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GIORNALE DI BRESCIA DOMENICA 15 APRILE 2012

LA CITT

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Storia&Storie

IN BREVE
10 APRILE 1912: PARTENZA DA SOUTHAMPTON

Il bresciano che si salv dal naufragio del Titanic


Cesare Bonizzoli sbarc a New York. I parenti seppero che era sopravvissuto solo nel 1953, alla sua morte

alivano al cielo le grida pi atroci mai udite da uomo mortale, se non da chi sopravvisse a quella terribile tragedia. I gemiti e i lamenti dei feriti, le urla di chi era in preda al terrore e lo spaventoso boccheggiare di chi annegava, nessuno di noi lo dimenticher pi fino al giorno della sua morte. Ad ascoltare quei suoni spaventosi nella notte fra il 14 ed il 15 aprile del 1912, insieme al colonnello Archibald Gracie, autore del passo riportato, ed ad altre 700 persone terrorizzate, cera anche Cesare Bonizzoli. Aveva ventanni, veniva da Brescia e sognava lAmerica a bordo del Titanic. Era salito anche lui a Southampton quattro giorni prima, si era imbarcato su quel gioiello praticamente inaffondabile e cento ore dopo stava rischiando di finire inghiottito dalloceano. E per la sua famiglia fu cos, perch fino al luglio del 1953 tutti furono convinti che Cesare fosse morto in quel naufragio, una delle 1.517 vittime (stando al rapporto della Commissione dinchiesta americana, che tuttavia non pot lavorare sulla lista esatta dei passeggeri e dellequipaggio, che and perduta). Nessuna notizia, nessuna lettera, niente. Fino a quella mattina destate, quando la prova della sopravvivenza arriv da un annuncio di morte. Ne fu testimone Felice Gheda, allora poco pi che trentenne ed oggi vicino alle 92 primavere. lui, insieme al nipote Giuseppe Bonometti che di anni ne ha 72, a raccontare questa incredibile storia, ripescata senza fatica da una memoria che non perde colpi a dispetto dellet: Quella mattina venne a casa nostra un messo del Comune. Mia mamma, Angela Bonizzoli detta Elisa, cugina di Cesare,

lo fece entrare. Era venuto a dirci che cerano comunicazioni dal Consolato americano, che un nostro parente era morto negli Stati Uniti e che cera uneredit per noi. Insomma, avevamo trovato il nostro zio dAmerica. Felice Gheda ricorda come allepoca spesso sui giornali si leggesse di emigranti italiani che avevano fatto fortuna oltre Oceano e che poi lavevano trasmessa agli eredi rimasti in Italia. Bisognava informarsi bene: Lavoravo in banca, un mio collega conosceva bene linglese e chiesi il suo aiuto. Scrivemmo a New York ad un conoscente del mio collega, che si attiv. Ci fecero sapere che l le pratiche di successione avevano un costo alto e che quindi era opportuno valutare la consistenza delleredit per decidere se accettare o meno. Addirittura un amico di Cesare ci scrisse di aver speso 3.000 dollari per il funerale e ci fece capire che non avanzavano tanti soldi. Da quella corrispondenza transatlantica si venne anche a sapere che Cesare, che prima di imbarcarsi sul Titanic

perdue anni aveva girato lEuropa, lavorando fra Francia, Belgio e Inghilterra, aveva aperto alcune macellerie a New York, ricavandone un discreto benessere. Ma la decisione fu quella di rinunciare alleredit: Non eravamo sicuri delle informazioni che ci arrivavano e, soprattutto, mia mamma non voleva prevaricare i diritti dellerede pi diretta, la sorella di Cesare, Gisella, che alla fine della Prima guerra mondiale si era sposata e trasferita in Francia. Decidemmo cos di andarla a cercare: una sua amica di Brescia ci disse che abitava a Clermont-Ferrand, partimmo con la nostra Giardinetta ed andammo l. In questura apprendemmo che Gisella si era trasferita in un paese vicino. La trovammo, le raccontammo tutto, le consegnammo anche i documenti per la pratica di successione: dopo alcuni anni presero qualche soldo, poca roba. E cos le ultime tracce del naufrago del Titanic finirono nel silenzio rassicurante della campagna francese. Alessandro Carini

s Il Titanic part per il suo viaggio inaugurale dal porto inglese di Southampton il 10 aprile del 1912. Era lungo 269 metri e largo 28, aveva unastazza di 46.328 tonnellate e laltezza del ponte sulla linea di galleggiamento era di 18 metri (53 metri laltezza totale). Era un piroscafo con propulsione a vapore, la velocit massima era di 23 nodi. La sua costruzione cost 7 milioni di dollari, circa 400 milioni di dollari odierni.

La lista incompleta e le 34 vittime italiane

14-15 APRILE 1912: COLLISIONE E NAUFRAGIO NELLOCEANO

s Il naufragio del Titanic avvenne nella notte fra il 14 ed il 15 aprile, inseguito allimpatto con un iceberg, avvenuto alle 23,40 (ora della nave) del giorno 14 al largo delle coste di Terranova. Limpatto con la massa di ghiaccio alla deriva provoc lapertura di alcune falle lungo la fiancata destra del piroscafo, che affond 2 ore e 40 minuti pi tardi (alle 2,20 del 15 aprile) spezzandosi in due tronconi.

1 SETTEMBRE 1985: RITROVAMENTO DEL RELITTO

s La localizzazione del relitto, attraverso rilievi batimetrici, fu fatta pochi mesi dopo il naufragio. Il primo tentativo di raggiungere il relitto fu compiuto il 1 settembre 1985: una spedizione franco-americana localizz e fotograf il Titanic sul fondale, a 22 km di distanza dal luogo in cui sisupponeva si trovasse: esso giace a circa 486 miglia dallisola di Terranova, ad una profondit di 3.787 metri.
Giuseppe Bonometti e Felice Gheda, parenti del naufrago bresciano

uantefuronole vittime del naufragio del Titanic? Quante quelle italiane? difficile dare una risposta precisa, per un motivo di fondo: la lista ufficiale dei passeggeri e dei membri dellequipaggio di quel disgraziato primo e ultimo viaggio del transatlantico, infatti, and perduta. I dati che vengono ritenuti pi attendibili sono quelli forniti dal rapporto della Commissione dinchiesta americana. Secondo questo rapporto le vittime furono complessivamente 1.517 e 706 i superstiti. Il documento suddivide anche i morti tra passeggeri di prima classe (130, di cui 119 uomini e 11 fra donne e bambini), di seconda classe (166, cio 142 uomini e 24 fra donne e bambini) e di terza classe (536, dei quali 417 uomini e 119 fra donne e bambini). I membri dellequipaggio che persero la vita furono 685, dei quali 682 uomini e tre donne. Secondo le ricerche pi accurate (che pure pagano lo scotto della mancanza della lista ufficiale) gli italiani a bordo del Titanic, furono trentasette. Di questi solamente sette furono passeggeri, mentre gli altri furono membri dellequipaggio, per lo pi alle dipendenze di Luigi Gatti, il manager dei ristoranti a bordo del transatlantico. Di quei trentasette, solo tre si salvarono: Luigi Finoli, originario della provincia di Chieti; Emilio Ilario Giuseppe Portaluppi di Arcisate (allora provincia di Como, oggi di Varese); Argene Genovesi, nativa di Montecarlo, nel Lucchese. Argene Genovesi era lunica donna italiana sul Titanic; era a bordo insieme al marito Sebastiano Del Carlo, che mor nel disastro. Era incinta al momento del naufragio; sua figlia Maria Salvata nacque il 14 novembre 1912: lultima superstite italiana del Titanic mor il 31 ottobre 2008.