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it domenica 15 aprile 2012 1,20 €
ITALIA

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 ­ TEL. 0262821 ­ REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 ­ TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. ­ D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

anno numero Anno LXVIII ­ Numero 15

LA POLEMICA

l'Editoriale

COLPITI AL CUORE
di ANDREA MONTI

MORTE INCALCIO SI FERMA CAMPO IL
PIERMARIO MOROSINI
1986­2012

Conte: «Muntari? Allegri mi ha stufato»
Il tecnico della Juve sul contratto: «Non è automatico, bisogna parlare di varie cose»
GRAZIANO A PAGINA 17

LA LIGA

Il silenzio degli stadi è un dolente atto di civiltà, l’unico possibile di fronte al dramma di Piermario Morosini, 25 anni, morto in diretta sul campo di Pescara. Mille volte rivedremo quelle immagini terribili. E mille volte ancora ci stringeremo a chi gli ha voluto bene. La Gazzetta non lo dimenticherà: Piermario sarà per sempre uno dei nostri. Il calcio italiano, colpito al cuore, ha deciso di fermarsi. Dalla Spagna alla Germania, l’internazionale del pallone gli fa eco con il raccoglimento e il cordoglio. Eppure qualcuno si interroga se sia giusto bloccare il campionato. Altri ricordano con rabbia che i tanti, troppi morti sul lavoro non fermano i cantieri. Rispettiamo ogni morto e ogni opinione, ma applicare in questo momento di disperazione le categorie del giusto e dell’errore è un esercizio inutile: meglio interrogarsi se simili tragedie, per quanto imprevedibili, possano essere evitate attraverso controlli ancor più incisivi rispetto a quelli, già severi, in uso nel nostro sport. Il calcio è uno spettacolo collettivo che parla di gioia e di passione a tutti noi che lo seguiamo. Quale gioia e passione avrebbero trasmesso le partite in un weekend di lutto? Avremmo trovato la forza di discutere del gol-non-gol o del fuorigioco? Una comunità in cui ciascuno, fisicamente o idealmente, ha vissuto le gesta sportive di Piermario è chiamata ad assistere al funerale di un ragazzo generoso e sfortunato come si conviene: in silenzio, arrestando il passo, con il cappelloin mano.

Ronaldo in gol Messi doppietta Real resta a +4 sul Barcellona
RICCI A PAGINA 19

PREMIER

Il City ne fa sei Mancini ritrova Tevez (tris) Lo United è a +2
BOLDRINI A PAGINA 18

Il giocatore del Livorno crolla sul prato di Pescara. Vani i tentativi di rianimarlo. Polemiche sui soccorsi
Le prime ipotesi: infarto o aneurisma C’è una botta in testa durante la partita

MARATONA

Milano in festa C’è la carica dei 13.500 E che staffette!
BUONGIOVANNI, NARDUCCI A PAG. 29

S

Scomparsi i genitori e un fratello, aveva solo una sorella disabile che ora va aiutata

S

S La giornata slitta a domenica prossima. Si giocherà anche il 25 aprile

IL ROMPI PALLONE
DI GENE GNOCCHI

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SERVIZI DI BREGA, CALVI, DALLA VITE, DELLA VALLE, FROSIO, IARIA, IMPARATO, LICARI, PELUCCHI, VELLUZZI, VERNAZZA, D’ANGELO DA PAG. 2 A PAG. 15

Addio Piermario, anche se mi sono allenato solo tre volte con te mi sento tuo compagno di squadra.

20 4 1 5> 9 771120 506000

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Lacrime e ricordi Dalla Fifa fino ai compagni di squadra

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Solo lacrime. Non ci sono parole per esprimere quello che ho provato quando ho saputo della morte di Piermario Morosini
SEPP BLATTER Presidente della Fifa

Il commento
di SEBASTIANO VERNAZZA

Domande senza risposte Ora aiutiamo la sorella
Senza parole, senza risposte. La morte di un giovane sul campo ti lascia con lo sguardo perso nel vuoto. Senso di impotenza che ti annienta e unica grande domanda che ti tormenta: perché? Perché in Italia si continua a morire di sport, nonostante si dica che i nostri controlli sono i migliori al mondo? Perché negli ultimi mesi c’è stata un’infilata di casi da brividi? Perché il destino si è accanito su Piermario Morosini, che al di là delle apparenze viveva una vita agra per altri motivi? Per lungo tempo noi italiani eravamo rimasti fermi agli anni 70, alle morti per sport di Renato Curi, centrocampista del Perugia colpito durante una partita con la Juve, e di Luciano Vendemini, cestista della Chinamartini Torino, caduto sul parquet. Due lutti del 1977, dispersi nei meandri della memoria. C’erano stati altri pugni allo stomaco: la trombosi fatale a Cecotti della Pro Patria, l’aneurisma del cestista Ancilotto, l’infarto del 37enne ciclista Galletti, ma il salvataggio di Lionello Manfredonia nel 1989 era lì a dimostrare che da noi il primo soccorso funzionava al meglio. Altrove si moriva - Foé, Fehér e Puerta - e noi a dirci che no, in Italia non sarebbe più potuto accadere. I nostri cardiologi avevano bloccato Kanu dell’Inter, lo avevano fatto operare per la disfunzione della valvola aortica. Potevamo stare tranquilli. Potevamo. Fino ai giorni nostri, fino all’impressionante sequenza delle ultime settimane. Vigor Bovolenta, pallavolista stramazzato a terra il 24 marzo scorso durante Forlì-Macerata. Il 43enne Francesco Mancini, preparatore dei portieri del Pescara ed ex giocatore, ucciso da infarto a casa sua il 30 marzo. Nel conto mettiamo anche Giorgio Chinaglia, deceduto il 1˚ aprile a 65 anni dopo operazione al cuore: Long John aveva vissuto al limite e però veniva da un calcio chiacchierato come quello degli anni 70, che a posteriori tante vittime ha mietuto. Una pazzesca striscia nera. Che cosa sta succedendo? In Italia si muore di sport, però ce ne accorgiamo quando ad andarsene sono i professionisti. Il fenomeno è più diffuso di quel che pensiamo. Gli archivi dei giornali locali sono piene di storie che non arrivano al grande pubblico, perché a morire di sport sono bambini e adulti che non fanno notizia. Al massimo i quotidiani nazionali riservano loro una colonna in cronaca. Morte improvvisa. Nessuno ne è immune. Puoi morire un minuto dopo aver fatto l’ecocardiogramma che ha accertato il buono stato di salute del tuo cuore. Non sappiamo se Piermario sia stato vittima della «sudden death». Nel caso del regista del Livorno prende forma l’ipotesi di un aneurisma. Qui suggeriamo due cose da fare. La prima: se il cardiologo nega l’idoneità a uno dei nostri figli, non opponiamoci all’evidenza, non cerchiamo scorciatoie. Sottoponiamo il bambino a ulteriori esami e pazienza se lui dovrà (o noi dovremo?) rinunciare al sogno sportivo. Nella vita si possono fare altre belle cose. La seconda: Morosini veniva da una tragica situazione familiare. Aveva perso i genitori e un fratello. Gli era rimasta una sorella disabile. Finiti i giorni del cordoglio, delle parole fini a se stesse, il mondo del calcio si avvicini a questa donna, la aiuti. E’ l’unico modo che abbiamo per dare un senso alla morte di Piermario.

identiKit & CARRIERA

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Ore 15.31 Barcolla poi si accascia

Morosini del Livorno crolla in
DAL NOSTRO INVIATO

La mort
GAETANO IMPARATO PESCARA

Questa volta è entrata in campo la morte. Colpito al cuore il 25enne Piermario Morosini. Il mediano del Livorno era felice, la sua squadra stava marciando verso la vittoria. Il calcio si ferma in segno di lutto: stop a tutti i campionati, dalla Serie A fino ai dilettanti e ai giovani. Morosini si è accasciato al suolo mentre il gioco scorreva altrove. I giocatori del Pescara non si sono accorti di nulla e non hanno buttato la palla fuori: è il motivo per cui si è arrabbiato Schiattarella, nel piccolo bailamme scoppiato dopo l’uscita dell’ambulanza dal campo.

Per coincidenza Piermario è caduto davanti alla sedia dove era seduto il figlio di Franco Mancini, ex portiere di A e collaboratore di Zeman, ucciso da un infarto a casa sua, due settimane fa alla vigilia della gara col Bari.
L’inizio del dramma Morosini è caduto piano piano, ha tentato di rialzarsi tre volte, ma le ginocchia non lo hanno sorretto e all’ultimo tentativo il ragazzo si accasciato del tutto. Massaggiatore e medico del Pescara sono schizzati in campo, a prescindere dal fatto che la palla fosse in gioco. L’arbitro, come tanti altri, non si era reso conto della gravità dell’episodio. Appena il medi-

La disperazione di Marco Verratti, sconvolto in campo come tutti i compagni
PIERANUNZI

co si è avvicinato a Morosini, il dramma si è manifestato: le mani del giocatore erano rattrappite, le pupille rivolte in alto, occluse dalle palpebre. Il defibrillatore non è comparso subito sul terreno di gioco, ai medici delle squadre si è aggiunto il dottor Paloscia (primario di unità coronarica). Soltanto sull’ambulanza, arrivata con ritardo, e di questo intoppo parliamo in altra pagina del giornale, si è usato il defibrillatore, ma, assicurano i medici del 118, il suo impiego non è servito. Nel tragitto verso l’ospedale, il cuore non dava più segni di vita, come non ne dava sul campo.
La corsa in ospedale Al Santo

Spirito di Pescara, Morosini è

DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

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Ricordo la prima volta in Under 17 quando dividevo la stanza con te. Sei sempre stato un grande. Il destino è crudele, riposa in pace Mario!
DOMENICO CRISCITO Difensore dello Zenit e della Nazionale

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3

1 La drammatica sequenza della caduta in campo di Piermario Morosini: per due volte barcolla sulle gambe, le ginocchia si piegano ma lui tenta di rialzarsi senza mai ritrovare l’equilibrio. L’arbitro è voltato di spalle e non si accorge della gravità della situazione 2 Il disperato intervento dei medici di Pescara e Livorno, che tentano di rianimare subito il centrocampista 3 Fuori San Siro il cartellone luminoso con scritto: «La giornata di campionato è stata annullata in segno di lutto» IPP-PIERANUNZI-ANSA

e in diretta
campo a Pescara: il calcio si ferma
arrivato praticamente già morto. «Il giocatore non ha dato segni di ripresa né in campo, né sull’ambulanza», precisa il dottor Paloscia. Il referto parla di arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare. «Una tipologia di aritmia cardiaca — spiega Paloscia —. Ma la causa scatenante potrebbe essere anche di altra natura, magari neurologica, difficile dirlo. Tutto sarà chiarito dalla autopsia». Infatti le ipotesi che si rincorrono sono varie, non ultima quella di una testata fatale con Cascione, due minuti prima: una situazione tutta da verificare. Al pronto soccorso gli è stato applicato un pacemaker provvisorio, gli è stata somministrata adrenalina, hanno continuato a prati-

«Fibrillazione ventricolare»: inutili tutti i tentativi di rianimazione Si indaga sulle cause: infarto o aneurisma. E spunta un colpo alla testa

cargli il massaggio cardiaco. Tutti interventi inutili, purtroppo.
La disperazione Bocche cucite,

nessuno che confermasse che Piermario fosse ancora in vita: all’ospedale si è capito in fretta che le speranze erano minime. Delli Carri, d.s. del Pescara, è uscito dal reparto letteralmente stravolto. I pianti e la disperazione dei compagni - che si sono sfogati con urla, e con calci e pugni alle porte - hanno confermato come per Morosini non ci fosse più nulla da fare. Con le lacrime agli occhi i compagni sono sfilati davanti a un centinaio di tifosi pescaresi. Applausi al pullman del Livorno in partenza. All’ospedale si sono visti

anche arbitro e assistenti. Il Livorno è giunto a Tirrenia intorno alla mezzanotte, a Pescara sono rimasti i dirigenti Gardini e Signorelli, raggiunti dal manager del giocatore, Randazzo, e dalla fidanzata. La salma è stata spostata nell’obitorio per essere sottoposta ad autopsia, prevista nell’arco delle prossime 24 ore. Da lontano si sono fatti sentire anche Gianfranco Zola e Pierluigi Casiraghi, allenatori di Morosini nell’Under 21. Hanno chiesto informazioni al pescarese Marinelli, dirigente della nazionale Under 21, presente allo stadio. Le urla di dolore sono via via svanite. Adesso resta soltanto la disperazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’INCIDENTE

Prima del dramma uno scontro con Cascione
Le cause della morte di Morosini saranno chiare solo dopo l’autopsia. Tra le ipotesi prese in considerazione ci sarebbe pure quella di un aneurisma cerebrale; si valuta anche la possibilità di una rottura da trauma dell’aneurisma a livello cerebrale: Morosini pochi minuti prima di cadere a terra si era scontrato con Cascione (foto ANSA)

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Anche dalle star internazionali tanto affetto per Piermario

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I MINUTI DEL DRAMMA

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La morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini ha fatto male a noi tutti. Oggi è un giorno veramente triste. Condoglianze alla famiglia
SERGIO AGUERO Attaccante del Manchester City

Steward dello stadio Adriatico di Pescara spostano a mano l’auto che bloccava il passaggio dell’ambulanza ANSA

GDS

Marco Verratti, 19 anni, mentre spinge in campo la barella LAPRESSE

Inchiesta sui soccorsi
Ambulanza bloccata, persi 3 minuti
Un’auto dei vigili ostruiva il passaggio sul campo, spostata da steward e giocatori: aperti due fascicoli
ORLANDO D’ANGELO PESCARA

Sette minuti o poco più. Ma infiniti, e resi più lunghi da quell’auto dei vigili che ostruiva l’ingresso dell’ambulanza sul campo. Immagine che tutta Italia ha visto qualche minuto dopo la caduta a terra di Piermario Morosini. Sette minuti convulsi, drammatici. Sul cronometro che scorreva per regolare una partita di calcio, e che poi ha dovuto accompagnare gli ultimi istanti di vita di un giovane atleta, era il minuto 31. L'inizio del dramma.
Attimi Il mezzo dei soccorritori

è entrato in campo dopo tre minuti e mezzo, l’uscita dal campo è avvenuta al 38’ quasi sca-

duto. Nel frattempo, lo staff sanitario del Pescara, il dottor Ernesto Sabatini e il fisioterapista Claudio D’Arcangelo, assieme al cardiologo Donato Paloscia (era in tribuna e gli steward non gli permettevano di entrare in campo: ci ha pensato un dirigente del Pescara a farlo passare), praticano il massaggio cardiaco al giocatore del Livorno. Il defibrillatore era sull’ambulanza. Ma i medici non avrebbero potuto utilizzarlo, visto che Morosini non aveva dato segnali di ripresa dopo il primo intervento. Il suo cuore ha smesso di battere già in campo. «Ci siamo avvicinati tutti ai soccorritori chiedendo perché l’ambulanza non stesse entrando in campo. Abbiamo avuto subìto l’impressione che ci fosse un inspiegabi-

le ritardo. Poi negli spogliatoi ci è arrivata la notizia che Piermario non ce l’aveva fatta», racconta il portiere del Pescara, Luca Anania.
Il giallo Sul soccorso pesa il gial-

lo della Fiat Croma piazzata davanti al cancello dell’ingresso Maratona dello stadio Adriatico, adibito ai mezzi di soccorso. Lì c’è la macchina dei vigili, parcheggiata e chiusa a chiave contro ogni logica, contro ogni buon senso. L’auto è stata spostata a forza dai presenti, che hanno rotto un finestrino per aprirla. Quella macchina non doveva essere lì. «Tre minuti, ci sono voluti tre minuti per spostare quell’auto, ma l’autista dov’era? - urlano -. Gli steward del Pescara hanno dovuto rompere un finestrino per

rimuoverla». E anche se non sarà stata la causa del decesso di Morosini, sarà oggetto di due inchieste: una interna, aperta dal Comune di Pescara, e una della Magistratura, con il pm Valentina D’Agostino che ha chiesto l’acquisizione di atti e testimonianze. «Faremo luce sulla vicenda», ha detto il sindaco Luigi Albore Mascia. Ma non cancellerà l’immagine che in poche ore ha fatto il giro del mondo, con la macchina ferma al cancello e l’ambulanza

Il Comune e la magistratura indagano Il capo dei vigili: «Presto la verità»

dietro, bloccata, mentre addirittura i giocatori del Pescara, Verratti e Zanon, corrono a prendere dal suo interno la barella e la portano correndo in mezzo al campo. Bisognerà stabilire chi, dei quattordici agenti in servizio allo stadio ieri, ha lasciato lì la macchina. «Stiamo procedendo all’accertamento della verità», ha detto il comandante della Municipale di Pescara, Carlo Maggitti. Giusto, visto che il posto per i mezzi delle forze dell’ordine non è davanti alle principali vie d’uscita per il soccorso. Subito dopo la partita, i tifosi biancazzurri se la prendono con gli agenti e si scatenano con lancio di sassi sulle auto dei vigili, costringendo la polizia a usare i lacrimogeni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL GESTO DISPERATO

Verratti ha spinto la barella a mano dentro il campo
PESCARA (o.d’a.) «Ho visto che l’ambulanza non entrava, ho capito che c’era qualcosa che non andava e mi sono precipitato verso il cancello a prendere la barella per non perdere altro tempo». Marco Verratti parla qualche minuto dopo la tragedia. Il centrocampista biancazzurro, assieme al difensore Damiano Zanon, è andato a prendere la barella dall’ambulanza bloccata fuori dall’ingresso e l’ha portata in campo.

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

L’affetto di chi non lo conosceva ed è rimasto scioccato

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Leggendo e ascoltando i suoi ex compagni ho capito che se ne è andato un grande uomo... Una tragedia incredibile!!! Mancherai a tutti!!!
MARCO DI VAIO Attaccante del Bologna

«Non si può morire così»
All’ospedale tra rabbia e paura
Paulinho: «Era un ragazzo d’oro». Anania: «Siamo supercontrollati, come può accadere?»
DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO PESCARA

IlRicordo
di GENE GNOCCHI

Il dramma si è preso la scena e non ha lasciato spazio ad altro. Soltanto dolore, soltanto lacrime. La decisione di sospendere la gara è stata condivisa dai tifosi, il calcio è scomparso da Pescara alle 15.31 esatte: da allora nessuno ha avuto più voglia di proferire parola per il «pallone». Rinvio giusto, «all’unanimità».
Dolore amaranto Il dolore del Livorno, dei compagni di squadra del «Moro», è un pugno nello stomaco che ti fa strabuzzare gli occhi per quanto è forte. La foga d’entrare nello stanzone del pronto soccorso pescarese per poco non ha spinto i compagni più esuberanti a spostare di peso il cordone di polizia che ne regolava l’ingresso. Il primo ad arrivare è stato Bernacci, dietro di lui i dirigenti. Poi, dopo poco, il pullman della squadra. I giocatori amaranto e l’allenatore Madonna sono usciti stravolti. Chiusi nell’ampia entrata, dove di norma sostano le ambulanze, hanno urlato tutto il loro sconforto. Attimi impressionanti: vedere una ventina di giovani che si disperano ti fa sentire il rumore del dolore, ti scuote. «Un dramma, non ho parole» sussurrava il tecnico Madonna, il cui figlio aveva giocato con Morosini nelle giovanili dell’Atalanta. Ragazzo d’oro Paulinho, ex

Vi racconto quando mi dava la palla...
Quando giravo per l'Italia e mi divertivo ad allenarmi con le squadre professionistiche ho incrociato più volte Piermario Morosini. Prima a Bologna ai tempi di Ulivieri e Zauli, poi a Vicenza, in B, quando c'era allenatore Gregucci, e anche, più recentemente, a Udine. Abbiamo giocato insieme in partitella e siamo stati compagni di reparto: due centrocampisti dal tocco buono. Un po' come oggi sono Pirlo e Marchisio (io interpretavo il primo, ovviamente...). E il bello è che lui, Piermario, sembrava proprio fidarsi di me, mi cercava e mi passava sempre la palla. Forse, proprio lui che con la maglia dell'Under 21 era sembrato una grande speranza del nostro calcio, vedeva in me qualcosa di speciale. Chissà... Abbiamo anche chiacchierato più volte: di calcio, ma anche di vita. E della sua, che non è mai stata facile.

no lasciato l’ospedale non ce n’era uno che non piangesse. Un corteo triste, disperato.
Cordoglio pescarese Zeman è andato via dallo stadio con lo stesso dolore di due settimane fa, quando perse il suo collaboratore Franco Mancini: la scomparsa di Morosini gli stringe due volte il cuore. In ospedale c’erano i pescaresi Anania, Togni e Immobile oltre al presidente Sebastiani e ad altri. «Non si può morire così», ripeteva come un automa Immobile, mentre Anania ammetteva di avere un po’ paura: «Se capita anche a noi, che sia-

mo super controllati, c’è da temere. Evidentemente il troppo stress, le tante gare, alla fine sono un rischio. Sì, ho un po’ paura». Il medico del Pescara, Sabatini, rifletteva: «Le morti improvvise come queste colpiscono molto di più gli atleti rispetto a chi fa vita sedentaria».
La fede di Sebastiani Il presidente del Pescara, Sebastiani, porgeva le condoglianze del club: «Da credente, posso solo commentare come il signore abbia voluto chiamarlo a sé per riportarlo al fianco dei genitori. So che era orfano da tempo e che aveva perduto un fratello». Già, Piermario Morosini aveva perso anche il fratello, qualche anno fa, in modo tragico e aveva una sorella è disabile. «Mai un lamento, mai un riferimento alla sua situazione familiare, anzi la capacità di tirare avanti, sempre, compagnone di tutti», confidava un dirigente tra le lacrime. «Dolcissimo e disponibile»: Morosini lo ricordano tutti così, il suo dramma familiare rimbalza anche tra gli ultrà pescaresi, accorsi in ospedale. Se lo raccontano, increduli, prima di mostrare un lungo striscione all’uscita dei compagni singhiozzanti. «Morosini la Nord è con te». No, non solo la Nord è col «Moro»: tutto il calcio italiano si ferma per onorarne il ricordo.
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IL TABELLINO

La gara dura 31’
Sospesa al 31’ p.t. sullo 0-2 MARCATORI Dionisi al 3’, Belingheri all’11’ p.t. PESCARA (4-3-3) Anania; Zanon, Romagnoli, Brosco, Balzano; Cascione, Verratti, Nielsen; Caprari, Insigne, Immobile. Panchina Ragni, Capuano, Togni, Sansovini, Maniero, Gessa, Kone. Allenatore Zeman. LIVORNO (4-4-2) Mazzoni; Salviato, Bernardini, Knezevic, Lambrughi; Belingheri (dal 30’ p.t. Filkor), Luci, Morosini, Schiattarella; Dionisi, Paulinho. Panchina Vono, Sini, Barone, Meola, Bigazzi, Bernacci. Allenatore Madonna. ARBITRO Baratta di Salerno. AMMONITI Anania (P) e Romagnoli (P).

compagno di Togni a Sorrento l’anno scorso, tracciava il profilo di Piermario allo stesso Togni, centrocampista pescarese: «Il classico ragazzo d’oro. Non fumava, non beveva, faceva vita regolarissima ed era un amico per tutti. Avrebbe avuto più di un motivo per essere triste, invece caricava la squadra, sempre allegro. Un atleta perfetto, mai sofferto di nulla». Il gruppo è ferito. Un dolore immenso, che però ha compattato al massimo lo spogliatoio. Quando i giocatori han-

Gazzetta.it
Gazza

In alto, lo striscione dei tifosi del Pescara all’uscita dell’ospedale ANSA Al centro, il direttore generale del Livorno, Giovanni Gardini, in lacrime, consolato dal presidente del Pescara, Daniele Sebastiani ANSA Sopra, la disperazione dei compagni del Livorno alla notizia della morte ANSA

T f v
La disperazione a Pescara

L’AMICO DEl CUORE IL PORTIERE DELLA REGGINA E MOROSINI AVEVANO LEGATO TANTISSIMO A UDINE: «ORA BISOGNA STARE VICINI ALLA SORELLA»

Belardi, il fratellone «Giocai una gran partita e mi spedì la Gazzetta»
FRANCESCO VELLUZZI

arrivano". A Udine era diventato il mio più caro amico, uno dei pochi a venire al mio compleanno».
Lei è stato in tante squadre, cosa vi ha legato così?

da. Mi viene voglia di smettere. Non so come potrò riprendermi (e riprende a piangere ndr). Ero in campo; rientrato in spogliatoio, ho visto il telefono pieno di sms e chiamate, poi la mia compagna Carmen mi ha detto».
Carmen Turlea è pallavolista a Piacenza, Anna, la ragazza di Piermario, gioca a volley in B...

Piange. Non riesce a trattenersi Emanuele Belardi. E’ umano. Lui, portiere, collante di quello spogliatoio fondamentale lo scorso anno per arrivare in Champions e Piermario Morosini, centrocampista, si erano lasciati a gennaio a Udine dove di-

videvano, soprattutto a cena, il dolore, la rabbia, di chi sta fuori, ai margini, con dignità e in silenzio. A fine mercato «Bela», svincolato, era tornato a Reggio Calabria, Mario, nuovamente in prestito, a Livorno. «Mi aveva scritto dopo Brescia, mi aveva mandato la pagina della Gazzetta dopo la mia partitona aggiungendo "Prima o poi le soddisfazioni

Emanuele Belardi, 34 anni. A Udine dal 2008 al 2011, ha legato con Piermario Morosini LAPRESSE

«Era il mio fratello più piccolo. E’ stato anche 6 mesi a casa mia. Ci facevamo compagnia a vicenda perché, a Udine, eravamo soli, con le fidanzate lontane e lui pure con una difficile situazione familiare. Non posso pensare che sia finita così. E’ una tragedia, è una tragedia. Non ha avuto problemi, era sanissimo, da 10 anni giocava tra A e B. Piermario è il ragazzo più pulito che ho conosciuto, una persona stupen-

DRAMMA MOROSINI: LE IMMAGINI SHOCK, IL DOLORE DEGLI AMICI
Sul sito tutti i video e le foto della tragedia di Pescara: il crollo in campo, i soccorsi, la disperazione dei compagni, le testimonianze di chi ha provato a salvarlo, le immagini felici di una carriera troppo breve.

«Sì, forse anche questo ci ha uniti. Io e Carmen cercheremo di starle vicini, è giovanissima. Come bisogna star vicini alla sorella. E’ fondamentale in questo momento. Voglio assolutamente andare a dare l’ultimo saluto a Piermario. Lui in cielo ritroverà la sua famiglia».

DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Dalla tristezza alla riflessione: com’è possibile tutto ciò?

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Sono dispiaciuto, condoglianze alla famiglia. Si stanno verificando troppo spesso questi arresti cardiaci negli sportivi, bisogna fermarsi a pensare
MATTEO FERRARI Difensore dei Montreal Impact

FABIO LICARI

«Non è la prima tragedia quest’anno: forse bisogna interrogarsi se i controlli medici debbano essere più approfonditi e frequenti. Non è possibile che un ragazzo di 26 anni muoia giocando al calcio». Il ministro dello sport, Pietro Gnudi, anticipa a RadioUno Rai che il governo si occuperà presto del caso: «La prossima settimana, anche con il Coni, vedremo cosa si può fare: non è un problema soltanto del calcio, ma di tanti altri sport. Ed è questa trasversalità che mi fa mettere in dubbio che i controlli medici siano sufficientemente approfonditi e frequenti: il corpo umano cambia e va seguito con una frequenza abbastanza ravvicinata».
Medicina sportiva in Italia Gnudi, però, riconosce che nella medicina sportiva siamo ai vertici. Ma come sono i controlli medici in Italia? «Accurati. Molto accurati», assicura Enrico Castellacci, medico della Nazionale, commosso dalla tragedia di Morosini: «Adesso c’è soltanto il dolore per la morte di un giovane di 25 anni. Ho sentito la notizia alla radio: non so che cosa sia successo e non posso entrare nel merito». Anche se alcuni problemi o malformazioni fisiche a volte potrebbero non emergere. «Ripeto: da noi i controlli sono molto accurati — conferma il professor Castellacci — . I test di idoneità, previsti dalla legge, si svolgono nei centri ufficiali di medicina dello sport. Anzi, numerosi trasferimenti dall’estero sono bloccati proprio da queste verifiche. In altri campionati gioca chi da noi sarebbe fermato». I campi a rischio E proprio dall’estero arriva una

Ma quanto sono sicuri i controlli medici?
Il professor Castellacci: «In Italia più accurati che altrove» Il ministro Gnudi: «Rendiamoli più approfonditi e frequenti»
LE DUE IPOTESI MORTE CEREBRALE O MORTE CARDIACA

ilCardiologo

Carù: «Sembra più un aneurisma»
Difficile spiegare il mistero della morte di Morosini. Si è accasciato al suolo e il cuore ha cessato di battere. Ma perché? Il professor Bruno Carù, cardiologo dello sport: «Purtroppo — dice a Sky — quel che è successo può essere stato determinato da morte cardiaca o da morte cerebrale. Dalle immagini si vede che il ragazzo cade da solo, mi viene da pensare a una morte cerebrale, come un aneurisma, cosa già capitata nello sport. Sembra molto simile al caso di Ancilotto (il cestista della Virtus Roma mancato un'amichevole nell’estate del 1997, ndr)».
«Senza spiegazione» Nel caso si tratterebbe, per Carù, di qualcosa che molto spesso non si può prevedere o diagnosticare: «Tutti i nostri calciatori svolgono attività sotto stretti controlli, ma ci sono alcune patologie che hanno proprio la morte apparente come primo sintomo e non danno segni di sé se non attraverso esami mirati. Ma sarebbe impensabile sottoporre tutti a un’angiografia». La causa della morte è importante anche per determinare il peso specifico della tempestività dei soccorsi: «Se la causa è un aneurisma, l’ambulanza poteva arrivare anche domani e sarebbe stata la stessa cosa. In caso di un fenomeno cardiaco, invece, quanto prima arriva l'intervento tanto maggiori sono le possibilità di recupero». Quella di Morosini è l'ultima di una serie di tragedie senza «spiegazione razionale».

conferma del valore dei controlli in Italia. Castellacci: «Ricordo la morte di Puerta, il difensore del Siviglia. El Mundo titolò a caratteri cubitali: "In Italia non sarebbe successo"». Per Castellacci i campi professionistici non sono a rischio: «C’è sempre il defibrillatore, in campo o nell’ambulanza. Mi preoccupano invece i campi amatoriali, dilettantistici e giovanili. Tutti dovrebbero avere il defibrillatore, si potrebbero salvare vite umane. E non intendo soltanto nel calcio».
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PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Così vogliono portarlo dentro i suoi compagni e i suoi amici

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Ed io ti ricorderò sempre così CIAO MORO

RAFFAELE SCHIAVI Difensore, compagno di Morosini a Vicenza

HANNO DETTO

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ROBERTO PELUCCHI

Andreolli Sono sconvolto. Ha sempre insegnato a tutti noi come sorridere tutti i giorni alla vita, anche quando quest’ultima sembra voltarti le spalle

Un sorriso per ogni ostacolo che la vita gli aveva messo davanti. Proprio lui che avrebbe avuto mille motivi per essere incazzato con il destino, proprio lui che avrebbe potuto pretendere un angelo che lo proteggesse, ora dopo ora, fino a vecchiaia avanzata. Mario era come una cartolina, mostrava sempre il meglio di sè. A tutti. Vedeva il mondo a colori e sapeva stupirsi per le piccole cose quotidiane. Basta leggere i messaggi postati su Twitter. Lo stupore genuino per un tramonto sul mare, per la corsa di un cane, per una pizza con gli amici più cari. «Alla cassa del supermercato uno strepitoso vecchietto toscano se la canticchiava. Mi ha rallegrato la giornata», aveva scritto pochi giorni fa.
Quanti drammi Mario si regalava

CIAO MORO
La vita sfortunata di un ragazzo allegro
I genitori e il fratello morti, la sorella disabile. E poi l’amore per la fidanzata pallavolista, l’ultimo tweet. Storia di un calciatore che ha combattuto contro tutto
Era l’amico ideale Aveva la passione per il tennis e la musica, suonava anche la chitarra
nardi — e avevo il problema di trovare un capitano, ne avevo cambiati già un paio. Chiesi ai ragazzi nello spogliatoio e ci fu un coro: Mario, Mario». Lo piangono tutti, Morosini. Chi a Bergamo è cresciuto, come lui, o chi l’ha incrociato in giro per l’Italia. «Era un ragazzo di una bontà incredibile», dicono commossi Alex Pinardi del Vicenza e Raffaele Schiavi del Padova. «Mi colpiva il fatto che sorridesse sempre», ricorda Gianpaolo Bellini, capitano atalantino. «Ha sempre insegnato a tutti noi come sorridere tutti i giorni alla vita, anche quando quest’ultima sembra davvero averti voltato le spalle», ha aggiunto Marco Andreolli del Chievo, suo compagno in Nazionale.
Dolce e sensibile Mario era così. Scriveva della Vita sempre con la V maiuscola e l’arricchiva con i suoi valori, le sue passioni: l’amore, l’amicizia, la musica, il calcio, il tennis. «Quanti incontri veri e stupendi. Quante consapevolezze su quanto di bello ho nel mio vivere», annotava il 27 febbraio. «Difetti? Mario non aveva difetti, soltanto qualità — racconta Andrea Rabito, ora alla Cremonese, suo compagno al Padova —. Aveva una sensibilità pazzesca, c’era sempre per tutti. Una persona

bella, di quelle che senti il bisogno di avere accanto perché ti rendono la vita migliore». «Ragazzo dolcissimo e intelligente, ma tremendamente sfortunato — dice un commosso Mino Favini, responsabile del settore giovanili dell’Atalanta, uno dei primi a intuire le sue qualità calcistiche —. Pensavo che la vita lo avesse segnato fin troppo, invece è arrivata anche questa ultima tragedia». «Avrebbe meritato di vincere un Mondiale, invece è finito così. Assurdo», lo piange Achille Coser del Novara.
L’amore e gli amici Morosini era

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Tommasi Un evento che ci lascia impotenti e senza parole. Questo ragazzo aveva già avuto un percorso di vita complicato. La decisione di non giocare è stata opportuna

da solo, ogni giorno, un pezzo di vita felice, ripartendo dopo ogni dramma personale sempre un po’ più forte. A 13 anni aveva perso la mamma Camilla, due anni dopo anche papà Aldo. Giocava già a calcio, nelle giovanili dell’Atalanta. Era soltanto un aspirante campione, ma già adulto. Per anni ha vissuto con la zia Miranda, a Monterosso, a due passi dallo stadio, e si è occupato di un fratello e una sorella disabili e bisognosi di continua assistenza. Poi, qualche anno fa, un altro colpo: la tragica morte del fratello Francesco, un altro funerale, altre lacrime. E ancora un briciolo di forza da trovare da qualche parte per ripartire, per non lasciarsi andare. «Spesso mi sono chiesto perché sia capitato tutto a me, ma non riesco mai a trovare una risposta e questo mi fa ancora più male. Però la vita va avanti», aveva confessato nel 2005 in un’intervista al Guerin Sportivo. «Sono cose che ti segnano e ti cambiano la vita, ma allo stesso tempo ti mettono in corpo tanta rabbia e ti aiutano a dare sempre tutto per realizzare quello che era un

Piermario Morosini con la fidanzata Anna

sogno anche dei miei genitori. Vorrei diventare un buon calciatore soprattutto per loro, perché so quanto li farebbe felici. Per questo so di avere degli stimoli in più. Nel giro di due anni ho perso i miei punti di riferimento più importanti, adesso so di esserlo io per i miei fratelli, nonostante sia il più piccolo della famiglia».
Per acclamazione Un punto di riferimento, Mario, lo è stato anche per i compagni, in ogni squadra dove è stato. «Nel 2005 giocammo le finali scudetto Primavera in Puglia — ricorda il tecnico di quell’Atalanta, Giancarlo Fi-

molto legato alla sua Bergamo, alla sua tribù di amici di Monterosso, in particolare Vittorio, quasi un fratello acquisito. Telefonate, vacanze. E tweet complici come questo: «26 anni pieni di momenti come questi. E ce ne saranno ancora troppi da condividere». Mario aveva anche trovato l’amore. Era fidanzato con Anna Vavassori, una pallavolista bergamasca della Valpala Valbrembo. «Con la mia Annina sotto questo cielo toscano», scriveva a Pasquetta. Stavano per prendere una casa assieme, probabilmente si sarebbero anche sposati. «Perché lui era il classico ragazzo per il quale vedevi un futuro da marito e da padre, il miglior marito e il miglior padre — racconta Cristian Raimondi, per due anni suo compagno al Vicenza —. Era riservatissimo, non amava parlare delle sue tragedie famigliari, ma aveva sorrisi in abbondanza per tutti. Ci siamo ritrovati a condividere la camera durante i ritiri per caso, ma c’era affinità. Non fumavamo, non amavamo fare tardi, eravamo simili. La sera si metteva sul letto con le cuffie sulle orecchie e ascoltava la sua musica preferita. Era un esperto, quasi fanatico. Suonava anche la chitarra. Io lo voglio ricordare mentre corre, accompagnato dalle canzoni di Ligabue». Il giorno della morte di Lucio Dalla, Mario aveva scritto: «Quelle notizie a cui non riesci davvero a credere». Già, una così è arrivata anche ieri.
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i club
Le giovanili con l’Atalanta Nel 2005 diventa dell’Udinese
Atalanta
Cresciuto nelle giovanili della Dea, in dieci anni ha vinto uno scudetto con gli Allievi.

Udinese
Nel 2005 passa in comproprietà all’Udinese, dove resta per due stagioni.

Bologna
Nel 2006-07 viene mandato a giocare in prestito al Bologna, in Serie B.

Vicenza
Nell’estate 2007 passa in prestito al Vicenza, dove resta due stagioni.

Reggina
Ad agosto 2009 finisce in prestito alla Reggina, dove rimane sei mesi.

Padova
Il 1 febbraio 2010 cambia squadra: viene girato in prestito al Padova.

Italia U. 21
Dopo la trafila nelle nazionali giovanili, con l’Under 21 ha fatto l’Europeo 2009 in Svezia.

NEI LUOGHI DELL’INFANZIA IERI SERA UNA VEGLIA NELLA PARROCCHIA DI SANTA CATERINA LO HA RICORDATO. E SUL SINTETICO C’ERA CHI CONTINUAVA A GIOCARE

Monterosso, Bergamo: nella culla di Piermario
Qui era nato, qui aveva cominciato a giocare a 7 anni prima che lo scoprisse l’Atalanta
DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO BREGA BERGAMO

strutta dalla tristezza Silvestro Suardi, consigliere della Polisportiva Monterosso, ma è come sentire un’eco nella parrocchia di Monterosso a Bergamo. Chiesa moderna, architettura affilata, un po’ fredda. Da dopo le 16 di ieri tutto ha un altro profumo qui. Con la Polisportiva Monterosso Morosini ha iniziato a giocare a 7 anni: l’Atalanta lo ha pescato e inserito nelle giovanili.
Punto focale Qui Piermario con-

«Per noi Piermario era tutto». Te lo dice con la voce di-

tinuava a venire soprattutto di domenica. «Una persona socievole e aperta — lo descrive don Remo Luiselli, parroco di Monterosso —. Era trascinato dai campi estivi. Lo vedevi starsene qui anche tre ore al giorno: giocava con i bimbi, scherzava, partecipava alle attività». E allora forse stride un po’ meno vedere sul sintetico del Monterosso due squadre del campionato Uisp che giocano. Ne hanno parlato con l’arbitro e con il referente delegato: un minuto di silenzio

e poi in campo. Qui ogni fine maggio si disputa il trofeo dedicato al fratello Francesco, ex dirigente della Polisportiva. «L’abbiamo ideato insieme a Piermario — spiega il presidente Giovanni Molica —. Giocava e partecipava. Gli sarò sempre riconoscente, era molto legato a noi. Non conosceva la parola superbia, era alla portata di tutti».
Radici L’appartamento di via

Tremana al 5 (tenuto in ordine dall’unica zia rimastagli) è vici-

Le maglie di Morosini nel bar della Polisportiva Monterosso

no a Monterosso. Piermario e la fidanzata Anna presto avrebbero cambiato casa. Ieri sera gli amici si sono ritrovati per una veglia nella parrocchia di Santa Caterina. Un tappeto rosso a terra cosparso di cuscini colorati, una statua di Gesù coricata su una tavola di legno che doveva essere una croce, e tanti piccoli ceri a terra. «Non ascolteremo niente di speciale, siamo qui solo per starci vicino» ha detto don Cristiano Re, curato della parrocchia. Qualcuno si è alzato, ha preso un cero, lo ha acceso ed è tornato al suo posto. Per tenersi stretto Piermario e il suo calore tra le mani.
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PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Una tragedia che ne ricorda altre. Anche recenti

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Ma cosa sta succedendo? Oggi ha perso la vita Morosini, ogni fine settimana ne succede una nuova. BASTA! Sono senza parole
ENZO MARESCA Centrocampista del Malaga

LE ALTRE TRAGEDIE
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VITTIME IN AZIONE

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IL SOPRAVVISSUTO

«Io ce l’ho fatta Ma in Piermario mi sono rivisto»
Manfredonia si salvò dopo un arresto
cardiaco 22 anni fa: «E se a Pescara l’ambulanza fosse arrivata prima...»

1. Marc Vivien Foé, colpito da attacco cardiaco il 26 giugno 2003 durante Camerun-Colombia, semifinale di Confederations Cup a Lione: è morto a 28 anni. 2. Miklos Feher, morto a 24 anni il 25 gennaio 2004 durante Benfica-Vitoria Guimaraes. 3. Antonio Puerta, collassato durante Siviglia-Getafe il 25 agosto 2007, morto tre giorni dopo a 22 anni

Da Curi a Puerta Quando il cuore sbatte sull’erba
Il 30 ottobre 1977 il dramma durante Perugia-Juve Lo stesso di Taccola e di tanti altri caduti sul campo
ALEX FROSIO

Vigor Bovolenta, pallavolista, è morto il 24 marzo scorso, a 37 anni dopo un malore durante la partita di B2 tra la sua squadra, Forlì, e la Lube Macerata

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Alessio Galletti, ciclista, è morto il 15 giugno 2005, a 37 anni, per un infarto che lo stronca a 15 km dall’arrivo della Subida al Naranco, in Spagna

Lionello Manfredonia a terra durante Bologna-Roma del 30 dicembre 1988
GIUSEPPE CALVI

Renato Curi riposa proprio a Pescara. Lui che correva e correva e correva. E poi un giorno, all’improvviso, si fermò. Quel giorno era il 30 ottobre 1977 e assomiglia tragicamente al pomeriggio di ieri. Si gioca Perugia-Juventus, quinta giornata di Serie A. E piove, fa freddo, ma non si è ancora capito quanto può far freddo, in un pomeriggio di calcio. Dopo cinque minuti della ripresa Vannini, il migliore amico di Curi, sta per battere un fallo laterale, ma si ferma. Renato si è accasciato, lì in mezzo al campo, da solo. «All’inizio non ci rendemmo conto della gravità della situazione... Renato non doveva nemmeno giocare per un problema alla caviglia» racconta Pierluigi Frosio, capitano di quel Perugia e tra i primi a chiamare i soccorsi. Entrano massaggiatori e medico, anche l’allenatore del Perugia Ilario Castagner, che aveva fortemente voluto quel piccolo e geniale centrocampista due anni prima prendendolo dal Como. Mani nei capelli. Occhi increduli. Renato non respira più, il suo cuore non batte più. Infarto. Esce in barella, lo portano negli spogliatoi, ma sono inutili i tentativi di rianimazione durati un’ora: all’ingresso del tunnel, raccontano, Renato se n’è già andato. Lasciando la moglie Clelia, la figlia Sabrina e il figlio Renatino, ancora nella pancia di mamma: una famiglia che ha un cuore grande così.
Paura e processo Lui, Renato, invece aveva il «cuore matto». Ci scherzava su, addirittura. Passando dal Giulianova al Como fu pure mandato a Coverciano per un controllo cardiaco: battiti irregolari. Dopo la morte fu aperta un’inchiesta. Il campionato continuava: «La domenica dopo giocammo a Napoli, dopo 10 minuti perdevamo 3-0, eravamo più attenti a tenerci la mano sul cuore»,

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Davide Ancilotto, cestista, morì il 24 agosto 1997, a 23 anni, una settimana dopo essere stato colpito da un aneurisma in un’amichevole estiva

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Tom Simpson, ciclista, campione del mondo nel 1965, morì il 13 luglio 1967 a 29 anni dopo essere collassato sul Mont Ventoux, nella tredicesima tappa del Tour de France

In quell’attimo, gli è sembrato di crollare a terra, accanto al povero Morosini. Lionello Manfredonia ha rivissuto nella morte di Piermario le immagini, fredde e veloci, che segnarono la sua grande paura. Più di 22 anni fa, il 30 dicembre 1989, si fermò anche il suo cuore, allo stadio Dall’Ara di Bologna, al quinto minuto della partita tra la squadra di casa e la Roma. «Mi salvai grazie ai soccorsi immediati, straordinari, che ricevetti sul campo — racconta l’ex difensore di Lazio, Juventus e Roma, che oggi ha 55 anni —. Purtroppo, Morosini non ce l’ha fatta. Chissà, se l’ambulanza fosse arrivata prima sul terreno di gioco... Ma chi lo può dire? Siamo tutti nelle mani del Signore. E quel giorno mi strappò alla morte».
Il piccolo Matteo Ieri ha sofferto davanti alla tv, nella sua casa di Vicenza. A un certo punto, ha preferito allontanare dalla stanza Matteo, 8 anni, il figlio più piccolo. «Avevo deciso di vedere il Pescara, mi entusiasma il calcio di Zeman — racconta Manfredonia, ora agente di calciatori —. Con me, c’erano Matteo e un suo amico. Mio figlio, che gioca in una squadretta di Passo di Riva, sa quello che mi è accaduto. Ha visto in tv le scene del mio incubo. Dinanzi al dramma di Morosini ho voluto distrarre Matteo e il suo compagno. Quando sono andati in un’altra camera, ho ripreso a seguire il triste collegamento da Pescara». Quello stesso tonfo Lionello ha intuito subito che all’Adriatico c’era una situazione a rischio. «Morosini è stramazzato sull’erba proprio come successe a me. Dopo aver seguito un avversario all’altezza del fondo campo, all’improvviso mi accasciai nell’area di rigore della Roma. Ebbi la fortuna di essere tempestivamente soccorso, peraltro con un’ambulanza

che era presente sul campo. A parte l’intervento del dottore Alicicco e la decisiva respirazione bocca a bocca praticatami dal massaggiatore della Roma, Giorgio Rossi, entro 6-7 minuti con l’ambulanza arrivai all’ospedale Maggiore. Anch’io finii in coma farmacologico, riprendendomi entro breve tempo. Ho sperato che pure per Piermario ci potesse essere un’evoluzione positiva. È stato stroncato da un evento che è difficile accettare, considerati i controlli ai quali, oggi, gli atleti si sottopongono».
Ancora tanti dubbi Aveva 33 an-

ni, quando rischiò la vita in quel Bologna-Roma. Dopo tanto tempo, Manfredonia si porta dentro dubbi pesanti. «Chi parlava di infarto e chi lo escludeva. Gli specialisti considerarono un ipertono vagale come la causa dell’arresto cardiaco. Si valutò anche l’incidenza del gelo che c’era quel pomeriggio a Bologna. Ma quando arriva la chiamata da lassù, c’è poco da fare. Povero Morosini».
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Renato Curi con la maglia del Perugia. Sopra, mentre viene portato fuori in barella dopo l’attacco cardiaco fatale. Aveva 24 anni

dice Frosio, ammettendo una paura che potrebbe invadere anche il calcio di oggi. Il medico del Perugia e quello di Coverciano andarono a processo: assolti in primo grado, un anno coi benefici di legge in appello.
Quante tragedie L’unica consolazione è il ricordo, che dura per sempre. A Curi hanno intitolato lo stadio di Perugia; una squadra della provincia di Pescara porta il suo nome. Renato, intanto, continua a correre. Al suo fianco, la tante vittime delle tragedie del calcio. Come Giuliano Taccola, attaccante della Roma colpito da attacco cardiaco alla fine di una partita con il Cagliari, nel 1969. Come l’inglese Dave Longhurst, morto in campo a 25 anni durante il match tra York City e Lincoln. E poi le più recenti morti in diretta tv. Il tonfo tragico di Marc Vivien Foé, stroncato a 28 anni a Lione, il 26 giugno

2003, durante la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia. Miklos Feher, ungherese, che a 24 anni, nel gennaio 2004, collassò durante la partita tra il suo Benfica e il Vitoria Guimaraes, campionato portoghese. Serginho, 30 anni, difensore del San Caetano in Brasile, non si rialzò dopo una crisi cardiorespiratoria giocando contro il San Paolo, nell’ottobre 2004. Antonio Puerta morì a 22 anni il 28 agosto 2007, tre giorni dopo un collasso in campo durante Siviglia-Getafe e quattro giorni prima della Supercoppa europea da giocare contro il Milan. Un’altra tragedia ha colpito al cuore il calcio spagnolo in tempi recenti, quando nell’agosto 2009, durante un ritiro a Coverciano con la sua squadra, il capitano dell’Espanyol Daniel Jarque, 26 anni, si è spento nella sua camera d’albergo. Non per questo fa meno male.
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il miracolo

Muamba record
Il 17 marzo Muamba (Bolton) viene colto in campo da arresto cardiaco: si è già ripreso, cammina e ha lasciato l’ospedale

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PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Cordoglio anche al di fuori del mondo del calcio

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La morte di Morosini ci ha gelato il sangue... chi decide il nostro appuntamento con il destino? Per lui è stato troppo presto. È crudele
SIMONA VENTURA Presentatrice

Abete ha deciso subito «Non siamo marziani»
La Figc veloce nel decretare la sospensione: meglio correre il rischio di critiche piuttosto che sembrare insensibile
MARCO IARIA

I precedenti
Quando il pallone ha smesso di rotolare

The show must go on. Per una volta non è stato così. Per una volta lo spettacolo del calcio si è fermato, ed è calato un decoroso silenzio. Giancarlo Abete, il presidente della Federazione, ha agito di pancia, nell’unico modo umanamente possibile. Sospesi tutti i campionati del weekend, dalla Serie A all’Interregionale. Quelle immagini terrificanti alla tv, provenienti da Pescara, quell’agonia durata un’eternità, quelle lacrime e quelle mani nei capelli di chi stava attorno alla tragedia hanno indotto i vertici dello sport a una scelta radicale. Così, l’iniziale minuto di silenzio disposto comunque dal Coni sui campi delle altre discipline si è trasformato in uno stop di 48 ore.
Decisione rapida Dalle 17 di ie-

Anche Petrucci d’accordo Ma Zamparini: «Si poteva giocare in onore di Mario»
lenti. Tutto deciso nel giro di pochissimi minuti. Abete che parla con Gianni Petrucci e trova la sponda che cercava: impossibile anche solo immaginare le scene di esultanza per un gol in un anticipo di A, programmato qualche ora dopo la morte in diretta di Morosini. Petrucci che riceve le chiamate di alcuni presidenti della massima serie, la maggior parte dei quali — in primis Massimo Moratti — d’accordo sullo stop. Con l’Udinese, proprietaria del cartellino del giocatore, intenzionata comunque a non scendere in campo contro l’Inter, anche a costo di perdere a tavolino. Certo, qualche mugugno non è mancato, ma

è prontamente rientrato. Maurizio Zamparini del Palermo dirà: «Io avrei giocato lo stesso per omaggiare la figura del ragazzo, ma rispetto totalmente la decisione della Federazione». Abete che fa il giro delle consultazioni delle varie leghe e incassa gli attesi placet. Da Maurizio Beretta della A ad Andrea Abodi della B («non si può non essere d’accordo»), a Mario Macalli della Lega Pro («sono sconvolto, è una tragedia che fa riflettere, siamo perfettamente in linea col presidente federale»).
La sensibilità dell’Aic Sentito,

rà tempo per approfondire, anche perché ci sarà un’autopsia. Lunedì (domani, ndr) avevamo in programma un’assemblea, che è stata rinviata, ma ci riuniremo per parlare di questa tragedia e delle problematiche connesse alla tutela dei giocatori, tema su cui comunque abbiamo già posto attenzione anche di recente con un convegno. La prevenzione del calcio d’élite italiano è da portare come esempio anche all’estero, non dobbiamo pensare che qualcosa stia funzionando male. Tuttavia decine di migliaia di ragazzi giocano nelle serie dilettantistiche con pochissimi controlli».
Non siamo marziani Al termine di una giornata orribile, Abete ha evitato di parlare alla stampa, in segno di rispetto. La Federazione ha deciso di sospendere i campionati senza alcun indugio, tanto più in un momento così duro per il calcio italiano, la cui onorabilità è stata deturpata dallo scandalo delle scommesse. Immaginatevi quante polemiche sarebbero montate, oggi, se il governo del pallone fosse rimasto immobile. Riflettendo su quel dramma, in quel fazzoletto di tempo compresso tra l’annuncio della morte e lo stop ai campionati, Abete ha capito che non poteva far finta di nulla. «Saremmo stati percepiti come dei marziani», il pensiero filtrato dalle stanze di via Allegri. Ed ecco il gesto forte. Fermi tutti, come solo dopo le morti del tifoso Vincenzo Spagnolo, nel 1995, e dell’ispettore Filippo Raciti, nel 2007, figlie della violenza cieca e barbara. Senza dimenticare il lutto dell’intero sport italiano, non solo del calcio, per la scomparsa di Papa Wojtyla, nel 2005. Qualcuno potrà non essere d’accordo ma — è il ragionamento della Figc — «preferiamo una critica per eccesso di rispetto piuttosto che per mancanza di rispetto».
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ri, le linee telefoniche dei canali istituzionali sono state bol-

anche, Damiano Tommasi dell’Aic. E proprio la ferma volontà del sindacato di celebrare un weekend di lutto ha recitato un ruolo-chiave. «È una tragedia che lascia impotenti e disarmati — le prime parole del presidente dell’Assocalciatori — un evento di questo tipo è inspiegabile. Ora prevalgono l’amarezza e lo sconforto, ci sa-

l’omaggio all’estero Real in silenzio per Mario Il Barça col lutto al braccio
A destra (Reuters), i giocatori di Real Madrid e Sporting Gijon schierati al centro del campo per il minuto di silenzio osservato al Bernabeu in omaggio a Morosini. In Levante-Barcellona minuto di silenzio e squadre col lutto al braccio. Raccoglimento anche all’Allianz Arena, alla notizia della scomparsa del giocatore, prima del secondo tempo di Bayern Monaco-Mainz.

Wojtyla bloccò il mondo I lutti Spagnolo e Raciti
Il calcio si è fermato per gli omicidi Spagnolo e Raciti (1995 e 2007) e per la morte di Giovanni Paolo II (2005)

SERIE A LA LEGA PREDILIGE QUESTA SOLUZIONE PER UNA MAGGIORE REGOLARITÀ. SALTA LO STAGE DELLA NAZIONALE PREVISTO PER IL 23 E 24

LEGA PRO

Si giocherà pure il 25, ma il calendario slitta
DOPO LO STOP BEN 5 TURNI IN 16 GIORNI: LA GIORNATA SOSPESA SI DOVREBBE GIOCARE NEL PROSSIMO WEEKEND, LA 34a IL MERCOLEDÌ SEGUENTE

Si recupera il 25 Spostata la finale della Coppa Italia
La Lega Pro, preso atto dello stop ai campionati, ha subito riscritto il calendario e fissato in mercoledì 25 la data per recuperare la giornata sospesa, spostando la finale di Coppa Italia. Ecco dunque il nuovo calendario. MERCOLEDì 18 Prima divisione: recupero Como-Taranto (girone A). Seconda divisione: gioca la 39ª giornata del girone B. Coppa Italia: andata della finale Spezia-Pisa. DOMENICA 22 Prima divisione: 32ª giornata. Seconda divisione: 36ª giornata girone A, 40ª giornata girone B. MERCOLEDì 25 Prima divisione: recupero 31ª giornata. Seconda divisione: recupero 35ª giornata girone A e 38ª giornata girone B. DOMENICA 29 Prima divisione: 33ª giornata. Seconda divisione: 37ª giornata girone A, 41ª girone B. MERCOLEDI 2 MAGGIO Coppa Italia: ritorno della finale Pisa-Spezia. DOMENICA 6 Ultima giornata Prima e Seconda divisione.

GAZZETTA DELLO SPORT

Dopo il rinvio di questo weekend, la Serie A scenderà in campo pure il 25 aprile per rimettersi in carreggiata con la tabella di marcia che impone la chiusura per il 13 maggio. Solo che l’ipotesi più probabile è uno slittamento del calendario. La giornata in programma ieri e oggi, la numero 33, verrebbe disputata nel prossimo fine settimana, il 21 e 22 aprile. E il 34o turno scivolerebbe al 25 aprile. La Lega predilige que-

sta soluzione, rispetto al meccanico rinvio della giornata sospesa, perché garantisce maggiore regolarità. Posto che di fronte a tale tragedia qualsiasi dietrologia appare fuori luogo, in un finale di stagione così elettrico ogni pretesto è buono per montare una polemica, da parte di questa o quella squadra. E allora lo scivolamento metterebbe il d.g. Brunelli al riparo da qualsiasi contestazione. Perché in questo modo la sequenza

originale delle partite in casa e fuori verrebbe rispettata, come pure l’applicazione delle squalifiche. Ma a soli 6 turni dalla fine, c’è un’altra considerazione pro-slittamento: non è più giusto ricreare le stesse condizioni previste per la giornata sospesa, in cui, tanto per dirne una, il Cesena avversario della Juve non è ancora aritmeticamente retrocesso? La stessa decisione fu presa nell’aprile 2005 in seguito allo stop per la

morte di Papa Wojtyla, mentre non si è potuta ripetere quest’anno dopo lo sciopero della 1a giornata: troppe partite da far slittare fino all’«incastro» del 21 dicembre. Il cambio in corsa del calendario di A, comunque, implica alcuni correttivi, per via delle concatenazioni con le categorie inferiori (esempio: Trieste che ospita il Cagliari e la Triestina). Il vantaggio di giocare il 25 è che si tratta di un festivo: programma spal-

mato tra le 12.30, le 15 e le 18, comunque prima dell’embargo del prime time imposto dalla Champions; e niente anticipi al martedì o posticipi al giovedì. A questo punto, salterà lo stage della Nazionale del 23-24 aprile: la Figc è pronta a rinunciarvi. E l’Under 21, in campo il 25 a Edimburgo, probabilmente dovrà pescare solo dalla B.
m.iar.
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PIERMARIO MOROSINI 1986-2012

Niente partite in memoria della scomparsa di Piermario

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Il rinvio delle partite adesso non conta nulla... Ora stringiamoci in silenzio e ricordiamo Piermario...
DAVIDE ASTORI Difensore del Cagliari

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HANNO DETTO

A L’Inter in hotel
I NERAZZURRI A UDINE

tra l’angoscia e Ranocchia disperato
DAL NOSTRO INVIATO

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Andrea Ranocchia «Ho un dolore fortissimo, un vuoto enorme. Piermario era un ragazzo splendido, non si meritava tutto questo»

MATTEO DALLA VITE UDINE

1 Galliani in campo subito dopo la decisione dello stop LIVERANI 2 La gente lascia San Siro LIVERANI 3 Genoa e Milan si allenano dividendo il campo TASSONE 4 La commozione di Muntari INSIDE

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Morosini la partita viene annullata. Sarà giocata in data da destinarsi». I milanisti l’avevano saputo pochi minuti prima, quando il team manager Vittorio Mentana era entrato con passo lento per avvisarli della decisione della Federcalcio.
Lo sconforto di Muntari Nessuno

Il calcio si ferma San Siro si svuota
Milan e Genoa avevano già fatto il riscaldamento. Poi la notizia: gelo, silenzio, commozione. Il pianto di Muntari
FABIANA DELLA VALLE MILANO

Javier Zanetti «Era un ragazzo, era giusto non giocare. Come può succedere a un venticinquenne su un campo di calcio?»

Andrea Ranocchia e Piermario Morosini erano compagni di stanza. Trasferte dell’Under 21, anche all’Euro 2009 in Svezia, quello in cui c’erano pure Poli, Balotelli e un Bronzo come medaglia. Andrea ieri era sconvolto. «Ho un dolore fortissimo, un vuoto enorme», scrive Ranocchia su Inter.it. «Un ragazzo splendido, non si meritava tutto questo». Occhi quasi in lacrime, perché chissà quante volte si erano parlati e confidati lui e Pier. Ma tutta l’Inter «dal presidente Moratti a Stramaccioni, la squadra e lo staff partecipano al grande dolore per l’addio a Piermario» si legge in

lo aveva incrociato a Udine.
Lo stop della Federcalcio Eppure

UNO STADIO PER DUE

Cronaca di una giornata di apparente normalità, perché di normale non può più esserci niente quando la morte di un ragazzo di 25 anni blocca la ritualità del mondo del calcio e lascia senza fiato chi era preparato a giocare o ad assistere solo a una partita di calcio. I giocatori del Milan hanno saputo che cosa era accaduto a Pescara mentre erano in pullman per raggiungere lo stadio. Notizie frammentarie che ben presto hanno assunto i contorni della tragedia. Volti tesi e provati, soprattutto quelli di Abate e Muntari, che avevano giocato con lui rispettivamente in Under 21 e con l’Udinese. Anche Allegri

le due squadre erano scese regolarmente in campo per il riscaldamento, mentre Adriano Galliani teneva i contatti con la Lega. «Non si può commentare una notizia così — sono state le sue uniche parole appena arrivato a San Siro —, proporremo il minuto di silenzio e il lutto al braccio, ma forse si dovrebbe fare qualcosa di più». Poi è stato un susseguirsi di eventi: il comunicato apparso alle 17.20 sul sito del Milan, che annunciava il minuto di silenzio disposto dalla Federcalcio per tutte le partite della 33a giornata di A, è stato superato un quarto d’ora dopo dall’annuncio ufficiale dello speaker: «In seguito alla morte del giocatore Piermario

Le due squadre s’allenano insieme per un’ora. Oggi e domani rossoneri a riposo
Uno stadio per due. Dopo il rinvio della partita, Milan e Genoa hanno chiesto e ottenuto dalla Lega di Serie A il permesso per potersi allenare a San Siro (a porte chiuse). Così i giocatori delle due squadre si sono divisi il campo (il Milan era sotto la Curva Sud) per poco più di un’ora, dalle 18.30 alle 19.30. Nonostante la pioggia, Adriano Galliani è rimasto a bordo campo e ha lasciato San Siro intorno alle 19.35, ancora molto provato. Adesso i giocatori del Milan avranno due giorni di riposo (cosa che non accade da parecchio tempo in casa rossonera per il duplice impegno tra campionato e Champions League): ritorneranno a lavorare a Milanello martedì 17 per preparare il prossimo impegno di campionato.

ha battuto ciglio: un po’ se l’aspettavano e probabilmente speravano di non essere costretti a rincorrere un pallone con il dolore nel cuore. Su San Siro è piombato un silenzio irreale, in segno di rispetto. Mentre lo stadio si svuotava, alcuni giocatori si sono fermati sull’erba a parlare. Si vedono Yepes, Nesta e Frey che scuotono la testa, gesti quasi impercettibili che mimano una tragedia senza un perché. Galliani e Malesani parlottano, e Ibrahimovic resta immobile in mezzo al campo, come se la morte improvvisa l’avesse paralizzato. Muntari è uno degli ultimi a imboccare il tunnel: lui che aveva giocato con Morosini fa fatica ad accettare il motivo del rinvio. Ha gli occhi lucidi e lo sguardo assente. Nessuno ha voglia di parlare: il Milan sceglie la via del comunicato per esprimere il cordoglio. Basta il silenzio di uno stadio intero per raccontare una giornata di dolore.
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Erano compagni nell’Under. Zanetti duro: «Ne stanno succedendo con tanta frequenza»
una nota del club. «Stasera non si gioca»: dopo il diktat alla squadra di Moratti che a metà pomeriggio aveva abbracciato immediatamente la proposta di stop dell’Udinese, l’Inter è ripartita dall’hotel verso le 19 e dall’aeroporto di Ronchi dei Legionari alle 21. Con la mente imbevuta di dolore. «Siamo tutti tristi», dice Zanetti a Sky. «Era un ragazzo, è incredibile ed è stato giusto non giocare. Come può succedere a un venticinquenne su un campo di calcio? Purtroppo ne stanno succedendo con tanta frequenza». L’Inter nel passato aveva vissuto i casi (per fortuna risolti con operazioni cardiache) di Kanu e Fadiga. Oggi si interroga come tutti, e tramite il profilo-twitter sia Sneijder che Forlan, Palombo e Guarin scrivono «Rip Piermario, riposa in pace». Già.
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DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

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Non ho parole, non riesco a trovarle. A 25 anni tradito dal cuore, tradito da ciò che il suo cuore voleva fare. Solamente giocare a pallone
MARCO RIGONI Centrocampista del Novara

Pozzo: «Era un figlio dell’Udinese»
I bianconeri lo acquistarono nel 2004: «Aveva fatto le valigie tante volte, ma gli eravamo affezionati»
DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

Non si può morire così, non si può morire così». La voce di Totò Di Natale si sentiva forte nella hall dell’hotel Astoria. In un divanetto Antonio Floro Flores in lacrime, Francesco Guidolin commosso, gli altri italiani scossi e muti, gli stranieri storditi e confusi. Ma con un’idea fissa: «Con l’Inter non

si gioca». Sentimenti rispettati da chi governa il calcio. L’Udinese si è chiusa nel silenzio affidando al numero 1, Gianpaolo Pozzo, le parole ufficiali e alle 18 ha lasciato il ritiro dirigendosi allo stadio.
Come un figlio «Se ne va un figlio

dell’Udinese. Piermario ha fatto le valigie tante volte, andando a giocare in varie squadre, ma ci eravamo affezionati. Era un ragazzo eccezionale e non sono parole di circostanza. Non

ci ha mai creato un problema, una polemica. Era un professionista esemplare. Infatti gli volevano bene tutti all’interno della squadra e del club. Credo sia stato giusto non giocare, noi ci abbiamo pensato prima che venisse ufficializzato il tutto e l’Inter, con grande umanità, ha accettato. Ora ci resta solo il dolore per una disgrazia assolutamente casuale. Non si può fare nulla per prevenire una cosa del genere».

Decisioni Dopo le parole del pa-

tron, sono arrivate le testimonianze dei tifosi che si sono precipitati al Friuli e hanno affisso due lunghi striscioni bianchi: «Morosini per sempre con noi» e «Ciao Moro». La Curva Nord. «Moro», che era di proprietà dell’Udinese da 7 anni, era amato anche da loro. La squadra riprenderà la preparazione domani, ma parteciperà ai funerali, tutti vogliono dare l’ultimo saluto al compagno, al centrocampista col numero 25. Udine-

se Channel sospende la programmazione per 24 ore, trasmetterà solo le rassegne stampa e per tutta la giornata lascerà un’immagine sorridente del giocatore con scritto: «Caro Mario, ti vogliamo ricordare così». La società farà il resto, lo dice Gianpaolo Pozzo: «Vogliamo stare vicini alla sorella e alla fidanzata di Piermario». Conoscendo l’umanità e la sensibilità della signora Pozzo le iniziative non mancheranno.
Gianpaolo Pozzo, 70 anni PLP
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a fiumicino
I FUNERALI

Addio a Fersini C’era pure Klose
(m.cal.) C’erano oltre 2000 persone a Fiumicino per i funerali di Mirko Fersini (foto BARTOLETTI), il 17enne degli Allievi della Lazio scomparso giovedì. In chiesa anche il presidente Lotito e sei giocatori, tra cui Klose.

PRENOTATEVI OGGI

Quanti campioni per la «Lotta alla trombosi»
All’insegna dello slogan «La prevenzione è un gioco: giocala!», ALT e La Gazzetta ti invitano a partecipare all’incontro di domani alle 11 in sala Buzzati (via Balzan 3 – Milano) nel quale sarà presentata la 1a Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi. I primi 50 lettori che telefoneranno oggi allo 02-20400330 (dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18) potranno conoscere La Squadra della Salute che scende in campo con noi guidata dal coach Dan Peterson. Tra i campioni Bergomi e Franco Baresi.

La famiglia Pozzo con profonda commozione prende parte al dolore dei familiari per la scomparsa del caro

Piermario Morosini
- Udine, 14 aprile 2012. Udinese Calcio, l'allenatore, i giocatori e tutto lo staff tecnico e medico, addolorati per la scomparsa di

Piermario
si stringono commossi ai familiari a cui porgono le più sentite condoglianze. - Udine, 14 aprile 2012. La Lega Pro con il suo Presidente Mario Macalli, i vice Archimede Pitrolo e Salvatore Lombardo, il direttore Francesco Ghirelli con il segretario Sergio Capograssi sono vicini alla famiglia e al Livorno Calcio per la scomparsa di

Piermario Morosini
- Firenze, 15 aprile 2012.

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

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SERIE A

Conte: «Muntari? Allegri mi ha davvero annoiato»
Il tecnico della Juve parla pure del prolungamento del suo contratto: «Rinnovo automatico? Prima dobbiamo discutere di varie cose...»
DAL NOSTRO INVIATO

HA DETTO

A
S

La Classifica
SQUADRE PT PARTITE G V N P RETI F S

MIRKO GRAZIANO VINOVO (TORINO)

«Allegri? Che noia! Il Cesena? Va affrontato come se fosse la gara della vita, e il risultato del Milan non condiziona nulla. Il contratto? Prima dobbiamo sederci a parlare bene di ogni cosa...». Antonio Conte convoca carta stampata, televisioni e radio alle nove del mattino, ma non sonnecchia per niente. Anzi. Una frecciata al collega rossonero, un avvertimento ai suoi ragazzi e un bicchiere (nulla di più per ora) di acqua gelata su corso Galileo Ferraris hanno l’effetto, in sala conferenze, di un bel caffè doppio. Poi, la tragedia-Morosini cancella di fatto ogni discorso riguardante la sfida con i romagnoli. Conte e i suoi ragazzi avevano scelto proprio il terreno del «Manuzzi» per svolgere la rifinitura. In campo di primo pomeriggio, prove di «4-3-3», così avrebbe giocato oggi la Juve. Tutto senza significato. Durante il rientro in albergo il gruppo è infatti raggiunto dalla notizia della morte di Morosini, e subito dopo viene ufficializzato l’annullamento dell’intera 33ª giornata. Si respira tanta tristezza in hotel, a Forlì. La Juventus esprime subito cordoglio e vicinanza alla famiglia dello sfortunato giocatore attraverso il sito ufficiale della società. Poi, in serata, tutti di nuovo a Torino.
«Basta con Muntari...» Ma tor-

ha detto che l’eventuale scudetto della Juve sarebbe meritato. Ora sento altre cose. Dovremmo essere tutti più credibili».
Rinnovo? Sì, ma... In coda arri-

L’EX ROSSONERO

va il capitolo rinnovo. Marotta ha parlato di grande affetto e stima nei confronti di Conte, di prolungamento scontato, «e io ne sono felice - replica il tecnico bianconero -. Stima e affetto sono ricambiati. Tutto vero. Sarà però opportuno, e lo ha detto pure Marotta, sederci attorno a un tavolo e parlare di tante cose. Penso che dopo un anno di lavoro ci si debba confrontare. Saranno argomenti piacevoli, ma dobbiamo parlare, non ci sono

Maldini: «Pirlo unico, sapevo che poteva dare ancora tanto»
MILANO (f.d.v.) Andrea

Conte su Marotta «Parole che fanno bene ma prima serve un confronto. Saranno anche argomenti piacevoli, dobbiamo però parlare»

JUVENTUS MILAN LAZIO UDINESE ROMA NAPOLI INTER CATANIA CHIEVO PALERMO ATALANTA* BOLOGNA SIENA CAGLIARI PARMA FIORENTINA GENOA LECCE NOVARA CESENA

68 67 54 51 50 48 48 43 42 40 40 40 39 38 38 37 36 34 25 21

32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32 32

18 20 16 14 15 12 14 10 11 11 11 10 10 9 9 9 9 8 5 4

14 7 6 9 5 12 6 13 9 7 13 10 9 11 11 10 9 10 10 9

0 5 10 9 12 8 12 9 12 14 8 12 13 12 12 13 14 14 17 19

53 62 48 44 52 56 47 42 30 44 37 33 37 33 41 32 43 37 27 19

18 26 40 32 42 41 45 43 40 49 34 38 34 39 50 38 58 48 54 48

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE
La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, la differenza reti; 3) numero di gol segnati. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

«
Antonio Conte, 42 anni, prima stagione alla Juve IPP

Il gol di Muntari al momento pesa in maniera devastante sul campionato
MASSIMILIANO ALLEGRI TECNICO DEL MILAN

niamo al Conte mattutino. Venerdì Allegri tira di nuovo in ballo il gol di Muntari, «che al momento pesa in maniera devastante sul campionato, soprattutto se finiremo punto a

punto». Parole ascoltate in tempo reale a Vinovo. La replica è d’obbligo. Conte se l’è forse anche preparata. Fa spallucce, regala una smorfia annoiata, poi attacca: «Comincio ad essere affaticato. Dopo Parma avevamo sollevato un problema con gli arbitri, ci è però stato detto di farla finita, di stare zitti. E noi non abbiamo più parlato. Adesso sento invece chiacchierare sempre gli altri. Non passa giorno senza che vengano tirati in ballo certi discorsi, e obiettivamente l’argomento Muntari è diventato di una noia mortale. Basta. Noi stiamo andando avanti. La settimana scorsa proprio Allegri
perdono quasi tutte di significato. Quasi. «La Roma finora ha fatto delle cose buone, se no non saremmo in corsa per il terzo posto, ma non siamo regolari. Ho visto tante volte i ragazzi fare buone prestazioni fuori casa, però in questa stagione non pareggiamo quasi mai: o vinciamo o facciamo figuracce. Non è facile da capire. Comunque mancano 6 partite e fisicamente stiamo benissimo: alla fine faremo i conti». Luis Enrique spende poi parole su Marquinho e Totti. «Il brasiliano ha portato qualcosa di

dubbi». Tradotto: sono felice, amo la Juve, non penso ad altri club, però mettetemi a disposizione un gruppo in grado di ben figurare su tutti i fronti, perché l’attuale rosa non è adeguata per competere contemporaneamente in campionato e in Europa. Marotta ha già garantito «un intervento importante sul mercato, sia per quantità sia per qualità». Il confronto sarà dunque tutto sui nomi. «Del Piero? Lo ha spiegato lui - conclude Conte -, il futuro è la prossima partita. Non esiste pensare ad altro in un momento in cui siamo lì, gli unici a giocarci due titoli, scudetto e Coppa Italia».
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Pirlo è unico e il Milan doveva pensarci bene prima di lasciarlo andare via. E’ il pensiero di Paolo Maldini, che ieri si è presentato in versione tennista all’Aspria Harbour Club per il «Nutrilite Tennis Challenge Adidas Cup», organizzato da Fondazione Milan. L’ex rossonero prima ha consegnato il ricavato del torneo (15 mila euro più altri 15 mila offerti dalla Nutrilite) alla Polisportiva Europa di Napoli per realizzare un campo per i bimbi disagiati, poi si è concesso ai giornalisti: «La Juve mi ha sorpreso per la continuità, non pensavo durasse così tanto. Ora è tutto nelle mani dei bianconeri. Il Milan in 20 giorni ha perso 2 dei 3 obiettivi stagionali, ma il campionato è ancora aperto. Entrambe le squadre hanno ancora il 50% di possibilità di vincere lo scudetto, perché i passi falsi sono all’ordine del giorno». Maldini si è soffermato appena sul gol di Muntari («E’ un episodio importante ma ormai è passato, per riuscire a essere sereni bisogna dimenticare, meglio evitare le polemiche da tutte e due le parti»), poi ha avuto parole d’elogio per due bianconeri, Del Piero e Pirlo: «Sul futuro di Ale la Juve è stata molto chiara e anche inopportuna, però non lo vedo in un’altra italiana. Non ho mai dubitato che Pirlo potesse dare ancora tanto, è un giocatore unico. Nesta in bianconero? Non so, ha avuto tanti guai fisici, credo viva alla giornata».
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Marcatori

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Conte su Del Piero «Del Piero? Lo ha spiegato lui, il futuro è la prossima partita. Non esiste pensare ad altro. Siamo gli unici a giocarci scudetto e Coppa Italia»

23 RETI: Ibrahimovic (9) (Milan) 20 RETI: Milito (5) (Inter); Di Natale (4) (Udinese) 19 RETI: Cavani (2) (Napoli) 16 RETI: Palacio (3) (Genoa) 15 RETI: Denis (3) (Atalanta) 13 RETI: Jovetic (4) (Fiorentina); Klose (Lazio) 12 RETI: Miccoli (1) (Palermo) 11 RETI: Di Michele (5) (Lecce); Giovinco (4) (Parma); Osvaldo (Roma); Calaiò (4) (Siena) 10 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Matri (Juventus)

Taccuino
PRIMAVERA

Juve k.o. col Genoa La Lazio ne fa 12
Così la 25a giornata. Girone A: Juve-Genoa 0-1; Novara-Fiorentina 1-1; Modena-Grosseto 1-1; Samp- Parma 3-1; Empoli-Sassuolo 3-2; Livorno-Siena 1-1; Cagliari-Torino 0-1. Class. Juve 49; Torino 46; Fiorentina 45; Genoa, Livorno e Samp 40; Empoli 39; Parma 33; Novara 32; Cagliari 29; Sassuolo 27; Siena 21; Modena 19; Grosseto 12. Girone B: Milan-Varese 2-0; Padova-Atalanta 3-1; Chievo-Brescia 1-1; Albinoleffe-Cesena 1-0; Vicenza-Cittadella 2-2; Udinese-Verona 5-1; Bologna-Inter 0-2. Class.: Inter 52; Milan 50; AlbinoLeffe, Varese, Chievo 47; Bologna 38; Cittadella, Padova 30; Udinese 29; Atalanta 28; Brescia 26; Verona, Cesena 21; Vicenza 20. Girone C. Lecce-Catania 0-1; Palermo-Crotone 4-1; Pescara-Reggina 1-2; Lazio-Ascoli 12-0; Gubbio-Napoli 1-2; J.Stabia-Nocerina 2-1; Bari-Roma 4-6. Class. Roma* 64; Lazio 62; Palermo 55; Catania 43; Napoli 42; Reggina 40; Lecce 36; Ascoli 30; Nocerina 25; J.Stabia 24; Bari 21; Pescara 18; Crotone* 15; Gubbio 11.

QUI ROMA IL TECNICO

Luis Enrique «L’annata non è da buttare»
A Trigoria la vigilia del match contro la Fiorentina perde all’improvviso di senso quanto la tragedia di Morosini rimbalza dagli schermi tv. Tra i più colpiti Luis Enrique. Poche ore prima aveva parlato dei viola e di una Roma che cresce, ma le sue parole

importante. E non avete ancora visto come calcia, sicuramente farà gol tirando. Il capitano? Non utilizza troppo le parole magari, ma in campo l’esempio è molto meglio della parola». Titoli di coda sull’anniversario, oggi, della firma di Boston che ha porta alla nascita della Roma made in Usa. «Auguri al club — chiude Luis Enrique —. Hanno fatto tutto bene, tranne che prendere l’allenatore...». Occhio, stava solo scherzando.
Massimo Cecchini
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QUI LAZIO IL TECNICO

Reja: «Klose? Stagione forse chiusa»
La Lazio aveva raggiunto Novara nella tarda mattinata di ieri per svolgere la rifinitura allo stadio Piola, dove oggi alle 12.30 avrebbe dovuto affrontare il Novara. Poi la notizia della tragedia di Morosini, il rinvio della partita e la decisione di

tornare a Roma in serata. Al termine dell'allenamento e prima che si consumasse il dramma di Pescara, Reja aveva tenuto la consueta conferenza stampa pre-gara, nel corso della quale si è soffermato sulle situazioni di Klose e di Lulic. «Spero ce la facciano per le ultime due giornate di campionato — ha detto Reja —, ma non è sicuro, specie per il tedesco. Per lui il campionato potrebbe anche essere già finito».
Stefano Cieri
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DONNE

Torres inarrestabile
(f.sal.) Risultati 21a giornata: Como-Chiasiellis 0-0, Milan-Roma 1-1, Mozzanica-Brescia 2-2, Riviera di Romagna-Venezia 1-0, Tavagnacco-Lazio 4-0, Torino-Bardolino 0-1, Torres-Firenze 2-0. Class. (prime pos.) Torres 56; Bardolino 52; Brescia 48

DONNE / 2

CALCIOSCOMMESSE L’EX CENTROCAMPISTA GIALLOROSSO HA NEGATO TUTTO

Convegno Fifa a Roma
(f.sal.) Grande successo per il «Women's football day», giornata dedicata alle giovani calciatrici in tutta Italia (al Flaminio l'evento principale) come epilogo del 4˚ convegno Fifa sul calcio donne tenutosi a Roma.

Bari-Lecce taroccato, indagato pure Vives
Secondo Masiello diede in campo l’ok per la combine
ROBERTO PELUCCHI

La Procura di Bari ha indagato un altro giocatore nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse: è Giuseppe Vives,

31 anni, attuale centrocampista del Torino, ma giocatore del Lecce dal 2006 al 2011. Il suo nome è stato fatto da Andrea Masiello, in uno degli interrogatori che hanno avuto il verbale secretato, parlando della presunta combine del derby pugliese del 15 maggio 2011, terminato con il successo del Lecce per 2-0. L’ex difensore del Bari avrebbe raccontato ai pm che il taroccamento della partita pre-

vedeva un segnale in campo da parte di un giocatore del Lecce, come messaggio di conferma che il match sarebbe andato nel modo stabilito. «Vives si avvicinò a me in campo prima della partita e mi disse: "Alla fine ci scambiamo la maglietta", e mi diede una pacca sulla spalla. Il segnale stabilito per dire che era tutto ok», ha riferito Masiello. I carabinieri di Bari, quindi, hanno immediatamente convo-

cato Vives, che però ha negato tutto. A quel punto è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati, insieme con gli ex compagni Masiello, Belmonte, Marco Rossi e Parisi.
Inter-Lecce Il nome di Vives era

già comparso nell’inchiesta di Cremona in merito alla presunta combine di Inter-Lecce 1-0 del 20 marzo 2011. Massimo Erodiani, il titolare di ricevito-

ria amico del portiere Paoloni, arrestato in giugno, disse: «L’accordo era che il match dovesse finire con un Over. Con un gol del Lecce, prima dell’Inter. Prima di entrare in campo ci fu un ripensamento. E i giocatori dell’Inter non accettarono. Me lo disse Daniele Corvia (giocatore del Lecce, ndr) che gli "zingari" avevano corrotto insieme a lui Rosati, Ferrario e Vives».
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CALCIO A 5

Rinviate le gare di A
(g.l.g.) Per la morte del calciatore del Livorno, Morosini, tutte le gare del campionato di A in programma ieri non si sono giocate: da stabilire la data dei recuperi. Si è giocato in A2 ma solo perché al momento della sospensione dei tornei da parte della Figc le partite erano già in corso.

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

MONDO INGHILTERRA
I COLPI DELL’APACHE
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PREMIER 34˚ TURNO

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I RIVALI

NorwichManc. City 1-6; SunderlandWolver.0-0; SwanseaBlackburn 3-0; West Brom.-QPR 1-0; OGGI Manchester Utd-Aston Villa
Che giornata per l’argentino Carlos Tevez, autore di una tripletta per il Manchester City a Norwich. Nella foto 1 (Reuters), l’attaccante si divincola tra i difensori, poco dopo scaglierà il tiro dell1-0. Nella foto 2 (Afp), Tevez salta più alto del difensore Ryan Bennet e insacca il raddoppio. Nella foto 3 (Afp) l’attaccante evita il portiere John Ruddy e va a mettere in porta la sua terza rete. E’ la quarta tripletta inglese del giocatore del Manchester City.

Oggi contro l’Aston Villa la risposta di Ferguson
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA

Mancini ritrova Tevez Segna una tripletta e riporta il City a -2
Sei gol a Norwich: alla festa partecipano anche Aguero (2) e Johnson. E Carlitos alimenta i rimpianti
NORWICH MANCHESTER CITY
GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Tevez al 18’, Aguero al 26’ p.t.; Norman (N) al 6’, Tevez al 28’, Aguero al 29’, Tevez al 34’, Johnson al 47’ s.t. NORWICH (4-4-2) Ruddy 4,5; Martin 5, Drury 5, Ward 5, R. Bennett 5; E. Bennett 5, Johnson 5 (dal 1’ s.t. Hoolahan 5), Pilkington 5 (dal 1’ s.t. Surman 6), Howson 5; Holt 5, Wibraham 5 (dal 23’ s.t. Morison 5,5). PANCHINA Steer, Naughton, Fox, Jackson. ALLENATORE Lambert 5. MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Hart 6, Zabaleta 6,5, Kompany 7, Lescott 6,5, Clichy 7; De Jong 6,5, Barry 6,5; Silva 7 (dal 30’ s.t. Johnson 6,5), Nasri 6 (dal 18’ s.t. Yaya Touré 7), Aguero 8; Tevez 8 (dal 36’ Richards sv). PANCHINA Pantilimon, Kolarov, Milner, Dzeko. ALLENATORE Mancini 7. ARBITRO Foy 6. AMMONITI Tevez (MC), Nasri (MC), R. Bennett (N), tutti per gioco scorretto. NOTE spettatori 26.812. Tiri in porta: 8-17. Tiri fuori: 8-5. Angoli: 3-5. In fuorigioco: 2-4. Recuperi: 2’ p.t.; 4’ s.t.

Dopo molti sprechi e l’intervallo, Norwich su di giri nella parte iniziale della ripresa e illuso dal gol di Surman, favorito da un’uscita a vuoto di Hart. Momenti di paura, ma riecco Tevez: tiro di Yaya Touré respinto dal portiere e zuccata precisa. City in discesa libera e dopo due minuti, il bis di Aguero: un destro a giro, spettacolare, che porta a quota 21 in Premier il genero di Maradona.
Hat-trick Lo show in salsa argentina continua: Tevez dribbla anche il portiere Ruddy e fa hat-trick, tripletta. Carlitos ha voglia di festa: corre verso la bandierina del calcio d’angolo e mima un colpo di golf, lo sport che lo ha distratto durante la fuga dal calcio. Il 6-1 di Johnson, dopo una traversa e un palo, serve solo a dare maggior spessore al risultato e ha portare a quota 85 reti il City in questa Premier, con una differenza gol di + 58. In un ipotetico finale testa a testa, potrebbe anche essere la carta decisiva. Mancini Oggi si attende la risposta dello United, impegnato in casa con l’Aston Villa. Mancini non si illude, o forse finge: «Il campionato ormai è finito. I due punti di differenza di oggi, dopo la partita con l’Aston Villa torneranno ad essere cinque. Io sono contento per come è andata la stagione. Ho sbagliato sicuramente qualcosa come capita a tutti gli esseri umani, ma credo che il bilancio del City sia largamente positivo. I cori dei tifosi? Mi fanno piacere. Con loro ho un rapporto fantastico».
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DOMANI Arsenal-Wigan CLASSIFICA Manc. Utd 79 Manc. City 77; Arsenal 64; Tottenham, Newcastle 59; Chelsea 57; Everton 47; Liverpool 46; Norwich, Sunderland, Fulham 43; Swansea, Stoke, West Browmich 42; Aston Villa 35; Qpr, Wigan 31; Bolton 29; Blackburn 28; Wolverhampton 23.

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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI NORWICH

non era facile vincere in questo modo e segnare sei gol in casa del Norwich», la chiosa di Mancini.
Il film La partita di Carlitos dura ottantuno minuti. C’è il sole a Norwich, lo stadio è esaurito e il City si presenta con la batteria dei piccoletti al completo: Tevez, Aguero, Nasri e Silva. Calcio latino, un mix di fantasia, classe e potenza. Tevez si presenta con un cartellino giallo: ammonizione dopo appena 8 minuti per un fallo. Mancini trema, ma il segnale dell’argentino è chiarissimo: una grande voglia di vincere. Al 18’, Carlitos alza il sipario con un destro in diagonale da venti metri, ad effetto: gol bellissimo, 1-0. Otto minuti dopo, Tevez cambia il ruolo: da attore principale a spalla. E che spalla: triangolo con Aguero, assist di tacco di Carlitos e botta imparabile del Kun. Norwich in ginocchio, Manchester City padrone del campo.

Spettacolo e rimpianti. Carlitos Tevez trascina il Manchester City sul campo del Norwich con una tripletta, la quarta della sua storia inglese, ed è impossibile non porsi la domanda: dove sarebbe ora la squadra di Mancini se non ci fosse stato il famoso strappo di Monaco e l’assenza per cinque mesi del centravanti argentino? «In quel periodo abbiamo ottenuto buoni risultati, ma di sicuro con Tevez a disposizione avremmo segnato più gol», ammette Mancio. I numeri del ritorno da titolare di Carlitos parlano chiaro: quattro reti nello spazio di settantadue ore. «Dopo i sessantadue minuti giocati contro il West Bromwich, temevo che la stanchezza potesse farsi sentire, invece Tevez mi ha sorpreso. E’ stato fantastico, ma fantastica è stata tutta la squadra perché

Tutta la pressione del City sul Manchester United: il 6-1 a Norwich riporta per 24 ore la squadra di Roberto Mancini a meno due dai Red Devils di Ferguson. Lo United ospita oggi l’Aston Villa, squadra in lotta per salvarsi. In teoria, non c’è partita, ma la sconfitta sul campo del Wigan ha aperto una crepa nelle certezze di Ferguson e dal Portogallo venerdì è arrivata una brutta notizia: la magistratura ha aperto un’inchiesta sull’acquisto di Bébé, centravanti del Vitoria Guimaraes pagato 7,4 milioni nell’estate 2010 e passato in Inghilterra senza lasciare traccia. Ora è di proprietà del Besiktas. La polizia portoghese sta indagando su tre milioni di sterline che avrebbero avuto un percorso poco chiaro. Lo United non ha commentato la notizia. Ferguson ha invece detto qualcosa sulle dichiarazioni di Mancini («la corsa per il titolo è finita, lo United ha già vinto»): «Conosco questi trucchi. Mancini sta facendo il furbo, ma io non ci casco».
Le ultime Oggi rientrerà Paul

Q
Roberto Mancini, a sinistra, applaude Tevez dopo i gol

Scholes, a riposo mercoledì scorso contro il Wigan, scelta che ha fatto discutere il popolo dello United: «E’ stata una decisione giusta – spiega Ferguson – perché era giusto che Paul staccasse la spina. Con l’Aston Villa sarà fresco». Ferguson dovrebbe rilanciare Welbeck: Hernandez, tra i peggiori contro il Wigan, andrà in panchina. Ferguson sostiene il suo connazionale Alex McLeish: «E’ un buon manager e sta facendo il suo dovere nell’Aston Villa. Lo conosco da diversi anni, da quando era un ragazzo. La partita per noi non sarà affatto facile. Serve pazienza per superare ostacoli come questi».
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COPPA D’INGHILTERRA SEMIFINALE CHELSEA-TOTTENHAM

L’ALTRA SEMIFINALE
pre pareggiato e questo significa che c’è molto equilibrio. Il mio futuro? Ho un altro anno di contratto e lo rispetterò, ma in questo momento ho voglia di giocare ancora a lungo. Dove? In Inghilterra naturalmente».
Di Matteo L’allenatore del Chel-

La sfida Di Matteo-Cudicini vale la finale di Wembley
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Il Liverpool li aspetta Vince il derby all’87’ con un acuto di Carroll
(bold) Un colpo di nuca e l’acquisto più costoso degli ultimi anni spalanca al Liverpool le porte della finale di Coppa d’Inghilterra. Andy Carroll restituisce in minima parte qualcosa dei 35 milioni di sterline pagati dai Reds per arruolarlo nel gennaio 2011. Oggi, secondo il «Times», ne vale 12 e quando a metà ripresa, in pieno 1-1 con l’Everton, Carroll divora un’occasione di platino, pensi che il giornale inglese sia persino generoso con lui. Poi, all’87’, la capocciata che evita i supplementari e consegna a Dalglish la seconda sfida per un titolo a Wembley dopo il successo sul Cardiff in Carling Cup, il 26 febbraio. La partita Il Liverpool centra la sua finale numero 14 in cima ad un derby, il numero 218, che al 24’ si mette male dopo un errore del suo vecchio leader, Carragher: Jelavic approfitta della frittata e firma l’-0 per i Blues di David Moyes. Un altro sbaglio colossale, uno sciagurato passaggio verso il portiere di Distin, riapre i giochi al quarto d’ora della ripresa: Suarez scappa verso la porta e infila Howard. Dopo molto Liverpool e il rischio dei supplementari, l’epilogo: punizione calciata da Gerrard, zuccata di Carroll e Reds in finale. Dalglish allarga il sorriso. Bisogna capirlo: da ieri, con la seconda finale in due mesi, sarà più difficile allontanarlo da Liverpool.

LONDRA

Un pezzo d’Italia nella semifinale Tottenham-Chelsea di Coppa d’Inghilterra. Un portiere e un allenatore: Carlo Cudicini e Roberto Di Matteo. I due si sfiorarono nella Lazio nel 1996 e poi giocarono insieme nel Chelsea, dove Cudicini ha consumato 10 stagioni e dove Di Matteo è stato protagonista, prima da calciatore, ora da allenatore. Cudicini ha 38 anni, difende la porta del Tottenham dal 2009 e Redknapp lo ha schierato sempre titolare in Coppa d’Inghilterra. Le due squadre si affrontano per la terza volta quest’anno: nei due precedenti, altrettanti pareggi (1-1 e 0-0). Stavolta, dovrà esserci un vincitore.
Cudicini Oggi, Cudicini è in bal-

lottaggio con Friedel: se Redknapp rispetterà le promesse, in campo vedremo il portiere italiano: «Io lo spero sempre anche perché non mi sono mai adagiato nel ruolo di riserva. Per me affrontare il Chelsea significa sempre sfidare un passato bellissimo. Ho avuto la fortuna di vivere momenti indimenticabili nel Chelsea. In campo però rispetterò il copione: darò il massimo per aiutare il Tottenham. Di Matteo? Abbiamo giocato insieme qualche anno e con lui ho mantenuto un bel rapporto. Sta svolgendo un buon lavoro. Ha cambiato la faccia ad una squadra che prendeva troppi gol e ha ricompattato l’ambiente. Dopo quest’esperienza sono sicuro che Roberto troverà sicuramente un grande club».
Crisi Il Tottenham è in crisi: un

successo nelle ultime 8 gare, squadra scivolata al quarto posto e con la partecipazione alla prossima Champions a rischio: «Sto rivedendo il film della scorsa stagione. Anche allora a febbraio cominciò la crisi. Mi auguro che proprio questa sfida di Coppa d’Inghilterra possa darci la carica giusta per riprenderci. Il Chelsea è forte, ma quest’anno abbiamo sem-

Roberto Di Matteo, 41 anni, a sinistra, e Carlo Cudicini, 38 anni erano insieme al Chelsea

sea conferma: tra lui e Cudicini c’è un rapporto umano solido: «Con Carlo ci sentiamo spesso. E’ un bravo ragazzo e l’amicizia va oltre l’appartenenza calcistica. Mi dispiace solo giocare domenica pomeriggio, dopo aver invano chiesto di anticipare la partita in vista della semifinale Champions con il Barcellona. Non c’è stato nulla da fare, sono stati irremovibili». Di Matteo dovrà rinunciare ad Ivanovic, squalificato, e ha il solito dubbio in attacco: Drogba o Torres. «Ho un’altra notte per pensare», racconta il tecnico dei Blues. Nel Tottenham, fuori per infortunio Kaboul e Dawson. Scott Parker non sta bene: al suo posto potrebbe giocare Sandro.
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DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

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MONDO SPAGNA
REAL MADRID SPORTING GIJON
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI De las Cuevas (S) su rig. al 30’, Higuain (R) al 37’ p.t.; Cristiano Ronaldo (R) al 29’, Benzema (R) al 37’ s.t. REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas 6.5; Arbeloa 5, Pepe 7, Sergio Ramos 7, Marcelo 6.5; Sahin 6 (dal 1’ s.t. Di Maria 7), Khedira 6.5; Callejón 5.5 (dal 1’ s.t. Benzema 6.5), Özil 6, Cristiano Ronaldo 7; Higuaín 6.5 (dal 31’ s.t. Granero 6). PANCHINA Adán, Albiol, Coentrao, Kakà. ALLENATORE Mourinho 7 SPORTING GIJON (5-4-1) Juan Pablo 6; Gálvez 5.5, Botía 5.5, Moisés 5, Ivan Hernández 6 (dal 1’ s.t. Ricardo 5), Canella 5; Damián Suárez 5.5, De las Cuevas 6.5 (dal 22’ s.t. Colunga 6), Lora 7, Trejo 7; Sangoy 6.5 (dal 12’ s.t. Andre Castro 5). PANCHINA Cuellar, Nacho Cases, Ayoze, Bilic. ALLENATORE Clemente 6 ARBITRO Perez Montero 5
NOTE spettatori 75.000. Espulso Canella (S) al 34’ s.t. per doppia ammonizione. Ammoniti Trejo (S) Canella (S), Cuellar (S), Pepe (R), Botia (S), Juan Pablo (S), Galvez (S). Tiri in porta 7-2, tiri fuori 8-1, angoli 3-1, fuorigioco 6-3. Recuperi 1‘ p.t. e 2‘ s.t.

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LEVANTE BARCELLONA
GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 1-0

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MARCATORI Barkero (L) su rig. al 23’ p.t.; Messi (B) al 19’, e su rig. al 27’ s.t. LEVANTE (4-2-3-1) Munúa 7; Pedro Lopez 6.5, Cabral 6, Ballesteros 7, Juanfran 6.5; Xavi Torres 6.5, Iborra 7 (dal 44’ s.t. Ruben Suarez s.v.); Valdo 6, Barkero 6.5 (dal 44’ s.t. Juanlu s.v.), Botelho 6 (dal 35’ s.t. Ghezzal 6); Koné 6.5. PANCHINA Keylor Navas, David Navarro, Farinos, Oscar Serrano. ALLENATORE Martinez 7 BARCELLONA (3-4-3) Victor Valdés 5; Puyol 7, Mascherano 7, Adriano 6.5; Xavi 6 (dal 1’ s.t. Cuenca 7), Busquets 7, Fàbregas 6, Thiago 6.5; Sanchez 7 (dal 31’ s.t. Dani Alves 6.5), Messi 7.5, Pedro 5.5 (dal 9’ s.t. Iniesta 6). PANCHINA Pinto, Piqué, Montoya, Tello. ALLENATORE Guardiola 7 ARBITRO J.A. Teixeira Vitienes 6.5
NOTE spettatori 21.000 circa. Ammoniti Busquets (B), Adriano (B), Botelho (L), Iborra (L), Cabral (L), Ballesteros (L), Juanfran (L). Tiri in porta 1-8, tiri fuori 1-3, angoli 1-6, fuorigioco 2-1. Recuperi 2‘ p.t. e 3‘ s.t.

Cristiano Ronaldo, 27 anni, altra prodezza dopo la tripletta all’Atletico AFP

Lionel Messi, 24 anni, due gol per la vittoria del Barça col Levante EPA

Ronaldo gol fa altri record Il Real vince in rimonta
L’attaccante a quota 41 reti, la squadra a 107. De las Cuevas illude lo Sporting, Higuain pareggia e Benzema chiude
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci MADRID

Se la vincerà il Madrid, questa sarà la Liga di Cristiano Ronaldo. Dopo la tripletta (più assist) nel 4-1 all’Atletico il portoghese risolve un’altra partita che sulla carta era facilissima e sul prato è diventata decisamente rognosa. Lo Sporting ha 57 punti in meno del Madrid, ha segnato 33 reti quando Ronaldo ieri è arrivato a 41. Ma il 2-1 di Cristiano (finirà 3-1) è arrivato al 29’ della ripresa, quando l’ansia madridista si era addensata spessa sul Bernabeu e il sospiro di sollievo dello stadio tutto è parso quasi tangibile, molto più di una semplice sensazione. Così come la commozione per la morte di Morosini, ricordato con un minuto di silenzio prima dell’inizio.
L’autobus Con Xabi Alonso

squalificato Mourinho sceglie Sahin come partner di Khedira. Davanti c’è Higuain e non Benzema, Callejon e Ozil prendono il posto di Kakà e Di Maria. Lo Sporting parcheggia l’autobus di traverso davanti al suo portiere e parte con la sua crociata: fallo sistematico, difesa a oltranza con ammucchiata, contropiede speranzoso. La tattica funziona, perché il Madrid non solo non riesce a sfondare o a scavalcare il muro, ma nemmeno ad avvicinarcisi. Il primo tiro nello specchio, di Marcelo, arriva al 22’. Ed è il secondo in assoluto.
La sorpresa Lo Sporting spreca subito una grande occasione con Trejo ma alla mezz’ora tocca la perfezione del proprio disegno ideologico: altro contropiede, fallo di mano di Sergio Ramos e primo rigore fischiato contro il Madrid in questa Liga. Lo trasforma De las Cuevas, e sarà l’ultima azione offensiva dello Sporting. Il Ma-

drid e il Bernabeu sono sotto choc, ma a svegliarli ci pensa una scorrettezza tanto stupida quanto controproducente della panchina dello Sporting. Col Real in attacco il portiere di riserva Cuellar pensa bene di mandare in campo un altro pallone. Pepe lo scalcia verso la stessa panca con l’abituale violenza, Mourinho parte in caccia degli avversari seguito dal fido Rui Faria. Mischia generale, Cuellar ammonito, Madrid elettrizzato, Sporting fulminato al 37’: comodo colpo di testa di Higuain su lancio di Ramos, col marcatore del "Pipita", il giovane Moises, che interpreta con successo il ruolo della statuina. Prima del riposo il Madrid ha il controllo assoluto della gara e non passa in vantaggio solo perché una gran punizione di Sahin (notevole la generosità di Ronaldo, 3 reti nelle precedenti 4 gare su punizione) finisce sulla traversa.
Cambi, gol e record Nell’inter-

Super Messi porta il Barça al Clasico a -4 ma che fatica
Il Levante va in vantaggio con Barkero dal dischetto, Leo sale in cattedra e risolve con un rigore molto contestato
LA SITUAZIONE
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

E il Valencia difende il 3˚posto con l’Espanyol
Oggi si giocano le altre partite della Liga. Il programma. 34a GIORNATA Ieri Real Madrid-Sporting Gijon 3-1, Levante-Barcellona 1-2. Oggi Espanyol-Valencia, Saragozza-Granada, BetisOsasuna, Malaga-Real Sociedad, Villarreal-Santander, Athletic Bilbao-Maiorca, Rayo Vallecano-Atletico Madrid. Domani Getafe-Siviglia CLASSIFICA Real Madrid 85; Barcellona 81; Valencia 52; Malaga 50; Levante 48; Osasuna 46; Siviglia 45; Athletic Bilbao, Atletico Madrid, Espanyol, Getafe, Maiorca e Rayo Vallecano 40; Betis 39; Real Sociedad 38; Granada 36; Villarreal 35; Sporting e Saragozza 28; Santander 25

vallo Mou cambia lo stesso Sahin e Callejon con Benzema e Di Maria e schiaccia sulla tavoletta del gas. Il Madrid s’imballa un po’, sgomma, poi a liberare i cavalli del suo motore ci pensa Ronaldo, servito da Di Maria. Il portoghese batte il proprio record di 40 reti in Liga stabilito lo scorso anno e un attimo dopo segna anche Benzema (in panchina si vede Mou festeggiare con un... liberatorio gesto dell’ombrello) e a 5 giornate dalla fine il Madrid arriva a 107 reti in campionato, eguagliato il primato del Real di Toshack (e Hugo Sanchez) del 1990. Record su record, punti su punti, Barça a distanza.
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Nel 2005 e l’anno scorso il Barça al Ciutat de Valencia, stadio del Levante, ha vinto la Liga. Quest’anno ha faticato tantissimo per non perderla. Come il Madrid, i catalani hanno dovuto rimontare. E per farlo, come i rivali, si sono affidati al loro giocatore talismano, Messi. Che ha segnato i due gol che nella ripresa hanno girato il risultato e ha raggiunto Ronaldo a 41 reti, 63 stagionali contro le 53 del portoghese. Messi a segno da 10 turni di Liga di fila (18 gol), per il Barça undicesima vittoria consecutiva. Serve per restare a -4 dal Real Mou, che sabato prossimo andrà al Camp Nou. Come già a Madrid, anche a Valencia minuto di silenzio per la morte di Morosini, Levante e Barça col lutto al braccio.
L’errore Pep sceglie di nuovo la

no e Adriano (Alves e Piqué, appena rientrati, sono in panchina) e lascia fuori Iniesta. Il Barcellona parte fortissimo, 4 occasioni in 10’, su tutte restano negli occhi la parata di Munua su Pedro e il colpo di testa a lato di Thiago, però al primo respiro va sotto. Calcio d’angolo del Levante, Valdes esce male e Busquets ferma il tiro di Juanfran con la mano. Barkero segna il rigore e la Liga (oltre alla serata) del Barça prende una strada impervia. Il Pep Team non sperde il controllo della gara ma si la lucidità per raddrizzarla e stranamente comincia a sparare cross altissimi nell’area avversaria, come se per raccoglierli avesse Ibra e non Pedro, Messi e Sanchez. La tattica non porta grandi frutti e il Levante, pur schiacciato nella sua area, sopravvive senza eccessivo sforzo provando a mettere il naso fuori con rapida convinzione.
Ci pensa Leo Nell’intervallo

Pep decide di provare con Cuenca, e sorprendentemente a fargli posto è Xavi. Messi arretra a fare gioco, davanti ha, da destra a sinistra, Cuenca, Fabregas, Sanchez e Pedro che poco dopo lascia il posto a Iniesta (che arriva a 400 partite in blaugrana). L’ingorgo nei pressi dell’area del Levante è assoluto e c’è solo uno che lo può sbloccare: il pareggio arriva al 19’ con un tiro avvelenato di Messi dal limite. Ancora un sospiro e Cuenca cade in area. Rigore che il Levante, che mai nella sua storia in Liga aveva perso andando al riposo in vantaggio, fa molta fatica ad accettare. Leo lo trasforma senza tremori, tenendo in vita il Barça e la Liga.
f.m.r.
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difesa a 3 con Puyol, Maschera-

FRANCIA IL TECNICO ATTACCA GLI ARBITRI

GERMANIA
to fissazione per i media francesi. Ieri però Ancelotti è andato dritto al sodo: «Oggi c’è solo una squadra al mondo bella da vedere, ed è il Barcellona, per cui se volete spettacolo vi consiglio di andare al Camp Nou. Ma il Psg stia migliorando e gioca sempre più da squadra». E il 4 agosto, ci potrebbe essere l’amichevole tra Psg e Barcellona che hanno proprietario e sponsor qatarioti in comune.
32a GIORNATA Oggi Lilla-Ajaccio; Lorient-Montpellier; Nancy-Bordeaux; St Etienne-Brest; Sochaux-Digione; Valenciennes-Evian; Auxerre-Psg. Domani: Rennes-Nizza. Mercoledì Marsiglia-Caen; Tolosa-Lione. CLASSIFICA Montpellier 66; Psg 63; Lilla 56; Lione 53; Tolosa 50; Rennes 48; St Etienne 47; Bordeaux 42; Marsiglia 40; Evian, Nancy 39; Valenciennes 37; Nizza, Digione 34; Brest, Caen, Ajaccio 33; Lorient 32; Sochaux 30; Auxerre 27.
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Ancelotti: il caso Sissoko
«Il regolamento per lui cambia». Coppa di Lega al Marsiglia dopo i supplementari
ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

Il Borussia Dortmund vola a +8 Record d’imbattibilità e titolo vicino
(p.f.a.) Dopo il Bayern, anche lo Schalke 04: il Borussia Dortmund ha sempre battuto in questa stagione le sue dirette inseguitrici e merita il titolo che potrebbe arrivare già sabato. All’1-0 di mercoledì sui bavaresi, segue il 2-1 in trasferta nel 140˚ derby della Ruhr, la partita più sentita della stagione a Dortmund e Gelsenkirchen. Dopo il destro di Farfan e il sinistro incrociato del borussiano Pisczeck, la rete decisiva è di Sebastian Kehl, sveglio a buttare in porta un assist involontario di Metzelder, al 18’ della ripresa. Il Borussia raggiunge così le 25 partite nelle stessa stagione senza sconfitta, record per la Bundesliga: l’ultimo k.o., il 18 settembre 2011 (2-1 con l’Hannover). Il vantaggio sale a +8 perchè il Bayern non riesce a battere il Mainz in casa (0-0). 31ª GIORNATA Venerdì: Stoccarda-Werder 4-1. Ieri: Bayer Leverkusen-Hertha 3-3; Amburgo-Hannover 1-0; Kaiserslautern-Norimberga 0-2; Schalke 04- Borussia Dortmund 1-2; Wolfsburg-Augsburg 1-2; Bayern-Mainz 0-0. Oggi: Borussia Moenc.-Colonia; Friburgo-Hoffenheim CLASSIFICA: Borussia Dortmund 72; Bayern 64; Schalke 04 57; Borussia Moenc. 53; Stoccarda 49; Leverkusen 45; Hannover 44; Werder 42; Wolfsburg, Hoffenheim 40; Norimberga 38; Mainz 36; Friburgo 35; Amburgo 34; Augsburg 33; Colonia 29; Hertha 28; Kaiserslautern 20.

La caccia al Montpellier, primo a +3, comincia stasera a Auxerre per il Psg di Carlo Ancelotti. Trasferta ostica contro una squadra ultima in classifica, non ancora rassegnata, come il Lorient, terzultimo, che

ospita i rivali per lo scudetto. Ma ad Ancelotti c’è dell’altro che non va giù. Colpa dell’espulsione dell’ex juventino Momo Sissoko, nell’ultima partita contro il Marsiglia. Doppia ammonizione che ha fruttato due turni di squalifica con diffida. Troppo per l’italiano che non condivide neanche le critiche alla sua squadra accusata di essere poco spettacolare. Intanto ieri, il Marsiglia ha battuto in finale di Coppa di Lega il Lione con un gol di Brandao al 14’ del primo tempo supplementare: posto in Europa League assicurato.
Diverbi Ieri, in conferenza stampa, Ancelotti ha alzato il tono

contro gli arbitri che «hanno un problema con Sissoko, un giocatore certo aggressivo, ma corretto». Ingiusta secondo l’ex rossonero l’ultima espulsione e la sospensione del centrocampista: «Il regolamento è chiaro, se il giocatore aggredisce il pallone non c’è fallo, ma gli arbitri sembrano pensarla diversamente solo con Sissoko». Una querelle cominciata con l’espulsione a Digione e il diverbio con un arbitro nei corridoi dello stadio.
Camp Nou Ma a dare fastidio al-

l’italiano sono anche le critiche al gioco espresso dalla sua squadra, non sempre spettacolare. Un punto dolente divenu-

20

LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

SERIE BWIN 35a GIORNATA
LA VOLATA PER LA PROMOZIONE DIRETTA E I PLAYOFF
TORINO VERONA
66 BARI
36ª 37ª 38ª 39ª 40ª 41ª 42ª

le Pagelle
Padova Livorno Crotone GROSSETO BRESCIA TORINO Reggina Varese PESCARA ALBINOLEFFE LIVORNO Torino Ascoli Gubbio JUVE STABIA BARI Modena Varese Reggina SAMPDORIA VERONA NOCERINA Pescara Livorno ALBINOLEFFE MODENA JUVE STABIA Nocerina Sampdoria Ascoli VARESE CROTONE
GDS

Crotone Empoli BRESCIA GUBBIO CITTADELLA GROSSETO Bari Sassuolo
FACILE

LIVORNO REGGINA PADOVA Vicenza Nocerina Sassuolo MODENA ALBINOLEFFE
MEDIA DIFFICOLTÀ

di G.LO.

66 CROTONE

SASSUOLO 64 Gubbio PESCARA 62 PADOVA VARESE PADOVA
56 Grosseto 56 Pescara

OBIANG GRANDE REGIA RENAN E’ PREZIOSO DE MAIO, UN DISASTRO
SAMPDORIA 7
ROMERO 6,5 Ai confini del senza voto, nel secondo tempo replica alla grande su Mandorlini. RISPOLI 5 L’anello debole della Samp: zero spinta e poca affidabilità. GASTALDELLO 6 Jonathas non gli dà grandi problemi. Pomeriggio abbastanza tranquillo. ROSSINI 6 Vale il discorso fatto per il capitano. Poco lavoro sbrigato in scioltezza. LACZKO 6 Qualche spinta sulla fascia. MUNARI 6 Ci mette il fisico e la grinta. Ma come si diceva a scuola: può dare di più. OBIANG 6,5 Signori, sta nascendo un signor regista. Imposta e dà tranquillità come fosse un veterano. (Volta s.v.) RENAN 7 Il suo contributo è oscuro quanto prezioso: frenare Zambelli. E firma l’assist dell’1-0. JUAN ANTONIO 6,5 Mezz’ora alla grande, poi cala e comincia a sbagliare qualcosa.

SAMPDORIA 54 VICENZA BRESCIA 53 ASCOLI

In MAIUSCOLO le partite in trasferta, in grigio gli scontri diretti

DIFFICILE Torino-Reggina sarà ripresa sull’1-0 il 25, da giocare Torino-Sassuolo, da riprendere Pescara-Livorno

SAMPDORIA BRESCIA
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0

2 0

MARCATORI Pozzi al 12’ p.t.; Foggia al 26’ s.t. SAMPDORIA (4-3-1-2) Romero; Rispoli, Gastaldello, Rossini, Laczko; Munari, Obiang (dal 37’ s.t. Volta), Renan; Juan Antonio (dal 15’ s.t. Foggia); Eder (dal 29’ s.t. Pellè), Pozzi. PANCHINA Da Costa, Soriano, Semioli, Bertani. ALLENATORE Iachini. BRESCIA (3-5-1-1) Arcari; Martinez, De Maio, Caldirola; Zambelli, Vass (dal 23’ s.t. Rossi), Cordova (dal 30’ s.t. Piovaccari), Mandorlini, Daprelà; El Kaddouri; Jonathas. PANCHINA Leali, Zoboli, Martina Rini, Dallamano, Feczesin. ALLENATORE Calori. ARBITRO Ostinelli di Como. AMMONITI Daprelà (B), De Maio (B) e Juan Antonio (S) per gioco scorretto. NOTE paganti 3.256, incasso di 26.525 euro; abbonati 17.044, quota di 101.607 euro. Tiri in porta 7-2. Tiri fuori 8-5. In fuorigioco 1-6. Angoli 7-4. Recuperi: p.t. 0, s.t. 5’.

Il gol del blucerchiato Nicola Pozzi, 25 anni, che ha sbloccato il risultato PEGASO

Samp, colpo playoff Cancellato il Brescia
Segnano Pozzi nel primo tempo e Foggia nel secondo Capolavoro di Iachini: ora gli spareggi sono a 2 punti
DAL NOSTRO INVIATO

traffico davanti alla difesa. Col redivivo Pozzi, guarito in fretta dal dolore al ginocchio e preferito a Pellè. E’ lui a deviare in rete, dopo una manciata di minuti, il cross da sinistra di Renan indirizzando la partita in una direzione ben precisa. Il 4-3-1-2 di Iachini ha dunque funzionato a dovere, ha permesso di occupare spazi e di non arretrare neppure di un metro. Se c’è da fare un appunto, alla rinascente Samp è mancata la capacità di chiudere la faccenda quando l’avversario era alle corde. «Basta gol sbagliati», aveva implorato Iachini in settimana. Ma stavolta gli errori sono stati limitati, una questione di testa, più che di mira. E’ anche vero che abbiamo visto a lungo un Brescia imbarazzante: lento, impaurito, molle, fragile in difesa, incapace di creare (primo tiro verso Romero al 42’). Che ha rischiato il crollo due volte, quando Arcari si è superato su Juan Antonio e Pozzi. Insomma, cosa è accaduto alla squadra reduce dal brillante 2-1 al Verona? Ipotesi: l’esasperazione del Calori pensiero (chiudersi e ripartire) ha portato a una specie di blocco mentale.
Poca reazione Poi il Brescia ha

h

7 FOGGIA

IL MIGLIORE

Gol a parte, entra subito in partita facendo la differenza in uno dei (rari) momenti di difficoltà della Samp. EDER 6,5 Litiga ancora con se stesso e la porta avversaria: quando si sbloccherà? (Pellè s.v.) POZZI 6,5 Decisivo il suo recupero. Puntuale sul gol, sempre combattivo. ALL. IACHINI 7 Ha costruito una squadra equilibrata e logica. La lunga corsa verso i playoff sta per terminare.

BRESCIA 5

h

7 ARCARI

IL MIGLIORE

Per due volte torna a essere il protagonista della lunga serie di imbattibilità. MARTINEZ 5 Troppi errori. A tratti irriconoscibile. DE MAIO 4,5 Mezzo disastro. Ha sulla coscienza entrambi i gol. CALDIROLA 5 Il ragazzo ci aveva abituato troppo bene. Possiamo perdonarlo. ZAMBELLI 6,5 Se lui non corre, la squadra si blocca. Terzino tuttofare, esce alla distanza. VASS 6 Bene a contenere, ma se si tratta di costruire... (Rossi s.v.) CORDOVA 5 Troppo lento per ingabbiare Juan Antonio. E a corto di idee. (Piovaccari s.v.) MANDORLINI 6 Sua l’unica vera occasione del Brescia e un paio di spunti interessanti. DAPRELÀ 5 Imboscato: non ha spinto, ha protetto male la fascia. EL KADDOURI 5 Non lascia il segno. Eppure da lui si chiede personalità e capacità di guidare la squadra. JONATHAS 5,5 Isolato e schiacciato tra i due centrali, fatica a trovare spazi. ALL. CALORI 5 D’accordo, la sua squadra non ama prendersi rischi. Ma stavolta ha esagerato: a Marassi serviva la partita perfetta.

GUGLIELMO LONGHI GENOVA

la prova che la zona playoff, ora a due punti, da obiettivo minimo di inizio stagione è diventata un premio obbligato.
Velocità doppia Iachini deve

La partita, il pomeriggio, la reazione che Edoardo Garrone («Trasformiamo Marassi in una bolgia!», aveva tuonato alla vigilia) e con lui mezza Genova si aspettava. La Samp cancella in fretta Crotone e torna a correre, battendo e sorpassando l’arrendevole Brescia. Se non è un segnale di svolta, ci manca poco, pochissimo. Perché l’autorità mostrata per un tempo e poi la sicurezza nel gestire un risultato mai in pericolo, sono

aver chiesto alla squadra due cose in apparenza contraddittorie: partire veloce ma non perdere l’equilibrio. Obiettivo raggiunto, perché nella prima mezz’ora la Samp ha dominato senza se e senza ma. Con Juan Antonio che aveva una marcia in più rispetto a Cordova. Con Renan, che spegneva sul nascere la spinta di Zambelli. Con Obiang piazzato a dirigere il

reagito, sfiorato il pari (testa di Mandorlini, paratona di Romero), segnato ma Ostinelli ha annullato per un giusto fuorigioco di Jonathas. Poca cosa. La Samp è sempre stata padrona della gara, chiudendola con Foggia, entrato per un Juan Antonio non più lucido, su assist di Eder. Troppo tardi, Calori ha deciso di puntare su Piovaccari, fischiatissimo, al posto di Cordova passando al 3-4-1-2 con El Kaddouri dietro al doppio centravanti. Iachini ha fatto una mossa uguale e contraria: via il regista (Obiang) dentro un difensore (Volta) finendo col 3-4-1-2. Mentre la gradinata Sud esultava e in un giorno tanto triste con uno striscione si ricordava di un suo amato ex, colpito da infarto: «Trevor don’t give up». Francis non arrenderti.
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Il raddoppio di Pasquale Foggia, 28 anni LAPRESSE

TERNA ARBITRALE OSTINELLI 6,5 Vede bene sul fuorigioco di Jonathas e sulle decisioni più importanti. Bernardoni 6 - Posado 6

LE PARTITE MANCANTI RISULTATI
ALBINOLEFFE-EMPOLI CITTADELLA-ASCOLI GROSSETO-NOCERINA GUBBIO-VICENZA JUVE STABIA-PADOVA MODENA-VARESE PESCARA-LIVORNO REGGINA-CROTONE SAMPDORIA-BRESCIA TORINO-SASSUOLO VERONA-BARI rinviata 1-3 1-2 1-1 2-0 2-2 sospesa 1-1 2-0 rinviata 4-1 SQUADRE TORINO VERONA SASSUOLO PESCARA VARESE PADOVA SAMPDORIA BRESCIA JUVE STABIA (-4) REGGINA BARI (-6) GROSSETO (1-1) (2-2) (1-0) (1-1) (1-2) (2-0) (2-2) (1-2) (1-0) (1-0) (5-1) MODENA CITTADELLA CROTONE (-2) LIVORNO ASCOLI (-7) EMPOLI VICENZA NOCERINA GUBBIO ALBINOLEFFE PUNTI 66 66 64 62 56 56 54 53 49 48 44 43 42 41 40 38 35 34 33 31 28 25
IN CASA V N P

CLASSIFICA
PARTITE
FUORI V N P G TOTALE V N P IN CASA F S

MARCATORI
RETI
FUORI F S TOTALI F S Diff. Reti

11 13 9 12 7 8 7 8 10 8 4 5 7 7 5 4 5 6 4 4 6 3

4 3 7 2 5 5 8 4 5 6 8 7 6 3 7 5 4 5 5 5 6 6

1 2 2 3 5 4 3 6 3 3 5 6 4 8 5 8 8 6 8 9 6 7

8 7 8 7 8 8 6 6 4 4 9 5 2 4 4 5 6 3 3 3 0 2

5 3 6 3 6 3 7 7 6 6 3 6 9 5 8 6 5 2 7 5 4 4

4 7 2 7 4 7 4 4 7 7 6 6 7 8 6 6 7 8 9

33 19 35 20 34 17 34 19 35 15 35 16 35 13 35 14 35 14 34 12 35 13 35 10 35 35 34 9 9 9 9 7 7 6 5 35 11

9 6 13 5 11 8 15 11 11 12 11 13 15 8 15 11 9 7 12 10 10 10

5 9 4 9 11 7 10

28 12 20 21 17 21

11

48 23 25

30 14 22 22 52 36 16 10 23 15 44 25 19 12 27 20 44 32 18 28 25 49 43 18 15 14 39 34 12 6 5 8 9 1

10 36 20 30 30 66 50 16

23 10

41 25 16

21 20 18

10 31 20 17 20 48 40 10 31 23 22 21 53 44 11 12 11 11 14 15 18 19 23 21 41 40

PROSSIMO TURNO
Venerdì 20 aprile, ore 20.45 PADOVA-PESCARA Sabato 21 aprile, ore 15 ALBINOLEFFE-JUVE STABIA ASCOLI-BRESCIA BARI-TORINO CROTONE-VERONA EMPOLI-MODENA LIVORNO-CITTADELLA NOCERINA-REGGINA SASSUOLO-GUBBIO VICENZA-SAMPDORIA Lunedì 23 aprile, ore 20.45 VARESE-GROSSETO

21 26 17 22 38 48 -10 25 23 15 26 40 49 -9 24 22 20 25 44 47 19 23 22 19 41 42 15 17 -3 -1

16 26 29 16 23 42 52 -10

35 11 35 35

21 25 36 42 -6

12 34

18 22 26 15 24 37 50 -13 16 13 21 20 29 33 50 -17 11 37 33 57 -24 18 26 32 19 29 45 61 -16 19 22 20 19 16 26 19 33 35 59 -24

23 RETI Immobile (4, Pescara). 21 RETI Sau (3, Juve Stabia). 18 RETI Sansone (7, Sassuolo). 15 RETI Sforzini (2, Grosseto). 14 RETI Jonathas (3, Brescia); Tavano (1, Empoli). 13 RETI Sansovini (Pescara); Abbruscato (4, Vicenza). 12 RETI Cocco (6, Albinoleffe); Papa Waigo (2, Ascoli); Caetano (1, Crotone); Paulinho (1, Livorno); Pozzi (2, Sampdoria); Gomez (Verona). 11 RETI Insigne (Pescara). 10 RETI Florenzi (Crotone); Dionisi (4, Livorno); Castaldo (5, Nocerina). 9 RETI Alfageme (Grosseto); Antenucci (Torino). 8 RETI Di Roberto (4, Cittadella); Ciofani (1, Gubbio); Di Gennaro (3, Modena); Ceravolo (4, Reggina); Bianchi (1, Torino). 7 RETI Caputo (Bari); El Kaddouri (Brescia); Maah (Cittadella); Maccarone (Empoli; 3 con 1 rigore nella Sampdoria); Caridi (3, Grosseto); Greco (4, Modena); Cacia e Cutolo (Padova); Campagnacci e Ragusa (Reggina); Boakye e Missiroli (Sassuolo; 7 con 1 rigore nella Reggina); Sgrigna (Torino); De Luca (Varese).

AlbinoLeffe-Empoli e Torino-Sassuolo: data da determinare
Tutto il calcio si ferma per la tragedia di Morosini e quindi, oltre alle partite di oggi, sono annullate anche le due di Serie B di domani sera. All’appello di questo campionato (che gioca un turno martedì 1 maggio) mancano dunque quattro incontri: vediamo il dettaglio. TORINO-REGGINA La partita della 34ª giornata, sospesa nell’intervallo per pioggia sull’1-0, sarà ripresa mercoledì 25 alle ore 14.30. ALBINOLEFFE-EMPOLI Il primo posticipo di domani (ore 19) è stato rinviato a data da destinarsi: va tenuto contro che l’Empoli deve giocare in anticipo venerdì 27 a Verona. PESCARA-LIVORNO La partita sospesa ieri sullo 0-2 deve essere ripresa dal 32’ p.t.: visto l’impatto emotivo sulle squadre, non dovrebbe essere giocata in tempi brevi. TORINO-SASSUOLO Il secondo posticipo di domani (ore 21) è stato rinviato a data da destinarsi: il Toro deve giocare il 25 con la Reggina, il Sassuolo gioca in anticipo venerdì 27 a Brescia.

13 35 12 34

Tre promozioni in serie A. Eventuali playoff tra terza, quarta, quinta e sesta se il distacco tra terza e quarta è meno di 10 punti. Quattro retrocessioni in Prima divisione. Eventuale spareggio tra quartultima e quintultima se ci sono meno di 5 punti di differenza U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

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SERIE BWIN 35a GIORNATA

Il Verona cala il jolly Gomez e volA
Bari in vantaggio: poi l’attaccante, Berrettoni e Bjelanovic firmano un balzo da promozione
VERONA BARI 4 1
DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO DA RONCH VERONA

h7 il migliore
GOMEZ (Verona) Il gol che fa respirare e tante giocate che esaltano: decide la partita

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI De Falco (B) al 13’, Gomez (V) al 24’ p.t.; Berrettoni (V) su rigore al 7’, Bjelanovic (V) al 9’ e all’11’ s.t. VERONA (4-3-3) Rafael 6; Abbate 6, Ceccarelli 6, Mareco 5,5, Pugliese 6; Jorginho 6,5, Tachtsidis 6,5, Hallfredsson 6; Gomez 7 (dal 33’ s.t. Galli s.v.), Bjelanovic 7 (dal 17’ s.t. Ferrari 6), Berrettoni 6 (dal 25’ s.t. D’Alessandro 6). PANCHINA Frattali, Cangi, Russo, Pichlmann. ALLENATORE Mandorlini 7. BARI (4-3-3) Lamanna 6,5; Crescenzi 5, Borghese 5, Ceppitelli 6, Garofalo 5; De Falco 6,5, Romizi 6, Scavone 6 (dal 12’ s.t. Defendi 5,5); Forestieri 6,5 (dal 39’ s.t. Galano s.v.), Caputo 6, Stoian 6,5 (dal 22’ s.t. Albadoro 5,5). PANCHINA Koprivec, Masi, Polenta, Bellomo. ALLENATORE Torrente 6,5. ARBITRO Di Paolo di Avezzano 5. GUARDALINEE Paiusco 6 - Meli 5. AMMONITI Mareco (B), Gomez (V), Caputo (B), Borghese (B) e Scavone (B) per gioco scorretto; Berrettoni (V) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 2.266, incasso di 33.038 euro; abbonati 10.551, quota di 97.510 euro. Tiri in porta 8-2. Tiri fuori 7-7. In fuorigioco 0-1. Angoli 4-2. Recuperi: p.t. 0, s.t. 4’.

Chi ha ali vola, ma chi ha Juanito vince. Il Bari gioca, incanta, stupisce con due folletti come Forestieri e Stoian che fanno schiumare bava e rabbia ai difensori del Verona. A esultare però sono i veneti trascinati proprio da quel Juanito Gomez che l’allenatore Torrente, ex tecnico dell’ala la scorsa stagione a Gubbio, aveva indicato come pericolo numero uno. Dodicesimo successo consecutivo in casa e primo posto temporaneo in classifica. In ogni caso un’impresa.
Errore letale Decisivo anche un pizzico di fortuna, sotto forma di errore arbitrale. A fine primo tempo Mareco incravatta Stoian in area. Di Paolo non vede niente, il guardalinee Meli non lo aiuta, il Bari non ha il rigore e Mareco non si becca il secondo giallo che gli sarebbe costato l’espulsione. Episodio

importante, perché a portare in vantaggio i veneti arriva poi proprio un altro rigore, anche questo netto, fallo di Scavone su Ceccarelli, stavolta però concesso dall’arbitro e trasformato da Berrettoni.
Super-Sasha Tutto questo riesce soltanto a scalfire il bel successo del Verona, capace di reggere il momento negativo di inizio partita, grazie alle certezze di Tachtsidis, al piede soffice di Jorginho e alla classe di Gomez. Che, di testa, su calcio piazzato di Jorginho, sfugge a Crescenzi e batte di testa Lamanna. L’argentino diviene incontenibile nel secondo tempo: Lamanna gli ribatte un altro colpo di testa poderoso,

poi, sull’ennesima punizione procurata da Juanito e pennellata da Jorginho, ecco il rigore e il vantaggio. La strada è in discesa e Gomez si lancia in velocità, fa secco Garofalo e regala un assist perfetto per Bjelanovic, abile a giocare d’anticipo su Borghese. Il timbro finale invece è tutto del croato, che sfrutta un errore di Borghese e stupisce Lamanna con un pallonetto da vero fuoriclasse.
Illusione Tutto chiuso nei primi

Due protagonisti nel bene e nel male
Qui a sinistra, lo stacco di testa di Juanito Gomez, che, su punizione di Jorginho, anticipa Crescenzi e batte Lamanna per l’1-1 FOTO IPP In alto, lo strano gesto dell’ombrello di Andrea De Falco, che esulta così dopo la punizione dell’1-0 FOTO LEZZI

10’ della ripresa, eppure per 45’ il Bari aveva dato spettacolo, una sorta di mini-Barcellona. De Falco aveva trovato la rete con una punizione di precisione nell’angolino (strana esultanza, il gesto dell’ombrello). Solo l’assenza di uno stoccatore di professione e l’errore arbitrale impedivano al Bari di tornare avanti. Dopo il sorpasso però, la caduta era fragorosa e solo Lamanna, due volte su Hallfredsson e su Ferrari e Jorginho, impediva la goleada.
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LA RIVELAZIONE SILVA VEDE LA SALVEZZA

POLEMICHE CAMILLI ATTACCA GLI ARBITRI

ZONA CALDA MUSTACCHIO RISPONDE A NWANKWO

Colpaccio Ascoli Grinta Nocerina Il Gubbio spreca col super Papa Laverone ne fa 2 e si lamenta Cade il Cittadella Rabbia Grosseto Sollievo Vicenza
CITTADELLA ASCOLI
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Papa Waigo (A) al 41’ p.t.; Soncin (A) al 10’, Parfaif (A) al 14’, Di Nardo (C) al 24’ s.t. CITTADELLA (4-3-3) Cordaz 5; Ciancio 5, Pellizzer 5, Scardina 5, Marchesan 5,5; Vitofrancesco 5,5 (dall’11’ s.t. Carra 6), Paolucci 5,5, Busellato 5 (dal 29’ s.t. Schiavon s.v.); Di Roberto 6, Di Carmine 5, Di Nardo 6,5. PANCHINA Pierobon, Bellazzini, Gorini, Job, De Vito. ALLENATORE Foscarini 5,5. ASCOLI (3-5-2) Guarna 6,5; Andelkovic 5,5, Peccarisi 6, Faisca 6; Scalise 6,5, Sbaffo 6,5, Pederzoli 6, Parfait 6 (dal 29’ s.t. Tomi s.v.), Pasqualini 6 (dal 44’ s.t. Ilari s.v.); Soncin 6,5 (dal 32’ s.t. Falconieri s.v.), Papa Waigo 7. PANCHINA Maurantonio, Ciofani, Romeo, Giovannini. ALLENATORE Silva 7. ARBITRO Gallione di Alessandria 6. GUARDALINEE Ranghetti 5,5 - Bolano 6. AMMONITI Pellizzer (C), Paolucci (C), Busellato (C) e Tomi (A) per gioco scorretto. NOTE paganti 516, incasso di 1.519 euro; abbonati 1.500 circa, quota di 7.052 euro. Tiri in porta 8-5. Tiri fuori 6-5. In fuorigioco 1-2. Angoli 6-9. Recuperi: p.t. 1', s.t. 5’.

1 3

h7 il migliore
PAPA WAIGO (Ascoli) Sblocca la partita con un gran gol di testa, sempre pericoloso nei venti metri

GROSSETO NOCERINA
GIUDIZIO 77

1 2

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Laverone (N) al 13', Sforzini (G) al 35' p.t.; Laverone (N) al 24' s.t. GROSSETO (4-4-2) Viotti 6,5; Antei 6, Padella 6, Olivi 6,5, Calderoni 5; Alfageme 5,5 (dal 34' p.t. Ronaldo 5), Crimi 5,5, Sciacca 6 (dal 25' s.t. Mancino 6), Caridi 6; Keko 5 (dal 7' s.t. Lupoli 6), Sforzini 6,5. PANCHINA Narciso, Asante, Curiale, Giallombardo. ALLENATORE Ugolotti 5,5. NOCERINA (4-4-2) Concetti 6,5; Figliomeni 6,5, Rea 6, Di Maio 6, De Franco 6; Laverone 7, Bruno 6,5, Barusso 6 (dal 19' s.t. Giuliatto 6), Farias 7,5; Catania 5,5 (dal 14' s.t. Merino 6), Castaldo 6 (dal 30' s.t. Mingazzini 6). PANCHINA Russo, Bolzan, Alcibiade, Pomante. ALLENATORE Cassia 6,5 (Auteri squalificato). ARBITRO Gavillucci di Latina 5,5. GUARDALINEE Schenone 6 – Segna 6. AMMONITI Crimi (G), Sciacca (G), Olivi (G) e Rea (N) per gioco scorretto; Laverone (N) e Mancino (G) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 699, incasso di 9.918 euro; abbonati 1.215, quota di 18.101,94 euro. Tiri in porta 3-4. Tiri fuori 4-2. In fuorigioco 2-5. Angoli 5-6. Rec.: p.t. 2', s.t. 4'.

daz. Il Cittadella fatica a riorganizzarsi, nella prima frazione si rende veramente pericoloso soltanto una volta, con Di Nardo che serve in profondità Di Roberto, sinistro appena dentro l'area e intervento decisivo di Guarna che devia in angolo.
Cambio ritmo Certamente più convinta la squadra di Foscarini in avvio di secondo tempo, con Di Nardo, il migliore dei suoi, protagonista in un paio di circostanze: al 4' è bravo Guarna a deviare in angolo il tocco sottomisura dell'attaccante, un minuto più tardi è fortunato il portiere ospite che si ritrova il pallone tra le gambe sulla deviazione di Di Nardo da pochi passi. Scampato il doppio pericolo, l'Ascoli raddoppia al 10' con il diagonale forte e preciso di Soncin, e quattro minuti dopo Parfait con un'azione caparbia chiude la partita: il giocatore recupera palla tra Di Roberto e Ciancio, sinistro all'incrocio dei pali, il pallone finisce ancora tra i piedi di Parfait che appoggia nella porta vuota. La reazione del Cittadella è tardiva, Di Nardo riesce ad accorciare le distanze al 24', e alla mezz' ora offre il pallone che potrebbe riaprire l'incontro a Schiavon, ma il centrocampista calcia alto sulla traversa.
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SIMONE PRAI CITTADELLA (Padova)

MAURIZIO CALDARELLI GROSSETO

L’Ascoli fa il colpaccio a Cittadella, tre punti pesanti in chiave salvezza e, per ora, si tira fuori dalla zona retrocessione. Per il Cittadella di Foscarini, invece, mai un doppio successo consecutivo in questa stagione. La partita è tesa, Cittadella e Ascoli impiegano diversi minuti prima di affondare i colpi, non a caso i portieri restano inoperosi nei primi 20’, pian piano esce la migliore organizzazione della squadra di Silva e dopo una serie consecutiva di calci d'angolo - 6 in mezzora passa in vantaggio: punizione di Pederzoli (contestata dai padroni di casa) e pallone nell' area piccola dove Papa Waigo anticipa Ciancio e fa secco Cor-

Colpo grosso della Nocerina che si rimette in corsa per la salvezza, espugnando con merito il campo del Grosseto, al termine di un incontro non bello, vinto dalla squadra più grintosa e con maggiori motivazioni. I toscani di Ugolotti, alla 6ª sconfitta interna, devono rimandare ancora il successo in casa e quella vittoria che potrebbe chiudere il discorso salvezza. I maremmani sono usciti tra i fischi di un pubblico spazientito anche per un altro arbitraggio. Felici i cinquecento tifosi al seguito della Nocerina.
Arbitro Il Grosseto recrimina soprattutto per l’annullamen-

to di due reti di testa, al 3’ di Sforzini (fuorigioco), all’88’ di Mancino (fallo di mano). Il primo, in tv, è apparso regolare, sul secondo le immagini non aiutano. «E’ un campionato falsato dagli arbitri — si è sfogato il presidente Camilli — per la quarta gara interna di fila, dopo quelle con Sampdoria (gol annullato), Torino (2 gol in fuorigioco dei granata) e Sassuolo (gol fantasma dell’1-0), abbiamo subito un torto. Ci stanno massacrando. I due gol erano buoni». Episodi a parte, la Nocerina è apparsa più viva ed è passata in vantaggio al 13’: Farias i porta a spasso tutta la difesa e serve l'accorrente Laverone, che con un diagonale fa secco Viotti. Il Grosseto riesce a rimettere in piedi il match al 35’: angolo di Caridi e colpo di testa di Sforzini. Nella ripresa, al 24’, la formazione campana chiude il match: Farias sbilancia tutta la difesa e serve Laverone sulla destra. Calderoni cerca di fermare il tiro con il corpo, ma finisce per spiazzare Viotti. Il finale è tutto di marca grossetana: dopo aver parato un tentativo di Caridi, Concetti si supera sul diagonale di Lupoli al 40'. Al 43’ il gol annullato a Mancino, di testa, su cross di Calderoni.
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GUBBIO VICENZA
GIUDIZIO 777

1 1

il migliore

h 6,5

PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Nwankwo (G) al 44', Mustacchio (V) al 45' p.t. GUBBIO (3-5-2) Donnarumma 6; Cottafava 6, Benedetti 5,5, Caracciolo 5,5; Almici 6,5, Lunardini 5,5, Nwankwo 6 (dal 31' s.t. Ragatzu 6), Guzman 5,5 (dal 14' s.t. Buchel 6), Rui 6; Ciofani 5,5, Mastronunzio 6 (dal 24' p.t. Graffiedi 6). PANCHINA Farabbi, Boisfer, Sandreani, Raggio Garibaldi. ALLENATORE Apolloni 6,5. VICENZA (4-4-2) Frison 6; Brighenti 6, Zanchi 6, Tonucci 5,5, Bianco 5,5; Gavazzi 6 (dal 40' s.t. Augustyn s.v.), Botta 6, Soligo 5,5 (dal 12' s.t. Pinardi 5,5), Mustacchio 6 (dal 20' s.t. Bariti 6); Paolucci 6, Baclet 6. PANCHINA Pinsoglio, Abbruscato, Giani, Rigoni. ALLENATORE Zanini-Beghetto 6. ARBITRO Nasca di Bari 6,5. GUARDALINEE Citro 6 - Melloni 6. AMMONITI Tonucci (V), Zanchi (V) e Bianco (V) per gioco scorretto. NOTE paganti 2.936, incasso di 22.508,53 euro; abbonati 2.475, quota di 18.536,53. Tiri in porta 6 (con 2 pali)-3. Tiri fuori 3-2. In fuorigioco 2-2. Angoli 8-1. Recuperi: p.t. 1', s.t. 3'.

ALMICI (Gubbio) Spinge come un treno sulla fascia destra e sfiora il gol in due occasioni

presa avrebbe meritato di più».
Botta e risposta Il Vicenza parte forte e Gavazzi al 5' chiama Donnarumma all'intervento salva risultato. Rispondono gli umbri al 16' con una bordata di Almici che Frison ribatte sulla linea. Poi più nulla fino al 44' quando Almici serve Nwankwo che al volo inventa una parabola micidiale a fil di palo: 1-0. Palla al centro e il Vicenza pareggia con Mustacchio, dopo una respinta di Donnarumma su Gavazzi, mentre il resto della difesa umbra gioca alle belle statuine. Ripresa a senso unico Nel secondo tempo il Gubbio è padrone del campo e va vicino al gol con Guzman. Poi Ciofani viene trattenuto in area da Tonucci, poco dopo il bis, ma anche stavolta per l'arbitro è tutto regolare. Al 39' Almici da fuori colpisce la traversa, la palla batte sulla linea e torna in campo, Cottafava ci prova di testa ma becca ancora il legno, riprende Graffiedi che alza troppo. E' il segnale di un'altra giornata sfortunata. «Ma prima o poi girerà — conclude Apolloni — combatteremo fino alla fine e quanto abbiamo perso oggi andremo a conquistarcelo a Sassuolo».
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EURO GRILLI GUBBIO (Perugia)

h 7,5 il migliore
FARIAS (Nocerina) Serve gli assist a Laverone e mette scompiglio nella difesa del Grosseto

Gubbio e Vicenza pareggiano. Ma se per i veneti il punto è un brodino caldo, per gli umbri la pozione da digerire è amarissima. La rabbia per la vittoria sfumata e per l'ennesima occasione gettata al vento per avvicinarsi alla zona playout Gigi Apolloni, al suo esordio al Barbetti, la condensa così: «Il Gubbio non si arrende, sono orgoglioso di allenare questi ragazzi. Il risultato è bugiardo, meritavamo la vittoria. Una bella dose di sfortuna e due trattenute in area di rigore su Ciofani non viste, ce l'hanno negata». Di tutt'altro avviso il tecnico vicentino Zanini: «Risultato giusto. Meglio noi il primo tempo, mentre il Gubbio nella ri-

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

SERIE BWIN 35a GIORNATA

Varese che emozioni Modena, buon punto
Segna Terlizzi, poi si scatenano Ardemagni e Cellini Mossa vincente di Maran: dentro De Luca ed è 2-2
MODENA VARESE
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Terlizzi (V) al 24’, Ardemagni (M) al 39’ p.t.; Cellini (M) al 9’, De Luca (V) al 38’ s.t. MODENA (4-3-1-2) Caglioni 5,5; Perticone 5,5, Diagouraga 5,5, Perna 6, Milani 6; Nardini 6, Dalla Bona 6, Ciaramitaro 5,5 (dal 41’ s.t. De Vitis s.v.); Di Gennaro 6,5 (dal 45’ s.t. Bassoli s.v.); Ardemagni 6,5, Cellini 6,5 (dal 34’ s.t. Stanco s.v.). PANCHINA Guardalben, Petre, Turati, Jefferson. ALLENATORE Bergodi 6,5. VARESE (4-4-2) Bressan 6; Cacciatore 6, Troest 5,5, Terlizzi 6,5, Grillo 6; Zecchin 6,5, Filipe 5,5, Kurtic 6, Nadarevic 5,5 (dal 29’ s.t. De Luca 6,5); Granoche 5,5 (dal 34’ s.t. Plasmati 6), Neto Pereira 6 (dal 17’ s.t. Martinetti 5,5). PANCHINA Moreau, Pucino, Camisa, Damonte. ALLENATORE Maran 6,5. ARBITRO Viti di Campobasso 6. GUARDALINEE Conca 6 - Cucchiarini 6. AMMONITI Di Gennaro (M) per proteste; Perna (M) e Nardini (M) per gioco scorretto. NOTE paganti 1.567, incasso di 8.939 euro; abbonati 3.141, quota di 29.138 euro. Tiri in porta 5-5. Tiri fuori 1-5. In fuorigioco 6-1. Angoli 2-6. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

I NUMERI DELLA B

4

DERBY NERVOSO IL CROTONE SI SALVA AL 93’

2 2

morte di un giovane collega. Solo il d.s. varesino Milanese e l’allenatore dei padroni di casa Bergodi (ottavo risultato utile e imbattuto da quanto è tornato sulla panchina emiliana) trovano sottovoce le poche parole per l’analisi tecnica. «Abbiamo cercato di vincere ma adesso siamo tutti sconvolti. Questi episodi nello sport di vertice cominciano ad essere troppo frequenti. Dobbiamo riflettere» dice Milanese. «I calciatori a questi livelli sono molto seguiti a livello medico. Ho visto Di Gennaro e Cellini sconvolti quando ci hanno comunicato la notizia. La partita? Peccato quel gol nel finale» argomenta Bergodi.

le reti casalinghe: nelle otto partite portate a termine, tutte le squadre di casa hanno segnato, in questo campionato non è mai successo che tutte e 11 le squadre di casa siano andate a rete nello stesso turno

Pari Reggina 14 Salta Gregucci Torna Breda
REGGINA CROTONE 1 1
GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Angella (R) al 47' p.t.; Pettinari (C) al 48' s.t. REGGINA (3-5-2) Belardi 6; Freddi 6, Cosenza 4, Angella 6,5; Ragusa 6,5 (dal 35' s.t. Campagnacci s.v.), Armellino 5, Rizzo 6,5, Barillà 6 (dal 42' s.t. Colombo s.v.), Rizzato 6; Bonazzoli 4, A. Viola 5 (dal 1' s.t. Marino 5). PANCHINA Zandrini, Montiel, N. Viola, Ceravolo. ALLENATORE Genovese 6 (Gregucci squalificato). CROTONE (4-2-3-1) Belec 6; Correia 6 (dal 12' s.t. De Giorgio 5,5), Vinetot 6, Abruzzese 5,5, Mazzotta s.v. (dal 9' p.t. Maiello 6); Eramo 6, Galardo 6; Gabionetta 4, Florenzi 6, Sansone 6 (dal 19' s.t. Pettinari 6,5); Caetano 6. PANCHINA Bindi, Tedeschi, Loviso, Ciano. ALLENATORE Drago-Galluzzo 6. ARBITRO Merchiori di Ferrara 5. GUARDALINEE Marrazzo 6 - Italiani 6. ESPULSI Gabionetta (C) e Cosenza (R) nell’intervallo per comp. non regolamentare; Bonazzoli (R) al 9' s.t. per proteste. AMMONITI Cosenza (R), Maiello (C), Ragusa (R), Abruzzese (C), Eramo (C) e De Giorgio (C) per gioco scorretto. NOTE paganti 368, incasso di 4.715 euro; abbonati 3878, quota di 24.296,66 euro. Tiri in porta 8-4. Tiri fuori 7-4. In fuorigioco 4-0. Angoli 7-6. Rec.: p.t. 2', s.t. 4'.

h 6,5 il migliore
DI GENNARO (Modena) Finché ha energie guida il gioco: suo l’assist a Cellini per il momentaneo 2-1

i gol segnati dalle squadre di casa in totale: la numero 500 è stata di Nwankwo (Gubbio), l'anno scorso la 500ª rete era stata segnata con una giornata d'anticipo

507

tura da film giallo, con la Reggina che ha resistito oltre 35’ in nove contro dieci (veramente inammissibile che un giocatore esperto come Bonazzoli si sia fatto espellere per proteste nei confronti del guardalinee), per poi cedere all’ultimo assalto crotonese. Il gol di Angella al 47' (colpo di testa su angolo di Barillà) sembrava poter indirizzare la gara, dopo un primo tempo incolore in cui il Crotone ha perso Mazzotta per infortunio dopo pochi minuti. Ma è la doppia espulsione di Gabionetta e Cosenza nell'intervallo, seguita da quella di Bonazzoli dopo 10', a condizionare il secondo tempo.
Tutto di testa Il Crotone spinge, Rizzo alza la diga davanti alla difesa e la Reggina sembra farcela. Belardi è decisivo in un paio di occasioni su Abruzzese e Florenzi. Il Crotone si innervosisce perchè non riesce a pareggiare. Ma Drago azzecca il cambio. Sansone è rilevato da Pettinari che nell'ultima azione insacca di testa un lungo traversone di Galardo, approfittando dell'ormai cronica disattenzione difensiva amaranto. Al fischio finale i verdetti sono praticamente definitivi: Crotone ormai salvo, anche in virtù dei dieci risultati utili consecutivi; Reggina fuori dai playoff, miracoli a parte. E a fine gara la tristezza vela lo sguardo dei calciatori, particolarmente quelli reggini che hanno avuto il povero Morosini compagno di squadra due anni fa.
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DAL NOSTRO INVIATO

Modena offensivo Il trio Di Gen-

ANDREA TOSI MODENA

Rolando Maran non ce la fa a venire in conferenza per commentare il punto del Varese che aggancia il Padova al quinto posto. Davide Di Gennaro non riesce a godersi il titolo di migliore in campo lasciando lo spogliatoio in lacrime, e come lui Marco Cellini, che non può festeggiare il suo primo centro in gialloblù. Tutti e tre hanno frequentato il povero Piermario Morosini in tempi recenti. Maran come allenatore al Vicenza, Di Gennaro e Cellini come compagni di squadra. Sul bel pari del Braglia cala presto il gelo per la notizia della

naro-Ardemagni-Cellini sprigiona il meglio della squadra gialloblù che davanti ha un potenziale da playoff. Ardemagni pareggia lo svantaggio iniziale beffando Cacciatore e Bressan con una girata di sinistro su assist di Nardini facilitato da un buco di Troest. L’ex atalantino festeggia polemicamente agitando una paletta delle forze dell’ordine in risposta alla denuncia per schiamazzi notturni che lo riguarda insieme ad altri tre compagni. Nella ripresa, Di Gennaro ruba palla e sul break serve un assist al bacio a Cellini che può filare in porta superando Bressan per l’illusorio sorpasso.

Giuseppe De Luca, 20 anni, attaccante del Varese, esulta dopo il gol del 2-2: per lui è la settima rete stagionale (la quinta da subentrato)
LAPRESSE

Varese schematico Dopo il sigil-

lo di Terlizzi, che sfrutta bene una sponda Neto-Nadarevic, il pareggio degli ospiti arriva su uno schema collaudato nel finale della trasferta di Padova. Come allora sono i cambi di Maran a combinare la giocata che evita un ko immeritato: cross di Zecchini per Plasmati che corregge di testa per l’accorrente De Luca, svelto a girare sempre in elevazione in rete il pallone del definitivo 2-2. Così il piccolo De Luca tocca quota sette gol in stagione (cinque da subentrato), confermandosi capocannoniere del Varese. Non male per un giovane chiamato a togliere le castagne dal fuoco come bomber part-time.
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le partite terminate senza reti quando mancano ancora due partite: finora sono stati 13 i turni senza 0-0

0 3

ROSARIO DE LUCA REGGIO CALABRIA

le vittorie casalinghe che portano il totale a quota 153: la scorsa stagione erano state 20 in più

Nervoso, agonistico, bruttino. Chi si aspettava un derby degno dei guerrieri della Magna Grecia, che la Reggina porta sulla maglia, è stato accontentato. Reggina-Crotone finisce pari — per la quarta volta consecutiva — con gol in entrambi i recuperi di tempo, tre espulsi e sei ammoniti. Due colpi di testa, uno di Angella alla fine del primo tempo e uno di Pettinari nel recupero, fissano il pareggio finale. Che il Crotone merita, ma che sa di beffa per gli amaranto: il presidente Foti si separa da Gregucci e richiama in panchina Breda.
Derby infuocato Una sceneggia-

h 6,5 il migliore
RIZZO (Reggina) Con la squadra in 9 è una diga davanti alla difesa e l’unico a spingere in avanti

LEGA PRO Il torneo a Dubai

Bonato paratutto: l’Under 19 in finale
La squadra di Veneri batte ai rigori il Lens: decisivo il portiere della Sambo Domani la finale contro l’Al Shabab
LENS U.19 LEGA PRO 4 dcr 5
MARCO GENTILI

SERIE D

Giocati 2 anticipi S. Nicolò e Astrea rotonde vittorie
Sospesi i campionati dilettantistici, in serie D sono stati giocati due anticipi: GIRONE F San NicolòSantegidiese 3-2. Classifica: Teramo p. 69; Civitanovese 61; Sambenedettese e Ancona 60; Atletico Trivento 56; Isernia 51; San Nicolò* 46; Jesina 41; Olympia Agnonese 39; Recanatese 38; Riccione e Vis Pesaro 36; Atessa VdS 35; Renato Curi 34; Santegidiese* 32; Miglianico 25; Luco Canistro 19; Real Rimini 4. (* una gara in più). GIRONE G Palestrina-Astrea 1-4. Classifica: Salerno p. 61; Marino 55; Fidene 50; Budoni e Pomigliano 46; Porto Torres e Astrea* 45; Arzachena 42; Civitavecchia e Palestrina* 40; Sora 38; Monterotondo, Selargius e Anziolavinio 36; Cynthia 29; Sant'Elia 27; Bacoli 25; Atletico Boville 24. (* una gara in più).

(1-1 dopo tempi supplementari) PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Degeri (I) al 40’ p.t.; Cyprien (L) al 16’ s.t. LENS (4-4-2) Mafoumbi; Desquelle, Delannoy, Ba, Calderara (dal 20’ s.t. Cato); Kobon, Cyprien, Bourigeaud, Lecouche; Merlen, Leghait (dal 25’ s.t. Ikherbanne). PANCHINA Clarret, Ducrocq, Lamonnier, Lavie, Chopin. ALLENATORE Delestrez. ITALIA LEGA PRO (4-4-2) Bonato; Ghiringhelli, Masi, Turi, Migliorini; Germano (dal 15’ s.t. Finotto), Perrino, Degeri (dal 21’ s.t. Giacobbe), Casiraghi (Benedetti dal 25’ s.t.); Strizzolo (dal 12’ s.t. D’Errico), Angiulli. PANCHINA Sportiello, Balzano, Allievi, D'Errico. ALLENATORE Veneri. ARBITRO W.Thalita (EAU). ESPULSI Merlen (L) al 6’ p.t.s. per gioco scorretto. AMMONITI Masi (I), Giacobbe (I) e Calderara (L) per comportamento non regolamentare.

Cinque vittorie su cinque partite, 20 reti fatte e solo 7 subite: l’Italia Lega Pro prosegue la sua striscia positiva battendo in semifinale il Lens ai calci di rigore e conquistando così la finale del torneo internazionale «Shiekh Hamdan» di Dubai. Ieri gli azzurrini di Veneri hanno faticato non poco contro la formazione che milita nella Ligue-2 francese: per avere la meglio sui rivali sono stati necessari 110 minuti di gioco, terminati sull’ 1-1.
Partenza sprint L’Italia è parti-

chezza e il caldo (in campo c’erano circa 40 gradi). Due elementi che hanno influenzato moltissimo la lucidità dei tiratori. E gli errori non sono mancati, da una parte e dall’altra: per gli azzurrini Masi ha fallito il secondo penalty calciato dagli azzurri, mentre per i francesi sono stati decisivi (in negativo) Borigeaud e Chopin, il cui tiro è stato neutralizzato da Bonato. «Siamo in finale e ho parato un rigore», dice il portiere della Sambonifacese «cosa chiedere di meglio? Come ho fatto a parare il tiro di Chopin? Ho visto come metteva il piede e sono andato sicuro nella direzione giusta. Ma nei giorni scorsi devo dire che mi sono allenato molto sui tiri dagli 11 metri: un lavoro che mi è servito»
L’ultimo ostacolo L’Italia di Ve-

Federico Angiulli, 20 anni, del Pergocrema: è stato uno dei migliori col Lens

ta fortissimo, nonostante l’ottima disposizione in campo del Lens: dopo un errore di Strizzolo, che alla mezz’ora sbaglia un’occasione facile facile, arriva il gol del vantaggio al 40’: Angiulli si libera di due

uomini a centrocampo e lancia alla perfezione Degeri, che di fronte al portiere insacca l’1-0. In apertura di ripresa l’Italia ha avuto anche la possibilità di chiudere la partita, ma lo stesso capitano della Nazionale (e centrocampista della Cremonese) ha calciato sul palo il rigore concesso dall’arbitro per l’atterramento in area di Strizzolo. Dal possibile

2-0 si passa così al pareggio dei francesi: al 16’ Cyprien riporta la situazione in equilibrio. L’ 1-1 dura fino al 90’, e nemmeno i tempi supplementari (che in questo torneo hanno una durata di 10 minuti ciascuno) sono serviti a sbloccare il punteggio.
Bonato decisivo Ai rigori i fattori decisivi sono stati la stan-

neri affronterà nella finale in programma domani alle 17 (le 15 in Italia) l’Al Shabab, che nell’altra semifinale ha battuto per 3-2 il Birmingham. Un avversario che gli azzurri conoscono bene: nella gara d’esordio del torneo l’Under 19 di Lega Pro aveva battuto la formazione saudita per 3-1.
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DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

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CICLISMO TRITTICO DELLE ARDENNE

Torna Nibali
«Una classica è la bella perla che mi manca»
Amstel Gold Race Il siciliano rientra dopo l’altura: «La forma è ancora molto buona»
DAL NOSTRO INVIATO

Avete deciso chi di voi correrà il Giro?

«Lui ci sarà di sicuro. Il mio programma, come dall’inizio, prevede che dopo la Liegi stacchi e rientri al California, poi Delfinato e Tour. Però l’ultima parola arriverà dopo la Liegi». Va aggiunto che il cambio potrebbe avvenire solo nel caso in cui la Liquigas si renda conto che Basso, tra Trentino e Romandia, vada veramente a piedi.
Torniamo alle classiche. Su quale punta maggiormente?

IN GARA VALVERDE ED EVANS

4

APPENNINO RAISPORT 2 DALLE 19

«L’Amstel è quella più nervosa, più adatta agli scattisti. La Freccia si decide sul Muro di Huy: non devi sbagliare interpretazione neanche di un centimetro. La Liegi è più per corridori di gran fondo e quella in cui io ho sempre fatto meglio. Con il Lombardia è la mia classica preferita».

La 47a Amstel Gold Race scatta da Maastricht e arriva a Valkenburg dopo 256,5 km: 31 strappi, finale sul Cauberg (da affrontare 3 volte). Rinuncia Pozzato. Diretta tv su RaiSport 2 dalle ore 14 e su Eurosport dalle 15.

Felline si lancia «Voglio scoprire i miei limiti»
A 22 anni, il piemontese sfida Scarponi e Di Luca. «Ora sto bene, mi diverto e sogno»
DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI PONTEDECIMO (Genova)

S
I MIGLIORI 1 Gilbert (Bel), 3 Evans (Bel), 8 Van Avermaet (Bel), 17 Nocentini, 23 Gasparotto, 24 Gavazzi, 31 S. Sanchez (Spa), 63 Gerrans (Aus), 72 Freire (Spa), 75 Paolini, 76 Rodriguez (Spa), 82 Cunego, 85 Pietropolli, 88 Ulissi, 92 D. Caruso, 95 Nibali, 98 Sagan (Slk), 106 Vandenbroeck (Bel), 117 Valverde (Spa), 118 Visconti, 122 Sy. Chavanel (Fra), 133 Gesink (Ola), 147 A. Schleck (Lus), 148 F. Schleck (Lus), 171 Carrara, 176 Marcato, 194 Gatto, 228 Voeckler (Fra).

CLAUDIO GHISALBERTI RIEMST (Belgio)

« «

«Mi manca la classica, mi manca una bella perla». Vincenzo Nibali oggi torna in gara. Lo fa in Olanda, nell’Amstel Gold Race, una corsa adatta agli italiani, che negli ultimi 10 anni l’hanno vinta quattro volte: Bartoli 2002, Rebellin 2004, Di Luca 2005, Cunego 2008. Sul siciliano della Liquigas ci sono molte attese perché in questa prima parte di stagione è stato il migliore dei nostri: vincitore della Tirreno-Adriatico, 3˚ alla Sanremo, protagonista in Oman e in Argentina. Quella che dovrebbe essere la stagione della definitiva consacrazione è partita nel migliore dei modi. E in questi giorni si decide anche il suo futuro a breve e lungo termine. Lo Squalo correrà il Giro? Che maglia indosserà dal 2013? Andiamo con ordine.
Nibali, dopo la Sanremo ha fatto due settimane di allenamento in altura, sul Teide. Com’è andata?

Sagan curerà il finale, io dovrò cercare di inventarmi qualcosa prima Il mio programma prevede il Tour de France: l’ultima parola dopo la Liegi
VINCENZO NIBALI 27 ANNI, LIQUIGAS

Il nuovo ciclismo ha i riccioli neri e il sorriso spontaneo, l’accento piemontese dolce e i 22 anni freschi di Fabio Felline. Che da piccolo preferiva pedalare perché a camminare si stufava, che a tre anni andava in bici senza rotelle, che a sei si è iscritto a una corsa in mountain bike e pronti-via ha vinto la gara riservata a quelli della sua età, che a nove ha esordito su una bici da corsa e a una curva era così stanco che si è detto «qui o vado diritto o vado diritto» ed è andato diritto ma contro un muro però si è rialzato come se niente fosse, che a 20 anni tre mesi e quattro giorni ha debuttato al Tour de France. E che oggi correrà il Giro dell’Appennino — Scarponi e Di Luca i big — con la libertà di fare quello che sente, nel cuore e nelle gambe.
Facili «Nel 2010, il primo anno da professionista, era tutta una novità, e le cose mi venivano facili, semplici, naturali, vincere compreso — racconta Felline, che corre con l’Androni di Savio —. Il secondo anno non è andata come speravo, ma pazienza. Il terzo anno, che è questo, sto bene, mi diverto e sogno». Sta bene dopo un inverno difficile: «Avevo male al ginocchio, ma non lo dicevo, se non alla squadra, per non sembrare che accampassi scuse o cercassi alibi. Risolto il problema, ho ricominciato a correre. E già alla Settimana Coppi e Bartali sono andato meglio di quello che pensassi. Una settimana di allenamento al Sestriere, con la squadra, e anche con il maltempo, ed eccomi qui». Si diverte, da sempre, come sempre: «Il ciclismo è anche un modo per conoscere me stesso. E io non mi conosco bene, neanche come corridore. Sono veloce, ma non sono un velocista. In salita me la cavo, ma non sono uno scalatore. E a crono mi difendo, ma non sono mai stato un cronoman. Quest’anno ho la possibilità di fare il Giro d’Italia: chissà se tre settimane di corsa non svelino di più le mie caratteristiche». Magari qualcosa apparirà già sulle salite liguri: «Corsa dura, nobile, prestigiosa. Ma stavolta la Bocchetta è a una cinquantina di chilometri dall’arrivo, e se dovessi perdere salendo, potrei recuperare scendendo. Però non voglio fare proclami né programmi: darò finché ne avrò». Ecco il Felline istintivo e attaccante: «Un corridore, quando va forte, va forte con il sole e anche con la pioggia. La strada è un mistero da decifrare. Ed è il suo bello».

Intanto l’Amstel propone tre passaggi sul Cauberg, strappo che caratterizzerà anche il Mondiale di settembre.

«Non nascondo che quella della maglia iridata è una bella ambizione. Il percorso mondiale per me è molto più adatto rispetto a quello olimpico».
I favoriti per l’Amstel?

«Bene. Questo ritiro non mi serviva per incrementare i miei valori, ma per "mantenimento". I dati dei test in salita dicono che la mia condizione è ancora molto buona. Sono fiducioso, in queste gare posso fare bene. Sono tornato a casa giusto una settimana fa e in questi sette giorni credo di avere metabolizzato il lavoro fatto».
Con lei a Tenerife c’era anche Basso. Come lo ha trovato?

«Gli spagnoli: Valverde su tutti, ma anche Rodriguez e Sanchez. Poi mi dicono che Cunego stia bene, sono certo che lo vedremo davanti. Però ci siamo anch’io e Sagan: Peter dovrà curare il finale, io dovrò inventarmi qualcosa prima».
Vincenzo Nibali quest’anno ha vinto la Tirreno-Adriatico BETTINI
Ha detto che le manca la vittoria in una classica. Però ha già vinto a Plouay.

S
Fabio Felline, 22 anni, 3ª stagione tra i pro’, atteso oggi al Giro dell’Appennino
BETTINI

IL VERONESE VINSE IN OLANDA NEL 2008

C’è Cunego. E farà il Giro
(c. ghis.) Amstel, Trentino e Liegi. Il programma di Damiano Cunego, diffuso nei giorni corsi, aveva fatto drizzare le antenne. Il veronese della Lampre-Isd ufficialmente non ha in programma il Giro, ma il Tour. Vuoi vedere che cambia? Pare proprio sia così. Cunego verrebbe al Giro come pari grado di Scarponi, puntando alle tappe. Poi, a luglio, niente Tour per concentrare tutte le energie sulla Vuelta, come rampa di lancio verso il Mondiale di Valkenburg del 23 settembre. A caldeggiare questo programma era stato già il c.t. azzurro Paolo Bettini, che a fine gennaio ne aveva già parlato con i vertici del team blu-fucsia. L’annuncio ufficiale di Cunego al Giro dovrebbe esserci dopo la Liegi. Intanto Damiano pensa all’Amstel, che vinse nel 2008 e che ricalca proprio il percorso iridato di quest’anno.

«Successo importante, ma queste gare hanno un altro fascino: qui si fa la storia del ciclismo».
Parliamo di futuro. Domenica prossima sul volo di rientro in Italia potrebbe succedere qualcosa d’importante.

«I primi giorni ha sofferto, poi l’ho visto mano a mano crescere e ora sta molto meglio».
È vero che voi giovani lo prendevate in giro per i suoi allenamenti massacranti?

«Sì, ma con simpatia. Ogni volta che noi rientravamo in hotel, lui allungava. C’è da dire che io non mi dovevo finire e lui, invece, aveva bisogno di lavorare molto per recuperare il tempo che le cadute gli hanno fatto perdere».

«Sì, viene il presidente (Paolo Zani, col fidatissimo braccio destro Paolo Papetti, ndr) e torneremo insieme anche con Roberto Amadio. Potrebbe davvero essere il momento buono per mettere qualche solida base sul nostro futuro».
E il matrimonio con Rachele?

«Sarà il 13 ottobre».
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La guida Sono 19 le squadre al via del 73˚ Giro dell’Appennino (sintesi su RaiSport 2 dalle 19): 194,5 km da Serravalle Scrivia (partenza ufficiosa alle 11.45 dall'Outlet, partenza ufficiale dal Museo dei Campionissimi a Novi Ligure) e arrivo a Genova (in via XX Settembre) verso le 16.30. Da scalare anche il Passo della Bocchetta. I migliori: 1 Scarponi, 2 Righi, 3 Marzano, 4 Bono, 5 Possoni, 6 Lloyd (Aus), 11 Rujano (Ven), 12 Serpa (Col), 13 Felline, 14 Ochoa (Col), 18 Sella, 21 Capecchi, 22 Moser, 26 Salerno, 28 Vanotti, 31 Betancur (Col), 32 Di Luca, 41 Pozzovivo, 43 Pirazzi, 45 Battaglin, 48 Canola, 64 Duarte (Col), 72 Barta (Cec), 73 Benedetti, 93 Frattini, 102 Bertogliati (Svi), 105 Callegarin, 124 Cominelli, 127 Frapporti, 161 Baliani.
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oggi il via in Versilia Giro d’Italia handbike con Zanardi e Podestà
(c.arr.) Oltre 100 handbiker al via nella 1ª tappa del Giro d’Italia di handbike, che scatta oggi in Versilia. Fra loro, anche Alex Zanardi (nella foto) e Vittorio Podestà, entrambi fra i favoriti alla Paralimpiade di Londra 2012. Il Giro prevede 10 tappe in 7 regioni: partenza da Cinquale (Ms), in Toscana, conclusione il 23 settembre a Sulmona (Aq), in Abruzzo, con tappe a Montalto di Castro (Vt), 25/; Desenzano del Garda (Bs), 6/5; Casale Monferrato (Al), 13/5; Somma Lombardo (Va), 10/6; Castions di Zoppola (Pn), 15/7; Olgiate Olona (Va), 21/7; Cermenate (Co), 22/7; Verona, 29/7.

CASTILLA Y LEON

Taccuino
EXTREME RACE COPPAMONDO MTB

Festa doppia per Luis Sanchez: tappa e maglia
Colpo doppio per Luis Leon Sanchez alla Vuelta Castilla y Leon: con una bella azione nel finale lo spagnolo della Rabobank, 28 anni, ha vinto sul traguardo di Avila la 2ª tappa con 2" sul francese Levarlet ed è passato al comando della classifica generale. Oggi 3ª e ultima frazione (la corsa è stata ridotta da 5 a 3 giorni per motivi economici): 173 chilometri a Segovia.

Basso è primo nel duathlon
Grande successo per la prima edizione della Zero-3000 Extreme Race. Da Asolo alla Marmolada, erano oltre 100 per questa prova estrema: 124 km in bici più 12 di sci-alpinismo (con traguardo abbassato per il maltempo). A tagliare il traguardo davanti a tutti la coppia formata da Ivan Basso (che prima del Giro del Trentino di martedì farà dei sopralluoghi in chiave Giro d’Italia) e da Alessandro Follador. Tra le donne, primo posto per l’olimpionica ’92 di fioretto Dorina Vaccaroni e Monica Sartogo.

Kerschbaumer 4˚
(m. gaz.) Quarto posto a Houffalize (Bel) per il tricolore Gerhard Kerschbaumer (Tx Active-Bianchi) nella 2ª prova di Coppamondo mtb under 23 vinta dal ceco Cink (7˚ Pettinà). Oggi tra gli elite Eva Lechner, 2ª venerdì sera in Coppa Eliminator, e Marco Aurelio Fontana.

JUNIORES

Ballerini vince a crono
(d. vig.) Continua la bella stagione di Davide Ballerini (Us Biassono). Il comasco, azzurro alla Roubaix jr, ha vinto il «Bracciale del Cronomen» a Montichiari.

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

FORMULA 1 GP CINA
LA GARA IN DIRETTA ALLE 9 SU RAI1

METEO: POCO NUVOLOSO, TEMPERATURA 17˚

I TEMPI
QUALIFICHE 1 1. PEREZ 2. ALONSO 3. GROSJEAN 4. MALDONADO 5. MASSA 6. DI RESTA 7. SENNA 8. WEBBER 9. BUTTON 10. HAMILTON 11. SCHUMACHER 12. RAIKKONEN 13. KOBAYASHI 14. ROSBERG 15. VETTEL 16. HÜLKENBERG 17. RICCIARDO ELIMINATI 18. VERGNE 19. KOVALAINEN 20. PETROV 21. GLOCK 22. PIC 23. DE LA ROSA 24. KARTHIKEYAN QUALIFICHE 2 1. WEBBER 2. ROSBERG 3. SCHUMACHER 4. PEREZ 5. KOBAYASHI 6. HAMILTON 7. GROSJEAN 8. RAIKKONEN 9. BUTTON 10. ALONSO ELIMINATI 11. VETTEL 12. MASSA 13. MALDONADO 14. SENNA 15. DI RESTA 16. HÜLKENBERG 17. RICCIARDO QUALIFICHE 3 1. ROSBERG 2. HAMILTON 3. SCHUMACHER 4. KOBAYASHI 5. RAIKKONEN 6. BUTTON 7. WEBBER 8. PEREZ 9. ALONSO 10. GROSJEAN 1’36"198 1’36"292 1’36"343 1’36"528 1’36"556 1’36"639 1’36"674 1’36"682 1’36"746 1’36"763 1’36"797 1’36"850 1’36"863 1’36"875 1’36"911 1’36"921 1’36"933 1’37"714 1’38"463 1’38"677 1’39"282 1’39"717 1’40"411 1’41"000 1’35"700 1’35"725 1’35"794 1’35"831 1’35"853 1’35"902 1’35"903 1’35"921 1’35"942 1’35"982 1’36"031 1’36"255 1’36"283 1’36"289 1’36"317 1’36"745 1’36"956 1’35"121 1’35"626 1’35"691 1’35"784 1’35"898 1’36"191 1’36"290 1’36"524 1’36"622 -

Il Precedente STOP A UN DIGIUNO CHE DURAVA DA MONZA 1955

Mercedes storica
L’ala magica fa volare Rosberg Prima pole
Nico re del sabato dopo 110 gare. Schumi al suo fianco. Alonso solo 9˚

Sono trascorsi 57 anni dall’ultima pole position della Mercedes: era stato Juan Manuel Fangio (sopra ai box) a conquistarla il 10 settembre 1955 a Monza in occasione del GP d’Italia che chiudeva la stagione e pure l’avventura in F.1 della Casa tedesca che aveva deciso di ritirarsi dopo la tragedia alla 24 Ore di Le Mans. Fu un dominio per le frecce d’argento che occuparono l’intera prima fila con le vetture di Stirling Moss e Karl Kling (allora ci si schierava al via in file da tre): il giorno dopo l’argentino, che allora aveva 44 anni, vinse la gara davanti al compagno di scuderia Piero Taruffi. Con quella di ieri sono nove le pole del marchio tedesco (altrettante le vittorie). Da rivelare che ieri Michael Schumacher (sotto con Nico Rosberg dopo le prove), parlando di questa impresa, ha sostenuto: «È da quando sono nato io che la Mercedes non centrava la pole», sbagliando evidentemente data. Il sette volte iridato è del 1969 a meno che non si sia tolto gli anni e non sia nato pure lui nel 1955...EPA

PINO ALLIEVI SHANGHAI (Cina)

la guida Sintesi alle 19.30
Stamane si corre il GP di Cina, terza prova del Mondiale 2012 di F.1 sul tracciato di Shanghai (5.451 m). Da percorrere 56 giri per 305,066 km. PROGRAMMA La gara scatta alle 9, diretta su Rai1. Sintesi alle 19.30 su Rai2. WWW.GAZZETTA.IT Tempo reale, risultati, notizie, approfondimenti e foto da Shanghai. CLASSIFICHE Piloti: 1. Alonso (Spa-Ferrari) 35 punti; 2. Hamilton (GB-McLaren) 30; 3. Button (GB-McLaren) 25; 4. Webber (Aus-Red Bull) 24; 5. Costruttori: 1. McLaren 55; 2. Red Bull 42; 3. Ferrari 35. PROSSIMA GARA Domenica 22 GP Bahrain (Sakhir).

La Mercedes è il sogno di tanti cinesi che stanno velocemente raggiungendo un reddito da auto di lusso. E quale miglior promozione del marchio tedesco che una pole position nel Gran Premio di Shanghai? Il protagonista della storica impresa — che replica quella di Fangio a Monza nel lontanissimo 1955 — è Nico Rosberg. Il quale, dopo 110 gran premi di attesa, finalmente è riuscito a regalarsi una gioia fuori dal comune. Gli manca la vittoria, ci proverà oggi in una corsa molto incerta nella

quale pure l’altra Mercedes di Schumacher sarà in prima fila grazie all’arretramento di cinque posizioni di Hamilton, che era secondo. Un’occasione ghiotta per la marca di Stoccarda, che in Cina ha due stabilimenti e un centro ricerche, con vendite che lo scorso anno hanno toccato le 204 mila unità. Sempre che i due piloti si rispettino e non ci sia il calo di prestazioni delle gomme che le vetture tedesche (ma costruite in Inghilterra) hanno accusato in Australia e Malesia.
Rivalità Quanto sia accesa la rivalità tra Rosberg e Schumacher lo ha dimostrato proprio quest’ultimo in maniera plateale: mentre stava cercando la pole, ha chiesto via radio ai box: «In che posizione è Nico?». Perché a Schumi interessa più di tutto mettersi alle spalle Rosberg, che lo ha surclassato nelle ultime due stagioni, ridimensionando la por-

Hamilton penalizzato di 5 posizioni per aver sostituito il cambio scatta 7˚ La sorpresa è Kobayashi, in seconda fila con la Sauber al fianco di Raikkonen
tata del suo ritorno. Altrettanto Rosberg, da quando la Mercedes è diventata competitiva, si è trovato ad affrontare uno Schumacher più aggressivo e motivato, che gli è stato davanti in qualifica nelle prime due gare. C’è però un «fattore f-duct» nella pole di Rosberg e nel tempo di Schumi. Cioè il vantaggio fornito dall’ala davanti che «stalla» quan-

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SOLUZIONE VINCENTE

C’è la corsa a copiare l’f-duct
Whitmarsh: «Da giugno lo avrà la metà delle squadre»

DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI PERNA SHANGHAI

E ora tutti vogliono l’ala delle meraviglie. Che sia il segreto della super pole di Rosberg e del terzo tempo di Michael Schumacher (oggi al via in prima fila) è ancora tutto da dimostrare. Ma in Formula 1 funziona così. Non c’è idea che non sia copiata. E ora che l’ultima diavoleria di Brawn ha superato anche il vaglio della Fia, che l’ha giudicata regolare rigettando il ricorso della Lotus, il famoso f-duct della Mercedes diventa per tutti la chimera da inseguire. A prescindere dal reale vantaggio che possa dare.
Rivali pronti Il sistema è complesso.

Quando il pilota aziona l’ala mobi-

le posteriore, un flusso d’aria passa lungo delle canalizzazioni e raggiunge quella anteriore, riducendone la resistenza. La Ferrari, come ha ammesso il d.t. Pat Fry, ha pensato per due mesi a questo sistema e ora sta studiando la sua applicazione sulla F2012. La McLaren ha fatto intendere di essere pronta a presentare una soluzione analoga. «La mia previsione è che entro l’estate metà delle squadre avrà questo sistema — dice il team principal Martin Whitmarsh —. Noi ci stiamo lavorando, ma non è la priorità. Per questo non si è ancora visto sulla nostra macchina. Sono convinto che si possa ottenere di più puntando sullo sviluppo complessivo. Però sono contento che gli altri non la pensino così». Sul fatto che l’f-duct diventerà una moda, concorda Chris Horner: «Lo vedremo su molte monoposto. Lo

avrà anche la Red Bull, ma solo quando sarà pronto. Per dare un vantaggio, deve funzionare con il resto dell’aerodinamica».
Stime Ma quanto può essere que-

sto vantaggio? «Non più di 2-3 decimi al giro — sostiene Gary Anderson, ex progettista della Jordan —. Se fossi in una squadra oggi non investirei per copiare il sistema della Mercedes. In termini di rapporto costi-benefici si può ottenere molto di più dallo sviluppo di altre aree della monoposto». È dello stesso parere Matt Morris (Sauber): «Al momento non vale la pena». Mentre James Allison della Lotus si interroga: «Avevamo forti argomenti contro il sistema. Dispiace che non siano prevalsi. Ora valuteremo se valga la pena svilupparlo».
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I NUMERI

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1

il personaggio NICO ROSBERG

Pole per Nico Arriva al 111˚ GP della carriera. Il padre Keke ne aveva ottenute 4 con la Williams dal 1982 al 1985 e una con la McLaren nel 1986

Un cosmopolita che non parla la lingua del padre
È figlio di Keke, iridato ’82, ma il finlandese gli è sconosciuto Ha passaporto tedesco però è cresciuto a Montecarlo E per lui l’Italia è diventata quasi una seconda Patria
MARCO DEGL’INNOCENTI SHANGHAI

Prime file per Schumi Il tedesco non scattava in prima fila dal GP Giappone 2006. In questa graduatoria allunga su Senna e Prost, rispettivamente fermi a 87 e 86

116

Doppiette Mercedes in qualifica I precedenti erano datati anni Cinquanta: 1 nel 1954 e 3 nel 1955 a cura di Giovanni Cortinovis
do il pilota aziona l’alettone mobile, rendendo quindi la vettura più veloce nei vari rettilinei. L’uso del Drs nelle prove è libero, ma in gara è limitato a due soli punti, per cui il margine si restringe. Tuttavia la Mercedes ha adottato un assetto più carico del solito, per far lavorare meglio le gomme. Vedremo...
Jolly Una sorpresa è stata il

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«Non male», ha commentato Michael Schumacher ancora in pista, alla radio di bordo della sua monoposto, quando ha saputo il tempo con il quale il suo giovane compagno Nico Rosberg aveva appena conquistato la prima pole position della sua carriera. E il vecchio amico Hamilton: «Faccio i complimenti a Nico: fenomenale, sono orgoglioso di lui».
Pareggio «È bello ricevere i complimenti da Hamilton e Michael», ha ringraziato Rosberg, che ha ricordato, sorridendo: «Lewis e io nel 2000 eravamo nello stesso team di Formula A kart. Allora ci ripromettemmo reciprocamente: un giorno diventeremo numero 1 e numero 2 in F.1. Per quel che mi riguarda adesso ci sono riuscito, per lo meno in qualifica». Traguardo È dal 2006 che Ni-

porto e la licenza della Repubblica federale. Così, diventa l’ottavo tedesco a conquistare una pole position dopo Michael Schumacher (68), Sebastian Vettel (30), Ralf Schumacher (6), Heinz-Harald Frentzen (2), Wolfgang von Trips, Nick Heidfeld e Nico Hulkenberg (1 ciascuno).
Origini Nico, in verità, è cosmopolita. Vive a Montecarlo, dove è cresciuto, con Vivian Sibolt, 26 anni la sua ragazza, tedesca anche lei, architetto di interni che ha studiato a Milano (si è laureata all’Istituto Europeo di Design). Parla perfettamente cinque lingue, italiano compreso. L’Italia è quasi una seconda patria, fin dai tempi dei

kart. Non conosce, invece, una parola di finlandese, la lingua di papà Keke, che lo ha seguito e consigliato sin dai primi passi della carriera di pilota. Un rapporto molto forte, quello tra i due, anche se il figlio non manca bonariamente di riferirsi al padre come di un «rompiscatole». Rosberg senior, che dirige un suo team nel Dtm, il campionato turismo tedesco, (non con la Mercedes, ma con l’Audi...) è spesso sui circuiti di Formula 1, ma non è qui in Cina, perché non gli piace troppo volare ed evita le trasferte più lunghe. «Non ci siamo sentiti al telefono subito dopo la pole position», ha precisato Nico, con una punta di orgogliosa autonomia nel tono di voce.
Precisione Ha definito così la sua prestazione: «Una gran cosa, una vera martellata! In un certo senso un po’ pazza», perché facilitata dal fatto che la pista si è progressivamente raffreddata «e ciò ha permesso alle gomme posteriori della mia macchina di funzionare al meglio, anche dopo una leggera correzione dell’assetto. Nella Q3 ho subito azzeccato un giro perfetto e tutto ha funzionato alla perfezione». Tanto che, d’intesa con il team, Rosberg ha rinunciato al secondo giro veloce: «Per la verità avevamo comunque deciso di risparmiare un treno di pneumatici. A quel punto il mio tempo mi dava una certa tranquillità, ma è stata comunque una strana sensazione trovarsi solo in corsia box, fuori dalla macchina, mentre gli altri continuavano a girare, mentre io non ero più in grado di fare nulla».
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Figlio d’arte Nico Rosberg, 26 anni, è figlio di Keke, vincitore di 5 gran premi e del Mondiale 1982 al volante della Williams-Ford
AFP

to equilibrata e preparata, ovvero da primo posto. E la Ferrari? Nono Alonso e 12˚ Massa. I distacchi sono notevoli, la F2012 non può dare di più al momento, avendo limiti di trazione e velocità. Per giunta la previsione di pioggia si è allontanata. Quindi una rossa in difesa, speriamo con un buon bottino di punti e un Massa frizzante, visto che non è andato male in questi giorni.
Difficoltà Chi è in crisi è la Red

« «

Feci a Hamilton una promessa nei kart: diventare numeri 1 e 2 in F.1 Oggi è mantenuta Il mio giro? Una gran cosa, una vera martellata. In un certo senso un po’ pazzo

quarto tempo di Kobayashi con la Sauber-Ferrari, che conferma la grande prestazione di Perez in Malesia (ieri 8˚). Considerando che la velocità di punta delle Sauber è la più alta, se il giapponese scatterà al comando saranno dolori per tutti, anche se lui dice che punterà solo a un buon piazzamento. Raikkonen (5˚ tempo ma 4˚ per via di Hamilton) scatterà in seconda fila con l’ottima Renault: è il jolly di una gara in cui Hamilton e Button sembrano avere una McLaren mol-

Bull. Webber è solo 7˚, Vettel addirittura 11˚ e fuori dai top ten per la prima volta dopo 41 GP. Nonostante ciò – e nonostante gli scarichi diversi – entrambi puntano in alto. Come tanti. E siccome le Pirelli cambiano comportamento al minimo sbalzo di temperatura, aspettiamoci una corsa imprevedibile, sperando che stasera la Ferrari possa ancora essere in testa al campionato.
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co Rosberg corre nel Mondiale, con la Williams fino al 2009, dal 2010 alla Mercedes con cui ha un contratto fino al 2015. I suoi 26 anni lo pongono ancora tra i più giovani, mentre i 111 GP corsi ne fanno già un veterano. Soltanto Mark Webber (130 GP), Jarno Trulli (116) e il belga Thierry Boutsen (114) hanno dovuto attendere più di lui per conquistare la prima pole della carriera. Nico, figlio del campione del mondo 1982 Keke, è nato a Wiesbaden, in Germania, il 27 giugno 1985, perchè la madre, Sina, è tedesca. Quindi ha anche il passa-

NICO ROSBERG PILOTA MERCEDES

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FORMULA 1 GP CINA

«Ci sarà pure la Ferrari nella lotta per il titolo»
Alonso: «Gli avversari fanno errori stupidi noi sinora siamo stati abili ad evitarli» Massa: «Il mio miglioramento? Mistero»

NOVITÀ

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GLI ALTRI

(g.p.) In Cina la Ferrari ha portato alcune novità, in attesa del restyling radicale per la Spagna.

Sebastian Vettel, 24 anni, deluso per l’11˚ tempo EPA

La F2012 di Fernando Alonso, 30 anni, e sullo sfondo quella di Felipe Massa, 30. I 35 punti dei Costruttori sono stati tutti conquistati dallo spagnolo AP
DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI PERNA SHANGHAI (Cina)

Ci risiamo. Tutti sono lì a chiedergli un’altra remuntada. Ormai Fernando Alonso è condannato a essere l’uomo dei miracoli. Però sulle curve tecniche e i lunghi rettilinei di Shanghai non bastano nemmeno le sue doti da superman. Serve una gara loca, con le condizioni atmosferiche un po’ pazze come in Malesia, per sperare in un’altra impresa. Altrimenti amen. Senza la pioggia, unica maniera per rimescolare le carte, «sappiamo che il podio è fuori dalla nostra portata», ripete lo spagnolo. Poi sospira: «La remuntada? Sarà difficile. È vero che la Ferrari sfrutta meglio le gomme sul passo, ma abbiamo dietro gente veloce. Grosjean finora è sempre partito bene e Vettel in gara sarà certamente più rapido, avendo salvato un set di gomme nuove. Possiamo solo approfittare della confusione in caso di bagnato. Però partendo noni, che significa due punti, non abbiamo niente da perdere».

Fernando: «Siamo primi nel Mondiale soltanto per caso. Ora non perdiamo troppi punti» Felipe: «La F2012 era la stessa delle libere eppure ho abbassato il tempo di 1"5!»
Rebus La F2012 alla vigilia del

migliori dieci (12˚) limitando il distacco da Alonso a meno di tre decimi. Non c’è da esultare. «Ma almeno abbiamo fatto un passo avanti tra le due sessioni», si consola Massa. «Ho voglia di fare finalmente una bella gara».
Realismo È vero che nelle quali-

Evoluzioni Lo sviluppo? Lo spa-

GP di Cina, cioè alla terza gara del Mondiale, continua a restare un oggetto misterioso. Con degli alti e bassi difficili da spiegare anche per tecnici e piloti. Tanto che ieri Felipe Massa notava che «la vettura nelle qualifiche è migliorata di colpo di un secondo e mezzo. Forse più di tutti i concorrenti. Non sappiamo perché. Eppure era la stessa delle prove libere, quando faticavamo a stare tra i primi quindici». Così il brasiliano, entrato in pista con la grinta di chi insegue il riscatto, ha sfiorato l’ingresso tra i

fiche finali la forbice tra Alonso e la pole di Rosberg è tornata ad allargarsi (1"5). Ma il livellamento delle prime due sessioni, con dieci macchine racchiuse in meno di 3 decimi e la Red Bull dell’iridato Vettel fuori dai giochi, fa pensare che l’imprevedibilità possa essere alleata della Rossa. Anche se Alonso ha dei dubbi: «Sorprese? Non ne ho viste. Mercedes e Sauber vanno forte dai test invernali. E la Red Bull, che qui ha portato due versioni, non si sa che cosa abbia combinato. Nel nostro caso ci sta salvando il fatto di non fare errori stupidi come gli altri. Ma se siamo in testa al Mondiale lo dobbiamo solo al caso. E se vogliamo restarci dovremo perdere meno punti possibile nelle prossime gare».

gnolo non si aspetta rivoluzioni da qui al prossimo GP di Spagna, tra un mese. «La macchina è la stessa dei primi test dell’anno a Jerez. Abbiamo fatto solo modifiche minime. E in Bahrain non cambierà. Dobbiamo migliorare la prestazione se vogliamo vincere e finora non ci siamo riusciti. È un lavoro che richiede costanza. Vedremo a Barcellona. Un secondo di distacco è tanto, ma siamo ottimisti sul fatto di poter recuperare molto sistemando un paio di cose nell’aerodinamica che ora non funzionano. Paghiamo lo scotto di un’auto innovativa nelle sospensioni, nel raffreddamento e nelle forme, e perciò difficile da capire». Sembra impossibile parlare adesso di Mondiale. Ma Fernando crede all’utopia: «Alla fine penso che se lo giocheranno McLaren, Red Bull e spero anche Ferrari. Perché sono le squadre con più esperienza e risorse. Non sarebbe la prima volta per noi. L’abbiamo già fatto nel 2010, quando eravamo a 8 decimi dalla Red Bull e siamo arrivati a un passo dal titolo».
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Sotto gli specchietti, i raddrizzatori di flusso (1) sono diventati due al posto del singolo elemento schierato sinora. In basso ai deviatori verticali, anch’essi modificati (4), sono comparse delle piccole pinne (2) e una piccola deriva verticale (3) per gestire il flusso d’aria in questa zona. C’è anche una pinna applicata alle prese dei freni, molto simile a quella adottata dalla Red Bull, provata solo da Massa

Vettel resta fuori dai dieci dopo 41 gare!
Sebastian: «Non so che
cosa sia successo, ero contento della macchina». Hamilton: «Con la penalità ho risparmiato le gomme»
MARCO DEGL’INNOCENTI SHANGHAI

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Fuoriclasse Lewis Hamilton, 27 anni, vincitore del Mondiale 2008 AFP

Brasile 2009: era da 41 gran premi che Sebastian Vettel non entrava nei primi dieci. Un risultato sorprendente se si considera che l’anno passato il due volte campione del mondo era stato il re del sabato, conquistando la bellezza di 15 pole position in 19 gare, mentre in questo inizio di stagione non è mai riuscito a partire nelle prime due file dello schieramento. «Che cosa stupida...— ha detto il tedesco decisamente sconfortato —. Non so per quali motivi, ma i decimi determinanti non sono arrivati. Ero molto contento della mia macchina, avevo deciso in piena convinzione di adottare anche in qualifica l’assetto con gli scarichi della prima generazione, perché mi ci trovavo bene. Non ho commesso errori, non c’era traffico, ho girato tre volte con lo stesso tempo sul giro, ero contento. Invece alla fine non è andata come avevo sperato, peccato». Che la Red Bull abbia perso brillantezza lo dimostra anche la posizione di Mark Webber, settimo: l’australiano si è comunque tolto la soddisfazione di battere per la terza volta consecutiva il compagno di squadra (l’hanno passato gli era riuscito solo in due occasioni, Spagna e Gran Bretagna). Pure Christian Horner parla di qualifiche al di sotto delle attese: «Eravamo veloci e competitivi con le gomme di mescola media per cui ci aspettavamo con le morbide progressi che non si sono verificati».
Hamilton Più brillante Lewis Hamilton, secondo ma costretto a partire con il settimo tempo per la sostituzione del cambio: «Avrei potuto guadagnare ancora un decimo, ma non sarebbe stato sufficiente per recuperare lo svantaggio da Nico. Ma nessun altro c’è riuscito a farcela, quindi la cosa più importante era provare a risparmiare le gomme». Il pilota della McLaren, però, dopo la qualifica si è detto comunque ottimista di poter recuperare posizioni in gara: «Dobbiamo essere consapevoli della nostra velocità e fare tutto nel modo giusto, a cominciare dalle soste ai box, dove al momento non sembra siamo i migliori. Ma io sono comunque soddisfatto di questo mio inizio di stagione ed adesso dobbiamo solo guardare avanti».
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LA GARA «CALDA»

«Il Bahrain non rispetta i diritti umani»
Lo scrive in una nota Amnesty International. Intanto ci sono tre ragazzi feriti dopo nuovi scontri. Ma i team sono rassegnati
Blindati contro i manifestanti in Bahrain REUTERS

PINO ALLIEVI SHANGHAI

Già stasera, poche ore dopo la conclusione del GP di Cina, gran parte del personale della F.1 (piloti, tecnici, giornalisti e via dicendo) s’imbarcherà in aereo per raggiungere domattina il Bahrain, che domenica prossima ospiterà la quarta gara del Mondiale. Oramai l’ambiente è rassegnato, dopo la comunicazione ufficiale che la gara si farà, a dispetto di un clima imbarazzante, cupo, che comunque non farà bene a nessuno. È proprio di ieri l’ultima brutta notizia di una lunga serie, con tre adolescenti di 14,

16 e 15 anni che sono rimasti feriti dalla polizia in seguito agli incidenti capitati al termine del funerale di un giornalista, Ahmed Ismail, 22 anni, ucciso nei giorni scorsi da una pallottola mentre filmava i manifestanti.
Ammonizione Amnesty Interna-

tional ha ribadito le violazioni dei diritti umani in Bahrain,

Già stasera piloti e tecnici volano a Manama dove la situazione resta però molto tesa

spiegando che i regnanti faranno di tutto per mostrare al mondo un clima di normalità in antitesi con la diffusa protesta della gente che chiede aperture e libertà: «Il Bahrain vuole ricostruirsi un’immagine investendo in relazioni pubbliche. Ma le violenze a chi si oppone alla famiglia Al Khalifa (quella che regna; n.d.r.) non finiscono e la situazione non è migliore di un anno fa», si legge in una nota. Todt a Shanghai non ha voluto commentare mentre i responsabili del circuito hanno diffuso un comunicato nel quale ribadiscono che «la sicurezza del Bahrain è compatibile alla disputa di un evento sportivo di grande impatto».
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MOTORI OGGI LA 3 ORE DI ENDURANCE

«Se passo alle auto, corro in pista»
Rossi 10o a Monza con la 458: «Amo i rally ma qui è più facile. Sogno Spa e la Nordschleife»
DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI MONZA

TURISMO IN MAROCCO

Taccuino
TROFEO RALLY TERRA

Decimo. Valentino Rossi riparte da dove si era fermato, ma se una settimana fa in Qatar dalla sua bocca erano uscite solo parole dure per un avvio stagionale con la Ducati che grida ancora vendetta, ieri nel box di Monza regnavano solo sorrisi e buonumore. Decimo assoluto e 5O di classe con la Ferrari 458 Italia nella prova inaugurale della Blancpain Endurance Series, con un tempo di 1’48"962 a un solo secondo dalla pole (1’47"923) dei compagni di squadra del team Kessel, Daniel Zampieri, Davide Rigon e Stefano Gattuso, ma davanti all’ex campione del mondo Fia GT, Andrea Bertolini (finito a meno di un decimo) e di un niente alle spalle dell’ex F.1 Karl Wendlinger.
Valentino Rossi, 33 anni, nove Mondiali moto, sulla Ferrari 458 Italia «griffata» da Aldo Drudi ANSA
Delusione via «Essere sceso sot-

Menu-Huff: Chevy davanti Tarquini ultimo
Due Chevrolet scattano oggi davanti a tutti a Marrakech (Marocco), nella terza tappa del Mondiale Turismo. Ma sono quelle «sbagliate» di Menu (1˚) e Huff (2˚). Yvan Muller, campione in carica e leader iridato, è solo 4˚: «Engstler mi ha rallentato». Terzo è l’olandese Coronel (Bmw), autentica sorpresa della giornata: «Non riesco nemmeno io a spiegare come ho fatto a essere così veloce». Il nostro Tarquini, che aveva strappato il 5˚ tempo, partirà in fondo allo schieramento perché la sua Seat Leon è stata «pizzicata» dai commissari sotto il peso minimo consentito. Stefano D’Aste (Bmw) è 11˚, Di Sabatino (Chevrolet) 13˚, Cerqui (Bmw) 17˚. In gara-2, partirà davanti a tutti Monteiro. Le due corse saranno trasmesse su Eurosport alle 14.20 e alle 17.20. Risultati delle qualifiche: 1. Menu (Chevy) 1’43"901 2. Huff (Chevy) 1’43"929 3. Coronel (Bmw) 1’43"968 4. Muller (Chevy) 1’44"201 Classifica Mondiale: 1. Muller 88 punti 2. Menu 61 5. Tarquini 44.

Il Conca a Trentin
È andata a Mauro Trentin e Alice De Marco (Peugeot 207 S2000) la 32ª edizione del Rally Conca d’Oro, che a Corleone (Pa) ha aperto il Trofeo Terra. Alle spalle del veneto, staccati di 55"3 il duo toscano Pierangioli-Cecchi (Mitsubishi Lancer Evo IX) e a 3’58"3 i bresciani Ricci-Pfister ( Subaru Impreza). A Michelini-Bioletti (Citroën DS3 R3) il Citoën Racing Trophy.

TRICOLORI A IMOLA

Visconti in pole
Scattano oggi a Imola (Bologna) i campionati italiani in pista. Le pole position sono state fatte segnare da Marco Visconti (Osella-Honda) nei Prototipi e Andrea Bacci (Bmw M3) nel Turismo Endurance. Bertozzi-Coldani sono davanti nella Peugeot RCZ Cup. Il via alle 9.50 e 15.50 (Cite) e alle 13.10 (Cip). Diretta Tv su Nuvolari.

to il muro dell’1’49" è un ottimo risultato, significa che sono andato forte, il livello è molto alto», racconta felice Valentino. Al quale sono bastati pochi giorni per passare dallo sconforto per i dolori in MotoGP alle gioia di guidare a Monza. «Non ci vuole tanto a lasciarsi le delusioni alle spalle — assicura —, ma siamo qui a correre in auto e parliamo solo di auto». Punto e Ducati lasciata, per ora, chiusa in garage.
458 Il feeling con la 458 è stato

Valentino guiderà al via e nell’ultima parte di gara: «Bello, 60 pazzi tutti insieme»
costantemente, la macchina è derivata dalla serie e si guida in modo simile, però permette di frenare molto forte e ha un gran grip. Poi qui siamo a Monza, la conosco bene perché ci corro sempre il Rally e mi piace tanto». La gara scatta alle

14.15 con la minaccia pioggia. «Saremo 60 pazzi in pista assieme e altri 120 ai box che ci aspettano. Era importante fare una bella prestazione per non perder tempo a risalire». Lui farà la partenza lanciata e l’ultimo stint, quello centrale toccherà a Alessio Salucci.
Futuro Queste gare appassiona-

istantaneo. «Siamo migliorati

no Vale sempre più. «I rally mi piacciono molto, ma per il mio futuro, se correrò in auto, è meglio la pista: ho più esperienza, parliamo di linee e traiettorie, i rally sono sbandate,

strade aperte e un co-pilota che ti deve entrare nella testa. Più facile qui». E anche la scoperta dell’endurance lo affascina: «Questo è un buon campionato, tre ore di gara sono perfette. Ho due sogni: correre a Spa e sulla Nordschleife. Quest’anno Spa coincide con Laguna Seca, potrei fare il Nürburgring (22-23 settembre), ma sulla pista nuova. Le Mans? Mi piace l’idea, ma ti devi preparare, fare test, avere tempo. In futuro chissà, ma solo dopo che avrò smesso con la moto».
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MONDIALE SUPERMOTO

Lazzarini un fulmine
(m.z.) A Ottobiano (Pv), la stagione iridata Supermoto si è aperta all’insegna del pesarese Ivan Lazzarini (Honda), che in qualifica S1 ha rifilato oltre un secondo al francese Thomas Chareyre (TM). Terza piazza per Massimo Beltrami (Honda) davanti a Adrien Chareyre (Aprilia) e Andrea Occhini (Honda); ottavo Davide Gozzini al debutto con l’Aprilia. Oggi prove alle 9.30 e gare dalle 12.15.

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VELA WORLD SERIES A NAPOLI

IPPICA AD AINTREE LA CORSA PIÙ DURA

A Napoli hanno vinto pioggia e vento: ieri non si è regatato ANSA

Una delle tante cadute del Grand National di ieri AFP

Coppa America Comanda la tv I puristi non ci stanno
Programma annullato per maltempo Oggi in acqua dalle 14: in caso di rinvio, si trasmettono le regate di giovedì
DIRETTA SU ITALIA 1
DAL NOSTRO INVIATO

mente) la kermesse si chiuderà comunque: si spera di mandare in acqua prima i match race, poi le prove di velocità, quindi la regata di flotta che determinerà il vincitore di tappa.
In tv E’ presto per stilare bilanci,

Magliette e rifiuti
(g.l.p.) «Non credo sia nella possibilità di Luna Rossa risolvere problemi sociali. Né quello della camorra, né altri. L’altro giorno, poi, è stata una giornata frenetica con mille appuntamenti e impegni». Max Sirena chiude così la polemica aperta ieri da La Repubblica che ha dato voce alla protesta dell’ufficio stampa delle World Series, Fabrizio Kuhune, dopo che il team ha declinato l’invito di indossare una maglietta «La camorra non vale nulla», da un’idea del presidente della regione Caldoro. Programma Oggi (ultima giornata) semifinali (Artemis-Luna Rossa Pescespada; Oracle Bundock-Luna Rossa Piranha) e finale match race, poi le prove di velocità sui 500 m e regata flotta n. 7 (punteggio quintuplicato: 50 al vincitore). In tv: diretta Italia 1 ore 14. Classifica flotta: 1. Emirates New Zealand 52; 2. Oracle Spithill 47; 3. Luna Rossa Piranha 42; 4. Team Korea 39; 5. Energy Team 39; 6. Luna Rossa Pescespada 35; 7. Oracle Bundock 28; 8. Artemis 20; 9. China 8.

GIAN LUCA PASINI twitter@GianLucaPasini NAPOLI

Vento e onda battono le regate 5 a 0. Già prima di mezzogiorno gli organizzatori, per evitare rotture anche peggiori di quelle di mercoledì (dove ci sono state perdite stimate di 20.000 euro per le 9 barche impegnate a Napoli), hanno deciso di annullare tutto il programma e di rinviarlo (ridotto) a oggi.
Prima volta E’ la prima volta da

quando si gareggia nelle World Series (questo è il quarto evento dall’estate 2012) che una regata deve essere posticipata, annullando così il tanto agognato appuntamento con le dirette televisive delle 14.15. Ma nonostante nei giorni scorsi si sia andati in acqua sempre e comunque (proprio per dimostrare che la vela può essere «certa», nonostante il meteo) stavolta non c’è stato verso: il rischio di provocare incidenti, di rompere i catamarani e quello che qualcuno si potesse far male, ha prevalso sull’idea di rischiare. Si sa di certo quindi che due delle regate di flotta usciranno dal programma e che oggi (confidando in un tempo più cle-

ma in Italia le regate hanno suscitato un certo interesse: Italia 2, che ha trasmesso i primi 3 giorni, ha fatto registrare una media di 148.000 spettatori (1.4% di share), molto più del doppio della media della rete nello stesso orario. Il che lascia intendere che le cose possano migliorare di molto quando in acqua andranno regate che valgono davvero per la Coppa America. Non è un mistero che la scelte fatte finora dagli americani (detentori del trofeo) vanno in una direzione unica: attrarre le tv di tutto il mondo su questo evento, impresa non facile in una Coppa che a oggi ha solo 5 barche iscritte (Oracle, il defender, compreso) all’edizione di San Francisco 2013. I puristi sono insorti quando hanno visto i catamarani arrancare (beccheggiando) fra le onde mercoledì, non sono soddisfatti di avere una regata chiusa in uno stadio da cui non puoi uscire senza venire penalizzato e arricciano il naso quando vedono che si punta tutto sulle regate di flotta, quasi snobbando il match race che sarebbe poi il «core business», l’affare principale della Coppa. E così oggi, se disgraziatamente, il meteo non fosse favorevole e le regate dovessero venire annullate, in «diretta tv mondiale», Italia 1 compresa, verrà trasmessa la prova di flotta disputata giovedì (e vinta da Luna Rossa Pescespada), definita nel programma, appunto, regata di riserva. Allucinante? Incredibile? Si cerca di «imbrogliare» il tempo (meteorologico) per lanciare la vela e la Coppa America. Anche se non è detto che l’America’s Cup poi un giorno ringrazierà.
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Grand National Neptune l’eroe ma è ancora polemica
Altri due cavalli morti, l’inglese diventa il terzo grigio della storia ad imporsi La Walsh miglior fantina di sempre: terza
OGGI GP ITALIA
MATTEO PIERELLI

C’è Per Amore a Bologna
BOLOGNA Oggi all’Arcoveggio (inizio convegno alle 15) c’è il GP Italia per i tre anni con la Varennina Per Amore Gual nettissima favorita: nel suo mirino il terzo GP consecutivo dopo Etruria e Regione Autonoma. OGGI SI CORRE A Galoppo: Milano (14.45), Roma (14.30) e Treviso (14.55). Trotto: Bologna (15), Montecatini (15.15), Montegiorgio (15.35), Napoli (14.50), Torino (15.05). IERI QUINTÉ 15-13-1-9-12 A Siracusa (m 1600): 1 Pictor Optimus (M. Vargiu); 2 Imco Canion’s Sand; 3 Bacherol Love; 4 Purple Times; 5 Diamon Mio; Tot.: 11,84; 3,79, 2,79, 10,14 (163,66). Quinté: n.v. Quarté: n.v. Tris: e 2.314,84. GRANDE MARLON Ieri a Seinajiki, in Finlandia, impresa del nostro Marlon Om che, con in sulky Pietro Gubellini, ha vinto il Prix Etain Royal (m 2100), corsa di gruppo 1, in 1.14. La sua quota era di 50/1.

Il Grand National vive di luce propria e lo ha dimostrato una volta di più. Anche se i puristi lo paragonano più a un Palio che a una corsa di cavalli e gli animalisti lo abolirebbero volentieri, la massacrante prova di Aintree (nei pressi di Liverpool) nel suo genere è uno spettacolo unico, dalla partenza di 40 cavalli allineati lungo un nastro, ai 30 terribili salti disseminati sul percorso lungo 7200 metri. Forse anche per questo lo show del Grand National va al di là dei confini ippici, tanto è vero che ogni anno più di mezzo miliardo di persone lo segue sulle tv di tutto il mondo, senza contare gli oltre 60.000 assiepati in tribuna che ieri hanno assistito a una corsa emozionante e doppiamente storica.
Al fotofinish Emozionante per-

tree), montato da Daryl Jacob, è solo il terzo cavallo grigio capace di vincere nella storia del Grand National cominciata nel lontano 1839 dopo The Lamb (a segno due volte, nel 1861 e 1871) e Nicolaus Silver (1961). E soprattutto perché Katie Walsh è finita terza a bordo del suo Seabass: è il miglior risultato di sempre di una donna fantino. Fino a ieri le più brave erano state Rosemary Henderson su Fiddlers Pike nel 1994 e Carrie Ford su Forest Gunner nel 2005, entrambe quinte. E pensare che la Walsh è stata in vantaggio fino al penultimo ostacolo. «Un’esperienza incredibile - ha detto -, non posso credere che sia tutto finito e non vedo l’ora di riprovarci. Il mio cavallo è stato super per tutto il percorso, alla terz’ultima siepe ho anche pensato di vincere, ma già a quella dopo ho capito che non ce l’avrei fatta. Ma il terzo posto è comunque un risultato eccezionale».
Due cavalli morti Ma il Grand Na-

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a

ché sul palo, dopo più di nove minuti di corsa (!) e i muscoli pieni di acido lattico, sono giunti due cavalli appaiati: Sunnyhillboy all’interno e Neptune Collonges all’esterno che al fotofinish (muso a suo favore, distacco più basso di sempre) si è preso tutto il banco. Storica perché l’11enne allievo di Paul Nicholls (primo successo ad Ain-

tional, come purtroppo capita spesso, ha vissuto una coda polemica. Sono più di 80 i cavalli morti nella storia e a questo conteggio bisogna aggiungere i due di ieri, causati in entrambi i casi da fratture alle gambe: Synchronised, il favorito, che prima della corsa aveva disarcionato Tony McCoy, ma poi ritenuto idoneo dai veterinari a ripresentarsi al via, e According To Pete. Gli animalisti hanno ancora una volta chiesto l’abolizione del Grand National, mentre gli organizzatori si sono difesi così: «La sicurezza dei cavalli è e sarà sempre una nostra priorità. Dopo gli incidenti del 2011, quest’anno il tracciato con degli accorgimenti è stato reso meno duro. Ora ricercheremo i punti più critici e l’anno prossimo lo miglioreremo ancora, ma di fronte alle fatalità purtroppo non c’è niente da fare».
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GRAND NATIONAL - m 7200: 1 Neptune Collonges (D. Jacob); 2 Sunnyhillboy; 3 Seabass; 4 Cappa Bleu; 5 In Compliance. (m.-5-7) Tot in Italia: 29,28; 10,57, 9,47, 3,15 (606,26) Trio: n.v.

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ATLETICA BARCLAYS MILANO CITY MARATHON
OGGI CON PARTENZA DA RHO SI CORRE LA 12a EDIZIONE DELLA MARATONA RCS
Roma lepre per 30 km sul passo delle 2h06’) e Nickson Kurgat (in ottobre vincitore a Carpi in 2h08’36", ma nella Capitale vittima di una crisi ipoglicemica), il più pericoloso, allenato come i primi da Claudio Berardelli, potrebbe essere il 22enne etiope Daniel Abera, fratello di Gezahegne, olimpionico della specialità a Sydney 2000, «un talento tutto da scoprire».
Vai Giovanni Il primo treno, guidato tra gli altri da Sammy Kosgei, secondo all-time nei 25 km alle spalle di Haile Gebrselassie, dovrebbe transitare alla

Sfida al campione uscente Naibei E Gualdi cerca il pass olimpico
L’etiope Biru (2h07’43") e Kosgei (Bahrain) contro il vincitore 2011. Quaglia fra le donne
ANDREA BUONGIOVANNI MILANO

Torna il vincitore del 2011, il 28enne keniano Solomon Naibei che, dodici mesi fa, in una giornata torrida, si

impose in 2h10’38". Ci sono due atleti con freschi personali inferiori alle 2h08’: il 27enne etiope Worku Biru Gemechu (2h07’43" in gennaio a Tiberiade, alla seconda maratona della carriera) e il 22enne keniano del Bahrain Isaiah Kiplagat Kosgei, alias Adam Kamis, che in novembre ha debuttato a Valencia vincendo in 2h07’59". C’è poi una serie di outsider: insieme ai keniani Daniel Too (un mese fa a

I più attesi
Da sinistra il keniano Solomon Naibei, 28 anni, vincitore dell’edizione 2011, il bergamasco Giovanni Gualdi, 32 e l’etiope Daniel Abera, 22 COLOMBO

mezza in 63’20"-63’30". Poi ce ne sarà un secondo da un 1h05’ e un terzo da 1h06’. Giovanni Gualdi, l’italiano più atteso, dovrà decidere in quale infilarsi. Il 32enne bergamasco di Gazzaniga (personale di 2h13’40", Padova 2010) è a caccia di un sogno: la qualificazione olimpica. Per realizzarlo dovrà correre sotto il minimo Fidal di 2h11’30". «L’ho inseguito già a Roma — racconta il finanziare allenato da Migidio Bourifa — ma dopo 20 km sono saltato e al 30˚ ho preferito fermarmi». In gara anche cinque brasiliani impegnati proprio in una sorta di Trials olimpico. Tra le donne — la keniana Irene Kosgei favorita — Emma Quaglia (personale di 2h33’23" ad Hannover nel maggio scorso), reduce da tre settimane di lavoro in Kenya, proverà a essere protagonista.
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Staffette della solidarietà: c’è Vialli
Fra i 13.500 al via, tre quartetti di campioni e Gianluca che spingerà una carrozzina contro la Sla
FAUSTO NARDUCCI MILANO

PARTENZA ALLE 9.20 LA GARA INDIVIDUALE, DALLE 10.20 LE SQUADRE
Pero
P

Segnatevi i nomi di queste tre squadre che si mischieranno fra le 2103 staffette (un totale record di 8412 iscritti) oggi al via da Rho per la 12ª Barclays Milano City Marathon. Per la Lega Italiana contro i Tumori (Lilt) alle 10.20 partirà il team delle Stelle Olimpiche: la sciatrice Gabriella Paruzzi (oro nel fondo a Salt Lake City 2002), le veliste Giulia Pignolo (Pechino 2008) e Myriam Cutolo (Atene 2004) e la pentathleta Alessia Pieretti (Pechino 2008). Per il Progetto Panda Onlus il quartetto di marciatori allestito dai Carabinieri: Matteo Giupponi, Diego Cafagna, Michele Didoni e il campione olimpico di Pechino Alex Schwazer. Per la Fondazione Laureus invece quattro promesse olimpiche del triathlon di Londra: Alice Betto, Anna Maria Mazzetti, Alessandro Fabian e Daniel Fontana. Sono questi i quartetti sportivi più compatti ma noi siamo pronti a «scommettere» sui quattro triatleti non solo per l’età ma perché la Manifattura svizzera di orologi IWC Schaffhausen ha deciso di devolvere 50.000 euro alla Fondazione se i quattro correranno a livello del record della gara, il 2h07’53" stabilito dal keniano Duncan Kibet Kirong nel 2008. Per ogni minuto di ritardo sul record verranno decurtati 1000 euro dal premio.

LEGENDA
1 M

P X M A
d Trenno e o dii Trenno
R 10 15 5 R

Partenza Km Metropolitana Arrivo 0-13,5 km 23,5-34,2 km

R Punto di ristoro Cronometraggio Punto di cambio staffetta
13,5-23,5 km 34,2-42,195 km Centrale Central
M M

FRAZIONI A STAFFETTA

5 R

Bosco osco osc Bosco in Città Citt Città tt in Città

Fiera Fiera iera ra a San Siro San Siro a San Siro Parco delle Cave
M

R 20
40 40

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M 35 R M A M

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D’ARCO

Gianluca Vialli, 47 anni, ex calciatore e commentatore tv correrà per AriSLA; Alex Schwazer, 27, che a Londra punterà al secondo oro olimpico di marcia, correrà per il Progetto Panda; Gabriella Paruzzi, 43, olimpionica di fondo nel 2002, guiderà le Stelle Olimpiche BOZZANI, COLOMBO, AP

Staffette Saranno un motivo di vanto perché accanto alle formazioni spontanee e a quelle aziendali (nei team Rcs c’è Lucilla Andreucci, prima vincitrice della manifestazione) spiccano quelle che correranno per le 15 Onlus. Dal team Donnavventura ai 4 amputati del Kilimangiaro (Dese e Assefa dall’Etiopia, Nasri dalla Tanzania e Odima dal Kenya), arrivati in extremis per Road Runner Foot sarà lo specchio di una nazione che, nonostante la crisi, non rinuncia alle iniziative benefiche. Ma fondamentale è stata la sensibilizzazione operata dai grandi nomi dello spettacolo e dello sport. Fra gli altri correranno la staffetta: Andrea Dovizioso (Laureus); Michelle Hunziker, Annalisa Minetti, Nicola Savino e Linus (Doppia Difesa); Giacobbe Fragomeni e Andrea Gianini (Fondazione De Marchi); Danilo Goffi (Medici per l’Africa), Ellen Hidding, e Paolo Savoldelli (SMArathon); Beppe Bergomi (Una); Alessandro Costacurta (Fondazione Milan); Jo Squillo e Giusy Versace (Disabili No Limits); Andrea Di Marco (Acra); Antonio Cornacchione (Oklahoma). Un plauso speciale a Walter Nudo che per il Lilt farà l’intera maratona e a Gianluca Vialli che (preceduto da Massimo Mauro) per la AriSLA spingerà la carrozzina di Mario Melazzini, presidente della Fondazione contro la Sla che non ha rinunciato a correre nonostante la malattia.
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SU SPORT Giornata ecologica ITALIA
Ricca la programmazione televisiva della maratona Sportitalia 2 trasmetterà la diretta dalle 9 alle 12 e una sintesi alle 17 (alle 20 su Sportitalia 1). Sportitalia 24 effettuerà collegamenti dalla partenza (ore 8), dalla gara e dal postmaratona (12.30-13) Eurosport proporrà una differita di un’ora domani alle 8.30. La copertura dell’evento toccherà 76 Nazioni. Le highlights verranno trasmesse su www.gazzetta.it

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la guida Minuto di silenzio per Morosini

Oggi a Milano seconda giornata ecologica «domenicAspasso». Prima della partenza dei 42 km un minuto di raccoglimento per la morte di Morosini. Uomini: 1 Naibei (Ken); 2 D. Too (Ken); 3 Kurgat (Ken); 4 E. Sang (Ken); 5 Gualdi; 6 I. Kosgei (Ken); 7 D. Abera (Eti); 8 Gemechu (Eti); 9 Mirach (Eti); 10 Tolcha (Eti); 11 Caldeira (Bra); 12 Desousa (Bra); 13 Dos Santos (Bra); 14 Guimaraes (Bra); 15 Teles (Bra); 16 Lahcen (Mar); 35 Montorio; 41 Boudalia. Donne: 2 I. Kosgei (Ken); 3 Baldaia (Bra); 4 Pinho (Bra); 5 Delgado (Mes); 6 Bedada (Eti); 7 Hidalgo (Spa); 8 Quaglia; 11 Celi. Partenze da Rho Fiera Ore 9.15: camp. italiani paralimpici ore 9.20: maratona individuale (arrivo al Castello Sforzesco nel tempo massimo di 7 ore) ore 10.20: maratona a staffetta. Da sapere - Sono 13.569 gli iscritti alla maratona. Nello specifico: 5157 alla maratona e 8412 in rappresentanza di 2103 staffette. - Per i non maratoneti il biglietto ATM seguirà le regolari tariffe (urbana di 1,50 euro e extraurbana 2,50) ma con validità giornaliera. - Il Marathon Village è situato in Piazza Città di Lombardia - Palazzo Lombardia - Via Melchiorre Gioia 37. - Concerti sul palco del gruppo folkrock dei fratelli Settegrani e di Ambra Marie, stella di X-factor. - Un mega schermo, posizionato in zona arrivo, manderà in onda, dalle 9.00 alle 12.30, la diretta della corsa.

ALTRE MARATONE SI CORRE ANCHE IN OLANDA, A PARIGI E A VIENNA

SUDAFRICANI

Mosop e Straneo, a Rotterdam tira aria di record
Mondiale di Makau a rischio. Valeria per l’Olimpiade. In Austria mezza con Gebre-Radcliffe
E’ il giorno (anzi, sono i giorni) delle grandi maratone. Stamattina, oltre che a Milano, si corre a Rotterdam, a Parigi e a Vienna, domani a Boston, domenica prossima a Londra. A quel punto, con le squadre keniane ed etiopi definite, anche il quadro delle prove olimpiche sarà più chiaro.
Temponi? Oggi, dal punto di vi-

Pistorius settimo nei 400 in 47"28 Semenya lenta
(si.g.) Oscar Pistorius, a Port Elizabeth, ai campionati sudafricani, è solo 7˚ nei 400 in 47"28. Caster Semenya lenta negli 800: 2’02"68. Uomini. 100 (+0.9)/200 (+0.7): Magakwe 10"11/20"59. 400: Moeng 45"75. 800: Mulaudzi 1’45"78. 400 hs: Fredericks 48"91; Van Zyl 51"00. Donne. 400 hs: Theron 55"79. Alto: Smit 1.90. Giavellotto: Viljoen 61.41. CHE LORENZI Ieri a Rovereto (Tn), con 33"56, m.p.i. jr all-time nei 300 di Marco Lorenzi (prec. 33"74; Koura Kaba Fantoni; Celle Ligure, Sv, 11/10/03 e 33"4; Claudio Licciardello; Catania, 29/4/05). Uomini. 600: Benedetti 1’18"47.

sta tecnico, la prova più attesa è

quella olandese (32ª edizione, il via alle 10.20), da sempre considerata particolarmente veloce. I fari saranno tutti sul 26enne keniano Moses Mosop, la scorsa stagione secondo a Boston con 2h03’06" nella gara dei limiti non omologati (a 4" dal vincitore, il connazionale Geoffrey Mutai) e poi trionfatore a Chicago col primato del percorso in 2h05’37". Il fresco record del mondo, il 2h03’38" realizzato da Patrick Makau in settembre a Berlino potrebbe vacillare. E attenzione all’esordiente connazionale Sammy Kitwara, del quale si dicono meraviglie (tra i favoriti anche Peter Kirui e gli etiopi Regassa e Desisa). In campo femminile l’Italia gioca la carta Valeria Straneo:

la 36enne alessandrina, due volte mamma, è alla seconda uscita sui 42 km da quando la sua carriera ha svoltato. E dopo il 2h26’33" di Berlino, visti i risultati poi ottenuti, non è escluso possa ulteriormente migliorarsi. In palio la convocazione olimpica: con Anna Incerti e Rosalba Console in pole position, la possibile sfida è con Nadia Ejaffini che tra sette giorni sarà a Londra. La Console, che il 6 maggio correrà la mezza di Trieste, oggi (insieme a Daniele Meucci) è alla 10 km di Dublino, dove c’è grande attesa per Kenenisa Bekele.
Gebre-Radcliffe A Parigi (36ª

Valeria Straneo, 36 anni COLOMBO

le 8.30), i favoriti sono il vincitore 2011, il keniano Benjamin Kiptoo e i connazionali Stanley Biwott, Eric Ndiema e Albert Matebor e, tra le donne, l’etiope Tirfe Beyene. In gara anche Domenico Ricatti. Keniani sugli scudi anche a Vienna con John Kipkorir, Gilbert Kirwa, Luke Kibet e Henry Sugut e, in campo femminile, con Pauline Njieri. Qui però il meglio arriverà dalla mezza e sull’inedita sfida tra due leggende quali Haile Gabrselassie e Paula Radcliffe: lei partirà 7’52" prima, la differenza tra i personali. In Italia, in 43 città (ore 10.30), il 29˚ Vivicittà e il 4˚ Corri Catania con oltre 17.000 partecipanti.
a.b.
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edizione, diretta Eurosport dal-

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

BASKET OGGI LA 12A DI RITORNO DI SERIE A
la guida In campo alle 18.15 Derby campano Siena a Casale
Oggi 12a giornata di ritorno di serie A (ore 18.15) CREMONA-VENEZIA Arbitri: Sahin, Filippini, Lanzarini. (a.r.) Vanoli Braga con Tabu non è al meglio per un colpo al tallone e Tusek ancora alle prese con la fascite plantare. Venezia con Clark reduce da una fresca distorsione alla caviglia da valutare oggi. Tv: 3 Channel. CASALE-SIENA Arbitri: Tola, Pozzana, Gori. (ma.ne-g.n.) Novipiù con Hukic e Nnamaka non al cento per cento. Mps, che non è rientrata a Siena dopo la gara contro Cantù (si è fermata a Millano allenandosi nell’impianto del celebre Collegio San Carlo) è senza Michelori, Thornton e Kaukenas. Tv: Canale 3 Toscana. MILANO-CANTÙ Arbitri: Cicoria, Begnis, Biggi. (p.t.) EA7 senza Bremer e col dubbio Gentile. Non è ancora tesserato Simmons che sarà presentato stasera prima della gara. Bennet senza Micov, Shermadini e con Leunen in campo dopo la distorsione a una caviglia contro Siena. Tv: Rai Sport 1, ore 20.30. CASERTA-AVELLINO Arbitri: Mattioli, Giansanti, Capurro. (l.b.-l.z.) Per la Otto dubbi per le condizioni di Collins, Stipanovic c’è nonostante i problemi al polso sinistro. Sidigas recupera Johnson che non è al top della condizione. Tv: Telenostra. TREVISO-BOLOGNA Arbitri: Lamonica, Seghetti, Provini. (a.m.) Squadre al completo. Tv: E’ Tv. SASSARI-MONTEGRANARO Arbitri: Paternicò, Caiazza, Barni. (g.d.-a.p.) Banco Sardegna al completo: sulle tribune ci sarà Dick Diener, padre di Drake e allenatore dei due cugini ai tempi del liceo. Fabi con Zoroski in dubbio per un infortunio alla caviglia destra in allenamento. Tv: E’ Tv Marche. ROMA-TERAMO (domani) Arbitri: Chiari, Ramilli, Vicino. Il posticipo si gioca domani alle 20.30. RIPOSA: Biella. CLASSIFICA Siena (18 vinte-7 perse), Cantù (18-9) 36 punti; Pesaro (17-10) 34; Milano (16-10), Sassari (16-10), Venezia (16-10) 32; Bologna (15-11) 30; Varese (14-13) 28; Avellino (13-13), Roma (13-14) 26; Treviso (11-15), Montegranaro (11-15), Biella (11-16) 22; Caserta (10-16), Cremona (10-17) 20; Teramo (9-18) 18; Casale Monferrato (6-20) 12. Le prime 8 ai playoff, l’ultima in Legadue. ANTICIPI E TV Nella 13a giornata (22/4): anticipate al 21 Biella-Casale (La7d), Montegranaro-Cremona. Il 22 alle 21, Cantù-Varese (Raisport1). Nella 14a gionata (25/4): Roma-Milano alle 20.30 (Raisport 1). Nella 15a (29/4): anticipata al 28 Venezia-Treviso (La7d), Bologna-Pesaro alle 20.45 (Raisport1).

CHE SFIDA DOPO L’IMPRESA DELLA BENNET CONTRO SIENA

Arriva Cantù Per Milano ultimo assalto al 2o posto
Al Forum e su Raisport, la classica che l’EA7 deve vincere: non c’è Bremer
Dopo Cantù-Siena, Milano-Cantù. Stasera, al Forum di Assago e su Raisport 1 alle 20.30. «Il dato da cui partire — dice il coach di Cantù, Andrea Trinchieri — è che arriviamo a questa sfida con 4 punti di vantaggio e mi sembra già una grande cosa. In questi due giorni, abbiamo cercato di rigenerarci fisicamente e mentalmente dopo la gara durissima di giovedì contro Siena finita tra l'altro dopo un tempo supplementare. Vedremo se a Milano avremo raggiunto questo obiettivo pur potendo contare su rotazioni più corte». A onor del vero, la Bennet ha 4 punti di vantaggio ma

anche una partita in più. Vanta, però, su Milano una differenza canestri di +25 conquistata all’andata, massimo scarto nei 148 scontri tra Olimpia e Cantù della storia. Una nuova sconfitta renderebbe proibitiva la corsa per il secondo posto dellEA7, nonostante la squadra di Scariolo abbia tutti gli scontri diretti favorevoli con le avversarie dirette (Sassari, Venezia, Pesaro, Bologna) nel gruppone alle spalle di Siena e Cantù.
Derby Milano si presenta a que-

sto derby fondamentale per la sua classifica senza JR Bremer (risentimento coscia sinistra), stesso problema di Alessandro Gentile, in dubbio. Non è riuscita a tesserare in tempo per la gara, per problemi di visto, Tre Simmons, quindi l’EA7 rischia

Alessandro Gentile, 19 anni CAST

di trovarsi in difficoltà negli esterni. Se Siena si è abbassata , cercando di mettere in difficoltà Cantù giocando con 4 piccoli (situazione tattica contro la quale la Bennet ha risposto con grande efficacia), Scariolo dovrebbe puntare all’opposto, imporre il grande Bourousis delle ultime 5 partite (19 punti e quasi 10 rimbalzi di media) contro un’avversaria priva di Shermadini oltre che di Micov, con Leunen limitato da una distorsione alla caviglia, avendo un Rocca per limitare l’energia del «piccolo» Brunner sotto canestro. Ma senza Micov, con tre piccoli «veri» in campo, la Bennet, la più precisa da tre della A, corre molto di più. Scariolo ha ritrovato un Fotsis da Panathinaikos. Che partita!

Pesaro super in trasferta Varese frena
Ottavo successo esterno: Hickman cancella il +12 della Cimberio, decide Flamini da tre
ANTONIO FRANZI VARESE

ca. «Devo dar atto a tutti i miei giocatori di aver avuto la pazienza e la capacità di trovare sempre il compagno in grado di tirare libero con i piedi per terra. Segno di una grande disponibilità: ciascuno era a disposizione per far quel passaggio in più che serviva. Questo ci ha permesso di avere sempre il controllo del ritmo offensivo della partita».
Parziale Una considerazione che

NBA ANCHE BELI K.O.

Lakers senza Kobe battono Gallinari
Mike Brown lascia improvvisamente lo Staple Center di Los Angeles pochi minuti prima della palla a due contro Denver. Motivi familiari. Kobe Bryant non gioca, ma i Lakers con un eccellente Barnes e 30 punti di Andrew Bynum batte i Nuggets di Danilo Gallinari, in ombra per tutta la gara (chiude con 7 punti, 2/9 al tiro in 28’). Perdono gli Hornets di Belinelli (7 punti in 22’ con 3/7 al tiro) contro i Jazz nella serata in cui sono diventati ufficialmente del proprietario dei Saints, Benson. Che ha già annunciato che cambierà il nome della squadra RISULTATI Toronto-Boston 84-79 (DeRozan 22; Pierce 18), Philadelphia-New Jersey 89-95 (Holiday 19; G.Green 23), Orlando-Atlanta 81-109 (G.Davis, Wafer 16; Pargo 17), Indiana-Cleveland 102-83 (Granger 18; Casspi 14), New York-Washington 103-65 (JR Smith 23; Crawford 17), Miami-Charlotte 105-82 (L.James 19; D.Brown 21), Detroit-Milwaukee 97-113 (B.Knight 25; Gooden 26), New Orleans-Utah 85-96 (E.Gordon 25; Millsap 27), Houston-Phoenix 105-112 (Dragic 22; Gortat 20), Oklahoma City-Sacramento 115-89 (Durant 29; I.Thomas 21), LA Lakers-Denver 103-97 (A.Bynum 30; A.Miller 20), Portland-Dallas 94-97 (Batum 20; Nowitzki 24).

Alla fine il canestro più importante, quello che ha permesso a Pesaro di allungare fino a +5 (57-62 al 38') diventando irraggiungibile in una sfida a punteggio basso, ha portato la firma di Flamini. Il lungo marchigiano, capace anche di farsi sentire a rimbalzo (5 in 24’), ha scagliato la tripla che ha messo k.o. quella zona cui si era a lungo rifugiato Recalcati per limitare il deficit di atletismo della sua Cimberio.
Sprint Questo dopo un avvio che

spiega al meglio il gran parziale di 19-2 in poco più di 5’ del secondo quarto che ribaltato la situazione fino al 30-35 del 16'. Sono stati un Hickman da 4/5 da due e 6 assist e il duo Jones-White a guidare una Scavolini che però ha avuto grande efficacia anche da Hackett ( 7 rimbalzi e 4 assist). Quanto alla Cimberio, uno stop alla corsa playoff determinato da una sterilità offensiva (6 soli liberi effettuati). Goss e qualche fiammata di Stipcevic non sono bastati per mettere una pezza alla serataccia dei centri (solo 5 punti complessivi tra Fajardo, Garri e Talts) cui s'è aggiunto un Kangur inconsistente.
VARESE- PESARO 63-67 (20-14, 34-37; 52-51) CIMBERIO VARESE: Ranniko 6 (2/6 da 3), Goss 17 (7/8, 1/6), Diawara 12 (5/8, 0/4), Kangur 4 (2/3, 0/4), Talts 2 (1/2); Ganeto 6 (1/2, 1/2), Fajardo 2 (1/4), Stipcevic 13 (2/3, 3/4), Reati, Garri 1 (0/2 da 3), Demartini. N.e.: Bertoglio. All. Recalcati. SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO: Hickman 16 (4/5, 2/5), Hackett 7 (2/2, 1/1), White 15 (3/10, 2/6), Jones 13 (3/5, 1/8), Lydeka 2 (1/2); Cavaliero 3 (0/1, 1/1), Flamini 6 (1/1, 1/2), Urbutis 5 (1/2). N.e.: Tortù e Alibegovic. All. Dalmonte. ARBITRI: Pozzana, Giansanti e Ramilli. NOTE - T.l.: Va 4/6; Ps 13/20. Rim.: Va 31 (Diawara e Goss 5); Ps 33 (Hackett 7). Ass.: Va 11 (Goss 4); Ps 16 (Hickman 6). Usc. 5 f.: Diawara 39'42" (63-64). Progr.: 5' 9-7, 15' 30-27, 25' 42-42, 35' 54-57. Spet. 3500 per 41.350 euro.
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Richard Hickman, 26 anni, 15.9 di media, 7o marcatore in serie A CIAMILLO

pure aveva visto Varese sprintare fino all’illusorio +12 (28-16, 11’) sulla scia del buon momento di un Goss da 8/14 al tiro e 4 assist. «Erano però canestro frutto di qualche contropiede e di una situazione in cui dovevamo ancora registrarci al meglio» ha sottolineato Dalmonte, prima di evidenziare la sua soddisfazione per l’ottava vittoria stagionale in trasferta che permette a Pesaro di stare attaccata all’alta classifi-

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BASKET
CAMPIONATI DAL 2013 SI CAMBIA

NUOTO E PALLANUOTO

Via alla riforma Che non risolve i soliti problemi
Meneghin: «Fidatevi, limiterà le spese». Bonamico critico
MARIO CANFORA ROMA

LE NOVITÀ

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QUARTI GARA-1

Si cambia di nuovo. Ma che questa nuova riforma (a partire dalla stagione 2013-14) dei campionati rappresenti la svolta per il futuro, non ne saremmo così sicuri. «Era necessaria — spiega il presidente della Fip Dino Meneghin al termine del Consiglio Federale tenutosi all’Acqua Acetosa — dobbiamo "proteggere" le società e invitarle a dare un occhio al bilanci investendo meglio, senza fare passi più lunghi della gamba. Fidatevi, è una buona riforma, servirà soprattutto a calmare le spese». Sarà, ma l’allargamento del secondo campionato (dilettantistico e non più pro’) a 32 squadre con due visti (due extra) porterà i problemi economici di sempre. «A noi questa riforma invece non piace affatto ma è da un po’ che lo diciamo — osserva Marco Bonamico, presidente della LegaDue —: se proprio vogliamo salvare qualcosa, è l’aver ottenuto i due extracomunitari, e le dieci squadre del girone Gold che accederanno ai playoff. Ma resta una formula complessa, difficile da fare capire ai tifosi: si poteva fare senz’altro meglio».
Giovani La speranza resta quella dei giovani che dovrebbero ottenere maggiore spazio nelle squadre composte da 10 giocatori. «Abbiamo inserito pure un’incentivazione economica per spingere le società ad utilizzare due Under 24 e due Under 22», ricorda Meneghin. Per chi ha intenzione invece di fare una squadra senza giovani, dovrà passare alla cassa della Fip. Spieghiamo meglio questa parte: sarà messo a bilancio un importo di 500mila euro, ricavato dai premi Nas (Nuovi Atleti Svincolati) relativi agli stranieri e all’atleta non formato di cittadinanza italiana. È possibile presentare una lista con un numero inferiore di 4 Under (24 e 22), ma in questo caso verrà addebitato alla società l’importo di euro 10mila per il primo Under non schierato, di 12mila per il secondo, di 14mila per il terzo e di 16mila per il quarto. Saranno premiate massimo 10 società, 5 per girone, con l’importo di 50mila euro, che avranno utilizzato più Under. Le squadre retrocesse non potranno partecipare all’incentivazione. Torniamo alla formula dei playoff, che manderanno in Serie A un’unica formazione: visto che accederanno le prime 10 del girone Gold e le prime due del Silver, le prime quattro del Gold resteranno ferme negli ottavi. Quarti e semifinale al meglio di tre gare, finale delle cinque. Ritornano, inoltre, i playout. Questo campionato al momento resta amministrato dalla Fip, che dovrà poi decidere a chi dare la delega. Capitolo passaportati: è stato stabilito che gli atleti di cittadinanza italiana ma non di formazione, tesserati alla data di ieri, rientrino nella quota di atleti di formazione e possano quindi essere inseriti a referto nel numero massimo di uno per squadra. Ne ha approfittato solo Milano, che ha tesserato venerdì Juan Fernandez.
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LegaDue Diventa a 32 squadre dilettanti divise in 2 gironi da 16 con playoff promozione (10 del primo gruppo+2 del secondo) e playout. Sette giocatori di formazione italiana (2 Under 22, 2 Under 24), tre no (con due visti) su 10 a referto Serie minori La terza serie sotto A e LegaDue, a 64 squadre ognuna con almeno 3 under 21, il quarto a 128 squadre Passaportati Per i giocatori italiani di passaporto e non formazione, resta come oggi per quelli già in Italia (1 per squadra nella quota dei formati). I nuovi arrivati saranno considerati non formati

Il Posillipo ruggisce Il Brescia soffre
PRO RECCO-BOGLIASCO 17-8 (4-2, 4-1, 4-3, 5-2) Ferla Pro Recco: Tempesti, Figari 1, Figlioli 1 rig., Giacoppo 1, Benedek 3, Zlokovic 3, Ivovic 1; F.Lapenna 1, Giorgetti 3 (2 rig.), Felugo 2, Di Costanzo, A.Fondelli, D.Fiorentini 1. All. Porzio. Bogliasco: Mina, Washburn 1, Di Somma 1, A.Caliogna, Nossek 4 (2 rig.), Bettini 1, Barillari; Fracas, Ferrero, Boero, Vergano, Gavazzi 1, Calcagno. All. Magalotti. Arbitri: Saeli e Bensaia. Note: sup. num. Pro Recco 5 (2 gol), Bogliasco 6 (3). (i.v.) Tutto facile per la Pro Recco contro il Bogliasco che lascia a riposo i vari Deserti, Edoardo Caliogna e Camilleri per fare spazio a giovani da valutare in vista della prossima stagione. E il 14enne Gavazzi fa gol. BRESCIA-FLORENTIA 5-4 (2-2, 1-1, 0-0, 2-1) Brescia: Del Lungo, Miotto, C.Presciutti 3, Legrenzi, Loncar, R.Calcaterra, Mammarella, Nora 1, Binchi 1, Elez, Giorgi, M.Gitto, Dian. All. Bovo. Florentia: Mugelli, Cocchi, F.Di Fulvio 1, Pagani 2, Espanol, Coppoli 1, Razzi, Mandolini, M.Lapenna, Gobbi, Bini, A.Di Fulvio, Minetti. All. Sottani. Arbitri: Brasiliano e Pinato. Note: sup. num. Brescia 13 (3), Florentia 7 (2). La Florentia spaventa il Brescia. A 2’46" dalla fine, è l’ex Binchi a decidere il match con l’uomo in più. SAVONA–CAMOGLI 14-12 (4-3, 4-2, 3-4, 3-3) Carisa Savona: Volarevic, Alesiani, Damonte, Petrovic 2, L.Bianco, Rizzo 3 (1 rig.), M.Janovic 3 (1 rig.), Angelini, G.Bianco, Mistrangelo 1, Aicardi 3, G.Fiorentini 2. N.e. Zerilli. All. Pisano. Camogli: Ferrari, Morena 1, N.Presciutti, S.Luongo 4 (1 rig.), L.Fondelli, Cupido, Valentino 1, Steardo 3, I.Sukno, Nikic 1, Astarita 2, Sadovyy. N.e. Gardella. All. Nikolic. Arbitri: Pascucci e De Meo. Note: sup. num. Savona 10 (5), Camogli 12 (7). (f.s.) Bravo il Camogli a rimanere in partita per tre tempi (a 7’03 Valentino in superiorità porta i suoi a -1 sul 10-9), poi Aicardi, peraltro gravato da due falli già nella prima frazione, fa la differenza a con due magie in apertura di quarto tempo. ACQUACHIARA-POSILLIPO 8-11 (3-3, 1-3, 3-2, 1-3) Carpisa Yamamay Acquachiara: Kacic, Petkovic 4 (1 rig.), D.Mattiello, Primorac 2, Marcz 2 (1 rig.), Saviano, Guidaldi; Fiorillo, Scotti Galletta, Gambacorta, Ferrone, Bencivenga. N.e. Brancaccio. All. Mirarchi. Posillipo: Negri, Perez 1, Paskovic 2, Buonocore, Gallo 2 (1 rig.), Baraldi 2, Saccoia; Gi. Mattiello, Bertoli 1, Renzuto Iodice, Minguell 2, A. Calcaterra 1. N.e. Antonino. All. Silipo. Arbitri: Franulovic e Savinovic. Note: sup. num. Acquachiara 12 (5 gol), Posillipo 11 (7). (d.p.) Il primo derby playoff, davanti a circa 2.000 spettatori, se l’aggiudica il Posillipo, avanti costantemente contro l’Acquachiara in un match intenso ed equilibrato. Gara-2 (21/4): Florentia-Brescia, Camogli-Savona, Bogliasco-Pro Recco, Posillipo-Acquachiara (20/4). Eventuale gara-3 il 25.

Federica Pellegrini, 23 anni, si è imposta in 200-400 (1’59"59 e 4’08"38) e nelle due staffette INSIDE

Pellegrini senza ansie «Non temo chi va forte»
Vince 200-400 sl in Coppa Brema: «Lavoro e non penso alle altre». Bravo Paltrinieri
MARISA POLI GIUSEPPE MADDALUNO NOVARA

allenamento importante, senza avere l’assillo del cronometro. Contava solo arrivare prima e fare punti».
Appuntamento Non pare un as-

Juan Fernandez, 21 anni, tesserato da Milano REUTERS

sillo nemmeno il cronometro delle avversarie: «Non sono stupita dai risultati delle altre, sapevo che avrei avuto a che fare con atlete di grande valore e che dovrò dare il meglio per vincere. Io, però, non sono preoccupata: sono abituata a concentrarmi su me stessa e a lavorare, senza pensare ad altro o a guardare le liste stagionali. Quello che posso dire è che sto bene e che sono soddisfatta del lavoro che sto svolgendo, gli allenamenti procedono secondo programma». Intanto, la marcia verso Londra della nuotatrice veneta procede a ritmi serrati: dal 23 aprile, Federica sarà in vasca al centro federale di Verona per il collegiale in preparazione degli Europei di Debrecen.
Filippi E tranquilla è Alessia Filippi, qui in gara fuori classifica, ma in acqua per provare gli 800sl. Non ne è uscito un gran tempo (8’40"46), lontano dal tempo limite per il pass Olimpico. Un tentativo che a Riccione era saltato, anche per le offerte di un altro gruppo sportivo che ne aveva minato tranquillità e concentrazione. «A Tenerife abbiamo lavorato molto e sapevo già che non avrei dato il massimo — è il commento di Alessia — Gareggerò negli 800m agli Europei di Debrecen e prima ancora a Ravenna». Agli Europei sarà in gara anche Gregorio Paltrinieri, che ieri (anche lui fuori classifica) ha migliorato il record italiano juniores nei 1500 (15’02"00). Era un test sullo stato della preparazione: superato.
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La stella è sempre lei, anche quando non bada al cronometro ed è in gara per garantire alla sua società, l’Aniene, un altro successo. Federica Pellegrini è la mattatrice della giornata allo Sporting Village di Novara. La più inseguita dai tifosi che l’aspettano a bordo piscina, dai fotografi che cercano di rubare immagini di coccole e sorrisi con Filippo Magnini, dallo sguardo di Claudio Rossetto, che ha visto la sua accelerazione in allenamento dopo i crono di Muffat e compagnia.
Tempi Fede — quattro gare in

Gregorio Paltrinieri, 17 anni

meno di 8 ore, con 200 e 400 stile libero nuotati in 1’59"59

e 4’08"38, non ha nessuna intenzione di farsi prendere dall’ansia. «Viviamo tutti un momento particolarmente duro — spiega — siamo in fase di pieno carico e in vasca si nota, siamo stanchi. Per me questa gara è stata semplicemente un

LEGADUE 27A GIORNATA

Consiglio Fip: 2 punti di penalizzazione per Brescia, Pistoia e Sant’Antimo
In Legadue, confermata ieri dal Consiglio Federale la penalizzazione di due punti per Brescia, Pistoia e Sant’Antimo per irregolarità amministrative. Oggi la 27a giornata: S.Antimo-Barcellona; Pistoia-Veroli; Brescia-Imola; Brindisi-Forlì;Piacenza-Bologna; Verona-Ostuni. Venerdì: Reggio Emilia-Jesi 78-65. Riposa: Scafati. Classifica: Reggio 36; Brindisi, Scafati 32; Barcellona, Pistoia* 30; Jesi 26; Brescia* 24; Piacenza, Veroli, Verona 22; Ostuni 20; Bologna, Imola 18; Forlì, Sant’Antimo* 14 (*2 punti di penalizzazione). ARBITRI (canf) A Bologna il consiglio direttivo dell’Aiap ha delegato l’arbitro Sardella per cercare di ricomporre la frattura con la Fip. Meneghin: «Quella tra Aiap e Cia è una vicenda stucchevole, finora abbiamo tentato senza fortuna di ricomporre la frattura, spero si riprenda il dialogo». EUROCUP Oggi Khimki e Valencia si affrontano nella finale di Eurocup, che regala un posto nell’Eurolega 2012-13. Gli spagnoli hanno battuto il Lietuvos Rytas 80-70 (Caner-Medley, Newley 12; Babrauskas 21, Seibutis 15), con Valanciunas, prima scelta di Toronto, fermato da 5 falli in meno di 8’. Il Khimki, che gioca in casa, ha eliminato lo Spartak San Pietroburgo 77-73 (Fridzon 16, Loncar 13; Halperin, Beverley 15). Diretta della finale, alle 16.15 su Eurosport 2.

Taccuino
RISULTATI COPPA BREMA

DONNE
chi 59"22; 200 fa Meschiari 2'13"53; 200 mx Leoni 2'17"80; 400 mx Negri 4'52"77. Fuori gara. Uomini: 1500 sl Paltrinieri 15'02"00 (r. ital. jun; 5o t. ital. all-time). Donne: 400-800 sl Filippi 4'15"06-8'40"46. Classifica. Uomini: 1. Aniene 120, 2. Team Lombardia 100.50, 3. Larus 89, 4. Forum 86, 5. Nuoto Livorno 63, 6. Cn Bologna 60.50, 7. Geas 59, 8. Aurelia 51. Donne: 1. Aniene 120, 2. Team Lombardia 101, 3. Team Veneto 87, 4. Rane Rosse 83, 5. Nuoto Livorno 89, 6. Rn Torino 58, 7. Azzurra '91 56, 8. Aurelia 44. BRAVO VERSCHUREN (al.f.) Sebastiaan Verschuren vince i 200 sl a Eindhoven (Ola) in 1'47"38 e stacca il pass olimpico. Uomini: 200 sl Verschuren 1'47"38, Dreesens 1'47"61; 100 fa Verlinden 52"07. Donne: 100 fa Sjoestrom (Sve) 58"08.

TUFFI: 3 METRI

Doppio scudetto per l’Aniene
NOVARA Per il terzo anno consecutivo il Circolo Canottieri Aniene vince il tricolore a squadre sia maschile che femminile nella Coppa Caduti di Brema. Finale coppa Brema a Novara. Uomini: 50 sl Rolla 22"32; 100 sl Orsi 49"85; 200 sl Magnini 1'49"48; 400 sl Detti 3'53"22; 1500 sl Potenza 15'16"60; 100-200 do Milli 55"77-2'00"15; 100 ra Pesce 1'01"93; 200 ra Giorgetti 2'13"78; 100 fa Codia 53"72; 200 fa Pellizzari 2'00"99; 200 mx Turrini 2'03"62; 400 mx Marin 4'22"41. Donne: 50-100 sl Buratto 25"85-56"09; 200-400 sl Pellegrini 1'59"59 -4'08"38; 800 sl De Memme 8'41"50; 100 do Gemo 1'01"99; 200 do Ioppi 2'14"26; 100-200 ra Guzzetti 1'09"54- 2'29"45; 100 fa Bian-

World Series a Mosca Cagnotto terza
(al.f.) Tania Cagnotto sale sul terzo gradino del podio nella gara dal trampolino dei 3 metri alle World Series di Mosca. Già sul podio nelle precedenti tappe di Dubai e Pechino, la bolzanina ha ottenuto 327.60 punti finendo alle spalle delle cinesi He Zi (353.30) e Wu Minxia (352.55). «Sono contentissima di questa gara — ha commentato Tania —, se non avessi sbagliato il tuffo ritornato avrei lottato per la seconda posizione ma in questo momento va bene così». Tania e l’altra azzurra Francesca Dallapè voleranno ora a Tijuana (Messico) per l’ultima tappa della World Series prevista per il 20-21 aprile. Nella classifica provvisoria del trampolino 3 metri Tania Cagnotto è terza dietro le cinesi He Zi e Wu Minxia.

Qualificazioni olimpiche da oggi a Trieste
TRIESTE Scattano oggi le qualificazioni olimpiche femminili di Trieste: 9 partecipanti e 4 posti a disposizione, il Setterosa debutterà martedì. Apre il girone B con CanadaKazakistan (ore 18) e Brasile-Olanda (19.20), riposa la Grecia. Nel girone A, con l’Italia ci sono Russia, Spagna (prima avversaria delle azzurre) e Ungheria. Nei quarti si incroceranno le prime 4 di ciascun gruppo, e le vincenti, oltre ad approdare in semifinale, guadagneranno così il pass per Londra. Intanto il c.t. Conti ha escluso Queirolo dalla lista delle 14 che ha portato a Trieste.

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DOMENICA 15 APRILE 2012

PALLAVOLO SEMIFINALI UOMINI
OGGI GARA-2: LA SERIE E’ AL MEGLIO DELLE TRE PARTITE
LATINA-TRENTO ORE 16.30 RAISPORT 1 LA FINALE SCUDETTO DOMENICA 22 A MILANO
GIRONE A (a Trento)
Trento 6 2 Roma San Giustino 1 12-15-18 aprile Trento 1 SEMIFINALI 0 Latina
Sponsor ufficiale

CUNEO-MACERATA ORE 18

Frosinone riapre per il sogno di Prandi I tricolori confermano il sestetto
(a.li.-niba) Per prolungare la serie, l’Andreoli cerca di replicare l’impresa del 5 gennaio, quando riuscì a sconfiggere l’Itas 3-1. Prandi schiera: SottileJarosz, Cester-Gitto, RiveraFragkos e il libero De Pandis. Il palazzetto di Frosinone torna a ospitare un grande evento di pallavolo dopo il 20 settembre 2009, giorno della Supercoppa vinta da Piacenza 3-2 su Macerata. Il presidente Falivene carica la squadra citando Mourinho: «Per noi un sogno, per loro un’ossessione». Se Trento oggi batte Latina centra la quinta finale scudetto di fila. Stoytchev ha l’organico al completo e conferma il sestetto con Raphael alzatore, Stokr opposto, Kaziyski e Juantorena schiacciatori, Birarelli e Djuric centrali, con Bari libero. Gara-1: Trento-Latina 3-0. Arbitri: Sampaolo-Pasquali.

GIRONE B (a Macerata)
Macerata Monza Verona 6 3 0

I piemontesi sono al completo Giuliani prova a recuperare Parodi
(g.sca.-m.g.) Notte quasi insonne per il ritorno da Macerata, venerdì riposo, ieri allenamento. E’ il programma della Bre Lannutti in attesa di gara-2 di semifinale, oggi, alle 18, al Palabrebanca di Cuneo. Agli uomini di coach Placì, avanti 1-0 nella serie, basta una vittoria per accedere al V-Day e sarebbe la quinta finale, terza consecutiva. In campo: Grbic–Vissotto, Wijsmans–Ngapeth, Fortunato– Mastrangelo, libero Henno. E’ un V-Day anticipato per la Lube costretta a vincere a Cuneo per non chiudere la stagione in semifinale come negli ultimi 3 anni. Giuliani prova a recuperare Parodi (da tempo out per i problemi alla schiena). In alternativa Kovar fa coppia con Savani. poi TravicaOmrcen, Podrascanin-Stankovic, Exiga libero Gara-1: Macerata-Cuneo 1-3. Arbitri: La Micela-Saltalippi.

12-15-18 aprile 0 Macerata SEMIFINALI 1 Cuneo

GIRONE D (a Belluno)
Latina Belluno Modena 6 3 0

V DAY MILANO FINALE
22 aprile

GIRONE C (a Cuneo)
Cuneo 6 3 Piacenza Vibo Valentia 0
RCS

La ricetta di Savani «Questione di testa»
Macerata all’ultima chiamata «Ci è mancata la fiducia, ma a Cuneo abbiamo già vinto»
CARLO GOBBI

Taccuino
PLAYOFF CHALLENGE

Oggi gara-2
Oggi gara-2 delle semifinali playoff per un posto in Challenge Cup. Ore 15-30: M.Roma–Sisley Belluno (0-1); ore 18: Acqua Paradiso Monza–Copra Elior Piacenza (0-1). Mercoledì ev. gara-3.

PLAYOFF E PLAYOUT A-2

Ottavi: oggi il ritorno
(f.c.) Oggi gara-2 degli ottavi dei playoff. Programma: Caffe Aiello Corigliano-Carige Genova (ore 18, serie 0-1); Ngm Santa Croce-Energy Resources Loreto (ore 19.30, serie 1-0). Nei playout gara-3 semifinale (3 su 5): Club Italia-Edilesse Reggio Emilia (ore 19, serie 1-1).

FINALE SCUDETTO

Prevendita V-day
Cristian Savani, 30 anni, è alla seconda stagione con la maglia di Macerata Coi club ha vinto due Challenge Cup e una Cev
TARANTINI

Ultima chiamata per Macerata. Oggi a Cuneo non può sbagliare, altrimenti il playoff finisce qui.
Cristian Savani, vi sentite all’ultima spiaggia?

«Ce lo siamo chiesti tutti. Siamo usciti arrabbiati. Sapevamo di avere buttato via noi la partita».
Giovedì, Savani è stato sottoimpiegato in attacco.

«E’ un modo di dire, rende bene l’idea. Gara-1 giovedì è andata male. Dobbiamo rovesciare il risultato. Ci è già successo in passato: l’anno scorso vincemmo a Cuneo alla quinta partita. Anche in Champions, vittoria al golden set. Bisogna avere fiducia».
Ne avete abbastanza?

«Mi sono trovato fuori partita nei primi due set. Dragan (Travica) ha preferito scaldare la mano a Igor, che è partito benissimo. Io avevo avuto tanti palloni nelle ultime gare, a Verona e Monza. Ma nella seconda metà gara mi sono ripreso».
Tra le cause della sconfitta, gli errori. Troppi, anche al servizio: ben 24.

«Igor ha pagato lo sfaldamento della squadra. In queste partite, vinci se usi la testa, hai fiducia, fai gioco di squadra. Ma se punti sull’individualità, non ce la fai. Non abbiamo mai giocato bene tutti e sei contemporaneamente. Igor benissimo al via, io a metà, i centrali regolari».
Si può vincere a Cuneo?

appuntamento a cui tutti noi tenevamo. Da mercoledì via con la nazionale».
Sarà un’altra stagione senza soste.

I NUMERI

4
10

«La fiducia ci è mancata giovedì a Osimo. Dobbiamo ritrovarla oggi. Il segreto è giocare compatti e con la testa, riacquistare la sicurezza che abbiamo perso in gara-1. Dopo un’ottima partenza, tutto è diventato più difficile».
C’è un motivo?

«Siamo molto forti al servizio, abbiamo tanti battitori in salto molto efficaci. Sappiamo che dobbiamo tirare. Capita la partita che sbagli troppo. Errori ne ho commessi anch’io».
Grbic è stato bravo a recuperare Vissotto, partito malissimo. Il contrario di Omrcen: scatenato al via, ma poi uscito di partita.

«L’abbiamo già fatto, in passato. E’ un campo difficile, il tifo si fa sentire, con i Blue Brothers. Ma questo ci aiuta e galvanizza Dragan, che si sente un leone. Se giochiamo aggressivi, concentrati, evitando i troppi errori commessi giovedì, possiamo farcela».
E sennò, addio scudetto e via con la nazionale. Una consolazione?

«E senza riposo. L’anno scorso a maggio eravamo già via per la World League. A settembre, pochi giorni dopo gli Europei, subito in campionato. Poi in Giappone, la coppa del Mondo. Anche questa stagione sarà pesante».
Ma c’è l’Olimpiade da inseguire. Vale la pena.

Prosegue la prevendita per la finale scudetto in programma domenica 22 al Mediolanum Forum di Assago. Tagliandi disponibili alla Lega (tel. 051/4195660), al Comitato Regionale Fipav (Via F. De Lemene, 3 Milano, tel. 02/66105997) e online www.bookingshow.it.

«Uno stimolo per tutti. Ma adesso pensiamo a una tappa per volta. Ora Cuneo, per tornare a Osimo. Questa Lube è stata costruita per vincere».
Vi manca Parodi.

Semifinali playoff per Macerata negli ultimi 16 anni, solo una volta finalista nel 2005-06 quando vinse lo scudetto

EUROJUNIORES

Azzurrini ok
(a.a.) Tornano alla vittoria a Bar (M.Negro) gli azzurrini di Bonitta nella qualificazione all’Europeo. Superata la Bielorussia 3-0 (25-19, 25-12, 25-21), ma in bilico la partecipazione alle finali dove accede la prima; seconda e terza hanno un’altra chance con il torneo di metà luglio. Class.: Grecia 10; Finlandia 9; Italia 8; Svezia 5; Bielorussia 3; M.Negro 1. Oggi Italia-Montenegro.

«Ma no. Intanto, non siamo ancora fuori. Poi, è vero, il tempo stringe. Martedì 24 a Ravenna abbiamo l’impegno per ricordare Bovolenta. Grazie a Berruto, che ha approvato questo

«Simone è molto importante per il nostro equilibrio. Ha ripreso a fare qualcosina in allenamento e certamente tornerà in campo a darci una mano. Io ci conto».
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Precedenti ai playoff tra Macerata e Cuneo. Per si affrontano ai playoff. Il bilancio per ora è di 4-2 per i piemontesi.

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A BAKU

Morta la Gomez
E’ morta dopo un intervento a un tendine d’Achille la schiacciatrice venezuelana Veronica Gomez. La 27enne giocava nella Lokomotiv Baku, era in Venezuela per curarsi.

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DOMENICA 15 APRILE 2012

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PALLAVOLO FINALE DONNE: GARA-5

La Stufi alza la cresta «Villa ce la puoi fare Basta avere fame»
Stasera a Busto Arsizio la sfida che assegna lo scudetto Per scommessa la centrale s’è colorata capelli e unghie di blu
MARCO LOTTAROLI

Busto Arsizio

Villa Cortese

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Per vincere deve ritrovare muro e difesa
Muro-difesa
Il punto forte di Busto Arsizio, che su questo ha costruito tutto il gioco. E’ mancato in gara-4 (solo 5 muri) e così sono venuti a mancare i tanti punti che Havelkova e compagne ottengono in contrattacco.

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L’arma: continuità in attacco come in gara-4
Continuità
Villa Cortese ha battuto Busto Arsizio in gara-4 quando non è mai venuta meno la continuità in attacco, con Cruz e Lucia Bosetti che riescono a rimanere intorno al 40%.

«Vincerà chi ha più fame». Federica Stufi, centrale di Villa Cortese promossa titolare dopo l’infortunio di Martina Guiggi, carica così la sua squadra. Per le milanesi, che sfideranno Busto Arsizio nella sua tana (il Palayamamay è già tutto esaurito), stasera è l’occasione per rompere l’incantesimo che nelle due precedenti finali — perse con Pesaro due anni fa e con Bergamo l’anno scorso — non portarono lo scudetto.
Mantra Da buona toscana — Federica è di Firenze — la Stufi ha fatto sua una frase di Marcello Lippi. «Poche parole ma chiare, un mantra che abbiamo ripetuto spesso tra noi, cioè vince chi ha più fame». Nel suo caso ha una valenza in più. Proprio a causa del cibo, la sua carriera ha rischiato di fermarsi. Prima di scoprire che tutti i malesseri di cui soffriva erano causati dalla celiachia: «Ho ripreso tutte le mie forze e la muscolatura e mi sento benissimo. Sono sempre seguita da un endocrinologo e un dietista, perché alcuni alimenti li devo assumere con integrazioni extra». Titolare La 24enne tutta sorriso e simpatia, ha dormito pochissimo dopo la vittoria in gara-4. «Sono andata a letto tardi e non ho praticamente chiuso occhio, perché aspetto troppo la partita. In fondo è la mia prima volta per il titolo». A dimostrare quanto ci tenga, c’è quella cresta blu che da gara-1 è spuntata sui capelli, e d’azzurro si è colorata anche le unghie. «La cresta colorata è frutto di una scommessa. Se arrivavamo in finale avevo promesso che avrei fatto una pettinatura a due colori, bianco e blu. Non è venuta benissimo perché si vede solo l’azzurro... però i tifosi hanno capito, anche se qualcuno mi ha scambiato per interista, proprio io che tengo alla Fiorentina come una curvaiola della Fiesole». Dopo l’infortunio della Guiggi,

che in gara-2 si è procurata uno strappo al polpaccio sinistro, Federica Stufi è entrata in campo con personalità. «Premesso che Marti rimane unica — spiega — io cerco di mettere in campo tutto quello che ho acquisito. Mi sento cresciuta e poi ci aggiungo entusiasmo, carattere e grinta. Ho imparato a farmi trovare sempre pronta, sapendo che quello che conta è il gioco di squadra. Le compagne mi danno fiducia e questa

è una cosa fondamentale. Si vince tutte insieme». A creare questa mentalità ha contribuito anche la nazionale azzurra Juniores, di cui lei ha fatto parte con Carocci e Lucia Bosetti ora sue compagne di squadra. «Sono esperienze che ti rimangono dentro, specie se si vince come abbiamo fatto noi. Un bagaglio personale importantissimo che tiri fuori ogni volta che occorre». Stasera servirà.
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Centro
La Bauer, dal centro, è una pedina fondamentale. Per armarla c’è bisogno di una ricezione che metta la Lloyd in condizione di sfruttarla.

Battuta
Soprattutto nella partita di venerdì questo fondamentale è riuscito a mettere in difficoltà la ricezione di Busto Arsizio, ha tolto sicurezza alla palleggiatrice, diventata più scontata.

Pubblico
Dalla sua Busto avrà un palazzetto gremito, come sempre in questa serie. Un’arma in più.

Pavan
Quando la canadese va, Villa riesce a sfruttare meglio il contrattacco.

Federica Stufi, 24 anni TARANTINI

Mapei, leader mondiale nella produzione di adesivi e prodotti complementari per la posa di pavimenti e rivestimenti di ogni tipo, è Sponsor unico per la programmazione speciale dei canali di , in occasione d Series Napoli 2012, dall’11 dell’America’s Cup World S i N al 15 aprile. Seguite le tre dirette quotidiane che saranno trasmesse su: Class TV Msnbc, alle ore 8.30, 16.30 e 19.30 in onda sul canale 27 del digitale terrestre, sul 30 di tivùsat e su webtv.cubovision.it. Class CNBC in onda sul canale 507 di Sky alle ore 8.00, 12.00 e 18.00, su webtv.cubovision.it. Live su www.milanofinanza.it. Non perdete la più importante manifestazione velica del mondo.

la guida Marcon dolorante Si gioca alle 20.30 diretta RaiSport2
(m.l.-m.b.l.) La partita che vale lo scudetto è in programma stasera alle 20.30 al PalaYamamay di Busto Arsizio già tutto esaurito (a Villa Cortese la partita sarà proiettata sul maxi schermo nella sala consiliare del municipio). Ieri non si sono allenate Havelkova, Havlickova, Bauer e le acciaccate Marcon e Lloyd: la schiacciatrice è ancora dolorante per la botta fortuita rimediata venerdì, la regista statunitense si è invece ristabilita dal malessere accusato.Stamattina, dalle 11 alle 13, l’ultimo allenamento. LA SERIE Gara 1: Yamamay Busto Arsizio-Mc Carnaghi Villa Cortese 3-1. Gara 2: Busto Arsizio-Villa Cortese 2-3. Gara 3: Villa Cortese-Busto Arsizio 0-3. Gara 4: Villa Cortese-Busto Arsizio 3-0. Gara 5: Oggi Busto Arsizio-Villa Cortese (20.30, diretta RaiSport 2).

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DOMENICA 15 APRILE 2012

TUTTENOTIZIE & RISULTATI
Tennis A BARCELLONA SOTTO IL TRAGUARDO DI SINGOLARE E DOPPIO
Arco
COPPA (gu.l.g.) Nella prima prova di Coppa del Mondo a Shanghai (Cina), vittorie di Brady Ellison (Usa) e della sudcoreana Ki nell’individuale, e di Stati Uniti e Sud Corea a squadre. Oggi nelle finali compound, Marcella Tonioli sfida la due volte iridata Albina Loginova (Rus) per la vittoria, Sergio Pagni, Luigi Dragoni e Herian Boccali per il terzo posto contro il Venezuela, la Tonioli, Anastasia Anastasio e Laura Longo per il terzo contro l’India. gust, reti di Sirianni e Iori. Oggi a Tours la replica. AZZURRINI KO (m.l.) Nella 3a giornata del Mondiale u. 18 di 1a divisione (gir. A) di Piestany (Slk) Italia battuta ai rigori 4-3 dalla Francia dopo esser stata avanti di 2 gol. Oggi penultimo impegno contro il Giappone. Classifica: Slovacchia 9; Norvegia 6; Francia 5; Italia 4; Slovenia 3; Giappone 0. PLAYOFF NHL Così venerdì nei quarti di Conference dei playoff Nhl. Eastern: Florida-New Jersey 2-3 (serie 0-1); Pittsburgh-Philadelphia 5-8 (serie 0-2). Western: Nashville-Detroit 2-3 (serie 1-1); Vancouver-Los Angeles 2-4 (serie 0-2).

Piccola Sara si fa in due, finali
(v.m.) Quarta finale consecutiva delle azzurre a Barcellona. Oggi (diretta alle 13 su SuperTennis), Sara Errani gioca allo specchio contro la trottolina Dominika Cubulkova per eguagliare i successi 2010 di Francesca Schiavone e 2009 e 2011 di Roberta Vinci sulla terra di Spagna, e portare a 5 le regine italiane in 10 anni di torneo, dopo l’affermazione 2006 di Tathiana Garbin.
Forma In semifinale, la tenace

ALTRI TORNEI

Cipolla, che lotta Ma deve cedere ad Andujar
A Casablanca (Mar, ), alla prima semifinale Atp della carriera, Flavio Cipolla lotta due ore, annulla un match point, ma cede ad Andujar 6-3 7-5. Altri quarti: Ramos (Spa) b. Andreev (Rus) 6-3 7-6 (7); finale doppio: Brown-Hanley (Ger-Aus) BRACCIALI-FOGNINI 7-5 6-3. AMERICANI A Houston (Usa, 335.000e, terra), quarti: Russell (Usa) b. Harrison (Usa) 6-1 5-7 6-3; Monaco (Arsg) b. Anderson (S.Af) 7-6 (4) 7-5; Lopez (Spa) b. Berlocq (Arg) 6-4 2-2, rit; Isner (Usa) b. Sweeting (Usa) 7-6 (1) 7-6 (4). DONNE A Copenhagen (Dan, 168.000e, terra), semifinali: Wozniacki (Dan) b. Martic (Cro) 6-3 6-2; Kerber (Ger) b. Jankovic (Ser) 6-2 6-1; quarti: Wozniacki b. Cornet (Fra) 6-0 6-3; Jankovic b. Kanepi (Est) 4-6 6-1 6-3; Kerber b. Barthel (Ger) 6-2 0-6 7-5.

Baseball
IBL (m.c.) Doppiette di Rimini e Nettuno nella seconda sfida del 3o turno dimezzato dal maltempo. Gara2: Elettra Novara-Danesi Nettuno 2-4 (v. R.Hernandez), Montepaschi Grosseto-Rimini 1-5 (v. Corradini, Unipol Bologna-De Angelis Godo rinv., T&A San Marino-Cariparma rinv. Classifica: San Marino e Bologna 1000 (6-0); Rimini 750 (6-2); Godo e Parma 500 (3-3); Nettuno 375 (3-5); Grosseto 125 (1-7); Novara 0 (0-8). Oggi, rec. Gara1 e 2: 12 e a seguire Bologna-Godo, 15-19,30 San Marino-Parma. Gara3 rinviata a data da destinarsi.

Ginnastica
TRAMPOLINO ELASTICO Alle qualificazioni per l’Europeo a San Pietroburgo (Rus), il migliore degli italiani è Flavio Cannone, 18o con 102.810 punti (46.560 nell’obbligatorio e 56.170 nel libero), già in possesso del pass per i Giochi 2012. Stefano Crastolla 33o con 89.555 (42.280 e 47.275), e Dario Aloi 44o (59).

Golf
MANASSERO RISALE Anche il 3o giro del Maybank Malaysian Open di Kuala Lumpur (European Tour) non è stato portato a termine a causa dei ritardi accumulati per il maltempo. Il torneo si concluderà con la parte iniziale della quarta giornata dedicata alla coda della terza. Nella classifica provvisoria, che fa riferimento al par, Matteo Manassero, campione uscente, è salito dal 38o al 17o posto con un -6 e due buche da giocare grazie a un parziale di -4, Lorenzo Gagli è sceso dal 16o al 41o con -2 dopo 15 buche condotte con un +2.

romagnola domina la spagnola Carla Suarez Navarro di testa, prima ancora che di tennis, ubriacandola di varietà, come diceva la differenza in classifica (numero 33 mondiale contro 65) e il successo nell’unico precedente, nel 2008 a Sara Errani, seconda finale stagionale, a caccia del quarto titolo ASfoto Palermo, che poi la 24enne azzurra vinse. Oggi, nella sua set- no, sta attraversando il miglior se 2009, e Pattaya 2011). Un tima finale nel circuito maggio- momento della carriera, dopo vero salto di qualità, dopo i re — la seconda del 2012, do- gli esaltanti quarti di finale in due tornei vinti nel 2008, sulla po quella vittoriosa di Acapul- singolare agli Australian terra di Palermo e sul cemento co nel derby contro Flavia Pen- Open, accompagnati dalla pri- di Portorose. In attesa della finetta —, la Errani va invece ma finale di doppio azzurra in nale di doppio tutta italiana, contro-pronostico, contro la uno Slam (con la Vinci), quin- sempre di oggi: con la Vinci, 22enne di Bratislava, n. 17 di semifinali a Monterrey — al contro Pennetta-Schiavone. © RIPRODUZIONE RISERVATA Wta e in vantaggio 4-2 nei te- rientro dall’infortunio di Fed sta a testa. Anche se nell’una Cup —, successo di Acapulco Semifinali: ERRANI b. Suarez (Spa) volta sulla terra, nel 2007, ha (con il 3˚titolo Wta dopo tre fi- 6-1 6-2; Cibulkova (Slk) b. Cirstea vinto l’azzurra che, quest’an- nali fallite: Palermo e Portoro- (Rom) 6-1 6-1.

Beach volley
WORLD TOUR AL VIA A Brasilia scatta il 20o Swatch World Tour. Oggi giornata di Country Quota, da domani qualifiche donne con Giulia Momoli-Daniela Gioria e Laura Giombini-Viktoria Orsi Toth, da martedì il tabellone principale dove sono già qualificate Greta Cicolari e Marta Menegatti. Mercoledì qualifiche uomini con i gemelli Matteo e Paolo Ingrosso, da giovedì il tabellone con Paolo Nicolai-Daniele Lupo. Campioni in carica le due coppie anche iridate: Emanuel-Alison (Bra) e Larissa-Juliana (Bra). Il World Tour è composto da 12 tornei maschili e femminili, in 12 paesi, con 6 Grand Slam (Mosca, Roma, Gstaad, Klagenfurt, Berlino e Stare Jablonki). I primi 6 tornei donne e i primi 7 uomini sono validi per la qualificazione olimpica, che si chiuderà a Roma (12-17 giugno).

Hockey prato
CHE BRA (g.l.g.) La 15ª giornata: Valverde-Bologna 5-1, Tevere Eur-Roma De Sisti 1-1, Butterfly-Amsicora 3-5, Bra-Cernusco 1-0. Suelli-Bonomi 2-1. Classifica: Bra 45, Roma De Sisti 28, Cernusco e Amsicora 26, Suelli 25, Tevere Eur 21, Valverde 16, Butterfly 14, Bonomi 10, Bologna 2.

Boxe
RINVIO (r.g.) Aeroporto chiuso per la nebbia venerdì a Trebisonda (Tur) e organizzatori costretti a rinviare di un giorno l’inizio del torneo di qualificazione per i Giochi di Londra. La maggior parte delle squadre è arrivata ieri. Gli azzurri Cappai (49), Creati (69), Capuano (75) e Fiori (81) si sono allenati e sono in peso. Oggi avvio dei combattimenti. Iscritti 211 atleti per 44 nazioni. Il torneo termina domenica 22 aprile. L’Aiba ha assegnato ad Almaty (Kaz) il prossimo Mondiale dilettanti che si terrà a settembre 2013. MONDIALI (r.g.) Titoli ad interim. Al Mandalay Resort di Las Vegas (Usa) si affrontano per il vacante leggeri Wba Brandon Rios (Usa, 29-0-1) e il cubano Richard Abril (17-2-1) che ha sostituito il rinunciatario Yuriorkis Gamboa (Cuba, 21). Ad Acapulco (Mes) l’imbattuto costaricano Bryan Vasquez (28) mette in palio la cintura superpiuma contro il locale Gilberto Gonzales (18-2). A Mexico City (Mes) Juan Manuel Marquez (53-6-1) difende i superleggeri Wbo con Serhiy Fedechenko (Ucr, 30-1). A Lima (Perù), prima volta di una sfida mondiale: Alfredo Rodriguez (Mes, 28), 22 anni, minimosca Wba, di fronte all’idolo di casa Alberto Rossel (27-8), 34 anni.

Olimpiadi
CANDIDATE 2020 Istanbul, Tokyo, Baku, Doha e Madrid hanno lanciato ieri a Mosca la campagna per la candidatura all’Olimpiade 2020. La sede sarà scelta a settembre 2013. Il 23 maggio, a Quebec City (Canada), il Comitato esecutivo del Cio definirà la «short list» delle finaliste, che potrebbe anche comprendere anche tutte le cinque aspiranti. Ieri, all’assemblea generale dell’Associazione dei comitati olimpici nazionali (Acno) a Mosca, le candidate hanno presentato i loro dossier ai 204 delegati nazionali, molti dei quali sono membri del Cio e quindi futuri elettori.

Tennistavolo VERSO LONDRA

Olimpiade LA DENUNCIA

Pass olimpico resta solo Tan
Nelle qualificazioni olimpiche in Lussemburgo, altra giornata nera per gli azzurri. Tan Monfardini batte 4-3 Hadacova (R.Ceca), ma poi è sconfitta 4-3 da Tian Yuan (Cro). Oggi ultima chance nel conclusivo tabellone di recupero, contro Huang Mendes (Por) al primo turno. Fra gli uomini, definitivamente eliminato Bobocica. Contro Cioti (Rom), dopo aver perso il primo set, è squalificato per aver volontariamente tentato di rompere la racchetta per poterla sostituire. Una brutta figura che ricorda quella del 2008, quando, sempre nelle qualificazioni olimpiche, Yang Min fu squalificato per aver tentato, di nascosto, di sostituire la racchetta. Anche allora, come questa volta, sulla panchina azzurra c’era il c.t. Lorenzo Nannoni, che non impedì il comportamento irregolare. Poi, Bobocica perde 4-1 con Skachkov (Rus) ed è fuori.

«Sfruttamento» per le divise Gb

Pallamano
PLAYOFF (an.gal.) I risultati di gara-1 dei quarti di Elite: Bolzano-Teramo 35-28 (16-18), Fasano-Trieste 28-22 (12-8), Pressano-Noci 23-21 (13-10). Gara-2 venerdì 20/4 (anticipo Noci-Pressano) e 21/4. Eventuale gara-3 martedì 24/4.

Pallavolo
NATURALIZZATO (a.a.) Il palleggiatore brasiliano Rafael Redwiz, in Italia nel 2008/09 con Forlì e ora a Tours, sta per ricevere la nazionalità francese e il c.t. Blain è pronto a convocarlo in Nazionale da settembre.

Il triplista Idowu e l’eptathleta Ennis

Secondo il quotidiano inglese «The Independent», le divise degli atleti britannici e dai volontari all’Olimpiade di Londra sono state prodotte in fabbriche in Indonesia, con operaie costrette a lavorare in condizioni di sfruttamento, cioè 65 ore a settimane, 25 ore in più rispetto agli standard, sottopagate e vittime di abusi, fisici e verbali. Le divise, create da Stella McCartney, figlia di Paul, sono prodotte da Adidas.

Canoa
MALE MOLMENTI (a.fr.) Alla prima gara di selezione per il pass olimpico di canoa slalom, a Solkan (Slo), il campione europeo Daniele Molmenti, che con i fratelli De Gennaro si gioca la qualificazione a Londra, ha commesso due penalità e chiuso solo 24o a 8”31 dal vincitore, l’iridato Peter Kauzer (Slo). Per il 27enne della Forestale ci sono altre due gare (nel computo finale viene scartata la peggiore delle tre) sabato 21 e domenica 22 aprile a Tacen (Slo). Gli altri azzurri: 2o Romeo, 4o Raiba, 7o Paolini, 11o Ivaldi, 15o Mayr, 19o Gheno, 20o Riccardo De Gennaro, 98o Giovanni De Gennaro. Nel K1 femminile, prima delle azzurre Clara Giai Pron, 4a a 3”17 da Mozetic (Slo), 5a Chiara Sabattini, 11a Angela Prendin a 13”18. Nel C2 vittoria di Camporesi-Ferrari, 4i Mosoero-Benetti a 3”70. Nel C1 Stefano Cipressi 2o, a 1”93 da Savsek (Slo), 4o Colazingari a 5”25. Oggi semifinali e finali per tutte le categorie. Per il C1 e C2 pass olimpici agli Europei di Augsburg (Ger) dal 9 al 13 maggio.

Pentathlon
COPPA (g.l.g.) Piazzamenti non eclatanti per le due azzurre nella finale della terza prova di Coppa del Mondo a Szazhalombatta in Ungheria. La Cesarini ha chiuso 23a con 5088 punti, Bonessio 25a con 5036 punti. Vincitrice la francese Caze 5424 punti. Oggi finale maschile con 3 azzurri: Riccardo De Luca, Pier Paolo Petroni e Nicola Benedetti.

Rugby Calvisano e Prato sono in semifinale
Il 17o e penultimo turno d’Eccellenza decreta la promozione di Calvisano e Prato in semifinale. San Gregorio Catania virtualmente retrocesso. Risultati: Calvisano-Prato 18-17 (4-1); Lazio-San Gregorio Catania 37-16 (4-0); Rovigo-L’Aquila 32-25 (5-1); Crociati Parma-Padova 19-20 (1-4); Mogliano-R. Emilia 62-15 (5-0). Classifica: Prato, Calvisano 60; Rovigo 55; Padova, Mogliano 54; Lazio 30; L’Aquila 24; R. Emilia 23; Crociati 21; San Gregorio 16. UNDER 17 Ieri a Romans sur Isere, Italia u. 17 sconfitta dai pari età della Francia 43-0 (7-0).

Rugby CELTIC LEAGUE

Scherma MONDIALI A SQUADRE

Ginnastica RITMICA A PESARO

Canottaggio A PIEDILUCO

Oggi a Viadana Spadisti quarti Aironi-Scarlets Titolo agli Usa
VIADANA (Mn) — (ales.s.) Gli Aironi che oggi (ore 15.05), per il 19˚ turno di Celtic League, ricevono gli Scarlets (diff. Rai Sport1 alle 22.35) ripropongono Tebaldi estremo e in regia si affidano al duo formato da Orquera e Keats. Seconda linea esperta, in prima Ongaro è affiancato da Aguero e Romano. In panchina si rivede Williams.
Aironi: Tebaldi; Toniolatti, Pavan, Pratichetti, Sinoti; Orquera, Keats; Sole, Favaro, Cattina; Bortolami (cap), Geldenhuys; Romano, Ongaro, Aguero. A disposizione: D’Apice, Al. De Marchi, Perugini, Furno, Williams, Ferrarini, Olivier, Venditti. Ieri: Connacht-Ulster 26-21; Cardiff-Ospreys 12-33; Munster-Glasgow 35-29. Classifica: Leinster 73; Ospreys 62; Munster 60; Glasgow 57; Scarlets* 51; Cardiff 45; Newport, Treviso 35; Connacht 33; Edimburgo 27; Aironi* 19 (*una in meno).

Coppa Mondo D’Aloja, cinque Farfalle seconde vittorie azzurre
(i.b.) Secondo posto che vale oro per le Farfalle azzurre nel concorso generale della tappa italiana di Coppa del Mondo a Pesaro. Dopo un periodo complicato a causa di vari infortuni, Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Anzhelika Savrayuk, Romina Laurito, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu, con 55.450 punti, hanno chiuso alle spalle della Russia (55.800) e davanti alla Bielorussia (55.025). «Sono contenta per come la squadra ha reagito in pedana — ha dichiarato l’allenatrice Emanuela Maccarani — questo è un gruppo granitico che ogni volta sa superare le difficoltà». Oggi le finali di specialità in diretta su Rai Sport 2 dalle 17. Cinque vittorie per l’Italia nella prima giornata di finali del 26o Memorial d’Aloja a Piediluco. I successi azzurri portano la firma del doppio maschile di Alessio Sartori e Romano Battisti, del doppio femminile Colombo-Schiavone, del 4 senza senior (Capelli, Tranquilli, Agamennoni, A. Palmisano), dei singolisti leggeri Bertini ed Enrica Marasca. Particolarmente significativo il primo posto del doppio maschile, barca che deve ancora conquistare la qualificazione olimpica: Sartori e Battisti dominano dall’inizio e battono i francesi Berrest e Bahain, bronzo alle ultime due edizioni dei Mondiali.

Un altro quarto posto per la scherma italiana ai Mondiali a squadre riservati alle specialità (sciabola femminile e spada maschile) che non saranno a Londra. Ieri è toccato agli spadisti sfiorare la medaglia. Diego Confalonieri, Francesco Martinelli, Enrico Garozzo e Matthew Trager hanno chiuso quarti dopo la sconfitta con l’Ungheria (45-37) nella finale per il bronzo. In semifinale gli azzurri avevano sfiorato il colpaccio con la Francia (perso 28-27). Titolo agli Usa, che hanno fermato la striscia vincente dei francesi, campioni olimpici e mondiali dal 2004 in poi.
Finale: Usa b. Francia 44-37; 3˚ posto: Ungheria b. Itali 45-37. Semifinali: Francia b. Italia 28-27; Usa b. Ungheria 11-10 alla priorità. Quarti: Italia b. Polonia.

Ghiaccio Plushenko e Kostner al Gala di Rimini
Ufficializzato il cast di Champions on Ice, Gala a Rimini domenica 29 aprile. Con Evgeny Plushenko, la stella sarà Carolina Kostner che venerdì, dal sindaco Tosi, ha ricevuto le chiavi delle città di Verona. Con loro Florent Amodio (Fra), Artur Gachinski, Alena Leonova ed Elizabeta Tuktamysheva (Rus), Laura Lepistio (Fin), le coppie di artistico Bazarova-Larinov, Stolbova-Klimov (Rus) e Della Monica-Guarise e di danza Ilinykh-Katsalapov (Rus). MONDIALI SINCRO Hot Shivers dodicesime ai Mondiali di sincronizzato di Göteborg (Sve). Finale: 1. (2.3.) Svezia I 194.87; 2. (3.4.) Canada I 193.64; 3. (4.2.) Usa I 192.78; 12. (12.13.) Italia 138.98.

Sci alpino
RAZZOLI SESTO (s.f.) Ieri nel primo slalom Fis di Madesimo (So) Giuliano Razzoli ha chiuso 6o a 1"17 dal 23enne poliziotto trentino Andrea Ballerin (1'31"91). Oggi altro slalom che chiude la stagione agonistica Fis in Italia.

Triathlon
WORLD SERIES (al.f.) Il tedesco Steffen Justus e l’australiana Erin Densham vincono la prima tappa della World Series a Sydney (Aus) che assegnava punti per la qualificazione olimpica. Davide Uccellari, all’esordio nel massimo circuito mondiale, è 17o, Annamaria Mazzetti chiude 32a. Uomini: 1. Justus (Ger) 1h51'04", 2. Murray (S.Af.) a 9", 3. Vidal (Fra) a 11", 17. Uccellari a 1'13". Donne: 1. Densham 2h01'29", 2. Jenkins (Gbr) a 9", 3. Hewitt (Nzl) a 16", 32. Mazzetti a 2'33".

Hockey ghiaccio Italia ok in Francia
(m.l.) L’Italia di Rick Cornacchia, nella prima amichevole premondiale, passa a Caen contro la Francia 2-0: shutout di Tra-

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno
DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

Dall’attacco a oggi A sinistra, uno dei feriti di Piazza Della Loggia soccorso subito dopo lo scoppio della bomba; sopra, Manlio Milani, presidente dell’Associazione «Casa della Memoria», ieri in tribunale: 38 anni fa nell’attentato ha perso la moglie Livia ANSA

Piazza della Loggia: ma perché la strage non ha un colpevole?
I giudici di Brescia hanno confermato le assoluzioni per la bomba di 38 anni fa. I depistaggi e le strane coincidenze in questa storia non si contano, come per piazza Fontana: condannare era difficile
La Corte d’Assise d’Appello di Brescia, riunita nel salone di un grande albergo, ha confermato ieri le assoluzioni per tutti gli imputati della strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974, 38 anni fa. prime indagini. Imputati che, in tre anni di processo, non si sono mai fatti vedere in aula. Ed era gente con un ruolo istituzionale, che avrebbe dovuto avere rispetto per le vittime». Milani, nella strage, ha perso la moglie di 32 anni. Tra gli imputati che avevano un ruolo istituzionale c’è il generale Delfino. È una storia molto italiana, molto oscura, molto aggrovigliata. le otto vittime: Giulietta Banzi Bazoli, anni 34, insegnante (era la cognata di Giovanni Bazoli); Livia Bottardi Milani, anni 32, insegnante; Euplo Natali, anni 69, pensionato; Luigi Pinto, anni 25, insegnante; Bartolomeo Talenti, anni 56, operaio; Alberto Trebeschi, anni 37, insegnante; Clementina Calzari Trebeschi, anni 31, insegnante; Vittorio Zambarda, anni 60, operaio.

IL NUMERO

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altà, ad aver messo la bomba, ma deve sapere qualcosa perché prima della sentenza d’Appello altri due terroristi di destra, Pier Luigi Concutelli e Mario Tuti, lo strangolano nel carcere di Novara coi lacci delle scarpe. Combinazione: Buzzi era stato trasferito a Novara proprio allora, si potrebbe quasi dire perché i suoi carnefici facessero quello che dovevano fare. Tuti, intervistato dalla Rai due anni fa, disse: «Buzzi era un confidente dei carabinieri e un corruttore di giovani». Fatto sta che in Appello, ed essendo Buzzi già cadavere, i giudici annullarono la prima sentenza. Poi la Cassazione annullò la sentenza dell’appello e dispose un nuovo appello per i coimputati, assolti di nuovo però nel 1985. Nuovo processo nel 1987 per due nuovi presunti colpevoli, Cesare Ferri e il bellissimo Alessandro Stepanoff, fidanzato con Alba Parietti: assolti nel 1989 e risarciti con 100 e 30 milioni di lire. Nel 1993, essendo venuto fuori il nome di un fascista veneto che faceva l’informatore dei carabinieri — Maurizio Tramonte, detto «la fonte Tritone» — si ritenne di ricominciare. I pm chiesero l’arresto di Tramonte, di Carlo Maria Maggi e di Delfo Zorzi (imputato e assolto anche per piazza Fontana, residente da allora in Giappone), poi anche del neofascista Gianni Maifredi (morto nel 2009) poi del generale dei carabinieri Francesco Delfino, che secondo l’accusa sapeva quello che sarebbe accaduto e non fece nulla. Venne coinvolto anche Rauti. Ma Maggi, Zorzi, Tramonte e Delfino sono stati assolti ieri. E Rauti era stato liberato dalle accuse già due anni fa. Quindi, responsabilità personali non ce ne sono. Ma responsabilità storicamente definite, invece, sì.

ATTENTATI IRRISOLTI
Non solo Piazza della Loggia: tra depistaggi ed errori, in Italia è lunga la lista degli attentati senza colpevoli PIAZZA FONTANA Il 12 dicembre 1969 l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano: 16 morti. Ignoti gli esecutori e la dinamica della morte dell’anarchico Pinelli

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domande a...
GIOVANNI PELLEGRINO
EX PRES. COMM. STRAGI

«Su quanto è successo conosciamo la verità storica»
Giovanni Pellegrino, ex senatore dei Ds, dal 1994 al 2001 è stato presidente della Commissione Stragi: ha indagato a fondo sui troppi misteri della storia italiana del dopoguerra.
Presidente Pellegrino, dobbiamo rassegnarci a non sapere la verità sull’Italia delle stragi?

ITALICUS Il 4 agosto 1974 l’attentato al treno Italicus a San Benedetto Val di Sambro (Bologna): 12 morti. Non si conoscono gli esecutori, assolti tutti gli imputati USTICA Il 27 giugno 1980 morirono in 81: ignota la dinamica del disastro aereo tra le isole di Ustica e Ponza. L’anno scorso la condanna a un risarcimento (110 milioni) per i familiari STAZIONE DI BOLOGNA Nell’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 ci furono 85 morti. Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono stati condannati all’ergastolo, ma ora c’è un’inchiesta bis sull’ipotesi di una pista palestinese

«No, la sappiamo. Ma l’abbiamo capita tardi, quando fornire una prova giudiziaria era diventato quasi impossibile. Dalle bombe del 1969 al 1974 di Piazza della Loggia, passando per Piazza Fontana, il Golpe Borghese, l’Italicus: è un unico blocco e, da riscontri e risultati processuali, c’è una verità storica incontrovertibile. La destra eversiva era in rapporto ambiguo con alcune forze di sicurezza: fu «incitata» a compiere vili azioni terroristiche, pensava che la richiesta d’ordine avrebbe spostato il Paese a destra. Poi gli stessi uomini dello Stato, preoccupati da quello che sarebbe successo se la verità fosse diventata pubblica una volta per tutte, occultarono e depistarono. Tempo prezioso per la giustizia, purtroppo perso per sempre».
E cosa possiamo dire, allora, alle vittime senza giustizia?

5 sarebbe? Come
S’è capito che, come in piazza Fontana, sono stati i servizi segreti, servendosi di manovalanza nera, a mettere la bomba. Pensi che subito dopo lo scoppio, e con i cadaveri ancora in terra, la polizia diede ordine di lavare la piazza, per cancellare tracce essenziali. Il generale Delfino, benché avesse ricevuto informazioni precise sul pericolo incombente, si trovava fuori città, e con lui gli altri alti papaveri delle forze dell’ordine: Brescia, quel martedì, era nelle mani di un vicequestore. I depistaggi e le «coincidenze» di tutta questa storia non si contano, così come per piazza Fontana. Sicché l’assoluzione, per quanto faccia rabbia, risulta comprensibile, forse inevitabile. Che vuole farci, è la storia di questo Paese.
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1 mai, dopo 38 anni, siamo Come
ancora a questo punto?

E non è finita, perché i familiari delle vittime ricorreranno in Cassazione. Un lato grottesco di questa vicenda è che i familiari dovranno pagare le spese processuali. Tecnicamente, infatti, sono quelli che hanno perso.

3 morti? Quanti
Otto morti e 102 feriti. C’era una manifestazione antifascista in piazza della Loggia. Dieci giorni prima un giovane estremista di destra, Silvio Ferrari, era saltato in aria mentre trasportava una bomba. Ai funerali di costui, il giorno 21, fascisti e comunisti erano venuti alle mani. Il Comitato antifascista aveva allora annunciato questa manifestazione per il 28. Ed eccoci al 28: mentre la folla sostava in attesa scoppiò un’altra bomba, nascosta in un cestino della spazzatura. Ricordiamo

4non ha risposto alla prima Lei
domanda: come mai dopo 38 anni siamo ancora a questo punto?

2che mi dà fastidio quando ci Sa
si lamenta di queste assoluzioni? Ma se gli imputati sono innocenti, che cos’altro avrebbero dovuto fare i giudici?

Il presidente dell’Associazione che riunisce i parenti delle vittime, Manlio Milani, ieri ha detto: «L’esito è anche il risultato di come sono state condotte le

Benedetta Tobagi, quando questi stessi imputati furono assolti in primo grado, scrisse: «La vicenda giudiziaria della strage è un labirinto composto di cinque fasi istruttorie e otto fasi di giudizio». Raccontata a volo d’uccello, la vicenda giudiziaria è questa: nel 1979 viene condannato all’ergastolo, perché ritenuto colpevole della strage, Ermanno Buzzi. Non è lui, in re-

Le vittime Nell’attentato di Brescia, alle 10.12 del 28 maggio 1974, sono rimaste uccise 8 persone e ferite più di 100, colpite da una bomba nascosta in un cestino per i rifiuti

«Pagano quello che ho chiamato "il patto di indicibilità": la politica conosceva quella patologia democratica, ma non ha detto. Aveva paura perché la verità avrebbe aperto a un vero colpo di stato. Forse la soluzione migliore per tutti i processi era l’archiviazione: nessun effetto rimbalzo sui mancati colpevoli, ma una precisa verità storica».
Ma che democrazia è questa?

«Una democrazia salvata a fatica. Era fragile, tra anni Sessanta e Settanta la svolta autoritaria fu davvero a un passo. Per capire la schizofrenia di quegli anni, posso citare il generale Gianadelio Maletti, capo del reparto D del controspionaggio. La commissione lo interrogò sulle sue responsabilità nei depistaggi di Piazza Fontana e lui ci disse con sincerità: "Fino al 1974 nessuno ci aveva spiegato davvero che eravamo lì per difendere la Costituzione"».
Filippo Conticello
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ALTRI MONDI

AMMAZZATO NEL BARESE

Rapina da 300 euro: muore un salumiere
Ucciso per poco meno di 300 euro: un salumiere 40enne di Ruvo di Puglia (Ba), Giuseppe Di Terlizzi, è morto venerdì sera

durante una rapina (nella foto Ansa). Quattro banditi sono entrati nel negozio e di fronte al rifiuto del titolare di consegnare i soldi dell’incasso, gli hanno sparato un colpo di pistola al volto. Pronto l’identikit di almeno uno dei quattro rapinatori: si tratterebbe di un ragazzo tra i 18 e i 25 anni.

AI SERVIZI SOCIALI

Riina jr è a Padova Lavorerà e studierà
Giuseppe Salvatore Riina, figlio dell’ex boss della mafia Totò, da ieri risiede a Padova come desiderava da tempo. Dopo quasi

nove anni di carcere è stato ammesso ai servizi sociali: da domani lavorerà con «L’Associazione famiglie contro la droga» nella città veneta e proverà a finire gli studi all’Università di Padova. Sull’argomento, la Lega Nord è ancora sulle barricate: pronti i gazebo per cacciarlo via.

La crisi ha «suicidato» 23 imprenditori in Italia
L’allarme della Cgia di Mestre: «I giovani i più colpiti, troppe tasse e burocrazia». Il record in Veneto: nove casi da gennaio
STEFANIA ANGELINI

IL CASO ORLANDI

A

lafrase DEL GIORNO

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Fosse dipeso da Umberto Bossi soltanto, lui mi avrebbe certamente salvata. Maroni negli ultimi due anni ha avuto un comportamento estremamente duro. Tanto duro da essere sospetto...
ROSY MAURO SENATRICE ESPULSA DALLA LEGA

S
Il Vaticano: «Niente segreti su Emanuela» «In Vaticano non c’è nessun segreto da rivelare su Emanuela Orlandi»: il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha replicato ieri alle accuse contro le autorità ecclesiastiche sulla sorte della ragazza, figlia di un commesso della Casa Pontificia, sparita la sera del 22 giugno 1983, a 15 anni. Assicurando agli investigatori «collaborazione appropriata», è intervenuto anche sulla tomba del boss della Magliana Enrico De Pedis nella basilica romana di Sant’Apollinare: «Non c’è ostacolo che sia tumulato altrove»

I NUMERI L’EMERGENZA

Gli ultimi si sono suicidati giovedì: erano un dirigente d’azienda di Lucca disoccupato da 4 mesi e un agricoltore di Ragusa, i cui affari non andavano bene da un po’. La striscia di persone che si sono tolte la vita perché sopraffatte dalle difficoltà economiche si allunga. Succede, però, che ultimamente ad essere colpite non sono solo le fasce più deboli. A confermarlo, i numeri della Cgia di Mestre: dall’inizio di quest’anno, in Italia, sono già 23 gli imprenditori (di cui 9 solo in Veneto) che si sono suicidati, uno ogni 4 giorni. Colpa soprattutto delle «tasse, della burocrazia, ma soprattutto della mancanza di liquidità: ostacoli che costringono molti giovani a gettare la spugna», spiega Giuseppe Bortolussi, segretario dell’associazione veneta degli artigiani, precisando che un’impresa su due (il 49,6%) chiude i battenti entro i primi 5 anni di vita.
L’analisi Ieri, pure l’Herald Tribune, in prima pagina, si è occupato della piaga dei «suicidi per crisi economica» in Italia, in Grecia e in Irlanda: secondo le statistiche del quotidiano americano, il numero totale dei

In un’intervista al «Corriere», dove dice anche: «Renzino Bossi è stato massacrato»

notizie Tascabili
«Gli esodati creati dalle aziende»

La Fornero sul lavoro «Senza questa riforma siamo pronti a lasciare»

CGIA MESTRE/ISTAT - GDS

Manichini anti fisco apparsi a Verona, a gennaio, contro Equitalia ANSA

«

Collegare i dati alla recessione non è corretto: i suicidi totali sono diminuiti
MARZIO BARBAGLI SOCIOLOGO

morti italiani è aumentato del 65% in un quinquennio, da 123 nel 2005 a 187 nel 2010. Per la Cgia, invece, tra il 2008 e il 2010 i suicidi della crisi sono aumentati del 24,6%. Ma il sociologo Marzio Barbagli, che ha scritto il libro Congedarsi dal mondo (il Mulino), dà una spiegazione diversa: «Non possiamo dire con certezza che sia colpa della crisi: i dati derivano dalle notizie giornalistiche, non da fonti sanitarie. Se tornia-

mo indietro alla grande depressione del 1929, scopriamo che in Italia non si registrò un incremento del tasso di suicidi. E la tendenza di oggi nel nostro Paese, come in tutta l’Europa occidentale, è invece di una diminuzione. L’allarme di questi giorni si spiega col fatto che la stampa, da tre mesi a questa parte, ha iniziato a parlare di un argomento che, forse per retaggi religiosi, è stato finora un tabù».
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Il ministro Elsa Fornero ieri a Reggio Calabria ANSA
«Andremo in Parlamento e se la riforma non dovesse passare andremo a casa». Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, da Reggio Calabria, in un convegno sull’occupazionale giovanile, ieri è tornata a parlare della riforma del lavoro, ma anche di pensioni e di esodati. Il ministro ha puntato il dito contro le aziende, responsabili di averli «creati e posti a carico della collettività». Dura la reazione di Confindustria: «È una rappresentazione del mondo delle imprese che non trova riscontro nella realtà ed è anche offensiva: quando le aziende riducono il personale lo fanno per necessità».

in Nord Corea Un Paese in delirio per ricordare il mitico fondatore
La Nord Corea celebra oggi il centenario della nascita del fondatore del Paese, Kim Il-sung, ora guidato da Kim Jong-un, nipote del «presidente eterno». Ieri c’è stata una enorme commemorazione a Pyongyang: 100 mila militari con cappelli e divise tipiche (foto Reuters) hanno riempito lo stadio «Kim Il-sung»

La tassa per la Protezione civile

Benzina, Monti precisa «Aumento ultima ratio»
Passo indietro del governo Monti sui 5 centesimi di aumento della benzina che potrebbero essere destinati al finanziamento della Protezione civile. Una nota di Palazzo Chigi precisa, infatti, che la misura sarà solo un’«ultima ratio». «L’aumento delle accise — si legge — scatterà eventualmente ed esclusivamente ad esaurimento della capienza prevista dal Bilancio». In questo modo, si chiarisce la disposizione contenuta nel ddl di riforma della Protezione civile esaminato venerdì in Consiglio dei ministri e che aveva già provocato la contrarietà dei consumatori e anche del segretario del Pd Bersani.

la storia
Il suo corpo non è mai stato ritrovato. Ieri, 18 anni dopo la scomparsa, si è scoperto che è stata uccisa per aver tradito il marito, boss della ’ndrangheta in carcere. La storia di Angela Costantino, moglie del capocosca Pietro Lo Giudice e madre di 4 figli, sparita il 16 marzo 1994 a Reggio Calabria, ha un altro finale, quello vero, e forse apre alla soluzione del giallo di Barbara Corvi, cognata della Costantino e svanita nel 2009. Decisive sono state le parole di alcuni pentiti: hanno raccontato come la famiglia Lo Giudice abbia eliminato Angela, e le loro ricostruzioni hanno portato in car-

Uccisa dalla famiglia del marito boss «Lo aveva tradito mentre era in cella»
ampia indagine contro l’attività criminale dei Lo Giudice.
Strangolata «Fu nell’ambito di

Angela Costantino, uccisa nel 1994

cere tre persone, i mandanti dell’omicidio e l’esecutore materiale (Vincenzo Lo Giudice, 51 anni, il cognato Bruno Stilo di 51, e il nipote Fortunato Pennestrì di 38), finiti dentro insieme ad altri nove membri della cosca reggina, in una più

un accordo di famiglia nella cosca Lo Giudice che venne decisa l’eliminazione della donna — ha spiegato ieri il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza —. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno consentito di fare luce su un orribile omicidio e si sono riscontrate reciprocamente, perché autonome e spontanee, ma anche perché le loro fonti di informazione si sono dimostrate particolarmente qualificate perché provenienti dagli stessi prota-

gonisti del fatto». Secondo i magistrati, Angela Costantino venne uccisa in casa, prima di andare dal marito, che era in carcere a Palmi: aveva confessato a una cugina che gli avrebbe detto di avere una relazione con un altro uomo, con il quale stava per avere un figlio. Si pensò a una fuga, si sparse la voce di un suicidio, e di lei si occupò anche Chi l’ha visto?. In realtà, il killer Pennestrì la strangolò, seppellì il corpo in una campagna vicino a Reggio e portò la sua auto a Villa San Giovanni, per depistare le indagini. La verità è questa.
c.ang.
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L’ente sanitario della Lombardia

Scandalo del Maugeri: rubati 70 milioni di euro
Potrebbe sfiorare i 70 milioni di euro la cifra sottratta alla Fondazione Maugeri, ente al centro dell’inchiesta della Procura di Milano che venerdì ha portato in carcere, tra gli altri, l’ex assessore alla Sanità in Lombardia, Antonio Simone. Ieri, appena tornato dall’India, si è costituito anche il presidente della Fondazione, Umberto Maugeri. Dall’inchiesta è emerso che Simone e l’uomo d’affari Piero Daccò, in un solo giorno nel 2004, con la compravendita della Residenza Sanitaria Assistita di Milano, realizzarono 5,5 milioni di plusvalenza. «Una caccia alle streghe», il commento del governatore Formigoni.

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ALTRI MONDI

IL VIDEO DI MCCARTNEY

Depp e la Portman attori per sir Paul
È lo stesso Paul McCartney il regista del video di «My Valentine», primo singolo tratto da Kisses on the Bottom,

l’album dell’ex Beatles appena uscito che raccoglie delle cover e due inediti, uno dei quali è proprio la ballata «My Valentine». Nel video in bianco e nero le star Johnny Depp e Natalie Portman recitano (nella prima foto), traducendo nel linguaggio dei segni le parole cantate da

McCartney. Un video essenziale di cui l’ex Beatles ha girato altre due versioni (nella seconda foto, McCartney mentre dirige), con la collaborazione di Wally Pfiste, direttore della fotografia premio Oscar: una con il solo Depp che nel finale suona anche la chitarra, l’altra con la sola Portman.

ROSSI CONTRO TUTTI

CARLO ANGIONI

È arrivato alla Scala con le sue canzoni, è ritornato primo in classifica, e ha ripreso a straparlare su Facebook. Vasco Rossi è guarito e non ha più freni: stavolta il 60enne rocker di Zocca se l’è presa con alcuni colleghi, attaccati nella prima parte della cosiddetta «altra autobiografia» (quella ufficiale è uscita a novembre), presentata ai 2,8 milioni di fan come «un fiume in piena di altre verità... una valanga di parole che vi travolgerà». Così, mentre il nemico storico Ligabue torna in libreria con una raccolta di racconti, Vasco cambia obiettivo. Parla di sé, certo, ma attacca anche Baglioni, Minghi e Pelù, e tira qualche buffetto a Grignani e Zucchero. Criticando il «politicamente corretto» che regna tra i cantanti italiani, secondo il quale tutti sarebbero «amici di tutti», Vasco comincia lo sfogo contro Baglioni, conosciuto «quando sembrava la brutta copia di Battisti». Ecco che scrive: «Cosa fai quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco a uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna? Quando incontri un Baglioni, insomma, che per te impersona... che per te è l’emblema... delle musichette da sala d’attesa... Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni».
Gli altri Poi, è il turno di Ame-

Lo sfogo di Vasco «Baglioni & co. zappate la terra»
Pubblicata su Facebook l’altra autobiografia: «Claudio è da sale d’attesa. Minghi? Che lagna»

IL NUOVO SHOW

A

l’avventuroso
DI REINHOLD MESSNER

Discutendo proveremo a salvare l’alpinismo
S
«Quello che non ho» con Saviano e Fazio Si chiamerà «Quello che non ho» la trasmissione che Roberto Saviano e Fabio Fazio condurranno su La7 da metà maggio, in diretta dalle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Il nome dello show, che arriva dopo il grande successo di «Vieni via con me» (trasmesso nell’autunno 2010 da Rai 3), è stato svelato su Twitter dallo scrittore, che ai 186 mila follower ha chiesto anche un giudizio: «Che ne dite?»

Il manifesto del Trento Film Festival, giunto alla 60ª edizione

Vasco Rossi, 60 anni, è primo in classifica con «L’ultima metà del cielo», il cd dei brani del balletto alla Scala ANSA

«

deo Minghi: «Cosa vuoi fare, dicevo, quando ti ritrovi seduto di fianco ad un tal Wolfang Amadeus Minghi ( il soprannome è mio) che sembra talmente soddisfatto di sé e delle sue canzoni tristi e lagnose…?». Non si salva nemmeno il rock di Piero Pelù, l’anima dei Litfiba: «Allora, magari, ti ritrovi di fianco a Pelù... E pensi che ancora non hai capito se canta per scherzo e fa del rock per caso, o se in fondo si diverte soltanto... per

I testi di Baglioni non raggiungono il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno

«

Accanto a Pelù pensi che non hai capito se canta per scherzo e fa del rock per caso

CONTRO BAGLIONI

L’ATTACCO A PELÙ

sesso! Certo non hai ancora capito nemmeno un suo testo. Tutti quegli ululati poco funzionali...». E Grignani e Zucchero? Il primo è il «giovane talento un po’ sbruffone che ti vuole sfidare e va domato», il secondo uno «che si mette a competere con te a suon di dischi pieni di splendide musiche...». Parole forti, che Vasco, dopo la grande eco avuta subito sul web, ha scelto di commentare: «Comunico che Baglioni (che come persona considero squisita) l’ho già chiamato e ci siamo già chiariti». Alla prossima puntata.
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LA POPSTAR MUSICARONO LA «FEBBRE DEL SABATO SERA»

la Foto

In coma Robin dei Bee Gees «Ha pochi giorni di vita»
Poche speranze per uno dei fratelli della band inglese diventata celebre negli anni Settanta
Non solo un cantante, ma un’icona pop: Robin Gibb, cantante e fondatore dei Bee Gees, è in coma e avrebbe pochi giorni di vita. Lo ha riferito ieri il tabloid britannico Sun, spiegando che la 62enne star britannica, da tempo ammalata di cancro al fegato, ricoverata da giorni in una clinica di Chelsea, a Londra, per una polmonite, avrebbe pure un altro tumore. La notizia è stata poi confermata dal sito ufficiale dell’artista. Negli ultimi giorni Robin, voce della band nata del 1960 (tra le hit più famose, Stayin ’ Alive e Night Fever, brani della colonna sonora del film La febbre del sabato sera del 1977) era stato nuovamente ricoverato per una polmonite. I suoi problemi di salute erano iniziati nell’ottobre 2010, quando aveva subìto un intervento chirurgico d’urgenza per un blocco intestinale. Successivamente, un’altra operazione per curare un contorcimento intestinale, malattia che aveva ucciso 9 anni fa il fratello gemello (e cofondatore della band) Maurice. In ogni caso, un destino beffardo quello dei «Brothers Gibb» (dalle cui lettere iniziali in inglese deriva il nome Bee Gees): Robin è il terzo dei fratelli a dover lottare contro una grave malattia. Nel 2003 toccò a Maurice, mentre Andy, anche lui musicista ma con una carriera da solista, scomparve nel 1988 per un’infezione. Resta il fratello Barry, ultimo membro di una band leggendaria, piombato al capezzale del fratello malato.

S
Robin Gibb, 62 anni, è malato di cancro al fegato dal 2010 AP

Tutti gli anni noi scalatori, di ogni età, dovremmo avere un’occasione per trovarci e parlare di dove va l’alpinismo, adesso che è divenuto una attività globale. Il Filmfestival di Trento, a fine mese, è il più internazionale fra quelli legati al mondo della montagna e dell’avventura. Così abbiamo pensato di radunarci subito dopo a Castel Firmiano, in una sorta di campo base. Lì potremo guardare al futuro grazie al forum di domenica 6 maggio, intitolato «Quo CLIMBis?». Un avvenimento che per la prima volta lega in cordata, una bella cordata, il mio museo della montagna e il Filmfestival di Trento all’Ims di Bressanone, manifestazione che negli ultimi anni ha promosso discussioni sui temi attuali della montagna, a vasto raggio. Parleremo di come provare a salvare l’alpinismo. Se lasciamo che diventi puro sport, la montagna non potrà più essere luogo che offre valori agli uomini. Con la pura attività dell’arrampicare essi possono diventare più bravi sportivamente. Ma non comprendere quanto, nel confrontarsi con gli spazi selvaggi, la natura umana può dare. Ci saranno alpinisti di prima classe. Con loro discuteremo. È tutto aperto: non c'è alcun divieto e tutti quelli che hanno interesse nell’alpinismo possono venire ad ascoltare o anche a dire la loro. Sarà una bella festa.
SUPERENALOTTO

LOTTO
BARI 88 44 8 67 41 50 29 63 28 47 84 37 58 41 39 17 81 35 89 61 76 38 48 7 1

Banderas fa colazione all’italiana... Eccolo nella pubblicità per i biscotti
Antonio Banderas nuovo volto di Mulino Bianco. Il popolare attore spagnolo, diventato famoso anche a Hollywood, è il protagonista della campagna pubblicitaria del marchio di casa Barilla, realizzata con 7 nuovi «film», di taglio cinematografico, in onda in tv da oggi. Negli spot ideati in collaborazione con l’agenzia JWT Italia, Banderas, che segue le orme di altri big del cinema mondiale già testimonial da noi (da Clooney fino a Julia Roberts), interpreta l’uomo del mulino (nella foto Ansa)

CAGLIARI FIRENZE GENOVA MILANO NAPOLI PALERMO ROMA TORINO VENEZIA

68 44 45 11 9 24 81 79 12 82 79 64 53 78 37 29 10 30 69 37 22 43 54 77 21

NAZIONALE 37 10 3 66 51 ESTRAZIONE DEL 14 APRILE

LA COMBINAZIONE VINCENTE 5 22 24 36 85 86 Jolly: 29; Superstar: 2 Jackpot e 84.400.000 Punti 6: nessuno Punti 5+: nessuno Punti 5: 17 totalizzano: e 26.819,72 Punti 4: 1.268 totalizzano: e 362,76 Punti 3: 50.282 totalizzano: e 18,21 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 9 totalizzano: e 36.276 Punti 3: 207 totalizzano: e 1.281 Punti 2: 3.572 totalizzano: e 100 Punti 1: 23.796 totalizzano: e 10 Punti 0: 52.009 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 3.039.567,52 10 e LOTTO Numeri vincenti

8 10 17 22 24 29 37 43 44 50 58 61 63 64 68 76 79 81 84 88

38

LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

ALTRI MONDI
Oroscopo
LE PAGELLE
23/9 - 22/10 21/3 - 20/4 21/4 - 20/5 21/5 - 21/6 22/6 - 22/7 23/7 - 23/8

Bilancia 8
IL MIGLIORE Luna mirabile, che vi consente performance super nel lavoro e nello sport. Viaggi e svaghi con amici giovano all’umore, reunion suine vi appagano.
FRANCESCO TOTTI

Ariete 7+
I vostri talenti calamitano l’interesse altrui. Nel lavoro, fra gli amici, ovunque. Così, ogni successo v’arride. Pure suinally speaking. Uau.
23/10 - 22/11

Toro 5,5
Avete un umore gioioso come l’IMU. Ussignùr, state su e non pretendete troppo né da voi stessi né dagli altri. Né dal sudombelico.
23/11 - 21/12

Gemelli 7,5
Le stelle vi fortificano nel corpo e nello spirito. E voi vincete in ogni ambito e competizione. Grandi! E solennità suine vi vivificano.
22/12 - 20/1

Cancro 6Certa gente vi sclerotizza gli zebedei. Perché petula, invade, sfinisce. Dribblatela e non incupitevi. Fornicazione muy sanguigna, però.
21/1 - 19/2

Leone 5,5
Non sembra profilarsi una domenicona, la vostra. Per via di noie, imprevisti, fallocefali rompitori. E pure il sudombelico crolla. State su.
20/2 - 20/3

DI ANTONIO CAPITANI
24/8 - 22/9

Vergine 6
Non abbandonate progetti validi, in uno sbotto di esasperazione: tutto vi porta al successo, fidatevi. Fornicazione particolareggiata.

Scorpione 6
Il capitano giallorosso è nato a Roma il 27 settembre 1976. È stato campione del mondo con la Nazionale nel 2006 I rapporti sociali sono tesi, il lavoro rompe: serviranno fermezza e metodo. Concerti suini, però, armonizzano la domenica. Meno male.

Sagittario 7
È meglio d’un punch, la Luna di oggi, perché riscalda il cuore portandovi l’apprezzamento altrui. Pure fornicatorio. Sport e viaggi OK!

Capricorno 7
Domenica placida, di shopping, successi personali e convivi golosi. L’amore è tipeidino, ma il sudombelico, as usual, è torriderrimo.

Acquario 7+
Cresce il vostro spirito d’iniziativa e rende la domenica briosa. Nel lavoro, nello sport, negli svaghi. Magie primaveril-suine vi inebriano.

Pesci 6
Ignorate le malinconie (vostre) e le cupezze degli eterni depressi. Amando tanto voi stessi: starete bene. Meglio se fornicando un tantino.

Televisioni in chiaro
RAIUNO
8.00 8.55 8.30 10.55 12.00 12.20 13.30 14.00 16.35 18.50 20.00 20.40 21.30 23.35 0.40 1.05 2.20 TG 1 F1 GP CINA TG 1 L.I.S. SANTA MESSA RECITA DEL REGINA COELI LINEA VERDE TG1 DOMENICA DOMENICA IN L' EREDITÀ TG1 AFFARI TUOI UNA GRANDE FAMIGLIA Fiction SPECIALE TG1 TG 1 - NOTTE APPLAUSI SETTE NOTE MUSICA E MUSICHE

Gazzetta.it
RAITRE
7.40 10.55 12.25 12.55 13.25 14.00 14.30 15.05 17.05 19.00 20.00 20.10 21.30 23.30 23.40 23.45 0.30 1.05 TELEFILM TGR - TG 3 TELECAMERE RAI EDUCATIONAL IL CAPITALE TG R - TG 3 IN 1/2 H CICLISMO AMSTEL GOLD RACE TELEFILM TG 3 - TGR BLOB CHE TEMPO CHE FA REPORT Attualità TG3 TG REGIONE BLACK BLOCK TG3 METEO 3

RAIDUE
7.00 7.25 10.30 10.50 11.30 13.00 17.05 18.00 19.30 20.30 21.00 22.35 1.00 1.20 1.50 CARTOON MAGIC CARTONI ANIMATI A COME AVVENTURA GP POLE POSITION MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA TG 2 TG2 L.I.S. RAI SPORT GP POLE SINTESI TG 2 - 20.30 N.C.I.S. Telefilm LA DOMENICA SPORTIVA TG 2 PROTESTANTESIMO METEO 2

CANALE 5
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ITALIA 1
7.00 8.15 10.00 11.50 12.25 13.00 14.00 14.00 16.00 18.30 19.00 19.40 21.30 23.05 FANTAGHIRÒ 5 CARTONI ANIMATI CI PENSA BEAVER GRAND PRIX STUDIO APERTO GUIDA AL CAMPIONATO CAMERA CAFÈ AMERICA'S CUP CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO BAU BOYS I SIMPSON - IL FILM DRAGONBALL EVOLUTION Film DRAGON BALL Z LA SFIDA DEI GUERRIERI INVINCIBILI CONTROCAMPO

RETE 4
TI RACCONTO UN... SLOW TOUR MAGNIFICA ITALIA S. MESSA PIANETA MARE TG4 - TELEGIORNALE MELAVERDE PIANETA MARE SLOW TOUR AIRPORT 75 COLOMBO TG4 - TELEGIORNALE TEMPESTA D'AMORE JOHNNY STECCHINO Film 23.55 L'ITALIA CHE FUNZIONA 0.10 I BELLISSIMI DI R4 0.15 BELLIFRESCHI 2.05 TG4 NIGHT NEWS 8.35 8.55 9.30 10.00 11.00 11.30 12.00 13.20 14.00 15.05 17.20 18.55 19.35 21.30

LA 7
7.00 7.30 10.00 11.45 13.30 14.05 16.20 17.55 18.00 20.00 20.30 21.30 23.45 23.50 23.55 OMNIBUS TG LA7 TI CI PORTO IO UN POSTO DOVE VIVERE TG LA7 MR. JONES THE DISTRICT MOVIE FLASH L’ISPETTORE BARNABY TG LA7 IN ONDA IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI TG LA 7 TG LA7 SPORT I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN

LO SPECIALE Il calcio estero: ecco tutti i tornei e i gol più belli
Il calcio prosegue oggi nel mondo e sul nostro sito, nella sezione ET - CALCIO con le notizie, i risultati e i video sui tornei esteri

IL VIDEO Paolo Maldini: «Juve e Milan hanno pari possibilità»

0.20

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre
IN DIRETTA
CALCIO
12.00 ESPANYOL - VALENCIA
Liga Sky Sport 1 e Sky SuperCalcio

PREMIUM
15.35 CORALINE E LA PORTA MAGICA PREMIUM CINEMA 17.25 C'È CHI DICE NO PREMIUM CINEMA 19.15 PUSH PREMIUM CINEMA 21.15 MASCHI CONTRO FEMMINE PREMIUM CINEMA 23.15 MICHAEL CLAYTON JOI 23.15 FEMMINE CONTRO MASCHI PREMIUM CINEMA 1.00 PER GRAZIA RICEVUTA PREMIUM CINEMA 03.05 NELL'ANNO DEL SIGNORE PREMIUM CINEMA

21.30 RAYO VALLECANO ATLETICO MADRID
Liga Sky Sport 1, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 2

13.00 PROTOTIPI
Da Imola Nuvolari e Lcn

BASKET
12.30 BARCELLONA LAGUN ARO
Liga ACB Sportitalia 2

CANOTTAGGIO
8.30 MEMORIAL D'ALOJA
Rai Sport 1

TENNIS
13.00 WTA BARCELLONA
SuperTennis

14.00 FIA WTCC
Quinto turno Da Marrakech, Marocco Eurosport

16.30 ATP CASABLANCA

CICLISMO
14.00 AMSTEL GOLD RACE
Da Valkenburg, Olanda Rai Sport 2

SuperTennis

1.10

TIGRE - BOCA JUNIORS
Campionato argentino Sportitalia 2

18.00 REAL MADRID LUCENTUM
Liga ACB Sportitalia 2

21.00 ATP HOUSTON
SuperTennis

15.30 BORUSSIA MOENCHENGLADBACH COLONIA
Bundesliga Sky Sport 3, Sky Calcio 9 Eurosport 2 HD

15.15 AUTO GP
Gara 2 Da Marrakech, Marocco Eurosport 2

ATLETICA
8.30 9.30 MARATONA DI PARIGI
Eurosport

15.00 AMSTEL GOLD RACE
Da Valkenburg, Olanda Rai 3 e Eurosport

17.00 MANCHESTER UNITED ASTON VILLA
Premier League Sky Sport 1, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 8

MILANO CITY MARATHON
Sportitalia 2

15.40 TURISMO ENDURANCE
Gara 2. Da Imola Nuvolari e Lcn

13.30 LIETUVOS VILNIUS SPARTAK SAN PIETROBURGO
Eurocup. Finale Terzo posto Eurosport 2

VELA
14.00 AMERICA'S CUP
World Series Italia 1

L’ex campione rossonero Paolo Maldini (nella foto): «Per lo scudetto Juve e Milan hanno il 50 per cento di possibilità...».

GINNASTICA RITMICA
17.05 COPPA DEL MONDO
Da Pesaro. Rai Sport 2

IL BLOG Mercato sotto rete: tutte le news Vissotto in Russia?
Nel blog sulla pallavolo, «dal 15 al 25», tutte le notizie di mercato. Ma il brasiliano Vissotto finirà in Russia?

17.00 FIA WTCC

16.15 KHIMKI VALENCIA
Eurocup Finale Eurosport 2

VOLLEY
16.25 ANDREOLI LATINA ITAS DIATEC TRENTINO
Semifinali scudetto maschile. Gara 2 Rai Sport 1

AUTOMOBILISMO
8.55 9.40 F1 GP CINA
Gara Da Shanghai, Cina. Rai 1

17.30 FRIBURGO HOFFENHEIM
Bundesliga. Eurosport 2 HD

Sesto turno Da Marrakech, Marocco Eurosport

HOCKEY GHIACCIO
21:00 PHILADELPHIA FLYERS PITTSBURGH PENGUINS
NHL Playoff ESPN America

22.15 TOYOTA GRAND PRIX
Da Long Beach, Usa Sky Sport 2

TURISMO ENDURANCE
Gara 1 Da Imola Nuvolari e Lcn

19.00 TOTTENHAM - CHELSEA
FA Cup Sky Sport 1, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 8

20.25 EA7 EMPORIO ARMANI MILANO BENNET CANTÙ
Serie A maschile Rai Sport 1

BASEBALL
2.00 NEW YORK YANKEES LOS ANGELES ANGELS
MLB Sky Sport 2 e ESPN America

SOLLEVAMENTO PESI
12.00 EUROPEI
75 Kg femminile Da Antalya, Turchia Eurosport

11.00 FIA WTCC
Warm-Up Da Marrakech, Marocco Eurosport 2

21.00 AUXERRE - PARIS SAINT GERMAIN
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NBA Sportitalia 2

20.25 YAMAMAY BUSTO ARSIZIO MC-CARNAGHI VILLA CORTESE
Finale scudetto femminile. Gara 5 Rai Sport 2

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GazzaMeteo
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Oggi
Al mattino molte nubi al Nord, Sardegna e sul basso Tirreno con piogge e rovesci diffusi, meglio altrove. Peggiora al pomeriggio anche al Centro e resto del Sud con rovesci sparsi e schiarite; temporali forti su Ovest Campania. Trieste
Venezia
11 14 11 13

Domani
Molto nuvoloso o coperto sulle aree centro-meridionali con rovesci e temporali diffusi; nubi anche al Nord e Sardegna ma con rovesci più deboli e anche schiarite sull’isola. Locali nevicate sui rilievi tra 1300 e 1700 m.

Dopodomani
Un vortice instabile insiste sulle regioni meridionali con piogge e temporali diffusi e piogge anche tra Lazio, Abruzzo e Molise. Rovesci sparsi riguardano le isole e i rilievi del Nordest, tempo stabile e più asciutto altrove.

Trento Aosta
6 10 9 13

Legenda CIELO
Sole Nuvolo Rovesci Coperto Pioggia Temporali Neve Nebbia

BOLOGNA

Milano
9 13

VENTI
Deboli Moderati Forti Molto forti

CAGLIARI CAMPOBASSO CATANIA FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA REGGIO CALABRIA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA

Torino
8 12

Bologna Genova
11 14 10 14

Ancona

Firenze
10 14

Perugia
8 14

11 14

L’Aquila
6 12

MARI
Calmi Mossi Agitati

ROMA
10 17

Campobasso
5 14

Bari Potenza
4 12 10 19

Napoli
11 16

Cagliari
12 16

Catanzaro
10 16

Il sole oggi MILANO
Sorge Tramonta

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Palermo
12 20 13 17

Reggio Calabria
8 19

Il sole domani MILANO
Sorge Tramonta

La luna ROMA
Sorge Tramonta Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

Catania

6:36

20:09

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19:52

21 apr.

28 apr.

6 mag.

13 mag.

DOMENICA 15 APRILE 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

39

TERZO TEMPO
GazzaFocus

La storia di un uomo passato dalla gloria al carcere, dalla droga al fallimento
CAMEO AL CINEMA

BOXE A VICENZA PER I TITOLI UE E IBF

«Questa è la mia vita» Il monologo di Tyson
L’esordio teatrale dell’ex re dei massimi a Las Vegas: «Sono qui per raccontarvi il mio viaggio, i miei errori e il mio dolore»
DAL NOSTRO INVIATO

4

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol LAS VEGAS (Usa)

Mike Tyson sta sotto la luce di un riflettore incandescente che lo insegue ovunque sul palcoscenico. Si muove ancora da pugile, l’unica arte che ha studiato a fondo, ma il ring ormai è un ricordo lontano. Rompe il ghiaccio con una frase retorica: «Ma che diavolo ci faccio qui davanti a voi, miei amati spettatori?». È l’inizio del suo lungo monologo, che doveva durare meno di novanta minuti e invece finirà dopo oltre due ore. Fissa un punto imprecisato nella sala buia dell’Hollywood, una delle arene dell’Mgm Grand dove quattordici anni prima si era preso a morsi come souvenir un pezzo d’orecchio di Holyfield, e declama: «Sono qui per raccontarvi la mia storia, il mio viaggio, i miei errori e il mio dolore». Sarà una full immersion nella sua vita, ma non come nel documentario del 2008 («Tyson») solo pieno di angosce e tormenti. Il teatro di Mike Tyson è anche cabaret: Randy Johnson gli ha scritto un copione su misura infarcito di aneddoti, tutti veri, che devono far ridere.
Musica Una cantante dalla ta-

MGM GRAND
Sala Hollywood, il teatro di Las Vegas dove Mike Tyson, 45 anni, ha esordito con il suo monologo. Sopra la locandina.

L’idea Dopo i due cameo di successo nei due film «Una notte da leoni», Tyson ha pensato al monologo «Mike Tyson: undisputed truth, live on stage» dopo aver assistito allo show teatrale di Chazz Palminteri «A Bronx Tale». Il documentario «Tyson» del 2008 gli aveva confermato il grande interesse del pubblico sulla sua vita.

Simona Galassi, 39, a dx e Renata Szebeledi, 21 BOZZANI

Colpo Di Rocco La Galassi resta mondiale
DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI VICENZA

S
La sua vita Dal 2009 è sposato con Lakiha (Kiki) Spicer, 35 anni, con la quale ha avuto tre figli. Kiki, che ha scontato sei mesi di prigione per truffa, ha studiato moda a New York e a Firenze. Suo padre è in carcere, anche lui per truffa aggravata, dopo aver fatto sei anni in gioventù per omicidio. Per truffa era finita dentro anche sua madre.

Una conclusione fulminea, repentina, di gran classe: un gancio destro ad aprirsi la strada, poi con l’avversario alle corde e punito da pesanti serie a due mani, un altro terribile destro a distanza ravvicinata subito doppiato con il sinistro che ha spento la luce a Giuseppe Lauri dopo un minuto e 19" dall’inizio del match.
Nuova strada Così uno sfavillante Michele Di Rocco torna in possesso della vacante cintura Ue dei superleggeri, dimostrando che a trent’anni ancora da compiere con l’applicazione, l’allenamento e la convinzione, il superbo talento pugilistico che lo ha sempre accompagnato può aprire una nuova, trionfale fase di carriera. Certo, nei colpi del nuovo titolare c’era anche la rabbia per quell’unica sconfitta proprio contro Lauri nel 2007, ma soprattutto la convinzione di una nuova vita: «Ho lavorato duro, anche sulla potenza: sono un tecnico, però se capita mi piace chiudere così. E non voglio parlare del passato, ma del futuro: ora voglio l’Europeo o il Mondiale». Anche il varesino sconfitto ne riconosce i meriti: «E’ stato bravo, mi ha messo un gran colpo a freddo». Quanta fatica Simona Galassi, la regina di Roma-

Si muove ancora da pugile, canta stonato e il pubblico ride. Anche dei drammi

ta a realizzare i suoi sogni. E io non credo di averle mai detto che le volevo bene». Accenna a suo padre Curly Kirkpatrick: «Faceva il magnaccia, vestiva all’ultima moda e ne andavo fiero. Poi tanti anni dopo, sul mio certificato di nascita vedo il nome di Purcell Tyson. Ancora oggi non sono certo di chi fosse mio padre». Scoppia la prima risata. Ride anche Mike, forse stupito che certe tristezze assomiglino tanto alle battute di un comico.
Ansia In meno di mezzora ha messo k.o. l’ansia del debutto: passeggia su e giù e parla svelto come fosse in un salotto di amici o sdraiato sul lettino dell’analista. Impreca e dice volgarità, improvvisa passi di danza, canticchia stonato: è nato un nuovo showman o forse è solo l’ultimo disperato tentativo per dare un senso alla sua vita. Un paio di anni fa disse: «Quando mi guardo nello specchio vedo un uomo a pezzi che sta cercando di rimettersi in piedi». Finanziariamente successe nel 2003, quando dopo aver fatturato 300 milioni di dollari rimase con soli 7 mila sul conto. Umanamente nel 2009, quando morì sua figlia Exodus di quattro anni per un incidente domestico. Ora è lì che scherza sulle vicende che finirono sulle prime pagine di tutti i tabloid. Mette in onda la celebre intervista a Barbara Walters dell’ex moglie Robin Givens, quando dichiarò che Mike la picchiava, mentre Tyson lì accanto osser-

vava imbambolato. Sghignazza divertito: «Grazie a questo mio spettacolo, Robin proverà per l’ennesima volta a rilanciare la sua carriera. Ma lo sapevate che anche dopo il divorzio continuavamo a fare sesso? Finì quando venne a casa con Brad Pitt. Dovevate vederlo Brad, completamente ubriaco e impaurito. Balbettò: "Ciao, amico"». Ancora, risate.
Lo stupro Nega di aver mai stu-

glia forte interviene con musica struggente, un’orchestrina e un pianista gli fanno da sottofondo, immagini inedite scorrono su due schermi paralleli. E poi c’è lui, Iron Mike, molto più magro, infilato in un sobrio abito grigio di sartoria, da solo davanti a 740 persone (tutto esaurito) che devono emettere un verdetto sulla sua nuova folle impresa. Tutti lì dentro attirati dal nome e dalla sua fama. Come le tre ragazze di Boston che hanno sborsato oltre cento dollari per semplice curiosità: «È così famoso, non potevamo perdercelo». Poi, però, sbadiglieranno mentre Mike, come un personaggio shakespeariano, svuoterà la sua anima. Con quella lisca che nessuna scuola di dizione potrà mai togliergli, racconta di sua madre Lorna Mae: «Era alcolizzata e io ho ereditato quella dipendenza. Era finita sulla strada ed è morta di cuore senza essere riusci-

prato la ragazza per cui scontò tre anni: «Speravo nel trionfo della giustizia». Spara su Don King che lo ha continuamente imbrogliato: «Oggi è solo un vecchio patetico». Ammette i problemi con la droga e l’alcol al punto di mettersi al volante anche fuori controllo: «Pensate, mi fermò la polizia di Los Angeles e quando capirono chi ero mi scortarono al droga-party dove ero stato invitato: "Fate in modo che il signor Tyson vada a casa sano e salvo", dissero i poliziotti». Fa eco alle risate della platea, ma quella era la sua vita «mica la mer... di un reality show». Ora è fuori tempo massimo: ringrazia e se ne va. Scorrono le foto di famiglia: è il Tyson nuovo, padre felice con i suoi figli. Così, torna per l’ultima battuta: «Le mie ferite non si sono rimarginate, forse non sono guarito, ma questo è ciò che vorrei essere: un buon marito e un buon papà». Tutti in piedi ad applaudire: Mike Tyson non è più un personaggio in cerca d’autore.
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gna, conserva il trono iridato dei supermosca Ibf, però approda alla meta attraverso una serata complicata, dove il talento e la scherma scintillante che da sempre la accompagnano si vedono solo a sprazzi. Insomma, non è una Galassi in versione di lusso, anche per merito della Szebeledi, che si presenta con la musica di «Barbie Girl» ma sul ring non è certo una bambolina accondiscendente e timorosa. L’ungherese, cui Simona concede addirittura 19 anni (39 a 20), parte subito all’attacco e non cede di un passo con quella sua boxe certo un po’ arruffona eppure efficace con il sinistro. Certo, sul piano stilistico c’è un abisso, tuttavia la campionessa di Forlì funziona solo a sprazzi. A metà incontro, la sfidante è ancora incredibilmente (e meritatamente) in corsa ed è qui che Simona, se non con la tecnica, risponde con l’orgoglio, accelerando quando basta negli ultimi tre round.
Donne, Mondiale supermosca Ibf: Galassi (campionessa, 17-1-1, kg 52.150) b. Szebeledi (Ung, 15-9, 52) p. 10 ( De Ruvo 96-94, Jankowiak (Pol) 96-94, Wiemann (Ger) 96-94). Superleggeri, campionato Ue vacante: Di Rocco (33-1-1, 63.500) b. G. Lauri (53-10, 63.500) ko 1’19" 1˚ t. Superpiuma: Boschiero (30-1-1) b. Kiss (Ung, 8-3) kot 4; massimi: Leo (7) b. Balogh (Ung, 3-23-4) p. 6.
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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

OFFICIAL OUTFITTER
Squadra Olimpica Italiana

Luca Dotto per EA7

thesenseofbeing.com

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con 6 Rafa Nadal, s, 7 arro Roland G di fila e Montecarlo sul il dominio rubato a «rosso» ha di n. 1 tolo Borg il ti lla di sempre su terra

«Sono tutti e tre allo stesso livello. Nole in questo momento è un gradino superiore, lo ha dimostrato nel 2011 e anche nel 2012 coi titoli che s’è messo in tasca. Ma Federer è sempre Federer, e lo ha appena dimostrato a Indian Wells».
Chi sono gli outsider: Tsonga, Berdych, Monfils, Gasquet, Raonic o Dolgopolov?

«Hanno tutti qualcosa di speciale e il tennis per battere chiunque. Ci metterei anche Ferrer e Tipsarevic: in particolare, il mio amico David è una macchina con un gran tennis».
Tornando a Montecarlo, com’è il suo regno?

VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci

«Sono arrivato a Montecarlo con poco allenamento, però, per fortuna, senza dolore al ginocchio sinistro. L’infortunio non era come i precedenti. Sono pronto».
Lei ha vinto gli ultimi 7 anni Montecarlo: che significa?

identiKit & CARRIERA

Re Nadal VII, come sta, dopo lo stop per le ginocchia?

v

«E’ un posto speciale che mi è sempre piaciuto e mi fa sempre piacere tornarci. Da maiorchino, mi affascina in particolare il mar Mediterraneo, e questo per me è un altro plus. L’hotel dove stiamo, il Montecarlo Bay, ci rende tutto molto comodo: ho anche la stanza con vista mare e questo non penso sia possibile in un altro torneo. Dopo l’allenamento, vado spesso a piedi al porto e guardo le barche più grandi attraccate. Ci salgo anche: un giorno vorrei averne una».
Quali sono i posti speciali di Rafa a Montecarlo?

«Ne sono molto orgoglioso, è un risultato che credo sia difficile da raggiungere. Significa stare al massimo livello contro i migliori per 7 anni di fila in un torneo così importante, ricco di tradizione e difficile perché è il primo della stagione sulla terra contro i più forti».
Qual è stata l’edizione o la finale più difficile?

«Spesso a cena col mio team ed altri giocatori andiamo da Zelos dove Gigi ci tratta molto bene e possiamo anche guardare partite di calcio. A Maya Bay mangiamo sushi, al Beef Bar la carne, e alla Saliera la pasta. Vado anche al Casinò, un posto spettacolare».
Che amici frequenta?

«Non è tanto questione di finali, quanto di tutte le partite che devi vincere per arrivarci, in finale. Ricordo soprattutto quella contro Djokovic del 2009: fu molto dura, chiunque dei due poteva vincere. E quella contro Roger (Federer) del 2008: nel primo set mi ha nettamente battuto ma ho saputo riprendermi e sono riuscito a vincere. Tutte hanno avuto la loro storia e sono stati momenti felici della carriera».
Quale rimarrà indimenticabile nei suoi ricordi?

«Il mio primo amico lì è Benito Perez-Barbadillo, che si occupa dei rapporti con i media e ci vive. E’ la mia guida: i suoi amici sono i miei, al torneo».
Conosce i reali?

per alcuni mesi dopo, molto importanti. Così è stato nel 2008 e anche nel 2009, così spero che sia quest’anno».
Come ha fatto zio Toni a farla innamorare di Montecarlo?

Che cosa ricorda del successo con Albert Costa del 2003?

«La prima ha sempre un posto speciale, ma ognuna ha un ricordo diverso rispetto agli altri miei trofei. Tenendo conto che mi è anche successo di venire da quasi 10 mesi senza titoli e vincere Montecarlo è stato come ritrovare la scia della vittoria che poi si è mantenuta

«Mi ha insegnato a desiderarlo e a rispettarlo, parlandomene come uno dei tornei più importanti dell’anno per la storia e la tradizione dei suoi vincitori. Questo mi ha sempre motivato a tornarci contento: non è un test, rappresenta la terra, la tradizione, la bellezza. In un circolo molto speciale».

«Il mio primo Montecarlo, lui era il campione del Roland Garros... Ricordo che era tardi e faceva freddo, fu una delle grandi vittorie dei miei inizi di carriera. Assai speciale»
Potendo scegliere che vorrebbe vincere quest’anno?

«

Club e ricordi: qui è speciale. Più dei Giochi, vorrei vincere un altro Slam...

«Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere il principe Alberto e i suoi familiari. E da subito mi ha colpito per naturalezza e amabilità, parla anche abbastanza bene lo spagnolo. L’anno scorso sono stato anche ricevuto a Palazzo, grazie a Madame de Massy che è pure presidente del torneo e con la quale ho un bel rapporto».
Il Country Club è il più bel circolo del mondo?

«Difficile scegliere... Le vittorie alla fine sono quelle che contano, perciò meglio giocare le finali degli Slam che essere n. 1 del mondo. E, anche se l’oro olimpico è una delle cose più difficili perché è un torneo

IL «RE» E IL PRINCIPE RAFA E ALBERTO DI MONACO

«Giocare sul centrale col mare davanti non è paragonabile. Come club, il n. 1 è Wimbledon, come posto. Montecarlo. Mi fermo spesso sulla terrazza del Country Club e guardo il paesaggio: il Beach hotel, il mare che si infrange sulla riva... . Non ho parole per definirlo».
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numeri& STATISTICHE

SPECIALE TENNIS OGGI AL VIA MONTECARLO 2012

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al adnni a

che si gioca solo ogni quattro anni, vincere un altro Slam vale di più, nel tennis».
Chi considera più pericoloso: Djokovic, Federer o Murray?

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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 15 APRILE 2012

SPECIALE MONTECARLO
IlCommento
di GIANNI VALENTI

I NUMERI

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UN TORNEO ANCHE ITALIANO
Non ce ne vogliano i sudditi del Principe o gli amici francesi. Ma il torneo di Montecarlo lo sentiamo anche un po’ nostro. Le migliaia di appassionati italiani che durante la settimana varcano da sempre i cancelli del Country club ne sono la conferma più evidente. C’è una fame di tennis crescente nel nostro Paese e l’onda lunga di questo nuovo interesse la misureremo in maggio, a Roma. Togliamoci subito dalla testa l’idea che questo Master 1000 viva di solo glamour e lustrini. Il posizionamento nel calendario internazionale ne fa un passaggio importante per tutti i big del circuito. Montecarlo è, infatti, il primo grande torneo sulla terra rossa dopo l’abbuffata di cemento americano. Fa da trampolino di lancio verso gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros, serve per cominciare a capire quali gerarchie ci dovremo aspettare durante questa stagione così diversa dalle altre perché regalerà due Wimbledon, il secondo quello Olimpico. Da qui, nasce l’unica vera defezione, quella di Roger Federer che ha preferito riposare adesso per non pagare dazio più avanti. Il tema sulla carta è presto detto: il padrone di casa e numero uno del mondo Djokovic (vive nel Principato) lanciato dalla fresca vittoria di Miami cercherà di togliere lo scettro a Nadal, vero padrone del torneo, dominato nelle ultime sette edizioni. A far da guastafeste Murray, Ferrer e Tsonga. C’è da augurarsi, infine, qualche segnale positivo dalla pattuglia azzurra: Volandri, Starace, Seppi e Fognini. Il tifo, almeno quello, non mancherà.

I giocatori che nello stesso anno si sono imposti nei tre maggiori tornei sul rosso (Montecarlo, Roma e Parigi): Nastase nel 1973, Muster (Aut) nel 1995 e Nadal nel 2005-06-07-10.

I protagonisti 3
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RICCARDO CRIVELLI

Djokovic, profumo di casa «Per inseguire lo Slam»
Nole abita nel Principato, l’anno scorso ha rinunciato, ma ha battuto due volte Rafa sulla terra e punta a Parigi... Attenti a Murray e Ferrer
IN ORBITA CHI PUO’ ENTRARE IN COLLISIONE CON RAFA

I tornei vinti da Djokovic (su 30 totali in carriera) sulla terra rossa: il primo a Amersfoort nel 2006, l’ultimo a Roma l’anno scorso.

Le vittorie spagnole a Montecarlo, con 5 giocatori, Gimeno, Santana Orantes, Bruguera, Moya, Ferrero e Nadal.

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In fondo, giocano entrambi in casa. Nadal, perché a Montecarlo non perde mai e quelli dei Country Club sono i suoi campi preferiti; Djokovic, perché nel Principato ci abita per davvero e vorrebbe finalmente ricambiare l’ospitalità alzando il trofeo davanti a Sua Altezza Alberto.
Che antipasto Nole provò a spezzare il dominio monegasco di Rafa nel 2009, ma venne sconfitto in tre set in finale. Altri tempi, quando sembrava che lo spagnolo sulla terra fosse inavvicinabile per chiunque. E’ vero, resta il più forte giocatore di sempre sul rosso, ma l’anno scorso il serbo lo batté a Madrid e Roma. Due successi che hanno dato al numero uno «la convinzione di poter conquistare lo Slam, anche se Parigi rimane per me l’appuntamento più difficile». Il Roland Garros, appunto: è lì, intrusi permettendo, che ci sarà il redde rationem, con il definitivo passaggio di consegne anche sulla terra, oppure la sempiterna conferma del guerriero maiorchino. Intanto, Montecarlo e poi il Foro Italico rappresenteranno uno sfizioso antipasto per verificare la condizione e l’adattamento alla superficie dei due più forti al mondo. Gli incomodi Una finale tra Djo-

I francesi vittoriosi a Monte Carlo negli ultimi 40 anni. L'ultimo transalpino a trionfare è stato Cedric Pioline nel 2000, battendo 6-4 7-6 7-6 Dominik Hrbaty.

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D’ARCO

LA GUIDA SI PARTE ALLE 10.30

Oggi subito in campo Bolelli e Giannessi
Il torneo di Montecarlo numero 106, terzo Masters 1000 stagionale, primo sulla terra rossa, ha un montepremi di 2.427.975 euro (460.260 al vincitore, 8.535 a chi entra nel tabellone a 56. Oggi (pioggia permettendo), si parte alle 10.30, con BOLELLI-Bubka (Ucr) sul centrale, quindi, non prima delle 12, gli unici incontri di tabellone principale, Ljubicic, al torneo dell’addio, nel derby croato con Dodig, e le due wild card di casa, Lisnard, contro Troicki (Ser), e Balleret, contro Simon (Fra). Sugli altri campi le qualificazioni che promuovono 6 giocatori, sul 9, secondo match, l’altro italiano in gara, Giannessi, con Stakhovsky.

kovic e Nadal, oltre a far impazzire i tifosi, regalerebbe quarti di regalità a un torneo per solito già nobilissimo. Ma un epilogo diverso, ancorché sorprendente, è davvero possibile? Andy Murray, il quarto incomodo tra Nole, Rafa e Federer (qui assente), non ha mai vinto un torneo sulla terra, però l’anno scorso per due set giocò alla pari del vincitore e adesso può anche appoggiarsi ai consigli di coach Ivan Lendl, che fu (pure) un mago della terra rossa e al

Country Club ha il nome inciso due volte sull’albo d’oro in pietra dei vincitori. Ma se si vuole individuare l’eversore tecnico più pericoloso, bisogna indirizzare lo sguardo, più che sul talentuoso eppur scostante britannico, sul robottino Ferrer. Lo spagnolo numero 6 del mondo, il re dell’understatement, non è mai inserito nei pronostici, ma è quel tipo di giocatore che non perdona i (pochi) più forti di lui se non sono in giornata. E poi l’anno scorso si è issato fino alla finale, dove ha perso il derby con Nadal senza essere dominato.
Gli outsider Un altro spagnolo, Nicolas Almagro, ormai stabilmente a cavallo dei primi dieci,

ha le caratteristiche tecniche e la corsa per approfittare di eventuali sbandamenti dei favoriti, anche alla luce di uno strabiliante curriculum terraiolo, visto che sul rosso ha vinto tutti i suoi 11 tornei. Tra le eventuali sorprese, è giusto inserire cavallo pazzo Berdych, e non solo perché su questi campi si allena spesso, avendo pure lui la cittadinanza nel Principato: il ceco, quando si sveglia con la luna giusta, è un bombardiere temibilissimo. E poi c’è Tsonga, che non ama particolarmente la terra ma ha la giusta presunzione e la mano raffinata per diventare un outsider di lusso. Chissà cosa porterà la brezza dal mare.
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TANTE STORIE QUANTI PROTAGONISTI NELLA GARA CHE SI DISPUTA DAL 1897

Da Pietrangeli a Nastase, le vittorie della dolce vita
Nicola e Ilie eroi dentro e fuori campo, per gli Usa è sempre stato un torneo tabù
RINO TOMMASI

adattare facilmente al tennis qualsiasi impianto coperto incidendo in modo importante nel calendario senza peraltro togliere al torneo del Principato la caratteristica di «vernissage» di un tennis d’altri tempi che l’appassionato riscopre ogni anno con piacere pari alla nostalgia.
Dolce vita La semplice lettura dell’albo d’oro, almeno fino a quando Rafael Nadal non lo ha trasformato in un suo esclusivo possedimento, ci ricorda campioni di un tennis diverso. Vi troviamo infatti con un po’ di orgoglio per tre volte il nome di Nicola Pietrangeli (vincitore nel 1961 ed ancora nel

S
Budge Patty, statunitense, vincitore di due Slam nel 1950 (Parigi e Wimbledon), disputa tre finali a Montecarlo (1947, 1955 e 1959) ma le perde tutte

S
Nicola Pietrangeli ha un feeling particolare con il torneo e con Montecarlo: sulla terra del Country Club vanta tre successi, nel’61, ’67 e ’68

S
Ilie Nastase, romeno, grande protagonista del tennis mondiale negli anni ’70 e amante della dolce vita monegasca, vince il torneo tre volte consecutive dal ’71 al ’73

S
Jimmy Connors n. 1 mondiale per 6 anni (’73-’79), non può mettere Montecarlo tra i 109 tornei vinti: nella finale ’81 è stoppato dalla pioggia

1967-68) che in quell’angolo di Paradiso poteva mescolare il suo talento tennistico con uno stile di vita che lui ha splendidamente rappresentato nella fase di passaggio dal dilettantismo al professionismo. Anche Ilie Nastase, non a caso anche lui tre volte vincitore (1971-73) si inserisce perfettamente in questa galleria di campioni che oggi appaiono irriproducibili.
Snob Inevitabilmente Montecarlo ha rappresentato e fotografato il declino del tennis americano, difeso con eleganza ma con poca fortuna da un campione come Budge Patty che nel Principato è stato tre volte finalista (1947, 1955 e

Se c’è un torneo che, meglio di ogni altro può rappresentare le trasformazioni che si sono verificate nel mondo del tennis, è quello che a Montecarlo, nel club più bello del mondo, ancor oggi apre la stagione all’aperto. La tecnologia ha consentito di

1959) ma non è mai riuscito a vincere. Come non ci sono riusciti Sampras, Agassi e Connors che però non hanno mai considerato Montecarlo una priorità nel loro calendario. Infatti vi hanno giocato e vinto poco anche se Connors nel 1981 è stato fermato dalla pioggia sul 5 pari del terzo set in una finale contro Guillermo Vilas. Oggi la situazione è completamente cambiata. Roger Federer non ha più voglia di concedere a Nadal il vantaggio del fattore campo. A minacciare la striscia dello spagnolo (sette vittorie consecutive dal 2005) ci penseranno Djokovic e Murray.
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GLI AZZURRI L’ULTIMA SEMIFINALE E’ DI GAUDENZI NEL 1995

Seppi Fognini Starace Volandri La terra giusta degli italiani?
LUCA MARIANANTONI

Fabio Fognini, 24 anni, ha raggiunto gli ottavi di finale nel 2009 REUTERS

Dopo Roma è Montecarlo il torneo Masters 1000 ad aver regalato agli italiani le soddisfazioni più grandi: sulle magiche terrazze del Country Club gli azzurri hanno ottenuto 5 vittorie e 6 finali. La prima affermazione è del 1922 e porta la firma del conte Giovanni Balbi di Robecco, il primo in

Italia a sperimentare il servizio in kick o come veniva chiamato allora, servizio all’americana.
Vincitori Giovannino Palmieri,

ex raccattapalle del Parioli, sbanca Roma nel 1934 e Montecarlo nel 1935 prima del salto tra i professionisti. L’istriano Gianni Cucelli sfiora il successo nel 1948 e nel 1949, poi arriva l’epopea di Nicola Pie-

trangeli, tutt’uno con il Country Club come con la famiglia Grimaldi. Nick vince tre volte, contro Darmon nel 1961, contro Mulligan nel 1967 e contro Metreveli nel 1968. L’ultima presenza italiana in finale è di Corrado Barazzutti, spolverato nel 1977 da Sua Maestà Bjorn Borg.
Speranze Da allora il percorso

semifinale (Barazzutti 1978 e 1983, Panatta 1981 e Gaudenzi 1995) e 4 volte nei quarti. All’edizione che sta per iniziare ci saranno Andreas Seppi, Fabio Fognini, Filippo Volandri e Potito Starace. L’altoatesino ha giocato sei volte perdendo sempre al 2˚ turno (due da Federer), il ligure ha vissuto il primo grande exploit nel 2009 infilando dalle qualificazioni Massu, Darcis, Berdych e Cilic prima di arrestarsi negli ottavi a Murray, infine il toscano sogna le imprese del 2003 e 2005 quando macinò campioni come Canas, Puerta, Stepanek e Nalbandian.
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italiano si è fermato 4 volte in

I PARTECIPANTI AL COUNTRY CLUB ANCHE 6 PROMOSSI DALLE QUALIFICAZIONI E 4 WILD CARD

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