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Il Neorealismo

elementi di base
Il neorealismo fu una corrente letteraria, culturale, artistica,cinematografica che ha dominato il secondo dopoguerra italiano e ancora oggi determina forti influssi sulla cultura italiana. Si trattava di un nuovo modo di vedere il mondo, direttamente legato alla lotta antifascista e partigiana e poi alla ricostruzione del Paese. Si tratta di scoprire lItalia reale, di metterla a nudo, di descriverla cos come essa era e appariva, anche nelle sue dinamiche relazionali tra le persone, trai loro ruoli sociali. Ci avveniva con molto sentimento e anche con molta ironia. A differenza delle altre avanguardie precedenti il neorealismo aveva un contatto diretto e immediato con la societ, della quale cercava semplicemente di descriverne le contraddizioni, la tensione degli uomini proiettati verso la costruzione di un proprio futuro e, al tempo stesso, la disillusione per il fatto che questo futuro era comunque scippato di mano agli uomini stessi che cercavano di costruire la propria vita. Da dove nasce lesigenza del neorealismo? Non si pu capire se non si considera il ruolo che il Fascismo e la sua propaganda hanno avuto in Italia. Un ruolo che ha soffocato ogni movimento culturale che non fosse direttamente funzionale al regime, che attraverso la propaganda falsa e ben congeniata presentava alla popolazione una verit falsa, una verit di regime. I contadini che lavoravano felicemente la terra, gli operai operosi che contribuivano alla ricchezza nazionale, le famiglie la cui vita era ben organizzata tra i sabati fascisti e la domenica in chiesa. Il Neorealismo esprimeva un bisogno di verit reale. Nasce perch necessario abbattere la propaganda del regime fascista. Di qui la necessit didescrivere ci che accadeva, di raccontare, di fotografare, digirare le sequenze dei film come sequenze di vita reale, di mettere in luce le contraddizioni della societ.

Perch si svilupp proprio in quegli anni? Perch prendeva spunto dalle idee di Sartre (Jean-Paul Sartre (1905 1980), scrittore e filosofo francese) che sulla rivista Tempi moderni proponeva un nuovo ruolo dellintellettuale, pi impegnato nel sociale e nella ricostruzione. La sciagura della ww2 ha dimostrato che se lintellettuale muto il mondo destinato a suicidarsi Il Politecnico Le idee di Sartre vennero diffuse in I. da questa rivista fondata da Vittorini. In particolare 3 erano i temi fondamentali del dibattito in Italia: 1.Necessit di una nuova cultura che colmi le distanze tra Letteratura Scienze e tra queste e la societ 2. Questa cultura deve essere rivoluzionaria e non consolatoria 3. Deve essere libera e non assoggettata a nessuna idea o partito politico Principali novit Temi: Polemica con larte della forma pura (lErmetismo, il Decadentismo in genere) Nuovi temi: partigiani, sciusci, poveri Lingua:Linguaggio non letterario simile al parlato che ricorre spesso al dialetto Generi:Nuovi generi letterari quali la cronaca, il documento, la poesia corale anti ermetica

Autori principali
Poeti Cronachisti Saggisti Romanzieri Cineasti Pasolini Primo Levi, Rigoni Stern Sciascia Vittorini, Pavese, Pratolini, Calvino, Fenoglio De Sica, Rossellini, Visconti, Zavattini, Pasolini, Germi, De Santis, Lizzani Cinema
Cronache di poveri am anti (Lizzani) La Ciociara (De Sica) Accattone (P asolini) Cristo si ferm ato a Eboli (R osi) Gli indifferenti (M aselli) U om ini e no (Orsini) M etello (B olognini)

Letteratura
Cronache di poveri am anti (P ratolini) La Ciociara (M oravia) U na vita violenta (P asolini) Cristo si ferm ato a Eboli (C.Levi) Gli indifferenti (M oravia) U om ini e no (Vit torini) M etello (P ratolini)

m h c d / e t i b a v l o p . w

Tematiche principali
Il Meridione e i suoi problemi Lolocausto e i lager Il mondo operaio e lantifascismo La Resistenza La borghesia sotto il Fascismo La miseria del dopoguerra Alvaro, C. Levi, Vittorini, Silone Primo Levi Pratolini Pavese, Calvino, Fenoglio Moravia, Gadda Moravia, Pasolini

Come si vede il Neorealismo si pone in netta rottura col passato, unesplosione di libert dopo anni di censura, una dura critica ai disastri della guerra e della situazione italiana. Ma anche rivalutazione delluomo, della sua lotta disperata per resistere m h c d / e t i b a v l o p . w

Neorealismo e politica Stretta connessione allinizio fra neorealisti e il PCI Poi Vittorini sul Politecnico pubblica alcune riflessioni sul ruolo della nuova cultura che "ricerca della verit, non predicazione della verit" (cio di una verit prestabilita) e che la politica "resta limitata entro i confini della cronaca", mentre la cultura che "fa la storia" (quindi la politica deve restare subordinata alla cultura)

Togliatti gli risponde che impossibile scindere lazione culturale da quella politica e la cultura deve fare da cassa di risonanza delle idee politiche Vittorini ribadisce che una cultura assoggettata alla politica non d nessun apporto importante, la cultura deve essere libera 2 anni dopo Vittorini se ne usc dal PCI

Motivi della crisi


Il Neorealismo dura solo 10 anni, Perch?
Il linguaggio I temi La politica

La rottura col PCI porta allisolamento di alcuni intellettuali senza + riferimenti e senza + una classe politica che li sostenga

Lappiattimento sui temi sempre + abusati legati alla guerra, senza novit, senza sperimentalismo porta allassuefazione il pubblico di lettori

La forma divenne sempre + sciatta per inseguire il linguaggio popolare, il dialetto divenne un vizio, il gusto estetico scomparve

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IL GRUPPO DEL 63

CRISI DEL NEOREALISMO

Dal 1945 al 1968 avviene in Italia un passaggio progressivo dal Neorealismo alla Neoavanguardia La fine definitiva del Neorealismo segnata dalla pubblicazione di Metello di Vasco Pratolini nel 1955. Le prime manifestazioni espressamente neoavanguardiste avvengono: nel 1961 con la pubblicazione della raccolta di poesie intitolata I Novissimi nel 1963 con la fondazione del Gruppo 63
In un convegno che si tenuto a Palermo nel 1963 un gruppo di intellettuali voleva contrastare la tendenza disimpegnata e intimista che si stava affermando nella cultura italiana. Questo riflussoculturale aveva determinato anche la fine dellesperienza neorelista.Alla vitalit del neorealismo si stava sostituendo una certa disillusione sulle reali possibilit di cambiamento sociale. Il regime democristiano imperversava, il movimento partigiano era tradito nelle sue aspirazioni ideali di fondo. Il neorealismo perdeva la sua carica vitale. Un gruppo di intellettuali desiderava reagire e cercava di unirsi supunti qualificanti. Tuttavia nel gruppo dei 63 si espressero subito due opposte tendenze. Da una parte chi proponeva un intellettuale disimpegnato nei confronti delle ideologie e dei movimenti culturali e politici,

aideologico e atemporale, che non offre messaggi ne produce significati. Dallaltra chi riproponeva un legame con le ideologie di sinistra anche se pi indipendente. Il gruppo lavoro per alcuni anni finch queste divergenze si rivelarono insormontabili e quindi non ebbe alcun risvolto. Alla base del movimento neoavanguardista stanno trasformazioni sociali sviluppo industriale crisi della cultura di sinistra (dal 1956) desiderio delle nuove generazioni di rompere con la tradizione neorealista bisogno di rinnovamento culturale desiderio di aprirsi alle tendenze europee

La Neoavanguardia si riallaccia alla tradizione dellAvanguardia primonovecentesca il futurismo. Ricupera ad esempio una violenta negazione della cultura del passato, contestandone sistemi formali ed ideologici. Si tratta di atteggiamenti sperimentali di autori molto eterogenei che propongono:

nuove polemiche sulla letteratura nuove ipotesi di scrittura


ricerca di nuove forme despressione rapporto critico con la realt volont non di rappresentare ma di modificare la realt Tuttavia, la prima spinta alla discussione sullo stato attuale della cultura e della letteratura viene data dallattivit di alcune riviste letterarie, fa cui le pi importanti sono Riviste sperimentalisti che: LOfficina , Il Menab, Il Verri Nellambito del Verri nasce il progetto di dar vita ad unantologia di nuovi poeti: I Novissimi. Poesie per gli anni 60pubblicata nel 1961 La raccolta viene considerata come prima esplicita manifestazione della NEOAVANGUARDIA. La poesia dei nuovi autori della raccolta costituisce unaperta negazione dellestetica poetica del neo-crepuscolarismo. Nello stesso tempo ci si propone la ricerca di un rapporto attivo con le cose attraverso la riduzione dellio e una forte ansia sperimentale. Lo stile di tutti i poeti si caratterizza per luso costante di varie forme del linguaggio contemporaneo. Proposte in positivo Attenzione portata al mondo industriale Sperimentazione linguistica Superamento delle barriere tradizionali della comunicazione Superamento delle convenzioni naturalistiche, della logica del linguaggio letterario e quotidiano Proposte in negativo Rifiuto dellimpegno ideologico neorealista Opposizione al realismo e allermetismo Rifiuto dei meccanismi del consumo culturale

Complicazione del linguaggio disintegrazione delle strutture narrative oscurit e indecifrabilit abbassamento stilistico, distorsione, parodia negazione della letteratura come valore e come esperienza

Edoardo Sanguineti Vita e opere Nacque a Genova nel 1930, ma aveva appena tre anni quando la sua famiglia si trasfer a Torino. Qui il poeta compi la sua formazione scolastica e universitaria laureandosi nel 1956 con una tesi su Dante. Nello stesso anno pubblic la prima raccolta di poesie, Laborintus, inserendosi fra i poeti di avanguardia nella collana Oggetto e simbolo dell'editrice Magenta; mentre nel 1961, dalla elaborazione della tesi di laurea, nasceva il saggio dantesco Interpretazione di Malebolge, il primo di una lunga serie di studi sul poeta fiorentino di cui Sanguineti stato sempre appassionato interprete. Intrapresa la carriera universitaria, prima come assistente presso la cattedra di letteratura di Torino tenuta da Giovanni Getto, poi come docente all'universit di Genova, Sanguineti continuava la sua attivit di poeta elaborando tesi di sperimentalismo poetico e divenendo uno dei pi importanti esponenti e teorici del Gruppo 63 e della Neoavanguardia. Vivaci furono le polemiche fra Sanguineti e Pasolini (orientato verso altri tipi di sperimentalismo) sulle pagine della rivista Officina, mentre sulle pagine de Il Verri (la rivista milanese diretta da Luciano Anceschi, sensibile interprete di tutte le evoluzioni culturali) si consolidava la posizione sanguinetiana, sostenuta dalle voci dei Novissimi. Oltre a testi prettamente letterari, come saggi su Gozzano, Pascoli, Moravia e in genere sulla letteratura fra Otto e Novecento, Sanguineti ha scritto romanzi (tradotti anche all'estero), testi teatrali, libretti per le musiche di Luciano Berio di cui assiduo collaboratore, soggetti per balletti e, nel 1969, la riduzione dell'Orlando Furioso ariostesco per lo spettacolo teatrale curato da Luca Ronconi. Attivissima la sua collaborazione a giornali e a riviste e la sua attivit di traduttore non solo di scrittori moderni (Joyce), ma anche latini e greci (Euripide, Seneca...). SANGUINETI Le idee e la poetica L'esordio poetico di Sanguineti avviene con Laborintus, una raccolta di liriche che esprimono la sovversione di ogni tradizione letteraria classica e borghese. Il poeta intende dissacrare un linguaggio intellettuale che egli considera codice di espressione e di comunicazione tipico di un ceto sociale dominante e quindi no pi rispondente alla nuova fase storica democratica e populista. Attraverso la dissoluzione del linguaggio raggiunta spesso con la commistione di lingue diverse, cio con l'inserzione di stralci in lingua francese inglese, tedesca, greca e soprattutto latina, in uno stesso contesto, egli intende registrare la morte della poesia tradizionale in parallelo con la crisi storica dell'ideologia borghese politica e letteraria Dopo gli anni Settanta la forza innovatrice della poesia di Sanguineti s attenua in una ricomposizione dei frantumi del linguaggio, e l'uso strumentale dei procedimenti retorici (forme metriche, rime, allitterazioni...) si muove pi liberamente tra virtuosismo e parodia; la materia poetica si arricchisce di affetti in una sorta d continuato racconto autobiografico, tra confessione e irrisione. La poesia ritrova la sua consacrazione tradzonale. Il seguente componimento figura nel Purgatorio de l'Inferno come testo n. 9 e come tutti gli altri (sono diciassette) disposto come un flusso continuo di parole:

mancano i titoli, l'inizio sempre con lettera minuscola, la fine segnata da due punti. Il poeta si rivolge al figlioletto Alessandro per consolarlo, in una sua bizza infantile, promettendo di comprargli tante cose, proprio come si fa coi bambini per scuoterli dal loro dolore inconsapevole. Ma in una societ materialistica come quella contemporanea; dove anche i bambini sembrano avere il senso disincantato della realt, le cose che si promettono sono le pi disparate e le pi significative della piattezza consumistica e della violenza dilagante. E cos merci e tensioni morali si confondono in una elencazione caotica che diventa denuncia contro una societ alienata e frenetica.

La seguente poesia stata scritta da Edoardo Sanguineti, autore di Genova. Si tratta di un autore contemporaneo. La poesia tratta dalla raccolta Triperuno, dalla sezione Purgatorio de lInferno, ed del 1964. In questa lirica, sentiamo la voce di un padre che parla con il proprio bambino
versi liberi, molto lunghi

Piangi piangi Piangi piangi, che ti compero una lunga spada blu di plastica, un frigorifero Bosch in miniatura, un salvadanaio di terracotta, un quaderno con tredici righe, unazione della Montecatini1: piangi piangi, che ti compero una piccola maschera antigas, un flacone di sciroppo ricostituente, un robot, un catechismo con illustrazioni a colori, una carta geografica con bandiere vittoriose: piangi piangi, che ti compero un grosso capidoglio di gomma piuma, un albero di Natale, un pirata con una gamba di legno, un coltello a serramanico, una bella scheggia di una bella bomba a mano: piangi piangi, che ti compero tanti francobolli dellAlgeria francese, tanti succhi di frutta, tante teste di legno, tante teste di moro, tante teste di morto: oh ridi ridi, che ti compero un fratellino: che cos tu lo chiami per nome: che cos tu lo chiami Michele.
ANALISI Nel testo sono da individuare, prima di tutto, i significati simbolici di cui ogni oggetto evocato diventa espressione e che offrono ricche possibilit di divagazione e di commento. Ci basta, comunque, sottolineare che sono almeno tre e i campi verso cui si indirizza l'attenzione polemica di Sanguineti: 1. il consumismo sfrenato che diventato il mito del nostro tempo e di cui sono espressione il frigorifero, la e azioni ella Montecatini, il robot, la gommapiuma... 2. la violenza che a livelli internazionali o privati, insanguina il mondo, significata dalla maschera antigas,dalla bomba a mano, dal coltello a serramanico, dalle teste di morto... 3. la tradizione che affiora per segni quasi patetici, confusa malamente con il nuovo, soffocata da una mentalit che ne tradisce il senso fondamentale e la relega a ruoli di comparsa nostalgica ; un salvadanaio di terracotta, un catechismo a colori, un albero di Natale La lunga elencazione, confusa per accentuare il tono parodistico, ma amaramente ironica nelle conclusioni, cita su uno stesso piano immagini di pace e di guerra, oggetti di consumo e valori morali, perch il mito consumistico tutto ha svilito e mercificato. Anche un fratellino nascer come oggetto fra tanti, per soddisfare il desiderio di dare un nome a qualcuno. Eppure la nota

pi ottimistica e luminosa in questo rincorrersi frenetico di cose proprio quel bambino non ancora nato che si chiamer Michele. 1Il tono del componimento dimesso e colloquiale, quotidiana ingentilito da versi fughi e cantilenanti come di una tiritera 'infantile, e contrasta con il contenuto Y i amaro e disincantato. elencazione, confusa per accentuare il tono parodistico, ma amaramente ironica nelle conclusioni, cita sso piano immagini di pace e di guerra, oggetti di consumo e valori morali, perch il mito consumistico vilito e mercificato. Anche un fratellino nascer come oggetto fra tanti, per soddisfare il desiderio di ome a qualcuno. Eppure la nota pi ottimistica e luminosa in questo rincorrersi frenetico di cose . tel bambino non ancora nato che si chiamer Michele. 1 componimento dimesso e colloquiale, quotidiana ingentilito da versi fughi e cantilenanti come di 'a infantile, e contrasta con il contY i nu amaro e disincantato.La seguente poesia stata scritta da Edoardo Sanguineti, autore di Genova. Si tratta di un autore contemporaneo. La poesia tratta dalla raccolta Triperuno, dalla sezione Purgatorio de lInferno, ed del 1964. In questa lirica, sentiamo la voce di un padre che parla con il proprio bambino.