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FONDAMENTI

SOCIOGOLOGIA - GIDDENS
I. Che cos' la sociologia. II. Cultura e societ. III. Interazione sociale e vita quotidiana. IV. Genere e sessualit. V. Famiglie. VI. Devianza e criminalit. VII. Razze, etnie e migrazioni. VIII. Stratificazione, classi e disuguaglianza. IX. Le organizzazioni moderne. X. Lavoro e attivit economica. XI. Potere e politica. XII. Mass media e comunicazione. XIII. Istruzione. XIV. Religione

CAPITOLO 1 - Cos' la sociologia


XVII SECOLO: Per spiegare i nuovi fenomeni sociali,quali lIlluminismo e la rivoluzione industriale, la sociologia: studia la realt applicando i principi del positivismo; analizza sia gli ambiti micro sociologici che macro sociologici; non si pone come scienza di laboratorio ma si muove nella realt di tutti i giorni attraverso metodi di ricerca QUANTITATIVI e QUALITATIVI.

I PRIMI SOCIOLOGI COMTE inizio 800 positivista. Allinizio parla di fisica sociale, poi di sociologia; egli voleva creare una SCIENZA DELLA SOCIETA che spiegasse le leggi del mondo sociale. Quindi secondo il suo punto di vista: SOCIOLOGIA = SCIENZA POSITIVA basata sullosservazione SOCIOLOGIA come ULTIMO PRODOTTO DELLO SVILUPPO SCIENTIFICO DURKHEIM seconda met 800: crede nello studio OGGETTIVO della vita sociale. SOCIOLOGIA: Come SCIENZA EMPIRICA; Che studia i fatti sociali che determinano le azioni individuali;

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Secondo Durkheim la societ ha unesistenza autonoma, e pertanto i fatti sociali sono esterni agli individui. Un importante studio quello relativo al suicidio; il SUICIDIO un FATTO SOCIALE spiegato da altri fatti sociali quali lINTEGRAZIONE e la REGOLAZIONE SOCIALE. Queste due forze determinano, per carenza o per eccesso, 4 TIPI DI SUICIDIO: EGOISTICO: carenza di integrazione sociale; ANOMICO( privo di norme): carenza di regolazione sociale; ALTRUISTICO: eccesso di integrazione sociale; FATALISTICO: eccesso di regolazione sociale(lindividuo si sente oppresso dalle regole);

MARX (contemporaneo a Durkheim): si concentra sui cambiamenti dellet moderna dovuti, per lui, soprattutto allo sviluppo del capitalismo. Considerato il TEORICO DEL CONFLITTO SOCIALE*, egli riteneva che la societ capitalistica si dividesse in: BORGHESIA: i capitalisti proprietari (*gruppo sociale dominante); PROLETARIATO: classe operaia (*gruppo sociale subordinato);

Esse erano due classi sociali DIPENDENTI luna dallaltra ma in maniera sbilanciata dato che il loro rapporto si basava sullo sfruttamento. Per questo motivo Marx prevedeva una ribellione del proletariato con il conseguente avvento del comunismo. WEBER (contemporaneo a Durkheim): critica Marx per limportanza che rivolge alle condizioni economiche nel mutamento sociale. Secondo lui: Linfluenza di idee e valori sul mutamento sociale pari a quella delle condizioni economiche; Le strutture,diversamente da come afferma Durkheim, non esistono indipendente mane dagli individui;

Quindi gli individui agiscono liberamente. Egli afferma poi che alla base del capitalismo si pone letica protestante che induce lindividuo a impegnarsi per il successo delle proprie iniziative economiche. DA QUESTI TRE ULTIMI AUTORI SI SONO SVILUPPATI DEI FILONI: DURKHEIM FUNZIONALISMO(Parsons,Merton): nei funzionalisti c scarsa attenzione per il ruolo dellazione sociale creativa, del singolo individuo WEBER A)CORRENTE NEOWEBERIANA B)INTERAZIONISMO SIMBOLICO(Mead): Mead si sofferma sullimportanza del linguaggio diretto nella vita quotidiana per la creazione di una societ. Il linguaggio ci consente di diventare autocoscienti;lelemento chiave in questo processo il
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simbolo,per cui tutte le interazioni tra individui comportano uno scambio simbolico tra significati. MARXAPPROCCIO CONFLITTUALISTA: Marx parla della teoria del conflitto.

Le tre correnti sono rivolte pi o meno al: MUTAMENTO SOCIALE: la societ tende a modificarsi(visione tipica del marxismo e quindi dellapproccio conflittualista); RIPRODUZIONE CULTURALE:la societ tende a riprodurre se stessa senza cambiamenti(visione funzionalistica);

CAPITOLO 2: LA SOCIALIZZAZIONE
La socializzazione un processo attraverso cui lindividuo apprende valori, norme e stili di vita della societ di cui entra a far parte. In passato si pensava che il soggetto fosse una tabula rasa, privo di una sua individualit; la societ quindi aveva lobbligo di socializzarlo. Oggi tendiamo a studiare la socializzazione come un processo in cui lindividuo ha molto pi potere rispetto al passato nei confronti della propria vita. Ha cio capacit di autodeterminazione. La socializzazione collega le diverse generazioni, per cui un processo lungo quanto la vita stessa. Essa divisa in due fasi: SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA: processo di lungo apprendistato che si effettua nei primi anni del bambino in ambito familiare. SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA: dopo linfanzia per continuare fino alla maturit ed oltre.

Oggi non ha pi senso questa distinzione perch esse si intersecano essendoci pi comunicazione con il mondo eterno fin dallinfanzia. Oggi le opportunit di socializzazione sono molto pi ampie rispetto al passato. Lidentit noi si somma allidentit io. Individualismo, unicit,identit,socialit sono gli aspetti con cui ci confrontiamo nellarco della vita. Siamo esseri sia individuali che sociali. AUTORI IMPORTANTI: FREUD: Ambito psicologico(pulsioni erotiche) MEAD: Ambito filosofico(importanza del gioco) PIAGET:Ambito filosofico/psicologico(stadi di sviluppo) SOCIALIZZAZIONE ANTICIPATA DI ROBERT MERTON Egli preferisce, differenza di Parsons, formulare teorie di medio raggio, che riescano ad essere flessibili ai cambiamenti,che non si ritengano universali. Durante la vita ognuno di noi pu avere occasioni per svolgere questa socializzazione anticipatoria, pu fare cio esperienze anticipate che
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permettono di acquisire costumi di quel gruppo a cui si legher. Dietro a questa socializzazione anticipata c la volont di conformismo.

CAPITOLO 3: INTERAZIONE SOCIALE


GOFFMANN parla di: DISATTENZIONE CIVILE: si manifesta quando due passanti si scambiano unocchiata e, avvicinandosi, distolgono lo sguardo per non sembrare invadenti. INTERAZIONE NON FOCALIZZATA: regolata dalla disattenzione civile, avviene con i gesti. INTERAZIONE FOCALIZZATA:quando avviene le persone hanno deciso di aprire gli incontri; ci deve essere unattenzione specifica ad una comunicazione verbale. Goffamnn afferma che nella nostra esperienza quotidiana affrontiamo pi interazioni non focalizzate che le altre. INTERAZIONE STRATEGICA: Goffmann,negli ultimi anni della sua vita, propone una nuova teoria secondo cui ognuno di noi cerca di manipolare le situazioni a proprio vantaggio diventando scaltri, indisposti nel concedere agli altri. RIBALTA E RETROSCENA: la vita sociale divisa in queste due parti che gli individui/attori interpretano. Ogni attore ricopre un ruolo che corrisponde alle aspettative che la societ richiede ad ognuno di noi. Ovviamente ciascuno ha diversi ruoli anche sovrapposti; e con lo sviluppo della societ essi aumentano provocando uno stress nell individuo. RIBALTA: luogo della rappresentazione dove lindividuo rappresenta il ruolo, dove interagisce direttamente con gli altri; RETROSCENA: ha a che fare con la dimensione privata della vita. Lindividuo si riposa, si rinfranca, si libera dello stress che riguarda la dimensione della ribalta e si prepara alle prossime interazioni.

Le situazioni di ribalta oggi aumentano sempre di pi, tanto che accade che lindividuo non pi solo nemmeno nei momenti di retroscena. Uno stesso luogo pu essere, in momenti diversi, di ribalta o di retroscena. GARFINKEL: molto influenzato da Goffman, si concentra di pi sulla comunicazione verbale, sugli scambi linguistici; per studiarli realizza molte ricerche empiriche. Egli afferma che nellinterazione le persone si trovano a dare per scontato parole che non possono realmente essere esplicitate per non rendere il discorso troppo lungo: ci sono quindi delle norme tacite, gli etnometodi. Da ci si deduce che: la maggior parte delle volte i discorsi hanno bisogno di sintesi; gli scambi verbali devono essere studiati sempre in un determinato contesto,essendo noti solo alle persone coinvolte nella comunicazione;

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CAPITOLO 4: IL GENERE
SESSO: Il termine si riferisce alle differenze biologiche tra un maschio e una femmina. GENERE: concerne le differenze psicologiche, culturali e sociali tra maschi e femmine. SOCIALIZZAZIONE DI GENERE: apprendimento dei ruoli di genere, dei comportamenti maschili o femminili attraverso agenti sociali(famiglia, scuola, media,). Le differenze di genere da cui derivano i ruoli non sono biologicamente determinati, ma sono un prodotto culturale. Gli agenti della socializzazione di genere contribuiscono al mantenimento dellordine sociale, sovrintendendo ad unefficace socializzazione delle nuove generazioni. TEORIE SULLA COSTRUZIONE SOCIALE DEL GENERE FREUD: parla del senso di privazione nella figura femminile che si sente squalificata rispetto a quella maschile; CHODOROW: la privazione riguarda pi la figura maschile costretta ad un distaccamento dalla figura materna, con la negazione degli affetti; PARSONS: parla di unidentit di genere maschile e una di genere femminile: uomo ruolo strumentale donna ruolo affettivo BOWLBY: la figura materna assume grande importanza perch dalla sua presenza o meno dipender la capacit di socializzazione dei figli; FEMMINISMO LIBERALE: cercano di dare spazio alla figura femminile lavorando allinterno del sistema esistente per riformarlo in maniera graduale. FEMMINISMO RADICALE: teoria pi estrema secondo cui gli uomini sfruttano le donne; critica il modello patriarcale che si fonda sul dominio delle donne, sulle politiche di discriminazione nei loro confronti che non permettono una loro ascesa al potere. Propongono come soluzione per emancipazione labolizione delle famiglie e un maggiore interesse allambito lavorativo. CONNELL: LORDINE DI GENERE insieme di pratiche umane e relazioni sociale che definiscono le forme della maschilit e della femminilit. Egli individua tre dimensioni che costituiscono lordine di genere nella loro interazione: LAVORO divisione delle attivit POTERE relazioni basate sullautorit, sulla violenza CATESSI dinamica dei rapporti intimi, affettivi Nelle societ capitalistiche occidentali lordine di genere di tipo patriarcale. LA GERARCHIA DI GENERE esistono diverse espressioni di maschilit e femminilit: Maschilit egemone: uomini che dominano sia gli altri uomini che le donne. Questo tipo di uomo sceglier una donna con una femminilit enfatizzata;

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Femminilit enfatizzata: donna condiscendente che cerca un uomo di potere; questa disponibilit di tipo sessuale nelle donne giovani, di tipo familiare in quelle adulte; Maschilit omosessuale: ripudiata dalla maschilit egemone; Femminilit resistenti: rifiutano laltro modello; vi sono le femministe, le lesbiche,le single, le streghe. Sono le donne ignorate dalla storia.

CAPITOLO 5 Famiglie
PREMESSA Un aspetto quotidiano della nostra epoca ormai la grande variet dei tipi di famiglia oltre alla tradizionale: monoparentali (con un solo genitore), ricostituite (che si formano dopo un nuovo matrimonio o attraverso una nuova relazione che coinvolge i figli di unioni precedenti). CONCETTI FONDAMENTALI Una famiglia un gruppo di persone direttamente legate da rapporti di parentela, allinterno della quale i membri adulti hanno la responsabilit di allevare i bambini. I legami di parentela sono rapporti fondati sulla discendenza tra consanguinei (nonni, genitori, figli ecc.) o sul matrimonio. Il matrimonio pu essere definito come lunione sessuale socialmente riconosciuta e approvata tra due individui adulti. Quando due persone si sposano, stabiliscono tra loro un legame di parentela. Attraverso il matrimonio, i genitori, i fratelli, le sorelle e tutti i consanguinei di ciascuno dei due coniugi diventano parenti dellaltro. Quando due adulti vivono sotto uno stesso tetto con i propri figli naturali o adottivi costituiscono la famiglia nucleare. Se insieme alla coppia e ai suoi figli vivono sotto lo9 stesso tetto anche parenti prossimi (nonni, fratelli, zii e nipoti) si parla di famiglia estesa. Nelle societ occidentali il matrimonio associato alla monogamia, per cui illegale per gli uomini e per le donne essere sposati con pi di un individuo alla volta. Poligamia: possibilit di sposarsi pi di un partner contemporaneamente. Poliginia: che permette alluomo di sposarsi con pi di una moglie alla volta. Poliandria: (molto meno comune) che permette alla moglie di avere contemporaneamente due e pi mariti. La seconda met del ventesimo secolo ha visto progressivamente erodersi la prevalenza della famiglia nucleare tradizionale. Per queste ragioni sembra pi corretto parlare di famiglie. INTERPRETAZIONI TEORICHE DELLA FAMIGLIE Approcci funzionalisti La famiglia svolge compiti importanti che contribuiscono a soddisfare i bisogni fondamentali della societ e a preservare lordine sociale. Con lavvento dellindustrializzazione, la famiglia ha perso

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importanza come unit di produzione economica e si concentrata sulla riproduzione, leducazione e la socializzazione della prole. Secondo il sociologo americano Talcott PARSONS, le due principali funzioni della famiglia sono: la socializzazione primaria il processo attraverso cui i bambini apprendono le norme culturali della societ in cui nascono la stabilizzazione della personalit si riferisce al ruolo svolto dalla famiglia nel fornire supporto emotivo ai suoi membri adulti. In passato, secondo Parsons, allinterno della famiglia il marito assumeva il ruolo strumentale di male breadwinner, mentre la moglie sosteneva il ruolo affettivo nel contesto domestico. Oggi la concezione della famiglia propugnata da Parsons inadeguata e antiquata. I teorici funzionalisti sottovalutano il ruolo svolto nella socializzazione dei bambini da altre istituzioni sociali, come i mezzi di comunicazione e la scuola. Approcci femministi Il femminismo ha avuto un impatto notevole sulla sociologia, contestando la visione della famiglia come regno dellarmonia e delluguaglianza. Il femminismo riuscito a spostare lattenzione allinterno delle famiglie, per esaminare le esperienze delle donne nella sfera domestica cercando di mostrare gli squilibri di potere e le disparit di vantaggi al suo interno. Le femministe hanno richiamato lattenzione su: la divisione domestica del lavoro. Col passare del tempo le famiglie starebbero diventando pi egualitarie nella distribuzione di ruoli e responsabilit anche se sulle donne continua a gravare la maggior parte dei lavori domestici la disuguaglianza dei rapporti di potere nelle famiglie. I maltrattamenti, gli stupri coniugali, lincesto e gli abusi ai danni dei bambini sono stati fenomeni a lungo ignorati sia in ambito accademico che giudiziario le attivit di cura. Le donne tendono non solo a farsi carico dei lavori domestici e la cura dei figli, ma investono anche molte energie emotive nei rapporti personali.

Nuove prospettive in sociologia della famiglia Per Ulrich BECK e Elisabeth BECK-GERNSHEIM, due studiosi che sono anche marito e moglie, la nostra epoca caratterizzata da una continua collisione di interessi tra la famiglia, il lavoro, lamore e la libert di perseguire obiettivi individuali. Le coppie moderne si trovano ad affrontare unampia gamma di problemi, da quelli pratici a quelli pi profondi. Non sorprende, pertanto, che gli antagonismi tra uomini e donne siano in crescita: la battaglia tra i sessi la questione centrale del nostro tempo. MATRIMONIO E DIVORZIO IN OCCIDENTE Per molti secoli, in Occidente, il matrimonio stato considerato praticamente indissolubile. Il
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divorzio veniva concesso solo in un numero molto limitato di casi, come la mancata consumazione del matrimonio. In seguito, uno dei coniugi, per ottenere il divorzio, doveva accusare laltro ad esempio di crudelt, abbandono del tetto coniugale o adulterio. Oggi il matrimonio pu essere sciolto anche senza colpa di uno dei coniugi, ma basta che la convivenza sia diventata intollerabile e pu essere chiesto da entrambi i coniugi, non solo da quello incolpevole. A partire dalla met degli anni Sessanta del secolo scorso, la quota di matrimoni che si concludono nellaula di un tribunale cresciuta rapidamente. Ma il tasso di divorzio non ovviamente un indice fedele dellinfelicit coniugale. Esso non tiene conto delle coppie separate di fatto ma non divorziate legalmente. Oggi il matrimonio non ha pi molte connessioni con la trasmissione di ricchezza e status tra generazioni ed ha perso quegli aspetti di partnership economica che aveva in passato per la diffusione di una maggiore prosperit. Ma lincremento del tasso di divorzio non sembra indicare una crisi profonda del matrimonio come tale, quanto piuttosto la crescente volont di renderlo un rapporto fecondo e soddisfacente. Le famiglie monoparentali Le famiglie monoparentali sono divenute sempre pi comuni rette, in maggioranza, da donne. Quello di genitore solo tende ad essere uno status mutevole in cui si entra e si esce in una molteplicit di modi: vedovanza separazione divorzio madri mai sposate di cui quelle che lo hanno scelto deliberatamente sono una minoranza

Le seconde nozze Si designano come seconde nozze tutti i matrimoni successivi al primo. In termini statistici: chi gi stato sposato e divorziato ha maggiori probabilit di accedere al matrimonio rispetto a chi, negli stessi gruppi di et, deve ancora sposarsi per la prima volta in tutte le fasce di et gli uomini divorziati hanno pi probabilit di risposarsi che le donne divorziate le seconde nozze hanno meno successo delle prime. Infatti tra le coppie risposate si registrano percentuali di divorzio superiori a quelle che si riscontrano tra le coppie sposate in prime nozze.

Le famiglie ricostituite Lespressione famiglie ricostituite si riferisce a quelle famiglie in cui almeno uno degli adulti ha figli nati da un precedente matrimonio o relazione in cui in genere devono essere affrontate alcune difficolt tipiche.
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In primo luogo c sempre un genitore naturale la cui influenza sul bambino o i bambini rimane probabilmente forte. In secondo luogo i rapporti di collaborazione tra divorziati entrano spesso in tensione quando uno dei due o entrambi si risposano. In terzo luogo nelle famiglie ricostituite confluiscono bambini provenienti da ambienti diversi, che possono avere aspettative divergenti sul comportamento da tenere nellambito familiare. Allinterno delle famiglie ricostituite si sviluppano rapporti di parentela che sono nuovi per le societ occidentali moderne. Alcuni autori hanno parlato a questo proposito di famiglie binucleari. Mentre il matrimonio viene spezzato dal divorzio, infatti, la famiglia nel suo complesso non segue lo stesso destino. Specialmente quando vi sono dei bambini, molti dei legami persistono nonostante la costruzione di nuovi rapporti familiari da parte dei genitori che si risposano. Il padre assente Il periodo compreso tra la fine degli anni Trenta e gli anni Settanta del secolo scorso viene talvolta chiamato epoca del padre assente. Prima a causa delle guerre poi perch la maggior parte delle donne si dedicava alla casa e alla cura dei figli, il padre era colui che manteneva la famiglia, di conseguenza stava fuori casa tutto il giorno e vedeva i figli solo la sera e nei fine settimana. Con laumento dei tassi di divorzio, la formula del padre assente designa quei padri che, in conseguenza appunto del divorzio hanno un legame solo sporadico coi propri figli. I sociologi hanno indicato nella crescente quota di famiglie caratterizzate dallassenza del padre lorigine di numerosi problemi sociali: i ragazzi che crescono senza padre dovranno lottare per diventare a propria volta bravi genitori. Francis FUKUYAMA individua le radici della grande crisi familiare nei livelli crescenti di occupazione femminile, non perch le donne trascurano i figli ma perch gli uomini percepiscono le donne come pi indipendenti capaci di occuparsi dei figli in modo autosufficiente e quindi spinti paradossalmente a non assumersi le proprie responsabilit. Il declino della fecondit Il declino di massa della fecondit (cio una diminuzione del 10% senza riprese successive) cominciato in Francia allinizio dellOttocento e in altri paesi dellEuropa centro-settentrionale fra il 1880 e il 1900. Dopo un breve periodo di crescita subito dopo la prima guerra mondiale e nel ventennio successivo alla seconda, il tasso di fecondit, cio il numero medio di figli per donna, sceso sensibilmente in tutta Europa molto al di sotto della soglia critica di 2,1 figli per donna, cio quel livello di rimpiazzo delle generazioni che assicura nascite/morti e la crescita zero della popolazione. Inoltre in questo periodo ha avuto luogo anche un processo di convergenza fra i tassi di fecondit dei vari paesi europei. LE ALTERNATIVE AL MATRIMONIO
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La convivenza La convivenza, cio il rapporto tra due persone legate sessualmente che vivono insieme senza essere sposate, diventata sempre pi diffusa nelle societ occidentali. Viene scelta o come alternativa al matrimonio o una fase sperimentale prima del matrimonio stesso. I giovani che vivono insieme prevedono quasi sempre di sposarsi in futuro anche se non con lattuale partner. Il matrimonio, comunque, continua ad essere pi stabile della convivenza: le coppie conviventi tendono a separarsi molto pi frequentemente di quelle sposate. Le famiglie omosessuali Molti uomini e donne omosessuali vivono oggi stabili rapporti di coppia senza che venga riconosciuto loro uno status giuridico. In molti paesi occidentali (Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Ungheria, Lussemburgo e tutti i paesi scandinavi) sono riconosciute le unioni civili o patti civili di solidariet (Pacs) con lestensione di alcune prerogative tradizionali delle coppie sposate alle coppie di fatto tra cui quelle omosessuali (diritto alleredit, reversibilit della pensione, subentro nei contratti e nelle licenze). In Olanda, Belgio e Spagna il matrimonio stato esteso anche alle coppie omosessuali. I sociologi hanno individuato alcune caratteristiche significative nelle coppie omosessuali: in primo luogo c una maggiore uguaglianza tra i partner in secondo luogo c una pi ampia negoziazione dei meccanismi interni che regolano il rapporto da cui deriva una pi equa spartizione delle responsabilit

VIOLENZA E ABUSO NELLA VITA FAMILIARE La violenza domestica

Si pu definire la violenza domestica come il maltrattamento fisico esercitato da un membro della famiglia contro un altro o altri suoi membri. In genere le vittime sono i bambini e le mogli. La violenza femminile pi contenuta ed episodica di quella maschile. Tuttavia, allinterno di una famiglia la violenza viene di fatto tollerata e addirittura approvata. Molte ricerche hanno dimostrato che una percentuale significativa di coppie ritiene che in alcune circostanze maltrattare fisicamente il proprio coniuge sia legittimo. In seguito allopera di gruppi femministi che organizzavano centri-rifugio per donne brutalizzate, questa forma di violenza non passa pi sotto silenzio come in passato. Labuso sessuale sui minori e lincesto Labuso sessuale sui minori pu essere definito come latto sessuale di un adulto con persone di et inferiore a quella prevista per poter consentire legalmente a questo tipo di attivit. Lincesto designa un rapporto sessuale tra parenti prossimi, ma non sempre lincesto comporta labuso

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sessuale. Il rapporto tra fratello e sorella incestuoso ma non rientra nella definizione di abuso (a meno che uno dei due sia minorenne). Labuso sessuale sui minori si sta dimostrando una preoccupante consuetudine. Si verifica pi spesso nelle classi inferiori ma presente a tutti i livelli della gerarchia sociale come pure nelle istituzioni (scuole, collegi, riformatori). In molti casi si registra luso della forza o la sua minaccia, in altri ladulto non ricorre alla forza ma fa leva sulla dipendenza psicologica. Labuso sessuale sui minori pu avere conseguenze a lungo termine. Gli studi condotti sulle prostitute, i giovani delinquenti, gli adolescenti scappati di casa e i consumatori di droghe dimostrano che unalta percentuale di loro ha alle spalle una storia di abusi sessuali.

CAPITOLO 6 - DEVIANZA E CRIMINALITA


La vita sociale regolata da norme rafforzate da sanzioni positive, se ricompensano chi rispetta la norma o negative se puniscono chi non la rispetta, formali, se applicate da specifiche istituzioni con tale compito o informali se sono spontanee e meno organizzate come le manifestazioni di disapprovazione. Chi non rispetta una norma detto deviante. La devianza, la non conformit a una o pi norme accettate dalla maggior parte della collettivit; se essa riguarda un gruppo sociale detta subcultura deviante. un concetto ampio; i sociologi della devianza studiano il perch certe manifestazioni sono considerate devianti e come tale concetto viene applicato in modo diverso ai membri della societ. La criminalit invece una sottocategoria della devianza e si occupa dei comportamenti che violano le leggi; la criminologia in particolare si riferisce ai reati, cio ai comportamenti sanzionati dal codice penale; la sociologia della devianza indaga comportamenti di non conformit che possono esulare il limite del codice penale. Questi sociologi indagano sul perch certi comportamenti vengono considerati devianti e come lapplicazione di tal concetto sia eseguita disugualmente sui membri della societ. Nello studio della devianza continuano a rimanere rilevanti alcuni filoni interpretativi. TEORIE SULLA DEVIANZA - Teorie biologiche: le pi antiche. Ricercano le cause della devianza in fattori biologici ereditari. (Lombroso, Cowen (i tipi criminali potevano identificarsi da certe caratteristiche anatomiche; la socializzazione pu influire sul loro miglioramento, ma si tratta perlopi di esseri umani degradati o minorati), W. A. Sheldon (struttura fisica rivelatrice di delinquenza: soggetti Mesomorfi (muscolosi e attivi: possibili criminali), Ectomorfi (magri) e Endomorfi (grassi). - Teorie psicologiche: Si rifanno alle teorie freudiane. Eysenck sugger che gli stati mentali anormali sono ereditari e che predispongono un individuo a delinquere. Causa della devianza in conflitti non risolti, processi didentificazione, meccanismi reattivi, ecc. verificatisi in particolari situazioni dellinfanzia e delladolescenza. Le cause, quindi, sarebbero debolezza di carattere e degenerazione morale. da ci emerge, come credono molti studiosi, che il concetto di psicopatia spesso accompagni quello di devianza; infatti, gli psicopatici sono una minoranza di individui che reagiscono dimpulso e raramente sentono senso di colpa; a volte traggono piacere dalla violenza.
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TEORIE FUNZIONALISTE - Teorie dellanomia: Le teorie funzionaliste reputano la devianza e la criminalit come lesito di tensioni strutturali e dellinsufficiente regolazione morale nella societ. Per Durkheim nelle societ moderne valori e norme tradizionali vengono meno senza essere sostituiti da nuovi punti di riferimento normativi; per il filosofo la devianza dunque un fatto sociale inevitabile poich nessuna societ pu raggiungere consenso totale su norme e valori. E anche necessaria per la societ, svolgendo due importanti funzioni: adattiva perch introduce nuove idee e sfide, agendo come forza innovatrice; incoraggia la definizione di confini, rafforzando la solidariet di gruppo. Robert Merton, rielaborando il concetto Durkheimiano di anomia, nella sua teoria della tensione spiega come i valori generalmente accettati del successo materiale, entrano in conflitto con i mezzi istituzionalizzati previsti per il loro raggiungimento (norme vs realt sociale). Il soggetto, pur condividendo valori e fini della societ, non sempre ha i mezzi per perseguirli; si crea allora una spaccatura tra individuo e sistema culturale. Ci sono cinque possibili reazioni: 1) Conformit (accettazione delle mete culturali e dei mezzi previsti dalla societ per raggiungerle (yuppies); 2) Innovazione (adesione del soggetto alle mete indicate dalla societ, ma non ai mezzi prescritti (chi ruba, imbroglia, ecc.); 3) Ritualismo (Soggetto che rinuncia alle mete ma rimane fedele alle norme sui mezzi (burocrate ossessionato da procedure prive di significato); 4) Rinuncia (il soggetto non segue pi i fini e i mezzi indicati dalla societ (barboni, alcolizzati, tossicodipendenti, ecc.); 5) Ribellione (reazione di soggetti che rifiutano mete e mezzi proposti dalla societ e li sostituiscono con altri (hippy, gruppi politici, ecc.). - Teorie delle subculture: Secondo Cohen e Nisbet la disomogeneit culturale presente nella societ (metropoli occidentali) provocherebbe delle difficolt nella trasmissione dei comportamenti approvati dalla societ. In pratica, partono dagli studi di Merton, ma se ne differenziano perch le risposte alla tensione fra meta culturale e mezzi posseduti non sono individuali, ma mediate dai gruppi sociali (i ragazzi dei ceti operai pi poveri, insoddisfatti della loro condizione, tendono ad organizzarsi in subculture delinquenziali). TEORIE INTERAZIONISTE Deviante ci che viene definito tale: questi studiosi ne cercano il perch, concependo dunque la devianza come fenomeno socialmente costruito 1) Devianza appresa. SUTHERLAND Spiega la devianza in termini di associazione differenziale: in una societ con molte subculture, alcuni gruppi possono sviluppare al loro interno regole devianti con sanzioni positive o negative. Gli individui diventano deviati associandosi ad altri che sono portatori di norme criminali. 2) Teoria delletichettamento labeling theory: Si fonda sullanalisi di Howard Beker secondo il quale nessun comportamento deviante, ma lo diviene nel momento in cui esso viene definito tale. Un individuo diviene deviato dopo essere stato etichettato come tale. Letichettamento dovuto in primo luogo a coloro che rappresentano le forze della legge e dellordine, quindi le
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etichette esprimono la struttura di potere della societ. Il comportamento deviante quindi quello cos etichettato, grande influenza su ci hanno per labbigliamento, il paese dorigine, il modo di parlare Edwin Lemert sostiene che accanto alla devianza primaria (latto di trasgressione, che rimane spesso marginale) vada considerata la devianza secondaria, ossia lassunzione della definizione di s come deviante da parte del soggetto, ovvero come reazione allo stigma ricevuto e alle punizioni subite. (LO STIGMA: attributo che declassa una persona da completa a persona segnata, screditata. Da questa premessa si praticano diverse specie di discriminazione.) Teorie del conflitto Origini marxiste. Considera la devianza una scelta deliberata e spesso di natura politica. La scelta sarebbe effettuata per ribellione alle diseguaglianze del sistema capitalistico, quindi i comportamenti devianti sarebbero azioni politiche che mettono in discussione lordine sociale. - il nuovo realismo di sinistra: nuovo filone di studi criminologici nato negli anni Ottanta. Sempre di stampo neomarxista, prendeva le distanze dagli idealisti di sinistra, accusati di ammantare la devianza di romanticismo, dando poca importanza ai timori che la delinquenza suscitava in gran parte dellopinione pubblica. Per loro, la criminologia deve impegnarsi pi seriamente sui problemi concreti della criminalit e della politica sociale, anzich trattarli in astratto. Attraverso i risultati degli studi sulla vittimizzazione giungono alla conclusione che, riprendendo la riflessione sulle subculture criminali, esse non nascono dalla povert ma dalla mancanza di inserimento sociale. IL CONTROLLO SOCIALE Queste teorie si interessano poco delle motivazioni che portano lindividuo a delinquere, e postulano che il reato si verifichi in conseguenza di uno squilibrio tra limpulso criminale e il controllo sociale o fisico che dovrebbe fermarlo.

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Per

accertare lestensione della criminalit, e le sue forme si pu iniziare dalle statistiche ufficiali, che si basano sul tasso di criminalit, cio il rapporto tra il numero di reati commessi e la popolazione. Molti criminologi tuttavia hanno messo in evidenza come queste statistiche siano inaffidabili, in quanto non si pu valutare il metodo con cui esse sono state prodotte. Il limite dovuto al fatto che esse tengono conto solo dei reati effettivamente registrati dalla polizia, quando la maggior parte dei reati non viene segnalata. Inoltre, la parzialit delle denunce (dovuta alla scetticit della polizia in proposito ad una denuncia fatta) e delle registrazioni (la vittima pu non presentare formale denuncia) rende le statistiche ufficiale poco valide. Per ovviare a tale problema si pu porre in essere studi sulla vittimizzazione, chiedendo ad un campione di intervistati se in un dato periodo sono stati preda di reati. Anche questi tuttavia hanno un margine derrore ( se le interviste si svolgono a domicilio, difficile che la vittima segnali violenza domestica in presenza del responsabile). Secondo altri teorici del controllo, laumento dei reati deriva dallaumento delle occasioni e dei possibili bersagli di attivit criminose. Il consumismo e il benessere hanno aumentato i bersagli. Per limitarne le opportunit alcuni recenti politiche hanno attuato sistemi come la protezione del bersaglio: anzich cambiare i delinquenti, sostengono, meglio prendere misure pratiche per limitarne lazione. Oppure una strategia la ricostruzione del senso di comunit; secondo la teoria della finestra rotta c un rapporto diretto tra manifestazioni di degrado e insorgenza della criminalit: se in un quartiere si lascia anche una sola finestra rotta, non riparata, si fa capire ai delinquenti che nessuno si occupa della difesa di quella comunit. Qui entra in gioco il poliziotto di

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quartiere che dovrebbe lavorare a stretto contatto con i cittadini utilizzando la collaborazione, la persuasione e la consulenza. Su questo solco sinserisce anche la strategia della tolleranza zero, che si applica alla piccola criminalit (vagabondaggio, vandalismo, ubriachezza) per trovare risultati anche sulla grande criminalit. Applicata a New York, questa teoria ha avuto grande successo concreto. Rovescio della medaglia: si lascia alla polizia il compito di individuare i portatori di disordine sociale. Infatti, con la diminuzione dei reati minori si avuto un aumento delle denunce per abuso e maltrattamenti da parte della polizia. I reati sono stati per lungo tempo un fattore prevalentemente maschile. Secondo Pollak certi delitti commessi dalle donne tendono a non essere denunciati. Poich esse fanno prevalentemente una vita domestica, i loro reati dovrebbero dunque esplicarsi nella sfera familiare. Le donne, per lo studioso, hanno uninclinazione naturale allinganno e sono molto abili nel nascondere i loro reati. Inoltre, i delinquenti femminili vengono trattati con maggiore clemenza dalla polizia, avulsa da un sentimento cavalleresco. Tesi senza fondamento scientifico basata su stereotipi. Francis Heidensohn, femminista, sostiene che le donne sono trattate con maggiore durezza quando sono accusate dinfrazioni ai canoni della sessualit femminile. Ne emerge una variante della doppia morale sessuale allinterno del sistema penale: mentre la violenza maschile considerata naturale, i delitti femminili sono considerati come dovuti a squilibri psichici. Nonostante i numerosi studi, la reale entit e le razioni della differenza generica dei tassi di criminalit rimangono ancora da accertare. La differenza di socializzazione pare essere per al possibile risposta. Reati maschili: dovuti a crisi della maschilit, causata da disoccupazione e incertezza che non permettono alluomo di aspirare con fiducia alla sua posizione sociale tradizionale, ossia capo famiglia con una lunga carriera davanti. Soprattutto i giovani maschi ne sono vittima. Donne: reati contro le donne: stupro, violenza domestica e molestie sessuali. Omosessuali. Stigmatizzati e emarginati dalla societ, sono visti come vittime innocenti ma nel contempo come persone che si meritano la violenza. I loro rapporti devono rimanere nella sfera privata, chi viola questo assunto viene rimproverato perch si rende da solo vulnerabile alla violenza. Le manifestazioni pubbliche omosessuali causano un panico omofobo, visto in usa come provocazione, tanto da poter trasformare un omicidio volontario in preterintenzionale. Lespressione reati dei colletti bianchi, coniata da Sutherland, si riferisce alle azioni criminose commesse da coloro che appartengono ai settori pi benestanti della societ. Ci sono numerosi tipi di reati, tra i reati pi frequenti ci sono la frode fiscale, le vendite illegali, le truffe assicurative e
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immobiliari, linquinamento ambientale Tali reati, denominato reati aziendali poich commessi dalle imprese (soprattutto le pi grandi), sono molto diffusi e sono divisi in sei categorie: - amministrativi, irregolarit dei documenti, - ambientali, inquinamento, mancanza di autorizzazioni, - finanziari, evasione fiscale, pagamenti illegali, - occupazionali, lavoro e assunzioni irregolari, - produttivi, pericolosit dei prodotti, - commerciali, pubblicit ingannevole. Individuare le vittime non facile, come nel caso dei reati ambientali, che si manifestano solo quando ormai la situazione allestremo (catastrofi). Molto spesso accade che le vittime non si considerino tali, poich la distanza spazio-temporale fra vittima e carnefice non lo permette, o non da modo di capire come avere giustizia. Gli effetti, inoltre, sono ineguali, pesando di pi nella societ fra gli svantaggiati. Gli aspetti violenti in questo genere di reati sono meno visibili, ma altrettanto reali e addirittura a volte pi gravi che nei crimini comuni. La criminalit organizzata, come definizione, si applica a fenomeni che presentano molte caratteristiche delle normali attivit daffari, ma sono illegali. Comprende tutte quelle attivit come il contrabbando, il gioco dazzardo illegale, il traffico di droga e armi, la tratta dimmigrati, lo sfruttamento della prostituzione. Tradizionalmente essa si sviluppata in modi diversi, a seconda delle tradizioni culturali del luogo dorigine, ma col tempo divenuta un fenomeno transnazionale (Manuel Castells). Con lausilio della tecnologia informatica aumenta tale globalizzazione criminale: si stabiliscono le basi in paesi a basso rischio, come la Russia. Sono di difficile identificazione. Molto importanti sono, dunque, i reati informatici, commessi cio con laiuto della tecnologia informatica: - intercettazione abusiva di comunicazioni, - il terrorismo e il vandalismo elettronici, - luso abusivo di servizi, - la violazione del diritto dautore, - la pornografia - listigazione alla violenza, - le frodi telematiche, - reati connessi al trasferimento elettronico di denaro, - riciclaggio elettronico di denaro - associazione a delinquere elettronica. La cooperazione fra le forze di polizia dei vari Paesi pu migliorare la loro identificazione, ma a tuttoggi tali criminali hanno ampio margine di manovra.
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Il principio ispiratore del sistema carcerario il recupero dellindividuo, in modo che possa reinserirsi nella societ una volta rimesso in libert. Sono, in oltre, un importante deterrente al crimine. Ma questi obiettivi delle carceri si realizzano davvero? Spesso esse vengono chiamate universit del crimine. I detenuti oggi non vengono pi fisicamente maltrattati, ma subiscono comunque numerose privazioni: libert, reddito, compagnia di familiari ed amici, rapporti eterosessuali, propri vestiti e oggetti personali. Vivono spesso in posti sovraffollati, con rigorose misure disciplinari. Questo spesso apre una spaccatura fra societ e detenuto. Essi possono sviluppare una forma di risentimento verso i cittadini comuni, accettare la violenza come fatto normale, legare saldi rapporti con malviventi incalliti e tenerli anche una volta usciti, acquisire capacit criminali che prima non avevano. Il tasso di recidivit, ossia la percentuale di coloro che tornano nel mondo del crimine una volta usciti, molto alto. Alcuni ritengono che sia necessario il passaggio da una giustizia punitiva a una giustizia ripartiva, intesa cio a fare apprendere ai condannati la consapevolezza degli effetti del loro crimine. Invece che essere separati e protetti dalla societ, dovrebbero confrontarsi consapevolmente con essa, con lausilio di assistenti sociali o incontri di riconciliazione con le vittime. Anche se le prigioni non sembrano dunque adatte a riabilitare i detenuti, sembrano utili a distogliere altri dal commettere reati. Il dilemma non dunque risolto.

CAPITOLO 7 - ETNIA E RAZZA


uno dei concetti pi complessi della sociologia, le teorie relative ad esso nacquero tra la fine del 18sec e linizio del 19 nel periodo in cui lInghilterra e le altre nazioni europee si trasformavano in potenze imperiali che dominavano sui territori e sulle popolazioni che conquistavano. Il conte de Gobineau ritenuto il padre del razzismo moderno; egli credeva nellesistenza di 3 razze, la bianca (caucasica),dotata di intelligenza, moralit, la nera (negroide) caratterizzata da natura animalesca, mancanza di moralit e instabilit emotiva, e la gialla (mongoloide). Tali idee influenzarono lideologia nazista di Adolf Hitler, il Ku-Klux-Klan negli USA, i fautori dellapartheid in Sudafrica Il concetto di razza solo un costrutto ideologico: biologicamente non esistono razze(il nostro dna uguale per circa il 70% a quello di tutti gli esseri umani) ma solo differenze tra gruppi umani, dovute agli incroci tra popolazioni con culture diverse, che vengono usate come pretesto per atteggiamenti razzisti. In sociologia per razza sintende linsieme di relazioni sociali che permette di classificare gli individui o i gruppi sulla base delle loro caratteristiche biologiche (razzializzazione). Si tratta di differenze fisiche tra gli essere umani derivanti dagli incroci tra le popolazioni. I gruppi che formano la popolazione umana costituiscono un continuum. Le differenze nei geni allinterno di gruppi accomunati da alcune caratteristiche fisiche visibili sono pressoch identiche a quelle tra i vari gruppi. Le differenze razziali sono intese come variazioni fisiche scelte dai membri di una
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comunit o societ come etnicamente significative. Razzismo il pregiudizio basato su distinzioni fisiche socialmente significative. Razzista chi crede che lattribuzione di caratteristiche di superiorit o inferiorit a individui di una determinata razza abbia una sua spiegazione biologica. Etnia, per molti un elemento basilare dellidentit individuale e di gruppo,si riferisce alle particolarit culturali che caratterizzano una determinata comunit di persone. Tra le caratteristiche importanti sono: la lingua, labbigliamento, la storia, la stirpe, lalimentazione La caratteristica principale delle differenze etniche legata al fatto che esse sono totalmente apprese. I membri di una minoranza in genere sono svantaggiati rispetto a quelli di una maggioranza e condividono un senso di solidariet. Con il termine minoranza in sociologia sintende la posizione subordinata di un gruppo allinterno della societ; in genere si concentra in alcuni quartieri, citt o regioni di un paese e spesso i suoi componenti favoriscono lendogamia, cio il matrimonio allinterno del gruppo, proprio per preservare la propria identit culturale. PREGIUDIZIO e DISCRIMINAZIONE Pregiudiziopinioni o atteggiamenti dei membri di un dato gruppo verso gli appartenenti a un altro gruppo. Dati da possesso di opinioni preconcette su un individuo o un gruppo. Discriminazionecomportamento effettivo verso i componenti di un altro gruppo, che li escludono da opportunit riservate ad altri. Non dipende dal pregiudizio. Stereotipi e capri espiatoriil pregiudizio opera attraverso il pensiero stereotipico. La STEREOTIPIZZAZIONE legata al meccanismo psicologico del dislocamento. I sentimenti di ostilit o di rabbia sono diretti verso oggetti che non sono la reale fonte della tensione. Le persone scaricano la loro conflittualit su CAPRI ESPIATORI sui quali ricade la colpa di qualunque guaiocomuni in situazioni in cui i gruppi etnici deprivati entrano in competizione luno vs laltro per ottenere vantaggi economicimeccanismo utilizzato spesso contro gruppi dotati di caratteristiche distintive impotenti, e ne implica quello della PROIEZIONE, inconscia attribuzione ad altri di propri desideri o caratteristiche. Personalit autoritariaLo studioso Adorno identific un tipo di carattere che i ricercatori denominano personalit autoritaria. Tratti di personalit autoritaria derivano da un modello educativo nel quale i genitori non riescono a esprimere in modo diretto il loro amore ai figli e mantengono un certo distacco e disciplina nei rapporti famigliari. Questi individui affrontano rigidamente la realt, pensano per stereotipi e non accettano incoerenze. Per lo studio dei conflitti etnici, fondamentali sono i concetti di etnocentrismo, chiusura di gruppo e allocazione differenziale delle risorse. Letnocentrismo la tendenza a considerare la propria cultura come superiore a tutte e a giudicare le altre in relazione ad essa; tutte le societ considerano gli estranei come barbari, alieni, inferiori intellettualmente e moralmente. Attraverso studi su tale meccanismo,il filosofo Adorno ha compreso che i tratti della personalit autoritaria (fascista potenziale) derivano da un modello educativo in cui i genitori non riescono ad esprimere il proprio amore ai figli e si mantengono distaccati.
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La chiusura di gruppo, si riferisce ai processi tramite cui un gruppo preserva le distanze che lo separano dagli altri, utilizzando meccanismi di esclusione (limitazione del matrimonio tra membri di gruppi diversi, la restrizione delle relazioni economiche e sociali). Lallocazione differenziale delle risorse consiste in una distribuzione irregolare dei beni materiali, che porta i membri di un gruppo ad avere potere rispetto a quelli di un altro o altri. Esempio di conflitti etnici la pulizia etnica in Jugoslavia: lesclusione dalla Croazia dei serbi per mano dei croati e lespulsione di musulmani e albanesi dal Kosovo per mano dei serbi. ANTAGONISMO ETNICO Origine del razzismotra la fine del diciottesimo e linizio del diciannovesimo secolo abbiamo la nascita di teorie scientifiche sulle razze, a giustificazione del colonialismo emergente. Lopposizione tra bianco e nero come simboli culturali era profondamente radicata nella cultura europea. Bianco associato alla purezza e nero al male. Il conte Joseph de Gobineau, padre del moderno razzismo, sostenne lesistenza di tre razze: bianca (intelligenza, moralit e volont di potenza superiori alle altre), nera (meno dotati, natura animalesca per mancanza di moralit e instabilit emotiva) e gialla. Sta alla base delle idee di Hitler. Le razze non esistono. Le scienze sociali le studiano come variazioni fisiche prescelte come significative dai membri di una comunit o societ. Da un punto di vista sociologico, la razza un insieme di relazioni sociali che permette di classificare individui e gruppi assegnando loro attributi sulla base di caratteristiche biologiche. Il vecchio razzismo, dimpronta biologica, affiora raramente nella societ di oggi. Essi sono stati rimpiazzati da un pi sofisticato nuovo razzismo, o razzismo culturale, che sfrutta in concetto di diversit culturale per discriminare certi gruppi. Modelli dintegrazione etnica: I modelli dintegrazione adottati dalle societ multietniche odierne sono prevalentemente tre: assimilazione: prevede labbandono di usi e costumi tradizionali da parte degli immigrati per unadesione ai valori e alle norme della maggioranza. crogiuolo (melting pot): cerca di mescolare le due tradizioni in nuove forme capaci di rielaborare i modelli culturali esistenti. pluralismo culturale: promuove lo sviluppo di una societ pluralistica basata sul riconoscimento delleguale dignit delle diverse subculture.

I MOVIMENTI MIGRATORI

I movimenti migratori sono costituiti da due processi speculari: limmigrazione(persone che vengono) e lemigrazione(persone che vanno). Essi accentuano la diversit etnica e culturale di molte societ e contribuiscono a determinare la dinamica demografica, economica, sociale e politica.
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Quattro modelli migratori per descrivere i principali movimenti di popolazione a partire dal 1945: modello classico (Canada, Usa e Australia, paesi che costituiscono nazioni di immigrati. Cittadinanza a tutti.) modello coloniale (Francia e Gran Bretagna, favorisce limmigrazione dalle ex colonie piuttosto che da altri paesi) modello dei lavoratori ospiti (Germania, Svizzera e Belgio. Immigrazione temporanea spesso per rispondere alle richieste del mercato del lavoro, senza cittadinanza) modelli illegali (molto diffusi oggi)

A cosa sono dovuti i movimenti migratori? Fattori push: spinta; problemi interni al paese di origine che spingono allemigrazione. Fattori pull: attrazione; caratteristiche dei paesi che attirano gli emigrati. Oggi sostituiti, perch troppo semplicistici, dai fattori macro (situazione politica, leggi e regolamenti che disciplinano immigrazione e emigrazione, trasformazioni economiche internazionali) e fattori micro (risorse, competenze e conoscenze dei migranti). Nelle migrazioni sono state distinte, recentemente, quattro tendenze: accelerazione diversificazione globalizzazione femminilizzazione.

Un altro modo per studiare le migrazioni passa per lanalisi delle diaspore. Cohen adotta un approccio storico e identifica cinque categorie di diaspore a seconda delle forze propulsive che determinano la dispersione della popolazione: diaspora di vittime (africani, ebrei, armeni) diaspora imperiale (britannici) diaspora di lavoratori (indiani) diaspora di commercianti (cinesi) diaspora culturale (caraibici)

Nonostante questa diversit di forme, queste diaspore hanno elementi in comune: trasferimento da un luogo allaltro ricordo comune della patria dorigine forte senso di identit etnica forte senso di solidariet per i membri dello stesso gruppo tensione nei confronti della societ ospitante aumento del pluralismo delle societ ospiti.
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Nei primi due decenni del secondo dopoguerra, lEuropa ha assistito a migrazioni di vaste dimensioni. I paesi mediterranei prestavano a quelli del nord-ovest manodopera a buon mercato. I paesi ospitanti incoraggiavano tale diaspora lavorativa, mentre quelli ex-colonialisti ebbero a che fare con un gran numero dimmigrati provenienti dalle loro colonie (Francia, Olanda e Gran Bretagna). Con lesaurimento del boom economico tale immigrazione rallentata, ma dopo il crollo del muro di Berlino nell89 e la successiva caduta dellURSS DEL 91 si avuta in Europa unondata di nuove migrazioni contrassegnata da due eventi principali: apertura delle frontiere tra est e ovest, che favor il movimento migratorio intra europeo; - la guerra nella ex - Jugoslavia, con lesodo dei rifugiati nei Paesi Europei. I paesi del sud, come lItalia, che prima erano stati paesi demigrazione, divennero meta di immigrazione. Uno dei passi in direzione dellintegrazione europea consistito nella rimozione di molte barriere al libero movimento di merci, capitali e lavoratori. I cittadini dellUnione Europea hanno oggi il diritto di lavorare in ogni paese membro, fatto che favorisce le migrazioni intra europee. Una delle questioni pi pressanti invece limmigrazione da paesi extra Ue. I paesi che aderiscono agli accordi di Schengen (Ue, tranne Irlanda, Gb) concedono il libero ingresso ai paesi firmatari. Oggi, con le limitazioni dellimmigrazione lirregolarit e la clandestinit aumentano. Una possibilit dingresso rimane sempre il diritto di asilo. Laspirante a tale diritto una persona che chiede ospitalit in un paese straniero perch teme persecuzioni nel proprio paese dorigine. E un diritto universale, ma in molti paesi dellUnione le procedure di valutazione delle richieste sono controverse. Importante per LUe anche smascherare le finte domande dasilo, fatte da chi cerca in tutti i modi di entrare in una zona dove le condizioni di vita sono migliori che in quelle dorigine. Si sta costruendo, in ogni caso, sempre pi una societ cosmopolita, sfida cruciale della globalizzazione, e i sentimenti in merito vanno dallentusiasmo alla paura.

CAPITOLO 8: STRATIFICAZIONE
Significa parlare di societ stratificate. E difficile che possa esistere una societ non formata da disuguaglianze interne tra i gruppi sociali che la compongono, perfino tra le pi primitive. Le disuguaglianze non sono statiche ma si distinguono nel corso della storia:
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SCHIAVITU(Atene,Roma), che distingueva tra chi era libero e chi era posseduto da altri CASTA, associata pi che altro alle culture del sub-continente indiano CETO (societ medievale), ha a che fare con lacquisizione di titoli. Era formato da aristocrazia, clero e terzo stato. CLASSE la pi moderna. Vasto gruppo di individui che condivide lo stesso tipo di risorse economiche TEORIE DELLA STRATIFICAZIONE MARX parla di variabili: ascritte: ereditate dalla famiglia e dalla societ; acquisite: non ereditate ma possibili da acquisire. I capitalisti possono ottenerle la disuguaglianza di natura economica si viene a creare tra i capitalisti e il proletariato e resister fino a quando i proletari riusciranno a ribellarsi con un conflitto molto aspro. Egli parla di uno sfruttamento della classe operaia la quale, durante la giornata lavorativa, produce pi di quanto riceve. Tale plus valore viene preso dai capitalisti. Questo processo porta alla pauperizzazione del proletariato. WEBER: secondo lui non solo la disuguaglianza economica a suddividere gli individui in classe ma anche altri tre fattori: RISORSE CULTURALI (posizione di mercato): distingue tra capacit e qualificazioni; chi ne possiede di pi si trover in una posizione di mercato pi vantaggiosa. CETO(status): stile di vita, insieme di abitudini, in parte ereditate, in parte acquisite con listituzione. PARTITO: GRUPPO DI INDIVIDUI CAPACE DI AGIRE IN VISTA DI OBIETTIVI COMUNI. QUINDI Weber afferma che la disuguaglianza sociale dovuta sia dalleconomia che dalla cultura. MARX ANALIZZA LE AZIONI DEL GRUPPO SOCIALE WEBER ANALIZZA LE AZIONI DEL SINGOLO WRIGHT: complessifica la teoria marxiana. La disuguaglianza sociale dipende da 3 dimensioni di controllo delle risorse economiche (nel sistema di produzione del capitalismo moderno):
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CONTROLLO DEGLI INVESTIMENTI CONTROLLO DEI MEZZI FISICI DI PRODUZIONE CONTROLLO DELLA FORZA LAVORO I capitalisti godono di una maggior forza perch hanno la possibilit di controllare tutte e tre le dimensioni del sistema produttivo. PARWIN: I rapporti tra le classi sociali non sono statici; ogni classe mette in atto delle strategie di chiusura, mentre i membri al loro interno cercheranno di usurpare le classi sociali a cui non appartengono. La vita sociale un continuo movimento tra meccanismi di chiusura e usurpazione. Esistono vari tipi di mobilit: MOBILTA VERTICALE: -dal basso verso lalto per passare ad una classe superiore dallalto verso il basso un individuo retrocede perdendo in ricchezza MOBILITA ORIZZONTALE: movimento geografico. MOBILITA INTERGENERAZIONALE: dovuta al cambiamento di posizione socio- economica rispetto alla generazione precedente. MOBILITA INTRAGENERAZIONALE: cambiamenti di posizione socio-economica di un singolo individuo allinterno del suo arco di vita.

GOLDTHORPE: studia la mobilit sociale e il ruolo che ha listruzione nelle disuguaglianze. Egli divide la societ in: CLASSE DI SERVIZIO CLASSE INTERMEDIA CLASSE OPERAIA

Ad esse vengono applicati tipi di contratto diverso: alla prima contratti di servizio, alla seconda contratti ibridi, alla terza contratti di lavoro. -CONTRATTI DI SERVIZIO: prevedono non solo il salario ma anche possibilit di carriera; -CONTRATTI DI LAVORO: semplice scambio fra prestazione e salario;

CAPITOLO 9: LE ORGANIZZAZIONI
ORGANIZZAZIONE: associazione di individui che seguono condotte impersonali al fine di conseguire determinati obiettivi. E un fenomeno che nasce con lavvento della modernit, come conseguenza di avvenimenti economici e politici. Tende a regolare la vita dellindividuo. Essa pi formale rispetto al gruppo sebbene laddove c un gruppo sociale si possa pensare che ci sia unorganizzazione.
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TEORIE DELLORGANIZZAZIONE WEBER: organizzazioni come sistemi di coordinamento delle attivit umane. E importante che lorganizzazione abbia delle regole scritte. Egli delinea i tratti di un modello ideale, un tipo ideale di organizzazione a cui bisogna tendere. La burocrazia rappresenta la forma pura di organizzazione, tipica, secondo Weber, delle societ occidentali; laddove essa non sia presente necessario svilupparla. Oggi tendiamo a dare della burocrazia unaccezione negativa. Weber tende a premiare la burocrazia perch essa riesce a rompere con il personalismo; questo per il fatto che formata da regole scritte, formali dunque, conosciute e condivise da tutti. Per Weber era importante limpersonalit. Lorganizzazione burocratica consiste in una gerarchia in cui vengono svolti compiti diversi, ed ognuno deve sottostare a quello subito superiore. Nella burocrazia: REGOLE SCRITTE governano la condotta del personale; FUNZIONARI STIPENDIATI espletano il loro lavoro; c una SEPARAZIONE TRA VITA DI LAVORO E VITA PRIVATA; a tutti i membri imposta la RINUNCIA AL POSSESSO DELLE RISOSRE MATERIALI con cui operano;

Per Weber lorganizzazione burocratica quindi quella in cui si lavora meglio. Ma essa ha anche i suoi aspetti negativi; infatti nel processo di razionalizzazione che la burocrazia comporta, per cui la ragione diventa la variabile pi importante, ci possono essere problemi per luomo: Weber afferma che lindividuo arriver a vivere in una gabbia dacciaio, la stessa burocrazia, in cui le norme diventeranno sovrane rendendo lindividuo incapace di muoversi. Cosi Weber, per ovviare a questo pericolo, affianca al governo burocratico il potere di leader carismatici: essi hanno la capacit di rompere la dittatura della norma. La burocrazia entrata in crisi per il rischio di arrivare al ritualismo (vedi Merton). BLAU: analizza le relazioni formali ed informali dellorganizzazione burocratica, scoprendo che le seconde, quelle non definite da regole ma caratterizzate da procedure informali, rendono lindividuo maggiormente capace di responsabilit e di presa diniziativa. MERTON: lorganizzazione burocratica, essendo fondata su regole e procedure scritte, non rende lindividuo capace di prendere decisioni. In questo modo si arriva ad un ritualismo burocratico, una situazione in cui le regole formali sono difese ad ogni costo. FOUCAULT: afferma che larchitettura degli edifici che ospitano le organizzazioni direttamente connessa al loro sistema di autorit. Inoltre nota che le organizzazioni operano con un controllo del tempo e dello spazio, coordinando le attivit di un gran numero di persone. IL MODELLO GIAPPONESE: molto pi funzionale rispetto allorganizzazione burocratica poich stimola un senso di autonomia e coinvolgimento in tutti i dipendenti. Caratteristiche: processi decisionali dal basso verso lalto;
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minore specializzazione delle mansioni; sicurezza delloccupazione; lavoro di gruppo; integrazione tra lavoro e vita privata;

CAPITOLO 10: IL LAVORO


Da unidentit sociale. Con la rivoluzione industriale si assiste ad una suddivisione del lavoro; prima di essa sfera pubblica e familiare coincidevano( aziende familiari). Si studiato che il lavoro importante pi per la soddisfazione che per la remunerazione. Lavorare con gli altri significa avere relazioni sociali, e si visto che per i disoccupati pi difficile convivere con lirregolarit. ANALISI SUL LAVORO MARX: lavvento dellindustrializzazione comporta lalienazione dei lavoratori: nelle fabbriche perdono il controllo del proprio lavoro e sono costretti a compiti ripetitivi. Il lavoro diventa, cosi, semplice strumento di guadagno per vivere. DURKHEIM: da funzionalista pensa che la suddivisione del lavoro sia necessaria, e che la societ moderna sia tale proprio grazie a tale sistema. Per cui la specializzazione rafforza la solidariet sociale, determinando il passaggio da una solidariet meccanica, fondata sulluniformit, ad una solidariet organica, fondata sulle differenze. Questo perch gli individui vengono ad essere legati dalla reciproca dipendenza. Durkheim consapevole, tuttavia, che il cambiamento troppo rapido della societ pu portare alla perdita di punti di riferimento normativi: lanomia. Essa si supera tramite la variazione di associazioni sociali, le corporazioni, che si dovrebbero posizionare tra lo stato e lindividuo in modo da unirli. SMITH: approva la suddivisione del lavoro che aumenta notevolmente la produttivit. Tuttavia quando il lavoro si frantuma il singolo non pi padrone della propria attivit lavorativa; perci viene spodestato. TAYLOR: fonda il taylorismo, lorganizzazione scientifica del lavoro che comporta lo studio dettagliato dei processi industriali. Le tecniche tayloriste massimizzavano la produzione e incrementavano il livello di produttivit del lavoro. FORD: sviluppa il fordismo, il sistema della produzione di massa, con la catena di montaggio. Dagli inizi del 900 fino agli anni 70 si assiste a questo sistema produttivo di massa, mentre dopo questo periodo esso va incontro a problemi a causa della crisi economica che investe i paesi europei; a ci si aggiungono ragioni di tipo psicologico e sociale. Per questo motivo la produzione si diversifica, non pi di massa; si ascoltano molto di pi le esigenze del consumatore il quale,avendo meno da spendere,punta pi alla qualit che alla quantit. Il lavoro diventa meno

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sicuro tanto che esplode il fenomeno del lavoro flessibile, i contratti a tempo indeterminato vengono sostituiti. La flessibilit cela la precariet, presente tuttora nella nostra societ.

CAPITOLO 11 Potere e politica PREMESSA


Lo studio del potere di fondamentale importanza in sociologia in quanto un fenomeno pervasivo, onnipresente nelle relazioni sociali. POTERE E AUTORITA In termini generali, il potere la capacit do individui o gruppi di far valere la propia volont, anche contro le resistenze altrui. Tradizionalmente sono state distinte diverse forme di potere: il potere economico esercitato da coloro che possiedono beni materiali o risorse finanziarie il potere ideologico esercitato da coloro (intellettuali, predicatori, giornalisti) che sono in grado di influenzare le opinioni altrui il potere politico esercitato da chi detiene gli strumenti della forza fisica (nelle societ moderne lo stato). Lautorit una forma legittima di potere; ci significa che quanti sono soggetti allautorit ne riconoscono la fondatezza e acconsentono ad essa. IL CONCETTO DI STATO Uno stato consiste in un apparato politico (un parlamento o altre forme di assemblea, un governo, una pubblica amministrazione) che esercita su un determinato territorio il monopolio legittimo della forza fisica. Tutte le societ moderne sono stati-nazione, cio stati in cui la grande maggioranza della popolazione composta da cittadini che si considerano parte di una medesima nazione. Le loro principali caratteristiche sono assai diverse da quelle degli stati tradizionali: sovranit. I territori degli stati tradizionali erano sempre delimitati in modo impreciso e il potere centrale esercitava su di essi un controllo piuttosto debole. La sovranit aveva dunque sc arsa rilevanza; al contrario, tutti gli stati-nazione sono stati sovrani cittadinanza. Negli stati tradizionali la maggioranza della popolazione era priva di diritti ed estranea alla vita politica (ad eccezione delle classi dominanti), al contrario, la maggior parte degli individui che vivono dentro i confini di uno stato nazione costituita da cittadini che hanno gli stessi diritti e doveri nazionalismo. Gli stati-nazione sono associati alla nascita del nazionalismo, definibile come un insieme di simboli e credenze che esaltano il senso di appartenenza a una determinata comunit nazionale. Il nazionalismo ha fatto la sua comparsa solo con lo sviluppo dello stato moderno

TIPI DI REGIMI POLITICI

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Due sono le forme fondamentali di regime politico: la democrazia e lautoritarismo La democrazia La parola democrazia deriva dal termine greco demokratia composto da demos (popolo) e kratos (governo). Democrazia significa dunque governo del popolo e si distingue significativamente da quelli in cui a governare sono monarchi, tiranni, dittatori o aristocrazie. Il regime democratico ha assunto forme differenti a seconda delle diverse epoche storiche, delle diverse societ e delle diverse interpretazioni date al concetto. Il popolo, ad esempio, stato variamente identificato con i proprietari, gli uomini bianchi, gli uomini istruiti, i soli uomini, gli adulti. La democrazia ritenuta in generale il sistema politico che meglio di ogni altro in grado di assicurare luguaglianza politica, la protezione delle libert la difesa dellinteresse comune, il soddisfacimento dei bisogni, la promozione morale dellindividuo, lefficacia dei processi decisionali nellinteresse generale. Democrazia diretta. In una democrazia diretta (o partecipativa) le decisioni vengono prese insieme dai detentori dei diritti politici, come avveniva nellantica Grecia, ma nelle societ moderne non possibile che tutti partecipino attivamente a tutte le decisioni. Una forma di democrazia diretta che ancora sopravvive nelle democrazie moderne il referendum. Democrazia rappresentativa. La forma di democrazia oggi pi comune la democrazia rappresentativa, cio quel regime politico in cui le decisioni riguardanti una comunit sono prese non da tutti i suoi membri detentori dei diritti politici, bens da loro rappresentanti eletti a questo fine. Lautoritarismo Nei regimi autoritari la partecipazione popolare negata oppure fortemente limitata in quanto le esigenze e gli interessi dello stato hanno la precedenza su quelli del cittadino e dove non possibile il formarsi di una opposizione e la rimozione di un leader (come in Cina o in molti paesi arabi). DIFFUSIONE GLOBALE DELLA DEMOCRAZIA Alla met degli anni Settanta potevano considerarsi autoritari pi di due terzi dei regimi politici del mondo. Oggi quella percentuale si ridotta a meno di un terzo. La caduta del comunismo I regimi politici di tipo comunista erano presenti nellex Unione Sovietica e negli altri paesi dellEuropa orientale, oggi sopravvivono soltanto in Cina, in Corea del Nord, a Cuba e in pochi altri paesi. Essi sono sistemi monopartitici: esiste solo il partito comunista che esercita un potere incontrastato sullintera societ, controllando non solo il sistema politico ma anche quello economico e molte altre sfere sociali.

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In occidente pochi avevano previsto la formidabile catena di eventi innescatasi nel 1989 che port al crollo di un regime comunista dopo laltro attraverso una serie di rivoluzioni di velluto. Dalla caduta dellUnione Sovietica e la costituzione di repubbliche quali lUngheria, la Polonia, la Bulgaria, i processi di democratizzazione si sono diffusi in tutto il mondo; anche quegli stati dove ancora resiste il regime comunista, come la Cina, hanno dovuto coniugare lautoritarismo con una lenta apertura alleconomia di mercato in quanto la globalizzazione della democrazia continua a ritmo spedito in tutto il mondo. Laffermazione della democrazia La democrazia si dimostrata il regime politico migliore per diversi morivi: in primo luogo, la democrazia si accompagna di norma alleconomia di mercato che si dimostrata indiscutibilmente superiore alla pianificazione comunista come sistema di produzione della ricchezza in secondo luogo, la globalizzazione intensifica contatti e rapporti di ogni tipo al di l dei confini nazionali e stimola una maggiore partecipazione politica dei cittadini in molte aree del mondo in terzo luogo, la diffusione di nuovi mezzi di comunicazione, in particolare della televisione satellitare e di Internet, fa s che i governi non riescano a conservare il controllo delle informazioni cui attingono i cittadini, che fanno sempre pi resistenza alla propaganda di regime. Lo studioso americano Francis FUKUYAMA ha parlato di fine della storia in quanto la dissoluzione dellUnione Sovietica avrebbe segnato la completa sconfitta dellideologia marxista, il trionfo mondiale del capitalismo, la scomparsa di ogni possibile alternativa ad esso e luniversalizzazione della democrazia occidentale come forma di governo. Il paradosso della democrazia La democrazia sta incontrando quasi ovunque delle difficolt: il paradosso della democrazia ben strano: da un lato essa si sta diffondendo in tutto il mondo, dallaltro le societ dove le istituzioni democratiche sono pi antiche sono anche oggetto di una forte disillusione in quanto quote crescenti di popolazione sono insoddisfatte o indifferenti nei suoi confronti. Perch tanta insoddisfazione? Come ha osservato il sociologo americano Daniel BELL, i governi nazionali sono troppo piccoli per affrontare le grandi questio (la concorrenza economica mondiale, la distribuzione dellecosistema terreste) e troppo grandi per affrontare quelle piccole (i problemi locali). PARTITI E SISTEMI DI PARTITO NEI PAESI OCCIDENTALI Un partito politico pu essere definito come un organizzazione orientata alla conquista del potere politico; nel contesto democratico i partiti mirano al controllo legittimo del governo attraverso il processo elettorale. Esistono diversi sistemi di partito ma tendenzialmente i sistemi elettorali maggioritari (vince chi raccoglie pi voti) producono sistemi bipartici (o quantomeno bipolari) mentre i sistemi elettorali proporzionali (i seggi vengono distribuiti in ragione delle percentuali di voto ottenute) tendono a
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produrre sistemi multipartitici. E per improbabile che un singolo partito riesca ad ottenere la maggioranza; si formano cos governi di coalizione che possono produrre governi deboli e il continuo ricorso alle elezioni anticipate con lo scopo di ricalibrare i rapporti di forza tra partiti e coalizioni. Nei paesi europei occidentali esistono partiti di diversa origine. Alcuni si fondano sulla confessione religiosa, altri sullappartenenza etnica o linguistica. Alcuni rappresentano determinati interessi socio-economici, altri sono di ispirazione ambientalista. I grandi partiti di massa, tuttavia, sono ormai largamente pluralisti dal punto di vista culturale e interclassisti dal punto di vista sociale. IL CAMBIAMENTO POLITICO E SOCIALE Talvolta il cambiamento politico e sociale pu essere ottenuto solo attraverso il ricorso a forme non ortodosse di azione politica. Lesempio pi vistoso di azione politica non ortodossa la rivoluzione vale a dire il rovesciamento di un ordine politico attraverso unazione violenta di massa. Pi frequentemente lattivit politica non ortodossa pi comune quella dei movimenti sociali. Un movimento sociale definibile come unazione collettiva tesa a perseguire un interesse o un obiettivo comune attraverso iniziative esterne alle istituzioni. Essi sono una caratteristica del nostro mondo quanto le organizzazioni formali e burocratiche alle quali essi si oppongono. Globalizzazione e movimenti sociali Esistono movimenti sociali piccolissimi ma anche costituiti da milioni di persone. I movimenti sociali nascono spesso con lobiettivo dei provocare un cambiamento (movimenti di protesta); in contrapposizione possono sorgere contro-movimenti che difendono lo status quo (movimenti abortisti e antiabortisti). Spesso lazione dei movimenti sociali produce la modificazione di leggi o politiche. I movimenti sociali sono tra le forme pi potenti di azione collettiva (movimento americano per i diritti civili, movimento femminista, movimenti ambientalisti). I nuovi movimenti sociali. A partire dalla seconda met del secolo scorso si verificata una proliferazione di movimenti sociali in tutti i paesi del mondo. Sono spesso definiti nuovi movimenti sociali perch si ritiene che siano un prodotto specifico della societ tardo-moderna e che differiscono profondamente dalle forme di azione collettiva delle epoche precedenti. Tecnologia e movimenti sociali. Nellet dellinformazione diventato infatti possibile che questi nuovi movimenti sociali dispersi in tutto il mondo si coalizzino in enormi reti internazionali che, grazie alla comunicazione elettronica, hanno la capacit di rispondere immediatamente agli eventi, accedere a fonti di informazione, premere su multinazionali, su governi e organismi internazionali. Internet ha dimostrato la sua capacit di unire al di l di ogni frontiera fisica o culturale. A questo proposito si parlato di netwars, ovvero di conflitti internazionali generalizzati che hanno per

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oggetto non pi risorse o territori, come in passato, ma linformazione e la capacit di richiamare lattenzione dellopinione pubblica. I MOVIMENTI NAZIONALISTI Tra i pi importanti movimenti sociali del mondo contemporaneo vi sono quelli nazionalisti. La crescente interdipendenza dei paesi del mondo non ha comportato la fine del nazionalismo, anzi per certi versi lo ha rafforzato. Nazionalismo e societ moderna. Il principale teorico del nazionalismo forse Ernest GELLER secondo cui il nazionalismo e il concetto dio nazione erano sconosciuti alle societ tradizionali. Esso il prodotto della nuova societ di massa creata dallindustrialismo (a partire dalla fine del 1700) sia perch esso determina la necessit di un apparato statale molto pi efficace che in precedenza poich luniverso di riferimento non pi il villaggio locale ma una societ di massa, sia perch oggi listruzione generalizzata, basata su una lingua ufficiale insegnata nelle scuole, lo strumento principale attraverso il quale una societ di massa pu organizzarsi ed essere tenuta unit. La teoria di Geller non spiega per le passioni che il nazionalismo in grado di suscitare. La sua forza probabilmente collegata alla capacit di creare identit, qualcosa di cui gli individui non possono fare a meno. Le nazioni senza stato La presenza di etnie diverse da quella maggioritaria in uno stato nazionale pu produrre il fenomeno delle nazioni senza stato: il primo caso quello in cui lo stato nazionale riconosce le differenze culturali della minoranza etnica permettendo un certo grado di autonomia (Scozia e Galles in Gran Bretagna, Paesi Baschi e Catalogna in Spagna) il secondo caso quello di nazioni senza stato che godono di unautonomia maggiore (Quebec in Canada, Fiandre in Belgio) anche grazie alla struttura degli stati di cui fanno parte: Canada e Belgio sono stati federali) il terzo caso quello di nazioni senza stato il cui riconoscimento negato con la forza dagli stati nazionali ospitanti (Curdi in Turchia, SDiria, Iran e Iraq, >Palestinesi in Medio Oriente, ceceni in Russia, Tibetani in Cina)

Nazioni e nazionalismi nei paesi in via di sviluppo I paesi in via di sviluppo dellAfrica sono in gran parte ex colonie europee che hanno conquistato lindipendenza nella seconda met del ventesimo secolo. Molti confini tra paesi coloniali erano stati tracciati arbitrariamente dagli europei senza che fossero prese in considerazione le divisioni di carattere etnico. STATO NAZIONALE, IDENTITA NAZIONALE E GLOBALIZZAZIONE Mentre in alcune regioni dellAfrica nazioni e stati nazionali non sono ancora compiutamente sviluppati, in altri parti del mondo si parla di fine dello stato-nazione in seguito alla
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globalizzazione che spingerebbe sempre pi verso un mondo senza confini in cui lidentit nazionale sar sempre pi debole. Tuttavia non sarebbe esatto affermare che stiamo assistendo al tramonto dello stato nazionale. Per certi versi sta accadendo esattamente il contrario. Oggi ogni paese del mondo uno stato nazionale o aspira ad esserlo: lo stato nazionale divenuto unistituzione politica universale.

CAPITOLO 12 Mass media e comunicazione


PREMESSA Grazie alla globalizzazione e a Internet, da qualsiasi angolo del pianeta possibile accedere alle stesse notizie, agli stessi film, alla stessa musica e agli stessi programmi televisivi. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un processo di convergenza nella produzione, nella distribuzione e nel consumo di informazione. Al centro di questa rivoluzione delle comunicazioni c Internet. Internet minaccia di cancellare qualsiasi distinzione tra le forme tradizionali di comunicazione e di diventare lo strumento di informazione, intrattenimento, pubblicit e commercio per eccellenza. GIORNALI E TELEVISIONE I giornali. Gli antenati dei giornali sono i fogli di informazione stampati e diffusi nel Settecento. Soltanto a partire dal 1800 essi sono divenuti quotidiani con migliaia o milioni di lettori. A lungo i giornali furono il mezzo principale con cui le informazioni venivano trasmesse rapidamente a un pubblico di massa. La loro influenza scemata con lavvento della radio, del cionema e soprattutto della televisione. La comunicazione elettronica sembra in grado di ridurre ulteriormente la circolazione dei giornali. Le notizie oggi sono disponibili on-line e costantemente aggiornate durante il giorno. La televisione. La crescente influenza della televisione probabilmente il pi importante sviluppo verificatosi nel campo dei media nella seconda met del secolo scorso. Le cosiddette reti generaliste (che trasmettono in chiaro e sono quindi accessibili a tutti) sono state affiancate in anni pi recenti dalle reti ad accesso condizionato che trasmettono in codice, via satellite o via cavo (e sono accessibili solo su abbonamento). Satellite e cavo stanno trasformando quasi ovunque la natura della televisione: essi rendono sempre pi difficile ai governi il controllo dei contenuti televisivi. Le televisioni occidentali hanno probabilmente avuto la loro importanza nel preparare le condizioni che hanno portato alla caduta dei regimi comunisti in Europa orientale. Qualcosa di analogo sta avvenendo con Al Jazeera, la televisione satellitare del Qatar che viene seguita in molti paesi arabi. GLI EFFETTI DELLA TELEVISIONE Sono state condotte moltissime ricerche per cercare di valutare gli effetti dei programmi televisivi

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sulle persone e in particolare sui bambini per quanto riguarda la propensione alla violenza e alla criminalit. Televisione e violenza Tra i programmi televisivi, i telefilm si segnalano per il loro carattere estremamente violento ma quello che sorprende che nei programmi per bambini i livelli di violenza sono addirittura superiori: tra tutti i tipi di programmi televisivi sono i cartoni animati a contenere il numero maggiore di atti violenti. Occorre per specificare che nei telefilm polizieschi e in molti cartoni animati per bambini, alla rappresentazione della violenza fanno da sfondo temi di giustizia e castigo. Ne consegue che lintensit della violenza rappresentata non sollecita necessariamente comportamenti imitativi negli spettatori, i quali sono forse maggiormente influenzati dai temi morali di fondo. Anche i bambini molto piccoli, ad esempio, capiscono che la violenza rappresentata nei programmi della televisione non reale. I generi televisivi La televisione oggi funziona come un flusso in interrotto ma assai diversificato. Il palinsesto contiene solitamente parecchi programmi diversi tra loro. La nozione di genere televisivo utile per dare un senso alla natura apparentemente caotica della programmazione televisiva. I generi sono le categorie con cui sia i produttori sia gli spettatori classificano i diversi tipi di programma, distinguendo ad esempio tra telegiornali, telefilm, telenovele, talk show, telequiz.. ogni genere segue regole e convenzioni che lo caratterizzano e lo differenziano dagli altri in termini di ambientazione, personaggi, meccanismi narrativi. Le soap opera La caratteristica fondamentale del genere soap che richiede di essere seguito con assiduit. Il singolo episodio ha ben poco senso. Le soap presumono un plot noto allo spettatore assiduo, che acquista familiarit con personaggi, le loro personalit e le loro esperienze. I sociologi si sono divisi quando hanno cercato dispiegare la popolarit delle soap e la loro diffusione in tutto il mondo, non solo in Europa e in America, ma anche in Africa, Asia e America latina. Secondo alcuni esse rappresentano unevasione, soprattutto per le donne che trovano la propria vita opprimente e monotona. Ma assai pi plausibile lidea che le soap trattino in qualche modo aspetti universali della vita emotiva. Esse esplorano situazioni critiche che possono capitare a tutti e forse riescono ad aiutare alcuni telespettatori a riflettere creativamente su certe situazioni esistenziali. TEORIE DEI MEDIA Le prime teorie Tra i primi importanti teorici dei mezzi di comunicazione sono i canadesi Harold INNIS e Marshall MCLUHAN. Innis sostiene che il carattere dei mezzi di comunicazione influenza fortemente lorganizzazione sociale lormai celebre formula coniata da McLuhan, il mezzo il messaggio,
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significa che la natura dei media influenza la societ molto pi dei messaggi trasmessi. La televisione, ad esempio un mezzo molto diverso da un libro stampato: in una societ in cui la televisione svolge un ruolo centrale, la vita viene esperita diversamente rispetto a una societ che conosce solo la stampa.i media elettronici, secondo McLuhan, stanno creando ci che egli chiama villaggio globale: ogni evento pu essere seguito in tutto il mondo in tempo reale, cosicch tutti partecipano simultaneamente agli stessi eventi. Habermas: la sfera pubblica Il filosofo e sociologo tedesco Jurgen HABERMAS legato alla teoria sociale della Scuola di Francoforte (costituita in particolare da Adorno, Horkheimer, Marcuse) che, pur richiamandosi a Marx, consideravano le sue teorie bisognose di una radicale revisione. Essi ritenevano che Marx non avesse prestato sufficiente attenzione allinfluenza della cultura nella societ capitalistica moderna. Di conseguenza, tra i principali oggetti di interesse della Scuola di Francoforte troviamo lindustria culturale finalizzata alla produzione dellintrattenimento di massa: radio, televisione, cinema, musica popolare, giornali, riviste. Essi sostenevano che la diffusione dellindustria culturale, con i suoi prodotti di consumo standardizzati, insidiava la capacit degli individui di sviluppare un pensiero critico autonomoe creativo. Habermas ha elaborato questi temi in modo diverso. Egli analizza lo sviluppo dei media dallinizio del 1700 al presente delineando la nascita e la successiva crisi della sfera pubblica: nata nei salotti e nei caff di londra, Parigi e altre citt europee, dove le persone usavano incontrarsi per discutere questioni di attualit sollevate dai giornali che stavano allora nascendo. Secondo Habermas, salotti e caff furono essenziali per lo sviluppo iniziale della democrazia perch introdussero lidea che si potessero risolvere i problemi politici attraverso la discussione pubblica. Nelle societ moderne, per, la sfera pubblica stata soffocata dallespansione dellindustria culturale. La politica viene presentata dai media come una sorta di spettacolo: lopinione pubblica non si costruisce attraverso una discussione aperta e razionale ma attraverso il controllo e la manipolazione. Baudrillard: il mondo delliperrealt Lo studioso postmodernista francese Jean BAUDRILLARD ritiene che lavvento dei mass media, in particolare dei media elettronici come la televisione, ha trasformato la natura stessa della nostra vita. La Tv non rappresenta il mondo, ma definisce in misura crescente che cosa il mondo. Secondo Baudrillard, non esiste una realt a s stante (il processo in tribunale a O.J. Simpson) che la televisione ci consente di vedere; essa sostituita da una realt di grado superiore (liperrealt) interamente affidata alle immagini televisive (il processo che si svolto in televisione come evento globale). Liperrealt prodotta dai media fatta di simulacri: immagini che ricevono senso solo da altre immagini e per ci non hanno fondamento in alcuna realt esterna. Nessun leader politico oggi pu vincere unelezione se non appare costantemente in televisione: limmagine televisiva del leader la persona che la maggior parte dei spettatori conosce. Thompson: media e societ moderna John THOMPSON ha analizzato la relazione tra i media e lo sviluppo delle societ industriali. Essi
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hanno svolto un ruolo centrale nella creazione delle istituzioni moderne in quanto offrono molte forme di informazione cui prima era negato laccesso. La teoria dei media elaborata da Thompson distingue tre tipi di interazione: linterazione faccia a faccia avviene in un contesto di compresenza, ricca di indizi simbolici che gli individui utilizzano per dare senso a ci che gli altri dicono, rivolta a destinatari specifici, di tipo dialogico linterazione mediata implica lutilizzo di una tecnologia mediale: la stampa, la trasmissione elettrica, lelettronica. Essa ha luogo direttamente tra due individui specifici (due persone che si parlano al telefono) ed di tipo dialogico m,a non offre la stessa gamma di indizi simbolici dellinterazione faccia a faccia la quasi-interazione mediata costituita da quelle particolari relazioni sociali che sono create dai mass media; essa monologica (cio a senso unico) in quanto non connette direttamente individui specifici bens una serie indefinita di destinatari potenziali

Media e ideologia La nozione di ideologia rimanda allinfluenza delle idee sulle credenze e sulle azioni degli individui. La parola viene coniata da uno scrittore francese Destutt de Tracy alla fine dei Settecento con significato di scienza delle idee. Marx considerava lideologia come falsa coscienza: le classi dominanti sono in grado di controllare le idee che circolano nella societ. Secondo Marx la religione spesso ideologica perch insegna al povero a essere contento della propria sorte. Thompson chiama quella di de Tracy concezione neutrale dellideologia e critica quella di Marx. Egli sostiene che nozione critica sia da preferire in quanto connette lideologia al potere. Essa, infatti, comporta lesercizio del potere simbolico, cio luso delle idee per nascondere, giustificare o legittimare gli interessi dei gruppi sociali dominanti. LE NUOVE TECNOLOGIE DELLE COMUNICAZIONI Nella seconda met del ventesimo secolo alcune importanti innovazioni tecnologiche hanno completamente trasformato il volto delle telecomunicazioni. Quattro processi tecnologici hanno contribuito a queste trasformazioni: il continuo incremento della potenza dei computer il continuo decremento dei loro costi lo sviluppo delle comunicazioni via satellite e via fibra ottica la digitalizzazione dei dati. Questultimo processo ha reso possibile lintegrazione tra computer e tecnologie delle telecomunicazioni. Ogni unit di informazioni compresi suoni e immagini- pu essere trasformata in bit. La digitalizzazione ha dunque consentito lo sviluppo della multimedialit: media diversi integrati in un solo medium (cd-rom, computer). La digitalizzazione anche alla base dei media interattivi, che consentono agli individui di intervenire attivamente su ci che vedono o ascoltano.

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La telefonia mobile. Dalla prima generazione di telefoni cellulari, che utilizzavano una tecnologia analogica, si passati alla seconda generazione che utilizza tecnologia digitale. La terza generazione di telefonia cellulare quella di Internet senza fili. Anche se, al di l di ogni dubbio, essi sono una risorsa inestimabile in unet contrassegnata dal continuo movimento, dal pendolarismo casa-lavoro, da viaggi frequenti e da giornate piene di impegni, alcuni ritengono che avere un telefono cellulare significa essere costantemente rintracciabili e ci offusca la distinzione tra vita personale professionale. INTERNET Internet nasce al pentagono nel 1969con il nome di Arpanet da Arpa (Advanced Research Projects Agency). Inizialmente consentiva agli scienziati di condividere risorse e strumenti. Poi nelle universit altre persone incominciarono a utilizzare il sistema per i propri scopi. Con la diffusione dei Pc, esso inizi a diffondersi anche al di fuori dellambito militare e universitario entrando in una fase di crescita esplosiva. Un mutamento imponente che per avvenuto in maniera tuttaltro che uniforme: tra coloro che ne sono esclusi troviamo gli strati meno abbienti della popolazione nei paesi sviluppati e, a livello globale, i paesi pi poveri. Ci ha indotto molti a parlare di nuove disuguaglianze sociali in termini di divario digitale (digital divide), cio disparit di accesso alle tecnologie della comunicazione. La diffusione mondiale di Internet ha sollevato importanti interrogativi per i sociologi. Internet apre nuovi canali di comunicazione e interazione, trasferendo on-line un numero crescente di attivit. Grazie a Internet distanza e separazione diventano pi facilmente superabili in quanto espande e arricchisce la rete dei rapporti sociali, anche se alcuni ritengono che esso minaccia di svuotare le relazioni e comunit umane. Alcuni sociologi affermano che la diffusione di Internet accentua lisolamento sociale: i contatti umani si riducono, forme tradizionali di intrattenimento come la lettura, il cinema e il teatro vengono trascurate, il tessuto della vita sociale si indebolisce. Proprio come la televisione un tempo, Internet suscita sia speranze che paure. GLOBALIZZAZIONE DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE In uno studio sulla globalizzazione condotto da un gruppo di studiosi coordinato da David HELD sono elencati cinque cambiamenti fondamentali che hanno contribuito a creare il nuovo ordine mediatico globale: crescente concentrazione della propriet. I media globali oggi sono dominati da piccolo numero di enormi e potentissimi gruppi imprenditoriali passaggio dalla propriet pubblica a quella privata. Negli ultimi decenni la liberalizzazione economica e lallentamento delle regolamentazioni hanno condotto alla loro privatizzazione in molti paesi sviluppo di strutture aziendali transnazionali. Le normative sulla propriet dei media sono state allentate per permettere investimenti e acquisizioni internazionali integrazioni dei prodotti mediali. Lindustria dei media molto pi integrata e meno segmentata che in passato (singole industri producono e distribuiscono musica, notizie, programmi televisivi) aumento delle fusioni aziendali. C una tendenza ad alleanze tra aziende appartenenti a segmenti diversi dellindustria dei media.
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Alcuni temono che la formazione di aziende gigantesche nel settore dei media potrebbe limitare gli spazi che essi offrono alla libert di pensiero, di espressione e di discussione. Tali aziende potrebbero, infatti, esercitare lautocensura o cercare di favorire personaggi pubblici e politici con cui intrattiene rapporti di convenienza. Il controllo dellinformazione da parte delle maggiori imprese di comunicazione dei paesi industrializzati (e innanzitutto degli Stati Uniti) ha indotto molti osservatori a parlare di imperialismo mediatico e fa s che a livello globale sia costantemente privilegiato il primo mondo, mentre ai paesi in via di sviluppo si presta attenzione soprattutto in occasione di catastrofi, crisi, guerre o altre violenze. LA REGOLAMENTAZIONE DEI MEDIA Tutti i paesi hanno normative che cercano di regolamentare il settore dei media in quanto in questo settore debbono operare, nellinteresse pubblico, una pluralit di soggetti perch ci assicura che trovino ascolto gruppi e opinioni differenti. Alcuni pensano che la conservazione di un forte settore pubblico sia cruciale per frenare il predominio delle grandi societ di comunicazione anche se la televisione pubblica pu prestarsi ad essere usata come mezzo di propaganda governativa. Si considera, pertanto, necessaria una legislazione che armonizzi a livello europeo il settore delle telecomunicazioni e dellinformatica anche se essa pare di difficile attuazione. La convergenza mediatica una delle questioni al centro della discussione tra gli stati membri dellUnione europea.

CAPITOLO 13 - ISTRUZIONE
ORIGINI ANALFABETISMO E ISTRUZIONE Scuola = dal greco svago o ricreazione. Un tempo i soli istruiti erano i leader religiosi e i sacerdoti. Leggere non era necessario n utile. La stampa modific la situazione. Il crescente uso di materiali scritti in molte sfere diverse della vita port a pi elevati livelli di alfabetismo. Cominci ad emergere listruzione. Oggi nei paesi industrializzati lalfabetismo, la capacit elementare di leggere e scrivere, estesa a gran parte della popolazione. Diffusa anche la scolarizzazione, quasi assente nellOttocento, ma resa obbligatoria con lavvento della moderna societ del benessere attraverso luniversalizzazione dei sistemi educativi: la scuola dunque aperta a tutti, senza alcuna distinzione. Nelle societ moderne importantissima poich tutti devono saper leggere, scrivere, e fare calcoli insieme con una conoscenza generale del proprio ambiente fisico sociale ed economico; inoltre devono saper imparare per poter acquisire info nuove. La diffusione delle tecnologie sta influendo sullistruzione in molti modi poich le scuole sono un ambito in cui si pu conoscere i computer e le tecnologie on-line. La scuola si sviluppata per fornire le competenze che davano accesso al mondo dei media a stampa; nonostante ci pochi educatori vedono nella tecnologia informatica un mezzo in grado di sostituire totalmente lapprendimento affidato allinterazione con un insegnante. Il sistema scolastico svolge un ruolo centrale nella socializzazione dei giovani, nella
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promozione delle pari opportunit, nella formazione professionale e nella creazione di una cittadinanza informata e partecipe. EVOLUZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO Nato con la legge Casati del 1859dopo scuola elementare biforcazione in un ramo classico ed in uno tecnico. Riforma Gentile del 1923scuola tecnica sostituita con unaltra che non permetteva laccesso alluniversit. Regime fascistabiforcazione pi netta in 2 rami: uno per classe media e per la borghesia, laltro per la classe operaia. Solo chi finiva il liceo classico poteva iscriversi a qualsiasi tipo di universit. 1962 riforma che istituiva una scuola media unica. 1969 legge che consente ai diplomati di tutte le scuole medie superiori di iscriversi a qualsiasi facolt universitaria. TEORIE DELLEDUCAZIONE Bernstein - Codici linguistici Sostiene che i ragazzi provenienti da entroterra diversi sviluppano nei primi anni di vita CODICI diversi che influenzano la loro successiva esperienza scolastica. I ragazzi provenienti da classe lavoratrice acquisiscono un codice ristretto, linguaggio legato ad un determinato ambiente culturale, ricco di assunti inespressi di cui ci si attende la conoscenza da parte degli altri. Tipo di registro comunicativo legato allambiente culturale di una comunit o di un quartiere della classe inferiore. Eun codice di linguaggio pi adatto alla comunicazione dellesperienza pratica che alla discussione didee, processi e rapporti pi astratti. Il linguaggio ispirato alle norme del gruppo. Acquisizione di un codice elaboratostile linguistico meno vincolato a un contesto specifico, che quindi consente di adattare i significati delle parole alle esigenze delle situazioni pi disparate. I ragazzi che hanno acquisito codici linguistici pi elaborati sono maggiormente capaci di far fronte alle esigenze dellistruzione scolastica formale rispetto a quelli che dispongono di codici ristretti, perch il modo di questultimi di usare il linguaggio si scontra con la cultura accademica della scuola. Boweles e Gintis-scuola e capitalismo industriale Listruzione non ha contribuito a ridurre le disuguaglianze economiche. Listruzione moderna deve essere intesa come risposta alle esigenze economiche del capitalismo industriale. Le scuole contribuiscono a creare competenze tecniche e sociali richieste dalle imprese industriali. I rapporti di autorit e di controllo presenti nella scuola riflettono direttamente quelli
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dominati nel mondo del lavoro. La scuola contribuisce a motivare alcuni individui alla prestazione e al successo. La scuola moderna riproduce i sentimenti di impotenza che molti sperimentano altrove. Le scuole hanno lo scopo di legittimare la disuguaglianza, limitare lo sviluppo personale a forme compatibili con la sottomissione allautorit arbitraria e contribuire al processo che vede i giovani rassegnarsi al proprio destino. Illich-programma occulto Autore controverso. Sostiene che la stessa nozione di scolarizzazione obbligatoria andrebbe messa in discussione. La scuola tende ad inculcare il consumo passivo: laccettazione acritica dellordine sociale esistente attraverso la disciplina e lirreggimentazione. Scuole sviluppate per compiere 4 ruoli fondamentali: 1. Custodia 2. Distribuzione degli individui nei ruoli occupazionali 3. Apprendimento dei valori dominanti 4. Acquisizione delle capacit e delle conoscenze socialmente approvate Il programma occulto insegna ai ragazzi che il loro ruolo nella vita quello di sapere qual il proprio posto e starsene l tranquilli. Egli crede che la scuola tenda a inculcare un consumo passivo, ossia laccettazione acritica dellordine sociale esistente attraverso la disciplina; per questo favorevole a descolarizzare la societ. Listruzione dovrebbe permettere a tutti coloro che lo desiderano di accedere alle risorse educative disponibili in qualsiasi momento della vita. Chi vuole apprendere non dovrebbe essere costretto ad accettare un programma standardizzato, ma potere scegliere personalmente che cosa desidera studiare. Propone diversi tipi di strutture educative. Listruzione non sarebbe pi solo una forma di apprendimento precoce affidato a specifiche istituzioni, ma diventerebbe accessibile a chiunque desiderasse approfittare di essa. ISTRUZIONE E RIPRODUZIONE CULTURALE Bourdieu introduce il concetto di riproduzione culturale, che indica i modi in cui la scuola contribuisce a perpetuare di generazione in generazione le disuguaglianze sociali ed economiche. Rafforza le differenze di valori e di prospettive sottintese alla diversit di interessi e di gusti. La scuola impone agli allievi regole disciplinari. I ragazzi della classe lavoratrice vanno incontro a uno shock culturale molto pi forte di quello dei ragazzi provenienti da un retroterra pi privilegiato, motivati a raggiungere buoni risultati scolastici, ma il modo di parlare e di agire, non conforme a quello degli insegnanti. Lintelligenza: comprende molte qualit diverse e non collegate tra loro, e pu essere definita come ci che viene misurato dai test del Qi, qupoziente intellettivo. Questi test sono costruiti con un punteggio medio di 100 punti e risultati presentano unelevata correlazione con le prestazioni scolastiche, e con le differenze sociali, economiche ed etniche. Lintelligenza inoltre non pu
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essere espressa con un solo indicatore, non deriva fondamentalmente dalla dotazione genetica, gli individui non possono essere collocati lungo una sola scala dintelligenza e il livello dellintelligenza non immutabile. Fondamentale anche lintelligenza emotiva che ha un ruolo pari a quello del Qi nel determinare le nostre opportunit di vita; essa indica la capacit di saper gestire le proprie emozioni quali le motivazioni, lautocontrollo, lempatia concetto importante anche quello dell apprendimento permanente secondo cui la conoscenza pu nascere da ogni tipo di contatto e contesto: una conversazione, luso di internet, la visita ad un museo in questo senso i confini tra scuola e mondo esterno diventano sempre pi sottili.

Capitolo 14 - LA RELIGIONE
Ha una forte influenza sulla vita degli uomini e sul loro modo di percepire la realt. La religione non deve essere identificata con il monoteismo, poich la maggior parte delle religioni sono politeiste, non deve essere identificata con le prescrizioni morali che orientano il comportamento dei credenti, non mira a spiegare le origini del mondo e non deve essere identificata con una dimensione soprannaturale. Essa ricorre a dei simboli (divinit personificate, forze divine, figure non divine) per ispirare sentimenti di timore o riverenza ed collegata a riti o cerimonie praticati dalla comunit di credenti (pregare, cantare, mangiare o non mangiare alcuni cibi, digiunare). Tipi di religione: il toteismo, la credenza nelle virt taumaturgiche dei totem (tipici delle trib indiane dellAmerica settentr); in tali societ ogni gruppo di parentela possiede un totem, cui sono collegate varie attivit rituali. Lanimismo: la credenza negli spiriti benigni o maligni che si crede che popolino lo stesso mondo degli uomini. Le tre religioni monoteiste pi influenti nel mondo sono: il giudaismo o ebraismo nacque ca 1000anni a.C., i primi ebrei erano nomadi caratterizzati dalla fede in un unico Dio onnipotente che richiedeva lobbedienza a rigidi codici morali e dal considerare la propria come la sola vera religione. Oggi ca 14 milioni di persone sono ebree. Il cristianesimo nacque ca 2000 anni fa come filiazione del giudaismo;crede in Ges, ebreo ortodosso ritenuto Messia. Inizialmente i cristiani furono perseguitati fino a quando limperatore Costantino adott il Cristianesimo come religione ufficiale dellimpero romano. Oggi ca 2miliardi sono cristiani; le sue principali ramificazioni sono il cattolicesimo, il protestantesimo e lortodossia. LIslam, nasce dagli insegnamenti del profeta Maometto nel 6sec d.C. e attribuisce ad un unico Dio, Allah, il dominio su tutta la vita umana e naturale. Esso si fonda su cinque pilastri: la ripetizione del credo islamico, la ripetizione 5 volte al giorno delle preghiere prescritte, losservanza del Ramadan, lelargizione di elemosine e il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Tra le religioni dellEstremo oriente linduismo la pi antica ed politeista; la sua maggioranza crede nella reincarnazione, ossia che tutti i viventi siano parte di un processo di nascita, morte e rinascita. Inoltre esso costituito dal sistema delle caste, che crede che gli individui nascano in una particolare posizione gerarchica in termini sociali e rituali che riflette la loro condotta nelle
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precedenti incarnazioni. Gli induisti sono circa un miliardo. Il buddismo una delle tre religioni etiche deriva dagli insegnamenti di Siddharta Gautama, il Buddha vissuto nel 6sec a.C.; il suo obiettivo quello di raggiungere il nirvana, il totale appagamento spirituale. Il confucianesimo si molto diffuso in cina; confucio era un insegnante, il i saggio dei saggi, vissuto nel 6sec a.C. molto importante in tale religione era la venerazione dei morti. Il taoismo, si basa sulla meditazione e sulla non violenza per attingere alla vita superiore; fondato da Lao-Tze nel 6sec a.C. Teorie sulla religione Marx, crede che essa rappresenti lautoalienazione umana, un rifugio di fronte alle difficolt quotidiane; egli la definisce come loppio dei popoli, poich rimanda felicit e ricompense alla vita ultraterrena, insegnando la rassegnata accettazione delle condizioni date dallesistenza presente (forte elemento ideologico). Durkheim, egli crede che il totemismo rappresenti la pi elementare e semplice religione. Egli la definisce in base alla distinzione tra sacro e profano: gli oggetti e i simboli sacri sono separati dagli aspetti ordinari dellesistenza che rappresentano il regno del profano. Inoltre crede che le attivit rituali che caratterizzano tutte le religione rafforzano il senso di solidariet del gruppo, poich distaccano dalle preoccupazioni terrene e trasportano in una sfera pi elevata. Weber, concentra i suoi studi su le religioni mondiali, capaci di raccogliere vaste masse di credenti e di influenzare il corso della storia universale. Egli sottolinea il rapporto tra mutamenti sociali e religione e spiega che essa non necessariamente una forza conservatrice, ma di grande spinta verso cambiamenti sociali. Tipi di organizzazioni religiose: la chiesa, unassociazione di grandi dimensioni e ben organizzata in una struttura formale e burocratica,incentrata su una gerarchia di funzionari; ad essa si appartiene dalla nascita per trasmissione familiare. La setta unassociazione piccola e poco organizzata, spesso in polemica con la chiesa, mira a seguire la vera via e in genere si ritira dalla societ esterna, chiudendosi in comunit autonome. Le confessioni sono sette che si sono raffreddate e non sono pi gruppi di protesta attiva ma organismi istituzionalizzati. I culti sono simili e differenti dalle sette; sono lassociazione meno strutturata e pi transitoria, poich sono costituiti da membri che respingono i valori della societ esterna. Caratteri secolarizzazione: per capire se si sta verificando un evento di secolarizzazione, bisogna controllare tre parametri: Seguito ( un parametro oggettivo, e corrisponde al numero dei membri); Influenza sociale (in passato tale influenza era massima, oggi non pi; tutte le organizzazioni religiose nel mondo hanno perso influenza sociale); Religiosit (riguarda la fede e i valori) La religione delle chiese tradizionali appare in forte declino nelle societ occidentali, con limportante eccezione degli USA. I dati comunque dimostrano che il processo di secolarizzazione non avvenuto ovunque.
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Norris e Ingleheart, analizzando la frequenza con cui le persone nate nel Novecento si recano in un luogo di culto, hanno riscontrato importanti differenze in tre tipi di paesi che essi definiscono rispettivamente post-industriali, industriali e agricoli. Nei post industriali (occidentali) il dato di frequenza minore, in quelli industriali (ex comunisti e sudamericani) non si verificata alcuna differenza, e negli agricoli (gran parte dellAsia e dellAfrica) addirittura aumentata. Inoltre, anche a livello dei paesi occidentali rimangono numerose differenze, e il ruolo della religione molto pi complesso di quello prospettato dalal tesi della secolarizzazione. Religiosit e spiritualit rimangono comunque importanti nella vita di molte persone, anche se preferiscono non praticarle nelle strutture delle chiese tradizionali. Alcuni studiosi hanno ipotizzato un passaggio ad una fede senza appartenenza: si continua a credere in Dio o in una forza superiore, ma si pratica la propria fede al di fuori delle forme religiose istituzionalizzate. Il fenomeno della secolarizzazione dunque utile a spiegare quanto accade allinterno delle chiese tradizionali, ma al religione appare capace di assumere vesti inedite. Vedi pag. 291, par. 5 Nuovi movimenti religiosi, con tale termine sindicano tutte quelle associazioni religiose che si sono diffuse nei paesi occidentali accanto a quelle consolidate. In genere sono una derivazione di esse. Sono divisi in 3 categorie: Movimenti di affermazione del mondo, privi di riti e teologie formali, concentrati sul benessere spirituale dei membri (Scientology, New Age), Movimenti di negazione del mondo, critici verso il mondo esterno, richiedono ai membri cambiamenti radicali di vita, e sono finalizzati alla conquista della partecipazione personale, Movimenti di adattamento al mondo, sono i pi simili alle religioni tradizionali, enfatizzano la vita religiosa interiore.

La perdurante diffusione di questi nuovi movimenti smentisce dunque la tesi sulla secolarizzazione. Larretramento delle religioni tradizionali non comporta un tramonto della religione. Non tutti gli studiosi, tuttavia, sono daccordo: la partecipazione a nuovi movimenti, frammentati e disorganizzati, sarebbe poco pi che un passatempo o un stile di vita.

Movimenti millenaristi: il millenarismo un movimento che si attende la salvezza collettiva dei suoi membri: i seguaci di Gioacchino, 13sec, il movimento si ispira agli scritti profetici dellabate Gioacchino da Fiore; i gioacchinisti furono condannati e iniziarono a guardare la chiesa come la meretrice di Babilonia e il papa come lanticristo. la danza dello spirito, diffuso tra gli indiani del Nord America nel tardo 19sec, credevano che sarebbe giunta una catastrofe universale che avrebbe inaugurato una nuova era di prosperit.

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Il fondamentalismo religioso: una risposta alla globalizzazione, un atteggiamento che vuole imporre uninterpretazione letterale dei testi fondamentali di una religione e una loro applicazione a tutti gli aspetti della vita. I suoi sostenitori credono che la propria visione del mondo sia lunica corretta; laccesso al vero significato delle scritture permesso a pochi interpreti dotati cos di grande autorit. Fondamentalismo islamico: lislam ha sempre stimolato lattivismo, la lotta contro i miscredenti e contro chi porta la corruzione nella comunit musulmana. Nel corso del tempo per lislam si fratturato al suo interno. Tale movimento ha suscitato nel tempo diverse forme di risveglio islamico anche estreme come i massacri della popolazione civile ad opera dei fondamentalisti in Algeria, linstaurazione del regime talebano in Afganistan, la ribellione antirussa in Cecenia, gli atti terroristici di Al Quaeda in USA e Europa Il fondamentalismo cristiano vede la Bibbia come una guida concreta per tutti gli aspetti della vita, e nasce contro la crisi morale prodotta dalla modernizzazione. Questo movimento riscuote molti consensi in tutti gli USA.

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