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* In edicola con La Stampa *

BOLAFFI

LA STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867

BOLAFFI
www.lastampa.it

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 • ANNO 146 N. 92 • 1,20

IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO

Stroncato da un infarto in Florida

Serie A, campionato riaperto

Addio a Chinaglia scomodo bomber dei due mondi
Buccheri e Ranieri ALLE PAGINE 46 E 47

Una Juve straripante travolge il Napoli (3-0) È a 2 punti dal Milan
Ansaldo, Nerozzi e Oddenino DA PAGINA 40 A PAGINA 42

Il conto finale della tassa sugli immobili può arrivare al triplo dell’Ici. Le aliquote di 9 grandi città da Torino a Palermo

REPORTAGE

Imu, la stangata dei Comuni
I sindaci vogliono far pagare il massimo. I Caf: rischio caos, va rinviata Lavoro, il governo apre sugli esodati: possono rientrare. Poi smentisce
I

Nelle fauci del fenomeno Brasile
IRENE TINAGLI
RIO DE JANEIRO

I RINCARI
DEL FEDERALISMO MANCATO
PAOLO BARONI ispetto alla vecchia Ici, che dall’ultimo governo Prodi in poi sulla prima casa non si pagava più, la nuova Imu sarà molto più pesante. Perché, aliquote a parte, è la base di calcolo della nuova «Imposta municipale unica» ad essere molto più alta visto che oltre all’Ici incorpora tassa rifiuti ed imposte sui servizi erogati dal Comune. In media il 60% in più per quasi tutte le tipologie di fabbricati, abitazioni o immobili commerciali che siano. Poi le singole amministrazioni, che possono calibrare a loro piacere le aliquote (partendo dai minimi previsti dal governo, il 4 per mille sulla prima casa ed il 7,6 per mille per le seconde case) ci mettono del loro e la stangata, fatte salve alcune eccezioni, può essere anche molto più pesante. In base alle elaborazioni fatte per La Stampa dal Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, si può arrivare anche ad un raddoppio rispetto alla vecchia imposta, come nel caso di Torino, sino ad un +239% (casa sfitta a Milano) e addirittura un +7-800% per gli alloggi affittati con canoni concordati a Genova.
CONTINUA A PAGINA 31

BIRMANIA, AUNG SAN SUU KYI RIELETTA DOPO 15 ANNI AGLI ARRESTI

Il Nobel torna in Parlamento

Le grandi città preparano la stangata sull’ Imu. I Comuni sono orientati a far pagare il massimo: il conto finale potrebbe arrivare a più del triplo della vecchia Ici. Ma le aliquote sono ancora da decidere: da qui l’allarme dei Caf che chiedono un rinvio. Sul fronte lavoro, ieri il governo ha prima aperto sugli esodati: «Possono rientrare in azienda». Per poi smentire. Bertini,
Grassia, Magri, Martini, Russo, Schianchi PAG. 2-7

R

IL GIORNALISTA MORTO A 90 ANNI

Ghirelli, maestro controcorrente
Una vita tra politica, storia e calcio Fu al fianco di Pertini e difese Tortora
Mattia Feltri A PAGINA 33

Non vedono il loro Paese con la nostra nostalgia di un mondo più giusto e solidale e senza globalizzazione ma hanno una gran sete di crescita e modernità Hanno voglia di mangiarsi il mondo
ALLE PAGINE 14 E 15

A contare sono i patrimoni ereditati, meno i redditi

Bankitalia, i 10 più ricchi pesano quanto tre milioni di poveri
dieci individui più ric* Lo studio. In Italia i quantità di ricchezza chi posseggono una che è all’incirca equivalente a quella dei 3 milioni di italiani più poveri. Uno studio di Bankitalia rivela come nel corso del tempo la distribuzione della ricchezza sia cambiata, a vantaggio delle famiglie composte da anziani e a danno di quelle composte da giovani.

IL PROBLEMA
È CHE SONO TROPPO POCHI
FRANCESCO MANACORDA

Giuseppe Roma, direttore * L’analisi. Censis, parla dell’Italia comegenerale del di un Paese di imprenditori che si sono fatti da soli e attribuisce la mancanza di giovani industriali emergenti alle scarse possibilità di ottenere prestiti. Nell’intervista a «La Stampa» spiega che comunque le diseguaglianze sono minori che all’estero.
Roberto Giovannini e Rosaria Talarico
ALLE PAGINE 10 E 11

T

Aung San Suu Kyi, la gioia dopo il voto Stabile ALLE PAG. 12 E 13

CHRISTOPHE ARCHAMBAULT/AFP

roppo ricchi, questi ricchi? Certo, la notizia che i dieci italiani con i maggiori patrimoni «valgono» quanto i tre milioni di concittadini che di soldi ne hanno pochi, è di quelle che colpiscono. Ma scandalizzarsi è sbagliato.
CONTINUA A PAGINA 31

Dopo il blocco alle importazioni dal nostro Paese l’iniezione letale costa15 volte di più

L’Italia mette in crisi il boia negli Usa
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

L

e esecuzioni negli Stati Uniti diminuiscono, anche perché stanno diventando molto più costose e complicate. Un merito di cui si può vantare l’Italia, che si è messa di traverso, impedendo la produzione di un anestetico usato per le iniezioni letali. I dati sulla pena di morte pubblicati di recente da Amnesty International sono incoraggianti. Nel 2011 le esecuzio-

ni negli Stati Uniti sono scese a 43, contro le 46 del 2010. Non è un calo epocale, ma la conferma di una tendenza al ribasso che va avanti da anni. Gli Stati che continuano ad avere la pena capitale sono 34, ma l’Illinois l’ha bandita l’anno scorso, l’Oregon ha adottato una moratoria, il Maryland e il Connecticut sono vicini all’abolizione, e 800 mila californiani hanno firmato una petizione per il referendum che a novembre potrebbe legare le mani al boia.
CONTINUA A PAGINA 17

2R

2 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

g g Dossier / La tassa sulla casa
Stime sull’Imu Nove città a confronto
ROMA ROMA
I

PAOLO RUSSO
ROMA

Il Campidoglio in emergenza economica aumenta di un punto l’aliquota sulla prima casa, dal 4 per mille della vecchia Ici al 5 per mille della nuova imposta

arà rimpiangere l’Ici, la tassa più odiata dagli italiani, la nuova Imu che tutti i comuni delle grandi città si apprestano a varare in versione «maxi» . Una batosta che si annuncia memorabile soprattutto per i proprietari di seconde case sfitte, visto che quasi in tutte le aree metropolitane l’aliquota è orientata al 10,6 per mille, ben tre punti al di sopra dell’aliquota ordinaria del 7,6 fissata dal governo per le seconde case. A circa due mesi e mezzo dal pagamento della prima rata della tassa il Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, insieme a La Stampa ha rilevato qual è l’orientamento di nove grandi comuni italiani e ha poi elaborato gli effetti delle nuove aliquote sui contribuenti.
Aliquote in rialzo

F

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 5 per mille nuova Imu aliquota 5 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 15.000 euro medi anno 8.400 euro medi anno 13.200 euro medi anno 7.080 euro medi anno 819,46 +69% (*) 558,77 +68% 2.161,26 + 70% 2.161,26 +142% 2.161,26 +369% 1.608,58 +242% 1.608,58 +269%

(*)alnettodelladetrazionedi200euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3

Delibere approvate ancora non ce ne sono, complici anche le elezioni amministrative alle porte. A tutt’oggi solo il 6% dei comuni ha deciso il da farsi. Ma l’orientamento verso l’aumento delle aliquote ordinarie è cosa certa ovunque, vista la situazione di dissesto di buona parte dei bilanci comunali. Unica città a non aver ancora
SECONDE CASE SFITTE

Le città preparano la grande stangata sulle aliquote Imu
Da Torino a Catania, ecco le stime di quanto si dovrà pagare Il conto finale può arrivare a più del triplo della vecchia Ici
Così nelle principali città
Aliquota 1ª casa ROMA MILANO FIRENZE BOLOGNA BARI PALERMO CATANIA GENOVA TORINO Aliquota minima Imu Prima casa Aliquota 2ª casa sfitta Affitto concordato Affitto libero

Imu affitto concordato A3

MILANO
I

Anche se l’aliquota resta sulla soglia minina a Milano la rivalutazione delle rendite fa scattare aumenti del 20-30%. Gran salasso sulle case sfitte: +239 per cento

Sono nel mirino più di tutte Un appartamento tipo a Roma e a Milano costerà 2.160 euro
UNA MANO PER IL CANONE

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 13.200 euro medi anno 6.000 euro medi anno 10.200 euro medi anno 4.800 euro medi anno 615,66 +32% (*) 337,87 +27% 2.161,50 +239% 1.957,58 +207% 938,10 +184% 1.209,89 +307% 618,58 +84%

Le sole preservate dal salasso saranno le abitazioni con l’affitto concordato
messo in cantiere gli aumenti è Napoli. Ma è questione di tempo.
Prima casa

(*)alnettodelladetrazionedi200euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3

5 4 4 4 4 4,8 6 5 5,5

10,6 10,6 10,6 10,6 10,6 9,6 10,6 10,6 10
Seconda casa

10,6 4,6 7,6 7,6 4,6 9,6 10,6 10,6 4

10,6 9,6 9,9 10,6 7 9,6 10,6 10,6 10

Sulla prima casa sono intenzionate ad usare l’arma dell’addizionale comunale Roma (dal 4 al 5 per mille), Palermo (con un ritocco all’insù dello 0,8 rispetto all’aliquota standard del 4), Catania (che punta al massimo del 6 per mille), Genova (anche qui al 5) e Torino, dove l’assessore al bilancio Gianguido Passoni anticipa che l’aliquota lieviterà al 5,5, precisando che si tratta solo di mezzo punto in più rispetto alla vecchia Ici. Milano, Firenze, Bologna e Bari «reggono» invece sulla trincea del 4 per mille. Della possibilità di ridurre l’aliquota base fino al 2 per mille prevista dal decreto «Salva Italia» ovviamente non se ne parla. Ma anche chi non subirà la botta delle addizionali rimpiangerà la vecchia Ici perché a far lievitare i conti è comunque la rivalutazione della base imponibile sulla quale calcolare le aliquote. Per sapere quanta Imu dovremo versare bisognerà infatti prendere la rendita catastale rivalutata del 5% e applicare dei moltiplicatori che a loro volta sono stati rivalutati del 60% rispetto alla vecchia Ici. Nonostante la detrazione fissa di 200 euro più i 50 per ogni figlio a carico (con un tetto massimo di 400) il risultato è che per un appartamento tipo di 80 mq in zona semiresidenziale accatastato come A2, ossia abitazione civile,

GENOVA
I

4

7,6
Centimetri - LA STAMPA

l’Imu batte l’Ici per 2 a 1 a Torino (aumento del 107%), mentre sale del 69% a Roma e del 32 a Milano. Qualcosa in meno si pagherebbe invece a Firenze, Bologna e Palermo.
Seconde case

Ma è sulle seconde case sfitte che è in arrivo la vera sberla, con aumenti a tre cifre percentuali a Milano (+239%) e Catania (+146%). In valori assoluti per un appartamento tipo si pagheranno circa 2.160 euro a Roma e Milano, 1.915 a Bologna, tra i 1.200 e i 1.300 euro a Torino, Genova e Bari, mentre a Firenze la stangata si aggira sui 1.500 euro.
Affitti concordati...

Più articolato il discorso per le seconde case in affitto, dove diversi grandi comuni sono orientati a smorzare un po’ la stanga-

ta per evitare pericolose ricadute sugli affittuari. Roma, Catania e Genova non sembrano intenzionate a fare sconti a chi affitta, lasciando per tutti l’aliquota massima del 10, come per chi lascia vuoto il proprio immobile. A Torino, precisa sempre Passoni, si stanno facendo i conti sul gettito, visto che una quota dell’Imu viene incamerata dallo Stato. Ma per favorire i canoni d’affitto concordati (leggi calmierati) su questi si applicherà l’aliquota minima del 4, mentre sulle case ad affitto libero si andrà al 10. «Resta il fatto - tiene a specificare l’assessore al Bilancio - che tra quota Imu e fondo di riequilibrio Torino quest’anno verserà nelle casse dello Stato altri 240 milioni di euro». Nelle altre città l’aliquota per la case affittate a canone concordato si aggirerà tra il 4,6 di Milano e il 9,6 di Palermo.

...e canoni liberi

Rispetto alla vecchia Ici le prime case pagano di meno, la stangata vera colpisce gli affitti concordati con rialzi nell’ordine del 7-800%. Mano più leggera su quelli liberi

Sugli affitti liberi invece Roma, Bologna, Catania e Genova applicheranno l’aliquota massima del 10,6, mentre a Milano e Palermo dovrebbe essere del 9,6, a Firenze del 9,9, a Bari del 7. Fatta eccezione per quest’ultima (+60%) anche per gli affitti liberi gli aumenti rispetto all’Ici saranno tutti a tripla cifra, con punte record per un immobile A2 del 207% a Milano, del 198% a Bologna e del 167% a Torino. Se in media non siamo al triplo dell’odiata Ici poco ci manca. L’accanimento dei municipi sulle case sfitte ha una spiegazione. Con la scomparse dell’Irpef sui redditi da fabbricati, assorbita appunto dall’Imu, con l’aliquota base diventerebbe quasi più vantaggioso lasciare sfitta una casa piuttosto che affittarla. Una situazione che avrebbe aggravato la crisi degli alloggi che attanaglia le grandi città.

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 5 per mille nuova Imu aliquota 5 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 439,87 +11% (*) 190,40 +1% 1.356,52 + 88%

(*)alnetto della detrazione di200 euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3 6.720 euro medi anno 5.400 euro medi anno 6.240 euro medi anno 4.800 euro medi anno 1.356,52 +142% 1.356,32 +848% 827,65 +242% 827,65 +748%

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Primo Piano 3

TORINO
I

BOLOGNA
I

FIRENZE
I

Esclusa Catania, città sull’orlo del crack, Torino è quella che applica l’aliquota più alta sulla prima casa: 5,5 per mille. Agevolati invece gli affitti concordati

Con l’aliquota sulla prima casa ferma alla soglia minima a Bologna l’Imu peserà come la vecchia Ici per un alloggio accastato A2 ed il -16% in meno per un A3

«Graziate» le prime case (rispetto all’Ici si paga il 16-19% in meno), la stangata si abbatte sulle case in affitto. Ma sui contratti concordati il Comune rimborserà il 50%

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 5,5 per mille nuova Imu aliquota 5,5 per mille nuova Imu aliquota 10 per mille 527,47 +107% (*) 157,87 +94% 1.322,67 + 78%

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 522,80 -1% (*) 245,18 -16% 1.915,41 + 88%

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 10.320 euro medi anno 7.200 euro medi anno 9.600 euro medi anno 6.600 euro medi anno 373,44 -19% (*) 304,00 -16% 1.519,62 +88% 1.419,26 +126% 1.089,54 +203% 1.247,40 +226% 957,60 +103%

(*)alnetto della detrazione di200 euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3 10.200 euro medi anno 7.800 euro medi anno 9.000 euro medi anno 6.600 euro medi anno 1.322,67 +167% 529,07 +640% 650,67 +131% 260,27 +540% Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3

(*)alnetto della detrazione di200 euro 11.400 euro medi anno 7.800 euro medi anno 10.200 euro medi anno 7.200 euro medi anno 1.915,41 +198% 1.373,31 ND 1.179,73 +298% 845,85 ND

(*)alnettodelladetrazionedi200euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3

BARI
I

PALERMO
I

CATANIA
I

Aumenti contenuti sulla prima casa, ma soprattutto mano leggera sulle case in affitto sulle quali si applicano le aliquote in assoluto più basse (4,6 e 7) tra le grandi città

Occhio di rigurado sulle case sfitte: a Palermo tassate con una aliquota del 9,6 per mille, un punto in meno della media delle altre grandi città italiane

Dopo Milano Catania è la città che tassa di più le case sfitte, con un aliquota del 10,6 per mille il rialzo rispetto all’Ici tocca il 146%. Ritocchi modesti sulla prima casa

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 4 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 8.640 euro medi anno 6.240 euro medi anno 6.720 euro medi anno 5.760 euro medi anno 277,20 +10% (*) 155,82 +17% 1.264,58 + 88% 835,10 +60% 548,78 +245% 622,69 +160% 409,20 +145%

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa Accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 4,8 per mille nuova Imu aliquota 4,8 per mille nuova Imu aliquota 9,6 per mille 6.600 euro medi anno 5.760 euro medi anno 5.760 euro medi anno 4800 euro medi anno 216,94 -4% (*) 102,86 +20% 833,89 + 71% 833,89 +119% 833,89 +404% 605,73 +219% 605,73 +219%

Appartamento 80 mq zona semicentrale
Prima casa accatastata A2 Accatastata A3 Casa sfitta A2 nuova Imu aliquota 6 per mille nuova Imu aliquota 6 per mille nuova Imu aliquota 10,6 per mille 6.720 euro medi anno 5.040 euro medi anno 5.760 euro medi anno 4.200 euro medi anno 251,48 +13% (*) 75,28 -9% 797,92 + 146% 797,62 +146% 797,42 +261% 486,33 +246% 486,33 +161%

(*)alnetto della detrazione di200 euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3 Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3

(*)alnetto della detrazione di200 euro Imu affitto libero A2 Imu affitto concordato A2 Imu affitto libero A3 Imu affitto concordato A3

(*)alnetto della detrazione di200 euro

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 4

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Primo Piano 5

U

FISCO
UN DOPPIO ALLARME

I Caf: rischio caos, rinviare l’Imu
Aliquote ancora da decidere. “Serve una proroga, si versi solo il 50% del fisso-base come acconto”
LUIGI GRASSIA

Mancano due mesi e mezzo al pagamento dell’Imu, e possono essere molto pochi, visto che le regole a livello nazionale non sono state ancora fissate e quelle a livello comunale men che meno. E quando lo saranno? Ancora pochi giorni fa sono stati presentati in Parlamento diversi emendamenti, riguardanti vari aspetti della nuova Imposta municipale unica sugli immobili. E non si sa se verranno approvati o no. Un testo definitivo è atteso prima di Pasqua, ma anche se ci si arrivasse, non saremmo già fuori tempo massimo per giugno, visto che poi i Comuni dovranno dire la loro (in molti casi, dopo le elezioni amministrative?). La Consulta nazionale dei Caf fa suonare l’allarme e chiede il rinvio della scadenza del 16 giugno. Secondo la Consulta, che raggruppa circa 60 Centri di assistenza fiscale su 80, «servono certezze sulle nuove aliquote, altrimenti sarà il caos. Ed è per questo che è necessario trovare una soluzione entro Pasqua», laddove per soluzione non si intende solo

nazionale, ne esistono due che poi i singoli Comuni possono aumentare o diminuire entro certi limiti. L’aliquota ordinaria sulla prima casa è dello 0,4% della rendita catastale. I Comuni la possono diminuire o aumentare dello 0,2%, quindi l’Imu prima casa varia fra lo

0,2% e lo 0,6% della rendita. Sulla prima casa esiste una detrazione fissa di 200 euro più un ulteriore sconto di 50 euro per ciascun figlio residente nell’unità immobiliare anche se non a carico fino al compimento dei 26 anni d'età e fino a un massimo di 400 euro

(8 figli). Per le altre proprietà l’aliquota ordinaria è dello 0,76% aumentabile (o riducibile) dello 0,3%, quindi la variabilità è fra 0,46% e 1,06% (davvero pesante). Ma le indicazioni date finora non bastano, c'è qualche complicazione ulteriore. Nel

calcolare l'Imu bisogna considerare non la rendita catastale semplice ma rivalutata del 5% a cui aggiungere un moltiplicatore con dei coefficienti che variano a seconda della tipologia dell’immobile. Dunque, ecco la formula: Imu = base imponibile (rivalutata del

5%) X coefficiente di rivalutazione X aliquota. E il coefficiente più alto è pari a 160 (cioè a una rivalutazione del 60%) per abitazioni, box, magazzini e tettoie, mentre il più basso è di 55 per negozi e botteghe. E il risultato va poi moltiplicato per l’aliquota comunale.

I numeri

18 milioni
di italiani si rivolgono ogni anno ai Centri
I Centri autorizzati di assistenza fiscale (in sigla Caf o Caaf) aiutano i cittadini a compilare la dichiarazione dei redditi Molti sono gestiti dai principali sindacati

Controlli Nuovo blitz del fisco tra la movida milanese
I

di italiani ha già sbrigato le pratiche per il 730

1 milione

Coloro che hanno compilato la dichiarazione dei redditi, se possessori di una casa, saranno costretti a fare una seconda dichiarazione entro la metà di giugno

La scadenza fissata per il 16 giugno difficilmente potrà essere rispettata
l’approvazione del testo in forma definitiva (questo sarebbe il minimo) ma anche un passo ulteriore. Questo passo è proposto così dal presidente del Consorzio Caaf (Caaf con due A) della Cgil, Mauro Soldini: «Si può prendere a riferimento l’aliquota base nazionale e far versare il 50% di questa aliquota come acconto sull’Imu». Il resto si verserà in un secondo tempo e con regole stabilizzate. «In alternativa, o meglio in aggiunta» dice Soldini, «il governo dovrebbe spostare i termini di pagamento dell’Imu ad altra data». Se no, c’è il rischio di avere «milioni di persone che vengono per le dichiarazioni dei redditi, costrette a tornare per pagare l’Imu». Sono 18 milioni gli italiani che ogni anno si rivolgono alla Consulta dei Caf. Il problema sollevato dai Caf potrebbe essere risolto in Senato, ma se il governo vuole intervenire in quella sede deve sbrigarsi: il testo viene licenziato in commissione oggi, e domani andrà in Aula per essere approvato (come detto) prima di Pasqua. Comunque della nuova Imu si sanno già molte cose, non ultima il fatto che grava anche sulla prima casa (che invece l’Ici, nella versione più recente, esentava) e grava molto di più sulle seconde e terze case e via pagando. Proviamo a prefigurare l’impatto, con la riserva che gli emendamenti ancora in discussione potrebbero cambiare aspetti importanti. Non c’è un’aliquota unica

dei Comuni ha già fissato le nuove aliquote dell’Imu
Soltanto una piccolissima parte degli oltre ottomila Municipi ha già fatto sapere quali aliquote verranno applicate alle prime e alle seconde case oltre alle imposte nazionali

6%

All’indomani del secondo blitz del personale dell’Agenzia delle Entrate nei locali della Movida milanese i commercianti non nascondono il loro malumore. I primi dati, però quelli elaborati dalla Siae (Società italiana autori ed editori) - evidenziano che gli incassi delle consumazioni nelle discoteche e nei discopub controllati sono lievitati dal 50 al 100% e ci sarà quindi un recupero dei pagamenti dei diritti d’autore. Una cinquantina di agenti della Polizia locale di Milano si è invece concentrata sulle auto di lusso: hanno verificato i documenti delle «supercar» e i dati sono stati poi trasmessi all’Agenzia delle Entrate in funzione di verifiche fiscali in quanto spesso le auto sono intestate a società anche se l’uso e privato per ottenere sgravi fiscali.

Intervista

Entro Pasqua
Il testo definitivo dovrebbe arrivare entro domenica 8 aprile, ma molti pensano che il tempo non sia comunque sufficiente perché la stragrande maggioranza dei Comuni non ha ancora fissato le aliquote aggiuntive
PAOLO RUSSO ROMA

,,
S
e la botta dell’Imu finirà per scaricarsi sugli inquilini siamo pronti a chiedere anche il blocco degli affitti». Daniele Barbieri, segretario nazionale del Sunia, il sindacato degli inquilini che ha elaborato gli effetti della nuova imposta sui proprietari di casa, teme l’effetto a cascata anche sugli affittuari e chiede norme di salvaguardia anche per le famiglie più deboli proprietarie di immobili.
Le delibere comunali sulle addizionali Imu sono ancora quasi tutte da approvare. Ma avete la sensazione che la stangata sia comunque in arrivo?

“Alla fine saranno gli inquilini a pagare il conto”
Il segretario Sunia: serve il blocco degli affitti
paga come per un immobile di uguale grandezza nel quartiere popolare di Pietralata. Aumentando l’imposta aumenteranno anche le incongruenze dovute a questi valori catastali completamente estranei a quelli di mercato. Il governo ha previsto la riforma degli estimi. Vedremo…».
È giusto colpire così tanto le case sfitte?

tere un po’ di immobili sul mercato».
Ci potranno essere ricadute negative anche sugli affittuari?

«Il rischio è sicuramente di scaricare il peso dell’Imu sull’anello debole della catena: gli inquilini. Che secondo la Banca d’Italia in media vivono con un reddito lordo di soli 25mila euro. Per questo se si verificherà quello che temiamo siamo pronti a chiedere il blocco degli affitti».
E gli anziani ricoverati in via perma-

SECONDE CASE

«Credo proprio di si visto che tutte le tamento di diverse amministrazioni aree metropolitane, chi più chi meno, a non penalizzare le case a canone hanno problemi di bilancio. E sulle calmierato». seconde case la botSenza la revisiota sarà più dura ne degli estimi INCONGRUENZE perché contrarial’Imu non ri«Chi abita in una zona mente all’imposta schia di accendi pregio paga come sulla prima casa tuare le inconun poveraccio in periferia» qui metà del gettito gruenze che già va allo Stato. Per ci sono? questo molti comuni si troveranno a «Purtroppo si, visto che oggi per un apdover puntare verso l’aliquota massi- partamento di 80 mq in una zona di ma. Anche se è apprezzabile l’orien- pregio, tipo via del Serafico a Roma, si

«Dai Comuni arriverà una vera stangata perché metà del gettito andrà allo Stato»
nente in casa di cura che dovrebbero pagare l’Imu come sulla seconda casa?

«Abbiamo almeno due milioni di appartamenti sfitti in Italia, case al mare escluse. Può essere un modo per rimet-

«Mi auguro sia una svista che bisogna però correggere al più presto. Così come occorre trovare forme di tutela per le famiglie più deboli, proprietarie di un appartamento ma in condizioni economiche da non poter proprio reggere un colpo come questo».

6 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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RIFORME
SETTIMANA DECISIVA
La Road-map del premier

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CONSIGLIO DEI MINISTRI

1

Domani si dovrebbe riunire per discutere del ddl lavoro anche se è previsto che arrivi così come è in Parlamento

R

DECRETO SEMPLIFICAZIONI

2

Da oggi all’esame della Camera Entro la settimana è previsto il voto finale Non è esclusa la Fiducia

R

VERTICE DI MAGGIORANZA

3

Monti dovrà anche incontrare i leader dei partiti che l’appoggiano ma, a parte Casini aumentano le divergenze su molti temi

Lavoro, sugli esodati un caso nel governo
Il sottosegretario: possono rientrare in azienda. Il ministero smentisce
FRANCESCA SCHIANCHI ROMA

Volantinaggio fuori dalle chiese
La Cgil per protestare contro la riforma del lavoro ha fatto volantinaggio davanti alle chiese in molte città

Si apre oggi la settimana che vedrà l’avvio della riforma del lavoro in Parlamento. E si apre con un caso dentro al governo proprio su un tema che riguarda i lavoratori. L’« incidente», ieri sera, quando il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, ospite di «In onda», ha azzardato un’ipotesi apparsa subito piuttosto hard per risolvere il problema dei cosiddetti «esodati», quelli che hanno accettato di lasciare un’azienda in crisi con la prospettiva di poter andare in pensione a breve, e con la riforma di dicembre hanno visto di colpo questa possibilità svanire. «Gli esodati hanno firmato un accordo con le aziende: se cambiano le condizioni che hanno legittimato quell’accordo, secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico, possono chiedere che quell’accordo sia nullo», la soluzione pro-

All’inaugurazione di Viale Padania Bossi contestato dai «Tricoloristi»
I

Una ventina di persone, arrivate per protestare con il tricolore, hanno contestato il leader della Lega Umberto Bossi al suo arrivo a Marcallo con Casone, dove si inaugura viale Padania. «Vergogna, vergogna» hanno scandito i manifestanti che lo attendevano fuori da un bar con striscioni per dire che «La Padania non esiste», mentre militanti leghisti dall’altra parte gli urlavano «Bossi, Bossi». Il leader della Lega non ha risposto ai contestatori, limitandosi

a bisbigliare «disgraziati» a chi gli stava attorno. Ma poi intervenendo all’inaugurazione del viale ha aggiunto: «L’Italia la vogliono solo i pochi rimasti: non c’è speranza per i tricoloristi, che perdono tempo, perché vengono forze potentissime che non vogliono l’Italia ma la Padania. Non è tempo di guerra fra tricoloristi e Padania perché in questo momento a noi interessa stare su cose concrete, dal momento che la gente non arriva a fine mese».

to dai tecnici del ministero approdi a Palazzo Madama, spetta, domani, al premier Monti, che insieme al ministro Fornero visionerà il testo finale del disegno di legge. Previsto per domani anche un Consiglio dei ministri. Dopo una settimana di incontri internazionali, così, la prima delle curve che aspettano il premier al suo rientro è il tema caldo del lavoro, e in particolare la normativa sull’articolo 18. «Vigileremo per evitare abusi», ha promesso prima di partire: nodo fondamentale, i licenziamenti economici, dove il Pd chiede di introdurre la possibilità, nella bozza iniziale non prevista, di predisporre il reintegro al posto dell’indennizzo se un giudice stabilisce

che la motivazione economica non esiste. Si vedrà nel testo definitivo come il governo deciderà di trattare la questione; molto probabile che venga comunque introdotta per i licenziamenti economici la concilia-

Per i licenziamenti di natura economica forse la conciliazione sarà obbligatoria
zione obbligatoria. In attesa di conoscere i dettagli del ddl, ieri la Cgil ha volantinato le ragioni della sua protesta davanti alle chiese: «Questo riconoscimento di una vicinanza disinteressata, fraterna e pastorale ci inco-

raggia e ci stimola ulteriormente a continuare su questa strada», commenta il presidente della Cei, Angelo Bagnasco. Sulla riforma, il cardinale spera in «un ulteriore approfondimento per arrivare a soluzioni migliori e il più possibile condivise». Ad augurarsi una «riforma condivisa il più presto possibile» è ancora una volta il leader dell’Udc Casini. Sarà velocemente approvata dal Senato, pronto a lavorare «anche nei giorni festivi», promette il presidente Schifani: «L’importante è che la maggioranza trovi una sintesi. Tifo Fornero ma invito a trovare una soluzione accettabile, prevedendo magari paletti chiari per impedire abusi».

La storia
FABIO MARTINI INVIATO A BOAO

Oggi il premier deciderà sul disegno di legge. Domani Consiglio dei ministri
spettata, «il ministro dell’economia non si opporrà a una norma di questo genere». Il problema, fa notare l’Idv Zipponi, è che ci sono accordi che coinvolgono «aziende che non ci sono più» o che sono serviti «per non far saltare per aria le imprese». «Improvvisazioni irresponsabili», si indigna Vera Lamonica della segreteria nazionale Cgil, chiedendosi se il sottosegretario parli «a nome del governo». Si direbbe di no, vista la reazione stizzita che trapela da ambienti del ministero del lavoro: se il sottosegretario ha un buona ricetta, se ne faccia carico personalmente. Di lavoro dovrà subito occuparsi, al suo rientro dal viaggio in Asia, il presidente del Consiglio. Il Senato è pronto, garantisce il presidente Schifani, a lavorare «giorno e notte» per approvare la riforma targata Fornero e passarla a Montecitorio «entro metà maggio». Ma il via libera definitivo, prima che l’articolato messo a pun-

I

l messaggio era stato chiaro. La futura leadership cinese - incarnata tra gli altri dall’attuale vicepremier Li Kepiang, primo ministro in pectore nel "rimpasto" d’ autunno - un mese fa aveva fatto pervenire a Mario Monti un suggerimento: oltre agli incontri ufficiali a Pechino, sarebbe gradita una qualità degli incontri avuti da Monti rappresenza del premier italiano al Fo- presenta un piccolo record: oltre ai prirum economico di Boao, che è una sor- mi ministri di tre Paesi nei quali è stato ta di Davos asiatico e che è organizzato ospite (Cina, Giappone, Corea del Sud), proprio da Li Kepiang. E così, anche se il presidente del Consiglio - tra Seoul e il viaggio di Monti in Estremo Oriente Boao - ha avuto colloqui con i leader di si estendeva per una durata considera- tre Paesi fondamentali nei diversi scacta già lunga (sei giorni), per effetto del- chieri asiatici (Turchia, India, Pakistan), la richiesta cinese, con il primo ministro una ventina di giorni ULTIMA TAPPA di una potenza energefa si è deciso di allunil E’ già programmato tica comenonKazakhgarlo di altre 48 ore. stan, per parlare anche un viaggio dei brevi incontri con E infatti, ieri mattinell’America del Sud il presidente degli Stana, nell’isola di Boao, Mario Monti ha inti Uniti, con quello ruscontrato proprio il viMOTIVI so, col premier canacepremier e il Goverquello spaL’attività di promozione dese, con otto giorni natore della Banca gnolo. In di quella che il professore Monti ha personalCentrale Cinese chiama la «nuova Italia» mente conosciuto diZhou Xiaochuan. Stamattina, dopo aver versi leader dell’Asia pronunciato il suo intervento, Monti ri- più rampante, stendendo una rete di repartirà per l’Italia, rientrando in "pi- lazioni significative per il premier e per sta" domani mattina, dunque dopo ben la "nuova Italia", come l’ha definita pro9 giorni dalla sua partenza. prio Monti. Viaggio lunghissimo per la tradizioUna "bulimia" diplomatica destinata ne italiana, che ha sempre considerato a proseguire anche nei giorni a cavallo di pericolose le assenze troppo prolunga- Pasqua, quando il presidente del Consite. Viaggio di durata senza precedenti, glio in quattro giorni sarà a Gerusama alla fin fine anche la quantità e la lemme, Cairo e Beirut. Tra maggio e giu-

Il giro del mondo in meno di 150 giorni Nessuno come Monti
E dopo l’Asia tocca al Medio Oriente

Il premier, Mario Monti

gno, infine, Monti è quasi certo che vada in visita in due grandi Paesi del continente che ancora manca al suo "carnet", l’America centro-meridionale: il Brasile e il Messico. Considerando che Mario Monti è presidente del Consiglio da metà novembre, che ha già conquistato un ruolo centrale in Europa grazie al rapporto con Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, David Cameron, che il Presidente Obama ha chiaramente investito su di lui, è difficile trovare capi di governo italiani che nei primi 136 giorni di attività abbiano dispiegato un’azione diplomatica così vasta. Certo, in occasione dell’ultima e più importante tappa del suo viaggio, in Cina, Monti non ha guidato una di quelle missioni d’affari, nelle quali è specializzata la Francia, finalizzate a stringere rapporti commerciali e contratti a breve. Missioni che, se si esclude Romano Prodi che le aveva promosse in Cina e in India, non hanno mai avuto una tradizione e che comunque non erano nelle intenzioni di Monti. Nel corso del suo colloquio più significativo di ieri, quello col vice primo ministro cinese, Monti ha incassato aperture, interesse, apprezzamenti, anche se non ancora impegni concreti e ha avuto l’occasione di fare una riflessione gratificante ma anche stimolante per il possibile, futuro leader cinese: «Per me ci sono due indicatori che sono in grado di segnalare la ripresa dell’Italia: lo spread che divide Italia e Germania, l’aumento degli investimenti cinesi in Italia». E anche se per il momento i cinesi sembrano ancora riflessivi, dal punto di vista politico la visita di Monti ha segnato una piccola svolta. Come dice Ding Wei, l’ambasciatore cinese in Italia che ha partecipato a tutti gli incontri: «Questa visita rappresenta un nuovo punto di riferimento nei rapporti tra Italia e Cina».

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Primo Piano 7

Alfano teme i nervi tesi del Pd
Se resta il disaccordo sui licenziamenti, Bersani potrebbe rivalersi su Rai e giustizia
Tensioni

Camere con vista
CARLO BERTINI

Retroscena
UGO MAGRI ROMA

onti torna finalmente dal lungo pellegrinaggio asiatico, ma quando stasera rimetterà piede in Patria sarà stanco morto per cui non aspettiamoci eventi epocali. Più interessante è quanto potrà accadere domani o mercoledì. Perché poi arriva Pasqua, tra l'altro il presidente del Consiglio sabato riprenderà il volo, stavolta con destinazione Israele, Egitto e Libano. Dunque le decisioni, quali che saranno, dovranno maturare in settimana. E di prenderle toccherà al Professore, a lui di persona, perché in sua assenza nulla ha fatto passi avanti, tutto si è arenato. Sulla riforma del lavoro e, a cascata, sugli altri pomi della discordia (giustizia, Rai, perfino sulla legge elettorale dove qualche nube torna ad addentrarsi come segnala una polemica tra Violante e Cicchitto). I segretari della maggioranza si sono riuniti due volte, su alcuni aspetti si sono trovati quasi d'accordo; salvo convenire tutti e tre che i conti senza Monti non si possono fare. È il capo del governo ad avere il pallino in mano. Per cui pure i conversari di sabato mattina a Taormina non sembrano avere aggiunto
SCENARI

M

Aumentano le tensioni tra il segretario Pdl Angelino Alfano e quello Pd Pier Luigi Bersani su articolo 18 riforma della giustizia e riassetto della Rai

tuttora si regge sui voti del Cavaliere. Al quale tutto si può toccare, tranne i processi e le aziende. Sotto sotto, quello che tutti si augurano è un presidente del

Consiglio molto «zen», dai nervi distesi. Orientato a una riforma, come gli suggerisce Casini, «condivisa e da fare il più presto possibile», senza che l'articolo 18 infiammi troppo la cam-

pagna delle amministrative. Perfino Schifani, che confessa di «tifare Fornero», invita Monti «a trovare una sintesi», insomma a non tirare troppo la corda con la Camusso e con il

Pd. Corale poi, da qualunque settore dello schieramento politico, è l'appello al governo perché si faccia qualche sforzo a sostegno delle imprese e dello sviluppo. Non c'è tutta questa voglia di litigare. I partiti attendono dunque, con ansia, la mossa del Professore. Dai primi contatti si capirà cosa intende fare. L'unica vera certezza raccolta tra i protagonisti nel weekend è che la trattativa con i partiti delle maggioranza sarà per forza di cose globale, perché «qui tutto si tiene come in un castello di carte» è il leit-motiv. Specie in vista del voto di maggio, non si vede come potrà esserci un vincitore e un perdente. Monti, si dice in attesa del suo rimpatrio, dovrà individuare una soluzione decorosa per tutti e tre i partiti che lo sorreggono. Napolitano è senza dubbio di questo avviso, si può scommettere che eserciterà in questo senso tutta la sua moral suasion.

L’onorevole e i “ponti” mascherati

N

Quello che appare meno probabile è il voto anticipato
DDL LAVORO

In fondo tutti vorrebbero approvarlo senza altri strappi
nulla a quanto già si sapeva. Bersani continua a battersi perché nel caso di licenziamenti per motivi economici il magistrato possa disporre il reintegro e non solo un congruo risarcimento. Il Pdl invece dei giudici, notoriamente, si fida poco, dunque vorrebbe tenerli fuori dalla dinamica dei licenziamenti. Non per questo, tuttavia, Alfano sembra intenzionato a farne una questione di principio. Sosterrà Monti fino al punto in cui il Prof gli dirà «grazie, basta così», senza mai eccedere nello zelo. In fondo resta una battaglia impopolare che il Pdl combatte per onor di firma e con qualche timore delle ricadute politiche. Se ad esempio Monti restasse irremovibile, e procedesse con la riforma del lavoro ponendo addirittura la fiducia, gli esiti possibili sarebbero due: la caduta del governo con elezioni anticipate (sviluppo ieri sera giudicato improbabile, sebbene non del tutto escluso, negli stati maggiori dei partiti) oppure una furibonda rivalsa del Pd su giustizia e Rai. Con il presidente del Consiglio portato a esercitare il proprio decisionismo stavolta contro i berlusconiani nel tentativo di fare pari e patta. Altro scenario da incubo per i leader dei tre partiti, in quanto la maggioranza

essun «ponte» per il 25 aprile e ci sarà seduta anche il 3 maggio, nonostante le «esigenze» della campagna elettorale, annunciava con orgoglio l’altro giorno un comunicato della Camera. E considerando che il nuovo corso all’insegna del rigore suggerisce di asciugare le ferie per evitare altri strali contro la Casta, due notizie del genere non potevano che essere accolte con favore. Ma dietro le convocazioni ufficiali, spulciando il calendario dei lavori, si scopre che i deputati potranno godersi lo stesso discreti periodi di relax, magari per affrontare meglio la campagna per le amministrative. Ecco come. Oggi arriva in aula il decreto semplificazioni che decade il 9 aprile, giorno di «pasquetta» e quindi il voto finale, con o senza fiducia, è previsto per mercoledì mattina. Nel pomeriggio tutti a casa una settimana, superando pasqua, con un altro giorno di decantazione dopo «pasquetta», come concesso agli studenti delle scuole medie, fino a mercoledì 11 aprile. Quando gli onorevoli, come deciso dall’ultima riunione dei capigruppo, saranno costretti a tornare in aula per votare il decreto sulla golden share. Dopo due settimane di attività, arriva il fatidico 25 aprile. Il 23 e 24 aprile l’aula dovrà esaminare il Documento di economia e finanza, ed è vero che è convocata anche il 26, ma per il question time di ministri e interpellanze urgenti, appuntamenti che non richiedono d’obbligo il pienone delle presenze. Dunque chi vuole fa un salto di un’altra settimana, scavallando il 1 maggio che cade di martedì e godendo di un altro giorno di decantazione il 2; giovedì 3 si torna al lavoro in aula, ma sempre per interrogazioni e interpellanze. E’ vero, la domenica dopo, il 6 maggio si celebrano elezioni amministrative in un migliaio di comuni e la settimana di pausa elettorale è una prassi consolidata. Dunque martedì 8 si tornerà al lavoro, ma già una settimana dopo, il 15 maggio, salvo voti d’urgenza, molti si sentirano autorizzati a non tornare a Roma per combattere accanto ai candidati dei comuni che domenica 20 dovranno misurarsi nei ballottaggi. Ecco a ben vedere, quali saranno gli impegni delle prossime settimane, considerando che le votazioni in aula obbligano i 630 onorevoli ad essere presenti ogni giorno per evitare sanzioni sulla diaria.

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 8

I T A L I A

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Primo Piano 9

U

AMMINISTRATIVE
ALLEANZE PARADOSSALI

Da Parma a Verona, elezioni transgeniche
In Emilia i finiani con Diliberto, in Veneto Rutelli con la Lega, a Taranto strano matrimonio Udc-Idv

La storia
JACOPO IACOBONI

Esperimenti al limite
A Parma
I

I finiani del Fli appoggiano il candidato sindaco del Pd, e la lista civica che fa parte della coalizione di centrosinistra. Ma così Fini si ritrova a stare assieme a Diliberto

C

avalli alati, scimmie parlanti, gatti che abbaiano... Bisognerebbe, forse, girare un remake dei Nuovi mostri e ambientarlo nella politica, se Scola avesse voglia. Perché questo dà l’impressione di essere l’Italia che si appresta a un turno importante di elezioni amministrative. Dicono «un cantiere», in realtà:
VERSO IL VOTO

A Verona
I

L’Api di Rutelli si smarca da Casini e sta con la Lega, versione Tosi

A Cantù
I

La Lega locale ha scelto di allearsi con La Destra di Storace e Buontempo

A Taranto
I

Complice il quadro confuso, i partiti tentano ogni esperimento, anche disumano
un laboratorio di esperimenti transgenici su esseri animati. Raramente vista una sequela così incredibile di alleanze contraddittorie, apparentamenti incredibili, matrimoni tra cani e gatti. A Parma, è l’ultima, un folto gruppo di dirigenti di Fli - il partito di Fini - guidati dal coordinatore provinciale (Antonio Rozzi) ha appena scelto che sosterrà il candidato sindaco del Pd (Vincenzo Bernazzoli), e la lista civica che fa parte del centrosini-

Un sindaco che si dice «comunista» viene mollato da Rifondazione e comunisti, ma sostenuto dall’Idv e da Casini

Verso il voto per le amministrative del 2012

stra. Lamentano che il centrodestra è ancora troppo legato alla giunta Vignali, che fu sfrattato dalle inchieste della magistratura (l’attuale candidato del Pdl, Paolo Buzzi, era assessore di Vignali). Piccolo problema, per Fini: nella coalizione che sostiene il Pd ci sono anche i comunisti italiani e Diliberto, fresco di fotografia assieme alla sventurata con la maglietta «Fornero al cimitero». Difficile pensarlo come il partito della nazione.

Inconvenienti da terzo polo, si dirà. Ma non c’è solo Fini con Diliberto; c’è Rutelli che si smarca da Casini e va con la Lega. Accade nella sfida cruciale di Verona, dove Flavio Tosi sarà sostenuto dall’Api. La spiegazione di Rutelli è stata che «Tosi ha dimostrato di essere un buon sindaco, Verona è bene amministrata, anche perché quando di recente il presidente Napolitano ha fatto visita alla città, il sindaco lo ha accolto

con le insegne civiche esposte», non quelle padane... All’Aquila però capita tutto il contrario: l’Api sta con Cialente, sempre il sindaco uscente questa pare la stella polare - ma di centrosinistra. Tutto normale, per carità. Ma alcune alleanze dell’ultima ora colpiscono, tragicomiche è dire poco. Nel fascicolo sulla Lega va segnata questa chicca: a Cantù, città brianzola non piccola (quarantamila abi-

tanti, quasi quanto Mantova), e molto tremontiana, la Lega indovinate con chi s’è messa? Con i fascisti-piùfascisti dell’intero lotto: La Destra di Storace e Buontempo. Bossi in un’altra èra aveva dettato la linea, «mai coi fascisti»? Via, è tutto superato. Il candidato sindaco della Lega (il deputato Molteni) va a braccetto col fiduciario locale di Storace, l’ex Epurator. Gli uni vogliono la Padania, gli altri, come in un loro volantino, «l’italico suolo patrio». Il tutto benedetto dal grande sponsor del leghista locale, sempre lui: Roberto Maroni. Si tratta di veri e propri esperimenti sul genoma umano, qualcosa su cui le commissioni di bioetica forse avrebbero da ridire. E stavolta si moltiplicano anche a causa della totale instabilità e miseria del quadro politico nazionale. Anche a Comacchio, nel ferrarese, Fli finisce a stare con la sinistra, il candidato sindaco del Pd, e di tutto il centrosinistra. Ma è a Taranto che quasi si sfiora la commedia. L’ultima è che l’Udc abbandona ogni pregiudiziale anti-comunisti e va col mirabolante e già altrove cantato Ippazio Stefàno: un sindaco che si professa comunista, allievo e tuttora seguace di Enrico Berlinguer, ma stavolta è stato mollato sia da Rifondazione che dai comunisti italiani, mentre invece è sostenuto dall’Idv. Dov’è certo molto naturale l’unione tra casiniani e dipietristi.
twitter @jacopo_iacoboni

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R

10 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Gli italiani i più danarosi secondo Forbes
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PATRIMONI
LA RICERCA DI BANCA D’ITALIA
ROBERTO GIOVANNINI ROMA

Centimetri - LA STAMPA

La ricchezza è un «valore, e non il demonio», disse Mario Monti. Sicuramente fa riflettere sapere che in Italia i dieci individui più ricchi (in alto a destra l’ultima classifica di Forbes) posseggono una quantità di ricchezza che è all’incirca equivalente a quella dei 3 milioni di italiani più poveri. Si tratta di un dato del 2006 che però non dovrebbe essere cambiato, anzi, spiega l’economista di Bankitalia Giovanni D’Alessio, autore dell’occasional paper su «Ricchezza e disuguaglianza in Italia». Uno studio che rivela come nel corso del tempo la distribuzione della ricchezza sia cambiata, a vantaggio delle famiglie composte da anziani e a danno di quelle composte da giovani. Che spiega come a determinare la ricchezza è sempre più spesso il patrimonio ereditato «involontariamente», piutto-

Cosa pensano gli italiani della diseguaglianza e della ricchezza Indagine sui bilanci delle famiglie
Tutti dovrebbero avere almeno il minimo necessario per vivere PUNTEGGIO * È giusto l’intervento dello Stato per ridurre le diseguaglianze

14,2 miliardi
Michele Ferrero, inventore della Nutella, ha trasformato il gruppo dociario di famiglia in una multinazionale

8,6 miliardi
Leonardo Del Vecchio è il fondatore del colosso mondiale degli occhiali con il marchio Luxottica

5,4 miliardi
Giorgio Armani ha creato la sua fortuna fondando la celebre casa di moda che porta il suo nome

5,1 miliardi
Miuccia Prada è nipote del fondatore Mario ma è lei che ha fatto fare al gruppo il salto di qualità nel mondo

4,5 miliardi
I fratelli Paolo e Gianfelice (foto) Rocca hanno ereditato il 10% di Techint Financial, che controlla Tenaris (ingegneria energetica)

8,5 8,1

La fortuna gioca un ruolo importante per diventare ricchi

7,9
L’impegno ha un ruolo importante

7,4
La famiglia d’origine è rilevante

mila i posti creati
È il numero dei dipendenti che lavorano nelle imprese dei dieci super-ricchi italiani

273 40

7,3
Chi si impegna dovrebbe essere più ricco di altri

Dal 1987 le famiglie di operai sono scese dal 60% al 45% della media nazionale
sto che il reddito conquistato con il merito e l’impegno personale. Constatazione che pare condivisa dagli italiani, che la pensano su questo esattamente all’opposto degli anglosassoni. Per lo studio - che non impegna Bankitalia - la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza «è in effetti assai più pronunciata di quella sul reddito». Considerando l’ultimo anno per cui è disponibile il dato definitivo, il 2008, l’indice di Gini della ricchezza netta è pari a circa 0,63 contro lo 0,29 che si osserva per il reddito equivalente. E a parte i 10 «super-ricchi», che pesano come 3 milioni di poveri, «il 10% delle famiglie più ricche possiede oltre il 40% dell’intero ammontare di ricchezza netta, mentre il 10% delle famiglie a più alto reddito riceve invece solo il 27% del reddito complessivo». Una situazione che dovrebbe essere peggiorata nel 2010, a causa della forte recessione in atto. Tra il 1987 e il 2008 la distribuzione della ricchezza ha visto settori sociali premiati e altri penalizzati. Fatta 100 la

7,0
I poveri sono pigri

4,7
Fonte: Banca d’Italia

per cento dei patrimoni
* Il punteggio va da 1 a 10
In Italia questa quota di ricchezza è concentrata in mano al 10% delle famiglie

Dieci Paperoni ricchi come 3 milioni di poveri
I soldi nel Belpaese sono sempre più polarizzati È un trend ventennale accentuato dalla crisi
media della ricchezza degli italiani, le famiglie di operai sono scese dal 60% al 45% della media nazionale. Scendono anche quelle di professionisti, che però restano a livelli elevati (da 250 a 200, ovvero sono ricche il doppio della media). Calano un po’ anche gli imprenditori, da 183 a 153. Il miglioramento lo registrano i pensionati, che salgono dal 61,6 a 97,8. Osservando i dati per fasce d’età, i giovani fino a 30 anni sono meno ricchi (da 85 a 60), mentre gli ultra65enni passano in venti anni da 65 a 100. Guardando al confronto inIllustrazione di Dariush Radpour

ternazionale, l’Italia mostra una minore disuguaglianza nella ricchezza rispetto a molti paesi, ma appare davvero interessante la valutazione diciamo «culturale» della ricchezza stes-

sa. Lo studio ricorda una serie di indagini da cui emerge come gli italiani prediligano il valore dell’«uguaglianza» a quello della «libertà». Ma soprattutto segnalano come ormai la ricchez-

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Primo Piano 11

4,4 miliardi
Silvio Berlusconi, fondatore di Mediaset e di Fininvest, nella classifica dei Paperoni italiani è al sesto posto

2,77 miliardi
Patrizio Bertelli è marito di Miuccia Prada e amministratore delegato del gruppo che la coppia ha reso grande

1,95 miliardi
Stefano Pessina ha fondato un’azienda che in seguito a una fusione si è trasformata nel colosso Alliance Unichem

1,5 miliardi
Carlo, Gilberto (foto), Giuliana e Luciano Benetton hanno fondato l’azienda di famiglia e ora hanno 1,5 miliardi a testa

1,35 miliardi
Mario Moretti Polegato ha fatto nascere la Geox (scarpe) e l’ha portata al successo globale

“Ma l’Italia è un Paese di imprenditori che si sono fatti da sé”
Il direttore generale del Censis: i giovani industriali fanno fatica a ricevere prestiti dalle banche

800

La ricchezza in Italia
Numero indice dei valori a prezzi costanti; base 1965=100

Intervista

700

Netta
600

Netta pro capite
Centimetri - LA STAMPA

500

Netta pro capite al netto del debito pubblico Netta/Pil

,,
ROSARIA TALARICO ROMA

si forma di talento: intellettuale, negli affari o nella capacità di innovare. Bisognerebbe fare un decreto sblocca Italia, perché il canale personale è l'unica cosa che funziona. Il vero ricco che infastidisce è quello che non guadagna per merito o per inventiva ma perché vicino ai potentati politici».
Eppure l'80% degli imprenditori ha avviato da solo la propria azienda.

400

300

Netta/Pil al netto del debito pubblico

G

200

100

iuseppe Roma, direttore generale del Censis, uno studio di Bankitalia mostra come la ricchezza dei 10 più ricchi d'Italia è pari a quella totale di tre milioni di poveri.

Sociologo e ricercatore
Giuseppe Roma è consulente professionale dal 1975 Dal 1981 è ricercatore presso il Censis, e ne è anche il direttore generale dal 1993

1960

1970

1980

1990

2000

2010

Obama «Aumentare le tasse a chi ha»
I

za e la sua squilibrata distribuzione non siano più percepite come la risultanza di meriti individuali. Su 55 paesi, in testa ci sono gli statunitensi a sostenere che si è ricchi per merito e

Il presidente americano Obama vuole aumentare le tasse ai ricchi. «Dobbiamo fare una scelta. Se si tratta di ridurre il deficit e investire sul nostro futuro, dobbiamo chiedere agli americani della classe media di pagare ancora di più? O dobbiamo chiedere ad alcuni tra i più ricchi americani di pagare la loro giusta parte?». Obama esorta il Congresso ad adottare la proposta di Warren Buffett: «Alcuni la chiamano guerra tra classi. Ma chiedere a un miliardario di pagare almeno la stessa quota della sua segretaria è semplice buon senso».

impegno; noi siamo soltanto al 48esimo posto, più convinti che i soldi si accumulano con la fortuna e le relazioni personali. Fortuna, relazioni, e soprattutto eredità e doni ricevuti: secondo lo studio, i trasferimenti ricevuti sotto forma di eredità o donazioni rappresentano tra il 30 e il 55% della ricchezza netta delle famiglie. Insomma, «le evi-

Il discrimine dell’età Il denaro si concentra nelle mani dei vecchi I giovani sprofondano
denze disponibili - conclude lo studio - segnalano che il ruolo giocato dalle proprie scelte nel determinare il proprio livello di ricchezza non è poi così elevato, fornendo una conferma alle opinioni espresse dai cittadini italiani nelle indagini qualitative sopra richiamate e giustificando una certa propensione alla redistribuzione».

«Le diseguaglianze sono un grande tema dei nostri tempi. Ma senza fare stupido moralismo, la prima diseguaglianza è tra chi paga le tasse e chi no. La ricchezza nascosta è quella che crea più squilibri. Il problema dell'Italia è che non ci sono ricchi perché non produciamo più, abbiamo rallentato l'espansione verso il benessere. Mentre generiamo ricchi anti-sociali, che non hanno meriti a differenza di miliardi come Steve Jobs o Bill Gates che i soldi li hanno fatti perché sono stati geniali. Altra cosa è essere stati furbi».
Negli Usa, patria di Jobs e Gates, quanto a disuguaglianza va peggio.

mo che l'inflazione sia il male peggiore e che sia meglio rimettere a posto i conti».
Ma la sperequazione è soprattutto nella possibilità di accumulare un patrimonio.

«L'Italia è un Paese di imprenditori, di gente che s'è fatta da sé ma negli anni 60 e 70: sono sempre quelli lì. L'imprenditorialità giovanile è in calo. Solo parzialmente attutita dal fatto che ci sono molte imprese di stranieri. E non perché ci sia meno spirito d'iniziativa. Bisogna fare una banca per i giovani per finanziare il lavoro autonomo. Parlare di flessibilità in entrata o in uscita è solo ingegneria istituzionale, senza confronto con la realtà: vogliamo lavoro dipendente precario in un'economia che non lo chiede. Bisogna invece aumentare la produttività».
In cosa le differenze con gli altri paesi sono maggiori?

«Sì, da noi le disuguaglianze sono minori dell'11% rispetto agli Usa. Il nostro livello di disuguaglianza è pari a quello di Giappone e Regno Unito, mentre è superiore del 15% a Germania e Francia e del 35% alla Danimarca. Ma sistemi capitalistici come Giappone e Usa hanno una concezione diversa dall'Europa su conti pubblici e sviluppo: hanno più a cuore il fatto che gli ultimi vadano un po' più avanti. Noi pensia-

«Infatti la prima «Nell'affidabilidiseguaglianza è DISEGUAGLIANZE tà. Un altro quella generazio«Da noi sono minori aspettoloche rinale, non quella guarda svilupdell’11% rispetto po è quello della reddituale. I gioagli Stati Uniti» certezza delle vani che hanno difficoltà a entraregole. Se faccio re nel mondo del NORD E SUD un investimento lavoro sono quelanni e dopo «Il divario è ampio a 15 cambiano le li che non riuscidue ranno a rifare un come la Germania ce norme del settoprocesso dia ac- l’ha tra Est e Ovest» re non va bene. cumulazione paQuesta è l'affidatrimoniale. Ereditano la casa, bilità del Paese? C'è poi un'ulmagari. Ma non i risparmi che teriore disuguaglianza». vengono usati per la spesa corQuale? rente. E un'azienda che intacca «L'Italia ha una grande disuil proprio patrimonio se non tro- guaglianza di tipo geografico, va idee nuove chiude». tra il Nord e il Sud del paese. CoMa i dati mostrano come sia me la Germania ce l'ha tra Est diffusa l'idea che il merito ed Ovest. Ci sono fattori di carattere ambientale e storico non sia determinante. «Questo è un Paese che non che incidono in maniera preconsente di valorizzare qualsia- ponderante».

La “famiglia Walmart” ha tanti soldi come il 30% degli americani più poveri
Il caso Walton, i proprietari delle catene di supermercati
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

Non c’è niente di male ad essere ricchi, soprattutto in un paese come gli Stati Uniti, quando i soldi vengono fatti in maniera onesta. Se però una famiglia arriva a possedere una ricchezza equivalente a quella della metà dei cittadini del proprio paese, è inevitabile che la gente si ponga delle domande sulla giustizia sociale.

E’ il caso dei Walton, proprietari della catena di supermercati Walmart. L’anno scorso la professoressa Sylvia Allegretto, economista del lavoro presso la University of California di Berkeley, aveva calcolato che i sei membri della famiglia Walton che compaiono nella classifica degli americani più ricchi stilata dalla rivista Forbes, avevano un patrimonio complessivo equivalente a quello detenuto dal 30% più povero della popolazione degli Stati Uniti. In totale 69,7 miliardi di dollari, in base ai dati del 2007, cioé fra due o tre delle vecchie leggi finanziarie italiane. E come singole persone non erano neppure le

più ricche, perché in quello stesso anno Bill Gates valeva da solo 59 miliardi. Negli ultimi tempi le cose devono essersi messe ancora meglio per la famiglia Walton, perché il Financial Times adesso calcola che la loro ricchezza complessiva vale quella di altri 150 milioni di americani, ossia circa la metà dell’intera popolazione nazionale. L’autorevole quotidiano finanziario britannico usa queste cifre per proclamare che il "sogno americano" è finito, a causa di diverse ragioni. L’economia Usa sta frenando, mentre quella dei paesi emergenti sta correndo, e la politica non solo non riesce ad aggiustare le cose, ma con la sua

Fratelli fortunati
Qui accanto gli straricchi Jim, Alice e Rob Walton

litigiosità le complica. Il "sogno", poi, aveva la caratteristica di essere accessibile a tutti, ma queste disparità colossali nella distribuzione della ricchezza nazionale dimostrano che non è più così. Se la gente normale deve rassegnarsi a vincere la lotteria,

per immaginare una vita diversa, è chiaro che poi mancano le motivazioni a costruirsela invece col lavoro. Un altro elemento importante, poi, è l’influenza che i cittadini possono avere sul processo politico democratico, affinché si occupi dei loro

interessi, risolva i loro problemi, e apra delle opportunità per tutti. Questo ormai è un privilegio riservato quasi esclusivamente a chi può regalare milioni di dollari ai politici, per finanziare le loro campagne elettorali. Così l’unico potere che resta in mano all’americano medio è quello del suo singolo voto, ammesso che trovi la voglia di esercitare il diritto di andare alle urne, mentre il miliardario che apre il portafoglio va a cena alla Casa Bianca, e qualche volta si ferma anche a dormire nella stanza che era stata di Lincoln. Poco importa se poi i super ricchi cercano di compensare con la filantropia, come hanno appena fatto Rob e Melani Walton, regalando 27,5 milioni di dollari all’Arizona State University, affinché trovi soluzioni per favorire la sostenibilità delle nostre economie e società: a quanti può interessare di sostenere questo modello?

12 .Primo Piano

.LA STAMPA2012 LUNEDÌ 2 APRILE

U

BIRMANIA
LA SVOLTA
Hanno detto
Hillary Clinton Roberto Baggio Malgorzata Wasilewska

Gli Usa si congratulano con le persone che, spesso per la prima volta, hanno votato
Segretario di Stato Usa

Aung San Suu Kyi incarna alla perfezione l’eroe moderno: presto andrò a trovarla
Ex calciatore, buddhista

Queste elezioni hanno mostrato segnali molto incoraggianti sulla via delle riforme
Osservatore dell’Unione europea

Aung San Suu Kyi entra in Parlamento “Ha vinto il popolo”
Elezioni parziali: al suo partito fino a 40 seggi su 45 Ora si guarda al futuro, ma il regime è ancora forte
un comunicato improntato ancora alla moderazione e alla calma - che i membri della Nld e i loro sostenitori siano felici, in questo momento. Tuttavia, è necessario evitare comportaPAOLO MASTROLILLI menti e azioni che potrebbero urtare INVIATO A NEW YORK gli altri partiti e gli altri membri del processo politico. È molto importante che i militanti della Nld facciano haung Nyant, un contadi- particolare attenzione affinché il no birmano che coltiva successo del popolo sia celebrato in bamboo e noci di betel, ha maniera dignitosa». confessato alla Bbc che Aung San Suu Kyi era candidata sabato notte non è riusci- in un distretto molto povero che si to a dormire: «Troppo eccitato al- trova a Sud di Yangon, nel delta dell’idea di potere finalmente votare». E l’Irrawady. Laggiù la gente vive ancosi capisce, perché il successo ottenu- ra sulle palafitte di legno, bamboo e to ieri da Aung San Suu Kyi nelle ele- foglie di palma, ma ha seguito con zioni suppletive, e il suo ingresso in una passione finora sconosciuta la Parlamento, rappresentano un fatto campagna della «Signora», che ha gistorico. Si tratta solo del passo ini- rato tutti quei villaggi polverosi e ziale, però, a cui dovranno seguirne senza strade asfaltate, fino a sentirsi molti altri, prima di poter dire che il male. Però questo risultato, in attesa passato dittatoriale della Birmania della conferma ufficiale, era scontasta davvero finendo. to. I veri test erano lo svolgimento Ieri erano in palio 45 seggi, lasciati regolare delle elezioni in tutto il Paeliberi da parlamentari che nel frat- se, il numero dei seggi presi dalla tempo sono entrati nel governo e Nld, il ruolo che i nuovi parlamentari hanno dovuto abbandonare la carica dell’opposizione potranno effettivaper le regole sull’incompatibilità. Si mente svolgere nel governo del Paeerano presentati 176 candidati di 17 se, la soluzione del problema delle partiti diversi, più otto indipendenti, molte minoranze ancora oppresse, le per quello che doveva essere il primo riforme che dovrebbero servire anvoto libero dal 1990. che a favorire gli inAllora la National ATTESA DI 22 ANNI vestimenti internaLeague for DemoNel 1990 aveva trionfato zionali per bilanciacracy di Aung San re l’enorme influenma la giunta militare za della Cina. Suu Kyi vinse le elel’aveva messa agli arresti zioni, ma la giunta Il manager della militare annullò il campagna della risultato e mandò PRUDENZA Nld, U Nyan Win, lei agli arresti doLa «Signora» ha invitato ha denunciato oltre miciliari per quasi cinquanta irregolai suoi a festeggiare rità, come ad esemvent’anni. «in maniera dignitosa» pio la cera messa in Poco più di un anno fa il regime alcune schede sul ha deciso di cambiare linea, forse simbolo del partito, per poi cancellaperché intende davvero avviare la re il voto in fase di scrutinio. Ma gli transizione in un Paese isolato e im- osservatori internazionali hanno dipoverito, o forse solo per allentare chiarato di non aver notato brogli tali la pressione internazionale e con- da delegittimare il voto, anche se povincere Europa e Stati Uniti a to- trebbero ancora avvenire durante lo gliere le sanzioni economiche. Ha li- spoglio. Aung San Suu Kyi ha detto berato la premio Nobel per la pace e che non rimpiange di aver partecipaaltri prigionieri politici, ha avviato to, ma ora si tratta di vedere quanti timide riforme economiche, e ha dei 45 seggi in palio sono andati al permesso all’opposizione di parteci- suo partito. Le prime stime prevepare alle elezioni. dono che ne prenderà almeno 19, ma Secondo i portavoce della Nld, c’è chi conta di arrivare almeno a Aung San Suu Kyi ha vinto senza 40. È significativo che secondo i priproblemi il suo seggio a Kawhmu, ot- mi dati quattro candidati della Nld tenendo la maggioranza in 127 sezio- sono avanti rispetto ai loro avversani su 128. «È naturale - ha detto lei in ri del partito di governo, lo Union

La festa
I sostenitori del partito di Aung San Suu Kyi festeggiano a Yangon la città principale della Birmania

il caso

T

Un mosaico di popoli
ABITANTI
22

50.495.672
Cina SUPERFICIE

India
3

Bangladesh

2 2 7 7 1 6 6 1 6 4 1 4

676.577 kmq
PIL PRO CAPITE

1.693 dollari annui
(in Italia: 32.000) Laos

Myanmar

LE ETNIE
Burman

LEGENDA BIRMANO-TIBETANI Burman Chin Kachin Altri 1-2-3-4 KAREN Karen Kayan TAI Shan MON-KHMER 5-6-7

35.190.000
Yangon Mar delle Andamane Thailandia

68%
9%
7%
4%
3%
Centimetri - LA STAMPA

Shan

4.590.000
Karen

3.570.000
Kachin

2.040.000
Cinesi

1.530.000
adesso è il suo giudizio finale sullo svolgimento e l’esito delle elezioni: se le denunciasse, per Europa e Usa diventerebbe molto difficile procedere sulla strada della progressiva eliminazione delle sanzioni. Superato questo scoglio, bisognerà vedere che ruolo reale avranno i nuovi parlamentari. Nella Camera Bassa ci sono 440 seggi, e in

Solidarity and Development Party, anche nella capitale Naypyidaw, dove uno dei seggi in palio era quello appartenuto al presidente Thein Sein. Erano girate anche voci sulla possibile nomina della «Signora» a ministro, ma lei nelle settimane scorse le aveva smentite, perché non vuole rinunciare al posto in Parlamento. La cosa più importante

quella alta 224, un quarto dei quali sono assegnati direttamente dai militari. Anche se la Nld avesse vinto tutti i 45 seggi, il suo peso numerico sarebbe comunque irrilevante, a meno che il regime non decida di coinvolgerla effettivamente nella gestione del Paese. Un punto su cui Aung San Suu Kyi vorrebbe avere parola è il trattamen-

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

.

Primo Piano .13

«La Signora»
Una bambina bacia Aung San Suu Kyi nel collegio elettorale di Kawmhu dove è stata eletta ieri

La sua battaglia Dallaprigione alParlamento

19-06-1945
Figlia del padre della patria
1 Aung San Suu Kyi è nata

a Rangoon il 19 giugno 1945. Figlia del generale Aung San, uno degli artefici dell’indipendenza birmana dalla Gran Bretagna, ha vissuto quasi sempre all’estero (si è laureata a Oxford in Filosofia, Scienze Politiche ed Economia), fino al 1988.

Schede
Uno scrutatore mostra le schede elettorali con i voti per la National League for Democracy il partito d’opposizione

26-08-1988
Leader dell’opposizione
1 Appena tornata in patria

tiene uno storico comizio e fonda la Lega Nazionale per la Democrazia , che stravincerà le elezioni del 1990. Nel 1989 attacca direttamente il dittatore Ne Win. Viene messa per la prima volta agli arresti domiciliari, fino al ’95. Nel 1991 vince il premio Nobel per la Pace e devolve il ricavato per un progetto sanitario.

30-05-2003
Agli arresti domiciliari
1 Viene arrestata nuova-

mente nel 2000, poi liberata nel 2002. Nel maggio 2003 il suo convoglio elettorale viene attaccato da un gruppo armato. Alla fine dell’anno è di nuovo agli arresti domiciliari.

13-11-2010
La liberazione
1 Alla fine del 2010 è defi-

nitivamente rilasciata anche se in ritardo per la violazione degli arresti domiciliari da parte del mormone americano John William Yethaw che nel maggio 2009 era arrivato alla sua villa attraversando a nuoto un lago vicino.

Felici
Un gruppo di turiste occidentali celebra la vittoria con un ritratto della leader birmana in costume tradizionale

Intervista

GIORDANO STABILE

“È un passo decisivo verso la democrazia Sanzioni da rivedere”
Fassino: questa volta la Ue ha fatto bene
«L’Unione europea ha già dichiarato che in presenza di passi concreti era disposta a sospenderle. Del resto ha già rimodulato alcuni provvedimenti, come per esempio il regime dei visti per alcuni esponenti del nuovo governo, che sono stati facilitati».
Piero Fassino, ex inviato Ue in Birmania zionigeneralidel2015?

È
to delle minoranze, ignorate dal re- certa e complessa, anche il segretagime e in molti casi in guerra col go- rio di Stato americano Hillary Clinverno centrale. Suo padre aveva or- ton ha preferito usare la prudenza: ganizzato una conferenza negli Anni «È troppo presto per sapere cosa siQuaranta per risolvere questo pro- gnificano davvero i progressi degli blema, e lei vorrebbe ripercorrere le ultimi mesi, e se sono sostenibili. Non sue orme, perché giudica questo te- ci sono garanzie su ciò che attende il ma fondamentale per dare stabilità popolo birmano. Però, dopo aver pasalla Birmania. Poi l’orizzonte diven- sato la mia giornata a rispondere ad terebbe quello delle elezioni generali un brutale dittatore in Siria, che preferirebbe distrugdel 2015, quando la «Signora» avrebbe LE PRIORITÀ gere il suo Paese che lasettant’anni e poSono le minoranze piuttosto muovere sciarlo trebbe prendere davvero il potere. In la Costituzione e l’abolizione verso la libertà, è dei privilegi dei militari incoraggiante vevista di quell’appundere che anche i retamento, ammesso che arrivi, le sue priorità come par- gimi più repressivi possono riformarlamentare sarebbero tre: la questio- si, e anche le società più chiuse posne delle minoranze, l’introduzione di sono aprirsi». Le elezioni di ieri, in un vero Stato di diritto, e la riforma sostanza, hanno rappresentato un della costituzione, a partire dalla primo passo storico. Ma adesso la cocancellazione dei privilegi politici ri- munità internazionale dovrà vigilare, per vedere se si è trattato di un bluff servati ai militari. Di fronte a una situazione così in- o di una vera svolta.

un grande passo verso la democrazia. L’elezione di Aung San Suu Kyi è il punto di approdo di un processo cominciato un anno e mezzo fa e allo stesso tempo il punto di partenza di una nuova fase di cambiamenti democratici che appaiono sempre più irreversibili». Piero Fassino, dal 2007 al 2011 inviato speciale dell’UnioneEuropeaperlaBirmania,non nasconde la gioia, e l’emozione, di fronteallavittoriadi«unadonnadiincredibilepersonalitàecoraggio».Edifronte al successo della comunità internazionale che è riuscita ad accompagnare l’evoluzione positiva di uno dei regimi piùrepressividell’Asia.
Sindaco, quanto peserà sui futuri sviluppi politici, questo trionfo per AungSanSuuKyieilsuopartito?

«È un riconoscimento plebiscitario da parte dei birmani per una donna coraggiosa, che ha saputo interpretare la loro aspirazione alla libertà e alla democrazia. Non dimentichiamo che ha vissuto per 17 anni in quasi totale isolamento, eppure ha ritrovato subito un riconoscimento da parte della sua gente. Ma questa vittoria non ha solo un valore morale, è anche un importante segnale politico».
Dobbiamo aspettarci una accelerazione della transizione verso una pienademocrazia?

agire perché sia così. Anche perché in un anno sono successe tante cose. La liberazione di Suu Kyi, nel novembre 2010. Le elezioni generali, seppure controllate dal regime, che hanno portato in parlamento partiti ed esponenti dell’opposizione e delle minoranze etniche. È stato costituito un governo civile ed eletto un presidente, Thein Sein, che per quanto legato alla giunta sta scommettendo sull’apertura. Negli ultimi mesi, poi, è stata abolita la censura, liberati i prigionieri politici e il partito di Suu Kyi è stato nuovamente iscritto nel registro dei partiti. E infine è caduto il veto alla candidatura della leader birmana. Sono segnali che la comunità internazionale si aspettava».
A questo punto le sanzioni sono da rivedere? O dobbiamo aspettare le ele-

«Certamentehagiocatounruolopositivo e attivo nel sostenere Suu Kyi e nello sollecitare il regime ad aprirsi. Un ruolo determinate hanno avuto i Paesi asiatici, specialmente l’Indonesia, che nei decenni scorsi ha conosciuto un’evoluzione simile, dalla dittatura militare alla democrazia.LastessaCina,chehainteressi enormi nel Paese, non ha fin qui ostacolato il processo. E la Ue ha saputo mettere in campo un mix di sanzioni e dialogo, con la società civile locale e anche con il regime, che è risultato vincente. Anche se all’inizio c’era diffidenza». «Ricordo che appena assunsi l’incarico di inviato speciale, un Ambasciatore indiano mi disse: “Ma lei è europeo? Non avete già fatto abbastanza danni voi europei in Asia?”. Invece questa volta l’Europa ha dato un contributo a una buona causa».
Dapartedichi?

Possiamo parlare di vittoria della Comunitàinternazionale?

«Dobbiamo augurarci e in ogni caso

14 .Estero

.

g Dossier/
IRENE TINAGLI
RIO DE JANEIRO

T

utti pazzi per il Brasile: ormai non c’è dibattito, reportage o conferenza che non tocchi il tema della sua miracolosa crescita, ma, soprattutto, delle sue straordinarie politiche redistributive che hanno triplicato il reddito minimo, delle favelas sottratte alla criminalità, dei bambini restituiti alle scuole. Questa è l’immagine che ha conquistato l’entusiasmo di mezzo mondo, soprattutto di tanti intellettuali di sinistra che vi vedono un modello di sviluppo alternativo al rigore e al capitalismo occidentale, un modello che attenua le diseguaglianze anziché acuirle. Ed è un’immagine che rende orgogliosi i politici brasiliani, che la mostrano volentieri. Se qualche anno fa i politici erano furibondi con giornalisti e i turisti che si inerpicavano tra le favelas per fotografare o intervistare i capi del narcotraffico, oggi il «turismo di favela» è fiorentissimo e incoraggiato. Decine di motociclette
NON SOLTANTO SUSSIDI

Avviato sin dagli Anni 90 un percorso di liberalizzazioni e di stabilizzazione
ronzano alle pendici delle favelas offrendo gite ai turisti, su internet le agenzie propongono tour organizzati, e gli stessi poliziotti delle Unidades de Policía Pacificadora, le squadre inviate a «liberare» le favelas dalla criminalità, sollecitano i residenti a mostrare ai turisti le zone più significative. È normale, e anche giusto: restituire orgoglio al paese e ai suoi cittadini più umili non è cosa da poco. Eppure a girare le strade delle grandi città del Brasile ci si rende conto che il suo miracolo economico ha molte altre facce e sfumature. A guardare le frotte di giovani elegan-

La rinascita del Brasile tra crescita e modernità
Boom di investimenti esteri, salari triplicati e sviluppo delle nuove tecnologie
tissimi che persino nei giorni infrasettimanali affollano i locali glamour del quartiere di Jardim a San Paolo o Ipanema a Rio, dove un risotto ai funghi costa trenta euro, si capisce che questo non può essere trainato dall’aver portato il salario minimo a 280 euro. E parlando con tanti brasiliani «medi» - giovani ricercatori, imprenditori, studenti e impiegati – viene fuori che questa visione così riduttiva e semplificata del boom brasiliano li infastidisce anche un po’. In parte perché sanno che il paese ha ancora molti problemi, e in parte perché a leggere le storie che rimbalzano sui giornali internazionali pare che fino a pochi anni fa il Brasile fosse la terra di nessuno e i brasiliani fossero tutti poveracci scalzi, sporchi e ignoranti. La rinascita del Brasile invece ha radici più profonde e ha alle spalle politiche sociali ed economiche ben più articolate e complesse dei meri sussidi. È da questo lungo percorso, iniziato negli Anni Novanta con le misure di Fernando Henrique Cardoso che il Brasile ha iniziato ad alzare la testa. Da un lato le liberalizzazioni e privatizzazioni di Cardoso cominciarono ad aprire l’economia brasiliana agli investimenti e al commercio estero, contribuendo ad abbassare i prezzi delle importazioni e a rendere più efficiente la produzione interna. Dall’altro lato il profondo piano di stabilizzazione monetaria (il famoso Plano Real) mise sotto controllo l’inflazione folle di quegli anni, che cresceva del 1000-2000 percento all’anno e che aveva distrutto il potere d’acquisto

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

.

Primo Piano .15

Le economie emergenti
Il Paese in cifre
COLOMBIA

g
Boa Vista Oceano Atlantico

BRASILE
Salvador
PERÙ BOLIVIA

San Paolo
PARAGUAY

Rio De Janeiro

ARGENTINA

Porto Alegre

PIL

2.520 miliardi di dollari
È la sesta economia mondiale

1

2

3

4

5

6

CRESCITA PIL +2,7% sul 2010

In crescita
Sopra, un uomo d’affari a Sao Bento il quartiere finanziario di San Paolo A destra un operaio al lavoro per assemblare un generatore nell’impianto di produzione di energia idroelettrica di Taubate il più grande al mondo
Dati 2011

INVESTIMENTI ESTERI 65 miliardi di dollari(+168% sul 2010) POPOLAZIONE

192 milioni
TASSO DI DISOCCUPAZIONE 6% (10% nel 2006) SALARIO MEDIO 530 dollari al mese SALARIO MINIMO 370 dollari al mese FAMIGLIE IN STATO DI POVERTÀ

407 mila
Centimetri - LA STAMPA

dei cittadini e i loro risparmi. Misure di stabilizzazione che il governo di Lula, eletto nel 2003, si è ben guardato dal ribaltare, per non intaccare la credibilità e la fiducia dei mercati internazionali che il Brasile si stava costruendo. Non e’ un caso se, appena eletto, Lula nominò governatore della Banca Centrale Henrique Meirelles, un noto economista pro-mercato, impegnandosi poi, poco dopo l’elezione, a rimborsare interamente e con due anni di anticipo il prestito di quindici miliardi e mezzo di dollari che il Fondo Monetario Internazionale aveva concesso al Brasile nel 2002. Per non parlare delle misure durissime per ridurre la spesa e i debiti delle amministrazioni pubbliche e degli enti locali. Insomma, dietro ai miliardi elargiti in sussidi e assistenza, si nasconde un paese che da molti anni sta perseguendo politiche economiche articolate che toccano moltissimi ambiti e settori: stabilità finanziaria, lotta all’inflazione, ma anche investimenti in innovazione, ricerca, tecnologie. Oggi il Brasile è leader nelle tecnologie agroalimentari e nella produzione di biocarburanti, ha un’industria del software tra le più sviluppate del mondo, che continua a crescere a tassi elevati (attorno all’8% annuo), e ha un livello di diffusione di internet e computer paragonabili a quelli occidentali. Tutto questo non è il risultato di un miracolo improvviso o di politiche sociali, ma investimenti e politiche industriali mirate. Il Brasile ha visto infatti una L’attuale presidente del Brasile, Dilma Roussef, e il suo predecessore Luiz precoce e profonda modernizzazioInácio da Silva Lula: entrambi hanno proseguito il percorso di riforme ne e «digitalizzazione» sia del settointrapreso negli Anni Novanta dall’allora presidente Fernando Cardoso re privato che di quello pubblico, basta pensare che da quindici anni in Brasile si vota elettronicamente e questi palazzi che si trovano i mana- all’anno (il che significa spendere che già nel 2000 il Brasile spendeva ger e gli ingegneri rientrati dagli più del doppio, perché le tasse per le in ICT (tecnologie per la comunica- Stati Uniti per sviluppare piattafor- imprese sono altissime). Osservanzione e l’informazione) l’8,3% del me, applicazioni, tecnologie, campa- do e ascoltando questo Brasile si coproprio PIL – più del doppio di gne di pubblicità e comunicazione mincia a capire meglio la multidiquanto facesse l’India, e persino su- per il mercato brasiliano. Ed è qui mensionalità del «miracolo» e delle periore alla spesa statunitense. Per che le multinazionali approdano per politiche economiche e industriali vedere questo conquistare uno che lo sostengono. Si capisce inoltre Brasile moderno OLTRE IL TURISMO dei mercati più da dove arrivi tutta la domanda di e inaspettato non Lungo la costa di Rio de Janeiro appetitosi del auto, case e ristoranti eleganti che si bisogna arrampimondo. Con qual- vedono in giro, e cosa dia così tanta fioriscono le multinazionali con che sorpresa, co- energia e stimolo a questa gente. carsi sulle faveingegneri rientrati dagli Usa me quella di Tom- Persone che non vedono il loro paese las, ma scendere lungo la costa di maso Canonici, con gli occhi romantici con cui li Rio de Janeiro, oltrepassare le giovane manager italiano di guardiamo noi, con la nostra nostalspiagge affollate di Copacabana, un’azienda spagnola venuto qua per gia di un modo più giusto e solidale, Ipanema e Leblon, e scendere anco- allargare la sua squadra e che si è incontaminato da banche e globalizra, finchè non si arriva al quartiere sentito chiedere da giovani laureati zazione, ma che hanno una gran sete di Barra de Tijuca, o semplicemente più di quanto guadagni lui in Spa- di crescita e modernità, hanno vo«Barra»: una lunga spiaggia imma- gna. D’altronde il salario minimo sa- glia di mangiarsi il mondo. E mentre colata, giardini lussuosi ed enormi rà anche 280 euro al mese, ma un noi li guardiamo imbambolati hanno palazzi di vetro e acciaio. È dentro manager prende 80-100 mila euro già apparecchiato la tavola.

“Riforme e innovazione le chiavi del successo”
L’analista Goldstein: ma c’è il nodo pensioni

Intervista

non significa che lo stesso partito vinca sempre le elezioni, ma che tutto sommato c’è un relativo consenso su determinate politiche. Poi la ricchezza dell’agricoltura e dell’industria estrattiva. Ma è un paese che ha fatto molti sforzi in ricerca, innovazione e tecnologie. A questo occorre aggiungere l’imprenditorialità diffusa e l’arte d’arrangiarsi (il “jeitinho”),cheaiutanoarealizzareidee innovative». «Molte. La dipendenza dalla domanda internazionale per le materie prime ha sostituitolavulnerabilitàallecrisifinanziarie come criticità. Lo Stato è ancora troppo presente, e questo aumenta il costodelfareimpresaegeneracorruzione. Il sistema previdenziale è un’altra bomba ad orologeria: il Brasile spende in pensionecomesefosseunpaesevecchio e ricco, quando invece è giovane e appena uscito dalla povertà. Lo stato delle infrastrutture e la formazione di capitale umano, soprattutto nella scuola dell’obbligo,registranograndiritardi». «Ci sono 3 riflessioni da fare. La prima riguarda la “condizionalità” delle politiche sociali. Il Brasile ha condizionato i sussidi all’adozione di determinati comportamentidapartedellefamiglie:senonmandanoibambiniascuolaononfannolevisite mediche non ricevono il sussidio. Questa logica della “condizionalità” dell’aiuto danoifaticaadaffermarsi.Lasecondariguarda gli investimenti in ricerca e innovazione.IlBrasilelohafattoancheinambiti come la filosofia – un approccio lungimirantesesipensaall’evoluzionedisettori interdisciplinari come le scienze cognitive.Laterzariflessioneriguardalepoliticheindustriali.Noisiamodivisitraduevisioni estreme: da un lato la visione iper-liberista che crede nel perfetto funzionamento del mercato, dall’altro una concezionedipoliticaindustrialefattadiprotezioni e prebende. Di fronte a casi come il Brasilesiimponeunariflessionesullenostre politiche industriali, facendo però riferimento non ai mercati nazionali, ma a quelloeuropeo,cheoffreunamassacriticadi500milionidiconsumatori». [IRE. TIG]
Che lezioni possiamo trarre dal caso brasiliano? Ci sono debolezze all’interno di una crescitacosìsostenuta?

RIO DE JANEIRO

A

ndrea Goldstein senior economist dell’Ocse, è esperto di economie emergenti su cui ha pubblicato il libro «Bric: Brasile, Russia, India, Cina alla guida dell’economia globale» (il Mulino).
All’improvviso tutti si sono accorti della crescita del Brasile; ma quantoimprovvisaerecenteè?

La staffetta al governo

«Le basi le hanno poste le riforme del governoFernandoHenriqueCardoso negli anni Novanta, penso alla lotta all’iper-inflazione,all’aperturacommerciale,alleprivatizzazionieallariforma della regolamentazione. Non bisogna inoltrescordarel’immensosforzoprivato e pubblico fatto per migliorare la produttività dell’agricoltura, che ha permesso di intercettare la domanda cineseeasiaticadiproteineanimali».
Il Brasile, soprattutto con Lula, ha portato avanti consistenti politiche sociali e redistributive, non è un elemento che ha generato domandaestimolatolacrescita?

«La domanda aveva già beneficiato delle politiche anti-inflazionistiche. La drastica riduzione dell’inflazione ha consentito ai ceti deboli di recuperare potered’acquistoeaccederealcredito al consumo. Le politiche sociali sono servite ad aumentare la frequenza scolastica, migliorare la salute dei bambini e anche trasferire reddito monetarioallefamiglieeconsentendo loro di accedere a beni di consumo. E hanno contribuito a ridurre le ineguaglianze di reddito, che comunque rimangonotralepiùaltealmondo». «La stabilità politica sicuramente:
QualiipuntidiforzadelBrasile?

16 .Estero

.LA STAMPA2012 LUNEDÌ 2 APRILE

IERI A ISTANBUL IL SECONDO VERTICE DEI PAESI «AMICI»: PIENO APPOGGIO AL DOCUMENTO DI KOFI ANNAN

OGGI L’ALTA CORTE

Siria, uno stipendio per i ribelli “Servirà ad attrarre i disertori”
Soldi anti-Assad dai Paesi del Golfo. Gli Usa e l’Europa: da noi solo aiuti umanitari
MARCO BRESOLIN

Il premier del Kerala “I marò italiani a processo qui”
NEW DELHI

Sì al piano presentato da Kofi Annan, ma a patto che vengano fissate scadenze precise per il rispetto dei sei punti fissati. La seconda riunione degli «Amici della Siria», che ieri ha riunito a Istanbul i 74 Paesi che partecipano alla conferenza internazionale, ha dato «pieno appoggio» al piano di pace - che prevede «il cessate il fuoco», il ritiro dalle città e chiede di consentire l’accesso degli aiuti umanitari - approvato ma non ancora applicato da Assad. Ma la vera novità di giornata arriva dal Consiglio

SVOLTA IN EGITTO

Anche i Fratelli musulmani alle presidenziali
1

Nessuna richiesta di dimissioni al raiss Clinton: accetti il piano o «serie conseguenze»
Nazionale Siriano, la coalizione che raggruppa l’opposizione, riconosciuto dagli Amici come «principale interlocutore»: i membri dell’esercito siriano libero (Esl) riceveranno uno stipendio. Una notizia che potrebbe servire ad attrarre eventuali disertori che attualmente ancora militano tra le file delle forze militari di Assad. «Il Cns si prende in carico il pagamento degli stipendi di

I Fratelli Musulmani hanno deciso di candidare il loro numero due, Khairat el Shater, uomo d’affari di 62 anni, alla presidenza. La decisione della Confraternita, che già domina la scena politica egiziana, rovescia l’impegno preso un anno fa di non correre per la poltrona di Mubarak. Le presidenziali si terranno il 23 e il 24 maggio.

Una manifestazione in Siria contro il Presidente Bashar al Assad

tutti gli ufficiali, soldati e “resistenti” che fanno parte dell’Esl», ha affermato il presidente del Cns, Burhan Ghalioun. In realtà l’aiuto finanziario arriverà dall’esterno, ufficiosamente soltanto da alcuni Paesi arabi: si parla di cento milioni di dollari in arrivo da tre o quattro Paesi del Golfo. Ufficialmente, quindi, dagli Amici non arriverà alcun sostegno di tipo militare ai ribelli: gli Usa si sarebbero

infatti opposti alle richieste di Arabia Saudita e Qatar, temendo un’escalation di violenza. Ci saranno invece aiuti «umanitari» e «organizzativi» (circa 176 milioni): il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha spiegato che verranno fornite «apparecchiature di comunicazione» per documentare la repressione e «collegarsi al mondo esterno». Ma la stessa Clinton ha prospettato «serie con-

seguenze» se non cesseranno le uccisioni degli oppositori La mattinata ad Istanbul accompagnata da una manifestazione di 300 sostenitori del regime di Damasco - si era aperta con l’intransigenza del premier turco Erdogan, il quale aveva espresso la sua contrarietà al piano di Annan e a quello della Lega Araba perché «non prevedono le dimissioni di Assad», ribadendo la necessità

di «armare i siriani». Lo stesso segretario generale della Lega Araba, Nabil al Arabi, aveva chiesto di lanciare «appelli simultanei al Consiglio di sicurezza perché prenda una decisione vincolante ai sensi del capitolo 7 della Carta dell’Onu», che può prevedere l’intervento in un Paese in caso di «minacce alla pace». Proprio oggi Kofi Annan parlerà al Consiglio di sicurezza dell’Onu per «fissare un limite temporale» al piano di pace. «Il regime sarà giudicato dai fatti e non dalle sue promesse», si legge nel documento sottoscritto ieri a Istanbul dai partecipanti (assenti Cina, Russia e Iran), che nelle prossime settimane si incontreranno in Francia. Il sottosegretario italiano agli Esteri, Marta Dassù, ha sottolineato che anche tra i Paesi arabi ci sono «forti differenze» sull’ipotesi di armare l’opposizione siriana e ha inoltre espresso la «preoccupazione dell’Italia per l’accentuarsi di una guerra civile», anche perché potrebbe scatenare un «effetto regionale difficile da controllare», con un chiaro riferimento al Libano, dove è schierato un contingente italiano. Intanto in Siria si continua a morire: almeno 34 vittime ieri, tra cui 15 membri delle forze governative.

«Hanno commesso un reato che cade sotto gli effetti della legge indiana e devono quindi essere processati qui». Alla vigilia del pronunciamento dell'Alta Corte del Kerala che esaminerà il ricorso italiano relativo alla giurisdizione sul processo che coinvolge i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è il «chief minister» del Kerala, Oommen Chandy, ad accendere le polveri. Non è certo una posizione nuova quella espressa da Chandy, intransigente sin dalle prime ore sulla questione della giurisdizione, ma le sue parole riproposte a poche ore dal nuovo appuntamento, oggi a Kochi, hanno sollevato più di un interrogativo nella delegazione italiana che da sei settimane segue l'evolversi della situazione dei due marò incriminati per l'uccisione di due pescatori. Il sottosegretario agli Esteri italiano Staffan de Mistura, giunto ieri a New Delhi, ha rispedito al mittente la dichiarazione. «Mi auguro - ha detto - che la dichiarazione fosse solo improvvida e non avesse intenzione di influenzare la decisione» dell'Alta Corte. Oggi il sottosegretario si trasferirà a Trivandrum, capitale del Kerala, dove domani incontrerà i due marò ospitati in una sezione speciale del carcere centrale della città. [P. DM.]

il caso
DOMENICO QUIRICO

N

on lo dimenticheranno questo anno, i tuareg, e il periodo del «tagrets», le frescure che arrivano fino a maggio, l’ultimo fiato prima che avvampi la siccità. Grandi fatti stanno accadendo,tutto edavvero fluido e incerto come la sabbia che muta con i capricci del vento, sconvolgimenti come si verificarono solo nell’«essar van Koassen», l’era del ribelle che agli inizi del Novecento fece tremare gli europei ricacciandoli dal Sahara. Questa volta non è un «rezzou», una semplice razzia vittoriosa. A dicembre non per caso era apparsa nelcielolaGrandeOrsa,annunciozodiacale della rivolta. Sì, i tuareg hanno finalmente una terra, immensa,
SOGNO REALIZZATO
Miliziani tuareg in marcia nel deserto nel cuore del Mali. Dalla Libia sono tornati con razzi e armamenti moderni

vani ufficiali che si sono ribellati il 21 marzo, accusando il presidente Amadou Touré di essere un vile che non dava loro i mezzi per battersi con i ribelli, sta crollando. Hanno promesso di tornare alla costituzione, inviato emissari nei paesi vicini, terrorizzati dal contagio, per chiedere assistenza militare contro i «terroristi». Loro che sostenevano di avere la rabbia per vincere, al contrario dei generali corrotti, da «salon» come li irridevano, che intascavano i soldi invece di comprare le armi. Spesso la Storia si mette a rotolare per un particolare, un dettaglio secondario, insignificante: stavolta duemila guerrieri, appena duemila guerrieri. Erano i tuareg di Gheddafi, arruolati dal Colonnello che non si fidava dei libici. Quando il regime è crollato sono tornati a casa; ma con i loro modernissimi arsenali. Era un dettaglio nella grande
GOLPISTI NEL PANICO

Hanno rovesciato il presidente perché non dava loro armi Ma adesso non sanno che fare

In meno di tre mesi hanno conquistato un territorio più grande della Francia
più grande della Francia. Tutto il nord est del Mali è nelle loro mani, non solo le dune e le rocce, quelle non le hanno mai perdute, sono cosa loro. Lì si può gettare un reggimento, senza lasciare più traccia di qualche monetina in un campo nella stagione del raccolto. Ma sono loro anche le città, le odiate-amate città da cui veniva il pericolo, l’invasore. Anderamboukane, Abeibara, Ménaka, Tinzawaten, Tessalit: prese, espugnate, vuote delle loro guarnigioni di neri, la gente del sud che ha ereditato il potere dai francesi; sono fuggiti, hanno lasciato tutto dietro di sé, le divise, le armi, le scarpe per scappare più in fretta. E poi le bandiere dei tuareg, i loro kel diventati invincibili, sono a Kidal, crocevia di tut-

Cade anche Timbuctù i tuareg padroni del Mali
Duemila ex mercenari di Gheddafi hanno spazzato via i militari
te le carovane, la vena che tiene insieme tutto il nord est del Mali. E sabato è stata la volta di Gao. Restava ancora Timbuctù, la regina delle sabbie, 50 mila abitanti, con i suoi minareti schietti e snelli, gloria stanca della polvere, esausta del Tempo. Ieri dopo un breve bombardamento (sono ben armati stavolta i guerrieri del deserto, con lanciarazzi e cannoni) la città si è arresa. I soldati erano fuggiti, l’avevano affidata a una milizia araba lealista,almeno a parole.Si cerca sempre di nascondere una rotta, e la paura che l’accompagna: servono modeste bugie, ad esempio, lo scrupolo per i «rischi che correva la popolazione in caso di battaglia». Da est sono entrati gli uomini del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, la più grande formazione dei ribelli, comandati da Mohamed el Nadjin; da nord i salafiti di «Ansar dine». Sono andati, loro, subito alla ricerca dei bar e degli hotel per distruggere gli alcolici. Come a Gao, dove hanno incendiato e saccheggiato banche ed edifici pubblici. E aperto le prigioni. Tutto sta cambiando nel deserto: tra i tuareg i fanatici di Dio, che mietono seguaci in questi fedi finora tiepide, tentate dagli dei del deserto. Ma nel tempo della vittoria non c’ètempoperpreoccuparsi,l’Azawadè lì, uscita dai miraggi, figlia di appena tre mesi di lotta. A Bamako è il caos. Il potere dei gio-

«vittoria» libica, il tiranno eliminato, il petrolio che tornava a scorrere… Come potevano Sarkozy, Cameron, Obama occuparsi di duemila lanzichenecchi del deserto rimasti senza padrone? Ora quei duemila mercenari in cerca di una buona guerra stanno rovesciando il Sahel, uno dei bastioni del colonialismo ipocrita e residuale della Francia. E forse si dovrà azzardare una nuova guerra per mettere insieme i cocci. Chi è il nemico? È difficile definirlo. Non ci sono solo i tuareg che vogliono l’indipendenza dai neri del sud. Al loro fianco ci sono i salafiti di «Ansar dine». E il Movimento per l’unità e la jihad in Africa dell’Ovest: dissidenti (ma quanto?) di Al Qaeda, maliani e da mauretani. C’erano anche loro alla presa di Gao. I predicatori nelle moschee leggono la sura dei Rum: «Dio farà trionfare i fedeli, questo sarà per loro giorno di gioia. Essi dovranno il loro trionfo al braccio dell’Altissimo che protegge chi vuole, perché è potente e saggio…».

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Estero .17

Segreti fatali tra il Volga e il Tamigi

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1971 105 SPIE ESPULSE

1

CacciatI agenti che lavoravano sotto copertura all’ambasciata Urss di Londra

R

2006 LITVINENKO

2

L’ex colonnello del Kgb diventato dissidente muore avvelenato dal polonio

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2012 GORBUNTSOV

3

Agguato sotto casa all’ex banchiere russo È in coma in un ospedale segreto

il caso
ANDREA MALAGUTI CORRISPONDENTE DA LONDRA

Gran Bretagna Prestounalegge percontrollareilweb
1 Il governo britannico potrebbe

O

ra gli agenti dell’MI5, i servizi segreti di Sua Maestà, hanno paura di un bagno di sangue nelle strade di Londra. E lo scrivono sui documenti ufficiali che inviano nei tribunali del Regno. Quanti sono gli assassini mandati in giro da Ramzan Kadyrov per regolare vecchi conti? E quanti sono i dissidenti, i combattenti e i nemici finiti nella lista nera del leader ceceno amico di Putin? Perché è certo che la lista nera esiste. Uno è sicuramente l’ex attore Ahkmed Zakayev, ribattezzato dai tabloid il Lawerence Olivier di Grozny, amico di famiglia dell’aristocratica Vanessa Redgrave, comandante dei ribelli ceceni guidati da Dudayev, poi braccio destro di Maskhadov e quindi impegnato nel conflitto del 1999 prima di tentare una inutile mediazione con Mosca. Un uomo complesso, elegante, sfuggente, amato dagli attivisti per i diritti umani, rifugiatosi nella capitale britannica nel 2003 e odiato dal Cremlino, che lo ritiene una delle
LA LISTA NERA

presto essere in grado di controllare telefonate, sms, e-mail e navigazione su Internet di tutti coloro che vivono nel Regno Unito. La legge che lo consente - comunque solo su mandato di un giudice - sarà annunciata a maggio, ma i gruppi per la difesa dei diritti civili sono già sul piede di guerra per violazione della privacy. In base a quanto anticipato dalla «Bbc», le aziende di comunicazione telefonica e sul Web saranno obbligate a fornire informazioni in tempo reale su specifiche domande al Gchq, l’agenzia britannica di spionaggio elettronico, che potrà così identificare chi - individuo o gruppo - è in contatto con chi, quanto spesso e per quanto tempo. Il ministero degli Interni ha giustificato l’iniziativa come necessaria per combattere il crimine e il terrorismo, ma i gruppi a difesa delle libertà civili non ci stanno e promettono azioni di contrasto. Già i tentativi del precedente governo laburista di adottare misure simili erano falliti dopo una forte opposizione, anche dei Tory. Poliziotti inglesi pattugliano la capitale: sui Giochi Olimpici incombe anche il rischio di killer per conto di Mosca e Grozny

Il piano svelato dall’MI5 Nel mirino l’ex attore Zakayev braccio destro di Maskhadov
menti del sequestro di 850 spettatori al teatro Dubrovka nel 2002, da Kadyrov, che lo considera una minaccia per il suo velenoso potere, e persino dall’ala estremista dei suoi ex compagni di lotta, guerrieri musulmani che lo dipingono come un apostata venduto all’Occidente. Ma qui, più della sua storia, conta il suo futuro. E la condanna a morte che pende sulla sua testa, certificata da un documento venuto alla luce a pochi giorni dal tentato omicidio, nelle strade di Canary Wharf, dell’uomo d’affari German Gorbuntsov, crivellato dai colpi di un professionista arrivato dall’Est e ora ricoverato in fin di vita in un ospedale segreto vigilato da uomini armati. L’MI5 ha inviato alla Corte d’Appello un dossier in cui si oppone alla richiesta di asilo in Gran Bretagna

La “guerra” fra russi nelle strade di Londra
Nel mirino i nemici di Kadyrov, il leader ceceno vicino a Putin
di una ex guardia del corpo del tiranno ceceno, indicata in modo anonimo come E1. L’uomo, che nel 2009 uccise il ribelle Umar Israilov a Vienna su ordine di Kadyrov, è stato fermato a Heathrow lo scorso anno. Mentre lo portavano in cella ha chiesto asilo. La battaglia legale è in corso, ma secondo i documenti dei Servizi Segreti, E1 sarebbe il regista di un piano per far sparire i nemici di Mosca e di Grozny nel Regno Unito. «Ci sono più spie russe oggi a Londra di quante ce ne fossero ai tempi della Guerra Fredda. E non cambierà niente finché Putin controllerà il potere a Mosca. Continuerà a cercare di far del male a me e a tutti i suoi avversari politici», ha sostenuto Zakayev, senza sapere di replicare, in modo pressoché testuale, il giudizio espresso da Sir Christopher Meyer, ex ambasciatore inglese a Washington con quattro anni di esperienza diplomatica a Mosca. Quanti rischi corre veramente Londra nell’anno dei Giochi Olimpici? Scotland Yard si è messa in contatto con la polizia russa, cercando di riaprire una collaborazione interrotta nel 2006 dopo l’omicidio Litvinenko. Quando la Redgrave è venuta a conoscenza della «lista nera» ha abbracciato Zakayev e si è lasciata cadere su una panchina come se tutto il peso e il marciume della notizia le fossero pre-

cipitati addosso di botto. Più o meno la stessa reazione avuta dalla moglie di Gorbuntsov, ex titolare di banche in Russia e in Moldavia, testimone oculare, nel 2009, del tentato omicidio di Alexander Antonov da parte di tre ceceni inviati da qualche oscuro potente nelle strade di Mosca. Il giorno prima di essere raggiunto dai sei colpi alla schiena, si era sfogato con lei. «Mi seguono. E mi vogliono ammazzare. Non sono riusciti a farlo a Mosca. Vogliono farlo qui». E si era avvinghiato alla sua Larisa come uno che sta per annegare. Quindi aveva alzato il telefono e aveva chiamato l’amico Vladimir Antonov, il figlio di Alexander. «Ho paura». «Questa è la città più sorvegliata del mondo. Non può succederti nulla. E soprattutto non avrebbero il coraggio di colpirti a Londra», gli aveva risposto Antonov, che ieri ha raccontato l’episodio al Telegraph. «Evidentemente sbagliavo, lo scontro è iniziato», ha aggiunto spaventato, senza riuscire a togliersi di dosso un senso sudicio e scandaloso dell’esistenza.

DOPO LO STOP DI ROMA ALL’EXPORT DEL PENTOTHAL, LE ESECUZIONI SONO DIMINUITE

CITTÀ DI TORINO
Procedura aperta n. 4/2012 Avviso di rettifica e proroga termini
Affidamento dei servizi assicurativi del Comune di Torino per il periodo 30/06/2012 - 31/12/2017. Si segnala che è stato pubblicato un avviso di rettifica al capitolato speciale d’appalto ed è stata disposta proroga dei relativi termini. Per la visione in dettaglio si rinvia all’avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 2 aprile 2012, trasmesso alla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee il 23 marzo 2012 e visibile sul profilo Internet del committente al seguente indirizzo: http://www.comune.torino.it/appalti Torino, 21 marzo 2012
IL DIRETTORE DEL SERVIZIO CENTRALE CONTRATTI E APPALTI

CITTÀ DI TORINO
Avviso di procedura aperta n. 31/2012 per estratto C.U.P. C14E11000060004 - C.I.G. 3428407AF2
Oggetto: lavori di manutenzione straordinaria per la sicurezza dei luoghi di lavoro e interventi integrativi C.P.I. Importo totale: Euro 1.432.500,00. Il bando integrale, cui si fa rinvio per quanto riguarda i requisiti e le modalità di partecipazione, è in visione e può essere ritirato presso il Settore Appalti, Piazza Palazzo di Città 1, Torino. Sarà pubblicato sulla Gazzetta della Repubblica Italiana del 26 marzo 2012 e visibile sul sito Internet: http://www.comune.torino.it/appalti. Scadenza presentazione offerte: ore 10,00 di martedì 8 maggio 2012. Torino, 12 marzo 2012
IL DIRETTORE DEL SERVIZIO CENTRALE CONTRATTI E APPALTI

L’Italia frena il boia negli Usa
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

L

a notizia più interessante per noi italiani, però, è quella pubblicata dall’American Statesman di Austin. Nell’ultimo anno il costo di ogni esecuzione in Texas è salito di quindici volte, da 83,35 dollari a 1286,86. Motivo: la necessità di sostituire l’anestetico sodium thiopental, il Pentothal, che la compagnia americana Hospira avrebbe voluto produrre nel suo stabilimento di Liscate. Nel dicembre del 2010 la deputata radicale Elisabetta Zamparutti aveva presentato una mozione, approvata dal

Parlamento, che chiedeva di controllare l’intera filiera dell’anestetico per garantire che non venisse utilizzato per la pena di morte. Hospira aveva risposto bloccando la produzione del Pentothal, e un anno dopo si scopre che questa mossa italiana ha infilato un grosso bastone negli ingranaggi delle esecuzioni americane. Ogni iniezione letale, infatti, prevede l’uso di tre componenti: prima un anestetico come il Pentothal, per addormentare il condannato; poi il pancuronium bromide, per rilassare i muscoli e mascherare eventuali reazioni al dolore; infine il potassium chloride, per fermare il cuore. L’eliminazione del Pentothal ha messo nei guai diversi Stati, come Texas, Georgia, Oklahoma, Kentucky,

Arizona, Ohio, Mississippi e South Carolina, che sono stati costretti a cercare un’alternativa. La patria di George W. Bush e Rick Perry, che guida la classifica delle esecuzioni in America, lo ha trovato nel pentobarbital, altrimenti noto come Nembutal, un anestetico usato per l’eutanasia degli animali e venduto dall’azienda danese Lundbeck. Questo prodotto, però, costa molto più del Pentothal,equindihafattolievitare enormemente il prezzo delle esecuzioni.Inunmomentodicrisi economica, con il bilancio del Texas che ha un buco di 4,1 miliardi di dollari, tutto pesa. Come se non bastasse, poi, al problema economico se ne sta aggiungendo un altro politico. Dopo la Hospira, infatti, anche la Lundbeck è finita

sotto pressione, e ha deciso di vietare l’uso del Nembutal nelle camere della morte. Il Texas ha scorte solo per le cinque esecuzioni che prevede di condurre da qui alla fine dell’anno, e poi dovrà cercarsi un’altra alternativa. Qualcuno ipotizza di usare il Propofol, cioè il farmaco che uccise Michael Jackson, ma anche qui ci sono seri problemi di costi e di immagine. Nello stesso tempo Hospira è finita nuovamente nel mirino della comunità medica internazionale, che le ha scritto una lettera per impedire l’uso nelle esecuzioni degli altri due ingredienti che produce, il pancuronium bromide e il potassium chloride. Certamente non saranno solo questi ostacoli a fermare il boia, ma intanto la goccia scava la roccia.

dott.ssa Mariangela Rossato

dott.ssa Mariangela Rossato

Questi e molti altri avvisi li puoi trovare anche su internet

Consulta i siti www.legaleentieaste.it
Via G.G. Winckelmann, 1 - 20146 MILANO Tel. 02.244.24.611 - Fax 02.244.244.90 Via Marenco, 32 - 10126 TORINO Tel. 011.666.52.11 - Fax 011.666.53.00

www.lastampa.it

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18 Cronache

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

229
provette
Nel centro di conservazione sono andati distrutti 94 embrioni, 130 ovociti, oltre a 5 prelievi seminali

famiglie
Sul caso degli embrioni andati distrutti la procura di Roma ha aperto un’inchiesta

34

La notizia ha gettato nello sconforto molte famiglie: alcune si sono già rivolte agli avvocati per i danni

il caso
GRAZIA LONGO ROMA

E’

vero, come ribadisce l’ospedale, che l’allarme dell’impianto di crioconservazione era telematicamente collegato con la ditta che lo gestisce. Ma è altrettanto vero che un allarme sonoro e visivo è scattato anche al San Filippo Neri. Il guaio è che nessuno se ne è accorto. Il motivo? L’apparecchiatura dov’erano congelati gli embrioni (ne sono stati distrutti 94, oltre a 130 ovociti e 5 campioni di liquido seminale) si trova al primo piano seminterrato dell’ospedale, mentre il centro di fecondazione assistita è al secondo piano. «Nessuno poteva sentirlo» ammette il direttore generale Domenico Alessio che scarica tutte le responsabilità alla società di manutenzione «Air Liquide», leader assoluto nel settore. «Spetta a loro monitorare il funzionamento del sistema di crioconservazione, non all’ospedale. Tant’è vero che abbiamo appaltato l’attività al

Embrioni distrutti Sotto accusa l’allarme in ospedale
Al San Filippo nessuno ha sentito la sirena “È nel seminterrato, tre piani sotto il centro”
cento per cento». Sì, ma allora perché installare la sirena e il lampeggiante d’emergenza anche all’interno della struttura sanitaria? Se davvero non serve a nulla si poteva evitare di piazzarla, o no? Se lo chiedono anche molte delle 34 coppie in cura presso il Centro di Procreazione medicalmente assistita del San Filippo Neri. «Ho perso l’occasione di diventare mamma echi ha sbagliato deve pagare - stigmatizza Laura (nome di fantasia, ndr) -. Sinceramente non sapevo di questo allarme anche dentro l’ospedale, l’unica cosa che so è che io e mio marito ora ci troviamo ad affrontare una frustrazione e un dolore enormi». Oggi in procura è previsto un vertice per far definire se e per quale reato procedere. Poiché si tratta di un incidente e non di un fatto doloso, potrebbe essere configurato un reato di natura colposa, legato ad ipotesi di imperizia e di ne-

gligenza. Intanto l’ospedale chiama in causa la ditta. Francesco Timpano, direttore tecnico del Centro Pma del San Filippo Neri, ricorda che la mattina di martedì scorso è stato «avvisato dalla ditta che c’era un guasto all’impianto. Cinque minuti dopo ero di sotto e lì ho trovato un ingegnere dell’Air Liquide che stava cercando di capire cosa fosse successo. Era pallido, cadaverico. La temperatura dell’impianto era passata da -196 gradi a +20. In Italia non era mai successo». Timpano e Alessio, sottolineano inoltre che, diversamente da come accadi in altri centri, «da noi non è previsto il controllo costante da parte di un biologo perché l’impianto è altamente tecnologico, senza possibilità di interventi manuali, i in un laboratorio dedicato a queste pratiche e dotato di allarmi locali e remoti in funzione 24 ore, con una verifica automatica dei livelli e delle pressioni di esercizio». Andrea Saitta, direttore generale Air Liquide Sanità Service precisa che «è stata aperta un’indagine interna per accertare le cause dello svuotamento del serbatoio di azoto liquido che ha comportato il deterioramento del materiale biologico all’ospedale San Filippo Neri di Roma il 27 marzo». E aggiunge: «Siamo profondamente dispiaciuti. Siamo ancora
LE INDAGINI

In breve
Omicidio Rea

I due macedoni consegnano il Dna

I

Oggi in Procura a Roma un vertice per decidere quale reato contestare
più addolorati per le conseguenze procurate ai pazienti donatori e l’azienda si impegna al risarcimento dovuto, qualora vengano confermate aree di sua responsabilità». Nel frattempo non si placa la polemica a livello politico. Il presidente della commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino accusa la Regione di non aver autorizzato il Pma del San Filippo Neri. «L’ospedale attende l’accreditamento dal 2004 - sottolinea Marino -. Ora la Regione avvierà una ispezione. Si interviene con enorme ritardo, per controlli che avrebbero dovuto essere fatti preventivamente. Non hanno svolto il proprio dovere tre amministrazioni: la giunta Storace e quelle di Marrazzo e Polverini».

I due macedoni che il giudice di Teramo Marina Tommolini ha convocato per il 30 maggio prossimo nell’ambito del processo a Salvatore Parolisi (foto) si sono già recati in caserma ad Ascoli Piceno per farsi prelevare della saliva utile all’esame del Dna. I due operai hanno così risposto subito all’invito del giudice di Teramo e non hanno atteso l’udienza di fine maggio. Il giudice Marina Tommolini che deciderà le sorti del caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, processato perchè per l’accusa ha ucciso la moglie Melania Rea, non vuole lasciare zone d’ombra: per questo ha deciso di riesaminare circostanze già prese in considerazione dagli inquirenti.

Milano, evacuata

Malori alla shopville per i gas urticanti
I

Cristianamente è mancata all’affetto dei suoi cari

Nella Besso ved. Filippone
di anni 81 Lo annunciano i igli Marco e Roberto con la moglie Marilena. Funerali in Settimo Torinese martedì 3 aprile 2012 alle ore 10,30 parrocchia Santa Maria, Borgo Nuovo. Rosario lunedì 2 aprile ore 20 stessa parrocchia. – Settimo Torinese, 2 aprile 2012 O.F. Salcas - Settimo Torinese

Ci ha lasciato in punta di piedi come è sempre vissuta per raggiungere il suo adorato Carlo

E’ serenamente mancato

Paolo Silvio Rosa
anni 91 Lo annunciano i famigliari tutti. Le esequie saranno celebrate lunedì 2 aprile ore 17 a Corneliano. – Corneliano, 1 aprile 2012 Eurosia Maddalena Roberta e Anna si uniscono al dolore dell’ing. Valerio Rosa e a tutta la famiglia per la perdita del papà SILVIO. E’ mancato

Teresa Viano ved. Cozzi
Grazie mamma, che la terra ti sia lieve. Guerrino con Françoise, Mario con Enrica, Edoardo e Giorgio. Un grazie affettuoso alla cara Erika che ha saputo renderle lieve la sofferenza. Funerali in Rivalta, martedì 3 aprile ore 11,30 chiesa parrocchiale. – Sangano, 31 marzo 2012 O.F. Didero - tel. 011.9090133 Con la tua semplicità e la tua leggerezza hai reso la nostra vita migliore. Grazie. Giorgio, Edoardo, Erika e Noemi. Tu sei tornata dal tuo Carlin, io non potrò mai dimenticare quanto bene mi hai voluto. Piero. Sergio Mira Carlo Paolo ricorderanno sempre con affetto la cara TERE. Serenamente è mancata

Il centro commerciale Fiordaliso di Rozzano (Milano) ieri pomeriggio è stato evacuato per precauzione dai vigili del fuoco dopo che circa 60 persone hanno accusato difficoltà nella respirazione e lacrimazione agli occhi. È scattata l’emergenza e sono intervenute due automediche, tre mezzi di base e il mezzo di coordinamento maxiemergenze di Milano del 118. Secondo i primi accertamenti, si sarebbe trattato di uno scherzo compiuto da alcuni giovani con delle bombolette di gas urticante.

Napoli

A 11 e 14 anni rapinano quindicenne
I

“...e che il tuo corpo sia solo rose...”
(Ronsard) E’ mancata all’affetto dei suoi cari PROFESSORESSA

Ferminio Cazzoli
carrozzeria Diaz Lo annunciano: la moglie Margherita, i igli Gigliola, Roberto e Lorena, generi, nuora, nipoti e pronipoti. Funerali martedì 3 aprile ore 14,30 parrocchia SS. Trinità chiesa grande. Un particolare ringraziamento al reparto Medicina 5 ospedale Molinette del prof. Montrucchio per l’amorevole assistenza e professionalità. – Nichelino, 1 aprile 2012 O.F. Sola - tel. 011.6809050 E’ mancata

Felicita Giunipero Rocchia
Lo annunciano con immenso dolore i igli Luigi con Patrizia, Mariagrazia e Giorgio con Alessandra, gli adorati nipoti Alberto, Cristina, Claudia e Adele. Il S. Rosario verrà recitato lunedì 2 aprile alle ore 20,30 via Manzoni 2, Santena. I Funerali avranno luogo martedì 3 aprile alle ore 15 parrocchia SS. Pietro e Paolo, piazza Martiri della Libertà, Santena. – Santena, 2 aprile 2012 Adele Brunetti con Guido e Pietro partecipa al dolore della famiglia nel ricordo della cara FELICITA. Luca, Kirsten e Francesca, commossi, partecipano al dolore della famiglia. La famiglia Raimondo partecipa al dolore per la scomparsa della carissima amica

Elda Barbero ved. Minella
di anni 72 L’annunciano i igli Roberto e Sandro con Stefania e Daniela, i nipoti Carola, Nicolò, Tommaso e Chiara, il fratello Livio con Adele. Funerali martedì 3 aprile ore 16,30 nella parrocchia San Giacomo della Sala di Giaveno. S. Rosario lunedì 2 aprile ore 20,30 medesima parrocchia. – Giaveno, 1 aprile 2012 Ci ha lasciati una persona molto speciale. In questo momento di grande dolore ripercorro i tanti momenti vissuti in una vita di lavoro, costellata dal suo prezioso ed instancabile aiuto. La ricorderemo sempre. Valentino, Piera, Mario e Cristiana Canonico. Carlo Bacchetta e famiglia ricordano con affetto e riconoscenza la signora ELDA, persona speciale nella vita e nella professione. Ci lascia il suo modo di affrontare la vita, la passione nel lavoro e l’attenzione per gli altri. Ci mancherà. Colleghe e collaboratori studio Canonico Bacchetta. Antonella, Laura, Angela, Roby, Paolo, Lorys e Fabrizio sono vicini a Riccardo e famiglia per la perdita del papà

Franca Mandrino in Allemano
di anni 76 Lo annunciano i igli Nando e Ugo con le rispettive famiglie. S. Rosario lunedì 2 ore 20,30 chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine, Lingotto, via Nizza 355, Torino. Funerale martedì 3 alle ore 9,30 chiesa parrocchiale di Balzola (AL). – Torino, 2 aprile 2012 La Meraf S.p.A., Presidente, Direzione e dipendenti, con profondo cordoglio ed affetto ringraziano il signor

Due ragazzini di 11 e 14 anni armati di coltello hanno rapinato 10 euro a un quindicenne. Un bottino magro che i due amici hanno equamente diviso (5 euro a testa) prima di essere fermati dai poliziotti che dopo averli sorpresi li hanno inseguiti a piedi, e quindi bloccati e segnalati alla procura per i minorenni, L’episodio è accaduto a San Giorgio a Cremano, comune di circa 60 mila abitanti alla porte di Napoli.

Locri, arrestato

Il padre violentava la figlia dodicenne
I

Felicita Giunipero Rocchia
– Villastellone, 2 aprile 2012

QUINTA VOLTA NEL 2012

Alvaro Martini
per la lunga ed operosa collaborazione. – Settimo Torinese, 1 aprile 2012 Grazie per tutti gli anni di sincera e leale collaborazione. Sei stato un insostituibile aiuto, la tua costanza e caparbietà ci mancheranno molto. Giacomo Fantone e famiglia.

Eruzioni notturne, l’Etna dà spettacolo
I

Catania si è svegliata l’altra notte con una nuova spettacolare eruzione dell’Etna, la quinta dall’inizio dell’anno. Dalle 4 alle 5,30, la lava è colata dal nuovo cratere di Sud-Est, lasciando poi il posto a una serie di esplosioni a intermittenza. La cenere emessa dal vulcano è ricaduta sui centri abitati ai piedi del vulcano, tra cui Zafferana Etnea. La nuova fase eruttiva dell’Etna non ha avuto ripercussioni sul traffico aereo: l’aeroporto di Catania è regolarmente aperto. Tuttavia, il Dipartimento della Protezione civile, sul suo sito, «sulla base delle osservazioni visive e strumentali dei fenomeni vulcanici», ha emesso un avviso di «criticità elevata» per l’area sommitale del vulcano e di «criticità ordinaria» per le aree del medio versante e pedemontana.

Si stringono affettuosamente a Giorgio, Alessandra e famiglia: Gabriella e Stefano, Roberta e Claudio, Stefania e Gioacchino, Cristiana, Sara e Alessandro, Nicoletta e Daniele, Impera e Guido, Gabriella e Maurizio. Cristiano e Gloria partecipano al lutto di Giorgio e famiglia. Ricordando il carissimo amico

ANNIVERSARI
2008 2012

prof. Mario Gnavi
sempre presente nella nostra vita, Francesco e Lucetta Morino sono vicini a Maria con grande affetto. – Torino, 31 marzo 2012

Renzo Torta
– Torino, 1 aprile 2012

Chicca Richelmy
Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo così senza speranza.

La Finanza ha arrestato un uomo con l’accusa di violenza sessuale ai danni della figlia di 12 anni. Nei giorni scorsi la procura di Locri, dopo una segnalazione fatta alla Procura dei minori di Reggio Calabria, aveva autorizzato la Finanza a installare una telecamera e alcune cimici nell’abitazione dell’arrestato. Visionando i video e tutto il materiale probatorio, su ordine della Procura di Locri ieri pomeriggio l’uomo è stato arrestato. Separato dalla moglie, viveva con la bambina e ad altri due figli, che hanno comunque negato gli abusi del genitore sulla sorella.

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Cronache 19

Le infiltrazioni al Nord

R

IN PIEMONTE RAPPORTI CON LA POLITICA

1

Con le operazioni Minotauro e Alba Chiara arrestati ex sindaci e consiglieri

R

L’OPERAZIONE INFINITO E GLI APPALTI IN LOMBARDIA

2

La prima grande inchiesta della dda si conclude con una raffica di arresti

R

IN LIGURIA SCIOLTI COMUNI PER MAFIA

3

L’inquinamento è tale che vengono sciolti Bordighera e Ventimiglia

il caso
GUIDO RUOTOLO ROMA

Ha detto

ai Uno. In un talk show domenicale si parla dell’autostrada SalernoReggio Calabria. A un certo punto il deputato Guido Crosetto (Pdl) sbotta: «Io non vado più in Calabria ai convegni. Non so chi mi possa trovare accanto...». Un quadro desolante e inquietante: «Il problema è che il 95% dei calabresi è fatto da gente perbene. Ma quel 5% controlla quasi tutta la Calabria. Non c’è un chilo di cemento, un centimetro d’asfalto, un camion che non venga intercettato dalla ’ndrangheta...». Parole che possono sembrare forti, condanna a morte di una terra e di una popolazione. Ragiona adesso Crosetto: «Come è possibile che la Calabria detenga tutti i primati negativi? Al primo posto per l’indice di disoccupazione, all’ultimo per l’ambiente e il reddito?». L’analisi di Crosetto potrebbe
ANNO GIUDIZIARIO

R

L’esercito a San Luca, uno dei paesi simbolo dello strapotere della ’ndrangheta

«Il problema è che il 95% dei calabresi è fatto da gente perbene Ma quel 5% controlla quasi tutta la regione»

La relazione dei magistrati «L’indice di criminalità è del 27% della popolazione»
sembrare uno di quei luoghi comuni del prototipo del leghista militante, per dire del pregiudizio. E invece, quello che ha affermato ieri il piemontese Crosetto è molto meno di quanto emerge ufficialmente dagli atti giudiziari. Prendiamo per esempio il discorso sul 5% della popolazione che sarebbe a vocazione ’ndranghetista. Se per questo all’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario si è parlato di «un indice di densità criminale stimata al 27% della popolazione». Naturalmente, un dato abnorme, assurdo, probabilmente un errore di citazione di vecchi rapporti sugli affiliati alla ’ndrangheta. Però che l’onorata società sia una presenza radicata e numericamente significativa, è fuori discussione. Non c’è un centimetro della Salerno-Reggio Calabria che non abbia interessato la ’ndrangheta. Tanto è così che i lavori per il raddoppio dell’autostrada - che doveva unificare l’Italia, da Milano alla punta dello Stivale, Reggio Cala-

“La ’ndrangheta è ovunque” Deputato “cancella” la Calabria
Crosetto (Pdl): non ci vado più perché non so chi posso trovarmi accanto
bria - sono stati definiti «il più grande corpo di reato in Italia». Iniziati nel 1997, i lavori sono ancora in corso. Diverse inchieste giudiziarie, a partire dal 2002, hanno confermato le infiltrazioni ’ndranghetiste. Addirittura collaboratori di giustizia hanno parlato di una percentuale del 3% di pizzo che le grandi imprese (del Nord) hanno garantito alle ’ndrine. C’è un organigramma fornito da un collaboratore di giustizia sulla spartizione delle tangenti e dei subappalti dei lavori dell’autostrada: dal confine della Basilicata a Mormanno, le cosche di Castrovillari; da Mormanno a Tarsia, quelle della Sibaritide e di Cutro; Tarsia-Falerna, Cosenza; Falerna-Pizzo, Lamezia Terme; Pizzo-Serre, i Mancuso di Limbadi; Serre-Rosarno, i Pesce; Grasso lascia pochi margini alla speGioia Tauro, Piromalli; Palmi-Reg- ranza. «Può affermarsi senza tema gio Calabria, Alvaro e Tripoli. di smentita - si legge nel capitolo deOgni opera pubblica come la stes- dicato alla ’ndrangheta - che la ’nsa gestione delle forniture e degli ap- drangheta può essere definita una palti della sanità calabrese coinvol- presenza istituzionale strutturale ge la ’ndrangheta. nella società calaUna presenza LA PROCURA ANTIMAFIA brese, interlocuto«strutturale» della «Una presenza istituzionale re indefettibile di Calabria. ogni potere politico strutturale, interlocutore e amministrativo, Giovanni Falcoindefettibile del potere» partner necessario ne, a proposito di Cosa nostra, disse di ogni impresa nache essendo «un fatto umano, come zionale o multinazionale che abbia tutti i fatti umani ha un inizio e avrà ottenuto l’aggiudicazione di lavori anche una fine». Un messaggio di pubblici sul territorio regionale». speranza, per i siciliani. Per la ’nE l’onorevole Crosetto che teme drangheta, invece, la situazione non che chi gli siede accanto un giorno si è così. L’ultima relazione della Pro- scoprirà essere legato alla ’ndrancura nazionale antimafia di Piero gheta? Naturalmente pensando a interlocutori istituzionali e politici? Le recenti cronache giudiziarie, da Milano a Reggio Calabria, raccontano di consiglieri regionali e comunali calabresi arrestati, e poi consigli comunali sciolti per le infiltrazioni della ’ndrangheta. Il ceto politico calabrese alla corte della ’ndrangheta? Santi Zappalà, sindaco di Bagnara Calabra, candidato al Consiglio regionale della Calabria, nel corso della campagna elettorale del 2010 (sarà poi eletto e arrestato) si presenta dal latitante Giuseppe Pelle: «Vediamo se possiamo trovare un accordo, se ci sono le condizioni... io faccio una... una straordinaria, come si dice... affermazione elettorale, no? Per arrivare sicuramente nei primi tre, e non dico questo... però».

MONASTERACE NEL CAOS: «IL PAESE È INGOVERNABILE»

La solidarietà di Bersani non basta Il sindaco minacciato: “Lascio la politica”
Nove mesi fa a fuoco la sua farmacia Poi auto e saracinesca crivellate di colpi
GIULIA VELTRI MONASTERACE (RC)

«Mi hanno distrutto l’anima, non posso continuare a combattere a mani nude». Maria Carmela Lanzetta, 57 anni, ha gettato la spugna. Tre giorni fa ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Monasterace, piccolo centro della costa ionica in provincia di Reggio Calabria,

dopo l’ennesima intimidazione subita: colpi di pistola contro la sua auto e contro la serranda della farmacia di famiglia. Nove mesi fa il messaggio era stato ancora più inquietante: la farmacia distrutta dalle fiamme e la famiglia scampata solo per un pelo al fuoco e al fumo. Oggi il sindaco, eletta un anno fa a capo di una coalizione di centrosinistra, ha solo parole di amarezza. «Mollo perché non sono nelle condizioni di svolgere la mia funzione di primo cittadino. Non solo e non tanto per le minacce e le intimidazioni, ma perché non ho gli strumenti per realizzare ciò che avevo in mente». Nei giorni scorsi il paese è

sceso in piazza con una fiaccolata a suo sostegno; anche il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, le ha telefonato per manifestarle vicinanza e sostegno; attestati di stima e incoraggiamento piovono da tutta Italia. «Ringrazio tutti per la solidarietà - spiega l’ex sindaco ma rimango ferma nella mia decisione». Se dietro quei fori sulla carrozzeria della Panda ci sia la ’ndrangheta o meno, saranno la magistratura e le forze dell’ordine a stabilirlo, ma non è la paura delle cosche a interrompere il cammino dell’amministratrice: «Ho sempre improntato la mia attività pubblica alla massima

Sulla costa ionica
Nel paese di 3500 abitanti il sindaco non è riuscito a far pagare nemmeno l’acqua

dedizione per la mia comunità. Non ho mai percepito un euro di indennità, mai una missione pagata, sono sempre andata incontro a sacrifici immani per il paese ma ora devo fermarmi, perché non ha senso continuare». Lanzetta, sposata con due figli, confessa un senso di impoten-

za e di sostanziale solitudine. Le resistenze al cambiamento sono diffuse e incrostate. Anche la richiesta di pagamento dell’acqua da parte del Comune può apparire una «rivoluzione» da bloccare: «Per anni a Monasterace racconta l’ex sindaco - in pochi hanno pagato le bollette dell’ac-

qua. Da alcuni giorni, dopo mesi di solleciti, avvisi pubblici e manifesti in strada, insieme alla Giunta abbiamo deciso di interrompere l’erogazione per tutti i morosi». Apriti cielo. «Ma io - incalza Lanzetta - devo difendere il pensionato monoreddito che paga puntualmente e non occultare gli abusi». Un drammatico sentimento di fallimento: «Come posso parlare di turismo - chiede - se poi i corsi delle fiumane, dopo ogni pulizia, tornano a essere occupati da frigoriferi e divani vecchi?». Altre due donne sindaco sono arrivate a Monasterace per raccontare le proprie esperienze di amministratrici che hanno conosciuto le intimidazioni: Carolina Girasole di Isola Capo Rizzuto ed Elisabetta Tripodi di Rosarno. «Con loro, noi solide donne del sud faremo rete per una Calabria più giusta». Dimissioni revocabili? «Lascio - confessa - perché solo così posso difendere la gente perbene».

20 Cronache

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Le 5 isole dell'arcipelago delle Tremiti
1 San Domino la grande e turistica, priva di acque sorgive 2 San Nicola la più ricca di storia e cultura, oltre che centro amministrativo 3 Capraia a Nord dell'isola di San Nicola, è famosa per i suoi colori 4 Cretaccio isolotto di colore giallastro per la natura argillosa del suo terreno 3 5

Mare Adriatico
4 2

Isole Tremiti
IL PIANO Agli alloggi popolari sono stati destinati 7 ettari nelle isola di San Domino e San Nicola
Centimetri - LA STAMPA

1

5 Pianosa la più lontana, a circa 20 km a nord est, con una superficie di 11 ettari

COMUNE IN CRISI, DECISIONE CHOC DEL COMMISSARIO PREFETTIZIO

Tremiti all’asta Ambientalisti sul piede di guerra
In vendita sette ettari in due isole dell’arcipelago Il timore: arriverà il cemento dei villaggi turistici
CARMINE FESTA FOGGIA

Il conto alla rovescia
L’asta per la vendita dei terreni delle due isole è fissata: 26 aprile alle 10 in Consiglio comunale a San Domino

L’asta è fissata: 26 aprile, ore 10, nell’aula del Consiglio comunale a San Domino. Quel giorno andrà all'incanto un pezzo delle isole Tremiti. Il comune delle Tremiti è in crisi economica, il sindaco Giuseppe Calabrese si è dimesso tempo fa e la commissaria prefettizia Carmela Palumbo prova a vendere sette ettari disponibili nelle isole di San

Domino e San Nicola. Quei lotti sono stati inseriti nei Piani di edilizia economica e popolare approvati dalla Regione Puglia nel febbraio di due anni fa. Sono oltre 31 mila metri quadri a San Domino divisi in dieci porzioni con un prezzo di partenza di 370.536 euro ciascuno e di 37 mila metri quadri a San Nicola, dove si spera di poter ricavare almeno 363.825 euro per ogni lotto. Tutto nelle regole. Eppure sulle isole Diome-

dee la popolazione aspetta con preoccupazione la data dell' asta che si farà in municipio. Il

Prevista la costruzione di case, ma basterà cambiare la destinazione d’uso dei terreni
timore è che qualcuno possa cogliere questa occasione per comprare terreno prezioso,

ora destinato alla costruzione di case ma che domani, con un cambio di destinazione d'uso, potrebbe diventare il suolo sul quale costruire un villaggio turistico o un albergo. Bisognerà aspettare i mesi successivi all' aggiudicazione per sapere che i sospetti dagli isolani potrebbero realizzarsi. Per Carlo Fierro, presidente del Wwf di Foggia anche il turismo sulle isole andrebbe fatto «in punta di piedi», figu-

rarsi un incanto che mette in vendita lotti di terreno sui quali edificare costruzioni in cemento. «E’ proprio così - spiega - qui anche la normale edilizia residenziale potrebbe rappresentare un problema». L'asta irrita anche l'ex sindaco. Giuseppe Calabrese non lo dice apertamente, ma il suo lapidario «Ritengo che si tratti di un errore. E mi fermo qui», la dice lunga su quali siano i suoi sentimenti rispetto ad

una vendita di alcune porzioni del territorio che ha governato per venti anni in quattro mandati. Del resto fu proprio lui che nel 2009, in tempi altrettanto difficili di crisi economica provò a fare cassa mettendo in vendita l'isola di Pianosa. Prezzo di partenza, dieci milioni di euro. Risultato: asta deserta. Non si fece avanti neppure il suo amico Gheddafi, che con le isole Tremiti aveva sempre avuto un rapporto speciale, dove nel 1911 il governo Giolitti deportò i libici. Da allora il Colonnello aveva considerato le Tremiti una sorta di pertinenza della nazione africana, tanto da dichiarare le isole un arcipelago libico a tutti gli effetti. Il fronte del «no» è trasversale e compatto. Ma Luisa D'Ippolito, presidente locale del Fai (Fondo per l'Ambiente italiano) ha meno paura che dietro la vendita all'asta si possa nascondere il tentativo di una speculazione edilizia. Non per questo però D'Ippolito chiede meno vigilanza sulle procedure e sulle aggiudicazioni con un occhio particolare soprattutto a quanto potrebbe accadere dopo la vendita con il temutissimo cambio di destinazione d'uso. Il Fai, attraverso la sua presidente, delega tutto al prossimo sindaco nelle cui mani ricadranno gli effetti della vendita che inizia fra tre settimane. E così, aspettando le offerte, gli isolani si preparano a un'altra lunga vigilia, come quella che solo la scorsa estate aveva portato le Tremiti al centro dell'attenzione per una possibile trivellazione nell'area marina alla ricerca del petrolio in Adriatico. In quella occasione fece sentire la sua voce anche Lucio Dalla, cittadino da sempre di queste isole. Ora lui non c'è più. Ma gli isolani sono pronti a fare la loro parte. Anche in sua memoria.

il caso
LAURA ANELLO PALERMO

La “munnizza” soffoca Palermo
Scioperano gli spazzini, i rifiuti invadono la città. I medici: pronti a pulire le strade

incubo napoletano si palesa in pieno clima elettorale, con le montagne di «munnizza» che lambiscono i faccioni delle centinaia di candidati pronti a scendere in campo per le amministrative di inizio maggio. «Guardiamo al futuro», promette un aspirante consigliere. «Io sempre con voi», assicura un altro, mentre il pattume li assedia, li accerchia, li sovrasta. Palermo torna in piena emergenza, con duemila tonnellate di spazzatura distribuite con democratica equità tra centro e periferia, con le pale meccaniche a intervenire perfino per liberare appartamenti e uffici prigionieri dei sacchetti. L'altro giorno è rimasta chiusa in casa un'intera famiglia a Borgo Vecchio, il quartiere popolare nel cuore della città. E un centro dialisi non lontano dalla Cattedrale, in corso Pisani, attende ancora soccorsi. Un allarme partito dieci giorni fa, quando i lavoratori dell’Amia, l'azienda del Comune in amministrazione straordinaria che si occupa di raccolta e smaltimento, hanno incrociato le braccia, allarmati dalle ultime notizie sulla tenuta dei conti. A rischio c'erano gli stipendi di marzo. «Ve ne possiamo pagare solo metà», avevano fatto sapere i commissari ai sindacati pri-

L’

2000
tonnellate
E’ la quantità di immondizia che si è accumulata tra centro e periferia

2400
addetti
Lavorano all’Amia, azienda per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti

dente, Toti Amato. In realtà, i primi colletti bianchi si sono già dati da fare a fianco degli operai. Sono gli impiegati dell’Amia, che si sono fatti fotografare intenti a recuperare sacchetti «per dare un segnale di vicinanza alla città». Tutto mentre nella discarica di Bellolampo (non lontana dalla saturazione) si tampona con spese record la minaccia del percolato, il liquido inquinante prodotto da un trattamento dei rifiuti per così dire disinvolto. Una storia che rischia di costare all'ex sindaco Diego Cammarata il rinvio a
I DISAGI

dispetto dei duecentotrenta milioni di euro stanziati negli anni scorsi in via straordinaria dal governo Berlusconi, e subito finiti nel colabrodo di un servizio che a Palermo costa 98 euro a cittadino per ogni tonnellata di rifiuti, il doppio che a Torino. Adesso la scommessa è tenere in piedi un carrozzone con 2400 dipendenti. Una missione quasi impossibile, soprattutto

adesso che il Comune è sull'orlo del dissesto (la commissaria straordinaria ha dovuto varare un aumento notevole delle tasse per riuscire a chiudere il bilancio) e che i rubinetti romani si sono prosciugati. L'allarme spazzatura avanza inesorabile, mentre compattatori, pale meccaniche, gru e netturbini cercano di svuotare con un colino la nave già mezza affondata.

Una famiglia bloccata in casa dai cumuli; un centro dialisi attende i soccorsi
giudizio per reati che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica. Pesante, pesantissima, l'eredità della passata gestione dell'azienda. Celebre per avere impegnato i dirigenti in frequenti viaggi a Dubai per progetti mai concretizzati in altro che in mangiate e dormite di lusso, per l'assunzione senza concorso dei figli al posto dei padri e per altre munifiche iniziative che alla fine presidente l'attuale senatore Udc Enzo Galioto - hanno prodotto una voragine nei conti. Così l’Amia non è riuscita a evitare il commissariamento, a

ma che il Comune si risolvesse a saldare un vecchio debito da due milioni di euro che è servito a metterci una pezza. Ma la situazione è soltanto rattoppata, e il problema di un'aziendacolabrodo pronto nuovamente a esplodere. Intanto sono bastati quattro giorni di protesta - con tanto di blocco dei mezzi nel parcheggio, di picchetti all' ingresso e di strani sabotaggi per trasformare Palermo in una discarica. E mentre i turisti fuggono dagli alberghi, ogni

notte i vigili del fuoco affrontano la guerra contro i roghi di cataste e cassonetti: una media di cinquanta interventi ogni dodici ore. Così, se la Procura apre un' inchiesta al momento a carico di ignoti ipotizzando il reato di danno alla salute pubblica, l'Ordine dei medici punta il dito contro il rischio di epidemie e lancia una provocazione: «Ci sono diecimila di noi in tutta la Sicilia pronti a scendere in piazza per pulire», dice il presi-

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Società .21

Pausa pranzo, la rivoluzione culturale
Sempre più italiani si portano il pasto da casa. Per la crisi? Sì, ma anche per stare insieme e stare meglio

Tendenze
RAPHAËL ZANOTTI TORINO

Il pranzo fuori casa
PERSONE DI 3 ANNI E PIÙ (dati 2010 in migliaia) In mensa

Le parole per dirlo
Schiscetta
Il termine è di etimo incerto, ma di origine milanese. Viene da «schiacciare» poiché il cibo veniva schiacciato e poi chiuso ermeticamente o forse perché la forma schiacciata consentiva di metterlo in tasca o in borsa. ne a soldati e marinai per il rancio.

4.691
Al ristorante o trattoria

Lunch Box
Di importazione americana, indica un contenitore in cui si può trasportare un pasto intero.

T

ovagliette che spuntano sulle scrivanie tra un fax e un pc, sale riunioni trasformate in mense, baratti culinari realizzati all’ombra della macchinetta del caffè. Una nuova moda è esplosa negli uffici italiani: il ritorno del pranzo al sacco. Il pasto preparato a casa e consumato sul posto di lavoro prende terreno a scapito di tavole calde e bar, luoghi da sempre deputati alla pausa pranzo. Il baracchino di operaia memoria contagia nuove schiere di appassionati, dagli impiegati agli studenti. È la rivincita della schiscetta sull’Imperatore Panino.
Il fenomeno

1.866
In un bar

Centimetri - LA STAMPA

Bento Box
Il bento è il pasto portatile dei giapponesi, composto di carne o pesce, riso, verdure bollite o marinate. La scatola che lo contiene, spesso molto bella, ha radici antiche (nella foto a sinistra).

1.515
Sul posto di lavoro

Baracchino
Gavetta,portavivande.Èattestata a partire da metà Ottocento.

3.779 215 142,5
miliardi di euro per mangiare fuori casa (2010) miliardi di euro Spesa annuale degli italiani per mangiare (2010)

Gamella
Recipiente metallico in dotazio-

rano di riuscire, preparandoselo, a risparmiare dal 30 al 50% per ogni pasto.
Più attenzione alla salute

-2
miliardi di euro calo della spesa annuale durante la crisi (tra 2007 e 2011)

6.000
In Italia
La spesa per i pasti fuori casa scende da 5 anni

La riduzione dei pubblici esercizi nel 2011

Una recente ricerca del sito Internet «Occhio al trend» certifica il fenomeno: su un campione di 600 lavoratori tra i 20 e i 55 anni, il 53% si porta il pranzo da casa. La maggior parte lo fa per risparmiare (46%), ma c’è chi sceglie questa alternativa per mangiare
IL COSTO

giorno pranzano fuori casa vadano a caccia di alternative. E il pranzo al sacco sembra offrirle. I lavoratori intervistati da «Occhio al trend» dichia-

La schiscetta, tuttavia, non viene scelta solo perché più economica. Negli ultimi anni c’è stata una rivoluzione culturale. Se negli Anni 80 e 90 si era imposto il modello fast-food, negli anni 2000 si è visto un ritorno allo slow, alla ricerca dei sapori del territorio, alla qualità. La spesa per frutta e verdura è infatti aumentata del 9,5%, ma è aumentata anche quella per pasta e cereali (di circa il 19%). Dato dovuto ai tempi stretti della pausa

pranzo che impediscono un ritorno a casa. Il baracchino, però, permette non solo di mantenere ottimi standard di qualità, ma offre anche un altro vantaggio: la convivialità. Un aspetto che per gli italiani si dimostra fondamentale. Nel 2001 meno di un italiano su tre lo indicava come una caratteristica importante del pasto, dieci anni dopo la percentuale è salita al 34,5%. «Non a caso suggeriamo ai nostri associati, anche in tempi di crisi, di prestare particolare attenzione all’ambiente, alla comodità, alla piacevolezza delle sale da pranzo» dichiara ancora Sbraga.

53
per cento
È il numero dei lavoratori tra i 20 e i 55 anni che si portano il pranzo da casa secondo l’indagine del sito web «Occhio al trend». Molti lo fanno per risparmiare, ma ci sono anche altre motivazioni

Schiscetta on line

Il ritorno in auge dell’antica gamella non poteva non toccare internet. Sulla rete si moltiplicano le pagine dedicate alla schiscetta, alcune aziende hanno ripreso a produrle, sulla sua forma si esercitano i designer e fioccano i blog che suggeriscono ricette ad hoc per il mitico portavivande. Grazie alla rete i genitori degli studenti delle scuole milanesi sono riusciti a organizzare il primo «Schiscetta day», protesta partecipatissima contro la qualità delle mense gestite da Milano Ristorazione. Un successo che non sembra essere una moda passeggera.

Negli ultimi dieci anni la spesa per il pranzo fuori è cresciuta del 123%
IL MODELLO

Negli Anni 80 e 90 vinceva il fast food oggi siamo tutti slow
pasti sani ed equilibrati (29%) o per avere una maggiore varietà e scelta (19%). Dati su cui Luciano Sbraga, direttore dell’ufficio studi della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio, invita alla prudenza: «Se un italiano su due si portasse davvero il pranzo da casa assisteremo a un tracollo del settore. Quel campione non è rappresentativo, ma è vero, indica un trend. Un segnale rilevato, anche se in misura più contenuta, dalle nostre ricerche». Per Sbraga sono due le ragioni del cambio di abitudini alimentari degli italiani durante la pausa pranzo: da una parte la crisi, che invita a spendere meno; dall’altra la spinta salutista.
La crisi nel piatto

Le ricette a basso costo dello chef Marco Squizzato

Pane, scatolette, verdure e molta fantasia
STEFANO RIZZATO

La Federconsumatori, lo scorso novembre, ha dichiarato che la spesa per la pausa pranzo, negli ultimi dieci anni, è aumentata del 123%. Mangiare al bar o al self service per un mese può costare 270,82 euro. Negli ultimi tempi l’aumento dei prezzi nei punti ristoro è stato più basso dell’inflazione, ma dal 2001 una bottiglia d’acqua è aumentata del 217%, un tramezzino del 186%, una pizzetta rossa del 199%. D’altra parte, in Italia nel 2011 la spesa annuale delle famiglie per i pasti fuori casa è diminuita dell’11,3% con un picco nel NordOvest del 16,3% e una quota minore al Sud, con un -5,6%. Non stupisce, dunque, se i 12 milioni di italiani che ogni

P

ane, lattina e fantasia. Si possono riassumere così le regole di Marco Squizzato per una pausa pranzo autogestita che sia anche veloce, economica e gustosa. «Mangiare alla scrivania non significa dover rinunciare al gusto», sostiene lo chef, seguitissimo sul canale di video online YouTube per le sue ricette, rigorosamente a base di scatolette. «Anche quando il tempo a disposizione è poco e non c’è un fornello nei paraggi, le alternative esistono. Bisogna trovarle, essere un po’ creativi. Perché basta combinare nel modo giusto i migliori cibi pronti e in mezz’ora si può preparare un perfetto menu da ufficio».

Il libro Cucinaveloce eccoilmanuale
1 Il ritorno della schiscetta

Una ricetta a base di fagioli

Il timballo di carne

Squizzato, 42 anni, è autore verdure vendute già cotte al del libro «Un rompiscatole in vapore sono raccolte a pochi cucina» (edito da Sperling & passi dagli stabilimenti dove Kupfer), in cui vengono confedimostra come LA RIVELAZIONE zionate. E in scaanche lo scatola«I cibi in scatola tola si conservame possa trano benissimo». Spesso i vegesformarsi in possono essere buoni e a chilometri zero» tali, «leggeri e piatti da vero adatti a più comgourmet: «Non è vero che gli alimenti in scatola binazioni», come piega Squizsiano poco genuini: spesso le zato, sono la risorsa più impor-

crea nuovi punti di riferimenti. Uno di questi è Stefano Arturi, 45 anni, che dopo una «divertente quanto inutile laurea in cultural studies a Londra» (parole sue) si è dedicato alla cucina. È l’autore di «Pausa pranzo. Come stare lontano dai bar e vivere felici», Guido Tommasi Editore, con centinaia di ricette gustose e fantasiose. Arturi gestisce anche un blog (www.qbbq.wordpress.com) nel quale discetta di schiscette.

tante per la pausa pranzo faida-te. Qualche esempio? «Consiglio un piccolo timballo di carne in scatola, con olive nere tritate, uno spicchio di limone e cetrioli freschi. O i fagioli messicani, con verdure miste al vapore e uova sode preparate a casa». Con un menu del genere si può aiutare anche il portafoglio: «A prezzi molto contenuti, tra i 60 e i 70 euro al mese, si riesce a pranzare ogni giorno in modo creativo e vario». Senza rinunciare a un’alimentazione sana, anche quando il tempo a disposizione è davvero poco. «Il risparmio e la velocità sono importanti - dice Squizzato - ma non si deve mai dimenticare anche l’equilibrio nutrizionale, tra proteine, carboidrati e grassi».

W

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 22

BERTOLOTTO COLLEZIONE

N AT U R A

design Katarína Čermáková

LA PORTA COME OPERA D’ARTE INTEGRATA NEL VIVERE LA TUA CASA, LA TUA VITA, IL TUO STILE. LA PORTA BERTOLOTTO È TUTTO IL SAPERE DEL PIÙ IMPORTANTE PRODUTTORE ITALIANO DI PORTE PER INTERNI. LA PORTA BERTOLOTTO È SCELTA DI PERSONALITÀ.
www.bertolotto.com numero verde 800.034.392

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

23

Starbucks punta sulla Cina

La popolare catena di caffetterie Starbucks guarda alla Cina, che punta a far diventare il suo secondo maggior mercato (dopo gli Stati Uniti) triplicando i punti vendita, fino a 1.500 nel 2015. «Vediamo molte opportunità di crescita - afferma John Culver, numero uno per la Cina e l’Asia - soprattutto nelle città più piccole.

il caso
FRANCESCO MANACORDA MILANO

I

nossidabile. Giuseppe Guzzetti guiderà l’Acri, l’associazione che riunisce le Fondazioni bancarie e le casse di risparmio, per un altro triennio. Mercoledì l’assemblea, che delle Fondazioni. Quando nel riunisce 136 membri tra cui i 90 la legge Amato conferì loro maggiori azionisti del sistema le partecipazioni bancarie bancario italiano, lo eleggerà avrebbero dovuto procedere per un nuovo mandato trien- con il tempo a dismetterle. nale che scade nell’aprile 2015 Venti e passa anni dopo sono e approverà anche la Carta ancora là, con esempi eclatandelle Fondazioni; un docu- ti come quello di Cassamarca, mento fortemente voluto dal- che sempre per seguire Unilo stesso Guzzetti e che punta, credit, ha dovuto tagliare le nelle intenzioni di chi lo ha erogazioni e progetta di vendepredisposto, ad essere rifon- re gli immobili per fare cassa. dativo della categoria. Sul ruolo delle Fondazioni Classe 1934 - compirà 78 nelle banche, l'opinione di Guzanni a fine maggio - avvocato zetti è nota e reiterata. Come cassazionista anche se ha il ha ripetuto ancora qualche setvezzo di definirsi «un avvoca- timana fa in un’intervista al to di provincia», democristia- Corriere della Sera, esse «hanno ed ex presidente della Re- no aiutato le banche a restare gione Lombardia, Guzzetti è solide senza un euro di soldi dei alla presidenza della Fonda- contribuenti». e hanno sventazione Cariplo dal 1997 e alla to il pericolo di prese di controlguida dell’Acri dal 2000. Con lo da parte di soggetti esteri. Di il nuovo mandato si avvia fronte a queste posizioni ci soquindi a un quindicennio no episodi anche meno edificanininterrotto di rappresentan- ti. Ad esempio le Fondazioni za del mondo delle Fondazio- azioniste di Unicredit che ni. Segno che la categoria pri- orwellaniamente «più uguali» vilegia sopra ogni altra cosa degli altri soci dominano la gola continuità, ma anche l’en- vernance dell’istituto e puntanesimo riconono anche nella scimento delINOSSIDABILE nuova tornata di l’opera del preIl presidente in carica nomine a mantesidente. Nei nere poco meno passati dodici fin dal 2000 rivendica della metà dei poanni, a partire il contributo degli enti sti in consiglio dallo scontro pur avendo comvinto con l’alloI PROBLEMI plessivamente il ra ministro La crisi delle banche 13% del capitale; del Tesoro Giuo il caso della lio Tremonti, ha tagliato i dividendi Fondazione Mps Guzzetti ha sa- Soffrono le erogazioni che attaccata al puto infatti difeticcio della quofendere egregiamente l’inte- ta di maggioranza assoluta nelresse dei suoi associati. Un la banca ha perso l’occasione di interesse che spesso sostie- cedere capitale quando le quone coincida con il più ampio tazioni l’avrebbero gratificata interesse generale, specie in e si è ritrovata costretta, con olquesto periodo di crisi in cui tre un miliardo di debiti, a venil Welfare fatto con i soldi dere un 15% di Mps in suo posdelle Fondazioni si sostitui- sesso, perdendo quindi la magsce spesso a quello pubblico. gioranza assoluta senza incasIl nuovo mandato, che ver- sare alcun premio. rà affidato al presidente doConsapevole del momento podomani, non si annuncia di difficoltà delle mondo bancaperò dei più tranquilli. Pesa rio Fondazioni, Guzzetti ha lanil contraccolpo sulle Fonda- ciato già tempo l’idea della Carzioni della crisi bancaria. ta, che è uno strumento di autoUnicredit, Mps e Banco Po- disciplina per gli iscritti. Nei polare, per citare alcune del- principi, che ciascuna Fondale banche maggiori, quest’an- zione dovrà poi recepire nei no non hanno staccato il divi- propri statuti, si va dai «criteri dendo e hanno costretto i lo- prudenziali» negli investimenro enti azionisti ad attingere ti, all’impegno a non ingerire alle riserve per continuare la nella gestione operativa delle loro politica di erogazioni sul banche di cui si è azionisti, fino territorio. Su quegli istituti, a toccare il tema caldo della pocome Intesa Sanpaolo e Ubi, litica nelle Fondazioni, prescriche hanno invece staccato la vendo una «discontinuità temcedola nonostante i richiami porale tra incarico politico alla massima prudenza di svolto e incarico» negli organi Bankitalia, pesa il dubbio degli enti. Un principio che non che lo abbiano fatto anche impedirà certo l’attribuzione per le pressioni delle Fonda- della presidenza della torinese zioni azioniste. E proprio la Compagnia di San Paolo all’ex caduta delle quotazioni ban- sindaco Sergio Chiamparino, carie dal 2008 ad oggi - ac- che ha lasciato al sua carica pocompagnata da aumenti di litica circa un anno fa, ma che capitale che nel caso di Uni- potrebbe creare qualche intopcredit si sono ripetuti tre vol- po a un’eventuale marcia delte - ha sfiancato le Fondazio- l’ex presidente della Regione ni che in linea di massima e oggi parlamentare - Enzo hanno sottoscritto le loro Ghigo verso una candidatura il quote. In parallelo si è alzato prossimo anno alla presidenza il tono del dibattito sul ruolo di Fondazione Crt.

ECONOMIA FINANZA Guzzetti per altri tre anni al vertice delle Fondazioni
Politici e industriali

&

Giovedì l’assemblea Acri approva la Carta, vuole regolare anche i rapporti con la politica

Sergio Chiamparino
L’ex sindaco di Torino è stato indicato dal Comune alla presidenza della Compagnia di San Paolo

Paolo Biasi
E’ l’attuale presidente di Cariverona che è azionista di Unicredit. La sua azienda, che produce caldaie, è esposta verso la banca Giuseppe Guzzetti guiderà ancora l’Acri, l’associazione delle Fondazioni

Compagnia San Paolo Un «caso» Polliotto per il terzo mandato
I

CI SAR À LA FINE DEL MONDO?
ALLE ORIGINI DELL A

C’è ancora una questione da chiarire alla Compagnia di San Paolo, mentre la settimana prossima scade il termine per la designazione di 17 componenti del consiglio (altri 4 saranno cooptati). Lo statuto prevede che si possano esercitare in Compagnia al massimo due mandati, ma un chiarimento interpretativo arrivato dal ministero del Tesoro chiarirebbe che nel caso in cui i due mandati non siano stati ricoperti integralmente nulla impedirebbe un terzo mandato. E’ un’interpretazione che di fatto apre le porte al terzo incarico per la torinese Patrizia Polliotto (compagna del senatore pidiellino Aldo Scarabosio) e che potrebbe riguardare - ha scritto il Secolo XIX - anche il genovese Stefano Delle Piane. Sulla questione potrebbe pronunciarsi il collegio sindacale attuale, dopo la designazione. Secondo altre interpretazioni potrebbe invece essere il nuovo consiglio a decidere. Il pdl, che indica Polliotto, appare comunque in difficoltà a trovare una donna che la sostituisca in Compagnia.

PROFEZI A MAYA
Il 21.12.2012 si interrompe il calendario dei Maya. Questo fatto rinnova le nostre paure ancestrali della fine del mondo. Ma sarà proprio così? Come hanno fatto i Maya a giungere a questa catastrofica conclusione? Baima Bollone ci guida sia alla conoscenza delle reali catastrofi avvenute nel corso dei millenni sul nostro pianeta per terremoti ed eruzioni, sia all’esplorazione dei misteriosi monumenti megalitici sparsi in tutto il mondo, sia infine, dopo averla a lungo studiata, alla scoperta di questa straordinaria civiltà precolombiana, coniugando il più serio approccio scientifico multidisciplinare con un’esposizione chiara e divulgativa per spiegarci l’origine della profezia e i suoi significati più reconditi.
Il nuovo libro di

PIERLUIGI BAIMA BOLLONE
che analizza i segreti della profezia Maya

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

PER APPROVARE I DATI DI BILANCIO 2011

MORETTI E PASSERA LI PRESENTANO GIOVEDÌ

PRODOTTI DA «UNIQUE LIGHTS»

Fiat, mercoledì l’assemblea
Dopodomani al Lingotto di Torino si riunisce l’assemblea degli azionisti di Fiat Spa per approvare i dati di bilancio 2011.

I nuovi treni regionali Fs
Giovedì l’ad di Fs Mauro Moretti (foto) presenta col ministro dello Sviluppo Passera i primi treni per i pendolari da consegnare alle Regioni.

Energia -65% con i nuovi led
Unique Lights Italia fa risparmiare il 65% di energia elettrica nell’hub a Pavia di Tiesse Spa (trasporti e logistica).

INVESTIMENTI SI CAPOVOLGE LA TENDENZA DELLA SECONDA METÀ DEL 2011

Torna la voglia di rischio, più azioni e bond delle società
Forte afflusso di risorse verso i Paesi emergenti
GLAUCO MAGGI NEW YORK

L’andamento dei fondi comuni

La situazione finanziaria viene quasi sempre definita dagli analisti «incerta», che è il modo più prudente per non essere accusati di fare previsioni errate. Quella in cui si trovano oggi i mercati è qualcosa di diverso; non solo incerta, ma schizofrenica. Mentre gli indici delle principali Borse Usa dicono Toro - negli ultimi sei mesi sono salite attorno o sopra il 20%, si moltiplicano infatti le paure di una ricaduta in recessione negli stessi Stati Uniti (vedi i prezzi delle case e la fiducia dei consumatori in ribasso) e le prospettive di crescita negativa o comunque rallentata dell’Europa e della Cina. Mentre i bond delle economie periferiche europee vivono una fase di calma sempre in bilico (e i titoli greci hanno visto il rendimento del decennale salire dal 17,8% al 19,99% in una settimana, secondo

15,5
miliardi di euro
Questa la raccolta netta degli Etf nei primi due mesi del 2012

18%; la Corea del Sud è al +10,94% (dal -9%); il Brasile al +10,94% (dal -20%); Taiwan al + 15,98% (dal -20%); l’India al +14,05% (dal -36%); il Sud Africa al +8,77% (dal -12%); la Russia al + 14,95% (dal -19%). In dollari, il trend è ancora più marcato: la Cina, per esempio, è salita negli ultimi 3 mesi dell’11,87%, dopo che aveva ceduto il 20,71% nel corso del 2011. Gli indici generali per area, usati per i relativi Etf o come benchmark dei fondi relativi, mostrano uno stesso andamento: in dollari, l’Msci Emerging markets è al +14,24% quest’anno dopo aver perso il 19,28% nel 2011; Msci Latin America è al +14,25% dal -19,44%; Msci Est Europa è al +18,49% dal -22,69%; Msci Asia (senza Giappone) è al +14,54% dal –18,45%. In euro, il +11,02% dei primi tre mesi del 2012 per la Borsa cinese segue il –16,71% dei 12 mesi

2011. Cercare di capire il perché di rimbalzi in positivo così marcati, in assenza di dati fondamentali altrettanto netti, serve poco agli investitori: la volatilità è sempre una caratteristica peculiare di tutte le borse, e ancor più di quelle emergenti. L’esposizione alla variabilità dei prezzi può essere però contenuta con specifiche tecniche di selezione dei paesi e dei titoli da mettere nei panieri di fondi ed Etf, salvaguardando la diversificazione. E’ quanto offre la strategia Minimum Variance, minima variabilità, usata dalla Ossiam, che ha lanciato in marzo un Etf (con spese annue di gestione dello 0,75%) che si basa sull’Ossiam Emerging Markets Minimum Variance Index, calcolato da S&P e composto da almeno 80 titoli tra i più liquidi e meno volatili degli ultimi due anni.

Ma la situazione resta incerta fra ripresa e recessione o frenata in America e in Cina
Tradeweb, pur dopo il taglio del 53,5% nel valore e la riduzione nel pagamento degli interessi), gli investitori hanno mostrato un appetito per il rischio e sono tornati in massa a comprare Etf, con un certo entusiasmo anche per quelli esposti ai mercati azionari emergenti. Nei primi due mesi del 2012, scrive il Black Rock Investment Institute nel rapporto sul settore appena diffuso, la raccolta è stata di 15,5 miliardi di dollari (di cui 7,9 in febbraio, quasi la metà dei 18,4 miliardi di tutto il sistema nel mese). E la corsa verso categorie di investimenti rischiosi non si è limitata all’azionario: gli afflussi netti verso gli Etf in titoli obbligazionari high yield sono stati pari 2,7 miliardi in febbraio, poco meno dei 3,2 miliardi in Etf investment grade, ma in controtendenza rispetto agli Etf obbligazionari governativi che hanno subito riscatti per 2,5 miliardi di dollari. Dagli indici dei principali mercati emergenti (dati Bloomberg elaborati dalla società francese di Etf Ossiam) emerge il cambio di approccio e risultati che gli investitori hanno avuto nel 2011, se confrontato al primo trimestre di quest’anno. In euro, la Borsa in Cina è al +8,71% da gennaio, ma nel corso del 2011 aveva perso il

Quei contributi “silenti”, cioè senza pensione
il caso
ROSARIA TALARICO ROMA

Centimetri - LA STAMPA

ono silenti, proprio come la gran parte delle persone che non potranno riscuoterli. Categorie deboli che non finiscono sui giornali. Parliamo dei contributi silenti, cioè dei versamenti previdenziali che il lavoratore effettua durante la propria vita lavorativa e che però non danno diritto ad una pensione. Il problema nasce dal fatto che la legge prevede un limite minimo di contribuzione per poter accedere ad un trattamento previdenziale. E non si tratta di pochi casi isolati, dal momento che ormai la platea degli interessati si è notevolmente ampliata, arrivando a coinvolgere praticamente quasi tutti i lavoratori, con la riforma delle pensioni e l'introduzione erga omnes del sistema contributivo. È il caso, per esempio, di coloro che hanno

S

perso il lavoro non riuscendo poi a ricollocarsi sul mercato per ragioni anagrafiche o altro. Oppure di molte casalinghe di ritorno che hanno interrotto l'attività lavorativa per badare ai figli o agli anziani. O ancora di chi in seguito alla crisi è stato costretto ad accettare un lavoro in nero. L'allarme è stato lanciato dall'Ancot, l'Associazione dei consulenti tributari proprio ai problemi relativi alla gestione previdenziale (e in particolar modo ai contributi silenti) ha dedicato uno studio. «Presenteremo la nostra analisi che racconta l'evoluzione della gestione sperata nel nostro Paese - ha spiegato il preDISOCCUPATI E PRECARI

Troppi schiaffi
Dal lavoro e dalla previdenza i lavoratori precari ricevono un colpo dopo l’altro

La gestione separata dell’Inps incassa 8 miliardi annui ma eroga solo 300 milioni di prestazioni
sidente, di Ancot Arvedo Marinelli - nata come un sistema che doveva assicurare un trattamento previdenziale a chi non ha una cassa di riferimento, mentre nel corso degli anni questo progetto è stato snaturato diventando addirittura vessatorio per i lavoratori stessi». E vediamo come. Le categorie meno tutelate come i parasubordinati, i precari e chi esercita professioni non regolate da ordini professionali versano i contributi previdenziali alla gestione separata dell'Inps. Quel che non si sa è che il versamento è a fondo perduto. Cioè se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi saranno

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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DIFFUSI OGGI, INDICAZIONE PER LA CONGIUNTURA

Dati Istat sull’occupazione
Oggi l’Istat diffonde stima provvisoria su occupati e disoccupati relativa a febbraio 2012 e all’ultimo trimestre del 2011.

TUTTOSOLDI lavoro
DEVIAZIONE STANDARD ANNUALIZZATA

PERFORMANCE da: 29/03/2011 a: 29/03/2012

CREDITO TRA PERSONE IL SOCIAL LENDING NON RICHIEDE L’INTERMEDIAZIONE DELLE BANCHE

OBBLIGAZIONARI PAESI EMERGENTI
Bnp Paribas A.M.Sgr-Bnl Obbligazioni Emergenti EUR Pioneer Investment Mgmt-A Obbligazionario Paesi Emerg.Dis EUR FC Ob.Paesi Emergenti 13,83% 5,47% 9,53% 9,13% -2,20% 3,01% 13,41% -0,01% 8,85% 8,74% 8,74% 5,79% -4,75% 2,52% 10,96% -3,02% 5,22% 7,53% -3,00% 2,67% 6,85% -1,82% 2,64% 14,00% -3,75% 4,29% 4,01% 0,51% 1,80% 10,21% -21,67% -0,88% 7,63% -3,29% 2,20% 6,824 6,414 5,601 5,408 8,972 7,321 9,324 3,952 6,424 4,931 4,931 17,913 11,674 6,205 12,258 6,435 5,613 10,846 5,04 3,972 5,936 12,389 7,393 12,049 12,293 4,98 9,556 0,821 2,437 20,722 24,318 7,607 7,452 3,315 6,405

OBBLIGAZIONARI MISTI
Arca Sgr Spa-Arca Obbligazioni Europa EUR Sella Gestioni-Nordfondo Etico Obbligazionario Misto EUR FC Ob.Misti

Il prestito tra privati riparte con Smartika
Il sito riapre i battenti sulle orme di Zopa.it
Il nuovo inizio
Le prime richieste di prestiti sono state motivate da necessità di denaro per ristrutturare casa, per l’acquisto dell’auto e per consolidamento debiti e cure mediche

FC Ob.Internazionali Governativi
NorVega Sgr-A Obbligazionario Internazionale EUR Alpi Fondi Sgr Spa-Obbligazionario Internazionale EUR FC Ob.Int.Gov.

OBBLIGAZIONARI INT. CRP. IN. GRA.
Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Globali Corporate EUR FC Ob.Internazionali Corporate Investment Grade

OBBLIGAZIONARI FLESSIBILI
NorVega Sgr-Civ Forum Iulii Strategia EUR Consultinvest-A Reddito EUR FC Ob.Flessibili

OBBLIGAZIONARI EUROPEI GOV. ML TRM
Acomea Sgr-A1 Euro Obbligazionario EUR Anima Sgr Spa-Anima Obbligazionario Euro EUR FC Ob.Euro Governativi MLT

FC OB.EURO GOVERNATIVI BT
Acomea Sgr-A1 Breve Termine EUR Anima Sgr Spa-Salvadanaio EUR FC Ob.Euro Governativi BT

OBBLIGAZIONARI EUROPEI CRP. IN. GRA.
Arca Sgr Spa-Arca Bond Corporate EUR Anima Sgr Spa-Corporate Bond EUR FC Ob.Euro Corporate Investment Grade

OBBLIGAZIONARI ALTRE SPECIALIZ.
Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Dollari EUR Sella Gestioni-Nordfondo Obbligazionario Convertible EUR FC Ob.Altre Specializzazioni

SANDRA RICCIO TORINO

FONDI DI LIQUIDITÀ AREA EURO
Acomea Sgr-A1 Liquidita' EUR Aureo Gestioni Sgr Spa-Aureo Liquidita EUR FC Fondi di Liquidita Area Euro

FLESSIBILI
Azimut Gestione Fondi-Azimut Trend EUR Obiettivo Nordest Sicav-A Obiettivo Nordest EUR FC Flessibili

BILANCIATI OBBLIGAZIONARI
Arca Sgr Spa-Arca TE EUR Bnp Paribas A.M.Sgr-Bnl Protezione EUR FC Bilanciati Obbligazionari

Un prestito di poche migliaia di euro per ristrutturare casa, una somma un po' più sostanziosa per consolidare debiti pregressi, per comprarsi l’auto o per pagarsi le cure mediche. Sono le prime richieste, di piccoli privati ad altre persone in carne e ossa, con cui si è rimesso in moto il social lending, una pratica alternativa di credito personale, fatta direttamente dalle persone via web, senza bisogno dell’intermediazione della banca o di società finanziarie. Nata in Gran Bretagna nel 2005, questa formula è arrivata nel nostro Paese

7,8
per cento
È il tasso medio che hanno ottenuto i prestatori nel periodo di attività di Zopa.it (tasse escluse)

6,7
per cento
Il tasso da pagare per il prestito dipende dal merito di credito del richiedente Nella prima settimana sono stati erogati 9 prestiti con un Taeg tra il 6,7 e il 10%

AZIONARI ITALIA
Sella Gestioni-Gestnord Azioni Italia EUR Bnp Paribas A.M.Sgr-Bnl Azioni Italia Pmi EUR FC Az.Italia -12,03% 20,292 -25,27% 21,75 -16,74% 22,716 persi per il lavoratore e verranno usati per pagare le pensioni di altri. È come se un povero si mettesse a fare della beneficienza. Nel caso poi si maturasse il minimo contributivo previsto, la pensione ottenuta non supererebbe le cifre misere dell'assegno sociale. Secondo le stime dei Radicali italiani, unico partito ad aver mostrato sensibilità su questo tema, la gestione separata dell'Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi, ma ne restituisce sotto forma di prestazioni pensionistiche solo 300 milioni. «Anche quest'anno abbiamo deciso di sostenere le azioni di sensibilizzazione che i Radicali italiani insieme ad altre associazioni hanno deciso di attuare nei confronti delle istituzioni» ha aggiunto Marinelli. I parlamentari radicali hanno infatti presentato una proposta di legge («Delega al governo per l'introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico») che si pone proprio l'obiettivo di sovvertire la tendenza dello Stato italiano Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio.

Il ritorno dopo una pausa di oltre due anni dopo lo stop deciso da Bankitalia
con Zopa.it all’inizio del 2008. Il cammino si era interrotto però poco dopo, nell’estate del 2009, per l’intervento di Banca d’Italia che aveva messo i sigilli al sito che l’aveva cancellato dall’elenco degli intermediari finanziari. La stessa fine era toccata anche al concorrente Boober, arrivato quasi in contemporanea sul mercato e chiuso anche questo da Banca d’Italia. Lo stop non ha fermato i fondatori di Zopa.it che, dopo un’assenza di due anni e sette mesi, in cui hanno ottenuto le autorizzazioni necessarie per operare, hanno riaperto i battenti con nuovi soci (nel capitale non c’è più la casa madre Zopa.uk), una diversa ragione sociale (Spa), un nuovo nome e un nuovo sito. Il testimone è stato raccolto, in questi giorni, da Smartika.it, come Istituto di Pagamento autorizzato e vigilato

Fisco Ultimo giorno per aderire alle mini-liti
I

Entro oggi i contribuenti che vogliono fruire della chiusura agevolata delle mini-liti con il fisco, quelle sotto i 20.000 euro, dovranno provvedere al versamento dell’intera somma dovuta e presentare la relativa domanda. Questa può essere trasmessa in via telematica o presentata presso qualsiasi direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate. Gli importi dovuti per la definizione sono: 150 euro, se la lite è inferiore a 2mila euro; il 10% del valore della lite, se l’ultima sentenza è stata favorevole al contribuente; il 50% del valore della lite, se l’ultima sentenza è stata favorevole all’Agenzia; il 30% del valore della lite, se non c’è stata ancora alcuna sentenza. Da oggi parte poi il nuovo istituto della mediazione tributaria.

Carlo Vitali
E’ il marketing manager del portale Smartika.it Il settore è in crescita, nel 2011 il concorrente Lending Club negli Usa ha erogato prestiti per 260 milioni di dollari

da Banca d’Italia. La notizia era attesa tanto che la community Zopa (oltre 40mila utenti registrati) ha atteso per oltre due anni, periodo in cui sono stati assicurati i regolari ripagamenti dei prestiti ancora in essere, la ripresa dell’attività di social lending e si è riattivata velocemente su Smartika.it. Sul sito sono già attivi un migliaio di Prestatori Smartika che hanno immesso nel marketplace liquidità sufficiente per erogare i primi prestiti. Zopa.it, da inizio 2008 a metà 2009 aveva consentito a 5mila utenti di prendere a prestito e prestare oltre 7milioni di euro. La lunga pausa è servita per ottimizzare l’intero meccanismo. «Non prevediamo più i mercati a 12 mesi, gli importi dei prestiti sono stati abbassati anche alla soglia più piccola dei mille euro mentre il sistema delle offerte è stato semplificato» racconta Carlo Vitali, marketing manager della neonata realtà. In pratica su Smartika.it i richiedenti possono ottenere prestiti da 1.000 a 15.000 euro, rimborsabili in 24, 36 e 48 mesi, con un processo per molti versi simile a quello tradizionale, ma con alcune sostanziali differenze. Qual’è il vantaggio? Al termine della richiesta online il Richiedente sa immediatamente e realmente se può avere il prestito. «Il tasso d’interesse da pagare è basato sul merito creditizio di chi chiede denaro, rilevato attraverso l’interrogazione ad apposite banche dati, e sui tassi offerti al momento dai Prestatori» spiega Vitali. «Nella prima settimana a pieno regime abbiamo erogato nove prestiti per importi medi intorno ai 5.200 euro e con Taeg dal 6,74% al 10,90%. I Richiedenti sono prevalentemente quarantenni, molti di loro erano già stati clienti Zopa» racconta Vitali.

Il prestito è composto da centinaia di microprestiti di differenti Prestatori e viene restituito con rate mensili suddivise e accreditate da Smartika.it ai Prestatori per le microrate di spettanza. Il lato Prestatori è ancora più innovativo. Il Prestatore può offrire in prestito da 100 a 50.000 euro e l’importo offerto è frazionato su 50 diversi Richiedenti per minimizzare il rischio, Chi intende dare denaro può scegliere le tipologie, basate sul merito creditizio, di Richiedenti a cui prestare. Poi decide il tasso a cui offrire e lo aggiusta in base all’andamento della domanda e dell’offerta sul marketplace. Ha piena conoscenza sull’utilizzo del suo denaro e sull’andamento del proprio portafoglio prestiti. In più può cedere i suoi crediti ad altri Prestatori se ha urgenza di liquidità. Tra chi

Chi chiede denaro non deve aspettare La risposta arriva subito dopo la richiesta online
offre denaro abbiamo tanti prestatori del mondo bancario. Del resto chi meglio di loro può capire al bontà del modello» racconta Vitali. I tassi sono allettanti. Come riferimento, i Prestatori nel periodo di attività di Zopa. it hanno ottenuto il tasso medio del 7,8% (al lordo di commissioni, insolvenze e tasse). Il social lending è una pratica diffusa nel mondo. Attualmente sono più di 35 i siti operanti nei vari Paesi, con volumi di prestiti erogati che stanno diventando in alcuni casi significativi (nel 2011 Lending Club negli Stati Uniti ha erogato prestiti per 260 milioni di dollari. Zopa in Gran Bretagna occupa il 2% del mercato e pari a 60 milioni di sterline nell’anno passato).

26 TuttoSoldi

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

tuttolavoro

RAPPORTO SONO MOLTO RICHIESTI MA ANCHE SOTTOPAGATI

La sanità del futuro cerca 266 mila infermieri in 8 anni
Una professione che attrae i più giovani Nove su dieci trovano il posto in un anno
WALTER PASSERINI
Una professione ad alta reputazione e utilità sociale, che dà buone possibilità di lavoro, che potrebbe occupare altri 266mila laureati da qui al 2020, ma che offre stipendi troppo bassi.
Reputazione

PREVIDENZA, UN CANTIERE INFINITO

E

così a quattro mesi dalla riforma, che nel giro di qualche giorno ha fatto quello che i governi in 15 anni non si sono sentiti di fare, torna alla ribalta e nelle piazze la riforma delle pensioni. Lo spunto è la mancata soluzione del problema degli esodati nel Milleproroghe, che ha rinviato la patata bollente a un decreto entro giugno, e la questione dei costi delle ricongiunzioni onerose per chi ha contributi in diverse casse previdenziali. Ma il cantiere aperto delle pensioni non si ferma qui. Aspettiamo, infatti, oltre a un’opera di educazione previdenziale per i più giovani, prevista dalla legge, l’introduzione nel nostro sistema della «busta arancione», un estratto conto individuale dei contributi versati e la simulazione dell’ammontare della futura pensione. Ogni cittadino ha il diritto di sapere: l’informazione è un fattore di democrazia, che riduce le asimmetrie tra Stato e individui. Un’altra iniziativa sono le agevolazioni per la previdenza complementare di categoria, per integrare la futura pensione, che secondo i calcoli della Ragioneria dello Stato arriverà a malapena alla metà del reddito. Il contributivo ha cambiato il mondo, ognuno dovrà attrezzarsi.

Secondo il Rapporto sulle professioni infermieristiche realizzato dal Censis e promosso dall’Ipasvi (la Federazone collegi infermieri), cresce l’attrattività della professione. Più di otto italiani su dieci incoraggerebbe il figlio, un parente o amico a iscriversi al corso di laurea in Scienze infermieristiche: per l’alto valore sociale della professione e perché è di aiuto agli altri (76,6%); e perché consente di trovare facilmente lavoro (47%).
Occupazione

più infermieri in futuro e rischiamo di non averli; per il 29,7% perché la selezione dovrebbe basarsi sulla capacità degli studenti di sostenere il percorso di studi. Meno del 40% si dichiara favorevole al numero chiuso. Di questi, il 29,3% lo considera un buon modo per selezionare gli studenti e il 9,4% lo valuta positivamente, anche se ritiene che occorrerebbe ampliare il numero dei posti. Il numero chiuso rende di fatto inevitabile il ricorso a infermieri stranieri: il boom del periodo 2007-2010 ha registrato un incremento del 25%.
Gradimento

Il 90% dei laureati in Scienze infermieristiche trova lavoro entro un anno dalla laurea. E nella sanità del futuro le opportunità occupazionali saranno ancora migliori. Il Rapporto stima infatti in 266mila unità aggiuntive gli infermieri di cui l’Italia avrà bisogno nel 2020 rispetto agli attuali 391mila (nell'ipotesi che il rapporto infermieri-popolazione sia pari al modello olandese di 1.051 ogni 100mila abitanti); oppure in 91mila in più se si considera l’ipotesi francese (894 infermieri per 100mila abitanti). Il 68,5% degli italiani ritiene che ce ne siano pochi e che bisogna aumentarne il numero.
Accesso

Tre italiani su quattro che hanno avuto rapporti diretti o indiretti con gli infermieri valutano molto positivamente la loro attività. Apprezzate soprattutto le capacità tecnicoprofessionali (55,6%), la relazione con pazienti e familiari (51,2%), la cortesia e la gentilezza (44,7%). Ciò che ci si aspetta da un infermiere sono infatti la capacità di creare un buon clima e l'attenzione agli aspetti psicologici e umani (66%), insieme ovviamente a un ottimo livello tecnico-professionale (62,3%) e alla capacità di dare spiegazioni su diagnosi e terapie (25,5%).
Retribuzioni

Carta d'identità degli angeli in corsia
Infermieri professionali iscritti Ipasvi (2010)

375.185
+80 mila circa
infermieri nel periodo 2000-2010

6,6 per 1.000 abitanti

26,8%
Età

www.lastampa.it/lavoriincorso

Per quasi due italiani su tre il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Scienze infermieristiche è un errore. Per uno su tre perché serve avere

Solo l’8,6% lo ritiene un lavoro ben retribuito, per il 37% è anzi poco pagato; gli infermieri guadagnano poco (66,4%). Tuttavia una maggioranza altrettanto robusta (il 71%) ritiene che per il futuro quella infermieristica sia una professione destinata ad avere un maggiore riconoscimento, nel pubblico e nel privato, nel lavoro dipendente e in quello autonomo.

77% 10%

Donne

Stranieri

+254% 2000-2010

20,7
35-39 anni

20,9
40-44 anni

9,8
fino a 30 anni

La storia

C

on questo progetto vogliamo dimostrare che si può lavorare efficacemente nelle politiche di talent management, adottando comportamenti virtuosi tra aziende anche concorrenti tra loro, per aiutare i giovani a costruire percorsi di flessibilità mentale oltre che organizzativa e professionale, in grado di creare valore per le persone e per le imprese». È il programma di Ilaria Dalla Riva, Executive vicepresident risorse umane e organizzazione di Sky Italia, appena insediatasi nel ruolo di presidente per un semestre del Consorzio Elis. Il progetto si chiama Employability 2.0 e ha l’obiettivo di creare percorsi formativi e occupazionali per 100 brillanti neolaureati. Innovative le tecniche e i modelli utilizzati. Innanzitutto la «company rota-

Così si formano e si trattengono i giovani talenti
Saranno i cento laureati a scegliere l’azienda
tion»: si tratta di una «job rotation» a livello interaziendale. I giovani, dopo un primo mese di formazione, vengono inseriti in almeno tre diverse aziende appartenenti al Consorzio, per una durata che va da 18 a 24 mesi. Alla fine del percorso sarà lo stesso giovane a scegliere l’azienda in cui desidera farsi assumere: è il rovesciamento della selezione classica, in cui un giovane viene scelto dall’impresa, mentre in questo caso è il giovane a esprimere la volontà di entrare in una data azienda. L’operazione è complessa e costosa, ma dà il segno della possibilità di perseguire più efficaci politiche di ricerca e selezione dei più meritevoli. I costi di investimento pro-capite sono all'incirca di 10mila euro, oltre alla retribuzione del giovane, che è di 24-25mila euro. Questo modello vuol indicare al mondo della ricerca dei talenti una possibile strada, che fa giustizia da un lato della casualità con cui le imprese spesso si avvicinano alla generazione dei giovani talenti e dall’altra dello stereotipo della fuga dei cervelli: il progetto Employability 2.0 dimostra che scappare all’estero non è l’unica via che i giovani più dotati possono persegui-

re. Le selezioni avverranno nelle più importanti università italiane. Una struttura di selezione farà da vettore per la presa in carico dei giovani per il periodo. «Questi progetti e altri simili - prosegue Ilaria Dalla Riva - hanno bisogno di infrastrutture che agevolino e facilitino l’innovazione e la selezione dei giovani talenti. Il contesto italiano non sempre permette, per ragioni burocratiche, culturali e contrattuali, di realizzare la ricerca non convenzionale di talenti». La professionalità creata con il progetto è di tipo generalista e multi-funzione, oltre che multi-esperienziale. Finora hanno aderito al progetto aziende importanti tra le quali Birra Peroni, Enel, Fastweb, Ferrovie dello Stato, Finmeccanica, Lottomatica, Snam Rete Gas, Vodafone e Wind. Il Consorzio Elis (Educazione, Lavoro, Istruzione e Sport) celebra proprio quest’anno il ventennale dalla sua nascita. Fondato nel 1992, il Consorzio favorisce l’incontro tra il mondo universitario e le realtà aziendali, promuovendo l’integrazione tra scuola, università ed imprese e proponendo percorsi formativi di eccellenza, orientati all’acquisizione di competenze professionali e progettati sulle reali esigenze occupazionali. [W. P.]

W

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

TuttoSoldi 27

SONDAGGIO L’INDAGINE ESCLUSIVA HRC SUI TEMI PIÙ CALDI DELLA RIFORMA SECONDO 330 TOP MANAGER

Articolo 18 e ammortizzatori L’agenda dei capi del personale
Le priorità: detassare le retribuzioni ed estendere le tutele
MILANO

Affrontare con urgenza la revisione degli ammortizzatori e l’articolo 18, ma la priorità delle priorità risulta essere la detassazione degli stipendi, per migliorare il rapporto tra netto e lordo. E’ questa l’opinione dei responsabili risorse umane, interpellati dal network Hr community, che offrono spunti per la costruzione dell’agenda dello stesso governo.

modo pragmatico, i manager interpellati mettono al vertice delle priorità l’assoluta importanza di detassare gli stipendi. La pensa così più di un manager su due (53%), rimarcando la necessità di riprendere la dimenticata questione del cuneo fiscale e l’impegno a rivedere la stessa struttura della remunerazione e il rapporto tra retribuzione fissa e variabile. Solo per un mana-

del sistema non è una questione urgente sul tappeto.
Apprendistato

Necessari più sostegni alla formazione e più agevolazioni per le donne e i ragazzi
Articolo 18

Un’altra sorpresa è invece legata alla riproposizione dell’apprendistato come canale prevalente per l’ingresso al lavoro dei giovani. Qui il valore dell’urgenza è fortemente attutito. Addirittura per quattro manager su dieci non è affatto una priorità, mentre il 35% la considera una questione di media importanza e solo un manager su quattro la considera assolutamente urgente.
Contrattazione

L’indagine (realizzata nel mese di marzo su 330 tra top manager, direttori risorse umane e Hr manager dall’ufficio studi Hrc) rivela tra le priorità quella dell’articolo 18, ma stempera il clima arroventato in corso. Per il 42% è un'assoluta urgenza, ma per il 33% è assolutamente vero il contrario e non lo è affatto, mentre per uno su quattro è una media priorità.
Detassazione

Questa parte dell’indagine, che affronta l’opinione dei manager sulle semplificazioni contrattuali e la ridefinizione del sistema di relazioni industriali, si rivela la meno urgente. Tra le due, la ger su quattro non è una priorità, mentre il 22% la considera di media importanza.
Ammortizzatori

A sorpresa, ma non troppo per chi affronta i temi del lavoro in

La terza priorità assoluta risulta essere la revisione degli ammortizzatori sociali. La pensa così oltre un manager su tre (36%), a cui va aggiunto un altro terzo per quelli che la considerano una media priorità, mentre per il 31% la revisione

semplificazione delle forme contrattuali è quella meno rilevante, con un salomonico responso di media importanza (51%) e di una equivalente distribuzione tra l’assoluta rilevanza (25%) e l’assoluta non urgenza del tema (24%). Disinnescata, invece, con grande chiarezza la rilevanza della modifica delle dinamiche e del sistema di relazioni sindacali vigenti: il 46% la ritiene niente affatto urgente, a cui si aggiunge un 36% che le attribuisce una media importanza, contro una pattuglia sparuta di manager (18%) che la ritiene invece l’assoluta priorità.
Estensione tutele

ci ritengono che vadano riorientati a categorie che oggi ne sono prive. Un’ipotesi del tutto coerente con le linee tracciate dai provvedimenti in corso dell'attuale governo, caratterizzati da una forte impronta universalistica. Su questa partita si giocano infatti problemi di copertura sia dal lato dei costi e delle risorse, sia da quello di un modello non solo industrialista. Il modello prevalente indicato è quello dell’estensione di tutele a tutta la filiera delle realtà imprenditoriali, rendendole quindi onnicomprensive, per evitare penalizzazioni in particolare nei confronti delle piccole imprese. Oltre alla necessità di modulazione e articolazione degli ammortizzatori rispetto alle diverse realtà, viene condivisa anche la filosofia del percorso che va dalla tutela del singolo posto di lavoro a quella del lavoratore.
Governo

Una questione che sta a cuore agli Hr manager è quella dell’estensione delle tutele previste dagli ammortizzatori sociali. Qui, quasi sei manager su die-

Tra le priorità ulteriori che i manager e i dirigenti sottopongono all’agenda del governo per la riforma del lavoro vi sono infine la necessità di incentivi per il sostegno dell’occupazione femminile (sgravi fiscali e servizi), una politica mirata ai giovani e un deciso rafforzamento anche qualitativo dell' offerta di formazione.

Le occasioni
Nero Giardinii Gruppo Toscano Fondazione Crui Carnegie GiDay

Nel made in Italy 1500 posti
I

Nell’immobiliare 200 opportunità
I

Qui trentatré tirocini in economia e finanza
I

Nuovi consulenti nella formazione
I

Questi i primi passi nel mondo del lavoro
I

Sarà l’apertura di altri 500 negozi monomarca per calzature, accessori e abbigliamento a creare oltre 1.500 posti di lavoro su tutto il territorio nazionale. L'azienda si chiama Nero Giardini ed è uno dei nomi più importanti del made in Italy. Il programma di espansione è già partito e si svilupperà entro il prossimo triennio. Per candidarsi c'è la mail:risorseumane@nerogiardini.it.

Duecento opportunità di lavoro nel settore immobiliare vengono offerte dal gruppo Toscano, che da 30 anni opera a livello nazionale e internazionale, che ricerca agenti e consulenti nell’immobiliare. Il gruppo opera anche nel campo finanziario e in quello dei traslochi. Sviluppata anche l’attività in franchising. Inviare i curriculum a www.gruppotoscano.it, sezione Lavora con noi.

Sono 33 i posti per partecipare ai tirocini per laureati della Scuola superiore dell’economia e delle finanze, promossi e gestiti insieme alla Fondazione Crui. Le opportunità, che prevedono borse di studio, hanno la durata di sei mesi da metà giugno a metà dicembre e si svolgeranno a Roma, Milano, Torino, Bologna, Bari e Palermo. Le domande vanno presentate entro il 13 aprile al sito www.crui.it/tirocini.

Dale Carnegie Italia, società attiva nella formazione che in questo 2012 compie 100 anni di attività, ricerca consulenti commerciali da inserire nelle sedi di Roma e Milano. Ai candidati, oltre alla conoscenza del mercato e a spiccate capacità relazionali e negoziali, viene richiesto talento per sentirsi risorsa all’interno del team e valore aggiunto per i clienti. I requisiti sono indicati al sito www.dalecarnegie.it.

Seconda tappa del GiDay a Torino lunedì 16 aprile, focalizzata sul primo contatto dei giovani con le aziende aderenti all’iniziativa. Si terrà dalle 8.30 alle 18.00, presso il polo museale Ogr di Torino in Corso Castelfidardo, 22. Per partecipare è necessario registrarsi su www.gigroup.it/giday inviando il cv. Segnalare offerte di lavoro e corsi di formazione a tuttolavoro@lastampa.it

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Per uno speciale accordo intervenuto con INTESA-SAN PAOLO e con UNICREDIT, gli avvisi possono essere ordinati presso tutte le Sedi o Dipendenze di tutte queste Banche esistenti in Italia. In tema di offerte di impiego o lavoro, l’Editore ricorda che la legge 9.12.1977 nº 903 vieta discriminazioni sul sesso e la legge 10.9.2003 nº276, vieta la pubblicazione di avvisi effettuati in forma anonima, e l’inserzionista è impegnato a rispettare tali leggi.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

La posta di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT

Le lettere vanno spedite alla redazione di tuttosoldi in via Marenco, 32

Quando i fondi cambiano nome
In accordo con la Ue, Assogestioni ha tolto il messaggio della Liquidità inserendo quello puramente classificatorio di Mercato Monetario
I

Con la ricongiunzione lei otterrebbe il più favorevole calcolo retributivo della pensione potendo raggiungere più di 18 anni entro il 1995. Quindi la ricongiunzione è molto produttiva di benefici effetti. Ma per prendere una decisione ponderata lei deve mettere sulla bilancia anche il costo dell'operazione, che non dovrebbe essere leggero data la sua età e il numero di anni Inps da trasferire.

Quando si presenta la domanda?
I

Dipendente e poi artigiana
I

Che cosa vogliono dire le novità comunicate da Assogestioni di recente sui fondi a breve in titoli pubblici? Prima si chiamavano di Liquidità, ora sono Fondi di Mercato Monetario. Inoltre, il limite minimo di rating previsto per le emissioni sovrane detenute dai fondi citati è sceso da A2 (Moody’s) e A (S&P) al livello investment grade, ossia Baa3 (Moody’s) e BBB(S&P).
G.U. e-mail

che governative nel mondo) decise, in ossequio alla mai sazia fame di regole, di mettere nei regolamenti dei fondi dei limiti di investimento per la composizione dei portafogli basandosi sui rating di società commerciali esterne (Mooody’s e S&P, appunto), fece un errore. Contribuì impropriamente a dare per decreto alle agenzie, che operano a scopo di lucro e offrono solo una consulenza notarile a posteriori sulla affidabilità dei debitori, il ruolo ufficiale (e monopolistico) di giudici e, di riflesso, di gestori.

za, non in base a un forfait percentuale. La norma è considerata inderogabile da accordi diversi dal codice civile.

Lavoro al Comune dal 1989
I

Ente di ricerca statale
I

Prendiamo le norme sull’acqua potabile. Per essere consumata senza rischio il sindaco fissa, poniamo, un tasso minimo di 4 in una scala da 1 a 5 (5 è la massima garanzia di purezza). Tutto ok finchè il tasso negli acquedotti si mantiene sopra 4. Per un fatto esterno, a un certo punto gli acquedotti diventano meno sani, e l’acqua scende, poniamo, al livello di purezza 3. Che cosa fa il sindaco, che non ha alcun potere di riportare il tasso sopra 4? Cambia la legge e stabilisce che l’acqua, da adesso, è potabile al tasso minimo di 3. Così il Tesoro italiano, siccome vuole ovviamente che i fondi in strumenti «sicuri» e a breve termine possano continuare ad avere Bot italiani, ha dovuto indicare una soglia più bassa che lo consenta. In accordo con la Ue, Assogestioni oltre ai limiti ha cambiato il nome dei fondi, togliendo il messaggio della Liquidità (che era tranquillizzante) e inserendo quello puramente classificatorio di Mercato Monetario. Quando Bankitalia (come le autorità economi-

Distacco dal centralizzato
I

Nato il 19 maggio 1949, ho iniziato a lavorare nel 1965 in modo non continuativo nell'industria privata e da febbraio 1983 sono dipendente di un ente di ricerca statale. In alcune risposte lei consiglia la totalizzazione gratuita per riunificare i contributi, ma io credo che nel mio caso converrebbe la ricongiunzione per non incorrere nel calcolo contributivo. Chi mi consiglia?
Giovanni Rivelli Torino

Sono nata il 21 luglio dell’anno 1954 e lavoro in Comune dal mese di marzo del 1989. A tutt'oggi con alcuni anni ricongiunti ho 25 anni. Se lavorassi altri 6 anni arriverei a 31 anni e con il riscatto della laurea ad un totale di 35 anni. Il mio calcolo è verosimile? Avrei dunque la pensione a 62 anni?
Anna Torino

Ho raggiunto il diritto alla pensione di anzianità in settembre 2011 (57 anni di età) e avendo optato per il calcolo contributivo ho presentato domanda in ottobre. Ma l'Inps non l'ha accolta perché presentata «troppo in anticipo». Scusi, ma la tempistica della domanda è diventata un requisito di pensione? Devo presentare ricorso? Se nel frattempo abolissero le pensioni di anzianità perdo il diritto?
Laura Gaia Sant'Ambrogio di Torino

Sono nata il 18 marzo dell’anno 1956 ed ho iniziato a lavorare come apprendista prima e come dipendente in seguito per complessive 440 settimane e dal mese di febbraio del 1981 come titolare di impresa artigiane arrivando ad oggi ad un totale di 359 mesi di contributi. Quando andrò in pensione? Posso recuperare meno di un mese di lavoro svolto nell’anno 1973 e non versato dall'azienda?
Fiorenza Berchielli e-mail

Il venditore dell'alloggio da me acquistato si era distaccato dal riscaldamento centralizzato in cambio di un contributo pari al 40% della spesa di riscaldamento. La quota del 40% è definita per legge? In caso di spese per la manutenzione dell'impianto centralizzato sono tenuto a parteciparvi anch'io? Se sì, in che percentuale?
Pier Luigi Saccagno e-mail

No. Per la pensione dovrà ormai attendere i 66 anni più gli aumenti legati alla speranza di vita. In alternativa deve aspettare 41 anni di contributi, più alcuni altri mesi derivanti dagli aumenti legati alla speranza di vita.

No, una volta raggiunto il diritto, non si deve temere alcuna abolizione che comunque varrebbe per il futuro. La tempistica non è un requisito ma occorre tenere conto delle esigenze amministrative dell' Inps, che non può tenere in piedi una domanda di pensione che verrà accolta solo dal mese di ottobre 2012. Non consiglio alcun ricorso, perché certamente non verrebbe accolto anche perché la domanda formalmente non è stata respinta. Rifaccia perciò la domanda due/tre mesi prima e tutto andrà a posto.

No, i contributi sono caduti in prescrizione e lei certamente non ha la documentazione necessaria per provare l'esistenza del rapporto di lavoro. La risposta diventa invece affermativa se ha le «carte» di data certa che certifichino il lavoro. Per la pensione deve arrivare a 41 anni e sei mesi di contributi: avrà la prestazione dal mese successivo.

Hanno collaborato: GIANLUIGI DE MARCHI BRUNO BENELLI SILVIO REZZONICO, presidente Confappi

IL QUESITO

Morosità e locazione commerciale
I

La legge si limita a stabilire che chi rinuncia all'uso della cosa comune deve continuare a partecipare alle relative spese di conservazione. Con conservazione si intende, nel caso dell' impianto di riscaldamento, tutte le spese tranne quelle relative al consumo del carburante (quindi manutenzione ordinaria, straordinaria, nonché gestione da parte della ditta responsabile). Pertanto tali spese andrebbero caricate su chi si è distaccato in base alla loro effettiva e provabile consisten-

Quando il locatore ha avviato la procedura di sfratto per morosità nei confronti del conduttore, può verificarsi che questi - nel frattempo - rilasci i locali prima della definizione della controversia. Qualora si tratti di una locazione commerciale conviene sempre (al locatore) far accertare l'intervenuta morosità ed ottenere la convalida dello sfratto o, in caso di mutamento del rito, la sentenza che dichiari la risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore nel pagamento del canone. Il giudice non può dichiarare cessata la materia del contendere (in punto morosità) in seguito all'intervenuto rilascio dei locali in quanto permane l'interesse del locatore ad una pronunzia

giudiziale che riconosca l'inadempimento del conduttore (Cassazione, sent. 14.2.2012, n. 2082). Infatti se il locatore riesce a far dichiarare la risoluzione del contratto in conseguenza della morosità del proprio conduttore possono derivare effetti a lui assai favorevoli come, in caso di immobile locato ad uso commerciale, la non debenza dell'indennità di avviamento pari a 18 mensilità dell'ultimo canone corrisposto (21 per le attività alberghiere). In tal caso il locatore può risparmiare tale somma, anche se aveva già inviato disdetta per fine contratto ed era tenuto, per poter ottenere la liberazione dell'immobile (ai sensi dell'art. 34 della legge 392/1978) a corrispondere una buonu-

scita a favore del conduttore (nei casi in cui spettante). Buonuscita, peraltro, non più in linea con gli indirizzi comunitari, contrari alle rendite di posizione nel mercato e contraria al vento delle liberalizzazioni. Il risparmio può essere doppio ricordando che è previsto il raddoppio dell' indennità di cui sopra qualora l'immobile venga, da chiunque, adibito all' esercizio della stessa attività o di attività incluse nella medesima tabella merceologica che siano affini a quella già esercitata dal conduttore uscente ed ove il nuovo esercizio venga iniziato entro un anno dalla cessazione del precedente. PIER PAOLO BOSSO Confedilizia

SPORTELLO PREVIDENZA ABOLITE VECCHIE POSIZIONI FAVOREVOLI IN TEMA DI PENSIONE

Vecchiaia, addio ai quindici anni
Salve le agevolazioni per invalidi all’80% Versamenti volontari: che fine fanno?
BRUNO BENELLI

LE DOMANDE
La legge di riforma tra le varie novità ha introdotto quella secondo cui è possibile pagare in unica soluzione i contributi volontari anche per cinque anni arretrati? Vanna D.

La riforma Monti-Fornero ha salvato le norme pensionistiche speciali relative ai non vedenti e agli invalidi all’80%. I ciechi ancora oggi possono ottenere la pensione di vecchiaia: A) a 50 anni di età se donne e 55 se uomini, non vedenti da prima di iniziare a versare i contributi Inps o quanto meno con 10 anni di assicurazione e

contribuzione dopo la cecità; b) A 55 anni se donne e 60 se uomini negli altri casi . Hanno perciò mantenuto le prerogative di un pensionamento anticipato da 5 a 12 anni. Anche gli invalidi con una riduzione della capacità di lavoro di almeno l’80% possono ancora oggi andare in pensione di vecchiaia con 55 anni se donne e 60 se uomini. Eliminato invece il vantaggio riconosciuto nel 1992 ai lavoratori (uomini e donne), allorchè il requisito minimo contributivo iniziò gradualmente a salire dai 15 ai 20 anni. Fu deciso a quell’epoca che chi avesse raggiunto già i 15 anni non fosse toccato dall'aumento. Ma ora la circolare Inps

35/2012 sostiene che il diritto «si consegue esclusivamente in presenza di un'anzianità contributiva minima di 20 anni». E dice così anche la circolare 2/2012 del Dipartimento della funzione pubblica. Ma ci sono due fatti da chiarire. Il primo è legato ai versamenti volontari, che se autorizzati entro il 1992 hanno permesso di andare in pensione con soli 15 anni di versamenti. E’ abolita anche questa eccezione, legata alla prima? Il secondo riguarda la circolare 23/2012 del Ministero dell' istruzione che conferma la validità attuale dei 15 anni. E la circolare è stata diramata «d' intesa con l'Inps- gestione ex Inpdap». A chi dare ragione?

No. I contributi volontari continuano a poter essere pagati solo per l’avvenire e non per il passato. Si può andare indietro la prima volta solo di un semestre.
Il primo contributo Inps risale a quando avevo 45 anni e ora a 59 ho messo insieme sei anni scarsi. Se anche versassi senza ulteriori buchi quando potrei andare in pensione? Romolo

Non potendo raggiungere il minimo dei 20 anni di contributi e una rata mensile di almeno 1,5 volte l’assegno sociale Inps potrà avere la pensione solo a 70 anni di età.

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LA STAMPA
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TuttoSoldi 29

Made in Italy

La storia
SANDRA RICCIO TORINO

H

a saputo reinventare il mondo della gioielleria con un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: rendere accessibile il desiderio di un gioiello anche ai portafogli più piccoli, senza però rinunciare alla preziosità e al lusso per clienti sempre attenti all’ultima moda. Stroili Oro ha scommesso tutto su questa nuova formula, più vicina a un ampio pubblico che magari finora era rimasto un po' ai margini, intimorito dai prezzi o da vetrine un po' stantie. Il risultato è stata un’arrampicata poderosa che, in appena quattro anni, ha portato Stroili Oro a diventare l’insegna leader in Italia nel segmento della gioielleria specializzata nel retail diretto. Non solo. La casa, di proprietà di un gruppo di fondi, si è imposto sul mercato anche come uno dei più importanti player a livello di ideazione stilistica e produzione di gioielli e bijoux. E ora ha già pronta la nuova sfida: conquistare anche i mercati emergenti, Cina e Russia in testa. Senza perdere di vista la crescita in Italia. In Italia è cresciuto in fretta. Facendo leva sul mass luxury e su un’immagine trendy e fashion, ha conquistato sempre più spazio anche grazie alla forte avanzata dei punti vendita. Oggi ne conta 350 su tutto il territorio, il focus è sugli spazi all’interno dei centri commerciali con negozi aperti e luminosi, che invitano ad avvicinarsi al mondo della gioielleria con semplicità e immediatezza. La nuova strategia ha premiato: il 2011 per Stroili Oro è stato un anno record che si è chiuso con un giro d’affari di 194,5 milioni di euro grazie a un incremento del 10% sull’anno prima. Un numero che in un periodo di consumi al palo fa strabuzzare gli occhi. Ancora più ampia è però la crescita nell’arco degli ultimi tre anni, con un balzo in avanti del giro d’affari che è stato del 37%. Il 60 per cento dei prodotti venduti nella rete di negozi è a marchio Stroili Gio-

Testimonial del brand
A sinistra la showgirl Ilary Blasi, a destra Nathalie Caldonazzo interpretano l’atmosfera intrigante di ogni punto vendita Stroili Oro

I gioielli alla conquista dei Paesi emergenti
Stroili Oro cresce in Cina e ora guarda a Russia e Brasile In Italia 100 nuovi negozi in tre anni nelle vie centrali delle città
siva internazionalizzazione del gruppo con l’espansione mirata nei Paesi emergenti, Cina e Russia su tutti. Stroili Oro conta già su 10 punti vendita diretti in Cina e inaugurazioni in vista anche in Russia: il prossimo 15 aprile sarà aperto infatti il primo negozio a Mosca. «Un po' stiamo curiosando anche in Brasile, un’area che cresce rapidamente e che è molto ricettiva» dice Merenda. Intanto la Cina avanza. A marzo Stroili Oro ha inaugurato il flagship store di Shanghai nel prestigiosissimo mall «Plaza 66» in Nanjing Road, vero tempio del lusso grazie alla presenza di tutti i più importanti brands simbolo di eleganza nel mondo. E’ il suo decimo store in Cina negli ultimi 18 mesi. «Si tratta di un processo di sviluppo strategico costante e di grande successo che ha permesso a Stroili China di registrare un incremento di vendite del 120% nei primi tre mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011».

10%
la crescita del fatturato
Stroili Oro ha tenuto testa alla crisi grazie a una formula di vendita rinnovata e con la forte espansione dei punti vendita in tutta Italia. Il 2011 è stato un anno di crescita record per il gruppo della gioielleria che si è chiuso con un balzo a doppia cifra, vicino a quota 200 milioni

Ai vertici
Maurizio Merenda è ad di Stroili Oro Di fianco un’immagine della nuova boutique appena inaugurata in Cina, a Shanghai

ielli, interamente prodotta in Italia, mentre il restante 40 per cento riguarda la gamma di orologi di diverse marche, da Diesel a Calvin Klein, da Breil a Morellato. Ora l’asticella si sposta più in alto. «Il nostro nuovo obiettivo - spiega Maurizio Merenda, l’amministratore delegato dell’azienda, è quello di allargarci anche ai grandi centri storici della Penisola». Il nuovo progetto è già partito con l’apertura di nuovi negozi in location top, come in via Vittorio Emanuele nel cuore di Milano, insieme a via del Corso a Roma o via Sparano a Bari. «Da questa espansione racconta Merenda - ci aspettiamo più vendite ma anche nuovi target. In più ci darà ulteriore notorietà di brand». I negozi sono tutti di proprietà e al momento, spiega l’amministratore delegato, non sono previste inversioni di rotta. «Il nostro piano di sviluppo è molto aggressivo - racconta Merenda -. Puntiamo ad aprire 100 nuovi negozi nelle strade più frequentate delle città italiane già nel corso dei prossimi tre anni». Stroili Oro pensa di chiudere il 2012 con 15 punti vendita in più che insieme a quelli già aperti porta la quota nei centri città a 30 in tutto». Un importante impulso è arrivato dalla comunicazione Stroili Oro che si avvale della collaborazione di Ilary Blasi, showgirl e icona della femminilità italiana, che interpreta in una serie di scatti eleganti e pieni di allegria il claim «Puoi permettermi di tutto», sintesi del mood easy e intrigante che avvolge ogni punto vendita Stroili Oro dove la gioielleria, anche la più preziosa, diventa un piacere quotidiano con un ampio ventaglio di proposte e di prezzi (l’offerta spazia da poche decine di euro fino a qualche migliaio). All’orizzonte c’è però anche la progres-

NUOVA APERTURA PER IL BRAND

IL MONILE CON LE FARFALLE CREATO DA CRUCIANI

Emamò si rafforza nel cuore di Milano
mamò, il brand dedicato al summerstyle disegnato da Emanuela Corvo, apre un corner dedicato nel Luxury Mall Excelsior, portando il suo stile romantico e contemporaneo, in grado di delineare una femminilità seducente e affascinante, nel cuore di Milano, in Galleria del Corso. Un’apertura importante per Emamò, le cui collezioni, fin dal loro esordio avvenuto nel 2001, sono caratterizzate da charme con il meglio delle lavorazioni ricercate e di dettagli preziosi. Uno spazio in cui la griffe si declina sfoggiando abiti, kaftani, camicie, costumi e accessori. Tutto all’insegna dello stile femminile potente ma raffinato tracciato Emanuela Corvo fin dagli esordi.

Boom di richieste per il bracciale di Belen

E

F
Lo stile cioè di una viaggiatrice appassionata, capace di metabolizzare le tendenze offrendone una sintesi originale. La formula non ha mancato di conquistare le attrici e showgirl fotografate ogni anno con indosso capi Emamò: da Beyoncé a Megan Gale, da Broklyn Decker a Nina Moric.

edro le ha dedicato una favola, i Maya le consideravano spiriti leggeri, ma la passione per questo fiore con le ali resta molto accesa anche ai giorni nostri. Il piccolo braccialetto creato dal gruppo Cruciani, in macramé di pizzo con le farfalle, amato dalla showgirl Belen, che nessuno fino ad oggi ha visto, in una decina di giorni ha riscosso un successo straordinario. Sono state 300 mila le prenotazioni per avere questo monile. Sembra la solita trovata mediatica, eppure è tutto vero. Ornamento richiestissimo per via della preziosa realizzazione e del costo «gentile». Il prezzo va dai 10 ai 15 euro e nei

negozi è arrivato da pochi giorni. La caccia è aperta e persino alcune gioiellerie hanno ceduto alla tentazione di vendere questo braccialetto in pizzo, in fondo i tempi cambiano e i gioielli contemporanei non devono essere solamente preziosi ma piuttosto allegri, di buon auspicio e colorati.

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30 Lettere e Commenti
MARIO CALABRESI

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE
europeo e, preliminarmente, regole orientate alla crescita.
ASCANIO DE SANCTIS

Quotidiano fondato nel 1867 m
DIRETTORE RESPONSABILE MARIO CALABRESI VICEDIRETTORI MASSIMO GRAMELLINI, CESARE MARTINETTI LUCA UBALDESCHI REDATTORI CAPO CENTRALI FLAVIO CORAZZA, MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR) LAURA CARASSAI DARIO CORRADINO (WEB EDITOR), ANNA MASERA (SOCIAL MEDIA EDITOR) CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA PAOLO BARONI CAPO DELLA REDAZIONE MILANESE MICHELE BRAMBILLA RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA ALESSANDRO CHIARAMONTI ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO REDAZIONI GIAMPIERO PAVIOLO ITALIA, FRANCESCA SFORZA ESTERI, MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI, GUIDO BOFFO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO m
EDITRICE LA STAMPA SPA PRESIDENTE JOHN ELKANN AMMINISTRATORI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003): MARIO CALABRESI m
REDAZIONE AMMINISTRAZIONE
E
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

Quegli odiosi privilegi di Palazzo
I

Leggo, con estremo stupore, che i privilegi degli ex presidenti della Camera saranno tagliati a metà. Nel senso che, gli stessi, verranno mantenuti non più a vita ma per soli, si fa per dire, dieci anni. Per intenderci, Pietro Ingrao dal 1979 ha una stanza a Montecitorio e quattro addetti; Irene Pivetti ha due stanze a Palazzo Marini e una persona che lavora per la sua Onlus; Fausto Bertinotti dal 2008 ha a disposizione cinque stanze a palazzo Theodoli-Bianchelli e altrettanto personale; Luciano Violante dal 2001 tre stanze e ufficio con terrazzo più quattro addetti, e Pierferdinando Casini dal 2006 ha a disposizione tre stanze con terrazzo a Montecitorio e quattro persone in ufficio. Per la verità quest’ultimo ha dichiarato di voler rinunciare a tale privilegio, forse per motivi elettorali? Ma quello che sconcerta è il motivo per cui questi personaggi debbano mantenere a loro disposizione detto personale e unità immobiliari visto che, non essendo più presidenti della Camera, non dovrebbero più averne bisogno. In tempi di sacrifici per tutti, non è una vergogna?
FRANCESCO RELLECATI ALESSANDRIA

Un fondo salva Italia contro la crisi
I

lastrico un numero imprecisato di cittadini per un tot di anni? Non sarebbe più «tecnico» riconoscere gli errori e ritornare ai 40 anni di contribuzione almeno fino al 2020?
CLAUDIO CALDI

Siamo in piena recessione, la spesa è sempre più cara e da inizio aprile aumentano ulteriormente le bollette di luce e gas. Sarebbe pertanto inderogabile creare un fondo «salva Italia» riducendo al minimo il numero e gli emolumenti dei politici, dei magistrati e di tutte le cariche dirigenziali dello Stato; eliminando tutti i benefit, il Senato, regioni o province e tutti gli enti non preposti per l’aiuto di persone in difficoltà e anziani; continuando l’opera anti evasione fiscale. Bisognerebbe, poi, aiutare con sgravi fiscali imprenditori e artigiani che assumono personale. I lavoratori dipendenti e pensionati che da sempre pagano regolarmente le tasse ora si trovano in una situazione di difficoltà e di grande incertezza per il proprio futuro, pur non avendo nulla da rimproverarsi.
RENATO INVERNIZZI

Tartassati dalle tasse e ora pure dall’Imu
I

Sommessamente e sobriamente: nel contesto di un generale ed eccessivo inasprimento fiscale (benzina, Iva e Irpef su tutte), colpire anche la prima e unica casa di una famiglia con 25 anni di mutuo ipotecario da pagare mi pare un atto scellerato e iniquo.
ENRICO PAGANO

Basta litigi da bar e diamoci da fare
I

Riforma del lavoro più equa per tutti
I

Così si allontana la gente dalla politica
I

L’indecente vicenda dei benefit a favore degli ex presidenti della Camera allontana sempre di più il cittadino dalla politica. Non solo questi politici hanno goduto di privilegi odiosi, se confrontati con la situazione degli italiani, ma hanno anche cercato di difenderli senza pudore. Se esiste una hit parade della vergogna in politica, costoro stanno raggiungendo le prime posizioni.
GIAN PIERO AURELI

Con la riforma del mercato del lavoro viene richiesto alle imprese di assumere i dipendenti a tempo indeterminato se il rapporto supera i tre anni. Ma è proprio lo Stato che dovrebbe dare il buon esempio considerando che nella scuola ci sono docenti che lavorano da dieci anni e oltre, e sono ancora a tempo determinato. Non è questo un atto discriminatorio che la nuova riforma sul lavoro dovrebbe prevedere anche nei confronti dei pubblici dipendenti?
N.S.

In questo periodo nero nel nostro Paese a causa della crisi molti italiani si trovano ad affrontare disagi economici e lavorativi. Molte aziende sono state costrette a chiudere e licenziare, i pensionati non arrivano a fine mese: è una corsa continua, gli aumenti di benzina e gasolio, quelli dell’Irpef, gli aumenti di gas, luce, tra poco arriverà la tassa sui rifiuti e l’Imu sulla prima casa. Perché nel nostro Paese, in un momento così delicato, il nuovo Governo, i parlamentari e i sindacati non riescono a collaborare e cercare di non creare altro disagio insieme a quello che già c’è? La parte migliore degli italiani dedita a sacrificarsi per il bene del nostro Paese per rimanere in Europa non può accettare questi litigi da bar. Quindi non autodistruggiamoci con polemiche e rimbocchiamoci le maniche come abbiamo sempre fatto nei momenti peggiori.
ANTONIO GUARNIERI

Tanto per fare un esempio pratico: in America, dove la questione è trattata con serietà, chiunque evada le tasse per una somma superiore ai 50 mila dollari, viene ipso facto arrestato e poi, dal carcere, si darà da fare per difendersi in giudizio. In Italia mai nessuno è finito in carcere per evasione fiscale e difatti, qui da noi, tale reato è diffusissimo. Lo Stato, attraverso i vari governi che si sono succeduti negli anni, ha dimostrato di non volere combattere seriamente questa piaga sociale e morale perché ha prodotto solamente tante chiacchiere e nessun provvedimento serio ed efficace. Lo dimostra il fatto incontestabile che l’evasione fiscale non solo non è diminuita, ma è aumentata. Lo dimostra il fatto che l’evasione fiscale italiana è una delle più alte di tutto l’occidente.
ALESSANDRO MEZZANO

TIPOGRAFIA: VIA MARENCO 32 STAMPA IN FACSIMILE:

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Evasione/2: avanti coi controlli
I

Orafi e gioiellieri fiorentini controllati dalla Guardia di Finanza. Bene. Si continui così, con loro e con tutti gli altri nelle condizioni di poter evadere il fisco. Ma potremmo chiedere altrettanta solerzia nei confronti dei tanti venditori abusivi, quasi sempre stranieri, magari illegalmente presenti sul territorio italiano, che vendono merce spesso contraffatta, che danneggia il made in Italy? Mi viene in mente pensando al bazar vicino al Ponte Vecchio...
LUCIA MARINOVIC

L’editoriale dei lettori

USATI E GETTATI
Ogni volta è la stessa storia. Quando, da precario inizi a capire come funziona il lavoro, vieni scaricato per far posto a un altro. E l’etica, dov’è?

DANIELE A.

C

Calearo, Giovanardi e la normalità
I

Gli «esodati» nel limbo della pensione
I

Evasione/1: punizioni più severe
I

Una strategiacomune contro la recessione
I

L’ormai conclamata recessione economica europea rende insufficienti i provvedimenti anticrisi dei singoli Paesi in assenza di iniziative comunitarie per riavviare la crescita. Molto spesso, infatti, le iniziative di un Paese (per esempio per sviluppare il turismo) impattano negativamente sulle altre nazioni e sono a somma zero a livello europeo. Servono perciò anche progetti di respiro

Vorrei commentare la notizia riguardante la grave situazione che si è venuta a creare per i cosiddetti «esodati». È da tecnici, cioè da esperti, aver approvato una riforma senza preventivamente sapere quali effetti produce? Non sapere quanti sono gli «esodati» e mettere sul

Sono convinto che una delle cause della difficoltà di combattere l’evasione fiscale sia l’assoluta sproporzione tra il reato e le pene inflitte quando esso viene scoperto, contestato e giudicato nei tribunali. Questa sproporzione rende così conveniente evadere il fisco a fronte di pene irrisorie.

c.
contatti

LE LETTERE VANNO INVIATE A LA STAMPA VIA MARENCO 32, 10126 TORINO E-MAIL: LETTERE@LASTAMPA.IT FAX: 011 6568924

Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio, eletto col Pd e poi passato all’Api, ha detto ai microfoni della «Zanzara» su Radio24, che lui è «normale» e che gli piacciono le donne. A chi può interessare una banalità del genere? A nessuno. Però i giornali la riportano perché a pronunciarla è una persona nota, e tutte le banalità che escono dalla bocca di qualsiasi persona nota fanno notizia. Adesso io so che il deputato Calearo è normale e poiché è normale gli piacciono le donne. Davvero interessante. Non solo, ma so anche che il bacio tra omosessuali gli fa schifo. Non l’aveva già detto Carlo Giovanardi? Agli omosessuali forse fa schifo il bacio tra eterosessuali, ma loro non sentono la necessità di dirlo. Giovanardi e Calearo, poiché sono persone normali, hanno sentito questa necessità. Viva la normalità.
VERONICA TUSSI

ambiano i soggetti ma non il trattamento riservato ai lavoratori precari, che vengono usati, svuotati e gettati come tubetti di dentifricio. Le persone senza contratto vengono «abbandonate» dopo pochi mesi di duro lavoro, lavoro sporco, il lavoro che gli assunti hanno via via scaricato agli ultimi arrivati. E questa ruota non gira mai nel verso giusto. Quando, da autonomo, inizi a districarti bene in tutte le mansioni dell’ufficio e la tua expertise cresce, bene, è ora di andare, fare spazio al prossimo. Avanti un altro, da ammaestrare, senza pretese, senza diritti, facendogli credere che se si comporterà bene... be’ uno su mille ce la fa, no? Mi chiedo chi potrà mettere fine a questa storia che si ripete ormai da troppi anni, se Monti con la riforma dell’articolo 18 o qualcun altro. E la cosa fastidiosa è che chi prende le decisioni negli uffici è sempre intoccabile, nascosto dietro un anonimato da scaricabarile. Questa gente galleggia sempre, non si capisce come mai È un modo di fare meschino, sterile, che sta gettando questa economia nel baratro. Poi vengono fuori con grandi «progetti»: un anno decidono di «consuntivare», e allora sotto con misurazioni, statistiche, ti contano anche i passi che fai tra la scrivania e la stampante, tutti con metodi estremamente collaudati, provenienti dalle migliori società di consulenza mondiali. L’anno dopo si dividono in «torri», poi si riaccorpano, poi ti fanno il lavaggio del cervello con campagne inutili sulla qualità percepita dal cliente nel lungo periodo. Spendono milioni in consulenze, trasferte, call conference, spostano gli uffici da un’ala a un’altra dello stesso palazzo con cadenza biennale, comprano scrivanie senza spigoli e dopo due anni le mandano al macero e comprano scrivanie più piccole e con gli spigoli. Ma dov’è finita l’etica del lavoro?
precario, 34 anni, Torino

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Lettere e Commenti 31

IL PROBLEMA È CHE SONO TROPPO POCHI
FRANCESCO MANACORDA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

I

Illustrazione di Irene Bedino

PAOLO BARONI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

T

ra le grandi città, anche per effetto della detrazione base di 200 euro (che sale poi a 400 per le famiglie più numerose), solo Bologna e Firenze ed in parte Palermo riescono a far pagare meno dell’imposta precedente. Per tutti gli altri son dolori. Anche questi sono aumenti un poco «rozzi», per usare la definizione dell’altro giorno del presidente del Consiglio. Che però ancora una volta segnalano lo stato, o meglio il cattivo stato, delle nostre finanze. Sia quelle nazionali, visto che lo Stato centrale incamererà più o meno la metà del gettito, sia quelle locali, visto che tanto più i Comuni sono in difficoltà a far quadrare i loro bilanci tanto più sono indotti a tassare le case. Certo questo è un modo sbagliato di far partire sul serio il federalismo fiscale. Perché è chiaro che se i sindaci ci devono mettere la faccia fissando loro le aliquote e poi il grosso degli incassi finisce a Roma cade il primo presupposto del principio di un sistema federale, quello del legame tra tassazione, qualità e quantità dei servizi erogati e responsabilità delle scelte. Sostengono non a torto i sindaci che siccome una buona parte dell’imposta la incasserà lo

I RINCARI DEL FEDERALISMO MANCATO
Stato e non i Comuni, le amministrazioni locali per ottenere lo stesso gettito fiscale che avevano in precedenza non potranno che aumentare le aliquote. E questo al solo scopo di assicurarsi le stesse risorse impiegate fino ad oggi per erogare i servizi fondamentali. Col paradosso che qualora decidessero di spingere ancor di più il pedale sull'acceleratore, comunque una fetta dei maggior introiti finirebbe sempre allo Stato. E’ evidente che in tutto questo c’è qualcosa che non funziona. E che forse anche prima della fine dell’emergenza finanziaria, occorrerà in qualche modo riequilibrare. Altri problemi in vista sono quelli pratici, operativi. Come pagare? E soprattutto quando? Qui per i cittadini-contribuenti si profilano altri guai, visto che i tempi tendono a slittare (i Comuni hanno tempo sino al 30 giugno per approvare i loro bilanci e quindi fissare le aliquote, ma c’è il rischio che passi anche uno slittamento al 30 settembre), mentre la scadenza della prima rata resta ferma al 16 giugno (il 16 dicembre si pagherà il saldo). E’ evidente non solo che la definizione delle pratiche e soprattutto i conteggi non potranno essere fatti contestualmente all' elaborazione dei 730 come avveniva in passato, ma che si rischia il caos. Proprio ieri la Consulta dei Caf, i centri di assistenza fiscale, hanno sollevato la questione segnalando che inevitabilmente i contribuenti dovranno duplicare file e pratiche, e chiedendo al governo che almeno la prima rata venga calcolata sulle aliquote minime. Se c’è da pagare, e tanto si dovrà pagare, almeno che al cittadino venga eliminato questa ulteriore ragione di stress e di perdita di tempo.

n primo luogo, lo conferma anche la ricerca della Banca d’Italia, il livello di disuguaglianza nel nostro Paese pare essere tutto sommato moderato. Siamo ovviamente ben sotto gli Stati Uniti dove qualche anno fa fece scalpore lo studio secondo cui sei membri della famiglia Walton (grandi magazzini Wal Mart), avevano una ricchezza complessiva pari al 30% - il 30% più povero - dell’intera popolazione Usa. Ma da noi ci sono meno differenze anche rispetto a Paesi noti per non essere paradisi del capitalismo selvaggio: la Svezia, la Germania e la Finlandia. Se poi si incrocia lo studio di Bankitalia con i dati sui maggiori patrimoni italiani, ricostruiti ogni anno da Forbes, salta all’occhio che nel nostro Paese impresa innovativa e creazione di ricchezza sono - o almeno sono state - strettamente legate. Il primo nella classifica dei patrimoni è dunque l’uomo che negli anni del boom economico ha inventato la Nutella. E poi quello che ha rifatto gli occhiali a mezzo mondo, si è spinto fino in America a comprarsi i Ray-Ban e ora apre negozi in Cina. Lo stilista che dall’alta moda si è lanciato fino a marchiare con il suo aquilotto i jeans come gli alberghi. E ancora, il creatore delle scarpe che respirano; quello che in un tempo lontano e lontano un tempo dalla politica inventò la tv commerciale; la famiglia veneta che ha fatto diventare moda per tutti i maglioni colorati; l’ingegnere che ha creato un impero farmaceutico in Gran Bretagna. I nomi? Inutile farli - vabbé, l’ingegnere della farmaceutica si chiama Stefano Pessina -, visto che tutti li colleghiamo immediatamente a un marchio o a un prodotto, alla loro idea vincente trasformata in impresa, a una strategia giocata sull’export che li ha portati in tutto il mondo. Storie imprenditoriali, quasi tutte di prima generazione, che ci riportano alla vicenda collettiva di un Paese che nel passato, anche recente, ha trovato la forza e i mezzi per crescere. E storie che, dal pasticciere Ferrero al «martinitt» Del Vecchio, al commesso della Rinascente Armani, smontano spesso la trappola del fatalismo nazionale. Quella trappola ben descritta dalla ricerca Bankitalia quando spiega che da noi è assai diffusa l’idea che il successo economico non dipenda tanto da ciò che fai, ma dalla fortuna o dalle parentele. Uscire dal luogo comune della ricchezza come colpa sarebbe probabilmente utile in questa fase di crisi economica. E in un Paese dove le difficoltà di fare impresa sono sotto gli occhi di tutti ci aiuterebbe anche a pensare che il problema non sono i ricchi, ma il fatto che siano troppo pochi.

Il pudore sanitario
MARCO BELPOLITI

Minima

Q

uesto è un collaudo. Premessa. Viviamo in una società assillata dal senso di colpa, oppure afflitta dalla vergogna? Difficile dirlo. Il primo sembra latitare ampiamente: non tormenta più gli individui. In una società priva di padri autorevoli e autoritari, come l’attuale, c’è sempre più Io e sempre meno Super-Io. La seconda, la vergogna, appare oggi come un sentimento in via di scomparsa, come spiegano sociologi e psicologi. Il fatto. La Regione Lombardia ha preso un’iniziativa. Nel momento in cui i ricoverati presso le strutture sanitarie sono dimessi, si consegna loro un foglio con il referto medico; sul fondo è stampigliata la seguente frase:

«Egregio Signora/e €3.681,84 rappresenta il rimborso corrisposto mediamente agli ospedali della Lombardia per il costo sostenuto per tipologie di attività e di prestazioni simili a quelle da Lei usufruite nel corso del Suo ricovero». Domande. Si tratta di un’iniziativa nazionale, fissata dal ministero della Sanità, oppure solo di una scelta compiuta dalla Regione Lombardia? La si può definire una informazione, oppure un’ammonizione? Cosa serve in pratica questa precisazione sui costi sostenuti? Conclusioni provvisorie. Forse la Regione Lombardia, e i suoi organi dirigenziali, intendono rinverdire, in assenza di padri adeguati a svolgere questo ruolo, il senso di colpa. Oppure, ritenendo che la vergogna sia un sentimento socialmente utile, che fornisce coesione all’intera società, come accade in Giappone, ha reputato opportuno far vergognare il

malato, facendogli capire quanto la sua malattia pesi economicamente sui bilanci pubblici. O ancora: per risparmiare sulle spese, la Regione attiva nel malato dimesso sia il senso di colpa sia la vergogna - la cosiddetta «vergogna morale» che unisce colpa e vergogna - e nel contempo lo vuol far riflettere in modo attivo sui suoi comportamenti per non sciupare 3.681,84 euro (cifra media, il che significa che qualcuno ha ottenuto con un’operazione aritmetica questo risultato, compresi gli 84 centesimi). Conclusione finale. Perché nella lettera non viene indicata anche la cifra che la Regione riceve dai cittadini? Risposta. Non c’è perché l’ente pubblico non si pensa più come tale, bensì come un privato. La Regione siamo noi, e i suoi amministratori sono al servizio dei cittadini, non i suoi padroni. Un po’ di pudore non guasterebbe, anche verso i malati.

W

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 32

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Il Rigoni Stern a Alojz Rebula
Latragicavicendadiunsacerdotenell’epocadeitotalitarismi «chepossonotornare»èalcentrodelromanzoNotturno sull’Isonzo(ed.SanPaolo),dell’autoretriestinodilingua slovenaAlojzRebula,vincitoredelpremioRigoniSternperla letteraturamultilinguedelleAlpi.Ilriconoscimentoglièstato consegnatosabatoseraaRivadelGardadaAlbericoRigoni Stern,presidentedelcomitatodelpremioefigliodello scrittoredell’Altipianoscomparsoquattroannifa.

CULTURA SPETTACOLI

&
Antonio Ghirelli era nato a Napoli il 10 maggio 1922. Alla sua città ha dedicato diversi libri, tra cui Storia di Napoli, Napoli italiana, Napoli dalla guerra a Bassolino

MATTIA FELTRI ROMA

A

ntonio Ghirelli riceveva al caffè Greco di via Condotti a Roma. Girava lungamente il cucchiaino nella tazzina e raccontava. «Siamo stati lottizzati di classe», diceva. Aveva infatti una sua teoria, che difendeva gettando gli occhi strabuzzati oltre le lenti spesse come vetrine: «Bettino Craxi non mi fece alcun favore nominandomi direttore del Tg2. Fui io a farlo a lui». E così ogni mattina raccontava un po’ di vita, un po’ della sua lunga e crepitante vita cominciata a Napoli nel 1922 e conclusa ieri a Roma. Il Novecento era tutto sulla sua pelle, il fascismo che gli gonfiava il petto di ragazzo, la lotta partigiana che lo portò incontro agli americani sbarcati a Salerno proprio alla vigilia delle mitiche, molto mitiche Quattro giornate di Napoli: «Noi andammo a liberare Vico Equense e il podestà, che si era già fatto sindaco, ci accolse esultante con latte e uva»; gli americani gli misero un microfono in mano, insieme con Misha Kamenetzky (il nome vero di Ugo Stille), Arnoldo Foà, Raffaele La Capria e tanti altri organizzò la Radio d’Italia libera, via via che veniva liberata. «Con Tommaso Giglio salimmo a Bologna e lì incontrammo un ragazzetto a cui non si sarebbe dato un soldo, ma si dimostrò sveglio e volitivo. Si chiamava Enzo Biagi. Lo asSOCIALISTA

Ghirelli, eravamo lottizzati di classe
Morto a 90 anni il giornalista che fu capo ufficio stampa di Pertini e di Craxi. Una vita tra politica, storia e calcio

Quando tutti, specialmente i comunisti, erano ostili a Enzo Tortora, il Tortora a cui Marco Pannella aveva teso la mano, fu Ghirelli a intervistarlo al Tg2, e per sei minuti, e nonostante la rabbia incontenibile del direttore generale democristiano Biagio Agnes. Scrisse molti libri, di calcio, di politica, di storia e uno è rimasto impresso più di altri, Tiranni (Mondadori, 2002), nel quale ricostruì la personalità e il consenso dei grandi ditCONTROCORRENTE

Dal ’56, dopo l’invasione di Budapest Ma aveva conservato ottimi rapporti con i vecchi compagni del Pci
sunsi». Fu Biagi ad annunciare alla città la cacciata dei nazisti, e si festeggiò improvvisando una partita di calcio di cui il punteggio non interessava a nessuno: il divertimento era nel dare di fascista all’arbitro. Ghirelli, che aveva in tasca la tessera del Pci, diceva che mai più avrebbe ritrovato un editore rispettoso come la Quinta Armata. C’era già tutto: la politica, la storia, il calcio. Parlava di Hasse Jeppson, e di come lo convinse a passare dal Napoli al Torino, con lo stesso distaccato trasporto con cui parlava di Sandro Pertini, e del disastro di una trasferta spagnola, nel 1980, quando uscì la notizia che il Presidente della Repubblica avrebbe accettato le dimissioni di Francesco Cossiga, ministro dell’Interno, e Ghirelli se ne prese la colpa e si dimise. Passò subito a Palazzo Chigi, capo ufficio stampa di Craxi. Era diventato socialista nel 1956, dopo l’invasione di Budapest, ma nel Pci ave-

Quando tutti erano ostili a Tortora lo intervistò per sei minuti sul Tg2, sfidando la rabbia di Biagio Agnes
tatori del secolo scorso, Stalin, Hitler, Mao, Pol Pot, fino a Mussolini a cui lui - una carriera nata sull’antifascismo - riconobbe una diversità che lo rendeva migliore, o meno peggiore, dei colleghi. Un lottizzato di classe perché diresse l’Avanti!, il Tg2, ma anche il Corriere dello Sport e Tuttosport, un eclettismo spettacolare, dalle traduzioni dei fumetti di Topolino a un demolitorio reportage dal Cile del 1962: «I taxi sono rari come i mariti fedeli. Un cablogramma per l’Europa costa un occhio della testa. Una lettera aerea impiega cinque giorni». I cileni si offesero a morte e dichiararono guerra alla nostra nazionale, che arrivò per i Mondiali di calcio e se ne andò molto presto, dopo aver perso due a zero coi padroni di casa sospinti dal pubblico e dall’arbitro. E le raccontava bene, queste cose, una a una, piano piano, con mezzo sorriso che non era di rimpianto, ma ironico, lontano, pacificato, com’è che alla fine dev’essere.

Ghirelli con Sandro Pertini, quando era capo ufficio stampa del Quirinale. Si dimise nel 1980, dopo due anni al fianco del Presidente della Repubblica

Con Bettino Craxi, di cui fu capo uffico stampa negli anni in cui il leader socialista era presidente del Consiglio (1983-86). Subito dopo divenne direttore del Tg2

In una foto del 2004, alla presentazione del suo libro Democristiani. Tra le sue molte opere, anche una fondamentale Storia del calcio in Italia

va conservato «ottimi rapporti con Napolitano, Valenzi, Geremicca...». Gli piaceva parlare di Pertini: «Era esattamente il contrario di quello che si pensa: un eroe, coraggiosissimo, rancoroso, odiava tutti, da Craxi a

Nenni a Lombardi». E di Craxi: «Era un socialista vero, aiutava i compagni in tutta Europa, sapeva essere sprezzante e sapeva commuoversi». Non aveva paura di un’idea, Ghirelli. Di Silvio Berlusconi parlò così, a Claudio

Sabelli Fioretti: «Sono disgustato da questo tentativo di criminalizzare Berlusconi. Ma non sarò mai del partito dei miliardari». Ecco perché era un lottizzato di classe, perché non subì i suoi decenni ma li condizionò.

Calabrese, il nome dell’Ulivo
Addio al semiologo
Allievo di Eco, grande teorico della stagione di Prodi
MARIO BAUDINO comunicazione e della commistione giudiziosa tra alto e basso. Omar Calabrese è morto l’altra sera, per un malore improvviso, nella casa di Monteriggioni, sulle colline senesi. Oggi omaggio al feretro all’Università, poi la cremazione. Docente di Teoria della comunicazione all’Università di Siena, era stato anche assessore alla Cultura per il Comune, consigliere della Presidenza del Consiglio per l’editoria e la comunicazione, presidente dell’Associazione italiana di studi semiotici e della Mediateca regionale toscana. Nato a Firenze nel 1949, grande amico di Umberto Eco (da destra, nei momenti di più furiosa contrapposizione, lo chiamavano beffardamente l’Alter Eco), ha legato il suo nome a studi importanti sull’arte, sulla televisione soprattutto e naturalmente sulla semiotica, oltre a libri di divulgazione che ebbero un notevole successo, da Semiotica della pittura (1980) a L’età neobarocca (1987), da Caos e bellezza (1991) a Il linguaggio dell’arte (1997), da Il modello italiano: le forme della creatività (1999) a Come si legge un’opera d’arte, bestseller nella collana Mondadori Università. Provocò un turbine di polemiche quando si assunse nel ’92 il ruolo di precettore e suggeritore segreto per l’allora stella nascente di Alba Parietti a Domenica in, ma anche quando scese decisamente in politica, senza però «cambiar mestiere». Era portatore di quello che forse si rivelò presto un sogno, e cioè l’intervento non strumentale, non «organico» - e non interessato - degli intellettuali nella battaglia politica. Fu un appassionato teorico dell’Ulivo come movimento. Sotto questo aspetto il suo nome è legato ai celebri seminari

Il semiologo Omar Calabrese è morto l’altra sera nella sua casa sulle colline senesi per un malore improvviso. Era nato a Firenze nel 1949

E’

stato, soprattutto negli Anni Novanta, uno degli intellettuali più influenti in quella che fu la stagione dell’Ulivo. Era un teorico delle nuove forme di partecipazione sociale, dei nuovi media che si stavano affacciando, della

prima alla Certosa di Pontignano, nel ’95, che cercò le basi teoriche dell’Ulivo, la nuova idea di centro-sinistra; e poi, con Furio Colombo e Tana de Zulueta, a Gargonza, quando nel ’97 riunì intorno a Prodi

(che con quel simbolo aveva vinto le elezioni) intellettuali e politici. Il sogno durò poco: alla fine dell’anno decise che quella era già una battaglia perduta; l’Ulivo, scrisse, «era morto». E uscì dalla politica.

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.LA STAMPA2012 LUNEDÌ 2 APRILE

RASSEGNE

FOTOGRAFIA

INAUGURAZIONI

Fattori a Villa Bardini
AVillaBardinidiFirenzesièapertaieri «Da Fattori al Novecento Opere inedite dalla collezioneRoster,DelGreco,Olschki»

Le dive di Ghergo a Roma
Da domani il Palazzo delle Esposizioni «Arturo Ghergo. Fotografie 1930-1959», oltre 250 scatti del fotografo delle dive

Picasso e Vollard a Venezia
Si apre sabato a Palazzo Cavalli Franchetti di Venezia la mostra «Picasso e Vollard. Il genio e il mercante» con opere di grafica

Alberto Sughi la pittura come critica sociale

S

periamo non sia blasfemo, e lui probabilmente avrebbe sanguignamente convenuto, osservare che talvolta i nomi dei pittori hanno un loro casalingo sapore nomen omen. Profetico, riassuntivo, allusivo. Alberto Sughi, che è scomparso ottantaquattrenne nella sua elettiva città di professione, Roma (faceva parte infatti della cosiddetta Scuola di Portonaccio, insieme a Muccini e a Vespigani) portava nella sua pesta ed accesa pittura di costume, qualcosa che ha visceralmente a che fare con i sughi grassi e sarcastici della sua Romagna. Osiamo, senz’alcuna volontà denigratoria: paonazze e sulfuree lasagne di sapiente pittura, torrentizia e visionaria, espressionisticamente all’italiana (ma senza dimenticare Dix, Grosz, Varlin e Soutine). Schegge im-

Un prato verde “S dove nascono Gilardi
ono in una valle di montagna, in una fredda atmosfera mattutina. Oltre una pineta immersa nell’ombra, vedo di fronte a me una gola rocciosa attraverso la quale si vede lontano la spiaggia e il mare. Sotto i miei piedi scorre un torrente con tutte le sue cascatelle che si apre in vari ruscelli, si innerva nella terra e infine va a sciogliersi laggiu’ nel mare. Ho le scarpe slacciate ma da adesso in poi decido di camminare senza più allacciarmele». Piero Gilardi racconta questo suo sogno durante il simposio di presentazione della sua esposizione personale al Castello di Rivoli. È una visione, con forti valenze emozionali, che per l’artista è metafora dell’esistenza individuale e collettiva, della vita e della morte, ma anche in particolare della sua concezione dell’arte. Per lui questa è una pratica creativa tesa a superare l’antinomia fra natura e cultura. Il suo scopo è impregnare vitalmente la realtà sociale, per trasformarla e liberarla dai condizionamenti e dalle imposizioni delle strutture «alienanti» del potere nel campo politico-economico e nell’uso tecnocratico delle scienze. Le immagini del sogno ci fanno venire in mente i «tappeti natura», le opere più conosciute di Gilardi, ma il merito di questa mostra è quello di documentare finalmente la ricerca dell’artista in tutta la sua complessità, evidenziando gli aspetti peculiari della sua tensione utopica. E, come ha giustamente sottolineato il curatore Andrea Bellini, Gilardi è un artista da analizzare sotto vari punti di vista: è stato uno dei principali protagonisti internazionali della pop art e dell’elaborazione fondativa delle esperienze processuali e poveriste, come artista e organizzatore di eventi e progetti. Ma è anche soprattutto, con il suo impegno di animatore creativo nel sociale un vero precursore della cosiddetta arte relazionale (che si afferma ne-

FRANCESCO POLI RIVOLI

Al Castello di Rivoli la retrospettiva di un precursore dell’odierna arte relazionale
gli Anni 90, anche con riferimenti al situazionismo di Debord). Gilardi concepisce le operazioni artistiche non tanto come produzione di oggetti quanto come intervento per innescare situazioni di interazione umana cariche di energie esteticamente vitali. E non a caso, per evidenziare questo aspetto, il percorso espositivo inizia e termina con due realizzazioni molto diverse ma che hanno un carattere emblematicamente «relazionale». All’entrata ci troviamo davanti alla Macchina per di-

Dalla pop all’impegno la mostra ripercorre dal 1963 al 1985 la creatività dell’artista
scorrere (1963), che è un bizzarro dispositivo interattivo con alcune lampadine di vario colore che si accendono e si spengono con intensità variabile, attivate dalla presenza di chi ci sta davanti. È un oggetto luminoso che trasforma i visitatori in interlocutori attivi e non passivi. Al fondo possiamo invece vedere un film di Daniele Segre che documenta lo straordinario happening collettivo del Carnevale del quartiere Aurora di Torino del 1980, dove la gente (con costumi, maschere e figure realizzate in

pazzite di affettata critica sociale. Uno dei suoi ultimi cicli di sarcastica protesta politico-sociale (grande amico di Trombadori e di Amendola, suoi esegeti, insieme al romanziere Giorgio Bassani e del Presidente Napolitano, che lo piange quale compagno d’azione essendo stato anche consigliere comunale e cantore del realismo socialista, in alternativa a Guttuso) si intitola appunto La cena. Con tutti i significati allegorici e brechtiani, connessi alla bulimia aggressiva del boom consumistico anni Cinquanta-Sessanta: la Seicento, la vacanza al mare, i salotti romani. Ettore Scola lo aveva scelto come affichista della sua Terrazza, Monicelli come «consulente» cromatico per Un borghese piccolo piccolo. Pittura avvelenata di miasmi sociali, di falò incandescenti e sulfurei, come quelli delle generose puttane, felliniane e ziveriane, posate a macchia di leopardo, nelle desolate stradone assolate della sua Riviera, anche se Roma lo aveva poi assorbito, con i suoi rannuvolati fumi ferroviari (memorabile il quadro dell’ Uomo con valigia, smarrito nella giunga della distratta metropoli, senza più alcuna memoria classica). Illustratore per la Gazzetta del Popolo Sughi non ha mai rinnegato questa «necessità» illustrativa, salvandosi dal kitsch con il suo fumigante gioco di sinopia, sfibbrata al carboncino.
[M.VALL.]

Qui sopra Totem domestico, 1964, a destra Vestito natura angurie, 1967, a centro pagina Zucche, 1967, in alto a destra Manicomio = Lager , 1969

Memorie teatrali da Manzù a Kiefer
Napoli
Al Teatro San Carlo in vetrina scenografie d’autore
MARCO VALLORA NAPOLI nato dal cielo-collage dei miracoli irripetibili. Inciampandovisi dentro, passandovi attraverso, rivivendola magicamente, come per una sorta di proustiano sortilegio involontario e riattivando all’unisono tutte le dolci sinapsi del ricordo, miscelato di diverse esperienze scenografico-sonore, indimenticabili. Anche chi non ha avuto l’invidiabile ventura d’assistere ad alcuni storici spettacoli al Teatro San Carlo di Napoli, con protagonisti non soltanto la voce la musica la direzione, ma anche l’immaginazione fiammante di grandi artisti della contemporaneità li può fulmineamente ritrovare, intatti, nel fiabesco Palazzo Interiore della Memoria. Appena entra nel grembo fasciante del Museo Teatrale Memus di Napoli, vivrà comunque delle vibranti sensazioni teatrali e avrà davvero l’impressione di scivolare entro una sorta di collodiana balena dell’immaginario lirico. Giulio Paolini, nell’elegantissimo catalogo curato con passione da Laura Valente e suoi valenti collaboratori, primo fra tutti il sensibilissimo fotografo di scena Luciano Romano, in occasione di questa mostra d’apertura (prorogata a furore, per l’entusiasmo del pubblico, finalmente anche giovane annota: «La scena è l’eco, il riflesso di qualcosa che è già stato. L’atmosfera è quella di un archivio, di una biblioteca, di un museo... dove traspare e risuona il peso del tempo». Il Tempo: che ha un terribile peso schopenauriano e catastrofico, rovinoso (le rovine cementate della sua trapiantata ed ora abbandonata tenutamuseo di Barjac, che Kiefer ha riprodotto magistralmente, qui, per un’ indimenticabile, selvaggia Elettra di Hofmannstahl-Strauss, giocata come nell’eterno destino nomade, di profughi incatramati in un viluppo di containers) ma anche la leggerezza cerebrale ed esplosiva, salutare, della Gaia Scienza di Nietzsche. Che si fa teatro, specchio, appunto: eco. Paolini, è vero, rifletteva sulle sue imbattibili «stanze mentali» e taglienti gabbie, elettricomitiche-metafisiche, tramate per i suoi folgoranti Parsifal e Walkiria.

V

edere» la memoria. Attraversarla, riassaporarla, reincrociarla, confrontarla, confonderla, reinverdirla come un rampicante magico. Vedersela solidificare d’innanzi, quasi un monumento friabile e preziosissimo: incantato. Come entrare dentro un tempio iniziatico, stile Flauto Magico di Kentridge. Alato, arioso, pla-

Scenografia di Paladino

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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COLLEZIONISMO

Meraviglie di carta a Torino
«Meraviglie di carta. Devozioni creative dai monasteri di clausura» è la mostra che si inaugura mercoledì alla Pinacoteca Agnelli

ARTE
Bellotto, un genio del ’700 dalle larghe vedute
Conegliano
A Palazzo Sarcinelli i capolavori del nipote di Canaletto
MARCO ROSCI CONEGLIANO segni delle principale iniziative collettive della sua attività di animatore. Della prima fase di ricerca sono i singolari lavori come il manichino che indossa un Vestito stato d’animo (1964), simbolo un po’ naif della tragica condizione di alienazione dell’uomo a una dimensione, e il progetto (non realizzato) di una mostruosa Macchina MGA per la produzione di neonati dotati di ordinato senso sociale (1963). E anche, più interessanti per gli sviluppi successivi, le sculture con valenze pop realizzate nel 1964 in polistirolo e resine viniliche, come il Trilite e soprattutto l’Igloo, che prelude allo sviluppo di un’arte «abitabile» e alla concezione delle opere fatte per accogliere e coinvolgere anche a livello sensoriale gli spettatori, e cioè i «tappeti natura» soft in gommapiuma, che l’artista incomincia a realizzare nel 1965. Di questi lavori, quelli amati dai collezionisti, ce ne sono parecchi, tra i più belli: greti di torrenti, una spiaggia con conchiglie e alghe, un campo di mais con pannocchie a terra, dei peperoni, o delle foglie nel sottobosco. La cosa importante è che, in questo contesto si comprende meglio il loro vero significato: non sono solo suggestivi oggetti di scultura ma, come dice l’artista, si collegano al resto della sua ricerca perchè esprimono il sentimento di nostalgia per una natura mortificata e stravolta dallo sviluppo industriale.
PIERO GILARDI EFFETTI COLLABORATIVI 1963-1985 RIVOLI, MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA FINO AL 6 MAGGIO

N

gommapiuma colorata da Gilardi e dai suoi amici dell’ atelier popolare) da vita a una ludica manifestazione di strada contro lo sfruttamento capitalistico, per la difesa della giustizia sociale e dei diritti dei più deboli e emarginati. È questa un’opera corale effimera ormai lontana nel tempo, che attraverso la documentazione filmata ha acquisito un melanconico fascino di intensa qualità estetica.Questi due punti di riferimento danno le indicazioni fondamentali di lettura del senso dell’esposizione che si sviluppa in modo sobrio e visivamente efficace attraverso la messa in scena dei lavori plastici più noti ; della produzione grafica di manifesti di lotta politica e sociale contro i manicomi-lager e per le rivendicazioni del movimento operaio; e della documentazione attraverso pubblicazioni e di-

ella triade canonica dei vedutisti veneziani del ’700, Antonio Canal, Francesco Guardi, Bernardo Bellotto, è stato il terzo a dover attendere addirittura il nostro secolo per ottenere il pieno riconoscimento della centralità, sia formale che storica, delle sue cronache in immagini naturali, architettoniche e antropiche nel cuore dell’Europa illuministica. La prima grande antologica internazionale è stata quella del 2001 itinerante da Venezia a Houston, la prima italiana in assoluto è questa a Conegliano a cura di Dario Succi con catalogo Marsilio. Sembrerebbe quasi il contrappasso della furberia commerciale che spinse il Bellotto a incidere B.B.deto Canaleto su una serie di acqueforti del 1742 quando era ancora allievo e collaboratore nella bottega veneziana di AntonioCanal, fratello della madre,la cui firma con nome e,in verità raramente, soprannome era già ben nota e ricercata sull’asse Venezia- Londra.E il Bellotto Canaletto tale rimase per le corti e le collezioni nobiliari dell’Europa centrale e orientale,dalla Sassonia alla Prussia, da Vienna alla Polonia a San Pietroburgo. È emozionante l’esordio dedicato alle ricostruzioni a Varsavia sulla base dei suoi dipinti, in cui spicca Il sobborgo di Cracovia dalla colonna di Sigismondo III del 1768 dal Castello Reale di Varsavia,che conserva la sala Canaletto allestita dal pittore stesso. Al-

Campo San Giovanni e Paolo Bernardo Bellotto

trettanto emozionante,ai limiti inquietanti del magico e del misterico,è l’incontro in mostra con la grande acquaforte del 1765,nella quale l’ impassibile,minuziosissimo cineocchio del Bellotto registra l’immagine spettrale della Kreuzkirche di Dresda, sventrata nel 1760 dai cannoni prussiani di Federico II e ulteriormente crollata nel 1765. Un senso profondo e potente del tempo,addirittura dell’ora, attraverso la dialettica con tagli netti della luce e

Da Venezia a Dresda il mago della camera ottica ha superato la visione «turistica»
dell’ombra e dell’ombra portata sui piani architettonici ,scanditi dall’uso della «camera ottica», è peculiare fin dagli inizi rispetto ai più anziani compagni di strada. Il problema del confronto non si pone nel caso dei due piccoli quadri del Guardi,l’uno alla fine degli anni ‘50, l’altro di fine secolo,con la luce diffusa fra il morbido azzurro di cielo e di laguna e le sintetiche architetture bianche e brune.Assai più significativo è il confronto fra zio e nipote. Nella Piazzetta verso la basilica della Salute del Canal intorno al 1723 la luce meridia-

na dalla vastità del cielo di fondo esalta plasticamente le due cupole della basilica e la punta della Dogana e all’ estrema destra in primo piano l’estremità della Libreria. Nel Rio dei Mendicanti e la Scuola di San Marco del Bellotto esordiente,intorno al 1741,la durezza strutturale del taglio radicale mattutino fra l’ombra nera- blu sul rio centrale e sui palazzi a sinistra e le loro ombre portate su quelli a destra,luminosi sui piani alti,colpisce a fondo.Ma colpisce altrettanto la spregiudicatezza del taglio scenico rispetto alla topografia «turistica» già dominante allora nelle immagini veneziane. Assenti le vedute milanesi del 1744,quelle torinesi del 1745 e quelle veronesi più tarde,l’allontanamento definitivo dal «turismo» veneziano,presente in mostra con i grandi cicli incisi di Marieschi,Visentini,Canaletto e Costa,è ottimamente simboleggiato dalla «magica densità»,come scrisse Longhi nel 1946,della Veduta della Villa Perabò -Melzi a Gazzada da Brera, del 1747. Anno in cui inizia la sua scarrozzata lungo 33 anni nell’Europa centrale e orientale che l’avrebbe reso famoso non solo nelle corti.
BERNARDO BELLOTTO CONEGLIANO VENETO (TV) PALAZZO SARCINELLI FINO AL 15 APRILE

Ma il discorso vale anche per queste sapienti e coinvolgenti stanze reiventate da Studio Azzurro, costellate sì di documenti, memorie, costumi, maquettes, filmati, ma non in senso noiosamente archivistico. Filologicamente congelate, o musealmente prevedibili. Non il classico museo stanco-borbonico, con i contratti di Rossini col suo vorace impresario od il ricciolo incorniciato della Malibran. No, i «riflessi» appunto d’una stagione felicissima di fecondi connubi con l’arte ove, grazie all’intelligenza d’un rimpianto «impresario» moderno, come Lanza Tomasi, oltre a Manzù e Picasso, Prampolini ed Adami, si balza da Hockney a Paladino, da Larry Rivers a Rauschenberg a Brice Marden.
OPERA AD ARTE. NAPOLI. TEATRO SAN CARLO. FINO AL 30 GIUGNO

L’Italia messa in scena da Massimo Siragusa
Milano
Architetture rarefatte nelle fotografie in vetrina da Forma
FIORELLA M INERVINO MILANO iblioteche calate in un’atmosfera metafisica raccontano storie che si perdono nei secoli dietro folle di volumi, schiere di tavoli riordinati e illuminati, mentre taluni interni di edifici imponenti parlano di splendori passati e solitudine, dove dell’uomo restano tracce remote. Altrove le città dell’intera penisola, Torino, Milano, Roma, Firenze, Venezia, Genova, Napoli, intrecciano discorsi sommessi di architetture, monumenti, piazze, palazzi, ville, giardini rigogliosi, con rari passanti, esili presenze buone a dilatare ed esaltare gli spazi e le strutture. Mentre il mare di Gaeta si perde fra le nuvole, i tetti e le terrazze di Napoli dall’alto offrono i colori del rosso e del verde. il Teatro Regio di Torino esibisce un mirabolante intrico geometrico di scalinate, linee, luci, e poi la milanese Pinacoteca di Brera dischiude i molti tesori serrati nei suoi caveaux. Sono queste immagini cariche di magia, dove tutto scolora, a comporre la mostra «Teatro d’Italia» di Massimo Sira-

Uno scatto di Massimo Siragusa

B

gusa, 20 foto adatte a «azioni teatrali» precisa Luca Doninelli nella limpida presentazione al catalogo (a cura di Renata Ferri, ed. Contrasto). Sono luoghi noti o segreti del Bel Paese, rivisitati dal 2006 a oggi in un Grand Tour ora nostalgico, ora malinconico, dietro un occhio all’apparenza feddo, distante. Siragusa adopera una fotoca-

mera Silvestri a banco ottico, in mix con digitale, legando tecnica vecchia e nuova, con tanto di cavalletto come facevano un tempo i Pellegrini del sole, i fotoambulanti amati da Ando Gilardi, sicchè alla fine gli riesce di mettere in posa luoghi, spazio, tempo, stravolgendo la realtà e creando così momenti incantevoli, raggelati nei colori soffusi. L’autore sostiene di prediligere e selezionare le stagioni giuste, la metereologia opportuna, le ore del giorno lontane dall’alba e dal crepuscolo prive di ombre lunghe, meno affollate. Il risultato è una foto speciale, delicata e forte, capace di rievocare emozioni intense. Non sono fotografie d’ architettura, bensì immagini sospese di architetture che tendono via via a ridursi fino all’astrazione.
TEATRO D’ITALIA FOTOGRAFIE DI MASSIMO SIRAGUSA MILANO GALLERIA FORMA FINO AL 13 MAGGIO

36 .Spettacoli

.LA STAMPA2012 LUNEDÌ 2 APRILE

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va inviarci, via Internet, una prova delle sue capacità di cantante. Poi abbiamo fatto una prima scrematura e chi ci sembrava interessante è stato invitato a interpretare, su base, una canzone dei Nomadi in sala d’incisione. Ci siamo riuniti e abbiamo messo giù un elenco di chi, a parere di ciascuno, aveva lasciato qualcosa. Devo dire che già a questo punto Cristiano era quello che più era piaciuto. L’abbiamo PIERO NEGRI incontrato, abbiamo verificato che olTORINO tre a quelle canore ci fossero anche le eppe Carletti ha letto doti umane e anche lì lui ci ha convinovviamente - l’intervista to: è un uomo vero, è sposato, ha un fiche Danilo Sacco ha rilaglio, è uno di noi. Perché chi sta nei Nosciato al nostro giornale. madi ha anche responsabilità nei conNon gli ha fatto piacere, fronti del pubblico. Siamo atipici, ma, dice subito, non ha alcuna intenquando è possibile, teniamo aperte le zione di polemizzare. Vuole anzi porte anche durante le prove prima puntualizzare che è «molto contento dei concerti: chiunque può entrare e perché la gente ha accolto bene il stare con noi, partecipare. Cristiano nuovo cantante. Abbiamo già fatto veniva da un gruppo di rock elettronisette concerti insieme (l’ultimo a I Nomadi: Daniele Campani, Cristiano Turato (voce nuova), Beppe Carletti, Cico Falzone, Sergio Reggioli, Massimo Vecchi co, “dall’altra sponda”, come dice lui, Cuneo, sabato sera, ndr) e posso dire ma questo è un bene, anche nella muche Cristiano Turato ha una voce sica i matrimoni tra consanguinei molto particolare che si distacca da vanno evitati accuratamente». chi l’ha preceduto, che non scimChe cosa accadrà ora? Beppe Carmiotta nessuno e che dà emozione. E letti sull’immediato futuro ha le idee questo è molto importante». piuttosto chiare. «Intanto, ci tengo a Di Danilo Sacco e del suo addio al dire che c’è un album che si intitola È gruppo, dopo 19 anni, una dozzina di stato bellissimo e che contiene regidischi e centinaia di concerti, prefestrazioni dal vivo dell’epoca con Augurisce parlare in termini generali: sto Daolio, pubblicato per celebrare il «Per me, il cantante conta quanto un ventesimo anniversario della morte bassista, un batterista, non ci sono sua e del nostro bassista Dante Pergraduatorie, i Nomadi non sono mai greffi, avvenute nel 1992. Poi faremo stati, neppure al tempo di Augusto ancora qualche concerto (20 aprile Daolio, un gruppo a supporto di una Padova, 21 aprile Pavia, 24 aprile Sanvoce solista. L’arrivo di una persona remo, ndr) e infine entreremo in stunuova dà stimoli nuovi a tutti, questo per 30 anni, con cui sono stato ragazziche si mantengono grazie alla nostra dio per lavorare con il nuovo cantante è naturale, ma lo dico senza nulla to- no. Certamente non ora». musica. Quasi tutti sono con noi da e dargli almeno un paio di pezzi nuovi, gliere a chi c’era prima. A me i conLa storia del gruppo, nato nel 1963 tantissimi anni, e abbiamo sempre ri- costruiti con lui, da cantare dal vivo in fronti non sono mai piaciuti, ho sem- in quel di Novellara (Reggio Emilia), “Ho lasciato i Nomadi perché spettato le esigenze di tutti, in modo estate. In modo che la gente possa abipre lavorato affinché non ci fosse sopravvissuto alla morte del cantanmi sentivo una palla al piede” molto democratico. Se qualcuno vo- tuarsi alla voce di Cristiano». possibilità di farli. te e fondatore Auguleva fare meno conA Danilo Sacco, L’ex cantante Danilo Sacco: dopo l’infarto non reggevo più la responsabilità e il ritmo, qualcuno me l’ha fatto pesare Stiamo parlando certi, ne facevamo CRISTIANO, LA NUOVA VOCE Carletti lancia un ul«IL SINGOLO NON CONTA» sto Daolio, avvenuta della scelta di una di meno. E non ab- «Abbiamo fatto una sorta timo, semplicissimo «Il cantante per noi vale nel 1992, gratificato, persona che ha negli anni, di un sebiamo mai incatenamessaggio: «Gli auil bassista, la nostra guito appassionato di concorso via Internet guro solo buona forpensato bene di into nessuno: se uno forza sta nel gruppo» e partecipe, avrà inLui ci è subito piaciuto» tuna, buona fortuna traprendere una vuole fare un’altra a lui e buona fortuna carriera solista: da somma un nuovo castrada, è giusto che parte mia, posso dire che non ho avu- pitolo: «Io dico sempre che sono il abbia la libertà di farlo. Ci siamo la- ai Nomadi. Se lui si sente più libero coto dubbi, non ho mai pensato di agire ventitreesimo tra i Nomadi - spiega 1 Venerdì Danilo Sacco, ex voce sciati così, senza rancore». sì è giusto che abbia preso la decisione diversamente, di chiudere la storia e Carletti - sono l’unico tra i suoi primi dei Nomadi, spiegava i motivi delPer trovare il nuovo cantante è sta- che ha preso. Sentirsi liberi è impornon andare avanti. Le perplessità le componenti a fare ancora parte del l’abbandono della band con la sfidu- to lanciato una sorta di concorso aper- tante, anche se, come mi piace ricorho avute vent’anni fa, quando è mor- gruppo e sento particolarmente la cia che sentiva intorno a sé. to, molto aperto: «Alla prima fase ab- dare, la libertà di ognuno finisce dove to Augusto, al cui fianco ho vissuto responsabilità delle ventitré famiglie biamo accettato tutti. Chiunque pote- comincia la libertà degli altri».

Colloquio

Beppe Carletti: è Danilo che se n’è voluto andare
Così su «La Stampa»
menti. Quando ho saputo che qualcuno, dal suo punto di vista, si era lamentato, perché fare meno concerti significa fare meno quattrini, mi sono sentito una palla al piede. E non potevo accettarlo». Sacco cerca di non nutrire risentimenti e risponde «No comment» alla domanda su come si sia davvero sentito in quei frangenti. Poi spiega: «Per me la persona viene prima di ogni altra considerazione: oggi purtroppo mirendocontochequasinessuno lapensacosì.Cercodicapiretutti, provoatrovareunaspiegazionea tuttoedisolitociriesco.Inquesto caso è: siamo tutti più liberi. Loro possono fare tutti i concerti che vogliono.Eimieiproblemidisalutecisonoecisarannosempre». Ora Danilo suona con un nuovo gruppo («Grandi musicisti e grandi «Ero stanco m amici») e sta sono mai ris preparando album e tour. Dice contribuivo ai di divertirsi molto, come non gli accadeva da tempo:«Tradicembreegennaio ho pensato seriamente di smettere, di dedicarmi ad altro. Poi una notte mi sono svegliato all’improvviso: avevo sognato una

Il leader dei Nomadi: voleva fare il solista, meglio per tutti

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Spettacoli .37

I

l film che in Francia ha avuto un successo strepitoso e che in Italia, da più di un mese, riempie le sale e conquista il pubblico s’intitola Quasi amici, come fosse semplicemente il ritratto di due personaggi che diventano appunto amici frequentandosi. Il titolo originale è Intouchables e coglie meglio il significato della storia che mette a confronto due esseri contrapposti e appunto intoccabili. Da un lato c’è il ricchissimo borghese Philippe, paraplegico; dall’altro il nero Driss, in crisi con la famiglia povera e alla ricerca di denaro. Fra i due si crea un rapporto imprevisto e imprevedibile, dal momento che Driss si presenta in casa di Philippe e questi, dopo avergli fatto fare un esame, lo fa assumere come il suo aiutante personale, che lo deve seguire di giorno in giorno. La

Il film della settimana
GIANNI RONDOLINO

Tutti noi vorremmo sentirci “Quasi amici”

vicenda si sviluppa appunto quotidianamente mettendo a confronto non soltanto due personalità contrapposte ma due modi diversi di vivere e di concepire la vita di relazione. Inoltre c’è il forte contrasto fra povertà e ricchezza ed anche fra due razze e due popoli differenti: il bianco e il nero, il francese e l’africano. Un contrasto che mette in luce due culture e due civiltà, che a poco a po-

co si integrano a mano a mano che il rapporto fra i due diventa una vera e propria «amicizia». Perché non v’è dubbio che Philippe veda in Driss un uomo ricco di spirito inventivo, d’un sottile umorismo, d’un modo molto personale e originale di comportarsi. E, dal canto suo, Driss vede in Philippe un miliardario che è più umano e simpatico, gentile e comprensivo di come si pensa possa essere appunto un uomo ricchissimo ed anche solitario. Il film, che è interpretato da due attori di grande intensità espressiva che sanno mescolare il serio e il faceto, la simpatia e la deferenza, la quotidianità e la difficoltà di vivere, non può lasciare indifferente lo spettatore, anzi lo coinvolge di sequenza in sequenza lungo una narrazione che si articola non tanto in capitoli quanto piuttosto in un

unico percorso progressivo. Ed è questa progressione, sottolineata appunto dagli attori François Cluzet e Omar Sy e realizzata ottimamente dai registi Olivier Nakache ed Eric Toledano, a fornire il filo conduttore di uno spettacolo che non soltanto piace moltissimo al pubblico e lo diverte, grazie a una serie di situazioni e di battute umoristiche, ma apre uno spiraglio su una serie di problemi che, non solo in Francia, riguardano i rapporti fra bianchi e neri, europei e africani; e più in generale fra passato e presente nel campo del modo di vivere e di pensare. E non è poco per un film che parrebbe soltanto divertente e invece è serio e profondo.
«Quasi amici» di Olivier Nakache e Eric Toledano

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“Presto in Italia un canale Paramount di grandi film”
LUCA DONDONI MADRID

Il cast di Modern Family ,che torna oggi su Fox alle 22,45 con la terza serie: ha vinto 11 Emmy e un Golden Globe, negli Usa è vista in media da quasi 14 milioni di persone

il caso
EGLE SANTOLINI MILANO

C

ose da sapere su Modern Family, la sitcom che torna stasera su Fox alle 22,45 con il debutto della terza serie. Il miglior supporter è Barack Obama, che in un’intervista del dicembre scorso a People ha detto di esserne «un grande fan» e di seguirla, non a caso, in Ricapitoliamo l’albero genealogico. famiglia (Boardwalk Empire e Home- C’è un padre sui 65 (l’attore è Ed land, invece, se le guarda forse con O’Neill) sposato in seconde nozze a Michelle ma di certo senza Sasha e una quarantenne colombiana (la bomMalia). Ha vinto undici Emmy e un bastica Sofia Vergara) co ragazzino Golden Globe e solo negli Stati Uniti ispanico a carico. Ci sono i figli di priè vista in media da 13 milioni e 700 mo letto di lui: una casalinga ansiosa mila spettatori, con un incremento (Julie Bowen), con marito poco disindel 12 per cento rispetto all’anno volto (Ty Burrell) e tre adolescenti, e scorso. È anche arrivata allo iato fa- un gay avvocato ed ex pattinatore artale tra la terza e la quarta serie, tistico (Jesse Tyler Ferguson), fidanquello cioè dove il cast, se il succes- zatissimo, con partner decisamente so è stato superiore alle aspettative, flamboyant (Eric Stonestreet) e bamcomincia a battere cassa, come fece- bina adottiva vietnamita. ro gli attori dei Soprano e quelli di In ordine di apparizione, sfilano Friends: secondo dunque i pilastri l’Hollywood ReporUNA MANÌA NAZIONALE della correttezza ter l’aspirazione è Girata da finto documentario politica della nostra di passare dal caepoca: l’amore inchet medio indivi- Time l’ha definita la commedia tergenerazionale, più divertente del momento interrazziale, omoduale di 65 mila dollari per episosessuale; lo sgodio a 100 mila, e LE NUOVE REALTÀ mento di fronte alle non è detto che Coppie gay con bambini nuove emergenze non ci riescano, educative, l’intersoprattutto se adottivi, coppie con differenze cambiabilità dei d’età, emergenze educative ruoli genitoriali, ma condurranno trattative collettive anche la necessità come fecero Jennifer Aniston e soci. di stabilire un codice di comportaModern Family resta soprattutto mento modificato. Per esempio: come un prodotto piacevole e furbissi- si annuncia al clan che si è diventati mo, come non se ne vedevano dai doppi papà di una bambina? Cameron tempi di Will&Grace: perché rac- e Mitchell scelgono lo stile massimalicontando di una famiglia allargata sta, luci soffuse e colonna sonora del e ripartita in tre nuclei rispecchia Re Leone, e presentazione coreografai mutamenti in corso nella società. ta della neonata come in un musical E perché ci riesce in modo da di- di Broadway. Oppure, cosa fare se tuo vertire anche i cinefili, visto che è marito guarda troppo la seconda mogirata come un mockumentary, un glie di tuo padre? E se con lei non tiefinto documentario, con una came- ne le mani a posto? Christopher ra a mano e gli attori che (spesso) Lloyd, creatore con Steven Leviatan guardano in macchina. della serie, così ne racconta la genesi:

La famiglia allargata che piace anche a Obama
«Cosa c’è di più tradizionale della famiglia? E come elabori il tema se vuoi farne una sitcom più contemporanea? Credo che l’idea del finto documentario sia stata risolutiva. Lo spettatore si sente un po’ voyeur e un po’ capitato lì per caso». «MF» è diventata una manìa nazionale. Time l’ha definita «la commedia più divertente del momento». L’Actors Studio ha accolto applaudendo l’intero cast. Personaggi raffinatissimi come Edward Norton e Nathan Lane hanno accettato piccoli ruoli di contorno (il secondo guadagnandosi anche un Emmy) e George Clooney, giocando sulle voci che lo perseguitano, ha girato un promo in cui compare a letto fra i due fidanzati gay. Ancora Cameron e Mitchell sono stati al centro di una lunga campagna su Facebook, che premeva sugli sceneggiatori perché li facessero baciare pubblicamente: obbiettivo raggiunto, nell’episodio intitolato appunto «The Kiss». I bambini attori di Modern Family non sono stucchevoli e dicono anche le parolacce; e non si temono i pregiudizi etnici, tanto che la primadonna Sofìa Vergara (di Barranquilla come Shakira) urla come un’aquila, declina in tutte le varianti un pesante accento colombiano e non si risparmia in scollature e tacchi 12. «Gloria mi è stata cucita addosso, è del mio Paese, ha un figlio maschio come me», fa sapere lei. «Non mi potrà capitare di meglio nella carriera». E intanto gira con David Beckham uno spot balneare per la Pepsi.

Riparte su Fox la sitcom pluripremiata “Modern Family” sintesi di correttezza politica a partire dagli amori interrazziali
Gli altri clan

I Robinson
Hanno spopolato negli Anni 80 e 90 con i problemi dei figli adolescenti

Brothers & Sisters
Una famiglia californiana con 5 figli dopo la morte del loro patriarca

I Griffin
Esempio dissacrante dell’«American way of life» a cartoni animati

Paramount Pictures ha prodotto alcune delle pellicole più belle della storia del cinema. Il 2012 è l’anno delle celebrazioni del centenario, e Paramount si prepara al lancio di un nuovo canale televisivo di proprietà. Dopo Mtv, Comedy Central e i canali per bambini Nickelodeon, in Spagna è stato presentato il nuovo Paramount Channel interamente dedicato al cinema di catalogo. Un canale «free on air» completamente gratuito e dedicato a qualsiasi età. Presenti Antonio Campo Dall’Orto, ex direttore generale de La 7 e di Mtv Italia, da tempo managing director Sud Europa per Viacom International Media Networks (multinazionale attiva nell’entertainment, che ha fra i suoi brand anche Pa ra m o u n t Pictures), e il presidente di Viacom International Media Networks Bob Bakish. Per dare il via alle trasmissioni è Campo stata scelta la Dall’Orto trilogia del Padrino. «Potersi permettere questi capolavori ci riempie di orgoglio - ha spiegato Campo Dall’Orto -. Con una programmazione di undici film al giorno (seicento l’anno) e solamente due interruzioni pubblicitarie all’ora ci sarà di che sbizzarrirsi. Mi vengono in mente titoli come American beauty, Colazione da Tiffany o il più recente A.I. Intelligenza artificiale». E l’Italia? Arriverà un Paramount Channel anche da noi? «Entro giugno termineremo gli studi per capire se veicolare Paramount Channel Italia sul digitale terrestre free o su Sky - prosegue Dall’Orto -. Si tratta di calcolare come destinare i diritti di prima e seconda visione e risolvere una marea di altri cavilli burocratici. C’è poi il problema del doppiaggio di alcuni film e altro ancora. Se tutto andrà bene, e non credo ci saranno problemi, il lancio avverrà entro la fine di quest’anno. Oltre ai film ci saranno gli speciali che solitamente si possono trovare nei Dvd: i dietro le quinte, le interviste.La nostra missione è quella di trasmettere emozioni attraverso il cinema».

38 .Spettacoli

.LA STAMPA2012 LUNEDÌ 2 APRILE

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

Programmi tv
Italia 1
7.00 I Puffi Cartoni animati 7.30 Scooby Doo Cartoni 8.00 Il cuore di Cosette Cartoni animati 8.30 Picchiarello Cartoni 8.35 Ugo Lupo Cartoni 8.40 Settimo cielo Telefilm 10.35 Ugly Betty Telefilm 12.25 Studio Aperto. Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 I Simpson Cartoni 14.35 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati 14.55 Camera Café ristretto 15.05 Camera Café 15.50 Chuck Telefilm 16.35 Provaci ancora Gary TF 17.00 La vita secondo Jim Serie 17.50 Trasformat Quiz 18.30 Studio Aperto. Meteo 19.00 Studio Sport 19.25 C.S.I. - Miami Telefilm

Rai 1
6.00 Euronews 6.10 Unomattina Caffè 6.30 Tg 1 6.45 Unomattina Attualità 10.55 Che tempo fa 11.00 Tg 1 11.05 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco Varietà Conduce Antonella Clerici 13.30 Telegiornale 14.00 Tg 1 Economia Attualità 14.10 Verdetto finale Attualità 15.15 La vita in diretta Attualità La trasmissione dedicata alle famiglie italiane condotta da Mara Venier e Marco Liorni 18.50 L’eredità Gioco 20.00 Telegiornale 20.30 Qui Radio Londra 20.35 Affari tuoi Gioco

Rai 2
7.00 Cartoon Flakes 9.30 Sorgente di vita 10.00 Tg 2 Insieme Attualità 11.00 I fatti vostri Varietà 13.00 Tg 2 Giorno 13.30 Tg2 Costume e società 13.50 Tg2 Medicina 33 Rubrica di attualità medica 14.00 Italia sul due Attualità Conducono il programma Lorena Bianchetti e Milo Infante 16.15 La signora del West TF 17.00 Private Practice Serie 17.45 Tg 2 Flash L.I.S. 17.50 Rai Tg Sport Sport 18.15 Tg 2 18.45 Ghost Whisperer Telefilm 19.35 L’isola dei famosi Reality show 20.30 Tg 2 20.30

Rai 3
9.00 Agorà - Brontolo 10.10 La Storia siamo noi 11.00 Apprescindere Attualità 12.00 Tg 3 Rai Sport Notizie 12.45 Le storie - Diario Italiano 13.10 La strada per la felicità Soap Opera 14.00 Tg Regione. Tg Regione Meteo 14.20 Tg 3. Meteo 3 14.50 Tgr Leonardo Attualità 15.00 Tg3 Lis 15.05 Lassie Telefilm 15.55 Cose dell’altro Geo 17.40 Geo & Geo Documentari 19.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr Meteo 20.00 Blob Videoframmenti 20.10 Le storie - Diario italiano. Si replica Attualità 20.35 Un posto al sole Soap Opera 6.00 7.55 7.57 8.00 8.40

Canale 5
Tg 5 Prima pagina Traffico Meteo 5 Tg 5 Mattina La telefonata di Belpietro Attualità 8.50 Mattino Cinque 11.00 Forum Attualità 13.00 Tg 5. Meteo 5 13.40 Beautiful Soap Opera 14.10 CentoVetrine SO 14.45 Uomini e donne Talkshow 16.05 Amici Reality show Conduce Maria De Filippi 16.45 Pomeriggio cinque Attualità 18.45 The Money Drop Quiz Gerry Scotti conduce il nuovo quiz 20.00 Tg 5. Meteo 5 20.30 Striscia la notizia

Rete 4
7.25 Nash Bridges Telefilm 8.20 Hunter Telefilm 9.40 Carabinieri Telefilm 10.50 Slow Tour Magazine 11.30 Tg 4 - Telegiornale 12.00 Detective in corsia TF 13.00 La signora in giallo TF 14.05 Forum Attualità 15.10 Flikken coppia in giallo TF 16.15 My Life Soap Opera 16.30 Commissario Cordier Film-tv 18.55 Tg4 - Telegiornale 19.35 Tempesta d’amore SO 20.30 Walker Texas Ranger Telefilm Le vicende di Cordell Walker, Texas ranger di Dallas, coadiuvato nelle missioni più pericolose dal suo migliore amico, il ranger James Trivette

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo. Traffico 6.55 Movie Flash 7.00 Omnibus Magazine 9.45 Coffee Break Attualità 11.10 L’aria che tira Attualità 12.30 I menù di Benedetta 13.30 Tg La7 14.05 Sole rosso sul Bosforo Film (spion., 1972) con Geraldine Chaplin ★★★ 16.00 Atlantide - Storie di uomini e mondi Doc. 16.55 Movie flash 17.00 JAG – Avvocati in divisa Telefilm 17.45 I menù di Benedetta Varietà 18.50 G’ Day La7 alle 7 19.25 G’ Day Attualità 20.00 Tg La7 20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10 Maria di Nazareth
FILM-TV. Con Paz Vega, Alissa Jung. Gesù inizia la vita pubblica e fa il primo miracolo a Cana. Maddalena, nel frattempo, si rende complice dell’arresto di Giovanni il Battista

21.05 2012

★★

21.05 Presadiretta
ATTUALITÀ. A quasi sei mesi dalla morte di Gheddafi, un reportage proposto da Riccardo Iacona cerca di fare il punto sulla democrazia in Libia, un paese ancora in guerra

21.10 Scherzi a parte
VARIETÀ. Stasera prende il via la dodicesima edizione del programma che quest’anno, per la prima volta in diretta, vede al timone Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu

FILM. (dramm., 2009) con John

21.10 C.S.I. - Scena del crimine
TELEFILM.

21.10 Rambo 2 La vendetta

21.10 L’infedele
★★
ATTUALITÀ. Nuovo appunta-

Cusack, Chiwetel Ejiofor. Regia di Roland Emmerich. 2009. Il professor West viene a conoscenza di alcune tempeste solari di forte intensità che hanno colpito la Terra 23.45 Tg 2 24.00 Mare nero Film (thriller, 2005) con Luigi Lo Cascio, Anna Mouglalis ★★ 1.15 Rai Parlamento Telegiornale Attualità

Con Eric Szmanda. Greg e la squadra stanno indagando per chiarire la dinamica sulla caduta di un uomo dal terrazzo di un albergo di Las Vegas

FILM. (azione, 1985) con S. Stal-

lone, R. Crenna. Regia di G. Pan Cosmatos. Per non scontare l'intera condanna, Stallone accetta di tornare in Vietnam 23.30 L’uomo nel mirino Film (pol., 1977) ★★★ 1.35 Tg 4 Night News 2.00 Modamania Magazine 2.30 Vivere meglio Attualità 3.40 L’Italia che funziona Attualità

mento con l’analisi politica e culturale di Gad Lerner, che affronta i principali argomenti del giorno e questioni di politica 23.45 Tg La7 23.50 Tg La7 Sport 23.55 Madama Palazzo 0.30 (ah)iPiroso Attualità 1.25 Prossima fermata 1.40 Movie flash 1.45 G’ Day alle 7 su La7

23.15 Porta a Porta Attualità 0.50 Tg 1 - Notte. Che tempo fa 1.25 Qui Radio Londra 1.30 Sottovoce Attualità 2.00 Rewind - Visioni private Magazine

23.15 Glob Spread del Lunedì Magazine 24.00 Tg3 Linea notte. Tg regione 1.05 Fuori Orario. Cose (mai) viste 3.00 RAInews 24

23.50 Terra! Attualità 1.00 Tg 5 Notte. Meteo 5 1.30 Striscia la notizia Varietà satirico 2.15 Uomini e donne Talkshow 3.35 Amici Reality show

23.00 L’Italia che funziona 23.15 Il mistero di Sleepy Hollow Film (horror, 1999) 1.15 The Shield Telefilm 2.00 Prison Break Telefilm 2.45 Studio aperto - La giornata

CINEMA E TV
GIANNI RONDOLINO

Rai Movie
6.30 I tartari Film 7.50 Due assi nella manica Film 9.55 Non stuzzicate i cowboy che dormono Film 11.35 Un fidanzata per papà Film 13.20 La rosa bianca Film 15.20 A spasso con Daisy Film 17.00 Rai News - Giorno Notiziario 17.05 Machan la vera storia vera di una falsa Squad Film 19.00 Borsalino Film 21.00 Pancho Villa la leggenda Film 22.50 Cape Fear il promontorio della paura Film 1.00 Rai News - Notte

Raisport 1
15.15 Calcio: Campionato Italiano Serie A Tim Milan Lecce Sport 16.55 Tg Sport Flash Sport 17.00 Calcio: Campionato Italiano Serie A Tim Bologna - Chievo Sport 18.45 Rubrica: Lega Pro (prima parte) Sport 19.35 Tg Sport - replica Sport 20.00 Rubrica: Lega Pro (seconda parte) Sport 20.30 Pallavolo: Campionato Italiano Femminile Play Off Semifinale A: Rebecchi Nordme Sport 23.00 Basket: Magazine Eurolega Sport 23.30 Notiziario TG Sport Sport

Rai Storia
18.50 Speciale Aldo Moro 26/3/78 - Tg2 Studio Aperto 18.55 Da Qui - Ivrea un micro cosmo illuminato 19.00 Res Gestae Personaggi 19.05 Profili di Protagonisti Guglielmo Marconi: la sfida dell’oceano 19.25 Editoriale Personaggi con Marta Boneschi 19.30 Cult Book (Pillola) - Sinfonia n.3 (Eroica) 19.35 Ieri cronache dei nostri tempi - Il teatro di rivista 20.00 Viaggio in Europa p.22 21.00 Dixit Guerre. Guerre di diplomazia: Parigi 1919 22.00 Dixit Guerre. Guerre di diplomazia

Dal satellite
14.00 Pietà per i giusti Kirk Douglas, ossessionato dal ricordo del padre delinquente, non conosce pietà MGM 14.15 Il piccolo Nicolas e i suoi genitori Amato in famiglia, benvoluto dai compagni di scuola, il piccolo Nicolas è felice
SKY HITS

I film
17.30 From Paris with love A Parigi, un impiegato dell’ambasciata Usa si unisce ad una spia americana SKY HITS La leggenda di Johnny Lingo Johnny Lingo, cresciuto con un altro nome su un’isola del Pacifico, torna a casa MGM 17.55 Blizzard - La renna di Babbo Natale Jessica è triste. La zia Mille le racconta la storia della renna Blizzard SKY FAMILY 19.00 World Invasion I Marines devono difendere la città di Los Angeles da un nemico sconosciuto
SKY CINEMA 1

G

iovedì 5 aprile alle 11,35 su RaiMovie Perdutamente tua, film americano del 1942 diretto da Irving Rapper, con Bette Davis, Claude Rains, Paul Henreid, Gladys Cooper. Rivedere dopo settant’anni Bette Davis e Claude Rains, in un film che li vede protagonisti, è una bella occasione per conoscere come recitavano le grandi attrici e i grandi attori americani. Qui si tratta di due personaggi che si incontrano e si amano, ed è il loro rapporto, sottilmente intimo e non privo di intralci, a costituire il tema di un’opera che si ammira per l’interpretazione dei due, più che per la regia, la quale possiamo dire che è normale, efficiente ma non particolarmente geniale. Da un lato c’è Charlotte, la figlia di una ricca famiglia, che, convalescente, è mandata a fare una crociera nell’America del Sud; dall’altro c’è un uomo sposato con una figlia che ha dei problemi psicologici. In mezzo c’è il loro incontro, il loro amore e l’impossibilità di poter vivere insieme come amanti. Su questo soggetto, che non è particolarmente originale ed in parte fu censurato dal codice Hays del cinema hollywoodiano, si sviluppa un racconto che non può lasciarci indifferenti. Ma soprattutto, ci sono due attori che recitano in un modo che ancor oggi ci coinvolge.

Rai 4
9.20 Invisible Man Serie 10.00 Roswell Serie 10.45 One Tree Hill Serie 11.35 Being Erica Serie 12.20 Eureka Serie 13.05 Streghe Serie 13.50 Entourage Serie 14.20 Fisica O Chimica Serie 15.45 Being Erica Serie 16.30 One Tree Hill Serie 17.15 Rai News - Giorno 17.20 Eureka Serie 18.05 Farscape Serie 18.50 Battlestar Galactica Serie 19.35 Primeval Serie 20.25 Supernatural Serie 21.10 Profeta Film 23.40 Ninja Film 1.10 Heartless Film 2.45 Rai News - Notte

Sportitalia
7.00 Che Domenica Sport 9.00 Primavera Tim Chievo Vs Inter Sport 11.00 Treno A Replica Sport 11.30 Lega Pro Avellino Vs Benevento Sport 13.30 Primavera Tim Milan Vs Atalanta Sport 15.30 Ligue Caen-Paris Sg Sport 17.30 Arsenal World Sport 18.00 Arsenal Tv Qpr - Arsenal Prima Visione Sport 20.00 Arsenal 360 Sport 20.30 Solocalcio News Diretta Sport 21.00 Aspettando Solocalcio Sport 23.00 Solocalcio Diretta Sport 0.30 Arsenal 360 Sport

Iris
8.36 A-team Telefilm 9.32 Il cadavere dagli artigli d’acciaio Film 11.02 48 ore Telefilm 12.59 Nudo di Donna Film 14.55 Ti Racconto Un Libro 15.20 Testimone a rischio Film 17.08 Note di Cinema 17.14 Una notte per decidere Film 19.24 Supercar Telefilm 20.11 A-team Telefilm 21.05 Fino a prova contraria Film 23.26 Una lucertola con la pelle di donna Film 1.21 Monty Python-Il Senso Della Vita Film 3.11 Le avventure del Barone di Munchausen Film

14.25 Un fidanzato venuto dal futuro Pax, un uomo del futuro, si imbatte per caso in un romanzo d’amore SKY PASSION 14.35 Adèle e l’enigma del faraone Parigi, 1912. La schiusura di un uovo di pterodattilo provoca il terrore SKY FAMILY 14.50 I cancelli del cielo Proprietari di bestiame assoldano mercenari per sterminare i poveri contadini SKY CLASSICS 15.15 Will Hunting - Genio Ribelle L’orfano Matt Damon pulisce i corridoi dell’Istituto, ma in realtà è un genio SKY
CINEMA 1

15.40 Takers Matt Dillon è intenzionato a fermare un abile gruppo di rapinatori di banche SKY MAX 15.50 Matrimoni e altri disastri Margherita Buy deve organizzare le nozze perfette per la sorella più giovane SKY HITS 17.20 Fair Game - Caccia alla Spia La vera storia di Valerie Plame, agente Cia SKY PASSION 17.25 Animals United Gli animali della Terra in marcia per partecipare alla Conferenza dell’Ambiente
SKY CINEMA 1

19.05 Forever Strong Faris, giocatore di rugby, deve giocare contro la squadra allenata dal padre SKY MAX Nell Nord Carolina: Liam Neeson scopre l’esistenza della selvaggia Jodie Foster MGM 19.10 I fratelli Kelly Storia di Ned Kelly, irlandese in Australia, e dei suoi fratelli fuorilegge SKY
CLASSICS

Colpo grosso al Drago rosso Avventure dei supereroi di “Rush Hour”, l’ispettore cinese e il detective nero SKY MAX Caccia al ladro Cary Grant è “il gatto”, un ladro gentiluomo che si innamora di un’ereditiera MGM 21.10 Sanctum In una riserva di grotte in Nuova Guinea speleologi perlustrano cave sottomarine SKY HITS 22.30 Step Up 3 Alcune street dancer parteciperanno ad una sfida che cambierà la loro vita SKY FAMILY 22.35 Campi insanguinati In viaggio, un medico è costretto a fermarsi e scopre il cadavere di un bambino SKY MAX 22.50 Rabbit Hole La vita perfetta di Becca e Howie viene meno quando il figlio ha un incidente
SKY CINEMA 1

23.00 Serendipity - Quando l’amore è magia New York, vigilia di Natale: lui e lei si contendono l’ultimo paio di guanti
SKY PASSION

19.15 Le donne non vogliono più Francesca non vuole un figlio, Luca sì. E allora decidono di cercare una “mamma”
SKY PASSION

21.00 I compari Western: coppia padrona di un bordello deve difendersi da compagnia mineraria SKY CLASSICS The Hours Tre donne alla ricerca del senso della propria esistenza. Con Nicole Kidman SKY
PASSION

23.05 Oggi, domani, dopodomani Vizi e manie degli italiani negli anni Sessanta. Con Marcello Mastroianni SKY CLASSICS 23.25 The Abyss Alcuni operai devono recuperare le testate nucleari di un sommergibile. Un Oscar
SKY HITS

0.20 Genitori in ostaggio Tre famiglie diverse alle prese con un problema comune: i loro figli SKY
FAMILY

Joy+1, Mya+1,Steel+1 ripetono la programmazione Joi, Mya, e Steel posticipati di un’ora

Intrattenimento
21.00 C.S.I. Miami FOX CRIME Grey’s Anatomy FOX
LIFE

Sport
20.00 Rubrica: I Signori del Calcio SKY SPORT 1 Automobilismo: IndyCar SKY SPORT 2 Rubrica: Lega Pro (seconda parte)
RAISPORT SAT

JOI
15.39 Psych Telefilm 16.21 Joi On Air ‘12: Aprile Varietà 16.37 V Telefilm 18.10 Joi Extra: Incontri Interstellari 18.31 Parenthood Telefilm 19.24 Er-Medici In Prima Linea Telefilm 20.17 Leverage Telefilm 20.58 Joi On Air ‘12: Aprile Varietà 21.15 Fast And Furious Film 23.04 Americana: On The Road Varietà

MYA
9.23 Sophie Paquin Telefilm 11.08 The O.C. Telefilm 12.00 The Vampire diaries Telefilm 12.50 Friends Telefilm 13.19 Matrimonio a sorpresa Film 15.02 The O.C. Telefilm 16.47 Friends Telefilm 17.17 Foursome Film 18.59 Friends Telefilm 19.28 The Vampire diaries Telefilm 21.15 Covert Affairs Telefilm 22.13 Close To Home Telefilm 22.58 Nip’n Tuck TF

STEEL
11.35 Una Famiglia del 3° Tipo TF 12.50 Fringe Telefilm 13.55 Mike & Molly Telefilm 15.00 Human Target Telefilm 15.50 Smallville Telefilm 16.40 Haven Telefilm 17.30 Human Target Telefilm 18.20 R.I.S. Roma Delitti Imperfetti Telefilm 20.25 Haven Telefilm 21.15 Fringe Telefilm 22.10 L’esercito delle dodici scimmie Film

P. CALCIO
14.00 All Sport News 14.30 Calcio Serie A 2011/12: Juventus Napoli Sport 16.30 Calcio Serie A 2011/12: Inter - Genoa Sport 18.27 La Tribu’ Del Calcio 2011/12 19.30 La Moviola E’ Uguale Per Tutti 2011/12 20.30 All Sport News 20.45 Calcio Serie B 2011-2012: Reggina Brescia Sport 22.41 Premium Football Club 2011/12 Sport

P. CINEMA
11.40 Goal! 2 Vivere un sogno Film 13.41 Segui Il Tuo Cuore Film 15.25 Come tu mi vuoi Film 17.23 Iago Film 19.05 In questo film vedrete quanto segue Cortometraggio 19.21 Kinky BootsDecisamente Diversi Film 21.15 Harry Potter e i doni della morte: Parte I Film 23.47 Parto col folle Film

S. UNIVERSAL
9.10 Operazione diabolica Film 11.00 Mr. Jones Film 13.00 Under The Influence: Laurence Fishburne 13.35 Insider-Dietro La Verita’ Film 16.25 Lo squalo Film 18.40 Wild Wild West Film 20.40 A Noi Piace Corto Varietà 21.15 Frankenstein Film 22.39 Shakespeare in Love Film 0.47 I Non Protagonisti Varietà

White Collar FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.50 Homeland - Caccia alla spia FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.55 C.S.I. Miami FOX CRIME Pan Am FOX LIFE 22.45 Sex Education Show
FOX LIFE

20.30 Pallavolo: Campionato Italiano Femminile Play Off Semifinale A: Rebecchi Nordme
RAISPORT SAT

20.45 Magazine: Watts
EUROSPORT 1

Modern Family FOX 22.50 N.C.I.S. Los Angeles
FOX CRIME

23.15 Misfits FOX 23.40 Castle FOX LIFE 23.45 C.S.I. FOX CRIME American Dad FOX 0.30 Primeval JIMMY Scrubs FOX

21.00 Wrestling: Pro Wrestling EUROSPORT 1 Calcio: Premier League SKY SPORT 1 Basket: NBA SKY SPORT 2 21.30 Wrestling: Pro Wrestling EUROSPORT 1 22.35 Magazine: Eurogoals
EUROSPORT 1

.
39

R

INTER, L’ESORDIO DEL BABY TECNICO

BWIN

INTERVISTA

Gol, errori e rigori Stramaccioni, buona la prima
I

Titolare a singhiozzo Toro, Bianchi ora è un caso
I

Kostner «Questo oro mi stava aspettando»
I

A S.Siro i nerazzurri battono 5-4 il Genoa: tripletta di Milito e ben 4 penalty fischiati. Spettacolo, ma anche molti strafalcioni delle difese.
Roberto Condio
PAG.45

Nelle ultime 6 trasferte il capitano è sempre partito riserva per lasciare il posto a Meggiorini.
Francesco Manassero
PAG. 50

Dopo il trionfo mondiale sul ghiaccio di Nizza, la stella azzurra del pattinaggio si racconta.
Giulia Zonca
PAG. 52

SPORTLUNEDÌ
Risultati
30ª giornata
Bologna-Palermo Cagliari-Atalanta Catania-Milan Fiorentina-Chievo Inter-Genoa Juventus-Napoli Lecce-Cesena Parma-Lazio Roma-Novara Siena-Udinese 1-3 2-0 1-1 1-2 5-4 3-0 0-0 3-1 5-2 1-0

Classifica
Milan Juventus Lazio Napoli Udinese Roma Inter Catania Chievo Palermo Cagliari Atalanta (-6) Bologna Siena Parma Genoa Fiorentina Lecce Novara Cesena

64 62 51 48 48 47 44 43 39 39 37 37 36 36 35 34 33 28 24 19

Quarti di finale (ritorno) ore 20,45 DOMANI Barcellona Milan
(andata 0-0) Sky sport 1, Premium calcio

Visti da vicino
La Juve stende il Napoli: ora il Milan è solo a +2
Lo spunto
GUIDO BOFFO l Milan non aveva vinto il campionato prima, con un tesoretto di quattro punti da gestire, e non l’ha perso adesso, che il vantaggio si è ridotto a due. Ma evidentemente il destino dello scudetto è un po’ meno nelle mani dei rossoneri, checché ne dica Conte. Da ieri è anche nelle sue. Nei piedi e nella testa di un gruppo che ha tutti i requisiti per rinviare il verdetto sino all’ultima giornata. Il successo di forza sul Napoli, uno dei tanti contro una cosiddetta «grande», in qualche modo responsabilizza i bianconeri: non più e non solo la bella sorpresa destinata a un ruolo da ancella, semmai l’unica pagina bianca di questo campionato. Da scrivere, la pagina e il finale. Il resto

Se Conte tifa per i rossoneri
rientrerebbe nelle cose prevedibili. Domani il Milan avrà dei tifosi insospettabili al Camp Nou, per carità di classifica più che di patria. I bianconeri hanno tutto l’interesse che l’avventura in Champions prosegua, perché è ormai dimostrato come il vero riequilibratore delle forze in campo, altrimenti sbilanciate a favore della capolista, sia il calendario. Da una parte molto esigente, dall’altra comprensivo. Conte non ha le alternative di Allegri, ma la base si è dimostrata solidissima, sin quando non è stata intaccata dai recuperi e dai ritmi costipati delle tre partite in sette giorni. Ovvio che con un distacco così ridotto, dovremo prepararci a una volata senza esclusione di fermi immagine. La moviola fai da te scatena l’indignazione di Galliani, esattamente come è successo recentemente ai dirigenti juventini. Chiariamo subito: chi subisce un torto ha diritto di lamentarsene, soprattutto se il torto è reiterato. I rigori non concessi ai bianconeri, i gol non visti dei rossoneri. Il fatto è che nel campionario degli errori (e degli orrori) le sfumature hanno il loro peso: difficile non accorgersi che il pallone di Muntari aveva varcato la linea di porta, facile - anzi facilissimo - giudicare allo stesso modo l’episodio di Catania. Il decimo «frame» ha fatto un minimo di chiarezza ma il dibattito resta aperto. Le reazioni a caldo di Galliani e Allegri sono il frutto di una fredda strategia. Che in fondo è sempre la stessa e non è una loro esclusiva: gestire i dubbi degli arbitri, spostare l’inerzia delle decisioni incerte a proprio favore, insinuare il precedente scabroso come un tarlo nella testa dei direttori di gara. Esibire un credito, quando non è possibile incassare la posta tutta e subito. Per Milan (e Juve) è un campionato inquinato, addirittura falsato. A favore di chi, se ciascuno si sente vittima? Il paradosso è il miglior complimento ad una classe arbitrale che ha pochissimi meriti, se non quello di scontentare tutti. La sua oggettiva mediocrità è la garanzia che vincerà la squadra migliore. E se non la squadra migliore, la più attrezzata a resistere a decisioni avverse e spesso ingiuste.

I

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

.

40 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Corsa scudetto
In vetta distanze ridotte

«Il Napoli ha 2 anni e mezzo di lavoro in più. Vittoria pesante»
Antonio Conte
ALLENATORE DELLA JUVENTUS

MARCO ANSALDO TORINO

Lasciate che i terzini vadano in gol. Come nell’ultima partita contro l’Inter alla Juve un difensore ha schiodato il risultato che non voleva muoversi dallo 0-0. Allora fu Caceres, ieri Bonucci. Anzi qualche parte del suo corpo che ha incrociato il tiro di Vucinic e ha spiazzato il portiere. Per una squadra che fatica ad andare in porta con le punte, la varietà dei goleador che non ti aspetti è la chiave per proseguire un campionato straordinario. Il 3-0 al Napoli è un passo importantissimo. La Juve si riporta a due punti dal Milan, invertendo la tendenza masochistica a impallarsi in un pareggio nelle occasioni in cui avrebbe potuto sfruttare il passo falso dei rossoneri. E con questa vittoria Conte può sentirsi in tasca il secondo posto e l’accesso diretto in Champions League, a meno che i suoi non siano colti in un mese e mezzo da un delirio di autolesionismo. Il Napoli, per qualità e per punteggio, era l’avversario che poteva ancora azzeccare la rimonta più di ogni altro: ora il distacco si allarga a 14 punti, che è come per un maratoneta vedere il traguardo con l’avversario più vicino a un chilometro. Per i partenopei sarà una botta indigesta più dell’eliminazione dalla Coppa contro il Chelsea. Per la Juve l’analogia con il successo contro l’Inter è notevole anche per altre ragioni. È venuto nella ripresa, dopo la rete del vantaggio i bianconeri hanno dilagato e c’è la conferma che l’appannamento fisico di un mese fa è stato superato: la squadra corre e lotta, aggredisce ricorrendo anche al fallo sistematico

Remuntada
I bianconeri cancellano il Napoli: dal Milan li separano solo 2 punti
quando si trova sbilanciata. Insomma è tornata rognosa per tutti e crea entusiasmo nei tifosi. Certo non è tutto oro. Il limite della Juve sta nell’azione che poteva portarla al gol dopo 3’: una trama intelligente per portare Pirlo al cross dalla sinistra, grandissimo cesello del milanista sia nel liberarsi di Hamsik che nel mettere la palgiocava un pochino meglio del Napoli è rimasta al palo con due colpi di testa fuori dallo specchio della porta (Borriello all’11’, Vidal al 30’). Pochissimo. Mancavano l’effervescenza e il pathos del pareggio dell’andata. Con moduli abbastanza simili e con la stessa tendenza a giocare la palla fin dalla difesa, anche se il Napoli indulgeva di più sui lanci lunghi e in verticale per le punte, le due rivali si sono limitate: i partenopei hanno avuto la loro occasione all’11’ con Hamsik che è entrato in area dopo uno scambio con Lavezzi ma si è preso paura dell’uscita bassa e furba di Buffon. Morta lì. Juve e Napoli erano pari in tutto, anche nell’inconsistenza delle punte. Lavezzi e soprattutto Cavani s’erano presi una serata al bar sotto casa e il gioco di Mazzarri dipende da loro più di quanto non sia quello di Conte con i suoi attaccanti. L’unico risultato dei partenopei era di caricare di ammonizioni gli juventini che nella ripresa, illuminata dopo 8’ dal gol di Bonucci, dovevano stare più cauti nelle entrate. Un’accortezza che limitava un po’ il peso di Vidal ma che non gli avrebbe impedito di segnare il gol del 2-0, liberandosi al tiro angolatissimo con un «paso doble» che ubriacava Campagnaro. Era il chiavistello alla vittoria. La Juve chiudeva tutti i varchi al Napoli cotto e sfiduciato (l’uscita di Maggio nel primo tempo aveva depotenziato il centrocampo) e trovava nei cambi la spinta per entusiasmare. Del Piero in otto minuti giocava palloni da Dio, un Dio forse un po’ egoista ma nessuno è perfetto. E la sua giravolta per liberarsi di Aronica e servire a Quagliarella la palla del 3-0 rimane insieme al tiro dell’ex napoletano uno dei pezzi di bravura, in una partita convincente.

Colpo secco
Vidal esulta dopo il suo gol Gargano e Aronica sconsolati

Juventus Napoli
Juventus
(3-5-2)

3 0
Napoli
(3-4-1-2)

Juve

Buffon 6; Barzagli 6,5,Bonucci 7,Chiellini 7; Lichtsteiner 6 (20' st Caceres 6), Vidal 7,5, Pirlo 7, Marchisio 6,5, De Ceglie 6,5; Borriello 5 (25' st Quagliarella 7), Vucinic 5,5 (38' st Del Piero 6,5)
ALL. Conte

DeSanctis6;Campagnaro 5, Cannavaro 5,5, Aronica 5; Maggio 6 (25' pt Dossena 5,5), Inler 5 (17' st Pandev 6), Gargano 6, Zuniga 5,5; Hamsik 5 (26' st Dzemaili 5); Cavani 4,5, Lavezzi 5
ALL. Mazzarri

7,5

5

RETI: st 8' Bonucci, 30' Vidal, 38' Quagliarella

ARBITRO: Orsato 7 AMMONITI: Lichtsteiner, Vidal, De Ceglie, Gargano,Cannavaro, Marchisio ESPULSO: 41' st Zuniga SPETTATORI:38 mila circa

Partita senza storia: in rete Bonucci, Vidal e Quagliarella. Champions adesso quasi garantita
la a pochi metri dalla porta. Sarebbe bastato qualcuno che la soffiasse in rete: non diciamo un tiro, un soffio. Ma quel tipo di attaccante non c’è. Borriello s’è lanciato in tuffo e ha mancato l’impatto, forse tirato per la maglia ma quando si pesa 85 chili non c’è strattone che tenga. C’è da annoiarsi a dirlo e a leggerlo. Per tutto il primo tempo Borriello e il compare Vucinic (risorto nella ripresa) sono stati una zavorra, imprecisi nel controllo, impacciati, disattenti. E la Juve che pure

Il film della partita

Tutti i gol bianconeri nel 2º tempo

8’ st
Punizione di Pirlo, palla in mezzo, mischia: Vucinic è il più lesto a girarsi e a calciare, Bonucci devia in rete con il ginocchio: 1-0 per la Juve

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Sport 41

3
Personaggi
GIANLUCA ODDENINO TORINO

PARTITE DI FILA VINTE DALLA JUVE
I

La Juventus ha vinto le ultime tre partite di campionato, in trasferta con la Fiorentina (5-0) e in casa con Inter (2-0) e Napoli (3-0). Ha la miglior difesa (17 reti al passivo) e non prende gol da 433’

30

GARE DA IMBATTUTA
I

La Juventus è imbattuta da 30 partite: ha eguagliato il record di gare iniziali senza sconfitte stabilito dal Perugia nel 1978-79 (in quel caso gli umbri chiusero senza ko il campionato a 16 squadre)

S

crivete pure che è stato un gol di Bonuccinic…". Scherza e sorride Leonardo Bonucci, l'ultima pecorella ritrovata da Antonio Conte. Solo che quella carambola sul tiro di Vucinic è stata tanto casuale quanto speciale per un gol in coabitazione che vale come un doppio gol di liberazione. Bonucci e Vucinic neanche un mese fa si erano trovati insieme ad affondare nei fischi dei propri tifosi dopo il pareggio col Chievo, ma per uno strano flipper del destino hanno firmato la vittoria che profuma di redenzione e soprattutto di speranza. Per la Juve, ora a -2 dal Milan e saldamente in Champions, e per loro stessi. Additati dal popolo bianconero come i fattori principali della «pareggite», ieri sera Bonucci e Vucinic hanno trovato il pieno riscatto. Stesso campo, stesso stadio e stessa curva. Ma dagli ululati di disapprovazione si è passati ai boati di gioia. «I fischi fanno parte del mestiere - risponde con filosofia il difensore - ed è giusto che i tifosi pretendano il massimo. Abbiamo schiacciato il Napoli ed ora la paura è tutta del Milan… Io gioco così, ma

Bonucci e Vucinic da fischiati a coccolati “Conte ci ha dato fiducia”
Firmano insieme il primo gol, lo stadio è riconquistato

devo ringraziare Conte che mi ha dato fiducia nei momenti difficili. Questo è il nostro spirito e il mister, più che un allenatore, sembra un nostro compagno». Un gol per due, una rivincita unica. Bonucci non piaceva per-

ché considerato l'anello debole della difesa, Vucinic invece per quel suo spirito "naif" che spesso lo fa rendere metà. Bastava aspettare per ottenere il meglio. Antonio Conte ha avuto pazienza, ha saputo difendere due

Baci
Leonardo Bonucci 24 anni ringrazia il pubblico dell’Olimpico

sfruttato la primavera anticipata per portare la Juve in finale di Coppa Italia e contribuire alle ultime vittorie, ma ieri - dopo un avvio difficile - ha ritrovato lo spunto giusto. Per segnare con Bonucci e poi per raddoppiare tre minuti dopo da solo. Tutto vano per un fuorigioco inesistente, ma l'urlo che gli è rimasto in gola è invece esploso con l'ex compagno di fischi. La corsa pazza di Bonucci, che si fa tutto il campo all'indietro per dedicare il gol alla moglie Martina (che a luglio lo renderà ragazzi così diversi per mestie- padre di Lorenzo) è il segnale re e carattere ed alla fine ha vin- che scatena la festa allo Juvento anche questa partita. Non è tus Stadium. Poi completata da un caso che la Juve abbia la mi- un gol pazzesco di Vidal («Spetglior difesa del campionato, al tacolare e pesante, è un mespunto di lasciare i tre tenori del saggio al Milan») e dalla perla Napoli senza cartucce e porta- finale di Quagliarella. re a 4 il numero di partite senza I fischi, però, restano un'arsubire gol (il precedente record ma contundente in mano al logrisaliva al 2005). «Barzagli, Bo- gione bianconero. E così ieri sul nucci e Chiellini banco degli imsono tre che si BOMBER ALL’ASCIUTTO putati è salito adattano perfetLa curva riscopre Marco Borriello, tamente alla mia che quando è staidea di difesa - li un vecchio bersaglio: to sostituito da Borriello nel mirino Quagliarella si è elogia Conte -: fanno qualcosa di ritrovato sul bello ed eccezionale perché 17 groppone la disapprovazione gol subìti sono pochi. Leo sta delle curve. «Lui è un attaccancrescendo a livello di cattiveria te completo - l'ha difeso Conte prendendo autostima e, perden- e fosse arrivato con noi a giudo quel suo modo di fare maga- gno, facendo un lavoro compleri soft, quando è concentrato è to, avrebbe avuto una storia diuna garanzia». versa». Ora ci sarà da recuperaBonucci ieri sera ha giocato re l'attaccante ex Milan e Rouna partita esemplare in difesa, ma, ma visti i precedenti di Bovedi il salvataggio in spaccata nucci e Vucinic la missione non nel primo tempo, e si è tolto lo è impossibile. Anche perché in sfizio di avviare la goleada bian- questa Juve schiacciasassi gli conera con la sua seconda rete spazi per la rivincita non manstagionale. Vucinic, invece, ha cano.

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IL TECNICO CONSOLIDA IL SECONDO POSTO

30’ st
Grande azione solitaria di Vidal che entra in area, elude Campagnaro e il ritorno di Zuniga e batte De Sanctis con un diagonale imprendibile

38’ st
Quagliarella che appena 7’ prima aveva tentato il gran gol da centrocampo, riceve palla da Del Piero e insacca tra De Sanctis e il palo
I

«Scudetto? Lo può perdere soltanto il Milan»
Più che per i due punti rosicchiati al Milan, Antonio Conte allarga il sorriso per gli altri tre messi tra la Juve e la Lazio, terza: «Questa vittoria è fondamentale perché mettiamo una seria ipoteca sul secondo posto - dice il tecnico -. Vedendo come eravamo partiti, è già qualcosa di straordinario, di bello, che si aggiunge alla finale di Coppa Italia. Il primo posto resta comunque sui radar: «L’occhiatina davanti la buttiamo - continua - perché è giusto, perché nel momento in cui il Milan dovesse fare qualche passo falso, noi dovremo farci trovare pronti. Lo scudetto però lo può perdere solo il Milan». Aurelio De Laurentiis punta sulla Juve: «Ha le carte in regole per vincere lo scudetto: voglia e determinazione. E non è logora come il Milan, o come noi». [M.NER.]

Antonio Conte, 42 anni

42 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Il big match
Le pagelle
Invalicabile
Giorgio Chiellini si è fatto valere con le buone e anche con le cattive maniere togliendo spazio e occasioni a Lavezzi e cercando anche qualche iniziativa in attacco

13

MESI FA L’ULTIMO 0-3 DEL NAPOLI
I

Era dal 28 febbraio 2011 che il Napoli non perdeva 3-0 in campionato: accadde a San Siro contro il Milan che poi vinse lo scudetto. La sconfitta con la Juventus è arrivata dopo 9 partite utili di fila.

Impalpabile
Imbrigliato dalla difesa juventina Hamsik non è quasi mai riuscito a rendersi davvero pericoloso dopo aver fallito una buona occasione in avvio di partita

I bianconeri

di MASSIMILIANO NEROZZI

Gli azzurri

Con Chiellini non si passa Pirlo è magico
Buffon 6
PRUDENTE. Taglia la strada ad

Pirlo 7
DOCENTE. Porta a spasso la Juve, e

dietro, il Napoli. Prende i falli quando deve, o vuole, come giocasse a basket. Nella distribuzione, viaggia con il pilota automatico.

Marchisio 6,5
DINAMICO. Ritrova velocità a qual-

Chiellini 7
SOVRASTANTE. Controlla il varco di

che giocata, compresa una veronica in mezzo al campo, nel primo tempo. Poi cerca il gol da fuori, ma la mira è troppo alta.

Cavani e Hamsik non pervenuti Maggio subito ko
De Sanctis 6
REATTIVO. Un balzo sulla punizio-

Gargano 6
ATTACCABRIGHE. Bisticcia un po’ con tutti, e nel primo tempo monta su pure un po’ di Hollywood sullo scontro aereo (e senza feriti) con Vidal. Resta comunque per la Juve l’avversario più rognoso, e che da ultimo s’arrende.

Zuniga 5,5
INTANGIBILE. A volte, era stata l’ar-

De Ceglie 6,5
SICURO. Stoppa Maggio. Davanti,

Aronica 5
DISTACCATO. A lungo, le incursioni nemiche si abbattono altrove e lui controlla Vucinic. Poi partecipa al pasticcio della prima rete e si fa bere da Del Piero, per l’assist della tripletta bianconera.

Hamsik, tanto da fargli sballare il passo. Il resto se lo vede praticamente in poltrona.

centro-sinistra. Lavezzi sa essere terribile, lui gli leva il prato. Solita assicurazione sugli anticipi.

collabora: manca in precisione.

Barzagli 6,5
ANESTETISTA. Riceve Cavani nel

Lichtsteiner 6
CHIACCHIERONE. Fa il suo, ma sarebbe da sette in condotta: un cerotto sulla bocca per vietargli le proteste. Recidivo, scriverebbe il giudice Tosel (dal 20’ st Caceres 6: dà ossigeno, grande acquisto).

Borriello 5
RITARDATARIO. Maggio s’attacca

ne di Pirlo, un altro per accompagnare un colpo di testa di Vidal. Apre la ripresa con un riflesso pazzesco su un’altra punizione (deviata) di Pirlo. Ma nessun miracolo.

ma in più. Ieri sera soffriva gli assalti di De Ceglie, con la colpa ultima dei nervi saltati: gomitata in faccia a Chiellini e rosso.

Hamsik 5
UFO. Oggetto non volante non iden-

suo studio sulla destra e non lo lascia più uscire. Anestetizza uno dei migliori attaccanti del campionato.

alla maglia, ma con il fisico che si ritrova, a un passo dalla porta e dalla palla, un centravanti ci deve arrivare (dal 25’ st Quagliarella 7: vendetta e gol da romanzo).

Campagnaro 5
DISTRATTO. Ritarda l’allerta sul flip-

Maggio 6
INAFFIDABILE. Negli ultimi tempi,

Bonucci 7
DISINVOLTO. Intervento salvavita

Vucinic 5,5
MUSICISTA. Annotato da twitter,

nell’area piccola, dove si rischia l’autogol. A fine primo tempo regala brividi per uno stop in retromarcia, ma Cavani si stava bevendo una tazzurella di caffè. Timbra la partita, il destino gli ripaga un mese di critiche e qualche fischio.

Vidal 7,5
STARTREK. Avrà già inventato il te-

per in area che porta al primo gol juventino. Tenta di rifarsi con bello slalom fermato solo in calcio d’angolo. Crolla sul dribbling di Vidal, che gli intrecciale gambe, per poi segnare.

tificato. Sciupa l’incursione iniziale e su un paio di spari fa felici i ragazzi della curva, con palloni omaggio (dal 26’ st Dzemaili 5: come le temperature, non pervenuto).

letrasporto, perché compare ovunque. Continua in cose spaziali anche dopo, perché il gol è da fantascienza: paso doble, finta e sventola.

a fine primo tempo: stasera è in versione Mirko, di Kiss me Licia. Del cartoon non ha le magie. Nella ripresa, almeno il tiraccio per il gol (dal 38’ st Del Piero 6,5: dribbling da maestro e due gol sfiorati).

Cannavaro 5,5
SBRIGATIVO. Autoscontri con Borriello, tenendo ben serrata la difesa. In svantaggio, la squadra di sbilancia e lui sbanda, dovendo prendersi qualche rischio in più.

non finisce un Gran premio: già aveva lasciato a piedi Mazzarri a Stamford bridge, ieri sera è durato metà primo tempo (dal 25’ pt Dossena 5,5: c’era una volta un esterno dedito all’assalto).

Cavani 4,5
IRRICONOSCIBILE.

Modello Stamford Brigde, solo che qui neppure ha la forza e presenza di sbagliare un gol.

Inler 5
MOVIOLONE. O’ leone non piazza un

Lavezzi 5
TANGENZIALE. Quasi mai riesce a varcare il grande raccordo anulare. [M. NER.]

ruggito (dal 17’ st Pandev 6: talento e voglia senza più la forza d’urto).

L’allenatore
Conte 7,5
STILISTA. In neppure una sta-

L’arbitro
Orsato 7
AUTOREVOLE. Con tutte le mo-

L’allenatore
Mazzarri 5
ARRESO. Era come una finale, aveva detto, e il Napoli la straperde, nel gioco prima ancora che sul tabellone finale. Colpa dei giocatori, ovvio, ma pure di chi li doveva programmare. E con i cambi il tecnico non ribalta la serata.

gione ha disegnato la squadra a propria immagine, scegliendo quasi sempre dal menù gli uomini e gli assetti giusti. Juventus seconda a meno due dal Milan, e non è certo un pesce d’aprile.

viole del pianeta addosso, amministra bene la partita, che pure rischiava di esplodere, per rivalità e importanza della posta in palio. Con buona sicurezza, usa i cartellini quando serve.

.

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Sport 43

A nervi tesi
Rossoneri al bivio

«Abbiamo subito 2 errori che sono costati 5 punti»
Adriano Galliani
AD DEL MILAN

«Un giudice di porta in casi così non basta»
Giuseppe Marotta
DG DELLA JUVENTUS

Tra Juve e Barça, è poco Allegri
Galliani chiederà alla Figc i giudici di porta. Marotta: “Il gol di Robinho c’era, servono le tecnologie”

il caso
LAURA BANDINELLI MILANO

D

ecollare deve far rima con dimenticare. Il Milan vola oggi a Barcellona con ancora sullo stomaco le decisione arbitrali subite in Sicilia e con l’obbligo di uscire dal Camp Nou con un risultato convincente. Sbollita la rabbia, l’obietti-

vo è voltare pagina. Il doppio impegno campionato e Champions League ha logorato i nervi, le critiche di Berlusconi hanno creato tensioni e adesso che è tornato Pato torna d’attualità il tema relativo alla sua gestione. Massimiliano Allegri è al centro di una serie di problematiche che rischiano di minarne tranquillità ed equilibrio. L’avvisaglia che qualcosa non funziona è emersa a Catania dopo il suo sfogo per il gol fantasma di Robinho e i fuorigioco fischiati a Ibrahimovic e Boateng. In pochi minuti è franata l’ormai proverbiale teoria «a fine stagione gli episodi si compensano» per far spazio a un’amara constatazione: quan-

L’mms inviato ai giornalisti La foto è un fermo immagine di Sky
I

La foto diffusa da Galliani sul gol fantasma di Robinho a Catania ha scatenato il dibattito in rete, soprattutto nei forum dei sostenitori juventini. I tifosi bianconeri ne mettono in dubbio l’autenticità. Il documento consegnato sabato sera ai giornalisti non è altro che un fermo immagine di Sky fotografato col cellulare da un amico dell’ad rossonero. L'mms era corredato dal messaggio: «Gol netto».

TRA CAMPIONATO E CHAMPIONS

do c’è un episodio a sfavore del Milan non c’è mai esitazione nel prendere decisioni, mentre accade il contrario quando l’episodio è favorevole. Con questi pensieri in testa, anche Adriano Galliani ieri ha trascorso una giornata agitata. La posta in palio cresce con il passare dei giorni e l’ad rossonero non è immune alle critiche presidenziali. La prima mossa sarà quella di sensibilizzare Abete sul tema dei giudici di porta, sulla scia di quanto succede in Europa. Sarà il primo passo verso la tecnologia in campo, come vuole Silvio Berlusconi. Visto ciò che è successo, i rossoneri si accontenterebbero di un paio di sensori. La proposta trova favorevole la Juventus. «Quello di Robinho credo che fosse gol - ammette il dg Giuseppe Marotta -. Serve la tecnologia, perché anche un giudice di porta in questo caso avrebbe avuto le sue difficoltà». Allegri, intanto, pensa alla formazione anti-Barça: in attacco dovrebbe essere confermato il trio composto da Boateng, Robinho e Ibra. L’allenatore livornese è costretto a ottenere il massimo per essere inattaccabile, ma gli
IL TECNICO NEL MIRINO

Pato da gestire e le critiche di Berlusconi: domani la sfida del Camp Nou
viene chiesta un’impresa. Domani sera il Milan dovrà confrontarsi con la squadra più forte del mondo in uno stadio che sarà una bolgia anche per le polemiche dell’andata (il campo pessimo e un presunto rigore su Sanchez). Lo 0-0 di San Siro lascia l’esito aperto, ma ai rossoneri servirà una gara molto diversa. A Malpensa oggi Allegri imbarcherà anche Pato: sarà il quinto attaccante assieme a Ibrahimovic, Robinho, El Shaarawy e Maxi Lopez. Uno di loro dovrà accomodarsi in panchina e sarà la prima scelta difficile da prendere. Pato, che si è allenato con la squadra soltanto ieri dopo un lungo periodo di stop e di allenamenti differenziati, si aspetta di essere della partita. Difficilmente partirà titolare, potrebbe essere una mossa a sorpresa. Il consulto con il professor Carrick ad Atlanta è servito per rasserenarlo e quindi recuperarlo a livello psicologico. Gli esami a cui si è sottoposto hanno evidenziato un deficit nel sistema di controllo dei muscoli che sarà corretto durante gli allenamenti in settimana.

Il giallo di Catania
Il tiro di Robinho viene respinto da Marchese Secondo il Milan, la palla ha oltrepassato la linea

Messi
Domani al Camp Nou il ritorno dei quarti di Champions con il Barça di Messi: l’andata si è chiusa sullo 0-0

Pato
Il brasiliano è pronto al rientro dopo gli infortuni Convocati anche Ibra, Robinho, El Shaarawi e Maxi Lopez

Sconfitta in casa, la Fiorentina sprofonda
Bologna Palermo
Bologna
(3-4-1-2)

1 3
Palermo
(3-5-2)

Cagliari Atalanta
Cagliari
(4-3-1-2)

2 0
Atalanta
(4-4-2)

Fiorentina Chievo
Fiorentina
(4-4-2)

1 2
Chievo
(4-3-1-2)

Lecce Cesena
Lecce
(3-5-2)

0 0
Cesena
(4-3-1-2)

Roma Novara
Roma
(4-3-3)

5 2
Novara
(5-3-2)

Siena Udinese
Siena
(3-5-2)

1 0
Udinese
(3-5-2)

Gillet 6; Sorensen 6,5, Portanova 4, Cherubin 5; Pulzetti 6 (37’ st Gimenez sv), Krhin 6 (44’ pt Kone 5), Taider 5,5, Morleo 5,5; Diamanti 5; Ramirez 5,5, Di Vaio 4 (28’ st Acquafresca 5)
ALL. Pioli

Viviano 6,5; Munoz 5,5, Labrin 6, Mantovani 6; Pisano sv (23’ pt Milanovic 6), Migliaccio 6 (16’ st Budan 7), Donati 7, Barreto 6, Aguirregaray 6 (1’ st Della Rocca 6,5); Ilicic 6,5,Hernandez7
ALL. Mutti

Agazzi 6 (3' st Avramov7); Pisano6, Canini 6, Ariaudo 6,5, Agostini 6; Ekdal 6,5, Conti 7, Nainggolan 6,5; Cossu 6,5; Ribeiro 6 (28' st Ibarbo 6), Pinilla 7 (36' st Larrivey sv)

Consigli 6; Raimondi 5 (23' st Lucchini 6), Stendardo 5,5, Manfredini5,5,Peluso 6; Schelotto 6, Cigarini 5,5 (23'st Cazzola 6), Carmona 6, Moralez5;Gabbiadini 5, Tiribocchi 5 (31' st Carrozza 6)

Boruc 5,5; Cassani 5, Gamberini 4,5, Natali 4, Pasqual 4,5; Marchionni 5 (25' st Lazzari 4,5), Behrami 5, Montolivo 5,5, Vargas 5,5; Jovetic 5, Amauri 5 (1' st Ljajic 6)

Sorrentino 6; Frey 6 (32' st Sardo sv), Cesar 6,5, Dainelli 6, Dramé 6,5; Luciano 6,5 (23' st Hetemaj 6,5), Rigoni 7, Bradley 6,5; Cruzado 6 (38' st Andreolli sv); Paloschi 6,5, Pellissier7
ALL. Di Carlo

Benassi 7; Oddo 5,5,Miglionico6,Tomovic 6; Cuadrado 5,Giacomazzi 6, Blasi 5,5 (37' st Corvia sv), Delvecchio 5 (12' st Bertolacci 5), Brivio 5,5; Muriel 5 (18' st Bojinov 5), Di Michele 5
ALL. Cosmi

Antonioli 6,5; Comotto 6, Moras 6, Van Berger 6, Pudil 5,5; Santana 6 (37' st Del Nero sv), Colucci 6, Martinho 6 (19' st Djokovic sv); Arrigoni 6,5, Malonga 6 (29' st Rennella 6),Mutu 6
ALL. Beretta

Stekelenburg 5,5; Taddei 5, Kjaer 5, De Rossi 5, Josè Angel 6,5; Simplicio 6,5 (12’ st Perrotta 6), Gago 6, Marquinho 6,5; Bojan 6,5 (18’ st Lamela 6,5), Totti 5 (37’ st Viviani sv), Osvaldo 7
ALL. Luis Enrique

Ujkani 5,5 (1’ st Fontana5,5);Morganella 5,5, Paci 5, Lisuzzo 5,5, Garcia 5, Gemiti 5,5; Porcari 5, Pesce 6, Jensen 5,5 (20’ st Mazzarani 5,5); Caracciolo 7, Jeda5,5(15’ st Morimoto 6)
ALL. Tesser

Pegolo 6,5; Terzi 6, Rossettini 6, Contini 5; Giorgi 6 (15' st Mannini 5,5), Vergassola 6, Gazzi 6,5, Brienza 6,5, Del Grosso 6 (5' st Rossi 6); Destro 7, Larrondo5 (34' st Parravicini sv)
ALL. Sannino

Handanovic 6; Coda 5 (34' st Abdi sv), Danilo 5,5, Domizzi 5,5; Pereyra 5,5 (29' st Barreto 5,5), Pinzi 6, Pazienza 6, Asamoah 6, Armero 6,5; Fabbrini 5 (16' st Torje6), DiNatale 5

5

7
ALL. Ficcadenti

ALL. Rossi

4

7

RETI: st 5’ Sorensen, 24’ Donati, st Hernandez, 42’ Morleo (aut) ARBITRO: Gervasoni 6,5 AMMONITI:Barreto, Donati, Labrin,Sorensen,Hernandez, Taider ESPULSI:st 37’ Mantovani SPETTATORI: 6.185 paganti per un incasso di 46.293 euro; abbonati 13.255 peruna quota di 142.086.

5,5

5

6

6

6

ALL. Guidolin

5,5

6,5

ALL. Colantuono

5,5

RETI: pt 24' Pellissier, st 26' Ljajic, 43' Rigoni ARBITRO: Banti 6 AMMONITI: Mutu, Pudil, Tomovic, Di Michele, Djokovic,Cuadrado SPETTATORI: paganti 3.045, incasso 35.617 euro, abbonati 3.905, quota 41.605,54 euro

RETI: pt 11’ Conti; st 10’ Pinilla ARBITRO: Rizzoli 6 AMMONITI:Cesar, Dainelli, Montolivo,Rigoni,Jovetic, Marchionni SPETTATORI: 19.791, di cui 6.406 paganti,incasso totale 284.849

RETI: pt 17’ Caracciolo, 25’ Marquinho, 34’ Osvaldo; st 10’ Simplicio, 16’ Bojan, 33’ Morimoto, 47’ Lamela

RETI: st 25’ Destro ARBITRO: Tagliavento 6 AMMONITI: Rossettini, Larrondo, Pinzi, Contini, Pazienza, Handanovic, Brienza SPETTATORI: 9.094 per un incasso di 92.496 euro (abbonati 7623, quota 68.781)

ARBITRO: Rocchi 6 AMMONITI: Manfredini,Raimondi SPETTATORI:10 mila circa

ARBITRO: Romeo 5 AMMONITI: Paci, Bojan SPETTATORI: paganti 19.837, abbonati 18.400, incasso724.833,00 euro

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 44

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R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Sport 45

ROBERTO CONDIO MILANO

Nove gol, quattro rigori, due espulsioni e sei ammonizioni: una partita esagerata. Classico stile «pazza Inter». Meglio, da ieri Stra-pazza, perché lo scoppiettante 5-4 sul Genoa passerà alla storia della serie A più che altro per il debutto sulla panchina girevole nerazzurra di Andrea Stramaccioni. L’allenatore-ragazzino, mandato in orbita direttamente dalla Primavera, ha subito fatto felice Moratti che gli aveva detto: «Mi faccia divertire». Accontentato. Con una vittoria che in casa mancava dal 22 gennaio. Con 5 gol, tre dei quali di Milito. Con le prime due reti arrivate già nei primi 27’, quasi un prodigio per chi nelle otto ultime partite aveva sempre chiuso a secco i primi 45’. Pazienza, poi, che di gol l’Inter ne abbia presi 4. Tre, peraltro, sono arrivati dal dischetto e i rossoblù, sempre sotto, non hanno mai davvero dato l’impressione di poter raddrizzare il match, nemmeno nei pochi minuti giocati sul 4-3 con l’uomo in più. Alla fine, ecco la scontata domanda per Moratti: allora, presidente, s’è divertito? «Beh, divertirsi è un’altra roba... Però, per 45’ ho visto più vivacità e sicurezza, e qualche giocatore, come Zarate, è riuscito a rifarsi. Il cambio dell’allenatore fa sempre scattare qualcosa». Durante il match, Moratti aveva mostrato di gradire, eccome. Applausi convinti, spesso in piedi, e sorrisoni a

I COMMENTI SUL TECNICO RAGAZZINO

Occhio di triglia
ELIO PIRARI

MANO SINISTRA
E MANO DESTRA LO STRANO GESTO DI BERETTA

C
Divertirsi è un’altra roba, però per 45’ ho visto più vivacità Il cambio di allenatore dà sempre qualcosa
Massimo Moratti/1
PRESIDENTE DELL’INTER

Qualche giocatore tipo Zarate si è ripreso Se Stramaccioni fa bene, mi risolve un sacco di problemi
Massimo Moratti/2
PRESIDENTE DELL’INTER

Mi bastavano Non so cosa avesse due-tre parole. Lui Moratti da esultare me le ha dette. Mi ha Ho visto una brutta dato fiducia, quello Inter: il primo tempo che mi mancava l’abbiamo regalato noi
Mauro Zarate
ATTACCANTE DELL’INTER

Enrico Preziosi
PRESIDENTE DEL GENOA

Chi sale
Milito 7 Sculli

Chi sale
6,5

Samuel, Zarate e tripletta di Milito «Non sono un mago il merito è loro»
ogni gol. Quindi, la calata nello spogliatoio per abbracciare tutti. Giocatori e Stramaccioni. Sul conto del quale, prima del via, il presidente che negli ultimi 15 mesi ha ruotato 5 tecnici aveva concesso: «Se questo fa bene, mi risolve un sacco di problemi». Il primo, quello di riprendere a vincere, lo ha risolto al volo. «Moratti con me ha fatto una follia, ma il merito è tutto dei ragazzi - dice il tecnico 36enne -. Non sono un mago ma nemmeno uno stupido e so di non essermi meritato sul campo una panchina così importante. In 4 giorni ho fatto quel che si poteva: poche e umili cose, ma decise. Qualcosa s’è già visto: volevamo fare la partita, magari non così pirotecnica, e nel 1˚ tempo l’abbiamo fatta». Aiutati, a dire il vero, dalla burrosa difesa genoana, colpevolissima sui primi tre gol. L’Inter non ha convinto come nei primi 45’ contro la Juve ma ha fatto ben meglio rispetto alla media stagionale. E al primo tiro in porta ha segnato: evento più unico che raro, quest’anno. Stramaccioni ha riproposto 8 undicesimi dell’ultima Inter di Ranieri, esordendo di fatto con due soli Under 30: Poli e Zarate. Il suo 4-3-3 s’è sbloccato subito; ha accusato un passaggio a vuoto sul 3-0, a cavallo dell’intervallo, per poi reagire nel momento più delicato. Senatori ancora decisivi, comunque: tripletta di Milito, acuto di Samuel, tanta roba firmata Zanetti e soprattutto Cambiasso, autore di due salvataggi sulla linea. Ancora insufficienti Lucio e Forlan, un disastro sotto porta. Due le liete novità: Guarin, acquisto di gennaio finalmente in campo nell’ultima mezz’ora, e Zarate, che in A non partiva titolare dal 27 novembre. Gran gol (destro a giro per il 4-2) quello di Maurito, però sempre troppo innamorato del pallone. È sua la carezza più convinta per Stramaccioni: «Mi bastavano due-tre parole. Lui me

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Chi scende
Lucio 5

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Chi scende
Carvalho 4

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Debutto
Andrea Stramaccioni, 36 anni, prima panchina in A

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ronaca vera. «Respiriamo l'atmosfera, raccontaci dei tifosi, della Juve e del Napoli, Peppe», parte il reportage, interno spogliatoi, Di Stefano: «Eccoci qua, quelle sono le maglie della Juve, e quelli sono i calciatori». **** Dilaga la psicosi del calcio scommesse, il pm di Cremona pare si stia concentrando sulla Lazio; per minimizzare quella che per lui è una bufala paragonabile solo a quella dei polli stecchiti dall'aviaria e blindare i suoi in una botte di ferro Lotito ricorre allo super schema noto come «Il mondo visto da Lotito»: «I miei calciatori non hanno una enfatizzazione degli aspetti morali, tutt'altro». **** È nato un mito. 45' pt, Inter-Genoa 3 a 0, in attesa di capire se sia stato Stramaccioni a trasformare la squadra o viceversa, Gentile separa i fatti dalle opinioni: «Laureato in legge, l'allenatore dedicò la tesi in diritto sportivo "Da Bosman a Calciopoli" al presidente della Roma Franco Sensi», ma Onofri li riunisce subito: «Si vedeva da allora che il ragazzo aveva stoffa». **** Il cronista deglutisce amareggiato: «Brutto, brutto gesto, mano sinistra, poi mano destra, una scena che non avremmo mai voluto vedere, e Beretta non si è nemmeno scusato con i tifosi del Lecce», Ilaria D'Amico: «Baiocchini, grazie per la cronaca dettagliata».

CINQUE GOL REALIZZATI, TRE RIGORI SUBITI: GENOA BATTUTO

Stra-pazza
Inter da brividi, Stramaccioni: “Moratti con me ha fatto una follia”
le ha dette. Mi ha dato fiducia, quella che mi mancava». Lo «Strama» prende e porta casa, felicissimo. È stata la sua giornata. Dai campi di periferia, alla Scala del calcio: 90 minuti più recupero vissuti in piedi, mani sempre in tasca. Consigli, esultanze, imprecazioni, l’abbraccio con capitan Zanetti dopo il primo gol. Quante emozioni, mister? «Tante, impossibile negarlo. La più bella? Aver trovato prima della partita negli spogliatoi Palombo, Sneijder, Alvarez, Cordoba. Non erano convocati ma hanno voluto starci vicino. Magari in A capita sempre, ma a me ha colpito molto». E lei come ha colpito la sua squadra? «Non lo so. Forse così: prima del via ho detto “Ci ho messo 6 mesi per far capire alla Primavera che eravamo i più forti, qui è più facile perché poi siete veramente i più forti”». Bugia. Ma vale tutto per tornare a vincere.

Beretta mostra il dito medio

Inter Genoa
Inter
(4-3-3)

5 4
Genoa
(4-3-3) I

Nerazzurri contro l’arbitro Branca: «Si è inventato due rigori»
Dev’essere un record mondiale: un allenatore al debutto in A si vede fischiare tre rigori contro, in casa. «Visto che Valeri è romano come me - rivela Stramaccioni - alla fine gli sono andato a dire in mezzo dialetto: "Ammazza, so’ stato un po’ sfortunato". Lui ha capito lo spirito e s’è messo a ridere». Serissimo, invece, a fine partite è Marco Branca (nella foto), direttore dell’area tecnica interista. Parla dell’arbitro e ci va giù pesante: «Non vale lamentarsi quando si perde o si pareggia. Noi lo facciamo ora che abbiamo vinto: l’unica nota stonata di questa partita m’è sembrata la velocità nel darci rigori contro che non c’erano. Due su

Julio Cesar 6; Zanetti 6,5, Lucio 5, Samuel 6,5, Chivu 6; Poli 6,5, Stankovic 6 (15’ st Guarin 6,5), Cambiasso 6,5; Zarate 6,5 (33’ st Castellazzi sv), Milito 7, Forlan5,5 (29’st Obi 6)
ALL. Stramaccioni 6,5

Frey 5; Mesto 5,5, Carvalho 4, Kaladze 5, Moretti 5,5; Belluschi 5, Veloso 5,5 (1’ st Jankovic 6), Biondini 6 (37’ st Jorquera sv); Sculli 6,5, Gilardino 6, Palacio 6
ALL. Marino

5

RETI: pt 13’, 27’ Milito, 38’ Samuel, 47’ Moretti; st 14’ Palacio rigore, 29’ Zarate, 35’ Gilardino rigore, 40’ Milito rigore, 45’ Gilardino rigore ARBITRO: Valeri 5,5 AMMONITI: Moretti, Jankovic, Poli, Palacio, Mesto, Lucio ESPULSI:st 33’ Julio Cesar, 39’ Belluschi SPETTATORI: 42.322, incasso 1.748.683 euro (compresa quota abbonati)

tre». Poi, Moratti ha rincarato la dose («Rigori inventati») e sul sito nerazzuro è uscito in evidenza un rilievo statistico: l’Inter è con Genoa e Cesena la squadra con più rigori a sfavore del campionato e ha già eguagliato il suo record storico: 9, subìti nel 1985/86. [R. CON.]

**** Victoria Cabello: «21 dicembre 2012, fine del mondo, rimangono tre squadre, Inter, Napoli e Lazio, chi salvi?», Montella senza esitare: «Credo nell'aldilà», «Quindi?», «Il Napoli»; «Nel tuo zaino sono rimasti 5 euro, li punti su Conte o su Allegri?», «Su Allegri», «Perché?», «Non lo so, non ho capito la domanda». **** Cronache marziane. Privilegiando fonemi rarissimi per la prima volta nella storia della televisione Sky ha proposto la cronaca di una partita nella lingua parlata dai Nav'i, gli umanoidi del pianeta Pandora: «Colantuono cerca uno step per ridurre il gap», Barzaghi. *** Di Carlo a Sky: «Salvezza a un passo?», «Sì ma non ci faccio caso, nelle difficoltà dobbiamo mettersi qualcosa in più, ma dovesse, più alto più basso di 46 non ho nulla da dire».

46 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Con Zoff
Chinaglia e il portiere della Nazionale. I due campioni hanno condiviso l’infelice avventura dei Mondiali in Germania (1974)

Ritratto di famiglia
Chinaglia con la prima moglie Connie Eruzione e i due figli. È stato il maggiore a dare la notizia della morte

L’esperienza con i Cosmos
Beckenbauer, Pelè e Chinaglia: sono i primi tre della fila (da sinistra). Giocavano a New York, furono i pionieri del soccer

Addio a Chinaglia il bomber dei due mondi
Campione con la Lazio e pioniere negli Usa. Scomparso a 65 anni da latitante
È morto in Florida Giorgio Chinaglia, ex bomber della Lazio e della Nazionale ai Mondiali del ‘74. Aveva 65 anni e da tempo risiedeva negli Usa. Una settimana fa era stato operato dopo un attacco di cuore. Nato a Carrara il 24 gennaio 1947, cresciuto nello Swansea City, in Galles, dove era emigrato da bambino con la famiglia, il suo nome sarà per sempre legato ai colori biancocelesti, trascinati al primo scudetto nel 1974. Chiuse la carriera nei New York Cosmos. Anche fuori dal campo la Lazio resta nel suo destiGIANNI RANIERI

no: dall’anno del primo ritorno a Roma (‘85), quando ne divenne presidente, fino all’ultimo tentativo di ricomprare la società di Lotito. Diversi i guai con la giustizia: nel ‘96 condanna a due anni per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio, quindi nel 2006 l’inchiesta per estorsione e aggiotaggio sulla scalata in borsa al club. Nel 2008, quando il suo nome è accostato al clan camorristico dei casalesi, arriva il secondo mandato d’arresto, per riciclaggio con l’aggravante mafiosa. Chinaglia non è più tornato in Italia.

G

iorgione Chinaglia decise a un certo punto della sua avventurosa vita d’essere un uomo superiore. Che cosa significava per il giocatore-simbolo della Lazio lanciata verso lo scudetto, essere un uomo superiore? Restando nel campo calcistico, perché quello era il suo mondo numero uno (ne aveva altri, ma noi limitiamoci a questo) significava poter prendere a calci nel sedere un compagno di squadra che aveva sbagliato un passaggio nel bel mezzo dello stadio di San Siro gremito di folla esultante. I tifosi dell’Inter

esultavano in quanto non avevano mai radona: no, tu alla Juventus non ci vai! visto il capitano d’una squadra avver- E perché non ci vado, chi l’ha detto?, saria, e in odore di titolo italiano, mar- replicò Giordano che aveva già la valichiare a pedate il fondoschiena d’un gia pronta. Lo dico io, strepitò l’ex capisuo compagno e desideravano dimo- tanissimo diventato dopo una lunga strare a gran voce il proprio gradimen- parentesi nel North American Soccer to. Significava, esseLeague dove segnò re un uomo superio- PISTOLE NELLO SPOGLIATOIO una valanga di reti, re, mandare a quel Simbolo di una squadra presidentissimo delpaese Ferruccio l’adorata Lazietta. E Valcareggi c.t. del- maledetta dal destino, prese Giordano che aveva a calci D’Amico in campo anche comprato i la Nazionale azzurra che lo aveva sotfiori da donare alla tratto alla lotta durante una partita moglie di Boniperti che l’aveva invitadel Mondiale ’74. Significava poter gri- to a pranzo a Torino, restò, sparando dare all’illustre centravanti Giordano, bestemmie e calcioni all’aria, alla Laun cocco biancoceleste prima di diven- zio. Il nome della consorte del turbo gitare cocco napoletano alla corte di Ma- gante era Connie Eruzione. Ma le vere

Leader
Giorgio Chinaglia con la maglia della Lazio, club in cui giocò dal 1969 al 1976

eruzioni esplodevano dalla mente dall’osannato Giorgissimo, un assoluto vulcano di imprese e di idee non sempre azzeccatissime, però sfoderate con una meravigliosa, seducente faccia di bronzo. Non era possibile volergli male. Nella Lazio che vinse lo scudetto 1973-74 bisognava essere abili non soltanto di gambe. Era necessario essere abili e forti di tutto dal momento che in quel rovente pentolone bollivano umori di qualsiasi tipo. Gente che in un film western di Leone avrebbe spopolato. Giorgio Chinaglia dominava la truppa dall’alto della sua stazza da super birraio di Cardiff, città in cui la sua famiglia s’era trasferita quando lui aveva nove anni. E fu proprio nel Galles che prese il volo la sua carriera di calciatore. Tra le file dello Swansea City imparò a farsi rispettare. Alla Lazio aveva intorno atleti da battaglia come Wilson, Re Cecconi, Martini, il giovanissimo Vincenzo D’Amico, traboccante di talento, e il goniometrista Frustalupi per il quale Giorgione aveva la stima che si porta agli scienziati. Frustalupi è uno scienziato, ammoniva Chinaglia, e a chi non gli obbedisce gli spezzo le gambe. Le mie no, diceva D’Amico, io sono quello che ha più classe di tutti. E aggiungeva, prima che gli arrivasse lo sganassone: dopo di te, mio capitano. Spiravano deliziosi venti. Giorgione era un mito romano, un re di Roma, ne riconoscevano l’importanza perfino due romanisti su centomila. Ma le dolcezze laziali cominciarono ad essere sempre meno dolci e prima che si mutassero in sbertucciati nidi di memorie, Giorgione che non smetteva di

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Sport 47

Da Azzurro tenebra

La maledizione
Sotto, la Lazio dello scudetto ‘74: tra tragedie e guai giudiziari, destino avverso per tanti giocatori

Il ritratto di Arp “Giorgione, un giovane orso”

1

Chinaglia
Bomber e trascinatore, inseguito dai guai con la giustizia

2

F. Pulici
Portiere, da dirigente inquisito e condannato per i passaporti falsi
Giovanni Arpino

3

Wilson
Libero, è arrestato per le scommesse: tre anni di squalifica

I tifosi lo volevano al posto di Lotito
Sopra, è il 2006, i tifosi della Lazio invocano Chinaglia durante il tentativo di acquisto del club, per il quale finirà sotto inchiesta

iene poi il Giorgione, il capo che ripiega sull’omero, non ha collo, e pur fermo cerca di accentuare la sua voluta goffaggine di giovane orso: dietro il pelo, superbia e infantilismo di mosse, la smania di chi sempre diffida....
ITALIA-HAITI

V

1

2

3

Toccava al Giorgione uscire e lasciare il posto a Petruzzu, che si lanciò sull’erba. E Giorgione si avvicinava ai bordi, un attimo, un gesto. - Ha vaffanculato lo Zio. E’ la fine del mondo, - scattarono smaniose le Jene. La goffa sagoma dell’orso si allontanava annuendo, a conferma del gesto compiuto. Fotografi l’inseguirono.
DOPO ITALIA-HAITI

4

5

6

4

Martini
Da presidente Enav finisce nell’inchiesta Finmeccanica

5

Frustalupi
Centrocampista, morì nel ‘90 in un incidente stradale

6

Re Cecconi
Centrocampista, muore nel ‘77 in una finta rapina

- Tra oggi e domani scoppieranno grane mai viste, - si andava già rattristando il giovane: - Per quel tipo, il Giorgione. E anche per il Golden: i ragazzi non lo vogliono più in squadra. - Giorgione: se lo cacciano diventa un martire, se resta è un sopruso, - si limitò Arp. Sì, il Giorgione aveva peccato, portato sconquasso, infranto i vangeli non scritti, ma anche questa manifestazione poteva venir accolta come segno d’amore, di attaccamento alla maglia, al dovere. Sì, tutto era contro di lui, la teoria e la prassi, ma chi giudica sa che i giovani non debbono venir oppressi... Il Delfino stava con accuratezza dipingendo un ritratto di Giorgione, ragazzo immaturo disadattato disambientato disinserito, che solo per carenze caratteriali aveva perso il controllo, minando così la compattezza d’una comunità bisognosa di pace e raccoglimento.
Giovanni Arpino

sentirsi una tigre, andò a ruggire insieme ad altre tigri in pensione, i signori Pelè, Beckenbauer, Cruyjff, Carlos Alberto, nei Cosmos. Si divertì, si nutrì di applausi e di gol. Il ritorno in Italia avvenne nel 1983. Fu accolto come se si fosse presentato portando in braccio Scipione l’Africano e sulle spalle Giulio Cesare. Cercò di costruire qualcosa che rammentasse le belle gesta d’un tempo. Non ci riuscì. Tanti problemi di soldi, tante incomprensioni. La povera Lazietta finì addirittura in sere B. Ahi, Ahi che brutti giorni dovevano cadere sul groppone del gigante quasi buono. Considerato il malinconico panorama nazionale, Chinaglia riLA FINE IN FLORIDA

“Dopo il vaffa a Valcareggi non lo trovammo più: dormiva sotto un albero”
Intervista

I rapporti con i casalesi e quei due mandati di arresto per estorsione e riciclaggio
prese la via degli Stati Uniti senza mai lasciare definitivamente le questioni del calcio. Il cielo cominciò a spedirgli addosso un po’ di fulmini, da prima lui ci sorrise sopra, cadeva dalle nuvole quando la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli lo iscrisse nel registro degli indagati con l’accusa di riciclaggio. E c’era l’aggravante d’aver agevolato l’attività di camorra. Gli venivano tolte molte cose, la baldanza, il sentirsi sempre una forza della natura, le passeggiate nei ricordi non servivano a molto, anzi gli stingevano i colori. Viveva in Florida, inseguito da ben due mandati di arresto: è una terra che aiuta a tener alto il morale, anche ai latitanti. Finché l’ultimo fulmine non ti centra il cuore.

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GUGLIELMO BUCCHERI ROMA

grande parco. Era sera, io leggevo in camera quando bussò Valcareggi per chiedermi se avessi visto Chinaglia. Girammo tutte le stanze, niente. In un attimo ci trovammo con i compagni in giardino per cercarlo: Giorgio si era addormentato sotto un albero».
Fece pace con il ct?

«La mattina dopo a colazione era come se nulla fosse accaduto».
Che clima c’era nella vostra Nazionale?

Ai Mondiali del ‘74
Chinaglia se la prende col ct Valcareggi (che spunta a sinistra nella foto) che lo sostituisce con Anastasi nel match con Haiti
Dalla Nazionale al campionato. Quando vi incrociavate che duelli uscivano?

Sandro Mazzola, c’è un’immagine che racchiude l’avventura azzurra di Giorgio Chinaglia e che fece il giro del mondo in un niente. Giugno ‘74, Mondiali in Germania: in campo Italia ed Haiti, poi nel cuore della ripresa...

«Il ct Valcareggi decise il cambio. Fuori il laziale, dentro Anastasi. E Chinaglia che manda a quel paese un po’ tutti, allenatore in testa».
Cosa accadde dopo?

«Ricordo che eravamo in albergo, un grande albergo immerso in un

«C’erano due gruppi che non comunicavano fra loro. Io facevo parte dei vecchietti, di quelli che non volevano lo stesso tempo». mollare di un metro, Chinaglia era E in fatto di temperamento? dall’altra parte, fra «Vulcanico, imprei giovani emergenI RICORDI DI MAZZOLA vedibile. Direi poti e lui ne era la mi«In Germania guidava tente in ogni sua gliore espressione. espressione». il gruppo dei giovani Non c’era dialogo Perché in azzurcontro noi vecchietti» fra noi e non potero fallì come va esserci se non tutti ai Mondiain campo, perché avevamo mire ed li in Germania e, poi, non seppe obiettivi diversi da difendere». più rialzarsi? «Ci fu il cambio tecnico, evidenteLe doti di Giorgione? «Abile con entrambi i piedi. Un gio- mente le cose non andarono come catore di razza, tecnico e potente al- avrebbe voluto».

«Uno me lo ricordo, fu divertente. Eravamo a Milano, la mia Inter contro la sua Lazio. Sotto la tribuna tolsi il pallone dai piedi di D’Amico, mi trovai davanti Chinaglia e lo beffai con un tunnel. Lui cosa fece? Tirò un calcio nel sedere al compagno di squadra D’Amico, quasi a voler trovare un colpevole per quella brutta figura che gli avevo fatto fare proprio sotto gli occhi dei tifosi della tribuna».

48 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Tesser: “Il Novara vince per torti arbitrali”
La squadra è travolta 5-2 a Roma, il tecnico fa polemica

il caso
GUGLIELMO BUCCHERI ROMA

C
1. Milan 2. Juventus 3. Lazio 4. Napoli 5. Udinese 6. Roma 7. Inter 8. Catania 9. Chievo 10. Palermo 11. Cagliari

inque reti, cinque urrà diversi. La Roma riprende quota con i sorrisi di Marquinho, Osvaldo, Simplicio, Bojan e Lamela perchè, a -4 punti dal terzo posto che vale il preliminare di Champions League, «tutto diventa di nuovo

possibile...» (Luis Enrique dixit). L’Olimpico all’ora di pranzo prepara, dunque, il banchetto giallorosso, ma lo fa non senza brividi quando Caracciolo apre le ali, vola in quota e spinge un velenosissimo pallone alle spalle di Stekelenburg: Novara in vantaggio dopo poco più di un quarto d’ora, ma l’illusione di un pomeriggio perfetto naufragherà, di lì a poco, per colpa della fragile difesa azzurra. «Abbiamo creato di più, ma - così il tecnico dei piemontesi Attilio Tesser - abbiamo anche sbagliato di più. Peccato per le sbandate in difesa, ma peccato soprattutto

per quel rigore netto a nostro favore trasformato in un fuorigioco inesistente...». Il gran capo del Novara usa il fioretto come suo costume per segnare in rosso l’episodio che avrebbe capovolto il copione del duello. Tesser non urla, ma vorrebbe farlo anche perchè i suoi conti non tornano da tempo. «È uscita una statistica che dice come il mio Novara sia la squadra di A più penalizzata dai torti arbitrali. Si tratta di numeri e, a noi, mancano ben otto punti in classifica. Anzi, mancavano...». All’appello, il tecnico azzurro aggiunge il minuto 42 del primo

Immobili
La difesa del Novara nulla può sul gol del momentaneo 3-1 di Simplicio

tempo di ieri. I fatti: Jeda è lanciato, in posizione regolare, nel cuore dell’area avversaria, Kjaer lo atterra, ma dal fischietto del signor Romeo non escono il rigore e il rosso per il difensore della Roma, bensì un fuorigioco che stupisce. «Eravamo sul 2-1 per loro, capite bene cosa sarebbe potuto ac-

cadere», aggiunge Tesser. È accaduto, invece, che i ragazzi di Luis Enrique, in piena emergenza, abbiano ripreso a correre fino al sigillo finale di Lamela quando l’acuto di Morimoto poteva dare un piccolo senso ai minuti conclusivi della sfida. «Saremo vivi fino al termine del campionato...», ga-

rantisce Tesser. «È il momento di azzeccare un filotto di partite da tre punti. Il terzo posto è alla nostra portata...», assicura De Rossi. Dagli spalti, intanto, il coro della vergogna: l’offesa per il dirigente bianconero Gianluca Pessotto è durata un lampo, sempre troppo e sempre troppo da idioti.

Serie A Tim
Classifica
PARTITE SQUADRE PUNTI G V N P F TOTALE RETI S DIFF FAVORE T R RIGORI CONTRO T R G IN CASA PARTITE V N P F RETI S G FUORI CASA PARTITE V N P F RETI S

I numeri della A
A CURA DI

Marcatori
Zlatan Ibrahimovic
(30 ANNI, MILAN)

Massimo Fiandrino

64 62 51 48 48 47 44 43 39 39 37 37 36 36 35 34 33 28 24 19

30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30 30

19 16 15 12 13 14 13 10 10 11 9 10 9 9 8 9 8 6 5 4

7 14 6 12 9 5 5 13 9 6 10 13 9 9 11 7 9 10 9 7

4 0 9 6 8 11 12 7 11 13 11 7 12 12 11 14 13 14 16 19

60 49 44 54 40 47 43 39 27 44 31 33 32 34 38 41 30 31 26 18

24 17 37 35 28 37 42 38 37 47 36 31 38 31 47 56 37 45 51 47

36 32 7 19 12 10 1 1 -10 -3 -5 2 -6 3 -9 -15 -7 -14 -25 -29

8 1 5 8 5 3 7 9 2 4 6 4 3 7 6 6 5 5 3 6

8 1 5 3 4 2 4 8 1 4 6 3 2 6 5 5 5 5 3 4

1 3 4 0 6 6 9 3 7 6 3 6 6 6 5 9 5 5 4 9

1 1 4 0 4 6 6 3 4 6 3 5 6 5 3 8 5 5 2 7

14 15 15 15 15 15 16 15 14 15 15 15 16 16 15 15 15 15 15 14

9 10 8 7 10 9 7 8 6 10 6 7 5 8 6 7 7 2 3 2

4 5 4 6 4 3 4 5 4 1 6 6 4 3 5 5 3 6 7 5

1 0 3 2 1 3 5 2 4 4 3 2 7 5 4 3 5 7 5 7

29 30 20 32 25 31 28 21 12 32 18 19 17 25 25 23 22 17 14 11

7 9 12 18 9 15 23 10 12 21 12 11 22 12 19 18 20 22 21 17

16 15 15 15 15 15 14 15 16 15 15 15 14 14 15 15 15 15 15 16

10 6 7 5 3 5 6 2 4 1 3 3 4 1 2 2 1 4 2 2

3 9 2 6 5 2 1 8 5 5 4 7 5 6 6 2 6 4 2 2

3 0 6 4 7 8 7 5 7 9 8 5 5 7 7 11 8 7 11 12

31 19 24 22 15 16 15 18 15 12 13 14 15 9 13 18 8 14 12 7

17 8 25 17 19 22 19 28 25 26 24 20 16 19 28 38 17 23 30 30

1 Prima vittoria esterna

per il Palermo Prima vittoria del Palermo in trasferta (finora 5 pareggi e 9 sconfitte): il precedente successo esterno il 15 maggio 2011, 2-1 a Genova con la Samp.

2 Reti di Rigoni (Chievo)

22 reti
I

12. Atalanta (-6) 13. Bologna 14. Siena 15. Parma 16. Genoa 17. Fiorentina 18. Lecce 19. Novara 20. Cesena

L’attaccante del Milan non ha segnato ma ha contribuito al pareggio dei rossoneri a Catania.

E sempre alla Fiorentina Le reti di Luca Rigoni in questo torneo e sempre alla Fiorentina: uno all'andata e uno ieri. Ed è record personale per il giocatore del Chievo che aveva segnato solo un gol per campionato nelle ultime 3 stagioni. Anche il catanese Spolli, al secondo gol stagionale di fila, stabilisce il record personale.

In caso di parità di punti la classifica viene stilata in base a: 1° Scontri diretti; 2° Differenza reti negli scontri diretti; 3° Differenza reti generale; 4° Maggior numero di reti segnate; 5° Sorteggio. Le prime due direttamente in Champions League, la terza ai preliminari di Champions, quarta e quinta in Europa League, le ultime tre retrocedono in serie B.

Risultati
Catania-Milan 1-1 p.t.: 34’ Robinho (Mi); s.t.: 12’ Spolli (Ct) Parma-Lazio 3-1 p.t.: 6’ Mariga (Pr); 12’ Floccari (Pr); 36’ Scaloni (La); s.t.: 27’ Floccari (Pr) Roma-Novara 5-2 p.t.: 17’ Caracciolo (No); 25’ Marquinho (Ro); 35’ Osvaldo (Ro); s.t.: 11’ Simplicio (Ro); 17’ Bojan (Ro); 33’ Morimoto (No); 47’ Lamela (Ro) Bologna-Palermo 1-3 s.t.: 5’ Sorensen (Bo); 23’ Donati (Pa); 31’ Hernandez (Pa); 41’ Morleo (Bo) aut. Cagliari-Atalanta 2-0 p.t.: 11’ Conti (Ca); s.t.: 9’ Pinilla (Ca) Fiorentina-Chievo 1-2 p.t.: 24’ Pellissier (Ch); s.t.: 26’ Ljajic (Fi); 43’ Rigoni (Ch) Inter-Genoa 5-4 p.t.: 13’ Milito (In); 27’ Milito (In); 38’ Samuel (In); 47’ Moretti (Ge); s.t.: 15’ Palacio (Ge) rig.; 29’ Zarate (In); 35’ Gilardino (Ge) rig.; 40’ Milito (In) rig.; 45’ Gilardino (Ge) rig. Lecce-Cesena 0-0 Siena-Udinese 1-0 s.t.: 25’ Destro (Si) Juventus-Napoli 3-0 s.t.: 8’ Bonucci (Ju); 30’ Vidal (Ju); 38’ Quagliarella (Ju)

Prossimi turni
12a di Ritorno 07/04 - Ore 15,00 Atalanta-Siena Cagliari-Inter Cesena-Bologna Chievo-Catania Lazio-Napoli Lecce-Roma Milan-Fiorentina Novara-Genoa Palermo-Juventus Udinese-Parma 13a di Ritorno 11/04 - Ore 20,45 Bologna-Cagliari Gio. ore 20,45 (And. 1-1) Catania-Lecce Chievo-Milan Fiorentina-Palermo Genoa-Cesena Inter-Siena Juventus-Lazio Napoli-Atalanta Parma-Novara Roma-Udinese (1-0) Mar. ore 20,45 (0-4) (0-2) (0-2) (1-0) (1-0) (1-1) (1-2) (0-2) ore 18,30 ore 21,00 (And. 2-2) (1-2) (1-0) (2-1) (0-0) (1-2) (0-0) (0-1) (0-3) (0-2) 14a di Ritorno 15/04 - Ore 15,00 Atalanta-Chievo Cagliari-Catania Cesena-Juventus Lecce-Napoli Milan-Genoa Novara-Lazio Palermo-Parma Roma-Fiorentina Siena-Bologna Udinese-Inter ore 20,45 ore 12,30 (And. 0-0) (1-0) (0-2) (2-4) Sab. ore 18,00 (2-0) (0-3) (0-0) (0-3) (0-1) Sab. ore 20,45 (1-0)

11 della settimana
CARRIZO (Catania) CHIELLINI (Juventus) BONUCCI (Juventus) VIDAL (Juventus) ANTONINI (Milan) DONATI (Palermo)

15a di Ritorno 22/04 - Ore 15,00 Catania-Atalanta Cesena-Palermo Chievo-Udinese Fiorentina-Inter Genoa-Siena Juventus-Roma Lazio-Lecce Milan-Bologna Napoli-Novara Parma-Cagliari (And. 1-1) (1-0) (1-2) (0-2) (2-0) (1-1) (3-2) (2-2) (1-1) (0-0)

MARIGA (Parma) MILITO (Inter) DESTRO (Siena)

RIGONI (Chievo)

FLOCCARI (Parma)

I

La Juve è di sicuro la squadra migliore del weekend: buona impressione ha destato anche il Parma che aveva superato la Lazio sabato.

19 reti: Cavani (Na, 2 rig.), Di Natale (Ud,4rig.) 17reti: Milito(In, 4 rig.) 16reti: Palacio (Ge,3 rig.) 15reti: Denis (At, 3 rig.) 12 reti: Klose (La), Miccoli (Pa, 1 rig.), Jovetic(Fi,4 rig.) 11reti: Calaio' (Si,4 rig.) 10 reti: Matri (Ju), Osvaldo (Ro), Di Vaio(Bo,1 rig.), Giovinco(Pr, 4 rig.) 9reti: Borini (Ro),Nocerino(Mi) 8reti: Lavezzi(Na,1rig.),Pinilla(Ca,3 rig. - 2 Pa, 6 Ca), Di Michele (Le, 4 rig.), Hernanes(La,4rig.),Lodi(Ct,6rig.) 7 reti: Destro (Si), Hamsik (Na), Marchisio (Ju), Larrivey (Ca, 2 rig.), Mutu (Ce,2 rig.), RigoniM.(No, 3 rig.) 6 reti:Bergessio (Ct), Budan(Pa), Thereau(Ch),Floccari (Pr,1 rig.) 5 reti: Acquafresca (Bo), Basta (Ud), Bojan (Ro), Jankovic (Ge), Moralez (At), Muriel (Le), Pandev (Na), Pazzini (In), Pepe (Ju), Ramirez (Bo), Robinho (Mi), Rocchi (La), Vucinic(Ju), Diamanti (Bo, 1 rig.), Pellissier (Ch, 1 rig.), Gilardino (Ge, 2 rig. - 2 Fi, 3 Ge), Hernandez(Pa, 2rig.) 4 reti: Barrientos (Ct), Boateng (Mi), Cerci (Fi), Legrottaglie (Ct), Lulic (La), Marilungo (At), Morimoto (No), Moscardelli (Ch), Paloschi (Ch), Sculli (Ge - 2 La, 2 Ge), Conti (Ca, 1 rig.), Vidal (Ju, 1 rig.), Maxi Lopez (Mi, 2 rig. - 3 Ct, 1Mi), Totti (Ro,2 rig.) 3 reti: Almiron (Ct), Biabiany (Pr), Bogdani (Si), Cambiasso (In), Caracciolo (No - 1 Ge, 2 No), Cuadrado (Le), De Rossi (Ro), Dzemaili (Na), Floro Flores (Ud), Giacomazzi (Le), Gomez (Ct), Isla (Ud), Juan (Ro), Maggio (Na), Modesto (Pr), Motta (In), Paletta (Pr), Pjanic (Ro), Quagliarella (Ju), Ribeiro (Ca), Rossi M. (Ge), Silvestre (Pa), Simplicio(Ro)

3 Gol di Caracciolo (Novara)

Tutte in trasferta Le reti realizzate da Caracciolo in questo campionato e tutte in trasferta: 1 per la causa del Genoa a Torino contro la Juventus (2-2) e due per il Novara: 1 all'Inter a San Siro e 1 ieri all'Olimpico contro la Roma. Sono 31 le reti realizzate da Caracciolo in trasferta su 58 in A.

4 Rigori in una sola partite

Era successo altre 7 volte Quattro i rigori concessi in Inter-Genoa. In serie A è successo altre 7 volte ma solo 2 a favore di una squadra: Inter-Verona (tutti per i nerazzurri) nel 1991-92 e Piacenza-Bologna (per i biancorossi) nel 1998-99.

10 Gol di Osvaldo: prima

volta in doppia cifra Le reti segnate da Osvaldo, per la prima volta in doppia cifra in un solo torneo: è il bomber giallorosso (precede Borini, 9) ed è andato a segno nelle ultime tre partite consecutive (Genoa, Milan e Novara).

35 I gol del 30º turno

Record eguagliato Solo nella 2ª giornata di questo campionato si erano segnati 35 gol come in questo 30º turno.

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3R

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Sport 49

Serie Bwin
Risultati
Verona-Cittadella 3-2 p.t.: 15’ Tachtsidis (Ve); 30’ Gomez Taleb (Ve); s.t.: 12’ Gomez Taleb (Ve); 27’ Abbate (Ve) aut.; 50’ Di Nardo (Ci) Albinoleffe-Vicenza s.t.: 43’ Paolucci (Vi) Empoli-Torino p.t.: 24’ Maccarone (Em) 0-1 1-0

All’estero
Classifica
PARTITE SQUADRE PUNTI G V N P F TOTALE RETI S DIFF RIGORI A FAVORE T R CONTRO T R

Spagna
31a Giornata Racing-Granada Cf 0-1 Sporting Gijon-Saragozza 1-2 Osasuna-Real Madrid 1-5 Barcellona-Athletic 2-0 Malaga-Betis 0-2 At. Madrid-Getafe 3-0 Valencia-Levante 1-1 Real Sociedad-Rayo Vallecano 4-0 Villarreal-Espanyol 0-0 Siviglia-Maiorca oggi 21,00 Classifica Real Madrid 78; Barcellona 72; Valencia 48; Malaga 47; Levante 45; Osasuna 43; At. Madrid 42; Espanyol 41; Siviglia, Getafe 39; Athletic 38; Rayo Vallecano 37; Maiorca, Real Sociedad 36; Betis 35; Granada Cf 34; Villarreal 32; Saragozza 28; Racing, Sporting Gijon 25 Prossimo turno 7/04: Getafe-Sporting Gijon, Rayo Vallecano-Osasuna, Espanyol-Real Sociedad, Saragozza-Barcellona, Betis-Villarreal. 8/04: Levante-At. Madrid, Maiorca-Granada Cf, Athletic-Siviglia, Real MadridValencia. 9/04: Malaga-Racing

1. Torino 2. Sassuolo 3. Verona 4. Pescara 5. Padova 6. Varese 7. Sampdoria 8. Brescia 9. Reggina 10. Bari (-4) 12. Grosseto 13. Modena 14. Livorno 15. Cittadella 16. Crotone (-1) 17. Empoli 18. Vicenza 19. Ascoli (-7) 20. Gubbio 21. Nocerina 22. Albinoleffe

66 63 63 62 53 52 51 49 46 45 42 40 38 38 37 34 32 29 27 25 25

33 19 33 17 33 19 33 19 33 15 33 14 33 12 32 13 32 12 33 13 33 12 33 10 33 33 33 33 33 33 33 33 33 9 9 8 9 7 9 6 5 5

9 12 6 5 8 10 15 10 10 10 11 12 13 11 8 14 7 11 9 9 10 10

5 4 8 9 10 9 6 9 10 10 10 11 11 13 15 11 17 15 15 18 18 18

48 44 47 65 47 40 39 36 51 39 43 36 38 40 39 42 36 32 32 31 41 35

23 25 33 48 40 29 24 30 42 35 40 45 47 40 48 46

25 19 14 17 7 11 15 6 9 4 3 -9 -9 0 -9 -4

1 8 1 5 3 3 6 6 8 3 4 6 8 6 5 4 2 4 3 3

1 7 1 4 2 2 4 3 8 2 3 5 7 5 5 3 1 4 3 3 10 8

2 9 7 6 7 3 3 4 8 5 5 3 3 3 6 7 6 3 7 8 3 4

2 8 7 5 7 3 3 3 4 5 5 2 3 2 4 6 3 2 5 7 3 2

Grosseto-Sassuolo 2-2 p.t.: 37’ Marchi (Sa); s.t.: 6’ Sforzini (Gr) rig.; 25’ Boakye (Sa); 45’ Sforzini (Gr) Gubbio-Livorno 1-2 p.t.: 17’ Belingheri (Li); s.t.: 40’ Nwankwo (Gu); 49’ Bernacci (Li) Juve Stabia-Varese 2-0 p.t.: 46’ Scozzarella (Ju); s.t.: 18’ Sau (Ju) Modena-Ascoli 2-0 p.t.: 27’ Greco (Mo) rig.; s.t.: 28’ Ardemagni (Mo) Padova-Crotone 1-2 p.t.: 15’ Florenzi (Cr); 22’ Florenzi (Cr); s.t.: 18’ Cutolo (Pd) Pescara-Bari 1-2 p.t.: 8’ Immobile (Pe); 20’ Scavone (Ba); s.t.: 10’ Bellomo (Ba) Sampdoria-Nocerina 2-0 p.t.: 6’ Pelle’ (Sa); 26’ Pelle’ (Sa) Reggina-Brescia oggi 20,45

11. Juve Stabia (-4) 43

33 10

48 -12 46 -14 41 -9 54 -23

Inghilterra
31a Giornata
Aston Villa-Chelsea 2-4 Everton-West Bromwich Albion 2-0 Fulham-Norwich City 2-1 Manch. City-Sunderland 3-3 Queen’S Park Rangers-Arsenal 2-1 Wigan-Stoke City 2-0 Wolverhampton-Bolton 2-3 Newcastle-Liverpool 2-0 Tottenham-Swansea 3-1 Blackburn-Manch. United oggi 21,00

59 -18 12 58 -23 11

In caso di parità di punti vale: 1° scontri diretti; 2° differenza reti negli scontri diretti; 3° differenza reti generale; 4° maggior numero di reti segnate; 5° sorteggio

Marcatori
23 reti: Immobile (Pe, 4 rig.). 18 reti: Sansone G. (Sa, 7 rig.). 17 reti: Sau (Ju, 2 rig.). 14 reti: Tavano (Em, 1 rig.), Sforzini (Gr, 2 rig.). 13 reti: Sansovini (Pe), Jonathas (Br, 3 rig.), Abbruscato (Vi, 4 rig.). 12 reti: Calil (Cr, 1 rig.), Paulinho (Li, 1 rig.), Cocco (Alb, 6 rig.). 11 reti: Gomez Taleb (Ve), Insigne (Pe), Papa Waigo (As, 2 rig.), Pozzi (Sa, 2 rig.). 10 reti: Florenzi (Cr), Dionisi (Li, 4 rig.), Castaldo (No, 5 rig.). 9 reti: Antenucci (To). 8 reti: Alfageme (Gr), Bianchi (To, 1 rig.), Ciofani D. (Gu, 1 rig.), Di Gennaro (Mo, 3 rig.), Ceravolo (Rc, 4 rig.). 7 reti: Boakye (Sa), Cacia (Pd), Campagnacci (Rc), Caputo (Ba), Cutolo (Pd), Maah (Ci), Ragusa (Rc), Ruopolo (Pd), Sgrigna (To), Missiroli (Sa, 1 rig. - 7 Rc), Caridi (Gr, 3 rig.), Di Roberto (Ci, 3 rig.), Greco (Mo, 4 rig.). 6 reti: De Luca (Va), El Kaddouri (Br), Hallfredsson (Ve), Bertani (Sa, 1 rig.), Maccarone (Em, 1 rig. - 3 Sa, 3 Em), Negro (No, 1 rig.). 5 reti: Belingheri (Li), Cascione (Pe), Danilevicius (Ju), Di Carmine (Ci), Feczesin (Br), Laner (Alb), Marchi (Sa), Pichlmann (Ve), Plasmati (Va - 3 No, 2 Va), Sansone N. (Cr), Stanco (Mo), Stoian (Ba), Cellini (Mo, 1 rig. - 5 Va), Ferrari (Ve, 1 rig.), Gabionetta (Cr, 1 rig.), Catania (No, 2 rig.), Graffiedi (Gu, 2 rig.), Viola N. (Rc, 2 rig.). 4 reti: Abbate (Ve), Ardemagni (Mo), Busce' (Em), Cuffa (Pd), De Falco (Ba), Di Maio (No), Dumitru (Em), Juan Antonio (Sa - 3 Br, 1 Sa), Martinetti (Va), Masucci (Sa), Mbakogu (Ju), Paolucci (Vi), Pelle' (Sa), Rigoni (Vi), Scozzarella (Ju), Soncin (As), Trevisan (Pd), Carrozza (Va, 1 rig.), Farias (No, 1 rig.). 3 reti: Bazzoffia (Gu), Boisfer (Gu), Borghese (Ba), Busellato (Ci), Ciano (Cr), De Paula (Ba), Di Nardo (Ci), Ebagua (To), Foggia (Sa), Gasparetto (Ci), Germinale (Alb), Kone (Pe), Lepiller (Ve), Maietta (Ve), Mancino (Gr), Maniero (Pe), Paro (Vi), Piovaccari (Br - 2 Sa, 1 Br), Schiavon (Ci), Siligardi (Li), Stevanovic (To), Terranova (Sa), Vitofrancesco (Ci), Zecchin (Va), Bonazzoli (Rc, 1 rig.), Cisse' (Alb, 1 rig.), Erpen (Ju, 1 rig.), Merino (No, 1 rig.), Milanetto (Pd, 1 rig.), Marotta (Ba, 2 rig.).

Prossimi turni
13a di Ritorno 06/04 - Ore 19,00 Ascoli-Albinoleffe (And. 0-1) Bari-Grosseto (1-0) Brescia-Verona (0-1) Cittadella-Gubbio (0-1) Crotone-Sampdoria (0-2) Livorno-Padova (0-1) Nocerina-Empoli (0-2) Sassuolo-Modena (5-2) Torino-Reggina (1-0) Varese-Pescara Gio. ore 20,45 (1-3) Vicenza-Juve Stabia ore 17,00 (0-1) 14a di Ritorno 14/04 - Ore 15,00 Albinoleffe-Empoli Lun. ore 19,00 (And. 0-0) Cittadella-Ascoli (1-0) Grosseto-Nocerina (2-1) Gubbio-Vicenza (1-3) Juve Stabia-Padova Ven. ore 20,45 (2-2) Modena-Varese (0-0) Pescara-Livorno (1-3) Reggina-Crotone (1-1) Sampdoria-Brescia (0-0) Torino-Sassuolo Lun. ore 21,00 (0-0) Verona-Bari (1-0)

Classifica
Manch. United 73; Manch. City 71; Arsenal, Tottenham 58; Chelsea, Newcastle 53; Everton 43; Liverpool 42; Sunderland 41; Fulham, Swansea, Norwich City 39; Stoke City 38; West Bromwich Albion 36; Aston Villa 33; Bolton 29; Blackburn, Queen’S Park Rangers, Wigan 28; Wolverhampton 22

TROPPE RISSE IN CAMPO E FUORI: SARÀ CEDUTO?

Il City non sopporta più Balotelli
I

Prossimo turno
6/04: Swansea-Newcastle. 7/04: SunderlandTottenham, Bolton-Fulham, Liverpool-Aston Villa, Norwich City-Everton, West Bromwich Albion-Blackburn, Chelsea-Wigan, Stoke CityWolverhampton. 8/04: Manch. United-Queen’S Park Rangers, Arsenal-Manch. City

Nella partita pareggiata in rimonta sabato contro il Sunderland anche grazie a due sue reti, Mario Balotelli (nella foto mentre mette le mani al collo a Dzeko) è riuscito a fare infuriare i compagni del Manchester City. La sua voglia di essere sempre protagonista l’ha portato a litigare con Kolarov per battere una punizione, rissa sfiorata solo per l’intervento dell’altro difensore Kompany. Il City resta in corsa per la Premier con i suoi gol (oggi la capolista Manchester United disputa il posticipo a Blackburn) ma lo spogliatoio non sopporta più Balotelli. Anche con Mancini le liti sono all’ordine del giorno e il tecnico precisa: «Questa è l’ultima volta che lo perdono. Nonostante i gol, con il Sunderland non ha giocato bene, doveva fare la differenza». Se arriverà un’offerta seria la società è pronta a cedere superMario la prossima estate. Secondo l'Observer, l'agente di Balotelli, Raiola, avrebbe già contattato i maggiori club italiani.

Germania
28a Giornata Borussia D.-Stoccarda Augsburg-Colonia B. Leverkusen-Friburgo Kaiserslautern-Amburgo Norimberga-Bayern M. Werder Brema-Mainz Hertha Berlino-Wolfsburg Hannover-Borussia M. Hoffenheim-Schalke 04 4-4 2-1 0-2 0-1 0-1 0-3 1-4 2-1 1-1

Prima Divisione
Girone A
Avellino-Benevento Carpi-Como Lumezzane-Sorrento Pavia-Pisa Spal-Reggiana Ternana-Monza Tritium-Foligno Viareggio-Pro Vercelli Taranto-Foggia 1-1 1-0 0-1 1-1 0-1 1-1 0-1 0-1 2-1

Seconda Divisione
Girone B
Siracusa-Carrarese Lanciano-Trapani Andria-Sudtirol Feralpi-Cremonese Frosinone-Piacenza Pergocrema-Barletta Portogruaro-Latina Prato-Spezia Triestina-Bassano 3-1 0-0 3-1 1-0 2-0 0-2 1-1 2-2 2-2 P 55 49 47 46 42 41 40 40 40 38 36 34 31 30 30 30 30 24 V 16 15 12 13 14 12 10 10 10 9 10 9 7 7 7 9 7 5 N 7 9 11 8 6 7 10 10 11 11 6 7 10 9 9 9 9 9 P 6 5 6 8 9 10 9 9 8 9 13 13 12 13 13 11 13 15 F 49 39 37 33 39 30 37 33 34 31 30 38 27 32 31 33 20 20 S 28 27 27 29 24 34 32 29 31 32 35 41 34 38 38 43 32 39

Concorsi
Girone B
Aquila-Neapolis Aprilia-Gavorrano Aversa N.-Arzanese Campobasso-Melfi Catanzaro-Isola Liri Celano-Fondi Ebolitana-Perugia Fano-Chieti Giulianova-Vigor Lamezia Milazzo-Vibonese Riposa : Paganese 1-2 2-1 0-1 0-2 5-0 2-0 1-3 0-2 0-0 1-1

Girone A
Rimini-Pro Patria Alessandria-Montichiari Bellaria-Savona Buggiano-Santarcangelo Casale-Poggibonsi Mantova-Cuneo Renate-Lecco San Marino-Valenzana Treviso-Giacomense Entella-Sambonifacese 2-3 2-1 1-1 0-2 1-0 2-1 1-1 2-0 1-0 5-0 N 8 10 11 7 8 12 10 4 6 11 8 13 13 12 13 13 9 9 7 8 P 8 7 6 10 10 5 10 14 13 10 13 10 9 12 12 12 15 18 20 20 F 58 43 49 51 38 52 48 43 45 39 40 33 40 35 40 33 38 26 33 26 S 35 27 29 42 33 32 32 35 43 38 41 34 35 40 48 41 48 60 66 51

Totocalcio n. 30
1 Bologna 2 Cagliari 3 Fiorentina 4 Inter 5 Lecce 6 Siena 7 Lumezzane 8 Viareggio Palermo Atalanta Chievo Genoa Cesena Udinese Sorrento Pro Vercelli Pisa Reggiana Piacenza Barletta Napoli 389.608,06 24.452,00 2.222,00 101.641,93 33.113,00 2 1 2 1 X 1 2 2 X X 2 1 2

Classifica Borussia D. 63; Bayern M. 60; Schalke 04 54; Borussia M. 51; Hannover 41; Stoccarda, B. Leverkusen, Werder Brema, Wolfsburg 40; Hoffenheim 34; Mainz 33; Norimberga, Friburgo 31; Augsburg, Amburgo 30; Colonia 28; Hertha Berlino 26; Kaiserslautern 20 Prossimo turno 7/04: Kaiserslautern-Hoffenheim, Colonia-Werder Brema, Bayern M.-Augsburg, Stoccarda-Mainz, Wolfsburg-Borussia D., Friburgo-Norimberga, Borussia M.-Hertha Berlino. 8/04: Schalke 04-Hannover, Amburgo-B. Leverkusen

Classifica
SQUADRE Ternana Taranto (-3) Carpi Pro Vercelli Sorrento (-2) Benevento (-2) Avellino Lumezzane Pisa Foggia (-2) Tritium Reggiana (-2) Como (-2) Spal (-4) Monza Pavia Viareggio Foligno (-4) P 58 53 53 51 49 46 39 39 38 36 35 34 31 28 27 25 25 20 V 16 15 15 14 14 14 11 11 9 10 9 10 9 8 5 5 7 6 N 10 11 8 9 9 6 6 6 11 8 8 6 6 8 12 10 4 6 P 3 2 6 6 6 9 12 12 9 11 12 13 13 13 12 14 18 17 F 37 31 42 37 37 39 35 24 29 30 23 31 34 25 24 30 23 21 S 18 11 23 16 23 31 37 29 28 31 31 37 41 32 37 43 44 40

Classifica
SQUADRE Trapani Siracusa (-5) Spezia Lanciano (-1) Cremonese (-6) Pergocrema (-2) Carrarese Sudtirol Barletta (-1) Portogruaro Frosinone Triestina Prato Latina Andria Piacenza (-6) Feralpi Bassano

Classifica
SQUADRE San Marino Casale Treviso (-2) Cuneo Rimini Pro Patria (-11) Entella Santarcangelo Poggibonsi Alessandria (-2) Buggiano Renate Savona (-7) Bellaria Giacomense Mantova Montichiari (-3) Lecco Sambonifacese Valenzana P 59 58 57 55 53 49 49 49 48 45 44 43 39 39 37 37 33 27 25 23 V 17 16 16 16 15 16 13 15 14 12 12 10 11 9 8 8 9 6 6 5

Classifica
SQUADRE Catanzaro Perugia Vigor Lamezia Aquila Chieti Paganese Gavorrano Aprilia Arzanese Fano (-5) Aversa N. (-1) Fondi Giulianova (-2) Campobasso (-2) Milazzo Neapolis (-2) Melfi (-3) Vibonese (-1) Isola Liri (-2) Ebolitana (-1) Celano P 73 72 70 60 58 54 53 49 49 41 40 39 38 36 36 36 34 32 31 27 25 V 21 21 20 15 17 14 14 13 12 12 10 10 11 9 7 9 9 7 8 6 7 N 10 9 10 15 7 12 11 10 13 10 11 9 7 11 15 11 10 12 9 10 4 P 3 4 4 5 10 8 10 11 9 12 13 15 17 14 13 15 15 15 17 18 24 F 55 52 51 34 48 39 58 49 43 38 25 34 34 34 33 37 37 35 36 27 28 S 21 23 24 19 34 32 47 40 43 39 31 41 45 41 40 49 46 47 47 55 63

9 VirtusLanciano Trapani 10 Pavia 11 Spal 12 Frosinone 13 Pergocrema 14 Juventus Montepremi Nessun 14 Ai 4 con 13 punti Ai 44 con 12 Montepremi Ai 3 con 9

Francia
30a Giornata Auxerre-Valenciennes Bordeaux-Digione Lorient-Evian Tg St-Etienne-Nizza Sochaux-Brest Nancy-Paris-Sg Caen-Ajaccio Lille-Tolosa Rennes-Lione Marsiglia-Montpellier 2-0 1-1 0-1 2-3 2-1 2-1 0-0 2-1 1-1 11/4 - 21,00

Totogol n. 30
4 - 1 - 3 - 14 - 13 - 10 - 2
Montepremi Nessun 7 Ai 2 con 6 Ai 10 con 5 Ai 71 con 4 62.939,58 1.050,00 210,00 35,00

Classifica Montpellier, Paris-Sg 60; Lille 56; Lione, Tolosa 50; St-Etienne 46; Rennes 45; Bordeaux 42; Marsiglia 40; Evian Tg 39; Nancy 36; Valenciennes, Digione 34; Lorient, Ajaccio 32; Nizza 31; Brest, Caen, Sochaux 30; Auxerre 27 Prossimo turno 7/04: Ajaccio-St-Etienne, Evian Tg-Rennes, Montpellier-Sochaux, Brest-Lille, Valenciennes-Tolosa, Digione-Nancy, Lione-Auxerre. 8/04: Nizza-Lorient, Caen-Bordeaux, ParisSg-Marsiglia

Prossimo turno
4/04: Sorrento-Ternana, Foggia-Spal, Benevento-Pavia, Foligno-Viareggio, Monza-Carpi, Pisa-Taranto, ReggianaTritium, Pro Vercelli-Lumezzane, Como-Avellino

Prossimo turno
4/04: Prato-Feralpi, Carrarese-Lanciano, Cremonese-Triestina, Piacenza-Andria, Spezia-Bassano, Sudtirol-Latina, Frosinone-Pergocrema, Trapani-Portogruaro, Barletta-Siracusa

Prossimo turno
4/04: Pro Patria-Savona, GiacomenseAlessandria, Santarcangelo-Treviso, Montichiari-Renate, Poggibonsi-Bellaria, Sambonifacese-Buggiano, Lecco-Rimini, Valenzana-Mantova, Entella-San Marino, Cuneo-Casale

Prossimo turno

4/04: Arzanese-Aprilia, Gavorrano-Catanzaro, Isola Liri-Ebolitana, Fondi-Aversa N., Paganese-Campobasso, Perugia-Milazzo, Vibonese-Fano, Vigor Lamezia-Aquila, Neapolis-Melfi, Chieti-Giulianova; Riposa : Celano

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R

50 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Personaggio
FRANCESCO MANASSERO TORINO

6
Punti
Fatti dal Toro negli ultimi 6 match di Bwin mentre ne aveva ottenuti 15 nei 6 turni precedenti

In breve
Superbike: a Imola

Doppietta di Checa
I

D

a indispensabile a panchinaro di lusso. La strana storia di Bianchi. Nella situazione paradossale che sta vivendo il Toro, ancora primo ma solo perché le concorrenti sbagliano di più, il centravanti sta ricoprendo semReti pre più il ruolo di comparsa: inattesa, in piena volata proRealizzate mozione. All’attaccante non da Bianchi è bastato il ritorno al gol doin questa po centoquaranta giorni, né stagione la prima doppietta stagionache hanno le contro il Gubbio, nell’ultifruttato ma uscita all’Olimpico, per 12 punti Rolando Bianchi, 29 anni, è il capitano del Toro riprendersi lo scettro di «indispensabile». A sorpresa, sabato scorso ha raccolto la settima panchina nelle ultime undici partite. Ventura gli ha ancora preferito Meggiorini, eppure il Toro non ha evitato la seconda sconfitta esterna del 2012, che anziché camuffare ha ingigantito il mal di trasferta dei granata, passati nello spazio di un girone dai 15 punti ottenuti nelle prime sei sfide a un misero bottino di 6 nelle ultime 6. Neanche Bianchi l’aveva previsto, dopo l’incor- prime undici giornate aveva in comproprietà. Mentre lui, nata scaccia-incubi di Gros- rastrellato 8 gettoni da titola- Rolando, è stato a un passo seto. «Sono tornato, adesso re, 3 subentri e 5 gol: uno sco- dalla cessione al Catania. Così comincia il mio campionato», re di tutto rispetto per chi a il capitano, re dei bomber graaveva urlato a chi stava per- luglio non era stato ritenuto nata da due stagioni e sempre dendo le sue adatto al gioco decisivo per le sorti del Toro tracce. Non Ventura. (26 gol con Colantuono, 19 con FATTORE DECISIVO di aveva fatto be8 Con Rolandinho Bianchi si è mes- Lerda, si finora, ma valsi 12 ne i conti. Lo so d’impegno, punti), è dovuto ritagliare in gol i granata ha guadagnato un altro ruolo. Quello di attacsprofondo colhanno sempre vinto crediti, ma non cante con le pantofole. In casa lettivo col Verona gli ha di è riuscito a ribal- parte titolare, ma lontano da nuovo fatto perdere il posto. tare il pregiudizio iniziale. In- Torino non trova spazio se Ma forse quella maglia fatti il Toro, su indicazione non a partita in corso, sopratnon l’ha mai guadagnata ve- dell’allenatore, a gennaio ha tutto quando c’è da raddrizzaramente. Neanche a inizio voluto fortemente Meggiori- re il risultato. È successo a campionato, quando dopo le ni, pagato un milione al Genoa Cittadella, a Varese, a Bre-

8

Carlos Checa (Ducati) ha vinto entrambe le prove del Gp di Imola, proiettandosi così in vetta al Mondiale. In gara 1 e anche in gara 2 ha preceduto nell’ordine Sykes (Kawasaki), Haslam (Bmw) e Biaggi (Aprilia), un sesto e un decimo posto per Melandri (Bmw). Mondiale: Checa 75, Biaggi 71, Sykes 69, Haslam 47, Melandri 46.

Golf: Sicilian Open

Successo di Olesen
I

Titolare solo all’Olimpico Bianchi e il Toro a singhiozzo
In trasferta Ventura gli preferisce Meggiorini, finora deludente
scia, a Grosseto, a Castellam- contro la Sampdoria. Adesso mare e a Empoli: 106 minuti scoccherà di nuovo l’ora di nelle ultime sei partite fuori Rolandinho: i prossimi 180 micasa rappresentano la prova nuti di campionato il Toro li della nuova dimensione del ca- giocherà all’Olimpico, contro pitano: attaccanReggina e Saste di riserva. DUE IN CASA suolo. E in una Ventura gli Reggina e Sassuolo squadra in debiha sempre prefeto d’idee, uno rito Meggiorini, di seguito: è di nuovo con quelle cal’ora del capitano? ratteristiche là che conosce bene dai tempi di davanti serve Bari. Però l’ultimo acquisto come il pane. Tanto più se si non l’ha mai ripagato: zero chiama Bianchi. Che non fa gol fuori casa e un rosario di mai gol inutili: quando ha prestazioni insufficienti. messo la firma sul risultato, il L’unico centro il 2-1 interno Torino ha sempre vinto.

Il danese Thonbjorn Olesen, 22 anni, ha vinto il Sicilian Open al Verdura Golf di Sciacca (166.660 euro al primo), chiudendo con 273 colpi (-15 dal par): ha battuto Chris Wood (Gbr, 274, -14), Soren Kjeldsen (Dan, 276, -12) e Nicolas Colsaerts (Bel, 276, -12), 47˚ posto (286, -2) di Andrea Maestroni e Alessandro Tadini.

Basket: cade Biella

Milano torna terza

StefanoMancinelli(Milano)al tiro
I

«Poco tranquilli, serve continuità E ho visto un po’ di presunzione»

L'anno scorso l'Atalanta vinse il campionato con 7 sconfitte e questo Toro ha le qualità per fare bene ovunque».
Ventura era molto arrabbiato dopo la partita. E lei?

«Non mi sembra che sia una regola, però io nelle questioni tecniche non voglio entrare. Decide l'allenatore».
Perché manca sempre il salto di qualità a questa squadra?

Serie A (27º turno): Teramo-Cantù 69-74, Varese-Sassari 85-79, Caserta-Cremona 74-77, Milano-Venezia 79-70, Montegranaro-Pesaro 79-77, Bologna-Biella 62-53, RomaTreviso 102-99 d1ts, SienaAvellino posticipata al 19 aprile; ha riposato Casale. Classifica: Siena punti 36; Cantù 32; Milano, Sassari, Venezia, Bologna, Pesaro 30; Avellino, Varese 26; Roma 24; Biella, Montegranaro, Treviso 22; Caserta, Cremona 20; Teramo 16; Casale 12.

Lutto sotto canestro

Addio a Bufalini
I

7

domande a
Urbano Cairo patron del Toro

alla vigilia. Questa è la serie B: puoi perdere con chiunque se non c'è la giusta mentalità. Ripensandoci, forse quei 6 gol segnati al Gubbio erano troppi».
Potrebbero aver prodotto una sorta di presunzione?

«Uno vorrebbe vincerle tutte, è naturale. Soprattutto ci sono le condizioni per farlo».
Che cosa è mancato, allora?

GIANLUCA ODDENINO TORINO

Presidente Cairo, che cosa è successo ad Empoli?

«Quello che temeva Ventura

«Magari inconsciamente, visto che si giocava contro una squadra più debole come organico e posizione di classifica. Però non farei drammi o processi.

«La sconfitta di Empoli va analizzata: loro hanno vinto facendo due tiri in porta nel 1º tempo, noi le occasione le abbiamo sciupate tutte. Non è paragonabile al ko col Brescia, ma ci sono dei punti di contatto».
Urbano Cairo Perché in trasferta Bianchi parte fisso in panchina?

«In tempi non sospetti ho detto di cercare la continuità e di evitare le fughe in avanti. Non cambio idea, dobbiamo avere un passo regolare».
Lei dunque è tranquillo?

«No, perché bisogna essere lucidi e determinati nel capire che cosa non ha funzionato. Ora dobbiamo fare bene i compiti in casa in questi giorni, per farci trovare pronti all'esame di venerdì con la Reggina».

Il basket è in lutto per la scomparsa dell’ex cestista azzurro Sauro Bufalini. Nato a Pisa il 28 aprile 1941, aveva giocato con Ignis Varese (vincendo uno scudetto e una Coppa Saporta), Fides Napoli (una Coppa delle Coppe) e Reyer Venezia, indossando per 116 volte la maglia della Nazionale (ai Giochi di Tokyo 1964 e Messico 1968, ai Mondiali del 1967).

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Sport 51

Intervista

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DANIELA COTTO TORINO

“Vivo da stella del tennis ma non sui tacchi a spillo”
Pennetta si racconta: i successi, la storia finita con Moya e le sfilate di moda
Carica
Flavia Pennetta, 30 anni: la brindisina è n.26 della classifica mondiale

un’icona dello sport italiano al femminile, prima azzurra tra le dieci regine del tennis internazionale: un mondo popolato da valchirie, aliene superdotate come le sorelle Williams, e giovani rampanti pronte a tutto. Lei, Flavia Pennetta, si è conquistata un posto al sole facendosi largo a suon di vittorie, senza mai sacrificare una spiccata femminilità. Oggi questa giramondo con sacca e racchetta svelerà i suoi segreti ai giovani a Torino, prima di decollare per la stagione sulla terra rossa. «La prossima settimana sarò a Barcellona, poi giocheremo la Federation Cup con la Repubblica Ceca e dopo arrivano i torneo classici: Madrid, Roma e Parigi».
Flavia, si sente un esempio vincente?

È

Oggi allo Sporting di Torino L’incontro con i talenti del futuro
I

Flavia Pennetta oggi sarà a Torino per il «Valmora Day». La campionessa approda sotto la Mole per trascorrere una giornata in compagnia dei giovani talenti della racchetta, impegnati nel Trofeo Tennis Kinder+Sport, organizzato dall’ex azzurra Rita Grande: la tennista alle 15 sarà al circolo «La Stampa Sporting» dove assisterà alle parti-

te dei giovanissimi. Al termine degli incontri verranno estratti i nomi dei 10 ragazzi che scambieranno qualche colpo in campo con Flavia Pennetta. Verrà, inoltre, sorteggiato il vincitore di una racchetta che sarà autografata dalla brindisina. La Pennetta, recentemente, ha anche scritto un libro sulla sua vita, «Dritto al cuore».

10
Ranking
È la migliore posizione raggiunta da Flavia in singolare In doppio è stata anche n.1 In singolare ha vinto 9 titoli Wta

ha aiutata a rinascere dopo la fine con Carlos. Ho sofferto, in quel periodo solo il campo mi dava sollievo. Giocavo, giocavo... Facevo quello che ho sempre adorato fare».
Manca poco alle Olimpiadi. Obiettivi? Allora il doppio con la Schiavone si farà?

Il segreto per riuscire?

«La passione. Vedo troppi ragazzi spinti dai genitori, si vuole vincere subito. Un errore. I ragazzi devono vivere una vita serena fino a 15-16 anni, poi arriva il tempo delle scelte».
E per lei le scelte importanti a che età sono arrivate?

«Sì, posso proprio dirlo. Non solo in Italia, sono conosciuta anche all’estero».
Vincendo tre Fed Cup (l’ultima nel 2010) con le altre azzurre ha sdoganato il tennis italiano femminile. Oggi, anche a livello di premi, vi trattano meglio?

«Io voglio migliorare il risultato dei Giochi 2008. Il doppio si farà, gareggerò anche nel misto, non so ancora con chi».
Ha partecipato a sfilate, pensa ad un futuro in passerella?

«Sì, sono fiera delle conquiste fatte sul campo».
LO PSICOLOGO

«È argentino, mi aiuta a scendere dalle nuvole e a guardare la realtà»
AI GIOVANI

«Non so, voglio ancora giocare qualche anno, poi si vedrà. Certo è che quando ho sfilato ero ansiosa da matti, sono stata male tutta la mattina. Non mi ero mai sentita così nervosa, neppure per una finale importante. Avevo paura di cadere con quei tacchi! Però nella vita mai dire mai, come per i reality».

«Ci sono due momenti fondamentali nella mia carriera. Il primo quando mi chiamarono al centro tecnico federale: avevo 14 anni, non me la sono sentita. Ci sono poi andata a 15. L’altro quando sono stata all’ospedale perché avevo contratto il tifo. Lì ho avuto tempo di pensare e ho deciso che se fossi uscita dal tunnel sarei diventata una tennista tra le prime dieci del mondo. Anche in questo caso la sofferenza è stata fondamentale. Sono cresciuta bene, ma sempre soffrendo».

«È la passione il segreto per riuscire. Oggi si vuole vincere troppo presto»
C’è il rischio che nel tennis si finisca come in F1: zero italiani?

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VOLLEY, SABATO VIA AI PLAYOFF

«No, non siamo così indietro. Noi abbiamo fatto esplodere il movimento, vedrete che arriveranno anche i maschi».
Vive a metà tra la Spagna, dove si allena, e la Svizzera, dove risiede. Non le manca l’Italia?

Le Gemelle di Pinamare

Trento regina in A1 Padova retrocede
Ha stravinto Trento, come quasi sempre capita. Ma la regular season del volley, finita ieri, il meglio lo ha dato alle spalle dell’Itas padrona. Lotta accesa fino all’ultimo per le migliori posizioni nella griglia dei playoff. Sprint mozzafiato per evitare di accompagnare Ravenna in A2: erano in tre a tremare, hanno chiuso tutte perdendo al tiebreak e così a soccombere è stata la matricola Padova, con Verona e S. Giustino a far festa. Sabato si riparte: la corsa allo scudetto sarà la più rapida di sempre, tre turni in 15 giorni. E la novità dei quarti con 3 mini poule da 3: la vincente passa in semifinale. A1 (ultima giornata): ModenaCuneo 0-3; Trento-Latina 3-0; Macerata-Verona 3-2; RavennaBelluno 3-0; Monza-Vibo 3-1; Piacenza-S. Giustino 2-3; PadovaRoma 2-3. Classifica: Trento 70; Macerata, Cuneo 56; Belluno 47; Modena, Piacena 42; Monza 39; Roma, Latina 32; Vibo 31; Verona 29; S. Giustino 28; Padova 27, Ravenna 15. Le prime 12 ai playoff, Padova e Ravenna in A2. A parità di punti, decide il numero di vittorie ottenute. [R. CON.]

«Molto, ma è presto per rientrare. Faccio dei blitz, come ieri a Brindisi, per vedere i miei genitori, la famiglia e gli amici. Però se mi trasferissi qui perderei la concentrazione. Devo essere nella condizione migliore per allenarmi. E il mio staff è spagnolo, tranne lo psicologo argentino».
Lo psicologo? Racconti...

«Sono stata seguita a lungo da quello della federazione spagnola, ma è stato richiamato nella squadra iberica. Adesso lavoro con lo specialista argentino che segue Gisella Dulko, mia compagna di doppio. Lo psicologo mi aiuta a essere organizzata dentro e fuori dal campo. Un esempio? Quando sbagli una palla a volte ti soffermi troppo su quell’errore: sbagliato. La psicologia aiuta a cancellare gli stress inutili. All’inizio ero diffidente, poi mi sono dovuta ricredere. Nel mio caso mi mette davanti alla realtà, mi aiuta a scendere dalla mia nuvola».
Dopo la tormentata rottura con Carlos Moya si è buttata a capofitto nei tornei. E sempre più nelle interviste parla di femminilità. C’entra lo psicologo?

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1° TRENTO 8° ROMA 12° SAN GIUSTINO 4° BELLUNO 5° MODENA 9° LATINA 2° MACERATA 7° MONZA 11° VERONA 3° CUNEO 6° PIACENZA 10° VIBO VALENTIA

«Direi di sì. La gente è abituata a pensare a Flavia tennista, ma io non sono solo questo. C’è ben altro dietro! Il tennis mi

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Centimetri - LA STAMPA

52 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

CICLISMO

“Questo era il mio oro, mi aspettava”
Kostner: “Assenti i capi dello sport? Chi si annoia a vedermi stia casa”

Nel “Fiandre” Pozzato e Ballan si arrendono a super Boonen

Il belga Tom Boonen, 31 anni
GIORGIO VIBERTI

Intervista

gente che si preoccupa per me, non posso sentirmi scaricata».
Nel 2006, mentre sfilava ai Giochi di Torino come portabandiera dell’Italia, avrebbe mai creduto di arrivare tanto in alto?

Ice carpet
Carolina Kostner, 25 anni, il 12 aprile sarà a Milano per la prima del film «Opera on Ice» (dal 19 aprile in tutte le sale) Per l’ingresso in sala ci sarà una pista di ghiaccio di 20 metri

L’ultima creazione
I

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GIULIA ZONCA INVIATA A NIZZA

«Non pensavo ad altro, solo che ero giovane, sentivo la pressione. In questi Mondiali ho avuto finalmente la possibilità di archiviare le esperienze negative e sostituirle con un successo».
A Nizza era la favorita. Anche questa è pressione.

Una rincorsa lunga 10 anni. Carolina Kostner ha mai pensato che non sarebbe riuscita ad arrivare in cima al mondo?

«In certi momenti ho temuto di aver raggiunto i limite, guardavo indietro, alle moltissime buone gare fatte e mi dicevo: sei già arrivata in alto. Ma credo nel destino e la vita mi ha guidata: potevo smettere dopo i Giochi di Vancouver, se ho continuato è perché sentivo che c’era altro. Se avessi vinto subito non sarei la pattinatrice che sono oggi».
Avrebbe però evitato certe batoste

«Ancora una volta il destino si è fatto vedere. Visto l’errore nel programma corto non potevo fare altro che attaccare, se avessi pattinato da prima in classifica magari avrei avuto paura a rischiare e avrei compromesso la vittoria».
Sì, ma avrà pur pensato alle altre.

Al Galà che ha chiuso ieri i Mondiali Kostner ha sfoggiato un’altra sua creazione, dopo la tuta lucciccante, il vestito di piume. Il design dei costumi come l’accademia del pattinaggio sono progetti su cui l’azzurra punta per il futuro, lavori su cui vuole investire una volta chiuso con l’agonismo. Prima di lei solo la coppia di danza Fusar Poli Margaglio aveva vinto un oro mondiale per l’Italia (a Vancouver nel 2001).

«Difficile spiegare senza sembrare matta. Io combatto contro me stessa. Nel profondo del cuore ero convinta che questo titolo fosse mio».
L’inno sul podio è stato come l’aveva sognato?

«Se il premio è il livello raggiunto mi prendo tutto il pacchetto, ho vissuto giorni difficili, ma proprio per questo adesso l’oro è tanto dolce».

«Veramente sul pattinaggio faccio solo incubi: io che arrivo MEGLIO LA REALTÀ DEI SOGNI in ritardo e non mi gareggiare, i «Sul ghiaccio solo incubi: fanno che si slacciapattini io che arrivo in ritardo no. Quindi la realtà è o i pattini che si slacciano» stata molto meglio».
RITIRO SÌ O NO

«Non deciderò sull’onda dell’entusiasmo: il rischio è sbagliare strada»

Ora deve decidere del futuro: smettere o continuare?

Dopo il 2010 è stata scaricata, adesso può rifarsi.

«Se avessi pattinato per levarmi i pesi dallo stomaco non sarebbe andata a finire così. Io pattino per me e per chi ama vedermi».
A Nizza non c’erano dirigenti sportivi, dispiaciuta?

«C’era un sacco di gente, avevo un tifo pazzesco e devo dire grazie. È un onore pensare che tante persone hanno speso dei soldi e si sono messe in viaggio per essere lì. Chi si annoia a vedermi stia a casa, è meglio così».
Si è sentita abbandonata in questi due anni?

«Già, ho spinto indietro questo momento ora toccherà mettersi allo specchio e capire che direzione prendere. Le possibilità stanno al 50 per cento, ma non farò l’errore di decidere sull’onda dell’entusiasmo. Sarebbe troppo semplice dire adesso: vado avanti. Non sono maturata solo sul ghiaccio, so bene che non ci esistono certezze per la prossima stagione. Del resto io amo pattinare: non ne esco. Servirà molta tranquillità per non prendere la strada sbagliata».
Si è data un tempo?

Kostner e il fidanzato Alex Schwazer, 27 anni, oro olimpico in carica della 50 km

Il miracolo sfuma per pochi centimetri. Il Giro delle Fiandre va a Tom Boonen, idolo di casa, al terzo trionfo nella corsa dei muri. Ma sul podio, subito alle spalle del campione fiammingo, ci sono Filippo Pozzato e Alessandro Ballan. «Così ho risposto a chi mi aveva attaccato duramente nei mesi scorsi», è stata una delle prime frasi di Pozzato a fine gara. Si riferiva alle critiche ricevute per aver affrettato il rientro dopo la frattura a una clavicola nel Giro del Qatar, lo scorso 9 febbraio, tornando in corsa già nel Trofeo Laigueglia del 18 febbraio (nonostante fosse stato operato domenica 12 all’ospedale di Brescia). «Una follia!», tuonarono alcuni. «Sapevo che ce l’avrei fatta - ha invece ribadito ieri Pozzato - e ho avuto ragione, anche se sono arrabbiato perché ancora una volta è mancata la vittoria». L’Italbici resta dunque a digiuno nelle grandi classiche dal 2008 (Cunego 1º nel Lombardia), ma mai come ieri ha sfiorato l’impresa grazie ai nostri due specialisti nelle classiche sul pavé del Nord. La caduta dello svizzero Fabian Cancellara (tripla frattura di una clavicola) a 60 km dal traguardo, durante il 2º rifornimento, aveva purtroppo eliminato uno dei due favoriti della corsa. L’altro era Boonen, contro il quale i nostri le hanno provate tutte. Invano. Ballan ha tentato la fuga solitaria al 3º passaggio sul Vecchio Quaremont, penultimo muro della giornata, Pozzato ha poi accelerato sul Paterberg, salitella conclusiva a 14 km dal traguardo di Oudenaarde. Ma Boonen ha resistito a entrambi, certo di poter prevalere poi allo sprint, una delle sue armi. Ballan, sulla carta il più lento dei tre in volata, ha provato ancora un paio di allunghi, sempre stoppati da Boonen che ha poi avuto ragione di Pozzato nello sprint. «Ma domenica nella Parigi-Roubaix potrebbe andare diversamente», ha promesso Pozzato.

CAROLINA, È IL MOMENTO DI SCAPPARE

SOCHI UN’OLIMPIADE DI TROPPO
ancora lo chiamano così, Deborah Compagnoni si è ritirata all’apice e nessuno ricorda le sue sconfitte, Ian Thorpe è rientrato dopo anni di assenza e si fa fatica a riconoscerlo. E quella controfigura si sovrappone pericolosamente alla faccia del campione. Lo sport crea dipendenza, dopo la rincorsa del successo arriva l’ossessione del successo: ogni atleta sa quando è ora di smettere che lo faccia o no. Carolina è giovane e le è rimasto il tarlo olimpico. Se continua sarà fino al 2014: due stagioni, un’eternità nel pattinaggio. Non c’è una risposta giusta però c’è il fascino del colpo di teatro: andarsene via, imbattuta nella sua tuta luccicante. Un lusso per pochi. [G. ZON.]

Domenica la Roubaix
I

D

«No, magari ci sono rimasta male per certe parole però niente che mi abbia fatto sentire sola. I miei genitori hanno speso tanto per farmi praticare lo sport che amo, ora con i 45 mila dollari di premio posso restituire qualcosa. E ho un tecnico a cui va la metà del merito perché ha passato tante notti insonni a causa mia. C’è troppa

«No, mi prenderò tutto quello che serve. Ora andrò in Giappone per la Coppa del mondo a squadre poi in programma c’è una tournée in Corea con Yu Na Kim. Questa settimana di certo mi imbosco da qualche parte per staccare».
Anche il suo fidanzato si è imboscato a Nizza. Dove ha guardato la gara? Non era con i suoi genitori, né con i suoi tifosi.

«Non lo so però lo imiterò a Londra. Voglio passare inosservata».

entro la testa di Carolina Kostner la voglia di lasciare il tavolo da gioco con i soldi in tasca c’è. È riemersa dal baratro, è arrivata al meglio ed è questo il momento di beffare il futuro e chiudere in grande stile. Lei aspetta un segno, ripete che è la vita a guidarla, il destino a spingerla quindi annusa l’aria, ma se cerca un indizio basta guardare l’oro che porta al collo. Vero che essere arrivati al meglio significa aver vinto anche l’immunità, non la potranno più demolire, ma sarà anche difficile raggiungere di nuovo questa perfezione. Lasciare adesso significa restare su quel podio in eterno. Platini se ne è andato da re e

Ordine d’arrivo del 96º Giro delle Fiandre, da Bruges a Oudenaarde di 256 km: 1. Tom Boonen (Bel, team Omega) 6h04'28"; 2. Filippo Pozzato (Ita) st; 3. Alessandro Ballan (Ita) 1”; 4. Van Avermaet (Bel) 38"; 5. Sagan (Svk) st; 6. Terpstra (Ola) st; 7. Paolini (Ita) st; 8. Voeckler (Fra) st; 9. Breschel (Dan) st; 10. S. Chavanel (Fra) st; 12. Freire (Spa) st; 13. Sabatini (Ita) st; 19. Boasson Hagen (Nor). Lo svizzero Fabian Cancellara, caduto a circa 60 km dal traguardo, ha subìto una tripla frattura a una clavicola e salterà quindi la Parigi-Roubaix di domenica prossima.

LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 53

T1 T2 PR CV

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 54

I

l tema è più che mai caldo e di stretta attualità, come dimostra l’esito del recente confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Malgrado vi fosse, da parte di tutti, la consapevolezza di dover assumere provvedimenti urgenti a sostegno della ripresa economica e dell’occupazione, alla fine, ancora una volta, è prevalso un atteggiamento conservativo e di retroguardia. Agendo in questo modo purtroppo, la riforma corre il rischio, con gli interventi parlamentari già preannunciati, di venire stravolta e di essere, alla fine, così diluita e poco incisiva da risultare di scarsa utilità. Una riflessione complessiva sul modello di relazioni industriali necessarie nel nostro Paese è quindi non solo opportuna, ma anche necessaria, stretti come siamo – da un lato - da alti costi e bassa produttività, mentre, sull’altro fronte, le opportunità legate alla globalizzazione dell’economia si moltiplicano continuamente. Il Sindacato non può far finta di niente ed eludere questo cruciale problema, celandolo dietro la cortina dei diritti attraverso una resistenza tenace, ma passiva e quindi destinata ad essere scavalcata dalla velocità del cambiamento in atto nella società e nell’economia. Forse è venuto il momento anche per le organizzazioni sindacato di interrogarsi su quale ruolo intendano svolgere in una società moderna ove il lavoro, nel corso degli anni, è cambiato moltissimo, insieme alle imprese ed ai mercati. Per ragionare di questi temi domani, dalle ore 9.30 alle 13.00, presso il Centro Congressi di Via Fanti, l’Associazione Aldo Erroi e l’Unione Industriale di Torino organizzano un seminario di studi con un confronto aperto ai contributi di studiosi, rappresentanti del mondo industriale e sindacalisti, italiani e stranieri. Per info e adesioni: associazionealdoerroi@ui.torino.it

Domani ore 9.30 seminario sul futuro delle relazioni industriali

IN BREVE

Il sindacato affronta la sfida della modernità

Assemblea Unionfidi
Le Assemblee Separate Straordinarie dei soci per l’approvazione del nuovo testo di statuto sociale e le Assemblee Separate Ordinarie per l’approvazione del bilancio di Unionfidi sono state convocate giovedì 12 aprile alle ore 11.00, presso API, in via Pianezza 123, per le imprese socie con sede legale in provincia di Torino; per quelle con sede legale in provincia di Cuneo, invece, si terranno presso Confindustria Cuneo, C.so Dante 51. I soci con sede legale nelle restanti province possono intervenire alle assemblee separate di Torino. L’Assemblea Generale Straordinaria e Ordinaria, cui partecipano esclusivamente i soci delegati dalle assemblee separate, si terrà il 27 aprile alle ore 11.00 presso la sede di Unionfidi S.C., Via Nizza 262/56, Torino. Per informazioni: tel 0112272426, www.unionfidi.com

Sostenibilità ambientale
Lo sviluppo sostenibile e la green economy sono le grandi sfide con cui l’intero sistema imprenditoriale, in sinergia con le Istituzioni e la società civile, dovrà confrontarsi nei prossimi anni per aumentare la competitività dell’Italia sui mercati internazionali. In vista della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile RIO+20, che si terrà a Rio de Janeiro il prossimo giugno, Confindustria sta lavorando in questa direzione e ha pubblicato la Carta dei Principi sulla sostenibilità ambientale e per la guida operativa per le aziende, in un’ottica di impegno condiviso per la salvaguardia dell’ambiente. L’adesione per le imprese associate avviene attraverso la sottoscrizione di un’apposita scheda presente sul portale www.ui.torino.it e sul sito di Confindustria. Per informazioni ed adesioni: Servizio Ambiente, tel.011.5718452454, e-mail energia@ui.torino.it

Business Breakfast
Il primo appuntamento di questo format innovativo si terrà giovedì 12 aprile dalle ore 8.30 presso il Centro Congressi. Nell’occasione, Ceip e BNL Gruppo BNP Paribas presenteranno in un sintetico quadro le opportunità industriali e commerciali offerte dalla Turchia. La partecipazione è gratuita e a numero chiuso. Per info: Segreteria Piccolindustria, d.laigueglia@ui.torino.it, 0115718348.

New(s) media e imprese
Opinione pubblica, nuovi media e social network: il web è fonte inesauribile di notizie in tempo reale. Domani, martedì 3 aprile, alle ore 18 presso il Centro Congressi, i Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino e di Confindustria Cuneo organizzano il convegno dal titolo “New(s) media: the Italian spring devolution”, per confrontarsi sulle strategie di utilizzo di questo strumento. Interverranno il Presidente dei Giovani Imprenditori Torinesi Davide Canavesio, Mario Calabresi, Direttore La Stampa, che sta investendo molto sulla sua versione online, Stefano Maruzzi, già AD di Google Italia, e Jacopo Tondelli, Direttore di Linkiesta.it. Per info: ggi@ui.torino.it, tel.011.5718319; ggicuneo@uicuneo.it, tel.0171.455500

Workshop venerdì 13 aprile, dalle ore 14.00

Lean Thinking: innovazione organizzativa e tecnologica
Da tre anni Piccolindustria e Skillab, con l’essenziale sostegno della Camera di Commercio e dell’Unione Industriale di Torino, lavorano per diffondere nelle piccole imprese il “Lean Thinking” e il “World Class Manufacturing”: sistemi gestionali ricchi di principi, metodi e strumenti per l’eliminazione degli sprechi e il miglioramento continuo dei processi nelle organizzazioni. E’ un modelli organizzativo – quasi una vera e propria filosofia- che consiste nel “fare di più, con meno risorse, coinvolgendo tutti, sempre”, come tiene a precisare Giorgio Possio, vicepresidente Piccolindustria ed appassionato del Lean. Possio sottolinea che proprio nelle risorse umane risiede l’aspetto più rilevante di tutto il pensiero “Lean”, poiché il clima aziendale arriva ad influenzare i risultati delle imprese sino all’80%. “L’obiettivo del Lean – ribadisce – è perseguire

Giorgio Possio Vicepresidente Piccolindustria

obiettivi di crescita aziendale riducendo gli sprechi, non le teste”. Venerdì 13 aprile alle 12.30 avrà luogo la presentazione alla stampa del workshop sul Lean thinking. Accanto a Giorgio Possio, al Presidente di Piccolindustria Bruno Di Stasio e a Licia Devalle, Direttrice di Skillab, avranno spazio le testimonianze aziendali: Claudio Boino di Tower Automotive Italy, Diego Borgna di Manitowoc Crane Group Italy, e Nicoletta Roncarolo della Sestriere Vernici. Farà spicco una partecipazione d’eccellenza, quella di Pat Wardwell, Direttore Generale del Greater Boston Manufacturing Partnership, “guru” americano per la prima volta in Italia, consulente e trainer in aziende eccellenti come Siemens e Kraft, una delle 5 persone al mondo a poter vantare la più alta onorificenza: la Lean Gold Certification SME. Per le aziende e gli operatori economici, la presentazione si svolgerà nel pomeriggio a partire dalle ore 14. L’iniziativa formativa è gratuita ed è strutturata in percorsi di base e avanzati, con l’opportunità di partecipare anche a visite studio in USA e Giappone. In questa fase il programma specifico si rivolge a imprenditori, manager, quadri ed impiegati, ma fa parte di un’azione ben più ampia che, nel corso di questi ultimi tre anni, ha visto il coinvolgimento di aziende, scuole e università , con oltre 15 mila orepersona di formazione. Insomma, un vero e proprio “movimento lean” per la competitività.

L’ICT a servizio delle imprese
Per aumentare efficacia ed efficienza nei processi commerciali e per migliorare le proprie strategie di vendita, le aziende hanno la possibilità di dotarsi di tutti gli strumenti offerti dall’ICT, che facilitano e velocizzano il lavoro d’impresa. Il CDVM e Enigen organizzano per giovedì 12 aprile alle ore 18.15 presso il Centro Congressi, un incontro sul tema. Per informazioni e adesioni: Segreteria CDVM, tel. 011.5718438, e-mail: cdvm@ui.torino.it

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55

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T1 T2 PR CV

Gli autovelox di questa settimana in città
Oggi
Corso Giulio Cesare Corso Grosseto Corso Giulio Cesare Corso Grosseto Via Botticelli Corso Trapani Corso Grosseto Corso Peschiera Corso Orbassano Corso Peschiera Corso Moncalieri Corso Trapani Lungo Stura Lazio Corso Vercelli Strada del Drosso Via Onorato Vigliani ni Corso Tazzoli

5 apr

Domani

In edicola con La Stampa

Corso Giulio Cesare Corso Grosseto Corso Trapani Via Onorato Vigliani Strada del Drosso Via S. Maria Mazzarello Corso Trapani Corso Grosseto Corso Peschiera Lungo Stura Lazio Corso Sacco e Vanzetti

Via Sansovino Strada dell’Aeroporto Strada Pianezza Corso Moncalieri Strada del Portone Corso Tazzoli Via Sansovino Strada dell’Aeroporto Strada Pianezza Corso Vercelli Via Botticelli

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6 apr

4 apr

Cen Centimetri LA ST STAMPA

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi Ieri Un anno fa

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

9 16

10.6 25.2

10.9 24.3

Diario

Via Marenco 32, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it f specchiotempi@lastampa.it f quartieri@lastampa.it INTERVISTA A MARIA GRAZIA PELLERINO «PORTERO’ IN CONSIGLIO COMUNALE UNA LETTERA APERTA AL SINDACO»

TORINO
LA RICERCA DELLA FONDAZIONE AGNELLI SUGLI ISTITUTI SUPERIORI

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“Le cinghie strappate, poi il volo senza fine”
Incidente del Gerbido Il racconto di uno dei sopravvissuti
Massimiliano Peggio
A PAGINA 61

MAX

MIN (˚C)

Asili, una spina per Fassino
L’assessore all’Istruzione: se li cediamo a una coop non ha senso che io resti in giunta * La lettera. «Caro Sinda-i co, sono convinta che
servizi educativi per l’infanzia della Città di Torino debbano rimanere nella sfera della gestione pubblica», comincia così la lunga lettera aperta al sindaco Fassino che la sua assessora (lei ci tiene al femminile) alle Politiche Educative Maria Grazia Pellerino (quota Sel) gli consegnerà oggi durante il Consiglio comunale.

Arrestato per droga in Indonesia
Giovane di Nichelino rischia la pena di morte a Bali
Massimo Massenzio
A PAGINA 61

La classifica che fa riflettere
GUIDO TIBERGA omani, come è ormai tradizione, la «Stampa» pubblicherà un supplemento con la graduatoria delle scuole piemontesi elaborata dalla Fondazione Agnelli. Opinabile come tutte le classifiche che prendono in considerazione istituti e città diversi tra loro, il lavoro della Fondazione ha però il pregio di fondarsi su un parametro originale: il successo universitario degli allievi diplomati. In particolare, come spiega Maria Teresa Martinengo nelle pagine interne, vengono valutati il profitto e la «rapidità» degli studi universitari dei diplomati negli ultimi anni. Oggi, in anteprima, andiamo alla scoperta delle scuole della città e della provincia meglio classificate nella lista regionale: molte conferme, qualche sorpresa (specie in cintura), qualche assenza, in ogni caso molti motivi per discutere e riflettere. Temi importanti, perché la scuola è il futuro di tutti.

D

coop. L’assessore * Lenon voler arrivare dice di allo

Provincia Via alle dismissioni
Ma non c’è accordo per il palazzo Telecom di via Cavalli
Alessandro Mondo
A PAGINA 59

scontro. «Il mio è un invito al dialogo per chiarire le priorità della giunta». L’assessore dice anche di essere contraria alla proposta di cedere a cooperative esterne la gestione dei quindici asili che il Comune non è in grado di garantire per il 2012-13. «E’ una soluzione che toglierebbe senso alla mia permanenza in giunta».

“Fermate il Freccia Rossa a Rho”
La proposta dell’ad Ventana: la Fiera opportunità per Torino
Andrea Rossi
A PAGINA 63

* L’alternativa. La proposta di Pellerino è diversa: usare un Ipab (una struttura di pubblica assistenza, ndr) che si sostituisca al Comune senza sottrargli la «governance». Secondo l’assessore non ci sono problemi di natura giuridica, e anche la questione dei fondi necessari sarebbe facilmente risolvibile
Minucci A PAGINA 59

Ecco le scuole migliori
Maria Teresa Martinengo ALLE PAGINE 56-57

Truffati ma felici
CLAUDIO LAUGERI

LIVE EVENTS 2012
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ome passare dalle lacrime al sorriso in pochi istanti. Ingresso A del Juventus Stadium, ore 20,40. Gael festeggia il suo ventinovesimo compleanno con la fidanzata Cristina. Sono svizzeri, di Losanna. Lui è tifosissimo della Juventus. E nel giorno del suo compleanno, i bianconeri giocano in casa contro il Napoli. Lei gli regala i biglietti. Acquisto su internet. Tribuna vip, 445 euro. I due mandano via mail copie dei documenti, pagano in anticipo. E’ prevista la consegna a domicilio. Poi,

una mail avvisa di un cambiamento di programma: i biglietti potranno essere ritirati alla reception dell’Hôtel Bologna, in corso Vittorio Emanuele II. I due fidanzati viaggiano felici, ritirano i biglietti, arrivano allo stadio. E vengono bloccati. I nomi sui biglietti non corrispondono a quelli sui documenti. Impossibile cambiarli, a quell’ora. E così, la truffa via internet è servita. Benvenuti in Italia. Una lacrima sul viso di Cristina impietosisce i controllori: annotate le generalità, i due vengono accompagnati in curva Nord. Meglio che niente. Torna il sorriso. Ma il «bidone» resta.

PALAOLIMPICO.TORINO

04.04.2012

FIORELLA MANNOIA
WWW.SETUPLIVE.COM

T1 T2 PR CV

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56 Cronaca di Torino

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

g g Dossier / La ricerca della Fondazione Agnelli
Ranking: le prime venti
RANK FINALE DENOMINAZIONE E TIPO DI SCUOLA COMUNE RANK FINALE DENOMINAZIONE E TIPO DI SCUOLA COMUNE

le ultime dieci
RANK FINALE DENOMINAZIONE E TIPO DI SCUOLA COMUNE

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Liceo Classico Liceo Classico e Scientifico Liceo Classico Liceo Classico Liceo Scientifico Liceo Classico

CAVOUR

TO TO TO TO TO TO TO TO TO TO

Torino Torino Torino Torino Torino Torino Chieri Pinerolo Carmagnola Ciriè

11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Liceo Scientifico Liceo Scientifico Liceo Classico, Scientifico Liceo Scientifico, Linguistico Istituto Superiore (Convitto Nazionale) Liceo Classico, Scientifico Istituto Superiore

CATTANEO FERRARIS FOSSATI

TO TO TO TO TO TO TO

Torino Torino Rivoli Torino Rivarolo Canavese Torino Carignano Giaveno Torino Torino

100 101 102 103 104 105 106 107 108 109

Istituto Superiore (ex Ist. Tec. Industriale) Istituto Tecnico Industriale Istituto Tecnico Commerciale Istituto Tecnico Agrario Istituto Superiore Istituto Superiore

P. LEVI

TO TO TO TO TO TO TO TO TO TO

Torino Grugliasco Torino Pianezza Torino Torino Torino Torino Torino Bardonecchia

VALSALICE ALFIERI

E. MAJORANA

R. LUXEMBURG G. DALMASSO

GIOBERTI GOBETTI

SPINELLI MORO

BODONI-PARAVIA BOSSO-MONTI ATHENAEUM M. PLANCK CAIROLI FREJUS

M. D'AZEGLIO MONTI CURIE

UMBERTO I N. BOBBIO B. PASCAL G. SEGRÈ

Liceo Scientifico, Classico, Linguistico Liceo Scientifico Istituto Superiore Liceo Scientifico

Istituto Tecnico per Geometri Liceo Scientifico Liceo Scientifico Ist. Tec. Commerciale e per Geometri

Istituto Superiore (ex Ist. Tec. Commerciale) TO Liceo Scientifico Liceo Classico, Scientifico, Europeo

BALDESSANO-ROCCATI GALILEI

TO TO

SAN GIUSEPPE

Ecco le scuole migliori
In vetta si conferma il Cavour. La sorpresa viene da Chieri: l’istituto Vittone per ragionieri e geometri Ben piazzati tutti i licei classici (compreso il Valsalice), Gobetti primo scientifico. In ascesa gli istituti tecnici
MARIA TERESA MARTINENGO

Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli, l’unico centro studi che da alcuni anni riesca a realizzare un rapporto sulla qualità della scuola, sottolinea una premessa: «Il nostro è uno dei tanti, possibili modi di valutare perché prende in considerazione i risultati dei diplomati nel primo anno di università». Questo spiega perché, dopo il primo anno (questa è la terza rilevazione riferita agli anni accademici 2007/8 e 2008/9), la Fondazione ha escluso dall’osservazione gli istituti professionali. Non è il loro compito prevalente preparare gli studenti per gli studi universitari, mentre lo è al 100% per i licei. Gli istituti tecnici mandano all’università percentuali diverse di diplomati. Va da sé, quindi, che i licei, abbiano un vantaggio sui tecnici «che comunque confermano la buona qualità - dice Gavosto - della formazione fornita». Ma qual è la presenza delle scuole torinesi nella classifica regionale? Considerando il «ranking finale», cioè l’efficacia della scuola e i fattori di contesto, al primo posto, come

Effetto scuola: le prime dieci
RANK DENOMINAZIONE FINALE E TIPO DI SCUOLA

STATALE

NON STATALE

COMUNE Chieri Torino Torino Torino Torino Chieri Torino Carmagnola Torino Giaveno

1 2 3 4 5 6 7 8 9

VITTONE
Istituto Superiore

CAVOUR
Liceo Classico

VALSALICE
Liceo Classico, Scientifico

SPINELLI
Liceo Scientifico, Linguistico

GOBETTI
Liceo Scientifico

MONTI
Liceo Scientifico, Classico, Linguistico

GIOBERTI
Liceo Classico

BALDESSANO-ROCCATI
Istituto Superiore

COTTINI
Liceo Artistico

10 Istituto Superiore (ex Ist. Tec. Commerciale)

PASCAL

Centimetri - LA STAMPA

due anni fa, troviamo il liceo Cavour - tra i quattro classici cittadini quello con la fama di più severo -, seguito dal liceo classico e scientifico Valsalice, la paritaria torinese meglio piazzata (la seconda nella graduatoria regionale è al 37˚ posto, il liceo classico e scientifico Fossati di Rivoli). Uno dopo l’altro, vengono poi i classici Alfieri e Gioberti, quindi lo scientifico Gobetti, poi il classico D’Azeglio e quattro istituti della provincia: il Monti di Chieri (classico, scientifico e linguistico), lo scientifico Curie di Pinerolo, l’istituto di istruzione superiore Baldessano Roccati di Carmagnola, lo scientifico Galilei di Ciriè. Scorrendo, invece, la graduatoria per «effetto scuola», quello che per la Fondazione Agnelli dovrebbe essere tenuto in primo piano al momento della scelta della scuola, il Cavour slitta al secondo posto, preceduto dall’Istituto tecnico per ragionieri e geometri Vittone di Chieri. La parte finale della graduatoria, invece, riunisce scuole con vocazioni diverse: l’istituto Frejus di Bardonecchia, il preferito dai campioni di sci, alcune scuole non statali «soft» e alcuni istituti caratterizzati da una formazione molto tecnica.
m

I criteri

Come si determina la graduatoria
Come viene compilata la graduatoria? La «graduatoria finale» delle scuole (con almeno 10 diplomati iscritti negli atenei italiani) riflette in modo oggettivo i risultati nel primo anno di università dai diplomati di ciascun istituto: profitto (media dei voti) e la velocità (numero di crediti conseguiti rispetto a quelli dichiarati come impegno annuale). I risultati sono ponderati per tenere conto delle differenze di difficoltà fra atenei e facoltà. Nella graduatoria entrano, però, in gioco diversi fattori (effetto scuola, caratteristiche individuali degli studenti, effetti territoriali e composizione socioculturale della scuola). La graduatoria «effetto scuola» è quella in cui si valuta lo specifico contributo dato da ciascuna scuola (al netto di altri fattori) per preparare i propri studenti agli studi universitari (organizzazione, qualità dell’offerta formativa e dei docenti, capacità di orientamento). Dovrebbe essere uno dei fattori più importanti nella scelta delle famiglie. Nell’«effetto studenti» entrano alcune caratteristiche individuali che possono influenzare il rendimento: genere, talento scolastico espresso nel voto di maturità e assenza di bocciature. Anche il contesto territoriale può influenzare comportamenti e risultati universitari: città e provincia sono molto diverse per condizioni economiche e offerta formativa, per modelli culturali e controllo sociale. Chi studia «fuori sede», poi, è di solito particolarmente motivato. Infine, licei, tecnici e professionali sono fortemente differenziati in base alle condizioni socio-economiche di chi li sceglie e frequenta. [M. T. M.]

Una lettrice scrive:
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«Vorreisegnalare unfatto increscioso occorso ad una mia parente venuta a Torino dalla Svezia per il battesimo di un nipotino. Felice per il suo primo e piacevole soggiorno in Italia, è ripartita il 22-3-12 alle ore 13 per l'aeroportodi MilanoMalpensa dal capolinea Sadem di corso Vittorio Emanuele II. All'arrivo all'aeroporto era sparita la sua borsa da viaggio che aveva dovuto consegnare all'autista per metterla nel bagagliaio. Con la borsa sono spariti: biglietto aereo, passaporto, oggetti personali e, con suo grande dolore, la videocamera con il film del Battesimo da mostrare ai famigliari. Ho telefonato alla ditta Sadem e mi è stato detto che avvengonoregolarmente furti ma che i passeggeri ne sono avvertiti. Peccato che questa signora non conosca l'italiano! Che bella figura facciamo nei confronti delturismo straniero!».
MARISA GUZZINATI

Specchio dei tempi
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«Furti a ripetizionesui pullmanper Malpensa»- «La zingarella del metrò» «Gtt conferma le indicazioni di Specchio» - «La fondazione ed i bambini»
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Un lettore scrive:
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«Per la prima volta da quando il metrò di Torino è stato inaugurato, ho visto una zingarella di non più di 10 anni, da sola, girare ogni convoglio suonando la fisarmonica per chiedere l'elemosina. Lasciando stare il fatto che al mattino una bambina dovrebbe essere a scuola e non sola in metrò a chiedere l'elemosina (ma i servizi sociali "lavorano" solo sugli Italiani?), chiedo a chi è responsabile di intervenire prima che la moda, già in voga in molti metròd'Italia, prendapiede. «Fra l’altri qui si tratta di aiutare una bambina ad avere un futuro.

Certo non ce l’avrà se, anziché studiare, continuerà adessere costretta ad avvicinare la gente sui convoglidel metrò».
F.A.

Un lettore scrive:
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«Gtt è lenta nell'accorgersi di quello che accade sui mezzi pubblici. Mi riferisco alle decennali proteste che i lettori de La Stampa manifestarono su questa rubrica circa l’elusione del pagamento del biglietto. Poi, finalmente, Gtt (probabilmente colpita da tante proteste) decise di introdurre il controllore. Ora, finalmente, si accorgono che il con-

trollore conviene, come era stato detto per anni proprio da queste colonne: sono stati venduti decine di migliaia di biglietti in più e comminatemigliaia di sanzioni. «Bene alla reintroduzione del controllore-bigliettaio su tutti i mezzi Gtt, con salita dalla parte anteriore,ove possibile. «Miresta una curiosità: delle sanzioni comminate, quante sono state incassate? Non chiedo a chi sono state date le sanzioni, perché sono quasi sicuro che Gtt risponderebbe che sono dati non divulgabili... «Grazie, da parte di tutti i cittadini, delle cortesi risposte, da

parte di Gtt o dell’assessore dott. Lubatti».
TOMMASO ACCHIARDI

Un gruppo di lettori scrive:
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«Siamo un gruppo di genitori del quartiere San Donato, assidui frequentatori dell'unica ludoteca di quartiere l'Albero che ride di via Le Chiuse 14, che hanno sperimentato il valore e l'importanza di una struttura di accoglienza e di scambio per i grandi e i piccoli. Purtroppo il servizio pubblico non riesce più a sostenere completamente questa struttura e noi genitori ci stiamo organizzando (autofinanziamento, ri-

cercadi altre fonti di finanziamento privato, ecc.) per evitare che portino via questo angolino ai nostri piccoli, ma l'ostacolo immediato che non riusciamo a superare è il pagamento dell'affitto deilocali (circa 800 euro al mese a partireda maggio). «Ironia della sorte è che questi locali sono di proprietà di una Fondazione che nel proprio statuto ha lo scopo espresso di promuovere, ospitare e favorire attività per bimbi e ragazzi, ma che, nonostante tutti i nostri sforzi per cercare un dialogo, non accetta neanche di incontrarci per cercare una soluzione almeno temporanea che ci dia il tempo di organizzarci. E questo a tutto discapito dell'infanzia che tutti diciamo di volerproteggere».
I GENITORI E I PICCOLI UTENTI DELLA LUDOTECA L'ALBERO CHE RIDE

specchiotempi@lastampa.it via Marenco 32, 10126 Torino Forum lettere su www.lastampa.it/specchiotempi

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Cronaca di Torino 57

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LA CONFERMA

Cavour: non è vero che qui si studia e basta
«Questo risultato mi lusinga, come mi fa piacere che dopo i primi esami i diplomati vengano a raccontarmi che i docenti universitari si accorgono che arrivano dal Cavour», ammette Maria Clelia Zanini, preside del liceo classico di corso Tassoni, che mantiene le posizioni nella top ten e anzi avanza in entrambe le graduatorie. «A volte il dubbio mi viene: facciamo bene a insistere con i ragazzi sulla preparazione? Poi, vedendoli crescere di anno in anno, capisco che il nostro compito - un privilegio per la bellezza del ruolo - è proprio favorire il processo che li fa diventare se stessi attraverso la cultura classica». Ancora: «Sento che la nostra scuola non prepara solo per l’università, ma per la vita: l’amore per la cultura porta al rispetto del prossimo, delle regole, alla tolleranza, ai valori importanti. Certo, bisogna continuare a migliorare». La preside è entusiasta che i ragazzi vedano la scuola anche come centro di aggregazione: «L’altra sera i ragazzi hanno organizzato un concerto alla Piazza dei Mestieri, è in programma una partita di calcio, si è creata una compagnia teatrale. Insomma, non è vero che al Cavour si studia e basta». [M. T. M.]

LA SORPRESA

Vittone: un laboratorio rinnovato all’anno
Quando si considera l’«effetto scuola», cioè l’esclusivo contributo specifico della scuola al successo universitario dei propri diplomati, il primo istituto del Torinese è il Vittone di Chieri, istituto tecnico per ragionieri e per geometri (76˚ nella graduatoria finale). Nella passata edizione della ricerca era al 28˚ posto (130˚). Per il preside Angelantonio Magarelli una grande soddisfazione che spiega così: «Riusciamo a rinnovare un laboratorio l’anno utilizzando i contributi delle famiglie, abbiamo ormai una buona dotazione e questo è importante, come lo è la tradizione degli stage estivi, molto formativi, che ora oltre alle IV e alle V abbiamo allargato alle III». Altri segreti del successo? «Non siamo di manica larga: in prima fermiamo il 20% dei ragionieri, il 15% dei geometri. Poi, la “peer education”, che utilizziamo fin dai primi anni soprattutto per le discipline scientifiche, mandando i nostri miglioir studenti a insegnare ai più giovani. È stimolante. A scuola, poi, c’è un clima sereno. Sabato scorso 3 classi con i docenti hanno ridipinto le aule». Per finire, il vantaggio della realtà piccola. «I ragazzi hanno meno distrazioni, anche se forse anche meno opportunità che in città. Nel Chierese, fattori positivi sono la condizione economica familiare e il livello di istruzione». [M. T. M.]

LA PARITARIA

IL FANALINO DI CODA

Valsalice: contano serietà e umanità
«Sono contento dei risultati per gli sforzi che facciamo, in tempo di crisi economica, per tenere basse le rette, sfruttare al massimo energie e risorse e dare comunque un buon servizio». Mauro Pace, preside del liceo classico e scientifico salesiano Valsalice, primo istituto paritario in graduatoria, è soddisfatto. «Sono felice per i nostri docenti, che danno l’anima e fanno lavorare seriamente i ragazzi: tradizione che guarda al futuro, è il nostro slogan. La selezione c’è, ma cerchiamo di dare speranza, di incoraggiare, facendo capire che lo studio è fatica. Molte famiglie si rivolgono a noi cercando una “umanità” nei confronti dei figli che altrove non trovano». Pace mantiene qualche perplessità sul metodo della ricerca. «Abbiamo risalito molte posizioni (ndr. 46˚ e 36˚ posto nel 2010), ma il corpo docente è lo stesso. La volta scorsa, avevamo diplomati bravi che si erano iscritti ad atenei stranieri e non erano stati calcolati». Del fatto che la scuola paritaria in Piemonte non raggiunga, in generale, posizioni di rilievo, Pace osserva: «In Lombardia, dove le cose vanno meglio, c’è un impegno più importante nel sostenere la libertà di scelta educativa». [M. T. M.]

Frejus: diplomiamo molti campioni
Fanalino di coda anche quest’anno (per «effetto scuola» però è al 166˚ posto), l’Istituto degli sportivi, il College Frejus di Bardonecchia (Tecnico-economico di amministrazione, finanza e marketing, dal prossimo anno Tecnico - Relazioni internazionali per il marketing). «Riceviamo studenti da tutta Italia dice il gestore, Valter Carasso -, tanti ritornano nelle loro regioni. Poi, abbiamo in tutto un centinaio di studenti, pochi per essere significativi nei risultati all’Università». Carasso ricorda invece un lungo elenco di ex allievi campioni di sci e non solo: Luca Pesando, Fabrizio Tescari, Fabio De Crignis, i fratelli Koenigsteiner, i Borsotti, i Marsaglia, il «superman» Andrea Daprai della sfida all’Aconcagua in Messico, «7000 metri dagli abissi fino in vetta a 7.000 metri in sole 24 ore. Oggi, però - dice Carasso -, solo il 35% degli studenti vede lo sport come possibile sbocco professionale. Per cui le Relazioni Internazionali ci sono sembrate la scelta più logica, e in futuro l’orientamento sarà ancora più allineato alle posizioni del ministro Profumo che oltre a grandi sportivi, osserva che in Italia occorre formare manager dello sport». [M. T. M.]

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 58

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Cronaca di Torino 59

“Gli asili devono restare pubblici”
L’assessore all’Istruzione: se cediamo la gestione a una coop esterna non ha senso che io resti in giunta

Intervista

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EMANUELA MINUCCI

Il senso delle parole

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aro Sindaco, sono convinta che i servizi educativi per l’infanzia della Città di Torino debbano rimanere nella sfera della gestione pubblica e troverei preoccupante un orientamento verso una progressiva dismissione dei servizi pubblici educativi a esaurimento del personale dipendente». Comincia così la lunga lettera aperta al sindaco Fassino che la sua assessora (lei ci tiene al femminile) alle Politiche Educative Maria Grazia Pellerino (quota Sel) gli consegnerà oggi durante il Consiglio comunale.
Assessore è un aut aut?

C

«Non sarebbe nel mio stile. Ma è un invito al dialogo per chiarire le priorità della giunta. La posta in gioco stavolta è troppo alta».
PRUDENZA

Lettera aperta al sindaco
«Caro Sindaco, sono convinta che i servizi educativi per l’infanzia della Città di Torino debbano rimanere nella sfera della gestione pubblica» così inizia la lettera che l’assessore Maria Grazia Pellerino consegnerà oggi

na lettera aperta al sindaco scritta da un assessore è di per sé un fatto anomalo. Trasforma in un gesto pubblico quello che in condizioni normali dovrebbe essere un momento di dialettica interna alla maggioranza. Maria Grazia Pellerino è sincera quando dice di non volere lo scontro, che questo suo gesto non è un aut aut al sindaco. Ma altrettanto sincero è Michele Curto, il segretario del suo partito, quando dice, per ora in privato, che Sel è «stufa di stare sull’ottovolante di Fassino». Le discese della giostra sono le divergenze sempre più frequenti su temi fondamentali come la Tav e le scuole per l’infanzia. Ora, senza assolutamente porre ricatti, Maria Grazia Pellerino dice che certe scelte di Fassino farebbero venir meno il «senso politico» della sua presenza in giunta. E’ questa la domanda cui dare risposta: c’è ancora questo senso? [G. T.] certo “Alice nel Paese delle Meraviglie” capisco che per fare le cose bisogna garantirne la sostenibilità finanziaria. Abbiamo uno sponsor (che metterebbe circa 2,5 milioni di euro; ndr), aumenteremmo le rette per i redditi sopra i 28 mila euro con un gettito di 4,7 milioni e potremmo ricavare altri 2 milioni dalla riorganizzazione degli orari. E poi, per quanto riguarda la sostenibilità giuridica la stiamo approfondendo con giuristi, amministrativisti e l’avvocatura comunale. Mi rendo conto che si tratta di un percorso molto innovativo, ma dobbiamo fare questo sforzo. Per quanto mi riguarda è imprescindibile che la giunta metta al centro l’investimento di risorse sull’educazione».
E se non lo farà?

«Non è un aut aut ma un invito al dialogo su un tema essenziale»
Si tratta del futuro di quindici nidi.

«Il numero non ha importanza. Si tratta di un sistema di eccellenza che va assolutamente conservato. Non si possono trasformare i nidi in i centri di assistenza esternalizzando il servizio e perdendone completamente la governance. Ritengo che la qualità dei servizi educativi dell’infanzia debba essere centrale come sempre è stata».
Sul piatto, il futuro di quindici nidi comunali in cui circa 300 educatrici sono lavoratici precarie il cui contratto scade a giugno e che, a causa del Patto di Stabilità non potranno più essere assunti?

Piero Fassino e Maria Grazia Pellerino

Un Ipab (una struttura di pubblica assistenza, ndr) che si sostituisce al Comune facendo un concorso per titoli sulla base di una graduatoria che tenga conto della professionalità e dell’esperienza delle educatrici».
E dall’altra c’è una giunta che vorrebbe affidare il tut-

to a cooperative?

«Dall’altra c’è la rigidezza dei conti, e il timore che la strada non sia percorribile giuridicamente».
Sullo sfondo, ma neanche tanto, la prima vera grana politica della giunta Fassino, con i fuori onda del segreta-

dere, attraverso una gestione esterna non controllata dal Comune, la prima tessera di un domino che fa della nostra offerta educativa un bene primario. «Vero, ma a me ora interessa Non possiamo paragonare l’eduil merito della questione. Che cazione, la scuola, all’assistenza. è di contenuti e quindi politi- I servizi educativi per l’infanzia co, non ideologico: un nodo ve- sono parte integrante del perro, insomma». corso formativo. Le ricerche Ma perché è arrivata a mette- confermano: i bimbi che hanno re le sue ragioni in questa let- usufruito dei servizi per l’infanzia hanno i migliotera aperta al sindaco? LE RISORSE ri risultati scola«Perché per me Non si trat«Non mi illudo: so stici.semplice bala questione delta di che ci sono difficoltà danza, ma di vela centralità delma c’è uno sponsor» ra educazione». l’educazione, di quell’eccellenza E il comitato che fa di Torino una città modelle educatrici precarie? dello, è dirimente. E voglio lan- «E’ soltanto un elemento di cittaciare un appello al dialogo. Vo- dinanza attiva: una spinta cultuglio che si capisca che questo rale a salvare questo valore». patrimonio immateriale si è poIl sindaco Fassino ha più voltuto consolidare grazie a dete ribadito che l’Istruzione è cenni di virtuosa gestione pubuna priorità. Se esternalizza blica dei servizi». lo farà per un problema sorio Michele Curto che ieri diceva ai suoi «ci sentiamo su un ottovolante, non ci possono trattare da semplici passeggeri». Ma che pericolo reale sta correndo questo patrimonio? prattutto di risorse...

«Sì, da una parte c’è la mia proposta: un modello innovativo.

«Il rischio vero è che si faccia ca-

«Sì, ma ho fornito garanzie anche in questo senso. Non sono

«Spero che il problema non si ponga, so quanto sia caro al sindaco Fassino il tema dell’educazione dell’infanzia. Altrimenti si perderebbe il senso politico della mia esperienza come amministratice in questa giunta».

il caso
ALESSANDRO MONDO

onfermato il piano di dismissioni, prossimo a decollare. Resta l’incognita su come completare l’accorpamen- pacchetto dei provvedimento dei dipendenti. ti in cantiere. Il tema rimanda alla «Le prime proprietà ad esProvincia di Torino, co- sere messe sul mercato, enstretta a fare cassa - e ab- tro fine anno, saranno il ponbastanza in te Mosca e l'edifretta - per PARTITA APERTA ficio di corso compensare Saitta lancia una gara Giovanni Lanza in qualche mo- spiega Antoper trovare una sede nio Saitta -: il do il taglio in corso Inghilterra Comune ha approgressivo dei trasferiprovato le vamenti statali e regionali. rianti urbanistiche». SeconL’occasione per discuter- do le previsioni di Palazzo Cine sarà la Commissione Bi- sterna, dovrebbero fruttare lancio convocata oggi, circa 50 milioni. In prospettiquando verrà illustrato il va, toccherà alle sedi di Que-

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Via alle dismissioni Ora la Provincia vende
stura e Prefettura e alla caserma dei carabinieri Bergia in piazza Carlina: operazione anticipata sul nostro giornale, grazie alla quale la Provincia punta ad incassare 55 milioni. Fatti due conti, parliamo di una riserva di 105 milioni da manovrare per ridurre il debito pregresso e chiudere i mutui, anche se va precisato che la seconda fase dell’operazione - data la peculiarità degli inquilini - si annuncia assai più complessa. Resta l’incognita sulla ricollocazione dei 300 dipendenti di corso Giovanni Lanza, che Saitta puntava a trasferire nel palazzo ex-Telecom di via Cavalli: soluzione ideale, trattandosi di uno stabile a ridosso del «grattacielo» nel quale l’ente ha già concentrato il grosso del personale (900 unità), se non fosse che la trattativa con Telecom è rimasta lettera morta. Impossibile accordarsi sul prezzo: i 35 milioni messi sul piatto dall’ente non bastano. Questo nonostante i costi sostenuti dall’azienda per mantenere opeNiente accordo per l’acquisto dell’ex palazzo Telecom

Ma si ferma la trattativa con Telecom per via Cavalli

rativo un contenitore vuoto e, come sembra dimostrare il lungo inutilizzo, non così appetibile sul mercato immobiliare in tempi di crisi. In assenza di risposte la Provincia, anch’essa alle prese con la contabilità, ha scritto a Telecom comunicando il ritiro dell’offerta. L’obiettivo

iniziale, cioè l’accorpamento degli uffici in un edificio «nelle immediate vicinanze alla sede di corso Inghilterra», sarà perseguito con una ricerca di mercato ad evidenza pubblica pubblicata sul sito www.provincia.torino.it. La scadenza è il 20 aprile. A questo punto, vinca il migliore.

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 60

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LA STAMPA
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Cronaca di Torino 61

GERBIDO DOPO L’INCIDENTE DI SABATO AL TERMOVALORIZZATORE

in breve
Al Valentino

“Ho visto le cinghie strapparsi poi sono caduto”
Uno dei due sopravvissuti: “Ora credo davvero nei miracoli” E’ precipitato da un’altezza pari a un palazzo di 10 piani
MASSIMILIANO PEGGIO

Meeting No Tav contro gli espropri
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Il movimento No Tav sta organizzando per l’11 aprile una nuova giornata di lotta, in vista degli espropri degli ultimi terreni di Chiomonte. Ieri stand informativi nel parco del Valentino.

Via Valgioie

Compie vent’anni la prima Rsa pubblica
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Oggi compie 20 anni la «Valgioie», la prima Rsa pubblica del Piemonte, ora affidata dal Comune, in via Valgioie 39. Alle 16 è in programma una festa di anniversario.

Cerimonia

«Non so quanto sia durata la caduta, non mi sono reso conto. Io e gli altri due colleghi stavamo preparando il parapetto per alzare la parete di cemento. Si è staccata la passerella sotto i piedi, io per fortuna mi trovavo vicino al muro. Eravamo agganciati al paracadute con le cinghie di sicurezza ma si sono strappate e siamo precipitati. Quando mi sono ritrovato giù, ho detto al mio amico di non lasciarmi solo e di starmi vicino».
I ricordi

Il ricordo dei caduti al Pian del Lot
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I 27 partigiani trucidati dai nazifascisti nella primavera del 1944 al Pian del Lot (strada San Vito), saranno commemorati oggi: alle 9 messa nella chiesa di San Vito, alle 10 celebrazione solenne vicino al monumento ai Caduti per la Libertà.

In via Carmagnola

Muore in strada accuse al 118
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Vivo per miracolo. Mihai Lupu, 24 anni, racconta la sua fortuna sorridendo, mentre mangia un

L’altro operaio è grave: «Doveva tornare a casa per Pasqua» dicono i parenti
piatto di purè, disteso in un letto al decimo piano del Cto, reparto di Ortopedia e Traumatologia. Più o meno la stessa altezza da cui è precipitato sabato mattina, mentre stava lavorando in cima a una parete dell’inceneritore di Torino, in costruzione al Gerbido. L’altro operaio edile sopravvissuto alla caduta, Antonio Di Muro, 39 anni, sposato, padre di due figli, è ancora ricoverato in rianimazione. Ieri ha potuto incontrare per qualche minuto il fratello Paolo e gli altri familiari, arrivati da Canosa di Puglia. Le sue condizioni sono gravi ma stazionarie. Oltre a varie fratture, ha riportato contusioni ai polmoni e al fegato. Due sopravvissuti e una vittima. Così ha voluto il destino, giocando con le vite di tre operai precipitati insieme dalla stessa impalcatura. In quella caduta ha perso la vita il fratello di Antonio, Cosimo, 47 anni, padre di

Il gigante di cemento
Impressionante l’altezza dalla quale sono caduti gli operai: uno di loro è morto, gli altri due sono sopravvissuti Oggi presidio davanti al cantiere del Gerbido

vittime in cinque mesi
I morti sul lavoro sono migliaia in Italia ogni anno, a Torino in cinque mesi sono morte otto persone sul lavoro. Sull’incidente indaga il procuratore Guariniello e oggi è previsto il sopralluogo della commissione parlamentare al cantiere del Gerbido

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vano partecipato al funerale di Antonio Carpini, il collega morto il 3 marzo scorso cadendo da trenta metri da quella parete maledetta, sul lato nord-ovest dell’inceneritore. Giovedì prossimo sarebbero tornati a casa per le feste pasquali. «Gli operai che vanno in giro per l’Italia a lavorare nei grandi cantieri - dice il fratello Paolo - diventano parte di una famiglia. In genere sono tutto pendolari dal sud. Rischino la vita per uno stipendio».
L’azienda

due figlie: 23 e 16 anni. «Antonio e Cosimo - dice il fratello Paolo - erano sempre insieme. Parlavano spesso di sicurezza nei cantieri. Cosimo era rimasto molto turbato dalla morte dell’altro operaio, precipitato un mese in quello stesso cantiere». Cosimo e Antonio ave-

Le due vittime e i due feriti sono tutti dipendenti dell’Edi2 di Ravenna, impresa che sta eseguendo interventi edili per conto di Trm, la società pubblica che gestisce la costruzione del futuro impianto di via Gorini. Italiani dal sud e romeni. Tutti inseguono il lavoro nelle grandi città del Nord. Mihai è originario di Iasi, capitale della Moldavia romena. Ha iniziato a lavorare nel cantie-

re del Gerbido un mese fa, grazie all’aiuto del suo migliore amico, Marko Adrian, che lo protegge come un fratello maggiore. Lui gli è stato vicino dopo la caduta. «Non riesco ancora a credere che sia vivo. L’ho visto venire giù. Ha cuore forte» dice l’amico. Mihai è in Italia dal 2008 e abita a Ravenna. È abituato a fare il muratore. «Ho lasciato la Romania perché là non c’è lavoro. Mia mamma non sa ancora nulla dell’incidente». Sei credente? «Quando posso prego. Ma adesso credo ai miracoli». Continuano invece le indagini del procuratore Raffaele Guariniello. Concentrate soprattutto sulla sicurezza di queste impalcature modulari utilizzate anche a grandi altezze. Intanto oggi sarà a Torino la commissione parlamentare infortuni. Visiteranno gli stabilimenti Lafumet di Villastellone e poi il cantiere del Gerbido.

Sulla «Stampa»

Mirella Rubino, 47 anni, è morta in strada ieri sera all’angolo tra corso Vercelli e via Carmagnola. Forse un malore. I familiari accusano il 118: «L’ambulanza è arrivata dopo 40 minuti». La madre, Teresa Lentini, ha formalizzato le accuse alla polizia. Il 118 risponde: «Nessun ritardo, la chiamata di soccorso è delle 19,52, l’ambulanza è arrivata alle 20,04».

Farmacie

Aperte oggi per turno
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Sulla Stampa il giorno dopo l’incidente mortale il racconto dei «muratori in trolley», nuovi pendolari dei cantieri. Trascorrono due o tre settimane a Torino, dormono negli hotel di periferia e di giorno costruiscono il futuro della città. Poi tornano a casa, per due o tre giorni.

Orario 7-19,30: Atrio Porta Nuova. Orario 9-19,30: via San Donato 9; via Po 4; corso Sebastopoli 272; via Vandalino 9/11; via C. Massaia 45; piazza Carlo Felice 63; viale Mughetti 1; corso Palermo 119; corso Monte Grappa 55; via Di Nanni 42; via Candiolo 31. Orario 12,30-19,30: via Madama Cristina 62; via Arnaldo da Brescia 25; via Santa Giulia 38. Sera (19,30-22,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112; via San Remo 37; corso Francia 1/bis. Notte (19,30-9): corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso V. Emanuele II 66; piazza Massaua 1; via Vigliani 55/G.

BLOCCATO A BALI NASCONDEVA UN CARICO DI DROGA SCOPERTO ALL’AEROPORTO

Arrestato per droga in Indonesia Genitori in ansia a Nichelino
I familiari si sono chiusi nel silenzio e attendono notizie dalla Farnesina
MASSIMO MASSENZIO NICHELINO

Rischia la pena di morte
Daniele Pieretto, ha abitato a Nichelino: la legge indonesiana è severissima contro i trafficanti di droga

Un italiano di 33 anni è stato arrestato a Bali, in Indonesia, perché trovato in possesso di un chilo e 400 grammi di marijuana. L’uomo, Daniele Pieretto, ha abitato a Nichelino almeno fino al 2006, dove però vivono ancora

oggi i genitori Luciano e Maria Rosa. Lo ha reso noto un portavoce della polizia balinese. L’arresto risale a venerdì pomeriggio: Pieretto è stato fermato all’aeroporto internazionale, dove era giunto con un volo da Kuala Lumpur, in Malaysia. Gli agenti hanno scoperto la droga grazie a un controllo ai raggi x scattato subito dopo che i cani antidroga avevano fiutato qualcosa di sospetto. «Lo abbiamo arrestato per possesso di droga - ha confermato il responsabile della dogana aeroportuale -: abbiamo rilevato farmaci nel suo bagaglio

quando è passato attraverso lo scanner, e così abbiamo scoperto la droga». La legge in Indonesia è severissima, in casi come questo. Il possesso di oltre un chilo di marijuana è punibile addirittura con la pena di morte, anche se di solito non si arriva a sentenze come questa. Vengono applicate comunque lunghe pene in carcere. Daniele Pieretto non ha potuto negare l’evidenza dopo i controlli all’aeroporto: ha riferito di aver acquistato in India la partita di droga. L’indagine è partita immediatamente: la polizia sospet-

ta che Pieretto dovesse rifornire altri italiani, nell’ambito di una rete internazionale di spaccio degli stupefacenti. Il volto di Pieretto sta girando da ieri sera su tutti i siti internazionali: in tutte le immagini è circondato dalla polizia locale che lo ha blocca-

to al suo arrivo all’aeroporto. A Nichelino, i genitori dell’uomo si sono chiusi nel silenzio: «Non abbiamo nulla da dire; ci siamo già attivati per affrontare la situazione». Da un primo controllo, Daniele Pieretto non è un nome noto ai carabinieri. Qualcuno,

a Nichelino, dove abitava, si ricorda ancora di lui. «Era sovente in viaggio», dice chi lo ha conosciuto. «Non è la prima volta che andava in Indonesia. Era stato anche in Thailandia». Pieretto «viaggiava molto», confermano altri. «Stava fuori dall’Italia doversi mesi, passava una parte dell’anno fuori dal nostro Paese». Oggi si attiverà la Farnesina per cercare di avere qualche elemento e qualche particolare in più. Si tratterà soprattutto di capire su quali elementi si basa l’ipotesi di spaccio avanzata dalla polizia indonesiana.

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 62

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Cronaca di Torino 63

“Il Freccia Rossa si fermi alla Fiera”
L’ad di Ventana: “Porta Susa è a 40 minuti dal polo di Rho, Torino potrebbe ospitare espositori e clienti Trenitalia ha detto di no alla proposta, se non cambiano idea nel 2013 lanceremo una linea charter”

Intervista

Verso Milano
I treni veloci che partono da Torino, in occasione delle grandi fiere, a Rho non fermano e i torinesi sono costretti a prendere l’auto o sorbirsi un’ora di treno fino a Milano e poi almeno mezz’ora di metro

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ANDREA ROSSI

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n romano che voglia visitare Fiera Milano - il maxi centro espositivo di Rho, alle porte del capoluogo lombardo, che ospita i principali avvenimenti del settore fieristico, 70 all’anno - può comodamente salire su un Frecciarossa a Termini e scendere a due passi dai padiglioni. Privilegio concesso anche a un fiorentino o a un bolognese. Non a un torinese. I treni veloci che partono da Torino, in occasione delle grandi fiere, a Rho non fermano. A fine aprile, per dire, è in programma il Salone del mobile, un appuntamento che richiama 3-400 mila visitatori. E al danno per i torinesi costretti a prendere l’auto, o sorbirsi un’ora di treno fino a Milano e poi almeno mezz’ora di metrò - c’è la beffa per gli albergatori: clienti ed espositori della Fiera dormono a Milano, ma da qualche tempo anche a Bologna. Non a Torino, che pure da Rho disterebbe appena quaranta minuti, mentre per arrivare in Emilia ci vuole un’ora e un quarto. Un assurdo cui Luca Tonelli, l’amministratore delegato di Ventana - società che opera nel campo del turismo d’affari e da quattro anni gestisce il servizio ospitalità per espositori e clienti di Fiera Milano - sta cercando di rimediare.
Tonelli, perché Bologna sì e Torino no?

70
eventi all’anno
Fiera Milano, il maxi centro espositivo di Rho, alle porte del capoluogo lombardo, ospita i principali avvenimenti del settore fieristico

degli hotel a Milano sono superiori, l’offerta torinese sarebbe stata molto competitiva. Invece, per ora, se ne è avvantaggiata solo Bologna».
Qualche spiraglio per il futuro?

«La città è vicina e dispone di strutture d’accoglienza adeguate»
Luca Tonelli
Amministratore delegato Ventana

Frecciarossa a Rho durante le grandi manifestazioni. Finora abbiamo ottenuto una vittoria a metà».
Perché a metà?

«Perché siamo riusciti a connettere il Sud Italia ma non la metropoli più vicina a Milano».
Insomma, Roma, sì ma Torino no?

anziché con mezzi propri. Avevamo chiesto che la stessa intesa valesse per i convogli in partenza da Torino tra le sette e le otto del mattino. Ci hanno risposto picche».
«Per quale motivo?

«Decisione di Trenitalia. A noi Torino farebbe comodo, eccome: la città è vicina e dispone di strutture d’accoglienza adeguate. Il nostro obiettivo, da quando ci occupiamo del servizio di ospitality ufficiale di Fiera Mila-

no, è incrementare l’accessibilità al sistema fieristico. Un anno fa abbiamo avviato un’opera di moral suasion su Trenitalia perché prevedesse fermate straordinarie dei

«Proprio così. Per incentivare queste soluzioni Ventana ha siglato un accordo che garantisce sconti del 30 per cento per chi visita la Fiera arrivando con l’alta velocità

«Ragioni tecniche: ci sarebbe il rischio di congestionare la rete, senza contare che i treni partono da Torino già pieni e non sopporterebbero il carico di ulteriori passeggeri».
Niente da fare, dunque?

«Abbiamo avanzato una controproposta: aumentare la

«Trenitalia ci ha proposto di affittare treni charter, esclusivi. Per ora abbiamo declinato. Ma nel 2013 partiremo con questo servizio. Io spero ancora che Trenitalia cambi idea. Altrimenti provvederemo con treni speciali. Sono convinto che Torino, per il sistema milanese, sia un polmocapacità dei Frecciarossa. È ne fondamentale. E lo sarà a interesse di molti operatori maggior ragione con l’Expo economici. Ventana aveva an- 2015. Gli accordi sottoscritti che messo a punto un pac- in questi mesi rappresentano chetto per le grandi manife- - sotto il profilo dell’accostazioni, con conglienza - il pritratti che preveIL RIFIUTO mo nucleo opedono treno Tori«C’è il rischio rativo di inveno-Milano più stimenti del di congestionare piano per il pernottamento la rete» 2015. Che non a Torino a 150 euro. Non abbiapotrà essere rimo potuto emettere l’offerta stretto solo all’area metropoperché non ci hanno messo a litana milanese, ma alle città disposizione i treni. Il siste- collegate da grandi vettori: ma alberghiero, invece, era Bologna e Torino». più che disponibile. I prezzi Treni permettendo.

Diario
Cumiana Valsusa Giornata autismo

Sfiora un cavo muore folgorato
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Boschi in fiamme
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Po, la terrazza si accende di blu
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Franco Marocco (foto), 48 anni, è morto folgorato, ieri, dalla corrente elettrica che correva in un cavo di ferro scoperto. Tutto è accaduto poco dopo le 12,45. Franco stava aiutando suo fratello, come ogni fine settimana, a cascina Borietta in strada Marsaglia a Cumiana. Doveva caricare i liquami della stalla sulla botte attaccata al trattore. Ha fatto manovra, poi è sceso per collegare il tubo. Ha afferrato un filo di ferro che penzolava dal tetto, probabilmente voleva spostarlo. Un attimo: i suoi piedi erano bagnati. La scarica, di 220 volt, gli è stata letale. A dare l'allarme è stato il fratello. Sono arrivati i carabinieri e i vigili del fuoco. Sul prato dietro la stalla è atterrato l'elisoccorso del 118. «Franco Michele Giovanni era molto legato a suo fratello – racconta il cugino Carlo Carello – faceva il meccanico alla Agriservice di Piossasco, riparava i trattori. Ma la sera e nei fine settimana aiutava sempre suo fratello in cascina per accudire agli animali. Il papà è mancato alcuni anni fa e la mamma è molto anziana».

Un aereo Canadair e due elicotteri sono entrati in azione ieri sui monti sopra l’abitato di Venaus, in Valle di Susa, per spegnere un vasto incendio boschivo divampato l’altra sera. Le fiamme hanno bruciato boschi cedui dalla località San Martino in su, fino a quota 1.800 metri di altitudine. La notte scorsa squadre di volontari Aib sono intervenute per evitare che le fiamme non si avvicinassero ad alcune abitazioni. Ieri sono ripresi i lanci d’acqua dal Canadair che tuttavia ha dovuto rifornirsi nel lontano lago di Candia. L’elicottero ha invece utilizzato le riserve idriche di una vasca d’accumulo costruita proprio per fronteggiare gli incendi boschivi. È di origine dolosa, l’incendio di vaste dimensioni divampato l’altro pomeriggio nell’oasi protetta del lago Borello di Oulx. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 14,30. In pochi minuti hanno interessato l’intera zona di via Pellusier vicino alla sede del Liceo des Ambrois e ad alcuni condomini che si affacciano sul piccolo lago.

L’Associazione Missione Autismo in collaborazione con la Circoscrizione 8 oggi accenderà di blu la Terrazza sul Po in occasione della 5ª giornata mondiale di sensibilizzazione ai temi dell’autismo voluta e istituita dalle Nazioni Unite. L’iniziativa “Light up blue - Accendiamo una luce blu” è stata promossa a livello internazionale: le città di tutto il mondo illumineranno di questo colore palazzi e luoghi simbolo, per sensibilizzare il pubblico a questa patologia che al momento rappresenta un grave problema a livello mondiale in campo educativo e sanitario. L’autismo, a tutt’oggi poco conosciuto e talvolta trattato con diffidenza, colpisce una persona su 150, con un’incidenza che sta crescendo a ritmi elevati. L’Ama ha raccolto la disponibilità della Circoscrizione 8 che illuminerà così di blu la «Terrazza sul Po» di corso Moncalieri, l'edificio sede anche del Centro del Protagonismo Giovanile CAP 10100 e dell'Associazione remiera Amici del Fiume. Sarà illuminato il foyer del palazzo.

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 64

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Cronaca di Torino 65

G&N
FRANCA CASSINE

Giorno&Notte
PAGINE A CURA DI ANTONELLA AMAPANE E ANTONELLA TORRA

Porte aperte per tre giorni alle Limone Fonderie Teatrali. Lo Stabile, che a Moncalieri ha la sede della sua scuola per attori, invita gli spettatori ad assistere gratuitamente a quattro spettacoli. Oggi con doppia recita alle 17 e alle 20 gli allievi guidati da Valter Malosti si cimentano con «Due studi da Girotondo», mentre domani alle 19,30 e mercoledì 4 alle 20,45, va in scena «Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi», il lavoro che Malosti ha dedicato al grande scrittore torinese. «Ho scoperto Primo Levi non da molto - racconta Malosti, attore, regista e direttore della scuola dello Stabile -. Curiosamente conoscevo il dialogo del 1986 tra lui e Philip Roth, autore che amo molto. Questo mi ha stimolato a studiarlo meglio e, dopo averlo approfondito, è diventato un amico». Così è nato il progetto dello spettacolo scritto da Domenico Scarpa che è anche sul palco con la funzione di dialogare con lo scrittore interpretato da Malosti. A partire da un corpus ricco di annotazioni, prendono vita brani personali e a tema scientifico che lasciano intravedere un uomo dalle diverse sfaccettature.
Il chimico

blocknotes

Lun. 2
Aprile
DO 1 LU MA 3 10 17 24 31 ME 4 11 18 25 GI 5 12 19 26 VE 6 13 20 27 SA 7 14 21 28

Sul palco
Gli allievi del Tst, guidati da Malosti (nella foto piccola) oggi si cimentano con due spettacoli diversi costruiti sul «Girotondo» di Arthur Schnitzler. Domani Malosti va in scena con «Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi»

8 15 22 29

:

2 9 16 23 30

LIBRI

Nirenstein
Alle 21 incontro con Fiamma Nirenstein, autrice del libro «A Gerusalemme» ed. Rizzoli. Ne parlerà con Luca Beatrice, Claudia De Benedetti, Gianni Vernetti e Ugo Volli; coordina Angelo Pezzana. Circolo dei Lettori, via Bogino 9

Fonderie Limone

Berruti
Alle 18 presentazione del libro di Davide Berruti «La chiamavano guerra», ed. Infinito. Interviene Nanni Salio. Feltrinelli, piazza Cln 251

«Si tratta - spiega Malosti di una sorta di autobiografia che si snoda attraverso la chimica, passione che è legata a doppio filo a quello che gli è successo ad Auschwitz. Inizialmente abbiamo addirittura pensato di intitolarlo "Il doppio segno" per il fatto che alla sua epoca i chimici lavorando si facevano quasi sempre un taglio al centro della mano, cosa che lui aveva. Mentre l’altro segno è quello orribilmente legato all’esperienza del Lager dalla quale si è salvato grazie alla chimica. In scena raccontiamo la sua vita in maniera inedita utilizzando le sue stesse parole. Molto presente è la musica perché mi sono reso conto che la sua non è una lingua piatta, ma ha molto a che fare con il ritmo e con i suoni».

Porte aperte a teatro Da Levi al Girotondo
Tre giorni di spettacoli gratis con Malosti e gli allievi dello Stabile
Oggi, invece, tocca agli allievi dello Stabile che si cimentano con due messe in scena differenti costruite su uno stesso testo, il più famoso di Arthur Schnitzler (prenotazione obbligatoria). «Già l’anno scorso - dice Malosti - abbiamo lavorato sul «Girotondo» e quello che presentiamo è una ripresa che offre ai ragazzi l’opportunità di mettersi alla prova con uno spettacolo che porteranno poi alla loro commissione d’esame. Inoltre questa recita sancisce

Caselli
Alle 21 la Fondazione «Benvenuti in Italia» organizza la presentazione del libro di Gian Carlo Caselli «Assalto alla giustizia», ed. Melampo. Segue dibattito sugli ultimi 18 anni della storia italiana con l’intervento del procuratore capo della Repubblica. Fabbrica delle «e», corso Trapani 91/b

«La morsa» a Rivoli
I

La messa in scena di quanto più atroce possa produrre una famiglia, ne «La morsa» di Pirandello costituita da marito e moglie cui si affianca la presenza dell’amante di lei: alle 21 lo spettacolo allestito dalla compagnia di Sandro Lombardi è sul palco del Teatro Don Bosco a Rivoli (via Stupinigi 1; ingresso: 18 euro).

l’inizio di un rapporto più stretto con la città di Moncalieri, territorio che ci ospita e col quale quest’anno abbiamo messo in cantiere un progetto molto interessante. Un’occasione quindi per ribadire che la scuola non è una cosa avulsa dal territorio, ma ne è parte integrante».
La scuola

- conclude Malosti - ho cercato di andare a scovare quello che si nasconde dentro questi ragazzi che vogliono fare gli attori, tirando fuori la loro aspirazione, facendo in modo che ognuno diventi un creatore. La mia scuola si basa anzitutto sulla ricchezza legata alle differenze».
Limone Fonderie Teatrali Via E. De Filippo angolo via Pastrengo 88 Moncalieri Tel: 011/51.76.246

INCONTRI

Riscritture
Prosegue alle 18 il ciclo su personaggi dell’Antico Testamento raccontati da scrittori del 900, con la riflessione della teologa Lilia Sebastiani su Giuditta, seguendo il libro di Mario Brelich. Circolo dei Lettori, via Bogino 9
a cura di Tiziana Platzer giornonotte@lastampa.it

Un modo anche per scoprire il lavoro di ricerca e studio che i giovani talenti stanno portando avanti. «In questi due anni

Massimo

Sul grande schermo non c’è tregua Via alla rassegna dedicata a Corman
DANIELE CAVALLA

Blah Blah Quei capolavori indiavolati di Polanski
I

RITROVI
BOLERO MUSIC HALL ore 15,00. LE ROI ore 15 Piero Buscemi DJ, Euro 3,00 - Via Stradella 8 (To) Tel. 011.2409241.
220

Sedici giorni con alcuni fra i titoli che hanno reso Roger Corman autore di culto per i cinefili di tutto il mondo: il Museo Nazionale del Cinema organizza da oggi al 17 aprile, nella sala Tre del Massimo ,la rassegna «Senza un attimo di tregua. Omaggio a Roger Corman». Diciassette i lungometraggi in cartellone, biglietti d’ingresso a sei euro. L’ottantacinquenne Corman è atteso a Torino la sera di martedì 17 per un incontro con il pubblico, in cui introdurrà il suo film del 1960 «La piccola bottega degli orrori»,

girato in due giorni e una notte in un negozio di fiori e quindi esempio significativo del modo di intendere il cinema da parte del cineasta americano, entrato nella storia della settima arte per le sue opere realizzate con pochissimi soldi e approdate sovente al successo. E’ il caso della serie di titoli basati sui racconti di Edgar Allan Poe, tuttora impersonato al cinema da John Cusack nel meno memorabile «The Raven»: «I vivi e i morti», «Il pozzo e il pendolo», «Sepolto vivo», «I maghi del terrore», «La città dei mostri», «La maschera della morte rossa», «La tomba di Ligeia». Oscar alla carriera nel 2010,

Corman oltre ad essere regista - una cinquantina i film realizzati tra il 1954 e il 1971 con particolare propensione al genere del terrore - è un produttore importante ad assai attivo, considerando gli oltre trecento titoli targati dalle sue società American International Pictures, Film Group, New World Pictures e Concorde-New Horizons. Instancabile, si è anche cimentato come attore e lo ricordiamo, in piccoli ruoli, in film importanti e pluripremiati come «Il silenzio degli innocenti», «Apollo 13, «Philadelphia». Il programma odierno prevede due titoli del cineasta originario di Detroit interpretati da

Roger Corman, Oscar alla carriera

uno dei suoi attori prediletti, Vincent Price: alle 16,30 buio in sala per «La tomba di Ligeia», alle 18 è la volta de «La maschera della morte rossa».
Cinema Massimo via Verdi 18 tel.011/813.85.74

Il suo ultimo lavoro «Carnage» è stato il primo successo della stagione: Roman Polanski è al centro della rassegna organizzata da stasera al Blah Blah, via Po 21. Si comincia con uno dei titoli principali della filmografia dell’autore di origine polacca: «Rosemary’s baby», esordio americano di Polanski datato 1968 tratto dal romanzo di Ira Levin e con Mia Farrow e John Cassavetes interpreti principali. La Rosemary del titolo è una ragazza vittima di una setta di adoratori del diavolo. La proiezione, in lingua originale, s’inizia alle 21,30, il film è considerato uno dei capolavori del cinema horror. Ingresso a 5 euro. [D. CA.]

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 66

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Spettacoli Cronaca .67

I film

ALFIERI piazza Solferino 4, tel. 01156.23.800. Prezzi: € 5,00 int.; € 4,50 rid. Riposo Solferino 1 o=P Riposo Solferino 2 o=P AMBROSIO CINECAFÈ corso Vittorio 52, tel. 011540.068. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass The Lady Sala 1 o=P© 15.00-17.30-20.00-22.30 Magnifica presenza Sala 2 o=P© 15.15-17.45-20.15-22.30 A simple life Sala 3 o=© 15.15-17.45-20.15-22.30 ARLECCHINO corso Sommeiller 22, tel. 01158.17.190. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Marigold Hotel Sala 1 o=P© 15.30-18.00-21.00 The Lady Sala 2 o=P© 15.30-18.00-21.00 CENTRALE ARTHOUSE via Carlo Alberto 27, tel. 011540.110. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 militari, universitari, Aiace; € 4,00 over 65, under 18; € 4,00 primo spettacolo = I colori della passione 16.00-20.00 = I colori della passione VO 18.00-22.00 (sott.it.) CITYPLEX MASSAUA piazza Massaua 9, tel. 01177.40.461. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 60; abbonamento Agis accettato. Proiezioni in 3D: € 10,00 int., € 8,00 rid. Buona giornata! o=P 16.50-18.40-20.30-22.30 20.10 Ghost Rider: Spirito di vendetta o=P 17.40-22.30 Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D o=P È nata una star? o=P 16.50-18.40-20.30-22.30 La furia dei Titani 3D o=P 17.40-20.10-22.30 Quasi amici o=P 17.50-20.10-22.30 DUE GIARDINI ARTHOUSE via Monfalcone 62, tel. 01132.72.214. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 65, under 18 15.10-17.35-20.00-22.20 Romanzo di una strage Sala Nirvana o=P Magnifica presenza Sala Ombrerosse o = P 15.45-18.00-20.10-22.20 ELISEO p.zza Sabotino, tel. 01144.75.241. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Marigold Hotel Eliseo Grande 15.00-17.20-19.40-22.00 =P Quasi amici Eliseo Blu 15.30-17.50-20.00-22.00 =P È nata una star? Eliseo Rosso 15.00-16.50-18.4020.30-22.20 ERBA corso Moncalieri 241, tel. 01166.15.447. Prezzi: € 5,00 int.; € 2,50 anziani Riposo Erba 1 o=P Vedi Teatro Erba 2 o=P© F.LLI MARX ARTHOUSE corso Belgio 53, tel. 01181.21.410. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 65, under 18 Romanzo di una strage Sala Groucho o=P 15.10-17.35-20.00-22.20 Magnifica presenza Sala Chico o=P 15.40-17.55-20.10-22.25 Quasi amici Sala Harpo o=P 15.45-18.00-20.15-22.30

GREENWICH VILLAGE via Po 30, tel. 01183.90.123. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 La furia dei Titani 3D Sala 1 o=P© 16.00-18.00-20.15-22.30 Buona giornata! Sala 2 o=P© 16.00-18.00-20.15-22.30 È nata una star? Sala 3 o=P© 16.00-18.00-20.30-22.30 IDEAL - CITYPLEX corso Beccaria 4, tel. 01152.14.316. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 65 fino alle 17.55; € 54,00 Idealcinecard 12; Abb. Agis accettato; Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 La furia dei Titani 3D o=P© 15.30-17.50-20.10-22.30 Buona giornata! o=P© 16.00-18.10-20.20-22.30 Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D o=P© 15.45-18.00-20.15-22.30 È nata una star? o=P© 16.00-18.10-20.20-22.30 Quasi amici o=P© 15.15-17.40-20.05-22.30 LUX galleria San Federico, tel. 01156.28.907. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 15.30-20.00 The Help Sala 1 o=P 18.00 Buona giornata! Sala 1 o=P 22.30 The raven Sala 1 o=P Quasi amici Sala 2 o=P 15.30-18.00-20.15-22.30 Buona giornata! Sala 3 o=P 16.00-20.30-22.30 The Help Sala 3 o=P 18.00 MASSIMO via Verdi 18, tel. 01181.38.574. Prezzi Massimo 1 e 2: € 7,00 int.; € 5,00 rid., Aiace, stud. univ.; € 4,00 over 60. Massimo 3: € 6,00 int.; € 4,00 rid., Aiace; € 3,00 over 60. Proiezioni 3D € 10,00 int.; € 8,00 rid. =P© Il mio migliore incubo! Massimo 1 16.30-18.30-20.30-22.30 =P© Magnifica presenza Massimo 2 16.00-18.10-20.20-22.30 =P© La tomba di Ligeia Massimo 3 16.30 La maschera della morte rossa VO =P© 18.00 (sott.it.) Massimo 3 =P© cinemAutismo Massimo 3 20.45 NAZIONALE via Pomba 7, tel. 01181.24.173. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Cosa piove dal cielo? Nazionale 1 16.00-18.00-20.00-22.00 = La sorgente dell’amore Nazionale 2 15.15-17.40 = The Artist Nazionale 2 20.00-22.00 REPOSI via XX Settembre 15, tel. 011531.400. Prezzi: € 7,50 int. serale; € 5,50 int. pomeridiano; € 4,00 anziani; € 27,00 abb. 6 ingressi; € 51,00 abb. 12 ingressi; abb. Arthouse accettato. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 La furia dei Titani 3D Reposi 1 o=P 15.30-17.50-20.10-22.30 Buona giornata! Reposi 2 o=P 15.30-17.50-20.10-22.30 Quasi amici Reposi 3 o= 15.00-17.30-20.00-22.30 The raven Reposi 4 o= 15.00-17.30-20.00-22.30 15.15-17.40-20.05-22.30 Magnifica presenza Reposi 5 o= È nata una star? Reposi 6 o= 15.30-17.50-20.10-22.30 Ghost Rider: Spirito di vendetta Reposi 7 15.00-17.30 o= 20.00-22.30 Posti in piedi in paradiso Reposi 7 o=

ROMANO galleria Subalpina, tel. 01156.20.145. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo =P Marigold Hotel Sala 1 15.00-17.15-19.30-22.00 =P Romanzo di una strage Sala 2 16.00-19.00-21.30 =P 17 ragazze Sala 3 16.00-20.00 =P Cesare deve morire Sala 3 18.00-22.00 THE SPACE CINEMA TORINO - PARCO DORA salita Michelangelo Garove 24, tel. 892111. Prezzi: € 6,00; € 4,00 over 60; € 4,50 Under 25 card Buona giornata! Sala 1 o=P 16.15-19.10-21.50 La furia dei Titani 3D Sala 2 o=P 16.00-19.00-21.45 Paranormal Xperience Sala 3 o=P 15.50-22.00 The raven Sala 3 o=P 18.55 Quasi amici Sala 4 o=P 16.00-18.45-21.30 John Carter 3D Sala 5 o=P 15.30-18.30-21.30 È nata una star? Sala 6 o=P 16.45-19.15-21.45 Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D o=P 15.45-18.45-21.50 Sala 7 L’altra faccia del diavolo V.M. 14 Sala 8 o=P 16.30-19.30-22.00 UCI CINEMAS LINGOTTO via Nizza 262, tel. 01166.77.856. Prezzi: € 6,30 int.; € 5,80 bimbi fino a 8 anni; € 6,00 over 65; € 8,00 notturno. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 9,00, acquisto occhiali 3D € 1,00 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 15.00-17.20 Posti in piedi in paradiso o=P 20.00-22.40 John Carter 3D o=P 14.25-17.25 Paranormal Xperience 3D o=P 20.20-22.35 Marigold Hotel o=P 14.15-17.00-19.50-22.35 Quasi amici o=P 14.15-17.10-19.40-22.10 15.15-17.35-19.55-22.15 È nata una star? o=P 14.50-17.20-20.00-22.30 La furia dei Titani 3D o=P Buona giornata! o=P 15.10-17.35-20.00-22.25 14.00-16.10-18.20L’altra faccia del diavolo V.M. 14 o=P 20.30-22.40 14.10-16.55-19.40-22.25 Romanzo di una strage o=P The raven o=P 14.30-17.10-19.50-22.35 Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D o=P 15.20-17.45-20.05-22.25

Cinema: Torino e altre visioni
AGNELLI via P. Sarpi 111/a, tel. 01131.61.429. Benvenuti al Nord 21.00 CINE TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011655.187. B.O.H.! CINE CARDINAL MASSAIA via Sospello 32, tel. 011257.881. Riposo CUORE via Nizza 56, tel. 01166.87.668. Riposo ESEDRA via Bagetti 30, tel. 01143.37.474. Riposo MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 01123.04.153. Benvenuti al Nord 21.00 VALDOCCO via Salerno 12, tel. 01152.24.279. Riposo

Cinema aperti: Area Metropolitana e Provincia
BEINASCO
THE SPACE CINEMA BEINASCO - LE FORNACI via G. Falcone, tel. 892.111. Prezzi: € 6,00 int.; € 5,00 over 65. Proiezioni 3D: € 11 intero dal lun. al ven. dopo le ore 18, sab. e dom. tutto il giorno, € 9 rid. dal lun. al ven. prima delle ore 18, ragazzi fino 10 anni, anziani sopra i 60 anni Quasi amici Sala 1 17.20-19.50-22.10 La furia dei Titani 3D Sala 2 17.30-20.00-22.20 Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D Sala 3 17.25-19.55-22.15 Ti stimo fratello Sala 4 20.00 John Carter Sala 4 17.20-22.10 The raven Sala 5 17.20-19.55-22.20 Buona giornata! Sala 6 18.15-20.25-22.35 Paranormal Xperience 3D Sala 7 19.50-22.00 Viaggio nell’isola misteriosa Sala 7 17.20 È nata una star? Sala 8 18.05-20.15-22.20 L’altra faccia del diavolo V.M. 14 Sala 9 17.50-20.10-22.20 SPLENDOR 01194.21.601. Buona giornata! © 21.15 The Lady Safe House - Nessuno è al sicuro Il mio migliore incubo! Paranormal Xperience 3D Quasi amici Romanzo di una strage Posti in piedi in paradiso È nata una star? Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D La furia dei Titani 3D Buona giornata! John Carter 3D In Time Ti stimo fratello Magnifica presenza Marigold Hotel Buona giornata! La furia dei Titani 3D L’altra faccia del diavolo V.M. 14 The raven 21.00
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19.30 19.50-22.35 14.55-17.20-19.45-22.10 14.00-16.05-18.1520.20-22.35 14.00-16.45-19.25-22.05 14.00-17.00-19.45-22.40 14.10-17.00-20.00-22.45 15.40-18.00-20.15-22.30 15.00-17.25-19.55-22.20 15.00-17.30-20.00-22.30 15.10-17.40-20.10-22.35 13.50-16.50-19.45 22.45 15.10-17.30 22.20 14.45-17.15-19.50-22.20 14.30-19.30 17.00-22.00 16.10-18.20-20.30-22.40 14.35-17.15-20.00-22.40

PIOSSASCO
IL MULINO 01190.41.984. Quasi amici 21.15

SAN MAURO TORINESE
GOBETTI via dei Martiri della Libertà 17, tel. 01103.75.408. Posti in piedi in paradiso oP 21.15

SETTIMO TORINESE
PETRARCA via Petrarca 7, tel. 01180.07.050. La furia dei Titani 3D Sala 1 È nata una star? Sala 2 Quasi amici Sala 3 21.10 21.20 21.30

VALPERGA
AMBRA 0124617.122. La furia dei Titani 3D Uno È nata una star? Due
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21.30 21.30

VENARIA
SUPERCINEMA 01145.94.406. È nata una star? La furia dei Titani 3D Buona giornata!
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CHIVASSO
POLITEAMA 01191.01.433. Buona giornata!

PIANEZZA
LUMIERE 01196.82.088. La furia dei Titani 3D 17.30-20.30-22.30 17.30-22.30 20.20 17.30-20.30-22.30 17.30-20.30-22.30 Ghost Rider: Spirito di vendetta 3D Quasi amici È nata una star? Buona giornata!

17.30-20.00-22.30 17.30-20.00-22.30 17.30-20.00-22.30

CUORGNÈ
MARGHERITA 0124657.523. Buona giornata!
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VINOVO
AUDITORIUM DIGITAL 01196.51.181. Le idi di marzo 21.00

21.30

IVREA
ABC CINEMA D’ESSAI corso Botta 30, tel. 0125425.084. Romanzo di una strage 21.15 BOARO 0125641.480. È nata una star? 20.15-22.15 POLITEAMA 0125641.571. Buona giornata! 20.20-22.15

Cinema chiusi oggi
AVIGLIANA AUDITORIUM E. FASSINO - BARDONECCHIA SABRINA - BEINASCO BERTOLINO - BORGARO TORINESE ITALIA CASCINE VICA-RIVOLI DON BOSCO - CESANA TORINESE SANSIPARIO - COLLEGNO UNIPLEX LUCE - COAZZE PALAFESTE - GIAVENO SAN LORENZO - LEINÌ AUDITORIUM - NONE CINEMA EDEN RIVOLI BORGONUOVO - SAUZE D’OULX SAYONARA - SESTRIERE FRAITEVE - SUSA CENISIO - TORRE PELLICE TRENTO - VENARIA TEATRO DELLA CONCORDIA - VILLAR PEROSA NUOVO - VILLASTELLONE JOLLY

PINEROLO
HOLLYWOOD 0121201.142. Buona giornata! MULTISALA 0121393.905. È nata una star? La furia dei Titani 3D RITZ 0121374.957. Quasi amici 21.30 Italia 200 Italia 500 21.00 21.00 21.30

MONCALIERI
UGC CINÉ CITÉ 45° N via Postiglione, tel. 899.788.678. Prezzi: € 5,70; € 4,00 studenti; Abb.: Carta UGC5 5 posti a € 20,90; Carta UGC7 5 posti a € 27,50 Viaggio nell’isola misteriosa o=P 15.10-17.20

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012 LA STAMPA 68

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Football americano, Blacks ok
Davanti al pubblico amico, i Rivoli Blacks centrano la prima vittoria stagionale nella serie A2. I ragazzi di Gianni Brena hanno sconfitto per 34-26 i Legnano Frogs grazie a tre touchdown di Matteo Zucco (uno su ritorno di kick off, due su ricezione) e uno rispettivamente di Alessandro e Enrico Brena (entrambi su corsa). «Per noi il campionato inizia adesso commenta il coach - In attacco ci muoviamo bene mentre abbiamo ancora qualche problema in difesa» [m.bob.]

SPORT PIEMONTE

All’interno

CALCIO

Vercelli, Casale, Chieri tre città accarezzano il grande salto
Accosato-Lanza-Saracco
ALLE PAGINE 70-72

VOLLEY

Cuneo sbanca Modena Giaveno ko a Crema
Scarpace e Serra
A PAGINA 74

Rolando Bianchi e Mirko Antenucci hanno realizzato sedici reti in due in questo campionato, un bottino ridotto per gli attaccanti più valutati fra i granata.

GRANATIERI, PENSIERI FORTI COLORATI DI GRANATA

BASKET

Biella crolla Imprese Pfp, Kopa e Crocetta
Servizi
A PAGINA 75

Toro confuso e infelice a nove giornate dall’alba
Risultati altalenanti, calo fisico e un virus pernicioso: pochi tiri in porta
della irritazione, adesso sottopone le sue cavie a processi di confusione. Nel senso che di questo Torino non si capisce più nulla, epperò per via della fede granata, che più forte non ce n’è nessuna, non si perviene almeno a chiaramente, lucidamente, serenamente capire che non c’è niente da capire. La confusione è, lo si ammetta, una novità stagionale. Disastro in casa col Verona, annaspamento a Castellamare, esaltazione col Gubbio, e a Empoli ieri l’altro una specie di nulla bene mimetizzato, con sconfitta canonica contro chi ha fatto il nulla più un gol. Adesso c'è la Reggina: difficile aumentare la confusione, ma niente è impossibile a questo Toro. Forse neanche tornare in serie A a dispetto di se stesso. Forse. Tre brave squadre italiane gli stanno dando una mano, a turno: Verona e Pescara due giornate fa, poi Sassuolo e ancora Pescara, roba dell’altro ieri. Confusi, si può persino arrivare a sospettare della reale identità dei giocatori granata. Siamo che certi che lo Iori visto anzi non visto ad Empoli sia quello visto anzi previsto come il perno del gioco del Toro in A? Siamo certi dell’identità di Stevanovic? Non è un Lazarevic palestrato? E perché Ventura la vigilia dice che non vuol vedere colpi di tacco e Antenucci in partita dimentica che le scarpe hanno anche una punta? E come mai Ogbonna viene annunciato stanco, entra in campo dal primo minuto, gioca tutta la partita e nel finale appare come il più fresco di tutti? E quale misterioso concorso prevede che Meggiorini non tiri mai in porta, quale misterioso disegno dispone che Bianchi esalti con i suoi conati di gol il portiere avversario? A proposito di arte, forma e sostanza del tiro in porta, al tiro del Toro manca qualcosa, e da tempo. Manca una "o": se il pallone di Maccarone si evolve in un bolide, in un tirogol, il pallone di qualsiasi attaccante granata (a parte Sgrigna) è un tir nel senso che procede greve secondo itinerari prevedibili. Non per nulla l'unico tiro valido anche esteticamente a Empoli è stato quello, nel finale, di Pasquato, al quale le origini bianconere concedono il saper ancora tirare in porta: ma attenzione, lui insiste nel dire che si sente giocatore del Toro, se si autoconvince non tira più. La confusione ci esenta dal legare alla partita di Empoli troppe problematiche. Può darsi che la sconfitta non conti nulla, può darsi che conti sin troppo. Il vero tifoso deve ovviamente criticare la squadra ma anche amarla, preoccuparsi ma anche stare sereno, temere le rivali ma pensarle inferiori. Non è obbligato a credere che in caso di promozione il Torino possa fare una decorosa serie A con pochi ritocchi. Ma può anche pensare che di ritocchi ne basti uno: un giocatore che sappia tirare in porta. Ce ne deve essere almeno uno arruolabile, nel mondo del pallone, uno non ancora prenotato dall’Udinese o dal Catania.

GIAN PAOLO ORMEZZANO

TENNIS

Pennetta star fra i giovani del trofeo Kinder
Barbara Masi
A PAGINA 76

I

l Torino sta sperimentando un nuovo modo di complicare la vita ai suoi tifosi. Dopo avere ammollato sofferenze uniche nel campo del dramma, della tragedia, della farsa, o - per uscire dalla metafora teatrale - nel campo della tristezza, della frustrazione,

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

U

CALCIO
LEGA PRO

Martini inebria il Viareggio e la Pro incassa
La rete al 5’ dell’attaccante consente ai vercellesi di tenere stretta la morsa su playoff promozione
Viareggio Pro Vercelli 0 1
VIAREGGIO: Gazzoli, Carnesalini, Sor-

bo ( 15’ st Tarantino), Pellegrini, Fiale, Conson, Pizza, Berardocco (22’ st Calamai), Zaza (35’ st Scardina), Cristiani, Cesarini. All.: Cuoghi.
PRO VERCELLI: Valentini, Cancellotti

(35’ st Calvi), Armenise, Ranellucci, Rosso, Masi, Marconi, Espinal, Malatesta, Germano, Martini (22’ st Tripoli). All.: Braghin.
ARBITRO: Giovani di Grosseto. RETI: pt 5’ Martini. NOTE: Espulso al 32’ Fiale, al 26’ st

Cuoghi. Ammoniti: Fiale, Gazzoli, Germano, Rosso, Tripoli, Ranellucci, Carnesalini. Angoli 1-2. Recupero 2’+ 5’. Spettatori mille.

L’acuto di Martini (qui mentre colpisce di testa) regala alla Pro tre punti

Il centrocampista Germano, strattonato da Sorbo, è l’unico vercellese doc della Pro

RAFFAELLA LANZA VIAREGGIO

Una Pro non bella, ma concreta e intelligente, quella scesa in campo contro il Viareggio: i bianchi, dosando le energie e badando al sodo, con il gol di Martini al 5’ del primo tempo, portano a casa tre punti pesantissimi, che profumano di playoff e qualcosa in più. Braghin a Viareggio mette in soffitta il 4-3-1-2 e si affida al 4-4-2, che dà più solidità e compattezza: il campo gli dà ragione. L’intuizione del tecnico di Cossato è giusta: una squadra che bada al sodo, e lascia nell’angolo il calcio champagne. L’unico brivido della Pro all’inizio (2’)’: contropiede e Zaza impegna Valentini. Ma al 5’ sono i bianchi, nell’occa-

sione in tenuta rossa, a portarsi in vantaggio: Marconi sulla fascia scodella uno splendido pallone che Martini non ha problemi a mettere in rete con un potente diagonale. La Pro e il Viareggio giocano a viso aperto: i toscani, su-

Il ritorno al modulo 4-4-2 mossa vincente Padroni di casa in 10 per oltre metà gara
bìto il gol a freddo, non demordono e si fanno vedere, pur con poca precisione, nell’area piccola ospite. La partita prosegue senza sussulti, tanto che per al 30’, la Pro si preoccupa più a contenere, che a rendersi pericolosa. Forte del vantaggio

e della robustezza nella mediana, la squadra di Braghin ottimizza le energie, cercando di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Al 32’ brutto fallo di Fiale su Marconi e Viareggio in dieci: il giocatore toscano, già ammonito, incappa in un secondo giallo e finisce anzi tempo la gara. Nella ripresa i primi minuti sono sempre di controllo da parte della Pro Vercelli: i bianchi si affidano a palle lunghe, per cercare il secondo gol, che di fatto chiuderebbe la gara. Al 4’ Masi serve un bel pallone per Malatesta che, ostacolato da due difensori, non riesce a girarsi e trovare la coordinazione ottimale per il tiro. Al 15’ Cristiani in netto fuorigioco beffa Valentini: l’arbitro giustamente annulla la rete. Il

Braghin polemico «Ora nessuno ci può criticare»
I

Dura appena trenta secondi l’intervento di Braghin in sala stampa. È lapidario: «Oggi si è giocato poco a calcio, c’è poco da commentare. Abbiamo agito con intelligenza, c’è stato tanto agonismo e qualche fallo di troppo. Con il 4-4-2 abbiamo vinto e quindi nessuno ci può criticare». Marco Martini, l’eroe della giornata: «Sono contento per il gol vittoria: questo successo consolida la nostra posizione per i playoff e possiamo anche allungare sul Benevento. Il modulo di og-

gi era diverso ma ci ha dato ragione: ci siamo adattati e abbiamo fatto bene». Tripoli pensava di partire titolare: «Ma non faccio polemiche, l’importante è aver vinto. Gazzoli mi ha negato il gol però io potevo tirare meglio, più angolato. Mercoledì col Lumezzane? Mi adatterò, come sempre, alle scelte del mister». Infine Cancellotti: «Tre punti pesanti, non c’è che dire: ho giocato bene, e curato di più la parte difensiva rispetto a quella offensiva, ma non sono ancora al top». [RA. LA.]

Viareggio insiste: Tarantino dai 16 metri tenta la conclusione ma la sfera sfila a fil di palo. E al 21’ anche la Pro segna in offside con Martini; anche qui, giustamente, la rete non viene convalidata. Un minuto dopo Malatesta si esibisce in una rovesciata, ma la palla colpisce l’esterno della rete difesa da Gazzoli. Al 25’ punizione da posizione favorevole per il Viareggio: calcia Zaza ma Valentini para con sicurezza. Al 46’ Viareggio pericoloso: nell’area piccola, Cristiani, lasciato libero dai difensori bianchi, impegna Valentini, che salva in angolo. Nel recupero Gazzoli nega a Tripoli il gol del raddoppio. Per la Pro un solo gol nello score finale che permette però ai vercellesi di continuare a sognare in grande.

Sconfitta dalla capolista

Onore da salvare
Per i rossoblù (in una foto di azione contro il Cuneo) anche il cambio di allenatore non è bastato per arginare la capolista San Marino e la discesa rapida verso la serie D.

Valenzana la retrocessione è solo una questione matematica
SAN MARINO

San Marino Valenzana

2 0
Solo la matematica divide la Valenzana dalla retrocessione in serie D. A San Marino la Valenzana subisce la prima sconfitta della gestione Ammirata, il neo tecnico rossoblù, battuta 0-2. Successo meritato da parte della capolista San Marino che regola la pratica nella prima ora di gioco, soffrendo un pochino nel finale, ma la Valenzana non sfigura e sullo 0-0 colpisce un palo. Nel primo tempo, dopo che il San Marino aveva fallito nella prima mezzora tre

SAN MARINO: Migani, Sorbera, Del Du-

ca (37' st Ferrero), Fogacci, Crivello (5' st Farina), Lapadula, Loiodice, Del Sole, Poletti, D'Antoni (46' st Vitaioli), Tarallo. All: Petrone.
VALENZANA: Serena, Blondett, Cre-

scente (34' st Bettati), Allegrini, Forino, Dall'Ara, Montanari, Righini, Vailatti (15' st Prandi), Capellini (15' st Lamenza), Miracoli. All. Ammirata.
ARBITRO: Chiffi di Padova. RETI: 37' Poletti, st 16' Tarallo. NOTE: Ammoniti: Del Sole, Del Du-

ca, Loiodice, Crescente, Forino.

limpide palle gol, al 34’ la Valenzana sfiora la rete con il tiro di Vailatti, il migliore degli orafi, che viene respinto dal palo. Passano due minuti e la formazione di casa passa in vantaggio: schema dal calcio d’angolo, la palla arriva al limite dell’area a Poletti che, si coordina, e supera Serena. Nella ripresa il San Marino chiude la pratica al 16’ con la rete di Tarallo, dopo aver rischiato al 5’ su di un’iniziativa non finalizzata a dovere da Montanari, al culmine di un’iniziativa personale, che lo ha visto superare Forino, scartare Serena e depositare

il pallone nella rete sguarnita. Nel finale reazione di orgoglio della Valenzana che reclama al 36’ il calcio di rigore per un fallo in area ai danni di Prandi da parte di Fogacci, ma l’arbitro sorvola. «Doma-

ni (oggi,ndr) - afferma nel dopopartita il presidente Omodeo - parlerò con gli uffici della Lega di Firenze per ricevere chiarimenti in merito al tesseramento di Ammirata. Se la cosa non si potrà regola-

rizzare visto che è tesserato come allenatore in seconda, dovrò prendere un nuovo tecnico, già a partire dalla gara con il Mantova. Si deve trattare però di uno particolarmente fortunato». [R.SP.])

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LA STAMPA
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Piemonte Sport 71

I nerostellati sbloccano il risultato a dieci minuti dalla fine

Casale respira aria di primavera Peluso lucida il sogno promozione
Casale Poggibonsi 1 0
Sommerso da abbracci
L’esultanza dei giocatori del Casale che sommergono Peluso autore del gol
[FOTO LINGUA]

CASALE: Adornato, Silvestri, Naglieri

(29’ st Agnesina), Gambadori (41’ st Marchi), Gonnella, Vignati, Garrone, Iannini, Curcio (21’ st Peluso), Taddei, Siega. All. Buglio.
POGGIBONSI: Sportiello, Cutrupi (35’

La palla in rete sul colpo di testa di Marchetti (fuori quadro)

Montichiari ko

st Romanelli), Bronchi, Cirina, Dierna, El Kamch, Boldrini, Giunchi (41’ st Settembrini), Dal Bosco (21’ st Falomi), Pera, Moscarino. All. Fraschetti.
ARBITRO: Todaro di Palermo. RETI: st 33’ Peluso. NOTE: Ammoniti: Giunchi, Gonnella,

Moscarino. Recupero: 1' + 3'. Angoli 6-4. Spettatori 350

L’Alessandria brutta ma concreta fa ammutolire il tecnico
Alessandria Montichiari 2 1
grini. In effetti, al Moccagatta è un match dai due volti: locali perfetti per 45’, avanti di due gol con gioco a tratti da applausi. Poi il vuoto e il concreto rischio di gettare alle ortiche quanto di buono fatto. Si comincia con una sfuriata del Montichiari che frutta ai bresciani due corner, poi l'Alessandria passa: angolo di Santoni e perfetto inserimento di testa di Marchetti (9') che beffa l'intera difesa ospite. Al 17' i grigi raddoppiano con un'azione da manuale. Negrini se ne va sulla sinistra, il suo cross è smorzato da Nassi che appoggia millimetricamente a Fanucchi, il cui destro di collo pieno fulmina l'incolpevole Polizzi. Al 40' ancora Fanucchi sugli scudi: Roselli su punizione serve l'ex pisano che si gira in un fazzoletto e obbliga Polizzi ad una parata non semplice sul primo palo. Unica nota negativa di un primo tempo eccellente i cartellini gialli a Nassi e Cusaro, che salteranno l'infrasettimanale con la Giacomense. Al rientro in campo i grigi dormono: ne approfitta Justino che dopo un giro di orologio, lanciato da Muchetti, buca la difesa accorciando le distanze. Montichiari trasformato, la riprova al 21' quando Dimas scappa sulla destra, il suo cross arriva a Kyeremateng che grazia Servili centrando la traversa. Fanno paura i bresciani ma la difesa alessandrina riesce a sbrogliare un paio di situazioni pericolose.

ROBERTO SARACCO CASALE

Il gol di Peluso, a poco più di 10’ dalla fine, fa esplodere il Palli e rilancia le speranze di promozione diretta per un Casale che nelle ultime 4 gare aveva raccolto solo due punti e che a partite in corso era addirittura scivolato in quarta posizione. Così, invece, i ragazzi di mister Buglio difendono la seconda piazza grazie anche al ko del Cuneo a Mantova. E’ subito un Casale vivo con Iannini schierato in attacco a fianco di Taddei e Curcio. L’avvio è tutto nerostellato con pericoli nell’area dei toscani subito con un’accelerazione di Taddei e poi con una prepotente ripartenza di Iannini che pare galvanizzato dalla nuova posizione in campo. Ogni avanzata del Poggibonsi si spegne sulla grande energia di Gambadori che in mezzo al campo è un gladiatore. Al 20’ una sua punizione bomba costringe Sportiello alla parata sporca a terra, Iannini si avventa come un rapace ed è messo giù, ma il fischio dell’arbitro anziché il rigore segnala una posizione irregolare del nerostellato. Prima della mezzora pennellata di Taddei per Iannini tutto solo in mezzo all’area, con il centrocampista napoletano troppo macchinoso nel girarsi e battere a rete. Nel finale di tempo il Casale cala il ritmo lasciando campo alla formazione ospite che colleziona un paio di angoli e prova a sfondare sull’asse Pera-Moscarino. Alla ripartenza subito fiam-

ALESSANDRIA: Servili, Marchetti, Saba-

to, Cammaroto, Cusaro, Segarelli, Santoni (44' st Scarebelli), Roselli, Nassi, Fanucchi (34' st Artico), Negrini (18' st Cuneaz). All. Sonzogni.
MONTICHIARI: Polizzi, Verdi, Materaz-

BUGLIO ELOGIA TUTTI

«Garrone e Siega da applausi Volevo una gara di cuore»
I

Negli spogliatoi del «Palli» ritornano sorrisi e pensieri positivi, nonostante gli attimi di timore che hanno accompagnato la squadra poche ore prima del match per l’operazione tempestiva a uno degli uomini cardine, Capellupo. «La vittoria è dedicata a Stefano, operato d’urgenza per un attacco di appendicite - spiega mister Buglio -. E’ un successo che arriva dopo un periodo di difficoltà. Avevo chiesto una prestazione convincente e così è stato, ho visto giocatori motivati e tutti, soprattutto chi è entrato dalla panchina, hanno dimostrato grande fame». E poi un elogio speciale a due giocatori: «Garrone dimostra di essere quel soldatino che io

Una vittoria per Capellupo

voglio, con poche qualità tecniche, ma di grandissima utilità per la squadra e poi Siega che si è messo a totale disposizione della formazione». Il parere del mister avversario, Fraschetti: «San Marino è favorito, Rimini bollito, Casale meno brillante dell’andata». [R. SA.]

mata dei neri con un tiro cross di Naglieri che si spegne sulla parte esterna della traversa. I senesi difendono con ordine provando a fare male sulle ripartenze. L’impressione è che solo su palla ferma possa arrivare la gioia tanto attesa dai fedelissimi del Palli. Al quarto d’ora una palla velenosa di Gambadori danza in mezzo all’area senza che nessuna maglia nera si faccia trovare pronta all’appuntamento. La volontà è grande, ma solo quella non basta. Buglio le prova tutte inserendo Peluso per un Curcio che da troppo tempo tira la baracca, spostando Iannini ancora più in mezzo all’area. Il Poggibonsi concede poco o nulla, aspettando l’attimo propizio. E prima della mezzora una gran giocata di Pera mette i brividi al pubblico di casa. Si fatica a spingere sulle fasce e Buglio prova a trovare maggiore pressione con Agnesina, spostando Garrone esterno a destra. E la mossa tattica rilancia un Casale che stava annaspando. Peluso alla prima occasione prende palla al limite, salta con una finta Dierna e con una rasoiata trafigge Sportiello. Il finale è un forcing dei senesi.

zo, Dolce, Bettenzana, Filippini, Muchetti, Justino (40' st Murano), Altobelli (1' st Kyeremateng), Dimas, Dalì (9' st Lo Iacono). All. Soda.
ARBITRO: Brasi di Seregno. RETI: 9' Marchetti, 17' Fanucchi, st 1'

Justino.
NOTE: Ammoniti Nassi, Cusaro, Filippi-

ni. Angoli 4-7. Recupero 0' + 5'.

FRANCESCO GASTALDI ALESSANDRIA

La Domenica delle Palme porta in dote ai grigi tre punti: ma, siccome è anche il 1˚ aprile, il classico «pesce» lo fa mister Sonzogni non presentandosi in sala stampa ( come il vice Ferrarese) a fine partita. «L’allenatore ed il suo secondo non parlano, lo hanno già fatto con i giocatori» spiega l’addetto stampa Poggio, mentre l’ad Pavignano chiede scusa a nome della società. Spiegazioni? Forse il tecnico sarà stato arrabbiato con l’Alessandria per come ha affrontato il secondo tempo, anche se «non gli sono piaciuti nemmeno gli ultimi 20' del primo» ammetterà l’esterno di centrocampo Ne-

Mantova successo in rimonta

Cuneo in 10’ dal paradiso all’inferno Il derby deciderà il secondo posto
Mantova Cuneo 2 1
PAOLO COSTA MANTOVA

MANTOVA: Festa; Bertin, Fonte, Sensi,

Bersi, Zaninelli (12’ st Pietribiasi), Spinale, Galbiati (1’ st Sereni), Pettarin (24’ st Maschio), Del Sante, Franchi. All. Frutti.
CUNEO: F. Rossi; Passerò, Sentinelli,

Carretto, Garcia, Donida, Garavelli (27’ st Lodi), Cristini, Longhi, Di Quinzio (36’ st Ferrario), Personè (40’ st Fantini). All. E. Rossi (squalificato, in panchina Ferraris).
ARBITRO: Paolini di Ascoli Piceno RETI: 34’ Longhi; st, 39’ Del Sante, 46’

Franchi.

Un finale di partita incredibile, e la «fame» di punti del Mantova non lascia scampo all’Ac Cuneo 1905. Il gol di capitan Longhi, al 34’ della prima frazione, aveva proiettato temporaneamente i cuneesi al primo posto, ma il responso del «Martelli» è particolarmente grave per i biancorossi, che, sconfitti 2-1, scendono in quarta posizione e mercoledì si giocheranno il tutto per tutto al «Paschiero» con il Casale. Primo tempo «da dieci» per il Cuneo. Mister Ezio Ros-

si (in tribuna per squalifica) deve fronteggiare le assenze di Varricchio (squalificato) e Fantini (in panchina); i cuneesi partono con Personè punta unica, spalleggiato da Garavelli e Di Quinzio. Uno schieramento coperto, quello dei biancorossi, che subiscono poco o nulla. In luce fra i padroni di casa la punta Franchi, ma il portiere Rossi fa buona guardia: ottimo, l’intervento in due tempi dell’estremo difensore cuneese sulla conclusione potente dell’attaccante al 16’. Al primo affondo, il Cuneo sfiora il vantaggio. Cristini in-

Cristini in azione ieri al «Martelli»

foto di Marco Farinazzo

terviene di testa su azione da corner: Festa respinge corto e sulla sfera si proietta Personè ma la sua conclusione è agguantata dal portiere dei virgiliani (23’). Ancora un’iniziativa di Franchi al 25’, con

cross teso per Del Sante: l’attaccante cerca la deviazione ma il Cuneo si salva senza problemi. Esaurita la spinta dei virgiliani, scocca il momento degli ospiti, e subito Cristini e Per-

sonè non centrano la deviazione sul traversone di Di Quinzio (32’). Passano 2’, ed arriva il gol biancorosso. Passerò s’incunea bene tra Galbiati e Bersi e scodella al centro: la palla staziona sul dischetto e Longhi, di precisione, infila l’angolino. È il 34’. Finale di tempo tutto biancorosso, con un’altra ghiotta opportunità al 40’: sul corner di Di Quinzio, stacco di Cristini e Garavelli, in spaccata, sfiora lo 0-2. Avvìo di ripresa ancora favorevole all’undici di Ezio Rossi: Sentinelli ci prova dalla distanza e Festa respinge con i pugni (11’). I minuti scorrono rapidamente, ma al 39’ il Mantova trova con Del Sante il gol che rimette tutto in discussione. Finale al cardiopalma. Al 41’, rete annullata (fuorigioco) a Franchi che non sbaglia nel recupero. È l’harakiri del Cuneo, che in dieci minuti passa dal successo al crollo.

T1 T2 PR CV

72 Piemonte Sport
SERIE D

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

il punto
PAOLO ACCOSSATO

Chieri, la meglio gioventù
Passa a Tortona con i gol della linea verde, Nicolini e Garrone, e riprova la fuga
Derthona Chieri
DERTHONA: Bodrito, De Martino, Maz-

Sprint finale da godere ma il Lascaris è retrocesso

È

veramente un Chieri infinito quello che si gode il pareggio del Valle d’Aosta nell’anticipo con l’Asti e piazza una ferale stoccata per il girone al «Coppi», uno dei campi più difficili della categoria. In teoria il turno avrebbe dovuto favorire l’undici di Zichella, impegnato in casa contro l’Asti ed invece il 3-3 incassato dai valdostani (in vantaggio per 2-0 e con un uomo in più) dice di un certo affanno con cui l’ex capoclassifica sta arrivando allo sprint finale. Il Chieri viaggia sulle ali dei 9 successi consecutivi e punta tutto sui 3 turni casalinghi (Chiavari, Santhià, Naviglio Trezzano) sulle 4 partite ancora da disputare. Certo, molto dirà lo scontro diretto a Saint Christophe la settimana dopo Pasqua ma anche con un incontro in meno da disputare rispetto agli avversari, il morale e la condizione atletica sembrano essere dalla parte dei torinesi. In chiave playoff, importante affermazione della Novese sul Villalvernia mentre se il campionato dovesse finire ora sarebbe tutto scritto a livello retrocessione: ad Aquanera, Cantù e Lascaris (già in Eccellenza) si aggiungerebbe l’Albese che con più di 8 punti di distacco dall’Asti si vedrebbe esclusa dagli spareggi.

Sesia contento «Bravi anche in emergenza»
I

zoleni, Cannito, Coletto, Brizzi, Busco (12' st Zirilli), Montingelli, Cicino, Marrazzo, Orlandini (27' st Limone). All.: Bacci.
CHIERI: Salvalaggio, Conrotto, Sandro-

ne, Garrone (46' st Lasaponara), Grancitelli, Cacciatore, Nicolini, Pasquero, Santoro (9' st Bettega), Parisi (42' st Manasiev), Montante. All.: Sesia.
ARBITRO: Giua di Pisa. RETI: 18' Nicolini, 45' Garrone. NOTE: ammoniti Cannito, Sandrone,

Pasquero, Bettega. Angoli: 4-3. Recupero: 3'+3'. Spettatori 250 circa.

PAOLO ACCOSSATO TORTONA

Marco Nicolini ha 20 anni, Renato Garrone 19 e grazie ai loro giovani gol il professionismo a Chieri non è più una chimera. Nella giornata di maggiore paura nella tana del Derthona e di eccezionale emergenza visto il centrocampo a pezzi, il Chieri con i suoi fuori quota centra il nono successo consecutivo e allunga a +3 sul Valle d’Aosta in una volata che sembra sempre più vestirsi dei colori biancoazzurri. Le assenze del Derthona (Di Leo, Pellegrini e Serra) fanno il pari con quelle del Chieri (Didu, Poesio, Campanaro e Manasiev recuperato solo per la panchina) ma sono meglio distribuite tra i reparti visto che Sesia deve letteralmente inventarsi il centrocampo con una mediana composta da Pasquero e Nicolini con Garrone spostato sull’out

Quattro partite da disputare, tre punti di vantaggio ma non dite ad un Sesia felicissimo dopo aver espugnato il «Coppi» che è fatta: «Giochiamocela match dopo match, proprio come abbiamo fatto con il Derthona. Ci mancava tutto il centrocampo eppure abbiamo fatto una gran partita, proprio come la volevo. I ragazzi hanno tenuto alto il ritmo ed il pressing sui loro portatori di palla per novanta minuti ed in definitiva abbiamo sofferto solo nella seconda metà del primo tempo. Per il resto, la tattica del fuorigioco ha pagato e i reparti si sono mossi alla perfezione. Garrone schierato esterno offensivo? Renato ha giocato molto bene, ha fatto anche gol ma tutta la squadra ha dato il meglio in una trasferta difficilissima». [P.ACC.]

Garrone sbuca alle spalle dei difensori del Derthona e sigla il 2-0 complice un Bodrito non impeccabile

offensivo sinistro. Per il resto la sorpresa di Salvalaggio in porta in luogo di Gozzi, Santoro davanti con Parisi a supporto e Grancitelli molto propositivo a sinistra liberato dall'obbligo di marcatura. Il «Coppi» evoca sinistri ricordi al Chieri che qui ha incassato con il Villalvernia uno dei rari ko della stagione e segna

al 18' dopo alcuni minuti di pressione: secco destro a mezz’altezza di Nicolini da venti metri che passa in mezzo ad un nugolo di maglie e si infila nell’angolo. Che Marrazzo sia con le sue fiammate l’elemento più pericoloso del Derthona è dimostrato al 29' quando un sinistro al volo non passa distante dal palo di Salvalaggio.

Il Chieri è superiore quando tiene alti i ritmi e dunque il match che perde a metà del tempo un filo tattico logico favorisce il Derthona che punge al 32' con Cicino e al 40' con Marrazzo che sul filo del fuorigioco spreca calciando in bocca a Salvalaggio. La chiave del gioco del Chieri è però la velocità e quando i torinesi riescono ad azionarla sono letali:

nel momento di maggior pressione del Derthona i biancoazzuri al 45' trovano il raddoppio sull’asse Grancitelli-Parisi con un sinistro di Garrone bravo a seguire l’azione. Ripresa con chiaramente Derthona tutto in avanti ma è il Chieri a controllare agevolmente ed anzi a graffiare con Pasquero (16') e un angolo di Parisi direttamente in porta (30').

Lascaris Verbano
LASCARIS: Troilo, Verdi, Bo, Ferrarese,

Ughetto, Mignano, Cedro, Bellacozza (13' st Beccia), Cavazzi, Sansone (26' st Fondello), Lavalle (13' st Bobbio). All.: Trabucco.
VERBANO: Boerchio, Giliberti, Amelot-

0 3 Per le rappresentative I granata falliscono l’aggancio ai bianconeri è già dentro o fuori
TORNEO DELLE REGIONI OGGI 2ª GIORNATA GIOVANILI JUVE E TORO
PAOLO ACCOSSATO IVANA CROCIFISSO

ti, Mercuri (35' st Mezzotero), Moia, Mandirali, Gasparri, Shala, Beretta (11' st Magnoni), Defilippis (41' st Capriolo), Loew. All.: Di Marco.
ARBITRO: Noccella di Paola. RETI: st 1' Shala, 36' e 48' Magnoni. NOTE: Ammoniti Bo, Bobbio, Ferrare-

se, Boerchio, Beretta, Mezzotero, Magnoni. Recupero: 1'+4'. Spettatori 100.

L’allenatore Luca Trabucco

L’inevitabile marcia di avvicinamento all’Eccellenza del Lascaris trova il suo compimento con il ko che i bianconeri incassano (0-3) in casa con il Verbano. Anche vincendo tutte le cinque partite in programma i bianconeri non solo non potrebbero raggiungere l’Albese terzultima ma avrebbero più di 9 punti di distacco dall’Acqui e dal Verbano, le due squadre piazzate al sestultimo posto, l’ultimo che condanna ai playout. Insomma, anche la matematica conferma purtroppo ciò che il campo ha sancito nel corso di una stagione iniziata male e finita peggio e da qui fino ad aprile i bianconeri

tenteranno almeno di vincere una partita per non terminare anche alle spalle del Cantù senza alcun successo in 38 match disputati. Con il Verbano l’undici di Trabucco non parte male come suo solito ed anzi nel primo tempo è il più vicino al vantaggio con Cavazzi che dopo un errore del portiere tira sopra la traversa a porta sguarnita. Dopo un minuto dalla ripresa i lombardi passano per merito di Shala che su punizione sorprende sul suo palo un non impeccabile Trailo. Il copione a questo punto è già scritto: Magnoni raddoppia al 36' con un gran sinistro e lo stesso Magnoni chiude il conto a tempo scaduto in contropiede. [P.ACC.]

Dopo la piccola Caporetto della giornata iniziale del torneo delle Regioni (4 ko, un pari ed un solo successo con il calcio femminile, che è campionessa uscente) la comitiva delle selezioni piemontesi in Basilicata si prepara al secondo turno di oggi al termine della giornata di riposo. Avversario di giornata per Juniores, Allievi, Giovanissimi, calcio a 5 e calcio femminile è il Lazio in un turno che ormai ha già il sapore del dentro o fuori per quasi tutte le nostre "nazionali". In una fase eliminatoria infatti in cui passa alle semifinali solo la prima del gruppo, un ulteriore passo falso non sarebbe più perdonato da una formula spietata. «Ci siamo già giocati il bonus - ammette con rammarico il tecnico della Juniores Luciano Loparco - e un’ulteriore sconfitta non sarebbe più ammessa. Peccato perché contro la Sicilia noi della Juniores in particolare ci siamo fatti male da soli con almeno tre nitide palle gol non sfruttate ed una clamorosa ingenuità che ha dato

Antony Piscopo, difensore

ai nostri avversari la rete decisiva. Già il pareggio ci sarebbe andato stretto, figuriamoci la sconfitta». Il successo di ieri delle Marche contro la Sicilia (1-0) e quello del Lazio (3-0) contro la Liguria accorcia una classifica con 4 squadre a 3 punti e il Piemonte a 0 ma i laziali avversari di oggi fanno paura: «Sono una squadra compatta e che gioca a memoria - conclude Loparco ma noi dobbiamo solo vincere». Tra gli Allievi, piemontesi assai lontani dalle Marche, già fuggite via a 6 punti con 2 vittorie mentre Giovanissimi e soprattutto calcio femminile hanno più chanche di passare il turno.

A due giornate dal termine del campionato Giovanissimi fallisce l’aggancio del Torino ai danni della Juventus. Tra le due torinesi, alla vigilia del doppio scontro con le due genovesi, c’erano due punti di distacco. I bianconeri, fermati in casa dalla Samp sullo 0-0, ne guadagnano però ancora uno: i granata, infatti, escono sconfitti 2-1 dal campo del Genoa. Il Grifone, a sua volta, guadagna tre punti proprio ai danni del Toro, portandosi così a -2 dai granata di Fogli. Una classifica cortissima nelle zone alte, con le prime tre da tempo matematicamente alla fase successiva (ai sedicesimi accedono le prime quattro) nonostante il piazzamento - dal quale dipenderanno gli scontri con l’altro girone - non sia ancora quello definitivo. E tornando alle due gare, Toro incapace di pareggiare i conti nella gara con il Genoa, nonostante i numerosi tentativi, specie nella ripresa. Non basta il gol di Edera, che accorcia le distanze a 20' dalla fine. La Juve di Gabetta pareggia con la Samp e mette una seria ipoteca sul pri-

Clemenza, Juve, classe ‘97

mato nel girone: tre punti di vantaggio a due giornate dalla fine sono un bottino importante, considerato che in caso di arrivo a pari punti con il Torino sarebbero i bianconeri a festeggiare, in virtù degli scontri diretti. «Contento di questo primo posto - commenta il tecnico Gabetta - perché è lo specchio di quanto fatto nell’arco del campionato». Decisamente più in bilico il campionato Allievi e classifica bugiarda, visti i tanti recuperi da giocare. Ieri la Juventus si è arresa al Cagliari, corsaro a Vinovo col risultato di 1-0. Toro vittorioso a Siena, 2-0, in virtù dei gol di Barale e Parigini: i granata sono alle spalle di Empoli e Fiorentina.

T1 T2 PR CV

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Piemonte Sport 73

Risultati e Classifiche
Prima Divisione
Girone A
Avellino-Benevento Carpi-Como Lumezzane-Sorrento Pavia-Pisa Spal-Reggiana Ternana-Monza Tritium-Foligno Viareggio-Pro Vercelli Taranto-Foggia 1-1 1-0 0-1 1-1 0-1 1-1 0-1 0-1 2-1

Seconda Divisione
Girone A
Rimini-Pro Patria Alessandria-Montichiari Bellaria-Savona Buggiano-Santarcangelo Casale-Poggibonsi Mantova-Cuneo Renate-Lecco San Marino-Valenzana Treviso-Giacomense Entella-Sambonifacese 2-3 2-1 1-1 0-2 1-0 2-1 1-1 2-0 1-0 5-0 N 8 10 11 7 8 12 10 4 6 11 8 13 13 12 13 13 9 9 7 8 P 8 7 6 10 10 5 10 14 13 10 13 10 9 12 12 12 15 18 20 20 F 58 43 49 51 38 52 48 43 45 39 40 33 40 35 40 33 38 26 33 26 S 35 27 29 42 33 32 32 35 43 38 41 34 35 40 48 41 48 60 66 51

Serie D
Girone A
Chiavari-Acqui Novese-Villalvernia Vda Aosta S.-Asti Cantu’ Sanpaolo-Pro Imperia Derthona-Chieri Lascaris-Verbano Lavagnese-Albese Santhià-Caratese Trezzano-Borgosesia Riposa : Bogliasco 2-1 2-1 3-3 1-4 0-2 0-3 2-1 2-2 0-0

Eccellenza
Girone B
Carpenedolo-Seriate Castellana-Fidenza Castiglione-Voghera Colognese-Rudianese D. Boario-Seregno Fiorenzuola-Olginatese Gozzano-Pro Piacenza Insubria C.-Ponte S. P. Mapellobonate-Gallaratese Pizzighettone-Alzano 2-1 1-2 2-1 0-1 1-1 0-1 0-0 0-1 4-1 0-0 N 6 11 7 11 10 10 9 10 11 6 15 15 14 10 12 10 12 9 8 10 P 7 6 9 7 8 10 11 11 11 15 9 9 10 13 12 14 13 15 18 19 F 42 45 48 42 54 48 48 48 30 41 38 37 29 38 30 42 41 31 31 21 S 27 30 35 27 45 33 38 46 30 41 39 40 32 43 37 53 45 48 51 44

Girone A
Borgaro-Gassino Borgomanero-Pro Settimo Pombiese-Galliate Settimo-Junior Biellese Sciolze-Dufour Var. Baveno-Borgopal Oleggio-Aygreville Verbania-Marano 2-3 1-1 1-2 2-0 2-0 2-4 0-3 5/4 - 20,30

Girone B
Airaschese-Libarna Cheraschese-Pinerolo Mirafiori-Castellazzo Olmo 84-Bra Saluzzo-Chisola Rivoli-Lucento Santenese-Canelli Busca-Pro Dronero 1-0 0-2 1-3 1-1 0-0 0-5 0-3 4-1

Classifica Classifica
SQUADRE Ternana Taranto (-3) Carpi Pro Vercelli Sorrento (-2) Benevento (-2) Avellino Lumezzane Pisa Foggia (-2) Tritium Reggiana (-2) Como (-2) Spal (-4) Monza Pavia Viareggio Foligno (-4) P 58 53 53 51 49 46 39 39 38 36 35 34 31 28 27 25 25 20 V 16 15 15 14 14 14 11 11 9 10 9 10 9 8 5 5 7 6 N 10 11 8 9 9 6 6 6 11 8 8 6 6 8 12 10 4 6 P 3 2 6 6 6 9 12 12 9 11 12 13 13 13 12 14 18 17 F 37 31 42 37 37 39 35 24 29 30 23 31 34 25 24 30 23 21 S 18 11 23 16 23 31 37 29 28 31 31 37 41 32 37 43 44 40 SQUADRE San Marino Casale Treviso (-2) Cuneo Rimini Pro Patria (-11) Entella Santarcangelo Poggibonsi Alessandria (-2) Buggiano Renate Savona (-7) Bellaria Giacomense Mantova Montichiari (-3) Lecco Sambonifacese Valenzana P 59 58 57 55 53 49 49 49 48 45 44 43 39 39 37 37 33 27 25 23 V 17 16 16 16 15 16 13 15 14 12 12 10 11 9 8 8 9 6 6 5

Classifica
P 73 70 57 53 51 50 47 46 43 43 42 42 41 39 39 32 23 7 6 V 24 21 17 15 13 14 12 12 11 11 9 10 11 10 11 8 6 1 0 N 1 7 9 8 12 8 11 10 10 10 15 12 8 9 6 8 8 4 6 P 7 3 5 8 6 9 8 9 10 10 8 9 12 12 15 16 18 26 25 F 63 75 59 47 48 45 47 49 39 39 47 43 37 42 32 37 34 14 25 S 33 38 30 33 28 37 41 38 34 43 37 41 39 46 42 51 54 77 80 SQUADRE Castiglione Ponte S. P. Olginatese Pizzighettone Mapellobonate Insubria C. Alzano Castellana Voghera Pro Piacenza Gozzano D. Boario Rudianese Seriate Fidenza Carpenedolo Seregno Colognese Fiorenzuola Gallaratese P 66 59 58 56 55 49 48 46 44 42 42 42 41 40 39 37 36 36 29 22 V 20 16 17 15 15 13 13 12 11 12 9 9 9 10 9 9 8 9 7 4

Classifica
SQUADRE Chieri Vda Aosta S. Santhià (-3) Novese Lavagnese Derthona Chiavari Villalvernia Borgosesia Pro Imperia Caratese Trezzano Bogliasco Verbano Acqui Asti Albese (-3) Cantu’ Sanpaolo Lascaris

Classifica
SQUADRE Verbania Borgomanero Pro Settimo Galliate Marano Aygreville Baveno Gassino Borgaro Junior Biellese Sciolze Settimo Borgopal Pombiese Dufour Var. Oleggio P 52 49 44 39 38 37 37 37 33 33 32 30 24 24 23 11 V 16 15 11 12 11 9 10 9 9 9 8 8 6 6 5 1 N 4 4 11 3 5 10 7 10 6 6 8 6 6 6 8 8 P 4 6 3 10 8 6 8 6 10 10 9 11 13 13 12 16 F 50 43 34 34 39 31 29 32 32 34 36 28 24 22 18 22 S 26 29 22 36 29 24 23 29 31 35 30 39 35 35 32 53

Classifica
SQUADRE Bra Airaschese Pro Dronero Lucento Cheraschese Castellazzo Pinerolo Olmo 84 Chisola Canelli Busca Saluzzo Libarna Santenese Rivoli (-2) Mirafiori P 52 50 48 47 40 38 36 35 32 32 31 30 26 19 19 14 V 14 15 14 13 11 11 9 9 8 9 9 8 7 5 5 4 N 10 5 6 8 7 5 9 8 8 5 4 6 5 4 6 2 P 1 5 5 4 7 9 7 8 9 11 12 11 13 16 14 19 F 37 35 51 47 30 34 41 39 38 37 33 20 31 21 22 20 S 8 18 31 18 24 30 27 35 40 44 32 23 40 50 57 59

Prossimo turno
4/04: Sorrento-Ternana, Foggia-Spal, Benevento-Pavia, Foligno-Viareggio, Monza-Carpi, Pisa-Taranto, ReggianaTritium, Pro Vercelli-Lumezzane, Como-Avellino

Prossimo turno
4/04: Pro Patria-Savona, GiacomenseAlessandria, Santarcangelo-Treviso, Montichiari-Renate, Poggibonsi-Bellaria, Sambonifacese-Buggiano, Lecco-Rimini, Valenzana-Mantova, Entella-San Marino, Cuneo-Casale

Prossimo turno Prossimo turno
5/04: Caratese-Cantu’ Sanpaolo. 7/04: AstiTrezzano, Pro Imperia-Villalvernia, Borgosesia-Novese, Chieri-Chiavari, Derthona-Vda Aosta S., Bogliasco-Lascaris, Verbano-Lavagnese, Albese-Santhià; Riposa : Acqui 7/04: Fidenza-Fiorenzuola, Insubria C.-D. Boario, Olginatese-Castiglione, Ponte S. P.-Colognese, Pro Piacenza-Gallaratese, Rudianese-Carpenedolo, Seregno-Pizzighettone, Seriate-Castellana, Voghera-Gozzano, Alzano-Mapellobonate

Prossimo turno
15/04: Borgopal-Borgaro, Dufour Var.Verbania, Galliate-Oleggio, Gassino-Borgomanero, Junior Biellese-Pombiese, Marano-Settimo, Pro Settimo-Sciolze, Aygreville-Baveno

Prossimo turno
15/04: Canelli-Olmo 84, Castellazzo-Santenese, Chisola-Busca, Libarna-Mirafiori, Lucento-Cheraschese, Pinerolo-Airaschese, Pro Dronero-Rivoli, Bra-Saluzzo

Promozione
Girone A
Domodossola-Romentinese Alicese-Cavaglià Briga-F. Valdengo Ce.ver.sa.ma Biella-Arona Fomarco-Fondotoce R. Gattinara-Omegna Gravellona-Biogliese V.m. Stresa-Castellettese 0-1 0-0 2-0 2-1 3-2 1-0 0-3 2-2

Prima Categoria
Girone B
Susabruzolo-Mathi Caselle-Bvs Cenisia-S. F. Ardor Pianezza-Real Sarre Quincitava-Pont Donnaz Venaria Reale-Victoria Ivest Volpiano-Montalto Ivrea Strambinese-Charvensod 3-2 2-1 0-1 2-0 1-1 1-0 1-3 1-1

Girone A
Caltignaga-Romagnano Dormelletto-Virtus Cusio Momo-A. Borgomanero Ossolacosasca-Bellinzago Piedimulera-Varalpomb. Sizzano-Cristinese Veruno-Borromeo V. Virtus Villadossola-Vogogna 3-0 1-0 3-0 3-3 5-2 2-0 1-1 0-1

Girone B
Borgolavezz.-San Rocco Caresana-Olimpia S. A. Fortitudo-Giarole Lumellogno-Cameri Mandello-Junior River Sesia-Mado Tornaco-Trecate Villanova-Bianzè 0-0 0-0 1-1 2-0 0-3 0-2 1-0 1-2

Girone C
Aglie’-Grand Combin Banchette-Fulgor Cossila G. Rodallese-Fenusma Orizzonti United-Colleretto Pollone-Hone Arnad Ponderano-Bajo Dora Valle Cervo-Cossato Virtus Saluggese-Real Canavese 5-0 3-1 2-2 0-0 1-2 5-0 1-1 2-1

Girone D
Brandizzo-Castiglione Pavarolo-Leini Pro Collegno C.-Alpignano R. Savonera-Druento Real Leini-Montanaro Rivarolese 2009-La Chivasso San Maurizio C.-S. Nolese Settimese B.-Val Della Torre 3-2 2-3 2-0 4-2 0-1 1-1 Sospesa 2-0

Classifica
SQUADRE P Romentinese 48 Gattinara 47 Omegna 46 Domodossola 45 Stresa 39 Ce.ver.sa.ma Biella 39 Fomarco 38 Arona 37 F. Valdengo 30 Alicese 28 Cavaglià 27 Castellettese 22 Biogliese V.m. 22 Briga 22 Gravellona 19 Fondotoce R. 5 V 14 13 14 14 11 12 11 10 9 7 7 5 7 7 4 1 N 6 8 4 3 6 3 5 7 3 7 6 7 1 1 7 2 P 3 2 5 6 6 8 7 6 11 9 10 11 15 15 12 20 F 39 39 37 39 41 38 42 31 21 19 33 23 17 31 27 14 S 20 17 21 26 32 29 35 27 28 23 30 34 28 47 42 52

Classifica
SQUADRE Montalto Ivrea Charvensod S. F. Ardor Venaria Reale Susabruzolo Pianezza Volpiano Caselle Pont Donnaz Bvs Strambinese Mathi Quincitava Cenisia Victoria Ivest Real Sarre P 51 47 45 40 38 38 37 35 31 27 25 24 21 21 19 8 V 15 14 14 13 10 11 10 10 8 7 6 5 5 5 5 1 N 6 5 3 1 8 5 7 5 7 6 7 9 6 6 4 5 P 2 4 6 9 5 7 6 8 8 10 10 9 12 12 14 17 F 40 54 29 37 37 35 32 41 26 33 23 24 32 21 22 14 S 18 28 17 31 22 30 25 37 31 36 28 33 40 40 35 49

Classifica
SQUADRE P Caltignaga 52 Bellinzago 50 Piedimulera 47 Dormelletto 47 Virtus Cusio 38 Momo 35 Varalpomb. 34 A. Borgomanero 33 Veruno 29 Virtus Villadossola 26 Vogogna 23 Sizzano 23 Ossolacosasca 21 Romagnano 18 Borromeo V. 14 Cristinese 11 V 15 15 12 14 10 11 8 10 8 7 5 6 5 3 2 2 N 7 5 11 5 8 2 10 3 5 5 8 5 6 9 8 5 P 1 3 0 4 5 10 5 10 10 11 10 12 12 11 13 16 F 44 68 55 49 38 36 30 28 34 32 26 24 27 17 27 17 S 22 27 25 24 29 33 29 33 40 38 35 51 39 40 42 45

Classifica
SQUADRE Trecate Giarole Tornaco Mado Bianzè River Sesia Junior Olimpia S. A. Cameri Fortitudo San Rocco Villanova Caresana Borgolavezz. Lumellogno Mandello P 55 51 50 43 36 36 33 31 30 29 24 23 18 16 16 14 V 17 15 15 13 10 10 9 8 9 7 6 4 4 2 5 3 N 4 6 5 4 6 6 6 7 3 8 6 11 6 10 1 5 P 2 2 3 6 7 7 8 8 11 8 11 8 13 11 17 15 F 58 49 49 31 30 27 26 38 32 27 31 24 15 17 21 20 S 17 15 17 23 27 24 22 35 35 29 46 32 38 37 49 49

Classifica
SQUADRE Valle Cervo Cossato Orizzonti United Hone Arnad Pollone Banchette Fulgor Cossila Grand Combin Ponderano Virtus Saluggese Real Canavese Colleretto G. Rodallese Bajo Dora Aglie’ Fenusma P 55 53 52 48 43 34 32 28 27 27 26 23 23 20 18 11 V 17 17 15 16 13 11 8 8 6 8 8 6 6 5 5 3 N 4 2 7 0 4 1 8 4 9 3 2 5 5 5 3 2 P 2 4 1 7 6 11 7 11 8 12 13 12 12 13 15 18 F 63 63 60 68 52 58 27 28 43 30 30 30 27 28 19 25 S 22 19 15 24 29 52 34 59 43 43 34 51 49 62 45 70

Classifica
SQUADRE Brandizzo Rivarolese 2009 La Chivasso Alpignano S. Nolese Val Della Torre Settimese B. Leini Pavarolo Montanaro Druento Real Leini Pro Collegno C. Castiglione San Maurizio C. R. Savonera P 56 46 44 41 41 34 33 33 31 29 28 26 23 16 14 11 V 17 13 13 12 12 10 8 9 8 8 8 7 7 4 2 2 N 5 7 5 5 5 4 9 6 7 5 4 5 2 4 8 5 P 1 3 5 6 5 9 6 8 8 10 11 11 14 15 12 16 F 54 43 39 40 40 33 36 31 33 34 41 32 34 30 16 36 S 23 21 26 22 24 31 29 30 34 38 51 38 44 59 36 66

Prossimo turno Prossimo turno
15/04: Biogliese V.m.-Domodossola, Castellettese-Gravellona, Cavaglià-Briga, Fondotoce R.-Ce.ver.sa.ma Biella, F. Valdengo-Stresa, Omegna-Fomarco, Romentinese-Gattinara, Arona-Alicese

Prossimo turno
15/04: Bvs-Strambinese, Charvensod-Volpiano, Mathi-Venaria Reale, Montalto Ivrea-Susabruzolo, Pont Donnaz-Cenisia, Real Sarre-Quincitava, Victoria Ivest-Pianezza, S. F. Ardor-Caselle

Prossimo turno
15/04: Bellinzago-Momo, Borromeo V.-Sizzano, Cristinese-Ossolacosasca, Romagnano-Virtus Villadossola, Varalpomb.-Veruno, Virtus Cusio-Piedimulera, Vogogna-Dormelletto, A. Borgomanero-Caltignaga

Prossimo turno
15/04: Cameri-Mandello, Giarole-Borgolavezz., Junior-Fortitudo, Mado-Tornaco, Olimpia S. A.-Lumellogno, San Rocco-Villanova, Trecate-Caresana, Bianzè-River Sesia

Prossimo turno
15/04: Colleretto-Valle Cervo, Cossato-Pollone, Fenusma-Ponderano, Fulgor Cossila-Orizzonti United, Grand Combin-G. Rodallese, Hone Arnad-Aglie’, Real Canavese-Banchette, Bajo Dora-Virtus Saluggese

15/04: Castiglione-Pavarolo, Druento-San Maurizio C., La Chivasso-R. Savonera, Leini-Pro Collegno C., Montanaro-Brandizzo, S. Nolese-Settimese B., Val Della Torre-Real Leini, Alpignano-Rivarolese 2009

Girone C
Bene Narzole-C.s.f. Carmagnola Don Bosco Nich.-Cavour Ciriè-V. Mondovi’ Saviglianese-Piscinese Riva Tre Valli-Pedona Cvr Rivoli-Revello Fossano-Corneliano Roero-Grugliasco 3-0 1-0 0-4 2-2 0-5 0-1 0-3 0-2

Girone D
Atletico Gabetto-C. Alfieri D. Bosco San Mauro-Cbs S. C. Atletico To-Nicese Pertusa B.-Pecettese S. Giacomo Ch.-Crescentinese San Giuliano N.-Gaviese Sandamianese-Vianney Trofarello-Vignolese Aq 2-1 1-2 2-0 5-3 1-1 2-2 4-4 0-3

Girone E
Borgaretto-Beinasco Cumiana-Infernotto Moretta-Cast. Pancalieri Nich. Hesperia-Villafranca Olympic Collegno-Perosa Pol. Bruinese-Carignano Sporting Rosta-Luserna Villar Perosa-Gold Calcio 1-0 2-0 0-0 3-0 0-2 2-1 0-2 1-1

Girone F
Nuova Sco-Madonna Di C. Orione Vallette-Barcanova Pozzomaina-Europa Pro Villafranca-Nizza Millef. River Mosso R.-Sportiva Nerazzurra Santostefanese-Moncalvo Usaf Favari-Filadelfia P. Vanchiglia-Barracuda 3-1 3-3 2-0 1-1 2-1 3-0 2-1 4-1

Girone G
Ama B. Ceva-Boves Bisalta-Villanovetta Cameranese-Genola Gem Busca-Centallo S. Sebastiano-Racconigi Sommarivese-Caramagnese Tarantasca-Valle Stura Villar 91-Sommariva P. 1-2 2-1 2-0 0-1 1-2 1-2 5-2 3-2

Girone H
Castelnovese-Arquatese La Sorgente-Quargnento Monferrato-Bevingros E. Pro Molare-Asca Stazzano-Real Novi G3 Tagliolese Ccrt-Audace B. Villaromagnano-Sarezzano Castellettese-Ovada 0-0 6-1 2-2 1-1 2-3 3-1 0-1 0-0

Classifica
SQUADRE Cavour C.s.f. Carmagnola Piscinese Riva Bene Narzole Corneliano Fossano V. Mondovi’ Pedona Revello Don Bosco Nich. Grugliasco Roero Ciriè Saviglianese Cvr Rivoli Tre Valli P 46 42 40 37 37 35 35 33 33 33 28 27 17 12 10 7 V 13 12 11 10 8 9 9 8 8 9 6 8 4 2 2 1 N 7 6 7 7 13 8 8 9 9 6 10 3 5 6 4 4 P 2 4 4 5 1 5 5 5 5 7 6 11 13 14 16 17 F 27 32 35 30 26 34 33 25 30 29 24 42 24 21 11 17 S 12 20 21 16 13 22 23 16 22 23 27 39 39 45 44 58

Classifica
SQUADRE Atletico Gabetto San Giuliano N. Cbs S. C. Pertusa B. C. Alfieri D. Bosco Atletico To Crescentinese Vignolese Aq Nicese Gaviese San Mauro Sandamianese Pecettese S. Giacomo Ch. Trofarello Vianney P 51 47 45 37 36 35 34 32 29 27 25 21 20 18 16 8 V 16 14 13 11 10 10 8 8 7 6 6 6 5 4 3 2 N 3 5 6 4 6 5 10 8 8 9 7 3 5 6 7 2 P 3 3 3 7 6 7 4 6 7 7 9 13 12 12 12 18 F 35 40 37 47 30 43 31 34 25 28 41 29 29 19 18 22 S 18 19 21 33 26 30 20 26 24 27 41 54 38 31 35 65

Classifica
SQUADRE Cast. Pancalieri Villafranca Sporting Rosta Moretta Infernotto Carignano Nich. Hesperia Borgaretto Olympic Collegno Villar Perosa Luserna Gold Calcio Cumiana Beinasco Perosa Pol. Bruinese P 55 43 39 38 38 35 34 33 32 28 25 25 24 22 22 12 V 17 12 11 10 11 10 9 9 10 7 6 6 6 5 5 3 N 4 7 6 8 5 5 7 6 2 7 7 7 6 7 7 3 P 2 4 6 5 7 8 7 8 11 9 10 10 11 11 11 17 F 42 34 34 40 41 41 28 35 40 25 19 31 34 25 23 18 S 14 22 26 26 30 25 20 31 45 31 27 40 44 33 48 48

Classifica
SQUADRE P Santostefanese 43 Europa 39 Barcanova 38 Nizza Millef. 38 Pozzomaina 38 Pro Villafranca 37 Nuova Sco 36 Usaf Favari 36 Vanchiglia 33 Moncalvo 33 Orione Vallette 29 Sportiva Nerazzurra 27 Madonna Di C. 25 Barracuda 20 River Mosso R. 18 Filadelfia P. 14 V 12 11 11 10 11 9 9 10 9 9 8 8 6 5 4 4 N 7 6 5 8 5 10 9 6 6 6 5 3 7 5 6 2 P 4 6 7 5 7 4 5 7 8 8 10 12 10 13 13 17 F 36 43 44 37 39 35 44 35 39 38 34 31 28 33 22 30 S 20 27 35 29 32 26 32 26 29 33 38 48 33 61 39 60

Classifica
SQUADRE Boves Centallo Cameranese Caramagnese Villar 91 Racconigi Gem Busca Genola Ama B. Ceva Sommariva P. Tarantasca Bisalta Sommarivese Valle Stura Villanovetta S. Sebastiano P 54 49 39 39 37 35 31 31 31 30 30 28 25 19 15 8 V 17 15 12 11 11 10 9 10 9 9 9 8 7 6 4 2 N 3 4 3 6 4 5 4 1 4 3 3 4 4 1 3 2 P 2 3 7 5 7 7 9 11 9 10 10 10 11 15 15 18 F 47 39 43 37 38 40 34 26 28 33 25 23 29 26 24 17 S 22 17 33 35 32 35 29 25 29 30 26 26 32 50 37 51

Classifica
SQUADRE La Sorgente Bevingros E. Castellettese Ovada Pro Molare Sarezzano Castelnovese Asca Arquatese Real Novi G3 Villaromagnano Monferrato Quargnento Audace B. Tagliolese Ccrt Stazzano P 47 45 37 34 34 32 31 29 29 25 25 24 21 20 20 19 V 13 13 10 9 9 8 9 7 7 6 6 6 5 5 6 4 N 8 6 10 7 7 8 4 8 8 7 7 6 6 5 2 7 P 1 3 2 6 6 6 9 7 7 9 9 10 11 12 14 11 F 58 48 32 32 28 27 27 27 29 29 25 24 31 27 21 24 S 20 29 16 25 35 26 27 24 29 33 30 27 56 39 35 38

Prossimo turno Prossimo turno
15/04: Cavour-Ciriè, Grugliasco-Corneliano, Pedona-Saviglianese, Piscinese Riva-Bene Narzole, Revello-Don Bosco Nich., Roero-Tre Valli, V. Mondovi’-Fossano, C.s.f. Carmagnola-Cvr Rivoli

Prossimo turno
15/04: C. Alfieri D. Bosco-San Mauro, Crescentinese-Atletico To, Gaviese-Vianney, Nicese-Pertusa B., Pecettese-Sandamianese, San Giuliano N.-Atletico Gabetto, Vignolese Aq-S. Giacomo Ch., Cbs S. C.-Trofarello

Prossimo turno
15/04: Carignano-Sporting Rosta, Cast. Pancalieri-Villar Perosa, Gold Calcio-Borgaretto, Infernotto-Moretta, Luserna-Olympic Collegno, Perosa-Nich. Hesperia, Villafranca-Cumiana, Beinasco-Pol. Bruinese

15/04: Barracuda-Santostefanese, Europa-Nuova Sco, Filadelfia P.-Orione Vallette, Madonna Di C.-Vanchiglia, MoncalvoRiver Mosso R., Nizza Millef.-Usaf Favari, Sportiva Nerazzurra-Pro Villafranca, Barcanova-Pozzomaina

Prossimo turno
15/04: Centallo-Cameranese, GenolaSommarivese, Racconigi-Ama B. Ceva, Sommariva P.-Gem Busca, Tarantasca-Bisalta, Valle Stura-Caramagnese, Villanovetta-S. Sebastiano, Boves-Villar 91

Prossimo turno
15/04: Audace B.-Pro Molare, Bevingros E.-Asca, Monferrato-Castellettese, OvadaCastelnovese, Quargnento-Villaromagnano, Real Novi G3-La Sorgente, SarezzanoTagliolese Ccrt, Arquatese-Stazzano

T1 T2 PR CV

74 Piemonte Sport
VOLLEY

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Prove di forza Cuneo trita Modena
Nei quarti scudetto incontrerà Piacenza e Vibo Valentia: il via sabato
GIANNI SCARPACE MODENA

La Bre banca Lannutti ieri nell’A1 «Sustenium» di volley è stata una «schiacciasassi» contro Casa Modena (3-0 in 72 minuti) annichilita dal gioco potente e preciso di Cuneo e dai propri errori: 30 contro soli 11 degli ospiti. Nei quarti di finale dei playoff scudetto Cuneo incontrerà Piacenza (sesta) e Vibo Valentia (decima). Sabato (alle 18, mezz’ora prima se ci sarà la diretta tv) primo match dei quarti contro i calabresi al Palabrebanca. «Ho il forte sospetto che gli abbinamenti playoff – commenta a caldo nel dopo partita di Modena il gm di Cuneo Marco Pistolesi – siano stati un po’ “indirizzati” dalle altre squadre interes-

Il team di Napolitano ha sprecato il vantaggio ed è stata punita

Giaveno vendetta rimandata, a Crema cede al tie break
Le valsangonesi avanti 2-0 si fanno recuperare ma restano prime
OSCAR SERRA

Bre Lannutti bene in attacco con Vissotto e Wijsmans, decisivo nei break
sate dopo aver saputo il nostro risultato». La Lube (dopo aver perso il primo set) ha vinto con Verona al tie-break restando seconda. Bene i giocatori a disposizione di Placì: Fortunato ha messo a terra 6 palloni, col 75% e 3 muri; Wijsmans 10 punti pesanti (57%), Vissotto 15 e 50% per gli allunghi decisivi. Bravo Henno col 75% di ricezioni positive e 58 di perfette, Grbic ordinato. Mastrangelo è andato in panchina in via precauzionale per un dolorino al ginocchio. Il primo set presenta due facce. La prima è quella positiva per Modena che sfrutta qualche tentennamento dei cuneesi e si porta in vantaggio. Gli ace di Ngapeth (4-5) e di Vissotto (11 pari) rimettono il punteggio in equilibrio. Bene Cuneo in attacco con Vissotto (6 punti) e con Wijsmans, sempre de-

Ngapeth (nella foto Cucchietti all’andata) e compagni hanno stroncato Casa Modena 3-0

cisivo nei break. La seconda faccia del set arriva dopo la metà del parziale, quando Cuneo schizza a più 4 (15-19). Si chiude 22-25 con l’attacco di capitan Wijsmans. I «canarini» paiono ripartire con l’intenzione di recuperare. Ace e attacco di Mastrangelo, però, scavano una buca: 2-6. Da qui in poi Modena non c’entra più il campo e commette 25 errori punto (tra primo e secondo set). Coach Bagnoli cambia la diagonale: entra Bellei per Dennis (dolorante a un ginocchio) e Carletti per Esko. In campo, per Cuneo, Rossi al posto di

Mastrangelo dolorante al ginocchio. Sala e Bellei ci provano, ma c’è solo la Bre Lannutti: il set termina 14-25 con due ace di Vissotto. Cuneo mantiene un livello di gioco alto anche nel terzo parziale. Rossi resta in campo e il centrale mette a terra 3 attacchi su 3. Equilibrio nel parziale fino al 17 pari, poi c’è Vissotto che per due volte (17-19 e 19-21) piega le mani del muro modenese. Capitan Wijsmans, il muro di Fortunato (3 in tutto) su Kadziewicz e la palla out di Bellei chiudono set (21-25) e match a favore di Cuneo (3-0)

Il tabellino
CASA MODENA:
I

Manìa (L); Sala 9; Kadziewicz 7; Dennis 5; Carletti; Bellei 11; Esko 1; Martino 1; Casoli 4; Anderson 8. Ne: Catellani (L); Piscopo. All.: Daniele Bagnoli.

BRE BANCA LANNUTTI:
I

Mastrangelo 3; Henno (L); Ngapeth 5; Fortunato 6; Wijsmans 10; Vissotto 15; Grbic 3; Rossi 3; Pieri (L). Ne: Van Lankvelt; Caceres; Patriarca; Baranowicz. All.: Placì.

La Banca Reale Yoyogurt Giaveno perde 3-2 (22-25, 25-27, 26-24, 29-27, 15-8) contro l'Icos Crema nella 10ª di ritorno della A2 femminile. Un risultato che, se da un lato lascia con l’amaro in bocca, per il vantaggio di due set a zero dilapidato nella seconda fase del match, dall’altro consente alle valsangonesi capoliste di conservare un vantaggio di cinque punti sulle dirette avversarie. «Sono molto soddisfatto per il gioco espresso dalle mie ragazze - afferma a caldo coach Bruno Napolitano -. Sapevamo che sarebbe stata dura, noi non siamo stati bravi a chiudere la partita nel terzo set, ed è inevitabile che quando non sei cinico rischi di pagare gli errori commessi». E infine una nota di ottimismo: «Siamo sempre primi, con cinque punti di vantaggio su Crema e Loreto. Ora dobbiamo sfruttare il fattore campo». Dopo i primi due periodi vinti, Nicoletta Luciani e com-

pagne hanno avuto occasioni d’oro per chiudere l’incontro: nel terzo set quando si sono trovate avanti 20-15 e nel quarto, quando sul 22-24 non sono riuscite a capitalizzare due match point. Tra le migliori in campo le due schiacciatrici, Haike Beyer, autrice di 21 punti, e Marina Cvetanovic (20). Bene anche la centrale Federica Mastrodicasa (17). Dall’altra parte della rete, esperienza e talento con la campionessa mondiale Elisa Togut, top scorer del match con 22 punti. Tra le dirette avversarie, Loreto espugna il campo di Forlì per 0-3 (21-25, 20-25, 21-25), agganciando Crema in seconda posizione, mentre Santa Croce inciampa a Mercato San Severino, dove le padrone di casa s’impongono 3-2 (21-25, 25-23, 24-26, 25-23, 21-19). Casalmaggiore, infine, consolida il terzo posto con la vittoria esterna per 3-1 a Fontanellato. Per quanto riguarda Giaveno, nel prossimo turno, in casa contro Pontecagnano, l’occasione per riprendere subito la corsa. Classifica: Giaveno 63, Loreto e Crema 58, Casalmaggiore 57, Busnago e Santa Croce 51, Montichiari 36, Soverato 35, Fontanellato 33, Frosinone 28, Sala Consilina 26, Mercato San Severino 25, Pontecagnano 23, San Vito 22, Forlì 15, Matera 10.

Serie B: Famila tosta centra il 15˚successo
OSCAR SERRA

Il Famila Habimat Chieri conquista nel derby di B1 femminile, contro la Lilliput Settimo, il 15˚ successo stagionale. Una vittoria netta, per 3-1 (25-18, 25-15, 25-27, 25-18) che consente alle collinari di restare aggrappate alla zona playoff con 3 punti di vantaggio sul Vigolzone. Buone notizie anche dalla B2 femminile, dove vincono sia il Bentley Ford Sara Pinerolo Torino che la Lictis Collegno Cus Torino. Risultati grazie ai quali i due team ipotecano i rispettivi obiettivi di inizio stagione: le pinerolesi, regolando per 3-0 (25-12, 25-14, 25-18) il Cislago sono a un passo dai playoff, mentre le cussine, al

Azione di Pinerolo-Cislago

terzo successo consecutivo, ottenuto in casa del Sant'Orsola Alba (1-3) vedono la salvezza, grazie ai 9 punti di vantaggio sul Cislago a quattro giornate dal termine. Infine la B2 maschile, dove, Sant'Anna San

Mauro e Libertas Parella continuano a vincere e si avvicinano ai playoff: secco 3-0 (25-18 29-27 25-20) della squadra di Andrea Usai contro il Nuncas Chieri, mentre il team di Barisciani regola con lo stesso punteggio (parziali: 25-21 25-18 25-18) il Fossano. Il Villafranca, dopo il ko con la capolista Eurorenting vede allontanarsi ogni speranza di salvezza. B1 femminile: Ornavasso 59, Monza 55, Chieri 45, Vigolzone 42, Tradate 35, Lilliput 34, Parma e Villata 33, Castellanza e Asti 32, Vigevano 22, Villa Cortese 15, Lucca 13, Club Italia 12. B2 femminile: Trecate 53, Pinerolo 47, Mondovì 40, Pro Patria 37, Galliate 35, Alessandria 31, Collegno Cus Torino e Genova 30, Alba 24, Acqui 22, Cislago 21, Imperia 14, Casale 12. B2 maschile: Eurorenting 56, San Mauro 52, Saronno e Parella 50, Fossano 41, Alba 37, Milano 33, Cuneo 26, Chieri 24, Carnate 23, Agliate 21, Albisola 20, Villafranca 17, Bresso 12.

Serie C: Pmt e Mokaor sfida bella e infinita
ENRICO ZAMBRUNO

La vittoria più pesante dell’anno. Il girone A della serie C femminile è arrivato al momento della svolta. La 22ª giornata ha proposto il bigmatch d’alta quota tra Oleggio e Villar Perosa, dominato dalla formazione ospite 3-1 (25-23, 25-23, 18-25, 25-16). La Ford Sara spicca così il volo a quota 59 punti, allungando a più quattro sulle dirette avversarie. Perde un’occasione importante per avvicinare la vetta il Cms Italia Lingotto, che con un’eventuale successo poteva portarsi a ridosso dell’Oleggio. E invece le torinesi, ferme a 50 punti, hanno perso in casa 3-1 (19-25, 25-23, 27-25, 27-25) un parti-

Gioia dei giocatori della Mokaor

ta strana e combattuta fino alla fine. Male anche il Canavese, quarto con 39, ko 3-0 (20,22,23) a Bellinzago. Sorride l’Habimat Famila Chieri, che si è sbarazzata 3-0 (19,10,13) del Lasalliano.

Partite di alta quota anche nel girone B, dove le canavesane del Calton scivolano sul più bello: sconfitta tra le mura amiche per 3-1 (21-25, 27-25, 25-20, 25-16) con la capolista Centallo e addio primo posto. Ora si trovano addirittura terze, perchè intanto Vercelli ha vinto con il medesimo punteggio (25-17, 25-17, 24-26, 25-22) a Cuneo. Non sorride il Delfin Cafasse Borgaro, scivolato 3-1 (25-17, 23-25, 25-18, 25-23) ad Alba. Nel girone A maschile, prosegue il testa a testa tra PMT Pallavolo Torino e Mokaor Olimpia Vercelli, con il Volley Novara e il Bruno Tex Aosta sempre ad inseguire. Nel girone B Santhià ha in tasca ormai il primo posto (54 punti), anche grazie al 3-0 esterno (24,11,14) a Villanova. Ottima prova dell’Ascot Valentino Gasp: 3-1 (25-21, 25-23, 21-25, 25-12) al Caluso. Male l'Arti e Mestieri, ko in casa 3-0 (18,17,16) con Savigliano.

T1 T2 PR CV

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Piemonte Sport 75

BASKET

Bologna non fa sconti L’Angelico si inchina
Deluso coach Cancellieri: “Sbagliato l’approccio con la partita”
STEFANO ZAVAGLI BOLOGNA

DNA MASCHILE

ZeroUno acciaccato si sfarina a Matera
DOMENICO LATAGLIATA

«E’ mancato il feeling con la partita», ammette in sala stampa coach Cancellieri. E se il fuoco fatica ad accendersi e si spegne quando manca ancora un quarto da giocare vincere in trasferta diventa impossibile per chiunque. Soprattutto se la tana ospite è l’Unipol Arena di Casalecchio, terra in cui quest’anno ha vinto solo Milano. La Canadian Solar Bologna sbriga la pratica Angelico (62-53 il finale) e centra la sua vittoria numero 12 casalinga. Biella reduce dai ko al fotofinish contro Benetton e Avellino mai come stavolta è parsa spompata. Nel dopo gara coach Cancellieri si appella all’inerzia e il difetto di fabbrica sta proprio

Verdetto rimandato all’ultima giornata della stagione regolare: sconfitta 82-66 sul campo della Bawer Matera, la ZeroUno Torino dovrà battere sul proprio parquet San Severo, nella prima domenica dopo Pasqua, per guadagnarsi il secondo posto dietro Omegna nella Divisione Nord Ovest della DNA maschile. Impresa tutt’altro che impossibile, anche se è chiaro che sarebbe stato meglio chiudere i conti prima della sosta per ricaricare le pile senza particolari pressioni in vista poi dei playoff che metteranno in palio tre posti per la prossima LegaDue.

Aragonese migliore in campo

SERIE A2 FEMMINILE

Impresa Pfp a Bologna “Nuova fiducia per il finale”
ALBERTO DOLFIN

Per il secondo posto dietro Omegna verdetto rinviato all’ultimo turno
A Matera - senza poter utilizzare Giadini, con Conti e Fontecchio non al meglio e problemi di falli che hanno complicato le rotazioni di coach Faina - la Pms ha giocato alla pari per i primi venti minuti (39-35) vedendo poi pian piano allontanarsi i padroni di casa. Soltanto nella quarta frazione i gialloblù sono riusciti a riavvicinarsi fino a meno sei grazie a 7 punti consecutivi di Tassinari (il migliore dei suoi: 5-8 da due, 3-5 da tre, 2-3 ai liberi, 6 rimbalzi e 19 di valutazione) salvo poi cedere al ritorno di Matera che con Vico (25 di valutazione) e Grappasonni (6-7 da due e 6 rimbalzi) ha chiuso il discorso vittoria a proprio favore. Brutte le percentuali al tiro per i torinesi, che con 21-31 ai tiri liberi, 15-34 da 2 e 5-14 da 3 non avrebbero mai potuto vincere su un campo difficile come quello materano. Adesso, appunto, qualche giorno di vacanza prima del rush finale. Marcatori Pms: Tassinari 21, Portannese 12 (13 rimbalzi), Conti 2, Masper 12, Giusto 3, Parente 5, Cavallero, Giadini.

Biella è discontinua Partenza anonima poi la reazione ma con troppi blackout
tutto li: «Se non portiamo mai l’inerzia dalla nostra è un segnale, anche se non imputerei il fatto a un discorso di attenzione». Coleman e compagni hanno confezionato un primo quarto striminzito (in 10’ appena 1 nella valutazione globale) e un finale burrascoso. E pensare che nei due quarti centrali la truppa di coach Cancellieri era riuscita a reagire, toccando anche il 47 pari e sciupando con Miralles dalla lunetta il tiro libero che poteva valere il sorpasso. Invece dopo il 4-7 del pronti via, l’Angelico non è mai più riuscita a portarsi avanti, sciupando tutto in un ultimo quarto troppo disastroso per essere vero. Chiuso il 30’ sul 49-47, negli ultimi 10’ i piemontesi avrebbero potuto ancora viaggiare sui binari dell’equilibrio, invece per 7 minuti e 30 secondi l’attacco biellese ha pro-

Aubrey Coleman contrastato da Sanikidze: Biella a Bologna è apparsa senza risorse agonistiche

Il weekend della A2 femminile ha regalato un risultato inatteso. La Officine Gaudino Pfp è stata capace di espugnare il PalaDozza, rifilando un pesante 50-61 alla capolista Bologna. Un successo figlio della fiducia maturata nella testa delle ragazze biancoblù dopo aver vinto lo spareggio salvezza con Borgotaro nel turno precedente. Decisiva anche la grande prestazione di Valentina Aragonese. La cilena arrivata nel mercato di gennaio è rimasta in campo per tutti i quaranta minuti di gioco ed ha fatto breccia nella retroguardia bolognese con le sue letali incursioni. Molto positivo il giudizio su di lei del tecnico meneghino della Pfp, Maurizio Frigerio: «Valentina è stata davvero preziosa, ora conosce le compagne e si è finalmente integrata nel meccanismo. Penso che all'inizio fosse soltanto schiacciata dalla pressione e dalla responsabilità di dover risollevare le sorti della squadra da sola, mentre

dotto zero punti. Per la Canadian Solar l’occasione era talmente ghiotta da arpionarla al volo. Risultato: dal 49-47 si è passati al 59-47, un 10-0 di parziale con cui di fatto il gruppo di coach Finelli ha ipotecato i due punti in classifica. E’ stata un’Angelico da luci e ombre. Partenza anonima, reazione, smarrimento e arrivederci. I blackout sono stati fatali. Lo stop riscontrato nell’ultimo quarto ha amplificato una circostanza già accaduta nel primo tempo: dopo

il 4-7 la Virtus aveva piazzato un 12-0 che l’aveva elevata fino al 16-7 dell’8’. Biella è persa stanca, poco reattiva, sorretta da un Coleman dalle vitamine ritrovate (ben 15 punti nel solo terzo quarto), ma il resto del gruppo ha risposto male agli input. La Virtus ha asfaltato a rimbalzo i biellesi (sfida vinta 40-28) , dopo la sua valutazione finale è stata di 70 contro 44 di Biella. Pullen non ha funzionato, Jurak si è incagliato nei falli, Dragicevic sembrava un altro rispetto al-

la prova monstre di Avellino. Per come è maturata, questa sconfitta è un campanello d’allarme. Forse qualche forza fresca dal mercato servirebbe eccome. Ma tutto tace e i dirigenti non hanno voglia di compiere follie economiche. Anche perché la situazione di classifica resta serena. Secondo coach Cancellieri la sua squadra ha ancora qualcosa da dire in questa stagione: «E’ nostra intenzione chiudere l’annata con entusiasmo», sono le sue ultime parole.

La cilena Aragonese sorprende anche la capolista. I playout si potrebbero evitare
ora è più tranquilla». Una sicurezza che la Aragonese è stata capace di diffondere anche alle compagne, sempre in controllo del gioco in una partita che alla vigilia sembrava davvero proibitiva. Un risultato utile per la classifica, ma soprattutto per il morale in vista del finale di stagione. «Siamo stati davanti per tre quarti e non abbiamo avuto nessuna pausa mentale - commenta Frigerio -. Le ragazze hanno acquisito maggiore sicurezza nei loro mezzi ed ora possiamo guardare con grande fiducia ai play-out». È questo lo scenario che si apre alle piemontesi, data la matematica retrocessione del Borgotaro dopo la sconfitta contro Udine. Con due vittorie nei rimanenti turni ed una concatenazione di risultati utili, sarebbe possibile addirittura evitare i playout. In casa Pfp, il futuro fa meno paura adesso. Tabellino Pfp: Santuz, Montanaro 6, Pignetti 4, Coen 8, Domizi 7, Bonetti, Aragonese 23, Quarta 7, Salvini 6. Classifica: Bologna e Vigarano 40; San Martino di Lupari 32; Milano e Muggia 30; Marghera e Udine 26; Cervia 20; Cagliari 18; Alghero e Bolzano 16; Biassono e Pfp Collegno 14; Borgotaro 10.

Kopa rade Prato e riannusa i playoff
Era una partita da non sbagliare e il Kopa Cus Torino non l’ha sbagliata: sul campo del Minorconsumo.it Prato ultimo in classifica, gli universitari si sono imposti 60-72 mettendo così un altro mattoncino verso l’accesso ai playoff della DNB maschile, cui saranno ammesse le prime otto al termine della stagione regolare. Al momento, la squadra di coach Genta occupa la sesta piazza in compagnia di Montecatini e vanta quattro punti di margine su Empoli, nona in classifica: alla ripresa del campionato, dopo la sosta pasquale, saranno proprio i toscani a fare visita ai biancoblù in un match che suonerà quasi come uno spareggio. Dopo di che, il Cus avrà ancora due match casalinghi contro Castelnovo e Mirandola e si recherà a Livorno. Ieri, a Prato, il Cus ha accelerato nell’ultimo quarto dopo essere arrivato al 30' con un solo punto di margine: a quel punto soprattutto Andrea Danna (17 di valutazione: 3-7 da due, 1-1 da tre, 8 falli subiti) suonava la carica, ben coadiuvato da Tassone. Ne veniva fuori un parziale di 21-10 che pemetteva ai torinesi di chiudere in scioltezza. Ottima anche la prova del neo- acquisto Ceparano, pivot tutta sostanza: 5-7 da due, 1-1 da tre e 6 rimbalzi. [D.LAT.] Marcatori Cus: Favario 4, Tassone 13, Murta 7, Maccagno 10, Ceparano 15, A. Danna 14, P. Danna, Raucci 8.

DNC: Crocetta piazza il colpo La lotta salvezza si riaccende
La Named Crocetta centra il colpaccio sul campo di Domodossola, si impone 83-52 e aggancia Loano al terz’ultimo posto del girone A della DNC maschile. Grazie a questi due punti, la squadra di Gianzana dà un altro senso al suo finale di campionato e alla lotta salvezza nel suo complesso quando mancano tre giornate al termine della prima fase. Ieri, per la Named, tutti sopra gli scudi e partita decisa nel terzo quarto grazie a un parziale di 23-12. Mattatore della serata è stato Luca Vetrone, 24enne ala risultato immarcabile sia vicino che lontano da canestro. Prossimo appuntamento per la Crocetta, Nel resto della giornata, nessun problema ovviamente per la schiacciasassi Derthona contro il Trecate ultimo della classe (84-63), mentre la Blue Energy Novara è andata a vincere a Cantù 86-84 facendo un deciso passo avanti per chiudere la stagione regolare tra le prime quattro. Biella ha poi vinto a Follo 64-58 agganciando così i liguri a quota 18, mentre la Cogein Savigliano (Nasari 27 putni e 32 di valutazione, Boella 15 e 18)) ha avuto la meglio in casa 80-71 sulla Zimetal Alessandria e adesso "vede" i playoff quando mancano tre giornate al termine della stagione regolare. Prossima settimana, sosta per tutti. (D. LAT.)

Luca Vetrone, ala pivot

contro Mortara, sabato 14 aprile in via Piazzi. Marcatori Crocetta: Martina 8, Ceccarelli, 15 Giordana 11, Draghici 1, Vetrone 30, D'Affuso 8, Campanelli, Menzio 4, Augeri 4 Riviezzo 2.

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76 Piemonte Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

sportflash
Sci, all’Alpe d’Huez Podismo

CICLISMO

Borsotti terza
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Cussini tris a Pinerolo
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La valsusina Camilla Borsotti (Carabinieri, Bardonecchia) ha partecipato all’Alpe d’Huez alla discesa dei Campionati Assoluti francesi, facendo segnare il terzo tempo assoluto, a 44/100 dalla vincitrice Marion Rolland. [D. LAT.]

Bocce, Coppa Italia

Botto del Forno
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Forno Canavese di Osvaldo Baudino, Manuel Lituri, Fabio Abrate, Luca Scassa vince la 1ª prova di Coppa Italia serie A Quadrette «Trofeo Euroconnection» a Salassa. I canavesani hanno sconfitto nella finale, 10 a 9, la Ferriera di Buttigliera Alta con Claudio Maino, Flavio Bertolusso, Mino Vottero, Luigi Cericola. [GI.BE.]

Rugby, serie B

Cus To risupera Biella
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Dominio del Cus Torino nella «10mila degli Acaja» a Pinerolo. Podio maschile tutto biancoazzurro, con Stefano Guidotti Icardi primo in 29'12" davanti ai compagni Andrea Tagnese, secondo a 41" e a Simone Giorda, terzo a 1'03". Vittoria cussina anche nella gara femminile grazie a Sara Brogiato, prima in 33'03" davanti a Ombretta Bongiovanni (Fanfulla Lodigiana) e alla compagna Martina Merlo. A Rivarolo invece, nella «Keyco Half Marathon» si è imposto Taoufique El Barhoumi (Casone Noceto) in 1h07'20" sul segusino Abdelhadi Laaouina (Atletica Susa), staccato di 1'23" e sul canavesano Edward Young (Valchiusella). Fra le donne vittoria di Khadija Arafi (Genova) in 1h18'38". Al secondo posto a 29’’ la volpianese Federica Scidà (Runner Team) e terza a 44’’ Catherine Bertone (Calvesi). [E.BOC.]

Balsamo fa perdere la testa a tutti i maschietti

Elisa Balsamo prima a Collegno
FRANCO BOCCA COLLEGNO

Flavia Pennetta sorteggerà oggi i dieci ragazzini fortunati che palleggeranno con lei

TENNIS LA CAMPIONESSA AZZURRA OGGI OSPITE ALLO «SPORTING»

Trofeo Kinder+Sport primi verdetti sotto gli occhi della Pennetta
BARBARA MASI

Vince il Ce.S.In. Cus Torino sul Lumezzane per 20-13 (12-7) ma a fatica. Solo sul finire una meta di Fusco ha dato la tranquillità ai cussini di superare al secondo posto Biella (che ha riposato) di tre punti. La capolista Cus Genova ha espugnato Settimo battendo il BEFeD VII Torino 29-16. [R.SIR.]

Nuoto, Tricolori giovanili

Le medaglie torinesi
I

Ippica

Tripletta di Smorgon
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Verranno assegnati oggi i primi titoli del Trofeo Kinder+Sport in corso al Circolo della Stampa-Sporting di Torino: sarà sicuramente una giornata dal sapore indimenticabile per i giovanissimi finalisti che scenderanno in campo questo pomeriggio. Dopo Francesca Schiavone lo scorso anno, ospite del Valmora Day allo Sporting questa volta sarà l'azzurra Flavia Pennetta. A partire dalle ore 15, oltre a premiare i primi vincitori della tappa torinese, la giocatrice brindisina numero 21 del ranking mondiale WTA sorteggerà fra tutti i presenti i dieci ragazzini fortunati che avran-

no l'opportunità di palleggiare con lei e il vincitore di una racchetta autografata. Sono sei dunque le finali che si disputeranno dalle ore 15 (ingresso libero) sotto gli occhi della Pennetta, e guarda caso ben cinque sono femminili: nell'under 9 la talentuosa torinese della Sisport Fiat Margherita Cecere, sorella minore dell'altrettanto dotato e già sotto osservatorio federale Edoardo, contenderà il titolo alla cuneese Maddalena Giordano (Country Club Cuneo); nell'under 10 la giocatrice di casa Sporting Irene Piano, che nel giovanissimo palmares annovera la qualificazione al Master nazionale del circuito Kinder+Sport 2011, affronterà Gaia Margherone del Tennis

Club Sommariva Bosco. Nell'under 11 un'altra torinese, Francesca Ligotti del Tennis Club Monviso, sarà opposta ad Alessia Bovio Bo (Canottieri Tanaro Alessandria), nell'under 12 Matilde Mulatero del C2 Valdellatorre incontrerà Federica Laretto (Tennis Club Prato Fiorito), mentre nell'under 14 l'altra monvisina Alessia Garombo se la vedrà con la pleiadina Irene Mantino. Infine nell'unico tabellone maschile in programma, l'under 9, Federico Rubietti (Le Pleiadi) affronterà Alessandro Spadola (Tennis Rivoli 2000). Per le altre gare (la tappa torinese ha registrato ben 343 partecipanti) l'epilogo è previsto nella settimana dopo Pasqua.

Lo sciopero delle giurie ippiche non ha fermato il convegno di Vinovo, sostituita con una giuria interna. La tripletta di Smorgon ha dato spettacolo. Guzzinati si è aggiudicato il montepremi centrale con una media sul miglio di 1.13.8. Femia con Nella del Pri ha dominato la scena dei gentleman. Risultati: 1) Osteria 111, Nella del Pri, Femia; 2) Si.che.so, Princess Griff, Smorgon; 3) Alberto Lussonia, Ostiolo Effe, Smorgon; 4) Cobra80 Italia-Brasile, Gadiolazn, Guzzinati; 5) C'est de Mimi, Pepevita, Smorgon; 6) Vintage Vini, Noble du Louvre, Nobili; 7) Sandra's Bar, Patrizia Flashy, Besana; 8) Orsogna, Ottone Rosaikyu, Mollo.

Sono venti le medaglie piemontesi agli Italiani giovanili di Riccione. Silvia Guerra (RN Torino) fa tris nella rana, vincendo anche nei 50 Jun. 97 (31"91). Nei 100 sl Cadetti, titolo a Eleonora Costa (CN Torino) in 55"51, seconda Beatrice Fassone (RN Torino) in 55"71. Francesca Cristetti (RN Torino) è argento negli 800 sl (8'44"57). Due podi per il Centro Nuoto nella 4x100 mx: prima tra i Ragazzi e terza tra i Cadetti. Alla Rari Nantes il titolo juniores. Oggi i maschi.

Scherma, assoluti regional

CS To domina fioretto
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Softball, serie A1

La Loggia in testa
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Rimane primo in classifica il Rhibo La Loggia. Le ragazze di Maria Grazia Barberis hanno perso la prima partita contro Titano Hornets 2-1 e vinto la seconda 6-2.

Al Palacollegno il 2˚ Memorial Francesco Brignone, campionato regionale Assoluti: nel fioretto terna maschile e femminile per il C.S. Torino che ha piazzato sul podio Fabrizio Rey, Paolo Stissi ed Edoardo Sciacca da una parte, Elisa Bianchetti, Francesca Torta e Vittoria Lodo. Nella spada maschile successo di Andrea Baroglio (C.S. Casale) seguito da Dennis Perrone (Accademia Marchesa) in quella femminile di Ilaria Galli (Pro No), seguita da Camilla Messina (Pro Vercelli) e Federica Stoissa (C.S. To). Infine la sciabola: oro per la pinerolese Emilia Pastorelli su Benedetta Brossa e Cecilia Ruggiero (C.S. To) e per Davide Nicassio (C.S. To) sul compagno di sala Andrea Cutrupi e il pinerolese Francesco Barile.

Si sapeva che era in grado di dare filo da torcere a molti maschietti. Ma che li avrebbe battuti tutti in volata dopo una corsa di 28 chilometri forse pochi erano disposti a scommetterlo. Invece la cuneese Elisa Balsamo, 14 anni, è riuscita nell’impresa, imponendosi a Collegno in maglia tricolore nella prima gara stagionale degli Esordienti del primo anno. Va detto, a onor del vero, che il regolamento federale consente alle rappresentanti del gentil sesso, in assenza di gare femminili nella loro regione, di partecipare alle gare maschili della categoria inferiore alla propria, e quindi la Balsamo, che abita a Peveragno e corre per la Vigor di Piasco, ha battuto 50 ragazzini che hanno un anno meno di lei. Ma la sua resta una impresa di grande spessore, che ha pochissimi precedenti. Solo 4˚ il primo dei torinesi, Gabriele Mattalia del Pedale Chierese. Nella gara degli Esordienti del secondo anno (classe 1998) si è imposto per distacco l’altro cuneese Giosuè Mattio, compagno di squadra della Balsamo, che ha saputo mettere a frutto con intelligenza la rivalità tra i corridori del Pedale Chierese e della Rostese, che alla fine hanno dovuto accontentarsi del 3˚ posto di Manuel Incardona e del 5˚ di Stefano Rossetto. Tra gli Allievi, nella gara di Sizzano Novarese vinta dal verbanese Filippo Ganna, da segnalare il 2˚ posto di Davide Ostorero (Rostese), che domenica aveva vinto ad Agliè, e il 4˚ posto di Giacomo Rostagno (Eporediese).

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LA STAMPA
LUNEDÌ 2 APRILE 2012

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Il tempo
LE PREVISIONI DI OGGI
SITUAZIONE
Col cedimento dell’alta pressione si avvia una fase di tempo instabile e fresco che condizionerà gran parte della settimana risparmiando solo le estreme regioni meridionali. Una prima perturbazione risale oggi dal nord-Africa con rovesci in Sardegna e dalla serata sulle regioni tirreniche, domani anche al nord.

Tornano le nuvole, oggi primi rovesci dalla Sardegna verso la Toscana
Il Sole
CENTRO
Nuvoloso in Sardegna con piogge sparse al mattino tra Oristanese e Cagliaritano, in trasferimento verso il nord della regione nel pomeriggio. Altrove inizialmente soleggiato, ma passaggi nuvolosi via via più estesi in giornata sulle regioni tirreniche, con piogge dalla serata specie su Toscana e nord del Lazio.

IN EUROPA
Culmina alle ore 13 e 14 minuti Tramonta alle ore 19 e 39 minuti
LUNA PIENA

NORD
Irregolarmente nuvoloso fin dal mattino al nord-ovest con nubi più addensate tra le pianure pedemontane e i primi tratti vallivi e schiarite più ampie all’interno della Valle d’Aosta. Altrove abbastanza soleggiato con addensamenti a ridosso delle Prealpi e in Liguria. Nubi in aumento ovunque nel pomeriggio.

SUD
In mattinata estese velature dalla Sicilia verso Calabria e Campania; soleggiato altrove. Nel pomeriggio ampi rasserenamenti in Sicilia, diviene più nuvoloso sulle regioni peninsulari con rischio di qualche rovescio in serata tra Napoletano e Casertano.
Sorge alle ore 6 e 49 minuti

La Luna
Si leva alle ore 14 e 47 minuti Cala alle ore 3 e 56 minuti

06-apr

SOLE

NUVOLOSO

POCO NUVOLOSO

COPERTO

VARIABILE

PIOGGIA DEBOLE-MODERATA

PIOGGIA INTENSA

TEMPORALE

NEBBIA

NEVE

VENTO

MARE CALMO

POCO MOSSO

MARE MOSSO

MARE AGITATO

Una perturbazione risale dal nordAfrica verso la Penisola Iberica portando nubi e rovesci, peggiora anche sulle Isole Britanniche con piogge più frequenti su Scozia e Irlanda. Maltempo sull’Europa dell’est con neve tra Baltico, Russia e Bielorussia; soleggiato in Francia e tra Balcani, Egeo e Mar Nero.

DOMANI

LA TENDENZA DELLE TEMPERATURE Temperature in calo al sud, in Sardegna e al nord-ovest; in aumento al nord-est e sul versante adriatico. Aosta 7 12 Torino 9 16 Milano 8 17 Genova 11 18

Le precipitazioni attese oggi

Trento 7 18 Bologna 6 20 Firenze 5 20 Perugia 3 19 Venezia 7 18

Trieste 5 16

Ancona 7 17 L‘Aquila 6 20 Campobasso 6 18 Napoli 10 22 Foggia 10 20 Bari 11 19 Potenza 6 17
DEBOLI MODERATE FORTI MOLTO FORTI

Piogge al centro, più intense in Toscana, in estensione al nord-est dal pomeriggio, più sporadiche al nord-ovest.

DOPODOMANI

Roma 11 22

Rovesci in Sardegna e dalla serata su Toscana e nord del Lazio; isolati sul sud del Lazio e in Campania.

Vigilanza meteo di oggi e domani

Alghero 9 19

Cagliari 13 19 Palermo 12 22

Catanzaro 10 19 Reggio Calabria
11 20

Catania 13 20

Ancora piogge al centro-nord, specie al nord-est e in Toscana, irregolari altrove. Più soleggiato al sud.

NESSUNA

MODERATA

ELEVATA

ESTREMA

Nessuna allerta.
Centimetri-LA STAMPA

A cura di www.nimbus.it

Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa
CITTÀ MIN ˚C MAX ˚C OGGI

CITTÀ

MIN ˚C MAX ˚C OGGI

Lunedì Che tempo farà

ALGERI ANKARA BAGHDAD BANGKOK BEIRUT BOMBAY BRASILIA BUENOS AIRES CALGARY CARACAS CASABLANCA CHICAGO CITTÀ DEL CAPO CITTÀ DEL MESSICO DAKAR DUBAI FILADELFIA GERUSALEMME HONG KONG IL CAIRO JOHANNESBURG KINSHASA LA MECCA L'AVANA LOS ANGELES MANILA MELBOURNE MIAMI MONTREAL NAIROBI NEW YORK NUOVA DELHI PECHINO SHANGHAI SINGAPORE TOKYO WASHINGTON

11 3 16 26 13 22 18 17 -1 22 12 10 15 9 19 20 1 11 20 12 9 23 22 23 12 25 18 19 -2 17 3 21 2 10 25 7 8

16 13 27 37 21 39 29 24 10 32 18 19 25 25 25 25 14 23 24 28 19 33 37 33 27 31 26 28 9 27 12 36 12 22 29 13 17

AMSTERDAM ATENE BARCELLONA BELGRADO BERLIN BERNA BRATISLAVA BRUSSELS BUCAREST BUDAPEST COPENHAGEN DUBLIN EDIMBURGO HELSINKI ISTANBUL LISBONA LONDRA LUBIANA MADRID MOSCA OSLO PARIGI PODGORICA PRAGA REYKJAVIK ROMA SARAJEVO S. PIETROBURGO SOFIA STOCCOLMA TALLINN TIRANA VARSAVIA VIENNA VILNIUS ZAGABRIA

5 8 11 3 3 1 3 4 2 3 0 7 4 -3 5 11 6 4 9 -2 -2 4 9 5 0 11 2 -4 1 -1 -2 8 -1 5 -2 5

11 18 17 14 7 16 16 12 14 15 5 12 8 1 12 16 13 19 17 3 4 15 20 10 3 22 16 4 13 1 0 19 6 14 2 17

Dopo un marzo caldo da record finisce la parentesi di quasi estate
LUCA MERCALLI

L

a precoce parentesi quasi estiva dei giorni scorsi sta cedendo il passo a condizioni atmosferiche più normali per l’inizio di aprile: una serie di perturbazioni si appresta a raggiungere l’Italia da Sud-Ovest, portando soprattutto da domani a venerdì cieli nuvolosi e piogge al Centro-Nord, più presenti e abbondanti in Toscana e sul Triveneto, dove peraltro la siccità in corso è più marcata. Le regioni nord-occidentali si troveranno invece più al margine, sotto piovaschi intermittenti, e verrà risparmiato quasi del tutto il Sud, dove la settimana trascorrerà tra nubi sparse senza effetti di sorta. Farà più fresco a causa della discesa di aria nord-atlantica: tra mercoledì e giovedì, quando i cieli dovrebbero essere più grigi e pio-

vosi, in Valpadana non si salirà sopra i 15 gradi, e solo al Meridione lo scirocco dovrebbe mantenere le temperature diurne sopra i 20 gradi. Sulle Alpi nevicherà in genere oltre i 1500 metri, con apporti però inferiori a 20 centimetri tra le montagne piemontesi e valdostane, più copiosi soltanto dalla Lombardia alla Carnia. Le precipitazioni sono dunque benvenute per alleviare, sebbene in piccola parte, la carenza idrica, talora eccezionale: tra aprile 2011 e marzo 2012 l’osservatorio di Modena ha registrato il minimo storico di piovosità dal 1830 su tale sequenza di 12 mesi, con soli 321 mm, la metà del normale. Marzo 2012 è stato il più caldo nelle lunghe serie meteorologiche di varie località del Nord, come Piacenza, Modena e Pontremoli, superando con anomalie mensili di 4-5 gradi i precedenti

massimi che spettavano – a seconda delle zone - al marzo 1994 o 1997. A Torino solo per un soffio il mese non è stato da record, con una media di 13,5gradi,appenainferioreai13,9gradi del marzo 1997. Ma qua e là sono caduti anche alcuni primati di temperatura massima giornaliera, soprattutto mercoledì 28 marzo in Toscana, quando si sono toccati 25,0 gradi a Pontremoli (superato il precedente estremo di 24,0 del 27 marzo 1968) e 25,8 all’aeroporto di Firenze (eguagliato il record del 26 marzo 1989). Su molti notiziari si è parlato in questi giorni di processioni e preghiere per scongiurare gli effetti negativi della siccità e chiedere la pioggia, ma ben poco si è invece detto sui cambiamenti climatici, di cui siamo ben più responsabilidiquantosianoglideidiqualsivoglia religione.

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.LA STAMPA2012 LUNEDÌ 2 APRILE

Come vengono conservati?

D mande

A CURA DI FLAVIA AMABILE
ROMA

Quanti sono gli embrioni in tale condizione nel nostro Paese? Sono aumentati quasi di dieci volte nello spazio di un anno. Come si legge nell’ultima relazione depositata in Parlamento nel 2011, si è passati dai 763 del 2008 ai 7337 del 2009, su un totale di 99.258 embrioni formati. Ad occuparsene sono 350 centri di procreazione medicalmente assistita, di cui 130 pubblici, 27 privati convenzionati e 193 privati. Più della metà dei centri, quindi, è privato (il 55,1 per cento) ma la maggior parte delle prestazioni è eseguita nelle strutture pubbliche o private convenzionate. È mai accaduto un incidente simile? In Italia è la prima volta. Nella crioconservazione però ci può sempre essere materiale biologico perduto: la sopravvivenza media degli embrioni, così come quella degli ovociti, in condizioni di perfetta conservazione, è di circa l’80-85%. Le coppie sono consapevoli del fatto che un 15-20% almeno del materiale rischia di non sopravvivere. Che cos’è la crioconservazione? È il metodo usato per conservare spermatozoi, ovociti ed embrioni stoccati sotto azoto liquido a bassissima temperatura (-196 gradi). Si tratta di una procedura piuttosto recente, visto che risale agli inizi degli Anni Ottanta, ma negli ultimi venti anni ha subito una profonda trasformazione. Soltanto dal 1996 al 2010 sono stati oltre duemila i bimbi nati, nel mondo, da ovociti congelati. E le tecniche utilizzate a tale scopo sono due. Quali sono? La più antica delle due tecniche è il congelamento lento iniziato ad usare con successo per gli spermatozoi cinquant’anni fa ed esteso a embrioni e ovociti per i quali però presenta alcuni problemi durante lo scongelamento. Il materiale biologico viene immerso in

soluzioni chimiche che fungono da crioprotettore e poi portate lentamente a temperature sempre più basse. Lo scongelamento avviene invece in modo rapido per evitar che il campione resti a lungo a temperature critiche che possano provocare la formazione di cristalli di ghiaccio e danneggiarlo. E il secondo modo utilizzato a tale scopo? È la vitrificazione, sperimentata a partire dagli ovociti. Si porta rapidamente a -196 gradi la cellula uovo vitrificandola, facendola cioè solidi-

ficare rapidamente, eliminando così il rischio di formazione di cristalli di ghiaccio. Per ottenere questo risultato è però necessario immergere il materiale biologico in soluzioni ad elevata concentrazione di sostanze chimiche che potrebbero avere effetti tossici oppure trasmettete i virus e i batteri che sono presenti nell’azoto liquido. Una parte degli embrioni però sono abbandonati... Ufficialmente sono 3.415, in base al censimento realizzato nel 2005 dopo l’entrata in vigore della legge nu-

mero 40. Si tratta di embrioni a cui i genitori hanno rinunciato espressamente, per impossibilità o, ancor meglio, non necessità di utilizzo. Sono criocongelati nei centri per la fecondazione artificiale, non possono essere né adottati, né destinati alla ricerca oppure distrutti per i limiti imposti dalla legge. Va comunque garantita la loro sorveglianza con turni di rabbocco dell’azoto liquido per controllare che tutti i tessuti e gli embrioni siano sempre coperti da azoto liquido, a -196 gradi, anche durante la manipolazione e il trasporto.

Esistono anche ovociti congelati. Che differenza c’è con gli embrioni? Gli ovociti sono gameti femminili, dunque cellule. Gli embrioni invece sono considerate forme iniziali di vita dalla Chiesa. Nel 2009, quindi, con la ripresa della possibilità di conservare embrioni, si è avuto un calo del congelamento di ovociti: si è passati dal 12% di prelievi del 2008 in cui si congela una parte degli ovociti al 9,9% del 2009. La tecnica viene effettuata solo in alcuni centri con esperienza specifica, quasi tutti al Nord.

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Un guasto verificatosi all’impianto del centro di procreazione assistita dell’ospedale San Filippo Neri di Roma ha causato la distruzione di 94 embrioni. Ma le polemiche hanno investito anche la Corte Costituzionale: la sua sentenza del 2009 avrebbe aggravato i danni. Che cosa prevede la decisione dei giudici? Il provvedimento dei magistrati ha eliminato il divieto imposto dalla legge numero 40 del 2004, relativa alla procreazione assistita, che stabiliva il limite massimo di tre embrioni da impiantare contestualmente. Questo ha provocato un forte aumento degli embrioni crioconservati.

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CASO EMBRIONI

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