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Rai Educational Dip.

Affari Sociali Ministero Pubblica Istruzione

IO PARLO ITALIANO Corso di Italiano per Immigrati Lezione 1 Puntata 3

MATERIALE N.

scritto tipo di testo: narrativo/descrittivo lunghezza: lungo genere: racconto Vengo da unisola di Capo Verde, un Arcipelago costituito da dieci isole e otto isolotti. Una leggenda racconta che quando Dio fin di impastare il mondo, con i continenti, i monti e i mari, si ferm stropicciandosi le mani; in quel momento che caddero da quelle mani ancora sporche, una decina di briciole di terra. Caddero in mezzo al mare e divennero le Isole di capo Verde. Sono nata in una di queste isole, S. Nicolau, nella citt principale, detta Vila da Ribeira Brava, la Citt della Fiumana Impetuosa. Sono nata in casa, nel letto di mia madre, allalba del 28 ottobre 1955. I vicini erano tutti l, accanto a lei, come se sapessero gi in anticipo che sarei nata proprio in quella mattina. Appena mia madre ha sentito le doglie, le vicine sono andate di corsa a chiamare Nh Mana ghemara, lunica parteira, cio levatrice della citt, quella che ha fatto nascere tutta la mia generazione. Mi chiamo Maria de Lourdes Jesus. Il cognome, Jesus, di mia madre. Allepoca non si dava molta importanza al cognome del padre. Decideva la madre. Il nome, invece, mi stato dato da Djula, una senhora anziana e vicina di casa. Djula mi diceva sempre. Questo nome ti ha salvata. A Capo Verde tutti i bambini che nascono vengono festeggiati al settimo giorno. il giorno di Guardaabeza, che significa letteralmente Difendere la Testa. La sera del settimo giorno tutti i vicini, parenti, amici da lontano, vengono per partecipare a questo evento. Si mangia, si beve, si raccontano partida, le storielle allegre, e si ride e si canta fini a tardi. Il bambino l, sotto gli occhi di tutti, e non si sveglia in genere, come se sapesse che tutto quel baccano per lui. Con questo rito si vogliono allontanare gli spiriti maligni, le streghe, perch non prendano possesso del bambino indifeso. La credenza popolare ricorda che in alcuni casi in cui i genitori non hanno vegliato sul bambino, le streghe lo hanno portato via. Guardaabeza deve durare fini allalba. Quando non c pi pericolo, tutti felici se ne vanno a casa. Questa tradizione facilmente comprensibile in un paese come il mio, dove la mortalit dei bambini appena nati era fino a pochi anni fa molto alta. (Jesus Maria de Lourdes, Racordai, Sinnos, I Mappamondi, Roma, 1996, 14,18.)

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2 scritto tipo di testo: narrativo/descrittivo lunghezza: lungo genere: racconto


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Sona nata il 20 gennaio 1963. Era una Domenica , giorno di San Sebastiano, patrono della citt di Rio de Janeiro. Sono la primogenita. I miei genitori si chiamano Nivaldo Francisco da Sila e Maria da Paz Oliveira Sila. () La maggior parte dei miei amici mi chiamano Nivea, nome dato da un amico dinfanzia che non riusciva a pronunciare il mio nome vero che Nivalnyse Maria Oliveira Sila. Il nome Nivalnyse fu costruito dai miei genitori. In realt lunione di due nomi: Nivaldo + Anelyse (nome preferito da mia madre). In questo modo porto con me una parte di loro. () In Brasile non esiste lobbligatoriet di imporre il cognome del padre ai figli. Chi decide il cognome che avranno i figli sono i genitori al momento della certificazione. In modo generale, i discendenti degli europei (non portoghesi e non spagnoli) che vivono l, mantengono la loro tradizione, considerando soltanto il nome del padre. Ma, nella stragrande maggioranza, prevale lidea che se un figlio viene fatto da due persone dovr prendere il cognome dei due. Spesso mi capita qui in Italia, dove ora vivo, che alcuni moduli non hanno lo spazio sufficiente per poter scrivere il mio nome completo e secondo il funzionario che ho davanti a me, le cose si possono pi o meno complicare: alcuni di loro mi chiedono quale dei due cognomi sia il pi importante. Io rispondo che tutti e due sono importanti, ma spesso loro rimangono insoddisfatti della mia risposta, soprattutto, quelli che pensano che il resto del mondo sia uguale allItalia. Sarebbe brutto se tutti i paesi fossero uguali. Il Mondo non avrebbe la stessa bellezza. (Nivea Oliveira, Il colore della brace, Sinnos, I Mappamondi,1995, 68)

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scritto tipo di testo: descrittivo / narrativo lunghezza: corto genere: racconto

Gli europei mi chiamano Ribka, Rebka, Rebecca. Il realt mi chiamo (Rebq). Sono nata ad Asmara il 18 settembre 1962. Ora vivo a Roma dove studio allUniversit La Sapienza. () Mia madre si chiama Lettebrahan che significa figlia di colui che ha portato luce al mondo). Mio padre si chiama Sibhatu Bairu. Come vedete il mio cognome il nome di mio padre, perch da noi sono i nomi che diventano cognomi dei figli. Siamo dieci fratelli e sorelle e io sono la settima. La mia nascita stata annunciata alla zona con solo tre trilli; cio pi donne assieme dicono ileleleleleleleil, invece per ognuno dei miei fratelli i trilli sono stati sette. (Ribka Sibhatu, Aul.Canto poesia dallEritrea, Sinnos, 1998, I Mappamondi, 1012)

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4 scritto tipo di testo: regolativo/istruzionale lunghezza: corto genere: appunto


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Ti aspetto il giorno 4 maggio alle ore 16,00 a casa mia per il mio compleanno. Carla

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5 parlato - audio - monodirezionale non faccia a faccia tipo di testo: narrativo lunghezza: lungo genere: canzone
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"E penso a te"


di Mogol / Battisti Io lavoro e penso a te torno a casa e penso a te le telefono e intanto penso a te come stai e penso a te dove andiamo e penso a te le sorrido abbasso gli occhi e penso a te Non so con chi adesso sei non so che cosa fai ma so di certo cosa stai pensando e' troppo grande la citta' per due che come noi non sperano pero' si stan cercando Scusa e' tardi e penso a te mi accompagni e penso a te non son stato divertente e penso a te sono al buio e penso a te chiudo gli occhi e penso a te io non dormo e penso a te...

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