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Joan Mir

Limmobilit mi impressiona. Questa bottiglia, questo bicchiere, un ciottolo su una spiaggia deserta, sono cose immobili, ma scatenano nel mio spirito profondi sconvolgimenti. Non provo la stessa sensazione davanti a un essere umano che si sposta di continuo in maniera idiota. La gente che va a fare il bagno su una spiaggia e si agita, mi tocca molto meno dellimmobilit di un sasso. J. Mir

Indice:
Vita. Inquadriamo il Surrealismo. Montroig. Lapertura verso lavanguardia. Fase parigina. Larte di Mir. La produzione del collage. Ballerina spagnola. La scultura.

Vita: Joan Mir nasce a Barcellona il 20 Aprile 1893. Figlio di un orefice intraprende studi di commercio ma la passione per larte emerge fin dallet infantile: i primi disegni risalgono, infatti, al 1901 quando il precoce artista aveva solo 8 anni e frequentava gi lezioni private di disegno. A 17 anni lavora come contabile in una drogheria ma il pensiero artistico non lo abbandona e continua perci a seguire delle lezioni. La svolta arrivata nel 1912 quando, ammalatosi di tifo fu costretto a lasciare il lavoro, decidendo cos di dedicare la sua vita interamente alle opere artistiche; frequent la Lonja di Belle Arti di Barcellona, entr nel Circolo Artistico di Saint Lluc in cui conobbe molte diverse personalit del mondo dellarte e nel 1916 affitta uno studio insieme al collega Cristfol Ricart. Fino al 1920 la sua arte subisce cos forti influenze da parte di molte correnti artistiche e per questo motivo nelle sue opere possiamo riscontrare i colori puri e brillanti utilizzati dal Fauvismo, le forme nette del cubismo, caratteristiche delle chiese romane e del folclorismo della sua amata terra ovvero la Catalogna. In questo periodo inaugur cos, nel 1918, la sua prima mostra personale alle Gallerie Dalmau a Barcellona. Nel 1920 si trasfer a Parigi, attirato dalla comunit artistica che si riuniva a Montparnasse. In questa citt conobbe Pablo Picasso e le tendenze del circolo dadaista . Nel 1921 inaugur la sua prima mostra personale francese a Parigi, nella Galleria La Licorne. Cominci in questo periodo a delinearsi il suo stile originale ovviamente influenzato dalla corrente dadaista, alternandosi tra Parigi e Montroig: questa fase definita il suo periodo dada. Nel 1925 tiene una mostra individuale alla Galleria Pierre in cui si comincia a notare una trasformazione nella sua pittura. Proprio in questo periodo arriv, cos, a portare la sua arte verso lastrazione grazie allinflusso di poeti e scrittori surrealisti. Nel 1929 lavora a molte esposizioni anche a New York e lanno seguente comincia la sua sperimentazione artistica esplorando varie forme espressive come la litografia, lacquaforte, la pittura su carta catramata e vetro, la scultura e il collage.
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In questo periodo vive a Barcellona con la moglie e la sua unica figlia Maria Dolores.

Ma nel 1936 con lo scoppio della Guerra Civile Spagnola Mir decide di tornare a Parigi per poi trasferirsi definitivamente a Mallorca e Montroig per scappare dallinvasione nazista in Francia. Diventa, cos, uno dei pi radicali teorici surrealisti tanto che lo stesso Andr Breton, fondatore proprio di questa corrente artistica, lo defin il pi surrealista di noi tutti. Stabilitosi nella casa di famiglia dove la sua arte surrealista si fa sempre pi marcata, in molti scritti e riviste esprime chiaramente il suo disprezzo per la pittura convenzionale e il suo desiderio di ucciderla, assassinarla e stuprarla per arrivare a nuovi mezzi di espressione. Dopo la morte della madre, nel 1944, Mir si dedica anche a lavori di ceramica e bronzo. Dieci anni dopo, nel 1954, vince il Premio per la grafica alla biennale di Venezia continuando anche a esporre negli Stati Uniti. Si sposta per lultima volta andando a vivere a Mallorca (1956) in una casa progettata dal cognato a cui aggiunge un laboratorio e uno studio di pittura. La sua casa diventa cos il suo luogo creativo per eccellenza e per preservarla decide di donarne parte alla cittadinanza allestendo la Fundaci Pilar e Joan Mir nel 1981 quando ormai aveva gi fondato la Fundaci Joan Mir nel 1972 a Barcellona. Nel 1978 si dedica alla scenografia, collaborando a uno spettacolo teatrale, e alla scultura monumentale; infatti proprio a questo periodo risale la celebre scultura Dona i ucell (Donna e uccello). Per avere un riconoscimento nazionale Mir dovr per aspettare la caduta della dittatura franchista. Ottenne la Laurea Honoris Causa dallUniversit di Barcellona (gi ricevuta nel 1968 dallUniversit di Harvard) e la medaglia doro delle Belle dArti dal re Juan Carlos. In et avanzata realizza centinaia di ceramiche tra cui il Muro della Luna e il Muro del Sole presso ledificio dellUNESCO a Parigi. Negli ultimi anni le sue idee si fecero ancor pi radicali interessandosi alla scultura gassosa e quadrimensionale. Mor a Mallorca allet di 90 anni, il 25 Dicembre 1983.

Inquadriamo il Surrealismo:
Pu essere considerata lultima corrente artistica dAvanguardia e una delle pi importanti.

La sua nascita si pu collocare nel 1924 con la pubblicazione a Parigi del Manifesto del Surrealismo di Andr Breton; in un primo momento il movimento fu principalmente letterario ma dopo poco tempo attorno a Breton cominci a riunirsi un ampio gruppo di artisti e nasce cos la pittura surrealista. Definizione data da Breton di Surrealismo nel suo manifesto: automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale. Questa corrente non genera uno stile ma un atteggiamento, un movimento politico di insurrezione contro la Storia.

Molti artisti surrealisti attraversarono prima un periodo dada. Utilizza lo scandalo pubblico attuando un atteggiamento critico anche nei confronti dei membri stessi, causandone anche, talvolta, lespulsione dal gruppo. Il punto di partenza si pu dire essere stata la psicanalisi di Freud soprattutto riguardo i sogni e linconscio. Il loro programma insisteva principalmente sul confine tra coscienza e incoscienza.

Questo movimento si concentra sul desiderio di produrre unarte libera, soprattutto da ragione, morale ed estetica; torna cos a predominare lelemento visivo. Secondo Breton lartista deve aprire gli argini che frenano la loro libert despressione, deve arrivare a uneterogeneit visiva attraverso lautomatismo e il sogno: lautomatismo media la realt interiore dellartista attraverso procedimenti di trascrizione passiva, mentre il sogno fa emergere linconscio attraverso una pittura che da forma ai sogni stessi e alla memoria. Un esempio di questo processo la scrittura automatica con cui lartista registra ogni immagine o parola che passa nella sua mente senza limitarla con la logica o la morale, lasciando correre la sua mano liberamente sulla tela. Questa la religione del caso, presente anche nel Dadaismo.

Altra caratteristica importante quella dellanalogia, come anche nel Futurismo, che doveva servire a condurre limmaginazione attraverso lopera darte. Tre gruppi: 1. Coloro che portavano avanti, nel Surrealismo, le coordinate del Dadaismo. Un esempio fu Duchamp. 2. Surrealismo figurativo, portano avanti la lezione di De Chirico in cui il quadro diventa una scena teatrale. Un esempio di questo gruppo fu Salvador Dal. 3. composto da coloro che utilizzano la scrittura automatica in pittura. Tra questi uno dei pi importanti fu Joan Mir.

Il percorso artistico:
importante affermare fin da subito quanto Mir rivoluzion il rapporto tra lartista visivo e lo scrittore, facendo in modo che il pittore stesso entrasse a far parte delle emozioni del poeta interpretandole attraverso il linguaggi dellarte. Le sue opere sono tutte segnate dal profondo amore di Mir per la sua terra natale, la Catalogna, che fu la sua fonte di ispirazione primaria in tutta la sua produzione.

o Montroig:
In questo periodo Mir da completa importanza alluso del colore, riprendendo gli aspetti caratteristici del Fauvismo francese, al quale si ispir nel realizzare moltissime opere.
IL FAUVISMO:
Gruppo di artisti francesi che, pur criticando lImpressionismo, ne apprezzavano la novit di una luce generata dallaccostamento di colori puri. Le caratteristiche principali: Semplicit delle forme; Abolizione della prospettiva; Uso di colori vivaci e naturali. 6

Limportante non era pi il significato dellopera ma la forma, il colore e limmediatezza.

Tornavo sempre a quelle case, alla chiesa, alla pianura, alla montagna. Quello che mi ispirava era la regione di mio nonno, vicino a Montroig, quella terra di un rosso fantastico

La reforma:
Il dipinto si rif alla ricostruzione di un vecchio quartiere di Barcellona che fu interamente demolito durante uno sciopero generale avvenuto a causa della forte inflazione che si stava abbattendo sulle classi lavoratrici.

La Reforma - J. Mir, 1916.

Il percorso artistico di Mir ha inizio proprio a Montroig, nel paese rurale in cui la famiglia possedeva una fattoria che diventer il luogo di ritiro e di ispirazione durante tutta la sua vita, infatti pur abitando in altre parti della Spagna lartista torner spesso nel paese dei propri avi con cui sentiva un profondo legame. Anche nel periodo degli scioperi lartista si ritir in campagna per non essere coinvolto negli eventi che si stavano svolgendo in citt. La sua terra per lui era una regione mitica che si poneva al di fuori del tempo e veniva infatti raffigurata in moltissimi dei suoi dipinti.

Il suo presupposto era limmagine della Catalogna e delle sue radici mediterranee. Un legame profondo con il paesaggio espresso poeticamente in una lettera al pittore Bartomeu Ferr:

Sono stato [] sensualmente baciato dal mare, cullato sotto la volta del cielo azzurro, reso fertile da una luce particolarmente intensa. Ho vissuto al ritmo delle onde.
Pieve di Saint Joan dHorta- J. Mir, 1917

Lintento era quello di giungere a una profonda identificazione con il paesaggio in termini di uno scambio poetico tra uomo e natura. Proprio per questa sua concezione, si definiva un figlio del Mediterraneo ma pi che un panteismo di matrice romantica questa sua comunione con la natura si inseriva in precise tradizioni culturali. Le sue opere infatti propongono una specifica visione della terra come fondamento culturale e alla base dellunit politica nazionale. Lintera generazione di Mir parlava di un collegamento tra lidentit nazionale e la terra, tanto che il paesaggio mediterraneo diventava una madre feconda che dava alla luce e nutriva il suo popolo e proprio per questo, secondo Mir, la forte sensibilit di fronte a questa concezione doveva riguardare tutti i popoli del mediterraneo e non solo quello catalano. Cominci cos la sua apertura verso lavanguardia europea.

o Lapertura verso lavanguardia.


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Con lo scoppio della prima guerra mondiale <<mediterraneit>> diventa la parola dordine di unintera generazione di artisti per indicare la superiorit della civilt latina sulla decadente cultura tedesca.

Questo nostro mare [] non si pu permettere che venga conquistato dai paesi nordici, che hanno un mare grigio, nebbioso e freddo. (Iberia , giornale propagandistico , 1916).
Il Mediterraneo diventava cos lasse attorno a cui ruotava la chiara opposizione tra Nord e Sud in Europa. Mir era inoltre un ardente francofilo e vedeva nella Francia la madre spirituale della Catalogna . Durante la Grande guerra le avanguardie subirono forti critiche da parte non solo di alcuni artisti ma anche dalla politica e fu cos coinvolta anche larte di Mir. Proprio nel 1918 con la sua prima personale alla galleria Dalmau di Barcellona Mir present le sue prime opere in cui si potevano gi notare le forti influenze e il cambiamento di stile.

Ritratto di V.Nubiola:
In questopera si cominciano a notare stravaganti motivi geometrici nella parte superiore destra della tela che minacciano di distruggere lunit del campo visivo. Il ritmo stridente, le pennellate sono decise e grazie allapproccio con il colore, la compressione spaziale e le distorsioni formali possiamo capire le varie fonti da cui lartista ha preso spunto: Czanne, i Fauves, gli Ritratto di V. Nubiola, 1917 espressionisti in generale, cubisti e futuristi.
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Il colore non viene mischiato sulla tavolozza ed quindi possibile notare ancora i diversi toni utilizzati come ad esempio sulle mani, inoltre gli stessi che utilizza per il corpo ricoprono anche tutta lopera.

inoltre importante tener presente il <<colpo di fulmine>> che Mir prov durante una mostra per il Moulin de la Galette di Renoir per comprendere questo suo primo approccio agli stili europei che lo portarono, da quel momento, a provare un profondo amore per larte moderna e quindi, in seguito, per le avanguardie. Lo stesso artista aveva anche gi anticipato il desiderio di recarsi a Parigi per potersi <<godere i piaceri della Francia, sintetizzati in Renoir>>.

Nord-Sud:
Questa tela importante perch una testimonianza delladesione di Mir alle avanguardie francesi. Luso del colore quello tipico del Fauvismo e ritroviamo in primo piano la scritta <<Nord-Sud>>, titolo di un giornale francese davanguardia che lartista spesso leggeva per rimanere aggiornato riguardo allo stile espressionista. Riguardo il libro, di Gothe, viene rappresentato con il Nord-Sud J. Mir, 1917 titolo illeggibile , forse volontariamente, e si potrebbe trattare del Trattato di colori. Lo sfondo composto da fasce curve di colore che vogliono dare pi fluidit allo spazio, temperando i contrasti violenti e le linee nere di contorno.
IL TRATTATO DI COLORI:
J. W. Goethe (1749-1832) grande letterato e scienziato tedesco, invita ad affidarci ai nostri sensi, ad accostarci ad una vera esperienza del colore ed espone unapprofondita serie di esperimenti volti a scoprire la fenomenologia dei colori, basandosi sullosservazione. 10

Le reazioni dopo la sua mostra furono totalmente negative e le sue opere furono definite inespressive e sconcertanti. La posizione di Mir rispecchiava un chiaro atteggiamento catalanista: sentiva un accentuato rifiuto nei confronti della politica e il bisogno di una ricerca spirituale assoluta e attribuiva queste concezioni anche alla sua arte; tutto si connetteva a quellidea di nazionalismo che lui considerava al di sopra di questione partigiane o di classe, un Catalogna primitiva e trascendente.

o Fase parigina.
Con queste prime opere si ha il superamento del realismo che accompagn Mir durante la sua fase giovanile.

La Contadina:
Gi in questa opera, tra le prime del periodo parigino, si pu notare il cambiamento che stava avvenendo nella mente dellartista. Anche se alcuni oggetti sono ancora rappresentati in maniera molto figurativa (come il gatto, la cesta e il coniglio) si pu gi notare unambientazione equilibrata da motivi geometrici; lartista crea cos un insieme di elementi astratti e realistici che caricano la protagonista dellopera di significati enigmatici: il pi importante quello di signora del ciclo della vita, donna che gestisce il quotidiano lavoro rurale come anche la vita e la morte degli
La Contadina J. Mir, 1922-1923

animali.

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Durante questa fase la visione di Mir subisce un cambiamento radicale: abbandona il realismo per tendere verso limmaginario. La terra rimane comunque uno dei temi centrali per Mir anche se in questo periodo il suo stile comincia ad essere influenzato dallarte dada, che impronta, cos, fortemente le sue opere.

DADAISMO:
Movimento culturale nato in Svizzera intorno al 1916-1920. Ha stravolto le convenzioni dellepoca: dallestetica artistica fino alla politica, interessandosi soprattutto alle arti visive; Ha proposto il rifiuto della ragione e della logica, enfatizzando la stravaganza. Gli artisti erano irrispettosi e provavano disgusto per le usanze del passato; ricercavano la libert di creativit per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.

La differenza tra queste due prime fasi della sua vita artistica si pu notare confrontando queste opere:

Orto con asino J. Mir, 1918 (fase ancora realistica)

Questa tela si rif alla prima fase artistica di Mir in cui egli si trova ancora nella citt di Montroig ed legata ad elementi realistici.

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Montroig: la fattoria J. Mir, 1921-1922 (fase intermedia).

Periodo particolarista di Mir, molto importante perch il suo linguaggio si fa pi semplificato e si avvia verso un nuovo stile, spiccando il suo volo verso la pura immaginazione, in un periodo in cui la guerra civile spagnola lo porta ad allontanarsi dalla realt nel tentativo di fuggirne. Al centro della composizione presente un imponente eucalipto che trae la sua potenza vitale dalla terra per elevarsi al cielo simboleggiando proprio la mentalit catalana. Compaiono elementi astratti come il cerchio nero sotto lalbero e il quadro rosso che cinge il pollaio sulla destra. Le dimensioni spaziali non sono quelle naturali e gli oggetti non sono riprodotti in scala reale, bens in rapporto alla loro importanza simbolica. Lartista collega cos elementi tradizionali con elementi contemporanei, creando cos molteplici chiavi interpretative tra cui quella della fecondit, intesa, in termini artistici, come ricerca di un nuovo stile. Anche gli animali raffigurati nel pollaio possono essere letti come accenni alla sessualit ma assolvono anche a quella di semplici esseri viventi.

Terra arata J. Mir, 1923-1924 (fase immaginaria)


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In Terra arata il paesaggio si fa rarefatto e metaforico, il mondo rurale di Montroig non pi chiaro e realistico ma viene evocato da segni fantastici che fluttuano su sfondi monocromatici in cui lartista ha utilizzato dei toni caldi che prevalgono nellopera. Lo scenario surreale ma come se non si fosse ancora totalmente trasformato, conservando ancora unidentit naturale. Nonostante questo si riconosce che molti elementi hanno subito una metamorfosi nellimmaginazione e nella realizzazione artistica. Ogni elemento, inoltre, viene posto in maniera tale da farci sentire di fronte ad un sogno. Nonostante questa distorsione della realt, gi di stampo surrealista, la maggior parte degli elementi ancora riconoscibile in Terra arata come ad esempio : i campi e i solchi dellaratro , gli animali da cortile, la fattoria di famiglia, lalbero, locchio, lorecchio, uccelli in ciel e le bandiere che sventolano. Ovviamente questi vengono stilizzati, deformati e collocati in un paesaggio irreale, facendogli perdere totalmente sensibilit con la realt. La metamorfosi di questi elementi si pu notare nel collegamento di alcuni di questi nellopera Paesaggio catalano (o il Cacciatore): la lucertola con il cappello da mago in primo piano e la gigantesca pianta grassa che gesticola diventano, nel dipinto successivo, la sardina con i baffi e il cacciatore con il fucile. Si scatena, poi, un universo di segni e figure che, trasgredendo qualsiasi principio di unit di tempo, di spazio e di azione, vengono accostati in un contrasto bizzarro che, indubbiamente, ci trasporta in una dimensione onirica e metaforica, che potrebbe richiamare alla mente certi quadri di Hyeronimus Bosch.
(Hyeronimus Bosh)
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In ultimo per poter contemplare la realizzazione surrealista, in ambito pittorico, di Mir, abbiamo scelto una delle sue opere pi importanti per arrivare nel centro della sua trasformazione artistica:

Il cacciatore o Paesaggio catalano J. Mir, 1924-25 (fase surrealista).

in questopera lartista traduce lo studio della natura in un sistema creato esclusivamente da forme e colori, schematizzando al massimo ogni elemento. Mir si allontana sempre pi dalla dimensione reale tramutando ci che egli osserva, con cui tende a sensibilizzare nel concreto, in un mondo di segni e simboli. Del cacciatore non rimane pi nulla, solo alcuni dettagli come la pipa e lorecchio e proprio questo lintento di Mir: nessuna elemento esplicativo ma solo un viaggio a cavallo dellimmaginazione.

o Larte di Mir:
Giunto a questo livello di mentalit artistica Mir lascia pieno spazio al gioco dei segni; la sua raffigurazione si spoglia di ogni di ogni traccia di materialit, giungendo cos alla trascendenza poetica tanto cercata.
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La sua evasione dalla realt si sposta nella sfera dellastratto: lartista fugge da ogni elemento concreto, fugge dal paesaggio imponendogli di mutare in qualcosa di immaginario, che esiste solo nella sua mente, levasione nasce dal grembo stesso della natura. Gli stessi elementi che sembrano inventati e disposti a caso nascono da immagini suggerite dallinconscio, impulsi associativi.
Maternit J. Mir, 1924

Mir vuole comunicare, attraverso queste immagini elaborate dalla sua mente, un sentimento universale di comprensione: il calore della terra.

Lo spettacolo del cielo mi sconvolge. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole. Nei miei quadri, del resto, vi sono minuscole forme in grandi spazi vuoti.

Contadino catalano -1925

Gli spazi vuoti, gli orizzonti vuoti, le pianure vuote, tutto


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quello che spoglio mi ha sempre profondamente impressionato.

Donna e cane di fronte alla luna J. Mir, 1936.

Il carnevale di Arlecchino:

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Il carnevale di Arlecchino J. Mir, 1924-25.

Questo dipinto stato definito il pi surrealista di tutti: una vera e propria confusione di figure accostate in maniera da sembrare quasi casuali e che diventano simbolo e metafora di un nuovo mondo, come uno specchio che riflette una realt trasfigurata. Rispecchia cos quella che per lartista linteriorit delle cose e dellanimo umano, tutto attraverso un marcato simbolismo, quasi allucinatorio: le linee sono leggere e sinuose, e devono rappresentare lelemento naturale, i campi cromatici sono piatti, le forme sono senza volume e in un ambiente di sfondo vuoto e monocromatico; queste caratteristiche tendono cos ad eliminare ogni forma di prospettiva e spazio, dando alla scena una sensibilit plastica (presente da qui in poi in ogni opera dellartista). Non comunque presente alcun elemento che possa far associare lopera al Carnevale o ad Arlecchino: la scena stessa, latmosfera giocosa, lo spirito che aleggia in quellatmosfera di festa a farci sentire in un Carnevale di Arlecchino. Importanti sono cos il dinamismo,, la sensazione di imprevisto e sorpresa, il frastuono che ci sembra quasi di poter cogliere nellosservare le figure, tutto ci fa sentire allinterno di quello spettacolo straniante, affascinante e anche, in parte, allucinatorio. Sono presenti cos piccole figure, un po mostri e un po maghi, che sembrano usciti dal sogno infantile di un bambino e cos anche pupazzi che balzano fuori da scatole e strani esserini volanti mischiati insieme a forme geometriche galleggianti e colorate che fluttuano in un mondo parallelo. Ciascuna di queste forme contribuisce a riempire quello spazio per lo pi vuoto che fa da sfondo alla scena. da tenere presente anche lassociazione dei colori, poich Mir ha accostato i colori primari dando pi incisivit al nero che contorna le figure.

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Lanalisi dellopera non finisce qui, questo festoso spettacolo in realt ricco di simboli che furono svelati dallartista pi di dieci anni dopo: le linee ondulatorie non hanno solo lo scopo di dare un senso di dinamismo alla scena ma rappresentano anche laspirazione di fuga dalla realt come anche la scala posta sul lato sinistro; gli animali stilizzati invece non servono solo a rendere u bellissimo effetto di policromia nellopera ma diventano anche un omaggio al suo mondo domestico. Altri simboli presenti sono il triangolo nero a destra immerso nel cielo blu, oltre la finestra, che rappresenta la Tour Eiffel e la sfera verde che simboleggia il globo terrestre. Con queste tecniche Mir ci proietta nel mondo fantastico della sua mente; la moltitudine di segni ci suggerisce cos, una molteplicit di sensazioni. Tutto ci non da leggere solo in chiave umoristica perch il linguaggio evocativo e fantastico di Mir insieme alle sue metafore e ai suoi simboli rappresentano un approccio alla vita e una visione del mondo profondamente umana. I suoi quadri richiamano spesso a mondi infantili e per questo Mir viene accostato ai bambini, in quanto le due espressioni grafiche sono simili. Non per questo bisogna svalutare le capacit del pittore ma si deve tenere presente che la sua arte rappresenta ci che vede il nostro istinto e proprio per questo per ognuna delle sue opere ci possono essere mille interpretazioni diverse perch ognuno deve leggere in esse quello che pi si associa al suo intimo. Mir stesso mantenne vivo il suo spirito di fanciullo fino alla vecchiaia affermando anche di rimanere ancora incantato di fronte a uno spicchio di luna.

o La produzione collage:
Mi difficile parlare della mia pittura, poich essa sempre nata in uno stato di allucinazione, provocato
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da uno choc di qualche tipo, del quale non sono affatto responsabile.
Tutto ci, sembra trovare riscontro soprattutto nei collages, negli oggetti e nelle sculture che Mir ha realizzato. Nella sua carriera di artista infatti, speriment molti altri generi di arte utilizzando anche diversi materiali e tecniche; nei collages utilizz la carta catramata e le carte abrasive. Mir esegu una serie di collages distinti tra il 1920 e 1929. In ogni serie introduceva nuove caratteristiche e dettagli sempre diversi. Ogni collage preceduto da uno studio preliminare che serve ad indicare che genere di elementi utilizzare.

In questo disegno preparatorio sono infatti indicati in alto a destra, con parole francesi e spagnole, questi elementi: sellos =francobolli, e timbres= timbri. La X, invece, il marchio che Mir utilizzava per indicare quando un disegno preparatorio veniva trasformato in lavoro finito. I primi collages del 1924 sono sostanzialmente disegni in bianco e nero con uno o due elementi di collage isolati. Le aree di colore vengono introdotti con acquerello e pastello in seguito.
Disegno preparatorio J. Mir

Nel 1928 Mir introduce collages realizzati su supporti cartacei. Ognuno di questi viene chiamato Ballerina spagnola . Nei primi di Ottobre del 1929 Mir inizia a tagliare elementi di collage, arricciarli e sollevarli dalla superficie. Mir utilizza per la prima volta carta catramata e prosegue la sua ricerca di nuove
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tecniche ed ispirazioni. Le carte continuano ad essere utilizzate in numero maggiore con lintroduzione della raschiatura della loro superficie. La struttura di questi collages pi complessa con strati multipli che vengono attaccati a superfici pi resistenti come supporti e le linee diventano tridimensionali con luso del filo. La carta Tar il secondo tipo di carta che Mir utilizza di pi in questanno ed un materiale formato da uno spesso strato di carta coperto con catrame e ciottoli incorporati nella superficie catramosa per rendere il tutto impermeabile. Negli anni in cui speriment nuove tecniche utilizz anche fogli colorati naturalmente. Mir impiegava una scrupolosa attenzione per ogni minimo aspetto e dettaglio nella presentazione delle sue opere e anche se quelle relative agli anni 1928-29 danno spesso limpressione di essere state costruite ed assemblate casualmente e spontaneamente, in realt sono state eccezionalmente pianificate dallinizio alla fine.

o Ballerine spagnole:
questi tipi di opere, come del resto tutti i collages, fanno parte del tentativo di Mir di <<assassinare la pittura>>. Queste venivano realizzate utilizzando dei chiodi per fissare diversi elementi. La ballerina composta di frammenti inseriti in unarmatura di linee rigorosamente tracciate: diventava cos una rappresentazione pezzo per pezzo con un profondo riferimento ad alcune tecniche cubiste.
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In questultimo periodo Mir critica profondamente la fama cubista di essere una corrente artistica pura e puritana e cos trasformarono il loro lavori in opere di rigorosa geometria. Mir decide cos di raffigurare dei tratti di donna che dovesse essere definita, proprio a causa di questi, <<impura>> ed erotica. cos desempio il Ritratto di Madame K. in cui la figura assalita da chiodi e materiali di Ritratto di Madame K., 1924 scarto come gesto di ribellione nei confronti della pittura, soprattutto cubista.

Per uno dei collage di Ballerina spagnola Mir usa chiodi quadrati o con teste circolari a virare verso il basso lo spago in vari punti (Fig. 1). In un altro la scarpa di una bambola sospesa da quello che sembra essere un chiodo tondo( Fig. 2). Nel collage di ballerina spagnola in Fig. 3, otto chiodi tengono i bordi dellelemento al supporto.

Fig. 1 Fig. 3
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Fig. 2

o La scultura:
Linteresse di Mir per la scultura, invece, nasce da una necessit di estendere il suo pensiero oltre i limiti rigorosi della pittura. Il suo primo pezzo prodotto nel 1931 da un insieme di oggetti nello spirito provocatorio del Surrealismo, significativo in quanto proclama chiaramente il ruolo fondamentale che egli ha assegnato alloggetto come un generatore di sentimenti. Quest opera viene definita scultura in realt ; ogni singolo oggetto stato realizzato con la tecnica classica, quindi una scultura in s, ma la composizione e lassemblaggio di ogni elemento non legato alle tecniche classiche ed quindi ambigua perch non avrebbe dovuto accettare tale appellativo (scultura )ma il nome pi appropriato dovrebbe essere quello di composizione.
Figura con ombrello, 1936

Pi tardi nel 1940, realizz piccoli oggetti di argilla che successivamente furono fusi in bronzo. Da questo momento in poi il bronzo divent il suo materiale preferito e svilupp sempre una relazione molto stretta e proficua con le fonderie. Questo gli ha permesso di modificare spesso la progettazione dei pezzi in modo da produrre risultati che sono stati a volte estremamente chiari ed eccezionali e in altri momenti estrose e variegate.

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La luna e ilo sole, il principio femminile e quello maschile, giorno e notte, sono le forze che, contemporaneamente, si oppongono e si contemplano. Una superficie lucida e il suo aspetto complessivo evoca alcune figure primitive o votive. Verticale e dinamico la luna uccello vicina ai personaggi di Mir, immaginari e allusivi.

Luna e uccello,

1946

Nel 1960 Mir sue sculture in in modo da il carattere componenti e permesso di monumentali

ha introdotto il colore nelle modo diretto, elementare, differenziare ed evidenziare individuale delle diverse dei pezzi. Tutto ci gli ha realizzare opere per spazi pubblici.

Donna che fugge, 1968

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Donna e uccello , 1982 lultima opera di questo artista, una grande scultura alta pi di venti metri, ricoperta di piastrelle frammentate, collocata a Barcellona nella piazza centrale del Parco Juan Mir al centro di una vasca dacqua. La piazza sopraelevata rispetto al parco cos che la scultura acquisti un ruolo di grande importanza nel tessuto urbano. La scelta non convenzionale di un materiale come la ceramica coniuga la tradizione catalana come lesigenza di creare una forma semplice in cui trionfa il colore. Il tema dellopera abbastanza consueto in Mir, infatti, spesso unisce al mondo umano quello animale o vegetale. In questo caso la sagoma della figura femminile non perfettamente identificabile resa con una forma compatta che la trasforma in una sorta di totem, inteso come dea madre, che rimanda alle origini delluomo. Il tema delluccello, quindi il volo, reca in s qualcosa di utopico e magico; alla terra madre si unisce cos il cielo, laria; mentre il fuoco simboleggiato dalla ceramica che viene plasmata dal fuoco e lacqua quella in cui tutto si rispecchia (la vasca). Nonostante la scarsa comprensione nellimmediato, lopera piaciuta anche agli stessi abitanti della citt perch ha segnato il recupero di un quartiere degradato: l dove oggi c il parco, polmone verde per gli abitanti, prima cera un mattatoio.

Casucci Cristina e Padoan Valeria

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