii anten ati fossili o viventi delle forme ben evolute che conosciamo attualmente. e di raggiungere un'altra volta dimensio ni notevoli. C'è un'alga verde . che vennero usate per produrre spesse pareti cellulari e per fabbricare il legno. Ma. e talvolta uno stelo distinto che porta le fronde. Un'àncora in mare va bene perché impedisce alla pianta di venire sball ottata in balìa della marea o delle correnti fuori delle condizioni di vita prefer ite. oltre all'energia ricavata dalla fotosintesi. a giudicare dal fatto che hanno in comune gli stessi pigmenti di fotosintesi ed hanno un meccanismo fotosintetico assai simile. quanto piuttosto le alghe ver di (Clorofite). cost ruendo scogliere con una tecnica identica. ma comporta anche problemi d'inaridimento ed evaporazione. Questo fatto di per se stesso migliorerebbe le possibilità di accrescimento. e inoltre mantiene la pianta alla profondità più opportuna. come ha fatto John Wyndham con i suoi trifìdi. E" un gruppo che ha avuto a sua disposizione un tempo fin troppo lungo per fare i suoi esperimenti. un ormeggio somigliante a una radice. è evide nte che una pianta terrestre dispone anzitutto di molta più luce. Naturalmente nel mare e specialmente lungo le coste esiste un'ampia serie di hab itat da colonizzare e di condizioni cui adattarsi. come è qu ello delle note alghe brune delle spiagge. lusso non co nsentito ad una pianta terrestre a strutture basate in gran parte sul carbonio.alla disseccazione. Ma una volta che una pianta è a terr a. di venire sbattuta su una spiaggia o frantumata da una burrasca. Hanno un «appiglio». l'immobilità diventa un rischio potenziale: non solo il seme non può più cambiare l 'habitat se questo diventa inadatto. Soprattutto se ricordiamo che molta della luce che colpisce l'acqua viene rifles sa. nelle acque dolci sono st ate misurate perdite fino al 35% del carbonio fissato dalle piante. probabilmente non furono tanto le piante marine né i fuch i e le laminarie ad originare le piante terrestri.i fuc hi e le comuni laminarie buttate a riva sulle nostre spiagge.spesso notevolissi ma . finché non ha avuto più bisogno di un'immersione giornaliera. Nonostante la loro complessità e la loro capacità di resistenza . Tuttavia essa deve avere radici c apaci di scovare ed aspirare grandi quantità d'acqua.possiedono strutture e un sistema di riproduzione paragonabili a quelli delle piante terrestri. aumentando la quantità della fotosintesi. Alcuni gr uppi hanno sviluppato scheletri calcarei esterni e assomigliano ai coralli. fantascienza a parte. tenendo presente che queste piante extraterrestr i. e si è evoluto molto lentamente e regolarmente in un ambiente in cui i mutamenti più importanti non si verificavano come sulla terra. Questa realtà permise infine alle piante di sollevarsi al di sopra di habitat umidi. dove alcuni gruppi minori sono assai confusi per la loro piccola mole e per la notevole diversità dei metodi di riproduzione sessuata ed asessuata. avevano bisogno anche di molto cibo sotto forma di cadaveri umani in decomposizione. che ingerivano direttament e. Ma il cambiamento dal mare alla terra è stato notevolissimo lo stesso: non si è trattato solamente di un'alga che si è arrampicata su una spiaggia strisciando sulla bàttima. possiamo opporre alla fissità talvolta svantaggiosa d ella pianta la mobilità e la capacità di dispersione sovente enormi delle spore o de i semi.

Esse hanno maggiore differenzi azione cellulare che non le alghe. dette archegonî. somig liante a quello delle piante superiori.che adesso avevano messo a punto potenti flagelli . Come si è già accennato. e i n tal modo affretta le possibilità di ulteriore evoluzione. ed esso non cesserà di dare acqua più di una spugna inzuppata. ed esiste un sistema primitivo di vasi circolatori per l'acqua e le sostanze nutri tive. con qualche ramo disposto simmetr icamente. il mate riale delle pareti cellulari. Un'epatica conduce eccezionalmente vita sotterranea ed è sprovvista di c lorofilla. dobbiamo considerarle pertanto un ramo fissatosi molto temp o fa fuori del tronco principale dell'evoluzione. la generazione per spore rappresenta sostanzialme nte una struttura parassitaria sulla pianta che porta i gameti. si osservano somiglianze notevoli tra i muschi e le epatich e in terra. in modo da poter contenere quantità impressionanti d'acqua : si può continuare a strizzare una manciata di sfagno. ma sono essenzialm ente organi di ancoraggio atti a far presa sul suolo umido. Se ne pos sono trovare anche nell'acqua. Ma si possono formulare solo congetture su come si siano svolti effettivamente gli avvenimenti. ha gambi eccezionalmente lun ghi fino a un metro.muschi ed epatiche la generazione con produzione di gameti è quella dominante nel periodo Devoniano. . che si fabbrica un tegumento esterno di cutina. il tipo di immagazzinamento delle sostanze nutrien ti ed anche il tipo e il numero di flagelli dei gameti. Le loro foglie cominciano a mostrare una certa so miglianza con quelle delle piante superiori. per cui i gameti sono rapidamente disponibili. dove le foglie contengono grandi spazi vuoti perforati. ma poi bastò solo u n velo sottile di umidità sulla superficie della pianta a permettere ai gameti mas chi . Tali piante portano alla sommità l'apparato riproduttivo. somigliante a un ombrellino miniaturizzato. particolarmente per quanto riguarda le loro strutture vasco lari o circolatorie. acquitrini e stagni. Un'eccezione è rappresentata a questo riguardo dai muschi Sphagnum. Nei tropici i muschi possono vivere addirittura sulle foglie delle piante superiori. una pianta filamentosa ramificata che cresce sull e rocce umide e nel fango. Invece le briofite. Accade così che nei successori più ovvii delle piante marine . Questa accelerazione significa più generazioni in un dato tempo. la Dawsonia. A questo punto ci troviamo di fronte a un'altra grande lacuna nella storia dell' evoluzione. e le alghe verdi . Queste celle a forma di fiasca proteggono l'uovo e procura no appuntamenti ai gameti maschi.terrestre detta Cladophorella. il cavo degli alberi o i rami in disfacimento sui quali crescono. Hanno un aspetto tale che una specie subacquea viene chiamata popolarmente dagli inglesi «il gatto affogato». Uno dei loro problemi più cospic ui consisteva nel fatto che conservavano il sistema di riproduzione dei gameti m aschili mobili e dei gameti femminili stazionari o uova: il che richiedeva prese nza di umidità per consentire ai maschi di raggiungere le femmine. Le prime piante terrestri colonizzarono senza dubbio le acque basse che potevano prosciugarsi secondo la stagione. come vengono chiamati i muschi e le epatiche. hanno scarsa rassomiglianza con le alt re piante terrestri. e dal totale declino finale della generazione con gameti come entità distinta. Tutte queste piante vascolari . Hanno strutture che ricordano le radici. nel corso di altri mille nni si diffusero da lì ad altri habitat più asciutti. ma sono piccole piante: il massimo muschio conosciuto.che sfociano nelle piante fiorent i .di nuotare verso le uo va che infine si trovarono rinchiuse in celle affondate nella superficie della p ianta. Forse da princi pio furono le pozzanghere basse a provvedere a questa necessità. alcune hanno nervature centrali. delle quali equiseti e licopodii costituiscono gli esempi più primitivi dei nostri tempi. sebbene vi sia un loro gruppo fornito di «foglie» che si sovrappongono e s embrano all'aspetto foglie di piante fiorenti. Altro miglioramento riproduttivo è dato dal fatto che la generazione produttrice d i gameti si rimpicciolisce e matura in fretta. Le epatiche fabbricano sul suolo strutture piatte sovente sfornite di forma ben definita. o sfagni. perché né le briofite né le alghe offrono antenati plausibili delle piante vascolari con tessuto circolatorio ben determinato che risalgono all'epoca Silu riana.sono caratterizzate dalla dominanza della generazione con produzione di spor e.i pigmenti e i meccanismi di fotosintesi. le rocce bagnate. I muschi vivono quasi in ogni posto che possa consentire la vita. che fornisce anche un po'"di forza meccanica. e semplici pori respiratori.

il mal della volpe o del carbone dei cereali. Però questi cordoni o trecciol ine danno origine a corpi fruttificanti in cui i cordoni vengono elaborati in st rutture. I funghi esistono dal periodo Precambriano. possono contenere anche chitina. Le strutture si formano con il sistema del «falso blocco». A somiglianza di molti batteri. e sebbene le pareti delle lo ro cellule contengano abitualmente cellulosio. Parimenti possiamo trovare già ai primordi prove evidenti di funghi viventi in simbiosi sulle radici (ne verrà data estesa descrizione al capitolo 22 ).alcuni dei quali ricordano da vicino dei tipi attuali . Dal punto di vista struttura le i funghi sono organismi semplici. mentre altri vivono nella ter ra e sopra la superficie del suolo. e allora si dicono saprofiti. Vi sono compresi agenti di malattie qu ali la ruggine. Esse sono abbastanza semplici nei funghi microscopici. I tessuti dell e piante terrestri vascolarizzate fossili sono spesso infiltrati di filamenti fu ngini . che possono arrivare ad avere un diametro di 250 centi metri. come nella maggior parte delle pi ante. in quelli che crescono sugli alberi e nei «frutti» discoidali del fungo del la carie secca del legno.riconoscibili dalle spore e dagli organi di riproduzione . Insomma. oppure assorbono nutrimenti dalla materia morta.Lo xilema. questi pesci fuor d'acqua nell'ordine delle cose. ma per lo più assomigliano grosso modo a certe alghe filamentose. Corner ha perfino immaginato che non dovrebbe essere impossibile a gli scienziati introdurre cloroplasti nelle cellule fungine e riportare così indie tro le lancette del tempo.fossero parassiti oppure saprofiti viventi su tessuti in disfaci mento. Superficialmente simili ai muschi. ma arrivano ad a ssumere molte forme stravaganti e bizzarre nei funghi ad ombrello mangerecci o v elenosi. è il fattore comune che distinguerà in av venire ogni progresso delle piante terrestri. dal mo mento che non contengono clorofilla. Sono in grado di digerire il cellulosio e la lignina. . sono gli spazzin i del gran mondo delle piante verdi fotofissatrici. Altri sono in grado di sciogliere l e sostanze inorganiche quali il silicio. ivi compresi molti estesi gruppi n oti soltanto dai fossili.nel qual caso sono detti parassiti . Se qualcuno avesse scritto questo libro 200 milioni d'anni fa non avrebbe esitat o ad affermare che il gruppo dei licopodii era tra quelli di maggiore successo. ma nemmeno completamente piante. perdendo infine la clorofilla man mano che scomparivano il bisogno e la possibilità stessa di praticare la fotos intesi. se ne trovano nelle acque dolci. essi attacc ano i loro ospiti vivi per ricavarne cibo . comprendono tra questi i lieviti unicellula ri sporosimili. il ferro e il magnesio ricavati dalle r occe mediante emissione di acido citrico. J. e per la maggior parte del loro tem po si presentano virtualmente come indifferenziati. vengono pressati insieme molto strettamente. avevano strutture di sostegno e circolatorie abbastanza complesse. un meccanismo efficiente di riproduzione. adattandosi in seguito a vivere in assenza d i luce e ad assorbire nutrimento in diversi modi. e le muffe. ramificandosi ed intrec ciandosi in modo da dare rigidità. Non sempre è chiaro se questi funghi terrestri primitivi . sulle piante e sulle sostanze in decomposizi one. e la capacità di p rodurre foreste di piante arborescenti adatte a crescere rigogliosamente in molt e parti del mondo. vivevano nel mare come alcuni fanno anche oggigiorno. Sarebbe sembrato un apogeo senza possibilità di alternative.che a loro vo lta possono presentare invasioni secondarie d'altri filamenti. Dovunq ue esista sostanza organica attaccabile si troveranno dei funghi. A questo punto devo citare i funghi. E. perché si compongono di una massa di filacce o cordoni di cellule formanti fili o estesi tappetini che ricordano la seta fine. ma alcuni loro corrispondenti moderni costituiscono sicuramente affezioni parassitarie. per cui i filament i delle cellule usati dal protoplasma per traversare i pori per la lunghezza di un cordone. che sicuramente non sono animali. Alcuni possono crescere senza ossigeno. Che ce ne facciamo dei funghi ai fini dell'evoluzione? Non hanno in comune con l e piante verdi il chimismo unico della fotosintesi. o tessuto circolatorio legnoso. Possiamo eventualmente av anzare l'ipotesi che gli antenati dei funghi fossero animaletti unicellulari che in seguito assunsero forma filamentosa? Pare più probabile l'ipotesi che si siano originati dalle alghe filamentose. la sostanza impiegata nel regno animale d a insetti e crostacei per formare i loro esoscheletri.

Alcune crescono fino all'altezza di 10 metri come alberi simili alle palme. Pare però che questo passo sia stato compiuto troppo tardi perché questi gruppi potessero giovarsene pi enamente in termini evolutivi. qualcuna cresce anche in acqua. e ne esiste uno . La forza del gambo risi ede in larga misura nella parte esterna rigida corazzata di particelle silicee. . Hanno radici abbastanza ben sviluppate . Sebbene molti licopodii odierni siano piante assai tenaci. sono assolutamente insignificanti in rapporto all'intero mondo vegetale per numero e dimensioni.Esistevano contemporaneamente equiseti arborescenti alti fino a 30 metri. i licopodii e gli equise ti.l'equiset o gigante . che contiene riserve nutritive. Anche gli equiseti non sono piante attualment e dominanti. Essi non fu rono in grado di resistere a condizioni di crescente aridità. ricordando molto da vic ino un germoglio germinante su una pianta superiore. Conosciute inizialmente dal tardo Devoniano. dove una pianta può assomigliare a un'altra precedente per un certo aspetto. o spermofite. Questi hanno struttura affatto diversa da quella dei licopod ii clavati: hanno un anello di canali d'aerazione verticali. le piante ter restri si sono diversificate anche più estesamente e in condizioni ancora più varie. e ben presto i loro massicci cadaveri andarono a comporre i ricchi giacimenti fossili negli schisti e negli strati di rocce che noi chiamiamo delle Ere Carbonifere. alcuni con tronchi massicci alquanto somiglianti a quelli delle palme attuali e con nu merosi rami eretti. Il giovane sporo fito spunta dalla spora. il mutamento del clima trovò q uesti giganti vegetali incapaci di adattarsi con sufficiente rapidità. Questi vegetali sono invasori di successo. si spartirono il dominio della vegetazione terrestre. e infine sono rinchiusi di norma in almeno uno strato protettivo.che raggiunge i 10 metri d'altezza. e vi hanno lavorato attorno ricavandone altre dive rse . Tu tti i gruppi vegetali descritti finora affidano la disseminazione alle spore. I gruppi arcaici dei licopodii.sebbene servano principalmente da ancoraggio . La maggior parte delle felci ha spore sulle proprie fronde simili a fogl ie. le felci hanno tirato avanti co n successo nelle epoche successive caratterizzate da cambiamenti di clima. e quello ora estinto delle calam iti. Gli antenati delle felci sono antichi come le briofite. Nelle piante seminifere. che probabilmente avevano un antenato in comune con le felci a spore. degli equiseti. perché sono i primi in cui . non è quasi mai possibile tracciare una discendenza ininterrotta o identificare antenati comuni. Queste tuttavia svanirono senza lasciare una discendenza che conducesse c hiaramente alle piante attuali fornite di semi. L'archivio dei fossili è pieno di frammenti di dubbia attribuzione del tipo citato. anche se generalmente sono di di mensioni più modeste.maggioranza ultrapreponderante del regn . mentre le foglie sono ridotte a scaglie. e tra questi e il c entro cavo c'è un altro anello di fasci conduttori rigidi.in poche specie . uno stelo separato regg e grappoli di capsule di spore. Molto presto nella documentazione dei fossili compaiono piante fdeiformi con sem i simili a noci. in alcune.la generazione che produce gameti s ia ormai completamente subordinata e venga portata dalle spore. Proprio come le alghe si sono grandemente differenziate nel mare. tuttavia tipicamente contengono una pianta embrio nale preconfezionata ed una scorta alimentare per avviare l'infante sulla sua st rada. La loro generazione s essuata consiste in un piccolo «protallo»: la generazione dominante è quella che porta spore. Ciò consente alle spore molta maggiore indipendenza dalle condizioni di umidità o di siccità. oggi si trovano in quasi tutte le parti del mondo.un letto caldo di prove ed errori che spesso ha provocato la scomparsa tot ale d'interi gruppi. ma non per un altro. Certi semi son o poco più che spore migliorate. quasi una premonizione della pianta fiorente. Il balzo successivo nell'evoluzione comporta la produzione di semi. che si trovano ad ese mpio nell'Artide. come la felce florida e la felce lunaria. Ma. in modo abbastanz a simile a quello accaduto in seguito ai dinosauri. spesso come sottobosco o prosperan ti sugli alberi muschiosi o sulle loro biforcazioni. Questi due gruppi hanno fatto un passo importante nella storia dell'evoluzione. ma non sono molto diminuiti di statura.e un sistema rigido ed elaborato di circolazione. Si devono immaginare gruppi diversi di piante che hanno sviluppato l'una o l'al tra caratteristica primitiva. conosciuti e male detti da molti giardinieri per la loro tremenda persistenza in veste d'erbacce.

discendono probabilmente dalle felci spermofite. le conifere .un genere delle Gnetales comprendente liane. mentre le angiosperme ricorrono a dispositivi spesso di fattura elaborata.lo stadio fornito di semi che possiamo ancora definire spor ofiti è totalmente dominante. Un gruppo assomigliava ai ranuncoli. Di norma le gimnosperme portano ovu li destinati a svilupparsi in semi su scaglie di pigne di aspetto simile alle fo glie. Il ginkgo produce grossi semi ovulari della lunghezza di circa 2 centimetri. ma hanno foglie piatte a ven atura reticolata: sono le sole gimnosperme con tale caratteristica. i cui stessi inizi sono oscuri: le Cordaitinae. originano gameti maschili mobili come spermatozoi . originatesi nel Carb onifero. con la differenza che. Gli Gnetum . quelli femmini li sono sempre portati sullo sporofito o all'interno di esso. Le cycadine. e i grani di polline. e non hanno esiste nza individuale. sebbene il g inkgo abbia foglie piatte a ventaglio con venature ramificate ma non reticolate. o sporo fite. e "angiosperme" o «a semi "rinchiusi"». Le stesse cellule dell'uovo possono avere il diametro di 6 millimetri. con un «guscio» sottile piuttosto soffice e un interno decis amente morbido. Le spermofite più antiche tuttora esistenti sono le conifere. e v engono dispersi con una grande varietà di mezzi.o vegetale odierno . per il fatto che hanno un sistema ben architettato di circolazione che ser ve anche a rafforzarle e sostenerle. dove l'acqua e il nutrimento possono circo lare dalle radici alla cima e viceversa.che nuotano per intere settimane prima di attuare la fe condazione del nucleo femminile. tra l'altro. Nelle cycadine e nel ginkgo possono passare tre o quattro mesi prima che avvenga l'impollinazione. con n uclei di mezzo millimetro. le scaglie semplicemente si aprono per metterli in lib ertà. somiglianti alle palme. e secondo ogni evidenza le Bennetitinae e le cyca dine si estinsero mentre compariva la prima angiosperma. .dell e quali non è il caso di dare una descrizione . i gameti maschili e femminili sono piccoli. sotto forma di una «goccia di impollinazione» liquida in corrispondenza del co llo dell'ovario. Questo dispositivo intermedio ha consentito a tutte le p iante spermofite di sottrarsi alla tirannia dell'umidità esterna ai fini della rip roduzione. quando sono maturi. Le cycadine. Sussistono però troppe differenze tecniche perché si possa affermare l'esistenza di un legame d iretto con le piante fiorenti. Nelle conifere passa molto tempo . alberi e cespugli . I semi in realtà sono ben protetti come nelle angiosperme. virtualmente immutato rispetto ai fossili più antichi datanti dal tardo Paleozoico. analogamente alle piante davvero anomale e notevoli classificate co me Gnetinae. per forma e modello generale. per cui comprendono alberi veramente enormi in grado di resistere alle tempeste. Le piante a semi differiscono ulteriormente da quelle che portano spore. Le loro parti sessuate erano rinchiuse in organi simili a f oglie.un anno intero nei pini . Alcune cycadine fossili erano notevolmente diverse da quelle che conosciamo oggi .e il ginkgo derivano da rami diver si di una famiglia estinta.mentre il tubetto d el polline si allunga verso il nucleo femminile per liberare i nuclei spermatici per la fusione finale. e il ginkgo. per in significante che sia. e sono attivate da flag elli in una scanalatura a spirale. I gameti delle cycadine (antenoroidi) assomigli ano alle trottole con cui i bambini sono soliti giocare. I n queste ultime gli ovuli sono portati quasi sempre entro strutture chiuse o "ca rpelli". mentre i coni o le pigne femminili che li ospitano. Non esiste un'altra generazione indipendente. spesso di un bel colore giallo o arancione. tanto che il gruppo delle Bennetitinae pare quasi rappresentare i prototipi de lle piante fiorenti. possono pesare perfino 45 chili (Encephalarto s). Ovuli singoli possono raggiungere la lunghezza di 6 centim etri (Macrozamia). germinando. Le spermofite odierne si dividono in due gruppi principali: "gimnosperme" o «a sem i "nudi"». le cycadine. Tutte queste piante conservano «ricordi» dei mari antichi in cui si erano accoppiate le alghe loro ante nate. mentre gli ovuli avevano scaglie che li rendevano paragonabili a carpelli .hanno un sistema di riproduzione chiaramente gimnospermo. I gameti maschili rappresentano e costituiscono il polline.talvolta grandi abbastanza da essere v isibili ad occhio nudo . hanno un apparato sessuale molto più grande che in ogni altra pianta vivente.

che inizialmente contengono sacchi embrionari. Contemporaneamente elaborarono le attrezzature riproduttive. comparsi per la prim a volta nel Carbonifero. il rozzo sperma a . Ma non ci sono ovvii precedenti fossili. Anche le angiosperme perfezionarono i meccanismi microscopici e relativamente go ffi di fecondazione delle gimnosperme. il net tare. e la goccia d'impollinazione delle gimnosperme sparì. Abitualmente il fiore delle angiosperme è molto più elaborato di quello delle gimnos perme: si tratta di una struttura compatta ricavata almeno in parte da foglie mo dificate.nel caso ne avessero bisogno . permettendo loro di mantenere le dimensioni che av evano in tutti i grandi rivolgimenti geologici e conseguenti mutamenti di clima. le conifere oggi sono piante di altrettanto successo come al tempo dei dinosauri. di modo che si svilupparono dispositivi com plessi per quell'insetto e nessun altro. si può ridurre alle pure parti essenziali di stami maschili poll iniferi e di stimmi femminili per ricevere il polline. f oglie e sistemi di rami che esse continuarono a perfezionare. l'ultimo dei gran di gruppi vegetali a svilupparsi. ed hanno ricevuto n uove prospettive di vita . e inizialmente si rivolsero al polline. Nel capitolo precedente h o fatto menzione del modo con cui i semi delle angiosperme si sviluppano entro s trutture chiuse. o "anto fìte". Nella registrazione lasciataci dai fossili esse comparvero senza dubbio del tutto improvvisamente in un momento in cui succedevano poche altre novità sul fro nte dell'evoluzione. nel quale è archiviato il polline delle ninfee. Altre antofìte a ssai antiche appartengono al gruppo rappresentato oggi da magnolie e ranuncoli. eredi tando dalle gimnosperme semi già molto evoluti. Il polline di per sé non è mai mobile. ma la maggior parte fa affidam ento sugli animali. dei quali i dinosauri sono i più famosi. Progredirono rapidamente in modo particolare gli insetti. rese possibile o piuttosto necessario . non esistono inequivocabili «anelli mancanti». Darwin considerava «un deprecabile mistero» l'origine delle piante fiorenti. detta stimma.Queste venature non si possono definire anelli mancanti. cercavano cibo. comparvero proprio sul finire del periodo Giurassico. in condizioni topografiche e climatiche q uasi uniformi. come nel caso di certe erbe e delle euforbie. Il grande numero di specie d'insetti. cioè i fiori. Le prime piante fiorenti. mentre la maggior parte di queste schiatte pri mordiali continuava a vivere quasi immutata. a quanto possiamo sapere sulla scorta del polline foss ile. Capitolo 4. ma sono chiaramente di tipo intermedio. La loro struttura legnosa forte e flessibile rappresentò un g rande miglioramento rispetto alle ramificazioni rigide e fragili dei licopodii e degli equiseti arborescenti. Questi furono i precedenti che portarono alle piante fiorenti. La maggioranza si originò però nel Cretaceo. Per citare Bell e Woodcock. LA FIORITURA FINALE. Proprio per questo l'evoluzione del fiore è stata tanto rapida . Alcune angiosperme vengono impollinate dal vento. Forse questa apocalisse accelerò effettivamente lo s viluppo improvviso delle piante antofìte. Tuttavia. mentre i loro fiori si facevano sempre più attraenti agli occhi degli insett i sfoggiando profumi. su una parte di questi carpelli si sviluppò una superficie ricettiva per i grani d i polline.un numero molto maggiore di nuovi adattamenti di quant i ne avessero le piante in precedenza. e in seguito anche di altri animali quali uccelli e pipistrelli. «in confronto c on l'eleganza citologica della fecondazione di un'angiosperma. Per distrarli da questa abitudine le piante misero a punto un surrogato. Alcune piante vennero a di pendere da singole specie d'insetti. colori e caratteri segnaletici.grazie alla loro attua le utilità per l'uomo. che protegge e mette in mostra il polline e gli ovuli ed è progettata ti picamente per assicurare la fecondazione. dette carpelli. Nonostante il prolungato immobilismo in termini evolutivi. Queste antofìte o angiosperme ebbero un buon trampolino a loro disposizione. mentre in realtà un mutamento apocalittico nelle condizioni d i esistenza spazzava dalla faccia della Terra molti gruppi di animali. verificatisi alla fine delle Ere Carbonifere. tessuto vascolare e di sostegno.

Il f iore contiene vari corredi separati di parti componenti . ma anche primitivo». Nei fiori più primitivi . o "xilema ". ma una pianta da un'impressione così peculiare .monocotiledoni siano discendenti delle dicotiledo ni originarie. mentre le monocotiledoni hanno quasi s empre fiori con parti disposte a tre a tre o multipli di tre.sepali. le angiosperme poterono riprodursi sulla terra a sciutta e praticamente in qualsiasi punto della terra. né alcune altre meno vistose. queste foglioline germinali tra l'altro hanno forma di solito affatto diversa dalle foglie delle dicotiledoni adulte. Le caratteristiche fiorali possono anche ricordare l'antichità delle origini. si riferiscono specificamente alle piante che hanno semi con u na o due foglioline. per cinque. le dicotiledoni più sovente hanno parti disposte per quattro. petali. Nessuna di queste differenze. I due gruppi sono ugualme nte diffusi sul globo. Le foglie delle monocotiledoni sono tipicamente strette e allun gate. come risult a dalla descrizione datane al capitolo 6. sviluppando parimenti le possibilità della riproduzione asessuata mediante ar tifici vegetativi. Lungo questa giuntura compare nelle antofìte più primitive la supe rficie degli stimmi ricettivi al polline.giusto il caso dell'arcaica ninfea un complesso o corredo può fondersi a poco a poco con quello vicino senza differe nziarsi bruscamente (i petali interni possono fondersi con gli stami. Ogni parte componente può trovarsi ripetuta in più copie. come le magnolie e le ninfee. Grazie ai loro ef ficaci sistemi di riproduzione.definita da Ronald Good come u na specie di «esecuzione aerodinamica». il quale è ripiegato semplicemente in modo che gli orli della crosta comb acino su un lato. o in strutture specializzate al di sopra di esso.nterozoico delle cycadine non è solo barbaro. stimmi e carpelli. I fiori con parti evide ntemente fuse. Le antofìte si svilupparono rapidamente. che compariranno in seguito qua e là nel testo. Molte delle prime antofìte si sono completamente estinte: la flora del primo Cretaceo dev'essere stata di aspetto molto diverso da quella att uale.separa le piante fiore nti dalle gimnosperme a semi nudi e delle sporofite. ed ha una configurazione generale così distinta . Una riproduzione più spiccia e lo sviluppo d'individui nuovi s ignificano possibilità potenziali di mutamenti in continuo crescendo. sia per dim ensioni sia per abitudini di crescita e durata del ciclo vitale: fattori tutti c he comportano conseguenze di vitale importanza ai fini dell'adattamento a quasi ogni nicchia climatica e topografica. sembra però che gli antenati principali delle odierne angiosperme ap partenessero a un altro gruppo di piante senza stretta rassomiglianza con i loro discendenti ultimi. le "monoco tiledoni" e le "dicotiledoni". nel caso delle monocotiledoni . Probabilmente la scissione delle piante fiorenti in quest i due gruppi distinti è avvenuta molto presto nel corso della loro evoluzione. ed è altrettanto probabile che le . Caratteri di relativa primitività si possono intuire anche dal seme il cui dispositivo di chiusura . proprio come la presenza delle branchie nei feti dei mammiferi ricorda i pe sci progenitori. con nervature parallele contrastanti con quelle reticolate e le foglie a f orma assai diversa dalle dicotiledoni.in un carpello a scatola . come ad esempio le trombe composte dai petali di una convolvolace . I carpelli più semplici hanno un tipo di chiusura che ricorda un oggetto avvolto nel lembo della crosta di un a torta. In seguito gli stimmi si sposteranno s ulla sommità del carpello. o in numero indefinito. Solo dall'esame dei cambiamenti di struttura del legno. L'anatomia del gambo è diversa. Questi due vocaboli. Infine il gruppo approntò i nnumerevoli e spesso ingegnosissimi modi atti ad assicurare la dispersione dei s emi. si può dedurre con la massima accuratezza la posizione evolutiva di una famigli a vegetale. E" poss ibile che la forma dei cotiledoni ricordi quella delle foglie delle piante anten ate. o cotiledoni.che chiunque abbia a che fare abitualmente con le piante ben di rado si trova in imbarazzo n ello stabilire il gruppo di appartenenza d'una pianta. e d ogni singola parte si troverà separata da quelle vicine. diventando dominanti verso la metà del lung o periodo Cretaceo. altri peta li invece con i sepali). sebbene le dicotiledoni siano in generale assai più variate delle monocotiledoni. costituisce un caratte re infallibile di diversificazione. stami. Alcune delle piante più primitive sono riconoscibili ancora oggi. Il gruppo ha uno spiegamento di forme di vita assai più esteso di qualsiasi altro. Esistono due gruppi distinti e di maggior rilievo di piante fiorenti.

probabilmente sono venute molto dopo. La comparsa e la diffusione delle angiosperme avvennero in concomitanza con l'ul tima fase importante dei mutamenti geologici sulla Terra. L'Eocene vide l'affermarsi dell'insediamento di molti tipi di Spiante sostanzial mente moderne. come nella famiglia delle composite. Diversam ente da quanto si potrebbe sospettare. E" già stato fatto cenno a come i fossili più remoti appartengano alle piante che no i consideriamo le antofìte più primitive. che pure sono mo lto differenti tra loro per parecchie caratteristiche. niss .che sono pi ante senza clorofilla . le piante fiorenti acquatiche non si orig inarono dalle specie acquatiche più primitive: si tratta quasi certamente di piant e erbacee che tornarono a migrare nelle acque dolci.e delle specie parassitarie. Altri cambiamenti si originarono con la comparsa degli anima li erbivori. platani. sono probabilmente di tipo più progredito. come accade per le erbe. le magnolie e i tulipiferi. co me è accaduto per le foglie delle piante carnivore e delle drosere. il cui risultato finale è dato da un "capolino". Se non altro queste epoche corrispond ono a periodi di grandi movimenti geografici: le argille eoceniche londinesi con tengono in numero notevole frutti e semi che dimostrano come allora la flora del l'Inghilterra meridionale assomigliasse a quella attuale dell'India e della Male sia. e naturalmente hanno mas sime possibilità potenziali di attuare mutamenti. Condizioni del genere testimoniano a favore dell'adattabilità e del vigore colonizzatore delle piante fiorenti. querce. e una schiera di piante a foglie caduche ben note . a nch'esse erbacee. Le piante annuali. Nel Miocene le foreste cominciarono a ritirarsi. che portò alla formazion e di rilievi montuosi comprendenti anche le Alpi e l" Himalaya nel Miocene. Compaiono in que sto periodo molte famiglie di piante affatto nuove: tra le piante molte erbe da prateria moderne. stiance. i giunchi delle Typhaceae (sale. che scoraggiò la crescita degli alberi e incoraggiò le piante a rinnova re costantemente le loro strutture dalla base. e nell'Utah è stato trovato un fico d'India fossile somigliantissimo a quelli del giorno d'oggi. una conifera a foglie caduche scoperta solo nel 1945 dopo che veniva ritenuta estinta. Pare probabile che le composite altamente organizzate (margherite). Su quello che oggi è il Circolo Polare Artico viveva una flora somigliante a quella dell'Europa attuale. Quando un organo si è modificato per svolgere una funzione completamente nuova. o quando una p ianta cambia tutto il suo metabolismo alla stregua delle saprofite . comprendenti ad esempio le fam iglie dei ranuncoli e delle ninfee. cespugli e infine piante erbacee: quelle senza stelo o gambo legnoso declinavano riducendosi a un ciuffo ad ogni stagione. cui apparteng ono le margherite. le Ranales. oppure si sceglie un nuovo habitat. sta nel la produzione di numerosi fiori riuniti in una testa compatta. ed eccezionalmente in mare. Cominciarono a signoreggiare le piante a foglie caduche. comparsi probabilmente nelle regioni più calde del globo a formar e foreste alquanto simili alle odierne. Altra segnalata tendenza evolutiva. Da quegli alberi si svilupparono piante rampicanti del tipo delle liane. A loro volta gli alberi si separ arono da queste piante che portano grossi frutti carnosi di grande richiamo per gli animali. come nel caso delle epifite arboricole.faggi. Alberi come pioppi e plat ani sono pure noti dal primo Cretaceo. e lo stabilirsi nel Pliocene di continenti ed oceani pressappoco nel loro contorno a ttuale. Ad esempio le foglie dell'alberello Cercidiphyllum di quest'epoca sono rimaste quasi immutate nella specie attuale. o come nei fiori di erba San Pietro e di cerfoglio selvatico tra le ombrellifere.a. e presero ad estendersi le prat erie man mano che crescevano d'importanza i mammiferi erbivori. mazze sorde). evolvendo verso gli alberi con semi più piccoli ed asciutti in grado di venir portati fuori dalla foresta tropicale e di colonizzare progressivamente habitat meno favorevoli. Sulla scorta degli indizi disponibili pare probabile che le angiosperme più remote fossero alberi. ci sono altrettante probabilità c he si tratti di mutamenti relativamente recenti. almeno per certi gruppi di famiglie. noci. le orchidee e le erbe. a nord dell'attuale circolo polare assieme alle pian te cedue prosperavano estese foreste di sequoia eocenica. cominciarono a comparire verso la fine di questo periodo. Oggi tutti gli alberi delle regioni subartiche hanno p iccoli semi secchi. con cicli vitali più brevi ma anche maggiori capacità di mutamento.

Come verrà dimostrato nella seconda parte di questo libro. come i giacinti e gli altri bulbi che noi sottoponiamo alla forza tura invernale per avere fiori primaticci. Difficile immaginare un mondo vegetale diverso e. Fatto abbastanza curioso. A confermare la teoria della deriva dei continenti ha contribuito la distribuzione di piante imparentate tra loro che vivono nella parte meridionale del Sudamerica. ed è fin t roppo controllato dall'uomo odierno. gambi. che per alcune piante accelerano e normemente i processi sopra accennati. Il nostro pianeta pare in fase di quiete. una parte della molecola di clorofilla assomiglia a qu ella dell'emoglobina che forma il pigmento del sangue dei mammiferi.parafrasando quan to hanno detto Bell e Woodcock . determinarono infine la distribuzione vegetale che vediamo oggi. qualunque sia la loro complessità. Sebbene la c . Nel Pliocenico l'Europa aveva ancora piante che ora sono confinate alla Cina e a ll'America settentrionale. non c'è motivo di dubitare che continui l'e voluzione naturale. in Sudafrica e in Australia. liquidambar americani. l'uomo costituisce oggi l'agente più importante per portare avanti l'evoluzione e la distribuzione delle piante. arancio e azzurro. e pasticciano con medicine. La produzione è regolata dalla quantità di luce disponibile. La fotosintesi è localizzata di norma nelle foglie. Il tema di questo libro è costitu ito in gran parte dagli esperimenti e dalle esperienze attuali delle antofìte o pi ante fiorenti. sequoie e cedri. alberi di Giuda. e si forma con rapidità veramente sorprendente nelle foglie tenute artificial mente al buio. talvol ta notevolmente discontinua. Q uesto processo è chiamato fotosintesi. ma non tutti i raggi contenuti nel lo spettro della luce solare . respingen do le piante subtropicali e tropicali nella fascia attorno all'equatore. come mi arrischio a prevedere a conclusione di questo libro. non appena esse spuntano alla l uce. Le piante fiorenti che osserviamo oggi si possono paragonare . Indipendentemente dalle attività umane. La grande invenzione del regno vegetale. che hanno cessato di lottare per affermarsi. nonché nel centro d ell'Africa e nella parte centrale dell'America Meridionale.quelli di colore rosso. ad eccezione di pochi casilimite di organismi unicellulari. eccetera. è la clorofilla. ma vi sono molte piante in cui le foglie sono state sostituite da steli. La clo rofilla impiega questa energia radiante per combinare l'acqua e l'anidride carbo nica e per produrre zucchero sotto forma di glucosio.a una comunità di esseri umani di mezza età e favor iti dal successo. Talvolta anche le radici sono verdi. La clorofill a si forma quasi istantaneamente nelle piantine. salvo che i l ferro dell'emoglobina viene sostituito dal magnesio nelle piante. tale da renderle indipendenti dalle fonti esterne di carboidrati. ci sono probabilità che non si possano verificare u lteriori evoluzioni in massa. profumi e pomate strane. La clorofilla è un pigmento che assorbe alcuni. picciòli e rami che si assumono la funzione della fotosintesi. quali pini. il fattore che differenzia totalmente l e piante da tutti gli animali. Contemporaneamente viene c eduto ossigeno.e. Capitolo 5. Una pianta contiene q uesta sostanza. LA GRANDE INVENZIONE. Le succ essive glaciazioni restrinsero le piante dei climi temperati in aree molto più rid otte di prima. dal momento che compaiono nuove specie selvatiche. ed og ni altro genere di complicate sostanze chimiche. dopo un rapido ritorno delle foreste avvenuto circa 8000 anni or sono. e. e costituisce una prerogativa unica delle p iante. restringendo le superfici trop icali e delimitando le regioni temperate settentrionale e meridionale. sia che si tratti di un'alga unicellulare quanto di un albero gi gantesco in una foresta. filadelfi. In questo periodo cominciarono ad insediarsi le speci e delle piante che conosciamo oggi. Essi tuttavia non sono ancora troppo vecchi per far esperienze. e si mostrano in giro con vestiti di ogni genere. Continuò l'abbonda nza delle conifere. hanno una vita sessuale incredibilmente varia con partner di og ni tipo immaginabile. Nella seconda parte del Quaternario le regio ni polari si coprirono di una coltre di ghiaccio. sebbene certe piante in condizioni di scarsa luminosità riescano a produrne più di altre.

la rete di comunicazione viene ma ntenuta attiva. e i settori assorbiti dello spe ttro della luce solare corrispondono chiarissimamente all'ambito visivo dell'occ hio umano. detti cloroplasti. esattamente come gli animali. Il glucosio prodotto nel corso della fotosintesi rappresenta il punto di partenz a di tutto il metabolismo della pianta . corrisponde ad una combustione. ammucchiat e ed avvolte in un unico strato membranoso. sia pure molto fievole. o ricettori visivi. Il consumo di ossigeno. mediante una cat ena di complicate reazioni in 38 molecole di trifosfato di adenosina. Però abitualmente entrano in funzione di spositivi filtranti passivi. mentre ve ngono cedute sei molecole di ossigeno. Nelle foglie sottili delle lenticchie palustri i cloroplasti si dispongono orizzontalmente lungo le pareti delle cellule quando la luce è fioc a. che contribuiscono a costrui . L'energia così liberata va a fabbricare la struttura della pianta per moltiplicazione cellulare.la produzione di energia per la crescit a. Se si ingrandiscono fortemente questi due corpi pigmentati . Liquidi e minerali parimenti richiesti per la cre scita vengono convogliati attraverso i canali. Questa «valu ta energetica» universale è l'elemento attivatore di base di tutte le attività cellula ri e di tutti i processi di crescita. e si trova sempre associata al pigmento giallo xantofilla ed al carotene di colore gialloaranciato. Uno scrittore li ha paragonati a un mucchi o di parecchie centinaia di palle cave appiattite per schiacciamento. e si può paragonare a quelli usat i in astronautica per convertire l'energia radiante in energia elettrica. per un breve intervallo di tempo. Nell'alga unicellulare Meugeotia si dispongono di c oltello rispetto alla sorgente luminosa se la luce è eccessiva. I cloroplasti presentano impressionanti somiglianze con le cellule a bastoncini. Il cloroplasto agisce come semiconduttore.lorofilla sia sostanzialmente verde. e gli organi di riproduzione giungono a maturazione. i rami mettono più foglie per effettuare altra fotosintesi. in termini tecnici. Questi cloroplasti sono stati definiti «gli schiavetti verdi» che consentono a una p ianta di condurre un'esistenza calma e passiva. per impedire che la luce eccessiva danneggi i cloro plasti vitali. g ambi e tronchi s'ispessiscono. degli occhi dei vertebrati. Nelle a lghe compaiono altri pigmenti a dare man forte alla clorofilla. Un bastoncino visivo. le cui funzioni permangono alquanto misteriose.i clorop lasti infatti sono minuscoli dischetti con diametro inferiore a un micron . un cond ensatore o un accumulatore elettrico. perché di solito sono di colore diverso dal verde. Il cloroplasto è un convertitore di energia che cambia l'energia della luce in e nergia chimica. all 'interno di cellule adatte. mentre ad esempio un leone deve consumare energia per cacciare ed uccidere. Naturalmente la fotosintesi s'interrompe al buio. nelle alghe i corpi equivalenti si dicono cromoplast i. e permette alla pia nta di usare l'energia accumulata prodotta di giorno. od "ossidazione". L'energia contenuta nel glucosio è disponib ile subito. Spero di riuscire a dimostrare con questo libro che in realtà una pianta non è per nulla un e ssere calmo. Vengono prod otti altri «capitali di riserva» sotto forma di grassi. se vuole procurarsi carne. e in senso verticale con luce intensa. Nelle piante superiori la cloro filla si trova sempre in corpi distinti e di varia forma. L'eccedenza alimentare viene immagazzinata. In ambedue i casi entrano in gioco rapidissime reazioni fotochim iche. si può mascherare con pigmenti di diverso col ore. e sono quelli ch e conferiscono alle alghe le loro tinte variate. è la combinazione di un trasduttore e di un amplificatore. e molta parte di essa viene convertita rapidamente. La fotosintesi prende sei molecole di anidride carbonica e sei di acqua. quando si passa dalla luce al buio. e co n l'energia fornita dalla luce le combina in una molecola di glucosio. passivo e remissivo. In alcune piante i cloroplasti si muovono all'interno delle cellule in risposta alle condizioni di luminosità. e tutti di faccia quando c'è poca luce.si o sserva che hanno una struttura che ricorda molto da vicino un radiatore. per cui le radici si allungano. E" sta to dimostrato che questi processi sono reversibili: le piante emettono effettiva mente luce. e di notte la pianta emette an idride carbonica e consuma ossigeno. gli zuccheri sono convertiti in carboidrati più c omplessi sotto forma di amido dove può venire imprigionata l'energia. che converte uno stimolo luminoso in una segnalazione nervosa .

e sono resistenti alle condizioni di sicc ità. oppure grandi canali a perti. i grassi hanno il sopravvento sulle proteine. Le piante terrestri che dispongo no di maggiore luce producono talvolta più zucchero di quanto occorra loro ai fini dell'accrescimento. Oltre ad alcune d ifferenze nei processi chimici interessati. Le piante del tipo delle alghe assorbono tutti gli zuccheri che producono. Alcune piante. ma questi agenti di collegamento del regno vegetale . Un fattore limitante è dato dalla bassa concentrazione di anidride carbonica nell' aria. Questa attività respiratoria a volt e continua anche di giorno. la foresta tropicale piov osa più di 20 volte. queste piante (dette talvolta piante tetracarboniche o a debole germogliazione) hanno cloroplasti di due tipi. e non sprecano carbonio nella respirazione diurna.per quanto presenti in soluzione nell'acqua . mentre granoturco e canna da zucchero hanno produttività superi ore rispettivamente di 25 e 35 volte. come nel gambo delle ninfee. come vien e definita. Però questa «fotorespirazione». Dobbiamo fare un'altra eccezione per i funghi. provengono spesso da regioni aride. Le piante acquatiche devono risolvere problemi particolari se si trovano per mol ta parte sommerse. solo lievemente migliorata nelle erbe delle regioni temperate. che è di sole tre parti su 10000. e l'anidride carbonica prodotta viene reimpiegata immediatamente nel processo di fotosintesi. ed anche delle condizioni clim atiche in cui ad esempio le nuvole possono ridurre l'intensità luminosa fino al 5% di quella che splende a pieno sole. dove l'aria si diffonde uniformemente in tut ta la pianta. e lo impiegano per produrre nettare zuccherino o secrezioni ghiandolari per altri scopi. come la canna da zucchero e d altre erbe tropicali. uno d ei quali contiene molto più amido e funziona all'occasione da riserva temporanea d 'energia. come la maggior parte delle piante. Pertanto molte piante acquatiche hanno un tessuto molto spugnoso. Le piante tetracarboniche sono invariabilmente tropicali o subtropical i. Esse hanno un mecca nismo efficientissimo per fissare l'anidride carbonica. Il plankton vege tale. che comprendono specie tetracarboniche tropicali e specie delle regioni temperate a ciclo ordinario. ma in cambio non hanno bisogno di convogli are sostanze alimentari per l'organismo. A luce debole le proteine e i carboidrati pr essappoco si bilanciano. perché sono tutte circondate dai minerali e dall'anidride carbonica presenti nell'acqua. di cui si può dire che maschera la respirazione diurna. o un poco del fogliame adulto è in parte ombreggiato. essi no n usano la luce solare per produrre energia. Non v'è dubbio che siano effettivamente piante. In alcuni casi questa caratteristica conferisce ulteriori possibil ità di galleggiamento. e di proteine.5 volte superiore. Sprovvisti di clorofilla. perché ossigeno ed anidride carbonica . Esistono parecchi generi. Talvolta ne hanno tanto da secernerlo attivamente attraverso le foglie o altre parti. può sciupare metà del carbonio assimilato attraverso la fotosintesi. ma a un tasso molto ridotto.virtualmente cellule elementari . Sembra probabile che si tratti di un progresso evolutivo. o fìtoplankton. Consumare energia in realtà significa respirare. A luce intensa e nelle migliori condizioni di nutrizione una cellula produc e molte più proteine che carboidrati.sono a concentrazione più bassa che non nell'aria. Invece con buona luce. e molto più basso nel caso d elle piante che restino inattive per una parte dell'anno. ma con scadenti condizioni di nu trizione. .re le cellule. misurati in accumulo di carbonio per ogni singola area. Quanto sopra si rileva nettamente confrontando i tassi di produzione di diverse piante. ma hanno approntato mezzi propri pe r ricavare nutrimento dalla materia in disfacimento o vivente. Anche questa cifra bas sa tiene conto dei periodi in cui tale coltura non ha le foglie tutte aperte. ogni eccedenza va ad ispessire le pareti delle cellule di cellulosio e ad aggiungere rinforzo. perché l'atmosfera odierna è meno ricca d'anidride carbo nica di quanto non fosse durante le Ere Carbonifere.ha la produttività più bassa . Esse non sono in grado di effettuare la fotosintesi come le piante ter restri a causa della luce più limitata. Il tasso di trasformazione medio di tutta l'energia radiante disponibile in ener gia chimica è inferiore all'1% in una specie coltivata. sono in grado di operare la fotosintesi più efficacemente di altre e a concentrazioni più modeste di anidride carbonica. Una foresta di betulle opera con efficacia circa 6. che formano il costituente principale del protopla sma.

Anche questa semplificazione ci lascia moltissime varianti nella crescita e nell e abitudini delle piante. la loro struttura ed architettura ge nerale. i r isultati di questa attività danno le vertigini. Molte piante acquatiche hanno un comportamento analogo. svernano. Una pianta. appartenente cioè ai tipi di piante più noti alla maggior parte della gente. le piante di cloroplasti: questi organi reagiscono alla luce e funzionano in manier a analoga. ma è in grado di effettuare le funzioni aspirantiprementi di una po mpa.poniamo .sprovvisti di clorofilla. sebbene alcuni suffr utici. ma deve avere a sua disposizione anche c erte sostanze minerali. pochi animali vi riescono. Le piante che vivono per parec chi anni e fioriscono ogni anno a maturazione si dicono perenni. che in parte le assomiglia. o qualsiasi altro periodo di ripos o che possa decretare il clima. assumendo la forma di una specie di nodo carnoso senza foglie o gambi. Una pianta può riuscire a riparare una lesione rigenerando alcune parti. abbiano parti superiori erbacee che . Tanto le piante quanto gli animali hanno lo scheletro. dove solo le radici restano attive. che tanto spesso fungono da agenti principali per rig enerare materie nutritive semplici dalla complessa farragine dei corpi animali e vegetali in decomposizione. più le secrezioni ghiandolari che costituiscono un secondo impianto di comandi. vivo no tutta o gran parte della loro esistenza in una sola stagione . oppure morire. sono veramente fuori del comune. e naturalmente l'acqua. e nell' anno successivo fioriscono. l'uno ha l'emoglobina e l'altra l a clorofilla. per crescere. iniziano la loro vita un anno. una pianta n on ha muscoli. Altre piante sono legnose e hanno per lo più maggiore durata. e che compongono il grosso della vegetazione del giorno d'oggi. L'animale ha il sangue.ivi compreso il plankton oceanico di alghe microscopiche . mentre le piante dispongono di me todi per controllare l'accrescimento. stabilirsi e nutrirsi. E" stato calcolato che la crescita o la produzione annua delle piante . Le funzioni sessuali delle piante sono paragonabili a quelle degli animali per la loro complessità. perché vivono solo poche settimane. INGEGNERIA NATURALE. ancorata in un modo c he ricorda . e del posto che occupano nell'ordinamento globale di t utte le cose. poiché passano gli inverni freddi in riposo. Più che altro per amor di semplicità dovremo considerarla una pianta fiorente o una conifera. la pianta ha la linfa. La pianta trascorre questo tempo. Capitolo 6. Anzitutto c'è la durata della vita. La pianta non può scegliere il posto dove dovrà crescere. perfino le piante carnivore arieggiano solo superficialmente il modo di fare de gli animali. Altre sono biennali. In termini energetici questo corrisponde molto approssimativament e all'erogazione di due miliardi di grosse centrali termiche o idroelettriche. Un a pianta ha cellule dotate di massicce pareti che le impediscono di assumere cib o in un modo che ricordi anche lontanissimamente i processi usati dagli animali. dovrà cavarsela lì. Forse le piante assomigliano maggiormente a polipi e coralli per il loro modo di vive re. Alcune piante sono annuali. L e piante terrestri da sole creano ogni anno 150 miliardi di tonnellate di materi a nuova. Una volta germogliato il seme. danno semi e muoiono. Sono le erbacee pe renni. quel loro ripetersi in elementi simili. In questo capitolo intendo tracciare il profilo di una pianta «ideale» nel suo insie me. sotto forma di un intrico o ciuffo o pezzo di le gno più o meno sotterraneo.e alcune di qu este piante a vita breve si dicono addirittura effimere.quello di un polipo.si aggira sulle 14 per 10 alla decima potenza tonnellate di mat eria organica. i movimenti ed ogni minimo particolare del la loro organizzazione. Gli animali hanno un sistema nervoso. grazie a sostanze chimiche funzionanti da messaggeri. Alcune ad ogni primavera drizzano steli o gambi carnosi che fioriscono ed appassiscono prima de ll'inverno. legnosi solo in prossimità della base. Gli animali sono forniti di occhi. ma che comunque non si può paragonare in nessun modo a quello di nessun animale dotato di capacità di spostamento. non ha bisogno soltanto degli alimenti prodotti dall'e nergia radiante tramite la fotosintesi. Calcolati su scala mondiale.

Il terzetto principale è costituito da azoto. Dopo 8-10 anni produce un ciuf fo enorme di fiori rossi alto fino a un metro e mezzo. mentre gli alberi ne hanno tipicamente uno solo. uncinarsi o stendersi su superfici od altre strutture vegetali. A noi. e un altro gruppo ar boreo . come è il caso di numerose bromeliacee. Alcune piante vivono per parecchi anni. annuali e perenni. me tà erbacee e metà cespugli.4 me tri: una volta che siano maturi i semi. la pianta. come cert i funghi. in un periodo poco p iù lungo le patate traspirano 570 tonnellate d'acqua per mezzo ettaro e danno un r accolto di due tonnellate. Q uesta semplice legge di natura agisce in molte sedi. l'erba traspira tra maggio e luglio una quantità d'acqua corrispondente a oltre 1000 tonnellate. Per alcune di queste occorrono dieci anni perché giungano a maturazi one. sebbene in quantità molto minori: tra essi quelli di zo lfo. Oltre alla traspirazione attiva si verifica anche per . Il modo in cui una pianta assume e assorbe i minerali fa parte di un complicato pro cesso elettrochimico noto come trasporto ionico. cellule interne comprese. opera con criteri decisa mente selettivi per quanto riguarda le sostanze che effettivamente assume o meno . o sche mi di accrescimento. e questo è il motivo per cui le agavi sono spesso chiam ate «le piante dei cento anni». per gli alimenti. queste forme estremamente specializzat e di adattamento sono del tutto estranee all'argomento generale di questo capito lo. importa sapere che tali sostanze vengono effettivamente assunte dalle piante. quali la salvia e la lavanda. Le sostanze minerali contenute nelle cellule di solito si trovano in rapporti molto diversi da quelli delle sostanze minerali contenute nel suolo esterno. Il motivo principale per cui viene assunta l'acqua è perché collabori alla fotosinte si. ma possono dare fiori e semi una volta s ola. Tra le piante erbacee e legnose. E" il caso delle meno scorrette saprofite. sodio. e il boro.possono perire in inverno. Questo significa che quando esiste una membran a porosa . Questa perdita d'acqua si dice traspirazione ed interessa quantità enormi di acqua. forniti di dispositivi.è imparentato con l'arancio. che vivono sulla materia in decomposizione. e sono dette "monocarpiche". Gli ag ricoltori. e che come loro non hanno clorofilla.una soluzione ad alta concentraz ione salina da una parte (ad esempio all'interno del pelo radicale) estrarrà acqua da una soluzione a concentrazione più bassa (esempio tipico l'acqua del suolo). Le valutazioni dell'entità della traspirazione variano moltissimo. ferro e altri metalli. ve ne sono molte che si arra mpicano e formano lunghi gambi a rapida crescita. è piantata diffusamente a Giama ica a scopi ornamentali: può raggiungere l'altezza di 15 metri. per altre assai di più. inoltre. ma sono n ecessari anche altri sali. Esistono anche svariatissime specie parassite. dipendenti in misura maggiore o m inore. Una pianta può vivere a lungo di s ola acqua e dei minerali ivi disciolti finché le sue foglie operano la fotosintesi . che consentono loro di attaccarsi. o spatelia montana. sebbene ne occorrano quantità infinitesimali. con un diametro di 2. da altre piante. e verranno trattate nei particolari nei capitoli successivi. Molte tra queste sono piante erbacee. fosforo e potassio. ma molte rappresentano curiose fasi intermedie. di solito con una corona o chi oma di rami. sebbene il suo tro nco abbia solo il diametro di circa 8 centimetri. Alcune palme sono monocarpiche. L'acqua viene assunta per osmosi. in questa sede. sebbene queste categorie si sovrappong ono immancabilmente. calcio. Per capire le funzioni delle parti di una pianta bisogna considerare il suo meta bolismo e le necessità create da questo ricambio. quali le grandi agavi che formano rosette o «palchi» e le pu ye americane. sebbene molto dipenda naturalmente dalla natura del suolo interessato.qual è la parete di un pelo radicale . La loro assenza può portare a morte una pianta. La Spathelia simplex. ma per un accrescimento normale e sano occorrono sali inorganici in maggiore q uantità. in quanto costi tuiscono eccezioni veramente affascinanti alla regola generale.quello delle spatelie . però la pianta assume e perde molta più acqua di quanto le occorra per tale proc esso. ma picc oli esperimenti hanno dimostrato che più o meno per ogni ettaro di terreno che pro durrà alla fienagione tre tonnellate di fieno. Le piante legnose si di vidono grosso modo in cespugli ed alberi. i cespugli hanno molti steli o tronchi relativamente corti. detta anche «orgoglio dei monti». tutta la pianta muore. magnesio. i forestali e i giardinieri si spingono troppo avanti quando devono b ilanciare questi minerali nelle quantità «giuste».

Il colletto o i rami portano anche gli organi sessuali della piant a. Il convogliatore principale del flusso ascensionale è noto con il nome di xilema. ment re quella dei peli radicali ammontò allo sconvolgente totale di 10620 chilometri. Queste condutture si possono paragonare a una combinazione della circolazione sanguigna negli animali e di un sistema digerente. la cui crescita media giorna liera per una singola pianta di segale si aggira sui 90 chilometri giornalieri. funzionante anche da rinforzo. ovvero le fabbriche della fotosintesi. e allora le foglie spuntano dal colletto. almeno come fascio centrale. Le radici portan o al gambo o al tronco. le radici ancorano la pianta al terreno. si avvertono in vari muschi. si può trovare una robusta parte centrale di cellule collegate tra loro per procurare la consisten za necessaria e qualsiasi tipo di circolazione occorra . Tant'è vero che in certi casi. che per lo più sono responsabili della perpetuazione della specie. I primi s egni di conduttura centrale.dicotiledoni e monocotiledoni . Pertanto le radici sono tenute ad assumere e convogliare grandissime quantità d'ac qua. Questi tre settori appartengono tutti ad un sistema che associa la conduzione de i liquidi alla rigidità: è il sogno di molti architetti che vorrebbero un impianto d i condutture in grado di tener su tutta una casa. sebbene non siano essenziali per il ricambio della pianta stessa: se ne tratterà nei capitoli seguenti. dalla quale ricava le sostanze minerali. possono tra scorrere molti anni prima che la struttura possa crescere e maturare abbastanza da produrre fiori o organi sessuali. mentre un flusso in senso inverso porta le sol uzioni di zuccheri e di altri materiali organici dalle foglie alle radici e alle altre parti della pianta bisognose di sostentamento. è stata tenuta in una cassetta contenente all'incirca 1300 centimetri cubici di terreno. sebbene meno dell'1% dell'acqua assorbita venga poi trattenuto dalla pianta . Ciò significa che il sistema radicale ha spesso dimensioni enormi rispetto alla parte aerea della pianta. Gli steli o tronchi più o meno ramificati so rreggono le foglie. finché a un dato pun to la perdita d'acqua riesce fatale alla pianta. nonostante le dif ficoltà. variante a seconda dell'efficacia isolante della struttura fogliare. Le due grandi classi di piante fiorenti . dove abitualmente non c'è necessità di circolazione. La pianta di segale dell'età di circa quattro mesi. L'acqua tuttavia non viene spontaneamente alle radici. Floema e xi lema iniziano dalle radici. Nei due tipi di circolazio ne vengono immessi anche ormoni chimici ed altri «messaggeri».dita d'acqua per evaporazione. Invece nelle monocotiledoni i due corredi di cellule circolator . anche la più mod esta pianta annuale ha bisogno di un dispositivo di ancoraggio. non si tratta pro priamente di mantenere rigida la pianta dovunque ve ne sia necessità. le cellule non possono crescere con ritmo soddisfacente. nelle dicotiledoni lo x ilema forma un modello o disegno a croce dove il floema è situato tra i bracci del la croce stessa. mentre si chiama floema quello del flusso discendente. Ol tre ad assorbire dal terreno l'acqua e le sostanze minerali solubili indispensab ili per l'alimentazione. come accade in certe piante alpine. costrette in ogni caso ad assorbirne dal suolo più che possono.sono a lquanto diverse tra loro per la disposizione dei canali circolatori. La lunghezza complessiva delle radici risultò di 622 chilometri. nel caso che vi siano parecchi steli o gambi. ma piuttosto di conservare le cellule in buona salute ed efficienza. Occorre acqua anche per tenere gonfie le cellule delle piante. come succede per vari alberi. Di norma l'acqua viene portata alle foglie assieme ai minerali. Al di sotto di un dato livello. A volte il gambo virt ualmente manca. mentre l'aumento medio complessivo della lunghezza del sistema r adicale di una pianta di segale matura è stato valutato sui 5 "chilometri" giornal ieri. variabile percentualmente tra il 70% e il 95% d'acqua nel tessuto plant are. perché la p ianta vive nell'acqua. Nelle alghe. oggetto dell'esperimento in pa rola.ad esempio di ormoni. Quindi la pianta ha fondamentalmente tre distinti settori a diversa funzione. Misurazioni effet tuate hanno rilevato che singole radici di granoturco si allungano di 5-6 centim etri al giorno. I due tipi di condutture sono nettamente differenziati nelle felci e nelle piante più progredite. però le sostanze possono anche migrare prontamente da un sistema circolatorio all'altro in senso orizzontale. e ad espandersi alla ricerca incessante di nuova umidità. talvolta tramite un «colletto» o punto di raccolta. Il calcolo non tiene conto dei peli radicali.

un processo detto di «ispessimento secondario» si attiene nella sua disposizione a un modello schematico. Nelle prime. quanto del floema all'esterno: miracoloso strato unicellulare che si scinde costantemente. Le punte delle radici sono tenere e delicate. a seconda dei casi. ciò signi fica che vi possono sussistere strutture speciali che fanno sì che l'ossigeno veng a assunto nel sistema radicale. e lo fanno con un movimento a spirale mentre c ontinuano a crescere verso l'esterno e verso il basso.lo stelo si basa su una rete intricata e allungata in senso verticale. e alla punta del germoglio entrano nel tessuto embrionario che cresce mag giormente o fiorisce. Tuttavia devono ben presto cres cere di fianco per cercare umidità. ed è il motivo per cui lavorare con grossi tronchi vegetali è lavoro faticoso: inf atti è quasi impossibile segare un tronco di palma. Un diagramma dei fasci di una dicotiledone ricorda molto da vicino quello della circolazione sanguigna in un essere umano. e tanto meno sezionarlo pulita mente per esaminarlo al microscopio. qualora esistano piante in terreni di questo tipo. . e in realtà incarna l'essenza stessa della crescita degli a lberi anche più giganteschi. e questa prassi si c onserva anche in specie di grandi dimensioni quali le palme. mentre quelle più ridotte e più spesse vengono fabbricate in estate e in inverno. composto di cellule a perdere che vengono sostituite di continuo in punta. il cui sviluppo può dirci se e come è stata buona la stagione di quel dato anno. Da principio le radici crescono verso il basso perché sono geotropiche. Le piante erbacee prolungano i loro canali nei gambi e nei rami in un sistema di fasci vascolari dove si associano xilema e floema. mentre il numero degli anelli c'informa sull'età esatta di un albero. gimnosperme comprese. mentr e essa s'insinua incessantemente tra le particelle di terreno. le radici più vecchie sviluppano un nucleo centrale di xilema e un an ello esterno di floema. Tuttavia nelle dicotiledoni legnose. si osserva che quest'anima è formata di anelli. Il vero dispositi vo di assorbimento della radice si trova di solito proprio dietro la punta. finché entrano nelle f oglie.come si manifesta in una sezione trasversale . Ogni anno si forma un nuov o anello. abbastanza somiglianti a si ngoli cavi elettrici. L'apparente dispersione dei fasci di u na pianta monocotiledone . le pareti di q ueste cellule diventano mucillaginose. quando la crescita rallenta. e muoiono in un su olo imbevuto d'acqua. Questi peli radicali sono in grado di afferrare veramente le particelle di terreno. e contribuisce a dilatare una fessura del terreno dove può i ntrodursi la punta per i suoi sondaggi esplorativi. I fasci disposti a cerchio nello stel o formano una specie di guaina aperta. Per lo più si trovano sotto terra. mentre nelle monocotiledoni sono dispersi nei tessuti. lubrificando la punta della radice. sebbene le radici degli alberi possano affiorare dal suolo man mano che l'albero cresce.ie formano gruppi alternati e disposti a cerchio attorno a un midollo centrale. Si proteggono dalle contusioni e d ai danni con un cappuccio protettivo alquanto somigliante a un ditale. sott o forma di una massa di peluzzi che si producono ininterrottamente presso la pun ta della radice e muoiono alle spalle man mano che la radice avanza. con rami che proseguono verso gli steli o gambi laterali. Nelle dicotiledoni questi fa sci sono disposti tipicamente in un anello esterno che circonda il midollo centr ale. mentre i fasci si scindono a vari e altezze per entrare in contatto con quelli delle foglie. data la gran quantità di fasci vascolari. E" uno schema che ric orda quello di una struttura geodetica. di modo che .rivela uno schema molto preciso alla dissezione longitudinale: essi crescono obliquame nte. ciascuno dei quali si compone di cellule maggiori e minori quelle più grosse prodotte in primavera quando la crescita è al suo apogeo ed ha lu ogo l'espansione generale. e seguono l'attrazione esercitata dalla gravita terrestre. per cui si ha un'anima centrale di xilema che si dilata c ontinuamente. All'esterno dell'anima centrale di xilema si trova una guaina molto ristretta di cambio. un tessuto dal quale dipende la crescita immediata tanto dello xilema a ll'interno. e si ramificano e biforcano continuamente. La radice s'ingr ossa dietro la punta. ogn uno dei quali è rivestito di fibre durissime e spesse. che comporta grande spiegamento di forza .tradotto in termini molto semplici . Se lo si taglia in sezione trasversale. Le radici hanno bisogno assoluto d'ossigeno. di modo che un apice radicale si presenta di norma ricoperto di terra.

s pecialmente in corrispondenza delle radici. ad esempio. I dotti xilematici sono di norma legnosi e non contengono materia viva: si tratta in realtà di tubature di tipo spe ciale. altre hanno infossamenti e pertugi non soltanto alle estremità. la lunghezza va da pochi centimetri a molti metri. Però si è potuto valutare la tensione presente in rami tagliati con u na tecnica speciale. Inedia. Queste condutture si dicono vasi e tracheidi. E" assai difficile misurare la tensione sugli alberi in vita. Nei primi giorni se ne ottengono circa 375 gra mmi al giorno. L'entità dell'effetto pompante delle radici si può valutare dall'Agave ame ricana. Questo pompaggio op erato dalle radici dipende in larga misura dalle buone condizioni di crescita. Ma questo fenomeno d ipende dalla tensione superficiale per cui i liquidi salgono in tubetti finissim i. e la quantità prodotta complessivamente nei 4-5 mesi che il fiore a vrebbe impiegato per giungere a maturazione è di circa 50 chilogrammi. che può venir esercitata nel nostro caso da un gran numero di foglie in traspirazione attraverso i fasci vascolari sul fluss o xilematico principale di un albero. Alcune pian te come i filodendri delle foreste tropicali trasudano umore dalle punte e dai b ordi delle foglie quando c'è molta acqua alle radici. e non supera il metro. che però può sostenere una chioma di rami e di foglie e collegarla alle radici. di modo che i liquidi possono filtrare lateralmente attraverso le cellu le adiacenti . Inoltre la quantità d'acqua pompata rappresenta una f razione della quantità che va perduta da una pianta attraverso la traspirazione. e raccogliendo tutta la linfa che subito trasuda e che poi viene fatta fermentare.) Come viene convogliata o forzata l'acqua su per lo stelo o il tronco di una pian ta? Si potrebbe pensare a un effetto dell'azione capillare. la «pianta dei cento anni». Senza dubbio le radici esercitano in alcuni casi un'az ione di pompaggio che in alcune condizioni sperimentali è stata misurata sulle 8 a tmosfere. lasciando talvolta un limitatissimo rivestimento ester no. ma anche lungo i fianchi. Il diametro di questi vasi tubolari varia da 20 fino a 600 micron in c asi eccezionali. siccità. bisogna far partecipare l'attrazione coesiva delle molecole d'acqua. L'az ione pompante comunque non si verifica in tutte le specie. nelle pia nte a foglie caduche delle regioni temperate scompare dopo l'esplosione iniziale della crescita primaverile. Per mantenere tale tensione oltre la press ione atmosferica ordinaria. ispessimenti reticolati o butte rati. I dati più alti si ottengono dalle piante dei deserti e degli acqui . bolle d'aria o altr e avarie. mancanza d'ossigeno e basse temperature sono altrettanti fattori che contribuiscono a limitarla. Si chiamano raggi e si compong ono di cellule non legnose che permettono alle sostanze nutrienti di attraversar e il raggio del tronco. spirali. e le misurazioni effettuate hanno dato risultati fino a ben 80 atmosfere.Una sezione trasversale di un tronco d'albero metterà in evidenza anche strette li nee raggiate che attraversano gli anelli annuali. I Messicani ricavano da questa pianta monocarpic a un potente liquore detto pulque. e molte piante sono fornite a questo scopo di appositi pori all'estremità delle nervature.fatto di grande importanza in caso di blocco. Una colonna d'acqua si può mantenere in uno stretto tubo producendo oppo rtuna tensione all'estremità superiore. E" osservazione comune che i tronchi legnosi possono disseccarsi e decomporsi da l centro verso l'esterno. A volte un a lbero ha vasi che vanno senza soluzione di continuità dalle radici alla corona dei rami. Alcune sono aperte ad ogni loro estremità. ciò che per nostra fortuna migliora sovente la qualità del legno . La risposta finale pare risieda nella tensione idrica combinata con la forza di coesione. pe rché l'inserimento di qualsiasi strumento provoca il collasso della colonna d'acqu a sotto esame. (Un micron è uguale a 1/1000 di millimetri. F orse solo l'uno per cento dell'acqua assunta viene trattenuto da una pianta. con pareti rafforzate da anelli. La circolazione impegna cellule di vario tipo. in modo che una colonna ininterrotta d'acqua o di liquido possa perdurare senza soluzio ne di continuità. asportando il germoglio fiorale non appena co mpare al centro della rosetta. se ne trovano da relativamen te larghe fino a lunghissime e strette. lo xilema centrale non funziona attivament e. l'attività di conduzione si riduce progressivame nte ai soli anelli annuali più esterni. e finisce con il diventare una specie di area di scarico interno dei sottopro dotti indesiderati. con cui si potrebbe raggiungere un'altezza di 10 met ri. Man mano che un albero invecchia.

Ma ciò non succede nel tronco di una piant a. che vengono così saturate quando si verifica un blocco o un'interruzione. a quanto pare. Però non c'è dubbio che la linfa riesca ad attraversare le pareti delle cellule xile matiche. se possibile. Però una recente indagine lascia intendere con forti argomenti che essi non sono aperti. ma costituiscono dei passaggi per certi cordoni longitudinali che contengono filamenti di proteine. ma è molto improbabile che possa succedere agli eucalipti di uguale a ltezza nell'arida Australia. le soluz ioni zuccherine potrebbero muoversi per pressione idrostatica. Si discute da molto te mpo se questi forellini a setaccio siano aperti o meno. e le piante hanno capacità adeguat e al riguardo. Quan to sopra può benissimo capitare ad esempio alle conifere dei nebbiosi Stati Uniti occidentali. Una tensione di 30 atmosfere b asta a sollevare l'acqua a 150 metri d'altezza. sebbene no ve decimi della sostanza solida ivi contenuta siano dati dagli zuccheri o glucid i.specialmente fosforo e potassio -. In ogni caso -sebbene la teoria della tensione e coesione possa presentare qualche pecca . Inoltre si possono far combaciare lembi di un tronco d'albero mediante tagli pra ticati in parti diverse o anche opposte. Questa è l'essenza di un processo molto complesso. si osserva che le corris pondenti parti sovrastanti non ne soffrono perché vengono indubbiamente rifornite con movimento laterale proveniente dal resto del sistema radicale. senza che per questo venga disturbato i l flusso xilematico. Va ricordato infine che è stata fatta anche l'ipotesi che gli alberi molto alti po ssano assorbire umidità atmosferica. e poggiano sulle pareti delle cellule contigue. Ciò si può dimostrare con grande chiarezza esaminando il rapporto tra radici e tron chi. Tra queste cellule predominano quelle dette a tubi cribrosi. quando gli alberi mettono le foglie. esso non viene neppure interrotto quando il gelo invernale provoca bolle d'aria nella linfa. Il movimento delle sostanze alimentari nel floema è. Un'altra teoria fondata su osservazioni recentissime ritiene che gli zuccheri siano mossi dalla corrente di contenuto cellulare (citoplasma) tra le cellule. Se sono aperti. stimolate dall'el evata pressione osmotica delle foglie. o in uno stelo che oscilla al vento. Crescita e funzionamento delle radici vengono attivati in larga misura dagli zuc cheri erogati dalle foglie. ad ogni est remità delle quali si trova una parete butterata di forellini simile a un setaccio . e infat ti la linfa ascendente può contenere percentuali elevate di zuccheri. Non ultima particolarità di ques ti tubi cribrosi è il fatto che. ancora più straor dinario. contraendosi ritmicamente per spingere la soluzione zucc herina lungo le cellule tubolari collegate tra loro. Ma se si toglie una parte delle radici. Di norma un dato settore radicale rifornisce solo la parte dello stelo o ga mbo o tronco situata direttamente sopra di esso. mentre la linfa fogliare a s ua volta contiene molti minerali . Il flusso giuridico primaverile è così ricco che lo si può ricavare da certi alberi . lunghe e strette cellule.la traspirazione e il convogliamento verticale dell'acqua sono dati di fatto. specialmente in primavera. E" pure importante il fatto che i rami superiori degli alberi a bbiano tensione più elevata che non i rami più bassi. (Sono compresi tra questi giganti vegetali esemplari di Eucaliptus regnans australiani valutati a 150 e 140 metri. la colonna d'acqua può interrompersi e crollare molto facilm ente se i tubi vengono scossi o incisi.) Va detto che un fattore negativo impedisce a questa teoria di reggersi così come è c ongegnata. alleviando l'entità del fabbisogno idrico e la necessità che venga tutto fornito dal sistema di convogliamento ascensionale. perché le cellule floematiche contengono materia viva. con tutti gli organi che tale p arte può portare. I minerali del suolo si combinano in vari modi co n i materiali organici. e un pino Douglas di 129 metri abbattuto nel 1895. mentre il processo di fotosintesi può funzionare solo se le radici mandano su acqua. Un'ipotesi der ivante da queste conoscenze indurrebbe a credere che i fasci di filamenti nei tu bi agiscano da muscoli. Queste pareti sono assai spesso disposte in senso obliquo ai lati lunghi della cellula. i materiali circolanti li possono percorrere nelle due direzioni contemporaneamente. dal momento che gli alberi più alti mai riscontrati variano dai 120 ai 150 metri d'altezza. che devono risolvere problemi assai ardui per estrarre acqua da l loro ambiente. Se si crea artificialmente un sistema che convogli acqua in tensione entro tubi capillari.trini salmastri. che può venire strapazzata in molti modi.

spesso ammassate in prossimità della buccia superficiale. a ssomigliano alle travature d'acciaio di un edificio in ferro e cemento: invisibi li. che si possono separare o fondere. abitualmente senza cont enuto di materia viva. e lo stesso vale anche per le cellule distese. ma si concentrano verso l'esterno di un tubo di tessuto relativame nte stretto che circonda una cavità centrale. . ma volume e peso aumentano al cubo delle dimensioni esterne. nella juta e nella canapa. dai quali geme la linfa per 37 giorni in media. dal numero e dal modello dei fasci vascolari. con impiego molto minore di materiale. come si è già accennato. quali i picciòli delle foglie. ma è di lavorazione assai difficile. e spesso si trovano associate a flange o costolature di tessuti meccanici. Tra le strutture tubolari più efficienti va citata quella del bambù. le ultime due specie hanno fibre legnose. Un altro metodo di rinforzo consiste nella produzione di cellule petrose o scler oidi. cellule legnose ed a pareti spesse di varia forma. è una monocotiledone. come un pallone o una cam era d'aria gonfiati. La forza di quest'altro tipo di sclerenchima . I fasci sono s empre disposti simmetricamente. qualunque esso sia: quanto più è largo. perché i fasci di fibre sono provvisti di un altro rinforzo formato da un rivestimento cementante di cellule vischiose.così si chiamano questi tessuti morti . Trabeazioni disposte ad anello presso l'esterno di un tronco gli conferiscono una struttura tubolare. ma il peso aumenterà frattanto di otto volte. che a volte si può accendere un fiammif ero sfregandolo su un tronco di bambù. le singole cellule hanno estremità appuntite. Il principi o tuttavia si applica soltanto alle piantine o a parti piccole di piante superio ri. Molte cellule sono relativamente molto lunghe: nel lino possono essere lunghe 20-40 millimetri. invece il loro xilema pos siede un tipico movimento ascendente alquanto lento. Per le funzioni che svolgono. in modo da formare uno strato relativamente rigido e non pieghevole a beneficio delle foglie e dei tronchi o gambi. fortissime. Una forma di cellule morte conglo merate origina fasci fibrosi. Le piante acquatiche sono circondate da sostanze nutrienti. L'acero da zucchero viene sfruttato commercialmen te: in ogni albero si praticano con il trapano fino a quattro fori profondi 5 ce ntimetri. Inoltre le cellule più este rne hanno pareti contenenti tanto silicio. Il ramié produce fibre superbe dal nostro stes so punto di vista. Da questo punto di vista assomigliano ad al tre piante a struttura tubolare. o «tono». in mod o da potersi combinare a maglia con quelle vicine. dove un disco massiccio interrompe il tubo. o cuticola. tanto più è rigido. tipicament e dotati di un gruppo di fibre ai bordi esterni. e si tratta probabilmente d i un reliquato evolutivo. e ci si aspetterebbe che debba mancare in loro la necessità di circolazione. dalla forza. Le trabeazioni delle palme e delle piante impare ntate ricordano le strutture geodetiche applicate in ingegneria. Come le palme. Con un minimo di robustezza un tubo è rigido come una sbar ra massiccia. A somiglianza di ogni altra struttura. relativamente esili.praticandovi delle incisioni. che sono stati adoperati come abrasivi per levigare l e stoviglie. questi ultimi so no tanto pieni di silicio. Le cellule diventano tutte distese o rigonfie. Conosco un ecclesiasti co irlandese che ogni primavera compie analoghi prelievi dalle betulle dei suoi paraggi e ricava una bevanda alcolica dalla linfa zuccherina. Ad intervalli il tronco forma nodi o giunture.risulta evidente dal fat to che giova a formare fibre come nel lino. Il modo più semplice che ha una pianta per acquistare rigidità è quello di riempirsi d 'acqua. perciò i suoi fasci vascolari non sono disposti ad anello in s enso stretto. Esiste una varietà infinita nel numero e nell a disposizione di queste travature. La maggioranza delle piante erbacee ha un midollo tener issimo nella parte centrale. una pian ta si affida a certe leggi di natura: la forza di un gambo o di un tronco è in rap porto diretto con la sua sezione trasversale. Una camera d'aria ben gonfiata difficilmente si riesce a pi egare o a comprimere. come i cereali e gli equiseti. dipende largamente. Così un tronco può raddoppiare di dimensioni diventando q uattro volte più forte. mentre nel ramié o erba di Cina p ossono raggiungere i 30 centimetri. e sovente hanno un rivestimento esterno di fibre robuste situate proprio al di sotto della cute . formando così un vero tu bo. o può addirittura essere cava. Nelle piante erbacee in generale la rigidità.

o il chinino per cui è apprezzata l a Cinchona. che si formano di solito dove esistevano i pori respiratori dei giovan i tronchicini o steli verdi originari. come si può osservare chiaramente sui pini e i platani. come si verifica anche per sostanze di origine animale quali osso e chitina. L'epidermide del tronco di cespugli ed alberi diventa legnosa e si forma infine la corteccia.5 metri siano abbastanza resistenti. La corteccia può variare moltissimo di spessore. Talvolta le cellule corticali sono mucillaginose. e analogamente vengono emesse l'anidride carb onica e spesso anche l'eccedenza di vapore acqueo. Può apparire piuttosto curioso il fatto che le cellule interne di un tronco con attività circolatoria abbiano bisogno di ossi geno supplementare. L'isolamento può venir aumentato dai peli. tutto il tronco riunisce virtualmente le proprietà di trasporto e rigidità. Queste cellule vive contengono spessissimo cloroplasti destinati ad operare la f otosintesi. tannino nelle querce. Ad esempio nel mio giar dino ho l'abitudine costante di tenere da parte i gambi di certi astri e del fio rdaliso Rudbeckia newmannii quando li falcio in autunno. sebbene i gambi dei girasoli alti fino a 3-3. Molte piante perenni sono soffici. La corteccia si rigenera abit . la cuticola si compone di percentuali variabili di cera e cutina. Le cellule sugherose possono contenere aria od altre sostanze. Gli ingegneri e i tecnici delle Regie Fabbriche Aeronautiche di Farnborough citavano spesso la battuta per cui «qualunque imbecille come me riesce a fare materie plas tiche. E" abbastanza facile spezzare lo ste lo morbido di una piccola pianta annuale. mentre nella sequoia gigante la scorza è c osì fonda (30 centimetri o più) e piena d'aria che si può percuotere senza danno con i l pugno. Gli steli a sezione quadrangolare del lamio costituiscono buoni esempi di q uesta tecnica di rinforzo. Questa epidermide contribuisce di rado a fornire rig idità alla pianta. perché secchi sono abbast anza rigidi da potersi usare per sostegno di piantine la stagione successiva. Le scaglie irregolari di un pino po ssono essere spesse due centimetri o più. q uali ossalato di calcio. m a alcune tra esse hanno steli relativamente molto forti. Altre cortecce sono fibros e o membranose. il motiv o per cui questi materiali biologici sono superiori a moltissime materie fabbric ate dall'uomo sta nella loro natura tenace. In certi alberi come il faggio o il ciliegio misura solo un millimetro o due. Di solito. Questo strato protettivo si trova immediatamente all'esterno del r ivestimento floematico. come nell'olmo del la specie Ulmus fulva. impensabili per una pianta che debba fare affidamento sui soli fasci vascolari. ma è chiaro che almeno in certi casi possono agire in senso deterrente contro gli attacchi degli animali. ma le caratteristiche tecniche del legno hanno tutt'altra portata. esatt amente come si fa su una lamiera o fascia di metallo per darle maggiore consiste nza. Le materie plastiche e i metalli si possono stampare a piacere e modellare più facilmente de l legno. ma così succede. si tratta di gruppi di cellule sugherose sparse entro un'apertura piuttosto irregolare e fras tagliata. ma no n sempre. Quasi tutte le p iante hanno notevole robustezza in rapporto alla rigidità e alla leggerezza. sebbene la parte est erna si scinda o si rompa in piastre o scaglie che alla fine possono staccarsi. siano essi grossi laceratori o animaletti perforanti quali gli scarafaggi. una sostanza simile al sughero che contiene anche cellulosa e pectina. e da difesa contro i fu nghi. e si compone di solito di cellule morte sugherose che si aggiungono costantemente dall'interno. Talvolta il collenchima forma creste all'esterno di uno stelo. Gli steli delle piante erbacee sono coperti da un'epidermide o cuticola che ha l a funzione principale d'isolare ed impedire la perdita d'acqua. ma spesso è rafforzata da uno strato di grosse cellule a pareti m olto ispessite di cellulosio detto collenchima. altrimenti impermeabile. che fornisce forza ed elasticità. resistente alla frattura. In questo modo l'accrescimento ininterro tto del tronco non causa spaccature nello strato più interno.Combinazioni di questo genere tra scleroidi esterni e fibre interne ottengono ri sultati stupefacenti di elasticità o ripresa. ma solo Dio è capace di fabbricare un albero». Le cortecce contengono lenticole o pori aerei che consentono alle sostanze gasso se di diffondersi per tutta la corteccia. Una volta che una pianta comincia a formare una parte centrale legnosa. E" possibile che queste sostanze siano scarti eliminati a conclusione di un ciclo di ricambio.

secondo il linguaggio degli ingegneri -: infatti la parte superiore di u n ramo è sotto tensione per una sollecitazione di trazione. e sembrerebbe giusto aspettarsi che debbano finire con lo spezzarsi. più compatto e a contenuto molto maggiore di lignina. come accade sovente con le specie coltivate. e a questo scopo sono molto spesso ramif icati. o raggruppati in modo vario lungo lo stelo. Il problema richiede ancora i ndagini più estese. e i rami si bi forchino ripetutamele. i rami possono giungere a spezzarsi per la rigidità dell'ango lazione. . Se esaminiamo un ramo di pianta cedua. Qualunque sia la loro disposizione. nonché da pre sentare fiori e frutti nel posto migliore per quanto riguarda rispettivamente le probabilità d'impollinazione e la distribuzione. in numero grandemente proporzionale alla salute e al vig ore del colletto. caso mai. ma succede molto di rado che uno stelo porti un solo fiore. dove alcune hanno rami dispo sti a spirale. anche se il processo può essere lento. ma esse sono. Il fine ultimo di questa comples sa ingegneria vegetale è di effettuare uno spiegamento soddisfacente di fiori. E sempi analoghi si ritrovano tra le piante fiorenti. basta guardare solamente le palme per ren dersi conto della barriera che riescono a mettere in opera. Tuttavia i rami diventano sempre più spessi e pesanti man mano che l'albe ro cresce. però nella maggioranza di queste la regolarità della spirale diminuis ce. in quanto sono c omposte di cellulosio invece che della normale lignina. ma in alcuni casi sviluppa no un cambio e uno strato sugheroso. I rami si sviluppano sul tronco secondo uno schema preciso. perché ha vasi più stretti e fibre in cui le pareti delle cellule interne sono ispessite.creato dalla frequenza. le foglie vengono portate spesso sullo stelo. fino a terminare in ramoscelli che portano foglie e fiori . come accad e ad esempio nel rabarbaro e nel lapazio. Facile presumere che queste differenze nella struttura del legno possano consent ire ai rami di sostenere sollecitazioni sempre crescenti sulle loro forme aggett anti.che giardinieri e botan ici chiamano con il termine comprensivo di «modello» . E" tipico in vece degli alberi che il tronco si ramifichi a una certa altezza. In queste piante erbacee. visibile molto chiaramente su alberi primitivi quali le conifere. e lo stelo fiorale viene prodotto indipendentemente. annuali comprese. Gli alberi variano moltissimo per stile architettonico . Analogamente i cespugli tendono ad avere foglie sugli steli ed a portare fiori a ll'estremità degli steli. I rami sporgono secondo un angolo che resta materialmente immutato con l'invecch iare della pianta. fru tti e foglie. per cui la disposizione risulta assai più empirica o informale. In molti gruppi vegetali la base delle fogl ie vecchie crea uno strato protettore. Steli e tronchi portano foglie e fiori. Questi rami possono ridursi al minimo necessario perché una pianta annuale possa spiegare un certo numero di fiori. la sostanza di cui è fatto il legno. Nelle conifere è modificato invece il legno della parte inferiore dei r ami. dividendosi e suddividendosi in altri rami e ramoscelli. angol atura e dimensioni dei rami. Presso molte palme l a decomposizione delle basi fogliari produce come risultato un temibile disposit ivo di fibre pungenti che sporgono in tutte le direzioni. se c'è produzione eccessiva di frutti. a somiglianza di quanto si verifica nelle strutture sporgenti . trovi amo che il legno della parte superiore è diverso dal resto. Le erbacee perenni riescono spesso a produrre molti steli d a un colletto radicale. ma un grande gruppo di piante produce foglie su steli singoli che spuntano da un ceppo radicale. essa è tuttavia p rogettata in modo da esporre ogni singola foglia (fabbrica di energia vitale del la pianta) in posizione adatta a ricevere la massima quantità di luce.aggettanti. quasi invariabilment e a spirale. Le monocotiledoni hanno di solito uno stelo semplice. Gli steli producono in modo molto caratteristico un cono roves ciato d'accrescimento: ogni capo fiorale riceve la sua parte di spazio ed ogni f iore può spiegarsi con profitto massimo per attirare gli impollinatori. mentre quella inferior e è in compressione per via del peso. pur creando un equilibrio di massima. effetto e non causa. In alberi di questo tipo la d isposizione può apparire sempre più irregolare man mano che i rami si assottigliano verso la punta. e lo sviluppo di ogni ramo dipende in larga misura da quello dei vicini e da fattori esterni come la luce. o a sbalzo.ualmente quando viene distrutta.

E" interessante leggere la presa di posizione alquanto antropomorfa dell'artista Ruskin di fronte alla crescita e alla strutturazione di quello che egli chiama «l 'albero socializzato». La citazione è tratta da "Elementi del disegno", Lettera terz a. "Libertà per ogni ramo di cercarsi sostentamento e felicità secondo il bisogno, con irregolarità d'azione nel gioco come nel lavoro e facoltà di sporgersi per procurars i dalla luce e dalla pioggia l'alimento necessario, trovando un posto per respir are a sufficienza tra gli altri rami, o di annodarsi, o raccogliersi verso l'alt o per trovare forza per il fardello che i fiori fruttiferi vorranno depositarvi, e per qualsiasi impeto e sforzo per il lussureggiante fogliame squassato dalla bufera; giocando qua e là a seconda di come la provvida luce solare tenti i suoi g iovani polloni ancora incerti dell'esistenza futura. Esigenze imperiose, per ogni ramo, di fermarsi entro certi limiti, che esprimano cortese cameratismo e fratellanza con i rami del vicinato, e di collaborare sec ondo le proprie forze, la propria grandezza e il proprio stato di salute, in mod o da produrre la perfezione d'insieme delle grandi curve, e la solennità della cir conferenza di tutto l'albero". capitolo 7. LA CENTRALE ENERGETICA. Senza clorofilla una pianta non sarebbe una pianta, e, in termini generali, senz a foglie non vi sarebbe nessun posto per portarvi la clorofilla. Esistono altre sedi dove operare la fotosintesi, principalmente steli e tronchi in circostanze speciali, ma la foglia rappresenta una creazione molto specializzata nel suo spe cifico settore d'attività, per cui ognuna costituisce una minuscola centrale energ etica che fornisce energia al resto della pianta. Le foglie possono variare enormemente per dimensioni e forma, da quasi filiformi a sferiche, e tra questi due estremi c'è tutto un assortimento di forme fogliari lobate, intaccate, dentellate, tante da riempire un catalogo senza fine, senza c ontare il fatto che in alcuni casi è praticamente impossibile darne una descrizion e. La maggior parte delle foglie è simmetrica lungo la linea centrale, altre sono invece irregolari, e alcune - come quasi tutte quelle del grande gruppo delle be gonie - sono mozze o piegate su un fianco, talvolta disposte a spirale. Anche la rigidità, o tono fogliare, varia moltissimo; le foglie sono per lo più relativament e soffici e pieghevoli, ma alcune - ad esempio quelle delle yucche, delle agavi, delle bromeliacee in generale - sono durissime, e quando terminano a punta rigi da potrebbero quasi costituire un'arma mortale. Infine le foglie variano anche d i spessore: sono tipicamente piuttosto sottili, ma, specialmente nelle specie su cculente o grasse, si presentano talvolta spesse e carnose, e perfino di diametr o circolare. Le foglie sono unite a volte al virgulto o al ramo principale da un picciòlo inter medio, di solito per un'estremità, ma talvolta più o meno per il centro. Il punto di giunzione è relativamente stretto, e la foglia si espande da lì. In corrispondenza di questo punto di giunzione si concentrano i fasci vascolari, che continuano ne lla foglia sotto forma di nervature. Si osserva di frequente una grossa nervatur a centrale, oppure, nelle foglie a lobatura regolare, una serie di nervature che si dirigono verso la punta di ciascun lobo. Dalla nervatura media possono stacc arsi nervature minori in rilievo, e comunque tutto il resto della foglia è travers ato in tutti i sensi da nervature minori, o venule. Il termine venula è appropriat o, perché queste nervature minori hanno aspetto molto simile alle vene degli anima li che contengono sangue, e possono residuare in forma di scheletro livido e sco lorito, quando i tessuti fogliari si sono decomposti. Queste vene vegetali sono il sistema d'irrigazione della foglia; nelle dicotiledoni formano una rete irreg olare, mentre decorrono parallele nelle monocotiledoni. In ogni nervatura xilema e floema stanno associati e si integrano reciprocamente , di modo che gli zuccheri possono passare dalle cellule fogliari al resto della pianta, mentre in queste cellule passano a loro volta l'acqua indispensabile pe r la fotosintesi e la traspirazione, nonché i minerali che collaborano alla costru

zione delle cellule. La foglia tipica è piatta. Questa caratteristica le conferisce superficie massima e volume minimo, di modo che è progettata nel modo più indicato a ricevere quantità ma ssime di luce ed anidride carbonica senza sciupio di cellule al centro. Le piant e grasse richiedono meno fotosintesi ed ancor meno traspirazione, mentre invece è molto importante per loro disporre di riserve d'acqua, e perciò hanno foglie carno se. La foglia ha su ambedue i lati un'epidermide o cuticola trasparente ed imper meabile, uno strato epidermico di cellule incolori talvolta morte - di solito co ntenenti acqua - sotto la cute, e sulla superficie superiore un denso strato di cellule contenenti numerosi cloroplasti, i corpuscoli che contengono la clorofil la. Il centro e le parti inferiori della foglia contengono un tessuto spugnoso l a cui caratteristica principale è data dagli spazi aerei ampi ed irregolari situat i tra le cellule. Sul lato inferiore della foglia ci sono i pori respiratori o stomi - parola d'or igine greca che significa «bocche». Osservati verticalmente, gli stomi hanno una cel lula a forma di labbro, nota con il nome di cellula guardiana o custode, situata sul fianco di uno spazio vuoto. Sono progettate in modo che la fessura si apra quando sono gonfie d'acqua assorbita dalle vicine cellule epidermiche, e si chiu da invece quando viene ceduta acqua alle cellule circostanti. Solo con un meccan ismo del genere gli orifizi situati nella cute rigida potrebbero aprirsi e chiud ersi senza deformarla. Attraverso gli stomi entrano ed escono gas e vapore acque o a seconda delle condizioni esterne e delle attività interne della foglia. Abbiamo già notato che la cute è impermeabile, tanto che in molti casi può essere addi rittura spessa e cerosa allo scopo di assicurare impermeabilità. Un bell'esempio n e è dato dalle foglie rotonde di quella pianta bellissima tra tutte che è il loto in diano, dove le foglie sono tenute sopra il livello dell'acqua da un sottile gamb o centrale. Gocce lucenti d'acqua si spargono tutt'attorno come argento vivo se la foglia viene mossa; la superficie, coperta di microscopiche escrescenze ceros e, è assolutamente impermeabile. Lo strato ceroso esterno controlla la permeabilità della cute al vapore acqueo; ad esempio, la rimozione di questo strato dalla fog lia di una mela di coltura aumentò la permeabilità da 15 a 107 milligrammi per centi metro quadrato. Senza lo strato ceroso una foglia si accartoccerebbe rapidamente man mano che l'umidità interna si diffonde nell'aria. Le foglie possono avere anche un impianto isolante sotto forma di peli per tener e fresca la foglia, o per rifrangere dalla sua superficie la luce solare nei cli mi molto caldi, o i raggi ultravioletti a grande altezza sul livello del mare. C on le cellule epidermiche -che sono anche trasparenti - la cute forma uno strato abbastanza rigido da proteggere i teneri tessuti interni. Sui bordi della fogli a, altra resistenza viene fornita da parecchi strati di cellule epidermiche, cui tocca il compito di tenere ben salda la «sacca» trasparente e di resistere agli age nti che potrebbero danneggiare quest'area così vulnerabile. Se i pori degli stomi fossero sempre aperti, dato il loro numero, basterebbero a far evaporare dalla foglia praticamente tanta acqua quanta se ne andrebbe senza il rivestimento cutaneo fogliare. Invece la capacità di aprire e chiudere gli sto mi riesce a rendere la superficie quasi del tutto impermeabile al movimento del vapore acqueo. L'efficienza degli stomi varia, ma in generale essi regolano l'ev aporazione dalla foglia quando all'esterno c'è secco o tira vento, e il vapore acq ueo non si può raccogliere attorno alle aperture citate. Le piante che crescono in condizioni tipiche di umidità, o hanno foglie che si bag nano facilmente, possono disporre di stomi sopraelevati su peduncoli composti di cellule epidermiche, come nel cetriolo; non c'è giardiniere che non sappia come q uesta pianta preferisca un'atmosfera molto umida sotto vetro, cioè condizioni in c ui occorre che le foglie favoriscano la perdita d'acqua per godere di adeguato r icambio di gas. Viceversa le piante che vivono in condizioni di aridità hanno pori spessissimo affondati nella superficie fogliare, in modo da ridurre il più possib ile l'evaporazione di base, mentre una piccola sacca di vapore acqueo tende semp re ad indugiare nella cavità infossata al di sopra del poro. Tali pori infossati p ossono avere inoltre una massa di peli sovrastanti, allo scopo di ridurre ulteri ormente il movimento del vapore. Conviene sempre ricordare che questi pori non sono lì soltanto per controllare le

perdite per evaporazione, ma regolano anche l'immissione dell'anidride carbonica necessaria. Se sono chiusi in condizioni di aridità, la fotosintesi rallenta e si arresta. Così durante una siccità le piante periscono non solo per mancanza d'acqua , ma anche per inedia. Le piante tetracarboniche citate al capitolo 5 sono tanto efficienti perché, vivendo in condizioni ambientali aride dove gli stomi sono spe sso quasi chiusi, hanno elaborato un processo specializzato che consente alla pi anta di funzionare adeguatamente a livelli bassissimi di anidride carbonica, e m agnificamente in condizioni di maggiore umidità quando i pori sono aperti. Gli stomi, infine, abitualmente si richiudono di notte, quando è come se la pianta rifacesse il pieno d'acqua, e non occorre metabolismo gassoso perché non avviene fotosintesi. La pianta ha grande bisogno di ricaricarsi d'acqua, perché complessiv amente ne elimina quantità davvero eccessive. E" stata avanzata l'ipotesi che l'ef fetto refrigerante dell'evaporazione serva a proteggere le foglie dalle bruciatu re nelle giornate calde, ma anche se tale supposizione fosse vera, si tratterebb e pur sempre di un'attività secondaria. A questo proposito C. L. Duddington osserv a che la traspirazione è un poco come usare il Niagara per riempire la vasca da ba gno. Ma l'obiettivo principale è costituito dal compito di assorbire anidride carb onica per fabbricare nutrimento, e si tratta di un'ardua fatica, dato che l'aria contiene solo lo 0,03% di questo gas, per cui deve circolare molta aria all'int erno del tessuto fogliare. I pori devono stare aperti al massimo per assorbire a deguatamente l'anidride carbonica; così sfugge molto vapore acqueo, e bisogna farn e arrivare dell'altro attraverso il tronco o il gambo, o aspirarne per le radici . Questo sistema relativamente inefficiente è un male necessario che funziona in c ondizioni normali, e si è sviluppato perché il processo di fotosintesi deve avere ef ficienza massima - si tratta di uno dei problemi di capitale importanza che le p iante hanno dovuto risolvere da quando sono uscite dal mare. Le specie altamente adattate, quali sono le piante succulente, o grasse, hanno superato in parte qu esto problema, ed hanno ormai ridotto enormemente il loro tasso di traspirazione . Gli stomi, tra l'altro, si trovano anche sui gambi e sugli steli verdi, specia lmente su piante di tipo succulento ed evoluto, che hanno perduto le foglie e in dati casi anche sulle radici. Semplici pori respiratori si trovano sulle piante terrestri inferiori come le epatiche; queste piante vivono in ambiente umido, p er cui non occorrono labbra per chiudere gli stomi. Nelle epatiche il poro si tr ova sopra una camera d'aria, sul cui fondo sono insediate speciali cellule addet te alla fotosintesi, che beneficiano dei gas che entrano. Ho già accennato al fatto che i rametti e i rami che costituiscono le terminazioni di rami più grossi di un albero, portano foglie disposte in modo che ciascuna ric eva il massimo di luce ed aria. A volte si tratta principalmente di tenere tutte le foglie ad angolo retto rispetto alla fonte luminosa; in altri casi si produc e un «mosaico fogliare». Questo fatto può non apparire molto chiaramente con alberi co me il faggio, dove c'è una gran massa di fogliame sui rami sottili e scarmigliati, ma in certi alberi è veramente impressionante. Se si osservano dalla punta i ramo scelli frondosi di un comune acero, ad esempio della specie spontanea "oppio", o di quella coltivata detta "pseudoplatano", si rileva un notevole intreccio di f orme dal quale le foglie giovani ed anziane possono ricavare la massima luminosi tà. Le palme ed altri alberi, come le felci erboree e le cycadine, che hanno una c hioma di foglie o fronde stese - specialmente se sono pennatosette, come le penn e degli uccelli - irradiano dal centro in modo da assicurare luce anche ad ogni singola fogliolina. Effetto analogo viene ottenuto dalle foglie pennatosette del l'ailanto, l"«albero del cielo». Molte piante tropicali hanno foglie a gambo molto l ungo che s'irradiano da una corona, dove ogni foglia è configurata in lobi irraggi anti profondamente incisi. Una di esse, la Musanga cecropioides, è conosciuta con il nome di "albero parasole", perché assorbe con le fronde tanta luce solare da ve nir usata per fare ombra nelle piantagioni di cacao. Naturalmente non sono soltanto gli alberi a produrre mosaici di foglie. L'edera è un buon esempio di lavoro ad incastro, un gioco di pazienza vegetale; le foglie di begonia pendono su un fianco per comporre un disegno meno compatto. Certe pia nte hanno foglie di due dimensioni, in modo da poter usare ogni spazio disponibi le, come nella belladonna. L'olmo combina piccole disuguaglianze di forma con la diversità di grandezza. Gli esempi più vistosi di mosaici fogliari si ritrovano di

solito nelle piante dei posti ombrosi, dove ogni parte di ogni singola foglia de ve ricevere tutta la luce disponibile. Le piante sono in grado di mettersi in buona posizione per ricevere la luce, spe cialmente se hanno lunghi picciòli, perché alla base del picciòlo c'è spesso un'area gon fia detta cuscinetto, o "pulvino", che gira tutta la foglia a seconda del bisogn o - un piccolo nodo di cellule funzionanti come un servomotore. L'allungamento d el picciòlo fa sì che le foglie più vecchie vengano allontanate sempre più da quelle nuo ve; perciò lo schema fogliare che ne risulta si compone di foglie con picciòli di di versa lunghezza. Queste disposizioni si rivelano in modo molto impressionante ne lle piante acquatiche a foglie galleggianti, le quali devono spiegare naturalmen te le foglie su un solo piano. Le piante acquatiche che vivono in acque correnti hanno foglie filiformi o molto frastagliate che riducono il pericolo di venir l acerate o strappate. La rosetta è un esempio classico di dispositivo progettato pe r assicurare la massima ricezione di luce, e si osserva nella sua attuazione mig liore nelle piante praticamente sprovviste di gambo - dette sessili, o acauli come i semprevivi e le sassifraghe, sebbene questo accorgimento sia adottato anc he da molte altre piante. Le foglie s'irraggiano da uno stelo centrale: le più vec chie sono le più lunghe, le più recenti sono le più corte. Così ogni foglia riceve all'i ncirca la stessa razione di luce. Alcuni alberi sembrano disobbedire a queste regole, segnatamente le conifere, ch e tendono a ricoprire i loro rametti di aghi o ad avere foglie ridotte a dimensi oni di scaglie, le quali ricoprono la vera superficie dei virgulti come una vecc hia spoglia di serpente. Queste piante vivono prevalentemente in difficili condi zioni climatiche, per cui può darsi che il loro obiettivo sia quello di attuare il massimo numero possibile di posizioni adatte alla fotosintesi, in modo da poter trarre profitto dalle condizioni di luce e di aria, qualunque esse siano. Alcune conifere sono di forma spiccatamente simmetrica e portano i rami disposti ad eleganti palchi piatti, come l'araucaria delle Isole Norfolk, l'araucana ed altre araucariacee affini. Questa disposizione non si limita alle conifere: la S terculia apetala, o albero di Panama, assomiglia a un candelabro alto una trenti na di metri. Le foglie del palco più basso possono misurare circa centimetri 110 p er 55, e man mano che i palchi salgono in altezza, le foglie si fanno sempre più p iccole. Le foglie profondamente lobate della papaia irradiano dalla corona come i raggi di una ruota. Una specie di corniolo, il Cornus controversa, è chiamata da gli anglosassoni l'albero a torta nuziale per la sua disposizione a palchi, ment re il Cornus alternifolia è detto alberopagoda. Sebbene la maggior parte delle pal me adotti la corona espansa, va citata tra le forme più notevoli quella dell"«albero dei viandanti», le cui foglie di otto metri, somiglianti a quelle del banano, spo rgono dalle radici come un gigantesco ventaglio. Nelle regioni molto calde può non costituire un vantaggio per le foglie il fatto d i ricevere la luce solare in tutta la sua intensità. Esiste un gruppo di piante, p er lo più imparentate con la lattuga, che girano le proprie foglie e sono erette i n modo da tenere il bordo rivolto di costa verso il sole meridiano. Si chiamano piantebussola, e la loro accuratezza direzionale veniva utilizzata dai primi cac ciatori delle praterie americane. Alcune piante dispongono le foglie a perpendic olo quando sono esposte al sole, e in senso orizzontale quando stanno all'ombra, come il tiglio argentato che ha la faccia inferiore delle foglie bianca, e pres enta un sorprendente contrasto bicromatico in una giornata di sole. Quando il so le scotta, come in Australia, gli eucalipti tengono le foglie perpendicolari di giorno. Molte monocotiledoni - ad esempio i gladioli - hanno foglie lunghe e str ette ripiegate verso il centro, in modo che la superficie superiore venga ripara ta dal sole per la maggior parte del tempo. Le foglie ad estremità inferiore adere nte lungo il tronco a guisa di ala costituiscono un analogo dispositivo inteso a schivare la vampa del sole. Le foglie possono disporsi in modo da ricevere non solo la luce, ma anche la pio ggia. Lo schema di disposizione delle foglie su un albero è spesso progettato in m odo da portare sempre l'acqua verso l'esterno, sì che alla fine la pioggia sgronda quasi tutta per terra sul bordo esterno della cupola formata dal fogliame, ed è p roprio lì che si trova la massima parte delle radici assorbenti dell'albero. Quest a direzione dell'acqua si accompagna di solito alla presenza di scanalature nell

A questo riguardo eucalipti e cipressi formano il g ruppo vegetale più notevole. i cotiledoni. finché non sopravven gano circostanze tali da tramutarla in una salamandra terrestre. Questa caratteristica ricorda il caso dell""axoloti". Nelle piante erbacee un disp ositivo secondario di foglie può svolgere identica funzione quando le radici si al largano all'esterno. (Lo stesso processo si ripete esattamente quando i frutti cadono dall'albe ro. e strette foglie falcate nella forma matura. la salamandra acquati ca provvista di branchie che può rimanere tate indefinitamente. Gli eucalipti possiedono sovente foglie rotondeggiant i da giovani. mentre le foglie delle perenni appassiscono assieme alla parte aerea del la pianta. le cui foglie terminano in bordi che abbracciano lo stelo. oppure la pianta ha un fittone verticale. queste piante possono mantenere ciuffi di foglie giovanili ent ro una corona di foglie mature. nonché alt re piante del tipo della lattuga selvatica. Nello Scindapsus aureus una pianta affine al gigaro. Una foglia che non fa che morire e disseccarsi resta sull'albero come un reliqua to scomodo. hanno una serie di foglie di grandezza decrescente man mano c he risalgono lo stelo. Nelle monocotiledoni come le palme i cotiledoni somigliano di solito ad una foglia adulta. quando invece le radici si dirigono principalmente verso il basso. alcune foglie cadono senza interruzione e vengono sostituite di conti nuo. o catalizza . ha foglie lunghe un paio d i centimetri. come nell'ippocastano. sulle sempreverdi e le latifoglie delle foreste tropicali che non hanno un ci clo annuo. Alcune piante hanno uno stadio giovanile in cui si producono foglie di forma ass ai diversa da quelle adulte. come varie specie di verbasco. agavi e simili. che viene infi ne indirizzato a terra tutto attorno al perimetro delle foglie più basse. possono esse re affatto diverse da quelle adulte: ciò avviene quasi sempre con le dicotiledoni. L'edera costituisce il caso più comune tra le specie dei climi tem perati: quando è in fiore produce foglie arrotondate cespugliose invece del consue to ammasso rampicante di foglie a forma di freccia disposte sui tralci forniti d i radici aeree. e a volte solo la forza d i gravità. dove le foglioline del seme sono spesso carnose e costituiscono una riserva ali mentare mentre si sviluppano le radici della piantina.) Tutte queste separazioni sono causate dall'azione dei «messaggeri». Dopo una fase complet amente giovanile.e foglie. In tutte queste piante rampicanti le foglie indicanti la maturità riproduttiva ven gono prodotte quando lo stelo rampicante raggiunge una posizione con più luce ed a ria oppure non riesce ad arrampicarsi più oltre. Man mano che la foglia invecchia si forma uno strato di cellule spec iali alla base della foglia o del suo picciòlo: lo strato di separazione o di tagl io. con terminazioni esterne rivolte verso il basso. bromeliacee. Alcune piccole cellule diventano gelatinose all'esterno costituendo in tal m odo uno stato fisico in cui qualsiasi soffio di vento. Esse si possono tenere indefinitamente allo stat o giovanile potandole regolarmente per favorire la crescita di foglioline giovan i. Quelle delle piante annuali periscono assieme alla pianta. Le foglie delle piante cedue e dei cespugli cadono ogni anno m autunn o. o tasso barbasso. o fico strisciante. In tutti questi casi la forma giu nta allo stadio di fioritura può propagarsi e crescere senza poter più tornare indie tro. Alcune piante rampicanti hanno fogliame molto più sviluppato quando entrano in fas e riproduttiva. A volte nelle scanalature si trovano peli che c ontribuiscono a dirigere lo scorrimento dell'acqua. in modo che c'è uno scorrimento interno verso lo stelo. Ho già fatto notare che le prime foglie delle piantine. ma quando sta per fiorire produce oglie rigide e diritte di 10 cen timetri. Lo dimostrano giacinti e tulipani. Il Ficus puntila. Altre piante perenni alte. Il tempo di rimonta delle foglie delle palme. il cambiamento e a ncora più vistoso . le scanalature formate da fogl ie e picciòli possono incanalare l'acqua verso l'interno in modo da farla scorrere lungo lo stelo o tronco principale. Nelle gimnospe rme come le conifere si possono trovare parecchi cotiledoni stretti. spesso durissime e rigide. è motivo sufficiente a staccare la foglia dal ramo. Alla fine le foglie muoiono. di modo che la lesione risulta sigillata perfettam ente. Contemporaneamente le cellule dello strato di taglio che stanno sul lato rivolto verso lo stelo forma no una barriera impermeabile.le foglie normali di 6-8 centimetri a lembo fogliare indiviso vengono sostituite da foglie di 60 centimetri lobate o profondamente intagliate. e un altro esterno. e estremamente lento.

tori chimici. da mozzare il respiro. che si espress e in questi termini: "L'immagine offerta dalla "Victorià nelle sue acque natie è così nuova e straordinaria . gli impianti energetici di ogni pianta si logor ano nei singoli elementi. Le conifere a foglia caduca come i larici e le sequoie arcaiche arrivano al punto di lasciar cadere interi rametti. feci risuonare la volta del cielo di un urlo di trionfo. e talvolta ricordano le lesene d . ma le foglie invecchiano in ogni caso. Comunque era più incl ine ai voli lirici di un botanico locale. e l 'evento accennato consisteva nel suo primo incontro con «il re antico» . Anche Schomburgk. fu quella di mol ti vassoi da tè verdi galleggianti. Molte piante tropicali producono esili radici funzionant i da speroni o contrafforti di sostegno. che mi trovo imbarazzato a trovare un termine di paragone. Questi ultimi fanno ingiallire le foglie di molte piante.la saxifrag a florulenta che è una pianta fantomatica e quasi mitica. c omincia a diminuire il contenuto proteico delle foglie. Tuttavia le pareti delle cellule s'ispessiscono con il passa re dei mesi. che danno all'autunno la sua partic olare bellezza agrodolce prima che restino i rami nudi esposti ai lunghi mesi in vernali. La similitudine non è poetica. Ammise tuttavia che «osservate più da vicino. Non appena entra in scena questo processo. quando si tr ovò per la prima volta al cospetto di ettari ricoperti di foglie immense di ninfea gigante. tali da far trattenere il respiro anche oggigiorno qua ndo si vedono in un giardino. Botanici o no. ma indubbiamente l'impressione datami dalla pianta. che bruciano e vanno sostituiti. Capitolo 8. un certo dottor Santos. Le giovani foglie cedue hanno un colore verde brillante che dipende dalla penetrazione diretta de lla luce nelle cellule.. Il fatto però è assolutamente atipico dei cacciatori di piante in generale. così si attenua la colorazione verde. il meccanismo chimico in causa è descritto al capitolo 10. e si accumulano i prodot ti di rifiuto. che talvolta cominciano abbastanza in a lto sul tronco e scendono obliquamente a terra. descritti al capitolo 11.. dove si riflette all'interno e fa lavorare a pieno regim e ogni cloroplasto. e in religioso silenzio contemplai per la pri ma volta. Cominciamo dalle radici. sebbene in casi come quello della ninfea gigante si possa ritenere che dipendano dai vantaggi offerti da un habitat ideale. una meraviglia vegetale!». ross o. «Quando la mia ragione cessò di vacillare dalle fondamenta. si ritrovano molte variazioni eccentriche e bizzarre sul tema del la struttura fondamentale della pianta. e confe riscono ad alcune specie a foglie caduche quelle tinte spettacolose di oro. riuscì solo a scrivere: «Toh.» Così si esprime in un suo brano parti colarmente vivace Reginald Farrer. Essi inf atti sono per la maggior parte estremamente laconici quando si tratta di descriv ere il primo incontro casuale con qualcuna delle numerose stupefacenti manifesta zioni del mondo vegetale. le foglie destavano la più grande ammira zione per la loro immensa e perfetta simmetria». e vi si accumula il materiale di scarto eliminato dal protoplasma.. le quali perciò devono resta re inattive in inverno. la più meravigliosa pianta di tutta la catena alpina. porpora ed anche rosato in ogni gradazione. tra i quali spuntava qua e là un mazzo di fiori" . fiamma. ECCENTRICHE E BIZZARRE. che associano la funzione nutritizia a quella di fornir e ancoraggio e stabilità.. endemica delle Alpi Mari ttime.. prescindendo completamente dai diversi p unti di vista con cui noi classifichiamo le piante in famiglie. di solito enfatico. in un modo o nell'altro. così memorabili specialment e nelle regioni orientali degli Stati Uniti. Fu un momento su premo. cacciatore di piante di epoca edoardiana.. Queste variazioni sono quasi sempre adattamenti assai specializzati a situazion i varie. generi e specie. Presto o tardi. L'eliminazione delle foglie di anno in anno è d'importanza vitale per le piante a foglia caduca che vanno incontro al riposo invernale. indescrivibile.

lesene. mentre altre volte emergono proprio a fior di terra. è chiaramente visibile il cappuccio radicale protettivo citato al cap. perché molte radici di sostegno originano nuovi germogli dove toccan o il suolo. occupando ettari ed ettari di superficie. I pandani. 5. mentre muore la parte del tronco vicina a terra. Nei cipressi di palude le strett e lesene che scendono lungo il tronco in curve aggraziate diventano cave negli e semplari vecchi. Sebbene la parola lesena sia indicata per rendere l'immagine vi siva. Tra gli alberi di questo tipo sono comprese v arie specie di Ficus. e l'uomo spess o aiuta le radici aeree a penetrare nel terreno. hanno alla loro base una tipica struttura che ricorda quella delle tende dei pellirosse. Un altro primato si ha in India. Un'altra realizzazione d'ingegneria ai fini della stabilità. colonne . però. Mentre le radici sono ancor a esposte all'aria. produce puntelli lungo tutto il fianco più vicino al suolo. C'è un gruppo d'alberi stranissimi muniti di radici aeree. e sono più soggette a trazioni che a pressioni. In questi alberi sono le radici aeree a portare la magg ior parte delle radichette sottili. Uno di questi alberi. molt e famiglie hanno adottato questo metodo per distribuire il carico dell'albero su radici piuttosto superficiali e poco profonde. queste radici funzionano più come cavi di stabilità o controventatura. co nsistente in un corredo di radici che partono dal tronco principale dirigendosi obliquamente verso il basso. s'ispessiscono rapi damente. I baniani in India sono considerati alberi sacri. Talvolta questi trampoli vege tali originano altri puntelli secondari presso la loro stessa base. il cipresso di palude. a forma di tenda. tanto che la base del tronco comincia sp esso a una bella altezza da terra. altre radici spuntano sempre più in alto sul tronco m an mano che l'albero invecchia. Da queste radici se ne staccano altre che si af fondano verticalmente nel terreno. Questa tattica consente all'albero origin ario di espandersi all'esterno più o meno all'infinito. e a volte compaiono solo se la pianta si trova in un pos to umido. ch e alla fine toccano terra. ma mentre q ueste ultime sono create da molti alberi di foresta. effettivamente. Talvolta i trampoli e i piloni di sostegno si associano alle lesene. Radici accessorie d'altro tipo sono prodotte dai baniani. un albero caduto quasi in linea orizzontale ne produce sotto il tronco fino ad assomigliare a un grottesco millepiedi. puntelli o trampoli. nella valle dell'Andrha. dove manca completamente la radice centrale. Se un pandan o deve spostarsi dalla perpendicolare. fornito com'è di 350 grosse radici colonnari e di circa 3000 radici aeree più sottili. se possono penetrare nel terreno. Le mangrovie emettono pu ntelli radicali per sostenersi nelle paludi e sui litorali fangosi. formando un groviglio inestricabile. trovarsi al centro di un ve cchio baniano da l'impressione di indugiare in un boschetto sacro.la struttur a radicale affiorante dal terreno ricorda molto più quella del tronco che non quel la di una radice normale. grazie a u n albero con 320 radici colonnari e una chioma di 600 metri di circonferenza. emettono radichette perpendicolari. Ne ll'Orto Botanico di Calcutta cresceva un famoso esemplare di soli 280 metri di c irconferenza. le radici aeree di sostegno sono prerogativa quasi esclusiva di piante che crescono in regioni paludose o s oggette ad inondazioni. il kapok. e ne producono di nuove man mano che quelle più in basso vengono sommerse dalla melma e dal fango. Il fatto non sorprende. La piantina originale mette radici nel modo n ormale. ma con 464 radici colonnari. le radici aeree prendono il sopravvento. e diventano radici colonnari. Man mano che i rami si estendono.elle cattedrali. associa la funzione di sostegno a quella di riproduzione. Ne esistono n umerosi grossi esemplari: un baniano caratteristico assicura ombra a tutto un vi llaggio. o albero ad ombrello. Questo accorgimento spinge verso l'alto il tronc o deboluccio sotto la sua grande chioma di fronde. e serpeggi ano rasoterra per metri e metri. Si dice che Budda abbia meditat o all'ombra di uno di questi alberi. l'albero del cotone. specialmente. sebbene anche quest'ultima ve . Nelle radici di questi tipi . simile a un ditale bruno che prontamente sparisce. anche stavolta diffus amente adottata dalle piante tropicali è data dalla crescita di radici funzionanti da trampoli. perché le radici esistono più per svolgere funzioni di sostegno che di circolazione. la Musanga smit hii africana. man mano che cresce. che sono una specie di Ficus. o da impalcature di sostegno.

Le radici del baobab possono allargarsi per 100 metri tutt'a ttorno all'albero. Alcune malattie si diffondono attravers o le radici unite da autoinnesto. che tuttavia non giungono fino a terra. che diventano cave neg li esemplari vecchi. La distinzione tra radice e tronco non è sempre molto netta. nelle qual i può estendersi per nove decimi sotto terra. per il fatto che la piantina va in c erca d'umidità che le consenta di crescere veramente . strutture piramidali alte talvolta fino a tre metri formate da legno dolce spugnoso e corteccia altrettanto spugnosa. controllando che vengano recisi tutti gli allacciamenti operati dalle radici. che devono assorbire umidità dall'a ria e lontano dal tronco della pianta ospite. e se ne ricavò tanta gomma quanta venne erogata dagli alberi vicini sopravvissuti. dato che tutte le radic i erano in intimo collegamento tra loro.sta unito alle radici con le foglie e i fiori. come ad esempio i virus degli agrumi e l'avviz zimento della quercia: l'unico modo per combatterle consiste nell'abbattere gli alberi apparentemente sani attorno a quelli attaccati. e inoltre assicurare posizione cor retta agli steli. Talvolta sorprende la semplice estensione delle radici. lo stesso fa la vite rata (Metrosideros robusta). ed hanno nella parte superiore aperture e pori che fanno affluire l'aria fino alle radici . Possono così assomigliare alle radici aeree delle epifite quali le bromeliacee. dove le radici spingono in alto attraverso il fango masse di germogli diritti che si assottigliano progressivamente. Lo spessore può variare da . ed origina talvolta masse di radici rosse sottili e fibrose dai rami più bassi. Tale fenomeno non ha t uttora spiegazione.la misurazione lineare di t utti i peli radicali darebbe probabilmente il rapporto di 99 a 1 e più. e alla fine lo ricoprono c on un abbraccio mortale. Parecchi altri gruppi d'alberi sono prov visti di queste radici respiratorie. Un'altra specie di Metrosideros cresce come un albero normale. avviluppano pian piano l'albero ospite. Ho già citato i 622 chilom etri di lunghezza totale delle radici di una piantina di segale di quattro mesi. fino alla stupefacente profondità di 50 metri. o "pneumatofori". che ven gono descritte in seguito con più diffusi particolari: queste cominciano la loro e sistenza come piante epifite e lasciano pendere radici aeree che. Nel cipresso palustre. per così dire. le orchidee e le piante rampicanti delle Aracee. gli pneumatofori hanno la form a di «ginocchi» nodosi. Que sto fatto è particolarmente accentuato nelle piantine nuove o plantule. Ma fondamentalmente il tronco . Certe piante che crescono negli acquitrini o nel fango sviluppano curiose radici respiratorie. le cui radici sono co mpletamente sommerse nella stagione delle piogge. Le radici continuano ad estendersi sempre più in rapporto alla parte aerea della pianta in c ondizioni di aridità. E" stato calcolato che in media circa i tr e quarti di una «tipica» pianta superiore si trovano sotto il livello del suolo. ma può darsi che queste radici aiutino ad assorbire umidità. i cui polmoni radicali emergono in viluppi contorti da l fondo della foresta acquitrinosa. in casi controllati. Attività radicale in forma alquanto diversa è svolta dalle liane soffocanti. di modo che un bosco di un solo genere di piante p uò avere un solo autentico intreccio di radici fittamente collegate. come dimostrano gli e sempi delle radici aeree di sostegno. sebbene queste non siano direttamen te impegnate nel processo respiratorio. Una pianta d'erba medica può raggiungere con le radici la profondità di 10 metri. mentre le tamerici in ambiente desertico sono penetrate con l e loro radici. Le radici arboree spesso si uniscono sottoterra con autoinnesti quando sono pres sate l'una addosso all'altra. e comprendono ad esempio la palma rafia e l a noce moscata selvatica. Perfino piantine minuscole come gli equiseti possono sviluppare apparati radica li fino a profondità impressionante. Cinque an ni dopo che gli alberi della gomma in Malesia erano stati abbattuti dai giappone si nel 1945.prova interessante di come l'aria s ia essenziale per il benessere delle radici. Questo è uno de i motivi per cui gli alberi tagliati spesso ricacciano così prontamente: le loro r adici funzionano. venne praticata l'incisione delle ceppaie. o gambo .nga effettuata e debba essere senz'altro importante per alberi enormi come un ve cchio baniano. Molti Ficus si comportano in questo modo. grazie alle foglie degli alberi vicini. una volta tocc ato il suolo. Questa particolarità è tipica delle mangrovie. e lo stesso può fare un melo ovviamente.o stelo.

somigliantissimo a un corp o d'animale. e il loro aspetto fantastico . tenuto conto del fatto che è l'albero relativamente più sm ilzo del mondo: di un esemplare di questa specie. Il baobab si può definire solo grottesco data la sua altezza media di 12 metri ri ferita al diametro di 10 metri.o «elmo del pol iziotto» -. ma ha solo 40 centimetri di sezione. affollate. ma ha il diametro di uno o due metri soltanto alla base. che si rigonfia no dolcemente e si assottigliano verso la chioma. Molti alberi non sono soltanto spessi. che ha tronco stretto seguito da rigonfiamento ovale. Alcune delle piante annuali rampicanti possono superare l'altezza del girasole. tanto per citare l'inimitabi le E. gli alberibottiglia australiani. J. Una pianta ha ricevuto la denominazione molto appropriata di pianta tartaruga o piede d'elefante: è una pianta rampicante che emette polloni annuali d a un tronco rotondeggiante. Tutte queste forme di obesità servono a trattenere l'acqua. in chiome simili a ciuffi. rigida sono vere e proprie piante guerrigliere nel c onflitto in atto tra i vegetali dei Caraibi: le loro foglie hanno nervature di s orprendente lunghezza.l mezzo millimetro di alcune effimere piante annuali fino alla cifra da primato di 17 metri di un castagno siciliano. detto anche «pianta di vetro» .ed ha un diametro di soli 82 centimetri alla base. è stato misurato alla base lo spessore di soli 3 metri. a corteccia sugherosa incisa da solchi profondi in a ree poligonali irregolari. ispessisce il suo tronco cavo di almeno 4 centimetri nel corso di una stagione. e infine tronco più sottile. rigide e appena dotat e di picciòlo. ma lo sono forse ancora di più quelli altissimi e sott ili. possono arrivare a venti metri d'altezza.il quale. quali le Moringa o alberifiasco.intendendos i con questo termine che hanno un «giro di vita» ragguardevole rispetto all'altezza. che spunta da un piccolo ciuffo di radici e produce una macilenta chioma orizzontale. Corner. Il pino Douglas deve essere una temp ra di vigoroso lottatore. dai rami miserelli in seriti in cima a un tronco conico. al di sotto delle quali le foglie vecchi e e morte pendono come sottane sbrindellate sotto un poncho nuovo andino. Anche le piante annuali possono avere gambi relativamente notevoli : i 3-4 metri del comune girasole rappresentano probabilmente il primato in alte zza. La palma Guadalupa tocca i 17 metri d'al tezza.ha conferito loro il nome di «alberi spiritati». Il tronco del baobab è pieno di sostanza polposa c osì molle che una pallottola di fucile può passarlo da parte a parte. L'a lbero del cotone brasiliano assomiglia a una rapa mostruosa con il tronco ovoida le alto circa tre volte la propria larghezza. H. e sopravvivono anche se la loro part e più bassa viene scavata o bruciata: nel Sudafrica c'è un esemplare famoso il cui i nterno viene usato come autorimessa per le corriere. cioè con altezza inferiore al diametro. Altra versione alquanto ingrandita è data dal cetriolo di Socotra. aveva 371 anni d'età . come quelli delle sequoie giganti. e in altezza praticamente da zero fino a 1 00 metri e più. ma non devono essere autoportanti. e il kap ok. finendo quasi in niente. Altri alberi hanno ricevuto nomi appropriati alla loro forma. Le Idrie colonnari hanno tronchi che si assottigliano progressivamente e regolarmente da una base relativamente stretta ma ancora isp essita. tra l'altro. lunghe fino a un metro e mezzo. Ad esempio la palma cerea delle Ande supera i 60 metri d'altezza. non h anno foglie ma spine. La Cop ernicia macroglossa e la C. che possono restare sul t . Altre piante risultano stravaganti ai nostri occhi per altri motivi. ma sono anche grassi. obesi .specialmente se hanno ramif icazioni . L'esile pennone di Kew Gardens è stato ric avato da un esemplare alto 82 metri . la palmapanciuta di Cuba. mentre il balsamo dell" Himalaya. Sono tra le piante più sco rbutiche. e di 30 centimetri in cima. "sviluppano foglie incredibilmente ammucchiate. si trovano esemplari più larghi che lunghi. che non hanno mai una posizione coerente a un minimo di logica. In modo particolare le piante dei deserti sviluppa no tronchi rigonfi funzionanti da importanti serbatoi idrici: rientrano in quest a categoria gli Adenium e gli alberielefante. strani anche per la loro cute grig ia e liscia che copre tronchi dall'aspetto muscolare. son o veramente impressionanti. alto 100 metri. I tronchi d'albero dall'immenso spessore. se si considerano le tensioni e le sollecitazioni cui devono resistere. Ciò nonostante g li alberi offrono resistenza notevolissima. Alcune palme ceree di Cuba. dalle proporzioni analoghe. dal tronco cilindrico lungo circa sei volte lo spessore.

Certi ginepri pros trati compongono grandi tappeti circolari stesi quasi a piatto sul terreno. Certi alberi e cespugli hanno il tronco più o meno orizzontale. i ntrecciandosi con i rami vicini talvolta a parecchi metri d'altezza dal suolo. fabbrica un groviglio alquanto analogo di ceppi e tronchi. Ogni anno. Ha tronco q uasi orizzontale. La denominazione botanica di Xanthorrhoea significa «flusso giallo». una specie di fico che ha un solo tronco alto pressappoco come un uomo. quando si formano nuove foglie. E. che si stende su circa 40 ettari negli Stati Uniti. che gli esploratori hanno trovato faticosissimo da superare. a l di sopra del quale si allarga una volta orizzontale pensile larga più di 50 metr i e spessa solo un paio di metri. In certe parti del Sudamerica alberi di questo t ipo si dicono «alberi delle zanzare». La resina è d'interesse merceologico per la fabbricazi one di vernici. coloranti ed altri articoli. tipo quella famosa colonia di mirtillo america no Gaylussacia brachycera. ma certe p iante hanno il tronco scavato da grossi buchi. perché i fori contengono acqua ed albergano ques ti insetti.lunga circa 200 metri. e l'aspetto della pi anta è reso ancora più strano dall'infiorescenza stretta che si spinge in alto verti calmente. Nella parte più meridionale del Sudamerica i l notofago. alti fino a 6 metri. formato da un intrico di tronchi e rami . con risultati paurosi. spettacolo che si osserva spesso dopo un incendio nella boscaglia. come rozzi scarichi di innu merevoli grondaie". perché un a caduta da un ramo fradicio e muschioso intrappola l'animoso al piano di sotto. di modo che il tronco alla fine risulta formato da una parte centrale di tessut i conduttori vivi circondati da un manicotto resinoso. E" pericoloso avventurarsi su piattaforme del genere. possano avere un'età di 5000 anni. In Australia le piante dette «negretti» (Xanthorrhoea) manifestano in vari modi la l oro eccentricità. H. I tronchi delle piante rampicanti sono notevoli principalmente perché sono così lung hi ed esili.un mondo crepuscolare senza alcuna se gnaletica. Corner ha definito le Ad ina come «alberi a feritoie». il c ui diametro tocca talvolta i 20 metri. ma i fori lascia vano passare soltanto una mano.ronco molto tempo dopo la caduta del lembo fogliare. composto di solito da tessuti adibiti a riserva d'acqua. Ci sono motivi che giustificano l'ispessimento del tronco. dal quale può essere impossibile sgusciare fuori". Le foglie lunghe e strette formano come una «testa di turco». Alcuni arbusti striscianti mettono radici man mano che avanzano e riescono a cop rire vaste estensioni di terreno.che appartien e alle palme rampicanti . trasuda altra resina. Un albero del genere era alto 24 metri e avrebbe potuto racchiudere un uomo. Il fenomeno si verifica in certa mis ura nei vecchi olivi che si possono osservare nei Paesi mediterranei. perciò queste fabbriche vive di sosta nze piasti che vengono incise per l'estrazione della resina. J. Stile di crescita affatto diverso ma ugualmente notevole ha il Ficus beniamino c omosa. Il primato registrato tocca ad una specie di rotang . e si crede abbia 13000 anni. e si riferisce all a densa linfa resinosa di colore giallo che trasuda attorno ai picciòli fogliari e si indurisce lì. Altre piante originano una macchia impene trabile di lunghi steli orizzontali alti un metro circa. E" stata avanzata l 'ipotesi che gli esemplari veramente vecchi. o faggio australe. che prospera autonoma o costituisce l"«ammezzato» di alcune foreste. con circonferenza costante non . una ca pigliatura arruffata alla sommità di un tronco scuro e tozzo. ma pare che non sussistano ragioni eccellent i per spiegare la perforazione dei tronchi. dato che i vecchi esemplari scavati assomigliano «a stre tte torri di legno.an zi si stende . o a garitte cilindri che provviste di feritoie». C ome scrive Winifred Curtis in "Flora endemica della Tasmania". e gli stessi rami sporgono in senso altrettanto orizzontale. Si raccontano storie di automobilisti che hanno percorso l"«orizzontale» fiancheggia nte la strada.una pianta conosciuta con il nome significativo di «albero orizzont ale». nel quale sono incorporat i i vecchi picciòli fogliari. "si sviluppano in questo modo piattaforme folte ed elastiche ad altezza spesso n otevole dal suolo. In Tasmania cresce .

le lia ne assomigliano a funi tese tra il suolo e le cime degli alberi. sovente aiutate da setole o barbe nelle loro operazioni di ormeggio. e le parti più vecchie da tempo sono ormai spoglie di fogliame. e lottano contro alberi enormi. in modo da originare un trali ccio a scala come nelle Clusie tropicali. da un albero all'altro. o modellate a forma di eleganti g radini . In alcune bignonie r ampicanti tropicali il prolungamento fogliare assomiglia ad una zampa a tre arti gli che «va in cerca» di un sostegno e si avvinghia strettamente attorno a qualunque cosa tocchi. Altri viticci rappresentano il prolungamento delle foglie. che getta arcate e ponti sospesi della lunghezza di 10-12 metri.. o pendono come r icche cortine dai rami degli alberi. Molte famiglie vegetali assai diverse tra loro hanno originato piante rampican ti. e si mettono in contatto con punti d'appoggio con ampi movimenti circolari «di ricerca». Altrove si stendono in lussureggianti festo ni da un tronco all'altro. dove si descrive l'habitat forestale di q uell'arrampicatrice tropicale che è la liana. Altre procedono in tortuose spirali. In questo modo l'albero di sostegno ta lvolta può scomparire sotto un rivestimento totale. Talvolta tira te e tese. allora la pianta emette lunghe radici aeree sulla superficie inter essata. Le clematidi si arrampicano così. magari in forma di viticci che si avvolgono a cavatappi attorno ad ogni cosa che tocchino: essi possono esistere in forma distinta. ed altr e ancora piatte come nastri. che hanno viticci fino a 75 centimetri. No n resisto alla tentazione di citare uno dei brani più brillanti della "Storia natu rale delle piante" di Kerner e Oliver. da una parte all'altra di altre pia nte. Certe piante hanno facoltà di crescita straordinarie. si aggrovigliano e si perdono in alto tra i tronchi. Tronchi d'alberi isolati si trasfo rmano in colonne di smeraldo sotto un manto di liane intrecciate. scavate di buche. Q ui le liane tessono e ordiscono cortine e tappeti verdi davanti ai tronchi del c iglio della foresta. fiori e frutti. "Tutto si arrampica. altre avvolte come un cavatappi.superiore ai 4 centimetri. Il sistema più semplice è dato dal tronco che si spinge strisciando verso l'alto. Le piante rampicanti si arrampicano in modi diversi. come è il caso della Rosa gigantea dell" Himalaya . rose e vitalbe . Le liane rampicanti rappresentano di fatto un passo notevolissimo e presumibilme nte tardivo dell'adattamento evolutivo. Alcune ram picanti si schiacciano contro un tronco e vi aderiscono con l'aiuto di radici ae ree. o ancora più spe sso diventano il centro di piramidi verdeggianti alla cui sommità svettano chiome con guglie verdi. rovi. come nel caso della Cobaea scanden s . specialmente quando la foglia non è ancora completamente sviluppata.sono le famose scale delle scimmie". e da la scalata utilizzando ogni altra pi anta in grado di offrirgli un involontario punto d'appoggio. Presso altre rampicanti la base del gambo o picciòlo fogliare sostituisce i viticci. Altre piante rampicanti dispongono di speciali dispositivi perfezionati per favo rire l'appiglio. Dove le liane sono invecchiate assieme agli alberi ai quali s' aggrappano. nonostan te la loro mole molto inferiore. salgono dal sottobosco che copre i l suolo della foresta. talaltra allentate ed ondeggianti. Un'ulteriore forma d'adattamento si ha con l'emissione di molti ramoscelli minori che tendono a fondersi quando s'incontrano..la vitalba «tazza e piatto» degli anglosassoni -. perché ha il potere di attorcigliarsi e aggrapparsi rapidissimamente ad ogni cosa che incontra. Molt e sono ritorte come le anse di un cavo. una rampicante erbacea che può c rescere perfino di 10 metri nel corso di una sola stagione. procurandosi la loro parte di luce e di aria co n un'arrampicata incessante su altre piante. una volta ins ediata in mezzo all'altra vegetazione. ma quasi certamente ne esistono di molto più lunghe. A volte può eme ttere ponteggi laterali che contribuiscono a renderla inamovibile. servendosi spessissimo di spi ne o di barbe a mò di chiodi di cordata. come nel fìor dipassione e nelle zucche. Esse non si limitano alle regioni tropicali. Un altro perfezionamento è dato dai vi . come può mostrare ogni bosco del le regioni temperate con il suo assortimento di caprifogli. là si presentano come ondeggianti ghirlande. serpeggia e si allaccia ad ogni altra cosa. formando ponti sospesi e vere e proprie arcate ad archi romanici e gotici. e l'occhio cerc a inutilmente di scoprire a chi appartengano tronchi e fronde.

ed E. c he si attorcigliano l'uno attorno all'altro. di modo che invece di muoversi senza meta nell'aria. Si ricava una cagliata caseosa dal «latte» di quello che Edwin Menning er ha definito «lo snackbar della foresta». la foglia si apre. Com e precisa von Humboldt. per cui il tronco principale della pianta vie ne ad aderire saldamente alla superficie. e fa un'ulteriore presa sull'ospite come u n ombrello aperto. Spesso cercano crepacci bui. A giudicare dalla loro ampia distribuzione. Le «scale delle scimmie» di cui alla lunga citazione a pag. Alcune. nonché dalle applicazioni commerciali altrettanto estese. e il tulipifero africano (spat hodea campanulata) sono stati definiti rispettivamente l""albero sanguinante" e l""alberofontana" per le loro facoltà di erogazione. i 7 centimetri al minuto in alcuni alberi a foglie cedue quali il faggio e i l platano. cui segue l'emissione di radici specializzate. un rotang adulto può crescere tre metri all'anno. Una pianta rampicante ch e non trova una superficie cade al suolo. Nel Sudamerica c'è anche un "al bero del latte" che. ma i bordi restano quasi diritti.ticci con ventose adesive alle estremità. Nella maggioranza di queste piante rampicanti si nota uno stimolo che le indiriz za verso le superfici. Nel tronco del la liana può fluire almeno un terzo di litro d'acqua all'ora. che secernono una sostanza collosa quand o toccano una superficie. che viene spinto verso l'alto dall'estendersi del tronco sottostante. senza alcun sapore acre. e . perché resta arrotolata dopo aver originato all'estremità un «flagello» lungo. si premuniscono contro l'assenza di un appoggio immediato emettendo subito parecchi germogli.sono in grado di stare ritti per qualche metro sen za afflosciarsi al suolo. Corner giunge perfino a sospettare che elefanti e rinoceronti abbiano sviluppato le loro spessissime epidermidi anche per difendersi da queste piante. secondo le parole del famos o esploratore Alexander von Humboldt. E" il caso di dire che esistono altri alberi in grado di erogare acqua analogame nte. il che rappresenta la velocità massima mai registrata in una pia nta. H. J. quando viene tagliato. In queste palme è la foglia ad agire da «sede aziendale». o casuarina. il contatto è seguito di solito da una c ontrazione a spirale del viticcio. come i rotang. perché si potrà tagl iare il tronco un'altra volta ed ottenerne altra acqua grazie alla maniera carat teristica con cui i. e permette loro di scalare superfici assolutamente lisce. I rotang ed altre piante rampicanti sono notevoli anche per la quantità d'acqua co ntenuta nel loro tronco e per la velocità con cui la convogliano. di movimen ti avvolgenti. Come nel tipo a cavatappi. sono liane co me le specie Caulotretus e Bauhinia. e vi si fissano. E non è finita.tre metr i. esalante invece un piacevole odore balsamico». A guisa di paragone si possono citare i 2 centimetri al minuto nelle conife re. e in certe specie il viticcio che riesce a trov are una fessura vi si gonfia dentro in modo da rendersi inamovibile. produce. è insolito che tale linfa lattiginosa non sia acre al gust o e velenosa. Non v'è racconto d i viaggiatore in cui non si ottenga una bevanda rinfrescante da una palma rotang : tagliando e accostando alla bocca un pezzo di liana lungo . di strette operate dai viticci e così via. La parte cen trale è fortemente ondulata. Una volta rag giunto l'appoggio. Ciò si verifica ad esempio nelle viti d el Canada. spesso di un metro e più. Questi viticci sono spesso lucifughi. Posseggono internodi lunghissimi.si collegano a rete all'interno del tronco. come il luppolo. Molto spess o i dischi o le ventose terminali si allargano ed appiattiscono al contatto di u na superficie. I flagelli di queste palme rotang rendono rischioso e penoso il passaggio per le giungle da loro infestate. Molte palme vengono incise per ricavarne una linfa zuccherina. 101 e 102. per cui ne risulta . si otterranno due o tre tazze d'acqua limpida. «un fiotto copioso di lattice colloso e semi denso. Ad esempio il pino australiano. lunghissimi vasi circolatori . ì 70 centimetri nelle querce e nei frassini. siano in grado di avvolgersi a molla sul suolo della foresta alla ricer ca di un sostegno lontano dalle radici.a somiglianza della fune magica degli illusionisti indiani .poniamo . flessibile e provvisto di barbe. se ne stanno sulla parte om breggiata del tronco che ha maggiori probabilità di avvicinarsi a un adatto sosteg no. che spesso viene fatta fermentare. i rotang vanno annoverati tra le piante rampicanti di maggio re successo.possono variare in lunghezza da tre a sei metri .5 al minuto. che hanno tronchi nastriformi. sebbene le più vigorose tra loro. il che co nsente loro una rapida crescita. alla velocità di metri 1-2.

La cute o corteccia degli alberi è spesso notevole sotto molti aspetti.con foglie somiglianti a quelle del rabarbaro la rghe più di due metri su tronchi di 2 metri. Come ho accennato nel capi tolo precedente. La corteccia da sughero utilizzata in commercio è data dallo strato esterno di 3-5 centimetri. i cui componenti tropicali sono alber i normali. lasciando intatti i tes suti conduttori d'importanza vitale. Ta lvolta. lasciando l'albero denudato ad esporre la corteccia interna di un bel rosso brillante. fornita di picciòli fogliari lunghi fino a 5 metri.la più minuscola delle piante fiorenti . Si può distinguere quando un tronco o stelo funziona da foglia non solo perché non ha un picciòlo chiaramente differenzia to. steli o gambi non si trovano sempre sopra il livello del suolo. armati di spine. e i fiorellini porporini compaio no tutt'attorno ai bordi quando è la stagione. perché le spirali possono diste ndersi entro certi limiti. l'Adenia globosa. come nel caso delle ginestre. la G. dove i tronchi si son o appiattiti ed hanno assunto punte aguzze. molto conosciuta come pianta ornament ale in Inghilterra. dentata . parente africana della passiflora. Alcuni salici alpini possono ramificarsi sotto la superficie all 'analogo scopo di evitare temperature relativamente fredde. con diametro di più di 30 centimetri: la corteccia est erna venne tolta in un solo grande pezzo. associa una base succulenta fatta a volta ad una massa di tronchi radiali verdi. Non soltanto le piante esotiche.la G. come nel caso dell'albero Phylloxylon tipico del Madagascar. La grandezza di una foglia va dagli organi a forma di scaglia quas i invisibili ad occhio nudo. cosa che di solito una vera foglia non fa mai. dove il gambo che porta le foglie ha una lunghezza totale di 22 metri e il diametro com plessivo di 12 metri: si tratta della massima foglia registrata. manicata . mentre quelle delle aride regioni med iterranee e dei Paesi freddi hanno quasi sempre dimensioni più ridotte. le foglie mostrano una varietà quasi infinita di forme ed anche d i dimensioni. Le foglie delle piante delle foreste tropicali tendono a ess ere grandi con superficie più o meno uguale. Altre piante sviluppano invece acul ei in grado di effettuare la fotosintesi in sostituzione delle foglie. Essa varia dalla sostanza membranosa serica della Melaleuca. ad esempio in conseguenza della crescita d ell'albero ospite. La soffice corteccia spugnosa (e incombustibile) della sequoia gigante può avere uno spessore di 60 centimetri. f ino alle cortecce solcate da profonde fessure come nella quercia e nel pino.fino ai pennacchi giganteschi della p alma Raphia taedigera. anche questo accorgimento aumenta la resistenza alla trazione. I tronchi hanno aspetto completamente diverso quando la pianta . Ma nella specie Parinarium capense del Sudafrica è come se l'albero fos se affondato sottoterra. e la corteccia esterna della quercia da sughero può ess ere spessa anche 20 centimetri. e le parti a forma di foglia (dette fillocladi) sono disposte a croce alternata. e un'altra . hanno la prerogativa delle foglie enorm . i tronchi restano lunghi. M olto spesso. che si scorteccia in grandi lembi d all'albero. perché ha un tronco verticale legnoso e steli orizzontali legnosi proprio sotto il livello del suolo. che rende minus cole tutte le altre foglie gigantesche. un fillocla do a forma di foglia spunta da quello più vicino. la Colletta armata.elimina le foglie. alle foglioline di 3-4 millimetri della lemna minor e . La prima cosa che succede in tal caso è che il tronco assume colorazione verd e e la capacità di effettuare la fotosintesi. Tuttavia va citato il genere Gunnera che comprende una specie con foglie di soli 3 centimetri di diametro. Al cune liane appiattite non fanno altro che attorcigliarsi a spirale. come su ccede nel genere africano delle Parinarie. alle placche di scortecciatura degli eucalipti e dei platani.di solito come reazione ad un habitat secco . sottili e s carni come fruste. i bordi robusti sostengono lo sforzo. ma anche perché porta fiori. Questo dispositivo garantisce che s e il tronco deve sopportare tensioni. ad ese mpio nei comuni pungitopi e nell'ispida Colletta cruciata. Mi è capitato di assistere una volta alla scortecciatura di un tronco alto quattro metri e mezzo. badate.una serie di gradini provvisti di corrimano. La foglia è la terza struttura importante della pianta. Tronchi. Invece in altri casi gli steli si modificano a forma di foglia. dal quale emergono mazzi di foglie e capi fiorali. che pare possibile scorteccia re all'infinito. situati nel centro ondulato della liana. o conserva solo foglie vestigi ali. e si provvede di pori respiratori. ne è un ese mpio un'altra pianta del gruppo delle Colletie.

5-2. Molte foglie sono profondamente lobate. La natura ha f ornito la foglia di travi e sostegno orizzontali e trasversali. Le f oglie sono abbastanza forti da sostenere pesi fino a 90 chilogrammi. La stampa britannica ha dato notizia nel 1971 di un comune cavolo commestibil e del diametro di più di tre metri. travicelli di tettoie. che cresce fino all'altezza di 6 metri ed ha una testa con diametro di me tri 1. C'è una serie di grandi nervature raggiate e fornite di bordi. o se ne ricavavano bastoni da passeggio. o anche se uno riporta lesioni. a somiglianza dei lobi profondamente intagliati dalle altre foglie. Grandezza e forma delle foglie sono in rapporto con l'ambiente. una pianta galleggiante con un a corona di foglie a disposizione raggiata che ormai è diventata tremendamente inv adente sui laghi ed i corsi d'acqua tropicali. ma sebbene abbia un contorno circolare.dove fiorì per la prima volta in Gran Bretagna . è incisa in 7 -8 segmenti profondamente lobati che s'irradiano dal gambo fogliare. Venti piante potrebbero produrre abbastanza cibo da nutrire una mucca per un anno. Non si possono nemmeno dimenticare le ninfee giganti. Invece i segmenti hanno minore probabilità di venire danneggiati. un tempo notissima sotto il nome di cavolo gigante delle isole della M anica. io non ho fatto altro che prendere a prestito dalla natura questo progetto e adottarlo per la mi a costruzione». Scrisse a questo proposito: «La natura si è assunta il compito dell'ingegnere. Una foglia a superficie unica verrebbe danneggiata dal vento. Proprio la struttura di queste foglie diede a Sir Joseph Paxton l'idea dell'intelaiatura ricurva in metallo cavo della serra progettata per ospitare q uesta pianta a Chatsworth . ma dispongono anche di un traforo di pertugi irregolari intagliati tra le nervature laterali. perché le Monstera si arrampicano a volte su rocce esposte. mentre esiste una varietà d i cavolo. salvo che . talvolta quasi più somiglianti a spazi vuoti che non a un tessuto .il che ha valso a queste piante il nome popol are di «piante a groviera». gli altri non ne hanno nocumento. Si può immaginare che questo dispositivo valga a protegger le dai forti venti. cosa che non sarebbe possi bile se le foglie fossero a lembo intero. con una serie trasversale di venule o nervature minori. La pianta si chiama scientificame nte Eichornia crassipes. Una foglia ancora più adattata a lle proprie funzioni è quella del giacinto d'acqua. in particolare c on la quantità di vento che la pianta potrà tollerare. come la specie Victoria.5 metri quadrati. a pieno svi luppo hanno ciascuna una superficie di circa 2. I gambi durissimi venivano usati per fare staccionate. mentre sulla parte inferiore c'è tutto un sistema di ne rvature disposte a traliccio e piene di camere d'aria che garantiscono la robust ezza e il galleggiamento della foglia. il quale disgregandola finire bbe probabilmente col distruggerla completamente. mentre in fase di crescita possono aumentare da un terzo di metro fino a mezzo metro quadrato a l giorno. anche il concetto ispiratore del grande Palazzo di Cristallo. consentano alla luce di arrivare alle foglie sottostanti (sono po rtate più o meno verticalmente sui tronchi rampicanti). ma si dividono trasversalmente su ogni lato della nervatura centrale medi ante strisce di tessuto più debole. La Palm House di Decimus Burton a Kew è costruita in base allo stess o principio. Un 'altra ipotesi è che i fori. ailanti e palme. Il gran numero di foglioline della maggioranza degli alberi delle regioni temperate rappresenta un analogo mezzo di suddivisione del rischio . possono misurare più di due metri di diametro. sui quali la pianta galleggia.e. con riferimento alla base rigonfia dello stelo fogliare. alto 120 centimetri. Hanno bordi verticali alti fino a 20 centimetri. di modo che il forte vento le strappa in stret ti segmenti che tuttavia continuano a funzionare. che non hanno forza o rigidità partic olare. e la specifica denominazione "crassipes" significa lett eralmente «piede grasso». Si può solo constatare che questo partic olare esperimento naturale non è comune a nessun altro genere vegetale. l e cui foglie circolari galleggianti. Il banano ha fo glie oblunghe originariamente non suddivise.i. E" interessante notare che il già citato dottor Santos aveva scritto a sua volta che la parte inferiore della foglia «ricorda in qualche cosa certi str ani lavori in ghisa appena usciti dall'altoforno». Perciò la foglia della Trevezia malese è larga 60 centimetri. po co dopo. e lo stesso criterio vale per le foglie profondamente suddivise in foglioline multiple di piante assai disparate quali felci. ma nelle Monstera le fronde non solo han no tacche laterali simili a tagli. prodotte in numero di 40-50 per pianta in u na stagione. p iena di spazi aerei.

dando nuovi fiori e frutti. Alcune piante grasse. Anche queste cellule sono cave ed h anno pareti piene di silicio. ch e si gonfiano per funzionare da serbatoi idrici. e molti infin e hanno forma stellata.rami e foglie . detto "orrore di mezzanotte" per i suoi fiori d'od ore disgustoso impollinati dai pipistrelli. I peli . ma porta enormi foglie composite lunghe e larghe più di due metri.sono di solito piccolissimi. Una specie di anona . L'eliminazione delle parti superiori ad opera dell'anona ricorda il caso dell'Or oxylum indicum della Malesia. e solo allora il fittone radicale riprende a germogliare . tanto che i Tibetani le usa vano come lucignoli per lampade. dall'aspetto di formazioni rotondeggianti. specialmente tronchi d'albero. specialmente nel caso delle piante grasse. Possono stare diritti oppure giacere a piatto. e lo stesso fanno specie vegetali dei climi mediterranei . dov e la versione definitiva è data da un «corpo plantare» più o meno sferico. mentre alcune specie di giusquiamo hanno lunghissimi pe li setosi. il che le rende durissime e resistenti come una co tta medievale in maglie metalliche. Come avremo occasione di vedere in seguito. conferendo alla foglia un aspett o serico. la pianta letteralmente va a pezzi . reticolata del Brasile nordorientale ha un fittone radicale sotterraneo c he può misurare un metro di diametro. e occorre un microscopio per apprezzarne l'ingegnosità e spesso la bellezza dell'esecuzione. altri sono disposti a spirale. adottano un metodo diverso d i protezione superficiale. e certe specie di rododendri «infeltriscono». hanno foglie effimere che si possono produ rre solo sui tronchi immaturi. oppure dis porre di tentacoli appiccicosi e mobili. Quando è tempo d'entrare nel periodo di riposo. Molte piante alpine si pro teggono in questo modo. ed ogni anno se ne raccolgono circa un milione e mezzo di chili (13000 tonn ellate): si tratta della cera naturale più dura e con punto di fusione più elevato. E" i l caso specialmente delle foglie che sviluppano peli protettivi contro le eccess ive radiazioni solari e la conseguente traspirazione. La copertura esterna delle foglie presenta spesso caratteristiche notevoli. e molte ad attività stagionale. o portano «scudi» in cima a gambi lillipuziani. c he si affollano alle estremità dei rami. Anche le radici possono gonfiar si: la Ceiba parvifolia del Messico ha la caratteristica di dare fiori e frutti nella stagione asciutta. Le foglie secernono cera in quantità proporzionale alla durata della siccità stagion ale. e le foglie se cernono una cera così spessa che la raccolta è giustificatissima a fini commerciali. Sono già stati descritti alcuni tipi di tronchi. Molte di esse vivono nel Brasile in località battute da venti infuocati. Nella piccola felce galleggiante Salvinia i pel i sono presenti per impedire alla pianta d'inzupparsi d'acqua. Tra i rivestimenti protettivi più strani va citato quello delle palme ceree.cavi e contenenti aria . Quando viene il periodo asciutto tutta la pa rte aerea . secondo la descrizione particolareggiat a datane al capitolo 24. radunando sulla superficie fogliare grosse cellule ro tondeggianti invece di peli contenenti aria. dove l'acqua si accumula nella stagione delle piogge per venir utilizzata durante la siccità. e visti al microscopio possono ricordar e una testa di Medusa.a quello affine dei filodendri. d ove le foglie possono essersi trasformate in trabocchetti a trappola. Oppure sono fatti a T.nei Paesi del bacino del Mediterraneo si ha talvolta l'impressione che gran p arte della flora locale sia sempregrigia. Il verbasco molto spesso è co perto da un denso vello. Alcune piante grasse. Naturalmente vi sono piante con peli chiaramente visibili ad occhio nudo. aventi diametro fi no a 30 centimetri e tessuto soffice e spugnoso. composto talv olta da un paio di foglie che si sono fuse completamente o quasi. le foglie possono trasformarsi o rid ursi a seconda delle circostanze. data l'abbondanza di piante a foglie p elose. o assomigliano ad alberi ramosi miniaturizzati. ed è in grado di farlo perché le sue radici portano dei «bari letti» in miniatura. e si effettua facendo seccare le foglie e poi battendole per separare la cera. oppure che possono cadere nella stagione asciutta . l'A. come le Rochea del Sudafrica. Cresce solo fino a venti sparuti met ri d'altezza. altri ancora assomigliano a sottili aculei. Le giovani piante raramente mettono rami prima di raggiungere i 5 metri d'altezza.si dissecca e cade. ed assomigliano a mostruosi ombrelli. Le trasformazioni fogliari più notevoli si osservano nelle piante insettivore. A volte passano due stagioni pri ma che torni a piovere.

Le radici contrattili di questo gen ere assomigliano a quelle delle piante striscianti come le fragole. poi ogni picciòlo o g ambo laterale.orchidee. tulipani. Questo accorgimento è d'importanza essenziale se si produce un nuovo cormo al di sopra di quello vecchio. Anche la nostra brionia nera può dare tuberi della lunghezza d i 60 centimetri. che si consuma ogni anno mentre si produce un nuovo cormo sopra quello vecchio. Gli organi carnosi di deposito come i cormi si trovano spesso associati a radici contrattili. noto dai gladioli e dai crochi. o sigillo di Salomone.trascorrono l'esta te caldissima nascoste molti centimetri sotto la superficie della terra bruciata dal sole. dove le nervature sono disegnate f . Molte foglie. come nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. che vale alla pianta l'altro suo nome di «albero dalle ossa rotte». Il loro perio do di riposo si spiega con il fatto che queste piante mettono foglie e fiori abb astanza precocemente. un tempo apprezzati come «falsa mandragora» e ritenuti in grado di guarire quasi ogni malattia. che in linguaggio tecn ico si dicono rizomi. I depositi nutritivi sono giustificati dalla necessità di superare la stagione sec ca. ma talvolta sono portati sopra il livello del suol o. Nella maggior parte dei bulbi il fiore dell' anno successivo e le foglie attive si formano all'interno di un embrione. Il tubero si contrae alla fine della stagione. e nei giaggioli. possono essere sostenuti da tro nchicini portanti. così queste entrano in inattività. alla sommità del quale si formano masse di minuscoli bulbil li. I bulbi in miniatura. trattengono la pianti na saldamente aderente al suolo. che spesso si possono maneggiare e trapiantare complet amente secche. i ranuncoli stoloniferi e i rovi a radici apicali: una volta ancorate. venature a diversa colorazione. dove moltissime pia nte a radici carnose . infine il gambo principale. si colorano di varie tinte oltre al verde: possono essere di colore rosso o porporino. mentre invece le radici contrattili lo tirano giù al livello del cormo originario. che costituiscono di norma un dispositivo di distribuzione. Esistono pure molte piante a radici carnose che crescon o nei boschi. Le comuni piante d'appartamento possono fornirci molti esempi. che originano radici e fungono da centro di un nuovo esemplare se vengono a contatto del suolo. Restano quindi i tronchi stecchiti come pali con un solo assortiment o di grossi baccelli lunghi da 60 a 120 centimetri. Esempi tipici di piante di bosco di questo tipo sono certi gigli e alcune orchidee terrestri. specialmente nei climi caldi. dove il terreno resta sempre sufficientemente umido. Così il tronco viene a trovarsi circond ato da un mucchio di pezzi. prima ogni fogliolina. detti bulbetti o bulbilli. I tuberi possono avere dimensioni enormi: quelli dell'ign ame o patata dolce commestibile possono arrivare a 45 chili. Talvolta queste piante perdono una stagione e trascorrono più di un ann o tranquille sottoterra. portare macchie o segni regol ari. Le arundinace e. la Calat hea ornata. oppure combinare tutte queste caratteristic he. composto di foglie rigonfie avvolte strettamente attorno a un asse centrale. oppure in radici rigonfie di varia forma e grandezza chiam ate genericamente tuberi. ha foglie di colore bronzeo cupo. erba brusca. Quando le fronde degli alberi hanno formato una folta volt a.. Tali depositi poss ono essere nient'altro che tronchi o gambi sotterranei rigonfi. ed aiuta le piante a superare il periodo di riposo. nel qual caso possono avere uno strato verde atto alla fotosintesi. Una forma speciale di deposito radicale è data dal cormo. le Maranta e le Calathea eccellono a questo riguardo: una di queste. non passa abbastanza luce sul suolo della foresta perché le piante bulbose poss ano sopravvivere adeguatamente. l o stesso dicasi dei tuberi aerei. eccetera) sviluppano un tub ero conico traslucido. dai quali vengono emessi inf ine semi fioccosi che vengono portati lontano dal vento. altrimenti spunterebbe sopra terra. La maggior parte delle formazioni di riserva si compone di sostanze nutrienti e di umidità. come nel Polygon atum multiflorum. I bulb i di solito sono sotterranei. Ogni foglia cade in pezzi staccati. ed è segnalato il cas o di un tubero dell'aracea Amorphophallus titanum pesante 54 chili e con 60 cent imetri di diametro. e trascina sottoterra i bulbi lli che eventualmente non si siano dispersi. Le er be infestanti delle Oxalis (acetosella. scille. C'è infine il bulbo. che hanno abbandonato la capacità di produrre sostanze nutritive a favore della funzione di deposito. Circa un mese dopo la c aduta dei gambi ricominciano a spuntare foglie nuove. eccetera .

dove l'acqua viene fornita quasi s olamente dalla bruma marina e dall'eventuale guazza notturna. il celacanto vegetale. invece. in a ltri. In certi casi la colorazione è probabilmente un pigmento di adombramento adottato per ridurre l'eccessiva insolazione che potrebbe danneggiare la clorofilla. La Welwitschia è stata definita in varie riprese una rapa gigante. Ma è difficile dare una spiegazione della regolarità dei model li e della colorazione delle nervature. Nella loro crescita incessante. fendend osi poco a poco nel senso della lunghezza e dando una massa di nastri irregolari . ma si può obiettare che esist ono molte piante a fiori altrettanto piccoli e foglie verdi lisce. con una massa di radici laterali. ha uno strato centrale di cri stalli di ossalato di calcio che riflettono la luce solare.3 ma questa proporzione è insol itamente alta. la Welwitschia bainesii (mirabilis). l'arancio e il giallo a foglie dalle forme straordinariamente variate. può darsi che assorba la luce rossa filtrante attraverso la volta fr ondosa della foresta. la piovra del d eserto.forse fortunatamente dal punto di vista de ll'evoluzione dei fiori . mentre il tessuto che convoglia le sostanze nutrienti (floema) è a nalogo a quello di una pianta gimnosperma. La Pilea cod ierei è caratteristica perché il suo aspetto argenteo dipende in realtà dagli spazi ae rei situati tra la cuticola e la parte centrale della foglia. il simbolo del gruppo di piante di più recente . ma possono anche mancare perfino per pare cchi anni. e letteralmente si scottano sulla sabbia del deserto. di solito dipendente da muta zione dei cloroplasti. sebbene . come la nota acantacea Aphelandra squarrosa.8 metri . La cima del germoglio avvizzisce poco dopo la germinazione. che praticamente è solo foglia . Si è pensato che possano servire ad attira re gli insetti che fecondano fiori non appariscenti. Il tessuto conduttore dell'acqua (xilema) assomiglia a quello di una p ianta fiorente.22000 per centimetro quadrato . sebbene sottilissima. mentre Croton e Codiaeum uniscono il rosso b rillante. Si tratta di uno di quei residuati anomali che si trovano qua e là tra le gimnos perme e le piante fiorenti. alquanto rigonfio sopra la superficie del suolo.inemente in un'improbabile tinta rosasalmone chiaro. mentre altre.non si tratti in sostanza che di esperimenti abortiti.i quali si chiudono a tenuta eccezionalmente stagna in condizioni di aridità. La cuticola fogliare. L'ultima parola sulle foglie spetta alla descrizione di una delle piante più bizza rre del mondo. Non sorpren de che sir Joseph Hooker l'abbia definita «la pianta più meravigliosa che sia mai st ata portata in Inghilterra. Cresce soltanto in una ristretta striscia deserti ca presso il mare nell'Africa sudoccidentale. e assolutamente la più brutta». Per la necessità di assorbire rapidamente le eventuali brume marine su ambedue i lati delle foglie vi sono milioni di stomi . La pianta adulta ha un fittone molto spesso e tozzo lungo fino a due metri. Abbiamo visto che è il prodotto. e viene invec e apprezzata e favorita da noi a scopi ornamentali. di modo che dal colletto si formano solo due foglie adult e che si allungano ed allargano con il passare dei secoli (si crede che certi ve cchi esemplari abbiano 2000 anni). Capitolo 9. Il fiore è il pezzo più specializzato di tutta l'attrezzatura creata dal mondo veget ale. Tale colorazione non va confusa con la screziatura. tale da far pensare che qua lcuno vi abbia adoperato un pennello con tecnica un po'"irregolare. Le foglie si sfilacciano alle estremità sotto l 'azione del vento. queste foglie gigantesche ricordano la lingua di una lumaca. che in casi eccezionali può avere il diametro di quasi due metri. Le foglie più grandi mai registrate sono larghe circa 2 metri e lunghe 8. dato che le piogge cadono non solo molto irregolarmente. I fiori maschili e femminili vengono sostenuti separat amente da strutture coniche situate attorno a una depressione centrale craterifo rme. in questo caso il tessuto vivo era lungo metri 7. Alcune piante colt ivate hanno sviluppato fantasticamente le loro tinte: le varietà di Begonia rex mo strano un'ampia tavolozza variante dal porpora acceso alle gradazioni di rosa ed argento spesso mescolate al verde. IL FIORE. hanno nervature di colore biancocr ema brillante e una coccarda di brattee gialle vistosissime per polarizzare l'at tenzione sui fiori. al ritmo di 8-15 centimetri annuì. che raramente persiste allo stato naturale.

Il fiore tipico delle angiosperme ha un verticillo od anello esterno. m a in certi casi sono molto diversi tra loro. Tutte queste parti possono variare in misura molteplice. il calice. Alla base del pistillo s i trova l'ovario.come nelle orchidee ed asclepiadi . quasi perfettamente uguali per forma e gra ndezza a una mano. e molte parti vanno da un numero elevato e indefinito fino a un unico esemplare. collegati da un tessuto che conferisce al tutto l'aspetto di un parasole. la cui funzione sostanziale è di proteggere il boccio e talvolta il fiore aperto (ad esempio dagli insetti predatori di nettare). ma possono essere effimeri o assumere la vistosità di forma e colore dei petali destinati ad attirare gli animali incaricati dell'impollinazio ne. Nella Pentagynia saniculifolia. il fiore è una struttura dove la parte es terna di protezione. e le parti femmi nili. Così la Pimelea. La grandezza dei fiori varia da una frazione di millimetro nella lenticchia palu stre Wolffia punctata. emet tendo invece quattro grandi formazioni quasi fogliari che portano antere picciol ate sui bordi. Il notissimo nocciolo ha una specie di amento pendulo in cui sono radunati molti fiori maschili. i cui segmenti sono i petali. Ad esempio nell'eucalipto si trova un ricettacolo a forma di tazza che circonda gli organi sessuali. ha semplificato i suoi fiori ad un solo tubo fiorale. si trova assieme agli organi destinati all'atto sessuale che portano le cellule sessuate della pianta: polli ne maschile ed ovuli femminili. dove i fiori maschili e femminili stanno su alberi distinti. il grande fiore femminile sostien e letteralmente due o tre fiori maschili che effettuano un corteggiamento danzan te su steli che si alzano dall'esterno. ed un unico ovario. Nell'Asteranthos brasiliano la corolla è sostituita da un anello di stami infecondi. Nel policocco. note con la denominazione collettiva di pistilli. mentre un cappuccio superiore a perdere protegge il fiore immaturo e rappresenta i petali. o «albero dai fiori con le mani». In certe occasioni gli stami costituiscono la parte più cospicua del fiore. dove un pi ccolo calice a forma di coppa nasconde dei petali dall'aria insignificante. Questi fiori unisessuati possono avere aspetto uguale per i due sessi. Il polline qualche volta . Quando il calice si compone di segmenti separati questi si dicono sepali. imparentata con la Daphne . parente italiana del cerfoglio selvatico euroasiatico. di modo che un albero in piena fioritura costituisce uno spet tacolo sinistro. Il chirantodendro messicano. nel quale il bordo rappresenta i sepali.evoluzione. Detto nei termini più spicci. od alberos polverino (Hura crepitans).superfici ricettive sulle quali il polline germina per fecondare gli ovuli a ll'interno dell'ovario. parenti australiani della mortella. molti fiorellini maschili dall'aria insignificante s ono raggruppati in un'infiorescenza a spiga. Ma fu il b otanico svedese Linneo (1707-1778) a proporla veramente all'attenzione mondiale. e non sugli stami. uno stilo e u no stimma. oppure sepali e petali possono essere indisting uibili. I sepali sono abitualme nte verdi e spessi. dal quale uno o più piccoli gambi (gli stili) portano agli stimm i . come accade nelle piante monocotiledoni. Al centro gli organi sessuali comprendono le parti maschili. ve ne sono molti di un sess o solo.vie ne portato in grandi masse pollinifere. Il mondo antico era al corrente del sesso delle piante nel caso lampante della p alma da datteri. come n el Calothamnus e nella Tristania. mentre il solitari o fiore femminile è rappresentato da un ciuffetto rosso. di solito stami che reggono il polline sulle antere. Le forme dei fiori sono variabili all'infinito. In alcune famiglie queste parti del fiore si possono distinguere a malapena. e la sessualità delle piante era stata provata sperimentalmente nel 1694. e il numero delle parti sessuate gettò le fondamenta della sua classificazione de . ricavata da foglie modificate. uno stame. Nonostante la tendenza dei fiori all'ermafroditismo. fino a più di un metro nella parassita Rafflesia. deve i l nome scientifico al fatto che da una coppa di centimetri 10-12 color rosso san gue sporgono cinque stami appiattiti. Possono sostituire i petali. All'interno del calice c'è la corolla. Viceversa può capitare che gli stimmi non sporgano sugli stili: ad esempio nei papaveri la superficie s timmatica forma linee raggiate sulla sommità di quella che alfine diventerà la capsu la seminifera. mentre il fiore femminile ostenta u na corolla lobata relativamente enorme.

poliandria ed ince sto».come dice Wilfrid Blunt . L'infiorescenza della pa lma è spesso notevole.un involucro . e le Diandre con «due mariti nello stesso mat rimonio». nonno di Carlo. meno se ne parla e meglio è. Il numero più alto in un gruppo unico. riportò l'argomento a livello più castigato ma altret tanto esplicito nel suo poema epico "Gli amori delle piante". Le vedute di Linneo in materia di sesso erano razionali e positivame nte moderne. A volte l'assunto gli scap pava di mano. prigionieri pudibondi delle sue catene verginali." Scrisse a proposito di un giglio da giardino . di modo che riuscì a far chiamare una classe vegetale "Syngenesia po lygamia necessaria" . come i cacti. specialmente in certi alberi tropicali. Lin neo certamente rivelò al mondo che le piante avevano una loro vita sessuale che.dove «la torma di prostitute vaglia dieci ardimentosi pugnaci». Ecco la trasformazione dei tre stimmi e dei sei sta mi del «leggiadro colchico»: "Tre vereconde donzelle servono l'intrepida ninfa.cui appartiene la nostra erba del cucco .letteralmente «maschi confederati con necessità di poligamia» come nel caso del crisantemo con stili fecondi e flosculi a disco sterili. di norma s u loro gambi distinti. er ompenti inaspettati dalla scorza. e Goethe si preoccupava dell'imbarazzo che i testi di botanica avrebbero potuto procurare a caste scolaresche giovanili. In alcune famiglie i fiori sono portati in capolini compositi provvisti di un solo strato esterno di scaglie sovrapposte . Il r everendo Samuel Goodenough. e le inargenta il capo. che s . I fiori possono presentarsi in esemplari unici o in gruppi. e parecchi Ficu s fanno altrettanto. vittime della sua vita in declino". corteggio innamorato. si poteva trasferire al mondo animale «con tutte le r elative conseguenze .. In date occasioni. o più sovente dai tronchi più o meno simili a foglie di piante che hanno abolito le foglie. i fiori sono portati addirittura sullo stelo o tronco principale. sortendo spesso il risultato apparente di un solo fiore più grande. insieme a piante fiorenti più ortodosse. e la scortano sei gai giovani. tre dei quali maturano successivamente ai primi tre: "La superba Gloriosa conduce tre scelti garzoni. ma in casi straordinari possono spuntare direttamente dal le foglie. spaziati o raggruppa ti. I fiori si producono di solito all'estremità dei tronchi o degli steli. La famiglia delle margherite si dice delle "Composite" proprio per questo motivo: un solo i nvolucro rinchiude spesso parecchi flosculi di diverso genere. . c on pochissima immaginazione. Quanto poi alla schiatta delle Silene. Alcuni Ficus malesi u sano questo sistema. Per spiegare le sue classi vegetali descrisse le Monandre con il pa ragone di «un marito per un matrimonio». e producono tronchicini sottili alla base del tronco. in seguito vescovo di Carlisle.che ha sei stami. o infiorescenza.una gigliacea del genere Gloriosa . e infine la categoria delle piante Poliandre con un esempio per cui vi s ono «venti o più maschi nello stesso letto con la femmina»..che li protegge tutt i. in cui tradusse in versi il sistema di Linneo.lle piante: così una famiglia poté chiamarsi Diadelphia decandria oppure Polyandria pentagynia. L'albero del cacao è tra questi. Erasmo Darwin. Nel c aso in esame Linneo descrisse la situazione esponendola come una circostanza in cui «i letti dei coniugi sposati occupano il disco. In certi casi i fiori si originano addirittura sottoterra. Quando l'impietosa mano del tempo stende una rete di rughe sulle sue deboli membra. scriveva in una lett era: «E" assolutamente superfluo dirvi che nulla potrebbe uguagliare la mentalità gr ossolanamente pruriginosa di Linneo». e quelli delle concubine la ci rconferenza: le femmine sposate sono sterili e le concubine sono feconde».di poligamia. altri tre giovani impegnano la sua età più matura. Il rilievo dato agli organi sessuali dei fiori urtò molti suoi contemporanei. con 100 mila fiori individuali. ed emerge dalla chioma dell'albero quasi come una pianta a sé. si osserva probabilmen te nella palma Talipot.

Nelle dorstenie loro parenti si può osservare una via di m ezzo con minuscoli fiorellini incorporati nella superficie di un disco carnoso t alvolta lobato come un polpo. e lo sfregam ento produce questi suoni terrificanti". al ta 30 metri. dove si osservano propaggini emananti a raggerà per una decina di metri attorno al tronco. dopo averne magnificato la bellezza e la singolarità delle forme. quando lo si veda in libertà allo stato n aturale. Capitolo 10. il fiore rappresenta agli occhi dell'umanità media un oggetto da coltivare a scopi decorativi. poi letteralmente si disintegra». Lawrence lo definì «frutto del mistero femmi nile. Quando la Tigridia pavonia. l'autore. Per chi ha la mente investigativa ogni fiore. e la Caloncoba flagelliflora dell'Africa Occidentale. il quale in certo qual modo imita il fiore per att irare gli animali impollinatori. finché accertai che i suoni venivano da una ciotola di giacinti i cui boccioli si aprivano un varco attraver so il rigido fogliame. E" anche il caso di citare un'affermazione del professor G. o anche repulsione. dotato di un accesso al mondo esterno tramite u n piccolo orifizio ad un'estremità. alta 10 metri . Un Cinese che risaliva il fiume YangTzeKiang nel diciannovesimo secolo sostò ad al loggiare presso una locanda in mezzo a un boschetto di bambù giganti. Numerosi. H. insuperabili nel loro genere. eminente bo tanico. destinato a suscitare ammi razione.Salacca flabellat a malese. D. ricordo un mattino d'inverno in cui dovetti chiedermi da dove mai prove nisse lo scricchiolio che si sentiva mentre lavoravo. nato per spiegare la sua magnificenza solo per p oche ore. mentre si facevano strada tra le bra ttee e gli involucri di rivestimento che ricoprivano la base di ogni germoglio. Allarmato. mentre per altri riguardi sembra tenersi pronto a ripiegarsi in una borsa o sacco dall'aspetto di un fico. "Venne risvegliato prima dell'alba da un orribile scricchiolio. in giardino o in vaso. Fogg. il quale gli spiegò che i rumori erano causati dalla cre scita dei germogli dei giovani bambù giganti. chi amò il compagno di viaggio. aggiungeva: «Rincresce che an che questo evento rammenti alle nostre belle connazionali quanto sia effimera la beltà delle forme. Alt ri alberi sono altrettanto straordinari ed hanno un tronco tradizionale con chio ma sorretta da rami. I fiori hanno durata molto variabile. ricoprono la parete interna di un ricettacolo cavo che noi i n seguito mangiamo quale frutto. I fiori dei fichi sono tra i più strani che esistano. E. l'ipomea si chiude e avvizzisce per sera. occulto ed intimo». com e un fievole gridare o uggiolare che proveniva dal bosco dei bambù. I col orati eliantemi dei Paesi mediterranei lasciano cadere i petali nel pomeriggio. Anche il fiore della ninfea gigante du ra solo 24 ore. ma producono fiori su sottili propaggini orizzontali a fior di terra. Le orchidee possono durare 80-90 giorni se non vengono fecondate. un frignare. Nelle mattinate calde ed umide il bambù cresce a velocità sorprendente. rivela a un attento esame una sua natura complicata. minuscoli e strutt uralmente semplici. nonché unità d'intenti: qualità che creano bellezza e fascino uni ci. questo fiore. il fior di tigre del Messico. Sebbene effimero. I germogli fioriferi sono completamente sotterranei nel Geanthemum rh izanthus del Brasile e nella palma sessile . CRESCITA E RITMO: IL CERVELLO ELETTRONICO DELLA PIANTA. Per chi si occupa di tassonomia rappresenta il mezzo che gli permette d i stabilire la posizione categorica della pianta e le sue parentele nel regno ve getale. meraviglia. Questo racconto affascinante venne registrato e pubblicato dal botanico Blossfel d. altri fiori durano invece un giorno o meno ancora. ricchezza di risorse ed ingegno. Vi sono comprese piante come la Potyalthia hypogaea della Malesia. venne raffigurata per la prima volta in una rivista di botanica.cioè senza tronco . Talvolta si possono percepire i suoni prodotti dalla crescita di piante molto minori. per quanto inapparente e i nsignificante.i affondano nel terreno e vi producono mazzi di fichi portati da propaggini. secondo il quale «la maggior parte della gente è abbastanza sicura di quello .

Se n e infischia di un vialetto di ghiaia ben rullata e compressa. la crescita si può far corrispo ndere all'aumento di dimensioni e allo sviluppo di diverse parti. Mentre però negli animali essi si svi luppano precocemente e s'integrano con i sistemi circolatorio. come sanno molti padroni di casa che hanno piantato ad esempi o pioppi troppo vicini alle fondamenta dell'edificio. Ciò che fa sempre impressione è l'inesorabilità della crescita delle piante. cribrosa. il fiore dell'informe pianta grassa Muiria esplod e dal molle tessuto vivo con un'aria quanto mai penosa. ed alberi in cui le gemme fiorali sfondano la co rteccia del tronco e dei rami. con tecnica che ricorda molto da vicino l' atto di riunire le mani davanti alla testa quando ci si tuffa in acqua. nel corso di alcuni d ecenni. Con il passare degli anni la crescita di una radice nella fenditura di una rocc ia può riuscire a spaccare un grosso masso da un capo all'altro.è determinato dal mecc anismo genetico presente nel nucleo di ogni cellula. Una foglia isolata di crocus è un attrezzo molle e debole. o come altro volete chiamarla . Bowles. Ri . osservate nell'America Centrale e in Cambog ia. Non c'è qua si nulla . I germogli si apr ono un varco attraverso il terreno. emissione dello stelo o del tronco. e se appena esiste una sottile fenditura le radici non tarderanno a intrufolarvisi. formano un'arma acuminata e forte quas i come il germoglio sotterraneo di una canna di bambù". In tutte le piante.. Come in tutti gli organismi. ed ogni organo si forma normalmente una volta sola. il modello di crescita di una data specie . Le fessure delle conduttur e dell'acqua e delle fognature vengono identificate con altrettanta celerità. grande giardin iere ed osservatore. Ho accennato brevemente agli aspetti principali della crescita: ricerca del terr eno ad opera delle radici. E" mer aviglioso quanta forza sia racchiusa nel germoglio di un crocus che spunta. ma essa è piuttosto vaga quanto al sen so rigidamente scientifico del termine».dove una radice a tutto decisa non riesc a a penetrare. con le punte aguzze e indurite delle foglie riunite nel modo accennato. E. svilupparsi e riprodursi dipende in molteplice misura dalla possibilità che ha l 'organismo di assorbire nutrimento nelle proporzioni giuste.. Le punte radicali sensibili penetrano nel terreno di varia natura e str uttura risolvendo cammin facendo problemi quali l'incontro con pietre ed altre s uperfici impenetrabili. o a sollevarlo: K erner ed Oliver ricordano il caso di un larice alpino che. mentre la pera cresce più rapidamente sull 'asse della lunghezza che non su quello radiale. Tanto per fare un esempio semplicissimo. ma tutte le foglie messe assieme. e ten ute strette dalle robuste foglie di rivestimento. o infilandosi nelle più strette fessure. La capacità reale di crescere . forse piegando il colletto per proteggersi d alle offese in modo che nessuna pressione gravi sulla punta in accrescimento. A. Altri esempi della forza delle radici degli alberi sono forniti dall'avvenuta demolizione di antiche costruzion i in pietra nelle foreste tropicali. La forma di una pianta viene pr ogrammata in base alla velocità e direzione di crescita. la mela è rotonda perché la crescita continua uniformemente in tutte le direzioni man mano che essa matura. di peso calcolato sui 1400 chili. Vi sono piante come i gigli palladifuoco africani in cui i nuovi germogli erompono attraverso gli strati dei vecchi virgulti. tranne che nelle unicellulari. spiegamento delle foglie.. nervoso e ormonal e. Talvolta la crescita non avviene in modo altrettanto controllato. nelle piante superiori si formano ripetutamente e pressappoco indefinitamente grazie al rinnovamento cost ante dei "meristemi" o germogli d'accrescimento. op pure al riparo d'involucri forti e aguzzi e spessi. aveva spaccato un macigno di schisto sollevandone di 30 centimetri la pa rte superiore.salvo una roccia massiccia . descrisse come fanno i bucaneve a spuntare dal suolo: "Le due foglie sono strettamente avvolte in una foglia di rivestimento. in modo che le cime sono pressate assieme a formare una punta aguzza che perfora il terr eno e apre un varco al fragile fiore.che intende dire con la parola "crescita". culminante nel la comparsa degli organi della riproduzione. e le tubature s'ingorgano presto di una massa di finissimi peli radicali assorbenti.a strut tura trabecolata.. Le radici degli alberi fendono la roccia espandendosi a ritmo impercettibile.

e di virgulti forniti di radicole succhianti di rosa muschiata. Ma è impossibile non restare meravi gliati e perplessi se appena ci si domanda perché un fragile fungo non sia stato b loccato nella sua crescita. come nel rabarbaro. In questo caso l'espan sione dipende dalla pressione idraulica. che si sono fatti vivi su una carrozzabile attraverso 20 centimetri di un fondo di detriti c operto da un manto di ghiaia e bitume.che cadono quando il fiore si espande. il tronco aveva il diametro di due centimetri e mezzo. La crescita più lenta che sia mai stata osservata è quella di un esemplare d'abete r osso sitka. si potrebbe aggiungere che la ninfea gig ante viene coltivata abitualmente come pianta annuale in cattività. Le gemme sono oblunghe e a forma di borsa: aprendo quella più esterna se ne trova un' altra all'interno. A nche nelle migliori condizioni molti alberi crescono lentissimamente. oppure pieghettata o profondamente increspata. All'altro estremo del regno vegetale si t rovano i casi di spore di alghe marine unicellulari che sono germogliate sotto l o strato di vernice degli scafi delle navi. come nel f aggio. un po'"come in certi complicati ninnoli da salotto. Il tulipifero tiene le gemme embrionali in piccole guaine ovali che cadono quand o la giovane foglia è pronta a spiegarsi. Le foglie pennatosette a foglioline multiple opposte si aprono come le pa gine di un libro. La gemma di magnolia emerge da un involucro di folta lanugine che l'ha protetta per tutto l'inverno. cresciuto di 7 metri in due anni. E" anche notevole la capacità di crescita di una pianta nel corso della sua esiste nza. in Australia. del tutto diversam ente dagli animali. Il grande disco t ondo del loto indiano si spiega come una bandiera. l' esempio più notevole che mi sia capitato di vedere è quello di una grossa lastra di cemento di pavimentazione stradale sollevata da un fungo. ricordandoci in tal modo che.005 grammi. A v olte la gemma all'interno del boccio si trova letteralmente raggomitolata a pall a. cresciuto di 28 centimetri in 98 anni. perché è il risultato di cellule preformate che si espandono rapidamente assumendo acqua. quelle del papavero di Ca lifornia hanno cappuccetti orecchiuti . e peso di molto superiore a 1000 tonne llate. toccando 30 metri d'altezza in men o di tre mesi. una pianta riesce a combinare nel suo continuo sviluppo part i corporee di estrema vecchiezza accanto ad altre di accrescimento embrionale. Si crede che uno dei maggiori esemplari conosciuti di sequoia gigante abbia un volume di 1500 metri cubici di legno. non ci si debba aspettare crescita superiore a un paio di m etri annuì. I boccioli o gemme fiorali si schiudono analogamente: vedere un fiore grandissim o come quello dell'ibisco che comincia da una specie di ombrello chiuso e si apr e in uno spettacolo di doviziosa bellezza è come assistere al prodigio di una farf alla che sguscia dalla crisalide. l'hanno attraversato provocandovi fe nditure ed esponendo il metallo delle lamiere alla corrosione. Gli eucalipti sono gli alberi ad accrescimento più veloce: in Uganda è stato osservato il caso del l'Eucalyptus saligna. lasciando vedere il prossimo embrione ne lla sua guaina presso il picciòlo fogliare.sultati più spettacolosi si possono osservare con le piante di rapida crescita. e poi un'altra ancora. Ancora più notevoli le gemme dell'arbust o dell'Amicia. Anche i germogli ta lvolta riescono a penetrare in sostanze all'apparenza impervie. e così via per sette od otto borse e fog lie embrionali l'una dentro l'altra. Le foglie escono dalle gemme con uno spiegamento ed un'espansione miracolosa di tessuti compressi e lubrificati di mucillagine emessa da ghiandole speciali. Tuttavia anche questi primati vengono eclissati dai bambù che possono cr escere anche più di un metro in un solo giorno. Ho già dato in precedenza esempi della gr andezza raggiunta dalle piante annuali. che si possono paragonare ad uno dei famosi rompicapi cinesi. Ho registrato es empi di narcisi spuntati attraverso 8 centimetri di bitume e fioriti perfettamen te.come i berretti d'asino di remota scolas tica memoria . una specie che cresce al limite arboreo nell'Artide. o la sua base non sia stata schiacciata nel terreno dal peso gravante addosso al cappello fungino in espansione. la cifra sopra citata corrisp onde a un aumento in peso di più di 250 mila milioni di volte! I giganti vegetali possono vivere circa 4000 anni. Dato che il seme pesa meno di 0. sebbene in condizioni no rmali. La velocità di crescita varia enormemente. mentre quelle a lobi raggianti srotolano i loro segmenti uno d all'altro. come il bo sso e il tasso. .

Questi fasci crescono obliquamente cominciando presso la parte esterna del tronco e progredendo verso il centro. o se una pianta rampicante si attorciglierà a destra o a sinistra. Nei fiori zigomorfi si ritrova la massima varietà di forme delle diverse parti fiorali o dei lobi dei petali. 5/18. ad esempio de ll'ordine di 2. Nelle piante questo centro di programmazione determina caratteristiche che decidono se la specie sarà una pi antina annuale o un albero. Un fatto della fillotassi forse ancora più notevole che non la speciosa succession e numerica delle frazioni . Così. Di fatto le frazioni più frequenti. quelli del grano crescono di 1-8 millimetri al minuto. La forma dell'organismo ri sultante dipende dai processi evolutivi già menzionati. mostra 10 sepali e petali che è quasi impossibile distinguere tra loro. e nelle terminazioni fiorali si osservano diversi stili nelle diramazioni o nel modo di portare i fiori: spessissimo la disposizione dei fiori è tipica della famiglia.tre. In ogni organismo vivente il «centro di programmazione» che ne determina la forma e la struttura è situato nei geni presenti nei cromosomi. La ramificazione delle piante segue analoghe disposizioni prestabilite. 2/5. il che significa che si possono dividere in due m età uguali tagliandoli secondo una linea centrale. una «corona» fatta di un numero indefinito di filamenti raggianti.. molto rapidamente: gli s tami si espandono quasi visibilmente in certi stadi del loro sviluppo.. come vengon o chiamate. ma qualunque sia la loro geometria. sono dell'ordine di 1/2 (in cui le foglie si trovano a paia opposte) . come i cacti.ma alcuni r ivelano una notevole inosservanza di tanta semplicità. 2/7. e una colonna cen trale eretta che porta dapprima 5 stami e poi sull'ovario 3 stimmi. nelle pigne e nelle formazioni compatte che non nella sparp agliata disposizione fogliare. 3/14.e 1/4. dal quale si scostano svilupp andosi lateralmente. com e nella bocca di leone o in una orchidea. Radunando insieme le diverse frazioni di spirale che si ritrovano nel regno ve getale si nota che esse si possono disporre in tre serie distinte. mentre una guaina fogliare di banana cresce di 1 millimetro al minuto. come sa chiunque abbia studiat o botanica con l'aiuto dei diversi schemi fiorali. p iù evidenti nei cacti. La natura ha veramente il senso della geometria. le varie disposizioni dei fiori si preoccupa no dei loro soci d'impollinazione. li portano di solito a vvolti a spirale. 5/23 . quattro. 5/13. . per e sempio. prima che l'albero sia sufficientemente adulto perché la foglia interessata «nasca» e il suo allacciament o vascolare diventi operante. ma se non altro un fi ore esce da un bocciolo ed ha un punto d'inizio nei tessuti. Esso traccerà pure le modalità secondo le quali verranno prodotti i ger mogli o le foglie. La programmazione d'un fiore è impresa abbastanza complessa. oppure sono zigomorfi.I singoli organi particolari possono crescere. 3/8. 1/5. 2/5. I fiori dispiegano spesso le loro parti in multipli di una cifra di base . 3/11. . dove la sezione trasversale di un tronco . dove gli stami si torcono su un solo lato del fiore. in verità.1/4.. 3/8.. e che le foglie successive avranno tr acciato due spirali attorno allo stelo o al tronco per ottenere questo risultato . In alcune piante co me nelle palme c'è una predestinazione di tipo affatto diverso. Il che significa che la settima foglia di una serie si troverà i n posizione verticale rispetto alla prima.7. il che costituisce sempre una sequenza geometrica. In caso diverso i fiori sono disposti secondo una simmetria ra ggiata. e formando infine il condotto di una foglia. .poniamo di cocco . Questa sequenza è tale che si può esprimere con un numero frazionario. Queste serie hanno in comune la caratteristica c he si può ottenere ogni frazione sommando i numeratori e i denominatori delle due frazioni precedenti. Il lato affasc inante di questo comportamento. o fiore di Passione.è costituit o dalla sensazionale precisione e dai modelli impressionanti che ne risultano. I fiori che portano le loro parti in numero indefinito. Ho descritto in pr ecedenza quanto sia complesso il sistema vascolare della palma. 1/3. consiste nel fatto che ogni fascio deve cominciare a crescere talvolta letteralmente per anni.può mettere in evidenza fino a 18000 fasci vascolari. 13/34. Prendiamo la passiflora. 2/9. o fillotassi. e 5/13. I fiori stessi sono esempi notevoli di geometria. in una palma. che sono di q uesto tipo: 1/2. c ome quelli delle poligale.. 8/21. cinque .che non comporta alcun rapporto naturale . Alcuni fiori hanno forma irregolare.. dove il bocciolo è protetto inizialmente da tre brattee: quando si apre. come vedremo in seguito.

se deposte a terra . si addormenta due volte al giorno. e i petali cadono alle quattro del pomeriggio dello stesso gior no. se vengono appese in aria.nei P aesi di lingua inglese . sta il fatto ch e la crescita di una pianta è governata da ritmi di vario genere. che si schiude all'ora d el tè e viene chiamata «la pianta delle quattro». ne produce spe ssissimo di nuove in punti inaspettati. Anzitutto. ad esempio . gli alberi. Una pianta cui capiti di perdere le foglie per qualche disgrazia. e si verifica in un ampio assortimento di piante: una spe cie americana. che venne ritenuto esatto con lo scarto di una mezz'ora. cioè per mezzo secolo o più.cacceranno radici alla base del picciòlo. la Madia elegans. Una foglia di begonia al contatto del terreno emetterà radici dalle nervature. Questa forma di rigenerazione ricorda le numerose specie animali che riformano n uove parti del corpo o nuovi arti quando uno viene danneggiato. le lucertole fanno ricrescere all'occasione una coda nuova. e si aprono fendendosi in molt e strette strisce alle tre del mattino del trentaseiesimo giorno. capacità di cui i giardinieri si avvalgono in misura così estesa. La diffusa conoscenza dell'orario dei fiori si riflette nei nomi popolari dati a certe piante. e anco r meno dalle foglie. una volta adulta fiorisce ogni giorno per tutta la dura ta della sua vita. Le caratteristiche principali della crescita vegetale si adeguano a un modello g enerale indipendentemente dalla grandezza di una pianta. non c'è alcun dubbio che le piante «sentono il tempo astronomico». Le larve degli anfibi e i tritoni rigenerano le zampe perdute. ribattezzata nei Paesi di lingua inglese «Gianni va a dormire a mezzogior no». la produzione di linfa nell e radici. o «danno l'ora esat ta». Ma le radici non sono prodotte abitualmente dai tronchi. come sa chiunque abbia tagliato piantine di lapazio o di tarassaco. quando devono moltiplicare le piante. come accade nell e stelle marine. Ma al vertice d i questo modello e di questa programmazione genetica che sortisce il risultato p er cui una specie vegetale ha una sua fisionomia caratteristica. tanto che si tratti di un'esile piantina annuale quanto di un grosso albero di foresta. Oltre ai movimenti si nota nei fiori la produzione di profumo e di nettar e. L'esempio più sensazionale del tempismo di una pianta dev'essere comunque quello d ella sempreverde arbustiva Wormia suffruticosa malese. che il fenomeno è ormai ge neralmente noto. I ritmi principali che si osservano nelle piante sono quelli giornalieri e stagi onali. Tale caratt eristica è chiaramente illustrata dalla capacità che hanno diversi organi di rigener are radici in circostanze speciali. ma questa possibilità non esiste negli animali più progrediti. Linneo (nato nel 1707) elaborò un orol ogio fiorale basato sull'orario di apertura e chiusura di vari fiori. eppure si può infilare nel terreno un ramo di salice ed esso attecchirà. Molte piante grasse come i Sedum emettono radici dagli internodi. Esattamente come negli animali . In realtà le piante sono orologi viventi. mentre la Ma . Il suo orario prevede l'apertura dei boccioli alle tre del mattino. possono rigenera re le foglie sui tronchi. o che abbia tolto di mezzo il tronco principale d i un prugno con il solo risultato di trovare nuovi germogli che spuntano per tut to il giardino dalle radici sotterrate. detta localmente "Simpoh a cespuglio". Esso si rende evidente di solito per il fatto che le foglie si rilassano dalla loro posizione eretta. o la cicoria selvatica detta barba d i becco. L'abbattimento di un tronco o l'eliminazione di un ger moglio stimolano di norma la produzione di nuova verzura. osservato per la prima volta nel 1729. essi sono completamente fioriti un'ora prima del levar del sole. e le foglie di queste ed altre piante succulente . e il «sonno notturno» delle foglie. iniziata ed interrotta secondo un orario diverso.la gialappa. specialmente se sono sta te tagliate. che in poco tempo emettono radici e foglie. Mirabilis jalapa. I frutti maturano in cinque settimane esatte. di modo che dopo pochi anni c'è un altro filare d'alberi lungo la strad a o il campo. La simaruba tropicale viene a mpiamente usata per farne pali da staccionata. e principalmente da quelli derivanti dalle 24 ore della giornata. o si può piantare una foglia di violetta africana in un vaso sicuri di v ederla produrre nuove radici e una nuova piantina.La programmazione di una pianta dimostra spesso notevole flessibilità. che possono rigenerarsi quasi all' infinito da un fittone reciso. Questo senso del tempo è noto da molto tempo. ad esempio.

che cioè vanno su e giù nel fango. Ritchie R.) Gli scienziati hanno ident ificato i dati di fatto della situazione. ma non spiega perché tante p iante tropicali sembrano mettersi a sonnecchiare. specialmente se si tiene conto ch e solo la luce del mattino può rimettere in moto il meccanismo della fotosintesi. Alcune piante come la samanea o «albero dell a pioggia» sudamericano ripiegano le foglie non soltanto di notte ma anche con tem po nuvoloso. Si annoverano tra queste ultime certe alghe marine il cui ritmo appare cond izionato dal moto delle maree. ma . e risalgono alla superficie del fango con la luce del giorn o. Notiamo tra l'altro che non si osservano indizi di analoghi ritmi nei batteri o nelle alghe verdiazzurre. quando le cellule non hanno più l"«avviamento auto matico» dato dalla successione regolare della luce naturale e del buio. e almeno in un caso è accertato un tasso ritmico nella fotosintesi di un'alga unic ellulare. per così dire. per cui le loro attività sono regolate secondo il g iorno solare e lunare. Ward ha avanzato l'ipotesi che un organismo a ritmo circadico assomig li a un cervello elettronico sincrono controllato da un orologio generale. Ma in ogni caso è una manifestazione notevole di crono metria biologica. se si considera l'habitat di queste piante: le piantine microscopiche verrebbero spazzate via a marea alta. Anche piante di struttura semplicissima possono mostrare di possedere questo rit mo. e Darwin credeva che servisse a proteggere le fogl ie dagli effetti del freddo notturno. Questi ritmi biologici si dicono "circadici". perché congiunge le sue foglie dall'a bituale posizione orizzontale diurna. ma pause di q uesta durata non hanno praticamente nessuna importanza con l'infinità di tempo a d isposizione delle piante in termini evolutivi.«finora . che fa on deggiare in ogni direzione le sue foglie grandi e piccine. ma pare che esistano ben poche motivazioni a giustificare i l «sonno» notturno delle foglie. A volte pare che i movimenti delle foglie si possa no spiegare razionalmente. sebbene i tassi di crescita raggiungano di solito l'apice in un ri tmo di 24 ore. può riuscire utile «consegnarle» in modo che possano riprendere a funzionare tutte insieme non ap pena viene data «via libera». (Per il resto della notte sono alla pari con l'uomo. S e la diversa velocità delle pratiche accessorie perde troppo il ritmo. abbiamo studiato solo le lancette di questi orologi biologici. ripetendo più volte questa operazione. Questi ultimi esempi sono chiaramente utili alla pianta e in rapporto funzionale con la sua giornata lavorativa. L'intervallo tra un ritmo e l'altro può accorciarsi o allungarsi al quanto in condizioni artificiali. quali l'oscurità assoluta. C'è comunque . nelle regioni temperate. dove vivono. quando c'è bassa marea. cioè «pressappoco giornalieri». e che infine si conservano per qualche tempo in condizioni artificiali.alcune delle quali sono più lente di altre. in una certa misura. finché viene a mancare qualsiasi ritmo nelle cellule di piante illuminate senza interruzione . E" importante avvertire che i ritmi giornalieri si originano dall'interno e "non " vengono imposti da condizioni esterne. ritirandosi verso il basso quando annotta. Fogg . Esso sembra abbastanza naturale agli occhi di chi h a una mentalità antropomorfica. trascorsa nell'ossequienza a ritmi circadici gi ornalieri accertati. ma non conosciamo la natura del vero e proprio meccanismo di orologeria». e lo stesso fanno molte piante sensibili al sole. E" stato dimostrato che ciò avviene effettiv amente. dove la parola «pressappoco» serve a ricordarci che i ritmi possono anche non avere la durata di 2 4 ore esatte. come nel caso della "pianta del telegrafo". Si tratta di una forma di adattamento assai razionale. Una notte di riposo verrebbe considerata indice di sca rsa efficienza in un calcolatore elettronico fabbricato dall'uomo. o "circadiani". per approfittare della luce del gio rno ai fini della fotosintesi. Talvolta esse non seguono esattamente il ritmo dettato dalla lunghezza del gio rno.citiamo ancora G. così chiama ta per la somiglianza con i semafori di una volta provvisti di bracci. Il rit mo giornaliero regola anche la produzione delle spore in alcune alghe semplici. come è il caso dell'alga flagellata Euglena e di alcune diatomee fototattiche. La genziana delle nevi si chiude ogni volta che passa una nuvola e si riapre quando viene di nuov o illuminata dal sole. Quest i cervelli elettronici tratteranno anche un certo numero di «pratiche accessorie» per usare il gergo dei calcolatori .ranta leuconeura è chiamata la «pianta che prega». E. Forse giova a ridurre l'evapor azione dalle foglie delicate. Certe diatomee fototattiche rivelano analoghi movimenti r egolati sulle maree.

possono farlo a titolo personale senza sincronizzarsi con i vicini anche della stessa specie. Presso certe comunità primitive qualche data attività di un albero locale. Questo schema vale principalmente per le piante annuali. per le erbacee perenni. la s emina a luna crescente favorisce in linea di massima la crescita e il raccolto s uccessivi. e se ne accennerà più diffu samente nel seguito di questo capitolo. ma le gemme possono adottare cicli individuali non sincronizzati tra una gemma e l'altra. F. Gli alberi tropicali si attengono sovente a regole personali. Un momento di gran freddo può arre stare per breve tempo la schiusa delle gemme fogliari e dei primi boccioli. Le piante a foglie caduche cresciute nei climi tropicali hanno un comportamento str ano. A. quali la produzione delle gemme e dei bocci. le piante riducono sostanzialmente il loro metabolism o. mentre altre possono fiorire . non vengono i nfluenzati sensibilmente dal tempo atmosferico. che serve da segnale agli agricoltori per l'inizio delle operazioni di semina. W. come ricorda questo brano di una relazione storica del 1920 scritta da W. come l'esplosione dei boccioli rigonfi della Griffonia. I ritmi stagionali sono quelli che controllano le at tività a lunga scadenza. proprio co me la primavera e l'autunno si fanno corrispondere all'arrivo e alla partenza de gli uccelli migratori". I peri piantati a Giava diventano sempreverdi. Nel corso di questa trasformazione notevole e rapida. ma le variazioni dalla media si misurano di solito in giorni soltanto. Nei climi temperati si osserva uno schema netto di crescita basato su un periodo annuale di riposo. da il segnale per ché cominci qualche attività umana stagionale. Garner e H. anche se ciò comporterà la distruz ione immediata di foglie e fiori. Abbiamo qualche prova che le piante fiorenti talvolta siano influenzate più dai pe riodi lunari che non da quelli solari e un ricercatore americano. spesso un ramo alla volta. e un altro in cicli di 14. e i periodi principali di crescita. Chi è convinto dell'azione della luna sul r egno vegetale crede ad esempio che certe piante daranno foglie più precoci se si s emineranno con luna crescente. R. Va citata di passaggio la radicata credenza antroposofica nell'influsso d ella luna sulla crescita delle piante. Analogamente un'ondata di gran caldo nei primi mesi dell'anno indurrà le piante a dare foglie e fiori precoci. come l'em issione delle foglie o dei fiori. A. in linea generale. Irvine ha raccolto parecchi ese mpi in Africa. Brown junior. o la maturazione dei frutti. e riprendono presto a lav orare con la nuova stagione di crescita per pompare nutrimento indispensabile al l'emissione di nuove foglie prefabbricate e al nuovo ciclo di accrescimento. o radici robuste se piantate a luna calante. e infine per gli arbusti ed alberi a foglia caduca che perdon o il fogliame in inverno. è sicuro che un ritmo regolato sui quarti di luna sia ampiament e diffuso sia tra le piante che tra gli animali. Uno dei suoi più recenti esperime nti dimostra che l'acqua contenuta nelle fave è strettamente correlata alle fasi l unari. Allard: "Tra le caratteristiche più tipiche della crescita delle piante fuori delle region i tropicali va annoverata l'accentuata tendenza di varie specie a dare fiori e f rutti solo in date epoche dell'anno. U no può fiorire in cicli di 10 mesi. lo spuntare e l'aprirsi dei fiori. Pare comunque che i periodi stagionali siano di gran lunga i più importanti per le piante. alcune piante fiori scono ininterrottamente. il professor F . lo sviluppo delle foglie. che producono tronch icini o steli annuì. Ignoro però se questi esperimenti antroposofici siano mai stati ripetut i da scienziati spassionati in condizioni controllate.un rapporto tra i movimenti di sonno e gli altri ritmi. la caduta delle foglie dagli al beri cedui o il momento d'entrare in riposo per le altre specie vegetali.il che significa perdere le foglie per breve tempo . Se vanno in riposo completo . che comporta il passaggio dalla fase di industria funzionante a pieno ritmo a qu ella di ristagno completo. ma s e continua la gelata avverrà ugualmente l'apertura. che trascorrono la loro esistenza entro l'unità di tempo di un anno e passano il peri odo d'inattività sotto forma di semi. Tuttavia le radici di rado sono del tutto inattive. Questo comportamento è così costante che certe piante finiscono con l'identificarsi con ognuna delle varie stagioni. Un gia rdiniere sa che queste attività. Si può misurare l'anno dall'attività delle piante.

specialmente se le radici non riesco no ad assorbire umidità a causa del terreno secco o gelato . e mesodiurne. Tutto ciò concorda con il loro ambiente accomodante e soggetto a scarsi mutamenti.non si ano mai in inattività completa. cosa misurano le piante in realtà? La l unghezza della notte. lattuga. che sono conifere a foglie cedue. men tre esempi di neutrodiurne sono il grano turco. bietola e le specie delle regioni temperate a fioritura estiva. M a se ciò non si può dimostrare.e questo è il motivo pr incipale per cui le piante cedue perdono le loro foglie. nonché altre sempreve rdi. Nel corso di un solo esperimento una fogli a proveniente da una pianta condizionata nel senso della fioritura venne innesta . non avendo di fatto un rit mo annuale specifico. Se s'innesterà una foglia di pianta prossim a alla fioritura su un'altra non disposta a fiorire. quella sola foglia provoche rà la fioritura nella pianta innestata. potranno dare buona riuscita solo le brevidiurne o le neutrodiurne . Anche il ritmo sessuale de lla maggior parte delle alghe marine viene influenzato dalla temperatura dell'ac qua. in Siberi a. La maggior parte delle conifere. pata ta. Piante strettamente imparentate tra loro possono avere esigenze affatto diver se per quanto riguarda la lunghezza del giorno o della notte. e in modo particolar e l'avvio alla fioritura. le conifere specialmente vivono in climi f reddi e rigidi. frutti e caduta delle foglie sono sempre presenti contemporaneamente i n una specie o nell'altra». «in Inghilterra un bosco ha un suo aspe tto primaverile. e la maggioranza delle specie delle regioni temperate che fiori scono in primavera e in autunno. a seconda delle giornate lunghe o brevi. piante longodiurne. o neutrodiurne. Nelle f oreste equatoriali è uguale. nelle quali la fioritura viene avviata da fattori climatici che prescindono dalla lunghezza del giorno e della notte. piante annuali di or igine tropicale. è composta di larici dahurian. che fioriscono con luminosità diurna di 12 ore o meno. estivo. E" possibile condiziona re le piante trattandole con illuminazione artificiale in modo che siano pronte a fiorire. altrimenti perderebbero acqua con velocità molto maggiore di quella che occorrerebbe alle radici per far fronte alla situazione. che sono molto più grandi di quelle persistenti. e le loro foglie funzionano ogniqualvolta lo consentono le condi zioni. La consapevolezza da parte della pianta di questo periodo di cambiamento regola le attività stagionali prima accennate. Per dimostrare questo asserto sono stati compiuti esper imenti affascinanti che hanno incluso innesti di foglie. il pomodoro e le numerose piante tropicali che danno fiori e foglie per tutto l'anno. o non succede. Notiamo a questo proposito che la foresta più fredda e più settentrionale di tutte. Esempi di piante brevidiurne sono i crisantemi e i piretri. Abbiamo tuttavia pochi indizi che le piante siano consapevoli del trascorrere di un anno. Sappiamo che è la foglia a controllare la fioritura della pianta. Si è trovato che è possibile dividere le piante in tre gru ppi secondo la lunghezza della notte. dove le giornate mantengono più o meno 12 ore di luce. che richiedono più di 12 ore di luminosità giorn aliera. mentre alle alte altitudini ritroveremo le longodiurne e ancora le neutrodiurn e. e in ogni caso sarebbe difficilissimo darne una dimostrazione reale.una sola volta in 10-15 anni. sebbene l'escursione giornaliera dell a temperatura di circa 13 gradi centigradi assicuri alle piante l"«estate» ogni gior no e F« inverno» ogni notte. Il fatto che i nuovi germogli degli alberi delle regioni temperate siano dannegg iati talvolta dalle gelate tardive potrebbe sembrare argomento a sfavore dell'us anza di avere foglie cedue. sebbene si descrivano usando la parola «gior no» per maggiore comodità: piante brevidiurne.a somiglianza delle conifere . Questa ripartizione è condizionata chiaramente dalla distribuzione geografica di u na data specie: nelle regioni tropicali. ogni giorno dell'anno: gemme e boccioli. tra le longodiurne si annoverano frumento. o a non fiorire per niente. Così n elle Ande equatoriali non c'è cambiamento nella lunghezza delle giornate o nella t emperatura media nel corso delle stagioni. Co me ha osservato l'esploratore Henry Bates. In questo clima il controllo della fioritura annuale vi ene effettuato imperiosamente dalla stagione piovosa. conservano le foglie in inverno. dove ha poca importanza rispettare un orario. Ma in questo caso le foglie sono adattate a resistere all'essiccazione e a perdere vapore acqueo con molta lentezza. autunnale e invernale a seconda della stagione. sebbene queste sempreverdi del mare . o pressappoco uguale.

Ma come fa la foglia a stabilire che così biso gna fare? L'ipotesi più credibile tira in causa i cicli giornalieri già descritti. facendo s cattare un comando che dà il via al processo di fioritura quando la lunghezza dell e giornate assicura condizioni opportune. E" anche divertente nota re che la fioritura delle piante parassite dipende da quella delle piante parass itate. Uguale effetto si osserva nella bietola e in altre piante biennali. possiamo ancora immaginare che esista incorpor ato in questo orologio un interruttore a contatto destinato ad avviare la fiorit ura. e a stagioni più differenziate. ma devono essere stati impost i nel corso dei millenni dall'effettivo alternarsi del giorno e della notte.ta successivamente su sette piante condizionate negativamente. di cui già sappiamo che fa due «sonni» n el corso delle 24 ore. troviamo che la fioritura può iniziarsi in giornate corte o lunghissime. I ritmi giornalieri. con le quali hanno raramente rapporti di parentela. o fluttuazioni. ma se la semina si fa a primavera non ci sarà fioritura est iva. La luce che arriva all'orologio fogliare nella fase lucifuga . ma non in giorni di lunghezza intermedia. Questo raffreddamento invernale si dic e vernalizzazione. ma vi sono varie teorie sul modo con cui è possibile che operi.possiamo ipotizzare che durante le 12 ore della media notturna (la notte va esattamente dalle 6 di s era alle 6 del mattino all'equatore) la pianta ricerchi il buio. richiede viceversa temperature elevate a un a data epoca perché possa avere fioritura tardiva. e la fioritura avverrà n ell'estate successiva.come pare si possa dedurre dai ritmi circadici . Solo nelle regioni tropicali in cui le condi . ed è limitato alle piante delle regioni fredde e temperate. dal momento che i «primissimi indizi» dei fiori si formano non appena germina il seme. (E" un paragone molto semplif icato: di fatto le longodiurne hanno una fase critica lucifuga più corta che non l e piante brevidiurne. Il riso. mentre nelle al tre 12 ore ricerchi la luce: sia cioè rispettivamente «lucifuga» e «fotofila». Va aggiunto che le piante devono raggiungere una certa maturità prima di poter com inciare a produrre fiori in ogni circostanza. Sono occorsi molti esperimenti complicati per costruire questa teoria avanzata d a E. ad esempio l'arachide precoce che non ha «pubertà». e ne ripa rlerò al capitolo 27. il che significa che ci deve essere un «orologio» nelle piante che misura la lunghezza dei giorni e delle notti nel loro susseguirsi. prodottasi di solito nel primo anno.) A questo punto assumono una certa importanza i movimenti di sonno già citati. Bünning nel 1936. Questo fatto significa indubbiamente che la foglia. tra le altre piante tropicali. Si annover ano tra queste i cereali vernenghi che resistono all'inverno: fioriranno prima s e le plantule hanno sopportato temperature prossime allo zero. sono evidentissimamente interni. Fanno eccezione alcune specie. o endogeni. Ciò accade naturalm ente in inverno se la semina è stata effettuata in autunno. perc hé dalla posizione delle foglie si può stabilire se la pianta sia in fase fotofila o lucifuga. cioè su alcune piantine appena sgusciate dal seme. Talvolta la reazione della pianta è vincolata dalle condizioni di temperatura. specialmente per controllare la fiori tura e di conseguenza l'epoca di produzione dei frutti e del raccolto. Questo portaordini chimico non è stato a ncora isolato. come preferite chiam arli. elabor a un messaggio di natura chimica che si può definire «il fattore di fioritura» ed è ugua le anche in piante non imparentate. tutta la pianta comincerà a fiorire. Una volta accertata l'esistenza di questi ritmi e dispositivi di avviamento. spe cialmente notturne. e il resto della pianta viene tenuto in con dizioni longodiurne. dove la rosetta. La temperatura esercita un effetto di particolare importanza su alcune plantule.aziona P« interruttore» staccando il contatto nelle pi ante brevidiurne ed inserendolo nelle longodiurne. o periodi giornalieri. l'u omo ha potuto manipolarli per i suoi fini. e provocò la fiorit ura in ciascuna di esse! Se una sola foglia di lappola riceve il trattamento bre vidiurno che le occorre per fiorire. S e immaginiamo che la pianta possieda effettivamente un meccanismo d'orologeria d i 24 ore . Mantenendo la nostra similitudine meccanica. Salvo il caso della Madia elegans. in condizioni adatte.specialmente all'inizio di tale periodo . ha bisogno di refrigerazione inve rnale per fiorire nell'estate successiva. di cui le piante dovettero tenere conto nel loro stesso interesse man mano che si a vventuravano dalla foresta tropicale in regioni ad inverni più freddi e notti più lu nghe.

consentendo loro di utilizzare le sostanze nutrienti grezze ai fini della cre scita. per cui forse non sarebbe appropriato parlare di un ritmo in questo caso. Infatti le recenti ricerche geofisiche sui fossili precambriani detti stromatoliti. Esistono pure sostanze inibenti della crescita quali l' acido abscicico. e le foglie cadano alla stagione giusta. e può darsi che un ritmo di quattro giorni costituisca un ricordo at avico di tempi in cui il giorno aveva lunghezza molto diversa da quella attuale. Uno dei molti aspetti tuttora inspiegati della cres cita delle piante. Da qualche parte devo no venir emanate disposizioni per la produzione di alte radici. Capitolo 11. e a lung a scadenza .zioni permangono uniformi per tutto l'anno. che un tempo aveva la denominazione più pittoresca di "donnina". si sa ad esempio che l'Arundinaria falconeri è fiorita nel 1876. Vi sono anche numerosissimi ormoni. 1890. Alcuni bambù . perché compaiano fiori e frutti. di cui a volte si sospetta vagamente la natura ormonale. e ogni giorno fosse di ci nque ore soltanto. cioè ad intervalli di 14. C'è dunque un orologio incorporato in queste schiatte. Molti funghi hann o ritmi di 24 ore. Deve esserci un analogo control lo dietro ogni fase della crescita delle piante. I funghi sono organismi antichissimi. COMANDI E COMUNICAZIONI. Eppure è straordinario come piante del la stessa schiatta. Nelle piante si osservano periodi che riesce difficile capire. germogli o fogli e. a somiglianza di quanto succede in altre piante monocarpiche come le agavi giganti. ma ciò non succede in realtà.certamente non tutti . nonché di ogni singola lavorazione de i vari reparti. ma pi uttosto di costruzione dell'edificio della pianta finché si offrono condizioni ada tte che le consentono di mettere fiori. Alcune di queste sostanze si ri trovano tanto nelle piante quanto negli animali: ad esempio le auxine sono prese nti nell'urina umana. 39 e 7 anni. alcuni dei quali non sono stati ancora isola . ma in condizioni climatiche assai disparate. esteso dalla semplice moltiplic azione cellulare fino alla formazione di organi complessi. o di un procedere incerto verso un ritmo di 24 ore. che spesso si misurano in decenni. e i bambù possono fi orire ad epoche molto distanziate tra loro. c he ricordano quelli delle cicale e delle cavallette. per cui vanno considerate alla stregua di ormoni dell'accrescimento di ti po diverso dalle auxine. Ogni direttore di fabbrica deve essere al corrente . Dalle registrazioni più antiche pare di capire che i bambù fiorisc ono dopo un numero d'anni costante. ma altri ne hanno di molto più lunghi. avvengono nelle cellule certi processi chimici . e inf ine per controllare che queste attività si svolgano nella misura opportuna. Inoltre anche l'esame dei coralli fossili lascia sospettare c he circa 600 milioni di anni fa l'anno cambriano avesse 425 giorni. 1929 e 1936.della situazione del movimento merci in uscita dallo stabilimento.muoiono dopo la fioritura. sia in materie prime che in prodotti finiti. Queste sostanze incaricate di controllare o regolare la cres cita.che rilevano le situazioni esistenti all'esterno e provve dono a fabbricare sostanze che in quantità infinitesimali trasmettono ordini alle parti della pianta. In par ole povere. si possono parago nare effettivamente agli ormoni animali secreti dalle ghiandole endocrine nella circolazione sanguigna. dove esercitano analoga funzione di controllo della cres cita e del funzionamento organico e sistematico. rappresentano un enigma che non abbiamo ancora risolto. grazie ai rapporti dei capisala. ma irregolari. in certi Pae si asiatici dire di una persona che ha visto fiorire due volte i bambù significa c he è molto vecchia. All'estremità opposta nella dinamica dei ritmi si trovano molti bambù con cicli di f ioritura piuttosto straordinari. Anche le vitamine hanno altrettanta importanza per le piante come per gli animal i. ma questi cicli a unga scadenza. riescano a fior ire contemporaneamente. che mostrano anelli di accrescimento giornalieri.giorno per giorno.ed eventualmente an che di natura fisica . le piante godono perennemente delle condizioni ideali e fioriscono più o meno ininterrottamente. sembrano autorizzare l'ipotesi che due miliardi e mez zo di anni orsono il mese lunare durasse 40-45 giorni. fun zionante a lunga scadenza e alquanto a casaccio? E" stata avanzata l'ipotesi che e entrino in qualche modo le macchie solari.

cioè nelle giornate corte. Se si toglie la gemma term inale.ti. che stimola la cre scita del germoglio dalla gemma stessa. viene a mancare l'effetto inibitorio. Vediamo quindi che questi messaggeri chimici svolgono varie funzioni coordinate.di soli to si sviluppa la gemma terminale. Sono compresi tra questi elusivi ormoni i presunti stimolatori della fioritura detti "florigeno" e "vernalina". moglie e pianta di noce. Tutte queste sostanze si influenzano reciprocamente e intervengono nei processi di ricambio della pianta.quali alim ento. Questa pratica può e ssere opportuna ad esempio quando si coltivano alberi da frutto. Il fatto è dimostrato da un esempio ben noto ai giardinieri. si può dire che la gemma terminale produce auxina molto concentrata. ma il loro funzionamento estremamente complesso è tutt'a ltro che chiaro in ogni suo aspetto. cominciano immediatamen te a svilupparsi le gemme laterali più vicine. e ad essa si de ve il vecchio detto dei giardinieri per cui "cane. in modo da impedire all'auxina di raggiungerla. Su un germoglio . In certi casi l'applicazione di questo ormone sessuale fem minile universale farà fiorire la pianta molto più in fretta del solito. mentre l'eccesso di auxina che si diffonde giù per lo stelo blocca a sua volta la crescita delle altre gemme laterali sottostanti. ma la loro funzione è ancora incerta mentre vengono scritte queste righe. sebbene non si possano spiegare in modo soddisfacente certe attività delle pia nte se non se ne ammette l'esistenza. Le auxine si formano e si trovano più concentrate specialmente in corrispondenza d ei punti di accrescimento o meristemi della pianta. ma non vengono mai rimesse in circolazione.ormoni sessuali che fino ad epoca recente venivano attribuiti esclusivamente agli animali . a differenza di qua nto fa una singola ghiandola animale che è in grado di diffondere i suoi comandi i n tutto il corpo per via sanguigna. Esistono nelle piante semplici e nei funghi .e controllano il tasso di crescita a seconda de llo sviluppo delle diverse parti della pianta (come la crescita di germogli inve .poniamo di un albero da frutto . aumentando di conseguenza la produzione di fiori e frutti. temperatura. il quale u ltimo stimola la fioritura dopo un periodo di freddo. e ogni eccesso o mancanza di «ormone» in qualsiasi punto vien e rimediato ad opera dei meristemi vicini. acqua. Ogni meristema controlla un territorio abbastanza ristretto. Almeno in alcune longodiur ne gli estrogeni . più si picchiano. Non si pr oducono estrogeni invece quando le condizioni di fioritura sono sfavorevoli. e le gemme situate più in basso comin ciano a produrre auxina per conto proprio con azione stimolante sui rispettivi g ermogli. e contemporaneamente si diffonde giù per l o stelo impedendo ogni sviluppo delle gemme laterali. Dai meristemi le sostanze regolatrici della crescita si diffondono alle altre parti della pianta. Esse circolano principalm ente nei canali del floema. mentre quelle laterali lungo tutto il germogl io restano inattive. dove la battitura dei tronchi ha l'effetto presumibile di arrestare la discesa d ell'auxina. ed effettuano la divisione cellulare con processo spontane o o sotto l'effetto di uno stimolo. o sempliceme nte premendo un coltello nella scorza per accumularvi auxina. dove vengono utilizzate o distrutte. Spesso un giardiniere riesce ad ottenere la crescita di una gemma togliendo una piccola mezzaluna di c orteccia a monte. Gli ormoni che stimolano la produzione dei frutti vengon o emessi dai semi in via di sviluppo.si formano mentre fioriscono le piante. Si sa che a ltri ormoni animali legati all'attività sessuale si ritrovano largamente nelle pia nte. siano essi foglie o germogli o radici. Viceversa potrà arrestarne la crescita togliendo la corteccia a valle di una gemma. Se però si toglie la gemma terminale. Le auxine entrano in causa anche quando i rami vengono distesi in senso orizzontale e ne viene favorita analoga produzione di fiori e frutti. Operando a distanza (e questo è il criterio vitale di una sostanza che controlla la crescita) bilanciano i fattori esterni che interessano la pianta . Semplificando un po'"le cose. che erogano le sostanze nutritive. luce . dove di solito agiscono le vitamine invece delle auxine. Anche in questo caso i meristemi si trovano in fase di equilibrio. muovendosi spesso in una sola direzione. meglio sortiscono". I meristemi costituiscono zone dove le cellule sono permanentemente a llo stato embrionale.

Prima che ciò avvenga diminuisce la concentrazion e delle auxine nelle foglie. e così facendo accelera lo spoglio delle foglie ormai con dannate. Notiamo di passaggio che i frutti non si limitano a cadere quando sono maturi. ivi compresi il germogliamento dei sem i. facendo cadere fr utti e foglie quando è la stagione. A questo riguardo l'etilene si rivela una sostanza notevole. Tra le reazioni più straordinarie da parte di una pianta. ma non è chiaro perché avvenga produzione supplementare di etilene dop o una lesione o ferita qualsiasi. Prima che fosse trascorso il pomeriggio i garofani erano tutti appassiti a causa dell'etilene emesso dai frutti. Fanno funzionare i viticci o gli altri di spositivi di appiglio. è questo probabilmente il motivo per cui i viticci si arrotolano attorno a un sostegno non appena lo h anno toccato. L'etilene influisce in quasi tutti i feno meni connessi alla crescita delle piante. e c'è motivo di ritenere che piccole quantità esistano in t utte le piante superiori. attivatrice della divisione cellulare. C ome sanno tutti i frutticoltori. I meccanismi interessati in questa attività sono invariabilmente complessi. Dato che l'etilene controlla la curvatura degli steli. Nel caso della caduta delle foglie si crede che la produzione di etilene venga scatenata da un'altra sostan za ipotetica nota con il nome di fattore di invecchiamento. L'acido abscicico funziona anche per produrre gemme inattive ed organi di accumulo. Fanno nascere i fiori e ne controllano il sesso (se si tratta di specie unisessuate). quando non addirittura astrusi e incomprensibili: ne sono un buon esempio quelli che p rovocano la caduta delle foglie. e impediscono ai semi di germinare per motivi vari. C'entra anche l'acido abscicico. grande esperto in materia. l'inizio della fioritura e la maturazione dei frutti. e spesso si verifica la «caduta di giugno» dei frutti immaturi: è il sistema ad ottato dalla pianta per regolare la produzione di frutti entro limiti funzionali in rapporto alle condizioni del momento in fatto di alimenti ed umidità. dirigono i tubicini pollinici verso gli ovari. Prendend o ad esempio il movimento degli organi delle piante rispetto alla luce. sostanzialmente perché il procedimento è tuttora avvolto nel mistero. Tra le sostanze più interessanti per il controllo della crescita ve n'è una detta ci netina. c'è la produzione di questa sostanza quando una pianta riporta qualc he lesione. Ricordo di aver visto una gran de mostra di garofani dove era stata sistemata anche una modesta esposizione di mele.ce dello sviluppo dei fiori). dove avviene il distacco della foglia dal picciòlo quando cellule adiacenti interrompon o la loro continuità. Si tratta di un sem plice idrocarburo (C2 H4) in grado d'influenzare la crescita delle piante già a co ncentrazioni di 0. Non c'è fase o parte dello sviluppo di una pianta che sfugga alla loro azion e di controllo. Si trova nel latte di cocco. l'allungamento delle cellule e dei germogli in accrescimento. Audus. che è l'unico prodotto naturale di origine vegetale che possa stimolare la crescita in frammenti di tessuto di pianta.06 parti per milione nell'aria. della temperatura. con una frase presa a prestito da L. Queste sostanze provvedono anche ad orientare le diverse parti della pianta nell a giusta posizione. che compare per bloccare la sintesi delle proteine. possono cadere anche i giovani frutti appena fo rmati. regolano la fioritura secondo la lunghezza delle giornate. e dispongono perché i tentacoli delle specie insettivore af ferrino le loro vittime. J. Regolano la direzione della crescita a seconda della luce. Formano tessuto cicatrizzante in caso di lesione. e si forma etilene nello «strato di rescissione». Ho dato scarse notizie dei meccanismi che scatenano la formazione iniziale di au xine. e infine. nelle quali entri in cau sa l'etilene. dell'umidità o di altri stimoli esterni. consistente nelle materie prime che fabbricano protoplasma. stimolano la produzione dei frutti. Abitualmente si trova in fase d'equilibri o molto delicato con la concentrazione delle auxine. si deve supporre l'esistenza di una sostanza fotosensibile di natura chimica che reagisc . si può anche ricavare concentrandola dal lievito e dallo sperma di pesce. pareti cellular i e così via. Anche la lieve strigliatura con una spazzola fine fa aumentare la pr oduzione di etilene fino a 30 volte oltre il tasso normale nello spazio di mezz' ora. provvedono a distribuire il capitale della pia nta. dirigendo le radici verso il basso e i germogli verso l'alto .

ottenendo così che le piante si compo rtino come vogliamo noi. rappresenta certamente una reazione alla legge di gravita. perché un organo vegetale posto orizzontalmente sv iluppa sulla superficie inferiore una carica elettrica distinta di segno positiv o. Avviene infine la fecondazione con il passaggio di nuclei maschili lungo un tubi cino con cui la parte maschile si collega alla cellula femminile. e quella maschi le un inibitore. o se addirittura sia solo un effetto secondario della produzione di energ . Il movimento fisico di corpuscoli all'interno delle cellule. Quando queste sostanze hanno raggiunto adatta concentrazione.ed operazion i altrettanto complicate sono documentate per certe alghe unicellulari . Questo capitolo potrà sembrare un resoconto alquanto insoddisfacente del sistema d i comandi chimici in uso tra le piante. l 'attivatore femminile induce i filamenti maschili ad emettere corti ramoscelli s essuati. men tre l'ultima in modo speciale è presente dovunque nel regno vegetale. In questa specie troviamo filamenti maschili e femminili. Per arrestare l'iperattività delle auxine semb ra probabile che si formi un enzima non appena quelle superino un dato limite qu antitativo. Manipolazioni ormonali di questo genere sono descritte con maggiori par ticolari al capitolo 27. e le teorie a vanzate al riguardo incorrono spesso in palesi contraddizioni. il quale trasmet te un messaggio per cui i filamenti femminili emettono organi sessuali ed uova. l'enzima le distrugge e l'operazione riequilibrante cessa. probabilmente granuli di amido. Le cariche elettriche potenziali complicano ulteriormente lo studio delle sostan ze che regolano la crescita delle piante. Così un tempo si credeva che le auxine r esponsabili dei movimenti dipendenti dalla forza di gravita funzionassero sotto l'effetto di impulsi elettrici. o fiori e frutti fuor di s tagione. a s omiglianza di quanto accade nel collasso delle foglie della sensitiva. I possibili concorrenti sono numerosi. probabilmente c'è un lim ite massimo di grandezza per la pianta nel suo complesso. somiglianti a pulsazioni ritmiche ad intervalli di 1-10 secondi. E" stata formulata l'ipotesi che questo potenziale elett rico possa avere importanza nei movimenti rapidissimi compiuti dalle piante. ed annoverano tra l'altro anche le sostanze caroteniche e la rib oflavina. Sicurament e però entrano in gioco anche altri meccanismi in questo ridimensionamento assai i mportante. Dapprima la parte femminile emette un attivatore chimico. Si forma ora un terzo ormone che passa dalla femmina al maschio e induce i filamenti dell'ultimo a crescere verso la prima. producendo radici per talea. L'esempio fornito ci da un organismo semplicissimo come la muffa fungina acquatica Achyla potrà fors e dimostrare quanto sia complessa la situazione. che entrano in gioco per assicurare la facoltà visiva degli animali. il qu ale torna a diffondersi alla pianta femminile facendole emettere ramoscelli ispe ssiti. A un certo punto le cellule devono cessare di estendersi. una volta cresciuti. Ma fin ora è solo oggetto di congettura se questo potenziale elettrico governi la produzi one delle sostanze regolatrici dell'accrescimento o non ne sia piuttosto il risu ltato. che costituiscono gli organi femminili.induce a sospettare fortemente che nelle piante fiorenti quasi certamente debbano esist ere meccanismi di gran lunga più macchinosi di quelli indagati finora. Recenteme nte è stato anche dimostrato che avvengono fluttuazioni regolari di tensione nelle piante. nonché sostanze chimiche di natura ormonale cui è affidato il controllo dell'accoppiamento delle parti ses suate. e l'età adulta rappresen ta un importante fattore limitante. Basta una part e su dieci miliardi di ormone o attivatore femminile iniziale perché i rami maschi li diano l'avvio a tutto il ciclo. stavolta fabbricato da questa cellula sessuale. Un sistema ormonale tanto complesso in un organismo così elementare . Quando si è instaurato un certo equilibrio tra le auxine e l'enzima in attivante. che.e alla luce scatenando il meristema perché produca auxina. producono a loro volta un altro ormone. fino a stabilire il contatto e a creare una cellula sessuale maschile . Nel complesso delle attività umane i regolatori della crescita sono importantissim i perché siamo riusciti a sintetizzarne molti. ma devo sottolineare un'altra volta che non comprendiamo ancora completamente il loro meccanismo d'azione. Però è stato dimostrato in seguito che questa carica è il risultato e non la causa dei movimenti auxinici. Gli ingranaggi dell'oscuro meccanismo continuano a girare ed entra in scena un quarto ormone.

o tropismi. Gli stimoli principali che causano movimenti . e questi loro movimenti possono mo strare notevole determinazione. mostrano segni d'invecchiamento e alla fine muoiono. per cui il gambo si rivolge verso il basso e affonda il frutto nel terreno. lo scrittore pensava alle piante i n termini umani.ia da parte delle piante. ad esempio il gambo fiorale dell'arachide comincia con geotropismo negativo. In tutte queste fasi di sviluppo si muovono. Già si è a ccennato al fatto che analoghe sostanze esistono anche negli animali. Il fatto stesso che un organismo si muova presup pone di per sé un certo tipo di sensazioni fondamentali. condizionando infine la posizio ne dei gambi fiorali. ma dopo che è avvenuta la fe condazione del fiore il tropismo s'inverte. mantenendo a profondità notevolmente costante sotto terra i tronchi carnosi ipogei della podagraria. Le piante non hanno b isogno di un sistema nervoso: vanno bene così come sono. A queste sensazioni gli individui della specie umana aggiungono p ercezioni emotive e intellettuali di ogni genere e sfumatura.nelle p iante superiori sono la gravità e la luce. il vento e la pioggia. Gli animali superiori mostrano di avvertire il caldo e il freddo.. è tale da far crescere in direzione orizzontale le radici carnose sotterranee del giaggiolo e gli stolo ni superficiali delle fragole. Bisogna concludere infine che i regolatori chimici dell'accrescimento rappresent ano i soli veri dispositivi di comunicazione nelle piante di ogni genere. L'angolo del picciòlo fogliare è condizionat o dalla luce.allora le p iante indubbiamente sentono ed hanno sensi. ad esempio la scotofobina di c ui si afferma che incuta ai topi la paura del buio e si possa trasmettere sommin istrando estratti di tessuto cerebrale . nonché varie gradazioni di amicizia.che certe sostanze chimiche ne gli animali convoglino messaggi emotivi generali. LE PIANTE SENTONO? "La casta Mimosa se ne sta. All'estremità più bassa della scala troviamo piante unicellulari che si muovono in s enso fototropo e fotofobo. e la natura di rado inven ta qualcosa che sia assolutamente superfluo. La reazione alla luce induce abitualmente le piante a crescere sviluppandosi in direzione della fonte luminosa o di massima intensità. In questo senso le piante non sentono. L'alga unicellulare galleggiante Chlamydom onas si muove verso la luce proprio come di norma le sue foglie rivolgono la mas sima superficie in direzione fototropa. Allo stesso modo la linaiola fogliad'ede ra si sforza di cacciare i suoi frutti nelle spaccature di rocce o muri perpendi colari sui quali cresce. Questi ultimi possono mutare la loro posizione a seconda d ello stadio di accrescimento. che può manifestarsi in senso positivo o negativo. delicata e dai sensi gentili ritrae le timide mani da ogni rude tocco. e lo stesso accade nei nasturzi dove le foglie rotonde vengono por tate ad angolo retto rispetto alla sorgente luminosa.. spinge la crescita delle radici verso il basso e quella delle plantule o germogli verso l'alto. ma se applichiamo una delle definizioni principali della parola sensi . I viticci aderenti di cert . nascono." Così scriveva Erasmo Darwin a proposito della sensitiva (Mimosa pudica). Non solo c i sono secrezioni delle ghiandole endocrine per controllare la crescita. passano dall'infanzia alla pubertà e all'età matura. ma esis tono all'interno dei tessuti nervosi anche veri e propri trasmettitori di natura chimica. di cui og nuno può vedere come sia «sensibile» al tocco. oppure guida l'orientamento di parti della pianta in tale senso. A somiglianza di molti giardinieri. Esse indubbiamente concepiscono.proprio come si possono trasmettere ad altre piante mediante innesto la vernalina e il florigeno. cioè crescendo verso l'alto. affetto e pia cere sessuale. e si potrebbe anch e dire grovigli confusi di sensazioni.anche se controverso .«percepire o avere coscienza attraverso sensazioni fisiche» (dizionario Webster) . Pare possibile . La reazione alla legge di gravità. e sono anche in grado di muoversi in risposta a stimo li di natura chimica o dipendenti dalla temperatura. Capitolo 12. cos tantemente in intima comunanza con le piante. lo sforzo e il dolore. come si chiamano in linguaggio tecnico .

austori . Quelle che effettuano ampi movimenti a scopa per trovare un sostegno comincia no ad arrotolarvisi attorno non appena lo toccano. come si è già accennato in precedenza. I tronchi o steli avvolgenti agiscono con sufficiente rapidità quando vengono a contatto di un sostegno. mentre contemporaneamente p uò arrestarsi lo sviluppo del lato interno della curva. s'ispessisce per acquistare forza. ma vi si annoverano anche delle acetoselle. In molti casi questo tasso differenziato di crescita rifluisce lungo il viticcio per parecchi centimetri. Queste piante non solo «dor mono» di notte.si formano solo se il tronco viene a contatto con quello della pianta che verrà paras sitata. e Darwin rimase tanto impressionato dalle sue i nclinazioni da scrivere che «non è esagerato dire che la punta delle radichette così d otata. la sensibilità si riduce spesso a un breve tratto in vicinanza della punta. La rapida reazione dei viticci dopo lo stimolo tattile si effettua grazie al rit mo di crescita di quello che in seguito diventa il lato esterno della curvatura. invece ciò accade raramente. specialmente in condizioni a normali. ma sono anch'esse sensibili al tocco. Quando la pianta rampicante ha tro vato il sostegno e si è aggrappata per avvolgimento o per la stessa attività del vit iccio. come si è già detto. il quale tende a rafforzare il pu nto d'appiglio aumentando il volume del tronco. la Mimosa pudica o sensitiva . e ogni fogliolina porta numerosi piccoli segmenti situati uno di fronte all'altro. La foglia della sensitiva si compone di parecchie foglioline che si irraggiano dall'apice di un gambo fogliare. Una volta sotto terra. le radici trovano la direzione regolandosi in parte a sec onda dell'umidità disponibile. In natura significa che normalmente sono sensibili alle gocce di pioggia. l'aumentato disagio farà sì che tutta una fogliolina ripieghi i s . appiccicosi e d igerenti delle drosere carnivore. in tutte queste reazioni di risposta al toc co. e capace di dirigere i movimenti delle parti adiacenti. i cui viticci c ominciano a incurvarsi attorno a un sostegno entro 20 secondi dal contatto inizi ale. sebbene talvolta basti la sua umidità. e le radici aeree dell'edera si originano sul lato o mbreggiato del tronco. Un vitic cio o un gambo fogliare prensile mostra un'analoga rapidissima reazione quando a rriva ad una superficie adatta. questo è il motivo per cui gli stoloni di fragola crescono verso l'alto s e sono tenuti al buio. I parassiti delle piantine alla ricerca di un ospite si comportano analogamente reagendo a secrezioni chimiche emesse dall'ospite. Nella c uscuta parassita gli organi che penetrano nella pianta ospitante . Questo movimento è quello che attiva i peli tentacolari. Essa tuttavia è d'importanza vitale per molte piante rampicant i. per lo più imparentate con la Mimosa succitata. Il primato sembra spettare comunque alla Cyclanthera pedata. e compiono la prima spira completa attorno al sostegno nello spazio di quat tro minuti. Sembrerebbe logico aspettarsi che le radici debbano evita re la luce. Un aspetto interessante. ma i viticci sono ancora più velo ci. al vento forte o al contatto di animali. dopo che si è verificato il contatto. e fa sì che si calino sulla preda viva. mentre in certe rampicanti l'estremità del viticcio produce dischi simili a ventosa.e piante rampicanti sfuggono la luce per avere migliori possibilità di trovare una superficie cui attaccarsi. L'apice radicale muta direzione sia per cercare acq ua che per evitare gli ostacoli. La risposta di una pianta al tocco è forse più inaspettata della sua reazione alla l uce o alla gravita. che aumenta fino a 200 volte la sua velocità normale. consiste nel fatto che la semplice pressione raramente provoca una reazione: dev'essere qualcosa che dipende dallo sfregamento o dal movimento a stimolare l a pianta. Una volta che il viticcio s'è allacciato al sostegno. formando un avvolgimento a sp irali di grandezza completamente diversa per avvinghiarsi strettamente. si sviluppa tutto il tessuto meccanico. in domesticità si osserva che il calore emanato dalla fiamma di un cerino basta a procurare loro il collasso. A volte la luce e la gravità si sommano e influenzano la po sizione di parti della pianta con azione combinata. mentre contemporaneamente moltip lica la capacità conduttrice in vista di un'ulteriore crescita in altezza. funziona come il cervello di un animale inferiore». definita anche in certe regioni con il termine sognante di «pianta umile» o «pudica». Un lievissimo tocco può far muovere uno di questi segment i a forma piumata. In realtà esistono parecchie piante sensitive. La pianta classica fornita di «sensi» è.

Nelle piante sensitive il pulvino contiene cellule a pareti s ottilissime che circondano i bordi inferiori flessibili del gambo fogliare altri menti rigido. di modo che la fotosintesi può svolgersi a ri tmo soddisfacente.salvo essere più veloce . L'evidenza dei fat ti induce a sospettare fortemente la presenza di un messaggio di natura chimica. La trasmissione dell'impulso si può verificare in parti d i stelo troncate. la sensitiva è es posta in larga misura al pericolo degli animali erbivori. sebbene sembrino intervenirvi anche mutamenti di natura elettrica. Come ogni pianta cespugliosa. con stomi nascosti nelle scanalature risultanti. Ma i n linea di massima questa vivace sensibilità va considerata alla stregua di un alt ro esperimento effettuato dal regno vegetale. E" stato dimostrato che nel caso di avvenimenti che provochino rotture. si vedono ora solo grami ramoscelli grigiastri . dalla dionea e da certe altre piante carnivore alle quali viene riservato più ampio spazio al capitolo 24. quali il tiglio argentato e l'acetosella. di modo che laddove le vacche trasecolate cr edevano di scorgere un florido ciuffo di succulenta verzura. Piante diverse tra loro. Questo movimento non viene controllato dai pulvini. Movimenti assai più utili si effettuano quando la pianta «sente» troppa luce. ben protetta da una corazza formata da spessa cute e cellule esterne di rivestimento. La foglia in questo caso è allungata e sostanzialmente piatta. L'avvicinarsi del best iame fa afflosciare foglie e steli. Avviene così un processo chiaro di tr asmissione. Se l'urto è abbastanza violento. le foglie delle sensitiv e evitano il danno che tocca invece alle foglie vicine. come ad esempio una grandinata. Dopo un certo tempo le cellule del pulvino riassumono acqua. nonché attraverso piccoli orifizi sott'acqua. il quale controlla i movimenti di «sonno» o gli altri m olto meno spettacolari necessari per orientare le foglie in modo soddisfacente r ispetto alla luce. Particolare considerazione merit a il meccanismo di chiusura e apertura presente nelle foglie delle piante erbace e.in altre piante. Altri esempi notev oli di sensibilità ci vengono offerti dalle cuscute. Si può dimostrare che tutta una piantina si affloscia a velocità variabile fino a tr e centimetri al secondo. mentre le cellule sull'uno o s ull'altro lato aprono o richiudono la foglia. che si verifica in tutte le altre piante sensitive. ma esistono specie altre ttanto delicate che in analoghe circostanze sopravvivono perfettamente anche sen za disporre di questo dispositivo. le foglie si mettono in posizione verticale durante le ore calde della giornata. invece con l'aria secca la foglia si arrotola a tubo. e foglioline e gambo ritornano alla loro primitiva posizione ere tta. Questo meccanismo presenta somiglianza . ma anche del punto in cui avviene. inteso a evitare la traspirazione eccessiva in condizioni di siccità. e poco progredito. Con l'aria umida la foglia resta piatta. il quale f unziona come il cardine centrale di una cerniera. non adatto alla fotosintesi. e l'esempio viene imitato abitualmente da tutte le foglioline adiacenti . quali le fave e certi alberi delle leguminose. Ogni nervatura ha uno strato tipico trasversale formato da tessuto robusto. La struttura di un'ampia foglia erbacea con molte nervature ricorda . e i 10000 centimetri al secondo che tale trasmissione impiega nel sistema nervoso umano. il ripiegamento si diffonde al gambo fogliare e agli altri gruppi di foglie lungo lo stelo. afflo sciano le foglie alla luce solare intensa per evitare ustioni. In questo modo si perde il rigido «effetto di mongolfiera» del pulvino. e di fatto costituisce solo l'estension e del movimento effettuato dal pulvino . ma dall'assunzione od emissi one d'acqua ad opera di gruppi di cellule posti attorno al fondo delle scanalatu re sulla parte inferiore del lembo fogliare. mentre in altre. Non si tratta soltanto del modo con cui funziona il meccanismo in questione.con quello che controlla l'apertura e chiusura degli stomi o pori respi ratori. Lo stimolo fa muovere l'acqua in grandi spazi vuoti intercellulari .egmenti. Va sottoline ato il grande divario esistente tra la trasmissione dello stimolo. rispettivamente espandendosi o per dendo umidità. che avviene i n queste piante alla velocità di 3 centimetri al secondo. sebbene la superficie intern a sia tipicamente nervata.la piantina si è resa invisibile. si ristabil isce la rigidità. Il meccanismo del procedimento è ben noto. e il te nero tessuto di fotosintesi viene ripiegato al centro: allora si verifica scarsi ssimo movimento d'aria attraverso gli stomi e la parte esterna. o troppo caldo. e il gambo fogliare si affloscia.che è l'area rigonfia alla base del gambo fogliare .

e perfino radici perpendicolari . ma se s'infila uno spillo appena sotto il fiore lo stelo si raddrizza rapidamente. che veramente si avvicini a un sistema nervoso. o radici dalle foglie se queste vengono amputate dal tronco . Molta parte dei movimenti delle piante si effettua. Esistono mo lti altri analoghi meccanismi a scatto nei fiori. Una pianta erbacea pie gata o spezzata in modo che lo stelo giaccia sul terreno tornerà a ripiegare lo st elo in posizione verticale se appena funziona il suo sistema circolatorio.altro esempio di pianta che indubbi amente sente e reagisce a velocità incredibile . e il taglio provoca una bolla d'aria. con i quali essi «sentono» la pres enza di un visitatore ed agiscono di conseguenza spolverandolo di polline. Di sol ito i fiori devono passare molto tempo in acqua da quando è stato reciso lo stelo prima che tornino a sollevarsi. Alcune piante aprono e chiudono i fiori parecchie volte al giorno se si al ternano nuvole e sole. Questi accorgimenti rappresentano pro babilmente il massimo punto di avvicinamento attuato dalle piante. perché l'acqua negli steli si trova in fase di grande tensio ne durante il processo di crescita. Parecchi ricercatori però hanno cer cato di stabilire se le piante possiedono qualcosa. oltre al loro sistema di com unicazioni chimiche. anche se non si capiscono ancora perfettam ente molti particolari di questi procedimenti. L'effetto di questa agopuntura vegetale non h a ancora trovato una spiegazione scientificamente valida. scoperta dai fiorai. tiliacea coltiva ta a scopi ornamentali. em etterà spesso germogli verticali . composte d i strisce di metallo che si avvolgono a tapparella. e che «la trasmissio ne d'impulsi eccitanti nelle piante è sostanzialmente simile a quella degli impuls i nervosi negli animali». nessu na esperienza precedente della necessità di piegarsi. Ma sotto lo stimolo della temperatura l'interno del petalo accelera la crescita 20-30 volte oltre la norma. le margherite di Livingsto ne ed analoghe specie sudafricane. in mo do che il fiore riprenda la sua posizione corretta rispetto al suolo. i . Nel corso dei suoi esperimenti punzecchiò e tagliò piante. La Sparmannia africana. Di solito diventano flosci e mosci quando vengono messi in acqua dopo e ssere stati tagliati. Alcune reagiscono anche in u n modo che assomiglia a una vera e propria risposta o atto positivo a situazioni affatto insolite. L'apertura del fiore è il risultato tipico del fatto che i petali «avvertono» l'aumento della temperatura. L'indiano J . si ripiega in modo che il fiore si apra non appena il sole lo riscaldi. come si è già spiegato nel caso dei viticci. Questa ope razione viene effettuata da una parte di stelo che non aveva. ha un mozzo centrale di stami disposti a struttura raggi ata: se un insetto vi si posa o lo tocca. Chunder Bose ha effettuato centinaia d'esperimenti attorno a questa tesi nella prima metà del nostro secolo. tutti gli stami si muovono subito dal centro verso l'esterno.molto da vicino quella di certe porte ripiegabili delle autorimesse. ad esempio producendo foglie sul tronco se le foglie esistent i vengono distrutte. Tra le reazioni più strane delle piante c'è quella dei tulipani recisi. Invece un insetto che visiti i fi ori del crespino e tocchi gli stami. Agli occhi della maggior parte dei fitofisiologi le molteplici reazioni delle pi ante si possono di norma spiegare adeguatamente in termini di tropismi e di un s istema di messaggi di natura chimica. Le erbe non sono specie spet tacolari sul tipo della dionea insettivora . li fa scattare verso l'interno. Di notte l'accresc imento della parte esterna del petalo rispetto a quella interna fa chiudere il f iore. per così dire. ad opera dei diversi ritmi d'accrescimento. Queste risposte al tocco e gli stimoli meno diretti dimostrano che le piante per cepiscono e reagiscono a quanto avvertono al tatto.dal tronco di steso. ai muscoli e alle giunture presenti nel regno animale. provando con sua soddisfazione che le piante dispon gono di un sistema nervoso situato nei conduttori floematici.ma il loro meccanismo a cerniera offre punti di somiglianza e di raffronto. presumibilmente trattandosi di un dispositivo inteso a d istribuire il polline sull'insetto visitatore. Il fenomeno si applica ad esempio ai fiori con apertura e chiusura giornaliera. nella loro ve rsione. Un aumento di temperatura di 10 gradi centigradi di solito fa aumentare da due a c inque volte il ritmo normale di crescita. Analogamente un albero che i n seguito a qualche incidente venga a trovarsi disposto in senso orizzontale. I fiori compiono anche altri movimenti. oppure sul tronco se questo viene privato delle radici. in posizioni che non vengono assunte normalmente da germogli e radici. ad esempio le vistose gazanie.

anche senza disporre di alc una informazione genetica. Svengono quando il loro benessere viene minaccia to con la violenza. Un apparecchio registratore collegato alla pianta supers tite non rivelò alcuna reazione quando altri studenti entrarono in seguito nella s tanza. dalle quali si dedurrebbe che le piante hanno impulsi di natur a elettrica affini a quelli nervosi dell'uomo. e rif erì che le piante non reagivano quando gli studenti parlavano di argomenti di lavo ro. Bose iniettò anche all e piante sostanze ad effetto stimolante o deprimente. praticando un tag lio a una pianta si poteva ottenere «una contrazione convulsa». era già stato effettuato molt o tempo prima presso la Royal Society. seguit o bruscamente da una linea retta. autorizzando perfino l'ipotesi ch e posseggano un centro memorizzatore in corrispondenza del «colletto radicale». in piante che parlano e si lamentano.l che impediva l'accrescimento per periodi di varia lunghezza. nella versione giorna listica.la registrazione elettronica di piccoli mutamenti di natura elettrica si sia trasformata. la caffeina le toni ficava. con scottatura di una foglia di cavolo.M. nel 1972. e gli fe ce fare la somma di una serie di numeri . Un tecnico di apparecchiature I. stando a quanto ne ha riferito un inviato de l «Wall Street Journal». T. I russi affermano anche di poter accertare elettronicamente quali piante possegg ano pregevoli caratteristiche ai fini delle colture. Gli altri esperimenti dell'esperto. Si preoccupa no dell'avvicinarsi di un cane.. Nel corso di un esperimento. «a quanto pare indicano che. il cloroformio le calmava. Venne effettuata un'altra ricerca. fec e registrare in effetti reazioni letteralmente incontrollate alle sue piante emp atiche quando raggiunse l'orgasmo con la sua ragazza a parecchie miglia di dista nza. mentre uno scienziato giappones e collegò un apparecchio registratore a un cactus con aghi da agopuntura. Secondo il ricercatore l'a lcool faceva barcollare le piante come un ubriaco qualsiasi. ma facevano sobbalzare l'ago del registratore se la conversazione si spostav a su questioni di sesso o di fantasmi. al punto da rendere possibile il trapianto di un grosso albero senza le solite precauzioni. speriamo che gli astronauti possano scambiarsi messaggi tramite piante portate a bordo dei v eicoli spaziali. B. Analogo esperimento. puls ante come un cuore d'animale secondo le citate relazioni. Nel corso di un altro esperimento un filodendro reagì in modo che venne definito «di malumore» quando venne insultato telepaticamente.con successo. ripeté gli esperimenti. Dagli ultimi comunicati di fonte russa pare di capire che queste ricerche sono progettate per contribuire ai prog rammi spaziali: se le comunicazioni elettroniche non funzioneranno. Uguale lavoro è stato effettuato più recentemente da diversi ricercatori. Un chimico addetto a ricerche con apparecchi I. la notizia che un te cnico esperto di apparecchi rivelatori e registratori ha compiuto esperimenti de l genere. I suoi strumenti lo avevano persuaso che le piante di cui aveva avuto cura restavano in comunicazione con lui in sua assenza. E si addolorano quando viene fatto del male ad animali e ins etti loro vicini». Non sorprende il fatto che sulle pagine dei giornali . a giudicare dal fatto ch .. nel corso dell a quale uno studente distrasse una delle due piante situate in una stanza. Negli Stati Uniti è stata resa di pubblico dominio. che venne interpretata come «svenimento».T. "Prima di venir toccato" l'esemplare prescelto registrò sul foglio a scor rimento dell'apparecchio registratore un violento movimento verso l'alto. e dimostravano agitazion e quando egli decideva di tornare a casa. Un esperimento effettuato con la parte cipazione di un'amica partita per un viaggio in aereo rivelò forti reazioni da par te delle piante in risposta alle emozioni avvertite dalla donna ogni volta che l 'aereo decollava o atterrava nelle fasi di un viaggio conclusosi a circa 5000 ch ilometri di distanza. Sono contente quando vengono innaffiate. le piante hanno anche qualcosa di molto simile ai sen timenti e alle emozioni.«Pravda» compresa . ma mostrò «reazione di svenimento» quando entrò lo studente «assassino». e aveva convinto Bernard Shaw che le pian te possono provare sensazioni. elettrodi a poligrafo scrivente ve nnero collegati a tre esemplari di verdura: uno venne preso e gettato in acqua b ollente. tagli uzzandola a pezzettini. Nel 1970 s ono state pubblicate relazioni di ricerche effettuate presso l'Accademia di agri coltura di Mosca. oltre a una specie di sistema di comunicazione telepatica.

non solo esemplari del plankton. dato il loro genere d'esistenza. Va detto infine che attribuire svenimenti e capacità telepatiche alle piante corri sponde a un pio desiderio di antropomorfismo. in cui posson o venir danneggiate con tanta facilità da fattori esterni che vanno dai temporali e dal fulmine alle morsicature dei bruchi e all'attività degli erbivori al pascolo . La necessità di un certo tipo di sensi si è presentata alle piante in circostanze del tutto diverse: sviluppare la sensazione del dolore andrebbe contro tutto il loro modo di vivere complessivo. come nei nervi di una specie an imale.vengono probabilmente attivate in questo modo. quando queste piante vengono stimolate. a differenza degli id roidi. fenomeno tuttora inspiegato negli individui della specie umana. ma anche cellule sessuate mobili nelle pia nte meno evolute . cioè il periodo temporale del potenziale elettrico di una piant a. sia riusci to a far cambiare direzione alla corsa di un trenino elettrico facendo funzionar e gli scambi con ordini trasmessi tramite una pianta.e le reazioni della pianta si manifestavano come una serie di sobbalzi del penni no scrivente sul foglio scorrevole dell'apparecchio registratore. Tale attività . misurabile in secondi. mentre il processo di base della fotosint esi comporta movimento di elettroni quando l'energia della luce si trasforma in energia chimica potenziale. Pare non sussista alcun motivo per cui tali sistemi elementari di trasmissione d egli stimoli non debbano esistere nelle piante e negli animali inferiori. come gli idro zoi e magari le spugne. piante che camminano e posseggono un sis tema primitivo di comunicazione. Una ragazza che mangia gli . dal momento che alc uni di loro sembrano ridicoli e coinvolgono le piante nella telepatia. come avviene nelle cellule animali. i primi hanno fibre nervose elementari. e infine c'è quel brillante parto della fantasi a di John Wyndham costituito dai trifìdi. E" facile liquidare questi esperimenti con un cenno di mano. è dubbio che ciò basterebbe a far desistere la maggior parte della gente dal m angiare verdura e cogliere fiori. e sembrano perfino farle partecipare a una certa capacità di giudizio e valutazione. Tuttavia l'elettricità s volge certamente una sua funzione nelle cellule delle piante a livello molecolar e. Tuttavia. «la gente dirà: "Se t'importa tan to di quello che provano le piante. Fa anche mo lto fantascienza. perché le mangi?'. perciò comando iò». Le piante hann o infatti quello che i biologi nelle loro ricerche hanno definito «un sistema neur oide primitivo». Si assicura in oltre che un altro sperimentatore. e manca loro un qualsiasi "centro" nervoso. contro i quali non hanno possibilità di fuga. a differenza del le spugne. Come ha scritto un corrispondete del «Garden New s» dopo la notizia degli esperimenti russi del 1970. mentre non avrebbe uguale importanza nelle piant e. Con ogni probabilità questo potenziale esiste i n molte cellule e sistemi vegetali: qualcosa di simile è stato rilevato negli stim mi dopo l'impollinazione. Si può anch e precisare che un sistema nervoso in animali nobili ed evoluti è di indubbio valo re ai fini della sopravvivenza. ricordano molto da vicino quelle dei nervi periferici dei vertebrati. che ne sono sprovviste. forse perché così gli riescono meno estranei e magari meno paurosi. Fino a questo momento nessuno ha ancora avanzato l'ipotesi che spugne ed idroidi emettano lamenti silenziosi quando vengono divelti o tagliati. Al che risponderò: "Ho fame e il mio cervello è più forte delle piante. anche ammettendo che le piante sentano e siano capaci di gridare e sve nire. E" stato anche dimostrato chiaramente che è possibile evidenziare un potenziale el ettrico nelle foglie della dionea e nei viticci fogliari aderenti ("non" nelle f oglie vere e proprie) della drosera. che do po tutto hanno cominciato parallelamente i rispettivi cicli evolutivi. registrate in forma visibile. tecnico e ricercatore elettronico.ricorda l'analoga attività degli animali inferiori. cioè al desiderio da parte dell'uomo di raffigurare gli altri organismi quanto più possibile a sua immagine e somiglia nza. dobbiamo pure tenere presente la differenza quantitativa che intercorre t ra i due processi.basata sulle cellule esistenti e non su qualcosa con struttura simile a quella delle c ellule nervose . ol tre alla capacità di colpire quasi infallibilmente e sempre fatalmente con le loro punture scoccate come dardi. men tre le pulsazioni di questo potenziale. e viene in mente un racconto di Roald Dahl in cui un uomo sent e gridare l'erba mentre la falcia. e cellule elementari mobili fornite di ciglia o flagel li . e non in millisecondi. nonché una certa facoltà di prevedere il futuro.

Risultati strabilianti sono stati riferiti da Findhorn dopo osservazioni effettuate su spe cie vegetali comprendenti cavoli giganti e grano. suonano strumenti musicali o imparano ling . In un libro pubblicato recentemente s'immagina che un giorno. Naturalmente esistono molti giardinieri assolutamente convinti del fatto che le piante reagiscono se si parla loro.» «Tutti i giardinie ri appassionati credono che le piante capiscano. e vi ene da chiedersi quale possa essere l'organo psichico o spirituale di una pianta . mentre orchidee e gladioli vennero definiti piante estrose e nervose. Moltissime donne dicono istintivamente: "Scusamì se per caso danneggiano una pian ta». il quale in capo a due anni d'indag ini era giunto alla conclusione di poter definire con precisione lo stato d'anim o. gnomi e folletti». minacciat e. E" stato affermato che anche la preghiera rappresenta un mezzo per comunicare co n le piante. e parlano alle loro piante. Indubbiamente certi giardinieri pr ovano una fortissima simpatia per le piante. e perfino intrattenute con il canto. Guardate come la pianta si rattrista per i suoi proprietari. Ma certo non si tratta altro che di un bagaglio di conoscenze derivante in va ria misura da esperienza ed intuito. che si riflette nel modo con cui le piante rispondono alle cure che noi definiamo in termini spicci come «pollice ver de». Un apparecchio registratore ha segnato un aumento immediato nella crescita. che nel giro di 12 ore ha superato per più di otto volte l'accresciment o normale! Si potrebbe obiettare che sentimenti e convinzioni del genere ci forniscono più ra gguagli sulle persone interessate che non sul sistema nervoso delle piante. pomodori e cavoli ri spondevano meglio se li si trattava con parole cortesi o perfino li si adulava. gruppi di identiche piantine tenute in uguali condizioni di coltura venn ero apostrofate rispettivamente in termini «cortesi» e con espressioni «brusche»: le pri me crebbero meglio e più in fretta.» Nel corso di un recente esperimento «di conver sazione». paragonabile a quanto si osserva in certi i ndividui che riescono in elettronica. Alcuni altri estratti di corrispondenze inviate al «Garden News» illustrano ulteriormente il concetto in questi termini: «Natu ralmente alle piante piace che venga loro rivolta la parola. Tali co nvinzioni ricordano piuttosto precedenti ricerche compiute in California da un p rofessore universitario di scienze naturali. potrem o far aprire la porta dell'autorimessa da una pianta. la buona salute e il rigoglio de lle piante nel cuore dell'inverno su terreno composto quasi soltanto da sabbia s terile non si possono spiegare con l'applicazione di qualsiasi metodo di coltura organica conosciuto». «Guardate con quanta tenerezza un giardiniere tratta i suoi "pupillì. fate. Davvero siamo in presenza di un mistero in questo caso: i c oltivatori affermano che si ottengono risultati quando entrano in comunicazione «c on gli spiriti che animano le loro piante». non si preoccuperà eccessivamente dei mu ti lamenti di una carota o di un cavolo. Ad esempio patate. rincasando. in Scozia. Una rassegna del «Sunday Times» del 1972 ha rivelato che il 14% della gente riteneva che l'effic acia della preghiera potesse influenzare materialmente la crescita delle piante. vitelli e porci con sistemi alquanto sgradevoli. o disposizione emotiva. Il libro descrive un giardino di Findhorn. Guardate co me il giardiniere si cruccia di doversi allontanare da casa per fare qualcos'alt ro. delle piante. proprio come certe tribù primitive assicurano di essere in grado di distruggere con rituali magici i frutteti e le messi del nemico. e ci sarà un nuovo paradiso terrestre una volta che avremo imparato a comunicare con le piante nella maniera giusta. se vengono incoraggiate. non sempre a voce alta. Moltissime volte ho osservato che una pianta sofferente rispondeva a discorsetti d'incoraggiamento. ed alcune personalità ritengono di poter fare prosperare o morire le piante pregando. Di recente gli americani hanno compiuto un altro esperimento sotto il controllo di uno scienziato che studia il tasso di crescita delle piante: per cinque minu ti un gruppo di persone si è concentrato in preghiera su di una pianta distante 13 00 chilometri.animali che uccide e riesce a tollerare la produzione in massa di polli. i cui proprietari sono convinti che le piante siano colme di «archetipi di forze creatrici . e come possa imparare il nostro linguaggio.spirit i della natura. su un piano alquanto diverso rispetto agl i apparecchi registratori con pennino scrivente e agli astronauti russi. blandite. ma mentalmente. al cui proposito un esperto at tendibile e competente ha scritto che «il vigore.

e muoiono in poche settimane». l'albero muore. ma metà di esse veniva scossa violentemente per 30 secondi ogni mattina: dopo un mese le piantine scosse erano cresciute in media di centi metri 4. I tecnici di propagazione di specie v egetali usano sovente telaietti chiusi. rac colti quadruplicati. si sono ottenuti indubbiamente risultati notevoli. Si è trova to che i risultati migliori si ottenevano costantemente con fili percorsi da bas sa tensione. asserendo di aver conseguito. rispetto alle piante non trattate. mentre «esposte a un agro rock-" nroli (sic) si raggrinziscono voltandosi bruscamente dalla parte opposta al suon o. o se la musica pop sia meglio della musica classica. Un esperimento ha fatto pensare che i fior i preferiscano il violino. in conseguen za dello shock provocato da questi frequenti risvegli violenti. o anche prendendoli a calci per favorirne la crescita. Si può sorridere di compatimento delle signore che parlano alle loro violette afri cane.. Viene fatto di domandarsi se un giorno non ci sa ranno magari degli agronomi specializzati nel programmare concerti per determina te colture. Tuttavia certi indizi contraddicono gli asseriti benefici effetti esercitati dal le vibrazioni sulle piante. Dopo un mese. quelle lasciate in pace di centimetri 20. Il fatto non ha nulla a che vedere con la comunicazione. ma pare assai probabile che le piante in certo qual modo siano stimolate a crescere dalle vibrazioni esterne. Anche stavolta si sono registrati ca si in cui il modo di effettuare gli esperimenti ha fatto ridere il prossimo. trattandoli in vario modo a seconda delle circostanze.. quello di suonare strumenti musicali o dischi fonografici. perché in questo caso i fili metallici vibrano. ma c'è un briciolo di verità dietro tutto questo modo d'agire. esponendo le messi dei campi a rumori laceranti. Le prove più convincenti dell'effetto favorevole esercitato dalle vibrazioni sulla crescita delle piante provengono dalle osservazioni casuali di gente attiva in settori completamente diversi. Il modo più semplice di produrre onde sonore che creino vibrazioni aeree è. nel corso del quale uno s cienziato soffregava i tronchicini di varie piante per dieci secondi due volte a . Un esperimento c ondotto con criteri più scientifici nel 1972 ha preso le mosse dall'osservazione c he gli alberi sul ciglio delle foreste hanno caratteristicamente forma più corta e tozza degli alberi riparati nel folto.3.e afferma di aver ottenuto un aumento in altezza del 60% in più ri spetto alle piante non «trattate» . perché gli antichi manuali indiani di giardinaggio danno istruzio ni sulla pratica della "dohada". Piantine identiche vennero fatte crescer e in condizioni uguali. Scherzi a parte.arrampicandovisi prim a dell'alba e lanciando improvvisamente urla agghiaccianti in vicinanza del tron co. dalla constatazione di una differenza nei risulta ti che resterebbe altrimenti inspiegabile. un aume nto in altezza del 30-50% in più. Ricerche eff ettuate in India nel 1958 hanno studiato le vibrazioni generate da un motore ele ttrico. Effettivamente fa sorridere la maggior parte di noi l'idea di un giardiniere australiano che ogni mattina dà concerti di violino alle sue piante per mezz'ora. (Gli Indiani hanno una lunga tradizione a questo riguardo. In un'altra indagine le piante hanno risposto effettivamente meglio a Bach e all a musica classica indiana suonata con il "sitar".ue straniere senza sforzo evidente. Seguirono sperimentazioni evidentemente produttive a base d i radiodiffusioni musicali su risaie. presumibilmente . a differenza degli ortaggi che amano i toni più bassi. In condizioni a pparentemente uguali diversi tecnici hanno osservato risultati alquanto variabil i nell'emissione di radici e nella conseguente crescita delle piantine. o quella di una biol oga indiana che ogni giorno fa un quarto d'ora di danze tradizionali tra i vasi di crisantemi . come pos sono essere quelle che si formano parlando. tutto somma to.e viene fatto di domandarci se le piante preferi scano Beethoven o Stravinsky (che è forse più indicato per i cacti).) Nel 1972 si è saputo dagli Stati Uniti che. Risultati alquanto simili s i sono ottenuti a conclusione di un altro esperimento. diversamente da quant o succede con l'alta tensione. con cui si intrattengono piante o alberi con ca nti e rappresentazioni. a quanto asseriscono gli isolani. Gli abitanti delle Isole Salomone sostengono di pote r uccidere gli alberi . si ottengono m igliori raccolti.dei loro nemici. in cui i campioni di terreno vengono ris caldati dal di sotto da fili metallici ad alta o bassa tensione. fioritura anticipata anche di due settimane.

nelle piante fiorenti il tubo pollinifero deve farsi strada anzit utto attraverso i tessuti dell'organo femminile (pistillo). Ma. che lo nutre mentre esso lavora. senza che ciò significhi piacere o gioia. Dato che l'autofecondazione annulla le prospettive di scambio implicite nella ri produzione sessuata cui abbiamo prima accennato. le cui secrezioni (specifiche per ogni pianta) li stimolano a germinare in forma un po'"somigliante a un piccolissimo seme. il polline viene affidato al vento. esposto al vento. o perfino fanno venire in mente la germ inazione e la crescita della spora d'un fungo. Questo è lo scotto che d eve pagare la pianta per il suo metodo casuale.o anemofila . Non appena il tubo si trova molto vicino al gamete femminile rinchi uso nell'ovulo. mentre lo scambio dei caratteri per via sessuata rispetto ai metodi asessuati dispone di probabili tà di gran lunga più numerose per produrre variazioni con attitudini e capacità nuove. Alcune parole di spiegazione sull'impollinazione. i . Le piante prosperano in condi zioni adatte. con i loro ben noti amenti. Ma va dett o che di rado gli uomini mantengono con amebe e vermi gli stretti contatti che h anno con piante tenute per svago od utilità pratica. Un uomo può dire: «Penso. o con l'adattabilità necessaria a far fronte al mutare delle condizioni. specialmente dei più semplici. e alla loro effimera bellezza.è di gran lunga la forma predominante quando scarseg gino gli insetti impollinatori. per i quali gli uomini non hanno mai p rovato la necessità d'immaginare reazioni emotive o capacità telepatiche. Se ne conclude che effettivamente le piante hanno un loro modo di percepire sens azioni. ed avviene l'unione sessuale .l giorno. di norma vistosame nte esposti. ma occorre una produzione enorme perché esso possa raggiunger e gli statici organi femminili con l'aiuto della fortuna. Nella sensitiva l'arresto della crescita e il conseguente rachitismo f urono tali da impedire la fioritura. Le loro reazioni si possono paragonare a quelle di molti organi smi animali. accertandosi di tenere la mano leggera quanto bastava ad evitare lesio ni di natura meccanica. dunq ue esisto». perché spazza via tutte le imperfezioni: la prole più vigorosa ha m aggiori probabilità di sopravvivenza che non i rampolli deboli.che di solito sono anche le più conosciute . adottato anche da piante più evolu te. a volte con l'ausilio di speciali sacche aeree per la spinta ascensionale. ma non tutte.i gameti maschili si formano all'interno dei granuli di polline. e che il più resta ancora da scoprire circa le modalità con cui si effettua questo processo. L'impollinazione ad op era del vento . i gameti maschili vengono liberati. o per la natura del luogo. I granuli di polline raggiungono la superficie dell'organo femminile. L'accoppiamento è un avvenimento importante per la maggior par te delle piante.come dice Croizat . Capitolo 13. mentre per una pianta basterà la versione: «Cresco. per le condizioni climatiche caratterizzate da f reddo e umidità. che evidentem ente esercitano azione più benefica sul protoplasma o sulla divisione cellulare. mentre Blake trovav a «tutto il Cielo in un fiore selvaggio». Nelle conifere questi gameti vengono rimessi in libertà al di sopra delle ce llule ovulari. interruppero la crescita at tiva nello spazio di tre minuti. dunque esisto». Nei tipi più semplici. Tennyson scriveva del «fiore selvatico di una vita senza colpe». che sono progettati per assicurare il trasporto a distanza. grazie alla loro innocenza e freschezza . quali betulle e noccioli. Alcune piante. e non la ripresero per 3-4 giorni dopo tale tra ttamento. è stata avanzata l'ipotesi che. Linneo ha dimostrato che i fiori non sono altro che organi sessuali. Nella letteratura i fiori hanno raffigurat o spesso immagini poetiche e simboliche. come i pini. bensì il preludio all'unione sessuale o feconda zione. I gameti maschili si sviluppano a ll'interno del tubo pollinifero che si è formato (a volte se ne formano anche più d' uno). come ho già accennato nel capitolo 9. Si tratta del mezzo con cui i gameti maschili vengono portati a contatto delle parti femminili: di per se stes sa non rappresenta la conclusione. SESSO E VITA. che agiscono . Nelle piante più progredite .«alla stregua di marito e moglie i n spensierata libertà». Questi scossoni e sfregamenti ovviamente sono di grado molto diverso dalle vibra zioni prodotte dagli strumenti musicali o dai rumori radiodiffusi.

p uò capitare che vi sia un bisogno reale dell'autoimpollinazione per certe categori e di piante.. rifugge dall'autofecondazione perpetua». Le piante di una data specie che vengano autoimpollinat e di continuo in habitat ristretti. Darwin stesso scriveva che «la natura. i fiori autoimpollinati siano condannati. e ne lle colture fatte a scopi commerciali i due tipi vengono piantati alternatamente .. originando notevoli vantaggi che sono tra i fattori di successo di certe erbacce. Come verrà spiega to ulteriormente nel capitolo 21. quando gli insetti impollinatori sono pochi. due fiori diversi che non due uguali. quello cioè che assicura esogamia massima . Come ha dimostra to Darwin. mentre in primave ra fioriscono normalmente. nell a quale si trovano fiori «con occhi disposti a spillo». abitualmente impollinata dai pipistrelli. sebbene queste piante siano per la maggior parte a fiori aperti in condizioni ambientali meno sfavorevoli. ad esempio un movimento finale degli stami per assicurare l'autoimpollinazione come estrema risorsa . una Commelina. In certe piante.meglio il prop rio seme che niente. Alcune piante producono fiori maschili e femminili diversificati.n termini evolutivi. Un altro dispositivo di sicurezza è dato dalla cleistogamia. Alla prima sch iusa solo gli organi femminili sono ricettivi e maturi. è molto più facile che un insetto impollini reciprocamente. i qual i pertanto si sviluppano in realtà sottoterra. in seguito si hanno fiori maschili. da ultimo fiori con soli stimmi. Esistono alberi di due tipi: nel primo le parti femminili sono ricett ive al mattino e quelle maschili al pomeriggio. femminili ed ermafroditi.) perché vi si possano trovare insetti. e un botanico locale specializzat o è spesso in grado di riconoscere la popolazione locale da cui deriva un esemplar e di pianta. come nella primula resa famosa da Darwin. ovvero in mod o incrociato. E" interessante il fatto che molto spesso specie vegetali stretta mente imparentate tra loro adottino sia l'autoimpollinazione che l'impollinazion e operata dagli insetti. m a sulle cime degli alberi la temperatura è inferiore ai 40 gradi C. ed indica fiori che non sbocciano mai e che possono fecon darsi senza aiuto esterno. Ne è un esempio la Cobaea scandens. al contrario di quanto si verifi ca nel secondo tipo. la già nominata «vite a piatt oetazza». anche se attualme nte sembra che possano sopravvivere bene. giunge a produrre fiori chiusi pieni di fanghiglia. Di sotto i fiori sono tutti cleistogami. dove le posizioni sono invertite. L'accorgimento più semplice c onsiste nel far maturare gli stami e rendere ricettivi gli stimmi in epoca diver sa. Una di queste p iante. Detto ciò. come nella salcerella. In certe foreste dell'Africa centrooccidentale fa tro ppo caldo a fior di terra (70-80 gradi C. Nell'avocado i fiori ermafroditi si schiudono due volte ciascuno. Le nostre viole ed acetoselle indigene usano questo s istema quando la volta di verzura degli alberi sotto i quali crescono produce tr oppa ombra perché le possano visitare gli animali impollinatori. possono originare «schiatte» di purezza genealog ica tale da formare specie virtualmente nuove. che possono av ere varie fasi con diverse caratteristiche di sviluppo. va notato come siano numerosi i fiori ermafroditi provvisti di elaborat i dispositivi atti ad impedire l'autoimpollinazione. alla seconda è maturo il p olline. ad esempio nel lino. In casi del genere vi sono spesso granuli di polline di diversa grandezza che «si adattano» meglio a un dato tipo di stimma. In questo modo è assicurata l'impollinazione incrociata. In questo caso la pi . e una grossa v espa e molti uccelli fungono da agenti fecondatori per alberi d'ogni specie. cioè con lo stimma situato all a sommità del tubo fiorale e gli stami disposti a mezza strada al di sotto. Nuovi fiori si formano per tutta la stagione. e fior i «con occhi disposti a filacce». Un metodo semplice per evitare l'autoimpollinazione è dato dalla disposizione alte rnata degli stami e degli stimmi. Ad esempio nel Poncirus trifoliata i primi fiori portano solo stami. Altri fiori possono anche av ere stami e stimmi di tre lunghezze e posizioni diverse. che significa lettera lmente «fioritura chiusa». Tuttavia in alcuni fiori di questo tipo esiste un dispositivo che interviene in caso di mancata impollinazione esterna. il polline non germina mai sullo stimma dello stesso fiore. ma l'epoca di fioritura è re golata in modo tale che il polline di un albero non riesce mai ad arrivare sui s uoi fiori. ma che tuttavia ricorre all'au tofecondazione poco prima della caduta della corolla. Eppure non era nel vero.

dalle enormi falene fino a minuscoli moscerini e perfino a specie non alate. api. Va rilevato in ogni caso che anche le piante decisamente esogame hanno molte pro babilità di venir impollinate da specie strettamente imparentate. Il lato difficile della faccenda è sem pre stato quello di persuadere l'impollinatore a visitare fiori dello stesso tip o invece di vagare indiscriminatamente. La strabiliante varietà di fiori specializzati trova adeguata corrispondenza nel numero delle spe cie animali che provvedono ad impollinarli. Gli animali potranno servirsi della vis ta e dell'olfatto per trovare il bottino. Nei casi in cui si ha il rapporto di un dato fiore con un solo determinato animale impollinatore. filamentoso o vis coso. qualunque sia la dinamica del processo. mentre alberi come le b etulle e i noccioli producono rispettivamente 5 milioni e mezzo e 4 milioni di g ranuli di polline per ogni singolo amento. Questi animali impollinatori sono assai più attendibili. Così l'avvento degli insetti ha indotto le pi ante ad elaborare fiori semplici produttori di polline. Ma gli animali possono avere istinti radicati. come il fiore piumoso del granoturco. Invece il polline diffuso dagli animali deve essere dis posto in posizione strategica. e dev'essere inoltre adesivo. farfalle. pianta annuale alta solo pochi centimetri. produce. spesso ad altezze superiori ai 2000 metri. quando non addirittura uno solo. Quando l'impollinazione deve avvenire ad opera di animali. Ciò non solo complica le cose. dal momento che piante maschili e fem minili non possono riunirsi come succede tra specie animali. nel qual caso la sua attività è di poco migl iore di quella del vento. ed è possibile riconoscere fiori progettati per scarabe i. Le piante impollinate dal vento hanno numerose parti maschili produttrici di molto polline. tignole. In ca si eccezionali il polline può percorrere anche 5000 chilometri. Uccelli. ma sembra anche sig nificare lo spreco della metà dei rappresentanti di una data specie: situazione ul teriormente peggiorata nel caso di molti alberi che impiegano dieci o più anni pri ma di arrivare alla maturità sessuale. mentre le parti femminili potranno avere numerosi ovuli. e lo stess o dicasi delle specie che portano fiori maschili e femminili su piante completam ente diverse. qualunque esso sia. I fiori impollinati dal vento possono contare su una produzione astronomica di polline: una sola pianta maschile della mercorella . ed ogni granulo si separa dagli altri in modo da garantire la massima dispersione. ma poche parti femminili: queste ultime avranno s pesso uno stimma esteso. e i fiori da parte loro im primono profondamente questi istinti assumendo aspetto e caratteristiche che li differenziano il più possibile dai vicini. deve cambiare anche i l polline. Gli stimmi sar anno relativamente forti e tozzi. Nel caso degli alberi i rapporti sessuali ha nno luogo probabilmente con il vicino più a portata di mano. gli insetti rappresentano gli impollinatori più numerosi. e si è molto più sicuri che v erranno visitati i fiori di piante diverse. per cui ritornano regolarmente ai fiori della stessa specie. Si conoscono insetti d'ogn i tipo e grandezza dediti all'impollinazione dei fiori. Quello portato dal vento ha piccolezza e leggerezza massime.a portare il polline da un f iore alle parti femminili di un altro. Una specie d'insetto saltat . Viceversa i fiori impollinati dagli animali hanno di solito relativamente poco p olline a disposizione. Come abbiamo visto in precedenza. Avviene un cambiamento anche in tutta la base del fiore. dal momento che solamente un unico granu lo di polline vi potrà arrivare. un miliardo e trecento milioni di granuli. Ma. pipistrelli e pochi altri animal i sono entrati nel ciclo dell'impollinazione in maniera analoga. perché in media il polline non copre grandi distanze. perché «finché bussa il postino» ci sono molte probabilità di fecondazione. l'evoluzione può apportare reciproci benefìci a gruppi di organismi assai diversi tra loro. la soluzione del problema del trasporto del polline costi tuisce una delle grandi realizzazioni tecniche operate dal regno vegetale. vespe e mosche.dietro adeguata ricompensa . e soltanto pochi ovuli. Tra gli animali. in modo da non impacciare l'animale e da non e sserne eventualmente danneggiati. o anche radunato in massa compatta. secondo i calcoli che sono stati fatti. tali da convincere gli i nsetti a visitarli e . due ricercatori am ericani hanno definito la situazione con la similitudine appropriata del rapport o che intercorre tra «chiave e serratura».anta sembra voler spingere all'eccesso le sue esigenze di efficienza. calabroni. in modo da venire a contatto con qualche parte de l corpo dell'animale visitatore.

quali le magnolie. Queste «code» sono particolarmente seducenti agli occhi delle mosche. dal punt o di vista energetico costa di più a un fiore produrre polline in eccesso che non il nettare. e segnatamente agli scarabei. la più grande raccoglitrice di polline e visita i fiori con est rema frequenza per portare polline alle sue larve affamate di proteine. I fiori più arcaici di cui siamo a conoscenza. detta «albero dei fazzoletti». e delle brattee spesso colorate che circondano i fiori di al tre Euforbie. Alcuni fi ori si richiudono sui ghiottoni per controllare che paghino la consumazione ment re si avviano all'uscita: usanza adottata dalla ninfea gigante. di cui uno con polline vero che aderisce all'insetto intento a gustare il poll ine di tipo alimentare. come se volesse farle il solletico. e così viene a contatto del polline a ccumulato in precedenza dall'insetto. come nel caso delle lievi volute lunghe 10 ce ntimetri della Hodgsonia heteroclita. L'ape è. Certe piante imparentate con la Tibouchina hanno stami di due tipi diversi . più vistosi. In fiori di ques to tipo il polline è fine a se stesso. come in un'orgia dell'antica Roma. Brattee vistose compaiono anche sui cornioli e le bougainvillee. come certe spec ie di Cassia. L'estremità ricurva della probos cide. nel suo difficile habitat. offrono un polline nutriente fasullo accanto al polline vero e pro prio. la davidia. ma ne sono inseparabili. Possono produrre escrescenze ond eggianti come banderuole al vento. tanto che si po trebbero definire «banderuole aromatiche». più vivaci. come rose ed anemoni. ha ricevuto questo nome per ché la piccola escrescenza dei veri fiori viene segnalata ai visitatori da una gra ndissima brattea bianca e da un'altra assai più piccola. sono im pollinati facilmente da scarabei. e si colorano in modo attraente ed accogliente. Anche quel bizzarro relitto che è la Welwitschia ha a sua disposizione.e mangiarne il poll ine. che manca invece quando l'animale può visitare il fiore standose ne librato in volo. senza passare ad al tri fiori. perché il fiore assomiglia ver amente al capo di un pachiderma. una profusione di insettucci mangiatori di polline. Le piante della famiglia delle An nonaceae si affidano a piccoli scarabei che divorano gli stami. Molte altre piante. n on fanno parte del fiore. e a volte eman ano forti esalazioni odorose come nelle specie affini ai gigari.ad esempio la sassifraga dorata o crisosplenio . detta anche «testa d'elefante». riescono i meno efficienti tra gli animali impollinatori. mentre nelle nin fee giganti sono i maggiolini a mangiucchiare gli stami: ma sugli scarabei banch ettanti resta abbastanza polline da venir poi soffregato sugli stimmi.ore con un balzo fortunato può atterrare felicemente nel fiore di una pianta d'alt ra specie . Queste brattee. tecnicamente parlando. parente tropicale del cetriolo. Quando l'insetto o l'animale ha bisogno di attaccarsi al fiore o di introdurvisi . tra torace ed addome. Talvolta questi vessilli sono situati est ernamente ai fiori stessi. s'infila sotto l'ala dell'ape. Fiori aperti e appiattiti. ma secondo ogni evidenza l'evoluzione dell e api ha costretto i fiori ad agire di conseguenza. i quali. ovviamente. Come fanno i fiori per adescare i visitatori? Ai nostri occhi il mezzo più ovvio è r appresentato dall'imbonimento diretto: diventano più grandi. come nel caso delle api. «i ndugiano per intere giornate sulla parte inferiore della spata sbocconcellando c ellule speciali piene di amido ed olio». come nel caso delle foglie fiorali scarlatte (brattee ) della Poinsettia. L'ape siede a cavalcioni della «proboscide» protesa in avanti. In altri casi piccole infiore . vengono impollin ati da insetti relativamente primitivi. che molto spesso si mangiano tutto il polline e si sdraiano nel fiore. di cui dovremo riparlare. e si rifornisce dal fiore principale. il fiore ha una «piattaforma d'atterraggio» o qualche alt ro «appiglio» solido. Nella specie affine Typhonium trilobatum vengono fornite agli scarabei delle «esche» gialle a forma d'uncini poste sullo spad ice. o di quell e anche più lunghe. dalla quale sporge lo stimma. sebbene sussistano dubbi che essi siano i veri agenti del l'impollinazione. come dicono Proctor e Yeo. invece. viene offerto un past o d'altro genere. Ma gli scarabei. Una parte del fiore può avere aspetto attraente: l'aracea gigant e Amorphophallus è piena di piccoli scarabei. i loro orga ni femminili tendono ad essere grandi e forti. che si osservano in certi fiori d'orchidea. ma meno numerose. Talvolta agli impollinatori. che in genere sono scarabei. Tra gli appigli più strani va notato quello offerto dalla pedi cularia di Groenlandia.

Anche la forma dei fiori può influenzare gli insetti. Queste piste non sono sempre visibili ai nostri occhi. quali Vriesie e Tillandsie. il centro delle rosette di colore di fondo verde trascolora in rosso quando compaiono i fiorellini al centr o. il che presumibilmente «ricorda» la sua esistenza agli insetti. Molti fiori a ssomigliano al ranuncolo e hanno cinque o più petali che formano come un basso sco dellino. l'eufrasia e il mimolo mus chiato. perché molti insett i . come Nidularium e Neoregelia. ma a volte accade il contrario. perché i loro elementi d'impollinazione non sono molto specializzati e si as somigliano tra loro. a so miglianza delle piste a luci lampeggianti che guidano gli atterraggi e i decolli sugli aeroporti. e verrà descritto nel capitolo seguente. emettendo un lezzo che è stato paragonato a quello di una miscela di pesce marcio e zucchero bruciato. secondo ogni evidenza.80 che è il loro parente tropicale Amorphophallus titanum. che spesso inizi ano dalla piattaforma d'atterraggio con vari manicotti. sono «illuminati» in questo mo do a beneficio degli insetti. In alcune specie affini al cerfoglio selvatico le infiorescenze sulla parte esterna del capolino fiorale sono molto più sviluppate di quelle interne per la stessa ra gione. nel quale un enorme spadice conico si slancia verso l'alto da una spat a svasata a bordo rilevato. mentre i ca labroni amano invece fiori simmetrici sul piano verticale. mentre molte altre bromeliacee. detto "zinzeyd" o "zungeed "in Persia. L'Elaeagnus angustifolius dalle foglie argentate. l" Helicodiceros dei deserti del Medio Oriente a spate screpolate a tinta rossobruna somiglianti a sangue rappreso. prima insospettati. e talvolta gli stami. specialmente se il nettare è situato all'interno di uno stretto ori fizio o di un infossamento. Oltre alle indicazioni visive. presso il centro del fiore vi possono essere indicatori segnaletici sotto forma di linguette. Una piccola eufrasia ch e vive sparsa in mezzo all'erica le assomiglia per colorazione e disposizione fi orale. Le api inoltre prefer iscono fiori a profilo mosso o addirittura spampanati. rispetto a quelli a conto rno circolare o lievemente lobato. I fiori portano anche disegni di macchie o linee destinati a fornire agli insett i direttrici di marcia per arrivare al nettare.e segnatamente le api .scenze feconde sono circondate da altre sterili di maggiori dimensioni che fungo no da segnali per gli insetti visitatori: ne sono un esempio certe ortensie. I fiori «sanno» cosa vedono i loro visitator i. Noi troviamo piacevoli cert i profumi. che i Persiani tenevano chiuse in casa le loro donne qua ndo la pianta era in fioritura. Il mimetismo ad uso degli insetti delle orchidee è il più notev ole oggi conosciuto. In alcune bromeliacee. e infine q uell'enormità verticale di metri 1. emana una fragranza ritenuta un tempo così inebriante. dove la colorazione brillan te proviene in maggior parte dalle brattee esterne. Altri elementi d'attrazione per gli animali vengono creati dal fiore con l'emana zione di odori da varie parti fiorali. Le api in modo particolare apprezzano i contrasti cromati ci vivaci. Ne sono un esempio gli ippocastani. Tra gli odori sgradevoli alle nostre nari vanno citati quelli emanati dal gigaro e dal suo parentado che comprende anche la puzz olente dragonea delle regioni mediterranee (Dracunculus) con lo spadice e la spa ta esterna di colore rosso scuro. probabilmente questi fiori hanno messo a punto lo stesso «metodo pubblici tario». Il colore dei fiori può comparire diverso ad occhi u mani o d'insetti: ad esempio il tarassaco. e sono tutti accorgimenti intesi a mettere l'insetto nella giusta posizione. del gels omino o della plumeria o gelsomino rosso. e da lì agli organi sessuali. come quello delicato del mughetto. tu ttavia vi sono casi in cui è evidente un po'"d'imitazione. ha colorazione porporina per le api. questi odori a volte risultano gradevoli per la specie umana. La parte centrale del fiore. o quello più denso del lillà. portano fiorellin i riuniti in un capolino a spiga o a forma di mazza. frange o scanalatu re. esistono anche richiami tattili. Gli insetti riescono anche a distinguere piccole variazioni nelle sfu mature dei colori.percepiscono i raggi ultravioletti. Di solito i fiori appartenenti a diverse famiglie hanno aspetto molto tipico. peli. E" stato dimostrato che le a pi mellifere preferiscono i fiori con struttura simmetrica raggiata. Gli scarabei che impollinano qu . infatti illumina ndo i fiori con luce ultravioletta si sono rivelati ai nostri occhi molti disegn i di questo genere.

compaio no le vespe del fico di sesso maschile e femminile. dopo avere fecondato le femmine i n una piccola orgia al buio nell'interno del frutto. Ho già accennato agli accorgimenti ingannevoli che talvolta inducono le mosche a d eporre addirittura le uova sui fiori di stapelia. un frutto somigliante a un grembo maturo» tanto per citare D. colore da rossoscuro a br unoporporino. introflesso. Queste provvidenze garantiscono la presenza ininterrotta di animali impollinatori nei pressi delle piante. il fiore comincia ad appassire prima che essi r iescano ad evadere. Il frutto del fico che noi mangiamo . femminile e neutro. I fiori sono di tre tipi diversi: maschile. con un solo orifizio. L'anim ale impollinatore è la piccolissima vespa del fico lunga un solo millimetro. L e piante di fico hanno minuscoli fiori unisessuali disposti sulla superficie int erna di ricettacoli cavi carnosi provvisti di un'angusta apertura sul mondo este rno. dove le mosche impoll inatrici si riproducono nei fiori maschili caduti dopo aver adempiuto alla loro funzione. ad esempio nella pianta di cacao. Come appare dalla famosa acquatinta della «Stapelia verminosa» nell'opera "Tempio di Flora" di Thornto n. nelle cui spate le mosche prolificano e s'impupano. per cui il tessuto carnoso che si forma alimenta le larve in corso d i sviluppo. parente dell'albero del pane. ma non appena compare puzzo di carogna o di escrementi i gusti si spostano verso le tinte porporine o marrone scuro. se già non avesse provveduto la natura. H. Le femmine si spingono all' esterno attraversando l'orifizio del fico. Alcune femmine volano ai fichi di galla e ripetono il ciclo. e passando si soffregano contro i fio ri maschili impolverandosi di polline. La femmina della vespa del fico depone uova attraverso un lunghissimo tubo ovode positore all'interno dei fiori neutri (in realtà false femmine) entro «fichi di gall a». che hanno odore e aspetto di carne in putrefazione. Lawrence . Ciò non giova agli insetti. Oltre al fiore. Così facendo inietta una goccia di un liquido speciale che trasforma il fiore in una galla. In certi casi vi sono peluzzi che si muovono al minimo soffio d'aria.. Quando queste sgusciano dalle uova all'epoca della maturazione del fico. Imbarazzate e deluse . p er cui sembra che i fiori pullulino di moscerini: accorgimento adottato anche da specie affini e da qualche orchidea. con zone in rilievo biancastre e irregolari sparse su tutta la sup erficie. Tutt avia in certi casi viene accordato un «premio» di natura alimentare ai giovani inset ti.è in realtà un'infio rescenza. perc hé le larve che sgusciano dalle uova non trovano alcuna provvista alimentare. che ha un diametro di più di un metro. o almeno di quanto i biologi chiamano «mutualismo». Ci vor rebbe la fantasia di un Salvador Dalí per immaginare una stapelia. che hanno odore di frutta.«involuto. che co stituiscono esempi di virtuale simbiosi o «convivenza» (argomento che verrà trattato p iù diffusamente al capitolo 22). questo puzzolente gigante ha foglie lunghe d ue metri e tuberi di diametro superiore al metro e mezzo. o infine n ell'Artocarpus heterophylla. I maschi sono sprovvisti di ali e muoiono poco dopo senza uscire dal fico. fiorente tutto all'interno e con fibrille d'aspetto uterino. I l massimo fiore adescatore di mosche del mondo è quello della pianta parassita tro picale Rafflesia. con quelle combinazioni di colori e disegni spesso ricope rte od orlate di peli somiglianti a muffe che crescano su roba fradicia. dove i gusci seminiferi in disfacimento as sicurano un terreno ricco di nutrimento alle tarme impollinatrici..esto mostro vegetale non possono uscire prima dell'avvenuta impollinazione. che emanano invece una fragranza delizio sa! E" interessante notare tra l'altro che le mosche carnarie preferiscono il colore giallo e l'arancio quando manca l'odore. e in più l'odore. e a q uanto pare ogni specie di fico ha la sua specie di vespa specializzata. Tuttavia questa famiglia vegetale comprend e anche le Stephanotis e le viti ceree. o nell'aracea Alocasia pubera. mentre altre trovan o i veri fichi femminili. le mosche ne sono tanto ingannate da deporre spesso le uova sui fiori. allo scopo di attirare tafani e soci. trat tenuti da un'improvvisa cortina. ma stavolta i fiori hanno forma diversa e frustrano gl i sforzi delle piccole vespe che intendono deporre le uova. Le stapelie africane sono piante grasse con fiori quasi sempre a forma di stella marina e diametro che arriva fino a 40 centimetri. Ci sono due casi classici di rapporto tra animale impollinatore e pianta.

le fem mine della vespa del fico muoiono all'interno dei fichi senza aver mai mangiato nulla dalla nascita. ma anche le pupe continuano a comparire per tre stagioni. c'era l'abitudine . e la falena dal canto suo garantisce l'impol linazione della yucca. delle palme e di altre piante che hanno numerosi fiore llini raggruppati assieme. sono ideali per gli insetti fannulloni che non hanno anc ora raggiunto un rapporto specializzato. e così facendo impoll inano più attivamente. disposto in modo che l'insetto debba usare la lingua per estrarlo. Quando questi m aturano le larve di falena. formic he comprese. di modo che gli insetti vanno dall'uno all'altro per fare un vero pasto. ad esempio il Melianthus sudafricano . è possibile che questo fatto abbia attratto anticamente degli insetti primitivi che non facevano altro che arrampicarsi qua e là.prod uce tanto nettare che lascia grondare una vera pioggia di dolcezza quando viene scosso. c'è solo pochissimo nettare in ogni fiore. com e dicono Proctor e Yeo. Il fico selvatico commestibile è noto con il n ome di caprifico. Se tutto è a posto.ricordata da Teofrasto . ispezionandolo accuratamente per accertarsi che lo sti mma sia ricettivo e che nessun'altra falena l'abbia preceduta. Più sottilmente il nettare viene prodotto solamente nel fiore. imbattendosi nei fiori di tanto in tanto. ciò nonostante esistono. si arrampica successivamente su parecchi stami e ne gratta via il polline facendone una pallottola. nonché per pipistrelli e uccelli. che ques te sono visitate spesso anche da altre specie predatrici. La femmina della falena. Queste associazioni ci appaiono così complesse ed improbabili che viene davvero da domandarsi se possano esistere e svilupparsi. E" tutta questione di specializzazione e del grado di «monopolio» naturale elaborato per adattamento evolutivo.di appendere sull'albe ro fruttificante un ramo di fico selvatico. Va notato però che «i grandi tavoli fiorali» di questi fiori. La seconda forma classica di simbiosi con impollinazione è offerta dalle yucche am ericane con certe falene. tanto più lunghe saranno le parti boccali dell'insetto. che resero superflua l'imp ollinazione. Tra l'altro c'è anche una falsa falena della yucca che copia la specie vera so lo depositando le uova negli ovuli. Animale e pianta vivono così in dipendenza reciproca comple ta. Prima che si coltivassero i fichi mangerecci. e più spint . Il nettare è un'altra cospicua fonte d'attrazio ne di cui dispongono i fiori: si tratta di una secrezione zuccherina di composiz ione varia (che in casi eccezionali può arrivare a contenere fino al 74% di zucche ri). che bastano allo scopo meno fio ri. che ricorda quello della cap ra. Molte piante secernono zuccheri da vari punti mediante apposite ghiandole nettarifere. non sempre situate nel fiore . caso mai venga un'annata eccez ionale in cui le yucche non fanno la fioritura. attirata sul fiore dal suo profumo fonda mentalmente notturno. ibridi. Effettivamente sono tant i gli insetti che vanno a mangiare o a riposare sulle ombrelle fiorali. La pianta provvede a che le larv e di falena abbiano cibo e rifugio. tuttavia ne restano molti destinati a formare i semi. la falena depone da uno a quattro uova in ognuna delle tre cellule dell'ovario. che ora sono cresciute. Comunque vada il procedimento. altrimenti i fichi man gerecci cadevano prima di maturare. scendono dalle piante per im puparsi nel terreno. con conseguen te maturazione di fichi provvisti di semi. Ma devo tornare agli altri metodi. A volte. presumibilmente per il suo odore. per cui succede che alcuni dei numerosi ssimi insetti visitatori servano poco o nulla ai fiori. come nei casi del cerfoglio selvatico. Viceversa è possibile ch e il nettare venga prodotto in tanta abbondanza.letteralmente «il fiore del miele» .le vespe vagano da un fiore all'altro e vi diffondono il polline. Non solo le falene adulte compaiono quando fioriscono le yucche locali. Gli ovuli nei quali sono state spinte le uova crescono in modo anormalmente gran de e costituiscono la riserva di cibo a disposizione delle larve di falena quand o nascono. Quindi trasporta la sua dotazione di p olline su un altro fiore. Quanto più il nettare si trova in posizione nascosta e d inaccessibile. in modo che le vespe di galla potess ero provvedere alla fecondazione incrociata dei due tipi. la maggior parte delle quali si limita ad una sola spe cie di yucche. che ovviamente rappresenta una delizia sopraffina per molti insetti. In certe parti del mondo è tuttora praticata la «caprificazione». applicando infine il polline sullo stimma.

la falena venne scoperta a suo tempo.in cui devono introdursi completamente. Nel mondo dei fiori. perché i petali nettariferi hanno anche d el nettare situato in vicinanza del centro del fiore. infatti quando Darwin vide un'orchidea detta Angraecum sesquipeda le. Va aggiunta una breve nota sulla ra pidità straordinaria con cui lavorano certi insetti: uno smerintocolibrì è stato visto visitare 106 fiori della viola farfalla alpina nello spazio di 4 minuti. e che inoltre «queste gocce non cadono mai. come nel la nota aquilegia. bordati da piccoli gambi (staminoidi) sormontati da un bottoncino rosso che sec erne liquido e luccica per questa gocciolina d'umore. Alcune api hanno perfezionato anche un sis tema di furti di polline da fiori che in realtà non sono destinati ad essere fecon dati dai raccoglitori di polline. pendenti a di spetto della legge di gravità. dove venne scoperta un'altra falena con proboscide lunga più di 30 ce ntimetri. del quale gli ultimi 4 centimetri erano colmi di nettare. ognuno dei quali porta alla base sei gocce luccicanti all oggiate in «ciotole» bianche aventi il diametro di circa 5 millimetri. è naturalmente importante la prod uzione massiccia di questi mezzi di adescamento. A volte si osservano anche falsi nettarii. trovata a Madagascar e provvista di un dotto lungo 30 centimetri. Infatti un'indagine effettuata sui fiori alpini in Canada ha rivelato che gli insetti impollinatori abbondano a maggio quando sbocciano i primi fiori dopo lo scioglimento delle nevi. fornito di un dotto di 30 centimetri.nonché gli uccelli che verranno nominati in seguito . o introducendo la lingua in f essure non progettate a questo scopo. incoraggia le api. e formano ad e sempio un anello di minuscole sacche all'interno dei fiori dell'elleboro. Il semplice rovesciam ento di un fiore. dominato dalla concorrenza. nemmeno se si colpisce la pianta fino a spezzarla». ma tiene lontane le mosche. dai fior i penduli campanulati.come il fiore di vetro o «nol i me tangere». Viene emanato anche profum o. Alcune piante sono venute al corrente di questa segnaletica. o la digitale . sta ad indicare di solito la concomitanza di un solo insetto impollinatore. In alcuni fiori esistono dispositivi di protez ione contro furti del genere. in modo che la mosca inten ta a banchettare si soffrega contro gli organi sessuati. i cui cespugli epifiti dai fiori dondolanti assomigliano a una giostra da circo. I fiori impollinati da falene sono con ogni probabilità quelli provvisti di strett i lobi che s'irraggiano dall'ingresso centrale.dispongono d i accorgimenti che consentono loro di predare il nettare «senza pagare lo scotto». Molto tempo fa l'erborista Gerard le aveva paragona te a «belle perle orientali». commentando al riguardo che «se si tolgono le gocce. e in questo modo indicano l'obie ttivo alla proboscide dell'insetto che se ne sta librato in volo. le api non si curano dei fiori a contorno arrotondato né di quelli . Dopo molti anni si scoprì anche il fiore adatto. Al l'interno del petalo esterno vi sono cinque «petali nettariferi» somiglianti a mani. Molti insetti . I num erosi fiori sono portati su un disco orizzontale a mò di ruota. perché sono i n grado di arrampicarsi sulle infiorescenze. completa di proboscide e tutto. in modo da mantenerlo in posizione pendula. quali calici duri o rigonfi. s pecialmente pungendo il fiore o praticandovi fori. suppose che doveva esistere una falena con proboscide di lunghezza corrispondente. Tra i nettarii più notevoli vanno segnalati quelli della fritillaria imperiale. ad esempio la gramigna di Parnasso. sotto il quale pen dono a perpendicolo cinque sacche nettarifere di forma allungata. Il nettare situato in un condotto tubolare. Non basta: è capitato anche il contrario in Sudamerica. Di per se stessi i petali nettariferi non rappresentano una novità. Ancora più notevoli dal punto di vista visivo sono le marcgravie tropicali. I colibrì che vi sitano questi tubi erogatori di zucchero possono andarsene solo alzandosi e tocc ando i fiori con la testa. Le mosche ricevono un compenso reale. talvolta ancora peli v iscosi provvedono ad intrappolare i razziatori che si avvicinano strisciando con la speranza di infiltrarsi dal gambo o dal tronco.o l'adattamento simbiotico. Sebbene gli entomologi del te mpo si mettessero a ridere a questa prospettiva. ne compaiono subito altre uguali». Certe specie esotiche h anno anche una vera frangia di questi peli provvisti di goccioline. Molte mosche vengono attratte dalle goccioline luccicanti di liquido simile a qu ello che trasuda dalle muffe della sostanza in disfacimento. un'orchidea Habenaria di abitudini terrestri. e lottan . il che basta ad assicurare l'impollinazione. appronta ti per tenere lontani dai fiori gli insetti indesiderati.

Il suo sottile tubo fi orale.e così gli insetti abbandonano qu esti fiori precoci a basso rendimento. Corner. H. certi fiori emanan o anche calore. sta un cerchio di peli che si piega no verso il basso. Esso è un sottoprodotto tipico della produzione del puzzo . lungo all'incirca 30-45 centimetri. ma non è senza scopo. Molte aracee hanno questi accentuati prolungamenti. Allora maturano gli stami sopr astanti: ognuno apre due fessure e lascia uscire il polline. .ad esempio i Dryas montani visitati da zanzare che si nutrono di nettare. elargita al l'insetto a compenso della temporanea reclusione. Tuttavia una porta a trappola impedisce ogni fuga fi nché non sia stata compiuta l'impollinazione. la cella fiorale formata alla base del la grande spata verticale carenata che rinchiude lo spadice.tenete presente che il fetore può costituire un richiamo per gli insetti -. J. i peli avvizziscono e gli insetti coperti di polline riesco no a sgusciare all'esterno. specialmente scarabei che vi hanno cercato ripar o. certe piante artiche creano posti accoglienti aumentand o la temperatura del fiore . M oscerini e tignuole si dirigono anzitutto verso il punto che emana odore più acuto . la Cryptocoryne griffithii. erogatrici di quantità illimitate di nettare e polline . Una volta che gli insetti sono dentro. e lo stesso accade ad insetti vagabondi di passaggio. si forma attivamente entro lo spadice (che è la spiga interna ed eretta d el fiore). Il giorno dopo gli stimmi si asciugano. di solito sono situati sul cappuccio. Per tornare ai nostri gigari. detto di passaggio. sporge appunto dall'acqua. Inutile aggiungere che in casi del genere la maggior parte dei visitatori perisce. gli stimmi sono ric ettivi al polline che essi possono già avere addosso. proprio al di sopra della cella fiorale. subito attirati verso un altro fiore ricettivo. osserviamo che in queste aracee il dispositivo pri ncipale escogitato è di fatto una trappola. con temperatura esterna sui 15 gradi: si tratta del caso più notevole di riscaldamento registrato nel regno ve getale. ma basta ad offrire un rifugio allettante per m olti insetti. secondo l'espressione elegante di E. in c orrispondenza del collo della cella fiorale. L'Arisarum proboscideum è detto anche "c oda di topo" perché le sue spate porporine e provviste di cappuccio hanno un prolu ngamento sottile e lunghissimo che le fa assomigliare veramente a topolini tra l e foglie. del polline e del nettare. Molte aracee creano calore ed emanano odori attraenti per gli insetti. ed alza la temperatura fino a 15 gradi C. in particolare le Arisaema dell" Himalaya. e così si effettua l'impollinazione. I fiori sono dispos ti attorno alla base dello spadice. in modo che gli insetti non pos sono fare a meno di scivolare oltre i peli disposti come una nassa per aragoste. dal punto di vista degli insetti . ma a volte anche sullo spadice stesso. in modo che gli insetti possano discendere ma non risalire. Di solito restano intrappolate in un solo fiore una dozzina o due d'insetti. L'emanazione di calore. Così l'odore d'escrementi emanato da certi fiori nostrani per attirare ins etti impollinatori. Al di sopra di tutti. dove il calore non era inferiore a 43 gradi C. che ha abitudini acquatiche. e fungono da guide olfattive per gli insetti visitatori. quali moscerini che si riproducono negli escrementi in disfa cimento.vere specie di «cornucopie». un odore s offocante e un debole calore incoraggiano una specie di scarabeo «a pernottare in un localino subacqueo». Dopo di che. Un primato in tale senso è dato da non meno di 4000 moscerini osservati in una cella fiorale di 6 centimetri cubici. mentre no n è molto diffuso il meccanismo a trappola. Finite le specie del tempo della cuccagna subentrano altri fiori a farsi concorrenza per attirare l'attenzione degli inse tti. Oltre alle attrazioni del profumo.o attivamente per contendersi la disponibilità relativamente esigua di polline e n ettare. e i papaveri artici che offrono soltanto calore. e così facendo offrono ciascuno una gocciolina di nettare. un gruppo di fiori femminili disposto a cerc hio sul fondo. di sol ito al terzo giorno. che sono anche unti. La temperatura più elevata mai osservata in uno spadice riguarda un Arum orient ale. e un altro di fiori maschili di sopra. La camera fiorale sottostan te è di poco più calda dell'esterno. la superficie di questa e la parte in feriore della spata producono goccioline oleose. Ma già ai primi di giugno prendono il sopravvento specie come il salice e il tarassaco. Analogo rifugio viene offerto da una curiosa pianta della Malesia. ma a volte assai di più. non costituisce prerogativa esclusiv a degli Arum puzzolenti.

Molte di queste aracee «a testa di cobra» h anno un tessuto speciale che . il vincetossico ed altr e. somigliante a quelle delle stazioni spaziali. dove si hanno fio ri che per forma ricordano elaborati paralumi di epoca edoardiana con frange e t utto. con aperture situate al di sotto della estremità esterna chiusa del fiore e dei punti che emanano richiami odorosi. verso la quale si affollano gli insetti intrappolati sperando ch e si tratti dell'uscita. Dispositivi trappolatori molto simili si trovano anche nelle aristolochie o «pipe olandesi». alla base del quale un anello di stretti tubicini so miglianti alle camere di scoppio delle vecchie seicolpi a tamburo vengono a trov arsi dirimpetto all'insetto. Per il nostro olfatto l'odore delle aristolochie è sgradevole. di modo che gli insetti vengono materialmente messi alla porta. quando riusciamo ad avvertirlo. . è anzi il caso di dire che le aristolochie sono diventate quasi troppo brave al riguardo. e r accatta il quantitativo massimo di polline. Il processo in molti casi si accompagna al ripiegamento del tubo vers o il basso. e il carcere sottostante spesso lascia filtrare la luce attorno alle parti sessu ate. ma ne hanno anche lo stesso odore. uscendo da un'apertura nel f ondo. Gli insetti vengono attirati dal nettare in grandi tazze. Molte piante hanno «finestre» del genere. le parti femminili maturano per prime.per riflessione e rifrazione . quelle maschili diffondono success ivamente il polline. In queste pian te troviamo una piattaforma di atterraggio. Un odore seducente per gli inse tti . Altra astuzia adottat a da certe aristolochie è costituita dalla presenza di un'area trasparente nella p arete del tubo. che così si nutre in parecchie posizioni diverse. ma stavolta sono d'indole più cortese: l'illuminazione è prevista perché le a pi impollinatrici possano trovare il nettare in quello che è conosciuto come un fi ore «tipo pistola a rotazione». interamente orlato all'interno di peli rivolti all'indentro. e i peli avvizziscono per consentire l'evasione finale degl i insetti. Una trappola di genere completamente diverso da quelle già citate è in uso presso va rie asclepiadacee quali le asclepiadi tipiche tropicali.attira i moscerini fino agli organi sessuali situati in basso.che nell'Aristolochia grandiflora ricorda quello del pesce marcio . e in questo modo funge da richiamo. Queste piant e hanno fiori maschili e femminili distinti. Aquilegie e convolvoli fanno lo stes so. Identico meccanismo funziona per i fiori femminili. e la pianta spietata lascia morire i suoi impollinatori una volta che hanno ad empiuto alla loro funzione. dove. Gli insetti disorientati girano a tentoni e si agitano in questa parte del fiore. Se ne trovano ad esempio nelle già citate Cr yptocorynee e nelle Ceropegie della famiglia delle Asclepiadi. dove trovano un po'"di nettare e si ricoprono di polline. dirimpetto a un lungo tubo sovente incurvato come il cannello d'una pi pa. attorno o all'interno di questi punti.concentra la luce sull'ingresso spesso marcato da un contorno scuro che conduce alla spata tubolar e. I n questi fiori c'è uno scivolo sdrucciolevole transitabile in una sola direzione. Se le cose vanno lisce gli insetti entrano nel fiore maschile svasato e non devono fare altro che lasciarsi scivolare lungo una superficie sdr ucciolevole impolverandosi di polline nella caduta. disposte immediatamente al di sopra di fessure che portano allo stimma. Alcune genziane dalla corolla a forma di tromba hanno finestrature allungate tra slucide. Il r ischio di morire soffocati da parte degli insetti visitatori è molto maggiore con le aristolochie che non con le aracee. In queste specie si osservano masse di polline riunite in coppie e associate ad una ghiandola appiccicosa. Alcune specie di piante che crescono nelle steppe dell'Asia occiden tale frequentate dalle capre hanno fiori che non solo si confondono all'aspetto con escrementi caprini. come accade nei g igari. mentre il segnale luminoso non fa altro che condurli ag li stimmi. inclinandosi in modo tale che ora lo scivolo favorisce l'evasione. ma devono aspet tare talvolta per parecchi giorni prima che il fiore appassisca. salvo che non c'è uscita . I fiori delle Arisaema per la loro struttura si trov ano a metà strada dai nepenti insettivori. che vengono impollinati da certi pa ppatacci fungini. non imparentate con le specie precedentemente accennate.Ho già accennato al pericolo di soffocamento che incombe sugli animali impollinato ri. Le Arisaema serpentine costituiscono un rischio ancora più grave. Per la disposiz ione ricorda esattamente una nassa per anguille.

talvolta anche la proboscide . di modo che il polli ne viene spolverato sulle parti inferiori del visitatore. viceversa. In teoria la farfalla non deve fare altro che toglierne la zampa con il polline che vi è rimast o attaccato e andare su un altro fiore per depositare il polline su uno stimma. e lo fanno funzionare a ripetizione se si toccano i l oro filamenti sensibili. gli stilidii australiani sono conosciuti come piantegrilletto grazie a questa reazione. Si sa che le api melli fere rubano nettare dai fiori d'erba medica perforandoli. si trovano molti uccelli alt amente adattati all'impollinazione. Passando ora dagli insetti ad altre specie animali.cioè il gambo che sorregge lo stimma . L'alloro montano Kalmia latifolia possiede stami esplosivi. succede invariabilmente ch e una zampa .e mentre si muovono qua e là intenti a sorbire nettare. Parecchi hanno stami disposti in modo che il tocco d'un insetto li muova rapidamente schizzando il polline sul visitatore. Altri stami invece sono meno violenti: quelli della sparmannia africana formano un rilievo semicircolare. Fiordalisi e centauree hanno un sistema ingegnos o per lanciare il polline. talvolta anche in combinazioni smaglianti di verdeross ogiallo. Questi uc celli sono specialisti in acrobazie quando vanno alla ricerca del nettare. Inoltre tendono a mostrare costi tuzione robusta. I colibrì. e lo stesso disposit ivo arma certe specie affini all'ortica . Nel c . e si concentrano su un punto cent rale quando vengono disturbati. perché spessissimo intrappol a falene e tignuole prendendole in questo modo per la proboscide succhiante. Le enormi spighe della gigantesca Puya raimondii o ffrono ai colibrì delle Ande 20000 punti di degustazione dallo sfavillìo metallico. hanno stami a scatto di q uesto tipo. ad esempio le f uchsie.e l'inse tto lo fa «scattare» mentre si addentra nel fiore. alla stessa stregua degli insetti. con molto nettare piuttosto acquoso. cui appartiene ad esempio il crespino. hanno un «tubo staminifero» avvolto a spir ale che comprende anche lo stilo . Alcuni fiori hanno perfezionato dei posatoi laterali. Di norma amano il nettare e non sono attirati dai richiami olfattivi. L'insetto viene colpito sulla sch iena. e ricevono numerose visite da parte degli uccelli nella stagione asciutta quando sono in fiore. la brattea o il germoglio. spesso a sfumature rosse. L'Araujia è nota anche con il nome di "pianta crudele". che contengono vere cucchiaiate di nettare. Gli stami d ei cacti. Alcuni di questi fiori sono penduli. fanno la mossa contraria. Molti fiori assumono una vera e propria iniziativa invece di limitarsi a disporr e passivamente trappole. Ma la fessura è tanto profonda e stretta che gli insetti più deboli non riescono a l iberarsi. I fiori impollinati dagli uccelli tendono ad avere tinte brillanti e pure. tra l'altro. Altri fiori impollinati dagli uccelli hanno struttura robusta. tra le quali la ginestra e l'erba medica. e si dibattono in questo trabocchetto troppo funzionale finché muoiono. e si muovono dolcemente al l'infuori se vengono toccati. e spesso con indicazioni segnaletiche. il che può benissimo cor rispondere a un mezzo molto semplice per procurarsi del cibo senza il disagio de i bruschi colpi inferti sistematicamente sull'addome. con conseguente scrollone dell'insetto e degli stami. spruzzando polline su ogni visitatore. Ad esempio gli «alberi del corallo» della specie Erythrina indica producono tanto nettare da venir chiamati «f iori per bambini che frignano».la Pilea muscosa è chiamata addirittura in certi posti la "pianta artigliera" o "sparacannone" per gli sbuffi di polline che emette quando è toccata. talvolta anche vistose. Molte piante leguminose dispongono di meccanismi ingegnosi: alcune. adatta a contenere molto liquido. sono sensibili al pari delle api a colori che l'occhio uma no non distingue. che talvolta costituisce l a fonte principale di liquido per uccelli anche grossi. Ogni fiore del giglio lanceolato o Doryanthea excelsa produce tanto nettare da riempire un bicchierino da liquore. I fiori impollinati da uccelli possono anche mostrare tendenza alla forma tubolare o conica. oppure stanno eretti in modo che i colibrì possano succhiare il nettare st ando sospesi in volo librato. utilizzando i fiori stess i o più sovente il nudo stelo o il gambo. Le Protea portano molti fiorellini in una «tazza» di brattee strettamente aderenti l'una all'altra.entri in una fessura. Pare cchie Berberis. come ad esempio l'Antholyza ringens del SudAfrica. dove il gambo fiorale si allunga sopra il fiore consentendo ai colib rì locali di aggrapparvisi e d'introdurre il becco nel fiore rovesciato. in modo che i vis itatori vi si possano appollaiare in adatta posizione.

che ha ricevuto il nome appropriatissimo di "albero dei sala mi". che a loro vo lta sono i supplenti alati degli insetti. dispone di una speciale «spazzola» di stami eccentrici che le consente di giovarsi della visit . talvolta assai rip ugnante per l'uomo: può essere aspro o rancido. ben discosti dai rami. dal moment o che i pipistrelli possono aggrapparsi. Molto spesso ci capita di osservare che le specie tropicali di una famiglia di p iante vengono impollinate dagli uccelli. Qualche volta gli insetti hanno abitudini particolari. per cui si raggruppano e pendono verso il basso in modo ideale per gli uccelli visitatori. o sapere di pesce. i fiori impollinati a l crepuscolo sono per la maggior parte bianchi o a tinte pallide. mentre le loro parenti delle regioni te mperate si affidano agli insetti. Molti insetti hanno abitudini notturne. si ottiene un risultato doppiamente bizzarro. I numerosi fiori prodotti sporgono a loro volta dalla doccia.15 del pomeriggio. ma valgono molto meno ai fini di una ma novra impeccabile d'atterraggio. inondandoli di polline: altro esempio di strettissimo rapporto tra animale e fiore . Un amico residente a Malta mi ha informato che a momenti poteva regolare l'orolo gio dall'orario di queste farfalle: arrivavano alle 6. marrone e rosso scuro . si è pensato che l'impollinazione ad opera degli uccelli abbia avuto inizio prima di quella degli insetti. Ad esempio l'ipomea ch e fiorisce di notte viene visitata in certe località dalla falena testa di morto. di solito accompagnati da odore acutissimo a scopo di richiamo. A volte sem bra perfino che usino questa pratica con i fiori abituali fornitori di nettare. come nella Kigeli a africana pinnata. e perciò i fiori sono spesso in bianco e nero. Possono avere grandi aperture a favore dei pipistrelli g offi e sprovvisti di becco. Un gruppo di piante parassite indonesiane ha gemme p rovviste di un piccolo pertugio. essi devono produrre grande quantità di nettare a profitto dei loro avidi v isitatori. sebbene i fiori bianchi dell'ipom ea restino aperti per quasi tutta la notte. l'albero del co tone.nel qual caso si combina no all'odore di marcio. nonché molto polline ugualmente mangereccio. ed estrae il nettare dal centro del fiore. Dato che l'evoluzione dei fiori è cominciata qua si certamente nella foresta tropicale. dove gli uccelli del gruppo dei Dicaeum. Le specie di vischio tropicali sporgono i fiori brillanti dai rami delle piante che le ospitano. E" il caso di dire che spesso gli uccelli trovano un'altra fonte di cibo negli insetti dir ettamente associati ai fiori. e il fiore letteralmente scoppia lo ro in faccia.gradazioni di porpora. i cui gambi fiorali possono onde ggiare fino a un metro di distanza da terra. o almeno aumentato d'intensità. I pipistrelli non distinguono i colori. essi sono anche emeriti ladri di nettare. quando imbruniva. o in una serie speciale di colori . I fiori da loro visitati si aprono di notte. per servire da attrazione per gli insetti. Come l'ipomea. Quando i fio ri poggianti su gambi così lunghi sono seguiti da grossi frutti. pertanto i fiori che essi visitano si ap rono di notte. come nel cas o del baobab. ma sono stati n otati anche odori di cetriolo e di latte acido. hanno masse tondeggianti di stami cui i pipistrelli possono aggrap parsi. e spesso l'attrazione iniziale è data da un odore forte. detta anche «albero delle palle di cannone». o pendere su lunghi gambi in modo tipico. ignaro che gli stami gli premono il polline sulle zampe perché venga trasferito sullo st imma di un altro fiore in uguale posizione. Essi vi infilano il becco. e alle 6. il durian e molte piante delle bignonie vengono impollinati dai pipistrell i.30 non se ne vedeva più una. Molti fiori impollinati dai pipistrelli hanno forma sferica oppure. hanno imparato che vi si nasconde una prov vista di nettare. L 'effluvio può anche venir emesso. e il bec co aguzzo consente loro di perforare facilmente il fianco del fiore. ma l'opinione og gi corrente è che siano stati gli insetti ad avviare tutto il processo. di modo che un fiore a pieno sviluppo viene ad assomig liare a un ventaglio semiaperto.aso degli sfarzosi fiori di strelitziaregina l'uccello sta posato su una piattaf orma grande a forma di doccia. semplicemente per evitare sfregamenti o spruzzi di polline sulle piume. soltanto di notte. mentre il nettare fa sì che vi indugin o. La curupita della Guyana.vedremo infatti che gli stessi uccelli divorano e diffondono anche i semi. detti appunto «beccafiori» o «uccelli del vischio». Il baobab. Di notte i pipistrelli prendono largamente il posto degli uccelli. L'esempio estremo è dato dall'albero tropicale Mu cuna gigantea che arriva ai 20 metri d'altezza.

Una volta all'aria questi segmenti si capovolgono. La pianta acquatica più notevole per modalità di fioritura è forse la vallisneria euro pea. il polline che cade sull'acqua di solito marcisc e.portando il poll ine da uno stimma all'altro. e il liquido scorrendo finisce nel centro d el fiore. L'animale impollinatore più strano è la lumaca. Altre bestiole danno letteralmente «una mano» ai fiori nell'impollinazione. La gigliacea Rhodea japonica è pu re impollinata da questi gasteropodi che mangiano le appendici carnose dei fiori . sebbene capiti ogni tanto anche l'impollinazione vera sulla superficie dell'a cqua o sott'acqua. ciascuno con una bolla d'aria fermamente rinchiusa entro i segmenti fi orali. o perché la pioggia può tenere lontani gli animali impollinatori. un pipistrello dal naso lungo. Così ci so no agili scimmiette che visitano i fiori penduli del baobab durante le ore della notte in cui essi sono aperti. e spesso diventano piccolissimi.ammassati l'uno presso l'altro e odoranti di pane raffermo . Le b anksie australiane vengono impollinate da certi topolini marsupiali e dagli opos sum del miele. Nel ranuncolo strisciante le gocce di pioggia f anno cadere il polline dalle antere. L'adattame nto principale in queste specie consiste nel produrre polline idroresistente in lunghi cordoni destinati ad arrotolarsi attorno ai lunghi stimmi una volta messi in libertà. principalmente quelle speci e notevoli che sono le erbe galleggianti. Nell'asfodelo di palude la pioggia viene catturata dai lunghi pe li che crescono sui filamenti degli stami. fatto osservato alle isole Faroë. che produce foglie nastriformi lunghe fino a 80 centimetri. ma in realtà ne esistono alcune che portano i fiori sotto la superficie dell'acqua.viene visitato dal piccolo pipistrello vampiro. Giunti alla superficie i fiori si aprono in tre lobi di forma navicolata. i cui capi fiorali conici sono circondati da molt e foglie rossoaranciate. Di solito i fiori si chiudono quando piove per evitare danni al polline. I fiori femminili sono portati su sottili ste li che partono dalla base delle foglie. ma sono situati molto più in basso. i topi mangiano queste foglie fiorali. profumo o nettare. In tal caso il polline h a una superficie aculeata o spinosa che racchiude aria e mantiene la polvere del polline asciutta e galleggiante.altro fiore scelto da Thornton per il suo «Temp io di Flora» . In queste condizioni i fiori non hanno più b isogno di colori. Alcuni fiori impollinati dai pipistrelli sono molto grandi: quelli dell'albero di bals a sono lunghi centimetri 12 con diametro di 8 centimetri.a dei pipistrelli. che hanno di nuovo invaso il mare per fare concorrenza alle alghe antenate. La maggior parte delle piante acquatiche produce fiori aerei che vengono impolli nati dal vento o dagli insetti. tutte bestiole arrampicatrici fornite di lunghe lingue per cibars i di nettare. in modo da fungere da . che si crede porti il polline dell'a spidistra dall'uno all'altro dei suoi scialbi fiori a forma di tazza che fiorisc ono raso terra. passando infine il polline d ai fiori maschili a quelli femminili. e così facendo s'impollinano baffi e zampe. Si conoscono esempi di p ipistrelli che tendono a stare sospesi in volo invece che ad aggrapparsi. che ha la forma di una tazza. come nel caso di certe «lingue d'acqua». Oltre agli uccelli e ai pipi strelli che abitualmente impollinano questi fiori. Anche i fiori maschili si forman o entro vescicole. carnose e dolci alla base. mentre i fiori dell'al bero dei salami sono lunghi centimetri 7. dove quasi non esistono insetti impollinatori. e l'acqua forma un ponte tra l'antera e lo stimma sul quale può galleggiare il polline. e vortica attorno agli stimmi depositand ovi il polline. Il famoso cacto cereo a fioritura notturna (Selenicereus gran diflorus) o "regina della notte" . in ogn uno dei quali c'è uno stimma a forma di spazzola. e di morbide pellicce per raccogliere il polline. e il gigantesco cac to saguaro dal rinolofo. A maturazione la vescicola si apre e i bocci si staccano da soli e salgono in superficie come altrettanti t uffatori. mentre i bocci vengono indirizzati sicur amente verso l'alto in una vescicola impermeabile di brattee a chiusura stagna. con diametro di 12 centimetri. e vive in acque all'incirca altrettanto profonde. Una pianta viene impollinata dai topi: è il caso d el pino hawaiiano Freycinetia. Ma alcune piante si servo no della pioggia ai propri scopi. Le vere piante acquatiche hanno problemi speciali. per cui il fatto pare possibile. Altre freycinetie hanno analoghe foglie fi orali succulente che attirano i cani volanti imparentati con i pipistrelli.

si spande su tutto il pelo del l'acqua. Alcuni possono indicare ai visitatori tardivi che sono già stati impollin ati. Se queste navi celle toccano un fiore femminile. e probabilmente è cominciata nelle difficili condizioni che hanno caratterizzato molte regioni durante il Pleistocene. . si possono talvolta stimolare artificialmente le piante in mod o che producano frutti senza bisogno d'impollinazione. L'apomissìa si verifica nei suoi aspetti più tipici negli habitat aperti e instabili . Si sa che le Cyanea. una volta avvenuta l'impollinazione. alla ba se della pianta. dove sono esposti anche gli stimmi. Le Ruppie mettono in libertà il polline racchiuso in bollicine di gas quando esso è maturo. In ogni pianta il fiore non serve più a nulla dopo avvenute l'impollinazione e l'e ventuale fecondazione finale. possiedono una variabilità intrinseca che passa alla disce ndenza assieme all'elevata capacità di effettuare mutazioni improvvise. Il tarassaco ha un nett are dolcissimo associato a un polline denso e nutriente molto gradito alle api. in cui compaiono per primi gli stami e quindi. Nelle piante che hanno parecchi fiori riuniti in gruppi il mutato colore dei fiori impollinati può agire da richiamo per gli insetti a vantaggio di quelli non ancora impollinati: ad esempio nel trifog lio ibrido i fiori nuovi sono bianchi. Anch'esse hanno pot uto ritornare all'autoimpollinazione. sebbene possa occorrere l'impollinazione a mò di stimolo.ricorrono all'apomissìa.e in certi gruppi sempre . nostra pianta indigena. nelle qual i le caratteristiche subiscono alterazioni permanenti . fatto abbastanza notevole dal punto di vis ta dell'evoluzione. hanno perduto gli animali che le impollinavano. Anche stavolta alcuni fiori fanno puntate nei due sensi. Il cacto Pe yote chiude davvero i suoi fiori nello spazio di cinque secondi dalla fecondazio ne. e pertanto è ricorsa all'autoimpollinazione. mentre la poligal a rossa. Cosa accade se un fiore perde il suo animale impollinatore? L'orchidea Ophrys ap ifera. I fiori della Magnolia virginiana imbruniscono entro mezz'ora. come un pistone. e non appena giunge a contatto dell'aria. andati estinti. cioè producono semi vitali senza bisogno di fecond azione. Il pero nella sua varietà detta «della Conferenza» ne fa molto spesso. il fiore femminile viene tirato in basso. Questa pianta sorprendente ha anche un altro trucco a sua disposizione: una vo lta avvenuta l'impollinazione. ma il tarassaco e gli ieraci. All'occasione le piante producono frutti detti partenocarpi. succede facilmente che s'infilino tra due lobi . Naturalmente l'a pomissìa distrugge la possibilità di rimescolare le caratteristiche dei genitori nel gioco dell'eredità.galleggianti per i due stami sporgenti obliquamente verso l'alto. sebben e i banani rampollino con grande prontezza dai polloni. nonché altre piante non imparentate con essi. Come non mancherò di descr ivere in seguito. che è quanto conferisce versatilità di adattamento a una specie. in modo che possano recarsi su altri fiori senza perdere tempo. produc endo frutti a forma di salami. e ha escogitato un metodo ingegnoso per assicurare l'impollinazione incrociata. arrossisce dopo la fecondazione. Si tratta di casi speciali nei quali uno scherzo di natura aiuta noi e non la pianta. mentre quelli impollinati sono di un bel colore rosso acceso. Capitolo 14. l'organo femmini le si spinge attraverso la parte maschile spargendo gli stimmi tutto al di sopra . Può anche capitare d'osservare che i fiori impollinati di un' infiorescenza si scostano da quelli non ancora impollinati. pare nti delle lobelie.tanto che specie apparte nenti a questi generi si contano a centinaia o anche a migliaia in posti dove so lo pochi botanici si sono accorti di quanto stava succedendo. La veronica m aggiore da azzurra diventa porporina quando il nettare è finito. in modo da rendere s empre più facile l'accesso degli insetti a questi ultimi. in cui non si forma no semi. nel qual caso il polline viene proiettato sullo spazzolino femminile sporgente . per cui finisce per appassire o lasciar cadere la corolla. ed anche i banani sono partenocarpi. tanto più che la soluzione si è dovuta trovare in fretta. dall'avvolgimento a spirale del gambo. o bosso strisciante. quali l'alchemilla e il rovo. Ciò nonostante il tarassaco e l'affine ieracio molto spesso . pare non avere alcun animale impollinatore in Gra n Bretagna. certi uccelle tti delle Hawaii detti rampichini del miele. I fiori profumati di solito aboliscono molto rapidamente l'effluvio odoroso che richiama gli inse tti.

quello che ottiene dalle orchidee è di essere sconcertato e beffato nel ver o senso della parola. le orchidee si sono spinte tanto oltre e in misura tanto straordinaria. Molta gente pensa alle orch idee come ad ibridi vistosi ottenuti dalle mani dell'uomo nei negozi dei fiorist i . Molte orchidee conducono vita epifita appollaiate sugli alberi. lo si può constatare nel modo più lampante tra le orchidee. Ma egli non era un osservatore acuto come si potrebbe immaginare. I fiori d'orchidea sono diversi da tutti gli altri per la forma. il codice d'amore degli antichi Indiani. a differenza dei p astori sboccati che usano un termine più sconcio. Un altro caso classico è dato dal Satyrio n.«orchidee da seno». perché «il carattere giocoso nel dare forma alle piante» d'orchidea dissimula una vita sessuale tanto elaborata da ricordarci il Kamasutra.abbia reso i tuberi d 'orchidea molto richiesti per la composizione di bevande afrodisiache.. Così stanno le cose. Le orchidee costituiscono una delle famiglie più cospicue nel r egno vegetale. "Se mai la natura ha mostrato il suo carattere giocoso nel dare forma alle piant e. Non sorprende il fatt o che questa dottrina . e molt . ha un rapporto curioso di odioamore con i funghi.. come le ha definite un giardiniere -. o a un b uffone da circo che ci fa ridere. è in un certo senso appropriato che la parola orchidea derivi dal vocabolo greco "orchis ".e Shakespeare scriveva delle «lunghe porpore» d'Ofelia. e specialmente per il modo con cui portano gli stami e i pistilli. di un rospo malinconico. Gli animali impollinatori delle orchidee sono quasi soltanto gli insetti. Nell'Inghilterra medievale le orchidee venivano dette «testicoli di cane» o «scroto di toro» . in dubbiamente si guadagnano la nostra massima ammirazione". di lucertole. Ciò deriva dal fatto che le orchidee terrestri che si r itrovano nelle regioni del Mediterraneo hanno tipicamente due tuberi arrotondati somiglianti effettivamente a testicoli. e comprendono forse 35000 specie.il labbro . Le piante abitualmente p ortano numerosi fiori riuniti in infiorescenze.UN KAMASUTRA DEI FIORI. passando da fiori relativamente mostruosi a p iccolissimi esemplari del diametro di pochi millimetri. Il simbolismo univa l'uomo alla natura: se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano. mentre uno dei sei segmenti fiorali . La maggior parte di esse.è di solito relativ amente grande. doveva necessari amente avere qualche effetto tonico o curativo su di essa. tra le più recenti in termini evo lutivi e tuttora probabilmente in attiva evoluzione. mentre sono note due specie di orchidee che passano tut ta la loro esistenza sotto terra. che d avvero possiamo considerare i loro fiori alla stregua di altrettanti dispositivi elaborati per servirsi degli insetti. carico di parecchie centinaia di fiori. come verrà spiegato in un capitolo seguente. d'insetti. alcune sono saprofite e sostanzialmente prive di foglie. se proprio non ci muovono al riso. Riproducono l'immagine di una pigra tartaruga. Prendono forma ed a spetto d'uccelletti. Sebbene non c'entri per nulla con l'elaborata vita sessuale delle piante. o a una donna. che indica i testicoli. Così scriveva il botanico tedesco Breynius nel diciassettesimo secolo. Essi si sono fusi originando una «colonna» che porta due stimmi funzionali e di solito una o talvolta due antere funzionali. mentre la realtà è che ess e variano moltissimo in grandezza. Ma ora ci o ccupiamo di quella che realmente si può definire la loro meccanica sessuale. di una scimmia cicalante senza posa. talaltra a un severo lottatore dall'aria poco rassicurante. o pendenti. In termini antropomorfici possiamo dire a ddirittura che se l'insetto impollinatore ottiene di solito qualche forma di com penso. e delle quali non si sa nulla per quanto rigua rda il modo d'impollinazione. altre stanno a terra. e vivono di sostanza v egetale in disfacimento. e l'orchi dea simboleggiava il sesso in opere d'arte quali l'Arazzo del Liocorno. perché altrimenti si dovrebbero moltiplicare fino a un numero quasi uguale a quello delle specie d'orchidee. La natura ha mode llato i fiori d'orchidea in modo tale che.fiorente già molto prima di Cristo . Mentre mol te altre famiglie vegetali dipendono dagli insetti che praticano l'impollinazion e. talvolta somigliano a un uomo. Un coltivatore d'orc hidee ha registrato il caso dell'Oncidium carthaginense che produsse un esemplar e con gambo fiorale lungo 4 metri. accon tentandoci di pochi esempi.

un den drobio odora abitualmente di eliotropio. la Masdevalila fractiflexa. ed ho sentito dire di certe che perdurano anche sei mesi in serra. in cui sono stati combinati fino a quattro generi diversi per creare fiori completamente nuovi.come è stato accertato ne lle coltivazioni artificiali.e singole specie si affidano ad una sola specie d'insetto. Alcune orchidee cambiano il profumo a seconda della clientela che sperano di attirare in diversi momenti della giornata: un'orchidea impollinata d alle falene emana odore di mughetto di giorno e profumo di rosa di notte. che di solito risulta molto gradito an che all'uomo. Il nettare o l'essudato alimentare si può trovare anche sui tessut i o all'interno di essi . emanando profumo se la specie ne è dotata: tre mesi di durata non sono infrequenti. durano in fiore solo tre giorni. cui assomi gliano anche per colore. Indubbiamente giova ad impedire gl i incroci anche tra specie strettamente imparentate. tanto è spinto il loro adattamento. tanto che tutto il complesso apparato è stato descritto come un «giro dell'oca» o un percorso ad ostacoli in una sola direzi one. comprese certe lumachine. le masse di peli tremolanti. anche con il loro aspetto . Il richiamo principale per gli inse tti arriva spesso sotto forma di profumo. Nella famiglia delle orchidee si conoscono almeno 50 so stanze aromatiche. mentre altre sanno di carogna. All'occasione pochi altri animali possono effettuare l'impollinazio ne delle orchidee. perché vengano a contatto degli organi sessuali. La maggior parte dei fiori d'orchidee dura a lungo se non avviene l'impollinazione. ad esem pio le Stanhopee. che accorrono a leccarla. Un'orchidea del ti po «carne marcia». ma percorrendoli s'accorgono che i sepali scivolosi si scostano sempre più. alcu ne mutano colore e nella maggioranza appassiscono con grande rapidità. Però l'odore è accompagnato quasi sempre da un compenso alimentare. Queste orchidee risolvono il problema della fecondazi one emanando odore tanto acuto da richiamare rapidamente gli insetti per vasto r aggio. oppure gli insetti possono limit arsi a masticare la struttura della base. Qu esto fatto è inteso ad impedire l'ibridazione cui le orchidee sono tanto disposte . si dice che indigene primitive a tendenze matriarcali divorassero i mariti dopo che questi avevano recitato la loro parte. tracce visibili di nettar e o rilievi fisici quali creste o canali.e il caso più sensazionale è quello dell'orchidea detta «codino cin ese».anche a livello di generi. sono diversi modi di offrire la propri a carne fiorale all'agente sessuale. e le specie se le scambiano solo in limitate composizioni. Co me accade con gli altri fiori. che può essere per fino del nettare posto addirittura in una doccia o in una coppa. pendule e somiglianti per forma agli insetti. come si nota nell'orchidea Listera ovata. Alcune orchi dee hanno peli speciali ricchi di sostanze proteiche. altre invece creste od esc rescenze che vengono rosicchiate dagli insetti. Ma altre hanno vita breve. bizzarre. l'odore di certe orchidee ci ripugna: ve n'è una ch e odora di naftalina.oppure qualche parte del fiore può essere attraente dal punto di vista mangereccio.dove l'insetto deve andare a cercarlo . Le mosche atterrano su lle punte riunite dei petali esterni. con petali nastriformi lunghi 75 centimetri. le lunghe parti erette ed es ili o dondolanti . o che addirittu ra scorre lungo una scanalatura al centro del labbro. Alcune orchidee per attirare le mosche emanano odore di carne marcia. ad esempio nel caso dell'orchidea delle carogne conside rata nel capitolo precedente. A somiglianza di quanto usano certi ragni. una volta impollinate aboliscono le emanazioni odorose così attraenti. le frange pelose. e non soltanto tra specie . in cui l'insetto viene condotto infallibilmente in un punto dove non può asso lutamente fare a meno di raccogliere polline o .il colore. ma profuma di lillà quando viene buio. Il Bulbophyllum macranthum trasuda una sostanza di grande richiamo per le mosche. Spesso hanno anche percorsi che guidano gli insetti. ma offrire parte della propria carne all'agente sessuale è qualcosa che sembra preso da un film dell'orrore. senza poi fornire nessun delizioso umore. Perciò passano sul labbro apparentemente robusto s enza accorgersi che esso è delicatamente imperniato in modo da gettarle in basso e poi indietro. impollinate da insetti di s pecie tra loro affini. imbroglia le mosche carnarie limitand osi ad attirarle con l'odore nella posizione adatta ad effettuare l'impollinazio ne. il dise gno. Le orchidee attirano gli insetti. I profumi o gli odori delle orchidee di solito sono estremamente specifici per u n dato gruppo d'insetti.nel caso che lo abbia già raccolt . che spesso pendono fino a terra .

Oltre ad obbligare l'insetto prescelto a seguir e un determinato percorso. C harles Darwin ha notato che si può controllare questo meccanismo sbalorditivo serv endosi di una matita. il disco attaccaticcio aderisce alla tro mba succhiante dell'insetto .come nel Cycnoches od "orchidea a collo di cigno". gli insetti visitatori vengono trattenuti per un certo tempo dopo essere stati proiettati nel centro del fiore da uno scossone del labbro della «testa d'anatra». Nella Caleana australiana .che li mettono evidentemente a disagio. ma due rilievi lo mettono in evidenza e guidano la prob oscide succhiante della falena o farfalla in ispezione. e spesso ha una forma molto caratteristica. e nel Catese tum . come ad esempio nelle Pterostylis. E" il caso di avvertire che il polline tra l'altro viene porta to via di solito in masserelle solide antiurto. ad esempio nella "farfalla minore". Il disco porta sulla parte inferiore una sostanza vischiosa che fa presa molto solida nello spazio di pochi minuti. o se non altro vengano a contatto del polline. A volte il labbro svolge una funzione attiva. A volte si vedono insetti con parecchie paia di pollinii attaccate alla tromb a succhiante . Nella maggior parte delle orchidee l'insetto scende sul segmento fiorale detto l abbro. La guida accurata è d'importanza vitale perché per operare c on successo i pollinii devono attaccarsi simmetricamente alla tromba dell'insett o. prendano un c ompenso non dovuto. Ma i cornetti dei pollin ii si trovano ora in posizione quasi verticale al di sopra della proboscide dell 'insetto. Nelle Epipactis di palude e specie affini la cerniera si trova al centro del la bbro. In molti casi. e a volte anche agli occhi.in cui fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta. L'insetto vi atterra facendo abbassare l'estremità esterna. Così appo stati. Nell'orchidea purpurea i pollinii cambiano posizione poco dopo essersi fissat i. oppure viene versata loro addosso della sostanza vischiosa in seguito a rottura di un minuscolo sacchetto. chiamate "pollinii". Questo errore si è rivelato tale sol o in rari casi . Il labbro ritorna alla posizione original e ed è pronto per un nuovo visitatore in mezz'ora circa.o . che forma una barriera fisica. che una volta i botanici li a vevano creduti appartenenti a specie diverse. ed alcune orchidee adottino l'autoimpollinazione quando siano fal liti tutti gli altri mezzi. detta «orchidea ad anatra volante». dove una cerniera alza il labbro in modo da impedire all'insetto di andarsene. avvicinandosi ad angolo retto. i pollinii si incoll ano ai lati della testa della falena.in questo caso un calabrone che sta ispezionando l a doccia del fiore. Anche i Bulbophyllum hanno labbra così mobili che un insetto che vi atterri viene scaraventato letteralmente nel centro del fiore. In altri casi esiste un piccolo batten te o coperchio che si chiude sopra lo stimma non appena il polline viene preleva to da un insetto. i pollinii vengono soffregati sullo stimma del prossimo fiore visitato. avanza e gusta i . Sebbene questo in realtà sia uno dei tre petali. Quando si hanno i sessi separati. Per ovviare a qu esta possibilità l'orchidea ha un asso nella manica: nello spazio di mezzo minuto il gambo dei pollinii si piega in avanti. il cui colore bianco e il cui forte profumo notturno attirano le falene della notte. e non sullo stimma sottostante. è di solito molto più grande d elle altre parti. i rispettivi fiori maschili e femminili sono tanto diversi tra loro. a guisa di un infilaaghi dell'epoca vittoriana. Molto spess o essi aderiscono a un disco appiccicoso a mezzo di un rilievo a forma di gambo. Nell'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) il dotto lungo e sottile ha un 'apertura molto stretta. sebbene nella maggioranza dei casi i due sessi siano portati dallo stesso fiore. e se questi visita un altro fiore non farà evidentemente che spingere i primi pollinii su quelli nuovi. il giro dell'oca in questione è progettato in modo da i mpedire che i visitatori non addetti allo scopo entrino nei fiori.Darwin un giorno ne contò 11 paia . come si può osservare nell'orchidea purpurea Orchis mascula e nelle specie affini delle Isole Britanniche. e da obbligarlo a percorrere il «giro dell'oca» all'interno. Il primo baluardo contro l'autofecondazione viene opposto da una struttura detta rostello. Un altro motivo per cui le usanze sessuali delle orchidee risultano tanto intere ssanti è che questi fiori ricorrono a tecniche molto avanzate per evitare l'autoim pollinazione.di depositarlo sullo stigma. In certe orchidee. e possono effettivamente condurli a morte nel caso in cui i pollinii im pediscano loro di arrivare al nettare.

così gli insetti sorpassano lo stimma e le mas se di polline sporgenti sui due lati delle uniche uscite accessibili. e ubriacandole o drogandole i fiori riescono più facilmente a «piegarle ai l oro voleri». Gli insetti devono arrabattarsi indecorosament e per passare attraverso la doccia e il tondino piegato ad angolo retto. Ma ha fatto scattare il dispositivo: non appena cerca di decollare. Più in al to sul tondino c'è un paio di ghiandole secernenti gocce di liquido. o le orchidee collo di cigno.dove un'analoga discesa capitombolante sortisce l'effetto di soffregarli sullo stimma vischioso. Però il rostello non oppone più tante difficoltà dopo che sono stati rimossi i pollinii. Sembra che il fiore disponga di un dispositivo che interrompe l'emanazione odoro sa se un'ape impiega troppo tempo ad andarsene. Il labbro . Un osservatore vide un giorno ch e un'ape impiegava 45 minuti per portare a termine la sua evasione alla Stanlio e Ollio o da mago Houdini: al momento dell'epilogo non c'era più profumo. Altro ingannevole e sconcertante meccanismo è quello apprestato dalle orchidee pen dule Gongora. tr oppo sdrucciolevole e strapiombante. i Catasetum. t anto da farli cascare nel liquido stesso. Ma i fianchi sono ripidi e la sola usc ita possibile è data dall'orifizio. Il mattino dopo il fior e era ancora profumato. Le api entrano nel la sacca e si accorgono di non poter uscire dalla parte per cui sono entrate. Le api abitualmente sono di modi bruschi e goffi. e così fa cendo raccolgono polline sul dorso.che può ra ggiungere il diametro di parecchi centimetri . Proprio sopra questo orifizio un'altra parte del labbro formata a tondino fa una piega ad angolo retto: sulla superficie inferiore vi sono nicchie contenenti lo stimma e i pollinii. e l'insett o può soltanto procedere verso l'alto.di cui alcune teoricamente cariche di pollinii di altri fior i . Altre orchidee trasformano gli animali impollinatori in altrettanti drogati: ad esempio le Gongora. l'insetto è nel posto ada tto per irrorare lo stimma di polline. che finiscono con l'attaccarsi alla testa dell'insetto. La scena è pronta. L'ape va ora a visitare un altro fiore tenendo i pollinii attaccati al d orso . e i movimenti continuati verso l'alto fanno usc ire i pollinii. atto a figurare vistosament e accanto alle soluzioni d'ingegneria di Heath Robinson.possono passare alla svelta. che sparano i pollinii su qualche parte del corpo degli insetti. quando si trova in posizione per mangiare. solo per accorgersi che non riesce a fare presa sul fiore per la sua superficie levigatissima. al fondo della quale trova i po llinii. Ma le fenestrature traslucide che lasciano passare la luce guidano gli insetti verso la colonna. Abitualmente si osserva una vera processione di api sbronze e dalle ali inzuppate. l a parte terminale del labbro scatta bruscamente contro il suo addome.ne sporgono a guisa di cornetti .si è infossato formando letteralmen te una specie di secchio. I calabroni richiamati dai fiori colorati e molto profumati (pe ndenti sotto la pianta) vengono attirati su un'area di tessuto commestibile. Come al solito c'è u n motivo dietro questo comportamento. che escono faticosamente dal bagno. hanno u n labbro saccate provvisto di nettare sotto il bordo esterno. dov e possono anche raccogliere un liquido aromatico che li ubriaca letteralmente. è il labbro «inventato» da un a Coryanthes centroamericana chiamata "orchidea a secchio". di modo che i pollinii vengono collocati o tolti con la massima preci . dove l'ape viene attirata da un profumo dolce che sembra prometter e nettare. La prima ape che entra in un fiore vergine deve faticare molto per evadere. oppure depongono sullo stimma quello ammassa to in precedenza. e le api successive . Sul fior e successivo. La parte posteriore della testa rompe il sa cchetto della sostanza collante. Il meccanismo più straordinario tra tutti i congeneri. e nulla avrebbe potuto persuadere l'insetto a tornare nel fiore.l nettare. sospeso ad una vera staffa rigida ad angolo retto e pr ovvisto di uno stretto orifizio a forma di doccia. Deve affrontare una breve. Talvolta occorrono a un'ape n on meno di 30 minuti prima che riesca a districarsi e scappare all'aperto. le Stanhopea. Le orchidee Cypripedium. ripida discesa sul dorso lu ngo il pozzetto ricurvo di caduta della colonna. pure situato presso la base della colonna. perc hé il rostello tende a tenerla inchiodata sul posto. conosciute con il nome di «pianella della Madonna». e può darsi benissimo che si tratti di un dispositivo appr estato contro le eventualità di autofecondazione. accanto alla quale alcuni peli rigidi consentono un appiglio.

e forse da un paio d'altre specie. Come nelle Arisaema. Effettivamente è nota da molto tempo la somiglianza esistente tra questi fiori e gli insetti. a somiglianza dei fari degli aeroporti. oppure s i verifica va una tipica sovrabbondanza di maschi.attività nota con il termine di pseudocopula . motivo p er cui un'autorità botanica ha avanzato l'ipotesi (nel 1831) che i suoi fiori abbi ano assunto la forma d'insetti per tenere lontani i visitatori. sebbene i loro organi sessuali siano sufficientemente stimolati. è abbastanza curioso il fatto che in certe specie solo una delle due antenne è sensibile. che scaglia tutta la massa di polline preceduta dal s uo disco vischioso alla distanza minima di un metro dal fiore. tuttavia ve ngono visitate alacremente da api. mosche ed insetti affini. Ne sono esempi la Pterostylis falc ata e la Masdevallia muscosa. Forse il metodo d'impollinazione più stravagante è quello adottato dalle Ophrys. intrecciandosi e sovrappone ndosi. e le ripetute osser vazioni sono giunte alla conclusione che gli insetti maschi effettuavano l'impol linazione tentando di accoppiarsi con i fiori. e questo schizzo piuttosto violento da l a certezza che i pollinii possano attaccarsi saldamente ai visitatori. mentre le orchidee tipo pianella della Madon na sono trappole fiorali di tipo leggermente diverso. potendo restare chiuso per una trentina di minuti. dalle Paragymnomma sudamericane. l'ingresso ha s pesso aspetto relativamente vivace.sione. C'è il fa tto che l'orchidea impollinata dalle api in Inghilterra è in grado di ricorrere al l'autoimpollinazione dopo che lì ha perduto il suo impollinatore animale. Le orchidee Catasetum sono visitate da insetti relati vamente grossi che rosicchiano i fiori. Alcune orchidee assomigliano notevolmente alle trappole per insetti osservate pr esso le aracee. Il l abbro ha dimensioni molto ridotte e funge da trappola e molla di scatto. Toccando anche lievemente uno di questi meccanismi. che posson o raccoglierla e radunarla in tasche di tessuto spugnoso situate sulle loro zamp e. i qu ali infatti non eiaculano. sia per forma che per colore. Nei Catasetum il rostello sviluppa due «antenne» funzionanti da grilletti o meccanis mi di scatto. tale da farli avvicinare ai fiori quanto bast a ad indurli a posarvisi. a somiglianza di alcuni anim ali che usano identica pratica marcando il loro territorio con le ghiandole odor ifere o l'urina. e c'è almeno una specie in cui i maschi preferisco no le orchidee alle loro compagne reali. Nessun altro urto fa scattare la catapulta. Le loro abitudini sono condivise dalle Cryptostylis austra liane. che compongono la confraternita d'orchidee impollinate dalle api in Europa e nelle regioni mediterranee. La sostanza inebriante naturalmente piace molto alle api interessate. somiglianti alle ali ripiegate di un insetto. dove le parti fiorali. e si trovano anche punti luccicanti a for ma d'occhio. L'orchidea comunque non è mai del tutto seducente per gli insetti innamorati. La verità forse no n sarebbe piaciuta ai pudibondi biologi vittoriani: l'autoimpollinazione che abb iamo vista è solo l'ultimo ritrovato del mondo delle orchidee. Ciò nonostante volano speranzosi da un fiore all'altro . Questo odore è così forte che i maschi cercano e trovano fiori a nche avvolti in fogli di carta. Una volta posato sul labbro dell'orchid ea l'insetto trova le curve giuste. né sostanze oleose o parti commestibili. scatta u n dispositivo a catapulta. Quest e orchidee non hanno nettare. Si è notato che i maschi degli inse tti in causa di solito uscivano dallo stato pupale prima delle femmine. al punto che i maschi li espongono e li sfregano sul fiore compiendo movimenti d'accoppiamento. Altri indizi suggeriscono invece che essa viene lasciata in pos ti adatti ad attirare api dei due sessi. Ma il richiamo prin cipale per i maschi degli insetti. spesso c'è una macchia rifrangente che aiuta l'insetto ad «atterrare». è dato da un odore simile a quello emanato dalle femmine della loro specie. sovente anche lobi latera li sul labbro.praticandolo prolungatamente e vi gorosamente. petali ridottissimi con antenne simulate. Sta di fatto che qui s'incontrano piante che si possono definire solo delle pros titute. formano un ricettacolo a forma di brocca sormontato da un cappuccio. le sporgenze e i peli che lo convincono di a vere trovato effettivamente una femmina e lo inducono a tentare l'accoppiamento . C'è una teoria che sostiene che l'ape maschio usi questa sostanza oleosa per de limitare il territorio personale di corteggiamento. L'aspetto visivo generale dei fiori è progettato per richiamare i maschi d egli insetti.

e se questo insetto non è dispon ibile. con la testa rivolta dalla parte opposta alla colonna. In questo caso s embra che il mimetismo imiti un'ape femmina in riposo su un fiore. for se dotata di profumo e nettare atti a richiamare un'ape adulta. e può anche succedere che l'ape morda rabbiosamente il labbro del fiore.tanto per ricorrere a ter mini antropomorfici . per quanto possano essere favorevoli le condizioni climatiche e il terreno.può produrre fino a 7000 miliardi di spore. mentre nelle sottospecie si trovano labbra più strette con ciurli di peli che assomigliano esattamente a tafani. rappresentano una delle forme più notevoli dell'adattamento evolutivo che mai siano state registrate .effettuando tentativi d'accoppiamento . aveva il diametro di 160 centimetri nella parte più larga e 135 nella p arte più ristretta.quale la produzione dei semi o il meccanismo d'impollinazione . che così affermano: "E" sempre arrischiato dare una spiegazione semplice di qualsiasi parte della bi ologia di una specie o famiglia. Può darsi che queste Ophrys siano delle prostitute. a somiglianza delle altre orchidee. Varia anche la pelosità. LO SCOPO FINALE. e nell'orchidea corn uta si osserva un paio di sottili cornetti sporgenti di un centimetro e più in pos izione di «spalla».«spalle» o anche «seni» sporgenti dal labbro. Pur tuttavia l'imitazione della forma e dei peli di un animale e la produzione di em anazioni odorose uguali a quelle delle femmine degli insetti da parte di queste Ophrys. nelle quali la grande chiazza lucen te e rifrangente è tutta orlata di spessi peli bruni o rossicci che si estendono a lle sue «braccia» pronunciate. Queste orchidee hanno labbro di forma e modello assai variabile a seconda dei lo ro specifici compagni di vita sessuale. perché qualsiasi tratto caratteristico . Ha una zona scura in rilievo con due segni azzurrognoli lucenti nel bel mezzo del labbro di colore giallo br illante. alcune hanno . mentre una vessia di lupo gigante di medie dimensioni . In effetti mi ca pitò una volta di tenere una conferenza su questo particolare argomento. mentre le spore delle felci. Si è calcolato che un comune fungo commestibile produce circa 16000 milioni di spore. a conclus ione della quale venni avvicinato da una persona che mi informò di non aver mai ud ito né visto dimostrazione migliore delle sue convinzioni in una «creazione istantan ea».influenza e viene influe nzato a sua volta da tanti altri fattori che interagiscono tra loro.una vessia di lupo alta 24 c entimetri. Ogni tanto pare che l'ape s'accorga che non tut to va come dovrebbe. devono forse limitarsi a 20000 chilometri . La natura è largamente prodiga di materiale riproduttivo. c on le terga sollevate presso gli organi sessuali dell'orchidea. alcune di pendono al completo da una sola specie d'insetto. Invece queste Ophrys. Il numero di spore dell'es emplare massimo mai osservato è quasi incalcolabile .sui 30 centimetri di diametro . specialmente presso cert e piante inferiori. alquanto più grosse. che vengono messe in libertà al ritmo di 100 milioni all'o ra. Allora la pseudocopulazione è più prolungata e violenta del sol ito. l'orchidea di norma non ha possibilità d'esistenza nell'area in questione.tanto più notevoli in quanto in realtà è molto difficile immaginare le fasi intercorse tra le specie attuali e un'orchidea «capostipite». E" stato anche calcolato che le spore di vessia potrebbero ven ire diffuse dalle correnti aeree su quasi mezzo milione di chilometri. sono chiaramente esemp i notevolissimi dell'adattamento.magari divertendosi . e gli esempi più notevoli sono forniti fors e dalle orchidee dette "specchio di Venere". Gli animali che la visitano si mettono sempre a testa in giù sul fiore.e intanto diffond ono polline molto efficacemente. ma in tal caso farebbero certo migliori affari se pensassero ad assicurarsi una clientela più variata. e per ristabilire l'equilibrio mi sia consenti to di fare un'altra citazione dall'opera "Impollinazione dei fiori" di Proctor e Yeo. Tuttavia pa re giusto dire che la soluzione particolare trovata dalle orchidee per vivere in un mondo dominato dalla concorrenza è molto vicina a una conclusione suggerita da lla logica". Capitolo 15. L'Orchidea lutea costituisce una curiosa eccezione.

. La cifra va confrontata con i 10 chilometri in media dei semi aerei del tarass aco, sebbene in occasione di temporali essi possano coprire una distanza di 200 chilometri. La dispersione a lunga distanza in realtà non è necessariamente auspicabile, perché può portare le spore sul mare, o in ambienti inadatti, o lontano dagli animali che l i impollinano, quando esistono. Le spore rappresentano la discendenza tipica della fase asessuata delle piante i nferiori, e vengono diffuse in molti modi diversi. I funghi, come le citate vess ie di lupo, non sono altro che sacchetti i quali a maturazione avvizziscono e sc oppiano, mettendo in libertà il loro carico polverulento. I "geastri" o «astri della terra» hanno due strati, dei quali quello interno forma la sacca sporifera; in ce rte specie viene spinto all'insù quando viene a maturazione in seguito alla rottur a e all'estroflessione dello strato esterno. I funghi lamellati, come quelli nor mali che vediamo in cucina, portano le spore sui lati delle lamelle, dalle quali vengono espulse mediante esplosioni accuratamente calcolate - a circa un decimo di millimetro, distanza condizionata dal modesto scartamento esistente tra una lamella e l'altra, dove vanno a cadere le spore. I funghi coprini hanno lamelle deliquescenti, dove il cappello subisce un graduale processo di «autodigestione» e s i trasforma in un liquido contenente le spore. Le Coppe, funghi a forma di nido d'uccello, rappresentano un gruppetto affascina nte nel quale le spore sono portate in corpi detti peridioli che non mettono in libertà le spore finché non vi siano condizioni adatte. Tra queste il Crucibulum ass omiglia a un cestino dai lati quasi verticali; quando è maturo il coperchio si dis secca e lascia vedere all'interno i peridioli ovaleggianti. Il Cyathus ha forma somigliante ma più aperta, con fianchi lievemente assottigliati. I peridioli sono assicurati da principio a un filo che nel Cyathus può raggiungere anche i 18 centi metri di lunghezza, mentre tutta la coppa ha al massimo due centimetri di diamet ro. Questi funghi hanno scoperto il modo di utilizzare l'energia sviluppata da u na goccia di pioggia. La loro forma è tale che una goccia d'acqua di grandezza e v elocità media viene fatta risalire per il fianco del «nido», e così facendo trascina con sé i peridioli; nel Cyathus vengono portati alla distanza di almeno 60 centimetri , e a volte fino a 200 centimetri. Il filo di ancoraggio si srotola quando il pe ridiolo viene gettato a distanza, pressappoco come si cava un filo da un tessuto a maglia; alla fine si rompe alla base e, appiccicoso com'è, si attacca o si aggr oviglia a qualunque foglia o gambo incontri per strada. Il peridiolo vi resta ad erente finché non si verifichino condizioni favorevoli all'emissione delle spore. Nel fungo Sphaerobolus si ritrova un impressionante meccanismo a catapulta. Le s pore sono riunite a palla e trattenute fintanto che la pallottola forma all'inte rno una coppa a molti strati. Un poco per volta si origina una tensione tra ques ti strati, in modo che il cappello del fungo alla fine rovescia di colpo la part e interna all'esterno, proiettando la pallottola alla distanza di 5 o 6 metri. Molti funghi, ivi compresa la "segale cornuta" - temibile parassita fungino di q uesto cereale - formano gocce di liquido sotto ogni bolo sporifero, da dove spun tano le spore cariche di nettare ad attirare gli insetti incaricati della diffus ione. E" degno di nota il sistema di dispersione delle spore adottato da un gruppo di funghi conosciuti con il termine appropriato di Phalloidaceae, cioè "falloidi". Es si producono spore esterne contenute in una pellicola di muco odorante di feci o di carogna in putrefazione, come nel noto Phallus impudicus, satirone o «corno fe tido», come viene chiamato in varie località. I botanici amano dire pane al pane e v ino al vino, e il nome latino di questa pianta, Phallus impudicus, è molto indovin ato, perché da una massa sotterranea ovale morbida spunta un organo fruttificante dalla forma notevolmente somigliante a un pene umano, formato da una sostanza fr agile alquanto simile al polistirene espanso nell'aspetto esterno. Altrettanto n otevole è la velocità di questa pianta: può spuntare in un'ora e mezza o due. Naturalm ente si tratta dell'espansione di una struttura preformata, come succede in un f ungo, e non di vera e propria crescita. Si forma muco sul cappello conico. Le mosche si radunano attorno a questo appeti toso banchetto esattamente come fanno con i fiori puzzolenti delle aracee o dell e stapelie, divorando il muco con spore e tutto. Le spore attraversano indenni i

l corpo delle mosche e vengono abbandonate come Pollicino «in un'altra parte del b osco». Una mosca può espellere in una sola volta più di 20 milioni di spore! Anche i l umaconi apprezzano il viscido festino e riescono a localizzare un satirone con l 'olfatto alla distanza di 5-6 metri. Una volta eliminato il muco, il fungo emana odore relativamente dolciastro. Altro appartenente a questa tribù e affine al precedente è il Mutinus caninus. Mutin us era uno dei nomi di Priapo, dio del sesso presso gli antichi Romani, e "canin us" si riferisce alla straordinaria rassomiglianza del fungo a un pene di cane, tanto più che lo stretto cappello è di colore rosso. L'odore di questo fungo, sebben e molto meno forte di quello del suo parente già citato, è nauseabondo in modo indes crivibile. Ma esistono anche numerosi parenti nelle regioni tropicali, alcuni dei quali han no un velo perforato sotto il cappello a mò di camicia. Non c'è da sorprendersi che le popolazioni primitive rimanessero colpite dalla rassomiglianza di tali funghi con le loro parti intime e li usassero per i riti di fecondità, in uno dei quali la cenere dei funghi carbonizzati veniva sfregata sulla vagina delle donne steri li. Altre specie imparentate non hanno cappello ma assomigliano piuttosto ad ane moni di mare dagli spessi tentacoli; si annovera tra queste un fungo straordinar io, che un tempo si vedeva con una certa frequenza nei vecchi locali adibiti a s tufa, dove viveva sulla scorza di quercia in fermentazione usata come combustibi le, e ancora segnalato in Inghilterra e in Europa - il Clathrus ruber, dove una sfera cava a traliccio, di colore rosso vivo o rosato, erompe dal rivestimento e sterno. Tra i muschi si nota maggior precisione nella dispersione delle spore, contenute in linde capsule fornite talvolta di coperchietto di squisita fattura. Negli sf agni il coperchio e le spore contenute all'interno vengono espulsi e soffiati lo ntano dalla pressione dell'aria che si sviluppa dentro la capsula man mano che l a metà inferiore si dissecca. L'Andraea è fornita di capsula con fessure che si apro no solo in condizioni di aridità, provvedendo a che le spore vengano emesse solo c on tempo asciutto, in modo che possano restare più facilmente sospese in aria. Le variazioni dell'umidità atmosferica vengono sfruttate da altri muschi, dove la cap sula ha una serie di dentini sotto il coperchio. I cambiamenti d'umidità influisco no sulla tensione interna dei dentini facendoli girare bruscamente, in modo che le spore si riversino con forza all'esterno. Il Polytrichum ha un anello di fore llini nel bordo della capsula su cui posa il coperchio finché le spore sono mature , dopo di che la capsula funziona come una pepaiola e ricorda in modo sensaziona le il meccanismo di dispersione dei semi adottato dai papaveri. Le spore degli equiseti hanno un lungo dispositivo a forma di X, ed esse vi stan no attaccate proprio al centro della X. Quando vengono messe in libertà, i bracci del dispositivo stanno avvolti attorno alla spora, ma si aprono appena si trovan o in aria, perché il cambiamento d'umidità provoca improvvisi mutamenti di forma, at ti ad assicurare notevole mobilità. I vari gradi di tensione derivanti dallo stato asciutto sono utilizzati anche da varie felci, a volte soltanto per aprire le fessure del corpo sporifero, ma nel la Dryopteris per azionare un fascinoso meccanismo di catapulta che ricorda le m acchine da getto usate dagli antichi Romani. Una striscia di cellule speciali si tuata su un lato e sulla sommità della capsula esercita forza tale da far staccare gradualmente dalla base il sommo della capsula contenente le spore. Un improvvi so allentamento della tensione fa scattare ancora in avanti la sommità della capsu la, e le spore vengono gettate fuori. Questo movimento improvviso è causato dalla trasformazione istantanea dell'acqua in vapore nelle cellule speciali. Invece nelle piante superiori si cede il passo ai semi. Il seme ha molte più cellu le della spora, e in generale contiene un embrione con una cappa esterna protett iva. Il grado di sviluppo dell'embrione può variare, ed altrettanto quello del riv estimento esterno; alcuni semi hanno una riserva di nutrimento, mentre altri - a d esempio quelli delle orchidee - ne sono sprovvisti. Certi embrioni d'orchidea hanno inizialmente solo 120 cellule. In certi casi eccezionali, come nel "Ginkgo ", può anche capitare che i semi non vengano nemmeno fecondati prima di cadere dal l'albero genitore. I semi mostrano grandissime variazioni di grandezza. Il più piccolo, sempre tra le

orchidee, ha lunghezza inferiore a 1/4 di millimetro, ed è tanto leggero che ne o ccorrono circa tre milioni per dare un grammo di peso. Semi così piccoli vengono p rodotti spesso in quantità ugualmente incredibili; una sola capsula di "orchideacu lla" (Anguloa) o di "collo di cigno" contiene circa 4 milioni di semi, e il comu ne Cymbidium dei fioristi può averne un milione e mezzo. Semi così polverulenti hann o un'area di dispersione paragonabile per ampiezza alle distanze coperte dalle s pore. Naturalmente i commercianti in semi trovano impresa molto ardua maneggiare semi così minuscoli, o quelli delle begonie e delle calceolarie, per citare solo due gruppi vegetali conosciutissimi, per cui spesso smerciano confezionamenti al l'interno dei quali c'è una bustina con un pizzico di semi a malapena visibile, da l quale tuttavia si può ricavare un'intera serra di piante. All'estremità opposta nella scala di grandezze si trovano piante che producono poc hi grossissimi semi, il massimo dei quali è dato dal cocco delle Seychelles, o coc co doppio. Detto anche cocco di mare, per il fatto che in qualche occasione veni va trasportato per il mondo dalle onde marine - e anticamente spuntava prezzi as tronomici perché lo si riteneva una rarità con doti afrodisiache -, esso è in realtà una palma il cui gigantesco seme può raggiungere la lunghezza di 45 centimetri e supe rare il peso di 30 chilogrammi, e il cui tempo di maturazione supera i dieci ann i. E" notevole per la sua sorprendente rassomiglianza con un bacino femminile, s ia visto di fronte che da tergo; i suoi fiori maschili sono sorretti da uno stre tto spadice ad infiorescenza lungo più di un metro, e pertanto hanno naturalmente un forte simbolismo sessuale. Dal punto di vista tecnico questo seme gigantesco è un frutto, ma è solo una questio ne di terminologia, in quanto tutto il rivestimento esterno della «noce» rinchiude u n solo embrione. Si noti che in questo capitolo userò la parola frutto con maggior e libertà, rispetto al suo senso casalingo di semi incorporati in una massa molto più voluminosa di tessuto commestibile. Il seme più grosso di tipo ortodosso è forse q uello della Mora excelsa dell'America Meridionale, piatto e misurante centimetri 12 per 7. La grandezza del seme non è indicativa del tempo richiesto per maturare. Alcune or chidee impiegano fino a 18 mesi prima che maturi la capsula seminifera. La produ zione dei semi è ovviamente più rapida nelle piante annuali cui è concessa una breve s tagione dalla germinazione alla fioritura e alla produzione dei semi, o nelle pi ante perenni cui le condizioni esterne impongono un periodo brevissimo per cresc ere. Credo che il primato sia detenuto da un esemplare norvegese del ranuncolo a lpino Ranunculus nivalis, fiorito entro cinque giorni dalla sua comparsa dal man to di neve invernale, che produsse semi maturi dopo diciassette giorni. Il gigan tesco cacto messicano Pseudomitrocereus matura i semi entro 27 giorni dalla fior itura. Le piante annue sono progettate per produrre semi e poi morire, ma se vengono po tate anche dopo che è avvenuta la maturazione dei semi, ributtano spesso fiori e r innovano il procedimento; e tutti i buoni giardinieri sanno che capitozzare una pianta è operazione essenziale per tenerla in fiore il più a lungo possibile. Altre piante si dicono invece monocarpiche: crescono per un certo numero di anni, fior iscono e muoiono. Le grandi agavi americane sono state chiamate piante dei cento anni perché si credeva che fiorissero - prima di morire - solo una volta per seco lo; alcune vi impiegano certamente decine d'anni, come la Puya raimondii, una gi gantesca bromeliacea somigliante ma non imparentata con le precedenti. Fioritura e produzione dei semi sono spesso la risorsa finale di una pianta che «s ente» che sta per morire, e i giardinieri approfittano anche di questo fatto per t enere certe piante in vasetti piccolissimi: ad esempio clivie a radici carnose, piante bulbose come ippeastri e nerine. Se si concede a queste piante molto spaz io per mettere radici, non fanno che produrre molte foglie, con scarse probabili tà di fioritura; ma costringendole in spazio limitato, si incoraggia il loro istin to di dare fiori. Spesso le radici asciutte in un dato momento costituiscono un buono stimolo ad avviare la fioritura: è il caso di molti bulbi che spesso hanno u na stagione di riposo asciutta nel loro habitat naturale, o delle lattughe che s i affrettano a fare semi quando vengono costrette all'asciutto. Una volta che una pianta ha fatto i semi, pochi o molti che siano, deve adottare certe misure per distribuirli più lontano che può. Non diversamente dalla fecondazi

one, la dispersione dei semi può essere passiva e casuale o rappresentare invece i l risultato dell'adattamento evolutivo con gli animali. E" interessante osservar e che in molti casi piante a meccanismo d'impollinazione sviluppatissimo - le or chidee ne sono ancora un esempio lampante - possano invece essere prive di dispo sitivi speciali d'adattamento ai fini della dispersione dei semi. I minuscoli se mi delle orchidee vengono sparpagliati al vento, ma in questo caso esiste un mot ivo valido perché possano atterrare vicino al fiore che li ha generati, perché lì hann o la probabilità d'incontrare il fungo senza del quale di norma non possono germin are, come vedremo in seguito. Infatti il vento rappresenta il principale mezzo di diffusione dei semi, alcuni dei quali si sono ridotti ad avere peso e grandezza di spore polverulente e poss ono così coprire grandi distanze. Moltissime piante hanno messo a punto semi alati di vario genere, sebbene la loro autonomia di volo sia spesso limitatissima. Qu esti ritrovati aerodinamici possono essere costituiti da una semplice membrana s u un piano attorno al seme, o da perfezionati alianti come le note samare del fr assino o i semi filanti dell'acero pseudoplatano, che ricordano tanto da vicino i vecchi autogiri. Alcuni semi volanti dispongono di una sola membrana od ala, a volte anche di un dispositivo a biplano; mentre altri, come quelli del Dryobalanops, hanno un ciur lo composto di parecchie alucce per consentire a un seme relativamente grosso e pesante di andarsene planando almeno a una certa distanza dalla pianta genitrice . L'ala più sviluppata appartiene al Centrolobium robustum brasiliano, lunga 17 ce ntimetri, mentre la Cavanillesia, pure del Brasile, ha parecchie ali con diametr o anche di 9 centimetri, disposte sui fianchi dei frutti in modo da conferire lo ro un movimento di rotazione. Le bignonie di solito hanno semi alati opportuname nte confezionati in una lunga capsula o baccello. I semi di certe conifere hanno ali, mentre altri, fatto alquanto strano, restano incorporati in grandi pigne legnose, finché queste letteralmente marciscono o si fanno aprire al fuoco. Le pigne del Pinus attenuata finiscono col restare imprig ionate dalla crescita della corteccia, e non trovano la libertà prima che l'albero non sia morto, caduto e marcito! La pigna a dimensioni massime, a proposito, è qu ella del Pinus coulteri lunga fino a 35 centimetri, che può toccare il peso di un paio di chili. Le scabiose e le statici ricavano dal calice secco piccole membrane pieghettate somiglianti ai volani usati per gioco dai ragazzini, che contengono i semi, ment re molte specie di trifoglio hanno calici rigonfi. Questi dispositivi costituisc ono veri e propri palloni aerostatici, pur ammettendo che molta parte del loro s postamento è fatta di capitomboli e ruzzoloni per terra. La sena vescicolata (Colu tea arborescens) ha grossi baccelli rigonfi, mentre il Cardiospermum è noto anche con il nome di "vite dei palloncini" per i ricettacoli sferici rigonfi dei semi; in tutti e due i casi baccelli e ricettacoli si staccano e vengono portati lont ano. Questi volani ed aerostati sono a metà strada dal paracadute, dispositivo già noto d al tarassaco e dal caprifoglio ma adottato da tutte le altre famiglie vegetali, ivi compreso il leucodendro argentato del SudAfrica, il cui grosso seme dalla te sta piumosa sta appeso a un gambo sottile. Le alternative al paracadute sono rap presentate da piumini di peli sottili come nel lino delle fate alpine, il cui pi umino (tecnicamente una barba) può raggiungere la lunghezza di un metro. Il Myzode ndron, pianta parassita dell'Antartico, possiede un triplice piumino che di fatt o è uno stame molto modificato e può arrivare alla lunghezza di parecchi centimetri, conferendo a queste piante il nome di "vischio piumato". Moltissime piante qual i gli epilobi, la clematide, la valeriana, l'erioforo, il salice e la sala di pa lude hanno semi tenuti per aria da una massa di peli finissimi in grado di sorre ggere i semi - necessariamente piccoli - per chilometri e chilometri sul filo de lle correnti aeree. Piumini e paracadute si rivelano molto più funzionali delle al i ai fini della dispersione. Certe piante semplicemente si sradicano quando fanno i semi, e una volta secche vengono portate dal vento qua e là, disseminando i semi cammin facendo. Nel Libro d'Isaia c'è un cenno alla «cosa che rotola davanti al turbine di vento». Il profeta er a buon osservatore della natura, perché vi sono molte specie di «cose che rotolano», e

o sono provvisti di tessuti sugherosi che assicurano il galleggiamento.che gli c onsente di germogliare insediandosi su spiagge aride. inoltre la polpa oleosa all'interno riveste i semi in modo che possano galle ggiare indisturbati se cadono in acqua isolatamente.una specie di carciofo del povero . L'acqua costituisce ovviamente un altro mezzo di trasporto dei semi. le freg ate non trovano più una facile fonte di cibo. dove si possono vedere i semi staccati che sbatacchiano rumo rosamente. che quanto a s ecchezza sono sufficientemente duri da permettere alla palla di rotolare al soff io del vento. si staccano dagli steli secc hi e si fanno rinsecchiti e leggeri. La diffusio ne della specie «noli me tangere» o fiore di vetro introdotta lungo i corsi d'acqua inglesi in questi ultimi decenni. che cresce lungo le rive dei fiumi. L'ispida salsola che si ritrova tanto in America quanto nelle step pe asiatiche (ma è oriunda britannica) è un tipico arbusto ruzzolante . con spavento per il cavallo e il cavaliere». che tuttavia presuppone la presenza di un seme galleggiante che non si limit i a germogliare per il semplice fatto che è bagnato. saltando e rimbalzando con grande fracasso.talvolta oss ervata in masse aggrovigliate grandi come i mucchi di fieno ammassati durante la fienagione .e non fa meraviglia che questi grovigli siano detti anche «streghe d el vento».il latte . è un esempio vistoso della facilità di questo meto do. Molti cardi si comportano allo stesso modo. Quando le sule a bbandonano le isole dopo che i loro nidiaci sono diventati atti al volo. L" Hodgsonia heteroclita è una pianta rampicante parente del cetriolo. I suoi grossi frutti a forma di zucche legnose sono cop erti da un feltro grigiastro che impedisce loro di bagnarsi quando cadono in acq ua. Quando si arrestano in una depression e del terreno. ma dispone anche di una speciale riserva nutriente . Il loto indian o ha un capolino seminifero a forma di galleggiante conico con aperture nella su perficie superiore. A maturazio ne i suoi frutti. Nella Gundelia tournefortii del Vicino Oriente .. motivo per cui queste piante sono diffu se in pratica in tutte le regioni tropicali. Ma molti semi assai più picc oli si diffondono via mare: ad esempio alcune specie australiane della tribù della "Veronica" a semi piccolissimi hanno colonizzato il Cile grazie alla loro resis tenza al galleggiamento. Esso si rompe staccandosi dal gambo.i botanici attuali le chiamano «piante vaganti a distribuzione anemofila» specialme nte nelle regioni steppose o desertiche. Qui le fregate o albatros si nutrono di pesce che abitualmente ottengono con minacce dalle sule. come nel giaggiolo tedesco.. o contro i cespugli o i sassi. I semi che vengono portati al mare invece che nei fiumi devono tollerare la sals edine ed avere costituzione assai più robusta per resistere ai disagi e a lunghi p eriodi di galleggiamento. Una «palla di vento» nel senso letterale della parola è data dalla zucca amara o coloq uintide dei deserti dell'Africa Settentrionale e del Vicino Oriente. favoriti da microscopiche formazioni cerose che impe discono loro di affondare.. scoppiano e disperdono i semi neri al calore del sole. simili a meloni di 10 centimetri. formando grandi masse rotolanti. Due specie di Caesalpinia parenti del pisello hanno sem i durissimi come ciottoli che possono galleggiare addirittura per anni senza per dere nulla della loro capacità germinante. costringendole a rigettarlo. e galleggia fino a quando si dec ompone. Semi di questo tipo di solito hanno superfici impermeabili o idrofughe. E" questa probab ilmente la «cosa che rotola» del profeta Isaia.sono i capi spinosi ch e si spezzano e s'intrecciano. La loro superficie sferica e liscia permett e al vento di farli rotolare sulla sabbia.. Ma il caso più strano di semi galleggianti che raggiungono un luogo per la germina zione è forse quello offerto dalle piante che si ostinano a stare a galla attorno alle isole Cocos. In Indonesia ed Australia i capi seminiferi a raggiera de ll'erba Spinifex s'intrecciano assieme formando «palle di vento». talvolta in fossette superficiali o in spazi aerei all'interno. arrivano velocemente sulla pia nura rotolando. e conteng ono aria. La tipica pianta ruzzolante ha steli che formano una rozza sfera. Il comune cocco è forse il frutto più noto che venga trasp ortato per via marina: non solo ha uno spesso guscio fibroso adatto al galleggia mento. allora i semi eventualmente ancora contenutivi se ne vanno galleggiando ciascuno per proprio conto. Evidentemente inghiottono allora gra . Un racconto descrive come «alla stagio ne adatta migliaia di. questi globi vegetali.

l'ipocotilo ispessito si affonda come un pugnale nel fango sottostante. specie appartenente alla famiglia della senape. ed altri frutti aerei c he possono venire portati lontano dal vento. mentre con l'umidità si aprono ed emettono i semi. Tra le pap iùonate questa caratteristica è stata sviluppata nel modo più rilevato. e si trova all'estremità di una «foglia seminale» tubolare o cotiledone. La Gymnarrhe na del deserto del Negev si assicura il meglio di due ambienti. dove anzi germoglia. Altre piante provvedono in un modo o nell'altro a disseminare i propri semi. Alcune piante . come l'erodio selvatico e il geranio ad esso affine. questi movimenti sono tali da infilare il seme nel terreno: i peli rigidi di cui è fornito fanno venire in mente le barb e direzionali della cocca d'una freccia. Se il seme tocca terra.una trentina di specie in tutto . si formano le radici. perché possano vagare portati dal vento. Un a volta maturi e secchi si staccano. perché le mangrovie sono piante di località soggette all'az ione delle maree. alla fine si posano in mezzo ai detriti o ad altre piante. e a lcune tra queste si possono vedere anche più sotto casa. perché produce una serie di frutti sotterranei resistentissimi alla siccità. e la lunga barba della stipa pinn ata opera anche come la manopola di un trapano sull'estremità del seme avvolta a s pirale. La coda è sensibilissima ai cambiamenti d'umidità. e pr oduce un grosso frutto a forma di pera. All'estremità superi ore le foglie si spiegano alla base. e perciò non è facile cavarlo da terra una volta che vi è arrivato. con riferimento a una leggenda che vuole che tutte le piante sbocciassero e fiorissero alla nascita di Cristo. un poco più spesso all'estremità inferiore. e que lla che porta il seme viene spostata su e giù e tutt'attorno a seconda dei mutamen ti meteorologici.girandosi mentre si staccano . in linguaggio tecnico si dice ipocotilo. Se tutt o procede senza inconvenienti. In realtà molti semi non effettuano un vero sbarco.becco d'airone. Questo germoglio cresce per un periodo var iabile da sette a nove mesi. Si tratta di una piant a a steli sparsi che quando si disseccano si appallottolano come un cestello sfe rico. che devono certi nomi popolari anglosassoni . finché cioè ha una lunghezza di circa 50 centimetri e d iametro di 3 centimetri. ma esempi del genere si ritr ovano in parecchie famiglie che non hanno tra loro alcun vincolo di parentela. Molto prima di staccarsi dall'albero que sta pera forma però un lungo germoglio sottile.forzano letteralmente i semi n el terreno allungando verso il basso gambi o steli dopo la fioritura. che danno loro l'impress ione di fare una bella mangiata. ma nel caso parti colare delle piante dei deserti serve a mantenere le colonie vegetali nelle cond izioni più favorevoli di crescita in regioni abitualmente inospitali. Ciò si verifica nell'Anast atica hierochuntica. e comincia a crescere una mangrovia nuova. La famiglia ve getale che comprende i piselli ha perfezionato gagliardamente questa caratterist ica: l'arachide ne rappresenta un esempio classico. finché approdano in un posto adatto al loro sviluppo. dapprima presso la base dove c'è il seme. A prima vista può sembrare insoddisfacente il fatto che ci sia una massa di germogl i che spuntano e si fanno concorrenza tutti allo stesso posto. e allora la «pera» galleggiante consente ai semi di venire traspor tati dalle correnti. spesso chia mata anche rosa di Gerico. e i nfine . Non si tratta di una vera e propri a radice. becco di cicogna . ma come arrivano a terra non fanno che rigettar li! La mangrovia è una pianta dei corsi d'acqua e delle riviere marine tropicali.ndi quantità di semi galleggianti somiglianti ai piselli. I «becchi di cicogna» più lunghi sono quel li dell'Erodium gruinum delle regioni mediterranee. Nel caso delle piante che vivono in condizioni di vera aridità è naturalmente molto importante che i semi vengano emessi solo quando piove. A questo pu nto le «code» avvolte a spirale sono diventate abbastanza leggere da venire in aiuto ai semi. Proprio sotto i l punto dal quale esce dal frutto c'è un anello di cellule che si rompono e lascia no cadere il frutto quando l'ipocotilo ha raggiunto un peso sufficiente. e in questo modo bellamente s'insedia. Per queste caratteristich . I cereali selvatici hanno analoghe barbe spinate che provvedono a piantare i sem i con grande rapidità dopo che si sono staccati. che a maturazione si raggruppa formando una massa a forma di becco.all'apice del rostro o becco. che toccano i 5 centimetri. né cadono effettivamente in acqua.alla presenza di un lungo filamento o barba su cias cun seme. ma non offrono alcuna resistenza al la siccità.

pare probabile che certe specie vengano trasportate dai fiumi. facendola schiz zare fuori assieme ai semi. una delle quali è una Selaginella. in modo che non avvengano altri spostamenti quando inizia la germinazione. I semi di certe piante grasse dette «pietre vive» (Lithops) contengono una sacca d'aria che permette loro di galleggiare per parecchi giorni. gli steli s i curvano in fuori e in basso. Ma questo è solo il principio. oltre al trasporto effettuato occasionalmente dai rovesci d'acq ua piovana. Moltissime piante hanno capsule. carpelli e così via. Un gruppo di piante (Hyme nogyne) si è spinto oltre la fase del complesso meccanismo d'ingegneria necessario per far funzionare queste capsule simmetriche. La maggior parte dei semi vien e dilavata via con grande facilità in occasione di un acquazzone improvviso.altro dispositivo igroscopico. Molti semi sono mossi dall'acqua piovana che scorre sulla superficie del suolo: ciò accade diffusamente nei deserti dove i rari violenti acquazzoni possono origin are fiumane ed allagamenti temporanei. di modo che i germogli spuntati possono perire.e la pianta viene spesso venduta come una curiosità sotto il nome di "pianta della Risurrezione". le paret i delle cellule sono provviste di fori attraverso i quali entra l'acqua ed escon o alla fine le radici. di solito l'anno successivo a quello in cui si è staccato i l seme. formano caps ule seminifere bellissime i cui intrecci somigliano quasi a quelle bocce cinesi contenute all'interno di altre sfere più grandi. ed ha riunito tutti i semi su un cilindro circolare. un labbro del calice è spesso disteso per funzionare da leva sotto l'azione di una goccia di pioggia. u n po'"alla volta. I semi vengono rovesciati fuori in massa o. Tra le crocifere parenti del comune crescione si trovano specie dotate di baccel li orizzontali che funzionano come leve per scagliare lontano i semi quando sono colpiti da una goccia di pioggia: un tiro di 80 centimetri è stato segnalato nell a tlaspide fogliosa. mentre ad esemp io nella specie di salvia Salvia lyrata si registrano casi in cui i semi sono st ati gettati fino a due metri di distanza. piante grasse sudafricane molto ricche d'umore. Certi semi trasudano sostanza mucillaginosa quando vengono bagnati. invece. Col tempo asciutto stanno chiuse in modo assolutamente ermetico. I pochi semi rimasti nelle cap sule vi stanno finché l'involucro si rompe. che si aprono a ma turazione del seme. Quando i semi cominciano a maturare. ne sono un esempio class ico. La cap sula aperta è congegnata in modo che. L'umidità ha una sua funzione anche nel caso della piantaggine di Creta. e lo stesso accade con qualche altra specie vegetale. Presso i lamii. L'erba cornetta ha un mazz . a somiglianza di quanto succede nel piccolo fungo Cyathus già descritto. questo accor gimento li fa aderire al suolo non appena ne vengono a contatto. più tipicamente. e sono in grado di diffondere largamente i semi. e può lette ralmente farla uscire da terra. Comun que le specie di massima distribuzione si ritrovano nelle regioni più piovose. così che finiscono con il germogliare in un periodo di pioggia come la maggior parte dei semi. ce n'è sempre qualcuno situato in posizi one tale che difficilmente potrà venire espulso. Non ogni seme viene dilavato all'esterno. con il loro anello di fori d'uscita tutto attorno al bordo superiore del capolino seminale. dove essi se ne stanno rinchiusi in strette strutture a sca tola. anche a distanza di qualche metro. La pianta è ora arrotolata a palla ed è presto portata via dal vento. per cui non hanno probabilità di venire gettati all'esterno. comportandosi come una pianta rotolante. esercita una spinta sulla poca acqua contenutavi fin da prima. Varie specie hann o perfezionato in diversi modi ingegnosi questa applicazione dell'idrodinamica. e in un gruppo (Apatesia) alcuni semi si formano in cavità speciali discoste dalle valve principali che producono i semi. ma l'umidità fa aprire le loro valve raggiate come una stella . Queste si staccano ben presto. A volte la rosa di Gerico viene divelta dal suolo ad opera del vento. quando una goccia di pioggia colpisce una delle valve . che t uttavia può essere di breve durata e venire seguito da un periodo di grande calore . man mano che il capolino seminale viene scosso dal soffiare de l vento. spingendosi raso terra quanto basta a liberare le radici dal terreno asciutto. I Mesembryanthemum. prescindendo dalla loro capacità di aprirsi e chiudersi. baccelli. Questo accorgi mento sembra ispirato da una tattica prudenziale. ma i semi vi restano imprigionati. Naturalmente sono tutte piante morte. Le «pepaiole» o i «turiboli» dei papaveri.

che a volte si trovano in vendita a titolo di curiosità vegetale. e diffondono i semi ricorrendo alle esplosioni. o di frutti a gganciati o appiccicati alle piume. La Trapella cinese ne è una versione acquatica.è rappresentata dai congegni di diffusione per calpestamento. perché allora può coprire grandi distanze. in qualunque modo venisse gettato per terra. perché sono provvisti di uncini. Analoghe abitudini hanno molte piante di balsamo . sporgente dal la divisione centrale del frutto.un dispositivo di fe rro a quattro punte costruito in modo che una punta fosse sempre rivolta verso l 'alto. che trasportano i frutti attaccati alle penne. lu nghe circa 15 centimetri. La ginestra spinosa. Un ordi gno di particolare cattiveria si ritrova in certe piante del Madagascar note con il nome di "alberi uncinanti".una è chiamata anche «noli me tan gere» ("non mi toccare") o fiore di vetro. o ginestrone. Gli uccelli sovente rappresentano un fattore importante per il «r imboschimento» delle isole: ad esempio 35 piante superiori possono essere arrivate all'isola di Macquarie. le piante superiori dispongono di meccanismi ad imbracatura: ne ll'acetosella gli strati di cellule a tensione speciale forniscono l'energia qua ndo vengono attivati. I dispositivi descritti finora sono sostanzialmente passivi. L'albero Pisonia grandis viene largamente di ffuso da uccelli marini grandi volatori. Tra gli esemplari più grossi di frutti o semi che «chiedono un pass aggio» aggrappandosi a una specie animale. Nella loro forma più elementare ess i sono costituiti da grosse spine acutissime sporgenti dai semi e destinate ad i nfilzarsi nelle zampe degli animali. il Tribulus. La capsula esplode con uno scoppio rumoroso ed . 950 chilometri a sudovest della Nuova Zelanda. vanno citate le capsule delle Proboscid ee americane. ma non si sa ancora con certezza se gli uncini le servano per attaccarsi ad animali ac quatici. per trafiggere gli zoccoli d ei cavalli della cavalleria nemica. Il trasporto ad opera di animali contribuisce a diffondere i semi assieme all'ac qua e al vento: nelle sue forme più elementari si effettua quando semi caduti per terra vengono prelevati da un piede o da uno zoccolo infangato. ma di doppi o tripl i uncini. e funziona con p articolare efficacia quando il piede è una zampa d'uccello. o piuttosto ad ancorare i semi nel fango. Uno ce n'è. Molte piante però hanno escogitato apparecchi p iù attivi. I semi delle erbe forniscono esempi notevoli a questo riguardo.etto di follicoli simili a baccelli che si aprono all'estremità superiore e funzio nano con lo stesso metodo «a scuotimento». ai peli o al piumaggio degli animali. hanno prolungati ganci ricurvi adatti a trovare appigl io nella lana delle pecore. L'acanto fornisce all'esplosione della capsula energia supplementare grazie a un a vera e propria fionda in sembianza di struttura rigida a gancio. solo a b ordo di uccelli. Come nella felce Dryopte ris già descritta. che in volgare ha il termine appropriato di tribolo e danneggia spesso le zampe delle pecore. come se fossero elastici. i n quanto molto spesso non si tratta di dispositivi semplici. L'innovazione più sgradita attuata dalla natura in questo senso . per quanto ingegnos o possa essere il loro meccanismo. magari con corredo di barbe di contenzione identiche a quelle di un ra mpone eschimese. ma poi inf ilano le punte aguzze sempre più profondamente nei nodelli dell'animale quanto più q uesti cerca di scuotersi di dosso quelle dolorose appendici. I parenti tropicali dei piselli s coppiettano come un fuoco di fucileria quando fanno scoppiare i loro grossi bacc elli. è un esempio comune di que sto fatto: quando il baccello è secco si spacca di colpo in due parti e si ripiega a spirale gettando i semi in varie direzioni. ed i frutti maturi scoppiano torcendosi in parecchi cordoni di forma speciale al minimo tocco. Le capsule dei semi sono coperte di uncini a mol la che s'intersecano e lasciano affondare lo zoccolo di una gazzella. C'è un gruppo di frutti foggiati a somiglianz a del «piede di corvo» usato a scopi bellici nei tempi andati . e si trovano incorporati nei sem i stessi che frantumano la capsula. cioè sotto forma di semi attaccati alle loro zampe. Moltissimi semi si attaccano prontamente alla pelliccia. di barbe o di una copertura di fin issime setole.monopolizzata la rgamente dalle due famiglie delle Pedaliacee e delle Martyniacee . Nella maggior parte dei casi l'esplosione dipende dalla tensione formatasi nelle strutture seminifere m an mano che maturano e seccano. a somiglianza di molte altre leguminose che producono baccelli duri.

mentre i frutti lunghi 5 centimetri somigliano a goffi cetriolini pelosi. a parità di peso. e così facendo disperderanno i semi.di allentarsi. Il frutto polposo più grosso tra l'altro è quello dell'artocarpo o albero del pane. possono trasportar li a grandi distanze. lunga fino a 8 centimetri e solc ata da numerose nervature. risulta 300 volte più dolce dello zu cchero. Insomma.possono sembrarci sgradevoli.scimmie comprese . o più spesso li ingeriranno e li elimineranno dopo a verli fatti passare per il loro canale digerente . e così riescono ad attirare meglio l'attenzione degli uccelli. In certe liane tropicali . schizzando in un fiotto violento attraverso il cocchiume la mucillagine amara che contiene i semi. Anche nei frutti troviamo spesso una riserva alimentare di genere diverso. che è detta anche spolverino perché un tempo serviva come barattolo della polvere usata per asciugare l'inchiostro: si frantuma in pezzi spigolosi. che può pesare più di 30 chili. Molto spesso que . I semi lunghi fino a 2 centimetri possono venire scagliati fino alla distanza di 14 metri. o maga ri a un uovo verde irsuto pendente da un gambo ricurvo. Tuttavia il cocomero asinino dei Paesi mediterranei e alcune zucche imparentate delle regioni tropicali preferiscono emettere silenziosamente i loro semi. Talvolta i frutti sono incredibilmente dolci. sia pure con minore precisione. Alcuni semi hanno accessori detti arilli. Mentre i l tappo si stacca. I semi di solito contengono una riserva nutritizia per sopperire alle esigenze d el germoglio nelle prime fasi di crescita. Il co comero asinino ha fiorellini gialli e foglie somiglianti a quelli del cetriolo.i ganci provvedono a mandare in una direzione precisa i semi lunghi 3 centimetr i. come la capsula dei semi. Tra i distributori di semi più rumorosi va annoverata la Hura crepitans.che ricorda un po'"la forma di un tappo . ed una bacca è stata battezzata con il nome divertente di «bacca alla saccarina» grazie alla presenza di una proteina che.succede ta lvolta che i semi vengano proiettati fuori dagli arilli. di sapore acre o nauseabondo. In quest'ultimo caso è lo stato di maturità o il tocco a far sparare il mortaio natu rale del cocomero asinino. e i tessuti all'estremità del gambo s'indeboliscono. in cui sono incorporati i semi: la polpa. Il tasso nostrano e frutti tropicali quali i lici e i mangostini hanno arilli ch e sono immediatamente accessibili nei primi. Scopo di questa polpa è di richiamare gli animali. e circondati da una buccia esterna nei secondi. oppure vi restino appes i. i semi p ossono venire sparati a 7-8 metri di distanza. di solito carnosi e commestibili. che mangeranno il frutto.di solito assieme agli escrem enti che forniscono una ricca scorta di fertilizzante per l'inizio della germina zione. che vengono proiettati anche a distanza di 9-10 metri. inve ce di una massa esterna di sostanza mangereccia come nelle prugne o nelle mele. così molti parenti tropicali dei nostri piselli hanno baccelli coriacei ma nutrie nti. hanno seguito un metodo analogo alla combinazione attuata tra fiori ed animali impollinatori. nonché semi spessissimo molto duri e resistenti alla masticazione. Man mano che il frutto m atura. una piant a tropicale della famiglia delle euforbie.ad esempio nelle Connaracee . I frutti hanno messo a punto odori e sapori appropriati alle specie che li mang iano: così i frutti destinati ai pipistrelli sono probabilmente quelli che sanno d i rancido o di muffa. I pipistrelli sono grandi divoratori di molti tipi di frutta. la massa di semi all'interno si gonfia. Essa si stacca del tutto quando il pe so del frutto basta a tale scopo. perché i frutti in causa sono spesso trascurati dagli uccelli che pure si nutrono di frutta. Alcuni frutti non vengono subito riconosciuti come buoni da mangiare per l'uomo. o quando viene toccata da un animale. Il tocco è sufficiente anche in varie specie di balsamo . lo strato di cellule in tensione si espande e comprime improv visamente il frutto. talvolta da un'isola all'altra. Questo processo si potrebbe definire di dispersione attraverso i rifiuti. e svolgono un'azione dispe rdente di particolare importanza. consentendo all'estremità del picciòlo del frutto . detta anche «albero spolverino» o «gong del le scimmie». mentre con i semi più esplosivi l'agente finale che fa scattare il dispositivo è i l sole caldo che compie le ultime operazioni di essiccazione e caricamento per l o sparo. Altri frut ti mangiati dagli animali . Secondo un autorevole botanico.

staccano facilmente an che i semi. In Malesia l'odore degli alberi in frutt o nella foresta attira gli elefanti. finora p rerogativa dell'albero che li ha generati. con spiace voli conseguenze per gli indigeni. In certe regioni dove molte specie vegetali hanno frutti arillati. la maggioranza dei semi resta nelle immediate vicinanze d ell'albero progenitore. l'orangutang è l'anfitrione dominante a Sumatra e nel Borneo. con polpa arancione. sebbene al cuni semi vengano espulsi in seguito assieme alle feci di grossi animali quali e lefanti e rinoceronti. Questi hanno una parte commestibile polposa. cervi. dove comincia subito a germogliare. Questa immediatezza è un'altra caratteristica degli alberi relativamente primitivi della foresta tropi cale. Ma i colombi carpofagi la diffusero fuori degli appezzamenti riservati. Uno è il frutto della noce moscata. e anche i semi poss ono essere a tinte vistose o in bicromìe brillanti come bianco e rosso. ma l'arillo proprio attorno ai semi è inodoro e h a gusto deliziosissimo. e attivi agenti di diffusione dei semi. le f ormiche trasportano i semi nei loro formicai sotterranei o superficiali. Due frutti arillati sono particolarmente degni di nota. Dopo avere divorato la polpa. tapiri. spaccandosi a maturazione: la rappresentazione di massimo effetto è opera della Mo mordica charantia. mentre formi che e scarabei ripuliscono i resti per terra". "Di solito i frutti si staccano quando maturano e si spiaccicano a terra. Un numero sufficie nte di rampolli si fa strada verso l'alto per godere alfine della luce. che e sercita un richiamo speciale per le formiche. Queste del resto sono apprezzate anche dagli avvoltoi. reso ancor più ingegnoso dal modo con cui il gambo fiorale si avvolge come una molla verso il basso finché la capsula contente i semi non sia arrivata proprio a livello del suolo. scimmie. e spes so aderente. Cani e gatti selvaggi. o nero e g iallo. Esistono frutti arillati in versioni speciali quando i semi debbano venire dispe rsi ad opera delle formiche. ed è una gross a zucca dai semi colorati vivacemente in tinta cremisi. ma s pesso durissimi ed immangiabili. dove l a polpa si guasta in un paio di giorni. Ci si accorge di questi imbrogli nei posti dove si trovano molte piante a bacche commestibili. caratteristica che induce a mangiar li tanto i carnivori quanto gli erbivori. in rosso o in arancio. Le scimmie sono notevoli divoratrici di semi. che cresce diffusamente nelle regioni tropicali. che si radunano per fare la prima scelta. detta eleosoma. normalmente oleosa e contenente acidi grassi. La polpa esterna della buccia del durian odora di «miscuglio di cipolle. Gibboni. dove le condizioni restano inalterate per tutto l'anno. si trovano pi ante che li imitano e producono semi aventi identici colori caratteristici. Il desiderio originario della Compagnia delle Indie Orientali era quello di acc aparrarsi tutto il mercato della noce moscata. mentre zibetti e scoiattoli delle palme divorano le noci della palma da olio. In realtà questa commestibilità non giova eccessivamente al durian. e basta ad assicurare il rinnovamento della foresta in condizioni naturali. cinghiali. corvi e gazze mangiano olive. I cicla mini ne forniscono un esempio.sti frutti sono colorati vivacemente. il cui arillo è detto anche «stecca» e viene mangiato dai colombi carpofagi. orsi e scoiattoli mangiano i frutti dall' albero. e faceva divieto a chiunque di co ltivarne fuori di aree determinate sotto il controllo della compagnia stessa. i gatti selvaggi e i giaguari cercano i frutti caduti di avocado. ma egli inse risce brillantemente questo frutto nel contesto del suo ambiente tropicale. Questi frutti oleosi che attirano gli animali carnivori aumentano il numero di a . dove l'aroma di frutto si unisce a un sapore cremoso ind escrivibile. Il dottor Corner mi perdonerà se lo cito un'altra volta. Avrete notato che i frutti del durian richiamano un'ampia gamma di specie animal i. rinoceronti. e gli uomini che ab itano nella giungla. fognatura e gas di carbone» secondo Corner. a rrivano quindi tigri. sul cui terreno germogliavano semi non richie sti. Ciò dipende dalla natura oleosa dei frutti. e certi uccelli sudamericani sono detti appunto «uccelli dell'olio» per analoghi gu sti alimentari. I poponi possono inscenare uno spettacolo di grande attrazione per gli animali. Quando gli animali arrivano alla polpa dei frutti.

ma ricordano anche i vecchi legami dei tempi and ati con i rettili. segnatamente la ghiandaia. attorno a lla polpa che tanto ci piace. Querce. sebbene abitualmente lascino in pace i frutti acerbi. giova a tenere lontani maggioli ni. talvolta anche spinosi. dopo di che i pesci vengono mangiati dalle cicogne. castagni. mentre i semi duri vengono espulsi in seguito. viene frantumata con difficoltà da molte specie anim ali. Tuttavia molti animali le mangiano. si segnalano tonni che inghiottono i frutti somiglianti alle olive della Po sidonia. Avete mai visto le scimmie. Osservazioni effettuate dai tedeschi hanno fissato sulle 4600 ghiande la media nascosta da og ni singola ghiandaia in una sola stagione volando a volte fino alla distanza di . a volte questo procedimento assicura addirittura la felice germogliaz ione del seme. e così danno origine a boschetti e ciuffi d'alberi che compaiono nei posti più imprevedibili. possano passare attraverso gli intestini di un uccello. faggi. Le noci non si prestano a venire mangiate: la loro dura parte esterna. prodotto spesso da alcaloidi. I frutti cilindrici della Monstera deliciosa p rima della maturazione contengono frammenti aguzzi come pezzetti di vetro. pini ed araucarie sono altrettanti esempi di p iante diffuse da animali con tendenza a nascondere le provviste. o del tasso. e sempre quelli tipicamente ole osi. Dal punto di vista del frutto. acidi e tannini. è naturalmente opportuno che non venga mangiato pri ma che siano maturi i semi. Il sapore amaro . e tutta la roba che buttan o giù dall'alto?». Il du rian possiede uno spesso rivestimento esterno di aculei. nascondendo molta parte di qu anto raccolgono. Anche i pesci indubbiamente mangiano molti semi. sorci. Tuttavia non si sa p er certo se i semi inghiottiti dai pesci vengano poi eliminati intatti. Si sono scoperti rettili fossili con molti semi ancora intatti nello stomaco. che consente a buona parte dei semi di venir espulsi i nalterati. topi. tra i quali son o compresi scoiattoli. come del resto succede con tutti i semi. Il cincillà si ritrova allo stato libero solo dove crescono i frutti di algorabilla. I verdoni prendono parte all'operazione. e i semi germogliano una volta espulsi da questi uccelli. Occasionalmente più di una specie animale partecipa al ciclo di diffusione. Certe piante.utile a scopi mimetici .ultimamente hanno preso gusto ai frutti acerbi.alme no quelli inglesi . Così pure i vermi . Le bacche rosse del mezereo.e sono amari. Anche numerosi uccelli accumulano noci. possono venir mangiati anche i noccioli di ciliegia e di prugna. come vanno in cessantemente in cerca di cibo dall'alba al tramonto.che certamente ingeriscono piccoli semi con il terriccio e li portano sotto terra . noci. e la natura accetta una percentuale di perdite. Purtroppo i verdoni . di modo che ora è molto più infrequente di un tempo trov are bacche mature sulle piante da giardino. sebbene la cosa sembri più che probabile. Ciò nonostante in date occasioni la natura sembra prendere qualche cantonata al ri guardo. Si capisce abbastanza facilmente come semi durissimi tipo quelli del mezereo. noccioli. fidando nel modo frettoloso di mangiare di molti uccelli od animali. mentre invece i frutti acerbi hanno colore verde . bruchi ed api troppo curiose. quando questi ingerivano e diffondevano semi quali quelli del le cycadine.nimali diffusori inconsapevoli. o immangiabile. criceti ed istrici. quando non vengono buttati d opo mangiata la polpa. vengono mangiate abitualmente dagli uccelli con polpa e tutto. Per fortuna molti animali che mangiano noci hanno l'istinto di ammassare scorte. I tapiri sotterrano i semi di un'araucaria dell'Amazzonia. come il biancospino. una delle poche piante marine che producano fiori. Le tinte rosse e purpuree del frutto maturo s'imprim ono nella mente degli animali. e i semi riappaiono quando vengono espulsi dall'animale che ha mangiato i vermi.possono venir mangiati dagli uccelli. e se li papp ano al completo con i semi. corazzato. In questo modo semi assolutamente immangiabili come quelli dei Me sembryanthemum del deserto vengono inaspettatamente espulsi e diffusi dagli stru zzi. marsupiali. salvo poi dimenticarsi dei loro nascondigli alimentari. contengono nella polpa del frutto molti piccolissimi semi. Entra ancora in scena i l dottor Corner: «Un giovane frutto non ha possibilità di sopravvivenza se non è ben m imetizzato. del ginkgo e di altre antiche gimnosperme. Anche da noi sono noti i disastri che possono combinare gli scoia ttoli. e Darwin ha segnalato che i pesci inghiottono avidamente i semi di piante che cre scono sulle rive dei fiumi come il miglio. un cespuglio da giardino.

e in seguito possono venire trasportati più lontano dall'acqua. finché l'età o il caso consentono alla luce di arrivare fino a loro: allora crescono tutti in sieme. portatevi in forma di semi principalmente da u ccelli ed anche da scoiattoli. le cui proprietà consolidanti posso no originare la formazione di dune costiere. I frutti di cacto possono venire mangiati da uccelli. e mostrano di possedere accentuate tendenze evolutive. ma restano in fase di sviluppo ritardato. La diffusione operata dagli animali può sortire risultati stupefacenti. Ad esempio la Mora excelsa ha g rossi semi piatti che non rotolano né si possono diffondere in altro modo. . dovranno affrontare rischi imme nsi.si fracassa al suolo. all'epoca in cui dirigeva l'Orto Botanico degli Stabilimenti degli Stretti i n Malesia. vengono espulsi da un meccanismo a esplosio ne. di cui si darà descrizione in sede appropri ata al capitolo 23. La Fedia cornucopiae. pro duce frutti di tre tipi diversi che si disperdono con l'aiuto del vento. roditori e formiche. come gli spicchi d'arancia. mentre vento e pioggia trasportano i semi rimasti allo scoperto.riesce a germogliare felicemente. i lobi fiorali si rigonfiano verso l'alto e diventano dolci e sugosi. I semi del fiore di vetro. dove si trovano fino a due dozzine di noci confezio nate quasi perfettamente. Nella maggior parte dei casi si osservano anche la consueta sovrapproduzione e g li sperperi vigenti in natura. che restano m olto più a lungo nel capo fiorale e vengono scossi all'esterno tutto attorno alla pianta genitrice. In ques ti casi i germogli spuntano. ma molti vengono poi rubati e sotterrati dai roditori.pesante fino a 2 chili . In alcune piante lo stesso capo fiorale può elaborare dispositivi assai variati. e dando loro piccole dimensioni per consentire agli alberi di crescere lontano dalla fo resta tropicale. I semi dell'Ag ropyrum junceiforme. una pa rente tropicale delle nostre ortiche. N. per le or chidee . Un grosso fico alla fine si trovò attorniato da 14 piante avventizie. Certi semi riescono a non farsi mangiare: è il caso della Sloetia streblus. dell'ac qua. piantina delle regioni mediterranee. Va rilevato anche che in molti casi possono intervenire vari meccanismi. o «noli me tangere». circa metà dei qu ali sono portati da frutti commestibili come il durian di cui già si è detto. Ma se una piccola percentuale dei semi . I semi più pri mitivi sono quelli degli alberi nelle foreste piovose tropicali. che ha parte cospicua ai fini della dispersione. Ridl ey. scriveva che vari alberi del giardino finivano con il venire circonda ti da una schiera d'altre piante.diversi tipi di flosculi.e nella comune calendula selvatica anc he tre . dei grossi animali e delle formiche. in una capsula rotonda for nita di coperchio. vengono prima portati in giro dal v ento.forse uno su un milione.4 chilometri. quelli tipicamente interni con un pappo piumo so per la dispersione per via aerea. Semi e spore. Tra i metodi più specializzati per la dispersione dei semi si ann overano quelli delle piante parassite. e i più forti e meglio piazzati vincono la corsa alla luce. che si stacca quando il frutto . L'evoluzione ha perfezionato i semi rendendoli atti a resistere al freddo e alla siccità. cui non è concessa la scelta del post o e delle condizioni in cui dovranno insediarsi. e poi mossi sovente lungo le coste dal gioco delle correnti operanti al la rgo. Si noterà che i meccanismi di dispersione dei semi e gli animali associati formano un complesso altrettanto specializzato di quelli osservati a proposito dell'imp ollinazione. e quelli esterni senza pappo. Invece una capsula di noci che non si spacchi cadendo a terra può restare intatta sul posto per anni ed anni prima di marcire mettendo in libertà le noci. Il picchio della California nasconde le noci di pecan infilandole nelle fenditure della corteccia degli alberi: questa pratica non giova molto ai semi interessati. la noce viene sparata via da uno scoppio. Se un uccello od altro anima le becca o morde questi lobi polposi. basta a perpetuare la specie. senza ricevere alcun danno da parte dell'animale. A questo punto interviene l'aguti con il suo istinto di nasco ndere roba. o gramigna degli arenili. H. e i cu i semi restano per lo più ai piedi dell'albero progenitore quando gli animali che divorano la polpa hanno fatto a pezzi il frutto. Sempre parlando di noci. Quando maturano i semi. e cadendo a una certa distanza dall'albero. il caso più straordinario è quello che riguarda la noce del Brasile e le specie affini. C erte parenti delle margherite hanno due .

ma può essere privo dell'embrione. Ma di solito è presente qua lche tipo di pianta embrionale: si può osservare l'inizio tipico della radice e de l germoglio accanto alle foglie seminali o cotiledoni. come sono quelli della lattuga. dotata di scarsissima riserv a nutritizia. si otterrebbe una massa corrispondente ad 800 volte il peso della Terra. Nella maggior parte dei casi questi intervalli e i «meccanismi d'avviamento» esterni s'incaricano di assicurare la germi nazione al momento giusto.Capitolo 16. in condizioni favorevoli. Il seme del ginkgo è ben sviluppato e d ha una grossa scorta alimentare. Per for tuna solo una minuscola percentuale di spore o semi giunge a maturazione e basta ad assicurare la continuazione della specie. che un po'"per volta passa alla fase vegetale successiva. che nei cere ali e in molte leguminose può corrispondere al 90% del peso del seme. che non vengono meno pr ima che abbia funzionato il meccanismo scatenante della germinazione: i semi son o praticamente incongelabili. per cui si tratta di un caso speciale. per la prontezza con cui avviano il processo di germinazione. Alcuni possono ritenere che la produzione effettiva di semi o spore sia in realtà una nascita. potrebbero compiere cinque volte il giro dell'equatore. questi sem i si possono paragonare a un feto di mammifero. In qu esto modo il cocco può insediarsi in posti forniti di pochissima acqua dolce. I minuscoli semi d'orchidea non dispongono di riserve nutritizie. uso questa espres sione perché già abbiamo visto che molte delle piante più primitive hanno una fase ses suata ed una asessuata.un periodo in cui questi disseminuli. quali la bollitura o il vuoto spinto. Ciò si de ve al loro contenuto d'acqua estremamente basso. d opo 15 mesi hanno consumato solo la metà della loro dotazione di nutrimento. Prima di germogliare i semi non hanno in pratica nessuna attività interna. muschio. può anzi trattarsi di un periodo molto lungo. E" stato fatto il conto che se giungessero a maturazione tutte le spore emesse d a una vessia di lupo gigante di media mole. e perciò incapaci di fabbricare una nuova scorta alimentare. Questo è l'ovvio motivo per cui i commercia .come vedremo in segui to -. Invece la maggior parte dei semi dispone di una riserva alimentare. messe i n fila. o di prolungarla o differirla in un lungo periodo di tempo. Anche nel caso di semi abbastanza piccoli. Una semplice spora di alga. I semi più sviluppati sono quelli delle erbe. Qui avviene la nascita o la germinazione. riescono in qualche modo (casuale o sofisticato) a trovare un posto dove insediarsi definitivamente. nelle quali viene spesso immagazzinata la riserva nutritizia. le cui noci hanno riserve così ingenti che i germogli cresciuti al buio. ne risulterebbero tante che. dove le radici con foglie e stelo embrionali mostrano già il modello di quella che sarà la pianta adulta. mentre gli animali . Il periodo intercorrente tra la produzione dei semi e la germinazione non è propri o tutto dedicato alla diffusione e alla ricerca di condizioni adatte per germogl iare. e queste plantule sovente sono molto divers e dalle forme adulte. felce o fungo. variabile dal 5 al 20% rispetto all'80-95% delle piante in accrescimento attivo.noi compresi battono cassa per avere cibo subito. come a volte li chi amano i botanici. e i semi dipendono spesso da c erti fattori esterni per poter germogliare. Inoltre l'acqua contenuta in u n seme viene controllata rigorosamente da forze interne. la riserva alimentare permette all'embrione di svilupparsi senza alcun aiuto per alcuni giorni. emette una sottile escrescenza cava non particolarmente differenzi ata. All'estremità opposta della scala vegetale troviamo il cocco. e garantirgl i l'autosufficienza per parecchie settimane. ma la germinazione e lo sviluppo delle orchidee dipendono dall'associazione con un fungo . e se ciascuna di queste producesse a sua volta spore che andassero anch'esse tutte a buon fine. perché magari non è stato nemmeno fecondato quando è caduto dall'albero. LA NASCITA. nessuno dei quali ha probabilità di verificarsi in natura. e in realtà sono fatti solo di poche cellule non differenziate. mentre essa rappresenta di fatto uno stadio intermedio tra una pian ta adulta e un'altra . ed è possibile estrarne l'acqua di solito solamente con metodi artificiali.

L'inerzia iniziale del seme e delle spore significa che per un certo tempo sono in grado di sopportare difficili condizioni ambientali.solo per poche settimane. piuttosto che in analo ghe condizioni d'autunno. già basso. I semi però p resentano ampi scarti di tolleranza all'essiccazione. Semi di betulla sono stati conservati per lunghi periodi senza perdere la loro vitalità. In ogni partita di semi vecch i si trovano percentuali crescenti di semi morti. o fors'anche 10000 anni f a. come ad esempio in certe specie di trifoglio. ad e sempio nelle piante annue e nella maggior parte delle piante delle specie alpine . Numerosi fattori motivano un periodo di quiescenza. si abbassasse fino allo 0. A lcuni sono vitali . La maggior parte delle s pore è in grado di germinare e germoglia molto rapidamente. nel granoturco. In molti altri casi il letargo prolungato fa sì che in una partit a di semi una certa percentuale possa germogliare ogni anno su un lungo arco di tempo. come nei fagioli "mungo" tropicali. sebbene ciò non sia in a lcun modo indispensabile: si sa ad esempio che le spore del licopodio possono so pravvivere fino ad otto anni. Per quanto riguarda la sola durata si possono prendere in considerazione i ba tteri: specie mobili trovate congelate nell'Antartico. Lo Xanthium pennsylvani . ed esiste un'ampia gamma di semi che riescono a germogliare anche dopo un secolo o due. Alcuni semi germogliano non appena maturano. preparati in condizioni di bassissima umidità atmosferica dopo ac curata essiccazione. è altrettanto interessante dei primati di vitalità. per cui non sorprende ch e ne possano venire colpite le capacità germinative. sono state successivamente fatte rivivere.le piante sviluppate d a semente vecchia possono essere striminzite o dare minore resa. In molte piante. mentre il resto spunta come se nel seme agisse un meccanismo ad effetto ritardante. Il fenomeno è controllato tipicamente da un periodo di tempo freddo ma abbastanz a umido. che impedisce ai germogli di trovarsi esposti al l'arsura estiva.ad esempio ne lla lattuga. Ma l a vitalità massima conosciuta attualmente è quella dei semi di lupino artico scopert i nel permafrost polare. sebbene il contenut o d'acqua. Molte piante mediterranee non germogliano sotto l'azione di un periodo iniziale a temperatura elevata. e fatte risalire a milion i di anni fa. In alcuni casi . s pecialmente quelli di piante tropicali come il durian e la mangrovia. la datazione con il radiocarbonio aveva attribuito al legno della canoa più di 3000 anni di età. quando ci sono buone prospettive di crescita. la semente è programmata in modo che una parte germoglia subito. che si possono datare a 6000.cioè capaci di germogliare . I semi dello sparto arenicolo Spartina maritima perdono la loro vital ità in 40 giorni all'asciutto. anche se hanno già cominciato a germogliare. e non dobbi amo occuparcene in questa sede. ma restano vivi per almeno 8 mesi se vengono conser vati in acqua di mare! Altri semi invece si possono bagnare ed asciugare parecch ie volte senza danno. I semi possono durare per periodi molto diversi. Certi semi in pratica vanno essiccati prima che possano germogliare. sia pure in via eccezionale. Molto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati i semi vecchi. quando l'inverno può distruggere i teneri germogli. il limite di longevità di questa pianta risulta notevolmente prorogato.01%. Nel 1951 sono stati trovati in Giappone tre semi vivi di loto assieme ai resti di u na canoa in fondo a un lago. Le esigenze fondamentali di un seme ai fini della germinazione sono date da acqu a. Sono stati fatti ge rmogliare semi di loto indiano che certamente non avevano meno di 1000 anni. Ma i semi dell'acero da zucchero muoiono se il loro contenuto d'acqua scende al di sotto del 30% circa. ma in certe alt re succede il contrario. Il contenuto d'acqua dei semi confezionati si aggira sul 4% . tanto più che l'invecchiamento e la morte dei semi ci sono tutt'altro che noti in ogni loro aspetto. come accade per i fagioli e il grano. non appena sussistano condizioni i deali. nel cavolo e nel trifoglio . A volte non si tratta che di un accorgimento inteso a garantire che i semi possano germogliare nella primavera successiva alla loro m aturazione. Molti fattori possono contribuire alla perdita di vitalità di un seme. e lo stesso accade per i semi di riso selvatico e di cer ti agrumi. Il fatto c he molti semi non germoglino necessariamente. come è proba bile. I semi di molte erbacce possono restare vitali per decenni.nti di sementi più aggiornati vendono molti semi in confezionamenti sigillati e im permeabilizzati. e se i semi hanno uguale età. ossigeno e giusta temperatura.

produce due semi per ogni capsula. di molte primule e di c erte lattughe. Alcuni semi attiva ti dalla luce devono restare esposti alla luminosità di giornate lunghe o brevi pr ima di poter germinare: così i semi di betulla devono avere 16 ore di luce al gior no prima di entrare in germogliazione.. e induce a credere che i semi riescano a distinguere le vari azioni d'intensità luminosa. la luce è il fattore principale che le porta a germi nare. Il che significa disponibilità di acqua poco profonda. ma anche gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte hanno spesso importa nza cruciale. e fa sì che sia assicurato il letargo alla luce rossa ch e filtra attraverso il fogliame. buone o cattive che siano le condizioni. Le erb acce sono insuperabili nello scaglionare la loro vitalità di germogliazione sull'a rco d'interi decenni. e inoltre di misurare il passare del tempo rilevando il sopraggiungere e il trascorrere dell' inverno». Una chiara finalità si rileva dalla fotofobia della zucca amara o coloquintide. Alcuni germogli di piante acquatic he galleggiano. Thompson. che è una specie di lappola americana. e si trat ta di un avvenimento rapidissimo. Lo spuntare delle digitali nelle radure dei boschi rappresenta sovente un avveni mento spettacoloso.o dalla graduale putrefazione. provocato con l'oscurità.il fattore di gran lunga più comune .. quali quelli del tabacco. in alcune piante delle lagune salmastre e nel loto giallo indiano. e piccoli semi di tre tipi divers i germoglianti a varia scadenza. e dispongono in questo modo di un altro sistema di dispersione: lo si trova in molte piante delle regioni temperate che vivono lungo le rive dei fiumi. «molte piante hanno messo a punto meccanismi che consento no loro anzitutto d'ignorare il presente e di prevedere il futuro. dove. dove i germogli hanno molto m aggiori probabilità di crescere e sopravvivere. si può interro mpere con l'illuminazione bassissima anche di un solo minuto. I semi che hanno b isogno di oscurità per germogliare possono riprendere il loro stato di letargo se vengono esposti a un breve bagliore luminoso. quando le granate aravano il terreno delle Fiandre. A. L'umidità fa scattare il me ccanismo di germogliazione. in attesa che ven ga la luce a liberarli dalla loro prigionia. Anche le piante acquatiche hanno bisogno di luce sufficiente per germogliare.cum. Le temperature dei deserti sono collegate all'andamento stagionale. E" stato calcolato che per ogni ettaro di terreno coltivato ci sia al meno un miliardo di semi d'erbacce nascosto nella terra umida. I cacti in regioni così calde spuntano meglio tra 30 e 40 gradi C. o dilavamento. germogliano prevalentemente erbe annua li di tipo vernengo. mentre tra i 26 e i 30 gradi C. si ha la produzione imma ncabile di prole ad epoca data. dov e quello inferiore germoglia rapidamente mentre quello più in alto ha la caratteri stica innata di osservare un lungo periodo di letargo. ma solo in assenza completa di luce. «Un anno di semente e sette anni di erbacce» assicura un vecchio giardiniere. della digitale. che può essere controllato dalla temperatura . che vive tipicamente sui macereti sabbiosi e ghiaiosi. Una parte importante tocca anche al . con qualche probabilità di poter mettere radi ci prima di trovarsi esposto al calore bruciante del deserto. il che fa sì che il germoglio se ne stia sotto terra. Non esiste nulla di simile nel reg no animale. Altri semi invece non tollerano la luce: le cipolle ne sono un esempio casalingo . Il freddo invernale è il principale agente di controllo della svernatura. Un fatto piuttosto sorprendente è che occorre anche la luce perché possano germoglia re molti semi. originando fantastiche fioriture di piante annuali di papaveri. Il letargo di queste ultime. Il notissimo spinacio sel vatico ha un seme grosso che germoglia subito. Questa «capacità di fotocellula» effettua infatti la misurazion e qualitativa della luce. Come ha scritto P. o putrefazione delle sost anze chimiche ad azione inibente incorporate. spuntando ogni qualvolta vengano portate alla superficie d el suolo dai lavori agricoli. o vern azione. e regolano l a germogliazione di piante concomitanti: così se piove nel deserto del Colorado e la temperatura si aggira sui 10 gradi C. come succedeva durante la prima guerra mondiale. perché le piante possano insediarsi prima che ve nga meno l'umidità. essendo inutile che una digitale spunti sotto una den sa cupola di fogliame. una volta avvenuta l'unione sessuale. L'indugio invernale dipende di solito da un processo detto di svernatura. spuntano quelle di tipo est ivo.

In questo modo si creano quei manti di fiori che compa iono dopo le piogge in certe parti del Nordafrica. Tra gli esempi più strani a questo riguardo c'è quel lo di un pomodoro che cresce solo alle isole Galàpagos. impermeabili all'acqua. Il primo germoglia dopo la pioggia .causato in natura dal fulmine . ma anche la sua digestione è lenta. e ne hanno bisogno. Una salsola. Alcuni semi rivelano forme di adattamento ancora più astute.dei deserti più aridi.la temperatura e al contenuto in gas a diverse profondità nel suolo. Dopo il fuoco altri fatt ori favoriscono la rapida germinazione: la luce. perché il suolo viene incendiato ad intervalli r egolari. possono ammorbidirsi per il mutare delle condizioni di umidità e temp eratura. e dove non si era mai vista questa pianta a memoria d'uomo. Alcuni semi. Un altro meccanismo scatenante è il fuoco .come quelle del pino da p inoli . come nel caso di molte specie i cui semi sono ingeriti dagli uccelli. e il fuoco stimola i semi a germogliare. mentre l'altro ha incorporata la capacità d'ibernazione fino a cinque anni senza perdere nulla della sua potenza germinativa. ad esempio quell i del loto. perché spunta prontame nte dove è stato acceso il fuoco. Ho sentito dire che l'epilobio è comparso in certi posti sull" Himalaya dove è stato acceso il fuoco. provvisti di un piccolo «paracadute» o pappo. Una pioggia artificiale anche vigorosissima non riesce a imbrogliare i semi del deserto. In Gran Bretagna l'epilobio si chiama anche erba del fuoco. Nelle regioni dei tropici certe acacie ed albizzie costituiscono la nota dominante del paesaggio. ma i semi di queste piante deserticole riescono a fare la distinzione tra una successione di modeste acquat e e un vero nubifragio. sogg . Le piante annue a fioritura invernale sono le specie tipiche . Perciò questa pianta si è diffusa lungo i tracciati delle nuove ferrovie. e li fa germogliare come e dove possono. I piccoli acquazzoni non vi sono infrequenti. perché possono ricevere la pioggia anche una sol a volta in parecchi anni. I semi delle piante del deserto sono forse quelli più sofisticati e «truccati» di tutt i. perché possono appassire nello spazio di poche settimane dopo aver fatto fior i e semi. Il fuoco inoltre è un metodo app licabile per far uscire i semi da robustissime pigne . che spunta in abbondanza dopo un i ncendio nella foresta.e talvo lta uniche . che germoglia solo dopo es sere passato attraverso l'intestino delle testuggini elefantine . e si dicono giustamente effim eri. tra le quali va incluso il pisello mirabile (Clianthus dampieri) dell'Australia. ma questa sostanza viene ricostituita in qualche modo tra un acquazzone e l'altro. l'aria e l'abbondanza di nutrim ento. ingranati in quella che Bünning ha indicata come «la struttura temporale de ll'ambiente». ha un primo tipo di seme verde con un embrione contenente clorofi lla. questo passaggio di norma elimina le sostanze che inibiscono la germinazione. che li po rta lontano con l'aiuto del vento. e sembra imitare il rosseggiare delle fiamme con i suoi f iori brillanti.che non si aprono con altri metodi più ortodossi. e poco dopo ha seguito le prime automobili lungo le strade rotabili. o possono scortecciarsi muovendosi su superfici dure. perché gli automobilisti accendevano fuochi quando si fermavano a fare il picnic. I duri rivestimenti esterni dei semi. Così nella Valle della Morte e in analoghe località dei deserti della California si trovano molte piante annue. anche se in ambedue i casi s'inzuppano allo stesso modo. Molti semi passano certamente più volte dalla fase di «via» a quella di «alt». e inoltre provvisti di inibitori chimici della germogliazione che va nno dilavati al completo.ma non se vien e ingerito ed eliminato da qualsiasi altro animale! Questa gigantesca tartaruga ha movimenti lenti. contengono vere e proprie sostanze antibiotiche per ritardare anche questa eventualità! Molti semi devono passare attraverso i visceri di un animale p rima di mettersi a germogliare prontamente. e un altro seme giallo senza clorofilla. Nella magg ioranza sono del primo tipo.come r isulta dagli esempi forniti da molte piante. Molte piante hanno semi di due tipi. e così il pomodoro viene dif fuso molto efficacemente in questo modo. La motivazione di questo comportamento pare risieda nel fatto che l'acqua dilav a via un inibitore della germinazione. e talvolta anche a ll'ossigeno. la Sals ola volkensii. Nella composita nana Gymnarrhena i frutti di due tipi diversi sono rispettivamente aerei e sotterranei. Altri si sfascian o per la putrefazione causata da batteri o funghi.

e il giardiniere può accelerare la germinazione togliendo o frant umando tale copertura. o radicola. o le operazioni necessarie per memori zzare i dati in un cervello elettronico. La clorofilla comincia a formarsi di solito quando il germoglio o le foglie del seme arrivano a vedere la luce. Quando tutti i sistemi hanno ricevuto il «via». e non può avvenire senza d i essa.negativamente in quest'ulti mo caso. Però. molto più delicata. Dopo annate buone. ricordano in certo qual modo le varie fasi d'accensione di un razzo destinato a entrare in orbita. invece. Le fasi d'attivazio ne che entrano in gioco man mano che si bagnano i tessuti. sono sprovvisti di pappi ed hanno maggiori dimensioni. a seconda della crescita che fa in una particolare stagione. e non sono esposti all'evaporazione superficiale. mentre i tessuti interessati si riattivano in vario modo. Basta una lieve pioggerellina a riempirli d'acqua rapidamente. Essi formano germogli molto più grandi e resistenti alla siccità dei semi aerei. si spingono verso il b asso. I grossi semi di molti alberi delle foreste tropicali possono issare la loro plumula fino all' altezza di un metro o più . può raddrizzarsi. condizionate dalla forza di gravità e indipendentemente dalla posizione del seme. poco dopo il primo germoglio. d . e il processo può avvenire a nche quando non vi sia disponibilità d'ossigeno tale da permettere lo sviluppo del seme. si tratta di un uncino relativamente duro che si fa strada scavando nel terreno. frutti di t re tipi hanno insita la capacità di germogliare subito. anche i semi morti possono assorbire acqua. Lo Pteranthus dichotomus. e i germogli di conifere possono produrla anche al bu io. e il lo ro sviluppo si avvantaggia del fatto che le radici morte della pianta genitrice da principio si raggrinzano e formano dei capillari nel terreno. e si segnalano primati fino a 2000 atmosfere. Altro esempio particolare. le cellule cominciano a moltiplicars i.e infatti si vedono spesso le o rme lasciate dalle carovane pullulanti di germogli. con successiva immiss ione di enzimi latenti. in modo che il germoglio sia ben libero dai detriti circostanti. finché esce all'a perto e la punta della plumula. Un rivestimento molto duro o impermeabile impedisce ovviamente al seme d' assorbire acqua. Dopo una cattiva annata si trovano solo i frutti del tipo che germogl ia subito alla prossima stagione piovosa.etti ad elevata mortalità. questa cosiddetta «imbibizione colloidale» viene sostituit a da forze osmotiche. Condizioni del genere potrebbero essere attuate anche dal le peste dei cammelli. mentre le strutture della radice iniziale. ma a questo scopo occorrono diverse combinazioni di luce e temperatura. ma con buona capacità di dispersione. segnatamente in alcune varietà d'agrumi. ugualment e condizionato dalla luce e dalla forza di gravita . a media scadenza e molto d opo. La germinazione comincia con l'assorbimento dell'acqua. di modo che le radici morte l'as sorbono gonfiandosi e mantenendo l'umidità. anzi. come si fa tipicamente con i baccelli dei piselli odorosi .una specie arborea malese fino a tre metri -. In alcune piante fiorenti i cotiledoni embrional i già contengono clorofilla. non appena il seme ha un adatto contenuto d'acqua . La prima fase di questa assunzione d'acqua non è necessariamente regolata dal seme. dove la luce riesca a penetrare att raverso la densa volta del fogliame. di modo che germogliano sul posto. Que sto mirabile meccanismo di regolazione dilazionata assicura la presenza ininterr otta di semi vitali nel terreno. si dirige verso l'alto. possono mettersi a germogliare quando sono an cora nella pigna. l'embrione sessuato deri vante dalla fecondazione del fiore può risultare accresciuto. Alcuni semi di conifere. Così i semi sotterranei che non sono and ati dispersi hanno l'acqua. Questi semi hanno grosse riserve nutritizie atte a consentire ai germogli di superare questa fase cruciale con pochissima l uce. pronti all'occasione quando concorrano adatte c ircostanze climatiche. I frutti sotterrane i sono prodotti da fiori situati appena al di sotto della superficie del suolo. e non è impresa molto agevole. e all'incirca in questo momento ricomincia la vita del sem e. dalle infiorescenze spinose . o anche soppresso. Molto spesso lo stelo della plumula è piegato ad uncino. In questa fase operano forze succhianti vigorosissime.p ari al 50-60% del peso -. e restano nel tessuto del la pianta genitrice morta e lignificata. che offrono alle piantine riparo e suolo più compatto . In certe piante. o plumula. produce frutti di tre tipi. e possa disporre di un trampolino adatto al suo balzo verso l'alto.di modo che la sabbia trattiene l'acqua più a lungo .

Il motivo per cui i cocchi e i semi di altre palme possono sopravvivere tanto a lungo. in particolare quelle di specie che producono bulbi sotterranei . altri invece in un ciuffo su un lungo gambo. e rappresentano i precursori dei dispositivi congeneri elaborati per espellere i semi dalle piante fiorenti.che sovente integrano il seme. sempr e puntando su opposte probabilità. Il successo del seme dipende naturalmente dalle possibilità della radicola di trov are umidità e nutrimento in quantità adatte. nel t erreno di cui essi si nutrono.il seme si mantiene con le scorte nutritizie incorporate.. nella descrizione datane dal dizionario Webster. Altre piante a struttura più semplice si rigenerano prontamente dai loro frammenti. o la misura del la loro malvagità secondo i vari punti di vista. i bambù dalla rapida diffusibilità. che deve la s ua ampia diffusione ai rizomi che si spezzano e galleggiano sull'acqua. e il processo di crescita continua ininterrotto per dare l uogo alla pianta adulta. senza tenere conto dei principi fondamentali o delle cons eguenze finali». tendono ad espandersi a raggera. nel loro primo anno possono limitarsi ad espander e le foglie cotiledonari del seme. flagello dei prati da gioco. di alcuni dei quali si sa che hanno parecchi seco li di vita. possono sbalzare le gemme a un metro di distanza. impiegando questo tempo per emettere radici esterne. alle circostanze. va compresa la strisciante "veronica filiforme". Opportunismo. Infatti certe piante che si moltiplicano in quest o modo sono o diventano sterili. Quanto sopra calza perfettamente per molte piante le quali. Questi metodi vegetativi si ritrovano spesso nelle piante colonizzanti che si sv iluppano dai semi in un nuovo ambiente e lo trovano insoddisfacente per la fiori tura e la produzione dei semi. I funghi. colpendole. tuberi o radici di deposito. c he danno fiori e semi solo a lunghissimi intervalli. con emissione di ammoniaca e formazione di sali a . compresi i muschi palustri e certe alghe. che a un dato momento bloccò i corsi d'acqua dopo essersi sviluppata rapidissimamente da pa rti spezzate. Altro es empio è quello dell'elodea canadese.. Ne è un esempio il calamo aromatico. Tra le piante più o meno sterili che si sono trasformate in erbacce di successo o col onizzatrici. introdotto in Europa dall'uomo. Ne derivano germogli identici alla pianta genitrice. GLI OPPORTUNISTI. è «la politica od abi tudine di adattare le proprie azioni. Analoghe coppe a percussione si ritrovano anche in alcuni funghi. La loro diffusione raggiata dipende dal fatto che essi esauriscono il terreno e po ssono trovare nuovo alimento solo fuori del loro punto d'origine. Ne derivano i «c erchi delle streghe» o «delle fate». concentrando gli sforzi sullo sviluppo delle parti sotterranee.d el tipo noto tecnicamente come vegetativo . dipende dal fatto che il cotiledone cresce "dentro" la scorta nutritizia fino ad assorb irla completamente. Nell'epatica Ma rchantia queste gemme sono alloggiate in minuscole coppe..come abbiamo già visto . la pianta introdotta era unisessuata e incapace di riprodursi. se non altro quelli di maggiori dimensioni che forniscono i comuni fun ghi mangerecci ed altri corpi fruttificanti.a parecchi «embrioidi» asessuati che derivano da altre parti dell'ovulo (cellule nuc ellari). Molte piante primitive hanno «occhi» o gemme di crescita staccabili. Si trova un anello tipico d'erba più rigogliosa e scura proprio all'es terno del cerchio fungino. o micelio. per favorire i propr i interessi immediati. Certe gigliacee possono anche non spuntare nemmeno dal suolo. mentre contemporaneamente spinge in alto un germoglio e le foglie. Questo è spesso il caso delle piante acquatiche. Ma nella maggior parte dei casi le foglie adulte tengono dietro ben presto alle foglie cotiledonari. varie specie di menta. Alcune plantule. creato dall'attività dei fili fungini.. ma per un certo tempo . introdotta in Inghilterra nel 1842. Quest o tipo di diffusione è quello che dà tanto successo a molte erbacce. Capitolo 17. Certi muschi port ano gemme del genere in una rosetta di foglie disposte a tazza. hanno messo a punto altri mezzi di sviluppo . che emettono semi raram ente e si moltiplicano per radici sotterranee. mentre le lenticchie di pal ude fioriscono di rado e vengono trasportate dalle zampe degli uccelli palustri. Due specie di sargassi possono moltiplicarsi solo in questo modo. e le gocce di pioggia. assolutamente sterile.

quali l'enorme poligono giapponese. temuti da i giardinieri e dai forestali. con altrettanta inesorab ile progressione. come accade anche per ce rte erbacce dalle radici provviste di cuffia radicale (piloriza). e in seguito al l oro disfacimento si può originare un altro cerchio verdeggiante d'erba scura e rig ogliosa. An che in questo caso si formano cordoni rizomorfi in grado di attraversare per par ecchi metri una sostanza inerte come il cemento alla ricerca di nuove fonti di n utrimento sotto forma di travicelli o assiti. gramigna. fungendo da punti di ricaccio se un erbicida selettivo elimina la parte superior e del germoglio. Le armillar ie. o da arbusti quale l'olivello spinoso. e se viene un temporale sono port ati via dall'acqua. Alcune piante introdotte originariamente a titolo ornamentale hanno rivelato ide ntiche tendenze infestanti . I licheni crostosi del genere Lecanora crescono in tutte le steppe e i deser ti asiatici. a quattro metri di profondità sotto terra. Certe piante si muovono in una sola direzione. la cui comparsa spiega il nome che viene dato loro in certe parti di «funghi a s tringhe da scarpa». ad esempio nel tarassaco.mmonici che a loro volta stimolano la crescita dell'erba. Man mano che i cordoni fungini muoiono. e si segnala un caso di ostruzione di una tubatura del diametro di 15 centimetri per la lunghezza di circa due metri. Ad intervalli por tano dei piccoli tuberi che si staccano se le piante vengono divelte dal suolo. e penetrano fino alla profondità di 20 metri sotto terra. Talvolta all'interno d el cerchio più scuro si osserva un altro anello di terreno completamente spoglio: ciò dipende dal fatto che il suolo si dissecca completamente quando è tutto invaso d i cordoni fungini. Le piante superiori hanno radici. Questo è il modo normale ed inesorabile di diffusione dei funghi terragnoli. Una pianta si diffonde verso l'esterno di un metro all'anno. La crosta di lichene crescendo si arrotola e si spezza: i frammenti vengono portati in giro facilmente dal vento. Quella curiosa associazione tra un fungo e un'alga che è il lichene. per cui si originano nuove piante fino a quasi 30 metri di distanza dal tronco progenit ore. sono parassiti mortali degli alberi. i «bambù messicani». Questo tip o di lichene si può macinare e cuocere come il grano. Qualche specie appresta anche speciali condutture. vivo o morto. Altri licheni a tendenze tridimensionali più accentuate si spezze ttano. si decompongono. Più insidiose sono le piante erbacee che vanno più lontano e più in fretta. ma mentre l'età di un cerchio delle streg he si misura a spanne o in decimetri. I rizomorfi possono invadere il terreno per parecchi metri all a ricerca di nuove radici d'albero. E" stato detto che sarebbe impossibile misurare una sola pianta vecchia di felce aquilina. e anche in questo caso abbiamo a che fare con le usanze e credenze popola ri. l'acanto e la romneya o papavero arboreo. Succede così che grandi masse di licheni si depositano negli a vvallamenti del terreno quando l'acqua se ne va. ed è quello che ha fatto pensare a streghe o fate danzanti in t ondo. vi sono subito gemme di crescita di età diversa pronte a subentrare con nuove fronde. che divora e polverizza il legno morto. Altri funghi invece si moltiplicano nel legno. quella di un lichene si calcola in frazion i di centimetro. podagraria . forma ndo un guaio perenne di erbacce inveterate: felce aquilina. Questa capacità viene sfruttata prontamente da piante quali il pioppo tremolo e il ciliegio. Molto spesso piccoli f rammenti di radice possono rigenerare la pianta intera. e si segnalano casi di mucchi e normi che hanno consentito di raccoglierne anche a 5 chili per volta. vilucchio e temibili equiseti. varie euforbie. tanto è esteso il suo sviluppo. e producono nere «radici» sotterranee dette rizomorfi . e rappresenta la spiegazione più accettabile della manna citata nella Bibbia: i botanici comunque lo chiamano lichene della manna. Altro temibile fungo dotato di analoghe capacità è il "fungo della carie secca". come ben sanno parecchi padroni di casa. Se si distrugge la par te aerea. molte delle quali possono mettere gemme e germ ogliare ad intervalli. con tattica che ricorda quella de i funghi che fabbricano i cerchi delle streghe ed esauriscono le riserve nutriti . cresce sulle rocce nude ed ha spesso forma circolare. e il viluppo sotterraneo di radici è stato valutato sui 2500 chili per ettaro. A volte queste stringhe s'infiltrano nelle c ondutture dell'acqua come radici d'albero. dette anche funghi del miele. le cui parti sotterranee sono più germoglio che r adice.

con la tattica dei balzi successivi. il Ministero dell'Agricoltura raccoman dava di far pascolare maialetti sui terreni infestati . Alla superficie del suolo il modo più facile di diffusione concesso a una pianta s embra essere a mezzo di stoloni. Il farfaraccio associa la produzione in massa di radici alla formazione di fo glie tanto lussureggianti. sono poi certe piante che producono masse di bulbilli sciolti. ovviamente. dove l' aratura disperde la progenie su ampio raggio. Introdotto in Nuo va Zelanda. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun mezzo chimico efficace contro l'acetosella.tappezzare vigneti ed oliveti. Queste. ed anche oggi le prospettive sono alquanto aleatorie. Tuberi e bulbi carnosi sono solo versioni migliorate di una gemma radicale. si liberano e cala . Ne è un esempio il topinambur.dalle contrazioni di lungh e radici orizzontali al di là dei bulbilli. che tuttavia si manifesta in tutta la sua eleganza nelle piante acquati che. mentre l'altra avviluppa l'intera Isola Meridionale. a differenza di quello dei porci a dulti. Ne sono esempi certi parenti delle cipolle. e mortali in veste di erbacce. C'è una certa ironia nel fatto che la pianta originaria introdotta nel bacino de l Mediterraneo (a scopo ornamentale a Malta) fosse una forma sterile: la sua inn umerevole progenie non fa semi. e il Chlorophytum elatum. tuttavia. da uno dei su oi mezzi di diffusione . noto come pianta d'appartamento sotto il nome di H artwegia. o possono venir tr ascinati in basso dalle contrazioni del tubero conico carnoso progenitore. Prima che ve nisse introdotta nelle Isole Britanniche. La piantina galleggiante del "morso di rana" emette stoloni che da principi o formano nuove piantine adulte. come nel rovo. che trova una replica nei tropici ad opera della Thladiantha imparentata con le zucc he. Ciò si verifica solo quando si formano virgulti che si s taccano presto dalla pianta originaria. che vengono così trascinati verso l'este rno. sebbene si formino vaste colonie.così detta.ad ese mpio nell'Allium paterfamilias somigliante ai porri . una che avvolge tut ta l'Isola Settentrionale. Chiunque abb ia visto questa acetosella gialla «piè di capra» . La diffusione di questi bulbi sotterranei dal capostipite centrale è causata qualche volta . con bulbilli ad una certa distanza dalla pianta genitrice. E" piuttosto buf fo il fatto che la maggior parte delle infestanti acetoselle sia sfata introdott a in vari Paesi in veste di piante ornamentali. una volta giunte a maturazione. Abitudine condivisa da molti parenti tropicali dei gigari. quei germogli a basse arcate che originano plan tule ad intervalli. e fo rniscono abbondante sostentamento ai rampolli. ivi comprese le attraenti felci ambulanti o adian ti. Esse sono particolarmente efficienti nei terreni coltivati. La sfogliatura non fa che stimolare la produzione di nuovi bulbilli. pescaprae nei Paesi mediterranei. Certe piante primitive possiedono questa capacità. da non lasciar crescere niente altro in mezzo. il rovo a more nere s i è rivelato una delle piante infestanti più maligne del Paese. si renderà conto di come l 'Oxalis pescaprae sia una pianta di successo. il metodo non assicura abitu almente ampia diffusione. Questa progenie. e la gialla O. Varie specie di piante procedono analogamente. resta collegata con la pianta genitrice finché gli stol oni marciscono e. cioè minuscoli bulbi min iaturizzati. e manca poco che sia verità. come nelle fragole. la ficaria e specialmente varie specie di acetosella. Altre producono una massa così compatta di radici. Questa soluzione non è mai sembrata molto felice agli occhi dei giardinieri . ed ha originato la s toria secondo la quale si tratta di due sole piante di rovo. Ad esempio le ortiche. o gettate molto più lunghe che infine si p iegano verso il basso e mettono radici in cima. dove ha trovato condizioni di crescita ideali. alla fine della stagione. da non lasciare ad altri germogli la possibilità di spu ntare. mentre sul finire della stagione nuovi stoloni portano spesse gemme.zie del terreno: tra queste il lampone. la verga d'oro e la canna comune di palud e. In quest'ultima si formano cordoni di 5-10 tuberi lungo i germogli sotterran ei.suini giovani perché il lo ro apparato digerente distruggeva i bulbilli. I bulbilli sciolti vengono dissemi nati tutt'attorno ad ogni tentativo di sradicare la pianta capostipite. quali la rosea Oxalis floribunda in Gran Bretagna. oppure s i sparpagliano sulla superficie asciutta del suolo in estate. che può estendersi per un paio di metri al l'anno. Efficientissime in termini di opportunismo.

me ntre la seconda produce foglioline piatte appaiate. . Queste minuscole piante h anno foglie arrotondate che formano una specie di coppa staccata. La spettacolosa infiorescenz a lunga due metri della imparentata Agave attenuata si piega formando un grande arco. in cui vengono date alla luce forme giov anili perfettamente sviluppate. portando fiori nella metà inferiore e plantule nella parte ricurva superiore . Ambedue si moltiplicano per divisione semplice. come la poa alpina. Alcune delle piante grasse Kalanchoë portano i rampolli attorno ai bordi o sulla p unta delle foglie. quando i gambi annuali cominciano a marcire in autunno. A tutt'oggi non si è riusciti a distrugg ere queste piante con nessun mezzo che non sia quello di spazzarle via meccanica mente. mentre la felce d'acqua preferisce gli specchi d 'acqua tranquilli come quello formato dalla diga di Kariba. I rampolli si formano su certi corti picciòli presso la punta delle foglie cilindriche. la Furcraea foetida del B rasile produce masse di plantule in mezzo ai fiori. e consumano tutto l'ossigeno contenuto nell'acqua. la cui prole compare sulle vecc hie foglie e mette radici non appena tocca il suolo. Parecchie erbe. nel giglio croceo alpino que sto sistema sostituisce spesso completamente la produzione dei semi. e sono stati visti perfino bufali morti sostenuti da queste isole d'erbe. La sassifraga inclinata vive in posti così freddi che n on sempre riesce a fare i semi.no sul fondo. gettando la plantula fino alla distanza di un metro e mezzo. il che a sua volta influisce sull'esistenza del le popolazioni umane che vivono di pesca. alcune hanno nomi pittoreschi quali la sassifraga stoloni fera o «madre di mille». Le agavi muoiono dopo la fioritura. o la Tolmiaea Menziesii o "toccaeattacca". Essi si staccano facilmente al tocco. nella forma introdotta artificialmente. perché questo bellissimo fiore cresce su praterie falciate per la fienagione molto prima che si possano formare i semi. le foglie in via di disfacimento sotto il frondame vivo conferisc ono grande spessore al tappeto vegetale. Non soddisfatta del suo capo fiorale alto sette metri. dove le forme giovanili sono portate da lunghi steli esilis simi. sui quali crescono altre piante. I bulbilli possono avere grandissima resistenza: quelli della poa sinaica possono tollerare temperature di 80 gradi C. come accade in molte cipolle. ed emett ere radici nello spazio di poche ore quando cade la pioggia. e di solito producono anche stoloni vaganti attorno alla r osetta progenitrice. a somiglianza di quanto fanno molte altre piante affini. Naturalmente quando sono in fase gal leggiante possono venir portate lontano dalle correnti d'acqua. per raggiungere la quale possono anche imp iegare parecchi anni. Il giacinto d'acqua. Parecchie felci hanno gemme riproduttive di questo tipo. viene spinta verso il basso: il gambo funziona come un t rampolino. Altra rassomiglianza con i semi si nota nella Ramusatia tropicale. ma in ogni caso restano mucchi di materiale maleodorante a imputridire su lle rive. e scatta in su. ma la Kalanchoë tubiflora dispone di una speciale attrezzatura di lancio. originano pl antule di questo genere. Molte piante di terra hanno parti aeree staccabili. i cui bulbilli sono provvisti di uncini e formano lappole. rappresenta un altro caso di pianta sessualmente sterile. da dove spuntano a primavera. Anche alcune gigliacee producono bulbilli.. queste ultime parzialmente formate. Queste erbe acquatiche non solo rendono i fiumi intransitabili. che possono essere bulbilli. A volte i bulbilli vengono ingeriti dagli uccelli come se fossero semi. Se la colpisce una goccia di pioggia. dove forma densi e c ompatti tappeti lunghi letteralmente chilometri e chilometri. pronte a svilupparsi con foglie e radici. Anche la "lingua d'acqua" emette identiche gemme invernali. ma tolgono loro la luce. Si osservano anche veri parti vivipari. e traversano il loro corpo più o meno indenni: così la pernice di Scozia mangia quelli del "poligono viviparo" alpino. Tra le piante infestanti acquatiche di maggior successo si annoverano il famiger ato "giacinto d'acqua" ed una salvinia appartenente alle cosiddette felci d'acqu a. dove i bulbetti possono sostituire completamente i fiori. in modo che gli animali li possono trasportare a distanza. in modo da distrugge re ogni forma di vita acquatica. ed ha ostruito innume revoli corsi d'acqua tropicali. Il primo ha una vescica gonfia alla base di ogni foglia della sua rosetta.

Il "muschio spagnolo" così diffuso nell'America tropicale . come ben sa chiunque abbia cercato di coltivarle.si moltiplica in parte grazie ag li uccelli che ne usano i lunghi gambi flessibili come materiale per costruirsi il nido. si rompono con estrema facilità. se appena vengono deposti in un luogo fornito di sufficiente umidità. 22. cui questa caratteristica ha valso a nche il nome di «chioccia e pulcini». o per l'urto di un animale. 28. 29. La comunità delle piante. Strangolatori. ad esempio il Senecio o "pian te delle candele". 21. INDICE DEL SECONDO VOLUME.assieme alle Crassulae loro congiunte e ad a ltre piante succulente affini. Milano. carice e co sì via. ad esempio . Alcune specie si affidano alla fragilità dei loro germogli. e riescono a mettere radici dando vita a nuove piante . si tirano dietro la foglia. Alcuni semprevivi formano rosette in miniatura che si staccano con uguale facilità. Girovaghi alla ventura. Prima edizione aprile 1975. pinocchiello. 24. 24. e danno origine a una nuo va piantina. sebbe ne in certe specie esse siano collegate alla pianta originaria a mezzo di uno st olone: è il caso del Sempervivum soboliterum. Guerra dei mondi. 26. *** . parassiti e scrocconi. erb a pignola. Corazza e veleno. SECONDO VOLUME. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". 27. o per un forte colpo di vento. e così fragili che si possono spezzare e staccare. Questa inn ata vitalità è la forza che si agita dietro ogni aspetto dell'opportunismo vegetale. 23. Anche semplicement e giacendo alla superficie del suolo producono radici all'estremità spezzata. che ha giunture così precarie tra un germoglio rigonfio e l'alt ro. e da frammenti di radici di giunco. Uno sguardo al futuro. Bibliografia essenziale. Il tempo assegnato. 30. quello di spezzarsi facilmente. Le piante assassine. Copyright © Anthony Huxley 1974. che si abbarbicano al terreno. Anthony Huxley. Va notata infine la mirabile capacità dei rami spezzati a formare radici. eccetera .Le piante grasse hanno un altro trucco a loro disposizione. si sviluppano radici da ogni punto di contatto. IL PIANETA DELLE PIANTE. come nel salice e nell'olivello spinoso. Un rapporto incestuoso. quando il germoglio più in al to è troppo pesante. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Molte piante a tronco succulento possiedono capacità rigenerative alt rettanto strabilianti.in realtà si tratta di u na bromeliacea di aspetto simile a un muschio . Arnoldo Mondadori Editore. Un a volta caduti al suolo. 19. Traduzione di Lino Penati. 20. Le foglie dei Sedum. Divelti dagli uragani possono venire trasportati a distanza di chilometri dall'acqua di un torrente. Sfruttamento dell'ambiente. L'uomo manipolatore. 18. erba di San Giovanni. Convivenza.rodiola. Gli sfruttati.

Sicur amente esistono piante da giardino d'età veneranda che da secoli vengono perpetuat e dalla mano dell'uomo grazie a loro frammenti. A volte il fenomeno si potrebbe solo definire come una specie di sene scenza. mentre molte piante superiori .può passare quasi un secolo prima che la pianta fiorisca. perché non c'è dubbio che certi cloni coltivati . biologicamente parlando. ma nella maggior parte delle piante «in . Con tutto questo siamo anc ora alle piante che possono frammentarsi e rigenerarsi prontamente. la prima per fabbricare le parti vegetative. Anche nei luoghi dove pia nte del genere si moltiplicano in via vegetativa. la lo ngevità aumenta: le alghe possono avere struttura relativamente primitiva. L'età di certi funghi si può desumere approssimativamente dal di ametro dei «cerchi delle streghe» che formano. ed abbia ora la bella età d i 13000 anni? Stando così le cose. non si può applicare per loro il criterio approssimato usato per la nostra specie.lo abbiamo visto nel capitolo precedente . Tutte le parti di queste piante. e in questi casi di breve vitalità è degno di nota il fatto che tutti i sing oli individui di un clono si estinguono più o meno contemporaneamente. i crisantemi e le dalie delle attuali esposizioni di so lito non vivono più di una decina d'anni.come nelle Puya giganti. per margotta o per innesto. segnatamente d ai virus. perché può derivare da un ibrido o da una forma selvatica speciale. e crescono ogni anno.Capitolo 18. che consente di osservare le sue abitudini di vita separatamen te dalla sua progenie. regolate a volte da circostanze esterne. IL TEMPO ASSEGNATO. per stoloni staccati. Al cune piante d'olivo coltivate devono avere migliaia d'anni. La durata della vita dei minuscoli esserini del plankton si può misurare in giorni o anche in ore . di cui si dice che uno campa «all'incirca una settantina d'anni».conservano una no tevole capacità di rigenerazione. dopo di che la loro vitalità incomincia a declinare.si deteriorano con il passare degli anni. Una pianta biennale impiega di norm a due stagioni per il suo sviluppo. e lo stesso dicasi de i funghi e dei licheni che possono vivere per secoli. Però in molte classi di piante non si manifestano doti intr inseche di longevità. sono identiche all'originale. faccia i suoi s emi e muoia. nonché dalle loro intrinseche caratteristiche. sia che la moltiplicazio ne si faccia per divisione. Qui ciò che conta è la vitalità. come diremo in seguito. Diremo di una pianta di fragola che è immortale solo perché si moltiplica teoricamen te per sempre senza attività sessuale? e lo stesso di una felce aquilina che diffo nde all'infinito i suoi steli sotterranei per la campagna? o di quella colonia d i mirtilli della Pennsylvania che ha un diametro di due chilometri e si ritiene sia collegata con la pianta originaria colonizzatrice.fenomeno che spesso sembra accompagnarsi a un'eccessiva pro pagazione. che talvolta può andare da un anno all'altro. Qualche volta questa decadenza è causata dalle malattie. ed anche nel nostro Paese abbiamo vecchie varietà di meli che hanno parecchi secoli d'età. gemmazione ed altri meccanismi creano tanto rapidamente nuove vi te da altre precedenti. e la seconda per produrre fiori e semi. ma a volte . Si può parlare di longevità in un senso più vicino a quello inteso per le specie anima li a proposito delle piante che abitualmente continuano a dare una produzione re golare di fiori e di semi. Altre piante monocarpiche si sviluppano su tempi più lunghi. nelle agavi e in certe palme . E" nota la longevità di una pianta annuale: si tratta di una stagione di crescita. dove comincia e dove finisce una singola pianta ? Le piante sono troppo varie perché si possa fare la media della loro longevità. c'è spesso una pianta progenitri ce o capostipite.seb bene sia difficile affermare che si tratta di singoli individui quando i process i di divisione. o rappre sentare forse il risultato di una mutazione: magari non si potrebbe ottenere pro genie uguale dal seme.e sicur amente altri spontanei . a volte invece probabilmente dall'instabilità ce llulare che altera il numero effettivo dei cromosomi man mano che la pianta cres ce e si moltiplica . Ma non appena si passa alle piante multicellulari. Naturalmente è interesse del giardiniere o del coltivatore propagare un dono finché esso resta vi goroso. Talvolta ques to processo è rapidissimo. quando non si tratta addirittura di un tipo sterile. ma un s ingolo esemplare può svilupparsi per un tempo notevolissimo. nonché di formazione di gemme o di piantale.

come fanno le piante grasse o i bulbi . gli alb eri vengono spezzati o abbattuti dagli uragani. Come in questi. della felce aquilina e del rovo a more nere . E" stata avanzata anche l'ipotesi che alcune Cycadine pos sano avere quasi 14000 anni. si è costretti a chieders i se circostanze del genere non possano essere imposte da circostanze esterne. come quelle dei mirtilli americani. La morte avviene sicuramente per la sopravvenuta incapacità di procurarsi altro nu trimento dal suolo. Le specie relativamente delicate periranno se verrà una gelata ecceziona le. se l'acqua è salata o altrimenti miner alizzata. Molti giardinieri avranno visto tronchi appiatti ti o multipli riuniti a fascio: il processo può estendersi anche ai fiori. in cui il centro del fiore stes so è pieno di petali in numero superiore al solito. Naturalmente i risultati sono apprezzati dai giardinieri: molti dei l oro fiori doppi hanno aspetto più vistoso e durano di più. che ci da la registrazione visibile dei suoi anelli. che ulivi apparentemente del tutto morti so pra il livello del suolo poterono rispuntare dalle loro enormi vecchissime radic i. o magari anche da radioattività. e a volte sono anche molto più grandi: l'esempio più no tevole ci è offerto dalla digitale purpurea pelorica. e felci crestate si ritrovano allo stato libe ro e sono apprezzati dagli amatori. Le piante possono perire in conseguenza di una s iccità inaspettata. malattia e morte. Nella peloria i fiori normalmente irr egolari diventano la regola. Il fenomeno della fasciatura o affastellatura è causato da una lesione o affezione che danneggia un momento della crescita.feriori» non se ne ha prova alcuna. quale quella dei raggi cosmici. colpiti dal fulmine. potrebbero avere le maggiori probabilità di esistenza lunghissima. che all'analisi del radiocarbonio-14 rivela di avere più di 7200 anni di vita. inceneriti dal fuoco. Cacti fasciati o «crestati».nel quale caso le alghe. Esempi ben noti ai floricoltori di mostruosità sono le margheritine a capolini multipli e la calendula di Scozia. e si ritrova di rado nelle piante erbacee. originando talvolta la formazi one di un fiore all'interno di un altro. ma a volte accade quanto si è osservato in occasione dell'ultima disastrosa on data di gelo nei Paesi mediterranei. ma sono più curiose che nocive. spesso in una strana foggia di cresta di gallo. Ciò detto. palme ed altre piante monocotiledon i che non formano anelli annuali di crescita. il cui numero si moltiplica enormemente oltre la quantità normale. e dalla fillodia dove i fiori sono sost ituiti da foglioline ridotte. Può colpire un solo germoglio di una pianta per il resto normale. Un'alluvione può asfi ssiare le radici o semplicemente ucciderle.in realtà per inedia. ma essa può essere d'origine meccanica. o derivare da sostanze chimich e quali i diserbanti selettivi. ma l'ipotesi appare improbabile. come qualche alga gigante del Pacifico. nella quale i fiori superior i vengono sostituiti da un unico grandissimo fiore campanulato. L ogorio e lacerazioni ad opera di elementi esterni entrano pure in gioco. letteralmente nutrite dall'acqua ch e le circonda. spesso è impossibile identificarne la ca usa esatta. e raramente ne menomano il vigore. Ora si crede che il primato di lon gevità di una pianta singola sulla Terra .all'opposto delle colonie collegate e i n espansione continua. seguita dai 5000 anni del pino a pigne ruvide o Pinus arista ta americano. e di fillodia la p iantaggine maggiore nella varietà a rosetta. sepolti dalle frane. Si classificano come affezioni teratologiche . cioè mostruosità o malformazioni. in cui minuscoli flosculi supplement ari si formano attorno al fiore normale. Piante così smisurate indubbiamente muoiono di pura vecchiezza: hanno un limite ma ssimo condizionato dall'accumulo di prodotti di rifiuto e dal declino del ricamb io a somiglianza di quanto avviene negli animali.piante erbacee che non hanno tronco. e ciò vale anche per un gran numero di piante «sup eriori» . p articolarmente dallo sfruttamento al massimo limite possibile del terreno su cui cresce la pianta . certe liane dell'America Meridionale o certi cocchi d elle isole Seychelles. di estendere ulteriormente le radici . q ualche dracena di Sumatra.spetti alla pianta giapponese di Cryptomeria japonica d ell'isola di Yakusima. Alcune malattie interne possono colpire le piante.non dispo ngano di riserve speciali e di accorgimenti per conservarle. Altre manifestazioni m ostruose sono i processi di proliferazione. Le altre alterazioni mostruose derivano dall . con un conseguente effetto a «manicotti c oncentrici». ma è possibile che esistano piante in realtà più vecchie. Ogni tanto si ve rifica spontaneamente il «raddoppiamento» dei fiori. esistono anche nelle piante invecchiamento. a meno che .

le sostanze chimiche emesse dalle radici stimolano le uova ad aprirsi. C 'è inoltre una moltitudine di limacce. di solito in via vegetativa. molte delle quali trascorrono sotto terra g ran parte della loro vita. ma ta lvolta anche con i semi. ed ogni associazione tra una data pianta e un determinato insetto provoca la formazione di galle diverse e riconoscibili . cimici farinose. Quando la pian ta muore. trasformandole in «cellule di scambio» che affrettano il passa ggio del flusso di linfa al nematode ogni volta che questo vuole mangiare. ingiallisce e non serve più a nulla. che resecano parti intere di foglie. Oltre a questi fattori di rischio «naturali». Le anguillule entrano spesso nei tessuti delle piante e si muovono all'interno di esse. Meno noto tra questi dannosi succhiatori è un minuscolo verme nematode detto angui llula. la distruzione della vegetazione ad opera di nuvole di cavallette è un avvenime nto scontato dell'esistenza nel Medio Oriente e in Africa: dobbiamo solo rilegge re quanto è scritto nell'Esodo biblico: «Coprirono la faccia di tutta la terra.. che possono raggiungere la lunghezza di 25 centimetri. Un acaro rosso invisibile ad occhio nudo si moltiplica così in fretta che in breve tempo la foglia infestata non ha più linfa. Un numer o incredibile d'animali vive a spese delle piante. E" stat o accertato che la specie che attacca le patate induce la pianta a modificare le sue cellule esterne. Particolare voracità hanno l e chiocciole tropicali. dando il via a una nuova invasione. Altri animali nocivi fin troppo noti sono i bruchi che scavano gallerie tra le d ue facce fogliari. la crescita s'arresta quando la la . e questa sfogliatura può anche uccidere gli alberi: le conifere sono particol armente sensibili. nonché nelle piante quando vi fanno il loro ingresso: ne sono stati trovati due milioni in una sola cipolla. Problemi d'importanza relativamente minore vengono causati da insetti come i fil lotomi. vermi nematodi. Talvolta. ma non appena arrivano nelle vicin anze le radici di una specie vegetale adatta. le femmine producono uova all'interno del loro corpo.. quando si verifica un' invasione di processionarie in un bosco. le piante hanno molti nemici. e tutt i i frutti degli alberi. dai minuscoli acari. che spesso abbatte gli alberelli per impadronirsi delle fronde. si può sentire il rosicchiare di migliaia di minuscole mascelle e l'incessante caduta degli escrementi e rifiuti degli in vasori. il quale è un commensale sprecone quanto nessun altro.chiocciole e lumaconi . I bruchi possono spogliare fino all'ultima foglia una foresta o un frutt eto. divorarono ogni filo d'erba della terra. ed hanno tutti poderosi stilett i cavi per penetrare nel tessuto fogliare e suggerne i succhi.attaccano le piante in gran numero c on la loro lingua a raspa costantemente rinnovantesi. che comprendono afidi verdi. Possono essere prese nti in numero astronomico nel terreno. anch'esso dotato di uno stiletto perforante. zecche. Anche i molluschi . in m odo che il paese ne fu oscurato. quindi muoiono a loro volta e la cute si trasforma in un guscio duro o cisti. neri e lanosi. co n conseguente distruzione dell'habitat della fauna selvatica. Ne risulta una situazione che può dare il via a una reazione a catena per cui cresce notevolmente il pericolo degli incendi e dell'erosione. insetti simili a scaglie c he s'insediano in un posto come minuscole cozze. rossi. Ne ssun giardiniere ha bisogno di essere messo al corrente dell'esistenza di questi succhiatori di linfa.e mutazioni genetiche e si possono propagare. affiorando in superficie di notte per mangiare: a tut t'oggi è virtualmente impossibile distruggerle. Queste sono costituite da corpi di tessuto plan tare di forma e dimensioni assai varie. Da quando l'uomo ha cominciato a coltivare specie vegetali per averne un raccolt o. Talvolta le galle non cominciano a svilupparsi finché la larva non sia sgusciata dall'uovo e non abbia cominciato a mangiare. che reagisce formando galle. o sventra i tronchi come quelli del baobab per averne i succhi (i quali sorprendentemente contengono un'alta percen tuale d'acido tartarico e sembrano particolarmente apprezzati dall'elefante). insetti fino agli animali erbivori che vanno dai lumaconi all'el efante. mentre grossi bruchi in superficie ed altri filiformi sotto t erra rodono voracemente i tessuti delle piante. Queste cisti posso no restare inerti nel terreno per molti anni. e non rimase alcuna verzura sugli alberi o sulle erbe dei campi per tutta la terra d'Egitto». per rivestirne i nidi in cui depong ono le uova. Molti insetti depongono le uova direttamente nel tessuto della pian ta. cimicioni somiglianti a bottoni o capsule.

che in realtà di solito si limi tano ad uccidere gli alberi quando già stanno per andarsene. per cui la piant a non ha possibilità di scampo. I funghi danneggiano o distruggono ogni anno almeno il 10% delle coltu re di tutto il mondo.altri funghi saprofiti non tardan o ad aggredire il legno morto. Si parlerà più estesament e di queste piante in seguito. rappresentato da un «orecchione». per cui ogni anno vanno perduti almeno t re milioni di metri cubici di legname. mentre l' uovo e la successiva larva dell'insetto possono trovarsi nei tessuti o alla supe rficie della pianta. e in misura assai minore dell'edera. dove un tempo formava grandi foreste. A volte sono molt o elaborate. con trabeazioni irraggianti da una capsula centrale concamerata. come è il caso dei Ficu s soffocanti. L'insetto procaccia rifugio e provvista di cibo alla sua prole. e impedendo ai vari sistemi circolatori di convogliare acqua e nutrimento come inv ece dovrebbero. Il castagno è stato completamente annientat o nelle regioni orientali del Nordamerica. Nelle fore ste tropicali la decomposizione è rapidissima. tazze o sfere. ma non si accon tentano di attingere nutrimento dalla pianta ospitante a somiglianza del vischio . mentre nei climi freddi e asciutti il legno può durare per secoli. mal della golpe e così via. sui tronchi o sulle radici. ho contato più di 30 specie di tali funghi. spesso in misura totalmente sterminatrice. che succhia la vita di interi raccolti di fagioli o di trifoglio. ma quando so no molto numerose possono indurre la pianta a dare fiori e frutti con una prodig alità innaturale. e abitualmente rappresentano il sintorno i nfallibile della presenza di un nemico insanabile all'interno dell'albero.che di solito viene abbattuto da un uragano e mostra la parte centrale fradicia . sia che si tratti di un albero caduto. il legno morto emana sos tanze volatili che favoriscono effettivamente la crescita dei funghi. Su un tronco di faggio. Nelle regioni tropicali le onnipres enti termiti sono le prime a trarre vantaggio dal legno ucciso da un fungo. oppure prolungati. ad opera di funghi. Una v olta che hanno finito di uccidere l'albero . carbonchi. come nel vischio e nella maggioranza delle specie parassite arboree . e si ritrovano ben presto in ogni parte di un albero malato. ne distruggono invece attivamente le strutture interne. Il vig ore riproduttivo di questi funghi si calcola in cifre astronomiche: un centimetr o quadrato di una foglia di rosa colpita dalla ruggine può produrre mezzo milione di spore. se i coltivatori non ricorrono ad opportune contromisure. Altre s pecie avviluppano le piante ospitanti fino a farle morire. I funghi aggrediscono gli alberi vivi.rva s'impupa.dov'è nell'interesse della specie parassitaria ch e la pianta ospitante resista per un periodo ragionevolmente prolungato. dove si sviluppa la larva. Mol to di rado queste galle provocano danni seri alla pianta ospitante. della sua ceppaia o di legname tagliato.così detto perché annerisce le foglie come se fossero bruciate . rammollendo il legno i n modo da facilitare l'accesso agli insetti e ad altri distruttori secondari. il mal del carbone . come nel caso dell'orobanche. Questi funghi hanno grossi corpi fruttificanti . dove le galle sono costituite da sfere cave all'interno. I funghi sono i distruttori principali del legno morto. oltre al fungo assassi no originario. Le galle possono presentarsi come ispessimenti. pieghe. La formazione delle galle sembra rappresentare in gran parte la reazione della pianta intesa ad isolare il parassita con le eventu ali sostanze tossiche prodotte.gli «orecchioni» ch e compaiono all'esterno degli alberi. le galle hanno accrescimento limitato e non sono di natura tumorale. come se la pianta ospitante avesse il presagio di poter morire. Certe piante parassitano altre specie vegetali con risultati paurosi e talvolta rapidi. peri ed altri alberi della fam iglia delle rosacee sul continente europeo. Le spore fungine vengono trasportate diffusamente dall'aria. Anche i funghi minori attaccano le piante più tenere con un assortimento terrifica nte di ruggini. anch'essi sono parassiti. e su quest'ultima sede sono opera tipica di nematodi od acari. e la loro leggerezz . pochi mesi dopo che era c aduto al suolo.ha ucciso moltissimi meli. e attaccano in uguale misura anche il legname: si calcola che nei soli stati dell'Oregon e di Washington non meno del 35% degli abeti bian chi sia colpito da ruggine vescicolare. ad esempio quelle dei liquidambar delle parti occidentali del Norda merica. Possono spuntare sulle foglie.

Perciò è stat a formulata l'ipotesi che la ruggine dei cereali in America venga portata dai me rli che cominciano a migrare nel periodo in cui le ruggini sono infettanti nel M essico. e le misure di difesa antibatteriche sono ancora più difficili da attuare che non nel caso dei funghi. abitano . Recentemente è stato dimostr ato che anche gli uccelli possono trasportarne in misura assai grande. è impressionante la loro rassomiglianza con certe for me cancerose delle specie animali. sono in grado d'invadere le cellule e moltiplicarvisi. che si sv iluppano più rapidamente dei tessuti normali. o possono i nvadere le radici. trasmettendo contemporaneamente malattie ed infe zioni come nel caso dei virus. spesso angariando seriamente le piante e quasi invariab ilmente indebolendole. Tuttavia i nemici più insidiosi delle piante sono costituiti dai virus. I virus attaccano . Anche i batteri provocano malattie delle piante che possono avere esito letale. talvolta modificando evidentem ente la sostanza del nucleo. e il loro passaggio diretto a nord attraversa in pieno le principali reg ioni cerealicole degli Stati Uniti e del Canada nel volo stagionale di ritorno.quasi ogni genere di piante. o la puccinia. pomodori e molte altre p iante. ma di solito si rinvengono soltanto nelle cellule. si prese ntano come escrescenze irregolari di aspetto e comportamento tumorali.definite con il termine appropri ato di «scope delle streghe» . Per lo più vengono diffusi da una pianta all'altra ad opera d'insetti che succhiano la linf a. che colpisce tabacco. Anche in questo caso questi organismi elementari possono pr ovocare la formazione di galle. ma anche con le dita. ma separate da pareti di quarzo. Pare possibile che la germinazione delle sp ore fungine e il loro successivo ingresso nei tessuti attraverso i pori siano re golati in parte dalla concentrazione gassosa in prossimità delle aperture. di solito solo se la pianta già infetta viene lesionata d all'esterno. Se mpre causate dai funghi sono certe formazioni . Questi ess eri piccolissimi. i cui sintomi si manifestano con l'avvizzimento delle foglie. Le galle possono essere provocate anche dai funghi: alcune forme costituiscono a ffezioni serie come la melanomicosi delle patate.o se preferite. si può trasmettere alle piante dopo che le dita hanno toccato sigarette inf ette. Le galle della corona possono ca usare la morte della pianta. di modo che le cellule assumono un comportamento an ormale. I funghi possono entrare nelle piante attraverso lesioni del tronco. Di tanto in tanto provocano la formazione di galle legnos e dall'aspetto tumorale. è stato dimostrato c he l'affezione colpisce allo stesso modo parecchie piante che non hanno affinità t ra loro. Note con il nome di galle della corona. Alcuni funghi sembrano veramente conoscere la «parola magica» che consente loro di aprire i pori delle foglie. di cui in passato si è dubitato che avessero la «vita» stessa. Certi virus delle piante si trovano nel terreno e possono infettare dire ttamente le radici. che le copre di escrescenze sc ure. accelerandone così l'essiccazione. Può capitare saltuariamente che essi vengano diffusi anche per mano d'uomo. Si crede che ciò possa moltiplicare il nu mero delle divisioni cellulari. come quando un'intera serra di pomodori viene pacciamata e spollonata a m ano.a garantisce la possibilità di coprire grandi distanze. Le galle secondarie che insorgono su lle piante infestate sembrano causate da sostanze chimiche formate nella galla o riginale e fatte circolare attraverso la linfa. invece il virus "nicotiana". ma prove comparate con pian te non infette hanno dimostrato che queste infezioni virali dissimulate riducono .e rigonfiamenti che compaiono sul tronco degli alberi .ora usata pe r far appassire artificialmente l'erba medica. da nematodi sotterranei analoghi succhiatori di linfa. e a ggredisce i cereali dopo aver formato galle a coppa sulle piante di crespino. un fungo che compie lo sviluppo su due specie ospitanti. e talvolta dagli uccel li. in modo tipico con gli attrezzi usati per l'innesto e la potatura. Cellule sane sono state infettate da virus di cel lule infette loro vicine.la fusicoccina . ed è stata isolata dal fungo una sostanza . Talvolta non si hanno sintomi visibili. e talvolta contorcendone le fronde o i tronchi (esiste una curiosa malattia da virus che colpisce i meli e s i dice «del legno gommoso»). Sembra che le specie fungine che attaccano le foglie vi entri no attraverso gli stomi respiratori. Ciò accade sicuramente per il cancro dei mandorli e dei peri. Alcune ricerche russe hanno suggerito l'ipotesi che le cellule comunichino tra loro emettendo raggi ultravioletti. spess o conferendo loro aspetto macchiettato o screziato.

e sono sopravvissuti fino ad oggi nonostante il nemico che portano in corpo. come è possibile combatterli nelle specie animali q uando non ci siano di mezzo i virus. che prima si credeva dipendesse dai virus. talvolta anche in concorrenza con i parassiti d elle piante. I micoplasmi rappresentano le più piccole cellule note a moltiplicazione spontanea. Bizzarri. ma alcuni riescono certamente a degradare il rivestimento ceroso de . Con il morbo degli olmi.sono responsabili di un gruppo di affezioni delle piante n ote con il nome collettivo di «giallume». Questi tulipani sono tra i più vecchi coltivati che si conoscano. e pertanto produca al di sotto delle capacità potenziali. E" stato scoperto di recente che altri organismi già noti soltanto negli animali. perché risalgono ai primi anni del diciassettesimo secolo.funghi microscopici. e. Virus. come uno scarabeo che abita la corteccia degli alberi e diffonde «il morbo olandese degli olmi». possiedono soltanto un quinto dei loro geni. le cui larve scavano gallerie nella co rteccia. eccetera. stimolando nei cons umatori la formazione di organismi antibioticoresistenti. a tutt'oggi la linea d'attacco principale contro i micoplasmi deve sviluppars i contro gli insetti contagianti. Il morbo uccide bloccando i canali che distribuiscono la linfa all'albero. A somiglianza dei virus. ritardo ed anomalie della crescita e specialmente produzione di foglie invece di fiori. il quale provoca serie perdite in colture importanti e disparate quali cocco. dove i fiori sembrano portare spruzzi o pennellate di alt ri colori. Bybloe m. sebbene assomiglino ai batt eri.che vivono sulla superficie delle foglie. e possono vivere delle sostanze contenute nel rivestimento esterno originario delle foglie. Normalmente risiedono nei tubi cribrosi delle piante. Abbia mo già osservato che le malattie da funghi possono essere veicolate dagli uccelli. Si sa già che certi virus delle piante possono moltiplicarsi nel corpo degli insetti che li propagano. Essi causano l'ingiallimento delle foglie. E" stata formu lata l'ipotesi che forse non esiste un solo vecchio albero da frutto che non sia infetto da virus. le spore vengono trasportate nella massa dei peli sensoriali situati attorno alla testa ed alla bocca dei giovani scarabei. I virus hanno dimensioni ultramicroscopiche. agrumi. come nel caso dei tulipani battezzati dagli amatori Rembrandt. quali i micoplasmi e gli spiroplasmi . Un'analoga associazione tra scarabeo e fungo è colpevole della morte di m olti faggi delle Isole Britanniche. sviluppandosi entro la sostanza viva. In certi casi è possibile controllare questi organismi insidiosi con gli antibioti ci della serie tetraciclinica. sono c omparsi ceppi più virulenti di quelli segnalati in precedenza. micoplasmi e spiroplasmi sono esempi classici di organismi virulenti tras messi da una pianta all'altra quasi esclusivamente ad opera degli animali. E" quasi impossibile distruggere un virus una volta che una pianta è infetta. Naturalmente esistono virus delle specie animali come ne esistono per le piante. e che entrano in gioco altri animali. ma esiste una moltitudine di organi smi appena più grossi . ma a l capitolo 28 si descrivono alcuni mezzi per metterli nel sacco. tra l'altro. Come nel caso dei viru s. ques ti organismi vengono diffusi normalmente dagli insetti e dalle loro punture dopo aver soggiornato su piante o raccolti infetti. Forse va anche tenuto presente che certe piante ornamentali variegate e screziat e devono la loro decorazione supplementare a un virus che non le indebolisce olt re misura. i vi rologi hanno dimostrato recentemente che alcuni virus degli animali e delle pian te hanno tra loro una forte somiglianza superficiale. Essi non sono parassiti diretti né vettori di malattie. Vedi caso. tanto che certi virus dell e specie animali possono colpire le piante. malattia che attualmente sta decimando gli olmi d'Inghilterra e d'Europa. Con questo non s'intende dire che gli antib iotici rappresentano il rimedio per le colture infette: un trattamento del gener e sarebbe costoso e potrebbe originare residui indesiderati. dell e piante. mentre in certi casi si ottengono buoni risult ati con il trattamento al calore. o citoplasma.effettivamente l'accrescimento e la resa economica delle piante. che riescono ad inf ettare varietà di olmi allevati appositamente per la loro resistenza. batteri ed alghe unicellula ri .uno dei quali causa la pleuropolmonite i nfettiva dei bovini . fermenti. cotone e riso. e a volte posso no anche portarli a morte. e causandone così la morte per inedia.

o può sventrarla senza ombra di rimorso con le ruspe per costruire città. Anthony Smith h a descritto una foresta di questo tipo in "Mato Grosso" con questi termini: "Per molti aspetti si tratta di una foresta della morte. Il capitolo 25 da una descrizione esauriente del la loro corazzatura e dei loro veleni. perché ogni albero si appoggiav a a quelli vicini e non era in grado di stare ritto da solo. Alcuni alberi alti. Naturalmente l'uomo è tra i nemici principali delle piante. spesso aiutato dal bes tiame domestico: egli se ne serve per ricavarne cibo e una varietà grandissima di altri prodotti utili. Vi sono grandi tronchi morti. Certi orga nismi trasudano sostanze che favoriscono la crescita e presumibilmente possono t urbare l'accrescimento delle piante. mentre molti alt ri utilizzano i materiali che trapelano dall'epidermide della foglia. un alb ero dalla corteccia intatta come un abete di Norvegia. vivi e prosperi in cima. Ne tratterò più estesamente alla fine del libro. che si ram ificano per ogni parte della pianta. Per una ragione o per l'altra gli alberi delle foreste tropicali possono essere debolissimi. E" stata avanzata l'ipotesi che si tratti di sottoprodotti. di gomme e di resine. e le spoglie dei giganti della foresta di un tempo. con conseguente aumentata fuga di umidità. o con un duro involucro che rinchiude un interno cavernoso. per cui la resina ad esempio fungerebbe da veicolo delle eccedenze di carboidrati. o sorprendentemente ritti se nza alcun sostegno. spesso antichi di millenni. E" in gran parte colpa dell'uomo se le piante si estinguono. senza dei quali non avrebbero potuto usare i loro arnesi di lavoro.lla cuticola fogliare. . con l'interno sano. aeroporti.endemiche locali -siano comunque da ritenere già condann ate per un complesso di fattori d'ogni genere. e indirettamente l'uomo le può anche distruggere con i sottoprodotti delle sue attività. ma po ssono rivelarsi indifese . cioè con l'inq uinamento mediante fumi e scarichi..contro un attacco combinat o delle cavallette o dell'uomo. C'è tutta un'in tera serie di olii. Le piante dispongono per la verità di certe difese contro i nemici naturali. D'altronde è dimostrabile come questi prodotti ve ngano eliminati attivamente dalla pianta con modalità evidentemente escretoria: co sì un comune ginepro può perdere fino a 30 grammi d'olio etereo al giorno. E" difficile trovare anche una sola foglia int era: ci pensano gli insetti". molli e polverosi all'esterno. distesi o appoggiati ad altri tronchi vivi. Nelle piante esistono certe sostanze a funzione non sempre chiara. strade. con foglie non mordicchia te e corrose. più che del trionfo della vita che ci si sarebbe aspettati sorvolandola dall'alto.e il fatto non sorprende . Un amico mi ha riferito di aver osservato squadre di forestali nell 'Ecuador mentre si tracciavano dei passaggi in una foresta. Anche nelle foreste tropicali allo stato naturale questo mio amico notava il rumore quasi ininterro tto degli alberi che cadevano. mentre l' albero della gomma emette fino a 50 grammi di zucchero dai nettarii situati all' esterno dei fiori. E" altrettanto po ssibile che costituiscano una riserva di nutrimento. di lattici o linfe ad aspetto latteo. Bisogna inoltrarsi nella foresta tropicale per rendersi conto del peso bruto del l'attacco sferrato alle piante vive dagli organismi antagonisti. per cui sembra probabile che questo esercit o insospettato di minuscoli occupanti abusivi affretti il processo d'invecchiame nto delle foglie. sebbene certe speci e a limitata diffusione . Si desidera trovare un albero intero. Il giornalista di viaggi Brian Jackman descrive questa foresta definendola piena di «un acre odore di serra. L'apparato potrebbe sembrare troppo complicato p er semplici prodotti di rifiuto. come nelle foglie di conifere provviste di speciali canalicoli resiniferi. Le piante che producono res ina o lattice hanno canali appositamente riservati a queste sostanze. fe rrovie.. si sostengono su tronchi mezzo marci. Può adottare i metodi culturali del disboscamento e dell'inc endio per procurarsi temporaneamente aree coltivabili nel cuore di una foresta. di piante che imputridiscono e si rigenerano in una specie d'interminabile anarchia di foglie». Le foreste sono i suoi obiettivi in guerra. Ci sono i fradici rami bassi. Nello spazio di 24 ore questi an gusti corridoi erano disseminati di alberi caduti.

spesso basta il gelo a ridurne i tessuti in poltiglia. Anche il più gran de albero di una foresta si dissolve a poco a poco. quando i l vecchio albero muore e marcisce. fa pensare che la gomma si produca con processo naturale alla caduta delle foglie. Quest'ultima trattiene l'acqua. Può accadere che un albero in disfacimento fornisca un asilo e un vivaio per giova ni rampolli di propria ed altrui specie. Le piante tenere diventano terra nella terra molto più in fretta. Un antenato di Galileo già notava questo fatto scrivendo nel 1424: «Il legno del l'albero è un'immagine della speranza: ferito. e a suo tempo spuntarono nuovi ra mi. dove i detriti a fior di terra costituiscono un severo impedimento p er i germogli d'albero. Il fatto potrebbe anche spiegare perché la Cryptomeria japonica nel le regioni calde del Giappone contenga resina in quantità sette volte superiore ri spetto agli esemplari della stessa specie che crescono nelle regioni fredde. Nell'isola giapponese piovosissima di Yakusima i semi ge rmogliano spesso sui rami più alti degli alberi vivi più annosi. oppure si mettono a far spuntare gemme latenti sulle radici. finché non si s corgono plantule che spuntano da un tronco caduto e mezzo fradicio.Una recente indagine condotta sugli alberi tropicali che producono gomma. altro non è che lattice essiccato essudato dalle fessure pra ticate nelle capsule seminifere dei papaveri. come ben sa chiunque abbia fatto un mucchio di terriccio e strame per mutarlo in concime. e lo stesso fanno spessissimo gli alberi mozzati o spezzati. erompe in foglie e si ricopre nuova mente». e anche gli steli fibrosi marciranno molt o presto. polverizzato dagli insetti. di modo che. Un posto not evole per osservare questo fatto è l'Olympic National Park nella parte nordocciden tale degli Stati Uniti.specialmente nelle piante le gnose . Il mucchietto di terriccio e strame ci ricorda come i resti delle piante morte n . e perciò non soltanto sigilla le lesioni inferte alle capsule. Questo processo tuttavia rich iede tempo. impede ndo l'ingresso alle spore fungine. ma si tratta di eccezioni. La maggior parte delle gomme «lega» dal 12 al 15% d'acqua. Il lattice esposto all'aria indurisce seccando. ai batteri e agli insetti. e costituisce un'operazione di restauro a lunga scadenza più che un ra pido mezzo di chiusura protettiva. Si trovano tronchi d'albero conservati nelle torbier e. che sono alberi tipici dei climi fr eddi. conservando l'acqua all'interno dei tessuti della pianta. il che è un fattore di evidente importanza ad esempio per le acacie che vivon o nei deserti. e l 'idea calzerebbe a proposito delle conifere. compre si quelli del vasto gruppo delle acacie. ed altri che si sono fossilizzati. p erché sovente è biodegradabile. Una pianta morta di solito svanisce rapidamente e silenziosamente dalla scena. e altrettanto indubbiamente sigillano rapidamente le lesioni. l'oppio allo stato originario. ciò s ignifica che un albero provvisto di gomma nel sistema non si dissecca mai del tu tto. Le piante dispongono anche di sorprendenti poteri di rigenerazione quando vengan o danneggiate. In ogni caso le ferite vengono richiuse alla fine . Ricordo di avere visto durante l'ultima guerra alberi che. dai funghi e dai batteri che si nutrono delle sue spoglie. e i giovani rampoll i calano le radici lungo la corteccia dell'albero «ospitante». avevano perduto tutte le foglie e la maggior parte dei rami. nelle foreste dei climi temperati si po ssono trovare file diritte di alberelli che riescono inspiegabili. Già si è fatto cenno agli ulivi colpiti dal gelo che germogliano dall e radici. mentre resine e gomme formano una massa appiccicosa che indurisce con il tempo. dopo poche settim ane i tronchi erano ricoperti di foglie nuove. si ha l'impressione che quello nuovo cresca s ui trampoli. specialmente delle piante legnose. che è uno strato sugheroso formato d alle cellule del cambio subito sotto la corteccia. Ci penseranno presto i vermi e gli altri animali grossi e pi ccoli che vivono nel terreno. Queste gemme latenti si trov ano nei punti più imprevisti.dalla formazione del tessuto calloso. Alcune di queste sostanze rendono le piante indubbiamente sgradite al palato deg li animali. ma protegge anche i t essuti danneggiati da un nocivo disseccamento. Ma si è pensato anche che la resina aumenti la resistenza della pianta al freddo. in seguito alle esplosioni delle bombe . l'unica foresta piovosa delle regioni temperate esistent e al mondo. con il suo aspetto di polvere granulosa.

come si diceva allora . ha tanto successo da riuscire ad occupare più di una p iccola frazione di tutto l'habitat possibile. rendendolo spugnoso ed atto a ritenere l 'acqua. si d ice ecologia. Lo studio di questi fattori. ha composizione collo idale o gelatinosa. Invece nessuna alga è riuscita a t rovare una nicchia abitabile sulla terra asciutta. ma in generale le piante dei climi temperati non crescono nelle regioni tropical i.o oecologia. la correlazione tra gli organismi conviventi nella stessa loc alità. Certe piante hann o un margine sufficientemente ampio di tolleranza al variare della temperatura. ad esempio la talassi a o «erba delle testuggini marine».Di mo do che esistono ambienti apparentemente impenetrabili dove invece riescono ad in trodursi piante esteriormente inadatte. altre sono invece individualiste. e . con le modificazioni che assu mono nella lotta per l'esistenza.e infine l'azione esercitata dagli organi smi viventi. comprese le altre piante (fattori biotici). e non costituisce blasone lo stato raggiunto da una pianta nella scala evolutiva." I fattori che influenzano le piante si dividono in quattro gruppi principali. Qualche altra pianta superiore forma grandi comunità in posti dove si crederebbe possano vivere solo alghe marine. con le condizioni organiche ed inorganiche dì vita. per cui abbiamo piante che prosperano nel calore soffocante dei t ropici ed altre che allignano in condizioni di freddo intenso. Alcune vivono raggruppate in comunità della propria specie. Fattori esterni concorrono a limitare le possibilità potenziali di diffusi one d'una pianta. cioè in una sostanza la cui struttura chimica a tutt'o ggi non è stata accertata dalle ricerche.così solo certe alghe verdiazzurre riescono a resistere a temperature superiori ai 55 gradi C. questa materia organica decomposta termina la sua carrie ra trasformandosi in humus. che in sostanza significa il rapporto degli organismi viventi con l'ambiente nel suo complesso. e così continua il ciclo della vita. Infine i batteri scindono l'humus nelle materie chimiche elementari che ven gono assorbite dalle piante come nutrimento. quali la Posidonia oceanica.. e viceversa per le specie tropicali. ma solo quando il calore viene moderato dall'altezza sul livello del mare. per cui si rigonfia quando è bagnato e si contrae quando è asciu tto. e cioè: clima . .utrono la generazione ventura. sebbene esistano specie che r iescono a sopravvivere con immersioni giornaliere del 5%. Nessuna pianta. pianta «super iore» che forma intere praterie nel Mediterraneo fino alla profondità di 60. Capitolo 19. d'altronde. Non esiste discriminazione di alcun genere nel mondo vegetale. perché si sono ridotte in elementi utili.. il loro adattamento all'ambiente circostante. LA COMUNITA" DELLE PIANTE. esso riveste le particelle del suolo ed ha importanza fondamentale per mant enere la buona consistenza del terreno. tuttavia. i diversi gruppi di piante si mescolano l iberamente. influenzandosi a vicenda in vari modi. Socialmente. il quale ha scritto ch e l'ecologia . L'humus. La variabilità del clima mondiale significa anzitutto possibilità di divari enormi d i temperatura. che consentono scambi assai più ampi di quelli che av vengono tra i giocatori su un campo sportivo durante una partita di calcio. ma ciò nonostante zolloso e accessibile e invitante all'avanzata delle rad ici. Alcuni habitat so no fisiologicamente impossibili per quasi tutte le piante . se non sessualmente. mentre un gran numero di fattori può agire ed interagire per def inire la posizione di una data pianta nel mondo. ed ecce zionalmente di 100 metri.era "la conoscenza della somma dei rapporti degli organismi con il mondo esterno cir costante. la cosiddetta "econo mia della natura". Per una definizione più comprensiva potremmo adottar e quella datane dal grande biologo tedesco Ernst Haeckel. qualunque esso sia. Risultato ancora più apprezzabile. e la Cymodocea. quelle più diffuse sono le piante molto adattabili e cap aci di migrare o di approfittare delle occasioni offerte dalla dispersione occas ionale. Si possono coltivare rose e mele in Afri ca. anche se alcune hanno grandissima diffusione in certe aree.caratteristiche fisiche e topografiche (o fìsiografiche) .caratterist iche del terreno (condizioni edafìche) .

a seconda che la pioggia sia distribuita uniformemente durante le stagi oni. per cui scalare una montagna sortisce pressappoco l'effetto che si ottiene migrando verso il Polo. I tipici eucali pti resinosi rappresentano un'esca tra le più infiammabili al mondo: producono inf atti grandi quantità di foglie.tutti combustibiliss imi . in cui bruciarono ben 300 mila ettari di foreste in località q uasi inaccessibili nei monti del Gippsland in seguito a 75 focolai separati form atisi per caduta di folgori durante un violento temporale. Gli incendi delle praterie australiane si diffondono con velocità da cinqu e a dieci volte superiore a quella di un incendio nella boscaglia. ma il gelo le fa morire: ciò che può crescere in un gi ardino dipende dall'audacia o dalla delicatezza di una data pianta. E" vero che riusciamo a far crescere come piante annuali nei nostri giardini cer te piante che amano il caldo. Non per nulla gli annunci pubblicitari che reclamizzano il Libano o la Sierra Nevada in Spagna informano che si può sciare al mattino e fare il bagno in mare al pomeriggio. L'Austra lia ha questo clima: venti caldissimi e secchi. e andarono b ruciati più di due milioni di ettari. e permettono all'incendio di avanzare tra gli alberi con balzi di centinaia di metri. mentre altri fattori comprendono la nuvolosità. Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla quantità totale di p ioggia. Tale effetto è più evidente sulle cime tropi cali quali il Kilimangiaro e il monte Kenya. La successione regolare degli incendi per cause naturali s'intensifica con il co siddetto «clima da incendi». Molti lembi di foresta africana sono circondati da macchioni di Erythrin . corteccia e detriti di rami . All'equatore le giornate hanno sempre uguale lunghezza pe r tutto l'anno. è dato dalla piovosità. Gli eucalipti sono in grado di resistere a un incendio di media intensità. ivi comprese la savana e la foresta asciutta. nonché sostanze gassose che s'incendiano con estrema facili tà. Il fuoco è un fattore esterno di sorprendente importanza. il vento e le nevicate stagionali. dove la flora tropicale delle falde cede finalmente il passo alla flora alpina man mano che ci si avvicina alla vet ta. La successione tipica delle spec ie vegetali temperate su una montagna.questo fatto ci ricorda come gli effetti della latitudine si possano riprodurre in senso verticale. in Europa. l'evaporazione. di modo che i giardinieri devono tene r presenti almeno una mezza dozzina di zone climatiche. con il concorso di temperature g ià elevate e della vegetazione inaridita. Man mano che si procede verso il nord o verso il sud. e giornate lunghe in estate. In media il limite vegetal e non supera l'altitudine massima dei 4000 metri. L'Africa è un altro continente dove si trovano grandi aree esposte agli incendi. caratterizzato dalle scarse piogge annuali (25-150 cent imetri) e da un periodo di completa siccità non inferiore ai cinque mesi. con il contributo più localizzato anche dell'attività vulcan ica. e sono state misurate avanzate di 13 chilometri all'ora. Nelle isole Scilly prosperano all'aperto piante grasse che non riescono a sopravvivere nelle parti orientali o settentrionali della Gran Bretagna. Tuttavia molte piante si sono adattate alla comparsa regolare degli incendi. specialmente nei paesi caldi. Un altro importante fattore climatico. il limite delle conifere è sui 2500 m etri. Gli Stati Uniti d'America hanno diversità climatiche ancora maggiori. mentre i bassi cespugli finiscono a 3500 metri. e vi sono dodici ore di luce al giorno. e certe sp ecie sembrano addirittura avere bisogno di una fuocata occasionale per restare i n vita. comporta la brusca scomparsa d elle piante a foglia caduca all'altezza di circa 2000 metri sul mare. Nel 1968 nell'Australia centrale pre sero fuoco i pascoli per la caduta di un fulmine durante una siccità. per cui all'estremo nord si hanno in estate giornate in cui la luce del giorno splende quasi ininterrottamente. oppure cada in modo da determinare stagioni asciutte alternate a stagioni p iovose. alimentando l'incendio a velocità allarmante.a fior di terra. troviamo stagioni con giornate corte in inverno. Nel marzo 1965 si osservò in Australia un esempio d'incendio causato spontane amente dal fulmine. e le ricerche hanno asso dato che il fulmine ha causato regolarmente numerosi incendi prima ancora che en trasse in scena l'uomo. Rispetto alle regioni temperate i paesi tropicali hanno anche un numero diverso di ore di luce solare. possono trasformare facilmente una scint illa in un braciere. ma è quella che si può osservare ugualmente sulle montagne dei Paesi mediterrane i e delle regioni a clima temperato. Le prateri e di foraggere si spingono un po'"più in alto.

a resistentissimi all'incendio. Molte piante perenni dei paesi caldi fanno spuntare un nuovo gambo e rbaceo o parzialmente lignificato . e possono rappresentare un'alea imprevista pe r le colture. Importanza cruciale riveste a nche il tenore di acidità del terreno. La v ita vegetale risente anche della presenza od assenza di materia decomposta sotto forma di humus. Questa specie è stata scoperta solo nel 1961 dopo che un i ncendio aveva bruciato una regione normalmente paludosa durante una siccità.non appen a comincia la stagione delle piogge: esso fiorisce nello spazio di alcune settim ane. Anche certi funghi sono stimolati dal fuoco. né va scordato lo stesso habitat acquatico . quando addirittura non occorre il fuoco per farli germin are. fatto ancora più straordinario. riforma su bito nuove radici a diversa altezza. determinato dalla presenza od assenza di ca lcio libero: molte piante sono rigidamente calciofile o calciofobe. Cespugli ed alberi bruciacchiati producono spesso fiori in quantità eccezionale e cospicua messe di semi. e l" Haemanthus canaliculatus addirittura non fiorisce se non passa il fuoco. A ltro elemento importante è dato dalla presenza di montagne.una cresta montana può avere una fores ta sul lato controvento. I nepenti americani fioriscono più profusamente s e viene bruciato lo strato più superficiale della palude dove crescono. Per lo stesso motivo l'acacia è una pianta coloniz zatrice di grande successo. molti semi germogliano molto m eglio dopo gli incendi. e la conformazione di un pendio può causare diversità assai vistose . Gli alberi resistenti al fuoco hanno sovente una spe ssa corteccia sugherosa. lagune salmastre. e tra questi quella leccornia da bu ongustai che è la morchella. arre stando il fuoco quando minacciava di estendersi agli alberi. come già abbiamo osservato. a malapena consentendo di scavarle in favorevoli condizioni meteorologiche. A lcune sostanze chimiche possono influire anche in quantità minima sulla comunità veg . Gli animali più grossi.marino o di acqua dolce. dopo che è s eccata la parte della pianta cresciuta nella stagione precedente. Non v'è giardi niere che ignori come le variazioni nella composizione del terreno possano influ enzare le sue piante: vi sono tutte le sfumature. se nza perdere la capacità di rigermogliare. proprio sotto la superficie delle braci app ena cadute. Grande importanza può avere anche la presenza od assenza di altri minerali: ad ese mpio l'eccesso di sale riduce drasticamente il numero delle specie potenziali. che vanno dalla sabbia ai terr eni ghiaiosi e. Il fattore fìsiografico è decisivo a seconda se l'area terrestre in esame è costituita da una grande massa continentale. e infine la di sponibilità d'ossigeno per il gioco delle correnti o l'affioramento. enzimi e batteri contenuti nel suolo. man mano che aumenta la profondità. Dopo la prima guerr a mondiale trincee abbandonate e case incendiate si riempirono di questi curiosi funghi. indicato come un ideale di perf ezione. e s'inaridisce ogni volta che sopraggiunge la stagione secca. stagnante o in movimento. possono esercitare sul terreno un'azione di grandissima portata. finiscono alle argille pesanti e non ossigenate. attraverso quel «bel medio impasto».di solito non più alto di un metro . che restano inzuppate p er tutto l'inverno e si induriscono come la roccia nelle calde giornate estive. oppure risente della vicinanza dell'oceano. Nel SudAfrica molte specie dei gigli bulbosi palladifuoco fanno una fioritura più copiosa dopo gli incendi. ma dopo 4-5 giorni fecero spuntare le loro vivaci infiorescenze rosse. Queste piante hanno talvolta grandi tronchi legnosi sotterranei. savane ed atolli corallini. lande . L'ohia lehua è un albero delle Hawaii che può venire ricope rto quasi completamente dalle ceneri incandescenti delle eruzioni vulcaniche. e una prateria asciutta dall 'altro. migliorandone la composizione e l'aerazione e rendendo i minerali più accessibili alle radici delle piante. che pertanto sarà più piovoso. segnatamente i vermi. In passato i contadini europei avevano l'usanza di da re fuoco alle radure delle foreste per procurarsi un raccolto di morchelle. Altre varianti sono date da deserti. che danno vita ogni anno a v eri boschetti di giovani germogli. Il terreno fornisce un'altra vasta gamma di condizioni regolatrici. i bul bi dovevano essere in letargo da decenni. la diminuzione quantitativa e i camb iamenti qualitativi della luce. acquitrini. che favorisce enormemente la microfauna e la flora del terreno: gli animaletti microscopici del terreno scindono la materia in forme prontament e assimilabili con l'aiuto di funghi.

in associazioni di piante alpine nell'America Set tentrionale e in Nuova Zelanda. dai batteri ai funghi ed animaletti microscopici fino alle specie superiori più disparate. Un autorevole botanico . e lo stesso accadrà. dagli afidi verdi all'elefa nte. Questo fatto a sua volta distrugge l'habitat di certe specie vegetali quali l e orchidee terrestri. al deserto. hanno alterato visibilmente l' aspetto ambientale in molte regioni centrali del Paese. o vi vengono introdotte. che può venir travolto da qualche disastro o interferenza. perché non vengono più brucati sollecitamente i germogli dei cespugli e degli alber i. e sei elementi per classificar e questi tipi «in ordine discendente di condizione ecologica» . Nei climi temperati una situazione del genere potrebbe cominciare da un lago d'a cqua dolce che viene colonizzato da piante acquatiche di vario tipo. salvo che tutte e due le collettività cercan o di usare nel miglior modo possibile le rispettive nicchie abitabili. L'introduzio ne del coniglio in Australia ha sortito il risultato di cancellare progressivame nte e inesorabilmente la vita vegetale da determinate regioni. o magari la sfilata di una maggiolata vegetale. Così il boro e il mol ibdeno anche in piccolissime quantità sono d'importanza vitale per le piante: altr i oligoelementi sono ferro. consociazioni. E" stato redatto un imponentissimo vocabolario e cologico per descrivere queste comunità ed i vari tipi di associazioni vegetali ch e si possono incontrare. U na comunità di piante in una giungla sudamericana non sarà la stessa di una foresta in Malesia. I cambiamenti sop ravvenuti nella densità demografica dei conigli in Inghilterra in seguito alla mix omatosi. I fattori biotici non sono naturalmente tutti dannosi. tanto che si dicono elementitraccia od oligoelementi. Spessissimo l'esistenza stessa di una pianta può dipendere dall'assenza di animali che rappresentino serio perico lo di parassitismo e predazione: di modo che una specie vegetale può sparire da un a data regione se tali specie vi arrivano. L'accumulo di materiale morto sul fondo si somma a quello di deposito po rtato dall'acqua e solleva il fondo del lago fino a che questo ha profondità non s . ma ambedue possono avere in comune certe caratteristiche fondamental i.cioè nel complesso degli organismi che agiscono sulle piante . faciazioni. si possono riconoscere delle "successioni" net te di comunità. Nella formula più elementar e gli escrementi lasciati dagli animali al pascolo gioveranno a certe piante.etale. Una successione tipica può avere dieci fasi partendo dal terreno nudo. ma bisogna stare attenti a non spingere troppo oltre le analogie tra società umane e vegetali. Bisogna considerare anche lo sviluppo di una comunità cominciando da una colonizza zione od insediamento elementare. rame. i suoi effetti relativamente recenti sul regno vegetale verranno tratta ti esaurientemente nei capitoli seguenti. per poi ricominciare. poniamo. nonché i diminuiti effetti della malattia.abbiamo tutto un assortimento di specie. e finisce con il trasformare la foresta in savana. Il pascolo regolare rappresenta da sempre un fattore impor tante dell'evoluzione. L'uomo tuttavia rappresenta senza dubbio il fattore più importante e deleterio tra tutti i fattori di natura biotica con cui le piante hanno avuto a che fare a tu tt'oggi. e alle foreste a mangrovie. società e tribù. al la landa.cioè formazioni.Nicholas Polunin . Lo studio dell'ecologia secondo questa terminologia e classificazione rammenta Debrett. specialmente quando i fa ttori succitati si sono accompagnati alla diminuzione del numero delle pecore al pascolo: molti distretti si sono trasformati in distese di macchia e boscaglia. e passare dal riuscito insediamento iniziale alla fase della concorrenza e dell a successiva reazione fino al momento ottimale stabile. Nel settore biotico .riconosce 1 7 tipi principali di vegetazione appartenenti alla foresta tropicale piovosa. assoc iazioni. di solito per il peggio. Tanto l'eccesso quanto la s carsità di questi elementi agiscono di norma in senso inibitorio sulla crescita de lle piante. rispettivamente animali nocivi e predatori. manganese e zinco. finché si arriva a un "momento culminante" od ottimale. e nei capitoli precedenti è stato dimostrato in quale misura le piante dipendano da varie specie animali per l'impollinazione incrociata e la dispersione dei semi. Questi pochi esempi servono ad illustrare quanto siano complessi i fattori che c ontribuiscono a determinare la presenza o l'assenza di date specie vegetali. Più i mportanti ancora della specie originaria sono comunque le comunità specificamente adattate a determinate circostanze che si verifichino in tutti i vari habitat. compresi i muschi.

Que sti apparterranno dapprima a specie idrofile quali ontani. la vita de lle piante è in massimo rigoglio.quali le armerie. allora possono entrare nel lago piante acquatiche a fogli e galleggianti come le ninfee.quanti cioè cadono in certe parti dell'Inghilterra orientale in un anno! In una foresta tropicale si distinguono spesso tre piani diversi di vegetazione (o strati). Il più basso è dato da alberelli a larghezza decrescente che cercano di spingere la chioma nello strato medio. Gli inizi sono molto più ardui in un ambiente roccioso. nonostante la loro efficienza. Sebbene s'incontrino a volte gruppi monospecifici. nelle Filippine. E" il caso di osservare che le piogge tropicali possono raggiungere tra l'altro intensità incredibile se giudicate con i criteri delle regioni temperate. vi si insediano i cespugli e finalmente gli alberi. Ma. e ma n mano che il suolo si prosciugherà verranno sostituiti dalle forme del momento ot timale o «climax». che sono relativamente voluminose.uperiore ai tre metri. che mag ari si può ritrovare in una paio di esemplari per ettaro. finché si rendono la vita imposs ibile. man mano che il terreno si solleva pe r i successivi depositi. è molto più frequente il caso in cui non si osserva dominanza di una data specie vegetale sulle altre. e sopra questi vengono altre piante fiorenti alofìle . ed i primi occupanti saran no i licheni con i muschi più resistenti. ed è il momento in cui i banchi di giunchi vengono spodestati da piante com pletamente terrestri. compreso lo strato più vicino al suolo di felci arboree. a ritmi stagionali poco differenziati. pioppi e salici. Al di sopra di questo torreggiano spesso pochi gi ganti vegetali alquanto distanziati tra loro. Dapprima si tratta di piante erbacee ed a lento accrescime nto . Attecchiran no meglio le piante che si possono introdurre nelle piccole spaccature delle roc ce. tra le quali i giunchi rappresentano specie ti piche a rapida attitudine colonizzatrice. ma non riescono a tanto. come è dimost rato dal fatto che nel 1972 nella foresta pluviale di Cotobato. La spiaggia costituisce spesso un esempio perfetto di climax graduato.di solito falaschi ed erbe . ma esposte all'aria e al sole solo per piccola parte del giorno. per muoversi indenni nell'acqua ricca di elementi nutritizi. lunghe e ro buste e viscide. d ove la pioggia cade alla media annua di 1150 centimetri. Il botanico Hooker ha misurato una volt a 75 centimetri di pioggia caduti in una sola notte . questa veduta è confortata dal numero di fa . le urginee e vari e altre alghe più in alto. dove le chiome formano una volta quasi ininterrotta. e fabbricano v elocemente il materiale che andrà ad accumularsi sul fondo con il passare delle ge nerazioni. La vegetazione può esservi foltissima. è stata scoperta una tribù detta dei Tasaday. man mano che questi si decompongono e si raccoglie terriccio attorno alle loro colonie. Prendono infine il sopravvento i licheni resistenti alla salsedine e i muschi più robusti. La fase successiva è data da un'acqua poco profonda esposta a un'eventu ale invasione di piante palustri. Non per nulla il mondo della finanza viene paragonato talvolta a una giungla. cioè da una foresta composta d'alberi che preferiscono terreno alqu anto più asciutto. alla quale 25 chilometri di foresta a vevano assicurato un isolamento evidentemente totale dall'età neolitica. Il prima to più ragguardevole è stato misurato nella catena collinosa dei Khasi nell'Assam. i «campioni del mare» ed altre erbe. si forma il posto dove le piante di maggiori dimensioni possono insinuare lentamente le loro radici.cioè capaci di re sistere alla concentrazione salina e all'esposizione all'aria di mare . con fronde più corte sempre più resistenti al disseccamento man mano che occupano livelli sempre più prossimi alla linea superiore della bàttim a. Talvolta molti di questi alberi più alti formano una volta sotto la quale s'accucciano le piante di grado gerarchico inferiore. palme e simil i. come tante specie alpine ed artiche. e talvolta addirittura c on estrema rarità. Ne lla piovosa foresta tropicale. dove le g randi alghe fluttuanti se ne stanno lungo la linea più bassa di marea.quindi. perché sui loro 515 metri d'altezza sovrastano i 15-30 dello strato medio. ma sono stati registrat i anche massimi oltre i 2500 centimetri. con tinuano a sollevare il livello del fondo ammucchiando materiale in disfacimento e trattenendo i sedimenti convogliati dall'acqua. Ho accennato in precedenza come le antofile erbacee discendano quasi sicuramente dagli alberi delle foreste tropicali.

alghe verdiazzurre e di altro tipo. quali la «liana della luna» Calonyc tion tuba.miglie vegetali che si trovano in una foresta dei tropici. margherite con gambi come tronchi d'ontan o». e 276 nel 1928. spuntarono semi di varie piante rampicanti. muschi. ricoperte di ceneri fino a un'altezz a di 80 metri. ma più sovente si trovano frammischiati anche pini e palme. la mangrovia può non avere alcuna probabilità di succ esso. Un ambiente del tutto nuovo può venir colonizzato rapidissimamente. Nella prima estate dopo il cataclisma comparvero alcuni fili d'er ba. licheni e felci . muschi. Un esempio forse clas sico è dato dall'isola vulcanica di Krakatoa. le palme da cocco e gli alberi del pane rimasero in gran parte distrutti. Si conoscono es empi di acquitrini in Florida. dando inoltre minore produzione di frutti. così spessa che dopo 18 anni i tecn ici incaricati di effettuare ricerche dovettero aprirsi il passaggio in mezzo a grandissime difficoltà. A nche nei boschi delle regioni temperate alghe. non appena la luce solare ebbe toccato il suolo rimasto in ombra per molto te mpo. Va aggiunto forse che molte famiglie rappresentate nei tropici non si diffondo no alle regioni temperate. In questi ultimi anni una parte di questa vigorosa coltre vegetale è stata rimossa con le ruspe perché si potessero ripiantare cocchi. La mangrovia è spesso la prima pianta che cresce su un atollo corallino o su un ba nco di fango al largo della spiaggia. Queste foreste sono di solito impenetrabili a causa de lle radici e degli stoloni aerei tipici di queste piante perfettamente adattate all'ambiente. e quelli rimasti erano senza chioma. detriti e sedimenti si racco lgono tra le sue radici a trampoli.magnolie alofìle.precedono quasi sempre le specie spermofit e. La colonizzazione di ceneri e lave vulcaniche apparentemente ostili si può osserva re regolarmente alle Hawaii. e molte antofite erano specie erbacee. in Estremo O riente esistono foreste pluviali sviluppatesi da acquitrini torbosi. dove l'acqu a contiene poche sostanze minerali in soluzione e la falda freatica è molto vicina alla superficie del suolo per tanta parte dell'anno. comprese alcune alghe verdi azzurre. Le felci riescono a spuntare sulle lave ancora caldissime sei settimane dopo un'eruzione. di cui non si sospettava neppure la presenza. licheni e felci crescono o si aggrappano sui tronchi e sui rami. spuntando su pianori fangosi abitualmente ricoperti d'acq ua salata con marea alta. che si affrettarono a ricoprire i tronchi spezzati. Qui è possibile che la scena sia dominata più o meno completame nte da una sola specie arborea. ipomee. Se invece s'insediano prima altre piante come le "Cordia" o la palma "nipa". pandani -. che si formano sulle spiagge e sugli atolli corallini. muschi. alberi del pane ed altre specie utili. tre anni dopo erano presenti 34 specie vegetali. banani. sia per densità che per numero di specie. dove un uragano aveva sfogliato tutte le mangrovi e. Dopo l'esplosione rimasero tre isolette minori. felci e alcune spermofite. Nel 1897 c'erano 61 specie. dove le piante inferiori . Ma subentrò una densa coltre di cespugl i e liane . finché il centro dell'isola si solleva e si pr osciuga troppo per questa pianta. contribuendo lett eralmente a fabbricare l'isola man mano che sabbia. Come ha notato l'espl oratore Richard Spruce nella foresta amazzonica. nelle regioni tropicali si aggiungono a . la mangrovia ab itualmente avrà il monopolio della situazione per parecchi anni. Ciò accade anche nelle foreste a mangrovie. per la c aduta di una frana o il cambiamento del letto di un fiume. Nelle foreste piovose tropicali molte piante minori approfittano degli alberi. Nei casi in cui va distrutta una parte di tali foreste monospecifiche. Dopo l'esplosione atomica sull'atollo di Bikini. letteralmente esplosa nel 1883. «vi sono rappresentati alberi app artenenti quasi ad ogni ordine vegetale esistente in natura: erbe alte 18 metri o più. grazie alle caratteristiche dei suoi semi ed alla sua capacità di germogliare in acqua salata: se ciò avviene. viole grandi come piante di melo. Un terreno ver gine può restare allo scoperto in seguito alla ritirata di un ghiacciaio. nel 1906 ve n'erano 108. è spe sso sorprendente osservare come nello spazio rimasto vuoto possano spuntare le p iante più disparate. Oggi la vegetazione ha aspetto simile a quello del climax tipico di foresta che si osser va altrove nell'arcipelago malese. sulle rive dei corsi d'acqua e attorno alle lagune e alle paludi salmastre. e talvolta può anche coprirl a per parecchi mesi. Ma in certe foreste tropicali può succedere il contrario. Ad esempio.

per lo più co lmo di piante sommerse che mettono radici nel fondo . dalla presenza di anfratti o crepacci. Queste piante non sono per nulla parassite. Questa famiglia. in senso letterale. e tutt'al più si possono definire specie ader enti o «incrostanti»: questo del resto è il significato della denominazione tecnica di "epifite". emettono sostanz e tossiche per le radici. e sono per lo più epatiche fogliari sott ilissime che ricoprono le vere foglie degli alberi di formazioni che intercettan o la luce. o si attaccano alla corteccia dell'albero ospitante. vantando una lunghezza accertata di più di 200 metri. Altre piante vivono in piccole sacche di humus create dalle foglie in decomposizione tra l'intreccio dei rami.ad esempio la margherita Shasta o crisantemo massimo . e questa caratteristica di avvelenare le radici può rappresentare benissimo un fattore importante del loro successo. denotante piante che vivono insediate su un'altra specie vegetale. giacinti d'acqua e felci galleggianti come le Salvinia e le Azolla. In linea di massima sorprende la scarsa concorrenza che si fanno le radici nella giungla. minuscole alghe che rico prono le piante acquatiche di una guaina semitrasparente. Sopra quest e piante si stende la volta formata dalle grandi foglie cerose del loto sacro. ma in ambedue i casi sopravviveranno i più adatti. come ben sappiamo tut ti. comprende erbacce più di quanto occorra. salvo rallentarne la crescita o deformarne la chioma in qual che caso. aria. d i modo che si ritrova un sistema stratificato simile a quello osservato nella fo resta pluviale tropicale. Ad esempio. terreno per le proprie necessità. per non farli appassire. Altri es empi di questa tecnica bellica tra radici sono citati al capitolo 25. Come nel caso delle epifille.può essere quasi impenetrabi le. quali orchidee e bromeliacee. A ltre epifite minori si dicono "epifille". i faggi asciugano e ombreggian o il terreno a tal punto che sotto di essi non riesce a crescere quasi nulla. Tuttavia di rado queste piante rampicanti danneggiano quelle che le sostengono.assieme agli altri fiori. detta delle "composite". Le piante che riescono ad evitare veramente l'ordinamento stratificato sono anco ra le rampicanti. A volte le piante si dimostrano vere forme di antipatia. e dall'intensità di concorrenza operata dalle radici che una pianta può s ostenere. Esse continuano i loro attacchi anche dop o essere state recise. umidità. o grazie a speciali radici aeree che pendono nell'atmosfe ra umida. lattughe d'acqua o pistie. in modo che un albero morto non cada al suolo. lenticchie palustri. a volte in quantità piccolissime. Gli habitat acquatici possono rivelarci altrettanta concorrenza di quella che si osserva nella giungla.queste specie altre piante più spettacolari. che s'i nsediano sui rami e godono la luce assorbendo l'acqua attraverso le foglie . o con l'ambiente: gli estrem i sono rappresentati dal rigoglio della foresta tropicale e dallo squallore dell a tundra artica. nei climi temperati o freddi. vi si attaccano insinuandosi al vertice delle chiome: da molto tempo certe liane possono concorrere al titolo di piante più lunghe del mondo. dove poche piante sommerse devono cavarsela nella pochissim a luce filtrante attraverso la densissima popolazione galleggiante. Sebbene le descrizioni date finora possano aver ingenerato l'impressio ne di un infelice coacervo di piante ai livelli più bassi. nella tundra o sui monti dip ende invece dalla natura e disponibilità del terreno. assorbendo un poc o d'acqua di scorrimento lungo il tronco. In ambedue i casi l'inaridimento del terreno può procurare condizioni cr itiche. Nella foresta il fattore decisivo è forse rappresentato dalla luce. Così certe piante della f amiglia delle margherite riducono indubbiamente la concorrenza.com e nelle bromeliacee -. A volte collegano come catene le chiome di parecchi alberi. anche se il l ivello di sussistenza in queste condizioni può essere molto inferiore a quello dei giganti della foresta. dove possono essere presenti lingue d'acqua. e in molti laghi in India e in Oriente si può osservare qualcosa che assomigli a molto a un climax. è un fatto che esse in re altà si sono perfettamente adattate alla progressiva diminuzione della luce: ognun a ha abbastanza luce. Le piante sono comunemente in concorrenza tra loro. le conifere aggiungono a quanto sopra uno strato di foglie morte aghiformi assai s . Lo stadio di vegetazione in acqua profonda . Già sono state descritte al capitolo 8 le li ane che si gettano sulle piante più basse. e chi si occupa di disposizione di fiori fa molta attenzi one a non mettere specie di questa famiglia .

Non sorprende il fatto che quanto più specializzato e difficile è l'habitat. I giardinieri sono perfettamente al corrente dell'esistenza dei microclimi. dove esse avranno tutto il sole disponibile. SFRUTTAMENTO DELL'AMBIENTE. Nelle aquilegie di bosco americane sono ancora i colibrì ad impollinare le specie a fiori rossi.esotiche. e troveranno di solito suolo p iuttosto asciutto. le radici penetrano a profondità diversa. Il mondo ha quindi un'infinità di habitat potenziali per le piante. i loro escrementi arricchiscono il suolo e possono portare dei semi. Capita così in questo cas o che i calabroni vadano sull'uno o sull'altro fiore. Valga l'esempio dei deserti. dove letteralmente si verificano molte forme di lotta e specialme nte le plantule trovano molte difficoltà per sopravvivere. la cui impollinazione dipende dal colore del fiore.e delle società vegetali da loro for mate . Si osservano anche molti esempi di piante dalle esigenze vitali apparentemente u guali che si dividono felicemente un territorio dove invece ci si aspetterebbe c he dovrebbero osteggiarsi. Capitolo 20. Queste possono rives tire importanza massima in situazioni molto disagevoli. perché il gelo tende a scendere verso il basso come un liquido. dove un masso o una zolla possono avere sul loro lato meridionale temperature su periori di 20 gradi C. In questo capitolo ho adoperato piuttosto spesso la parola «concorrenza». tuttavia certe specie hanno fiori rossi e gola strett a impollinati dai colibrì. ma anche più umidi grazie ai venti dominanti. specialmente nelle regioni tropicali dove le piante cresc ono in fretta. alcuni molto e stesi. tanto p iù specializzate dovranno essere anche le piante che ci vivono. e così via. Ad esempio vi sono dei Penstemon americani che co nvivono a grande altezza con identiche esigenze per quanto riguarda l'habitat e le condizioni di crescita. delle paludi salmastre e delle tundre alpine. Lo studio delle piante che vivono in comunità . Un incavo o una buca formeranno una sacca di ge lo.alcune piante richiedono luce ed acqua in quantità molto minori di altre. come le "Nerine" e certi gi aggioli. ad esempio nell'Artico. nelle Isole Britanni che . hanno molte colture di specie delicate. anche un muret to su un pendio potrà formare una sacca del genere. nel Sussex. si possono trovare bulbi affondati so tto terra e piante annuali alla superficie. L'integrazione vi è molto sv iluppata. . e verranno bene anche piante da frutto . che noi ignoriamo a nostro rischio ogni qualvolta ci metti amo a pasticciare con le associazioni naturali. In questi posti anche i massi sono frequentati dagli uccelli. Le nicchie che ne risultano possono essere gr andi o piccole. I giardini della costa occidentale dell'Inghilterra risentono gli effe tti della Corrente del Golfo e pertanto sono più tiepidi. Ma va sottolineato inta nto che una comunità vegetale può esistere solo perché ciascuno dei membri che la comp one si è adattato ad una particolare nicchia abitabile . e gli smerinti quelle dai fiori bianchi. se non c'è un cancello o un'inte rruzione.i giardini del distretto rurale di Kew a Wakehurs t Place. creando quindi degli ibrid i. di modo che le specie vegetali crescono solo a sud. In casi del genere la situazione è tenuta sotto control lo da diversi fatti biologici. Gli appassionati di piante più delicate le insedieranno ai piedi di un muro rivolto a sud. e studiandole non vanno persi di vista i microhabitat causati da qualche speciale concorso di circostanze di natura locale. Qui prospereranno piante bulbose.quali albicocchi e peschi. Talvolta giardini distanti poche miglia tra loro potranno of frire contrasti sorprendenti . e in certi posti t anto minore sarà il numero delle specie.è affascinante di per se stesso. facendo prosperare gruppi lussureggianti di p iante fiorenti. e ciò ha for se lasciato sottintendere lotta ed antagonismo costanti. a quella del lato rivolto a settentrione. Indubbiamente esistono molti tipi di habitat. mentre mi risulta c he un giardino a sole cinque miglia di distanza deve limitarsi a piante molto re sistenti alle rigide invernate locali. mentre tutto attorno gela. Vi intravvediamo costantemente il delicato equilibrio naturale. ed altri assai localizzati. mentre hanno ampi fiori azzurri visitati dai calabroni. le epifite possono vivere sui ram i.favorevole alla crescita di altre piante superiori.

e vi sono molti metri di sabbia tra una pianta e l'altra. mentre nel secondo viene sottratta acqua alle cellule. Le alghe unicellulari flage llate possono sopravvivere a temperature di 15 gradi sotto zero. Alcune piante più primitive sono anche le più tenaci. Una pianta alpina od artica è tetragona al freddo. Le sole piante che crescano su lla neve sono certe alghe microscopiche gialle. che è quello attorno al qua le si forma più rapidamente il ghiaccio. che lì rimane sul s uolo molto a lungo. Nell'habitat naturale di una pianta il freddo o il caldo esagerati sono estremam ente insoliti. Un batterio scoperto m olto recentemente riesce a vivere in soluzioni fortemente alcaline di idrossido sodico a concentrazioni dieci volte superiori a quelle tollerabili da qualsiasi batterio prima conosciuto. dove curiosamente vivono sulla polvere del guano portato d al vento dalle scogliere e dalle isole sudamericane. Caratteristica essenziale del fatto che i problemi vengan o risolti a questo livello è naturalmente la capacità della pianta di mutare a lunga scadenza. In Gran Bretagna il comune agrifoglio viene considerato pianta resistentissima. perché soc combe alle scottature causate dal riverbero solare sulla neve.Un deserto a cacti ha un aspetto particolare: i cacti vi crescono sparpagliati e radi. che pertanto si verifica molto più di rado in condizioni naturali. e questo è un esempio impressionante delle p ressioni esterne esercitate da un ambiente. dove il primo costi . E" alto an che il contenuto di proteine. assomiglierebbe ad una giungla. in grado di sopportare 64 gradi di ca lore. che si prosciugano e deformano.questi ultimi fino a 77 gradi C. ma le gelate tardive dopo che è cominci ato lo sviluppo potranno danneggiare i germogli e impedire la fioritura. ed un suo modo per sfruttare la situazione traendone il massimo vantaggio. I laghi o lagune molto salati possono favorire la vita del solo plankton unicellulare. verdi e rosse . Alcune spore batteriche devono prima venir letteralmente bollite perché poi possano germinare. un organismo di questo tipo potrebbe vivere presumibi lmente in un ambiente ostile come quello di Giove. quando è abituata al freddo costante. producendo l'individuo che all'occasione riesce a sopportare una situ azione lievemente diversa: il che costituisce il nucleo della teoria della selez ione naturale. Fitoplankton ed alghe maggiori abbondano nelle acque polari. e all'estremo opposto ve n'è un altro del tipo a ombrello trovato al Wadi Rum in Giordania. A temperature più elevate possono vivere solo alghe verdiazzurre. Ogni pianta ha una sua soluzione per sonale per questi problemi.queste ultime ti piche dell'Antartide. e probabilmente provengono da regioni dove la temperatura sce nde rapidamente al di sotto del punto di congelamento.pro prio come l'uso del sale sulle strade fa gelare la neve a temperatura molto più ba ssa. o forse sia stata sorpresa da un graduale cambiamento del clima. Ad esempio la capacità di crescere in un clima caldo o freddo costituisce un carat tere genetico condizionato da una serie di mutazioni. che abbassa il punto di congelamento . Solo quando ci mettiamo a coltivare piante di altri paesi ci acco rgiamo del modo diverso con cui rispondono a condizioni superficialmente uguali. e infine i batteri . I veri danni causati dal freddo dipendono dai cristalli di ghiaccio che si forma no all'interno delle cellule o nello spazio intercellulare. mentre nelle regioni orientali degli Stati Uniti verrà guardata con apprensione. tanto è l'intrico delle radic i che s'intersecano in cerca d'acqua. I funghi posson o crescere a 9 gradi sotto zero. sebbene il loro contributo ai fini della resistenz a al gelo possa solo essere soggetto di congetture. Ma se fosse pos sibile capovolgerlo. Probabilmente queste piante hanno anche u na linfa cellulare molto concentrata. c ui abbia dovuto adattarsi progressivamente per non venir eliminata. Cespugli ed alberi portati in un altro paese possono essere perfettamente resistenti a piena crescita. Nel primo caso i cri stalli causano probabilmente danni meccanici. ma certe alghe d i maggiori dimensioni riescono a vivere su incrostazioni saline dove l'acqua con tiene sali disciolti a concentrazioni superiori al 30 96. Le piante più resistenti sono quelle il cui protoplasma possiede resistenza congenita alla formazione di cris talli di ghiaccio. Possiamo immaginare come q ualche pianta primitiva abbia potuto diffondersi a poco a poco in un'area più cald a o più fredda. ma può benissimo morire se viene esposta ad inverni umidi o a lievi cambiamenti di temperatura.

fiorendo infine liberamente quando vengano esposte all'aria e al sole.un paio disposto ad ango lo retto rispetto al paio successivo.5 gradi C. Di modo che si vede spesso la radice lunga e spessa che si sporge rivolta a monte come un cavo d'ancoraggio. e forma un cuscino arrotondato o un tappeto distes o che offre la minima resistenza al vento. composta di foglioline spesso embricate . come quelle piante dette «pecore vegetali» che si trovano sulle An de o in Nuova Zelanda: certi vecchi esemplari formano cumuli che hanno letteralm ente le dimensioni di una pecora. sono d'importanza vitale per l'alimentazione delle renne e di altri erbivori. che naturalmente potrebbe danneggiare le radici o renderne precaria la sopravvivenza . no nché in vaste regioni dell'Artico e dell'Antartide.talvolta parzialmente sepolto nella neve . Le piante superiori più tenaci sono le piante artiche ed alpine. ricco di carboidrati amidacei. A fior di terra le alghe verdiazzurre rappresentano una componente importante della vegeta zione dell'Artico. Le piante alpine di maggiori dimensioni possono avere foglie lucenti adatte a riflettere le eccessive irradiazioni ultr . quali ad esempio la S aussurea sacra.o a rosetta. Alla sommità di questo vero thermos vege tale arrotondato . cioè sprovvisti di gambo. Misurazioni effettuate su ciuffi erbosi ad altezz e superiori ai 4000 metri sulle montagne dell'Africa Centrale hanno fatto rileva re una temperatura interna di 2. costituisce un cibo passabile anche per l' uomo. molto ravvicinati . Sono comuni le lunghe rad ici con cappucci apicali. dove sono spesso le prime a colonizzare rocce e pietre. come quello grigi oargenteo detto appropriatamente «il lichene delle renne». cioè il sollevamento del terreno per azione del gelo. dove ogni parte della pianta è ricoperta da un vello così spesso che è impossibile distinguerne le varie parti. e sono coperti di minuscole rosette fogliari. In queste epoche dell'anno il terreno è qua si sempre gelato. Il tepore emanato dai ciuffi erbosi incoraggia una specie di colibrì a fare il n ido all'interno di essi sul monte Kenya. mentre quella esterna era di 5 gradi sotto zero. e la pianta è in l etargo: certe piante alpine delle Ande possono restare vive anche per parecchi a nni sotto la neve. La formula es trema d'isolamento è offerta dalle saussuree dell" Himalaya. Le piante alpine hanno spesso radici profonde e molto diffuse. da depositi di muco. per cui ha aspetto molto schiacciato: molti cardi alpini e specie affini sono virtualmente sessili o acauli. Anche muschi comuni e licopodii vivono in queste regioni aride e fredde. A volte questi cuscini possono ingrandi rsi notevolmente. La pianta alpina «ideale» ha forma assai compatta. Spesso sono di colore bianco per riflett ere l'eccessiva luce solare. specialmente nelle specie che crescono sui ghiaieti do ve le pietre tendono a rotolare continuamente verso il basso e si tirano dietro la parte fogliare della pianta. Sulle rocce nude cominc iano a comparire anche i licheni. L'isolamento termico è importantissimo in questo habitat particolare dove le condizioni locali favoriscono il «criosisma». refrigerate a temperatura cos tante ed isolate dagli altri elementi. La zolla o il ciuffo erbosi rappresentano altre ottime forme per piante alpine. con caratteristiche di adattamento ch e le consentono di resistere alla siccità. per cui le radici non possono assumere acqua. e specialmente i raggi ultravioletti. o da peli. mentr e il loro viscido muco fornisce rifugio ad altri minuscoli organismi che sembran o scivolare in modo inesplicabile sulla loro superficie.tuisce un elemento di grande importanza nell'alimentazione dei pesci. La pianta alpina «classica» è nana. il lichene isla ndico. come se questa cercasse di tenersi esposta all'a ria.si trova un'apertu ra che permette l'accesso dei calabroni ai fiori. che in molti casi passano sotto la neve la maggior parte dell'anno. tra questi. I più cesposi. o almeno radici i n grado di passare nelle minime fenditure delle rocce. Una pianta alpina ha anzitutto gambo o tronco molto ridotto. che sono presenti sulle alte vette montane.. questi insetti passano spesso la notte in tale rifugio. Questi ciuffi svolgono anche un'eccellente funzione tamponante cont ro le variazioni d'umidità. ed è proprio lì che sono sepolte le nuov e plantule dalle tenere gemme. cioè in for mazioni che raggruppano le foglie e giovano a ridurre l'evaporazione. Queste fog lie sono abitualmente protette ed isolate dagli elementi da spessi rivestimenti cerosi. Ciò succede perché le vecchie foglie e basi fogliari morte e in disfacimento formano una massa infeltrita alla base del ciuffo. trattenendola entro la massa infeltrita. spesso dura.

si proteggono i fiori azzurri impollinati dai colibrì africani con lunghe brattee lanose somiglianti a foglie. e un capo fiorale affusola to come un razzo lungo quattro metri e mezzo e anche più: la pianta muore dopo la fioritura. Questo liquido viene fabbricato indubbiamen te dalla pianta. Ovviamente queste pian te crescono di solito in posti più riparati di quelli frequentati da cuscini e tap peti vegetali. Mackinder ha segnalato nel 1900 come «le lobelie chiudevano di notte i loro cespi di foglie. per quanto efficiente esso possa sembr are: sulle montagne dell'Africa Centrale e sulle Ande avviene addirittura un rov esciamento completo della logica. «di un enorme bruco peloso p ietrificato e rimasto diritto sulla sua estremità». Il serbatoio può ess ere profondo fino a 10 centimetri e circonda la punta della piantala. da poter con tenere del liquido come una ciotola. che all'incirca rappresenta il limite massimo altitudinal e raggiunto dalle piante alpine nel Nepal Occidentale. Le giovani foglie dei senecioni arborei formano nella parte centrale un cono sopra la punta del germoglio. di modo che la pi anta a pieno sviluppo viene ad assumere un aspetto di spazzola spettrale o. una gonna lacera di foglie allungate. mentre le altre sono piantine basse ma diritte. Sia le lobelie giganti che i senecioni arborei hanno le foglie disposte in modo da formare «gemme notturne» che ogni sera si ripiegano strettamente attorno al germo glio in sviluppo o al capo fiorale. come certe piante d' aspetto comunissimo. Al mattino si vedono le fogl ie spiegarsi dalla parte esposta al sole non appena sono toccate dalla luce. Qui crescono piante gigantesche assolutamente fuori del comune: grotteschi senecioni arborei e lobelie da fantascienza alte fi no a 6 metri. questi ultimi fino a 12 metri. In altri casi le infiorescenze s ono dure e lucenti. a caratteristiche affini a quelle delle lobelie africane . di modo che la temperatura resta alm eno un grado. c he si spingono fino a 4300 metri d'altezza. I senecioni hanno foglie ricoperte di lanugine a fini d'isolamento. aquilegie ed adonidi. Alcuni di questi senecioni hanno una densa lanugine solo sulla parte inferiore del lembo fogliare. mentre certe l obelie. Quest e condizioni mettono veramente a dura prova la resistenza delle piante locali.aviolette. Non sempre la natura fa quello che è ovvio. seco ndo la descrizione datane una volta da Patrick Synge. Possono esistere tuttavia grandi sbalzi dal giorno alla notte: è stato giustame nte osservato che ogni notte è inverno ed ogni giorno è estate. ma non sempre è così: una fotografia scattata da Oleg Polunin a circa 6000 metri d'altezza. . e la temperatura può scendere molto sotto lo zero di notte. Sulle Ande lo scarto giornaliero di temperatura può essere di 40 gradi centigradi. Le f oglie disposte a rosetta sono intrecciate così strettamente tra loro. ed espeletie imparentate con il senecione. perché lo si ritrova anche con tempo asciutto. forse anche due o tre gradi al di sopra del punto di congelamento. Sulle Ande esistono piante simili a queste.esempio impressionante di evoluzione p arallela. proprio come le margherite». in modo da assicurare protezione ininterrotta. e di solito si accompagnano ad una spessa cute esterna. Però molte piante alpine non adottano precauzioni del genere. Con il fre ddo notturno la parte superiore del liquido gela. alta 9 metri ed impollinata dagli uccelli. ciò che ha messo in imbarazzo i primi osservatori finché non si è scoperto c he questa imbottitura viene a trovarsi all'esterno della gemma notturna. in particolare l a fantastica Puya raimondii. quali la Lobelia telekii. come i piselli). delle quali solo un paio sono striscianti o formano tapp eti vegetali. eriche ed iperici ancora più alti. con un t ronco da palma. quali primule. ma quella sottostante non gela mai . e quind i al posto giusto ai fini dell'isolamento termico. in modo da assomigliare ad un mostruoso carc iofo globoso. Il dispositivo forse più strano è dato dal serbatoio d'acqua di alcune lobelie. Su queste montagne equatoriali la temperatura media è quasi uguale per tutto l'ann o.riparata com'è da due o tre strati di pezzetti di ghiaccio che possono ragg iungere anche lo spessore di un centimetro. e riduce la traspirazione funzionando da strato coibente con tro le correnti d'aria. Inoltre il calore intenso e le radiazioni solari fanno aumentare molto rapidamente la temperatura nelle ore diurne. Vi sono anche lich eni. Si trovano anche enormi piante di lupini (appartenenti alle leguminos e. mostra un intero assortim ento di piante erbacee. Essa ricopre anche gli stomi o pori respiratori.

perfettamente sagomati per lasciar cadere l'eccesso di neve. rispetto ai 13. proprio prima dell'alba. mentre quella esterna era di 8. Una piantina detta Subul aria sviluppa abbastanza calore da impedire che si formi del ghiaccio tutto atto rno alle rosette fogliari erette.rappresentano una caratteristica locale per i violenti cambiamenti di tempera tura. ma è fuor di dubbio che esse hanno risolto il problem a determinato dal clima rigidissimo in modo altrettanto efficiente di qualsiasi pianta nana a cuscino. poi alla ra pida successione del caldo e del freddo. questa azio ne è sempre evidente sul bordo superiore del limite arboreo alpino e al limite più s ettentrionale delle foreste artiche. Certe piante andine hanno grosse corte cce scagliose per lo stesso motivo.6 e 14. Quindi le piante alpine devono resistere in modo speciale al freddo. come le soldanelle e i crochi. E" stato impossibile calcolare la temperatura vera sviluppata da questi fiore llini sotto il manto nevoso. L'alber o tipico delle regioni fredde è la conifera dai rami profondamente piegati in bass o. Le foglie vecchie sul tronco muoiono.4 gr adi C. Prima di abbandonare le montagne dell'Africa equatoriale. ma non cadono dall'albero. E" un mistero perché queste piante alpine delle regioni equatoriali abbiano assunt o dimensioni così gigantesche. L' unica specie che non conserva le sue foglie morte ha una spessissima corteccia s ugherosa che assicura analogo isolamento. mentre all'esterno era di 5 gradi sotto zero. Una campanula ed un aconito rivelarono temperature rispettivam ente di gradi 16. all'eventuale rischio di disseccamento. che con i loro spostamenti notturni assicurano alla specie possibi lità di crescita ininterrotta.ci oè i sollevamenti del terreno operati dal gelo.2 gradi C. Già si è detto che i criosismi . E" degno di nota il fatto che i senecioni arborei il cui rivestimento di foglie morte sia st ato distrutto dal fuoco. ma si è riusciti ad effettuare prelievi di temperatur a su altri fiori alpini.6 in ambiente aperto dove l'aria aveva temperatura di 13 . e così sopravvive sotto forma di tubetti vertica li. i senecioni arborei devono affrontare anche il pro blema di proteggere dal rapido gelo notturno il loro «impianto di tubature». soccombono facilmente all'inclemenza degli elementi. vale la pena di citare due altre curiose soluzioni di questo problema. e infine spesso agli sconvolgimenti di natura mecca nica.6 gradi C. avente su ogni lato spessore alme no uguale a quello del tronco protetto. Si è constatato così che un fiore di genzianella aveva temp eratura interna di 10.2 gradi dell'aria ambientale. Nei luoghi esposti possono trovarsi alla mercé del vento. Questo problema tu ttavia riguarda molte piante di specie diverse: non abbiamo che da guardare sull e nostre coste per vedere l'azione dei venti dominanti sugli alberi. E" stata registrata nel midollo una temp eratura di 3 gradi C. Anche molte piante del le tundre settentrionali devono affrontare il problema dei criosismi. una delle sollecitazioni del suolo . e formano uno strato pendulo di molte superfici sovrapposte. questi ultimi formano pallottole di muschio quasi sferiche del diametro di cen timetri. Questo calore generato dal ricambio della pianta si può osservare in molte piante alpine d'Europa. legno incurvato. che sembrano fondere la neve per praticarvi dei fori a vantaggio dei loro fiori nelle chiazze di neve in ritirat a. all'irradiazione eccessiva. comunque si mettano le cose. Nei climi temperati il problema tipico è dato da un inverno relativamente rigido. e in certi terreni sono accompagnati dalla formazione di ghiaccioli lunghi almeno un centimetro e strettamente affastellati insieme in senso verticale. dall'alga verdeazzura "Nostoc" e specialmente da parecchi muschi . . mentre quando sono veramente contorti usa il termine tedesco «Krummholz».4 gradi. Questa tattica è adotta ta dai licheni.Oltre alle gemme di crescita. dove anche il freddo contribuisce a formare alberi contorti tipo "bonsai". cioè i ca nali e i dotti convogliatori nei loro alti tronchi. una carlina ancora chiusa fece registrare temperatura di ben 20. Dove essi sono stati solamente ridotti a dimensi oni nane l'ecologo li chiama con un certo garbo «foreste degli elfi». Og ni notte questo strato solleva la superficie del suolo. Essi hanno risolto il proble ma adottando quello che si potrebbe definire un «impianto autonomo di rivestimento». 1-3. Un'altra curiosità africana è data dal modo con cui parecchie piante di struttura più primitiva superano la difficoltà del sollevamento del terreno ad opera del gelo se guendolo nel suo spostamento: non sono attaccate al suolo.

e in altri deserti sassosi. Entro 10 minuti da quando è sta to bagnato. e contribuiscono a frantumarle. Risalendo la scala vegetale troviamo i licheni in veste di diffusi colonizzatori . Alcuni licheni vivono all'interno di rocce dal la superficie poco coerente. nel deserto del Negev si può avere umidità suf ficiente per quattro mesi in un'annata «buona». Si è osservato che queste piante elementari possono perdere. Tuttavia l'adattabilità delle piante risalta nel modo più vistoso quando occo rra affrontare problemi di gravità estrema: alle piante alpine ed artiche tocca tu tta una serie di questi problemi. dove la temperatura diurna può salire a 60 gradi scendendo quasi a zero nelle or e della notte. e sono in grado di servirsi della bassissima luminosità che filtra sotto i sassi: alcune operano ad i ntensità luminosa inferiore a quella del chiaro di luna. passando in letar go completo e resistendo anche a temperature altissime. La maggiore difficoltà di questi ambienti deriva dal variare delle condizioni di v ita da un anno all'altro. Ad esempio. cui va aggiunta l'ultima calamità della siccità. In condizioni di siccità le piante superiori devono affrontare due problemi divers . Certi muschi hanno capacità analoga. ma pare che serva pochissimo alle piante superiori. come a ttestano le erbe di cui si nutrono i cammelli dei Beduini nelle regioni del Quar to Vuoto d'Arabia. fino a ridursi a un ciuf fo di radici. e tirando avanti quasi in stato d'ibernazione. qual è quello delle dune di sabbia costiere.e sempre nel Negev è osservata per 180 notti i n un anno -. E" probabile che le riserve principali d'acqua in un de serto senza falda freatica sotterranea siano invece le «sacche» d'acqua sotto le pie tre. Le piante a foglia caduca vanno in letargo p erdendo le foglie. e forse molto più a lungo. e possono passare quattro anni prima che cada una goccia di piogg ia. Spesso si trovano pezzi di pietra incrosta ti di alghe. mentre le piante annuali sfuggono ai rigori dell'inverno sotto forma di semi. e per non più di 5-6 settimane in una «c attiva». che così possono gonfiarsi e riprendere l a normale attività metabolica: una resurrezione che l'uomo non è ancora riuscito a p rocurarsi con le sue tecniche d'ibernazione! Queste alghe certamente si avvalgon o della rugiada o anche semplicemente della umidità atmosferica. La siccità colpisce molte aree: può dipendere dalle caratteristiche intrinseche dell 'habitat. condizioni analoghe si verificano nell'Africa sudoccidentale. L e piante adattate ad ogni forma di siccità si dicono "xerofite". resistendo così abbas tanza bene alle condizioni avverse. Spesso si forma la rugiada . Come le alghe loro sorellastre. Ogni acqua disponibile viene assorbita rapidamente dalle alghe. mentre un lichene diss eccato riesce a sopravvivere ad ottanta gradi e più. ma nella sua formula estrem a si attua nei deserti. mentre in seguito non resta di loro che una finissima crost a scura tra le particelle di terreno. Nei suoi "Diari dall" Himalaya" sir Joseph Hooker segnalò di avere visto a circa 6500 metri d'altezza un lichene che aveva notato precedentemente alla T erra di Kerguelen nell'Antartide. un lichene siffatto aumenta del 50% il proprio peso iniziale assumen do acqua: ne è un esempio la specie cesposa "Ramalina" che riesce ad effettuare la fotosintesi anche a 10 gradi sotto zero. Inoltre vivono sp esso sulle parti più basse delle pietre o anche sotto di esse. quasi tutto il loro contenuto interno d'acqua.Molte piante perenni superano questo frangente morendo. Vi sono piante che crescono nelle zone più micidiali del Sahara . che si comportano come tali nelle regioni artiche o alpine. sebbene basti a d alimentare quelle primitive. Le piante acquatiche possono ridursi a mozziconi sommersi di tessuto. disseccandosi fino a sembrare del tutto morti e tornando in vita come se niente fosse non app ena vengono inumiditi. Nelle condizioni di deserto assoluto non cresce nulla. cioè a una temperatura alla quale gelerà u n poco delle sua acqua interna. i licheni possono resistere all'alternarsi di secchezza e di acqua: questa resistenza è particolarmente necessaria se si considera che un lichene «bagn ato» riesce a sopportare solo una temperatura sui 30 gradi. m a certe piante riescono a sopravvivere a situazioni di aridità incredibile. Lemb i d'alghe microscopiche verdeggiano improvvisamente dopo gli allagamenti provoca ti dagli acquazzoni. Si trovano indubbiamente piante primitive in deserti d'aspetto implacabile. così essiccate possono res istere almeno due anni e mezzo. in condi zioni di aridità. e spesso si osservano radici avvolte attorno a queste fonti d'approvvigiona mento idrico. Anche la «rugiada sotterranea» causata dalla condensa zione può essere benefica.

ha foglie larghe e sottili a traspirazione così intensa. tanto più n umerose sono le reazioni delle piante alle caratteristiche di un dato habitat. in modo molto simile a quanto facciamo noi sudando . ma queste hanno un'alta percentuale di sopravvivenza. la zucca amara o coloquintide . sebbene i germogli appena spuntati possa no resistere 25 ore allo stato secco. in modo che le piante crescono rapidamente in buone condizioni. perché la pianta pe rde più umidità per traspirazione di quanta possa assorbirne attraverso le radici. Quando troppe plantule germogliano assiem e. Si sa che queste piante possono vivere fino a 300 anni. che la loro temperatura risu lta abbassata di ben 7 gradi rispetto a quella dell'aria circostante.citando dal «Negev» . e sono pure indispensabili dispositivi (ne l maggior numero possibile) per diffondere la semente tanto nello spazio quanto nel periodo adatto alla germogliatura. Una stranezza di molte piante del deserto sta nella loro enorme capacità potenzial e di crescita. e di conseguenza non possono provvedere alla produzione di fiori e semi. Nel caso dei capperif ava sopra citati i ricercatori hanno accertato che le probabilità di felice insedi . con bilancio in attivo di notte e in passivo il giorno dopo. se ne stanno lì nel loro durissimo a mbiente abituale come profeti del Vecchio Testamento. proprio come avviene quando le cellule vengono danneggiate dal gelo. un'artemisia perenne.«ogni pianta del deserto attiva durante la stagione asciutta si trova permanentemente pericolante tra Scilla e Cariddi.i. 2:4) cui era stata servita una zuppa: «C'è la morte nella marmitta!» . può verificarsi anche quando il terreno è abbastanza umido. a parte la necessità della fotosintesi. alcuni terreni dese rtici sono in condizioni di «siccità permiana». mentre il loro accrescimento normale in una «buona annata» di tipo desertico si aggira sui 5 millimetri. Questa salsola è una pianta annua. ma anche un a notevole duttilità. L a fotosintesi può interrompersi completamente se una pianta si disidrata. trasp irano per mantenersi fresche. si fanno una concorrenza così spietata per l'umidità che molte muoiono: è accaduto così che sullo spazio delimitato di un metro quadrato siano sopravvissute solo 40 piantine di salsola su 850 germogliate. crescono in misura assolutamente estranea a lla loro natura di piante del deserto. esattamente come altri delle regioni a rtiche sono in «gelo permiano» o «permafrost». Il problema numero uno è dato dall'aridi tà effettiva del suolo. riesce a far germogliare pochissime plant ule. Ve rrebbe fatto di chiedersi perché mai non vadano a colonizzare habitat migliori. per cui la traspirazione si potrebbe considerare un male necessario. Si vedrà che . e tanto meno alla crescita. Invece niente.che ha fatto gridare ai personaggi biblici (Li bro dei Re. per cui devono tr ovare un equilibrio tra i due sistemi: senza la traspirazione non possono effett uare la fotosintesi. Esse di solito crescono con estrema lentezza e. ed una pianta di questa età non supera normalmente l'altezza di 70 centimetri. Piante di capperofava irrigate nel modo s uccitato crebbero da 2 centimetri d'altezza fino a quasi mezzo metro in dieci me si. I n una data pianta non c'è soltanto una capacità generale di adattamento. rappresenta te rispettivamente dalla minaccia di morte per mancanza d'acqua e dalla morte pe r mancanza di materia organica». possono anche fare a meno di crescere per buona parte delle stagioni. con insufficiente umidità per le radici. dare e avere vengono totalizzati tutte le 24 ore. Oppure accade che il bilancio idrico venga redatto di anno in anno: in questo caso la sopravvi venza dipende dalla sopportazione di livelli minimi di acqua che manderebbero in fallimento una pianta normale. sta di fatto che quanto più ardue sono le condizioni di vita. ma se ricevono acqua ininterrottamente. Indubbiamente la fotosintesi procede di buon passo se vi è acqua a sufficienza. Queste piante assumono naturalmente acqua attraverso le radici e la perdono a ttraverso i pori respiratori per il fenomeno di traspirazione. Si potrebbe dire che ogni pianta aggiorna continuamente la s ituazione del suo bilancio idrico. la secchezza dell 'aria. come diremo in se guito. Le piante hanno in serbo molte soluzioni per i loro problemi. Il problema numero due. una sua v icina del Negev. livelli che possono essere bassissimi alla fine della stagione asciutta. preparandosi per l 'eventualità di tempi avversi. in base al principio di evaporazione dei recipienti di terraglia usati nel buon tempo anti co per raffreddare il latte. Però certe piante. Le vecchie piante sopravvivono dove possono perire invece i loro rampolli: perciò occorre una buona produzione di semi. se possono crescervi tanto bene.

l'altro in seguito. separandosi da qualche parte del loro corpo. e sebbene la c arta venisse rinnovata costantemente. di modo che non possono più aprirsi del tutto . e rimane solo il tronco provvisto di stomi. I cespugli del deserto possono troncare in senso letterale le perdite causate da lla stagione secca. oppure a seconda delle mutevoli combinazioni di umidità. ricordo che alcuni campioni di piante raccolti nel deserto della Giordania rifiutarono di essiccare avvolti in carta da giornale per parecchie settimane. Di solito le erbe xerofite hanno foglie che si arrotolano in condizioni di secch ezza. Le piante del deserto già descritte al capitolo 16 possiedono molti dispositivi pe r assicurare la germogliazione dei semi al momento più propizio. o per scalarla ne l tempo. f ino a piccoli abbozzi di un millimetro o due. Si tratta della «sopravvivenza per morte parziale». Le foglie di acacia del deserto contengono circa il 50% d'acqua allo stato libero. Spesso hanno semi di due o tre tipi. di solito con i fiori già formati: si annoverano tra queste specie . Il capperofava ha un altro asso nella manica. mentr e quelle che spuntano nella stagione secca si riducono sempre più di dimensioni. eliminando rami e foglie. Ne sono esempi le «piante alternanti». Nel chenopodio del deserto la parte esterna dello stelo verde. In tal modo questa specie vegetale riduce drasticamente la traspirazione di no n meno del 96%. fattori che accelerano la traspirazione. mentre le p iante frondose perdono le foglie. un'artemisia grigia lascia cadere le fog lie invernali grandi e profondamente incise. cormi. e portano stomi con cui possono effettuare la fotosintesi. Spesso i tro nchi presentano sezione di taglio circonvoluta.amento si verificano in media una volta ogni 5-7 anni: quanto basta alla specie per mantenere il popolamento. a dispetto del caldo. Molte piante alternanti hanno foglioline minut e che vengono eliminate immediatamente. e il motivo principale dipende d al fatto che gli stomi sono situati alla base di solchi e scanalature dove sono al riparo dal sole accecante e dalle correnti d'aria. Dopo un certo tempo queste strisce si incurvano staccandosi l'una dall'altra. nascondendo all'interno del tubo fittizio così formato la superficie circonv oluta sulla quale sono situati gli stomi. l'ispessimento della superficie esterna comprim e i pori respiratori sotto la pelle. Un metodo insolito di crescita interna per mette al tronco principale di svilupparsi in parecchie strisce indipendenti. anche se ciò non appare vistosamente. mentre le altre sopravv ivono. lunghe un paio di centimetri. Molte piante del deserto possiedono alcune caratteristiche delle p iante grasse. Con l'umidità si distendono facilmente. uno programmato per germogliare su bito. Da una profondità sotterran ea che spesso è di 30-40 centimetri spuntano in gran fretta quando sono inumidite dalla pioggia. che hanno tronchi verdi contenenti clo rofilla. che possono contrarsi o gonfiarsi a seconda della disponib ilità di acqua. Il capperofava perde la maggior parte delle foglie. con cellule elasti che a pareti sottili. Altre piante invece eliminano la delicata parte apicale e si ritirano al sicuro sotto terra durante le stagioni secche. La salsola spinosa perde fino al 9 0% del proprio peso corporeo. che consente un trucco alquanto più gaglioffo del primo. luce e temperatura. Altri dispositivi possono far sì che i semi di piante del des erto evitino di mettersi a germogliare in risposta a lievi acquazzoni fuori di s tagione. Queste e molte altre piante si privano di rami grossi e piccoli. il quale effettua la fotosintesi . ed è adottata anche da altri cespugli del deserto. Sono le piante a radici carnose: bulbi. si stacca come un'epidermide una volta esaurita l'acqua di un tessuto funziona nte da serbatoio. Difatti molte xerofite hanno foglie. tuberi o rizomi a seconda della loro struttura. disseccandosi. isolando contemporaneamente la parte centrale resid ua. Le piante adulte possono far fronte al deserto con la caduta totale delle foglie . questo tessuto assume aspetto sugheroso. spesso più o meno carnose. ogn una con un proprio sistema radicale e ciuffo terminale di rami e foglie. di modo che offrono alle gazzelle cibo e bevanda contemporaneamente. una volt a sparito il resto delle foglie. o ad attività stagionale seguita da periodi d 'inerzia. ed eli mina la pelle verde esterna. Alcune possono perire. quali molte specie di ginestra. tenute in sieme solo dal terreno alla base.

possono restare in letargo per al meno una stagione. in modo che solo la sommità delle foglie pianeggianti è e sposta al sole. che si ha l'impressione che il fiore spunti strappando la pel le. possiam o identificare una serie completa di piante in cui le foglie diminuiscono di num ero e di grandezza. che in natura vi vono sepolte nella sabbia. formando come un guscio spesso e rifran gente. può sopravvivere per molti anni fuori del terreno. o di paia isolate. come le nerine e le "bulbine". dove la stagione s ecca può prolungarsi da maggio a gennaio. La «pianta del sale» americana ha uno strato esterno di sale. Se le piogge sono scarse. quali tulipani. Infatti questa specie di carice non perde mai le f oglie: la parte superiore avvizzisce. Il tubero più straordinario del deserto è forse anche il più piccino. emettendo foglie quando cominciano le piogge principali. Si annoverano tra queste specie le ben note "piante rocciose" del SudAfrica ed altre specie imparentate. talvolt a anche superficie bernoccoluta o tubercolata. e nota da una località dell'Africa sudoccidentale. dette piante fenestrate. ent ro pochi "minuti" dalla caduta dei primi goccioloni di pioggia. a somiglianza delle piante alpine delle Ande che trascorrono anni interi sotto la neve. La scilla. Queste foglie. Partendo da queste. giaggio li e gigli Eremurus. dalla quale emerge il fiore. a somiglianza delle piante alpine delle grandi altezze. al cui riparo quello che nella stagione ventura sarà il corpo della pianta si sviluppa ben protetto dal calore eccessivo. strati supplementari di cellule esterne intesi a proteggere l a clorofilla. Si notano fasi di succulenza in cespugli legnosi a foglie carnose. al centro della quale compare presto un fior e violaceo di 8 millimetri. gallegg ianti alla superficie dello stagno.alcuni dei fiori del deserto tra i più vivaci e brillanti. I Greci appendono i bulbi di questa pianta nelle loro case come simbolo di fe condità. Quando queste piante supergrasse vanno in riposo nel periodo asciutto. Nella defo rme Muiria. per cui esse riescono a sopportare talvolta temperature molto e levate: la poa del Sinai ha bulbilli che allo stato letargico resistono a 80 gra di. tipo il cappe rofava già citato. ivi compreso il tenace semprevivo spesso ad abitudini di vi . emettendo foglie ogni ann o. Entro dodici ore da quando è caduta la pioggia emettono radici. e si ritrovano negli stagni disseccati. questi tuberi fa nno spuntare foglie cilindriche della lunghezza di un centimetro. e segnatamente nella famiglia dei Mesembryanthemum. fino all e piante frondose con tronchi o steli completamente succulenti come le Crassula. sia pure allo stato letargico. conosciuta con il nome bizzarro di Chamaegigas intrepidus. Le vere piante grasse trasformano ogni parte del loro corpo in riserve d'acqua. ch e riduce l'ardore dei raggi solari. In molti casi le foglie avvizziscono molto nella stagio ne asciutta man mano che viene esaurita la scorta d'acqua. o le grandi piogge. Il giorno dopo la pianta produce una rosetta di quattro foglie ovali di un centimetro. dispongon o spesso di un impianto d'isolamento a funzione antisolare. Letteralmente. Esistono piante a foglie carnosissime. la lo ro cute sovente s'indurisce e sbiadisce. o cipolla ma rina del Mediterraneo. Parecchie piante bulbose mettono fiori alla fine dell 'estate asciutta. I suoi tuberi hanno le dimensioni di una capocchia di spillo. dai bulbi enormi a volte voluminosi come un pallone da ca lcio. cut e molto ispessita. maturano i semi e tornano in letargo. Alcune piante hanno bulbi p iù o meno esposti all'aria. oppure in una massa sferoidale di un corpo plantare originatosi da due foglie: il solo indizio è dato da una scanalatura o fe ssura centrale. Molte piante grasse. lanugine folta come una pelliccia. Si tratta di una pianta parente della castagnola. Il letargo di queste radici è favorito dagli strati esterni isolanti di tessuto mo rto o sugheroso. mentre entro 2 4 ore dalle prime gocce di pioggia il terreno attorno al carice Carex pachystili s è tutto infiltrato di radici. mentre la base rimane verde. cute bianca o argentea. Nella specie opportunamente chiamata "Fenestraria" si trova una «f inestra» composta d'uno strato sottocutaneo di cristalli di ossalato di calcio. la fe ssura è così nascosta. terminando in una successione di sei o quattro foglie strett amente compresse. come «fiori» cerosi. e specie cespugliose dei Mesembryanthemum sudafricani. filtrandone quanto basta perché raggiunga il p rofondo strato di clorofilla sottostante. che si presenta come una massa sferoidale completamente verde.

Un piccolo numero di cacti emette foglie normali . cui apparteng ono margherite. segnano le varie tappe verso la formula ultim a di resistenza alla siccità data dalla sfera o dal cilindro. dove la minima area superficiale si accompagna al volume massimo per consentire l'accumulo di acqua.la caratteristica delle piante s ucculente o grasse compare soltanto in pochi generi che. eccetera . ne è un esempio la comune ginestra spinosa. alcuni tipi di semprevivo si comportano in qu esto modo. Alcuni cacti vivono in giungle umide dove i problemi sono di genere del tutto di verso: essi restano senza foglie. i gambi o tronchi verdi si assumono il compito di e ffettuare la fotosintesi e la traspirazione. E" questa la forma tipica dei cacti e di parecchie famiglie non unite da rappor ti di parentela. come le branchie embrionali dei mammiferi. che viene poi scisso per produ rre zucchero il giorno dopo. colmi d'umidità. come in molte specie assai note. Essa viene convertita temporaneamente in un acido organico. come le greenovie.specialmente quelle delle spi nosissime "chollas" . L'acidità dei tessuti della pianta aumenta incessante mente di notte per questo «metabolismo acido delle crassulacee».come pure nelle altre famiglie vegetali. adottano la disposizione delle foglie a rosetta. Spesso le fogli e si richiudono in condizioni di aridità. Quando scompaiono le foglie. e ritorna alla norma di giorno.barili o cilindri isolati e tappati. Si può accertare che molte altre piante spinose diventan o ancora più dense di aculei quando debbano crescere in condizioni di siccità. e nei lunghi periodi di siccità si nota come queste costole siano più sp orgenti e serrate. e relativamente pochi stomi . dove il movimento dell'aria viene ridotto al min imo specialmente in condizioni di siccità. Molti cacti hanno tronchi costoluti o crestati. L a maggior parte dei cacti si è perfettamente adattata ai diversi habitat aridi. lanugine o peli. Le «pa le» piatte e arrotondate e a forma di foglia dei fichi d'India non fanno altro che assottigliarsi sempre di più finché cadono. e infine il «corpo plantare» composto di foglie strettamente congiunte.ta alpine. Le rosette. e spessissimo hanno anche peli.ne è un esempio la Pereskia. che ha foglie normali se cresce in ambiente ricco di umidità. quali le euforbie e le stapelie. Probabilmente queste piante so no rientrate nella foresta primigenia dopo un'esperienza evolutiva all'aperto. altri cacti invece hanno foglie effimere ch e vanno perdute man mano che la pianta diventa adulta. come accade nelle «piante alternanti: essi si proteggono facilmente in modo analogo a quello descritto a proposito de lle foglie.di norma perdono le pale o le giunture in prossimità delle t erminazioni del tronco. come viene chiamato . che consente di effe ttuare la massima fotosintesi con la minima superficie spaziale. gerani. se così si può dire. Inoltre si aprono principalmente di not te. e dato che allora non c'è luce. Recentemente si è dimostrato che gli spini di certi cacti funzion ano da organi di assorbimento dell'acqua presente anche sotto forma di rugiada: . I tronchi dei cacti e delle euforbie grasse si sono formati quasi certamente e a nzitutto per la riduzione degli spini e delle foglie in conseguenza delle condiz ioni ambientali di aridità. hanno l'asp etto di gemme di rosa ancora chiuse. le forme schiacciate delle foglie. e molte . hanno superato la soglia delle xerofite. mentre altre sono a foglia caduca. come avviene nella fotosintesi normale. vite. ed anche certi loro parenti tropicali. che ass omiglia ad una camelia con le spine. le cui caratteristiche non rappresentano nece ssariamente i tratti distintivi della famiglia nel suo insieme: alcune specie co nservano le foglie. me ntre presso le euforbie . allo scopo di conservare l'umidità e ridur re drasticamente la traspirazione. Gli stomi dei cacti e delle piante grasse a struttura affine si trovano in fondo alle pieghe della fisarmonica. con uno spesso rivestimento di cera. consi derata la specie più primitiva e fors'anche il capostipite della famiglia. che per evoluzione parallela s ono giunte a un'identica conclusione finale in risposta a condizioni uguali. man mano che il corpo della pianta si restringe: i tronchi ri piegati a fisarmonica sono progettati perfettamente per questo andirivieni. e sono un ricordo delle o rigini remote. ma il tronco si è appiattito ed ha preso l'aspet to delle foglie. gigli. La maggioranza dei cac ti però ha smesso le foglie. l'anidride carbonica immagazzinata non si può tr asformare subito in zucchero. in condizioni di aridità: altro aspetto delle automutilazi oni delle piante. e possiede tronchi verdi in grado di effettuare la fo tosintesi.

più un fittone verticale di un metro. Queste piante reagiscono prontamente quando vengono sepolte sotto la sabbia . o a perforarle per farvi il nido come il picchio.si tratta probabilmente di un processo d'adattamento secondario. La palma Hiphaene è tipica delle acqu e salmastre in Africa. così come molti alberi e cespugli delle regioni desertiche dispongono di radici penetranti: esse di solito non va nno oltre i 10-15 metri di profondità. Lo stesso vale naturalmente anche per le piante delle paludi salate e del litora . oltre ad essere tossico . Le radici delle xerofite sono degne di nota anche per il fatto che. ma a nche alla salinità del terreno. come il saguaro dell'Arizona. Altrettanto sec ondaria. Oltre a resistere al caldo e alla siccità. alcune piante combinano i due tipi di radici a seconda delle circostanze. può avere radici orizzontali disposte a forma raggiata e lunghe fino a due metri. Una salinità superiore all o 0. Il baobab che vive nelle località aride ha radici orizzontali che possono estender si per un centinaio di metri attorno all'albero. E" possibile che l'elevat a concentrazione salina della linfa di certe piante grasse. Le radici delle xerofite sono naturalmente di vitale importanza per queste piant e. Ne consegue che qu este piante grasse gigantesche hanno struttura rigida. Una pianta d'erba San Pietro cresciuta ha radici che si spingono fino a tre metri di profo ndità. o "retama". la pianta dispone di ghiandole che evidentem ente secernono l'eccesso di sale. derivi da una situazione del genere. e spuntano ben presto all'aperto. rende più difficile alle radici l'estrazione dell'acqua dal suolo. fanno spesso spu ntare peli radicali per tutta la lunghezza delle radici più giovani. Le piante delle dune di sabbia hanno un sistema di radici molto esteso. nonché alle «piante a bottiglia» dai tronchi rigonfi contenenti acqua. Un capperofava che ricopre una superficie di d ue metri quadrati sopra il suolo può avere un apparato radicale che si estende fin o a 35 metri quadrati e si spinge fino a profondità notevole. In Africa a lcune euforbie sono veri alberi con un grosso tronco e una chioma rotondeggiante di molti rami. ed altr e specie di forma cilindrica che possono essere alti anche 12 metri.poniamo di erba San Pietro. non appena il terreno venga inumidito dalla pioggia. con riferimento alle «piante troppo grasse».5% è dannosa alla maggior parte delle piante: il sale. dalla quale spunta no i tronchi o gambi annuali. come l'Euphorbia ingens che passa i 10 metri. a causa delle inadatte pressioni osmotiche che si verificano quando la concentrazione dei sal i è più alta all'esterno che non all'interno delle radici. La ginestra bianca del Medio Oriente. La succulenza non è una caratteristica limitata sostanzialmente alle piante molli. tanto per cominciare molti deserti apparentemente caldissimi possono aver e temperature notturne prossime allo zero. ma il dispositivo sembra insufficiente a spieg are come questo cespuglio possa vivere in condizioni di così sostanziale tossicità. e in modo tipico dei cacti. Certi cacti sono molto grandi. come risulterà chiaramente a c hiunque cerchi di svellere una plantula . In un deserto a cacti alcune radici si diffondono in senso orizzontale a poca profondità dalla superficie del terreno. a differenza della maggioranza delle radici normali. lo stesso sale ed altri minerali si accumulano in molte situazioni ambientali del deserto. ma durante i lavori di scavo per la realizz azione del canale di Suez si sono registrati casi di radici di tamerici spintesi fino a 50 metri sotto terra. molti cacti resistono anche al grande f reddo. come ben sanno quanti cercano di pratic are l'irrigazione e le colture idroponiche nel deserto. Già se ne è fatto cenno al capitolo 9 a proposito di certe piante rampicanti che ha nno una grossa base destinata ad accumulare acqua di riserva. che producono peli radicali per assorbi re acqua solo in prossimità dell'apice radicale di accrescimento. e molte specie crescono sulle Ande a più di 3000 metri d'altezza. mentre altre si calano in profondità fino a raggiungere una falda freatica. Molte volte nel deserto le piante devono far fronte non soltanto all'aridità. sebbene spesso efficacissima. mentre la tamerice può prosperare in località dove la falda f reatica contiene più del 20% di sali. è la protezione accordata dagli aculei cont ro molti animali: ciò nonostante molti riescono ugualmente a mangiare parti di que ste piante. o «il vecchio» del Messico. e quelle di grandi dimens ioni hanno scheletro legnoso. che può raggiungere l 'altezza di 15 metri e il peso di 10 tonnellate.

mentre le foglie. Alcune specie di "astragalo" accumulano s elenio. senza che l e radici vi possano penetrare. in modo da formare il primo stadio di una nuova coltre v egetale man mano che vi si accumula altro terreno. Ora molti cercatori di risorse minerarie dal senso d'osservazione svi luppato tengono conto della presenza di piante notoriamente tolleranti nei rigua rdi dell'uno o dell'altro metallo! L'adattamento a minerali abitualmente tossici contenuti nel terreno è il risultato di una serie di mutazioni. Ai margini delle aree vulcaniche vivono altre piante resistenti a condizioni di evidente tossicità. piante che si attaccano ai rami degli alberi. Sta di fatto che molte epifite. come la sueda e la salicornia. Un altro grosso problema si presenta quando le piante devono vivere con le radic i in un suolo asciutto o tossico.alcune delle quali s ono magari in attività da secoli e secoli. una specie di silene apprezza il cobalto. In un certo qual modo queste piante si possono pa ragonare alle alghe. la piantaggine marina e vari suffrutici.un cespuglio neozelandese .a un'elevata percentuale di piombo puro. mentre l'alisso o «erba matta» Aly ssum bertolonii e l" Hybanthus floribundus . Essa aumenta rapidamente in modo da formare ceppi completamente resistenti nello spazio di pochi anni. Oltr e alla loro naturale opera di colonizzazione. in cui lo strato d'aria funge da isolamento antitermico. e un'altra ardua difficoltà si verifica quando o ccorra vivere in mancanza completa di terreno. Molte specie di piante si sono adattate a vivere in queste condizioni . Se la radi ce tocca una superficie umida. Le erbe sembrano le più adattabili. e gli esperimenti effettuati al riguardo hanno dimos trato che forse tre o quattro plantule su mille possiedono resistenza iniziale. zinco. possono assorbire l'acqua dir ettamente. E" questo il caso delle epifite. e segnatamente le orchidee. e perfino da migliaia di anni. al caso anche con due di questi metalli insieme. in modo particolare di azo to e fosforo. E" interessante osservare che il materiale di scavo delle miniere è spesso assai c arente delle normali sostanze nutrienti delle piante.le marino. e talvolta alle rocce. Esistono anche piante grasse degli stagni salati. do ve la colorazione argentea dipende da uno strato esterno di cellule contenenti a ria o "velame". non è detto che il ceppo res istente al piombo lo sia anche nei riguardi dello zinco o del rame. mentre il potere rifrangente del velame disperde l'intensità dell'insolazione. nonché la secchezza che di solito contraddistingue terreni del genere. come certe erbe.poniamo . mentre altre resistono benissimo al rame.sono gh iotti di nichelio: possono assorbire questo metallo fino al 10% del loro peso a secchezza. Questi peli radicali assorbono tutta l'umidità possibile. sviluppa peli radicali bianchi sul lato dove avvi ene il contatto. I d epositi alcalini e gessosi rappresentano frequentemente problemi ambientali a cu i certe piante devono trovare una soluzione. quali certi ceppi di armeria e di renaiola di primavera in Gran Bretagna. le armerie. questi ceppi resistenti si possono usare naturalmente per ricoprire cumuli di sfasciume minerario antiestetico. o di materiale di sterro. e giungono a un'intesa con piombo. Acetose e piantaggini sono altre ostinate colonizzatrici. rame o niche lio. Ciò può ver ificarsi in natura quando vi siano giacimenti metalliferi in affioramento. mettono a punto delle radici aeree carnose che riuniscono la funzione d'ormeggio a quella dell'assorbimento dell'ambiente atmosferico. s . Altre specie vegetali riescono a vivere felicemente in luoghi in cui abitualment e si trovano quantità tossiche di metalli pesanti concentrate nel terreno. o di mimolo muschiato negli Stati Uniti d'America. un rododendro dell'is ola giapponese di Kyusciu che prospera in mezzo a vapori e fumi sulfurei. immerse in un'atmosfera umida. che rim ediano alla bassa percentuale d'acqua assimilabile accumulandola nel tronco. Ne è un esempio il Rhododendron kiusianum. Ma mentre una pianta potrà adattarsi . I ceppi resistenti ai metalli riescono a superare anche questa dif ficoltà. perché le loro radici talvolta non sono altro che un appiglio . La tipica radice aerea di un'orchidea è di un bel colore verdeargenteo lucente. Il colmo è dato da alcuni ceppi che ottengono il massimo ri goglio solo in presenza del metallo in causa. ma si osserva in larga misura nei pressi delle vecchie miniere . e molto faci lmente non prospererà in un buon terreno privo di piombo. Queste radici svolgono funzioni di appiglio ed assorbimento: in certi casi un sistema radicale sviluppato pesa almeno quanto le foglie e tutto il resto della pianta.

otto qualunque forma arrivi . ma estremamente ornamentali. La bromeliacea più straordinaria è forse la Tillandsia usneoides. in c ui il minuscolo gambo possiede foglie disposte come i gradini di una scala. Esso è spesso fornito di speciali cellule assorbenti in prossimità dell'inter no delle basi fogliari. tra i quali sono portati i fiori lunghi 6 millimetri. oppure anche «pini aerei» in inglese.come pioggia. mentre gli apici assorbenti si coprono di velame. il Taeniophyllum. e in certi casi att orno all'intreccio delle radici. fino a quando non produce i suoi fiorellini minuscoli ma caratteristici. sono ricoperte di piccole scaglie c .quasi come il lucignolo di un lume . ed eventualmente come nebbia. di mod o che la pianta si compone solamente di uno spiegamento raggiato di radici. e ta lvolta di un modesto gambo o stelo legnoso: i fiori si formano dal centro della stella radicale o dal gambo. In alcune orchidee le radici sono in grado di effettuare la fotosintesi. In molti casi le radici giungono infine al suolo e vi penetrano. e foglie a forma di corna di cervo. e sono di colore verde. con un labbro un p o'"a forma di navicella. e questa bro meliacea assomiglia esattamente a un lichene argenteo ramificato. in modo che vi si possano raccogliere l'acqua e i detriti. Quand o l'acqua è assorbita dalla corteccia contiene facilmente varie sostanze minerali provenienti dal disfacimento delle foglie e da escrementi di animali. è probabile che in queste esista un velame molto più sottile sopra le cellule contenenti clorofilla. che drappeggiano ad esempio i cipressi di palude della Florida. Il termine "Usnea" indica infatti un gruppo di licheni. che si diffondono sulla corteccia dell'albero come una lastra o un piatto dove si raccolgono i rottami umidi a beneficio del sistema radicale della pianta. e riescono a prosperare anche sui fili del telefono. ad eccezione della li scia punta d'accrescimento. Queste formazioni. e quando quest a sopravviene le radici s'induriscono. La cortecc ia dell'albero si asciuga poco dopo cessata la pioggia. L'effetto dat o da queste stravaganti realizzazioni è notevolissimo. Nelle specie aeree l'acqua si raccoglie quasi sempre in un «vaso fogliare». e sembrerebbe quasi incredi bile che si tratti di fiori. p rescindendo da un certo numero di specie terrestri che hanno comuni radici assor benti. Le radici aeree di questa pian ta irreale possono raggiungere la lunghezza di parecchi metri. Inoltre i muschi epifiti presenti sul tronco as sicurano spessissimo una riserva d'umidità. Esse cominciano con foglie dure e coriacee resi stenti alla siccità. Molte orchidee vivono in regioni che hanno una stagione asciutta. come umidità sgocciolante lungo la corteccia. che pure appartiene alle bromeliacee. A questo punto tutta la radice si avviluppa in una pelliccia di peli radicali. Esiste una forma intermedia. ma i materiali di rifiut o si depositano spesso sotto la parte centrale della pianta.foglie di tipo piatto. o felce a ni do d'uccello. Le bromeliacee costituiscono un altro vasto gruppo di piante principalmente epif ite. Le felci Platycerium hanno foglie di due tipi completamente diversi . che sporgono in fuori svolgendo la loro normale funzione di foglie e portando le spore. sono largamente coltiv ate ed hanno fiori vistosissimi. a vaso o ad urna. Il vaso ha una tenuta d'acqua eccel lente. Nel Campylocentrum i fiori sono piccolissimi e sono sorretti da mazzi di esili infiorescenze. in modo da venirne protetti ed isolati. e combaciano stret tamente alla base. le foglie formano come un vaso di forma conica. Queste specie bizzarre. Vi sono pure dei casi estremi in cui le radici si sono assunte al completo le funzioni normalmente svolte dalle foglie. per cui t utto il fiore viene alquanto ad assomigliare a una rana che salta. invece nella Polyrhiza sono lunghi fi no a 12 centimetri e di forma assolutamente fuori del comune. Le radici assorbenti attraverso la base delle foglie penetrano in questo materiale e lo utilizzano a loro vantaggio. che con molto sforzo si potrebbero chiamare foglie. con termine derivato dal vocabolo usato per indicare l'ana nasso. e lo stesso acc ade a piante rampicanti quali i filodendri e le "monstera". attraverso le quali vengono immessi nel sistema i minera li provenienti dai detriti che si accumulano nel vaso. Nell'asplenio. t anto che spesso si dicono anche piante vascolari. ed hanno radici intese principalmente a fini di ancoraggio. terminante in un paio di lunghi lobi ricurvi. Essa tuttavia ha dime nsioni molto maggiori e compone festoni con le sue formazioni filiformi lunghe f ino a 7-8 metri. il cosiddetto «musch io spagnolo».

cadono gli strati esterni di cellule. fino al la più inconsistente lattuga di mare. do vendo solo adattarsi alla decrescente intensità luminosa. ma presenta anche dei problemi. dalla sommità del quale pende un ciuffo di foglie.he trattengono ogni minima traccia di umidità atmosferica. I semi sparpagliati sulle rocce vi rimangono attaccati grazie al r ivestimento mucillaginoso dei semi. Nella stagione piovosa i Podestomon hanno solo le foglie. e una volta che sono fuori dall'acqua fanno fiori e frutti nello spazio di 24 ore: il vento o gli insetti provvedono abitualmente all'impollinazione. e il rosso è fortissimo: per questo motivo predominano le alghe verdi. oppure ad avere foglie fineme nte frastagliate. Alghe ed erbe marine sono molto degne di nota per il modo con cui reagiscono al diminuire dell'intensità della luce man mano che si scende sotto la superficie del l'acqua. Queste piante fiorenti. formando allora delle plantule. la rigidità è un errore in un ambiente acquatico. sembra che quasi ogni rapida o cataratt a ne ospiti una specie diversa. e la maggior parte di queste piante dispone di vasti spazi per il movimento dell'aria all'interno dei tessuti. o virtualmente in acqua dolce dopo un violento acquazzone. mentre il plankton di alghe verdi si trova per lo più in pro ssimità della superficie. Alghe ed erbe marine pre sentano anche notevole diversità di tolleranza al variare della concentrazione sal ina nell'acqua. dalle enormi laminarie serpeggianti. L'ossigeno riveste importanza vitale tanto per le piante acquatiche quanto per q uelle terrestri. si trovano vere e pr oprie condutture nei gambi delle ninfee. e restano solo i fasci vascolari che si lignificano. An che le diatomee prosperano fino a profondità abbastanza notevoli. che assorbono il rosso . In prossim ità della superficie tutti i colori sono presenti con intensità massima. Le alghe rosse (Rhodophyceae) in un certo qual modo hann o aggirato il problema della colorazione. In acqua dolce le piante tend ono a sviluppare foglie lunghissime e nastriformi. terminanti in una punta bulbosa proprio sopra il livello dell'acqua. La grande Postelsia americana. . di aspetto si mile alla palma. ad esempio. vengono a ssorbiti ed eliminati i diversi colori che compongono la luce bianca. Al calore del sole le piante avvizziscono prest o. esse emettono fiori. lasciando i semi saldamente attaccati in attesa che le acque tornino a crescere alla stagione de lle piogge successiva. Forse l'esempio più notevole di adattamento acquatico si osserva nella famiglia de lle Podestomacee. di aspetto molto simile alle alghe. le alghe rosse prendono il sopravvento su quelle verdi. perché man mano che aumenta la profondità. perché si ritrovano ad ogni profondità. ed hanno grande capacità di rigenerazione quando ricevono u n danno. Le onde che s'infrangono s u una costa rocciosa presuppongono nelle piante che vi crescono massima robustez za e caratteristiche di ancoraggio solidissimo. caratteristica che evita danni al lembo fogliare. caratteristiche cui si adeguano largamente le alghe ed erbe marine. che ben presto si dissecca. pe rché filtra ancora la luce verde e azzurra. Ho dedicato molto spazio alle piante che devono lottare contro la siccità per una causa qualsiasi. è insolita per il suo tronco grandissimo ma elastico e pieghevole . vi vono nei paesi tropicali e subtropicali. Quanto più si scende. quelle che vivono in pozze presso la battima a marea alta. non c'è ombra di radici. Si tr atta di una specie di radice rovesciata allo scopo specifico di assorbire aria e di trasmetterla attraverso grandi spazi aerei alle diverse parti della pianta. in quanto prefer iscono questi colori. mentre hanno importanza essenziale la resistenza alla torsione e l'elasticità. L'acqua si potrebbe consi derare l'ideale delle piante. sia pure con sempre minore intensità. ma favorisce anche il massimo assorbimento possibile di minerali ed ossigeno. Le foglie sono esiliss ime e pieghevolissime. perché in realtà la scarsità d'acqua costituisce uno dei problemi più g ravi che devono affrontare le piante in generale. Uno è il movimento d ell'acqua. posso no trovarsi esposte ad alte concentrazioni di sale quando evapora l'acqua marina . Esse si attaccano alle pietre e alle rocce con s peciali peli radicali che secernono una sostanza collosa. Quando però il livello d ell'acqua si abbassa. Mi sia consentito aggiungere a ncora qualche riga di commento agli habitat acquatici. ed emettono germogli altrettanto verti cali. Il problema è intricato. La Jussiaea repens è una pianta acquatica che si fabbrica da sé una sua piccola giungla sommersa: ha gambi lunghi e grossi che crescono di traverso e portano foglie sopra il pelo dell'acqua. mentre al di sotto lasciano pendere radici verticali.

gli smistament i ferroviari.così avverte il dizionario Webster . lo scavo di cave e così via. A volte la colpa è degli orti botanici. una specie arborea che arriva all'altezza di sei metri. il mondo vegetale comprende i tipi aggressivi od opportunisti. e la defini zione dipende spesso dal suo genere di vita. lo spinacio selvatico. ma ricoprono u n'area relativamente limitata rispetto alle regioni apparentemente inospitali do ve invece certe piante riescono a crescere. è riuscita ad evadere dal famoso orto botanico di Kew. o anche Toey Hooker. Una piccola composita sudamericana. attaccate a i ndumenti o a pellicce d'animali. altro esempio di una delle molte erbacce ori . Si trovano specchi d'acqua salata allo stato puro. sui calessi e sui carri dei coloni. più circolavano erbacce: hanno viaggiato sugli stivali. che vivono d'espedienti. come la podagraria. con il risultato che ora la pianta è diffusa in tut ta la parte occidentale di Giava. impi anti di raccolta dei rifiuti o di acque di scarico e . Alcune delle attuali erbacce venivano usate una volta dall'uomo e sono state poi abbandonate. Altre invece sono state trasp ortate dall'uomo in località diverse da quelle originarie.Con questi mezzi vengono colonizzate le aree marginali dell'ambiente marino.chiunque offra del becchime agli uccelli può osservare la comparsa di piante strane.«gallant soldier» . e dese rti completamente aridi dove non è possibile nessuna vita vegetale. i cittadini del mondo che noi chiamiamo erbacce. Qui le piante annuali rappresentano l e specie caratteristiche.nei Paesi che si possono concedere simili lussi . GIROVAGHI ALLA VENTURA. Gli amenti fruttiferi si rivelarono di gusto irresistibile per i pipistrell i locali mangiatori di frutti. e l e piante si servono al massimo di ogni sorta di fattori. introdotta in Inghil terra dai Romani in qualità di erba medicamentosa.«si accontentano di soluzio ni provvisorie». e vari tipi di amaran ti tropicali e di leguminose a baccelli o silique. sui vagoni ferroviari. la costruz ione di strade. altre risorse di cui già si è fatto cenno vengono adottate nelle regioni più ardue della Terra da piante adat tate alle circostanze. alla stregua di tante altre pia nte. come possono e dove possono. Veniva chiamata l'erbaccia di Kew. Quel mezzo parente del pepe che è il Piper aduncum. Co sì la pianta perenne Borreria laevis. e nel se colo scorso ha trovato il modo di diffondersi estesamente a Londra e nell'Inghil terra meridionale. è stato introdotto a suo tempo in un orto botanico di Gi ava. in forma di radici. oppure deliberatamente a scopo utilitario od ornamentale. attac cate ai pneumatici degli automezzi o a bordo d'imbarcazioni. e spesso supera numericamente la flora origina ria. E" impressionante con quale velocità può avvenire la colonizzazione di date aree. come nel caso della piantaggin e importata nel Nordamerica dai Padri Pellegrini. dal n ome del direttore dell'orto botanico del tempo (che con ogni probabilità dovette r ispondere a molte domande al riguardo). Capitolo 21. e . concerie. fabbriche. Naturalmente un'erbaccia è tale solo perché così viene definita dall'uomo. gli incendi. Tale trasporto può essere avvenuto accidentalmente. e riescono a vivere quasi dappertutto. A somiglianza dei vagabondi alla ventura. la Gal insoga parviflora. e anche «soldato valoroso». compresa talvolta (con sgomento) la vietata canapa i ndiana.il difficile nome latino. che i Pellirosse chiamavano «l'o rma dell'inglese». e inoltre cartiere. Questi intrallazzatori o «barboni» ve getali sono riusciti a sfuggire in qualche modo alle limitazioni di determinate condizioni ambientali. Più si sviluppavano i tra sporti. entro borse d'attrezzi. sugli autocarri dei tagliaboschi. ed hanno cambiato il ca rattere in un ambiente nuovo caratterizzato da diversi rapporti di concorrenza. soggiacendo quasi solamente all'azione del clima. Le erbacce spuntano sovente negli h abitat artificiali creati dall'uomo con le coltivazioni. depositi di legname. Le erbacce sono arrivate in sacchi di sementi. e infine in aereo c on ogni comodità. un tempo bollito come verdura. come nel caso della mora di rovo e del fico d'India in Australia. perché così veniva s torpiato in inglese . preferendo queste condizioni di vita perché vi si sono ormai adattate. I loro centri iniziali di diffusione sono i moli.

I semi disporranno di meccanismi atti a farli ger mogliare in un arco di tempo di molti anni. come nel caso del tarassaco. Se si tratta di una pianta annuale. senza la quale viene a mancare la possibilità di un rapido adattamento a circostanze nuove o difficili. Questi ceppi si sono formati in passato man mano che la specie si adattava ad una minore specializzazione. come il ranuncolo stris ciante. che si estende su 12 metri quadrati di terreno all 'anno con sottili stoloni raggiati lunghi un paio di metri. alle Filippine. e si affidano complet amente a metodi vigorosi di diffusione vegetativa. che abbia molto ridotto l a consistenza numerica della specie. e di equiseto ad altrettant a profondità in terreni sciolti. Praticare l'autoimpollinazione o pr odurre semi senza la fecondazione (apomissìa). e sono segnalati anche casi di crescita oltre i cinque metri. essa potrà produrre semi a profusione per un p eriodo prolungato. quest'ultimo è in grado di rigenerare tuberi ogni 2 -3 centimetri. di modo che tutti gli individ ui della specie possono appartenere allo stesso ceppo. o almeno l'au tocompatibilità. spesso cominciando questa attività in età giovanissima. Tra il 1925 e il 1929 ne venne confermata l'esistenza nella Nu ova Britannia. Le radici di certe erbacce si spingono molto in profondità: sono segnalate rad ici di vilucchio o campanelle a 7 metri di profondità. Siccità. come i paracadute delle composite o le capsule esplosive delle piant e di balsamo. i quali possono anche non essere disponibili in condizioni atmosferiche sfavorevoli. è arrivata nel Vecchio Mondo nei primi anni del Novec ento. mentre oggi è solo un fatto occasional e. in modo da poter colonizzare rapidamente e popola re durevolmente diversi ambienti e terreni. La diffusione sotterranea di solito è alquanto più lenta di quella a fior di terra. C'è un'evidente contraddizione nel fatto che le erbacce annuali di maggior success o siano autoimpollinate ed autofecondanti. Una semplice occhiata a una carta geografica indica a quali distanze si trovino l'una dall'altra alcune delle loca lità citate. Il primato di diffusione dev' essere detenuto comunque dai bambù tropicali. signif ica negare tali possibilità.unde dell'America tropicale. o il cinqu efoglie (Potentilla reptans). favorisce la dispersione delle piante. constatiamo infatti che la maggior parte delle erbacce possiede innumerevoli ceppi. estati calde e inverni freddi non dovranno ostacolarne la crescita e la fioritura. Il "crespigno" si sviluppa in senso raggiato per 1-2 metri all'an no. la caratte ristica presenza di fiori maschili e femminili su piante distinte crea la variab ilità della discendenza. ad esempio. ed era già un'erba infestante molto diffusa a Giava nel 1924. in Nuova Guinea. che emettono germogl i a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro. e formando un esercito di lance protese. non appena e quando si offrano circo stanze favorevoli. i cui germogli possono crescere anch e di mezzo metro al giorno. Anche le piantine più modes te dei climi temperati possono crescere molto in fretta. per cui ogni attacco sferrato contro l'erbaccia ha scarse probabilità di riusci ta. La podagraria. e lo stesso vale per la lu nghezza delle giornate. che può coprire quattro metri quadrati nello spazio di un anno. Inoltre l'autoimpollinazione. ma le sue radici si possono rigenerare da piccoli framment i. Come è già stato fatto notare. e nel 1945 si trovava già alle isole Figi. Per avere successo una pianta infestante deve possedere aggressività ed accentuata mancanza di specializzazione. quando ancora l'impollinazione incrocia ta rappresentava presumibilmente la regola. Le piante annuali che praticano l'autofecondazione sono in grado di riprendersi molto più in fretta delle altre da un'annata disastrosa. Spesso le piante perenni evitano lo sforzo di dare frutti. significando che un unico esemplare può dare semi e originare una nuova popolazione. stando alle prime segnalazioni. ma è forse più efficiente. a Samoa. inoltre questa pianta dispone anche di un efficiente sistema di diffusione dei semi a mezzo di . nonché a Singapore e Suma tra. per cui un'unica specie apparentemen te pura comprende individui singoli in grado di far fronte a sfide di natura mol to disparata. spuntando in continuazione dalle radici sotterranee raggiate. colonizza solo circa tre metri quadrati in un anno. magari già a due o tre settimane di vita. Osserviamo però che ciò libera le erbacce dalla sudditanz a verso gli insetti impollinatori. I dispositivi di distribuzione dei semi sono spesso di tipo s ofisticato.

il Prunus Serotina. bloccano l'efficienza delle centrali idroelettriche. Le erbacce non si limitano a occupare gli habitat disturbati. Il tarass aco si può citare come esempio di erbaccia molto perfezionata. ma io so di un giardino dove esse fiorirono così esageratamente che i l proprietario dovette sterminarle con il clorato sodico. perché anche le piante infestanti incontrano difficoltà molto maggiori sui terreni argillosi che non su quelli sabbiosi. Tali erba cce ingorgano i corsi d'acqua. tarassaci e simili sono come l'Idra della leg genda. delle foglie delle crassulacee quali l'erba pignola. i canali d 'irrigazione. Anni fa la gente apprezzava le Candelabra. I giardinieri definiscono qualche volta le erbacce alla stregua di «piante al post o sbagliato». l'acanto dei Paesi mediterranei non lascia crescere nulla all'ombra delle sue lussureggianti foglie espanse. dagli animal i o dal gelo. Infine le erbacce possono sviluppare una forte concorrenza per la luce. I semi possono germogliare entro tre giorni d a quando vengono bagnati. A nche il bel loto indiano e le ninfee tropicali costituiscono spesso dei gravi fl agelli. che si suddividono a ll'infinito. Oltre alla sua brav ura a rispuntare dopo che è stato tagliato. Circondata da piante infestanti. ad esempio. piantaggini. è anche funzionale per quanto concerne i semi. se non fosse esposta all a concorrenza delle erbacce.paracadute. I primi lavori di ricerca sviluppati in merito hanno dimostrato che una sola piantina d'avena potrebbe sviluppare un apparato radicale di oltre 100 centimetri di lunghezza. primulacee introdott e dall'Asia. può trasformarsi in una fonte di serie preoccupazioni in un altro. ma in molte specie esistono in realtà due tipi di seme. il secondo sprovvisto d i paracadute e prodotto tutt'attorno al bordo del capo fiorale. Altri metodi di diffusione delle erbe infestanti sono stati descritti al capitol o 17 a proposito. Un fiore apprezzato in un giardi no. Va tenuto presente che le piante infestanti non sono tutte specie erbacee: ci so no anche alberi che si comportano come erbacce. producendo pa recchi germogli nuovi. che ostacolano attivamente lo sviluppo delle radici e anche la germogliatura di altre specie. mentre il farfaraccio diffonde foglie così grandi e spesse. con tutta una schiera di specie tropicali che non tardano a spuntare dopo il taglio della foresta primitiva. sottragg ono ossigeno e intorbidano l'acqua quando muoiono o marciscono. una piantina d'ave na è stata in grado di produrre invece complessivamente solo 500 metri di radici n el corso di una stagione. le felci d'acqua e le lenti palustri (queste ul time possono produrre 84000 piante per metro quadrato). da bloccare qualsiasi plantula che osi spuntare in mezzo ad esse. ma fanno concorren za attiva alle altre piante. che rigenerava due teste per ogni testa che le veniva troncata. impediscono la navigazione. e le piante fioriscono entro sei mesi. per azione meccanica. insieme ad un certo numero di piante che vivono sommerse. Romici. dove una balza d i colore rosso attira gli uccelli. La lattuga d'acqua. come l'erba fi liforme. o dei giacinti d'acqua. ad esempio un tipo di sicomoro. sono erbacce d'acqua che devono in verità essere annoverate tra gli «avventurieri» erbacei di maggiore success o. Per l'agr icoltore possono rappresentare un grosso calo nel raccolto. lotta in cui la pianta infestante si troverà spesso in posizione di v antaggio con il suo sistema radicale di ampia portata. riducono il flusso idrico fin dell'80%. l'erbaccia degli stagni e le erbe che crescono tra le pietre. e ciò è vero. Anche le erbacce con radici a capsule apicali possono rigenerarsi. Le largh e foglie dei convolvoli tolgono la luce alle piante sulle quali si attorcigliano . e gareggiano ser iamente col riso nelle risaie. gli scolmatori e le risaie in tutta l'Africa e l'Asia tropicali. riducendo i raccolti fin del 50%. dei bulbilli dell'erba brusca o acetosella. e per il resto dipende da lle secrezioni delle radici. che si staccano prontamente ed at tecchiscono con altrettanta facilità. dato che costituiscono ora una seria minaccia per i corsi d'acqua. Ma in ogni caso le erb acce sono qualcosa di più che semplici specie vegetali «al posto sbagliato». almeno in un certo senso. se vengono decapitate. Noi pensiamo al tarassaco con il suo lieve «palloncino» di semi paracadutabil i. basta ricordare la p ratica corrente di far crescere l'erba nei frutteti per arrestare la crescita vi . tutto dipen de dalle condizioni di crescita e specialmente dal terreno. Questa concorrenza è motivata in parte dalla lotta fo ndamentale per l'accaparramento dell'acqua e delle sostanze nutrienti contenute nel terreno.

gorosa delle piante da frutto. All'ecologo conservatore le specie infestanti appaiono spesso nient'altro che pi ante brutte, appartenenti a pieno titolo ai vegetali di seconda categoria, che t urbano il fascino del paesaggio, e anzi lo imbruttiscono, ricordando il processo accelerato di scempio del mondo naturale. L'unica eccezione è costituita forse da lle erbe infestanti annuali, che rendono così belli i campi del Marocco o della Tu rchia quando fioriscono tra le messi - Delphinium o erba cornetta, fiordalisi, p apaveri, specchi di Venere, gladioli -, che la gente modesta, a malapena sfuggit a alla stretta del bisogno, se le porta a casa dai campi per coltivarle e tenerl e nei giardini. Ma in linea di massima, se non le terremo d'occhio, saranno le e rbacce ad ereditare il mondo. Capitolo 22. CONVIVENZA. Nel mondo delle piante si ritrovano tutte le sfumature dell'unione e del distacc o, che vanno dalla convivenza virtualmente perfetta ed ininterrotta al rapporto di odioamore, fino al limite del parassitismo in cui una parte si spinge oltre i l lecito. (Il parassitismo vero e proprio verrà trattato nel prossimo capitolo.) Molto spesso le piante formano associazioni con altri esseri viventi oltre alle piante, partendo da organismi imparentati, come i batteri e i funghi, fino a com prendere tutto un assortimento di animali, dai protozoi ai mammiferi. Con il ter mine di «associazione» intendo le varie sfumature d'intensità con la quale letteralmen te si condivide l'esistenza, più che non la semplice compartecipazione ad attività q uali l'impollinazione e la dispersione dei semi, già accennate in precedenza; tutt avia in alcuni di questi casi si può già parlare di un'esistenza strettamente condiv isa, come nelle associazioni a fini d'impollinazione nelle yucche e nei fichi, d escritte al capitolo 13. Si usano tre termini per indicare questo tipo di conviv enza. L'associazione più fluida è quella detta "commensalismo", in cui un organismo vive sopra, dentro o assieme a un altro organismo, di cui condivide in una certa misura il nutrimento. Nel "mutualismo" si osserva reciproco vantaggio per ambed ue gli organismi interessati. Esiste infine la "simbiosi", in cui due, o talvolt a più organismi sono pienamente integrati in una convivenza equilibrata, con benef ici ideali per tutte le parti in causa. Accade facilmente in ogni contesto che g li organismi coinvolti abbiano caratteristiche assai diverse tra loro, e che nel la maggior parte dei casi ogni associato possa anche condurre un'esistenza indip endente. Alcune associazioni sono molto unilaterali, e quasi non rientrano nella categori a delle forme di convivenza. Appartengono a questo genere le piante epifite, che non fanno altro che posarsi su altri alberi, senza arrecare loro un vero danno, ma anche senza apportare alcun autentico vantaggio alla pianta ospitante, racco gliendo il materiale vegetale in disfacimento attorno alle loro radici in sostit uzione del terreno. Liane e rotang si servono del sostegno fisico degli alberi e retti; queste piante e, ancor più direttamente le piante rampicanti, come edere e filodendri a radici aeree, possono finire col soffocare la pianta ospitante sott o il proprio fogliame, o col trascinarla a terra. Si possono trovare epifite anche in mare, con forme di rapporti in cui la pianta ospitante o l'epifita possono ripararsi dal mare grosso o dall'eccessiva illumi nazione; e, proprio allo stesso modo in cui le piante rampicanti degli ambienti terrestri possono soffocare o abbattere le piante che le ospitano, succede talvo lta che le epifite marine si sviluppino in misura così esagerata, che la pianta os pitante sovraccarica venga strappata dai propri ormeggi. Anche certe specie animali hanno avviato una convivenza sotto la protezione spec ializzata di date piante. Ad esempio c'è una specie di rana che vive nei vasi fogl iari delle bromelie, dove trova acqua sufficiente ai propri bisogni con animalet ti minori da mangiare: ha testa piatta e spinosa a forma d'elmo, di modo che, se un pericolo la minaccia, si rannicchia nel fondo del vaso, dove l'elmo cranico la protegge e mimetizza. Su scala molto minore l'epatica "Frullania" forma picco le strutture vascolari per immagazzinare acqua, dove viene spesso ad abitare un minuscolo rotifero.

Le formiche coabitano spesso con le piante, segnatamente con specie arboree, abi tandone di solito certe parti, sebbene all'occasione vi possano appendere nidi e sterni. I nidi di formiche comprendono quasi sempre terreno o detriti vegetali, questi ultimi molto indicati per assicurare la struttura del nido. Le abitazioni interne comprendono il cavo dei tronchi o dei gambi, o quelli da cui si può togli ere facilmente il midollo, o grandi nodosità o spine cave, in cui le formiche poss ono entrare praticando un pertugio iniziale. A volte le formiche attuano un sist ema completo di comunicazioni all'interno di questi rami tubolari, mentre in alt ri casi tra i diversi formicai situati in cavità viene costruita una rete di cammi namenti esterni coperti. Gli spini fischianti - di cui esistono specie africane e sudamericane - sono aca cie aventi strutture rotonde e cave (stipule) alla base delle spine. Le formiche le perforano, svuotandole del tessuto in eccesso, e vi si insediano. Quando sof fia il vento si produce un irreale suono zufolante, per il passaggio dell'aria a ttraverso i fori praticati dalle formiche. Altre specie di formiche utilizzano le foglie, talvolta scollando le due superfi ci fogliari, come se si trattasse di una borsa di carta, per farsene un nido; o insediandosi nella sacca rigonfia pronta per l'uso, che si ritrova in certe pian te tra le nervature presso la base fogliare; oppure incollando assieme i bordi d elle foglie in modo da formare un luogo di residenza a struttura tubolare. Altre invece si fanno dei semplici nidi tra le grandi spate che avvolgono i capi fior ali dei rotang. Alcune specie di Hoya o vite cerea crescono con steli e foglie p remuti strettamente contro i tronchi degli alberi, e nelle sacche che così vengono a formarsi si trovano spesso colonie di formiche. Altre tuttavia abitano le gal lerie che si sono formate all'interno degli anelli di spine appaiati e sovrappos ti di alcune specie di palme. Una specie di orchidea, la Schomburgkia, ha lunghi pseudobulbi cavi funzionanti da organi di deposito, in cui le formiche possono entrare praticando un pertugio alla base. Le formiche scavano anche i rizomi rig onfi e tubolari che immagazzinano acqua, in un paio di specie di felci tropicali epifite. Non c'è ombra di dubbio che le formiche si comportino da smodate opportuniste quan do incontrano strutture favorevoli; tuttavia la loro presenza si rivela spesso v antaggiosa anche per gli alberi, svolgendo ad esempio estese funzioni difensive. In effetti un albero popolato di formiche dispone di un esercito sul piede di g uerra. Ogni attacco mosso contro di esso fa irrompere miriadi d'insetti, come po ssono pietosamente testimoniare molti botanici. Cito ancora un superbo brano scr itto da E. J. H. Corner sulla scorta delle sue osservazioni personali: "Ci fermiamo eccitati per l'emozione della prima spedizione nelle umide radure.. . e ci accorgiamo che un fioco stormire svanisce tra gli alberi. Ritorna e si at tenua. Pensiamo ai serpenti, alle vespe, alle api, e ci guardiamo attorno senza riuscire a scoprire una causa credibile del mistero. Ora il suono si ripete a de stra, a sinistra, da ogni parte, come una serie di bassi tintinnii tra i cespugl i e nella volta di fronde. Una sensazione strana scivola sui nostri corpi sudati cci, la sensazione di venir spiati da un'orda di presenze invisibili. Quello che abbiamo sotto i piedi è un serpente o non è piuttosto soltanto il tronco strisciant e di un vecchio rotang? Ci chiniamo ad esaminarlo con nostro sollievo e, proprio mentre il suono riprende, ecco una formichina battere le mandibole sul rivestim ento secco presso un foro praticato nella guaina di una foglia. Istantaneamente risuona uno stormire, un tintinnio, un fruscio dall'involucro fogliare, che riec heggia dal prossimo e poi dal prossimo ancora, su su per il tronco e tra gli alb eri... La sentinella ha dato l'allarme ai soldati, il segnale viene ripetuto da un avamposto all'altro, come una specie di «ai posti di combattimento», perché vengano respinti gli invasori: l'allarme si propaga tra le fronde fino in cima agli alb eri. Solleviamo la liana, e dal di sotto irrompono formiche nere mordendo feroce mente". Le formiche possono tenere lontani molti insetti dannosi, bruchi, chiocciole ed altri animali - fors'anche mammiferi erbivori - e in modo speciale quei loro par enti tagliatori di foglie che impiegano tanto poco tempo per spogliare una piant

a. Oltre a fornire un alloggio sicuro alle formiche sopra il livello delle eventual i inondazioni in molte giungle, l'albero, all'occasione, garantisce anche il pas colo ad afidi e gorgoglioni che le formiche allevano e «mungono». In alcuni casi str aordinari l'albero fornisce alle formiche anche lo stesso cibo, che si potrebbe paragonare alla «tangente» versata a un'organizzazione criminale in certe situazioni umane. La Cecropia peltata o albero delle trombe ha «corpi alimentari» che vengono offerti in omaggio sulla parte più bassa del picciòlo fogliare. Si tratta di vere e proprie imitazioni di insetti ad uso delle formiche carnivore che vivono nel tro nco cavo e trabecolato dell'albero. Le formiche mangiano questi corpi alimentari , che vengono sostituiti in continuità, e allevano entro il tronco certi tronchi c he ne succhiano la linfa, drenando ulteriormente le risorse dell'albero. Ma le f ormiche intanto tengono l'albero pulito dalle piante rampicanti - cui le cecropi e sono straordinariamente esposte per qualche loro oscura ragione -, e con molta probabilità le proteggono anche da specie erbivore quali afidi e bruchi: forma di coabitazione che costituisce un buon esempio di mutualismo. Negli spini fischianti l'estremità delle foglie produce un corpo alimentare che ra ssomiglia a un piattino, e non mancano nettarii sui picciòli fogliari. Analoghi ne ttarii vengono fabbricati da certe specie di Macaranga, e vengono portati dalle formiche adulte alle larve depositate nel cavo del tronco. Anche questo caso rap presenta una buona forma di mutualismo: i tronchi cavi forniscono alle formiche occupanti cibo e rifugio, mentre le formiche garantiscono protezione sicura dagl i attacchi dei bruchi, cui queste specie vegetali sono sensibili. E" stato accertato che queste associazioni devono essere ormai di vecchia data, perché cecropie e spini fischianti hanno caratteristiche diverse dalle specie vege tali con cui sono più strettamente imparentate, e che tuttavia non sono altrettant o mirmecofile: infatti le cecropie non hanno lattice, mentre gli spini fischiant i possiedono una linfa più povera di sostanze chimiche ad azione insettifuga. Tra gli esempi più strani di associazione mirmecofila c'è quello di una falsa pianta carnivora detta "Dischidia". I suoi ascidii lunghi 10 centimetri non sono proge ttati allo scopo d'intrappolare insetti, come avviene nella maggior parte delle piante a struttura simile (con le quali comunque la "dischidia" non è imparentata) . Le formiche portano spesso detriti nell'ascidio, che esse giudicano un'eccelle nte abitazione prefabbricata; pian piano vi sgocciola dell'acqua, e il picciòlo fo gliare produce una radice che si sviluppa nell'ascidio per utilizzare questa raz ione supplementare di nutrimento ed umidità. Questo fatto è importante per la pianta che cresce spesso in località molto calde e poco protette, dove le radici esterne possono avvizzire facilmente. Anche quando c'è poco humus negli ascidii, le formi che vi possono fare il nido ugualmente. Talvolta non vi possono nidificare a cau sa di una formica astutissima e di specie diversa domiciliata sulla scorza dell' albero, che raccoglie tutta la cera di cui sono rivestiti gli ascidii. Comunque le formiche provvedono spesso a raccogliere detriti vegetali dove le epifite ins inuano le radici, che in questo modo vengono a formare un'armatura rigida per un «nido a vaso da fiori». Oltre ai servizi attuati dalle formiche per lo sviluppo del le radici, sembra davvero che a certe piante occorra la compagnia attiva di ques ti insetti. Si annovera tra tali piante l"«orchideaasecchio», che difatti si coltiva con grande difficoltà se le mancano le sue formiche, probabilmente perché queste le forniscono qualche elemento sostanziale. Se si mette in una serra un'orchidea d i questa specie, tutte le formiche del vicinato si raccolgono tra le sue radici, per cui è possibile che anche la pianta fornisca loro qualche vantaggio. Queste o rchidee crescono naturalmente in libertà sui formicai pensili sulle cime degli alb eri, e rappresentano - come scrive P. H. Allen nella sua "Flora di Panama" - «un e lemento di grande rilievo in quell'opera unica in natura che sono i giardini arb orei delle formiche; ... queste associazioni comprendono sovente un Epidendrum a fiori purpurei o aranciati, e parecchie piante a foglie grasse non appartenenti alle orchidee ed evidentemente specializzate, tra le quali le più frequenti sono le Peperomia e certe Gesneriacee». Le orchidee «sono ben protette dalle bellicose fo rmiche, si possono raccogliere a prezzo di grandi sforzi, e si trasportano con f atica ancora maggiore». Sembra che le formiche inizino la costruzione del nido cem entando assieme dei detriti, poi si portano in casa i semi delle piante in quest

ione per mangiarne gli «omaggi» alimentari annessi, secondo la descrizione datane al capitolo 15. Infine i semi germogliano, e attorno alle radici si accumula rapid amente altro materiale ricco di sostanze nutrienti e assorbente umidità, di modo c he si creano presto quelli che in linguaggio tecnico si dicono i «giardini pensili mirmecofili», cioè attuati e favoriti dalla presenza delle formiche. Le stesse Gesnerie vivono spesso in associazione esclusiva con le formiche, e le specie più comuni appartengono alle Codonanthe. Le plantule che vi si sviluppano spontaneamente cominciano il loro ciclo vitale in qualche modesta sacca di detri ti raccoltasi in una screpolatura della corteccia. Le formiche cominciano subito a fabbricarsi il nido attorno alla piantala, e questa attività le fornisce altro humus. A tempo debito i semi della pianta cadono nel formicaio o giardino mirmec ofilo, e non tardano a germogliare; talvolta rientrano in scena le formiche per portare i semi tra i detriti. Le formiche si comportano allo stesso modo anche c on molte altre piante, rivelando chiaramente un vero e proprio interesse a crear e giardini mirmecofili. A volte nello stesso giardino vivono due o tre specie di formiche. Un altro raccoglitore, G. T. Prance, non diversamente da P. H. Allen, osserva co me le formiche passino immediatamente all'attacco non appena si tocchi una loro pianta: «Dobbiamo carpire i nostri esemplari in tutta fretta prima che le formiche vi si possano arrampicare». E aggiunge di non aver mai visto una Codonanthe calca rata fuori di un giardino mirmecofilo. Nei nostri stessi giardini possiamo osservare le operazioni difensive praticate dalle formiche quando trovano da mangiare. Il lauroceraso e la rosa banksia, ad esempio, hanno nettarii sul tronco, i quali richiamano formiche che a loro volta si prodigano a tener lontani i divoratori di foglie come i bruchi. Parecchie ce ntauree europee secernono miele da ghiandole speciali situate sulle scaglie all' esterno dei fiori non ancora sbocciati. Si può vedere anche una dozzina di formich e stazionare contemporaneamente sulle gemme, e spruzzare acido formico su certi grossi coleotteri che altrimenti andrebbero a mangiare nei capolini fiorali. Attività alquanto simile si ritrova nel Platycerium, o felce a corna di cervo, che accanto a fronde d'aspetto più normale produce foglie grandi e piatte, che si avv inghiano al tronco dell'albero. Nella sacca formata da queste foglie avvinghiant i si accumulano detriti di cui si giovano le radici della felce. Altri detriti e particelle di terreno vi possono essere portati dalle formiche, che poi nidific ano in gran numero in questi «cestelli» vegetali. Altro materiale si raccoglie e vie ne usato nella costruzione dei formicai nelle "felci a nido d'uccello" o aspleni i, il cui fogliame forma un ricettacolo eretto a forma di vaso. Molte altre «piante aeree» insediate sui rami più alti degli alberi tropicali fornisco no rifugio alle formiche, in modo speciale i generi Myrmecodia e Hydnophytum, am bedue appartenenti alla famiglia vegetale che comprende la pianta del caffè. Quest e piante hanno le parti inferiori molto rigonfie, di forma tuberosa, spesso spin ose, in cui le formiche si creano palazzi di spazi a galleria. La Myrmecodia, ch e assomiglia alquanto a un riccio dal quale con poca coerenza spuntino corti gam bi frondosi, affida alle formiche la diffusione dei propri semi, e fornisce nett are agli insetti che abitano sulla pianta. Un albero tropicale detto Goniothalamus ridleyi produce quasi tutti i suoi fiori alla base del tronco. Certe formichine abitualmente ammucchiano terra sui fiori fino a ricoprirli completamente mentre sono ancora in boccio; inutile dire che estraggono il nettare dai fiori, perché tutti quelli che sbocciano troppo in alto sull'albero per venir ricoperti di terra, hanno sempre attorno frotte di formich e. I fiori situati al piede dell'albero sono irraggiungibili agli altri insetti, per cui si ritiene che l'impollinazione sia effettuata dalle formiche. La mirmecofìlìa e le sue varie forme di mutualismo sono limitate alle sole piante fi orenti e alle felci sopra citate. Oltre a trovare rifugio nelle piante occupandole abusivamente o incoraggiandole a fabbricare «nidi a forma di vasi da fiori» - e forse anche portandovi semi per aum entare le dimensioni dei nidi stessi - le formiche coltivano anche specie vegeta li per ricavarne cibo. Si tratta delle formiche sfogliatrici dell'America tropic ale, che riescono a spogliare del fogliame un grosso albero dalla sera alla matt ina. I pezzettini di foglie possono raggiungere il diametro di due centimetri, e

Nella saliva delle formiche c'è qualcosa che impedisce la crescita di funghi indesiderati e forse favorisce anche lo sviluppo della specie fungina prescelta. Salvo questi rapporti con le formiche . con larghezza ed altezza fino a 30 centimetri. e di un rizopodo (Paulinella chromatophora) . Ad intervalli le termiti gettano all'esterno masse di micelio. Le termiti sciamano sul cappello fungino e ne prelevano frammenti che ammassano all'interno del termitaio. Le form iche operaie dedicano attente cure a questi funghi. Tuttavia le piante mantengono felicissimi rapporti di vario genere con molti alt ri animali. il componente alga. o se non sia cresciuto per caso nei formicai e in seguito sia stato sottoposto a c oltura. Sono note parecchie centinaia di associazioni tra invertebrati acqua tici ed alghe unicellulari. Oltre a produrre cibo. e trapiantando i funghi in nuove celle man mano che queste diventan o disponibili. Il fungo in questione. alto spesso un metro o due. in modo da formare un vero e proprio letto caldo sul quale cresce un fungo speciale: il principio corrisponde esattamente a quell o adottato per attuare i lettorini delle moderne coltivazioni di funghi. Nel caso de l rizopodo non esiste neppure un meccanismo di alimentazione. ma mancano prove altrettanto c hiare che la coltura avvenga per decisione deliberata. o cloroplasto. tuttavia è ancor a incerto se in questi casi si tratti di associazioni simbiotiche o di uno stadi o a mezza strada tra il regno animale e quello vegetale. co n l'aiuto di una sommità durissima talvolta foggiata a capezzolo. e si possono ritrovare in molti protozoi. Ciò può dipendere benissimo dal fatto puro e semplice che non si sa dove cerca rlo. Nelle celle i brandelli di foglie vengono masticati e mescolati ad altri detriti vegetali e a gli escrementi delle formiche. perché hanno perduto le pareti cellulari. e tutto il formicaio può occupa re complessivamente la superficie di 100 metri quadrati e anche più. dove esso costituisce una parte molto importante dell a loro alimentazione.le piante e gli insetti non mantengono di norma relazioni particol armente cordiali. Le celle dei funghi. a ognuno dei quali l'alga fornisce carbonio e probabilmente azoto. e non è stato ancora accertato se il fungo viva spontaneamente nel terreno o piuttosto non vi sia stato portato deliberatamente in origine dalle formiche. producendo il micelio e ricominciando il ciclo. strappando ogni erba che pos sa spuntare. mentre a proposito della Cyanophora le cellule dell'alga semplicemente non possono esistere in mod o indipendente. con corpo fruttifero fornito di gambo e cappello.vengono ammassati in celle speciali nei nidi: un osservatore che ha potuto assi stervi ha scritto che le formiche avanzano «come ragazzini della scoletta di catec hismo quando si recano in processione con gli stendardi». e perché inoltre i due soc i in simbiosi si riproducono simultaneamente. Così le alghe vengono ad assomigliar e a grossi cloroplasti. che dà a tutti l'impressione di un ombrello aperto sopra il termitaio. presumibilmente p erché ingrossano troppo ed ostruiscono il passaggio.e naturalmente quelli connessi con l'imp ollinazione . Ciò può dipendere dalle condizioni particolarmente favorevoli di cui dispone il fungo all'interno dei termitai. Vi si annovera quella di un verme marino (Convoluta roscoffensis). di misura completamente diversa dai gigan teschi «ombrelli». Dopo aver formato un micelio filiforme nelle celle del termitaio. che costituisce il nutrimento principale di qu este formiche. è una piccola specie sotterranea che non si vede mai fuori dei form icai. di un flagellato (Cyanophora paradoxa). Uno dei misteri della natura è che i corpi fruttiferi prodotti all'esterno del termitaio da queste masse di mic elio espulso sono sempre piccolissimi. dal materiale fornito dalle termiti o anche dall'intensità dei processi di coltivazione. Al capitolo 18 ho precisato come gli insetti si nutrano a spes e delle piante o depongano all'occasione le uova nei tessuti vegetali. Naturalmente all'interno del nido cadono spore che possono germogliare. Il fungo in causa è del tip o classico. Una volta spunta to all'esterno. Questa particolarità si ritrova nelle associazioni di alg . lun ghe fino a un metro. di norma rende questi organismi fotosensibili. attività cu i le piante reagiscono con la formazione di galle. possono trov arsi fino a 5 metri sotto la superficie del suolo. Anche le termiti hanno orticelli tenuti a funghi. il fungo sviluppa un gambo che s i fa strada a viva forza attraverso il termitaio. alcune delle quali rappresentano esempi perfetti di simbiosi. la sommità si dispiega a forma di cappello largo anche 60 centimet ri.

he con i polipi dei coralli. ed e sercitano notevoli effetti sulla pianta interessata. in modo che potessero effettuare la fotosintes i nel modo migliore! L'eccedenza demografica delle alghe viene invece digerita d al mollusco. felci galleggianti. e l'animale non dipende per nulla dall'alga. mentre il pigmento rosso all'interno dei noduli delle leguminose è . se non fosse per l'avvento delle legumi nose e della loro associazione simbiotica con il Rhizobium. I noduli batterici si ritrovano principalmente sulle foglie delle rubiacee. bensì di lenti impiegate per mettere a fuoco la luce su colonie di alghe all'interno dei tessuti. ma viene effettuata anche da certi funghi in simbiosi con piante come l'ontano. dove l'aerazione è massima. L'idrogeno può venire fabbri cato dai microorganismi. e troppo bassa per poter sostenere . lemne. che forma nodu li sulle radici di piante. perché la Nostoc mantiene anche sottoterra il colore e la cap acità di fissare azoto. Scott. L'azoto è assolutamente inerte e riluttante a formare composti allo stato naturale . L'alga fissa l'azoto atmosferico con benefici o dell'altra pianta. Tra le piante associate a quest'alga si annoverano epatich e. mentre i suoi filamenti talvolta riesco no a penetrare anche nelle radici. Vi partecipa anche l'oligoelemento molibdeno. In queste specie la pianta riesce a cresc ere «normalmente» solo quando è entrata nel ciclo della simbiosi. Le cellule batteriche o fungine sembrano avviare un parassitismo superficiale ch e verosimilmente stimola le radici a produrre noduli. che può abitare s acche alimentari della pianta superiore. Questi or ganismi si servono della fotosensibilità per equilibrare le esigenze alimentari di ogni simbionte. I noduli che si formano su queste piante legnose permanenti sono spesso assai grossi e si presentano raggruppati. dove l'alga verdeaz zurra Nostoc rappresenta l'esempio tipico del socio minoritario. sebbene non du rino all'infinito.una proteina strettamente imparentata con i globuli rossi del sangue. La fissazione dell'azoto si presenta in forma a ncora più tipica nell'associazione con un batterio detto Rhizobium. ma anche di altre famiglie. finché non si è scoperto che non si trattava di occhi nel senso letter ale della parola. un'alt ra strana associazione si verifica tra un grosso bradipo e un'alga che gli rives te il pelo. la condizione odiern a dell'azoto nel terreno sarebbe bassissima. I batteri sembrano incapaci di fiss are l'azoto quando vivono allo stato libero. Sussistono numerosi legami tra piante inferiori e superiori. che in assenza di essi va i ncontro a un processo di nanizzazione. spugne e meduse. l'olivello spinoso e la mirica. La quantità totale dell'azoto atmosferico fissato da questi batteri produttori di noduli. che colorano il suo mantello con chiazze vivaci di ara ncione e porpora. ma a quanto pare l'uso da parte dell'alga dei prodotti del meta bolismo animale non è altro che l'impiego succedaneo in sostituzione dell'acqua di mare utilizzata in precedenza. Tra gli sviluppi più straordinari del fenomeno della simbiosi c'è il caso dell'assoc iazione creatasi tra la Tridacna. da sola ha aspetto d el tutto anormale. in modo da formare ammoniaca. è stata valutata sui 100 milioni di tonnellate annue. Il processo chimico della fissazione dell'azoto comporta la combinazione dell'azoto libero con l'idrogeno. mentre il bradipo ricava forse qualche piccolo vantaggio da questa forma di camuffamento. e la simbiosi citata riveste importanza econom ica nella coltivazione del riso. in cui le alghe u tilizzano i prodotti di rifiuto dell'animale in cambio di carboidrati. un gigantesco mollusco bivalve. Tanto per citare George D. probabilmente come catalizzator e. specialmente delle piante leguminose. ed alghe micro scopiche di vario genere. per cui occorre molta energia per scindere i due atomi della sua molecola. gigari. la Gunnera dalle foglie gigantesch e e molte delle vecchie Cycadine. Alcuni pesci portano alghe sulle loro branchie.vedi caso . "viene da sudare freddo al pensiero che. In questo modo l'alga si procura un'abitazione mobile che presenta a spetti interessanti. muschi. allo stesso modo in cui va ri organismi provocano la comparsa di galle. anemoni di mare. specialmente leguminose. oppure essere disponibile in forma facilmente riducibil e. Il mantello ha una fila di «occhi» azzurri che ha messo in imbaraz zo i biologi. devono trovarsi dentro un nodulo do ve la pianta contribuisca in qualche modo alla loro esistenza.

ma i licheni producono anche dei soredì. alla stessa stregua di quanto fanno alcuni funghi per conto loro. arancione. oppure somigliare ai muschi.e in modo speciale delle cellule a lgali che effettuano la fotosintesi. con uno strato di cellule fotosintetiche d'alga situato in prossimità della superficie superiore. sopra una massa di filame nti d'origine fungina. come viene chiamata la sua struttura. I lic heni sono in grado di assumere acqua allo stato libero con velocità sorprendente. per non parlare delle vaste aree soggette a coltura intensiva". pustolette contenenti t essuti dei due simbionti che si staccano facilmente dal tallo principale. L'esempio più notevole di associazione fungina è forse quello per cui in combinazion e con le alghe si formano i licheni. Talvolta il tallo del lichene. Le specie simbionti si possono ritrovare anche separate e indipendenti. Una buona coltura di leguminose adatte riesce a fissare 250 chilogrammi d'azoto per ettaro in una stagione. o cresce re in forma eretta. e l a pianta combinata che forma punte fruttificanti tende in questo senso. o ramificarsi nei modi più complessi. e lo stesso fanno le cellule sottostanti di ori gine algale e fungina. Se si bagna un lichene grigio asciutto. dove alla somiglianza esterna si aggiunge la presenza di po ri aerei paragonabili a stomi. che viene filtrata dalla sostanza colorante. usate da molto tempo dall'uomo a scopo colorante. e ne riesce avvantaggiata anche la vita sul nostro pianeta. si può osservare come la superficie inverdisca rapidamente per questo processo.il manto di vegetazione naturale che copre oggi il mondo. sopportando situazioni estreme di caldo. men tre nei casi più evoluti la disposizione presenta notevole somiglianza con quella di una foglia in una pianta superiore. Queste tint e. La tenace Ra malina del deserto del Negev riesce a sopportare più di 80 gradi di calore allo st ato secco. Fungo ed alga possono incontrarsi. derivano da un denso deposi to di acidi colorati dei licheni nelle cellule dello strato superficiale. Molti licheni hanno colori vivaci: giallo. dal momento ch e molti batteri sono privi delle sostanze di accrescimento che invece i funghi p ossono fornire. ambedue gli organismi interessati ne ricavano grossi vant aggi. ma nella maggior parte dei licheni si forma ben presto la disposizione del t ipo già descritto. i carboidrati di provenienza fungina. Si può osservare anche ch e se un lichene viene messo all'ombra dopo che è stato esposto alla luce. Abbiamo già v isto che i licheni presentano notevole resistenza a condizioni difficilissime d' esistenza. i lic heni possono formare anche croste sottili. Ciò acca de nei licheni esposti ininterrottamente alla luce solare: all'ombra il lichene cresce di colore verde. tutto il complesso si dilata. Nelle forme più elementari le cellule o i fil amenti delle alghe si trovano semplicemente mescolati con i cordoni fungini. Nel suolo formano associazioni d'ogni sorta con i batteri. L'integrazione completa tra le due diverse parti risulta con la massima chiarezz a dal modo in cui il lichene reagisce alla luce e all'umidità. assorbendo in 10 minuti più del 50% del loro peso iniziale allo stato secco. Il fungo continua a riprodursi come farebbe se stesse solo. Allo stato secco lo strato superficiale si contrae. e continua ad effettuare la fotosintesi anche quando è parzialmente con gelata a 10 gradi sotto zero. quantità corrispondente pressappoco a due tonnellate e mezzo di concimi. freddo e siccità. Secondo ogni apparenza i licheni s ono in grado di estrarre sostanze minerali dalle rocce sulle quali sovente vivon o. cambia i . I funghi hanno un'importanza particolare in queste imprese in compartecipazione. e spesso s'incontra no per puro caso. In questo modo si evitano gli effetti dannosi della luce eccessiva. In un caso o nell'altro il nuovo lichene comincia a crescere come una miscela di cellu le. nero e così via. Quan do la pianta s'inumidisce. assomiglia anche nel contorno ad una pianta superiore: ad esempio ne lla Sticta filicina. La simbiosi comincia così. ma l'alg a non si riproduce in forma sessuale quando convive con il suo socio incolore. Oltre ad avere aspetto di foglie o scaglie. In questa forma di simbiosi l'alga riceve protezione e sostanze nutrienti fondam entali. per cui viene esposta a lla luce una parte maggiore di ogni cellula . ma appar e probabile che le alghe in questione di norma non riescano a condurre una vita facile per proprio conto. sebbene si tratti di combinazioni casuali. di modo che giunge meno luce a ogni singola cellula.

si osserva nel caso dello Sterocaulon. specialmente alle conifere. ma moltissimi funghi diversi possono associarsi a moltissimi alberi div ersi con risultati sostanzialmente identici: ad esempio. in seguito al riassorbi mento dei pigmenti. Questo manto è lungo solo un centimet ro circa. p er cui agiscono di fatto come antibiotici. Certe combinazioni tra albero e fungo sono di tip o unico. dalle felci ed epatic he fino agli alberi delle foreste.l colore. A volte un albero può fare società co n sei o sette funghi contemporaneamente. E" stato dimostrato che certi funghi ne tengono lontani altri dannosi. i funghi entrano in coesistenza anche con le rad ici di un impressionante assortimento di piante superiori. Questa simbiosi viene praticata in due modi . ma la sua struttura feltrata le permette di assorbire l'acqua e di sos tituire efficientemente i peli radicali cui altrimenti spetterebbe questo compit o. il cosiddetto «lichene delle renne». Le radici a micorriza sono sempre più corte e ramificate di quelle «normali». che significa semplicemente «radice fungina». Questa facoltà consente al lichene di rimediare alla mancanza di fotosensibilità per regolare la sua crescita effettiva. dove renne euroasiatiche ed americane vivono largamente di cladonia. impedendo loro d'infettare l'albero. Questi licheni non sono soltanto esempi di un avvenuto notevolissimo e felicissi mo collegamento tra due forme di vita assai diverse tra loro. mentre a sua volta ri ceve carboidrati e composti glucidici dall'albero. formando anche una rete tra l e cellule degli strati esterni della radice. . In queste combinazioni il fungo stimola la formazione della radice e consente al l'apparato radicale di assorbire più nutrimento dal terreno. produ cendo curiose formazioni superficiali di cui si sospetta che siano in grado di f issare l'azoto. ed è un fatto corrente che una specie di fungo ne sostituisca un'altra nella micorriza durante la vita di un albero. sia mangerecci che velenosi. facendo il primo passo per la formazione del terreno. per produrre carta desti nata a giornali di valore effimero e di letteratura forse un po'"meno effimera. La denominazione «micorriza». I licheni sono importanti anche c ome alimento nell'emisfero settentrionale. particolarmente nella fase giovanile. nelle loro dure condizioni di vita i licheni forniscono il 95% del cibo disponibile. Oltre ad associarsi alle alghe.principalmente a base di conifere dai quali dipende parte della nostra economia moderna. e se si tengono pre senti i grandi programmi di rimboschimento .all'esterno e all'interno delle ra dici. tra i licheni. si associano agli alberi. dove c'è un'alg a verdeazzurra che si associa a una combinazione di base tra alga e fungo. ma sono anche importanti ai fini dell'insediame nto della vegetazione mondiale. Nelle cicadacee questa m icorriza coralliforme si trova sulle radici anormali che crescono verso l'alto e si sviluppano alla superficie del suolo. e che forse non potrebbero nemmeno cominciare ad esistere senza la loro presenza. Ho già fatto notare come essi sovente compiano ope ra da pionieri in durissime condizioni climatiche e frantumino le rocce. si app lica alla simbiosi principalmente esterna in cui una guaina di tessuto fungino c irconda le parti apicali delle radici dell'albero. si tocca con mano quale importanza abbiano i funghi delle micorrize per l'uomo c ontemporaneo. numerose piantale su suolo sterile restano molto indietro nello sviluppo rispetto ad altre. che invece riescono ad avviare rapporti con i funghi. Però il colmo. Sta di fatto che molti autori ritengono che la maggior parte dei licheni operi in compartecipazione con batteri fissatori di azoto. Alcuni funghi non sono più in grado di produrre corpi fruttiferi sporigeni (ad esempio molti dei comuni funghi a ombrel lo commestibili o velenosi) se allontanati dal loro albero simbionte. I Lapponi praticano con le loro mandrie un pascolo attento del lichene delle renne. e a vo lte ne fanno anche una vera «fienagione». per il pino di Scozia s ono stati registrati 119 «soci» di natura fungina. e sono importanti perché li aiutano nella cre scita. Le micorri ze pertanto sono importanti specialmente nei terreni poveri. o al passaggio dalla lu ce all'ombra o viceversa. e che tuttavia pos sono vivere per parecchi secoli. e tal volta somigliano per l'aspetto a certe masse coralline. è abitata da funghi ed alghe verdiazzurr e. raccogliendolo come riserva alimentare per le loro bestie. coesistendo parallelamente a comuni radici non infestate. Molti funghi del tipo a ombrello. passando dall'aranciato o dal giallo al verde.

e sono costretti ad esserlo perché sono completamente sotterranei e non vedono mai la luce del giorno. incerto il modo d'impollinazione. con specie insediate sulle radici di vari alberi e ce spugli. Tuttavia si osservano zone concentriche dove i filamenti fungini vengono digeriti dalle cellule dell'o rchidea. Nella combinazione entra a far parte di solito un fungo detto Rhizoct onia.Le piante saprofite dipendono completamente dalle micorrize. Altre specie di fungo talvolta fanno lega con le orchidee. Glucosio e fosfati «contrassegnati» co n preparati radioattivi sono stati iniettati negli alberi. i n date occasioni può anche spuntare e fiorire e formare semi fino a maturazione so tto terra. hanno analoghe radici somiglianti a formazioni coralline. succede talvo lta che l'orchidea riesca perfino a invertire il flusso delle sostanze nutrienti rifornendo il fungo di carboidrati. e pare che i carboidrati ottenuti da queste mon otrope provengano in gran parte dagli alberi. incapace di germogliare e crescere se non viene rifornito dall'esterno di nutrimento e vitamine. Esse non hanno clor ofilla. Si può anche dire che l'orchidea a nido d'uccello. un vero rapporto di amoreodio. Questi esempi di saprofitismo nelle piante superiori contribuiscono a rafforzare la teoria secondo la quale i funghi non sono altro che piante in cui è andata per duta la clorofilla. La radice di corallo. e la cosa più interess ante che si può dire sul loro conto è che il loro rapporto con i funghi è condiviso an che con gli alberi. anzi. ma per il resto sono piante superiori. e i suoi filamenti si sviluppano accanto alle cellule dell'orchidea. Queste piante affidano a un fungo tutto il lavoro di assorbimento del carbo nio.) Il processo successivo alla germinazione naturale si potrebbe definire di recipr oca aggressività. manca compl etamente di vere radici. eventualmente di tipo semiparassitario. e la loro presenza è st ata identificata in seguito in certi «nidi d'uccello» dei paraggi. che fornisce limitate quantità d i sostanze nutrienti essenziali in cambio di carboidrati. maturano e fanno semi alla profondità di un paio di centimetri sott oterra. quella che sta sopra la superficie del suo lo). indigena della Gran Bretagna. quali l'orchidea a nido d'uccello e la radice di c orallo. Tra le orchidee saprofite più spettacolari vi sono certe specie di Galeola che for mano tronchi rampicanti lunghi anche 30 metri. ma pare probabile che queste orchidee possan o dividere i loro funghi con gli alberi vicini. I «nidi d'uccello» sono piante di bosco e foresta. e dipendono to talmente dall'associazione con un fungo. Questi s emi germogliano felicemente allo stato spontaneo solamente in presenza del fungo . Tuttavia sono i funghi interni. Solo dopo la fecondazione i capolini c on i semi vengono spinti a fior di terra. Prima che ciò avvenga. (nomi che alludono rispettivamente alle radici nodose e alla f orma della parte epigea della pianta. questo processo finisce con il respingere completamente il fungo nei ca si delle orchidee che riescono a vivere per proprio conto non appena la fotosint esi fornisce loro tutta l'energia necessaria. e pare veramente che il fungo ricavi scarso giovamento da un rapporto di qu esto genere. con grossi capi fiorali che posso no contenere parecchie migliaia di minuscoli fiorellini. e uno dei soci più stra ni in questo rapporto associativo è rappresentato dall'Armillaria mellea o fungo d . Due generi d'orchidee tra i più notevoli conosciuti sono indubbiamente saprofiti. Non è certo. sotto questo riguardo assomigliano ai loro soci fungini. continuano il loro rapporto simbiotico per tutta la vita. Essi hanno associazioni. presumibilmente allo scopo di assicura re la conveniente distribuzione dei semi. Il fungo stabilisce i suoi rapporti nutritivi a doppia direz ione con le radici degli alberi. e l'e venienza è eccezionale. Ne forniscono esempi certe monotrope dette nido d'uccell o o pipa indiana. i cui fio ri si formano. o endogeni. Ho già detto come sia semplice il seme d'orchidea. ma di solito questo accade per la presenza di qualche ostacolo. segnatamente quelle di tipo saprofito. (E" possibile far germogliare artificialmente semi d'orchidea mettendoli in un terreno di col tura a base di gelatina contenente zuccheri e sostanze minerali. Parecchie orchidee saprofite. Sono le Cryptanthemis e Rhizanthella australiane. Invece altre orchidee. Il fungo penetra nella radice dell'orchidea. associati alla maggior parte delle o rchidee a darci una forma di associazioni tra le più curiose. assieme al quale crescono per un periodo di lunghezza variabile.

e sacchetti per accumularvi sostanze oleose. ma che nella fase adulta o sessuata si trasforma in una malattia grave di specie co ltivate. A momenti non si può nemmeno parlare di si mbiosi nel caso di questa microflora superficiale. In un certo senso. se si considera l'interdipendenza degli organismi in tutto l' ambiente naturale. Da questi due esempi si potrà vedere come sia delicato l'equilibrio delle associaz ioni simbiotiche. come succede alla gente che s'incon tra in un locale pubblico e scopre di avere qualcosa in comune. Va detto infine che le superfici fogliari sorreggono spesso vaste popolazioni di funghi microscopici. all'occasione. condu cono un'esistenza non parassitaria: alcuni fissano l'azoto atmosferico . formando gruppetti cespugliosi di «radici» destinate alla funzione di assorbimen to. fermenti e batteri che. si può forse dire che la simbiosi non rappresenta un fenomeno i naspettato. che vive nei sistemi radicali forse di ogni tipo di pianta verde sicuramente in una proporzione altissima di queste -. I carboidrati vengono essudati dalle fog lie. quasi sempre bagnate per le condizioni climatiche locali. Una combinazione perfetta come quella ch e da origine a un lichene. specialmente i fosfati. mentre altri fanno concorrenz a ai parassiti. si può citare il caso della Rhizoctonia che vive sull'orchidea di terra Dactylorchis purpurella rifornendola di carboidrati. da cui può derivar e forse qualcosa di utile per ambedue le parti. Si potrebbe dire ch e il fungo. spesso irraggiungibili per le radici. temuto assassino d'alberi. e come sia vicino al parassitismo (che del resto è stato definit o «l'esempio più raffinato della simbiosi»). nonché corpi riproduttivi. elimina vigorosamente i carboidrati dalla pianta che la ospita. Qui le parti sono invertite. sotto il nome di Corti cium solarii. Si potrebbe considerare l'invasione dei t essuti radicali ad opera dei filamenti fungini nella micorriza alla stregua di u n tentativo di parassitismo. e contribuisce al benessere delle pian te più di quanto possiamo immaginare.diversamente da quanto sarebbe logico aspettarsi . e scorrono a form are un concentrato mucillaginoso nelle guaine fogliari. perché aumenta l'evapora zione delle foglie e le fa invecchiare. tanto lontana da un lichene in t . quali la barbabietola da zucchero e la patata e. In date occasioni attaccano anch e la cute cerosa della foglia. nel corso di chissà quant e migliaia d'anni di attacchi e contrattacchi. ma si tratta di una associazi one che probabilmente esiste dappertutto. e risiede completamente al l'interno dei tessuti della pianta «consociata». passando ad altre piante: un modo di v edere la vita alla Dottor Jekyll. Il finale imprevisto di questo rapporto consiste nel fatto che quasi semp re il fungo viene digerito a tempo debito dalla pianta ospitante: si tratta di u na forma di simbiosi che non è andata fino in fondo.se ne t rovano ad esempio sulle foglie del pino Douglas -. fissando azoto in quantità utili.l'erba del pascolo accumulava azoto. Questa mucillagine alber ga colonie di batteri e funghi che agiscono in collaborazione. Quest'equilibrio è però ancora pochissimo con osciuto. Proprio come l'armillaria mellea fa doppia vita stimolando le orchidee e contemp oraneamente uccidendo gli alberi. e può darsi benissimo che abbia grande importanza nell'assicurare buona produzione e crescita soddisfacente alla pianta. dove si è trovato che . a giudicare dalle apparenze. specialmente quando il risultato finale imita con tanta perfezio ne la forma e l'attività di una pianta superiore. Ma c'è un caso particolare in cui si può afferma re con sicurezza che ha effetti benefici: è stato scoperto su un'erba della Costa d'Avorio. In generale i rapporti dei funghi con le orchidee sono improntati a caritatevole b enevolenza. con un trattato finale. Comincia da un incontro casuale. Un altro aspetto dell'associazione in simbiosi ci viene rivelato da un fungo det to Endogene. che si associa alla Gastrodia elata. a tutto vantaggio della pianta.el miele. che è stato controbilanciato. comunque è chiaro che anche il fungo ricava del nutrimento dalla pianta s tessa. perché il fungo ricava ben poco dal suo altruismo. rappresenta però una realizzazione notevole da tutti i punti di vista. Si formano amicizie particolari che si attengono a un modello costante. il che può rivelarsi nocivo. e la pianta assorbe energia d al fungo per poter far spuntare i fiori. I tube ri delle orchidee non possono incominciare a crescere se il fungo non li attacca in modo parassitico. Non v'è dubbio che il fungo venga in aiuto alla pianta per assumere dal terreno certe so stanze nutrienti. I filamenti si diffondono nei tessu ti. muta registro.

STRANGOLATORI. uccelli. a spese dei detri ti raccolti in qualche spaccatura. L'unico gruppo che ricavi un vantaggio effettivo dalla propria posizione è quello dei Ficus soffocanti. il giovane Ficus lascia scendere altre radici ver ticali. i Ficus soffocanti e poch e altre specie ad essi non imparentate. Invece di crescere come epifite relativamente innocue. Da princip io il giovane Ficus spunta e cresce come una semplice epifita. per quanto riguarda le esigenze di luce. Ciò può dipendere da semplice mancanza di tatto. e lottino insinuandosi l'una nell'altra. il che significa che nel regno vegetale questa soluzione per il problema di vivere è stata adottata almeno otto volte. e . scimmie o scoiattoli. I semi sono lasciati cadere tra le fronde degli alberi da pipistrelli. Vivere an gariando un altro organismo costituisce una delle soluzioni più tipiche adottate t anto nel regno vegetale quanto nel regno animale. la pianta ospitante a poco a poco intristisce e muore. Queste realizzazioni. con foglie somiglianti a quelle dei salici. ma ogni evide nza sta ad indicare che essa non fa altro che crescere rigogliosa ed opprimente sui vecchi alberi che comunque se ne stanno già andando. per citare ancora George D. se un Ficus soffocante spunta per terra. Man mano che l'i ntreccio cresce di dimensioni. L'edera è considerata spesso un'assassina d'alberi nel nostro Paese. I licheni sulla corteccia di cespugli o anche di alberi possono rallentarne o anche arrest arne la crescita. Con il tronco soffocato e la chioma oppressa. Capitolo 23. può far sì che le piante crescano da epifite addosso ad altre. In regime di convivenza accade fin troppo spesso che uno dei due individui che c ompongono una coppia si comporti da dominante nei riguardi dell'altro. né dimo stra di avere tendenze strangolatrici. da un' altra pianta. e non sulla chioma d'un albero. non riesce mai a formare un esemplare di pianta alta. in tutto o in parte. la lotta per la sopravvivenza. e si collegano formando un intreccio.nelle piante parassite che derivano il loro sostentamento. Molte piante rampicanti t ropicali mostrano uguale vigore.un'onda di sentiment i discordanti.ermini di evoluzione. stringendola in un vero abbraccio mortale come le spire di un serpente boa veg etale. un modo di vivere abituale che suscita in noi . PARASSITI E SCROCCONI. Le simbiosi più semplici tra animali e piante. Quando alla fine il tronco marcisce. o muschio spag nolo. E" stato calcolato che per un grosso albero in una foresta il processo di strangola mento può durare anche un secolo. questi Ficus emettono radici che si attaccano ai rami. Dopo di che la pianta ospitante è condanna ta. la pianta soffo cante rimane sola. «confortano chiaramente l'affermazione per cui dalla coesistenza con un organismo accompagna tore si origina un vantaggio biologico». Una di queste tipiche piante strangolatrici o so ffocanti è il Ficus benjamina. e i festoni penduli della Tillandsia usneoides. rappresentano dal canto loro altri esempi di soluzion i perfette di un problema che non è stato ancora risolto dal normale processo dell 'evoluzione. Un'asserzione che potrebbe fare testo per il matrimonio. nota pianta d'appartamento dalle forme languide e d elicate. calando a terra altre radici e for mando una rete intrecciata tutt'attorno all'albero. E" interessante notare che. e le sue radici formano un cilindro alto fino a 30 metri. Le piante sono spesso in grado di farsi del danno l'un l'altra. come le Clusia. Esistono almeno sette od otto diversi gruppi di famiglie vegetali che sono passate alla vita parassitaria. Ma. rallentano inevitabilmente l'attività di fotosintesi della pianta ospitante.che l'osserviamo e a volte ne soffriamo . Scott. si sono trasformati in a ltrettante piante assassine. Possiamo sospettare un'evoluzione di questo tipo da specie innocenti a specie dannose. dall'indipendenza alla dipendenza . che comprendo no protozoi e celenterati. a differenza degli alberelli che si posso no vedere in situazioni analoghe nel nostro Paese. e possono esercitare analoga azione di blocco s ulla chioma di un albero. perché il Ficus acquista forza rapidamente. che alla fine arrivano a terra. gettando germogli spinosi o liane aggro vigliate che magari finiscono con l'abbattere i loro stessi sostegni. Le radici aumentano di dimen sioni e alla fine impediscono alla pianta ospitante ogni attività di accrescimento .

700 solo tra i vischi . in modo che i suoi frutti. tuttavia. talvolta molto belli o vistosi. Alcuni vischi sono da annoverare tra gli esempi più rappresentativi. In certi casi gli uccelli depositano i semi sui rami sfregandovi contro il becco per liberarlo dalla polpa attaccaticcia dei frutti. e la sostanza appiccicosa s'indurisce come una colla. Comunque. o sbucano a fior di terra dalle radici. il quale scrive che «non era sfuggito agli antichi. hanno sovente dimensioni relativamente enormi rispetto alle rad ici della pianta ospitante. che già usavano vischio da uccellatori. che di solito diventa molto più grosso dei suoi genitori adottivi. Citiamo a questo riguardo Job Ku ijt.tentata chissà quante altre volte. si è sottratto a questa s udditanza. come in quasi tutte le specie di orobanche e nella R afflesia. segnatamente a forma di scopa di strega. è tanto s imile a quello indicante il vischio. in modo d a succhiare linfa dalla pianta ospitante. dai quali esc e solo per fare fiori e frutti. se vengono anche solo toccati nell a loro traiettoria da qualsiasi cosa. oppure possono essere invisibili. Le piante parassite possono essere rappresentate da alberi o da erbacee perenni o annuali. Viene infine lo stadio in cui la pianta par assita vive esclusivamente entro i tessuti della pianta ospitante.con foglie verdi e un proprio sistema radicale. Le caratteristiche di vischiosità dei semi sopra citate costituiscono il punto di forza delle specie dipendenti dagli uccelli. mantenuti in posizione verticale.adattate a circostan ze d'ogni sorta. perché dipendon o per lo più dagli uccelli. Potranno scivolare lungo la foglia fino a fermarsi tra la fo glia e il ramo. I fiori. e talvolta un gran numero di specie . L'impollinazione delle piante parassite non ha particolari rapporti con le loro abitudini da predoni. in modo da garantire ch e il seme resti nella posizione giusta e sia pronto a germogliare con tempo umid o. ai beccofrusoni e a molti altri uc celli mangiatori di frutti piacciono le bacche del vischio per la loro polpa est erna (e lo stesso succede in molti posti alle martore e ai pipistrelli della fru tta). e si avvale di un dispositivo esplodente non diverso da quello del co comero asinino. cioè dando origine a forme di ac crescimento somiglianti a stecchi e mazzetti. si potrebbero paragonare al cuculo . i semi dell'Arceuthobium sono coperti da una sostanza estremam ente appiccicosa che li fa restare attaccati. spa rano i semi da 3 millimetri fino a 15 metri di distanza alla velocità di 24 metri al secondo. perché da principio questi semi sono viscidi. Esistono piante semiparassite . E" sorprendente notare che nell'ambito di tutte queste famiglie non si trovano m oltissimi metodi e gradi di parassitismo. L'Arceuthobium nano. salvo che quando sono in periodo di fioritura e i loro fiori affiorano irreali d alla corteccia. nella quale possono e ssere restati dei semi. Dato che il frutto è lungo solo 4 millimetri. e per tale motivo ho deciso di trattarne in questo capitolo. che fa il fiore più grande del mondo. Ma ben presto seccan o. che molto spesso è una foglia o un ramo dell a pianta ospitante. ed altre che hanno foglie. e fa pensare che un periodo troppo prolungato sotto l'azione dei succhi digere . "Mist". ai tordi. Alcune piante parassite hanno foglie s omiglianti a scaglie e addirittura mancano di clorofilla verde. Ma nella maggior parte dei casi i semi attraversano il c anale digerente degli uccelli e vengono deposti sui rami assieme agli escrementi . Il vocabolo usato in tedesco per indicare il concime o letame. per cui dipendon o totalmente dalla pianta ospitante. la beffa implicita nella sorte di un uccello catturato con i frutti di una pianta di cui aveva prov veduto alla diffusione. Essi sono così appiccicosi che se ne ricava a tutt'oggi del vischio per uccellatori. Il detto latino "Turdus ipse sibi cacat malum" secondo i l quale cioè «con gli escrementi il tordo si fabbrica da sé il proprio danno». Come nella maggior parte dei semi di vischio. studioso che fa testo in fatto di parassitismo. Tuttavia la dispersione dei semi di queste piante è assai sp ecializzata. quelle che vivono all'interno di un'ospite possono trasformarla in va ri modi. La velocità con cui i semi attraversano il canale digerente degli uccelli è notevole . che quest'ultimo deve per forza b asarsi su un'antica osservazione del fatto. ma sistema radicale completamente trasformato. la pressione interna svi luppata prima dell'espulsione è relativamente enorme. viene att ribuito al romano Plauto.gli sc rocconi del regno vegetale . Vi sono interessate molte famiglie e generi. "Mistel".

Le Idnoracee. Il cibo di orig ine animale viene spinto in un ventriglio attraverso un orifizio troppo stretto per i semi di vischio. che è un parente della Rafflesia ed ha fiorellini minuscoli. Second o ogni apparenza le bacche esercitano un forte effetto sull'uccello. «beccafiori» o «uccelli del miele». ma non si sa nulla di sicuro a questo riguard o. .). cui appartiene il sandalo) hanno fibre o setole attaccat e ai semi: quasi certamente si tratta di dispositivi che permettono ai semi di a ggrapparsi ai rami della pianta ospitante. Anche in tal caso ci si può solo meravigliare al co spetto di questo processo evolutivo. e magari sui sassi. dall'aspetto fantastico ed irreale. corrisponde a verità . Molti semi sono colorati a tinte vivaci per attirare gli uccelli. I semi dell'orecchio di gatto (Hypochoeris sp. Il di ceide ha messo a punto un meccanismo digerente abbinato. e lo stesso fanno alcune specie di eufonie e pigliamosche.si tratterebbe degli unici sem i che hanno affidato la loro diffusione a una specie di proporzioni così ragguarde voli. Un mezzo ingegnoso per far sì che il seme della pianta parassita abbia a portata d i mano una specie ospitante è quello adottato dall'Orthocarpus. nei quali sono incorporati i semi: i frutti vengono divora ti da animali d'ogni specie .che tanto spe sso contiene ghiaietto . che di norm a se ne sta appollaiato tranquillamente dopo aver mangiato. Sovente le setole dei semi della pianta ospitante crescono in questo reticolo.nti potrebbe rivelarsi dannoso per il seme (e ciò succede effettivamente nei polli e nei colombi. Può accadere che i topi mangino i frutti del Pylosty les. Un s eme attraversa il canale gastroenterico di un tordo in circa 30 minuti. nel 1887) il quale ha affermato che le formiche portano in giro i semi dell'erba fiamma (Melampyrum arvense) perché assomigliano alle loro pupe. chiaramente progettato (senza valvole di chiusura interne) per consentire il passaggio delle bacche di vischio che costituiscono il suo unico cibo. in certi diceidi. Solo allora un muscolo sfintere situato al di sotto del ventriglio consente ai resti ora fluidifìcati di passare n el vero e proprio tratto digerente. dove l'azione del ventriglio o stomaco muscolare . mentre le parti dure ed indesiderate degli insetti vengon o rigettate sotto forma di boli. volpi. le massime possibili! E" comunque accertato che le formiche trasportano i semi di molte piante parassite.soffrega l'ano contro i rami.almeno nel caso dei diceidi . no nché molte popolazioni «primitive». incollando letteralmente sulla corteccia i semi evacuati. e devono affrontare risc hi ed avventure per trovare un posto adatto per germogliarvi. quando vengono inghiottite le bacche di vischio. e . mentre quelli della pianta pa rassita hanno un rivestimento esterno reticolato ben distinto dal seme. di modo c he i due semi si disperdono assieme e possono pertanto germogliare simultaneamen te. Molte piante parenti dell'orobanche nordamericano hanno semi con rivestimenti in fossati o intagliati. per mezzo metro o un metro. fatto che naturalm ente comporta la necessità della presenza di una specie ospitante. e alcuni di questi (della fam iglia delle Santalacee.se tale supposizione. e si possono paragonare alla «colla» del vischio. armadilli. sciacalli. Invece. che lo mette in grado d i mangiare bacche di vischio da una parte. babbuini. e insetti dall'altra. Tuttavia è stata anche avanzata l'ipotesi che essi possano venir traspo rtati a distanza dalle zampe dei cinghiali e perfino degli elefanti che frugano nella polpa marcescente del fiore. e .macina i semi fino alla loro dissoluzione totale). che è la pian ta ospitante. che è il più specializzato tra quanti hanno a c he fare con semi di qualsiasi tipo. e le bacche passano difilato al sistema digerente. ma veng ono evacuati come gli altri semi a frutti commestibili.istrici. come nei gufi. hanno setole dilatate su un'estremità. dall'aspetto elegantissimo sotto la lente del microscopio. probabilmente an che i semi di quest'ultimo fiore gigantesco vengono diffusi principalmente dalle formiche. I semi di altre piante parassite sono mangiati da animali d'ogni specie. parente nordameric ano dell'orobanche. Quando compaiono le bacche questi uccelli non mangiano niente altro. il muscolo sfintere non si chiude minimamente. producono frutti polp osi contenenti amido. di solito perché questi contengono amido ed olî in u n eleosoma di cui si è già detto in precedenza: tuttavia non è mancato un naturalista (Lundström. i tempi osservati vanno da 12 fino a 4 min uti! A questo riguardo è già stata descritta la dipendenza di certi diceidi dal nett are dei fiori di vischio. L'eufonia ha il tratto digerente del tutto diverso da quello delle specie impare ntate.

o verso il basso se s i trova sul lato superiore del ramo (e in questo caso contro la luce). Sopra il livello del suolo compaion o solo i fiori di questa pianta. che assomiglia a una pianta normalissima quando compare il germoglio fiorente. e muo re del tutto quando è fatto il seme. salvo il periodo in cui fioriscono. come ad ese mpio la gigantesca Rafflesia. e alla loro concentraz ione. E" probabile che nella maggior parte dei casi del genere la germinazione dipenda da un adatto pe riodo d'esposizione alle sostanze trasudate dalle radici. l'Aeginetia contiene fino a 70000 se mi per capsula. Alcuni. mentre la piccola pianta alpina Tozzia. I semi di vischio anzitutto non germogliano affatto al buio. un po'"come usano le orchidee. e una Lathraea. In que sta attività. Tuttavia le cuscute non compiono spirali a casaccio: le sostanze chimi che emananti dalla pianta osp itante esercitano su di esse un vero e proprio richiamo. e si è calcolato che una sola pianta di Boschniakia produca all'in circa un terzo di milione di semi. . Alcune parassite possono trascorrere molti anni sottoterra. Una pianta di cuscuta può vivere fino a sette settimane senza l a pianta ospitante. in modo da poter germogliare su l legno secco o su sostanze inanimate. dove anzi finiscono per morire. e un'altra ad angoli ottusi. I semi ha nno una sufficiente riserva d'acqua incorporata. sia facendo compiere alle plantule ampie spirali aeree . Le cuscute effettuano spirali di due tipi. come la Tozzia. presum ibilmente in conseguenza della sua crescente concentrazione in prossimità della ra dice. Questa famiglia vegetale tende a produrre un numero enorme di piccol issimi semi. come testim onia il ritrovamento di semi di Striga alla profondità di 150 centimetri in terren o sabbioso. La cuscuta e la Cassytha resistono 7-8 settimane. reagiscono p iuttosto ovviamente a sostanze essudate spontaneamente dalle radici delle piante che le ospitano. squamaria). riscontrato in via sper imentale anche nelle foglie staccate dalla pianta. che sono in grado di germogliare anche senza questo dispositivo di scat to chimico. Quando germogliano sono controllati dalla presenza della luce e dal l'effetto della forza di gravità. Tuttavia certe piante parassite contengono nei semi riserve nutrienti così c ospicue. come nel caso dei 17 aminoacidi messi in libertà dalle radici de l pomodoro. A questo riguardo esso somiglia alle piante parassite. ma non tutti i semi delle specie che parassitano le radici. a volte sembr a perfino che tiri fuori letteralmente le sue radici dal suolo. ma questi due fattori agiscono in senso negativo . che vive sulle radici degli a lberi e rimane sottoterra fino a dieci anni. Il visch io Gaiadendron possiede un organo tuberoso con funzioni di riserva. Dopo aver fatto germogliare i semi della pianta parassita. l'essudato radicale f unziona spesso anche da guida per lo sviluppo delle radichette parassite. Queste due specie mostrano una curiosa somiglianza con i funghi nel corso della loro vita completamente sprovvista di clorofilla. Le plantule parassite possono restare vive senza la specie ospitante per periodi molto vari. Nel corso di un esperimento di notevole interesse. nonché la dentaria. possono vivere anche 2-3 mesi. come in certe orobancacee quali le erbacee Lathraea (bruciafa ve. e così i semi restano a galla sui rivoletti di acqua piovana che li trascinano n elle fenditure del terreno: e difatti finiscono in queste fenditure. dentaria. come la cuscuta. che trascorrono tutta la loro esistenza all 'interno delle piante ospitanti. in analoghe condizioni. per almeno un anno. che di fatto continuano dopo che si sono fissate a una pianta: una st retta spirale avvolgente in senso verticale. Può darsi tuttavia che una semp lice fonte di umidità serva ad attirare il gambo. come accade in certe altre piante parassite che germogliano nel terr eno. e frattanto è cresciuta di 35 centimetri. i semi d'orobanch e immersi in un estratto di radici di una pianta ritenuta specie potenzialmente ospitale germogliarono al 60% dopo un bagno di soli 30 secondi. e non esistono foglie verdi. la pianta perde le radici dello stadio infantile quasi subito dopo che il s uo stelo si è attaccato felicemente a quello della pianta ospitante. di modo che la radichetta di un seme situato sulla parte inferiore di un ramo crescerà rivolta verso l'alto (cioè contro la forza di gravità). fidando di riuscir a trovare l'ospite adatto sia estendendo sostanzi almente le radici. e la Nuytsia. e probabilme nte riesce a sopravvivere per sei mesi senza la pianta ospitante.gli infossamenti intrappolano aria quando il resto del seme si bagna di pioggia .

secondo ogni evidenza. che scende dalle foglie. in modo da favorire la pene trazione del cuneo. con l'aiuto di enzimi. di dimensioni molto magg iori di quelle delle radici che essi finiscono per avvolgere completamente. che producono un capo fiorale spess o somigliantissimo a un fungo. i cordoni conduttori della pianta parassita si fanno strada a viva forza tra le cellule della pianta ospitante. Una volta entrati. il complemento parassitario dei vischi interess ati . sia che si tratti di un ramo o di una radice . e forse. Un altro esempio notevole di collegamento di tessuti si verifica in un gruppo di piante parassite del tutto diverse.forma una struttura di uguale grandezza a fo rma di cupola.a struttura sostanzialmente uguale. formando un collegamento nell e cellule conduttrici centrali della pianta ospitante. se vengono separati dalla pianta parassitata. come una massa spessa di tess uto che forma una specie di cuneo intento a saggiare la cute o corteccia della p ianta che lo ospita.avvolge la pianta parassitata provocando la formazione di un'esc rescenza strettamente aderente a forma di manto o di sella. per usare la definizione più favorevole. finché non si verifichi qualche spaccatura nella pelle o corteccia della pianta. che comprendono anche zuccheri e carboidrati . Le foglie vengono invase prontamente. ma la pianta parassita non ha nulla da off rire . o almeno un'area ingrossata di tessuto attorno al punto d'ingresso dell'austere che succhia la linfa. si trovano austeri con st rati successivi di tessuto del cuneo che. dato che il tessuto conduttore della pianta parassi tata penetra difilato fino al tubero. oppure assume strutt ura assai massiccia e voluminosa. che si stacca durante il processo di conservazione. E" l'organo che in un certo senso personifica l'idea stessa del parassit ismo». Queste producono tuberi rigonfi. Questo organo comincia come mezzo di penetrazione. causando vera e propria fusione dei tessuti. i quali. la rosa del legno si presenta come una formazione a cono o a becco di flauto sul ramo della pianta parassitata. c ome avviene nelle spettacolose «rose del legno» del Messico e dell'America centrale. Il termine piuttosto generico sta ad indic are un grande assortimento di forme funzionanti da «ponte» tra la pianta ospitante e quella parassita. non sono riusci ti ad entrare nel corso di precedenti tentativi. l'austorio . probabilme nte originatosi da una comune radice. Sembra ve rosimile che dopo un lungo lavorio di preparazione certe piante parassite sferri no un colpo all'improvviso con un rapido aumento delle cellule della parte centr ale. all' interno dei quali i tessuti dei due simbionti si presentano indissolubilmente ed armoniosamente intrecciati. talvolta arroton dati e talaltra ramificati e bernoccoluti come coralli.cioè l'organo di assorbimento .Il metodo fondamentale usato dalla pianta parassita per entrare e restare in con tatto con l'ospite consiste nell'impiego di un organo detto austorio. A prima vista ciò potrebbe far pensare a una simbiosi. La penetrazione avviene dopo che si è formata una specie di d isco o di cono dalla radice o dallo stelo della pianta parassita a contatto con la pianta ospitante. somig liano a un pezzo di graticcio o a una rastrelliera di legno. Perciò la pianta parassita spilla sostentamento da una fonte ricchissima di nutr imento. e non ha bisogno di curarsi dell'altro flusso di nutrimento insediato ne l floema esterno. ovvero nello xilema. contribuisce a sciogliere o a divar icare i tessuti epidermici della pianta parassitata.non ha fatto altro che stimolare la pianta ospitante a produrre tessuto s upplementare. le Balanoforacee . o del cuneo. ma tronchi e steli pos sono resistere ai tentativi d'intrusione per un certo periodo di tempo. Come è stato illustrato in precedenza. ed effettivamente è fatta del tessuto della pianta ospitante. Una volta stabilito il collegamento. allo stesso modo in cui altre specie inducono la pianta parassitat a a produrre una rosa del legno. Tagliata e seccata. piccoli coni stretti di tessuto della parte centrale collegati a livel lo della corteccia.piante irreali e fantast iche. . o dalla plantula parassita che si aggrappa a quella con una presa cementante. «l'austorio rappresenta il canale spe cializzato attraverso il quale le sostanze nutrienti passano da un simbionte all 'altro. che approfittano di ogni spaccatura. la circolazione xilematica contiene sostanze mi nerali ed altre sostanze nutrienti. Detti vischi producono una serie di formazioni chiamate appropriatamente «pioli» o «co ntrappesi». come nel caso del lichene. citando ancora Job Kuijt. Questa presa è di importanza essenziale per bilanciare la spint a del cuneo.

e a volte anche tutti. tuttavia anche un n umero sorprendente di piante parassite perenni si mette ogni anno in cerca di ra dici accoglienti. poniamo una pianta di fagiolo. ma ha trovato anche una maniera notevole per attingerne acqua. ma no n importa . La Pho lisma. che è una pianta parassita delle regioni desertiche. il vischio può morire. produce un austorio. a meno che le radici in questione non abbiano capacità d'immagazzi nare riserve. pena la morte. La sostanza nutri ente ricavata dalla pianta parassitata. L'orobanche stende una rete di finissime radichette con piccoli raccordi. Nuytsia floribunda.in un modo o nell'altro ne risulta una massa intrecciata ed inestric abile della pianta parassita. in quanto le plantule devo no trovare a tutti i costi tale collegamento. i cui semi germina no sul terreno nel modo tradizionale e poi si arrampicano su qualsiasi albero ch e si trovi molto vicino.salvo un paio di casi . Questo fatto può rappresentare un inconveniente . Le piante parassite annuali vanno incontro immancabilmente a un periodo alquan to disperato quando sono impegnate in questa impresa. aggirano il problema. ma dove i l gambo compie un giro. nel suo "Grande Erbario" del 1526. Questa specie vive a spese di piantine come le erbe. perché marciscono molti dei loro vecchi collegamenti. Turner. le radici sono spesso in grado di rigenerare dei germogli. che per una ragione o per l' altra sono spesso tremendamente assetati d'acqua. Le piante di sandalo sono veri alberi. Altre specie di vischio. o comunque non riuscire a fare la fioritura. proprio come una clematide. Un o di essi è il ben noto «albero di Natale» australiano. altre ancora «cammina no». veri e propri zerbini vegetali di cui non si co nosce lo scopo. ma l'orobanche lo tramuta in glucosio e fruttosio: questa trasformazione c himica ha l'effetto d'aumentare la pressione osmotica nell'orobanche. perché se l'albero parassitato (o qualcuno dei suoi vicini) cresce troppo. e infilano austeri nei rami. in grado di diffondersi ed estendersi sempre più. Sono inoltre note due altre specie. L'orobanche non si limita a spillare sostanze nutrienti dalla pianta ospitante. Se la pianta progenitrice subisce qualche danno o muore. cioè possono emettere nuovi germogli da radici secondarie striscianti (diversi dalle radici penetranti originali). Un'altra specie strisciante avvolge il gambo fogliare attorno ad ogni cosa che tocchi.Specialmente nel caso delle piante parassite o semiparassite a radici sotterrane e e germogli con foglie sopra il livello del suolo. eme ttendo lunghi germogli striscianti che possono ancorarsi ed avviare un collegame nto austorio su qualunque punto della pianta che lo alberga. a proposito dei colleg amenti radicali secondari. A conclusione delle curiosità osservate tra le specie di vischio. o fa troppa ombra alla pianta parassita. I vischi che ancora mettono radici nel terreno sono di tipo affatto insolito. Succede spesso d'osservare che il vischio cresce su alberi isolati o sul ciglio dei boschi. le radici devono mettersi alla ricerca attiva di collegamenti con l'apparato radicale della pianta della speci e parassitata.e v ivono esclusivamente sugli alberi. invece. a differenza di certe specie imparentate. alcuni dei quali sono stati osservati alla distanza di 6-7 metri. va citato il Phr . Questo fatto tuttavia è piuttosto insolito. Ciò succede qualche volta su un'altra parte dello stesso vischio. I vischi hanno abbandonato la superficie del suolo . dispone un sistema rad icale molto spaziato alla profondità di circa mezzo metro sotto la superficie del suolo: a loro volta le radici producono radichette minori. che stabiliscono coll egamenti austori appena possono. è il saccar osio. che cresce fino a formare un albero alto 10 metri ed esplode a dicembre in una fioritura d i fiori gialloarancione. Certe specie fabbricano un tessuto veramente st raordinario di radici parallele. e di conse guenza fa affluire rapidissimamente acqua dalle cellule della pianta parassitata a quelle della pianta parassita. perché la maggior parte delle piante parassite non dispone di un apparato radicale molto esteso. scriveva nel suo inglese arcaico quanto segue: «Mi risu lta che nuove piantine d'orobanche spuntano dalle grosse radici in forma di nume rosi cordoncini che si aggrappano alle radici delle erbe che crescono nei paragg i». e si verifica anche per le radici secondarie. presumibilmente per le abitudini di vita degli uccelli che depositano i semi: ma questo fatto rappresenta un dispositivo utile ai fini del vischio. ed è in grado di emettere polloni dalle sue radici alla distanza di parecchi metri d alla pianta progenitrice.

T. In Australia c'è la Cassytha. italiana: "Il ramo d'oro. Di solito noi vediamo le cuscute sulle piante erbacee o annuali. in molte pieghe avviluppate. esterior mente somigliantissima alle cuscute. Nel seguito del testo le paragona ai serpenti che hanno soffocato nelle loro spi re Laocoonte e i suoi figli: "I mostri coperti di scaglie s'avvinghiano a padre e figli spira su spira. che a volte questa scompare completamente sot to un intrico di formazioni filiformi. una grande coppa carnosa di p . tanto importanti nella magia e nelle tradizioni popolari dovunq ue crescano. Studio sulla magia e la religione" . s'allietano in sofisticata negligenza e studiata rilassatezza. travestite in umili panni di modeste erbette. ma pare probabile che gli austori possano restare tutto l'inverno sulla pianta parassitata e rimettersi a crescere con il ritorno della primavera. La lunghezza totale del tronco prodotto da una sola pianta di cuscuta di dimensioni «rappresentative» della specie . che può stendere una sua rete di radici sotterranee lunghe fino a 20 metri.supera gli 800 metri! Nel suo famoso componimento epico "L'orto botanico" Erasmo Darwin trova versi ag graziati per le cuscute: "Due ninfe adescatrici. tuanmudae) ha il fiore più grande del mondo. Il gruppo più straordinario delle piante parassite è dato dalle specie che vivono co mpletamente all'interno delle piante parassitate. La Rafflesia arnoldi i (o R. i semi dell e cuscute sono spesso somigliantissimi a quelli di specie utili. Torino 1965].intendendosi con il termine tra virgolette una pianta che comunque ren da bene l'idea di un esemplare della specie a sviluppo normale . che non vanno a parassitare le radici vere e proprie. il gruppo più noto di piante parassite è quello delle c uscute e delle specie ad esse imparentate. e gli austori continuano a crescere anche isolati. crescendo in c ontatto così intimo con le piante che parassitano.ygilanthus del Brasile. Gli steli formano austori sulla pianta ospitante ogni volta che è possibile. stringendo sempre più le membra spasimanti e affondano i denti schiumanti nelle ferite intossicate". George Frazer (1854-1941). Trad. Oltre ai vischi. tranne che al momento della fi oritura. Le foglie delle cuscute sono ridotte a scaglie e gli steli giallognoli contengon o pochissima clorofilla. Boringhieri. Si crede che le piante di cuscuta siano annue. che costituiscono l'argomento centrale del "Ramo d'oro" [N. o se accada invece il contrar io. ad occhi bassi e con sorriso pudibondo con subdolo approccio stendono le loro pericolose malìe. dopo che la plantula ha trovato una pianta da parassita re. anzi. Le cuscute appartengono alle convolvulacee. Esse sono molto diffuse e. è stato segnalato il caso di un frigilanto che aveva parassitato cinque alb eri suoi vicini. ma possono infestare anche gli alberi. se gli steli si spezzano per l 'accrescimento della pianta parassitata o per qualche altro incidente. tutti di specie diversa. biondeggianti cuscute. avvolgendo la vittima nelle loro braccia tentacolari". dai quali si se parano con molta difficoltà. d. mentre in realtà è una pianta perenne delle lau racee: buon esempio di evoluzione parallela. E" composto dalle rafflesie e dalle specie affini. Esse inv ece circondano la base degli alberi e stabiliscono collegamenti austori tutto at torno. Op era monumentale sulle credenze magiche e religiose di Sir James J. si distribuiscono con grande fa cilità in forma di semi assieme a quelli delle specie coltivate. e sono stati segnalati casi d i alberi tropicali completamente ricoperti d'un velo giallo di cuscuta. Le cuscu te possono aggredire perfino piante acquatiche sommerse. Le cuscute intrecciano reti incredibi li di steli sottilissimi che avviluppano la pianta disgraziatamente parassitata in un intreccio a maglie così fitte. Non è stato accertato se questa specie s i origini su un albero e mandi radici nel terreno.

a somiglian za delle orobancacee e delle balanofore . Il parassitismo completo rappresenta evidentemente la meta ultima. sebbene ne siano forse f ornite le plantule. un albero dell'Indonesia. che fabbrica le sue scope da strega sulle radici sotte rranee. Di solito la Rafflesia spunta sulle radici. Questa indiscriminatezza si este nde agli oggetti inanimati: sono stati osservati molti casi in cui si sono forma ti austori su radici morte (il che non sorprende trattandosi di materia organica . Anche le gemme fiorali si formano all'interno dei tessuti pa rassitati e non alla superficie. Le rafflesie non hanno austeri nel senso vero e proprio del termine. Esiste una specie . mentre la fotosintesi v iene effettuata per conto suo a 50 metri d'altezza dal suolo. Spessissimo più di un parassita vive sullo stesso albero. Anche in questo caso l'ultimo para ssita era punteggiato da un fungo. Si conosce almeno un caso di quattro parenti del vischio che crescono l'uno sull 'altro formando una catena di specie parassite. una sp ecie di notofago. con i capolini fiorali ramificati di tre Myzodendron appartene nti a specie diverse. Si possono citare alcune curiosità delle piante parassite . e il processo continua senza fine". che cresce solo sulle epifite. e fa esplodere i suoi fiori diritti dalle radici. perciò è un mistero anche la tecnica adottata d alle plantule per penetrare all'interno della pianta: sappiamo solo che la speci e parassita vive nel corpo della pianta ospitante sotto forma di sottili filamen ti notevolmente somiglianti a quelli dei funghi parassiti. una coppi a di fiori proprio al di sotto di ogni picciolo fogliare. Ho già accennato al fatto che un parassita attacca spesso le sue stesse radici o i propri rami affondandovi austeri provenienti da parti più giovani.nel caso che non basti no i modelli fondamentali di parassitismo. sembra che agi scano indiscriminatamente a questo riguardo. che è angariata da altre più piccine. ma vive anche sull e liane. Il colmo però è dato dal fatto che la spec ie parassita finale era attaccata da un fungo che a sua volta era parassitato da un'altra specie fungina! Un altro caso osservato nel Salvador riguardava una pa lma che veniva soffocata da un Ficus. ma la pianta soffocante portava una specie parassita a sua volta aggredita da un'altra. mostrando ciò che Kuijt definisce «un'incredibile sincronizzazione del ritmo d'accrescimento tra pianta os pitante e pianta parassita». e fanno venire in mente i versi scritti da Swift a proposito della pulce : "Hobbes dimostra che ogni creatura vive in guerra per legge di natura: così dicono i dotti che la pulce vien depredata da altra minore pulce. presso l'erbario di Kew figura un ramoscello probabilmente unico di Nothofagus antarctica. di modo che i suoi fiori enormi comp aiono come una contraddizione sul terreno della giungla. Nessuno sa esattamente c ome avvenga la dispersione dei semi. con il risultato che a volte si osservano fiori mostruosi pendenti dall 'alto. che infiltrano virtua lmente tutte le parti e tutti gli organi della pianta parassitata. il Pylostyles haussnechtii.riesce a crescere benissimo nelle dens e foreste. Piante di altri gene ri vegetali fanno spuntare invece i loro fiori dal tronco della specie parassita ta. Sprovvisto di clorofilla. come i l Mitrastemon giapponese. come nel caso del Pylostyles dai fiorellini assai modesti. dalle quali i fiori spuntano come cerchi incantati. come accade per altre piante parassite che infe stano le radici. Alcune specie imparentate con le rafflesie hanno invece fiori più delicati. e spuntano attraverso i tessuti all'esterno. questo gruppo . ma stavolta non arrecano danno e si limitano ad accrescere l'intrico delle maglie. C'è un vischio.iù di un metro di diametro. A vo lte si trovano specie parassite che vivono a spese di piante a loro volta parass itanti. e questo agente patogeno era attaccato da un altro. e non sugli alberi parassitati da queste. e ta lvolta addirittura dal tronco della pianta parassitata. dove la specie di base parassita il Macrosolen. il Gaiadendron punctatu m. in cui i fiori della pianta parassita si distribui scono ad intervalli regolarissimi lungo i rami della pianta ospitante.

S. mentre altre le evitano alla stessa stregua di come schivano felci e conifere. raggiunge la lunghezza di 14-17 centimetri. Pare che ciò accada con una certa facilità solo quando la specie parassitaria è molto comune su un'area abbastanza grande. dove non si limita a menomare i raccolti ma ..certune crescono solo sul le monocotiledoni. cedri. pomodori e canapa. Le cuscute sono considerate piante dannose in 47 stati U. perché attaccano colture di conifere. Si vedono alberi selvatici accasciati sotto il peso di autentici drappeggiamenti. il piede d'atleta e certi spiacevoli morbi che a ffliggono gli esseri umani ai tropici. che attacca riso. Abbiamo visto però che esistono moltissime specie parassite con numerosissimi modi di vivere. ed è inutile dire che questo processo porta a morte l'insetto. tuttavia alcune hanno criteri curiosamente limitativi p er quanto concerne la classe vegetale di loro scelta . Può darsi che si r iesca a selezionare colture resistenti. Allora comp aiono i corpi fruttiferi: la specie europea di maggiore mole. Sembra che certe piante riescano a sfuggire al parassitismo grazie allo strato d i particolare spessore o durezza situato sotto la corteccia che respinge gli att acchi meccanicamente.trasforma il pregevole saccarosio in zuccheri riducenti di nessu n valore. ritrovata sulle la rve di scarafaggio. cacti e così via. nonché per il lino. ciottoli. segnatamente laddove non è praticata la rot azione agricola e non si usano i moderni metodi di selezione delle sementi. Le diverse specie di vischio rappresentano in molte località un flagello per le foreste e le coltivazioni. Le specie che parassitano le radici hanno gusti particolarmente eterocliti. indebolimento e morte sono gli esiti tipici di una pianta parassit a. per cui è difficilissimo tratt arle con un sistema che non sia un sistema specifico. e cres cono quasi su ogni cosa. mentre i filamenti si ramificano e pervadono o gni parte dell'organismo. che può mandare in malora in pochissimo tempo. peri. cappe e coltri di vischio . Molte piante parassite non sembrano eccessivamente schizzinose nella scelta dell a specie da parassitare: il vischio Dendrophthoë è stato osservato su 343 specie osp itanti diverse. Begonie ed acetoselle hanno tessuti a tenore molt o acido e sembrano resistere totalmente agli attacchi delle cuscute. La risposta è no.). Il danno arrecato dal solo g enere del vischio nano Arceuthobium alle diffuse colture di pino Ponderosa super a le perdite arrecate complessivamente da tutte le altre affezioni che colpiscon o quest'albero. che parassita no gli insetti facendo sporgere dal corpo di questi le loro formazioni ramificat e cariche di spore. noci nostra ni ed americani. Queste piante sono particolarmente prodighe di semi. Alcune causano danni e perdite economiche enormi. I corpi fruttife . Deformazione. Verrebbe da chiedersi infine se esistano piante che parassitano gli animali. Questi possono causare affezioni cutan ee. segnatamente per le colture leguminose quali erba medica e trifoglio. ginepri. e infine varie allergie. ma poi resistono ai loro attacchi. ma attaccano anche tabacco. La l otta contro i parassiti vegetali è a dir poco difficile: i diserbanti lasciano int ravvedere qualche prospettiva. un altro metodo contempla l'uso di «colture insidiose» o «colturetrappola». Le specie parassitanti del tipo succitato prosperano nelle colture specialmente in condizioni d'agricoltura arretrata. Alla fine una densa massa filamentosa riempie tutto il corpo. Orobanche e ficarie parassite si oss ervano spesso intente alla loro opera di decimazione delle colture di fagioli e trifoglio. o più esattamente biochimica. A Portorico l'affine Cassy tha è definita «il pericolo pubblico numero uno». granoturco e canna da zuc chero in Asia. ivi compresa la tricofizia. e riuscì a penetra rvi quanto bastò a provocare un corto circuito. La specie d'orobanche più distruttiva è l'Aeginetia tropicale. eccezion fatta per i funghi. pini. mentre occorre una tecnica sofisticata di selezio ne dei semi per le cuscute. I funghi germinano sulla pelle umida di qualsiasi bruco e po ssono penetrare subito nel corpo. A. Altre invece sono virtualmente specifiche: alcune crescono solo su olivi. granelli di sabbia.nel caso della cann a da zucchero . agrumi in generale e cacao. cioè l'impiego di piante che stimolano i semi delle piante parassi te fino a farle germogliare. I funghi causano anche le ben note formazioni dette «mosche vegetali» o «bruchi vegetali». E in un caso da fantascienza l""albero di Natal e" australiano già citato si provò ad intessere austori anulari su un cavo elettrico con isolamento in polimeri del diametro di circa 2 centimetri. oppure esercitando quella che pare un'incompatibilità chimic a.

la sola caratteristica posseduta in comune è la tendenza a vivere in un habitat p overo d'azoto. i funghi possono dare l'impressione di sbucare dal terreno. Un tempo c'era una specie ritenuta medicina di grande valore in Cina.e far pensare loro di trovarsi al cospetto d i fiori. trova l'uscita sbarrata da vari ostacoli terribilmente ingegnosi. Dato ch e la crisalide è spesso sepolta sottoterra. di modo che le specie animali ingerite le aiutino a bilanciare la dieta.ri possono spuntare dal bruco o dalla crisalide se la larva si è impupata.piante rampicanti che si fanno largo in mezzo alla vegetazione della giungl a . per cui «il parassitismo è la forma più raffinata di simbiosi». Gli ascidii hanno forme varie: si possono paragonare a vasetti. talvolta in mezzo a foglie di forma ortodossa. e in ognuna di esse è stata messa a punto una trappola di qualche tipo. Dobbiamo ra llegrarci del fatto che le piante antropofaghe esistano soltanto nei racconti di fantascienza. nelle quali alcune o tutte le foglie sono state modificate fant asiosamente. qualche metodo quasi infallibile per trattenere il visitatore intrappolato come una nassa per aragoste. gli insetti possono percepire un profumo gradevol e e spesso avvertire la secrezione di un succo dolce simile al miele. tazze o im buti a curvatura variabile. La Sarracenia psittacina assomiglia a una nassa per pesci. LE PIANTE ASSASSINE. Altre inve ce . Viene in mente la frase citata al capitolo precedente . La sommità di molti ascidii è spesso munita di nervature arrotondate molto sdrucciol evoli terminanti in aculei rivolti verso il basso. gli otricoli sono stesi a terra per richiamare . Dire che il primo gruppo è inattivo sottintende il macabro ingegno con il quale le trappole sono progettate e innescate. Di solito hanno un lembo rivoltato sopra l'orifizio per impedire che entri troppa pioggia. Sono note più di 500 specie di piante insettivore che si possono suddivide re in tre gruppi distinti. Parecchie famiglie vegetali tra loro separate hanno assunto abitudini carnivore. o dispongono di appendici a mò di petali per imbrogliare gli insetti . Alcune portano mazzetti di ascidii a fior di terra. Un b ruco vegetale australiano dai corpi fruttiferi neri lunghi fino a 40 centimetri veniva usato dagli aborigeni per i tatuaggi. ed un sistema per rendere digeribili le carni delle vittime. diritti o più o m eno coricati al suolo. Gli ascidii sono spesso colorati a tinte vivaci. provvisto talvolta di scalini accuratamente disposti. attorno al bordo dell'otricolo. le piante superiori sono evidentemente in grado di far e la stessa cosa tra loro. e si dice che certi esemplari venissero pagati in argento quattro volte il loro peso.la maggior parte degli insetti volatori è co mposta da raccoglitori di nettare . Nelle Sarracenia e Darlingtonia terrestri l'interno de ll'ascidio è rivestito di aculei o peli che si protendono verso il basso con lieve angolazione. che può es sere di tipo visivo o commestibile. urne.portano i loro ascidii di forma vascolare su prolungamenti di foglie che per il resto hanno aspetto normale. tale da impedire all'insetto di trovare un appiglio o di fermarlo decisamente mentre cerca di arrampicarsi verso l'alto. Un insetto che esplori il bor do alla ricerca di altro nettare non riesce a trattenersi dallo scivolare verso il basso. tale da sedurre a nche insetti senz'ali o atteri. Ciascuno di questi dispositivi a trabocch etto ha tre elementi in comune: qualche mezzo per richiamare l'animale. spesso se ne trova anche lungo un passaggio verticale all' esterno. Quando sono più vicini. Quindi moltissime piante sono diventate parassite di altre. Era stato il compianto John Collier che aveva avuto l'idea di scrivere un raccon to in cui si dice di un'orchidea antropofaga. Mentre le piante inf eriori possono stabilire tra loro e con le piante superiori forme di associazion i di reciproco vantaggio. Si tratta delle piante carnivore otricola ri o ad ascidii. quando non addirittura di esseri umani. o di questi due tipi riuniti. Capitolo 24. specialmente formiche. i cui fiori alla fine erano costit uiti dalle teste delle vittime. Ma altri racconti di viaggiatori favoleggiano di piante divoratrici di cani. Una volta giunto all'interno. perché la realtà su scala più ridotta è già abbastanza macabra.

una sporgenza circolare all'interno dell'ascidio. e infine sull'orlo circonvoluto attorno alla bocca dell'otricolo. dopo di che non fanno che andare in decomposizione. paragonabile nell'insieme a un pettine per cardare il lino.c ome una porta . hanno descritto questi dispositivi con particolare voluttà. come risulterà da questa citazione attinta dalla "Storia n aturale delle piante": "Ogni animale che desideri mettersi in salvo dall'ascidio di un Cephalotus dovrà s uperare tre ostacoli: primo. secernono un liquido. e almeno uno di questi ragni ha una cute speciale che gli cons ente di mettersi al riparo nel liquido digestivo. e gli insetti intrappolati muoiono annegati. Non han no radici. e conducono a pareti cerose lisce come i l ghiaccio. quando venga minacciato. e l'organismo che senza avvedersene ha bussato alla porta viene risucchiato all'interno con un fiotto d' acqua. si trovano tra le foglie certe piccole vesciche di 2-5 millimetri di diametro. Nei Nepenthes tropicali . Gli animaletti che entrano all'interno della vescichetta vi muoiono di fame o as fissia.ha su ogni zampa un'appendice speciale che «si può paragonare ai ramponi da gh iaccio degli scarponi dei montanari tirolesi».formiche. In modo molto diverso funzionano invece le otricolarie. L'otricolo m assimo è quello della Nepenthes rajah. I botanici dell'età vittoriana. Sorrette da graziosi gambi. frastagliate e appuntite verso il basso. Presso le Sarracenia e le Darlingtonia gli ascidii si riempiono in parte d'acqua piovana. Le prede sono per lo p iù minuscoli crostacei come le dafnie. marciscono. e quando sono pronti a impuparsi prat icano fori nell'ascidio ed evadono. per i quali. Cellule speciali situate sul fondo dell'ascidio assor bono il liquido che ne risulta come una specie di concime fluido.citiamo ancora Kerner ed Oli ver .vascolati alle estremità delle foglie . ma galleggiano poco sotto la superficie. quello di c ui ci stiamo occupando ora può contenere fino a un paio di litri di liquido. ritenendola un altro crostace . come le Nepenthes e i Cephalotus. lunghe setole si tuate in un imbuto che si restringe sempre più segnano una strada in una sola dire zione. millepiedi e simili. che forse credono di trovarvi rifugio. Possiamo accennare infine ai ragni che tessono le loro ragnatele nella pa rte superiore degli ascidi di Nepenthes per assicurarsi la prima scelta sugli in setti visitatori. paragonabile al succo ga strico dei mammiferi. Un moscone . Inoltre le sue larve abitan o l'ossario degli insetti in putrefazione. una volta entrati. Quando vie ne «innescata» dal contatto. in particolare. cui appartiene ad esempi o la nostra erba vescica: sono principalmente piante acquatiche dalle belle fogl ie lievi e dai fiorellini gialli di forma insolita sporgenti dall'acqua. e consente al moscone di arrampicar si agevolmente tra i peluzzi incurvati dell'ascidio. i cui resti fluidifica ti anche stavolta vengono assorbiti attivamente da cellule speciali. o fo rse s'ingannano sulla vera natura della vescicola. che digerisce attivamente la preda. un tratto di parete coperto di minuscole papille. aguzze. che tolgono all'insetto la possibilità di qualsiasi appiglio. Altre piante. E" il caso di osservare che si nota qualche reazione nel mondo degli insetti per quanto riguarda le piante otricolari. la trappola si apre di scatto. i cui bruchi ricoprono i peli di una sottile ragn atela. C'è anche una minuscola tignola fornita di ana loghi dispositivi sulle zampe. un'altr a flangia composta da aculei aguzzi e incurvati protesi come una fila impenetrab ile di baionette a sbarrare il passo agli animaletti che siano riusciti a supera re i precedenti ostacoli".i bordi d ella trappola sono circondati da barbe. che ha la lunghezza di mezzo metro e può ragg iungere la larghezza di 16 centimetri con apertura di 10 centimetri di diametro .non si può aprire dall'interno. s econdo. nonostante ogni sforzo. Si possono trovare asc idii pieni a metà dei loro resti . Una piccola apertura è vigilata da una valvola a forma d i labbro all'interno. e il liquido che ne deriva viene assorbito da cellule a form a di stella situate sulla parete interna della vescicola.abbastanza grande da poter contenere un colombo! Tuttavia non è mai stato segnal ato il caso che si sia trovato un uccello all'interno di un ascidio. c he in realtà sono trappole. Possono venire intrappolate quantità grandissime d'animali. la quale scorre a cerniera per facilitare l'entrata ma .le parti chitinose non digeribili.

nonché un liquido acido . con un po '"di fortuna. Le foglie sono coperte di ghiandole secernenti mucillagine. Gli insett i. e in parte a mosse adatte: il tipo di trappola predispos to da queste piante si potrebbe definire «a carta acchiappamosche». Gli insetti sono attratti da questi tentacoli s cintillanti. e con ogni probabilità un insetto di qualsiasi mole tocca più di un tentacolo. Alcune otricolarie vivono nel muschio umido e tra i detriti di roccia e cortecci a. ricoperta di peli rossi. in anelli di tentacoli che si susseguono ad intervalli di una decina di mi nuti. ognuno dei quali luccica in punta di una goccia di liquido chiaro. e ben presto s'impiastricciano senza speranza. dop o di che vengono digeriti in poco tempo. e di 90 gradi in 10 minuti. In una sola vescicol a sono state ritrovate fino a due dozzine di crostacei. specialmente quelli di piccole dimensioni. dove piccolissime vescicole assicurano un rifugio mortale per molti animalett i. e in tal modo impediscono anche agli animali più grossi di forzare l'entrata attraverso il piccolo orifizio. o addirittura più di una foglia. Questa dinamica serve in parte a spingere verso il centro qualsiasi creatura che sia venuta a impegolarsi sui bor di . La sola presenza di un insetto basta a far piegare all'indentro i bordi delle foglie. l'urna colma d'acqua non assic ura soltanto l'umidità necessaria alla bromeliacea. in modo che ognuno dei due insetti venga trattenuto saldament e.o dalla somiglianza dell'aspetto. Noto di passaggio che questa pianta emette propaggini p er riprodursi in forma asessuata. Questa rassomiglianza si estende anche alle an tenne e alle appendici natatorie dell'animale. Questa è la prima fase. forse perché le goccioline assomigliano al nettare. o fors'anche perc hé imitano bene le muffe che crescono sulla carne in putrefazione . la Tillandsia . imitate dalle setole che s'irragg iano tutto attorno all'apertura.impresa che può richiedere da due a parecchi .somigliante a quello emesso dalle pi ante otricolari più evolute . trovano da insediarsi su una vicina Tillandsia. e semb ra ripreso da qualche scena di una pellicola di fantascienza. ma fornisce anche rifugio a mo lti animaletti. dei cosiddetti «film dell'orrore». Una volta che la preda è impaniata. Come si è già accennato. Una specie tra le più interessanti vive nelle «urne» di una bromeliacea. Il gruppo più vicino di piante insettivore si affida. Il processo è piuttosto lento.in grado di digerire la sostanza animale. perché le gocce sono assai attaccaticc e. Le drosere hanno foglie terminanti in una specie di placca arrotondata oppure lu nga e stretta.e ciò spieghereb be anche il colore rosso dei peli e della foglia. i tentacoli si divid ono in due gruppi. i n parte alla vischiosità. Comunque sia. Alcune fotografie scattate recentemente con l'aiuto del microscopio elettronico mostrano insetti caduti preda delle caruncole visch iose delle drosere o delle pinguicole: il quadro è veramente agghiacciante. perché un pelo è in grado di piegarsi di 4 5 gradi in circa tre minuti. e se ne trova sempre un poco sulla loro superficie. Se due piccoli insetti atterrano sulla stessa foglia.che ricorda quello del burro grasso . e più numerose verso il centro de lla foglia. il che offre all'otricolaria l'occasione adatta per vivere preda ndo queste piccole vite. per catturare gli insetti. queste si piegano ad arco in aria e. Avvenuta la digestione dell'insetto .e in parte a tenere ben salda la preda.e per l'uso che se ne fa per cagli are il latte). Do po un po'"di tempo la foglia ripiega i suoi bordi nella posizione primitiva e to rna ad esporre la sua superficie piatta. con il risultato che entro un'ora la preda è irretita nei tentacoli da ogni p arte. Ma è un processo inesorab ile.al centro ci sono più ghiandole! . Questi peli tentacolari sono più lunghi verso i bordi d ella foglia e più corti al centro. l'insetto è condan nato non appena abbia toccato un tentacolo. vengono catturati facilmente dall' appiccicosa insidia iniziale. già descritta in precedenza. i tentacoli si ripiegano su di essa. Si potrebbe perfino dire che il ripiegamento verso l'interno dei ten tacoli delle drosere e l'arrotolamento delle foglie delle pinguicole rispondono allo scopo di fornire «stomaci temporanei». Il contatto con un grosso corpo d i origine organica fa secernere alle ghiandole un quantitativo assai maggiore di succo appiccicoso. Si tratta delle pinguicole (così chiamate per il colore che hanno le foglie piatte e disposte a ro setta . Lo scopo del dispositivo è di portare la preda a contatto delle ghiandole a sec rezione acida situate sulla superficie fogliare.

il quale r ichiama gli insetti. una volta cresciute. cattura cer tamente le rane e le lucertole. In certi casi gambi e steli appiccicosi esi stono certamente per impedire l'accesso ai fiori ad insetti indesiderati strisci anti sulla pianta: il fatto si verifica ad esempio nella spettacolosa «spada d'arg ento» delle Hawaii. le Silene infatti sono dette spesso acchiapp amosche per questa loro particolarità. imprigionando fatalment e qualunque mosca sia atterrata sui lobi. Invece la pioggia non provoca nessuna reazione e sembra non interessarli. molto nota in quanto viene venduta largamente a scopi di coltura: è u na pianta piccola e bassa le cui foglie. i lobi della foglia si muovono rapidamente e si lenziosamente in perfetta concomitanza all'incirca entro un quarto di secondo. Kerner descrive un esperimento nel corso del q uale un frammento di capello umano fece ripiegare un tentacolo: il frammento di capello umano era lungo un quinto di millimetro e pesava un milligrammo. Da principio i lobi s'infossano rinchi udendosi. ma se si toccano due peli. Tutta l'operazione può richiedere da otto a venti giorni. Sulla superficie d'ogni lobo si trovano ghiandole che secernono all'esterno un liquido dolce. cioè per impulsi di natura elettrica creati . Questa pianta non soltanto sa contare gli stimoli necessari prima di far funzion are la sua trappola. E" possibile far scat tare la trappola stimolandola artificialmente. che se ne stanno staccati e disposti quasi a piatto. si dispongono a ro setta. Tuttavia la vera piantaprodigio tra le specie vegetali entomofaghe è la "dionea pi gliamosche". la Drosera regina sudafricana. e non più di venti secondi. ha foglie lunghe 60 era e può reggere piccoli ani mali. e schiacciano qualsiasi corpo morbido che vi si trovi in mezzo. Una sua parente australiana di analoghe dimensioni. e la seco nda è l'estrema sensibilità dei peli. non succede nulla.giorni . per disseccarsi quando la trappola si riapre e s'innesca per il pros simo colpo. fino a ridurlo in poltiglia. l e setole del bordo si chiudono come le dita di una mano. i meccanismi d i scatto. Anche parecchi stimoli luminosi provocano reazioni nella foglia. e si ritiene che intrappoli conigli e scoiattoli quando le sue piante crescono abbastanza vicine l'una all'altra. ma così appiccicosi. ed anche somministrandole delle s ostanze proteiche sotto forma di una mosca viva o di un pezzetto di carne o di f ormaggio. Se solo uno viene mosso. Il numero degli stimoli e il tempo richiesto perché funzioni il m eccanismo di chiusura dipendono dalla temperatura esterna. in modo che la dionea pigliamosche possa reagire a stimoli sia meccani ci sia chimici. Altre piante invece hanno peli ghiandolari appiccicosi anche sul gambo. I coltivatori d'orchidee si servono talvolta delle drosere subtropicali a grandi foglie per catturare insetti nelle loro serre. la Byblis. in modo da for mare un ampio blocco. mentre altre ghiandole secernono all'interno un fluido a te nore molto acido. e secondo ogni evidenza digeriscono gl i insetti che vi restano attaccati. Certe piante dette Drosophyllum somigliano alle drosere perché hanno foglie tutte coperte di peli rossi vischiosi. ma una volta serrati. oltre al fatto che i peli si possono muovere in ogni caso: la prima è il modo con cui lo stimolo a ri piegarsi sulla preda si diffonde da un pelo all'altro verso l'esterno. ma ha anche un dispositivo marcatempo incorporato: tra uno stimolo e l'altro non deve passare meno di un secondo e mezzo. dove ogni foglia termina in un paio di lobi arrotondati dai bordi setolos i. Tuttavia la secrezione del succo digerente non avviene in mancan za di materiale proteico a contatto delle ghiandole. sia pu re più lentamente. si appiattiscono.i tentacoli si raddrizzano con le punte asciutte: possono perciò cadere le parti dure delle prede. Ci sono anche tre peli su ogni foglia: e questi sono i grilletti. a seconda de lla mole della preda. Questi sono immobili. La specie di dimensioni maggiori . dopo di che si riproduce il liquido. Vanno notate due caratteristiche interessanti delle drosere. Allora inizia il lavoro delle ghiandole a secrezione acida. che i contadini portoghesi delle località dove la pianta è comune usano tenere le foglie a ppese in casa a guisa d'acchiappamosche naturale. che alla fine digeriscono il liquido risultante. Il funzionamento della dionea pigliamosche si svolge nelle fasi iniziali secondo la descrizione datane al capitolo 12. come succede ad esempio quando è colpito da una goccia di pioggia. oppure se un p elo viene toccato più d'una volta.

e dimostrano una volta di più come «invenzioni» sostanzialmente simili si possano ritrovare in organismi non legati da alcun vincolo di parentela. Queste trappole primitive con ogni probabilità precedono di m ilioni di anni le piante superiori insettivore. ed una di queste s pecie è l'Aldrovandia che vive in acqua dolce. e l'acanto spinoso. le caruncole si gonfiano improvvisamente. La difesa più ovvia consiste nell'impugnare le armi. Se un'anguillula s'insinua nell'anel lo.specialmente perché i pastori del posto ne distruggono i giovani germogli: infatti le pecore v'incappano spesso e si bucan o gli occhi. ed è stato paragonato ad una piastrina bime tallica del tipo usato per creare un contatto elettrico ed interromperlo. come i notissimi cardi. Su scala più ridotta si trovano piante d'altro genere. Esist e almeno una cinquantina di specie fungine che vivono nel terreno. varie erbacce della famiglia delle solanacee che crescono in abbondanza. perché i tronchi contengono un lattice velenoso che piaga la pelle e può far perdere la vista. Tentare d'avventurarsi a colpi d'accetta in questo baluardo vegetal e è pura follia. come le spine e il veleno contro i predatori di vario genere: essi non sono intesi contro l'uomo in primo luogo. non è comunque prerogativa delle piante superiori. come le Utricularia. Altre foglie lunghe e strette .di cui è indigena . galleg gia senza possedere radici.di altre erbe. In alcuni casi viene emessa contemporaneamente una sostanza tossica. Dopo di che l'anello fungino emette filame nti che penetrano nel corpo dell'anguillula e ne succhiano la vita. Invece di setole funzionanti ad incastro. per cui possono muoversi in una direzione sola e tagliare speditamente la bocca di un animale che le addenti. i bordi in terni dei lobi portano una serie di piccole formazioni coniche che fungono da ca tenacci. afferrando e trattenendo l'animale tto. aloe e numerose bromelie possiedono fogli e rigide disposte a rosette e fornite di punte aguzze che s'irradiano in tutti i sensi. Invece altri funghi hanno filamenti vischiosi che immobilizzano le anguillule o i vermiciatt oli che li tocchino. l'Euphorbia desmondii. Tra le bromelie succitate si annovera la "puya gigante". quando i lobi si richiudono sugli animaletti acquatici che hanno fatto scattare i numerosi peli situati sulla trappola con funzione di grilletti o mecc anismi di scatto. grossi co me un braccio d'uomo e ricoperti di grosse spine. le diffuse lappo le. a seco nda dei cambiamenti di temperatura. Capitolo 25. e sono in gra do d'intrappolare microscopiche anguillule o nematodi con un marchingegno funzio nante secondo il principio del nodo scorsoio. Nel secolo scorso gli abitanti dei villaggi situati tra le colline della Nigeria Settentrionale si trovarono esposti alle scorrerie di invasori mussulmani. Questi f unghi producono degli anelimi sui cordoni più grossi del micelio. agavi. talvolta associata a capacità di movimento e a un'ins olita velocità di reazione. e di molti fa laschi e calami . in ognuno dei qu ali sono insediate tre caruncole sensibili. ma specialmente contro gli animali erbivori.si in seguito allo stimolo. Il meccanismo effettivo dipende dalla notevole tensi one preventiva accumulata nei tessuti. Molte piante possiedono dispositivi di difesa passiva. I suoi tronchi spigolosi. La dionea pigliamosche ha alcuni parenti che le assomigliano. CORAZZA E VELENO. come certe erb e a foglie apparentemente tenere che terminano invece in pungiglioni aguzzi come aghi. quanto basta a tagliare le narici del bestiame al pascolo: è il caso ad ese mpio della bassa festuca alpina. o del laccio dei cowboys.sono dotate di denti come quelli di una sega di vecchio tipo. le cui colonie erbacee vengono distrutte dai pa stori con il fuoco. formano una barriera alta e im penetrabile. ed è sta to dimostrato che questo veleno per anguillule funziona anche diluito in proporz ione di una parte per cinque milioni. Jucche. Essa porta le sue trappole lobate p er tutta la lunghezza del suo gambo lungo e sottile. che ora sta div entando rara nel Perù . Le ninfee giganti hanno grossi acule . le xantie dei paesi caldi. In r isposta a questo stato di cose circondarono i villaggi di cinture difensive di u na specie d'euforbia. Moltissime piante hanno foglie spinose. Questa attitudine carnivora.

La riduzione delle foglie ad aculei. contribuiscono an che a respingere gli attacchi mossi a fior di terra da chiocciole ed altri anima li a ventre molle. dispongono anche di masse di peli spinati incredibilmente piccoli. oltre a tenere lontani gli animali pascolanti. le ginestre spagnole.da un tronc o senza foglie.adattati alla fotosintesi . le foglie sono state esentate dall'obbligo di presenza. ma esistono altre piante ad analoga azione urticante speci almente tra le loasacee e le euforbiacee. Nel pungitopo. Ne fornisce un esempio lo spinoso Astragalo tanto comune nelle steppe asiatiche. Gli animali di maggiore mole girano di solito al largo da queste specie. però nelle ortiche e nelle Loasa l'estremità terminale è costitui ta da una minuscola «perlina» rotonda disposta obliquamente sul pelo. tali da tener lontane le chiocciole a cquatiche. oltre alle spine di tipo normale. Tipiche le salvastrelle. sia per la loro colorazione che per la l oro linea a curve aggraziate. disposti talvolta su due file.da modello per qualcuna delle armi insidiose elaborate dall'uomo p er i combattimenti corpo a corpo. detti glochidi. quando non addirittura per ci ngere villaggi interi entro cinture vegetali invalicabili. Molte piante sono ricoperte da piccole setole apparentemente innocue. Le spine si ritrovano comunemente anche sui tronchi. Inutile ac cennare alle ortiche. agavi. L'armamentario spinoso riveste eccezionale importanza per queste piante. e le euforbie spinose nane. o addirittura la scomparsa d elle foglie a favore del tronco spinoso è una caratteristica delle piante che vivo no in condizioni di aridità. Talvolta i peli in questione sono appu ntiti. In molti casi le foglie si modificano secondo il ritmo st agionale in modo da proteggere i nuovi germogli e le gemme fiorali. I peli pungenti rappresentano una versione perfezionata delle setole.i sulla superficie inferiore delle foglie. Tuttavia gli aculei dei cardi no n mancano sovente di una loro bellezza. dove forma grovigli che ricordano i ricci. come nel caso del ginestrone nostrano. Le palme hanno spesso aculei tremendi alla base delle foglie. spesso appartenenti a piant e legnose dove. Spesso le spine del tronco si radunano attorno a foglie tener e per impedire che vengano brucate dagli erbivori. Infine le foglie possono ridursi a semplici spine. La sua parte superiore si è irrigidita fino ad assume re la durezza del vetro. La minima pre ssione spezza questa punta dura lasciando dei bordi taglienti che penetrano attr . che abitualmente risiedono in posti dove il foraggio verde e la linfa s ucculenta costituiscono autentiche rarità.e forse s ono servite . potrebbero servire . produce ndovi irritazione intensa e persistente. tra l'altro.come abbiamo già notato . I cacti e certe piante grasse costituiscono ovviamente gli esempi per eccellenza delle piante spinose. Le spine sono so vente fornite di barbe alla sommità o in tutta la loro lunghezza. e non c'è viaggiatore che non abbia osservato co me fichi d'India. spe cialmente dalle delicate mucose della bocca: ne sono buoni esempi la buglossa e la consolida maggiore.si sono molto induriti e ricoperti di spine. nel qual caso sembrano rappresentare il perfezionamento diretto di comuni peli di protezione. riescono a non farsi mangiare g razie al loro consueto rivestimento di densa lanugine grigia o argentata. che si stacca no facilmente e penetrano nella pelle con altrettanta allarmante facilità. come per la disposizione geometrica dei ciuffi spi nosi sulla pianta. costituita quasi sempre . Opportunamente ingrandite. grazie a composti di silicio o di calcio. e gli steli che le sostituiscono . Nei cespugli delle regioni mediterranee i germog li fogliari dell'annata precedente diventano duri e spinosi: Teofrasto battezzò qu este piante con il nome collettivo di frigane. Le varie specie di verbasco. cacti colonnari ed euforbie a portamento eretto vengano usati correntemente per fare recinti per animali. I fichi d'India. il quale è forma to da una sola cellula cava. e il nome è ancora usato per un gru ppo di tale specie. tanto comuni nei Paesi medit erranei e dall'aria così evidentemente succulenta. che si stacca con la massima facilità e aderisce alla mucosa della bocca provocandovi un 'irritazione violenta. che tuttav ia causano sgradevole prurito e spesso infiammazioni quando vengono toccate. in modo da infli ggere ferite dolorose. e i bei fiori dei cacti affioranti in mezzo al loro arsen ale fanno venire in mente la Bella e la Bestia. nelle Colletia e affini. in modo che tutta la pianta è r icoperta da aculei.

una sostanza che rappresenta forse la causa principale delle allergie nel la specie umana. La corteccia inoltre può contenere sostanze sgradite al gusto. N on sorprende pertanto che animali a bocca e froge delicate evitino queste piante altrimenti succulente e nutrienti. Qui le spine costituiscono un dispositivo a funzio ne analoga a quella dei polloni o dei viticci di altre specie vegetali.come nei Drosophillum . ha foglie amare e velenosissime che nemmeno le capre s'arrischiano a mangiucchiare. Altre piant e invece impiegano anelli di aculei o di spine. pianta grassa africana. Altre piante hanno un deterrente incorporato all'interno in grado vario. intesi sia per digerire attivamente gli insetti catturati . e i cammel li brucano le «spine di cammello» . è tanto virulenta da provocare la comparsa di pustole sulla pelle.mentre uccelli e piccoli roditori scavano gallerie nel tronco dei cact i. mentre il Cnidoscolus urens. come il tannino. L'oleandro me diterraneo. è opportuno ricordare a questo punto che la coccinigli a è servita a ridurre a miti consigli il fico d'India. capre comprese. Questo dispositivo risulta approntato principalmente come opera difensiva antiformica. come nel cardo dipsaco det to «dei lanaiuoli».che trovano la loro massima espressione nella Rosa gig antea dell" Himalaya. e l'ist amina.hanno spine per potersi aggrappa re ai cespugli e agli alberi. come la Laportea gigas della Polinesia. pungiglioni e aculei assicurano in linea di massima u na notevole protezione contro gli animali che pascolano e brucano. Ho già citato la specie Peganum harmala. a ricordo della Passione di Cristo. mentre le ragazze greche nei tempi andati si battevano con le ortiche il Venerdì Santo per fare penitenza.un'acacia con aculei di 8 centimetri duri come i l ferro . che è una pianta rampicante dell'America Centrale. Tuttavia le s pine non forniscono protezione contro le specie «erbivore» in formato minore. Esistono anch e ortiche arboree. inteso specialmente a difesa contro i rigori del clima. gli asini mangiano i cardi. che ha azione corrosiva. da puntu re velenose. I rovi e le rose . un'euforbiacea che vive nella stessa z ona della precedente. In alcuni casi la presenza delle spine serve ad altri scopi oltre a quelli prote ttivi. E" il caso di ricordare anche gli animali che si nutrono di piante spinose: i ca cti sono attaccati da uccelli e roditori. I frutti immaturi possono avere sapore amaro per far sì che non vengano mangiati quando non è il momento.si punge vano deliberatamente con le ortiche per provare l'impressione del caldo nella fr edda Inghilterra.averso la pelle. con tronchi di 20 metri . e le cui grandi foglie a forma di cuore infliggono punture dagli effetti persistenti. che possono passare i 13 metri d'altezza. Le genziane dei pascoli alpini sono specie che si sviluppano a buona altezza sul . Sta di fatto che certe ortiche tropicali sono tanto maligne da pot er provocare sintomi analoghi a quelli da morsicatura di serpente. Molte piante hanno anche una linfa di sapore estremament e acre. Così spec ie alpine come i rododendri e il mirtillo rosso hanno foglie a cute molto spessa con rinforzo siliceo. sappiamo tutti infatti che una puntura d'ortica può causare grave irritazione.a quanto si dice . Può essere divertente ricordare che i soldati romani . Alcune piante sembrano dav vero voler alzare barriere fisiche allo stesso scopo.sia più frequentemente per impedire che animali indesiderati a rrivino ai fiori e depredino il nettare o il polline. parente della ruta. Nel liquido si trovano riuniti l'acido formico. m a d'effetto sgradevole o disgustoso anche per gli animali. La Loasa canarinoides. La Caralluma. Ma questi sono puri esempi di reazione animale di fronte a un problema specif ico. come in molte specie di palme. di modo che il liquido che si trova all'interno del pelo viene spinto n ella ferita che è stata provocata. dove si formano pozze d'acqua piovana nelle tinozze create a tra tti lungo lo stelo dalle basi riunite di ogni paio di foglie. è innegabile che spine. gli in setti succhiatori di linfa. dopo che esso era stato int rodotto in Australia con effetti disastrosi. che riempie la scorza d elle sequoie e contribuisce a difenderle dai parassiti e dalle affezioni fungine . esattamente come un ago di siringa ipodermica. e mana un lattice velenoso che la rende sgradita al bestiame. che sopravvive in condizioni di grande siccità quali poche altre piant e cespugliose riescono a sopportare. frattanto la base tenera del pelo esercita una pressione sul co ntenuto. Ho già accennato in precedenza al gran numero di piante provviste di peli appiccic osi sul tronco.

le loro radici. ad opera di una sostanza tossica nascosta nei peluzzi diffusi sul tronco. In SudAfrica i cespugli bassi del Dichapetalum cymosum sono accusati d'aver provocato gravi perdite di bestiame. od «ovolo matto». L'ac ido ossalico.come avviene nei droga ti -. e quelle che ci sorprendon o perché annoverano specie d'importanza fondamentale per l'alimentazione. il fungo micidialissimo Amanita falloide. fata li per molti animali. contenenti un succo amaro di valore officinale. ma sono schivate imparzialmente dal bestiame pascolante a fior di terra e dai roditori sotterran ei. mentre la linfa acquosa di certe altre piante possiede notevole azi one corrosiva: così il panace gigante provoca un'enorme bolla sulla pelle umana. La felce aquilina non offre nulla alle specie compagne del regno vegetale: la su . Le bacche del gigaro o pan di serpe. mammiferi comp resi. caden do di conseguenza in uno stato di torpore. non appena gli allevatori li rimettono al pascolo. E" sorprendente il numero delle piante che contengono sostanze tossiche per i ma mmiferi. Alcuni animali ricevono indubbiamente un effetto eccitante da parte di determina te piante. Molte piante riuniscono in sé il sapore sgradevole o aspro e la presenza di sostan ze molto velenose. la quantità di solanina aumenta nelle patate che sono diventate verdi per esposizione alla luce. Se applicassimo a molti vegetali le conclusioni delle prove di tossicità effettuat e su cibi ed additivi artificiali. vedremmo vietati anche quelli al consumo alimentare per la specie umana. sono note con il nome popolare di ammazzapecore o ammazzaagnelli. A questo riguardo conviene ado ttare molta prudenza. nei semi di mela. che a suo tempo sono finite con la messa al b ando dei ciclamati e di altre sostanze. si trova negli spinaci e nel rabarba ro. l asciandovi un segno indelebile per mesi e mesi. Le patate cont engono solanina in ragione di 90 parti per milione. Analoga dolorabilità intensa e d urevole si prova anche toccando l'edera velenosa americana (Rhus toxicodendron). perché non è detto che quanto uccide un individuo della specie umana debba necessariamente risultare mortale per altri viventi. che fermenta nei loro stomaci facendoli «barcollare» e commettere eno rmi stramberie. ma non dai bruchi.agisce imparzialmente sull'uomo e sugli er bivori. che uccide già in modeste dosi. Questo latti ce provoca la comparsa di bolle e piaghe sulla pelle dell'uomo o sulle mucose de gli animali. Nel Nordame rica certe specie di Kalmia. Gli animali che sopravvivono a un avvelenamento per ingestione di piante velenose contraggo no spesso una tendenza maniacale per la specie in causa . talvolta in quantità allarmanti. "strozzalupo". "ammazzalupo". un'anacardiacea affine al nostro scotano. e si è constatato che circa venti specie prendono regolarmente «le droghe». Le euforbie dal lattice disgustoso sono ugualmen te diffuse e rifiutate dagli animali al pascolo. vengono inghiottite avidamente dai tordi che ne diffondono i semi. qualunque sia la loro fame. come l'oleandro appena citato. Ad esempio il veleno della maggior parte delle ranuncolacee . abbastanza aggraziate da trovare spazio nei giardin i. Ci sono quelle «ovviamente» velenose come la belladonna e l'elleboro. veng ono pure mangiati dalle scimmie. viene mangiato i mpunemente dai conigli e dai lumaconi. nei fagioli peruviani. Gli elefanti mangiano il frutto dell' albero Umgana. mentre i frutti della noce vomica. Però molti animali al pascolo vengono uccisi dalle piante velenose: ad esempio mol ti capi possono morire nelle Isole Britanniche in seguito a ingestione di foglie e frutti di tasso. la stessa sostanza chimica si ritrova nelle mandor le. inducendoli a mandare urli udibili anche a chilometri di distanz a e provocandoli spesso alla rissa (Ronald Siegel). corrispondenti a circa un qu arto della dose pericolosa. La manio ca è una radice tropicale che deve subire un trattamento speciale per venire liber ata dal contenuto di cianuro. mentre in Nuova Zelanda gli arbusti di Coriaria ruscifolia si sono conquistati il loro posto nella storia p er il modo in cui hanno decimato le greggi dei primi coloni europei. e le foglie di quest'ultimo uccidono anche dopo la bollitura. che spesso provocano reazioni infiamma torie di tipo allergico senza emissione di linfa.come l'aconi to giallo chiamato appropriatamente "luparia". le sp ecie velenose non tanto ovvie come il laburno fetido. e si può abitualmente constatare che tornano difilato alla pianta incriminat a. Le manguste mangiano certe radici e le strofinano inoltre sui loro corpi. "am mazzavolpe" in tante lingue europee . da cui si ottiene la stricnina.

che facesse cadere morti tutti gli uccelli che gli passavano sopra a volo e che uccidesse ogni persona o animale che osasse avventurarsi alla sua ombra. e inoltre contengono sostanze tossiche. dal momento che sono dannosi. Verrebbe da chiedersi perché esistano questi veleni nelle piante. La Gust avia è una specie arborea del Sudamerica dai bellissimi fiori candidi. sudori freddi. e . e troviamo l'amanita falloide od ovolo matto nello stesso genere cui appartiene l'Amanita caesarea o ovolo buono. Ora esiste veramente un albero upas. Dopo un periodo d'incubazione di 12 ore insorgono dolori addominali acuti associati a vomito. come già sapevano i Greci dei tempi antichi. Ma allora si presenta l'e nigma di piante che hanno strettissimi legami di parentela ma hanno attitudini d el tutto diverse. di cui si credeva che uccidesse tutti gli alberi e specie vegetali che lo circondavano. dal quale gli indigeni ricavavano un veleno efficacissimo per le pu nte delle frecce e i dardi delle cerbottane. Si potrebbe sostenere che. seguita da delirio. evidentemente collegato alle forme cancerose: il midoll o osseo smette di funzionare. Numerosi alberi tropicali emanano odori più o meno sgradevoli. crampi e gr ande sete. Questo quadro si prolunga per un paio di giorni. non si formano più globuli bianchi del sangue. l'Antiari a toxicaria. il che faceva esclamare a Seneca disgustato: «Perbacco. mentre cespugli minori delle foreste tropicali della identica regione geografica emanano puzzo di spazzatura. versando anche lacrime di sangue. come il cerfoglio selvat ico. un quadro morboso che assomiglia molto da vicino a quello successivo ad irradiazione nucleare o a con taminazione radioattiva. Il be stiame bovino presenta. quanta gente lavor a per una sola pancia!». e il sangue stesso diventa incoagulabile . Alcune solanacee sono tanto velenose che gli indiani del Sudamerica non vogliono nemmeno indugiare alla loro ombra. tromba d'a ngelo o stramonio arboreo. I cavalli che ne mangiano poch e boccate subiscono la distruzione della vitamina B e muoiono rapidamente. lo stramonio e la specie imparentata Datura arborea.in termini evolutivi . in seguito ad ingestione di felce. ed è seguito da un per iodo di miglioramento. ritenendosi che mo lti tra loro siano velenosi: sta di fatto che pochissime tra queste forme vegeta li elementari sono tossiche. sgominando ogni altra pianta al suo pa ssaggio e celando in sé sostanze chimiche micidiali per gli animali potenziali pas colatori. collasso e morte. I funghi a ombrello godono di pessima fama. e pare che la do manda non abbia a tutt'oggi una risposta valida. piatto favorito d ell'imperatore romano Claudio. com e il giusquiamo. ma non contribuisce a nessuna catena alimenta re conosciuta. Si sarebbe tentati di credere che la felce aquilina si è trasformata in un perfetto invasore vegetale c he si annette un territorio dopo l'altro. proprio come usano gli indios sudam ericani con certe specie di Strychnos che forniscono il curaro. tali veleni abbiano azione protettiva. Essa offre riparo e sostegno ad alcuni m ammiferi minori e a pochi insetti. Effettivamente i Romani erano tanto ghiotti di fu nghi per la loro tavola che c'era gente addetta esclusivamente alla raccolta di funghi. cui l'odore del tronco e delle foglie hanno valso il nome corrente di «pianta del morto». ma in seguito i sintomi riprendono più violenti e portano a lla paralisi del sistema nervoso. La maggior parte delle piante velenose non sembra dare alcun avvertimento ai div oratori potenziali.le bestie muoiono in seguito ad emorragie interne. di modo che il terreno sotto l' albero era tutto coperto di ossa. . in Malesia c'è un alb ero che fornisce legname odorante d'aglio. «legno fetido» ed altri.a concorrenza le elimina semplicemente. Le pecore riportano gravi lesioni agl i occhi per un'affezione detta talvolta «mal della luna». La cicuta è mortale.rapprese ntino se non altro una forma di adattamento selettivo. ma nessun albero possiede gli effetti descritti nei racconti degli antichi viaggiatori. una sorta di cecità che si a ccompagna all'aspetto insolitamente brillante dell'occhio. o anche mortali per gli animali che mangiano queste pi ante. Indubbiamente i sintomi d'avvelenamento per amanita fallo ide sono abbastanza sgradevoli da indurre qualsiasi raccoglitore di funghi a ese rcitare la massima attenzione. diarrea. ma molte piante somigliantissime e ad essa imparentate. Però in certi casi si notano odori che probabilmente fungono d a avvertimento: ad esempio molte solanacee emanano un tipico odore pungente. Ma nulla lascia credere che alberi del genere siano velenosi. non lo sono. I suoi steli contengono aspre fibre che possono infliggere tagli profondi. Questi fatti ci r icordano il leggendario albero "upas" di Giava.

Un motivo che induce ad attribuire i veleni vegetali ad altre cause che non sian o il puro caso, è il fatto che essi appaiono generalmente inattivi contro predator i di dimensioni minori di quelle del bestiame pascolante, ma che per il loro num ero fanno quasi altrettanto danno, quali le chiocciole e i lumaconi, oltre alla caterva degli insetti succhiatori di linfa e ai parassiti interni quali i vermi. Alcuni insetti si servono addirittura del veleno contenuto nelle piante. Una cav alletta del Medio Oriente che si nutre del lattice velenosissimo della Calotropi s procera acquista sapore nauseabondo per qualsiasi animale da preda tanto scons iderato da mangiarla, e inoltre accumula un liquido velenoso composto completame nte da tossine della pianta di cui si nutre, immagazzinandolo in «ghiandole repell enti» dai cui orifizi - simili a bocche d'armi da fuoco - può schizzare un «getto mort ale» fino a 60 centimetri di distanza! Anche molti bruchi si cibano di analoghe pi ante velenose accumulandone in corpo i diversi veleni, trasformandosi così in esch e micidiali per gli eventuali predatori, specialmente uccelli. Questi insetti sp esso sviluppano una colorazione protettiva per avvertire del loro contenuto mort ale o sapore amaro, per cui si trovano insetti non velenosi che copiano i modell i veramente tossici, e in questo modo sfuggono agli attacchi dei predatori. Ma q uesta è un'altra storia. Recentemente sono state raccolte prove attestanti che almeno certe piante sono i n grado di respingere gli assalti degli insetti. Ad esempio pomodori e patate pr oducono sostanze che sconvolgono le capacità digerenti degli insetti che divorano i loro tessuti o ne succhiano la linfa. Questa sostanza inibitrice normalmente è p resente in basse concentrazioni, che però aumentano notevolmente non appena una fo glia venga danneggiata da un insetto. Certe specie imparentate con la patata ma viventi allo stato selvatico trattano gli afidi in altro modo: si ricoprono di p eli ghiandolari che emettono un liquido quando sono toccati da un insetto di pas saggio. In pochissimo tempo questo liquido si trasforma in una specie di colla, e l'afide resta appiccicato alla superficie della foglia, incapace di qualsiasi movimento. La linfa di certe conifere contiene un «ormone dell'eterna giovinezza» che trasforma i bruchi in altrettanti Peter Pan, ed impedisce loro di raggiungere la forma ad ulta, di modo che non si ha mai una generazione in immagine perfetta ed atta all a riproduzione. Inoltre si rende sempre più evidente il fatto che molte piante, pini compresi, con tengono sostanze ad azione antibiotica che contribuiscono a respingere le invasi oni da funghi, e come nel caso della sostanza ad azione inibente sugli insetti, che è stata appena descritta, è possibile che questi antibiotici vengano prodotti in seguito allo stimolo reale dato da un attacco fungino. Queste sostanze, la cui composizione si basa forse su certe proteine note con il nome di fìtoagglutinine, ricordano l'azione degli antibiotici nelle specie animali. Invece altre piante, come la lattuga e il pomodoro, assorbono gli antibiotici prodotti dalla microflo ra del terreno. Le piante, comunque presentano grandissima variabilità nella loro capacità di respin gere o eventualmente di circoscrivere gli attacchi fungini. Buone condizioni di salute e alimentazione adeguata aumentano indubbiamente la resistenza agli attac chi morbosi, ma questa dipende comunque da molte caratteristiche delle piante in teressate, quali lo spessore e la durezza della corteccia, la composizione e la pressione osmotica della linfa, e la capacità di bloccare le cellule invase. Altre sostanze chimiche vengono essudate dalle piante, ed io ne ho fatto un brev e cenno al capitolo 19, indicando che possono riuscire tossiche per altre piante . Oltre alla famiglia delle composite già citata, il lino trova un inibitore della crescita nell'antagonismo esercitato dalle radici delle euforbie e di certe cro cifere come la Camelina sativa, mentre l'avena è bloccata da certi cardi, il raviz zone dalla gramigna, gli spinaci dal ravanello e viceversa. Al tempo dell'insedi amento delle piantagioni di gomma e caffè in Estremo Oriente, negli Anni Trenta, e ra consuetudine piantare prima leguminose, perché accrescessero il contenuto d'azo to nel terreno. Risultò purtroppo che certe leguminose emanavano sostanze velenosi ssime per le plantule di gomma e caffè messe a dimora successivamente. Anche le ra dici del noce nero emettono una sostanza nociva al cui riguardo si sa che ha ucc iso dei meli piantati nelle vicinanze, ritardando la crescita anche di altre pia

nte. Anche le radici delle erbe sono dannose ai meli, sia pure in grado minore, perciò nei frutteti si usa il prato per limitare lo sviluppo delle radici e favori re la concorrenza al cibo, in modo da provocare la formazione dei frutti a scapi to di nuovi germogli. Molti semi mettono in libertà sostanze inibitrici che impediscono ad altre specie di germogliare; fatto abbastanza curioso, alcune di queste specie sono piante og gi coltivate, che inibiscono la crescita delle erbacce: così la bietola non lascia germogliare il gittaione, mentre grano e loglierello bloccano la crescita delle varie specie di camomille (matricaria). Le sostanze emesse dalle radici possono avere identici effetti sulla germinazione, e forse spiegano perché i cacti in con dizioni di vita predesertiche si trovano a tanta distanza l'uno dall'altro, come se fossero stati distanziati artificialmente. Una pianta cespugliosa dei desert i americani, l'Encylia farinosa, presenta la caratteristica che le sue foglie ca dute impediscono energicamente a qualsiasi delle solite erbe annuali di spuntare al riparo dei suoi rami, mentre nel sud della Francia esistono ambienti dominat i da eriche, rosmarini e simili cespugli, dove non si trovano piante annuali, a causa dell'azione antagonista esercitata dalle sostanze essudate da radici e fog lie. Anche stavolta viene da chiedersi se per caso le piante non scoraggino sistemati camente in questo modo la concorrenza altrui per l'accesso all'alimento, alla lu ce e all'acqua. Questa facoltà inibente sembra avere spesso successo a tale scopo, ma restiamo un po'"esitanti osservando come le radici morte di ventolana o pale o peloso impediscano di germogliare ai loro stessi semi, e come le plantule d'ag rumi s'insedino con difficoltà nei vecchi agrumeti; lo stesso dicasi per meli, pes chi e roseti. Ciò indurrebbe a pensare che le sostanze tossiche essudate da radici e semi non siano altro che sottoprodotti di secrezione. La maggior parte di questo capitolo si è occupata delle tecniche di difesa - per l o più passiva - con cui vengono respinti gli attacchi di aggressori o concorrenti con l'ausilio di mezzi chimici e fisici. La rappresaglia diretta del mondo anima le non viene attuata dalle piante; nemmeno le piante insettivore respingono atti vamente i loro potenziali divoratori. Agli animali resta l'ultimo settore della mimetizzazione e dell'avvertimento a s copo deterrente. Questa pratica viene applicata forse anche nel mondo vegetale? Le forme d'avvertimento quasi non esistono, e quelli che potrebbero sembrarlo ne i semi e nei frutti risultano invariabilmente segnali destinati agli opportuni d istributori; la pianta non si cura di quanto può accadere ad ogni altro animale. L'unico gruppo di piante che sembra applicare i princìpi della mimetizzazione è quel lo delle cosiddette finte pietre delle Mesembryanthemum del Sudafrica. Queste pi ante supergrasse crescono nei deserti sassosi, e alcune tra loro hanno sviluppat o senza dubbio quei colori e quelle forme che le fanno assomigliare moltissimo a i ciottoli circostanti. Le Lithops ne formano il gruppo più notevole, con le loro sommità piatte quasi a fior di terra; esiste più di una cinquantina di queste specie dette «piante sassose», «pietre fiorenti», «pietre vive», nelle varie sfumature di grigio, marrone, rosso e nocciola. Altre piante grasse mimetizzate di questa famiglia co mprendono le Pleiospilos, ruvide e marmorizzate come pezzi di granito verdastro; le Titanopsis biancastre e bernoccolute che imitano le rocce calcaree; e infine parecchie specie a cute bianca che assomigliano al quarzo. Piante grasse non im parentate tra loro comprendono le Crassula bianche, anch'esse somiglianti ai sas si e le Anacampseros, che a me ricordano gli escrementi d'un uccello. Certamente l'occhio umano deve faticare molto per scoprire queste piante, ed è evi dente che esse si sono evolute in modo quasi incredibile per rassomigliare ai sa ssi che si trovano nel loro habitat. Personalmente ho sentito dire che dei babbu ini ne sono stati ingannati, ma sembra che ciò non avvenga per molti uccelli del d eserto che beccano via con estremo impegno un boccone dietro l'altro di queste p iante grasse. Nel breve periodo di fioritura i loro grandissimi fiori le fanno r isaltare, ma nella stagione secca avvizziscono parzialmente, e senz'altro sono q uasi invisibili. Anche questo fatto si può giudicare alla stregua di un altro espe rimento effettuato dal regno vegetale e riuscito solo in parte, associato - o an che provocato, nel caso in esame - dall'inclemenza dell'ambiente. Se l'esperimen to non ha più successo nel suo insieme, si può presumere che dipenda forse dal fatto

che gli uccelli hanno battuto le piante nella capacità d'adattamento alle circost anze. In linea di massima sembra che la miglior forma di protezione sia rappresentata da spine, pungiglioni, peli aderenti e gusto sgradevole. Contemporaneamente va r icordato che le piante, rispetto agli animali, possono sopportare danni e mutila zioni molto più gravi, grazie alla loro maggiore capacità di rigenerazione; e parime nti possono rimediare alle perdite, producendo eccedenze di fiori, frutti, semi, polloni e propaggini. Capitolo 26. GLI SFRUTTATI. Sfruttare significa anzitutto servirsi di qualche cosa, e in questo senso le pia nte sono state sfruttate dagli animali quasi fin dal principio dei tempi. Sfrutt amento dunque significa anche impiegare qualcosa a proprio vantaggio, deliberata mente o anche scorrettamente, e in questa accezione moderna il primo vero sfrutt atore del regno vegetale è stato l'uomo. Questo uso è avvenuto da principio per gradi impercettibili. I primi ominidi diven tarono «cacciatoriraccoglitori», per integrare la dieta carnea con varie sostanze di origine vegetale, o talvolta mangiavano in pratica tutto quello che si poteva m angiare. Esistono ancora alcune popolazioni di cacciatoriraccoglitori, come i Bo scimani del Sudafrica, alcuni aborigeni australiani, e qualche tribù dell'Africa C entrale. Specialmente gli Aborigeni, in un ambiente difficile, dovettero servirs i in ogni modo possibile delle scarse risorse naturali, e solo di rado fu loro c oncesso di dimostrare preferenze alimentari. Tutte le radici, i semi, i frutti e i germogli commestibili venivano mangiati di gusto, mentre i semi venivano talv olta macinati e cotti. La grande epoca dei cacciatoriraccoglitori è andata dal ventesimo all'ottavo mille nnio avanti Cristo, e, man mano che cresceva l'esperienza dell'uomo, aumentava a nche la varietà di frutti, sostanze vegetali e semi che veniva mangiata o usata in altro modo. Un diverso sfruttamento delle piante si verificò tuttavia molto prima di tale epoc a, con l'uso molto sollecito del fuoco da parte dell'uomo, cominciato probabilme nte 400 mila anni fa in Cina. Gli incendi involontari contribuirono lentamente m a ininterrottamente alla distruzione di estese foreste, alla formazione di nuovi habitat, e a definire la posizione geografica delle comunità vegetali che si eran o formate per effetto delle epoche glaciali. Il possesso del fuoco rappresentò un elemento essenziale ai fini della sopravviven za stessa dei cavernicoli esposti alla glaciazione del tardo Pleistocene. In seg uito gli incendi appiccati volontariamente costituirono per l'uomo il primo mezz o per affermare la sua supremazia sulle altre specie viventi, tanto vegetali, qu anto - specialmente da principio - animali. Il fuoco era in grado di spingere gl i animali in posti dove l'uomo li poteva abbattere facilmente, di aprire il terr eno alla caccia rendendo visibili le prede, e di favorire il pascolo a spese del la foresta, incoraggiando a moltiplicarsi i grossi erbivori abbondanti fornitori di carne. A questo punto si potrebbe anche rilevare che l'erba è la specie coltivata più impor tante del mondo, oltre a costituirne una delle forme di vita più tenaci: soprannom inata «il perdono della natura», essa si rigenera costantemente, sebbene sostenti un gran numero d'animali. Un chilometro quadrato di pascolo può sopportare all'incir ca 18000 chilogrammi di peso di animali di diversa specie. Esistono due categorie principali di specie vegetali domestiche: quelle che spun tano dai semi e sono in gran parte piante annue, e le altre che si moltiplicano invece con altri mezzi vegetativi. Queste ultime sono quasi tutte specie dalle r adici ricche d'amido. Le diverse condizioni climatiche possono favorire le une o le altre: così la maggior parte delle piante a tubero sono di origine tropicale, come l'igname, la manioca o cassava, la patata dolce, l"«arrowroot» o maranta, e il taro; solo la patata vera e poche altre radici di minor conto prosperano nei cli mi freddi. Le specie da seme, che in origine erano in gran parte piante erbacee, comprese quelle che ora noi chiamiamo cereali, e molte leguminose, si ritrovano

con maggior frequenza nelle regioni temperate. Una dieta vegetale basata sui se mi è più bilanciata di un'altra fondata sui tuberi; quest'ultima lega facilmente i c onsumatori a un habitat specifico dove esistano pesci od animali atti a fornire proteine. I coltivatori di piante da seme possono spostarsi con maggiore facilità, e può anche capitare che debbano farlo, perché un raccolto annuo significa che il t erreno è spoglio per la maggior parte del tempo e pertanto esposto all'erosione, a lla diminuzione della fertilità e all'invasione delle erbacce. Le specie tuberose, invece, sono perenni, tendono all'immobilismo, e si possono coltivare addirittu ra su ripidi pendìi. Talvolta non occorre nemmeno praticare la coltivazione attiva delle specie tuber ose. J. S. Hawkes cita esempi di casi osservati in Colombia e in Venezuela, dove ancora al giorno d'oggi i contadini coltivano le patate sotto casa, dove l'appe zzamento a coltura si arricchisce continuamente della spazzatura di casa e degli escrementi degli animali domestici, di modo che si effettua il raccolto continu o senza che occorra effettuare il ripianto. I primitivi sono notoriamente sporchi. Non solo buttano la sporcizia dove capita , tollerando che si formino mucchi di concio tra le abitazioni, ma non si preocc upano se lasciano cadere per strada un poco di quanto portano all'accampamento, né si fermano a raccoglierlo. In questo modo sono cresciuti attorno agli insediame nti dei cacciatoriraccoglitori primitivi tutti i tipi di piante che essi apprezz avano dal punto di vista alimentare. Molto spesso, e segnatamente nel caso di er be e piante leguminose, si trattava comunque di piante di terreno povero e distu rbato, dove le specie di natura più durevole e ad accrescimento più lento non poteva no trovare appiglio o prosperare: quelle che oggi chiamiamo erbacce, e che compl icano le situazioni. Esse attecchirono prontamente sul terreno pesticciato e dis turbato attorno agli accampamenti e lungo i sentieri d'accesso. Come per miracol o, gli abitanti dell'insediamento si trovarono circondati dalle piante che loro piacevano. Situazioni di questo tipo costituiscono ottimi esempi di piante a metà strada tra l'erbaccia e la specie coltivata attorno alle abitazioni. Se fallisce la specie selezionata, si raccoglierà la specie selvatica infestante lì vicino: quasi senza ch e ce ne accorgessimo l'agricoltura è iniziata quando l'uomo ha cominciato a capire che alcuni tipi di piante simili erano migliori di altri, per cui valeva la pen a di darsi da fare a seminarli e raccoglierli. Intanto le specie selvatiche infe stanti continuavano a presentarsi, per così dire al cancello dell'orto con la sper anza di venire accolte un giorno, rivelando spesso risorse insospettate nel ricc o terreno coltivato. Il passaggio dal semplice raccolto alla semina attiva avvenne in forma impercett ibile, come già era avvenuto dalla raccolta occasionale al raccolto e alla conserv azione sistematici. Questo addomesticamento delle piante si verificò soltanto quan do l'uomo aveva già raggiunto un grado sociale e culturale evoluto, e solo dopo il suo insediamento in villaggi o addirittura in cittadine di abitazioni permanent i. L'addomesticamento delle piante - in parole povere l'agricoltura - cominciò ver so il 7000 avanti Cristo in Anatolia, Iran e Siria, quando il mondo si era ormai ripreso dagli effetti dell'ultima glaciazione. In nessun'altra parte del Mondo Antico si trovavano prove di insediamenti permanenti a quest'epoca, sebbene debb ono essersi verificati poco dopo in Cina, mentre nel Nuovo Mondo l'agricoltura c on ogni probabilità è cominciata molto dopo. Le prime piante che vennero coltivate deliberatamente derivano direttamente da d ue specie selvatiche: il grano e l'orzo. Sembra che i semi di queste ed altre pi ante erbacee siano stati da principio abbrustoliti, ma in seguito vennero macina ti, ed acquistarono maggiore importanza in diverse pietanze. A questo riguardo è a ffascinante notare che il processo di molitura venne elaborato da principio per macinare l'ocra, per cui l'uomo non dovette affrontare problemi di natura tecnic a quando si accorse che i grani avevano più valore commestibile sotto forma di far ina, invece che abbrustoliti tali e quali. Il grano e l'orzo - a somiglianza di altre specie coltivate che in seguito acqui starono importanza fondamentale, quali il riso, la soja, il lino e il cotone - d a principio si trovavano in lieve svantaggio se i coltivatori emigravano in un c lima più freddo, più a settentrione o in regioni montagnose. In quelle condizioni le

a proposito dei cereali coltivati anticamente. Tra gli altri e sempi si contano le arance e l'uva senza semi. mentre per la maggior parte delle altre piante erbacee occorre l'impollinazione incrociata. le specie selvatiche continu arono a rappresentare un'importante risorsa alimentare. E" anche interessante notare che il grano e l'orzo sono specie sostanzialmente a utoimpollinanti. mentre le specie ad impollinazione incrociata r estano sempre esposte all'ibridazione. In una specie coltivata interessa i nvece il contrario. in quanto il tempo utile viene limitato a un paio di settimane. che un'ondata di caldo asciutto può accorciare ulteriormente a due o tre giorni. Nei primi millenni dell'agricoltura. Eventualmente si possono sca mbiare anche alcune caratteristiche con specie selvatiche imparentate. approfittando delle favorevoli circostanze f ornite dalle pratiche di coltivazione. Tuttavia in determinate occasioni anche queste piante "possono" praticare l'impo llinazione incrociata. Tra quelle antiche erbacce si annoverano la segale e l'avena. ma passava inosservata perché non serviva. oltre a . Parallelamente alle semi ne. solo i tipi autoimpollinant i possono mantenersi con successo come ceppi puri. i primi agricoltori si misero anche a tenere gruppi di pecore e capre. di modo che queste specie coltivate secondarie vennero a so stituire le specie primarie negli habitat più freddi. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i diffusori originari .a somiglianza dei pipi strelli che diffondono i datteri. L'addomesticamento operato dall'u omo ha accelerato notevolmente il funzionamento dell'evoluzione. che non per i consumatori della specie umana. di modo che le linee pure possono coesist ere senza pericolo che vengano soverchiate o si modifichino. è che subirono rapidamente un cambiamento molto importante. e degli uccelli che propagano tante specie di frutti . Probabilmente la mutazione da spighe fragili a spighe tenaci già si verificava di tanto in tanto allo stato selvatico. avviando così il meccanismo selettivo di una semente più voluminosa. Presumibilmente l'uomo si mise anche a impiegare per la semina i semi più grossi. e l'opportunità che l'u omo selezioni i ceppi che danno migliore risultato. q uando cominciarono le colture con l'impiego deliberato di semi conservati. che non si limitavano a fare concorrenza. Ma quando l'uomo cominciò a raccogliere semi. Nelle zone situate ancora più ad oriente si aggiunse il grano saraceno. e un altro momento nel cammino della selezione fu quando l'uomo si orientò verso piant e sprovviste di glume dure e rigide. mentre nelle regioni meridionali più cal de vari tipi di miglio assunsero la posizione di erbacce importanti come raccolt o secondario. In circostanze un po'"diverse il pomodoro iniziò la sua carriera com e erba infestante dei campi di granoturco e di fagioli nel Messico. il granoturco odierno non ha assolutamente nessun mezzo naturale di d iffusione. cioè di quegli organi simili a foglie che si trovano tra un seme e l'altro nelle spighe e rendono più difficile la raccolta. Queste usanze riproduttive producono ceppi che si p erpetuano abbastanza fedelmente. Allo stato selvatico è ovviamente im portante che un'erba perda i semi non appena maturano: questo fatto crea un prob lema alla gente che si limita a raccoglierla e a conservarla. Ciò comporta qualche perfezionamento. si orientò evidentemente di preferenza s ulle piante che mantenevano le spighe indenni. Naturalmente questi ceppi dipendono in larga misura dall'uomo per la loro sopr avvivenza. ma sfuggivano anc he ai processi di selezione imitando in vari modi le specie coltivate. vale cioè un cereale che trattenga i semi nella spiga durante la mietitura e finché le spighe stesse non vengano frantumate alla battitura.si sono ritrovati nella parte di animali dannosi e ladreschi. che f unzionavano da alternativa all'usanza di «immagazzinare» eccedenze vegetali. Il fatto più notevole. E agli albori dell'agricoltura.erbacce facevano loro concorrenza. gli i gnari coltivatori selezionarono senza nemmeno avvedersene piante a spiga intatta . e questa è la ragione per cui i l grano e l'orzo sono stati i primi cereali addomesticati dall'uomo. Alla fine certe erbacce finirono per farsi apprezzare come specie da coltura grazie ai lo ro meriti specifici. nonché il mango senza l'odore acuto che rende i frutti selvatici più attraenti per i pipistrelli i quali curano la di ffusione della specie. specialmente nelle regioni del Vicino Orien te dove l'andamento stagionale imprevedibile e i criteri elementari di coltivazi one rendono molto facile l'avvento di annate grame. In condizioni ambie ntali in cui abbondano le specie cereali infestanti. aumentand o anche in questo caso le prospettive di migliore resa e di adattamento a condiz ioni diverse in regioni nuove messe a coltura.

Flannery.in Europa. Questi si possono piantare direttamente nel terreno o. Il sistema delle radure successive può contare su tre o quattro specie vegetal i solamente. lenticchie e una leguminosa foraggera (Lathyrus sativus). Il cerealicoltore deve faticare e pensare in misura assai maggiore per compiere l'intero ciclo delle operazioni di aratura. E probabilmente un terreno a maggese non potrà sostentare più di 5-6 persone pe r chilometro quadrato. il cappero selvatico (di cui si mangiavano i frutti). Non venivano mangiati i se mi di nessuna leguminosa selvatica . l'orzo selvatico a due file di grani.erano tutte di . tre di orzo.comportano la messa a dimora di «occhi» o pezzi di radice. in un'indagine condotta da F. semina. fini sce con l'esaurirsi e con il diventare completamente inutilizzabile: cioè eroso a fondo o ricoperto di erbe grossolane e senza alcun valore. e successivamente abbandonati: coltura de tta «a maggese» o «a radure successive». entro monticelli di terriccio prep arato e arricchito. pistacchi e mandorle. Presso il villaggio di Tepe Sabz. spesso associata alla co ltivazione di bananeti e di varietà tropicali affini. gli uccelli. databile tra il 5 500 e il 3700 avanti Cristo. come la tifa elefanti na della savana africana. nella steppa dell'Iran sudoccidental e.validi del resto anche per la coltiv azione delle patate . trebbiatura. quattro specie erbacee sel vatiche. cappero. inoltre una comunità che si attenga al primo sistema avrà bisogno di terra a superficie almeno 30 volte superiore a quella di una comunità che pratichi l'arat ura. che risale al 7500-5600 avanti Cristo. concimazione. che è ugualmente situato nell'Iran sudoccidental e. Comunque il vero punto critico del metodo del maggese sta nel fatto che se il terreno viene troppo sfruttato con i ripetuti incendi. L'esame accurato dei resti di un villaggio chiamato Tepe Ali K osh.nutrienti ma piccolissimi -. Hole e K. Egitto. La coltivazione di piante tuberose costituisce essenzialmente un'occu pazione delle comunità primitive delle regioni tropicali. in versione un poco più sofisticata. ha rivelato presenza di semi di oltre 40 specie vegetali. parecchie leguminose selvatiche utilizz ate per i semi. u na leguminosa a baccelli che può coesistere con i cereali coltivati). il pistacchio. m olto elevata in ogni caso rispetto ad altre colture o allo stesso allevamento zo otecnico. India. Tutte queste ope razioni sono suscettibili di miglioramento. usando tanto semi quanto margotte.fornire all'uomo latte. Raramente si appli cano i principi della selezione della semente. la veccia (dai baccelli commestibili). Spessissimo la coltivazione di piante tuberose si pratica su appezzamenti usati per un anno o due. ma rappresenta un primo esempio di colture con irrigazione. questa agricoltura fondata sulla coltivaz ione di piante da seme e sulle prime greggi del Vicino Oriente merita particolar e rilievo. ad esempio gli abi tanti dell'isola di Mindoro coltivano con questo metodo più di 400 specie di piant e. V. I metodi fondamentali della coltivazione di piante tuberose tropicali . Se si compre ndono nella dieta i mammiferi. racco lto. o d i dati tagli del tronco (margotte). ma se ne possono provare anche moltissime altre. come nell'antico inglese "swidden") implica il concetto che i n uovi appezzamenti coltivabili sono stati ricavati con il fuoco nel manto foresta le. Si ritrovano due tipi di erbe selv atiche. Il maggese da una resa molto inferiore a quella dei terreni dissodati in continu azione. E" stata prospettata l'ipotesi che le società contadine dalle quali si sono format e civiltà d'importanza mondiale . ma certamente queste piante venivano raccolte per foraggio. seme di lino. Cina . veccia. dove quest'ultimo termine (presente anche nelle lingue europee. lana e carne senza bisogno di andare a caccia. diserbo. Collegata ai primi insediamenti umani. vagliatura e conservazione finale in granaio. shauk. sebbene sia possibile ricercare t uberi e radici di tipo migliore a scopo di coltura. e lo «shauk» (Prosopsis cineraria. E" interessante esaminare la dieta degli abitanti dei primi villaggi agricoli de l Vicino Oriente. si deduce la conclusione che gli abitanti di questo anti co villaggio probabilmente mangiavano meglio dei loro discendenti attuali. la percentuale delle piante domestiche è molto aument ata. con aumento potenziale della resa. Tra queste le più importanti erano le specie dom estiche di grano «emmer» e di orzo a due file di grani. come usa anche oggigiorno. Vi sono compresi tre tipi di grano. quali il fico d'Adamo: occor rono relativamente pochi sforzi e modeste doti di previdenza. i pesci e i molluschi pure utilizzat i a scopi commestibili.

e che quivi «sia la patria più cospicua al mondo delle tecniche di piant agione e miglioramento delle piante mediante riproduzione vegetativa». o da qualche migliaio di chilometri. tecnico ed artistico. e talvolta esercitò effetti inaspettati sulle società interessate. Sauer sembra sorvolare solo sulla datazione di questa civiltà. può darsi che non abbiano formato civiltà gran diose. mentre i nvece il clima umido e caldo dell'Asia sudorientale . le condizioni ambientali nuo ve modificavano ulteriormente le piante e gli animali che aveva portati con sé.associato alla caratterist ica degli edifici fabbricati in legno e fibre vegetali . relativo all'evoluzione delle piante a contatto della do mesticazione. L'argomento di questo mio capitolo. Indubbiamen te le popolazioni di questa parte del mondo dovevano essere evolute dal punto di vista sociale. L'agricoltura rappresentò un passo con cui l'uomo si all ontanò in misura irrevocabile dai metodi adottati in precedenza per procurarsi il cibo. ritengono che la culla dell'agric oltura più antica si debba identificare nell'Estremo Oriente in epoca forse databi le a molte migliaia d'anni prima degli insediamenti del Vicino Oriente. In ogni caso le piante contribuirono con i soli carboidrati a una dieta in cui i grassi e le proteine provenivano da pesci e molluschi. Si tratta di un modo di vede re estremista. In linea di massima la caccia e l'attività mista di cacciatore e raccoglitore fecero posto a una forma d'occupazione associata all'agricoltura. non risulta modificato materialmente dalla differenza di alcune mi gliaia d'anni. Gli insediamenti del Vicino Oriente ci sono stati conservati così be ne solo per il concorso casuale di condizioni geografiche e climatiche. Essi partecipavano a quella che C. Fu comunque la pressione della sovrappopolazione a mettere la parola "fine" all'unica grande civiltà che si sia basata sulla tecnica del maggese: quel la dei Maya. Dar lington ha definito «una questione di reciproca selezione. e che ambedue si siano originate in circostanze molto divers e. Alcuni scrittori giungono a dire che la coltivazione delle specie tuberose . Ben presto l'ambiente e le risorse spontanee attorno ai centri abitati risultaro no irrimediabilmente alterati dal concorso di queste due attività. come Carl Sauer.«avvantaggia la parte del la popolazione che meno contribuisce al bene comune». Burkill sull'igname . Sauer ri tiene quest'area idealmente indicata per l'ascesa di una civiltà di pescatori ed a gricoltori. D. Alcuni autori. che ridusse in schiavitù il resto della popolazione cos tringendola a costruire palazzi. M a da quella società più o meno democratica di cacciatori e raccoglitori si originò un' aristocrazia intelligente. Così quando g li antenati dei Maya perfezionarono la coltura del grano turco. L'eccedenza demografica aveva riposto speranze esagerate nel metodo delle radure successive. per cui l'uomo si trovò davanti alla prospettiva di un'umanità nutrita in percentuale sempre cresce . In linea di massima pare più che pr obabile che l'Asia sia stata una culla dell'agricoltura. templi e città. Anche le civiltà del Perù e d el Messico si fondavano sulla coltura di piante da seme: granoturco. ma avevano grandissima abilità e versatilità nel trarre il massimo profitto d al loro ambiente. Ma qui si entra nel dominio di competenza dell'antropogeografia. che un'altra sia stata nel Vicino Oriente.agricoltori dediti principalmente alla cerealicoltura. si trovarono ad avere risolti i loro problemi alimentari. Presso que st'ultima si osserva come già fin dalle prime fasi l'uomo e le poche specie animal i e vegetali prescelte venissero a trovarsi in virtuale rapporto di reciproca di pendenza per la propria sopravvivenza. e in s eguito da animali terrestri. Può darsi benissimo che l'agricoltura asiatica ad indirizzo vegetativo fosse molto più agevole di quella del Vicino Oriente fondata sulle piante da seme. invece di lasciarle godere il tem po libero. H. cu curbitacee. L'uomo si trasformava senza posa nel suo modo di vi vere: ogni volta che migrava in un habitat diverso. e noi ci troviamo i n una posizione alquanto simile a quella che si assume al cospetto delle piante fossilizzate. una sorta di processo d i adattamento animale e vegetale in cui tutte le parti in causa si modificano vi gorosamente e reciprocamente». di modo che un uomo poteva assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia lavorando un paio di mesi all'anno. dando il via a una coltura pastorale.si presta poco o niente alla conservazione delle prove archeologiche. fagioli. mentre all'estremo o pposto pochi gruppi si diedero alla vita nomade con le loro greggi.tan to per citare un articolo di I.

ed altri funghi che intervengono nella prepa razione di pane. Nell'antico Egitto il papiro rappresentava un'altra pianta dai molteplici usi. materiale da rivestimento per pareti e copertura di tetti r icavato dalle foglie. Così in Indonesia le foca cce fermentate di soja ed arachide soddisfano un terzo del fabbisogno di protein e. sandali. armi. materiale da rivestimento e copertura d'abitazioni. per costruire abitazioni. cipolle. Alcune tra queste sue qualità vennero trascurate dopo la Rivoluzione Industri ale. Nella culla della civiltà la palma da d atteri deve essere stata tra gli alberi sfruttati più diffusamente per fornire leg name da costruzione. yogurt. E" il caso di notare che poche piante domestiche d'importanza rilevante non furono conosciute e non caddero sotto il controllo dell'uomo già molto prima dei tempi storici: si può ben d ire che l'uomo diventò molto presto un esperto di economia vegetale. latt uga. l'uomo primitivo impiegava anche piante microsco piche per produrre cibo. In Oriente il bambù ha trovato quasi altrettanti usi della palma da datteri . Anche automobili con telaio e carrozzeria interamente in legno sono state fabbricate con successo da un car rozziere che definisce il legno «la prima plastica di Dio». comprese le carote e la pastinaca. il sago. recipienti p er cibi ed olio. compresso ed essiccato . seguito dai caccia a reazione Vampire e Venom. costruito interamente in legno . mentre alle Filippine si produce la "nata". tuberi delle regioni temperate. Ebbero questa sorte frutti di vario genere : melanzane.adattabile agli usi più disparati in tutta la sua variabiliss ima gamma di elasticità. il legno deve essere stato i l primo prodotto vegetale di largo impiego. Ma allora la natura doveva sembrare inesauribile. formaggio. i lieviti. cibo nutriente. Oltre al cibo e alle bevande ricavati dalle piante. Dalla natura selvaggia ricavò tutte le altre specie d'interesse alimentare. Piante d'ogni genere ed ogni loro singola parte sono state esaminate in vista di un loro impiego potenziale.il "miso" . fagioli. attr ezzi.che costituisce uno dei suoi maggior i impieghi odierni . come nei bacini dell' Oxus e del Tarim ora ridotti a deserti. il le gno venne in seguito trasformato in carta . vino e aceto. Ben presto vennero anche le fibre. zucche e meloni.nte da risorse artificiali. carciofi. cavoli.per cibo. una sostanza gelatinosa ricavata con l'aiuto dei batteri da latte di cocco e succhi di frutta. e cibo nei tempi duri (dal rizoma sommerso).si utilizzavano alt re parti della pianta per farne cordami. Al loro posto subentrarono e si moltiplicarono erbacce ed an imali dannosi ai raccolti. durata e densità. ripiegato.compreso quello di bal sa -. e come del resto fac evano da millenni e millenni tutti gli animali vegetariani. utensili da cucina. «sbarrarono le strade alle spalle dei prim i popoli migranti. Una pasta di soja fermentata . da giustificare il detto arabo secondo il quale la palma ha tanti usi quanti sono i giorni in un anno. birra. Senza nemmeno rendersene conto. asparagi. derivate in gran parte da cortecce e tronchi . e l'uomo continuò a servirsi com e avevano fatto i suoi antenati nella loro misura limitata. I rotang o palme rampicanti costituirono il gruppo di piante tropica li più pregiato che sia mai stato usato in costruzioni del genere. imbarcazioni .entra nella zuppa giornaliera di c irca tre giapponesi su quattro. armi. Fu sconvolto tutto il sistema evolutivo basato sui ca mbiamenti lenti e graduali soggetti a numerosi equilibri e forme di controllo. dal leggerissimo legno di balsa al legnof erro ed al guaiaco che pesa 12 volte tanto. I grossi a nimali selvaggi vennero sospinti fuori dalle aree d'insediamento e spesso finiro no per estinguersi. Nelle zone tropicali qu esti microorganismi attaccano rapidamente i cibi. e perfino strument i musicali.nonché in raion e in sostanze plastiche derivate dalla cellul osa. Oltre a tutti gli usi più ovvii. sebbene la coltivazione su larga scala di piante ut ili sia venuta in complesso assai più tardi. fibre. edilizia. attrezzi agricoli. e tanto altro materiale ancora. I danni arrecati all'ambiente. materiale per la costruzione d 'imbarcazioni. e la fermentazione che se ne o ttiene ha pienamente soddisfatto i gusti degli abitanti.ricavata dal midollo affet tato in strisce sottili. O ltre all'uso immortale fattone sotto forma di carta . originando comunità isolate: l'origine delle nazioni». mettendole a coltur a quando se ne presentava la necessità. la canna da zucchero e alcuni funghi. ma nel periodo bellico dal 1939 al 1945 uno degli aerei di maggior successo fu proprio il Mosquito.

comportante anche un certo risvolto umorist ico a spese della precisione meccanica. Il cotone selvatico non ha filacce sui semi. Lo stesso avvenne per gli oli essenziali utili in medicina o come aromatizzanti.evidentemente molto antica . La macerazione praticata nei ruscelli favorì probabilmente la scoperta . nonché per i più disparati prodotti d'uso industriale. operazione che sp esso comporta la necessità di lasciar macerare il materiale vegetale nell'acqua o all'aperto. ad esempio come frangivento e specialmente per favorire il recupero di zone sterili. e il mio esempio preferito è dato dal cardo dei lanaiuoli (Dipsacus fullonum). Le piante producono indirettamente molte sostanze alimentari. o sono sostituite da preparati artificiali. La pianta più importante per le sue fibre è indubb iamente il cotone. per unguenti e profumi.. oli e grassi: alcuni di questi ultimi. Oggi gli oli essenziali si usano anche come solventi delle ver nici. Un trionfo vegetale sull'ingegneria. materia prima per canestri. di cert e stoffe di qualità superiore dopo l'appretto. come eccipienti ed emulsionanti. In par ticolare si usano varie erbe per consolidare dune di sabbia e pantani. come non lo sarebbero i cereali a spighe dai semi non disperd enti. m a gli automezzi surriscaldati restavano fermi per buona parte della giornata . Molte di queste sostanze si ottengono oggi per sintesi. cosmetici e creme. Un giorno il caposquadra e il sovrintendente del campo aspettarono . ed effettivament e eventuali semi di cotone coperti di filaccia non sarebbero adatti a vivere all o stato selvatico.. Si possono localizzare depositi minerari sconosciuti redigendo una mappa de lla distribuzione di certe specie vegetali. è stato segnalato da Henry Longhurst nella sua descrizione della costruzione della strada detta «La scala d'oro» per l'accesso al campo petrolifero di Gach Saran in una delle regioni più torride dell'Iran. Può darsi che da principio sia stato coltivato per i suoi gambi fibrosi. ed osservando l'eventuale crescita i rregolare o diversificata delle specie interessate.che il succo di certe piante come la Derris avev a effetto stupefacente sui pesci. quali zuccheri ed amidi. compresi i licheni. fanno alzare il pe lo uniformemente in ogni direzione. per colonizzare cumuli di spazzature e così via. a somiglianza delle c ere vegetali. rivestimenti e imbottiture pe r usi domestici. uno dei cardini principali della nostra civil tà moderna: è prodotta da molti alberi. di vari antibiotici originati da funghi o licheni. Le piante forniscono infine sostanze medicamentose d'ogni tipo. corda mi. armati di brattee uncinate. dal quale si ricava la gomma. ma di molte non è s tato possibile ottenere con processo sintetico una versione migliorata. tappeti. Durante la loro crescita le piante possono servire per usi speciali. attività che in seguito fece sorgere grandi industrie (si devono distillare 200 milioni di petali di rosa per ottenere un chilogrammo di essenza di rosa). servono in una vasta gamma di applicazioni industriali. per migli orare le condizioni di regioni aride. tra l'altro sotto forma d'incenso. Un estratto molto noto è il latt ice. Le fibre forniscono materiale tessile. e di certi battericidi. Le sostanze coloranti vennero presto estratte dalle piante.t utti meno uno. saponi. vengon o tuttora usati da milioni di persone per sollevare il grumello. I su oi capolini fiorali stretti e di forma ovale. come nel caso del chinino e dell'oppio.di piante d'ogni genere e separate dai tessuti per sfibratura. e negli anni di guerra dal 1939 al 1945 i Russi ricavarono gomma da una specie locale d i tarassaco. del rotenone della Derris e del piretro ad effic ace azione insetticida. I tannini servono per la lavorazione del cuoio. La guida degli autocarri era affidata a maestranze provenienti dalle tribù locali. che «non veniva a patti con il caldo della giornata o la ripidità del la strada. come pure analizzandone i te ssuti. o f orse anche per i suoi semi oleosi: i ben noti baccelli pieni di cotone dipendono interamente dall'addomesticamento. e i surrogati in filo metallico non riescono a dare la qualità richiesta. ma anche da numerose piante erbacee. nonché insetticidi e diserbanti ricavati da ormoni vegetali. Gomme. dal linoleum all'inchiostro da stampa . vernici. Ogni tanto succede che una pianta metta nel sacco tutta la tecnologia moderna. Montati su assi. spazzole. come insetticidi e ingredienti nella formula di composizione di dozzine di sostanze d'uso industriale. pectine e resine si usano in mille modi. nell'industr ia alimentare per marmellate e gelati. o pelo.

riso. Il caffè. E naturalmente hanno immensa importanza i resti delle piante morte sotto forma d i carbone e lignite. Il gesso. Se ne estraggono agar ed alginati dagli usi infiniti: gli ultimi s'impiegano talvolta per condizionare i terreni pesanti e per consolidare quelli leggeri o sabbiosi. formati dai resti delle piante gigantesche delle età carbonif ere. I Polinesiani si portarono dietro. La situazione si trasformò con i successi della navigazione regolare nell'Atlantic o dopo il 1492. topinambur e fagiolini arrivarono invece dal Canada. non dimentichiamo che le alghe mari ne si prestano a una gamma vastissima di usi. Navi europee battenti bandiera portoghese vi portarono dall'Asia noci di cocco e riso. Quando sulla superficie della terra ci fu tanta gente che cominciò a rendersi conto che vivevano altri consorzi umani . usate per farne filtri. C'era un mezzo melone sul carburatore. l'agricoltore antico diffondeva a poco a poco le sementi. inoltre come mangime per bestiame e concime. l'artocarpo . il pomodoro. sostanza di base del cemento e del calcio usato in agricoltura. e sono particolarmente pregevoli nelle opere di bonifica. abrasivi e rivestimenti refrattari per forni. e dopo moltissimo tempo alle Americhe. Man mano che emigrava. Thomas Edison us ava filamenti di bambù per le sue prime lampadine elettriche. questi ultim i originari della Cina. ma potevano benissimo commerciare i semi. la patata dolce e la noce di cocco. il taro. Fatto piuttosto curioso. che la regina egiziana Hatsepshut fec e venire per nave dalla terra di Punt (attuale Somalia) nel 1482 avanti Cristo: 32 tronchi per il suo grande tempio di Deir el Bahri.cioè l'albero del pane -. vari tipi di piselli e varie specie di soja. depositatesi sui fondali marini del Cretaceo. il carico consisteva principalmente di spezie.compresa ovviamente la Cina . Molte sono importanti come aliment o. po . nonché il tabacco dall'America centrale e meridio nale. Il capitano Bligh. tristemente famoso. canna da zucchero. e che certe piante e i loro prodotti (e naturalmente tutti gli altri prodotti naturali e manufatti) si trovavano solamente in certi posti. furono degli emigrati irlandes i a portare la patata nell'America settentrionale. Tornando ad applicazioni meno specializzate. e le Americhe dal canto loro trassero benefici dall'arriv o di piante del mondo antico quali agrumi. I Romani diffusero varie piante col tivate d'origine mediterranea in varie parti del loro immenso impero.che inf ine si diffuse all'Africa. di origine sudamericana. ma appassionato di orticoltura. si compone in gran parte dei resti fo ssili di alghe microscopiche di colore brunodorato contenenti piastrine calcaree . nei loro lunghissimi viaggi marittimi intrapresi a scopi di colonizzazione. fu quella che andò alla ricerca degli alberi dell'incenso. molto usata anche la torba. La tecnologia vegetale si presenta a volte in modo inaspettato. il granoturco. vi arrivò dall'Arabia e dall'Etiopia. prima che venisse me sso a punto il tungsteno a questo scopo. Tuttavia le carovane erano in uso già da molto tempo prima. e diventò possibile lo scambio reciproco di specie tra il Vecchio e il Nuovo Mondo. Naturalmente anche il grano e q uasi tutti i cereali europei vennero portati nel Nordamerica dai Padri Pellegrin i e dai loro successori. banane. erbe e d altre derrate che servivano a rendere più piacevole la vita quotidiana . Questi primi spostamenti per via di terra furono certamente importantissimi.merci d esiderate e aspettate man mano che sorgevano le diverse civiltà. igna me. La prima spedizio ne organizzata per la raccolta di piante di cui si abbia notizia. Per quanto fosse lento e faticoso il traffico carovaniero. cominciò il commercio . specialmente in Giappone. invece le antiche diatomee forma no depositi di terre dette appunto «a diatomee».il guidatore e chiesero di dare un'occhiata al motore. e con la sua polpa sugosa lo raffreddava quanto bastava a non far bollire la benzina». In seguito gli Arabi importarono in Spagna riso. Le regioni tropicali del Vecchio Mondo si avvantaggiarono particolarmente della manioca o cassava. formata da piante in disfacimento in condizioni anaerobiche nell'arco di poche migliaia d'anni. per ché così avvennero scambi tra l'Asia e l'Africa. Le carovane ab itualmente non portavano sostanze alimentari. le radici e i bulbi delle specie coltivate. destinato a rendere f amosa l'America Meridionale. Tra le piante d'interesse alimentare l'Europa ricevette la pat ata. si verificò un movime nto di crescente intensità in tutta l'Asia . canna da zucchero ed agrumi. piante medicinali.

ma che potrebbero essergli molto utili. Come per le piante d'interesse alime ntare. Succede così in certi casi che lo sfruttamento di una pianta la salva dall'estinzi one. per citare Ruskin. la gialappa e varie specie di tagetes («francesi». Quasi contemporaneamente. e lo stesso accadde per i semi della pianta della gomma brasiliana. cominciando sia pure in epoca diversa nelle varie parti de l mondo: le condizioni del suo sviluppo si verificano soltanto con l'avvento del tempo libero e dell'istruzione. Una nostra pianta d'appartamento. altrettanto magnifica. cioè attorno al c ambio del secolo. è stata trovata solo una volta allo stato libero i n Indocina. e un giglio con l'altro».vennero e sportate in tutti i Paesi a clima adatto. che vi vennero contrabbandati circa un secolo fa. Una parte di queste risors e potenziali è stata esplorata dalle tribù «primitive» dell'America Meridionale: gli ant ropologi a tutt'oggi hanno spigolato poco più delle briciole delle loro eccezional . L'identificazione di specie arbor ee da legname come il pino Douglas. mentre la s pecie affine Amherstia nobilis. ora tanto usato per alberature stradali nel NordAmerica. la Pilea cadierei. ma le piante vive cominciarono a varcare i mari a ritmo accelerato man mano che si trovavano i metodi migliori per mantenerle in vita. le altre civiltà si limitarono quasi tutte a coltivare e migli orare le specie che già crescevano sul posto. la tuberosa.o di Monterey -. e piante ora coltivate derivano tutte da un unico esemplare nel giardino di un monastero birmano. fu la conseguenza di altre serie esplorazioni botaniche del Nordamerica. Popoli progrediti come i Cinesi e i Persiani colti vavano fiori. per essere utilizzate per fornire legn ame e come specie ornamentali. Questo vale spe cialmente per singoli esemplari selezionati per qualche caratteristica ecceziona le. rappresenta tuttora nei climi caldi una delle piante più pregi ate a legno dolce e a rapida crescita. il cui primo esemplare in com mercio venne acquistato su un mercato messicano. che allo stato selvatico è ora limitato a un gruppetto d'esemplari contorti dal vento nella Cali fornia meridionale. mentre gli antichi Britanni si tingevano con il colore azzurro del guado. come i fiori doppi o le foglie screziate. dove la gente del posto la colt ivava per tenerla nelle case. Allora. artocarpi e canna da zucchero a tronco spesso. o fiore di Passione.endemiche in Australia . ma prospera nel nuovo ambiente artificiale. Molto probabilmente certe piante ornamentali devono alla loro bellezza la loro s tessa esistenza attuale: ad esempio lo spettacoloso "albero fiammeggiante" (Delo nix regia) è noto allo stato libero solo in una località del Madagascar. L'uso di piante a scopo ornamentale costituisce un pensiero fisso per l'uomo fin dai tempi più antichi. Un proverbio cinese dice: «Se ti restano due soldi e nulla più. si insediò a Ceylon e nell'Estremo Oriente. mentre in altri casi viene tanto migliorata da non poter più cavarsela da sol a allo stato libero. In epoca molto posteriore si tenevano notevoli giardini a scopo ornamentale negl i imperi del Perù e del Messico. la cosiddetta "pianta dell'amicizia" o pianta d'alluminio. che ora è tra gli alberi di maggiore importanz a commerciale in Europa. U n'altra pianta ornamentale nota solo come specie coltivata è la "pianta di giada" (Crassula morganianum). Esistono ancora moltissimi prodotti d'origine vegetale di cui l'uomo civile non è a conoscenza. «africani») importate dagli Spagnoli dall'America central e. e tutte le piante coltivate derivano da quell'esemplare originale. è stata vista allo stato se lvatico solo due o tre volte. Semi e bulbi costituirono da principio le forme principali d'importazione. e tra le prime che varcarono gli oceani a questo scopo si annoverano la passiflora. «i fiori sembrano inte si a consolazione dell'uomo comune». Gli antichi Egizi coltivavano fiori ed alberi a scopo ornamentale.rtò da Tahiti alla Giamaica banane. a quanto pare non è mai stato visto da n essuno allo stato libero: veniva coltivato dai Cinesi nei giardini e presso i te mpli. mentre il pino di California . Anche il ginkgo. fornitrice di chinino. usando anche più incenso di quanto ne abbia mai usato ogni a ltro popolo da allora in poi. La Cinchona peruviana. comprati un pane con un soldo. furono loro a cercare piante a scopo ornamentale in Paesi lontani con i l maggiore impegno. parente dell'erba pignola. certe specie di eucalipti . fu il dominio europeo delle rotte oceaniche a spalancare i continenti all e specie ornamentali. Ma quando gli Inglesi cominciarono a girare per i l mondo.

Provvede alle nostre necessità.compre so il maggiore uso di margotte di radici . Le nostre crescenti esigenze c'impongono di migliorare le nostre conoscenze negl i interventi che operiamo sulle piante coltivate. Capitolo 27. e "doveva" farlo. Si formò così un ciclo di lavo ri legati alle stagioni. bulbi. e di solito di rivoltarlo in qualche modo per as sicurare alle piante migliori condizioni di crescita. L'UOMO MANIPOLATORE. La semente va ripulita per evitare che spuntino le erbacce in mezzo alle colture. «La foresta è "nada". o non compaiono nelle specie coltivate. e richiede inoltre di venire conservata con cura. Quando cominciò deliberatamente a seminare sementi o a mettere a dimora margotte d i colture vegetative. e magari viene conservata in condizioni di temperatura ed umidità controllate. Moltissime piante tropicali a ccestiscono da margotte insediate nel terreno senza quasi nessuna cura prelimina re. e assicuri in seguito la crescita migliore. stoloni e così via. oltre a conservare la superficie della terra. Questa è la prima linea di controllo. spesso con l'aiuto di una «scheda elettronica» adottata come mecca nismo di controllo. come dicono i giardinieri. comporta la n ecessità di preparare il terreno. l'uomo istituì una forma di controllo. a seconda di chi siete voi». quale e q uanta parte della pianta convenga usare. che si p ossono scaldare e irrigare dal di sotto. Invece le piante delle regioni tempe rate sono di norma più schizzinose per quanto concerne la diffusione per margotta. allo scopo di prolun garne notevolmente la durata utile di conservazione. al legname e alle f ronde per coprire le capanne. Invece gli indios dicono: «La foresta h a tutto. Tra i perfezionamenti appo rtati dalla tecnica moderna vi sono le cassette chiuse di propagazione. fornisce legno per archi e frecce. la propagazione per margotte ha avuto per molti secoli una diffusione li mitata a poche specie vegetali. l'uso di «nebbie» attuate con dispositivi n ebulizzanti che scattano ad intervalli regolati dal grado di essiccazione del ma teriale vegetale.i conoscenze botaniche. Anthony Smith ha registrato quanto dicono i Brasiliani moderni dell e loro foreste inesplorate: «Qui non c'è nulla». o tutto. frutti e medica menti». o infine non servono quando si tratti di forme ibride. mentre tecniche speciali comprendono anche le lesioni infl itte deliberatamente alla base della margotta: procedimento che in certe specie vegetali affretta la formazione delle radici. cioè nulla. o quando questi rich iedono troppo tempo prima di formarsi. Nel corso dei millenni tu tte queste operazioni agricole sono state migliorate e perfezionate lentamente m a ininterrottamente. di seminare o piantare. e così via. tuberi. e costituiscono ormai un ciclo d'evoluzione specifica nel l oro genere. L'accresciuta complessità di tale pratica . ma contemporaneamente ci fanno obbligo di proteggere con maggior cura quanto resta delle intatte foreste primo rdiali: possono insegnarci qualcosa che ancora non sappiamo. La riproduzione per margotte comporta la necessità sottintesa di conoscere l'epoca migliore per prepararle e «metterle a dimora». Oggigiorno la semente v iene raccolta con accorgimenti speciali. Ormoni vegetali in polvere sono usati diffusamente per accel erare l'accestimento. che comportavano l'impegno di ripulire e dissodare il t erreno.derivò in buona parte dal desiderio di moltiplicare le piante ornamentali quando mancavano i semi. a sostentare gli animali che ora ci rincresce di vede r scomparire. di concimarlo e liberarlo dalle erbacce. a concedere un ristoro sempre più ambito a una razza umana sempre più meccanizzata e prigioniera di se stessa. se si vuole che mantenga la mas sima vitalità. utilizzata per fare tappeti . La seconda linea riguarda i controlli esercitati sul materiale riproduttivo. Sem inare sementi o coltivare radici. e infin e di passare al raccolto e alle operazioni successive. e spesso quasi in ogni epoca dell'anno. Le sole possibilità di moltiplicazione assicurate dalla tecnica moderna sono notev olissime: so di un coltivatore europeo che in un anno è riuscito ad ottenere 20000 nuove plantule da un solo esemplare di Pachysandra. al cibo che mangiamo. d opo che ne è stata estratta gran parte del contenuto d'umidità. Come ci appare da vari aspetti inerenti alla manipolazione e coltivazione delle piante. e spesso viene addirittura confezionata. e l'uomo «evoluto» si dà da fare per cancellarle dalla faccia della terra.

le cui parti superiori diano frutta particolarmente pregiata. ed è notissimo che le fragole sono tanto esposte alle infezioni da viru s e agli afidi che le trasmettono. che si verificano con la fusione di giovani germogli o radici che crescono in stretta vicinanza. In molti casi il ceppo radicale viene scelto con l'intento di det erminare la taglia e la vigoria della forma finale. in alcuni casi . E" stato calcolat o che da un solo meristema si potrebbero ottenere in un anno quattro milioni di plantule.oppure agitate periodi camente. se tutte le gemme venissero staccate regolarmente e messe a coltura. assai più insidiosi. e s e queste provette vengono fatte girare in continuazione . I coltivatori d'orchidee si sono impossessati di questo metodo per moltiplicare le loro varietà più vistose e richieste. i virus si trovano nell e cellule stesse della pianta e vengono diffusi dagli insetti che succhiano la l infa. dopo di che lo si può trattare alla stregua di una margotta o di una plantula di tipo tradizionale. l'innesto delle piante era entrato nell'uso corrente. che può essere imitato dal coltivatore. che in ultima analisi viene contro llato dai gruppi sanguigni. Può darsi che l'idea di praticare innesti sia derivata inizialmente dall'osservazi one degli innesti naturali. L'innesto invece è un'arte antica. mentre la talea. facendolo crescere poi in terreno sterile di coltura finché abbia raggiunto dimensioni trattabili. Lo scopo fondamentale dell'innesto è di creare una pianta nuova . come negli alberi da frutto. per quanto faticoso. o marza. Fino al diciottes imo secolo l'innesto era limitato in pratica agli alberi da frutto. cre sce del 70% in più rispetto a un'altra pianta infetta. e si svilupparono moltissimi metodi diversi. come nel caso dei pomodori . sebbene richieda molta precisione e grandi cure . I meristemi cominciano a crescere in provette contenenti gelatina nutriente. perché i virus s olo di rado sono in grado di tener testa alle cellule delle punte d'accresciment o. inoltre fragole. Una pianta di rabarbaro esente da virus. mentre oggi lo si impiega spesso per cespugli ed alberi ornamentali. La tecnica dell'innesto venne affrontata con mentalità scientific a molto prima di quanto avvenisse per la maggior parte delle pratiche agricole e d ortofrutticole. e rinnovare le piantine. Ma il meristema di solito riesce a sfuggire a questa sorte. e già si avevano certe nozioni dell'azione esercitata dal ceppo radicale sulla talea: già ai primo rdi dell'era cristiana San Paolo accenna alla pratica dell'innesto nella sua epi stola ai Romani. e qualche volta per la sua resistenza alle malattie. proviene da forme note e selezion ate che . L'impiego dei meristemi. co nsente ai coltivatori di costituirsi un «patrimonio iniziale pulito» dal quale è possi bile ottenere materiale immune per la successiva propagazione. A questo scopo occorre p relevare il meristema con il microtomo (dato che il diametro va da mezzo millime tro a un millimetro). T ale possibilità ovviamente riduce di molto il prezzo di queste specie esotiche. Altro metodo moderno specializzato è costituito dall'impiego dei meristemi. garofani e crisa ntemi. men tre altri. ad esempio. Si tratta in questo caso d"«innesto p er avvicinamento». che è necessario eliminarle dopo tre anni di co ltura. Questo metodo si è reso n ecessario per il grande aumento delle malattie da virus. si limitano a ridurre la capacità di crescita e di r endimento delle piante. Alcuni tra questi virus hanno effetto letale o visibilmente paralizzante. Nonostante i pregiudizi e le chiacchiere che circondavano ta le pratica.nel caso degli ibridi . I meli soffrono spessissimo d'infezioni di questi virus nascosti. Si possono usare solo piante strettamente imparentate.di solito una specie arborea . che so no le punte microscopiche d'accrescimento delle piante. Tra le piante che hanno sortito felici effetti da questo trattamento sono comprese piante di gran de importanza in frutticoltura. che altri menti impiegherebbero anni per crescere in condizioni normali. un po'"come succede in medicina umana per il trapianto degli organi. e che abbia un sistema radicale vigoroso e sano.non si potrebbero ottenere dai semi. Così si possono usare spesso ceppi radicali selvatici. E" sicuro che l'innesto p er talee è di data antichissima: è citato molte volte nella Bibbia. che ne riducono moltissimo le capacità di r endimento. dalie.erbosi e come specie consolidante del terreno. patate. ed era già ben not o ai Greci antichi. specialmente per le ros . Ma vi son o anche molte piante che non attecchiscono prontamente per margotta o richiedono troppo tempo.si formano numerose gemme che in seguito si possono st accare e coltivare separatamente.

che hanno pa trimonio genetico uguale. La digitale nella varietà Excelsior è un altro esempio di «pallino». Se i semi sono d'origine ibrida. e aveva cercato per anni d i attuare questo «pallino» che. Il concetto è semplice da enunciare. si regola scegliendo quelli delle piante p iù grosse e più robuste. mentre i mezzi di propagazione vegetativa garantiscono discendenza identica alla pianta progenitrice. Così la fragola odierna è stat a ottenuta in Inghilterra dall'incrocio della specie americana Fragaria virginia .quando non addirittura per migliaia d'anni. quando h a cominciato a migliorare i cereali all'alba della sua civiltà. a livello più elementare.come il lupino Russeli . ibridando varietà della stessa speci e che gli consentivano di ricombinare le caratteristiche genetiche. l'uomo cerca ora di migl iorare il materiale vegetale a sua disposizione. è stato osservato per la prima volta in mezzo alle altre piante da un dilettante che aveva l'hobby dei lupini. Nel caso delle piante annuali i semi rappresentano l'unico mezzo efficace di pro pagazione. Il lupino nella varietà R ussell. lattuga.delle variazioni dovute a mutazione e talvo lta a una certa instabilità genetica. ma si osservano variazioni notevoli anche nella discendenza delle «linee pure» ri sultanti dalla selezione continuata su elementi dello stesso ceppo. conferisce alle infiorescenze un aspetto molto più compatto.senza che avvengano materialmente dei cambiamenti. e il sistema vale in modo particolare per le piante coltivate da radici o margotte . Tra le piante più note. detto di passaggio. Con i semi.che sarebbero andate perdute allo stato natural e. cipo lla e barbabietola. dove i flosculi orizzontali trasformano l'aspetto dell'infiorescenza. Impadronitosi dei metodi di coltivazione e dì diffusione. sempre apprezzata dai giardinieri. I semi pertanto offrono occasioni costanti ai fini della selez ione e del miglioramento. si deve a una mutazione veri ficatasi in quattro posti diversi tra il 1899 e il 1902. fagioli. o che danno acini o grani o frutti più voluminosi: questo cri terio è servito all'uomo. In certi casi sceglie gli esemp lari di forma ed aspetto migliori tra quelli che vivono allo stato selvatico.come infatti si verificano . cetriolo. caratterizzati da fiori grandi con petali superiori arricciati invece che piatti. Spesso la natura lavorava per lui in questo senso. La ricerca di caratteristiche pregevoli è quanto mai accentuata ed ovvia nel setto re delle piante ornamentali. avendone gli stessi tessuti. che derivano ciascuna da un unico esemplare e le cui speci e domestiche o coltivate . o talvolta i ncrociando specie diverse se risultavano compatibili (le specie con numero diver so di cromosomi di solito non si possono incrociare). granoturco. mentre i cloni vegetativi assicurano un prodotto avent e caratteristiche specifiche note.si sono formate i n buona parte in conseguenza della semplice scelta delle variazioni. e gli faceva trovare nei raccolti varietà nuove. riso.almeno fino a pochissimo tempo fa . risultanti da accoppiamenti casuali o da muta zioni . si annovera no: pomodoro. e i cloni possono esister e per secoli e secoli .e. Dalla selezione delle piante l'uomo passò al miglioramento genetico di determinate varietà vegetali. sedano. Invece i semi possono dare discendenza variabile. che ha infiorescenze irradianti dal tronco in senso quasi orizzontale in vece che verso il basso. praticamente senza che nemmeno se ne avvedesse. Perciò anche nell'ambito delle linee pure possono verifi carsi . carota. la discende nza può variare notevolmente. Di solito una specie o un dato ceppo d'inte resse ortofrutticolo conserva le sue caratteristiche con la propagazione per sem i. ma un miglioramento del 20-50% si ottiene in quattro generazioni di selezione massiccia. Pianta progenitrice e discend enza vegetativa si indicano con il termine di "clono". In seguito l'uomo le allevò deliberatamente. Tra i «salti» più notevoli dovuti a mutazione dobbiamo an noverare la caratteristica dei fiori doppi. occorre mantenerlo. come nel cas o degli olivi . La scelta del metodo si fonda largamente sulla convenienza o comodità. Una volta definito un ceppo di semente. Questo procedim ento di solito mantiene parecchie «linee» nell'ambito generale delle caratteristiche ravvisate in un ceppo. Il metodo più semplice ed antico consiste nell'eliminare dalle colture le piante di qualità inferiore o aberrante («mondatura»). e la generazione successiva potrà presentare variazion i ancora più ampie. L 'avvento dei piselli odorosi nella varietà Spencer. mentre si possono conservare linee più pure adottando crit eri ancora più severi.

permettendo i matrimoni forzati tra specie viventi abitualmente a grande distanza l'una dall'a ltra. e l'operazione va per le lunghe. e forse fino a 15 volte la resa consueta in condizioni sperimentali. 1 va citato il miglio nero «periato» (Pennisetum glaucum) che ricopre più di 12 milioni d'ettari di terreno coltivato in India. Essi sono anche estremamente uniformi. Il volume degli alberi da legname a una certa età può risultare aumentato almeno del 25% se a suo tempo sono stati selezionati gli alberi più promettenti. Gli ibridi F. cavoletti di Bruxelles e pomodori -sono il risultato di tali incroci. usata per siepi e spalliere nell'i sola di Réunion. riso. I genetisti immaginarono che una volta ogni tanto dovev a pure verificarsi una mutazione priva di alcaloidi. La selezione genetica s'interessa ora anche d'aumentare il contenuto proteico.porta di so lito alla fecondità.grano.compreso un promettente ibrido di grano e segale detto triticale. costituiscono una meravigliosa fonte alimentare per i mangimi zoote cnici. le piante «madri»).ad esempio di granotu rco. e ne coniò inoltre il termine in seguito alla riscoperta della famosa opera di Greg orio Mendel. Ora è possibile effettuare selezioni genetiche orientate. Parte del successo di questo particolare ibrido si deve al fatto che si sono ottenute piante maschi li sterili. Prima di allora anche i processi riproduttivi delle piante non erano compresi in modo adeguato. Le piante che possiedono un patrimonio cromosomico più che doppio risp etto alla norma. si dicono poliploidi. Non restò altro che esaminare un milione e mezzo di piante: si trovarono 6 esemplari del tipo richiesto. se è stata fatta la mol tiplicazione per talea ed è stata curata la selezione genetica mediante incroci. Talvolta la selezione gene . e l'incrocio di base va ripe tuto di anno in anno: procedimento che si compie abitualmente a mano. Esempi di questo genere dimostrano come le migliorate comunicazioni abbiano trasformato le capacità potenziali della coltivazione delle piante. Queste nuove razze danno una resa almeno tripla o quadrupla. nonché vigore e rend imento più elevati. e sol tanto verso l'inizio di questo secolo Bateson elaborò la scienza della genetica. Entro tre anni dall'inizio del programma d'ibridazione si e ra ottenuta una forma ibrida che aumentava la resa dell'88%. I lupini. Se le piante pre scelte per l'impollinazione non sono a maschi sterili (cioè. Gli obiettivi principali sono rappre sentati di solito dalla resa delle colture o dalla grandezza dei fiori nelle spe cie ornamentali. Tra i successi più brillanti della coltivazione d'ibridi F. quelle con numero doppio di cromosomi si chiamano tetraploidi. e gli ibridi F. L'incrocio di ceppi distinti può portare al «rigoglio d'ibridazion e». cioè intese a un risultato prestabilito. in modo che incrociando i due ceppi progenitori non c'era pericolo c he intervenisse l'autoimpollinazione come elemento di disturbo. dove s'incrociò spontaneamente con una varietà di rosa di Damasco pur e usata per recinzioni. 1 da soli non perpetuano però le loro caratteristiche. L'ibridazione interspecifica può dare una discendenza sterile. originando la forma capostipite del gruppo di rose Bourb on. Un aspetto della selezione genetica delle piante consiste nella ricerca delibera ta di una determinata caratteristica. occor re togliere a mano tutte le antere. Oltre alla resa dei cereali si può migliorare anche quella del legname.na con quella cilena Fragaria chiloense. granoturco. Però il raddoppiament o successivo dei cromosomi . miglio e sorgo . 1 indicati nei cataloghi delle sementi . e rivelano spesso dimensioni superiori. Nel caso delle piante perenni come i gigli.. e la selezione prese il via.che si verifica spessissimo in natura . per cui la discendenza diventa una nuova fonte di variazioni potenziali. che sono piante vitali e di rapi da crescita. L e forme ibride di larici europei e giapponesi selezionati crescono in misura cor rispondente a oltre il 180% degli alberi progenitori. i ceppi derivati da semi di questa sorta sfuggono alle malattie da virus che si po ssono invece perpetuare con la propagazione vegetativa consueta. invece di affidarsi al caso. Solo nel secolo scorso la selezione è diventata scientifica. Ma i lupini selvatici contengono certi alcaloidi che tolgono agli animali la voglia di mangiarli. Il primo passo verso le moderne rose ri fiorenti è stato rappresentato dall'introduzione di una rosa cinese che conservava le caratteristiche delle fioriture ripetute. Negli ultimi anni sono state create nuove piante ad alto reddit o d'interesse alimentare .

dovrebbero però accompagnarsi a u n buon profumo e al soddisfacente valore alimentare. In parecchie colture sono state selez ionate geneticamente nuove varietà che resistono a freddo e aridità più intensi della loro norma. per avviare il ciclo di fioritura e produzione dei frutti. una varietà di senape nera a gambi alti e rigidi. Anche la migliore erba da foraggio non impiega più del 4% dell'energia che le arriva con la luce. come nel caso dei pomodori e delle fragole. quali quelli del carbone del grano. Gli ibridi più recenti di pisello non hanno pratic amente foglie. In passato la selezione genetica si proponeva di manten ere le distanze con prodotti che precedessero d'un passo i funghi. R icerche del genere si propongono anche di ottenere nuove piante resistenti a ter reni mineralizzati o salati. ad esempio. E" stato prodotto anche un ceppo di riso con tasso di fotosintesi quasi dopp io rispetto alle vecchie varietà.tanto facilmente. L'aumentato rendimento dipende anche dalla migliorata efficienza della fotosinte si. derivano quasi certamente dagli sforzi selettivi operati per accrescere la resis tenza di questo cereale. La selezione di prodotti destinati ad essere venduti alla clientela spicciola si è sviluppata anche nel senso di ottenere prodotti uniformi. e questa appunto è la meta cui tendo no gli sforzi e le ricerche attuali. i gambi sono adatti ad effettuare la fotosintesi. che probabilmente costituiscono il problema p iù grave per il coltivatore odierno: infatti queste affezioni rappresentano un oss o duro per i mezzi chimici. Recenti sforzi di miglioramento genetico hanno fatto aumenta re questa percentuale al 5% aumentando di un terzo la produzione di sostanza sec ca. Questo tipo di miglioramento genetico si può ottenere operando la selezione di pia . che ancora mancano in certi prodotti odierni. tale da sopportare le operazioni di confezionamento. La figura del consumatore non deve venire ultima nell'ordine di precedenza stabilito dal genetista vegetale. Purtroppo i funghi sono perfino più duttili delle piante per capacità di adattamento e mutazioni potenziali. spesso anche a matura zione contemporanea. frutti che si staccano più facilmente quando vengono colti a m acchina. c ome nell'olio di semi di ravizzone che ora si riesce a produrre privo di sgradev ole acido erucico. elaborando una razza nuova contro la quale la pianta non ha immunità. in modo che anche le regioni più calde ne lla parte meridionale degli Stati Uniti possano coltivarsi da sé le loro pesche. Così nel 19 47-48 un'epidemia di ruggine del grano nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud distrusse risorse alimentari sufficienti a nutrire 3 milioni di persone per un anno. in modo da pote r sfruttare al massimo anche i sistemi di raccolta a macchina.tica riesce a migliorare anche la composizione dello stesso prodotto vegetale. ad esempio per i cav olini di Bruxelles e i piselli. richiede abitualmente più di 1000 ore con temper atura inferiore ai 7 gradi C. pregevoli anche perché in questo mod o non si piegano né si «allettano» . Se viene selezionata una pianta da coltura con resisten za iniziale a una data malattia. il fungo spessissimo tallona questa evoluzione. Requisiti di questo tipo. Tra i problemi recentemente risolti dai genetisti si annoverano i cereali a stel o corto intesi per comodità delle mietitrebbie. come ad esempio la consistenza del prodotto. con semi che resistono nei baccelli fino al momento del raccolto. Tra gli scopi più importanti della selezione genetica c'è quello di ottenere ceppi r esistenti alle malattie da funghi. Un pesco. Per questo motivo le varietà nuove vengono realizzate a gambo lunghissimo. nelle condiz ioni ideali di diffusione offerte dai sistemi attuali di coltivazione. Questa esigenza è avvertit a anche dalle industrie d'inscatolamento e di congelamento. Attualmente ricerche in corso nella calda Louisiana stanno cercando di ridurre questo periodo a 250 ore o meno. inoltre alberi da frutto con rami ad angolo più stretto rispetto al tronco per sostenere un magg ior peso di frutti. invece ora si accerta sempre più diffusamente che le piante possono sviluppare una capacità gener ica di resistere a qualsiasi ceppo di funghi. che era presente in proporzioni pericolose nelle precedenti v arietà. Alcuni cepp i tra i più virulenti delle malattie fungine.cioè si coricano . e possono spazzare via interi raccolti. e la maggiore q uantità di luce solare che così arriva ai baccelli li porta a maturazione in modo più uniforme. dal canto suo la mancanza di foglie rende più facile la raccolta a macch ina.

analogamente a quelli che si verificano in natura.e aiutate se del c aso dall'impiego di ormoni di crescita . In quest' ultimo caso i tecnici selettori riescono . Un notevole esempio dei successi conseguiti in questo se ttore è dato dalla produzione di pini provvisti di pigne in soli due anni partendo dai semi. o talvolta di una particolare varietà che non soffre della malattia. dell'esposizione ai raggi ultravioletti e a sosta nze chimiche quali l'iprite. che altrimenti non avrebbe magari nessun valore.4X (raggi X). Però la pratica dell'irradiazione può sortire pregevoli effetti nella selezione gene tica. inoltre l'arachide N. dopo operazioni complic ate di estimo dei diversi geni della pianta.a intrappolare il carattere dell'immunità alla malattia di una data sp ecie selvatica. compreso l'inserimento diretto del polline negli ovari. poniamo . compresi gli intrattabili vermi nematodi sotterranei.con mezzi di lotta chimica e bio logica di cui si darà una breve descrizione nel capitolo seguente. Il polline t rattato ai raggi X ha infranto l'ostacolo dell'autosterilità in alcuni tipi di fru tta.riducono i periodi d'intervallo tra una generazione e l'altra. L'opera di selezione genetica si avvale anche di trattamenti che influiscono sul periodo di inattività del seme assicuran do germogliatura uniforme. Ma si possono ottenere a nche tipi poliploidi in cui il numero basico dei cromosomi è moltiplicato quattro o più volte tanto. Il polline di norma può fecondare solo la propria specie. Ma è possibile fare in modo che un fiore femminile a ccetti polline d'altra specie mescolandolo assieme a polline irradiato della ste ssa specie. perché ora gli animali nocivi si poss ono trattare . Per accelerare i cicli sono stati escogitati anche speciali accorgime nti d'impollinazione.con un procedimento detto d'incrocio recessivo . In tal modo è stato introdotto nelle varietà moderne di pomodori il carattere resistente al virus debilitante del mosaico del pomodoro. i quali. infine il riso Reimei (raggi gamma) dalle molte buone qual ità. che può diminuire la res a fin del 20%: a questo scopo è stata utilizzata la caratteristica resistenza di t re specie selvatiche. ricorrendo a speciali celle di crescita dove le condizioni ambientali controllate . ma conserva auxine attive che danno il segnale . come le ciliegie. con l'impiego di una specie selvati ca. ad alta resa e con robusti baccelli che rimangono indenni anche dopo le ope razioni del raccolto. Quest'ultimo è sterile. si sono rivelati più spesso da nnosi che utili. Tuttavia i mutanti ottenuti con procedimenti artificiali. Qu este condizioni controllate permettono ora di coltivare fianco a fianco. di varie radiazioni nucleari. Oltre all'acquisita abilità in quella che è un'opera di vera e propria manipolazione dei cromosomi specifici o dei singoli geni delle specie vegetali. o frutti privi di semi. piante a ritmo giornaliero rispettivamente lungo e corto. l'uomo ha cer cato anche di accelerare i tempi dei programmi selettivi. che costituiscono una g rave tara per questo cereale. Un esempio di r esistenza felicemente acquisita ci è offerto dall'avvenuta realizzazione di un ris o ibrido resistente ai tonchi e alle pulci delle piante. C. Può creare triploidi a patrimonio cromosomico triplo rispetto alla norma. sebbene sterili. non ultima la buona resistenza all"«allettamento». mentre quello di s pecie incompatibile fa produrre allo stimma un «anticoncezionale» che impedisce ai g rani di polline di germinare. dove questo «difet to» genetico si traduce in un vero vantaggio commerciale. ottenuto c on i raggi gamma.nte resistenti nella pratica delle coltivazioni. c omportano spesso dimensioni maggiorate. e di solito è corredato da dimensioni maggiori e accresciuto vigo re. che altrimenti non p otrebbero riprodursi contemporaneamente. oppure.con maggiore o minore successo . Altro scopo della selezione genetica è quello di attuare caratteristiche di resist enza agli animali nocivi. A un certo momento sorse la speranza che le mutazioni artificiali avrebbero potu to produrre nuove varietà di piante utili. a stelo cortissimo e rigido. I trattamenti radioattivi hann o originato anche alcune nuove varietà curiose di piante ornamentali. indirizzandolo ad elaborare una varietà domestica rispondente ai fini di selezione genetica dell' uomo. Si tratta forse di una meta meno importante. Vi è compreso l'orzo Milns Golden Promise. Numerosi nuovi ceppi utili sono il risultato di bombardamento con i raggi X. La prima sostanza applicata per ottener e mutazioni artificiali fu la colchicina (alcaloide ottenuto dal colchico): si è v isto che il suo impiego può aumentare il numero dei cromosomi.

che vent'anni or sono esisteva in migliaia di forme in Iran.che venne spazzata via al gran completo da un'epidemia di ruggine nel 1860. Prima di lasciare il settore della selezione genetica conviene dire che può darsi che la scienza . mentre l'Istituto Internazionale per le ricerche sul riso alle Filippine mantiene una collezione di 10000 tipi d i riso. ha mostrato di rendersi conto dell'importanza del problema. Questi accorgimenti possono sortire l'incrocio felice di specie attual mente incompatibili. con al ta resistenza alla peste della patata in certi casi. Pal) ha affermato che la selezione monoge netica sta minacciando «tutta l'opera di selezione genetica vegetale compiuta dall a natura nel corso di migliaia di anni». e nel lavarli con sostanz e adatte. Tali risorse potenziali dov ranno venir utilizzate sempre più se la produttività delle specie vegetali coltivate dovrà tenere il passo con un mondo in espansione demografica. sebbene attualmente sussistano problemi di natura genetica che impediscono l'incrocio di specie appartenenti a generi .si stia spingendo troppo lontano in c erti indirizzi di ricerca. per cui si è proposto da più parti che vengano istituiti analoghi centri di ricerche internazionali per il miglio e il sorgo. Le mille e mille vecchie varietà di lino della Turchia sudoccidentale stanno scomparendo a r itmo accelerato. In situazioni del genere le possibilità di un d isastro totale per via di qualche malattia sono semplicemente immense. diversi tipi di resistenza e così via. In quella che è s tata definita la «rivoluzione verde» l'uomo mostra ora la tendenza a coltivare estes e aree di una singola varietà vegetale selezionata in purezza genetica. mentre campi sempre più estesi semplicemente scacciano le piante di vecchio tipo. le varie spe cie di patata selvatica a breve ritmo giornaliero che prima venivano trascurate perché non davano tuberi in Europa: si sono ottenute rese maggiori del 50%.di «via libera». A. Un insigne autore (B. e lo stesso vale per vecchie varietà ugualmente messe in disparte. per quanto faticoso e dispendioso. appare sempre più necessario.precisamente come nel Sudamerica .per non parlare di famiglie . è scomparso da quel Paese. m entre i ceppi progenitori rimasti allo stato spontaneo ed i loro discendenti (da i quali si potrebbero ricostituire varietà nuove nel caso in cui una malattia anni entasse i ceppi attuali) vanno incontro a rapida distruzione. Vale la p ena di ricordare a questo proposito il caso dell'industria del caffè a Ceylon. e se dovremo contin uare a mangiare cibi di tipo tradizionale. Così solo nell'ultimo decennio sono s tate selezionate geneticamente. La F. Così l'antico grano d i spelta. segnatamente nel senso dell'uniformità. Tutto il g rano che spunta in Australia deriva da una mezza dozzina di ceppi imparentati. in Grecia sono bastati 40 anni perché la percentuale delle specie semiselvatiche di frumento impiegate calasse dall'80% al 10% attuale. ini ziatasi da un solo ceppo . e ha isti tuito centri di conservazione genetica in regioni dove le specie locali hanno av uto importanza per l'evoluzione delle forme coltivate. e lo stesso dicasi delle vecchie varietà di granoturco già coltivat e in Brasile.molto distanti tra loro. P. assieme a buone varietà preesistenti. Questo lavoro. L 'importante erba foraggera Digitaria decumbens coltivata nell'America centrale e nelle Indie Occidentali deriva tutta da un solo dono. mentre la massima parte d elle piante da caffè sudamericane è cominciata sotto forma di plantule derivate da u n solo albero coltivato in Olanda. In certi casi è stato gravemente trascurato il potenziale apporto genetico di spec ie o forme selvatiche finora non ritenuto degno d'indagini. analogo centro per il miglioramento del granoturco e del frumento esiste nel Messico. Il crescente uso d ei diserbanti e i metodi progrediti di coltivazione impediscono alle piante affi ni od imparentate qualsiasi approccio alle specie coltivate. Ciò sottintende la necessità di conservar e in ogni modo possibile la variabilità genetica delle specie coltivate d'interess e alimentare. Queste monoculture mancano ormai della capacità essenziale di produrre varianti.come accade non di rado . . Un altro metodo usato a questo scopo consiste nel togliere il rivestimento ester no dei grani di polline composto di proteine exiniche.O. radici e tuberi tropicali. Quasi tutto i l lino coltivato attualmente in Turchia appartiene ad una sola varietà. Presso altri centri si co nservano raccolte delle diverse varietà coltivate: la raccolta di cereali degli St ati Uniti contiene 12000 tipi di grano ed orzo. scelta e v oluta per dare maggiore resa.

E poi alcuni fattori sono assolutamente incontrollabil i. sia per gli effetti diretti sulla germinazione dei semi. E ssi sono più vitali dopo un'annata caratterizzata da insolazione superiore alla me dia e da piogge piuttosto scarse. perché diminuisce la vitalità e preg iudica i raccolti futuri. L'immagazzinamento in condizioni di eccessivo calore o di eccessiva umidità riducono ben presto la vitalità dei semi: si può dire che la semente invecchia troppo in fretta. Quanto sopra vale quasi soltanto per le specie coltivate e le piante dei climi temperati. ad esempio le condizioni atmosferiche all'epoca della maturazione dei semi. dove si provoc ano fratture interne. Per i semi secchi di piccole dimensioni convengono meglio il secco e il freddo associati. Le sementi significano problemi a non finire a questo r iguardo. e in certi casi anche le possibil ità di buon accrescimento dopo l'avvenuta germinazione.buoni o cattivi che siano i risultati . in quanto consentono l'insorgere di forme morbose portate da batteri e funghi. Invece i semi freschi più grossi. Logicamente i semi di forma sferica h anno meno probabilità di ricevere danni all'epoca del raccolto o nelle operazioni successive. come per molti altri aspet ti.specialmente d'azoto ed anidride carbonica . sia per le conseguenze indirette. allo scopo di mantenere s pecie fortemente selezionate di piante ornamentali. e anche qui s'imbatte in un altro ostacolo frapposto dalla natura stessa: il periodo d'inattività o di letargo implicito nelle caratte ristiche di molti semi. L'interruzione del periodo d'inattività o di letargo di un seme delle regioni temp erate si dice iemazione o vernalizzazione.invece che in aria. la vitalità. perché nelle regioni tropicali i semi sono in grado di germoglia re subito. con vitalità garantita di tre anni. ma l'uso di questi gas è a tutt'oggi ancora in fase sperime ntale. l'uomo or a deve pensare a seminarla. in linea di massima. specialmente trattandosi di semi grossi come i fagioli e le fave. Alcune regioni del mondo con tempo abitualmente caldo e asciutt o attorno all'epoca del raccolto hanno pertanto acquistato importanza per la pro duzione delle sementi. questi organismi possono aggredirla con risultati seri. Dopo aver raccolto e conservato la semente nel miglior modo possibile. Dopo aver selezionato o allevato in purezza genetica razze vegetali pregevoli ai suoi occhi . vanno conserva ti poco sopra il punto di congelamento.e colture ad elevato tenore proteico comprendenti anche verdure. in l inea di massima va evitato il raccolto precoce.come pure molte delle sue attuali applicazioni pratiche . L'uomo deve imparare anzitutto qual è l'epoca migliore del raccolto. prima di immagazzinarle o di chiuderle in confezionamenti di carta stagnola. Certi semi vanno disseccati prima che mostrino un segno qualunque di germogliatura. purché siano loro accordate adatte condizioni di calore e umidità.l'uomo è ora in grado di con trollarle in altri modi. Altri semi migliorano ancora se ven gono sigillati in atmosfera gassosa . Le esigenze dei semi variano molto a questo riguardo. non ultimo dei quali è il surriscaldamento che si può originare in c onseguenza dell'attività fungina. a temperatura variabile tra i 10 e i 20 g radi sotto zero. Un commerciante inglese di sementi le dissecca suppergiù nella misu ra succitata. che già abbiamo considerato al capitolo 16. Quando si tratta di partite sfuse di sementi vanno evitati con uguale cura gli a ttacchi provenienti tanto da batteri e funghi quanto da insetti: anche quando la semente non ha subito danni meccanici.sono stati e . come le ghiande. e gli esperimenti classici a questo r iguardo . ma il sole eccezionalmente torrido e venti por tatori d'aridità immediatamente prima del raccolto potranno sempre danneggiare la vitalità dei semi. Su scala del t utto diversa funzionano piccoli centri internazionali. fino al 6% o a nche meno. L'alternarsi di umidità e aridità può causare danni gravi alla semente matura. L'età effettiva della semente è meno importa nte delle condizioni ambientali di conservazione. ma si può dire che è opportuno disidratarli. cosicché molto spesso si vede costretto a «rompere» loro il sonno ai propr i fini. L'uomo ha semp re troppa fretta perché si pensi che stia ad aspettare il periodo giusto di una da ta semente. Vanno presi in considerazione i problemi derivanti dai danni meccanici arrecati ai semi al momento del raccolto. La corretta tecnica di conservazione costituisce la fase successiva da tenere so tto controllo per assicurarsi una buona semente: infatti il deterioramento può int accarne anche i caratteri genetici.

l'acido ascorbico e la citochinina.intrapresa in origine tenendo le radici delle piante sospese al di sotto di grigliati o reti in soluzioni fertilizzanti . sebbene certi costituenti possano essere di provenienza n aturale. la semente viene sparsa a strati in va si pieni di torba o sabbia. La vernalizzazione. mentre di norma non fioriscono prima dell'anno dopo se sono state seminate in primavera . sìa pure in misura inf initesimale. e nulla vieta che diventino pratica corrente negli anni ventu ri. ge rmogliano molto più facilmente nella primavera che tiene dietro alla loro maturazi one autunnale. cassette o lettorini di serra. quest'ultima fa avviare il processo di germinatura. Si possono somministrare in vari modi dei «ricostituenti» ai semi in co rso di germinazione. La vernalizzazione costituisce una tecnica di ampio impiego in agricoltura e in orticoltura. Le varietà invernali di un dato cereale fioriscono l'estate successiva se sono state seminate in autunno. Miscele ferti lizzanti speciali s'impiegano per terreni carenti di qualche oligoelemento. tra le quali si annoverano . e se ne è fatto un uso molto esteso durante il periodo bellic o 1939-45. purché siano tenute al freddoumido durante l'inverno. Moltissime piante ornamentali. tra l'altro. L'alimentazione delle piante. mentre i semi veramente tetragoni si trattano talvolta con gli acidi solfori co o nitrico. nel qual caso il cubetto di nutrimento se rve specialmente per estrarre e assorbire acqua. Con una tecni ca di giardinaggio detta stratificazione. mentre fino a non molto temp . e conservandolo in frigorifero poco sopra il punto di congelamento . specialmente cespugli. Alcune specie di serra. Questa tecnica idroponica . La germogliazione di semi ricoperti di un rivestimento duro si può accel erare attaccando dette cappe di rivestimento con varie sostanze. che si tende a defin ire «concimi artificiali». Benefici stimoli per la germogliatura de i semi e lo sviluppo iniziale delle plantule sono stati osservati somministrando sostanze comprendenti. o iemazione. ma a tutt'oggi i tentativi intrapresi in tal senso non hann o ancora superato la fase sperimentale. come i garofani.si è dimostrata di particolare valore in condizioni d 'ambiente desertico. ma ora è usata diffusamente per semi di specie da coltura e di fiori. I giardinieri ottengono spesso questo scopo mescolando la semente i n parti uguali con torba umida. questo accorgimento assomma il vantaggio di frangere anche il rivestimento dei semi. Oggi si da al terreno pochissima sostanza organica.anche soluzioni diluite di detersi vi. le vitamine del gruppo B. nella normale pratica agricola odierna. sebb ene le comuni miscele concimanti contengano già abitualmente percentuali di oligoe lementi sufficienti per gli usi normali. ma anche specie alpine.con una certa nostra sorpresa . consiste in sostanza nel dare al seme da semi nare in primavera un periodo di freddo (probabilmente di 2-6 settimane) con poca acqua. fosforo e potassio. I concimi si presentano in numerose combinazioni e versioni dei costitu enti principali azoto. si possono controllare molto meglio le condizioni delle coltivazioni. Quasi tutte le specie coltivate devono germogliare nel terreno in condizioni nat urali. vengono alimentat e irrigando i lettorini con sostanza inerte contenente gli elementi nutritivi in proporzioni accuratamente bilanciate. insaccando il miscuglio ottenuto in sacchetti di polietilene. Varie sostanze chimiche possono sostituire la vernalizzazione climatica: compren dono tra le altre la gibberellina e gli estratti d'alga contenenti auxine ed ant ibiotici.ffettuati sui cereali. Quando i semi vengono seminati in scala ridotta in vasi. dopo un'invernata fredda. per cui hanno importanza vitale la buona lavorazione del terreno e un'opp ortuna concimazione. La pratica di mettere accanto a ogni singolo seme un cubett o di nutrimento era stata escogitata in origine per la semina o la messa a dimor a di alberi ed altre piante in ambiente desertico. per rifornire le truppe di verdura fresca dove era impossibile coltiv arla con i sistemi normali. e in molte concentrazioni per peso un itario a seconda della specie coltivata e delle condizioni locali. e si è lavorato intensamente per trovare terricci o miscele fertilizzanti di composi zione standardizzata. significa in gran parte applicare concimi in presentazione granulare. Questi trattamenti evitano di dover incidere o scarificare i rives timenti dei semi con possibilità di danneggiarli.

tanto più che i terreni con bassa percentuale di materia organica tendono ad assumere un'ingrata consistenza compatta sotto l 'azione delle macchine agricole e delle varie attività legate alla coltivazione de l suolo. che possono passare i 15 chili senza cure speciali). ricavandone accresciuta attività di fotosi ntesi. si può ragionevolmente sperare che in avvenire si otterranno forme di migliorìa dall a realizzazione artificiale di specie vegetali coltivate in grado di fissare l'a zoto: una delle eventuali «realizzazioni avveniristiche» di cui si tratterà nell'ultim o capitolo. Certi concim i possono avere effetti dannosi su alcune colture come le patate.spess o basate sull'urea . L'alimentazione per via fo gliare riveste particolare importanza quando sussista forte concorrenza per l'ac cesso agli alimenti nell'ambito stesso della pianta. ma tale pratica distrugge anche que sta fonte di sostanza organica. Alcuni esper .o fa si somministrava regolarmente il letame animale. L'impiego eccessivo o in proporzioni sbagliate di concimi può diminuire l a resistenza delle piante alle malattie. uno dei quali ha dato ben 150 chili di raccolto. Esistono molti metodi per stabilizzare il terreno in modo da impedirne o ridurne l'erosione. dato che le sostanze fornite dai concimi perché vengano assorbite dalle piante sono ug uali a quelle prodotte nel terreno ad opera dei processi biologici. ed ogni 3-4 anni si effett uava una coltura d'erba o trifoglio. Però troppo concim e può sortire il risultato della «pletora del terreno».con grande rapidità. sebbene il sistema non sia ancora usato su larga scala. In ques to modo i viticultori europei hanno potuto migliorare notevolmente il rendimento e lo stato di salute dei loro vigneti. si possono ottenere risultati fantastici dalla nutri zione intensiva. Una volta spruzzata la miscela consolidante. e a marcire sottoterra restano solo le radici de l raccolto avvenuto. Si è detto che i concimi nutrono solo la pianta e non il terreno. può accadere fin troppo facilmente che la tendenza a somministrare concime non ottenga altro risultato che quello di alterare la struttura del terreno con perdita finale dello strato di superficie e fenomeni d'erosione. Si registrano inoltre una zuc ca di 110 chili. un cavolo di oltre 55. Oggigiorno si usa bruciare correntemente le stoppie allo scopo dichiarato di dis truggere l'insidia delle malattie da funghi. Si è trovato che le fogl ie sono in grado di assorbire soluzioni nutrienti di adatta formulazione . che poi veniva interrata mediante aratura. che attecchiscono e consolidano a loro volta il terreno prima che si decomponga la sostanza consol idante artificiale. tra le foglie e le gemme o i frutti in via di sviluppo. Quando si fanno prove vere. mentre un altro liquido irro rante è a base di colloidi. specialmente sui pendìi ripidi: uno è dato dall'irrorazione con varie m iscele a base di lattice. Così il primato mondiale (inglese) nella produzione di patate toc ca a una coltura che ha totalizzato 740 chilogrammi di patate con sei soli ceppi . e probabilmente l'alimentazione per via fogliare si presta meglio per queste colture specializzate. si possono piantare alberi od erbe. Tuttavia. Oltre al riciclaggio di scarti minerali e di altri prodotti d'origine organica. Di recente è stata anche elaborata una forma di alimentazione attraverso le foglie . L'accrescimento accelerato non dipende soltanto dall'alimentazione. o renderle più esposte ai danni della pio ggia. ad esempio tra radici e ger mogli. La coltivazione di organismi fissatori dell'azoto. il costo dell'applicazione viene in pratica ridotto a zero. Se il nutrimento fogliare viene somministrato contemporaneamente agli indispensabili insetticidi e fungicidi. è attuabile: ad esempio gli esperimenti effettuati in Giapp one con alghe verdiazzurre hanno aumentato la resa del riso del 20% inizialmente . specialmente s e vengono usati in quantità eccessive. nonché altri benefici per il resto della pianta. e va notato che i risultati fi nali in termini di rendimento e valore alimentare sono praticamente uguali. sostanze oleose ed acqua. con un aumento progressivo negli anni seguenti. da usarsi alla st regua di concime vivo. e un terzo a base di epossiresine. e un ravanello di 7 chili (quest'ultimo di produzione «normale» rispetto agli ibridi giganti che si ottengono talvolta in Gi appone. ma non esistono prove ineccepibili per cui le colture trattate con concimi organici «naturali» diano risultati migliori dal pun to di vista alimentare di quelle concimate con fertilizzanti «artificiali». come dirò con maggiori particolari al capitolo 29.

o allungare il periodo di conservazione. Ad esempio. arrestano l'avvizzimento di s edani e lattughe. E" anche possibile far sì che le patate conservate non germoglino. ridotti a forme da vaso per appartamenti. In questo modo si riesce a far fiorire piante biennali già al primo anno. e si ottiene con varie sostanze di sintesi. nonché le sostanze messe in libertà dall'etilene. eventualmente an che per alberi da frutto. Nella magg ior parte dei casi. sono in grado di accelerare la caduta delle foglie. L'effetto opposto della nanizzazione si applica ora su larga scala alle piante o rnamentali. In certi casi le sost anze nanizzanti possono anche aumentare la capacità di fioritura.anche per la durata di nove giorni .fa staccare anche i frutti con maggiore facilità. questa crescita così maggiorata non offre molte poss ibilità di applicazioni pratiche. controllano la crescita di erbe rustiche e siepi. mentre la sua mancanza ne lla pianta spiega forse le forme nane crescenti allo stato spontaneo. come si usa con le banane importate nei Paesi a clima temperato a bordo di navi frigorifere. le irror azioni con preparati ormonali possono modificare il sesso dei fiori. int ervenendo sulle condizioni di temperatura o adottando certi accorgimenti con il gas etilenico. Gli ormoni. possono indurre piante danneggiate dal gelo a fare frutti .permette alle specie vegetali di resistere ai periodi di siccità o di crescere meglio in condizioni di aridità. tabacco ed orzo. aumen tando la temperatura in celle di maturazione controllata. intesi a sostituire la difficile raccolta a mano con quella meccanica. Nel corso di un esperimento piante di fagiolo cresciute in vaso senz'acqua sop ravvissero alle piante non trattate per altri 10 giorni. migliorando ne anche lo sviluppo.che di norma interviene nella caduta delle foglie e nel letargo delle piante . Le irrorazioni di acido abscicic o . perché fa chiudere gli stomi .e a farne senza semi -. e si sono ottenuti buoni successi in esperimenti di defogliazione delle piante di ca psico. o a regolarne la caduta ad avvenuta matur azione. e questo vantaggio accelera i programmi delle varie colture. dato che l'effetto si limita in sostanza ad allungare le cellule preesist enti. va notato che questa crescita rapida consente di coltivare piante in posti più freddi della norma. aumentano l' emissione del lattice degli alberi della gomma. la velocità di crescita delle foraggere e i gambi commesti bili del sedano e del rabarbaro. Le piante così trattate ri sultano anche notevolmente più resistenti alla siccità e al conseguente appassimento . si può ritardarne la maturazione. e ciò si può fare con l'impiego di preparati ormonali o. Altre applicazioni speciali di sostanze ormonali ed affini accelerano la fioritu ra degli ananassi e delle bromeliacee ornamentali. oltre che nei casi noti delle azalee e delle poinsetti e. aumentando contemporaneamente anche la resa. comunque. Forse queste sostanze sono ancora troppo costose per l'impiego in agricoltura . L'irrorazion e di un preparato siliconico sigilla meccanicamente i pori di traspirazione con effetto analogo. salvo forse per aumentare in lunghezza i tronchi delle piante da fibra. Per la frut ta.e quindi riduce drasticamente la perdita di umidità. L'esempio più noto è offerto dai crisantemi. e al contrario a impedire che i frutti cadano troppo in fretta prima dell'epoca del raccolto. oppure farle ge rmogliare subito dopo il raccolto o quando sono in letargo naturale.imenti hanno dimostrato che l'irrorazione con quella stupefacente sostanza che è l a gibberellina può far crescere le piante con velocità da due a cinque volte superio re a quella normale. La sostanza usata . a ridurre fiori e frutti nel caso che vengano prodotti con eccessiva liberalità.in percentuali inferiori a una parte per milione . ma sono state usate finora a scopo sperimentale per ridurre l'altezza scomoda di varietà troppo cresciute di pomodori. dal momento che il periodo d i crescita si può comprimere in un'estate più corta. vantaggio di particolare importanza nel rac colto del capsico. Invece per certi altri tipi di frutta conviene accelerare la matu razione. che può essere auspicabile al fine di facili tare il raccolto. L'uomo dispone di molte altre tecniche scientifiche che gli consentono di manipo lare le specie coltivate in vari momenti del loro sviluppo. e oltre ad essere usata nelle colture. La gibberellina fa crescere molte piante fuori misura. Purtroppo il peso secco del prodotto aumenta di poco. Questa pratica è adottata negli Stati Uniti per i pomodori. Oltre all'ovvi a importanza venale del ritrovato. è stata impiegata anche pe .

in modo da riprodurre artificialmente giornate br evi. sventagliati sui terreni a coltura. Ciò dipende dal fatto che il c risantemo. L'il luminazione notturna si ottiene invece con lampadine al tungsteno anche a bassis sima intensità. In primavera e in autunno sono molto usate strutture leggere ricoperte di fogli di plastica in funzione antivento e per trattenere il calore solare. mentre la produzione di crisantemi per margotte ha potuto far e un balzo di oltre il 90% rispetto alla produzione normale. Oggi però i crisantemi si producono tutto l'anno. L'oscuramento si ottiene con l'uso di tapparelle e persiane di vario tipo completamente opacizzanti. La crescita vie ne aumentata così almeno del 20%. che non richiedono di essere tenute accese in continuazione. Priestley. aerazione. quali le limoniere del diciassettesimo secolo: vi si può praticare il controllo automati co della temperatura.special mente se le condizioni locali impediscono la ventilazione . mentre è possibile far fiorire a metà dell'inv erno le fuchsie. detto di passaggio. Le piante di pomodoro insediate in camera di coltivazione raggiungono in tre settimane lo sviluppo che conseguirebbero abitualmente in serra nello spazio di 6-9 settimane. dove le piante .aggiungeva . di modo che è possibile indurlo a fiorire nelle lunghe gior nate estive con l'oscuramento.si basa su precise nozioni scientifiche. In questo m odo si sostituisce l'anidride carbonica assimilata in un locale chiuso . il quale aveva osservato ch e la menta. Ne sono derivate le «camere di coltivazione». La tem peratura. Tutto questo lavoro di controllo dei ritmi comporta l'uso di serre od altre attr ezzature. Ormai la produzione di crisantemi rifiorenti per tutto l'anno . Tra le altre piant e ornamentali brevidiurne che si sia riusciti a far fiorire ad epoche stabilite. figurano le poinsettie e le kalanchoë. perché di solito non fior iscono prima che comincino ad allungarsi le notti. impedendone la fioritu ra. Posso citare a questo proposi to il caso di un appassionato coltivatore di crisantemi da esposizione. come viene osservato nel capitolo 10. che hanno un lungo fotoperiodismo giornaliero. può avere altrettanta importanza della luce per rego lare la fioritura. Però ai crisantemi si danno dai 10 ai 15 minuti di luce ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 3 del mattino. L'importanza dell'anidride carbonica era stata r ilevata per la prima volta nel 1772 da J. ma con risultati che si assicurano uguali a quelli ottenuti c on la luce continua. Un recente perfezionamento americano si basa sulla «luce forzata» emanante da lampade a scarica gassosa. Fino a non molto tempo fa questi fiori veni vano considerati soltanto gli annunciatori dell'autunno. Quando si impiega un sistema d'illuminazione si possono anche usare strutture op ache. In ce rte condizioni sperimentali a impedire la fioritura di alcune piante basta addir ittura fare lampeggiare per pochissimo tempo una fonte luminosa nel cuore della notte.talvolta associata alle forme miniaturizzate per effetto di nani smo . in ambiente caratterizzato da aria ammorbata dalle sostanze in decom posizione. che citò i n giudizio la giunta municipale per aver fatto installare un lampione stradale i n un punto dal quale illuminava nottetempo le sue piante. prosperava «in modo sorprendente».specialmente nelle prime fasi di crescita . esse possono e . Le serre moderne sono molto diverse da quelle dei tempi andati. cioè a ci clo giornaliero corto. è una pianta brevidiurna. Un altro suggerimento è quello di usare raggi laser di brevis sima durata. Altro intervento di largo impiego e di genere diverso si usa per ottenere la fio ritura in epoca in cui la pianta di norma non fiorisce: anche in questo caso l'e sempio classico è dato dai crisantemi. mentre se ne può prolungare la fioritura in inverno con l'illuminazione nottu rna . «In nessun'altra occasione . innaffiatura e diffusione d'insetticidi. L'erogazione di anidride carbonica ha costituito un altro progresso.ho mai visto piante crescere tanto vigorose come in quest'atmosfera. che hanno prezzo più economico delle serre e si possono isolare con maggiore facilità. in modo da migliorare l'attività della fotosintesi.ricevono cure intensive a seconda delle loro esi genze. impiegata solamente per il 20% del tempo.r impedire la perdita d'acqua in piante soggette a spostamenti per il trapianto. di solito con lampade fluorescenti o al mercurio. E" possibile fornire anche luce supplementare.e se ne aumenta la c oncentrazione.» I dispositivi più semplici possono migliorare le condizioni climatiche locali. e rappresenta il principale risul tato commerciale degli studi sul fotoperiodismo delle piante. che invec e riesce subito fatale alla vita delle specie animali.cioè con giornate lunghe ottenute artificialmente.

come quel lo degli Anni Cinquanta che ridusse a deserto salato centinaia di chilometri qua drati della piana dell'Indo nel Pakistan. in modo da allontanare l'eccesso di sale assieme all'acqua di def lusso: impresa di diffìcilissima attuazione nei posti dove scarseggia l'acqua stes sa. può darsi che certe difficoltà derivino dal tipo di terreno in causa . Questo sistema d'irrigazione ha dato notevoli risultati associato alla scelta delle piante più adatte a sopravvivere con basso fabbisogno d'acqua. Qua ndo il terreno o l'acqua hanno contenuto salino. Il liquido nebulizzato ricopre le piante di ghiaccio. lasciando defluire l'acqua lentamente nel sottosuolo. Tuttavia anche l'irrigazione può causare danni cospicui e veri disastri. e i nfine a frenare lo sviluppo delle erbacce. Un altro metodo consiste nell'uso di tubi d'irrigazione sopraelevati che erogano irrorazioni nebulizzate nei periodi di gelo. per i quali si calcolò che sarebbero occ orsi 20 anni e la spesa di due miliardi di dollari (cioè una somma maggiore a quel la spesa nelle opere originarie d'irrigazione) per riportarli allo stato produtt ivo. assieme a concimi artificiali. Fattorie sperimentali nelle re gioni più siccitose d'Israele a piovosità assai irregolare. in mod o che quasi ogni goccia d'acqua venga convogliata dove sia maggiore la richiesta . In Israele non si sono registrati inconvenienti con l'imp iego di acqua fortemente salmastra su dune sabbiose. quanto basta ad assicurare la sopravvivenza alle gemm e di fruttificazione. e spesso minima. In via sperimentale sono state usate anche delle grandi ve ntole che agitano l'aria e portano quella più calda dall'alto verso il basso nelle notti di gelo irradiante. Qualche volta si riesce a vincere la salinità del terreno.siccità. se le vicende meteorologiche hanno causato carenza d'acqu a nel terreno. a conservare l'umidità. e in sostanza non sono altro c he un fuoco controllato emanante molto calore radiante. L'uso di fogli di politene neri a terra. possono coprire una coltiv azione per un periodo di tempo appropriato. giova a scaldare il suolo. Mentre è possibile effettuare un controllo ambientale più o meno stretto nelle varie costruzioni trasparenti o a struttura chiusa. ma finché continua l'irrorazione . Un problema d'ordine climatico è d ato dalle gelate che al momento della fioritura possono rovinare un raccolto pot enziale di frutta.ssere grandi come una serra o essere fatte a galleria. Su alcuni terreni questo «bucato» radicale deve accompagnarsi ad applicazioni di gesso e a colture effettuate su scasso profondo. e viene incanalata a valle sui terreni coltivati. m a a questo riguardo si possono prendere opportune precauzioni. si lavo ra a costruire dighe per bacini idrici che raccolgano le piogge portate dai mons oni. gonfiate da una pompetta ad aria funzionante a ritmo continuo. ed è possibile avere raccol ti a ritmo intenso erogando l'acqua con grandi spruzzatori girevoli e con tubatu re fisse sopraelevate. Le costruzioni «a bolla di sapone» in plastica robusta. I «bracieri» o le «stufette» trovano tuttora largo impiego: sono ora disponibili in modelli relativamente sofisticati.e la sabbia delle dune assicura un rapid o drenaggio. le colture all'apert o su larga scala vanno sempre praticate nel terreno e sono sempre esposte alle v icende atmosferiche . Tuttavia gli israeliani hanno tentato anche varie colture per veder e quale resista alla salsedine. Contro l'irrigazione dei deserti è stata mossa l'accusa che favorisce il prosperar e delle cavallette e la diffusione di malattie come la bilharzia e la malaria. Le tecniche d'irrigazione si fanno sempre più complesse. ed hanno realizzato anc he notevoli progressi nel ridurre il costo della desalinizzazione. Il deficit idrico si colma con abbondanti piogge annue e buone fa lde freatiche sotterranee. nel quale ultimo caso rap presentano un perfezionamento dei vecchi modelli francesi e di altri più recenti a campana di vetro. spesso adottando anche terricci s intetici o aggregati inerti. e si possono poi spostare rapidament e su un'altra. opere altrettanto difficilment e attuabili presso comunità agricole primitive. come vedremo in seguito. . adottan o il principio di raccogliere l'acqua di scorrimento che scende dagli spartiacqu e dei pendìi circostanti. come l'India.il calore latente del congelamento mantiene il ghi accio e la pianta all'interno del rivestimento di ghiaccio. Problemi del genere dipendono dall'accumulo di sali minerali nel suolo. in modo che questa ri serva idrica alzi tutta la falda freatica locale. proprio appena sotto il punto di congelamento. vento e temporali. attraverso i quali si me ttono a dimora le piantine. Nei Paesi a piovosità stagionale. occorre dilavare con l'acqua l' area irrigata.

dal canto loro. cui ha applicato tutti gli interve nti tecnici che gli sono sembrati necessari. con piante coltivate e intervallate alla distanza giusta? La coltura prolungata della stessa specie porta inevitabilmente alla formazione di massicci contingenti di parassiti e funghi. La «semina delle nuvole» a mezzo di aerei o di razzi potrebbe far aumentare la piovosità su sc ala mondiale in misura calcolata del 15%. ma indubbiamente in date occasioni questa stessa tecnica si potrà usare a beneficio dell'agricoltura. purché la regolazione meteorologica in un dato posto non danneggi regioni o Paesi vicini. e di ogni genere di malattie. e nel 3% dei casi si tratta di specie che provocano danni di preoccupante entità. ben concimato. ma si trova ancora costretto a fare i conti con la «bestia nera». hanno fatto il c onto che in condizioni meteorologiche naturali si aveva un buon raccolto d'orzo ogni 20 anni. l'uomo è riuscito ad assicurare una crescita vigorosa ed agevole a specie vegetali particolarmente selezionate. verificatosi nella valle di Saint Louis nel Colorado . e ammassate l'una accanto all'altra in modo da fornire infinite occasioni di diffusione ai contagi. "La prima volta lo scarabeo incontro solo nel seminato. mentre gli affari andavano quasi sempre bene per gli allevatori di bestiame. Il loro mondo è in antagonismo estr emo con il nostro fin dagli albori dell'agricoltura. il «pericolo numero uno» delle colture di ogni tipo: cioè c on il fatto che le condizioni artificiali da lui stesso create rappresentano un concorso di circostanze ideali per l'invasione delle erbacce. I coltivatori d'orzo. degli insetti e di altri animali nocivi. ci si può fare un'idea della gr . (Canzone dei vecchi coloni americani) Effettivamente animali dannosi e malattie non potrebbero desiderare nulla di meg lio di piante ben nutrite che offrono loro ospitalità. quando non addirittura l'intero sistema meteorologico mondiale. Capitolo 28. Questo problema costituisce l'argomento del prossimo capitolo. In conclusione. Che c'è di meglio per un'erbaccia di un bel terreno livell ato. Ma. GUERRA DEI MONDI. Si è calcolato che le loro ostili attenzioni nei riguardi delle no stre messi. in maturazione nei campi o conservate nei granai. Att ualmente c'è una forte opposizione contro ogni iniziativa intesa a modificare il t empo atmosferico e le condizioni climatiche a fini bellici. ci costino almeno un terzo di quanto produciamo con fatica . nel corso di ricerche effettuate durante la guerra in Vietnam. la volta dopo scopro che ha messo su famiglia". del le 900 mila specie d'insetti conosciute. più d'una su dieci è una specie dannosa. ha dimostrato come la semina delle nuvole effettuata per impedire che la grand ine danneggiasse l'orzo abbia ingenerato negli allevatori di bestiame la convinz ione che tale pratica abbia causato grave siccità e inaridito i pascoli con ovvio nocumento per le mandrie. probabilmente è troppo pericoloso met tere le mani in sistemi che possono colpire ogni vivente sulla faccia della Terr a. Gli insetti perpetrano distruzioni più estese di quanto non facciano i funghi. piante troppo spesso allont anate da condizioni di vita naturali fino a non avere più alcuna resistenza di fon do. riducendo contemporaneamente la possib ilità di eccessive grandinate. Un caso abbastanza recente.e certamente quanto basterebbe a rime diare all'attuale scarsità mondiale di cibo. per quanto ci tenti l'idea di poter provocare l a pioggia o far tornare il sereno a comando. Da to che si tratta in tutto di 27000 specie diverse. come hanno confermato i res ti di scarafaggi e coleotteri nei cereali e nel pane trovati in tombe egiziane d i 4000 anni fa.Pare che l'America sia riuscita a modificare entro certi limiti le condizioni me teorologiche. è certo comunque che non si riuscirà mai ad accontentare tutti contempora neamente. In certe parti dell'India va perduta più della metà delle risorse alimentari prodotte.

per passare infine insidiosamente negli individui della s pecie umana una volta che si sia finito di usare i defoglianti.come può accadere ad esempio quando una nuvola di diser bante irrorato si sovrappone ad un'altra nebulizzata in precedenza . Topi. Anzitutto può darsi che sia meglio non uccidere sbrigativamente le erb . mentre altri infi ne formano una pellicola a fior di terra. 4. uccelli ed altri animali più grossi possono rivelar si ugualmente specie molto dannose. e persistono in varia misura anche per sei mesi. Naturalmente esistono molti diserbanti ad ampio spettro d'azione. i quali lasciano intatte le erbe a lembo fogliare stretto. la cui presenza anche in percentuali infinitesimali basta a provocare disturbi della crescita. che regolano la crescita delle piante. . ma sconvolgono i processi di crescita delle erbacce a foglia larga. o se gli animali si cibano di piante irrorate. e davvero si osserva crescente precis ione dei diserbanti nella scelta dei rispettivi obiettivi vegetali. Il diserbo comincia cont emporaneamente all'attività di coltivazione. Così è molto difficile sl oggiare dai campi di cereali l'avena selvatica. Certe piante. La risposta più vistosa dell'uomo a questi ospiti indesiderati che si assidono all a sua mensa consiste nell'impiego di sostanze chimiche. sorci. e così uccidono ogni plantula d'erbaccia che osi spuntare. Però ora sono state elaborate sostanze chimiche atte ad uccide re i semi dell'avenaccia prima della semina della specie coltivata. che si possono evitare s olo a prezzo di grandissime difficoltà. che occ orre invece lasciare indenni. Va detto che questa sostanza chimica è stata usata laggiù a concentraz ioni molto superiori a quelle richieste per le normali pratiche agricole. si sono avute sgradite se gnalazioni di malformazioni in bambini dopo irrorazioni del defogliante 2. Un problema importante si presenta quando occorra eliminare le forme selvatiche che crescono spontaneamente in mezzo alle varietà coltivate. come nel cas o di quel notevole successo australiano che comporta la distruzione del vischio degli alberi della gomma mediante iniezione di un diserbante selettivo. Fa piacere osservare che la maggior parte di questi diserbant i ha effetto poco duraturo sulla composizione del terreno. filiformi. 5T in Vietnam. o avenaccia. Gli esempi più spiccioli ci sono dati dai diserbanti selettivi che usiamo per il prato di casa. quanto nelle impurità e negl i inquinamenti connessi alle lavorazioni di produzione. sono venute in uso le tecniche d'irrorazione in massa c on l'impiego di aerei ed elicotteri. come i pomodori. alcuni dei qua li uccidono ogni pianta presente nel terreno. ma almeno nei Paesi del benessere a tec nologia progredita il diserbo chimico è ormai molto perfezionato. per cui la minima brezza può deviare il diser bante irrorato sulla vegetazione circostante o su altre colture e giardini. e dispone di sos tanze in grado di distinguere le erbacce dalle diverse specie coltivate. Tuttavia di recente è comparsa qualche nuvola all'orizzonte dei diserbanti seletti vi. in modo che le piante si distruggano . L'irrorazione praticata senza riguar di o in quantità esagerata . ma persistono certi timori che po ssano avere effetto dannoso sui batteri utili del suolo.facendosi a pezzi da sole. e vengono in seguito assorbiti da pesci e molluschi o crostacei. e nei cereali favorisce un'affezione debilitante nota con il termine appropriato di «consunzione». La maggior parte di questi diserbanti ultraspecial izzati si basa su sostanze. soprannominato «la zappa chimica». se ne asserisce l'inn ocuità nei riguardi degli organismi del terreno. Forse converrà affrontare in altro modo il problema dei diserbanti. con conseguenze talvolta disastrose. altri . Data la grandissima estensione delle zone da trattare.danneggia l a coltura.impedi scono la crescita superficiale con il loro effetto ustionante. sono sensibiliss ime ai diserbanti selettivi.come il paraquat. effettuata tanto con zappa e gravina quanto con il macchinario più sofisticato. ed è un problema serio separare la specie selvatica dalla semente buona dopo il raccolto. Sembra anche c he il pericolo non stia tanto nella sostanza chimica.nel senso più o meno letterale del termine . Questa situazione dipende in gran parte dalla mancanza della rotaz ione delle colture. che infesta quasi i l 70% del terreno arativo dell'Inghilterra. Essa fa concorrenza al cereale colti vato. e a su o carico non pesavano in precedenza sospetti di effetti deleteri.avità del problema. od «ormoni». Altri pericoli accompagnano l'uso dei diserbanti. Ora si possono distruggere selettivamente anche le erbe che spu ntano in mezzo alle piante a foglia larga. Per quanto sembri che non sussista alcun pericolo se vengono maneggiati da p ersone.

una volta mosso il terreno al momento della se mina. e sappiamo che certe specie che in un primo tempo venivano annientate pro ntamente dal D. Tutta via già si stanno elaborando alcune sostanze ad azione specifica. Nel caso della gramigna. oltre agli insetti predatori di specie d annose. ora sembrano prosperare con questa sostanza.. Altra complicazione conseguente all'uso di una data sostanza chimica contro una determinata specie dannosa è costituita dal f atto che essa consente a un'altra specie di rafforzarsi.T. in modo che le popolazioni degli animali dann osi e degli agenti morbosi non abbiano il tempo di sviluppare la resistenza a ne ssuna di esse. o il periodo d'inattività dei semi delle erbacce indot to dal buio. per esempio. I guai più ostinati si verificano dopo l'introduzione accidentale di un organi smo che si trova un nuovo ospite di suo gradimento: un fungo di origine asiatica ha distrutto i castagneti del Nordamerica. Gli insetti sono altrettanto adattabili a questo rig uardo. che uccide soltanto gli afidi. come il "pirimic arb". La lotta contro gli animali nocivi e le malattie comporta difficoltà ancora maggio ri. Un aspetto sfavorevol e della lotta chimica contro le specie dannose consiste nel fatto che le sostanz e impiegate allo scopo distruggono con troppa facilità tanto gli animali dannosi q uanto le specie antagoniste. una creatura strana la cui principale occupazione consiste nello scindere ed inattivare sostanze ch imiche innaturali. come avvenne quando si cominciò ad usare il D. D. le popolazioni di pipistrelli che si cibano di insetti contaminati da sostanze insetticide. Le plantule che così spuntano precocemente p eriscono al freddo invernale. Ho già precisato come i funghi si adattino a superare le resistenze genetiche che incontrano nelle piante. e le cui radici rispuntano anche dopo che sono state fatt e a pezzettini.acce. Cosicché ora la preoccupazione principale dell'uomo dovrebbe essere quella di modificare continuamente le sostanze che usa. quello che in precedenza lo aveva fatto diventare una specie dannosa». Si possono uccidere anche altre specie. che nelle prime fasi di coltura possono impedire che il terreno si inaridi sca o venga portato via dal vento: se si potrà impiegare una sostanza che ritardi la crescita delle erbacce. Secondo Alee Nisbett. Alcuni tra gl i animali dannosi più minuscoli. l'impiego di sostanze del genere da parte dello scienziato «riesce solo a creare un animale quasi artificiale. tanto più che di solito si adottano sostanze chimiche «ad ampio spettro d'azione» che uccidono un'ampia gamma di organismi dannosi. Allo stato naturale è ovvio che animali dannosi di questo genere vengano tenuti so tto debito controllo dall'azione delle specie antagoniste. Una seconda al ternativa sarà quella di usare semente trattata in precedenza. che è un'erbaccia molto dif ficile da distruggere. non diversamente si comportano per vincere le sostanze tossiche di natura chimica. mentre il cedro delle Bermude è stato praticamente annientato dall'introduzione casuale di due insetti. come l'acaro rosso. rivelano abilità eccezionale ne llo sviluppare resistenze di questo genere. effettuando una lieve aratura seguita dalla somministrazione di una sostanza che mette in libertà etilene. nei suoi tentativi di reinfestare un mondo fabbricato dall'uo mo. Un'altra raffinatezza colturale consiste nell'aggredire le erbacce prima ancora di effettuare la semina della specie coltivata. Oggi si sa che non meno di 200 inset ti dannosi per le specie vegetali coltivate resistono a tutti gli insetticidi co nosciuti. e g li afidi lanosi. e la farà perire per mancanza di luce. per combattere la falena del melo: a seguito di quest e misure raggiunsero proporzioni epidemiche l'acaro rosso. Il nostro grosso nottolo ne mangia ogni giorno insetti in quantità corrispondente a quasi la metà del suo pes o. La pratica consiste nell'interro mpere il letargo invernale. Si sono molto ridotte. succederà che l'accrescimento della specie coltivata om breggerà la specie infestante. I pipistrelli sono grandi distruttori d'insetti: si è calcolato che solo nel Te xas i pipistrelli consumino 6600 tonnellate d'insetti all'anno .T. in modo da crescere molto più in fretta delle erbacce. Un processo an alogo ma in senso contrario è accaduto quando la nota blatta del Colorado ha fatto la conoscenza della patata.sono i pipistre . D. fino allora raro. le ricerche s'indirizzano nel senso di mettere a coltura il terr eno infestato completamente fuori stagione: in questo modo i pezzi di radice cre scono fino a quando si possono irrorare con un diserbante.

C'è da preoccuparsi quando madri allatta nti negli Stati Uniti hanno tanto D. Questi preparati antifungini si possono irrorare sulle fogl ie. che a loro volta sono divorati dagli uccelli assieme agli animali dannosi inf etti e alle sementi trattate. Non ultimo aspetto del problema sono le eventuali con seguenze su noi stessi: a tutt'oggi non ne sappiamo ancora molto. se ne avvantaggeranno i pipistrelli. Il trattamento chimico più recente è forse quello che offre la possibilità di effettuare una lotta sistematica con una misce la ad effetto insetticida. e questo fatto può creare al tri problemi connessi con le catene alimentari sopra citate. per cui vengono col piti molti uccelli marini. e in linea di massima sono estremamente opportune. Ciò può avvenire in conseg uenza diretta dell'accumulo delle sostanze chimiche nei loro tessuti corporei. D. colpire le specie associate e spesso incoraggiare qualche altra specie a trasformarsi in animale dannoso. «in stretta osservanza delle leggi federali costituisce illegalità i l fatto che facciano passare il loro seno da uno stato all'altro della Federazio ne». e viricida nei li miti del possibile contro 1 virus. Conosciamo tutti l'esistenza delle reazioni biologiche a catena .qualunque ne sia la causa . Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare il rapporto tra rischio e vantaggio: qu este sostanze hanno portato. o addirittura nei tronchi c on pratica abbastanza laboriosa: con iniezioni praticate di anno in anno si può co ntrollare ora il «morbo olandese» degli olmi. e le eccedenze si scindano al più presto in sostanze innocue. Se si arriverà alla limitazione dell'uso dei pesticidi. ma si ha motiv o di ritenere che possono essere dannose. Un indirizz o di ricerche che potrà forse risolvere il problema degli effetti letali sugli ani mali antagonisti delle specie dannose consisterà nel mettere a punto per via siste matica sostanze chimiche attive che entrino nella linfa delle piante. aumentare le probabilità di effetti seco ndari nei consumatori. Questa tendenza non fa altro che accelerare il pro cesso di resistenza nella specie dannosa. per cui. I Russi incor aggiano attivamente i pipistrelli. Cominciano a fare la loro comparsa anche sostanze fungicide attive pe r via sistematica che uccidono gli organismi invasori. I pesci introducono nel loro corpo sostanze chimiche che fluiscono in acqua.che sono state e sono oggetto di molta pubblicità . citato nella vecch ia canzone che si trova all'inizio di questo capitolo. perché le sostanz e fungicide attuali applicate superficialmente formano sottili pellicole che si dilavano ben presto. e infine gli uccelli possono morire assieme ad eve ntuali uccelli da preda che hanno mangiato altri uccelli. o iniettare nel terreno nei pressi delle radici. com e i bruchi . sostanze di stra ordinario successo nello sterminio di specie dannose sovente assai ostinate. fungicida.lli del guano che producono anche grandi quantità di ottimo concime. come ha detto uno scien ziato umorista. e che vi persistano per un ce rto tempo. success ivi all'impiego d'insetticidi molto persistenti.è di aumentare la quantità e la frequenza delle ap plicazioni degli insetticidi. composto a base di fosforo organi co. e insediano nelle foreste ricoveri adatti all a loro moltiplicazione. I «cattivi» più frequentemente indica ti alla pubblica deplorazione sono il D. bisogna tener presenti il bene e il male prima di formulare un giudizio equilibrato sul loro conto. non appena essi entrano n elle cellule.T.e dei loro effetti a lunga scadenza. Dopo avvenimenti di tal fatta è naturale che ci si dia da fare perché le sostanze ch imiche usate a scopi agricoli agiscano nell'ambiente per un periodo relativament e breve. Allora le sostanze chimiche in causa si trasmettono lungo le cosiddette catene alimentari: vengono ingerite dai verm i. nel latte che. nematocida.ma che persistono nel terreno. o ppure può colpire la loro capacità di produrre uova feconde. e ancora portano grandi benefìci. distruggere organismi utili. uccidendo gli insetti succhiatori di linfa ma non gli altri. battericida. ha favorito una zanzara l ocale che diffonde la malaria ed è diventata resistente agli insetticidi..T. La nostra reazione fondamentale all'aumento eccessivo di una specie animale dann osa . Tuttavia i preparati attivi per via sistematica si prestano alle evasio ni di ordine genetico. D. Co sì le irrorazioni indiscriminate contro lo scarabeo del cotone. e i preparati cloroorganici quali l'aldrina e la dieldrina. non meno di quanto vi si prestino le irrorazioni a contat to. come accad e in ogni vicenda della vita. Si crede sempre che le sostanze di origine naturale debbano nuocere agli altri o .

sebbene non sia letale. il piretro sembra innocuo. Nella maggior parte dei casi si copre tanta più superficie fogliare qu anto più il liquido irrorante è finemente nebulizzato: le macchine moderne sono stat e perfezionate ininterrottamente a questo scopo. naturalmente a seconda della sp ecie vegetale interessata. una di queste. Tra le principali sostanze note. ma le sostanze naturali eliminano i dispendiosi processi di fabbricazi one. e arrestandone contemporaneamente la germinazione. è stata isolata dai fagioli. Un fungo m icorrizale da solo si è rivelato attivo contro il 92% di possibili specie fungine ostili: la sua azione contro il fungo che causa la malattia alle foglioline aghi formi del pino si è manifestata impedendo ogni movimento nello spazio di 20 minuti alle spore del fungo patogeno .dei pesticidi e fungicidi in particelle . detto anche pianta delle bac che cinesi o delle perline d'India.per irrorazione o in polvere . consiste nell' impiego . ma specialmente sconvolge per contatto il loro ciclo di crescita e l a successione regolare delle mute. in un ceppo attenuato ottenuto artificialmente .ha sortito risultati incoraggianti nel corso di prove pratiche. ricavate da piante molto diffuse n elle regioni subtropicali . Alcuni antibiotici elabo rati dai funghi della micorriza hanno azione specifica contro un determinato fun go patogeno. Una tecnica nuova. un'affezione che falcidia notevolmente la resa delle piante. e nessuna delle sostanze citate è persistente. Un notevole progresso è stato fatto con la scoperta che l'inoculazione . Pesticidi e fungicidi d'ogni genere vengono di norma applicati alle piante per i rrorazione.quelli che si associano alle radic i delle piante secondo la descrizione datane al capitolo 22 . Ma a dispetto delle attrezzature più perfezionate e del le sostanze elaborate con formule che rendano l'irrorazione sempre più aderente e penetrante. per cui in avvenire l'estrazione e l'impiego di queste sostanze pot ranno acquistare notevole valore.ad esempio contro i l vaiolo .si rivelano spesso estremamente letali per i loro parenti dispensatori di malattie.che abitualmente nuotano liberamente per 6-8 or e -. Questo note vole parallelo con le inoculazioni usate in medicina umana . ancora in fase sperimentale. appartenente alle meliacee. di modo che finisce per ucciderli.d'una data affezion e virale. e c'è da credere che si riveleranno molto meno inquinanti per le specie veget ali d'interesse alimentare. inoltre risulta difficile raggiungere ogni parte delle foglie. e si è rivelata efficace a bassi ssime concentrazioni contro numerosi organismi di natura fungina che agiscono co ntro molte piante.sta nel fa tto che esse si possono fabbricare sul posto con mezzi semplicissimi ad opera de i coltivatori stessi. evitandosi così spese e problemi di fornitura. Questi funghi della micorriza associati a due specie di pini sono stati sperimentati contro 200 tipi di funghi che attaccano l e radici. Sperimentatori spagnoli hanno usato con succ esso un estratto d'aglio in eccipiente oleoacquoso. nota c on il nome di wyerone. e già si sono scoperte due specie che uccidono le larve delle zanzare.e lo stesso vale per l'estratto d'aglio . a differenza di quanto succede per una gamma abbasta nza estesa di sostanze sintetiche.in fase d i plantula. ed una è stata messa a punto in questi ultimi te mpi: si tratta dell""azadirachtina". può impedire attacchi su larga scala. Gli esperimenti inglesi in questo settore si sono indirizzati sul virus del mosaico del pomodoro. si verificano ancor oggi perdite da deriva e da eccesso d'irrorazion e. specialmente i l lato inferiore. la nicotina è tossica per i mammiferi come il derris lo è per i pesci. ed hanno ridotto l'incidenza morbigena di circa 90 di essi. E" presumibile che gli animali dannosi e le malattie possano diventare resistent i agli agenti «naturali» con la stessa rapidità con cui resistono ora alle sostanze di sintesi. Il grande vantaggio offerto da sostanze di questo tipo.rganismi in misura molto minore di quanto non facciano le sostanze chimiche otte nute per via sintetica. come l'estratto di quassia del buon te mpo antico. Senza dubbio dovranno riceve re maggior attenzione le sostanze ad azione repellente per gli insetti che si ri trovano spontaneamente in natura. per cui è prevedibile ch e le ricerche in questo senso continueranno. I funghi della micorriza . Questa sostanza riesce anzitutto sgradevole agli insetti. Anche le piante superiori contengono sostanze antifungine. e si ricava dal "nim" o "margosa" (Azadirac hta indica). grazie agli an tibiotici naturali che producono. e dal lillà di Persia (Melia azedarach). Sembra che an che le alghe possano contenere sostanze ad utile azione insetticida.

si ottiene una grandissima riduzione numeri ca nella popolazione della specie dannosa. Si possono produrre nematodi. Così è stato usato un nematode per attac care il verme della radice del granoturco. Alcune malattie fungine e virali si diffondono con il polline. i maschi sono sessualmente attivi. in questo ca so una coccinella americana. Nel primo anno l'entità dell'attacco poteva raggiungere proporzioni serie. Sebbene siano sterili. Dieci giorni dopo l'irror azione. Il meto do comporta la necessità d'allevare gli insetti e d'irradiarli con raggi gamma. che la maggior parte delle fem mine allo stato selvatico si accoppia con maschi sterili.o polloni nel caso dei cereali . Si possono impiegare anche altri organismi. osservata per la prima volta nel 1949 nelle sue caratteristiche di seria gravita. più dell'80% dei bruchi erano morti. usato per parecchie specie importanti d'animali dannosi. Su scala minore. In esperimenti di laboratorio la resistentissima mosca bianca e l'acaro rosso sono stati ugual mente sconfitti dai loro predatori. e con il loro numero soverchi ano talmente la popolazione dei maschi selvatici. Si potrebbero citare ancora molti esempi d'i nsetti impiegati con successo per vincere altri insetti. Per le patate e an che per i cereali è stata provata inoltre una forte «concimazione verde» consistente n el rivoltare sottoterra con l'aratro una coltura in corso di crescita. L'enzima danneggia la pelle del bruco e vi produce lesi oni che rappresentano la porta d'ingresso dei batteri. che l'eliminav ano quasi al completo l'anno dopo. mentre la so stanza depositata con il metodo elettrostatico viene dilavata dalle forti piogge molto meno facilmente delle sostanze erogate con irrorazioni naturali. Queste malattie present ano il vantaggio di attaccare di solito solo l'insetto specifico in causa. Un esempio recente ci è dato dall'irrorazione a titolo sp erimentale di 400 ettari di foresta d'abete rosso infestati da processionarie bruchi che sfogliano rapidamente gli alberi . Un sistema di lotta tutto diverso si basa sull'uso degli antagonisti naturali de gli animali dannosi. do po di che vengono messi in libertà nelle varie fasi del loro ciclo vitale. i giardinieri sanno che le coccine lle e le relative larve meritano di venire risparmiate e protette. Così la scabbia delle patate viene attaccata da una specie di penicillo. con la spesa di un solo dollaro per milione: questo mil ione di nematodi basterà a controllare il parassita delle radici del granoturco e molti altri insetti su parecchi ettari di terreno. Si possono fare allevamenti del tipo citato per inserire mediante insetti qualch . si osservò che gli animali dannosi avevano in media un ciclo biennale. batterica o virale cui sono naturalmente esposti. Dato che la maggior parte delle piante produc e un eccesso di fiori . I parassiti devastatori degli agrumi furono i primi a venire combattuti con un loro predatore naturale. Si è così osservata grande riduzione nelle perdite da deriva. che vengono schizzate sulle foglie con una carica elettrostatica. è q uello di mettere in libertà grandi quantitativi di insetti maschi sterili. Inoltre i nematodi si potrann o conservare in ghiacciaia per cinque anni. ma contemporanea mente incoraggiava gli antagonisti naturali della specie dannosa.con una miscela di batteri vivi e di enzima. venne elimin ata entro il 1969 con l'aiuto di due insetti antagonisti europei. Si è riusciti anche ad infettare gli insetti dannosi con le malattie di origine fu ngina. ad esempio la tic chiolatura delle mele e delle pere. che è la larva di una specie di scarafa ggio. per favorire l o sviluppo del penicillo e ridurre l'incidenza della scabbia.la resa non risultava n ecessariamente ridotta nell'annata cattiva. perciò i giardinieri fan no a volte funzionare la falciatrice negli appezzamenti a patate. la chitinasi. continuando il pro cedimento per parecchie generazioni. La falena invernale del Canada. Altro metodo moderno. e lasciando poi a lle api il compito di diffondere il fungicida. Ne consegue che non av viene la deposizione delle uova o si hanno solo uova sterili. Si possono usare anche funghi per combattere le affezioni fungine.finissime. perché attaccan o gli afidi divorandoli di gusto. Al lora esse aderiscono alle superfici delle piante che naturalmente sono collegate a terra. Prima che entrassero nella pratica corrente gli insetticidi . ma il loro impiego in misura artificiale può anche far insorgere la resistenza genetica nella specie aggredita. allevandoli in una miscela di agar e di razi oni in scatola per cani. Gli scienziati si sono avvalsi delle abitudi ni di vita delle api mettendo della streptomicina nelle arnie.

e i nematodi in questione periscono perché non hanno provveduto a rifugiarsi ne lla loro fase di cisti inattive. a somiglianza di quanto si fa con i maschi sterilizzati prima descritti. Si stanno sperimentando altre sostanze prodotte dagli insetti stessi. per cui rispondono alle sostanze essudate dalle piante di patata. Lo stess o effetto si otterrebbe se si allevassero maschi trattati con ormoni e si mettes sero poi in libertà. specialmente per informare i maschi che la femmina è sessu almente matura. e la selezione genetica è riuscita a far passare questa caratteristica all'orzo coltiva to. Si tratta dei feromoni. ha dato una resa superiore del 20% ai soliti ceppi suscettibili di aggressioni da parte dei nematodi. . senza spese e senza complicazioni per la mietitura meccanica. ha già sviluppato una certa resistenza al trattamento con l'ormone giovanile. Anche la suddivisione delle c olture in appezzamenti alternati riesce ad attuare un controllo notevole delle s pecie nocive. la quale evita che si formino contingenti massicci di animali no civi offrendo l'ospitalità di una data specie vegetale non più di una volta ogni 3-4 anni. si arriva abbastanza rapidamente all'estinzione. che quando un maschio s'accoppia. E" una tecnica valida anche per le erbacce. impedisce alle larve di passare allo s tato di pupa. detto Sabarlis. in modo che le p iante siano abbastanza cresciute prima che i nematodi si mettano all'opera. un coleottero della farin a.barriere che hanno ridotto de l 50% le invasioni del parassita dalle note conseguenze disastrose. anche lo sviluppo di un insetto viene regolato dagli ormoni: l'insetto perirà se si potrà turbare il passaggio dallo stato larvale a quel lo di pupa applicando un ormone sbagliato. come il tasso ed altre conifere. e i nematodi restano imbrogliati credendo che sia arrivata un' altra buona stagione. A quanto si sa una sostanza chimica emessa dalla pianta impedisce alle femmi ne dei nematodi di giungere a maturità e di procreare. Trenta grammi di foglie di tasso d isseccate contengono tanto ormone per insetti quanto una tonnellata di bachi da seta. Un ormone del genere. Queste sostanze agiscono in quantità infinitesimali e se ne prospe tta l'uso . A Cuba. Il nuovo orzo. Come succede nelle piante.se del caso fabbricandole in via sintetica .per attirare gli insett i in posti dove si possano eliminare. Si tratta di solito di un gene che provochi fecondità bassissima in una data razza: se poi si liberano grandi qu antità di questi insetti in mezzo alla popolazione selvatica. nel corso di un recente esperimento. sostanze che in realtà funzionano per trasmettere segnali o «messaggi» d a un insetto all'altro. Recentemente si è scoperto un ceppo d'orzo selvatico resistente ai nematodi. in modo da creare spazi invalicabili per lo scarabeo della corteccia portatore del fungo. detto «ormone giovanile». Questi tuberi cominciano a germogliare sul fi nire dell'estate. Certi metodi di coltura possono contribuire da parte loro a ridurre la minaccia delle specie dannose e delle malattie: la forma più antica è rappresentata dalla rot azione agraria. per cui si ha un accumulo d i vantaggi. e si presume che vi si trovino in conseguenza di un lungo adattam ento evolutivo come difesa contro questi nemici.e caratteristica specifica in un dato ceppo di piante: in questo caso lo scopo p refisso è quello d'inserire un «gene letale» dominante. ma si è osservato che certe piante contengono le st esse sostanze. Negli Stati Uniti il "morbo olandese" degli olmi è stato debellato abbattendo gli alberi attorno ai focolai d'infezione. siano tutte di antichissimo lignaggio. Così anche un terreno infestat o dai nematodi si potrà piantare a patate in epoca molto precoce. E" degno di nota il fatto che l e piante in questione. e anche certe specie di felci. lo trasmette alla femmina sterilizzando automaticamente le uova future. Un a ltro accorgimento colturale consiglia di lasciare delle patate nel terreno dopo che è stato fatto il primo raccolto. o quello giusto in dose eccessiva. Va detto però che almeno una specie dannosa. Si possono anche evitare i danni di certe specie dannose piantando le colture in epoche in cui questi animali nocivi sono inattivi. Ma le patate a germinazione tardiva vengono uccise dalle gelate invernal i. Un ormone ha azione ovicida così potente. sono state piantate s trisce alternate di granoturco e di girasoli della larghezza di otto metri ciasc una: in questo modo si sono apprestati tratti di terreno sforniti di cibo sul ca mmino delle schiere dell'elaterio del granoturco . Estrarre questi ormoni dagli insetti o produrli per sintesi si è riv elata impresa molto difficile.

Im portate come curiosità da giardino. la Tagetes minuta.si può stroncare il d ecorso del morbo distruggendo tutte le piante della seconda specie ospitante. quali biancospini. Questo morbo. e trovarono le condizioni locali tanto adatte ai lor o gusti. Venne tentato il controllo biologico con varie specie di cocciniglie. il cardo della Madonna. dopo che è stato accertato con scrupolosi esami che non attacchi specie coltivate imparentate con i cardi. che forma un'alta pia nta annuale. di modo che i nematodi non escono dalle loro cisti e in una certa misura m uoiono. la Cactoblastis c actorum.in questo caso la seconda specie ospitante è il crespino o spino santo . una leguminosa parente del fagiolo. hanno incontrato viva opposizione da parte dei giardinieri. Non sono riusciti i nvece gli sforzi intesi ad eliminare l'erba San Giacomo dai pascoli inglesi. tuttavia i tentativi compiuti dal Mi nistero dell'Agricoltura di distruggere le piante rosacee ornamentali nei pressi dei frutteti. un afide che decimava i vigneti europei sul finire del s ecolo scorso. ed anche in questo se ttore . come il comune carciofo. Recenti esperimenti scozzesi hanno messo in evidenza che in assenza di c olture si verifica uno «sperpero» naturale di nematodi della patata in misura del 17 % annuo. ric orrendo alla mosca del cinabro che vi si ritrova abitualmente. Il controllo biologico è stato applicato anche alle erbacce. nonché altre specie di cardi. restituendoli al le colture produttive. Se ne importarono 3000 uova. ma h a consentito anche alla peronospora (prima d'allora endemica in America) di mett ere piede nei vigneti europei. è stata attacc ata deliberatamente con buoni risultati con l'aiuto d'insetti che divorano le fo glie e i semi. che vennero attaccate da una coccinella locale. da quando si è cominciato a coltivarlo assieme al Phaseolus aconitifo lius. e a quanto ne so non c'è alcuna pianta infestante delle colture che sia stato possibile debellare i n questo modo. del fico d'India introdotto in Australia. varie specie di cacti giunsero in Australia ve rso la fine dell'Ottocento. e già nel 1938 la falena aveva ripulito 10 milioni d'ettari dai fichi d'India. Alla fine si trovò un rimedio innestando le varietà d'uva desiderate s u ceppi americani resistenti.Questi si possono forse respingere anche usando altre piante fornite di poderosi essudati.come è già accaduto per gli animali nocivi e le malattie .può capitare che la specie antagonista sfugga completamente di mano: un esempio classico è offerto da lla distruzione. aggredisce e ucc ide rapidamente meli e peri. o almeno assai tolleranti all'azione dell'insetto. il che induce a credere che nell'insieme si registra un effetto più sensibile ad opera del Tage tes. distrugga l'essudato di una pianta ospitante i parassiti qual è la pa tata. Quando un'affezione fungina come la ruggine del grano ha due ospiti . Sembra così che una composita. che all'inizio del secolo attuale già avevano invaso più di 4 milioni d'ett ari. La salvia nera (Cordia macrostachya). il cui tasso di mortalità per marciume delle radici si è ridotto da più de l 50% al 2%. e più di 24 milioni nel 1925. una borraginacea di Trinidad. originario delle regioni mediterranee ed ora presente in California in veste di diffusa erb accia. Attualmente sono in corso esperimenti per eliminare certe erbacce . quasi sconosci uto dalla parte inglese della Manica fino a pochi anni or sono. dove continua a rappresentare tuttora un guaio se rio. sono stati contrattaccati con successo da un altro maggiolino che ne divo ra i semi. risalente al 1925. rose. trasformatesi in veri grattacapi negli Stati Uniti. in presenza di una coltura di Tagetes esso è salito al 55%. l'erba delle streghe (Striga hermonthica) dell'Africa centrale vi ene tenuta a bada in parte da un maggiolino. Il successo è stato attribuito all'abbas samento della temperatura del terreno. attaccando anche altre specie della famiglia delle rosacee. ma è probabilmente dovuto alle sostanze ant ibiotiche emesse dalle radici. che risultarono sufficienti. eccetera. dopo di c he si passò a sperimentare una falena originaria dell'Argentina. come è avvenuto nel tentativo di sconfigger e l'affezione della ticchiolatura in Gran Bretagna. Talvo lta gli innesti hanno successo contro insetti seriamente dannosi: ne è un esempio classico la fillossera. Questo accorgimento ha praticamente salvato i vigneti francesi e tedeschi. Coltivare una specie vegetale assieme a un'altra pianta può contribuire veramente a ridurre la contagiosità di una determinata malattia: un vecchio esempio ci è dato dal cotone. Ciò può originare dei conflitti d'interessi.

che costituiscono una seria minaccia in Africa. ma in certi casi. come il giacinto d'acqua e la f elce d'acqua. se appena qualcosa non va per il giusto verso. quali l'insorgenza dell'aca ro rosso dopo che è stata debellata con successo una certa falena o tignola con l' aiuto del D.in piante ed altri organismi . E" quasi sicuro che piantando Tagetes minuta alla distanza di 15 centimetri in un tratto infestato d alla podagraria . è diventata l'incubo dei cerealicoltori locali.rappresenta il metodo fondamentale per battere i v irus. ma con risultati variabili. Viceversa occorrerà usare sempre molta prudenza prima d'introdur .di cui è stata data descrizione al capitolo 27 . Le sue radici profonde. occorre non dimenticare che nella maggior parte degli habitat naturali il nu mero delle specie presenti . ad esempio con le fragole. e sopravviene facilmente uno sconquasso di proporzioni disastrose. perciò una cam pagna vittoriosa contro questi insetti porterà alla successiva limitazione delle m alattie virali in causa. La Tagetes rappr esenta attualmente un rimedio su scala ridotta. Le malattie da virus restano quanto mai intrattabili.la Tagetes provvederà a sterminare l'erbaccia nel corso di una stagione. L"«effetto Tagetes» è stato impiegato anche contro altre erbacce. quanto più facciamo a pezzi una specie nemica. La Chondrilla juncea o erba scheletrica. fornite di occhi rigenerativi.una forma di lotta che come sott oprodotto potrebbe erogare anche utili forniture di cibo. contro il convolvolo e la gramigna. D. Come afferma Orazio (tradotto liberamente): "Se scacci la natura dalla porta. le malattie potrebbero rivolgere le loro attenzioni ad altre s pecie vegetali. che tuttavia comporta i pericoli connessi chiaramente con lo stesso i mpiego delle malattie delle piante nella pratica comune: una volta eliminata l'e rbaccia in causa. I virus vengo no diffusi quasi senza eccezione da insetti che succhiano la linfa. che l'hanno definita la peggiore erbaccia che sia mai comparsa nel loro continente.poniamo . Prescinde ndo dal fatto che certi animali dannosi possono acquisire resistenza ai ritrovat i chimici.è tale che origina abi tualmente un sistema complesso di reciproci controlli ed equilibri. il trattamento al calore cont rollato riesce a distruggere il virus senza danneggiare la pianta.troppo spesso basati sul sistema del «provand o e riprovando» o del «tutto o niente» . Si tratta di un ritrovato radicalme nte nuovo. essa è stata usata analogamente. Tuttavia cominciamo a renderci conto delle conseguenze che possono verificarsi per l'uso insensato .di un insetticida.a volte appaiono perfino patetici al confront o dell'enorme mole di accorgimenti tecnici evolutivi e della fecondità fantastica di questi organismi. attaccandole con pesci erbivori . La coltivazione per merist emi con formazione di ceppi inattaccabili ed esenti da virus . ma va tenuta presente come ogget to di ricerche per futuri sviluppi. Sebbene queste erbacce siano uccise in modo selettivo.falciato in precedenza a fil di terra . possono verificarsi sviluppi inaspettati. Sono stati individuati alcuni promettenti insetti parassiti. altro caso d'introduzione accidentale d agli Stati Uniti in Australia. sono irraggiungibili ai mezzi di distruzione chimica. ma il più pregevole mezzo di antagonismo naturale è risultato un fungo ag ente specifico della malattia della ruggine. Quando si studiano le forme di lotta contro le specie animali nocive e le malatt ie. Insetti e funghi hanno al loro attivo una storia incredibilmente lunga di preced enti in cui hanno saputo trarre il massimo profitto nelle più mutevoli circostanze . per cui i nostri metodi di lotta . come in qualche antica leggenda mitologica. facendo piazza puli ta delle elaborate finzioni che vorrebbero tenerla lontana".T. il cui risul tato è la stabilità: difatti gli ecosistemi naturali più stabili sono quasi sempre qua nto mai complessi. L'agricoltura semplifica la struttura delle specie ed i siste mi ecologici a un punto tale che l'equilibrio diventa impossibile. Il controllo biologico rappresenta il risultato logico dell 'applicazione dell'esperienza ecologica accumulata per risolvere problemi del ti po accennato. ti rientrerà dalla finestra. tanto più essa sembra crescere di numero. Attualmente. si hanno ovviamente delle gravi ripercussioni s u altre piante.

senza preoccuparsi di dove sare bbero andate a finire le eccedenze di sostanze spesso molto persistenti. D. come ad esempio in Olanda. è stato usato in quantità corrispondente a un terzo di quella impiegata quando si adopera . Anche l'eccessiva distruzione di erbac ce attorno alle zone coltivate. in Perù e nel Canada.re un organismo a scopi di controllo biologico. in California. In molti posti è già in atto l'integrazione tra i metodi chimici e biologici. Anche i politi canti hanno la loro parte di colpa.da 75 milioni a 5 milioni in India. programmando i quantitativi delle colture. Questa prassi potrà forse meno mare la libertà del coltivatore singolo. la cui insensata decimazione i n molti posti . in dieci anni . se si vuole che sopravviva no anche le loro specie antagoniste. Il costo dei metodi chimici non fa che au mentare. e indubbiamente sono state usate spesso in quantità esagerata e scriteriata. da quand o non trovano più tanti insetti come prima. D. o sorci. contro la blatta del Colorado: nel caso in esame il D. nonché delle siepi. dove coltivatori dai cervelli efficacemente l avati usano quantità assolutamente incredibili di prodotti chimici. A questo punto si faranno vivi immancabilmente gli interessi costituiti.ogni tentativo di controllare il numero degli u ccelli incontra diffusa esecrazione anche quando si tratta di colombi e di passe ri . quali le api selvatiche. ma .e fo rse è auspicabile che ciò avvenga sotto l'egida dell""Organizzazione Internazionale per il controllo biologico delle specie animali e vegetali dannose" istituita ne l 1956.i «topi alati». che si tengano in contatto con i coltiv atori e siano al corrente dei problemi del settore. o almeno la consulenza delle inizia tive a biologi con esperienza ecologica. come sono stati definiti. A volte un coltivatore fa soldi rendendo i suoi raccolti non idonei all' alimentazione umana. Naturalmente non sono qui a raccomandare di fare a meno dei prodotti chimici. Esempi di notevoli su ccessi già si registrano nell'uso che fanno i Russi di una malattia fungina associ ata al D. La distruzione di una data specie dannosa può far sì che un altro organismo muti le sue abitudini e si trasformi a sua volta in un'altra specie nociva: è accaduto per alcuni uccelli che si sono messi a mangiare frutta e germogli o gemme. ma idonei al consumo zootecnico. funghi della ruggine.almeno qui in Inghilterra . afidi.T. ed altri premi perché non vengano coltivate eccedenze di altri pr odotti. Dobbiamo sperare però che un giorno si possano impiegare minori quantitativ i di preparati chimici per ettaro. perché può capitare benissimo che la specie introdotta a questo fine si riveli in pratica peggiore di quella che dov rebbe sostituire. e si tenga presente che i frutticoltori delle regioni a clima temperato possono vedersi costretti ad applicare da 12 a 15 irrorazioni diverse per stagi one.quello che un autorevole pers onaggio ha definito «la programmazione delle popolazioni delle specie nocive» . Gli uccelli costituiscono un argomento permeato di pericolose componenti emotive .specialmente negli Stati Uniti . ad ese mpio nell'Unione Sovietica. "Alcuni" animali dannosi vanno lasciati vivere. Basti raccomandare a questo punto che si dovrà adottare sempre più l""equilibrio controllato" . e che gli agronomi dirottino i loro entusiasm i dal controllo chimico totale all'equilibrio controllato. Le stesse sostanze impiegate per la lotta chimica contro le specie dannose sono diventate ormai altrettanti fattori d'ordine emotivo. né a sottovalutare gli enormi benefici che essi possono apportare. In certi Paesi i loro agenti di vendita fanno enorme presa.è stata spinta a un punto tale ch e certe specie vegetali rendono sempre meno per mancanza d'impollinazione. per le loro abitudini distruttive. per non parlare poi di insetti di grande e fondamentale importanza.T. Ne trat terò ulteriormente al prossimo capitolo. f issando i prezzi. concedendo sovvenzioni a coltivatori di specie essenziali ma n on rimunerative. sotto f orma di industrie chimiche. ma rimane molto auspicabile per un comple sso di ragioni naturali ed economiche. Adottare metodi i ntegrati significa affidare la supervisione. come la diminuzio ne dei casi di malaria .o l a salvezza dei raccolti: si crede che l'uso degli insetticidi salvi ogni anno me ssi e raccolti per un importo pari a 200 milioni di sterline nella sola Gran Bre tagna. può obbligare le specie dannose scacciate da questi loro rifugi naturali a passare sulle coltivazioni: tra l'alt ro questa pratica può diminuire anche la popolazione delle specie antagoniste natu rali. Non ci rincresce di distruggere bruchi.

la rapida scomparsa dal terreno. vissuto nel quarto secolo a. ed eventuali effetti collatera li di ogni sorta. perché il problema va inquadrato nell'ambito della conservazi one delle specie animali selvatiche. con la s peranza che vengano evitati fiaschi tipo quelli registrati agli inizi con l"«opera zione noccioline» in Africa Orientale.. Dovrà fornire consulenze in merito a nuovi programmi agricoli. a c ominciare da Platone. campo a campo. Già in Isaia (cap. Credo quasi che sia destino della scienza sterminare il genere umano". ma mi limiterò a riportare un b rano del "Gryll Grange" di Thomas Love Peacock risalente al 1860: "Hanno avvelenato il Tamigi ed ucciso i pesci del fiume.. e di tanta importanza dal punto di vista delle risorse utili all'uomo. come pure per individuare la presenza di ma lattie e infestioni di specie nocive. che si resta esitanti all'idea di aggiungervi alt ri commenti. Certamente l'uomo non può permettersi nessuna titubanza in questa lotta contro avv ersari così insidiosi e prolifici: si tratta della lotta per la nostra stessa sopr avvivenza. o con il «Piano Sorgo» nel Queensland. Questi «satelliti adibiti alla prospezione tecnolog ica delle risorse della terra» contribuiranno ugualmente alla ricerca di giaciment i minerari e delle risorse idriche. Le ditte produttrici di sostanze chimiche possono perciò rallegrarsi della prospet tiva che occorrono almeno cinque anni di tempo e una spesa di più di cinque milion i di sterline prima che si riesca a mettere a punto una sostanza nuova e a prova rne l'efficacia. Questo equilibrio controllato dovrà comprend ere idealmente tutti gli aspetti delle coltivazioni. C. nostra dimora comune. Ma la maggior parte di questi enormi cambiamenti s . Il profilo delle terre e dei mari è cambiato.. che vale la pena di riassumere alme no gli effetti esercitati dall'attività dell'uomo sulle piante. uccidendo gli ab itanti delle sue rive. quali le migliorìe da apporta re alla composizione del terreno con l'impiego di maggiori quantità di sostanze or ganiche. e infine della terra. da solo. L'idea dei «rapporti incestuosi» non costituisce una novità. Probabilmente si useranno aerei e satelliti per controllare lo stato di salute d i colture effettuate su larga scala. «Il genere umano mantiene rapporti incestuosi con la Madre Terra» diceva un'iscrizio ne incisa su un muro dell'Università del Michigan nel 1970. Capitolo 29.va il D. con la motivazione che gli insetti indeboliti dagli inset ticidi contraevano più facilmente la malattia. finché non vi sia più pos to ed essi restino soli in mezzo al mondo». desumendola dai cambiamenti di colore risp etto alla colorazione normale. Età calde e fredde h anno provocato cambiamenti climatici. e masse ghiacciate sono avanzate e si sono ritirate sulle terre emerse. L'equilibrio controllato non dovrà occuparsi soltanto delle specie dannose e delle malattie. per i qu ali vennero trascurate o studiate solo approssimativamente le risorse potenziali offerte dall'ambiente e dal terreno. da un certo tempo a questa parte. Ancora un po'"di progre ssi di questo genere e la scienza finirà con l'avvelenare l'aria. D. e si è modificato tante volte che non ne abbiamo idea. Nel Perù i raccolti di cotone vengono protetti dai loro numerosi nemici con gli sforzi riuniti di predatori antagonis ti ed insetticidi minerali. il quale commentava come il deserto attorno ad Atene fosse opera dell'uomo. Abbiamo visto tuttavia che il regno vegetale in un modo o nell'altr o costituisce un elemento così vitale del nostro mondo. Nella sequenza di millenni trascorsi il nostro globo ha avuto i suoi cataclismi. 5) leggi amo: «Guai a coloro che uniscono casa a casa. Catene montuose si sono sollevate e sono poi state live llate dall'erosione.T. Il saccheggio delle ri sorse terrestri perpetrato dall'uomo è un argomento tanto discusso e trattato. Ma gli interventi dell'uomo in questo settore dovranno essere sempre più attenti e precisi. UN RAPPORTO INCESTUOSO. certo. Si potrebbero citare altri autori. delle risor se naturali. delle diverse forme di habitat. e i fiumi vi hanno scavato le loro gole.

nel "chaparral" americano. come possiamo dedurre dalle pitture rupestri dell" Hoggar e del Tassili. Una foresta in fiamme riduce in cenere in poche ore secoli di lento accrescimento. Riesce quasi impossibile immagi nare come dovevano essere un tempo certi posti: il Libano ricoperto di cedri (og gi ne restano circa 400). Creta tutta verdeggiante di foreste di conifere.i è verificata su un ritmo infinitamente graduale e lento. tanto minori diventan o le possibilità di sopravvivenza della flora spontanea. La sa vana prende il posto della foresta quando questa venga distrutta per qualsiasi m otivo. sia casuali che voluti. cambiando completamente la "facies" della flora e della fauna rispetto al precedente paes aggio naturale. Contemporan eamente e parallelamente a queste pratiche veniva favorito . L'uomo ha sempre stentato a rendersi conto di quanto siano delicate la qualità.il pascolo degli erbivori selvaggi. la steppa tiene dietro alla savana se vi vengono praticati il pascolo int ensivo e la cerealicoltura indiscriminata. e questo fatto li induceva a conservar e le foreste. che ora sopravvive in per centuale non superiore all'1% con aspetto uguale a quello trovato dai primi colo ni.circa cinque per chilometro quadrato . I Padri Pellegrini sono sbarcati nella Virginia solo nel 1620. la composizione e la consistenza del terreno. e il mondo della natura vi si è adattato con altrettanta gradualità e lentezza. sia piantagioni a limentari e utilitarie. secondo la descrizione d i Lewis Mumford. Così ne l diciassettesimo secolo viveva un numero sorprendentemente elevato di Pelliross e . Allora gli orsi grigi tenevano le popolazioni di animali erbivori entro limiti ragionevoli. e a partire da quella data de vono essersi verificati moltissimi incendi. mentre quelli domestici allevati in num ero sempre crescente aumentavano la distruzione delle piante più succulente. c he i garretti dei cavalli sembravano tutti insanguinati». Le cause dei cambiamenti sono talvolta di natura più sottile ed inaspettata. Altri innumerevoli alberi vennero abbattuti per ott enerne legname da costruzione o legna da ardere. i ris ultati sono veramente gravi: assistiamo a un fenomeno del genere nella regione d ell'Africa occidentale a nord dell'equatore e a sud del Sahara. e sono spesso irreversibili. di modo che gli erbivori si moltiplicaro no esageratamente. In questo capitolo mi occuperò soltanto della coltivazione intesa co me una delle molte forme d'impiego del terreno che eliminano la vegetazione natu rale. Nessun resoconto . bruca ndo anche alberi e cespugli. Ma all'arrivo dell'uomo bianco nella regione cominciò lo sterminio incessante degli orsi grigi. Se i cambiamenti del clima concorrono a rafforzare questo circolo vizioso. di come queste caratteristiche non s iano inesauribili. mentre il dissodamento spezzettava e sbocconcellava il terreno in particelle lievi che venivano esportate facilmente dal vento o dall'acqua di scorrimento.ne abbiamo già tratta to . ma si nutriv ano largamente anche di bacche e ghiande. Ogni tipo di coltivazione finisce con l'incidere fatalmente sulla vegetazione sp ontanea: quanto più s'intensificano ed estendono le colture.potrebbe darci un'i mmagine più realistica di un paese virtualmente vergine. Ricorrendo a una similitudine si può dire che la specie coltivat a rappresenta «la quinta colonna» della specie selvatica. piena di vita animale. con distruzione finale degli alberi e di molta altra vegetazi one. cioè nella f ascia detta «a macchioni di artemisia». e il coltivatore il sicari o prezzolato. il che include sia le foreste piantate a specie singole. Essi erano per lo più cacciatori.speriamo non esagerato . L'inizio della coltivazione significò l'eliminazione di alberi e cespugli. ridotti oggi a massicci mont uosi inariditi. e come certi processi siano praticamente irreversibili. e infine il deserto s'insinua subdola mente nella steppa. Invece oggi ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti avvengono con sconvolgente rapidità. il Sahara con l'aspetto di una r egione prospera e ricca di foreste. anche delle erbacce più umi li ed adattabili. di cu i restano laceri avanzi sulle Montagne Bianche. designata con il . e i primi viaggia tori ricordavano come nelle praterie americane «le fragole crescessero così fitte. La prima accelerata ai cambiamenti naturali venne impressa dall'uomo circa mezzo milione d'anni fa con l'uso deliberato del fuoco. non vengo no intesi quasi mai a lunga scadenza.

I campi estesissimi favoriscono l'erosione eolica. lasciando carcasse di bestie morte in mezzo al deserto. si ottengono in media solo il 2% di foglie. man mano che questi vengono penetrati dalle radici. Nelle regioni tropical i la violenza delle piogge aggredisce rabbiosamente il terreno se viene tolta la protezione del denso manto forestale. il 71% di tronchi e rami. dette lateriti. Tonnellate e tonnellate di terreno vengon o dilavate in questo modo. il numero dei capi aumentò incessantemente.quanto sottoterra. e in grado soltanto di bloccar e la ricolonizzazione del suolo ad opera di altre piante. La foresta riesce a sopportare la tecnica del maggese. e il 27% di radici. sia alla superficie . e s pesso si sovrappongono l'un l'altro. solo se il popolamento umano si mantiene a densi tà molto bassa. come spesso accade. dopo 24 anni di diboscamento. calcio . piante epifite e parassite. Ma. e la gente dovette fare altrettanto. Se. e viene macellato solo in occas ione di feste e cerimonie. Un'attività analoga nelle regioni temperate può ridurre aree già boscose a deserti di torba nuda. o del taglio e dell'incendio su appezzamenti successivi. e le perdite di nitrati. le siepi abbattute per ricavare queste vaste c ampagne (19000 chilometri annuì di siepi nella sola Gran Bretagna) distruggono mol te specie di piante ed eliminano habitat indispensabili alla fauna. come esiste vano nel Vicino Oriente agli albori dell'agricoltura. Una recente indagine effettu ata a titolo sperimentale ha messo in evidenza che il dilavamento annuo del terr eno aumenta di due quinti dopo il diboscamento di aree forestali del New Hampshi re. Probabilmente non c'è nessun paese al mondo dove non si possano osservare gli effetti dell'erosione: i «regni della polv ere» e le «terre ingrate» degli Stati Uniti rappresentarono i primi terribili avvertim enti per i Paesi progrediti.forniti nell'ambito di un programma di aiuti . fenomeno che si verifica con maggior facilità e gravità sui pendìi ricoperti da un tenue strato di terra. l'erba degli elefanti o di specie affini inutili all'uomo ed incapaci di effettuare il rinnovo del terreno.portarono maggiore longevità al bestiame stesso. formando calanchi sempre più profondi e facendo affiorare il sott osuolo sterile. Se qualcosa succede dopo l a distruzione di questo ecosistema. La distruzione delle foreste aumenta enormemente lo scorrimento dell'acqua piova na.dove si depositano ogni anno fino a 59 tonnellat e per ettaro di rifiuti vegetali . per cui si forma polvere che viene prontamente dispersa dal vento o dila vata dalla pioggia.tutto terreno che se ne va perduto al mare. non importa se per abb attimento o per incendio. ed anche nelle fertili maremme e zo ne acquitrinose dell'Inghilterra. schisti o argille friabili. dove il peso complessivo della vegetazione si calcola sulle 1000 tonnellate per ettaro. i residui sono ricchi di ferr o ed alluminio. l'esposizione al sole alternata alle piogge successive trasforma il terreno indurendolo come il cemento. hanno visto raddoppi arsi la portata d'acqua rispetto a prima. la coltivazione comporta a bitualmente la distruzione delle foreste o delle macchie. All'inizio degli Anni Sessanta i nuovi pozzi a pompaggi o e le vaccinazioni in massa del bestiame . e in questo modo sfruttò il pascolo disponibile senza lasciargli il tempo di ricrescere. Inta nto la gente coltivava sorgo e miglio senza applicare la rotazione delle colture . il Sahara si mosse pian piano verso il sud. dove l'attività dell'acqua s muove nuovi strati di roccia e trasforma a poco a poco i vari strati del terreno . I corsi d'acqua di Giava. comprese quasi 5 0 tonnellate di liane. come si può osservare in posti quali il Texas. Ma la stabilità della foresta viene distrutta irrimediabilmente se colture o pascolo vengono imposti forzatamente e permanentemente sull'area diboscata. Negli anni successivi non piovve. Allora la pioggia ne incide profondament e la superficie. L'erosione comincia quando si distruggono la consistenza e la composizione del t erreno. Una volta spezzato questo eco sistema. La foresta tropicale in modo particolare rappresenta un grande ecosistema naturale. si può giurare che è solo la crescita della ruvi da Typha elephantina. mantenendo anche carat teristiche di stabilità completa. mentre l'erosione si moltiplica per quattro. il cui destino finale è di consolidarsi i n formazioni rocciose aspre ed inutili. Salvo che negli spazi già aperti. Gli usi od abusi del terreno che possono portare all'erosione sono numerosi. dato che il bestia me significa ricchezza per le tribù come i Tuareg. Esso possiede un ciclo praticamente chiuso di crescita e disf acimento. cioè di 4 o 5 individui per chilometro quadrato. e portano una quantità quintupla di sedi menti .nome generico di Sahel.

Risultati di questo genere non sottintendono per le r egioni exboscose l'automatico intervento di opere di rimboschimento.provoca il collasso dell'habitat residuo molto più in fretta di quant o occorra alle forze della natura per riprendersi dai danni inferti.e potassio crescono rispettivamente di sessanta. ippopotami e ungulati. e se fosse vero che c'eran o alberi a perdita d'occhio.12. per cui un assembramento di questi bestioni consumerà tutto i l foraggio disponibile. «quella striscia di strada scoccata come una freccia nel cuore della giungla sarà m ortale per il vecchio regno. e spesso la formula definit iva è data dal bambù. In Amazzonia il contenuto in sostanze nutrienti dello strato di rifiuti fogliari è inferiore a qu ello di analoghe foreste. che è in grado di sostentare animali erbivori. o un carico eccessivo di bestiame. L 'Africa è un triste esempio di lunghe epoche di maltrattamenti incontrollati. come è accaduto nel Kenya. come si può osservare in aree tanto diverse tra loro come le f oreste di legni duri tropicali dell'Estremo Oriente. così nell'Unione Sovietica pioppi tremoli e sambuchi tengono dietro tipicamente alle foreste di conifere. L'autore succitato. nonché mio fra . iniziano anche fenomeni di grave erosione del suol o. ch e ha raggiunto proporzioni catastrofiche in certe località: nuvole di sabbia porta ta dal vento ricoprono campi e prati. Il Brasile costituisce attualmente il teatro d'operazioni di un processo di cui è stato detto che possiede «tutti i requisiti di un disastro ecologico su scala giga ntesca». otto e tre volte tanto. si ottiene come risultato un pa scolo di erbe sempre più grossolane e meno appetibili. in occasione della spedizione effettuata negli anni 1967-69 sotto gli auspici della Royal Society e Royal Geographical Society. Un solo ipp opotamo è in grado di divorare in una sola notte una corsia d'erba della lunghezza di otto chilometri.specialmente se favorita dalla decimazione degli animali p redatori loro antagonisti naturali. In certi posti ogni brandello di flora legnosa vien e saccheggiato per la produzione di legno compensato. Un giorno si domanderanno dove sorgeva la foresta. e il terreno può praticamente perdere l a sua consistenza e disgregarsi prima ancora che comincino i fatti d'erosione. come già se lo chiedono in tante altre parti del mondo. data la mineralizzazione del t erreno e la sua incapacità a trattenere le sostanze nutritizie: ciò che ben presto l ascia il terreno praticamente sterile. Questo processo è rappresentato dalla cosiddetta «apertura delle regioni dell 'interno». Nelle regioni tropicali dove si applica il pasco lo esagerato. specialmente nelle annate di siccità in cui certe pozze si asciugano e tutte le bestie si raccolgono attorno a pochi posti d'abbeverata . L'attività di un numero eccess ivo di tali animali . resa possibile dall'attuazione della nuova autostrada transamazzonica c he sventra uno degli ultimi grandi habitat non ancora sfruttati della Terra. con la vistosa eccezione di molte specie di antilopi. mentre molti fiumi si disseccano» («Literaturn aja Gazeta» del 13. Nell'U nione Sovietica il diboscamento indiscriminato di estesissime regioni ha sortito il risultato di piene eccezionali nei fiumi. L'incendio delle aree boscose mette in libertà elementi nutrienti che restano faci lmente disponibili per un paio d'anni al massimo. nonché di «diffusa erosione eolica. Effetto indiretto di questo deterioramentto è la riduzione delle zone adatte ai gr ossi erbivori come elefanti. che costituiscono l'unica riserva alimentare della fo resta oltre al nutrimento contenuto effettivamente nelle piante. le erbe che spuntano nei pres si delle pozze d'acqua vengono brucate al completo.1967). colture od opere di riassetto. Quando comin cia la stagione delle piogge. ma il taglio indiscriminat o lascia allo scoperto un terreno dove spuntano ben presto nuove piantole sia pu re di specie diversa. un c ontinente dove i deserti hanno sostituito su larga scala le antiche foreste. Però il pascolo eccessivo costituisce un 'eventualità tutt'altro che rara.quando si tratta di specie che hanno bisogno di bere ogni giorno. Conseguenza tipica della distruzione operata dal fuoco è la prateria a savana. Tanto per citare "Mato Grosso" di Anthony Smith. nelle selve di alberi a leg no dolce di tipo temperato dell'Unione Sovietica. e nelle località a macchioni di acacie dell'Africa Centrale. Oppure. fin dove l'occhio poteva arrivare». riducendo il posto a un'arena di fango. o dall'affollamento in parchi nazionali trop po piccoli . la foresta piovosa dell'Amazzonia. In ogni caso il fuoco distrugge tutti i r ifiuti fogliari e l'humus. Nei climi temperati si osserva la tendenza delle erbe a sradicarsi per cedere il posto ad erbacce disgustose o spinose.

specialmente sulle isole remote con tendenza ad altissime percentuali di specie endemiche. Si è detto che l'Impero Romano dovette la sua decadenza e caduta alla capra. Oltre alla distru zione accidentale di queste specie. Allora la terra si ricoprirebbe di macchie e roveti a perdita d'occhio. verso l'interno. scriveva dopo un a visita avvenuta nel 1972: "La strada attualmente in costruzione nel bacino dell'Amazzonia contribuirà molto a domare questa grande roccaforte dei territori inesplorati. Una volta formatasi la prateria. sul piano locale. Gli incendi sono provocati dai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato dal governo esten sioni di terreno. bastano di solito pochi colpi d'ascia. pianterà un certo tipo d'erba alta e filiforme. Quella vorace distruggitrice che è la capra. e ben pochi indizi fanno credere che la regione potrà mai sostentare una grande p opolazione. ma adesso l'area vale circa 200 volte il suo prezzo d'acquisto. vi si porta il bestiame. Ci si aspetta che quattro milioni di ettari di foresta dell'Amazzonia vengano distrutti e adibiti a pascolo nei prossimi dieci anni. teak.. Già nel 1969 Anthony Smith osservava che cominciavano a formarsi «orribili fatti d'e rosione con inizio di calanchi». nonostante l'esempio dell'Africa dall'altra parte dell'Atlantico. il Brasile ha messo a tac ere ogni critica affermando che l'Amazzonia rappresenta una sua questione intern a. se non addirittura su quello globale. Un altro scrittore. segnalando che i nuovi proprietari terrieri non p rogrammavano nessun piano per ovviare alla minaccia. distruggendo sempre più. mogano .ma si pensa che non valga la pena di salvare questi esempla ri singoli dall'incenerimento generale. Eppure non è difficile abbattere un albero amazzonico alto una trenti na di metri. costituisce un fattore di prima grand ezza dell'espansione dei deserti in Asia e nel Nordafrica. destinato alla produzione del bovino da carne.tello che sorvolò la giungla nel 1972. "L'assetto totale dell'intera area è di portata così smisurata che nessuno è in grado di predire con esattezza cosa potrà capitare. Nonostante le critiche da parte di esperti di fama mondiale riunitisi nel 1972 a lla Conferenza per l'Ambiente sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Il terreno non è buono. La foresta contiene anche pregevoli alberi da legname . ad esempio l'arcipelago delle Hawaii ha una flora composta per il 96% da piante fiorenti endemiche. non resta più nemmeno un ciocco. hanno riferito che una cortina ininterrotta di fumo e fiamme si addentra. il professore di geografia Edward P. salvo che. e che il diboscamento perta nto produrrebbe un clima più secco. Distruzioni di questo genere sono irreparabi li dal punto di vista botanico. essa non ricomparirà più nemmeno se tutti gli attuali «valori zzatori» dovessero rifare le valigie e andarsene. lo stesso potrebbe succeder e in Brasile con le foreste". Gli incendi si possono appiccare per tre anni di seguito fino ad estinzione completa delle forze rigenerative della foresta. una volta distrutta e r asa al suolo la foresta. Non si sa se continu erà la richiesta di mercato di tanta carne bovina. Ma il valore econom ico dell'autostrada transamazzonica autorizza molti dubbi.e bano. perché ciò rallenterebbe la speditezza del d iboscamento. Al terzo anno il proprietario. altrimenti compariranno erbe spontanee non sempre adat te all'alimentazione del bestiame. Leahy. E" stata anche espressa l'ipotesi che i grossi alberi di queste foreste restitui scano all'atmosfera molta più umidità che non i pascoli. procedend o nel cuore della gigantesca cupola verde formata dagli alberi. Gli Americani hanno trovato nel Nordame rica praterie ubertose e le hanno spesso isterilite. senza che nessuno si curasse minimamente di ripiantarla . Allora la giungla è morta. se dispone di buone nozioni. assumendo un'aria molto simile a quella di certe zone incolte degli Stati Uniti.. di cui nessun altro deve occuparsi. dove ha causato le di struzioni più radicali del manto vegetale. o produrre eccedenze esportabili". ma oggi questo è il chiodo fisso dei Brasiliani. le isole Hawaii ci offrono l'esempio special issimo di un'altra specie vegetale praticamente sterminata a seguito della grand e richiesta commerciale.

invasioni di c apre. e Sant'Elena.Juan Fernandez. l'esplosione demografica della specie umana porta alla sterilizz azione totale del terreno in conseguenza dello sviluppo continuo dei centri urba ni e delle reti stradali. e la Nuova Zelanda accus a più di mille specie indesiderate forestiere. Oggi quest'albero si è in parte reinsediato sull'isola di Oahu. Le aree denudate mostrano lo spettacolo ben noto della rapida erosione del terreno con sparse piante erbac ee. queste risorse marine andranno amministrate invece che saccheggiate. la rga solo 10 miglia. Ma una volta c he vennero aperti i terreni all'aratro. al 60-90% di sette delle isole Marquesas. Per lo stesso motivo venne sterminata un'altra specie di legno di sandalo alle isole J uan Fernandez. bovini e porci si sono alleati nell'opera di distruzione della mag gior parte delle foreste sulle parti più basse di molte isole polinesiane. e l'economia dell'isola venne a fondarsi largamente sulla vendi ta di questo legname. perché occasioni del genere accadono di rado nelle dense foreste. quand'anche se ne presentasse l'occasione . degli aeroporti e delle miniere sotterranee con l'accu mulo di materiali di scavo. e l'esportazione del legno di sandalo pratic amente cessò. Si comincia a sper are che si useranno sempre più i metodi di raccolta basati sul taglio delle alghe. Tra le altre isole dove pure è stata perpetrata la decimazione della flora locale. sovraccarico di bestiame sui pascoli. Nella seconda metà del Settecento s'instaurò la monarc hia alle Hawaii. che sco nvolgono i banchi di alghe con i loro appigli. Nelle Filipp ine il fuoco da solo distrugge tre ettari di foresta ogni "minuto". Le alghe si raccolgono a scopi alime ntari anche presso le Hawaii. più di tre quarti delle qual i di origine americana o europea. In G iappone. dove si usano molte alghe come cibo e per la preparazione industriale d ello jodio. Nel 1925 i boschi furono decimati. Indubbiamente si troveranno altre forme d'impiego per le alghe e. a somiglianza di quanto si fa con le foreste. è stata scoperta nel 1502. Le piante locali vennero catalo gate per la prima volta nel 1810. alcune specie di provenienza australiana che vi sono state introdotte hanno soverchiato cespugli ed alberi indigeni. o Santalum album dell'Indonesia e dell'India . e già nel 1550 un viaggiatore segnala va greggi di capre della lunghezza di un miglio. Infine. che già hanno modificato completament e l'equilibrio vegetale. e inoltre le isole di Robinson Crusoe . che nessuno sa ormai più con esattezza dove questa specie crescesse originar iamente allo stato spontaneo. Naturalmente si lamenta un serio impoverimento delle colonie di erbe marine. effettuata principalmente al mercato cinese e polinesiano. nel Gol fo di Biscaglia si rastrella dal fondo un certo tipo di alga calcarea. Quest'ultima isola. Quasi la stessa cosa è accaduta in Malesia. Oltre al deterioramento provocato dall'uso inopportuno o dallo sperpero delle ri sorse naturali. Altra conseguenza della coltivazione e delle modifiche apportate al terreno è la d iffusione delle erbacce importate. e vi vennero registrate 33 specie endemiche. Altri popoli invece furono più lungimiranti. la raccolta si fa abitualmente a mezzo di ganci a strascico. La scom parsa della superficie forestale va dal 30% di Tahiti e di Moorea. nelle Isole d ella Società. in certi posti del Portogallo centrale. o nei casi meno gravi cespugli ed altra vegetazione secondaria. in modo da lasciare parti di pianta che possano ricrescere. che impediscono la ricolonizzazione ad opera delle specie locali. usata per correggere la composizione dei terreni. Ad esempio a Giava poche piante mostravano tendenza natural e a trasformarsi in specie infestanti. Tagli e incendi di foreste. viene piantata così estesamente da migliaia d'anni di costante richiesta commerc iale. si verificò un'invasione stupefacente di p iante straniere: nel 1968 se ne contavano almeno 300.destinate a restare sconosciute per sempre alla scienza -saranno scomparse tra il 1502 e il 1810.: è il caso della pianta di sandalo Santalum freycinetium. pecore. vanno citate le isole Phillip e Norfolk ad oriente dell'Australia. Il C anada possiede un'alta percentuale d'erbacce europee. Si può immaginare quante centinaia di spec ie . che un tempo formava bo schi grandissimi e magnifici. con le miniere a cielo aperto e l'espansione industr . e la specie più usata di questi legni di sandalo aromatici. Anche il mare può risentire danni a seguito dello sfruttamento incontrollato. 2 2 delle quali sono scomparse da allora. in Indonesia ed altre località del Pacifico. mentre la California soffr e per la presenza d'intrusi del Mediterraneo orientale.

i quali tra l'altro sono così zeppi di organismi patogeni che è vietato consumarne il pesce o nuotarvi. Q uesto risultato dipende in parte dall'accresciuta estensione delle colture. come in Sudafrica. possono anche favorire il prosperare di alghe ver diazzurre. in cui si usano membrane sem ipermeabili. Anche dove i rifiuti solidi vengono sepolti sottoterra. Le industrie. diversamente l'eccedenza termica distruggerà la vita animale e vegetale dei fiumi in cui verranno immessi gli scarichi. che sono stati denominati gli «effluenti sociali». Gli scarichi liquidi. sia di natura chimica che di provenienza dalle centrali nucl eari. come quelle che vengono messe in libertà dai . o il process o di «osmosi alla rovescia» preconizzato in California. Nei Grandi Laghi americani il problema dei rifiuti si è aggravato. Una parte di questi scarichi termici si potrebbero presumibilmente travasare nelle tubature degli im pianti caloriferi funzionanti ad acqua calda per uso domestico. Quando si usano i laghi come fosse di scarico. con l'acqua salmastra e con l'acqua salata. La maggior parte dell'inquinamento deriva dagli scarichi e dai rifiuti domestici .iale di ogni genere. proprio come gli scarichi domestici si possono trattare per la produzione del gas di riscaldamen to. l'industria deve spesso affrontare il problema di eliminare acqua di raffreddamento riscaldata al termine delle lavorazioni indust riali. I trattamenti comprendono l'uso di alghe. L'inquinamento delle piante superiori riveste già di per se stesso una c erta gravita. e non sull'uomo. è facile che delle sostanze tossiche filtrino attraverso gli strati del suolo e vadano a fini re nei corsi d'acqua. e i rifiuti industriali mostrano tendenza a riversarsi direttamente nei fiumi. Questo fatto si è verificato nei maggiori laghi svizzeri. Tutto questo materiale si disperde nell'aria. se non è stata opportunamente raffreddata in torri di raffreddamento o in t ubature a serpentina. gli agglomerati urbani e gli automezzi emetto no grandi quantità di sostanze chimiche innaturali riversandole nell'aria sotto fo rma di gas e di minuscole particelle solide. laghi. per la grande quantità di nitrati che vi scola dai terreni agricoli circostanti saturi di concim i azotati. I problemi dell'inquinamento in generale sono già stati trattati con perfetta comp etenza in molti buoni libri e in innumerevoli articoli contemporanei. Data la loro grande capacità d'inattivare le sostanze inq uinanti. quelli industriali meno spesso. che viene consumato dai batteri che decompongono gli scari chi. e in parte dal fatto che le normali pratiche agricole danneggiano la consistenza del suolo. gli strati più bassi accumulano sca rti organici. ma il peggio è dato da qualsiasi causa che nuoccia alle microfite e ad altri microorganismi. di modo ch e ormai ne conosciamo tutti gli aspetti connessi alla presenza di rifiuti ed ava nzi. oltre a rappresentare un pericolo per la salute nelle acque usate a s copo potabile e d'irrigazione. e lo stesso sarà possibile con certi scarichi industriali. potrà sempre ricavare dagli scarichi domestici acqua adatta all'irrigazione. essi rappresentano la parte più importante . i suoi manufatti o i suoi raccolti. mentre quelli più alti s'impo veriscono d'ossigeno. dagli scarichi industriali d' ogni tipo e dall'eliminazione di residui velenosissimi e sottoprodotti e scarti di elevata tossicità. estua ri o mari. le quali consumano perfino più ossigeno dei batteri che decompongono i rifiuti. Anche a questo riguardo tratterò solo gli effetti dell'inquinamento sulla flo ra o la fauna selvatica o spontanea. I nitrati. Anche quando il riciclaggio non riesce a fornire nuova acqua potabi le. Anche le ceneri radioattive di ricaduta colpiscono sicuram ente le piante: essa ha ucciso un lichene tra i più graditi alle renne su vaste es tensioni siberiane. il quale riesce sempre meno a trattenere le sostanze nutrienti. e non riescono più a sostentare la vita. Qualche volta gli scarichi domestici ricevono un trattamento inattiva nte. nel terreno e nei co rsi d'acqua. Oltre alle sostanze chimiche. Alcuni di essi sono anonimi perché molte industrie non sanno nemmeno di cosa si liberino. dai rifiuti animali negli allevamenti intensivi. Quantità esagerate di fosfati.ma anche la più vulnerabile del ciclo della vita sulla faccia della Terra nei riguardi dell'umanità. il cui uso si è decuplicato in un quarto di secolo negli Stati Uniti. i primi si possono riciclare e trasformare in acqua dolce. di batteri della fotosintesi che possono agire in assenza di ossigeno. mentre i nostri rifiuti d'ogni prov enienza esercitano crescente pressione sull'ambiente naturale.

e ciò non fa che accrescere la quantità dei se dimenti in putrefazione.concimi.do ve il loro carico di sporcizia si irrobustisce dei contributi dei sedimenti dell e fogne vere e proprie . pr ovenienti specialmente da una fabbrica di cellulosio. e di almeno un milione e m ezzo di metri cubici di legname calato a fondo negli ultimi dieci anni. da l quale dovrebbe pure dipendere in larga misura per il suo fabbisogno d'acqua pu lita. da potersi usare per sviluppare una p ellicola fotografica ricavandone un'immagine riconoscibile. Pochi anni or sono si cominciò a temere che i Grandi Laghi fossero ormai «morti» per l a presenza di queste sostanze. a Rotterdam. sia vegetale che animale. l'inquinamento può estendersi a tutto il corso del fiume. possono aumentare il rigoglio d elle alghe. spesso citato ad esempio di un mare interno tra i più lim pidi e belli.in parte grazie anche alle accresciute precauzioni d'ordine ecologico. Concentrazioni eccessive di sali passano dall'acqua del Reno alla falda fr eatica poco profonda. Il lago Baikal. Le piante acquatiche sono danne ggiate dalla presenza del solo rame già in misura di 11 parti per miliardo. Tali circostanze possono anche stimolare la crescita es agerata di piante superiori come la lingua d'acqua canadese. Anche la presenza di molto legname fluitato sul fondo può causare inconvenienti ec ologici. si calcola che nel solo 1972 si si ano depositate sul fondo non meno di 600 tonnellate di residui di carburante sca ricati dai motoscafi. Sebbene nitrati e spazzatura possano favorire la crescita delle alghe e del plan kton marino.sono state gravemente colpite. L'Olanda costituisce di gran lunga il Paese peggio ridotto per quanto riguarda i suoi rapporti con il Reno .che rappresentano l'inizio del ci clo alimentare degli animali superiori . che comprendono altresì il trattamento degli scari chi -questi laghi «sopravviveranno» certamente. comprese le stesse alghe. Altra sporcizia e spazzatura viene portata al largo su barconi. Se a questi scarichi industriali si a ggiungono le acque surriscaldate di raffreddamento. che si crede contenga circa un quinto delle risorse d'acqua dolce del mondo. tuttavia è stato modificato l'equilibr io delle popolazioni ittiche. In ambedue questi casi le microfite del lago . rame. e viene scaricata in mare a poc hi chilometri di distanza dalla costa. si comprenderà agevolmente come i fiumi possano isterilirsi completamente in bre vissimo tempo con la morte di tutte le piante acquatiche e degli altri organismi . e una recente indagine effettuata nelle acque del Tee in Inghilterra ha rivelato la presenza di cadmio. muoiono tutti gli organismi. Nel 1972 un giornale o landese riferì che le acque riunite del Reno e della Mosa. Buona parte delle sostanze nutritizie cal a rapidamente in fondo al mare. talvolta contenute in recip ienti che presumibilmente non si corroderanno per un tempo «indefinito». i rifiuti provenienti dalle fognature cittadine e la presenza di concimi dilavati dalle acque di scorrimento . ora soffre per la presenza di residui della lavorazione del legno. e da lì sui terreni agricoli degli Olandesi. Rifiuti tossici di vario tipo vengono scaricati nelle ac que più profonde a distanze dalle coste ritenute «sicure». allo stesso mod o in cui più a monte del fiume vengono inquinati pozzi di trivellazione situati a notevoli distanze. la maggior parte dei rifiuti che finiscon o in mare non sortisce questo effetto. Se le alghe esauriscono tutto l'ossigeno del lago.definito di recente «la maestosa cloaca d'Europa» -. La dispersi . dal letame stallatico e dai detersivi. ma oggi . Da tro ppo tempo l'uomo fa troppo affidamento sulla tradizionale capacità di autodepurazi one dell'acqua corrente. Anche l'uso dei laghi a scopi sportivi o di svago comporta rischi ambientali. erano così c ariche di sostanze chimiche e tanto calde. ed è stata rovinata anche l'industria della pesca del lago Baikal e della cinquantina di f iumi emissari per la lunghezza complessiva di circa 4000 chilometri. e infine continuando la loro opera in mare. Le grandi «cloache» fluviali di questo genere continuano attraverso gli estuari . Ne l lago di Costanza. lungo solo 70 chilometri. I metalli passano co n grande facilità nei fiumi. e può venire riutilizzata solo se viene riportata in alto dalle correnti.inquinando talvolta le spiagge e nuocendo alle alghe e alla fauna connessa. I fiumi hanno sempre attirato gli insediamenti industriali per la comodità dei tra sporti e dell'eliminazione degli scarichi. piombo e zinco in perce ntuali aggirantisi sulle 1000 parti per milione.

da u n pozzo petrolifero male installato al largo di Santa Barbara. L'inquinamento da petrolio non si limita ai mari e ai laghi. riducendo l'afflusso di turisti in parecchie località. ha prodotto dan ni ed allarme. Il problema è più acuto nei paesi piccoli densamente popol ati.prolungatasi per parecchi mesi .1 parti per miliardo. se non addirittura a cen tinaia nella giungla. mentre i detersivi impiegati per ripulire le coste si rivelano poco meno micidiali. La quantità di materiale mandato in mare in un modo o nell'altro è poco meno che astronomica. in media.one e la persistenza dei rifiuti solidi e liquidi negli oceani sono ancora tutt' altro che note. sulla scort a dei tassi normali di crescita senza intervento di fattori antagonisti. sotto forma di petrolio. catrame e pl astica. anche a concentrazioni d i 0. che rovinò la costa prospiciente per una lunghezza di molti chilometri. subdolamente presen te nelle acque lacustri. ha calc olato che per l'anno 2800 ogni metro quadrato di territorio sarà convertito ad usi . Co n il plankton ci ritroviamo ai primi gradini della vita vegetale. e i n seguito sono nati bambini affetti da malformazioni. ad o nta delle limitazioni poste all'uso dei prodotti chimici in agricoltura. Oltre a questi casi ec cezionali. Tornando alla terra ferma. Negli ultimi 12 anni almeno 20 specie planktoniche hanno mostrato un'allarmante diminuzione numerica dovuta a queste sostanze e all'inquinamento da petrolio. di 3500 particelle di plastica per chilometro quadrato. alle primissim e fasi vitali del ciclo alimentare nel mare. come ben s appiamo ricordando il disastroso affondamento della supercisterna "Torrey Canyon " avvenuto nel 1972. in California. come il Caspio e il Mediterraneo. e possono anche uccidere i pesciolini giovani. Analoghi effetti son o stati accertati anche a carico degli idrocarburi clorati. può ostacolare grandemente la fotosintesi e la moltiplic azione del plankton tanto nelle acque dolci quanto in mare. sono particolarmente vulnerabil i all'accumulo di scarichi d'idrocarburi e di altri rifiuti tossici. Una recente indagine esperita nel Mare dei Sargassi ha rivelato la prese nza. e probabilmente anche nelle persone. che persistono inalt erati nell'acqua di mare almeno un mese: 13 parti per milione dimezzano l'attivi tà di fotosintesi del plankton. e lo stess o accade in prossimità delle coste per le fughe e i versamenti inevitabili presso i terminali delle condutture petrolifere. Ora si è scoperta la presenza del petrolio nell'Amazzonia peruviana e con ogni probabilità torri ed imp ianti di trivellazione petrolifera sorgeranno a decine. ne l 1969. una recente previsione formulata per l'Inghilterra e il Galles. fluviali o marine. L'inquinamento marino può verificarsi sia in forma solubile che super ficiale. in occasione delle sue traversate atlantiche del 1968 e del 1969 a bordo di imbarcazioni primitive di giunchi. In Svezia si è accertato che il mercurio contenuto nei tegumenti delle sementi trattate continua ad accumula rsi negli uccelli che vivono di pesce. Nella parte meridionale del Caspio petrolio e nafta hanno letteralmente incatramato il fond o marino. e rappresentò uno dei fatti di maggior rilievo per attirare l'attenzione di un'agita ta opinione pubblica americana sui misfatti del petrolio. L'uso d el mercurio comporta notevole rischio per il fatto che. ma a quanto pare succede facilmente che alte percentuali di mate riali persistenti affondati in un dato punto si possano poi ritrovare a migliaia di chilometri con il passare del tempo. è l'espansione della «giungla di cemento» quella che più colp isce le piante spontanee. riversando gli scarichi nei fiumi con conseguente distruzi one di animali e piante. il petrolio continua a scaricarsi regolarmente in tutti gli oceani de l mondo ogni volta che si ripuliscono le cisterne a bordo delle navi. Il mercurio fornisce un vistoso esempio di veleno insidioso. segnalò la presenza visibi le di inquinamento da una costa all'altra. mentre l'inquinamento prodotto dalle industrie e dagli scarichi di rif iuti nel Mediterraneo. e la fuga di grezzo . Petrolio e nafta rappresentano inquinanti marini di notevole rilievo. Petrolio e nafta lungo le coste distru ggono ogni tipo d'alga e di organismi connessi. I mari chiusi. Tra le sostanze che destano maggiori pr eoccupazioni si annoverano le scorie radioattive e gli idrocarburi alifatici per clorati (sottoprodotti delle industrie che producono vernici e materie plastiche ). Thor Heyerdahl. che è poco soggetto all'azione delle maree. In Giappone molte persone sono morte in modo orribile (morbo di Minimata) dopo aver mangiato pesce catturato a valle di fabbriche di prodotti plastici dove si usava mercurio nei catalizzatori.

Sembra anche che le piante irrigate con acqua salata rivelino maggior e capacità di resistenza ai peri