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Nessuno è profeta in patria1

tentativo di una spiegazione scientifica


Paolo Pedaletti
paolo@pedaletti.it
Settembre 2006

http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/

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Perché storicamente e sperimentalmente risulta vera la frase:
“Nessuno è profeta in patria” ?
(salvo le solite ineliminabili onnipresenti eccezioni)
Cercando di arrivare ad una spiegazione/giustificazione scientifica, ho fatto
questo ragionamento:
In una pila, quale è il polo più importante, il polo positivo o quello negativo?
Per chi ha studiato chimica, questa domanda dovrebbe risultare
evidentemente prima di senso.
Nessun polo è più importante di un altro. Sono indispensabili entrambi.
Il “valore aggiunto” di una pila si crea dalla differenza di potenziale tra un
polo e l'altro.
E' la tensione che si stabilisce tra i due poli dotati di diverso potenziale a
generare energia.
Un “polo positivo” immerso tra tanti altri poli positivi uguali, non risulta
essere altrettanto interessante e utile come invece lo è se nelle vicinanze c'è
un polo a diverso potenziale, negativo rispetto al primo (vale anche il
viceversa, ovviamente)
E' la differenza ad essere “creativa”.
Allo steso modo, una persona immersa, circondata da simili, non si distingue,
non emerge.
Invece, se introdotta in un ambiente diverso dal familiare, a contatto con
persone di origine, esperienza, tradizioni, usi, costumi diversi, allora potrà far
valere il proprio bagaglio di conoscenze come qualcosa di nuovo e utile, anche
se considerata assolutamente “normale” nel proprio ambiente d'origine, e
l'interazione risulterà “creativa”, utile per entrambi.
E' la diversità ad essere creativa, è la diversità che deve essere valorizzata ed
apprezzata.
L'appiattimento su valori/posizioni uguali, uniformi, è sterile.

Paolo Pedaletti
paolo@pedaletti.it
www.pedaletti.it/paolo
11 settembre 2006

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