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C' era una volta una piccola pianta in un antico convento della citt di Parma,il Convento di San Quintino.

Era una bellissima mattina di primavera,le leggiadre farfalle svolazzavano, nel cielo azzurro,appoggiandosi delicatamente sui fiori appena sbocciati.Un secchio colmo di acqua vicino al pozzo, accanto all'arbusto rispecchiava i raggi del sole permettendo agli uccellini cinguettanti di rinfrescarsi.La pianta trovava la sua dimora sul muro umido e fresco del convento.Un giovane ragazzo,appassionato di pittura e di agronomia, aveva deciso di immortalare quella bellissima pianta nel suo album da disegno,quindi prese la sua seggiolina e si accinse a dipingerlo.La sua mano leggera seguiva il disegno della foglia in ogni particolare,ognuna differiva per la struttura del lobo,che poteva variare anche sulla medesima pianta,i suoi margini ondulati

donavano una forma armonica e omogenea.Il ragazzo era cos intento nel suo dipinto che non si rese conto del tempo che passava.All'imbrunire,una ragazza passeggiando per la strada che affiancava il convento,si lasci incuriosire dal ragazzo che stava per terminare il suo lavoro.I due sguardi si incrociarono e all'improvviso un fremito appassionato percorse le loro anime,si guardarono intensamente senza proferire parola . Lei affascinata dal giovanotto decise di chiedergli qualche informazione sull'arbusto,soggetto del suo dipinto .Il giovane inizi a parlare,e le sue parole colmarono quel silenzio pungente che si era creato tra di loro.Le spieg che si trattava del' "Hedera Helix" o pi comunemente dell'edera del chiostro di San Quintino.Le elenc molte delle sue propriet medicinali, le foglie pestate hanno effetto curativo per nevralgie,reumatismi e artriti.Approfond

spiegandole che il colore pu' variare da verde scuro a verde chiarissimo e che le foglie si tingono di bianco o di giallo tendente all'oro.Il ragazzo alz il braccio e le mostr che l in alto,dove i rami sono pi esposti al sole,nascono i fiori.La ragazza ascolt il suo insegnamento e decise di cogliere il frutto spuntato dalla pianta,ma lui subito afferr prontamente la mano e le disse che i frutti offerti dall'edera sono molto velenosi.In quel breve contatto i loro occhi si illuminarono,i loro cuori battevano alla stessa velocit,fortissimo.Il ragazzo prese una foglia,la poggi sul petto della ragazza e le mostr la sua struttura cuoriforme.I due si sorrisero e decisero di appartarsi ai piedi dell'edera per passare ancora qualche momento insieme.La giovane ragazza lo guardava intensamente,aspettando che lui facesse lo stesso,ma il ragazzo fiero delle sue conoscenze continu ad elencare tutte le

propriet dell'arbusto,gesticolando e appassionandosi allo stesso tempo,senza fermarsi un attimo. In breve tempo aveva ricostruito l'albero genealogico dell'edera senza omettere nessun particolare.La ragazza interruppe il suo monologo per dirgli che aveva degli occhi bellissimi color verde scuro,ma quest'argomento permise al ragazzo di collegare il colore dei suoi occhi alla tonalit delle foglie e quindi riprese la sua spiegazione.La fanciulla non voleva credere che un ragazzo cos bello potesse essere tanto tedioso,quindi gli prese le mani per stringergliele forte aspettando che lui le facesse qualche complimento,le guard le mani e le disse che le sue dita erano esili e affusolate come i rametti di una pianta.Il giovanotto,anche di fronte ad una fanciulla bellissima dai capelli ricci e biondi,non riusciva a mettere in secondo piano la scienza e la biologia.L'atmosfera che inizialmente

sembrava magica e meravigliosa,in realt si era rivelata l'esatto contrario.La ragazza per caso intravide i suoi calzini,un color rosa acceso con puntini gialli,dentro di se si domand se,per caso,li avesse rubati alla nonna.Il ragazzo non si lasciava distrarre dalle folte e lunghe ciglia della fanciulla,tutto soddisfatto della sua cultura si era messo a elencare le scoperte del secolo in ambito tecnico-scientifico.La fanciulla in quello stesso momento sarebbe voluta scappare a gambe levate,ma non poteva rinunciare a un ragazzo cos bello.Lei cercava di appassionarsi a quello che diceva per trovare un argomento in comune,che piacesse ad entrambi,ma non poteva intromettersi nel suo discorso perch il giovanotto le imponeva di fare silenzio per non fargli perdere la concentrazione.Il tempo passava,ma il ragazzo sembrava non accorgersene,era sempre intento nella sua spiegazione e non considerava minimamente

la ragazza.Quest'ultima,gli fece notare l'ora tarda e accenn un saluto,ma il ragazzo la ferm per dirle qualcosa.La fanciulla era felicissima,finalmente si era accorto della sua bellezza,forse voleva chiedergli scusa per aver parlato tanto,ma che era pronto a rimediare.Il ragazzo la guard dritta negli occhi e le fece notare che aveva una scarpa slacciata.La ragazza era furiosa,non gli rispose neanche e se ne and via a passo spedito.Mentre tornava a casa ripens alla bellezza di quel ragazzo,ma le sembr di essere finita in una favola,in cui la morale era:"l'apparenza inganna!".