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METONIMIA. Dal greco metonyma = "scambio di nome".

Figura retorica consistente, come la metafora, nella possibilit di sostituire una parola con un'altra; ma la sostituzione metonimica avviene tra parole appartenenti allo stesso campo semantico (a differenza della sostituzione metaforica, che pi libera e tiene conto di somiglianze anche vaghe), e si basa fondamentalmente su un rapporto di contiguit logica fra le parole scambiate. Si hanno vari casi di sostituzioni metonimiche, tra cui le pi frequenti sono: 1. il contenente per il contenuto ("Bevo un bicchiere"; cio il suo contenuto); 2. la causa per l'effetto ("Ha una bella mano"; cio una bella scrittura); 3. l'effetto per la causa ("Una valle di lacrime"; cio "un luogo di sofferenza"): 4. l'astratto per il concreto ("Le prepotenze della nobilt"; cio dei nobili); 5. il concreto per l'astratto (" un uomo di buon cuore"; cio di buoni sentimenti); 6. l'autore per l'opera ("Oggi leggiamo Montale"; cio una sua poesia); 7. la regione o la citt per gli abitanti ("La rivolta di Parigi"; cio dei parigini); 8. la localit di produzione per il prodotto ("Ho bevuto un buon Chianti"). ALLEGORIA. Dal greco allegora (= "parlare diversamente"). Figura retorica mediante la quale un termine (denotazione) si riferisce a un significato pi profondo e nascosto (connotazione). Ad es., il Veltro dantesco, a livello denotativo, significa "cane da caccia", ma noto che questo termine allude a un "riformatore spirituale". Tra le allegorie tradizionali celeberrima quella della nave che attraversa un mare in tempesta, fra venti e scogli ecc.: rappresenta il destino umano, i pericoli, i contrasti ecc., mentre il porto la salvezza. Il problema della comprensione delle allegorie dipende dalla loro maggiore o minore codificazione (ad es., una donna bendata con una spada o una bilancia ormai un'immagine codificata della Giustizia). IPERBOLE. Dal greco hyperbllo (= "lancio oltre"). Figura retorica consistente nell'esagerare (amplificandolo o riducendolo) l'espressione di un concetto. Ad es.: " un secolo che non lo vedo"; "Scendo tra un minuto"; "Sono in un mare di guai"; "Mi piace da morire"; "Non ha un briciolo di cervello". A livello letterario: "Lo scudo in mezzo alla donzella colse: / ma parve urtasse un monte di metallo" (Ariosto). Dalla storia, il detto proverbiale di Carlo V: "Sui miei dominii non tramonta mai il sole". SINEDDOCHE. Figura retorica affine alla metonimia, dalla quale si distingue perch il rapporto fra il termine impiegato e quello sostituito non di tipo qualitativo (logico) ma quantitativo. Si ha dunque sinddoche quando si usa: 1. il tutto per la parte (ad es.: "scarpe di vitello" per "pelle di vitello"); 2. la parte per il tutto (ad es.: "son rimasti senza tetto" per "senza casa"). SIMILITUDINE. Figura retorica fondamentale, da cui tradizionalmente deriva per abbreviazione la metafora. Consiste nell'esprimere un'idea mediante il suo accostamento a un'altra idea che abbia con la prima un rapporto di somiglianza esplicitamente descritto. Ad es. in Pascoli: "quando partisti, come son rimasta! / come l'aratro in mezzo alla maggese". METRICA. Termine che indica lo studio dei fenomeni che riguardano la versificazione, cio le strutture formali specifiche del verso nella poesia (misura dei versi, figure metriche, cesura, ritmo, rime, strofe, ecc.). PERSONIFICAZIONE. Figura retorica consistente nel rappresentare un concetto o un oggetto come se fosse un essere animato.

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