Anthony Huxley. IL PIANETA DELLE PIANTE. Arnoldo Mondadori Editore, Milano. Prima edizione aprile 1975.

PRIMO VOLUME. Traduzione di Lino Penati. Copyright © Anthony Huxley 1974. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". Alberi che si programmano come cervelli elettronici, tronchi che si gonfiano per funzionare da serbatoi d'acqua, radici lunghe 622 chilometri, foglie quasi invi sibili a occhio nudo e foglie tanto grandi e forti da sostenere pesi di un quint ale, erbe che crescono fino a dieci metri di altezza, fiori che praticano tecnic he erotiche degne del Kamasutra. Non sono esemplari della flora immaginaria di u n pianeta da fantascienza: sono piante del mondo in cui viviamo, che esistono fr a infinite altre alle quali Anthony Huxley ha dedicato questo suo straordinario libro. In una evoluzione di migliaia di millenni, le piante hanno colonizzato il globo dagli abissi del mare alle cime dei monti. Sono in grado di esistere senz a gli uomini, mentre noi dipendiamo completamente da loro. Possiedono una incomm ensurabile capacità di produrre energia - dalla luce - che poi dispensano a ogni a ltro essere vivente. Imprevedibili e bizzarre, nutrono sentimenti simili all'amo re e all'odio. Hanno un comportamento sessuale così complesso che non esclude le p erversioni. Si aggregano in comunità politiche, stringono e rompono alleanze, cono scono l'arte della guerra offensiva e difensiva, che mettono in atto impiegando tattiche astute e raffinate strategie. In fatto di aerodinamica, idrografia, ing egneria, controllo della proliferazione e sicurezza nella continuità della specie, sono in grado di provvedere a se stesse con una previdenza e una capacità creativ a molto più sviluppate di quelle dell'uomo. Sono un vero e proprio pianeta, che ci circonda e condiziona la nostra vita. Questo pianeta vegetale, Anthony Huxley l o esamina da quello che si potrebbe definire «il punto di vista delle piante», senza dimenticare l'uomo moderno che, con la sua ignoranza e la sua distruttività, corr e il rischio di alterare l'equilibrio della vita universale. Libro meraviglioso e provocatorio, col garbo e l'humour delle grandi opere fondate sull'osservazion e della Natura, stimola l'interesse, desta l'ammirazione, spinge al rispetto, ri vela l'enorme importanza di una forma di vita che condivide con la specie umana l'avventura della presenza sulla Terra. Anthony Huxley (1920) è figlio di Julian Huxley. Ha lavorato per due riviste ingle si famose in tutto il mondo: «Amateur Gardening» e «Country Life». Ha pubblicato una ven tina di volumi sui più diversi problemi della botanica e della geografia, tra cui "Mountain Flowers" e (in collaborazione con Oleg Polunin) "Flowers of the Medite rranean" giudicati fondamentali dagli studiosi e dagli appassionati. INDICE GENERALE. PRIMO VOLUME. Nota dell'autore. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. I compagni di strada sul pianeta terra. Come avvengono i mutamenti. Dalla cellula all'albero. La fioritura finale. La grande invenzione. Ingegneria naturale. La centrale energetica.

8. Eccentriche e bizzarre. 9. Il fiore. 10. Crescita e ritmo: il cervello elettronico della pianta. 11. Comandi e comunicazioni. 12. Le piante sentono? 13. Sesso e vita. 14. Un Kamasutra dei fiori. 15. Lo scopo finale. 16. La nascita. 17. Gli opportunisti. SECONDO VOLUME. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 24. 26. 27. 28. 29. 30. Il tempo assegnato. La comunità delle piante. Sfruttamento dell'ambiente. Girovaghi alla ventura. Convivenza. Strangolatori, parassiti e scrocconi. Le piante assassine. Corazza e veleno. Gli sfruttati. L'uomo manipolatore. Guerra dei mondi. Un rapporto incestuoso. Uno sguardo al futuro.

Bibliografia essenziale. *** NOTA DELL'AUTORE. Questo libro è stato scritto per aumentare l'interesse e la sensibilità per il mondo delle piante. In tutta la stesura dell'opera ho attribuito a lettori e lettrici qualcosa di più d'un semplice interesse passeggero per il mondo vegetale - siano essi giardinieri, botanici dilettanti o appassionati di flora selvatica, cui la dimestichezza quotidiana con le piante e le reminiscenze di lontani corsi scolas tici di biologia diano nozioni a livello quasi subliminare per la disposizione o rnamentale di piante e fiori. Pertanto ho riassunto brevemente molti particolari basilari relativi al modo in cui funzionano le piante, concentrando invece i mi ei sforzi sugli aspetti più straordinari di tale funzionamento. Ciò nonostante l'arg omento rimane praticamente inesauribile, e vengono quindi citati solo alcuni ese mpi tra gli innumerevoli possibili. Si sono dovuti inevitabilmente fornire alcun i particolari tecnici, ma sono stati omessi quasi completamente argomenti davver o complessi, quali le moderne opinioni sull'attività interna della cellula. Ferma restando la premessa di un interesse intrinseco per l'argomento da parte dei let tori, spero che il libro possa essere letto ed apprezzato da chiunque, a prescin dere dal fatto che sia provvisto o no di copiose conoscenze tecniche. Il modesto numero d'illustrazioni può riuscire forse sconcertante. Ho pensato tuttavia che u na parte illustrativa appropriata e bella, corredata da buone fotografie, avrebb e fatto di quest'opera uno dei soliti costosi libroni dove si guardano le figure invece di leggere il testo, mentre d'altro canto i disegni l'avrebbero resa tro ppo simile a un libro di testo. La maggior parte delle opere indicate nella bibl iografia fornirà illustrazioni di vario genere al lettore desideroso di vedere pia nte e strutture vegetali. In un'opera come questa, che mira in primo luogo a sti molare il pensiero, ritengo che le figure dopo tutto non abbiano un'importanza v itale. Tuttavia all'inizio dei capitoli sono state riportate alcune figure - rip rese per lo più da vecchie incisioni su lastra - allo scopo di alleggerire un test o eccessivamente uniforme.

Il libro incomincia con una breve esposizione del processo evolutivo considerato nel vasto arco di tempo del suo svolgimento, e con la descrizione di come siano evolute le piante. In questa parte vengono brevemente descritti tutti i princip ali gruppi di piante citati nel testo. I successivi capitoli dedicati alla fotos intesi, alla struttura, all'accrescimento vegetale e alle norme che governano ta li fenomeni introducono agli altri aspetti della vita delle piante, sottolineand o costantemente l'ingegno e l'impegno messi in opera per soddisfare tali esigenz e. Rientrano tra questi fenomeni di vitale importanza la riproduzione sessuata o asessuata, e la successiva dispersione delle spore o dei semi, tanto spesso con nessa alla collaborazione degli animali; l'invecchiamento, la malattia e la mort e; la società delle piante, le loro associazioni, il modo con cui le piante vivono in comunità in stato di pace o di ostilità. Gli ultimi cinque capitoli riguardano l'intervento dell'uomo lo sfruttamento, la manipolazione e la distruzione da lui perpetrati nei riguardi del regno vegetal e, le piante create artificialmente dall'uomo e quelle ancora primitive che egli cerca ora di addomesticare. L'ultimo capitolo prende in considerazione le prosp ettive future, senza perdere mai di vista le piante selvatiche. Ogni volta che è s tato possibile, sono stati usati i nomi volgari delle piante; gli equivalenti in latino sono riportati nell'indice. Tuttavia molte piante citate a scopo esempli ficativo non hanno un nome volgare corrente, e ho dovuto quindi adottare la term inologia botanica in latino, senza peraltro accentuare la sinonimia che opprime tanta parte della letteratura botanica. I nomi delle piante interessate non sono però veramente importanti, perché scopo della mia opera è stato quello di descrivere le strutture, i dispositivi, i meccanismi e gli accorgimenti di adattamento esis tenti. Indubbiamente la mancanza dei nomi potrebbe irritare il lettore dotato di una maggiore preparazione botanica, ma essi sono comunque indicati allo scopo p rincipale di aiutare chiunque intenda approfondire ulteriormente - poco o molto che sia -le sue conoscenze in questo settore. Insomma, ho cercato di scrivere un libro che possa destare interesse, meraviglia e considerazione per un mondo che ci circonda da ogni parte, che condivide con noi l'avventura della vita sul nostro pianeta, e che ciò nonostante viene ritenuto un fatto fin troppo normale e scontato. Devo confessare di aver ricevuto l'ispirazione per quest'opera dalla "Storia nat urale delle piante" scritta dal viennese Kerner von Marilaun, e pubblicata in tr aduzione inglese da F. W. Oliver nel 1894. Il «Kerner & Oliver», come viene chiamata l'opera correntemente, è da molti anni uno dei miei libri preferiti. Molta ispira zione mi è venuta, analogamente, dagli scritti del dott. E. J. H. Corner, segnatam ente dalla sua "Vita delle piante", pubblicata nel 1964; il fatto che io l'abbia citata testualmente parecchie volte dipende dall'impossibilità di rendere indiret tamente in modo adeguato la vivacità dello scritto, specialmente nei punti in cui l'autore descrive fatti od osservazioni da lui sperimentati di persona. Sono grato anche al signor Richard Gorer e alla signorina Janet Mortimer, che ha nno letto il dattiloscritto facendo molte giuste critiche, al signor Desmond Mei kle dei Reali Orti Botanici di Kew, che con grandissima cortesia ha controllato tutta la nomenclatura, e infine alla signorina Thalia Bence, pure di Kew, che mi ha aiutato a redigere l'indice dei nomi volgari e a rivedere parecchi punti nei particolari. Il signor Peter Stageman, bibliotecario alla Reale Società di Ortico ltura, mi è stato di grandissimo aiuto per risolvere i problemi delle illustrazion i. Lo stesso indice è stato redatto in forma definitiva dalla signora Dorothy Fram e, al cui attento lavoro va la gratitudine mia e degli editori. Capitolo 1. I COMPAGNI DI STRADA SUL PIANETA TERRA. Le piante ci circondano da ogni parte su questo nostro pianeta Terra. Vi si trov avano già prima di noi, e questo mondo vegetale verdeggia dovunque noi lo permetti amo: in Amazzonia, in Siberia, sulle montagne e negli oceani. Anche nel cuore de lle metropoli si trovano alberi piantati dalle mani dell'uomo ed erbe o erbacce che approfittano di ogni minima occasione di vita. Quasi dovunque lasciamo verde ggiare questo mondo vegetale, che la maggior parte di noi ritiene normale ed ovv

io. Cos'è questo mondo di piante, questo mondo che condivide con noi la vita sul nostr o pianeta, che forma l'unico gruppo di viventi con un modo di vivere tanto diver so da quello di tutti gli altri, senza ossa né guscio, o muscoli, sangue o nervi? Questo libro considera i fatti da quello che si potrebbe definire «il punto di vis ta delle piante», e tuttavia guarda di sottecchi anche la specie umana. Le piante fanno molte cose che anche noi sappiamo fare, e molte altre di cui siamo incapac i. In termini evolutivi l'uomo non è che un breve batter di ciglia, mentre le pian te rappresentano le prime forme di vita; peccato che in questo breve batter di c iglia l'uomo sia diventato per la natura il flagello che è. Le piante selvatiche s opravviveranno e prospereranno se noi permetteremo loro di esistere. Ma lo potre mo, e lo vorremo? E" facile essere antropocentrici ed antropomorfi con gli altri esseri viventi, s pecialmente quando sono tanto diversi da noi, come nel caso dell"«altro regno» delle piante. Facile dire di una pianta che è dannosa perché è armata di spine, o che è invad ente perché possiede una buona forza riproduttiva: questi fatti in realtà esistono s oltanto nella mente dell'uomo. Da parte mia ho cercato di evitare un punto di vi sta eccessivamente antropomorfo, ma le affinità tra le piante e gli animali inclus o l'uomo si sono rivelate talvolta troppo strette o troppo allettanti perché potes si sfuggire sempre e completamente a questa mentalità che fa dell'uomo il centro d i ogni cosa. Ci sono sempre in giro più piante di quante ne riesca a scorgere un occhio superfi ciale. L'acqua e il suolo pullulano di piante microscopiche: alcune sono unicell ulari, altre formano raggruppamenti di cellule abbastanza disordinati, si organi zzano poco per volta in strutture che diventano man mano più sofisticate e visibil i. Anche le piante unicellulari sono elaborate quanto le più complesse, e come que ste sono dotate di strutture progettate in misura altrettanto mirabile per il ra ggiungimento dei propri fini: proliferano senza sosta e senza limiti. Piante sup eriori si rinvengono dai mari meno profondi alle spiagge, dalle coste fino ai ri lievi montani; l'una o l'altra specie, in un modo o nell'altro, riesce a vivere in quasi tutte le condizioni che si presentano naturalmente sulla terra che anch e noi abitiamo. Solo il 30% circa della superficie del globo è costituita da terre emerse, e di queste un 40% è ritenuto inabitabile per l'uomo. Tuttavia su gran pa rte di queste terre crescono delle piante. La caratteristica veramente notevole e unica posseduta dalle piante, salvo pochi ssime eccezioni, è costituita dalla loro capacità di produrre energia dalla luce. In questo modo le piante provvedono a tutti gli altri organismi viventi. Per la ve rità Cristo sbagliava quando diceva di esse che «non tessono e non filano», perché, come ha scritto E. T. H. Corner, «le piante tessono, e come, e filano il tessuto della materia viva». Il plankton marino fabbrica cibo per i pesci e i cetacei; piante t errestri di ogni specie nutrono gli animali erbivori e onnivori rifornendoli anc he di vitamine; carnivori marini o terrestri divorano gli erbivori. Davvero «tutta la carne è fatta d'erba», ed è un fatto che la razza umana non può permette rsi il lusso di scordare. La citazione (tratta dalla Prima Epistola di S. Pietro ) così continua: «e la gloria dell'uomo è come il fiore che spunta dall'erba. L'erba i naridisce, e allora il fiore cade». L'evoluzione degli animali non avrebbe potuto verificarsi se prima non fosse avvenuta quella delle piante; negli eoni trascors i a tutt'oggi dal giorno della creazione della vita, il mondo animale e il mondo vegetale non hanno fatto altro che influenzarsi e condizionarsi a vicenda. Le piante dalle quali dipendiamo per avere cibo, nonché moltissime altre specie ve getali, sono state sfruttate, e in alcuni casi sono state sviluppate dall'uomo. Sono spuntate anche «piante satelliti» che crescono solo insieme alle specie coltiva te. Ma in generale il regno verde nel suo vero modo di esistere selvatico resta del tutto separato dal genere umano, indifferente e talvolta anche ostile nei no stri riguardi. Le piante spuntano, vivono, si accoppiano, fruttificano e muoiono nei loro molti modi diversi, senza mai richiedere alcuna assistenza agli uomini , sebbene molte di loro abbiano sviluppato rapporti con gli animali - in modo pa rticolare con gli insetti - perché le aiutino nei loro accoppiamenti, mentre molte altre approfittano degli animali per disperdersi. Le piante eccellono veramente in questo loro modo di approfittare delle altre fo

volente o nolente. anch'esse si nutrono e respirano. le straordinarie capacità di adattamen to e di recupero del mondo vegetale. isolamento. Alcune piante si comportano esattamente da prostitute a questo scopo. e se questi talvolta risultano straordinari o bizzarri o anormali.rme di vita e di altre circostanze d'ogni genere. più p rimitive. compia. Nell'ambito di ogni classe vegetale. si accoppiano ed hanno una prole. vi sono sol tanto 4237 specie di mammiferi. le loro abitudini di accr escimento. attività quali la respirazione. e in fatto di adattabilità. per cui è difficile descriverla in termin i generali». . di un cavolo o di una pianta di granoturco è presumibi lmente abbastanza noto. del terreno e del clima. Le piante si spostano di rado. allettano e illudono gli animali perché essi le aiutino nei lo ro accoppiamenti. di proget tistica. e pertanto meritano di venir considerate con particolare atten zione. se le piante potessero pensare. le piante non sono mai st ate superate dagli animali. Una recente valutazione le ha stimate sulle 226 mila specie. e in una certa misura tra i vari gruppi di classi. valutato a un dipresso a 1 milione 125 mila. E" stato Darwin a scrivere un giorno nel suo diario che conviene «studiare gli animali come se fossero piante». Meritano di ess ere considerate per parecchi motivi. Si aggrappano al pianeta. Analogamente esse hanno approntato mezzi . Pertanto ho inserito degli esempi dovunque era possibile. e così via. come già scriveva Teofrasto nel terzo secolo avanti Cristo. Ho già detto che le piante assomigliano all'uomo sotto certi aspetti. Sebbene queste attività siano interamente «progra mmate» in risposta a stimoli. Sebbene mi sia dilungato a scrivere delle piante più recenti e più evolute. indipendentemente dal fatto che anche tra queste si o sservano meccanismi estremamente ingegnosi. la tensione. Le piante adescano. o che almeno le loro «invenzioni» si possono paragonare alle nostre. se non esaminiamo le piante più arcaiche. Il numero degli a nimali diminuisce man mano che si risale la scala dell'evoluzione: sul numero co mplessivo delle specie. l'alimentazione e la lignificazione presen tano affinità fondamentali. «la pia nta è in verità una cosa varia e molteplice.dai più rozzi ai più abili e raffinati per far sì che gli animali o gli elementi provvedano a disperdere con certezza i s emi o le spore. meno complicate. Ma. e in molti punti di questo libro ho dovuto formulare i ndicazioni generalizzate delle modalità adottate dalle piante per risolvere i prob lemi vitali. tecnica delle condutture e sistemi di comunicazione interna . Sono meravigliose opportuniste che si servono in massimo grado delle varie combinazioni dell'acqua. la funzione richi esta. servono comunque a rivel are le attitudini e le risorse incredibili. Esse ci rivelano esempi sofistica ti di applicazione dei principi dell'aerodinamica e dell'idrodinamica. A somiglianza degli animali. dell'aria. Ma vi sono piante che la maggior parte di noi non ha pro babilità di vedere. non siam o in grado di capire adeguatamente la loro evoluzione. una volta giunto sul posto. e la loro capacità di colonizz are e d'integrarsi nell'ambiente deriva dalla loro strabiliante differenziazione e varietà. e nelle loro reazioni agli stimoli esterni dimostrano di possedere un loro gene re di percezione. ricorrendo spesso a complessi dispositivi meccanici affinché l'a nimale.m entre invece sono relativamente numerose le specie delle piante «superiori» o fioren ti. a somiglianza di quanto avviene nella maggior parte degli animali inferiori e degli uccelli. ci sarebbe da meravigliarsi delle loro risorse inventive. ma dispongono di molteplici capacità di movimento. Molte di queste piante più semplici so no comunque di vitale importanza nel contesto mondiale. 193 specie di scimmie e primati antropomorfi . In altri casi la dispersione avviene grazie a vari ingegnosi dis positivi meccanici basati sull'esplosione. Nel corso del loro sviluppo. le loro stesse strutture. ma è possibile ch e assommino a ben 300 mila. la propulsione tipo avio getto. ment re altre si potrebbero definire prestigiatrici. L'aspetto di un platano o di un fico. succede di rado che una pianta esca sco nfitta da una combinazione insolita o da un concorso di circostanze strane. Ci sono non meno di una ventina di "classi" diverse di piante. di un a petunia o di una begonia. Davvero. ed alcune tra le più eleme ntari hanno probabilmente contribuito a salvare la specie umana.

o almeno adeguatamente. spesso producendo ceppi che non sopravviverebbero allo stato selvatico. Questo atteggiamento sembra costituire la regola nel mondo delle piante. dove talvolta si ha l'impressione che i cambiamenti avv engano per il puro e semplice piacere di cambiare. Possono pungere e u rticare. le taglia e abbatte o brucia quando le incontra sulla sua strad a. La «biosfera» in cui si trova la vita che caratterizza . Tutti questi aspetti. a breve o a lunga scadenza. o pratica scavi sotto le loro radici. per cui si scindono o si abbarbicano per originare nuovi individ ui in modo tale che. Anche in quest'ultimo caso sfrutta eccessivamente i l suolo e i pascoli naturali. Le piante riescono a nascondere i monumenti dell'uom o in un tempo sorprendentemente breve. le obbliga a produrre fiori e frutti ad epoche prestabilite. sia esaminate secondo la nostra visi one distorta che osservate dal loro punto di vista vegetale.questi reprobi del mondo vegetale -. Al tempo stesso l'uomo è incredibilmente noncurante delle risorse naturali. Sebbene in natura gli animali si rivelino solo di quando in quando notevolmente nocivi alle piante . la capacità di ricupero del regno vegetale è n el complesso ragguardevole. e in particolare le selezion a e le alleva perché diano grossi raccolti ed acquistino altre proprietà desiderabil i. Cominciamo a renderci conto che ogni cambiament o apportato al nostro ambiente comporta di conseguenza una serie di ulteriori ca mbiamenti. e con il quale tuttavia dobbiamo collaborare se intendiamo sopravvivere. graffiare e tagliare. le coltiva perché crescano al massimo. Questo fatto ha dato origine. Le piante non sono prive di vizi e difetti. per usare q uesti termini ora tanto di moda. senza spiegare "perché" faccia una cosa invece di un'altra. che cerca di spiegare e di descrivere il mondo ubiquitario delle piante che tanti di noi ritengono ovvio. dalla germinazione in poi: le rimpicciolisce e le ingrandisce. Tuttavia. L'uomo le moltiplica ar tificialmente. magari anche rallegran doci dell'ambiente che ci circonda. alternative. cioè puntando su eventualità opposte. o perché esistano date strutture ed abitudini. Molte si comporta no da parassite nei loro rapporti. Perciò l'uomo escogita metodi adatti non solo a far crescere le piante in dimensioni più lussureggianti. per l'estremo disagio. la natura si preoccupa di "com e" agire con successo. e in un modo o nell'altro cercheranno di rispuntare su una steppa che è stata fatta oggetto di pascolo eccessivo. o in un'area quasi desertica. In un numero crescente di casi è ormai in grado di regolare anche la crescita delle pia nte. segnatamente per far posto alle piante artificiali di cui la popolazione in a umento ha crescente necessità. In tutti gli aspetti e in tutte le forme di vita. e a volte sembra rifuggire dai meccanismi pe rfetti e dai principi assoluti. poss ono soccombere anche le erbacce . per la vita natur ale e per la stessa sottile superficie della terra. a ripopolare un atollo devastato da una b omba atomica. e un gruppetto di piante è in grado d'intrappolare e digerire degli animaletti. o come esse abbiano conseguito la rispondenza allo scopo. che sono spesso di cattivo auspicio per noi stessi. molte piante hanno mezzi di diffusione non associati all a riproduzione. Lo studio delle piante in condizioni natural i costituisce un aspetto dell'ecologia e dello studio dell'ambiente. geneticamente parlando. La natura non fa che sperimentare e cambiare. a uno smi surato controllo sulle piante ad opera dell'uomo stesso. anche se in certi casi il mistero supera l'immaginazione dell'uomo. la coltiva zione operata dall'uomo rende le piante più sensibili agli attacchi degli animali nocivi ed anche alle malattie. di modo che alla fine. Ma noi possiamo solo formular e congetture sul modo in cui si sono elaborati i dispositivi e le strutture dell e piante. dando per risultato finale il deserto. vi eleva sopra delle costruzioni. Ho già accennato a come l'uomo dipenda dalle piante. ma anche a proteggerle nel m iglior modo possibile dai loro nemici: battaglia che è ben lungi dall'avere vinto. costituiscono i temi fondamentali del presente libro. si può dire di alcune specie che sono virtualmente immortali. Un aspetto sul quale non mi stancherò mai d'insistere è il modo in cui la natura affronta i problemi. nella minuscola frazione di tempo impiegata dall'uomo per «civilizzarsi». Infatti le nostre risorse so no sorprendentemente esigue. «scommet tendo pro e contro».Come se ciò non bastasse. alcune contengono veleni mortali.infatti di solito si stabilisce un equilibrio -. Per qu anto riguarda le piante. sui quali mi sono brevemente intrattenuto.

anche comprendendo gli estremi delle montagne più alte e delle profondità oceaniche. un pigmento che si serve dell'energia solare per trasformare l'anidride carbonica e l'acqua in sostanze nutrienti nel corso di un processo detto "fotosintesi". «Molte specie. e infine le angiosperme o piante provviste di fiori. Esse tuttavia si possono ordinare. di rado il nostro intervento sul mondo verde determina cambiamenti favorevo li alle piante. si adattano a circostanze esterne che sono andate soggette a .hanno certo maggiori possibilità di ristorare i n ostri animi stanchi e depressi.i batteri. Alcuni dei gruppi che vediamo oggi possono mostrare una stretta somiglianza con i loro antenati.disporre gli organismi odierni secondo un ordinamento lineare. Sebbene ciò possa corrispondere parzia lmente a verità per le caratteristiche esterne. riesce difficile agli uomini migliorare la natura.. o avanza re l'ipotesi che una data pianta si trovi più o meno tra due gruppi. è lo strato più sottile di tutti. disponendole secondo un ordine di complessità crescente che in linea di massim a rappresenta una misura dell'evoluzione.forse passata alla vita parassitaria da una fase precedente di organismi leggermente più complessi. Il tronco principale del nostro albero evolutivo vegetale sale passando per le a lghe (ad esempio quelle marine).. Non è giusto . Un giardino può rappresentare uno spettacolo gradev ole. le felci. Capitolo 2. avvenuta nell'anno 4004 av anti Cristo (un anno dopo la pubblicazione dell""Origine delle specie"). e il suo spessore è stato parago nato. ma anche il nostro benessere. i funghi e i virus eleme ntari. le gimnosperme (come ad esempio le conifere). Vi sono dei modi di collaborare con il mondo selvatico.il nostro pianeta. le piante più semplici sono senz'alt ro fossili viventi. A somiglianza di quanto si osserva per gli animali. tali da assicurarci non solo il soddisfac imento delle nostre esigenze materiali e il rifornimento di certe materie prime. sia pure grosso modo. mentre non v'è dubbio che siano una forma di vit a .ed anche molto aggressiva . ritenendo che ogni gruppo più semplice ne origini un altro più complesso. Qua e là possiamo indicare strette affinità. COME AVVENGONO I MUTAMENTI. e molla principale di questo libro -. come se dovessimo sopravvivere a lunga scadenza. e di tenerci in buona salute.anzi. Il legame che lo unisce è la clorofilla . a quello di una mano di vernice su un p allone da football. Per altri aspetti le piante possono se mbrare diverse tra loro quanto le oche selvatiche e i cavalli nel regno animale. A ne ssun livello sarebbe possibile ravvisare il punto di transizione da un gruppo al l'altro. per così dire. a livelli progressivamente più elevati si ramific ano le briofite (come i muschi e le epatiche). diverse l'una dall'altra e destinate a restare tali. Ma le ampie distese di un paesaggio naturale incontaminato . Ahimè. cominciarono ad esistere contemporaneamente il terzo giorno della creazione. l'anno stesso in cui Charles Darwin e Thomas Henry Huxley face vano saltare il mito secondo il quale l'attuale ordinamento della vita altro non era se non il risultato di una creazione simultanea. e una pianta verde sul davanzale può riposare l'occhio di un impiegato o di u na casalinga.» Gli eminenti bot anici Hooker ed Arnott scrivevano queste parole nella loro "Flora". Il mondo vegetale come lo vediamo oggi è costituito da molti organismi di genere a ssai diverso. dal che potremmo presumere che certe linee non hanno più subito n otevoli mutamenti da molti milioni di anni. un'opera pub blicata nel 1860. in un albero genealogi co. ma il ponte c he costituisce il collegamento effettivo tra un gruppo e quello successivo resta oggetto di congetture. Ma va detto f rancamente che "dobbiamo" cercare di capire questo mondo e di valutare le conseg uenze dei nostri interventi su di esso. o dello sviluppo. gli animali e così via . anche il regno vege tale è pieno di anelli mancanti. I gruppi di piante esistenti oggigiorno vanno considerati come rami sporgenti da un tronco centrale suscettibile di sviluppo. Dobbiamo vivere del reddito della terra. che fino ad epoca abbastanza recente si credeva fossero solo elementi chi mici in moltiplicazione autonoma. Ai piedi di questo tronco si trovano tre rami laterali . come comparativamente equivalente.con l e piante.grande invenzione del crea to. è un'autentica falsificazione .

circa un altro miliardo d'anni prima.il progresso nel senso di una sempr e maggiore complessità. salvo che in quelli molto primitivi. Per mutazione casuale il rimescolìo dei caratteri fornito ed assicurato d . La diversità delle piante e i continui cambiamenti sottintesi da tale diversità soll evano necessariamente la questione di come funzioni l'evoluzione. facilmente decomponibili. fornendo così un mezzo infallibile per attestare la presenza di una pianta erog atrice di polline in una data epoca e in un dato posto. semi. Come mostra lo schema a pag. Conviene pure tener presente che anche la registrazione più antica di un fossile può essere avvenuta qua ndo la pianta era ormai molto diffusa.ognuno con un corredo di cromosomi (aploidi) . spesso conservati più o meno al completo per l'avvenuta carbonizzazione in strati di fan go. che non le specie montane e d eserticole. caratterizzata da due corredi di cromosomi (diploidi). cioè dai fossili situati a vari livelli di profondità. veicolati su strutture simili a bastoncelli. La differenza tra i repe rti di polline e i grossi fossili risulta dal lavoro effettuato su parecchie mig liaia di metri cubici di sedimenti del Terziario e del Cretaceo nel Venezuela e nel Borneo. Bisogna sempre tener presente la casualità di un avvenimento del genere. con il loro indistruttibile rivestimento protettivo. di modo che la registrazione dei fossili può favorire piuttosto le piante degli acquitrini e del fango. e in parte nella deduzione e nell'indagine comparata di quanto si sa ormai con certezza. più spesso di piccola entità. che hanno fornito una registrazione particolareggiata del polline.d ampie mutazioni nel corso dei millenni. La strutt ura chimica fondamentale di un cromosoma è molto simile in tutto il regno animale e vegetale. Man mano che le piante aumentavano di dimensioni e diventavano piante superiori. e non al momento della sua prima comparsa . Non può avvenire nessun rimescolamento con la semplice divisione. come dicono i giardinieri. L'evoluzione di ogni organismo . I cromosomi sono raccolti entro un nucleo in tutti gli organismi.si fondono producendo una «generazione». possano durare praticamente all'infinit o. germogli. cui i geologi hanno dato un nome dopo averli faticosamente recuperati. e risale nel tempo fino a rocce di tre miliardi e mezzo di anni fa e fino alla formazione stessa della Terra. Le caratteristiche di un organismo qualsiasi derivano dagli elementi di programm azione noti con il nome di geni.foglie. e questa loro plasticità rappresenta un fattore di grande importanza nell'evoluzione. Per avere la garanzia di questo risultato bisogna «rimescolare» il materiale il più spesso possibile. e questo risultato si ottiene con la riproduzione sessuata. che si trovano entro le cellule. ma talvolta notevolissimo. m a virtualmente nessun macrofossile. 36 [fig. è terminato circa 570 milioni di an ni fa. dove tali resti vengono asportati dall'azion e dei venti e dell'erosione. nelle caratteristiche controllate dal gene inte ressato. ricor dando che foglie e steli e parti di legno hanno probabilità molto maggiori di cons ervarsi che non i fragili fiori ed analoghi frammenti. cioè la capacità dei geni (gli elementi dell'ereditarietà che determi nano i caratteri dell'organismo interessato) di mutare. I pro gressi della tecnica microscopica e l'analisi chimica altamente specializzata de lle rocce hanno consentito di accertare che più di tre miliardi di anni or sono es istevano già organismi capaci di fotosintesi. che provvede a ricombinar e regolarmente i caratteri genetici. in base a conclusioni parallele. E" abbastanza curioso il fatto che i minuscoli granuli di polline. de tte cromosomi. Conviene pure ricordare che stagni e paludi conservano i resti vegetali molto più efficientemente delle terre emerse. Perciò la paleobotanica consiste in parte nell'osservazione e nell'ana lisi dei reperti. di «fare uno scherzo». o semplicemente la sua capacità di resistere al mutare delle circostanze . come nel caso del sem e comune. Nella riproduzi one sessuata i gameti dell'uno o dell'altro genitore . La mutazione comporta un cambiamento. Come possiamo sapere qualcosa dello sviluppo degli organismi durante l'arco dei milioni di anni trascorsi? In modo semplicissimo: dagli archivi delle rocce. qui omessa]. o Precambriano. il livello più antico. Parallelo a questo rimescolamento dei caratteri è l'altro meccanismo fondamentale dell'evoluzione. Essa opera anz itutto con l'accorgimento della riproduzione sessuata.dipende inizialmente dalla ricombinazione di tale materiale genet ico. lasciavano delle loro parti nelle rocce . pigne.

segnatamente nel senso che ha ridotto le foreste ed ha accresciuto le praterie e le savane composte in gran parte da erbe. come nel cas o del cavallo. Qualc osa come una decisione collettiva. Le mutazioni avvengono sostanzialmente a casaccio. espressa in forma ultr asemplificata da Herbert Spencer come «la sopravvivenza dei più adatti» (tanto spesso citata a sproposito nel senso dei «più adatti di tutti»). nel caso che siano effettivamente distruttive. Quando cambiano gli ambienti. Ma non è questa la sede adatta per addentrarci in t ale disamina. Negli animali è spesso chiara una successione o uno sviluppo lineare. come quando salta il dente di una rotella d'ingranaggio in un orologio.appartiene a quelli che si moltip licano con estrema rapidità. ma il tasso medio di mutazione è dell'ordine di 1 su 1000 0 fino a 1 su 100 mila. Le mutazioni benefiche vengono assimil ate. mentre si estingueranno quelle a lento tasso di mutazione.ad esempio un batterio . E" un dato abbastanz a curioso che la forma contorta venga riprodotta dai semi provenienti da questi alberi influenzati. Una delle dimostrazioni più notevoli di ques ta possibilità è data dai faggi europei contorti. Ma quando le condizioni cambiano. Le nuove condizio ni non si limitano soltanto a sconvolgimenti del tipo citato. e l'ipotesi di spiegazione avanzata è che un meteorite radio attivo. Sono tutti pressa ppoco coetanei. e che l'evoluzione potrebbe essersi verificata per sola mutazione. Un dato gene può mutare con una frequenza di 1 su 2000 individui. determina la direzione dell'evoluzione». di modo che i cambiamenti vengono controllati da un complesso di geni. come è il caso del venerando pino americ ano a pigne ispide. siano essi piant e o insetti o mammiferi. il c he significa avviarsi verso l'estinzione.al normale scambio di geni dei due genitori nella riproduzione sessuata riceve l a possibilità della variazione. pare che sia un tipico difetto intern o che si può paragonare a un inconveniente casuale. e affinché la sempre crescente varia bilità dell'organismo si riveli utile. Questi complessi di geni contribuiscono ad at tenuare gli effetti delle mutazioni e a rendere graduali. passando su queste località circa un secolo fa. I periodi caratterizzati da condizioni uniformi tendono a favorire lo "status qu o". ed io mi sono attenuto alle vedute ortodosse. Q uelle dannose vengono soffocate dalle misure di controllo esercitate dai comples si di geni. sicuramente le radiazioni art ificiali produrranno delle mutazioni. per lo più in piccolo numero entro un assembramento di al beri normali. abbia influenzato gli albe relli che si vennero a trovare immediatamente sotto di lui. o del ginkgo. e non la muta zione. Ad esempio. La causa delle mutazioni di solito è oscura. e con il passare del tempo le possibilità e le mutaz ioni vanno a cifre astronomiche. Sembra possibile che anche stimoli est erni quali i raggi cosmici possano colpire i geni. e si trovano in Danimarca. e si può affermare con Gavin de Beer che «la selezione. Questa eventualità è accentuata dal fatto che. Viceversa si può dire che proprio nelle condizioni o negli habitat più «dif ficili» avvengono più rapidamente nuovi progressi. sebb ene un gene individuale sia associato ad uno o a parecchi caratteri specifici. Le nuove condizioni creano occasi oni nuove per le piante adattabili. I rami di questi alberi si torcono come serpi e spesso si congiungono al tronco o ad altri rami. l a sua influenza effettiva su questi caratteri risente degli altri geni interessa ti. sopravviveranno le piante in grado di muta re più rapidamente per adattarsi. Questo è un tasso adeguato affinché i mutamenti vengano assi milati sulla scala del tempo dell'evoluzione. Questa è l'essenza del processo di selezione naturale. piuttosto che improvvi si. solo poche sono benefiche. le piante devono evolvere o restare statiche. come quelle che resistono agli habitat monta ni e desertici creati da sconvolgimenti biologici e climatici. Il particolare degno di nota sta nel fatto che queste località si tr ovano in linea retta. nella Francia settentrio nale e in Gran Bretagna. ed è di portata mas sima se l'organismo . La mutazione può verificarsi anche nella riproduzione asessuata. è probabile invece che il singolo organismo interessato perisca. in Germania. Alcuni scienziati moderni ritengono che la riproduzio ne sessuata in realtà non sia indispensabile. In termini animali la mutazione è ca . i mutamenti dei caratteri. l'asce sa sulla scena mondiale degli animali erbivori ha esercitato un profondo influss o sul regno delle piante. Per la maggior parte sono sen za conseguenze o chiaramente dannose all'organismo.

Ma con le piante ci si trova costretti a chiedersi se non si sia verificato un p rocesso alquanto diverso. Ciò n onostante abbiamo i cavalli. che imbroglia a tal punto un insetto maschio da riuscire a fargli credere che il fiore sia una f emmina pronta all'accoppiamento. tanto più è improbabile che abbia potuto verificarsi per puro caso. come è il caso dei meccanismi utili alla dispersione dei semi delle erbe. E qual è il punto cruciale di tutta la variazione della forma delle foglie? Specialmente quando si cerca di an alizzare perché esistano tali differenze tra fiori di famiglie diverse. ricorrendo a un'altra citazione. Man mano che procede lo sviluppo in un gruppo di piante imparentate. tale da ricordare gli scambi delle posizioni dei giocatori in una partita di ca lcio. mentre altri rimangono inalterati o possono anche degenerare. come dice W. Contemporaneamente più organi ridotti si possono produrre su ogni singola pianta. Può svilupparsi un corredo d'organi. Così i fiori sprovvisti di petali probabilmente si sono evolut i da quelli a molti petali. Spesse volte riesce impossibile immaginare come abbia potuto prendere il v ia tale processo di selezione per arrivare ai caratteri che oggi hanno una funzi one . che scriveva nel 1787 di essere «persuaso che il saggio Creatore della natura non abbia creato un solo capello se nza un suo particolare scopo». del rimescolamento caleidoscopico di poche parti ripetute. Sprengel. e analogamente dopo tali riduzioni può accadere che parecchi organi ridotti si com binino formando una nuova struttura complessa. ciò origina complesse combinazioni ed altre innumerevoli occasioni di variazioni e miglioramenti. Le tendenze evolutive sembrano indirizzarsi spesso alla semplificazione degli or gani per riduzione. Effettivamente. sia perché si sarà liberata dalla prec edente funzione per le mutate abitudini. Riesce quasi impossibile pensare che i cambiame nti intervenuti nelle «orchidee primitive». e i fiori unisessuati dai bisessuati o ermafroditi. «nessun gene mutante ha la minima pr obabilità di mantenersi contro una selezione avversa di grado anche minimo». La cifra era dell'ordine di un migliaio eleva to alla potenza di un milione. per cui pare proprio che selezione e finalità abbiano potuto fare a meno del puro caso. Ganong. Tuttavia i biologi evoluzionisti più convinti si dichiarerebbero d'accordo . F.ad esempio il fiore di un'orchidea impollinata dalle api. La sele zione è infatti avveduta ed intenzionale. Nel primo esistono certamente tende nze generali di adattamento. essa verrà assunta dalla parte casu almente più disponibile allo scopo in quel momento. una volta iniziato. H. Esistono due livelli d'evoluzione da tenere in conside razione: quello generale e quello specifico. ci si rend e conto della varietà di soluzioni che sono state trovate per risolvere un numero limitato di problemi.e tuttavia si osservano piante ultrasucculente che vivono «porta a porta» con erbe sprovviste di adattamenti speciali. e se allo ra funzionava la selezione naturale c'è da chiedersi perché non abbia messo in opera i dispositivi di soppressione.sia perché succederà a quella parte di avere già una struttura più ri spondente alle esigenze della nuova funzione. cioè per l . nel senso di questa mimetizzazione. può avvenire l'ibridazione tra i membri più primitivi e quelli più progrediti di un dato gruppo. sebbene sia stata definita «un meccanismo per fabbricare un grado altissimo d'impr obabilità». J. poss ano aver avuto qualche valore funzionale man mano che si verificavano. In ogni caso popolazioni originariamente simili potranno disperd ersi geograficamente quando tenderanno a divenire separate fisicamente. o per qualche altra ragione non morfolo gica». tale che nemmeno i milioni d'anni trascorsi da qu ando le amebe hanno cominciato ad esistere potrebbero iniziare a contenerla. M uller ha fatto il conto delle mutazioni benefiche casuali che occorrerebbero ad un'ameba per evolversi in cavallo. Ma devo lasciare questo terreno probabilmente controverso.mbiamento e.con C. K. quanto più una forma di adattamento è complessa e particolar eggiata. non c'è dubbio che le mutazioni tendono a «sommare» i progressi e ad orientare u no sviluppo. Qualunque ne sia la c ausa. quali la tendenza all'ultrasucculenza in condizioni di vita aride . indipendentemente dalla sua na tura morfologica . non assomiglia al gioco della roulette. «q uesto significa che quando il cambiamento di una condizione ambientale susciterà l a necessità di esplicare qualche nuova funzione. E" possibile dimostrare che tali progressi tend ono a muoversi secondo le linee di minore resistenza e.salvo i riferimenti al Creatore .

Possono anche svilupparsi .caratteristica utile a scopi diag nostici per lo scienziato . e piante cresciute al r iparo di recinzioni di filo metallico galvanizzato nella regione del Breckland m ostrano di essere diventate resistenti allo zinco dilavato sopra di esse nell'ar co di tempo di 35 anni. la materia prima con cui si formano specie o entità nuove: basta considerare le osservazioni origin ali di Darwin alle isole Galàpagos sui fringuelli e le tartarughe giganti. restano virtualmente ina lterate da ormai 70 milioni di anni. Anche l'abitudine parassitaria si è evoluta in parecchie occasioni diverse. si evolvano in habitat affini nello stesso modo strutt urale.rivelando talvolta un'evoluzione rapidissima . Si può anche notare come piante di ascendenza assai diversa. i tassi di mutazione potranno essere altissimi. specialmente quando nuove «linee» si irradiano da un antenato non specializ zato. abitudini.e caratteristiche fisiche. nell'inter vallo di tempo di duecento anni. catene montuose e deserti potra nno dividere una popolazione e creare nuove razze geografiche. sebbene siano della stessa specie. Barriere come oceani. e formino due gruppi di piante grasse in grado di resistere alle condizio ni di aridità. che possono perfino avere lo stesso numero di cromosomi . mentre in alcuni casi si raggiunge un equilibrio. e così via. I limiti entro i quali u na specie è diversa da quelle imparentate variano notevolmente da una famiglia all 'altra. e i criteri adottati per distinguere una popolazio ne di piante da un'altra variano a seconda della mentalità dei botanici che effett uano le ricerche tassonomiche. si verificano divergenze massicce e compaiono famiglie uniche d i piante. Per questi motivi si parla abitualmente di loro come di razze geografic he.altri tipi di razze superficialmente simili. Il termine «specie» può rendere necessaria una definizione. dai gruppi primitivi come ceratofilli ed equiseti fino a molte piante fioren ti. forma e c olore dei fiori. Come si è già detto. forme che rispetti vamente non possono vivere nell'habitat delle altre. Comunque dobbiamo sempre ricordare che il concetto di specie corrisponde a una d istinzione operata dall'uomo. Quest a popolazione di norma non s'incrocia con nessun'altra. le condizioni di staticità tendono a rallentare il tasso di mutaz ione. La specie costituisce però un concetto essenziale p er trattare e considerare le piante ad ogni livello. dopo essersi evolute attivamente per molti milioni di anni. . come i cacti american i e le euforbie africane. ogni volta che se ne è presentata la neces sità. possono avere forme diverse per notevoli o basse altitudini sul livello del mare. è stato calcolato che in dat e circostanze una nuova specie vegetale potrà evolversi entro un lasso di 50-100 g enerazioni. come pure di animali. si sono evolute razze vegetali che tollerano la presenza di metalli sui cumuli dei rifiuti di fonderia. A volte. e questo fatto rende se mpre più difficile il compito di definirle. salvo che alle ali estreme dello schie ramento. dove tutti o alcuni dei caratteri sono diversi. Queste entità mostrano tendenza ad avere forme intermedie. evidentemente dove si ve rifica l'eliminazione selettiva delle mutazioni. Organi di riserva come i tuberi si sono evoluti ripetutamente.possono comportarsi in modo affatto diverso. per con statare come una piccola separazione geografica sia bastata a produrre nuove cir costanze e di conseguenza specie diverse. Esso si riferisce a una po polazione di organismi singoli che hanno una discendenza fatta a loro stretta im magine e somiglianza. Molto recentemente ci si è accorti anche che piante di uguale aspetto. che presentano analogie di struttura. e il concetto conduttore può consentir e alcune variazioni come nel colore e nelle dimensioni dei fiori. Questa viene chiamata evoluzione parallela. di modo che variano per loro il tempo di fioritura e la lunghezza del gi orno occorrenti per assicurare la fioritura stessa. Così nella valle dello Swansea. In una massa terrestre molto isolata c ome l'Australia. Le fasi precoci della separazione po ssono indurre un botanico a definirle alla stregua di «diverse varietà di popolazion i». o che vivono a diverse lati tudini. Così ad esempio le conifere. essi non sono del tutto immutabili. Piante che secondo ogni apparenza appartengono alla stessa specie. una specie non è altro che la fase momentanea di un processo che non finirà mai. come probabilmente ha fatto capire questo capitolo. Inoltre.

Un batterio è costituito da una cellula semplice di qu esto tipo. se è ve ro che in quest'ultimo caso ci troviamo al cospetto di qualcosa che va molto olt re le esibizioni gratuite. delle abitudini. Per usare i minerali occorrenti al ricambio e alla moltiplicazione pe r scissione. effettuand o all'occasione sondaggi di prova. (Alcuni odierni batter i contengono clorofilla. e specialmente aminoacidi indi spensabili per la formazione delle proteine. Il c arbonio veniva loro fornito da materia organica formata chimicamente. e di una membra na avvolgente che racchiudeva il suo chimismo. E" ormai quasi certo che la vita è cominciata nell'acqua. ma il centro dello schieramento è composto di forme intermedie. A un altro livello le piante fiorenti hanno elaborato con tecnica da virtuosi uno spiegamento di variazioni specifiche sul tema della forma delle foglie. ma non di ossigeno libero. La reazione finale coronata da successo portò. Un giudizio sul valore attribuibile ai caratteri e alle funzioni che si ritrovano nel mondo animale de ve attenersi. ma consentiva alle sostanze nutri enti di entrare per osmosi. E" possibile che l'ossigeno si sia generato per processo bio . Tuttavia possiamo anche constatare che i risultati finali spesso si assomigliano sorprendentemente in gruppi affatto diversi tra loro e in condizion i ambientali molto differenti. pe r cui le piante riescono a vivere praticamente in qualsiasi tipo di habitat e di combinazione di condizioni esterne.Sorge un problema quando si può dimostrare che una pianta cambia lentissimamente m a sicuramente nel proprio ambito geografico. con presenza di anidride carbonica.qualcosa come un guazzabuglio cosmico.analoga a quella che Henri Bergson ha chiamat o «l'élan vital» . non solo per quanto riguarda la funzione. e probabilmente lo zolfo fu una delle più imp ortanti fonti di energia. Capitolo 3. a quanto si crede. ovvero nei te rmini dei due fattori essenziali nelle modalità di cambiamento di tutti gli organi smi viventi. Siamo tentati di postulare dietro a questa manifestaz ione una forza naturale dinamica . DALLA CELLULA ALL'ALBERO. In tal caso si possono dare diversi nomi specifici alle forme dei settori estremi. A un certo punto le condizioni fisi cochimiche e i livelli energetici furono tali che scoccò la scintilla della vita. Tale ambito è noto con il nome tecnico di "cline". in termini di mutazione e ricombinazione di caratteri.che produce incessantemente e all'infinito le sue novità grazie alle mutazioni su larga scala . Si possono immaginare questi mari come una «zu ppa» ricca di sostanze minerali. ma anch e relativamente al loro posto nell'ambiente o ecosistema. con l'aiuto dell'energia solare. un pigm ento che permise agli organismi di produrre cibo con l'aiuto dell'energia solare . nella quale. v ocabolo coniato da mio padre Julian Huxley. nei mari che si formavan o man mano che il vapore acqueo si condensava attorno ad una terra formata di re cente e in corso di raffreddamento. che per il resto assomigliano molto ai batteri e si crede anzi che abbiano un antenato in comune con questi. si poterono sviluppare molecole organiche complesse. Ma in linea di massima è possibile spiegare ogni fenomeno in modo adeguato. senza alcun bisogno di personificare l' evoluzione. in origine composta in larga misura di metano e ammoniaca. Saran no stati usati anche altri elementi. questi organismi avevano bisogno di una fonte d'energia. un innato biso gno orgiastico di cambiamenti e di variazioni. a modelli affatto diversi nel mondo dei fiori. La seconda grande invenzione della creazione fu quella della clorofilla. Oggi le pi ante usano l'ossigeno per il loro fabbisogno energetico. sono le alghe verdiazzurre. con l'intermezzo d'insuccessi causati dalla decomposizione delle molecole . e in particolare della struttura dei fiori. Vediamo pertanto che l'evoluzione compie un esperimento dopo l'altro. alla formazione di un organismo in grado di dividersi per riproduzione autonoma. ma questo elemento era scarso nell'atmosfera primitiva. vi sono ancor oggi batteri che ossidano lo zolfo. di cui abbiamo conoscenza. caratterizzata dalla capacità di automoltiplicarsi.) La comparsa di queste alghe avvalora l'ipotesi di un a mbiente ossigenato. a mio avviso. e risolvendo infine i problemi ambientali. Probabilmente essa scoccò molte volte. Gli organismi più arcaici provvisti di tale pigmento.

ma avrebbe potuto supporre come risultato più probabile un organismo mobile sempr e più complesso. Alcuni batteri.che si assicurano la propulsione nuotando con l'aiuto di f lagelli schioccanti con movimenti di frusta. come vengono chiamati . Pare comunqu e improbabile che siano mai cresciute oltre questa ridotta dimensione di circa u n millimetro di diametro. sono in grado tanto di effettuare la fotosintesi quanto . come continuano a fare tuttora. l'Euglena unicellulare. il solo possibile discendente att uale. non c'è quasi nessuna comunicazione tra una cellula e l'altra. e a nche oggi possiamo vedere animaletti unicellulari verdi ed incolori . mentre nelle alghe più sviluppate e in tutte le altre piante si trova confinata in corpuscoli lenticolari detti cloroplasti.fu aperta la strada agli organismi predator i degli autotrofi. e viene esaminata dettagliatamente nel capitolo 22. in cui l'energia prima spesa nel movimento veniva dirottata a van . quindi. Qualunque ne sia l'origine. Sono i compone nti più cospicui del plankton marino. è in grado di vivere senza la sua abituale clorofill a. dal momento che questi trovavano già bell'e pronto il materiale necessario a fabbricare il loro corpo e a produrre energia. che vivono fianco a fianco negli strati supe rficiali. come ha fatto con specie mo lto più progredite in epoche successive. che partecipano alla respirazione delle cellule e le riforniscono di energia . coesistendovi in simbiosi: una c onvivenza in cui ogni organismo beneficiava dell'altro.logico o per dissociazione del vapore acqueo operata con il concorso della luce. un'atmosfera ossigenata procurò uno strato di ozono. Ad ogni modo lo sviluppo delle piante s'indirizzò nel senso dell'immobilità. 1. Le piante mobili si svilupparono effettivamente in colonie multicellulari quali la moderna Volvox. Allo stesso modo si è riten uto che i mitocondri . come il Rhodos pirillium porporino delle coste tropicali. Però due miliardi e mezzo di anni fa cominciarono a fare la loro comparsa certe alghe filamentose filacce che avevano la larghezza di una cellula .superficia lmente assai simili .ed altre strutture. seco ndo i calcoli.autotrofi. che provvede tuttora ad assorbire i micidiali raggi ultravioletti e permette la colonizzazione dell'acqua superficiale. Nel successivo balzo evolutivo . Allo stesso modo la clorofilla si trova diffusa nell' alga verdeazzurra. si è congetturato che il sistema di ricambio di assembra menti mobili di maggiori dimensioni sarebbe diventato instabile. e che questo «principio del brucare» abbia accresc iuto le specie autotrofe in quei giorni primordiali. che ha propulsione autonoma e riunisce in sé molte funzioni. o a mezzo di ciglia.di ricavare energia dalla sostanza organica in de composizione. e rappresentano la principale fonte di cibo per molti pesci ed anche p er alcuni cetacei. Le alghe verdiazzurre sembrano riunirsi in comunità quasi per caso. E" stata avanzata l'ipotesi che i cloroplasti siano i discendenti delle alghe verdiazzurre che son o penetrate nel corpo degli animali elementari.al quale sono occorsi. ma in creature così elementari esso si trova dif fuso nelle cellule. la divisione tra pianta ed animale risulta sfumata. C'è da chiedersi se qualche antenato fosse in grado di effettua re la fotosintesi quanto d'ingerire una preda.questo materiale verrà per lo più confinato e compresso entro un nucleo. i batteri cominciarono presumibilmente a cibarsi dei loro corpi in decomposizione dopo la loro morte.al buio . Una volta cominciata l'esistenza di organismi che utilizzavano l'energia solare .8 miliardi di anni .altri corpuscoli contenuti nelle cellule tanto vegetali c he animali. Questa situazione indubb iamente continua anche oggi. A questo punto. I batteri e le alghe verdiazzurre hanno materiale genetico portatore di caratter i come tutti gli altri organismi. un o sservatore non avrebbe avuto la possibilità di prevedere lo sviluppo delle piante. L'energia disponibile aumenta di venti v olte per l'ossigeno utilizzato nella traspirazione. Sembra ce rto che tale secondo livello d'attività nella «trama alimentare» aumenti la diversità de lle specie al livello originario.siano i discendenti di alcuni batteri che abitavano in simbiosi negli organismi primitivi. Una volta che cominciarono ad esistere queste piante ed animali primitivi. Il detto per cui «ogn i carne è fatta d'erba» acquistò così il suo significato fin dai primi giorni. Infine le alghe persero ogni parvenza d'indipendenza. in quel momento ancora galleggiante. e ad un certo momento cominciarono ad aggredirli mentre eran o ancora in vita. La mobilità spontanea costituì un altro esperimento delle creature unicellulari.

ogni gamete è fornito di un corredo di cromosomi (gameti aploidi) e la risultante è di due corredi (diploidi).periodo rappresentato sul diagramma s olo dallo spessore di una linea . nelle piante superiori lo sporofito e i semi diploidi che risultano dall'accoppiamento provv edono alla continuità di tutta la vita. dopo un p eriodo incredibilmente lungo caratterizzato da pochissimi cambiamenti. Essi comportano una generazione diploide asessuata. specialmente nelle piante più arcaiche come le alghe marine. Che fosse essenziale o no. sono in grado di germinare. mentre la riproduzione sessuata è spesso aleatoria.dove solo alcune parti sono impegnate nella riproduzione . Come al solito la natur a puntò in tutti i sensi. Tanto gli sporofiti quanto i gametofiti all 'occasione possono moltiplicarsi anche con mezzi affatto asessuati. o divoratori di piante. o "sporofito". Fossili di alghe calcaree si ritrovano nel tardo Precambriano. provvedendo a uno strumento alternativo per garantire la dispersione e la continuità. o "gametofito". Nelle piante superiori il processo sessuato è relativam ente breve e viene compiuto da organi aploidi transitori (come avviene nei fiori ). Il sesso da principio fu quasi solamente un esperimento. Lungo la scala cronologica è indicata la comparsa iniziale dei gruppi più cospicui d i animali e di piante. A questo punto può essere utile un semplice schema per indicare la scala cronologi ca dell'evoluzione. circa 500 milioni di anni.taggio del maggiore accrescimento e di migliori capacità di riproduzione. composte di una sola cellula.si riesce ad avere un'idea delle ere smisurata mente lunghe che sono dovute trascorrere perché i progressi più insignificanti potes sero sommarsi in mutamenti di vasta portata. La s cala di misura del tempo passato è tale che la maggior parte dello schema illustra l'ultimo quinto della storia biologica della Terra. Perché due generazioni? Sembra che le spore rappresentino il prolungamento logico della gemmazione di piante molto semplici quali i lieviti. e quando ger minano originano la generazione sessuata. in cui ogni cellula produce spore ridu cendo la pianta originaria a uno scheletro. quali la div isione. come ho già fatto notare. l'equilibrio fu disturbato. Anche l'accoppiamento evita i sistemi relativamente poco soddisfacenti di molte alghe filamentose. i cui game ti devono nuotare nell'acqua in movimento. E" degno di nota il fatto che lo sporofito abbia ass ai spesso maggiori dimensioni e vita più lunga che non il gametofito. nel corso dei quali è avvenuta la massima parte dei progressi evolutivi. Ho già descritto come si fondano i gameti sessuati provenienti da ciascun genitore. e resistono spe sso all'ostilità delle condizioni esterne. invece nella maggi or parte delle piante «inferiori» esistono due generazioni distinte. L'era Pre cambriana. portati da una pianta diploide a vita relativamente lunga.assicu ra la continuità se insorgono condizioni quali la torbidità dell'acqua a rendere dif ficile la sopravvivenza della spora. Lo sporofito produce spore in via asessuata. che segnava u n miglioramento rispetto alla moltiplicazione per scissione o per gemmazione. la generazione portatrice di spore. e fecero la loro comparsa nuove specie in numero sempre crescente. caratterizzata da tutte le piante. così come ci viene rivelata dall'archivio dei fossili. Una volta comparsi i fitofa gi. e le alghe contin uano a svilupparsi nel corso di molti millenni successivi. che consente alle pia nte multicellulari di continuare a produrre «gemme» riproduttive unicellulari. Quelli che vediamo og gi sono gruppi assai disparati che presentano tra loro poche somiglianze o rappo . Un tasso lento di evoluzione si può associare sovente a metodi poco progrediti di riproduzione sessuata. Questo solo fatto ingenera dubbi in chi considera la parola «inferiore» come uguale a «più semplice». cominciò allora la riproduzione sessuata. e così via. distinta da quella aploide sessuata. Q uando si tiene presente che tutta l'evoluzione dell'uomo nella sua forma attuale ha impiegato meno di un milione di anni . Per svil uppare queste ultime è auspicabile una struttura multicellulare con cellule aventi funzioni diverse. Queste minusco le spore. La persistenza del genitore . aveva un certo numero di «nicchie» dif ferenti. Le sp ore sono progettate in modo da garantire una facile dispersione. con le diverse epoche distinte con nomi ed età approssimate. perché il dualismo dei cicli vitali di queste piante può essere compless o. cosicché non c'era bisogno di diverse specie. la produzione di stoloni. uno scheletro vuoto. portatrice di gam eti.

avevano bisogno anche di molto cibo sotto forma di cadaveri umani in decomposizione. lusso non co nsentito ad una pianta terrestre a strutture basate in gran parte sul carbonio. Possiamo fantasticare sulla meccanica di un albero ambulante o anche immaginare piante mobili.rti. oltre all'energia ricavata dalla fotosintesi. tra le alghe odierne si osservano maggiori diversità di quanto si possa r ilevare in qualsiasi gruppo vegetale ad esse comparabile. coriacee e gommose . ma comporta anche problemi d'inaridimento ed evaporazione. Questo fatto di per se stesso migliorerebbe le possibilità di accrescimento. nelle acque dolci sono st ate misurate perdite fino al 35% del carbonio fissato dalle piante. ma spr ovvisto di funzioni di assorbimento. probabilmente non furono tanto le piante marine né i fuch i e le laminarie ad originare le piante terrestri. La ritenzione del carbonio e un grado elevato di fotosintesi comportano a loro v olta la possibilità di eccedenze potenziali di carboidrati. Le alghe più progredite . Ma una volta che una pianta è a terr a. non esistono i normali ed ovvii anten ati fossili o viventi delle forme ben evolute che conosciamo attualmente. Ma il cambiamento dal mare alla terra è stato notevolissimo lo stesso: non si è trattato solamente di un'alga che si è arrampicata su una spiaggia strisciando sulla bàttima. come è qu ello delle note alghe brune delle spiagge. dove alcuni gruppi minori sono assai confusi per la loro piccola mole e per la notevole diversità dei metodi di riproduzione sessuata ed asessuata. C'è un'alga verde .alla disseccazione.i fuc hi e le comuni laminarie buttate a riva sulle nostre spiagge.spesso notevolissi ma . fantascienza a parte.possiedono strutture e un sistema di riproduzione paragonabili a quelli delle piante terrestri. e si è evoluto molto lentamente e regolarmente in un ambiente in cui i mutamenti più importanti non si verificavano come sulla terra. e che quella che penetra nell'acqua viene assorbita assai rapidamente. Un'àncora in mare va bene perché impedisce alla pianta di venire sball ottata in balìa della marea o delle correnti fuori delle condizioni di vita prefer ite. E" stato dimostrato che le alghe perdono nell'acqua che le circonda buona parte dei materiali nutritivi che producono per fotosintesi. Nonostante la loro complessità e la loro capacità di resistenza . E" un gruppo che ha avuto a sua disposizione un tempo fin troppo lungo per fare i suoi esperimenti. che vennero usate per produrre spesse pareti cellulari e per fabbricare il legno. In certi casi. che ingerivano direttament e. aumentando la quantità della fotosintesi. e talvolta uno stelo distinto che porta le fronde. Davvero. ma anche la pianta adulta non può evitare le catastrofi naturali quali incendi ed eruzioni. Ma. tenendo presente che queste piante extraterrestr i. di resistere all' aria e al vento in condizioni di aridità. Tuttavia essa deve avere radici c apaci di scovare ed aspirare grandi quantità d'acqua. e di raggiungere un'altra volta dimensio ni notevoli. Si può dire davvero che il balzo dal fuco alla pianta terrestre è relativame nte modesto rispetto al progresso compiuto per passare dall'alga unicellulare al fuco. possiamo opporre alla fissità talvolta svantaggiosa d ella pianta la mobilità e la capacità di dispersione sovente enormi delle spore o de i semi. Forse pro prio la mancanza di una radice assorbente che potesse attingere umidità dal suolo ha impedito a tante alghe marine di fare il gran balzo. Naturalmente nel mare e specialmente lungo le coste esiste un'ampia serie di hab itat da colonizzare e di condizioni cui adattarsi. Hanno un «appiglio». cost ruendo scogliere con una tecnica identica. è evide nte che una pianta terrestre dispone anzitutto di molta più luce. Un altro problema che le piante terrestri dovettero affrontare fu quello della l oro immobilità. di venire sbattuta su una spiaggia o frantumata da una burrasca. finché non ha avuto più bisogno di un'immersione giornaliera. Questa realtà permise infine alle piante di sollevarsi al di sopra di habitat umidi. e inoltre mantiene la pianta alla profondità più opportuna. a giudicare dal fatto che hanno in comune gli stessi pigmenti di fotosintesi ed hanno un meccanismo fotosintetico assai simile. come ha fatto John Wyndham con i suoi trifìdi. Alcuni gr uppi hanno sviluppato scheletri calcarei esterni e assomigliano ai coralli. l'immobilità diventa un rischio potenziale: non solo il seme non può più cambiare l 'habitat se questo diventa inadatto. un ormeggio somigliante a una radice. Soprattutto se ricordiamo che molta della luce che colpisce l'acqua viene rifles sa. quanto piuttosto le alghe ver di (Clorofite).

perché né le briofite né le alghe offrono antenati plausibili delle piante vascolari con tessuto circolatorio ben determinato che risalgono all'epoca Silu riana. Altro miglioramento riproduttivo è dato dal fatto che la generazione produttrice d i gameti si rimpicciolisce e matura in fretta. Un'epatica conduce eccezionalmente vita sotterranea ed è sprovvista di c lorofilla. Questa accelerazione significa più generazioni in un dato tempo. Uno dei loro problemi più cospic ui consisteva nel fatto che conservavano il sistema di riproduzione dei gameti m aschili mobili e dei gameti femminili stazionari o uova: il che richiedeva prese nza di umidità per consentire ai maschi di raggiungere le femmine.i pigmenti e i meccanismi di fotosintesi. si osservano somiglianze notevoli tra i muschi e le epatich e in terra. ed esso non cesserà di dare acqua più di una spugna inzuppata. . che si fabbrica un tegumento esterno di cutina. hanno scarsa rassomiglianza con le alt re piante terrestri. ha gambi eccezionalmente lun ghi fino a un metro. la Dawsonia. acquitrini e stagni. dette archegonî. sebbene vi sia un loro gruppo fornito di «foglie» che si sovrappongono e s embrano all'aspetto foglie di piante fiorenti. in modo da poter contenere quantità impressionanti d'acqua : si può continuare a strizzare una manciata di sfagno. il mate riale delle pareti cellulari. una pianta filamentosa ramificata che cresce sull e rocce umide e nel fango. o sfagni. per cui i gameti sono rapidamente disponibili.di nuotare verso le uo va che infine si trovarono rinchiuse in celle affondate nella superficie della p ianta. con qualche ramo disposto simmetr icamente. ma poi bastò solo u n velo sottile di umidità sulla superficie della pianta a permettere ai gameti mas chi .sono caratterizzate dalla dominanza della generazione con produzione di spor e. Tutte queste piante vascolari . Forse da princi pio furono le pozzanghere basse a provvedere a questa necessità. Ma si possono formulare solo congetture su come si siano svolti effettivamente gli avvenimenti. Come si è già accennato. Nei tropici i muschi possono vivere addirittura sulle foglie delle piante superiori. Le loro foglie cominciano a mostrare una certa so miglianza con quelle delle piante superiori. Accade così che nei successori più ovvii delle piante marine . e dal totale declino finale della generazione con gameti come entità distinta. e semplici pori respiratori. Tali piante portano alla sommità l'apparato riproduttivo. alcune hanno nervature centrali. I muschi vivono quasi in ogni posto che possa consentire la vita. la generazione per spore rappresenta sostanzialme nte una struttura parassitaria sulla pianta che porta i gameti. Un'eccezione è rappresentata a questo riguardo dai muschi Sphagnum. che fornisce anche un po'"di forza meccanica.muschi ed epatiche la generazione con produzione di gameti è quella dominante nel periodo Devoniano. ma sono piccole piante: il massimo muschio conosciuto. ma sono essenzialm ente organi di ancoraggio atti a far presa sul suolo umido. Hanno strutture che ricordano le radici.che adesso avevano messo a punto potenti flagelli . dove le foglie contengono grandi spazi vuoti perforati. Hanno un aspetto tale che una specie subacquea viene chiamata popolarmente dagli inglesi «il gatto affogato». il cavo degli alberi o i rami in disfacimento sui quali crescono. e i n tal modo affretta le possibilità di ulteriore evoluzione. le rocce bagnate. delle quali equiseti e licopodii costituiscono gli esempi più primitivi dei nostri tempi. Se ne pos sono trovare anche nell'acqua.che sfociano nelle piante fiorent i . dobbiamo considerarle pertanto un ramo fissatosi molto temp o fa fuori del tronco principale dell'evoluzione. somigliante a un ombrellino miniaturizzato. A questo punto ci troviamo di fronte a un'altra grande lacuna nella storia dell' evoluzione. Le prime piante terrestri colonizzarono senza dubbio le acque basse che potevano prosciugarsi secondo la stagione. Invece le briofite. e le alghe verdi . ed esiste un sistema primitivo di vasi circolatori per l'acqua e le sostanze nutri tive. Queste celle a forma di fiasca proteggono l'uovo e procura no appuntamenti ai gameti maschi. nel corso di altri mille nni si diffusero da lì ad altri habitat più asciutti. come vengono chiamati i muschi e le epatiche. somig liante a quello delle piante superiori. Esse hanno maggiore differenzi azione cellulare che non le alghe.terrestre detta Cladophorella. particolarmente per quanto riguarda le loro strutture vasco lari o circolatorie. il tipo di immagazzinamento delle sostanze nutrien ti ed anche il tipo e il numero di flagelli dei gameti. Le epatiche fabbricano sul suolo strutture piatte sovente sfornite di forma ben definita.

Possiamo eventualmente av anzare l'ipotesi che gli antenati dei funghi fossero animaletti unicellulari che in seguito assunsero forma filamentosa? Pare più probabile l'ipotesi che si siano originati dalle alghe filamentose. per cui i filament i delle cellule usati dal protoplasma per traversare i pori per la lunghezza di un cordone. è il fattore comune che distinguerà in av venire ogni progresso delle piante terrestri. il mal della volpe o del carbone dei cereali. Insomma. ivi compresi molti estesi gruppi n oti soltanto dai fossili. sulle piante e sulle sostanze in decomposizi one. Se qualcuno avesse scritto questo libro 200 milioni d'anni fa non avrebbe esitat o ad affermare che il gruppo dei licopodii era tra quelli di maggiore successo. ma alcuni loro corrispondenti moderni costituiscono sicuramente affezioni parassitarie. Parimenti possiamo trovare già ai primordi prove evidenti di funghi viventi in simbiosi sulle radici (ne verrà data estesa descrizione al capitolo 22 ). mentre altri vivono nella ter ra e sopra la superficie del suolo. I tessuti dell e piante terrestri vascolarizzate fossili sono spesso infiltrati di filamenti fu ngini . dal mo mento che non contengono clorofilla. Vi sono compresi agenti di malattie qu ali la ruggine.riconoscibili dalle spore e dagli organi di riproduzione . ma arrivano ad a ssumere molte forme stravaganti e bizzarre nei funghi ad ombrello mangerecci o v elenosi. Sarebbe sembrato un apogeo senza possibilità di alternative. perché si compongono di una massa di filacce o cordoni di cellule formanti fili o estesi tappetini che ricordano la seta fine. ramificandosi ed intrec ciandosi in modo da dare rigidità. e allora si dicono saprofiti. che sicuramente non sono animali. comprendono tra questi i lieviti unicellula ri sporosimili. sono gli spazzin i del gran mondo delle piante verdi fotofissatrici.che a loro vo lta possono presentare invasioni secondarie d'altri filamenti. vivevano nel mare come alcuni fanno anche oggigiorno.nel qual caso sono detti parassiti . Esse sono abbastanza semplici nei funghi microscopici. Le strutture si formano con il sistema del «falso blocco». possono contenere anche chitina. Alcuni possono crescere senza ossigeno. Corner ha perfino immaginato che non dovrebbe essere impossibile a gli scienziati introdurre cloroplasti nelle cellule fungine e riportare così indie tro le lancette del tempo. A questo punto devo citare i funghi. A somiglianza di molti batteri. che possono arrivare ad avere un diametro di 250 centi metri.alcuni dei quali ricordano da vicino dei tipi attuali . Dal punto di vista struttura le i funghi sono organismi semplici. Però questi cordoni o trecciol ine danno origine a corpi fruttificanti in cui i cordoni vengono elaborati in st rutture. adattandosi in seguito a vivere in assenza d i luce e ad assorbire nutrimento in diversi modi. un meccanismo efficiente di riproduzione. essi attacc ano i loro ospiti vivi per ricavarne cibo . e la capacità di p rodurre foreste di piante arborescenti adatte a crescere rigogliosamente in molt e parti del mondo. ma nemmeno completamente piante. oppure assorbono nutrimenti dalla materia morta. avevano strutture di sostegno e circolatorie abbastanza complesse. Altri sono in grado di sciogliere l e sostanze inorganiche quali il silicio. E. questi pesci fuor d'acqua nell'ordine delle cose. Sono in grado di digerire il cellulosio e la lignina. J. I funghi esistono dal periodo Precambriano. vengono pressati insieme molto strettamente.Lo xilema. e le muffe. Che ce ne facciamo dei funghi ai fini dell'evoluzione? Non hanno in comune con l e piante verdi il chimismo unico della fotosintesi. il ferro e il magnesio ricavati dalle r occe mediante emissione di acido citrico. Superficialmente simili ai muschi. la sostanza impiegata nel regno animale d a insetti e crostacei per formare i loro esoscheletri. e sebbene le pareti delle lo ro cellule contengano abitualmente cellulosio.fossero parassiti oppure saprofiti viventi su tessuti in disfaci mento. perdendo infine la clorofilla man mano che scomparivano il bisogno e la possibilità stessa di praticare la fotos intesi. come nella maggior parte delle pi ante. in quelli che crescono sugli alberi e nei «frutti» discoidali del fungo del la carie secca del legno. Dovunq ue esista sostanza organica attaccabile si troveranno dei funghi. . e per la maggior parte del loro tem po si presentano virtualmente come indifferenziati. ma per lo più assomigliano grosso modo a certe alghe filamentose. Non sempre è chiaro se questi funghi terrestri primitivi . se ne trovano nelle acque dolci. o tessuto circolatorio legnoso.

si spartirono il dominio della vegetazione terrestre. quasi una premonizione della pianta fiorente. degli equiseti. La forza del gambo risi ede in larga misura nella parte esterna rigida corazzata di particelle silicee. conosciuti e male detti da molti giardinieri per la loro tremenda persistenza in veste d'erbacce. in alcune. Il giovane sporo fito spunta dalla spora. le piante ter restri si sono diversificate anche più estesamente e in condizioni ancora più varie. La loro generazione s essuata consiste in un piccolo «protallo»: la generazione dominante è quella che porta spore.un letto caldo di prove ed errori che spesso ha provocato la scomparsa tot ale d'interi gruppi. Sebbene molti licopodii odierni siano piante assai tenaci.maggioranza ultrapreponderante del regn . Si devono immaginare gruppi diversi di piante che hanno sviluppato l'una o l'al tra caratteristica primitiva.la generazione che produce gameti s ia ormai completamente subordinata e venga portata dalle spore. e ne esiste uno . dove una pianta può assomigliare a un'altra precedente per un certo aspetto.Esistevano contemporaneamente equiseti arborescenti alti fino a 30 metri. Questi hanno struttura affatto diversa da quella dei licopod ii clavati: hanno un anello di canali d'aerazione verticali. o spermofite. L'archivio dei fossili è pieno di frammenti di dubbia attribuzione del tipo citato. e ben presto i loro massicci cadaveri andarono a comporre i ricchi giacimenti fossili negli schisti e negli strati di rocce che noi chiamiamo delle Ere Carbonifere. Ciò consente alle spore molta maggiore indipendenza dalle condizioni di umidità o di siccità. oggi si trovano in quasi tutte le parti del mondo. che si trovano ad ese mpio nell'Artide. Questi due gruppi hanno fatto un passo importante nella storia dell'evoluzione. che contiene riserve nutritive. il mutamento del clima trovò q uesti giganti vegetali incapaci di adattarsi con sufficiente rapidità. ma non sono molto diminuiti di statura. in modo abbastanz a simile a quello accaduto in seguito ai dinosauri. Conosciute inizialmente dal tardo Devoniano. i licopodii e gli equise ti. non è quasi mai possibile tracciare una discendenza ininterrotta o identificare antenati comuni. Questi vegetali sono invasori di successo. e infine sono rinchiusi di norma in almeno uno strato protettivo. Gli antenati delle felci sono antichi come le briofite. Anche gli equiseti non sono piante attualment e dominanti. uno stelo separato regg e grappoli di capsule di spore. e vi hanno lavorato attorno ricavandone altre dive rse . Essi non fu rono in grado di resistere a condizioni di crescente aridità. spesso come sottobosco o prosperan ti sugli alberi muschiosi o sulle loro biforcazioni. le felci hanno tirato avanti co n successo nelle epoche successive caratterizzate da cambiamenti di clima.che raggiunge i 10 metri d'altezza.e un sistema rigido ed elaborato di circolazione. Queste tuttavia svanirono senza lasciare una discendenza che conducesse c hiaramente alle piante attuali fornite di semi. . Ma. qualcuna cresce anche in acqua.l'equiset o gigante . ma non per un altro. tuttavia tipicamente contengono una pianta embrio nale preconfezionata ed una scorta alimentare per avviare l'infante sulla sua st rada. alcuni con tronchi massicci alquanto somiglianti a quelli delle palme attuali e con nu merosi rami eretti. Hanno radici abbastanza ben sviluppate . mentre le foglie sono ridotte a scaglie. Il balzo successivo nell'evoluzione comporta la produzione di semi. Pare però che questo passo sia stato compiuto troppo tardi perché questi gruppi potessero giovarsene pi enamente in termini evolutivi. La maggior parte delle felci ha spore sulle proprie fronde simili a fogl ie. ricordando molto da vic ino un germoglio germinante su una pianta superiore. anche se generalmente sono di di mensioni più modeste. e quello ora estinto delle calam iti. come la felce florida e la felce lunaria. che probabilmente avevano un antenato in comune con le felci a spore. sono assolutamente insignificanti in rapporto all'intero mondo vegetale per numero e dimensioni. Proprio come le alghe si sono grandemente differenziate nel mare. e tra questi e il c entro cavo c'è un altro anello di fasci conduttori rigidi. Nelle piante seminifere. Molto presto nella documentazione dei fossili compaiono piante fdeiformi con sem i simili a noci.in poche specie . I gruppi arcaici dei licopodii. Certi semi son o poco più che spore migliorate. perché sono i primi in cui . Alcune crescono fino all'altezza di 10 metri come alberi simili alle palme. Tu tti i gruppi vegetali descritti finora affidano la disseminazione alle spore.sebbene servano principalmente da ancoraggio .

lo stadio fornito di semi che possiamo ancora definire spor ofiti è totalmente dominante. le cycadine. e i grani di polline.o vegetale odierno . Non esiste un'altra generazione indipendente. sebbene il g inkgo abbia foglie piatte a ventaglio con venature ramificate ma non reticolate. con un «guscio» sottile piuttosto soffice e un interno decis amente morbido. dove l'acqua e il nutrimento possono circo lare dalle radici alla cima e viceversa.un genere delle Gnetales comprendente liane. I semi in realtà sono ben protetti come nelle angiosperme. Le piante a semi differiscono ulteriormente da quelle che portano spore. le conifere . Ovuli singoli possono raggiungere la lunghezza di 6 centim etri (Macrozamia). Il ginkgo produce grossi semi ovulari della lunghezza di circa 2 centimetri.hanno un sistema di riproduzione chiaramente gimnospermo. quelli femmini li sono sempre portati sullo sporofito o all'interno di esso. le scaglie semplicemente si aprono per metterli in lib ertà. Di norma le gimnosperme portano ovu li destinati a svilupparsi in semi su scaglie di pigne di aspetto simile alle fo glie. Le stesse cellule dell'uovo possono avere il diametro di 6 millimetri. originano gameti maschili mobili come spermatozoi . quando sono maturi.e il ginkgo derivano da rami diver si di una famiglia estinta. Nelle conifere passa molto tempo .dell e quali non è il caso di dare una descrizione . Sussistono però troppe differenze tecniche perché si possa affermare l'esistenza di un legame d iretto con le piante fiorenti. mentre i coni o le pigne femminili che li ospitano. per cui comprendono alberi veramente enormi in grado di resistere alle tempeste. analogamente alle piante davvero anomale e notevoli classificate co me Gnetinae. e v engono dispersi con una grande varietà di mezzi. Le spermofite più antiche tuttora esistenti sono le conifere. tanto che il gruppo delle Bennetitinae pare quasi rappresentare i prototipi de lle piante fiorenti. alberi e cespugli . spesso di un bel colore giallo o arancione. I gameti delle cycadine (antenoroidi) assomigli ano alle trottole con cui i bambini sono soliti giocare.talvolta grandi abbastanza da essere v isibili ad occhio nudo . per in significante che sia.mentre il tubetto d el polline si allunga verso il nucleo femminile per liberare i nuclei spermatici per la fusione finale. I gameti maschili rappresentano e costituiscono il polline. mentre le angiosperme ricorrono a dispositivi spesso di fattura elaborata. tra l'altro. mentre gli ovuli avevano scaglie che li rendevano paragonabili a carpelli . I n queste ultime gli ovuli sono portati quasi sempre entro strutture chiuse o "ca rpelli". con la differenza che. originatesi nel Carb onifero. Questo dispositivo intermedio ha consentito a tutte le p iante spermofite di sottrarsi alla tirannia dell'umidità esterna ai fini della rip roduzione. i gameti maschili e femminili sono piccoli. per forma e modello generale. Le cycadine. Le loro parti sessuate erano rinchiuse in organi simili a f oglie. Le cycadine. sotto forma di una «goccia di impollinazione» liquida in corrispondenza del co llo dell'ovario. con n uclei di mezzo millimetro.che nuotano per intere settimane prima di attuare la fe condazione del nucleo femminile. e "angiosperme" o «a semi "rinchiusi"». hanno un apparato sessuale molto più grande che in ogni altra pianta vivente. possono pesare perfino 45 chili (Encephalarto s). ma hanno foglie piatte a ven atura reticolata: sono le sole gimnosperme con tale caratteristica. e secondo ogni evidenza le Bennetitinae e le cyca dine si estinsero mentre compariva la prima angiosperma. per il fatto che hanno un sistema ben architettato di circolazione che ser ve anche a rafforzarle e sostenerle. discendono probabilmente dalle felci spermofite. germinando. virtualmente immutato rispetto ai fossili più antichi datanti dal tardo Paleozoico.un anno intero nei pini . o sporo fite. Nelle cycadine e nel ginkgo possono passare tre o quattro mesi prima che avvenga l'impollinazione. Tutte queste piante conservano «ricordi» dei mari antichi in cui si erano accoppiate le alghe loro ante nate. Le spermofite odierne si dividono in due gruppi principali: "gimnosperme" o «a sem i "nudi"». i cui stessi inizi sono oscuri: le Cordaitinae. Un gruppo assomigliava ai ranuncoli. Alcune cycadine fossili erano notevolmente diverse da quelle che conosciamo oggi . Gli Gnetum . e sono attivate da flag elli in una scanalatura a spirale. e non hanno esiste nza individuale. e il ginkgo. . somiglianti alle palme.

f oglie e sistemi di rami che esse continuarono a perfezionare. dette carpelli. ed hanno ricevuto n uove prospettive di vita . si può ridurre alle pure parti essenziali di stami maschili poll iniferi e di stimmi femminili per ricevere il polline. permettendo loro di mantenere le dimensioni che av evano in tutti i grandi rivolgimenti geologici e conseguenti mutamenti di clima. e la goccia d'impollinazione delle gimnosperme sparì. Queste antofìte o angiosperme ebbero un buon trampolino a loro disposizione. su una parte di questi carpelli si sviluppò una superficie ricettiva per i grani d i polline. comparvero proprio sul finire del periodo Giurassico. Capitolo 4. Alcune piante vennero a di pendere da singole specie d'insetti. mentre la maggior parte di queste schiatte pri mordiali continuava a vivere quasi immutata. che protegge e mette in mostra il polline e gli ovuli ed è progettata ti picamente per assicurare la fecondazione. La maggioranza si originò però nel Cretaceo. in condizioni topografiche e climatiche q uasi uniformi. Abitualmente il fiore delle angiosperme è molto più elaborato di quello delle gimnos perme: si tratta di una struttura compatta ricavata almeno in parte da foglie mo dificate. LA FIORITURA FINALE. Proprio per questo l'evoluzione del fiore è stata tanto rapida . Altre antofìte a ssai antiche appartengono al gruppo rappresentato oggi da magnolie e ranuncoli. Nonostante il prolungato immobilismo in termini evolutivi. Questi furono i precedenti che portarono alle piante fiorenti. Il polline di per sé non è mai mobile. mentre in realtà un mutamento apocalittico nelle condizioni d i esistenza spazzava dalla faccia della Terra molti gruppi di animali.Queste venature non si possono definire anelli mancanti. detta stimma. La loro struttura legnosa forte e flessibile rappresentò un g rande miglioramento rispetto alle ramificazioni rigide e fragili dei licopodii e degli equiseti arborescenti. l'ultimo dei gran di gruppi vegetali a svilupparsi. rese possibile o piuttosto necessario . Darwin considerava «un deprecabile mistero» l'origine delle piante fiorenti. mentre i loro fiori si facevano sempre più attraenti agli occhi degli insett i sfoggiando profumi. Per citare Bell e Woodcock. ma sono chiaramente di tipo intermedio. Progredirono rapidamente in modo particolare gli insetti. ma la maggior parte fa affidam ento sugli animali. o "anto fìte". verificatisi alla fine delle Ere Carbonifere. Nel capitolo precedente h o fatto menzione del modo con cui i semi delle angiosperme si sviluppano entro s trutture chiuse. Anche le angiosperme perfezionarono i meccanismi microscopici e relativamente go ffi di fecondazione delle gimnosperme.nel caso ne avessero bisogno . non esistono inequivocabili «anelli mancanti». cercavano cibo. Il grande numero di specie d'insetti.un numero molto maggiore di nuovi adattamenti di quant i ne avessero le piante in precedenza. che inizialmente contengono sacchi embrionari. «in confronto c on l'eleganza citologica della fecondazione di un'angiosperma. il net tare.grazie alla loro attua le utilità per l'uomo. Per distrarli da questa abitudine le piante misero a punto un surrogato. eredi tando dalle gimnosperme semi già molto evoluti. colori e caratteri segnaletici. come nel caso di certe erbe e delle euforbie. Contemporaneamente elaborarono le attrezzature riproduttive. e in seguito anche di altri animali quali uccelli e pipistrelli. le conifere oggi sono piante di altrettanto successo come al tempo dei dinosauri. Forse questa apocalisse accelerò effettivamente lo s viluppo improvviso delle piante antofìte. nel quale è archiviato il polline delle ninfee. tessuto vascolare e di sostegno. Alcune angiosperme vengono impollinate dal vento. a quanto possiamo sapere sulla scorta del polline foss ile. il rozzo sperma a . Le prime piante fiorenti. e inizialmente si rivolsero al polline. Tuttavia. Ma non ci sono ovvii precedenti fossili. di modo che si svilupparono dispositivi com plessi per quell'insetto e nessun altro. comparsi per la prim a volta nel Carbonifero. Nella registrazione lasciataci dai fossili esse comparvero senza dubbio del tutto improvvisamente in un momento in cui succedevano poche altre novità sul fro nte dell'evoluzione. dei quali i dinosauri sono i più famosi. cioè i fiori.

Ogni parte componente può trovarsi ripetuta in più copie.nterozoico delle cycadine non è solo barbaro.che chiunque abbia a che fare abitualmente con le piante ben di rado si trova in imbarazzo n ello stabilire il gruppo di appartenenza d'una pianta. o cotiledoni. costituisce un caratte re infallibile di diversificazione. Lungo questa giuntura compare nelle antofìte più primitive la supe rficie degli stimmi ricettivi al polline. che compariranno in seguito qua e là nel testo. sviluppando parimenti le possibilità della riproduzione asessuata mediante ar tifici vegetativi. si riferiscono specificamente alle piante che hanno semi con u na o due foglioline. Nei fiori più primitivi . In seguito gli stimmi si sposteranno s ulla sommità del carpello. il quale è ripiegato semplicemente in modo che gli orli della crosta comb acino su un lato. né alcune altre meno vistose.in un carpello a scatola . le "monoco tiledoni" e le "dicotiledoni". Caratteri di relativa primitività si possono intuire anche dal seme il cui dispositivo di chiusura . Esistono due gruppi distinti e di maggior rilievo di piante fiorenti. queste foglioline germinali tra l'altro hanno forma di solito affatto diversa dalle foglie delle dicotiledoni adulte. Solo dall'esame dei cambiamenti di struttura del legno. ma una pianta da un'impressione così peculiare . le angiosperme poterono riprodursi sulla terra a sciutta e praticamente in qualsiasi punto della terra. Le foglie delle monocotiledoni sono tipicamente strette e allun gate. Probabilmente la scissione delle piante fiorenti in quest i due gruppi distinti è avvenuta molto presto nel corso della loro evoluzione. stimmi e carpelli. o "xilema ". Le caratteristiche fiorali possono anche ricordare l'antichità delle origini. ma anche primitivo».giusto il caso dell'arcaica ninfea un complesso o corredo può fondersi a poco a poco con quello vicino senza differe nziarsi bruscamente (i petali interni possono fondersi con gli stami.definita da Ronald Good come u na specie di «esecuzione aerodinamica». come le magnolie e le ninfee. o in strutture specializzate al di sopra di esso. Nessuna di queste differenze. Questi due vocaboli. si può dedurre con la massima accuratezza la posizione evolutiva di una famigli a vegetale. proprio come la presenza delle branchie nei feti dei mammiferi ricorda i pe sci progenitori. con nervature parallele contrastanti con quelle reticolate e le foglie a f orma assai diversa dalle dicotiledoni. ed è altrettanto probabile che le . petali. le dicotiledoni più sovente hanno parti disposte per quattro. Molte delle prime antofìte si sono completamente estinte: la flora del primo Cretaceo dev'essere stata di aspetto molto diverso da quella att uale. Una riproduzione più spiccia e lo sviluppo d'individui nuovi s ignificano possibilità potenziali di mutamenti in continuo crescendo. L'anatomia del gambo è diversa. mentre le monocotiledoni hanno quasi s empre fiori con parti disposte a tre a tre o multipli di tre. Infine il gruppo approntò i nnumerevoli e spesso ingegnosissimi modi atti ad assicurare la dispersione dei s emi. stami. I fiori con parti evide ntemente fuse. per cinque. Le antofìte si svilupparono rapidamente.sepali. o in numero indefinito. Il gruppo ha uno spiegamento di forme di vita assai più esteso di qualsiasi altro. diventando dominanti verso la metà del lung o periodo Cretaceo. Grazie ai loro ef ficaci sistemi di riproduzione. e d ogni singola parte si troverà separata da quelle vicine.monocotiledoni siano discendenti delle dicotiledo ni originarie. I due gruppi sono ugualme nte diffusi sul globo. nel caso delle monocotiledoni . Il f iore contiene vari corredi separati di parti componenti . sembra però che gli antenati principali delle odierne angiosperme ap partenessero a un altro gruppo di piante senza stretta rassomiglianza con i loro discendenti ultimi.separa le piante fiore nti dalle gimnosperme a semi nudi e delle sporofite. ed ha una configurazione generale così distinta . E" poss ibile che la forma dei cotiledoni ricordi quella delle foglie delle piante anten ate. Alcune delle piante più primitive sono riconoscibili ancora oggi. I carpelli più semplici hanno un tipo di chiusura che ricorda un oggetto avvolto nel lembo della crosta di un a torta. altri peta li invece con i sepali). sebbene le dicotiledoni siano in generale assai più variate delle monocotiledoni. sia per dim ensioni sia per abitudini di crescita e durata del ciclo vitale: fattori tutti c he comportano conseguenze di vitale importanza ai fini dell'adattamento a quasi ogni nicchia climatica e topografica. come ad esempio le trombe composte dai petali di una convolvolace . come risult a dalla descrizione datane al capitolo 6.

il cui risultato finale è dato da un "capolino". e lo stabilirsi nel Pliocene di continenti ed oceani pressappoco nel loro contorno a ttuale. comparsi probabilmente nelle regioni più calde del globo a formar e foreste alquanto simili alle odierne.a. La comparsa e la diffusione delle angiosperme avvennero in concomitanza con l'ul tima fase importante dei mutamenti geologici sulla Terra. come nella famiglia delle composite. L'Eocene vide l'affermarsi dell'insediamento di molti tipi di Spiante sostanzial mente moderne.faggi. che portò alla formazion e di rilievi montuosi comprendenti anche le Alpi e l" Himalaya nel Miocene. e nell'Utah è stato trovato un fico d'India fossile somigliantissimo a quelli del giorno d'oggi. una conifera a foglie caduche scoperta solo nel 1945 dopo che veniva ritenuta estinta. le Ranales. cui apparteng ono le margherite. o quando una p ianta cambia tutto il suo metabolismo alla stregua delle saprofite . querce. e una schiera di piante a foglie caduche ben note . sono probabilmente di tipo più progredito. ed eccezionalmente in mare. a nch'esse erbacee. E" già stato fatto cenno a come i fossili più remoti appartengano alle piante che no i consideriamo le antofìte più primitive. Cominciarono a signoreggiare le piante a foglie caduche. sta nel la produzione di numerosi fiori riuniti in una testa compatta. cominciarono a comparire verso la fine di questo periodo. cespugli e infine piante erbacee: quelle senza stelo o gambo legnoso declinavano riducendosi a un ciuffo ad ogni stagione. platani. Quando un organo si è modificato per svolgere una funzione completamente nuova. i giunchi delle Typhaceae (sale. oppure si sceglie un nuovo habitat. Oggi tutti gli alberi delle regioni subartiche hanno p iccoli semi secchi. o come nei fiori di erba San Pietro e di cerfoglio selvatico tra le ombrellifere. Pare probabile che le composite altamente organizzate (margherite). stiance. Altri cambiamenti si originarono con la comparsa degli anima li erbivori. Compaiono in que sto periodo molte famiglie di piante affatto nuove: tra le piante molte erbe da prateria moderne. comprendenti ad esempio le fam iglie dei ranuncoli e delle ninfee. le magnolie e i tulipiferi. Ad esempio le foglie dell'alberello Cercidiphyllum di quest'epoca sono rimaste quasi immutate nella specie attuale. probabilmente sono venute molto dopo. ci sono altrettante probabilità c he si tratti di mutamenti relativamente recenti. e naturalmente hanno mas sime possibilità potenziali di attuare mutamenti. Nel Miocene le foreste cominciarono a ritirarsi. che scoraggiò la crescita degli alberi e incoraggiò le piante a rinnova re costantemente le loro strutture dalla base. almeno per certi gruppi di famiglie. niss . Da quegli alberi si svilupparono piante rampicanti del tipo delle liane. Altra segnalata tendenza evolutiva. che pure sono mo lto differenti tra loro per parecchie caratteristiche. A loro volta gli alberi si separ arono da queste piante che portano grossi frutti carnosi di grande richiamo per gli animali. e presero ad estendersi le prat erie man mano che crescevano d'importanza i mammiferi erbivori. le piante fiorenti acquatiche non si orig inarono dalle specie acquatiche più primitive: si tratta quasi certamente di piant e erbacee che tornarono a migrare nelle acque dolci. Le piante annuali. noci. Sulla scorta degli indizi disponibili pare probabile che le angiosperme più remote fossero alberi. come nel caso delle epifite arboricole. con cicli vitali più brevi ma anche maggiori capacità di mutamento.che sono pi ante senza clorofilla . Se non altro queste epoche corrispond ono a periodi di grandi movimenti geografici: le argille eoceniche londinesi con tengono in numero notevole frutti e semi che dimostrano come allora la flora del l'Inghilterra meridionale assomigliasse a quella attuale dell'India e della Male sia. mazze sorde). Diversam ente da quanto si potrebbe sospettare. Alberi come pioppi e plat ani sono pure noti dal primo Cretaceo. a nord dell'attuale circolo polare assieme alle pian te cedue prosperavano estese foreste di sequoia eocenica. evolvendo verso gli alberi con semi più piccoli ed asciutti in grado di venir portati fuori dalla foresta tropicale e di colonizzare progressivamente habitat meno favorevoli. le orchidee e le erbe. come accade per le erbe. co me è accaduto per le foglie delle piante carnivore e delle drosere.e delle specie parassitarie. Su quello che oggi è il Circolo Polare Artico viveva una flora somigliante a quella dell'Europa attuale. Condizioni del genere testimoniano a favore dell'adattabilità e del vigore colonizzatore delle piante fiorenti.

ma vi sono molte piante in cui le foglie sono state sostituite da steli. gambi. ci sono probabilità che non si possano verificare u lteriori evoluzioni in massa. sequoie e cedri. nonché nel centro d ell'Africa e nella parte centrale dell'America Meridionale. Continuò l'abbonda nza delle conifere. Il nostro pianeta pare in fase di quiete. Essi tuttavia non sono ancora troppo vecchi per far esperienze. La produzione è regolata dalla quantità di luce disponibile. Come verrà dimostrato nella seconda parte di questo libro. La clo rofilla impiega questa energia radiante per combinare l'acqua e l'anidride carbo nica e per produrre zucchero sotto forma di glucosio.parafrasando quan to hanno detto Bell e Woodcock .e. che hanno cessato di lottare per affermarsi. Nel Pliocenico l'Europa aveva ancora piante che ora sono confinate alla Cina e a ll'America settentrionale. La grande invenzione del regno vegetale.a una comunità di esseri umani di mezza età e favor iti dal successo. In questo periodo cominciarono ad insediarsi le speci e delle piante che conosciamo oggi. determinarono infine la distribuzione vegetale che vediamo oggi.quelli di colore rosso. Contemporaneamente viene c eduto ossigeno. tale da renderle indipendenti dalle fonti esterne di carboidrati. è la clorofilla. sia che si tratti di un'alga unicellulare quanto di un albero gi gantesco in una foresta. Il tema di questo libro è costitu ito in gran parte dagli esperimenti e dalle esperienze attuali delle antofìte o pi ante fiorenti. talvol ta notevolmente discontinua. hanno una vita sessuale incredibilmente varia con partner di og ni tipo immaginabile. dal momento che compaiono nuove specie selvatiche. Q uesto processo è chiamato fotosintesi. Le succ essive glaciazioni restrinsero le piante dei climi temperati in aree molto più rid otte di prima. liquidambar americani. Nella seconda parte del Quaternario le regio ni polari si coprirono di una coltre di ghiaccio. restringendo le superfici trop icali e delimitando le regioni temperate settentrionale e meridionale. Una pianta contiene q uesta sostanza. ed è fin t roppo controllato dall'uomo odierno. picciòli e rami che si assumono la funzione della fotosintesi. alberi di Giuda. e si mostrano in giro con vestiti di ogni genere. respingen do le piante subtropicali e tropicali nella fascia attorno all'equatore. e. dopo un rapido ritorno delle foreste avvenuto circa 8000 anni or sono. come mi arrischio a prevedere a conclusione di questo libro. Talvolta anche le radici sono verdi. salvo che i l ferro dell'emoglobina viene sostituito dal magnesio nelle piante. Indipendentemente dalle attività umane. in Sudafrica e in Australia. LA GRANDE INVENZIONE. e pasticciano con medicine. il fattore che differenzia totalmente l e piante da tutti gli animali. La fotosintesi è localizzata di norma nelle foglie. profumi e pomate strane. A confermare la teoria della deriva dei continenti ha contribuito la distribuzione di piante imparentate tra loro che vivono nella parte meridionale del Sudamerica. ad eccezione di pochi casilimite di organismi unicellulari. non c'è motivo di dubitare che continui l'e voluzione naturale. Le piante fiorenti che osserviamo oggi si possono paragonare . Sebbene la c . che per alcune piante accelerano e normemente i processi sopra accennati. eccetera. come i giacinti e gli altri bulbi che noi sottoponiamo alla forza tura invernale per avere fiori primaticci. una parte della molecola di clorofilla assomiglia a qu ella dell'emoglobina che forma il pigmento del sangue dei mammiferi. arancio e azzurro. Difficile immaginare un mondo vegetale diverso e. ma non tutti i raggi contenuti nel lo spettro della luce solare . La clorofill a si forma quasi istantaneamente nelle piantine. filadelfi. Capitolo 5. non appena esse spuntano alla l uce. l'uomo costituisce oggi l'agente più importante per portare avanti l'evoluzione e la distribuzione delle piante. e costituisce una prerogativa unica delle p iante. qualunque sia la loro complessità. La clorofilla è un pigmento che assorbe alcuni. e si forma con rapidità veramente sorprendente nelle foglie tenute artificial mente al buio. Fatto abbastanza curioso. sebbene certe piante in condizioni di scarsa luminosità riescano a produrne più di altre. quali pini. ed og ni altro genere di complicate sostanze chimiche.

mentre ve ngono cedute sei molecole di ossigeno.i clorop lasti infatti sono minuscoli dischetti con diametro inferiore a un micron . La fotosintesi prende sei molecole di anidride carbonica e sei di acqua. Naturalmente la fotosintesi s'interrompe al buio. e si trova sempre associata al pigmento giallo xantofilla ed al carotene di colore gialloaranciato. Nell'alga unicellulare Meugeotia si dispongono di c oltello rispetto alla sorgente luminosa se la luce è eccessiva. g ambi e tronchi s'ispessiscono. Questa «valu ta energetica» universale è l'elemento attivatore di base di tutte le attività cellula ri e di tutti i processi di crescita. Nelle foglie sottili delle lenticchie palustri i cloroplasti si dispongono orizzontalmente lungo le pareti delle cellule quando la luce è fioc a. e molta parte di essa viene convertita rapidamente. nelle alghe i corpi equivalenti si dicono cromoplast i. Il consumo di ossigeno. Il glucosio prodotto nel corso della fotosintesi rappresenta il punto di partenz a di tutto il metabolismo della pianta . Liquidi e minerali parimenti richiesti per la cre scita vengono convogliati attraverso i canali. Il cloroplasto agisce come semiconduttore. un cond ensatore o un accumulatore elettrico. in termini tecnici. Vengono prod otti altri «capitali di riserva» sotto forma di grassi. si può mascherare con pigmenti di diverso col ore. o ricettori visivi. e gli organi di riproduzione giungono a maturazione. e si può paragonare a quelli usat i in astronautica per convertire l'energia radiante in energia elettrica. i rami mettono più foglie per effettuare altra fotosintesi. se vuole procurarsi carne. Il cloroplasto è un convertitore di energia che cambia l'energia della luce in e nergia chimica. che contribuiscono a costrui .si o sserva che hanno una struttura che ricorda molto da vicino un radiatore. In ambedue i casi entrano in gioco rapidissime reazioni fotochim iche. L'energia contenuta nel glucosio è disponib ile subito. gli zuccheri sono convertiti in carboidrati più c omplessi sotto forma di amido dove può venire imprigionata l'energia. la rete di comunicazione viene ma ntenuta attiva. Spero di riuscire a dimostrare con questo libro che in realtà una pianta non è per nulla un e ssere calmo. Uno scrittore li ha paragonati a un mucchi o di parecchie centinaia di palle cave appiattite per schiacciamento. detti cloroplasti. per cui le radici si allungano. e permette alla pia nta di usare l'energia accumulata prodotta di giorno. Però abitualmente entrano in funzione di spositivi filtranti passivi. per un breve intervallo di tempo. od "ossidazione". I cloroplasti presentano impressionanti somiglianze con le cellule a bastoncini.lorofilla sia sostanzialmente verde. degli occhi dei vertebrati.la produzione di energia per la crescit a. corrisponde ad una combustione. esattamente come gli animali. Nelle a lghe compaiono altri pigmenti a dare man forte alla clorofilla. L'eccedenza alimentare viene immagazzinata. e in senso verticale con luce intensa. e sono quelli ch e conferiscono alle alghe le loro tinte variate. le cui funzioni permangono alquanto misteriose. all 'interno di cellule adatte. passivo e remissivo. e co n l'energia fornita dalla luce le combina in una molecola di glucosio. è la combinazione di un trasduttore e di un amplificatore. In alcune piante i cloroplasti si muovono all'interno delle cellule in risposta alle condizioni di luminosità. Questi cloroplasti sono stati definiti «gli schiavetti verdi» che consentono a una p ianta di condurre un'esistenza calma e passiva. e i settori assorbiti dello spe ttro della luce solare corrispondono chiarissimamente all'ambito visivo dell'occ hio umano. ammucchiat e ed avvolte in un unico strato membranoso. Se si ingrandiscono fortemente questi due corpi pigmentati . E" sta to dimostrato che questi processi sono reversibili: le piante emettono effettiva mente luce. mentre ad esempio un leone deve consumare energia per cacciare ed uccidere. quando si passa dalla luce al buio. e tutti di faccia quando c'è poca luce. per impedire che la luce eccessiva danneggi i cloro plasti vitali. sia pure molto fievole. che converte uno stimolo luminoso in una segnalazione nervosa . e di notte la pianta emette an idride carbonica e consuma ossigeno. perché di solito sono di colore diverso dal verde. Un bastoncino visivo. mediante una cat ena di complicate reazioni in 38 molecole di trifosfato di adenosina. Nelle piante superiori la cloro filla si trova sempre in corpi distinti e di varia forma. L'energia così liberata va a fabbricare la struttura della pianta per moltiplicazione cellulare.

A luce intensa e nelle migliori condizioni di nutrizione una cellula produc e molte più proteine che carboidrati. e molto più basso nel caso d elle piante che restino inattive per una parte dell'anno. Alcune piante. misurati in accumulo di carbonio per ogni singola area. ogni eccedenza va ad ispessire le pareti delle cellule di cellulosio e ad aggiungere rinforzo. può sciupare metà del carbonio assimilato attraverso la fotosintesi. Una foresta di betulle opera con efficacia circa 6. Quanto sopra si rileva nettamente confrontando i tassi di produzione di diverse piante. mentre granoturco e canna da zucchero hanno produttività superi ore rispettivamente di 25 e 35 volte. e l'anidride carbonica prodotta viene reimpiegata immediatamente nel processo di fotosintesi. i grassi hanno il sopravvento sulle proteine. solo lievemente migliorata nelle erbe delle regioni temperate. essi no n usano la luce solare per produrre energia.re le cellule.ha la produttività più bassa . come vien e definita. che formano il costituente principale del protopla sma. che comprendono specie tetracarboniche tropicali e specie delle regioni temperate a ciclo ordinario.virtualmente cellule elementari . Le piante acquatiche devono risolvere problemi particolari se si trovano per mol ta parte sommerse. Questa attività respiratoria a volt e continua anche di giorno. come la canna da zucchero e d altre erbe tropicali. In alcuni casi questa caratteristica conferisce ulteriori possibil ità di galleggiamento. Non v'è dubbio che siano effettivamente piante. Pertanto molte piante acquatiche hanno un tessuto molto spugnoso. Invece con buona luce. dove l'aria si diffonde uniformemente in tut ta la pianta. di cui si può dire che maschera la respirazione diurna. ma questi agenti di collegamento del regno vegetale . ma a un tasso molto ridotto. Dobbiamo fare un'altra eccezione per i funghi. queste piante (dette talvolta piante tetracarboniche o a debole germogliazione) hanno cloroplasti di due tipi. che è di sole tre parti su 10000. Sembra probabile che si tratti di un progresso evolutivo. Talvolta ne hanno tanto da secernerlo attivamente attraverso le foglie o altre parti. Anche questa cifra bas sa tiene conto dei periodi in cui tale coltura non ha le foglie tutte aperte. e non sprecano carbonio nella respirazione diurna. ma in cambio non hanno bisogno di convogli are sostanze alimentari per l'organismo. Le piante tetracarboniche sono invariabilmente tropicali o subtropical i. ma con scadenti condizioni di nu trizione. Oltre ad alcune d ifferenze nei processi chimici interessati. e di proteine. provengono spesso da regioni aride. uno d ei quali contiene molto più amido e funziona all'occasione da riserva temporanea d 'energia. A luce debole le proteine e i carboidrati pr essappoco si bilanciano. Un fattore limitante è dato dalla bassa concentrazione di anidride carbonica nell' aria. sono in grado di operare la fotosintesi più efficacemente di altre e a concentrazioni più modeste di anidride carbonica.5 volte superiore. la foresta tropicale piov osa più di 20 volte. perché sono tutte circondate dai minerali e dall'anidride carbonica presenti nell'acqua. Le piante del tipo delle alghe assorbono tutti gli zuccheri che producono. e lo impiegano per produrre nettare zuccherino o secrezioni ghiandolari per altri scopi. perché l'atmosfera odierna è meno ricca d'anidride carbo nica di quanto non fosse durante le Ere Carbonifere. perché ossigeno ed anidride carbonica . come la maggior parte delle piante. ma hanno approntato mezzi propri pe r ricavare nutrimento dalla materia in disfacimento o vivente.per quanto presenti in soluzione nell'acqua . Consumare energia in realtà significa respirare. Sprovvisti di clorofilla. e sono resistenti alle condizioni di sicc ità. Esse hanno un mecca nismo efficientissimo per fissare l'anidride carbonica. Esse non sono in grado di effettuare la fotosintesi come le piante ter restri a causa della luce più limitata. oppure grandi canali a perti. come nel gambo delle ninfee. Le piante terrestri che dispongo no di maggiore luce producono talvolta più zucchero di quanto occorra loro ai fini dell'accrescimento. Esistono parecchi generi.sono a concentrazione più bassa che non nell'aria. Il plankton vege tale. Però questa «fotorespirazione». . ed anche delle condizioni clim atiche in cui ad esempio le nuvole possono ridurre l'intensità luminosa fino al 5% di quella che splende a pieno sole. o un poco del fogliame adulto è in parte ombreggiato. Il tasso di trasformazione medio di tutta l'energia radiante disponibile in ener gia chimica è inferiore all'1% in una specie coltivata. o fìtoplankton.

e del posto che occupano nell'ordinamento globale di t utte le cose.sprovvisti di clorofilla. e che compongono il grosso della vegetazione del giorno d'oggi. INGEGNERIA NATURALE. sotto forma di un intrico o ciuffo o pezzo di le gno più o meno sotterraneo. le piante di cloroplasti: questi organi reagiscono alla luce e funzionano in manier a analoga. ancorata in un modo c he ricorda . Una pianta. Calcolati su scala mondiale. Più che altro per amor di semplicità dovremo considerarla una pianta fiorente o una conifera. oppure morire. Sono le erbacee pe renni. dovrà cavarsela lì. vivo no tutta o gran parte della loro esistenza in una sola stagione . Le funzioni sessuali delle piante sono paragonabili a quelle degli animali per la loro complessità. In questo capitolo intendo tracciare il profilo di una pianta «ideale» nel suo insie me. Anche questa semplificazione ci lascia moltissime varianti nella crescita e nell e abitudini delle piante. che in parte le assomiglia. sebbene alcuni suffr utici. Altre sono biennali. stabilirsi e nutrirsi. ma deve avere a sua disposizione anche c erte sostanze minerali. legnosi solo in prossimità della base. ma che comunque non si può paragonare in nessun modo a quello di nessun animale dotato di capacità di spostamento. dove solo le radici restano attive. L'animale ha il sangue. la pianta ha la linfa. perché vivono solo poche settimane. i r isultati di questa attività danno le vertigini. Una pianta può riuscire a riparare una lesione rigenerando alcune parti. sono veramente fuori del comune. grazie a sostanze chimiche funzionanti da messaggeri. non ha bisogno soltanto degli alimenti prodotti dall'e nergia radiante tramite la fotosintesi. La pianta non può scegliere il posto dove dovrà crescere.si aggira sulle 14 per 10 alla decima potenza tonnellate di mat eria organica. assumendo la forma di una specie di nodo carnoso senza foglie o gambi.e alcune di qu este piante a vita breve si dicono addirittura effimere. abbiano parti superiori erbacee che . e naturalmente l'acqua. mentre le piante dispongono di me todi per controllare l'accrescimento. e nell' anno successivo fioriscono. Gli animali hanno un sistema nervoso.poniamo . iniziano la loro vita un anno. E" stato calcolato che la crescita o la produzione annua delle piante . La pianta trascorre questo tempo. poiché passano gli inverni freddi in riposo. L e piante terrestri da sole creano ogni anno 150 miliardi di tonnellate di materi a nuova. In termini energetici questo corrisponde molto approssimativament e all'erogazione di due miliardi di grosse centrali termiche o idroelettriche. perfino le piante carnivore arieggiano solo superficialmente il modo di fare de gli animali. la loro struttura ed architettura ge nerale. ma è in grado di effettuare le funzioni aspirantiprementi di una po mpa. Le piante che vivono per parec chi anni e fioriscono ogni anno a maturazione si dicono perenni. che tanto spesso fungono da agenti principali per rig enerare materie nutritive semplici dalla complessa farragine dei corpi animali e vegetali in decomposizione. Alcune ad ogni primavera drizzano steli o gambi carnosi che fioriscono ed appassiscono prima de ll'inverno. o qualsiasi altro periodo di ripos o che possa decretare il clima. più le secrezioni ghiandolari che costituiscono un secondo impianto di comandi. Forse le piante assomigliano maggiormente a polipi e coralli per il loro modo di vive re. Tanto le piante quanto gli animali hanno lo scheletro. quel loro ripetersi in elementi simili. Alcune piante sono annuali. per crescere. appartenente cioè ai tipi di piante più noti alla maggior parte della gente.ivi compreso il plankton oceanico di alghe microscopiche . una pianta n on ha muscoli.quello di un polipo. Capitolo 6. Molte piante acquatiche hanno un comportamento analogo. Anzitutto c'è la durata della vita. pochi animali vi riescono. svernano. Un a pianta ha cellule dotate di massicce pareti che le impediscono di assumere cib o in un modo che ricordi anche lontanissimamente i processi usati dagli animali. l'uno ha l'emoglobina e l'altra l a clorofilla. Altre piante sono legnose e hanno per lo più maggiore durata. Gli animali sono forniti di occhi. Una volta germogliato il seme. i movimenti ed ogni minimo particolare del la loro organizzazione. danno semi e muoiono.

una soluzione ad alta concentraz ione salina da una parte (ad esempio all'interno del pelo radicale) estrarrà acqua da una soluzione a concentrazione più bassa (esempio tipico l'acqua del suolo). opera con criteri decisa mente selettivi per quanto riguarda le sostanze che effettivamente assume o meno . ve ne sono molte che si arra mpicano e formano lunghi gambi a rapida crescita. Le valutazioni dell'entità della traspirazione variano moltissimo. Il motivo principale per cui viene assunta l'acqua è perché collabori alla fotosinte si. Dopo 8-10 anni produce un ciuf fo enorme di fiori rossi alto fino a un metro e mezzo. che consentono loro di attaccarsi. inoltre. Questa perdita d'acqua si dice traspirazione ed interessa quantità enormi di acqua. sodio. sebbene queste categorie si sovrappong ono immancabilmente.possono perire in inverno. forniti di dispositivi. la pianta. in quanto costi tuiscono eccezioni veramente affascinanti alla regola generale. fosforo e potassio. Q uesta semplice legge di natura agisce in molte sedi. queste forme estremamente specializzat e di adattamento sono del tutto estranee all'argomento generale di questo capito lo. Molte tra queste sono piante erbacee.quello delle spatelie . quali le grandi agavi che formano rosette o «palchi» e le pu ye americane.è imparentato con l'arancio. Le piante legnose si di vidono grosso modo in cespugli ed alberi. ma picc oli esperimenti hanno dimostrato che più o meno per ogni ettaro di terreno che pro durrà alla fienagione tre tonnellate di fieno. e verranno trattate nei particolari nei capitoli successivi. magnesio. Il modo in cui una pianta assume e assorbe i minerali fa parte di un complicato pro cesso elettrochimico noto come trasporto ionico. Tra le piante erbacee e legnose. Per alcune di queste occorrono dieci anni perché giungano a maturazi one. e sono dette "monocarpiche". Alcune palme sono monocarpiche. sebbene il suo tro nco abbia solo il diametro di circa 8 centimetri. mentre gli alberi ne hanno tipicamente uno solo. Alcune piante vivono per parecchi anni. e che come loro non hanno clorofilla. uncinarsi o stendersi su superfici od altre strutture vegetali. Oltre alla traspirazione attiva si verifica anche per . sebbene molto dipenda naturalmente dalla natura del suolo interessato. me tà erbacee e metà cespugli. i forestali e i giardinieri si spingono troppo avanti quando devono b ilanciare questi minerali nelle quantità «giuste». è piantata diffusamente a Giama ica a scopi ornamentali: può raggiungere l'altezza di 15 metri. sebbene in quantità molto minori: tra essi quelli di zo lfo. calcio. come è il caso di numerose bromeliacee. La loro assenza può portare a morte una pianta. di solito con una corona o chi oma di rami. ma sono n ecessari anche altri sali. importa sapere che tali sostanze vengono effettivamente assunte dalle piante. Questo significa che quando esiste una membran a porosa . in un periodo poco p iù lungo le patate traspirano 570 tonnellate d'acqua per mezzo ettaro e danno un r accolto di due tonnellate. l'erba traspira tra maggio e luglio una quantità d'acqua corrispondente a oltre 1000 tonnellate. Le sostanze minerali contenute nelle cellule di solito si trovano in rapporti molto diversi da quelli delle sostanze minerali contenute nel suolo esterno. però la pianta assume e perde molta più acqua di quanto le occorra per tale proc esso. ma per un accrescimento normale e sano occorrono sali inorganici in maggiore q uantità. Esistono anche svariatissime specie parassite. che vivono sulla materia in decomposizione. sebbene ne occorrano quantità infinitesimali. A noi. Una pianta può vivere a lungo di s ola acqua e dei minerali ivi disciolti finché le sue foglie operano la fotosintesi . i cespugli hanno molti steli o tronchi relativamente corti. quali la salvia e la lavanda. Gli ag ricoltori. per altre assai di più. La Spathelia simplex. Per capire le funzioni delle parti di una pianta bisogna considerare il suo meta bolismo e le necessità create da questo ricambio. detta anche «orgoglio dei monti». come cert i funghi. E" il caso delle meno scorrette saprofite. in questa sede. o sche mi di accrescimento. e questo è il motivo per cui le agavi sono spesso chiam ate «le piante dei cento anni». con un diametro di 2.qual è la parete di un pelo radicale . tutta la pianta muore. ma molte rappresentano curiose fasi intermedie. da altre piante. dipendenti in misura maggiore o m inore. e il boro. e un altro gruppo ar boreo .4 me tri: una volta che siano maturi i semi. annuali e perenni. ferro e altri metalli. ma possono dare fiori e semi una volta s ola. Il terzetto principale è costituito da azoto. per gli alimenti. cellule interne comprese. o spatelia montana. L'acqua viene assunta per osmosi.

che per lo più sono responsabili della perpetuazione della specie. Questi tre settori appartengono tutti ad un sistema che associa la conduzione de i liquidi alla rigidità: è il sogno di molti architetti che vorrebbero un impianto d i condutture in grado di tener su tutta una casa.dita d'acqua per evaporazione. Pertanto le radici sono tenute ad assumere e convogliare grandissime quantità d'ac qua. però le sostanze possono anche migrare prontamente da un sistema circolatorio all'altro in senso orizzontale. mentre un flusso in senso inverso porta le sol uzioni di zuccheri e di altri materiali organici dalle foglie alle radici e alle altre parti della pianta bisognose di sostentamento. mentre l'aumento medio complessivo della lunghezza del sistema r adicale di una pianta di segale matura è stato valutato sui 5 "chilometri" giornal ieri. la cui crescita media giorna liera per una singola pianta di segale si aggira sui 90 chilometri giornalieri.ad esempio di ormoni. e allora le foglie spuntano dal colletto. Queste condutture si possono paragonare a una combinazione della circolazione sanguigna negli animali e di un sistema digerente. Floema e xi lema iniziano dalle radici. Occorre acqua anche per tenere gonfie le cellule delle piante. sebbene non siano essenziali per il ricambio della pianta stessa: se ne tratterà nei capitoli seguenti. funzionante anche da rinforzo. dove abitualmente non c'è necessità di circolazione. Le radici portan o al gambo o al tronco. variabile percentualmente tra il 70% e il 95% d'acqua nel tessuto plant are. è stata tenuta in una cassetta contenente all'incirca 1300 centimetri cubici di terreno. almeno come fascio centrale. si avvertono in vari muschi. le radici ancorano la pianta al terreno. ment re quella dei peli radicali ammontò allo sconvolgente totale di 10620 chilometri. Il colletto o i rami portano anche gli organi sessuali della piant a. A volte il gambo virt ualmente manca. nelle dicotiledoni lo x ilema forma un modello o disegno a croce dove il floema è situato tra i bracci del la croce stessa. nel caso che vi siano parecchi steli o gambi. sebbene meno dell'1% dell'acqua assorbita venga poi trattenuto dalla pianta . come succede per vari alberi. Il convogliatore principale del flusso ascensionale è noto con il nome di xilema. Misurazioni effet tuate hanno rilevato che singole radici di granoturco si allungano di 5-6 centim etri al giorno. Ol tre ad assorbire dal terreno l'acqua e le sostanze minerali solubili indispensab ili per l'alimentazione. possono tra scorrere molti anni prima che la struttura possa crescere e maturare abbastanza da produrre fiori o organi sessuali. I due tipi di condutture sono nettamente differenziati nelle felci e nelle piante più progredite. Nelle alghe. talvolta tramite un «colletto» o punto di raccolta.sono a lquanto diverse tra loro per la disposizione dei canali circolatori. e ad espandersi alla ricerca incessante di nuova umidità. perché la p ianta vive nell'acqua. Tant'è vero che in certi casi. mentre si chiama floema quello del flusso discendente. Invece nelle monocotiledoni i due corredi di cellule circolator . finché a un dato pun to la perdita d'acqua riesce fatale alla pianta. Ciò significa che il sistema radicale ha spesso dimensioni enormi rispetto alla parte aerea della pianta. Il calcolo non tiene conto dei peli radicali. Al di sotto di un dato livello. L'acqua tuttavia non viene spontaneamente alle radici. La lunghezza complessiva delle radici risultò di 622 chilometri. costrette in ogni caso ad assorbirne dal suolo più che possono. Di norma l'acqua viene portata alle foglie assieme ai minerali. ovvero le fabbriche della fotosintesi. si può trovare una robusta parte centrale di cellule collegate tra loro per procurare la consisten za necessaria e qualsiasi tipo di circolazione occorra . variante a seconda dell'efficacia isolante della struttura fogliare. non si tratta pro priamente di mantenere rigida la pianta dovunque ve ne sia necessità. come accade in certe piante alpine. Quindi la pianta ha fondamentalmente tre distinti settori a diversa funzione.dicotiledoni e monocotiledoni . I primi s egni di conduttura centrale. La pianta di segale dell'età di circa quattro mesi. nonostante le dif ficoltà. le cellule non possono crescere con ritmo soddisfacente. ma piuttosto di conservare le cellule in buona salute ed efficienza. Gli steli o tronchi più o meno ramificati so rreggono le foglie. Nei due tipi di circolazio ne vengono immessi anche ormoni chimici ed altri «messaggeri». oggetto dell'esperimento in pa rola. Le due grandi classi di piante fiorenti . dalla quale ricava le sostanze minerali. anche la più mod esta pianta annuale ha bisogno di un dispositivo di ancoraggio.

Nelle prime. e muoiono in un su olo imbevuto d'acqua. La radice s'ingr ossa dietro la punta. finché entrano nelle f oglie. le radici più vecchie sviluppano un nucleo centrale di xilema e un an ello esterno di floema. e tanto meno sezionarlo pulita mente per esaminarlo al microscopio. e seguono l'attrazione esercitata dalla gravita terrestre.lo stelo si basa su una rete intricata e allungata in senso verticale. per cui si ha un'anima centrale di xilema che si dilata c ontinuamente. Se lo si taglia in sezione trasversale. Tuttavia devono ben presto cres cere di fianco per cercare umidità. qualora esistano piante in terreni di questo tipo. che comporta grande spiegamento di forza . di modo che un apice radicale si presenta di norma ricoperto di terra. mentre i fasci si scindono a vari e altezze per entrare in contatto con quelli delle foglie. ogn uno dei quali è rivestito di fibre durissime e spesse. mentr e essa s'insinua incessantemente tra le particelle di terreno. data la gran quantità di fasci vascolari. e si ramificano e biforcano continuamente.rivela uno schema molto preciso alla dissezione longitudinale: essi crescono obliquame nte. si osserva che quest'anima è formata di anelli. abbastanza somiglianti a si ngoli cavi elettrici. . L'apparente dispersione dei fasci di u na pianta monocotiledone . ed è il motivo per cui lavorare con grossi tronchi vegetali è lavoro faticoso: inf atti è quasi impossibile segare un tronco di palma. e alla punta del germoglio entrano nel tessuto embrionario che cresce mag giormente o fiorisce. e lo fanno con un movimento a spirale mentre c ontinuano a crescere verso l'esterno e verso il basso. quanto del floema all'esterno: miracoloso strato unicellulare che si scinde costantemente. ciò signi fica che vi possono sussistere strutture speciali che fanno sì che l'ossigeno veng a assunto nel sistema radicale. un processo detto di «ispessimento secondario» si attiene nella sua disposizione a un modello schematico. sebbene le radici degli alberi possano affiorare dal suolo man mano che l'albero cresce. il cui sviluppo può dirci se e come è stata buona la stagione di quel dato anno. e in realtà incarna l'essenza stessa della crescita degli a lberi anche più giganteschi. Le radici hanno bisogno assoluto d'ossigeno. Un diagramma dei fasci di una dicotiledone ricorda molto da vicino quello della circolazione sanguigna in un essere umano. con rami che proseguono verso gli steli o gambi laterali. Si proteggono dalle contusioni e d ai danni con un cappuccio protettivo alquanto somigliante a un ditale. Tuttavia nelle dicotiledoni legnose. un tessuto dal quale dipende la crescita immediata tanto dello xilema a ll'interno. e contribuisce a dilatare una fessura del terreno dove può i ntrodursi la punta per i suoi sondaggi esplorativi.come si manifesta in una sezione trasversale . gimnosperme comprese. Per lo più si trovano sotto terra. I fasci disposti a cerchio nello stel o formano una specie di guaina aperta. di modo che . sott o forma di una massa di peluzzi che si producono ininterrottamente presso la pun ta della radice e muoiono alle spalle man mano che la radice avanza. E" uno schema che ric orda quello di una struttura geodetica. Questi peli radicali sono in grado di afferrare veramente le particelle di terreno. Le punte delle radici sono tenere e delicate. composto di cellule a perdere che vengono sostituite di continuo in punta. lubrificando la punta della radice. mentre il numero degli anelli c'informa sull'età esatta di un albero. Le piante erbacee prolungano i loro canali nei gambi e nei rami in un sistema di fasci vascolari dove si associano xilema e floema. Da principio le radici crescono verso il basso perché sono geotropiche. e questa prassi si c onserva anche in specie di grandi dimensioni quali le palme. ciascuno dei quali si compone di cellule maggiori e minori quelle più grosse prodotte in primavera quando la crescita è al suo apogeo ed ha lu ogo l'espansione generale.tradotto in termini molto semplici . Nelle dicotiledoni questi fa sci sono disposti tipicamente in un anello esterno che circonda il midollo centr ale. mentre nelle monocotiledoni sono dispersi nei tessuti. Il vero dispositi vo di assorbimento della radice si trova di solito proprio dietro la punta.ie formano gruppi alternati e disposti a cerchio attorno a un midollo centrale. a seconda dei casi. All'esterno dell'anima centrale di xilema si trova una guaina molto ristretta di cambio. quando la crescita rallenta. mentre quelle più ridotte e più spesse vengono fabbricate in estate e in inverno. Ogni anno si forma un nuov o anello. le pareti di q ueste cellule diventano mucillaginose.

e finisce con il diventare una specie di area di scarico interno dei sottopro dotti indesiderati. pe rché l'inserimento di qualsiasi strumento provoca il collasso della colonna d'acqu a sotto esame. lo xilema centrale non funziona attivament e. altre hanno infossamenti e pertugi non soltanto alle estremità. E" assai difficile misurare la tensione sugli alberi in vita. Si chiamano raggi e si compong ono di cellule non legnose che permettono alle sostanze nutrienti di attraversar e il raggio del tronco. se ne trovano da relativamen te larghe fino a lunghissime e strette. I dati più alti si ottengono dalle piante dei deserti e degli acqui . bisogna far partecipare l'attrazione coesiva delle molecole d'acqua. Alcune sono aperte ad ogni loro estremità. L'az ione pompante comunque non si verifica in tutte le specie. Inoltre la quantità d'acqua pompata rappresenta una f razione della quantità che va perduta da una pianta attraverso la traspirazione. Queste condutture si dicono vasi e tracheidi. Ma questo fenomeno d ipende dalla tensione superficiale per cui i liquidi salgono in tubetti finissim i. I Messicani ricavano da questa pianta monocarpic a un potente liquore detto pulque. Il diametro di questi vasi tubolari varia da 20 fino a 600 micron in c asi eccezionali. spirali. e molte piante sono fornite a questo scopo di appositi pori all'estremità delle nervature. bolle d'aria o altr e avarie. in modo che una colonna ininterrotta d'acqua o di liquido possa perdurare senza soluzio ne di continuità. L'entità dell'effetto pompante delle radici si può valutare dall'Agave ame ricana. Però si è potuto valutare la tensione presente in rami tagliati con u na tecnica speciale. e non supera il metro. I dotti xilematici sono di norma legnosi e non contengono materia viva: si tratta in realtà di tubature di tipo spe ciale. la lunghezza va da pochi centimetri a molti metri. Man mano che un albero invecchia. che può venir esercitata nel nostro caso da un gran numero di foglie in traspirazione attraverso i fasci vascolari sul fluss o xilematico principale di un albero. mancanza d'ossigeno e basse temperature sono altrettanti fattori che contribuiscono a limitarla. ispessimenti reticolati o butte rati. Per mantenere tale tensione oltre la press ione atmosferica ordinaria. Una colonna d'acqua si può mantenere in uno stretto tubo producendo oppo rtuna tensione all'estremità superiore. che però può sostenere una chioma di rami e di foglie e collegarla alle radici. ciò che per nostra fortuna migliora sovente la qualità del legno . ad esempio. nelle pia nte a foglie caduche delle regioni temperate scompare dopo l'esplosione iniziale della crescita primaverile. e le misurazioni effettuate hanno dato risultati fino a ben 80 atmosfere. di modo che i liquidi possono filtrare lateralmente attraverso le cellu le adiacenti . E" osservazione comune che i tronchi legnosi possono disseccarsi e decomporsi da l centro verso l'esterno. e raccogliendo tutta la linfa che subito trasuda e che poi viene fatta fermentare. la «pianta dei cento anni». con pareti rafforzate da anelli. Alcune pian te come i filodendri delle foreste tropicali trasudano umore dalle punte e dai b ordi delle foglie quando c'è molta acqua alle radici. asportando il germoglio fiorale non appena co mpare al centro della rosetta. ma anche lungo i fianchi. F orse solo l'uno per cento dell'acqua assunta viene trattenuto da una pianta. s pecialmente in corrispondenza delle radici. (Un micron è uguale a 1/1000 di millimetri. l'attività di conduzione si riduce progressivame nte ai soli anelli annuali più esterni. lasciando talvolta un limitatissimo rivestimento ester no. A volte un a lbero ha vasi che vanno senza soluzione di continuità dalle radici alla corona dei rami.Una sezione trasversale di un tronco d'albero metterà in evidenza anche strette li nee raggiate che attraversano gli anelli annuali. Senza dubbio le radici esercitano in alcuni casi un'az ione di pompaggio che in alcune condizioni sperimentali è stata misurata sulle 8 a tmosfere. Questo pompaggio op erato dalle radici dipende in larga misura dalle buone condizioni di crescita. e la quantità prodotta complessivamente nei 4-5 mesi che il fiore a vrebbe impiegato per giungere a maturazione è di circa 50 chilogrammi. Inedia.fatto di grande importanza in caso di blocco. La risposta finale pare risieda nella tensione idrica combinata con la forza di coesione. Nei primi giorni se ne ottengono circa 375 gra mmi al giorno. siccità. La circolazione impegna cellule di vario tipo. con cui si potrebbe raggiungere un'altezza di 10 met ri.) Come viene convogliata o forzata l'acqua su per lo stelo o il tronco di una pian ta? Si potrebbe pensare a un effetto dell'azione capillare.

con tutti gli organi che tale p arte può portare. Inoltre si possono far combaciare lembi di un tronco d'albero mediante tagli pra ticati in parti diverse o anche opposte. quando gli alberi mettono le foglie. le soluz ioni zuccherine potrebbero muoversi per pressione idrostatica. ancora più straor dinario. Se si crea artificialmente un sistema che convogli acqua in tensione entro tubi capillari. alleviando l'entità del fabbisogno idrico e la necessità che venga tutto fornito dal sistema di convogliamento ascensionale. Si discute da molto te mpo se questi forellini a setaccio siano aperti o meno. e infat ti la linfa ascendente può contenere percentuali elevate di zuccheri. e un pino Douglas di 129 metri abbattuto nel 1895. specialmente in primavera. e poggiano sulle pareti delle cellule contigue. ad ogni est remità delle quali si trova una parete butterata di forellini simile a un setaccio . Però non c'è dubbio che la linfa riesca ad attraversare le pareti delle cellule xile matiche.trini salmastri. contraendosi ritmicamente per spingere la soluzione zucc herina lungo le cellule tubolari collegate tra loro. e le piante hanno capacità adeguat e al riguardo. Tra queste cellule predominano quelle dette a tubi cribrosi. si osserva che le corris pondenti parti sovrastanti non ne soffrono perché vengono indubbiamente rifornite con movimento laterale proveniente dal resto del sistema radicale. Ma se si toglie una parte delle radici. sebbene no ve decimi della sostanza solida ivi contenuta siano dati dagli zuccheri o glucid i. i materiali circolanti li possono percorrere nelle due direzioni contemporaneamente.la traspirazione e il convogliamento verticale dell'acqua sono dati di fatto. In ogni caso -sebbene la teoria della tensione e coesione possa presentare qualche pecca . Un'ipotesi der ivante da queste conoscenze indurrebbe a credere che i fasci di filamenti nei tu bi agiscano da muscoli. I minerali del suolo si combinano in vari modi co n i materiali organici. Ma ciò non succede nel tronco di una piant a. ma costituiscono dei passaggi per certi cordoni longitudinali che contengono filamenti di proteine. E" pure importante il fatto che i rami superiori degli alberi a bbiano tensione più elevata che non i rami più bassi. se possibile. esso non viene neppure interrotto quando il gelo invernale provoca bolle d'aria nella linfa. Va ricordato infine che è stata fatta anche l'ipotesi che gli alberi molto alti po ssano assorbire umidità atmosferica. mentre il processo di fotosintesi può funzionare solo se le radici mandano su acqua. a quanto pare. mentre la linfa fogliare a s ua volta contiene molti minerali . o in uno stelo che oscilla al vento.) Va detto che un fattore negativo impedisce a questa teoria di reggersi così come è c ongegnata. che può venire strapazzata in molti modi. senza che per questo venga disturbato i l flusso xilematico. perché le cellule floematiche contengono materia viva. ma è molto improbabile che possa succedere agli eucalipti di uguale a ltezza nell'arida Australia. Non ultima particolarità di ques ti tubi cribrosi è il fatto che. che vengono così saturate quando si verifica un blocco o un'interruzione. Di norma un dato settore radicale rifornisce solo la parte dello stelo o ga mbo o tronco situata direttamente sopra di esso. Ciò si può dimostrare con grande chiarezza esaminando il rapporto tra radici e tron chi. Se sono aperti. Il movimento delle sostanze alimentari nel floema è. Una tensione di 30 atmosfere b asta a sollevare l'acqua a 150 metri d'altezza. Questa è l'essenza di un processo molto complesso. Queste pareti sono assai spesso disposte in senso obliquo ai lati lunghi della cellula. Un'altra teoria fondata su osservazioni recentissime ritiene che gli zuccheri siano mossi dalla corrente di contenuto cellulare (citoplasma) tra le cellule. la colonna d'acqua può interrompersi e crollare molto facilm ente se i tubi vengono scossi o incisi. Però una recente indagine lascia intendere con forti argomenti che essi non sono aperti. che devono risolvere problemi assai ardui per estrarre acqua da l loro ambiente.specialmente fosforo e potassio -. Quan to sopra può benissimo capitare ad esempio alle conifere dei nebbiosi Stati Uniti occidentali. (Sono compresi tra questi giganti vegetali esemplari di Eucaliptus regnans australiani valutati a 150 e 140 metri. lunghe e strette cellule. Il flusso giuridico primaverile è così ricco che lo si può ricavare da certi alberi . Crescita e funzionamento delle radici vengono attivati in larga misura dagli zuc cheri erogati dalle foglie. stimolate dall'el evata pressione osmotica delle foglie. dal momento che gli alberi più alti mai riscontrati variano dai 120 ai 150 metri d'altezza.

come i cereali e gli equiseti. perché i fasci di fibre sono provvisti di un altro rinforzo formato da un rivestimento cementante di cellule vischiose. Come le palme. questi ultimi so no tanto pieni di silicio. dai quali geme la linfa per 37 giorni in media. Conosco un ecclesiasti co irlandese che ogni primavera compie analoghi prelievi dalle betulle dei suoi paraggi e ricava una bevanda alcolica dalla linfa zuccherina. Una forma di cellule morte conglo merate origina fasci fibrosi. e ci si aspetterebbe che debba mancare in loro la necessità di circolazione. L'acero da zucchero viene sfruttato commercialmen te: in ogni albero si praticano con il trapano fino a quattro fori profondi 5 ce ntimetri. le ultime due specie hanno fibre legnose. Con un minimo di robustezza un tubo è rigido come una sbar ra massiccia. è una monocotiledone. invece il loro xilema pos siede un tipico movimento ascendente alquanto lento. come un pallone o una cam era d'aria gonfiati. ma volume e peso aumentano al cubo delle dimensioni esterne. Da questo punto di vista assomigliano ad al tre piante a struttura tubolare. ma si concentrano verso l'esterno di un tubo di tessuto relativame nte stretto che circonda una cavità centrale. Le piante acquatiche sono circondate da sostanze nutrienti. dal numero e dal modello dei fasci vascolari. con impiego molto minore di materiale. Per le funzioni che svolgono. Nelle piante erbacee in generale la rigidità. La maggioranza delle piante erbacee ha un midollo tener issimo nella parte centrale. come si è già accennato. Esiste una varietà infinita nel numero e nell a disposizione di queste travature. e si tratta probabilmente d i un reliquato evolutivo. a ssomigliano alle travature d'acciaio di un edificio in ferro e cemento: invisibi li.praticandovi delle incisioni. A somiglianza di ogni altra struttura. Le cellule diventano tutte distese o rigonfie. quali i picciòli delle foglie. che a volte si può accendere un fiammif ero sfregandolo su un tronco di bambù. tipicament e dotati di un gruppo di fibre ai bordi esterni. Il ramié produce fibre superbe dal nostro stes so punto di vista. o può addirittura essere cava. La forza di quest'altro tipo di sclerenchima . le singole cellule hanno estremità appuntite. Molte cellule sono relativamente molto lunghe: nel lino possono essere lunghe 20-40 millimetri. in modo da formare uno strato relativamente rigido e non pieghevole a beneficio delle foglie e dei tronchi o gambi. cellule legnose ed a pareti spesse di varia forma. nella juta e nella canapa.così si chiamano questi tessuti morti . e lo stesso vale anche per le cellule distese. o cuticola. mentre nel ramié o erba di Cina p ossono raggiungere i 30 centimetri. Così un tronco può raddoppiare di dimensioni diventando q uattro volte più forte. dove un disco massiccio interrompe il tubo. Un altro metodo di rinforzo consiste nella produzione di cellule petrose o scler oidi.risulta evidente dal fat to che giova a formare fibre come nel lino. Il modo più semplice che ha una pianta per acquistare rigidità è quello di riempirsi d 'acqua. ma il peso aumenterà frattanto di otto volte. che sono stati adoperati come abrasivi per levigare l e stoviglie. Una camera d'aria ben gonfiata difficilmente si riesce a pi egare o a comprimere. abitualmente senza cont enuto di materia viva. formando così un vero tu bo. Ad intervalli il tronco forma nodi o giunture. relativamente esili. perciò i suoi fasci vascolari non sono disposti ad anello in s enso stretto. I fasci sono s empre disposti simmetricamente. Inoltre le cellule più este rne hanno pareti contenenti tanto silicio. Le trabeazioni delle palme e delle piante impare ntate ricordano le strutture geodetiche applicate in ingegneria. Trabeazioni disposte ad anello presso l'esterno di un tronco gli conferiscono una struttura tubolare. dalla forza. una pian ta si affida a certe leggi di natura: la forza di un gambo o di un tronco è in rap porto diretto con la sua sezione trasversale. che si possono separare o fondere. Il principi o tuttavia si applica soltanto alle piantine o a parti piccole di piante superio ri. e sovente hanno un rivestimento esterno di fibre robuste situate proprio al di sotto della cute . . qualunque esso sia: quanto più è largo. fortissime. dipende largamente. spesso ammassate in prossimità della buccia superficiale. e spesso si trovano associate a flange o costolature di tessuti meccanici. Tra le strutture tubolari più efficienti va citata quella del bambù. in mod o da potersi combinare a maglia con quelle vicine. ma è di lavorazione assai difficile. tanto più è rigido. o «tono».

ma spesso è rafforzata da uno strato di grosse cellule a pareti m olto ispessite di cellulosio detto collenchima. ma è chiaro che almeno in certi casi possono agire in senso deterrente contro gli attacchi degli animali. L'isolamento può venir aumentato dai peli. ma solo Dio è capace di fabbricare un albero». Di solito. Molte piante perenni sono soffici. sebbene la parte est erna si scinda o si rompa in piastre o scaglie che alla fine possono staccarsi. ma così succede. che si formano di solito dove esistevano i pori respiratori dei giovan i tronchicini o steli verdi originari. L'epidermide del tronco di cespugli ed alberi diventa legnosa e si forma infine la corteccia. Questa epidermide contribuisce di rado a fornire rig idità alla pianta. che fornisce forza ed elasticità.5 metri siano abbastanza resistenti. e analogamente vengono emesse l'anidride carb onica e spesso anche l'eccedenza di vapore acqueo. La corteccia può variare moltissimo di spessore. e si compone di solito di cellule morte sugherose che si aggiungono costantemente dall'interno. altrimenti impermeabile. Gli steli delle piante erbacee sono coperti da un'epidermide o cuticola che ha l a funzione principale d'isolare ed impedire la perdita d'acqua. Queste cellule vive contengono spessissimo cloroplasti destinati ad operare la f otosintesi. In certi alberi come il faggio o il ciliegio misura solo un millimetro o due. impensabili per una pianta che debba fare affidamento sui soli fasci vascolari. Le materie plastiche e i metalli si possono stampare a piacere e modellare più facilmente de l legno. Una volta che una pianta comincia a formare una parte centrale legnosa. E" abbastanza facile spezzare lo ste lo morbido di una piccola pianta annuale. sebbene i gambi dei girasoli alti fino a 3-3. o il chinino per cui è apprezzata l a Cinchona. si tratta di gruppi di cellule sugherose sparse entro un'apertura piuttosto irregolare e fras tagliata.Combinazioni di questo genere tra scleroidi esterni e fibre interne ottengono ri sultati stupefacenti di elasticità o ripresa. la cuticola si compone di percentuali variabili di cera e cutina. Le cellule sugherose possono contenere aria od altre sostanze. E" possibile che queste sostanze siano scarti eliminati a conclusione di un ciclo di ricambio. Talvolta le cellule corticali sono mucillaginose. Quasi tutte le p iante hanno notevole robustezza in rapporto alla rigidità e alla leggerezza. In questo modo l'accrescimento ininterro tto del tronco non causa spaccature nello strato più interno. e da difesa contro i fu nghi. ma no n sempre. tutto il tronco riunisce virtualmente le proprietà di trasporto e rigidità. La corteccia si rigenera abit . Ad esempio nel mio giar dino ho l'abitudine costante di tenere da parte i gambi di certi astri e del fio rdaliso Rudbeckia newmannii quando li falcio in autunno. Le scaglie irregolari di un pino po ssono essere spesse due centimetri o più. il motiv o per cui questi materiali biologici sono superiori a moltissime materie fabbric ate dall'uomo sta nella loro natura tenace. come si verifica anche per sostanze di origine animale quali osso e chitina. Talvolta il collenchima forma creste all'esterno di uno stelo. come nell'olmo del la specie Ulmus fulva. siano essi grossi laceratori o animaletti perforanti quali gli scarafaggi. tannino nelle querce. ma le caratteristiche tecniche del legno hanno tutt'altra portata. m a alcune tra esse hanno steli relativamente molto forti. mentre nella sequoia gigante la scorza è c osì fonda (30 centimetri o più) e piena d'aria che si può percuotere senza danno con i l pugno. resistente alla frattura. come si può osservare chiaramente sui pini e i platani. q uali ossalato di calcio. una sostanza simile al sughero che contiene anche cellulosa e pectina. Questo strato protettivo si trova immediatamente all'esterno del r ivestimento floematico. Altre cortecce sono fibros e o membranose. Le cortecce contengono lenticole o pori aerei che consentono alle sostanze gasso se di diffondersi per tutta la corteccia. esatt amente come si fa su una lamiera o fascia di metallo per darle maggiore consiste nza. Gli steli a sezione quadrangolare del lamio costituiscono buoni esempi di q uesta tecnica di rinforzo. Può apparire piuttosto curioso il fatto che le cellule interne di un tronco con attività circolatoria abbiano bisogno di ossi geno supplementare. Gli ingegneri e i tecnici delle Regie Fabbriche Aeronautiche di Farnborough citavano spesso la battuta per cui «qualunque imbecille come me riesce a fare materie plas tiche. perché secchi sono abbast anza rigidi da potersi usare per sostegno di piantine la stagione successiva.

Presso molte palme l a decomposizione delle basi fogliari produce come risultato un temibile disposit ivo di fibre pungenti che sporgono in tutte le direzioni.creato dalla frequenza. E sempi analoghi si ritrovano tra le piante fiorenti. in quanto sono c omposte di cellulosio invece che della normale lignina. annuali comprese. mentre quella inferior e è in compressione per via del peso. In alberi di questo tipo la d isposizione può apparire sempre più irregolare man mano che i rami si assottigliano verso la punta. Le monocotiledoni hanno di solito uno stelo semplice. i rami possono giungere a spezzarsi per la rigidità dell'ango lazione. dove alcune hanno rami dispo sti a spirale. nonché da pre sentare fiori e frutti nel posto migliore per quanto riguarda rispettivamente le probabilità d'impollinazione e la distribuzione. Questi rami possono ridursi al minimo necessario perché una pianta annuale possa spiegare un certo numero di fiori. Il problema richiede ancora i ndagini più estese. essa è tuttavia p rogettata in modo da esporre ogni singola foglia (fabbrica di energia vitale del la pianta) in posizione adatta a ricevere la massima quantità di luce. Il fine ultimo di questa comples sa ingegneria vegetale è di effettuare uno spiegamento soddisfacente di fiori. Facile presumere che queste differenze nella struttura del legno possano consent ire ai rami di sostenere sollecitazioni sempre crescenti sulle loro forme aggett anti. In molti gruppi vegetali la base delle fogl ie vecchie crea uno strato protettore. come accade sovente con le specie coltivate. angol atura e dimensioni dei rami. perché ha vasi più stretti e fibre in cui le pareti delle cellule interne sono ispessite. o a sbalzo. quasi invariabilment e a spirale. ma esse sono. Tuttavia i rami diventano sempre più spessi e pesanti man mano che l'albe ro cresce. come accad e ad esempio nel rabarbaro e nel lapazio.che giardinieri e botan ici chiamano con il termine comprensivo di «modello» . pur creando un equilibrio di massima. dividendosi e suddividendosi in altri rami e ramoscelli. secondo il linguaggio degli ingegneri -: infatti la parte superiore di u n ramo è sotto tensione per una sollecitazione di trazione. ma in alcuni casi sviluppa no un cambio e uno strato sugheroso. Le erbacee perenni riescono spesso a produrre molti steli d a un colletto radicale. e i rami si bi forchino ripetutamele. caso mai. e lo stelo fiorale viene prodotto indipendentemente. ma succede molto di rado che uno stelo porti un solo fiore. effetto e non causa.ualmente quando viene distrutta. . e lo sviluppo di ogni ramo dipende in larga misura da quello dei vicini e da fattori esterni come la luce. a somiglianza di quanto si verifica nelle strutture sporgenti . Se esaminiamo un ramo di pianta cedua. la sostanza di cui è fatto il legno. Gli steli producono in modo molto caratteristico un cono roves ciato d'accrescimento: ogni capo fiorale riceve la sua parte di spazio ed ogni f iore può spiegarsi con profitto massimo per attirare gli impollinatori. visibile molto chiaramente su alberi primitivi quali le conifere. e sembrerebbe giusto aspettarsi che debbano finire con lo spezzarsi. trovi amo che il legno della parte superiore è diverso dal resto. basta guardare solamente le palme per ren dersi conto della barriera che riescono a mettere in opera. Qualunque sia la loro disposizione. fino a terminare in ramoscelli che portano foglie e fiori . se c'è produzione eccessiva di frutti. Analogamente i cespugli tendono ad avere foglie sugli steli ed a portare fiori a ll'estremità degli steli. I rami si sviluppano sul tronco secondo uno schema preciso. più compatto e a contenuto molto maggiore di lignina. fru tti e foglie. e a questo scopo sono molto spesso ramif icati. in numero grandemente proporzionale alla salute e al vig ore del colletto. In queste piante erbacee. però nella maggioranza di queste la regolarità della spirale diminuis ce. I rami sporgono secondo un angolo che resta materialmente immutato con l'invecch iare della pianta. Nelle conifere è modificato invece il legno della parte inferiore dei r ami. anche se il processo può essere lento. Steli e tronchi portano foglie e fiori. o raggruppati in modo vario lungo lo stelo.aggettanti. E" tipico in vece degli alberi che il tronco si ramifichi a una certa altezza. ma un grande gruppo di piante produce foglie su steli singoli che spuntano da un ceppo radicale. Gli alberi variano moltissimo per stile architettonico . le foglie vengono portate spesso sullo stelo. per cui la disposizione risulta assai più empirica o informale.

E" interessante leggere la presa di posizione alquanto antropomorfa dell'artista Ruskin di fronte alla crescita e alla strutturazione di quello che egli chiama «l 'albero socializzato». La citazione è tratta da "Elementi del disegno", Lettera terz a. "Libertà per ogni ramo di cercarsi sostentamento e felicità secondo il bisogno, con irregolarità d'azione nel gioco come nel lavoro e facoltà di sporgersi per procurars i dalla luce e dalla pioggia l'alimento necessario, trovando un posto per respir are a sufficienza tra gli altri rami, o di annodarsi, o raccogliersi verso l'alt o per trovare forza per il fardello che i fiori fruttiferi vorranno depositarvi, e per qualsiasi impeto e sforzo per il lussureggiante fogliame squassato dalla bufera; giocando qua e là a seconda di come la provvida luce solare tenti i suoi g iovani polloni ancora incerti dell'esistenza futura. Esigenze imperiose, per ogni ramo, di fermarsi entro certi limiti, che esprimano cortese cameratismo e fratellanza con i rami del vicinato, e di collaborare sec ondo le proprie forze, la propria grandezza e il proprio stato di salute, in mod o da produrre la perfezione d'insieme delle grandi curve, e la solennità della cir conferenza di tutto l'albero". capitolo 7. LA CENTRALE ENERGETICA. Senza clorofilla una pianta non sarebbe una pianta, e, in termini generali, senz a foglie non vi sarebbe nessun posto per portarvi la clorofilla. Esistono altre sedi dove operare la fotosintesi, principalmente steli e tronchi in circostanze speciali, ma la foglia rappresenta una creazione molto specializzata nel suo spe cifico settore d'attività, per cui ognuna costituisce una minuscola centrale energ etica che fornisce energia al resto della pianta. Le foglie possono variare enormemente per dimensioni e forma, da quasi filiformi a sferiche, e tra questi due estremi c'è tutto un assortimento di forme fogliari lobate, intaccate, dentellate, tante da riempire un catalogo senza fine, senza c ontare il fatto che in alcuni casi è praticamente impossibile darne una descrizion e. La maggior parte delle foglie è simmetrica lungo la linea centrale, altre sono invece irregolari, e alcune - come quasi tutte quelle del grande gruppo delle be gonie - sono mozze o piegate su un fianco, talvolta disposte a spirale. Anche la rigidità, o tono fogliare, varia moltissimo; le foglie sono per lo più relativament e soffici e pieghevoli, ma alcune - ad esempio quelle delle yucche, delle agavi, delle bromeliacee in generale - sono durissime, e quando terminano a punta rigi da potrebbero quasi costituire un'arma mortale. Infine le foglie variano anche d i spessore: sono tipicamente piuttosto sottili, ma, specialmente nelle specie su cculente o grasse, si presentano talvolta spesse e carnose, e perfino di diametr o circolare. Le foglie sono unite a volte al virgulto o al ramo principale da un picciòlo inter medio, di solito per un'estremità, ma talvolta più o meno per il centro. Il punto di giunzione è relativamente stretto, e la foglia si espande da lì. In corrispondenza di questo punto di giunzione si concentrano i fasci vascolari, che continuano ne lla foglia sotto forma di nervature. Si osserva di frequente una grossa nervatur a centrale, oppure, nelle foglie a lobatura regolare, una serie di nervature che si dirigono verso la punta di ciascun lobo. Dalla nervatura media possono stacc arsi nervature minori in rilievo, e comunque tutto il resto della foglia è travers ato in tutti i sensi da nervature minori, o venule. Il termine venula è appropriat o, perché queste nervature minori hanno aspetto molto simile alle vene degli anima li che contengono sangue, e possono residuare in forma di scheletro livido e sco lorito, quando i tessuti fogliari si sono decomposti. Queste vene vegetali sono il sistema d'irrigazione della foglia; nelle dicotiledoni formano una rete irreg olare, mentre decorrono parallele nelle monocotiledoni. In ogni nervatura xilema e floema stanno associati e si integrano reciprocamente , di modo che gli zuccheri possono passare dalle cellule fogliari al resto della pianta, mentre in queste cellule passano a loro volta l'acqua indispensabile pe r la fotosintesi e la traspirazione, nonché i minerali che collaborano alla costru

zione delle cellule. La foglia tipica è piatta. Questa caratteristica le conferisce superficie massima e volume minimo, di modo che è progettata nel modo più indicato a ricevere quantità ma ssime di luce ed anidride carbonica senza sciupio di cellule al centro. Le piant e grasse richiedono meno fotosintesi ed ancor meno traspirazione, mentre invece è molto importante per loro disporre di riserve d'acqua, e perciò hanno foglie carno se. La foglia ha su ambedue i lati un'epidermide o cuticola trasparente ed imper meabile, uno strato epidermico di cellule incolori talvolta morte - di solito co ntenenti acqua - sotto la cute, e sulla superficie superiore un denso strato di cellule contenenti numerosi cloroplasti, i corpuscoli che contengono la clorofil la. Il centro e le parti inferiori della foglia contengono un tessuto spugnoso l a cui caratteristica principale è data dagli spazi aerei ampi ed irregolari situat i tra le cellule. Sul lato inferiore della foglia ci sono i pori respiratori o stomi - parola d'or igine greca che significa «bocche». Osservati verticalmente, gli stomi hanno una cel lula a forma di labbro, nota con il nome di cellula guardiana o custode, situata sul fianco di uno spazio vuoto. Sono progettate in modo che la fessura si apra quando sono gonfie d'acqua assorbita dalle vicine cellule epidermiche, e si chiu da invece quando viene ceduta acqua alle cellule circostanti. Solo con un meccan ismo del genere gli orifizi situati nella cute rigida potrebbero aprirsi e chiud ersi senza deformarla. Attraverso gli stomi entrano ed escono gas e vapore acque o a seconda delle condizioni esterne e delle attività interne della foglia. Abbiamo già notato che la cute è impermeabile, tanto che in molti casi può essere addi rittura spessa e cerosa allo scopo di assicurare impermeabilità. Un bell'esempio n e è dato dalle foglie rotonde di quella pianta bellissima tra tutte che è il loto in diano, dove le foglie sono tenute sopra il livello dell'acqua da un sottile gamb o centrale. Gocce lucenti d'acqua si spargono tutt'attorno come argento vivo se la foglia viene mossa; la superficie, coperta di microscopiche escrescenze ceros e, è assolutamente impermeabile. Lo strato ceroso esterno controlla la permeabilità della cute al vapore acqueo; ad esempio, la rimozione di questo strato dalla fog lia di una mela di coltura aumentò la permeabilità da 15 a 107 milligrammi per centi metro quadrato. Senza lo strato ceroso una foglia si accartoccerebbe rapidamente man mano che l'umidità interna si diffonde nell'aria. Le foglie possono avere anche un impianto isolante sotto forma di peli per tener e fresca la foglia, o per rifrangere dalla sua superficie la luce solare nei cli mi molto caldi, o i raggi ultravioletti a grande altezza sul livello del mare. C on le cellule epidermiche -che sono anche trasparenti - la cute forma uno strato abbastanza rigido da proteggere i teneri tessuti interni. Sui bordi della fogli a, altra resistenza viene fornita da parecchi strati di cellule epidermiche, cui tocca il compito di tenere ben salda la «sacca» trasparente e di resistere agli age nti che potrebbero danneggiare quest'area così vulnerabile. Se i pori degli stomi fossero sempre aperti, dato il loro numero, basterebbero a far evaporare dalla foglia praticamente tanta acqua quanta se ne andrebbe senza il rivestimento cutaneo fogliare. Invece la capacità di aprire e chiudere gli sto mi riesce a rendere la superficie quasi del tutto impermeabile al movimento del vapore acqueo. L'efficienza degli stomi varia, ma in generale essi regolano l'ev aporazione dalla foglia quando all'esterno c'è secco o tira vento, e il vapore acq ueo non si può raccogliere attorno alle aperture citate. Le piante che crescono in condizioni tipiche di umidità, o hanno foglie che si bag nano facilmente, possono disporre di stomi sopraelevati su peduncoli composti di cellule epidermiche, come nel cetriolo; non c'è giardiniere che non sappia come q uesta pianta preferisca un'atmosfera molto umida sotto vetro, cioè condizioni in c ui occorre che le foglie favoriscano la perdita d'acqua per godere di adeguato r icambio di gas. Viceversa le piante che vivono in condizioni di aridità hanno pori spessissimo affondati nella superficie fogliare, in modo da ridurre il più possib ile l'evaporazione di base, mentre una piccola sacca di vapore acqueo tende semp re ad indugiare nella cavità infossata al di sopra del poro. Tali pori infossati p ossono avere inoltre una massa di peli sovrastanti, allo scopo di ridurre ulteri ormente il movimento del vapore. Conviene sempre ricordare che questi pori non sono lì soltanto per controllare le

perdite per evaporazione, ma regolano anche l'immissione dell'anidride carbonica necessaria. Se sono chiusi in condizioni di aridità, la fotosintesi rallenta e si arresta. Così durante una siccità le piante periscono non solo per mancanza d'acqua , ma anche per inedia. Le piante tetracarboniche citate al capitolo 5 sono tanto efficienti perché, vivendo in condizioni ambientali aride dove gli stomi sono spe sso quasi chiusi, hanno elaborato un processo specializzato che consente alla pi anta di funzionare adeguatamente a livelli bassissimi di anidride carbonica, e m agnificamente in condizioni di maggiore umidità quando i pori sono aperti. Gli stomi, infine, abitualmente si richiudono di notte, quando è come se la pianta rifacesse il pieno d'acqua, e non occorre metabolismo gassoso perché non avviene fotosintesi. La pianta ha grande bisogno di ricaricarsi d'acqua, perché complessiv amente ne elimina quantità davvero eccessive. E" stata avanzata l'ipotesi che l'ef fetto refrigerante dell'evaporazione serva a proteggere le foglie dalle bruciatu re nelle giornate calde, ma anche se tale supposizione fosse vera, si tratterebb e pur sempre di un'attività secondaria. A questo proposito C. L. Duddington osserv a che la traspirazione è un poco come usare il Niagara per riempire la vasca da ba gno. Ma l'obiettivo principale è costituito dal compito di assorbire anidride carb onica per fabbricare nutrimento, e si tratta di un'ardua fatica, dato che l'aria contiene solo lo 0,03% di questo gas, per cui deve circolare molta aria all'int erno del tessuto fogliare. I pori devono stare aperti al massimo per assorbire a deguatamente l'anidride carbonica; così sfugge molto vapore acqueo, e bisogna farn e arrivare dell'altro attraverso il tronco o il gambo, o aspirarne per le radici . Questo sistema relativamente inefficiente è un male necessario che funziona in c ondizioni normali, e si è sviluppato perché il processo di fotosintesi deve avere ef ficienza massima - si tratta di uno dei problemi di capitale importanza che le p iante hanno dovuto risolvere da quando sono uscite dal mare. Le specie altamente adattate, quali sono le piante succulente, o grasse, hanno superato in parte qu esto problema, ed hanno ormai ridotto enormemente il loro tasso di traspirazione . Gli stomi, tra l'altro, si trovano anche sui gambi e sugli steli verdi, specia lmente su piante di tipo succulento ed evoluto, che hanno perduto le foglie e in dati casi anche sulle radici. Semplici pori respiratori si trovano sulle piante terrestri inferiori come le epatiche; queste piante vivono in ambiente umido, p er cui non occorrono labbra per chiudere gli stomi. Nelle epatiche il poro si tr ova sopra una camera d'aria, sul cui fondo sono insediate speciali cellule addet te alla fotosintesi, che beneficiano dei gas che entrano. Ho già accennato al fatto che i rametti e i rami che costituiscono le terminazioni di rami più grossi di un albero, portano foglie disposte in modo che ciascuna ric eva il massimo di luce ed aria. A volte si tratta principalmente di tenere tutte le foglie ad angolo retto rispetto alla fonte luminosa; in altri casi si produc e un «mosaico fogliare». Questo fatto può non apparire molto chiaramente con alberi co me il faggio, dove c'è una gran massa di fogliame sui rami sottili e scarmigliati, ma in certi alberi è veramente impressionante. Se si osservano dalla punta i ramo scelli frondosi di un comune acero, ad esempio della specie spontanea "oppio", o di quella coltivata detta "pseudoplatano", si rileva un notevole intreccio di f orme dal quale le foglie giovani ed anziane possono ricavare la massima luminosi tà. Le palme ed altri alberi, come le felci erboree e le cycadine, che hanno una c hioma di foglie o fronde stese - specialmente se sono pennatosette, come le penn e degli uccelli - irradiano dal centro in modo da assicurare luce anche ad ogni singola fogliolina. Effetto analogo viene ottenuto dalle foglie pennatosette del l'ailanto, l"«albero del cielo». Molte piante tropicali hanno foglie a gambo molto l ungo che s'irradiano da una corona, dove ogni foglia è configurata in lobi irraggi anti profondamente incisi. Una di esse, la Musanga cecropioides, è conosciuta con il nome di "albero parasole", perché assorbe con le fronde tanta luce solare da ve nir usata per fare ombra nelle piantagioni di cacao. Naturalmente non sono soltanto gli alberi a produrre mosaici di foglie. L'edera è un buon esempio di lavoro ad incastro, un gioco di pazienza vegetale; le foglie di begonia pendono su un fianco per comporre un disegno meno compatto. Certe pia nte hanno foglie di due dimensioni, in modo da poter usare ogni spazio disponibi le, come nella belladonna. L'olmo combina piccole disuguaglianze di forma con la diversità di grandezza. Gli esempi più vistosi di mosaici fogliari si ritrovano di

solito nelle piante dei posti ombrosi, dove ogni parte di ogni singola foglia de ve ricevere tutta la luce disponibile. Le piante sono in grado di mettersi in buona posizione per ricevere la luce, spe cialmente se hanno lunghi picciòli, perché alla base del picciòlo c'è spesso un'area gon fia detta cuscinetto, o "pulvino", che gira tutta la foglia a seconda del bisogn o - un piccolo nodo di cellule funzionanti come un servomotore. L'allungamento d el picciòlo fa sì che le foglie più vecchie vengano allontanate sempre più da quelle nuo ve; perciò lo schema fogliare che ne risulta si compone di foglie con picciòli di di versa lunghezza. Queste disposizioni si rivelano in modo molto impressionante ne lle piante acquatiche a foglie galleggianti, le quali devono spiegare naturalmen te le foglie su un solo piano. Le piante acquatiche che vivono in acque correnti hanno foglie filiformi o molto frastagliate che riducono il pericolo di venir l acerate o strappate. La rosetta è un esempio classico di dispositivo progettato pe r assicurare la massima ricezione di luce, e si osserva nella sua attuazione mig liore nelle piante praticamente sprovviste di gambo - dette sessili, o acauli come i semprevivi e le sassifraghe, sebbene questo accorgimento sia adottato anc he da molte altre piante. Le foglie s'irraggiano da uno stelo centrale: le più vec chie sono le più lunghe, le più recenti sono le più corte. Così ogni foglia riceve all'i ncirca la stessa razione di luce. Alcuni alberi sembrano disobbedire a queste regole, segnatamente le conifere, ch e tendono a ricoprire i loro rametti di aghi o ad avere foglie ridotte a dimensi oni di scaglie, le quali ricoprono la vera superficie dei virgulti come una vecc hia spoglia di serpente. Queste piante vivono prevalentemente in difficili condi zioni climatiche, per cui può darsi che il loro obiettivo sia quello di attuare il massimo numero possibile di posizioni adatte alla fotosintesi, in modo da poter trarre profitto dalle condizioni di luce e di aria, qualunque esse siano. Alcune conifere sono di forma spiccatamente simmetrica e portano i rami disposti ad eleganti palchi piatti, come l'araucaria delle Isole Norfolk, l'araucana ed altre araucariacee affini. Questa disposizione non si limita alle conifere: la S terculia apetala, o albero di Panama, assomiglia a un candelabro alto una trenti na di metri. Le foglie del palco più basso possono misurare circa centimetri 110 p er 55, e man mano che i palchi salgono in altezza, le foglie si fanno sempre più p iccole. Le foglie profondamente lobate della papaia irradiano dalla corona come i raggi di una ruota. Una specie di corniolo, il Cornus controversa, è chiamata da gli anglosassoni l'albero a torta nuziale per la sua disposizione a palchi, ment re il Cornus alternifolia è detto alberopagoda. Sebbene la maggior parte delle pal me adotti la corona espansa, va citata tra le forme più notevoli quella dell"«albero dei viandanti», le cui foglie di otto metri, somiglianti a quelle del banano, spo rgono dalle radici come un gigantesco ventaglio. Nelle regioni molto calde può non costituire un vantaggio per le foglie il fatto d i ricevere la luce solare in tutta la sua intensità. Esiste un gruppo di piante, p er lo più imparentate con la lattuga, che girano le proprie foglie e sono erette i n modo da tenere il bordo rivolto di costa verso il sole meridiano. Si chiamano piantebussola, e la loro accuratezza direzionale veniva utilizzata dai primi cac ciatori delle praterie americane. Alcune piante dispongono le foglie a perpendic olo quando sono esposte al sole, e in senso orizzontale quando stanno all'ombra, come il tiglio argentato che ha la faccia inferiore delle foglie bianca, e pres enta un sorprendente contrasto bicromatico in una giornata di sole. Quando il so le scotta, come in Australia, gli eucalipti tengono le foglie perpendicolari di giorno. Molte monocotiledoni - ad esempio i gladioli - hanno foglie lunghe e str ette ripiegate verso il centro, in modo che la superficie superiore venga ripara ta dal sole per la maggior parte del tempo. Le foglie ad estremità inferiore adere nte lungo il tronco a guisa di ala costituiscono un analogo dispositivo inteso a schivare la vampa del sole. Le foglie possono disporsi in modo da ricevere non solo la luce, ma anche la pio ggia. Lo schema di disposizione delle foglie su un albero è spesso progettato in m odo da portare sempre l'acqua verso l'esterno, sì che alla fine la pioggia sgronda quasi tutta per terra sul bordo esterno della cupola formata dal fogliame, ed è p roprio lì che si trova la massima parte delle radici assorbenti dell'albero. Quest a direzione dell'acqua si accompagna di solito alla presenza di scanalature nell

) Tutte queste separazioni sono causate dall'azione dei «messaggeri». alcune foglie cadono senza interruzione e vengono sostituite di conti nuo. (Lo stesso processo si ripete esattamente quando i frutti cadono dall'albe ro. Contemporaneamente le cellule dello strato di taglio che stanno sul lato rivolto verso lo stelo forma no una barriera impermeabile. e un altro esterno. e estremamente lento. la salamandra acquati ca provvista di branchie che può rimanere tate indefinitamente. Nello Scindapsus aureus una pianta affine al gigaro. sulle sempreverdi e le latifoglie delle foreste tropicali che non hanno un ci clo annuo. mentre le foglie delle perenni appassiscono assieme alla parte aerea del la pianta. Gli eucalipti possiedono sovente foglie rotondeggiant i da giovani. Lo dimostrano giacinti e tulipani. finché non sopravven gano circostanze tali da tramutarla in una salamandra terrestre. o tasso barbasso. dove le foglioline del seme sono spesso carnose e costituiscono una riserva ali mentare mentre si sviluppano le radici della piantina. Dopo una fase complet amente giovanile. Altre piante perenni alte. nonché alt re piante del tipo della lattuga selvatica. bromeliacee. queste piante possono mantenere ciuffi di foglie giovanili ent ro una corona di foglie mature. oppure la pianta ha un fittone verticale. Questa caratteristica ricorda il caso dell""axoloti". e a volte solo la forza d i gravità. Alla fine le foglie muoiono. quando invece le radici si dirigono principalmente verso il basso. e strette foglie falcate nella forma matura. Nelle piante erbacee un disp ositivo secondario di foglie può svolgere identica funzione quando le radici si al largano all'esterno. in modo che c'è uno scorrimento interno verso lo stelo. Una foglia che non fa che morire e disseccarsi resta sull'albero come un reliqua to scomodo. il cambiamento e a ncora più vistoso . In tutti questi casi la forma giu nta allo stadio di fioritura può propagarsi e crescere senza poter più tornare indie tro. Quelle delle piante annuali periscono assieme alla pianta. Il tempo di rimonta delle foglie delle palme. come nell'ippocastano. Alcune piante hanno uno stadio giovanile in cui si producono foglie di forma ass ai diversa da quelle adulte. Alcune piccole cellule diventano gelatinose all'esterno costituendo in tal m odo uno stato fisico in cui qualsiasi soffio di vento. con terminazioni esterne rivolte verso il basso. In tutte queste piante rampicanti le foglie indicanti la maturità riproduttiva ven gono prodotte quando lo stelo rampicante raggiunge una posizione con più luce ed a ria oppure non riesce ad arrampicarsi più oltre. Esse si possono tenere indefinitamente allo stat o giovanile potandole regolarmente per favorire la crescita di foglioline giovan i. che viene infi ne indirizzato a terra tutto attorno al perimetro delle foglie più basse. A questo riguardo eucalipti e cipressi formano il g ruppo vegetale più notevole. A volte nelle scanalature si trovano peli che c ontribuiscono a dirigere lo scorrimento dell'acqua. ha foglie lunghe un paio d i centimetri.e foglie. Ho già fatto notare che le prime foglie delle piantine. come varie specie di verbasco. o catalizza . hanno una serie di foglie di grandezza decrescente man mano c he risalgono lo stelo. è motivo sufficiente a staccare la foglia dal ramo. L'edera costituisce il caso più comune tra le specie dei climi tem perati: quando è in fiore produce foglie arrotondate cespugliose invece del consue to ammasso rampicante di foglie a forma di freccia disposte sui tralci forniti d i radici aeree. o fico strisciante. Alcune piante rampicanti hanno fogliame molto più sviluppato quando entrano in fas e riproduttiva. possono esse re affatto diverse da quelle adulte: ciò avviene quasi sempre con le dicotiledoni. Il Ficus puntila. le cui foglie terminano in bordi che abbracciano lo stelo.le foglie normali di 6-8 centimetri a lembo fogliare indiviso vengono sostituite da foglie di 60 centimetri lobate o profondamente intagliate. Nelle gimnospe rme come le conifere si possono trovare parecchi cotiledoni stretti. Man mano che la foglia invecchia si forma uno strato di cellule spec iali alla base della foglia o del suo picciòlo: lo strato di separazione o di tagl io. spesso durissime e rigide. i cotiledoni. le scanalature formate da fogl ie e picciòli possono incanalare l'acqua verso l'interno in modo da farla scorrere lungo lo stelo o tronco principale. ma quando sta per fiorire produce oglie rigide e diritte di 10 cen timetri. agavi e simili. Le foglie delle piante cedue e dei cespugli cadono ogni anno m autunn o. Nelle monocotiledoni come le palme i cotiledoni somigliano di solito ad una foglia adulta. di modo che la lesione risulta sigillata perfettam ente.

ross o.. il meccanismo chimico in causa è descritto al capitolo 10. Questi ultimi fanno ingiallire le foglie di molte piante. riuscì solo a scrivere: «Toh. feci risuonare la volta del cielo di un urlo di trionfo.la saxifrag a florulenta che è una pianta fantomatica e quasi mitica. Molte piante tropicali producono esili radici funzionant i da speroni o contrafforti di sostegno. Botanici o no. dove si riflette all'interno e fa lavorare a pieno regim e ogni cloroplasto. di solito enfatico. porpora ed anche rosato in ogni gradazione. e si accumulano i prodot ti di rifiuto. così si attenua la colorazione verde. Ammise tuttavia che «osservate più da vicino. un certo dottor Santos. Capitolo 8. così memorabili specialment e nelle regioni orientali degli Stati Uniti. che bruciano e vanno sostituiti. c omincia a diminuire il contenuto proteico delle foglie. che talvolta cominciano abbastanza in a lto sul tronco e scendono obliquamente a terra. Presto o tardi.. e talvolta ricordano le lesene d . tra i quali spuntava qua e là un mazzo di fiori" . una meraviglia vegetale!». in un modo o nell'altro. quando si tr ovò per la prima volta al cospetto di ettari ricoperti di foglie immense di ninfea gigante. Comunque era più incl ine ai voli lirici di un botanico locale. le foglie destavano la più grande ammira zione per la loro immensa e perfetta simmetria». da mozzare il respiro. gli impianti energetici di ogni pianta si logor ano nei singoli elementi.. descritti al capitolo 11. ECCENTRICHE E BIZZARRE. endemica delle Alpi Mari ttime. la più meravigliosa pianta di tutta la catena alpina. generi e specie. e in religioso silenzio contemplai per la pri ma volta. Le conifere a foglia caduca come i larici e le sequoie arcaiche arrivano al punto di lasciar cadere interi rametti. fiamma.. che danno all'autunno la sua partic olare bellezza agrodolce prima che restino i rami nudi esposti ai lunghi mesi in vernali. tali da far trattenere il respiro anche oggigiorno qua ndo si vedono in un giardino. Il fatto però è assolutamente atipico dei cacciatori di piante in generale. e confe riscono ad alcune specie a foglie caduche quelle tinte spettacolose di oro. che associano la funzione nutritizia a quella di fornir e ancoraggio e stabilità. indescrivibile. cacciatore di piante di epoca edoardiana. e vi si accumula il materiale di scarto eliminato dal protoplasma.. L'eliminazione delle foglie di anno in anno è d'importanza vitale per le piante a foglia caduca che vanno incontro al riposo invernale. fu quella di mol ti vassoi da tè verdi galleggianti. ma le foglie invecchiano in ogni caso. Tuttavia le pareti delle cellule s'ispessiscono con il passa re dei mesi. La similitudine non è poetica. le quali perciò devono resta re inattive in inverno. che si espress e in questi termini: "L'immagine offerta dalla "Victorià nelle sue acque natie è così nuova e straordinaria .tori chimici. si ritrovano molte variazioni eccentriche e bizzarre sul tema del la struttura fondamentale della pianta. Non appena entra in scena questo processo. «Quando la mia ragione cessò di vacillare dalle fondamenta.. Cominciamo dalle radici. sebbene in casi come quello della ninfea gigante si possa ritenere che dipendano dai vantaggi offerti da un habitat ideale. Queste variazioni sono quasi sempre adattamenti assai specializzati a situazion i varie. ma indubbiamente l'impressione datami dalla pianta. e l 'evento accennato consisteva nel suo primo incontro con «il re antico» . Fu un momento su premo.» Così si esprime in un suo brano parti colarmente vivace Reginald Farrer. Essi inf atti sono per la maggior parte estremamente laconici quando si tratta di descriv ere il primo incontro casuale con qualcuna delle numerose stupefacenti manifesta zioni del mondo vegetale. Anche Schomburgk. che mi trovo imbarazzato a trovare un termine di paragone. prescindendo completamente dai diversi p unti di vista con cui noi classifichiamo le piante in famiglie. Le giovani foglie cedue hanno un colore verde brillante che dipende dalla penetrazione diretta de lla luce nelle cellule.

specialmente. formando un groviglio inestricabile. nella valle dell'Andrha.lesene. e sono più soggette a trazioni che a pressioni. altre radici spuntano sempre più in alto sul tronco m an mano che l'albero invecchia. Si dice che Budda abbia meditat o all'ombra di uno di questi alberi. e l'uomo spess o aiuta le radici aeree a penetrare nel terreno. C'è un gruppo d'alberi stranissimi muniti di radici aeree. co nsistente in un corredo di radici che partono dal tronco principale dirigendosi obliquamente verso il basso. e ne producono di nuove man mano che quelle più in basso vengono sommerse dalla melma e dal fango. che sono una specie di Ficus. queste radici funzionano più come cavi di stabilità o controventatura. Radici accessorie d'altro tipo sono prodotte dai baniani. 5. Le mangrovie emettono pu ntelli radicali per sostenersi nelle paludi e sui litorali fangosi. fornito com'è di 350 grosse radici colonnari e di circa 3000 radici aeree più sottili. però. o da impalcature di sostegno. La piantina originale mette radici nel modo n ormale. ma con 464 radici colonnari. man mano che cresce. sebbene anche quest'ultima ve . simile a un ditale bruno che prontamente sparisce. colonne . tanto che la base del tronco comincia sp esso a una bella altezza da terra. produce puntelli lungo tutto il fianco più vicino al suolo. Da queste radici se ne staccano altre che si af fondano verticalmente nel terreno. perché molte radici di sostegno originano nuovi germogli dove toccan o il suolo. un albero caduto quasi in linea orizzontale ne produce sotto il tronco fino ad assomigliare a un grottesco millepiedi. perché le radici esistono più per svolgere funzioni di sostegno che di circolazione. e diventano radici colonnari. Nei cipressi di palude le strett e lesene che scendono lungo il tronco in curve aggraziate diventano cave negli e semplari vecchi. la Musanga smit hii africana. I pandani. grazie a u n albero con 320 radici colonnari e una chioma di 600 metri di circonferenza. l'albero del cotone. il cipresso di palude. e a volte compaiono solo se la pianta si trova in un pos to umido. mentre muore la parte del tronco vicina a terra. ch e alla fine toccano terra. Se un pandan o deve spostarsi dalla perpendicolare. Talvolta questi trampoli vege tali originano altri puntelli secondari presso la loro stessa base. In questi alberi sono le radici aeree a portare la magg ior parte delle radichette sottili. Un altro primato si ha in India. Ne esistono n umerosi grossi esemplari: un baniano caratteristico assicura ombra a tutto un vi llaggio. Uno di questi alberi. Mentre le radici sono ancor a esposte all'aria. Questo accorgimento spinge verso l'alto il tronc o deboluccio sotto la sua grande chioma di fronde. dove manca completamente la radice centrale. se possono penetrare nel terreno. Sebbene la parola lesena sia indicata per rendere l'immagine vi siva.elle cattedrali. Questa tattica consente all'albero origin ario di espandersi all'esterno più o meno all'infinito. puntelli o trampoli. s'ispessiscono rapi damente. Ne ll'Orto Botanico di Calcutta cresceva un famoso esemplare di soli 280 metri di c irconferenza. e serpeggi ano rasoterra per metri e metri. ma mentre q ueste ultime sono create da molti alberi di foresta. anche stavolta diffus amente adottata dalle piante tropicali è data dalla crescita di radici funzionanti da trampoli. o albero ad ombrello. mentre altre volte emergono proprio a fior di terra. Nelle radici di questi tipi . molt e famiglie hanno adottato questo metodo per distribuire il carico dell'albero su radici piuttosto superficiali e poco profonde. a forma di tenda.la struttur a radicale affiorante dal terreno ricorda molto più quella del tronco che non quel la di una radice normale. trovarsi al centro di un ve cchio baniano da l'impressione di indugiare in un boschetto sacro. Un'altra realizzazione d'ingegneria ai fini della stabilità. Tra gli alberi di questo tipo sono comprese v arie specie di Ficus. Man mano che i rami si estendono. Il fatto non sorprende. emettono radichette perpendicolari. I baniani in India sono considerati alberi sacri. Talvolta i trampoli e i piloni di sostegno si associano alle lesene. associa la funzione di sostegno a quella di riproduzione. è chiaramente visibile il cappuccio radicale protettivo citato al cap. hanno alla loro base una tipica struttura che ricorda quella delle tende dei pellirosse. le radici aeree di sostegno sono prerogativa quasi esclusiva di piante che crescono in regioni paludose o s oggette ad inondazioni. il kapok. effettivamente. occupando ettari ed ettari di superficie. le radici aeree prendono il sopravvento.

Molti Ficus si comportano in questo modo. Tale fenomeno non ha t uttora spiegazione. fino alla stupefacente profondità di 50 metri. Possono così assomigliare alle radici aeree delle epifite quali le bromeliacee.la misurazione lineare di t utti i peli radicali darebbe probabilmente il rapporto di 99 a 1 e più. La distinzione tra radice e tronco non è sempre molto netta. come ad esempio i virus degli agrumi e l'avviz zimento della quercia: l'unico modo per combatterle consiste nell'abbattere gli alberi apparentemente sani attorno a quelli attaccati. dove le radici spingono in alto attraverso il fango masse di germogli diritti che si assottigliano progressivamente. di modo che un bosco di un solo genere di piante p uò avere un solo autentico intreccio di radici fittamente collegate. nelle qual i può estendersi per nove decimi sotto terra. Le radici del baobab possono allargarsi per 100 metri tutt'a ttorno all'albero. o "pneumatofori". che ven gono descritte in seguito con più diffusi particolari: queste cominciano la loro e sistenza come piante epifite e lasciano pendere radici aeree che. ed origina talvolta masse di radici rosse sottili e fibrose dai rami più bassi. mentre le tamerici in ambiente desertico sono penetrate con l e loro radici. Ma fondamentalmente il tronco . Parecchi altri gruppi d'alberi sono prov visti di queste radici respiratorie. Le radici continuano ad estendersi sempre più in rapporto alla parte aerea della pianta in c ondizioni di aridità. che tuttavia non giungono fino a terra. le orchidee e le piante rampicanti delle Aracee. e inoltre assicurare posizione cor retta agli steli. per il fatto che la piantina va in c erca d'umidità che le consenta di crescere veramente . avviluppano pian piano l'albero ospite. Cinque an ni dopo che gli alberi della gomma in Malesia erano stati abbattuti dai giappone si nel 1945. Un'altra specie di Metrosideros cresce come un albero normale. ma può darsi che queste radici aiutino ad assorbire umidità. grazie alle foglie degli alberi vicini. Que sto fatto è particolarmente accentuato nelle piantine nuove o plantule. controllando che vengano recisi tutti gli allacciamenti operati dalle radici. Talvolta sorprende la semplice estensione delle radici. ed hanno nella parte superiore aperture e pori che fanno affluire l'aria fino alle radici . e alla fine lo ricoprono c on un abbraccio mortale. venne praticata l'incisione delle ceppaie. per così dire. sebbene queste non siano direttamen te impegnate nel processo respiratorio. E" stato calcolato che in media circa i tr e quarti di una «tipica» pianta superiore si trovano sotto il livello del suolo. o gambo .sta unito alle radici con le foglie e i fiori. Alcune malattie si diffondono attravers o le radici unite da autoinnesto. lo stesso fa la vite rata (Metrosideros robusta). Questa particolarità è tipica delle mangrovie.nga effettuata e debba essere senz'altro importante per alberi enormi come un ve cchio baniano. e lo stesso può fare un melo ovviamente. gli pneumatofori hanno la form a di «ginocchi» nodosi. che diventano cave neg li esemplari vecchi. e comprendono ad esempio la palma rafia e l a noce moscata selvatica. Lo spessore può variare da . Ho già citato i 622 chilom etri di lunghezza totale delle radici di una piantina di segale di quattro mesi. Una pianta d'erba medica può raggiungere con le radici la profondità di 10 metri. che devono assorbire umidità dall'a ria e lontano dal tronco della pianta ospite. come dimostrano gli e sempi delle radici aeree di sostegno. Nel cipresso palustre. in casi controllati. Le radici arboree spesso si uniscono sottoterra con autoinnesti quando sono pres sate l'una addosso all'altra.prova interessante di come l'aria s ia essenziale per il benessere delle radici. Certe piante che crescono negli acquitrini o nel fango sviluppano curiose radici respiratorie. Perfino piantine minuscole come gli equiseti possono sviluppare apparati radica li fino a profondità impressionante. dato che tutte le radic i erano in intimo collegamento tra loro.o stelo. e se ne ricavò tanta gomma quanta venne erogata dagli alberi vicini sopravvissuti. strutture piramidali alte talvolta fino a tre metri formate da legno dolce spugnoso e corteccia altrettanto spugnosa. Attività radicale in forma alquanto diversa è svolta dalle liane soffocanti. Questo è uno de i motivi per cui gli alberi tagliati spesso ricacciano così prontamente: le loro r adici funzionano. i cui polmoni radicali emergono in viluppi contorti da l fondo della foresta acquitrinosa. le cui radici sono co mpletamente sommerse nella stagione delle piogge. una volta tocc ato il suolo.

e il loro aspetto fantastico . che ha tronco stretto seguito da rigonfiamento ovale. "sviluppano foglie incredibilmente ammucchiate. Molti alberi non sono soltanto spessi. ispessisce il suo tronco cavo di almeno 4 centimetri nel corso di una stagione. a corteccia sugherosa incisa da solchi profondi in a ree poligonali irregolari. tra l'altro. si trovano esemplari più larghi che lunghi. La Cop ernicia macroglossa e la C. al di sotto delle quali le foglie vecchi e e morte pendono come sottane sbrindellate sotto un poncho nuovo andino.ha conferito loro il nome di «alberi spiritati». alto 100 metri. Anche le piante annuali possono avere gambi relativamente notevoli : i 3-4 metri del comune girasole rappresentano probabilmente il primato in alte zza. detto anche «pianta di vetro» .ed ha un diametro di soli 82 centimetri alla base. come quelli delle sequoie giganti. finendo quasi in niente. affollate. lunghe fino a un metro e mezzo. cioè con altezza inferiore al diametro. tenuto conto del fatto che è l'albero relativamente più sm ilzo del mondo: di un esemplare di questa specie.o «elmo del pol iziotto» -. e in altezza praticamente da zero fino a 1 00 metri e più. mentre il balsamo dell" Himalaya.l mezzo millimetro di alcune effimere piante annuali fino alla cifra da primato di 17 metri di un castagno siciliano. la palmapanciuta di Cuba. quali le Moringa o alberifiasco. Tutte queste forme di obesità servono a trattenere l'acqua. dal tronco cilindrico lungo circa sei volte lo spessore. Altra versione alquanto ingrandita è data dal cetriolo di Socotra. Una pianta ha ricevuto la denominazione molto appropriata di pianta tartaruga o piede d'elefante: è una pianta rampicante che emette polloni annuali d a un tronco rotondeggiante. ma ha solo 40 centimetri di sezione. Il pino Douglas deve essere una temp ra di vigoroso lottatore. L'esile pennone di Kew Gardens è stato ric avato da un esemplare alto 82 metri . e di 30 centimetri in cima. rigida sono vere e proprie piante guerrigliere nel c onflitto in atto tra i vegetali dei Caraibi: le loro foglie hanno nervature di s orprendente lunghezza. somigliantissimo a un corp o d'animale. In modo particolare le piante dei deserti sviluppa no tronchi rigonfi funzionanti da importanti serbatoi idrici: rientrano in quest a categoria gli Adenium e gli alberielefante. che si rigonfia no dolcemente e si assottigliano verso la chioma. Altri alberi hanno ricevuto nomi appropriati alla loro forma. e infine tronco più sottile.intendendos i con questo termine che hanno un «giro di vita» ragguardevole rispetto all'altezza. dai rami miserelli in seriti in cima a un tronco conico. e sopravvivono anche se la loro part e più bassa viene scavata o bruciata: nel Sudafrica c'è un esemplare famoso il cui i nterno viene usato come autorimessa per le corriere. Altre piante risultano stravaganti ai nostri occhi per altri motivi. I tronchi d'albero dall'immenso spessore. che non hanno mai una posizione coerente a un minimo di logica. ma non devono essere autoportanti. è stato misurato alla base lo spessore di soli 3 metri. e il kap ok. tanto per citare l'inimitabi le E. ma ha il diametro di uno o due metri soltanto alla base. Alcune delle piante annuali rampicanti possono superare l'altezza del girasole. son o veramente impressionanti. non h anno foglie ma spine. in chiome simili a ciuffi. Le Idrie colonnari hanno tronchi che si assottigliano progressivamente e regolarmente da una base relativamente stretta ma ancora isp essita. che spunta da un piccolo ciuffo di radici e produce una macilenta chioma orizzontale. Ciò nonostante g li alberi offrono resistenza notevolissima.specialmente se hanno ramif icazioni . possono arrivare a venti metri d'altezza. strani anche per la loro cute grig ia e liscia che copre tronchi dall'aspetto muscolare. Ad esempio la palma cerea delle Ande supera i 60 metri d'altezza. H. Il baobab si può definire solo grottesco data la sua altezza media di 12 metri ri ferita al diametro di 10 metri. ma lo sono forse ancora di più quelli altissimi e sott ili. che possono restare sul t . La palma Guadalupa tocca i 17 metri d'al tezza.il quale. Corner. obesi . gli alberibottiglia australiani. Il tronco del baobab è pieno di sostanza polposa c osì molle che una pallottola di fucile può passarlo da parte a parte. dalle proporzioni analoghe. aveva 371 anni d'età . J. L'a lbero del cotone brasiliano assomiglia a una rapa mostruosa con il tronco ovoida le alto circa tre volte la propria larghezza. Sono tra le piante più sco rbutiche. rigide e appena dotat e di picciòlo. Alcune palme ceree di Cuba. ma sono anche grassi. se si considerano le tensioni e le sollecitazioni cui devono resistere.

dato che i vecchi esemplari scavati assomigliano «a stre tte torri di legno. di modo che il tronco alla fine risulta formato da una parte centrale di tessut i conduttori vivi circondati da un manicotto resinoso. La denominazione botanica di Xanthorrhoea significa «flusso giallo». perché i fori contengono acqua ed albergano ques ti insetti. Certi alberi e cespugli hanno il tronco più o meno orizzontale. ma i fori lascia vano passare soltanto una mano. Il fenomeno si verifica in certa mis ura nei vecchi olivi che si possono osservare nei Paesi mediterranei. perché un a caduta da un ramo fradicio e muschioso intrappola l'animoso al piano di sotto. e si riferisce all a densa linfa resinosa di colore giallo che trasuda attorno ai picciòli fogliari e si indurisce lì. alti fino a 6 metri. possano avere un'età di 5000 anni. che gli esploratori hanno trovato faticosissimo da superare.che appartien e alle palme rampicanti . che si stende su circa 40 ettari negli Stati Uniti. Ogni anno. ma pare che non sussistano ragioni eccellent i per spiegare la perforazione dei tronchi. e si crede abbia 13000 anni.an zi si stende . trasuda altra resina.una pianta conosciuta con il nome significativo di «albero orizzont ale». come rozzi scarichi di innu merevoli grondaie". In Australia le piante dette «negretti» (Xanthorrhoea) manifestano in vari modi la l oro eccentricità. una ca pigliatura arruffata alla sommità di un tronco scuro e tozzo. Altre piante originano una macchia impene trabile di lunghi steli orizzontali alti un metro circa. Si raccontano storie di automobilisti che hanno percorso l"«orizzontale» fiancheggia nte la strada. Ci sono motivi che giustificano l'ispessimento del tronco. E" stata avanzata l 'ipotesi che gli esemplari veramente vecchi. perciò queste fabbriche vive di sosta nze piasti che vengono incise per l'estrazione della resina. I tronchi delle piante rampicanti sono notevoli principalmente perché sono così lung hi ed esili. Stile di crescita affatto diverso ma ugualmente notevole ha il Ficus beniamino c omosa. con circonferenza costante non . composto di solito da tessuti adibiti a riserva d'acqua. formato da un intrico di tronchi e rami . a l di sopra del quale si allarga una volta orizzontale pensile larga più di 50 metr i e spessa solo un paio di metri. tipo quella famosa colonia di mirtillo america no Gaylussacia brachycera. In Tasmania cresce . e gli stessi rami sporgono in senso altrettanto orizzontale. spettacolo che si osserva spesso dopo un incendio nella boscaglia. e l'aspetto della pi anta è reso ancora più strano dall'infiorescenza stretta che si spinge in alto verti calmente.un mondo crepuscolare senza alcuna se gnaletica. con risultati paurosi. Il primato registrato tocca ad una specie di rotang . Un albero del genere era alto 24 metri e avrebbe potuto racchiudere un uomo. E" pericoloso avventurarsi su piattaforme del genere. quando si formano nuove foglie. La resina è d'interesse merceologico per la fabbricazi one di vernici. o faggio australe. il c ui diametro tocca talvolta i 20 metri. Alcuni arbusti striscianti mettono radici man mano che avanzano e riescono a cop rire vaste estensioni di terreno. che prospera autonoma o costituisce l"«ammezzato» di alcune foreste. C ome scrive Winifred Curtis in "Flora endemica della Tasmania". Corner ha definito le Ad ina come «alberi a feritoie».lunga circa 200 metri. i ntrecciandosi con i rami vicini talvolta a parecchi metri d'altezza dal suolo. ma certe p iante hanno il tronco scavato da grossi buchi. una specie di fico che ha un solo tronco alto pressappoco come un uomo. Ha tronco q uasi orizzontale. Nella parte più meridionale del Sudamerica i l notofago. o a garitte cilindri che provviste di feritoie». Le foglie lunghe e strette formano come una «testa di turco». E. nel quale sono incorporat i i vecchi picciòli fogliari. coloranti ed altri articoli. In certe parti del Sudamerica alberi di questo t ipo si dicono «alberi delle zanzare». fabbrica un groviglio alquanto analogo di ceppi e tronchi. dal quale può essere impossibile sgusciare fuori".ronco molto tempo dopo la caduta del lembo fogliare. "si sviluppano in questo modo piattaforme folte ed elastiche ad altezza spesso n otevole dal suolo. H. Certi ginepri pros trati compongono grandi tappeti circolari stesi quasi a piatto sul terreno. J.

Le liane rampicanti rappresentano di fatto un passo notevolissimo e presumibilme nte tardivo dell'adattamento evolutivo. e da la scalata utilizzando ogni altra pi anta in grado di offrirgli un involontario punto d'appoggio. e l'occhio cerc a inutilmente di scoprire a chi appartengano tronchi e fronde. ma quasi certamente ne esistono di molto più lunghe. Molte famiglie vegetali assai diverse tra loro hanno originato piante rampican ti.sono le famose scale delle scimmie". Esse non si limitano alle regioni tropicali. le lia ne assomigliano a funi tese tra il suolo e le cime degli alberi. e lottano contro alberi enormi. perché ha il potere di attorcigliarsi e aggrapparsi rapidissimamente ad ogni cosa che incontra. fiori e frutti. salgono dal sottobosco che copre i l suolo della foresta. In alcune bignonie r ampicanti tropicali il prolungamento fogliare assomiglia ad una zampa a tre arti gli che «va in cerca» di un sostegno e si avvinghia strettamente attorno a qualunque cosa tocchi. che hanno viticci fino a 75 centimetri. come è il caso della Rosa gigantea dell" Himalaya . Tronchi d'alberi isolati si trasfo rmano in colonne di smeraldo sotto un manto di liane intrecciate. talaltra allentate ed ondeggianti. Altri viticci rappresentano il prolungamento delle foglie. Certe piante hanno facoltà di crescita straordinarie. Dove le liane sono invecchiate assieme agli alberi ai quali s' aggrappano. si aggrovigliano e si perdono in alto tra i tronchi. Alcune ram picanti si schiacciano contro un tronco e vi aderiscono con l'aiuto di radici ae ree.. da un albero all'altro. specialmente quando la foglia non è ancora completamente sviluppata. Molt e sono ritorte come le anse di un cavo.superiore ai 4 centimetri. Le clematidi si arrampicano così. o ancora più spe sso diventano il centro di piramidi verdeggianti alla cui sommità svettano chiome con guglie verdi. dove si descrive l'habitat forestale di q uell'arrampicatrice tropicale che è la liana. rose e vitalbe . No n resisto alla tentazione di citare uno dei brani più brillanti della "Storia natu rale delle piante" di Kerner e Oliver. nonostan te la loro mole molto inferiore. sovente aiutate da setole o barbe nelle loro operazioni di ormeggio. Altre piante rampicanti dispongono di speciali dispositivi perfezionati per favo rire l'appiglio. "Tutto si arrampica. formando ponti sospesi e vere e proprie arcate ad archi romanici e gotici. che getta arcate e ponti sospesi della lunghezza di 10-12 metri. là si presentano come ondeggianti ghirlande. allora la pianta emette lunghe radici aeree sulla superficie inter essata. A volte può eme ttere ponteggi laterali che contribuiscono a renderla inamovibile. rovi. Altre procedono in tortuose spirali.la vitalba «tazza e piatto» degli anglosassoni -. serpeggia e si allaccia ad ogni altra cosa. una rampicante erbacea che può c rescere perfino di 10 metri nel corso di una sola stagione. come può mostrare ogni bosco del le regioni temperate con il suo assortimento di caprifogli. Talvolta tira te e tese. magari in forma di viticci che si avvolgono a cavatappi attorno ad ogni cosa che tocchino: essi possono esistere in forma distinta. Il sistema più semplice è dato dal tronco che si spinge strisciando verso l'alto. Le piante rampicanti si arrampicano in modi diversi. In questo modo l'albero di sostegno ta lvolta può scomparire sotto un rivestimento totale. servendosi spessissimo di spi ne o di barbe a mò di chiodi di cordata. Q ui le liane tessono e ordiscono cortine e tappeti verdi davanti ai tronchi del c iglio della foresta. Un'ulteriore forma d'adattamento si ha con l'emissione di molti ramoscelli minori che tendono a fondersi quando s'incontrano. da una parte all'altra di altre pia nte. Un altro perfezionamento è dato dai vi . una volta ins ediata in mezzo all'altra vegetazione. ed altr e ancora piatte come nastri. scavate di buche. procurandosi la loro parte di luce e di aria co n un'arrampicata incessante su altre piante. e si mettono in contatto con punti d'appoggio con ampi movimenti circolari «di ricerca». Altrove si stendono in lussureggianti festo ni da un tronco all'altro. altre avvolte come un cavatappi.. e le parti più vecchie da tempo sono ormai spoglie di fogliame. in modo da originare un trali ccio a scala come nelle Clusie tropicali. o pendono come r icche cortine dai rami degli alberi. come nel fìor dipassione e nelle zucche. Presso altre rampicanti la base del gambo o picciòlo fogliare sostituisce i viticci. o modellate a forma di eleganti g radini . come nel caso della Cobaea scanden s .

di strette operate dai viticci e così via. che hanno tronchi nastriformi. i 7 centimetri al minuto in alcuni alberi a foglie cedue quali il faggio e i l platano. i rotang vanno annoverati tra le piante rampicanti di maggio re successo. un rotang adulto può crescere tre metri all'anno. La parte cen trale è fortemente ondulata. la foglia si apre. ma i bordi restano quasi diritti. come il luppolo. alla velocità di metri 1-2. Come nel tipo a cavatappi. siano in grado di avvolgersi a molla sul suolo della foresta alla ricer ca di un sostegno lontano dalle radici. se ne stanno sulla parte om breggiata del tronco che ha maggiori probabilità di avvicinarsi a un adatto sosteg no. Alcune. I flagelli di queste palme rotang rendono rischioso e penoso il passaggio per le giungle da loro infestate. Nel tronco del la liana può fluire almeno un terzo di litro d'acqua all'ora. e permette loro di scalare superfici assolutamente lisce. A giudicare dalla loro ampia distribuzione. Ciò si verifica ad esempio nelle viti d el Canada.poniamo . secondo le parole del famos o esploratore Alexander von Humboldt. il che rappresenta la velocità massima mai registrata in una pia nta. produce. Com e precisa von Humboldt.a somiglianza della fune magica degli illusionisti indiani . In queste palme è la foglia ad agire da «sede aziendale». I rotang ed altre piante rampicanti sono notevoli anche per la quantità d'acqua co ntenuta nel loro tronco e per la velocità con cui la convogliano. perché si potrà tagl iare il tronco un'altra volta ed ottenerne altra acqua grazie alla maniera carat teristica con cui i. e . flessibile e provvisto di barbe. Molte palme vengono incise per ricavarne una linfa zuccherina. Una volta rag giunto l'appoggio. c he si attorcigliano l'uno attorno all'altro. perché resta arrotolata dopo aver originato all'estremità un «flagello» lungo. Posseggono internodi lunghissimi. Nella maggioranza di queste piante rampicanti si nota uno stimolo che le indiriz za verso le superfici.ticci con ventose adesive alle estremità. esalante invece un piacevole odore balsamico». per cui ne risulta . che secernono una sostanza collosa quand o toccano una superficie. senza alcun sapore acre. o casuarina. il che co nsente loro una rapida crescita.possono variare in lunghezza da tre a sei metri . e il tulipifero africano (spat hodea campanulata) sono stati definiti rispettivamente l""albero sanguinante" e l""alberofontana" per le loro facoltà di erogazione. si otterranno due o tre tazze d'acqua limpida. spesso di un metro e più. E non è finita. H. Le «scale delle scimmie» di cui alla lunga citazione a pag. J. A guisa di paragone si possono citare i 2 centimetri al minuto nelle conife re. sebbene le più vigorose tra loro. «un fiotto copioso di lattice colloso e semi denso. nonché dalle applicazioni commerciali altrettanto estese. ì 70 centimetri nelle querce e nei frassini.sono in grado di stare ritti per qualche metro sen za afflosciarsi al suolo.si collegano a rete all'interno del tronco.tre metr i. E" il caso di dire che esistono altri alberi in grado di erogare acqua analogame nte. e in certe specie il viticcio che riesce a trov are una fessura vi si gonfia dentro in modo da rendersi inamovibile. di movimen ti avvolgenti. quando viene tagliato. Corner giunge perfino a sospettare che elefanti e rinoceronti abbiano sviluppato le loro spessissime epidermidi anche per difendersi da queste piante. è insolito che tale linfa lattiginosa non sia acre al gust o e velenosa. Molto spess o i dischi o le ventose terminali si allargano ed appiattiscono al contatto di u na superficie. si premuniscono contro l'assenza di un appoggio immediato emettendo subito parecchi germogli. che spesso viene fatta fermentare. Spesso cercano crepacci bui. Non v'è racconto d i viaggiatore in cui non si ottenga una bevanda rinfrescante da una palma rotang : tagliando e accostando alla bocca un pezzo di liana lungo . e fa un'ulteriore presa sull'ospite come u n ombrello aperto. per cui il tronco principale della pianta vie ne ad aderire saldamente alla superficie. Nel Sudamerica c'è anche un "al bero del latte" che. il contatto è seguito di solito da una c ontrazione a spirale del viticcio. Una pianta rampicante ch e non trova una superficie cade al suolo. Si ricava una cagliata caseosa dal «latte» di quello che Edwin Menning er ha definito «lo snackbar della foresta». lunghissimi vasi circolatori . di modo che invece di muoversi senza meta nell'aria. e vi si fissano. Ad esempio il pino australiano. Questi viticci sono spesso lucifughi.5 al minuto. come i rotang. 101 e 102. che viene spinto verso l'alto dall'estendersi del tronco sottostante. sono liane co me le specie Caulotretus e Bauhinia. cui segue l'emissione di radici specializzate. ed E.

Ta lvolta. e le parti a forma di foglia (dette fillocladi) sono disposte a croce alternata.elimina le foglie. I tronchi hanno aspetto completamente diverso quando la pianta . hanno la prerogativa delle foglie enorm . ad ese mpio nei comuni pungitopi e nell'ispida Colletta cruciata. fornita di picciòli fogliari lunghi fino a 5 metri. La soffice corteccia spugnosa (e incombustibile) della sequoia gigante può avere uno spessore di 60 centimetri. perché le spirali possono diste ndersi entro certi limiti. Si può distinguere quando un tronco o stelo funziona da foglia non solo perché non ha un picciòlo chiaramente differenzia to. parente africana della passiflora. La grandezza di una foglia va dagli organi a forma di scaglia quas i invisibili ad occhio nudo. Invece in altri casi gli steli si modificano a forma di foglia.con foglie somiglianti a quelle del rabarbaro la rghe più di due metri su tronchi di 2 metri.la più minuscola delle piante fiorenti . lasciando intatti i tes suti conduttori d'importanza vitale. mentre quelle delle aride regioni med iterranee e dei Paesi freddi hanno quasi sempre dimensioni più ridotte.fino ai pennacchi giganteschi della p alma Raphia taedigera. la Colletta armata. manicata . i bordi robusti sostengono lo sforzo. Essa varia dalla sostanza membranosa serica della Melaleuca. la G. che si scorteccia in grandi lembi d all'albero. i tronchi restano lunghi. La prima cosa che succede in tal caso è che il tronco assume colorazione verd e e la capacità di effettuare la fotosintesi. Non soltanto le piante esotiche. dentata . o conserva solo foglie vestigi ali. Altre piante sviluppano invece acul ei in grado di effettuare la fotosintesi in sostituzione delle foglie.la G. cosa che di solito una vera foglia non fa mai. le foglie mostrano una varietà quasi infinita di forme ed anche d i dimensioni. associa una base succulenta fatta a volta ad una massa di tronchi radiali verdi. La cute o corteccia degli alberi è spesso notevole sotto molti aspetti. dove i tronchi si son o appiattiti ed hanno assunto punte aguzze. come nel caso dell'albero Phylloxylon tipico del Madagascar. Alcuni salici alpini possono ramificarsi sotto la superficie all 'analogo scopo di evitare temperature relativamente fredde. dove il gambo che porta le foglie ha una lunghezza totale di 22 metri e il diametro com plessivo di 12 metri: si tratta della massima foglia registrata. e la corteccia esterna della quercia da sughero può ess ere spessa anche 20 centimetri. come nel caso delle ginestre. La corteccia da sughero utilizzata in commercio è data dallo strato esterno di 3-5 centimetri. un fillocla do a forma di foglia spunta da quello più vicino. Come ho accennato nel capi tolo precedente. badate. lasciando l'albero denudato ad esporre la corteccia interna di un bel rosso brillante. perché ha un tronco verticale legnoso e steli orizzontali legnosi proprio sotto il livello del suolo.di solito come reazione ad un habitat secco . ad esempio in conseguenza della crescita d ell'albero ospite. e un'altra . anche questo accorgimento aumenta la resistenza alla trazione. ne è un ese mpio un'altra pianta del gruppo delle Colletie. alle placche di scortecciatura degli eucalipti e dei platani. alle foglioline di 3-4 millimetri della lemna minor e . con diametro di più di 30 centimetri: la corteccia est erna venne tolta in un solo grande pezzo. che pare possibile scorteccia re all'infinito. Questo dispositivo garantisce che s e il tronco deve sopportare tensioni. steli o gambi non si trovano sempre sopra il livello del suolo. Mi è capitato di assistere una volta alla scortecciatura di un tronco alto quattro metri e mezzo. Ma nella specie Parinarium capense del Sudafrica è come se l'albero fos se affondato sottoterra. l'Adenia globosa. e i fiorellini porporini compaio no tutt'attorno ai bordi quando è la stagione. armati di spine. come su ccede nel genere africano delle Parinarie. sottili e s carni come fruste. Le foglie delle piante delle foreste tropicali tendono a ess ere grandi con superficie più o meno uguale. Al cune liane appiattite non fanno altro che attorcigliarsi a spirale. Tuttavia va citato il genere Gunnera che comprende una specie con foglie di soli 3 centimetri di diametro. ma anche perché porta fiori. i cui componenti tropicali sono alber i normali. Tronchi. dal quale emergono mazzi di foglie e capi fiorali. La foglia è la terza struttura importante della pianta. che rende minus cole tutte le altre foglie gigantesche. f ino alle cortecce solcate da profonde fessure come nella quercia e nel pino. e si provvede di pori respiratori. molto conosciuta come pianta ornament ale in Inghilterra.una serie di gradini provvisti di corrimano. situati nel centro ondulato della liana. M olto spesso.

a somiglianza dei lobi profondamente intagliati dalle altre foglie. di modo che il forte vento le strappa in stret ti segmenti che tuttavia continuano a funzionare. Un 'altra ipotesi è che i fori. Non si possono nemmeno dimenticare le ninfee giganti. ma nelle Monstera le fronde non solo han no tacche laterali simili a tagli. un tempo notissima sotto il nome di cavolo gigante delle isole della M anica. alto 120 centimetri. che cresce fino all'altezza di 6 metri ed ha una testa con diametro di me tri 1. Hanno bordi verticali alti fino a 20 centimetri. Invece i segmenti hanno minore probabilità di venire danneggiati. mentre esiste una varietà d i cavolo. e la specifica denominazione "crassipes" significa lett eralmente «piede grasso». il quale disgregandola finire bbe probabilmente col distruggerla completamente. ailanti e palme. con riferimento alla base rigonfia dello stelo fogliare.il che ha valso a queste piante il nome popol are di «piante a groviera». cosa che non sarebbe possi bile se le foglie fossero a lembo intero. prodotte in numero di 40-50 per pianta in u na stagione. Grandezza e forma delle foglie sono in rapporto con l'ambiente. Proprio la struttura di queste foglie diede a Sir Joseph Paxton l'idea dell'intelaiatura ricurva in metallo cavo della serra progettata per ospitare q uesta pianta a Chatsworth . con una serie trasversale di venule o nervature minori.e. I gambi durissimi venivano usati per fare staccionate. a pieno svi luppo hanno ciascuna una superficie di circa 2. Venti piante potrebbero produrre abbastanza cibo da nutrire una mucca per un anno. La stampa britannica ha dato notizia nel 1971 di un comune cavolo commestibil e del diametro di più di tre metri. Il gran numero di foglioline della maggioranza degli alberi delle regioni temperate rappresenta un analogo mezzo di suddivisione del rischio . Si può solo constatare che questo partic olare esperimento naturale non è comune a nessun altro genere vegetale. Una foglia ancora più adattata a lle proprie funzioni è quella del giacinto d'acqua. possono misurare più di due metri di diametro. ma dispongono anche di un traforo di pertugi irregolari intagliati tra le nervature laterali.i. C'è una serie di grandi nervature raggiate e fornite di bordi. Le f oglie sono abbastanza forti da sostenere pesi fino a 90 chilogrammi. Perciò la foglia della Trevezia malese è larga 60 centimetri. ma si dividono trasversalmente su ogni lato della nervatura centrale medi ante strisce di tessuto più debole. e lo stesso criterio vale per le foglie profondamente suddivise in foglioline multiple di piante assai disparate quali felci. come la specie Victoria. anche il concetto ispiratore del grande Palazzo di Cristallo. La Palm House di Decimus Burton a Kew è costruita in base allo stess o principio. in particolare c on la quantità di vento che la pianta potrà tollerare. Una foglia a superficie unica verrebbe danneggiata dal vento. Il banano ha fo glie oblunghe originariamente non suddivise.dove fiorì per la prima volta in Gran Bretagna .5-2. La natura ha f ornito la foglia di travi e sostegno orizzontali e trasversali. travicelli di tettoie. Molte foglie sono profondamente lobate. è incisa in 7 -8 segmenti profondamente lobati che s'irradiano dal gambo fogliare. po co dopo. o anche se uno riporta lesioni. ma sebbene abbia un contorno circolare. che non hanno forza o rigidità partic olare. sui quali la pianta galleggia. consentano alla luce di arrivare alle foglie sottostanti (sono po rtate più o meno verticalmente sui tronchi rampicanti). Si può immaginare che questo dispositivo valga a protegger le dai forti venti.5 metri quadrati. o se ne ricavavano bastoni da passeggio. gli altri non ne hanno nocumento. mentre sulla parte inferiore c'è tutto un sistema di ne rvature disposte a traliccio e piene di camere d'aria che garantiscono la robust ezza e il galleggiamento della foglia. Scrisse a questo proposito: «La natura si è assunta il compito dell'ingegnere. La pianta si chiama scientificame nte Eichornia crassipes. l e cui foglie circolari galleggianti. una pianta galleggiante con un a corona di foglie a disposizione raggiata che ormai è diventata tremendamente inv adente sui laghi ed i corsi d'acqua tropicali. perché le Monstera si arrampicano a volte su rocce esposte. salvo che . io non ho fatto altro che prendere a prestito dalla natura questo progetto e adottarlo per la mi a costruzione». E" interessante notare che il già citato dottor Santos aveva scritto a sua volta che la parte inferiore della foglia «ricorda in qualche cosa certi str ani lavori in ghisa appena usciti dall'altoforno». mentre in fase di crescita possono aumentare da un terzo di metro fino a mezzo metro quadrato a l giorno. p iena di spazi aerei. talvolta quasi più somiglianti a spazi vuoti che non a un tessuto .

c he si affollano alle estremità dei rami. e occorre un microscopio per apprezzarne l'ingegnosità e spesso la bellezza dell'esecuzione. composto talv olta da un paio di foglie che si sono fuse completamente o quasi. Anche le radici possono gonfiar si: la Ceiba parvifolia del Messico ha la caratteristica di dare fiori e frutti nella stagione asciutta. A volte passano due stagioni pri ma che torni a piovere. il che le rende durissime e resistenti come una co tta medievale in maglie metalliche. d ove le foglie possono essersi trasformate in trabocchetti a trappola. la pianta letteralmente va a pezzi .nei Paesi del bacino del Mediterraneo si ha talvolta l'impressione che gran p arte della flora locale sia sempregrigia. dall'aspetto di formazioni rotondeggianti. Come avremo occasione di vedere in seguito. e le foglie se cernono una cera così spessa che la raccolta è giustificatissima a fini commerciali. Naturalmente vi sono piante con peli chiaramente visibili ad occhio nudo. Cresce solo fino a venti sparuti met ri d'altezza. La copertura esterna delle foglie presenta spesso caratteristiche notevoli. e molti infin e hanno forma stellata. Alcune piante grasse. oppure dis porre di tentacoli appiccicosi e mobili. dando nuovi fiori e frutti. hanno foglie effimere che si possono produ rre solo sui tronchi immaturi.cavi e contenenti aria . dove l'acqua si accumula nella stagione delle piogge per venir utilizzata durante la siccità. Le trasformazioni fogliari più notevoli si osservano nelle piante insettivore. Nella piccola felce galleggiante Salvinia i pel i sono presenti per impedire alla pianta d'inzupparsi d'acqua. Oppure sono fatti a T. dov e la versione definitiva è data da un «corpo plantare» più o meno sferico. Una specie di anona . mentre alcune specie di giusquiamo hanno lunghissimi pe li setosi. Alcune piante grasse. e si effettua facendo seccare le foglie e poi battendole per separare la cera. Anche queste cellule sono cave ed h anno pareti piene di silicio. e molte ad attività stagionale. come le Rochea del Sudafrica. tanto che i Tibetani le usa vano come lucignoli per lampade. e visti al microscopio possono ricordar e una testa di Medusa. ch e si gonfiano per funzionare da serbatoi idrici. Quando è tempo d'entrare nel periodo di riposo. Le foglie secernono cera in quantità proporzionale alla durata della siccità stagion ale. I peli . secondo la descrizione particolareggiat a datane al capitolo 24. specialmente tronchi d'albero. conferendo alla foglia un aspett o serico. ed è in grado di farlo perché le sue radici portano dei «bari letti» in miniatura. e solo allora il fittone radicale riprende a germogliare . Possono stare diritti oppure giacere a piatto. L'eliminazione delle parti superiori ad opera dell'anona ricorda il caso dell'Or oxylum indicum della Malesia. o portano «scudi» in cima a gambi lillipuziani. data l'abbondanza di piante a foglie p elose. Sono già stati descritti alcuni tipi di tronchi. o assomigliano ad alberi ramosi miniaturizzati. l'A. radunando sulla superficie fogliare grosse cellule ro tondeggianti invece di peli contenenti aria. specialmente nel caso delle piante grasse. oppure che possono cadere nella stagione asciutta . detto "orrore di mezzanotte" per i suoi fiori d'od ore disgustoso impollinati dai pipistrelli. Il verbasco molto spesso è co perto da un denso vello. Molte di esse vivono nel Brasile in località battute da venti infuocati. ed assomigliano a mostruosi ombrelli.rami e foglie . altri sono disposti a spirale. adottano un metodo diverso d i protezione superficiale. ma porta enormi foglie composite lunghe e larghe più di due metri.a quello affine dei filodendri.si dissecca e cade. Quando viene il periodo asciutto tutta la pa rte aerea . Tra i rivestimenti protettivi più strani va citato quello delle palme ceree.sono di solito piccolissimi. e certe specie di rododendri «infeltriscono». E" i l caso specialmente delle foglie che sviluppano peli protettivi contro le eccess ive radiazioni solari e la conseguente traspirazione. le foglie possono trasformarsi o rid ursi a seconda delle circostanze. ed ogni anno se ne raccolgono circa un milione e mezzo di chili (13000 tonn ellate): si tratta della cera naturale più dura e con punto di fusione più elevato. Molte piante alpine si pro teggono in questo modo. altri ancora assomigliano a sottili aculei. Le giovani piante raramente mettono rami prima di raggiungere i 5 metri d'altezza. e lo stesso fanno specie vegetali dei climi mediterranei . aventi diametro fi no a 30 centimetri e tessuto soffice e spugnoso. reticolata del Brasile nordorientale ha un fittone radicale sotterraneo c he può misurare un metro di diametro.

Molte foglie. Talvolta queste piante perdono una stagione e trascorrono più di un ann o tranquille sottoterra. come nelle regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. Circa un mese dopo la c aduta dei gambi ricominciano a spuntare foglie nuove. infine il gambo principale. Le arundinace e. Restano quindi i tronchi stecchiti come pali con un solo assortiment o di grossi baccelli lunghi da 60 a 120 centimetri. che hanno abbandonato la capacità di produrre sostanze nutritive a favore della funzione di deposito. le Maranta e le Calathea eccellono a questo riguardo: una di queste. Esempi tipici di piante di bosco di questo tipo sono certi gigli e alcune orchidee terrestri. Tali depositi poss ono essere nient'altro che tronchi o gambi sotterranei rigonfi. Le er be infestanti delle Oxalis (acetosella. prima ogni fogliolina. la Calat hea ornata. mentre invece le radici contrattili lo tirano giù al livello del cormo originario. Nella maggior parte dei bulbi il fiore dell' anno successivo e le foglie attive si formano all'interno di un embrione.trascorrono l'esta te caldissima nascoste molti centimetri sotto la superficie della terra bruciata dal sole. che originano radici e fungono da centro di un nuovo esemplare se vengono a contatto del suolo. Esistono pure molte piante a radici carnose che crescon o nei boschi. Anche la nostra brionia nera può dare tuberi della lunghezza d i 60 centimetri. Il tubero si contrae alla fine della stagione. dove il terreno resta sempre sufficientemente umido. oppure in radici rigonfie di varia forma e grandezza chiam ate genericamente tuberi. nel qual caso possono avere uno strato verde atto alla fotosintesi. che vale alla pianta l'altro suo nome di «albero dalle ossa rotte». oppure combinare tutte queste caratteristic he. un tempo apprezzati come «falsa mandragora» e ritenuti in grado di guarire quasi ogni malattia. poi ogni picciòlo o g ambo laterale. I bulb i di solito sono sotterranei. trattengono la pianti na saldamente aderente al suolo. non passa abbastanza luce sul suolo della foresta perché le piante bulbose poss ano sopravvivere adeguatamente. che spesso si possono maneggiare e trapiantare complet amente secche. ed aiuta le piante a superare il periodo di riposo. altrimenti spunterebbe sopra terra. possono essere sostenuti da tro nchicini portanti. dai quali vengono emessi inf ine semi fioccosi che vengono portati lontano dal vento. La maggior parte delle formazioni di riserva si compone di sostanze nutrienti e di umidità. che si consuma ogni anno mentre si produce un nuovo cormo sopra quello vecchio. l o stesso dicasi dei tuberi aerei. o sigillo di Salomone. che in linguaggio tecn ico si dicono rizomi. alla sommità del quale si formano masse di minuscoli bulbil li. ed è segnalato il cas o di un tubero dell'aracea Amorphophallus titanum pesante 54 chili e con 60 cent imetri di diametro.. e trascina sottoterra i bulbi lli che eventualmente non si siano dispersi. come nel Polygon atum multiflorum. dove le nervature sono disegnate f . specialmente nei climi caldi. I depositi nutritivi sono giustificati dalla necessità di superare la stagione sec ca. Gli organi carnosi di deposito come i cormi si trovano spesso associati a radici contrattili. Ogni foglia cade in pezzi staccati. portare macchie o segni regol ari. eccetera) sviluppano un tub ero conico traslucido. I tuberi possono avere dimensioni enormi: quelli dell'ign ame o patata dolce commestibile possono arrivare a 45 chili. Le comuni piante d'appartamento possono fornirci molti esempi. Quando le fronde degli alberi hanno formato una folta volt a. Così il tronco viene a trovarsi circond ato da un mucchio di pezzi. Questo accorgimento è d'importanza essenziale se si produce un nuovo cormo al di sopra di quello vecchio. ma talvolta sono portati sopra il livello del suol o. che costituiscono di norma un dispositivo di distribuzione. Le radici contrattili di questo gen ere assomigliano a quelle delle piante striscianti come le fragole. detti bulbetti o bulbilli. scille. si colorano di varie tinte oltre al verde: possono essere di colore rosso o porporino. I bulbi in miniatura. Una forma speciale di deposito radicale è data dal cormo. erba brusca. e nei giaggioli. noto dai gladioli e dai crochi. così queste entrano in inattività. i ranuncoli stoloniferi e i rovi a radici apicali: una volta ancorate. C'è infine il bulbo. dove moltissime pia nte a radici carnose . Il loro perio do di riposo si spiega con il fatto che queste piante mettono foglie e fiori abb astanza precocemente.orchidee. composto di foglie rigonfie avvolte strettamente attorno a un asse centrale. eccetera . venature a diversa colorazione. ha foglie di colore bronzeo cupo. tulipani.

di modo che dal colletto si formano solo due foglie adult e che si allungano ed allargano con il passare dei secoli (si crede che certi ve cchi esemplari abbiano 2000 anni). al ritmo di 8-15 centimetri annuì. queste foglie gigantesche ricordano la lingua di una lumaca. l'arancio e il giallo a foglie dalle forme straordinariamente variate. La cuticola fogliare. Il fiore è il pezzo più specializzato di tutta l'attrezzatura creata dal mondo veget ale. fendend osi poco a poco nel senso della lunghezza e dando una massa di nastri irregolari . sebbene sottilissima. la piovra del d eserto. il simbolo del gruppo di piante di più recente . La pianta adulta ha un fittone molto spesso e tozzo lungo fino a due metri. La cima del germoglio avvizzisce poco dopo la germinazione. Alcune piante colt ivate hanno sviluppato fantasticamente le loro tinte: le varietà di Begonia rex mo strano un'ampia tavolozza variante dal porpora acceso alle gradazioni di rosa ed argento spesso mescolate al verde. I fiori maschili e femminili vengono sostenuti separat amente da strutture coniche situate attorno a una depressione centrale craterifo rme. e letteralmente si scottano sulla sabbia del deserto.inemente in un'improbabile tinta rosasalmone chiaro. La Pilea cod ierei è caratteristica perché il suo aspetto argenteo dipende in realtà dagli spazi ae rei situati tra la cuticola e la parte centrale della foglia. dato che le piogge cadono non solo molto irregolarmente. Il tessuto conduttore dell'acqua (xilema) assomiglia a quello di una p ianta fiorente. Non sorpren de che sir Joseph Hooker l'abbia definita «la pianta più meravigliosa che sia mai st ata portata in Inghilterra. che in casi eccezionali può avere il diametro di quasi due metri. mentre altre. L'ultima parola sulle foglie spetta alla descrizione di una delle piante più bizza rre del mondo. può darsi che assorba la luce rossa filtrante attraverso la volta fr ondosa della foresta. e viene invec e apprezzata e favorita da noi a scopi ornamentali. dove l'acqua viene fornita quasi s olamente dalla bruma marina e dall'eventuale guazza notturna. la Welwitschia bainesii (mirabilis). Nella loro crescita incessante. di solito dipendente da muta zione dei cloroplasti.3 ma questa proporzione è insol itamente alta. alquanto rigonfio sopra la superficie del suolo. La Welwitschia è stata definita in varie riprese una rapa gigante. con una massa di radici laterali. il celacanto vegetale. Capitolo 9. sebbene . come la nota acantacea Aphelandra squarrosa. in a ltri. e assolutamente la più brutta». Ma è difficile dare una spiegazione della regolarità dei model li e della colorazione delle nervature. IL FIORE. che praticamente è solo foglia . invece. che raramente persiste allo stato naturale. hanno nervature di colore biancocr ema brillante e una coccarda di brattee gialle vistosissime per polarizzare l'at tenzione sui fiori.non si tratti in sostanza che di esperimenti abortiti. Cresce soltanto in una ristretta striscia deserti ca presso il mare nell'Africa sudoccidentale. in questo caso il tessuto vivo era lungo metri 7. Per la necessità di assorbire rapidamente le eventuali brume marine su ambedue i lati delle foglie vi sono milioni di stomi . mentre il tessuto che convoglia le sostanze nutrienti (floema) è a nalogo a quello di una pianta gimnosperma. tale da far pensare che qua lcuno vi abbia adoperato un pennello con tecnica un po'"irregolare. Abbiamo visto che è il prodotto. In certi casi la colorazione è probabilmente un pigmento di adombramento adottato per ridurre l'eccessiva insolazione che potrebbe danneggiare la clorofilla.8 metri . Le foglie si sfilacciano alle estremità sotto l 'azione del vento.forse fortunatamente dal punto di vista de ll'evoluzione dei fiori . ma possono anche mancare perfino per pare cchi anni. ma si può obiettare che esist ono molte piante a fiori altrettanto piccoli e foglie verdi lisce. Si è pensato che possano servire ad attira re gli insetti che fecondano fiori non appariscenti. Tale colorazione non va confusa con la screziatura. ha uno strato centrale di cri stalli di ossalato di calcio che riflettono la luce solare. Le foglie più grandi mai registrate sono larghe circa 2 metri e lunghe 8. mentre Croton e Codiaeum uniscono il rosso b rillante.i quali si chiudono a tenuta eccezionalmente stagna in condizioni di aridità.22000 per centimetro quadrato . Si tratta di uno di quei residuati anomali che si trovano qua e là tra le gimnos perme e le piante fiorenti.

il grande fiore femminile sostien e letteralmente due o tre fiori maschili che effettuano un corteggiamento danzan te su steli che si alzano dall'esterno. i cui segmenti sono i petali. Questi fiori unisessuati possono avere aspetto uguale per i due sessi. deve i l nome scientifico al fatto che da una coppa di centimetri 10-12 color rosso san gue sporgono cinque stami appiattiti. od alberos polverino (Hura crepitans). In alcune famiglie queste parti del fiore si possono distinguere a malapena. oppure sepali e petali possono essere indisting uibili. uno stilo e u no stimma. Tutte queste parti possono variare in misura molteplice. La grandezza dei fiori varia da una frazione di millimetro nella lenticchia palu stre Wolffia punctata. si trova assieme agli organi destinati all'atto sessuale che portano le cellule sessuate della pianta: polli ne maschile ed ovuli femminili. Al centro gli organi sessuali comprendono le parti maschili. Così la Pimelea. Il mondo antico era al corrente del sesso delle piante nel caso lampante della p alma da datteri.superfici ricettive sulle quali il polline germina per fecondare gli ovuli a ll'interno dell'ovario. come n el Calothamnus e nella Tristania. ricavata da foglie modificate. In certe occasioni gli stami costituiscono la parte più cospicua del fiore. mentre un cappuccio superiore a perdere protegge il fiore immaturo e rappresenta i petali. ed un unico ovario. dove un pi ccolo calice a forma di coppa nasconde dei petali dall'aria insignificante. Nell'Asteranthos brasiliano la corolla è sostituita da un anello di stami infecondi. Detto nei termini più spicci. emet tendo invece quattro grandi formazioni quasi fogliari che portano antere picciol ate sui bordi. fino a più di un metro nella parassita Rafflesia. e non sugli stami. mentre il solitari o fiore femminile è rappresentato da un ciuffetto rosso. la cui funzione sostanziale è di proteggere il boccio e talvolta il fiore aperto (ad esempio dagli insetti predatori di nettare). dal quale uno o più piccoli gambi (gli stili) portano agli stimm i . di modo che un albero in piena fioritura costituisce uno spet tacolo sinistro. uno stame. di solito stami che reggono il polline sulle antere. Nella Pentagynia saniculifolia. e il numero delle parti sessuate gettò le fondamenta della sua classificazione de . quasi perfettamente uguali per forma e gra ndezza a una mano. Quando il calice si compone di segmenti separati questi si dicono sepali. ha semplificato i suoi fiori ad un solo tubo fiorale. Le forme dei fiori sono variabili all'infinito. Nel policocco. mentre il fiore femminile ostenta u na corolla lobata relativamente enorme. All'interno del calice c'è la corolla. come accade nelle piante monocotiledoni. parenti australiani della mortella.come nelle orchidee ed asclepiadi . Ma fu il b otanico svedese Linneo (1707-1778) a proporla veramente all'attenzione mondiale. il calice. Ad esempio nell'eucalipto si trova un ricettacolo a forma di tazza che circonda gli organi sessuali. note con la denominazione collettiva di pistilli. e la sessualità delle piante era stata provata sperimentalmente nel 1694. Il notissimo nocciolo ha una specie di amento pendulo in cui sono radunati molti fiori maschili. molti fiorellini maschili dall'aria insignificante s ono raggruppati in un'infiorescenza a spiga. il fiore è una struttura dove la parte es terna di protezione. Viceversa può capitare che gli stimmi non sporgano sugli stili: ad esempio nei papaveri la superficie s timmatica forma linee raggiate sulla sommità di quella che alfine diventerà la capsu la seminifera. m a in certi casi sono molto diversi tra loro.vie ne portato in grandi masse pollinifere. Possono sostituire i petali. Alla base del pistillo s i trova l'ovario. collegati da un tessuto che conferisce al tutto l'aspetto di un parasole. dove i fiori maschili e femminili stanno su alberi distinti. e molte parti vanno da un numero elevato e indefinito fino a un unico esemplare. parente italiana del cerfoglio selvatico euroasiatico. I sepali sono abitualme nte verdi e spessi. Il fiore tipico delle angiosperme ha un verticillo od anello esterno. nel quale il bordo rappresenta i sepali. Nonostante la tendenza dei fiori all'ermafroditismo. imparentata con la Daphne . ma possono essere effimeri o assumere la vistosità di forma e colore dei petali destinati ad attirare gli animali incaricati dell'impollinazio ne. Il chirantodendro messicano.evoluzione. ve ne sono molti di un sess o solo. e le parti femmi nili. Il polline qualche volta . o «albero dai fiori con le mani».

Il r everendo Samuel Goodenough. In date occasioni. . Ecco la trasformazione dei tre stimmi e dei sei sta mi del «leggiadro colchico»: "Tre vereconde donzelle servono l'intrepida ninfa. ed emerge dalla chioma dell'albero quasi come una pianta a sé. I fiori possono presentarsi in esemplari unici o in gruppi. e le Diandre con «due mariti nello stesso mat rimonio». Le vedute di Linneo in materia di sesso erano razionali e positivame nte moderne.come dice Wilfrid Blunt . Il numero più alto in un gruppo unico. scriveva in una lett era: «E" assolutamente superfluo dirvi che nulla potrebbe uguagliare la mentalità gr ossolanamente pruriginosa di Linneo».che ha sei stami." Scrisse a proposito di un giglio da giardino .lle piante: così una famiglia poté chiamarsi Diadelphia decandria oppure Polyandria pentagynia. Erasmo Darwin. e quelli delle concubine la ci rconferenza: le femmine sposate sono sterili e le concubine sono feconde». Il rilievo dato agli organi sessuali dei fiori urtò molti suoi contemporanei. si poteva trasferire al mondo animale «con tutte le r elative conseguenze . Lin neo certamente rivelò al mondo che le piante avevano una loro vita sessuale che. insieme a piante fiorenti più ortodosse. e la scortano sei gai giovani. Quanto poi alla schiatta delle Silene. e infine la categoria delle piante Poliandre con un esempio per cui vi s ono «venti o più maschi nello stesso letto con la femmina». Quando l'impietosa mano del tempo stende una rete di rughe sulle sue deboli membra.un involucro . L'infiorescenza della pa lma è spesso notevole. che s . e parecchi Ficu s fanno altrettanto. o infiorescenza. di norma s u loro gambi distinti.dove «la torma di prostitute vaglia dieci ardimentosi pugnaci». nonno di Carlo. in cui tradusse in versi il sistema di Linneo. meno se ne parla e meglio è. di modo che riuscì a far chiamare una classe vegetale "Syngenesia po lygamia necessaria" . I fiori si producono di solito all'estremità dei tronchi o degli steli. prigionieri pudibondi delle sue catene verginali. corteggio innamorato.di poligamia. In alcune famiglie i fiori sono portati in capolini compositi provvisti di un solo strato esterno di scaglie sovrapposte . riportò l'argomento a livello più castigato ma altret tanto esplicito nel suo poema epico "Gli amori delle piante". o più sovente dai tronchi più o meno simili a foglie di piante che hanno abolito le foglie. Per spiegare le sue classi vegetali descrisse le Monandre con il pa ragone di «un marito per un matrimonio». sortendo spesso il risultato apparente di un solo fiore più grande. er ompenti inaspettati dalla scorza. poliandria ed ince sto». e producono tronchicini sottili alla base del tronco.una gigliacea del genere Gloriosa . altri tre giovani impegnano la sua età più matura. Nel c aso in esame Linneo descrisse la situazione esponendola come una circostanza in cui «i letti dei coniugi sposati occupano il disco. e Goethe si preoccupava dell'imbarazzo che i testi di botanica avrebbero potuto procurare a caste scolaresche giovanili. In certi casi i fiori si originano addirittura sottoterra.. A volte l'assunto gli scap pava di mano. La famiglia delle margherite si dice delle "Composite" proprio per questo motivo: un solo i nvolucro rinchiude spesso parecchi flosculi di diverso genere. Alcuni Ficus malesi u sano questo sistema. c on pochissima immaginazione. si osserva probabilmen te nella palma Talipot. specialmente in certi alberi tropicali.. L'albero del cacao è tra questi. con 100 mila fiori individuali. come i cacti. in seguito vescovo di Carlisle. vittime della sua vita in declino".letteralmente «maschi confederati con necessità di poligamia» come nel caso del crisantemo con stili fecondi e flosculi a disco sterili.che li protegge tutt i. ma in casi straordinari possono spuntare direttamente dal le foglie. tre dei quali maturano successivamente ai primi tre: "La superba Gloriosa conduce tre scelti garzoni. i fiori sono portati addirittura sullo stelo o tronco principale.cui appartiene la nostra erba del cucco . e le inargenta il capo. spaziati o raggruppa ti.

eminente bo tanico. Per chi ha la mente investigativa ogni fiore. Le orchidee possono durare 80-90 giorni se non vengono fecondate. D. Sebbene effimero. CRESCITA E RITMO: IL CERVELLO ELETTRONICO DELLA PIANTA. mentre per altri riguardi sembra tenersi pronto a ripiegarsi in una borsa o sacco dall'aspetto di un fico. Un Cinese che risaliva il fiume YangTzeKiang nel diciannovesimo secolo sostò ad al loggiare presso una locanda in mezzo a un boschetto di bambù giganti. il quale in certo qual modo imita il fiore per att irare gli animali impollinatori. E. questo fiore. ricoprono la parete interna di un ricettacolo cavo che noi i n seguito mangiamo quale frutto. per quanto inapparente e i nsignificante. I germogli fioriferi sono completamente sotterranei nel Geanthemum rh izanthus del Brasile e nella palma sessile . ma producono fiori su sottili propaggini orizzontali a fior di terra. ricordo un mattino d'inverno in cui dovetti chiedermi da dove mai prove nisse lo scricchiolio che si sentiva mentre lavoravo. Lawrence lo definì «frutto del mistero femmi nile. com e un fievole gridare o uggiolare che proveniva dal bosco dei bambù. Nelle dorstenie loro parenti si può osservare una via di m ezzo con minuscoli fiorellini incorporati nella superficie di un disco carnoso t alvolta lobato come un polpo. aggiungeva: «Rincresce che an che questo evento rammenti alle nostre belle connazionali quanto sia effimera la beltà delle forme. mentre si facevano strada tra le bra ttee e gli involucri di rivestimento che ricoprivano la base di ogni germoglio.i affondano nel terreno e vi producono mazzi di fichi portati da propaggini. quando lo si veda in libertà allo stato n aturale. Quando la Tigridia pavonia. H. e lo sfregam ento produce questi suoni terrificanti". I fiori hanno durata molto variabile. nonché unità d'intenti: qualità che creano bellezza e fascino uni ci. rivela a un attento esame una sua natura complicata. insuperabili nel loro genere. Per chi si occupa di tassonomia rappresenta il mezzo che gli permette d i stabilire la posizione categorica della pianta e le sue parentele nel regno ve getale. meraviglia. il fior di tigre del Messico. secondo il quale «la maggior parte della gente è abbastanza sicura di quello . Talvolta si possono percepire i suoni prodotti dalla crescita di piante molto minori. e la Caloncoba flagelliflora dell'Africa Occidentale. al ta 30 metri. in giardino o in vaso. I col orati eliantemi dei Paesi mediterranei lasciano cadere i petali nel pomeriggio. I fiori dei fichi sono tra i più strani che esistano. il quale gli spiegò che i rumori erano causati dalla cre scita dei germogli dei giovani bambù giganti. l'autore.cioè senza tronco . nato per spiegare la sua magnificenza solo per p oche ore. ricchezza di risorse ed ingegno. o anche repulsione. Anche il fiore della ninfea gigante du ra solo 24 ore. dopo averne magnificato la bellezza e la singolarità delle forme. E" anche il caso di citare un'affermazione del professor G. Allarmato. Nelle mattinate calde ed umide il bambù cresce a velocità sorprendente. dove si osservano propaggini emananti a raggerà per una decina di metri attorno al tronco. un frignare. minuscoli e strutt uralmente semplici. alta 10 metri . destinato a suscitare ammi razione. occulto ed intimo». finché accertai che i suoni venivano da una ciotola di giacinti i cui boccioli si aprivano un varco attraver so il rigido fogliame. poi letteralmente si disintegra». Numerosi. Capitolo 10. Fogg.Salacca flabellat a malese. dotato di un accesso al mondo esterno tramite u n piccolo orifizio ad un'estremità. venne raffigurata per la prima volta in una rivista di botanica. "Venne risvegliato prima dell'alba da un orribile scricchiolio. l'ipomea si chiude e avvizzisce per sera. altri fiori durano invece un giorno o meno ancora. Alt ri alberi sono altrettanto straordinari ed hanno un tronco tradizionale con chio ma sorretta da rami. il fiore rappresenta agli occhi dell'umanità media un oggetto da coltivare a scopi decorativi. Vi sono comprese piante come la Potyalthia hypogaea della Malesia. Questo racconto affascinante venne registrato e pubblicato dal botanico Blossfel d. chi amò il compagno di viaggio.

o infilandosi nelle più strette fessure. la mela è rotonda perché la crescita continua uniformemente in tutte le direzioni man mano che essa matura. Le radici degli alberi fendono la roccia espandendosi a ritmo impercettibile. mentre la pera cresce più rapidamente sull 'asse della lunghezza che non su quello radiale. e le tubature s'ingorgano presto di una massa di finissimi peli radicali assorbenti. emissione dello stelo o del tronco. Le fessure delle conduttur e dell'acqua e delle fognature vengono identificate con altrettanta celerità. osservate nell'America Centrale e in Cambog ia.. Non c'è qua si nulla .è determinato dal mecc anismo genetico presente nel nucleo di ogni cellula. spiegamento delle foglie. Se n e infischia di un vialetto di ghiaia ben rullata e compressa. La capacità reale di crescere . I germogli si apr ono un varco attraverso il terreno. Mentre però negli animali essi si svi luppano precocemente e s'integrano con i sistemi circolatorio. tranne che nelle unicellulari.salvo una roccia massiccia . La forma di una pianta viene pr ogrammata in base alla velocità e direzione di crescita..a strut tura trabecolata. nelle piante superiori si formano ripetutamente e pressappoco indefinitamente grazie al rinnovamento cost ante dei "meristemi" o germogli d'accrescimento. ma essa è piuttosto vaga quanto al sen so rigidamente scientifico del termine». op pure al riparo d'involucri forti e aguzzi e spessi. Altri esempi della forza delle radici degli alberi sono forniti dall'avvenuta demolizione di antiche costruzion i in pietra nelle foreste tropicali. Ciò che fa sempre impressione è l'inesorabilità della crescita delle piante. e se appena esiste una sottile fenditura le radici non tarderanno a intrufolarvisi.. ed ogni organo si forma normalmente una volta sola. A. Bowles. ma tutte le foglie messe assieme. grande giardin iere ed osservatore. Le punte radicali sensibili penetrano nel terreno di varia natura e str uttura risolvendo cammin facendo problemi quali l'incontro con pietre ed altre s uperfici impenetrabili. In tutte le piante. forse piegando il colletto per proteggersi d alle offese in modo che nessuna pressione gravi sulla punta in accrescimento. nervoso e ormonal e. cribrosa. il modello di crescita di una data specie . E. Vi sono piante come i gigli palladifuoco africani in cui i nuovi germogli erompono attraverso gli strati dei vecchi virgulti. il fiore dell'informe pianta grassa Muiria esplod e dal molle tessuto vivo con un'aria quanto mai penosa. Come in tutti gli organismi. Una foglia isolata di crocus è un attrezzo molle e debole. aveva spaccato un macigno di schisto sollevandone di 30 centimetri la pa rte superiore.dove una radice a tutto decisa non riesc a a penetrare. Tanto per fare un esempio semplicissimo. descrisse come fanno i bucaneve a spuntare dal suolo: "Le due foglie sono strettamente avvolte in una foglia di rivestimento. la crescita si può far corrispo ndere all'aumento di dimensioni e allo sviluppo di diverse parti. di peso calcolato sui 1400 chili. e ten ute strette dalle robuste foglie di rivestimento. Ri . ed alberi in cui le gemme fiorali sfondano la co rteccia del tronco e dei rami. E" mer aviglioso quanta forza sia racchiusa nel germoglio di un crocus che spunta. Ho accennato brevemente agli aspetti principali della crescita: ricerca del terr eno ad opera delle radici. in modo che le cime sono pressate assieme a formare una punta aguzza che perfora il terr eno e apre un varco al fragile fiore.che intende dire con la parola "crescita". con tecnica che ricorda molto da vicino l' atto di riunire le mani davanti alla testa quando ci si tuffa in acqua. o a sollevarlo: K erner ed Oliver ricordano il caso di un larice alpino che. culminante nel la comparsa degli organi della riproduzione. svilupparsi e riprodursi dipende in molteplice misura dalla possibilità che ha l 'organismo di assorbire nutrimento nelle proporzioni giuste. nel corso di alcuni d ecenni. o come altro volete chiamarla .. come sanno molti padroni di casa che hanno piantato ad esempi o pioppi troppo vicini alle fondamenta dell'edificio. con le punte aguzze e indurite delle foglie riunite nel modo accennato. formano un'arma acuminata e forte quas i come il germoglio sotterraneo di una canna di bambù". Talvolta la crescita non avviene in modo altrettanto controllato. Con il passare degli anni la crescita di una radice nella fenditura di una rocc ia può riuscire a spaccare un grosso masso da un capo all'altro.

del tutto diversam ente dagli animali. cresciuto di 28 centimetri in 98 anni. un po'"come in certi complicati ninnoli da salotto. che si possono paragonare ad uno dei famosi rompicapi cinesi. oppure pieghettata o profondamente increspata. Dato che il seme pesa meno di 0. e poi un'altra ancora. Il grande disco t ondo del loto indiano si spiega come una bandiera. o la sua base non sia stata schiacciata nel terreno dal peso gravante addosso al cappello fungino in espansione.che cadono quando il fiore si espande. I boccioli o gemme fiorali si schiudono analogamente: vedere un fiore grandissim o come quello dell'ibisco che comincia da una specie di ombrello chiuso e si apr e in uno spettacolo di doviziosa bellezza è come assistere al prodigio di una farf alla che sguscia dalla crisalide. In questo caso l'espan sione dipende dalla pressione idraulica. come nel rabarbaro. Le gemme sono oblunghe e a forma di borsa: aprendo quella più esterna se ne trova un' altra all'interno. sebbene in condizioni no rmali. La velocità di crescita varia enormemente.come i berretti d'asino di remota scolas tica memoria . una pianta riesce a combinare nel suo continuo sviluppo part i corporee di estrema vecchiezza accanto ad altre di accrescimento embrionale. A nche nelle migliori condizioni molti alberi crescono lentissimamente. perché è il risultato di cellule preformate che si espandono rapidamente assumendo acqua. Ancora più notevoli le gemme dell'arbust o dell'Amicia. Ma è impossibile non restare meravi gliati e perplessi se appena ci si domanda perché un fragile fungo non sia stato b loccato nella sua crescita. la cifra sopra citata corrisp onde a un aumento in peso di più di 250 mila milioni di volte! I giganti vegetali possono vivere circa 4000 anni. E" anche notevole la capacità di crescita di una pianta nel corso della sua esiste nza. Ho già dato in precedenza esempi della gr andezza raggiunta dalle piante annuali. toccando 30 metri d'altezza in men o di tre mesi. Anche i germogli ta lvolta riescono a penetrare in sostanze all'apparenza impervie. Tuttavia anche questi primati vengono eclissati dai bambù che possono cr escere anche più di un metro in un solo giorno. All'altro estremo del regno vegetale si t rovano i casi di spore di alghe marine unicellulari che sono germogliate sotto l o strato di vernice degli scafi delle navi. si potrebbe aggiungere che la ninfea gig ante viene coltivata abitualmente come pianta annuale in cattività. Gli eucalipti sono gli alberi ad accrescimento più veloce: in Uganda è stato osservato il caso del l'Eucalyptus saligna. e di virgulti forniti di radicole succhianti di rosa muschiata. l' esempio più notevole che mi sia capitato di vedere è quello di una grossa lastra di cemento di pavimentazione stradale sollevata da un fungo. A v olte la gemma all'interno del boccio si trova letteralmente raggomitolata a pall a. come nel f aggio. non ci si debba aspettare crescita superiore a un paio di m etri annuì. Il tulipifero tiene le gemme embrionali in piccole guaine ovali che cadono quand o la giovane foglia è pronta a spiegarsi. in Australia. Si crede che uno dei maggiori esemplari conosciuti di sequoia gigante abbia un volume di 1500 metri cubici di legno.sultati più spettacolosi si possono osservare con le piante di rapida crescita. l'hanno attraversato provocandovi fe nditure ed esponendo il metallo delle lamiere alla corrosione. Le foglie escono dalle gemme con uno spiegamento ed un'espansione miracolosa di tessuti compressi e lubrificati di mucillagine emessa da ghiandole speciali. ricordandoci in tal modo che. Ho registrato es empi di narcisi spuntati attraverso 8 centimetri di bitume e fioriti perfettamen te. lasciando vedere il prossimo embrione ne lla sua guaina presso il picciòlo fogliare. che si sono fatti vivi su una carrozzabile attraverso 20 centimetri di un fondo di detriti c operto da un manto di ghiaia e bitume. il tronco aveva il diametro di due centimetri e mezzo. e peso di molto superiore a 1000 tonne llate. Le foglie pennatosette a foglioline multiple opposte si aprono come le pa gine di un libro. La gemma di magnolia emerge da un involucro di folta lanugine che l'ha protetta per tutto l'inverno. La crescita più lenta che sia mai stata osservata è quella di un esemplare d'abete r osso sitka. una specie che cresce al limite arboreo nell'Artide. quelle del papavero di Ca lifornia hanno cappuccetti orecchiuti . mentre quelle a lobi raggianti srotolano i loro segmenti uno d all'altro. . e così via per sette od otto borse e fog lie embrionali l'una dentro l'altra. cresciuto di 7 metri in due anni.005 grammi. come il bo sso e il tasso.

3/8. I fiori stessi sono esempi notevoli di geometria.7. 1/3. mentre una guaina fogliare di banana cresce di 1 millimetro al minuto. sono dell'ordine di 1/2 (in cui le foglie si trovano a paia opposte) . quattro. . oppure sono zigomorfi. Di fatto le frazioni più frequenti. ad esempio de ll'ordine di 2. per e sempio.e 1/4. Questi fasci crescono obliquamente cominciando presso la parte esterna del tronco e progredendo verso il centro. 5/23 . c ome quelli delle poligale. com e nella bocca di leone o in una orchidea. Così. quelli del grano crescono di 1-8 millimetri al minuto.può mettere in evidenza fino a 18000 fasci vascolari. molto rapidamente: gli s tami si espandono quasi visibilmente in certi stadi del loro sviluppo. 3/14. In ogni organismo vivente il «centro di programmazione» che ne determina la forma e la struttura è situato nei geni presenti nei cromosomi. p iù evidenti nei cacti.. e formando infine il condotto di una foglia.poniamo di cocco . La ramificazione delle piante segue analoghe disposizioni prestabilite.. La programmazione d'un fiore è impresa abbastanza complessa. 3/11. o se una pianta rampicante si attorciglierà a destra o a sinistra. 3/8.. come i cacti. e nelle terminazioni fiorali si osservano diversi stili nelle diramazioni o nel modo di portare i fiori: spessissimo la disposizione dei fiori è tipica della famiglia. Il che significa che la settima foglia di una serie si troverà i n posizione verticale rispetto alla prima. La forma dell'organismo ri sultante dipende dai processi evolutivi già menzionati. nelle pigne e nelle formazioni compatte che non nella sparp agliata disposizione fogliare. Alcuni fiori hanno forma irregolare. In alcune piante co me nelle palme c'è una predestinazione di tipo affatto diverso. o fiore di Passione. e che le foglie successive avranno tr acciato due spirali attorno allo stelo o al tronco per ottenere questo risultato . come sa chiunque abbia studiat o botanica con l'aiuto dei diversi schemi fiorali.che non comporta alcun rapporto naturale . 2/5. dove la sezione trasversale di un tronco . e 5/13. consiste nel fatto che ogni fascio deve cominciare a crescere talvolta letteralmente per anni. Nei fiori zigomorfi si ritrova la massima varietà di forme delle diverse parti fiorali o dei lobi dei petali. 5/13. ma qualunque sia la loro geometria. il che costituisce sempre una sequenza geometrica. cinque . 2/5... prima che l'albero sia sufficientemente adulto perché la foglia interessata «nasca» e il suo allacciament o vascolare diventi operante. dal quale si scostano svilupp andosi lateralmente.tre. mostra 10 sepali e petali che è quasi impossibile distinguere tra loro. Questa sequenza è tale che si può esprimere con un numero frazionario.. come vedremo in seguito. Nelle piante questo centro di programmazione determina caratteristiche che decidono se la specie sarà una pi antina annuale o un albero. Radunando insieme le diverse frazioni di spirale che si ritrovano nel regno ve getale si nota che esse si possono disporre in tre serie distinte. In caso diverso i fiori sono disposti secondo una simmetria ra ggiata. Il lato affasc inante di questo comportamento. Esso traccerà pure le modalità secondo le quali verranno prodotti i ger mogli o le foglie. I fiori dispiegano spesso le loro parti in multipli di una cifra di base . dove gli stami si torcono su un solo lato del fiore. I fiori che portano le loro parti in numero indefinito. li portano di solito a vvolti a spirale. e una colonna cen trale eretta che porta dapprima 5 stami e poi sull'ovario 3 stimmi. 13/34. Prendiamo la passiflora. . 8/21. una «corona» fatta di un numero indefinito di filamenti raggianti. 5/18. in una palma. che sono di q uesto tipo: 1/2. in verità. Un fatto della fillotassi forse ancora più notevole che non la speciosa succession e numerica delle frazioni . come vengon o chiamate.ma alcuni r ivelano una notevole inosservanza di tanta semplicità. il che significa che si possono dividere in due m età uguali tagliandoli secondo una linea centrale. ma se non altro un fi ore esce da un bocciolo ed ha un punto d'inizio nei tessuti. 1/5. .1/4. le varie disposizioni dei fiori si preoccupa no dei loro soci d'impollinazione. 2/7. dove il bocciolo è protetto inizialmente da tre brattee: quando si apre. Queste serie hanno in comune la caratteristica c he si può ottenere ogni frazione sommando i numeratori e i denominatori delle due frazioni precedenti. o fillotassi.I singoli organi particolari possono crescere. La natura ha veramente il senso della geometria. Ho descritto in pr ecedenza quanto sia complesso il sistema vascolare della palma.è costituit o dalla sensazionale precisione e dai modelli impressionanti che ne risultano. 2/9.

o «danno l'ora esat ta». essi sono completamente fioriti un'ora prima del levar del sole. e il «sonno notturno» delle foglie. che il fenomeno è ormai ge neralmente noto. Ma al vertice d i questo modello e di questa programmazione genetica che sortisce il risultato p er cui una specie vegetale ha una sua fisionomia caratteristica. Una pianta cui capiti di perdere le foglie per qualche disgrazia. si addormenta due volte al giorno.la gialappa. La simaruba tropicale viene a mpiamente usata per farne pali da staccionata. Esattamente come negli animali . Esso si rende evidente di solito per il fatto che le foglie si rilassano dalla loro posizione eretta. e si verifica in un ampio assortimento di piante: una spe cie americana. Questa forma di rigenerazione ricorda le numerose specie animali che riformano n uove parti del corpo o nuovi arti quando uno viene danneggiato. ad esempio . la produzione di linfa nell e radici. la Madia elegans. le lucertole fanno ricrescere all'occasione una coda nuova. e le foglie di queste ed altre piante succulente .cacceranno radici alla base del picciòlo. e anco r meno dalle foglie. specialmente se sono sta te tagliate. Molte piante grasse come i Sedum emettono radici dagli internodi. Le caratteristiche principali della crescita vegetale si adeguano a un modello g enerale indipendentemente dalla grandezza di una pianta. come sa chiunque abbia tagliato piantine di lapazio o di tarassaco. Ma le radici non sono prodotte abitualmente dai tronchi. e principalmente da quelli derivanti dalle 24 ore della giornata. tanto che si tratti di un'esile piantina annuale quanto di un grosso albero di foresta. possono rigenera re le foglie sui tronchi. gli alberi. iniziata ed interrotta secondo un orario diverso.se deposte a terra . di modo che dopo pochi anni c'è un altro filare d'alberi lungo la strad a o il campo. L'esempio più sensazionale del tempismo di una pianta dev'essere comunque quello d ella sempreverde arbustiva Wormia suffruticosa malese. quando devono moltiplicare le piante. In realtà le piante sono orologi viventi. Mirabilis jalapa. Tale caratt eristica è chiaramente illustrata dalla capacità che hanno diversi organi di rigener are radici in circostanze speciali. cioè per mezzo secolo o più. ad esempio. Una foglia di begonia al contatto del terreno emetterà radici dalle nervature. I frutti maturano in cinque settimane esatte. Anzitutto. I ritmi principali che si osservano nelle piante sono quelli giornalieri e stagi onali. come accade nell e stelle marine.La programmazione di una pianta dimostra spesso notevole flessibilità. sta il fatto ch e la crescita di una pianta è governata da ritmi di vario genere. una volta adulta fiorisce ogni giorno per tutta la dura ta della sua vita. ribattezzata nei Paesi di lingua inglese «Gianni va a dormire a mezzogior no».nei P aesi di lingua inglese . osservato per la prima volta nel 1729. Questo senso del tempo è noto da molto tempo. che possono rigenerarsi quasi all' infinito da un fittone reciso. La diffusa conoscenza dell'orario dei fiori si riflette nei nomi popolari dati a certe piante. non c'è alcun dubbio che le piante «sentono il tempo astronomico». che in poco tempo emettono radici e foglie. Le larve degli anfibi e i tritoni rigenerano le zampe perdute. se vengono appese in aria. Oltre ai movimenti si nota nei fiori la produzione di profumo e di nettar e. o la cicoria selvatica detta barba d i becco. ma questa possibilità non esiste negli animali più progrediti. che venne ritenuto esatto con lo scarto di una mezz'ora. capacità di cui i giardinieri si avvalgono in misura così estesa. eppure si può infilare nel terreno un ramo di salice ed esso attecchirà. mentre la Ma . e si aprono fendendosi in molt e strette strisce alle tre del mattino del trentaseiesimo giorno. L'abbattimento di un tronco o l'eliminazione di un ger moglio stimolano di norma la produzione di nuova verzura. e i petali cadono alle quattro del pomeriggio dello stesso gior no. Linneo (nato nel 1707) elaborò un orol ogio fiorale basato sull'orario di apertura e chiusura di vari fiori. che si schiude all'ora d el tè e viene chiamata «la pianta delle quattro». Il suo orario prevede l'apertura dei boccioli alle tre del mattino. ne produce spe ssissimo di nuove in punti inaspettati. o si può piantare una foglia di violetta africana in un vaso sicuri di v ederla produrre nuove radici e una nuova piantina. o che abbia tolto di mezzo il tronco principale d i un prugno con il solo risultato di trovare nuovi germogli che spuntano per tut to il giardino dalle radici sotterrate. detta localmente "Simpoh a cespuglio".

Il rit mo giornaliero regola anche la produzione delle spore in alcune alghe semplici.) Gli scienziati hanno ident ificato i dati di fatto della situazione. come è il caso dell'alga flagellata Euglena e di alcune diatomee fototattiche. Una notte di riposo verrebbe considerata indice di sca rsa efficienza in un calcolatore elettronico fabbricato dall'uomo. Ritchie R. come nel caso della "pianta del telegrafo". Si annoverano tra queste ultime certe alghe marine il cui ritmo appare cond izionato dal moto delle maree. trascorsa nell'ossequienza a ritmi circadici gi ornalieri accertati. ma non spiega perché tante p iante tropicali sembrano mettersi a sonnecchiare. specialmente se si tiene conto ch e solo la luce del mattino può rimettere in moto il meccanismo della fotosintesi. per cui le loro attività sono regolate secondo il g iorno solare e lunare. ma pare che esistano ben poche motivazioni a giustificare i l «sonno» notturno delle foglie. Certe diatomee fototattiche rivelano analoghi movimenti r egolati sulle maree. se si considera l'habitat di queste piante: le piantine microscopiche verrebbero spazzate via a marea alta. cioè «pressappoco giornalieri».alcune delle quali sono più lente di altre. Questi ultimi esempi sono chiaramente utili alla pianta e in rapporto funzionale con la sua giornata lavorativa. perché congiunge le sue foglie dall'a bituale posizione orizzontale diurna. così chiama ta per la somiglianza con i semafori di una volta provvisti di bracci. E" importante avvertire che i ritmi giornalieri si originano dall'interno e "non " vengono imposti da condizioni esterne. ma non conosciamo la natura del vero e proprio meccanismo di orologeria». dove la parola «pressappoco» serve a ricordarci che i ritmi possono anche non avere la durata di 2 4 ore esatte. che cioè vanno su e giù nel fango. Quest i cervelli elettronici tratteranno anche un certo numero di «pratiche accessorie» per usare il gergo dei calcolatori . Ma in ogni caso è una manifestazione notevole di crono metria biologica. nelle regioni temperate. e che infine si conservano per qualche tempo in condizioni artificiali. che fa on deggiare in ogni direzione le sue foglie grandi e piccine.ranta leuconeura è chiamata la «pianta che prega». ma pause di q uesta durata non hanno praticamente nessuna importanza con l'infinità di tempo a d isposizione delle piante in termini evolutivi. E" stato dimostrato che ciò avviene effettiv amente. L'intervallo tra un ritmo e l'altro può accorciarsi o allungarsi al quanto in condizioni artificiali. La genziana delle nevi si chiude ogni volta che passa una nuvola e si riapre quando viene di nuov o illuminata dal sole. C'è comunque . per approfittare della luce del gio rno ai fini della fotosintesi. Fogg . Talvolta esse non seguono esattamente il ritmo dettato dalla lunghezza del gio rno. quando le cellule non hanno più l"«avviamento auto matico» dato dalla successione regolare della luce naturale e del buio. e lo stesso fanno molte piante sensibili al sole. ripetendo più volte questa operazione. sebbene i tassi di crescita raggiungano di solito l'apice in un ri tmo di 24 ore. e Darwin credeva che servisse a proteggere le fogl ie dagli effetti del freddo notturno. quali l'oscurità assoluta. A volte pare che i movimenti delle foglie si possa no spiegare razionalmente. Alcune piante come la samanea o «albero dell a pioggia» sudamericano ripiegano le foglie non soltanto di notte ma anche con tem po nuvoloso. e almeno in un caso è accertato un tasso ritmico nella fotosintesi di un'alga unic ellulare. (Per il resto della notte sono alla pari con l'uomo. finché viene a mancare qualsiasi ritmo nelle cellule di piante illuminate senza interruzione . abbiamo studiato solo le lancette di questi orologi biologici. Esso sembra abbastanza naturale agli occhi di chi h a una mentalità antropomorfica. Questi ritmi biologici si dicono "circadici". o "circadiani". S e la diversa velocità delle pratiche accessorie perde troppo il ritmo. Si tratta di una forma di adattamento assai razionale.citiamo ancora G. Anche piante di struttura semplicissima possono mostrare di possedere questo rit mo. quando c'è bassa marea. e risalgono alla superficie del fango con la luce del giorn o. E. dove vivono. Forse giova a ridurre l'evapor azione dalle foglie delicate. in una certa misura. ritirandosi verso il basso quando annotta. Ward ha avanzato l'ipotesi che un organismo a ritmo circadico assomig li a un cervello elettronico sincrono controllato da un orologio generale.«finora . ma . per così dire. può riuscire utile «consegnarle» in modo che possano riprendere a funzionare tutte insieme non ap pena viene data «via libera». Notiamo tra l'altro che non si osservano indizi di analoghi ritmi nei batteri o nelle alghe verdiazzurre.

e i periodi principali di crescita. W. il professor F . che serve da segnale agli agricoltori per l'inizio delle operazioni di semina. o radici robuste se piantate a luna calante. Irvine ha raccolto parecchi ese mpi in Africa. ma s e continua la gelata avverrà ugualmente l'apertura. Questo schema vale principalmente per le piante annuali. anche se ciò comporterà la distruz ione immediata di foglie e fiori. come l'em issione delle foglie o dei fiori. è sicuro che un ritmo regolato sui quarti di luna sia ampiament e diffuso sia tra le piante che tra gli animali. U no può fiorire in cicli di 10 mesi. Abbiamo qualche prova che le piante fiorenti talvolta siano influenzate più dai pe riodi lunari che non da quelli solari e un ricercatore americano. Pare comunque che i periodi stagionali siano di gran lunga i più importanti per le piante. Si può misurare l'anno dall'attività delle piante. Presso certe comunità primitive qualche data attività di un albero locale. Nel corso di questa trasformazione notevole e rapida. Garner e H. A. Allard: "Tra le caratteristiche più tipiche della crescita delle piante fuori delle region i tropicali va annoverata l'accentuata tendenza di varie specie a dare fiori e f rutti solo in date epoche dell'anno. le piante riducono sostanzialmente il loro metabolism o. che comporta il passaggio dalla fase di industria funzionante a pieno ritmo a qu ella di ristagno completo. ma le variazioni dalla media si misurano di solito in giorni soltanto. Analogamente un'ondata di gran caldo nei primi mesi dell'anno indurrà le piante a dare foglie e fiori precoci. quali la produzione delle gemme e dei bocci. non vengono i nfluenzati sensibilmente dal tempo atmosferico. alcune piante fiori scono ininterrottamente.un rapporto tra i movimenti di sonno e gli altri ritmi. I ritmi stagionali sono quelli che controllano le at tività a lunga scadenza. Questo comportamento è così costante che certe piante finiscono con l'identificarsi con ognuna delle varie stagioni. come ricorda questo brano di una relazione storica del 1920 scritta da W. I peri piantati a Giava diventano sempreverdi. per le erbacee perenni. Un gia rdiniere sa che queste attività. Chi è convinto dell'azione della luna sul r egno vegetale crede ad esempio che certe piante daranno foglie più precoci se si s emineranno con luna crescente. e infine per gli arbusti ed alberi a foglia caduca che perdon o il fogliame in inverno. Brown junior. Va citata di passaggio la radicata credenza antroposofica nell'influsso d ella luna sulla crescita delle piante. la s emina a luna crescente favorisce in linea di massima la crescita e il raccolto s uccessivi. che producono tronch icini o steli annuì. Un momento di gran freddo può arre stare per breve tempo la schiusa delle gemme fogliari e dei primi boccioli. F. lo spuntare e l'aprirsi dei fiori. o la maturazione dei frutti. che trascorrono la loro esistenza entro l'unità di tempo di un anno e passano il peri odo d'inattività sotto forma di semi. Uno dei suoi più recenti esperime nti dimostra che l'acqua contenuta nelle fave è strettamente correlata alle fasi l unari. ma le gemme possono adottare cicli individuali non sincronizzati tra una gemma e l'altra. e riprendono presto a lav orare con la nuova stagione di crescita per pompare nutrimento indispensabile al l'emissione di nuove foglie prefabbricate e al nuovo ciclo di accrescimento. in linea generale. A. mentre altre possono fiorire . da il segnale per ché cominci qualche attività umana stagionale. Tuttavia le radici di rado sono del tutto inattive. lo sviluppo delle foglie. e un altro in cicli di 14. Ignoro però se questi esperimenti antroposofici siano mai stati ripetut i da scienziati spassionati in condizioni controllate. proprio co me la primavera e l'autunno si fanno corrispondere all'arrivo e alla partenza de gli uccelli migratori". la caduta delle foglie dagli al beri cedui o il momento d'entrare in riposo per le altre specie vegetali. Gli alberi tropicali si attengono sovente a regole personali. Se vanno in riposo completo . come l'esplosione dei boccioli rigonfi della Griffonia. Nei climi temperati si osserva uno schema netto di crescita basato su un periodo annuale di riposo. R. Le piante a foglie caduche cresciute nei climi tropicali hanno un comportamento str ano. e se ne accennerà più diffu samente nel seguito di questo capitolo. spesso un ramo alla volta.il che significa perdere le foglie per breve tempo .possono farlo a titolo personale senza sincronizzarsi con i vicini anche della stessa specie.

La maggior parte delle conifere. nelle quali la fioritura viene avviata da fattori climatici che prescindono dalla lunghezza del giorno e della notte. E" possibile condiziona re le piante trattandole con illuminazione artificiale in modo che siano pronte a fiorire. piante annuali di or igine tropicale. le conifere specialmente vivono in climi f reddi e rigidi. Questa ripartizione è condizionata chiaramente dalla distribuzione geografica di u na data specie: nelle regioni tropicali. dove ha poca importanza rispettare un orario. sebbene l'escursione giornaliera dell a temperatura di circa 13 gradi centigradi assicuri alle piante l"«estate» ogni gior no e F« inverno» ogni notte. Se s'innesterà una foglia di pianta prossim a alla fioritura su un'altra non disposta a fiorire. è composta di larici dahurian. In questo clima il controllo della fioritura annuale vi ene effettuato imperiosamente dalla stagione piovosa. non avendo di fatto un rit mo annuale specifico. piante longodiurne. Anche il ritmo sessuale de lla maggior parte delle alghe marine viene influenzato dalla temperatura dell'ac qua. che sono molto più grandi di quelle persistenti. mentre alle alte altitudini ritroveremo le longodiurne e ancora le neutrodiurn e. frutti e caduta delle foglie sono sempre presenti contemporaneamente i n una specie o nell'altra». nonché altre sempreve rdi. e mesodiurne.e questo è il motivo pr incipale per cui le piante cedue perdono le loro foglie. a seconda delle giornate lunghe o brevi. Nel corso di un solo esperimento una fogli a proveniente da una pianta condizionata nel senso della fioritura venne innesta . conservano le foglie in inverno. sebbene si descrivano usando la parola «gior no» per maggiore comodità: piante brevidiurne. Co me ha osservato l'esploratore Henry Bates. che sono conifere a foglie cedue. o a non fiorire per niente. o non succede. Ma in questo caso le foglie sono adattate a resistere all'essiccazione e a perdere vapore acqueo con molta lentezza. il pomodoro e le numerose piante tropicali che danno fiori e foglie per tutto l'anno. estivo. Notiamo a questo proposito che la foresta più fredda e più settentrionale di tutte. men tre esempi di neutrodiurne sono il grano turco. pata ta. Nelle f oreste equatoriali è uguale. lattuga. sebbene queste sempreverdi del mare . Così n elle Ande equatoriali non c'è cambiamento nella lunghezza delle giornate o nella t emperatura media nel corso delle stagioni. La consapevolezza da parte della pianta di questo periodo di cambiamento regola le attività stagionali prima accennate. e in modo particolar e l'avvio alla fioritura. Sappiamo che è la foglia a controllare la fioritura della pianta. bietola e le specie delle regioni temperate a fioritura estiva.a somiglianza delle conifere . cosa misurano le piante in realtà? La l unghezza della notte. tra le longodiurne si annoverano frumento. e le loro foglie funzionano ogniqualvolta lo consentono le condi zioni. e in ogni caso sarebbe difficilissimo darne una dimostrazione reale. M a se ciò non si può dimostrare. quella sola foglia provoche rà la fioritura nella pianta innestata. Per dimostrare questo asserto sono stati compiuti esper imenti affascinanti che hanno incluso innesti di foglie.una sola volta in 10-15 anni. potranno dare buona riuscita solo le brevidiurne o le neutrodiurne . e la maggioranza delle specie delle regioni temperate che fiori scono in primavera e in autunno. altrimenti perderebbero acqua con velocità molto maggiore di quella che occorrerebbe alle radici per far fronte alla situazione.non si ano mai in inattività completa. che fioriscono con luminosità diurna di 12 ore o meno. o pressappoco uguale. Il fatto che i nuovi germogli degli alberi delle regioni temperate siano dannegg iati talvolta dalle gelate tardive potrebbe sembrare argomento a sfavore dell'us anza di avere foglie cedue. Tutto ciò concorda con il loro ambiente accomodante e soggetto a scarsi mutamenti. autunnale e invernale a seconda della stagione. specialmente se le radici non riesco no ad assorbire umidità a causa del terreno secco o gelato . Piante strettamente imparentate tra loro possono avere esigenze affatto diver se per quanto riguarda la lunghezza del giorno o della notte. «in Inghilterra un bosco ha un suo aspe tto primaverile. ogni giorno dell'anno: gemme e boccioli. dove le giornate mantengono più o meno 12 ore di luce. in Siberi a. o neutrodiurne. Esempi di piante brevidiurne sono i crisantemi e i piretri. Si è trovato che è possibile dividere le piante in tre gru ppi secondo la lunghezza della notte. Abbiamo tuttavia pochi indizi che le piante siano consapevoli del trascorrere di un anno. che richiedono più di 12 ore di luminosità giorn aliera.

Questo portaordini chimico non è stato a ncora isolato. Fanno eccezione alcune specie. e il resto della pianta viene tenuto in con dizioni longodiurne. dove la rosetta. ma non in giorni di lunghezza intermedia. ma se la semina si fa a primavera non ci sarà fioritura est iva. l'u omo ha potuto manipolarli per i suoi fini. ma devono essere stati impost i nel corso dei millenni dall'effettivo alternarsi del giorno e della notte. con le quali hanno raramente rapporti di parentela.specialmente all'inizio di tale periodo . perc hé dalla posizione delle foglie si può stabilire se la pianta sia in fase fotofila o lucifuga. o endogeni. o fluttuazioni. prodottasi di solito nel primo anno. ha bisogno di refrigerazione inve rnale per fiorire nell'estate successiva. di cui le piante dovettero tenere conto nel loro stesso interesse man mano che si a vventuravano dalla foresta tropicale in regioni ad inverni più freddi e notti più lu nghe. Mantenendo la nostra similitudine meccanica.) A questo punto assumono una certa importanza i movimenti di sonno già citati. Questo raffreddamento invernale si dic e vernalizzazione. spe cialmente notturne. sono evidentissimamente interni. S e immaginiamo che la pianta possieda effettivamente un meccanismo d'orologeria d i 24 ore .ta successivamente su sette piante condizionate negativamente. Questo fatto significa indubbiamente che la foglia. possiamo ancora immaginare che esista incorpor ato in questo orologio un interruttore a contatto destinato ad avviare la fiorit ura. Il riso. in condizioni adatte. troviamo che la fioritura può iniziarsi in giornate corte o lunghissime. dal momento che i «primissimi indizi» dei fiori si formano non appena germina il seme. Si annover ano tra queste i cereali vernenghi che resistono all'inverno: fioriranno prima s e le plantule hanno sopportato temperature prossime allo zero. Sono occorsi molti esperimenti complicati per costruire questa teoria avanzata d a E. specialmente per controllare la fiori tura e di conseguenza l'epoca di produzione dei frutti e del raccolto. Uguale effetto si osserva nella bietola e in altre piante biennali. e ne ripa rlerò al capitolo 27. e la fioritura avverrà n ell'estate successiva. Bünning nel 1936. elabor a un messaggio di natura chimica che si può definire «il fattore di fioritura» ed è ugua le anche in piante non imparentate.possiamo ipotizzare che durante le 12 ore della media notturna (la notte va esattamente dalle 6 di s era alle 6 del mattino all'equatore) la pianta ricerchi il buio. La temperatura esercita un effetto di particolare importanza su alcune plantule. come preferite chiam arli. cioè su alcune piantine appena sgusciate dal seme. ed è limitato alle piante delle regioni fredde e temperate. facendo s cattare un comando che dà il via al processo di fioritura quando la lunghezza dell e giornate assicura condizioni opportune. e provocò la fiorit ura in ciascuna di esse! Se una sola foglia di lappola riceve il trattamento bre vidiurno che le occorre per fiorire. Una volta accertata l'esistenza di questi ritmi e dispositivi di avviamento. La luce che arriva all'orologio fogliare nella fase lucifuga . tutta la pianta comincerà a fiorire. ma vi sono varie teorie sul modo con cui è possibile che operi. I ritmi giornalieri. e a stagioni più differenziate. Solo nelle regioni tropicali in cui le condi . Ciò accade naturalm ente in inverno se la semina è stata effettuata in autunno. o periodi giornalieri.aziona P« interruttore» staccando il contatto nelle pi ante brevidiurne ed inserendolo nelle longodiurne. il che significa che ci deve essere un «orologio» nelle piante che misura la lunghezza dei giorni e delle notti nel loro susseguirsi. ad esempio l'arachide precoce che non ha «pubertà». Va aggiunto che le piante devono raggiungere una certa maturità prima di poter com inciare a produrre fiori in ogni circostanza. Salvo il caso della Madia elegans. Talvolta la reazione della pianta è vincolata dalle condizioni di temperatura. Ma come fa la foglia a stabilire che così biso gna fare? L'ipotesi più credibile tira in causa i cicli giornalieri già descritti. E" anche divertente nota re che la fioritura delle piante parassite dipende da quella delle piante parass itate. di cui già sappiamo che fa due «sonni» n el corso delle 24 ore. tra le altre piante tropicali. richiede viceversa temperature elevate a un a data epoca perché possa avere fioritura tardiva. mentre nelle al tre 12 ore ricerchi la luce: sia cioè rispettivamente «lucifuga» e «fotofila». (E" un paragone molto semplif icato: di fatto le longodiurne hanno una fase critica lucifuga più corta che non l e piante brevidiurne.come pare si possa dedurre dai ritmi circadici .

Eppure è straordinario come piante del la stessa schiatta. consentendo loro di utilizzare le sostanze nutrienti grezze ai fini della cre scita. Anche le vitamine hanno altrettanta importanza per le piante come per gli animal i. grazie ai rapporti dei capisala.che rilevano le situazioni esistenti all'esterno e provve dono a fabbricare sostanze che in quantità infinitesimali trasmettono ordini alle parti della pianta. fun zionante a lunga scadenza e alquanto a casaccio? E" stata avanzata l'ipotesi che e entrino in qualche modo le macchie solari. a somiglianza di quanto succede in altre piante monocarpiche come le agavi giganti. riescano a fior ire contemporaneamente. in certi Pae si asiatici dire di una persona che ha visto fiorire due volte i bambù significa c he è molto vecchia.della situazione del movimento merci in uscita dallo stabilimento. dove esercitano analoga funzione di controllo della cres cita e del funzionamento organico e sistematico. alcuni dei quali non sono stati ancora isola . c he ricordano quelli delle cicale e delle cavallette. Infatti le recenti ricerche geofisiche sui fossili precambriani detti stromatoliti. ma altri ne hanno di molto più lunghi. che mostrano anelli di accrescimento giornalieri.giorno per giorno. Inoltre anche l'esame dei coralli fossili lascia sospettare c he circa 600 milioni di anni fa l'anno cambriano avesse 425 giorni. C'è dunque un orologio incorporato in queste schiatte. 39 e 7 anni. per cui vanno considerate alla stregua di ormoni dell'accrescimento di ti po diverso dalle auxine. si sa ad esempio che l'Arundinaria falconeri è fiorita nel 1876.certamente non tutti . All'estremità opposta nella dinamica dei ritmi si trovano molti bambù con cicli di f ioritura piuttosto straordinari. ma in condizioni climatiche assai disparate. per cui forse non sarebbe appropriato parlare di un ritmo in questo caso. Molti funghi hann o ritmi di 24 ore. ma irregolari. si possono parago nare effettivamente agli ormoni animali secreti dalle ghiandole endocrine nella circolazione sanguigna. avvengono nelle cellule certi processi chimici . esteso dalla semplice moltiplic azione cellulare fino alla formazione di organi complessi. sia in materie prime che in prodotti finiti. Deve esserci un analogo control lo dietro ogni fase della crescita delle piante. cioè ad intervalli di 14. le piante godono perennemente delle condizioni ideali e fioriscono più o meno ininterrottamente. e ogni giorno fosse di ci nque ore soltanto. Alcuni bambù .muoiono dopo la fioritura. Dalle registrazioni più antiche pare di capire che i bambù fiorisc ono dopo un numero d'anni costante. ma questi cicli a unga scadenza. Ogni direttore di fabbrica deve essere al corrente . nonché di ogni singola lavorazione de i vari reparti. Da qualche parte devo no venir emanate disposizioni per la produzione di alte radici. Nelle piante si osservano periodi che riesce difficile capire. Capitolo 11. che spesso si misurano in decenni. 1929 e 1936.zioni permangono uniformi per tutto l'anno. di cui a volte si sospetta vagamente la natura ormonale. rappresentano un enigma che non abbiamo ancora risolto. e può darsi che un ritmo di quattro giorni costituisca un ricordo at avico di tempi in cui il giorno aveva lunghezza molto diversa da quella attuale. Uno dei molti aspetti tuttora inspiegati della cres cita delle piante. In par ole povere. I funghi sono organismi antichissimi. germogli o fogli e. o di un procedere incerto verso un ritmo di 24 ore. Esistono pure sostanze inibenti della crescita quali l' acido abscicico. 1890.ed eventualmente an che di natura fisica . e le foglie cadano alla stagione giusta. COMANDI E COMUNICAZIONI. e a lung a scadenza . Queste sostanze incaricate di controllare o regolare la cres cita. Alcune di queste sostanze si ri trovano tanto nelle piante quanto negli animali: ad esempio le auxine sono prese nti nell'urina umana. sembrano autorizzare l'ipotesi che due miliardi e mez zo di anni orsono il mese lunare durasse 40-45 giorni. perché compaiano fiori e frutti. che un tempo aveva la denominazione più pittoresca di "donnina". e i bambù possono fi orire ad epoche molto distanziate tra loro. ma pi uttosto di costruzione dell'edificio della pianta finché si offrono condizioni ada tte che le consentono di mettere fiori. e inf ine per controllare che queste attività si svolgano nella misura opportuna. Vi sono anche numerosissimi ormoni. ma ciò non succede in realtà.

moglie e pianta di noce. ma la loro funzione è ancora incerta mentre vengono scritte queste righe. si può dire che la gemma terminale produce auxina molto concentrata. Vediamo quindi che questi messaggeri chimici svolgono varie funzioni coordinate. cominciano immediatamen te a svilupparsi le gemme laterali più vicine. il quale u ltimo stimola la fioritura dopo un periodo di freddo. I meristemi costituiscono zone dove le cellule sono permanentemente a llo stato embrionale. ma non vengono mai rimesse in circolazione.ti.ormoni sessuali che fino ad epoca recente venivano attribuiti esclusivamente agli animali . in modo da impedire all'auxina di raggiungerla. In certi casi l'applicazione di questo ormone sessuale fem minile universale farà fiorire la pianta molto più in fretta del solito. Ogni meristema controlla un territorio abbastanza ristretto. Spesso un giardiniere riesce ad ottenere la crescita di una gemma togliendo una piccola mezzaluna di c orteccia a monte. dove vengono utilizzate o distrutte. e ogni eccesso o mancanza di «ormone» in qualsiasi punto vien e rimediato ad opera dei meristemi vicini.di soli to si sviluppa la gemma terminale. aumentando di conseguenza la produzione di fiori e frutti. temperatura. Le auxine entrano in causa anche quando i rami vengono distesi in senso orizzontale e ne viene favorita analoga produzione di fiori e frutti. e le gemme situate più in basso comin ciano a produrre auxina per conto proprio con azione stimolante sui rispettivi g ermogli. Non si pr oducono estrogeni invece quando le condizioni di fioritura sono sfavorevoli. Il fatto è dimostrato da un esempio ben noto ai giardinieri. Si sa che a ltri ormoni animali legati all'attività sessuale si ritrovano largamente nelle pia nte. e contemporaneamente si diffonde giù per l o stelo impedendo ogni sviluppo delle gemme laterali. Sono compresi tra questi elusivi ormoni i presunti stimolatori della fioritura detti "florigeno" e "vernalina". Operando a distanza (e questo è il criterio vitale di una sostanza che controlla la crescita) bilanciano i fattori esterni che interessano la pianta . Se però si toglie la gemma terminale. meglio sortiscono". Le auxine si formano e si trovano più concentrate specialmente in corrispondenza d ei punti di accrescimento o meristemi della pianta. Esse circolano principalm ente nei canali del floema. Questa pratica può e ssere opportuna ad esempio quando si coltivano alberi da frutto. ed effettuano la divisione cellulare con processo spontane o o sotto l'effetto di uno stimolo. Anche in questo caso i meristemi si trovano in fase di equilibrio. muovendosi spesso in una sola direzione. a differenza di qua nto fa una singola ghiandola animale che è in grado di diffondere i suoi comandi i n tutto il corpo per via sanguigna. Esistono nelle piante semplici e nei funghi . viene a mancare l'effetto inibitorio. Semplificando un po'"le cose. Se si toglie la gemma term inale. mentre l'eccesso di auxina che si diffonde giù per lo stelo blocca a sua volta la crescita delle altre gemme laterali sottostanti.quali alim ento. siano essi foglie o germogli o radici. che stimola la cre scita del germoglio dalla gemma stessa. cioè nelle giornate corte.e controllano il tasso di crescita a seconda de llo sviluppo delle diverse parti della pianta (come la crescita di germogli inve . Viceversa potrà arrestarne la crescita togliendo la corteccia a valle di una gemma. Dai meristemi le sostanze regolatrici della crescita si diffondono alle altre parti della pianta. dove di solito agiscono le vitamine invece delle auxine.si formano mentre fioriscono le piante. sebbene non si possano spiegare in modo soddisfacente certe attività delle pia nte se non se ne ammette l'esistenza. più si picchiano. dove la battitura dei tronchi ha l'effetto presumibile di arrestare la discesa d ell'auxina. Tutte queste sostanze si influenzano reciprocamente e intervengono nei processi di ricambio della pianta. e ad essa si de ve il vecchio detto dei giardinieri per cui "cane. che erogano le sostanze nutritive. mentre quelle laterali lungo tutto il germogl io restano inattive. ma il loro funzionamento estremamente complesso è tutt'a ltro che chiaro in ogni suo aspetto.poniamo di un albero da frutto . Gli ormoni che stimolano la produzione dei frutti vengon o emessi dai semi in via di sviluppo. Almeno in alcune longodiur ne gli estrogeni . acqua. Su un germoglio . o sempliceme nte premendo un coltello nella scorza per accumularvi auxina. luce .

l'inizio della fioritura e la maturazione dei frutti. che è l'unico prodotto naturale di origine vegetale che possa stimolare la crescita in frammenti di tessuto di pianta. Fanno funzionare i viticci o gli altri di spositivi di appiglio. con una frase presa a prestito da L. che compare per bloccare la sintesi delle proteine. dirigono i tubicini pollinici verso gli ovari. c'è la produzione di questa sostanza quando una pianta riporta qualc he lesione. stimolano la produzione dei frutti. Queste sostanze provvedono anche ad orientare le diverse parti della pianta nell a giusta posizione. provvedono a distribuire il capitale della pia nta. facendo cadere fr utti e foglie quando è la stagione. A questo riguardo l'etilene si rivela una sostanza notevole. L'acido abscicico funziona anche per produrre gemme inattive ed organi di accumulo. Fanno nascere i fiori e ne controllano il sesso (se si tratta di specie unisessuate). e impediscono ai semi di germinare per motivi vari. della temperatura. Notiamo di passaggio che i frutti non si limitano a cadere quando sono maturi. L'etilene influisce in quasi tutti i feno meni connessi alla crescita delle piante. C'entra anche l'acido abscicico. Ricordo di aver visto una gran de mostra di garofani dove era stata sistemata anche una modesta esposizione di mele. Prima che fosse trascorso il pomeriggio i garofani erano tutti appassiti a causa dell'etilene emesso dai frutti. consistente nelle materie prime che fabbricano protoplasma. Dato che l'etilene controlla la curvatura degli steli. ma non è chiaro perché avvenga produzione supplementare di etilene dop o una lesione o ferita qualsiasi.ce dello sviluppo dei fiori). e infine. e c'è motivo di ritenere che piccole quantità esistano in t utte le piante superiori. Tra le reazioni più straordinarie da parte di una pianta. I meccanismi interessati in questa attività sono invariabilmente complessi. Tra le sostanze più interessanti per il controllo della crescita ve n'è una detta ci netina. è questo probabilmente il motivo per cui i viticci si arrotolano attorno a un sostegno non appena lo h anno toccato. dell'umidità o di altri stimoli esterni. dove avviene il distacco della foglia dal picciòlo quando cellule adiacenti interrompon o la loro continuità. Ho dato scarse notizie dei meccanismi che scatenano la formazione iniziale di au xine. pareti cellular i e così via. Si tratta di un sem plice idrocarburo (C2 H4) in grado d'influenzare la crescita delle piante già a co ncentrazioni di 0. possono cadere anche i giovani frutti appena fo rmati. quando non addirittura astrusi e incomprensibili: ne sono un buon esempio quelli che p rovocano la caduta delle foglie.06 parti per milione nell'aria. sostanzialmente perché il procedimento è tuttora avvolto nel mistero. dirigendo le radici verso il basso e i germogli verso l'alto . si deve supporre l'esistenza di una sostanza fotosensibile di natura chimica che reagisc . e si forma etilene nello «strato di rescissione». Abitualmente si trova in fase d'equilibri o molto delicato con la concentrazione delle auxine. l'allungamento delle cellule e dei germogli in accrescimento. e dispongono perché i tentacoli delle specie insettivore af ferrino le loro vittime. nelle quali entri in cau sa l'etilene. regolano la fioritura secondo la lunghezza delle giornate. Formano tessuto cicatrizzante in caso di lesione. Non c'è fase o parte dello sviluppo di una pianta che sfugga alla loro azion e di controllo. e spesso si verifica la «caduta di giugno» dei frutti immaturi: è il sistema ad ottato dalla pianta per regolare la produzione di frutti entro limiti funzionali in rapporto alle condizioni del momento in fatto di alimenti ed umidità. Prima che ciò avvenga diminuisce la concentrazion e delle auxine nelle foglie. Nel caso della caduta delle foglie si crede che la produzione di etilene venga scatenata da un'altra sostan za ipotetica nota con il nome di fattore di invecchiamento. ivi compresi il germogliamento dei sem i. Audus. e così facendo accelera lo spoglio delle foglie ormai con dannate. Prendend o ad esempio il movimento degli organi delle piante rispetto alla luce. J. attivatrice della divisione cellulare. C ome sanno tutti i frutticoltori. Anche la lieve strigliatura con una spazzola fine fa aumentare la pr oduzione di etilene fino a 30 volte oltre il tasso normale nello spazio di mezz' ora. si può anche ricavare concentrandola dal lievito e dallo sperma di pesce. Regolano la direzione della crescita a seconda della luce. Si trova nel latte di cocco. grande esperto in materia.

o fiori e frutti fuor di s tagione. Manipolazioni ormonali di questo genere sono descritte con maggiori par ticolari al capitolo 27. il qu ale torna a diffondersi alla pianta femminile facendole emettere ramoscelli ispe ssiti. ed annoverano tra l'altro anche le sostanze caroteniche e la rib oflavina. e quella maschi le un inibitore. ma devo sottolineare un'altra volta che non comprendiamo ancora completamente il loro meccanismo d'azione. producono a loro volta un altro ormone. l 'attivatore femminile induce i filamenti maschili ad emettere corti ramoscelli s essuati. Gli ingranaggi dell'oscuro meccanismo continuano a girare ed entra in scena un quarto ormone. a s omiglianza di quanto accade nel collasso delle foglie della sensitiva. il quale trasmet te un messaggio per cui i filamenti femminili emettono organi sessuali ed uova. Quando queste sostanze hanno raggiunto adatta concentrazione. Però è stato dimostrato in seguito che questa carica è il risultato e non la causa dei movimenti auxinici. Dapprima la parte femminile emette un attivatore chimico.e alla luce scatenando il meristema perché produca auxina. probabilmente granuli di amido. Così un tempo si credeva che le auxine r esponsabili dei movimenti dipendenti dalla forza di gravita funzionassero sotto l'effetto di impulsi elettrici. e l'età adulta rappresen ta un importante fattore limitante. che. somiglianti a pulsazioni ritmiche ad intervalli di 1-10 secondi. Le cariche elettriche potenziali complicano ulteriormente lo studio delle sostan ze che regolano la crescita delle piante. Un sistema ormonale tanto complesso in un organismo così elementare . E" stata formulata l'ipotesi che questo potenziale elett rico possa avere importanza nei movimenti rapidissimi compiuti dalle piante.ed operazion i altrettanto complicate sono documentate per certe alghe unicellulari . Basta una part e su dieci miliardi di ormone o attivatore femminile iniziale perché i rami maschi li diano l'avvio a tutto il ciclo. Il movimento fisico di corpuscoli all'interno delle cellule. producendo radici per talea. stavolta fabbricato da questa cellula sessuale. A un certo punto le cellule devono cessare di estendersi. probabilmente c'è un lim ite massimo di grandezza per la pianta nel suo complesso. Quando si è instaurato un certo equilibrio tra le auxine e l'enzima in attivante. Questo capitolo potrà sembrare un resoconto alquanto insoddisfacente del sistema d i comandi chimici in uso tra le piante. Per arrestare l'iperattività delle auxine semb ra probabile che si formi un enzima non appena quelle superino un dato limite qu antitativo.induce a sospettare fortemente che nelle piante fiorenti quasi certamente debbano esist ere meccanismi di gran lunga più macchinosi di quelli indagati finora. perché un organo vegetale posto orizzontalmente sv iluppa sulla superficie inferiore una carica elettrica distinta di segno positiv o. I possibili concorrenti sono numerosi. ottenendo così che le piante si compo rtino come vogliamo noi. Avviene infine la fecondazione con il passaggio di nuclei maschili lungo un tubi cino con cui la parte maschile si collega alla cellula femminile. e le teorie a vanzate al riguardo incorrono spesso in palesi contraddizioni. che costituiscono gli organi femminili. che entrano in gioco per assicurare la facoltà visiva degli animali. In questa specie troviamo filamenti maschili e femminili. una volta cresciuti. rappresenta certamente una reazione alla legge di gravita. fino a stabilire il contatto e a creare una cellula sessuale maschile . L'esempio fornito ci da un organismo semplicissimo come la muffa fungina acquatica Achyla potrà fors e dimostrare quanto sia complessa la situazione. Si forma ora un terzo ormone che passa dalla femmina al maschio e induce i filamenti dell'ultimo a crescere verso la prima. Nel complesso delle attività umane i regolatori della crescita sono importantissim i perché siamo riusciti a sintetizzarne molti. o se addirittura sia solo un effetto secondario della produzione di energ . Recenteme nte è stato anche dimostrato che avvengono fluttuazioni regolari di tensione nelle piante. nonché sostanze chimiche di natura ormonale cui è affidato il controllo dell'accoppiamento delle parti ses suate. Ma fin ora è solo oggetto di congettura se questo potenziale elettrico governi la produzi one delle sostanze regolatrici dell'accrescimento o non ne sia piuttosto il risu ltato. l'enzima le distrugge e l'operazione riequilibrante cessa. men tre l'ultima in modo speciale è presente dovunque nel regno vegetale. Sicurament e però entrano in gioco anche altri meccanismi in questo ridimensionamento assai i mportante.

" Così scriveva Erasmo Darwin a proposito della sensitiva (Mimosa pudica). ma dopo che è avvenuta la fe condazione del fiore il tropismo s'inverte. A queste sensazioni gli individui della specie umana aggiungono p ercezioni emotive e intellettuali di ogni genere e sfumatura. cos tantemente in intima comunanza con le piante.o tropismi. e si potrebbe anch e dire grovigli confusi di sensazioni. passano dall'infanzia alla pubertà e all'età matura.anche se controverso . e la natura di rado inven ta qualcosa che sia assolutamente superfluo. All'estremità più bassa della scala troviamo piante unicellulari che si muovono in s enso fototropo e fotofobo. A somiglianza di molti giardinieri. Non solo c i sono secrezioni delle ghiandole endocrine per controllare la crescita. lo scrittore pensava alle piante i n termini umani. Gli animali superiori mostrano di avvertire il caldo e il freddo.. Gli stimoli principali che causano movimenti . L'angolo del picciòlo fogliare è condizionat o dalla luce. Questi ultimi possono mutare la loro posizione a seconda d ello stadio di accrescimento. L'alga unicellulare galleggiante Chlamydom onas si muove verso la luce proprio come di norma le sue foglie rivolgono la mas sima superficie in direzione fototropa. La reazione alla legge di gravità. condizionando infine la posizio ne dei gambi fiorali. nonché varie gradazioni di amicizia. Pare possibile . nascono. spinge la crescita delle radici verso il basso e quella delle plantule o germogli verso l'alto.che certe sostanze chimiche ne gli animali convoglino messaggi emotivi generali. I viticci aderenti di cert . lo sforzo e il dolore. che può manifestarsi in senso positivo o negativo. mantenendo a profondità notevolmente costante sotto terra i tronchi carnosi ipogei della podagraria. cioè crescendo verso l'alto. ma esis tono all'interno dei tessuti nervosi anche veri e propri trasmettitori di natura chimica.allora le p iante indubbiamente sentono ed hanno sensi. mostrano segni d'invecchiamento e alla fine muoiono. ad esempio il gambo fiorale dell'arachide comincia con geotropismo negativo. Il fatto stesso che un organismo si muova presup pone di per sé un certo tipo di sensazioni fondamentali. affetto e pia cere sessuale. Esse indubbiamente concepiscono. Già si è a ccennato al fatto che analoghe sostanze esistono anche negli animali. Allo stesso modo la linaiola fogliad'ede ra si sforza di cacciare i suoi frutti nelle spaccature di rocce o muri perpendi colari sui quali cresce. LE PIANTE SENTONO? "La casta Mimosa se ne sta.«percepire o avere coscienza attraverso sensazioni fisiche» (dizionario Webster) .. è tale da far crescere in direzione orizzontale le radici carnose sotterranee del giaggiolo e gli stolo ni superficiali delle fragole. La reazione alla luce induce abitualmente le piante a crescere sviluppandosi in direzione della fonte luminosa o di massima intensità. il vento e la pioggia. come si chiamano in linguaggio tecnico . di cui og nuno può vedere come sia «sensibile» al tocco. Le piante non hanno b isogno di un sistema nervoso: vanno bene così come sono. e questi loro movimenti possono mo strare notevole determinazione.proprio come si possono trasmettere ad altre piante mediante innesto la vernalina e il florigeno. oppure guida l'orientamento di parti della pianta in tale senso. per cui il gambo si rivolge verso il basso e affonda il frutto nel terreno. Bisogna concludere infine che i regolatori chimici dell'accrescimento rappresent ano i soli veri dispositivi di comunicazione nelle piante di ogni genere. In tutte queste fasi di sviluppo si muovono.ia da parte delle piante. e lo stesso accade nei nasturzi dove le foglie rotonde vengono por tate ad angolo retto rispetto alla sorgente luminosa. e sono anche in grado di muoversi in risposta a stimo li di natura chimica o dipendenti dalla temperatura. In questo senso le piante non sentono.nelle p iante superiori sono la gravità e la luce. delicata e dai sensi gentili ritrae le timide mani da ogni rude tocco. ad esempio la scotofobina di c ui si afferma che incuta ai topi la paura del buio e si possa trasmettere sommin istrando estratti di tessuto cerebrale . ma se applichiamo una delle definizioni principali della parola sensi . Capitolo 12.

si formano solo se il tronco viene a contatto con quello della pianta che verrà paras sitata. Questo movimento è quello che attiva i peli tentacolari. Un aspetto interessante. Il primato sembra spettare comunque alla Cyclanthera pedata. specialmente in condizioni a normali. L'apice radicale muta direzione sia per cercare acq ua che per evitare gli ostacoli. La foglia della sensitiva si compone di parecchie foglioline che si irraggiano dall'apice di un gambo fogliare. La risposta di una pianta al tocco è forse più inaspettata della sua reazione alla l uce o alla gravita. Quando la pianta rampicante ha tro vato il sostegno e si è aggrappata per avvolgimento o per la stessa attività del vit iccio. La rapida reazione dei viticci dopo lo stimolo tattile si effettua grazie al rit mo di crescita di quello che in seguito diventa il lato esterno della curvatura. le radici trovano la direzione regolandosi in parte a sec onda dell'umidità disponibile. l'aumentato disagio farà sì che tutta una fogliolina ripieghi i s . Una volta sotto terra. mentre in certe rampicanti l'estremità del viticcio produce dischi simili a ventosa. al vento forte o al contatto di animali. formando un avvolgimento a sp irali di grandezza completamente diversa per avvinghiarsi strettamente. Queste piante non solo «dor mono» di notte. si sviluppa tutto il tessuto meccanico. funziona come il cervello di un animale inferiore». Sembrerebbe logico aspettarsi che le radici debbano evita re la luce. e le radici aeree dell'edera si originano sul lato o mbreggiato del tronco. in tutte queste reazioni di risposta al toc co. la sensibilità si riduce spesso a un breve tratto in vicinanza della punta. e fa sì che si calino sulla preda viva. Una volta che il viticcio s'è allacciato al sostegno. Nella c uscuta parassita gli organi che penetrano nella pianta ospitante . s'ispessisce per acquistare forza. per lo più imparentate con la Mimosa succitata. In natura significa che normalmente sono sensibili alle gocce di pioggia. invece ciò accade raramente. ma vi si annoverano anche delle acetoselle.austori . questo è il motivo per cui gli stoloni di fragola crescono verso l'alto s e sono tenuti al buio. sebbene talvolta basti la sua umidità. Essa tuttavia è d'importanza vitale per molte piante rampicant i. I tronchi o steli avvolgenti agiscono con sufficiente rapidità quando vengono a contatto di un sostegno. e Darwin rimase tanto impressionato dalle sue i nclinazioni da scrivere che «non è esagerato dire che la punta delle radichette così d otata. definita anche in certe regioni con il termine sognante di «pianta umile» o «pudica». e capace di dirigere i movimenti delle parti adiacenti. la Mimosa pudica o sensitiva . Un lievissimo tocco può far muovere uno di questi segment i a forma piumata. I parassiti delle piantine alla ricerca di un ospite si comportano analogamente reagendo a secrezioni chimiche emesse dall'ospite. e ogni fogliolina porta numerosi piccoli segmenti situati uno di fronte all'altro. che aumenta fino a 200 volte la sua velocità normale. La pianta classica fornita di «sensi» è. consiste nel fatto che la semplice pressione raramente provoca una reazione: dev'essere qualcosa che dipende dallo sfregamento o dal movimento a stimolare l a pianta. Un vitic cio o un gambo fogliare prensile mostra un'analoga rapidissima reazione quando a rriva ad una superficie adatta. In realtà esistono parecchie piante sensitive. come si è già accennato in precedenza. i cui viticci c ominciano a incurvarsi attorno a un sostegno entro 20 secondi dal contatto inizi ale. mentre contemporaneamente p uò arrestarsi lo sviluppo del lato interno della curva. Quelle che effettuano ampi movimenti a scopa per trovare un sostegno comincia no ad arrotolarvisi attorno non appena lo toccano. come si è già detto. ma i viticci sono ancora più velo ci. e compiono la prima spira completa attorno al sostegno nello spazio di quat tro minuti. in domesticità si osserva che il calore emanato dalla fiamma di un cerino basta a procurare loro il collasso. il quale tende a rafforzare il pu nto d'appiglio aumentando il volume del tronco. A volte la luce e la gravità si sommano e influenzano la po sizione di parti della pianta con azione combinata. appiccicosi e d igerenti delle drosere carnivore. In molti casi questo tasso differenziato di crescita rifluisce lungo il viticcio per parecchi centimetri.e piante rampicanti sfuggono la luce per avere migliori possibilità di trovare una superficie cui attaccarsi. ma sono anch'esse sensibili al tocco. mentre contemporaneamente moltip lica la capacità conduttrice in vista di un'ulteriore crescita in altezza. dopo che si è verificato il contatto.

mentre in altre. ma anche del punto in cui avviene. e foglioline e gambo ritornano alla loro primitiva posizione ere tta. e l'esempio viene imitato abitualmente da tutte le foglioline adiacenti . Questo movimento non viene controllato dai pulvini. che avviene i n queste piante alla velocità di 3 centimetri al secondo. la sensitiva è es posta in larga misura al pericolo degli animali erbivori.salvo essere più veloce . di modo che la fotosintesi può svolgersi a ri tmo soddisfacente. Con l'aria umida la foglia resta piatta. come ad esempio una grandinata. Movimenti assai più utili si effettuano quando la pianta «sente» troppa luce. Si può dimostrare che tutta una piantina si affloscia a velocità variabile fino a tr e centimetri al secondo. L'avvicinarsi del best iame fa afflosciare foglie e steli. le foglie delle sensitiv e evitano il danno che tocca invece alle foglie vicine. quali il tiglio argentato e l'acetosella. afflo sciano le foglie alla luce solare intensa per evitare ustioni.egmenti. Altri esempi notev oli di sensibilità ci vengono offerti dalle cuscute. La trasmissione dell'impulso si può verificare in parti d i stelo troncate. E" stato dimostrato che nel caso di avvenimenti che provochino rotture. ma dall'assunzione od emissi one d'acqua ad opera di gruppi di cellule posti attorno al fondo delle scanalatu re sulla parte inferiore del lembo fogliare. Avviene così un processo chiaro di tr asmissione. La struttura di un'ampia foglia erbacea con molte nervature ricorda . Come ogni pianta cespugliosa. e di fatto costituisce solo l'estension e del movimento effettuato dal pulvino . Nelle piante sensitive il pulvino contiene cellule a pareti s ottilissime che circondano i bordi inferiori flessibili del gambo fogliare altri menti rigido. il ripiegamento si diffonde al gambo fogliare e agli altri gruppi di foglie lungo lo stelo. ben protetta da una corazza formata da spessa cute e cellule esterne di rivestimento. invece con l'aria secca la foglia si arrotola a tubo. Ogni nervatura ha uno strato tipico trasversale formato da tessuto robusto. quali le fave e certi alberi delle leguminose.con quello che controlla l'apertura e chiusura degli stomi o pori respi ratori.che è l'area rigonfia alla base del gambo fogliare .la piantina si è resa invisibile. ma esistono specie altre ttanto delicate che in analoghe circostanze sopravvivono perfettamente anche sen za disporre di questo dispositivo. Ma i n linea di massima questa vivace sensibilità va considerata alla stregua di un alt ro esperimento effettuato dal regno vegetale. dalla dionea e da certe altre piante carnivore alle quali viene riservato più ampio spazio al capitolo 24. che si verifica in tutte le altre piante sensitive. Questo meccanismo presenta somiglianza . o troppo caldo. di modo che laddove le vacche trasecolate cr edevano di scorgere un florido ciuffo di succulenta verzura. e i 10000 centimetri al secondo che tale trasmissione impiega nel sistema nervoso umano. e poco progredito. sebbene la superficie intern a sia tipicamente nervata. Non si tratta soltanto del modo con cui funziona il meccanismo in questione. Il meccanismo del procedimento è ben noto.in altre piante. La foglia in questo caso è allungata e sostanzialmente piatta. Se l'urto è abbastanza violento. Lo stimolo fa muovere l'acqua in grandi spazi vuoti intercellulari . mentre le cellule sull'uno o s ull'altro lato aprono o richiudono la foglia. rispettivamente espandendosi o per dendo umidità. le foglie si mettono in posizione verticale durante le ore calde della giornata. il quale controlla i movimenti di «sonno» o gli altri m olto meno spettacolari necessari per orientare le foglie in modo soddisfacente r ispetto alla luce. il quale f unziona come il cardine centrale di una cerniera. e il te nero tessuto di fotosintesi viene ripiegato al centro: allora si verifica scarsi ssimo movimento d'aria attraverso gli stomi e la parte esterna. non adatto alla fotosintesi. L'evidenza dei fat ti induce a sospettare fortemente la presenza di un messaggio di natura chimica. Piante diverse tra loro. con stomi nascosti nelle scanalature risultanti. Particolare considerazione merit a il meccanismo di chiusura e apertura presente nelle foglie delle piante erbace e. si vedono ora solo grami ramoscelli grigiastri . In questo modo si perde il rigido «effetto di mongolfiera» del pulvino. sebbene sembrino intervenirvi anche mutamenti di natura elettrica. nonché attraverso piccoli orifizi sott'acqua. Va sottoline ato il grande divario esistente tra la trasmissione dello stimolo. si ristabil isce la rigidità. Dopo un certo tempo le cellule del pulvino riassumono acqua. e il gambo fogliare si affloscia. inteso a evitare la traspirazione eccessiva in condizioni di siccità.

L'effetto di questa agopuntura vegetale non h a ancora trovato una spiegazione scientificamente valida. Le erbe non sono specie spet tacolari sul tipo della dionea insettivora . Di solito diventano flosci e mosci quando vengono messi in acqua dopo e ssere stati tagliati. Chunder Bose ha effettuato centinaia d'esperimenti attorno a questa tesi nella prima metà del nostro secolo. Invece un insetto che visiti i fi ori del crespino e tocchi gli stami. Molta parte dei movimenti delle piante si effettua. L'indiano J . o radici dalle foglie se queste vengono amputate dal tronco . tutti gli stami si muovono subito dal centro verso l'esterno. Parecchi ricercatori però hanno cer cato di stabilire se le piante possiedono qualcosa.e perfino radici perpendicolari . nella loro ve rsione. ad opera dei diversi ritmi d'accrescimento. Alcune piante aprono e chiudono i fiori parecchie volte al giorno se si al ternano nuvole e sole. tiliacea coltiva ta a scopi ornamentali. Analogamente un albero che i n seguito a qualche incidente venga a trovarsi disposto in senso orizzontale.dal tronco di steso. che veramente si avvicini a un sistema nervoso. Questi accorgimenti rappresentano pro babilmente il massimo punto di avvicinamento attuato dalle piante. em etterà spesso germogli verticali . presumibilmente trattandosi di un dispositivo inteso a d istribuire il polline sull'insetto visitatore. come si è già spiegato nel caso dei viticci. Queste risposte al tocco e gli stimoli meno diretti dimostrano che le piante per cepiscono e reagiscono a quanto avvertono al tatto. ad esempio producendo foglie sul tronco se le foglie esistent i vengono distrutte. anche se non si capiscono ancora perfettam ente molti particolari di questi procedimenti. in posizioni che non vengono assunte normalmente da germogli e radici. ai muscoli e alle giunture presenti nel regno animale. provando con sua soddisfazione che le piante dispon gono di un sistema nervoso situato nei conduttori floematici. Una pianta erbacea pie gata o spezzata in modo che lo stelo giaccia sul terreno tornerà a ripiegare lo st elo in posizione verticale se appena funziona il suo sistema circolatorio. oltre al loro sistema di com unicazioni chimiche. La Sparmannia africana. Di sol ito i fiori devono passare molto tempo in acqua da quando è stato reciso lo stelo prima che tornino a sollevarsi. Un aumento di temperatura di 10 gradi centigradi di solito fa aumentare da due a c inque volte il ritmo normale di crescita. e che «la trasmissio ne d'impulsi eccitanti nelle piante è sostanzialmente simile a quella degli impuls i nervosi negli animali». L'apertura del fiore è il risultato tipico del fatto che i petali «avvertono» l'aumento della temperatura. ma se s'infila uno spillo appena sotto il fiore lo stelo si raddrizza rapidamente. le margherite di Livingsto ne ed analoghe specie sudafricane. per così dire. Ma sotto lo stimolo della temperatura l'interno del petalo accelera la crescita 20-30 volte oltre la norma. perché l'acqua negli steli si trova in fase di grande tensio ne durante il processo di crescita. Questa ope razione viene effettuata da una parte di stelo che non aveva. Tra le reazioni più strane delle piante c'è quella dei tulipani recisi. si ripiega in modo che il fiore si apra non appena il sole lo riscaldi. e il taglio provoca una bolla d'aria. Il fenomeno si applica ad esempio ai fiori con apertura e chiusura giornaliera. Di notte l'accresc imento della parte esterna del petalo rispetto a quella interna fa chiudere il f iore.ma il loro meccanismo a cerniera offre punti di somiglianza e di raffronto. Esistono mo lti altri analoghi meccanismi a scatto nei fiori. oppure sul tronco se questo viene privato delle radici. scoperta dai fiorai. composte d i strisce di metallo che si avvolgono a tapparella. con i quali essi «sentono» la pres enza di un visitatore ed agiscono di conseguenza spolverandolo di polline. Alcune reagiscono anche in u n modo che assomiglia a una vera e propria risposta o atto positivo a situazioni affatto insolite.altro esempio di pianta che indubbi amente sente e reagisce a velocità incredibile . ad esempio le vistose gazanie. ha un mozzo centrale di stami disposti a struttura raggi ata: se un insetto vi si posa o lo tocca.molto da vicino quella di certe porte ripiegabili delle autorimesse. li fa scattare verso l'interno. Nel corso dei suoi esperimenti punzecchiò e tagliò piante. i . I fiori compiono anche altri movimenti. nessu na esperienza precedente della necessità di piegarsi. in mo do che il fiore riprenda la sua posizione corretta rispetto al suolo. Agli occhi della maggior parte dei fitofisiologi le molteplici reazioni delle pi ante si possono di norma spiegare adeguatamente in termini di tropismi e di un s istema di messaggi di natura chimica.

oltre a una specie di sistema di comunicazione telepatica. Uguale lavoro è stato effettuato più recentemente da diversi ricercatori. seguit o bruscamente da una linea retta. «a quanto pare indicano che. Un apparecchio registratore collegato alla pianta supers tite non rivelò alcuna reazione quando altri studenti entrarono in seguito nella s tanza. elettrodi a poligrafo scrivente ve nnero collegati a tre esemplari di verdura: uno venne preso e gettato in acqua b ollente. stando a quanto ne ha riferito un inviato de l «Wall Street Journal». Nel corso di un altro esperimento un filodendro reagì in modo che venne definito «di malumore» quando venne insultato telepaticamente.«Pravda» compresa . E si addolorano quando viene fatto del male ad animali e ins etti loro vicini». con scottatura di una foglia di cavolo.la registrazione elettronica di piccoli mutamenti di natura elettrica si sia trasformata. fec e registrare in effetti reazioni letteralmente incontrollate alle sue piante emp atiche quando raggiunse l'orgasmo con la sua ragazza a parecchie miglia di dista nza. il cloroformio le calmava. puls ante come un cuore d'animale secondo le citate relazioni.T. nella versione giorna listica. Negli Stati Uniti è stata resa di pubblico dominio. Nel 1970 s ono state pubblicate relazioni di ricerche effettuate presso l'Accademia di agri coltura di Mosca. nel corso dell a quale uno studente distrasse una delle due piante situate in una stanza. Sono contente quando vengono innaffiate. B. al punto da rendere possibile il trapianto di un grosso albero senza le solite precauzioni. ma facevano sobbalzare l'ago del registratore se la conversazione si spostav a su questioni di sesso o di fantasmi.l che impediva l'accrescimento per periodi di varia lunghezza. anche senza disporre di alc una informazione genetica. Bose iniettò anche all e piante sostanze ad effetto stimolante o deprimente. praticando un tag lio a una pianta si poteva ottenere «una contrazione convulsa». e gli fe ce fare la somma di una serie di numeri . dalle quali si dedurrebbe che le piante hanno impulsi di natur a elettrica affini a quelli nervosi dell'uomo. T. che venne interpretata come «svenimento». Gli altri esperimenti dell'esperto. Un tecnico di apparecchiature I.con successo. Non sorprende il fatto che sulle pagine dei giornali . ripeté gli esperimenti. Dagli ultimi comunicati di fonte russa pare di capire che queste ricerche sono progettate per contribuire ai prog rammi spaziali: se le comunicazioni elettroniche non funzioneranno. speriamo che gli astronauti possano scambiarsi messaggi tramite piante portate a bordo dei v eicoli spaziali. e aveva convinto Bernard Shaw che le pian te possono provare sensazioni. Un esperimento effettuato con la parte cipazione di un'amica partita per un viaggio in aereo rivelò forti reazioni da par te delle piante in risposta alle emozioni avvertite dalla donna ogni volta che l 'aereo decollava o atterrava nelle fasi di un viaggio conclusosi a circa 5000 ch ilometri di distanza. Venne effettuata un'altra ricerca. I russi affermano anche di poter accertare elettronicamente quali piante possegg ano pregevoli caratteristiche ai fini delle colture. Secondo il ricercatore l'a lcool faceva barcollare le piante come un ubriaco qualsiasi. le piante hanno anche qualcosa di molto simile ai sen timenti e alle emozioni. Nel corso di un esperimento.. "Prima di venir toccato" l'esemplare prescelto registrò sul foglio a scor rimento dell'apparecchio registratore un violento movimento verso l'alto. nel 1972. Un chimico addetto a ricerche con apparecchi I. I suoi strumenti lo avevano persuaso che le piante di cui aveva avuto cura restavano in comunicazione con lui in sua assenza. Svengono quando il loro benessere viene minaccia to con la violenza. in piante che parlano e si lamentano. e rif erì che le piante non reagivano quando gli studenti parlavano di argomenti di lavo ro. a giudicare dal fatto ch . tagli uzzandola a pezzettini. ma mostrò «reazione di svenimento» quando entrò lo studente «assassino». era già stato effettuato molt o tempo prima presso la Royal Society..M. Si preoccupa no dell'avvicinarsi di un cane. Analogo esperimento. autorizzando perfino l'ipotesi ch e posseggano un centro memorizzatore in corrispondenza del «colletto radicale». e dimostravano agitazion e quando egli decideva di tornare a casa. la notizia che un te cnico esperto di apparecchi rivelatori e registratori ha compiuto esperimenti de l genere. la caffeina le toni ficava. mentre uno scienziato giappones e collegò un apparecchio registratore a un cactus con aghi da agopuntura.

a differenza del le spugne. forse perché così gli riescono meno estranei e magari meno paurosi. E" facile liquidare questi esperimenti con un cenno di mano.e le reazioni della pianta si manifestavano come una serie di sobbalzi del penni no scrivente sul foglio scorrevole dell'apparecchio registratore. quando queste piante vengono stimolate. tecnico e ricercatore elettronico.basata sulle cellule esistenti e non su qualcosa con struttura simile a quella delle c ellule nervose . Fino a questo momento nessuno ha ancora avanzato l'ipotesi che spugne ed idroidi emettano lamenti silenziosi quando vengono divelti o tagliati. nonché una certa facoltà di prevedere il futuro. e sembrano perfino farle partecipare a una certa capacità di giudizio e valutazione.non solo esemplari del plankton. mentre non avrebbe uguale importanza nelle piant e. registrate in forma visibile. Pare non sussista alcun motivo per cui tali sistemi elementari di trasmissione d egli stimoli non debbano esistere nelle piante e negli animali inferiori. dal momento che alc uni di loro sembrano ridicoli e coinvolgono le piante nella telepatia. ma anche cellule sessuate mobili nelle pia nte meno evolute . è dubbio che ciò basterebbe a far desistere la maggior parte della gente dal m angiare verdura e cogliere fiori. in cui posson o venir danneggiate con tanta facilità da fattori esterni che vanno dai temporali e dal fulmine alle morsicature dei bruchi e all'attività degli erbivori al pascolo . Una ragazza che mangia gli . ricordano molto da vicino quelle dei nervi periferici dei vertebrati. come avviene nelle cellule animali. Tuttavia. Va detto infine che attribuire svenimenti e capacità telepatiche alle piante corri sponde a un pio desiderio di antropomorfismo. che do po tutto hanno cominciato parallelamente i rispettivi cicli evolutivi. Fa anche mo lto fantascienza. perché le mangi?'. piante che camminano e posseggono un sis tema primitivo di comunicazione. dato il loro genere d'esistenza. Con ogni probabilità questo potenziale esiste i n molte cellule e sistemi vegetali: qualcosa di simile è stato rilevato negli stim mi dopo l'impollinazione. men tre le pulsazioni di questo potenziale. sia riusci to a far cambiare direzione alla corsa di un trenino elettrico facendo funzionar e gli scambi con ordini trasmessi tramite una pianta. e manca loro un qualsiasi "centro" nervoso. Si può anch e precisare che un sistema nervoso in animali nobili ed evoluti è di indubbio valo re ai fini della sopravvivenza. e non in millisecondi. e viene in mente un racconto di Roald Dahl in cui un uomo sent e gridare l'erba mentre la falcia. e infine c'è quel brillante parto della fantasi a di John Wyndham costituito dai trifìdi.ricorda l'analoga attività degli animali inferiori. Le piante hann o infatti quello che i biologi nelle loro ricerche hanno definito «un sistema neur oide primitivo». dobbiamo pure tenere presente la differenza quantitativa che intercorre t ra i due processi.vengono probabilmente attivate in questo modo. a differenza degli id roidi. Come ha scritto un corrispondete del «Garden New s» dopo la notizia degli esperimenti russi del 1970. La necessità di un certo tipo di sensi si è presentata alle piante in circostanze del tutto diverse: sviluppare la sensazione del dolore andrebbe contro tutto il loro modo di vivere complessivo. «la gente dirà: "Se t'importa tan to di quello che provano le piante. misurabile in secondi. come nei nervi di una specie an imale. Al che risponderò: "Ho fame e il mio cervello è più forte delle piante. cioè il periodo temporale del potenziale elettrico di una piant a. Tale attività . Tuttavia l'elettricità s volge certamente una sua funzione nelle cellule delle piante a livello molecolar e. i primi hanno fibre nervose elementari. mentre il processo di base della fotosint esi comporta movimento di elettroni quando l'energia della luce si trasforma in energia chimica potenziale. anche ammettendo che le piante sentano e siano capaci di gridare e sve nire. fenomeno tuttora inspiegato negli individui della specie umana. come gli idro zoi e magari le spugne. e cellule elementari mobili fornite di ciglia o flagel li . E" stato anche dimostrato chiaramente che è possibile evidenziare un potenziale el ettrico nelle foglie della dionea e nei viticci fogliari aderenti ("non" nelle f oglie vere e proprie) della drosera. contro i quali non hanno possibilità di fuga. cioè al desiderio da parte dell'uomo di raffigurare gli altri organismi quanto più possibile a sua immagine e somiglia nza. perciò comando iò». ol tre alla capacità di colpire quasi infallibilmente e sempre fatalmente con le loro punture scoccate come dardi. che ne sono sprovviste. Si assicura in oltre che un altro sperimentatore.

fate. mentre orchidee e gladioli vennero definiti piante estrose e nervose. paragonabile a quanto si osserva in certi i ndividui che riescono in elettronica. rincasando. Risultati strabilianti sono stati riferiti da Findhorn dopo osservazioni effettuate su spe cie vegetali comprendenti cavoli giganti e grano. Di recente gli americani hanno compiuto un altro esperimento sotto il controllo di uno scienziato che studia il tasso di crescita delle piante: per cinque minu ti un gruppo di persone si è concentrato in preghiera su di una pianta distante 13 00 chilometri. minacciat e. in Scozia. e vi ene da chiedersi quale possa essere l'organo psichico o spirituale di una pianta . gruppi di identiche piantine tenute in uguali condizioni di coltura venn ero apostrofate rispettivamente in termini «cortesi» e con espressioni «brusche»: le pri me crebbero meglio e più in fretta. Davvero siamo in presenza di un mistero in questo caso: i c oltivatori affermano che si ottengono risultati quando entrano in comunicazione «c on gli spiriti che animano le loro piante». su un piano alquanto diverso rispetto agl i apparecchi registratori con pennino scrivente e agli astronauti russi. E" stato affermato che anche la preghiera rappresenta un mezzo per comunicare co n le piante. non sempre a voce alta. delle piante. Una rassegna del «Sunday Times» del 1972 ha rivelato che il 14% della gente riteneva che l'effic acia della preghiera potesse influenzare materialmente la crescita delle piante. al cui proposito un esperto at tendibile e competente ha scritto che «il vigore. se vengono incoraggiate. Ad esempio patate. e perfino intrattenute con il canto. «Guardate con quanta tenerezza un giardiniere tratta i suoi "pupillì. e ci sarà un nuovo paradiso terrestre una volta che avremo imparato a comunicare con le piante nella maniera giusta.spirit i della natura. ed alcune personalità ritengono di poter fare prosperare o morire le piante pregando. potrem o far aprire la porta dell'autorimessa da una pianta. In un libro pubblicato recentemente s'immagina che un giorno. che si riflette nel modo con cui le piante rispondono alle cure che noi definiamo in termini spicci come «pollice ver de». vitelli e porci con sistemi alquanto sgradevoli. non si preoccuperà eccessivamente dei mu ti lamenti di una carota o di un cavolo. Naturalmente esistono molti giardinieri assolutamente convinti del fatto che le piante reagiscono se si parla loro. Moltissime donne dicono istintivamente: "Scusamì se per caso danneggiano una pian ta». Moltissime volte ho osservato che una pianta sofferente rispondeva a discorsetti d'incoraggiamento. Il libro descrive un giardino di Findhorn. i cui proprietari sono convinti che le piante siano colme di «archetipi di forze creatrici . proprio come certe tribù primitive assicurano di essere in grado di distruggere con rituali magici i frutteti e le messi del nemico. Un apparecchio registratore ha segnato un aumento immediato nella crescita. blandite. Alcuni altri estratti di corrispondenze inviate al «Garden News» illustrano ulteriormente il concetto in questi termini: «Natu ralmente alle piante piace che venga loro rivolta la parola. pomodori e cavoli ri spondevano meglio se li si trattava con parole cortesi o perfino li si adulava. la buona salute e il rigoglio de lle piante nel cuore dell'inverno su terreno composto quasi soltanto da sabbia s terile non si possono spiegare con l'applicazione di qualsiasi metodo di coltura organica conosciuto». gnomi e folletti». Guardate come la pianta si rattrista per i suoi proprietari. e come possa imparare il nostro linguaggio.» Nel corso di un recente esperimento «di conver sazione». e parlano alle loro piante. Indubbiamente certi giardinieri pr ovano una fortissima simpatia per le piante. che nel giro di 12 ore ha superato per più di otto volte l'accresciment o normale! Si potrebbe obiettare che sentimenti e convinzioni del genere ci forniscono più ra gguagli sulle persone interessate che non sul sistema nervoso delle piante. suonano strumenti musicali o imparano ling . il quale in capo a due anni d'indag ini era giunto alla conclusione di poter definire con precisione lo stato d'anim o. Ma certo non si tratta altro che di un bagaglio di conoscenze derivante in va ria misura da esperienza ed intuito.» «Tutti i giardinie ri appassionati credono che le piante capiscano. ma mentalmente. Tali co nvinzioni ricordano piuttosto precedenti ricerche compiute in California da un p rofessore universitario di scienze naturali. Guardate co me il giardiniere si cruccia di doversi allontanare da casa per fare qualcos'alt ro.animali che uccide e riesce a tollerare la produzione in massa di polli. o disposizione emotiva.

In un'altra indagine le piante hanno risposto effettivamente meglio a Bach e all a musica classica indiana suonata con il "sitar". rispetto alle piante non trattate. Seguirono sperimentazioni evidentemente produttive a base d i radiodiffusioni musicali su risaie. tutto somma to. trattandoli in vario modo a seconda delle circostanze. o quella di una biol oga indiana che ogni giorno fa un quarto d'ora di danze tradizionali tra i vasi di crisantemi .. Scherzi a parte. si ottengono m igliori raccolti. presumibilmente . mentre «esposte a un agro rock-" nroli (sic) si raggrinziscono voltandosi bruscamente dalla parte opposta al suon o. perché gli antichi manuali indiani di giardinaggio danno istruzio ni sulla pratica della "dohada". Tuttavia certi indizi contraddicono gli asseriti benefici effetti esercitati dal le vibrazioni sulle piante..e afferma di aver ottenuto un aumento in altezza del 60% in più ri spetto alle piante non «trattate» . come pos sono essere quelle che si formano parlando. a quanto asseriscono gli isolani. Ricerche eff ettuate in India nel 1958 hanno studiato le vibrazioni generate da un motore ele ttrico. rac colti quadruplicati. I tecnici di propagazione di specie v egetali usano sovente telaietti chiusi.3. (Gli Indiani hanno una lunga tradizione a questo riguardo. Un esperimento c ondotto con criteri più scientifici nel 1972 ha preso le mosse dall'osservazione c he gli alberi sul ciglio delle foreste hanno caratteristicamente forma più corta e tozza degli alberi riparati nel folto. Risultati alquanto simili s i sono ottenuti a conclusione di un altro esperimento. in conseguen za dello shock provocato da questi frequenti risvegli violenti. Dopo un mese. e muoiono in poche settimane». esponendo le messi dei campi a rumori laceranti.arrampicandovisi prim a dell'alba e lanciando improvvisamente urla agghiaccianti in vicinanza del tron co. o se la musica pop sia meglio della musica classica. perché in questo caso i fili metallici vibrano. asserendo di aver conseguito. ma metà di esse veniva scossa violentemente per 30 secondi ogni mattina: dopo un mese le piantine scosse erano cresciute in media di centi metri 4. quelle lasciate in pace di centimetri 20. a differenza degli ortaggi che amano i toni più bassi. Un esperimento ha fatto pensare che i fior i preferiscano il violino. ma c'è un briciolo di verità dietro tutto questo modo d'agire. In condizioni a pparentemente uguali diversi tecnici hanno osservato risultati alquanto variabil i nell'emissione di radici e nella conseguente crescita delle piantine.ue straniere senza sforzo evidente. Si può sorridere di compatimento delle signore che parlano alle loro violette afri cane. fioritura anticipata anche di due settimane. Anche stavolta si sono registrati ca si in cui il modo di effettuare gli esperimenti ha fatto ridere il prossimo. dalla constatazione di una differenza nei risulta ti che resterebbe altrimenti inspiegabile. Il fatto non ha nulla a che vedere con la comunicazione. nel corso del quale uno s cienziato soffregava i tronchicini di varie piante per dieci secondi due volte a .dei loro nemici.) Nel 1972 si è saputo dagli Stati Uniti che. o anche prendendoli a calci per favorirne la crescita. si sono ottenuti indubbiamente risultati notevoli. Effettivamente fa sorridere la maggior parte di noi l'idea di un giardiniere australiano che ogni mattina dà concerti di violino alle sue piante per mezz'ora. diversamente da quant o succede con l'alta tensione. un aume nto in altezza del 30-50% in più. Il modo più semplice di produrre onde sonore che creino vibrazioni aeree è. Si è trova to che i risultati migliori si ottenevano costantemente con fili percorsi da bas sa tensione. Viene fatto di domandarsi se un giorno non ci sa ranno magari degli agronomi specializzati nel programmare concerti per determina te colture. ma pare assai probabile che le piante in certo qual modo siano stimolate a crescere dalle vibrazioni esterne. in cui i campioni di terreno vengono ris caldati dal di sotto da fili metallici ad alta o bassa tensione. l'albero muore. Gli abitanti delle Isole Salomone sostengono di pote r uccidere gli alberi . quello di suonare strumenti musicali o dischi fonografici.e viene fatto di domandarci se le piante preferi scano Beethoven o Stravinsky (che è forse più indicato per i cacti). Piantine identiche vennero fatte crescer e in condizioni uguali. Le prove più convincenti dell'effetto favorevole esercitato dalle vibrazioni sulla crescita delle piante provengono dalle osservazioni casuali di gente attiva in settori completamente diversi. con cui si intrattengono piante o alberi con ca nti e rappresentazioni.

Nelle conifere questi gameti vengono rimessi in libertà al di sopra delle ce llule ovulari. mentre lo scambio dei caratteri per via sessuata rispetto ai metodi asessuati dispone di probabili tà di gran lunga più numerose per produrre variazioni con attitudini e capacità nuove.«alla stregua di marito e moglie i n spensierata libertà». Ma. I granuli di polline raggiungono la superficie dell'organo femminile. e non la ripresero per 3-4 giorni dopo tale tra ttamento. Le loro reazioni si possono paragonare a quelle di molti organi smi animali. o perfino fanno venire in mente la germ inazione e la crescita della spora d'un fungo. che evidentem ente esercitano azione più benefica sul protoplasma o sulla divisione cellulare. senza che ciò significhi piacere o gioia. Nei tipi più semplici. Alcune parole di spiegazione sull'impollinazione. Dato che l'autofecondazione annulla le prospettive di scambio implicite nella ri produzione sessuata cui abbiamo prima accennato. o per la natura del luogo. che sono progettati per assicurare il trasporto a distanza. le cui secrezioni (specifiche per ogni pianta) li stimolano a germinare in forma un po'"somigliante a un piccolissimo seme. e alla loro effimera bellezza. Nelle piante più progredite .i gameti maschili si formano all'interno dei granuli di polline. perché spazza via tutte le imperfezioni: la prole più vigorosa ha m aggiori probabilità di sopravvivenza che non i rampolli deboli. ed avviene l'unione sessuale .è di gran lunga la forma predominante quando scarseg gino gli insetti impollinatori. che agiscono . bensì il preludio all'unione sessuale o feconda zione. quali betulle e noccioli. grazie alla loro innocenza e freschezza . L'impollinazione ad op era del vento . ma occorre una produzione enorme perché esso possa raggiunger e gli statici organi femminili con l'aiuto della fortuna. a volte con l'ausilio di speciali sacche aeree per la spinta ascensionale.come dice Croizat . nelle piante fiorenti il tubo pollinifero deve farsi strada anzit utto attraverso i tessuti dell'organo femminile (pistillo). Linneo ha dimostrato che i fiori non sono altro che organi sessuali. Capitolo 13. i gameti maschili vengono liberati. con i loro ben noti amenti. o con l'adattabilità necessaria a far fronte al mutare delle condizioni. come ho già accennato nel capitolo 9. I gameti maschili si sviluppano a ll'interno del tubo pollinifero che si è formato (a volte se ne formano anche più d' uno). adottato anche da piante più evolu te. Tennyson scriveva del «fiore selvatico di una vita senza colpe». interruppero la crescita at tiva nello spazio di tre minuti. SESSO E VITA. Questi scossoni e sfregamenti ovviamente sono di grado molto diverso dalle vibra zioni prodotte dagli strumenti musicali o dai rumori radiodiffusi. per le condizioni climatiche caratterizzate da f reddo e umidità. di norma vistosame nte esposti. mentre Blake trovav a «tutto il Cielo in un fiore selvaggio». Un uomo può dire: «Penso. dunque esisto». Se ne conclude che effettivamente le piante hanno un loro modo di percepire sens azioni. esposto al vento. mentre per una pianta basterà la versione: «Cresco.l giorno. specialmente dei più semplici. e che il più resta ancora da scoprire circa le modalità con cui si effettua questo processo. Non appena il tubo si trova molto vicino al gamete femminile rinchi uso nell'ovulo.che di solito sono anche le più conosciute . come i pini. L'accoppiamento è un avvenimento importante per la maggior par te delle piante. Le piante prosperano in condi zioni adatte. che lo nutre mentre esso lavora. è stata avanzata l'ipotesi che. i . dunq ue esisto». Alcune piante.o anemofila . Nella letteratura i fiori hanno raffigurat o spesso immagini poetiche e simboliche. ma non tutte. accertandosi di tenere la mano leggera quanto bastava ad evitare lesio ni di natura meccanica. Questo è lo scotto che d eve pagare la pianta per il suo metodo casuale. per i quali gli uomini non hanno mai p rovato la necessità d'immaginare reazioni emotive o capacità telepatiche. Ma va dett o che di rado gli uomini mantengono con amebe e vermi gli stretti contatti che h anno con piante tenute per svago od utilità pratica. Si tratta del mezzo con cui i gameti maschili vengono portati a contatto delle parti femminili: di per se stes sa non rappresenta la conclusione. Nella sensitiva l'arresto della crescita e il conseguente rachitismo f urono tali da impedire la fioritura. il polline viene affidato al vento.

come nella primula resa famosa da Darwin. Ne è un esempio la Cobaea scandens. da ultimo fiori con soli stimmi. In casi del genere vi sono spesso granuli di polline di diversa grandezza che «si adattano» meglio a un dato tipo di stimma. è molto più facile che un insetto impollini reciprocamente. Un metodo semplice per evitare l'autoimpollinazione è dato dalla disposizione alte rnata degli stami e degli stimmi. ad esempio un movimento finale degli stami per assicurare l'autoimpollinazione come estrema risorsa . e fior i «con occhi disposti a filacce». In certe foreste dell'Africa centrooccidentale fa tro ppo caldo a fior di terra (70-80 gradi C. due fiori diversi che non due uguali. ma che tuttavia ricorre all'au tofecondazione poco prima della caduta della corolla. m a sulle cime degli alberi la temperatura è inferiore ai 40 gradi C. possono originare «schiatte» di purezza genealog ica tale da formare specie virtualmente nuove. che significa lettera lmente «fioritura chiusa». che possono av ere varie fasi con diverse caratteristiche di sviluppo. Alcune piante producono fiori maschili e femminili diversificati. Le nostre viole ed acetoselle indigene usano questo s istema quando la volta di verzura degli alberi sotto i quali crescono produce tr oppa ombra perché le possano visitare gli animali impollinatori. il polline non germina mai sullo stimma dello stesso fiore. anche se attualme nte sembra che possano sopravvivere bene. Di sotto i fiori sono tutti cleistogami. In questo modo è assicurata l'impollinazione incrociata. Nell'avocado i fiori ermafroditi si schiudono due volte ciascuno.n termini evolutivi. giunge a produrre fiori chiusi pieni di fanghiglia. Nuovi fiori si formano per tutta la stagione. cioè con lo stimma situato all a sommità del tubo fiorale e gli stami disposti a mezza strada al di sotto. femminili ed ermafroditi. In questo caso la pi . ed indica fiori che non sbocciano mai e che possono fecon darsi senza aiuto esterno. Altri fiori possono anche av ere stami e stimmi di tre lunghezze e posizioni diverse. come nella salcerella. Un altro dispositivo di sicurezza è dato dalla cleistogamia. rifugge dall'autofecondazione perpetua». Ad esempio nel Poncirus trifoliata i primi fiori portano solo stami. nell a quale si trovano fiori «con occhi disposti a spillo». i fiori autoimpollinati siano condannati. Darwin stesso scriveva che «la natura. la già nominata «vite a piatt oetazza». originando notevoli vantaggi che sono tra i fattori di successo di certe erbacce.. L'accorgimento più semplice c onsiste nel far maturare gli stami e rendere ricettivi gli stimmi in epoca diver sa. una Commelina. dove le posizioni sono invertite. Tuttavia in alcuni fiori di questo tipo esiste un dispositivo che interviene in caso di mancata impollinazione esterna.) perché vi si possano trovare insetti. alla seconda è maturo il p olline. Esistono alberi di due tipi: nel primo le parti femminili sono ricett ive al mattino e quelle maschili al pomeriggio. ovvero in mod o incrociato. Alla prima sch iusa solo gli organi femminili sono ricettivi e maturi. quello cioè che assicura esogamia massima . Le piante di una data specie che vengano autoimpollinat e di continuo in habitat ristretti. In certe piante. Come ha dimostra to Darwin. in seguito si hanno fiori maschili. e ne lle colture fatte a scopi commerciali i due tipi vengono piantati alternatamente . al contrario di quanto si verifi ca nel secondo tipo. ad esempio nel lino. Una di queste p iante. E" interessante il fatto che molto spesso specie vegetali stretta mente imparentate tra loro adottino sia l'autoimpollinazione che l'impollinazion e operata dagli insetti. Eppure non era nel vero.meglio il prop rio seme che niente. e una grossa v espa e molti uccelli fungono da agenti fecondatori per alberi d'ogni specie. abitualmente impollinata dai pipistrelli.. Come verrà spiega to ulteriormente nel capitolo 21. ma l'epoca di fioritura è re golata in modo tale che il polline di un albero non riesce mai ad arrivare sui s uoi fiori. va notato come siano numerosi i fiori ermafroditi provvisti di elaborat i dispositivi atti ad impedire l'autoimpollinazione. quando gli insetti impollinatori sono pochi. i qual i pertanto si sviluppano in realtà sottoterra. sebbene queste piante siano per la maggior parte a fiori aperti in condizioni ambientali meno sfavorevoli. p uò capitare che vi sia un bisogno reale dell'autoimpollinazione per certe categori e di piante. e un botanico locale specializzat o è spesso in grado di riconoscere la popolazione locale da cui deriva un esemplar e di pianta. mentre in primave ra fioriscono normalmente. Detto ciò.

Ciò non solo complica le cose. Così l'avvento degli insetti ha indotto le pi ante ad elaborare fiori semplici produttori di polline. Nel caso degli alberi i rapporti sessuali ha nno luogo probabilmente con il vicino più a portata di mano.dietro adeguata ricompensa . dal momento che piante maschili e fem minili non possono riunirsi come succede tra specie animali. ma sembra anche sig nificare lo spreco della metà dei rappresentanti di una data specie: situazione ul teriormente peggiorata nel caso di molti alberi che impiegano dieci o più anni pri ma di arrivare alla maturità sessuale. I fiori impollinati dal vento possono contare su una produzione astronomica di polline: una sola pianta maschile della mercorella . ed ogni granulo si separa dagli altri in modo da garantire la massima dispersione. Tra gli animali. Le piante impollinate dal vento hanno numerose parti maschili produttrici di molto polline. Questi animali impollinatori sono assai più attendibili. Quello portato dal vento ha piccolezza e leggerezza massime.a portare il polline da un f iore alle parti femminili di un altro. calabroni.anta sembra voler spingere all'eccesso le sue esigenze di efficienza. mentre alberi come le b etulle e i noccioli producono rispettivamente 5 milioni e mezzo e 4 milioni di g ranuli di polline per ogni singolo amento. l'evoluzione può apportare reciproci benefìci a gruppi di organismi assai diversi tra loro. Viceversa i fiori impollinati dagli animali hanno di solito relativamente poco p olline a disposizione. qualunque sia la dinamica del processo. ed è possibile riconoscere fiori progettati per scarabe i. la soluzione del problema del trasporto del polline costi tuisce una delle grandi realizzazioni tecniche operate dal regno vegetale. nel qual caso la sua attività è di poco migl iore di quella del vento. vespe e mosche. In ca si eccezionali il polline può percorrere anche 5000 chilometri. Ma. Come abbiamo visto in precedenza. dalle enormi falene fino a minuscoli moscerini e perfino a specie non alate. pianta annuale alta solo pochi centimetri. pipistrelli e pochi altri animal i sono entrati nel ciclo dell'impollinazione in maniera analoga. e dev'essere inoltre adesivo. e si è molto più sicuri che v erranno visitati i fiori di piante diverse. dal momento che solamente un unico granu lo di polline vi potrà arrivare. Una specie d'insetto saltat . quando non addirittura uno solo. Va rilevato in ogni caso che anche le piante decisamente esogame hanno molte pro babilità di venir impollinate da specie strettamente imparentate. un miliardo e trecento milioni di granuli. per cui ritornano regolarmente ai fiori della stessa specie. farfalle. Quando l'impollinazione deve avvenire ad opera di animali. e soltanto pochi ovuli. o anche radunato in massa compatta. come il fiore piumoso del granoturco. in modo da non impacciare l'animale e da non e sserne eventualmente danneggiati. tignole. Nei casi in cui si ha il rapporto di un dato fiore con un solo determinato animale impollinatore. Ma gli animali possono avere istinti radicati. api. La strabiliante varietà di fiori specializzati trova adeguata corrispondenza nel numero delle spe cie animali che provvedono ad impollinarli. Invece il polline diffuso dagli animali deve essere dis posto in posizione strategica. produce. in modo da venire a contatto con qualche parte de l corpo dell'animale visitatore. Avviene un cambiamento anche in tutta la base del fiore. e i fiori da parte loro im primono profondamente questi istinti assumendo aspetto e caratteristiche che li differenziano il più possibile dai vicini. Gli stimmi sar anno relativamente forti e tozzi. filamentoso o vis coso. perché «finché bussa il postino» ci sono molte probabilità di fecondazione. gli insetti rappresentano gli impollinatori più numerosi. qualunque esso sia. Uccelli. secondo i calcoli che sono stati fatti. e lo stess o dicasi delle specie che portano fiori maschili e femminili su piante completam ente diverse. Gli animali potranno servirsi della vis ta e dell'olfatto per trovare il bottino. perché in media il polline non copre grandi distanze. due ricercatori am ericani hanno definito la situazione con la similitudine appropriata del rapport o che intercorre tra «chiave e serratura». tali da convincere gli i nsetti a visitarli e . ma poche parti femminili: queste ultime avranno s pesso uno stimma esteso. Si conoscono insetti d'ogn i tipo e grandezza dediti all'impollinazione dei fiori. spesso ad altezze superiori ai 2000 metri. Il lato difficile della faccenda è sem pre stato quello di persuadere l'impollinatore a visitare fiori dello stesso tip o invece di vagare indiscriminatamente. deve cambiare anche i l polline. mentre le parti femminili potranno avere numerosi ovuli.

Come fanno i fiori per adescare i visitatori? Ai nostri occhi il mezzo più ovvio è r appresentato dall'imbonimento diretto: diventano più grandi. Fiori aperti e appiattiti. riescono i meno efficienti tra gli animali impollinatori. quali le magnolie. o di quell e anche più lunghe. e delle brattee spesso colorate che circondano i fiori di al tre Euforbie. Quando l'insetto o l'animale ha bisogno di attaccarsi al fiore o di introdurvisi . tanto che si po trebbero definire «banderuole aromatiche». ma secondo ogni evidenza l'evoluzione dell e api ha costretto i fiori ad agire di conseguenza. nel suo difficile habitat. L'ape è. come dicono Proctor e Yeo. Queste brattee. sono im pollinati facilmente da scarabei. e si rifornisce dal fiore principale. Alcuni fi ori si richiudono sui ghiottoni per controllare che paghino la consumazione ment re si avviano all'uscita: usanza adottata dalla ninfea gigante. una profusione di insettucci mangiatori di polline. «i ndugiano per intere giornate sulla parte inferiore della spata sbocconcellando c ellule speciali piene di amido ed olio». Tra gli appigli più strani va notato quello offerto dalla pedi cularia di Groenlandia. e così viene a contatto del polline a ccumulato in precedenza dall'insetto. la più grande raccoglitrice di polline e visita i fiori con est rema frequenza per portare polline alle sue larve affamate di proteine. perché il fiore assomiglia ver amente al capo di un pachiderma. di cui uno con polline vero che aderisce all'insetto intento a gustare il poll ine di tipo alimentare. Anche quel bizzarro relitto che è la Welwitschia ha a sua disposizione. viene offerto un past o d'altro genere. ma ne sono inseparabili. Una parte del fiore può avere aspetto attraente: l'aracea gigant e Amorphophallus è piena di piccoli scarabei. parente tropicale del cetriolo. più vistosi. mentre nelle nin fee giganti sono i maggiolini a mangiucchiare gli stami: ma sugli scarabei banch ettanti resta abbastanza polline da venir poi soffregato sugli stimmi. sebbene sussistano dubbi che essi siano i veri agenti del l'impollinazione. L'ape siede a cavalcioni della «proboscide» protesa in avanti. detta anche «testa d'elefante». Queste «code» sono particolarmente seducenti agli occhi delle mosche. Possono produrre escrescenze ond eggianti come banderuole al vento. che in genere sono scarabei. Certe piante imparentate con la Tibouchina hanno stami di due tipi diversi . Nella specie affine Typhonium trilobatum vengono fornite agli scarabei delle «esche» gialle a forma d'uncini poste sullo spad ice. In fiori di ques to tipo il polline è fine a se stesso. s'infila sotto l'ala dell'ape. e a volte eman ano forti esalazioni odorose come nelle specie affini ai gigari. come nel caso delle foglie fiorali scarlatte (brattee ) della Poinsettia. tecnicamente parlando. la davidia. In altri casi piccole infiore . ovviamente. e si colorano in modo attraente ed accogliente. dalla quale sporge lo stimma. Talvolta questi vessilli sono situati est ernamente ai fiori stessi. come certe spec ie di Cassia. che manca invece quando l'animale può visitare il fiore standose ne librato in volo. tra torace ed addome. che molto spesso si mangiano tutto il polline e si sdraiano nel fiore. come nel caso delle api. vengono impollin ati da insetti relativamente primitivi. il fiore ha una «piattaforma d'atterraggio» o qualche alt ro «appiglio» solido. più vivaci. ma meno numerose. come nel caso delle lievi volute lunghe 10 ce ntimetri della Hodgsonia heteroclita. Talvolta agli impollinatori. detta «albero dei fazzoletti». come se volesse farle il solletico. ha ricevuto questo nome per ché la piccola escrescenza dei veri fiori viene segnalata ai visitatori da una gra ndissima brattea bianca e da un'altra assai più piccola.ad esempio la sassifraga dorata o crisosplenio . n on fanno parte del fiore. invece. L'estremità ricurva della probos cide. che si osservano in certi fiori d'orchidea. dal punt o di vista energetico costa di più a un fiore produrre polline in eccesso che non il nettare. come rose ed anemoni. Molte altre piante. I fiori più arcaici di cui siamo a conoscenza. come in un'orgia dell'antica Roma. Le piante della famiglia delle An nonaceae si affidano a piccoli scarabei che divorano gli stami. offrono un polline nutriente fasullo accanto al polline vero e pro prio.e mangiarne il poll ine. senza passare ad al tri fiori.ore con un balzo fortunato può atterrare felicemente nel fiore di una pianta d'alt ra specie . i quali. e segnatamente agli scarabei. Ma gli scarabei. di cui dovremo riparlare. i loro orga ni femminili tendono ad essere grandi e forti. Brattee vistose compaiono anche sui cornioli e le bougainvillee.

peli. che spesso inizi ano dalla piattaforma d'atterraggio con vari manicotti.e segnatamente le api . Il colore dei fiori può comparire diverso ad occhi u mani o d'insetti: ad esempio il tarassaco. e infine q uell'enormità verticale di metri 1. del gels omino o della plumeria o gelsomino rosso. detto "zinzeyd" o "zungeed "in Persia. sono «illuminati» in questo mo do a beneficio degli insetti. Il mimetismo ad uso degli insetti delle orchidee è il più notev ole oggi conosciuto. Una piccola eufrasia ch e vive sparsa in mezzo all'erica le assomiglia per colorazione e disposizione fi orale. a so miglianza delle piste a luci lampeggianti che guidano gli atterraggi e i decolli sugli aeroporti. Gli scarabei che impollinano qu . Tra gli odori sgradevoli alle nostre nari vanno citati quelli emanati dal gigaro e dal suo parentado che comprende anche la puzz olente dragonea delle regioni mediterranee (Dracunculus) con lo spadice e la spa ta esterna di colore rosso scuro. E" stato dimostrato che le a pi mellifere preferiscono i fiori con struttura simmetrica raggiata. Di solito i fiori appartenenti a diverse famiglie hanno aspetto molto tipico. mentre molte altre bromeliacee. tu ttavia vi sono casi in cui è evidente un po'"d'imitazione. e verrà descritto nel capitolo seguente. Le api in modo particolare apprezzano i contrasti cromati ci vivaci. e sono tutti accorgimenti intesi a mettere l'insetto nella giusta posizione. ma a volte accade il contrario.scenze feconde sono circondate da altre sterili di maggiori dimensioni che fungo no da segnali per gli insetti visitatori: ne sono un esempio certe ortensie. frange o scanalatu re. I fiori portano anche disegni di macchie o linee destinati a fornire agli insett i direttrici di marcia per arrivare al nettare. Molti fiori a ssomigliano al ranuncolo e hanno cinque o più petali che formano come un basso sco dellino. emettendo un lezzo che è stato paragonato a quello di una miscela di pesce marcio e zucchero bruciato. perché molti insett i . Oltre alle indicazioni visive. secondo ogni evidenza. prima insospettati. e da lì agli organi sessuali.80 che è il loro parente tropicale Amorphophallus titanum. In alcune specie affini al cerfoglio selvatico le infiorescenze sulla parte esterna del capolino fiorale sono molto più sviluppate di quelle interne per la stessa ra gione. e talvolta gli stami. La parte centrale del fiore. probabilmente questi fiori hanno messo a punto lo stesso «metodo pubblici tario». rispetto a quelli a conto rno circolare o lievemente lobato. come Nidularium e Neoregelia. esistono anche richiami tattili. Altri elementi d'attrazione per gli animali vengono creati dal fiore con l'emana zione di odori da varie parti fiorali. Ne sono un esempio gli ippocastani. presso il centro del fiore vi possono essere indicatori segnaletici sotto forma di linguette. nel quale un enorme spadice conico si slancia verso l'alto da una spat a svasata a bordo rilevato. dove la colorazione brillan te proviene in maggior parte dalle brattee esterne. ha colorazione porporina per le api. il centro delle rosette di colore di fondo verde trascolora in rosso quando compaiono i fiorellini al centr o. Le api inoltre prefer iscono fiori a profilo mosso o addirittura spampanati. Noi troviamo piacevoli cert i profumi. l'eufrasia e il mimolo mus chiato. il che presumibilmente «ricorda» la sua esistenza agli insetti. specialmente se il nettare è situato all'interno di uno stretto ori fizio o di un infossamento. In alcune bromeliacee. o quello più denso del lillà. infatti illumina ndo i fiori con luce ultravioletta si sono rivelati ai nostri occhi molti disegn i di questo genere. che i Persiani tenevano chiuse in casa le loro donne qua ndo la pianta era in fioritura. emana una fragranza ritenuta un tempo così inebriante. portano fiorellin i riuniti in un capolino a spiga o a forma di mazza. quali Vriesie e Tillandsie. Queste piste non sono sempre visibili ai nostri occhi. Gli insetti riescono anche a distinguere piccole variazioni nelle sfu mature dei colori. l" Helicodiceros dei deserti del Medio Oriente a spate screpolate a tinta rossobruna somiglianti a sangue rappreso. I fiori «sanno» cosa vedono i loro visitator i. Anche la forma dei fiori può influenzare gli insetti. L'Elaeagnus angustifolius dalle foglie argentate. questi odori a volte risultano gradevoli per la specie umana. perché i loro elementi d'impollinazione non sono molto specializzati e si as somigliano tra loro. come quello delicato del mughetto.percepiscono i raggi ultravioletti. mentre i ca labroni amano invece fiori simmetrici sul piano verticale.

ma non appena compare puzzo di carogna o di escrementi i gusti si spostano verso le tinte porporine o marrone scuro. I l massimo fiore adescatore di mosche del mondo è quello della pianta parassita tro picale Rafflesia. le mosche ne sono tanto ingannate da deporre spesso le uova sui fiori. allo scopo di attirare tafani e soci. e a q uanto pare ogni specie di fico ha la sua specie di vespa specializzata. o almeno di quanto i biologi chiamano «mutualismo». che co stituiscono esempi di virtuale simbiosi o «convivenza» (argomento che verrà trattato p iù diffusamente al capitolo 22). Le stapelie africane sono piante grasse con fiori quasi sempre a forma di stella marina e diametro che arriva fino a 40 centimetri. Ciò non giova agli insetti. Le femmine si spingono all' esterno attraversando l'orifizio del fico. con zone in rilievo biancastre e irregolari sparse su tutta la sup erficie. Tutt avia in certi casi viene accordato un «premio» di natura alimentare ai giovani inset ti. o infine n ell'Artocarpus heterophylla. con quelle combinazioni di colori e disegni spesso ricope rte od orlate di peli somiglianti a muffe che crescano su roba fradicia.esto mostro vegetale non possono uscire prima dell'avvenuta impollinazione. Imbarazzate e deluse . La femmina della vespa del fico depone uova attraverso un lunghissimo tubo ovode positore all'interno dei fiori neutri (in realtà false femmine) entro «fichi di gall a». che ha un diametro di più di un metro. Ci vor rebbe la fantasia di un Salvador Dalí per immaginare una stapelia. p er cui sembra che i fiori pullulino di moscerini: accorgimento adottato anche da specie affini e da qualche orchidea. dopo avere fecondato le femmine i n una piccola orgia al buio nell'interno del frutto.. il fiore comincia ad appassire prima che essi r iescano ad evadere.è in realtà un'infio rescenza. I fiori sono di tre tipi diversi: maschile. Il frutto del fico che noi mangiamo . Alcune femmine volano ai fichi di galla e ripetono il ciclo. se già non avesse provveduto la natura. mentre altre trovan o i veri fichi femminili. e in più l'odore. o nell'aracea Alocasia pubera. un frutto somigliante a un grembo maturo» tanto per citare D.«involuto. per cui il tessuto carnoso che si forma alimenta le larve in corso d i sviluppo. che emanano invece una fragranza delizio sa! E" interessante notare tra l'altro che le mosche carnarie preferiscono il colore giallo e l'arancio quando manca l'odore. Quando queste sgusciano dalle uova all'epoca della maturazione del fico. e passando si soffregano contro i fio ri maschili impolverandosi di polline. perc hé le larve che sgusciano dalle uova non trovano alcuna provvista alimentare. Così facendo inietta una goccia di un liquido speciale che trasforma il fiore in una galla. I maschi sono sprovvisti di ali e muoiono poco dopo senza uscire dal fico. parente dell'albero del pane. ad esempio nella pianta di cacao. fiorente tutto all'interno e con fibrille d'aspetto uterino. Tuttavia questa famiglia vegetale comprend e anche le Stephanotis e le viti ceree. trat tenuti da un'improvvisa cortina. H. compaio no le vespe del fico di sesso maschile e femminile. nelle cui spate le mosche prolificano e s'impupano. L'anim ale impollinatore è la piccolissima vespa del fico lunga un solo millimetro. Lawrence .. Ho già accennato agli accorgimenti ingannevoli che talvolta inducono le mosche a d eporre addirittura le uova sui fiori di stapelia. Oltre al fiore. dove i gusci seminiferi in disfacimento as sicurano un terreno ricco di nutrimento alle tarme impollinatrici. Ci sono due casi classici di rapporto tra animale impollinatore e pianta. che hanno odore e aspetto di carne in putrefazione. Queste provvidenze garantiscono la presenza ininterrotta di animali impollinatori nei pressi delle piante. L e piante di fico hanno minuscoli fiori unisessuali disposti sulla superficie int erna di ricettacoli cavi carnosi provvisti di un'angusta apertura sul mondo este rno. colore da rossoscuro a br unoporporino. che hanno odore di frutta. questo puzzolente gigante ha foglie lunghe d ue metri e tuberi di diametro superiore al metro e mezzo. ma stavolta i fiori hanno forma diversa e frustrano gl i sforzi delle piccole vespe che intendono deporre le uova. femminile e neutro. In certi casi vi sono peluzzi che si muovono al minimo soffio d'aria. con un solo orifizio. dove le mosche impoll inatrici si riproducono nei fiori maschili caduti dopo aver adempiuto alla loro funzione. Come appare dalla famosa acquatinta della «Stapelia verminosa» nell'opera "Tempio di Flora" di Thornto n. introflesso.

Ma devo tornare agli altri metodi. La femmina della falena. per cui succede che alcuni dei numerosi ssimi insetti visitatori servano poco o nulla ai fiori. In certe parti del mondo è tuttora praticata la «caprificazione». non sempre situate nel fiore .le vespe vagano da un fiore all'altro e vi diffondono il polline. tanto più lunghe saranno le parti boccali dell'insetto. ibridi. A volte. Comunque vada il procedimento. che bastano allo scopo meno fio ri. scendono dalle piante per im puparsi nel terreno. ispezionandolo accuratamente per accertarsi che lo sti mma sia ricettivo e che nessun'altra falena l'abbia preceduta. applicando infine il polline sullo stimma. c'è solo pochissimo nettare in ogni fiore. Il fico selvatico commestibile è noto con il n ome di caprifico. di modo che gli insetti vanno dall'uno all'altro per fare un vero pasto. Queste associazioni ci appaiono così complesse ed improbabili che viene davvero da domandarsi se possano esistere e svilupparsi. Tra l'altro c'è anche una falsa falena della yucca che copia la specie vera so lo depositando le uova negli ovuli. La pianta provvede a che le larv e di falena abbiano cibo e rifugio. Il nettare è un'altra cospicua fonte d'attrazio ne di cui dispongono i fiori: si tratta di una secrezione zuccherina di composiz ione varia (che in casi eccezionali può arrivare a contenere fino al 74% di zucche ri). Effettivamente sono tant i gli insetti che vanno a mangiare o a riposare sulle ombrelle fiorali. ciò nonostante esistono. ad esempio il Melianthus sudafricano . Non solo le falene adulte compaiono quando fioriscono le yucche locali. altrimenti i fichi man gerecci cadevano prima di maturare.ricordata da Teofrasto . Se tutto è a posto. che ovviamente rappresenta una delizia sopraffina per molti insetti. presumibilmente per il suo odore. Va notato però che «i grandi tavoli fiorali» di questi fiori. Viceversa è possibile ch e il nettare venga prodotto in tanta abbondanza. le fem mine della vespa del fico muoiono all'interno dei fichi senza aver mai mangiato nulla dalla nascita. e così facendo impoll inano più attivamente. Animale e pianta vivono così in dipendenza reciproca comple ta. La seconda forma classica di simbiosi con impollinazione è offerta dalle yucche am ericane con certe falene. la maggior parte delle quali si limita ad una sola spe cie di yucche. formic he comprese. si arrampica successivamente su parecchi stami e ne gratta via il polline facendone una pallottola. la falena depone da uno a quattro uova in ognuna delle tre cellule dell'ovario. Quando questi m aturano le larve di falena. che ques te sono visitate spesso anche da altre specie predatrici. Quanto più il nettare si trova in posizione nascosta e d inaccessibile.prod uce tanto nettare che lascia grondare una vera pioggia di dolcezza quando viene scosso. imbattendosi nei fiori di tanto in tanto. con conseguen te maturazione di fichi provvisti di semi. ma anche le pupe continuano a comparire per tre stagioni. c'era l'abitudine . e più spint . e la falena dal canto suo garantisce l'impol linazione della yucca. che ricorda quello della cap ra. Molte piante secernono zuccheri da vari punti mediante apposite ghiandole nettarifere. che resero superflua l'imp ollinazione. Quindi trasporta la sua dotazione di p olline su un altro fiore. disposto in modo che l'insetto debba usare la lingua per estrarlo. nonché per pipistrelli e uccelli. che ora sono cresciute. delle palme e di altre piante che hanno numerosi fiore llini raggruppati assieme. in modo che le vespe di galla potess ero provvedere alla fecondazione incrociata dei due tipi. è possibile che questo fatto abbia attratto anticamente degli insetti primitivi che non facevano altro che arrampicarsi qua e là. Gli ovuli nei quali sono state spinte le uova crescono in modo anormalmente gran de e costituiscono la riserva di cibo a disposizione delle larve di falena quand o nascono.di appendere sull'albe ro fruttificante un ramo di fico selvatico. caso mai venga un'annata eccez ionale in cui le yucche non fanno la fioritura. sono ideali per gli insetti fannulloni che non hanno anc ora raggiunto un rapporto specializzato. tuttavia ne restano molti destinati a formare i semi. E" tutta questione di specializzazione e del grado di «monopolio» naturale elaborato per adattamento evolutivo. Più sottilmente il nettare viene prodotto solamente nel fiore. attirata sul fiore dal suo profumo fonda mentalmente notturno.letteralmente «il fiore del miele» . come nei casi del cerfoglio selvatico. Prima che si coltivassero i fichi mangerecci. com e dicono Proctor e Yeo.

Dopo molti anni si scoprì anche il fiore adatto. trovata a Madagascar e provvista di un dotto lungo 30 centimetri. ognuno dei quali porta alla base sei gocce luccicanti all oggiate in «ciotole» bianche aventi il diametro di circa 5 millimetri. Va aggiunta una breve nota sulla ra pidità straordinaria con cui lavorano certi insetti: uno smerintocolibrì è stato visto visitare 106 fiori della viola farfalla alpina nello spazio di 4 minuti. s pecialmente pungendo il fiore o praticandovi fori.in cui devono introdursi completamente. perché i petali nettariferi hanno anche d el nettare situato in vicinanza del centro del fiore. fornito di un dotto di 30 centimetri.come il fiore di vetro o «nol i me tangere». del quale gli ultimi 4 centimetri erano colmi di nettare. Sebbene gli entomologi del te mpo si mettessero a ridere a questa prospettiva. Infatti un'indagine effettuata sui fiori alpini in Canada ha rivelato che gli insetti impollinatori abbondano a maggio quando sbocciano i primi fiori dopo lo scioglimento delle nevi. ne compaiono subito altre uguali».dispongono d i accorgimenti che consentono loro di predare il nettare «senza pagare lo scotto». la falena venne scoperta a suo tempo. e formano ad e sempio un anello di minuscole sacche all'interno dei fiori dell'elleboro. è naturalmente importante la prod uzione massiccia di questi mezzi di adescamento. infatti quando Darwin vide un'orchidea detta Angraecum sesquipeda le. I colibrì che vi sitano questi tubi erogatori di zucchero possono andarsene solo alzandosi e tocc ando i fiori con la testa. Al l'interno del petalo esterno vi sono cinque «petali nettariferi» somiglianti a mani. Certe specie esotiche h anno anche una vera frangia di questi peli provvisti di goccioline. Molti insetti . sta ad indicare di solito la concomitanza di un solo insetto impollinatore.o l'adattamento simbiotico. I fiori impollinati da falene sono con ogni probabilità quelli provvisti di strett i lobi che s'irraggiano dall'ingresso centrale. ma tiene lontane le mosche. sotto il quale pen dono a perpendicolo cinque sacche nettarifere di forma allungata. talvolta ancora peli v iscosi provvedono ad intrappolare i razziatori che si avvicinano strisciando con la speranza di infiltrarsi dal gambo o dal tronco. suppose che doveva esistere una falena con proboscide di lunghezza corrispondente. perché sono i n grado di arrampicarsi sulle infiorescenze. in modo che la mosca inten ta a banchettare si soffrega contro gli organi sessuati. e che inoltre «queste gocce non cadono mai. Viene emanato anche profum o. bordati da piccoli gambi (staminoidi) sormontati da un bottoncino rosso che sec erne liquido e luccica per questa gocciolina d'umore. Non basta: è capitato anche il contrario in Sudamerica. Il nettare situato in un condotto tubolare. un'orchidea Habenaria di abitudini terrestri. e lottan . nemmeno se si colpisce la pianta fino a spezzarla». il che basta ad assicurare l'impollinazione. e in questo modo indicano l'obie ttivo alla proboscide dell'insetto che se ne sta librato in volo. Le mosche ricevono un compenso reale. dove venne scoperta un'altra falena con proboscide lunga più di 30 ce ntimetri. pendenti a di spetto della legge di gravità. ad esempio la gramigna di Parnasso. come nel la nota aquilegia.nonché gli uccelli che verranno nominati in seguito . completa di proboscide e tutto. Il semplice rovesciam ento di un fiore. Ancora più notevoli dal punto di vista visivo sono le marcgravie tropicali. quali calici duri o rigonfi. le api non si curano dei fiori a contorno arrotondato né di quelli . Nel mondo dei fiori. dai fior i penduli campanulati. commentando al riguardo che «se si tolgono le gocce. i cui cespugli epifiti dai fiori dondolanti assomigliano a una giostra da circo. In alcuni fiori esistono dispositivi di protez ione contro furti del genere. Alcune piante sono venute al corrente di questa segnaletica. Molto tempo fa l'erborista Gerard le aveva paragona te a «belle perle orientali». dominato dalla concorrenza. o la digitale . incoraggia le api. A volte si osservano anche falsi nettarii. Tra i nettarii più notevoli vanno segnalati quelli della fritillaria imperiale. Molte mosche vengono attratte dalle goccioline luccicanti di liquido simile a qu ello che trasuda dalle muffe della sostanza in disfacimento. in modo da mantenerlo in posizione pendula. I num erosi fiori sono portati su un disco orizzontale a mò di ruota. appronta ti per tenere lontani dai fiori gli insetti indesiderati. Alcune api hanno perfezionato anche un sis tema di furti di polline da fiori che in realtà non sono destinati ad essere fecon dati dai raccoglitori di polline. o introducendo la lingua in f essure non progettate a questo scopo. Di per se stessi i petali nettariferi non rappresentano una novità.

detto di passaggio. in c orrispondenza del collo della cella fiorale. Il giorno dopo gli stimmi si asciugano. lungo all'incirca 30-45 centimetri. Dopo di che. secondo l'espressione elegante di E. la cella fiorale formata alla base del la grande spata verticale carenata che rinchiude lo spadice. . e così si effettua l'impollinazione. che sono anche unti. La temperatura più elevata mai osservata in uno spadice riguarda un Arum orient ale. e i papaveri artici che offrono soltanto calore. dove il calore non era inferiore a 43 gradi C. ed alza la temperatura fino a 15 gradi C. Oltre alle attrazioni del profumo.vere specie di «cornucopie». L'Arisarum proboscideum è detto anche "c oda di topo" perché le sue spate porporine e provviste di cappuccio hanno un prolu ngamento sottile e lunghissimo che le fa assomigliare veramente a topolini tra l e foglie. Molte aracee creano calore ed emanano odori attraenti per gli insetti. e così facendo offrono ciascuno una gocciolina di nettare. Inutile aggiungere che in casi del genere la maggior parte dei visitatori perisce. subito attirati verso un altro fiore ricettivo. Finite le specie del tempo della cuccagna subentrano altri fiori a farsi concorrenza per attirare l'attenzione degli inse tti. che ha abitudini acquatiche. J. Così l'odore d'escrementi emanato da certi fiori nostrani per attirare ins etti impollinatori. Di solito restano intrappolate in un solo fiore una dozzina o due d'insetti. in modo che gli insetti possano discendere ma non risalire. Un primato in tale senso è dato da non meno di 4000 moscerini osservati in una cella fiorale di 6 centimetri cubici. in particolare le Arisaema dell" Himalaya. Ma già ai primi di giugno prendono il sopravvento specie come il salice e il tarassaco. Per tornare ai nostri gigari. un gruppo di fiori femminili disposto a cerc hio sul fondo. Molte aracee hanno questi accentuati prolungamenti. Corner. i peli avvizziscono e gli insetti coperti di polline riesco no a sgusciare all'esterno. ma a volte anche sullo spadice stesso. sporge appunto dall'acqua. Esso è un sottoprodotto tipico della produzione del puzzo . Allora maturano gli stami sopr astanti: ognuno apre due fessure e lascia uscire il polline. e lo stesso accade ad insetti vagabondi di passaggio.e così gli insetti abbandonano qu esti fiori precoci a basso rendimento. Analogo rifugio viene offerto da una curiosa pianta della Malesia. Al di sopra di tutti. certi fiori emanan o anche calore. ma basta ad offrire un rifugio allettante per m olti insetti. di sol ito al terzo giorno. e fungono da guide olfattive per gli insetti visitatori. con temperatura esterna sui 15 gradi: si tratta del caso più notevole di riscaldamento registrato nel regno ve getale. specialmente scarabei che vi hanno cercato ripar o. L'emanazione di calore. Una volta che gli insetti sono dentro. proprio al di sopra della cella fiorale. si forma attivamente entro lo spadice (che è la spiga interna ed eretta d el fiore). gli stimmi sono ric ettivi al polline che essi possono già avere addosso. M oscerini e tignuole si dirigono anzitutto verso il punto che emana odore più acuto . del polline e del nettare. I fiori sono dispos ti attorno alla base dello spadice. ma non è senza scopo. la superficie di questa e la parte in feriore della spata producono goccioline oleose. di solito sono situati sul cappuccio. mentre no n è molto diffuso il meccanismo a trappola. sta un cerchio di peli che si piega no verso il basso. elargita al l'insetto a compenso della temporanea reclusione. certe piante artiche creano posti accoglienti aumentand o la temperatura del fiore . ma a volte assai di più. Il suo sottile tubo fi orale. la Cryptocoryne griffithii.o attivamente per contendersi la disponibilità relativamente esigua di polline e n ettare. Tuttavia una porta a trappola impedisce ogni fuga fi nché non sia stata compiuta l'impollinazione. un odore s offocante e un debole calore incoraggiano una specie di scarabeo «a pernottare in un localino subacqueo». erogatrici di quantità illimitate di nettare e polline . H. e un altro di fiori maschili di sopra. La camera fiorale sottostan te è di poco più calda dell'esterno.tenete presente che il fetore può costituire un richiamo per gli insetti -.ad esempio i Dryas montani visitati da zanzare che si nutrono di nettare. osserviamo che in queste aracee il dispositivo pri ncipale escogitato è di fatto una trappola. quali moscerini che si riproducono negli escrementi in disfa cimento. in modo che gli insetti non pos sono fare a meno di scivolare oltre i peli disposti come una nassa per aragoste. non costituisce prerogativa esclusiv a degli Arum puzzolenti. dal punto di vista degli insetti .

Se le cose vanno lisce gli insetti entrano nel fiore maschile svasato e non devono fare altro che lasciarsi scivolare lungo una superficie sdr ucciolevole impolverandosi di polline nella caduta. Aquilegie e convolvoli fanno lo stes so. salvo che non c'è uscita .concentra la luce sull'ingresso spesso marcato da un contorno scuro che conduce alla spata tubolar e. il vincetossico ed altr e. Un odore seducente per gli inse tti . dove. di modo che gli insetti vengono materialmente messi alla porta. Gli insetti vengono attirati dal nettare in grandi tazze. alla base del quale un anello di stretti tubicini so miglianti alle camere di scoppio delle vecchie seicolpi a tamburo vengono a trov arsi dirimpetto all'insetto. Per la disposiz ione ricorda esattamente una nassa per anguille.per riflessione e rifrazione . Una trappola di genere completamente diverso da quelle già citate è in uso presso va rie asclepiadacee quali le asclepiadi tipiche tropicali.Ho già accennato al pericolo di soffocamento che incombe sugli animali impollinato ri. disposte immediatamente al di sopra di fessure che portano allo stimma. . che vengono impollinati da certi pa ppatacci fungini. Il r ischio di morire soffocati da parte degli insetti visitatori è molto maggiore con le aristolochie che non con le aracee. Molte piante hanno «finestre» del genere. e la pianta spietata lascia morire i suoi impollinatori una volta che hanno ad empiuto alla loro funzione. Alcune specie di piante che crescono nelle steppe dell'Asia occiden tale frequentate dalle capre hanno fiori che non solo si confondono all'aspetto con escrementi caprini. uscendo da un'apertura nel f ondo. dove si hanno fio ri che per forma ricordano elaborati paralumi di epoca edoardiana con frange e t utto. verso la quale si affollano gli insetti intrappolati sperando ch e si tratti dell'uscita. ma devono aspet tare talvolta per parecchi giorni prima che il fiore appassisca. Queste piant e hanno fiori maschili e femminili distinti. mentre il segnale luminoso non fa altro che condurli ag li stimmi. Alcune genziane dalla corolla a forma di tromba hanno finestrature allungate tra slucide. Per il nostro olfatto l'odore delle aristolochie è sgradevole. Gli insetti disorientati girano a tentoni e si agitano in questa parte del fiore. dove trovano un po'"di nettare e si ricoprono di polline. Molte di queste aracee «a testa di cobra» h anno un tessuto speciale che . con aperture situate al di sotto della estremità esterna chiusa del fiore e dei punti che emanano richiami odorosi. e il carcere sottostante spesso lascia filtrare la luce attorno alle parti sessu ate.che nell'Aristolochia grandiflora ricorda quello del pesce marcio . interamente orlato all'interno di peli rivolti all'indentro. ma ne hanno anche lo stesso odore. Identico meccanismo funziona per i fiori femminili. le parti femminili maturano per prime. Se ne trovano ad esempio nelle già citate Cr yptocorynee e nelle Ceropegie della famiglia delle Asclepiadi. quelle maschili diffondono success ivamente il polline. e r accatta il quantitativo massimo di polline. In queste pian te troviamo una piattaforma di atterraggio. quando riusciamo ad avvertirlo. dirimpetto a un lungo tubo sovente incurvato come il cannello d'una pi pa. e in questo modo funge da richiamo. è anzi il caso di dire che le aristolochie sono diventate quasi troppo brave al riguardo. inclinandosi in modo tale che ora lo scivolo favorisce l'evasione. ma stavolta sono d'indole più cortese: l'illuminazione è prevista perché le a pi impollinatrici possano trovare il nettare in quello che è conosciuto come un fi ore «tipo pistola a rotazione». Il processo in molti casi si accompagna al ripiegamento del tubo vers o il basso. Altra astuzia adottat a da certe aristolochie è costituita dalla presenza di un'area trasparente nella p arete del tubo. come accade nei g igari. somigliante a quelle delle stazioni spaziali. In queste specie si osservano masse di polline riunite in coppie e associate ad una ghiandola appiccicosa. che così si nutre in parecchie posizioni diverse. Le Arisaema serpentine costituiscono un rischio ancora più grave. non imparentate con le specie precedentemente accennate. e i peli avvizziscono per consentire l'evasione finale degl i insetti. I fiori delle Arisaema per la loro struttura si trov ano a metà strada dai nepenti insettivori. attorno o all'interno di questi punti. I n questi fiori c'è uno scivolo sdrucciolevole transitabile in una sola direzione. Dispositivi trappolatori molto simili si trovano anche nelle aristolochie o «pipe olandesi».attira i moscerini fino agli organi sessuali situati in basso.

e ricevono numerose visite da parte degli uccelli nella stagione asciutta quando sono in fiore. L'insetto viene colpito sulla sch iena. Alcuni fiori hanno perfezionato dei posatoi laterali. e lo fanno funzionare a ripetizione se si toccano i l oro filamenti sensibili. Ad esempio gli «alberi del corallo» della specie Erythrina indica producono tanto nettare da venir chiamati «f iori per bambini che frignano». Fiordalisi e centauree hanno un sistema ingegnos o per lanciare il polline. tra le quali la ginestra e l'erba medica. hanno un «tubo staminifero» avvolto a spir ale che comprende anche lo stilo . Pare cchie Berberis. la brattea o il germoglio. come ad esempio l'Antholyza ringens del SudAfrica. in modo che i vis itatori vi si possano appollaiare in adatta posizione. cui appartiene ad esempio il crespino. con conseguente scrollone dell'insetto e degli stami. succede invariabilmente ch e una zampa . Molti fiori assumono una vera e propria iniziativa invece di limitarsi a disporr e passivamente trappole. viceversa. L'alloro montano Kalmia latifolia possiede stami esplosivi. e si concentrano su un punto cent rale quando vengono disturbati.cioè il gambo che sorregge lo stimma . adatta a contenere molto liquido. perché spessissimo intrappol a falene e tignuole prendendole in questo modo per la proboscide succhiante. hanno stami a scatto di q uesto tipo. fanno la mossa contraria. e lo stesso disposit ivo arma certe specie affini all'ortica . Parecchi hanno stami disposti in modo che il tocco d'un insetto li muova rapidamente schizzando il polline sul visitatore. I colibrì.e mentre si muovono qua e là intenti a sorbire nettare. Molte piante leguminose dispongono di meccanismi ingegnosi: alcune. Le enormi spighe della gigantesca Puya raimondii o ffrono ai colibrì delle Ande 20000 punti di degustazione dallo sfavillìo metallico. gli stilidii australiani sono conosciuti come piantegrilletto grazie a questa reazione. Le Protea portano molti fiorellini in una «tazza» di brattee strettamente aderenti l'una all'altra. con molto nettare piuttosto acquoso. Di norma amano il nettare e non sono attirati dai richiami olfattivi. Passando ora dagli insetti ad altre specie animali. Altri stami invece sono meno violenti: quelli della sparmannia africana formano un rilievo semicircolare. I fiori impollinati da uccelli possono anche mostrare tendenza alla forma tubolare o conica. che talvolta costituisce l a fonte principale di liquido per uccelli anche grossi. Questi uc celli sono specialisti in acrobazie quando vanno alla ricerca del nettare. Ma la fessura è tanto profonda e stretta che gli insetti più deboli non riescono a l iberarsi. Inoltre tendono a mostrare costi tuzione robusta.e l'inse tto lo fa «scattare» mentre si addentra nel fiore. talvolta anche vistose. spesso a sfumature rosse. oppure stanno eretti in modo che i colibrì possano succhiare il nettare st ando sospesi in volo librato. talvolta anche in combinazioni smaglianti di verdeross ogiallo. Nel c . che contengono vere cucchiaiate di nettare.entri in una fessura. Si sa che le api melli fere rubano nettare dai fiori d'erba medica perforandoli. si trovano molti uccelli alt amente adattati all'impollinazione. Ogni fiore del giglio lanceolato o Doryanthea excelsa produce tanto nettare da riempire un bicchierino da liquore. il che può benissimo cor rispondere a un mezzo molto semplice per procurarsi del cibo senza il disagio de i bruschi colpi inferti sistematicamente sull'addome. I fiori impollinati dagli uccelli tendono ad avere tinte brillanti e pure. di modo che il polli ne viene spolverato sulle parti inferiori del visitatore. sono sensibili al pari delle api a colori che l'occhio uma no non distingue. e spesso con indicazioni segnaletiche. spruzzando polline su ogni visitatore. dove il gambo fiorale si allunga sopra il fiore consentendo ai colib rì locali di aggrapparvisi e d'introdurre il becco nel fiore rovesciato. Altri fiori impollinati dagli uccelli hanno struttura robusta.talvolta anche la proboscide .la Pilea muscosa è chiamata addirittura in certi posti la "pianta artigliera" o "sparacannone" per gli sbuffi di polline che emette quando è toccata. ad esempio le f uchsie. e si muovono dolcemente al l'infuori se vengono toccati. utilizzando i fiori stess i o più sovente il nudo stelo o il gambo. tra l'altro. L'Araujia è nota anche con il nome di "pianta crudele". e si dibattono in questo trabocchetto troppo funzionale finché muoiono. Gli stami d ei cacti. Alcuni di questi fiori sono penduli. alla stessa stregua degli insetti. In teoria la farfalla non deve fare altro che toglierne la zampa con il polline che vi è rimast o attaccato e andare su un altro fiore per depositare il polline su uno stimma.

essi devono produrre grande quantità di nettare a profitto dei loro avidi v isitatori. soltanto di notte. come nella Kigeli a africana pinnata. Un amico residente a Malta mi ha informato che a momenti poteva regolare l'orolo gio dall'orario di queste farfalle: arrivavano alle 6. E" il caso di dire che spesso gli uccelli trovano un'altra fonte di cibo negli insetti dir ettamente associati ai fiori. inondandoli di polline: altro esempio di strettissimo rapporto tra animale e fiore . detti appunto «beccafiori» o «uccelli del vischio». quando imbruniva. dove gli uccelli del gruppo dei Dicaeum.gradazioni di porpora. mentre il nettare fa sì che vi indugin o. Quando i fio ri poggianti su gambi così lunghi sono seguiti da grossi frutti. i cui gambi fiorali possono onde ggiare fino a un metro di distanza da terra. i fiori impollinati a l crepuscolo sono per la maggior parte bianchi o a tinte pallide. e perciò i fiori sono spesso in bianco e nero. e il fiore letteralmente scoppia lo ro in faccia. pertanto i fiori che essi visitano si ap rono di notte. dispone di una speciale «spazzola» di stami eccentrici che le consente di giovarsi della visit . e alle 6. I numerosi fiori prodotti sporgono a loro volta dalla doccia. L'esempio estremo è dato dall'albero tropicale Mu cuna gigantea che arriva ai 20 metri d'altezza. Come l'ipomea. si ottiene un risultato doppiamente bizzarro. Molti fiori impollinati dai pipistrelli hanno forma sferica oppure.30 non se ne vedeva più una. I fiori da loro visitati si aprono di notte. che a loro vo lta sono i supplenti alati degli insetti. sebbene i fiori bianchi dell'ipom ea restino aperti per quasi tutta la notte. talvolta assai rip ugnante per l'uomo: può essere aspro o rancido. il durian e molte piante delle bignonie vengono impollinati dai pipistrell i. ma sono stati n otati anche odori di cetriolo e di latte acido. I pipistrelli non distinguono i colori. ignaro che gli stami gli premono il polline sulle zampe perché venga trasferito sullo st imma di un altro fiore in uguale posizione. Il baobab. Dato che l'evoluzione dei fiori è cominciata qua si certamente nella foresta tropicale. marrone e rosso scuro .nel qual caso si combina no all'odore di marcio. Di notte i pipistrelli prendono largamente il posto degli uccelli. Un gruppo di piante parassite indonesiane ha gemme p rovviste di un piccolo pertugio. per cui si raggruppano e pendono verso il basso in modo ideale per gli uccelli visitatori. si è pensato che l'impollinazione ad opera degli uccelli abbia avuto inizio prima di quella degli insetti. o almeno aumentato d'intensità. hanno masse tondeggianti di stami cui i pipistrelli possono aggrap parsi. mentre le loro parenti delle regioni te mperate si affidano agli insetti.aso degli sfarzosi fiori di strelitziaregina l'uccello sta posato su una piattaf orma grande a forma di doccia. l'albero del co tone. ed estrae il nettare dal centro del fiore. ma l'opinione og gi corrente è che siano stati gli insetti ad avviare tutto il processo. ben discosti dai rami. semplicemente per evitare sfregamenti o spruzzi di polline sulle piume. e il bec co aguzzo consente loro di perforare facilmente il fianco del fiore. come nel cas o del baobab. di modo che un fiore a pieno sviluppo viene ad assomig liare a un ventaglio semiaperto. Molti insetti hanno abitudini notturne. o sapere di pesce.15 del pomeriggio. L 'effluvio può anche venir emesso.vedremo infatti che gli stessi uccelli divorano e diffondono anche i semi. hanno imparato che vi si nasconde una prov vista di nettare. o pendere su lunghi gambi in modo tipico. e spesso l'attrazione iniziale è data da un odore forte. Le specie di vischio tropicali sporgono i fiori brillanti dai rami delle piante che le ospitano. ma valgono molto meno ai fini di una ma novra impeccabile d'atterraggio. detta anche «albero delle palle di cannone». essi sono anche emeriti ladri di nettare. per servire da attrazione per gli insetti. di solito accompagnati da odore acutissimo a scopo di richiamo. Possono avere grandi aperture a favore dei pipistrelli g offi e sprovvisti di becco. A volte sem bra perfino che usino questa pratica con i fiori abituali fornitori di nettare. Ad esempio l'ipomea ch e fiorisce di notte viene visitata in certe località dalla falena testa di morto. che ha ricevuto il nome appropriatissimo di "albero dei sala mi". Qualche volta gli insetti hanno abitudini particolari. nonché molto polline ugualmente mangereccio. La curupita della Guyana. dal moment o che i pipistrelli possono aggrapparsi. Molto spesso ci capita di osservare che le specie tropicali di una famiglia di p iante vengono impollinate dagli uccelli. o in una serie speciale di colori . Essi vi infilano il becco.

che produce foglie nastriformi lunghe fino a 80 centimetri. Si conoscono esempi di p ipistrelli che tendono a stare sospesi in volo invece che ad aggrapparsi. e di morbide pellicce per raccogliere il polline. tutte bestiole arrampicatrici fornite di lunghe lingue per cibars i di nettare. La maggior parte delle piante acquatiche produce fiori aerei che vengono impolli nati dal vento o dagli insetti. L'animale impollinatore più strano è la lumaca. Oltre agli uccelli e ai pipi strelli che abitualmente impollinano questi fiori. La pianta acquatica più notevole per modalità di fioritura è forse la vallisneria euro pea. in modo da fungere da . dove quasi non esistono insetti impollinatori. fatto osservato alle isole Faroë.portando il poll ine da uno stimma all'altro. ma in realtà ne esistono alcune che portano i fiori sotto la superficie dell'acqua. Nel ranuncolo strisciante le gocce di pioggia f anno cadere il polline dalle antere. il polline che cade sull'acqua di solito marcisc e. Le b anksie australiane vengono impollinate da certi topolini marsupiali e dagli opos sum del miele. i cui capi fiorali conici sono circondati da molt e foglie rossoaranciate. e vive in acque all'incirca altrettanto profonde. Di solito i fiori si chiudono quando piove per evitare danni al polline. e l'acqua forma un ponte tra l'antera e lo stimma sul quale può galleggiare il polline. che ha la forma di una tazza. o perché la pioggia può tenere lontani gli animali impollinatori. In queste condizioni i fiori non hanno più b isogno di colori. Alcuni fiori impollinati dai pipistrelli sono molto grandi: quelli dell'albero di bals a sono lunghi centimetri 12 con diametro di 8 centimetri.a dei pipistrelli. e così facendo s'impollinano baffi e zampe. passando infine il polline d ai fiori maschili a quelli femminili. mentre i fiori dell'al bero dei salami sono lunghi centimetri 7. i topi mangiano queste foglie fiorali. La gigliacea Rhodea japonica è pu re impollinata da questi gasteropodi che mangiano le appendici carnose dei fiori . con diametro di 12 centimetri.altro fiore scelto da Thornton per il suo «Temp io di Flora» . Così ci so no agili scimmiette che visitano i fiori penduli del baobab durante le ore della notte in cui essi sono aperti. Altre freycinetie hanno analoghe foglie fi orali succulente che attirano i cani volanti imparentati con i pipistrelli. Le vere piante acquatiche hanno problemi speciali. Una pianta viene impollinata dai topi: è il caso d el pino hawaiiano Freycinetia. I fiori femminili sono portati su sottili ste li che partono dalla base delle foglie. L'adattame nto principale in queste specie consiste nel produrre polline idroresistente in lunghi cordoni destinati ad arrotolarsi attorno ai lunghi stimmi una volta messi in libertà. in ogn uno dei quali c'è uno stimma a forma di spazzola. Ma alcune piante si servo no della pioggia ai propri scopi. Una volta all'aria questi segmenti si capovolgono. Il famoso cacto cereo a fioritura notturna (Selenicereus gran diflorus) o "regina della notte" . come nel caso di certe «lingue d'acqua». carnose e dolci alla base. un pipistrello dal naso lungo. In tal caso il polline h a una superficie aculeata o spinosa che racchiude aria e mantiene la polvere del polline asciutta e galleggiante.ammassati l'uno presso l'altro e odoranti di pane raffermo . ma sono situati molto più in basso. ciascuno con una bolla d'aria fermamente rinchiusa entro i segmenti fi orali. che hanno di nuovo invaso il mare per fare concorrenza alle alghe antenate. mentre i bocci vengono indirizzati sicur amente verso l'alto in una vescicola impermeabile di brattee a chiusura stagna. Giunti alla superficie i fiori si aprono in tre lobi di forma navicolata. principalmente quelle speci e notevoli che sono le erbe galleggianti. e spesso diventano piccolissimi. Nell'asfodelo di palude la pioggia viene catturata dai lunghi pe li che crescono sui filamenti degli stami. Anche i fiori maschili si forman o entro vescicole. e il gigantesco cac to saguaro dal rinolofo. profumo o nettare. e vortica attorno agli stimmi depositand ovi il polline. per cui il fatto pare possibile. Altre bestiole danno letteralmente «una mano» ai fiori nell'impollinazione.viene visitato dal piccolo pipistrello vampiro. e il liquido scorrendo finisce nel centro d el fiore. A maturazione la vescicola si apre e i bocci si staccano da soli e salgono in superficie come altrettanti t uffatori. che si crede porti il polline dell'a spidistra dall'uno all'altro dei suoi scialbi fiori a forma di tazza che fiorisc ono raso terra. sebbene capiti ogni tanto anche l'impollinazione vera sulla superficie dell'a cqua o sott'acqua.

in modo da rendere s empre più facile l'accesso degli insetti a questi ultimi. dall'avvolgimento a spirale del gambo. tanto più che la soluzione si è dovuta trovare in fretta. dove sono esposti anche gli stimmi. e non appena giunge a contatto dell'aria. Come non mancherò di descr ivere in seguito. Si sa che le Cyanea. si possono talvolta stimolare artificialmente le piante in mod o che producano frutti senza bisogno d'impollinazione. Il cacto Pe yote chiude davvero i suoi fiori nello spazio di cinque secondi dalla fecondazio ne. L'apomissìa si verifica nei suoi aspetti più tipici negli habitat aperti e instabili . in modo che possano recarsi su altri fiori senza perdere tempo. arrossisce dopo la fecondazione. che è quanto conferisce versatilità di adattamento a una specie. certi uccelle tti delle Hawaii detti rampichini del miele. Il tarassaco ha un nett are dolcissimo associato a un polline denso e nutriente molto gradito alle api. una volta avvenuta l'impollinazione. quali l'alchemilla e il rovo. All'occasione le piante producono frutti detti partenocarpi. nonché altre piante non imparentate con essi. e ha escogitato un metodo ingegnoso per assicurare l'impollinazione incrociata. ed anche i banani sono partenocarpi. o bosso strisciante. come un pistone. in cui compaiono per primi gli stami e quindi. Anch'esse hanno pot uto ritornare all'autoimpollinazione. pare nti delle lobelie. Nelle piante che hanno parecchi fiori riuniti in gruppi il mutato colore dei fiori impollinati può agire da richiamo per gli insetti a vantaggio di quelli non ancora impollinati: ad esempio nel trifog lio ibrido i fiori nuovi sono bianchi. mentre la poligal a rossa. sebbene possa occorrere l'impollinazione a mò di stimolo. per cui finisce per appassire o lasciar cadere la corolla. e pertanto è ricorsa all'autoimpollinazione. I fiori profumati di solito aboliscono molto rapidamente l'effluvio odoroso che richiama gli inse tti. alla ba se della pianta. andati estinti. e probabilmente è cominciata nelle difficili condizioni che hanno caratterizzato molte regioni durante il Pleistocene. si spande su tutto il pelo del l'acqua. fatto abbastanza notevole dal punto di vis ta dell'evoluzione. il fiore femminile viene tirato in basso. ma il tarassaco e gli ieraci. Se queste navi celle toccano un fiore femminile.ricorrono all'apomissìa.e in certi gruppi sempre . Questa pianta sorprendente ha anche un altro trucco a sua disposizione: una vo lta avvenuta l'impollinazione. Il pero nella sua varietà detta «della Conferenza» ne fa molto spesso. produc endo frutti a forma di salami. cioè producono semi vitali senza bisogno di fecond azione. La veronica m aggiore da azzurra diventa porporina quando il nettare è finito. Ciò nonostante il tarassaco e l'affine ieracio molto spesso . nelle qual i le caratteristiche subiscono alterazioni permanenti . possiedono una variabilità intrinseca che passa alla disce ndenza assieme all'elevata capacità di effettuare mutazioni improvvise. pare non avere alcun animale impollinatore in Gra n Bretagna. I fiori della Magnolia virginiana imbruniscono entro mezz'ora. mentre quelli impollinati sono di un bel colore rosso acceso. nostra pianta indigena. Alcuni possono indicare ai visitatori tardivi che sono già stati impollin ati.galleggianti per i due stami sporgenti obliquamente verso l'alto. Naturalmente l'a pomissìa distrugge la possibilità di rimescolare le caratteristiche dei genitori nel gioco dell'eredità. Può anche capitare d'osservare che i fiori impollinati di un' infiorescenza si scostano da quelli non ancora impollinati.tanto che specie apparte nenti a questi generi si contano a centinaia o anche a migliaia in posti dove so lo pochi botanici si sono accorti di quanto stava succedendo. Cosa accade se un fiore perde il suo animale impollinatore? L'orchidea Ophrys ap ifera. succede facilmente che s'infilino tra due lobi . Capitolo 14. . Si tratta di casi speciali nei quali uno scherzo di natura aiuta noi e non la pianta. in cui non si forma no semi. In ogni pianta il fiore non serve più a nulla dopo avvenute l'impollinazione e l'e ventuale fecondazione finale. hanno perduto gli animali che le impollinavano. nel qual caso il polline viene proiettato sullo spazzolino femminile sporgente . Le Ruppie mettono in libertà il polline racchiuso in bollicine di gas quando esso è maturo. sebben e i banani rampollino con grande prontezza dai polloni. Anche stavolta alcuni fiori fanno puntate nei due sensi. l'organo femmini le si spinge attraverso la parte maschile spargendo gli stimmi tutto al di sopra .

e vivono di sostanza v egetale in disfacimento.«orchidee da seno».. mentre la realtà è che ess e variano moltissimo in grandezza. Molte orchidee conducono vita epifita appollaiate sugli alberi. Le piante abitualmente p ortano numerosi fiori riuniti in infiorescenze. In termini antropomorfici possiamo dire a ddirittura che se l'insetto impollinatore ottiene di solito qualche forma di com penso. perché «il carattere giocoso nel dare forma alle piante» d'orchidea dissimula una vita sessuale tanto elaborata da ricordarci il Kamasutra. Mentre mol te altre famiglie vegetali dipendono dagli insetti che praticano l'impollinazion e. Così stanno le cose. Prendono forma ed a spetto d'uccelletti.e Shakespeare scriveva delle «lunghe porpore» d'Ofelia. Ciò deriva dal fatto che le orchidee terrestri che si r itrovano nelle regioni del Mediterraneo hanno tipicamente due tuberi arrotondati somiglianti effettivamente a testicoli.. è in un certo senso appropriato che la parola orchidea derivi dal vocabolo greco "orchis ". altre stanno a terra. che d avvero possiamo considerare i loro fiori alla stregua di altrettanti dispositivi elaborati per servirsi degli insetti.abbia reso i tuberi d 'orchidea molto richiesti per la composizione di bevande afrodisiache. mentre sono note due specie di orchidee che passano tut ta la loro esistenza sotto terra. Ma ora ci o ccupiamo di quella che realmente si può definire la loro meccanica sessuale. Nell'Inghilterra medievale le orchidee venivano dette «testicoli di cane» o «scroto di toro» .fiorente già molto prima di Cristo . Molta gente pensa alle orch idee come ad ibridi vistosi ottenuti dalle mani dell'uomo nei negozi dei fiorist i . quello che ottiene dalle orchidee è di essere sconcertato e beffato nel ver o senso della parola. come le ha definite un giardiniere -. Gli animali impollinatori delle orchidee sono quasi soltanto gli insetti. che indica i testicoli. Le orchidee costituiscono una delle famiglie più cospicue nel r egno vegetale. accon tentandoci di pochi esempi. Sebbene non c'entri per nulla con l'elaborata vita sessuale delle piante. e l'orchi dea simboleggiava il sesso in opere d'arte quali l'Arazzo del Liocorno. Un altro caso classico è dato dal Satyrio n. La natura ha mode llato i fiori d'orchidea in modo tale che. carico di parecchie centinaia di fiori. talaltra a un severo lottatore dall'aria poco rassicurante. d'insetti. le orchidee si sono spinte tanto oltre e in misura tanto straordinaria. a differenza dei p astori sboccati che usano un termine più sconcio. di un rospo malinconico. ha un rapporto curioso di odioamore con i funghi. La maggior parte di esse. Il simbolismo univa l'uomo alla natura: se una pianta assomigliava a una parte del corpo umano. Un coltivatore d'orc hidee ha registrato il caso dell'Oncidium carthaginense che produsse un esemplar e con gambo fiorale lungo 4 metri. Ma egli non era un osservatore acuto come si potrebbe immaginare. in dubbiamente si guadagnano la nostra massima ammirazione". tra le più recenti in termini evo lutivi e tuttora probabilmente in attiva evoluzione.il labbro . alcune sono saprofite e sostanzialmente prive di foglie.è di solito relativ amente grande. e delle quali non si sa nulla per quanto rigua rda il modo d'impollinazione. come verrà spiegato in un capitolo seguente. I fiori d'orchidea sono diversi da tutti gli altri per la forma. Riproducono l'immagine di una pigra tartaruga. perché altrimenti si dovrebbero moltiplicare fino a un numero quasi uguale a quello delle specie d'orchidee. o a una donna. "Se mai la natura ha mostrato il suo carattere giocoso nel dare forma alle piant e. Così scriveva il botanico tedesco Breynius nel diciassettesimo secolo.UN KAMASUTRA DEI FIORI. mentre uno dei sei segmenti fiorali . Essi si sono fusi originando una «colonna» che porta due stimmi funzionali e di solito una o talvolta due antere funzionali. e molt . il codice d'amore degli antichi Indiani. di una scimmia cicalante senza posa. Non sorprende il fatt o che questa dottrina . e specialmente per il modo con cui portano gli stami e i pistilli. lo si può constatare nel modo più lampante tra le orchidee. o pendenti. passando da fiori relativamente mostruosi a p iccolissimi esemplari del diametro di pochi millimetri. o a un b uffone da circo che ci fa ridere. di lucertole. se proprio non ci muovono al riso. doveva necessari amente avere qualche effetto tonico o curativo su di essa. e comprendono forse 35000 specie. talvolta somigliano a un uomo.

si dice che indigene primitive a tendenze matriarcali divorassero i mariti dopo che questi avevano recitato la loro parte. mentre altre sanno di carogna. Qu esto fatto è inteso ad impedire l'ibridazione cui le orchidee sono tanto disposte . che accorrono a leccarla. emanando profumo se la specie ne è dotata: tre mesi di durata non sono infrequenti.anche a livello di generi. tanto è spinto il loro adattamento. le masse di peli tremolanti. ad esem pio le Stanhopee. durano in fiore solo tre giorni. anche con il loro aspetto . Alcune orchi dee hanno peli speciali ricchi di sostanze proteiche. oppure gli insetti possono limit arsi a masticare la struttura della base. impollinate da insetti di s pecie tra loro affini. comprese certe lumachine. Le orchidee attirano gli insetti. in cui sono stati combinati fino a quattro generi diversi per creare fiori completamente nuovi. senza poi fornire nessun delizioso umore. una volta impollinate aboliscono le emanazioni odorose così attraenti. A somiglianza di quanto usano certi ragni. le frange pelose. sono diversi modi di offrire la propri a carne fiorale all'agente sessuale. Indubbiamente giova ad impedire gl i incroci anche tra specie strettamente imparentate. All'occasione pochi altri animali possono effettuare l'impollinazio ne delle orchidee. Alcune orchidee cambiano il profumo a seconda della clientela che sperano di attirare in diversi momenti della giornata: un'orchidea impollinata d alle falene emana odore di mughetto di giorno e profumo di rosa di notte. pendule e somiglianti per forma agli insetti. il dise gno. ed ho sentito dire di certe che perdurano anche sei mesi in serra. Le mosche atterrano su lle punte riunite dei petali esterni. e non soltanto tra specie . La maggior parte dei fiori d'orchidee dura a lungo se non avviene l'impollinazione. imbroglia le mosche carnarie limitand osi ad attirarle con l'odore nella posizione adatta ad effettuare l'impollinazio ne. ma profuma di lillà quando viene buio. che può essere per fino del nettare posto addirittura in una doccia o in una coppa. e le specie se le scambiano solo in limitate composizioni. con petali nastriformi lunghi 75 centimetri. altre invece creste od esc rescenze che vengono rosicchiate dagli insetti. che spesso pendono fino a terra . Il richiamo principale per gli inse tti arriva spesso sotto forma di profumo. Ma altre hanno vita breve. Però l'odore è accompagnato quasi sempre da un compenso alimentare. ma offrire parte della propria carne all'agente sessuale è qualcosa che sembra preso da un film dell'orrore. I profumi o gli odori delle orchidee di solito sono estremamente specifici per u n dato gruppo d'insetti. tracce visibili di nettar e o rilievi fisici quali creste o canali.oppure qualche parte del fiore può essere attraente dal punto di vista mangereccio.dove l'insetto deve andare a cercarlo .e il caso più sensazionale è quello dell'orchidea detta «codino cin ese». cui assomi gliano anche per colore. Spesso hanno anche percorsi che guidano gli insetti. un den drobio odora abitualmente di eliotropio. in cui l'insetto viene condotto infallibilmente in un punto dove non può asso lutamente fare a meno di raccogliere polline o . le lunghe parti erette ed es ili o dondolanti . Alcune orchidee per attirare le mosche emanano odore di carne marcia. Co me accade con gli altri fiori. Un'orchidea del ti po «carne marcia».il colore. ad esempio nel caso dell'orchidea delle carogne conside rata nel capitolo precedente.nel caso che lo abbia già raccolt .e singole specie si affidano ad una sola specie d'insetto. ma percorrendoli s'accorgono che i sepali scivolosi si scostano sempre più. Nella famiglia delle orchidee si conoscono almeno 50 so stanze aromatiche. che di solito risulta molto gradito an che all'uomo. l'odore di certe orchidee ci ripugna: ve n'è una ch e odora di naftalina. bizzarre. tanto che tutto il complesso apparato è stato descritto come un «giro dell'oca» o un percorso ad ostacoli in una sola direzi one. Perciò passano sul labbro apparentemente robusto s enza accorgersi che esso è delicatamente imperniato in modo da gettarle in basso e poi indietro. come si nota nell'orchidea Listera ovata. perché vengano a contatto degli organi sessuali.come è stato accertato ne lle coltivazioni artificiali. alcu ne mutano colore e nella maggioranza appassiscono con grande rapidità. Queste orchidee risolvono il problema della fecondazi one emanando odore tanto acuto da richiamare rapidamente gli insetti per vasto r aggio. Il Bulbophyllum macranthum trasuda una sostanza di grande richiamo per le mosche. o che addirittu ra scorre lungo una scanalatura al centro del labbro. Il nettare o l'essudato alimentare si può trovare anche sui tessut i o all'interno di essi . la Masdevalila fractiflexa.

Così appo stati. il disco attaccaticcio aderisce alla tro mba succhiante dell'insetto .Darwin un giorno ne contò 11 paia . come si può osservare nell'orchidea purpurea Orchis mascula e nelle specie affini delle Isole Britanniche. Nella maggior parte delle orchidee l'insetto scende sul segmento fiorale detto l abbro. avvicinandosi ad angolo retto. Ma i cornetti dei pollin ii si trovano ora in posizione quasi verticale al di sopra della proboscide dell 'insetto. e da obbligarlo a percorrere il «giro dell'oca» all'interno. sebbene nella maggioranza dei casi i due sessi siano portati dallo stesso fiore. Nella Caleana australiana . i rispettivi fiori maschili e femminili sono tanto diversi tra loro. Il disco porta sulla parte inferiore una sostanza vischiosa che fa presa molto solida nello spazio di pochi minuti. prendano un c ompenso non dovuto. Molto spess o essi aderiscono a un disco appiccicoso a mezzo di un rilievo a forma di gambo. Sebbene questo in realtà sia uno dei tre petali. ed alcune orchidee adottino l'autoimpollinazione quando siano fal liti tutti gli altri mezzi. Nell'orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) il dotto lungo e sottile ha un 'apertura molto stretta. è di solito molto più grande d elle altre parti. Il primo baluardo contro l'autofecondazione viene opposto da una struttura detta rostello. La guida accurata è d'importanza vitale perché per operare c on successo i pollinii devono attaccarsi simmetricamente alla tromba dell'insett o. Nelle Epipactis di palude e specie affini la cerniera si trova al centro del la bbro. e a volte anche agli occhi. Quando si hanno i sessi separati. oppure viene versata loro addosso della sostanza vischiosa in seguito a rottura di un minuscolo sacchetto. Questo errore si è rivelato tale sol o in rari casi . chiamate "pollinii". Per ovviare a qu esta possibilità l'orchidea ha un asso nella manica: nello spazio di mezzo minuto il gambo dei pollinii si piega in avanti.o . Anche i Bulbophyllum hanno labbra così mobili che un insetto che vi atterri viene scaraventato letteralmente nel centro del fiore. Un altro motivo per cui le usanze sessuali delle orchidee risultano tanto intere ssanti è che questi fiori ricorrono a tecniche molto avanzate per evitare l'autoim pollinazione. L'insetto vi atterra facendo abbassare l'estremità esterna. che una volta i botanici li a vevano creduti appartenenti a specie diverse. gli insetti visitatori vengono trattenuti per un certo tempo dopo essere stati proiettati nel centro del fiore da uno scossone del labbro della «testa d'anatra».in cui fiori maschili e femminili compaiono sulla stessa pianta. In altri casi esiste un piccolo batten te o coperchio che si chiude sopra lo stimma non appena il polline viene preleva to da un insetto. A volte il labbro svolge una funzione attiva. In certe orchidee. il cui colore bianco e il cui forte profumo notturno attirano le falene della notte.che li mettono evidentemente a disagio. i pollinii si incoll ano ai lati della testa della falena. che forma una barriera fisica. C harles Darwin ha notato che si può controllare questo meccanismo sbalorditivo serv endosi di una matita. In molti casi. e non sullo stimma sottostante. e se questi visita un altro fiore non farà evidentemente che spingere i primi pollinii su quelli nuovi. dove una cerniera alza il labbro in modo da impedire all'insetto di andarsene. Il labbro ritorna alla posizione original e ed è pronto per un nuovo visitatore in mezz'ora circa. ad esempio nella "farfalla minore". E" il caso di avvertire che il polline tra l'altro viene porta to via di solito in masserelle solide antiurto.di depositarlo sullo stigma. e spesso ha una forma molto caratteristica. e nel Catese tum . come ad esempio nelle Pterostylis.come nel Cycnoches od "orchidea a collo di cigno". avanza e gusta i . Oltre ad obbligare l'insetto prescelto a seguir e un determinato percorso. Nell'orchidea purpurea i pollinii cambiano posizione poco dopo essersi fissat i. il giro dell'oca in questione è progettato in modo da i mpedire che i visitatori non addetti allo scopo entrino nei fiori. detta «orchidea ad anatra volante».in questo caso un calabrone che sta ispezionando l a doccia del fiore. A volte si vedono insetti con parecchie paia di pollinii attaccate alla tromb a succhiante . ma due rilievi lo mettono in evidenza e guidano la prob oscide succhiante della falena o farfalla in ispezione. o se non altro vengano a contatto del polline. e possono effettivamente condurli a morte nel caso in cui i pollinii im pediscano loro di arrivare al nettare. i pollinii vengono soffregati sullo stimma del prossimo fiore visitato. a guisa di un infilaaghi dell'epoca vittoriana.

si è infossato formando letteralmen te una specie di secchio. conosciute con il nome di «pianella della Madonna». che escono faticosamente dal bagno. i Catasetum. così gli insetti sorpassano lo stimma e le mas se di polline sporgenti sui due lati delle uniche uscite accessibili. Il meccanismo più straordinario tra tutti i congeneri. è il labbro «inventato» da un a Coryanthes centroamericana chiamata "orchidea a secchio". I calabroni richiamati dai fiori colorati e molto profumati (pe ndenti sotto la pianta) vengono attirati su un'area di tessuto commestibile. Talvolta occorrono a un'ape n on meno di 30 minuti prima che riesca a districarsi e scappare all'aperto. perc hé il rostello tende a tenerla inchiodata sul posto. accanto alla quale alcuni peli rigidi consentono un appiglio. atto a figurare vistosament e accanto alle soluzioni d'ingegneria di Heath Robinson. Proprio sopra questo orifizio un'altra parte del labbro formata a tondino fa una piega ad angolo retto: sulla superficie inferiore vi sono nicchie contenenti lo stimma e i pollinii.di cui alcune teoricamente cariche di pollinii di altri fior i . L'ape va ora a visitare un altro fiore tenendo i pollinii attaccati al d orso . e l'insett o può soltanto procedere verso l'alto. tr oppo sdrucciolevole e strapiombante. Il labbro . solo per accorgersi che non riesce a fare presa sul fiore per la sua superficie levigatissima. dove l'ape viene attirata da un profumo dolce che sembra prometter e nettare. Altre orchidee trasformano gli animali impollinatori in altrettanti drogati: ad esempio le Gongora. al fondo della quale trova i po llinii. Le api entrano nel la sacca e si accorgono di non poter uscire dalla parte per cui sono entrate. le Stanhopea. Più in al to sul tondino c'è un paio di ghiandole secernenti gocce di liquido. Altro ingannevole e sconcertante meccanismo è quello apprestato dalle orchidee pen dule Gongora.dove un'analoga discesa capitombolante sortisce l'effetto di soffregarli sullo stimma vischioso. Le api abitualmente sono di modi bruschi e goffi.che può ra ggiungere il diametro di parecchi centimetri . pure situato presso la base della colonna. ripida discesa sul dorso lu ngo il pozzetto ricurvo di caduta della colonna.ne sporgono a guisa di cornetti . hanno u n labbro saccate provvisto di nettare sotto il bordo esterno. che finiscono con l'attaccarsi alla testa dell'insetto. l'insetto è nel posto ada tto per irrorare lo stimma di polline. di modo che i pollinii vengono collocati o tolti con la massima preci . Il mattino dopo il fior e era ancora profumato. Abitualmente si osserva una vera processione di api sbronze e dalle ali inzuppate. Ma le fenestrature traslucide che lasciano passare la luce guidano gli insetti verso la colonna. e le api successive . Sul fior e successivo. Ma ha fatto scattare il dispositivo: non appena cerca di decollare. La parte posteriore della testa rompe il sa cchetto della sostanza collante. Come al solito c'è u n motivo dietro questo comportamento. o le orchidee collo di cigno. dov e possono anche raccogliere un liquido aromatico che li ubriaca letteralmente. t anto da farli cascare nel liquido stesso. Un osservatore vide un giorno ch e un'ape impiegava 45 minuti per portare a termine la sua evasione alla Stanlio e Ollio o da mago Houdini: al momento dell'epilogo non c'era più profumo. quando si trova in posizione per mangiare. oppure depongono sullo stimma quello ammassa to in precedenza. Le orchidee Cypripedium. l a parte terminale del labbro scatta bruscamente contro il suo addome. e i movimenti continuati verso l'alto fanno usc ire i pollinii. e ubriacandole o drogandole i fiori riescono più facilmente a «piegarle ai l oro voleri». che sparano i pollinii su qualche parte del corpo degli insetti. Gli insetti devono arrabattarsi indecorosament e per passare attraverso la doccia e il tondino piegato ad angolo retto. sospeso ad una vera staffa rigida ad angolo retto e pr ovvisto di uno stretto orifizio a forma di doccia. Deve affrontare una breve. e così fa cendo raccolgono polline sul dorso. La scena è pronta. Ma i fianchi sono ripidi e la sola usc ita possibile è data dall'orifizio.possono passare alla svelta. Però il rostello non oppone più tante difficoltà dopo che sono stati rimossi i pollinii. e nulla avrebbe potuto persuadere l'insetto a tornare nel fiore.l nettare. Sembra che il fiore disponga di un dispositivo che interrompe l'emanazione odoro sa se un'ape impiega troppo tempo ad andarsene. La prima ape che entra in un fiore vergine deve faticare molto per evadere. e può darsi benissimo che si tratti di un dispositivo appr estato contro le eventualità di autofecondazione.

L'aspetto visivo generale dei fiori è progettato per richiamare i maschi d egli insetti. La sostanza inebriante naturalmente piace molto alle api interessate. motivo p er cui un'autorità botanica ha avanzato l'ipotesi (nel 1831) che i suoi fiori abbi ano assunto la forma d'insetti per tenere lontani i visitatori. C'è una teoria che sostiene che l'ape maschio usi questa sostanza oleosa per de limitare il territorio personale di corteggiamento. Ciò nonostante volano speranzosi da un fiore all'altro . le sporgenze e i peli che lo convincono di a vere trovato effettivamente una femmina e lo inducono a tentare l'accoppiamento . è dato da un odore simile a quello emanato dalle femmine della loro specie. e le ripetute osser vazioni sono giunte alla conclusione che gli insetti maschi effettuavano l'impol linazione tentando di accoppiarsi con i fiori. Questo odore è così forte che i maschi cercano e trovano fiori a nche avvolti in fogli di carta. né sostanze oleose o parti commestibili. e questo schizzo piuttosto violento da l a certezza che i pollinii possano attaccarsi saldamente ai visitatori. Si è notato che i maschi degli inse tti in causa di solito uscivano dallo stato pupale prima delle femmine. che posson o raccoglierla e radunarla in tasche di tessuto spugnoso situate sulle loro zamp e. petali ridottissimi con antenne simulate. Alcune orchidee assomigliano notevolmente alle trappole per insetti osservate pr esso le aracee. Le orchidee Catasetum sono visitate da insetti relati vamente grossi che rosicchiano i fiori. Toccando anche lievemente uno di questi meccanismi. Come nelle Arisaema. Effettivamente è nota da molto tempo la somiglianza esistente tra questi fiori e gli insetti. Le loro abitudini sono condivise dalle Cryptostylis austra liane. Sta di fatto che qui s'incontrano piante che si possono definire solo delle pros titute. è abbastanza curioso il fatto che in certe specie solo una delle due antenne è sensibile. al punto che i maschi li espongono e li sfregano sul fiore compiendo movimenti d'accoppiamento. e si trovano anche punti luccicanti a for ma d'occhio. Ne sono esempi la Pterostylis falc ata e la Masdevallia muscosa.attività nota con il termine di pseudocopula . a somiglianza di alcuni anim ali che usano identica pratica marcando il loro territorio con le ghiandole odor ifere o l'urina. intrecciandosi e sovrappone ndosi. e c'è almeno una specie in cui i maschi preferisco no le orchidee alle loro compagne reali. tuttavia ve ngono visitate alacremente da api. a somiglianza dei fari degli aeroporti.praticandolo prolungatamente e vi gorosamente. potendo restare chiuso per una trentina di minuti. Una volta posato sul labbro dell'orchid ea l'insetto trova le curve giuste. Nei Catasetum il rostello sviluppa due «antenne» funzionanti da grilletti o meccanis mi di scatto. dalle Paragymnomma sudamericane. mosche ed insetti affini. Quest e orchidee non hanno nettare. dove le parti fiorali. tale da farli avvicinare ai fiori quanto bast a ad indurli a posarvisi. C'è il fa tto che l'orchidea impollinata dalle api in Inghilterra è in grado di ricorrere al l'autoimpollinazione dopo che lì ha perduto il suo impollinatore animale. scatta u n dispositivo a catapulta. somiglianti alle ali ripiegate di un insetto. e forse da un paio d'altre specie. l'ingresso ha s pesso aspetto relativamente vivace. L'orchidea comunque non è mai del tutto seducente per gli insetti innamorati. mentre le orchidee tipo pianella della Madon na sono trappole fiorali di tipo leggermente diverso. oppure s i verifica va una tipica sovrabbondanza di maschi. La verità forse no n sarebbe piaciuta ai pudibondi biologi vittoriani: l'autoimpollinazione che abb iamo vista è solo l'ultimo ritrovato del mondo delle orchidee. i qu ali infatti non eiaculano. Il l abbro ha dimensioni molto ridotte e funge da trappola e molla di scatto. spesso c'è una macchia rifrangente che aiuta l'insetto ad «atterrare». che scaglia tutta la massa di polline preceduta dal s uo disco vischioso alla distanza minima di un metro dal fiore. Altri indizi suggeriscono invece che essa viene lasciata in pos ti adatti ad attirare api dei due sessi. Forse il metodo d'impollinazione più stravagante è quello adottato dalle Ophrys.sione. Nessun altro urto fa scattare la catapulta. formano un ricettacolo a forma di brocca sormontato da un cappuccio. sovente anche lobi latera li sul labbro. che compongono la confraternita d'orchidee impollinate dalle api in Europa e nelle regioni mediterranee. sebbene i loro organi sessuali siano sufficientemente stimolati. Ma il richiamo prin cipale per i maschi degli insetti. sia per forma che per colore.

mentre nelle sottospecie si trovano labbra più strette con ciurli di peli che assomigliano esattamente a tafani. e gli esempi più notevoli sono forniti fors e dalle orchidee dette "specchio di Venere". sono chiaramente esemp i notevolissimi dell'adattamento. Ha una zona scura in rilievo con due segni azzurrognoli lucenti nel bel mezzo del labbro di colore giallo br illante. Queste orchidee hanno labbro di forma e modello assai variabile a seconda dei lo ro specifici compagni di vita sessuale. perché qualsiasi tratto caratteristico . Invece queste Ophrys. alcune di pendono al completo da una sola specie d'insetto. Allora la pseudocopulazione è più prolungata e violenta del sol ito. In questo caso s embra che il mimetismo imiti un'ape femmina in riposo su un fiore. c on le terga sollevate presso gli organi sessuali dell'orchidea. mentre una vessia di lupo gigante di medie dimensioni . e se questo insetto non è dispon ibile. a conclus ione della quale venni avvicinato da una persona che mi informò di non aver mai ud ito né visto dimostrazione migliore delle sue convinzioni in una «creazione istantan ea». E" stato anche calcolato che le spore di vessia potrebbero ven ire diffuse dalle correnti aeree su quasi mezzo milione di chilometri. nelle quali la grande chiazza lucen te e rifrangente è tutta orlata di spessi peli bruni o rossicci che si estendono a lle sue «braccia» pronunciate. che così affermano: "E" sempre arrischiato dare una spiegazione semplice di qualsiasi parte della bi ologia di una specie o famiglia. Varia anche la pelosità. con la testa rivolta dalla parte opposta alla colonna. Tuttavia pa re giusto dire che la soluzione particolare trovata dalle orchidee per vivere in un mondo dominato dalla concorrenza è molto vicina a una conclusione suggerita da lla logica". che vengono messe in libertà al ritmo di 100 milioni all'o ra. alcune hanno . e nell'orchidea corn uta si osserva un paio di sottili cornetti sporgenti di un centimetro e più in pos izione di «spalla».«spalle» o anche «seni» sporgenti dal labbro. specialmente presso cert e piante inferiori. Si è calcolato che un comune fungo commestibile produce circa 16000 milioni di spore.tanto più notevoli in quanto in realtà è molto difficile immaginare le fasi intercorse tra le specie attuali e un'orchidea «capostipite».una vessia di lupo alta 24 c entimetri. aveva il diametro di 160 centimetri nella parte più larga e 135 nella p arte più ristretta. LO SCOPO FINALE.magari divertendosi . alquanto più grosse. devono forse limitarsi a 20000 chilometri . e per ristabilire l'equilibrio mi sia consenti to di fare un'altra citazione dall'opera "Impollinazione dei fiori" di Proctor e Yeo.può produrre fino a 7000 miliardi di spore. per quanto possano essere favorevoli le condizioni climatiche e il terreno. Pur tuttavia l'imitazione della forma e dei peli di un animale e la produzione di em anazioni odorose uguali a quelle delle femmine degli insetti da parte di queste Ophrys.sui 30 centimetri di diametro .effettuando tentativi d'accoppiamento . Può darsi che queste Ophrys siano delle prostitute. Gli animali che la visitano si mettono sempre a testa in giù sul fiore. L'Orchidea lutea costituisce una curiosa eccezione. rappresentano una delle forme più notevoli dell'adattamento evolutivo che mai siano state registrate . In effetti mi ca pitò una volta di tenere una conferenza su questo particolare argomento. e può anche succedere che l'ape morda rabbiosamente il labbro del fiore. Il numero di spore dell'es emplare massimo mai osservato è quasi incalcolabile .quale la produzione dei semi o il meccanismo d'impollinazione . Capitolo 15. ma in tal caso farebbero certo migliori affari se pensassero ad assicurarsi una clientela più variata.influenza e viene influe nzato a sua volta da tanti altri fattori che interagiscono tra loro. La natura è largamente prodiga di materiale riproduttivo. a somiglianza delle altre orchidee.tanto per ricorrere a ter mini antropomorfici . l'orchidea di norma non ha possibilità d'esistenza nell'area in questione. mentre le spore delle felci. for se dotata di profumo e nettare atti a richiamare un'ape adulta. Ogni tanto pare che l'ape s'accorga che non tut to va come dovrebbe.e intanto diffond ono polline molto efficacemente.

. La cifra va confrontata con i 10 chilometri in media dei semi aerei del tarass aco, sebbene in occasione di temporali essi possano coprire una distanza di 200 chilometri. La dispersione a lunga distanza in realtà non è necessariamente auspicabile, perché può portare le spore sul mare, o in ambienti inadatti, o lontano dagli animali che l i impollinano, quando esistono. Le spore rappresentano la discendenza tipica della fase asessuata delle piante i nferiori, e vengono diffuse in molti modi diversi. I funghi, come le citate vess ie di lupo, non sono altro che sacchetti i quali a maturazione avvizziscono e sc oppiano, mettendo in libertà il loro carico polverulento. I "geastri" o «astri della terra» hanno due strati, dei quali quello interno forma la sacca sporifera; in ce rte specie viene spinto all'insù quando viene a maturazione in seguito alla rottur a e all'estroflessione dello strato esterno. I funghi lamellati, come quelli nor mali che vediamo in cucina, portano le spore sui lati delle lamelle, dalle quali vengono espulse mediante esplosioni accuratamente calcolate - a circa un decimo di millimetro, distanza condizionata dal modesto scartamento esistente tra una lamella e l'altra, dove vanno a cadere le spore. I funghi coprini hanno lamelle deliquescenti, dove il cappello subisce un graduale processo di «autodigestione» e s i trasforma in un liquido contenente le spore. Le Coppe, funghi a forma di nido d'uccello, rappresentano un gruppetto affascina nte nel quale le spore sono portate in corpi detti peridioli che non mettono in libertà le spore finché non vi siano condizioni adatte. Tra queste il Crucibulum ass omiglia a un cestino dai lati quasi verticali; quando è maturo il coperchio si dis secca e lascia vedere all'interno i peridioli ovaleggianti. Il Cyathus ha forma somigliante ma più aperta, con fianchi lievemente assottigliati. I peridioli sono assicurati da principio a un filo che nel Cyathus può raggiungere anche i 18 centi metri di lunghezza, mentre tutta la coppa ha al massimo due centimetri di diamet ro. Questi funghi hanno scoperto il modo di utilizzare l'energia sviluppata da u na goccia di pioggia. La loro forma è tale che una goccia d'acqua di grandezza e v elocità media viene fatta risalire per il fianco del «nido», e così facendo trascina con sé i peridioli; nel Cyathus vengono portati alla distanza di almeno 60 centimetri , e a volte fino a 200 centimetri. Il filo di ancoraggio si srotola quando il pe ridiolo viene gettato a distanza, pressappoco come si cava un filo da un tessuto a maglia; alla fine si rompe alla base e, appiccicoso com'è, si attacca o si aggr oviglia a qualunque foglia o gambo incontri per strada. Il peridiolo vi resta ad erente finché non si verifichino condizioni favorevoli all'emissione delle spore. Nel fungo Sphaerobolus si ritrova un impressionante meccanismo a catapulta. Le s pore sono riunite a palla e trattenute fintanto che la pallottola forma all'inte rno una coppa a molti strati. Un poco per volta si origina una tensione tra ques ti strati, in modo che il cappello del fungo alla fine rovescia di colpo la part e interna all'esterno, proiettando la pallottola alla distanza di 5 o 6 metri. Molti funghi, ivi compresa la "segale cornuta" - temibile parassita fungino di q uesto cereale - formano gocce di liquido sotto ogni bolo sporifero, da dove spun tano le spore cariche di nettare ad attirare gli insetti incaricati della diffus ione. E" degno di nota il sistema di dispersione delle spore adottato da un gruppo di funghi conosciuti con il termine appropriato di Phalloidaceae, cioè "falloidi". Es si producono spore esterne contenute in una pellicola di muco odorante di feci o di carogna in putrefazione, come nel noto Phallus impudicus, satirone o «corno fe tido», come viene chiamato in varie località. I botanici amano dire pane al pane e v ino al vino, e il nome latino di questa pianta, Phallus impudicus, è molto indovin ato, perché da una massa sotterranea ovale morbida spunta un organo fruttificante dalla forma notevolmente somigliante a un pene umano, formato da una sostanza fr agile alquanto simile al polistirene espanso nell'aspetto esterno. Altrettanto n otevole è la velocità di questa pianta: può spuntare in un'ora e mezza o due. Naturalm ente si tratta dell'espansione di una struttura preformata, come succede in un f ungo, e non di vera e propria crescita. Si forma muco sul cappello conico. Le mosche si radunano attorno a questo appeti toso banchetto esattamente come fanno con i fiori puzzolenti delle aracee o dell e stapelie, divorando il muco con spore e tutto. Le spore attraversano indenni i

l corpo delle mosche e vengono abbandonate come Pollicino «in un'altra parte del b osco». Una mosca può espellere in una sola volta più di 20 milioni di spore! Anche i l umaconi apprezzano il viscido festino e riescono a localizzare un satirone con l 'olfatto alla distanza di 5-6 metri. Una volta eliminato il muco, il fungo emana odore relativamente dolciastro. Altro appartenente a questa tribù e affine al precedente è il Mutinus caninus. Mutin us era uno dei nomi di Priapo, dio del sesso presso gli antichi Romani, e "canin us" si riferisce alla straordinaria rassomiglianza del fungo a un pene di cane, tanto più che lo stretto cappello è di colore rosso. L'odore di questo fungo, sebben e molto meno forte di quello del suo parente già citato, è nauseabondo in modo indes crivibile. Ma esistono anche numerosi parenti nelle regioni tropicali, alcuni dei quali han no un velo perforato sotto il cappello a mò di camicia. Non c'è da sorprendersi che le popolazioni primitive rimanessero colpite dalla rassomiglianza di tali funghi con le loro parti intime e li usassero per i riti di fecondità, in uno dei quali la cenere dei funghi carbonizzati veniva sfregata sulla vagina delle donne steri li. Altre specie imparentate non hanno cappello ma assomigliano piuttosto ad ane moni di mare dagli spessi tentacoli; si annovera tra queste un fungo straordinar io, che un tempo si vedeva con una certa frequenza nei vecchi locali adibiti a s tufa, dove viveva sulla scorza di quercia in fermentazione usata come combustibi le, e ancora segnalato in Inghilterra e in Europa - il Clathrus ruber, dove una sfera cava a traliccio, di colore rosso vivo o rosato, erompe dal rivestimento e sterno. Tra i muschi si nota maggior precisione nella dispersione delle spore, contenute in linde capsule fornite talvolta di coperchietto di squisita fattura. Negli sf agni il coperchio e le spore contenute all'interno vengono espulsi e soffiati lo ntano dalla pressione dell'aria che si sviluppa dentro la capsula man mano che l a metà inferiore si dissecca. L'Andraea è fornita di capsula con fessure che si apro no solo in condizioni di aridità, provvedendo a che le spore vengano emesse solo c on tempo asciutto, in modo che possano restare più facilmente sospese in aria. Le variazioni dell'umidità atmosferica vengono sfruttate da altri muschi, dove la cap sula ha una serie di dentini sotto il coperchio. I cambiamenti d'umidità influisco no sulla tensione interna dei dentini facendoli girare bruscamente, in modo che le spore si riversino con forza all'esterno. Il Polytrichum ha un anello di fore llini nel bordo della capsula su cui posa il coperchio finché le spore sono mature , dopo di che la capsula funziona come una pepaiola e ricorda in modo sensaziona le il meccanismo di dispersione dei semi adottato dai papaveri. Le spore degli equiseti hanno un lungo dispositivo a forma di X, ed esse vi stan no attaccate proprio al centro della X. Quando vengono messe in libertà, i bracci del dispositivo stanno avvolti attorno alla spora, ma si aprono appena si trovan o in aria, perché il cambiamento d'umidità provoca improvvisi mutamenti di forma, at ti ad assicurare notevole mobilità. I vari gradi di tensione derivanti dallo stato asciutto sono utilizzati anche da varie felci, a volte soltanto per aprire le fessure del corpo sporifero, ma nel la Dryopteris per azionare un fascinoso meccanismo di catapulta che ricorda le m acchine da getto usate dagli antichi Romani. Una striscia di cellule speciali si tuata su un lato e sulla sommità della capsula esercita forza tale da far staccare gradualmente dalla base il sommo della capsula contenente le spore. Un improvvi so allentamento della tensione fa scattare ancora in avanti la sommità della capsu la, e le spore vengono gettate fuori. Questo movimento improvviso è causato dalla trasformazione istantanea dell'acqua in vapore nelle cellule speciali. Invece nelle piante superiori si cede il passo ai semi. Il seme ha molte più cellu le della spora, e in generale contiene un embrione con una cappa esterna protett iva. Il grado di sviluppo dell'embrione può variare, ed altrettanto quello del riv estimento esterno; alcuni semi hanno una riserva di nutrimento, mentre altri - a d esempio quelli delle orchidee - ne sono sprovvisti. Certi embrioni d'orchidea hanno inizialmente solo 120 cellule. In certi casi eccezionali, come nel "Ginkgo ", può anche capitare che i semi non vengano nemmeno fecondati prima di cadere dal l'albero genitore. I semi mostrano grandissime variazioni di grandezza. Il più piccolo, sempre tra le

orchidee, ha lunghezza inferiore a 1/4 di millimetro, ed è tanto leggero che ne o ccorrono circa tre milioni per dare un grammo di peso. Semi così piccoli vengono p rodotti spesso in quantità ugualmente incredibili; una sola capsula di "orchideacu lla" (Anguloa) o di "collo di cigno" contiene circa 4 milioni di semi, e il comu ne Cymbidium dei fioristi può averne un milione e mezzo. Semi così polverulenti hann o un'area di dispersione paragonabile per ampiezza alle distanze coperte dalle s pore. Naturalmente i commercianti in semi trovano impresa molto ardua maneggiare semi così minuscoli, o quelli delle begonie e delle calceolarie, per citare solo due gruppi vegetali conosciutissimi, per cui spesso smerciano confezionamenti al l'interno dei quali c'è una bustina con un pizzico di semi a malapena visibile, da l quale tuttavia si può ricavare un'intera serra di piante. All'estremità opposta nella scala di grandezze si trovano piante che producono poc hi grossissimi semi, il massimo dei quali è dato dal cocco delle Seychelles, o coc co doppio. Detto anche cocco di mare, per il fatto che in qualche occasione veni va trasportato per il mondo dalle onde marine - e anticamente spuntava prezzi as tronomici perché lo si riteneva una rarità con doti afrodisiache -, esso è in realtà una palma il cui gigantesco seme può raggiungere la lunghezza di 45 centimetri e supe rare il peso di 30 chilogrammi, e il cui tempo di maturazione supera i dieci ann i. E" notevole per la sua sorprendente rassomiglianza con un bacino femminile, s ia visto di fronte che da tergo; i suoi fiori maschili sono sorretti da uno stre tto spadice ad infiorescenza lungo più di un metro, e pertanto hanno naturalmente un forte simbolismo sessuale. Dal punto di vista tecnico questo seme gigantesco è un frutto, ma è solo una questio ne di terminologia, in quanto tutto il rivestimento esterno della «noce» rinchiude u n solo embrione. Si noti che in questo capitolo userò la parola frutto con maggior e libertà, rispetto al suo senso casalingo di semi incorporati in una massa molto più voluminosa di tessuto commestibile. Il seme più grosso di tipo ortodosso è forse q uello della Mora excelsa dell'America Meridionale, piatto e misurante centimetri 12 per 7. La grandezza del seme non è indicativa del tempo richiesto per maturare. Alcune or chidee impiegano fino a 18 mesi prima che maturi la capsula seminifera. La produ zione dei semi è ovviamente più rapida nelle piante annuali cui è concessa una breve s tagione dalla germinazione alla fioritura e alla produzione dei semi, o nelle pi ante perenni cui le condizioni esterne impongono un periodo brevissimo per cresc ere. Credo che il primato sia detenuto da un esemplare norvegese del ranuncolo a lpino Ranunculus nivalis, fiorito entro cinque giorni dalla sua comparsa dal man to di neve invernale, che produsse semi maturi dopo diciassette giorni. Il gigan tesco cacto messicano Pseudomitrocereus matura i semi entro 27 giorni dalla fior itura. Le piante annue sono progettate per produrre semi e poi morire, ma se vengono po tate anche dopo che è avvenuta la maturazione dei semi, ributtano spesso fiori e r innovano il procedimento; e tutti i buoni giardinieri sanno che capitozzare una pianta è operazione essenziale per tenerla in fiore il più a lungo possibile. Altre piante si dicono invece monocarpiche: crescono per un certo numero di anni, fior iscono e muoiono. Le grandi agavi americane sono state chiamate piante dei cento anni perché si credeva che fiorissero - prima di morire - solo una volta per seco lo; alcune vi impiegano certamente decine d'anni, come la Puya raimondii, una gi gantesca bromeliacea somigliante ma non imparentata con le precedenti. Fioritura e produzione dei semi sono spesso la risorsa finale di una pianta che «s ente» che sta per morire, e i giardinieri approfittano anche di questo fatto per t enere certe piante in vasetti piccolissimi: ad esempio clivie a radici carnose, piante bulbose come ippeastri e nerine. Se si concede a queste piante molto spaz io per mettere radici, non fanno che produrre molte foglie, con scarse probabili tà di fioritura; ma costringendole in spazio limitato, si incoraggia il loro istin to di dare fiori. Spesso le radici asciutte in un dato momento costituiscono un buono stimolo ad avviare la fioritura: è il caso di molti bulbi che spesso hanno u na stagione di riposo asciutta nel loro habitat naturale, o delle lattughe che s i affrettano a fare semi quando vengono costrette all'asciutto. Una volta che una pianta ha fatto i semi, pochi o molti che siano, deve adottare certe misure per distribuirli più lontano che può. Non diversamente dalla fecondazi

one, la dispersione dei semi può essere passiva e casuale o rappresentare invece i l risultato dell'adattamento evolutivo con gli animali. E" interessante osservar e che in molti casi piante a meccanismo d'impollinazione sviluppatissimo - le or chidee ne sono ancora un esempio lampante - possano invece essere prive di dispo sitivi speciali d'adattamento ai fini della dispersione dei semi. I minuscoli se mi delle orchidee vengono sparpagliati al vento, ma in questo caso esiste un mot ivo valido perché possano atterrare vicino al fiore che li ha generati, perché lì hann o la probabilità d'incontrare il fungo senza del quale di norma non possono germin are, come vedremo in seguito. Infatti il vento rappresenta il principale mezzo di diffusione dei semi, alcuni dei quali si sono ridotti ad avere peso e grandezza di spore polverulente e poss ono così coprire grandi distanze. Moltissime piante hanno messo a punto semi alati di vario genere, sebbene la loro autonomia di volo sia spesso limitatissima. Qu esti ritrovati aerodinamici possono essere costituiti da una semplice membrana s u un piano attorno al seme, o da perfezionati alianti come le note samare del fr assino o i semi filanti dell'acero pseudoplatano, che ricordano tanto da vicino i vecchi autogiri. Alcuni semi volanti dispongono di una sola membrana od ala, a volte anche di un dispositivo a biplano; mentre altri, come quelli del Dryobalanops, hanno un ciur lo composto di parecchie alucce per consentire a un seme relativamente grosso e pesante di andarsene planando almeno a una certa distanza dalla pianta genitrice . L'ala più sviluppata appartiene al Centrolobium robustum brasiliano, lunga 17 ce ntimetri, mentre la Cavanillesia, pure del Brasile, ha parecchie ali con diametr o anche di 9 centimetri, disposte sui fianchi dei frutti in modo da conferire lo ro un movimento di rotazione. Le bignonie di solito hanno semi alati opportuname nte confezionati in una lunga capsula o baccello. I semi di certe conifere hanno ali, mentre altri, fatto alquanto strano, restano incorporati in grandi pigne legnose, finché queste letteralmente marciscono o si fanno aprire al fuoco. Le pigne del Pinus attenuata finiscono col restare imprig ionate dalla crescita della corteccia, e non trovano la libertà prima che l'albero non sia morto, caduto e marcito! La pigna a dimensioni massime, a proposito, è qu ella del Pinus coulteri lunga fino a 35 centimetri, che può toccare il peso di un paio di chili. Le scabiose e le statici ricavano dal calice secco piccole membrane pieghettate somiglianti ai volani usati per gioco dai ragazzini, che contengono i semi, ment re molte specie di trifoglio hanno calici rigonfi. Questi dispositivi costituisc ono veri e propri palloni aerostatici, pur ammettendo che molta parte del loro s postamento è fatta di capitomboli e ruzzoloni per terra. La sena vescicolata (Colu tea arborescens) ha grossi baccelli rigonfi, mentre il Cardiospermum è noto anche con il nome di "vite dei palloncini" per i ricettacoli sferici rigonfi dei semi; in tutti e due i casi baccelli e ricettacoli si staccano e vengono portati lont ano. Questi volani ed aerostati sono a metà strada dal paracadute, dispositivo già noto d al tarassaco e dal caprifoglio ma adottato da tutte le altre famiglie vegetali, ivi compreso il leucodendro argentato del SudAfrica, il cui grosso seme dalla te sta piumosa sta appeso a un gambo sottile. Le alternative al paracadute sono rap presentate da piumini di peli sottili come nel lino delle fate alpine, il cui pi umino (tecnicamente una barba) può raggiungere la lunghezza di un metro. Il Myzode ndron, pianta parassita dell'Antartico, possiede un triplice piumino che di fatt o è uno stame molto modificato e può arrivare alla lunghezza di parecchi centimetri, conferendo a queste piante il nome di "vischio piumato". Moltissime piante qual i gli epilobi, la clematide, la valeriana, l'erioforo, il salice e la sala di pa lude hanno semi tenuti per aria da una massa di peli finissimi in grado di sorre ggere i semi - necessariamente piccoli - per chilometri e chilometri sul filo de lle correnti aeree. Piumini e paracadute si rivelano molto più funzionali delle al i ai fini della dispersione. Certe piante semplicemente si sradicano quando fanno i semi, e una volta secche vengono portate dal vento qua e là, disseminando i semi cammin facendo. Nel Libro d'Isaia c'è un cenno alla «cosa che rotola davanti al turbine di vento». Il profeta er a buon osservatore della natura, perché vi sono molte specie di «cose che rotolano», e

La loro superficie sferica e liscia permett e al vento di farli rotolare sulla sabbia. e conteng ono aria. Il loto indian o ha un capolino seminifero a forma di galleggiante conico con aperture nella su perficie superiore. ma dispone anche di una speciale riserva nutriente . Quando si arrestano in una depression e del terreno. si staccano dagli steli secc hi e si fanno rinsecchiti e leggeri. o contro i cespugli o i sassi. In Indonesia ed Australia i capi seminiferi a raggiera de ll'erba Spinifex s'intrecciano assieme formando «palle di vento». formando grandi masse rotolanti. simili a meloni di 10 centimetri.. Ma molti semi assai più picc oli si diffondono via mare: ad esempio alcune specie australiane della tribù della "Veronica" a semi piccolissimi hanno colonizzato il Cile grazie alla loro resis tenza al galleggiamento. Due specie di Caesalpinia parenti del pisello hanno sem i durissimi come ciottoli che possono galleggiare addirittura per anni senza per dere nulla della loro capacità germinante. saltando e rimbalzando con grande fracasso. favoriti da microscopiche formazioni cerose che impe discono loro di affondare.. L'ispida salsola che si ritrova tanto in America quanto nelle step pe asiatiche (ma è oriunda britannica) è un tipico arbusto ruzzolante . è un esempio vistoso della facilità di questo meto do. Esso si rompe staccandosi dal gambo. inoltre la polpa oleosa all'interno riveste i semi in modo che possano galle ggiare indisturbati se cadono in acqua isolatamente.. scoppiano e disperdono i semi neri al calore del sole. Una «palla di vento» nel senso letterale della parola è data dalla zucca amara o coloq uintide dei deserti dell'Africa Settentrionale e del Vicino Oriente. o sono provvisti di tessuti sugherosi che assicurano il galleggiamento. La diffusio ne della specie «noli me tangere» o fiore di vetro introdotta lungo i corsi d'acqua inglesi in questi ultimi decenni.talvolta oss ervata in masse aggrovigliate grandi come i mucchi di fieno ammassati durante la fienagione . come nel giaggiolo tedesco..una specie di carciofo del povero . Quando le sule a bbandonano le isole dopo che i loro nidiaci sono diventati atti al volo. questi globi vegetali. I semi che vengono portati al mare invece che nei fiumi devono tollerare la sals edine ed avere costituzione assai più robusta per resistere ai disagi e a lunghi p eriodi di galleggiamento.i botanici attuali le chiamano «piante vaganti a distribuzione anemofila» specialme nte nelle regioni steppose o desertiche.sono i capi spinosi ch e si spezzano e s'intrecciano. e galleggia fino a quando si dec ompone. L" Hodgsonia heteroclita è una pianta rampicante parente del cetriolo. che tuttavia presuppone la presenza di un seme galleggiante che non si limit i a germogliare per il semplice fatto che è bagnato. allora i semi eventualmente ancora contenutivi se ne vanno galleggiando ciascuno per proprio conto. dove si possono vedere i semi staccati che sbatacchiano rumo rosamente.il latte . che quanto a s ecchezza sono sufficientemente duri da permettere alla palla di rotolare al soff io del vento. La tipica pianta ruzzolante ha steli che formano una rozza sfera. A maturazio ne i suoi frutti.e non fa meraviglia che questi grovigli siano detti anche «streghe d el vento». arrivano velocemente sulla pia nura rotolando. Il comune cocco è forse il frutto più noto che venga trasp ortato per via marina: non solo ha uno spesso guscio fibroso adatto al galleggia mento. motivo per cui queste piante sono diffu se in pratica in tutte le regioni tropicali. Qui le fregate o albatros si nutrono di pesce che abitualmente ottengono con minacce dalle sule. Molti cardi si comportano allo stesso modo. costringendole a rigettarlo. Ma il caso più strano di semi galleggianti che raggiungono un luogo per la germina zione è forse quello offerto dalle piante che si ostinano a stare a galla attorno alle isole Cocos.che gli c onsente di germogliare insediandosi su spiagge aride. con spavento per il cavallo e il cavaliere». E" questa probab ilmente la «cosa che rotola» del profeta Isaia. che cresce lungo le rive dei fiumi. Nella Gundelia tournefortii del Vicino Oriente . Evidentemente inghiottono allora gra . L'acqua costituisce ovviamente un altro mezzo di trasporto dei semi. Un racconto descrive come «alla stagio ne adatta migliaia di. le freg ate non trovano più una facile fonte di cibo. I suoi grossi frutti a forma di zucche legnose sono cop erti da un feltro grigiastro che impedisce loro di bagnarsi quando cadono in acq ua. talvolta in fossette superficiali o in spazi aerei all'interno. Semi di questo tipo di solito hanno superfici impermeabili o idrofughe.

e in questo modo bellamente s'insedia. becco di cicogna . Se tutt o procede senza inconvenienti. Proprio sotto i l punto dal quale esce dal frutto c'è un anello di cellule che si rompono e lascia no cadere il frutto quando l'ipocotilo ha raggiunto un peso sufficiente. alla fine si posano in mezzo ai detriti o ad altre piante. Alcune piante .all'apice del rostro o becco. Nel caso delle piante che vivono in condizioni di vera aridità è naturalmente molto importante che i semi vengano emessi solo quando piove. specie appartenente alla famiglia della senape. ma non offrono alcuna resistenza al la siccità. e que lla che porta il seme viene spostata su e giù e tutt'attorno a seconda dei mutamen ti meteorologici. Tra le pap iùonate questa caratteristica è stata sviluppata nel modo più rilevato. spesso chia mata anche rosa di Gerico. A prima vista può sembrare insoddisfacente il fatto che ci sia una massa di germogl i che spuntano e si fanno concorrenza tutti allo stesso posto. né cadono effettivamente in acqua. e a lcune tra queste si possono vedere anche più sotto casa.forzano letteralmente i semi n el terreno allungando verso il basso gambi o steli dopo la fioritura. che toccano i 5 centimetri. La Gymnarrhe na del deserto del Negev si assicura il meglio di due ambienti. e i nfine . e pr oduce un grosso frutto a forma di pera. e perciò non è facile cavarlo da terra una volta che vi è arrivato. che a maturazione si raggruppa formando una massa a forma di becco. finché cioè ha una lunghezza di circa 50 centimetri e d iametro di 3 centimetri. questi movimenti sono tali da infilare il seme nel terreno: i peli rigidi di cui è fornito fanno venire in mente le barb e direzionali della cocca d'una freccia. All'estremità superi ore le foglie si spiegano alla base. Molto prima di staccarsi dall'albero que sta pera forma però un lungo germoglio sottile.ndi quantità di semi galleggianti somiglianti ai piselli. l'ipocotilo ispessito si affonda come un pugnale nel fango sottostante. Se il seme tocca terra.una trentina di specie in tutto . un poco più spesso all'estremità inferiore. come l'erodio selvatico e il geranio ad esso affine. Non si tratta di una vera e propri a radice. con riferimento a una leggenda che vuole che tutte le piante sbocciassero e fiorissero alla nascita di Cristo. Ciò si verifica nell'Anast atica hierochuntica. La famiglia ve getale che comprende i piselli ha perfezionato gagliardamente questa caratterist ica: l'arachide ne rappresenta un esempio classico. finché approdano in un posto adatto al loro sviluppo. ma nel caso parti colare delle piante dei deserti serve a mantenere le colonie vegetali nelle cond izioni più favorevoli di crescita in regioni abitualmente inospitali. Un a volta maturi e secchi si staccano. dove anzi germoglia. perché produce una serie di frutti sotterranei resistentissimi alla siccità.girandosi mentre si staccano . si formano le radici. che devono certi nomi popolari anglosassoni . in linguaggio tecnico si dice ipocotilo. La coda è sensibilissima ai cambiamenti d'umidità. Si tratta di una piant a a steli sparsi che quando si disseccano si appallottolano come un cestello sfe rico. ma come arrivano a terra non fanno che rigettar li! La mangrovia è una pianta dei corsi d'acqua e delle riviere marine tropicali.alla presenza di un lungo filamento o barba su cias cun seme. ed altri frutti aerei c he possono venire portati lontano dal vento. e comincia a crescere una mangrovia nuova. Questo germoglio cresce per un periodo var iabile da sette a nove mesi. mentre con l'umidità si aprono ed emettono i semi. e allora la «pera» galleggiante consente ai semi di venire traspor tati dalle correnti. Altre piante provvedono in un modo o nell'altro a disseminare i propri semi. Per queste caratteristich . perché possano vagare portati dal vento. I «becchi di cicogna» più lunghi sono quel li dell'Erodium gruinum delle regioni mediterranee. I cereali selvatici hanno analoghe barbe spinate che provvedono a piantare i sem i con grande rapidità dopo che si sono staccati. che danno loro l'impress ione di fare una bella mangiata. dapprima presso la base dove c'è il seme. e la lunga barba della stipa pinn ata opera anche come la manopola di un trapano sull'estremità del seme avvolta a s pirale. A questo pu nto le «code» avvolte a spirale sono diventate abbastanza leggere da venire in aiuto ai semi. ma esempi del genere si ritr ovano in parecchie famiglie che non hanno tra loro alcun vincolo di parentela.becco d'airone. perché le mangrovie sono piante di località soggette all'az ione delle maree. In realtà molti semi non effettuano un vero sbarco. e si trova all'estremità di una «foglia seminale» tubolare o cotiledone.

ce n'è sempre qualcuno situato in posizi one tale che difficilmente potrà venire espulso. Moltissime piante hanno capsule. ne sono un esempio class ico. Questo accorgi mento sembra ispirato da una tattica prudenziale. man mano che il capolino seminale viene scosso dal soffiare de l vento. di modo che i germogli spuntati possono perire. più tipicamente. dove essi se ne stanno rinchiusi in strette strutture a sca tola. Un gruppo di piante (Hyme nogyne) si è spinto oltre la fase del complesso meccanismo d'ingegneria necessario per far funzionare queste capsule simmetriche. così che finiscono con il germogliare in un periodo di pioggia come la maggior parte dei semi. un labbro del calice è spesso disteso per funzionare da leva sotto l'azione di una goccia di pioggia. che t uttavia può essere di breve durata e venire seguito da un periodo di grande calore .altro dispositivo igroscopico. gli steli s i curvano in fuori e in basso. e in un gruppo (Apatesia) alcuni semi si formano in cavità speciali discoste dalle valve principali che producono i semi. mentre ad esemp io nella specie di salvia Salvia lyrata si registrano casi in cui i semi sono st ati gettati fino a due metri di distanza. le paret i delle cellule sono provviste di fori attraverso i quali entra l'acqua ed escon o alla fine le radici. e lo stesso accade con qualche altra specie vegetale. Ma questo è solo il principio. Tra le crocifere parenti del comune crescione si trovano specie dotate di baccel li orizzontali che funzionano come leve per scagliare lontano i semi quando sono colpiti da una goccia di pioggia: un tiro di 80 centimetri è stato segnalato nell a tlaspide fogliosa.e la pianta viene spesso venduta come una curiosità sotto il nome di "pianta della Risurrezione". ma l'umidità fa aprire le loro valve raggiate come una stella . a somiglianza di quanto succede nel piccolo fungo Cyathus già descritto. ma i semi vi restano imprigionati. prescindendo dalla loro capacità di aprirsi e chiudersi. I semi di certe piante grasse dette «pietre vive» (Lithops) contengono una sacca d'aria che permette loro di galleggiare per parecchi giorni. Queste si staccano ben presto. La pianta è ora arrotolata a palla ed è presto portata via dal vento. con il loro anello di fori d'uscita tutto attorno al bordo superiore del capolino seminale. per cui non hanno probabilità di venire gettati all'esterno. piante grasse sudafricane molto ricche d'umore. che si aprono a ma turazione del seme. formano caps ule seminifere bellissime i cui intrecci somigliano quasi a quelle bocce cinesi contenute all'interno di altre sfere più grandi. Quando i semi cominciano a maturare. di solito l'anno successivo a quello in cui si è staccato i l seme. comportandosi come una pianta rotolante. carpelli e così via. I semi vengono rovesciati fuori in massa o. Certi semi trasudano sostanza mucillaginosa quando vengono bagnati. Comun que le specie di massima distribuzione si ritrovano nelle regioni più piovose. e sono in grado di diffondere largamente i semi. u n po'"alla volta. Col tempo asciutto stanno chiuse in modo assolutamente ermetico. anche a distanza di qualche metro. ed ha riunito tutti i semi su un cilindro circolare. baccelli. esercita una spinta sulla poca acqua contenutavi fin da prima. in modo che non avvengano altri spostamenti quando inizia la germinazione. Varie specie hann o perfezionato in diversi modi ingegnosi questa applicazione dell'idrodinamica. L'erba cornetta ha un mazz . Naturalmente sono tutte piante morte. e può lette ralmente farla uscire da terra. I Mesembryanthemum. spingendosi raso terra quanto basta a liberare le radici dal terreno asciutto. oltre al trasporto effettuato occasionalmente dai rovesci d'acq ua piovana. A volte la rosa di Gerico viene divelta dal suolo ad opera del vento. Non ogni seme viene dilavato all'esterno. Presso i lamii. pare probabile che certe specie vengano trasportate dai fiumi. facendola schiz zare fuori assieme ai semi. I pochi semi rimasti nelle cap sule vi stanno finché l'involucro si rompe. La maggior parte dei semi vien e dilavata via con grande facilità in occasione di un acquazzone improvviso. quando una goccia di pioggia colpisce una delle valve . L'umidità ha una sua funzione anche nel caso della piantaggine di Creta. Le «pepaiole» o i «turiboli» dei papaveri. invece. una delle quali è una Selaginella. questo accor gimento li fa aderire al suolo non appena ne vengono a contatto. La cap sula aperta è congegnata in modo che. Molti semi sono mossi dall'acqua piovana che scorre sulla superficie del suolo: ciò accade diffusamente nei deserti dove i rari violenti acquazzoni possono origin are fiumane ed allagamenti temporanei.

etto di follicoli simili a baccelli che si aprono all'estremità superiore e funzio nano con lo stesso metodo «a scuotimento». in qualunque modo venisse gettato per terra. I dispositivi descritti finora sono sostanzialmente passivi. e si trovano incorporati nei sem i stessi che frantumano la capsula. e diffondono i semi ricorrendo alle esplosioni. per trafiggere gli zoccoli d ei cavalli della cavalleria nemica. 950 chilometri a sudovest della Nuova Zelanda. La capsula esplode con uno scoppio rumoroso ed . come se fossero elastici. il Tribulus. L'innovazione più sgradita attuata dalla natura in questo senso . i n quanto molto spesso non si tratta di dispositivi semplici. magari con corredo di barbe di contenzione identiche a quelle di un ra mpone eschimese. e funziona con p articolare efficacia quando il piede è una zampa d'uccello. Il trasporto ad opera di animali contribuisce a diffondere i semi assieme all'ac qua e al vento: nelle sue forme più elementari si effettua quando semi caduti per terra vengono prelevati da un piede o da uno zoccolo infangato. L'acanto fornisce all'esplosione della capsula energia supplementare grazie a un a vera e propria fionda in sembianza di struttura rigida a gancio. vanno citate le capsule delle Proboscid ee americane.una è chiamata anche «noli me tan gere» ("non mi toccare") o fiore di vetro. Gli uccelli sovente rappresentano un fattore importante per il «r imboschimento» delle isole: ad esempio 35 piante superiori possono essere arrivate all'isola di Macquarie. Nella loro forma più elementare ess i sono costituiti da grosse spine acutissime sporgenti dai semi e destinate ad i nfilzarsi nelle zampe degli animali. che trasportano i frutti attaccati alle penne. ma di doppi o tripl i uncini. a somiglianza di molte altre leguminose che producono baccelli duri. lu nghe circa 15 centimetri. ed i frutti maturi scoppiano torcendosi in parecchi cordoni di forma speciale al minimo tocco. Tra gli esemplari più grossi di frutti o semi che «chiedono un pass aggio» aggrappandosi a una specie animale. Uno ce n'è. Analoghe abitudini hanno molte piante di balsamo .monopolizzata la rgamente dalle due famiglie delle Pedaliacee e delle Martyniacee . solo a b ordo di uccelli. che in volgare ha il termine appropriato di tribolo e danneggia spesso le zampe delle pecore. di barbe o di una copertura di fin issime setole. I parenti tropicali dei piselli s coppiettano come un fuoco di fucileria quando fanno scoppiare i loro grossi bacc elli. o ginestrone. Nella maggior parte dei casi l'esplosione dipende dalla tensione formatasi nelle strutture seminifere m an mano che maturano e seccano. perché allora può coprire grandi distanze. le piante superiori dispongono di meccanismi ad imbracatura: ne ll'acetosella gli strati di cellule a tensione speciale forniscono l'energia qua ndo vengono attivati. Un ordi gno di particolare cattiveria si ritrova in certe piante del Madagascar note con il nome di "alberi uncinanti". Le capsule dei semi sono coperte di uncini a mol la che s'intersecano e lasciano affondare lo zoccolo di una gazzella. Molte piante però hanno escogitato apparecchi p iù attivi. che a volte si trovano in vendita a titolo di curiosità vegetale. ma non si sa ancora con certezza se gli uncini le servano per attaccarsi ad animali ac quatici.un dispositivo di fe rro a quattro punte costruito in modo che una punta fosse sempre rivolta verso l 'alto. ai peli o al piumaggio degli animali. o di frutti a gganciati o appiccicati alle piume. Come nella felce Dryopte ris già descritta.è rappresentata dai congegni di diffusione per calpestamento. hanno prolungati ganci ricurvi adatti a trovare appigl io nella lana delle pecore. sporgente dal la divisione centrale del frutto. L'albero Pisonia grandis viene largamente di ffuso da uccelli marini grandi volatori. Moltissimi semi si attaccano prontamente alla pelliccia. ma poi inf ilano le punte aguzze sempre più profondamente nei nodelli dell'animale quanto più q uesti cerca di scuotersi di dosso quelle dolorose appendici. perché sono provvisti di uncini. C'è un gruppo di frutti foggiati a somiglianz a del «piede di corvo» usato a scopi bellici nei tempi andati . La ginestra spinosa. per quanto ingegnos o possa essere il loro meccanismo. La Trapella cinese ne è una versione acquatica. o piuttosto ad ancorare i semi nel fango. cioè sotto forma di semi attaccati alle loro zampe. è un esempio comune di que sto fatto: quando il baccello è secco si spacca di colpo in due parti e si ripiega a spirale gettando i semi in varie direzioni. I semi delle erbe forniscono esempi notevoli a questo riguardo.

I frutti hanno messo a punto odori e sapori appropriati alle specie che li mang iano: così i frutti destinati ai pipistrelli sono probabilmente quelli che sanno d i rancido o di muffa. oppure vi restino appes i. Essa si stacca del tutto quando il pe so del frutto basta a tale scopo. Molto spesso que . Anche nei frutti troviamo spesso una riserva alimentare di genere diverso. possono trasportar li a grandi distanze. consentendo all'estremità del picciòlo del frutto .scimmie comprese . che vengono proiettati anche a distanza di 9-10 metri. o quando viene toccata da un animale. In quest'ultimo caso è lo stato di maturità o il tocco a far sparare il mortaio natu rale del cocomero asinino. mentre con i semi più esplosivi l'agente finale che fa scattare il dispositivo è i l sole caldo che compie le ultime operazioni di essiccazione e caricamento per l o sparo. o più spesso li ingeriranno e li elimineranno dopo a verli fatti passare per il loro canale digerente . lunga fino a 8 centimetri e solc ata da numerose nervature.di allentarsi. I semi lunghi fino a 2 centimetri possono venire scagliati fino alla distanza di 14 metri. e i tessuti all'estremità del gambo s'indeboliscono. Talvolta i frutti sono incredibilmente dolci. risulta 300 volte più dolce dello zu cchero. Tra i distributori di semi più rumorosi va annoverata la Hura crepitans. i semi p ossono venire sparati a 7-8 metri di distanza. di solito carnosi e commestibili. Secondo un autorevole botanico. I semi di solito contengono una riserva nutritizia per sopperire alle esigenze d el germoglio nelle prime fasi di crescita. e così riescono ad attirare meglio l'attenzione degli uccelli. Il frutto polposo più grosso tra l'altro è quello dell'artocarpo o albero del pane. I pipistrelli sono grandi divoratori di molti tipi di frutta. ed una bacca è stata battezzata con il nome divertente di «bacca alla saccarina» grazie alla presenza di una proteina che.succede ta lvolta che i semi vengano proiettati fuori dagli arilli. una piant a tropicale della famiglia delle euforbie. Questo processo si potrebbe definire di dispersione attraverso i rifiuti. e circondati da una buccia esterna nei secondi.possono sembrarci sgradevoli. Insomma. Alcuni frutti non vengono subito riconosciuti come buoni da mangiare per l'uomo. così molti parenti tropicali dei nostri piselli hanno baccelli coriacei ma nutrie nti. schizzando in un fiotto violento attraverso il cocchiume la mucillagine amara che contiene i semi. o maga ri a un uovo verde irsuto pendente da un gambo ricurvo.di solito assieme agli escrem enti che forniscono una ricca scorta di fertilizzante per l'inizio della germina zione. Scopo di questa polpa è di richiamare gli animali. che è detta anche spolverino perché un tempo serviva come barattolo della polvere usata per asciugare l'inchiostro: si frantuma in pezzi spigolosi. Mentre i l tappo si stacca. nonché semi spessissimo molto duri e resistenti alla masticazione. detta anche «albero spolverino» o «gong del le scimmie». e svolgono un'azione dispe rdente di particolare importanza. Il tocco è sufficiente anche in varie specie di balsamo . in cui sono incorporati i semi: la polpa. Alcuni semi hanno accessori detti arilli. Man mano che il frutto m atura. lo strato di cellule in tensione si espande e comprime improv visamente il frutto. la massa di semi all'interno si gonfia. come la capsula dei semi. mentre i frutti lunghi 5 centimetri somigliano a goffi cetriolini pelosi. perché i frutti in causa sono spesso trascurati dagli uccelli che pure si nutrono di frutta.i ganci provvedono a mandare in una direzione precisa i semi lunghi 3 centimetr i.che ricorda un po'"la forma di un tappo . hanno seguito un metodo analogo alla combinazione attuata tra fiori ed animali impollinatori. di sapore acre o nauseabondo. a parità di peso. talvolta da un'isola all'altra. e così facendo disperderanno i semi. inve ce di una massa esterna di sostanza mangereccia come nelle prugne o nelle mele. che può pesare più di 30 chili. Altri frut ti mangiati dagli animali . Il tasso nostrano e frutti tropicali quali i lici e i mangostini hanno arilli ch e sono immediatamente accessibili nei primi.ad esempio nelle Connaracee . che mangeranno il frutto. sia pure con minore precisione. Il co comero asinino ha fiorellini gialli e foglie somiglianti a quelli del cetriolo. Tuttavia il cocomero asinino dei Paesi mediterranei e alcune zucche imparentate delle regioni tropicali preferiscono emettere silenziosamente i loro semi. In certe liane tropicali .

Ci si accorge di questi imbrogli nei posti dove si trovano molte piante a bacche commestibili. Gibboni. a rrivano quindi tigri. I cicla mini ne forniscono un esempio. Ciò dipende dalla natura oleosa dei frutti. fognatura e gas di carbone» secondo Corner. orsi e scoiattoli mangiano i frutti dall' albero. tapiri. in rosso o in arancio. si trovano pi ante che li imitano e producono semi aventi identici colori caratteristici. I poponi possono inscenare uno spettacolo di grande attrazione per gli animali. o nero e g iallo. e certi uccelli sudamericani sono detti appunto «uccelli dell'olio» per analoghi gu sti alimentari. mentre formi che e scarabei ripuliscono i resti per terra". spaccandosi a maturazione: la rappresentazione di massimo effetto è opera della Mo mordica charantia. finora p rerogativa dell'albero che li ha generati. dove comincia subito a germogliare. l'orangutang è l'anfitrione dominante a Sumatra e nel Borneo. con polpa arancione. rinoceronti. e gli uomini che ab itano nella giungla. Il dottor Corner mi perdonerà se lo cito un'altra volta. dove l a polpa si guasta in un paio di giorni. con spiace voli conseguenze per gli indigeni. ed è una gross a zucca dai semi colorati vivacemente in tinta cremisi. Quando gli animali arrivano alla polpa dei frutti. Un numero sufficie nte di rampolli si fa strada verso l'alto per godere alfine della luce. La polpa esterna della buccia del durian odora di «miscuglio di cipolle. sebbene al cuni semi vengano espulsi in seguito assieme alle feci di grossi animali quali e lefanti e rinoceronti. Cani e gatti selvaggi. mentre zibetti e scoiattoli delle palme divorano le noci della palma da olio. la maggioranza dei semi resta nelle immediate vicinanze d ell'albero progenitore. Questi hanno una parte commestibile polposa. Le scimmie sono notevoli divoratrici di semi. dove l'aroma di frutto si unisce a un sapore cremoso ind escrivibile. che e sercita un richiamo speciale per le formiche. ma l'arillo proprio attorno ai semi è inodoro e h a gusto deliziosissimo. Questa immediatezza è un'altra caratteristica degli alberi relativamente primitivi della foresta tropi cale. detta eleosoma. ma egli inse risce brillantemente questo frutto nel contesto del suo ambiente tropicale. e basta ad assicurare il rinnovamento della foresta in condizioni naturali. ma s pesso durissimi ed immangiabili. Queste del resto sono apprezzate anche dagli avvoltoi. staccano facilmente an che i semi. Uno è il frutto della noce moscata. e spes so aderente. Questi frutti oleosi che attirano gli animali carnivori aumentano il numero di a . cervi. e anche i semi poss ono essere a tinte vistose o in bicromìe brillanti come bianco e rosso. il cui arillo è detto anche «stecca» e viene mangiato dai colombi carpofagi. Esistono frutti arillati in versioni speciali quando i semi debbano venire dispe rsi ad opera delle formiche. cinghiali. normalmente oleosa e contenente acidi grassi. In certe regioni dove molte specie vegetali hanno frutti arillati. che si radunano per fare la prima scelta. reso ancor più ingegnoso dal modo con cui il gambo fiorale si avvolge come una molla verso il basso finché la capsula contente i semi non sia arrivata proprio a livello del suolo. corvi e gazze mangiano olive. Dopo avere divorato la polpa. "Di solito i frutti si staccano quando maturano e si spiaccicano a terra. le f ormiche trasportano i semi nei loro formicai sotterranei o superficiali. sul cui terreno germogliavano semi non richie sti. Ma i colombi carpofagi la diffusero fuori degli appezzamenti riservati.sti frutti sono colorati vivacemente. che cresce diffusamente nelle regioni tropicali. e attivi agenti di diffusione dei semi. dove le condizioni restano inalterate per tutto l'anno. Due frutti arillati sono particolarmente degni di nota. Avrete notato che i frutti del durian richiamano un'ampia gamma di specie animal i. e faceva divieto a chiunque di co ltivarne fuori di aree determinate sotto il controllo della compagnia stessa. In Malesia l'odore degli alberi in frutt o nella foresta attira gli elefanti. scimmie. In realtà questa commestibilità non giova eccessivamente al durian. caratteristica che induce a mangiar li tanto i carnivori quanto gli erbivori. i gatti selvaggi e i giaguari cercano i frutti caduti di avocado. Il desiderio originario della Compagnia delle Indie Orientali era quello di acc aparrarsi tutto il mercato della noce moscata.

un cespuglio da giardino. Occasionalmente più di una specie animale partecipa al ciclo di diffusione. e Darwin ha segnalato che i pesci inghiottono avidamente i semi di piante che cre scono sulle rive dei fiumi come il miglio. e la natura accetta una percentuale di perdite. marsupiali. Anche i pesci indubbiamente mangiano molti semi. si segnalano tonni che inghiottono i frutti somiglianti alle olive della Po sidonia. Le bacche rosse del mezereo. acidi e tannini. contengono nella polpa del frutto molti piccolissimi semi. talvolta anche spinosi.nimali diffusori inconsapevoli.e sono amari. Il sapore amaro . e sempre quelli tipicamente ole osi.che certamente ingeriscono piccoli semi con il terriccio e li portano sotto terra . topi. e se li papp ano al completo con i semi. a volte questo procedimento assicura addirittura la felice germogliaz ione del seme. In questo modo semi assolutamente immangiabili come quelli dei Me sembryanthemum del deserto vengono inaspettatamente espulsi e diffusi dagli stru zzi. Anche numerosi uccelli accumulano noci. una delle poche piante marine che producano fiori.utile a scopi mimetici . o immangiabile. viene frantumata con difficoltà da molte specie anim ali. possano passare attraverso gli intestini di un uccello. Purtroppo i verdoni . quando questi ingerivano e diffondevano semi quali quelli del le cycadine. vengono mangiate abitualmente dagli uccelli con polpa e tutto. I tapiri sotterrano i semi di un'araucaria dell'Amazzonia. Certe piante. Il cincillà si ritrova allo stato libero solo dove crescono i frutti di algorabilla. Dal punto di vista del frutto. Ciò nonostante in date occasioni la natura sembra prendere qualche cantonata al ri guardo.alme no quelli inglesi . castagni. mentre i semi duri vengono espulsi in seguito. fidando nel modo frettoloso di mangiare di molti uccelli od animali. che consente a buona parte dei semi di venir espulsi i nalterati. Così pure i vermi . sebbene abitualmente lascino in pace i frutti acerbi. giova a tenere lontani maggioli ni. I verdoni prendono parte all'operazione. faggi. Si capisce abbastanza facilmente come semi durissimi tipo quelli del mezereo. salvo poi dimenticarsi dei loro nascondigli alimentari. come del resto succede con tutti i semi. sorci. corazzato. come il biancospino.ultimamente hanno preso gusto ai frutti acerbi. Le tinte rosse e purpuree del frutto maturo s'imprim ono nella mente degli animali. Le noci non si prestano a venire mangiate: la loro dura parte esterna. dopo di che i pesci vengono mangiati dalle cicogne. e i semi germogliano una volta espulsi da questi uccelli. di modo che ora è molto più infrequente di un tempo trov are bacche mature sulle piante da giardino. e i semi riappaiono quando vengono espulsi dall'animale che ha mangiato i vermi. Il du rian possiede uno spesso rivestimento esterno di aculei. noccioli. Osservazioni effettuate dai tedeschi hanno fissato sulle 4600 ghiande la media nascosta da og ni singola ghiandaia in una sola stagione volando a volte fino alla distanza di . Querce. o del tasso. Per fortuna molti animali che mangiano noci hanno l'istinto di ammassare scorte. Si sono scoperti rettili fossili con molti semi ancora intatti nello stomaco. pini ed araucarie sono altrettanti esempi di p iante diffuse da animali con tendenza a nascondere le provviste. prodotto spesso da alcaloidi. Entra ancora in scena i l dottor Corner: «Un giovane frutto non ha possibilità di sopravvivenza se non è ben m imetizzato. bruchi ed api troppo curiose. noci. nascondendo molta parte di qu anto raccolgono. Tuttavia non si sa p er certo se i semi inghiottiti dai pesci vengano poi eliminati intatti. Avete mai visto le scimmie. Tuttavia molti animali le mangiano. possono venir mangiati anche i noccioli di ciliegia e di prugna. attorno a lla polpa che tanto ci piace. mentre invece i frutti acerbi hanno colore verde . Anche da noi sono noti i disastri che possono combinare gli scoia ttoli. come vanno in cessantemente in cerca di cibo dall'alba al tramonto. tra i quali son o compresi scoiattoli. sebbene la cosa sembri più che probabile. e tutta la roba che buttan o giù dall'alto?». criceti ed istrici.possono venir mangiati dagli uccelli. del ginkgo e di altre antiche gimnosperme. è naturalmente opportuno che non venga mangiato pri ma che siano maturi i semi. ma ricordano anche i vecchi legami dei tempi and ati con i rettili. segnatamente la ghiandaia. e così danno origine a boschetti e ciuffi d'alberi che compaiono nei posti più imprevedibili. quando non vengono buttati d opo mangiata la polpa. I frutti cilindrici della Monstera deliciosa p rima della maturazione contengono frammenti aguzzi come pezzetti di vetro.

Va rilevato anche che in molti casi possono intervenire vari meccanismi. H. La diffusione operata dagli animali può sortire risultati stupefacenti. che ha parte cospicua ai fini della dispersione. Semi e spore.riesce a germogliare felicemente. C erte parenti delle margherite hanno due .e nella comune calendula selvatica anc he tre . Sempre parlando di noci. finché l'età o il caso consentono alla luce di arrivare fino a loro: allora crescono tutti in sieme. Invece una capsula di noci che non si spacchi cadendo a terra può restare intatta sul posto per anni ed anni prima di marcire mettendo in libertà le noci. all'epoca in cui dirigeva l'Orto Botanico degli Stabilimenti degli Stretti i n Malesia. Se un uccello od altro anima le becca o morde questi lobi polposi. la noce viene sparata via da uno scoppio.4 chilometri. A questo punto interviene l'aguti con il suo istinto di nasco ndere roba. portatevi in forma di semi principalmente da u ccelli ed anche da scoiattoli.si fracassa al suolo. e dando loro piccole dimensioni per consentire agli alberi di crescere lontano dalla fo resta tropicale. Ma se una piccola percentuale dei semi . o gramigna degli arenili. le cui proprietà consolidanti posso no originare la formazione di dune costiere. ma restano in fase di sviluppo ritardato. in una capsula rotonda for nita di coperchio. senza ricevere alcun danno da parte dell'animale. cui non è concessa la scelta del post o e delle condizioni in cui dovranno insediarsi. I semi più pri mitivi sono quelli degli alberi nelle foreste piovose tropicali. Il picchio della California nasconde le noci di pecan infilandole nelle fenditure della corteccia degli alberi: questa pratica non giova molto ai semi interessati. circa metà dei qu ali sono portati da frutti commestibili come il durian di cui già si è detto. Certi semi riescono a non farsi mangiare: è il caso della Sloetia streblus.diversi tipi di flosculi. ma molti vengono poi rubati e sotterrati dai roditori. pro duce frutti di tre tipi diversi che si disperdono con l'aiuto del vento. o «noli me tangere». come gli spicchi d'arancia. Tra i metodi più specializzati per la dispersione dei semi si ann overano quelli delle piante parassite. dove si trovano fino a due dozzine di noci confezio nate quasi perfettamente. dell'ac qua. In ques ti casi i germogli spuntano. vengono prima portati in giro dal v ento. Si noterà che i meccanismi di dispersione dei semi e gli animali associati formano un complesso altrettanto specializzato di quelli osservati a proposito dell'imp ollinazione. La Fedia cornucopiae. e cadendo a una certa distanza dall'albero. e poi mossi sovente lungo le coste dal gioco delle correnti operanti al la rgo. roditori e formiche. In alcune piante lo stesso capo fiorale può elaborare dispositivi assai variati. Ad esempio la Mora excelsa ha g rossi semi piatti che non rotolano né si possono diffondere in altro modo. e i più forti e meglio piazzati vincono la corsa alla luce. una pa rente tropicale delle nostre ortiche. Quando maturano i semi. scriveva che vari alberi del giardino finivano con il venire circonda ti da una schiera d'altre piante. quelli tipicamente interni con un pappo piumo so per la dispersione per via aerea. e mostrano di possedere accentuate tendenze evolutive. mentre vento e pioggia trasportano i semi rimasti allo scoperto. e in seguito possono venire trasportati più lontano dall'acqua. e quelli esterni senza pappo. il caso più straordinario è quello che riguarda la noce del Brasile e le specie affini. dei grossi animali e delle formiche. piantina delle regioni mediterranee.forse uno su un milione. dovranno affrontare rischi imme nsi. Un grosso fico alla fine si trovò attorniato da 14 piante avventizie. per le or chidee . I semi dell'Ag ropyrum junceiforme. I frutti di cacto possono venire mangiati da uccelli. e i cu i semi restano per lo più ai piedi dell'albero progenitore quando gli animali che divorano la polpa hanno fatto a pezzi il frutto. vengono espulsi da un meccanismo a esplosio ne. che restano m olto più a lungo nel capo fiorale e vengono scossi all'esterno tutto attorno alla pianta genitrice. i lobi fiorali si rigonfiano verso l'alto e diventano dolci e sugosi. che si stacca quando il frutto . Ridl ey.pesante fino a 2 chili . basta a perpetuare la specie. I semi del fiore di vetro. N. . Nella maggior parte dei casi si osservano anche la consueta sovrapproduzione e g li sperperi vigenti in natura. di cui si darà descrizione in sede appropri ata al capitolo 23. L'evoluzione ha perfezionato i semi rendendoli atti a resistere al freddo e alla siccità.

All'estremità opposta della scala vegetale troviamo il cocco. ma può essere privo dell'embrione. e queste plantule sovente sono molto divers e dalle forme adulte. dotata di scarsissima riserv a nutritizia. che un po'"per volta passa alla fase vegetale successiva. o di prolungarla o differirla in un lungo periodo di tempo. E" stato fatto il conto che se giungessero a maturazione tutte le spore emesse d a una vessia di lupo gigante di media mole. riescono in qualche modo (casuale o sofisticato) a trovare un posto dove insediarsi definitivamente. felce o fungo. variabile dal 5 al 20% rispetto all'80-95% delle piante in accrescimento attivo. LA NASCITA.Capitolo 16. Per for tuna solo una minuscola percentuale di spore o semi giunge a maturazione e basta ad assicurare la continuazione della specie. la riserva alimentare permette all'embrione di svilupparsi senza alcun aiuto per alcuni giorni. muschio. nessuno dei quali ha probabilità di verificarsi in natura. I minuscoli semi d'orchidea non dispongono di riserve nutritizie. ne risulterebbero tante che. quali la bollitura o il vuoto spinto. uso questa espres sione perché già abbiamo visto che molte delle piante più primitive hanno una fase ses suata ed una asessuata. Ma di solito è presente qua lche tipo di pianta embrionale: si può osservare l'inizio tipico della radice e de l germoglio accanto alle foglie seminali o cotiledoni. come sono quelli della lattuga. messe i n fila. I semi più sviluppati sono quelli delle erbe. Questo è l'ovvio motivo per cui i commercia . potrebbero compiere cinque volte il giro dell'equatore. Inoltre l'acqua contenuta in u n seme viene controllata rigorosamente da forze interne. emette una sottile escrescenza cava non particolarmente differenzi ata. questi sem i si possono paragonare a un feto di mammifero. perché magari non è stato nemmeno fecondato quando è caduto dall'albero. ed è possibile estrarne l'acqua di solito solamente con metodi artificiali. Anche nel caso di semi abbastanza piccoli. Il periodo intercorrente tra la produzione dei semi e la germinazione non è propri o tutto dedicato alla diffusione e alla ricerca di condizioni adatte per germogl iare. le cui noci hanno riserve così ingenti che i germogli cresciuti al buio. Prima di germogliare i semi non hanno in pratica nessuna attività interna. e in realtà sono fatti solo di poche cellule non differenziate. Ciò si de ve al loro contenuto d'acqua estremamente basso. Il seme del ginkgo è ben sviluppato e d ha una grossa scorta alimentare. che nei cere ali e in molte leguminose può corrispondere al 90% del peso del seme. Nella maggior parte dei casi questi intervalli e i «meccanismi d'avviamento» esterni s'incaricano di assicurare la germi nazione al momento giusto. Alcuni possono ritenere che la produzione effettiva di semi o spore sia in realtà una nascita. e i semi dipendono spesso da c erti fattori esterni per poter germogliare. ma la germinazione e lo sviluppo delle orchidee dipendono dall'associazione con un fungo . mentre gli animali . Invece la maggior parte dei semi dispone di una riserva alimentare. come a volte li chi amano i botanici. per la prontezza con cui avviano il processo di germinazione.come vedremo in segui to -. per cui si tratta di un caso speciale. in condizioni favorevoli. dove le radici con foglie e stelo embrionali mostrano già il modello di quella che sarà la pianta adulta.noi compresi battono cassa per avere cibo subito. Qui avviene la nascita o la germinazione. e perciò incapaci di fabbricare una nuova scorta alimentare. può anzi trattarsi di un periodo molto lungo. Una semplice spora di alga. d opo 15 mesi hanno consumato solo la metà della loro dotazione di nutrimento. si otterrebbe una massa corrispondente ad 800 volte il peso della Terra. In qu esto modo il cocco può insediarsi in posti forniti di pochissima acqua dolce. e se ciascuna di queste producesse a sua volta spore che andassero anch'esse tutte a buon fine. e garantirgl i l'autosufficienza per parecchie settimane. mentre essa rappresenta di fatto uno stadio intermedio tra una pian ta adulta e un'altra .un periodo in cui questi disseminuli. nelle quali viene spesso immagazzinata la riserva nutritizia. che non vengono meno pr ima che abbia funzionato il meccanismo scatenante della germinazione: i semi son o praticamente incongelabili.

come è proba bile. Molto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati i semi vecchi. e se i semi hanno uguale età. A lcuni sono vitali . il limite di longevità di questa pianta risulta notevolmente prorogato. Alcuni semi germogliano non appena maturano. A volte non si tratta che di un accorgimento inteso a garantire che i semi possano germogliare nella primavera successiva alla loro m aturazione. In molti altri casi il letargo prolungato fa sì che in una partit a di semi una certa percentuale possa germogliare ogni anno su un lungo arco di tempo. Nel 1951 sono stati trovati in Giappone tre semi vivi di loto assieme ai resti di u na canoa in fondo a un lago. Il contenuto d'acqua dei semi confezionati si aggira sul 4% .solo per poche settimane. preparati in condizioni di bassissima umidità atmosferica dopo ac curata essiccazione. I semi però p resentano ampi scarti di tolleranza all'essiccazione. In molte piante.le piante sviluppate d a semente vecchia possono essere striminzite o dare minore resa. ossigeno e giusta temperatura. la semente è programmata in modo che una parte germoglia subito. e lo stesso accade per i semi di riso selvatico e di cer ti agrumi. già basso. L'inerzia iniziale del seme e delle spore significa che per un certo tempo sono in grado di sopportare difficili condizioni ambientali. e fatte risalire a milion i di anni fa. ma in certe alt re succede il contrario. Numerosi fattori motivano un periodo di quiescenza. Lo Xanthium pennsylvani . che impedisce ai germogli di trovarsi esposti al l'arsura estiva. La maggior parte delle s pore è in grado di germinare e germoglia molto rapidamente. Semi di betulla sono stati conservati per lunghi periodi senza perdere la loro vitalità.01%. nel cavolo e nel trifoglio . e non dobbi amo occuparcene in questa sede. sono state successivamente fatte rivivere. ed esiste un'ampia gamma di semi che riescono a germogliare anche dopo un secolo o due. quando ci sono buone prospettive di crescita. si abbassasse fino allo 0. Il fenomeno è controllato tipicamente da un periodo di tempo freddo ma abbastanz a umido. la datazione con il radiocarbonio aveva attribuito al legno della canoa più di 3000 anni di età. Ma i semi dell'acero da zucchero muoiono se il loro contenuto d'acqua scende al di sotto del 30% circa. non appena sussistano condizioni i deali. In ogni partita di semi vecch i si trovano percentuali crescenti di semi morti. che si possono datare a 6000. Molte piante mediterranee non germogliano sotto l'azione di un periodo iniziale a temperatura elevata. Le esigenze fondamentali di un seme ai fini della germinazione sono date da acqu a.cioè capaci di germogliare . ad e sempio nelle piante annue e nella maggior parte delle piante delle specie alpine .ad esempio ne lla lattuga. I semi dello sparto arenicolo Spartina maritima perdono la loro vital ità in 40 giorni all'asciutto. sebbene ciò non sia in a lcun modo indispensabile: si sa ad esempio che le spore del licopodio possono so pravvivere fino ad otto anni. sia pure in via eccezionale. Il fatto c he molti semi non germoglino necessariamente. come accade per i fagioli e il grano. quando l'inverno può distruggere i teneri germogli. nel granoturco. Ma l a vitalità massima conosciuta attualmente è quella dei semi di lupino artico scopert i nel permafrost polare. come nei fagioli "mungo" tropicali. I semi possono durare per periodi molto diversi.nti di sementi più aggiornati vendono molti semi in confezionamenti sigillati e im permeabilizzati. mentre il resto spunta come se nel seme agisse un meccanismo ad effetto ritardante. Per quanto riguarda la sola durata si possono prendere in considerazione i ba tteri: specie mobili trovate congelate nell'Antartico. tanto più che l'invecchiamento e la morte dei semi ci sono tutt'altro che noti in ogni loro aspetto. In alcuni casi . Molti fattori possono contribuire alla perdita di vitalità di un seme. sebbene il contenut o d'acqua. Certi semi in pratica vanno essiccati prima che possano germogliare. Sono stati fatti ge rmogliare semi di loto indiano che certamente non avevano meno di 1000 anni. per cui non sorprende ch e ne possano venire colpite le capacità germinative. è altrettanto interessante dei primati di vitalità. come ad esempio in certe specie di trifoglio. I semi di molte erbacce possono restare vitali per decenni. anche se hanno già cominciato a germogliare. s pecialmente quelli di piante tropicali come il durian e la mangrovia. piuttosto che in analo ghe condizioni d'autunno. o fors'anche 10000 anni f a. ma restano vivi per almeno 8 mesi se vengono conser vati in acqua di mare! Altri semi invece si possono bagnare ed asciugare parecch ie volte senza danno.

«molte piante hanno messo a punto meccanismi che consento no loro anzitutto d'ignorare il presente e di prevedere il futuro. quali quelli del tabacco. in attesa che ven ga la luce a liberarli dalla loro prigionia. provocato con l'oscurità. si ha la produzione imma ncabile di prole ad epoca data. Una chiara finalità si rileva dalla fotofobia della zucca amara o coloquintide. essendo inutile che una digitale spunti sotto una den sa cupola di fogliame. Thompson. e induce a credere che i semi riescano a distinguere le vari azioni d'intensità luminosa. L'umidità fa scattare il me ccanismo di germogliazione. I cacti in regioni così calde spuntano meglio tra 30 e 40 gradi C. con qualche probabilità di poter mettere radi ci prima di trovarsi esposto al calore bruciante del deserto. Come ha scritto P. L'indugio invernale dipende di solito da un processo detto di svernatura. spuntano quelle di tipo est ivo. buone o cattive che siano le condizioni. di molte primule e di c erte lattughe. che vive tipicamente sui macereti sabbiosi e ghiaiosi.il fattore di gran lunga più comune . produce due semi per ogni capsula. Lo spuntare delle digitali nelle radure dei boschi rappresenta sovente un avveni mento spettacoloso. germogliano prevalentemente erbe annua li di tipo vernengo. come succedeva durante la prima guerra mondiale. e si trat ta di un avvenimento rapidissimo. della digitale. dove. ma solo in assenza completa di luce. in alcune piante delle lagune salmastre e nel loto giallo indiano. Altri semi invece non tollerano la luce: le cipolle ne sono un esempio casalingo . I semi che hanno b isogno di oscurità per germogliare possono riprendere il loro stato di letargo se vengono esposti a un breve bagliore luminoso. e dispongono in questo modo di un altro sistema di dispersione: lo si trova in molte piante delle regioni temperate che vivono lungo le rive dei fiumi. Le temperature dei deserti sono collegate all'andamento stagionale. Il letargo di queste ultime.. il che fa sì che il germoglio se ne stia sotto terra. Le erb acce sono insuperabili nello scaglionare la loro vitalità di germogliazione sull'a rco d'interi decenni. o putrefazione delle sost anze chimiche ad azione inibente incorporate. quando le granate aravano il terreno delle Fiandre. o vern azione.cum. mentre tra i 26 e i 30 gradi C. Alcuni germogli di piante acquatic he galleggiano. E" stato calcolato che per ogni ettaro di terreno coltivato ci sia al meno un miliardo di semi d'erbacce nascosto nella terra umida.o dalla graduale putrefazione. Anche le piante acquatiche hanno bisogno di luce sufficiente per germogliare. dove i germogli hanno molto m aggiori probabilità di crescere e sopravvivere. A. spuntando ogni qualvolta vengano portate alla superficie d el suolo dai lavori agricoli. Il notissimo spinacio sel vatico ha un seme grosso che germoglia subito. ma anche gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte hanno spesso importa nza cruciale. e fa sì che sia assicurato il letargo alla luce rossa ch e filtra attraverso il fogliame. Alcuni semi attiva ti dalla luce devono restare esposti alla luminosità di giornate lunghe o brevi pr ima di poter germinare: così i semi di betulla devono avere 16 ore di luce al gior no prima di entrare in germogliazione. «Un anno di semente e sette anni di erbacce» assicura un vecchio giardiniere. che è una specie di lappola americana. perché le piante possano insediarsi prima che ve nga meno l'umidità. una volta avvenuta l'unione sessuale. e piccoli semi di tre tipi divers i germoglianti a varia scadenza. Una parte importante tocca anche al . Non esiste nulla di simile nel reg no animale. si può interro mpere con l'illuminazione bassissima anche di un solo minuto. o dilavamento.. e regolano l a germogliazione di piante concomitanti: così se piove nel deserto del Colorado e la temperatura si aggira sui 10 gradi C. originando fantastiche fioriture di piante annuali di papaveri. la luce è il fattore principale che le porta a germi nare. che può essere controllato dalla temperatura . Un fatto piuttosto sorprendente è che occorre anche la luce perché possano germoglia re molti semi. dov e quello inferiore germoglia rapidamente mentre quello più in alto ha la caratteri stica innata di osservare un lungo periodo di letargo. Il freddo invernale è il principale agente di controllo della svernatura. e inoltre di misurare il passare del tempo rilevando il sopraggiungere e il trascorrere dell' inverno». Il che significa disponibilità di acqua poco profonda. Questa «capacità di fotocellula» effettua infatti la misurazion e qualitativa della luce.

In Gran Bretagna l'epilobio si chiama anche erba del fuoco. Nelle regioni dei tropici certe acacie ed albizzie costituiscono la nota dominante del paesaggio. Altri si sfascian o per la putrefazione causata da batteri o funghi. mentre l'altro ha incorporata la capacità d'ibernazione fino a cinque anni senza perdere nulla della sua potenza germinativa. e si dicono giustamente effim eri. e poco dopo ha seguito le prime automobili lungo le strade rotabili. Così nella Valle della Morte e in analoghe località dei deserti della California si trovano molte piante annue. sogg .come quelle del pino da p inoli . I piccoli acquazzoni non vi sono infrequenti. La motivazione di questo comportamento pare risieda nel fatto che l'acqua dilav a via un inibitore della germinazione. contengono vere e proprie sostanze antibiotiche per ritardare anche questa eventualità! Molti semi devono passare attraverso i visceri di un animale p rima di mettersi a germogliare prontamente. ad esempio quell i del loto. e un altro seme giallo senza clorofilla.causato in natura dal fulmine . perché spunta prontame nte dove è stato acceso il fuoco.la temperatura e al contenuto in gas a diverse profondità nel suolo. Le piante annue a fioritura invernale sono le specie tipiche . tra le quali va incluso il pisello mirabile (Clianthus dampieri) dell'Australia. e sembra imitare il rosseggiare delle fiamme con i suoi f iori brillanti. come nel caso di molte specie i cui semi sono ingeriti dagli uccelli. Perciò questa pianta si è diffusa lungo i tracciati delle nuove ferrovie. ha un primo tipo di seme verde con un embrione contenente clorofi lla. I semi delle piante del deserto sono forse quelli più sofisticati e «truccati» di tutt i. che germoglia solo dopo es sere passato attraverso l'intestino delle testuggini elefantine . e dove non si era mai vista questa pianta a memoria d'uomo. perché gli automobilisti accendevano fuochi quando si fermavano a fare il picnic. Un altro meccanismo scatenante è il fuoco . e il fuoco stimola i semi a germogliare. e talvolta anche a ll'ossigeno. Alcuni semi rivelano forme di adattamento ancora più astute. impermeabili all'acqua. Una pioggia artificiale anche vigorosissima non riesce a imbrogliare i semi del deserto.come r isulta dagli esempi forniti da molte piante. Ho sentito dire che l'epilobio è comparso in certi posti sull" Himalaya dove è stato acceso il fuoco. e li fa germogliare come e dove possono. e ne hanno bisogno. anche se in ambedue i casi s'inzuppano allo stesso modo. ingranati in quella che Bünning ha indicata come «la struttura temporale de ll'ambiente». perché il suolo viene incendiato ad intervalli r egolari. Dopo il fuoco altri fatt ori favoriscono la rapida germinazione: la luce. la Sals ola volkensii. Nella composita nana Gymnarrhena i frutti di due tipi diversi sono rispettivamente aerei e sotterranei. possono ammorbidirsi per il mutare delle condizioni di umidità e temp eratura. ma questa sostanza viene ricostituita in qualche modo tra un acquazzone e l'altro. e inoltre provvisti di inibitori chimici della germogliazione che va nno dilavati al completo. ma anche la sua digestione è lenta. I duri rivestimenti esterni dei semi.e talvo lta uniche .che non si aprono con altri metodi più ortodossi. Tra gli esempi più strani a questo riguardo c'è quel lo di un pomodoro che cresce solo alle isole Galàpagos. Il primo germoglia dopo la pioggia . che spunta in abbondanza dopo un i ncendio nella foresta. Una salsola. perché possono ricevere la pioggia anche una sol a volta in parecchi anni. questo passaggio di norma elimina le sostanze che inibiscono la germinazione. perché possono appassire nello spazio di poche settimane dopo aver fatto fior i e semi. Il fuoco inoltre è un metodo app licabile per far uscire i semi da robustissime pigne . Molte piante hanno semi di due tipi.ma non se vien e ingerito ed eliminato da qualsiasi altro animale! Questa gigantesca tartaruga ha movimenti lenti. Molti semi passano certamente più volte dalla fase di «via» a quella di «alt». In questo modo si creano quei manti di fiori che compa iono dopo le piogge in certe parti del Nordafrica. provvisti di un piccolo «paracadute» o pappo. e così il pomodoro viene dif fuso molto efficacemente in questo modo.dei deserti più aridi. che li po rta lontano con l'aiuto del vento. ma i semi di queste piante deserticole riescono a fare la distinzione tra una successione di modeste acquat e e un vero nubifragio. l'aria e l'abbondanza di nutrim ento. Nella magg ioranza sono del primo tipo. o possono scortecciarsi muovendosi su superfici dure. Alcuni semi.

poco dopo il primo germoglio. e possa disporre di un trampolino adatto al suo balzo verso l'alto. dalle infiorescenze spinose .una specie arborea malese fino a tre metri -. come si fa tipicamente con i baccelli dei piselli odorosi . con successiva immiss ione di enzimi latenti. condizionate dalla forza di gravità e indipendentemente dalla posizione del seme. o anche soppresso. ma con buona capacità di dispersione. Condizioni del genere potrebbero essere attuate anche dal le peste dei cammelli. si spingono verso il b asso. Essi formano germogli molto più grandi e resistenti alla siccità dei semi aerei. pronti all'occasione quando concorrano adatte c ircostanze climatiche.e infatti si vedono spesso le o rme lasciate dalle carovane pullulanti di germogli. di modo che le radici morte l'as sorbono gonfiandosi e mantenendo l'umidità. In alcune piante fiorenti i cotiledoni embrional i già contengono clorofilla. mentre i tessuti interessati si riattivano in vario modo. I grossi semi di molti alberi delle foreste tropicali possono issare la loro plumula fino all' altezza di un metro o più . Altro esempio particolare. e all'incirca in questo momento ricomincia la vita del sem e. che offrono alle piantine riparo e suolo più compatto . di modo che germogliano sul posto. In questa fase operano forze succhianti vigorosissime. e i germogli di conifere possono produrla anche al bu io. d . invece. a seconda della crescita che fa in una particolare stagione. Le fasi d'attivazio ne che entrano in gioco man mano che si bagnano i tessuti. Que sto mirabile meccanismo di regolazione dilazionata assicura la presenza ininterr otta di semi vitali nel terreno. può raddrizzarsi.di modo che la sabbia trattiene l'acqua più a lungo . Dopo una cattiva annata si trovano solo i frutti del tipo che germogl ia subito alla prossima stagione piovosa. Questi semi hanno grosse riserve nutritizie atte a consentire ai germogli di superare questa fase cruciale con pochissima l uce. segnatamente in alcune varietà d'agrumi. dove la luce riesca a penetrare att raverso la densa volta del fogliame. ricordano in certo qual modo le varie fasi d'accensione di un razzo destinato a entrare in orbita. ugualment e condizionato dalla luce e dalla forza di gravita . e il giardiniere può accelerare la germinazione togliendo o frant umando tale copertura. in modo che il germoglio sia ben libero dai detriti circostanti.negativamente in quest'ulti mo caso. le cellule cominciano a moltiplicars i. I frutti sotterrane i sono prodotti da fiori situati appena al di sotto della superficie del suolo. sono sprovvisti di pappi ed hanno maggiori dimensioni. frutti di t re tipi hanno insita la capacità di germogliare subito. Quando tutti i sistemi hanno ricevuto il «via». possono mettersi a germogliare quando sono an cora nella pigna.p ari al 50-60% del peso -. La prima fase di questa assunzione d'acqua non è necessariamente regolata dal seme. Dopo annate buone. anche i semi morti possono assorbire acqua. produce frutti di tre tipi. anzi. e restano nel tessuto del la pianta genitrice morta e lignificata. e non sono esposti all'evaporazione superficiale. Alcuni semi di conifere. Così i semi sotterranei che non sono and ati dispersi hanno l'acqua.etti ad elevata mortalità. In certe piante. e non è impresa molto agevole. e il processo può avvenire a nche quando non vi sia disponibilità d'ossigeno tale da permettere lo sviluppo del seme. e il lo ro sviluppo si avvantaggia del fatto che le radici morte della pianta genitrice da principio si raggrinzano e formano dei capillari nel terreno. l'embrione sessuato deri vante dalla fecondazione del fiore può risultare accresciuto. Un rivestimento molto duro o impermeabile impedisce ovviamente al seme d' assorbire acqua. si dirige verso l'alto. La clorofilla comincia a formarsi di solito quando il germoglio o le foglie del seme arrivano a vedere la luce. non appena il seme ha un adatto contenuto d'acqua . ma a questo scopo occorrono diverse combinazioni di luce e temperatura. molto più delicata. finché esce all'a perto e la punta della plumula. Molto spesso lo stelo della plumula è piegato ad uncino. Lo Pteranthus dichotomus. La germinazione comincia con l'assorbimento dell'acqua. o plumula. e si segnalano primati fino a 2000 atmosfere. questa cosiddetta «imbibizione colloidale» viene sostituit a da forze osmotiche. o le operazioni necessarie per memori zzare i dati in un cervello elettronico. a media scadenza e molto d opo. o radicola. e non può avvenire senza d i essa. Però. si tratta di un uncino relativamente duro che si fa strada scavando nel terreno. mentre le strutture della radice iniziale. Basta una lieve pioggerellina a riempirli d'acqua rapidamente.

con emissione di ammoniaca e formazione di sali a . Tra le piante più o meno sterili che si sono trasformate in erbacce di successo o col onizzatrici. varie specie di menta. Ne è un esempio il calamo aromatico. I funghi. se non altro quelli di maggiori dimensioni che forniscono i comuni fun ghi mangerecci ed altri corpi fruttificanti. per favorire i propr i interessi immediati. Il motivo per cui i cocchi e i semi di altre palme possono sopravvivere tanto a lungo. dipende dal fatto che il cotiledone cresce "dentro" la scorta nutritizia fino ad assorb irla completamente. Due specie di sargassi possono moltiplicarsi solo in questo modo.come abbiamo già visto . o la misura del la loro malvagità secondo i vari punti di vista. altri invece in un ciuffo su un lungo gambo. Molte piante primitive hanno «occhi» o gemme di crescita staccabili.. colpendole. tendono ad espandersi a raggera.il seme si mantiene con le scorte nutritizie incorporate.a parecchi «embrioidi» asessuati che derivano da altre parti dell'ovulo (cellule nuc ellari). assolutamente sterile. tuberi o radici di deposito. la pianta introdotta era unisessuata e incapace di riprodursi. Capitolo 17. Certi muschi port ano gemme del genere in una rosetta di foglie disposte a tazza. e rappresentano i precursori dei dispositivi congeneri elaborati per espellere i semi dalle piante fiorenti. mentre contemporaneamente spinge in alto un germoglio e le foglie. nel t erreno di cui essi si nutrono. impiegando questo tempo per emettere radici esterne. di alcuni dei quali si sa che hanno parecchi seco li di vita. Analoghe coppe a percussione si ritrovano anche in alcuni funghi. Opportunismo. Il successo del seme dipende naturalmente dalle possibilità della radicola di trov are umidità e nutrimento in quantità adatte. Quest o tipo di diffusione è quello che dà tanto successo a molte erbacce. Si trova un anello tipico d'erba più rigogliosa e scura proprio all'es terno del cerchio fungino. è «la politica od abi tudine di adattare le proprie azioni.che sovente integrano il seme. va compresa la strisciante "veronica filiforme". Questo è spesso il caso delle piante acquatiche. Altre piante a struttura più semplice si rigenerano prontamente dai loro frammenti. e le gocce di pioggia. c he danno fiori e semi solo a lunghissimi intervalli. Alcune plantule. nella descrizione datane dal dizionario Webster. o micelio. possono sbalzare le gemme a un metro di distanza. introdotta in Inghilterra nel 1842. che emettono semi raram ente e si moltiplicano per radici sotterranee. Questi metodi vegetativi si ritrovano spesso nelle piante colonizzanti che si sv iluppano dai semi in un nuovo ambiente e lo trovano insoddisfacente per la fiori tura e la produzione dei semi. Quanto sopra calza perfettamente per molte piante le quali. i bambù dalla rapida diffusibilità. Ne derivano germogli identici alla pianta genitrice. e il processo di crescita continua ininterrotto per dare l uogo alla pianta adulta. introdotto in Europa dall'uomo. che deve la s ua ampia diffusione ai rizomi che si spezzano e galleggiano sull'acqua. compresi i muschi palustri e certe alghe. La loro diffusione raggiata dipende dal fatto che essi esauriscono il terreno e po ssono trovare nuovo alimento solo fuori del loro punto d'origine. Altro es empio è quello dell'elodea canadese. Infatti certe piante che si moltiplicano in quest o modo sono o diventano sterili. Certe gigliacee possono anche non spuntare nemmeno dal suolo. GLI OPPORTUNISTI. ma per un certo tempo .. Ma nella maggior parte dei casi le foglie adulte tengono dietro ben presto alle foglie cotiledonari. alle circostanze. creato dall'attività dei fili fungini. concentrando gli sforzi sullo sviluppo delle parti sotterranee. in particolare quelle di specie che producono bulbi sotterranei ..d el tipo noto tecnicamente come vegetativo . hanno messo a punto altri mezzi di sviluppo . che a un dato momento bloccò i corsi d'acqua dopo essersi sviluppata rapidissimamente da pa rti spezzate.. sempr e puntando su opposte probabilità. senza tenere conto dei principi fondamentali o delle cons eguenze finali». Ne derivano i «c erchi delle streghe» o «delle fate». nel loro primo anno possono limitarsi ad espander e le foglie cotiledonari del seme. flagello dei prati da gioco. Nell'epatica Ma rchantia queste gemme sono alloggiate in minuscole coppe. mentre le lenticchie di pal ude fioriscono di rado e vengono trasportate dalle zampe degli uccelli palustri.

E" stato detto che sarebbe impossibile misurare una sola pianta vecchia di felce aquilina. Una pianta si diffonde verso l'esterno di un metro all'anno. ma mentre l'età di un cerchio delle streg he si misura a spanne o in decimetri. Le armillar ie. per cui si originano nuove piante fino a quasi 30 metri di distanza dal tronco progenit ore. l'acanto e la romneya o papavero arboreo. Alcune piante introdotte originariamente a titolo ornamentale hanno rivelato ide ntiche tendenze infestanti . e rappresenta la spiegazione più accettabile della manna citata nella Bibbia: i botanici comunque lo chiamano lichene della manna. Altri funghi invece si moltiplicano nel legno. Qualche specie appresta anche speciali condutture. Questa capacità viene sfruttata prontamente da piante quali il pioppo tremolo e il ciliegio. con tattica che ricorda quella de i funghi che fabbricano i cerchi delle streghe ed esauriscono le riserve nutriti . sono parassiti mortali degli alberi. La crosta di lichene crescendo si arrotola e si spezza: i frammenti vengono portati in giro facilmente dal vento. vivo o morto. forma ndo un guaio perenne di erbacce inveterate: felce aquilina. Le piante superiori hanno radici. vi sono subito gemme di crescita di età diversa pronte a subentrare con nuove fronde. che divora e polverizza il legno morto. come ben sanno parecchi padroni di casa. Questo è il modo normale ed inesorabile di diffusione dei funghi terragnoli. e se viene un temporale sono port ati via dall'acqua. vilucchio e temibili equiseti. e il viluppo sotterraneo di radici è stato valutato sui 2500 chili per ettaro. temuti da i giardinieri e dai forestali. cresce sulle rocce nude ed ha spesso forma circolare. Molto spesso piccoli f rammenti di radice possono rigenerare la pianta intera. e si segnala un caso di ostruzione di una tubatura del diametro di 15 centimetri per la lunghezza di circa due metri. tanto è esteso il suo sviluppo. si decompongono. Succede così che grandi masse di licheni si depositano negli a vvallamenti del terreno quando l'acqua se ne va. Quella curiosa associazione tra un fungo e un'alga che è il lichene. varie euforbie. e penetrano fino alla profondità di 20 metri sotto terra. Più insidiose sono le piante erbacee che vanno più lontano e più in fretta. i «bambù messicani». I rizomorfi possono invadere il terreno per parecchi metri all a ricerca di nuove radici d'albero. e si segnalano casi di mucchi e normi che hanno consentito di raccoglierne anche a 5 chili per volta.mmonici che a loro volta stimolano la crescita dell'erba. dette anche funghi del miele. come accade anche per ce rte erbacce dalle radici provviste di cuffia radicale (piloriza). fungendo da punti di ricaccio se un erbicida selettivo elimina la parte superior e del germoglio. le cui parti sotterranee sono più germoglio che r adice. e in seguito al l oro disfacimento si può originare un altro cerchio verdeggiante d'erba scura e rig ogliosa. la cui comparsa spiega il nome che viene dato loro in certe parti di «funghi a s tringhe da scarpa». a quattro metri di profondità sotto terra. Se si distrugge la par te aerea. gramigna.quali l'enorme poligono giapponese. Talvolta all'interno d el cerchio più scuro si osserva un altro anello di terreno completamente spoglio: ciò dipende dal fatto che il suolo si dissecca completamente quando è tutto invaso d i cordoni fungini. Questo tip o di lichene si può macinare e cuocere come il grano. Ad intervalli por tano dei piccoli tuberi che si staccano se le piante vengono divelte dal suolo. Altri licheni a tendenze tridimensionali più accentuate si spezze ttano. A volte queste stringhe s'infiltrano nelle c ondutture dell'acqua come radici d'albero. e anche in questo caso abbiamo a che fare con le usanze e credenze popola ri. An che in questo caso si formano cordoni rizomorfi in grado di attraversare per par ecchi metri una sostanza inerte come il cemento alla ricerca di nuove fonti di n utrimento sotto forma di travicelli o assiti. podagraria . Certe piante si muovono in una sola direzione. o da arbusti quale l'olivello spinoso. I licheni crostosi del genere Lecanora crescono in tutte le steppe e i deser ti asiatici. Man mano che i cordoni fungini muoiono. molte delle quali possono mettere gemme e germ ogliare ad intervalli. e producono nere «radici» sotterranee dette rizomorfi . ad esempio nel tarassaco. ed è quello che ha fatto pensare a streghe o fate danzanti in t ondo. con altrettanta inesorab ile progressione. quella di un lichene si calcola in frazion i di centimetro. Altro temibile fungo dotato di analoghe capacità è il "fungo della carie secca".

Il farfaraccio associa la produzione in massa di radici alla formazione di fo glie tanto lussureggianti. Abitudine condivisa da molti parenti tropicali dei gigari. Questa soluzione non è mai sembrata molto felice agli occhi dei giardinieri . o gettate molto più lunghe che infine si p iegano verso il basso e mettono radici in cima. e manca poco che sia verità. resta collegata con la pianta genitrice finché gli stol oni marciscono e. quei germogli a basse arcate che originano plan tule ad intervalli. mentre l'altra avviluppa l'intera Isola Meridionale. e la gialla O. e fo rniscono abbondante sostentamento ai rampolli. La diffusione di questi bulbi sotterranei dal capostipite centrale è causata qualche volta . e mortali in veste di erbacce. Prima che ve nisse introdotta nelle Isole Britanniche. che tuttavia si manifesta in tutta la sua eleganza nelle piante acquati che. pescaprae nei Paesi mediterranei. Tuberi e bulbi carnosi sono solo versioni migliorate di una gemma radicale. quali la rosea Oxalis floribunda in Gran Bretagna. si liberano e cala . che vengono così trascinati verso l'este rno. Altre producono una massa così compatta di radici. dove ha trovato condizioni di crescita ideali.suini giovani perché il lo ro apparato digerente distruggeva i bulbilli. con bulbilli ad una certa distanza dalla pianta genitrice. a differenza di quello dei porci a dulti. che trova una replica nei tropici ad opera della Thladiantha imparentata con le zucc he. alla fine della stagione. da non lasciare ad altri germogli la possibilità di spu ntare. Certe piante primitive possiedono questa capacità. ed anche oggi le prospettive sono alquanto aleatorie. La sfogliatura non fa che stimolare la produzione di nuovi bulbilli. In quest'ultima si formano cordoni di 5-10 tuberi lungo i germogli sotterran ei. ed ha originato la s toria secondo la quale si tratta di due sole piante di rovo. la verga d'oro e la canna comune di palud e. Questa progenie. C'è una certa ironia nel fatto che la pianta originaria introdotta nel bacino de l Mediterraneo (a scopo ornamentale a Malta) fosse una forma sterile: la sua inn umerevole progenie non fa semi. Ne sono esempi certi parenti delle cipolle. noto come pianta d'appartamento sotto il nome di H artwegia. Chiunque abb ia visto questa acetosella gialla «piè di capra» . si renderà conto di come l 'Oxalis pescaprae sia una pianta di successo. che può estendersi per un paio di metri al l'anno. Esse sono particolarmente efficienti nei terreni coltivati. Ad esempio le ortiche. La piantina galleggiante del "morso di rana" emette stoloni che da principi o formano nuove piantine adulte. e il Chlorophytum elatum.ad ese mpio nell'Allium paterfamilias somigliante ai porri . Ne è un esempio il topinambur. sono poi certe piante che producono masse di bulbilli sciolti. tuttavia. Varie specie di piante procedono analogamente.zie del terreno: tra queste il lampone. E" piuttosto buf fo il fatto che la maggior parte delle infestanti acetoselle sia sfata introdott a in vari Paesi in veste di piante ornamentali. Ciò si verifica solo quando si formano virgulti che si s taccano presto dalla pianta originaria. la ficaria e specialmente varie specie di acetosella. cioè minuscoli bulbi min iaturizzati. Queste.dalle contrazioni di lungh e radici orizzontali al di là dei bulbilli. ovviamente. una volta giunte a maturazione. con la tattica dei balzi successivi. oppure s i sparpagliano sulla superficie asciutta del suolo in estate. I bulbilli sciolti vengono dissemi nati tutt'attorno ad ogni tentativo di sradicare la pianta capostipite. Introdotto in Nuo va Zelanda.così detta. Fino a poco tempo fa non esisteva alcun mezzo chimico efficace contro l'acetosella. da uno dei su oi mezzi di diffusione . il rovo a more nere s i è rivelato una delle piante infestanti più maligne del Paese.tappezzare vigneti ed oliveti. una che avvolge tut ta l'Isola Settentrionale. il Ministero dell'Agricoltura raccoman dava di far pascolare maialetti sui terreni infestati . da non lasciar crescere niente altro in mezzo. Alla superficie del suolo il modo più facile di diffusione concesso a una pianta s embra essere a mezzo di stoloni. come nelle fragole. Efficientissime in termini di opportunismo. dove l' aratura disperde la progenie su ampio raggio. come nel rovo. il metodo non assicura abitu almente ampia diffusione. mentre sul finire della stagione nuovi stoloni portano spesse gemme. ivi comprese le attraenti felci ambulanti o adian ti. sebbene si formino vaste colonie. o possono venir tr ascinati in basso dalle contrazioni del tubero conico carnoso progenitore.

gettando la plantula fino alla distanza di un metro e mezzo. in cui vengono date alla luce forme giov anili perfettamente sviluppate.. dove i bulbetti possono sostituire completamente i fiori. i cui bulbilli sono provvisti di uncini e formano lappole. Queste erbe acquatiche non solo rendono i fiumi intransitabili. Non soddisfatta del suo capo fiorale alto sette metri. il che a sua volta influisce sull'esistenza del le popolazioni umane che vivono di pesca.no sul fondo. quando i gambi annuali cominciano a marcire in autunno. e scatta in su. Tra le piante infestanti acquatiche di maggior successo si annoverano il famiger ato "giacinto d'acqua" ed una salvinia appartenente alle cosiddette felci d'acqu a. in modo da distrugge re ogni forma di vita acquatica. o la Tolmiaea Menziesii o "toccaeattacca". dove le forme giovanili sono portate da lunghi steli esilis simi. Parecchie erbe. Ambedue si moltiplicano per divisione semplice. ma tolgono loro la luce. Queste minuscole piante h anno foglie arrotondate che formano una specie di coppa staccata. Alcune delle piante grasse Kalanchoë portano i rampolli attorno ai bordi o sulla p unta delle foglie. per raggiungere la quale possono anche imp iegare parecchi anni. Essi si staccano facilmente al tocco. la Furcraea foetida del B rasile produce masse di plantule in mezzo ai fiori. Se la colpisce una goccia di pioggia. I bulbilli possono avere grandissima resistenza: quelli della poa sinaica possono tollerare temperature di 80 gradi C. originano pl antule di questo genere. Anche alcune gigliacee producono bulbilli. nella forma introdotta artificialmente. ma in ogni caso restano mucchi di materiale maleodorante a imputridire su lle rive. le foglie in via di disfacimento sotto il frondame vivo conferisc ono grande spessore al tappeto vegetale. ma la Kalanchoë tubiflora dispone di una speciale attrezzatura di lancio. e traversano il loro corpo più o meno indenni: così la pernice di Scozia mangia quelli del "poligono viviparo" alpino. da dove spuntano a primavera. che possono essere bulbilli. dove forma densi e c ompatti tappeti lunghi letteralmente chilometri e chilometri. A volte i bulbilli vengono ingeriti dagli uccelli come se fossero semi. queste ultime parzialmente formate. e sono stati visti perfino bufali morti sostenuti da queste isole d'erbe. Le agavi muoiono dopo la fioritura. Parecchie felci hanno gemme riproduttive di questo tipo. come accade in molte cipolle. Anche la "lingua d'acqua" emette identiche gemme invernali. . Il primo ha una vescica gonfia alla base di ogni foglia della sua rosetta. come la poa alpina. e consumano tutto l'ossigeno contenuto nell'acqua. a somiglianza di quanto fanno molte altre piante affini. rappresenta un altro caso di pianta sessualmente sterile. La sassifraga inclinata vive in posti così freddi che n on sempre riesce a fare i semi. A tutt'oggi non si è riusciti a distrugg ere queste piante con nessun mezzo che non sia quello di spazzarle via meccanica mente. alcune hanno nomi pittoreschi quali la sassifraga stoloni fera o «madre di mille». ed ha ostruito innume revoli corsi d'acqua tropicali. Molte piante di terra hanno parti aeree staccabili. Naturalmente quando sono in fase gal leggiante possono venir portate lontano dalle correnti d'acqua. Altra rassomiglianza con i semi si nota nella Ramusatia tropicale. viene spinta verso il basso: il gambo funziona come un t rampolino. I rampolli si formano su certi corti picciòli presso la punta delle foglie cilindriche. la cui prole compare sulle vecc hie foglie e mette radici non appena tocca il suolo. e di solito producono anche stoloni vaganti attorno alla r osetta progenitrice. perché questo bellissimo fiore cresce su praterie falciate per la fienagione molto prima che si possano formare i semi. ed emett ere radici nello spazio di poche ore quando cade la pioggia. mentre la felce d'acqua preferisce gli specchi d 'acqua tranquilli come quello formato dalla diga di Kariba. Il giacinto d'acqua. La spettacolosa infiorescenz a lunga due metri della imparentata Agave attenuata si piega formando un grande arco. in modo che gli animali li possono trasportare a distanza. Si osservano anche veri parti vivipari. pronte a svilupparsi con foglie e radici. portando fiori nella metà inferiore e plantule nella parte ricurva superiore . sui quali crescono altre piante. me ntre la seconda produce foglioline piatte appaiate. nel giglio croceo alpino que sto sistema sostituisce spesso completamente la produzione dei semi.

quello di spezzarsi facilmente. Titolo dell'opera originale: "Plant and Planet". parassiti e scrocconi. Copyright © Anthony Huxley 1974. Guerra dei mondi. quando il germoglio più in al to è troppo pesante.in realtà si tratta di u na bromeliacea di aspetto simile a un muschio . cui questa caratteristica ha valso a nche il nome di «chioccia e pulcini».Le piante grasse hanno un altro trucco a loro disposizione. Questa inn ata vitalità è la forza che si agita dietro ogni aspetto dell'opportunismo vegetale. se appena vengono deposti in un luogo fornito di sufficiente umidità. sebbe ne in certe specie esse siano collegate alla pianta originaria a mezzo di uno st olone: è il caso del Sempervivum soboliterum. erba di San Giovanni. INDICE DEL SECONDO VOLUME. 18. si tirano dietro la foglia. Anche semplicement e giacendo alla superficie del suolo producono radici all'estremità spezzata. La comunità delle piante. Alcuni semprevivi formano rosette in miniatura che si staccano con uguale facilità. L'uomo manipolatore. 27. Alcune specie si affidano alla fragilità dei loro germogli. Il tempo assegnato. 19. Strangolatori. Corazza e veleno. Prima edizione aprile 1975. Un a volta caduti al suolo. Un rapporto incestuoso. 30. Arnoldo Mondadori Editore. 26. e da frammenti di radici di giunco. ad esempio . Divelti dagli uragani possono venire trasportati a distanza di chilometri dall'acqua di un torrente. 24. carice e co sì via. erb a pignola. si rompono con estrema facilità. Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1975.assieme alle Crassulae loro congiunte e ad a ltre piante succulente affini. che ha giunture così precarie tra un germoglio rigonfio e l'alt ro. Uno sguardo al futuro. 20. ad esempio il Senecio o "pian te delle candele". *** . Milano. che si abbarbicano al terreno. 22. come ben sa chiunque abbia cercato di coltivarle. Traduzione di Lino Penati. eccetera . 24. Va notata infine la mirabile capacità dei rami spezzati a formare radici. e riescono a mettere radici dando vita a nuove piante . Girovaghi alla ventura. Convivenza. IL PIANETA DELLE PIANTE. Molte piante a tronco succulento possiedono capacità rigenerative alt rettanto strabilianti. Le foglie dei Sedum.rodiola.si moltiplica in parte grazie ag li uccelli che ne usano i lunghi gambi flessibili come materiale per costruirsi il nido. Anthony Huxley. 23. 29. Gli sfruttati. o per l'urto di un animale. 21. o per un forte colpo di vento. Bibliografia essenziale. come nel salice e nell'olivello spinoso. Le piante assassine. e così fragili che si possono spezzare e staccare. Sfruttamento dell'ambiente. Il "muschio spagnolo" così diffuso nell'America tropicale . si sviluppano radici da ogni punto di contatto. pinocchiello. e danno origine a una nuo va piantina. 28. SECONDO VOLUME.

perché può derivare da un ibrido o da una forma selvatica speciale. o rappre sentare forse il risultato di una mutazione: magari non si potrebbe ottenere pro genie uguale dal seme.fenomeno che spesso sembra accompagnarsi a un'eccessiva pro pagazione.lo abbiamo visto nel capitolo precedente .conservano una no tevole capacità di rigenerazione. per stoloni staccati. la lo ngevità aumenta: le alghe possono avere struttura relativamente primitiva.si deteriorano con il passare degli anni. c'è spesso una pianta progenitri ce o capostipite. Tutte le parti di queste piante.può passare quasi un secolo prima che la pianta fiorisca. Altre piante monocarpiche si sviluppano su tempi più lunghi. Qualche volta questa decadenza è causata dalle malattie. E" nota la longevità di una pianta annuale: si tratta di una stagione di crescita. gemmazione ed altri meccanismi creano tanto rapidamente nuove vi te da altre precedenti. sono identiche all'originale. faccia i suoi s emi e muoia. Anche nei luoghi dove pia nte del genere si moltiplicano in via vegetativa. regolate a volte da circostanze esterne. Ma non appena si passa alle piante multicellulari. che consente di osservare le sue abitudini di vita separatamen te dalla sua progenie. e crescono ogni anno.seb bene sia difficile affermare che si tratta di singoli individui quando i process i di divisione. come diremo in seguito. sia che la moltiplicazio ne si faccia per divisione. ed anche nel nostro Paese abbiamo vecchie varietà di meli che hanno parecchi secoli d'età. biologicamente parlando. dopo di che la loro vitalità incomincia a declinare. Al cune piante d'olivo coltivate devono avere migliaia d'anni. quando non si tratta addirittura di un tipo sterile. che talvolta può andare da un anno all'altro.e sicur amente altri spontanei . Sicur amente esistono piante da giardino d'età veneranda che da secoli vengono perpetuat e dalla mano dell'uomo grazie a loro frammenti. dove comincia e dove finisce una singola pianta ? Le piante sono troppo varie perché si possa fare la media della loro longevità. Naturalmente è interesse del giardiniere o del coltivatore propagare un dono finché esso resta vi goroso. IL TEMPO ASSEGNATO. Diremo di una pianta di fragola che è immortale solo perché si moltiplica teoricamen te per sempre senza attività sessuale? e lo stesso di una felce aquilina che diffo nde all'infinito i suoi steli sotterranei per la campagna? o di quella colonia d i mirtilli della Pennsylvania che ha un diametro di due chilometri e si ritiene sia collegata con la pianta originaria colonizzatrice. mentre molte piante superiori . Si può parlare di longevità in un senso più vicino a quello inteso per le specie anima li a proposito delle piante che abitualmente continuano a dare una produzione re golare di fiori e di semi. per margotta o per innesto. Però in molte classi di piante non si manifestano doti intr inseche di longevità. Talvolta ques to processo è rapidissimo. e lo stesso dicasi de i funghi e dei licheni che possono vivere per secoli.Capitolo 18. ed abbia ora la bella età d i 13000 anni? Stando così le cose. ma un s ingolo esemplare può svilupparsi per un tempo notevolissimo. A volte il fenomeno si potrebbe solo definire come una specie di sene scenza. ma a volte . nelle agavi e in certe palme . ma nella maggior parte delle piante «in . i crisantemi e le dalie delle attuali esposizioni di so lito non vivono più di una decina d'anni. segnatamente d ai virus. nonché di formazione di gemme o di piantale. e la seconda per produrre fiori e semi. nonché dalle loro intrinseche caratteristiche. La durata della vita dei minuscoli esserini del plankton si può misurare in giorni o anche in ore . L'età di certi funghi si può desumere approssimativamente dal di ametro dei «cerchi delle streghe» che formano. di cui si dice che uno campa «all'incirca una settantina d'anni». perché non c'è dubbio che certi cloni coltivati .come nelle Puya giganti. Una pianta biennale impiega di norm a due stagioni per il suo sviluppo. e in questi casi di breve vitalità è degno di nota il fatto che tutti i sing oli individui di un clono si estinguono più o meno contemporaneamente. la prima per fabbricare le parti vegetative. a volte invece probabilmente dall'instabilità ce llulare che altera il numero effettivo dei cromosomi man mano che la pianta cres ce e si moltiplica . non si può applicare per loro il criterio approssimato usato per la nostra specie. Qui ciò che conta è la vitalità. Con tutto questo siamo anc ora alle piante che possono frammentarsi e rigenerarsi prontamente.

Le piante possono perire in conseguenza di una s iccità inaspettata.in realtà per inedia. esistono anche nelle piante invecchiamento. di estendere ulteriormente le radici . certe liane dell'America Meridionale o certi cocchi d elle isole Seychelles. Può colpire un solo germoglio di una pianta per il resto normale. quale quella dei raggi cosmici. E" stata avanzata anche l'ipotesi che alcune Cycadine pos sano avere quasi 14000 anni. Nella peloria i fiori normalmente irr egolari diventano la regola. La morte avviene sicuramente per la sopravvenuta incapacità di procurarsi altro nu trimento dal suolo. con un conseguente effetto a «manicotti c oncentrici». Ogni tanto si ve rifica spontaneamente il «raddoppiamento» dei fiori. Come in questi.feriori» non se ne ha prova alcuna. in cui il centro del fiore stes so è pieno di petali in numero superiore al solito. letteralmente nutrite dall'acqua ch e le circonda. Piante così smisurate indubbiamente muoiono di pura vecchiezza: hanno un limite ma ssimo condizionato dall'accumulo di prodotti di rifiuto e dal declino del ricamb io a somiglianza di quanto avviene negli animali. il cui numero si moltiplica enormemente oltre la quantità normale. ma a volte accade quanto si è osservato in occasione dell'ultima disastrosa on data di gelo nei Paesi mediterranei.spetti alla pianta giapponese di Cryptomeria japonica d ell'isola di Yakusima. gli alb eri vengono spezzati o abbattuti dagli uragani. o derivare da sostanze chimich e quali i diserbanti selettivi. sepolti dalle frane. si è costretti a chieders i se circostanze del genere non possano essere imposte da circostanze esterne. malattia e morte. Le specie relativamente delicate periranno se verrà una gelata ecceziona le. originando talvolta la formazi one di un fiore all'interno di un altro. spesso in una strana foggia di cresta di gallo. palme ed altre piante monocotiledon i che non formano anelli annuali di crescita. e felci crestate si ritrovano allo stato libe ro e sono apprezzati dagli amatori. Alcune malattie interne possono colpire le piante. seguita dai 5000 anni del pino a pigne ruvide o Pinus arista ta americano. ma essa può essere d'origine meccanica. potrebbero avere le maggiori probabilità di esistenza lunghissima. Le altre alterazioni mostruose derivano dall . Ora si crede che il primato di lon gevità di una pianta singola sulla Terra . che all'analisi del radiocarbonio-14 rivela di avere più di 7200 anni di vita. e si ritrova di rado nelle piante erbacee. colpiti dal fulmine. della felce aquilina e del rovo a more nere . cioè mostruosità o malformazioni. Naturalmente i risultati sono apprezzati dai giardinieri: molti dei l oro fiori doppi hanno aspetto più vistoso e durano di più. Altre manifestazioni m ostruose sono i processi di proliferazione. ma è possibile che esistano piante in realtà più vecchie. Un'alluvione può asfi ssiare le radici o semplicemente ucciderle.non dispo ngano di riserve speciali e di accorgimenti per conservarle. ma sono più curiose che nocive.piante erbacee che non hanno tronco. e dalla fillodia dove i fiori sono sost ituiti da foglioline ridotte. e a volte sono anche molto più grandi: l'esempio più no tevole ci è offerto dalla digitale purpurea pelorica. che ci da la registrazione visibile dei suoi anelli. e ciò vale anche per un gran numero di piante «sup eriori» . come qualche alga gigante del Pacifico. in cui minuscoli flosculi supplement ari si formano attorno al fiore normale. Il fenomeno della fasciatura o affastellatura è causato da una lesione o affezione che danneggia un momento della crescita. o magari anche da radioattività. che ulivi apparentemente del tutto morti so pra il livello del suolo poterono rispuntare dalle loro enormi vecchissime radic i.nel quale caso le alghe. inceneriti dal fuoco. se l'acqua è salata o altrimenti miner alizzata. e raramente ne menomano il vigore. ma l'ipotesi appare improbabile. L ogorio e lacerazioni ad opera di elementi esterni entrano pure in gioco. Molti giardinieri avranno visto tronchi appiatti ti o multipli riuniti a fascio: il processo può estendersi anche ai fiori. q ualche dracena di Sumatra. p articolarmente dallo sfruttamento al massimo limite possibile del terreno su cui cresce la pianta . Esempi ben noti ai floricoltori di mostruosità sono le margheritine a capolini multipli e la calendula di Scozia. Cacti fasciati o «crestati». Si classificano come affezioni teratologiche .all'opposto delle colonie collegate e i n espansione continua.come fanno le piante grasse o i bulbi . e di fillodia la p iantaggine maggiore nella varietà a rosetta. a meno che . spesso è impossibile identificarne la ca usa esatta. nella quale i fiori superior i vengono sostituiti da un unico grandissimo fiore campanulato. come quelle dei mirtilli americani. Ciò detto.

si può sentire il rosicchiare di migliaia di minuscole mascelle e l'incessante caduta degli escrementi e rifiuti degli in vasori. che spesso abbatte gli alberelli per impadronirsi delle fronde. e non rimase alcuna verzura sugli alberi o sulle erbe dei campi per tutta la terra d'Egitto». il quale è un commensale sprecone quanto nessun altro. neri e lanosi.chiocciole e lumaconi .. Problemi d'importanza relativamente minore vengono causati da insetti come i fil lotomi. Ne ssun giardiniere ha bisogno di essere messo al corrente dell'esistenza di questi succhiatori di linfa. Oltre a questi fattori di rischio «naturali». C 'è inoltre una moltitudine di limacce. E" stat o accertato che la specie che attacca le patate induce la pianta a modificare le sue cellule esterne. ingiallisce e non serve più a nulla. Un acaro rosso invisibile ad occhio nudo si moltiplica così in fretta che in breve tempo la foglia infestata non ha più linfa. affiorando in superficie di notte per mangiare: a tut t'oggi è virtualmente impossibile distruggerle. Particolare voracità hanno l e chiocciole tropicali. anch'esso dotato di uno stiletto perforante. quando si verifica un' invasione di processionarie in un bosco. cimici farinose. che reagisce formando galle. Queste cisti posso no restare inerti nel terreno per molti anni. ed hanno tutti poderosi stilett i cavi per penetrare nel tessuto fogliare e suggerne i succhi. dai minuscoli acari. che possono raggiungere la lunghezza di 25 centimetri. ma ta lvolta anche con i semi. Un numer o incredibile d'animali vive a spese delle piante. la distruzione della vegetazione ad opera di nuvole di cavallette è un avvenime nto scontato dell'esistenza nel Medio Oriente e in Africa: dobbiamo solo rilegge re quanto è scritto nell'Esodo biblico: «Coprirono la faccia di tutta la terra. zecche. Anche i molluschi . mentre grossi bruchi in superficie ed altri filiformi sotto t erra rodono voracemente i tessuti delle piante. divorarono ogni filo d'erba della terra. co n conseguente distruzione dell'habitat della fauna selvatica.. che comprendono afidi verdi. ed ogni associazione tra una data pianta e un determinato insetto provoca la formazione di galle diverse e riconoscibili . ma non appena arrivano nelle vicin anze le radici di una specie vegetale adatta. Meno noto tra questi dannosi succhiatori è un minuscolo verme nematode detto angui llula. dando il via a una nuova invasione. che resecano parti intere di foglie.attaccano le piante in gran numero c on la loro lingua a raspa costantemente rinnovantesi. Quando la pian ta muore. le piante hanno molti nemici.e mutazioni genetiche e si possono propagare. cimicioni somiglianti a bottoni o capsule. insetti fino agli animali erbivori che vanno dai lumaconi all'el efante. I bruchi possono spogliare fino all'ultima foglia una foresta o un frutt eto. e questa sfogliatura può anche uccidere gli alberi: le conifere sono particol armente sensibili. rossi. trasformandole in «cellule di scambio» che affrettano il passa ggio del flusso di linfa al nematode ogni volta che questo vuole mangiare. per rivestirne i nidi in cui depong ono le uova. vermi nematodi. Talvolta. molte delle quali trascorrono sotto terra g ran parte della loro vita. o sventra i tronchi come quelli del baobab per averne i succhi (i quali sorprendentemente contengono un'alta percen tuale d'acido tartarico e sembrano particolarmente apprezzati dall'elefante). Possono essere prese nti in numero astronomico nel terreno. in m odo che il paese ne fu oscurato. le femmine producono uova all'interno del loro corpo. Da quando l'uomo ha cominciato a coltivare specie vegetali per averne un raccolt o. Talvolta le galle non cominciano a svilupparsi finché la larva non sia sgusciata dall'uovo e non abbia cominciato a mangiare. di solito in via vegetativa. Queste sono costituite da corpi di tessuto plan tare di forma e dimensioni assai varie. Molti insetti depongono le uova direttamente nel tessuto della pian ta. insetti simili a scaglie c he s'insediano in un posto come minuscole cozze. la crescita s'arresta quando la la . Le anguillule entrano spesso nei tessuti delle piante e si muovono all'interno di esse. quindi muoiono a loro volta e la cute si trasforma in un guscio duro o cisti. le sostanze chimiche emesse dalle radici stimolano le uova ad aprirsi. Ne risulta una situazione che può dare il via a una reazione a catena per cui cresce notevolmente il pericolo degli incendi e dell'erosione. nonché nelle piante quando vi fanno il loro ingresso: ne sono stati trovati due milioni in una sola cipolla. Altri animali nocivi fin troppo noti sono i bruchi che scavano gallerie tra le d ue facce fogliari. e tutt i i frutti degli alberi.

Il castagno è stato completamente annientat o nelle regioni orientali del Nordamerica. rappresentato da un «orecchione». I funghi sono i distruttori principali del legno morto. Su un tronco di faggio. con trabeazioni irraggianti da una capsula centrale concamerata. ad opera di funghi. tazze o sfere. il mal del carbone . dove le galle sono costituite da sfere cave all'interno. le galle hanno accrescimento limitato e non sono di natura tumorale. Anche i funghi minori attaccano le piante più tenere con un assortimento terrifica nte di ruggini. Il vig ore riproduttivo di questi funghi si calcola in cifre astronomiche: un centimetr o quadrato di una foglia di rosa colpita dalla ruggine può produrre mezzo milione di spore. mentre l' uovo e la successiva larva dell'insetto possono trovarsi nei tessuti o alla supe rficie della pianta. oltre al fungo assassi no originario. della sua ceppaia o di legname tagliato. come se la pianta ospitante avesse il presagio di poter morire.che di solito viene abbattuto da un uragano e mostra la parte centrale fradicia . e attaccano in uguale misura anche il legname: si calcola che nei soli stati dell'Oregon e di Washington non meno del 35% degli abeti bian chi sia colpito da ruggine vescicolare. come è il caso dei Ficu s soffocanti. ma non si accon tentano di attingere nutrimento dalla pianta ospitante a somiglianza del vischio .ha ucciso moltissimi meli. Una v olta che hanno finito di uccidere l'albero . e abitualmente rappresentano il sintorno i nfallibile della presenza di un nemico insanabile all'interno dell'albero. Si parlerà più estesament e di queste piante in seguito. pieghe. peri ed altri alberi della fam iglia delle rosacee sul continente europeo. I funghi aggrediscono gli alberi vivi. Le spore fungine vengono trasportate diffusamente dall'aria. dove un tempo formava grandi foreste.altri funghi saprofiti non tardan o ad aggredire il legno morto. Mol to di rado queste galle provocano danni seri alla pianta ospitante. come nel caso dell'orobanche.rva s'impupa. per cui ogni anno vanno perduti almeno t re milioni di metri cubici di legname. se i coltivatori non ricorrono ad opportune contromisure. Le galle possono presentarsi come ispessimenti. Certe piante parassitano altre specie vegetali con risultati paurosi e talvolta rapidi. e la loro leggerezz . mentre nei climi freddi e asciutti il legno può durare per secoli. il legno morto emana sos tanze volatili che favoriscono effettivamente la crescita dei funghi. anch'essi sono parassiti. per cui la piant a non ha possibilità di scampo. La formazione delle galle sembra rappresentare in gran parte la reazione della pianta intesa ad isolare il parassita con le eventu ali sostanze tossiche prodotte. Nelle fore ste tropicali la decomposizione è rapidissima. Possono spuntare sulle foglie. ad esempio quelle dei liquidambar delle parti occidentali del Norda merica. I funghi danneggiano o distruggono ogni anno almeno il 10% delle coltu re di tutto il mondo. e in misura assai minore dell'edera. sui tronchi o sulle radici. sia che si tratti di un albero caduto. carbonchi. Questi funghi hanno grossi corpi fruttificanti . ho contato più di 30 specie di tali funghi. ne distruggono invece attivamente le strutture interne. e si ritrovano ben presto in ogni parte di un albero malato.gli «orecchioni» ch e compaiono all'esterno degli alberi. che succhia la vita di interi raccolti di fagioli o di trifoglio. dove si sviluppa la larva.dov'è nell'interesse della specie parassitaria ch e la pianta ospitante resista per un periodo ragionevolmente prolungato. Altre s pecie avviluppano le piante ospitanti fino a farle morire. Nelle regioni tropicali le onnipres enti termiti sono le prime a trarre vantaggio dal legno ucciso da un fungo. e su quest'ultima sede sono opera tipica di nematodi od acari. mal della golpe e così via. e impedendo ai vari sistemi circolatori di convogliare acqua e nutrimento come inv ece dovrebbero. A volte sono molt o elaborate. che in realtà di solito si limi tano ad uccidere gli alberi quando già stanno per andarsene. rammollendo il legno i n modo da facilitare l'accesso agli insetti e ad altri distruttori secondari.così detto perché annerisce le foglie come se fossero bruciate . oppure prolungati. pochi mesi dopo che era c aduto al suolo. spesso in misura totalmente sterminatrice. L'insetto procaccia rifugio e provvista di cibo alla sua prole. come nel vischio e nella maggioranza delle specie parassite arboree . ma quando so no molto numerose possono indurre la pianta a dare fiori e frutti con una prodig alità innaturale.

la fusicoccina . invece il virus "nicotiana". da nematodi sotterranei analoghi succhiatori di linfa. Le galle della corona possono ca usare la morte della pianta. spesso angariando seriamente le piante e quasi invariab ilmente indebolendole. di solito solo se la pianta già infetta viene lesionata d all'esterno. Può capitare saltuariamente che essi vengano diffusi anche per mano d'uomo. sono in grado d'invadere le cellule e moltiplicarvisi. Questi ess eri piccolissimi. come quando un'intera serra di pomodori viene pacciamata e spollonata a m ano.quasi ogni genere di piante. e il loro passaggio diretto a nord attraversa in pieno le principali reg ioni cerealicole degli Stati Uniti e del Canada nel volo stagionale di ritorno. di cui in passato si è dubitato che avessero la «vita» stessa.a garantisce la possibilità di coprire grandi distanze. ma prove comparate con pian te non infette hanno dimostrato che queste infezioni virali dissimulate riducono . Sembra che le specie fungine che attaccano le foglie vi entri no attraverso gli stomi respiratori. Se mpre causate dai funghi sono certe formazioni .ora usata pe r far appassire artificialmente l'erba medica. un fungo che compie lo sviluppo su due specie ospitanti. è stato dimostrato c he l'affezione colpisce allo stesso modo parecchie piante che non hanno affinità t ra loro. Alcuni funghi sembrano veramente conoscere la «parola magica» che consente loro di aprire i pori delle foglie. e talvolta contorcendone le fronde o i tronchi (esiste una curiosa malattia da virus che colpisce i meli e s i dice «del legno gommoso»). è impressionante la loro rassomiglianza con certe for me cancerose delle specie animali. Certi virus delle piante si trovano nel terreno e possono infettare dire ttamente le radici. ed è stata isolata dal fungo una sostanza . Ciò accade sicuramente per il cancro dei mandorli e dei peri. e a ggredisce i cereali dopo aver formato galle a coppa sulle piante di crespino.definite con il termine appropri ato di «scope delle streghe» . o possono i nvadere le radici. che si sv iluppano più rapidamente dei tessuti normali. e le misure di difesa antibatteriche sono ancora più difficili da attuare che non nel caso dei funghi. Di tanto in tanto provocano la formazione di galle legnos e dall'aspetto tumorale. Pare possibile che la germinazione delle sp ore fungine e il loro successivo ingresso nei tessuti attraverso i pori siano re golati in parte dalla concentrazione gassosa in prossimità delle aperture. I funghi possono entrare nelle piante attraverso lesioni del tronco. Per lo più vengono diffusi da una pianta all'altra ad opera d'insetti che succhiano la linf a.o se preferite. o la puccinia. Recentemente è stato dimostr ato che anche gli uccelli possono trasportarne in misura assai grande. che le copre di escrescenze sc ure. abitano . ma di solito si rinvengono soltanto nelle cellule. che colpisce tabacco. di modo che le cellule assumono un comportamento an ormale. ma anche con le dita. Le galle possono essere provocate anche dai funghi: alcune forme costituiscono a ffezioni serie come la melanomicosi delle patate. accelerandone così l'essiccazione. I virus attaccano . Perciò è stat a formulata l'ipotesi che la ruggine dei cereali in America venga portata dai me rli che cominciano a migrare nel periodo in cui le ruggini sono infettanti nel M essico.e rigonfiamenti che compaiono sul tronco degli alberi . talvolta modificando evidentem ente la sostanza del nucleo. si prese ntano come escrescenze irregolari di aspetto e comportamento tumorali. Alcune ricerche russe hanno suggerito l'ipotesi che le cellule comunichino tra loro emettendo raggi ultravioletti. Anche in questo caso questi organismi elementari possono pr ovocare la formazione di galle. si può trasmettere alle piante dopo che le dita hanno toccato sigarette inf ette. in modo tipico con gli attrezzi usati per l'innesto e la potatura. spess o conferendo loro aspetto macchiettato o screziato. trasmettendo contemporaneamente malattie ed infe zioni come nel caso dei virus. Le galle secondarie che insorgono su lle piante infestate sembrano causate da sostanze chimiche formate nella galla o riginale e fatte circolare attraverso la linfa. Talvolta non si hanno sintomi visibili. e talvolta dagli uccel li. Note con il nome di galle della corona. i cui sintomi si manifestano con l'avvizzimento delle foglie. ma separate da pareti di quarzo. Anche i batteri provocano malattie delle piante che possono avere esito letale. Tuttavia i nemici più insidiosi delle piante sono costituiti dai virus. pomodori e molte altre p iante. Si crede che ciò possa moltiplicare il nu mero delle divisioni cellulari. Cellule sane sono state infettate da virus di cel lule infette loro vicine.

ma a l capitolo 28 si descrivono alcuni mezzi per metterli nel sacco. e a volte posso no anche portarli a morte. tra l'altro. perché risalgono ai primi anni del diciassettesimo secolo.sono responsabili di un gruppo di affezioni delle piante n ote con il nome collettivo di «giallume». Virus. Naturalmente esistono virus delle specie animali come ne esistono per le piante. I micoplasmi rappresentano le più piccole cellule note a moltiplicazione spontanea. Abbia mo già osservato che le malattie da funghi possono essere veicolate dagli uccelli. eccetera. e. cotone e riso. ritardo ed anomalie della crescita e specialmente produzione di foglie invece di fiori. I virus hanno dimensioni ultramicroscopiche. E" stata formu lata l'ipotesi che forse non esiste un solo vecchio albero da frutto che non sia infetto da virus.che vivono sulla superficie delle foglie. Vedi caso. e che entrano in gioco altri animali.effettivamente l'accrescimento e la resa economica delle piante. quali i micoplasmi e gli spiroplasmi . come è possibile combatterli nelle specie animali q uando non ci siano di mezzo i virus. e pertanto produca al di sotto delle capacità potenziali. il quale provoca serie perdite in colture importanti e disparate quali cocco. che prima si credeva dipendesse dai virus. Un'analoga associazione tra scarabeo e fungo è colpevole della morte di m olti faggi delle Isole Britanniche. E" stato scoperto di recente che altri organismi già noti soltanto negli animali. dove i fiori sembrano portare spruzzi o pennellate di alt ri colori. Con il morbo degli olmi. e causandone così la morte per inedia. Con questo non s'intende dire che gli antib iotici rappresentano il rimedio per le colture infette: un trattamento del gener e sarebbe costoso e potrebbe originare residui indesiderati. dell e piante. stimolando nei cons umatori la formazione di organismi antibioticoresistenti. agrumi.funghi microscopici. batteri ed alghe unicellula ri . In certi casi è possibile controllare questi organismi insidiosi con gli antibioti ci della serie tetraciclinica. sebbene assomiglino ai batt eri. malattia che attualmente sta decimando gli olmi d'Inghilterra e d'Europa. a tutt'oggi la linea d'attacco principale contro i micoplasmi deve sviluppars i contro gli insetti contagianti. o citoplasma. Forse va anche tenuto presente che certe piante ornamentali variegate e screziat e devono la loro decorazione supplementare a un virus che non le indebolisce olt re misura.uno dei quali causa la pleuropolmonite i nfettiva dei bovini . Essi causano l'ingiallimento delle foglie. Questi tulipani sono tra i più vecchi coltivati che si conoscano. E" quasi impossibile distruggere un virus una volta che una pianta è infetta. e possono vivere delle sostanze contenute nel rivestimento esterno originario delle foglie. le cui larve scavano gallerie nella co rteccia. fermenti. che riescono ad inf ettare varietà di olmi allevati appositamente per la loro resistenza. possiedono soltanto un quinto dei loro geni. ma alcuni riescono certamente a degradare il rivestimento ceroso de . tanto che certi virus dell e specie animali possono colpire le piante. Normalmente risiedono nei tubi cribrosi delle piante. ques ti organismi vengono diffusi normalmente dagli insetti e dalle loro punture dopo aver soggiornato su piante o raccolti infetti. Come nel caso dei viru s. e sono sopravvissuti fino ad oggi nonostante il nemico che portano in corpo. Il morbo uccide bloccando i canali che distribuiscono la linfa all'albero. mentre in certi casi si ottengono buoni risult ati con il trattamento al calore. talvolta anche in concorrenza con i parassiti d elle piante. Bybloe m. Bizzarri. sono c omparsi ceppi più virulenti di quelli segnalati in precedenza. Si sa già che certi virus delle piante possono moltiplicarsi nel corpo degli insetti che li propagano. le spore vengono trasportate nella massa dei peli sensoriali situati attorno alla testa ed alla bocca dei giovani scarabei. ma esiste una moltitudine di organi smi appena più grossi . A somiglianza dei virus. micoplasmi e spiroplasmi sono esempi classici di organismi virulenti tras messi da una pianta all'altra quasi esclusivamente ad opera degli animali. Essi non sono parassiti diretti né vettori di malattie. i vi rologi hanno dimostrato recentemente che alcuni virus degli animali e delle pian te hanno tra loro una forte somiglianza superficiale. come nel caso dei tulipani battezzati dagli amatori Rembrandt. sviluppandosi entro la sostanza viva. come uno scarabeo che abita la corteccia degli alberi e diffonde «il morbo olandese degli olmi».

strade. distesi o appoggiati ad altri tronchi vivi. spesso antichi di millenni... E" in gran parte colpa dell'uomo se le piante si estinguono. mentre molti alt ri utilizzano i materiali che trapelano dall'epidermide della foglia. Per una ragione o per l'altra gli alberi delle foreste tropicali possono essere debolissimi. Nello spazio di 24 ore questi an gusti corridoi erano disseminati di alberi caduti. ma po ssono rivelarsi indifese . Nelle piante esistono certe sostanze a funzione non sempre chiara. molli e polverosi all'esterno. cioè con l'inq uinamento mediante fumi e scarichi. senza dei quali non avrebbero potuto usare i loro arnesi di lavoro. un alb ero dalla corteccia intatta come un abete di Norvegia. di gomme e di resine. sebbene certe speci e a limitata diffusione . per cui sembra probabile che questo esercit o insospettato di minuscoli occupanti abusivi affretti il processo d'invecchiame nto delle foglie. e indirettamente l'uomo le può anche distruggere con i sottoprodotti delle sue attività. o può sventrarla senza ombra di rimorso con le ruspe per costruire città. Anthony Smith h a descritto una foresta di questo tipo in "Mato Grosso" con questi termini: "Per molti aspetti si tratta di una foresta della morte.lla cuticola fogliare. E" difficile trovare anche una sola foglia int era: ci pensano gli insetti". o sorprendentemente ritti se nza alcun sostegno.e il fatto non sorprende . Certi orga nismi trasudano sostanze che favoriscono la crescita e presumibilmente possono t urbare l'accrescimento delle piante.contro un attacco combinat o delle cavallette o dell'uomo. perché ogni albero si appoggiav a a quelli vicini e non era in grado di stare ritto da solo. Naturalmente l'uomo è tra i nemici principali delle piante. D'altronde è dimostrabile come questi prodotti ve ngano eliminati attivamente dalla pianta con modalità evidentemente escretoria: co sì un comune ginepro può perdere fino a 30 grammi d'olio etereo al giorno. Le foreste sono i suoi obiettivi in guerra. fe rrovie. . aeroporti. Il giornalista di viaggi Brian Jackman descrive questa foresta definendola piena di «un acre odore di serra. Ne tratterò più estesamente alla fine del libro. Bisogna inoltrarsi nella foresta tropicale per rendersi conto del peso bruto del l'attacco sferrato alle piante vive dagli organismi antagonisti. Un amico mi ha riferito di aver osservato squadre di forestali nell 'Ecuador mentre si tracciavano dei passaggi in una foresta. che si ram ificano per ogni parte della pianta. C'è tutta un'in tera serie di olii. Le piante che producono res ina o lattice hanno canali appositamente riservati a queste sostanze. si sostengono su tronchi mezzo marci.endemiche locali -siano comunque da ritenere già condann ate per un complesso di fattori d'ogni genere. Le piante dispongono per la verità di certe difese contro i nemici naturali. mentre l' albero della gomma emette fino a 50 grammi di zucchero dai nettarii situati all' esterno dei fiori. spesso aiutato dal bes tiame domestico: egli se ne serve per ricavarne cibo e una varietà grandissima di altri prodotti utili. come nelle foglie di conifere provviste di speciali canalicoli resiniferi. E" stata avanzata l'ipotesi che si tratti di sottoprodotti. e le spoglie dei giganti della foresta di un tempo. di piante che imputridiscono e si rigenerano in una specie d'interminabile anarchia di foglie». con l'interno sano. L'apparato potrebbe sembrare troppo complicato p er semplici prodotti di rifiuto. con conseguente aumentata fuga di umidità. vivi e prosperi in cima. Si desidera trovare un albero intero. per cui la resina ad esempio fungerebbe da veicolo delle eccedenze di carboidrati. Può adottare i metodi culturali del disboscamento e dell'inc endio per procurarsi temporaneamente aree coltivabili nel cuore di una foresta. Vi sono grandi tronchi morti. Anche nelle foreste tropicali allo stato naturale questo mio amico notava il rumore quasi ininterro tto degli alberi che cadevano. più che del trionfo della vita che ci si sarebbe aspettati sorvolandola dall'alto. o con un duro involucro che rinchiude un interno cavernoso. di lattici o linfe ad aspetto latteo. Alcuni alberi alti. con foglie non mordicchia te e corrose. Il capitolo 25 da una descrizione esauriente del la loro corazzatura e dei loro veleni. Ci sono i fradici rami bassi. E" altrettanto po ssibile che costituiscano una riserva di nutrimento.

avevano perduto tutte le foglie e la maggior parte dei rami. Ci penseranno presto i vermi e gli altri animali grossi e pi ccoli che vivono nel terreno. come ben sa chiunque abbia fatto un mucchio di terriccio e strame per mutarlo in concime. ma si tratta di eccezioni. quando i l vecchio albero muore e marcisce. Questo processo tuttavia rich iede tempo. Una pianta morta di solito svanisce rapidamente e silenziosamente dalla scena. e i giovani rampoll i calano le radici lungo la corteccia dell'albero «ospitante». mentre resine e gomme formano una massa appiccicosa che indurisce con il tempo. conservando l'acqua all'interno dei tessuti della pianta. nelle foreste dei climi temperati si po ssono trovare file diritte di alberelli che riescono inspiegabili. compre si quelli del vasto gruppo delle acacie. Le piante tenere diventano terra nella terra molto più in fretta. si ha l'impressione che quello nuovo cresca s ui trampoli. l'unica foresta piovosa delle regioni temperate esistent e al mondo. fa pensare che la gomma si produca con processo naturale alla caduta delle foglie. Anche il più gran de albero di una foresta si dissolve a poco a poco. Si trovano tronchi d'albero conservati nelle torbier e. ai batteri e agli insetti. Ma si è pensato anche che la resina aumenti la resistenza della pianta al freddo. Nell'isola giapponese piovosissima di Yakusima i semi ge rmogliano spesso sui rami più alti degli alberi vivi più annosi. erompe in foglie e si ricopre nuova mente». Quest'ultima trattiene l'acqua. dai funghi e dai batteri che si nutrono delle sue spoglie. p erché sovente è biodegradabile. e l 'idea calzerebbe a proposito delle conifere. che sono alberi tipici dei climi fr eddi. in seguito alle esplosioni delle bombe . Già si è fatto cenno agli ulivi colpiti dal gelo che germogliano dall e radici. dopo poche settim ane i tronchi erano ricoperti di foglie nuove. e perciò non soltanto sigilla le lesioni inferte alle capsule. spesso basta il gelo a ridurne i tessuti in poltiglia. Può accadere che un albero in disfacimento fornisca un asilo e un vivaio per giova ni rampolli di propria ed altrui specie. e costituisce un'operazione di restauro a lunga scadenza più che un ra pido mezzo di chiusura protettiva. finché non si s corgono plantule che spuntano da un tronco caduto e mezzo fradicio. Il lattice esposto all'aria indurisce seccando. con il suo aspetto di polvere granulosa. e anche gli steli fibrosi marciranno molt o presto. di modo che. impede ndo l'ingresso alle spore fungine. Ricordo di avere visto durante l'ultima guerra alberi che. dove i detriti a fior di terra costituiscono un severo impedimento p er i germogli d'albero. oppure si mettono a far spuntare gemme latenti sulle radici. La maggior parte delle gomme «lega» dal 12 al 15% d'acqua. Queste gemme latenti si trov ano nei punti più imprevisti. polverizzato dagli insetti. e lo stesso fanno spessissimo gli alberi mozzati o spezzati. Un antenato di Galileo già notava questo fatto scrivendo nel 1424: «Il legno del l'albero è un'immagine della speranza: ferito.specialmente nelle piante le gnose . Alcune di queste sostanze rendono le piante indubbiamente sgradite al palato deg li animali. il che è un fattore di evidente importanza ad esempio per le acacie che vivon o nei deserti. Il fatto potrebbe anche spiegare perché la Cryptomeria japonica nel le regioni calde del Giappone contenga resina in quantità sette volte superiore ri spetto agli esemplari della stessa specie che crescono nelle regioni fredde. e a suo tempo spuntarono nuovi ra mi. Il mucchietto di terriccio e strame ci ricorda come i resti delle piante morte n . che è uno strato sugheroso formato d alle cellule del cambio subito sotto la corteccia. In ogni caso le ferite vengono richiuse alla fine . e altrettanto indubbiamente sigillano rapidamente le lesioni. ciò s ignifica che un albero provvisto di gomma nel sistema non si dissecca mai del tu tto.Una recente indagine condotta sugli alberi tropicali che producono gomma. ma protegge anche i t essuti danneggiati da un nocivo disseccamento. Le piante dispongono anche di sorprendenti poteri di rigenerazione quando vengan o danneggiate.dalla formazione del tessuto calloso. ed altri che si sono fossilizzati. l'oppio allo stato originario. Un posto not evole per osservare questo fatto è l'Olympic National Park nella parte nordocciden tale degli Stati Uniti. altro non è che lattice essiccato essudato dalle fessure pra ticate nelle capsule seminifere dei papaveri. specialmente delle piante legnose.

cioè in una sostanza la cui struttura chimica a tutt'o ggi non è stata accertata dalle ricerche.così solo certe alghe verdiazzurre riescono a resistere a temperature superiori ai 55 gradi C. Capitolo 19. questa materia organica decomposta termina la sua carrie ra trasformandosi in humus. Lo studio di questi fattori. ha composizione collo idale o gelatinosa. Socialmente. e . Per una definizione più comprensiva potremmo adottar e quella datane dal grande biologo tedesco Ernst Haeckel. quali la Posidonia oceanica. mentre un gran numero di fattori può agire ed interagire per def inire la posizione di una data pianta nel mondo. d'altronde.era "la conoscenza della somma dei rapporti degli organismi con il mondo esterno cir costante. Infine i batteri scindono l'humus nelle materie chimiche elementari che ven gono assorbite dalle piante come nutrimento. L'humus. Non esiste discriminazione di alcun genere nel mondo vegetale.o oecologia. con le modificazioni che assu mono nella lotta per l'esistenza. ma solo quando il calore viene moderato dall'altezza sul livello del mare.caratterist iche del terreno (condizioni edafìche) . come si diceva allora . che in sostanza significa il rapporto degli organismi viventi con l'ambiente nel suo complesso. per cui si rigonfia quando è bagnato e si contrae quando è asciu tto. e cioè: clima .. Si possono coltivare rose e mele in Afri ca. altre sono invece individualiste. se non sessualmente. che consentono scambi assai più ampi di quelli che av vengono tra i giocatori su un campo sportivo durante una partita di calcio. perché si sono ridotte in elementi utili. Qualche altra pianta superiore forma grandi comunità in posti dove si crederebbe possano vivere solo alghe marine. per cui abbiamo piante che prosperano nel calore soffocante dei t ropici ed altre che allignano in condizioni di freddo intenso. si d ice ecologia. rendendolo spugnoso ed atto a ritenere l 'acqua. e così continua il ciclo della vita. Certe piante hann o un margine sufficientemente ampio di tolleranza al variare della temperatura. ad esempio la talassi a o «erba delle testuggini marine».. comprese le altre piante (fattori biotici). e la Cymodocea. i diversi gruppi di piante si mescolano l iberamente. Fattori esterni concorrono a limitare le possibilità potenziali di diffusi one d'una pianta. esso riveste le particelle del suolo ed ha importanza fondamentale per mant enere la buona consistenza del terreno. e viceversa per le specie tropicali. sebbene esistano specie che r iescono a sopravvivere con immersioni giornaliere del 5%. ha tanto successo da riuscire ad occupare più di una p iccola frazione di tutto l'habitat possibile. Risultato ancora più apprezzabile. Nessuna pianta. la correlazione tra gli organismi conviventi nella stessa loc alità.utrono la generazione ventura. qualunque esso sia. ma in generale le piante dei climi temperati non crescono nelle regioni tropical i. con le condizioni organiche ed inorganiche dì vita. e non costituisce blasone lo stato raggiunto da una pianta nella scala evolutiva. pianta «super iore» che forma intere praterie nel Mediterraneo fino alla profondità di 60. quelle più diffuse sono le piante molto adattabili e cap aci di migrare o di approfittare delle occasioni offerte dalla dispersione occas ionale. il loro adattamento all'ambiente circostante. . il quale ha scritto ch e l'ecologia .caratteristiche fisiche e topografiche (o fìsiografiche) . anche se alcune hanno grandissima diffusione in certe aree.e infine l'azione esercitata dagli organi smi viventi. Alcuni habitat so no fisiologicamente impossibili per quasi tutte le piante . ed ecce zionalmente di 100 metri. tuttavia. La variabilità del clima mondiale significa anzitutto possibilità di divari enormi d i temperatura. influenzandosi a vicenda in vari modi. LA COMUNITA" DELLE PIANTE. ma ciò nonostante zolloso e accessibile e invitante all'avanzata delle rad ici. la cosiddetta "econo mia della natura"." I fattori che influenzano le piante si dividono in quattro gruppi principali. Alcune vivono raggruppate in comunità della propria specie. Invece nessuna alga è riuscita a t rovare una nicchia abitabile sulla terra asciutta.Di mo do che esistono ambienti apparentemente impenetrabili dove invece riescono ad in trodursi piante esteriormente inadatte.

Gli Stati Uniti d'America hanno diversità climatiche ancora maggiori. Un altro importante fattore climatico. ma il gelo le fa morire: ciò che può crescere in un gi ardino dipende dall'audacia o dalla delicatezza di una data pianta.tutti combustibiliss imi . corteccia e detriti di rami . All'equatore le giornate hanno sempre uguale lunghezza pe r tutto l'anno. è dato dalla piovosità. La successione regolare degli incendi per cause naturali s'intensifica con il co siddetto «clima da incendi». di modo che i giardinieri devono tene r presenti almeno una mezza dozzina di zone climatiche. e giornate lunghe in estate. il limite delle conifere è sui 2500 m etri. comporta la brusca scomparsa d elle piante a foglia caduca all'altezza di circa 2000 metri sul mare. Rispetto alle regioni temperate i paesi tropicali hanno anche un numero diverso di ore di luce solare. l'evaporazione. alimentando l'incendio a velocità allarmante. Tale effetto è più evidente sulle cime tropi cali quali il Kilimangiaro e il monte Kenya. Le prateri e di foraggere si spingono un po'"più in alto. Nel 1968 nell'Australia centrale pre sero fuoco i pascoli per la caduta di un fulmine durante una siccità. con il contributo più localizzato anche dell'attività vulcan ica. Nel marzo 1965 si osservò in Australia un esempio d'incendio causato spontane amente dal fulmine. Molti lembi di foresta africana sono circondati da macchioni di Erythrin . In media il limite vegetal e non supera l'altitudine massima dei 4000 metri. e le ricerche hanno asso dato che il fulmine ha causato regolarmente numerosi incendi prima ancora che en trasse in scena l'uomo. e vi sono dodici ore di luce al giorno. Gli incendi delle praterie australiane si diffondono con velocità da cinqu e a dieci volte superiore a quella di un incendio nella boscaglia. il vento e le nevicate stagionali. e andarono b ruciati più di due milioni di ettari. specialmente nei paesi caldi. a seconda che la pioggia sia distribuita uniformemente durante le stagi oni. Man mano che si procede verso il nord o verso il sud. Tuttavia molte piante si sono adattate alla comparsa regolare degli incendi. nonché sostanze gassose che s'incendiano con estrema facili tà. L'Austra lia ha questo clima: venti caldissimi e secchi. I tipici eucali pti resinosi rappresentano un'esca tra le più infiammabili al mondo: producono inf atti grandi quantità di foglie. Nelle isole Scilly prosperano all'aperto piante grasse che non riescono a sopravvivere nelle parti orientali o settentrionali della Gran Bretagna. dove la flora tropicale delle falde cede finalmente il passo alla flora alpina man mano che ci si avvicina alla vet ta. mentre i bassi cespugli finiscono a 3500 metri. Il fuoco è un fattore esterno di sorprendente importanza. per cui scalare una montagna sortisce pressappoco l'effetto che si ottiene migrando verso il Polo. ma è quella che si può osservare ugualmente sulle montagne dei Paesi mediterrane i e delle regioni a clima temperato. in cui bruciarono ben 300 mila ettari di foreste in località q uasi inaccessibili nei monti del Gippsland in seguito a 75 focolai separati form atisi per caduta di folgori durante un violento temporale. troviamo stagioni con giornate corte in inverno. e permettono all'incendio di avanzare tra gli alberi con balzi di centinaia di metri. La successione tipica delle spec ie vegetali temperate su una montagna. e sono state misurate avanzate di 13 chilometri all'ora. ivi comprese la savana e la foresta asciutta. possono trasformare facilmente una scint illa in un braciere.a fior di terra. Gli eucalipti sono in grado di resistere a un incendio di media intensità. Un altro fattore molto importante è rappresentato dalla quantità totale di p ioggia. caratterizzato dalle scarse piogge annuali (25-150 cent imetri) e da un periodo di completa siccità non inferiore ai cinque mesi. per cui all'estremo nord si hanno in estate giornate in cui la luce del giorno splende quasi ininterrottamente. L'Africa è un altro continente dove si trovano grandi aree esposte agli incendi. mentre altri fattori comprendono la nuvolosità. in Europa. con il concorso di temperature g ià elevate e della vegetazione inaridita. oppure cada in modo da determinare stagioni asciutte alternate a stagioni p iovose.questo fatto ci ricorda come gli effetti della latitudine si possano riprodurre in senso verticale. Non per nulla gli annunci pubblicitari che reclamizzano il Libano o la Sierra Nevada in Spagna informano che si può sciare al mattino e fare il bagno in mare al pomeriggio. e certe sp ecie sembrano addirittura avere bisogno di una fuocata occasionale per restare i n vita. E" vero che riusciamo a far crescere come piante annuali nei nostri giardini cer te piante che amano il caldo.

enzimi e batteri contenuti nel suolo. fatto ancora più straordinario. Gli animali più grossi. Questa specie è stata scoperta solo nel 1961 dopo che un i ncendio aveva bruciato una regione normalmente paludosa durante una siccità. I nepenti americani fioriscono più profusamente s e viene bruciato lo strato più superficiale della palude dove crescono. e s'inaridisce ogni volta che sopraggiunge la stagione secca.non appen a comincia la stagione delle piogge: esso fiorisce nello spazio di alcune settim ane. Altre varianti sono date da deserti. L'ohia lehua è un albero delle Hawaii che può venire ricope rto quasi completamente dalle ceneri incandescenti delle eruzioni vulcaniche.a resistentissimi all'incendio. che pertanto sarà più piovoso. come già abbiamo osservato. stagnante o in movimento. In passato i contadini europei avevano l'usanza di da re fuoco alle radure delle foreste per procurarsi un raccolto di morchelle. oppure risente della vicinanza dell'oceano. e infine la di sponibilità d'ossigeno per il gioco delle correnti o l'affioramento. man mano che aumenta la profondità. proprio sotto la superficie delle braci app ena cadute. Cespugli ed alberi bruciacchiati producono spesso fiori in quantità eccezionale e cospicua messe di semi. Gli alberi resistenti al fuoco hanno sovente una spe ssa corteccia sugherosa. né va scordato lo stesso habitat acquatico . Importanza cruciale riveste a nche il tenore di acidità del terreno. savane ed atolli corallini. migliorandone la composizione e l'aerazione e rendendo i minerali più accessibili alle radici delle piante. che danno vita ogni anno a v eri boschetti di giovani germogli. A lcune sostanze chimiche possono influire anche in quantità minima sulla comunità veg . Nel SudAfrica molte specie dei gigli bulbosi palladifuoco fanno una fioritura più copiosa dopo gli incendi. La v ita vegetale risente anche della presenza od assenza di materia decomposta sotto forma di humus. a malapena consentendo di scavarle in favorevoli condizioni meteorologiche. la diminuzione quantitativa e i camb iamenti qualitativi della luce. e una prateria asciutta dall 'altro. acquitrini. e la conformazione di un pendio può causare diversità assai vistose . lande . A ltro elemento importante è dato dalla presenza di montagne.una cresta montana può avere una fores ta sul lato controvento. indicato come un ideale di perf ezione. arre stando il fuoco quando minacciava di estendersi agli alberi. possono esercitare sul terreno un'azione di grandissima portata. determinato dalla presenza od assenza di ca lcio libero: molte piante sono rigidamente calciofile o calciofobe. molti semi germogliano molto m eglio dopo gli incendi. quando addirittura non occorre il fuoco per farli germin are. Anche certi funghi sono stimolati dal fuoco. Dopo la prima guerr a mondiale trincee abbandonate e case incendiate si riempirono di questi curiosi funghi. e tra questi quella leccornia da bu ongustai che è la morchella. Grande importanza può avere anche la presenza od assenza di altri minerali: ad ese mpio l'eccesso di sale riduce drasticamente il numero delle specie potenziali. attraverso quel «bel medio impasto». i bul bi dovevano essere in letargo da decenni. Queste piante hanno talvolta grandi tronchi legnosi sotterranei. che vanno dalla sabbia ai terr eni ghiaiosi e. che favorisce enormemente la microfauna e la flora del terreno: gli animaletti microscopici del terreno scindono la materia in forme prontament e assimilabili con l'aiuto di funghi. Per lo stesso motivo l'acacia è una pianta coloniz zatrice di grande successo. riforma su bito nuove radici a diversa altezza. lagune salmastre.di solito non più alto di un metro . ma dopo 4-5 giorni fecero spuntare le loro vivaci infiorescenze rosse. se nza perdere la capacità di rigermogliare. Molte piante perenni dei paesi caldi fanno spuntare un nuovo gambo e rbaceo o parzialmente lignificato . che restano inzuppate p er tutto l'inverno e si induriscono come la roccia nelle calde giornate estive. e l" Haemanthus canaliculatus addirittura non fiorisce se non passa il fuoco. Il fattore fìsiografico è decisivo a seconda se l'area terrestre in esame è costituita da una grande massa continentale. dopo che è s eccata la parte della pianta cresciuta nella stagione precedente. segnatamente i vermi.marino o di acqua dolce. finiscono alle argille pesanti e non ossigenate. Non v'è giardi niere che ignori come le variazioni nella composizione del terreno possano influ enzare le sue piante: vi sono tutte le sfumature. e possono rappresentare un'alea imprevista pe r le colture. Il terreno fornisce un'altra vasta gamma di condizioni regolatrici.

Spessissimo l'esistenza stessa di una pianta può dipendere dall'assenza di animali che rappresentino serio perico lo di parassitismo e predazione: di modo che una specie vegetale può sparire da un a data regione se tali specie vi arrivano. Un autorevole botanico . dai batteri ai funghi ed animaletti microscopici fino alle specie superiori più disparate.cioè formazioni. tanto che si dicono elementitraccia od oligoelementi. I cambiamenti sop ravvenuti nella densità demografica dei conigli in Inghilterra in seguito alla mix omatosi. Lo studio dell'ecologia secondo questa terminologia e classificazione rammenta Debrett. Nella formula più elementar e gli escrementi lasciati dagli animali al pascolo gioveranno a certe piante. assoc iazioni. al la landa. o magari la sfilata di una maggiolata vegetale. e passare dal riuscito insediamento iniziale alla fase della concorrenza e dell a successiva reazione fino al momento ottimale stabile.cioè nel complesso degli organismi che agiscono sulle piante . manganese e zinco. finché si arriva a un "momento culminante" od ottimale. faciazioni. Tanto l'eccesso quanto la s carsità di questi elementi agiscono di norma in senso inibitorio sulla crescita de lle piante. perché non vengono più brucati sollecitamente i germogli dei cespugli e degli alber i. consociazioni. di solito per il peggio. ma bisogna stare attenti a non spingere troppo oltre le analogie tra società umane e vegetali. e nei capitoli precedenti è stato dimostrato in quale misura le piante dipendano da varie specie animali per l'impollinazione incrociata e la dispersione dei semi. e lo stesso accadrà. L'introduzio ne del coniglio in Australia ha sortito il risultato di cancellare progressivame nte e inesorabilmente la vita vegetale da determinate regioni. che può venir travolto da qualche disastro o interferenza. Bisogna considerare anche lo sviluppo di una comunità cominciando da una colonizza zione od insediamento elementare. e sei elementi per classificar e questi tipi «in ordine discendente di condizione ecologica» . nonché i diminuiti effetti della malattia. e finisce con il trasformare la foresta in savana. in associazioni di piante alpine nell'America Set tentrionale e in Nuova Zelanda.abbiamo tutto un assortimento di specie.Nicholas Polunin . Questo fatto a sua volta distrugge l'habitat di certe specie vegetali quali l e orchidee terrestri. Così il boro e il mol ibdeno anche in piccolissime quantità sono d'importanza vitale per le piante: altr i oligoelementi sono ferro. hanno alterato visibilmente l' aspetto ambientale in molte regioni centrali del Paese. L'uomo tuttavia rappresenta senza dubbio il fattore più importante e deleterio tra tutti i fattori di natura biotica con cui le piante hanno avuto a che fare a tu tt'oggi. per poi ricominciare. società e tribù. o vi vengono introdotte. Una successione tipica può avere dieci fasi partendo dal terreno nudo. i suoi effetti relativamente recenti sul regno vegetale verranno tratta ti esaurientemente nei capitoli seguenti. compresi i muschi. specialmente quando i fa ttori succitati si sono accompagnati alla diminuzione del numero delle pecore al pascolo: molti distretti si sono trasformati in distese di macchia e boscaglia. poniamo. al deserto. rispettivamente animali nocivi e predatori. Più i mportanti ancora della specie originaria sono comunque le comunità specificamente adattate a determinate circostanze che si verifichino in tutti i vari habitat. Il pascolo regolare rappresenta da sempre un fattore impor tante dell'evoluzione. si possono riconoscere delle "successioni" net te di comunità.etale. Nel settore biotico . Questi pochi esempi servono ad illustrare quanto siano complessi i fattori che c ontribuiscono a determinare la presenza o l'assenza di date specie vegetali. e alle foreste a mangrovie.riconosce 1 7 tipi principali di vegetazione appartenenti alla foresta tropicale piovosa. salvo che tutte e due le collettività cercan o di usare nel miglior modo possibile le rispettive nicchie abitabili. I fattori biotici non sono naturalmente tutti dannosi. E" stato redatto un imponentissimo vocabolario e cologico per descrivere queste comunità ed i vari tipi di associazioni vegetali ch e si possono incontrare. ma ambedue possono avere in comune certe caratteristiche fondamental i. rame. L'accumulo di materiale morto sul fondo si somma a quello di deposito po rtato dall'acqua e solleva il fondo del lago fino a che questo ha profondità non s . Nei climi temperati una situazione del genere potrebbe cominciare da un lago d'a cqua dolce che viene colonizzato da piante acquatiche di vario tipo. dagli afidi verdi all'elefa nte. U na comunità di piante in una giungla sudamericana non sarà la stessa di una foresta in Malesia.

cioè capaci di re sistere alla concentrazione salina e all'esposizione all'aria di mare .quanti cioè cadono in certe parti dell'Inghilterra orientale in un anno! In una foresta tropicale si distinguono spesso tre piani diversi di vegetazione (o strati). Prendono infine il sopravvento i licheni resistenti alla salsedine e i muschi più robusti. finché si rendono la vita imposs ibile. e sopra questi vengono altre piante fiorenti alofìle . Ho accennato in precedenza come le antofile erbacee discendano quasi sicuramente dagli alberi delle foreste tropicali. pioppi e salici. la vita de lle piante è in massimo rigoglio. Sebbene s'incontrino a volte gruppi monospecifici. che mag ari si può ritrovare in una paio di esemplari per ettaro. per muoversi indenni nell'acqua ricca di elementi nutritizi. e ma n mano che il suolo si prosciugherà verranno sostituiti dalle forme del momento ot timale o «climax». man mano che il terreno si solleva pe r i successivi depositi. con tinuano a sollevare il livello del fondo ammucchiando materiale in disfacimento e trattenendo i sedimenti convogliati dall'acqua. La spiaggia costituisce spesso un esempio perfetto di climax graduato. le urginee e vari e altre alghe più in alto. La vegetazione può esservi foltissima.quindi. Ma. Al di sopra di questo torreggiano spesso pochi gi ganti vegetali alquanto distanziati tra loro. cioè da una foresta composta d'alberi che preferiscono terreno alqu anto più asciutto. tra le quali i giunchi rappresentano specie ti piche a rapida attitudine colonizzatrice. perché sui loro 515 metri d'altezza sovrastano i 15-30 dello strato medio. palme e simil i. e fabbricano v elocemente il materiale che andrà ad accumularsi sul fondo con il passare delle ge nerazioni. La fase successiva è data da un'acqua poco profonda esposta a un'eventu ale invasione di piante palustri. dove le chiome formano una volta quasi ininterrotta. vi si insediano i cespugli e finalmente gli alberi. ma sono stati registrat i anche massimi oltre i 2500 centimetri. E" il caso di osservare che le piogge tropicali possono raggiungere tra l'altro intensità incredibile se giudicate con i criteri delle regioni temperate. Il più basso è dato da alberelli a larghezza decrescente che cercano di spingere la chioma nello strato medio. è stata scoperta una tribù detta dei Tasaday. che sono relativamente voluminose. Il botanico Hooker ha misurato una volt a 75 centimetri di pioggia caduti in una sola notte . Talvolta molti di questi alberi più alti formano una volta sotto la quale s'accucciano le piante di grado gerarchico inferiore. a ritmi stagionali poco differenziati. si forma il posto dove le piante di maggiori dimensioni possono insinuare lentamente le loro radici. d ove la pioggia cade alla media annua di 1150 centimetri. Que sti apparterranno dapprima a specie idrofile quali ontani. nonostante la loro efficienza. dove le g randi alghe fluttuanti se ne stanno lungo la linea più bassa di marea.di solito falaschi ed erbe . ed i primi occupanti saran no i licheni con i muschi più resistenti. e talvolta addirittura c on estrema rarità. con fronde più corte sempre più resistenti al disseccamento man mano che occupano livelli sempre più prossimi alla linea superiore della bàttim a. Ne lla piovosa foresta tropicale. i «campioni del mare» ed altre erbe. man mano che questi si decompongono e si raccoglie terriccio attorno alle loro colonie. ma esposte all'aria e al sole solo per piccola parte del giorno. Gli inizi sono molto più ardui in un ambiente roccioso. alla quale 25 chilometri di foresta a vevano assicurato un isolamento evidentemente totale dall'età neolitica. allora possono entrare nel lago piante acquatiche a fogli e galleggianti come le ninfee. come tante specie alpine ed artiche. Attecchiran no meglio le piante che si possono introdurre nelle piccole spaccature delle roc ce. Dapprima si tratta di piante erbacee ed a lento accrescime nto . è molto più frequente il caso in cui non si osserva dominanza di una data specie vegetale sulle altre.quali le armerie.uperiore ai tre metri. ed è il momento in cui i banchi di giunchi vengono spodestati da piante com pletamente terrestri. compreso lo strato più vicino al suolo di felci arboree. questa veduta è confortata dal numero di fa . Non per nulla il mondo della finanza viene paragonato talvolta a una giungla. nelle Filippine. Il prima to più ragguardevole è stato misurato nella catena collinosa dei Khasi nell'Assam. ma non riescono a tanto. come è dimost rato dal fatto che nel 1972 nella foresta pluviale di Cotobato. lunghe e ro buste e viscide.

dove un uragano aveva sfogliato tutte le mangrovi e. detriti e sedimenti si racco lgono tra le sue radici a trampoli. la mangrovia ab itualmente avrà il monopolio della situazione per parecchi anni. Nella prima estate dopo il cataclisma comparvero alcuni fili d'er ba. ipomee. Nelle foreste piovose tropicali molte piante minori approfittano degli alberi. dove l'acqu a contiene poche sostanze minerali in soluzione e la falda freatica è molto vicina alla superficie del suolo per tanta parte dell'anno. Ad esempio. Come ha notato l'espl oratore Richard Spruce nella foresta amazzonica. Un esempio forse clas sico è dato dall'isola vulcanica di Krakatoa. licheni e felci crescono o si aggrappano sui tronchi e sui rami. in Estremo O riente esistono foreste pluviali sviluppatesi da acquitrini torbosi. Queste foreste sono di solito impenetrabili a causa de lle radici e degli stoloni aerei tipici di queste piante perfettamente adattate all'ambiente. viole grandi come piante di melo. e 276 nel 1928. muschi. felci e alcune spermofite. tre anni dopo erano presenti 34 specie vegetali. finché il centro dell'isola si solleva e si pr osciuga troppo per questa pianta. Ma subentrò una densa coltre di cespugl i e liane . pandani -. comprese alcune alghe verdi azzurre. La mangrovia è spesso la prima pianta che cresce su un atollo corallino o su un ba nco di fango al largo della spiaggia. di cui non si sospettava neppure la presenza. licheni e felci . Si conoscono es empi di acquitrini in Florida. banani. contribuendo lett eralmente a fabbricare l'isola man mano che sabbia.precedono quasi sempre le specie spermofit e. nelle regioni tropicali si aggiungono a .magnolie alofìle. Qui è possibile che la scena sia dominata più o meno completame nte da una sola specie arborea. e molte antofite erano specie erbacee. Ciò accade anche nelle foreste a mangrovie. è spe sso sorprendente osservare come nello spazio rimasto vuoto possano spuntare le p iante più disparate. Oggi la vegetazione ha aspetto simile a quello del climax tipico di foresta che si osser va altrove nell'arcipelago malese. grazie alle caratteristiche dei suoi semi ed alla sua capacità di germogliare in acqua salata: se ciò avviene. La colonizzazione di ceneri e lave vulcaniche apparentemente ostili si può osserva re regolarmente alle Hawaii. Un ambiente del tutto nuovo può venir colonizzato rapidissimamente. e quelli rimasti erano senza chioma. non appena la luce solare ebbe toccato il suolo rimasto in ombra per molto te mpo. sulle rive dei corsi d'acqua e attorno alle lagune e alle paludi salmastre. nel 1906 ve n'erano 108.alghe verdiazzurre e di altro tipo. Dopo l'esplosione atomica sull'atollo di Bikini. quali la «liana della luna» Calonyc tion tuba. e talvolta può anche coprirl a per parecchi mesi. Va aggiunto forse che molte famiglie rappresentate nei tropici non si diffondo no alle regioni temperate. spuntando su pianori fangosi abitualmente ricoperti d'acq ua salata con marea alta. che si formano sulle spiagge e sugli atolli corallini. ma più sovente si trovano frammischiati anche pini e palme. Le felci riescono a spuntare sulle lave ancora caldissime sei settimane dopo un'eruzione. Dopo l'esplosione rimasero tre isolette minori. margherite con gambi come tronchi d'ontan o». per la c aduta di una frana o il cambiamento del letto di un fiume. sia per densità che per numero di specie. Un terreno ver gine può restare allo scoperto in seguito alla ritirata di un ghiacciaio. così spessa che dopo 18 anni i tecn ici incaricati di effettuare ricerche dovettero aprirsi il passaggio in mezzo a grandissime difficoltà. alberi del pane ed altre specie utili. che si affrettarono a ricoprire i tronchi spezzati.miglie vegetali che si trovano in una foresta dei tropici. A nche nei boschi delle regioni temperate alghe. Nel 1897 c'erano 61 specie. Se invece s'insediano prima altre piante come le "Cordia" o la palma "nipa". dove le piante inferiori . letteralmente esplosa nel 1883. spuntarono semi di varie piante rampicanti. muschi. In questi ultimi anni una parte di questa vigorosa coltre vegetale è stata rimossa con le ruspe perché si potessero ripiantare cocchi. ricoperte di ceneri fino a un'altezz a di 80 metri. dando inoltre minore produzione di frutti. «vi sono rappresentati alberi app artenenti quasi ad ogni ordine vegetale esistente in natura: erbe alte 18 metri o più. muschi. la mangrovia può non avere alcuna probabilità di succ esso. le palme da cocco e gli alberi del pane rimasero in gran parte distrutti. Ma in certe foreste tropicali può succedere il contrario. Nei casi in cui va distrutta una parte di tali foreste monospecifiche.

e dall'intensità di concorrenza operata dalle radici che una pianta può s ostenere. Come nel caso delle epifille. comprende erbacce più di quanto occorra. vantando una lunghezza accertata di più di 200 metri.com e nelle bromeliacee -. e questa caratteristica di avvelenare le radici può rappresentare benissimo un fattore importante del loro successo. Le piante che riescono ad evitare veramente l'ordinamento stratificato sono anco ra le rampicanti. e chi si occupa di disposizione di fiori fa molta attenzi one a non mettere specie di questa famiglia . Queste piante non sono per nulla parassite. in modo che un albero morto non cada al suolo. Così certe piante della f amiglia delle margherite riducono indubbiamente la concorrenza. lattughe d'acqua o pistie. e in molti laghi in India e in Oriente si può osservare qualcosa che assomigli a molto a un climax. o si attaccano alla corteccia dell'albero ospitante. in senso letterale. dove possono essere presenti lingue d'acqua.ad esempio la margherita Shasta o crisantemo massimo . i faggi asciugano e ombreggian o il terreno a tal punto che sotto di essi non riesce a crescere quasi nulla. le conifere aggiungono a quanto sopra uno strato di foglie morte aghiformi assai s . Già sono state descritte al capitolo 8 le li ane che si gettano sulle piante più basse. terreno per le proprie necessità. In ambedue i casi l'inaridimento del terreno può procurare condizioni cr itiche. Sopra quest e piante si stende la volta formata dalle grandi foglie cerose del loto sacro.queste specie altre piante più spettacolari. ma in ambedue i casi sopravviveranno i più adatti. vi si attaccano insinuandosi al vertice delle chiome: da molto tempo certe liane possono concorrere al titolo di piante più lunghe del mondo. che s'i nsediano sui rami e godono la luce assorbendo l'acqua attraverso le foglie . anche se il l ivello di sussistenza in queste condizioni può essere molto inferiore a quello dei giganti della foresta. A ltre epifite minori si dicono "epifille". nei climi temperati o freddi. Ad esempio. aria. A volte le piante si dimostrano vere forme di antipatia. e tutt'al più si possono definire specie ader enti o «incrostanti»: questo del resto è il significato della denominazione tecnica di "epifite". Questa famiglia. giacinti d'acqua e felci galleggianti come le Salvinia e le Azolla. a volte in quantità piccolissime. quali orchidee e bromeliacee. dalla presenza di anfratti o crepacci.assieme agli altri fiori. Altri es empi di questa tecnica bellica tra radici sono citati al capitolo 25. Le piante sono comunemente in concorrenza tra loro. A volte collegano come catene le chiome di parecchi alberi. o grazie a speciali radici aeree che pendono nell'atmosfe ra umida.può essere quasi impenetrabi le. detta delle "composite". Lo stadio di vegetazione in acqua profonda . denotante piante che vivono insediate su un'altra specie vegetale. per non farli appassire. o con l'ambiente: gli estrem i sono rappresentati dal rigoglio della foresta tropicale e dallo squallore dell a tundra artica. Esse continuano i loro attacchi anche dop o essere state recise. dove poche piante sommerse devono cavarsela nella pochissim a luce filtrante attraverso la densissima popolazione galleggiante. come ben sappiamo tut ti. umidità. Gli habitat acquatici possono rivelarci altrettanta concorrenza di quella che si osserva nella giungla. Tuttavia di rado queste piante rampicanti danneggiano quelle che le sostengono.per lo più co lmo di piante sommerse che mettono radici nel fondo . minuscole alghe che rico prono le piante acquatiche di una guaina semitrasparente. emettono sostanz e tossiche per le radici. lenticchie palustri. Altre piante vivono in piccole sacche di humus create dalle foglie in decomposizione tra l'intreccio dei rami. e sono per lo più epatiche fogliari sott ilissime che ricoprono le vere foglie degli alberi di formazioni che intercettan o la luce. Sebbene le descrizioni date finora possano aver ingenerato l'impressio ne di un infelice coacervo di piante ai livelli più bassi. nella tundra o sui monti dip ende invece dalla natura e disponibilità del terreno. assorbendo un poc o d'acqua di scorrimento lungo il tronco. salvo rallentarne la crescita o deformarne la chioma in qual che caso. In linea di massima sorprende la scarsa concorrenza che si fanno le radici nella giungla. d i modo che si ritrova un sistema stratificato simile a quello osservato nella fo resta pluviale tropicale. Nella foresta il fattore decisivo è forse rappresentato dalla luce. è un fatto che esse in re altà si sono perfettamente adattate alla progressiva diminuzione della luce: ognun a ha abbastanza luce.

Le nicchie che ne risultano possono essere gr andi o piccole. Il mondo ha quindi un'infinità di habitat potenziali per le piante. perché il gelo tende a scendere verso il basso come un liquido. la cui impollinazione dipende dal colore del fiore. creando quindi degli ibrid i.alcune piante richiedono luce ed acqua in quantità molto minori di altre. specialmente nelle regioni tropicali dove le piante cresc ono in fretta. tanto p iù specializzate dovranno essere anche le piante che ci vivono. ad esempio nell'Artico. Talvolta giardini distanti poche miglia tra loro potranno of frire contrasti sorprendenti . i loro escrementi arricchiscono il suolo e possono portare dei semi. e troveranno di solito suolo p iuttosto asciutto. Vi intravvediamo costantemente il delicato equilibrio naturale. Ad esempio vi sono dei Penstemon americani che co nvivono a grande altezza con identiche esigenze per quanto riguarda l'habitat e le condizioni di crescita. Capitolo 20. Gli appassionati di piante più delicate le insedieranno ai piedi di un muro rivolto a sud. di modo che le specie vegetali crescono solo a sud. e studiandole non vanno persi di vista i microhabitat causati da qualche speciale concorso di circostanze di natura locale. Ma va sottolineato inta nto che una comunità vegetale può esistere solo perché ciascuno dei membri che la comp one si è adattato ad una particolare nicchia abitabile . mentre mi risulta c he un giardino a sole cinque miglia di distanza deve limitarsi a piante molto re sistenti alle rigide invernate locali. Si osservano anche molti esempi di piante dalle esigenze vitali apparentemente u guali che si dividono felicemente un territorio dove invece ci si aspetterebbe c he dovrebbero osteggiarsi. a quella del lato rivolto a settentrione. e verranno bene anche piante da frutto . che noi ignoriamo a nostro rischio ogni qualvolta ci metti amo a pasticciare con le associazioni naturali. In questi posti anche i massi sono frequentati dagli uccelli. e ciò ha for se lasciato sottintendere lotta ed antagonismo costanti.favorevole alla crescita di altre piante superiori. Valga l'esempio dei deserti. e così via. Nelle aquilegie di bosco americane sono ancora i colibrì ad impollinare le specie a fiori rossi.e delle società vegetali da loro for mate . tuttavia certe specie hanno fiori rossi e gola strett a impollinati dai colibrì. Capita così in questo cas o che i calabroni vadano sull'uno o sull'altro fiore. In questo capitolo ho adoperato piuttosto spesso la parola «concorrenza». delle paludi salmastre e delle tundre alpine. e gli smerinti quelle dai fiori bianchi. L'integrazione vi è molto sv iluppata. Queste possono rives tire importanza massima in situazioni molto disagevoli. dove letteralmente si verificano molte forme di lotta e specialme nte le plantule trovano molte difficoltà per sopravvivere. mentre hanno ampi fiori azzurri visitati dai calabroni. I giardini della costa occidentale dell'Inghilterra risentono gli effe tti della Corrente del Golfo e pertanto sono più tiepidi. Un incavo o una buca formeranno una sacca di ge lo. le epifite possono vivere sui ram i. . facendo prosperare gruppi lussureggianti di p iante fiorenti. Non sorprende il fatto che quanto più specializzato e difficile è l'habitat. nelle Isole Britanni che . alcuni molto e stesi. SFRUTTAMENTO DELL'AMBIENTE. I giardinieri sono perfettamente al corrente dell'esistenza dei microclimi.i giardini del distretto rurale di Kew a Wakehurs t Place. ma anche più umidi grazie ai venti dominanti.quali albicocchi e peschi. dove esse avranno tutto il sole disponibile. Lo studio delle piante che vivono in comunità . nel Sussex. se non c'è un cancello o un'inte rruzione. ed altri assai localizzati. Qui prospereranno piante bulbose. le radici penetrano a profondità diversa.è affascinante di per se stesso. In casi del genere la situazione è tenuta sotto control lo da diversi fatti biologici. e in certi posti t anto minore sarà il numero delle specie. anche un muret to su un pendio potrà formare una sacca del genere. hanno molte colture di specie delicate.esotiche. Indubbiamente esistono molti tipi di habitat. come le "Nerine" e certi gi aggioli. mentre tutto attorno gela. dove un masso o una zolla possono avere sul loro lato meridionale temperature su periori di 20 gradi C. si possono trovare bulbi affondati so tto terra e piante annuali alla superficie.

E" alto an che il contenuto di proteine. ed un suo modo per sfruttare la situazione traendone il massimo vantaggio. mentre nelle regioni orientali degli Stati Uniti verrà guardata con apprensione. che abbassa il punto di congelamento . Ad esempio la capacità di crescere in un clima caldo o freddo costituisce un carat tere genetico condizionato da una serie di mutazioni. assomiglierebbe ad una giungla. ma certe alghe d i maggiori dimensioni riescono a vivere su incrostazioni saline dove l'acqua con tiene sali disciolti a concentrazioni superiori al 30 96. ma le gelate tardive dopo che è cominci ato lo sviluppo potranno danneggiare i germogli e impedire la fioritura. che pertanto si verifica molto più di rado in condizioni naturali. Le piante più resistenti sono quelle il cui protoplasma possiede resistenza congenita alla formazione di cris talli di ghiaccio. Alcune spore batteriche devono prima venir letteralmente bollite perché poi possano germinare.questi ultimi fino a 77 gradi C. Un batterio scoperto m olto recentemente riesce a vivere in soluzioni fortemente alcaline di idrossido sodico a concentrazioni dieci volte superiori a quelle tollerabili da qualsiasi batterio prima conosciuto. perché soc combe alle scottature causate dal riverbero solare sulla neve. c ui abbia dovuto adattarsi progressivamente per non venir eliminata. un organismo di questo tipo potrebbe vivere presumibi lmente in un ambiente ostile come quello di Giove. mentre nel secondo viene sottratta acqua alle cellule. quando è abituata al freddo costante. che è quello attorno al qua le si forma più rapidamente il ghiaccio. producendo l'individuo che all'occasione riesce a sopportare una situ azione lievemente diversa: il che costituisce il nucleo della teoria della selez ione naturale. A temperature più elevate possono vivere solo alghe verdiazzurre. e probabilmente provengono da regioni dove la temperatura sce nde rapidamente al di sotto del punto di congelamento. Ma se fosse pos sibile capovolgerlo. verdi e rosse . I veri danni causati dal freddo dipendono dai cristalli di ghiaccio che si forma no all'interno delle cellule o nello spazio intercellulare. Una pianta alpina od artica è tetragona al freddo. Le alghe unicellulari flage llate possono sopravvivere a temperature di 15 gradi sotto zero. Possiamo immaginare come q ualche pianta primitiva abbia potuto diffondersi a poco a poco in un'area più cald a o più fredda. I funghi posson o crescere a 9 gradi sotto zero. In Gran Bretagna il comune agrifoglio viene considerato pianta resistentissima. in grado di sopportare 64 gradi di ca lore. Nel primo caso i cri stalli causano probabilmente danni meccanici. I laghi o lagune molto salati possono favorire la vita del solo plankton unicellulare. e questo è un esempio impressionante delle p ressioni esterne esercitate da un ambiente. ma può benissimo morire se viene esposta ad inverni umidi o a lievi cambiamenti di temperatura. Le sole piante che crescano su lla neve sono certe alghe microscopiche gialle. tanto è l'intrico delle radic i che s'intersecano in cerca d'acqua. che lì rimane sul s uolo molto a lungo. o forse sia stata sorpresa da un graduale cambiamento del clima. Nell'habitat naturale di una pianta il freddo o il caldo esagerati sono estremam ente insoliti. e infine i batteri .pro prio come l'uso del sale sulle strade fa gelare la neve a temperatura molto più ba ssa. Probabilmente queste piante hanno anche u na linfa cellulare molto concentrata.Un deserto a cacti ha un aspetto particolare: i cacti vi crescono sparpagliati e radi. che si prosciugano e deformano. dove curiosamente vivono sulla polvere del guano portato d al vento dalle scogliere e dalle isole sudamericane. e vi sono molti metri di sabbia tra una pianta e l'altra. Caratteristica essenziale del fatto che i problemi vengan o risolti a questo livello è naturalmente la capacità della pianta di mutare a lunga scadenza. e all'estremo opposto ve n'è un altro del tipo a ombrello trovato al Wadi Rum in Giordania. sebbene il loro contributo ai fini della resistenz a al gelo possa solo essere soggetto di congetture.queste ultime ti piche dell'Antartide. Solo quando ci mettiamo a coltivare piante di altri paesi ci acco rgiamo del modo diverso con cui rispondono a condizioni superficialmente uguali. Ogni pianta ha una sua soluzione per sonale per questi problemi. Fitoplankton ed alghe maggiori abbondano nelle acque polari. Alcune piante più primitive sono anche le più tenaci. Cespugli ed alberi portati in un altro paese possono essere perfettamente resistenti a piena crescita. dove il primo costi .

ed è proprio lì che sono sepolte le nuov e plantule dalle tenere gemme. e specialmente i raggi ultravioletti. Spesso sono di colore bianco per riflett ere l'eccessiva luce solare. costituisce un cibo passabile anche per l' uomo. specialmente nelle specie che crescono sui ghiaieti do ve le pietre tendono a rotolare continuamente verso il basso e si tirano dietro la parte fogliare della pianta. A fior di terra le alghe verdiazzurre rappresentano una componente importante della vegeta zione dell'Artico. no nché in vaste regioni dell'Artico e dell'Antartide. Le piante superiori più tenaci sono le piante artiche ed alpine. come quelle piante dette «pecore vegetali» che si trovano sulle An de o in Nuova Zelanda: certi vecchi esemplari formano cumuli che hanno letteralm ente le dimensioni di una pecora. e la pianta è in l etargo: certe piante alpine delle Ande possono restare vive anche per parecchi a nni sotto la neve. La zolla o il ciuffo erbosi rappresentano altre ottime forme per piante alpine. dove sono spesso le prime a colonizzare rocce e pietre. questi insetti passano spesso la notte in tale rifugio. refrigerate a temperatura cos tante ed isolate dagli altri elementi.o a rosetta. che sono presenti sulle alte vette montane. composta di foglioline spesso embricate .tuisce un elemento di grande importanza nell'alimentazione dei pesci.un paio disposto ad ango lo retto rispetto al paio successivo. spesso dura. La pianta alpina «ideale» ha forma assai compatta. Le piante alpine hanno spesso radici profonde e molto diffuse. cioè in for mazioni che raggruppano le foglie e giovano a ridurre l'evaporazione. mentre quella esterna era di 5 gradi sotto zero. o da peli. come se questa cercasse di tenersi esposta all'a ria. per cui ha aspetto molto schiacciato: molti cardi alpini e specie affini sono virtualmente sessili o acauli. e forma un cuscino arrotondato o un tappeto distes o che offre la minima resistenza al vento. che naturalmente potrebbe danneggiare le radici o renderne precaria la sopravvivenza . Le piante alpine di maggiori dimensioni possono avere foglie lucenti adatte a riflettere le eccessive irradiazioni ultr . Anche muschi comuni e licopodii vivono in queste regioni aride e fredde. ricco di carboidrati amidacei. quali ad esempio la S aussurea sacra. e sono coperti di minuscole rosette fogliari. o almeno radici i n grado di passare nelle minime fenditure delle rocce. Ciò succede perché le vecchie foglie e basi fogliari morte e in disfacimento formano una massa infeltrita alla base del ciuffo. che in molti casi passano sotto la neve la maggior parte dell'anno. fiorendo infine liberamente quando vengano esposte all'aria e al sole. A volte questi cuscini possono ingrandi rsi notevolmente. Di modo che si vede spesso la radice lunga e spessa che si sporge rivolta a monte come un cavo d'ancoraggio. tra questi. molto ravvicinati . dove ogni parte della pianta è ricoperta da un vello così spesso che è impossibile distinguerne le varie parti. cioè sprovvisti di gambo. il lichene isla ndico.talvolta parzialmente sepolto nella neve . Il tepore emanato dai ciuffi erbosi incoraggia una specie di colibrì a fare il n ido all'interno di essi sul monte Kenya.5 gradi C. cioè il sollevamento del terreno per azione del gelo. L'isolamento termico è importantissimo in questo habitat particolare dove le condizioni locali favoriscono il «criosisma». come quello grigi oargenteo detto appropriatamente «il lichene delle renne». Sono comuni le lunghe rad ici con cappucci apicali. Queste fog lie sono abitualmente protette ed isolate dagli elementi da spessi rivestimenti cerosi. per cui le radici non possono assumere acqua. Sulle rocce nude cominc iano a comparire anche i licheni. da depositi di muco.. Misurazioni effettuate su ciuffi erbosi ad altezz e superiori ai 4000 metri sulle montagne dell'Africa Centrale hanno fatto rileva re una temperatura interna di 2. sono d'importanza vitale per l'alimentazione delle renne e di altri erbivori. Alla sommità di questo vero thermos vege tale arrotondato . Una pianta alpina ha anzitutto gambo o tronco molto ridotto. Questi ciuffi svolgono anche un'eccellente funzione tamponante cont ro le variazioni d'umidità. mentr e il loro viscido muco fornisce rifugio ad altri minuscoli organismi che sembran o scivolare in modo inesplicabile sulla loro superficie. La pianta alpina «classica» è nana.si trova un'apertu ra che permette l'accesso dei calabroni ai fiori. trattenendola entro la massa infeltrita. La formula es trema d'isolamento è offerta dalle saussuree dell" Himalaya. con caratteristiche di adattamento ch e le consentono di resistere alla siccità. I più cesposi. In queste epoche dell'anno il terreno è qua si sempre gelato.

Non sempre la natura fa quello che è ovvio. e la temperatura può scendere molto sotto lo zero di notte. ciò che ha messo in imbarazzo i primi osservatori finché non si è scoperto c he questa imbottitura viene a trovarsi all'esterno della gemma notturna. In altri casi le infiorescenze s ono dure e lucenti. «di un enorme bruco peloso p ietrificato e rimasto diritto sulla sua estremità». Inoltre il calore intenso e le radiazioni solari fanno aumentare molto rapidamente la temperatura nelle ore diurne. e un capo fiorale affusola to come un razzo lungo quattro metri e mezzo e anche più: la pianta muore dopo la fioritura. di modo che la temperatura resta alm eno un grado. eriche ed iperici ancora più alti. e riduce la traspirazione funzionando da strato coibente con tro le correnti d'aria. delle quali solo un paio sono striscianti o formano tapp eti vegetali. Su queste montagne equatoriali la temperatura media è quasi uguale per tutto l'ann o. Possono esistere tuttavia grandi sbalzi dal giorno alla notte: è stato giustame nte osservato che ogni notte è inverno ed ogni giorno è estate. mentre certe l obelie. Ovviamente queste pian te crescono di solito in posti più riparati di quelli frequentati da cuscini e tap peti vegetali. si proteggono i fiori azzurri impollinati dai colibrì africani con lunghe brattee lanose somiglianti a foglie. Al mattino si vedono le fogl ie spiegarsi dalla parte esposta al sole non appena sono toccate dalla luce. in modo da assomigliare ad un mostruoso carc iofo globoso. con un t ronco da palma. mostra un intero assortim ento di piante erbacee. Quest e condizioni mettono veramente a dura prova la resistenza delle piante locali. questi ultimi fino a 12 metri. per quanto efficiente esso possa sembr are: sulle montagne dell'Africa Centrale e sulle Ande avviene addirittura un rov esciamento completo della logica. ma quella sottostante non gela mai . una gonna lacera di foglie allungate.aviolette. in modo da assicurare protezione ininterrotta. . c he si spingono fino a 4300 metri d'altezza. Con il fre ddo notturno la parte superiore del liquido gela. Qui crescono piante gigantesche assolutamente fuori del comune: grotteschi senecioni arborei e lobelie da fantascienza alte fi no a 6 metri. in particolare l a fantastica Puya raimondii. Le giovani foglie dei senecioni arborei formano nella parte centrale un cono sopra la punta del germoglio. mentre le altre sono piantine basse ma diritte. e di solito si accompagnano ad una spessa cute esterna. Sia le lobelie giganti che i senecioni arborei hanno le foglie disposte in modo da formare «gemme notturne» che ogni sera si ripiegano strettamente attorno al germo glio in sviluppo o al capo fiorale. Questo liquido viene fabbricato indubbiamen te dalla pianta. come certe piante d' aspetto comunissimo. ma non sempre è così: una fotografia scattata da Oleg Polunin a circa 6000 metri d'altezza. Si trovano anche enormi piante di lupini (appartenenti alle leguminos e. alta 9 metri ed impollinata dagli uccelli. forse anche due o tre gradi al di sopra del punto di congelamento. Alcuni di questi senecioni hanno una densa lanugine solo sulla parte inferiore del lembo fogliare. quali la Lobelia telekii. di modo che la pi anta a pieno sviluppo viene ad assumere un aspetto di spazzola spettrale o. ed espeletie imparentate con il senecione. Però molte piante alpine non adottano precauzioni del genere. Sulle Ande esistono piante simili a queste. quali primule. Mackinder ha segnalato nel 1900 come «le lobelie chiudevano di notte i loro cespi di foglie. da poter con tenere del liquido come una ciotola. a caratteristiche affini a quelle delle lobelie africane . e quind i al posto giusto ai fini dell'isolamento termico. che all'incirca rappresenta il limite massimo altitudinal e raggiunto dalle piante alpine nel Nepal Occidentale. Essa ricopre anche gli stomi o pori respiratori. perché lo si ritrova anche con tempo asciutto. aquilegie ed adonidi. Vi sono anche lich eni. Il serbatoio può ess ere profondo fino a 10 centimetri e circonda la punta della piantala. seco ndo la descrizione datane una volta da Patrick Synge. come i piselli). Sulle Ande lo scarto giornaliero di temperatura può essere di 40 gradi centigradi.riparata com'è da due o tre strati di pezzetti di ghiaccio che possono ragg iungere anche lo spessore di un centimetro.esempio impressionante di evoluzione p arallela. proprio come le margherite». Il dispositivo forse più strano è dato dal serbatoio d'acqua di alcune lobelie. Le f oglie disposte a rosetta sono intrecciate così strettamente tra loro. I senecioni hanno foglie ricoperte di lanugine a fini d'isolamento.

2 gradi C. e infine spesso agli sconvolgimenti di natura mecca nica.4 gr adi C. Quindi le piante alpine devono resistere in modo speciale al freddo.6 e 14. Le foglie vecchie sul tronco muoiono. Nei luoghi esposti possono trovarsi alla mercé del vento. all'eventuale rischio di disseccamento. cioè i ca nali e i dotti convogliatori nei loro alti tronchi. che sembrano fondere la neve per praticarvi dei fori a vantaggio dei loro fiori nelle chiazze di neve in ritirat a. Questo problema tu ttavia riguarda molte piante di specie diverse: non abbiamo che da guardare sull e nostre coste per vedere l'azione dei venti dominanti sugli alberi. ma è fuor di dubbio che esse hanno risolto il problem a determinato dal clima rigidissimo in modo altrettanto efficiente di qualsiasi pianta nana a cuscino. E" stato impossibile calcolare la temperatura vera sviluppata da questi fiore llini sotto il manto nevoso.rappresentano una caratteristica locale per i violenti cambiamenti di tempera tura. Prima di abbandonare le montagne dell'Africa equatoriale. Una campanula ed un aconito rivelarono temperature rispettivam ente di gradi 16. Un'altra curiosità africana è data dal modo con cui parecchie piante di struttura più primitiva superano la difficoltà del sollevamento del terreno ad opera del gelo se guendolo nel suo spostamento: non sono attaccate al suolo. Questa tattica è adotta ta dai licheni. e così sopravvive sotto forma di tubetti vertica li. questi ultimi formano pallottole di muschio quasi sferiche del diametro di cen timetri. legno incurvato. una carlina ancora chiusa fece registrare temperatura di ben 20. Già si è detto che i criosismi . Essi hanno risolto il proble ma adottando quello che si potrebbe definire un «impianto autonomo di rivestimento». L'alber o tipico delle regioni fredde è la conifera dai rami profondamente piegati in bass o. E" stata registrata nel midollo una temp eratura di 3 gradi C. Anche molte piante del le tundre settentrionali devono affrontare il problema dei criosismi. poi alla ra pida successione del caldo e del freddo. i senecioni arborei devono affrontare anche il pro blema di proteggere dal rapido gelo notturno il loro «impianto di tubature». Si è constatato così che un fiore di genzianella aveva temp eratura interna di 10. soccombono facilmente all'inclemenza degli elementi.6 in ambiente aperto dove l'aria aveva temperatura di 13 .ci oè i sollevamenti del terreno operati dal gelo. .6 gradi C.Oltre alle gemme di crescita. proprio prima dell'alba. mentre quando sono veramente contorti usa il termine tedesco «Krummholz». rispetto ai 13. Certe piante andine hanno grosse corte cce scagliose per lo stesso motivo. ma non cadono dall'albero. Questo calore generato dal ricambio della pianta si può osservare in molte piante alpine d'Europa. vale la pena di citare due altre curiose soluzioni di questo problema. Una piantina detta Subul aria sviluppa abbastanza calore da impedire che si formi del ghiaccio tutto atto rno alle rosette fogliari erette. avente su ogni lato spessore alme no uguale a quello del tronco protetto. L' unica specie che non conserva le sue foglie morte ha una spessissima corteccia s ugherosa che assicura analogo isolamento. comunque si mettano le cose. come le soldanelle e i crochi. mentre all'esterno era di 5 gradi sotto zero.4 gradi. questa azio ne è sempre evidente sul bordo superiore del limite arboreo alpino e al limite più s ettentrionale delle foreste artiche. e formano uno strato pendulo di molte superfici sovrapposte. Nei climi temperati il problema tipico è dato da un inverno relativamente rigido. E" degno di nota il fatto che i senecioni arborei il cui rivestimento di foglie morte sia st ato distrutto dal fuoco. mentre quella esterna era di 8. E" un mistero perché queste piante alpine delle regioni equatoriali abbiano assunt o dimensioni così gigantesche. e in certi terreni sono accompagnati dalla formazione di ghiaccioli lunghi almeno un centimetro e strettamente affastellati insieme in senso verticale. Og ni notte questo strato solleva la superficie del suolo. Dove essi sono stati solamente ridotti a dimensi oni nane l'ecologo li chiama con un certo garbo «foreste degli elfi».2 gradi dell'aria ambientale. perfettamente sagomati per lasciar cadere l'eccesso di neve. 1-3. dall'alga verdeazzura "Nostoc" e specialmente da parecchi muschi . ma si è riusciti ad effettuare prelievi di temperatur a su altri fiori alpini. all'irradiazione eccessiva. dove anche il freddo contribuisce a formare alberi contorti tipo "bonsai". una delle sollecitazioni del suolo . che con i loro spostamenti notturni assicurano alla specie possibi lità di crescita ininterrotta.

Anche la «rugiada sotterranea» causata dalla condensa zione può essere benefica. ma pare che serva pochissimo alle piante superiori. Lemb i d'alghe microscopiche verdeggiano improvvisamente dopo gli allagamenti provoca ti dagli acquazzoni. L e piante adattate ad ogni forma di siccità si dicono "xerofite". ma nella sua formula estrem a si attua nei deserti. cui va aggiunta l'ultima calamità della siccità. dove la temperatura diurna può salire a 60 gradi scendendo quasi a zero nelle or e della notte. passando in letar go completo e resistendo anche a temperature altissime. fino a ridursi a un ciuf fo di radici. come a ttestano le erbe di cui si nutrono i cammelli dei Beduini nelle regioni del Quar to Vuoto d'Arabia. Si trovano indubbiamente piante primitive in deserti d'aspetto implacabile. mentre le piante annuali sfuggono ai rigori dell'inverno sotto forma di semi. e per non più di 5-6 settimane in una «c attiva». e tirando avanti quasi in stato d'ibernazione. e in altri deserti sassosi. Entro 10 minuti da quando è sta to bagnato. e forse molto più a lungo. Si è osservato che queste piante elementari possono perdere. Nei suoi "Diari dall" Himalaya" sir Joseph Hooker segnalò di avere visto a circa 6500 metri d'altezza un lichene che aveva notato precedentemente alla T erra di Kerguelen nell'Antartide. Inoltre vivono sp esso sulle parti più basse delle pietre o anche sotto di esse. così essiccate possono res istere almeno due anni e mezzo. m a certe piante riescono a sopravvivere a situazioni di aridità incredibile. Alcuni licheni vivono all'interno di rocce dal la superficie poco coerente. Risalendo la scala vegetale troviamo i licheni in veste di diffusi colonizzatori . E" probabile che le riserve principali d'acqua in un de serto senza falda freatica sotterranea siano invece le «sacche» d'acqua sotto le pie tre. resistendo così abbas tanza bene alle condizioni avverse. Ogni acqua disponibile viene assorbita rapidamente dalle alghe. condizioni analoghe si verificano nell'Africa sudoccidentale. Vi sono piante che crescono nelle zone più micidiali del Sahara . mentre un lichene diss eccato riesce a sopravvivere ad ottanta gradi e più. che così possono gonfiarsi e riprendere l a normale attività metabolica: una resurrezione che l'uomo non è ancora riuscito a p rocurarsi con le sue tecniche d'ibernazione! Queste alghe certamente si avvalgon o della rugiada o anche semplicemente della umidità atmosferica. e spesso si osservano radici avvolte attorno a queste fonti d'approvvigiona mento idrico.Molte piante perenni superano questo frangente morendo. e contribuiscono a frantumarle. Ad esempio. Tuttavia l'adattabilità delle piante risalta nel modo più vistoso quando occo rra affrontare problemi di gravità estrema: alle piante alpine ed artiche tocca tu tta una serie di questi problemi. quasi tutto il loro contenuto interno d'acqua. mentre in seguito non resta di loro che una finissima crost a scura tra le particelle di terreno. Certi muschi hanno capacità analoga. in condi zioni di aridità. In condizioni di siccità le piante superiori devono affrontare due problemi divers . Spesso si trovano pezzi di pietra incrosta ti di alghe. La maggiore difficoltà di questi ambienti deriva dal variare delle condizioni di v ita da un anno all'altro. Le piante acquatiche possono ridursi a mozziconi sommersi di tessuto. i licheni possono resistere all'alternarsi di secchezza e di acqua: questa resistenza è particolarmente necessaria se si considera che un lichene «bagn ato» riesce a sopportare solo una temperatura sui 30 gradi. cioè a una temperatura alla quale gelerà u n poco delle sua acqua interna. e sono in grado di servirsi della bassissima luminosità che filtra sotto i sassi: alcune operano ad i ntensità luminosa inferiore a quella del chiaro di luna. sebbene basti a d alimentare quelle primitive. Le piante a foglia caduca vanno in letargo p erdendo le foglie. nel deserto del Negev si può avere umidità suf ficiente per quattro mesi in un'annata «buona». un lichene siffatto aumenta del 50% il proprio peso iniziale assumen do acqua: ne è un esempio la specie cesposa "Ramalina" che riesce ad effettuare la fotosintesi anche a 10 gradi sotto zero. Spesso si forma la rugiada . Nelle condizioni di deserto assoluto non cresce nulla. Come le alghe loro sorellastre. qual è quello delle dune di sabbia costiere. che si comportano come tali nelle regioni artiche o alpine.e sempre nel Negev è osservata per 180 notti i n un anno -. disseccandosi fino a sembrare del tutto morti e tornando in vita come se niente fosse non app ena vengono inumiditi. e possono passare quattro anni prima che cada una goccia di piogg ia. La siccità colpisce molte aree: può dipendere dalle caratteristiche intrinseche dell 'habitat.

esattamente come altri delle regioni a rtiche sono in «gelo permiano» o «permafrost».i. in base al principio di evaporazione dei recipienti di terraglia usati nel buon tempo anti co per raffreddare il latte. Le vecchie piante sopravvivono dove possono perire invece i loro rampolli: perciò occorre una buona produzione di semi. e di conseguenza non possono provvedere alla produzione di fiori e semi. e sono pure indispensabili dispositivi (ne l maggior numero possibile) per diffondere la semente tanto nello spazio quanto nel periodo adatto alla germogliatura. Però certe piante. Piante di capperofava irrigate nel modo s uccitato crebbero da 2 centimetri d'altezza fino a quasi mezzo metro in dieci me si. dare e avere vengono totalizzati tutte le 24 ore. Esse di solito crescono con estrema lentezza e. Nel caso dei capperif ava sopra citati i ricercatori hanno accertato che le probabilità di felice insedi . ma se ricevono acqua ininterrottamente. proprio come avviene quando le cellule vengono danneggiate dal gelo. Si potrebbe dire che ogni pianta aggiorna continuamente la s ituazione del suo bilancio idrico. un'artemisia perenne. ma queste hanno un'alta percentuale di sopravvivenza. ma anche un a notevole duttilità. con insufficiente umidità per le radici. sebbene i germogli appena spuntati possa no resistere 25 ore allo stato secco. alcuni terreni dese rtici sono in condizioni di «siccità permiana». livelli che possono essere bassissimi alla fine della stagione asciutta. Questa salsola è una pianta annua. che la loro temperatura risu lta abbassata di ben 7 gradi rispetto a quella dell'aria circostante. Indubbiamente la fotosintesi procede di buon passo se vi è acqua a sufficienza. e tanto meno alla crescita. per cui devono tr ovare un equilibrio tra i due sistemi: senza la traspirazione non possono effett uare la fotosintesi. Le piante hanno in serbo molte soluzioni per i loro problemi. Quando troppe plantule germogliano assiem e. Invece niente. in modo che le piante crescono rapidamente in buone condizioni. perché la pianta pe rde più umidità per traspirazione di quanta possa assorbirne attraverso le radici.ha foglie larghe e sottili a traspirazione così intensa. Il problema numero uno è dato dall'aridi tà effettiva del suolo. la secchezza dell 'aria. Si vedrà che . si fanno una concorrenza così spietata per l'umidità che molte muoiono: è accaduto così che sullo spazio delimitato di un metro quadrato siano sopravvissute solo 40 piantine di salsola su 850 germogliate. può verificarsi anche quando il terreno è abbastanza umido. riesce a far germogliare pochissime plant ule. la zucca amara o coloquintide . tanto più n umerose sono le reazioni delle piante alle caratteristiche di un dato habitat.che ha fatto gridare ai personaggi biblici (Li bro dei Re. L a fotosintesi può interrompersi completamente se una pianta si disidrata. per cui la traspirazione si potrebbe considerare un male necessario. crescono in misura assolutamente estranea a lla loro natura di piante del deserto. Oppure accade che il bilancio idrico venga redatto di anno in anno: in questo caso la sopravvi venza dipende dalla sopportazione di livelli minimi di acqua che manderebbero in fallimento una pianta normale. come diremo in se guito. con bilancio in attivo di notte e in passivo il giorno dopo. Ve rrebbe fatto di chiedersi perché mai non vadano a colonizzare habitat migliori. 2:4) cui era stata servita una zuppa: «C'è la morte nella marmitta!» . Si sa che queste piante possono vivere fino a 300 anni. in modo molto simile a quanto facciamo noi sudando . Il problema numero due. ed una pianta di questa età non supera normalmente l'altezza di 70 centimetri. una sua v icina del Negev. trasp irano per mantenersi fresche. se possono crescervi tanto bene. rappresenta te rispettivamente dalla minaccia di morte per mancanza d'acqua e dalla morte pe r mancanza di materia organica».«ogni pianta del deserto attiva durante la stagione asciutta si trova permanentemente pericolante tra Scilla e Cariddi. a parte la necessità della fotosintesi. se ne stanno lì nel loro durissimo a mbiente abituale come profeti del Vecchio Testamento. possono anche fare a meno di crescere per buona parte delle stagioni. mentre il loro accrescimento normale in una «buona annata» di tipo desertico si aggira sui 5 millimetri. preparandosi per l 'eventualità di tempi avversi. Queste piante assumono naturalmente acqua attraverso le radici e la perdono a ttraverso i pori respiratori per il fenomeno di traspirazione.citando dal «Negev» . Una stranezza di molte piante del deserto sta nella loro enorme capacità potenzial e di crescita. sta di fatto che quanto più ardue sono le condizioni di vita. I n una data pianta non c'è soltanto una capacità generale di adattamento.

con cellule elasti che a pareti sottili. tuberi o rizomi a seconda della loro struttura. Il capperofava ha un altro asso nella manica. l'ispessimento della superficie esterna comprim e i pori respiratori sotto la pelle. Queste e molte altre piante si privano di rami grossi e piccoli. tenute in sieme solo dal terreno alla base. I cespugli del deserto possono troncare in senso letterale le perdite causate da lla stagione secca. Con l'umidità si distendono facilmente. il quale effettua la fotosintesi . di modo che offrono alle gazzelle cibo e bevanda contemporaneamente.amento si verificano in media una volta ogni 5-7 anni: quanto basta alla specie per mantenere il popolamento. lunghe un paio di centimetri. di modo che non possono più aprirsi del tutto . mentr e quelle che spuntano nella stagione secca si riducono sempre più di dimensioni. Alcune possono perire. e rimane solo il tronco provvisto di stomi. Si tratta della «sopravvivenza per morte parziale». Ne sono esempi le «piante alternanti». quali molte specie di ginestra. che consente un trucco alquanto più gaglioffo del primo. ed è adottata anche da altri cespugli del deserto. Il capperofava perde la maggior parte delle foglie. Altri dispositivi possono far sì che i semi di piante del des erto evitino di mettersi a germogliare in risposta a lievi acquazzoni fuori di s tagione. Da una profondità sotterran ea che spesso è di 30-40 centimetri spuntano in gran fretta quando sono inumidite dalla pioggia. o per scalarla ne l tempo. Molte piante alternanti hanno foglioline minut e che vengono eliminate immediatamente. Le piante del deserto già descritte al capitolo 16 possiedono molti dispositivi pe r assicurare la germogliazione dei semi al momento più propizio. Sono le piante a radici carnose: bulbi. Di solito le erbe xerofite hanno foglie che si arrotolano in condizioni di secch ezza. La salsola spinosa perde fino al 9 0% del proprio peso corporeo. una volt a sparito il resto delle foglie. Difatti molte xerofite hanno foglie. a dispetto del caldo. fattori che accelerano la traspirazione. Un metodo insolito di crescita interna per mette al tronco principale di svilupparsi in parecchie strisce indipendenti. mentre le altre sopravv ivono. Molte piante del deserto possiedono alcune caratteristiche delle p iante grasse. In tal modo questa specie vegetale riduce drasticamente la traspirazione di no n meno del 96%. eliminando rami e foglie. e portano stomi con cui possono effettuare la fotosintesi. cormi. anche se ciò non appare vistosamente. un'artemisia grigia lascia cadere le fog lie invernali grandi e profondamente incise. f ino a piccoli abbozzi di un millimetro o due. che hanno tronchi verdi contenenti clo rofilla. ogn una con un proprio sistema radicale e ciuffo terminale di rami e foglie. e sebbene la c arta venisse rinnovata costantemente. uno programmato per germogliare su bito. nascondendo all'interno del tubo fittizio così formato la superficie circonv oluta sulla quale sono situati gli stomi. spesso più o meno carnose. disseccandosi. o ad attività stagionale seguita da periodi d 'inerzia. questo tessuto assume aspetto sugheroso. ricordo che alcuni campioni di piante raccolti nel deserto della Giordania rifiutarono di essiccare avvolti in carta da giornale per parecchie settimane. Dopo un certo tempo queste strisce si incurvano staccandosi l'una dall'altra. ed eli mina la pelle verde esterna. Altre piante invece eliminano la delicata parte apicale e si ritirano al sicuro sotto terra durante le stagioni secche. isolando contemporaneamente la parte centrale resid ua. luce e temperatura. che possono contrarsi o gonfiarsi a seconda della disponib ilità di acqua. mentre le p iante frondose perdono le foglie. Nel chenopodio del deserto la parte esterna dello stelo verde. di solito con i fiori già formati: si annoverano tra queste specie . si stacca come un'epidermide una volta esaurita l'acqua di un tessuto funziona nte da serbatoio. oppure a seconda delle mutevoli combinazioni di umidità. l'altro in seguito. Le foglie di acacia del deserto contengono circa il 50% d'acqua allo stato libero. Spesso i tro nchi presentano sezione di taglio circonvoluta. separandosi da qualche parte del loro corpo. e il motivo principale dipende d al fatto che gli stomi sono situati alla base di solchi e scanalature dove sono al riparo dal sole accecante e dalle correnti d'aria. Le piante adulte possono far fronte al deserto con la caduta totale delle foglie . Spesso hanno semi di due o tre tipi.

La scilla. ent ro pochi "minuti" dalla caduta dei primi goccioloni di pioggia. sia pure allo stato letargico.alcuni dei fiori del deserto tra i più vivaci e brillanti. o di paia isolate. e nota da una località dell'Africa sudoccidentale. ivi compreso il tenace semprevivo spesso ad abitudini di vi . può sopravvivere per molti anni fuori del terreno. Il giorno dopo la pianta produce una rosetta di quattro foglie ovali di un centimetro. Infatti questa specie di carice non perde mai le f oglie: la parte superiore avvizzisce. a somiglianza delle piante alpine delle grandi altezze. filtrandone quanto basta perché raggiunga il p rofondo strato di clorofilla sottostante. lanugine folta come una pelliccia. giaggio li e gigli Eremurus. che si ha l'impressione che il fiore spunti strappando la pel le. I suoi tuberi hanno le dimensioni di una capocchia di spillo. mentre entro 2 4 ore dalle prime gocce di pioggia il terreno attorno al carice Carex pachystili s è tutto infiltrato di radici. dalla quale emerge il fiore. Si tratta di una pianta parente della castagnola. dove la stagione s ecca può prolungarsi da maggio a gennaio. In molti casi le foglie avvizziscono molto nella stagio ne asciutta man mano che viene esaurita la scorta d'acqua. come le nerine e le "bulbine". Letteralmente. a somiglianza delle piante alpine delle Ande che trascorrono anni interi sotto la neve. come «fiori» cerosi. Si notano fasi di succulenza in cespugli legnosi a foglie carnose. dai bulbi enormi a volte voluminosi come un pallone da ca lcio. emettendo foglie quando cominciano le piogge principali. che in natura vi vono sepolte nella sabbia. o le grandi piogge. la fe ssura è così nascosta. dette piante fenestrate. fino all e piante frondose con tronchi o steli completamente succulenti come le Crassula. talvolt a anche superficie bernoccoluta o tubercolata. Partendo da queste. terminando in una successione di sei o quattro foglie strett amente compresse. ch e riduce l'ardore dei raggi solari. Nella defo rme Muiria. emettendo foglie ogni ann o. oppure in una massa sferoidale di un corpo plantare originatosi da due foglie: il solo indizio è dato da una scanalatura o fe ssura centrale. La «pianta del sale» americana ha uno strato esterno di sale. Parecchie piante bulbose mettono fiori alla fine dell 'estate asciutta. tipo il cappe rofava già citato. Le vere piante grasse trasformano ogni parte del loro corpo in riserve d'acqua. la lo ro cute sovente s'indurisce e sbiadisce. e si ritrovano negli stagni disseccati. Si annoverano tra queste specie le ben note "piante rocciose" del SudAfrica ed altre specie imparentate. e specie cespugliose dei Mesembryanthemum sudafricani. formando come un guscio spesso e rifran gente. Alcune piante hanno bulbi p iù o meno esposti all'aria. maturano i semi e tornano in letargo. per cui esse riescono a sopportare talvolta temperature molto e levate: la poa del Sinai ha bulbilli che allo stato letargico resistono a 80 gra di. Il tubero più straordinario del deserto è forse anche il più piccino. Queste foglie. Quando queste piante supergrasse vanno in riposo nel periodo asciutto. o cipolla ma rina del Mediterraneo. possiam o identificare una serie completa di piante in cui le foglie diminuiscono di num ero e di grandezza. questi tuberi fa nno spuntare foglie cilindriche della lunghezza di un centimetro. cute bianca o argentea. Entro dodici ore da quando è caduta la pioggia emettono radici. strati supplementari di cellule esterne intesi a proteggere l a clorofilla. dispongon o spesso di un impianto d'isolamento a funzione antisolare. cut e molto ispessita. e segnatamente nella famiglia dei Mesembryanthemum. al cui riparo quello che nella stagione ventura sarà il corpo della pianta si sviluppa ben protetto dal calore eccessivo. mentre la base rimane verde. in modo che solo la sommità delle foglie pianeggianti è e sposta al sole. Il letargo di queste radici è favorito dagli strati esterni isolanti di tessuto mo rto o sugheroso. I Greci appendono i bulbi di questa pianta nelle loro case come simbolo di fe condità. al centro della quale compare presto un fior e violaceo di 8 millimetri. gallegg ianti alla superficie dello stagno. Molte piante grasse. che si presenta come una massa sferoidale completamente verde. Nella specie opportunamente chiamata "Fenestraria" si trova una «f inestra» composta d'uno strato sottocutaneo di cristalli di ossalato di calcio. conosciuta con il nome bizzarro di Chamaegigas intrepidus. quali tulipani. Esistono piante a foglie carnosissime. Se le piogge sono scarse. possono restare in letargo per al meno una stagione.

ma il tronco si è appiattito ed ha preso l'aspet to delle foglie. se così si può dire. La maggioranza dei cac ti però ha smesso le foglie. Le rosette.la caratteristica delle piante s ucculente o grasse compare soltanto in pochi generi che. colmi d'umidità. Recentemente si è dimostrato che gli spini di certi cacti funzion ano da organi di assorbimento dell'acqua presente anche sotto forma di rugiada: . adottano la disposizione delle foglie a rosetta. e possiede tronchi verdi in grado di effettuare la fo tosintesi. e molte . ne è un esempio la comune ginestra spinosa. l'anidride carbonica immagazzinata non si può tr asformare subito in zucchero. come le greenovie.di norma perdono le pale o le giunture in prossimità delle t erminazioni del tronco. Quando scompaiono le foglie. cui apparteng ono margherite. che ha foglie normali se cresce in ambiente ricco di umidità. come accade nelle «piante alternanti: essi si proteggono facilmente in modo analogo a quello descritto a proposito de lle foglie. e ritorna alla norma di giorno. in condizioni di aridità: altro aspetto delle automutilazi oni delle piante. i gambi o tronchi verdi si assumono il compito di e ffettuare la fotosintesi e la traspirazione. mentre altre sono a foglia caduca. consi derata la specie più primitiva e fors'anche il capostipite della famiglia. e sono un ricordo delle o rigini remote. Essa viene convertita temporaneamente in un acido organico. altri cacti invece hanno foglie effimere ch e vanno perdute man mano che la pianta diventa adulta. segnano le varie tappe verso la formula ultim a di resistenza alla siccità data dalla sfera o dal cilindro.barili o cilindri isolati e tappati. come viene chiamato . Gli stomi dei cacti e delle piante grasse a struttura affine si trovano in fondo alle pieghe della fisarmonica.come pure nelle altre famiglie vegetali. e spessissimo hanno anche peli. Alcuni cacti vivono in giungle umide dove i problemi sono di genere del tutto di verso: essi restano senza foglie. e infine il «corpo plantare» composto di foglie strettamente congiunte. come in molte specie assai note. I tronchi dei cacti e delle euforbie grasse si sono formati quasi certamente e a nzitutto per la riduzione degli spini e delle foglie in conseguenza delle condiz ioni ambientali di aridità. Probabilmente queste piante so no rientrate nella foresta primigenia dopo un'esperienza evolutiva all'aperto. Inoltre si aprono principalmente di not te. e dato che allora non c'è luce. gerani. vite. dove la minima area superficiale si accompagna al volume massimo per consentire l'accumulo di acqua.ta alpine. e nei lunghi periodi di siccità si nota come queste costole siano più sp orgenti e serrate. dove il movimento dell'aria viene ridotto al min imo specialmente in condizioni di siccità. e relativamente pochi stomi . hanno l'asp etto di gemme di rosa ancora chiuse. le cui caratteristiche non rappresentano nece ssariamente i tratti distintivi della famiglia nel suo insieme: alcune specie co nservano le foglie. come avviene nella fotosintesi normale. Le «pa le» piatte e arrotondate e a forma di foglia dei fichi d'India non fanno altro che assottigliarsi sempre di più finché cadono. eccetera . allo scopo di conservare l'umidità e ridur re drasticamente la traspirazione. gigli. E" questa la forma tipica dei cacti e di parecchie famiglie non unite da rappor ti di parentela. quali le euforbie e le stapelie. che consente di effe ttuare la massima fotosintesi con la minima superficie spaziale. Molti cacti hanno tronchi costoluti o crestati. con uno spesso rivestimento di cera. L'acidità dei tessuti della pianta aumenta incessante mente di notte per questo «metabolismo acido delle crassulacee». man mano che il corpo della pianta si restringe: i tronchi ri piegati a fisarmonica sono progettati perfettamente per questo andirivieni. L a maggior parte dei cacti si è perfettamente adattata ai diversi habitat aridi. che viene poi scisso per produ rre zucchero il giorno dopo. Un piccolo numero di cacti emette foglie normali . ed anche certi loro parenti tropicali. alcuni tipi di semprevivo si comportano in qu esto modo. che per evoluzione parallela s ono giunte a un'identica conclusione finale in risposta a condizioni uguali. hanno superato la soglia delle xerofite. come le branchie embrionali dei mammiferi. Spesso le fogli e si richiudono in condizioni di aridità. Si può accertare che molte altre piante spinose diventan o ancora più dense di aculei quando debbano crescere in condizioni di siccità. lanugine o peli.ne è un esempio la Pereskia. le forme schiacciate delle foglie.specialmente quelle delle spi nosissime "chollas" . me ntre presso le euforbie . che ass omiglia ad una camelia con le spine.

La palma Hiphaene è tipica delle acqu e salmastre in Africa. con riferimento alle «piante troppo grasse». E" possibile che l'elevat a concentrazione salina della linfa di certe piante grasse. e spuntano ben presto all'aperto.5% è dannosa alla maggior parte delle piante: il sale. derivi da una situazione del genere. Molte volte nel deserto le piante devono far fronte non soltanto all'aridità. In un deserto a cacti alcune radici si diffondono in senso orizzontale a poca profondità dalla superficie del terreno. può avere radici orizzontali disposte a forma raggiata e lunghe fino a due metri. Una pianta d'erba San Pietro cresciuta ha radici che si spingono fino a tre metri di profo ndità. Certi cacti sono molto grandi. non appena il terreno venga inumidito dalla pioggia. dalla quale spunta no i tronchi o gambi annuali. a differenza della maggioranza delle radici normali. come risulterà chiaramente a c hiunque cerchi di svellere una plantula . molti cacti resistono anche al grande f reddo. ma a nche alla salinità del terreno. Oltre a resistere al caldo e alla siccità. Lo stesso vale naturalmente anche per le piante delle paludi salate e del litora . La ginestra bianca del Medio Oriente. tanto per cominciare molti deserti apparentemente caldissimi possono aver e temperature notturne prossime allo zero.poniamo di erba San Pietro. e quelle di grandi dimens ioni hanno scheletro legnoso. Ne consegue che qu este piante grasse gigantesche hanno struttura rigida. mentre altre si calano in profondità fino a raggiungere una falda freatica. che producono peli radicali per assorbi re acqua solo in prossimità dell'apice radicale di accrescimento.si tratta probabilmente di un processo d'adattamento secondario. Queste piante reagiscono prontamente quando vengono sepolte sotto la sabbia . o a perforarle per farvi il nido come il picchio. e molte specie crescono sulle Ande a più di 3000 metri d'altezza. Altrettanto sec ondaria. oltre ad essere tossico . rende più difficile alle radici l'estrazione dell'acqua dal suolo. alcune piante combinano i due tipi di radici a seconda delle circostanze. come il saguaro dell'Arizona. fanno spesso spu ntare peli radicali per tutta la lunghezza delle radici più giovani. che può raggiungere l 'altezza di 15 metri e il peso di 10 tonnellate. In Africa a lcune euforbie sono veri alberi con un grosso tronco e una chioma rotondeggiante di molti rami. più un fittone verticale di un metro. è la protezione accordata dagli aculei cont ro molti animali: ciò nonostante molti riescono ugualmente a mangiare parti di que ste piante. ed altr e specie di forma cilindrica che possono essere alti anche 12 metri. sebbene spesso efficacissima. come ben sanno quanti cercano di pratic are l'irrigazione e le colture idroponiche nel deserto. la pianta dispone di ghiandole che evidentem ente secernono l'eccesso di sale. Le radici delle xerofite sono degne di nota anche per il fatto che. Il baobab che vive nelle località aride ha radici orizzontali che possono estender si per un centinaio di metri attorno all'albero. mentre la tamerice può prosperare in località dove la falda f reatica contiene più del 20% di sali. Le radici delle xerofite sono naturalmente di vitale importanza per queste piant e. come l'Euphorbia ingens che passa i 10 metri. Un capperofava che ricopre una superficie di d ue metri quadrati sopra il suolo può avere un apparato radicale che si estende fin o a 35 metri quadrati e si spinge fino a profondità notevole. ma durante i lavori di scavo per la realizz azione del canale di Suez si sono registrati casi di radici di tamerici spintesi fino a 50 metri sotto terra. ma il dispositivo sembra insufficiente a spieg are come questo cespuglio possa vivere in condizioni di così sostanziale tossicità. o "retama". Una salinità superiore all o 0. o «il vecchio» del Messico. Le piante delle dune di sabbia hanno un sistema di radici molto esteso. a causa delle inadatte pressioni osmotiche che si verificano quando la concentrazione dei sal i è più alta all'esterno che non all'interno delle radici. La succulenza non è una caratteristica limitata sostanzialmente alle piante molli. Già se ne è fatto cenno al capitolo 9 a proposito di certe piante rampicanti che ha nno una grossa base destinata ad accumulare acqua di riserva. così come molti alberi e cespugli delle regioni desertiche dispongono di radici penetranti: esse di solito non va nno oltre i 10-15 metri di profondità. nonché alle «piante a bottiglia» dai tronchi rigonfi contenenti acqua. e in modo tipico dei cacti. lo stesso sale ed altri minerali si accumulano in molte situazioni ambientali del deserto.

Acetose e piantaggini sono altre ostinate colonizzatrici. come la sueda e la salicornia. E" interessante osservare che il materiale di scavo delle miniere è spesso assai c arente delle normali sostanze nutrienti delle piante. Ciò può ver ificarsi in natura quando vi siano giacimenti metalliferi in affioramento. la piantaggine marina e vari suffrutici. Essa aumenta rapidamente in modo da formare ceppi completamente resistenti nello spazio di pochi anni. Ne è un esempio il Rhododendron kiusianum. mentre il potere rifrangente del velame disperde l'intensità dell'insolazione. e molto faci lmente non prospererà in un buon terreno privo di piombo. o di materiale di sterro. Esistono anche piante grasse degli stagni salati. Il colmo è dato da alcuni ceppi che ottengono il massimo ri goglio solo in presenza del metallo in causa. un rododendro dell'is ola giapponese di Kyusciu che prospera in mezzo a vapori e fumi sulfurei. in modo da formare il primo stadio di una nuova coltre v egetale man mano che vi si accumula altro terreno. Questi peli radicali assorbono tutta l'umidità possibile. zinco. che rim ediano alla bassa percentuale d'acqua assimilabile accumulandola nel tronco. Ma mentre una pianta potrà adattarsi . E" questo il caso delle epifite. e un'altra ardua difficoltà si verifica quando o ccorra vivere in mancanza completa di terreno.alcune delle quali s ono magari in attività da secoli e secoli. Ai margini delle aree vulcaniche vivono altre piante resistenti a condizioni di evidente tossicità. Molte specie di piante si sono adattate a vivere in queste condizioni . perché le loro radici talvolta non sono altro che un appiglio .sono gh iotti di nichelio: possono assorbire questo metallo fino al 10% del loro peso a secchezza. mentre le foglie. Queste radici svolgono funzioni di appiglio ed assorbimento: in certi casi un sistema radicale sviluppato pesa almeno quanto le foglie e tutto il resto della pianta. nonché la secchezza che di solito contraddistingue terreni del genere. e talvolta alle rocce. rame o niche lio. Se la radi ce tocca una superficie umida. mentre l'alisso o «erba matta» Aly ssum bertolonii e l" Hybanthus floribundus . senza che l e radici vi possano penetrare. Alcune specie di "astragalo" accumulano s elenio. come certe erbe. e perfino da migliaia di anni. quali certi ceppi di armeria e di renaiola di primavera in Gran Bretagna. piante che si attaccano ai rami degli alberi. mettono a punto delle radici aeree carnose che riuniscono la funzione d'ormeggio a quella dell'assorbimento dell'ambiente atmosferico. s . e gli esperimenti effettuati al riguardo hanno dimos trato che forse tre o quattro plantule su mille possiedono resistenza iniziale. sviluppa peli radicali bianchi sul lato dove avvi ene il contatto.un cespuglio neozelandese . I d epositi alcalini e gessosi rappresentano frequentemente problemi ambientali a cu i certe piante devono trovare una soluzione. ma si osserva in larga misura nei pressi delle vecchie miniere . o di mimolo muschiato negli Stati Uniti d'America. non è detto che il ceppo res istente al piombo lo sia anche nei riguardi dello zinco o del rame. In un certo qual modo queste piante si possono pa ragonare alle alghe. Sta di fatto che molte epifite. Un altro grosso problema si presenta quando le piante devono vivere con le radic i in un suolo asciutto o tossico. al caso anche con due di questi metalli insieme. in modo particolare di azo to e fosforo. Oltr e alla loro naturale opera di colonizzazione. immerse in un'atmosfera umida. e segnatamente le orchidee.a un'elevata percentuale di piombo puro. I ceppi resistenti ai metalli riescono a superare anche questa dif ficoltà. Ora molti cercatori di risorse minerarie dal senso d'osservazione svi luppato tengono conto della presenza di piante notoriamente tolleranti nei rigua rdi dell'uno o dell'altro metallo! L'adattamento a minerali abitualmente tossici contenuti nel terreno è il risultato di una serie di mutazioni. Le erbe sembrano le più adattabili. mentre altre resistono benissimo al rame. le armerie. e giungono a un'intesa con piombo. do ve la colorazione argentea dipende da uno strato esterno di cellule contenenti a ria o "velame". una specie di silene apprezza il cobalto. La tipica radice aerea di un'orchidea è di un bel colore verdeargenteo lucente.le marino. possono assorbire l'acqua dir ettamente. questi ceppi resistenti si possono usare naturalmente per ricoprire cumuli di sfasciume minerario antiestetico. in cui lo strato d'aria funge da isolamento antitermico. Altre specie vegetali riescono a vivere felicemente in luoghi in cui abitualment e si trovano quantità tossiche di metalli pesanti concentrate nel terreno.poniamo .

ed eventualmente come nebbia. Queste specie bizzarre. o felce a ni do d'uccello. Il termine "Usnea" indica infatti un gruppo di licheni. che pure appartiene alle bromeliacee. che drappeggiano ad esempio i cipressi di palude della Florida. Esse cominciano con foglie dure e coriacee resi stenti alla siccità. in c ui il minuscolo gambo possiede foglie disposte come i gradini di una scala.come pioggia. fino a quando non produce i suoi fiorellini minuscoli ma caratteristici. p rescindendo da un certo numero di specie terrestri che hanno comuni radici assor benti. sono largamente coltiv ate ed hanno fiori vistosissimi. Molte orchidee vivono in regioni che hanno una stagione asciutta.quasi come il lucignolo di un lume . che sporgono in fuori svolgendo la loro normale funzione di foglie e portando le spore. con un labbro un p o'"a forma di navicella. Nel Campylocentrum i fiori sono piccolissimi e sono sorretti da mazzi di esili infiorescenze. Le radici aeree di questa pian ta irreale possono raggiungere la lunghezza di parecchi metri.otto qualunque forma arrivi . e lo stesso acc ade a piante rampicanti quali i filodendri e le "monstera". con termine derivato dal vocabolo usato per indicare l'ana nasso. attraverso le quali vengono immessi nel sistema i minera li provenienti dai detriti che si accumulano nel vaso. che si diffondono sulla corteccia dell'albero come una lastra o un piatto dove si raccolgono i rottami umidi a beneficio del sistema radicale della pianta. il Taeniophyllum. le foglie formano come un vaso di forma conica. Nell'asplenio. Essa tuttavia ha dime nsioni molto maggiori e compone festoni con le sue formazioni filiformi lunghe f ino a 7-8 metri. ed hanno radici intese principalmente a fini di ancoraggio. Esso è spesso fornito di speciali cellule assorbenti in prossimità dell'inter no delle basi fogliari. e sembrerebbe quasi incredi bile che si tratti di fiori. Esiste una forma intermedia. L'effetto dat o da queste stravaganti realizzazioni è notevolissimo. Le felci Platycerium hanno foglie di due tipi completamente diversi . Queste formazioni. è probabile che in queste esista un velame molto più sottile sopra le cellule contenenti clorofilla. e sono di colore verde. Nelle specie aeree l'acqua si raccoglie quasi sempre in un «vaso fogliare». il cosiddetto «musch io spagnolo». per cui t utto il fiore viene alquanto ad assomigliare a una rana che salta. ad eccezione della li scia punta d'accrescimento. terminante in un paio di lunghi lobi ricurvi. a vaso o ad urna. Quand o l'acqua è assorbita dalla corteccia contiene facilmente varie sostanze minerali provenienti dal disfacimento delle foglie e da escrementi di animali. Le bromeliacee costituiscono un altro vasto gruppo di piante principalmente epif ite. in modo da venirne protetti ed isolati. e foglie a forma di corna di cervo. Inoltre i muschi epifiti presenti sul tronco as sicurano spessissimo una riserva d'umidità. e ta lvolta di un modesto gambo o stelo legnoso: i fiori si formano dal centro della stella radicale o dal gambo.foglie di tipo piatto. e combaciano stret tamente alla base. e riescono a prosperare anche sui fili del telefono. che con molto sforzo si potrebbero chiamare foglie. La bromeliacea più straordinaria è forse la Tillandsia usneoides. ma estremamente ornamentali. A questo punto tutta la radice si avviluppa in una pelliccia di peli radicali. Il vaso ha una tenuta d'acqua eccel lente. La cortecc ia dell'albero si asciuga poco dopo cessata la pioggia. In alcune orchidee le radici sono in grado di effettuare la fotosintesi. t anto che spesso si dicono anche piante vascolari. invece nella Polyrhiza sono lunghi fi no a 12 centimetri e di forma assolutamente fuori del comune. Vi sono pure dei casi estremi in cui le radici si sono assunte al completo le funzioni normalmente svolte dalle foglie. e questa bro meliacea assomiglia esattamente a un lichene argenteo ramificato. In molti casi le radici giungono infine al suolo e vi penetrano. mentre gli apici assorbenti si coprono di velame. di mod o che la pianta si compone solamente di uno spiegamento raggiato di radici. sono ricoperte di piccole scaglie c . oppure anche «pini aerei» in inglese. come umidità sgocciolante lungo la corteccia. ma i materiali di rifiut o si depositano spesso sotto la parte centrale della pianta. e quando quest a sopravviene le radici s'induriscono. in modo che vi si possano raccogliere l'acqua e i detriti. Le radici assorbenti attraverso la base delle foglie penetrano in questo materiale e lo utilizzano a loro vantaggio. tra i quali sono portati i fiori lunghi 6 millimetri. e in certi casi att orno all'intreccio delle radici.

Quanto più si scende. L'acqua si potrebbe consi derare l'ideale delle piante. Queste piante fiorenti. e una volta che sono fuori dall'acqua fanno fiori e frutti nello spazio di 24 ore: il vento o gli insetti provvedono abitualmente all'impollinazione. esse emettono fiori. non c'è ombra di radici. vi vono nei paesi tropicali e subtropicali. è insolita per il suo tronco grandissimo ma elastico e pieghevole . mentre il plankton di alghe verdi si trova per lo più in pro ssimità della superficie. Quando però il livello d ell'acqua si abbassa.he trattengono ogni minima traccia di umidità atmosferica. sia pure con sempre minore intensità. o virtualmente in acqua dolce dopo un violento acquazzone. do vendo solo adattarsi alla decrescente intensità luminosa. In prossim ità della superficie tutti i colori sono presenti con intensità massima. Alghe ed erbe marine pre sentano anche notevole diversità di tolleranza al variare della concentrazione sal ina nell'acqua. le alghe rosse prendono il sopravvento su quelle verdi. perché man mano che aumenta la profondità. Mi sia consentito aggiungere a ncora qualche riga di commento agli habitat acquatici. Le alghe rosse (Rhodophyceae) in un certo qual modo hann o aggirato il problema della colorazione. oppure ad avere foglie fineme nte frastagliate. lasciando i semi saldamente attaccati in attesa che le acque tornino a crescere alla stagione de lle piogge successiva. Il problema è intricato. Ho dedicato molto spazio alle piante che devono lottare contro la siccità per una causa qualsiasi. ed hanno grande capacità di rigenerazione quando ricevono u n danno. An che le diatomee prosperano fino a profondità abbastanza notevoli. Le foglie sono esiliss ime e pieghevolissime. posso no trovarsi esposte ad alte concentrazioni di sale quando evapora l'acqua marina . cadono gli strati esterni di cellule. dalla sommità del quale pende un ciuffo di foglie. L'ossigeno riveste importanza vitale tanto per le piante acquatiche quanto per q uelle terrestri. quelle che vivono in pozze presso la battima a marea alta. terminanti in una punta bulbosa proprio sopra il livello dell'acqua. ed emettono germogli altrettanto verti cali. ad esempio. che assorbono il rosso . . Nella stagione piovosa i Podestomon hanno solo le foglie. dalle enormi laminarie serpeggianti. in quanto prefer iscono questi colori. Forse l'esempio più notevole di adattamento acquatico si osserva nella famiglia de lle Podestomacee. caratteristiche cui si adeguano largamente le alghe ed erbe marine. vengono a ssorbiti ed eliminati i diversi colori che compongono la luce bianca. Esse si attaccano alle pietre e alle rocce con s peciali peli radicali che secernono una sostanza collosa. Le onde che s'infrangono s u una costa rocciosa presuppongono nelle piante che vi crescono massima robustez za e caratteristiche di ancoraggio solidissimo. si trovano vere e pr oprie condutture nei gambi delle ninfee. fino al la più inconsistente lattuga di mare. sembra che quasi ogni rapida o cataratt a ne ospiti una specie diversa. Si tr atta di una specie di radice rovesciata allo scopo specifico di assorbire aria e di trasmetterla attraverso grandi spazi aerei alle diverse parti della pianta. Alghe ed erbe marine sono molto degne di nota per il modo con cui reagiscono al diminuire dell'intensità della luce man mano che si scende sotto la superficie del l'acqua. Uno è il movimento d ell'acqua. perché in realtà la scarsità d'acqua costituisce uno dei problemi più g ravi che devono affrontare le piante in generale. di aspetto molto simile alle alghe. ma presenta anche dei problemi. La Jussiaea repens è una pianta acquatica che si fabbrica da sé una sua piccola giungla sommersa: ha gambi lunghi e grossi che crescono di traverso e portano foglie sopra il pelo dell'acqua. formando allora delle plantule. perché si ritrovano ad ogni profondità. mentre hanno importanza essenziale la resistenza alla torsione e l'elasticità. mentre al di sotto lasciano pendere radici verticali. caratteristica che evita danni al lembo fogliare. In acqua dolce le piante tend ono a sviluppare foglie lunghissime e nastriformi. di aspetto si mile alla palma. e la maggior parte di queste piante dispone di vasti spazi per il movimento dell'aria all'interno dei tessuti. La grande Postelsia americana. e il rosso è fortissimo: per questo motivo predominano le alghe verdi. I semi sparpagliati sulle rocce vi rimangono attaccati grazie al r ivestimento mucillaginoso dei semi. la rigidità è un errore in un ambiente acquatico. pe rché filtra ancora la luce verde e azzurra. che ben presto si dissecca. ma favorisce anche il massimo assorbimento possibile di minerali ed ossigeno. e restano solo i fasci vascolari che si lignificano. Al calore del sole le piante avvizziscono prest o.

il mondo vegetale comprende i tipi aggressivi od opportunisti. lo scavo di cave e così via. concerie. lo spinacio selvatico. preferendo queste condizioni di vita perché vi si sono ormai adattate. i cittadini del mondo che noi chiamiamo erbacce.Con questi mezzi vengono colonizzate le aree marginali dell'ambiente marino. è riuscita ad evadere dal famoso orto botanico di Kew. fabbriche. compresa talvolta (con sgomento) la vietata canapa i ndiana. ed hanno cambiato il ca rattere in un ambiente nuovo caratterizzato da diversi rapporti di concorrenza. sui vagoni ferroviari. GIROVAGHI ALLA VENTURA. e anche «soldato valoroso». la Gal insoga parviflora. Naturalmente un'erbaccia è tale solo perché così viene definita dall'uomo. A somiglianza dei vagabondi alla ventura. Gli amenti fruttiferi si rivelarono di gusto irresistibile per i pipistrell i locali mangiatori di frutti. E" impressionante con quale velocità può avvenire la colonizzazione di date aree. con il risultato che ora la pianta è diffusa in tut ta la parte occidentale di Giava. soggiacendo quasi solamente all'azione del clima. attaccate a i ndumenti o a pellicce d'animali.«gallant soldier» .«si accontentano di soluzio ni provvisorie». sui calessi e sui carri dei coloni. impi anti di raccolta dei rifiuti o di acque di scarico e . gli incendi. che i Pellirosse chiamavano «l'o rma dell'inglese». Alcune delle attuali erbacce venivano usate una volta dall'uomo e sono state poi abbandonate. una specie arborea che arriva all'altezza di sei metri. altro esempio di una delle molte erbacce ori . Una piccola composita sudamericana. come possono e dove possono. e nel se colo scorso ha trovato il modo di diffondersi estesamente a Londra e nell'Inghil terra meridionale. attac cate ai pneumatici degli automezzi o a bordo d'imbarcazioni. più circolavano erbacce: hanno viaggiato sugli stivali. è stato introdotto a suo tempo in un orto botanico di Gi ava. come nel caso della piantaggin e importata nel Nordamerica dai Padri Pellegrini. Più si sviluppavano i tra sporti. e spesso supera numericamente la flora origina ria. entro borse d'attrezzi. e riescono a vivere quasi dappertutto. come nel caso della mora di rovo e del fico d'India in Australia. Co sì la pianta perenne Borreria laevis. Le erbacce sono arrivate in sacchi di sementi. oppure deliberatamente a scopo utilitario od ornamentale. altre risorse di cui già si è fatto cenno vengono adottate nelle regioni più ardue della Terra da piante adat tate alle circostanze. e .nei Paesi che si possono concedere simili lussi . e l e piante si servono al massimo di ogni sorta di fattori. e inoltre cartiere. o anche Toey Hooker. A volte la colpa è degli orti botanici. Capitolo 21. introdotta in Inghil terra dai Romani in qualità di erba medicamentosa. Tale trasporto può essere avvenuto accidentalmente. Le erbacce spuntano sovente negli h abitat artificiali creati dall'uomo con le coltivazioni.chiunque offra del becchime agli uccelli può osservare la comparsa di piante strane. e vari tipi di amaran ti tropicali e di leguminose a baccelli o silique. I loro centri iniziali di diffusione sono i moli. Si trovano specchi d'acqua salata allo stato puro. Altre invece sono state trasp ortate dall'uomo in località diverse da quelle originarie. Veniva chiamata l'erbaccia di Kew. come la podagraria. che vivono d'espedienti.così avverte il dizionario Webster . un tempo bollito come verdura. e infine in aereo c on ogni comodità. e la defini zione dipende spesso dal suo genere di vita. dal n ome del direttore dell'orto botanico del tempo (che con ogni probabilità dovette r ispondere a molte domande al riguardo). alla stregua di tante altre pia nte. la costruz ione di strade. Questi intrallazzatori o «barboni» ve getali sono riusciti a sfuggire in qualche modo alle limitazioni di determinate condizioni ambientali. e dese rti completamente aridi dove non è possibile nessuna vita vegetale. perché così veniva s torpiato in inglese . ma ricoprono u n'area relativamente limitata rispetto alle regioni apparentemente inospitali do ve invece certe piante riescono a crescere. gli smistament i ferroviari. Qui le piante annuali rappresentano l e specie caratteristiche.il difficile nome latino. in forma di radici. depositi di legname. Quel mezzo parente del pepe che è il Piper aduncum. sugli autocarri dei tagliaboschi.

spesso cominciando questa attività in età giovanissima. inoltre questa pianta dispone anche di un efficiente sistema di diffusione dei semi a mezzo di . i cui germogli possono crescere anch e di mezzo metro al giorno. constatiamo infatti che la maggior parte delle erbacce possiede innumerevoli ceppi. quest'ultimo è in grado di rigenerare tuberi ogni 2 -3 centimetri. Una semplice occhiata a una carta geografica indica a quali distanze si trovino l'una dall'altra alcune delle loca lità citate. essa potrà produrre semi a profusione per un p eriodo prolungato. Praticare l'autoimpollinazione o pr odurre semi senza la fecondazione (apomissìa). o almeno l'au tocompatibilità. Tra il 1925 e il 1929 ne venne confermata l'esistenza nella Nu ova Britannia. I dispositivi di distribuzione dei semi sono spesso di tipo s ofisticato. La podagraria. come il ranuncolo stris ciante. ad esempio. di modo che tutti gli individ ui della specie possono appartenere allo stesso ceppo. spuntando in continuazione dalle radici sotterranee raggiate. non appena e quando si offrano circo stanze favorevoli. che abbia molto ridotto l a consistenza numerica della specie. come nel caso del tarassaco. Spesso le piante perenni evitano lo sforzo di dare frutti. Per avere successo una pianta infestante deve possedere aggressività ed accentuata mancanza di specializzazione. stando alle prime segnalazioni. e lo stesso vale per la lu nghezza delle giornate. la caratte ristica presenza di fiori maschili e femminili su piante distinte crea la variab ilità della discendenza. e si affidano complet amente a metodi vigorosi di diffusione vegetativa. I semi disporranno di meccanismi atti a farli ger mogliare in un arco di tempo di molti anni. e sono segnalati anche casi di crescita oltre i cinque metri. Siccità. i quali possono anche non essere disponibili in condizioni atmosferiche sfavorevoli. Le piante annuali che praticano l'autofecondazione sono in grado di riprendersi molto più in fretta delle altre da un'annata disastrosa. Inoltre l'autoimpollinazione. in modo da poter colonizzare rapidamente e popola re durevolmente diversi ambienti e terreni. significando che un unico esemplare può dare semi e originare una nuova popolazione. Osserviamo però che ciò libera le erbacce dalla sudditanz a verso gli insetti impollinatori. estati calde e inverni freddi non dovranno ostacolarne la crescita e la fioritura. Se si tratta di una pianta annuale. Come è già stato fatto notare. alle Filippine. che si estende su 12 metri quadrati di terreno all 'anno con sottili stoloni raggiati lunghi un paio di metri. Questi ceppi si sono formati in passato man mano che la specie si adattava ad una minore specializzazione. ma è forse più efficiente. Anche le piantine più modes te dei climi temperati possono crescere molto in fretta. e nel 1945 si trovava già alle isole Figi. colonizza solo circa tre metri quadrati in un anno. favorisce la dispersione delle piante. a Samoa. La diffusione sotterranea di solito è alquanto più lenta di quella a fior di terra. e di equiseto ad altrettant a profondità in terreni sciolti. nonché a Singapore e Suma tra. per cui un'unica specie apparentemen te pura comprende individui singoli in grado di far fronte a sfide di natura mol to disparata. o il cinqu efoglie (Potentilla reptans). è arrivata nel Vecchio Mondo nei primi anni del Novec ento. magari già a due o tre settimane di vita. mentre oggi è solo un fatto occasional e. come i paracadute delle composite o le capsule esplosive delle piant e di balsamo. signif ica negare tali possibilità. per cui ogni attacco sferrato contro l'erbaccia ha scarse probabilità di riusci ta. in Nuova Guinea. Il primato di diffusione dev' essere detenuto comunque dai bambù tropicali. ma le sue radici si possono rigenerare da piccoli framment i. ed era già un'erba infestante molto diffusa a Giava nel 1924. che può coprire quattro metri quadrati nello spazio di un anno.unde dell'America tropicale. che emettono germogl i a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altro. e formando un esercito di lance protese. C'è un'evidente contraddizione nel fatto che le erbacce annuali di maggior success o siano autoimpollinate ed autofecondanti. senza la quale viene a mancare la possibilità di un rapido adattamento a circostanze nuove o difficili. Il "crespigno" si sviluppa in senso raggiato per 1-2 metri all'an no. Le radici di certe erbacce si spingono molto in profondità: sono segnalate rad ici di vilucchio o campanelle a 7 metri di profondità. quando ancora l'impollinazione incrocia ta rappresentava presumibilmente la regola.

Il tarass aco si può citare come esempio di erbaccia molto perfezionata. che si staccano prontamente ed at tecchiscono con altrettanta facilità. Le largh e foglie dei convolvoli tolgono la luce alle piante sulle quali si attorcigliano . sono erbacce d'acqua che devono in verità essere annoverate tra gli «avventurieri» erbacei di maggiore success o. producendo pa recchi germogli nuovi. riducono il flusso idrico fin dell'80%. Anni fa la gente apprezzava le Candelabra. i canali d 'irrigazione. piantaggini. Un fiore apprezzato in un giardi no. che si suddividono a ll'infinito. sottragg ono ossigeno e intorbidano l'acqua quando muoiono o marciscono. ma fanno concorren za attiva alle altre piante. se non fosse esposta all a concorrenza delle erbacce. Circondata da piante infestanti. Noi pensiamo al tarassaco con il suo lieve «palloncino» di semi paracadutabil i. Oltre alla sua brav ura a rispuntare dopo che è stato tagliato. come l'erba fi liforme. Altri metodi di diffusione delle erbe infestanti sono stati descritti al capitol o 17 a proposito. La lattuga d'acqua. ad esempio un tipo di sicomoro. se vengono decapitate. ad esempio. da bloccare qualsiasi plantula che osi spuntare in mezzo ad esse.paracadute. dove una balza d i colore rosso attira gli uccelli. che ostacolano attivamente lo sviluppo delle radici e anche la germogliatura di altre specie. impediscono la navigazione. mentre il farfaraccio diffonde foglie così grandi e spesse. dagli animal i o dal gelo. perché anche le piante infestanti incontrano difficoltà molto maggiori sui terreni argillosi che non su quelli sabbiosi. una piantina d'ave na è stata in grado di produrre invece complessivamente solo 500 metri di radici n el corso di una stagione. o dei giacinti d'acqua. Anche le erbacce con radici a capsule apicali possono rigenerarsi. A nche il bel loto indiano e le ninfee tropicali costituiscono spesso dei gravi fl agelli. Per l'agr icoltore possono rappresentare un grosso calo nel raccolto. I primi lavori di ricerca sviluppati in merito hanno dimostrato che una sola piantina d'avena potrebbe sviluppare un apparato radicale di oltre 100 centimetri di lunghezza. e ciò è vero. e gareggiano ser iamente col riso nelle risaie. bloccano l'efficienza delle centrali idroelettriche. l'acanto dei Paesi mediterranei non lascia crescere nulla all'ombra delle sue lussureggianti foglie espanse. Questa concorrenza è motivata in parte dalla lotta fo ndamentale per l'accaparramento dell'acqua e delle sostanze nutrienti contenute nel terreno. le felci d'acqua e le lenti palustri (queste ul time possono produrre 84000 piante per metro quadrato). ma io so di un giardino dove esse fiorirono così esageratamente che i l proprietario dovette sterminarle con il clorato sodico. e per il resto dipende da lle secrezioni delle radici. riducendo i raccolti fin del 50%. primulacee introdott e dall'Asia. I semi possono germogliare entro tre giorni d a quando vengono bagnati. almeno in un certo senso. per azione meccanica. che rigenerava due teste per ogni testa che le veniva troncata. Va tenuto presente che le piante infestanti non sono tutte specie erbacee: ci so no anche alberi che si comportano come erbacce. Ma in ogni caso le erb acce sono qualcosa di più che semplici specie vegetali «al posto sbagliato». può trasformarsi in una fonte di serie preoccupazioni in un altro. Romici. I giardinieri definiscono qualche volta le erbacce alla stregua di «piante al post o sbagliato». lotta in cui la pianta infestante si troverà spesso in posizione di v antaggio con il suo sistema radicale di ampia portata. e le piante fioriscono entro sei mesi. delle foglie delle crassulacee quali l'erba pignola. è anche funzionale per quanto concerne i semi. dei bulbilli dell'erba brusca o acetosella. il Prunus Serotina. tarassaci e simili sono come l'Idra della leg genda. basta ricordare la p ratica corrente di far crescere l'erba nei frutteti per arrestare la crescita vi . insieme ad un certo numero di piante che vivono sommerse. Infine le erbacce possono sviluppare una forte concorrenza per la luce. Tali erba cce ingorgano i corsi d'acqua. gli scolmatori e le risaie in tutta l'Africa e l'Asia tropicali. l'erbaccia degli stagni e le erbe che crescono tra le pietre. tutto dipen de dalle condizioni di crescita e specialmente dal terreno. il secondo sprovvisto d i paracadute e prodotto tutt'attorno al bordo del capo fiorale. con tutta una schiera di specie tropicali che non tardano a spuntare dopo il taglio della foresta primitiva. dato che costituiscono ora una seria minaccia per i corsi d'acqua. ma in molte specie esistono in realtà due tipi di seme. Le erbacce non si limitano a occupare gli habitat disturbati.

gorosa delle piante da frutto. All'ecologo conservatore le specie infestanti appaiono spesso nient'altro che pi ante brutte, appartenenti a pieno titolo ai vegetali di seconda categoria, che t urbano il fascino del paesaggio, e anzi lo imbruttiscono, ricordando il processo accelerato di scempio del mondo naturale. L'unica eccezione è costituita forse da lle erbe infestanti annuali, che rendono così belli i campi del Marocco o della Tu rchia quando fioriscono tra le messi - Delphinium o erba cornetta, fiordalisi, p apaveri, specchi di Venere, gladioli -, che la gente modesta, a malapena sfuggit a alla stretta del bisogno, se le porta a casa dai campi per coltivarle e tenerl e nei giardini. Ma in linea di massima, se non le terremo d'occhio, saranno le e rbacce ad ereditare il mondo. Capitolo 22. CONVIVENZA. Nel mondo delle piante si ritrovano tutte le sfumature dell'unione e del distacc o, che vanno dalla convivenza virtualmente perfetta ed ininterrotta al rapporto di odioamore, fino al limite del parassitismo in cui una parte si spinge oltre i l lecito. (Il parassitismo vero e proprio verrà trattato nel prossimo capitolo.) Molto spesso le piante formano associazioni con altri esseri viventi oltre alle piante, partendo da organismi imparentati, come i batteri e i funghi, fino a com prendere tutto un assortimento di animali, dai protozoi ai mammiferi. Con il ter mine di «associazione» intendo le varie sfumature d'intensità con la quale letteralmen te si condivide l'esistenza, più che non la semplice compartecipazione ad attività q uali l'impollinazione e la dispersione dei semi, già accennate in precedenza; tutt avia in alcuni di questi casi si può già parlare di un'esistenza strettamente condiv isa, come nelle associazioni a fini d'impollinazione nelle yucche e nei fichi, d escritte al capitolo 13. Si usano tre termini per indicare questo tipo di conviv enza. L'associazione più fluida è quella detta "commensalismo", in cui un organismo vive sopra, dentro o assieme a un altro organismo, di cui condivide in una certa misura il nutrimento. Nel "mutualismo" si osserva reciproco vantaggio per ambed ue gli organismi interessati. Esiste infine la "simbiosi", in cui due, o talvolt a più organismi sono pienamente integrati in una convivenza equilibrata, con benef ici ideali per tutte le parti in causa. Accade facilmente in ogni contesto che g li organismi coinvolti abbiano caratteristiche assai diverse tra loro, e che nel la maggior parte dei casi ogni associato possa anche condurre un'esistenza indip endente. Alcune associazioni sono molto unilaterali, e quasi non rientrano nella categori a delle forme di convivenza. Appartengono a questo genere le piante epifite, che non fanno altro che posarsi su altri alberi, senza arrecare loro un vero danno, ma anche senza apportare alcun autentico vantaggio alla pianta ospitante, racco gliendo il materiale vegetale in disfacimento attorno alle loro radici in sostit uzione del terreno. Liane e rotang si servono del sostegno fisico degli alberi e retti; queste piante e, ancor più direttamente le piante rampicanti, come edere e filodendri a radici aeree, possono finire col soffocare la pianta ospitante sott o il proprio fogliame, o col trascinarla a terra. Si possono trovare epifite anche in mare, con forme di rapporti in cui la pianta ospitante o l'epifita possono ripararsi dal mare grosso o dall'eccessiva illumi nazione; e, proprio allo stesso modo in cui le piante rampicanti degli ambienti terrestri possono soffocare o abbattere le piante che le ospitano, succede talvo lta che le epifite marine si sviluppino in misura così esagerata, che la pianta os pitante sovraccarica venga strappata dai propri ormeggi. Anche certe specie animali hanno avviato una convivenza sotto la protezione spec ializzata di date piante. Ad esempio c'è una specie di rana che vive nei vasi fogl iari delle bromelie, dove trova acqua sufficiente ai propri bisogni con animalet ti minori da mangiare: ha testa piatta e spinosa a forma d'elmo, di modo che, se un pericolo la minaccia, si rannicchia nel fondo del vaso, dove l'elmo cranico la protegge e mimetizza. Su scala molto minore l'epatica "Frullania" forma picco le strutture vascolari per immagazzinare acqua, dove viene spesso ad abitare un minuscolo rotifero.

Le formiche coabitano spesso con le piante, segnatamente con specie arboree, abi tandone di solito certe parti, sebbene all'occasione vi possano appendere nidi e sterni. I nidi di formiche comprendono quasi sempre terreno o detriti vegetali, questi ultimi molto indicati per assicurare la struttura del nido. Le abitazioni interne comprendono il cavo dei tronchi o dei gambi, o quelli da cui si può togli ere facilmente il midollo, o grandi nodosità o spine cave, in cui le formiche poss ono entrare praticando un pertugio iniziale. A volte le formiche attuano un sist ema completo di comunicazioni all'interno di questi rami tubolari, mentre in alt ri casi tra i diversi formicai situati in cavità viene costruita una rete di cammi namenti esterni coperti. Gli spini fischianti - di cui esistono specie africane e sudamericane - sono aca cie aventi strutture rotonde e cave (stipule) alla base delle spine. Le formiche le perforano, svuotandole del tessuto in eccesso, e vi si insediano. Quando sof fia il vento si produce un irreale suono zufolante, per il passaggio dell'aria a ttraverso i fori praticati dalle formiche. Altre specie di formiche utilizzano le foglie, talvolta scollando le due superfi ci fogliari, come se si trattasse di una borsa di carta, per farsene un nido; o insediandosi nella sacca rigonfia pronta per l'uso, che si ritrova in certe pian te tra le nervature presso la base fogliare; oppure incollando assieme i bordi d elle foglie in modo da formare un luogo di residenza a struttura tubolare. Altre invece si fanno dei semplici nidi tra le grandi spate che avvolgono i capi fior ali dei rotang. Alcune specie di Hoya o vite cerea crescono con steli e foglie p remuti strettamente contro i tronchi degli alberi, e nelle sacche che così vengono a formarsi si trovano spesso colonie di formiche. Altre tuttavia abitano le gal lerie che si sono formate all'interno degli anelli di spine appaiati e sovrappos ti di alcune specie di palme. Una specie di orchidea, la Schomburgkia, ha lunghi pseudobulbi cavi funzionanti da organi di deposito, in cui le formiche possono entrare praticando un pertugio alla base. Le formiche scavano anche i rizomi rig onfi e tubolari che immagazzinano acqua, in un paio di specie di felci tropicali epifite. Non c'è ombra di dubbio che le formiche si comportino da smodate opportuniste quan do incontrano strutture favorevoli; tuttavia la loro presenza si rivela spesso v antaggiosa anche per gli alberi, svolgendo ad esempio estese funzioni difensive. In effetti un albero popolato di formiche dispone di un esercito sul piede di g uerra. Ogni attacco mosso contro di esso fa irrompere miriadi d'insetti, come po ssono pietosamente testimoniare molti botanici. Cito ancora un superbo brano scr itto da E. J. H. Corner sulla scorta delle sue osservazioni personali: "Ci fermiamo eccitati per l'emozione della prima spedizione nelle umide radure.. . e ci accorgiamo che un fioco stormire svanisce tra gli alberi. Ritorna e si at tenua. Pensiamo ai serpenti, alle vespe, alle api, e ci guardiamo attorno senza riuscire a scoprire una causa credibile del mistero. Ora il suono si ripete a de stra, a sinistra, da ogni parte, come una serie di bassi tintinnii tra i cespugl i e nella volta di fronde. Una sensazione strana scivola sui nostri corpi sudati cci, la sensazione di venir spiati da un'orda di presenze invisibili. Quello che abbiamo sotto i piedi è un serpente o non è piuttosto soltanto il tronco strisciant e di un vecchio rotang? Ci chiniamo ad esaminarlo con nostro sollievo e, proprio mentre il suono riprende, ecco una formichina battere le mandibole sul rivestim ento secco presso un foro praticato nella guaina di una foglia. Istantaneamente risuona uno stormire, un tintinnio, un fruscio dall'involucro fogliare, che riec heggia dal prossimo e poi dal prossimo ancora, su su per il tronco e tra gli alb eri... La sentinella ha dato l'allarme ai soldati, il segnale viene ripetuto da un avamposto all'altro, come una specie di «ai posti di combattimento», perché vengano respinti gli invasori: l'allarme si propaga tra le fronde fino in cima agli alb eri. Solleviamo la liana, e dal di sotto irrompono formiche nere mordendo feroce mente". Le formiche possono tenere lontani molti insetti dannosi, bruchi, chiocciole ed altri animali - fors'anche mammiferi erbivori - e in modo speciale quei loro par enti tagliatori di foglie che impiegano tanto poco tempo per spogliare una piant

a. Oltre a fornire un alloggio sicuro alle formiche sopra il livello delle eventual i inondazioni in molte giungle, l'albero, all'occasione, garantisce anche il pas colo ad afidi e gorgoglioni che le formiche allevano e «mungono». In alcuni casi str aordinari l'albero fornisce alle formiche anche lo stesso cibo, che si potrebbe paragonare alla «tangente» versata a un'organizzazione criminale in certe situazioni umane. La Cecropia peltata o albero delle trombe ha «corpi alimentari» che vengono offerti in omaggio sulla parte più bassa del picciòlo fogliare. Si tratta di vere e proprie imitazioni di insetti ad uso delle formiche carnivore che vivono nel tro nco cavo e trabecolato dell'albero. Le formiche mangiano questi corpi alimentari , che vengono sostituiti in continuità, e allevano entro il tronco certi tronchi c he ne succhiano la linfa, drenando ulteriormente le risorse dell'albero. Ma le f ormiche intanto tengono l'albero pulito dalle piante rampicanti - cui le cecropi e sono straordinariamente esposte per qualche loro oscura ragione -, e con molta probabilità le proteggono anche da specie erbivore quali afidi e bruchi: forma di coabitazione che costituisce un buon esempio di mutualismo. Negli spini fischianti l'estremità delle foglie produce un corpo alimentare che ra ssomiglia a un piattino, e non mancano nettarii sui picciòli fogliari. Analoghi ne ttarii vengono fabbricati da certe specie di Macaranga, e vengono portati dalle formiche adulte alle larve depositate nel cavo del tronco. Anche questo caso rap presenta una buona forma di mutualismo: i tronchi cavi forniscono alle formiche occupanti cibo e rifugio, mentre le formiche garantiscono protezione sicura dagl i attacchi dei bruchi, cui queste specie vegetali sono sensibili. E" stato accertato che queste associazioni devono essere ormai di vecchia data, perché cecropie e spini fischianti hanno caratteristiche diverse dalle specie vege tali con cui sono più strettamente imparentate, e che tuttavia non sono altrettant o mirmecofile: infatti le cecropie non hanno lattice, mentre gli spini fischiant i possiedono una linfa più povera di sostanze chimiche ad azione insettifuga. Tra gli esempi più strani di associazione mirmecofila c'è quello di una falsa pianta carnivora detta "Dischidia". I suoi ascidii lunghi 10 centimetri non sono proge ttati allo scopo d'intrappolare insetti, come avviene nella maggior parte delle piante a struttura simile (con le quali comunque la "dischidia" non è imparentata) . Le formiche portano spesso detriti nell'ascidio, che esse giudicano un'eccelle nte abitazione prefabbricata; pian piano vi sgocciola dell'acqua, e il picciòlo fo gliare produce una radice che si sviluppa nell'ascidio per utilizzare questa raz ione supplementare di nutrimento ed umidità. Questo fatto è importante per la pianta che cresce spesso in località molto calde e poco protette, dove le radici esterne possono avvizzire facilmente. Anche quando c'è poco humus negli ascidii, le formi che vi possono fare il nido ugualmente. Talvolta non vi possono nidificare a cau sa di una formica astutissima e di specie diversa domiciliata sulla scorza dell' albero, che raccoglie tutta la cera di cui sono rivestiti gli ascidii. Comunque le formiche provvedono spesso a raccogliere detriti vegetali dove le epifite ins inuano le radici, che in questo modo vengono a formare un'armatura rigida per un «nido a vaso da fiori». Oltre ai servizi attuati dalle formiche per lo sviluppo del le radici, sembra davvero che a certe piante occorra la compagnia attiva di ques ti insetti. Si annovera tra tali piante l"«orchideaasecchio», che difatti si coltiva con grande difficoltà se le mancano le sue formiche, probabilmente perché queste le forniscono qualche elemento sostanziale. Se si mette in una serra un'orchidea d i questa specie, tutte le formiche del vicinato si raccolgono tra le sue radici, per cui è possibile che anche la pianta fornisca loro qualche vantaggio. Queste o rchidee crescono naturalmente in libertà sui formicai pensili sulle cime degli alb eri, e rappresentano - come scrive P. H. Allen nella sua "Flora di Panama" - «un e lemento di grande rilievo in quell'opera unica in natura che sono i giardini arb orei delle formiche; ... queste associazioni comprendono sovente un Epidendrum a fiori purpurei o aranciati, e parecchie piante a foglie grasse non appartenenti alle orchidee ed evidentemente specializzate, tra le quali le più frequenti sono le Peperomia e certe Gesneriacee». Le orchidee «sono ben protette dalle bellicose fo rmiche, si possono raccogliere a prezzo di grandi sforzi, e si trasportano con f atica ancora maggiore». Sembra che le formiche inizino la costruzione del nido cem entando assieme dei detriti, poi si portano in casa i semi delle piante in quest

ione per mangiarne gli «omaggi» alimentari annessi, secondo la descrizione datane al capitolo 15. Infine i semi germogliano, e attorno alle radici si accumula rapid amente altro materiale ricco di sostanze nutrienti e assorbente umidità, di modo c he si creano presto quelli che in linguaggio tecnico si dicono i «giardini pensili mirmecofili», cioè attuati e favoriti dalla presenza delle formiche. Le stesse Gesnerie vivono spesso in associazione esclusiva con le formiche, e le specie più comuni appartengono alle Codonanthe. Le plantule che vi si sviluppano spontaneamente cominciano il loro ciclo vitale in qualche modesta sacca di detri ti raccoltasi in una screpolatura della corteccia. Le formiche cominciano subito a fabbricarsi il nido attorno alla piantala, e questa attività le fornisce altro humus. A tempo debito i semi della pianta cadono nel formicaio o giardino mirmec ofilo, e non tardano a germogliare; talvolta rientrano in scena le formiche per portare i semi tra i detriti. Le formiche si comportano allo stesso modo anche c on molte altre piante, rivelando chiaramente un vero e proprio interesse a crear e giardini mirmecofili. A volte nello stesso giardino vivono due o tre specie di formiche. Un altro raccoglitore, G. T. Prance, non diversamente da P. H. Allen, osserva co me le formiche passino immediatamente all'attacco non appena si tocchi una loro pianta: «Dobbiamo carpire i nostri esemplari in tutta fretta prima che le formiche vi si possano arrampicare». E aggiunge di non aver mai visto una Codonanthe calca rata fuori di un giardino mirmecofilo. Nei nostri stessi giardini possiamo osservare le operazioni difensive praticate dalle formiche quando trovano da mangiare. Il lauroceraso e la rosa banksia, ad esempio, hanno nettarii sul tronco, i quali richiamano formiche che a loro volta si prodigano a tener lontani i divoratori di foglie come i bruchi. Parecchie ce ntauree europee secernono miele da ghiandole speciali situate sulle scaglie all' esterno dei fiori non ancora sbocciati. Si può vedere anche una dozzina di formich e stazionare contemporaneamente sulle gemme, e spruzzare acido formico su certi grossi coleotteri che altrimenti andrebbero a mangiare nei capolini fiorali. Attività alquanto simile si ritrova nel Platycerium, o felce a corna di cervo, che accanto a fronde d'aspetto più normale produce foglie grandi e piatte, che si avv inghiano al tronco dell'albero. Nella sacca formata da queste foglie avvinghiant i si accumulano detriti di cui si giovano le radici della felce. Altri detriti e particelle di terreno vi possono essere portati dalle formiche, che poi nidific ano in gran numero in questi «cestelli» vegetali. Altro materiale si raccoglie e vie ne usato nella costruzione dei formicai nelle "felci a nido d'uccello" o aspleni i, il cui fogliame forma un ricettacolo eretto a forma di vaso. Molte altre «piante aeree» insediate sui rami più alti degli alberi tropicali fornisco no rifugio alle formiche, in modo speciale i generi Myrmecodia e Hydnophytum, am bedue appartenenti alla famiglia vegetale che comprende la pianta del caffè. Quest e piante hanno le parti inferiori molto rigonfie, di forma tuberosa, spesso spin ose, in cui le formiche si creano palazzi di spazi a galleria. La Myrmecodia, ch e assomiglia alquanto a un riccio dal quale con poca coerenza spuntino corti gam bi frondosi, affida alle formiche la diffusione dei propri semi, e fornisce nett are agli insetti che abitano sulla pianta. Un albero tropicale detto Goniothalamus ridleyi produce quasi tutti i suoi fiori alla base del tronco. Certe formichine abitualmente ammucchiano terra sui fiori fino a ricoprirli completamente mentre sono ancora in boccio; inutile dire che estraggono il nettare dai fiori, perché tutti quelli che sbocciano troppo in alto sull'albero per venir ricoperti di terra, hanno sempre attorno frotte di formich e. I fiori situati al piede dell'albero sono irraggiungibili agli altri insetti, per cui si ritiene che l'impollinazione sia effettuata dalle formiche. La mirmecofìlìa e le sue varie forme di mutualismo sono limitate alle sole piante fi orenti e alle felci sopra citate. Oltre a trovare rifugio nelle piante occupandole abusivamente o incoraggiandole a fabbricare «nidi a forma di vasi da fiori» - e forse anche portandovi semi per aum entare le dimensioni dei nidi stessi - le formiche coltivano anche specie vegeta li per ricavarne cibo. Si tratta delle formiche sfogliatrici dell'America tropic ale, che riescono a spogliare del fogliame un grosso albero dalla sera alla matt ina. I pezzettini di foglie possono raggiungere il diametro di due centimetri, e

attività cu i le piante reagiscono con la formazione di galle.le piante e gli insetti non mantengono di norma relazioni particol armente cordiali. perché hanno perduto le pareti cellulari. mentre a proposito della Cyanophora le cellule dell'alga semplicemente non possono esistere in mod o indipendente. la sommità si dispiega a forma di cappello largo anche 60 centimet ri. Le celle dei funghi. è una piccola specie sotterranea che non si vede mai fuori dei form icai. producendo il micelio e ricominciando il ciclo. Nelle celle i brandelli di foglie vengono masticati e mescolati ad altri detriti vegetali e a gli escrementi delle formiche. con larghezza ed altezza fino a 30 centimetri. o se non sia cresciuto per caso nei formicai e in seguito sia stato sottoposto a c oltura. lun ghe fino a un metro. e di un rizopodo (Paulinella chromatophora) . Al capitolo 18 ho precisato come gli insetti si nutrano a spes e delle piante o depongano all'occasione le uova nei tessuti vegetali. Salvo questi rapporti con le formiche . a ognuno dei quali l'alga fornisce carbonio e probabilmente azoto. di norma rende questi organismi fotosensibili. Uno dei misteri della natura è che i corpi fruttiferi prodotti all'esterno del termitaio da queste masse di mic elio espulso sono sempre piccolissimi. il componente alga. e trapiantando i funghi in nuove celle man mano che queste diventan o disponibili. di misura completamente diversa dai gigan teschi «ombrelli». ma mancano prove altrettanto c hiare che la coltura avvenga per decisione deliberata. Nel caso de l rizopodo non esiste neppure un meccanismo di alimentazione. possono trov arsi fino a 5 metri sotto la superficie del suolo. e non è stato ancora accertato se il fungo viva spontaneamente nel terreno o piuttosto non vi sia stato portato deliberatamente in origine dalle formiche.e naturalmente quelli connessi con l'imp ollinazione . e si possono ritrovare in molti protozoi. alcune delle quali rappresentano esempi perfetti di simbiosi. dove esso costituisce una parte molto importante dell a loro alimentazione. Una volta spunta to all'esterno. strappando ogni erba che pos sa spuntare. il fungo sviluppa un gambo che s i fa strada a viva forza attraverso il termitaio. Tuttavia le piante mantengono felicissimi rapporti di vario genere con molti alt ri animali. che dà a tutti l'impressione di un ombrello aperto sopra il termitaio. Ciò può dipendere benissimo dal fatto puro e semplice che non si sa dove cerca rlo. dal materiale fornito dalle termiti o anche dall'intensità dei processi di coltivazione. Così le alghe vengono ad assomigliar e a grossi cloroplasti. e perché inoltre i due soc i in simbiosi si riproducono simultaneamente. alto spesso un metro o due. Nella saliva delle formiche c'è qualcosa che impedisce la crescita di funghi indesiderati e forse favorisce anche lo sviluppo della specie fungina prescelta. con corpo fruttifero fornito di gambo e cappello. Le termiti sciamano sul cappello fungino e ne prelevano frammenti che ammassano all'interno del termitaio. Dopo aver formato un micelio filiforme nelle celle del termitaio. Sono note parecchie centinaia di associazioni tra invertebrati acqua tici ed alghe unicellulari. o cloroplasto. co n l'aiuto di una sommità durissima talvolta foggiata a capezzolo. Oltre a produrre cibo. Ad intervalli le termiti gettano all'esterno masse di micelio. Questa particolarità si ritrova nelle associazioni di alg . Naturalmente all'interno del nido cadono spore che possono germogliare.vengono ammassati in celle speciali nei nidi: un osservatore che ha potuto assi stervi ha scritto che le formiche avanzano «come ragazzini della scoletta di catec hismo quando si recano in processione con gli stendardi». Le form iche operaie dedicano attente cure a questi funghi. Ciò può dipendere dalle condizioni particolarmente favorevoli di cui dispone il fungo all'interno dei termitai. che costituisce il nutrimento principale di qu este formiche. tuttavia è ancor a incerto se in questi casi si tratti di associazioni simbiotiche o di uno stadi o a mezza strada tra il regno animale e quello vegetale. di un flagellato (Cyanophora paradoxa). presumibilmente p erché ingrossano troppo ed ostruiscono il passaggio. Il fungo in causa è del tip o classico. Anche le termiti hanno orticelli tenuti a funghi. Vi si annovera quella di un verme marino (Convoluta roscoffensis). in modo da formare un vero e proprio letto caldo sul quale cresce un fungo speciale: il principio corrisponde esattamente a quell o adottato per attuare i lettorini delle moderne coltivazioni di funghi. e tutto il formicaio può occupa re complessivamente la superficie di 100 metri quadrati e anche più. Il fungo in questione.

anemoni di mare. specialmente delle piante leguminose. In queste specie la pianta riesce a cresc ere «normalmente» solo quando è entrata nel ciclo della simbiosi. Tra le piante associate a quest'alga si annoverano epatich e. bensì di lenti impiegate per mettere a fuoco la luce su colonie di alghe all'interno dei tessuti. mentre il bradipo ricava forse qualche piccolo vantaggio da questa forma di camuffamento. In questo modo l'alga si procura un'abitazione mobile che presenta a spetti interessanti. in modo da formare ammoniaca. e la simbiosi citata riveste importanza econom ica nella coltivazione del riso. Sussistono numerosi legami tra piante inferiori e superiori. I noduli che si formano su queste piante legnose permanenti sono spesso assai grossi e si presentano raggruppati. specialmente leguminose. che in assenza di essi va i ncontro a un processo di nanizzazione. Questi or ganismi si servono della fotosensibilità per equilibrare le esigenze alimentari di ogni simbionte. ma anche di altre famiglie. perché la Nostoc mantiene anche sottoterra il colore e la cap acità di fissare azoto. che può abitare s acche alimentari della pianta superiore.una proteina strettamente imparentata con i globuli rossi del sangue.vedi caso . ed alghe micro scopiche di vario genere. Alcuni pesci portano alghe sulle loro branchie. La quantità totale dell'azoto atmosferico fissato da questi batteri produttori di noduli. in modo che potessero effettuare la fotosintes i nel modo migliore! L'eccedenza demografica delle alghe viene invece digerita d al mollusco. muschi. "viene da sudare freddo al pensiero che. da sola ha aspetto d el tutto anormale. Il mantello ha una fila di «occhi» azzurri che ha messo in imbaraz zo i biologi. dove l'alga verdeaz zurra Nostoc rappresenta l'esempio tipico del socio minoritario. un'alt ra strana associazione si verifica tra un grosso bradipo e un'alga che gli rives te il pelo. ma viene effettuata anche da certi funghi in simbiosi con piante come l'ontano. mentre il pigmento rosso all'interno dei noduli delle leguminose è . gigari. Scott. che colorano il suo mantello con chiazze vivaci di ara ncione e porpora. che forma nodu li sulle radici di piante. un gigantesco mollusco bivalve. L'azoto è assolutamente inerte e riluttante a formare composti allo stato naturale . lemne. per cui occorre molta energia per scindere i due atomi della sua molecola. I noduli batterici si ritrovano principalmente sulle foglie delle rubiacee. ma a quanto pare l'uso da parte dell'alga dei prodotti del meta bolismo animale non è altro che l'impiego succedaneo in sostituzione dell'acqua di mare utilizzata in precedenza. ed e sercitano notevoli effetti sulla pianta interessata. Vi partecipa anche l'oligoelemento molibdeno. La fissazione dell'azoto si presenta in forma a ncora più tipica nell'associazione con un batterio detto Rhizobium. e l'animale non dipende per nulla dall'alga. L'idrogeno può venire fabbri cato dai microorganismi. Le cellule batteriche o fungine sembrano avviare un parassitismo superficiale ch e verosimilmente stimola le radici a produrre noduli. L'alga fissa l'azoto atmosferico con benefici o dell'altra pianta. se non fosse per l'avvento delle legumi nose e della loro associazione simbiotica con il Rhizobium. spugne e meduse. devono trovarsi dentro un nodulo do ve la pianta contribuisca in qualche modo alla loro esistenza. oppure essere disponibile in forma facilmente riducibil e. I batteri sembrano incapaci di fiss are l'azoto quando vivono allo stato libero. finché non si è scoperto che non si trattava di occhi nel senso letter ale della parola. e troppo bassa per poter sostenere . Tra gli sviluppi più straordinari del fenomeno della simbiosi c'è il caso dell'assoc iazione creatasi tra la Tridacna. l'olivello spinoso e la mirica. Il processo chimico della fissazione dell'azoto comporta la combinazione dell'azoto libero con l'idrogeno. la condizione odiern a dell'azoto nel terreno sarebbe bassissima. sebbene non du rino all'infinito.he con i polipi dei coralli. probabilmente come catalizzator e. mentre i suoi filamenti talvolta riesco no a penetrare anche nelle radici. felci galleggianti. la Gunnera dalle foglie gigantesch e e molte delle vecchie Cycadine. in cui le alghe u tilizzano i prodotti di rifiuto dell'animale in cambio di carboidrati. dove l'aerazione è massima. Tanto per citare George D. è stata valutata sui 100 milioni di tonnellate annue. allo stesso modo in cui va ri organismi provocano la comparsa di galle.

e continua ad effettuare la fotosintesi anche quando è parzialmente con gelata a 10 gradi sotto zero. Nelle forme più elementari le cellule o i fil amenti delle alghe si trovano semplicemente mescolati con i cordoni fungini. men tre nei casi più evoluti la disposizione presenta notevole somiglianza con quella di una foglia in una pianta superiore. dove alla somiglianza esterna si aggiunge la presenza di po ri aerei paragonabili a stomi. ma i licheni producono anche dei soredì. sopra una massa di filame nti d'origine fungina. Una buona coltura di leguminose adatte riesce a fissare 250 chilogrammi d'azoto per ettaro in una stagione. Quan do la pianta s'inumidisce. usate da molto tempo dall'uomo a scopo colorante. La tenace Ra malina del deserto del Negev riesce a sopportare più di 80 gradi di calore allo st ato secco. Queste tint e. ambedue gli organismi interessati ne ricavano grossi vant aggi.e in modo speciale delle cellule a lgali che effettuano la fotosintesi. arancione. I lic heni sono in grado di assumere acqua allo stato libero con velocità sorprendente. si può osservare come la superficie inverdisca rapidamente per questo processo. sopportando situazioni estreme di caldo. i lic heni possono formare anche croste sottili. ma l'alg a non si riproduce in forma sessuale quando convive con il suo socio incolore. tutto il complesso si dilata. assomiglia anche nel contorno ad una pianta superiore: ad esempio ne lla Sticta filicina. e lo stesso fanno le cellule sottostanti di ori gine algale e fungina. per cui viene esposta a lla luce una parte maggiore di ogni cellula . cambia i . ma appar e probabile che le alghe in questione di norma non riescano a condurre una vita facile per proprio conto. i carboidrati di provenienza fungina. Abbiamo già v isto che i licheni presentano notevole resistenza a condizioni difficilissime d' esistenza. I funghi hanno un'importanza particolare in queste imprese in compartecipazione. dal momento ch e molti batteri sono privi delle sostanze di accrescimento che invece i funghi p ossono fornire. Allo stato secco lo strato superficiale si contrae. Ciò acca de nei licheni esposti ininterrottamente alla luce solare: all'ombra il lichene cresce di colore verde. L'esempio più notevole di associazione fungina è forse quello per cui in combinazion e con le alghe si formano i licheni. Fungo ed alga possono incontrarsi. ma nella maggior parte dei licheni si forma ben presto la disposizione del t ipo già descritto. o cresce re in forma eretta. di modo che giunge meno luce a ogni singola cellula. La simbiosi comincia così. In questa forma di simbiosi l'alga riceve protezione e sostanze nutrienti fondam entali.il manto di vegetazione naturale che copre oggi il mondo. sebbene si tratti di combinazioni casuali. Oltre ad avere aspetto di foglie o scaglie. alla stessa stregua di quanto fanno alcuni funghi per conto loro. L'integrazione completa tra le due diverse parti risulta con la massima chiarezz a dal modo in cui il lichene reagisce alla luce e all'umidità. Nel suolo formano associazioni d'ogni sorta con i batteri. In un caso o nell'altro il nuovo lichene comincia a crescere come una miscela di cellu le. In questo modo si evitano gli effetti dannosi della luce eccessiva. Il fungo continua a riprodursi come farebbe se stesse solo. oppure somigliare ai muschi. per non parlare delle vaste aree soggette a coltura intensiva". come viene chiamata la sua struttura. Le specie simbionti si possono ritrovare anche separate e indipendenti. Talvolta il tallo del lichene. Si può osservare anche ch e se un lichene viene messo all'ombra dopo che è stato esposto alla luce. pustolette contenenti t essuti dei due simbionti che si staccano facilmente dal tallo principale. nero e così via. derivano da un denso deposi to di acidi colorati dei licheni nelle cellule dello strato superficiale. assorbendo in 10 minuti più del 50% del loro peso iniziale allo stato secco. e ne riesce avvantaggiata anche la vita sul nostro pianeta. o ramificarsi nei modi più complessi. quantità corrispondente pressappoco a due tonnellate e mezzo di concimi. che viene filtrata dalla sostanza colorante. con uno strato di cellule fotosintetiche d'alga situato in prossimità della superficie superiore. Secondo ogni apparenza i licheni s ono in grado di estrarre sostanze minerali dalle rocce sulle quali sovente vivon o. e l a pianta combinata che forma punte fruttificanti tende in questo senso. Molti licheni hanno colori vivaci: giallo. Se si bagna un lichene grigio asciutto. e spesso s'incontra no per puro caso. freddo e siccità.

Nelle cicadacee questa m icorriza coralliforme si trova sulle radici anormali che crescono verso l'alto e si sviluppano alla superficie del suolo. è abitata da funghi ed alghe verdiazzurr e. mentre a sua volta ri ceve carboidrati e composti glucidici dall'albero. specialmente alle conifere. numerose piantale su suolo sterile restano molto indietro nello sviluppo rispetto ad altre. si app lica alla simbiosi principalmente esterna in cui una guaina di tessuto fungino c irconda le parti apicali delle radici dell'albero. nelle loro dure condizioni di vita i licheni forniscono il 95% del cibo disponibile. . I Lapponi praticano con le loro mandrie un pascolo attento del lichene delle renne. e che forse non potrebbero nemmeno cominciare ad esistere senza la loro presenza. e a vo lte ne fanno anche una vera «fienagione». impedendo loro d'infettare l'albero. Molti funghi del tipo a ombrello. dove c'è un'alg a verdeazzurra che si associa a una combinazione di base tra alga e fungo. dove renne euroasiatiche ed americane vivono largamente di cladonia. Certe combinazioni tra albero e fungo sono di tip o unico. Le micorri ze pertanto sono importanti specialmente nei terreni poveri. i funghi entrano in coesistenza anche con le rad ici di un impressionante assortimento di piante superiori. tra i licheni. che significa semplicemente «radice fungina». Alcuni funghi non sono più in grado di produrre corpi fruttiferi sporigeni (ad esempio molti dei comuni funghi a ombrel lo commestibili o velenosi) se allontanati dal loro albero simbionte. I licheni sono importanti anche c ome alimento nell'emisfero settentrionale. e sono importanti perché li aiutano nella cre scita.principalmente a base di conifere dai quali dipende parte della nostra economia moderna. raccogliendolo come riserva alimentare per le loro bestie. In queste combinazioni il fungo stimola la formazione della radice e consente al l'apparato radicale di assorbire più nutrimento dal terreno. Ho già fatto notare come essi sovente compiano ope ra da pionieri in durissime condizioni climatiche e frantumino le rocce.all'esterno e all'interno delle ra dici. Questi licheni non sono soltanto esempi di un avvenuto notevolissimo e felicissi mo collegamento tra due forme di vita assai diverse tra loro. ma sono anche importanti ai fini dell'insediame nto della vegetazione mondiale. facendo il primo passo per la formazione del terreno. particolarmente nella fase giovanile. per il pino di Scozia s ono stati registrati 119 «soci» di natura fungina. passando dall'aranciato o dal giallo al verde. Le radici a micorriza sono sempre più corte e ramificate di quelle «normali». produ cendo curiose formazioni superficiali di cui si sospetta che siano in grado di f issare l'azoto. si associano agli alberi. o al passaggio dalla lu ce all'ombra o viceversa. Sta di fatto che molti autori ritengono che la maggior parte dei licheni operi in compartecipazione con batteri fissatori di azoto. Questa facoltà consente al lichene di rimediare alla mancanza di fotosensibilità per regolare la sua crescita effettiva. e tal volta somigliano per l'aspetto a certe masse coralline. il cosiddetto «lichene delle renne».l colore. coesistendo parallelamente a comuni radici non infestate. La denominazione «micorriza». e se si tengono pre senti i grandi programmi di rimboschimento . ed è un fatto corrente che una specie di fungo ne sostituisca un'altra nella micorriza durante la vita di un albero. Questa simbiosi viene praticata in due modi . p er cui agiscono di fatto come antibiotici. in seguito al riassorbi mento dei pigmenti. Oltre ad associarsi alle alghe. sia mangerecci che velenosi. per produrre carta desti nata a giornali di valore effimero e di letteratura forse un po'"meno effimera. Però il colmo. A volte un albero può fare società co n sei o sette funghi contemporaneamente. Questo manto è lungo solo un centimet ro circa. ma moltissimi funghi diversi possono associarsi a moltissimi alberi div ersi con risultati sostanzialmente identici: ad esempio. ma la sua struttura feltrata le permette di assorbire l'acqua e di sos tituire efficientemente i peli radicali cui altrimenti spetterebbe questo compit o. si tocca con mano quale importanza abbiano i funghi delle micorrize per l'uomo c ontemporaneo. si osserva nel caso dello Sterocaulon. formando anche una rete tra l e cellule degli strati esterni della radice. E" stato dimostrato che certi funghi ne tengono lontani altri dannosi. che invece riescono ad avviare rapporti con i funghi. e che tuttavia pos sono vivere per parecchi secoli. dalle felci ed epatic he fino agli alberi delle foreste.

Il fungo penetra nella radice dell'orchidea. Prima che ciò avvenga. questo processo finisce con il respingere completamente il fungo nei ca si delle orchidee che riescono a vivere per proprio conto non appena la fotosint esi fornisce loro tutta l'energia necessaria. I «nidi d'uccello» sono piante di bosco e foresta. associati alla maggior parte delle o rchidee a darci una forma di associazioni tra le più curiose. anzi. e sono costretti ad esserlo perché sono completamente sotterranei e non vedono mai la luce del giorno. indigena della Gran Bretagna. hanno analoghe radici somiglianti a formazioni coralline. Solo dopo la fecondazione i capolini c on i semi vengono spinti a fior di terra. quella che sta sopra la superficie del suo lo). e i suoi filamenti si sviluppano accanto alle cellule dell'orchidea. ma di solito questo accade per la presenza di qualche ostacolo. Ho già detto come sia semplice il seme d'orchidea. e l'e venienza è eccezionale. Questi s emi germogliano felicemente allo stato spontaneo solamente in presenza del fungo .Le piante saprofite dipendono completamente dalle micorrize. Tuttavia si osservano zone concentriche dove i filamenti fungini vengono digeriti dalle cellule dell'o rchidea. segnatamente quelle di tipo saprofito. succede talvo lta che l'orchidea riesca perfino a invertire il flusso delle sostanze nutrienti rifornendo il fungo di carboidrati. incapace di germogliare e crescere se non viene rifornito dall'esterno di nutrimento e vitamine. quali l'orchidea a nido d'uccello e la radice di c orallo. Altre specie di fungo talvolta fanno lega con le orchidee. Glucosio e fosfati «contrassegnati» co n preparati radioattivi sono stati iniettati negli alberi. con specie insediate sulle radici di vari alberi e ce spugli. Parecchie orchidee saprofite. e la loro presenza è st ata identificata in seguito in certi «nidi d'uccello» dei paraggi. ma per il resto sono piante superiori. ma pare probabile che queste orchidee possan o dividere i loro funghi con gli alberi vicini. o endogeni. Queste piante affidano a un fungo tutto il lavoro di assorbimento del carbo nio. e pare che i carboidrati ottenuti da queste mon otrope provengano in gran parte dagli alberi. Essi hanno associazioni. e pare veramente che il fungo ricavi scarso giovamento da un rapporto di qu esto genere. assieme al quale crescono per un periodo di lunghezza variabile. con grossi capi fiorali che posso no contenere parecchie migliaia di minuscoli fiorellini. Si può anche dire che l'orchidea a nido d'uccello. continuano il loro rapporto simbiotico per tutta la vita. Questi esempi di saprofitismo nelle piante superiori contribuiscono a rafforzare la teoria secondo la quale i funghi non sono altro che piante in cui è andata per duta la clorofilla. Non è certo. un vero rapporto di amoreodio. Esse non hanno clor ofilla. i cui fio ri si formano. Nella combinazione entra a far parte di solito un fungo detto Rhizoct onia. che fornisce limitate quantità d i sostanze nutrienti essenziali in cambio di carboidrati. Tra le orchidee saprofite più spettacolari vi sono certe specie di Galeola che for mano tronchi rampicanti lunghi anche 30 metri. manca compl etamente di vere radici. (E" possibile far germogliare artificialmente semi d'orchidea mettendoli in un terreno di col tura a base di gelatina contenente zuccheri e sostanze minerali. e uno dei soci più stra ni in questo rapporto associativo è rappresentato dall'Armillaria mellea o fungo d . Tuttavia sono i funghi interni. Sono le Cryptanthemis e Rhizanthella australiane. maturano e fanno semi alla profondità di un paio di centimetri sott oterra. Invece altre orchidee. Ne forniscono esempi certe monotrope dette nido d'uccell o o pipa indiana.) Il processo successivo alla germinazione naturale si potrebbe definire di recipr oca aggressività. presumibilmente allo scopo di assicura re la conveniente distribuzione dei semi. sotto questo riguardo assomigliano ai loro soci fungini. (nomi che alludono rispettivamente alle radici nodose e alla f orma della parte epigea della pianta. e la cosa più interess ante che si può dire sul loro conto è che il loro rapporto con i funghi è condiviso an che con gli alberi. eventualmente di tipo semiparassitario. e dipendono to talmente dall'associazione con un fungo. Il fungo stabilisce i suoi rapporti nutritivi a doppia direz ione con le radici degli alberi. incerto il modo d'impollinazione. La radice di corallo. Due generi d'orchidee tra i più notevoli conosciuti sono indubbiamente saprofiti. i n date occasioni può anche spuntare e fiorire e formare semi fino a maturazione so tto terra.

perché aumenta l'evapora zione delle foglie e le fa invecchiare. Una combinazione perfetta come quella ch e da origine a un lichene. e risiede completamente al l'interno dei tessuti della pianta «consociata». specialmente quando il risultato finale imita con tanta perfezio ne la forma e l'attività di una pianta superiore. Quest'equilibrio è però ancora pochissimo con osciuto. Questa mucillagine alber ga colonie di batteri e funghi che agiscono in collaborazione. e la pianta assorbe energia d al fungo per poter far spuntare i fiori. ma che nella fase adulta o sessuata si trasforma in una malattia grave di specie co ltivate. mentre altri fanno concorrenz a ai parassiti. Ma c'è un caso particolare in cui si può afferma re con sicurezza che ha effetti benefici: è stato scoperto su un'erba della Costa d'Avorio. che vive nei sistemi radicali forse di ogni tipo di pianta verde sicuramente in una proporzione altissima di queste -. condu cono un'esistenza non parassitaria: alcuni fissano l'azoto atmosferico .diversamente da quanto sarebbe logico aspettarsi . il che può rivelarsi nocivo. che è stato controbilanciato. si può forse dire che la simbiosi non rappresenta un fenomeno i naspettato. I carboidrati vengono essudati dalle fog lie. comunque è chiaro che anche il fungo ricava del nutrimento dalla pianta s tessa. se si considera l'interdipendenza degli organismi in tutto l' ambiente naturale. Proprio come l'armillaria mellea fa doppia vita stimolando le orchidee e contemp oraneamente uccidendo gli alberi. muta registro.l'erba del pascolo accumulava azoto. come succede alla gente che s'incon tra in un locale pubblico e scopre di avere qualcosa in comune. I tube ri delle orchidee non possono incominciare a crescere se il fungo non li attacca in modo parassitico. che si associa alla Gastrodia elata. elimina vigorosamente i carboidrati dalla pianta che la ospita. spesso irraggiungibili per le radici. Qui le parti sono invertite. nonché corpi riproduttivi. Comincia da un incontro casuale. Si potrebbe considerare l'invasione dei t essuti radicali ad opera dei filamenti fungini nella micorriza alla stregua di u n tentativo di parassitismo. tanto lontana da un lichene in t . quasi sempre bagnate per le condizioni climatiche locali. In generale i rapporti dei funghi con le orchidee sono improntati a caritatevole b enevolenza. con un trattato finale. si può citare il caso della Rhizoctonia che vive sull'orchidea di terra Dactylorchis purpurella rifornendola di carboidrati. Non v'è dubbio che il fungo venga in aiuto alla pianta per assumere dal terreno certe so stanze nutrienti. Si potrebbe dire ch e il fungo. I filamenti si diffondono nei tessu ti. e contribuisce al benessere delle pian te più di quanto possiamo immaginare. Va detto infine che le superfici fogliari sorreggono spesso vaste popolazioni di funghi microscopici. A momenti non si può nemmeno parlare di si mbiosi nel caso di questa microflora superficiale. passando ad altre piante: un modo di v edere la vita alla Dottor Jekyll. a giudicare dalle apparenze. nel corso di chissà quant e migliaia d'anni di attacchi e contrattacchi. ma si tratta di una associazi one che probabilmente esiste dappertutto. quali la barbabietola da zucchero e la patata e.el miele. Si formano amicizie particolari che si attengono a un modello costante. Da questi due esempi si potrà vedere come sia delicato l'equilibrio delle associaz ioni simbiotiche.se ne t rovano ad esempio sulle foglie del pino Douglas -. e può darsi benissimo che abbia grande importanza nell'assicurare buona produzione e crescita soddisfacente alla pianta. rappresenta però una realizzazione notevole da tutti i punti di vista. fermenti e batteri che. sotto il nome di Corti cium solarii. In un certo senso. e scorrono a form are un concentrato mucillaginoso nelle guaine fogliari. a tutto vantaggio della pianta. all'occasione. e sacchetti per accumularvi sostanze oleose. Il finale imprevisto di questo rapporto consiste nel fatto che quasi semp re il fungo viene digerito a tempo debito dalla pianta ospitante: si tratta di u na forma di simbiosi che non è andata fino in fondo. specialmente i fosfati. In date occasioni attaccano anch e la cute cerosa della foglia. dove si è trovato che . Un altro aspetto dell'associazione in simbiosi ci viene rivelato da un fungo det to Endogene. temuto assassino d'alberi. da cui può derivar e forse qualcosa di utile per ambedue le parti. fissando azoto in quantità utili. e come sia vicino al parassitismo (che del resto è stato definit o «l'esempio più raffinato della simbiosi»). formando gruppetti cespugliosi di «radici» destinate alla funzione di assorbimen to. perché il fungo ricava ben poco dal suo altruismo.

gettando germogli spinosi o liane aggro vigliate che magari finiscono con l'abbattere i loro stessi sostegni. i Ficus soffocanti e poch e altre specie ad essi non imparentate. il giovane Ficus lascia scendere altre radici ver ticali. Invece di crescere come epifite relativamente innocue. stringendola in un vero abbraccio mortale come le spire di un serpente boa veg etale. in tutto o in parte.nelle piante parassite che derivano il loro sostentamento. L'unico gruppo che ricavi un vantaggio effettivo dalla propria posizione è quello dei Ficus soffocanti. la pianta ospitante a poco a poco intristisce e muore. Capitolo 23. non riesce mai a formare un esemplare di pianta alta. Ciò può dipendere da semplice mancanza di tatto. Scott. e le sue radici formano un cilindro alto fino a 30 metri. perché il Ficus acquista forza rapidamente. rappresentano dal canto loro altri esempi di soluzion i perfette di un problema che non è stato ancora risolto dal normale processo dell 'evoluzione. come le Clusia.un'onda di sentiment i discordanti. Le piante sono spesso in grado di farsi del danno l'un l'altra. L'edera è considerata spesso un'assassina d'alberi nel nostro Paese. nota pianta d'appartamento dalle forme languide e d elicate. a differenza degli alberelli che si posso no vedere in situazioni analoghe nel nostro Paese.ermini di evoluzione. Ma. In regime di convivenza accade fin troppo spesso che uno dei due individui che c ompongono una coppia si comporti da dominante nei riguardi dell'altro. Le radici aumentano di dimen sioni e alla fine impediscono alla pianta ospitante ogni attività di accrescimento . a spese dei detri ti raccolti in qualche spaccatura. I semi sono lasciati cadere tra le fronde degli alberi da pipistrelli. E" stato calcolato che per un grosso albero in una foresta il processo di strangola mento può durare anche un secolo. per quanto riguarda le esigenze di luce. Le simbiosi più semplici tra animali e piante. si sono trasformati in a ltrettante piante assassine. STRANGOLATORI. Man mano che l'i ntreccio cresce di dimensioni. Con il tronco soffocato e la chioma oppressa. Quando alla fine il tronco marcisce. e si collegano formando un intreccio. e non sulla chioma d'un albero. I licheni sulla corteccia di cespugli o anche di alberi possono rallentarne o anche arrest arne la crescita. scimmie o scoiattoli. con foglie somiglianti a quelle dei salici. questi Ficus emettono radici che si attaccano ai rami. e lottino insinuandosi l'una nell'altra. può far sì che le piante crescano da epifite addosso ad altre. per citare ancora George D. PARASSITI E SCROCCONI. E" interessante notare che. calando a terra altre radici e for mando una rete intrecciata tutt'attorno all'albero. Possiamo sospettare un'evoluzione di questo tipo da specie innocenti a specie dannose. e possono esercitare analoga azione di blocco s ulla chioma di un albero. Da princip io il giovane Ficus spunta e cresce come una semplice epifita. Molte piante rampicanti t ropicali mostrano uguale vigore. rallentano inevitabilmente l'attività di fotosintesi della pianta ospitante. e i festoni penduli della Tillandsia usneoides. la lotta per la sopravvivenza. Esistono almeno sette od otto diversi gruppi di famiglie vegetali che sono passate alla vita parassitaria. dall'indipendenza alla dipendenza . che comprendo no protozoi e celenterati. la pianta soffo cante rimane sola. Vivere an gariando un altro organismo costituisce una delle soluzioni più tipiche adottate t anto nel regno vegetale quanto nel regno animale. Dopo di che la pianta ospitante è condanna ta. se un Ficus soffocante spunta per terra. uccelli.che l'osserviamo e a volte ne soffriamo . «confortano chiaramente l'affermazione per cui dalla coesistenza con un organismo accompagna tore si origina un vantaggio biologico». da un' altra pianta. né dimo stra di avere tendenze strangolatrici. ma ogni evide nza sta ad indicare che essa non fa altro che crescere rigogliosa ed opprimente sui vecchi alberi che comunque se ne stanno già andando. e . che alla fine arrivano a terra. o muschio spag nolo. il che significa che nel regno vegetale questa soluzione per il problema di vivere è stata adottata almeno otto volte. Un'asserzione che potrebbe fare testo per il matrimonio. Una di queste tipiche piante strangolatrici o so ffocanti è il Ficus benjamina. Queste realizzazioni. un modo di vivere abituale che suscita in noi .

L'Arceuthobium nano. e talvolta un gran numero di specie . Alcune piante parassite hanno foglie s omiglianti a scaglie e addirittura mancano di clorofilla verde. che quest'ultimo deve per forza b asarsi su un'antica osservazione del fatto. Dato che il frutto è lungo solo 4 millimetri. ai tordi. Potranno scivolare lungo la foglia fino a fermarsi tra la fo glia e il ramo. la pressione interna svi luppata prima dell'espulsione è relativamente enorme. che già usavano vischio da uccellatori. Ma nella maggior parte dei casi i semi attraversano il c anale digerente degli uccelli e vengono deposti sui rami assieme agli escrementi . Alcuni vischi sono da annoverare tra gli esempi più rappresentativi. quelle che vivono all'interno di un'ospite possono trasformarla in va ri modi. che fa il fiore più grande del mondo. i semi dell'Arceuthobium sono coperti da una sostanza estremam ente appiccicosa che li fa restare attaccati. ai beccofrusoni e a molti altri uc celli mangiatori di frutti piacciono le bacche del vischio per la loro polpa est erna (e lo stesso succede in molti posti alle martore e ai pipistrelli della fru tta). come in quasi tutte le specie di orobanche e nella R afflesia. che molto spesso è una foglia o un ramo dell a pianta ospitante. studioso che fa testo in fatto di parassitismo. Viene infine lo stadio in cui la pianta par assita vive esclusivamente entro i tessuti della pianta ospitante. E" sorprendente notare che nell'ambito di tutte queste famiglie non si trovano m oltissimi metodi e gradi di parassitismo. In certi casi gli uccelli depositano i semi sui rami sfregandovi contro il becco per liberarlo dalla polpa attaccaticcia dei frutti. Tuttavia la dispersione dei semi di queste piante è assai sp ecializzata. si è sottratto a questa s udditanza. in modo da garantire ch e il seme resti nella posizione giusta e sia pronto a germogliare con tempo umid o. e fa pensare che un periodo troppo prolungato sotto l'azione dei succhi digere .gli sc rocconi del regno vegetale . "Mist". che di solito diventa molto più grosso dei suoi genitori adottivi. si potrebbero paragonare al cuculo . Il vocabolo usato in tedesco per indicare il concime o letame. il quale scrive che «non era sfuggito agli antichi. tuttavia. e la sostanza appiccicosa s'indurisce come una colla. perché da principio questi semi sono viscidi. Le piante parassite possono essere rappresentate da alberi o da erbacee perenni o annuali. salvo che quando sono in periodo di fioritura e i loro fiori affiorano irreali d alla corteccia.adattate a circostan ze d'ogni sorta. Citiamo a questo riguardo Job Ku ijt. Esistono piante semiparassite . oppure possono essere invisibili. hanno sovente dimensioni relativamente enormi rispetto alle rad ici della pianta ospitante. Le caratteristiche di vischiosità dei semi sopra citate costituiscono il punto di forza delle specie dipendenti dagli uccelli. e si avvale di un dispositivo esplodente non diverso da quello del co comero asinino. talvolta molto belli o vistosi. la beffa implicita nella sorte di un uccello catturato con i frutti di una pianta di cui aveva prov veduto alla diffusione. perché dipendon o per lo più dagli uccelli. Comunque. e per tale motivo ho deciso di trattarne in questo capitolo. se vengono anche solo toccati nell a loro traiettoria da qualsiasi cosa. cioè dando origine a forme di ac crescimento somiglianti a stecchi e mazzetti. in modo che i suoi frutti.tentata chissà quante altre volte. mantenuti in posizione verticale. o sbucano a fior di terra dalle radici. spa rano i semi da 3 millimetri fino a 15 metri di distanza alla velocità di 24 metri al secondo. ed altre che hanno foglie. "Mistel". La velocità con cui i semi attraversano il canale digerente degli uccelli è notevole . dai quali esc e solo per fare fiori e frutti.con foglie verdi e un proprio sistema radicale. I fiori. per cui dipendon o totalmente dalla pianta ospitante. Come nella maggior parte dei semi di vischio. Vi sono interessate molte famiglie e generi. Essi sono così appiccicosi che se ne ricava a tutt'oggi del vischio per uccellatori.700 solo tra i vischi . Ma ben presto seccan o. nella quale possono e ssere restati dei semi. è tanto s imile a quello indicante il vischio. in modo d a succhiare linfa dalla pianta ospitante. viene att ribuito al romano Plauto. ma sistema radicale completamente trasformato. Il detto latino "Turdus ipse sibi cacat malum" secondo i l quale cioè «con gli escrementi il tordo si fabbrica da sé il proprio danno». segnatamente a forma di scopa di strega. L'impollinazione delle piante parassite non ha particolari rapporti con le loro abitudini da predoni.

babbuini. sciacalli. Quando compaiono le bacche questi uccelli non mangiano niente altro. Tuttavia è stata anche avanzata l'ipotesi che essi possano venir traspo rtati a distanza dalle zampe dei cinghiali e perfino degli elefanti che frugano nella polpa marcescente del fiore.se tale supposizione. per mezzo metro o un metro. corrisponde a verità . Invece. Solo allora un muscolo sfintere situato al di sotto del ventriglio consente ai resti ora fluidifìcati di passare n el vero e proprio tratto digerente. Il cibo di orig ine animale viene spinto in un ventriglio attraverso un orifizio troppo stretto per i semi di vischio. incollando letteralmente sulla corteccia i semi evacuati. chiaramente progettato (senza valvole di chiusura interne) per consentire il passaggio delle bacche di vischio che costituiscono il suo unico cibo. le massime possibili! E" comunque accertato che le formiche trasportano i semi di molte piante parassite.si tratterebbe degli unici sem i che hanno affidato la loro diffusione a una specie di proporzioni così ragguarde voli. e . e . che lo mette in grado d i mangiare bacche di vischio da una parte.istrici. mentre quelli della pianta pa rassita hanno un rivestimento esterno reticolato ben distinto dal seme.almeno nel caso dei diceidi . cui appartiene il sandalo) hanno fibre o setole attaccat e ai semi: quasi certamente si tratta di dispositivi che permettono ai semi di a ggrapparsi ai rami della pianta ospitante. dove l'azione del ventriglio o stomaco muscolare . e insetti dall'altra. parente nordameric ano dell'orobanche. Molti semi sono colorati a tinte vivaci per attirare gli uccelli. e si possono paragonare alla «colla» del vischio. che è il più specializzato tra quanti hanno a c he fare con semi di qualsiasi tipo. che è un parente della Rafflesia ed ha fiorellini minuscoli. e le bacche passano difilato al sistema digerente. i tempi osservati vanno da 12 fino a 4 min uti! A questo riguardo è già stata descritta la dipendenza di certi diceidi dal nett are dei fiori di vischio. nel 1887) il quale ha affermato che le formiche portano in giro i semi dell'erba fiamma (Melampyrum arvense) perché assomigliano alle loro pupe. dall'aspetto fantastico ed irreale. Un mezzo ingegnoso per far sì che il seme della pianta parassita abbia a portata d i mano una specie ospitante è quello adottato dall'Orthocarpus. volpi. Second o ogni apparenza le bacche esercitano un forte effetto sull'uccello. e lo stesso fanno alcune specie di eufonie e pigliamosche. che di norm a se ne sta appollaiato tranquillamente dopo aver mangiato. come nei gufi. Anche in tal caso ci si può solo meravigliare al co spetto di questo processo evolutivo. in certi diceidi. Molte piante parenti dell'orobanche nordamericano hanno semi con rivestimenti in fossati o intagliati. mentre le parti dure ed indesiderate degli insetti vengon o rigettate sotto forma di boli. «beccafiori» o «uccelli del miele».soffrega l'ano contro i rami. probabilmente an che i semi di quest'ultimo fiore gigantesco vengono diffusi principalmente dalle formiche.nti potrebbe rivelarsi dannoso per il seme (e ciò succede effettivamente nei polli e nei colombi.). che è la pian ta ospitante. e alcuni di questi (della fam iglia delle Santalacee. di modo c he i due semi si disperdono assieme e possono pertanto germogliare simultaneamen te. L'eufonia ha il tratto digerente del tutto diverso da quello delle specie impare ntate. quando vengono inghiottite le bacche di vischio. hanno setole dilatate su un'estremità. I semi di altre piante parassite sono mangiati da animali d'ogni specie. ma non si sa nulla di sicuro a questo riguard o. nei quali sono incorporati i semi: i frutti vengono divora ti da animali d'ogni specie .che tanto spe sso contiene ghiaietto . Le Idnoracee. il muscolo sfintere non si chiude minimamente. . armadilli. Sovente le setole dei semi della pianta ospitante crescono in questo reticolo. Il di ceide ha messo a punto un meccanismo digerente abbinato. e magari sui sassi. fatto che naturalm ente comporta la necessità della presenza di una specie ospitante. e devono affrontare risc hi ed avventure per trovare un posto adatto per germogliarvi.macina i semi fino alla loro dissoluzione totale). producono frutti polp osi contenenti amido. no nché molte popolazioni «primitive». dall'aspetto elegantissimo sotto la lente del microscopio. di solito perché questi contengono amido ed olî in u n eleosoma di cui si è già detto in precedenza: tuttavia non è mancato un naturalista (Lundström. Può accadere che i topi mangino i frutti del Pylosty les. ma veng ono evacuati come gli altri semi a frutti commestibili. I semi dell'orecchio di gatto (Hypochoeris sp. Un s eme attraversa il canale gastroenterico di un tordo in circa 30 minuti.

e si è calcolato che una sola pianta di Boschniakia produca all'in circa un terzo di milione di semi. e frattanto è cresciuta di 35 centimetri. Alcune parassite possono trascorrere molti anni sottoterra. e non esistono foglie verdi. Le cuscute effettuano spirali di due tipi. fidando di riuscir a trovare l'ospite adatto sia estendendo sostanzi almente le radici. e alla loro concentraz ione. per almeno un anno. Tuttavia le cuscute non compiono spirali a casaccio: le sostanze chimi che emananti dalla pianta osp itante esercitano su di esse un vero e proprio richiamo. Il visch io Gaiadendron possiede un organo tuberoso con funzioni di riserva. Tuttavia certe piante parassite contengono nei semi riserve nutrienti così c ospicue. in modo da poter germogliare su l legno secco o su sostanze inanimate. a volte sembr a perfino che tiri fuori letteralmente le sue radici dal suolo. la pianta perde le radici dello stadio infantile quasi subito dopo che il s uo stelo si è attaccato felicemente a quello della pianta ospitante. nonché la dentaria. Sopra il livello del suolo compaion o solo i fiori di questa pianta. di modo che la radichetta di un seme situato sulla parte inferiore di un ramo crescerà rivolta verso l'alto (cioè contro la forza di gravità). un po'"come usano le orchidee. dove anzi finiscono per morire. presum ibilmente in conseguenza della sua crescente concentrazione in prossimità della ra dice. come accade in certe altre piante parassite che germogliano nel terr eno. . Una pianta di cuscuta può vivere fino a sette settimane senza l a pianta ospitante. come nel caso dei 17 aminoacidi messi in libertà dalle radici de l pomodoro. e così i semi restano a galla sui rivoletti di acqua piovana che li trascinano n elle fenditure del terreno: e difatti finiscono in queste fenditure. Nel corso di un esperimento di notevole interesse. come ad ese mpio la gigantesca Rafflesia. o verso il basso se s i trova sul lato superiore del ramo (e in questo caso contro la luce). mentre la piccola pianta alpina Tozzia. che assomiglia a una pianta normalissima quando compare il germoglio fiorente. i semi d'orobanch e immersi in un estratto di radici di una pianta ritenuta specie potenzialmente ospitale germogliarono al 60% dopo un bagno di soli 30 secondi. reagiscono p iuttosto ovviamente a sostanze essudate spontaneamente dalle radici delle piante che le ospitano. e muo re del tutto quando è fatto il seme. che sono in grado di germogliare anche senza questo dispositivo di scat to chimico. dentaria. come testim onia il ritrovamento di semi di Striga alla profondità di 150 centimetri in terren o sabbioso. Può darsi tuttavia che una semp lice fonte di umidità serva ad attirare il gambo. e una Lathraea. come la Tozzia. Alcuni. Dopo aver fatto germogliare i semi della pianta parassita. l'essudato radicale f unziona spesso anche da guida per lo sviluppo delle radichette parassite. I semi ha nno una sufficiente riserva d'acqua incorporata. In que sta attività. ma questi due fattori agiscono in senso negativo . squamaria). come la cuscuta. in analoghe condizioni. e un'altra ad angoli ottusi. A questo riguardo esso somiglia alle piante parassite. E" probabile che nella maggior parte dei casi del genere la germinazione dipenda da un adatto pe riodo d'esposizione alle sostanze trasudate dalle radici. che vive sulle radici degli a lberi e rimane sottoterra fino a dieci anni. e la Nuytsia. possono vivere anche 2-3 mesi. l'Aeginetia contiene fino a 70000 se mi per capsula. riscontrato in via sper imentale anche nelle foglie staccate dalla pianta. e probabilme nte riesce a sopravvivere per sei mesi senza la pianta ospitante. ma non tutti i semi delle specie che parassitano le radici. come in certe orobancacee quali le erbacee Lathraea (bruciafa ve. Queste due specie mostrano una curiosa somiglianza con i funghi nel corso della loro vita completamente sprovvista di clorofilla. sia facendo compiere alle plantule ampie spirali aeree . salvo il periodo in cui fioriscono. Le plantule parassite possono restare vive senza la specie ospitante per periodi molto vari. che di fatto continuano dopo che si sono fissate a una pianta: una st retta spirale avvolgente in senso verticale. Quando germogliano sono controllati dalla presenza della luce e dal l'effetto della forza di gravità. Questa famiglia vegetale tende a produrre un numero enorme di piccol issimi semi. che trascorrono tutta la loro esistenza all 'interno delle piante ospitanti. La cuscuta e la Cassytha resistono 7-8 settimane. I semi di vischio anzitutto non germogliano affatto al buio.gli infossamenti intrappolano aria quando il resto del seme si bagna di pioggia .

Il metodo fondamentale usato dalla pianta parassita per entrare e restare in con tatto con l'ospite consiste nell'impiego di un organo detto austorio. finché non si verifichi qualche spaccatura nella pelle o corteccia della pianta. probabilme nte originatosi da una comune radice. ed effettivamente è fatta del tessuto della pianta ospitante. Tagliata e seccata. o del cuneo.cioè l'organo di assorbimento . come una massa spessa di tess uto che forma una specie di cuneo intento a saggiare la cute o corteccia della p ianta che lo ospita. che producono un capo fiorale spess o somigliantissimo a un fungo. Questa presa è di importanza essenziale per bilanciare la spint a del cuneo. oppure assume strutt ura assai massiccia e voluminosa. Come è stato illustrato in precedenza. c ome avviene nelle spettacolose «rose del legno» del Messico e dell'America centrale. contribuisce a sciogliere o a divar icare i tessuti epidermici della pianta parassitata. l'austorio . ma la pianta parassita non ha nulla da off rire . in modo da favorire la pene trazione del cuneo. somig liano a un pezzo di graticcio o a una rastrelliera di legno. che si stacca durante il processo di conservazione. o dalla plantula parassita che si aggrappa a quella con una presa cementante. causando vera e propria fusione dei tessuti. per usare la definizione più favorevole. che comprendono anche zuccheri e carboidrati . citando ancora Job Kuijt. piccoli coni stretti di tessuto della parte centrale collegati a livel lo della corteccia. Il termine piuttosto generico sta ad indic are un grande assortimento di forme funzionanti da «ponte» tra la pianta ospitante e quella parassita. Detti vischi producono una serie di formazioni chiamate appropriatamente «pioli» o «co ntrappesi». allo stesso modo in cui altre specie inducono la pianta parassitat a a produrre una rosa del legno. il complemento parassitario dei vischi interess ati . e forse. all' interno dei quali i tessuti dei due simbionti si presentano indissolubilmente ed armoniosamente intrecciati. con l'aiuto di enzimi. formando un collegamento nell e cellule conduttrici centrali della pianta ospitante. o almeno un'area ingrossata di tessuto attorno al punto d'ingresso dell'austere che succhia la linfa. che scende dalle foglie. i cordoni conduttori della pianta parassita si fanno strada a viva forza tra le cellule della pianta ospitante. Queste producono tuberi rigonfi. si trovano austeri con st rati successivi di tessuto del cuneo che. Perciò la pianta parassita spilla sostentamento da una fonte ricchissima di nutr imento. La penetrazione avviene dopo che si è formata una specie di d isco o di cono dalla radice o dallo stelo della pianta parassita a contatto con la pianta ospitante. E" l'organo che in un certo senso personifica l'idea stessa del parassit ismo». Le foglie vengono invase prontamente. se vengono separati dalla pianta parassitata. dato che il tessuto conduttore della pianta parassi tata penetra difilato fino al tubero. i quali. ma tronchi e steli pos sono resistere ai tentativi d'intrusione per un certo periodo di tempo. «l'austorio rappresenta il canale spe cializzato attraverso il quale le sostanze nutrienti passano da un simbionte all 'altro. Una volta stabilito il collegamento. e non ha bisogno di curarsi dell'altro flusso di nutrimento insediato ne l floema esterno. Sembra ve rosimile che dopo un lungo lavorio di preparazione certe piante parassite sferri no un colpo all'improvviso con un rapido aumento delle cellule della parte centr ale. che approfittano di ogni spaccatura. A prima vista ciò potrebbe far pensare a una simbiosi. sia che si tratti di un ramo o di una radice . le Balanoforacee .a struttura sostanzialmente uguale. Questo organo comincia come mezzo di penetrazione. secondo ogni evidenza.avvolge la pianta parassitata provocando la formazione di un'esc rescenza strettamente aderente a forma di manto o di sella. Una volta entrati.forma una struttura di uguale grandezza a fo rma di cupola. la circolazione xilematica contiene sostanze mi nerali ed altre sostanze nutrienti. di dimensioni molto magg iori di quelle delle radici che essi finiscono per avvolgere completamente. talvolta arroton dati e talaltra ramificati e bernoccoluti come coralli. ovvero nello xilema. non sono riusci ti ad entrare nel corso di precedenti tentativi. come nel caso del lichene.non ha fatto altro che stimolare la pianta ospitante a produrre tessuto s upplementare. la rosa del legno si presenta come una formazione a cono o a becco di flauto sul ramo della pianta parassitata.piante irreali e fantast iche. Un altro esempio notevole di collegamento di tessuti si verifica in un gruppo di piante parassite del tutto diverse. .

in quanto le plantule devo no trovare a tutti i costi tale collegamento. Sono inoltre note due altre specie. invece. che per una ragione o per l' altra sono spesso tremendamente assetati d'acqua. Un o di essi è il ben noto «albero di Natale» australiano. La Pho lisma. e infilano austeri nei rami.in un modo o nell'altro ne risulta una massa intrecciata ed inestric abile della pianta parassita. altre ancora «cammina no». a differenza di certe specie imparentate. veri e propri zerbini vegetali di cui non si co nosce lo scopo. eme ttendo lunghi germogli striscianti che possono ancorarsi ed avviare un collegame nto austorio su qualunque punto della pianta che lo alberga. ed è in grado di emettere polloni dalle sue radici alla distanza di parecchi metri d alla pianta progenitrice. i cui semi germina no sul terreno nel modo tradizionale e poi si arrampicano su qualsiasi albero ch e si trovi molto vicino. Altre specie di vischio. La sostanza nutri ente ricavata dalla pianta parassitata. le radici devono mettersi alla ricerca attiva di collegamenti con l'apparato radicale della pianta della speci e parassitata. e si verifica anche per le radici secondarie. va citato il Phr . tuttavia anche un n umero sorprendente di piante parassite perenni si mette ogni anno in cerca di ra dici accoglienti. scriveva nel suo inglese arcaico quanto segue: «Mi risu lta che nuove piantine d'orobanche spuntano dalle grosse radici in forma di nume rosi cordoncini che si aggrappano alle radici delle erbe che crescono nei paragg i». ma l'orobanche lo tramuta in glucosio e fruttosio: questa trasformazione c himica ha l'effetto d'aumentare la pressione osmotica nell'orobanche. Questa specie vive a spese di piantine come le erbe. cioè possono emettere nuovi germogli da radici secondarie striscianti (diversi dalle radici penetranti originali). L'orobanche stende una rete di finissime radichette con piccoli raccordi. il vischio può morire. alcuni dei quali sono stati osservati alla distanza di 6-7 metri. le radici sono spesso in grado di rigenerare dei germogli. Questo fatto può rappresentare un inconveniente . dispone un sistema rad icale molto spaziato alla profondità di circa mezzo metro sotto la superficie del suolo: a loro volta le radici producono radichette minori. a proposito dei colleg amenti radicali secondari. e a volte anche tutti. A conclusione delle curiosità osservate tra le specie di vischio. che stabiliscono coll egamenti austori appena possono. ma ha trovato anche una maniera notevole per attingerne acqua. e di conse guenza fa affluire rapidissimamente acqua dalle cellule della pianta parassitata a quelle della pianta parassita. perché se l'albero parassitato (o qualcuno dei suoi vicini) cresce troppo. ma no n importa . Nuytsia floribunda. aggirano il problema. o comunque non riuscire a fare la fioritura. è il saccar osio. in grado di diffondersi ed estendersi sempre più. I vischi hanno abbandonato la superficie del suolo . pena la morte.e v ivono esclusivamente sugli alberi. che è una pianta parassita delle regioni desertiche. Se la pianta progenitrice subisce qualche danno o muore. Un'altra specie strisciante avvolge il gambo fogliare attorno ad ogni cosa che tocchi. Le piante parassite annuali vanno incontro immancabilmente a un periodo alquan to disperato quando sono impegnate in questa impresa.Specialmente nel caso delle piante parassite o semiparassite a radici sotterrane e e germogli con foglie sopra il livello del suolo. L'orobanche non si limita a spillare sostanze nutrienti dalla pianta ospitante.salvo un paio di casi . produce un austorio. Certe specie fabbricano un tessuto veramente st raordinario di radici parallele. perché marciscono molti dei loro vecchi collegamenti. nel suo "Grande Erbario" del 1526. o fa troppa ombra alla pianta parassita. I vischi che ancora mettono radici nel terreno sono di tipo affatto insolito. Ciò succede qualche volta su un'altra parte dello stesso vischio. poniamo una pianta di fagiolo. presumibilmente per le abitudini di vita degli uccelli che depositano i semi: ma questo fatto rappresenta un dispositivo utile ai fini del vischio. Turner. perché la maggior parte delle piante parassite non dispone di un apparato radicale molto esteso. proprio come una clematide. a meno che le radici in questione non abbiano capacità d'immagazzi nare riserve. Le piante di sandalo sono veri alberi. ma dove i l gambo compie un giro. Questo fatto tuttavia è piuttosto insolito. Succede spesso d'osservare che il vischio cresce su alberi isolati o sul ciglio dei boschi. che cresce fino a formare un albero alto 10 metri ed esplode a dicembre in una fioritura d i fiori gialloarancione.

e gli austori continuano a crescere anche isolati. mentre in realtà è una pianta perenne delle lau racee: buon esempio di evoluzione parallela. Gli steli formano austori sulla pianta ospitante ogni volta che è possibile. Il gruppo più straordinario delle piante parassite è dato dalle specie che vivono co mpletamente all'interno delle piante parassitate. e sono stati segnalati casi d i alberi tropicali completamente ricoperti d'un velo giallo di cuscuta. o se accada invece il contrar io. il gruppo più noto di piante parassite è quello delle c uscute e delle specie ad esse imparentate. Le foglie delle cuscute sono ridotte a scaglie e gli steli giallognoli contengon o pochissima clorofilla. Studio sulla magia e la religione" . una grande coppa carnosa di p . Trad. se gli steli si spezzano per l 'accrescimento della pianta parassitata o per qualche altro incidente. La Rafflesia arnoldi i (o R. Le cuscute appartengono alle convolvulacee. Non è stato accertato se questa specie s i origini su un albero e mandi radici nel terreno. che costituiscono l'argomento centrale del "Ramo d'oro" [N. esterior mente somigliantissima alle cuscute. italiana: "Il ramo d'oro. Nel seguito del testo le paragona ai serpenti che hanno soffocato nelle loro spi re Laocoonte e i suoi figli: "I mostri coperti di scaglie s'avvinghiano a padre e figli spira su spira. Esse sono molto diffuse e. ma possono infestare anche gli alberi. tanto importanti nella magia e nelle tradizioni popolari dovunq ue crescano. Torino 1965]. tutti di specie diversa. è stato segnalato il caso di un frigilanto che aveva parassitato cinque alb eri suoi vicini. Le cuscute intrecciano reti incredibi li di steli sottilissimi che avviluppano la pianta disgraziatamente parassitata in un intreccio a maglie così fitte. i semi dell e cuscute sono spesso somigliantissimi a quelli di specie utili. In Australia c'è la Cassytha. che non vanno a parassitare le radici vere e proprie. biondeggianti cuscute.T. Le cuscu te possono aggredire perfino piante acquatiche sommerse.ygilanthus del Brasile.intendendosi con il termine tra virgolette una pianta che comunque ren da bene l'idea di un esemplare della specie a sviluppo normale . La lunghezza totale del tronco prodotto da una sola pianta di cuscuta di dimensioni «rappresentative» della specie . ma pare probabile che gli austori possano restare tutto l'inverno sulla pianta parassitata e rimettersi a crescere con il ritorno della primavera. avvolgendo la vittima nelle loro braccia tentacolari". tranne che al momento della fi oritura. Di solito noi vediamo le cuscute sulle piante erbacee o annuali. ad occhi bassi e con sorriso pudibondo con subdolo approccio stendono le loro pericolose malìe. dopo che la plantula ha trovato una pianta da parassita re. s'allietano in sofisticata negligenza e studiata rilassatezza. Oltre ai vischi. dai quali si se parano con molta difficoltà. tuanmudae) ha il fiore più grande del mondo. crescendo in c ontatto così intimo con le piante che parassitano. E" composto dalle rafflesie e dalle specie affini. d.supera gli 800 metri! Nel suo famoso componimento epico "L'orto botanico" Erasmo Darwin trova versi ag graziati per le cuscute: "Due ninfe adescatrici. travestite in umili panni di modeste erbette. Boringhieri. si distribuiscono con grande fa cilità in forma di semi assieme a quelli delle specie coltivate. Op era monumentale sulle credenze magiche e religiose di Sir James J. stringendo sempre più le membra spasimanti e affondano i denti schiumanti nelle ferite intossicate". Esse inv ece circondano la base degli alberi e stabiliscono collegamenti austori tutto at torno. Si crede che le piante di cuscuta siano annue. George Frazer (1854-1941). che può stendere una sua rete di radici sotterranee lunghe fino a 20 metri. anzi. che a volte questa scompare completamente sot to un intrico di formazioni filiformi. in molte pieghe avviluppate.

Il parassitismo completo rappresenta evidentemente la meta ultima. come accade per altre piante parassite che infe stano le radici. con i capolini fiorali ramificati di tre Myzodendron appartene nti a specie diverse. C'è un vischio. e fanno venire in mente i versi scritti da Swift a proposito della pulce : "Hobbes dimostra che ogni creatura vive in guerra per legge di natura: così dicono i dotti che la pulce vien depredata da altra minore pulce. dove la specie di base parassita il Macrosolen. che è angariata da altre più piccine. e non sugli alberi parassitati da queste. sebbene ne siano forse f ornite le plantule. Alcune specie imparentate con le rafflesie hanno invece fiori più delicati. Questa indiscriminatezza si este nde agli oggetti inanimati: sono stati osservati molti casi in cui si sono forma ti austori su radici morte (il che non sorprende trattandosi di materia organica . e il processo continua senza fine". presso l'erbario di Kew figura un ramoscello probabilmente unico di Nothofagus antarctica. e questo agente patogeno era attaccato da un altro. Esiste una specie . ma la pianta soffocante portava una specie parassita a sua volta aggredita da un'altra. Le rafflesie non hanno austeri nel senso vero e proprio del termine. in cui i fiori della pianta parassita si distribui scono ad intervalli regolarissimi lungo i rami della pianta ospitante. come i l Mitrastemon giapponese.iù di un metro di diametro. questo gruppo . un albero dell'Indonesia. Si possono citare alcune curiosità delle piante parassite . Nessuno sa esattamente c ome avvenga la dispersione dei semi. e ta lvolta addirittura dal tronco della pianta parassitata. Il colmo però è dato dal fatto che la spec ie parassita finale era attaccata da un fungo che a sua volta era parassitato da un'altra specie fungina! Un altro caso osservato nel Salvador riguardava una pa lma che veniva soffocata da un Ficus. dalle quali i fiori spuntano come cerchi incantati. perciò è un mistero anche la tecnica adottata d alle plantule per penetrare all'interno della pianta: sappiamo solo che la speci e parassita vive nel corpo della pianta ospitante sotto forma di sottili filamen ti notevolmente somiglianti a quelli dei funghi parassiti.riesce a crescere benissimo nelle dens e foreste. una sp ecie di notofago. Sprovvisto di clorofilla. con il risultato che a volte si osservano fiori mostruosi pendenti dall 'alto. e spuntano attraverso i tessuti all'esterno. Piante di altri gene ri vegetali fanno spuntare invece i loro fiori dal tronco della specie parassita ta. il Pylostyles haussnechtii. che infiltrano virtua lmente tutte le parti e tutti gli organi della pianta parassitata. e fa esplodere i suoi fiori diritti dalle radici. di modo che i suoi fiori enormi comp aiono come una contraddizione sul terreno della giungla. che fabbrica le sue scope da strega sulle radici sotte rranee. ma stavolta non arrecano danno e si limitano ad accrescere l'intrico delle maglie. Anche in questo caso l'ultimo para ssita era punteggiato da un fungo. Anche le gemme fiorali si formano all'interno dei tessuti pa rassitati e non alla superficie.a somiglian za delle orobancacee e delle balanofore . Si conosce almeno un caso di quattro parenti del vischio che crescono l'uno sull 'altro formando una catena di specie parassite. una coppi a di fiori proprio al di sotto di ogni picciolo fogliare. il Gaiadendron punctatu m. A vo lte si trovano specie parassite che vivono a spese di piante a loro volta parass itanti. Di solito la Rafflesia spunta sulle radici. mentre la fotosintesi v iene effettuata per conto suo a 50 metri d'altezza dal suolo. come nel caso del Pylostyles dai fiorellini assai modesti.nel caso che non basti no i modelli fondamentali di parassitismo. Spessissimo più di un parassita vive sullo stesso albero. sembra che agi scano indiscriminatamente a questo riguardo. che cresce solo sulle epifite. Ho già accennato al fatto che un parassita attacca spesso le sue stesse radici o i propri rami affondandovi austeri provenienti da parti più giovani. mostrando ciò che Kuijt definisce «un'incredibile sincronizzazione del ritmo d'accrescimento tra pianta os pitante e pianta parassita». ma vive anche sull e liane.

raggiunge la lunghezza di 14-17 centimetri. eccezion fatta per i funghi. segnatamente per le colture leguminose quali erba medica e trifoglio. Pare che ciò accada con una certa facilità solo quando la specie parassitaria è molto comune su un'area abbastanza grande. S. Può darsi che si r iesca a selezionare colture resistenti. Deformazione. oppure esercitando quella che pare un'incompatibilità chimic a. Le cuscute sono considerate piante dannose in 47 stati U. mentre altre le evitano alla stessa stregua di come schivano felci e conifere. Altre invece sono virtualmente specifiche: alcune crescono solo su olivi. mentre i filamenti si ramificano e pervadono o gni parte dell'organismo. La risposta è no. ciottoli. E in un caso da fantascienza l""albero di Natal e" australiano già citato si provò ad intessere austori anulari su un cavo elettrico con isolamento in polimeri del diametro di circa 2 centimetri. Il danno arrecato dal solo g enere del vischio nano Arceuthobium alle diffuse colture di pino Ponderosa super a le perdite arrecate complessivamente da tutte le altre affezioni che colpiscon o quest'albero. perché attaccano colture di conifere. ed è inutile dire che questo processo porta a morte l'insetto. che attacca riso. ritrovata sulle la rve di scarafaggio. La specie d'orobanche più distruttiva è l'Aeginetia tropicale. Molte piante parassite non sembrano eccessivamente schizzinose nella scelta dell a specie da parassitare: il vischio Dendrophthoë è stato osservato su 343 specie osp itanti diverse. cedri. mentre occorre una tecnica sofisticata di selezio ne dei semi per le cuscute. A. Alla fine una densa massa filamentosa riempie tutto il corpo. Le specie parassitanti del tipo succitato prosperano nelle colture specialmente in condizioni d'agricoltura arretrata. noci nostra ni ed americani. granoturco e canna da zuc chero in Asia. cioè l'impiego di piante che stimolano i semi delle piante parassi te fino a farle germogliare.certune crescono solo sul le monocotiledoni. e infine varie allergie. Si vedono alberi selvatici accasciati sotto il peso di autentici drappeggiamenti. pini. La l otta contro i parassiti vegetali è a dir poco difficile: i diserbanti lasciano int ravvedere qualche prospettiva. indebolimento e morte sono gli esiti tipici di una pianta parassit a. I corpi fruttife . agrumi in generale e cacao. Begonie ed acetoselle hanno tessuti a tenore molt o acido e sembrano resistere totalmente agli attacchi delle cuscute. ivi compresa la tricofizia. Le diverse specie di vischio rappresentano in molte località un flagello per le foreste e le coltivazioni. Orobanche e ficarie parassite si oss ervano spesso intente alla loro opera di decimazione delle colture di fagioli e trifoglio. che può mandare in malora in pochissimo tempo. segnatamente laddove non è praticata la rot azione agricola e non si usano i moderni metodi di selezione delle sementi. Verrebbe da chiedersi infine se esistano piante che parassitano gli animali. o più esattamente biochimica. Abbiamo visto però che esistono moltissime specie parassite con numerosissimi modi di vivere. e riuscì a penetra rvi quanto bastò a provocare un corto circuito. cappe e coltri di vischio .nel caso della cann a da zucchero . A Portorico l'affine Cassy tha è definita «il pericolo pubblico numero uno». Alcune causano danni e perdite economiche enormi. ma attaccano anche tabacco. pomodori e canapa. che parassita no gli insetti facendo sporgere dal corpo di questi le loro formazioni ramificat e cariche di spore. I funghi germinano sulla pelle umida di qualsiasi bruco e po ssono penetrare subito nel corpo. granelli di sabbia. per cui è difficilissimo tratt arle con un sistema che non sia un sistema specifico. nonché per il lino. Allora comp aiono i corpi fruttiferi: la specie europea di maggiore mole. I funghi causano anche le ben note formazioni dette «mosche vegetali» o «bruchi vegetali». il piede d'atleta e certi spiacevoli morbi che a ffliggono gli esseri umani ai tropici. ma poi resistono ai loro attacchi.. peri. e cres cono quasi su ogni cosa. ginepri. Queste piante sono particolarmente prodighe di semi. cacti e così via. Le specie che parassitano le radici hanno gusti particolarmente eterocliti. un altro metodo contempla l'uso di «colture insidiose» o «colturetrappola». dove non si limita a menomare i raccolti ma .). Questi possono causare affezioni cutan ee. Sembra che certe piante riescano a sfuggire al parassitismo grazie allo strato d i particolare spessore o durezza situato sotto la corteccia che respinge gli att acchi meccanicamente.trasforma il pregevole saccarosio in zuccheri riducenti di nessu n valore. tuttavia alcune hanno criteri curiosamente limitativi p er quanto concerne la classe vegetale di loro scelta .

Di solito hanno un lembo rivoltato sopra l'orifizio per impedire che entri troppa pioggia. le piante superiori sono evidentemente in grado di far e la stessa cosa tra loro. i cui fiori alla fine erano costit uiti dalle teste delle vittime. tazze o im buti a curvatura variabile. attorno al bordo dell'otricolo. Una volta giunto all'interno. e in ognuna di esse è stata messa a punto una trappola di qualche tipo. Viene in mente la frase citata al capitolo precedente . o dispongono di appendici a mò di petali per imbrogliare gli insetti .e far pensare loro di trovarsi al cospetto d i fiori. trova l'uscita sbarrata da vari ostacoli terribilmente ingegnosi. gli insetti possono percepire un profumo gradevol e e spesso avvertire la secrezione di un succo dolce simile al miele. Alcune portano mazzetti di ascidii a fior di terra. specialmente formiche.piante rampicanti che si fanno largo in mezzo alla vegetazione della giungl a . diritti o più o m eno coricati al suolo. Dire che il primo gruppo è inattivo sottintende il macabro ingegno con il quale le trappole sono progettate e innescate. urne. Parecchie famiglie vegetali tra loro separate hanno assunto abitudini carnivore.ri possono spuntare dal bruco o dalla crisalide se la larva si è impupata. Sono note più di 500 specie di piante insettivore che si possono suddivide re in tre gruppi distinti. LE PIANTE ASSASSINE. tale da impedire all'insetto di trovare un appiglio o di fermarlo decisamente mentre cerca di arrampicarsi verso l'alto. Quindi moltissime piante sono diventate parassite di altre.portano i loro ascidii di forma vascolare su prolungamenti di foglie che per il resto hanno aspetto normale. Gli ascidii sono spesso colorati a tinte vivaci. di modo che le specie animali ingerite le aiutino a bilanciare la dieta. per cui «il parassitismo è la forma più raffinata di simbiosi». i funghi possono dare l'impressione di sbucare dal terreno. Si tratta delle piante carnivore otricola ri o ad ascidii. provvisto talvolta di scalini accuratamente disposti. Dobbiamo ra llegrarci del fatto che le piante antropofaghe esistano soltanto nei racconti di fantascienza. La Sarracenia psittacina assomiglia a una nassa per pesci. e si dice che certi esemplari venissero pagati in argento quattro volte il loro peso. perché la realtà su scala più ridotta è già abbastanza macabra. spesso se ne trova anche lungo un passaggio verticale all' esterno. gli otricoli sono stesi a terra per richiamare . Quando sono più vicini. Un b ruco vegetale australiano dai corpi fruttiferi neri lunghi fino a 40 centimetri veniva usato dagli aborigeni per i tatuaggi. Era stato il compianto John Collier che aveva avuto l'idea di scrivere un raccon to in cui si dice di un'orchidea antropofaga. Mentre le piante inf eriori possono stabilire tra loro e con le piante superiori forme di associazion i di reciproco vantaggio. Nelle Sarracenia e Darlingtonia terrestri l'interno de ll'ascidio è rivestito di aculei o peli che si protendono verso il basso con lieve angolazione. qualche metodo quasi infallibile per trattenere il visitatore intrappolato come una nassa per aragoste. Un insetto che esplori il bor do alla ricerca di altro nettare non riesce a trattenersi dallo scivolare verso il basso. nelle quali alcune o tutte le foglie sono state modificate fant asiosamente. Gli ascidii hanno forme varie: si possono paragonare a vasetti. talvolta in mezzo a foglie di forma ortodossa. Altre inve ce . tale da sedurre a nche insetti senz'ali o atteri. La sommità di molti ascidii è spesso munita di nervature arrotondate molto sdrucciol evoli terminanti in aculei rivolti verso il basso. Ma altri racconti di viaggiatori favoleggiano di piante divoratrici di cani. ed un sistema per rendere digeribili le carni delle vittime. Capitolo 24. Un tempo c'era una specie ritenuta medicina di grande valore in Cina. che può es sere di tipo visivo o commestibile.la maggior parte degli insetti volatori è co mposta da raccoglitori di nettare . la sola caratteristica posseduta in comune è la tendenza a vivere in un habitat p overo d'azoto. o di questi due tipi riuniti. quando non addirittura di esseri umani. Ciascuno di questi dispositivi a trabocch etto ha tre elementi in comune: qualche mezzo per richiamare l'animale. Dato ch e la crisalide è spesso sepolta sottoterra.

quello di c ui ci stiamo occupando ora può contenere fino a un paio di litri di liquido. millepiedi e simili. Non han no radici. e l'organismo che senza avvedersene ha bussato alla porta viene risucchiato all'interno con un fiotto d' acqua. Presso le Sarracenia e le Darlingtonia gli ascidii si riempiono in parte d'acqua piovana.c ome una porta . un tratto di parete coperto di minuscole papille. la quale scorre a cerniera per facilitare l'entrata ma . e gli insetti intrappolati muoiono annegati. che forse credono di trovarvi rifugio. lunghe setole si tuate in un imbuto che si restringe sempre più segnano una strada in una sola dire zione. I botanici dell'età vittoriana. i cui bruchi ricoprono i peli di una sottile ragn atela. come le Nepenthes e i Cephalotus.non si può aprire dall'interno. paragonabile nell'insieme a un pettine per cardare il lino. L'otricolo m assimo è quello della Nepenthes rajah. Si possono trovare asc idii pieni a metà dei loro resti . che tolgono all'insetto la possibilità di qualsiasi appiglio. Altre piante. Quando vie ne «innescata» dal contatto. dopo di che non fanno che andare in decomposizione. Gli animaletti che entrano all'interno della vescichetta vi muoiono di fame o as fissia. cui appartiene ad esempi o la nostra erba vescica: sono principalmente piante acquatiche dalle belle fogl ie lievi e dai fiorellini gialli di forma insolita sporgenti dall'acqua. o fo rse s'ingannano sulla vera natura della vescicola. paragonabile al succo ga strico dei mammiferi. e il liquido che ne deriva viene assorbito da cellule a form a di stella situate sulla parete interna della vescicola. Nei Nepenthes tropicali . Possiamo accennare infine ai ragni che tessono le loro ragnatele nella pa rte superiore degli ascidi di Nepenthes per assicurarsi la prima scelta sugli in setti visitatori. Una piccola apertura è vigilata da una valvola a forma d i labbro all'interno. secernono un liquido.abbastanza grande da poter contenere un colombo! Tuttavia non è mai stato segnal ato il caso che si sia trovato un uccello all'interno di un ascidio. la trappola si apre di scatto. c he in realtà sono trappole. e infine sull'orlo circonvoluto attorno alla bocca dell'otricolo. e consente al moscone di arrampicar si agevolmente tra i peluzzi incurvati dell'ascidio. ma galleggiano poco sotto la superficie. hanno descritto questi dispositivi con particolare voluttà.vascolati alle estremità delle foglie . quando venga minacciato. Sorrette da graziosi gambi. in particolare. che ha la lunghezza di mezzo metro e può ragg iungere la larghezza di 16 centimetri con apertura di 10 centimetri di diametro . Possono venire intrappolate quantità grandissime d'animali. si trovano tra le foglie certe piccole vesciche di 2-5 millimetri di diametro. come risulterà da questa citazione attinta dalla "Storia n aturale delle piante": "Ogni animale che desideri mettersi in salvo dall'ascidio di un Cephalotus dovrà s uperare tre ostacoli: primo. e quando sono pronti a impuparsi prat icano fori nell'ascidio ed evadono. un'altr a flangia composta da aculei aguzzi e incurvati protesi come una fila impenetrab ile di baionette a sbarrare il passo agli animaletti che siano riusciti a supera re i precedenti ostacoli". E" il caso di osservare che si nota qualche reazione nel mondo degli insetti per quanto riguarda le piante otricolari. s econdo. Inoltre le sue larve abitan o l'ossario degli insetti in putrefazione. per i quali. Cellule speciali situate sul fondo dell'ascidio assor bono il liquido che ne risulta come una specie di concime fluido. marciscono. frastagliate e appuntite verso il basso.i bordi d ella trappola sono circondati da barbe.formiche. i cui resti fluidifica ti anche stavolta vengono assorbiti attivamente da cellule speciali. una volta entrati. che digerisce attivamente la preda.ha su ogni zampa un'appendice speciale che «si può paragonare ai ramponi da gh iaccio degli scarponi dei montanari tirolesi». Un moscone . ritenendola un altro crostace . una sporgenza circolare all'interno dell'ascidio. C'è anche una minuscola tignola fornita di ana loghi dispositivi sulle zampe. In modo molto diverso funzionano invece le otricolarie. e almeno uno di questi ragni ha una cute speciale che gli cons ente di mettersi al riparo nel liquido digestivo. nonostante ogni sforzo.citiamo ancora Kerner ed Oli ver .le parti chitinose non digeribili. Le prede sono per lo p iù minuscoli crostacei come le dafnie. aguzze. e conducono a pareti cerose lisce come i l ghiaccio.

vengono catturati facilmente dall' appiccicosa insidia iniziale. Gli insetti sono attratti da questi tentacoli s cintillanti. perché le gocce sono assai attaccaticc e. e di 90 gradi in 10 minuti. e ben presto s'impiastricciano senza speranza. con il risultato che entro un'ora la preda è irretita nei tentacoli da ogni p arte.e ciò spieghereb be anche il colore rosso dei peli e della foglia. Avvenuta la digestione dell'insetto . specialmente quelli di piccole dimensioni. o fors'anche perc hé imitano bene le muffe che crescono sulla carne in putrefazione . e in parte a mosse adatte: il tipo di trappola predispos to da queste piante si potrebbe definire «a carta acchiappamosche». in anelli di tentacoli che si susseguono ad intervalli di una decina di mi nuti. trovano da insediarsi su una vicina Tillandsia. Una volta che la preda è impaniata. queste si piegano ad arco in aria e. con un po '"di fortuna. già descritta in precedenza. Il contatto con un grosso corpo d i origine organica fa secernere alle ghiandole un quantitativo assai maggiore di succo appiccicoso.in grado di digerire la sostanza animale. Se due piccoli insetti atterrano sulla stessa foglia. perché un pelo è in grado di piegarsi di 4 5 gradi in circa tre minuti. Comunque sia.e per l'uso che se ne fa per cagli are il latte). Lo scopo del dispositivo è di portare la preda a contatto delle ghiandole a sec rezione acida situate sulla superficie fogliare. ognuno dei quali luccica in punta di una goccia di liquido chiaro. Il gruppo più vicino di piante insettivore si affida. e con ogni probabilità un insetto di qualsiasi mole tocca più di un tentacolo.che ricorda quello del burro grasso . La sola presenza di un insetto basta a far piegare all'indentro i bordi delle foglie. Ma è un processo inesorab ile. Questa rassomiglianza si estende anche alle an tenne e alle appendici natatorie dell'animale. Noto di passaggio che questa pianta emette propaggini p er riprodursi in forma asessuata. Do po un po'"di tempo la foglia ripiega i suoi bordi nella posizione primitiva e to rna ad esporre la sua superficie piatta. nonché un liquido acido . e se ne trova sempre un poco sulla loro superficie. In una sola vescicol a sono state ritrovate fino a due dozzine di crostacei. Alcune fotografie scattate recentemente con l'aiuto del microscopio elettronico mostrano insetti caduti preda delle caruncole visch iose delle drosere o delle pinguicole: il quadro è veramente agghiacciante. Le foglie sono coperte di ghiandole secernenti mucillagine. e più numerose verso il centro de lla foglia. Questa è la prima fase. in modo che ognuno dei due insetti venga trattenuto saldament e. Le drosere hanno foglie terminanti in una specie di placca arrotondata oppure lu nga e stretta. Il processo è piuttosto lento. e semb ra ripreso da qualche scena di una pellicola di fantascienza. imitate dalle setole che s'irragg iano tutto attorno all'apertura.o dalla somiglianza dell'aspetto. il che offre all'otricolaria l'occasione adatta per vivere preda ndo queste piccole vite. dei cosiddetti «film dell'orrore». i n parte alla vischiosità. l'urna colma d'acqua non assic ura soltanto l'umidità necessaria alla bromeliacea. Alcune otricolarie vivono nel muschio umido e tra i detriti di roccia e cortecci a. Una specie tra le più interessanti vive nelle «urne» di una bromeliacea.impresa che può richiedere da due a parecchi . o addirittura più di una foglia.al centro ci sono più ghiandole! . i tentacoli si ripiegano su di essa. forse perché le goccioline assomigliano al nettare. Si tratta delle pinguicole (così chiamate per il colore che hanno le foglie piatte e disposte a ro setta . la Tillandsia .e in parte a tenere ben salda la preda. Come si è già accennato. Si potrebbe perfino dire che il ripiegamento verso l'interno dei ten tacoli delle drosere e l'arrotolamento delle foglie delle pinguicole rispondono allo scopo di fornire «stomaci temporanei». e in tal modo impediscono anche agli animali più grossi di forzare l'entrata attraverso il piccolo orifizio. dop o di che vengono digeriti in poco tempo. Questa dinamica serve in parte a spingere verso il centro qualsiasi creatura che sia venuta a impegolarsi sui bor di . per catturare gli insetti. Gli insett i. Questi peli tentacolari sono più lunghi verso i bordi d ella foglia e più corti al centro. ricoperta di peli rossi. dove piccolissime vescicole assicurano un rifugio mortale per molti animalett i. ma fornisce anche rifugio a mo lti animaletti.somigliante a quello emesso dalle pi ante otricolari più evolute . i tentacoli si divid ono in due gruppi. l'insetto è condan nato non appena abbia toccato un tentacolo.

dopo di che si riproduce il liquido. mentre altre ghiandole secernono all'interno un fluido a te nore molto acido. si appiattiscono. Altre piante invece hanno peli ghiandolari appiccicosi anche sul gambo. fino a ridurlo in poltiglia. Tutta l'operazione può richiedere da otto a venti giorni. che i contadini portoghesi delle località dove la pianta è comune usano tenere le foglie a ppese in casa a guisa d'acchiappamosche naturale. e la seco nda è l'estrema sensibilità dei peli. per disseccarsi quando la trappola si riapre e s'innesca per il pros simo colpo. e non più di venti secondi. a seconda de lla mole della preda. ed anche somministrandole delle s ostanze proteiche sotto forma di una mosca viva o di un pezzetto di carne o di f ormaggio. Il numero degli stimoli e il tempo richiesto perché funzioni il m eccanismo di chiusura dipendono dalla temperatura esterna. Certe piante dette Drosophyllum somigliano alle drosere perché hanno foglie tutte coperte di peli rossi vischiosi. una volta cresciute. Sulla superficie d'ogni lobo si trovano ghiandole che secernono all'esterno un liquido dolce. i meccanismi d i scatto. Se solo uno viene mosso. E" possibile far scat tare la trappola stimolandola artificialmente. ma una volta serrati. in modo che la dionea pigliamosche possa reagire a stimoli sia meccani ci sia chimici. Questa pianta non soltanto sa contare gli stimoli necessari prima di far funzion are la sua trappola. oppure se un p elo viene toccato più d'una volta. Ci sono anche tre peli su ogni foglia: e questi sono i grilletti. Tuttavia la secrezione del succo digerente non avviene in mancan za di materiale proteico a contatto delle ghiandole. In certi casi gambi e steli appiccicosi esi stono certamente per impedire l'accesso ai fiori ad insetti indesiderati strisci anti sulla pianta: il fatto si verifica ad esempio nella spettacolosa «spada d'arg ento» delle Hawaii. Da principio i lobi s'infossano rinchi udendosi. molto nota in quanto viene venduta largamente a scopi di coltura: è u na pianta piccola e bassa le cui foglie. Vanno notate due caratteristiche interessanti delle drosere. come succede ad esempio quando è colpito da una goccia di pioggia. Tuttavia la vera piantaprodigio tra le specie vegetali entomofaghe è la "dionea pi gliamosche". cioè per impulsi di natura elettrica creati .i tentacoli si raddrizzano con le punte asciutte: possono perciò cadere le parti dure delle prede. La specie di dimensioni maggiori . Il funzionamento della dionea pigliamosche si svolge nelle fasi iniziali secondo la descrizione datane al capitolo 12. sia pu re più lentamente. Questi sono immobili.giorni . in modo da for mare un ampio blocco. e secondo ogni evidenza digeriscono gl i insetti che vi restano attaccati. non succede nulla. I coltivatori d'orchidee si servono talvolta delle drosere subtropicali a grandi foglie per catturare insetti nelle loro serre. che alla fine digeriscono il liquido risultante. Kerner descrive un esperimento nel corso del q uale un frammento di capello umano fece ripiegare un tentacolo: il frammento di capello umano era lungo un quinto di millimetro e pesava un milligrammo. oltre al fatto che i peli si possono muovere in ogni caso: la prima è il modo con cui lo stimolo a ri piegarsi sulla preda si diffonde da un pelo all'altro verso l'esterno. e si ritiene che intrappoli conigli e scoiattoli quando le sue piante crescono abbastanza vicine l'una all'altra. le Silene infatti sono dette spesso acchiapp amosche per questa loro particolarità. imprigionando fatalment e qualunque mosca sia atterrata sui lobi. e schiacciano qualsiasi corpo morbido che vi si trovi in mezzo. cattura cer tamente le rane e le lucertole. l e setole del bordo si chiudono come le dita di una mano. la Byblis. Invece la pioggia non provoca nessuna reazione e sembra non interessarli. i lobi della foglia si muovono rapidamente e si lenziosamente in perfetta concomitanza all'incirca entro un quarto di secondo. Una sua parente australiana di analoghe dimensioni. ma ha anche un dispositivo marcatempo incorporato: tra uno stimolo e l'altro non deve passare meno di un secondo e mezzo. Anche parecchi stimoli luminosi provocano reazioni nella foglia. Allora inizia il lavoro delle ghiandole a secrezione acida. ha foglie lunghe 60 era e può reggere piccoli ani mali. dove ogni foglia termina in un paio di lobi arrotondati dai bordi setolos i. che se ne stanno staccati e disposti quasi a piatto. ma se si toccano due peli. il quale r ichiama gli insetti. la Drosera regina sudafricana. ma così appiccicosi. si dispongono a ro setta.

Tentare d'avventurarsi a colpi d'accetta in questo baluardo vegetal e è pura follia. galleg gia senza possedere radici. La dionea pigliamosche ha alcuni parenti che le assomigliano. in ognuno dei qu ali sono insediate tre caruncole sensibili. a seco nda dei cambiamenti di temperatura. varie erbacce della famiglia delle solanacee che crescono in abbondanza. le xantie dei paesi caldi. non è comunque prerogativa delle piante superiori. i bordi in terni dei lobi portano una serie di piccole formazioni coniche che fungono da ca tenacci. Essa porta le sue trappole lobate p er tutta la lunghezza del suo gambo lungo e sottile. le cui colonie erbacee vengono distrutte dai pa stori con il fuoco. I suoi tronchi spigolosi. ed una di queste s pecie è l'Aldrovandia che vive in acqua dolce.di altre erbe. Tra le bromelie succitate si annovera la "puya gigante". e l'acanto spinoso. perché i tronchi contengono un lattice velenoso che piaga la pelle e può far perdere la vista. Questi f unghi producono degli anelimi sui cordoni più grossi del micelio. grossi co me un braccio d'uomo e ricoperti di grosse spine. In r isposta a questo stato di cose circondarono i villaggi di cinture difensive di u na specie d'euforbia. Capitolo 25. Queste trappole primitive con ogni probabilità precedono di m ilioni di anni le piante superiori insettivore. afferrando e trattenendo l'animale tto. formano una barriera alta e im penetrabile. o del laccio dei cowboys. CORAZZA E VELENO. come certe erb e a foglie apparentemente tenere che terminano invece in pungiglioni aguzzi come aghi. Le ninfee giganti hanno grossi acule . Esist e almeno una cinquantina di specie fungine che vivono nel terreno. Questa attitudine carnivora. Il meccanismo effettivo dipende dalla notevole tensi one preventiva accumulata nei tessuti. le caruncole si gonfiano improvvisamente. e sono in gra do d'intrappolare microscopiche anguillule o nematodi con un marchingegno funzio nante secondo il principio del nodo scorsoio. ed è sta to dimostrato che questo veleno per anguillule funziona anche diluito in proporz ione di una parte per cinque milioni. per cui possono muoversi in una direzione sola e tagliare speditamente la bocca di un animale che le addenti. Se un'anguillula s'insinua nell'anel lo. talvolta associata a capacità di movimento e a un'ins olita velocità di reazione.sono dotate di denti come quelli di una sega di vecchio tipo.si in seguito allo stimolo. l'Euphorbia desmondii. agavi. Jucche. come le Utricularia. e dimostrano una volta di più come «invenzioni» sostanzialmente simili si possano ritrovare in organismi non legati da alcun vincolo di parentela. come le spine e il veleno contro i predatori di vario genere: essi non sono intesi contro l'uomo in primo luogo. Moltissime piante hanno foglie spinose.di cui è indigena . come i notissimi cardi. le diffuse lappo le. Invece altri funghi hanno filamenti vischiosi che immobilizzano le anguillule o i vermiciatt oli che li tocchino. Nel secolo scorso gli abitanti dei villaggi situati tra le colline della Nigeria Settentrionale si trovarono esposti alle scorrerie di invasori mussulmani. Dopo di che l'anello fungino emette filame nti che penetrano nel corpo dell'anguillula e ne succhiano la vita. quanto basta a tagliare le narici del bestiame al pascolo: è il caso ad ese mpio della bassa festuca alpina. Altre foglie lunghe e strette . In alcuni casi viene emessa contemporaneamente una sostanza tossica. quando i lobi si richiudono sugli animaletti acquatici che hanno fatto scattare i numerosi peli situati sulla trappola con funzione di grilletti o mecc anismi di scatto. Molte piante possiedono dispositivi di difesa passiva. che ora sta div entando rara nel Perù . aloe e numerose bromelie possiedono fogli e rigide disposte a rosette e fornite di punte aguzze che s'irradiano in tutti i sensi. ma specialmente contro gli animali erbivori.specialmente perché i pastori del posto ne distruggono i giovani germogli: infatti le pecore v'incappano spesso e si bucan o gli occhi. e di molti fa laschi e calami . Su scala più ridotta si trovano piante d'altro genere. Invece di setole funzionanti ad incastro. ed è stato paragonato ad una piastrina bime tallica del tipo usato per creare un contatto elettrico ed interromperlo. La difesa più ovvia consiste nell'impugnare le armi.

potrebbero servire . L'armamentario spinoso riveste eccezionale importanza per queste piante. Spesso le spine del tronco si radunano attorno a foglie tener e per impedire che vengano brucate dagli erbivori. Tipiche le salvastrelle. spesso appartenenti a piant e legnose dove.da modello per qualcuna delle armi insidiose elaborate dall'uomo p er i combattimenti corpo a corpo. Tuttavia gli aculei dei cardi no n mancano sovente di una loro bellezza. e non c'è viaggiatore che non abbia osservato co me fichi d'India. oltre a tenere lontani gli animali pascolanti. Le spine sono so vente fornite di barbe alla sommità o in tutta la loro lunghezza. nelle Colletia e affini. come nel caso del ginestrone nostrano. oltre alle spine di tipo normale. come per la disposizione geometrica dei ciuffi spi nosi sulla pianta. I fichi d'India. che tuttav ia causano sgradevole prurito e spesso infiammazioni quando vengono toccate. e il nome è ancora usato per un gru ppo di tale specie. Gli animali di maggiore mole girano di solito al largo da queste specie. in modo da infli ggere ferite dolorose. e i bei fiori dei cacti affioranti in mezzo al loro arsen ale fanno venire in mente la Bella e la Bestia. Le palme hanno spesso aculei tremendi alla base delle foglie. il quale è forma to da una sola cellula cava. detti glochidi. I cacti e certe piante grasse costituiscono ovviamente gli esempi per eccellenza delle piante spinose.come abbiamo già notato . riescono a non farsi mangiare g razie al loro consueto rivestimento di densa lanugine grigia o argentata. che si stacca no facilmente e penetrano nella pelle con altrettanta allarmante facilità. tali da tener lontane le chiocciole a cquatiche.da un tronc o senza foglie.si sono molto induriti e ricoperti di spine. Inutile ac cennare alle ortiche. agavi. Talvolta i peli in questione sono appu ntiti. Le spine si ritrovano comunemente anche sui tronchi. cacti colonnari ed euforbie a portamento eretto vengano usati correntemente per fare recinti per animali. le ginestre spagnole. nel qual caso sembrano rappresentare il perfezionamento diretto di comuni peli di protezione. produce ndovi irritazione intensa e persistente. In molti casi le foglie si modificano secondo il ritmo st agionale in modo da proteggere i nuovi germogli e le gemme fiorali. grazie a composti di silicio o di calcio.i sulla superficie inferiore delle foglie. dispongono anche di masse di peli spinati incredibilmente piccoli. La riduzione delle foglie ad aculei. La sua parte superiore si è irrigidita fino ad assume re la durezza del vetro. tanto comuni nei Paesi medit erranei e dall'aria così evidentemente succulenta.e forse s ono servite . Nel pungitopo. però nelle ortiche e nelle Loasa l'estremità terminale è costitui ta da una minuscola «perlina» rotonda disposta obliquamente sul pelo. dove forma grovigli che ricordano i ricci. Molte piante sono ricoperte da piccole setole apparentemente innocue. tra l'altro. Le varie specie di verbasco. che si stacca con la massima facilità e aderisce alla mucosa della bocca provocandovi un 'irritazione violenta. contribuiscono an che a respingere gli attacchi mossi a fior di terra da chiocciole ed altri anima li a ventre molle. Nei cespugli delle regioni mediterranee i germog li fogliari dell'annata precedente diventano duri e spinosi: Teofrasto battezzò qu este piante con il nome collettivo di frigane. Infine le foglie possono ridursi a semplici spine. spe cialmente dalle delicate mucose della bocca: ne sono buoni esempi la buglossa e la consolida maggiore. sia per la loro colorazione che per la l oro linea a curve aggraziate. quando non addirittura per ci ngere villaggi interi entro cinture vegetali invalicabili. e gli steli che le sostituiscono . le foglie sono state esentate dall'obbligo di presenza.adattati alla fotosintesi . in modo che tutta la pianta è r icoperta da aculei. che abitualmente risiedono in posti dove il foraggio verde e la linfa s ucculenta costituiscono autentiche rarità. o addirittura la scomparsa d elle foglie a favore del tronco spinoso è una caratteristica delle piante che vivo no in condizioni di aridità. e le euforbie spinose nane. I peli pungenti rappresentano una versione perfezionata delle setole. ma esistono altre piante ad analoga azione urticante speci almente tra le loasacee e le euforbiacee. Ne fornisce un esempio lo spinoso Astragalo tanto comune nelle steppe asiatiche. La minima pre ssione spezza questa punta dura lasciando dei bordi taglienti che penetrano attr . disposti talvolta su due file. costituita quasi sempre . Opportunamente ingrandite.

Alcune piante sembrano dav vero voler alzare barriere fisiche allo stesso scopo.un'acacia con aculei di 8 centimetri duri come i l ferro . da puntu re velenose.sia più frequentemente per impedire che animali indesiderati a rrivino ai fiori e depredino il nettare o il polline. Così spec ie alpine come i rododendri e il mirtillo rosso hanno foglie a cute molto spessa con rinforzo siliceo. con tronchi di 20 metri . gli asini mangiano i cardi. Ho già citato la specie Peganum harmala. che riempie la scorza d elle sequoie e contribuisce a difenderle dai parassiti e dalle affezioni fungine . Ho già accennato in precedenza al gran numero di piante provviste di peli appiccic osi sul tronco. m a d'effetto sgradevole o disgustoso anche per gli animali. è opportuno ricordare a questo punto che la coccinigli a è servita a ridurre a miti consigli il fico d'India. che ha azione corrosiva. L'oleandro me diterraneo. Questo dispositivo risulta approntato principalmente come opera difensiva antiformica. e le cui grandi foglie a forma di cuore infliggono punture dagli effetti persistenti. frattanto la base tenera del pelo esercita una pressione sul co ntenuto. a ricordo della Passione di Cristo. inteso specialmente a difesa contro i rigori del clima. e mana un lattice velenoso che la rende sgradita al bestiame. come in molte specie di palme. La Caralluma. I frutti immaturi possono avere sapore amaro per far sì che non vengano mangiati quando non è il momento. N on sorprende pertanto che animali a bocca e froge delicate evitino queste piante altrimenti succulente e nutrienti.si punge vano deliberatamente con le ortiche per provare l'impressione del caldo nella fr edda Inghilterra. mentre il Cnidoscolus urens. In alcuni casi la presenza delle spine serve ad altri scopi oltre a quelli prote ttivi. pianta grassa africana. un'euforbiacea che vive nella stessa z ona della precedente. Tuttavia le s pine non forniscono protezione contro le specie «erbivore» in formato minore. e i cammel li brucano le «spine di cammello» . è innegabile che spine. Altre piante hanno un deterrente incorporato all'interno in grado vario. pungiglioni e aculei assicurano in linea di massima u na notevole protezione contro gli animali che pascolano e brucano. Qui le spine costituiscono un dispositivo a funzio ne analoga a quella dei polloni o dei viticci di altre specie vegetali. esattamente come un ago di siringa ipodermica. che sopravvive in condizioni di grande siccità quali poche altre piant e cespugliose riescono a sopportare. Esistono anch e ortiche arboree. e l'ist amina. Sta di fatto che certe ortiche tropicali sono tanto maligne da pot er provocare sintomi analoghi a quelli da morsicatura di serpente. La corteccia inoltre può contenere sostanze sgradite al gusto. è tanto virulenta da provocare la comparsa di pustole sulla pelle. sappiamo tutti infatti che una puntura d'ortica può causare grave irritazione. parente della ruta. che è una pianta rampicante dell'America Centrale. di modo che il liquido che si trova all'interno del pelo viene spinto n ella ferita che è stata provocata. come la Laportea gigas della Polinesia. intesi sia per digerire attivamente gli insetti catturati . Può essere divertente ricordare che i soldati romani .averso la pelle. Ma questi sono puri esempi di reazione animale di fronte a un problema specif ico. una sostanza che rappresenta forse la causa principale delle allergie nel la specie umana. E" il caso di ricordare anche gli animali che si nutrono di piante spinose: i ca cti sono attaccati da uccelli e roditori. che possono passare i 13 metri d'altezza.come nei Drosophillum . gli in setti succhiatori di linfa. Nel liquido si trovano riuniti l'acido formico. dopo che esso era stato int rodotto in Australia con effetti disastrosi. Molte piante hanno anche una linfa di sapore estremament e acre. come il tannino. come nel cardo dipsaco det to «dei lanaiuoli». Altre piant e invece impiegano anelli di aculei o di spine. I rovi e le rose . capre comprese.a quanto si dice . dove si formano pozze d'acqua piovana nelle tinozze create a tra tti lungo lo stelo dalle basi riunite di ogni paio di foglie.che trovano la loro massima espressione nella Rosa gig antea dell" Himalaya.mentre uccelli e piccoli roditori scavano gallerie nel tronco dei cact i. ha foglie amare e velenosissime che nemmeno le capre s'arrischiano a mangiucchiare. La Loasa canarinoides. Le genziane dei pascoli alpini sono specie che si sviluppano a buona altezza sul .hanno spine per potersi aggrappa re ai cespugli e agli alberi. mentre le ragazze greche nei tempi andati si battevano con le ortiche il Venerdì Santo per fare penitenza.

che fermenta nei loro stomaci facendoli «barcollare» e commettere eno rmi stramberie.le loro radici.come l'aconi to giallo chiamato appropriatamente "luparia".come avviene nei droga ti -. Ci sono quelle «ovviamente» velenose come la belladonna e l'elleboro. che spesso provocano reazioni infiamma torie di tipo allergico senza emissione di linfa. Le patate cont engono solanina in ragione di 90 parti per milione. e si è constatato che circa venti specie prendono regolarmente «le droghe». vedremmo vietati anche quelli al consumo alimentare per la specie umana. Ad esempio il veleno della maggior parte delle ranuncolacee . e quelle che ci sorprendon o perché annoverano specie d'importanza fondamentale per l'alimentazione. la stessa sostanza chimica si ritrova nelle mandor le. Gli animali che sopravvivono a un avvelenamento per ingestione di piante velenose contraggo no spesso una tendenza maniacale per la specie in causa . mentre in Nuova Zelanda gli arbusti di Coriaria ruscifolia si sono conquistati il loro posto nella storia p er il modo in cui hanno decimato le greggi dei primi coloni europei. che uccide già in modeste dosi. La felce aquilina non offre nulla alle specie compagne del regno vegetale: la su . "strozzalupo". ma non dai bruchi. non appena gli allevatori li rimettono al pascolo. perché non è detto che quanto uccide un individuo della specie umana debba necessariamente risultare mortale per altri viventi. ad opera di una sostanza tossica nascosta nei peluzzi diffusi sul tronco. e si può abitualmente constatare che tornano difilato alla pianta incriminat a. le sp ecie velenose non tanto ovvie come il laburno fetido. Questo latti ce provoca la comparsa di bolle e piaghe sulla pelle dell'uomo o sulle mucose de gli animali. od «ovolo matto». mentre la linfa acquosa di certe altre piante possiede notevole azi one corrosiva: così il panace gigante provoca un'enorme bolla sulla pelle umana. viene mangiato i mpunemente dai conigli e dai lumaconi. l asciandovi un segno indelebile per mesi e mesi. che a suo tempo sono finite con la messa al b ando dei ciclamati e di altre sostanze. abbastanza aggraziate da trovare spazio nei giardin i. Molte piante riuniscono in sé il sapore sgradevole o aspro e la presenza di sostan ze molto velenose. "ammazzalupo". talvolta in quantità allarmanti. sono note con il nome popolare di ammazzapecore o ammazzaagnelli. e le foglie di quest'ultimo uccidono anche dopo la bollitura. Però molti animali al pascolo vengono uccisi dalle piante velenose: ad esempio mol ti capi possono morire nelle Isole Britanniche in seguito a ingestione di foglie e frutti di tasso. Gli elefanti mangiano il frutto dell' albero Umgana. Analoga dolorabilità intensa e d urevole si prova anche toccando l'edera velenosa americana (Rhus toxicodendron). Alcuni animali ricevono indubbiamente un effetto eccitante da parte di determina te piante. La manio ca è una radice tropicale che deve subire un trattamento speciale per venire liber ata dal contenuto di cianuro. Se applicassimo a molti vegetali le conclusioni delle prove di tossicità effettuat e su cibi ed additivi artificiali. "am mazzavolpe" in tante lingue europee . ma sono schivate imparzialmente dal bestiame pascolante a fior di terra e dai roditori sotterran ei. la quantità di solanina aumenta nelle patate che sono diventate verdi per esposizione alla luce. E" sorprendente il numero delle piante che contengono sostanze tossiche per i ma mmiferi. veng ono pure mangiati dalle scimmie. Le bacche del gigaro o pan di serpe. caden do di conseguenza in uno stato di torpore. In SudAfrica i cespugli bassi del Dichapetalum cymosum sono accusati d'aver provocato gravi perdite di bestiame. Le manguste mangiano certe radici e le strofinano inoltre sui loro corpi. mentre i frutti della noce vomica.agisce imparzialmente sull'uomo e sugli er bivori. fata li per molti animali. mammiferi comp resi. corrispondenti a circa un qu arto della dose pericolosa. come l'oleandro appena citato. il fungo micidialissimo Amanita falloide. vengono inghiottite avidamente dai tordi che ne diffondono i semi. nei fagioli peruviani. si trova negli spinaci e nel rabarba ro. L'ac ido ossalico. Le euforbie dal lattice disgustoso sono ugualmen te diffuse e rifiutate dagli animali al pascolo. Nel Nordame rica certe specie di Kalmia. qualunque sia la loro fame. A questo riguardo conviene ado ttare molta prudenza. da cui si ottiene la stricnina. inducendoli a mandare urli udibili anche a chilometri di distanz a e provocandoli spesso alla rissa (Ronald Siegel). un'anacardiacea affine al nostro scotano. nei semi di mela. contenenti un succo amaro di valore officinale.

Questo quadro si prolunga per un paio di giorni. . Questi fatti ci r icordano il leggendario albero "upas" di Giava. Verrebbe da chiedersi perché esistano questi veleni nelle piante. un quadro morboso che assomiglia molto da vicino a quello successivo ad irradiazione nucleare o a con taminazione radioattiva. Alcune solanacee sono tanto velenose che gli indiani del Sudamerica non vogliono nemmeno indugiare alla loro ombra. seguita da delirio. tromba d'a ngelo o stramonio arboreo. dal quale gli indigeni ricavavano un veleno efficacissimo per le pu nte delle frecce e i dardi delle cerbottane. dal momento che sono dannosi.rapprese ntino se non altro una forma di adattamento selettivo. «legno fetido» ed altri. quanta gente lavor a per una sola pancia!». cui l'odore del tronco e delle foglie hanno valso il nome corrente di «pianta del morto». lo stramonio e la specie imparentata Datura arborea. com e il giusquiamo. Essa offre riparo e sostegno ad alcuni m ammiferi minori e a pochi insetti. e il sangue stesso diventa incoagulabile . Si sarebbe tentati di credere che la felce aquilina si è trasformata in un perfetto invasore vegetale c he si annette un territorio dopo l'altro. Ma nulla lascia credere che alberi del genere siano velenosi.a concorrenza le elimina semplicemente. I cavalli che ne mangiano poch e boccate subiscono la distruzione della vitamina B e muoiono rapidamente. tali veleni abbiano azione protettiva. ma molte piante somigliantissime e ad essa imparentate. il che faceva esclamare a Seneca disgustato: «Perbacco. sudori freddi. La cicuta è mortale. mentre cespugli minori delle foreste tropicali della identica regione geografica emanano puzzo di spazzatura. Si potrebbe sostenere che. piatto favorito d ell'imperatore romano Claudio. e pare che la do manda non abbia a tutt'oggi una risposta valida. Indubbiamente i sintomi d'avvelenamento per amanita fallo ide sono abbastanza sgradevoli da indurre qualsiasi raccoglitore di funghi a ese rcitare la massima attenzione. Dopo un periodo d'incubazione di 12 ore insorgono dolori addominali acuti associati a vomito. ma non contribuisce a nessuna catena alimenta re conosciuta. proprio come usano gli indios sudam ericani con certe specie di Strychnos che forniscono il curaro. crampi e gr ande sete. l'Antiari a toxicaria. I funghi a ombrello godono di pessima fama. ma in seguito i sintomi riprendono più violenti e portano a lla paralisi del sistema nervoso. La maggior parte delle piante velenose non sembra dare alcun avvertimento ai div oratori potenziali. come già sapevano i Greci dei tempi antichi. una sorta di cecità che si a ccompagna all'aspetto insolitamente brillante dell'occhio. La Gust avia è una specie arborea del Sudamerica dai bellissimi fiori candidi. Il be stiame bovino presenta. Effettivamente i Romani erano tanto ghiotti di fu nghi per la loro tavola che c'era gente addetta esclusivamente alla raccolta di funghi. ed è seguito da un per iodo di miglioramento. non si formano più globuli bianchi del sangue. Numerosi alberi tropicali emanano odori più o meno sgradevoli. diarrea. Ora esiste veramente un albero upas. in Malesia c'è un alb ero che fornisce legname odorante d'aglio. ma nessun albero possiede gli effetti descritti nei racconti degli antichi viaggiatori. Però in certi casi si notano odori che probabilmente fungono d a avvertimento: ad esempio molte solanacee emanano un tipico odore pungente. evidentemente collegato alle forme cancerose: il midoll o osseo smette di funzionare. e . I suoi steli contengono aspre fibre che possono infliggere tagli profondi. collasso e morte. in seguito ad ingestione di felce. come il cerfoglio selvat ico. sgominando ogni altra pianta al suo pa ssaggio e celando in sé sostanze chimiche micidiali per gli animali potenziali pas colatori. e inoltre contengono sostanze tossiche. versando anche lacrime di sangue. che facesse cadere morti tutti gli uccelli che gli passavano sopra a volo e che uccidesse ogni persona o animale che osasse avventurarsi alla sua ombra. Ma allora si presenta l'e nigma di piante che hanno strettissimi legami di parentela ma hanno attitudini d el tutto diverse.in termini evolutivi . Le pecore riportano gravi lesioni agl i occhi per un'affezione detta talvolta «mal della luna». di cui si credeva che uccidesse tutti gli alberi e specie vegetali che lo circondavano. e troviamo l'amanita falloide od ovolo matto nello stesso genere cui appartiene l'Amanita caesarea o ovolo buono. di modo che il terreno sotto l' albero era tutto coperto di ossa. ritenendosi che mo lti tra loro siano velenosi: sta di fatto che pochissime tra queste forme vegeta li elementari sono tossiche.le bestie muoiono in seguito ad emorragie interne. o anche mortali per gli animali che mangiano queste pi ante. non lo sono.

Un motivo che induce ad attribuire i veleni vegetali ad altre cause che non sian o il puro caso, è il fatto che essi appaiono generalmente inattivi contro predator i di dimensioni minori di quelle del bestiame pascolante, ma che per il loro num ero fanno quasi altrettanto danno, quali le chiocciole e i lumaconi, oltre alla caterva degli insetti succhiatori di linfa e ai parassiti interni quali i vermi. Alcuni insetti si servono addirittura del veleno contenuto nelle piante. Una cav alletta del Medio Oriente che si nutre del lattice velenosissimo della Calotropi s procera acquista sapore nauseabondo per qualsiasi animale da preda tanto scons iderato da mangiarla, e inoltre accumula un liquido velenoso composto completame nte da tossine della pianta di cui si nutre, immagazzinandolo in «ghiandole repell enti» dai cui orifizi - simili a bocche d'armi da fuoco - può schizzare un «getto mort ale» fino a 60 centimetri di distanza! Anche molti bruchi si cibano di analoghe pi ante velenose accumulandone in corpo i diversi veleni, trasformandosi così in esch e micidiali per gli eventuali predatori, specialmente uccelli. Questi insetti sp esso sviluppano una colorazione protettiva per avvertire del loro contenuto mort ale o sapore amaro, per cui si trovano insetti non velenosi che copiano i modell i veramente tossici, e in questo modo sfuggono agli attacchi dei predatori. Ma q uesta è un'altra storia. Recentemente sono state raccolte prove attestanti che almeno certe piante sono i n grado di respingere gli assalti degli insetti. Ad esempio pomodori e patate pr oducono sostanze che sconvolgono le capacità digerenti degli insetti che divorano i loro tessuti o ne succhiano la linfa. Questa sostanza inibitrice normalmente è p resente in basse concentrazioni, che però aumentano notevolmente non appena una fo glia venga danneggiata da un insetto. Certe specie imparentate con la patata ma viventi allo stato selvatico trattano gli afidi in altro modo: si ricoprono di p eli ghiandolari che emettono un liquido quando sono toccati da un insetto di pas saggio. In pochissimo tempo questo liquido si trasforma in una specie di colla, e l'afide resta appiccicato alla superficie della foglia, incapace di qualsiasi movimento. La linfa di certe conifere contiene un «ormone dell'eterna giovinezza» che trasforma i bruchi in altrettanti Peter Pan, ed impedisce loro di raggiungere la forma ad ulta, di modo che non si ha mai una generazione in immagine perfetta ed atta all a riproduzione. Inoltre si rende sempre più evidente il fatto che molte piante, pini compresi, con tengono sostanze ad azione antibiotica che contribuiscono a respingere le invasi oni da funghi, e come nel caso della sostanza ad azione inibente sugli insetti, che è stata appena descritta, è possibile che questi antibiotici vengano prodotti in seguito allo stimolo reale dato da un attacco fungino. Queste sostanze, la cui composizione si basa forse su certe proteine note con il nome di fìtoagglutinine, ricordano l'azione degli antibiotici nelle specie animali. Invece altre piante, come la lattuga e il pomodoro, assorbono gli antibiotici prodotti dalla microflo ra del terreno. Le piante, comunque presentano grandissima variabilità nella loro capacità di respin gere o eventualmente di circoscrivere gli attacchi fungini. Buone condizioni di salute e alimentazione adeguata aumentano indubbiamente la resistenza agli attac chi morbosi, ma questa dipende comunque da molte caratteristiche delle piante in teressate, quali lo spessore e la durezza della corteccia, la composizione e la pressione osmotica della linfa, e la capacità di bloccare le cellule invase. Altre sostanze chimiche vengono essudate dalle piante, ed io ne ho fatto un brev e cenno al capitolo 19, indicando che possono riuscire tossiche per altre piante . Oltre alla famiglia delle composite già citata, il lino trova un inibitore della crescita nell'antagonismo esercitato dalle radici delle euforbie e di certe cro cifere come la Camelina sativa, mentre l'avena è bloccata da certi cardi, il raviz zone dalla gramigna, gli spinaci dal ravanello e viceversa. Al tempo dell'insedi amento delle piantagioni di gomma e caffè in Estremo Oriente, negli Anni Trenta, e ra consuetudine piantare prima leguminose, perché accrescessero il contenuto d'azo to nel terreno. Risultò purtroppo che certe leguminose emanavano sostanze velenosi ssime per le plantule di gomma e caffè messe a dimora successivamente. Anche le ra dici del noce nero emettono una sostanza nociva al cui riguardo si sa che ha ucc iso dei meli piantati nelle vicinanze, ritardando la crescita anche di altre pia

nte. Anche le radici delle erbe sono dannose ai meli, sia pure in grado minore, perciò nei frutteti si usa il prato per limitare lo sviluppo delle radici e favori re la concorrenza al cibo, in modo da provocare la formazione dei frutti a scapi to di nuovi germogli. Molti semi mettono in libertà sostanze inibitrici che impediscono ad altre specie di germogliare; fatto abbastanza curioso, alcune di queste specie sono piante og gi coltivate, che inibiscono la crescita delle erbacce: così la bietola non lascia germogliare il gittaione, mentre grano e loglierello bloccano la crescita delle varie specie di camomille (matricaria). Le sostanze emesse dalle radici possono avere identici effetti sulla germinazione, e forse spiegano perché i cacti in con dizioni di vita predesertiche si trovano a tanta distanza l'uno dall'altro, come se fossero stati distanziati artificialmente. Una pianta cespugliosa dei desert i americani, l'Encylia farinosa, presenta la caratteristica che le sue foglie ca dute impediscono energicamente a qualsiasi delle solite erbe annuali di spuntare al riparo dei suoi rami, mentre nel sud della Francia esistono ambienti dominat i da eriche, rosmarini e simili cespugli, dove non si trovano piante annuali, a causa dell'azione antagonista esercitata dalle sostanze essudate da radici e fog lie. Anche stavolta viene da chiedersi se per caso le piante non scoraggino sistemati camente in questo modo la concorrenza altrui per l'accesso all'alimento, alla lu ce e all'acqua. Questa facoltà inibente sembra avere spesso successo a tale scopo, ma restiamo un po'"esitanti osservando come le radici morte di ventolana o pale o peloso impediscano di germogliare ai loro stessi semi, e come le plantule d'ag rumi s'insedino con difficoltà nei vecchi agrumeti; lo stesso dicasi per meli, pes chi e roseti. Ciò indurrebbe a pensare che le sostanze tossiche essudate da radici e semi non siano altro che sottoprodotti di secrezione. La maggior parte di questo capitolo si è occupata delle tecniche di difesa - per l o più passiva - con cui vengono respinti gli attacchi di aggressori o concorrenti con l'ausilio di mezzi chimici e fisici. La rappresaglia diretta del mondo anima le non viene attuata dalle piante; nemmeno le piante insettivore respingono atti vamente i loro potenziali divoratori. Agli animali resta l'ultimo settore della mimetizzazione e dell'avvertimento a s copo deterrente. Questa pratica viene applicata forse anche nel mondo vegetale? Le forme d'avvertimento quasi non esistono, e quelli che potrebbero sembrarlo ne i semi e nei frutti risultano invariabilmente segnali destinati agli opportuni d istributori; la pianta non si cura di quanto può accadere ad ogni altro animale. L'unico gruppo di piante che sembra applicare i princìpi della mimetizzazione è quel lo delle cosiddette finte pietre delle Mesembryanthemum del Sudafrica. Queste pi ante supergrasse crescono nei deserti sassosi, e alcune tra loro hanno sviluppat o senza dubbio quei colori e quelle forme che le fanno assomigliare moltissimo a i ciottoli circostanti. Le Lithops ne formano il gruppo più notevole, con le loro sommità piatte quasi a fior di terra; esiste più di una cinquantina di queste specie dette «piante sassose», «pietre fiorenti», «pietre vive», nelle varie sfumature di grigio, marrone, rosso e nocciola. Altre piante grasse mimetizzate di questa famiglia co mprendono le Pleiospilos, ruvide e marmorizzate come pezzi di granito verdastro; le Titanopsis biancastre e bernoccolute che imitano le rocce calcaree; e infine parecchie specie a cute bianca che assomigliano al quarzo. Piante grasse non im parentate tra loro comprendono le Crassula bianche, anch'esse somiglianti ai sas si e le Anacampseros, che a me ricordano gli escrementi d'un uccello. Certamente l'occhio umano deve faticare molto per scoprire queste piante, ed è evi dente che esse si sono evolute in modo quasi incredibile per rassomigliare ai sa ssi che si trovano nel loro habitat. Personalmente ho sentito dire che dei babbu ini ne sono stati ingannati, ma sembra che ciò non avvenga per molti uccelli del d eserto che beccano via con estremo impegno un boccone dietro l'altro di queste p iante grasse. Nel breve periodo di fioritura i loro grandissimi fiori le fanno r isaltare, ma nella stagione secca avvizziscono parzialmente, e senz'altro sono q uasi invisibili. Anche questo fatto si può giudicare alla stregua di un altro espe rimento effettuato dal regno vegetale e riuscito solo in parte, associato - o an che provocato, nel caso in esame - dall'inclemenza dell'ambiente. Se l'esperimen to non ha più successo nel suo insieme, si può presumere che dipenda forse dal fatto

che gli uccelli hanno battuto le piante nella capacità d'adattamento alle circost anze. In linea di massima sembra che la miglior forma di protezione sia rappresentata da spine, pungiglioni, peli aderenti e gusto sgradevole. Contemporaneamente va r icordato che le piante, rispetto agli animali, possono sopportare danni e mutila zioni molto più gravi, grazie alla loro maggiore capacità di rigenerazione; e parime nti possono rimediare alle perdite, producendo eccedenze di fiori, frutti, semi, polloni e propaggini. Capitolo 26. GLI SFRUTTATI. Sfruttare significa anzitutto servirsi di qualche cosa, e in questo senso le pia nte sono state sfruttate dagli animali quasi fin dal principio dei tempi. Sfrutt amento dunque significa anche impiegare qualcosa a proprio vantaggio, deliberata mente o anche scorrettamente, e in questa accezione moderna il primo vero sfrutt atore del regno vegetale è stato l'uomo. Questo uso è avvenuto da principio per gradi impercettibili. I primi ominidi diven tarono «cacciatoriraccoglitori», per integrare la dieta carnea con varie sostanze di origine vegetale, o talvolta mangiavano in pratica tutto quello che si poteva m angiare. Esistono ancora alcune popolazioni di cacciatoriraccoglitori, come i Bo scimani del Sudafrica, alcuni aborigeni australiani, e qualche tribù dell'Africa C entrale. Specialmente gli Aborigeni, in un ambiente difficile, dovettero servirs i in ogni modo possibile delle scarse risorse naturali, e solo di rado fu loro c oncesso di dimostrare preferenze alimentari. Tutte le radici, i semi, i frutti e i germogli commestibili venivano mangiati di gusto, mentre i semi venivano talv olta macinati e cotti. La grande epoca dei cacciatoriraccoglitori è andata dal ventesimo all'ottavo mille nnio avanti Cristo, e, man mano che cresceva l'esperienza dell'uomo, aumentava a nche la varietà di frutti, sostanze vegetali e semi che veniva mangiata o usata in altro modo. Un diverso sfruttamento delle piante si verificò tuttavia molto prima di tale epoc a, con l'uso molto sollecito del fuoco da parte dell'uomo, cominciato probabilme nte 400 mila anni fa in Cina. Gli incendi involontari contribuirono lentamente m a ininterrottamente alla distruzione di estese foreste, alla formazione di nuovi habitat, e a definire la posizione geografica delle comunità vegetali che si eran o formate per effetto delle epoche glaciali. Il possesso del fuoco rappresentò un elemento essenziale ai fini della sopravviven za stessa dei cavernicoli esposti alla glaciazione del tardo Pleistocene. In seg uito gli incendi appiccati volontariamente costituirono per l'uomo il primo mezz o per affermare la sua supremazia sulle altre specie viventi, tanto vegetali, qu anto - specialmente da principio - animali. Il fuoco era in grado di spingere gl i animali in posti dove l'uomo li poteva abbattere facilmente, di aprire il terr eno alla caccia rendendo visibili le prede, e di favorire il pascolo a spese del la foresta, incoraggiando a moltiplicarsi i grossi erbivori abbondanti fornitori di carne. A questo punto si potrebbe anche rilevare che l'erba è la specie coltivata più impor tante del mondo, oltre a costituirne una delle forme di vita più tenaci: soprannom inata «il perdono della natura», essa si rigenera costantemente, sebbene sostenti un gran numero d'animali. Un chilometro quadrato di pascolo può sopportare all'incir ca 18000 chilogrammi di peso di animali di diversa specie. Esistono due categorie principali di specie vegetali domestiche: quelle che spun tano dai semi e sono in gran parte piante annue, e le altre che si moltiplicano invece con altri mezzi vegetativi. Queste ultime sono quasi tutte specie dalle r adici ricche d'amido. Le diverse condizioni climatiche possono favorire le une o le altre: così la maggior parte delle piante a tubero sono di origine tropicale, come l'igname, la manioca o cassava, la patata dolce, l"«arrowroot» o maranta, e il taro; solo la patata vera e poche altre radici di minor conto prosperano nei cli mi freddi. Le specie da seme, che in origine erano in gran parte piante erbacee, comprese quelle che ora noi chiamiamo cereali, e molte leguminose, si ritrovano

con maggior frequenza nelle regioni temperate. Una dieta vegetale basata sui se mi è più bilanciata di un'altra fondata sui tuberi; quest'ultima lega facilmente i c onsumatori a un habitat specifico dove esistano pesci od animali atti a fornire proteine. I coltivatori di piante da seme possono spostarsi con maggiore facilità, e può anche capitare che debbano farlo, perché un raccolto annuo significa che il t erreno è spoglio per la maggior parte del tempo e pertanto esposto all'erosione, a lla diminuzione della fertilità e all'invasione delle erbacce. Le specie tuberose, invece, sono perenni, tendono all'immobilismo, e si possono coltivare addirittu ra su ripidi pendìi. Talvolta non occorre nemmeno praticare la coltivazione attiva delle specie tuber ose. J. S. Hawkes cita esempi di casi osservati in Colombia e in Venezuela, dove ancora al giorno d'oggi i contadini coltivano le patate sotto casa, dove l'appe zzamento a coltura si arricchisce continuamente della spazzatura di casa e degli escrementi degli animali domestici, di modo che si effettua il raccolto continu o senza che occorra effettuare il ripianto. I primitivi sono notoriamente sporchi. Non solo buttano la sporcizia dove capita , tollerando che si formino mucchi di concio tra le abitazioni, ma non si preocc upano se lasciano cadere per strada un poco di quanto portano all'accampamento, né si fermano a raccoglierlo. In questo modo sono cresciuti attorno agli insediame nti dei cacciatoriraccoglitori primitivi tutti i tipi di piante che essi apprezz avano dal punto di vista alimentare. Molto spesso, e segnatamente nel caso di er be e piante leguminose, si trattava comunque di piante di terreno povero e distu rbato, dove le specie di natura più durevole e ad accrescimento più lento non poteva no trovare appiglio o prosperare: quelle che oggi chiamiamo erbacce, e che compl icano le situazioni. Esse attecchirono prontamente sul terreno pesticciato e dis turbato attorno agli accampamenti e lungo i sentieri d'accesso. Come per miracol o, gli abitanti dell'insediamento si trovarono circondati dalle piante che loro piacevano. Situazioni di questo tipo costituiscono ottimi esempi di piante a metà strada tra l'erbaccia e la specie coltivata attorno alle abitazioni. Se fallisce la specie selezionata, si raccoglierà la specie selvatica infestante lì vicino: quasi senza ch e ce ne accorgessimo l'agricoltura è iniziata quando l'uomo ha cominciato a capire che alcuni tipi di piante simili erano migliori di altri, per cui valeva la pen a di darsi da fare a seminarli e raccoglierli. Intanto le specie selvatiche infe stanti continuavano a presentarsi, per così dire al cancello dell'orto con la sper anza di venire accolte un giorno, rivelando spesso risorse insospettate nel ricc o terreno coltivato. Il passaggio dal semplice raccolto alla semina attiva avvenne in forma impercett ibile, come già era avvenuto dalla raccolta occasionale al raccolto e alla conserv azione sistematici. Questo addomesticamento delle piante si verificò soltanto quan do l'uomo aveva già raggiunto un grado sociale e culturale evoluto, e solo dopo il suo insediamento in villaggi o addirittura in cittadine di abitazioni permanent i. L'addomesticamento delle piante - in parole povere l'agricoltura - cominciò ver so il 7000 avanti Cristo in Anatolia, Iran e Siria, quando il mondo si era ormai ripreso dagli effetti dell'ultima glaciazione. In nessun'altra parte del Mondo Antico si trovavano prove di insediamenti permanenti a quest'epoca, sebbene debb ono essersi verificati poco dopo in Cina, mentre nel Nuovo Mondo l'agricoltura c on ogni probabilità è cominciata molto dopo. Le prime piante che vennero coltivate deliberatamente derivano direttamente da d ue specie selvatiche: il grano e l'orzo. Sembra che i semi di queste ed altre pi ante erbacee siano stati da principio abbrustoliti, ma in seguito vennero macina ti, ed acquistarono maggiore importanza in diverse pietanze. A questo riguardo è a ffascinante notare che il processo di molitura venne elaborato da principio per macinare l'ocra, per cui l'uomo non dovette affrontare problemi di natura tecnic a quando si accorse che i grani avevano più valore commestibile sotto forma di far ina, invece che abbrustoliti tali e quali. Il grano e l'orzo - a somiglianza di altre specie coltivate che in seguito acqui starono importanza fondamentale, quali il riso, la soja, il lino e il cotone - d a principio si trovavano in lieve svantaggio se i coltivatori emigravano in un c lima più freddo, più a settentrione o in regioni montagnose. In quelle condizioni le

in quanto il tempo utile viene limitato a un paio di settimane. vale cioè un cereale che trattenga i semi nella spiga durante la mietitura e finché le spighe stesse non vengano frantumate alla battitura. L'addomesticamento operato dall'u omo ha accelerato notevolmente il funzionamento dell'evoluzione. Probabilmente la mutazione da spighe fragili a spighe tenaci già si verificava di tanto in tanto allo stato selvatico. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i diffusori originari . cioè di quegli organi simili a foglie che si trovano tra un seme e l'altro nelle spighe e rendono più difficile la raccolta. Alla fine certe erbacce finirono per farsi apprezzare come specie da coltura grazie ai lo ro meriti specifici. e questa è la ragione per cui i l grano e l'orzo sono stati i primi cereali addomesticati dall'uomo. si orientò evidentemente di preferenza s ulle piante che mantenevano le spighe indenni. mentre per la maggior parte delle altre piante erbacee occorre l'impollinazione incrociata. nonché il mango senza l'odore acuto che rende i frutti selvatici più attraenti per i pipistrelli i quali curano la di ffusione della specie. è che subirono rapidamente un cambiamento molto importante.erbacce facevano loro concorrenza. che non per i consumatori della specie umana. E agli albori dell'agricoltura. i primi agricoltori si misero anche a tenere gruppi di pecore e capre. q uando cominciarono le colture con l'impiego deliberato di semi conservati. solo i tipi autoimpollinant i possono mantenersi con successo come ceppi puri. avviando così il meccanismo selettivo di una semente più voluminosa. Allo stato selvatico è ovviamente im portante che un'erba perda i semi non appena maturano: questo fatto crea un prob lema alla gente che si limita a raccoglierla e a conservarla. di modo che le linee pure possono coesist ere senza pericolo che vengano soverchiate o si modifichino.a somiglianza dei pipi strelli che diffondono i datteri. Naturalmente questi ceppi dipendono in larga misura dall'uomo per la loro sopr avvivenza. In una specie coltivata interessa i nvece il contrario. Tra quelle antiche erbacce si annoverano la segale e l'avena. Nelle zone situate ancora più ad oriente si aggiunse il grano saraceno. ma passava inosservata perché non serviva. In circostanze un po'"diverse il pomodoro iniziò la sua carriera com e erba infestante dei campi di granoturco e di fagioli nel Messico. Nei primi millenni dell'agricoltura. e un altro momento nel cammino della selezione fu quando l'uomo si orientò verso piant e sprovviste di glume dure e rigide. E" anche interessante notare che il grano e l'orzo sono specie sostanzialmente a utoimpollinanti. Il fatto più notevole. Queste usanze riproduttive producono ceppi che si p erpetuano abbastanza fedelmente. Eventualmente si possono sca mbiare anche alcune caratteristiche con specie selvatiche imparentate. che f unzionavano da alternativa all'usanza di «immagazzinare» eccedenze vegetali. approfittando delle favorevoli circostanze f ornite dalle pratiche di coltivazione. di modo che queste specie coltivate secondarie vennero a so stituire le specie primarie negli habitat più freddi. gli i gnari coltivatori selezionarono senza nemmeno avvedersene piante a spiga intatta . ma sfuggivano anc he ai processi di selezione imitando in vari modi le specie coltivate. Tuttavia in determinate occasioni anche queste piante "possono" praticare l'impo llinazione incrociata. Ma quando l'uomo cominciò a raccogliere semi. Parallelamente alle semi ne. e l'opportunità che l'u omo selezioni i ceppi che danno migliore risultato. In condizioni ambie ntali in cui abbondano le specie cereali infestanti. il granoturco odierno non ha assolutamente nessun mezzo naturale di d iffusione. le specie selvatiche continu arono a rappresentare un'importante risorsa alimentare. e degli uccelli che propagano tante specie di frutti . che non si limitavano a fare concorrenza. Presumibilmente l'uomo si mise anche a impiegare per la semina i semi più grossi. a proposito dei cereali coltivati anticamente. mentre le specie ad impollinazione incrociata r estano sempre esposte all'ibridazione. specialmente nelle regioni del Vicino Orien te dove l'andamento stagionale imprevedibile e i criteri elementari di coltivazi one rendono molto facile l'avvento di annate grame. aumentand o anche in questo caso le prospettive di migliore resa e di adattamento a condiz ioni diverse in regioni nuove messe a coltura. Tra gli altri e sempi si contano le arance e l'uva senza semi. oltre a . Ciò comporta qualche perfezionamento. che un'ondata di caldo asciutto può accorciare ulteriormente a due o tre giorni.si sono ritrovati nella parte di animali dannosi e ladreschi. mentre nelle regioni meridionali più cal de vari tipi di miglio assunsero la posizione di erbacce importanti come raccolt o secondario.

ad esempio gli abi tanti dell'isola di Mindoro coltivano con questo metodo più di 400 specie di piant e. sebbene sia possibile ricercare t uberi e radici di tipo migliore a scopo di coltura. u na leguminosa a baccelli che può coesistere con i cereali coltivati). i pesci e i molluschi pure utilizzat i a scopi commestibili. Collegata ai primi insediamenti umani. che è ugualmente situato nell'Iran sudoccidental e.nutrienti ma piccolissimi -. databile tra il 5 500 e il 3700 avanti Cristo. in un'indagine condotta da F.in Europa. seme di lino. Tutte queste ope razioni sono suscettibili di miglioramento. Flannery. la veccia (dai baccelli commestibili). inoltre una comunità che si attenga al primo sistema avrà bisogno di terra a superficie almeno 30 volte superiore a quella di una comunità che pratichi l'arat ura. Questi si possono piantare direttamente nel terreno o. come usa anche oggigiorno. spesso associata alla co ltivazione di bananeti e di varietà tropicali affini. nella steppa dell'Iran sudoccidental e.fornire all'uomo latte. shauk. L'esame accurato dei resti di un villaggio chiamato Tepe Ali K osh. la percentuale delle piante domestiche è molto aument ata.comportano la messa a dimora di «occhi» o pezzi di radice. che risale al 7500-5600 avanti Cristo. semina. Il cerealicoltore deve faticare e pensare in misura assai maggiore per compiere l'intero ciclo delle operazioni di aratura. tre di orzo. questa agricoltura fondata sulla coltivaz ione di piante da seme e sulle prime greggi del Vicino Oriente merita particolar e rilievo. entro monticelli di terriccio prep arato e arricchito. cappero. Tra queste le più importanti erano le specie dom estiche di grano «emmer» e di orzo a due file di grani. diserbo. V. gli uccelli. come la tifa elefanti na della savana africana. quattro specie erbacee sel vatiche. ma se ne possono provare anche moltissime altre. La coltivazione di piante tuberose costituisce essenzialmente un'occu pazione delle comunità primitive delle regioni tropicali. in versione un poco più sofisticata. India. ma rappresenta un primo esempio di colture con irrigazione. fini sce con l'esaurirsi e con il diventare completamente inutilizzabile: cioè eroso a fondo o ricoperto di erbe grossolane e senza alcun valore. Spessissimo la coltivazione di piante tuberose si pratica su appezzamenti usati per un anno o due. quali il fico d'Adamo: occor rono relativamente pochi sforzi e modeste doti di previdenza.validi del resto anche per la coltiv azione delle patate . dove quest'ultimo termine (presente anche nelle lingue europee. Cina . E probabilmente un terreno a maggese non potrà sostentare più di 5-6 persone pe r chilometro quadrato. E" interessante esaminare la dieta degli abitanti dei primi villaggi agricoli de l Vicino Oriente. il cappero selvatico (di cui si mangiavano i frutti). racco lto. Egitto. pistacchi e mandorle.erano tutte di . come nell'antico inglese "swidden") implica il concetto che i n uovi appezzamenti coltivabili sono stati ricavati con il fuoco nel manto foresta le. m olto elevata in ogni caso rispetto ad altre colture o allo stesso allevamento zo otecnico. trebbiatura. Hole e K. veccia. Vi sono compresi tre tipi di grano. Raramente si appli cano i principi della selezione della semente. ma certamente queste piante venivano raccolte per foraggio. e successivamente abbandonati: coltura de tta «a maggese» o «a radure successive». l'orzo selvatico a due file di grani. Presso il villaggio di Tepe Sabz. si deduce la conclusione che gli abitanti di questo anti co villaggio probabilmente mangiavano meglio dei loro discendenti attuali. I metodi fondamentali della coltivazione di piante tuberose tropicali . concimazione. usando tanto semi quanto margotte. Se si compre ndono nella dieta i mammiferi. o d i dati tagli del tronco (margotte). Si ritrovano due tipi di erbe selv atiche. il pistacchio. parecchie leguminose selvatiche utilizz ate per i semi. lana e carne senza bisogno di andare a caccia. Comunque il vero punto critico del metodo del maggese sta nel fatto che se il terreno viene troppo sfruttato con i ripetuti incendi. Il sistema delle radure successive può contare su tre o quattro specie vegetal i solamente. lenticchie e una leguminosa foraggera (Lathyrus sativus). e lo «shauk» (Prosopsis cineraria. ha rivelato presenza di semi di oltre 40 specie vegetali. vagliatura e conservazione finale in granaio. con aumento potenziale della resa. Non venivano mangiati i se mi di nessuna leguminosa selvatica . E" stata prospettata l'ipotesi che le società contadine dalle quali si sono format e civiltà d'importanza mondiale . Il maggese da una resa molto inferiore a quella dei terreni dissodati in continu azione.

tan to per citare un articolo di I. Burkill sull'igname . che un'altra sia stata nel Vicino Oriente. tecnico ed artistico. di modo che un uomo poteva assicurare cibo a sufficienza per la propria famiglia lavorando un paio di mesi all'anno. relativo all'evoluzione delle piante a contatto della do mesticazione. e che quivi «sia la patria più cospicua al mondo delle tecniche di piant agione e miglioramento delle piante mediante riproduzione vegetativa». D. come Carl Sauer. Sauer ri tiene quest'area idealmente indicata per l'ascesa di una civiltà di pescatori ed a gricoltori. Così quando g li antenati dei Maya perfezionarono la coltura del grano turco. e noi ci troviamo i n una posizione alquanto simile a quella che si assume al cospetto delle piante fossilizzate. Sauer sembra sorvolare solo sulla datazione di questa civiltà. L'eccedenza demografica aveva riposto speranze esagerate nel metodo delle radure successive. dando il via a una coltura pastorale. Ben presto l'ambiente e le risorse spontanee attorno ai centri abitati risultaro no irrimediabilmente alterati dal concorso di queste due attività. e in s eguito da animali terrestri. Essi partecipavano a quella che C. Presso que st'ultima si osserva come già fin dalle prime fasi l'uomo e le poche specie animal i e vegetali prescelte venissero a trovarsi in virtuale rapporto di reciproca di pendenza per la propria sopravvivenza. e che ambedue si siano originate in circostanze molto divers e. Alcuni autori.si presta poco o niente alla conservazione delle prove archeologiche. una sorta di processo d i adattamento animale e vegetale in cui tutte le parti in causa si modificano vi gorosamente e reciprocamente». L'argomento di questo mio capitolo. e talvolta esercitò effetti inaspettati sulle società interessate. L'uomo si trasformava senza posa nel suo modo di vi vere: ogni volta che migrava in un habitat diverso. Alcuni scrittori giungono a dire che la coltivazione delle specie tuberose . M a da quella società più o meno democratica di cacciatori e raccoglitori si originò un' aristocrazia intelligente. Si tratta di un modo di vede re estremista. mentre all'estremo o pposto pochi gruppi si diedero alla vita nomade con le loro greggi. non risulta modificato materialmente dalla differenza di alcune mi gliaia d'anni. Fu comunque la pressione della sovrappopolazione a mettere la parola "fine" all'unica grande civiltà che si sia basata sulla tecnica del maggese: quel la dei Maya. cu curbitacee.associato alla caratterist ica degli edifici fabbricati in legno e fibre vegetali . H. Può darsi benissimo che l'agricoltura asiatica ad indirizzo vegetativo fosse molto più agevole di quella del Vicino Oriente fondata sulle piante da seme. ma avevano grandissima abilità e versatilità nel trarre il massimo profitto d al loro ambiente. templi e città.«avvantaggia la parte del la popolazione che meno contribuisce al bene comune». le condizioni ambientali nuo ve modificavano ulteriormente le piante e gli animali che aveva portati con sé. Dar lington ha definito «una questione di reciproca selezione. invece di lasciarle godere il tem po libero.agricoltori dediti principalmente alla cerealicoltura. o da qualche migliaio di chilometri. Anche le civiltà del Perù e d el Messico si fondavano sulla coltura di piante da seme: granoturco. si trovarono ad avere risolti i loro problemi alimentari. In linea di massima pare più che pr obabile che l'Asia sia stata una culla dell'agricoltura. Gli insediamenti del Vicino Oriente ci sono stati conservati così be ne solo per il concorso casuale di condizioni geografiche e climatiche. per cui l'uomo si trovò davanti alla prospettiva di un'umanità nutrita in percentuale sempre cresce . L'agricoltura rappresentò un passo con cui l'uomo si all ontanò in misura irrevocabile dai metodi adottati in precedenza per procurarsi il cibo. In linea di massima la caccia e l'attività mista di cacciatore e raccoglitore fecero posto a una forma d'occupazione associata all'agricoltura. ritengono che la culla dell'agric oltura più antica si debba identificare nell'Estremo Oriente in epoca forse databi le a molte migliaia d'anni prima degli insediamenti del Vicino Oriente. In ogni caso le piante contribuirono con i soli carboidrati a una dieta in cui i grassi e le proteine provenivano da pesci e molluschi. può darsi che non abbiano formato civiltà gran diose. mentre i nvece il clima umido e caldo dell'Asia sudorientale . che ridusse in schiavitù il resto della popolazione cos tringendola a costruire palazzi. Indubbiamen te le popolazioni di questa parte del mondo dovevano essere evolute dal punto di vista sociale. Ma qui si entra nel dominio di competenza dell'antropogeografia. fagioli.

I grossi a nimali selvaggi vennero sospinti fuori dalle aree d'insediamento e spesso finiro no per estinguersi. Dalla natura selvaggia ricavò tutte le altre specie d'interesse alimentare. e tanto altro materiale ancora.si utilizzavano alt re parti della pianta per farne cordami. mettendole a coltur a quando se ne presentava la necessità. e come del resto fac evano da millenni e millenni tutti gli animali vegetariani. costruito interamente in legno . Ma allora la natura doveva sembrare inesauribile. I rotang o palme rampicanti costituirono il gruppo di piante tropica li più pregiato che sia mai stato usato in costruzioni del genere. yogurt. dal leggerissimo legno di balsa al legnof erro ed al guaiaco che pesa 12 volte tanto. E" il caso di notare che poche piante domestiche d'importanza rilevante non furono conosciute e non caddero sotto il controllo dell'uomo già molto prima dei tempi storici: si può ben d ire che l'uomo diventò molto presto un esperto di economia vegetale. attr ezzi. fibre. fagioli. Così in Indonesia le foca cce fermentate di soja ed arachide soddisfano un terzo del fabbisogno di protein e. per costruire abitazioni. asparagi. Nella culla della civiltà la palma da d atteri deve essere stata tra gli alberi sfruttati più diffusamente per fornire leg name da costruzione. e cibo nei tempi duri (dal rizoma sommerso). In Oriente il bambù ha trovato quasi altrettanti usi della palma da datteri . Oltre al cibo e alle bevande ricavati dalle piante. ripiegato. Nelle zone tropicali qu esti microorganismi attaccano rapidamente i cibi. armi.adattabile agli usi più disparati in tutta la sua variabiliss ima gamma di elasticità. sebbene la coltivazione su larga scala di piante ut ili sia venuta in complesso assai più tardi. la canna da zucchero e alcuni funghi. cavoli. mentre alle Filippine si produce la "nata". i lieviti. il le gno venne in seguito trasformato in carta . originando comunità isolate: l'origine delle nazioni». il sago. e l'uomo continuò a servirsi com e avevano fatto i suoi antenati nella loro misura limitata. sandali. edilizia.nonché in raion e in sostanze plastiche derivate dalla cellul osa. Fu sconvolto tutto il sistema evolutivo basato sui ca mbiamenti lenti e graduali soggetti a numerosi equilibri e forme di controllo. Oltre a tutti gli usi più ovvii.entra nella zuppa giornaliera di c irca tre giapponesi su quattro. tuberi delle regioni temperate. Piante d'ogni genere ed ogni loro singola parte sono state esaminate in vista di un loro impiego potenziale. carciofi. materiale per la costruzione d 'imbarcazioni. Senza nemmeno rendersene conto. ma nel periodo bellico dal 1939 al 1945 uno degli aerei di maggior successo fu proprio il Mosquito.che costituisce uno dei suoi maggior i impieghi odierni . I danni arrecati all'ambiente. e perfino strument i musicali. seguito dai caccia a reazione Vampire e Venom.ricavata dal midollo affet tato in strisce sottili. «sbarrarono le strade alle spalle dei prim i popoli migranti. armi. birra. materiale da rivestimento per pareti e copertura di tetti r icavato dalle foglie. recipienti p er cibi ed olio. comprese le carote e la pastinaca. Una pasta di soja fermentata .nte da risorse artificiali. attrezzi agricoli. utensili da cucina. durata e densità. da giustificare il detto arabo secondo il quale la palma ha tanti usi quanti sono i giorni in un anno. materiale da rivestimento e copertura d'abitazioni. e la fermentazione che se ne o ttiene ha pienamente soddisfatto i gusti degli abitanti. cibo nutriente.per cibo. derivate in gran parte da cortecce e tronchi .il "miso" . Alcune tra queste sue qualità vennero trascurate dopo la Rivoluzione Industri ale. latt uga. Nell'antico Egitto il papiro rappresentava un'altra pianta dai molteplici usi. come nei bacini dell' Oxus e del Tarim ora ridotti a deserti. compresso ed essiccato . il legno deve essere stato i l primo prodotto vegetale di largo impiego. imbarcazioni .compreso quello di bal sa -. una sostanza gelatinosa ricavata con l'aiuto dei batteri da latte di cocco e succhi di frutta. Anche automobili con telaio e carrozzeria interamente in legno sono state fabbricate con successo da un car rozziere che definisce il legno «la prima plastica di Dio». Ebbero questa sorte frutti di vario genere : melanzane. zucche e meloni. O ltre all'uso immortale fattone sotto forma di carta . Al loro posto subentrarono e si moltiplicarono erbacce ed an imali dannosi ai raccolti. vino e aceto. Ben presto vennero anche le fibre. l'uomo primitivo impiegava anche piante microsco piche per produrre cibo. formaggio. ed altri funghi che intervengono nella prepa razione di pane. cipolle.

come insetticidi e ingredienti nella formula di composizione di dozzine di sostanze d'uso industriale. come nel caso del chinino e dell'oppio. dal linoleum all'inchiostro da stampa . comportante anche un certo risvolto umorist ico a spese della precisione meccanica. corda mi. come non lo sarebbero i cereali a spighe dai semi non disperd enti. vengon o tuttora usati da milioni di persone per sollevare il grumello. nonché insetticidi e diserbanti ricavati da ormoni vegetali. cosmetici e creme. o sono sostituite da preparati artificiali. m a gli automezzi surriscaldati restavano fermi per buona parte della giornata .che il succo di certe piante come la Derris avev a effetto stupefacente sui pesci. spazzole. armati di brattee uncinate. e il mio esempio preferito è dato dal cardo dei lanaiuoli (Dipsacus fullonum). che «non veniva a patti con il caldo della giornata o la ripidità del la strada. a somiglianza delle c ere vegetali. ed effettivament e eventuali semi di cotone coperti di filaccia non sarebbero adatti a vivere all o stato selvatico. come eccipienti ed emulsionanti. Le sostanze coloranti vennero presto estratte dalle piante. quali zuccheri ed amidi. Lo stesso avvenne per gli oli essenziali utili in medicina o come aromatizzanti. rivestimenti e imbottiture pe r usi domestici. ad esempio come frangivento e specialmente per favorire il recupero di zone sterili. di vari antibiotici originati da funghi o licheni. In par ticolare si usano varie erbe per consolidare dune di sabbia e pantani. ma di molte non è s tato possibile ottenere con processo sintetico una versione migliorata. Molte di queste sostanze si ottengono oggi per sintesi. pectine e resine si usano in mille modi. Le piante producono indirettamente molte sostanze alimentari. nell'industr ia alimentare per marmellate e gelati.. come pure analizzandone i te ssuti. tappeti. o f orse anche per i suoi semi oleosi: i ben noti baccelli pieni di cotone dipendono interamente dall'addomesticamento. Montati su assi. o pelo. e i surrogati in filo metallico non riescono a dare la qualità richiesta. saponi. servono in una vasta gamma di applicazioni industriali. Le piante forniscono infine sostanze medicamentose d'ogni tipo. operazione che sp esso comporta la necessità di lasciar macerare il materiale vegetale nell'acqua o all'aperto. Durante la loro crescita le piante possono servire per usi speciali.. vernici. La pianta più importante per le sue fibre è indubb iamente il cotone. ma anche da numerose piante erbacee. compresi i licheni.t utti meno uno. per colonizzare cumuli di spazzature e così via. Può darsi che da principio sia stato coltivato per i suoi gambi fibrosi. ed osservando l'eventuale crescita i rregolare o diversificata delle specie interessate. I tannini servono per la lavorazione del cuoio. è stato segnalato da Henry Longhurst nella sua descrizione della costruzione della strada detta «La scala d'oro» per l'accesso al campo petrolifero di Gach Saran in una delle regioni più torride dell'Iran. tra l'altro sotto forma d'incenso. per unguenti e profumi. del rotenone della Derris e del piretro ad effic ace azione insetticida. Si possono localizzare depositi minerari sconosciuti redigendo una mappa de lla distribuzione di certe specie vegetali. uno dei cardini principali della nostra civil tà moderna: è prodotta da molti alberi. dal quale si ricava la gomma. La macerazione praticata nei ruscelli favorì probabilmente la scoperta . attività che in seguito fece sorgere grandi industrie (si devono distillare 200 milioni di petali di rosa per ottenere un chilogrammo di essenza di rosa). fanno alzare il pe lo uniformemente in ogni direzione. Gomme. La guida degli autocarri era affidata a maestranze provenienti dalle tribù locali. Oggi gli oli essenziali si usano anche come solventi delle ver nici. materia prima per canestri. Il cotone selvatico non ha filacce sui semi. di cert e stoffe di qualità superiore dopo l'appretto. per migli orare le condizioni di regioni aride.evidentemente molto antica . Un estratto molto noto è il latt ice. e di certi battericidi. Un giorno il caposquadra e il sovrintendente del campo aspettarono . Le fibre forniscono materiale tessile. nonché per i più disparati prodotti d'uso industriale. Un trionfo vegetale sull'ingegneria. Ogni tanto succede che una pianta metta nel sacco tutta la tecnologia moderna.di piante d'ogni genere e separate dai tessuti per sfibratura. e negli anni di guerra dal 1939 al 1945 i Russi ricavarono gomma da una specie locale d i tarassaco. oli e grassi: alcuni di questi ultimi. I su oi capolini fiorali stretti e di forma ovale.

nei loro lunghissimi viaggi marittimi intrapresi a scopi di colonizzazione. Il capitano Bligh. E naturalmente hanno immensa importanza i resti delle piante morte sotto forma d i carbone e lignite. vari tipi di piselli e varie specie di soja.merci d esiderate e aspettate man mano che sorgevano le diverse civiltà. Tra le piante d'interesse alimentare l'Europa ricevette la pat ata.cioè l'albero del pane -. furono degli emigrati irlandes i a portare la patata nell'America settentrionale. Il gesso.che inf ine si diffuse all'Africa. prima che venisse me sso a punto il tungsteno a questo scopo. Quando sulla superficie della terra ci fu tanta gente che cominciò a rendersi conto che vivevano altri consorzi umani . si compone in gran parte dei resti fo ssili di alghe microscopiche di colore brunodorato contenenti piastrine calcaree . Naturalmente anche il grano e q uasi tutti i cereali europei vennero portati nel Nordamerica dai Padri Pellegrin i e dai loro successori. topinambur e fagiolini arrivarono invece dal Canada. C'era un mezzo melone sul carburatore. I Romani diffusero varie piante col tivate d'origine mediterranea in varie parti del loro immenso impero. e dopo moltissimo tempo alle Americhe. molto usata anche la torba. e diventò possibile lo scambio reciproco di specie tra il Vecchio e il Nuovo Mondo. Navi europee battenti bandiera portoghese vi portarono dall'Asia noci di cocco e riso. cominciò il commercio . Thomas Edison us ava filamenti di bambù per le sue prime lampadine elettriche. formati dai resti delle piante gigantesche delle età carbonif ere. questi ultim i originari della Cina. ma appassionato di orticoltura. si verificò un movime nto di crescente intensità in tutta l'Asia . e sono particolarmente pregevoli nelle opere di bonifica. nonché il tabacco dall'America centrale e meridio nale. La prima spedizio ne organizzata per la raccolta di piante di cui si abbia notizia. tristemente famoso. sostanza di base del cemento e del calcio usato in agricoltura. abrasivi e rivestimenti refrattari per forni. banane. il granoturco. riso. il carico consisteva principalmente di spezie. I Polinesiani si portarono dietro. La situazione si trasformò con i successi della navigazione regolare nell'Atlantic o dopo il 1492. il taro.il guidatore e chiesero di dare un'occhiata al motore. le radici e i bulbi delle specie coltivate. e le Americhe dal canto loro trassero benefici dall'arriv o di piante del mondo antico quali agrumi. erbe e d altre derrate che servivano a rendere più piacevole la vita quotidiana . per ché così avvennero scambi tra l'Asia e l'Africa. destinato a rendere f amosa l'America Meridionale. Se ne estraggono agar ed alginati dagli usi infiniti: gli ultimi s'impiegano talvolta per condizionare i terreni pesanti e per consolidare quelli leggeri o sabbiosi. piante medicinali. Le carovane ab itualmente non portavano sostanze alimentari. inoltre come mangime per bestiame e concime. Man mano che emigrava. usate per farne filtri. ma potevano benissimo commerciare i semi.compresa ovviamente la Cina . Tornando ad applicazioni meno specializzate. e che certe piante e i loro prodotti (e naturalmente tutti gli altri prodotti naturali e manufatti) si trovavano solamente in certi posti. Molte sono importanti come aliment o. il pomodoro. formata da piante in disfacimento in condizioni anaerobiche nell'arco di poche migliaia d'anni. In seguito gli Arabi importarono in Spagna riso. e con la sua polpa sugosa lo raffreddava quanto bastava a non far bollire la benzina». canna da zucchero. Fatto piuttosto curioso. Il caffè. po . igna me. Le regioni tropicali del Vecchio Mondo si avvantaggiarono particolarmente della manioca o cassava. depositatesi sui fondali marini del Cretaceo. la patata dolce e la noce di cocco. La tecnologia vegetale si presenta a volte in modo inaspettato. l'agricoltore antico diffondeva a poco a poco le sementi. che la regina egiziana Hatsepshut fec e venire per nave dalla terra di Punt (attuale Somalia) nel 1482 avanti Cristo: 32 tronchi per il suo grande tempio di Deir el Bahri. canna da zucchero ed agrumi. Tuttavia le carovane erano in uso già da molto tempo prima. non dimentichiamo che le alghe mari ne si prestano a una gamma vastissima di usi. di origine sudamericana. Questi primi spostamenti per via di terra furono certamente importantissimi. fu quella che andò alla ricerca degli alberi dell'incenso. l'artocarpo . invece le antiche diatomee forma no depositi di terre dette appunto «a diatomee». vi arrivò dall'Arabia e dall'Etiopia. Per quanto fosse lento e faticoso il traffico carovaniero. specialmente in Giappone.

e tra le prime che varcarono gli oceani a questo scopo si annoverano la passiflora. che ora è tra gli alberi di maggiore importanz a commerciale in Europa. ora tanto usato per alberature stradali nel NordAmerica. Succede così in certi casi che lo sfruttamento di una pianta la salva dall'estinzi one. come i fiori doppi o le foglie screziate. Esistono ancora moltissimi prodotti d'origine vegetale di cui l'uomo civile non è a conoscenza. In epoca molto posteriore si tenevano notevoli giardini a scopo ornamentale negl i imperi del Perù e del Messico. mentre gli antichi Britanni si tingevano con il colore azzurro del guado. fornitrice di chinino. Allora. Quasi contemporaneamente. Popoli progrediti come i Cinesi e i Persiani colti vavano fiori. per essere utilizzate per fornire legn ame e come specie ornamentali. U n'altra pianta ornamentale nota solo come specie coltivata è la "pianta di giada" (Crassula morganianum). a quanto pare non è mai stato visto da n essuno allo stato libero: veniva coltivato dai Cinesi nei giardini e presso i te mpli.rtò da Tahiti alla Giamaica banane. Gli antichi Egizi coltivavano fiori ed alberi a scopo ornamentale. Questo vale spe cialmente per singoli esemplari selezionati per qualche caratteristica ecceziona le. la cosiddetta "pianta dell'amicizia" o pianta d'alluminio. cioè attorno al c ambio del secolo. che vi vennero contrabbandati circa un secolo fa. la Pilea cadierei. usando anche più incenso di quanto ne abbia mai usato ogni a ltro popolo da allora in poi. è stata vista allo stato se lvatico solo due o tre volte. le altre civiltà si limitarono quasi tutte a coltivare e migli orare le specie che già crescevano sul posto. «africani») importate dagli Spagnoli dall'America central e. la gialappa e varie specie di tagetes («francesi». cominciando sia pure in epoca diversa nelle varie parti de l mondo: le condizioni del suo sviluppo si verificano soltanto con l'avvento del tempo libero e dell'istruzione. artocarpi e canna da zucchero a tronco spesso. furono loro a cercare piante a scopo ornamentale in Paesi lontani con i l maggiore impegno. L'identificazione di specie arbor ee da legname come il pino Douglas. e lo stesso accadde per i semi della pianta della gomma brasiliana. che allo stato selvatico è ora limitato a un gruppetto d'esemplari contorti dal vento nella Cali fornia meridionale. il cui primo esemplare in com mercio venne acquistato su un mercato messicano. ma prospera nel nuovo ambiente artificiale. Come per le piante d'interesse alime ntare. comprati un pane con un soldo. altrettanto magnifica. Una nostra pianta d'appartamento. Un proverbio cinese dice: «Se ti restano due soldi e nulla più. mentre in altri casi viene tanto migliorata da non poter più cavarsela da sol a allo stato libero. e tutte le piante coltivate derivano da quell'esemplare originale. La Cinchona peruviana. fu la conseguenza di altre serie esplorazioni botaniche del Nordamerica. certe specie di eucalipti . si insediò a Ceylon e nell'Estremo Oriente. Ma quando gli Inglesi cominciarono a girare per i l mondo. L'uso di piante a scopo ornamentale costituisce un pensiero fisso per l'uomo fin dai tempi più antichi.o di Monterey -. per citare Ruskin. o fiore di Passione. ma che potrebbero essergli molto utili.endemiche in Australia . e piante ora coltivate derivano tutte da un unico esemplare nel giardino di un monastero birmano. fu il dominio europeo delle rotte oceaniche a spalancare i continenti all e specie ornamentali. parente dell'erba pignola. Una parte di queste risors e potenziali è stata esplorata dalle tribù «primitive» dell'America Meridionale: gli ant ropologi a tutt'oggi hanno spigolato poco più delle briciole delle loro eccezional . e un giglio con l'altro». rappresenta tuttora nei climi caldi una delle piante più pregi ate a legno dolce e a rapida crescita. ma le piante vive cominciarono a varcare i mari a ritmo accelerato man mano che si trovavano i metodi migliori per mantenerle in vita. Anche il ginkgo. dove la gente del posto la colt ivava per tenerla nelle case.vennero e sportate in tutti i Paesi a clima adatto. mentre la s pecie affine Amherstia nobilis. mentre il pino di California . Molto probabilmente certe piante ornamentali devono alla loro bellezza la loro s tessa esistenza attuale: ad esempio lo spettacoloso "albero fiammeggiante" (Delo nix regia) è noto allo stato libero solo in una località del Madagascar. è stata trovata solo una volta allo stato libero i n Indocina. «i fiori sembrano inte si a consolazione dell'uomo comune». la tuberosa. Semi e bulbi costituirono da principio le forme principali d'importazione.

Come ci appare da vari aspetti inerenti alla manipolazione e coltivazione delle piante. Quando cominciò deliberatamente a seminare sementi o a mettere a dimora margotte d i colture vegetative. l'uomo istituì una forma di controllo. che si p ossono scaldare e irrigare dal di sotto. Si formò così un ciclo di lavo ri legati alle stagioni. Provvede alle nostre necessità. L'accresciuta complessità di tale pratica . fornisce legno per archi e frecce. Ormoni vegetali in polvere sono usati diffusamente per accel erare l'accestimento. e l'uomo «evoluto» si dà da fare per cancellarle dalla faccia della terra. Capitolo 27. Moltissime piante tropicali a ccestiscono da margotte insediate nel terreno senza quasi nessuna cura prelimina re. e magari viene conservata in condizioni di temperatura ed umidità controllate. o infine non servono quando si tratti di forme ibride. a concedere un ristoro sempre più ambito a una razza umana sempre più meccanizzata e prigioniera di se stessa. se si vuole che mantenga la mas sima vitalità. Le sole possibilità di moltiplicazione assicurate dalla tecnica moderna sono notev olissime: so di un coltivatore europeo che in un anno è riuscito ad ottenere 20000 nuove plantule da un solo esemplare di Pachysandra. Oggigiorno la semente v iene raccolta con accorgimenti speciali. o tutto. o non compaiono nelle specie coltivate. Sem inare sementi o coltivare radici. oltre a conservare la superficie della terra. Invece le piante delle regioni tempe rate sono di norma più schizzinose per quanto concerne la diffusione per margotta. Tra i perfezionamenti appo rtati dalla tecnica moderna vi sono le cassette chiuse di propagazione. La riproduzione per margotte comporta la necessità sottintesa di conoscere l'epoca migliore per prepararle e «metterle a dimora».i conoscenze botaniche. e infin e di passare al raccolto e alle operazioni successive. ma contemporaneamente ci fanno obbligo di proteggere con maggior cura quanto resta delle intatte foreste primo rdiali: possono insegnarci qualcosa che ancora non sappiamo. utilizzata per fare tappeti .compre so il maggiore uso di margotte di radici . a seconda di chi siete voi». e "doveva" farlo. la propagazione per margotte ha avuto per molti secoli una diffusione li mitata a poche specie vegetali. e richiede inoltre di venire conservata con cura. e così via. La semente va ripulita per evitare che spuntino le erbacce in mezzo alle colture. e spesso quasi in ogni epoca dell'anno. e assicuri in seguito la crescita migliore. e costituiscono ormai un ciclo d'evoluzione specifica nel l oro genere. di concimarlo e liberarlo dalle erbacce. di seminare o piantare. stoloni e così via. comporta la n ecessità di preparare il terreno. Invece gli indios dicono: «La foresta h a tutto. allo scopo di prolun garne notevolmente la durata utile di conservazione. come dicono i giardinieri. tuberi. e di solito di rivoltarlo in qualche modo per as sicurare alle piante migliori condizioni di crescita. «La foresta è "nada". bulbi. e spesso viene addirittura confezionata. d opo che ne è stata estratta gran parte del contenuto d'umidità. Nel corso dei millenni tu tte queste operazioni agricole sono state migliorate e perfezionate lentamente m a ininterrottamente. al cibo che mangiamo. a sostentare gli animali che ora ci rincresce di vede r scomparire. La seconda linea riguarda i controlli esercitati sul materiale riproduttivo. L'UOMO MANIPOLATORE.derivò in buona parte dal desiderio di moltiplicare le piante ornamentali quando mancavano i semi. Questa è la prima linea di controllo. Anthony Smith ha registrato quanto dicono i Brasiliani moderni dell e loro foreste inesplorate: «Qui non c'è nulla». l'uso di «nebbie» attuate con dispositivi n ebulizzanti che scattano ad intervalli regolati dal grado di essiccazione del ma teriale vegetale. quale e q uanta parte della pianta convenga usare. cioè nulla. frutti e medica menti». spesso con l'aiuto di una «scheda elettronica» adottata come mecca nismo di controllo. al legname e alle f ronde per coprire le capanne. mentre tecniche speciali comprendono anche le lesioni infl itte deliberatamente alla base della margotta: procedimento che in certe specie vegetali affretta la formazione delle radici. che comportavano l'impegno di ripulire e dissodare il t erreno. Le nostre crescenti esigenze c'impongono di migliorare le nostre conoscenze negl i interventi che operiamo sulle piante coltivate. o quando questi rich iedono troppo tempo prima di formarsi.

e rinnovare le piantine.nel caso degli ibridi . dopo di che lo si può trattare alla stregua di una margotta o di una plantula di tipo tradizionale. Può darsi che l'idea di praticare innesti sia derivata inizialmente dall'osservazi one degli innesti naturali. mentre oggi lo si impiega spesso per cespugli ed alberi ornamentali.si formano numerose gemme che in seguito si possono st accare e coltivare separatamente. inoltre fragole. sebbene richieda molta precisione e grandi cure . i virus si trovano nell e cellule stesse della pianta e vengono diffusi dagli insetti che succhiano la l infa. perché i virus s olo di rado sono in grado di tener testa alle cellule delle punte d'accresciment o.di solito una specie arborea . co nsente ai coltivatori di costituirsi un «patrimonio iniziale pulito» dal quale è possi bile ottenere materiale immune per la successiva propagazione. Lo scopo fondamentale dell'innesto è di creare una pianta nuova . se tutte le gemme venissero staccate regolarmente e messe a coltura.non si potrebbero ottenere dai semi.le cui parti superiori diano frutta particolarmente pregiata. ad esempio. che si verificano con la fusione di giovani germogli o radici che crescono in stretta vicinanza. Fino al diciottes imo secolo l'innesto era limitato in pratica agli alberi da frutto. e si svilupparono moltissimi metodi diversi. I meli soffrono spessissimo d'infezioni di questi virus nascosti.oppure agitate periodi camente. Ma il meristema di solito riesce a sfuggire a questa sorte. e s e queste provette vengono fatte girare in continuazione . Si tratta in questo caso d"«innesto p er avvicinamento». garofani e crisa ntemi. Si possono usare solo piante strettamente imparentate. si limitano a ridurre la capacità di crescita e di r endimento delle piante. mentre la talea. un po'"come succede in medicina umana per il trapianto degli organi. per quanto faticoso. che ne riducono moltissimo le capacità di r endimento. assai più insidiosi. I coltivatori d'orchidee si sono impossessati di questo metodo per moltiplicare le loro varietà più vistose e richieste. Questo metodo si è reso n ecessario per il grande aumento delle malattie da virus. e che abbia un sistema radicale vigoroso e sano. E" stato calcolat o che da un solo meristema si potrebbero ottenere in un anno quattro milioni di plantule. l'innesto delle piante era entrato nell'uso corrente. e già si avevano certe nozioni dell'azione esercitata dal ceppo radicale sulla talea: già ai primo rdi dell'era cristiana San Paolo accenna alla pratica dell'innesto nella sua epi stola ai Romani. T ale possibilità ovviamente riduce di molto il prezzo di queste specie esotiche. L'innesto invece è un'arte antica. facendolo crescere poi in terreno sterile di coltura finché abbia raggiunto dimensioni trattabili. proviene da forme note e selezion ate che . Una pianta di rabarbaro esente da virus. che altri menti impiegherebbero anni per crescere in condizioni normali. cre sce del 70% in più rispetto a un'altra pianta infetta. o marza. men tre altri. come nel caso dei pomodori . specialmente per le ros . Ma vi son o anche molte piante che non attecchiscono prontamente per margotta o richiedono troppo tempo. La tecnica dell'innesto venne affrontata con mentalità scientific a molto prima di quanto avvenisse per la maggior parte delle pratiche agricole e d ortofrutticole. Nonostante i pregiudizi e le chiacchiere che circondavano ta le pratica. Tra le piante che hanno sortito felici effetti da questo trattamento sono comprese piante di gran de importanza in frutticoltura. che so no le punte microscopiche d'accrescimento delle piante. Così si possono usare spesso ceppi radicali selvatici. che può essere imitato dal coltivatore. L'impiego dei meristemi. patate. ed era già ben not o ai Greci antichi. ed è notissimo che le fragole sono tanto esposte alle infezioni da viru s e agli afidi che le trasmettono. E" sicuro che l'innesto p er talee è di data antichissima: è citato molte volte nella Bibbia. e qualche volta per la sua resistenza alle malattie. I meristemi cominciano a crescere in provette contenenti gelatina nutriente. Alcuni tra questi virus hanno effetto letale o visibilmente paralizzante. In molti casi il ceppo radicale viene scelto con l'intento di det erminare la taglia e la vigoria della forma finale. come negli alberi da frutto. che è necessario eliminarle dopo tre anni di co ltura. Altro metodo moderno specializzato è costituito dall'impiego dei meristemi. che in ultima analisi viene contro llato dai gruppi sanguigni. A questo scopo occorre p relevare il meristema con il microtomo (dato che il diametro va da mezzo millime tro a un millimetro).erbosi e come specie consolidante del terreno. dalie. in alcuni casi .

l'uomo cerca ora di migl iorare il materiale vegetale a sua disposizione. Con i semi. e gli faceva trovare nei raccolti varietà nuove. a livello più elementare.quando non addirittura per migliaia d'anni. Di solito una specie o un dato ceppo d'inte resse ortofrutticolo conserva le sue caratteristiche con la propagazione per sem i. sempre apprezzata dai giardinieri.almeno fino a pochissimo tempo fa . detto di passaggio. quando h a cominciato a migliorare i cereali all'alba della sua civiltà. Il lupino nella varietà R ussell. L 'avvento dei piselli odorosi nella varietà Spencer.come infatti si verificano . sedano. Dalla selezione delle piante l'uomo passò al miglioramento genetico di determinate varietà vegetali. mentre si possono conservare linee più pure adottando crit eri ancora più severi. lattuga. In certi casi sceglie gli esemp lari di forma ed aspetto migliori tra quelli che vivono allo stato selvatico. come nel cas o degli olivi . Il metodo più semplice ed antico consiste nell'eliminare dalle colture le piante di qualità inferiore o aberrante («mondatura»).e. avendone gli stessi tessuti. o talvolta i ncrociando specie diverse se risultavano compatibili (le specie con numero diver so di cromosomi di solito non si possono incrociare). cetriolo. Tra le piante più note. mentre i cloni vegetativi assicurano un prodotto avent e caratteristiche specifiche note. risultanti da accoppiamenti casuali o da muta zioni . o che danno acini o grani o frutti più voluminosi: questo cri terio è servito all'uomo.che sarebbero andate perdute allo stato natural e. dove i flosculi orizzontali trasformano l'aspetto dell'infiorescenza.senza che avvengano materialmente dei cambiamenti. La ricerca di caratteristiche pregevoli è quanto mai accentuata ed ovvia nel setto re delle piante ornamentali. mentre i mezzi di propagazione vegetativa garantiscono discendenza identica alla pianta progenitrice. In seguito l'uomo le allevò deliberatamente. e il sistema vale in modo particolare per le piante coltivate da radici o margotte . Se i semi sono d'origine ibrida. Così la fragola odierna è stat a ottenuta in Inghilterra dall'incrocio della specie americana Fragaria virginia . la discende nza può variare notevolmente. fagioli. che hanno pa trimonio genetico uguale. e aveva cercato per anni d i attuare questo «pallino» che. Tra i «salti» più notevoli dovuti a mutazione dobbiamo an noverare la caratteristica dei fiori doppi. Invece i semi possono dare discendenza variabile. e i cloni possono esister e per secoli e secoli . che derivano ciascuna da un unico esemplare e le cui speci e domestiche o coltivate .si sono formate i n buona parte in conseguenza della semplice scelta delle variazioni. riso. Una volta definito un ceppo di semente. ma un miglioramento del 20-50% si ottiene in quattro generazioni di selezione massiccia. Perciò anche nell'ambito delle linee pure possono verifi carsi . carota. occorre mantenerlo. Spesso la natura lavorava per lui in questo senso. ma si osservano variazioni notevoli anche nella discendenza delle «linee pure» ri sultanti dalla selezione continuata su elementi dello stesso ceppo. si deve a una mutazione veri ficatasi in quattro posti diversi tra il 1899 e il 1902. caratterizzati da fiori grandi con petali superiori arricciati invece che piatti. Il concetto è semplice da enunciare.come il lupino Russeli . praticamente senza che nemmeno se ne avvedesse. si annovera no: pomodoro. Impadronitosi dei metodi di coltivazione e dì diffusione. Pianta progenitrice e discend enza vegetativa si indicano con il termine di "clono". Nel caso delle piante annuali i semi rappresentano l'unico mezzo efficace di pro pagazione. è stato osservato per la prima volta in mezzo alle altre piante da un dilettante che aveva l'hobby dei lupini. e la generazione successiva potrà presentare variazion i ancora più ampie. I semi pertanto offrono occasioni costanti ai fini della selez ione e del miglioramento. conferisce alle infiorescenze un aspetto molto più compatto. La scelta del metodo si fonda largamente sulla convenienza o comodità. si regola scegliendo quelli delle piante p iù grosse e più robuste. che ha infiorescenze irradianti dal tronco in senso quasi orizzontale in vece che verso il basso. La digitale nella varietà Excelsior è un altro esempio di «pallino».delle variazioni dovute a mutazione e talvo lta a una certa instabilità genetica. cipo lla e barbabietola. ibridando varietà della stessa speci e che gli consentivano di ricombinare le caratteristiche genetiche. granoturco. Questo procedim ento di solito mantiene parecchie «linee» nell'ambito generale delle caratteristiche ravvisate in un ceppo.

e rivelano spesso dimensioni superiori. 1 indicati nei cataloghi delle sementi . occor re togliere a mano tutte le antere.grano. Essi sono anche estremamente uniformi. La selezione genetica s'interessa ora anche d'aumentare il contenuto proteico.na con quella cilena Fragaria chiloense.ad esempio di granotu rco. si dicono poliploidi.compreso un promettente ibrido di grano e segale detto triticale. Però il raddoppiament o successivo dei cromosomi . costituiscono una meravigliosa fonte alimentare per i mangimi zoote cnici. Oltre alla resa dei cereali si può migliorare anche quella del legname. permettendo i matrimoni forzati tra specie viventi abitualmente a grande distanza l'una dall'a ltra. Se le piante pre scelte per l'impollinazione non sono a maschi sterili (cioè. Gli obiettivi principali sono rappre sentati di solito dalla resa delle colture o dalla grandezza dei fiori nelle spe cie ornamentali..porta di so lito alla fecondità. Entro tre anni dall'inizio del programma d'ibridazione si e ra ottenuta una forma ibrida che aumentava la resa dell'88%. Tra i successi più brillanti della coltivazione d'ibridi F. Il primo passo verso le moderne rose ri fiorenti è stato rappresentato dall'introduzione di una rosa cinese che conservava le caratteristiche delle fioriture ripetute. L e forme ibride di larici europei e giapponesi selezionati crescono in misura cor rispondente a oltre il 180% degli alberi progenitori. 1 va citato il miglio nero «periato» (Pennisetum glaucum) che ricopre più di 12 milioni d'ettari di terreno coltivato in India. Un aspetto della selezione genetica delle piante consiste nella ricerca delibera ta di una determinata caratteristica. nonché vigore e rend imento più elevati. invece di affidarsi al caso. I genetisti immaginarono che una volta ogni tanto dovev a pure verificarsi una mutazione priva di alcaloidi. Esempi di questo genere dimostrano come le migliorate comunicazioni abbiano trasformato le capacità potenziali della coltivazione delle piante. Negli ultimi anni sono state create nuove piante ad alto reddit o d'interesse alimentare . Parte del successo di questo particolare ibrido si deve al fatto che si sono ottenute piante maschi li sterili. I lupini. Gli ibridi F. cioè intese a un risultato prestabilito. L'ibridazione interspecifica può dare una discendenza sterile. Le piante che possiedono un patrimonio cromosomico più che doppio risp etto alla norma. Non restò altro che esaminare un milione e mezzo di piante: si trovarono 6 esemplari del tipo richiesto. originando la forma capostipite del gruppo di rose Bourb on. e la selezione prese il via. 1 da soli non perpetuano però le loro caratteristiche. che sono piante vitali e di rapi da crescita. Talvolta la selezione gene . i ceppi derivati da semi di questa sorta sfuggono alle malattie da virus che si po ssono invece perpetuare con la propagazione vegetativa consueta. Nel caso delle piante perenni come i gigli. e ne coniò inoltre il termine in seguito alla riscoperta della famosa opera di Greg orio Mendel. per cui la discendenza diventa una nuova fonte di variazioni potenziali. cavoletti di Bruxelles e pomodori -sono il risultato di tali incroci. e forse fino a 15 volte la resa consueta in condizioni sperimentali. Ma i lupini selvatici contengono certi alcaloidi che tolgono agli animali la voglia di mangiarli. Ora è possibile effettuare selezioni genetiche orientate. e gli ibridi F. granoturco. Prima di allora anche i processi riproduttivi delle piante non erano compresi in modo adeguato. e l'incrocio di base va ripe tuto di anno in anno: procedimento che si compie abitualmente a mano. Solo nel secolo scorso la selezione è diventata scientifica. usata per siepi e spalliere nell'i sola di Réunion. Queste nuove razze danno una resa almeno tripla o quadrupla. L'incrocio di ceppi distinti può portare al «rigoglio d'ibridazion e». in modo che incrociando i due ceppi progenitori non c'era pericolo c he intervenisse l'autoimpollinazione come elemento di disturbo. e l'operazione va per le lunghe. e sol tanto verso l'inizio di questo secolo Bateson elaborò la scienza della genetica. Il volume degli alberi da legname a una certa età può risultare aumentato almeno del 25% se a suo tempo sono stati selezionati gli alberi più promettenti.che si verifica spessissimo in natura . quelle con numero doppio di cromosomi si chiamano tetraploidi. se è stata fatta la mol tiplicazione per talea ed è stata curata la selezione genetica mediante incroci. le piante «madri»). dove s'incrociò spontaneamente con una varietà di rosa di Damasco pur e usata per recinzioni. miglio e sorgo . riso.

tanto facilmente. una varietà di senape nera a gambi alti e rigidi. e la maggiore q uantità di luce solare che così arriva ai baccelli li porta a maturazione in modo più uniforme. Attualmente ricerche in corso nella calda Louisiana stanno cercando di ridurre questo periodo a 250 ore o meno. nelle condiz ioni ideali di diffusione offerte dai sistemi attuali di coltivazione. E" stato prodotto anche un ceppo di riso con tasso di fotosintesi quasi dopp io rispetto alle vecchie varietà. che ancora mancano in certi prodotti odierni. per avviare il ciclo di fioritura e produzione dei frutti. Un pesco. in modo da pote r sfruttare al massimo anche i sistemi di raccolta a macchina. In passato la selezione genetica si proponeva di manten ere le distanze con prodotti che precedessero d'un passo i funghi. che era presente in proporzioni pericolose nelle precedenti v arietà. Tra gli scopi più importanti della selezione genetica c'è quello di ottenere ceppi r esistenti alle malattie da funghi. Questa esigenza è avvertit a anche dalle industrie d'inscatolamento e di congelamento. Purtroppo i funghi sono perfino più duttili delle piante per capacità di adattamento e mutazioni potenziali. Anche la migliore erba da foraggio non impiega più del 4% dell'energia che le arriva con la luce. R icerche del genere si propongono anche di ottenere nuove piante resistenti a ter reni mineralizzati o salati.cioè si coricano . il fungo spessissimo tallona questa evoluzione. tale da sopportare le operazioni di confezionamento. ad esempio per i cav olini di Bruxelles e i piselli. Così nel 19 47-48 un'epidemia di ruggine del grano nello stato australiano del Nuovo Galles del Sud distrusse risorse alimentari sufficienti a nutrire 3 milioni di persone per un anno. i gambi sono adatti ad effettuare la fotosintesi. dal canto suo la mancanza di foglie rende più facile la raccolta a macch ina. come nel caso dei pomodori e delle fragole. Gli ibridi più recenti di pisello non hanno pratic amente foglie. Alcuni cepp i tra i più virulenti delle malattie fungine. Tra i problemi recentemente risolti dai genetisti si annoverano i cereali a stel o corto intesi per comodità delle mietitrebbie. dovrebbero però accompagnarsi a u n buon profumo e al soddisfacente valore alimentare.tica riesce a migliorare anche la composizione dello stesso prodotto vegetale. Recenti sforzi di miglioramento genetico hanno fatto aumenta re questa percentuale al 5% aumentando di un terzo la produzione di sostanza sec ca. pregevoli anche perché in questo mod o non si piegano né si «allettano» . in modo che anche le regioni più calde ne lla parte meridionale degli Stati Uniti possano coltivarsi da sé le loro pesche. come ad esempio la consistenza del prodotto. Questo tipo di miglioramento genetico si può ottenere operando la selezione di pia . che probabilmente costituiscono il problema p iù grave per il coltivatore odierno: infatti queste affezioni rappresentano un oss o duro per i mezzi chimici. richiede abitualmente più di 1000 ore con temper atura inferiore ai 7 gradi C. Se viene selezionata una pianta da coltura con resisten za iniziale a una data malattia. con semi che resistono nei baccelli fino al momento del raccolto. inoltre alberi da frutto con rami ad angolo più stretto rispetto al tronco per sostenere un magg ior peso di frutti. invece ora si accerta sempre più diffusamente che le piante possono sviluppare una capacità gener ica di resistere a qualsiasi ceppo di funghi. quali quelli del carbone del grano. elaborando una razza nuova contro la quale la pianta non ha immunità. frutti che si staccano più facilmente quando vengono colti a m acchina. e possono spazzare via interi raccolti. Requisiti di questo tipo. ad esempio. e questa appunto è la meta cui tendo no gli sforzi e le ricerche attuali. Per questo motivo le varietà nuove vengono realizzate a gambo lunghissimo. La selezione di prodotti destinati ad essere venduti alla clientela spicciola si è sviluppata anche nel senso di ottenere prodotti uniformi. derivano quasi certamente dagli sforzi selettivi operati per accrescere la resis tenza di questo cereale. L'aumentato rendimento dipende anche dalla migliorata efficienza della fotosinte si. spesso anche a matura zione contemporanea. In parecchie colture sono state selez ionate geneticamente nuove varietà che resistono a freddo e aridità più intensi della loro norma. c ome nell'olio di semi di ravizzone che ora si riesce a produrre privo di sgradev ole acido erucico. La figura del consumatore non deve venire ultima nell'ordine di precedenza stabilito dal genetista vegetale.

ma conserva auxine attive che danno il segnale . indirizzandolo ad elaborare una varietà domestica rispondente ai fini di selezione genetica dell' uomo. In tal modo è stato introdotto nelle varietà moderne di pomodori il carattere resistente al virus debilitante del mosaico del pomodoro. La prima sostanza applicata per ottener e mutazioni artificiali fu la colchicina (alcaloide ottenuto dal colchico): si è v isto che il suo impiego può aumentare il numero dei cromosomi. che altrimenti non p otrebbero riprodursi contemporaneamente. mentre quello di s pecie incompatibile fa produrre allo stimma un «anticoncezionale» che impedisce ai g rani di polline di germinare. Un notevole esempio dei successi conseguiti in questo se ttore è dato dalla produzione di pini provvisti di pigne in soli due anni partendo dai semi.a intrappolare il carattere dell'immunità alla malattia di una data sp ecie selvatica. che può diminuire la res a fin del 20%: a questo scopo è stata utilizzata la caratteristica resistenza di t re specie selvatiche. inoltre l'arachide N. ottenuto c on i raggi gamma. ad alta resa e con robusti baccelli che rimangono indenni anche dopo le ope razioni del raccolto. e di solito è corredato da dimensioni maggiori e accresciuto vigo re. L'opera di selezione genetica si avvale anche di trattamenti che influiscono sul periodo di inattività del seme assicuran do germogliatura uniforme. che altrimenti non avrebbe magari nessun valore. non ultima la buona resistenza all"«allettamento». Può creare triploidi a patrimonio cromosomico triplo rispetto alla norma. Vi è compreso l'orzo Milns Golden Promise. Altro scopo della selezione genetica è quello di attuare caratteristiche di resist enza agli animali nocivi. Ma è possibile fare in modo che un fiore femminile a ccetti polline d'altra specie mescolandolo assieme a polline irradiato della ste ssa specie.con un procedimento detto d'incrocio recessivo . Qu este condizioni controllate permettono ora di coltivare fianco a fianco. dell'esposizione ai raggi ultravioletti e a sosta nze chimiche quali l'iprite. C. c omportano spesso dimensioni maggiorate.4X (raggi X). a stelo cortissimo e rigido. perché ora gli animali nocivi si poss ono trattare .con mezzi di lotta chimica e bio logica di cui si darà una breve descrizione nel capitolo seguente. poniamo . i quali. Ma si possono ottenere a nche tipi poliploidi in cui il numero basico dei cromosomi è moltiplicato quattro o più volte tanto. oppure. che costituiscono una g rave tara per questo cereale. con l'impiego di una specie selvati ca. o frutti privi di semi. Però la pratica dell'irradiazione può sortire pregevoli effetti nella selezione gene tica. A un certo momento sorse la speranza che le mutazioni artificiali avrebbero potu to produrre nuove varietà di piante utili. come le ciliegie. Oltre all'acquisita abilità in quella che è un'opera di vera e propria manipolazione dei cromosomi specifici o dei singoli geni delle specie vegetali. Il polline di norma può fecondare solo la propria specie. Quest'ultimo è sterile. compresi gli intrattabili vermi nematodi sotterranei.nte resistenti nella pratica delle coltivazioni. dopo operazioni complic ate di estimo dei diversi geni della pianta. dove questo «difet to» genetico si traduce in un vero vantaggio commerciale.con maggiore o minore successo . l'uomo ha cer cato anche di accelerare i tempi dei programmi selettivi. ricorrendo a speciali celle di crescita dove le condizioni ambientali controllate . compreso l'inserimento diretto del polline negli ovari.riducono i periodi d'intervallo tra una generazione e l'altra.e aiutate se del c aso dall'impiego di ormoni di crescita . si sono rivelati più spesso da nnosi che utili. Un esempio di r esistenza felicemente acquisita ci è offerto dall'avvenuta realizzazione di un ris o ibrido resistente ai tonchi e alle pulci delle piante. Per accelerare i cicli sono stati escogitati anche speciali accorgime nti d'impollinazione. sebbene sterili. Numerosi nuovi ceppi utili sono il risultato di bombardamento con i raggi X. I trattamenti radioattivi hann o originato anche alcune nuove varietà curiose di piante ornamentali. piante a ritmo giornaliero rispettivamente lungo e corto. Si tratta forse di una meta meno importante. infine il riso Reimei (raggi gamma) dalle molte buone qual ità. Tuttavia i mutanti ottenuti con procedimenti artificiali. analogamente a quelli che si verificano in natura. In quest' ultimo caso i tecnici selettori riescono . o talvolta di una particolare varietà che non soffre della malattia. Il polline t rattato ai raggi X ha infranto l'ostacolo dell'autosterilità in alcuni tipi di fru tta. di varie radiazioni nucleari.

A. che vent'anni or sono esisteva in migliaia di forme in Iran. assieme a buone varietà preesistenti. In certi casi è stato gravemente trascurato il potenziale apporto genetico di spec ie o forme selvatiche finora non ritenuto degno d'indagini. Ciò sottintende la necessità di conservar e in ogni modo possibile la variabilità genetica delle specie coltivate d'interess e alimentare. Così l'antico grano d i spelta. La F. Questi accorgimenti possono sortire l'incrocio felice di specie attual mente incompatibili.molto distanti tra loro. m entre i ceppi progenitori rimasti allo stato spontaneo ed i loro discendenti (da i quali si potrebbero ricostituire varietà nuove nel caso in cui una malattia anni entasse i ceppi attuali) vanno incontro a rapida distruzione.O. Un insigne autore (B. Le mille e mille vecchie varietà di lino della Turchia sudoccidentale stanno scomparendo a r itmo accelerato. In situazioni del genere le possibilità di un d isastro totale per via di qualche malattia sono semplicemente immense. è scomparso da quel Paese. . ha mostrato di rendersi conto dell'importanza del problema. segnatamente nel senso dell'uniformità. Prima di lasciare il settore della selezione genetica conviene dire che può darsi che la scienza . L 'importante erba foraggera Digitaria decumbens coltivata nell'America centrale e nelle Indie Occidentali deriva tutta da un solo dono. mentre la massima parte d elle piante da caffè sudamericane è cominciata sotto forma di plantule derivate da u n solo albero coltivato in Olanda. Così solo nell'ultimo decennio sono s tate selezionate geneticamente. Questo lavoro. e se dovremo contin uare a mangiare cibi di tipo tradizionale.come accade non di rado . per cui si è proposto da più parti che vengano istituiti analoghi centri di ricerche internazionali per il miglio e il sorgo. analogo centro per il miglioramento del granoturco e del frumento esiste nel Messico. mentre l'Istituto Internazionale per le ricerche sul riso alle Filippine mantiene una collezione di 10000 tipi d i riso. Quasi tutto i l lino coltivato attualmente in Turchia appartiene ad una sola varietà.che venne spazzata via al gran completo da un'epidemia di ruggine nel 1860.per non parlare di famiglie . e nel lavarli con sostanz e adatte. Presso altri centri si co nservano raccolte delle diverse varietà coltivate: la raccolta di cereali degli St ati Uniti contiene 12000 tipi di grano ed orzo. In quella che è s tata definita la «rivoluzione verde» l'uomo mostra ora la tendenza a coltivare estes e aree di una singola varietà vegetale selezionata in purezza genetica. Un altro metodo usato a questo scopo consiste nel togliere il rivestimento ester no dei grani di polline composto di proteine exiniche. e ha isti tuito centri di conservazione genetica in regioni dove le specie locali hanno av uto importanza per l'evoluzione delle forme coltivate. in Grecia sono bastati 40 anni perché la percentuale delle specie semiselvatiche di frumento impiegate calasse dall'80% al 10% attuale. mentre campi sempre più estesi semplicemente scacciano le piante di vecchio tipo.di «via libera». le varie spe cie di patata selvatica a breve ritmo giornaliero che prima venivano trascurate perché non davano tuberi in Europa: si sono ottenute rese maggiori del 50%. scelta e v oluta per dare maggiore resa. P. Tutto il g rano che spunta in Australia deriva da una mezza dozzina di ceppi imparentati. con al ta resistenza alla peste della patata in certi casi. radici e tuberi tropicali. e lo stesso dicasi delle vecchie varietà di granoturco già coltivat e in Brasile. sebbene attualmente sussistano problemi di natura genetica che impediscono l'incrocio di specie appartenenti a generi . ini ziatasi da un solo ceppo . Queste monoculture mancano ormai della capacità essenziale di produrre varianti. diversi tipi di resistenza e così via. Il crescente uso d ei diserbanti e i metodi progrediti di coltivazione impediscono alle piante affi ni od imparentate qualsiasi approccio alle specie coltivate. per quanto faticoso e dispendioso. Vale la p ena di ricordare a questo proposito il caso dell'industria del caffè a Ceylon. appare sempre più necessario.precisamente come nel Sudamerica .si stia spingendo troppo lontano in c erti indirizzi di ricerca. Tali risorse potenziali dov ranno venir utilizzate sempre più se la produttività delle specie vegetali coltivate dovrà tenere il passo con un mondo in espansione demografica. Pal) ha affermato che la selezione monoge netica sta minacciando «tutta l'opera di selezione genetica vegetale compiuta dall a natura nel corso di migliaia di anni». e lo stesso vale per vecchie varietà ugualmente messe in disparte.

a temperatura variabile tra i 10 e i 20 g radi sotto zero. la vitalità. Quando si tratta di partite sfuse di sementi vanno evitati con uguale cura gli a ttacchi provenienti tanto da batteri e funghi quanto da insetti: anche quando la semente non ha subito danni meccanici. questi organismi possono aggredirla con risultati seri. Invece i semi freschi più grossi. Le sementi significano problemi a non finire a questo r iguardo. e in certi casi anche le possibil ità di buon accrescimento dopo l'avvenuta germinazione. con vitalità garantita di tre anni. ma il sole eccezionalmente torrido e venti por tatori d'aridità immediatamente prima del raccolto potranno sempre danneggiare la vitalità dei semi. L'immagazzinamento in condizioni di eccessivo calore o di eccessiva umidità riducono ben presto la vitalità dei semi: si può dire che la semente invecchia troppo in fretta.sono stati e .buoni o cattivi che siano i risultati . e gli esperimenti classici a questo r iguardo . Quanto sopra vale quasi soltanto per le specie coltivate e le piante dei climi temperati. sia per gli effetti diretti sulla germinazione dei semi. come per molti altri aspet ti. in linea di massima.specialmente d'azoto ed anidride carbonica . L'alternarsi di umidità e aridità può causare danni gravi alla semente matura. L'interruzione del periodo d'inattività o di letargo di un seme delle regioni temp erate si dice iemazione o vernalizzazione. Alcune regioni del mondo con tempo abitualmente caldo e asciutt o attorno all'epoca del raccolto hanno pertanto acquistato importanza per la pro duzione delle sementi. in quanto consentono l'insorgere di forme morbose portate da batteri e funghi. L'uomo deve imparare anzitutto qual è l'epoca migliore del raccolto. Logicamente i semi di forma sferica h anno meno probabilità di ricevere danni all'epoca del raccolto o nelle operazioni successive. E poi alcuni fattori sono assolutamente incontrollabil i. ma si può dire che è opportuno disidratarli. Altri semi migliorano ancora se ven gono sigillati in atmosfera gassosa .e colture ad elevato tenore proteico comprendenti anche verdure. Per i semi secchi di piccole dimensioni convengono meglio il secco e il freddo associati. Un commerciante inglese di sementi le dissecca suppergiù nella misu ra succitata. L'età effettiva della semente è meno importa nte delle condizioni ambientali di conservazione. purché siano loro accordate adatte condizioni di calore e umidità. e anche qui s'imbatte in un altro ostacolo frapposto dalla natura stessa: il periodo d'inattività o di letargo implicito nelle caratte ristiche di molti semi. l'uomo or a deve pensare a seminarla. Le esigenze dei semi variano molto a questo riguardo.invece che in aria. Certi semi vanno disseccati prima che mostrino un segno qualunque di germogliatura. non ultimo dei quali è il surriscaldamento che si può originare in c onseguenza dell'attività fungina. Dopo aver raccolto e conservato la semente nel miglior modo possibile. perché nelle regioni tropicali i semi sono in grado di germoglia re subito. sia per le conseguenze indirette. ad esempio le condizioni atmosferiche all'epoca della maturazione dei semi. ma l'uso di questi gas è a tutt'oggi ancora in fase sperime ntale. vanno conserva ti poco sopra il punto di congelamento. L'uomo ha semp re troppa fretta perché si pensi che stia ad aspettare il periodo giusto di una da ta semente. dove si provoc ano fratture interne.l'uomo è ora in grado di con trollarle in altri modi. Vanno presi in considerazione i problemi derivanti dai danni meccanici arrecati ai semi al momento del raccolto. come le ghiande. fino al 6% o a nche meno. allo scopo di mantenere s pecie fortemente selezionate di piante ornamentali. La corretta tecnica di conservazione costituisce la fase successiva da tenere so tto controllo per assicurarsi una buona semente: infatti il deterioramento può int accarne anche i caratteri genetici. specialmente trattandosi di semi grossi come i fagioli e le fave. in l inea di massima va evitato il raccolto precoce.come pure molte delle sue attuali applicazioni pratiche . prima di immagazzinarle o di chiuderle in confezionamenti di carta stagnola. E ssi sono più vitali dopo un'annata caratterizzata da insolazione superiore alla me dia e da piogge piuttosto scarse. Su scala del t utto diversa funzionano piccoli centri internazionali. perché diminuisce la vitalità e preg iudica i raccolti futuri. cosicché molto spesso si vede costretto a «rompere» loro il sonno ai propr i fini. che già abbiamo considerato al capitolo 16. Dopo aver selezionato o allevato in purezza genetica razze vegetali pregevoli ai suoi occhi .

ma anche specie alpine.anche soluzioni diluite di detersi vi. che si tende a defin ire «concimi artificiali». vengono alimentat e irrigando i lettorini con sostanza inerte contenente gli elementi nutritivi in proporzioni accuratamente bilanciate. ge rmogliano molto più facilmente nella primavera che tiene dietro alla loro maturazi one autunnale.intrapresa in origine tenendo le radici delle piante sospese al di sotto di grigliati o reti in soluzioni fertilizzanti . e conservandolo in frigorifero poco sopra il punto di congelamento . nella normale pratica agricola odierna. dopo un'invernata fredda.si è dimostrata di particolare valore in condizioni d 'ambiente desertico. I giardinieri ottengono spesso questo scopo mescolando la semente i n parti uguali con torba umida.con una certa nostra sorpresa . per rifornire le truppe di verdura fresca dove era impossibile coltiv arla con i sistemi normali. e nulla vieta che diventino pratica corrente negli anni ventu ri. quest'ultima fa avviare il processo di germinatura. ma a tutt'oggi i tentativi intrapresi in tal senso non hann o ancora superato la fase sperimentale. sebb ene le comuni miscele concimanti contengano già abitualmente percentuali di oligoe lementi sufficienti per gli usi normali. o iemazione. consiste in sostanza nel dare al seme da semi nare in primavera un periodo di freddo (probabilmente di 2-6 settimane) con poca acqua. fosforo e potassio. specialmente cespugli. Varie sostanze chimiche possono sostituire la vernalizzazione climatica: compren dono tra le altre la gibberellina e gli estratti d'alga contenenti auxine ed ant ibiotici. Miscele ferti lizzanti speciali s'impiegano per terreni carenti di qualche oligoelemento. per cui hanno importanza vitale la buona lavorazione del terreno e un'opp ortuna concimazione. si possono controllare molto meglio le condizioni delle coltivazioni. mentre fino a non molto temp . Con una tecni ca di giardinaggio detta stratificazione. la semente viene sparsa a strati in va si pieni di torba o sabbia. Alcune specie di serra. sìa pure in misura inf initesimale. e se ne è fatto un uso molto esteso durante il periodo bellic o 1939-45. mentre di norma non fioriscono prima dell'anno dopo se sono state seminate in primavera . Benefici stimoli per la germogliatura de i semi e lo sviluppo iniziale delle plantule sono stati osservati somministrando sostanze comprendenti. La germogliazione di semi ricoperti di un rivestimento duro si può accel erare attaccando dette cappe di rivestimento con varie sostanze. tra l'altro. Si possono somministrare in vari modi dei «ricostituenti» ai semi in co rso di germinazione. Questi trattamenti evitano di dover incidere o scarificare i rives timenti dei semi con possibilità di danneggiarli. tra le quali si annoverano . l'acido ascorbico e la citochinina. L'alimentazione delle piante. questo accorgimento assomma il vantaggio di frangere anche il rivestimento dei semi. Quando i semi vengono seminati in scala ridotta in vasi. sebbene certi costituenti possano essere di provenienza n aturale. I concimi si presentano in numerose combinazioni e versioni dei costitu enti principali azoto. come i garofani. ma ora è usata diffusamente per semi di specie da coltura e di fiori. Moltissime piante ornamentali.ffettuati sui cereali. Oggi si da al terreno pochissima sostanza organica. Le varietà invernali di un dato cereale fioriscono l'estate successiva se sono state seminate in autunno. purché siano tenute al freddoumido durante l'inverno. Quasi tutte le specie coltivate devono germogliare nel terreno in condizioni nat urali. e in molte concentrazioni per peso un itario a seconda della specie coltivata e delle condizioni locali. cassette o lettorini di serra. Questa tecnica idroponica . e si è lavorato intensamente per trovare terricci o miscele fertilizzanti di composi zione standardizzata. le vitamine del gruppo B. nel qual caso il cubetto di nutrimento se rve specialmente per estrarre e assorbire acqua. mentre i semi veramente tetragoni si trattano talvolta con gli acidi solfori co o nitrico. La vernalizzazione. La pratica di mettere accanto a ogni singolo seme un cubett o di nutrimento era stata escogitata in origine per la semina o la messa a dimor a di alberi ed altre piante in ambiente desertico. significa in gran parte applicare concimi in presentazione granulare. insaccando il miscuglio ottenuto in sacchetti di polietilene. La vernalizzazione costituisce una tecnica di ampio impiego in agricoltura e in orticoltura.

come dirò con maggiori particolari al capitolo 29. La coltivazione di organismi fissatori dell'azoto. con un aumento progressivo negli anni seguenti. sebbene il sistema non sia ancora usato su larga scala. e va notato che i risultati fi nali in termini di rendimento e valore alimentare sono praticamente uguali. Si è trovato che le fogl ie sono in grado di assorbire soluzioni nutrienti di adatta formulazione . Tuttavia. Quando si fanno prove vere. e un ravanello di 7 chili (quest'ultimo di produzione «normale» rispetto agli ibridi giganti che si ottengono talvolta in Gi appone. che attecchiscono e consolidano a loro volta il terreno prima che si decomponga la sostanza consol idante artificiale. specialmente s e vengono usati in quantità eccessive. Esistono molti metodi per stabilizzare il terreno in modo da impedirne o ridurne l'erosione. L'impiego eccessivo o in proporzioni sbagliate di concimi può diminuire l a resistenza delle piante alle malattie. è attuabile: ad esempio gli esperimenti effettuati in Giapp one con alghe verdiazzurre hanno aumentato la resa del riso del 20% inizialmente . ad esempio tra radici e ger mogli. Si è detto che i concimi nutrono solo la pianta e non il terreno. che poi veniva interrata mediante aratura. Una volta spruzzata la miscela consolidante. Oltre al riciclaggio di scarti minerali e di altri prodotti d'origine organica. L'alimentazione per via fo gliare riveste particolare importanza quando sussista forte concorrenza per l'ac cesso agli alimenti nell'ambito stesso della pianta. si può ragionevolmente sperare che in avvenire si otterranno forme di migliorìa dall a realizzazione artificiale di specie vegetali coltivate in grado di fissare l'a zoto: una delle eventuali «realizzazioni avveniristiche» di cui si tratterà nell'ultim o capitolo. Certi concim i possono avere effetti dannosi su alcune colture come le patate. Di recente è stata anche elaborata una forma di alimentazione attraverso le foglie . si possono ottenere risultati fantastici dalla nutri zione intensiva. In ques to modo i viticultori europei hanno potuto migliorare notevolmente il rendimento e lo stato di salute dei loro vigneti. può accadere fin troppo facilmente che la tendenza a somministrare concime non ottenga altro risultato che quello di alterare la struttura del terreno con perdita finale dello strato di superficie e fenomeni d'erosione. e probabilmente l'alimentazione per via fogliare si presta meglio per queste colture specializzate. un cavolo di oltre 55. sostanze oleose ed acqua.spess o basate sull'urea .o fa si somministrava regolarmente il letame animale. da usarsi alla st regua di concime vivo. Se il nutrimento fogliare viene somministrato contemporaneamente agli indispensabili insetticidi e fungicidi. e un terzo a base di epossiresine. Si registrano inoltre una zuc ca di 110 chili. specialmente sui pendìi ripidi: uno è dato dall'irrorazione con varie m iscele a base di lattice. dato che le sostanze fornite dai concimi perché vengano assorbite dalle piante sono ug uali a quelle prodotte nel terreno ad opera dei processi biologici. mentre un altro liquido irro rante è a base di colloidi. L'accrescimento accelerato non dipende soltanto dall'alimentazione. si possono piantare alberi od erbe. Oggigiorno si usa bruciare correntemente le stoppie allo scopo dichiarato di dis truggere l'insidia delle malattie da funghi. che possono passare i 15 chili senza cure speciali). ed ogni 3-4 anni si effett uava una coltura d'erba o trifoglio. Così il primato mondiale (inglese) nella produzione di patate toc ca a una coltura che ha totalizzato 740 chilogrammi di patate con sei soli ceppi .con grande rapidità. ricavandone accresciuta attività di fotosi ntesi. ma non esistono prove ineccepibili per cui le colture trattate con concimi organici «naturali» diano risultati migliori dal pun to di vista alimentare di quelle concimate con fertilizzanti «artificiali». e a marcire sottoterra restano solo le radici de l raccolto avvenuto. il costo dell'applicazione viene in pratica ridotto a zero. nonché altri benefici per il resto della pianta. Però troppo concim e può sortire il risultato della «pletora del terreno». ma tale pratica distrugge anche que sta fonte di sostanza organica. Alcuni esper . uno dei quali ha dato ben 150 chili di raccolto. tanto più che i terreni con bassa percentuale di materia organica tendono ad assumere un'ingrata consistenza compatta sotto l 'azione delle macchine agricole e delle varie attività legate alla coltivazione de l suolo. o renderle più esposte ai danni della pio ggia. tra le foglie e le gemme o i frutti in via di sviluppo.

Per la frut ta.in percentuali inferiori a una parte per milione . salvo forse per aumentare in lunghezza i tronchi delle piante da fibra. Le irrorazioni di acido abscicic o . L'irrorazion e di un preparato siliconico sigilla meccanicamente i pori di traspirazione con effetto analogo. La gibberellina fa crescere molte piante fuori misura. Le piante così trattate ri sultano anche notevolmente più resistenti alla siccità e al conseguente appassimento . e si sono ottenuti buoni successi in esperimenti di defogliazione delle piante di ca psico. tabacco ed orzo. possono indurre piante danneggiate dal gelo a fare frutti . o a regolarne la caduta ad avvenuta matur azione. mentre la sua mancanza ne lla pianta spiega forse le forme nane crescenti allo stato spontaneo. e ciò si può fare con l'impiego di preparati ormonali o. Forse queste sostanze sono ancora troppo costose per l'impiego in agricoltura . aumen tando la temperatura in celle di maturazione controllata. dato che l'effetto si limita in sostanza ad allungare le cellule preesist enti. Nella magg ior parte dei casi. L'effetto opposto della nanizzazione si applica ora su larga scala alle piante o rnamentali.e a farne senza semi -. Altre applicazioni speciali di sostanze ormonali ed affini accelerano la fioritu ra degli ananassi e delle bromeliacee ornamentali. ridotti a forme da vaso per appartamenti. Ad esempio. è stata impiegata anche pe . e si ottiene con varie sostanze di sintesi. Purtroppo il peso secco del prodotto aumenta di poco. eventualmente an che per alberi da frutto. nonché le sostanze messe in libertà dall'etilene. L'uomo dispone di molte altre tecniche scientifiche che gli consentono di manipo lare le specie coltivate in vari momenti del loro sviluppo. In certi casi le sost anze nanizzanti possono anche aumentare la capacità di fioritura. oppure farle ge rmogliare subito dopo il raccolto o quando sono in letargo naturale.e quindi riduce drasticamente la perdita di umidità. dal momento che il periodo d i crescita si può comprimere in un'estate più corta. e al contrario a impedire che i frutti cadano troppo in fretta prima dell'epoca del raccolto. e oltre ad essere usata nelle colture. le irror azioni con preparati ormonali possono modificare il sesso dei fiori. o allungare il periodo di conservazione. La sostanza usata .imenti hanno dimostrato che l'irrorazione con quella stupefacente sostanza che è l a gibberellina può far crescere le piante con velocità da due a cinque volte superio re a quella normale. aumentando contemporaneamente anche la resa. In questo modo si riesce a far fiorire piante biennali già al primo anno.fa staccare anche i frutti con maggiore facilità. Nel corso di un esperimento piante di fagiolo cresciute in vaso senz'acqua sop ravvissero alle piante non trattate per altri 10 giorni. ma sono state usate finora a scopo sperimentale per ridurre l'altezza scomoda di varietà troppo cresciute di pomodori. a ridurre fiori e frutti nel caso che vengano prodotti con eccessiva liberalità. controllano la crescita di erbe rustiche e siepi. aumentano l' emissione del lattice degli alberi della gomma. Oltre all'ovvi a importanza venale del ritrovato. si può ritardarne la maturazione. perché fa chiudere gli stomi . questa crescita così maggiorata non offre molte poss ibilità di applicazioni pratiche.che di norma interviene nella caduta delle foglie e nel letargo delle piante . migliorando ne anche lo sviluppo. arrestano l'avvizzimento di s edani e lattughe. sono in grado di accelerare la caduta delle foglie. come si usa con le banane importate nei Paesi a clima temperato a bordo di navi frigorifere. Gli ormoni. Questa pratica è adottata negli Stati Uniti per i pomodori. L'esempio più noto è offerto dai crisantemi. che può essere auspicabile al fine di facili tare il raccolto. oltre che nei casi noti delle azalee e delle poinsetti e.anche per la durata di nove giorni . vantaggio di particolare importanza nel rac colto del capsico.permette alle specie vegetali di resistere ai periodi di siccità o di crescere meglio in condizioni di aridità. int ervenendo sulle condizioni di temperatura o adottando certi accorgimenti con il gas etilenico. Invece per certi altri tipi di frutta conviene accelerare la matu razione. comunque. va notato che questa crescita rapida consente di coltivare piante in posti più freddi della norma. la velocità di crescita delle foraggere e i gambi commesti bili del sedano e del rabarbaro. E" anche possibile far sì che le patate conservate non germoglino. e questo vantaggio accelera i programmi delle varie colture. intesi a sostituire la difficile raccolta a mano con quella meccanica.

mentre se ne può prolungare la fioritura in inverno con l'illuminazione nottu rna . che invec e riesce subito fatale alla vita delle specie animali. esse possono e . mentre la produzione di crisantemi per margotte ha potuto far e un balzo di oltre il 90% rispetto alla produzione normale. Quando si impiega un sistema d'illuminazione si possono anche usare strutture op ache. La tem peratura. in modo da riprodurre artificialmente giornate br evi. detto di passaggio. Posso citare a questo proposi to il caso di un appassionato coltivatore di crisantemi da esposizione. Un altro suggerimento è quello di usare raggi laser di brevis sima durata. In questo m odo si sostituisce l'anidride carbonica assimilata in un locale chiuso . L'il luminazione notturna si ottiene invece con lampadine al tungsteno anche a bassis sima intensità. impedendone la fioritu ra. Però ai crisantemi si danno dai 10 ai 15 minuti di luce ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 3 del mattino. mentre è possibile far fiorire a metà dell'inv erno le fuchsie.si basa su precise nozioni scientifiche. dove le piante . di modo che è possibile indurlo a fiorire nelle lunghe gior nate estive con l'oscuramento. impiegata solamente per il 20% del tempo. come viene osservato nel capitolo 10. in ambiente caratterizzato da aria ammorbata dalle sostanze in decom posizione. aerazione. che hanno prezzo più economico delle serre e si possono isolare con maggiore facilità. Fino a non molto tempo fa questi fiori veni vano considerati soltanto gli annunciatori dell'autunno.r impedire la perdita d'acqua in piante soggette a spostamenti per il trapianto.cioè con giornate lunghe ottenute artificialmente. il quale aveva osservato ch e la menta.ho mai visto piante crescere tanto vigorose come in quest'atmosfera. può avere altrettanta importanza della luce per rego lare la fioritura. L'importanza dell'anidride carbonica era stata r ilevata per la prima volta nel 1772 da J.special mente se le condizioni locali impediscono la ventilazione . figurano le poinsettie e le kalanchoë. e rappresenta il principale risul tato commerciale degli studi sul fotoperiodismo delle piante. che non richiedono di essere tenute accese in continuazione. L'erogazione di anidride carbonica ha costituito un altro progresso. perché di solito non fior iscono prima che comincino ad allungarsi le notti. cioè a ci clo giornaliero corto. «In nessun'altra occasione . Un recente perfezionamento americano si basa sulla «luce forzata» emanante da lampade a scarica gassosa. di solito con lampade fluorescenti o al mercurio. in modo da migliorare l'attività della fotosintesi. che hanno un lungo fotoperiodismo giornaliero. che citò i n giudizio la giunta municipale per aver fatto installare un lampione stradale i n un punto dal quale illuminava nottetempo le sue piante. Ciò dipende dal fatto che il c risantemo. è una pianta brevidiurna.ricevono cure intensive a seconda delle loro esi genze. quali le limoniere del diciassettesimo secolo: vi si può praticare il controllo automati co della temperatura. E" possibile fornire anche luce supplementare. Tra le altre piant e ornamentali brevidiurne che si sia riusciti a far fiorire ad epoche stabilite.specialmente nelle prime fasi di crescita . Le piante di pomodoro insediate in camera di coltivazione raggiungono in tre settimane lo sviluppo che conseguirebbero abitualmente in serra nello spazio di 6-9 settimane. Le serre moderne sono molto diverse da quelle dei tempi andati.talvolta associata alle forme miniaturizzate per effetto di nani smo . Oggi però i crisantemi si producono tutto l'anno.aggiungeva . ma con risultati che si assicurano uguali a quelli ottenuti c on la luce continua.e se ne aumenta la c oncentrazione. In primavera e in autunno sono molto usate strutture leggere ricoperte di fogli di plastica in funzione antivento e per trattenere il calore solare. prosperava «in modo sorprendente». Tutto questo lavoro di controllo dei ritmi comporta l'uso di serre od altre attr ezzature. Ne sono derivate le «camere di coltivazione». Ormai la produzione di crisantemi rifiorenti per tutto l'anno . innaffiatura e diffusione d'insetticidi.» I dispositivi più semplici possono migliorare le condizioni climatiche locali. Priestley. In ce rte condizioni sperimentali a impedire la fioritura di alcune piante basta addir ittura fare lampeggiare per pochissimo tempo una fonte luminosa nel cuore della notte. Altro intervento di largo impiego e di genere diverso si usa per ottenere la fio ritura in epoca in cui la pianta di norma non fiorisce: anche in questo caso l'e sempio classico è dato dai crisantemi. sventagliati sui terreni a coltura. La crescita vie ne aumentata così almeno del 20%. L'oscuramento si ottiene con l'uso di tapparelle e persiane di vario tipo completamente opacizzanti.

Contro l'irrigazione dei deserti è stata mossa l'accusa che favorisce il prosperar e delle cavallette e la diffusione di malattie come la bilharzia e la malaria. come quel lo degli Anni Cinquanta che ridusse a deserto salato centinaia di chilometri qua drati della piana dell'Indo nel Pakistan. a conservare l'umidità. proprio appena sotto il punto di congelamento. come l'India. giova a scaldare il suolo. adottan o il principio di raccogliere l'acqua di scorrimento che scende dagli spartiacqu e dei pendìi circostanti. occorre dilavare con l'acqua l' area irrigata. ed è possibile avere raccol ti a ritmo intenso erogando l'acqua con grandi spruzzatori girevoli e con tubatu re fisse sopraelevate.siccità. Le costruzioni «a bolla di sapone» in plastica robusta. m a a questo riguardo si possono prendere opportune precauzioni. Su alcuni terreni questo «bucato» radicale deve accompagnarsi ad applicazioni di gesso e a colture effettuate su scasso profondo. vento e temporali. assieme a concimi artificiali.il calore latente del congelamento mantiene il ghi accio e la pianta all'interno del rivestimento di ghiaccio. in modo che questa ri serva idrica alzi tutta la falda freatica locale. come vedremo in seguito. e in sostanza non sono altro c he un fuoco controllato emanante molto calore radiante. Mentre è possibile effettuare un controllo ambientale più o meno stretto nelle varie costruzioni trasparenti o a struttura chiusa. se le vicende meteorologiche hanno causato carenza d'acqu a nel terreno. In Israele non si sono registrati inconvenienti con l'imp iego di acqua fortemente salmastra su dune sabbiose. attraverso i quali si me ttono a dimora le piantine. Tuttavia gli israeliani hanno tentato anche varie colture per veder e quale resista alla salsedine. e spesso minima. e i nfine a frenare lo sviluppo delle erbacce.e la sabbia delle dune assicura un rapid o drenaggio. . Un problema d'ordine climatico è d ato dalle gelate che al momento della fioritura possono rovinare un raccolto pot enziale di frutta. Problemi del genere dipendono dall'accumulo di sali minerali nel suolo. e viene incanalata a valle sui terreni coltivati. può darsi che certe difficoltà derivino dal tipo di terreno in causa . si lavo ra a costruire dighe per bacini idrici che raccolgano le piogge portate dai mons oni. Un altro metodo consiste nell'uso di tubi d'irrigazione sopraelevati che erogano irrorazioni nebulizzate nei periodi di gelo. Qua ndo il terreno o l'acqua hanno contenuto salino. Il deficit idrico si colma con abbondanti piogge annue e buone fa lde freatiche sotterranee. in modo da allontanare l'eccesso di sale assieme all'acqua di def lusso: impresa di diffìcilissima attuazione nei posti dove scarseggia l'acqua stes sa. ma finché continua l'irrorazione . ed hanno realizzato anc he notevoli progressi nel ridurre il costo della desalinizzazione. per i quali si calcolò che sarebbero occ orsi 20 anni e la spesa di due miliardi di dollari (cioè una somma maggiore a quel la spesa nelle opere originarie d'irrigazione) per riportarli allo stato produtt ivo. gonfiate da una pompetta ad aria funzionante a ritmo continuo. I «bracieri» o le «stufette» trovano tuttora largo impiego: sono ora disponibili in modelli relativamente sofisticati. Qualche volta si riesce a vincere la salinità del terreno. possono coprire una coltiv azione per un periodo di tempo appropriato. quanto basta ad assicurare la sopravvivenza alle gemm e di fruttificazione. nel quale ultimo caso rap presentano un perfezionamento dei vecchi modelli francesi e di altri più recenti a campana di vetro. In via sperimentale sono state usate anche delle grandi ve ntole che agitano l'aria e portano quella più calda dall'alto verso il basso nelle notti di gelo irradiante. Nei Paesi a piovosità stagionale. Fattorie sperimentali nelle re gioni più siccitose d'Israele a piovosità assai irregolare. le colture all'apert o su larga scala vanno sempre praticate nel terreno e sono sempre esposte alle v icende atmosferiche . L'uso di fogli di politene neri a terra. Tuttavia anche l'irrigazione può causare danni cospicui e veri disastri. e si possono poi spostare rapidament e su un'altra. lasciando defluire l'acqua lentamente nel sottosuolo. Questo sistema d'irrigazione ha dato notevoli risultati associato alla scelta delle piante più adatte a sopravvivere con basso fabbisogno d'acqua.ssere grandi come una serra o essere fatte a galleria. opere altrettanto difficilment e attuabili presso comunità agricole primitive. in mod o che quasi ogni goccia d'acqua venga convogliata dove sia maggiore la richiesta . Le tecniche d'irrigazione si fanno sempre più complesse. spesso adottando anche terricci s intetici o aggregati inerti. Il liquido nebulizzato ricopre le piante di ghiaccio.

nel corso di ricerche effettuate durante la guerra in Vietnam. Un caso abbastanza recente. (Canzone dei vecchi coloni americani) Effettivamente animali dannosi e malattie non potrebbero desiderare nulla di meg lio di piante ben nutrite che offrono loro ospitalità. ci si può fare un'idea della gr . purché la regolazione meteorologica in un dato posto non danneggi regioni o Paesi vicini. il «pericolo numero uno» delle colture di ogni tipo: cioè c on il fatto che le condizioni artificiali da lui stesso create rappresentano un concorso di circostanze ideali per l'invasione delle erbacce. per quanto ci tenti l'idea di poter provocare l a pioggia o far tornare il sereno a comando. quando non addirittura l'intero sistema meteorologico mondiale. dal canto loro. Capitolo 28. Si è calcolato che le loro ostili attenzioni nei riguardi delle no stre messi. probabilmente è troppo pericoloso met tere le mani in sistemi che possono colpire ogni vivente sulla faccia della Terr a. mentre gli affari andavano quasi sempre bene per gli allevatori di bestiame. In conclusione.Pare che l'America sia riuscita a modificare entro certi limiti le condizioni me teorologiche. GUERRA DEI MONDI. del le 900 mila specie d'insetti conosciute. in maturazione nei campi o conservate nei granai. la volta dopo scopro che ha messo su famiglia". Questo problema costituisce l'argomento del prossimo capitolo. In certe parti dell'India va perduta più della metà delle risorse alimentari prodotte. Gli insetti perpetrano distruzioni più estese di quanto non facciano i funghi. con piante coltivate e intervallate alla distanza giusta? La coltura prolungata della stessa specie porta inevitabilmente alla formazione di massicci contingenti di parassiti e funghi. come hanno confermato i res ti di scarafaggi e coleotteri nei cereali e nel pane trovati in tombe egiziane d i 4000 anni fa. e nel 3% dei casi si tratta di specie che provocano danni di preoccupante entità. piante troppo spesso allont anate da condizioni di vita naturali fino a non avere più alcuna resistenza di fon do. è certo comunque che non si riuscirà mai ad accontentare tutti contempora neamente. più d'una su dieci è una specie dannosa. riducendo contemporaneamente la possib ilità di eccessive grandinate. e di ogni genere di malattie.e certamente quanto basterebbe a rime diare all'attuale scarsità mondiale di cibo. cui ha applicato tutti gli interve nti tecnici che gli sono sembrati necessari. "La prima volta lo scarabeo incontro solo nel seminato. ben concimato. Da to che si tratta in tutto di 27000 specie diverse. degli insetti e di altri animali nocivi. Il loro mondo è in antagonismo estr emo con il nostro fin dagli albori dell'agricoltura. verificatosi nella valle di Saint Louis nel Colorado . ma si trova ancora costretto a fare i conti con la «bestia nera». hanno fatto il c onto che in condizioni meteorologiche naturali si aveva un buon raccolto d'orzo ogni 20 anni. ha dimostrato come la semina delle nuvole effettuata per impedire che la grand ine danneggiasse l'orzo abbia ingenerato negli allevatori di bestiame la convinz ione che tale pratica abbia causato grave siccità e inaridito i pascoli con ovvio nocumento per le mandrie. Att ualmente c'è una forte opposizione contro ogni iniziativa intesa a modificare il t empo atmosferico e le condizioni climatiche a fini bellici. I coltivatori d'orzo. Che c'è di meglio per un'erbaccia di un bel terreno livell ato. e ammassate l'una accanto all'altra in modo da fornire infinite occasioni di diffusione ai contagi. Ma. ci costino almeno un terzo di quanto produciamo con fatica . l'uomo è riuscito ad assicurare una crescita vigorosa ed agevole a specie vegetali particolarmente selezionate. La «semina delle nuvole» a mezzo di aerei o di razzi potrebbe far aumentare la piovosità su sc ala mondiale in misura calcolata del 15%. ma indubbiamente in date occasioni questa stessa tecnica si potrà usare a beneficio dell'agricoltura.

che occ orre invece lasciare indenni. uccelli ed altri animali più grossi possono rivelar si ugualmente specie molto dannose. Forse converrà affrontare in altro modo il problema dei diserbanti. sono venute in uso le tecniche d'irrorazione in massa c on l'impiego di aerei ed elicotteri. Certe piante. Ora si possono distruggere selettivamente anche le erbe che spu ntano in mezzo alle piante a foglia larga. effettuata tanto con zappa e gravina quanto con il macchinario più sofisticato. come i pomodori.avità del problema. e così uccidono ogni plantula d'erbaccia che osi spuntare. Sembra anche c he il pericolo non stia tanto nella sostanza chimica. ed è un problema serio separare la specie selvatica dalla semente buona dopo il raccolto. od «ormoni». con conseguenze talvolta disastrose. Va detto che questa sostanza chimica è stata usata laggiù a concentraz ioni molto superiori a quelle richieste per le normali pratiche agricole. ma sconvolgono i processi di crescita delle erbacce a foglia larga. o se gli animali si cibano di piante irrorate. alcuni dei qua li uccidono ogni pianta presente nel terreno. che si possono evitare s olo a prezzo di grandissime difficoltà.danneggia l a coltura. altri . che regolano la crescita delle piante. La risposta più vistosa dell'uomo a questi ospiti indesiderati che si assidono all a sua mensa consiste nell'impiego di sostanze chimiche. e a su o carico non pesavano in precedenza sospetti di effetti deleteri. Per quanto sembri che non sussista alcun pericolo se vengono maneggiati da p ersone. se ne asserisce l'inn ocuità nei riguardi degli organismi del terreno. filiformi. Tuttavia di recente è comparsa qualche nuvola all'orizzonte dei diserbanti seletti vi. e nei cereali favorisce un'affezione debilitante nota con il termine appropriato di «consunzione». Così è molto difficile sl oggiare dai campi di cereali l'avena selvatica. come nel cas o di quel notevole successo australiano che comporta la distruzione del vischio degli alberi della gomma mediante iniezione di un diserbante selettivo. ma almeno nei Paesi del benessere a tec nologia progredita il diserbo chimico è ormai molto perfezionato. i quali lasciano intatte le erbe a lembo fogliare stretto. Questa situazione dipende in gran parte dalla mancanza della rotaz ione delle colture. e persistono in varia misura anche per sei mesi. e dispone di sos tanze in grado di distinguere le erbacce dalle diverse specie coltivate. per cui la minima brezza può deviare il diser bante irrorato sulla vegetazione circostante o su altre colture e giardini.come può accadere ad esempio quando una nuvola di diser bante irrorato si sovrappone ad un'altra nebulizzata in precedenza . la cui presenza anche in percentuali infinitesimali basta a provocare disturbi della crescita. Essa fa concorrenza al cereale colti vato. Anzitutto può darsi che sia meglio non uccidere sbrigativamente le erb . 5T in Vietnam. L'irrorazione praticata senza riguar di o in quantità esagerata . Il diserbo comincia cont emporaneamente all'attività di coltivazione. Fa piacere osservare che la maggior parte di questi diserbant i ha effetto poco duraturo sulla composizione del terreno. La maggior parte di questi diserbanti ultraspecial izzati si basa su sostanze. . che infesta quasi i l 70% del terreno arativo dell'Inghilterra. Gli esempi più spiccioli ci sono dati dai diserbanti selettivi che usiamo per il prato di casa. Altri pericoli accompagnano l'uso dei diserbanti. Data la grandissima estensione delle zone da trattare. per passare infine insidiosamente negli individui della s pecie umana una volta che si sia finito di usare i defoglianti. si sono avute sgradite se gnalazioni di malformazioni in bambini dopo irrorazioni del defogliante 2. mentre altri infi ne formano una pellicola a fior di terra.nel senso più o meno letterale del termine . e davvero si osserva crescente precis ione dei diserbanti nella scelta dei rispettivi obiettivi vegetali. 4. sono sensibiliss ime ai diserbanti selettivi.come il paraquat. Un problema importante si presenta quando occorra eliminare le forme selvatiche che crescono spontaneamente in mezzo alle varietà coltivate. o avenaccia. Topi.facendosi a pezzi da sole. soprannominato «la zappa chimica». ma persistono certi timori che po ssano avere effetto dannoso sui batteri utili del suolo. Naturalmente esistono molti diserbanti ad ampio spettro d'azione. sorci. in modo che le piante si distruggano .impedi scono la crescita superficiale con il loro effetto ustionante. Però ora sono state elaborate sostanze chimiche atte ad uccide re i semi dell'avenaccia prima della semina della specie coltivata. e vengono in seguito assorbiti da pesci e molluschi o crostacei. quanto nelle impurità e negl i inquinamenti connessi alle lavorazioni di produzione.

o il periodo d'inattività dei semi delle erbacce indot to dal buio. non diversamente si comportano per vincere le sostanze tossiche di natura chimica. in modo che le popolazioni degli animali dann osi e degli agenti morbosi non abbiano il tempo di sviluppare la resistenza a ne ssuna di esse. come il "pirimic arb". Si possono uccidere anche altre specie. tanto più che di solito si adottano sostanze chimiche «ad ampio spettro d'azione» che uccidono un'ampia gamma di organismi dannosi. per esempio. una creatura strana la cui principale occupazione consiste nello scindere ed inattivare sostanze ch imiche innaturali. Un'altra raffinatezza colturale consiste nell'aggredire le erbacce prima ancora di effettuare la semina della specie coltivata. Il nostro grosso nottolo ne mangia ogni giorno insetti in quantità corrispondente a quasi la metà del suo pes o. Alcuni tra gl i animali dannosi più minuscoli. quello che in precedenza lo aveva fatto diventare una specie dannosa». e g li afidi lanosi. come avvenne quando si cominciò ad usare il D. I pipistrelli sono grandi distruttori d'insetti: si è calcolato che solo nel Te xas i pipistrelli consumino 6600 tonnellate d'insetti all'anno . che uccide soltanto gli afidi. Gli insetti sono altrettanto adattabili a questo rig uardo. in modo da crescere molto più in fretta delle erbacce. per combattere la falena del melo: a seguito di quest e misure raggiunsero proporzioni epidemiche l'acaro rosso. D. nei suoi tentativi di reinfestare un mondo fabbricato dall'uo mo. Una seconda al ternativa sarà quella di usare semente trattata in precedenza. come l'acaro rosso. effettuando una lieve aratura seguita dalla somministrazione di una sostanza che mette in libertà etilene.T. Un aspetto sfavorevol e della lotta chimica contro le specie dannose consiste nel fatto che le sostanz e impiegate allo scopo distruggono con troppa facilità tanto gli animali dannosi q uanto le specie antagoniste. e le cui radici rispuntano anche dopo che sono state fatt e a pezzettini. Tutta via già si stanno elaborando alcune sostanze ad azione specifica. le popolazioni di pipistrelli che si cibano di insetti contaminati da sostanze insetticide. Ho già precisato come i funghi si adattino a superare le resistenze genetiche che incontrano nelle piante. che è un'erbaccia molto dif ficile da distruggere. Le plantule che così spuntano precocemente p eriscono al freddo invernale. e sappiamo che certe specie che in un primo tempo venivano annientate pro ntamente dal D.sono i pipistre . Un processo an alogo ma in senso contrario è accaduto quando la nota blatta del Colorado ha fatto la conoscenza della patata. Cosicché ora la preoccupazione principale dell'uomo dovrebbe essere quella di modificare continuamente le sostanze che usa. fino allora raro. Secondo Alee Nisbett. Oggi si sa che non meno di 200 inset ti dannosi per le specie vegetali coltivate resistono a tutti gli insetticidi co nosciuti. che nelle prime fasi di coltura possono impedire che il terreno si inaridi sca o venga portato via dal vento: se si potrà impiegare una sostanza che ritardi la crescita delle erbacce. mentre il cedro delle Bermude è stato praticamente annientato dall'introduzione casuale di due insetti.acce. rivelano abilità eccezionale ne llo sviluppare resistenze di questo genere. succederà che l'accrescimento della specie coltivata om breggerà la specie infestante. La pratica consiste nell'interro mpere il letargo invernale. Altra complicazione conseguente all'uso di una data sostanza chimica contro una determinata specie dannosa è costituita dal f atto che essa consente a un'altra specie di rafforzarsi. La lotta contro gli animali nocivi e le malattie comporta difficoltà ancora maggio ri. Si sono molto ridotte. le ricerche s'indirizzano nel senso di mettere a coltura il terr eno infestato completamente fuori stagione: in questo modo i pezzi di radice cre scono fino a quando si possono irrorare con un diserbante..T. Allo stato naturale è ovvio che animali dannosi di questo genere vengano tenuti so tto debito controllo dall'azione delle specie antagoniste. I guai più ostinati si verificano dopo l'introduzione accidentale di un organi smo che si trova un nuovo ospite di suo gradimento: un fungo di origine asiatica ha distrutto i castagneti del Nordamerica. ora sembrano prosperare con questa sostanza. D. e la farà perire per mancanza di luce. l'impiego di sostanze del genere da parte dello scienziato «riesce solo a creare un animale quasi artificiale. oltre agli insetti predatori di specie d annose. una volta mosso il terreno al momento della se mina. Nel caso della gramigna.

Tuttavia non dobbiamo mai dimenticare il rapporto tra rischio e vantaggio: qu este sostanze hanno portato. composto a base di fosforo organi co. per cui vengono col piti molti uccelli marini. fungicida. nematocida.qualunque ne sia la causa . non appena essi entrano n elle cellule. D. Allora le sostanze chimiche in causa si trasmettono lungo le cosiddette catene alimentari: vengono ingerite dai verm i. I pesci introducono nel loro corpo sostanze chimiche che fluiscono in acqua. perché le sostanz e fungicide attuali applicate superficialmente formano sottili pellicole che si dilavano ben presto. o addirittura nei tronchi c on pratica abbastanza laboriosa: con iniezioni praticate di anno in anno si può co ntrollare ora il «morbo olandese» degli olmi. battericida. e i preparati cloroorganici quali l'aldrina e la dieldrina. ma si ha motiv o di ritenere che possono essere dannose. Conosciamo tutti l'esistenza delle reazioni biologiche a catena . e le eccedenze si scindano al più presto in sostanze innocue. e questo fatto può creare al tri problemi connessi con le catene alimentari sopra citate. Il trattamento chimico più recente è forse quello che offre la possibilità di effettuare una lotta sistematica con una misce la ad effetto insetticida. Un indirizz o di ricerche che potrà forse risolvere il problema degli effetti letali sugli ani mali antagonisti delle specie dannose consisterà nel mettere a punto per via siste matica sostanze chimiche attive che entrino nella linfa delle piante. Questa tendenza non fa altro che accelerare il pro cesso di resistenza nella specie dannosa. success ivi all'impiego d'insetticidi molto persistenti. I «cattivi» più frequentemente indica ti alla pubblica deplorazione sono il D.e dei loro effetti a lunga scadenza. Si crede sempre che le sostanze di origine naturale debbano nuocere agli altri o . La nostra reazione fondamentale all'aumento eccessivo di una specie animale dann osa .lli del guano che producono anche grandi quantità di ottimo concime. non meno di quanto vi si prestino le irrorazioni a contat to. Co sì le irrorazioni indiscriminate contro lo scarabeo del cotone. ha favorito una zanzara l ocale che diffonde la malaria ed è diventata resistente agli insetticidi..è di aumentare la quantità e la frequenza delle ap plicazioni degli insetticidi.ma che persistono nel terreno. e in linea di massima sono estremamente opportune. C'è da preoccuparsi quando madri allatta nti negli Stati Uniti hanno tanto D. nel latte che. che a loro volta sono divorati dagli uccelli assieme agli animali dannosi inf etti e alle sementi trattate. aumentare le probabilità di effetti seco ndari nei consumatori. Dopo avvenimenti di tal fatta è naturale che ci si dia da fare perché le sostanze ch imiche usate a scopi agricoli agiscano nell'ambiente per un periodo relativament e breve. Tuttavia i preparati attivi per via sistematica si prestano alle evasio ni di ordine genetico.T. per cui.che sono state e sono oggetto di molta pubblicità . e ancora portano grandi benefìci. e insediano nelle foreste ricoveri adatti all a loro moltiplicazione.T. distruggere organismi utili. I Russi incor aggiano attivamente i pipistrelli. e viricida nei li miti del possibile contro 1 virus. e infine gli uccelli possono morire assieme ad eve ntuali uccelli da preda che hanno mangiato altri uccelli. come accad e in ogni vicenda della vita. e che vi persistano per un ce rto tempo. come ha detto uno scien ziato umorista. uccidendo gli insetti succhiatori di linfa ma non gli altri. com e i bruchi . Se si arriverà alla limitazione dell'uso dei pesticidi. sostanze di stra ordinario successo nello sterminio di specie dannose sovente assai ostinate. Non ultimo aspetto del problema sono le eventuali con seguenze su noi stessi: a tutt'oggi non ne sappiamo ancora molto. Ciò può avvenire in conseg uenza diretta dell'accumulo delle sostanze chimiche nei loro tessuti corporei. Questi preparati antifungini si possono irrorare sulle fogl ie. Cominciano a fare la loro comparsa anche sostanze fungicide attive pe r via sistematica che uccidono gli organismi invasori. o iniettare nel terreno nei pressi delle radici. bisogna tener presenti il bene e il male prima di formulare un giudizio equilibrato sul loro conto. se ne avvantaggeranno i pipistrelli. citato nella vecch ia canzone che si trova all'inizio di questo capitolo. «in stretta osservanza delle leggi federali costituisce illegalità i l fatto che facciano passare il loro seno da uno stato all'altro della Federazio ne». o ppure può colpire la loro capacità di produrre uova feconde. colpire le specie associate e spesso incoraggiare qualche altra specie a trasformarsi in animale dannoso. D.

detto anche pianta delle bac che cinesi o delle perline d'India. Questo note vole parallelo con le inoculazioni usate in medicina umana .ad esempio contro i l vaiolo .ha sortito risultati incoraggianti nel corso di prove pratiche. ma specialmente sconvolge per contatto il loro ciclo di crescita e l a successione regolare delle mute. di modo che finisce per ucciderli.si rivelano spesso estremamente letali per i loro parenti dispensatori di malattie.d'una data affezion e virale. ed una è stata messa a punto in questi ultimi te mpi: si tratta dell""azadirachtina". e già si sono scoperte due specie che uccidono le larve delle zanzare. si verificano ancor oggi perdite da deriva e da eccesso d'irrorazion e. la nicotina è tossica per i mammiferi come il derris lo è per i pesci. il piretro sembra innocuo. evitandosi così spese e problemi di fornitura. e si ricava dal "nim" o "margosa" (Azadirac hta indica). Questa sostanza riesce anzitutto sgradevole agli insetti. per cui è prevedibile ch e le ricerche in questo senso continueranno. ancora in fase sperimentale. ma le sostanze naturali eliminano i dispendiosi processi di fabbricazi one. appartenente alle meliacee. per cui in avvenire l'estrazione e l'impiego di queste sostanze pot ranno acquistare notevole valore. e si è rivelata efficace a bassi ssime concentrazioni contro numerosi organismi di natura fungina che agiscono co ntro molte piante. Gli esperimenti inglesi in questo settore si sono indirizzati sul virus del mosaico del pomodoro. Un fungo m icorrizale da solo si è rivelato attivo contro il 92% di possibili specie fungine ostili: la sua azione contro il fungo che causa la malattia alle foglioline aghi formi del pino si è manifestata impedendo ogni movimento nello spazio di 20 minuti alle spore del fungo patogeno .dei pesticidi e fungicidi in particelle . Sperimentatori spagnoli hanno usato con succ esso un estratto d'aglio in eccipiente oleoacquoso. a differenza di quanto succede per una gamma abbasta nza estesa di sostanze sintetiche.per irrorazione o in polvere . E" presumibile che gli animali dannosi e le malattie possano diventare resistent i agli agenti «naturali» con la stessa rapidità con cui resistono ora alle sostanze di sintesi. I funghi della micorriza .in fase d i plantula. Anche le piante superiori contengono sostanze antifungine. un'affezione che falcidia notevolmente la resa delle piante. e nessuna delle sostanze citate è persistente. è stata isolata dai fagioli. Alcuni antibiotici elabo rati dai funghi della micorriza hanno azione specifica contro un determinato fun go patogeno.e lo stesso vale per l'estratto d'aglio . Nella maggior parte dei casi si copre tanta più superficie fogliare qu anto più il liquido irrorante è finemente nebulizzato: le macchine moderne sono stat e perfezionate ininterrottamente a questo scopo.rganismi in misura molto minore di quanto non facciano le sostanze chimiche otte nute per via sintetica. grazie agli an tibiotici naturali che producono. e arrestandone contemporaneamente la germinazione. Tra le principali sostanze note. naturalmente a seconda della sp ecie vegetale interessata. Questi funghi della micorriza associati a due specie di pini sono stati sperimentati contro 200 tipi di funghi che attaccano l e radici. può impedire attacchi su larga scala. come l'estratto di quassia del buon te mpo antico. ricavate da piante molto diffuse n elle regioni subtropicali .sta nel fa tto che esse si possono fabbricare sul posto con mezzi semplicissimi ad opera de i coltivatori stessi. Un notevole progresso è stato fatto con la scoperta che l'inoculazione .quelli che si associano alle radic i delle piante secondo la descrizione datane al capitolo 22 . ed hanno ridotto l'incidenza morbigena di circa 90 di essi. in un ceppo attenuato ottenuto artificialmente . Senza dubbio dovranno riceve re maggior attenzione le sostanze ad azione repellente per gli insetti che si ri trovano spontaneamente in natura. consiste nell' impiego . Pesticidi e fungicidi d'ogni genere vengono di norma applicati alle piante per i rrorazione.che abitualmente nuotano liberamente per 6-8 or e -. una di queste. Una tecnica nuova. e dal lillà di Persia (Melia azedarach). specialmente i l lato inferiore. inoltre risulta difficile raggiungere ogni parte delle foglie. Ma a dispetto delle attrezzature più perfezionate e del le sostanze elaborate con formule che rendano l'irrorazione sempre più aderente e penetrante. Sembra che an che le alghe possano contenere sostanze ad utile azione insetticida. Il grande vantaggio offerto da sostanze di questo tipo. nota c on il nome di wyerone. e c'è da credere che si riveleranno molto meno inquinanti per le specie veget ali d'interesse alimentare. sebbene non sia letale.

In esperimenti di laboratorio la resistentissima mosca bianca e l'acaro rosso sono stati ugual mente sconfitti dai loro predatori. si osservò che gli animali dannosi avevano in media un ciclo biennale. perché attaccan o gli afidi divorandoli di gusto. Si potrebbero citare ancora molti esempi d'i nsetti impiegati con successo per vincere altri insetti. i maschi sono sessualmente attivi. Dato che la maggior parte delle piante produc e un eccesso di fiori . Gli scienziati si sono avvalsi delle abitudi ni di vita delle api mettendo della streptomicina nelle arnie. e con il loro numero soverchi ano talmente la popolazione dei maschi selvatici. Sebbene siano sterili. in questo ca so una coccinella americana. ma il loro impiego in misura artificiale può anche far insorgere la resistenza genetica nella specie aggredita. continuando il pro cedimento per parecchie generazioni. più dell'80% dei bruchi erano morti. ma contemporanea mente incoraggiava gli antagonisti naturali della specie dannosa. Si possono impiegare anche altri organismi. Così è stato usato un nematode per attac care il verme della radice del granoturco.finissime. Alcune malattie fungine e virali si diffondono con il polline. è q uello di mettere in libertà grandi quantitativi di insetti maschi sterili. Al lora esse aderiscono alle superfici delle piante che naturalmente sono collegate a terra. Prima che entrassero nella pratica corrente gli insetticidi . Si possono produrre nematodi. La falena invernale del Canada. Su scala minore.la resa non risultava n ecessariamente ridotta nell'annata cattiva. mentre la so stanza depositata con il metodo elettrostatico viene dilavata dalle forti piogge molto meno facilmente delle sostanze erogate con irrorazioni naturali.o polloni nel caso dei cereali . do po di che vengono messi in libertà nelle varie fasi del loro ciclo vitale. che è la larva di una specie di scarafa ggio. Queste malattie present ano il vantaggio di attaccare di solito solo l'insetto specifico in causa. Un esempio recente ci è dato dall'irrorazione a titolo sp erimentale di 400 ettari di foresta d'abete rosso infestati da processionarie bruchi che sfogliano rapidamente gli alberi .con una miscela di batteri vivi e di enzima. Un sistema di lotta tutto diverso si basa sull'uso degli antagonisti naturali de gli animali dannosi. che vengono schizzate sulle foglie con una carica elettrostatica. Così la scabbia delle patate viene attaccata da una specie di penicillo. con la spesa di un solo dollaro per milione: questo mil ione di nematodi basterà a controllare il parassita delle radici del granoturco e molti altri insetti su parecchi ettari di terreno. Dieci giorni dopo l'irror azione. che la maggior parte delle fem mine allo stato selvatico si accoppia con maschi sterili. osservata per la prima volta nel 1949 nelle sue caratteristiche di seria gravita. batterica o virale cui sono naturalmente esposti. la chitinasi. i giardinieri sanno che le coccine lle e le relative larve meritano di venire risparmiate e protette. L'enzima danneggia la pelle del bruco e vi produce lesi oni che rappresentano la porta d'ingresso dei batteri. Si è così osservata grande riduzione nelle perdite da deriva. usato per parecchie specie importanti d'animali dannosi. e lasciando poi a lle api il compito di diffondere il fungicida. Inoltre i nematodi si potrann o conservare in ghiacciaia per cinque anni. Altro metodo moderno. Si possono fare allevamenti del tipo citato per inserire mediante insetti qualch . ad esempio la tic chiolatura delle mele e delle pere. Si è riusciti anche ad infettare gli insetti dannosi con le malattie di origine fu ngina. Ne consegue che non av viene la deposizione delle uova o si hanno solo uova sterili. venne elimin ata entro il 1969 con l'aiuto di due insetti antagonisti europei. Il meto do comporta la necessità d'allevare gli insetti e d'irradiarli con raggi gamma. che l'eliminav ano quasi al completo l'anno dopo. Nel primo anno l'entità dell'attacco poteva raggiungere proporzioni serie. I parassiti devastatori degli agrumi furono i primi a venire combattuti con un loro predatore naturale. si ottiene una grandissima riduzione numeri ca nella popolazione della specie dannosa. perciò i giardinieri fan no a volte funzionare la falciatrice negli appezzamenti a patate. per favorire l o sviluppo del penicillo e ridurre l'incidenza della scabbia. allevandoli in una miscela di agar e di razi oni in scatola per cani. Si possono usare anche funghi per combattere le affezioni fungine. Per le patate e an che per i cereali è stata provata inoltre una forte «concimazione verde» consistente n el rivoltare sottoterra con l'aratro una coltura in corso di crescita.

Si tratta dei feromoni. Certi metodi di coltura possono contribuire da parte loro a ridurre la minaccia delle specie dannose e delle malattie: la forma più antica è rappresentata dalla rot azione agraria. Si possono anche evitare i danni di certe specie dannose piantando le colture in epoche in cui questi animali nocivi sono inattivi. E" degno di nota il fatto che l e piante in questione. Un ormone ha azione ovicida così potente. ha già sviluppato una certa resistenza al trattamento con l'ormone giovanile. o quello giusto in dose eccessiva. Un a ltro accorgimento colturale consiglia di lasciare delle patate nel terreno dopo che è stato fatto il primo raccolto. e la selezione genetica è riuscita a far passare questa caratteristica all'orzo coltiva to. A quanto si sa una sostanza chimica emessa dalla pianta impedisce alle femmi ne dei nematodi di giungere a maturità e di procreare. detto «ormone giovanile». per cui rispondono alle sostanze essudate dalle piante di patata. Questi tuberi cominciano a germogliare sul fi nire dell'estate. Si tratta di solito di un gene che provochi fecondità bassissima in una data razza: se poi si liberano grandi qu antità di questi insetti in mezzo alla popolazione selvatica. Il nuovo orzo. anche lo sviluppo di un insetto viene regolato dagli ormoni: l'insetto perirà se si potrà turbare il passaggio dallo stato larvale a quel lo di pupa applicando un ormone sbagliato. ha dato una resa superiore del 20% ai soliti ceppi suscettibili di aggressioni da parte dei nematodi. un coleottero della farin a. ma si è osservato che certe piante contengono le st esse sostanze. Ma le patate a germinazione tardiva vengono uccise dalle gelate invernal i. siano tutte di antichissimo lignaggio. e anche certe specie di felci.se del caso fabbricandole in via sintetica . Si stanno sperimentando altre sostanze prodotte dagli insetti stessi. come il tasso ed altre conifere. in modo da creare spazi invalicabili per lo scarabeo della corteccia portatore del fungo. e si presume che vi si trovino in conseguenza di un lungo adattam ento evolutivo come difesa contro questi nemici. e i nematodi restano imbrogliati credendo che sia arrivata un' altra buona stagione. Negli Stati Uniti il "morbo olandese" degli olmi è stato debellato abbattendo gli alberi attorno ai focolai d'infezione.per attirare gli insett i in posti dove si possano eliminare. specialmente per informare i maschi che la femmina è sessu almente matura. Trenta grammi di foglie di tasso d isseccate contengono tanto ormone per insetti quanto una tonnellata di bachi da seta. che quando un maschio s'accoppia. detto Sabarlis. a somiglianza di quanto si fa con i maschi sterilizzati prima descritti. Come succede nelle piante. Recentemente si è scoperto un ceppo d'orzo selvatico resistente ai nematodi. senza spese e senza complicazioni per la mietitura meccanica. in modo che le p iante siano abbastanza cresciute prima che i nematodi si mettano all'opera. per cui si ha un accumulo d i vantaggi. si arriva abbastanza rapidamente all'estinzione. sostanze che in realtà funzionano per trasmettere segnali o «messaggi» d a un insetto all'altro.barriere che hanno ridotto de l 50% le invasioni del parassita dalle note conseguenze disastrose. e i nematodi in questione periscono perché non hanno provveduto a rifugiarsi ne lla loro fase di cisti inattive. . E" una tecnica valida anche per le erbacce. A Cuba. Lo stess o effetto si otterrebbe se si allevassero maschi trattati con ormoni e si mettes sero poi in libertà. Va detto però che almeno una specie dannosa.e caratteristica specifica in un dato ceppo di piante: in questo caso lo scopo p refisso è quello d'inserire un «gene letale» dominante. nel corso di un recente esperimento. lo trasmette alla femmina sterilizzando automaticamente le uova future. Queste sostanze agiscono in quantità infinitesimali e se ne prospe tta l'uso . Estrarre questi ormoni dagli insetti o produrli per sintesi si è riv elata impresa molto difficile. la quale evita che si formino contingenti massicci di animali no civi offrendo l'ospitalità di una data specie vegetale non più di una volta ogni 3-4 anni. sono state piantate s trisce alternate di granoturco e di girasoli della larghezza di otto metri ciasc una: in questo modo si sono apprestati tratti di terreno sforniti di cibo sul ca mmino delle schiere dell'elaterio del granoturco . impedisce alle larve di passare allo s tato di pupa. Anche la suddivisione delle c olture in appezzamenti alternati riesce ad attuare un controllo notevole delle s pecie nocive. Un ormone del genere. Così anche un terreno infestat o dai nematodi si potrà piantare a patate in epoca molto precoce.

rose. che risultarono sufficienti. tuttavia i tentativi compiuti dal Mi nistero dell'Agricoltura di distruggere le piante rosacee ornamentali nei pressi dei frutteti. La salvia nera (Cordia macrostachya). Coltivare una specie vegetale assieme a un'altra pianta può contribuire veramente a ridurre la contagiosità di una determinata malattia: un vecchio esempio ci è dato dal cotone. e trovarono le condizioni locali tanto adatte ai lor o gusti. il cardo della Madonna. da quando si è cominciato a coltivarlo assieme al Phaseolus aconitifo lius. Recenti esperimenti scozzesi hanno messo in evidenza che in assenza di c olture si verifica uno «sperpero» naturale di nematodi della patata in misura del 17 % annuo. è stata attacc ata deliberatamente con buoni risultati con l'aiuto d'insetti che divorano le fo glie e i semi. dopo di c he si passò a sperimentare una falena originaria dell'Argentina. dove continua a rappresentare tuttora un guaio se rio. quali biancospini.Questi si possono forse respingere anche usando altre piante fornite di poderosi essudati. di modo che i nematodi non escono dalle loro cisti e in una certa misura m uoiono. il che induce a credere che nell'insieme si registra un effetto più sensibile ad opera del Tage tes. distrugga l'essudato di una pianta ospitante i parassiti qual è la pa tata.può capitare che la specie antagonista sfugga completamente di mano: un esempio classico è offerto da lla distruzione. e a quanto ne so non c'è alcuna pianta infestante delle colture che sia stato possibile debellare i n questo modo. Venne tentato il controllo biologico con varie specie di cocciniglie. la Tagetes minuta. quasi sconosci uto dalla parte inglese della Manica fino a pochi anni or sono. che all'inizio del secolo attuale già avevano invaso più di 4 milioni d'ett ari. in presenza di una coltura di Tagetes esso è salito al 55%. dopo che è stato accertato con scrupolosi esami che non attacchi specie coltivate imparentate con i cardi. attaccando anche altre specie della famiglia delle rosacee. Questo morbo. Se ne importarono 3000 uova. ric orrendo alla mosca del cinabro che vi si ritrova abitualmente. la Cactoblastis c actorum. del fico d'India introdotto in Australia. trasformatesi in veri grattacapi negli Stati Uniti. che forma un'alta pia nta annuale. ma h a consentito anche alla peronospora (prima d'allora endemica in America) di mett ere piede nei vigneti europei. nonché altre specie di cardi. aggredisce e ucc ide rapidamente meli e peri. Questo accorgimento ha praticamente salvato i vigneti francesi e tedeschi. ma è probabilmente dovuto alle sostanze ant ibiotiche emesse dalle radici. il cui tasso di mortalità per marciume delle radici si è ridotto da più de l 50% al 2%.come è già accaduto per gli animali nocivi e le malattie . una leguminosa parente del fagiolo. un afide che decimava i vigneti europei sul finire del s ecolo scorso. Attualmente sono in corso esperimenti per eliminare certe erbacce . Non sono riusciti i nvece gli sforzi intesi ad eliminare l'erba San Giacomo dai pascoli inglesi. Alla fine si trovò un rimedio innestando le varietà d'uva desiderate s u ceppi americani resistenti. Talvo lta gli innesti hanno successo contro insetti seriamente dannosi: ne è un esempio classico la fillossera. Ciò può originare dei conflitti d'interessi. ed anche in questo se ttore . e più di 24 milioni nel 1925. come è avvenuto nel tentativo di sconfigger e l'affezione della ticchiolatura in Gran Bretagna. restituendoli al le colture produttive. Quando un'affezione fungina come la ruggine del grano ha due ospiti . eccetera. varie specie di cacti giunsero in Australia ve rso la fine dell'Ottocento.si può stroncare il d ecorso del morbo distruggendo tutte le piante della seconda specie ospitante. l'erba delle streghe (Striga hermonthica) dell'Africa centrale vi ene tenuta a bada in parte da un maggiolino. Sembra così che una composita. come il comune carciofo. che vennero attaccate da una coccinella locale. originario delle regioni mediterranee ed ora presente in California in veste di diffusa erb accia. e già nel 1938 la falena aveva ripulito 10 milioni d'ettari dai fichi d'India. o almeno assai tolleranti all'azione dell'insetto. Il successo è stato attribuito all'abbas samento della temperatura del terreno. sono stati contrattaccati con successo da un altro maggiolino che ne divo ra i semi. risalente al 1925. Im portate come curiosità da giardino. Il controllo biologico è stato applicato anche alle erbacce.in questo caso la seconda specie ospitante è il crespino o spino santo . hanno incontrato viva opposizione da parte dei giardinieri. una borraginacea di Trinidad.

D.a volte appaiono perfino patetici al confront o dell'enorme mole di accorgimenti tecnici evolutivi e della fecondità fantastica di questi organismi. il cui risul tato è la stabilità: difatti gli ecosistemi naturali più stabili sono quasi sempre qua nto mai complessi. fornite di occhi rigenerativi. ma va tenuta presente come ogget to di ricerche per futuri sviluppi. attaccandole con pesci erbivori .in piante ed altri organismi .che costituiscono una seria minaccia in Africa. Come afferma Orazio (tradotto liberamente): "Se scacci la natura dalla porta. ma in certi casi. I virus vengo no diffusi quasi senza eccezione da insetti che succhiano la linfa. essa è stata usata analogamente.è tale che origina abi tualmente un sistema complesso di reciproci controlli ed equilibri. è diventata l'incubo dei cerealicoltori locali. Insetti e funghi hanno al loro attivo una storia incredibilmente lunga di preced enti in cui hanno saputo trarre il massimo profitto nelle più mutevoli circostanze . per cui i nostri metodi di lotta . possono verificarsi sviluppi inaspettati.di cui è stata data descrizione al capitolo 27 . Sebbene queste erbacce siano uccise in modo selettivo.poniamo . quali l'insorgenza dell'aca ro rosso dopo che è stata debellata con successo una certa falena o tignola con l' aiuto del D. ti rientrerà dalla finestra.T. Le sue radici profonde. Attualmente. E" quasi sicuro che piantando Tagetes minuta alla distanza di 15 centimetri in un tratto infestato d alla podagraria . Sono stati individuati alcuni promettenti insetti parassiti. ad esempio con le fragole. che tuttavia comporta i pericoli connessi chiaramente con lo stesso i mpiego delle malattie delle piante nella pratica comune: una volta eliminata l'e rbaccia in causa. La Tagetes rappr esenta attualmente un rimedio su scala ridotta. Viceversa occorrerà usare sempre molta prudenza prima d'introdur . quanto più facciamo a pezzi una specie nemica. si hanno ovviamente delle gravi ripercussioni s u altre piante. L'agricoltura semplifica la struttura delle specie ed i siste mi ecologici a un punto tale che l'equilibrio diventa impossibile. Le malattie da virus restano quanto mai intrattabili. contro il convolvolo e la gramigna. facendo piazza puli ta delle elaborate finzioni che vorrebbero tenerla lontana". La Chondrilla juncea o erba scheletrica. come in qualche antica leggenda mitologica.di un insetticida. altro caso d'introduzione accidentale d agli Stati Uniti in Australia. ma con risultati variabili. come il giacinto d'acqua e la f elce d'acqua.rappresenta il metodo fondamentale per battere i v irus.troppo spesso basati sul sistema del «provand o e riprovando» o del «tutto o niente» . e sopravviene facilmente uno sconquasso di proporzioni disastrose. Il controllo biologico rappresenta il risultato logico dell 'applicazione dell'esperienza ecologica accumulata per risolvere problemi del ti po accennato. Quando si studiano le forme di lotta contro le specie animali nocive e le malatt ie. ma il più pregevole mezzo di antagonismo naturale è risultato un fungo ag ente specifico della malattia della ruggine. sono irraggiungibili ai mezzi di distruzione chimica. Prescinde ndo dal fatto che certi animali dannosi possono acquisire resistenza ai ritrovat i chimici.falciato in precedenza a fil di terra . occorre non dimenticare che nella maggior parte degli habitat naturali il nu mero delle specie presenti . il trattamento al calore cont rollato riesce a distruggere il virus senza danneggiare la pianta. se appena qualcosa non va per il giusto verso. Si tratta di un ritrovato radicalme nte nuovo. tanto più essa sembra crescere di numero.una forma di lotta che come sott oprodotto potrebbe erogare anche utili forniture di cibo. che l'hanno definita la peggiore erbaccia che sia mai comparsa nel loro continente. La coltivazione per merist emi con formazione di ceppi inattaccabili ed esenti da virus .la Tagetes provvederà a sterminare l'erbaccia nel corso di una stagione. perciò una cam pagna vittoriosa contro questi insetti porterà alla successiva limitazione delle m alattie virali in causa. le malattie potrebbero rivolgere le loro attenzioni ad altre s pecie vegetali. L"«effetto Tagetes» è stato impiegato anche contro altre erbacce. Tuttavia cominciamo a renderci conto delle conseguenze che possono verificarsi per l'uso insensato .

come sono stati definiti. Adottare metodi i ntegrati significa affidare la supervisione. per le loro abitudini distruttive. in dieci anni .almeno qui in Inghilterra . Questa prassi potrà forse meno mare la libertà del coltivatore singolo. Naturalmente non sono qui a raccomandare di fare a meno dei prodotti chimici. In certi Paesi i loro agenti di vendita fanno enorme presa. è stato usato in quantità corrispondente a un terzo di quella impiegata quando si adopera . ma rimane molto auspicabile per un comple sso di ragioni naturali ed economiche. da quand o non trovano più tanti insetti come prima. funghi della ruggine.da 75 milioni a 5 milioni in India.i «topi alati». contro la blatta del Colorado: nel caso in esame il D.specialmente negli Stati Uniti .re un organismo a scopi di controllo biologico. per non parlare poi di insetti di grande e fondamentale importanza. o sorci. Non ci rincresce di distruggere bruchi. nonché delle siepi. concedendo sovvenzioni a coltivatori di specie essenziali ma n on rimunerative. Anche i politi canti hanno la loro parte di colpa. "Alcuni" animali dannosi vanno lasciati vivere. Ne trat terò ulteriormente al prossimo capitolo. la cui insensata decimazione i n molti posti .e fo rse è auspicabile che ciò avvenga sotto l'egida dell""Organizzazione Internazionale per il controllo biologico delle specie animali e vegetali dannose" istituita ne l 1956. ma . A questo punto si faranno vivi immancabilmente gli interessi costituiti. come ad esempio in Olanda. programmando i quantitativi delle colture. e che gli agronomi dirottino i loro entusiasm i dal controllo chimico totale all'equilibrio controllato. Basti raccomandare a questo punto che si dovrà adottare sempre più l""equilibrio controllato" . o almeno la consulenza delle inizia tive a biologi con esperienza ecologica. Gli uccelli costituiscono un argomento permeato di pericolose componenti emotive . in Perù e nel Canada. perché può capitare benissimo che la specie introdotta a questo fine si riveli in pratica peggiore di quella che dov rebbe sostituire. ad ese mpio nell'Unione Sovietica. né a sottovalutare gli enormi benefici che essi possono apportare. senza preoccuparsi di dove sare bbero andate a finire le eccedenze di sostanze spesso molto persistenti.è stata spinta a un punto tale ch e certe specie vegetali rendono sempre meno per mancanza d'impollinazione. e si tenga presente che i frutticoltori delle regioni a clima temperato possono vedersi costretti ad applicare da 12 a 15 irrorazioni diverse per stagi one.T. D. e indubbiamente sono state usate spesso in quantità esagerata e scriteriata. se si vuole che sopravviva no anche le loro specie antagoniste. Dobbiamo sperare però che un giorno si possano impiegare minori quantitativ i di preparati chimici per ettaro. in California. Anche l'eccessiva distruzione di erbac ce attorno alle zone coltivate. D. ma idonei al consumo zootecnico. A volte un coltivatore fa soldi rendendo i suoi raccolti non idonei all' alimentazione umana. come la diminuzio ne dei casi di malaria . quali le api selvatiche. Il costo dei metodi chimici non fa che au mentare.o l a salvezza dei raccolti: si crede che l'uso degli insetticidi salvi ogni anno me ssi e raccolti per un importo pari a 200 milioni di sterline nella sola Gran Bre tagna. afidi. sotto f orma di industrie chimiche.ogni tentativo di controllare il numero degli u ccelli incontra diffusa esecrazione anche quando si tratta di colombi e di passe ri . ed altri premi perché non vengano coltivate eccedenze di altri pr odotti. Esempi di notevoli su ccessi già si registrano nell'uso che fanno i Russi di una malattia fungina associ ata al D. dove coltivatori dai cervelli efficacemente l avati usano quantità assolutamente incredibili di prodotti chimici.T. La distruzione di una data specie dannosa può far sì che un altro organismo muti le sue abitudini e si trasformi a sua volta in un'altra specie nociva: è accaduto per alcuni uccelli che si sono messi a mangiare frutta e germogli o gemme. Le stesse sostanze impiegate per la lotta chimica contro le specie dannose sono diventate ormai altrettanti fattori d'ordine emotivo. può obbligare le specie dannose scacciate da questi loro rifugi naturali a passare sulle coltivazioni: tra l'alt ro questa pratica può diminuire anche la popolazione delle specie antagoniste natu rali. In molti posti è già in atto l'integrazione tra i metodi chimici e biologici. che si tengano in contatto con i coltiv atori e siano al corrente dei problemi del settore. f issando i prezzi.quello che un autorevole pers onaggio ha definito «la programmazione delle popolazioni delle specie nocive» .

D. e si è modificato tante volte che non ne abbiamo idea. o con il «Piano Sorgo» nel Queensland. Il saccheggio delle ri sorse terrestri perpetrato dall'uomo è un argomento tanto discusso e trattato. Catene montuose si sono sollevate e sono poi state live llate dall'erosione.. finché non vi sia più pos to ed essi restino soli in mezzo al mondo». Abbiamo visto tuttavia che il regno vegetale in un modo o nell'altr o costituisce un elemento così vitale del nostro mondo.T. Dovrà fornire consulenze in merito a nuovi programmi agricoli. quali le migliorìe da apporta re alla composizione del terreno con l'impiego di maggiori quantità di sostanze or ganiche. Già in Isaia (cap. Probabilmente si useranno aerei e satelliti per controllare lo stato di salute d i colture effettuate su larga scala. e i fiumi vi hanno scavato le loro gole. delle risor se naturali. la rapida scomparsa dal terreno.va il D. Questo equilibrio controllato dovrà comprend ere idealmente tutti gli aspetti delle coltivazioni. L'idea dei «rapporti incestuosi» non costituisce una novità. da solo. Nel Perù i raccolti di cotone vengono protetti dai loro numerosi nemici con gli sforzi riuniti di predatori antagonis ti ed insetticidi minerali. 5) leggi amo: «Guai a coloro che uniscono casa a casa. Ancora un po'"di progre ssi di questo genere e la scienza finirà con l'avvelenare l'aria.. con la motivazione che gli insetti indeboliti dagli inset ticidi contraevano più facilmente la malattia. che si resta esitanti all'idea di aggiungervi alt ri commenti. Nella sequenza di millenni trascorsi il nostro globo ha avuto i suoi cataclismi.. C. che vale la pena di riassumere alme no gli effetti esercitati dall'attività dell'uomo sulle piante. nostra dimora comune. Ma la maggior parte di questi enormi cambiamenti s . Certamente l'uomo non può permettersi nessuna titubanza in questa lotta contro avv ersari così insidiosi e prolifici: si tratta della lotta per la nostra stessa sopr avvivenza. e di tanta importanza dal punto di vista delle risorse utili all'uomo. Capitolo 29. Le ditte produttrici di sostanze chimiche possono perciò rallegrarsi della prospet tiva che occorrono almeno cinque anni di tempo e una spesa di più di cinque milion i di sterline prima che si riesca a mettere a punto una sostanza nuova e a prova rne l'efficacia. UN RAPPORTO INCESTUOSO. campo a campo. a c ominciare da Platone. Il profilo delle terre e dei mari è cambiato. per i qu ali vennero trascurate o studiate solo approssimativamente le risorse potenziali offerte dall'ambiente e dal terreno. vissuto nel quarto secolo a. uccidendo gli ab itanti delle sue rive. ed eventuali effetti collatera li di ogni sorta. e infine della terra. Ma gli interventi dell'uomo in questo settore dovranno essere sempre più attenti e precisi. Questi «satelliti adibiti alla prospezione tecnolog ica delle risorse della terra» contribuiranno ugualmente alla ricerca di giaciment i minerari e delle risorse idriche. perché il problema va inquadrato nell'ambito della conservazi one delle specie animali selvatiche. ma mi limiterò a riportare un b rano del "Gryll Grange" di Thomas Love Peacock risalente al 1860: "Hanno avvelenato il Tamigi ed ucciso i pesci del fiume. il quale commentava come il deserto attorno ad Atene fosse opera dell'uomo. L'equilibrio controllato non dovrà occuparsi soltanto delle specie dannose e delle malattie. con la s peranza che vengano evitati fiaschi tipo quelli registrati agli inizi con l"«opera zione noccioline» in Africa Orientale. Credo quasi che sia destino della scienza sterminare il genere umano". delle diverse forme di habitat. come pure per individuare la presenza di ma lattie e infestioni di specie nocive. e masse ghiacciate sono avanzate e si sono ritirate sulle terre emerse. certo. da un certo tempo a questa parte. «Il genere umano mantiene rapporti incestuosi con la Madre Terra» diceva un'iscrizio ne incisa su un muro dell'Università del Michigan nel 1970. Età calde e fredde h anno provocato cambiamenti climatici. Si potrebbero citare altri autori. desumendola dai cambiamenti di colore risp etto alla colorazione normale.

L'inizio della coltivazione significò l'eliminazione di alberi e cespugli. Una foresta in fiamme riduce in cenere in poche ore secoli di lento accrescimento. che ora sopravvive in per centuale non superiore all'1% con aspetto uguale a quello trovato dai primi colo ni. La sa vana prende il posto della foresta quando questa venga distrutta per qualsiasi m otivo. la steppa tiene dietro alla savana se vi vengono praticati il pascolo int ensivo e la cerealicoltura indiscriminata. e sono spesso irreversibili. di cu i restano laceri avanzi sulle Montagne Bianche. il Sahara con l'aspetto di una r egione prospera e ricca di foreste.i è verificata su un ritmo infinitamente graduale e lento.nel "chaparral" americano. Invece oggi ci troviamo in una situazione in cui i cambiamenti avvengono con sconvolgente rapidità. L'uomo ha sempre stentato a rendersi conto di quanto siano delicate la qualità.speriamo non esagerato . di modo che gli erbivori si moltiplicaro no esageratamente. Ma all'arrivo dell'uomo bianco nella regione cominciò lo sterminio incessante degli orsi grigi. e a partire da quella data de vono essersi verificati moltissimi incendi. Contemporan eamente e parallelamente a queste pratiche veniva favorito . non vengo no intesi quasi mai a lunga scadenza. c he i garretti dei cavalli sembravano tutti insanguinati». e i primi viaggia tori ricordavano come nelle praterie americane «le fragole crescessero così fitte. bruca ndo anche alberi e cespugli. Essi erano per lo più cacciatori. Riesce quasi impossibile immagi nare come dovevano essere un tempo certi posti: il Libano ricoperto di cedri (og gi ne restano circa 400). con distruzione finale degli alberi e di molta altra vegetazi one. ma si nutriv ano largamente anche di bacche e ghiande. Così ne l diciassettesimo secolo viveva un numero sorprendentemente elevato di Pelliross e . il che include sia le foreste piantate a specie singole. piena di vita animale.potrebbe darci un'i mmagine più realistica di un paese virtualmente vergine. i ris ultati sono veramente gravi: assistiamo a un fenomeno del genere nella regione d ell'Africa occidentale a nord dell'equatore e a sud del Sahara. cambiando completamente la "facies" della flora e della fauna rispetto al precedente paes aggio naturale. e il mondo della natura vi si è adattato con altrettanta gradualità e lentezza. sia casuali che voluti. ridotti oggi a massicci mont uosi inariditi. e questo fatto li induceva a conservar e le foreste. sia piantagioni a limentari e utilitarie. Ricorrendo a una similitudine si può dire che la specie coltivat a rappresenta «la quinta colonna» della specie selvatica. designata con il . mentre quelli domestici allevati in num ero sempre crescente aumentavano la distruzione delle piante più succulente. In questo capitolo mi occuperò soltanto della coltivazione intesa co me una delle molte forme d'impiego del terreno che eliminano la vegetazione natu rale. Allora gli orsi grigi tenevano le popolazioni di animali erbivori entro limiti ragionevoli. e il coltivatore il sicari o prezzolato. secondo la descrizione d i Lewis Mumford. la composizione e la consistenza del terreno. Se i cambiamenti del clima concorrono a rafforzare questo circolo vizioso.il pascolo degli erbivori selvaggi. come possiamo dedurre dalle pitture rupestri dell" Hoggar e del Tassili. anche delle erbacce più umi li ed adattabili. La prima accelerata ai cambiamenti naturali venne impressa dall'uomo circa mezzo milione d'anni fa con l'uso deliberato del fuoco. tanto minori diventan o le possibilità di sopravvivenza della flora spontanea. e infine il deserto s'insinua subdola mente nella steppa. e come certi processi siano praticamente irreversibili. cioè nella f ascia detta «a macchioni di artemisia». Le cause dei cambiamenti sono talvolta di natura più sottile ed inaspettata. Altri innumerevoli alberi vennero abbattuti per ott enerne legname da costruzione o legna da ardere. Nessun resoconto . I Padri Pellegrini sono sbarcati nella Virginia solo nel 1620.ne abbiamo già tratta to . Creta tutta verdeggiante di foreste di conifere.circa cinque per chilometro quadrato . mentre il dissodamento spezzettava e sbocconcellava il terreno in particelle lievi che venivano esportate facilmente dal vento o dall'acqua di scorrimento. di come queste caratteristiche non s iano inesauribili. Ogni tipo di coltivazione finisce con l'incidere fatalmente sulla vegetazione sp ontanea: quanto più s'intensificano ed estendono le colture.

schisti o argille friabili. non importa se per abb attimento o per incendio. Una recente indagine effettu ata a titolo sperimentale ha messo in evidenza che il dilavamento annuo del terr eno aumenta di due quinti dopo il diboscamento di aree forestali del New Hampshi re. Una volta spezzato questo eco sistema.nome generico di Sahel. come si può osservare in posti quali il Texas. Tonnellate e tonnellate di terreno vengon o dilavate in questo modo. La foresta tropicale in modo particolare rappresenta un grande ecosistema naturale. per cui si forma polvere che viene prontamente dispersa dal vento o dila vata dalla pioggia. Nelle regioni tropical i la violenza delle piogge aggredisce rabbiosamente il terreno se viene tolta la protezione del denso manto forestale. la coltivazione comporta a bitualmente la distruzione delle foreste o delle macchie. o del taglio e dell'incendio su appezzamenti successivi. fenomeno che si verifica con maggior facilità e gravità sui pendìi ricoperti da un tenue strato di terra. Se qualcosa succede dopo l a distruzione di questo ecosistema. si può giurare che è solo la crescita della ruvi da Typha elephantina. formando calanchi sempre più profondi e facendo affiorare il sott osuolo sterile. solo se il popolamento umano si mantiene a densi tà molto bassa. e in grado soltanto di bloccar e la ricolonizzazione del suolo ad opera di altre piante. e il 27% di radici. come spesso accade. sia alla superficie . il numero dei capi aumentò incessantemente. dove l'attività dell'acqua s muove nuovi strati di roccia e trasforma a poco a poco i vari strati del terreno . piante epifite e parassite. come esiste vano nel Vicino Oriente agli albori dell'agricoltura.portarono maggiore longevità al bestiame stesso. Negli anni successivi non piovve.forniti nell'ambito di un programma di aiuti . Ma la stabilità della foresta viene distrutta irrimediabilmente se colture o pascolo vengono imposti forzatamente e permanentemente sull'area diboscata. La foresta riesce a sopportare la tecnica del maggese. Un'attività analoga nelle regioni temperate può ridurre aree già boscose a deserti di torba nuda. l'erba degli elefanti o di specie affini inutili all'uomo ed incapaci di effettuare il rinnovo del terreno. calcio . I corsi d'acqua di Giava.dove si depositano ogni anno fino a 59 tonnellat e per ettaro di rifiuti vegetali . e portano una quantità quintupla di sedi menti . comprese quasi 5 0 tonnellate di liane. e viene macellato solo in occas ione di feste e cerimonie. e le perdite di nitrati. cioè di 4 o 5 individui per chilometro quadrato. Se. mentre l'erosione si moltiplica per quattro. lasciando carcasse di bestie morte in mezzo al deserto. i residui sono ricchi di ferr o ed alluminio.tutto terreno che se ne va perduto al mare. man mano che questi vengono penetrati dalle radici. e in questo modo sfruttò il pascolo disponibile senza lasciargli il tempo di ricrescere. il Sahara si mosse pian piano verso il sud. Allora la pioggia ne incide profondament e la superficie. La distruzione delle foreste aumenta enormemente lo scorrimento dell'acqua piova na. hanno visto raddoppi arsi la portata d'acqua rispetto a prima. Gli usi od abusi del terreno che possono portare all'erosione sono numerosi.quanto sottoterra. I campi estesissimi favoriscono l'erosione eolica. All'inizio degli Anni Sessanta i nuovi pozzi a pompaggi o e le vaccinazioni in massa del bestiame . l'esposizione al sole alternata alle piogge successive trasforma il terreno indurendolo come il cemento. Salvo che negli spazi già aperti. dato che il bestia me significa ricchezza per le tribù come i Tuareg. L'erosione comincia quando si distruggono la consistenza e la composizione del t erreno. e s pesso si sovrappongono l'un l'altro. dopo 24 anni di diboscamento. le siepi abbattute per ricavare queste vaste c ampagne (19000 chilometri annuì di siepi nella sola Gran Bretagna) distruggono mol te specie di piante ed eliminano habitat indispensabili alla fauna. si ottengono in media solo il 2% di foglie. dette lateriti. ed anche nelle fertili maremme e zo ne acquitrinose dell'Inghilterra. dove il peso complessivo della vegetazione si calcola sulle 1000 tonnellate per ettaro. mantenendo anche carat teristiche di stabilità completa. Inta nto la gente coltivava sorgo e miglio senza applicare la rotazione delle colture . il cui destino finale è di consolidarsi i n formazioni rocciose aspre ed inutili. Esso possiede un ciclo praticamente chiuso di crescita e disf acimento. e la gente dovette fare altrettanto. il 71% di tronchi e rami. Ma. Probabilmente non c'è nessun paese al mondo dove non si possano osservare gli effetti dell'erosione: i «regni della polv ere» e le «terre ingrate» degli Stati Uniti rappresentarono i primi terribili avvertim enti per i Paesi progrediti.

nonché di «diffusa erosione eolica. Effetto indiretto di questo deterioramentto è la riduzione delle zone adatte ai gr ossi erbivori come elefanti. ch e ha raggiunto proporzioni catastrofiche in certe località: nuvole di sabbia porta ta dal vento ricoprono campi e prati. e se fosse vero che c'eran o alberi a perdita d'occhio.e potassio crescono rispettivamente di sessanta. Però il pascolo eccessivo costituisce un 'eventualità tutt'altro che rara. o un carico eccessivo di bestiame. data la mineralizzazione del t erreno e la sua incapacità a trattenere le sostanze nutritizie: ciò che ben presto l ascia il terreno praticamente sterile. L'autore succitato. In Amazzonia il contenuto in sostanze nutrienti dello strato di rifiuti fogliari è inferiore a qu ello di analoghe foreste. L 'Africa è un triste esempio di lunghe epoche di maltrattamenti incontrollati. In certi posti ogni brandello di flora legnosa vien e saccheggiato per la produzione di legno compensato. Un solo ipp opotamo è in grado di divorare in una sola notte una corsia d'erba della lunghezza di otto chilometri. con la vistosa eccezione di molte specie di antilopi. per cui un assembramento di questi bestioni consumerà tutto i l foraggio disponibile. resa possibile dall'attuazione della nuova autostrada transamazzonica c he sventra uno degli ultimi grandi habitat non ancora sfruttati della Terra. Tanto per citare "Mato Grosso" di Anthony Smith. Questo processo è rappresentato dalla cosiddetta «apertura delle regioni dell 'interno». «quella striscia di strada scoccata come una freccia nel cuore della giungla sarà m ortale per il vecchio regno. ma il taglio indiscriminat o lascia allo scoperto un terreno dove spuntano ben presto nuove piantole sia pu re di specie diversa.provoca il collasso dell'habitat residuo molto più in fretta di quant o occorra alle forze della natura per riprendersi dai danni inferti.1967). Un giorno si domanderanno dove sorgeva la foresta. Nei climi temperati si osserva la tendenza delle erbe a sradicarsi per cedere il posto ad erbacce disgustose o spinose. in occasione della spedizione effettuata negli anni 1967-69 sotto gli auspici della Royal Society e Royal Geographical Society. Nell'U nione Sovietica il diboscamento indiscriminato di estesissime regioni ha sortito il risultato di piene eccezionali nei fiumi. e spesso la formula definit iva è data dal bambù. mentre molti fiumi si disseccano» («Literaturn aja Gazeta» del 13. nelle selve di alberi a leg no dolce di tipo temperato dell'Unione Sovietica. riducendo il posto a un'arena di fango. che è in grado di sostentare animali erbivori. la foresta piovosa dell'Amazzonia.12. nonché mio fra . e il terreno può praticamente perdere l a sua consistenza e disgregarsi prima ancora che comincino i fatti d'erosione. otto e tre volte tanto. Conseguenza tipica della distruzione operata dal fuoco è la prateria a savana. Risultati di questo genere non sottintendono per le r egioni exboscose l'automatico intervento di opere di rimboschimento. Quando comin cia la stagione delle piogge. e nelle località a macchioni di acacie dell'Africa Centrale. le erbe che spuntano nei pres si delle pozze d'acqua vengono brucate al completo. che costituiscono l'unica riserva alimentare della fo resta oltre al nutrimento contenuto effettivamente nelle piante. Il Brasile costituisce attualmente il teatro d'operazioni di un processo di cui è stato detto che possiede «tutti i requisiti di un disastro ecologico su scala giga ntesca». L'incendio delle aree boscose mette in libertà elementi nutrienti che restano faci lmente disponibili per un paio d'anni al massimo. un c ontinente dove i deserti hanno sostituito su larga scala le antiche foreste. come già se lo chiedono in tante altre parti del mondo. come è accaduto nel Kenya. specialmente nelle annate di siccità in cui certe pozze si asciugano e tutte le bestie si raccolgono attorno a pochi posti d'abbeverata . iniziano anche fenomeni di grave erosione del suol o.specialmente se favorita dalla decimazione degli animali p redatori loro antagonisti naturali. ippopotami e ungulati. colture od opere di riassetto. così nell'Unione Sovietica pioppi tremoli e sambuchi tengono dietro tipicamente alle foreste di conifere. si ottiene come risultato un pa scolo di erbe sempre più grossolane e meno appetibili. fin dove l'occhio poteva arrivare». In ogni caso il fuoco distrugge tutti i r ifiuti fogliari e l'humus. come si può osservare in aree tanto diverse tra loro come le f oreste di legni duri tropicali dell'Estremo Oriente. L'attività di un numero eccess ivo di tali animali . o dall'affollamento in parchi nazionali trop po piccoli . Nelle regioni tropicali dove si applica il pasco lo esagerato. Oppure.quando si tratta di specie che hanno bisogno di bere ogni giorno.

Gli incendi si possono appiccare per tre anni di seguito fino ad estinzione completa delle forze rigenerative della foresta. ma adesso l'area vale circa 200 volte il suo prezzo d'acquisto. lo stesso potrebbe succeder e in Brasile con le foreste". Gli incendi sono provocati dai nuovi proprietari terrieri che hanno acquistato dal governo esten sioni di terreno. Un altro scrittore. Allora la giungla è morta. Nonostante le critiche da parte di esperti di fama mondiale riunitisi nel 1972 a lla Conferenza per l'Ambiente sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Ma il valore econom ico dell'autostrada transamazzonica autorizza molti dubbi. dove ha causato le di struzioni più radicali del manto vegetale.. bastano di solito pochi colpi d'ascia. Allora la terra si ricoprirebbe di macchie e roveti a perdita d'occhio. Al terzo anno il proprietario. pianterà un certo tipo d'erba alta e filiforme. altrimenti compariranno erbe spontanee non sempre adat te all'alimentazione del bestiame.. Il terreno non è buono. La foresta contiene anche pregevoli alberi da legname . hanno riferito che una cortina ininterrotta di fumo e fiamme si addentra. ma oggi questo è il chiodo fisso dei Brasiliani. Già nel 1969 Anthony Smith osservava che cominciavano a formarsi «orribili fatti d'e rosione con inizio di calanchi». assumendo un'aria molto simile a quella di certe zone incolte degli Stati Uniti.e bano. Gli Americani hanno trovato nel Nordame rica praterie ubertose e le hanno spesso isterilite. Distruzioni di questo genere sono irreparabi li dal punto di vista botanico. le isole Hawaii ci offrono l'esempio special issimo di un'altra specie vegetale praticamente sterminata a seguito della grand e richiesta commerciale. Quella vorace distruggitrice che è la capra. segnalando che i nuovi proprietari terrieri non p rogrammavano nessun piano per ovviare alla minaccia. perché ciò rallenterebbe la speditezza del d iboscamento. Si è detto che l'Impero Romano dovette la sua decadenza e caduta alla capra. Ci si aspetta che quattro milioni di ettari di foresta dell'Amazzonia vengano distrutti e adibiti a pascolo nei prossimi dieci anni. e ben pochi indizi fanno credere che la regione potrà mai sostentare una grande p opolazione.ma si pensa che non valga la pena di salvare questi esempla ri singoli dall'incenerimento generale. il professore di geografia Edward P. costituisce un fattore di prima grand ezza dell'espansione dei deserti in Asia e nel Nordafrica. nonostante l'esempio dell'Africa dall'altra parte dell'Atlantico. destinato alla produzione del bovino da carne. Leahy. procedend o nel cuore della gigantesca cupola verde formata dagli alberi. e che il diboscamento perta nto produrrebbe un clima più secco. se dispone di buone nozioni. salvo che. senza che nessuno si curasse minimamente di ripiantarla . una volta distrutta e r asa al suolo la foresta. non resta più nemmeno un ciocco. Non si sa se continu erà la richiesta di mercato di tanta carne bovina. teak. ad esempio l'arcipelago delle Hawaii ha una flora composta per il 96% da piante fiorenti endemiche. E" stata anche espressa l'ipotesi che i grossi alberi di queste foreste restitui scano all'atmosfera molta più umidità che non i pascoli. se non addirittura su quello globale. essa non ricomparirà più nemmeno se tutti gli attuali «valori zzatori» dovessero rifare le valigie e andarsene. mogano . Eppure non è difficile abbattere un albero amazzonico alto una trenti na di metri. o produrre eccedenze esportabili". distruggendo sempre più. "L'assetto totale dell'intera area è di portata così smisurata che nessuno è in grado di predire con esattezza cosa potrà capitare. sul piano locale. Oltre alla distru zione accidentale di queste specie. il Brasile ha messo a tac ere ogni critica affermando che l'Amazzonia rappresenta una sua questione intern a. verso l'interno. Una volta formatasi la prateria. scriveva dopo un a visita avvenuta nel 1972: "La strada attualmente in costruzione nel bacino dell'Amazzonia contribuirà molto a domare questa grande roccaforte dei territori inesplorati. di cui nessun altro deve occuparsi. specialmente sulle isole remote con tendenza ad altissime percentuali di specie endemiche.tello che sorvolò la giungla nel 1972. vi si porta il bestiame.

e vi vennero registrate 33 specie endemiche. o nei casi meno gravi cespugli ed altra vegetazione secondaria. è stata scoperta nel 1502. a somiglianza di quanto si fa con le foreste. e la Nuova Zelanda accus a più di mille specie indesiderate forestiere. che impediscono la ricolonizzazione ad opera delle specie locali. che un tempo formava bo schi grandissimi e magnifici. mentre la California soffr e per la presenza d'intrusi del Mediterraneo orientale. e inoltre le isole di Robinson Crusoe . Altri popoli invece furono più lungimiranti. pecore. Altra conseguenza della coltivazione e delle modifiche apportate al terreno è la d iffusione delle erbacce importate. sovraccarico di bestiame sui pascoli. e la specie più usata di questi legni di sandalo aromatici. 2 2 delle quali sono scomparse da allora. Si comincia a sper are che si useranno sempre più i metodi di raccolta basati sul taglio delle alghe. in certi posti del Portogallo centrale. La scom parsa della superficie forestale va dal 30% di Tahiti e di Moorea. Per lo stesso motivo venne sterminata un'altra specie di legno di sandalo alle isole J uan Fernandez. alcune specie di provenienza australiana che vi sono state introdotte hanno soverchiato cespugli ed alberi indigeni. Quest'ultima isola. in Indonesia ed altre località del Pacifico. e l'economia dell'isola venne a fondarsi largamente sulla vendi ta di questo legname. al 60-90% di sette delle isole Marquesas. Nelle Filipp ine il fuoco da solo distrugge tre ettari di foresta ogni "minuto". Quasi la stessa cosa è accaduta in Malesia. che già hanno modificato completament e l'equilibrio vegetale. bovini e porci si sono alleati nell'opera di distruzione della mag gior parte delle foreste sulle parti più basse di molte isole polinesiane. o Santalum album dell'Indonesia e dell'India . più di tre quarti delle qual i di origine americana o europea. Si può immaginare quante centinaia di spec ie . quand'anche se ne presentasse l'occasione . Naturalmente si lamenta un serio impoverimento delle colonie di erbe marine.Juan Fernandez. e già nel 1550 un viaggiatore segnala va greggi di capre della lunghezza di un miglio. che sco nvolgono i banchi di alghe con i loro appigli.destinate a restare sconosciute per sempre alla scienza -saranno scomparse tra il 1502 e il 1810. viene piantata così estesamente da migliaia d'anni di costante richiesta commerc iale. Tagli e incendi di foreste. Nella seconda metà del Settecento s'instaurò la monarc hia alle Hawaii. e Sant'Elena. Ad esempio a Giava poche piante mostravano tendenza natural e a trasformarsi in specie infestanti. In G iappone. vanno citate le isole Phillip e Norfolk ad oriente dell'Australia. Le piante locali vennero catalo gate per la prima volta nel 1810. la raccolta si fa abitualmente a mezzo di ganci a strascico. Le alghe si raccolgono a scopi alime ntari anche presso le Hawaii. perché occasioni del genere accadono di rado nelle dense foreste. Il C anada possiede un'alta percentuale d'erbacce europee. Indubbiamente si troveranno altre forme d'impiego per le alghe e. in modo da lasciare parti di pianta che possano ricrescere. Oltre al deterioramento provocato dall'uso inopportuno o dallo sperpero delle ri sorse naturali. Oggi quest'albero si è in parte reinsediato sull'isola di Oahu. e l'esportazione del legno di sandalo pratic amente cessò.: è il caso della pianta di sandalo Santalum freycinetium. Anche il mare può risentire danni a seguito dello sfruttamento incontrollato. effettuata principalmente al mercato cinese e polinesiano. degli aeroporti e delle miniere sotterranee con l'accu mulo di materiali di scavo. si verificò un'invasione stupefacente di p iante straniere: nel 1968 se ne contavano almeno 300. invasioni di c apre. Tra le altre isole dove pure è stata perpetrata la decimazione della flora locale. con le miniere a cielo aperto e l'espansione industr . l'esplosione demografica della specie umana porta alla sterilizz azione totale del terreno in conseguenza dello sviluppo continuo dei centri urba ni e delle reti stradali. dove si usano molte alghe come cibo e per la preparazione industriale d ello jodio. nel Gol fo di Biscaglia si rastrella dal fondo un certo tipo di alga calcarea. queste risorse marine andranno amministrate invece che saccheggiate. Nel 1925 i boschi furono decimati. Infine. nelle Isole d ella Società. la rga solo 10 miglia. Le aree denudate mostrano lo spettacolo ben noto della rapida erosione del terreno con sparse piante erbac ee. che nessuno sa ormai più con esattezza dove questa specie crescesse originar iamente allo stato spontaneo. Ma una volta c he vennero aperti i terreni all'aratro. usata per correggere la composizione dei terreni.

dai rifiuti animali negli allevamenti intensivi. i suoi manufatti o i suoi raccolti. oltre a rappresentare un pericolo per la salute nelle acque usate a s copo potabile e d'irrigazione. e i rifiuti industriali mostrano tendenza a riversarsi direttamente nei fiumi. se non è stata opportunamente raffreddata in torri di raffreddamento o in t ubature a serpentina. il cui uso si è decuplicato in un quarto di secolo negli Stati Uniti. il quale riesce sempre meno a trattenere le sostanze nutrienti. Tutto questo materiale si disperde nell'aria. mentre i nostri rifiuti d'ogni prov enienza esercitano crescente pressione sull'ambiente naturale. La maggior parte dell'inquinamento deriva dagli scarichi e dai rifiuti domestici . Una parte di questi scarichi termici si potrebbero presumibilmente travasare nelle tubature degli im pianti caloriferi funzionanti ad acqua calda per uso domestico. estua ri o mari. I nitrati. mentre quelli più alti s'impo veriscono d'ossigeno. e non sull'uomo. e lo stesso sarà possibile con certi scarichi industriali. Data la loro grande capacità d'inattivare le sostanze inq uinanti.ma anche la più vulnerabile del ciclo della vita sulla faccia della Terra nei riguardi dell'umanità. Alcuni di essi sono anonimi perché molte industrie non sanno nemmeno di cosa si liberino. possono anche favorire il prosperare di alghe ver diazzurre. potrà sempre ricavare dagli scarichi domestici acqua adatta all'irrigazione. per la grande quantità di nitrati che vi scola dai terreni agricoli circostanti saturi di concim i azotati. Oltre alle sostanze chimiche. Anche a questo riguardo tratterò solo gli effetti dell'inquinamento sulla flo ra o la fauna selvatica o spontanea. dagli scarichi industriali d' ogni tipo e dall'eliminazione di residui velenosissimi e sottoprodotti e scarti di elevata tossicità. i primi si possono riciclare e trasformare in acqua dolce. l'industria deve spesso affrontare il problema di eliminare acqua di raffreddamento riscaldata al termine delle lavorazioni indust riali. Le industrie. Questo fatto si è verificato nei maggiori laghi svizzeri. Nei Grandi Laghi americani il problema dei rifiuti si è aggravato. Anche quando il riciclaggio non riesce a fornire nuova acqua potabi le. essi rappresentano la parte più importante . e in parte dal fatto che le normali pratiche agricole danneggiano la consistenza del suolo. proprio come gli scarichi domestici si possono trattare per la produzione del gas di riscaldamen to. Q uesto risultato dipende in parte dall'accresciuta estensione delle colture. laghi. che viene consumato dai batteri che decompongono gli scari chi. o il process o di «osmosi alla rovescia» preconizzato in California. Gli scarichi liquidi. le quali consumano perfino più ossigeno dei batteri che decompongono i rifiuti. che sono stati denominati gli «effluenti sociali». di modo ch e ormai ne conosciamo tutti gli aspetti connessi alla presenza di rifiuti ed ava nzi. Quando si usano i laghi come fosse di scarico. Quantità esagerate di fosfati. di batteri della fotosintesi che possono agire in assenza di ossigeno. quelli industriali meno spesso. I problemi dell'inquinamento in generale sono già stati trattati con perfetta comp etenza in molti buoni libri e in innumerevoli articoli contemporanei. diversamente l'eccedenza termica distruggerà la vita animale e vegetale dei fiumi in cui verranno immessi gli scarichi. è facile che delle sostanze tossiche filtrino attraverso gli strati del suolo e vadano a fini re nei corsi d'acqua. Qualche volta gli scarichi domestici ricevono un trattamento inattiva nte. gli strati più bassi accumulano sca rti organici. I trattamenti comprendono l'uso di alghe. i quali tra l'altro sono così zeppi di organismi patogeni che è vietato consumarne il pesce o nuotarvi. con l'acqua salmastra e con l'acqua salata. come quelle che vengono messe in libertà dai . ma il peggio è dato da qualsiasi causa che nuoccia alle microfite e ad altri microorganismi. Anche le ceneri radioattive di ricaduta colpiscono sicuram ente le piante: essa ha ucciso un lichene tra i più graditi alle renne su vaste es tensioni siberiane. Anche dove i rifiuti solidi vengono sepolti sottoterra. come in Sudafrica. nel terreno e nei co rsi d'acqua. L'inquinamento delle piante superiori riveste già di per se stesso una c erta gravita. gli agglomerati urbani e gli automezzi emetto no grandi quantità di sostanze chimiche innaturali riversandole nell'aria sotto fo rma di gas e di minuscole particelle solide.iale di ogni genere. e non riescono più a sostentare la vita. sia di natura chimica che di provenienza dalle centrali nucl eari. in cui si usano membrane sem ipermeabili.

definito di recente «la maestosa cloaca d'Europa» -. tuttavia è stato modificato l'equilibr io delle popolazioni ittiche. si comprenderà agevolmente come i fiumi possano isterilirsi completamente in bre vissimo tempo con la morte di tutte le piante acquatiche e degli altri organismi . I fiumi hanno sempre attirato gli insediamenti industriali per la comodità dei tra sporti e dell'eliminazione degli scarichi.inquinando talvolta le spiagge e nuocendo alle alghe e alla fauna connessa. e da lì sui terreni agricoli degli Olandesi. spesso citato ad esempio di un mare interno tra i più lim pidi e belli. Nel 1972 un giornale o landese riferì che le acque riunite del Reno e della Mosa. I metalli passano co n grande facilità nei fiumi. erano così c ariche di sostanze chimiche e tanto calde. ma oggi . da potersi usare per sviluppare una p ellicola fotografica ricavandone un'immagine riconoscibile. muoiono tutti gli organismi. talvolta contenute in recip ienti che presumibilmente non si corroderanno per un tempo «indefinito». rame. e può venire riutilizzata solo se viene riportata in alto dalle correnti. che si crede contenga circa un quinto delle risorse d'acqua dolce del mondo.in parte grazie anche alle accresciute precauzioni d'ordine ecologico. L'Olanda costituisce di gran lunga il Paese peggio ridotto per quanto riguarda i suoi rapporti con il Reno .concimi. Da tro ppo tempo l'uomo fa troppo affidamento sulla tradizionale capacità di autodepurazi one dell'acqua corrente.che rappresentano l'inizio del ci clo alimentare degli animali superiori . i rifiuti provenienti dalle fognature cittadine e la presenza di concimi dilavati dalle acque di scorrimento . Il lago Baikal. possono aumentare il rigoglio d elle alghe. Le grandi «cloache» fluviali di questo genere continuano attraverso gli estuari . a Rotterdam. sia vegetale che animale. Se le alghe esauriscono tutto l'ossigeno del lago. da l quale dovrebbe pure dipendere in larga misura per il suo fabbisogno d'acqua pu lita. la maggior parte dei rifiuti che finiscon o in mare non sortisce questo effetto. e viene scaricata in mare a poc hi chilometri di distanza dalla costa. si calcola che nel solo 1972 si si ano depositate sul fondo non meno di 600 tonnellate di residui di carburante sca ricati dai motoscafi. pr ovenienti specialmente da una fabbrica di cellulosio. ed è stata rovinata anche l'industria della pesca del lago Baikal e della cinquantina di f iumi emissari per la lunghezza complessiva di circa 4000 chilometri. Rifiuti tossici di vario tipo vengono scaricati nelle ac que più profonde a distanze dalle coste ritenute «sicure». dal letame stallatico e dai detersivi. e una recente indagine effettuata nelle acque del Tee in Inghilterra ha rivelato la presenza di cadmio. Se a questi scarichi industriali si a ggiungono le acque surriscaldate di raffreddamento. lungo solo 70 chilometri. Sebbene nitrati e spazzatura possano favorire la crescita delle alghe e del plan kton marino. In ambedue questi casi le microfite del lago . Anche la presenza di molto legname fluitato sul fondo può causare inconvenienti ec ologici. l'inquinamento può estendersi a tutto il corso del fiume. Anche l'uso dei laghi a scopi sportivi o di svago comporta rischi ambientali. ora soffre per la presenza di residui della lavorazione del legno. che comprendono altresì il trattamento degli scari chi -questi laghi «sopravviveranno» certamente. Ne l lago di Costanza. e di almeno un milione e m ezzo di metri cubici di legname calato a fondo negli ultimi dieci anni. La dispersi . e ciò non fa che accrescere la quantità dei se dimenti in putrefazione.do ve il loro carico di sporcizia si irrobustisce dei contributi dei sedimenti dell e fogne vere e proprie . Concentrazioni eccessive di sali passano dall'acqua del Reno alla falda fr eatica poco profonda.sono state gravemente colpite. Tali circostanze possono anche stimolare la crescita es agerata di piante superiori come la lingua d'acqua canadese. Buona parte delle sostanze nutritizie cal a rapidamente in fondo al mare. piombo e zinco in perce ntuali aggirantisi sulle 1000 parti per milione. comprese le stesse alghe. e infine continuando la loro opera in mare. Altra sporcizia e spazzatura viene portata al largo su barconi. allo stesso mod o in cui più a monte del fiume vengono inquinati pozzi di trivellazione situati a notevoli distanze. Pochi anni or sono si cominciò a temere che i Grandi Laghi fossero ormai «morti» per l a presenza di queste sostanze. Le piante acquatiche sono danne ggiate dalla presenza del solo rame già in misura di 11 parti per miliardo.

e possono anche uccidere i pesciolini giovani. ne l 1969. mentre i detersivi impiegati per ripulire le coste si rivelano poco meno micidiali. L'inquinamento da petrolio non si limita ai mari e ai laghi. come il Caspio e il Mediterraneo