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Cresciamo bene con fiabe e favole


Il valore del "raccontare" fantavolando.it Progetto sulla fiaba ladridifavole.com Progetto "Ladri di favole" ladridifavole.com Audiofiabe itunes.apple.com Fiaba africana lefiabe.com Fiaba Cinese lefiabe.com Fiaba Celtica lefiabe.com Fiaba Inglese lefiabe.com Fiaba Irlandese lefiabe.com Fiaba Indiana lefiabe.com Fiaba Araba lefiabe.com Fiaba Italiana paroledautore.net L'importanza delle fiabe a scuola pensieroecorpo.it La fiabaterapia federicadilegge.blogspot.it A scuola per disegnare le fiabe corrierealpi.gelocal.it Fiabe a scuola all'ombra della psicoanalisi alaaddin.it Archive All Download Newest Become an Instapaper Subscriber for just $1/month to get up to 50 articles at a time and support Instapapers development. Visit the Account section of Instapaper.com to subscribe.
Il valore del "raccontare"

fantavolando.it Archive Like & Archive Like DALLA SEZIONE BAMBINI E POSSIBILIE SCARICARE E STAMPARE TANTE STORIE E SIMPATICHE FILASTROCCHE ILLUSTRATE. NELLA SEZIONE INSEGNANTI TROVERETE DEI PICCOLI LIBRI INEDITI DA

STAMPARE. DALLA SEZIONE ILLUSTRAZIONI POTETE STAMPARE BELLISSIME IMMAGINI DI FAVOLE CLASSICHE. BUONA LETTURA ! fantavolando.it Archive Like & Archive Like Progetto sulla fiaba ladridifavole.com Archive Like & Archive Like E una proposta di progetto-laboratorio, e pu prevedere la partecipazione anche di adulti, quindi genitori, insegnanti insieme a bambini e ragazzi. Il percorso seguito dal progetto spiegato nel volume: Lofficina della fiaba Et dei bambini: 6 12 anni. Scopo del laboratorio , in primo luogo, esplorare nuovi modi per avvicinarsi allascolto di storie narrate, anche delle fiabe classiche, in modo da riscoprire un patrimonio culturale non sempre conosciuto da tutti. Le possibilit della fiaba sono molteplici ed invogliano i piccoli a mettersi in gioco, avvicinandosi alla lettura e alla narrazione in maniera attiva, partecipe e creativa, senza sforzo. Infine, questo laboratorio ha una forte valenza emotivo-relazionale per tutti, adulti e bambini. Perch conduce alla riscoperta del proprio mondo interiore con serenit e giocosit. Stimola il confronto interculturale, e la capacit di esplorare il punto di vista dellaltro. La fiaba, infatti, stimola la riflessione e lazione, la razionalit e la creativit eintroduce al benessere psicofisico. Obiettivi: . scoprire come nascono le fiabe . sperimentare limportanza della narrazione nel nostro quotidiano . scoprire in che modo la fiaba pu aiutarci a sviluppare ed allenare il cervello . lutilizzo della fiaba come terapia per i malesseri emotivi e psicologici . la fiaba come gioco per adulti e bambini Metodo utilizzato: Gli argomenti saranno affrontati attraverso un confronto basato sul libero dialogo fra la scrittrice e il gruppo dei partecipanti. Verranno sperimentate le tecniche di narrazione pi disparate. Durante il laboratorio i partecipanti saranno guidati ed invogliati a liberare la propria fantasia producendo, per chi lo vorr, un racconto fiabesco o delle storie disegnate. Attivit: Le attivit proposte a questo punto del laboratorio sono diverse tra loro, ma hanno in comune la caratteristica di permettere ai bambini di giocare con le fiabe dando loro la possibilit di divertirsi lavorando sui testi della fiaba stessa. Sarebbe opportuno dividere i partecipanti al laboratorio in gruppi eterogenei, ognuno dei quali potrebbe lavorare su di una storia diversa, in modo da avere, al termine dellattivit, numerosi elaborati che potranno essere esposti nelle classi o dovunque si voglia. In particolare le attivit proposte potrebbero essere: ? STORIE SBAGLIATE: proporre ai bambini di raccontare le fiabe, che ormai conoscono bene, sbagliandole; ? MACEDONIA DI STORIE: giocare a inventare nuove fiabe mischiando i personaggi di quelle analizzate; ? E POI COSE SUCCESSO?: partendo dal finale di una fiaba data, proporre ai bambini di immaginare cosa successo dopo; ? FIABE ALLINCONTRARIO: proporre agli alunni di inventare fiabe nuove stravolgendo i caratteri dei personaggi Tutti i racconti e i disegni prodotti durante il laboratorio, saranno valorizzati in una

mostra che si terr a conclusione del laboratorio ed eventualmente pubblicati in una antologia, come ricordo e testimonianza del lavoro svolto. Contatto per aderire al progetto: ladridifavole@gmail.com ladridifavole.com Archive Like & Archive Like Progetto "Ladri di favole" ladridifavole.com Archive Like & Archive Like Il progetto intitolato I ladri di favole si inserisce nellambito del programma di avvicinamento delle culture sostenuto anche dallONU. Questo percorso, studiato appositamente per gli alunni della scuola Primaria, ispirato allomonimo racconto di Rosa Tiziana Bruno e si propone dincoraggiare uno scambio tra culture diverse, utilizzando la fiaba come veicolo. Perch la fiaba uno strumento in grado di fornire opportunit di conoscenza, di avvicinamento, di arricchimento. In essa i ragazzi possono trovare nuovi mezzi per capire e leggere la societ attuale e per avvicinare culture. Ma non solo, nella fiaba ciascuno, pu ritrovare pezzi di s, della propria storia, della propria appartenenza. Incontrare una pluralit di linguaggi, di stili, di alfabeti Molte storie infatti hanno attraversato il mondo, colorandosi di scenari diversi, ma hanno mantenuto spesso una sorprendente uniformit nei personaggi, negli eventi cruciali, nelle situazioni che si presentano simili anche se collocate in paesi differenti. Raccontare storie di paesi lontani pu arricchire limmaginario di tutti i bambini di nuovi personaggi, fantasie, informazioni sul mondo. Nella narrazione si possono coinvolgere (eventualmente) anche i genitori immigrati per dare loro la possibilit di rievocare e scambiare storie e racconti. Obiettivi: Sviluppare interesse verso nuovi mondi e nuove culture. Scoprire aspetti di culture diverse, individuandone elementi comuni. Scoprire gli elementi artistico-figurativi di altre culture. Scoprire lesistenza di diversi ambienti naturali. Identificare somiglianze e differenze fra paesi lontani analizzando il mondo secondo diversi punti di vista. Risultati attesi: Stimolare atteggiamenti positivi e di curiosit verso laltro e le culture altre. Modificazione di atteggiamenti, soprattutto per quanto riguarda il superamento di stereotipi e preconcetti nei riguardi degli immigrati. Accrescere la disponibilit allaccoglienza ed alla convivenza democratica. Superare gli atteggiamenti compassionevoli e/o folclorici rispetto ai paesi lontani. Capacit di assumere il punto di vista altrui, ponendosi di fronte alla diversit dellaltro con disponibilit ed apertura. Modalit: La protagonista della storia I ladri di favole Angiolina, una bimba riccioluta e testarda. La piccola gira tutto il pianeta nel tentativo di recuperare le storie che la Banda degli Storti ha rubato allumanit. Il suo viaggio nei cinque continenti si rivela unavventura sorprendente attraverso culture, paesaggi, architetture, usanze e lingue diverse. Dunque, a questa sete di conoscenza e di arricchimento reciproco che si ispira il progetto. Si parte dalla lettura del primo capitoloe si inizia a viaggiare! Sar un viaggio che porter molto lontano, sia nello spazio che nel tempo. Inoltre si racconteranno le varie versioni internazionali di una stessa fiaba (Cenerentola, Cappuccetto Rosso, ecc). Unit didattiche di supporto:

Sei unit didattiche, che affiancano la pubblicazione I ladri di favole, hanno il compito di fornire una traccia per lavorare in classe sui temi dellintercultura, della geografia, dellaffettivit, dellambiente, dellalimentazione. Ogni unit corrisponde ad un capitolo del libro e ad esso si appoggia per la sua realizzazione. Lobiettivo comune che fa da sfondo allintero progetto didattico leducazione alla cittadinanza. Ovvero lapprendimento del concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dellambiente al fine di favorire forme di cooperazione e solidariet. Un processo formativo che favorisca lo sviluppo di atteggiamenti cooperativi e collaborativi, condizione essenziale per praticare la convivenza civile. Sulle unit didattiche proposte possono essere innestati laboratori teatrali e grafici. Cos come potrebbe risultare proficuo avvicinare i bambini alla musicalit e ai ritmi di altri paesi, attraverso dei laboratori di canti o di danze da terre lontane. In questo modo anche larea motoria verrebbe direttamente coinvolta nel progetto didattico. Lautrice del libro I ladri di favole, disponibile per la progettazione e lattuazione di laboratori in classe. Ambiti disciplinari: Area affettivo-relazionale Area linguistica Area storico-geografica Area scientifica Area matematica Area artistico-grafica Obiettivi didattici: Imparare ad interagire con i compagni e con gli adulti durante una discussione conoscenza di s stessi e del luogo in cui si vive consapevolezza delle proprie emozioni capacit di considerare il punto di vista dei propri familiari ed amici consapevolezza delle proprie radici sviluppare le proprie abilit percettive, linguistiche, espressive imparare a consultare carte geografiche e mappe imparare ad analizzare, ordinare, associare e classificare immagini, persone, oggetti percepire la pertinenza o lassurdit di un elemento in unimmagine o in un discorso Rappresentare graficamente e verbalmente i fatti vissuti e narrati Avviare la costruzione dei concetti fondamentali della storia: vita sociale, regole del gruppo classe, in famiglia esplorazione geografica dei cinque continenti familiarizzazione con i differenti climi della Terra acquisizione del concetto di fuso orario esplorazione della fauna, flora e paesaggi dei diversi continenti familiarizzazione con usanze e caratteristiche della vita quotidiana di altri popoli imparare a ricercare notizie utili in nuovi testi e anche nel we Per aderire al progetto e/o richiedere le unit didattiche scrivere a: ladridifavole@gmail.com Realizzato presso: Data Sede 25/02/201121/05/2010 17/04/2010 Scuola Primaria Trevi Foligno (PG)Biblioteca Centro Hurtado Scampia (NA) Centro Studi Fantasilandia Salerno 04/03/2010 Biblioteca Comunale di Castiglione delle Stiviere (BS) 28/11/2009 Verdeacqua Acquario Civico di Milano 07/11/2009 Biblioteca Comunale Is Bingias di Cagliari 15/10/2009 Biblioteca internazionale dei ragazzi E. De Amicis Genova 10/10/2009 Scuola Primaria L. Da Vinci Castelferretti (AN) 10/10/2009 Bottega del Mondo di Chiaravalle (AN) 26/09/2009 Scuola Media

Baldacchini Barletta 16/05/2009 Fiera del libro di Bibliomagia Comune di Coperchia (SA) 14/01/2009 Laboratorio Bibliomagia Scuola Primaria di Coperchia (SA) 22/12/2008 Scuola Primaria G. Galilei Modena 02/12/2008 Scuola Primaria Matteo Mari Salerno 01/12/2008 Scuola dellinfanzia Matteo Mari Salerno 10/11/2008 Scuola Primaria P.F. Giustiniani Pezzan dIstrana (TV) ladridifavole.com Archive Like & Archive Like Audiofiabe itunes.apple.com Archive Like & Archive Like

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By Walter Doneg
To listen to an audio podcast, mouse over the title and click Play. Open iTunes to download and subscribe to podcasts. Podcast Description Fiabe e favole narrate, di autori famosi e non. Fairy tales and stories narrated in italian. Sul mio sito www.walter.bz/audiofiabe trovate anche i testi e altre informazioni. Name Description Released Price 1 Nettuno e la Polena Una fiaba di Alessandra Fella 11/28/09 Free View In iTunes 2 Il drago e la bambina Una fiaba di Alessandra Fella 2/21/09 Free View In iTunes 3 La torre, la scala e la luna Una fiaba di Alessandra Fella 2/10/09 Free View In iTunes 4 Il Principe Ranocchio Una fiaba dei fratelli Grimm 10/26/06 Free View In iTunes 5 Lintrepido soldatino di stagno Fiaba di Hans Christian Andersen 10/8/06 Free View In iTunes 6 Il brutto anatroccolo Fiaba di Hans Christian Andersen 10/2/06 Free View In iTunes 7 Il gatto con gli stivali Fiaba di Perrault 9/26/06 Free View In iTunes 8 Cappuccetto Rosso Fiaba popolare europea, versione dei fratelli Grimm 9/20/06 Free View In iTunes 9 Il pifferaio magico Fiaba tradizionale tedesca 9/19/06 Free View In iTunes 10 Pollicino Una fiaba dei fratelli Grimm 9/15/06 Free View In iTunes 11 Hansel e Gretel Una fiaba dei fratelli Grimm 9/13/06 Free View In iTunes 12 Riccidoro e i tre orsi Una fiaba dei fratelli Grimm 9/12/06 Free View In iTunes 13 Biancaneve e i sette Nani Una fiaba dei fratelli Grimm 9/6/06 Free View In iTunes 14 Cenerentola Una fiaba di Perrault 8/31/06 Free View In iTunes 15 Barbolo e Fraccola Una fiaba - autore sconosciuto 8/25/06 Free View In iTunes 16 Il contadino astrologo Una fiaba di Italo Calvino 8/25/06 Free View In iTunes 17 Il lupo sazio Una fiaba di Esopo 8/25/06 Free View In iTunes 18 Un grattacielo in mare Una fiaba di Gianni Rodari 8/25/06 Free View In iTunes 19 Cio che pensa la gente Una fiaba - autore sconosciuto 8/25/06 Free View In iTunes 20 Il monte Simeli Una fiaba dei Fratelli Grimm 8/25/06 Free View In iTunes 21 La creazione dei deserti Una fiaba araba 8/25/06 Free View In iTunes Customer Reviews
Great

by smirky.com These are just really well done and the narrator has a nice storytelling voice. My Italian is reasonably good, but its often hard for me to keep pace when the ragazzi kick it into gear. Its important, then, to get used to listening to Italian and thats were podcasts like this really help. Of course they are fairy tales and are thus recounted mostly in the historical past tense that is rarely used in daily conversation, but thats cool. This podcast and La Costa Dei Barbari are my favorites. What an excellent and useful podcastfor many reasons

by KJnTexas I am learning to speak Italian and, as with other languages Ive studied, Ive found that hearing the language spoken at a conversational pace is sometimes daunting. Because of the fairy tale delivery style of this wonderful narrator, I find this series to be ideal for my level of learning (just past beginner) and, as a side benefit, Im getting to review folk and fairy tales that I had long since forgotten. The vocal inflections of Mr. Donega and the sound quality are both excellent. I dont know if this podcast is intended for langauge study, but, for me, it has been ideal for this purpose. I know the text is being effectively communicated, because a pupil I have as a voice studenta pupil fluent in Italianlaughed and clapped her hands in joy when I quoted in Italian a few lines I had memorized from Red Ridinghood. My only question isand perhaps I havent discovered this resource yet Are there text sets for these tales available online? Great pleasure to have found this podcast and I hope others will write in and comment. Thank you, Mr. Donega. I aggree

by fcag I stumbled on these by accident and I have to aggree with the two other reviews that the quality of the podcast is excellent and they are a great way to learn the language. And while I dont know of an online source for the text that goes along with these stories I was able to use my copy of The Complete Grimms Fairy Tales to follow along with those tales by the Brothers Grimm. View In iTunes Free Category: Kids & Family Language: Italian & 2006-2012 Walter Doneg Tutti i diritti riservati - I files audio sono concessi in uso per solo scopo personale. E vietata la pubblicazione su qualsiasi mezzo senza lesplicito consenso dellautore. Become a fan of the iTunes and App Store pages on Facebook for exclusive offers, the inside scoop on new apps and more. itunes.apple.com Archive Like & Archive Like Fiaba africana lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | La Giraffa vanitosa Fiabe africane per bambini.


La giraffa vanitosa (una favola etnica proveniente dallAfrica)

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, pi alta di qualunque altra. Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva pi rispetto per nessuno, n dava aiuto a chi glielo chiedeva. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo: - Guardatemi, io sono la pi bella. Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta. Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa: - Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale pu giungere - E cos dicendo, la condusse verso la palma della foresta. Quando furono giunti l, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i pi dolci. l suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di pi, non riusciva a raggiungere il frutto. Allora la scimmia, con un balzo, salt sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si iss sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato. Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa: - Vedi, cara mia, sei la pi alta, la pi bella, per non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali. La giraffa impar la lezione e da quel giorno cominci a collaborare con gli altri animali e a rispettarli. Fiaba africana. Favole e fiabe africane Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Cinese lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | La figlia dei draghi Fiabe cinesi e orientali. Le fiabe e favole per bambini, genitori e adulti.
La figlia dei draghi (una favola cinese, della Cina)
Allindomani della separazione tra il cielo e la terra, vivevano nel firmamento nove draghi giganteschi che venivano sovente a divertirsi tra le nuvole multicolori. Quando questi nei loro giochi si avvicinavano alla terra, tutto ci che la copriva si disegnava sotto i loro occhi: le montagne, i fiumi, gli alberi, le piante, gli animali Un giorno, furono affascinati da una gemma che sulla terra brillava di tutti i suoi bagliori ora rossi, ora verdi, ora violetti. Come era magnifica! La natura aveva voluto che i draghi avessero un debole per le pietre preziose, e cos si precipitarono facendo a gara su questo tesoro per appropriarsene. Ma, cosa strana, la pietra che vedevano cos bene dal cielo, scomparve al loro arrivo sulla Terra, sommersa nellimmensa foresta. Non volendo ritornare a mani vuote, i draghi restarono per continuare le loro ricerche. Il tempo passava senza che se ne accorgessero, e a forza di persistere nella ricerca di questo gioiello, finirono per metamorfizzarsi nel fiume Lancang. per questo motivo che questo fiume si chiama anche il Fiume dei Nove Draghi. A fianco del Fiume dei Nove Draghi si ergeva un enorme picco chiamato Picco Dorato, ai piedi del quale cera una grotta estremamente profonda, detta Grotta della Roccia dOro. Essendo questo un

luogo spazioso e luminoso, i draghi decisero di trasformarlo in un palazzo e di istallarvisi. Parecchi anni pi tardi uno di loro, il Re dei Draghi bianchi, mise al mondo una bambina. Questa, molto sincera, vivace e graziosa, aveva la pelle cos bianca e fresca come quella delle radici di loto e gli occhi brillanti come delle perle. Allet di sedici anni la figlia dei draghi, annoiata di vivere sempre nel palazzo sotto il fiume, usciva sovente dalle acque per giocare. Un giorno, salita in superficie, scopr lungo le rive dei ciottoli bianchi, delle sensitive verdeggianti, dei fiori rossi e degli alberi dai frutti color arancio. Ella si divertiva cos tanto che si dimentic che doveva tornare indietro. Dapprima, si divert un mondo lungo il fiume, poi, desiderosa dandare vedere altrove, giunse, seguendo un sentiero sinuoso, in cima ad una montagna a nord del fiume. Oltre la montagna scopr una pianura verdeggiante coperta da palme, da bamb nani e da piante di areca molto slanciate. Estasiata, la figlia dei draghi continu ad avanzare. Arrivata davanti alla pianura, vide degli uomini che tiravano dei buoi per arare, delle donne trapiantare del riso con dei cesti sulla schiena, dei bambini e dei bufali bagnarsi in uno stagno. Quanto la vita sulla terra era gioiosa e animata! A quella vista, presa da una grande passione per quel tipo esistenza, non ebbe pi voglia di rientrare al Palazzo dei draghi. Proprio in quel momento, le si avvicin un giovanotto dai che camminava su un sentiero tra i campi conducendo un bue. Aveva allincirca ventanni, ed era vestito con una giacca da contadino, con dei pantaloni voltati in su. Portava una fascia sulla testa e aveva le mani piene di fango. Vedendolo, la figlia dei draghi comprese immediatamente che era lavoratore ed onesto. E senza saperlo se ne innamor. Gli and incontro e chiese timidamente: - Fratello coltivatore, mi potresti dire il nome di questo luogo? Il ragazzo si ferm e rispose molto educatamente: - la pianura Mengyang dei Dai. Da dove vieni, sorella? Perch sei tutta sola? La figlia dei draghi avrebbe ben voluto dirgli la verit ma per timore di non essere creduta, rispose in maniera sibillina: - Fratello coltivatore, abito vicino al fiume Lancang. Questa mattina, sono andata a cogliere delle verdure selvatiche nella montagna vicino al fiume. L, mi sono perduta ed eccomi qui per caso Nel sentirla parlare in tale maniera, il ragazzo le disse affabilmente: - Vuoi venire a riposarti un po a casa mia? Devi essere molto stanca. Casa mia, quella palafitta, piccola ma comunque ci sono degli sgabelli per gli ospiti. La figlia dei draghi abbass la testa, molto felice, e si lasci condurre dal giovane. Il ragazzo si chiamava Yan Maoyang. I suoi genitori erano morti da molti anni. Senza fratelli, viveva solo in una piccola casa di bamb. Aveva lavorato come guardiano di buoi sin dallinfanzia e sapeva gi arare la terra allet di dieci anni. Era povero ma di grande bont. Quando le persone avevano delle difficolt, era sufficiente dire una sola parola perch lui andasse in loro aiuto. Tutti gli abitanti del villaggio lo trovavano molto simpatico. Parecchie donne molto premurose avevano da molto tempo lintenzione di aiutarlo a fondare una famiglia. Ma non avevano ancora trovato la ragazza giusta. Il sole era gi tramontato e gli uccelli sarebbe ben presto ritornati al loro nido. I paesani, stupiti di veder Yan Maoyang rientrare con una bella ragazza, andarono tutti sul balcone per guardarli. Il ragazzo era un po infastidito ma per niente imbarazzato. naturale, si disse, condurre a casa qualcuno che si smarrito, perch dovrei infastidirmi? Rientrato a casa, Yan Manyang depose una catinella dacqua sul balcone e chiese alla ragazza di lavarsi i piedi. Poi, dispose una tavola rotonda di striscioline di giunco sulla quale mise una ciotola di riso glutinoso, della zuppa di germogli di bamb e dei cetrioli salati. - Sorella smarrita, disse con tenerezza, avrai probabilmente fame dopo aver digiunato tutto il giorno, vieni subito a mangiare qualcosa! Vedendo che la giovane era arrossita e sembrava confusa, aggiunse: - Queste verdure selvatiche e la zuppa fredda non sono certamente molto appettite, ma il riso glutinoso, per, buono, vieni ad assaggiarne! - Fratello coltivatore, come posso ringraziarti! Esclam la figlia dei draghi. Era la prima volta che mangiava il cibo del mondo terrestre e lo trovava migliore di quello del Palazzo dei draghi. Finito di mangiare, era gi buio. Lorfano si mise in agitazione. Cosa sarebbe accaduto se un uomo pieno di salute avesse dormito con una bella ragazza sotto lo stesso tetto? Ma la notte gli impediva di riaccompagnarla a casa. La figlia dei draghi era

intelligente, e si era gi accorta dellangoscia del giovane. Pensando che era giunto il momento della verit, gli disse con franchezza e tenerezza: - Fratello coltivatore, scusami; in realt io sono la figlia dei draghi e vivo nella Grotta della roccia doro del fiume Lancang. Il desiderio per la vita umana mi ha spinto a venire sino qui. Ti supplico di tenermi, diventer volentieri tua moglie e ti coprir di cure e tenerezza. A queste parole, Yan Maoyang fu costernato. Come era possibile che questa graziosa figliola fosse la figlia dei draghi del fiume Lancang? Scettico, egli la interrog e rinterrog per esserne certo. Ed ogni volta la giovane giurava di dire la verit. Yan Maoyang non insistette pi. Che quello che diceva fosse vero o falso, egli decise di rispondere alla preghiera della ragazza. Cos le disse sinceramente: - Figlia dei draghi, tu hai unanima pura come una goccia dacqua! Ma io sono un uomo molto povero. Hai pensato alle difficolt alle quali andrai incontro se vivrai con me? - Se si ama veramente, rispose la figlia dei draghi, il pi aspro dei frutti diventa dolce nella bocca degli innamorati. Essi procedettero alla cerimonia nuziale la sera stessa. Lindomani, a questa notizia, i paesani andarono a felicitarsi con dei fiori, del riso dellultimo raccolto e dello zucchero rosso in polvere. Vedendo che questi contadini erano tutti molto onesti e benevoli, la giovane sposa giunse le mani per esprimere loro i suoi ringraziamenti sinceri: - Mille volte grazie per avermi dato il diritto dasilo nel vostro villaggio malgrado la mia bruttezza. A partire da oggi, se voi avrete delle difficolt, io far del mio meglio per aiutarvi. Queste parole colmarono di gioia i paesani che cominciarono ad esprimere i loro desideri: - Ebbene, figlia dei draghi, dacci pi pioggia, il nostro villaggio non ha abbastanza risorse dacqua, il trapianto del riso non si pu fare senza la pioggia, implor un vecchio. - E poi, prosegu una nonna, la gente di Mengyang non sa nuotare n condurre le zattere. Quando abbiamo bisogno di recarci in visita dai nostri parenti sullaltra riva del fiume, non potresti aiutarci ad attraversare il fiume? La nuova venuta acconsent con gioia. Da allora, si dice, il tempo divenne molto favorevole per la risicoltura nel villaggio Mengyang. Quando la gente di Mengyang aveva voglia di andare al villaggio Jinghong, doveva solo gridare: Sono del villaggio Mengyang, che la figlia dei draghi abbia la gentilezza di aiutarmi ad attraversare il fiume, perch apparisse un ponte sul fiume. Un anno pi tardi, la figlia dei draghi era incinta. I paesani andavano sovente a trovarla a casa, augurandole di mettere al mondo un neonato paffuto senza difficolt. Ma proprio in quel periodo accadde qualcosa di catastrofico. Con lo scopo di farsi costruire un altro palazzo, il nuovo capo del villaggio Jinghong ordin a tutti gli uomini del villaggio di andare ad abbattere il legname necessario sulle montagne. Un mese dopo, essi ne avevano gi raccolto la quantit necessaria. Ma al momento di attraversare il fiume, le zattere di bamb furono rovesciate dalle onde e tutto il carico di legname cadde nel fiume Lancang. I battellieri, diverse migliaia, si adoperarono per recuperare tutto quel legno per novantanove giorni, ma fu tutta fatica inutile. Come fare? Il capo del villaggio Jinghong era molto inquieto, quando un uomo molto intelligente and a suggerirgli una soluzione: - Mio signore, gli disse, io mi reco sovente al villaggio Mengyang per rendere visita a dei parenti. Ho saputo che l un giovanotto ha sposato la figlia dei draghi. Se si chiedesse aiuto a questuomo, forse si ritroverebbe facilmente il legno perso nel fiume. A queste parole, il capo fece chiamare immediatamente Yan Maoyang. Costui era un uomo di cuore. Era sempre disponibile. Ma questa volta egli esit, poich sua moglie era incinta di nove mesi e avrebbe ben presto partorito. Ma il messaggero lo implor tanto e ancor di pi: - Se noi non possiamo recuperare il legname, il capo del nostro villaggio ci far picchiare sino alla morte. Abbiate piet di noi e aiutateci a venirne fuori. La figlia dei draghi si commosse e disse a suo marito: - Va, mio caro sposo. Aiutare gli altri a superare le difficolt nostro dovere. I paesani si occuperanno di me, stai tranquillo! Le parole della sua sposa lo rassicurarono e cos si rec a Jinghong accompagnato da colui che aveva chiesto aiuto. Dopo la partenza di suo marito, la figlia dei draghi and furtivamente sulle rive del piccolo fiume del villaggio Mengyang. L, ella preg il genio del

fiume di dire al Re dei draghi di aiutare suo marito a recuperare il legname caduto, il pi presto possibile. Il Re dei draghi del fiume Lancang, per far piacere a sua figlia, invi immediatamente numerosi pesci e gamberi ad assistere Yan Maoyang nel ripescaggio. In meno di mezza giornata, essi riuscirono a tirare fuori dallacqua pi di un migliaio di tronchi dalbero. La gente di Jinghong ne era stupefatta. Oh, diceva, miracoloso! Solamente il genero del Re dei draghi capace di fare questo! Ma qualcuno ne aveva fatto partecipe il capo del villaggio Jinghong. Convinto dei talenti di Yan Maoyang, questi riconobbe che nessuno a Jinghong era capace quanto il giovane. Ma proprio in quel momento, un uomo gli mormor allorecchio: - Mio rispettabile maestro, il giorno della vostra morte vicino! Il capo spalanc gli occhi e chiese: - Cosa succede? Qualcuno cerca di uccidermi? Luomo rispose con astuzia: - Non ora, ma bisogna stare allerta! Riflettete bene, Yan Maoyang mille volte pi forte di voi, se avesse lintenzione di diventare, al posto vostro, il capo del villaggio Jinghong, sareste in grado di misurarvi con lui? - Allora cosa bisogna fare, secondo te? Chiese il capo con un tono ansioso. - La cosa migliore sarebbe quella di ucciderlo prima che egli sospetti qualcosa, rispose luomo estraendo la propria sciabola. Il capo scosse la testa, vedendo pagato con lingratitudine il suo benefattore. Ma subito gli balen unaltra idea per la testa: il capo del villaggio Jinghong deve essere un uomo del posto, non bisogna cedere questa carica ad un uomo del villaggio Mengyang. Sar meglio agire per primo. Fece allora arrestare Yan Maoyang con lintento di trascinarlo nella foresta per decapitarlo. A questa notizia, la gente del villaggio Jinghong che abitava lungo il cammino dove doveva passare il condannato and ad intercedere in suo favore e a dissuadere il loro capo dallagire alla leggera. Ma costui non non sentiva da questo orecchio e tranci la testa di Yan Maoyang con un colpo di sciabola. Avendo appreso della morte di suo marito, la figlia dei draghi cadde in deliquio. Grazie alle cure dei paesani, ella ritorn poco a poco in s. Nella sua collera, disse: - Non credevo che esistessero a questo mondo degli uomini cos malvagi. Mio marito ha avuto la bont di andare ad aiutarli. Ma invece di essergli riconoscenti, essi lhanno ucciso, io non glielo perdoner! La notte stessa, la giovane ritorn nel Palazzo dei draghi per far partecipe del suo dolore il Re dei draghi bianchi. Questi, preso dal furore, ordin immediatamente ai soldati dei gamberi di gettare grosse pietre nel fiume Lancang. Subito le acque del fiume iniziarono a scorrere a ritroso e, in un niente, inondarono Jinghong e le sue risaie. Il capo e gli abitanti trovarono scampo sulla sommit delle montagne dove si nutrirono di foglie dalberi e di frutti selvatici. - Perch le acque del fiume salgono cos in fretta, visto che non caduta una sola goccia di pioggia? Sinterrog il capo del villaggio Jinghong che dava per scontato che la cosa sarebbe stata di breve durata. Ma trascorsero otto o nove giorni senza che si avesse alcun segno di decrescita. I sinistrati avevano mangiato tutte le foglie degli alberi e i frutti selvatici e ora rischiavano di morire di fame. Allora un vecchio disse al responsabile: Hai avuto torto ad uccidere il bravo giovane che ci ha aiutati a ripescare il legname. Ti rendi conto che la tua cattiveria che ha provocato la collera della figlia dei draghi ed indirettamente la causa di questa apocalisse! La sola via duscita che ti permette di sopravvivere quella di andare a riconoscere i tuoi crimini davanti alla figlia dei draghi. Il capo comprese solo allora le cause di quella catastrofe. Rimpianse molto la sua imprudenza e fece fare una zattera di bamb che lo conducesse verso le montagne sullaltra riva in compagnia dei suoi consiglieri. L, scesi dalla zattera, si recarono a piedi del villaggio Mengyang per domandare perdono alla giovane vedova: - Figlia dei draghi, disse il capo del villaggio Jinghong, la nebbia ha ostruito la mia vista, quanto me ne voglio daver ucciso tuo marito su istigazione di cattivi consiglieri. Uccidimi se vuoi, ma ti supplico di non annegare gli abitanti del villaggio Jinghong. La figlia dei draghi gli lanci uno sguardo furioso, gli rimprover la sua ingratitudine e gli chiese di rendergli suo marito. Incapace di assolvere a tale richiesta, il capo non sapeva che implorare la clemenza. Fu soltanto dopo aver lungamente pianto che la figlia dei draghi si calm. Allora il capo le disse: - Figlia dei draghi, se tu ci perdoni e lasci gli abitanti del mio villaggio vivere tranquillamente, noi saremo felici di nutrirti di generazione in generazione. La figlia dei draghi,

nonostante la sua tristezza e la sua indignazione, non se la sentiva di annegare tutti gli abitanti del villaggio Jinghong. Cos acconsent. La sera stessa, essa ritorn nel Palazzo dei draghi per domandare al Re dei draghi di far togliere lo sbarramento di pietre dal fiume. La mattina del giorno dopo, le acque del fiume avevano ripreso il loro corso normale, i villaggi e i campi emersero nuovamente dallimmensit delle acque. Da allora, per esprimere la loro riconoscenza, la gente del villaggio Jinghong considerano la figlia dei draghi come il genio del loro villaggio e vanno a venerarla ogni anno lungo le rive del fiume. Si narra anche che, poco dopo il suo ritorno al Palazzo dei draghi, la figlia dei draghi avesse partorito un bel neonato. E poich durante la maternit ella aveva avuto bisogno di uova, quando la gente va a renderle omaggio le porta come offerta centoventi uova di differenti colori. (Fiaba cinese) Favole e fiabe cinesi Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Celtica lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | LAquila e lo Scricciolo, una fiaba celtica. Per bambini, fiabe celtiche.


LAquila e lo Scricciolo
Laquila e lo scricciolo stavano verificando chi dei due potesse volare pi alto. Il vincitore sarebbe divenuto re degli uccelli. Lo scricciolo part per primo, dritto verso il cielo. Ma laquila lo raggiunse, librandosi agevolmente in grandi cerchi nellaria. Lo scricciolo era stanco, cos, appena laquila pass, zitto zitto si sistem sullampio dorso dellaquila. Alla fine, laquila cominci a stancarsi. Ma dove sei, scricciolo?, grid. Sono qui, rispose lo scricciolo, solo un po pi in alto di te. Fu cos che lo scricciolo vinse la gara. Fiaba celtica Favole e fiabe celtiche Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Inglese lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | Fiaba inglese: Il topo e la gatta. Raccolta di Fiabe inglesi e anglosassoni. Le fiabe e favole per bambini.
Il topo e la gatta (una favola inglese, Inghilterra)
Il topolino and a far visita alla gatta e la trov sulla soglia di casa che faceva le fusa con grande impegno. Disse il topo: - Che fate costi, carissima comare, comare carissima, che fate cost? La gatta rispose: - Mi faccio gli scalferotti, carissimo compare, calze e scalferotti per quando geler. Disse

il topo: - Che vi durino un pezzo, carissima comare, che vi durino un pezzo e anche di pi. La gatta rispose: - Dureranno, dureranno, carissimo compare, fin che si romperanno e anche di pi. Disse il topo: - Giusto ieri ho spazzato, carissima comare, giusto ieri ho spazzato la mia casetta. La gatta rispose: - Sar dunque pulita, carissimo compare, sar dunque certamente pulita e netta. Disse il topo: Ho trovato uno scudo, carissima comare, ho trovato uno scudo dargento fino. La gatta rispose: - Allora siete ricco, carissimo compare, allora siete ricco, mio bei topolino. Disse il topo: - Sono andato al mercato, carissima comare, con lo scudo dargento sono andato al mercato. La gatta rispose: - Che bella passeggiata, carissimo compare, che bella passeggiata vi siete regalato. Disse il topo: - Ho comprato una focaccia, carissima comare, con lo scudo dargento ho comprato una focaccia. La gatta rispose: -Allora buon appetito, carissimo compare, allora buon appetito e buon pr vi faccia. Disse il topo: - Lho messa sulla finestra, carissima comare, proprio sulla finestra lavevo posata. La gatta rispose: - Si sar raffreddata, carissimo compare, la bella focaccina si sar raffreddata. Disse il topo: La gatta me lha mangiata, carissima comare, proprio cosi, la gatta me la mangi. La gatta rispose: - E manger t pure, carissimo compare, proprio cosi, t pure ti manger. Con un salto fu addosso al topolino e ne fece un boccone (Fiaba inglese) Favole e fiabe inglesi Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Irlandese lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | Fiaba irlandese: Sean e la mucca. Raccolta di Fiabe irlandesi. Le fiabe di Irlanda.


Sean e la mucca (una favola irlandese, Irlanda)
In un piccolo pesino dellIrlanda vivevano una volta un figlio e una madre molto poveri. Sean che era ancora un ragazzetto, non solo doveva lavorare tutto il giorno ma per arrotondare faceva anche delle scope che poi vendeva al mercato. Ogni giorno portava a pascolare lunica mucca che possedevano , e questa dava ogni giorno latte fresco. Una bella mattina , Sean decise di raccogliere erica per intrecciare e fabbricare nuove scope, e cos seguito dalla mucca si spinse oltre il bosco. Ad un certo punto sentendosi stanco decise di riposarsi in una piccola valletta .Si sdrai e dimprovviso vide che tutto il prato era pieno di folletti che cantavano e che giocavano allegramente. -Beati voi come siete contenti.Io invece devo lavorare tutto il giorno e non ho mai tempo per giocare -Vieni, vieni a giocare e ci divertiremo. -Oh grazie, rispose Sean, e a che cosa giochiamo? -A calcio rispose uno dei folletti, tu stai in porta. E cos cominciarono a giocare . Tutto and per il meglio finch quando arriv una pallonata giusto in faccia al ragazzo e per cinque minuti non pot vedere niente. Tutti gli elfi ridevano a crepapelle , e se ne andarono correndo per il prato. Quando Sean recuper la vista , non trov pi la sua mucca e subito pens che si era persa nel bosco. Torn a casa e raccont quanto era successo alla madre . Il giorno dopo madre e figlio andarono subito alla ricerca della mucca e solo dopo lunghe ore di ricerca la trovarono morta in un dirupo . La madre si disper molto, e si sentiva perduta senza quella mucca che almeno le dava il latte. Pass del tempo Una bella mattina Sean stava intrecciando

dellerica per le scope quandecco che scorse due elfi che pascolavano una mucca. La guard e la riguard e ben presto si accorse che quella era la sua mucca. Si avvicin le salt in groppa e la mucca indispettita cominci a dimenarsi e a correre gi per il prato con i due elfi attaccati alla coda. E la mucca correva e correva e arriv nei pressi del lago , e sempre pi vicino alla riva, e sempre pi vicino allacqua finch non si immersero nellacqua! Il ragazzo stava dicendo le sue ultime preghiere quando scorse nel fondo del mare un palazzo di cristallo. Entrarono e scorsero moltissime dame e cavalieri che erano nella sala principale. Subito gli venne incontro il re . -Lei si impossessato della mia mucca disse il ragazzo. -No caro ragazzo questa la mia mucca ,lho comprata da due elfi. Il ragazzo allora raccont tutta la storia, il re che era un uomo buono propose al ragazzo un borsa piene di monete doro in cambio della sua mucca che faceva un ottimo latte . -Niente affatto io sono per le cose giuste, quindi rendetemi la mucca di mia madre e io toglier il disturbo. Il re sbalordito per questo rifiuto disse: -Come puoi rifiutare unofferta del genere , la mucca indispensabile qui a corte. Con il suo latte macchiamo sempre il te delle sei. -E a me sicuramente servir di pi, perch noi lass siamo molto poveri. Il re commosso da tanta onest gli concedette la mucca e gli regal un sacchetto pieno di monete doro. Ma il ragazzo rifiut: -Penseranno tutti che li ho rubati. Teneteli pure ! -Mi sento in torto nei tue confronti ragazzo per cui ti faccio una proposta: ogni giorno verso le cinque porterai in riva al lago un secchio pieno di latte di mucca e noi lo pagheremo per quanto per noi vale. Contento e soddisfatto Sean ritorn a casa e raccont quello che era successo alla madre e credeva che suo figlio fosse diventato pazzo. Cos il ragazzo la dovette portare in riva al lago e quando vide due folletti uscire dal lago con due pacchettini pieni di monete doro rest molto meravigliata. Cos finisce questa storia, Sean si guadagn sempre onestamente da vivere e visse ancora per molti anni con la sua mamma . (Fiaba Irlanda) Fiabe Irlandesi Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Indiana lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | La scimmia e la tartaruga. Fiabe e leggende indiane, degli indiani dAmerica.


La scimmia e la tartaruga (una leggenda indiana)
Compare Tartaruga si annoiava da morire: i giorni passavano sempre uguali. Il mare si estendeva allinfinito, le onde succedevano alle onde. Nessuno veniva mai a rallegrare la sua vita monotona, tranne qualche volta una balena o un gruppo di delfini, che passavano in lontananza, al largo dellisola. Un giorno, scorse una scimmia che si rimpinzava di banane. Perch cercare un amico nel mare? pens la tartaruga. Compare Scimmia sembra un compagno ideale, certamente pi simpatico di un granchio!. Buongiorno Compare Scimmia! Vorresti essere mio amico? Buongiorno Compare Tartaruga! Certamente!. Da quel giorno trascorsero insieme tutto il loro tempo; la tartaruga non si era mai divertita tanto. Un giorno la scimmia la invit ad assaggiare le banane. Un altro, le disse: Vieni, ti insegner

ad arrampicarti sugli alberi!. La sera, Compare Scimmia raccont alla moglie: Ah! Come mi sono divertito! Avresti dovuto vederlo mentre si arrampicava su un albero! Compare Tartaruga il mio migliore amico!. Anche Compare Tartaruga disse alla moglie: Che amico meraviglioso! Come mi annoiavo prima di conoscerlo!. Ma Comare Tartaruga non condivideva la sua gioia e pensava: Mio marito sta sempre con il suo nuovo amico. Devo sbarazzarmi di questa maledetta scimmia! Una sera, Compare Tartaruga trov la moglie a letto. Sei malata?. S, molto malata; il dottore ha detto che sto per morire e che lunico modo per salvarmi mangiare il cuore di una scimmia!. Il cuore di una scimmia! Ma dove potr trovarlo? Lunica scimmia che conosco il mio amico!. Allora, non mi resta che morire! disse Comare Tartaruga con voce fioca. Compare Tartaruga era disperato. Riflett a lungo e infine decise che avrebbe sacrificato il suo amico. Lentamente, si diresse verso la casa di Compare Scimmia. Buongiorno, Compare Tartaruga! Che piacere rivederti! Qual buon vento ti porta?. Mia moglie vorrebbe invitarti a cena questa sera, verrai?. Certo, volentieri!. La scimmia segu allegramente il suo amico fino in riva al mare, ma non poteva continuare non sapendo nuotare. Sali sul mio guscio! - gli disse la tartaruga - Ti porter io!. La scimmia si aggrapp al guscio lasciandosi trasportare tra le onde. Avrebbe voluto chiacchierare ma laltro non rispondeva: Mi sembri molto triste e silenzioso! Cosa ti successo? Racconta: farei qualsiasi cosa per te!. Ah, amico mio - fin per confessare Compare Tartaruga - c solo un sistema per salvare mia moglie, e cio che tu mi dia il tuo cuore!. Ahi! - pens la scimmia - ho detto qualsiasi cosa, ma c un limite a tutto! Come faccio a risolvere la situazione? Compare Tartaruga pu farmi annegare da un omento allaltro! Dimprovviso, si colp la fronte. E terribile! Ti darei volentieri il mio cuore, ma dobbiamo tornare indietro a prenderlo!. Il tuo cuore non si trova nel tuo petto?. Come? - esclam la scimmia Non sai che le scimmie lasciano il cuore in una brocca, accanto alla loro casa, prima di intraprendere un viaggio?. La tartaruga si ferm e disse: Ma come facciamo?. molto semplice! Riportami sullisola e andr a prendere il mio cuore!. La tartaruga torn indietro, la scimmia salt sulla riva e si arrampic rapida su un albero. Uff! Sono salvo! Mi hai spaventato!. Ma - grid la tartaruga - e il cuore che mi hai promesso?. Il cuore? Non sei abbastanza furbo, Compare Tartaruga. Batte nel mio petto, naturalmente, e ci tengo molto! Addio!. Compare Tartaruga ritorn triste a casa: aveva perso un amico, ma ebbe almeno la consolazione di veder guarita la moglie. (Leggenda indiana) Leggende e fiabe indiane Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Araba lefiabe.com Archive Like & Archive Like

| | | | | | I tre pesci. Fiabe arabe e asiatiche.


I tre pesci (un racconto arabo)
Cerano una volta tre pesci che vivevano in uno stagno: uno era intelligente, un altro lo era a met e il terzo era stupido. La loro vita era quella di tutti i pesci di questo mondo, finch un giorno

arriv un uomo. Luomo portava una rete e il pesce intelligente lo vide attraverso lacqua. Facendo appello allesperienza, alle storie che aveva sentito e alla propria intelligenza, il pesce decise di passare allazione. Dato che ci sono pochi posti dove nascondersi in questo stagno, far finta di essere morto, pens. Raccolte tutte le sue forze, balz fuori dallacqua e atterr ai piedi del pescatore, che si mostr piuttosto sorpreso. Tuttavia, visto che il pesce tratteneva il respiro, luomo lo credette morto e lo ributt nello stagno. Allora il nostro pesce si lasci scivolare in una piccola cavit sotto la riva. Il secondo pesce, quello semintelligente, non aveva capito bene quanto era accaduto. Raggiunse quindi il pesce intelligente per chiedergli spiegazioni. Semplice, disse il pesce intelligente, ho fatto finta di essere morto e cos mi ha ributtato in acqua. Immediatamente, il pesce semintelligente balz fuori dallacqua e cadde ai piedi del pescatore. Strano, pens il pescatore, tutti questi pesci che saltano fuori dappertutto!. Ma il pesce intelligente si era dimenticato di trattenere il respiro, cos il pescatore si accorse che era vivo e lo mise nel suo secchio. Riprese quindi a scrutare la superficie dellacqua, ma lo spettacolo di quei pesci che atterravano sulla riva, ai suoi piedi, lo aveva in qualche modo turbato, sicch si dimentic di chiudere il secchio. Quando il pesce se ne accorse, riusc faticosamente a scivolare fuori e a riguadagnare lo stagno a piccoli salti. And a raggiungere il primo pesce e, ansimando, si nascose accanto a lui. Ora, il terzo pesce, quello Stupido, non era naturalmente in grado di trarre vantaggio dagli eventi, neanche dopo aver ascoltato il racconto del primo e del secondo pesce. Allora riesaminarono ogni dettaglio con lui, sottolineando limportanza di non respirare quando si finge di essere morti. Molte grazie, adesso ho capito!; disse il pesce stupido, e con quelle parole si lanci fuori dallacqua e and ad atterrare proprio accanto al pescatore. Ora, il pescatore, che aveva gi perso due pesci, lo mise subito nel secchio senza preoccuparsi di verificare se respirava o no. Poi lanci ancora ripetutamente la sua rete nello stagno, ma i primi due pesci erano ormai al sicuro nella cavit sotto la riva. E questa volta il suo secchio era ben chiuso. Il pescatore fin per rinunciare. Apr il secchio, si accorse che il pesce stupido non respirava, lo port a casa e lo diede da mangiare al gatto. (Arabia, Fiaba araba) Favole e fiabe arabe Privacy - Pubblicit - Contattaci lefiabe.com Archive Like & Archive Like Fiaba Italiana paroledautore.net Archive Like & Archive Like

Fiabe della Sicilia: La leggenda di Colapesce (Sicilia)


Nicola fu lultimo dei numerosi fratelli: viveva con la sua famiglia a Messina, in una capanna vicino al mare e fin da fanciullo prese dimestichezza con le onde. Quando crebbe e divenne un ragazzo svelto e muscoloso, la sua gioia era dimmergersi profondamente nellacqua e, quando vi si trovava dentro, si meravigliava anche lui come non sentisse il bisogno di ritornare alla superficie se non dopo molto tempo. Poteva rimanere sottacqua per ore e ore, e quando tornava su, raccontava alla madre quello che aveva visto: dimore sottomarine di citt antichissime inghiottite dai flutti, grotte piene di meravigliose fosforescenze, lotte feroci di pesci giganti, foreste sconfinate di coralli e cosi via. La famiglia, a sentire queste meraviglie, lo prendeva per esaltato; ma, insistendo egli a restar fuori di casa, senza aiutare i suoi fratelli nella dura lotta per il pane, e vedendo che egli passava veramente il suo tempo dentro le onde e sotto il mare, come un altro se ne sarebbe andato a passeggiare per i campi, si

preoccup e cercava di scacciare quei pensieri strani dalla testa del figliuolo. Cola amava tanto il mare e per conseguenza voleva bene anche ai pesci: si disperava a vederne le ceste piene che portavano a casa i suoi fratelli, ed una volta che vi trov dentro una murena ancora viva, corse a gettarla nel mare. Essendosi la madre accorta della cosa, lo rimbrott acerbamente: Bel mestiere che sai fare tu! Tuo padre e i tuoi fratelli faticano per prendere il pesce e tu lo ributti nel mare! Peccato mortale questo, buttare via la roba del Signore. Se tu non ti ravvedi, possa anche tu diventare pesce. Quando i genitori rivolgono una grave parola ai figli, Iddio ascolta ed esaudisce. Cos doveva succedere per Nicola. Sua madre tent di tutto per distoglierlo dal mare, e credendolo stregato, si rivolse a santi uomini di religione. Ma i loro saggi consigli a nulla valsero. Cola seguit a frequentare il mare e spesso restava lontano giorni e giorni, perch aveva trovato un modo assai comodo per fare lunghi viaggi senza fatica: si faceva ingoiare da certi grossi pesci chegli trovava nel mare profondo e, quando voleva, spaccava loro il ventre con un coltello e cosi si ritrovava fuori, pronto a seguitare le sue esplorazioni. Una volta egli torn dal fondo recando alcune monete doro e cosi continu per parecchio tempo, finch ebbe ricuperato il tesoro di unantica nave affondata in quel luogo. La sua fama crebbe tanto, che quando venne a Messina limperatore Federico, questi volle conoscere immediatamente lo strano essere mezzo uomo e mezzo pesce. Egli si trovava su di una nave al largo, quando Cola fu ammesso alla sua presenza. Voglio esperimentare gli disse lImperatore, quello che sai fare. Getto questa coppa doro nel mare; tu riportamela. Una cosa da niente, maest fece Cola, e si gett elegantemente nelle onde. Di l a poco egli torn a galla con la coppa doro nella destra. Il sovrano fu cosi contento che regal a Cola il prezioso oggetto e lo invit a restare con lui. Un giorno gli disse: Voglio sapere com fatto il fondo del mare e come vi poggia sopra lisola di Sicilia. Cola simmerse, stette via parecchio tempo; e quando torn, inform lImperatore. Maest,disse, tre sono le colonne su cui poggia la nostra isola: due sono intatte e forti, laltra vacillante, perch il fuoco la consuma, tra Catania e Messina. Il sovrano volle sapere comera fatto questo fuoco e ne pretese un poco per poterlo vedere. Cola rispose che non poteva portar il fuoco nelle mani; ma il sovrano si sdegn e minacci oscuri castighi. Confessalo, Cola, tu hai paura. Io paura? ribatt il giovane, anche il fuoco vi porter. Tanto, una volta o laltra, bisogna ben morire. Se vedrete salire alla superficie delle acque una macchia di sangue, vuol dire che non torner pi su. Si gett a capofitto nel mare, e la gente stava, ad attendere col cuore diviso tra la speranza e la paura. Dopo una lunga inutile attesa, si vide apparire una macchia di sangue. Cola era disceso fino al fondo, dove lacqua prende i riflessi del fuoco, e poi pi avanti dove ribolle, ricacciando via tutti i pesci: che cosa successe laggi? Non si sa: Cola non riapparve mai pi. Qualcuno sostiene chegli non morto e che restato in fondo al mare, perch si era accorto che la terza colonna su cui poggia la Sicilia stava per crollare e la volle sostenere, cosi come la sostiene tuttora. Ci sono anche di quelli che dicono che Cola torner in terra quando fra gli uomini non vi sar, nessuno che soffra per dolore o per castigo. Paroledautore.net Design: spyka.net paroledautore.net Archive Like & Archive Like L'importanza delle fiabe a scuola pensieroecorpo.it Archive Like & Archive Like

Come si Usa la Fiaba a Scuola?


Posted by Dott.ssa Paola Santagostino on dic 3, 2009 in FIABA TERAPIA, PENSIERO E CORPO, PROBLEMI DEI BAMBINI, PSICOLOGIA, VARIE | 1 comment

AI BAMBINI PICCOLI BISOGNA RACCONTARE TANTE FIABE DIVERSE CON I PIU GRANDICELLI OCCORRE CREARE GRUPPETTI PER FAR INVENTAR LE FIABE A LORO.

Lavorare con le fiabe in classe veramente utilissimo! Ma lapplicazione dipende dall et dei bambini. Quando i bambini sono ancora piccoli occorre che ascoltino molte fiabe diverse, per familiarizzarsi con il genere narrativo e con la struttura tipica della fiaba, con i suoi personaggi caratteristici e con la sua cadenza: dover compiere unimpresa quasi impossibile, poter contare su aiutanti magici e arrivare al lieto fine. Quando i bambini crescono vogliono essere pi partecipi e pi attivi: allora meglio far inventare le fiabe a loro. Come praticamente? Valutiamo un percorso per et e per gradi di istruzione.

ASILO E SCUOLA MATERNA


Allasilo e nelle scuole materne importante soprattutto raccontare molte fiabe ai bambini e saperle scegliere in modo opportuno. Quali fiabe scegliere? Le fiabe classiche che finiscono bene. Queste fiabe hanno una caratteristica in comune: sono state selezionate da millenni di cultura e riguardano problemi universali e soluzioni sempre valide. Non un caso che si siano tramandate cos per lungo tempo: la prima versione conosciuta della fiaba di Cenerentola risale a pi di 2000 anni avanti Cristo ed originaria della Cina (cosa che si nota perch in Occidente avere un piedino molto piccolo non mai stato un segno di speciale valore) Ne ritroviamo versioni nellEgitto dei Faraoni e nella Roma antica. Ma di che cosa parla in sostanza la fiaba di Cenerentola? Della rivalit tra fratelli, del disamore materno, dellassenza paterna, del non venire riconosciuti per il proprio valore nellambito domestico, della necessit di uscirne per sviluppare una vita autonoma Temi immutati nei secoli perch riguardano problemi umani comuni e percorsi fondamentali di crescita. Lo stesso si pu dire di tutte le fiabe classiche: Biancaneve, Rosaspina, la Bella Addormentata, i Sette Capretti, Pollicino e via dicendo: ne potete trovare lintera raccolta ovunque.

Ai primi livelli di formazione molto importante fornire ai bambini una serie di fiabe pi ampia possibile: poi sceglieranno loro quella che diventer la loro preferita perch riguarda simbolicamente i problemi che si trovano ad affrontare in quel momento. Una grande capacit delleducatore rendere le fiabe vive e interessanti anche per il modo in cui le racconta e le propone: scegliendo il momento giusto e usando il tono di voce e la drammatizzazione. Avrei una cosa curiosa da dire riguardo al far recitare le fiabe dai bambini stessi, ma rimando al prossimo articolo per non allungare troppo.

SCUOLE ELEMENTARI
Usate alle elementari le fiabe sono uno strumento fantastico perch hanno leffetto secondario di far comprendere pi matematica e grammatica di quanto si possa immaginare! Sembra strano? No, non lo affatto: la fiaba segue dei procedimenti logici e analogici molto rigorosi e delinea un quadro dinsieme che contiene interazioni multiple e conseguenti. Pu costituire uno strumento impagabile per avvicinare i bambini a un universo di correlazioni e di nessi logici con un linguaggio figurato che intendono subito. E che servir moltissimo per spiegare la grammatica e laritmetica! Ma ma alle elementari non si possono semplicemente raccontare delle fiabe aspettandosi che lintera classe le segua! E non le si pu imporle come strumento didattico perch perderebbero tutta la loro magia. Allora che fare? Una grande soluzione formare dei gruppi e far inventare le fiabe ai bambini stessi. Ho strutturato un metodo che prevede anche luso di carte da gioco tra cui pescare per formare la combinazione base: Protagonista-Nemico- Strumento magico aiutante. Ce una serie di carte disegnata da bambini delle elementari in appendice al mio libro : Come Raccontare una fiaba Red Edizioni, ma poi ogni classe si diverte a costruire da sola il suo proprio mazzo e questo fa parte del gioco. E un metodo molto semplice e gi ben sperimentato di lavoro in classe. Sta poi alla abilit dellinsegnante formare i gruppi in modo da facilitare la comunicazione e la creativit dei piccoli: importante formare dei gruppetti di 5-6 bambini, costituiti in modo tale che ognuno trovi il suo spazio e la possibilit di parlare. E assicurarsi che questo succeda e valorizzare i risultati.

SCUOLE MEDIE E SUPERIORI


C una sorta di periodo critico in cui i ragazzi non vogliono pi avere a che fare con le fiabe perch le ritengono cose da bambini, ma questo dipende molto da come gli vengono presentate. Le fiabe in realt non sono per nulla delle cose da bambini: fino a pochi secoli f erano considerate una letteratura delezione per adulti colti, e prima ancora erano la forma di trasmissione orale della saggezza collettiva. I ragazzi possono essere facilmente avvicinati a questa modalit di comunicazione simbolica per archetipi, se gli si spiega bene il valore dei simboli e delle dinamiche di creative di problem solving. Inventare fiabe alle scuole superiori diventa un metodo eccellente per poter esprimere poeticamente i turbamenti e i conflitti dellet di passaggio e offre uno strumento impagabile per orientare le energie e per trovare nuovi equilibri. Oltretutto la fiaba appartiene a tutti i luoghi e tutti i tempi e i ragazzi delle superiori sono ormai mentalmente pronti a cogliere pienamente la ricchezza di confronto multiculturale,

appassionandosi a scoprire le fiabe di altre culture: fiabe tanto diverse eppur tanto simili nella loro struttura archetipica, che ci danno il senso si ci che umano e universale Paola Santagostino Dott.ssa Paola Santagostino: Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Medicina psicosomatica vive a Milano dove tiene sedute individuali di terapia e di consulenza e conduce Corsi e seminari in tutta Italia. E autrice di molti libri sui bambini. Anche consulenze individuali. Per contattare lautrice: contatto@paolasantagostino.it 02.6555635 CORSI PER INSEGNANTI E GENITORI con programma dettagliato.

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pensieroecorpo.it Archive Like & Archive Like La fiabaterapia federicadilegge.blogspot.it Archive Like & Archive Like Name: Federica Di Legge View my complete profile

Indirizzi dei colleghi del gruppo 1 Al fine di creare un collegamento diretto con i componenti del gruppo 1, inserisco di seguito i vari indirizzi: Gabriella http://leggilascuola.blogspot.com/ Marta http://progettididattici.blogspot.com/ Ileana http://ileanadanieli.blogspot.com/ David http://davidmagagnotti.blogspot.com/ Michele http://software4mate.blogspot.com/ Perch leggere le fiabe a scuola? Attraverso le fiabe possiamo scoprire le caratteristiche e le differenze che connotano un gruppo, un paese, un modo di vivere; entrare per un momento, attraverso la magia della parola narrata, nella vita quotidiana di un villaggio, di una terra e di un popolo.Penso alle antologie scolastiche che riportano fiabe popolari, come ad esempioMutabor, fiaba prussiana e Bastianello, fiaba italiana. Le fiabe ci rimandano le innumerevoli analogie e somiglianze tra contesti, luoghi e ambienti tra loro distanti. Il bene e il male, le prove e leroe, la principessa e gli spiriti malvagi, le tappe della vita e della crescita: questi sono i temi presenti nelle narrazioni. La tipologia fiaba, come ha osservato Propp, parte sempre da una situazione iniziale, scombussolata da un fatto che avvia cos la vicenda. Mi sembra interessante segnalarvi il sito sulle funzioni di Propp: www.midisegni.it/disegni/propp.shtml La cura di Biancaneve

Pensate che c chi crede fortemente che un re, una fata e un malvagio possano insegnarci a vivere meglio e ad affrontare problemi di ordine emotivo. Parola di chi pratica la fiabaterapia! Si tratta di una branca della psicologia che sfrutta il potere della fantasia e dei simboli per aiutare i pazienti a riprendere il contatto con desideri e aspirazioni troppo a lungo ignorati. Recenti studi hanno dimostrato che i pazienti riescono ad elaborare meglio le loro esperienze allinterno di un certo genere letterario. Cos , tramite la fiaba (la forma che ci pi familiare, quella alla quale siamo abituati fin da piccoli) la persona riesce a far emergere conflitti e disagi perch viene attivata la parte pi emotiva del suo cervello: lemisfreo destro. Questo percorso si divide in due parti: la scrittura di una fiaba e la sua interpretazione. 1. La scrittura: prendi carta e penna e 2. Linterpretazione A questo punto ecco le domande da porsi: Perch ho scelto proprio quella fiaba? Quali emozioni fa nascere in me? Quale collegamento c tra fiaba e la mia situazione attuale? Che cosa mi insegna questa fiaba?

Qualche attivit da proporre in classe Dopo aver compiuto un percorso di lettura di fiabe in classe (andrebbero benissimo quelle popolari riportate nel sito segnalatovi in precedenza), proporrei agli alunni qualche attivit di scrittura creativa del tipo: 1) Prova anche tu a scrivere una fiaba e se ti senti impacciato/a, puoi seguire questo canovaccio: - la storia ambientata in un bosco; - leroe un giovane povero; - lantagonista un mostro. 2) Ti forniamo alcuni incipit di fiabe. Leggili e utilizzali per avviare una fiaba di tua invenzione. Dai sfogo alla tua fantasia! - 1 incipit : Una volta cera un re; sua moglie era morta e gli aveva lasciato una figlia che era in et da marito. La chiedevano i figli di re, di conti ma lei rifiutava tutti. Il padre un giorno la chiam e le disse: Figlia mia, perch non ti vuoi maritare?. Pap - lei rispose - datemi della farina e dello zucchero, che il fidanzato voglio farmelo con le mie mani - 2 incipit: Un re aveva tre figlie e tutte e tre gli erano care. Quando la sua salute cominci a vacillare, il re pens sempre pi spesso a quale delle tre figlie sarebbe dovuta diventare regina dopo la sua morte. Non era una scelta facile: tutte e tre erano bellissime e a tutte e tre voleva bene nella stessa misura. Gli venne in mente che avrebbe proclamato regina quella delle tre che avrebbe dimostrato di amarlo pi delle altre e cos Ho provato a proporre questa attivit ai miei studenti e ha riscosso molto successo! A mio parere la fiaba per eccellenza Il piccolo principe e a tal proposito vi

rimando ad un sito molto carino e colorato: www.cestino.it/piccoloprincipe/ppfrm.htm Percorrere una fiaba come entrare in un bosco e lasciarsi perdere tra gli odori, i profumi e i rumori il mondo incontrato dove tutto possibile ma non scontato. La fiaba un ponte gettato dallet adulta verso linfanzia e viceversa Un tuffo nella FIABA
Ciao a tutti, sono Federica e attualmente sto insegnando materie letterarie in un istituto privato di Verona. Il mio weblog si propone di avvicinare studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado ed insegnanti al mondo immaginario della fiaba. Potremo cos scoprire insieme quanto sia piacevole e affascinante sognare ad occhi aperti. Sembrer strano ma, anche quando si diventa adulti, importante sapere che dentro di noi esiste ancora un bambino che sa apprezzare quel mondo fantastico nel quale ha passato la sua infanzia e la sua fanciullezza. Lasciare che ogni tanto questo bambino appaia, serve a rendere tutti noi un p pi felici! federicadilegge.blogspot.it Archive Like & Archive Like A scuola per disegnare le fiabe corrierealpi.gelocal.it Archive Like & Archive Like

A scuola per disegnare le fiabe


Una singolare esperienza per i bambini della quarta elementare di Falcade FALCADE. I ragazzi della classe quarta di Falcade, in questi giorni di fine aprile, hanno avuto loccasione di avere tra loro lartista Dunio Piccolin che ha tenuto alcune lezioni di pittura seguendo il progetto Penna e pennello disegnare le fiabe, inserito nelle attivit dellIstituto Comprensivo di Cencenighe Agordino. Il viaggio nel mondo delle immagini era iniziato con la lettura della storia magica I figli della Luna, scritta dalla loro maestra Luciana Costa e pubblicata nella raccolta di fiabe Con un po di latte di Gallina Rex (Ed.Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali). Successivamente, le quattro scene pi significative del racconto, sotto la guida di Dunio, sono state illustrate prima su foglio, poi passate su pannelli di legno compensato con la tecnica dello spolvero e, infine, dipinte con gli acquerelli e rifinite con le matite colorate. Per dare una chiara luminosit alle stelle, stata usata la tecnica del graffito. Al termine del lavoro gli alunni hanno potuto contemplare soddisfatti: larrivo allIstituto Luminescente di un sapiente mago orientale a bordo di un pullman alato; la notte misteriosa al lago del Passo San Pellegrino; lincontro con lanima di un famoso musicista dellOttocento sulle rive del lago; il colloquio tra Blumenia, ragazzina magica, e il sublime Mozart, nel Bar degli Artisti, sulla Luna. Questi sono stati tre giorni di lavoro in gruppo molto piacevoli ed istruttivi, i bambini hanno appreso alcuni segreti della pittura e, insieme alla loro insegnante, sono davvero grati a Dunio che li ha seguiti e aiutati con pazienza e molta dedizione. RIPRODUZIONE RISERVATA 07 maggio 2012

corrierealpi.gelocal.it Archive Like & Archive Like Fiabe a scuola all'ombra della psicoanalisi alaaddin.it Archive Like & Archive Like FIABE A SCUOLA ALLOMBRA DELLA PSICOANALISI Il vento si muove lentamente. Passa sopra il mare e lo ascolta raccontare. Passa accanto al sole e lo sente chiacchierare. Passa sopra la luna e la ode sospirare. Continua a viaggiare e le fiabe raccolte lo cavalcano gridando. Entra in una casa e le storie vanno nella bocca di una madre. Le racconta al bambino che ride nella culla. Disegno di Elena, che rappresenta me e lei, classe III elementare di Castelmella, A.S. 20012002 Poesia di Giulia, classe V elementare, Firenze, A.S. 97/98. Grazie allinsegnante M. Landucci NOTA DI PRESENTAZIONE Lombra della psicoanalisi si stende sulla scuola sia perch sembra mettere in discussione i criteri didattici adottati e tutto il senso dellapprendimento, sia perch i bambini e gli insegnanti pi attenti godono di questa ombra che permette di riposarsi un poco: si pu prendere tempo per ascoltare, per formulare domande che non prevedono una risposta immediata o preconfezionata, ci si pu concedere il lusso di non rimuovere lincertezza. Questa pagina dedicata agli insegnanti, agli educatori, ai bibliotecari, ai genitori, agli studenti interessati al lavoro psicoanalitico con la fiaba e il mito, in particolare a tutti quelli che ho incontrato in tante parti dItalia. I primi sono stati i bambini della seconda elementare della scuola Vamba, a Firenze, nellanno scolastico 1980-81, gli ultimi, nellanno scolastico in corso, sono stati i bibliotecari e gli insegnanti di scuola materna di Roma, nellanno scolastico in corso, 2009-10 (Biblioteca Centrale Ragazzi). Ringrazio gli insegnanti che mi hanno invitato nelle loro classi, con i loro bambini, dandomi modo di sperimentare e far conoscere la forza della fiaba. Ho lavorato tenendo semplicemente presente il primato dellaffettivit che Freud ci ha descritto. Sono molto grata ai bambini, che avendo pi speranza e meno difese rispondono con entusiasmo corroborante, dandomi ogni volta pi di quanto offro loro. Il contatto con la psicoanalisi apre interrogativi, non offre certezze. Lavorando nella scuola e nelle biblioteche conosciamo una preziosa minoranza di insegnanti ed educatori, che ascoltando i bambini e se stessi giorno dopo giorno pensano che la mente somigli al paracadute: funziona solo se si apre. PUBBLICAZIONI SULLA FIABA DI ADALINDA GASPARINI

N.B. I primi tre lavori sono specificamente dedicati al lavoro con la fiaba nella scuola. RE PORCO E I BAMBINI NARRATORI In: AA.VV. La crescita misconosciuta; Collana Rappresentazioni. Pisa: ETS 1997 Il saggio presenta i risultati di un originale lavoro psicoanalitico nella scuola, attraverso il quale si pu osservare il primato dellaffettivit nei processi di apprendimento. Il lavoro analitico rende comprensibile e indagabile il senso del fascino della fiaba e della grazia espressiva dei bambini. Si riporta il saggio integralmente per favorire gli insegnanti interessati allesperienza e ai suoi presupposti teorici. LOROLOGIO E LA GEMMA, OVVERO LA COTICA CLAMOROSA in: AA.VV., Percorsi incantati. Viaggi, viaggiatori, percorsi di crescita nella letteratura per linfanzia; Torino: Einaudi Ragazzi 1999 Il libro tesaurizza una minima parte della felice esperienza di corsi daggiornamento e master a Longiano, nelle scuole dellobbligo delle province romagnole. Ancora la voce ai bambini, loro, davvero, clamorosamente capaci di ascoltare le fiabe e di raccontarle coniugando felicemente il lessico quotidiano contemporaneo e e la lingua dei secoli passati. FIABA, PSICOANALISI E APPRENDIMENTO. TESI DI LAUREA DI ROSSANA BARALLA BOX in LIBeR, n. 59; lug-sett. 2003 Tesi in Psicologia, allUniversit degli Studi di Firenze - relatrice prof. Silvana Caluori. - che presenta una sperimentazione delluso della fiaba nella scuola e una verifica quantitativa dei progressi dei bambini nellapprendimento. possibile osservare in termini oggettivi quanto era emerso nellesperienza descritta in Re Porco e i bambini narratori. Perfino gli errori di ortografia diminuiscono Vedi in questo sito, di Rossana Baralla, un estratto dalla stessa tesi, corredato dai grafici che documentano i risultati raggiunti. ALADINO E LA LAMPADA MERAVIGLIOSA. VIAGGIO PSICOANALITICO Prefazione di Antonio Faeti Firenze: Ponte alle Grazie 1993 LA FIABA, LA MORTE, LA PAURA: UN FUOCO, UN TORNIO, UN BANCO DA EBANISTA In: Bollettino dellAccademia degli Euteleti San Miniato (PI): Accademia degli Euteleti 1994 La celebre fiaba di Giovannino, analizzata in alcune varianti, rappresenta la paura come emozione umana senza la quale il soggetto manca di un elemento essenziale alla vita. Se il protagonista, alla quale la paura manca, ne va in cerca, alla fine diventa ricco e felice, mentre se non ne avverte la mancanza muore vedendo la propria ombra o il proprio sedere. IL MOTIVO DELLENIGMA. TRASFORMAZIONI E COSTANTI DEL DISCORSO INTERIORE In: Rappresentazioni, n.4, Intorno alla conoscenza PISA ETS 1994 La differenza di genere letterario tra il romanzo antico, il mito e la fiaba, corrisponde al cambiamento di registro rappresentazionale che possiamo osservare in diverse condizioni psichiche. sempre la stessa storia del soggetto, ma il passaggio da una narrazione realistica a una fantastica, dove gli eventi dipendono dalla magia o dalla provvidenza, implica significative varianti. Il motivo dellenigma, ad esempio, nodo del tema dellincesto e del lutto, nel romanzo antico (Apollonio re di Tiro, sec. III) ha un finale felice, come nella fiaba (Turandot, nella prima versione settecentesca e nellopera di Puccini), mentre nella tragedia di Edipo la questione pi complessa. Quale via attraverso il parricidio, lincesto, laccecamento volontario? il lutto che ne consegue, ha una possibile conclusione? quale senso ha la

morte di Edipo nel demo di Colono? LE PRIME FIABE DEL MONDO. DA BASILE E STRAPAROLA Firenze: Giunti 1996 Le prime fiabe pubblicate nel mondo (Venezia XVI secolo, Napoli XVII secolo), come quelle popolari raccontate a veglia fino allavvento della televisione, sono per adulti e bambini: non pedagogizzate, rappresentano per il bambino la realt psichica, e possono costituire uno straordinario strumento per lapprendimento della lingua. LA LUNA NELLA CENERE. ANALISI DEL SOGNO DI CENERENTOLA, PELLE DASINO, CORDELIA Milano: FrancoAngeli 1999 Il sogno del femminile, col principe e il ballo, in cui la donna oscura e disprezzata diventa regina: da relazioni mitiche tra madre e figlia, come quella fra Demetra e Kore, che impedisce le nozze, da relazioni incestuose, come quella di Pelle dAsino, da richieste damore impossibili da soddisfare, come sa Cordelia per comprendere lanalisi passa attraverso tante e tante versioni popolari, e accosta voci, come varianti del sogno, tanto grande che la scarpetta abita limmaginario di ognuno, come la lampada di Aladino. E alla fine, un po di geometria dei sogni A. Antoniazzi e A. Gasparini NELLA STANZA DEI BAMBINI. TRA LETTERATURA PER LINFANZIA E PSICOANALISI Bologna: CLUEB 2009 Quanti sogni si sono rifugiati nella stanza dei bambini? E i bambini li usano per crescere, per diventare adulti capaci di sognare, o ne sono ostaggio, perch devono rappresentare la speranza che i loro genitori non sono riusciti a proteggere? Forse non c una risposta, certo non nella grande letteratura per linfanzia, che con le fiabe antiche condivide unincertezza sulla possibilit e il senso della crescita, e quindi delleducazione. Incertezza, o vaghezza, bellezza, da praticare regolarmente, se non si vuole, da educatori ammaestratori o psicoortopedisti, fare la fine del Grillo Parlante giustiziato da Pinocchio. SE LE METAFORE GIOCANO. FIABA E PSICOANALISI Campi Bisenzio: LIBeR 87/2010 Le esche di menzogna adatte a far affiorare carpe di verit variano nel tempo, e quel che fino al secolo scorso era regno incontrastato della vaghezza, impensabile come campo di ricerca scientifica, diventa con Freud un campo di ricerca rigoroso. Ma il passaggio dal lavoro intorno a oggetti vaghi, poetici, circondati da un alone di mistero che li rende affascinanti e vivi, a un lavoro scientifico, lento e pieno di trabocchetti. Lo psicoanalista che consideri la teoria di riferimento della sua scuola come pi vera delle altre, o che, peggio ancora, consideri se stesso e i suoi compagni di scuola i soli eredi legittimi di Freud, negher, trattandosi dellinterpretazione di una fiaba o di un suo minimo intreccio, come la puntura di Rosaspina col fuso, lefficacia delle diverse interpretazioni. Non si accorger che proprio lefficacia di ogni interpretazione, se colta nel suo carattere vago, come quello delle pulsioni, a costituire la forza dellinterpretazione stessa. RINFRESCA ANCHE LA TERRA NUDA In Gli Asini, n. 4 Roma: Edizioni dellasino 2011 Non bagnare solo |il prato fresco o solo quello arido: | rinfresca anche la terra nuda. (Bertold Brecht) Penso che chi si occupa della cura di persone piccole o grandi possa farlo se sente la richiesta dacqua della terra nuda, dove locchio non vede nulla, e che a partire da questo debba scegliere se rispondere o no, e poi come rispondere. Non perch dispone di un metodo che d garanzie di crescita, di sviluppo, di guarigione, ma perch il desiderio di prendersi cura dellaltro, di essergli accanto

quando colpito e sofferente, irrinunciabile. Perch sensibile allappello, e sentirebbe su se stesso la ferita dellaltro, il suo dolore, se si allontanasse senza ascoltare, perch la sofferenza dellaltro nostra, se la vediamo, se non riusciamo a evitarla. Se lio sovrano scende dal trono, ha il tempo di annaffiare la nuda terra.

IL METODO DELLA VERSIONE COLLETTIVA VERSIONI COLLETTIVE DEI BAMBINI DI SCUOLA MATERNA, ELEMENTARE E MEDIA Seguendo le indicazioni presenti in questa pagina si accede ad alcune versioni collettive con testi e disegni dei bambini, e si possono leggere alcune indicazioni sintentiche che la descrivono. (vedi Re porco e i bambini narratori, cit. sopra). VERSIONI COLLETTIVE NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE Decalogo per la versione collettiva In questa pagina si pu leggere una lista di indicazioni, compilata su richiesta di alcuni insegnanti che, avendo partecipato a questa esperienza, volevano continuare il lavoro. La pagina scarna, e in questo campo le indicazioni sintetiche sarebbero da evitare. Ma alcuni studenti e insegnanti hanno saputo interpretarle e farne un uso eccellente, frequentando uno dei miei corsi o seminari, o anche - casi rari e preziosi -, utilizzando solo il materiale su questo sito. (vedi la mail riportata in calce) FAVOLA CONDUZIONE E PROGETTO DOVE E QUANDO PROMOTORI E PARTECIPANTI Unesperienza preziosa Valentina Mustone Lucera (FG) a.s.2009-2010 E-mail ricevuta il 3 maggio 2010: ringrazio per il suo lavoro e la sua comunicazione Valentina Mustone. La Bella Caterina o la Novella de gatti Re Porco Da Sessanta novelline popolari montalesi di G. Nerucci Insegnante Silvia Lazzer

Scuola Primaria Kassel, classi IV C e IV D a.s.2009-2010 LE CHIAVI DELLA CITT Comune di Firenze.Assessorato alla Publica Istruzione IL MITO COME ESPRESSIONE CORALE. Insegnare e imparare miti antichi e nuovi: la versione collettiva Il file contiene i link per vedere i disegni dei bambini. Linsegnante ha preparato e presentato splendide presentazioni in powerpoint di queste due versioni collettive. Si ringrazia linsegnante Silvia Lazzer per il contributo a questo sito. Perseo e il mostro Medusa

Insegnante Paolo Anselmi Scuola Materna, Firenze LE CHIAVI DELLA CITT Comune di Firenze.Assessorato alla Publica Istruzione IL MITO COME ESPRESSIONE CORALE. Insegnare e imparare miti antichi e nuovi: la versione collettiva Il il file contiene la versione del mito come linsegnante lha raccontata ai bambini e i loro disegni. Si ringrazia linsegnante Paolo Anselmi per il contributo a questo sito. Una piccola storia grandissima Insegnante Francesca, consultando questo sito Scuola dellinfanzia Provincia di Pistoia, A.S. 2003-2004 Favole greche dalla Teogonia e dallOdissea Progettazione e conduzione di Adalinda Gasparini Scuola elementare Collodi, Bovezzo (BS), a.s 2002-2003. Il progetto stato finanziato dal Comune di Bovezzo. Hanno preso parte allesperienza gli alunni delle tre classi terze, le insegnanti Angela Pezzaga e Donatella De Fonzo, la bibliotecaria Gabriella Stefana che ha promosso il progetto, il signor Attilio Redolfi che ha preparato la proiezione dei disegni. Favole greche dalla Teogonia e dallOdissea Progettazione e conduzione di Adalinda Gasparini Scuola elementare di Castelmella (BS), a.s 2003-2004. Il progetto stato finanziato dal Comune di Castelmella. Hanno preso parte allesperienza gli alunni di una classe quarta. Si ringraziano le insegnanti. Un ringraziamento particolare alla bibliotecaria Cristina Dossi. La Bella Caterina o la Novella de gatti cit. c.s. Scuola elementare Collodi, Bovezzo (BS), a.s 20022003. Il progetto stato finanziato dal Comune di Bovezzo. come sopra. La Bella Caterina o la Novella de gatti Come sopra Scuola elementare di Castelmella (BS) A.S. 2001-2002 classe III B La Bella Caterina o la Novella de gatti Come sopra Scuola elementare di Castelmella (BS) A.S. 2001-2002 Classe III A Re Porco Testo letto ne Le prime fiabe del mondo di A. Gasparini da G. F. Straparola Progettazione e conduzione di Rossana Baralla con la consulenza di Adalinda Gasparini. Scuola elementare di Piano di Mommio (LU), a.s. 2000-2001 Universit degli Studi di Firenze, Facolt di Psicologia, prof. Silvana Caluori; Istituto Comprensivo Massarosa (LU), insegnante; insegnante Marna Taccola. Re Porco Testo letto ne La Novellaja fiorentina di V. Imbriani Come sopra Scuola elementare di Piano di Conca (LU), a.s.1999-2000 Come sopra; Maria Teresa Leone . La Bella Caterina o la Novella de gatti Come sopra Scuola media di Ponte a Egola, cl. I A.S. 1994-1995 La versione collettiva nella formazione professionale http://www.percorsidipensiero.it/percorsi-fiabeschi/56-le-fiabe-nella-formazione-degli-adulti La fontana che brilla, lalbero che canta e laugellin belverde Progetto e conduzione di Claudia Chellini Corso regionale per apprendisti Pontedera, marzo 2011; primo incontro Il valletto del mercante Progetto e conduzione di Claudia Chellini Corso regionale per apprendisti Pontedera, marzo 2011; secondo incontro Lu re pesce Progetto e conduzione di Claudia Chellini Corso regionale per apprendisti Pontedera, marzo 2011; terzo incontro

Decalogo per la versione collettiva 1. Quale fiaba. Si scelga una fiaba con le caratteristiche di ricchezza narrativa e di densit simbolica che caratterizzano molte fiabe antiche e molte fiabe raccolte alla fine del XIX secolo in Italia dai demologi: chi non intende condurre una ricerca personale pu scegliere una delle fiabe che ho tradotto e pubblicato per Giunti (Collana Gemini, Basile-Straparola, Le prime fiabe del mondo, Firenze 1996), accessibile in questo sito, o leggere altre fiabe anche dialettali e alloglotte in questo sito: Il FAIRITALY, ITALIA IN FAVOLA.

2. La scelta Fra queste linsegnante scelga la fiaba che avverte come pi bella e significativa, anche se non ne conosce linterpretazione. Nulla che non sia bello e sensato per linsegnante potr apparire tale ai bambini.

3. La preparazione alla lettura Per prepararsi, linsegnante che non abbia gi fiducia in s come lettore narratore, legga ad alta voce la fiaba pi volte, ricorrendo al registratore per riascoltarsi, o chiedendo di ascoltarlo ad altri. Quando sentir la propria recitazione come efficace potr leggere la fiaba alla classe.

4. Ai bambini, prima della lettura Agli alunni va detto che la lettura della fiaba un lavoro diverso dal solito, in particolare che non dar luogo a nessun tipo di correzione o valutazione. Si precisi che la fiaba ha molti secoli, che considerata un pagina raffinata di letteratura, di solito riservata a un ristretto numero di studiosi. Si anticipi che non si dar nessuna spiegazione sul significato di termini difficili o strani, che fanno parte dellesperienza, o del gioco: i bambini non devono preoccuparsi di quanto non capiscono.

5. Durante la lettura Nella mia esperienza, dalla scuola materna alla media inferiore, e nei gruppi di adulti, il silenzio del gruppo in ascolto intenso, di una qualit rara. Direi che se non si realizza questo silenzio si pu considerare fallita lesperienza: quale dei punti precedenti non stato rispettato o compreso?

6. Dopo la lettura Si lasci qualche momento di silenzio, come dopo la proiezione di un film, e poi si dica ai bambini che ora possono scrivere o disegnare la storia, tutta, come in un riassunto, o in parte. Si eviti di chiedere quello che ti ha colpito di pi o che ti ha pi interessato. Si dica che chi non vuole partecipare potr restare in silenzio, lasciando lavorare gli altri. Si dia un tempo definito - nella mia esperienza va bene sia un quarto dora sia unora - e si precisi che chi non disegna n scrive non dar il suo contributo per il nuovo racconto della fiaba. A questo proposito non si diano spiegazioni, neanche se richieste: si mantenga il mistero, come per una sorpresa che si sta preparando. In questa fase

indispensabile che il narratore non corregga nessun elaborato, che non chiarisca nessun fraintendimento, che non dia indicazione su come rispondere alla richiesta, per quanto possa apparire strano: necessario creare uno spazio diverso da quello usuale.

7. Raccolta Si raccolgano e si mettano da parte con cura gli elaborati. Il narratore da solo, pi tardi, li guardi senza fretta, senza preoccuparsi di come potr usarli per la versione collettiva. Di solito la prima impressione che i lavori siano poco significativi, ma continuando a osservare e a riflettere a un certo punto cominciano a parlarci.

8. Organizzazione del materiale per la Versione Collettiva Si dispongano i disegni e i testi secondo la sequenza narrativa della fiaba, mettendo da parte i riassunti pi ampi. Questa la parte pi laboriosa dellesperienza, che richiede tempo, pazienza, umilt, prima per attendere che i disegni e gli scritti comincino a parlare, poi per costruire la versione collettiva. Ogni insegnante pu mettere a punto una strategia personale, adatta al proprio carattere e al proprio metodo di lavoro, purch mantenga saldi alcuni criteri:

8a. ogni alunno deve essere rappresentato con un disegno o un piccolo brano nella versione collettiva, perch ogni alunno senta che la sua voce, la sua parola, parte integrante della versione collettiva; 8b. per ottenere un racconto che tiene, e che perde il meno possibile della ricchezza della fiaba letta, linsegnante selezioner tutti i passaggi riespressi dalla classe, anche da un solo disegno o una sola frase, in modo da inserirli nella versione collettiva; 8c. se un alunno che mostra abitualmente poco interesse alle attivit didattiche ha lavorato con passione, il suo frammento di racconto dovrebbe trovare una collocazione che valorizzi questa partecipazione, senza enfasi, perch resti in equilibrio con tutti gli altr 8d. i riassunti pi ampi, di solito forniti dagli alunni pi bravi, saranno preziosi per formare il tessuto della narrazione, colmando le lacune dovute al fatto che la maggioranza degli alunni di solito rappresenta soltanto due o tre passaggi della fiaba; 8e. quando linsegnante sentir di disporre di una nuova versione della fiaba, interamente formata dai frammenti narrativi tratti dai bambini, ricca e significativa quanto quella originaria, anche se abbastanza diversa, potr passare alla fase successiva. Linsegnante esperto di fiabe e miti sar sostenuto in questo lavoro dalla consapevolezza che le storie collettive sono frutto di continue trasformazioni, e che ogni narratore, colto o analfabeta, modifica la storia che ha sentito ogni volta che la rinarra.

9. Presentazione della versione collettiva In questo sito si posso osservare esempi di versioni collettive, relativi a varie esperienze nella scuola dellobbligo. Linsegnante in questa fase dovr esprimere le sue abilit di sceneggiatore e regista. Potr fare una sorta di collage con i disegni e i testi dei bambini appendendolo a una parete, e la classe ripercorrer con la regia dellinsegnante la storia rinarrata. Con un computer e un videoproiettore si possono proiettare i disegni su uno schermo, ovviamente dopo averli passati allo scanner, e leggere i testi durante la proiezione. Questa fase finale, che dipende dalla laboriosa fase descritta al punto 9, richiede linsieme di entusiasmo e sensibilit che saranno frutto di tutto il lavoro precedente. Linsegnante che proporr ai bambini la versione collettiva di cui regista, non sar presente come

personaggio, perch il suo lavoro servir a fare il miglior film con gli attori e le risorse che ha a disposizione: se ci riesce un buon regista. Se linsegnante pu contare su un aiutante adulto per la parte tecnica al momento dellevento, sar pi libero di orchestrare la regia. Nelle classi di scuola elementare, in cui parti essenziali della fiaba non erano state rappresentate, le ho fatte raccontare l per l dai bambini tra un disegno e laltro: per sicuramente meglio che gli alunni in questa fase siano solo fruitori. Il loro piacere scoprire che la classe ha saputo raccontare la fiaba: che diventa a questo punto la loro fiaba, di ciascuno individualmente, e del loro gruppo come insieme.

10. Conclusione Se ci che linsegnante ha potuto osservare, nelle proprie reazioni e nelle risposte del gruppo classe e dei singoli alunni, non ampio e profondo, se per linsegnante questa sua esperienza non particolarmente significativa, si pu dire che il lavoro della versione collettiva non riuscito. I motivi possono essere molti, e andrebbero analizzati volta per volta in un lavoro di supervisione: se questa possibilit manca, meglio che linsegnante cerchi altri metodi di lavoro. Per linsegnante che con la sua classe ha fatto unesperienza particolarmente bella e significativa, inizia invece un percorso complesso e appassionante. Lesperienza pu essere ripetuta scegliendo una nuova fiaba: linsegnante che proponga un ciclo di fiabe e le relative versioni collettive avr il piacere di osservare trasformazioni importanti nella propria classe e in se stesso. Lesperienza personale di cui si parla in maniera sintetica in questo decalogo, scritto nel 2000 su richiesta di un gruppo di insegnanti che avevano partecipato allesperienza della versione collettiva, sar la condizione migliore per comprendere e utilizzare i testi pubblicati da A.G. sullesperienza stessa, disponibili nel sito citato, come altri testi su educazione e psicoanalisi. Seguire il decalogo non d alcuna garanzia di riuscita, come il possesso di una mappa di Firenze non assicura che il viaggiatore comprenda la ricchezza e la bellezza della citt: solo un punto di partenza. Il viaggio dipender, come sempre, dalle caratteristiche personali dellinsegnante, dal suo impegno, dal suo desiderio.

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