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Scrivere un romanzo in 100 giorni

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Premessa
Scrivere un romanzo in 100 giorni frutto di uniniziativa lanciata dal blog Sul Romanzo nel mese di maggio del 2009 e durata fino al 21 settembre del medesimo anno. Il testo che metto a disposizione lo specchio della struttura originale, senza un lavoro di editing, eccetto alcuni rari punti nei quali era necessario. Non da considerare questo pdf unico come un e-book, mancando una seria revisione del materiale e un layout appropriato. Il testo stato pensato in questa forma per facilitare la consultazione delle lezioni, anche lontani dal pc e/o privi di un collegamento internet. Se in futuro ci saranno modifiche del testo o la creazione di un e-book organizzato con cura, mi prendo lonere di segnarlo in primo piano nel blog Sul Romanzo. La conclusione delliniziativa non sancisce la morte del blog, anzi. Vi sono altre riflessioni legate al tema del romanzo e non solo, gli argomenti delle cento lezioni sono approfonditi per aumentare il livello di complessit e di consapevolezza. Vi invito a seguire ancora Sul Romanzo al fine di renderlo uno spazio sempre pi ricco di contenuti e dibattiti. Qualsiasi critica o consiglio: sulromanzo@libero.it. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alliniziativa e che hanno contribuito sia pubblicamente con commenti sia privatamente con mail affinch lesperienza divenisse utile e interessante. Buona lettura.

Lezione 1 Oggi inizia la sfida. Ho trascorso parte del fine settimana a sistemare le lezioni, ad affinarle, in particolare quelle che vi presenter nei prossimi giorni. Perch vorrei essere il pi chiaro possibile, in modo che ognuno, dopo avere letto la lezione, possa cimentarsi fin da subito sul proprio romanzo. Nei primi giorni tuttavia mi concentrer sugli elementi di contesto, non scriverete il romanzo, ma vi aiuter a prendere delle precauzioni, affinch possiate con pi convinzione ed efficacia cominciare la scrittura vera e propria. A qualcuno sar di sicuro capitato di affermare: Luned inizio a scrivere, nella speranza di ritrovarsi a distanza di pochi mesi pubblicati da una grande casa editrice e pronti per lo Strega o il Campiello. Poi, i problemi, la demotivazione, la mancanza di un metodo. Rare volte vere cause, nella maggior parte dei casi: scuse. Perch scrivere con continuit non facile, scrivere bene ancora meno, scrivere un romanzo figuriamoci. Ciononostante servono alcuni accorgimenti e labitudine a scrivere diventer acquisita, interessante, coinvolgente. Ci si deve abituare alle cose per esplorarle in profondit. Come in un rapporto di coppia che allinizio rivela tante incomprensioni e soltanto il tempo e la conoscenza reciproca migliorano la quotidianit insieme. Lo sforzo che vi chiedo per scrivere un romanzo in 100 giorni dovr essere disciplinato, ottenuto con calma e pazienza. Qui non sono richiesti guizzi geniali o ribellioni istintive, bens una consapevole attenzione verso il proprio tempo, la propria volont, le proprie azioni. Ed necessario partire dal motivo che vi spinge a tentare la sfida letteraria: dovete averlo chiaro in testa, qualsiasi esso sia. Pensatelo, ora, altrimenti cercatelo, ora. Perch a quello dovrete pensare nei momenti di difficolt, soltanto tale obiettivo vi dar la benzina creativa per continuare fino alla fine dei cento giorni. E non ingannatevi, magari qualcuno penser: Che sciocchezze sono queste, devo solo mettermi al computer o prendere la mia penna preferita!. Fate come desiderate, eravate state avvisati. Lobiettivo per il quale volete scrivere il vostro romanzo dovete immaginarlo, ci saranno persone attorno a voi? Dove sarete? Come vi sentirete? Forza, state iniziando a descrivere, a visualizzare, a creare dialoghi, vi servir nei prossimi tre mesi. Dovete tentare dessere il pi precisi possibile, immaginate la situazione, le parole, i luoghi, gli odori, il tempo meteorologico, le sensazioni, eccetera. Modellate tutto questo nella vostra mente perch voi volete esattamente raggiungere tale obiettivo. Oggi vi serviranno almeno venti minuti per riflettere sulla motivazione, fatelo, necessario. A domani.

Lezione 2 Seconda lezione: gestione del tempo e responsabilit della vostra mente. Per scrivere dovete cercare ogni giorno del tempo a disposizione, se non lo avete (o siete convinti di non averlo), urge trovare soluzioni. Ricordate giorni fa quando parlavo di fare qualche rinuncia? Da tale concetto recupererete le ore da dedicare alla scrittura. C chi mattiniero e chi invece ama la notte, rubate unora alla sveglia del mattino oppure andate a letto unora dopo. Iniziate da subito, abituatevi quanto prima perch lo dovrete fare per 100 giorni, non dieci anni o una vita, ma per 100 giorni. Potete delegare qualcosa o rimandare con pi intelligenza alcuni impegni (ad esempio concentrare le commissioni in ununica volta)? Potete rinunciare per cento giorni alla televisione o a qualche telefonata non cos importante? E farsi una semplice doccia invece che un bagno in vasca? Oggi dovete pensare insomma, oltre allora di sonno in meno, alle mille cose della giornata che siete in grado di fare in modo differente, risparmiando tempo: unica fonte che vi permetter di impegnarvi nella scrittura. Anni fa, io fui molto drastico, qualcuna delle persone a me care si preoccup; spiegai loro che stavo tentando di realizzare un progetto (senza entrare nei particolari, non fatelo, vi 3

spiegher domani la ragione), si tranquillizzarono. Riuscii cos ad avere circa unora e mezza ogni giorno per scrivere. Volete o non volete scrivere un romanzo in cento giorni? Se non pensate voi stessi a trovare il tempo per farlo chi ci penser? La mente. Questo un aspetto tanto fondamentale quanto il tempo. Lasciarla a briglia sciolta significa andare incontro ad un fallimento sicuro. Il vostro stato danimo nasce nella vostra mente, indipendentemente dagli eventi. Non ne siete convinti? Pensateci con calma, non ci che accade che vi turba o vi rende felici, ma la vostra reazione agli accadimenti che determina gioia o tristezza, malinconia o ansia. Non basta che scriviate, dovete immaginarvi scrivendo, e fatelo spesso, pi volte al giorno, la vostra mente si deve abituare a tale comportamento. Non sottovalutate questa operazione, da fare per cento giorni, gli studi a riguardo sono inequivocabili. Se non lo farete ogni giorno, sarete magari presi dallentusiasmo allinizio della sfida, poi, pure quello svanir. Immaginatevi seduti nel luogo dove scriverete, avete vicino un t caldo o un frutto? Silenzio imperante, musica classica o folk irlandese? Siate precisi nella visualizzazione. Lo ripeto, immaginatevi pi volte durante il giorno, nessuno se ne accorger, ma per voi sar fondamentale. Dentro la vostra testa c da sempre una voce: No, non ce la puoi fare!, Non cambi mai!, Scrivere ogni giorno per unora? Impossibile!. Capite che la vostra mente a briglia sciolta? lei che vi frega e vi demotiva. Iniziate cos: appena sentite la voce che vi invade, sostituitela con voi che state scrivendo, limmagine che vi ho descritto prima. Siate vigili nei prossimi cento giorni: questo determiner il successo della vostra sfida. Siete pigri? Tendete a rimandare? Non sapete mai dire no, non adesso a chi vi disturba di continuo? Dovete spesso visualizzare i cambiamenti che desiderate. Siete stupiti che ancora non vi parlo di descrizioni, dialoghi, storie, tecniche di scrittura, eccetera? Fra pochi giorni iniziamo anche con quello, ma non c vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, sentenziava un grande filosofo: siamo nel porto e stiamo preparando la barca. A domani.

Lezione 3 Il vostro progetto vi dovrebbe essere chiaro, prima di andare nelle vette: scrivere un romanzo in 100 giorni comporter qualche tipo di sforzo e qualche rinuncia. Prima di parlarvi della storia che andrete a raccontare, un ultimo elemento di contesto, ma fondamentale. Evitate come la peste bubbonica un illusorio autocompiacimento. Mi spiego. Il progetto vostro, non degli altri. Ognuno di voi non dovrebbe parlare con le persone care di ci che state tentando di realizzare. Per quale ragione? Perch potreste compiacervi nel dirlo, invece che nel farlo, spezzando la magia, perdendo tempo a spiegare. Cercate quanto pi possibile di conservare il segreto per cento giorni, al massimo limitatevi ad affermare che v venuta unidea e che state tentando di metterla in pratica. Stop, non una parola di pi. Parlate meno e scrivete di pi. Questo dovrebbe essere il vostro motto per cento giorni. C un argomento che vi sta particolarmente a cuore? Un ideale su cui poggiate la vostra vita? Un evento che vi ha colpito? Iniziate a pensare ci come il fulcro del vostro romanzo: narrare ci che vi emoziona pi semplice rispetto a trattare un argomento che vi interessi poco. E voi, in questa prima sfida, dovreste essere efficaci, concreti, non perdervi in filosofie bizzarre e tentativi troppo difficili. Prendete un quaderno e scrivete il nodo del vostro romanzo: lidea su cui si baser. Sottolineatela. Attorno a quella lavorerete per costruire la narrazione. Ora pensate a un personaggio principale: donna, uomo, bambino, anziano. Immaginatelo nella mente, anche nei suoi particolari: ha un neo al viso? Parla con una voce metallica? Ha qualche 4

caratteristica particolare? Come si chiama? Le sue virt? I suoi difetti? Dove vive?. Poi, scrivete nel quaderno ci che avete gi visualizzato. Prendetevi, quindi, oggi del tempo per riflettere sul comune denominatore del romanzo (lidea che vi alla base) e il personaggio principale. Appuntate tutto nel quaderno. Non sar definitivo magari, non importa. Fra voi ci sono persone molto impegnate nel lavoro e che troveranno la calma per lavorare sul romanzo soltanto nella tarda serata o il mattino molto presto. Il consiglio di procurarvi un piccolo quaderno da portare sempre con voi, come un moleskine. Finch siete nella metro o in una pausa caff o ai servizi igienici non potete nel modo pi assoluto farvi sfuggire unidea che, se non annoterete, sar persa per sempre. Ricordate la metafora della barca e del porto nella lezione di ieri? Abbiamo iniziato il viaggio, siamo a pochi metri dal molo, direzione mare aperto.

Lezione 4 Premessa: la sfida che vi state ponendo pu essere affrontata in numerosi modi, non c ununica via di successo. Non vi sono regole universali per scrivere un romanzo, la letteratura non una legge scientifica. Ciononostante io vi sto proponendo un metodo, che voi, se lo desiderate, potete ampliare e migliorare. Appare ovvio, o quasi, che scrivere un romanzo in cento giorni necessita di strategie efficaci e costanza di scrittura; inutile, credo, modificare un metodo se non lo si vissuto sulla propria pelle per come stato proposto. Questo inciso iniziale per rispondere alle numerose mail che mi sono giunte, alcune delle quali con una richiesta di potere modificare a proprio piacimento le lezioni. Avete pensato alla tematica del vostro romanzo? Avete delineato le caratteristiche del personaggio principale? Come potete legare il tema e il personaggio? Desiderate che questultimo sia un protagonista o un osservatore del filo conduttore? Sar attivo nello sviluppo dellidea o subir gli eventi per comprendere verso la fine una sorta di lezione? Pensateci. Ora dovete dedicarvi alla griglia generale, parler soltanto di questo nei prossimi giorni. Avete presente quando si tenta di fare un puzzle di 1000 pezzi? Non osservate con calma la figura finale per poi provare a ricomporla? Userete la medesima modalit: un percorso premeditato nelle sue linee generali da percorrere con passo convinto e da arricchire con consapevolezza. Iniziate con il disegnare una circonferenza nel quaderno. Dividete il cerchio in otto settori, ognuno rappresenter un blocco narrativo che svilupperete e tutti saranno legati fra loro. Il personaggio principale li attraverser con il ruolo che gli assegnerete via via che la storia andr a svilupparsi. Avete gi pensato alla tematica principale ieri, ora create otto eventi importanti che inserirete nei settori del cerchio. Mi spiego. Supponete di avere deciso di trattare il rapporto amicale fra due donne, molto diverse e con vite simili allinizio, mentre con il tempo i destini consegnano tristezza a quella pi seria (Maria), felicit a quella pi frivola (Elisabetta). Le donne si sono conosciute per caso (evento 1), hanno deciso di frequentarsi fuori dallassociazione di volontariato, nella quale sono impegnate ogni settimana con obiettivi differenti (evento 2). Muore il marito di Maria (evento 3), Elisabetta le sta vicino aiutandola in casa con i due bimbi e con la madre ammalata, nonostante la sua consueta frivolezza e mancanza di sensibilit profonda (evento 4). Maria cade in depressione ed inizia a fare uso di psicofarmaci, rendendo cos difficile la vita famigliare per scatti dira e crisi 5

didentit (evento 5). Elisabetta si sposa con un uomo benestante e superficiale, Maria presente al matrimonio (evento 6). Lassociazione di volontariato chiude i battenti, Maria comincia a frequentare un gruppo di preghiera ed Elisabetta fa labbonamento al teatro: si incontrano tre volte alla settimana in palestra (evento 7). Elisabetta scopre di essere incinta e Maria si innamora del marito dellamica (evento 8). La vostra prima griglia sul cerchio dovr essere qualcosa di simile. Pensate che una griglia sia utile o siete di quelli che iniziano subito con lincipit? O Seneca aveva ragione quando sosteneva che non c vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare?

Lezione 5 Eravamo rimasti ieri agli otto settori del cerchio. Bene. Dovete fare un ulteriore passo di complessit, una complessit che sar poi gestita non come state facendo adesso al pari di una marmotta che fissa la zolla di terra davanti ai propri occhi, ma come unaquila che dallalto vigila. Capirete. Da ognuno degli otto settori fate uscire dal cerchio tre frecce: ogni freccia rappresenta un argomento che si lega con forza al proprio settore. Esempio. Se in un settore del cerchio avete scritto ristrutturazione della casa del protagonista, le tre frecce potranno cos essere rappresentate: la prima, discussioni famigliari sulla necessit della ristrutturazione; la seconda, ricerca dei materiali e di un muratore disposto ad aiutare il protagonista nei lavori; terza, inizia la ristrutturazione con le prime difficolt (pioggia, fatica, poco tempo a disposizione del protagonista). Fatelo per tutti gli otto settori, alla fine, vi troverete con 24 frecce (8x3) e, quindi, 24 punti di narrazione da sviluppare in seguito. Per dirla in altri termini, otto macrotematiche e 24 microtematiche. La griglia del vostro romanzo sta prendendo forma o, per i pi esperti, avete sotto gli occhi un primo tentativo di fabula. Dellintreccio invece parleremo domani, perch l che sar richiesta loriginalit dellautore del romanzo, indipendentemente da ci che io vi consiglio di fare. stato faticoso finora? Quali sono state le difficolt che avete incontrato? Fate due conti grossolani, immaginate di scrivere un romanzo di 150 pagine, se dividete tale cifra per 24 ottenete circa sei, in altre parole il numero di pagine che dovrete sviluppare per ognuna delle 24 frecce che avete disegnato. Consegnate un verso ai fatti del cerchio, indicate con una numerazione crescente ogni freccia, dalla prima allultima, dal numero 1 al numero 24. Capirete anche la ragione di questo gi domani. Un ultimo consiglio oggi: non siate troppo precisi a tematizzare una singola freccia, ricordatevi che una microtematica. Va bene schematizzarla con viaggio verso il mare, non va bene cade una foglia da un albero. Il cadere di una foglia un dettaglio, non una microtematica. E dei dettagli delle microtematiche parleremo domenica. Tutto chiaro finora? Vi sono dubbi? Cercher di aiutarvi per quanto mi possibile.

Lezione 6 Iniziamo oggi ad entrare con calma nel vivo delle difficolt della creazione del vostro romanzo. Ieri avete dato un ordine numerico alle 24 frecce che fuoriescono dal cerchio. Ora si tratta di decidere come volete esporle al lettore. Potete farlo in due modi, in linea di massima: iniziate dalla numero 1

e procedete fino alla 24 in ordine esattamente corrispondente al crescere della numerazione oppure producete un intreccio che salti da un numero allaltro. Sono due tecniche del tutto diverse, nella sostanza, giacch generano reazioni differenti in chi legge. Nel primo caso il narratore non onnisciente, scopre gli eventi a mano a mano che accadono. Nel secondo caso il narratore conosce le vicende, salta da un fatto allaltro, dal passato al futuro, decidendo che cosa rivelare al lettore. Quale delle due modalit vi sembra pi semplice da gestire? Molti penseranno la prima, giusto? Invece non cos, rispettare la linearit degli eventi unabilit difficile da concretizzare, assai pi conveniente per un principiante sentirsi un narratore onnisciente. Sarebbe interessante parlarne con calma, sono stati scritti fiumi di libri a riguardo, ma voi, non dimenticatelo, avete 100 giorni per scrivere il vostro romanzo, non potete perdervi nei dettagli, c un obiettivo da raggiungere. Bisogna essere efficaci, essenziali nelle azioni, vigili con la propria mente, le giornate volano e le settimane incalzano. Per non avere lansia del foglio bianco, bisogna concentrarsi nelle cose importanti da fare. Decidete quindi la linearit dellesposizione delle microtematiche, quale delle due modalit preferite? Se sarete non onniscienti rispetterete la numerazione fatta ieri, se invece decidete di esserlo dovete fare una nuova versione numerica delle microtematiche, esternamente a quella gi fatta. Avrete cos creato lintreccio. Sia chiaro, a scanso di equivoci, potrete in qualsiasi momento durante la stesura del romanzo cambiare lordine dellintreccio, ma bene per ora avere un indirizzo attraverso il quale muovere i primi passi. Siamo sulla barca a qualche chilometro dal molo, vediamo ancora la terra che abbiamo lasciato da qualche giorno, domani si riposa (anche gli scrittori hanno bisogno dellozio), luned faremo un altro piccolo passo in avanti, dopo il quale saremo in pieno mare aperto e inizieremo a scrivere. Avete compreso le lezioni? Rileggetele con calma, assorbite quanto pi possibile. E domani (domenica) non toccate nulla, pensate ad altro, il distacco consapevole uno dei migliori modi per ritornare sul proprio lavoro con nuova energia. Nel distacco dalle cose risiede la saggezza dellincertezza Nella saggezza dellincertezza risiede la libert dal passato, dal conosciuto, dalla prigione del condizionamento del passato. Ed entrando volontariamente nellignoto, nel campo delle possibilit infinite, ci abbandoniamo alla mente creativa, che dirige la danza delluniverso. [Le sette leggi spirituali del successo di Deepak Chopra]

Lezione 7 Oggi concentratevi sui personaggi, dovete caratterizzarli. Renderli calzanti, originali, interessanti per il lettore. E devono legarsi ad una o pi microtematiche che avete gi delineato qualche giorno addietro. Alcuni personaggi saranno pi importanti, altri meno, e dovete decidere quale ruolo hanno rispetto al personaggio principale della lezione 3 e a quelli che descrivete oggi. Rimanete concentrati, non rimandate, i primi passi sono nevralgici e poi, da domani, seguite il consiglio di un grande della letteratura: Bene o male, devo sempre scrivere. Se scrivi, ti abitui al lavoro e formi lo stile, sia pure senza vantaggio immediato. Se non scrivi sei attratto a fare e fai sciocchezze. 7

[I diari di L.N.Tolstoj, 29 giugno 1853] Il metodo il seguente: procuratevi tanti grandi fogli quanti sono i personaggi (va benissimo da disegno A4), userete entrambe le parti di ognuno, quella anteriore e posteriore. Se avete otto personaggi, avrete otto grandi fogli da riempire nei modi che ora vi indicher. In un lato di ognuno scrivete in alto il nome del personaggio (es.Eleonora). E subito sotto indicate le sue caratteristiche: et, colore dei capelli e degli occhi, magro o grasso, colto o frivolo, ingenuo, sincero. Ha un vizio? Si tocca spesso il naso o ha un tono alto di voce? Tende a portare vestiti con colori accesi? Fuma? Parla velocemente? Fissa chi lo guarda o guarda altrove? Dove vive? Lavora? Studia? Di che cosa parla in genere? Dice Perdindirindina o solito imprecare? italiano o straniero? Pelle bianca o mulatta? Crede in Dio? Quali sono i suoi ideali di vita? Ama gli animali o non li sopporta? omosessuale? Vorrebbe vivere coltivando la terra? Quali sono i suoi sogni?. Siate ricchi nei dettagli, lasciate andare la fantasia, senza freni, toglierete in un secondo momento. Nella parte posteriore del foglio dovete invece indicare come prima cosa la relazione che c fra il personaggio e gli altri: si conoscono gi o non si conosceranno mai? Sono parenti, amici o amanti o per caso si sono incontrati? Chiariti i rapporti fra loro (per ognuno; intendo su tutti i fogli, nella parte posteriore, vi dovranno essere scritte le relazioni fra i personaggi), indicate perch sono presenti nel romanzo. Ripetetevi spesso questa parola: Perch?. un salumiere che rifornisce il protagonista? Far un incidente con Tizio? Si sposer con Caio? Perch avete deciso che tale personaggio debba fare parte della vostra storia? Ancora: perch? Indicate in quale microtematica compare, scrivetelo sul disegno del cerchio, appuntatelo con chiarezza. Non preoccupatevi, so che si sta per alzare il livello di difficolt, lo state facendo con passi sempre pi complessi. normale, fidatevi, seguite le lezioni. Vi aiuter passo dopo passo. Tutto pi avanti vi apparir chiaro e necessario e capirete la forza di questo metodo. Un aneddoto: quando molti anni fa tentai di darmi un modus per scrivere il mio primo romanzo, disegnai quel cerchio una decina di volte perch avevo sempre bisogno di altro spazio per rendere pi ricche le microtematiche, infilandoci dentro nomi, situazioni, ecc. Ero giunto ad attaccare carta con la colla e lo scotch. Lo stesso mi accadeva per i fogli dei personaggi, arrivavo in fondo e non avevo pi spazio, allora ero costretto a prendere altri fogli, numerarli, trovare insomma modi per semplificarmi la vita e non perdere tempo a cercare il materiale che mi interessava. A domani.

Lezione 8 giunto il giorno della scrittura; finalmente, dopo avervi intrattenuto con qualche preambolo e con la creazione della griglia (elementi fondamentali), inizierete a stendere il vostro romanzo. E lincipit rappresenta il primo sguardo della persona che ci piace: stimola curiosit, emozioni, desiderio di continuare a guardarsi. Anzitutto leggete, se non lo avete gi fatto, altri due post che avevo scritto a riguardo (qui e qui). Oggi il vostro impegno di scrivere il vostro incipit. Non pensate al sorgere dellispirazione, alla lentissima capacit di concentrarsi o alla celerit con cui vorreste abbandonare tutto, dei vostri difetti reiterati nel tempo o ai timori di fronte al foglio bianco, convincetevi che state provando a mettere in discussione ci che reputate ovvio da tempo: scrivete con abbandono, non avete la necessit di scrivere subito un capolavoro di incipit, vi basta fare un primo passo concreto.

Pronti a scoraggiarvi? Attenti alla grammatica, esistono gli aggettivi, non abusate degli avverbi che finiscono per mente, non frizionate la lettura con troppe parole ripetute, i punti e virgola esistono anchessi, i due punti pure, i punti di sospensione sono tre, non due o quattro, se finch e perch vi piacciono, a me garbano invece finch e perch. Potrei continuare. Spaventarvi ancor pi. Quante cose bisognerebbe considerare per produrre un incipit ottimale. Ma, ripeto, voi ora dovete scrivere, non riflettere con il rischio di bloccarvi. Avrete tempo per migliorare il vostro incipit. Chiedetevi sempre una cosa, dopo averlo partorito: Se mi trovassi in una libreria e leggessi questo incipit, continuerei la lettura?. In altre parole, quelle dieci, quindici o venti righe che fanno principiare la vostra opera incuriosiscono il lettore? Siate sinceri con voi stessi. Alcuni spunti. Potete iniziare con un dialogo: Sire, un altro dispaccio. Da dove viene?. Da Tomsk. [Michele Strogoff di Jules Verne] O con una condizione ineluttabile: A quel tempo ero affamato e andavo in giro per Christiania, quella strana citt che nessuno lascia senza portarne i segni [Fame di Knut Hamsun] Volete divertire o lasciare il lettore incuriosito da un fatto tragico? Volete colpire chi legge con una notizia di gioia o desiderate invece renderlo malinconico? E che dire di un tradimento o di un ricordo oppure di una nascita dun figlio? Decidete prima che cosa volete rivelare subito, visualizzate la scena per qualche minuto e buttatevi a scrivere. Cercate di vivere le tre fasi unite, se non potete realizzare subito la scrittura, almeno appuntate qualcosa delle visualizzazioni, altrimenti donerete idee e sensazioni alloblio, perse per sempre. Com stata lesperienza? Quali difficolt avete avuto? E le visualizzazioni sono state povere o ricche di dettagli?

Lezione 9 Nona lezione. Da adesso in poi, ponetevi un obiettivo, se usate il computer: almeno una pagina e mezza di word ogni giorno (gli altri si regolino in base a ci); potrebbe essere molto o poco, dipende. Il consiglio che mi sento di darvi di acquisire labitudine a farlo, se riuscirete per circa tre settimane, il resto sar una discesa pi che una salita. Sarebbe lungo spiegarvi la ragione, ma questa volta sono costretto a dire di fidarvi. Programmate la giornata successiva con metodo (quando potete scrivere, elementi da evitare, cose da dire alle persone care per allontanare le intrusioni durante la scrittura, azioni da delegare, ecc), limprovvisazione lasciatela agli artisti maledetti e a coloro che traspirano arte a parole pi che nella sostanza . I pi veloci impiegheranno poco pi di trenta minuti per lobiettivo quotidiano, altri di pi, allinizio non sar semplice, non preoccupatevi, normalissimo, la cosa certa che labitudine fa accelerare la vostra fantasia e la scioltezza nel trovare le parole. Nelluniverso c un unico angolo che potete essere certi di migliorare e quellangolo siete voi [Aldous Huxley] 9

Consigli sparsi. La trama e i personaggi evolvono assieme, non dimenticatene uno a discapito dellaltro. Osservate spesso i vostri appunti sul cerchio e sui fogli (per anni ho riscritto tutto in un Moleskine per portarli in ogni luogo con me, anche se in forma pi concisa; le idee arrivano quasi sempre nel momento sbagliato, non dimenticatelo, siate pronti a scrivere). Riflettete sullevoluzione del vostro personaggio principale, pensate a come potrebbe cambiare. Non tentennate, siate drastici nelle scelte. Lo ripeto, ci sar tempo per fare teorie e filosofie, ora si tratta di scrivere. Domani vi parler di come avanzare con piglio deciso con le proprie microtematiche. Ti pu capitare di incappare per mera fortuna in ci che ti sei dannato a inseguire per tutta la vita senza trovare mai! Significa che questa Rupe dellAnima non altro che un pezzo di stupida roccia? Se non bene dirlo cos, come bisogna dirlo allora? Non bene dirlo vuol dire che non il caso di dirlo o che non si pu dire? Dipende esclusivamente da te. come la vuoi vedere tu, se immagini che una bella donna sar una bella donna. Se nel tuo animo regna il male non vedrai che mostri. [La montagna dellAnima di Gao Xingjian, premio Nobel per la letteratura nel 2000]

Lezione 10 Siete riusciti ieri a comporre una cartella e mezza di word almeno? Come avanzare nella creazione della vostra opera? Una delle strategie migliori, che impone una certa filosofia nella narrazione, proseguire specchiandosi alla vita, la quale, senza ombra di dubbio, porta nel suo grembo un alternarsi di ostacoli e imprevisti. Ostacoli e imprevisti. Un matrimonio che tarda ad arrivare per lopposizione dei genitori di lei; una laurea che si rimanda per problemi economici; una gravidanza inattesa; una persona che non doveva esserci a una festa; un regalo che si aspettava da anni. La tecnica di mandare messaggi subliminali al lettore, affinch lui/lei creda di avere gi compreso levolversi della storia. Invece poi voi dovete stupirlo, produrre un evento che ostacola e/o che spiazza la previsione di chi legge. Pensate per ogni microtematica (le 24 create, ricordate?) un avvenimento che in qualche modo porti a un ostacolo e/o a un imprevisto. Ecco la giuntura narrativa; ecco come riuscirete a procedere con fantasia e vigore; ecco il potere delle connessioni degli eventi: simile alla vita, simile a ci che vivete ogni giorno. Per un eccesso di sicurezza o di presunzione verso la vostra griglia cercate di non cadere mai nellerrore di dimenticarla, essa vi accompagner fino alla fine dei cento giorni, trasformandosi con nuovi dettagli fondamentali. Se vero che la vostra griglia rappresenta il fulcro da cui siete partiti, altrettanto vero che pensarla e mutarla crei un effetto volano nelle vostre visualizzazioni, lontano da logiche matematiche, come se, per quanto concerne la qualit, 1+1+1 facesse cinque e non tre. Tu troverai sempre quelli che pensano di conoscere il tuo dovere meglio di quanto non lo conosca tu stesso. facile al mondo vivere secondo lopinione del mondo; facile in solitudine vivere secondo la nostra opinione; ma il grande uomo colui che nel mezzo della folla conserva con perfetta tranquillit lindipendenza della solitudine. [Teologia e natura di Ralph Waldo Emerson]

Lezione 11

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Prendete alcuni fogli, armati di penna o matita, pronti per un flusso di coscienza liberatorio? Perch di dettagli parliamo. Avete gi permeato la vostra griglia, vi sono le macrotematiche e le microtematiche, alcuni personaggi hanno le loro caratteristiche e si relazionano, avete riflettuto sugli ostacoli e sugli imprevisti, la linearit o meno del tempo ha una sua morfologia definitiva, i rapporti fra intreccio e fabula pure, vi siete posti lobiettivo di almeno una cartella e mezza di word al giorno, lincipit dovreste averlo realizzato nella sua forma generale, bene, ora si tratta di raccogliere una serie di elementi che vi torneranno utili durante la stesura del romanzo. Non so se siete abituati a ci che andrete fra poco a fare, per chi lavora in taluni ambiti professionali sa di sicuro che cosa sia un brainstorming. Farete lo stesso per cercare una grande quantit di dettagli che in seguito, una volta utilizzati, depennerete. Il vostro sar un brainstorming solitario, non con colleghi di lavoro, dovete immaginare di non sentirvi soltanto legati al vostro io, abitudinario e con certi schemi, bens pensarvi con numerose identit, lontano dal vostro passato e presente. Sentitevi liberi di Essere, non di essere solo voi, con il vostro nome e cognome. Da questo momento in poi siete un gondoliere o un ammalato di Aids, un macellaio o un atleta, siete in sostanza ogni personaggio che avete inserito nei fogli che spiegavo qui. Scegliete chi volete essere e poi scrivete a ruota libera, per associazione contrastante o per similitudine. Un esempio concreto: uno dei personaggi della mia storia un medico; lo immagino, mi sento un medico. Inizio a scrivere con velocit, senza soffermarmi. Sangue, morte, ammalati, infermiere, primario, lenzuola sporche, visite parenti, sofferenza, riflessioni, incidente, ambulanza, sirena, telefonata improvvisa, analisi, psicologo, gente triste, giornali da leggere, giornali di gossip, vicini di letto, anziano, cibo pessimo, flebo, notte senza dormire, colpo di tosse, cellulare dellinfermiere che disturba, disturba anche la moglie che non capisce i miei orari, i bambini li vedo poco, sono stempiato, stress, reperibilit, piango, ridere, ecc. Fatelo anche voi per ogni personaggio. Avete ora ulteriore materiale per sviluppare la narrazione.

Lezione 12 La lezione concerne un unico punto: lemulazione di altri romanzi. Un tema dibattuto, ma reale. Se siete alla ricerca di unidea, di una modalit di dialogo, di una descrizione particolare, nessuno vi priva di trarre spunto da uno scrittore che apprezzate. Aprire un libro che vi piace, scrutarne un aspetto con concentrazione e tentare di riportarlo allinterno del vostro romanzo, magari con modalit differenti, con fogge originali. Emulare pu essere stimolante, dipende sempre se si copia del tutto (sconsigliato, com ovvio) o se si tenta di riproporre con creativit ci che attrae la vostra attenzione. Provate a rileggere parti che vi sono piaciute, non vergognatevi di farvi ispirare da uno scrittore, qualcuno rimasto nella storia della letteratura lo praticava di continuo, con intelligenza, con delicatezza. Pensate a DAnnunzio o a Manzoni con i cugini francesi. Appuntate, riflettete, relazionate quel che leggete alla vostra storia.

Lezione 13 Non mi stancher mai di ripetere di essere vigili sulle raccomandazioni fatte nelle prime lezioni: rileggetele. La demotivazione dietro langolo, se vi invade, non riuscirete mai a scrivere il vostro romanzo. Un grande filosofo, Ludwig Wittgenstein, annot: Ovunque si dipartano strade sbagliate, dovrei quindi apporre dei cartelli che aiutino a superare i punti pericolosi. Avete ben piantato a terra i vostri cartelli?

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I personaggi che state creando sono i nodi funzionali della narrazione, non vi pu essere una storia senza personaggi, ecco la ragione per la quale caratterizzarli di primaria importanza. Un personaggio si sviluppa considerando quattro aspetti: 1- Elementi qualitativi 2- Azioni 3- Prospettiva 4- Linguaggio Gli elementi qualitativi sono le fondamenta del personaggio: nome, et, sesso, caratteristiche fisiche, psicologia (morale, cultura, visioni di vita, comportamenti), impiego, abitudini, ecc. Le azioni emergono a sostegno dellevoluzione delle unit narrative; i personaggi interagiscono con le azioni: rivelano le loro psicologie e mettono in rapporto linteriorit con lesteriorit. La prospettiva palesa invece loriginalit dellautore perch i primi due aspetti elementi qualitativi e azioni possono essere organizzati e gestiti ed espressi con modalit innumerevoli. Ad aiutare lautore interviene anche e soprattutto il quarto elemento. Grazie al linguaggio si ha la possibilit di caratterizzare fortemente un personaggio: pensate al tono della voce, alla velocit e al ritmo, alla corretta pronuncia o meno delle parole, alluso del dialetto o di una lingua straniera, alle imprecazioni o alle cortesie, ai tic linguistici, alle espressioni ripetute. E la capacit peculiare dellautore amalgamare tutti gli elementi in un ritratto originale. Capite perch non si pu pensare un personaggio di getto? Voi stessi siete costituiti di anni e anni di abitudini, se vi chiedessero di descrivervi in poche parole riuscireste a farlo senza organizzare un poco i pensieri? Lo stesso deve accadere ai vostri personaggi, dovete pensarli, metabolizzarli dentro di voi, immaginarli, appuntarne quanto pi possibile gli aspetti di caratterizzazione.

Lezione 14 Il ritmo, altro argomento di primaria importanza. Non vi mai capitato di leggere un romanzo e sentirvi spingere in avanti con forza lanima oppure, al contrario, avere limpressione di rallentare fino quasi a sembrare immobili? Risposta ovvia. Ecco, il ritmo si pu gestire a priori, lo si pu modulare. Alcuni avvertimenti, fra i molti, ne parleremo ancora nelle prossime settimane. Raccontare latto di un vecchio che fuma la pipa per pagine assai diverso da narrare la corsa in auto di un rapinatore di banca, semplice da intuire, vero? Ma il ritmo pu e deve essere coordinato attraverso forme pi complesse. Riflettete sulluso della punteggiatura: la virgola ha un significato temporale diverso dal punto, per non parlare dei punti di sospensione, dosateli pensando anche al ritmo che volete dare alla lettura di chi legge. Vi sono altres i salti temporali, passare dal primo giugno 1956 al due dello stesso mese attraverso una notte insonne cosa assai differente da compiere un volo pindarico che passi dalladolescenza di Giuseppe alla sua maturit con figli alle scuole. Pensate agli strappi temporali, curateli, possono stravolgere il senso del ritmo. Altro elemento. Lestensione del tempo pu essere rivelata con un riassunto, portando il ritmo ad essere condensato e denso negli accadimenti. Questa tecnica potrebbe servirvi quando necessario raccontare degli eventi ma senza dovervi soffermare su dettagli inutili o trascurabili. Viceversa, potete descrivere pochi minuti di narrazione dedicandovi pagine del romanzo, ad esempio un bacio o un applauso, uno sguardo severo o la conclusione duna vendita allasta. In tale modo rallenterete il ritmo, comprimendolo. Inoltre, fate buon uso delle digressioni, magari per spiegare lorigine di una famiglia, argomento poi che creer contrasti per un matrimonio, oppure per tornare ai tempi della ristrutturazione della casa, quando, almeno sembrava, le condizioni non potevano fare presagire un crollo che poi si verificher.

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Ricordate che uno dei vostri obiettivi fare incollare il lettore alle pagine del romanzo, quindi, attenzione al ritmo, evitate di annoiarlo con eccessive lentezze e, al contrario, considerate che la troppa velocit potrebbe dare una sensazione di confusione o di superficialit narrativa. Il nodo sempre lequilibrio, o meglio, larmonia fra le parti. Sia chiaro, le grandi penne possono permettersi disarmonie e disequilibri consapevoli, ma questa unaltra storia e soprattutto non riguarda uno scrittore alle prime armi o in formazione.

Lezione 15 Siamo giunti alla quindicesima lezione, vorrei fare il punto della situazione, necessario talvolta per procedere con pi serenit e vigore. Vi ho parlato finora dei seguenti elementi: - La motivazione e lobiettivo per i quali avete deciso di scrivere un romanzo. - La gestione del tempo e la responsabilit verso la vostra mente. - Il rischio dellillusorio autocompiacimento. - Lidea che sta alla base del romanzo e il personaggio principale. - La griglia con lutilizzo del cerchio: 8 settori (macrotematiche) e 24 frecce (microtematiche). - La scelta di essere o meno un narratore onnisciente. - I rapporti fra intreccio e fabula. - I personaggi e le relazioni fra loro. - Lincipit e la programmazione delle giornate con un metodo. - Gli ostacoli e gli imprevisti nella narrazione. - I dettagli e il brainstorming. - Il tema dellemulazione di altri romanzi. - La caratterizzazione dei personaggi. - Il ritmo della narrazione. Mi auguro di essere stato sufficientemente chiaro nellesporvi le lezioni finora o almeno che voi siate stati in grado di direzionare con pi sicurezza la vostra scrittura. Siete riusciti ad essere fedeli al vostro obiettivo quotidiano? Avete cercato di scrivere come minimo una cartella e mezza di word ogni giorno? Credetemi, il punto nevralgico della questione giace soprattutto sullabilit di abituarsi alla concentrazione consapevole, non si scappa. Appena iniziate a procrastinare state gi preparando la caduta dal precipizio letterario. Oggi dovreste rileggere quanto avete scritto, aumentate le descrizioni, migliorate i dialoghi, curate i particolari, buttate locchio sulla punteggiatura e gli errori grammaticali. Leggete possibilmente a voce, non con la mente, assaporate la musica che avete creato, vigilate sulle ripetizioni di certe parole. Siete al largo con la vostra barca, mare aperto, ora si tratta di sfruttare il vento a vostro vantaggio.

Lezione 16 Accade talvolta durante la narrazione che un personaggio senta la necessit di esprimere le sue idee a se stesso, in forma di monologo interiore. Egli/Ella non enuncia che sta pensando, bens fa cadere in parola direttamente i suoi pensieri, uno dietro laltro, uno scorrere di immagini, o di emozioni, o di frasi dettate da rabbia, o di percezione dellambiente circostante o di ricordi o di giudizi. Il monologo interiore unottima tecnica per accelerare il ritmo: si possono rivelare elementi in un brevissimo spazio di narrazione, con un unico punto di vista; vi lopportunit di insinuare dubbi nel lettore e portarlo cos verso una particolare prospettiva, magari confondendolo o depistando una previsione che appariva sempre pi chiara.

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Non qui la sede idonea per fare distinzioni teoriche precise, avete la sfida dei 100 giorni da portare avanti, ma non confondete il monologo interiore con il flusso di coscienza di Joyce, per intenderci. Luned vi parler di questultimo, preziosissimo anchesso in una narrazione, se si decide di utilizzarlo. Consiglio: provate a scrivere uno stesso monologo due volte, con diverse sensazioni. Vi permetter di cogliere in miglior modo la caratterizzazione del personaggio decidendo poi quale forma lo rappresenta di pi, o a volte si potrebbero integrare i due insieme. Dovete essere unaquila sul vostro romanzo, che osservate dallalto, non una marmotta con il muso a terra.

Lezione 17 La complessit dun personaggio pu essere rivelata grazie a un flusso di coscienza, il quale, se ne parlava sabato scorso, si distingue dal monologo interiore. Gli aspetti inconsci emergono nel flusso di coscienza privi di logicit, in maniera del tutto casuale, quasi a simbolizzare e a palesare la vera anima di un personaggio, i suoi lati pi nascosti, i suoi drammi e le sue gioie. Ognuno possiede fantasmi interiori, il non rivelato o talvolta donato al mondo attraverso filtri, siano essi di natura razionale o modulati per abitudine istintiva. La consapevolezza nellesprimere ci che genera la propria mente pu essere a tratti vigile o assente, un pulsare fra monologo interiore e flusso di coscienza, fra un tentativo di argomentare con concentrazione e un abbandonarsi al flusso, senza freni, senza logica. Se desiderate rappresentare il mondo interiore dun personaggio attraverso i suoi pensieri non dimenticate di utilizzare le due tecniche in modo consapevole. Perch? Perch Michele, una persona con qualche problema di relazione sentimentale, lo potete rivelare in tanti modi, prendo gli estremi. Sono sempre il solito, corro corro e poi, quando mia, chi se ne frega c il mondo intero, possibile che io debba fissarmi con una? Quante occasioni potrei perdere in una vita! Eppure Elisa bella, intelligente, mi sa trattare con delicatezza, ma a volte cos frivola, soprattutto in mezzo alla gente. Secondo esempio. Frivola s frivola ma come Elisa intelligente bellissima e io con una, una sola no s no no forse perdo il resto forse o forse mi sto fissando con lei forse frivola guardala l fra la gente frivola questa la parola. Il flusso di coscienza liberatorio sia per il lettore che per lautore del romanzo, rivela di getto, brusco, diretto. Ponetevi due domande ogni volta che utilizzate tecniche simili: serve ai fini della narrazione? Non sto accelerando troppo nel fare emergere la psiche del personaggio? I legami fra gli aspetti interiori di Michele, che devono affiorare dal mare delle possibilit narrative, producono, nella mente del lettore con un grado diverso di comprensione a seconda di chi si appresta alla lettura, una serie di elementi che necessitano di evoluzione sensata, dosata, attenta, non possono essere posti a caso nella speranza che tutto in qualche modo grossolano possa apparire perfetto o al minimo correlato. La comprensione e il piacere che travasiamo in chi legge pu e deve essere pensato, lasciando certo spazio allimprevedibile, al non manifesto nella mente dellautore, ma non fidatevi oltremodo delle vostre capacit di creare magie soltanto grazie allistinto, tale obiettivo sarebbe meglio lasciarlo ai grandi nomi contemporanei della letteratura.

Lezione 18 Buttarsi sullipotassi o sulla paratassi? In altre parole, lequilibrio fra subordinazione e coordinazione delle frasi. La lezione di oggi verte su tale argomento che, in apparenza, appare banale, ma non lo affatto. 14

Un esempio di paratassi. E lo berciava di aver sete, e le sue guance si incavavano con vigore sopra la cannuccia, e la macchina era una fornace. [Lolita di Vladimir Nabokov] Uno di ipotassi. La guardavo, dapprima con quello sguardo che non che la voce degli occhi, ma alla finestra del quale saffacciano tutti i sensi, ansiosi e stupefatti, lo sguardo che vorrebbe toccare, catturare. [La strada di Swann di Marcel Proust] Le conversazioni nelle quali siamo immersi ogni giorno spesso ci portano a coordinare le frasi, difficilmente sentiamo qualcuno pronunciare la seguente frase: Qualora lei fosse a Milano e sebbene anziano mio nonno, ma non infermo, quando ha buone giornate, mi faccia la cortesia, nonostante le poche ore forse che avr a disposizione, di chiamarmi. Tendiamo a semplificare, a condensare i significati con poche frasi e semplici, legate fra loro in modo che siano di immediato intendimento. Con il vostro romanzo dovete fare attenzione a non traslare il linguaggio parlato nella scrittura, rischiando di presentare uno stile troppo sciatto, privo di quegli elementi necessari che creano lo stile di un autore. Ci non sta a significare che dobbiate avere lobiettivo di diventare epigoni di Cicerone, bens comprendere che avere a disposizione la capacit consapevole di scegliere fra le diverse forme per trovare un punto di equilibrio rappresenta un quid fondamentale. Se vi capita di leggere nei prossimi giorni osservate luso della paratassi e dellipotassi, cercate di carpire segreti e trucchi per bilanciarle, al fine di plasmare un vostro stile originale.

Lezione 19 Esiste un nesso peculiare fra scelte stilistiche dellautore e sviluppo delle unit narrative, se ci si pone lobiettivo di fissare lattenzione sui flussi vicendevolmente scambiati fra i due, che concerne, da un lato, una gestione attenta del ritmo gi avevo anticipato largomento qualche lezione fa -, e, dallaltro lato, un tentativo, seppure grossolano, di prevedere le reazioni del lettore. Uno scrittore che vigila su entrambi si dota di unarma letteraria che potrebbe determinare la qualit dinsieme dun romanzo. Come si impara ad armonizzarle? Cercher in questi prossimi giorni di presentarvi alcuni spunti di riflessione che mi auguro possano tornarvi utili durante la scrittura. Intravista nel chiarore livido delle cinque e mezzo del mattino, Donnafugata era deserta ed appariva disperata. Dinnanzi a ogni abitazione i rifiuti delle mense miserabili si accumulavano lungo i muri lebbrosi; i cani tremebondi li rimestavano con avidit sempre delusa. Qualche porta era gi aperta e il lezzo dei dormienti pigiati dilagava nella strada; al barlume dei lucignoli le madri scrutavano le palpebre tracomatose dei bambini; esse erano quasi tutto in lutto e parecchie erano state le mogli di quei fantocci sui quali sincespica agli svolti delle trazzere. [Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa] Quali sensazioni vi ha donato questa parte del capolavoro del celebre scrittore siciliano? Inquietudine? Tristezza? Sconforto? Pensate che siano soltanto i significati a comunicarvi ci? Sbagliato: il ritmo e gli effetti dosati dominano la scena. Mi spiego.

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Osservate luso della paratassi e dellipotassi (ricordate ieri?), quale scelta stata fatta? Appunto, la subordinazione complica la descrizione, rende il periodare ragionato, talvolta lento, invece nel caso de Il gattopardo si voleva donare una situazione quasi di ossessione, o comunque colma di inquietudine. E notate poi luso mirato dei punti e virgola, la velocit del ritmo con frasi brevi, senza troppe pause, e concentratevi ora sullutilizzo degli aggettivi, pregni di intensit: livido o miserabili, tremebondi o tracomatose. Capite che se si desidera consegnare emozioni, pi che pensieri, le scelte stilistiche sono di fondamentale importanza? Domani vi presenter invece i modi di trattare una scena del tutto diversa.

Lezione 20 Desiderate illustrare una situazione che costituita di forti emozioni, ad esempio un sentimento che esplode o che finisce con una scena drammatica, quale stile scegliere? Dovreste prediligere frasi esclamative, la prosa non dovr essere lenta e regolare, ma colma di strappi, per intenderci, il lettore sar cos portato di continuo da unemozione allaltra con bruschi cambi di fronte, non date il tempo di pensare, deve avere il fiatone in gola. Cercate di ripetere gli stessi termini, come a dare lillusione di capire, di avere gi incontrato, e invece poi un altro strappo, un mutamento di direzione. Facilitate tutto, quando scrivo la parola strappo, usando lo spazio, immaginate di essere il regista di un film che salta da un luogo allaltro di una stanza, gli occhi di chi legge devono spostarsi di continuo, non rimanere fermi, rileggetevi un post sul climax che inserii il 27 aprile scorso, potrebbe esservi utile. Se utilizzate un dialogo per rendere una condizione di forte emotivit evitate di fare rivelare un sentimento direttamente dalle parole dun personaggio, se non dopo avere creato i presupposti di suspense. Ricordate sempre un trucco da vecchie volpi: non deve essere lo scrittore a rivelare subito, ma dovreste cercare di fare intuire al lettore gli eventi successivi attraverso coincidenze, mezze parole, elementi che implicano di solito una conseguenza. Insomma se lemozione intensa dovrete essere s enfatici con la scrittura, ma ci non significa che rivelerete tutto per descrivere le emozioni appunto. Le emozioni si creano, non si dicono al lettore. E ora dateci dentro: scrivete! Avete rispettato lobiettivo quotidiano della cartella e mezza di word? Dovete accelerare perch siete rimasti indietro? Rimanete concentrati, cercate di rubare tempo quando potete, se si desidera recuperare il passo soltanto una questione di volont, lo sapete.

Lezione 21 Avete memorizzato le lezioni di questi ultimi due giorni? Bene, oggi volete creare una situazione descrivendola in modo oggettivo e realistico, quale stile adotterete? In questo caso dovete lavorare molto sul lato visivo, arricchendo la narrazione con elementi che possano stimolare il senso della vista. Inoltre, una buona tecnica fare anche parlare i personaggi, facendo in modo che siano loro a descrivere le scene e a raccontare. Il ritmo deve essere gestito in modo equilibrato, tendente tuttavia alla velocit; laccorgimento principale di non cadere nella lentezza eccessiva (eccetto rari casi realistici che appartengono alla frustrazione, ne parleremo domani). Non abbandonatevi a riflessioni colme di subordinate (ricordate lipotassi?), rallentano il ritmo. Poche riflessioni, dovete descrivere vezzeggiando, ripeto, il senso della vista. La comprensione delle condizioni narrative deve essere diretta, senza perdersi in costrutti di causa effetto, non dovete spiegare le ragioni necessariamente fermo restando che possono essere considerate se inserite con armonia -, abbiate in testa la descrizione, ci che si vede. 16

Non dimenticate mai in questo tipo di situazioni di considerare anche gli altri quattro sensi: il gusto, lolfatto, il tatto e ludito. Il mondo ci appare grazie ai cinque sensi, attraverso loro uno scrittore pu essere realista. Lo spazio dentro cui volete tenere la mente del lettore deve essere definito, presentatelo con calma, senza fretta, la situazione deve divenire chiara attraverso tutti gli elementi che avete deciso di includere. Se il vostro desiderio di raccontare la paura vissuta da una famiglia affiliata alla camorra, vi presento un semplice esempio di narrazione, alla luce dei consigli sopraccitati. Non ce la faccio pi mamma!. Stai calmo Fabio, calmo, la vedi questa faccia? prendendosela con il palmo della mano al mento. E aggiunse: Se vogliamo tenerla, compresa la tua, non possiamo parlare, lo sai. Erano stati mesi di silenzio dopo luccisione del capofamiglia, nonostante la dinamica degli eventi fosse chiara, perfino i nomi dei responsabili erano sulla bocca di tanti. Eppure la consueta omert, tipica di quel piccolo paese di provincia, aveva vinto per lennesima volta. Il quartiere dove vivevano Fabio e la madre era a dir poco povero, sacchi di immondizia riversati ovunque, il lezzo ributtante, i bimbi di dieci undici anni gi piccoli delinquenti sulla strada tutto il giorno, per non parlare dei fratelli poco pi grandi: dalla droga alla prostituzione, alle rapine, non vera un solo argomento criminoso del quale ognuno di loro non potesse raccontare con precisione nomi, luoghi e fatti. Vera un vezzo fra i camorristi di quella zona, quando si incontravano nel paese, prima di parlare, erano soliti darsi una pacca alle spalle in maniera reciproca, due, tre colpi, come a dire: Tutto a posto, tutto sotto controllo. E i bimbi e i ragazzini osservavano, imparavano. Fabio cos era cresciuto, osservando, imparando, dal padre. Quei bastardi devono morire! disse alla madre. Dimmi! ella esclam Vuoi fare la stessa fine di tuo padre? Basta, ora di finirla, anni di morti, anni di fughe, anni di paura, basta Fabio, basta!. Parla piano! replic il figlio. E and verso la finestra per assicurarsi che fosse chiusa. I balconi di casa non erano aperti da tempo, nessuno doveva sapere chi cera dentro o vedere, la vergogna, la discrezione, la paura appunto. Silenzio. Dalla casa della famiglia Alfonsi non usciva una parola.

Lezione 22 Lobiettivo stilistico di oggi ve lo anticipavo ieri di creare una scena di frustrazione, nella quale qualcuno pensa a sentimenti negativi oppure rassegnato. Anche qui, come nei casi precedenti, lo stile deve essere mirato e gestito con alcune accortezze. Se pensate alla frustrazione pensate ad un ritmo che continua a mutare o a qualcosa di statico? Appunto, cos dovrete rendere i periodi del vostro romanzo: il registro deve sembrare uguale a se stesso, le frasi devono incalzare con un senso di monotonia, un grigiore evolutivo. Non scordate luso del climax lo citavo pochi giorni addietro -, dipende se la frustrazione da descrivere senza speranza o, in questo caso il climax potrebbe essere utile, se comunque c di base una rabbia che potrebbe portare a nuovi eventi, frutto della volont. In questo caso non importante che una frase sia corta o lunga, ma se passate da una tipologia allaltra cercate in ogni caso di farlo con uno schema fisso, anche questo dona unidea di staticit, in qualche modo associabile alla frustrazione. Mi spiego: alternate per esempio una frase lunga ad una breve, utilizzate una categoria precisa. La frustrazione comprime le emozioni dellanima, voi dovete comprimere gli spazi narrativi, dentro cui si sviluppano le scene, grazie a un modus rigoroso.

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Non siate enfatici a livello semantico (i significati delle parole), impiegate termini semplici, nulla di sofisticato, nella frustrazione si vive lessenzialit della vita, non la magia o il sogno, per i quali invece lenfasi sarebbe indicata. Aneddoto personale, ma pertinente. Tanti anni fa un signore che ho considerato un maestro di vita, mi disse: Se nella vita stai sputando sangue per la negativit che hai dentro e lo vuoi raccontare, devi farlo facendo sputare sangue ai tuoi personaggi, altrimenti la letteratura non diventa viva, ma artefatta. Aveva ragione. Fate sputare sangue ai vostri personaggi se sono frustrati, solo in tale modo sembreranno veri al lettore.

Lezione 23 Concentratevi oggi su un concetto: la caduta. Accade non di rado che tale idea sia integrata in una narrazione, con accezioni diverse, com ovvio. Cade il valore dei titoli di borsa e manda in crisi una famiglia; cade un bambino ferendosi al ginocchio; si pu cadere in crisi coinvolgendo anche le persone accanto; si cade in disgrazia a qualcuno per unazione; cadono gli alberi tagliati dai boscaioli; si cade dal sonno; cadono i fulmini; ecc. La caduta implica o un rassegnarsi alla nuova situazione o una risposta per affrontarla, non passa in ogni caso inosservata. Pensate a una serie di cadute nel vostro romanzo, da quella pi banale alla pi seria. Un modo per avanzare nellevolversi della storia con cambi di scena coinvolgenti. E utilizzando la caduta non dimenticate la lezione del 28 maggio sugli ostacoli e imprevisti. Il consiglio di inserire in ognuna delle 24 microtematiche una caduta. Vi pu essere una caduta di motivazione in voi durante la sfida di come scrivere un romanzo in 100 giorni. Tranquilli, siete in buona compagnia. Capita, limportante tentare con ogni mezzo di riprendersi e proseguire nel cammino. Immaginate a chi volete comunicare le vostre parole, fatevi forza pensando a loro. Ogni scrittore ha in vista una classe particolare di lettori ideali per la sua opera. necessario definire chiaramente a se stessi le esigenze di questi lettori ideali; e se nella realt esistono, in tutto il mondo, solo due di tali lettori, scrivere solo per loro. [I diari di L.N.Tolstoj, 2 gennaio 1852]

Lezione 24 Lezione lunga oggi, il sesso uno degli argomenti su cui non si scherza, sesso? S, il mondo delleros. Esempio subito. Un uomo! Questo bramava. Un uomo con qualcosa fra le gambe che le facesse il solletico, che la facesse torcere nellorgasmo, la portasse ad afferrarsi la fregna cespugliosa con tutte e due le mani, a strofinarsela con gioia, con orgoglio, con vanto, con un senso di rapporto, un senso di vita. Quello era lunico posto in cui facesse esperienza di vita: laggi dove si aggrappava con ambedue le mani. [Tropico del Cancro di Henry Miller] Immagino qualche femminista vecchio grido leggere la parola fregna o qualche uomo gradasso sorridere compiaciuto. Pausa, fermi. Se volete imparare a riflettere sulla materia letteraria per migliorare le vostre qualit di scrittura, dovreste, almeno in una prima fase, abbandonare morali e moralismi, altrimenti si rischia di non capirsi. 18

Lapproccio alleros di Miller crudo e diretto, non vi sono dubbi. Osservate un altro esempio. Le labbra di Giorgio divenivano pi ardenti e, comella soleva dire, voraci. Egli sinterruppe; le tolse il mantello; laiut a togliersi i guanti; le prese le mani nude per premersele alle tempie, smanioso dessere accarezzato. Ella, tenendolo cos alle tempie, lo trasse a s, lo avvilupp in una lunga carezza, gli percorse tutta la faccia con la bocca che strisciava languida e calda in un bacio molteplice. [Trionfo della morte di Gabriele DAnnunzio] Larte di trattare le scene erotiche o che rimandino a immagini sensuali non argomento semplice. Per diverse ragioni. Fa parte della vita in modo ineluttabile: dalla masturbazione al rapporto sessuale, da un bacio a una carezza alla testa, dalla verginit fino al matrimonio alla ragazza debosciata, lattenzione che gli umani dedicano alleros per uno scrittore un quid che con difficolt si pu evitare del tutto. Se non si evita, bisogna parlarne e per farlo dovete rifletterci con calma. Dovete comprendere quali dei vostri personaggi vivranno una scena che compenetri leros e per quali motivi. Non c un modo giusto o sbagliato per illustrare leros, tuttavia, a scanso di equivoci, bene ricordare che il vostro lettore ideale dovr trovare un filo conduttore fra le storie narrate e le situazioni erotiche descritte. Se si scende a un livello ancora pi profondo, mi aiuto con un esempio per chiarire ulteriormente. Uno dei vostri personaggi un uomo depresso di mezza et, divorziato, abbandonato dalla moglie. Non ha rapporti con una donna da anni, non esce di casa se non per il lavoro e per le commissioni burocratiche necessarie. Non ha vita sociale. Un giorno, durante una cena aziendale cui non poteva mancare, un suo collega gli presenta una donna che egli ritiene splendida, sia dal punto di vista estetico che mentale. Non ammissibile pensare che finiscano a letto dopo unora a casa di lui. depresso, non ha vita sociale, non dimenticatelo. Leros pu nascere, ci mancherebbe, ma bisogna contestualizzarlo a seconda del personaggio che lo vive. Ci che intendo farvi notare quanto le scene che riguardano leros possono rovinare una narrazione se gestite male dallautore. Taluni hanno sostenuto che con Melissa P ed epigoni vari si sia raggiunto il limite, sdoganando presso il grande pubblico alcune tematiche legate alleros. Niente di pi falso, a mio modesto parere, ammesso che vi sia un limite alla presenza delleros nella letteratura. I discorsi sarebbero lunghi e articolati, difficile dominare una materia cos complessa e di sicuro questa non la sede appropriata. Il consiglio di oggi precisissimo. Non presentate situazioni erotiche ex abrupto direbbero i latini, improvvisamente, ma al pari di come descrivete con calma storie al medesimo modo dovrebbe emergere leros. Iniziate da una pennellata lieve narrativa per giungere poi a un affresco compiuto. Se invece descrivete in modo netto e veloce, arrivando subito al succo, vi deve essere un motivo ben definito, e voi dovete esserne consapevoli. Esiste unaltra via: fare pensare, fare illudere, fare immaginare il lettore. Sempre l si torna. Fare in modo che il lettore gi creda di sapere che cosa accadr. Le scene erotiche non narratele, lasciatele intuire, giungete fino al momento che tutti si aspettano e poi cambio di scena, sia esso un bacio o qualsiasi altra dimensione sensuale, rendendo la bocca di chi legge famelica di conclusione e lasciandogliela poi tale senza rivelare, senza spiegare, senza portarlo sotto le lenzuola del personaggio, per capirci. Lezione per casa. Sto sorridendo. Immaginate che un uomo timido e con poche esperienze sessuali incontri una donna che invece ha avuto modo di conoscere il proprio corpo in maniera intensa e conscia dal punto di vista erotico. Provate a visualizzare il loro primo incontro caldo, che cosa pensa lui? E lei? Egli avr il coraggio di rivelare la propria inesperienza? Lei avr laccortezza di non fargli pesare una situazione che le appare, nelle due visioni, indipendentemente dalle parole di lui, a un livello di consapevolezza assai differente?

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Lezione 25 Primo quarto delle cento lezioni, oggi vi propongo una cosa diversa, vediamo se eravate attenti. Leggete una breve parte dun racconto e sulla base di quanto avete assimilato, sferrate un attacco, distruggetelo di critiche, individuate gli errori. Dovete divenire consapevoli delle vostre capacit letterarie. Ho scritto questo racconto qualche anno fa (in fase ribelle), lho infarcito ora di debolezze affinch voi possiate divertirvi a trovarle. Domani sveler il mio punto di vista, intanto voi trovate, ripeto, le debolezze. Se osservate gli errori altrui vi abituate a trattare anche il vostro romanzo con un certo distacco necessario. Era un pomeriggio qualunque, stavo ascoltando De Andr, cercando di non pensare; vezzeggiato dalle magiche parole del cantautore, perch a volte necessario non pensare, perch capita di non voler vivere riflettendo, mi guardai nello specchio che avevo giusto davanti a me, ero l. Leffetto immediato e dirompente fu di girarmi, mi vergognavo. Non mi riconoscevo. Mi ero perso. Quale nefasta sensazione emergeva in quei momenti dolorosi; quale irriconoscibile e ineludibile consapevolezza avevo coltivato negli ultimi anni. La povert mia mia era tutta interiore ,spirituale. Era lontano il periodo in cui avevo abbandonato chiese e predicatori, mi ritrovai solo ad esplorare. Nessuna verit; nessuna certezza; nessun libro sacro. Solo. E non stato semplice, per nulla. Poich se si decide di tagliare definitivamente il cordone ombelicale con la tradizione necessario intraprendere sentieri impervi, allinizio il senso di smarrimento, forte. Per colmare le nuove paure si abusa delle distrazioni, non ci sono pi leggi morali, o meglio, ne rispettiamo altre o le vecchie sono indebolite, ci sentiamo padroni delle nostre esistenze, ma con una preoccupazione che si maschera con il coraggio e la superbia. Un giorno unamica mi chiese: Sei sereno?. S, per fortuna mascherando unistinto di persuasione che avrei voluto gettargli contro. Ah! mi disse Mi sembrava che tu fossi in de-fase. La de-fase faceva parte del nostro gergo, significava che il periodo nero era del tutto evidente, senza teorie replicanti e reiterate, una merda di periodo insomma. Se cera un argomento che mi portava alla ferocia dialettica allorch stavo in de-fase era la religione. Ma perch non ricominci a venire a messa? mi disse Gessica. Dai, non rompere, lo sai come la penso, non mi piace chi non ragiona con seriet sulle parole, sui significati, sulla verit, li lascio volentieri a te i parolai dellaldil. Un po di rispetto Fabio! quasi bram lamica. Oh scusami, rifaccio, adoro chi non ragiona sulle parole, sui significati, sullaverit, spegnendo cos il cervello, annientandolo, meglio?. Che cosa dovevo rispondere? E mi capitava di farlo con mamma, con nonna,con gli amici, con tutte le pecorelle cristiane che la Domenica resuscitavano se stesse, varcando la porta delle milioni di chiese sulla terra, alla ricerca di purezza, di pentimento, di perdono, e magari credevano pure di conquistare un posto nellaldil pi comodo, privilegiato, nella tribuna donore del calcio paradisiaco, non nella curva sud vicino ai violenti o, peggio ancora, fuori dal stadio, fra gli esclusi dalle carezze spirituali divine. Non riuscivo pi a credere a certe panzane:una donna che rimane vergine dopo un parto, un uomo che cammina sulle acque, un dio che si divide in tre dei e magari incontrandosi discutevano sulle proporzioni reciproche, dodici apostoli maschi e poi parlano di rispetto delle donne Ma che cosa centrano questi discorsi? mi dicevano, per un cristiano c sempre qualcosa che non centra pur di non affrontare con seriet un argomento che potrebbe metterlo in discussione. Quanto ci vuole ad asserire che se ci che loro chiamano Dio umano, cio Ges, ha scelto dodici protetti soltanto maschi sono due le cose: o non sopportava le donne o aveva tanta simpatia per gli uomini, e mi fermo, non vado oltre, per carit, mi sembra gi di sentirli:

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Irrispettoso! Maleducato! Bestemmiatore! e bla bla bla, tanto hanno sempre ragione loro, sono nella verit, chi li pu distogliere da unottusa convinzione di sapienza. E quanta acredine contro gli atei: Non credi in niente, sei come una pietra!, quando erano leggeri. Allora mi capitava di replicare: Scusami, che cosa vuol dire essere ateo per te?. Non credere in niente, un senza Dio, ovvi no? mi si diceva. Certo pensavo, e poi: Magari se fossi un p meno ignorante ti renderesti conto delle stronzate che hai nella testa. Perch essere atei significa essere senza dio, credere in nulla, secondo loro. Scusami ancora, ma tu credi in Belzeb? chiedevo. No, che cose stupide mi dici! Quindi sei atea verso Belzeb, non ci credi?. Esatto!. Capisco, e credi in afrodite?. Che dici Fabio? Secondo te? Certo che no, non credo in Afrodite, sono divinit dellantica Grecia quelle. Ah, sicuro, hai ragione, quindi sei atea verso Afrodite, non ci credi se ho capito bene. Hai capito bene, non ci credo. E toglimi una curiosit: credi nel vitello doro come chi accompagnava Mos fuori dallEgitto?. Dai basta, dove vuoi arrivare? esclam Gessica. Semplice: tu, sei atea verso decine e decine e potenzialmente centinaia e migliaia di divinit e soltanto perch credi in una, cio Ges, ti senti credente, mentre io che non credo neppure in quella oltre alle altre migliaia devo sentirmi colpevole secondo te di ateismo?. La gente non riflette sulla religione, considera scontate certe questioni certe, solo perch leredit millenaria ha un fascino incredibile, solo perch la propria famiglia la considerava giusta, solo perch si ha paura di mettersi davvero in discussione anche a livello spirituale. Quel giorno, ascoltando De Andr, volevo non pensare ma con un acribia degna dellorologio di Kant continuavo invece a soffermare la mente sui miei simili, compagni di viaggio, e mi sentivo disarmonico nella societ. Mi sentivo solo e perso. Consapevole, questo s, ma solo e perso. Ne era valsa la pena?Ero pi sereno esplorando territori sconosciuti? La sera prima di quel maledetto giorno avevo avuto una discussione con Paolo, amico fin dallinfanzia e catechista presso la chiesa di San Giovanni. Certo, diversi. Avevamo preso percorsi differenti. Mi scapp una bestemmia, senza pensarci, non usavo tale linguaggio, non faceva parte delle mie corde vocali, ahim capit. Mi fece una filippica infinita sul senso dellofesa, del rispetto e bla bla bla. Perci, spinto appunto verso la ferocia dialettica gli dissi: Sono dieci minuti che mi rompi con queste scene da maestrino e non ti accorgi di quanto voi cristiani trattiate il linguaggio con una vergognosa arbitrariet. Che intendi dire? curioso. Nel momento in cui io accosto in questo ordine le due parole cane e dio, tipo dicendo bello quel cane, dio lo ha creato, sembra che vadi tutto bene, se dico lo ha creato dio quel cane, gi inizi ad irrigidirti, se dichiaro dio cane, apriti cielo, sono un maleducato irrispettoso!. Dipende dal contesto, lo sai, da come formuli le frasi replic lamico Il contesto, voi siete i primi che non vi curate di capire che la bibbia e tante delle stronzate che ci trovi dentro sono legate al contesto di ignoranza di duemila anni fa e poi voi, oggi, nella contemporaneit, vi preoccupate del contesto, delle parole, e che dire delle parole ambigue, non chiare del vostro testo sacro? Quando vi serve precisare il senso del contesto spada tratta, quando invece non vi fa comodo, meglio ignorarlo, ma vi rendete conto di essere di una ignoranza di metodo che farebbe rabbrividire un qualsiasi scienziato o filosofo di livello mediocre?. Senti Fabio, ci vuole fede. Ovvio, me laspettavo, fate sempre cos, quando il vostro cervello comincia a fumare,avete un ottima soluzione: lo buttate direttamente nel cesso per non usarlo, complimenti!.

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Lezione 26 Lintento di ieri era presentare un testo e fare concentrare chi legge sulle debolezze della scrittura. Sulla base delle lezioni fatte finora quante ne avete trovate? Se vi dico che ce ne sono pi di venti vi stupisce? Ora, voglio subito passare ad altro: il confine diafano fra realt e fantasia potremmo chiamare la lezione di oggi. Lutilizzazione della tecnica che vi presenter mostra un sofisticato mezzo letterario per stupire il lettore, per farlo tornare bruscamente nella realt, per renderlo ancor pi curioso di comprendere il senso della storia narrata. Immaginate di raccontare la spesa al supermercato di una signora con il figlio di due anni, carica sul carrello un pacco di biscotti, prende il sale, saluta unamica, la fate poi arrivare alla cassa, esce e trova il suo ex marito che laveva lasciata andandosene con unaltra, vanno a prendere un caff, lui gioca con suo figlio che non vedeva da circa un anno, parlano, ridono, lei piange, si abbracciano. Poi, dimprovviso tornate con la scena al momento in cui lei salutava lamica dentro il supermercato. S, avete capito bene, tutto il resto era soltanto nella testa della donna, era un sogno, una fantasia mentre faceva la spesa. Il lettore lo scopre alla fine, nel momento in cui si torna alla scena che era stata gi presentata. Immaginate un romanzo colmo di scene simili, un romanzo psichico potremmo dire, e pensate alle continue domande di chi legge che esclama: No, non possibile che accada questo!, e poi scopre che era una fantasia del protagonista. Gestire tale tecnica non semplice, vi servono appunti precisi, linee temporali ben evidenziate, nulla vi deve scappare. Ma il risultato potrebbe essere a dir poco interessante. Lintreccio dei piani fondamentale in questo caso, curatelo con attenzione. Non dovete sconvolgere le otto macrotematiche e le ventiquattro microtematiche, potete inserire una o pi scene narrative che giocano fra realt e fantasia lavorando sulla griglia.

Lezione 27 La lezione di oggi concerne ci che amo definire il paesaggio inesplorato, che cosa ? Esso pu arricchire il vostro testo e renderlo davvero originale. Immaginate di raccontare un viaggio in auto di un anziano, le ruote sono sgonfie, lo aveva dichiarato poco prima di partire, piove, di pessimo umore. Finch guida accade che un altro mezzo in velocit gli passa vicino e lui sterza bruscamente. Tutto lascia presagire unuscita di strada, un incidente e invece voi non rivelate nulla, n ora n dopo. Non si tratta di posticipare lemergere degli eventi successivi a quella sterzata. La curiosit del lettore rimarr nel buio, per sempre, un paesaggio inesplorato. Qual il senso di narrare un fatto che non si riveler? Quali possono essere i nessi con la storia del romanzo? Una visione superficiale potrebbe consegnare ununica risposta: non centra nulla. Invece, se ragionate con un punto di vista pi sottile, vi accorgerete che un espediente letterario simile potrebbe rendere il testo ricco di suspense. Non solo. Utilizzare i paesaggi inesplorati dona un messaggio di ineluttabilit della vita: non ci sono risposte definitive. Esistono accadimenti di cui non saprete mai la versione finale, ci sono soltanto interpretazioni. Inoltre, un paesaggio inesplorato coinvolge il lettore, egli crede di trovare la risposta ai suoi quesiti in un momento successivo, attirandolo verso la fine del romanzo, convinto che da qualche parte comprender i paesaggi che prima aveva visto. E invece non sar cos. Ora pensate alla lezione di ieri: il confine diafano fra realt e fantasia. Bene, immaginate di sfruttare entrambe le tecniche, lo so, non semplice. Ciononostante labitudine a riflettere su di esse potrebbe portarvi a creare un romanzo particolare, dove finisce la realt e inizia la fantasia? E la fantasia (o realt) perch cade poi in un paesaggio inesplorato? 22

Lo ripeto fino alla nausea: ragionate sulla griglia, non improvvisate. Il rischio un calderone di dati confusi. Siate precisi con i piani narrativi che volete rivelare, individuate eventuali confini diafani fra realt e fantasia, scegliete i punti in cui affioreranno i paesaggi inesplorati.

Lezione 28 Il giudizio del narratore, altra questione importante. Accadono gli eventi e lanimo umano spinto a giudicare. necessario che vi sia anche nel vostro romanzo? Dipende, o meglio, dovreste deciderlo. Se lo fate consegnate al lettore una certa prospettiva, se non lo fate lasciate maggiore possibilit dinterpretazione a chi legge. Sono, com ovvio, stili assai differenti. Il consiglio che mi sento di darvi di scegliere o una tipologia o laltra. Se le usate entrambe dovreste esserne consapevoli, qual il motivo di utilizzarle insieme? Il punto di vista del narratore ha un significato particolare? Volete orientare il giudizio del lettore? La neutralit del narratore , contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un obiettivo pi difficile da ottenere. Rifletteteci con calma. Parte della lezione pi complessa (per i pi preparati): potreste avere scelto pi narratori, ecco, potrebbero avere ruoli del tutto diversi. Supponete che una parte del romanzo rivelata con un narratore onnisciente e laltra parte con un narratore che scopre giorno dopo giorno gli eventi. Per marcare il passaggio da uno allaltro potreste nel primo caso includere il giudizio del narratore, nel secondo renderlo neutro, o il contrario. Unidea, sia chiaro, le modalit possono essere innumerevoli. Limportante, sia che voi siate alle prime armi sia che siate gi consapevoli dei vostri mezzi letterari, che vi sia consapevolezza di ci che state facendo. Le parole possono fluire con un atto irrazionale, le strutture del romanzo meglio premeditarle con una logica precisa.

Lezione 29 Una lezione che a molti apparir banale, ahim non lo di sicuro per altri: la scelta dei tempi verbali. Questo uno dei casi in cui conoscere i propri mezzi, e quindi i propri limiti, indispensabile. verosimile pensare che talune espressioni siano desuete, ci non elude la questione: utilizzare un semplice imperfetto dellindicativo non equivale, sempre dellindicativo, a un trapassato remoto. Non soltanto una questione grammaticale, anche di stile. Primo esempio: Se lo amavo, forse oggi stavo meglio. Secondo esempio: Se lo avessi amato, forse oggi starei meglio. C musica, c significato fra tempi diversi, c maggior precisione di ci che si vuole dire. A proposito di precisione, sia per chi gi conosce il testo sia per coloro che lo sentono per la prima volta, (ri)leggete le parole di Calvino sullesattezza nelle sue celebri Lezioni americane: illuminante. So che siamo tutti pi o meno abituati oramai alla lingua che si predilige nella televisione, lo sforzo di pulirci interiormente, cercare la nostra lingua, il nostro stile, che il pi delle volte non dovrebbe coincidere con gli schiamazzi da palco propri dei talk show o dei reality. Se si va con lo zoppo si impara a zoppicare sostiene una vecchia massima, se si guarda troppa televisione ecc. E tutto si complica, dentro di voi. Davanti al computer (o foglio di carta) avete poi bisogno di sforzarvi con pi veemenza, alla ricerca della parola giusta da inserire nel testo. 23

E qui non c istinto che tenga, listinto vi porterebbe inevitabilmente, se vi cibate di troppa televisione, a utilizzare il gergo televisivo anche nella vostra prosa. Vi pu essere un motivo per utilizzarlo, ma credo che nella maggior parte dei romanzi sia utile farne a meno. Il consiglio di avere i ferri del mestiere, se non avete una grammatica italiana, procuratevela. Consultatela spesso.

Lezione 30 Una breve riflessione sulloriginalit, indispensabile se volete colpire chi vi legge e soprattutto chi giudicher il vostro romanzo, nel caso vi sia il desiderio di tentare una pubblicazione. Perdonate se oggi sembrer un pochino metafisico o balzano nelle mie parole, mi auguro per di riuscire a trasmettervi il mio pensiero. Non posso esserne convinto interamente, ma ho il sospetto che sia cos come andr a dirvi. Possedere unoriginalit nella scrittura concerne la vostra mente, in particolare, un approccio mentale. Un esempio concreto. Di fronte a una scelta difficile che vi coinvolge, qual il vostro atteggiamento? Vi affidate al vostro istinto? Ne parlate con qualche persona cara prima di fare qualsiasi cosa? Fate una scelta davvero vostra o per diversi motivi accontentate sempre gli altri?. un nodo nevralgico: vivere fra timori di deludere gli altri e costrizioni sedimentate nel tempo non aiuta loriginalit. E ci si riversa con forza nella scrittura. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio perch costretto in certe limitazioni mentali si sfoga scrivendo. Si sfoga appunto, non centra nulla con loriginalit che rimane, senza indugio, una diretta conseguenza della libert di pensiero. Libert di pensiero significa prendersi la responsabilit di ci che pensiamo e facciamo, senza farci influenzare con troppa forza dagli altri. Si tratta di vivere per come siamo, non fra mille compromessi che riguardano la reputazione, il consenso, il quieto vivere. Non si sta qui affermando la ribellione, bens il coraggio di accettare fino in fondo le nostre idee, le nostre visioni, i nostri desideri. Per raggiungere una vera conoscenza di noi stessi, il mezzo che ci permette di sviluppare la nostra unica originalit fra gli altri. Se volete scrivere con originalit, dovreste fare di continuo un percorso interiore che vi porti a mettere in discussione tutto ci che avete imparato nella vita; comprendere se ci che avete ereditato una vostra scelta o uneredit appunto. Accettare passivamente non produce originalit. Alcuni anni fa un amico mi fa leggere un suo romanzo che aveva scritto - diceva - con grande passione. Lo trovai di una noia incredibile, piatto. Tentai di dirglielo dosando le parole, non volevo ferirlo, ma desideravo anche essere sincero. Si arrabbi. Si lamentava perch nessuna casa editrice lo aveva ricontattato dopo avere inviato il manoscritto. Quale tipo di vita faceva? Lavorava otto ore in un ufficio INPS; si disinteressava del figlio (se ne occupava la moglie); si limitava a fare il minimo; guardava la televisione la sera; leggeva ogni giorno prima di andare a letto, ma soltanto per dieci minuti; ubbidiva in tutto e per tutto alla madre; nessun guizzo, n giovanile n durante la maturit; nessuna sbavatura, ogni cosa regolare: dal primo anno dellasilo alluniversit, dal matrimonio alla vasca in centro con il passeggino. Poteva scrivere in maniera originale secondo voi?

Lezione 31 Siamo quasi ad un terzo delle lezioni e dallottava dovreste avere iniziato a scrivere. Facciamo il punto della situazione. Vi far bene. Se considerate che dalla lezione 8 riguardo lincipit avete tenuto una media, come indicato, di una cartella e mezza a lezione, essendo oggi la trentunesima, dovreste avere non meno di 36 cartelle fatte. 24

So che tra voi vi sono persone che per diversi motivi stanno seguendo le lezioni senza scrivere il romanzo, stanno cercando un confronto per accumulare riflessioni e tecniche per il futuro. Ma io mi rivolgo soprattutto a chi sta tentando la sfida (dalle mail che mi sono pervenute siete circa la met). Siate onesti con voi stessi, avete almeno 36 cartelle sotto il naso? Se s, bene, se no, perch? Quali sono stati i problemi? Concentrazione, ansia del foglio bianco, pigrizia, timore del fallimento, scuse, che cosa? Non scoraggiatevi, tenete duro, trovate nuova concentrazione. Potete ancora riprendervi. Certo, dovete recuperare. Dipende da voi. Oggi stesso mettetevi al computer, chiudete la porta finita la giornata lavorativa e stasera datevi da fare. Continuare a rimandare vi fregher, non cascate in un precipizio che gi conoscete. Se vi pu consolare vi racconto la mia situazione, anchio partecipo alla sfida, se ricordate. Sotto il mio naso ho 38 cartelle fatte, sono contento per il numero, non molto per la qualit. Lincipit, anche se lho portato in parola, mi fa schifo, lo dovr rifare. Le descrizioni che avevo in testa cos cos, alcune mi piacciono molto, altre c solo lidea sommaria, nulla pi. Sono contento della trama, ho sbattuto il naso sulla griglia per ore, ne sono soddisfatto. I dialoghi mi sembrano azzeccati, inerenti e coinvolgenti. Devo caratterizzare meglio un personaggio, gli altri non sono male. Ho applicato la lezione del paesaggio inesplorato un paio di volte in modo intelligente. Un monologo del personaggio principale stato fatto bene, quella sera avevo le dita che volavano sul pc. Non posso dire lo stesso sullo stile che ho cercato di trovare in una parte in cui volevo creare una situazione triste. Mica possono uscire tutte con il buco le ciambelle. Insomma potrei continuare a raccontarvi la stesura del mio romanzo, ma un altro il messaggio sul quale mi voglio concentrare. Non abbattetevi se vi sembra di essere in un punto morto. Capita. L fuori non c nessuno che batte sul pc la prima volta con velocit e ne esce come dincanto un capolavoro. Basti leggere qualche diario di celebri scrittori per capirlo. Io penso a Tolstoj ad esempio, provate a consultare i suoi diari (I diari, Garzanti), solo per i coraggiosi la lettura integrale di quasi 800 pagine (incluse le note). Ricordo che a suo tempo certi passaggi mi facevano letteralmente mancare il fiato, mi emozionavano le sue parole. Le sue giornate che andavano male, i suoi propositi, la sua ricerca della volont e della disciplina. Senza fatica non si va da nessuna parte. Senza impegno non si finisce un romanzo. Senza un vostro atto preciso di volont, anche se vi saranno momenti non facili da affrontare, le mie lezioni non serviranno a nulla. Le cose che vado scrivendo qui potrebbero essere roba di poco conto; e io quindi non essere in grado di dare alla luce niente di grande, di importante. Ma dietro queste osservazioni di poco conto si celano grandi, vaste prospettive. [Pensieri diversi di Ludwig Wittgenstein]

Lezione 32 Nella lezione 30 vi parlavo di originalit. Voglio aggiungere alcuni elementi sui quali farvi riflettere ulteriormente. Un romanzo ci pu colpire per varie ragioni, la sensazione pi stimolante quando riesce a farci osservare il mondo con occhi diversi. Prima si pensa lo spazzacamino in un certo modo, leggi Dickens e ne esci con idee nuove. Prima si pensa il rapporto fra arte e scienza con alcune visioni, leggi Musil e ne esci con una testa diversa. Lo stesso accade per i prigionieri con Resurrezione di Tolstoj, per le speranze rivoluzionarie con Vino e pane di Silone, o venendo a qualche contemporaneo, per i legami sentimentali tormentati con Lamore contro di Covacich o per le ossessioni di un solitario con I quindicimila passi di Trevisan.

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Loriginalit un approccio mentale, questo sicuro, altres una ricerca di idee. Ora, a parte la vostra mente, dovete trovare le idee che possano rendere originale il vostro romanzo. Non occorre che sia stato gi tutto definito nella griglia, anche se ne rappresenta il laboratorio dove sperimentare. Mentre scrivete potrebbe sorgere una situazione dalla quale fare evolvere altre situazioni. Allinizio ho insistito sul ruolo della griglia, lo sapete, bisogna partire da qualcosa, altrimenti facile perdersi facendo i primi passi. Ciononostante, durante il percorso di scrittura, esiste la possibilit di scoprire nuovi mondi, alcuni dei quali potrebbero divenire humus necessario per la vostra storia. chiaro che una cosa percorrere la strada da Modena a Livorno su una mappa (griglia), unaltra cosa passare per lAppennino con la bicicletta, scrutare i paesaggi e i piccoli paesi che si incontrano. Ecco, voi siete nella parte emiliana, con la bicicletta, lAbetone ancora distante, avete passato da poco Pavullo nel Frignano. Fuori di metafora, finch scrivete si possono aprire davanti a voi paesaggi splendidi che non potrete ignorare, cercando di legare il lavoro fatto sulla griglia e la capacit di assorbire nuove idee. Siate originali pensando di doverlo essere. Lapproccio mentale, dicevo, da quello dovete partire: nutrirlo, assecondarlo, metterlo in discussione, alimentarlo con abitudini diverse. Vedrete leffetto che ne avr la vostra scrittura, vi stupirete. Siete abituati al mattino a bere il caff a casa? Fate una colazione al bar prima di altri impegni quotidiani, osservate chi vi sta attorno, le persone potrebbero ispirarvi. Guardate i particolari, come parlano, come si comportano, le reazioni del barista. Appuntate. A volte un evento cos banale come una colazione fuori casa potrebbe fornirvi unoriginalit che cercavate da tempo. Altro consiglio. C un luogo del vostro paese o citt che conoscete poco? Visitatelo. Non importa se trovate un parco o un museo, una chiesa o una mensa per poveri, limportante che mettiate in moto energie nuove, idee diverse, curiosit prima inesistenti. Loriginalit si crea, non si aspetta che giunga su di noi. Questo il senso dellapproccio mentale. Scusate se vi parlo per lennesima volta non lo far pi di ci che qualcuno potrebbe definire psicologia da quattro soldi, ma troppe sono state le occasioni in cui ho letto prose di qualcuno e dalla scrittura desumevo la noia o loriginalit nella vita dellautore. Credo fermamente che, comprendendo tuttavia che possa essere opinabile, la sintonia fra vita e scrittura di una persona siano legate con forza. Se avete scelto una storia da raccontare, se sentite che possa essere unottima occasione tentare la sfida dei 100 giorni, se volete buttare fuori certe idee e visioni, perch non farlo nel migliore dei modi sviluppando quanto pi possibile le vostre capacit?

Lezione 33 Alessia ed io eravamo al mare, volevamo chiacchierare, non soltanto fare unuscita fra amiche; mi dice: Amo il canto, lo sai?. E io: Non ci sono mai riuscita, antiche paure famigliari. Era bello parlare con lei, le altre erano dure con me. Che cosa c che non funziona? S, le continue omofonie (mare/chiacchierare/fare/parlare, eravamo/volevamo, soltanto/canto, amiche/antiche, paure/dure). Sono orribili da leggere. Siate vigili, rendono un testo pesante, impresentabile se avete il desiderio di tentare una pubblicazione. Altra cosa pu essere il linguaggio dun personaggio, caratteristico in tal senso, magari perch si diverte a farlo, vituperando chi ha di fronte o per unesigenza grossolana poetica (in rima) che lo coinvolge da sempre. Al medesimo modo attenti alle ripetizioni. Il vocabolario che abbiamo a disposizione nella lingua parlata di tutti i giorni, di gran lunga inferiore alla vastit dei lemmi italiani, uno specchio che si riflette di continuo: c labitudine a ripetere taluni termini. Pensate a una persona che frequentate, provate a cercare le parole che la contraddistinguono. Credete di ritenervi immuni dalla stessa patologia? E ci ricade nella vostra scrittura. 26

C chi usa spesso un po o poi o insomma o va bene, ecc. Ricordo un tale che amava il termine indifendibile, lo utilizzava ogni due tre minuti. Un altro che continuava a dirmi ti ripeto. Il rischio di portare in prosa continue ripetizioni senza accorgersene, influenzando in negativo il testo.

Lezione 34 La griglia che avete plasmato allinizio non un trucco da prestigiatori che poi esaurisce la sua magia, bens un luogo nel quale tornare di continuo. Una delle ragioni che dovrebbero spingervi a consultarla mentre scrivete rappresentato dalla coerenza di cui capirete giorno dopo giorno limportanza. La coerenza riguarda i rapporti fra le diverse parti del romanzo. Se un ragazzo aveva perso un occhio in un incidente non potr ovviamente vedere il mondo allo stesso modo e la griglia vi servir per legare tale evento al resto della storia. Questo un fatto evidente; vi sono altre condizioni che sfidano la coerenza e uno scrittore alle prime armi potrebbe cadere con facilit in errore. Immaginate che a pagina 20 fate dire a Luigi di odiare gli animali, chiaro che a pagina 97 appare quanto meno assurdo che lui possa decidere di ospitare con tranquillit un piccolo gatto in casa perch la figlia lo trova abbandonato in un vicolo. La coerenza va a braccetto con la chiarezza: lo scrittore non deve perdere i particolari, potrebbero creare fatti impossibili, mal legati, illogici. Il consiglio di trovare il tempo di rileggere, di appuntare particolari nella griglia e nei fogli dei personaggi. La coerenza deve essere consapevole, non si produce per istinto, troppi i dettagli, troppi gli eventi, come potere ricordare tutto senza riportarli di continuo alla mente? Credo che appaia sempre pi chiaro quanto sia faticoso reggere la responsabilit dun romanzo in ogni sua parte, senza sbavature, senza stupidi errori, senza illudersi di fare un capolavoro trattando ci che si scrive con superficialit. La coerenza, come loriginalit, un approccio mentale. Chiedetevi con seriet: se non si coerenti nella vita di tutti i giorni, come si potr pensare di esserlo nella produzione di un romanzo? Non cercate gli estremi, non rispondete con celerit senza considerare che fra il bianco e il nero esistono per fortuna i grigi. Non necessario essere stoici per curare la coerenza dun romanzo, per palese che chi non la pratica nella vita, avr qualche difficolt maggiore rispetto a chi la cerca come valore. Alla fine dei 100 giorni avrete, se ci sar stato impegno, il vostro romanzo, ma forse laccadimento pi interessante apparter al vostro mondo interiore.

Lezione 35 La lezione di oggi la concepii non pochi anni fa, precisamente nel 1999. La scrissi una notte in preda allinsonnia, di solito rivedo e sistemo gli appunti che ho raccolto negli anni, in questo caso la lascio uguale alloriginale. Per darvi il sapore del sonno che non giungeva, per tentare, nonostante laspetto freddo e formale con cui in genere si pensa una lezione di chiunque, di lasciarvi anche sensazioni. Perdonate il linguaggio, perdonate altre cose. Spero che vi divertiate. 13 novembre 1999 ore 4.12 Il mondo tace, dorme. Mi piacerebbe pensare che sono sveglio per seguire lesempio di Karl Kraus quando scriveva la stupidit dorme, io vado al lavoro, manco quello. Non dormo perch non ho sonno, tanto per cambiare. E cerco simili sventurati per illuminarmi o deprimermi oltre ogni mio limite pensabile. Prima rileggevo alcune vicende di Gregorio Samsa, ti entrano nelle viscere, per 27

almeno lui sera svegliato da sogni agitati, li avessi io i sogni agitati, che palle non avere sonno. Come si pu riuscire ad entrare nelle viscere di chi legge? Immagino che sia una questione di armonie, stile, parole, suspense e chiss quante altre cose. Mi viene in mente ora il viaggio di Michele Strogoff di Verne, divorai quel libro da ragazzino, mi entr nelle viscere, s, ne sono convinto, la Russia mi si presentata allora; senza dubbi, da quel momento in poi Tolstoj, Gonarov, Dostoevskij, Lomonosov, Gogol, Turgenev e compagnia bella erano alla porta, bastava presentarsi, salutare ed entrare nella casa dei magici russi. Poich si crea una magia impalpabile quando si riesce a coinvolgere il lettore, o meglio, pi che impalpabile, indefinibile, la si percepisce, la si tocca direi, ma se qualcuno ci chiede di spiegarne le ragioni? Disarmati, silenzio, almeno questo quanto accade a me. Maledetto Gregorio che stanotte non mi lascia dormire. La sua stramaledetta angoscia. Aveva ragione Kierkegaard nel suo libro Il concetto dellangoscia, aveva certamente ragione, peccato che ci vedesse la Bibbia in ogni luogo e tempo (ossessionato dalla religione?), tutte le ciambelle non possono uscire con il buco. Ma torno al punto: entrare nelle viscere. Leopardi scrive Mancare assolutamente di sistema (qualunque esso sia), lo stesso che mancare di un ordine di una connessione didee, e quindi senza sistema, non vi pu esser discorso sopra veruna cosa [949, Zibaldone]. Sistema, ordine, non caos, non disordine. Si entra nelle viscere attraverso un metodo, una strategia. Prima si pensa a come disporre il pezzo sulla scacchiera, poi si muove. Prima si pensa a fare la guerra, poi la si fa (mi ricorda qualcosa di Napoleone, boh). Voglio avere sonno! Voglio avere sonno! Se continuo a dirlo magari funziona. Cazzo. Dunque strategia. Per entrare nelle viscere di chi legge ci vuole una strategia, bisogna portarlo dove si vuole fin dallinizio. Che atroce pensare che tanti scrittori abbiano premeditato di fregare i loro lettori. E da quella fregatura ci guadagnano pure dei soldi, se non unassurdit questa, dove la si deve cercare? Quindi, s alle armonie, s allo stile, ecc, ma tutto con una strategia, con un metodo, con un sistema come consiglia Leopardi. Non si pensa solo alla storia, non si pensa solo a come scriverla, non si pensa solo a scriverla bene, bisogna scriverla avendo bene in testa dove si vuole condurre il lettore. Lultimo punto crea la dipendenza dalla storia. Ne sono sicuro, cos. Mi viene il sospetto che sia esattamente cos anche nei sentimenti. S la creativit, s listinto, ma non siamo tutti pi o meno machiavellici? Non so se pensarne bene o male, mi sembra di vedere un senso di tristezza invadere spazi che non vorrei concederle.

Lezione 36 S gi parlato dellanalessi (o detto allinglese, flashback), unaltra tecnica interessante lutilizzo della prolessi, che ne lesatto contrario. Lo scrittore decide di fare un salto in avanti nella narrazione e di rivelare con precisione di solito eventi futuri. Tali accadimenti saranno poi ripresi in un secondo momento con pi calma e delineati arricchendo il contesto, oppure finiranno per essere dei paesaggi inesplorati (ricordate?), poich non fondamentali ai fini della narrazione. La prolessi contempla vari scopi. 1- Avete deciso di condurre in maniera palese il lettore verso una certa direzione e cos gli rivelate quanto basta per incuriosirlo (anche qui, sta a voi poi decidere se soddisfarlo o meno, potrebbe essere una tecnica per depistare o per confondere chi legge). 2- Volete rendere lintreccio ancora pi ricco dal punto di vista temporale. 3- Alternate analessi e prolessi per produrre un effetto di velocit interiore. Mi spiego. Immaginate di pensare a un ricordo di quando eravate adolescenti, ora immaginatevi fra cinque anni, tornate allinfanzia, e adesso fantasticatevi anziani, molto anziani, su una poltrona seduti. Non vi sembra che la velocit del mondo sia lenta, quasi ferma, siete voi ad essere stati veloci con la vostra mente, il mondo non cambiato. 4- Rendete reali i sogni di un personaggio. Paolo sogna di frequentare una ragazza bionda e simpatica, ne parla con lamico Giuseppe. Qualche pagina dopo (a vostra discrezione quanto 28

pi avanti) utilizzate una prolessi per rivelare brevemente che il sogno di Paolo s realizzato, coincidenza bizzarra? No, com ovvio, tutto premeditato. Magari poi lancio unidea si scopre che Paolo si fidanza con una ragazza di capelli castani e piuttosto antipatica. Consiglio: appuntate una o pi prolessi nelle 24 microtematiche, avrete cos una visione dinsieme che vi torner utile al momento giusto.

Lezione 37 Uno degli errori pi frequenti di uno scrittore alle prime armi la disarmonia dei tempi verbali. Si inizia ad esempio ambientando le scene al presente (Mario prende il treno tutte le mattine) per finire, dopo poche pagine, al passato (Mario vedeva dal finestrino sempre la stessa signora con la gonna blu). Ora, vi possono essere delle ragioni che impongono una scelta temporale piuttosto che unaltra, una questione di stile e di prospettiva, accertatevi di avere controllato con cura le disarmonie presenti nel vostro testo. meno banale di quanto potrebbe sembrare: per necessit ognuno di noi vive il momento presente un attimo dopo laltro, rapportandosi al passato e al futuro sempre da un punto di vista preciso, quello presente appunto; in un testo narrativo i piani temporali devono essere plasmati con attenzione, non ci sono delle rotelle imposte (leggetevi il frammento Tre di ieri). Provate a rileggere quanto avete prodotto finora: stata consapevole la scelta temporale dei verbi? La lingua italiana, in tale senso, ricchissima di sfumature. Quanto bello un trapassato del congiuntivo inserito con accortezza? Oppure un passato del condizionale?.

Lezione 38 Dire, fare, andare. Tre verbi che si usano di continuo. Fare questo e fare quellaltro, dire a Tizio e a Caio, andare di matto o andare via. Nella prosa bisognerebbe non abusarne, per non creare ripetizioni, per non essere troppo prevedibili. Provate a rileggere le cartelle finora scritte, siete stati bravi o avete fatto questo errore? In particolare nei dialoghi si tende ad utilizzare il verbo dire, provate a cercare espressioni diverse: replicare, sussurrare, ribattere, gridare, aggiungere, soggiungere, spiegare, descrivere, illustrare, sentenziare, ribadire, pronunciare, affermare, concludere, chiarire, dichiarare, ecc. Per quanto concerne il verbo fare, si riscontrano di solito in eccesso far fare, far dire, fare morire, fare diventare, fare parlare, saper fare. Le bollette vanno pagate, a me andrebbe bene, lui va dritto allo scopo, sono andati fino in fondo, in queste settimane non c nulla che va, ecc. Il senso di questa lezione di tentare una semplice riflessione su alcuni verbi che si adoperano con troppa frequenza. Dal mio punto di vista, quanto pi un testo presenta dire, fare e andare nelle mille salse possibili, tanto pi noto meno accuratezza qualitativa letteraria da parte dello scrittore. E se inviate il manoscritto a un editor serio (pensieri impetuosi mi sovvengono, ma stendiamo un velo pietoso), non potr che notare certe debolezze.

Lezione 39 Siete stati con la testa china a scrivere in questo periodo, oggi v la necessit di compiere un lavoro peculiare. Non importa quante cartelle avete fatto finora, stampatele, s, avete capito bene, formate una copia cartacea della prima parte del romanzo. Trovate il tempo per farlo, importante. 29

Per quale ragione? Dovete annusare la carta, dovete percepire che ci che state facendo sta prendendo forma, immaginatevi con in mano lintero romanzo, fantasticate su quanto ancora dovete scrivere, tutto questo con un ordine preciso che ora vi illustrer. Fra oggi e domenica ritagliatevi il tempo necessario per recarvi in uno dei luoghi che pi amate vicino a casa, poco interessa se sarete costretti a farlo alle sei del mattino domenica, prima che tutti si sveglino. fondamentale. Volete avere il vostro romanzo alla fine delle 100 lezioni? Disciplinatevi. Portate con voi il materiale stampato. Armatevi di penna o matita. Sedetevi comodi. Leggete a voce, non a mente. Sentite la musicalit delle parole; percepite i legami fra i periodi; le lezioni che avete letto finora le avete in testa, magari con qualche dubbio, non importa, finch leggete considerate quanto avete imparato e segnate le debolezze di conseguenza. Vi sembra una cosa stupida da fare? No, fidatevi. unazione che vi porta in un ambiente differente, fuori dal vostro solito contesto di scrittura. Vi cambia il punto di vista. Gli occhi e la mente contemplano una prospettiva pi distaccata. Sarete lucidi nel trattare quanto avete scritto. Allorch avrete finito di leggere, fantasticate sullevoluzione della storia, plasmatela con immagini mentali, fate parlare i personaggi, immergetevi nelle loro vicende. Questa scampagnata sui generis avr valore per il romanzo, ma soprattutto per voi, per continuare fiduciosi la sfida.

Lezione 40 Che cosa ne pensate dei punti di domanda??? Mica sono esclamativi!!! Sono potenti e delicate forme di enfasi, dosarle sostanziale, renderle abbondanti in un testo da scribacchini, non da scrittori; da lettera adolescenziale, non modalit di chi desidera plasmare un romanzo. E poi uno, due, tre, quanti? Devo dirlo? Uno sufficiente, pi che sufficiente. A volte anche uno troppo, perch capita che si inseriscano domande retoriche ridondanti, perch farle se sono retoriche? Il lettore conosce gi la risposta. Non sto negando lutilizzo della domanda retorica, non vorrei essere frainteso, ma concedetevi poca licenziosit, passare dalla bellezza della parola allindecenza grossolana facile, molto pi facile di quanto si potrebbe pensare. Rileggete quanto avete scritto, osservate in particolare i punti di domanda ed esclamativi. Sono necessari tutti?

Lezione 41 Se lobiettivo di quantit quotidiano lo avete rispettato, dovreste avere con la lezione di oggi circa 50 cartelle. Posso immaginare che fra voi siano in maggior numero coloro che ne hanno meno, anzi non lo immagino, ne sono certo. Per quale ragione nonostante limpegno, le lezioni, i consigli, ecc? Una parola: demotivazione. Torner ancora su questo punto e da adesso in poi ve ne parler una volta ogni dieci lezioni fino alla fine dei cento giorni. A taluni sembrer un fatto stupido allinterno del processo della creazione dun romanzo, invece lasciatemi sostenere che il pi importante. Accade spesso che il freno sia motivazionale, non solo nella scrittura. Chiedetevi con seriet: perch non ho raggiunto le 50 cartelle? Siate sinceri. Avevo pensato di non parlare pi di tali argomenti (lo avevo anche scritto in un post), invece, leggendo le vostre mail che mi arrivano numerose, mi sono accorto di come vi sia la necessit di qualche consiglio a riguardo. Forse la crisi mondiale, forse i soldi che mancano o forse il clima di paura che si diffonde sempre pi nelle case italiane, la gente demotivata, figuriamoci nella scrittura. 30

Sia chiaro: chi sono io per dare consigli sulla motivazione? Domanda legittima credo, ieri ci ho pensato mentre tentavo di salvare un libro che si era inzuppato di acqua. Io non ho nessuna competenza di psicologia, non ho fatto studi universitari in tale senso, per ho letto decine e decine di biografie di scrittori (da Pasolini a Wilde, da DAnnunzio a Joyce, e molti altri), provo a raccontarvi brevemente ci che ho imparato da loro e dalla mia, seppur semplice e anonima, esperienza. La motivazione per continuare a scrivere non cade dal cielo. Ovvio. Alla base v uno sforzo consapevole, ancora: uno sforzo consapevole. Le condizioni in cui vi trovate (lavoro, salute, famiglia, ecc) possono essere difficili; vi mancano magari le informazioni idonee per avere una strategia: vi serve un modello per emularlo; non mi stancher mai di dirvi quanto la visualizzazione sia fondamentale, in grado di mutare le vostre abitudini se la considerate con seriet. Oggi stesso prendetevi del tempo per starvene tranquilli, da soli. Immaginatevi mentre scrivete, non dovrebbe essere una diapositiva fulminea, bens una scena lunga nella quale osservate voi stessi fare ci che vi serve per il vostro romanzo. Vi fu un periodo in cui ero del tutto bloccato con la scrittura: non riuscivo a mettere gi una parola, ogni scusa era buona per non prendere la penna in mano o non mettermi davanti al computer (impegni, lavoro, amici, pigrizia, telefono, bla bla bla). Credo che fosse proprio la demotivazione, la convinzione che tanto non ce la far mai a scrivere un romanzo. Cercavo, senza rendermene conto, tutta una serie di rimproveri che non facevano altro che ripercuotersi nella mia psiche bloccandomi, lasciando il foglio bianco, demotivandomi appunto. Immagino che accada anche a qualcuno di voi. Poi, successe qualcosa di inaspettato. Provai diversi modi per stimolarmi a scrivere, ero ossessionato dal ricercare una soluzione concreta. Appena sveglio, la mattina, visualizzavo alcuni dei miei scrittori preferiti seduti vicino a me, mentre anchio scrivevo. Avevo ricercato le loro foto, le avevo stampate nella mia mente, mi veniva semplice trovarmeli accanto come fossero amici. Ad ognuno avevo pure assegnato una poltrona con un certo colore, ecc. Cos, giorno dopo giorno, appena suonava la sveglia, prima di aprire gli occhi, dedicavo cinque minuti alla visualizzazione: io al computer e i miei tre amici scrittori sulle poltrone. Beh, non ebbi una conversione di abitudini intensa, per qualcosa cominci a cambiare in poco tempo, cinque righe, dieci righe, cavolo, stavo procedendo. E quanto pi rispettavo i momenti nei quali decidevo di scrivere, tanto pi mi accorgevo che quella sensazione di piacere durante e post scrittura mi forniva nuova adrenalina, mi faceva stare bene, mi sembrava in qualche modo di rispettare i tre scrittori che avevo sistemato nelle poltrone accanto a me. Avevo trovato un modo per disciplinarmi. So che a qualcuno sembrer unidiozia, eppure con me funzion. Avevo trovato un metodo concreto per farmi procedere con il romanzo che avevo in testa. Inoltre, durante la giornata, pensavo a loro pi volte, pensavo a come avevano scritto quei romanzi fantastici che avevo letto, cercavo nella memoria le pagine biografiche che mi colpirono o riflettevo sulle loro difficolt. Qualche esempio: Joyce a Roma senza soldi costretto a fare un lavoro che trovava insopportabile o DAnnunzio distratto di continuo da feste e sensualit. Unaltra cosa sia altrettanto chiara: nessuno qui, tanto meno io, vuole dichiarare con presuntuosa fiducia di essere o assomigliare allo scrittore preferito e di possedere, ancora ovviamente celato, un destino celebre sulla scena letteraria, ma se un gioco mentale vi stimola a scrivere, vi fa sentire meno soli e oppressi dalle difficolt della vita, vi aiuta a creare il vostro romanzo, qual il problema? Visualizzate ogni giorno qualcuno che riuscito a fare ci che desiderate, tentate di indagare le sue tecniche o strategie, emulatele, fate in modo di portare dentro di voi le medesime modalit di azione, il nodo generare una nuova abitudine facendosi aiutare da chi quellabitudine lha adottata con successo.

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Lezione 42 Le descrizioni rappresentano un altro degli aspetti che marcano il territorio dun romanzo fra qualit e mediocrit. Nella lezione di oggi vi parler della consonanza fra descrizione dambiente e personaggi. Immaginate di volere narrare la condizione di un anziano solo e malato che vive di espedienti per campare: piccoli furti, volgari furbizie, ecc. Ora, intuite con facilit che sistemarlo in un villa daltri tempi curata e con la donna di servizio non lega molto, ho esagerato, appare chiaro. Allora vive in una casa vecchia e trascurata. Ecco, qui il punto. Come descrivere la casa vecchia e trascurata? In quale modo rendere la consonanza fra un personaggio simile e la sua casa?. Le descrizioni degli ambienti non sono soltanto gli oggetti, gli aggettivi in questo caso hanno un ruolo nevralgico. Esempio: Il caminetto era spento, cenere e materiali poco distinguibili vicino gli alari. Una scopa accanto. La porta chiusa e la maniglia rotta. Pessima resa, pessima. Il vecchio caminetto sembrava spento da tempo, soltanto un cumulo di cenere maleodorante sotto gli alari arrugginiti, alcuni tappi lerci e uno straccio rovinato; una scopa consumata per terra, abbandonata vicino alla porta che aveva una maniglia sudicia, nera e rotta. Nulla di eccelso, ma gi meglio. Gli aggettivi possono legare le condizioni di un personaggio al suo ambiente, la consonanza fra le parti. Il lettore pu intuire lo spazio dentro cui volete portarlo grazie alle descrizioni che dovranno essere mirate, cos da fargli intuire chi ci vive e come ci vive.

Lezione 43 Ho trascorso lintera nottata in ospedale, per fare compagnia a una persona cara che ieri ha avuto un incidente in auto. Nulla di grave, sembra, per fortuna, ma sono in corso altri accertamenti. Speriamo bene. Cos stanotte non ho chiuso occhio, un po per i pensieri, un po perch di continuo travolto da medici e infermieri che correvano per unurgenza, dalle lamentele di un signore anziano, dal rumore dei macchinari medici. Non verano letti disponibili nei reparti, tutta la notte in una stanza del pronto soccorso e io seduto in una di quelle sedie pieghevoli nelle quali essere sdraiati non aiuta, si rimane in ogni caso scomodi. La lezione lho pensata stanotte (di solito sono appunti di anni addietro) per trascorrere il tempo negli interminabili momenti di attesa. Lospedale si presenta spesso nelle narrazioni, un luogo in cui si incontrano la vita e la morte, la nascita di un figlio e il dolore di una scomparsa, le sofferenze dei famigliari e la vicinanza degli amici. Per motivi personali ho trascorso in passato un lungo periodo in ospedale, ogni giorno. E osservavo la precariet degli umori umani: chi riesce a mantenere la calma e chi perde la pazienza, chi riceve anche le peggiori notizie con saggezza e chi, indifferente verso le sofferenze altrui, prende possesso di libert che non sono concesse. Se nel vostro romanzo intendete ambientare una scena di sofferenza, lospedale in grado di fornirvi innumerevoli spunti di riflessione e di narrazione. Stanotte una signora era stanca di attendere al pronto soccorso, si lamentava con insistenza, il marito era esausto, lo si vedeva dal viso, dal tono delle sue parole che tentavano di calmare la moglie. C

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chi ha un rapporto tranquillo con il dolore e chi si fa invadere dallansia. Lessere umano in ospedale si presenta davvero per quello che interiormente. Una scena che non mi affatto piaciuta stanotte stata la precedenza donata a una suora anziana, non verano motivi di particolare urgenza, tuttavia le parole del medico e dellinfermiera sono state inequivocabili, ero vicinissimo alla porta, non era ascoltare di nascosto, ho sentito mio malgrado. I religiosi sono trattati il pi delle volte con i guanti, non la prima volta che vedo scene simili. Nel corridoio c chi non si permetterebbe mai di usare il cellulare e chi racconta nelle diverse telefonate e a voce alta vita morte e miracoli del mondo. Perch il senso civico e leducazione sono deboli in un ospedale italiano? Pensavo stanotte alla chiamata di un paziente, dove sar?, ti chiedi, si partecipa in qualche modo alle sofferenze di tutti coloro che ti sono vicini in quel momento: non conosci la persona, ma speri che non sia nulla di grave. E in un ospedale sei costretto a farti domande spirituali, a porti questioni basilari, a cercare nella memoria e nelle proprie categorie di pensiero indizi che possano sembrare coincidenze non casuali, indipendentemente che si sia cristiani, atei, agnostici o quel che volete. La spiritualit alberga in un ospedale. Spunti, impressioni, idee. Buona scrittura.

Lezione 44 Lucia e Michele si innamorano. Quanto sono innamorati? Da che cosa lo si intuisce? un amore tranquillo o contraddistinto da difficolt?. Narrare lamore pu essere avvincente, a patto di rispettare alcune semplice regole, affinch il quadro che volete presentare sia, da un lato, comprensibile al lettore, dallaltro, non manchevole di elementi necessari. Non si sta solo sostenendo che Lucia e Michele sono innamorati, si desidera raccontare levoluzione del sentimento. Non di rado la situazione che si presenta la seguente: uno dei due perde la testa per laltro e questultimo neppure se ne accorge, e se consapevole degli altrui sentimenti non ricambia. In sostanza: uno innamorato, laltro no. Da ci scatta la lezione degli ostacoli e degli imprevisti, la ricordate?. Lostacolo pu essere un padre troppo severo con lei o una precedente relazione che porta dubbi e sofferenze. Limprevisto pu essere una malattia di lui o un possibile trasferimento per il lavoro. I dubbi e le sofferenze esasperano la situazione: scenate, gelosie, litigi, addii dichiarati salvo poi tornare sui propri passi. Linnamoramento allora s che si percepisce, in questa fase che il lettore comprende quanto sia importante quel sentimento appena nato. Raccontare subito la bellezza di un rapporto di coppia senza la fase sopraccitata come buttare gi un bicchiere di vino senza il gusto del primo sorso. Inoltre, c da relazionare il carattere del personaggio al tipo di storia che gli (le) fate vivere. Se Lucia una persona istintiva seguir quel flusso anche nellamore, se invece la presentate come razionale nella coppia vi deve essere una ragione che emerge dai pensieri, dai dialoghi, dalle situazioni. La relazione fra le parti, e non scordate la lezione sui paesaggi inesplorati, fondamentale perch nei sentimenti accade proprio questo il pi delle volte, si aprono delle prospettive nuove, poi, per motivi non noti (o almeno cos sembra) la coppia viene travolta dalla passione o dai litigi catapultando chi legge in un paesaggio del tutto diverso. Ecco uno dei punti nellamore: accadono cose inaspettate. Pochi minuti prima coccole e pensieri dolci, pochi secondi dopo una furiosa litigata. Come nella vita. Una parola, uno sguardo, un ricordo e bum! Cambia lo scenario. Per ricordate che nonostante i momenti di crisi vi deve sempre essere un collante fra le due persone, sempre: la passione, la complicit intellettuale, la messa della domenica e quindi laspetto religioso, il gioved al teatro, un luogo in cui i due sono costretti a 33

vedersi indipendentemente dalle loro volont (vicinanza di casa, lavoro, palestra, ecc). Avete capito il trucco: le volont dei due fanno il loro percorso, ma elementi pi forti li attraggono come una calamita. Forse iniziate a comprendere perch allinizio del post sostenevo che raccontare lamore fra due persone possa essere avvincente. Un ultimo fattore, che si impone come il pi importante. Non scordatelo mai. La fantasia delle menti innamorate. Grazie a sogni e immagini mentali si rivela la psiche del personaggio, grazie alla dimensione fantastica potete spiazzare il lettore, portarlo in un paesaggio inesplorato con facilit. Tanto era un sogno, tanto stava fantasticando Capito? Non dite in giro che ve lho detto.

Lezione 45 Sciorinare in maniera petulante, quasi fosse una sedizione, unaustera sfilata di termini desueti pernicioso per la prosa. Financo gli intellettuali li temono, avversati da un certo laconico imbarbarimento dei lemmi, attempati nei modi prima di deliri senili. La piaggeria di taluni verso la lingua arcaica pari al dandy trionfante fra semplici defessi contadini che lo scrutano con sguardo bieco. Avete intuito il tema di oggi; la lingua italiana meravigliosa, cos ricca di parole, molte oramai scomparse dalluso comune. Chi decidesse di possedere un approccio estetico alla lingua deve fare attenzione a non abusarne. Il romanzo anche comunicazione, se costringete il vostro lettore a prendere il dizionario ogni due parole, lo stancherete, lascer il libro a met (se ci arriva a met). Il lettore medio non un intellettuale di vecchio stampo, ma una persona che utilizza la lingua italiana contemporanea. Certo il fascino, certo la magia di alcune parole in disuso, per non scordate che qualcuno vi legger e dovr comprendere. La mia non affatto una battaglia contro le parole desuete, anzi devo dire che nella prosa e soprattutto nella poesia mi schiero fra coloro che tentano di riportare nel presente la ricchezza della lingua italiana, ciononostante lequilibrio la parola idonea in questo caso. Mai esagerare, mai ritenere il lettore pronto a faticare eccessivamente sul livello semantico, sarebbe un errore da parte di chi scrive.

Lezione 46 Bella da morire, fare il fenomeno, n carne n pesce, rotto della cuffia, conoscere i miei polli, faccia di bronzo, ecc. Che cosa sono? Bravi, clich. Li si utilizza di continuo nel linguaggio quotidiano, ecco, ci non significa che vadano bene per la prosa, o meglio, la loro quantit direttamente proporzionale alla mancanza di originalit. Leggere un testo colmo di clich noioso per un lettore, trova grande similarit con il proprio linguaggio e ci lo induce a pensare che sia poco interessante (almeno dal punto di vista linguistico). Badate bene, questo uno degli errori pi frequenti e difficili da scovare, non ci si accorge con facilit di quanto i clich facciano parte del mondo della comunicazione e che, irresponsabilmente, si palesano anche nella parola scritta. Rileggete le cartelle che avete finora plasmato, puntate lattenzione sulle modalit con cui vi siete espressi, ne troverete molti clich. Cambiateli, cercate un altro modo di esprimere il medesimo concetto. Se considererete il tentativo di pubblicare il romanzo e, fortuna vostra, incontrerete un editor serio e professionale (mica tutti gli editor sono seri e professionali, ma questo un altro discorso), noter la quantit di clich come voi siete soliti osservare la differenza fra la luce del giorno e loscurit della notte. Il resto ve lo lascio immaginare.

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Lezione 47 Scrivere un romanzo un conflitto con se stessi: losservazione dei timori, la ricerca della disciplina e della concentrazione, la capacit di isolarsi dal mondo. Grazie al conflitto vi con il tempo la comprensione. Conoscere le proprie abilit e i propri limiti. Quando loccasione di confronto con se stessi si presenta, la porta delle domande e dei dubbi dovrebbe essere aperta, non chiusa. E per aprire la porta necessario il distacco, il distacco da ci che state creando. Non la prima volta che ve ne parlo, ricordate per esempio la lezione in cui vi consigliavo di stampare le vostre cartelle e di leggerle con calma in un posto che amate?. Vi suggerisco un altro tipo di distacco, utile e rigenerante. Fatelo, non consideratelo inutile. Ora dovete pensare a uno degli scrittori che prediligete, bene, procuratevi un suo romanzo, non importa che lo abbiate gi letto o meno. Oggi non si scrive, ma si legge. Trovate almeno trenta minuti per leggere senza che nessuno vi disturbi. Non vi devono essere bambini o schiamazzi, musica assordante o televisione, soltanto il silenzio. Aprite a caso il libro e iniziate a leggere. Non per distrarvi, non per perdere il vostro tempo, ma osservando la scrittura sulla base delle lezioni che finora avete letto. Virgolette nei dialoghi, clich, omofonie, dire/fare/andare, descrizioni, ecc. Ripeto: osservate leggendo. Cos, nel confronto letterario fra ci che avete imparato e un testo che amate, nelle innumerevoli possibilit di dialogo fra voi stessi e i pensieri che suscita la lettura, generate un distacco consapevole che muta lorizzonte, che nutre la prospettiva nel momento in cui tornerete a creare il vostro romanzo. Non mi stancher mai di affermarlo, sembrano psicologie da quattro soldi, e forse qualcuno ne davvero convinto, ma prima si vive lesperienza, si metabolizza e poi si giudica. Inutile condannare gli omosessuali senza mai averli conosciuti; inutile sputare sentenze sulle carceri senza mai averle visitate; inutile parlare a vanvera di clandestini senza mai avere parlato con loro, cercando di capire problemi e difficolt. Le teorie non hanno la forza vissuta nel concreto. Un parto noi maschi possiamo immaginarlo, ma non potremo mai comprenderne sensazioni, significati e titubanze al pari di una donna. inconfutabile. Quando anche voi avrete generato il vostro romanzo, fra sensazioni, significati e titubanze, allora intuirete che tante teorie sulla scrittura e sugli scrittori si presenteranno con luce nuova, con concetti diversi. Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto. [Anonimo]

Lezione 48 Sostiene benissimo R.M.Rilke, nel suo Diario Fiorentino, discorrendo sul rapporto fra creativit e vita quotidiana: Fate s che larte nulla sappia dei conflitti del giorno; perch la sua patria al di l del tempo, ciononostante per uno scrittore esordiente i pensieri sottili sul senso della scrittura giacciono su un lido nutrito da prospettive di diversa foggia. Vivere per larte non il vostro caso, almeno per ora, voi dovreste trovare la concentrazione e il tempo per procedere con la vostra sfida, ahim fra i conflitti del giorno. Ma tanto pi vitale accettare che la scrittura assomigli alla vita. Seguitemi. Se vi recate al supermercato c una ragione: vi servono il latte, lo zucchero e il t verde. Se portate lauto dal meccanico perch una spia vi turba e non ne comprendete il significato. Il perch delle cose appartiene alla vita, quando prendete una scelta. Magari in modo celato, per il perch c, fuori discussione.

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Nella scrittura accade lo stesso, se inserite la caduta di un anziano c un perch, essa suscita emozioni e pensieri in lui o in altri, oppure un fortuito incontro e una successiva amicizia. Non dimenticate mai finch scrivete il concetto del perch, perfino in un paesaggio inesplorato. Larmonia fra le parti, fra le unit narrative, fra le macrotematiche e le microtematiche, fra il carattere dun personaggio e le reazioni di chi ha vicino, bench talora oscura agli occhi del lettore nei minimi particolari, deve essere chiara a voi che la rendete adamantina scrivendo. Consiglio, io faccio sempre cos da anni. Spendo cinque o dieci minuti ogni giorno leggendo la griglia e ripercorrendo mentalmente le varie situazioni delle microtematiche. Non tutte ogni d, ma a salti, in modo che mi entrino nellanima di continuo, le relaziono, le confronto, motivando le azioni, i pensieri, le parole, trovando i perch degli sviluppi narrativi. Se il grande Censore latino sosteneva che Rem tene, verba sequentur (se possiedi i contenuti, le parole seguiranno) fosse fondamentale per gli oratori, c qui, il sottoscritto, chi convinto che valga la medesima locuzione altres nella scrittura. Non me ne voglia Catone o forse Cicerone, ma questo un argomento che lascio volentieri ai latinisti.

Lezione 49 Il dialogo, allinterno dun romanzo, pu avere pi funzioni: intrattenere, condurre ragionamenti, fare conoscere alcuni aspetti dun personaggio, anticipare eventi, creare suspense e molto altro. Nella maggior parte dei casi accelera il ritmo, il lettore coinvolto. La distanza fra scrittore e personaggi assai ridotta, essi si rivelano, in modo diretto o indiretto. C soltanto un errore che potrebbe compromettere il rapporto fra il romanzo e chi legge: i dialoghi inutili, in altre parole quelli che non portano avanti la storia, che la bloccano. Tenete altres in considerazione la lezione di ieri, la 48. Situazione tipo, per intenderci. Siete davanti al pc e, di fronte al foglio bianco, iniziate un dialogo che ha il sapore di faccio cose, vedo gente, inutile appunto. Come inutile tale concetto espresso da qualcuno nella vita di tutti i giorni. I dialoghi devono di necessit avere una direzione, dovete porvi una domanda alla fine di esso: Che cosa conosce di nuovo il lettore ora?, fondamentale. Solo in questo modo sarete sicuri di consegnare nelle mani di chi legge elementi nuovi e importanti. Guarda Lucia quel castoro!. E allora?. Nulla, lo trovo simpatico. Un dialogo cos decontestualizzato potrebbe sembrare inutile. Non fraintendetemi, quando parlo di elementi nuovi e importanti non significa che al lettore deve essere tutto chiaro subito, ma che i concetti espressi troveranno una loro ragione dessere pi avanti. Magari dopo cinquanta pagine chi era stato colpito dal castoro gli dedicher una poesia o parler ricordando quei bei momenti. Qualcuno potrebbe chiedersi se non pensabile un paesaggio inesplorato (lezione 27) nei dialoghi: s, in linea di massima, ma non lo consiglio affatto agli scrittori esordienti, associare con abilit un paesaggio inesplorato a un dialogo da pochi. Per non parlare di applicare la lezione 26 sul confine diafano fra realt e fantasia in un dialogo, ancora pi difficile. Immagino che fra voi vi sia qualcuno in grado di gestire le tecniche con grande capacit; io rimango dellidea che se non si ragionato e fatto un esercizio continuo per anni su alcuni aspetti del romanzo non si appartenga a tale categoria. E non credo ai geni precoci letterari. Opinabile, chiaro.

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Cinquantesima lezione. Il primo giro di boa davvero importante. Come procede? Potete fare meglio, s, lo so, normale. Invece che fissare quanto vi manca per essere alla pari con lobiettivo di cartelle quotidiane, pensate a ci che avete fatto e che prima non esisteva. Vi sentite gi meglio? Forse. Oggi affronto un argomento che vi sembrer un po in anticipo sui tempi di marcia, non immaginate invece quanto possa influenzare ci che andrete a scrivere nelle prossime settimane: il finale del romanzo. No, non dovreste formularlo nei dettagli, bens ipotizzare qualche possibilit. Avete in mano una parte del romanzo, come potrebbe finire la storia?. In base alle ipotesi che produrrete sarete portati a marcare con pi spazio alcune vicende piuttosto che altre, magari ritornerete sulla griglia ad aggiungere o a togliere un elemento allinterno di una microtematica. Io sono abbastanza convinto che abbiate gi pensato un epilogo, non rendetelo definitivo, siate amanti dellincertezza in questo caso, l dietro langolo, ma ancora non lo vedete, soltanto scrivendo vi sar possibile intuirlo con pi precisione. Una delle bellezze di scrivere un romanzo stupirsi di un epilogo che non era affatto previsto, accade non di rado e sono sensazioni forti, lo vedrete. Desiderate un finale a sorpresa? Oppure una rivalsa, una vittoria, una ricompensa morale? O una caduta, una distruzione, una tristezza rassegnata? O una tranquilla noiosa giornata senza clamori o sorprese per il protagonista? O, per i pi desiderosi di sperimentare, vi potrebbero essere diversi finali. Il finale rappresenta il pi delle volte un messaggio di sintesi del narratore, come a dire: Bene, ora che vi ho raccontato tutte queste storie, secondo me, va a finire cos. Soprattutto negli scrittori esordienti v la necessit di fornire una morale al romanzo. Vi lascio con un finale che ho molto amato, in ricordo di un siciliano che ho sempre letto emozionandomi, indovinate chi , se volete. - No, - continu mia madre. - Lho visto nei vostri libri di ragazzi, quando sei stato fuori. - Bene, - dissi io. E la baciai su una tempia. - Ciao. - Non vuoi salutarlo, lui? mia madre chiese. Io esitai, guardando il vecchio, poi dissi: - Lo saluter unaltra volta. Lascialo stare -. E uscii dalla casa, in punta di piedi.

Lezione 51 Nella lezione 41 vi parlavo di sforzo consapevole. Chiaro che esso emerge da un atto volitivo e ahim la volont un argomento complesso. Mi sembra di sentirli alcuni di voi: Vedi, alla fine non ce la far mai, tanto lo sapevo, sono un fallito, continuo a rimandare, maledetto vizio, possibile che a un certo punto mollo sempre? e simili. Non che non ce la fate, non che siete falliti, non avete un maledetto vizio e neppure mollate sempre. O meglio, ci che vi accade frutto di una prospettiva sbagliata, e voi, pi o meno con consapevolezza, la replicate nella vita quotidiana. La prospettiva, anche se vi sembra contenuta nei fatti, in realt una causa volitiva. La vostra volont, come un bimbo che impara a scrivere in prima elementare, va educata. Non importa che siate adolescenti o ottantenni, la volont, e di conseguenza la prospettiva, la potete trasformare in pochi giorni. Si tratta di comprendere come fare con precisione. Anzitutto dovreste pensare a un momento della vostra vita in cui vi siete messi a scrivere e avete provato la sensazione di non dovere smettere pi, tanto eravate contenti di osservare una parola dietro laltra sulla carta o sullo schermo del computer. Riportate alla mente quelle sensazioni, chiudete gli occhi. Ricordate con calma. Immaginate dove eravate, se cera musica o silenzio, insomma dovreste essere in grado di visualizzare una seconda volta la scena a distanza di tempo. 37

Concentratevi. Ora potete mutare i vostri appellativi in positivo: ce la faccio, sono in gamba, faccio ci che devo fare, continuo a farlo. Ditevelo mentalmente pi volte finch visualizzate. Gli occhi devono essere chiusi. La scena ricordata, le sensazioni e le frasi positive. Questo cambio di prospettiva deve durare almeno una decina di minuti ogni giorno, abituatevi a farlo prima di mettervi a scrivere, magari tornando dal lavoro o mentre lavate i piatti. Ne constaterete i benefici, vi sembrer di possedere una volont pi forte. Insistete nel farlo. La volont si educa, ripeto. Nota personale: ci fu un periodo anni addietro in cui ero spossato, mi svegliavo stanco, lo stress era a livelli assurdi, problemi di salute ed economici, insomma, una fase durante la quale mi dicevo di continuo che il mondo ce laveva con me, ero sfortunato (uso un eufemismo), i pi sciocchini (altro eufemismo) ce la fanno sempre, sentenziavo: La mia vita brutta!, terzo eufemismo che inizia con la emme e finisce con la a. E rimandavo la scrittura fra brontolii, giudizi grossolani e demotivazione. Poi, grazie allaiuto di certe letture e una persona che mi consigli alcune strategie psicologiche da quattro soldi (alla faccia dei quattro soldi, giacch funzionarono), cominci a cambiare qualcosa. I problemi di salute cerano ancora, quelli economici altrettanto, ma i miei lamenti iniziavano a diminuire, quando mi sedevo davanti al computer riuscivo a concentrarmi, non tutti i giorni con pari intensit, le migliorie tuttavia erano palesi. Mi dicevo che se impiegavo dieci minuti per una doccia, cinque per asciugarmi i capelli, una ventina per preparare il pranzo e altre necessit, se ritenevo necessario anche scrivere perch non fare lo stesso?. Visualizzate ogni giorno e sforzatevi di educare la vostra volont. Le cose non cambiano, noi cambiamo. [Henry David Thoreau]

Lezione 52 I personaggi sono pensieri, azioni e dialoghi. Oggi dovreste riflettere su un aspetto che il pi delle volte trascurato: la gestualit, cos naturale e presente nella vita, altrettanto invece complessa da rendere nella prosa. Provate a pensare ai tantissimi elementi gestuali che incontrate ogni giorno nelle persone. Perch traslarli nel vostro romanzo? Per alcuni motivi che cercher di riassumere brevemente: 1- Un gesto pu dire molto pi di tante parole (esempi: sguardo basso e fisso mentre laltro parla, darsi ripetuti buffetti per significare un ridestarsi dal sonno, ecc). 2- Esso pu raccontare unevoluzione di un personaggio senza esprimere i suoi pensieri (esempio: Lucia inizia, quando incontra Paolo, a balbettare nellesprimersi e risponde a monosillabi, per tali ragioni batte nervosamente il piede a terra e Paolo se ne accorge). 3- Un gesto del tutto diverso dai soliti dun personaggio pu fare presagire un cambiamento. 4- La gestualit la caratteristica principale di un introverso, di un timido, di una persona con problemi psichici, di un malato grave in un letto. Molti degli scrittori celebri e pi attenti alla psiche umana, con il passare degli anni e laumentare delle pubblicazioni, donano sempre pi spazio alla gestualit, non un caso. Provate a leggere gli scritti giovanili e quelli maturi di Saramago o Grass, Marquez o Tolstoj, Mann o Hugo. Anche qui la vita maestra, consiglio: recatevi in un luogo pubblico dove possiate osservare pi persone, prendete appunti. Sarete sorpresi nello scoprire quanto la natura umana sia interessante da tale punto di vista. Chi si gratta la testa per porre una domanda a uno sconosciuto; un uomo che gonfia il petto di fronte a una donna per corteggiarla e lei che sposta una ciocca di capelli dietro

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lorecchio; un viso infastidito; un occhio che si chiude in un attimo per dimostrare complicit; un gomito posato sul tavolo e un dito sulla tempia come a dire: Ti ascolto, sto pensando. Se tenterete di pubblicare il vostro romanzo, il modo in cui avete curato la gestualit dei personaggi non passer inosservata a un editor serio e professionale.

Lezione 53 Non mai tardi per una lezione di metodo. Vi voglio spingere a inseguire la bellezza della precisione. bello parlare dellarmellino o del mirabolano; bello raccontare gli accadimenti in un campo di segale o linfiorescenza a corimbo di un sorbo; bello narrare unabbattuta in barca o una concitata partita a spatola. La precisione rende ricca la scrittura, la grossolanit la impoverisce. Informatevi su quanto intendete raccontare, non ci sono soltanto le biblioteche o le riviste, oggi internet ha rivoluzionato la quotidianit di chi scrive, donando unimmensa quantit di informazioni che possono essere utilizzate in maniera peculiare. So che pi semplice scrivere un grande albero o un prato fiorito o una barca che virava o si giocava a carte, e comprendo che sia pi complesso lapproccio che vi propongo, ciononostante vi incoraggio a trovare la bellezza dei particolari. In essa avrete modo di imparare, conoscere parole nuove, sviluppare idee diverse e pi profonde. un po impopolare avere cura della precisione in questepoca di grossolanit generalizzata, ma rimango convinto che se desiderate scrivere un romanzo interessante non possiate farne a meno. Quanto pi si abbandona la cura dei dettagli tanto pi si rischia di scrivere abusando dei clich. Un esempio: se volete narrare un ricovero allospedale, oltre a trovare fonti cartacee e da internet, considerate con seriet di parlare con un infermiere o un medico, a meno che voi non siate gi professionisti del settore.

Lezione 54 Ogni romanzo che si rispetti gode di un suo nodo nevralgico nella storia, il pi delle volte esso reso attraverso luso della tecnica del climax. Non mi interessa oggi parlare dellapice del climax quanto invece fornire una serie di consigli per portare il lettore fino a tale punto. Non scordate le coincidenze premeditate e soprattutto siate consapevoli che non debbano essere troppo evidenti: piccoli segni allusivi, mai una dichiarazione dintenti. Una ragazza che immagina il matrimonio con il suo ragazzo e gli dice la data e il luogo anni prima e poi si verifica, per quanto romantico e affascinante, appare triste nel tema delle coincidenze. Molto meglio invece portarli in quel medesimo luogo per fare unaltra cosa (magari una messa in ricordo del nonno nella chiesa oppure una passeggiata a cavallo nel prato dove si celebrer il matrimonio con rito laico). Una norma da stampare su una parete della vostra stanza: dire ma non dire tutto, dire con calma in modo che il lettore fantastichi su possibili scenari. Un piccolo segno allusivo pu essere rappresentato da una cartolina, da una lettera, da un vecchio anello, da una canzone, da un passaggio non previsto in un luogo preciso. Potrebbe essere singolare la percezione di un dj vu (una sensazione di avere gi vissuto in precedenza una situazione simile), anche se affiancarla a un personaggio che poi far parte delle narrazioni del climax non affatto banale. Il percorso che porta al climax va meditato con calma ed chiaro che esso trover compimento nella seconda parte del romanzo (se avete inserito il climax principale nella prima parte perch dovrebbe un lettore continuare a leggere?). Considerate gli aspetti stilistici (lezioni 19, 20, 21, 22) e la tecnica degli ostacoli e degli imprevisti (lezione 10), oltre al senso dei perch fra causa ed effetto (lezione 48).

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Come potete osservare, le lezioni iniziano ad incrociarsi con frequenza, amalgamarle nella vostra scrittura vi permetter di essere sempre pi consapevoli passo dopo passo.

Lezione 55 Nonostante le rivelazioni di Tess Gallagher, Carver e rimane un maestro del minimalismo, anche se comprendere le contingenze implicherebbe la considerazione del ruolo di Gordon Lish, suo editor di una vita. Che cosa necessario nella scrittura? Che cosa pu essere eliminato?. Sono due domande che lo scrittore affronta ogni volta che si appresta a creare storie, il confine fra necessit ed eliminazione non di rado diafano. Mentre scrivete, vi chiedete spesso se ci che state inserendo nelle unit narrative sia importante o meno, e non vi una legge universale che possa dipanare la lana letteraria, ahim la scienza unaltra faccenda. Malgrado lincertezza degli strumenti, di competenza dello scrittore vagliare di volta in volta scelte e azioni. Lenucleazione tolstoiana trova qui un suo senso, al pari di uno scultore che di fronte al marmo immagina la visione finale, frutto principalmente di eliminazione premeditata. Il superfluo non deve di necessit essere soppresso, un romanzo non un articolo di giornale, nel quale esistono le cinque W (who, what, when, where, why, cio chi, cosa, quando, dove, perch), non si tratta di spiegare, ma di raccontare al lettore, il quale desidera essere trasportato in mondi letterari, non solo informato sulla storia per ci che concerne la necessit. La parola magica equilibrio. E che cosa significa essere equilibrati? Credo che si possa parlare di proporzioni delle parti per intuirne la sostanza. Un esempio concreto, utilizzando un estremo. Immaginate un romanzo in cui la prima parte scandaglia la psiche di un signore nei suoi pi diversi aspetti, fra dettagli e pensieri e prospettive. Accuratezza, analisi e argomentazione. Mentre la seconda parte sembra di continuo perdersi, la psiche diventa sogno, mito, leggende e pensieri confusi. Il rischio, nella seconda parte, di palesare una situazione del tutto diversa, troppo lontana dallesattezza incontrata in precedenza: la lettura potrebbe apparire marcata da accezioni negative, poco in sintonia con laltra parte, in una parola, eliminabile. Capite che scindere il necessario dal non necessario diviene tema complesso. Non tutto ci che non segue una linea pattuita da considerarsi inutile. Comprendo che questa possa mostrarsi come una lezione difficile, non di facile apprendimento, e mi scuso se questa non la sede idonea (per ragioni di spazio) per affrontare con calma un argomento cos interessante, tuttavia desidero ricordare che il fulcro fra necessit ed eliminazione lo avete in mano voi, mentre scrivete. Siate severi con voi stessi. Lindulgenza spensierata non vi doner un romanzo con qualche elemento superfluo rispetto alla storia, bens esso rischia di diventare un inno al superfluo. Giusto lasciare spazio alla fantasia e allestro, giustissimo seguire il flusso di abbandono alla scrittura, ma attenetevi il pi possibile alla lezione 48 che citavo anche ieri, quella dei perch fra causa ed effetto. Gestire il superfluo non facile, Wilde docet.

Lezione 56 Nella lezione 54 scrivevo: Dire ma non dire tutto, dire con calma in modo che il lettore fantastichi su possibili scenari. Che cosa significa? Vi pu essere unanticipazione (la prolessi nella lezione 36); vi possono essere difficolt che rimandano un evento (gli ostacoli e gli imprevisti della lezione 10); si potrebbe portare il lettore in altri lidi confondendo la prospettiva (la digressione nella lezione 14); la realt e la fantasia potrebbero deviare lattenzione verso una particolare contingenza narrativa (lezione 26). Le tecniche per dire con calma sono numerose e dovreste sempre tenere a mente che lunico vero sistema per conquistare chi legge incuriosirlo, trasmettergli il messaggio che c ancora qualcosa 40

da scoprire pagina dopo pagina. La curiosit il motore e voi dovete considerare con seriet di essere validi meccanici che hanno a cuore tutte le parti: il pistone, il radiatore, lo spinterogeno, ecc. Avete bisogno, continuando la metafora, anche di strumenti: i guanti, le chiavi a T o a brugola, i bulloni, il trapano, le rondelle; stimolare insomma la curiosit contempla un duplice aspetto: il luogo in cui agite e i modi con i quali lo fate. Non dimenticatelo mai. Chi vi legge dovr essere rivolto verso la parete della grotta dove voi gli farete osservare qualche ombra, come accade ai prigionieri nel mito della caverna di Platone. Le ombre dicono ma non dicono tutto, e l nasce la fantasia del lettore. Pochi scrivono come costruisce larchitetto, il quale prima ha abbozzato ed elaborato fin nei particolari il suo progetto; - piuttosto, la maggior parte scrive come si gioca a domino. Allo stesso modo, cio, che in questo gioco, ora intenzionalmente ora casualmente, un pezzo si adatta allaltro, cos avviene per la successione e la connessione delle frasi di costoro. Essi sanno appena approssimativamente quale sar la forma che ne risulter nel complesso, e a che cosa tenda tutto quanto scrivono. Molti non sanno neppure ci, ma scrivono come costruiscono i polipi corallini: un periodo si aggiunge allaltro periodo, e si va avanti dove Dio vuole. - Inoltre la vita dellepoca attuale una grande galoppata: nella letteratura si manifesta come estrema labilit e superficialit. [Sul mestiere dello scrittore e sullo stile di Arthur Schopenhauer]

Lezione 57 Lessere umano, nonostante levoluzione sociale, ammira il bene e il male non soltanto nella vita, altres nel linguaggio; cos accade che, malgrado losservazione fra le persone che redarguisce con sguardi o parole il comportamento altrui, non pochi si esprimano con volgarit, perch allora, siccome ne uno specchio, la letteratura non dovrebbe contemplarla al medesimo modo?. Non possibile pensare un romanzo del tutto avulso dal vero linguaggio umano, ma ci non significa che ogni due pagine vi debba essere una parolaccia. Credo che dipenda dal gusto del narratore e, in realt, immagino che una volgarit debba essere inserita nella prosa quando in armonia con il resto delle parti. Vi ho gi parlato di equilibrio, fondamentale. Il medesimo equilibrio dovrebbe essere considerato nellutilizzo di parole straniere; comprensibile nella Russia dellOttocento una conversazione in lingua francese nellalta borghesia; altrettanto accettabile che due giovani universitari erasmus (uno spagnolo e uno svedese che trascorrono un anno in Italia) si esprimano a tratti in lingua inglese. Dipende dal contesto, dipende da chi parla. Non tanto per le parole straniere, quanto invece per le volgarit, viviamo in unepoca letteraria nella quale sembra che molti scrittori non riescano a trattenersi dal pronunciare una parolaccia o una bestemmia con una certa frequenza. Ci che mi sento di raccomandarvi di considerare, lo ripeto, un consapevole gusto per lequilibrio, affinch le vostre pagine non diventino unaccozzaglia di volgarit che vada ad inficiare la bellezza dei contenuti. Non nego il senso della presenza di parole straniere o di volgarit linguistica, esorto, al contrario, a farne un uso moderato e soprattutto confacente agli sviluppi narrativi.

Lezione 58 Vi ho gi parlato delle coincidenze; i vasi comunicanti hanno una funzione altrettanto importante e particolare. Non confondete le tecniche e trattatele con una visione del tutto diversa. Le coincidenze possono emergere da qualsiasi elemento del romanzo, invece i vasi comunicanti trovano la loro migliore potenzialit nelle azioni dei personaggi. Essi si sviluppano come un filo 41

conduttore con logicit stringente anche a distanza di molte pagine. Se immaginate di leggere soltanto le parti coinvolte dai vasi comunicanti dovreste trovare sempre una causa e una conseguenza diretta, ovvia mi verrebbe da dire. Esempio concreto: a pagina 23 Giovanni ha un incidente in auto, a pagina 46 egli ritrova la signora con cui lo aveva avuto e le propone una cena per testimoniarle ancora il suo dispiacere, a pagina 52 cenano e chiacchierano, a pagina 84 Giovanni vede un incidente in strada, ripensa alla signora e a una frase che lei gli aveva detto la sera della cena e che lui aveva considerato con sufficienza. Non sono coincidenze, i vasi comunicanti raccontano una prospettiva, in qualche modo il narratore vuole comunicare qualcosa di peculiare. Ora pensate a numerosi vasi comunicanti che tutti assieme fanno volare la mente del lettore, le impongono virate che voi avete premeditato per accompagnarlo o per distrarlo, per fargli scoprire con calma alcune situazioni o per fargli respirare scenari e possibilit. Se scendiamo a un livello ancora pi profondo, i vasi comunicanti si intrecciano con armonia dosati, maneggiati, distribuiti talvolta con cadenze matematiche precise -, donano un senso di ordine nelle unit narrative e la maggior parte dei lettori ne percepir larmonia strutturale appunto, anche se i pi non saranno in grado di capirne le ragioni. I vasi comunicanti rappresentano uno degli aspetti della bellezza dun romanzo, soltanto la pratica continua vi far comprendere la vera forza di tale tecnica.

Lezione 59 Il vostro romanzo, indipendentemente dallobiettivo che inseguite, sar letto da qualcuno, in verit, senza che forse ne siate consapevoli, voi sperate che esso sia letto da una persona della quale avete stima o alla quale siete legati. Desiderate comunicare qualcosa a qualcuno. Le lezioni incalzano e voi avete bisogno di stimoli nuovi, di passi ne avete fatti tanti fino a qui, ora necessitate di novit affinch vi sia una accelerazione del vostro ritmo nella stesura del romanzo. Pensate a una persona di cui vi fidate ciecamente, con la quale avete condiviso momenti belli e vicissitudini, qualcuno che vi conosca bene. Stampate le prime dieci o quindici cartelle e portategliele, dite che vi state impegnando per scrivere un romanzo, ma che avete appena iniziato. Se siete riusciti a produrre gi molte cartelle, non rivelatelo, ricordate la lezione sullautocompiacimento?. Dite che avete soltanto plasmato quelle dieci o quindici cartelle e chiedete di leggerle con calma e di giudicarle con severit. Ci che a voi interessa sono gli elementi negativi, dovreste proprio dichiararvi in questo modo: Non voglio che tu mi dica che carino o che ti piace, non sono alla ricerca di incoraggiamenti, vorrei invece che tu mi dicessi le cose che non ti piacciono, che dovrei cambiare, insomma armati di penna rossa, va bene? Grazie. Il confronto talvolta difficile ma lunica via per ridimensionarsi, per abbandonare inutili certezze e per smetterla di sopravvalutarvi con orgoglio. Quando la persona avr letto quanto avete consegnato, sarete pronti per chiedervi con seriet, sulla base di ci che vi sar detto, che cosa dovete cambiare della primissima parte del romanzo, forse conquisterete consapevolezze nuove, forse deciderete di continuare con unidea diversa, forse vi avr donato una piccola soddisfazione nonostante le critiche.

Lezione 60 Tema nevralgico per qualsiasi scrittore, sar un romanzo fantasy? Oppure sociale, storico, di fantascienza, rosa, giallo, filosofico, ecc? Le categorie, nel Novecento, sono venute meno, introducendo generi ibridi e sperimentazioni inaspettate. Non qui la sede idonea per definire e discernere, ai fini della vostra sfida tuttavia rilevante considerare almeno un aspetto: non importa 42

se intendete rispettare le regole di genere o negarle con creativit, ciononostante a questo punto dovreste essere in grado di intuire il taglio che avete adottato e cos poterne valorizzare le peculiarit. Se il vostro romanzo ambientato a Costantinopoli nel 300 DC, oltre a ricerche mirate, avete la possibilit attraverso le descrizioni di contestualizzare con accortezza; se invece volete catapultare il lettore nel 2045 sar allora proficuo narrare con cura il salto temporale rispetto alla contemporaneit, descrivere le evoluzioni tecnologiche per esempio; il contesto va conficcato nella testa di chi legge con vivacit di contenuti descrittivi: troppi dialoghi non sono raccomandati. un romanzo, non una pice teatrale. Lultima asserzione potrebbe essere confutata da una penna esperta, ma vorrei ricordare che io tento di rivolgermi allo scrittore esordiente, una persona che con tutta probabilit non ha mai prodotto un romanzo e che sta seminando per la prima volta in tale senso con costanza. Uno scrittore di professione non ha nulla da imparare qui, per lui (lei) sono cose ovvie le mie lezioni, o quasi.

Lezione 61 Nella lezione 51 vi parlavo di prospettiva e potere della volont, di accadimenti e interpretazione degli stessi. Gli stati danimo condizionano le vostre vite, rendono la quotidianit limitante oppure colma di opportunit. Il pi delle volte, oltre linterpretazione, si tratta di mutare un comportamento che disapprovate, nel senso che ineluttabilmente dentro di voi, o almeno lo considerate tale. Lo ritenete una pessima abitudine che vi rimane incollata da troppo tempo. Come mutare la situazione? Come dare forza al comportamento positivo che annienti quello che vi ostacola?. Oltre alla visualizzazione, allo sforzo consapevole, alla prospettiva e al potere della volont, dovrete ora concentrarvi sulla vostra vita da un punto di vista lontano e dilatato. In breve, i problemi e gli ostacoli diverranno non intensi nel presente, come probabile che adesso lo siano, ma dilazionati e inseriti in un contesto pi ampio. Vi sembrer un gioco da infanti o - lo scrivo spesso - una psicologia da quattro soldi, eppure, se fatto con impegno, vi doner nuovi stimoli ed energia, anche e soprattutto per scrivere. Cercate vostre fotografie, da quando eravate piccoli ai tempi recenti (se non le avete, si pu fare lo stesso, ma la concentrazione dovr essere maggiore, poi vi spiego). Non dovete procurarne centinaia, limportante che ve ne sia una ogni cinque anni circa. Mettetele su un tavolo, da sinistra a destra, in ordine temporale. Per chi non ha le fotografie dovrebbe pensare a quando aveva cinque, dieci, quindici anni e cos via fino a oggi e appuntare dove era, con chi era, cosa faceva. Fissate qualche secondo la prima: che cosa desideravate? Quali erano i vostri sogni?. Fatelo per ognuna. Prendete coscienza del trascorrere del tempo e siate consci di quanto la vostra vita si sia rivelata in modi del tutto imprevedibili, in positivo e in negativo. E siete ancora qui, qualcuno ahim non c pi, altri vi accompagnano ancora in questa avventura terrena meravigliosa. Esaminate le fotografie in ordine temporale, quali sono i desideri che vi hanno seguito negli anni? Qualcuno in particolare? Vi accorgerete che si cambia, ci si gira verso direzioni nuove, si fanno virate, pur tuttavia, soltanto voi lo sapete, dentro v una voce che osserva come un grande mentore, una sorta di autorit che giudica ogni vostra scelta, indipendentemente dalle azioni che poi intraprendete. Se fate con concentrazione lesercizio che ho descritto, di solito se ne esce un po a pezzi: comportamenti condannabili, pentimenti, amarezze, delusioni, sogni infranti, mancanze interiori, ecc. Avrete di fronte voi stessi, nudi e crudi. Quanti desideri che sono rimasti chiacchiere o pensieri. Almeno per una volta nella vita (in particolare coloro che pi ci sono rimasti male dopo avere esaminato le fotografie) fate un patto serio con voi stessi.

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Scrivere il vostro romanzo una sfida interiore, la pubblicazione o il piacere di vedere occhi soddisfatti in chi vi legger sono soltanto conseguenze. Dovreste focalizzarvi ora sul comportamento alternativo, eliminando ci che non vi piace. Chiss da quanto tempo cadete nel medesimo errore, volete davvero continuare cos? Volete ritrovarvi con una vostra fotografia fra cinque anni e dire ancora le medesime cose che sapete da tempo?. Allora pensate a come volete essere, visualizzate voi stessi con i comportamenti in atto, non un desiderio, non un lamento, immaginatevi costanti se non lo siete mai stati, immaginatevi precisi se non lo siete, immaginatevi alle sei del mattino di fronte al pc a scrivere se vi pare ora una follia. Il comportamento spesso crea la vostra mente, ora la vostra mente che deve creare il comportamento. Proiettatevi nel futuro con i nuovi comportamenti, a cominciare da oggi stesso.

Lezione 62 Epanodo, zeugma, apallage, dilogia, paromeosi, entimema, a che cosa state pensando? Cibi stranieri, oggetti strani o attrezzi meccanici? Sono figure retoriche, esse sono utilizzate per plasmare effetti particolari; in realt, accade che tutti le usino, ma pochissimi sappiano definirle e conoscerle per il loro nome e struttura. Allo stesso modo si guida lautovettura nonostante i pi non sappiano affatto che cosa siano un filtro antiparticolato o un gruppo termico. Qualcuno potrebbe pensare soltanto ad artifici poetici, vero, non di rado, ma altres nel vostro romanzo possono entrare a pieno titolo, arricchendo la scrittura con originalit. Se vi dico metafora o climax vi sentite maggiormente coinvolti, perch forse gi le conoscete, eppure ve ne sono molte altre che potrebbero fare al caso vostro. State considerando di inserire un effetto originale in un dialogo e non sapete come comportarvi, bene, procuratevi la grammatica che gi in passato vi avevo consigliato di tenere sempre a portata di mano e consultate lindice alla voce figure retoriche. C chi crede che la lettura di tanti e interessanti romanzi doni abilit e talenti creativi, io credo da tempo che non sia sufficiente, anche se anni fa vivevo inseguendo tale falso mito (affascinante e artistico, ma debole e non veritiero). La lettura fondamentale, come guidare importante per spostarsi velocemente. Ma se si vuole costruire unauto, vi la necessit di conoscerne le sue parti: il motore, la carrozzeria, le ruote, i sedili, il cambio, ecc. Davvero siete convinti che per creare un romanzo basti soltanto leggere molto?. Se fosse cos, i libri e le scuole di scrittura creativa, i consigli degli scrittori, le grammatiche e i dizionari non servirebbero a nulla, sarebbe sufficiente solo leggere Non cadete nellerrore di considerare latto di scrivere un romanzo una dote artistica del tutto avulsa dalle operazioni concrete e legate con profondit a un qualche tipo di regole consolidate nel tempo. Cito un esempio per chiarire. Tutti fanno esperienze di continuo e accumulano consapevolezza, un giorno, si avvicina qualcuno che conoscete e vi dice: Perch continui a fare cos? Non pi semplice farlo per questa via?. Allora voi vi accorgete che avete speso del tempo a rifare il medesimo passaggio quando potevate semplificare le cose. Le categorie nella vostra testa cambiano se sapete individuarle, ripeto, se sapete individuarle. E per individuarle bisogna conoscerle. La lettura emoziona, dona certo consapevolezze, ma non definisce le categorie. Desumete qualche esempio, vi aspettate che Pirandello o Calvino scrivano in un modo prevedibile, ma voi avete bisogno di discernere con precisione avendo in testa una categoria particolare, unidea astratta che vi illumini il percorso. Il paragone immediato: intendete attraversare un bosco cercando qualche indicazione colorata sugli alberi o portandovi appresso una mappa dettagliatissima con consigli di percorso?. A voi la scelta.

Lezione 63 44

Vi ho parlato del personaggio principale nella lezione 3, presumibile considerare che nel vostro romanzo sia gi comparso pi volte, in quali modi? Rileggete anche le lezioni 7, 13, 42 e 52. Oggi dovreste concentrarvi sulla sua evoluzione, pensate a come lo avete presentato e alle volte in cui entrato in scena, inoltre, riguardate la griglia e individuate i momenti nei quali ancora lo renderete attivo nella narrazione. Un personaggio principale uguale a se stesso dallinizio alla fine deve essere frutto di una scelta precisa, altrimenti, nella maggior parte dei casi, evolver, magari nel linguaggio o nel modo di pensare, nei comportamenti o nella relazione con se medesimo. Concentratevi sullevoluzione, sullo sviluppo del suo io. Appuntate nuove idee o prospettive. Perch lo avete scelto con la funzione di personaggio principale? Che cosa vi ricorda o vi fa pensare? Desiderate che comunichi una visione speciale?. Nella lezione 21 vi ho fatto riflettere brevemente sulluso dei cinque sensi, lo vedete il vostro personaggio principale? Lo udite? Lo toccate? Ha profumi od odori peculiari? Vi trasmette, ripensando a lui (lei), il sapore di qualcosa?. Dovete percepirne la sostanza, la ricchezza caratteriale, la vivida presenza. Saltano agli occhi del lettore le sue caratteristiche o le parole, le abitudini o i pensieri. Luomo non la somma di ci che ha, ma linsieme di ci che ancora non ha, di ci che potrebbe avere [Jean Paul Sartre] Voi state plasmando il vostro personaggio, anche la scrittura dotata di un suo intreccio, potete tornare a ritroso modellando, limando, tagliando, aggiungendo. Impossibile dotarsi di un verso e mantenerlo fino alla fine della stesura del romanzo, vi capiter di tornare alla cartella dieci o ventisei, pi volte, per un aggettivo, per una parola, per una frase, per una descrizione, creando simmetrie e associazioni, rimandi e nuovi punti di vista. Vi sar una prima fase in cui il verbo che sentirete pi vicino a voi nella scrittura sar aggiungere, poi, con il tempo, evolvendo in modi inaspettati e caotici, introdurrete i verbi tagliare, cambiare, levigare. Il personaggio principale subir la medesima sorte, vi accorgerete che con il trascorrere delle settimane lo avrete tormentato in tutte le sue parti, senza vergogna, talvolta con dispiacere, ma seguendo una vostra necessit artistica ineludibile.

Lezione 64 Gran parte della letteratura stata nel Novecento condizionata dal cinema, su diversi fronti. Uno dei fattori assorbiti con pi forza stato lo sviluppo delle descrizioni con lausilio dei cambiamenti di scena, propri della macchina da presa. Se pensate per esempio a una descrizione classica tolstoiana vi sar facile reputarla totalizzante, ricchissima di dettagli, una visione completa. Oggi non pi cos, qualche dettaglio, qualche oggetto, avanti e indietro con laspetto visivo, salti continui. La parola approfondito non contemplata nel presente letterario, non si deve dire tutto o quasi tutto, ma quanto basta, a tratti, a pennellate, in modo che chi legge abbia unidea di dove ci si trovi, non una descrizione precisa dellambiente in ogni suo dettaglio. Una descrizione colma di particolari che sarebbe stata gradita fino a cento anni addietro, oggi sarebbe con probabilit cestinata. I gusti mutano, il modo di fare letteratura trova nuove soluzioni, differenti prospettive. Se avete seguito finora con interesse le lezioni, avrete oramai compreso che il mio consiglio per quanto concerne le descrizioni di renderle ricche e originali sia dal punto di vista semantico che contenutistico, ma badando con cura a non renderle pesanti, eccessivamente prolisse. Il confine diafano, inutile pontificare su eventuali leggi scientifiche a riguardo, credo con 45

convinzione che tale confine possa divenire pi chiaro a chi scrive grazie a tante letture e a una discreta consapevolezza delle tecniche. Sono dellidea che la lezione di oggi rappresenti uno dei nodi pi difficili per uno scrittore alle prime armi, gravoso individuare ci che sufficiente e separarlo dallinutile. Mi auguro che limpegno che mi sono preso con voi da qualche mese, come sapete, fatto in modo del tutto generoso e gratuito, possa aiutarvi a calibrare con miglior cognizione, fra le altre cose, quel confine diafano che distingue il necessario dal non necessario. Almeno lo spero.

Lezione 65 In questi prossimi giorni dovreste prendervi lonere di rileggere quanto avete prodotto e concentrarvi su alcuni elementi ortografici. Si scrive non E, un accento non un apostrofo, eppure ancora duro a morire. Perch, finch, ahim, purch, giacch, un po, lo faceva da s, , cio, egli d il pane a Matteo prendendolo da quella scatola, caff, ne prese due, ma non per lui n per Andrea. Gli accenti e gli apostrofi sono le sfumature dei colori, pi sono corretti e pi le parole sembrano lucenti, splendenti, vivaci. Sembreranno sciocchezze per taluni, ma talvolta la distrazione che rovina un testo. Tutti hanno avuto lesperienza, quando si era a scuola, di sentire la maestra affermare: Quando avete finito di copiare in bella, rileggete. la medesima condizione, la rilettura vi permetter di scoprire i piccoli errori, quelli che sembrano talmente banali che giurereste di non farli mai. Consultate la grammatica sulla struttura degli accenti e degli apostrofi, e non dimenticate lelisione e il troncamento, non sono rari gli errori di siffatta specie. Repetita iuvant sentenziavano i latini, le cose ripetute aiutano. E sulla grammatica della lingua italiana non si dovrebbe mai cadere nellerrore di considerarsi dotti, tali sono la sua complessit e vastit che dominarla non affatto semplice.

Lezione 66 Vi ricordate la tecnica degli ostacoli e degli imprevisti nella lezione 10? Bene, pressoch innegabile che abbiate pensato anche al personaggio principale, oggi vi chiedo di concentrarvi su di lui (lei), sulle sue difficolt. Gli ostacoli e gli imprevisti dovranno essere nel suo caso studiati con cura, creati con armonia, resi con abilit. probabile che sulle vicissitudini del personaggio principale si specchi uno dei nodi fondamentali del romanzo, arricchirle di colore una necessit ineluttabile. Il lettore vuole sapere per quale ragione lo avete portato fino a quel punto, brama di scoprire se vi sar una salvezza, una rivincita, una redenzione, una morte tragica, un punto nevralgico dopo il quale tutto sar diverso. Ecco perch non dovreste considerare gli ostacoli e gli imprevisti del personaggio principale al medesimo modo degli altri protagonisti della storia. Questa lezione uno dei punti su cui dovrete lavorare maggiormente: le aspettative di chi legge saranno o meno soddisfatte a seconda di quanto vi sarete qui impegnati. La bellezza di un romanzo giace su molteplici elementi, in particolare sulle situazioni negative che riguardano il personaggio principale: il lettore si emoziona per causa loro, prova simpatia o antipatia, desidera ancora condizioni sfavorevoli o una liberazione fruttuosa. Vi consiglio di allontanarvi dal computer o posare la penna, avete bisogno di pensare con calma, in un posto tranquillo; visualizzate la storia del protagonista grazie a una carrellata di diapositive mentali, una dopo laltra, come vi sembra? efficace? persuasiva?.

Lezione 67 46

La spiritualit compenetra la vita. Lateo convinto nega la credenza ma nel farlo ne parla, ne discute, si distingue, si difende. Il mondo interiore con tutta probabilit uno dei viaggi pi affascinanti da osservare. Perfino gli indifferenti, di fronte alla sofferenza o alla morte, sono costretti a porsi le domande pi importanti dellesistenza. Astruso dunque evitare a pi pari tale tematica in un romanzo, se accade una morte tragica un personaggio indagher sul senso dellanima del defunto; se vi un matrimonio in chiesa gli sposi penseranno al significato spirituale contratto; se nasce un figlio si rifletter sulla bellezza del mistero del concepimento. Innumerevoli i possibili esempi. E la spiritualit spesso cos celata o evidente in forme bizzarre crea talora grandi equivoci. Non di rado chi si ritiene essere non credente viene etichettato come ateo, ma lateismo una delle forme di trattare i mondi interiori. E non intendo soltanto una conversione in altre religioni (un cattolico che diventa per esempio buddista). Esistono i panteisti, gli agnostici, i panpsichisti, i deisti, i neopagani, ecc, oltre alle numerose modalit di essere atei. Giudicare un non credente semplicemente ateo una forma di ignoranza. Unignoranza comoda, un giudizio netto, un modo di difendersi da chi si ritiene diverso, ma pur sempre una pigrizia spirituale. Vi starete chiedendo che cosa centrino questi discorsi per la creazione di un romanzo. Centrano eccome. Se intendete narrare le psicologie di un personaggio bisognerebbe fare attenzione anche alla sua spiritualit, alle sfumature della spiritualit, ai percorsi interiori. solito pregare? Parla di metafisica e religione? Legge i testi sacri? confuso o sereno pensando alla morte? Quale rapporto ha con la sua vita? devoto ai santi? Si reca qualche volta al cimitero? Che cosa pensa della cremazione, dellaborto o del matrimonio? disinteressato a tali argomenti? E per quali ragioni? Come si rapporta alla sofferenza altrui? egoista, altruista, si fa coinvolgere o no?. La visione del mondo di un personaggio intimamente legata alla sua spiritualit. Lunico punto fermo che il mondo interiore non dato e definito, un viaggio, un cammino. Se volete coinvolgere ancor pi il lettore dovreste fare comprendere quel cammino appunto, rivelandolo per ognuno dei personaggi, non in forma indubbiamente didascalica, bens con azioni, pensieri, gesti, sguardi, monologhi, parole. Come tanti altri, sono uno che senza troppi pregiudizi, senza paura del nuovo o del ridicolo, cerca. Cercando, ho forse trovato la cura perfetta per il mio cancro? Certo no, ma almeno ora son sicuro che quella cura non esiste, perch non esistono scorciatoie a nulla: non certo alla salute, non alla felicit o alla saggezza. Niente di tutto questo pu essere istantaneo. Ognuno deve cercare a modo suo, ognuno deve fare il proprio cammino, perch uno stesso posto pu significare cose diverse a seconda di chi lo visita. [Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani]

Lezione 68 Un personaggio chiuso nella sua camera e disteso nel letto, occhi spalancati verso il soffitto, luce fioca e pensieri in rapida successione, pugni strettissimi, una lacrima. La solitudine si pu esprimere con delicatezza e con rabbia, con freddezza distaccata e malinconia. Dipende dal contesto. Dipende da quale emozione si vuole donare al lettore. Io ho dimenticato molte cose della guerra, ma non dimenticher mai quel momento. Guardavo il mio amico sorridere, fra una boccata di fumo e laltra. Dalla trincea nemica, part un colpo isolato. Egli pieg la testa, la sigaretta fra le labbra e, da una macchia rossa, formatasi sulla fronte, sgorg un filo di sangue. Lentamente, egli pieg su se stesso, e cadde sui miei piedi. Io lo raccolsi morto. [Un anno sullAltopiano di Emilio Lussu]

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Vi sono solitudini cercate e altre sgradevoli, altre ancora ineludibili. Quando si narra la solitudine il ritmo rallenta (fate riferimento alla lezione 14), si possono utilizzare i monologhi interiori o i flussi di coscienza (lezioni 16 e 17), e la scelta dello stile di fondamentale importanza (lezioni dalla 18 alla 22 inclusa). Se desiderate colorare lisolamento mentale e/o fisico di un personaggio dovreste in qualche modo pensare a come esaltare la medesima tematica nel lettore. Mi spiego. Grazie alle parole influenzate lumore di chi legge, lo strappate da una situazione per portarlo in quella che create attraverso i mondo fittizi; ecco, i mondi fittizi appunto non sono staccati, lontani, altro da s, ma dovrebbero entrare con forza nellanimo, essere funzionali al mutamento delle emozioni altrui. Pensate a come vi sentite quando provate solitudine, sempre uguale a se medesima? Cambiano le intensit? Quali sensazioni vi suscita?. Questo dovete travasare nella mente del lettore. Mentre scrivete, meditate non soltanto sulla comunicazione del concetto di solitudine, altres sullo sviluppo emozionale della scena. Certo che ci avete gi pensato, certo che vi capitato di trattare le emozioni anche per altri contesti, ma in questo caso non potete sbagliare. il momento in cui chi legge ha bisogno di sentirsi solo per capire la solitudine del personaggio. Una parola fuori posto in grado di rovinare unintera situazione narrativa. E qui cadono talvolta perfino gli scrittori esperti, tanto complesso trasmettere la solitudine. Un consiglio che riguarda la scelta dei verbi. Evitate quanto pi possibile le parole corte a vantaggio di quelle lunghe. Servirsi di fare, dire, creare accelera il ritmo, mentre ubbidire, consegnare, usufruire, pispigliare lo rallenta. Voi dovreste dare lidea di sospendere e dilatare il senso del tempo, di bloccarlo. Servitevi di qualsiasi strumento per ottenere tale obiettivo, anche quello che sembra in apparenza banale, ma che poi magari risulti efficace.

Lezione 69 indirizzato a un bacino dutenza particolare il vostro romanzo? In altre parole, c un target di persone cui mirate? cos importante saperlo?. C chi vorrebbe definire il proprio lettore con ricchezza di dettagli: colto, meridionale, occhi azzurri, buone maniere; a parte gli scherzi, liberatevi dellidea di identificare il vostro lettore, saranno i lettori appunto a giudicare. Durante la scrittura qualcuno potrebbe esitare di fronte alle seguenti domande: Che cosa penser mia madre se lo legger? o che faccia faranno i miei figli? o la mia amica si vergogner di me?. Non pensate di esserne immuni, in realt, tutti, mentre scrivono, pi o meno consapevolmente, si chiedono talvolta i possibili pensieri di reazione da parte delle persone conosciute o di un lettore medio. E qualcuno potrebbe esserne turbato, o almeno farlo riflettere sullopportunit o meno di inserire una determinata scena narrativa. comprensibile relazionarsi con la societ e tentare di prevederne le reazioni, ma questo non dovrebbe mai divenire troppo spesso un argomento di riflessione durante la stesura del romanzo. Qualcuno potrebbe obiettare che ci sono decine di scrittori che pesano ogni singola parola dei loro libri sulla base delle risposte del lettore medio. Bene. Se lo pensassi pure io, avrei iniziato dalla prima lezione a parlarvi di pubblicit, marketing, sondaggi, ricerche di mercato, furbizia commerciale, aumento delle vendite, mode. No, non il mio approccio. Io sto cercando nel mio piccolo di condividere alcune grossolane riflessioni, affinch si tenti di pensare la letteratura in modo un poco pi complesso di come stata ridotta da certi cialtroni della contemporaneit letteraria. Non tanto per distinguersi, non tanto per sentirsi migliori, neppure per elargire critiche feroci verso taluni, quanto invece per il rispetto che nutro verso la letteratura. Una cosa pensare di scrivere per entrare nelle viscere di un lettore (lezione 35), per emozionarlo, per strappargli lanima, per portarlo in mondi fittizi con passione; unaltra cosa scrivere romanzi per pensare esclusivamente al portafogli del lettore e al proprio.

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Lezione 70 Riprendo in parte il discorso di ieri, per chiarire un altro aspetto. Vi state avviando con calma verso la fine della sfida dei 100 giorni, bene non farsi prendere da timori infondati: il giudizio di chi vi legger. Un giudizio immaginato e un giudizio previsto. Il primo giacch meditate su un possibile lettore del quale non conoscete il nome, ma che in qualche modo ritenete che reputi il vostro romanzo cos e cos, a seconda del vostro umore nel momento in cui ci pensate. Il secondo, quello previsto, lo attribuite al marito, alla moglie, al fidanzato, alla fidanzata, agli amici, ai figli, ai parenti, coloro che conoscete di persona. Siete sicuri che loro avranno una precisa idea di voi e del vostro romanzo quando uscirete allo scoperto. Da un lato, siete lieti di farvi conoscere dal punto di vista artistico concedetemi tale termine, anche se bene prenderlo con le pinze -, dallaltro lato, ne temete il giudizio e potreste subirne una frustrazione anticipata, tanta laspettativa che vi state gi creando. chiaro che questo discorso vale soprattutto per le persone pi introverse, meno per gli estroversi e, quindi, pi disposti ad accettare con disinvoltura e sfrontatezza eventuali critiche. Bisogna imparare a gestire la frustrazione, indipendentemente dalle cause. Annullarla capacit di pochi, conviverci con pi serenit lo possono fare tutti. Cercate di concentrarvi non sul giudizio del lettore, nonostante sia comprensibile talvolta che diventi un vostro pensiero, bens sui piccoli passi che state compiendo giorno per giorno. Alla fine ci che conta il giudizio che voi date di voi stessi, su di esso potete avere unidea precisa con il trascorrere del tempo, mentre per i giudizi altrui potete vagare fra mille possibilit, e magari nessuna corrisponder al vero. Per quale ragione perdere tempo a riflettere su che cosa penseranno Tizio e Caio del vostro romanzo, quando non potete formulare nulla di esatto? Non forse pi intelligente e sensato pensare ai vostri limiti, alle vostre capacit, alle storie che state creando, ai passi che avete fatto rispetto a qualche mese fa?. Perch perdere energie con chi pensa che voi siate dei perdigiorno a scrivere un romanzo? Perch sprecare tempo con chi vi ritiene dei poveri illusi? Pensate davvero che se anche pubblicaste con unottima casa editrice e riusciste a vendere ventimila copie del vostro romanzo quelli cambierebbero idea? Non siete convinti che direbbero in ogni caso che il vostro stato un caso fortunato?. Per tali motivi vi consiglio di non perdervi in scenari mentali di possibili giudizi; pensate a scrivere, meditate sulle vostre storie, sui personaggi, sui dialoghi, sulle descrizioni, concentratevi insomma sulla sostanza del vostro lavoro: la scrittura.

Lezione 71 Nella lezione 61 vi indicavo un esercizio da eseguire con le fotografie e vi parlavo del rapporto fra mente e comportamento. Oggi tenter di spiegarvi come prediligere le sensazioni favorevoli per la scrittura a quelle negative, e per quale ragione. Vi sto parlando di un momento preciso: non quando siete davanti al computer, prima. Mentre state lavorando o siete ancora a letto, finch badate ai figli o portate limmondizia, e in tali momenti pensate: Dopo mi metto a scrivere. Ecco, iniziano percorsi diversi. C chi coltiva belle sensazioni di curiosit riflettendo sulla scena da sviluppare oppure vagliando il cd musicale da ascoltare; emozioni propositive che portino alla migliore condizione per scrivere. C chi invece cade in un vortice di pensieri ed emozioni che allontanano dalla scrittura, pensando: tutto inutile, non ci riesco o Sono stanchissimo, meglio che riposi e simili. Se poi scriverete dipender dai due distinti approcci. Il primo vi porter, malgrado eventuali problemi e preoccupazioni, di fronte alle vostre cartelle, pronti per scrivere; il secondo vi condizioner lumore, i pensieri e soprattutto le azioni, distogliendovi dal romanzo. 49

S, avete indovinato. Non sono gli eventi a condizionare la vostra mente, siete voi che permettete agli eventi di farvi condizionare. Rifletteteci con calma e scoprirete che esattamente cos. Lunica arma che avete a disposizione per affrontare le vostre avversit la mente appunto, la quale, per sentirsi propositiva, necessita di pensieri che dirigano le emozioni e di conseguenza le azioni. E inutile sostenere che labitudine a comportarsi in un certo modo facilita o complica ancor pi la situazione. Se vi abituate giorno dopo giorno a essere vigili sui vostri pensieri avrete la chiave per fare qualsiasi cosa con efficacia. Dipende da voi, dalle vostre menti. Non c povert, non ci sono problemi di salute, non c la tristezza, non ci sono tragedie che possano scalfire quellangolo che voi avete in cura da quando siete nati, se voi non permettete loro di scalfirlo. Se non lo conoscete, informatevi su chi Alex Zanardi, nel 2001, a causa di un incidente di formula Indy, era pi di l che di qua, sette arresti cardiaci e una quantit tale di sangue perduta da dichiararlo morto. Poi successe qualcosa di inaspettato, riprese a respirare e la notizia peggiore doveva ancora giungere: lamputazione delle gambe, lui, abituato ad allenarsi con impegno tutti i giorni per essere pronto nelle gare. Come avreste reagito voi di fronte a un incidente simile?. Alex oggi, grazie a una continua modulazione dellapproccio mentale, tornato a correre nella formula Gran Turismo e partecipa alle maratone con la handbike, quelle biciclette particolari costruite appositamente per i disabili. Consapevoli che la scrittura sia unaltra faccenda, il principio base che stimola la vostra intraprendenza per il medesimo. Il segreto poi riportare alla mente i vostri piccoli successi quotidiani. Se siete curiosi di capire con pi profondit questi processi mentali, potreste fare riferimento a libri mirati. La lista sarebbe davvero lunga, molti hanno letteralmente cambiato il mio mondo interiore. Ma vi consiglio un unico testo per iniziare, semplice da comprendere e illuminante per taluni aspetti: Psicocibernetica di Maxwell Maltz. Un testo degli anni Sessanta, ma l fu linizio di molto altro su questi campi di ricerca. Un passo alla volta. Buona lettura e scrittura.

Lezione 72 La tendenza del nostro linguaggio, di ognuno di noi, di subordinare con dei modi abitudinari. C chi utilizza di continuo le proposizioni concessive o le consecutive. Nella scrittura accade il medesimo procedimento e il consiglio, anche in questo caso, di consultare la grammatica. Non vergognatevi di farlo e non pensate di non averne bisogno. La prova del nove? La frase risparmiano come se fossero sempre in guerra vi chiara nel costrutto delle proposizioni? Riuscireste a spiegare che cosa come se fossero sempre in guerra? Pensate che Michelangelo o Leonardo avrebbero potuto realizzare le loro opere senza conoscere bene le tecniche del linguaggio che avevano scelto per esprimersi?. Nessuno qui mi auguro vuole essere un genio, ciononostante il principio lo stesso. Quanto pi conoscerete la grammatica tanto pi potrete divertirvi e risultare interessanti nel descrivere una scena narrativa. Non si tratta dessere puristi, bens di dotarvi di molti strumenti per affrontare la scrittura. Ho sempre trovato incredibile come gli abitanti di una particolare citt conoscano assai meno i musei e le opere darte locali di coloro che sono giunti l in un secondo momento a viverci. Quanti milanesi di nascita hanno visitato la Pinacoteca di Brera? Quanti napoletani di nascita sono entrati nel Museo di Capodimonte? E magari ci sono ritornati?. Bizzarro, come nella lingua, accada lo stesso. Quanti italiani di nascita, dopo le obbligatorie lezioni scolastiche, sono tornati sulla grammatica? Ora, a meno che non vi sia un interesse particolare, un macellaio o un commercialista non hanno la necessit di farlo. Ma uno scrittore che ha lonere e la pretesa di esprimersi correttamente pu farne a meno?. 50

So che la mia una pura illusione: pensate se la cultura della lingua italiana fosse promossa con partecipazione condivisa oltre le scuole, sono convinto che certi romanzi non sarebbero neppure pubblicati. Se il livello despressione linguistica si sta abbassando sempre pi anche per questa ragione. Basti sentire un talk show televisivo pomeridiano od osservare un sms dei giovanissimi. Inutile sorridere quando un ragazzo delle scuole superiori afferma: Non capisco questo libro, difficile, perch il registro linguistico alto; la responsabilit non sua a quellet, ma di chi, adulto, utilizza la lingua in modo sbagliato o semplicistico. E gli scrittori hanno una grandissima responsabilit. Nessuno mai riuscito a persuadermi del contrario.

Lezione 73 La relazione che intercorre fra le lezioni che tento di illustrarvi e la bellezza del vostro romanzo pari a quella che esiste fra la biologia e la magia della vita. Sezionare un corpo non crea bellezza, lo si conosce nelle sue pi piccole parti e nel farlo si naviga in mari profondi, lontani dal molo di cui vi ho parlato nelle primissime lezioni. Voi, in questi mesi, avete studiato tanta biologia. La magia della bellezza appartiene ad altre dimensioni che non sono e non possono essere legate al semplice studio delle tecniche, anche se fondamentali. E ahim la bellezza non pu essere insegnata. Continuando la metafora, voi dovreste dedicarvi con passione alla conoscenza della biologia, migliorando la vostra comprensione delle diverse tematiche proposte, ricercando soluzioni nuove, facendo esercizio continuo, criticando con consapevolezza ogni passo. Uno dei termini che accompagna chi scrive un romanzo esitazione. Si esita nelle scelte; si esita nelleliminare una parola, una frase, un periodo; si esita nellessere severi con se stessi. Ecco, esitare non vi aiuter. Siate risoluti. Un altro termine che vi noto impazienza. Si impazienti con se stessi; si impazienti perch si vorrebbe avere pronto il romanzo; si impazienti quando qualcuno disturba i momenti in cui siete pi concentrati. Ecco, essere impazienti non vi aiuter. Siate calmi, cercate la calma nello scrivere. A causa dellesitazione e dellimpazienza perdete del tempo prezioso. Dunque, caro Lucilio, fa ci che mi scrivi; fa tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone delloggi. Mentre rinviamo i nostri impegni, la vita passa. Tutto, o Lucilio, dipende dagli altri; solo il tempo nostro. [Epistulae morales ad Lucilium di L.A.Seneca] E senza impazienza ed esitazione prendetevi oggi del tempo per pensare ai tempi che avete dedicato ad ogni personaggio. Per quanto concerne i principali, sono sufficienti i tempi per farsene unidea precisa? Avete dedicato loro il giusto spazio?. Non soltanto una questione di sviluppo narrativo. Riflettete. Se Tizio presentato come timido e verso la fine della storia diventa pi estroverso, meno chiuso nella sua dimensione interiore, un percorso che necessita certamente di unevoluzione ma anche di tempi pensati con cura. Quanti? Quante volte si presentato finora? E i cambiamenti sono stati improvvisi per una particolare ragione oppure dosati con pazienza?. Attenti su questo punto, non siete solo sui libri di biologia, state creando la bellezza del vostro romanzo.

Lezione 74 Riflettete sul senso del ritmo oggi. Non vorrei che concentrandovi sui personaggi, dialoghi, descrizioni e azioni vi sia stata da parte vostra un semiabbandono del tema ritmico. Svilupparlo con consapevolezza una delle armi narrative indispensabili per non annoiare il lettore.

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Il ritmo anzitutto non dovrebbe mai essere uguale a se stesso. Se desiderate scuotere lanimo altrui dovreste in qualche modo scuotere anche il ritmo appunto. La noia nasce dalla monotonia, non dai cambiamenti continui, anche nella vita. Relazionate con cura le scelte stilistiche (lezioni 19-20-21-22) al ritmo. Esso dato da diversi elementi, un esempio, nonostante possa sembrare a taluni banale, la lunghezza dei periodi. Siate vigili su questo, non permettete alla vostra creativit di essere sempre prevedibile formulando frasi di lunghezza sempre uguale: sfruttate la punteggiatura (un punto non uguale a una virgola), le parole con pi o meno sillabe, i suoni (tante erre per esempio rallentano, al contrario di tante vocali) e ricordate la lezione 18 (ipotassi e paratassi). Mi piacerebbe parlarvi della concinnitas di Cicerone, ma sarebbe troppo lungo e forse complesso per la nostra sfida. Un consiglio semplice di ragionare su ogni vostra cartella e rapportarle una allaltra di seguito, chiedetevi: Come mi sembra il ritmo? lento o incalzante? E per quali ragioni?. Non vi sono solo artifici formali, i contenuti hanno la loro importanza. Parlare di una signora che seduta in un prato guarda il tramonto non come descrivere un ragazzino che scappa dalla madre che vorrebbe sgridarlo. Allora comprendete ora meglio per quale motivo lo stile si leghi al ritmo. Narrare linquietudine rassegnata della disoccupazione o la gioia esplosiva per la nascita di un figlio sono contenuti che influenzano il ritmo, o meglio, dovrebbero influenzarlo, dipende da come sono narrate le differenti situazioni. Esso, quindi, nasce da un rapporto stretto fra aspetti formali e aspetti sostanziali. Ed essi dovrebbero essere armonici fra loro, osservarsi nel medesimo specchio con piacere, non con estraneit. Non c nulla di meglio che pensare alla vita stessa in questo caso, dentro di voi sapete benissimo per esperienza il pi delle volte diretta quanto una scena narrativa necessiti di lentezza o velocit, di continuo cambio di ritmo o una sua momentanea prevedibilit di percorso.

Lezione 75 Tre quarti delle lezioni: quadro generale. Se lobiettivo della lezione 9 stato rispettato dovreste avere circa 100 cartelle, immagino che vi sia fra voi qualcuno ben oltre tale soglia, e chi ancora indietro. Non perdete la concentrazione se rientrate nel primo caso, trovatene invece di pi se vi siete un po smarriti. Limportante seguitare a desiderare il risultato finale facendo piccoli passi in avanti, anche se a volte discontinui. La discontinuit non di per s un male se esiste nella somma dei movimenti un avanzamento. Avete a questo punto bisogno di sdoppiarvi per osservare con ancora pi severit la vostra scrittura. Il consiglio di registrarvi mentre leggete il romanzo, fate diversi esperimenti in tale senso, vi aiuter a essere critici. Non leggete con superficialit, immaginatevi di fronte a un gruppo di persone, impegnatevi a pronunciare con calma le parole. Una volta registrati, ascoltatevi assaporando la musicalit, percependo i particolari, studiando le armonie e il rapporto fra le parti. Non potete essere troppo indulgenti con voi stessi: leccessiva tolleranza non fa parte di una visione critica. Scrivere deve diventare per voi in questo periodo una specie di sana ossessione e dovreste limitare al minimo le distrazioni. Dormite un po meno, spegnete la televisione, delegate scusandovi, rimandate un impegno non importante, saltate una cena, limitate le uscite. Nessuno pensa che voi siate dei monaci di clausura al primo stadio, ma certo che il tempo non vi sar ritornato, voi siete gli unici e veri responsabili delle vostre azioni. Scrivete in autobus su un foglietto, appuntate un pensiero sul cellulare, segnatevi una parola che vi piace, se siete in fila alle Poste o nella sala dattesa dun ufficio non perdete tempo prezioso, pensate alle scene del romanzo. Cercate di scrutare ci che vi circonda con occhi curiosi, segnandovi particolarit interessanti. Osservate le persone, i loro sguardi, i loro gesti, ascoltate come si esprimono, appuntate tutto, anche senza un ordine preciso.

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Il mondo a vostra disposizione e le idee sono gi nellaria, dovete soltanto sintonizzarvi sulla giusta frequenza. Altro consiglio che io ho sempre trovato nella sua banalit quasi geniale. Immagino che scriviate in una stanza, magari seduti a un tavolo. Bene. Sistemate oggi quel tavolo, fate pulizie, dovreste avere la sensazione di iniziare qualcosa di nuovo, di importante. E mettetevi poi a scrivere, fossero soltanto poche righe oggi, ma fatelo. Formulerete cos un nesso fra azione di pulizia e scrittura, un rapporto che sa di magia.

Lezione 76 Quanto andr spiegando oggi dovr essere uno degli elementi su cui riflettere con attenzione particolare. Chi scrive tende ad attuare in parola categorie dellumana specie accettando il pi delle volte logiche che risultano grossolane a una successiva analisi approfondita. Pensate alla femminilit e alla mascolinit. assai probabile che abbiate introdotto personaggi femminili e maschili attingendo al bagaglio degli stereotipi diffusi nella societ. La donna furba con il maschio, superficiale nei pettegolezzi, desiderosa di sicurezze, lamentosa nelle faccende di casa, cattiva con le altre donne, ecc; il maschio grezzo, superficiale nei sentimenti, arrivista, bugiardo, spaccone, ecc. Chiaro che se necessitate dun personaggio dotato di talune caratteristiche che rientrino in quelle categorie, nulla vi priva di utilizzarle. Il rischio, per scendere nel dettaglio, di sfruttare gli stereotipi a mano sciolta, senza dosare, senza controllare che non cozzino contro il buon senso. E il buon senso non esagerare con gli stereotipi nel vostro testo. Attenti, non sto parlando dei clich della lezione 46, non intendo frasi banali e senza il minimo di originalit. Introdurre una donna quarantenne che ancheggia per attirare lattenzione dei maschi non un clich, ma potrebbe essere uno stereotipo. Benissimo descrivere una situazione simile, orribile invece sfruttare soltanto stereotipi. Dal punto di vista contenutistico apparirebbe minestra gi vista mille volte. Se fate caso, i giornali e le televisioni parlano con il linguaggio stereotipato, perch diretto, senza fasi di ragionamento, immediato ed essenziale nella comunicazione. Il consiglio di sforzarvi di non replicare tale modo per ricercare uno stile vostro, un tentativo desprimere concetti senza abbandonarvi a formule del tutto prevedibili da chi legge. Qualcuno potrebbe obiettare che taluni sfruttino appunto il linguaggio stereotipato per andare dritti nellanimo del lettore, non concedendo momenti di calma riflessiva, inondandolo di vicende come se fosse di fronte alla televisione. S, vero. Ma se ragionassi cos, avrei chiamato la sfida nel seguente modo: Scrivere un romanzetto insulso in 100 giorni. Noi abbiamo il desiderio di concederci altri paesaggi, forse.

Lezione 77 Le vostre descrizioni ripetono uno schema preciso? Chiedetevi con cura se abusate di aggettivi o di avverbi. Inoltre, riflettete sulla punteggiatura quando descrivete: tendete a ripetervi?. Il confine fra interessante particolare e noioso dettaglio diafano, attenti. Il primo spiega con delicatezza e precisione; il secondo inutile e fa addormentare il lettore. Non dimenticate n la lezione 42 n la lezione 53. E in particolare imparate a memoria la 64. Descrivere dovrebbe essere un po come misurare, sapendo in altre parole da dove partite e fino a dove giungete. Per quale ragione? Perch avendo i confini chiari in testa, dovreste essere pi fluidi nel colmare con consapevolezza il territorio fra gli estremi. So che anche in questo caso ci sar chi sostiene che la libert espressiva non va mai contenuta, non va mai dosata e pensieri simili, come se un romanzo fosse un guizzo creativo continuo. Benissimo. 53

Io sono felice che pensiate cos, ma ho unaltra idea, una prospettiva differente. Forse entrambe corrette, io ne propongo una, quella che s rivelata efficace per me. Nelle descrizioni andrebbero evitate le continue serie di oggetti: orribile fare elenchi pensando che ci faccia immaginare lambiente a chi legge. Una fila di cose una dietro laltra come un piatto senza sale, quando invece era necessario. Gli ingredienti hanno tempi, importanza e sostanza se inseriti con armonia creativa; quindi, via libera ad aggettivi calibrati, a cambi di scena, a nomi esatti, a precisione stilistica a seconda dei personaggi presenti, ma tutto amalgamato pensando che chi legge non si debba annoiare.

Lezione 78 I verbi sono una faccenda molto seria, il loro utilizzo condiziona limmaginario del lettore, nel tempo e nello spazio. Per fortuna la lingua italiana ricca di colori e sfumature, individuarne le potenzialit dovrebbe diventare parte del vostro lavoro di scrittura. Subito un consiglio, vi potr servire anche per lavori successivi in futuro. Prendete un quaderno, create un ordine alfabetico e iniziate a inserire verbi (un impegno che potrebbe durare mesi o anni); accanto a ognuno ponete sinonimi e appuntate le sfumature: frasi tipiche, particolarit, significati che non conoscete, ecc. Ecco, in sintesi, esso diventer un dizionario sui generis, con i vostri gusti, con il vostro lavoro, allinterno del quale troverete verbi con i loro rispettivi sinonimi e curiosit. Certo, in cento giorni non possibile ottenere un quaderno cos ricco di contenuti e non ho voluto consigliarvi prima questo metodo per non farvi prendere una tangente, a voi sta a cuore il romanzo, non altro. Oltre al fatto che un quaderno siffatto necessita di tempo per essere efficace e proficuo. Tornate sulle cartelle che finora avete plasmato, concentratevi sui verbi, potete cambiarne qualcuno? Siete stati troppo banali in talune scene? O, al contrario, avete inserito un verbo che potrebbe apparire troppo complesso, o magari ermetico nel momento sbagliato?. Cercate la precisione, non la grossolanit. Un verbo deve consegnare al lettore unazione, dipende da voi come la intendete rivelare. Dare, offrire, consegnare, porgere, regalare, affidare, concedere, donare sono sinonimi, ma ognuno crea immagini del tutto differenti. Se Antonio pensa a una rosa per Elisa, gliela fareste porgere, regalare, dare, donare o consegnare?. Sono sicuro che avete intuito il senso della parola sfumatura. Non dimenticate le lezioni 29, 37 e 38.

Lezione 79 Chi frequenta la letteratura inglese conosce benissimo limportanza di Philip Sidney e sono celebri i versi di una sua poesia: Come, Sleep! O Sleep, the certain knot of peace, the baiting-place of wit, the balm of woe. Il sonno pu essere una chiave narrativa per risolvere o valorizzare allinterno dun romanzo una quantit di questioni non indifferente. Alcuni esempi che possano servirvi come spunti. I sogni dun personaggio possono confondere, angosciare, far ridere, allarmare, ma anche apparire come una tragica previsione azzeccata a distanza di tempo, con tutto ci che ne risulta sui temi delle coincidenze, delle stranezze, dei doni spirituali o paranormali. Il sonno irregolare di un infante pu destabilizzare i ritmi di una famiglia intera, mentre le poche ore di sonno di un anziano donano un tempo maggiore quotidiano che porta ulteriore solitudine o vicissitudini interiori. Il sonno prolungato di un adolescente potrebbe essere sintomo di noia o di ribellione verso la propria famiglia. Quando si ricoverati allospedale si dorme di pi, non c molto da fare per trascorrere il tempo. E dopo avere fatto lamore il sonno giunge con pi facilit.

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Gli animali dormono con stili del tutto particolari, pensate ai cavalli. E il sonno degli umani espone allabbassamento delle difese: i ladri che svaligiano una casa o le zanzare che pungono. Russare inerisce al dormire, chi in maniera lieve, chi rumorosamente. Gli esempi sono innumerevoli. Il sonno pu aiutare a dosare il ritmo, concedendo lentezza in seguito a una situazione che aveva contemplato unaccelerazione degli o negli eventi. Riflettete su tale tema, vi accorgerete quanto potrebbe tornarvi utile nello sviluppo delle vostre storie. Attenti per a non addormentarvi.

Lezione 80 Charles Dickens, Stefano Benni, Franois Rabelais, Socrate, Luis Seplveda, Voltaire, Jane Austen, Leonardo Sciascia - i primi che mi vengono in mente hanno fatto uso, anche se con modalit differenti, dellironia nei loro testi. Si possono perfino sviluppare tematiche complesse grazie al sorriso, un sorriso che si pu manifestare con intelligenza o vigore, con delicatezza o spontanea esagerazione. La leggerezza non sempre superficialit, anzi. Certo, calibrarla non semplice e se coincide con lintero sviluppo dellintreccio del romanzo dote di pochi renderla armonica fra le parti; ciononostante, consapevole che gli esercizi pratici siano lunica via per conquistare spazi prima insperati, credo che anche voi, a tratti, sarete abili nellutilizzare lironia. Il lettore necessita talvolta di sorridere leggendo, o per distrarlo o per divertirlo oppure per farlo riflettere, e i tre scopi potrebbero convergere assieme. Voi che siete alle prime armi potreste decidere di scegliere un personaggio e renderlo ironico. Create una situazione rallegrante oppure una condizione che porti un personaggio ad accettare la vita con leggerezza, per un momento o per una nuova percezione filosofica del mondo. Pensate a qualcosa di buffo che faccia sorridere. Alcuni pensieri sarcastici o, dopo avere citato Socrate, immaginate Luca che simula di non sapere, ma che con ironia interiore conduce chi lo ascolta verso determinate idee. E perch non far dire a un bimbo una frase ingenua ma parecchio dilettevole?. Non dimenticate che lironia pu essere suscitata narrando un evento ridicolo o addirittura un personaggio che si comporta sembrando comico. Capite come le modalit possano essere davvero numerose. Il consiglio di sfruttare appieno questa tecnica.

Lezione 81 Da alcuni giorni pensavo a questa lezione, al modo in cui inserirla. Perch importante, forse una delle pi importanti. Ho trovato l'idea, la divido in due parti. Ora vi chiedo di riflettere sui vostri valori di vita, quali sono? Individuate quelli che stanno alla base delle vostre scelte quotidiane: amore, lavoro, soldi, famiglia, felicit, serenit, furbizia, carriera, divertimento, altruismo, libert, schiettezza, creativit, ecc. Elencate i primi cinque in ordine di importanza. Rifletteteci con calma e con seriet. Non l'immagine che avete di voi, ma la realt dei fatti. E le due cose talvolta non coincidono. Domani inserir la seconda parte, capirete le ragioni. Ieri vi chiedevo di ordinare i primi cinque valori grazie ai quali gestite le vostre giornate. Oggi cercher di spiegarvi i motivi per cui non vi sto conducendo in territori cos lontani dalla letteratura e dal vostro romanzo. Limpatto dellelenco che avete formato va ben al di l di quanto immaginate. Il comportamento che si assume nelle situazioni figlio dei vostri valori pi importanti. Se ritenete laltruismo 55

disinteressato fondamentale certo che avrete pensato in passato a un modello, a un personaggio che rappresenti appieno tale concetto. Se reputate invece la furbizia indispensabile allora anche in questo caso vi sar almeno una persona che considerate un esempio da emulare. Un appunto che subito voglio fare che i valori ai primi cinque posti potrebbero mutare nel tempo, spesso in coincidenza con gravi problemi o accadimenti che coinvolgono da vicino la vostra persona. In sostanza limmagine reale che avete di voi stessi si specchia in tali valori e vi influenza nelle scelte. Perch avete deciso di scrivere un romanzo? del tutto probabile che la risposta giaccia in almeno uno dei cinque valori. Mettetevi il cuore in pace, se vi siete messi a scrivere giorno per giorno seguendo le lezioni per tale motivo. Bene o male? Non importa, ma prendetene consapevolezza in maniera definitiva. Voi, per continuare con il vostro romanzo, indipendentemente dal punto in cui vi trovate, avete la necessit di emozionarvi quando scrivete, e le emozioni emergono altres dai valori che pi ritenete importanti. S concentrazione, s disciplina, s tecniche di scrittura, s griglia e tutto il resto, tuttavia se non vi emozionate con la consapevolezza necessaria non avrete mai il pathos giusto per scrivere con intensit. Sembra inutile sostenere che vi sono stati e vi saranno ancora momenti difficili, scogli duri da affrontare, fa parte del viaggio, un viaggio che vi cambier, come ho gi scritto alcuni mesi addietro. Scrivere un romanzo confrontarsi con se stessi, con le proprie abitudini, virt e limiti. Una breve nota che tratter meglio una volta conclusa la sfida: terminato il romanzo decidete di tentare di pubblicarlo, a quali case editrici invierete il manoscritto? Pensate che tale scelta non concerna i vostri valori? Certo che s, anche in questo caso. Ne riparleremo a settembre. Altra cosa. Non affermo che le storie del vostro romanzo siano figlie dei cinque valori (i contenuti artistici possono essere assai lontani dallautore), per indubbio che ne abbiano il sapore e le sfumature. Le vostre visioni di vita si riverseranno nella scrittura. Quanto pi vi conoscete tanto pi capirete le ragioni per le quali sono presenti alcuni personaggi, alcune scene, alcune descrizioni. Se dovessi trovare una massima per la lezione suddivisa fra ieri e oggi non avrei dubbi: non raccontate bugie a voi stessi altrimenti la scrittura che produrrete subir conseguenze negative. Non posso essere certo di questo, ma ne sono assai convinto.

Lezione 82 La famigliarit un concetto che fa parte della lettura dun romanzo, quanto pi chi legge sentir gli argomenti famigliari tanto pi apprezzer la storia. Immagini che ritornano, coincidenze che si ripetono, frasi abitudinarie dei protagonisti, paesaggi gi presentati. Una tecnica che vi presento in modo convinto (magari in un corso futuro ne illustrer altre di stimolanti) lutilizzo di un oggetto particolare, un oggetto che una volta introdotto dovr riproporsi con cadenza ordinata. Supponete di pensare a una penna di un anziano, bene, ora riportatela nelle scene narrative ogni circa dieci quindici cartelle. La penna sar cos famigliare al lettore, assumer un significato che voi deciderete a priori, e potr mutare con lo sviluppo del romanzo. Loggetto potr passare da una mano allaltra, allontanandosi dalla provenienza originaria oppure diventer un portafortuna che servir in alcuni frangenti. Non confondete questa tecnica con lallusione di cui vi parlavo nella lezione 54, sono strategie differenti; intuisco nondimeno che qualcuno potrebbe farle coincidere in alcuni punti della storia. Modalit di svolgimento a parte, ci che emerge evidente che un oggetto in viaggio dallinizio alla fine del romanzo e inserito con regolarit si specchia negli occhi del lettore, senza che egli ne abbia percezione alcuna dal punto di vista razionale a una prima analisi, senza che egli possa intuirne le vere motivazioni, o, se desiderate una morale grossolana, gli si concede una pi famigliare visione ancorch potrebbe sospettare la mano furbesca dellautore. 56

Loggetto in questo caso una penna. Pensate a una moneta, a una cartolina, a un quadro, a una vecchia bicicletta, a un anello, a una sciarpa, a una chiave, ecc. Sono consapevole che i mezzi di scrittura sono tecniche di guerra contro chi legge, concedetemi i termini poco nobili, ciononostante, se ci riflettete, labilit di scrivere corrisponde agli strumenti che deciderete di sfruttare per appassionare e coinvolgere, stupire ed emozionare. Non vi serve conoscere il motore di unauto per guidare (lettura), ma se lo conoscete (scrittura), potrete essere pi tranquilli se vi sar un odore sospetto. Proviene dal radiatore o dai freni o altro?.

Lezione 83 stata fatta molta strada dalla lezione 59, oggi, al pari di quella, avete bisogno di un nuovo confronto. La persona alla quale avete dato le prime cartelle sar la cartina di tornasole dellimpegno letterario fino a qui espresso. Chiedetegli/le di leggere quanto avete prodotto e di usare la severit. Voi avete la necessit di critiche forti, non di carezze. Dovreste dire alla persona le seguenti parole: Come laltra volta, ti chiedo di leggere le mie cartelle, non mi interessa sapere se ti piacciano o meno, vorrei che tu evidenziassi i lati deboli, le parti che non hai gradito, insomma le cose negative, cos che io possa lavorarci ulteriormente, dimmelo con sincerit. Essere autoreferenziali nella scrittura evita il confronto, e in alcune fasi pu essere vantaggioso o comodo, in realt, ci che vi serve un giudizio ora, qualcuno con occhi diversi dai vostri che possa formulare una critica che vi sproni, vi aiuti a ricercare nuove soluzioni per il romanzo. Non temete il confronto, potrebbe illuminarvi il percorso. Ho sempre creduto che lumilt nella scrittura sia unottima virt, al contrario di sentirsi dei geni inespressi o simili immagini che bloccano la fluidit della creazione artistica. Quando avrete ricevuto le critiche e chiedete di farle in maniera cadenzata, per esempio ogni dieci cartelle, in modo che voi possiate tornarci subito, senza attendere troppo tempo, cercate di non sentirvi offesi, accettate le parole della persona che avete coinvolto come un vero soccorso. In alcuni casi pu rivelarsi un dono prezioso.

Lezione 84 Quale tipo di energia si scatena finch una parola segue laltra, allorquando impugniamo la penna o battiamo i polpastrelli sulla tastiera? Unenergia che si accompagni a emozioni e, sentendo Thomas Stearns Eliot, il solo modo di esprimere unemozione in forma artistica di trovare un correlativo oggettivo; cio una serie di oggetti, una situazione, una catena di avvenimenti che rappresenti la formula di quella particolare emozione. Siete seduti, pronti, o meglio, vorreste essere pronti per inoltrarvi nei mondi fittizi del romanzo che state portando avanti; pensieri, momenti di non tempo, attimi per cos dire senza tempo, il nulla, poi il risveglio, le imposizioni razionali o gli istinti creativi, e ancora gli attimi indefinibili, e ancora pensieri; un caos di preparazione, un ultimo anelito di presente per varcare poi la porta del fantastico. Ecco, in quei precisi momenti prima della scrittura o fra le scritture, si dovrebbe palesare il Tu ne quaesieris, scire nefas di Orazio, a che cosa serve chiedere, non lecito saperlo. Quale sorte ci abbiano dato gli dei non potremmo mai intuirlo, sperare nel domani per quale ragione se non sappiamo se vi sar un domani? Allora lattimo presente dovrebbe divenire il fulcro dellazione di ognuno. Non temere il foglio bianco, non temere lo sviluppo della storia, non temere linadeguatezza propria di fronte alle esigenze delle unit narrative: concentrarsi nella scrittura del presente il vero segreto. La griglia che avete faticosamente resa ricca di particolari e i fogli dei personaggi che avete plasmato siano le vostre bussole finch scrivete.

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Lenergia sta in questo: un percorso illuminato e una forza danimo che diventi un chiodo fisso. Voi dovreste essere tormentati dalle vostre storie, dai personaggi, dalle descrizioni, dai cambiamenti di scena, dallutilizzo della lingua, ecc. Un tormento positivo che vi costringa a scrivere di continuo. Se non riuscite ad andare avanti con intensit ed emozione, leggete alcuni passi di libri che amate (lezione 12), scovate articoli di giornale che vi possano fornire qualche costrutto o unidea originale, pensate a una congiunzione che usate poco, talora capita che un semplice gesto curioso strofini il vostro cervello al punto giusto che giunge dincanto unonda nuova dentro di voi. Non giudicate mentre scrivete, dedicatevi soltanto alla scrittura, al flusso che vi conduce in una dimensione di abbandono. E sforzatevi di trovare la concentrazione per procedere, lispirazione, in parte, sta in questo, non in unattesa passiva. Oggi avete il solito obiettivo: una cartella e mezza almeno (lezione 9). Fatelo. Nessuna scusa.

Lezione 85 Uno dei problemi da sciogliere quando si decide di scrivere un romanzo la scelta dei tempi verbali, in particolare le questioni si complicano nel caso del passato: meglio un imperfetto o un passato prossimo? Un passato remoto? E i trapassati sono eludibili? Come relazionarli?. Non qui la sede per riflettere su nozioni che potete approfondire nella grammatica che gi dovreste avere da tempo al vostro fianco, io voglio offrirvi qualche spunto. Molto dipende dallo stile di ognuno, provate per a soffermarvi sulla costruzione di una storia dun romanzo, vi accorgerete che il passato remoto e limperfetto sono i pi utilizzati, il primo con unidea di precisione oramai definita, lontana dal presente, il secondo con unaccezione di durata, quasi a voler evidenziare il tempo che intercorre durante levoluzione delle situazioni narrate. Il passato remoto davanti ai vostri occhi, netto e chiaro, limperfetto pi vago a livello visivo, quasi fosse pi lontano. Se dovessi scegliere unimmagine per trasmettervi la mia visione, nella Primavera di Botticelli userei il passato remoto per descrivere i nove personaggi, da Mercurio al vento Boreo, mentre per parlarvi dei frutti e degli alberi opterei per laltro tempo verbale. Comprendo tuttavia che possa essere una visione del tutto personale e soggettiva. Il passato prossimo invece si lega al presente anche se raccontate un fatto passato: Paolo ha iniziato a lavorare in quella agenzia due anni fa. I trapassati, nelle due differenti funzioni, sono sempre legati a un fatto passato, infatti sono due tempi relativi, essi tuttavia sono utilizzati sempre meno, il trapassato remoto per esempio spesso sostituito dal passato remoto. I rapporti fra i tempi verbali al passato concernono la grammatica, in primo luogo, e lo stile. Questultimo pu assumere forme peculiari e originali. Il consiglio che mi sento di darvi con convinzione di non lasciare al caso la scelta dei tempi verbali al passato, riflettete, indagate le vostre abitudini di scrittura, alternate prospettive di descrizione, non siate monotoni e pressappochisti. Non c un tempo migliore dellaltro, hanno funzioni diverse, suonano differentemente, si abbinano qualche volta fra loro con magie incredibili e palesano la bellezza della scrittura di un autore.

Lezione 86 Lintento di questa lezione di aiutarvi a presentare un cumulo di pagine scritte in qualcosa che assomigli a una cartella editoriale. Non importa che il desiderio sia di inviare il manoscritto a una casa editrice oppure conservarlo per le occasioni di lettura con il nipote, in entrambi i casi il romanzo dovr avere un vestito grafico formale: la presentazione visiva denota anche seriet e considerazione per chi legge, oltre che rispetto per se stessi. Anzitutto scegliete un carattere leggibile, non font strani, sono adeguati il Times New Roman, Arial, Courier New, Verdana. Il corpo del carattere dovrebbe essere equilibrato, n impossibile per un 58

miope n esagerato da riempire con poche parole la riga. Per quanto concerne i quattro font citati, la dimensione 12 va benissimo. La cartella dovr essere di 1800 battute (considerate che pure lo spazio vuoto una battuta), 30 righe e ogni riga 60 battute. Ora vi immagino, qualcuno di voi si esasperer per ottenere il risultato preciso, lasciate perdere, con alcuni caratteri si diventerebbe pazzi. Non serve essere fiscali, perlomeno vicini allobiettivo. Il margine superiore e inferiore di 3 cm, quello destro e sinistro di 2,5 cm (Selezionare File Imposta Pagina - Margini). Spaziatura zero, interlinea 1,5 ( Selezionare Formato - Paragrafo Spaziatura). Anche qui, non siate ossessionati dai limiti suggeriti, sono semplici indicazioni e circolano non poche leggende a riguardo. La mia, ripeto, unindicazione di massima, non vincolante e non standard, in particolare sulle dimensioni dei margini. Inoltre, non dimenticate il rientro, c chi suggerisce 0,32 cm nella prima riga o altro, dal canto mio, credo che due battute siano ottimali. E ora, a parte la grafica, dateci dentro con la scrittura, laspetto nevralgico della sfida.

Lezione 87 Io, vado, di solito, al mare, con un libro, per leggere. Io vado di solito al mare con un libro per leggere. Io vado di solito al mare con un libro, per leggere. Io vado, di solito al mare, con un libro per leggere. Giusto! Avete indovinato: la virgola. Essa pu in una frase cos semplice stravolgere il significato, oltre a essere posizionata in modo errato talvolta. Non date per scontata la capacit di frequentarla in maniera attenta. La virgola ha il dono di subentrare per una pausa mirata, la sua presenza esprime un attimo di respiro, talora un momento di riflessione nella fluidit della scrittura. Fornisce ritmo, redarguisce il lettore da una fragile e veloce lettura, impone una cesura nello scorrere delle immagini. Una cesura leggera, non al pari del punto, ma sempre una cesura. E interrompere pu divenire una magia spezzata se compiuto senza accorgimenti, senza riflettere con calma sulle motivazioni di una scelta di punteggiatura particolare. Meditate sul senso della pause, abbiate cura di distinguere la virgola dal punto e virgola, e loro dal punto fermo. Anche qui, non mi stancher mai di dirvelo, la grammatica sia un faro, la presunzione di verit non aiuta levoluzione critica. Provate a rileggere una parte del romanzo, fate attenzione soltanto alle virgole, ai punti e virgola e ai punti fermi. Non vigilate con una spensierata passivit, bens chiedetevi significati e spiegazioni.

Lezione 88 Sulla scia dei suggerimenti contenuti nella lezione 87, vi invito a prendervi del tempo per rileggere le vostre cartelle, con un unico obiettivo: controllare la punteggiatura e gli errori grammaticali. Dedicateci del tempo in questi prossimi giorni. Sarebbe semplice consigliare di fare tutto questo alla fine della sfida dei 100 giorni, invece ritengo opportuno farlo ora per diverse ragioni. La prima che potreste soffrire di abitudini errate, costrutti ai quali siete affezionati, magari non corretti in lingua italiana. Prima intervenite meglio per il romanzo. La seconda che il controllo finale tende a essere non di rado superficiale, siete felici di avere concluso lopera e perci siete poco propensi a concentrarvi ancora, soddisfatti oramai del risultato ottenuto. La terza che affiancare la scrittura alla rilettura continua per qualche giorno vi abituer a riportare alla mente scene, immagini, dialoghi, personaggi, in funzione della ricerca dellarmonia, dellattenzione verso i particolari, dello scoprire eventuali errori di relazione fra le parti.

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La rilettura dovrebbe essere calma e concentrata. Mi pare quasi inutile fare notare - il quasi mi impone di farlo appunto che un luogo silenzioso sia auspicabile, la creazione potrebbe essere contemplata nel caos, lattento controllo abbisogna di quieta concentrazione. Un giorno, un amico trova James Joyce riverso sullo scrittoio, in atteggiamento di profonda disperazione: James, che cosa c' che non va? il lavoro?. James asser, senza nemmeno alzare la testa. Quante parole hai scritto oggi?. Sette. Sette? Ma James... ottimo, almeno per te!. Suppongo di s, ma non so in che ordine vanno.

Lezione 89 Se siete stati attenti a relazionare le parti del romanzo fino a qui scritto, avrete chiaro nella testa i diversi luoghi in cui avete ambientato le scene. Lo spazio, gli spostamenti nello spazio. Come sono avvenuti? Quanti ne avete plasmati? In modo brusco o con lentezza? Per precise ragioni?. Considerate che il lettore trasportato dalla narrazione dei moti spaziali, sia esso un passare da un oggetto allaltro in una stanza, sia esso un cambio di scena da Venezia a Mosca. Inoltre, se da un lato vi possono essere descrizioni che inducono a pensare a uno spostamento, dallaltro lato i pensieri o le parole di un personaggio sono in grado di sortire il medesimo effetto. Pensate a due ragazzi che si raccontano i rispettivi viaggi estivi in treno, zaino in spalla e ostelli, uno verso il Portogallo, laltro nei paesi nordici. In uno scambio continuo: Mentre ero a Lisbona ho fatto, e lamico replica invece io a Stoccolma quella sera. Loro sono fermi, chiacchierano, chi legge vola da un luogo allaltro. Abbiate la percezione esatta di tali salti geografici o locali, vi permetter di armonizzarli. Gli elementi spaziali posseggono un dono: essere simbolici. Un ragazzo che viaggia in treno in Europa con lo zaino denota libert, indipendenza, spirito di avventura. Il contrario di un ragazzo che resta sempre nel suo paese, che si muove fra la piazza, ledicola, la sua casa e la chiesa. Magari il secondo sogna le capacit del primo, purtroppo non ne ha il coraggio, oppure oppresso da vicissitudini che gli impediscono di muoversi. Lo spazio insomma s il territorio dentro cui si sviluppano le storie, ma anche fonte di significati, di simboli, di messaggi subliminali. Il lettore far una rapida e istintiva associazione fra spostamenti e concetti, non dimenticatelo mai. Altro esempio. Desiderate raccontare la vita di un anziano che ha difficolt di deambulazione? Allora rendete sinergiche le descrizioni spostando lo spazio del lettore con lentezza, senza salti bruschi, in modo che si percepisca la fatica di muoversi. Larmonia delle relazioni fra le parti spaziali questa, la simbologia amalgamata nel rispetto delle situazioni descritte.

Lezione 90 La scorsa lezione ha avuto come tema principale lo spazio, in questa invece proverete a concentrarvi sul tempo, sui diversi tempi che avete sviluppato e sulla relazione fra loro. Come nello spazio, la simbologia amalgamata rappresenta la sintesi migliore che possiate creare. Subito un esempio: se intendete descrivere uno dei primi baci fra due innamorati, al pari della vita, dovreste fare scorrere lentamente i secondi, fermando la scena, rendendola quasi immobile. Al contrario, se il bacio fra due amanti colleghi dufficio che vivono in clandestinit il loro rapporto chiaro che la scena dovr essere movimentata, appassionata, i secondi incombenti. Due casi agli 60

estremi, ovvio che le sfumature possono essere numerose e le unit narrative del tutto originali, limportante che riflettiate sulla dimensione temporale che dovrebbe trovare nei momenti rilevanti del romanzo una natura simbolica correlata. Non ci sono solo lintreccio e le sue dinamiche, altres le contingenze peculiari della singola temporalit sviluppata in unazione, in una descrizione, in un dialogo, ecc. Le espressioni come dopo pochi minuti o dopo qualche secondo possono essere espresse in modi meno netti, quasi per traslare lidea dello scorrere del tempo nella mente del lettore. Ben vengano frasi quali si alz, camminando avanti e indietro per la stanza, almeno tre volte, decise di sedersi, poi, si rialz, e seduto nuovamente e cominci a battere il piede per terra, e ancora. I minuti e i secondi scorrono comunque, ma la differenza che negli ultimi casi chi legge si prefigura la dimensione temporale, pure in maniera visiva. Le medesime tecniche sfruttatele per salti di periodi pi lunghi, settimane, mesi, anni. Dichiarare il tempo in maniera quantitativa non un modo sbagliato di narrare, tuttavia esporre il fluire con scene ad hoc assume un sapore pregevole.

Lezione 91 Ultimi consigli sulla motivazione, abbiamo percorso insieme non poca strada e ho cercato di presentarvi il mio punto di vista su quanto gli aspetti psicologici siano fondamentali per affrontare la scrittura. Talvolta sono proprio quelli a bloccare la creativit, a opprimere un canale che se aperto potrebbe consegnare molte soddisfazioni personali. La visualizzazione, gli sforzi consapevoli, il potere della volont, lutilizzo delle fotografie e la ricontestualizzazione nel tempo, lapproccio della mente prima di mettersi a scrivere e i valori della vostra vita sono, non necessariamente nellordine illustrati, argomenti di nevralgica importanza quando si intende plasmare un romanzo e non solo. Pi che il tempo esteriore sar il tempo interiore a rivelarsi con fogge che non conoscevate o che frequentavate poco, concentrarsi per mesi con un unico obiettivo di scrittura vi modella, vi fa incontrare le vostre virt e debolezze, vi mette al muro. Immaginate di avere lanciato un sasso in uno stagno, allinizio vi soffermate sul contatto fra loggetto e lacqua, poi, piano piano osservate le piccole onde che si generano dalla forza originaria. Per farlo avete bisogno di allargare la visuale, girare gli occhi con una visione di sistema che possa procedere dal punto di contatto al piccolo moto ondoso a metri di distanza. In qualche modo dovete modificarvi, affinare le capacit visive, essere concentrati su pi punti, per comprendere la scena, per seguire i flussi che si allontanano dal centro. Considerate ora che il centro rappresenti lidea che sta alla base del romanzo, mentre unincrespatura lontana un particolare, una battuta di un dialogo, una descrizione di una casa. Hanno la medesima origine, nonostante la lontananza. A livello interiore vi accade lo stesso, la volont di scrivere un romanzo il centro, la singola azione che vi porta oggi a sedervi di fronte al computer o con la penna in mano lincrespatura. Coltivare entrambe il segreto per essere determinati, per cercare il risultato con passione, sognando in grande, ma cominciando dal piccolo. Indipendentemente che siate riusciti a rispettare limpegno quotidiano delle cartelle o che vi siate arenati in qualche angolo del vostro mondo interiore, non preoccupatevi, cercate di trovare o ritrovare la forza per mettervi in azione. Credete in voi, anche se avete motivi per non farlo o se lambiente umano che vi circonda vi ha abituati a pensare con rassegnazione ai vostri difetti. Smentitevi per una volta, mettetevi in discussione, provate a dirvi: - No, voglio provare a essere diverso, a comportarmi nel modo in cui vorrei -. La vera sfida questa, pi che scrivere un romanzo in 100 giorni, che ne semmai una conseguenza. Dipende da voi, soltanto da voi.

Lezione 92

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Lesercizio che vi propongo di fare non concerne la scrittura vostra, dovrete invece esaminare quella di alcuni scrittori e in particolare due elementi. Recatevi in una biblioteca che non conoscete, sicuri che l non incontrerete conoscenti o amici, armatevi di fogli e penna. Cercate la sezione narrativa, prendete una decina di romanzi di autori che vi piacciono a livello letterario. Sedetevi, rilassati, e iniziate a leggere soltanto gli incipit e i finali di ogni romanzo, almeno una pagina di entrambi. Immergetevi nei testi, tentate di intuire i legami fra le atmosfere o le massime, le descrizioni o i dialoghi. Osservate i costrutti e le parole. Fatevi ispirare, appuntate le vostre riflessioni a riguardo, c un termine che vi piaciuto? Un periodo originale? In qualche modo dovreste carpire il buongiorno del mattino e la buonanotte prima di dormire. Lesercizio si potrebbe anche fare in una libreria, per in genere le biblioteche sono pi silenziose, perch vi serve la concentrazione. Prendete con seriet quanto vi consiglio, potreste incontrare il la del diapason per legare linizio del vostro romanzo al suo epilogo. Non fatelo a casa con i vostri libri, avete bisogno di cambiare ambiente, di non associare sforzi, scrittura e comodit, essere non influenzabili se non esclusivamente dai libri che prenderete in mano. Conservate gli appunti sempre vicino nei prossimi giorni, vi verranno nuove idee da annotare, state immaginando con pi consapevolezza il finale e state stabilendo un rapporto forte con lincipit, del quale parleremo ancora nella lezione 97.

Lezione 93 Un altro esercizio nella lezione di oggi. Stampate quanto avete prodotto finora, recatevi in un luogo dove non ci sia nessuno che possa disturbarvi e dove possiate leggere ad alta voce. Non il raziocinio che vi accompagner, non la capacit di trovare legami ed equilibrio fra le parti, non tanto meno il piacere di scovare errori di contenuto e di grammatica, dovreste aprire la porta al senso pi istintivo e musicale che siete in grado di creare. Senza intermediazioni filtrate, senza riflettere, bens puro gusto sonoro. Durante la lettura - che non sar ordinata, ma casuale ascoltate soltanto i suoni delle parole e fra le parole. Vi dovranno piacere. Se non vi garbano segnateli con una penna o con una matita a lato, costruite un vostro modello di correzione. Il mio sempre stato il seguente. Se sento troppi suoni simili segno con un piccolo cerchio; suoni troppo duri uno dietro laltro? Segno con un triangolino; se non percepisco un ritmo interessante faccio una breve linea seguita da un punto di domanda; soltanto alcuni esempi. Ne ho sette a disposizione di segni e li sfrutto fino allossessione, un testo o mi suona bene o deve essere cambiato. Il grado di musicalit dun testo in prosa non argomento che possa essere ritenuto nevralgico da tutti, credo che dipenda dai gusti personali. Un romanzo non una poesia. Io vi propongo la mia visione delle cose, consapevole che lo sto facendo da quasi cento giorni e consapevole che peculiare, non certo universale. Sembrer a taluni azzardato il paragone, a me appare ovvio: il testo scritto mentre lo si legge produce musica e i suoni generano emozioni. Provate ad aprire una qualsiasi pagina de Il piacere di Dannunzio o de La pelle di Malaparte o di Vino e pane di Silone, vorreste sostenere che la musicalit che emerge nel leggerli sia la medesima e che produca le stesse sensazioni? Ne dubito.

Lezione 94 Argomento capitoli. Forse ci avete gi pensato o magari questa lezione vi far accendere una lampadina nella testa. Suddividere in capitoli il vostro romanzo rilevante, per una serie di motivi. In primo luogo, una pratica adottata quasi sempre, essi servono a dividere lopera, a darle un 62

ordine, a fornirle un espediente concreto per elaborare un indice. Una divisione in capitoli facilita la lettura, si ha modo di interrompere per poi riprendere, sapendo di avere concluso per esempio il quarto capitolo. Inoltre, essi permettono uneventuale ricerca pi celere di un preciso punto del romanzo. Non vi sono solo criteri di proporzione, altres di organicit. Taluni romanzi effettuano a livello contenutistico un giro di boa in coincidenza dellinizio di un capitolo, come a segnare una svolta, un cambio di percezione. Leggete ancora le lezioni 14 e 48. La divisione in capitoli corrisponde ai gusti di chi scrive, bene tuttavia ricordare che se deciderete di inviare il manoscritto a una casa editrice e lo accetteranno, questo, assieme ad altri, potr divenire un argomento di discussione. Lunico vero accorgimento che ritengo fondamentale di non sembrare caotici nella suddivisione. Quale pu essere lutilit di creare alcuni capitoli di circa 20 pagine ognuno e poi due di non pi di sette pagine? La proporzionalit ha una sua ragion dessere. Cercate di essere armonici ed equilibrati nella quantit di pagine di ogni capitolo.

Lezione 95 La scrittura vi ha coinvolto fino a qui con fasi alterne, indubbio. Ci sono stati momenti in cui sentivate lispirazione o almeno la concentrazione giusta per continuare a scrivere, altri invece durante i quali vi sembrava unimpresa titanica riuscire a mettere nero su bianco una sola frase che avesse un senso adeguato al romanzo. Normale, accade ai migliori scrittori, figuratevi a un esordiente. Nelle giornate pi deboli probabile che la negativit si sia riversata in alcuni dialoghi o certe descrizioni. Tornate indietro nelle cartelle, cercate le parti che vi sono sembrate poco convincenti, metteteci mano nuovamente. A volte una giornata sbagliata o venti minuti di distrazione che possono inficiare la bellezza di una pagina. Vi pregherei di rileggere le lezioni 42, 58 e 73. Se siete stati bravi sarete quasi alla conclusione del vostro romanzo, se siete ancora immersi fra fogli, griglie, idee, un passo avanti e un passo indietro, tenete a mente un concetto: sarebbe bello avere il voto dieci su tutte le materie, per auspicabile avere perlomeno la media della sufficienza. Chi fra voi ha provato per la prima volta a darsi un metodo disciplinato per scrivere non abbia la presunzione di essere un secchione, bens cerchi di avanzare con passi calmi e fiduciosi, nonostante le difficolt, nonostante gli attimi di scoramento, nonostante i dubbi siano sempre e comunque troppi. Quando ritornate concentrati nelle cartelle gi strutturate, siate disponibili verso voi stessi, siate s severi, donandovi anche una sana leggerezza danimo.

Lezione 96 Anzitutto vi pregherei di ripassare le lezioni 49 e 52, dopo di che individuate quali siano i dialoghi fondamentali, quelli ineludibili, quelli che donano il sale alla storia che avete deciso di raccontare. Bene, ora leggeteli e decidete se davvero sono appropriati ai vostri fini, se contengono quanto devono contenere, se vi sembrano azzeccati. Un dialogo importante dun romanzo dovrebbe essere studiato con particolare impegno. Mentre due o pi personaggi dialogano, potreste inserire scene narrative, aggiungere particolari, limitarsi a fare interagire chi parla senza contestualizzare sempre unoccasione persa verso il lettore, il quale, inconsapevolmente, vi segue a ogni battuta: perch allora non comunicare altri elementi? Perch non decidere durante i dialoghi di sfruttare per esempio la lezione 26 o la 27? Non dimenticate mai la lezione 35, soprattutto nei dialoghi.

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I personaggi si espongono come nella vita, potrebbero omettere taluni accadimenti, potrebbero essere timidi, sinceri, bugiardi, schietti, esagerati. Le parole rivelano, nascondono, illudono, chiarificano, esaltano, intristiscono, ecc. Un personaggio pu essere descritto anche solo attraverso i dialoghi, nelle sue parole emergono il carattere, la lucidit, i migliori istinti e i sofferti ragionamenti, i conflitti interiori e le docili speranze. Potreste per decidere di fare affiorare pochissimo dai dialoghi, scegliendo timidi silenzi o originali discrezioni. La consapevolezza quando scrivete dovrebbe sempre essere il vostro faro. Leggi quello che hai scritto, e ogni volta che trovi un passo che ti sembra particolarmente bello, cancellalo Samuel Johnson

Lezione 97 Rileggete le lezioni 8 e 92. Concentrazione massima sullincipit, il vero biglietto da visita. Si narra che taluni editor decidano se gettare il manoscritto nel cestino o meno soltanto leggendo la prima pagina. Che sia leggenda o verit non rilevante, certo che se incontrate la stessa persona vestita sciatta o elegante le reazioni di solito sono agli antipodi. Non tanto distante da come si percepisce un incipit. Ogni parola deve essere studiata. Ogni virgola e punto devono essere studiati. Le sillabe non dovrebbero creare cacofonie. La curiosit del lettore il primo e pi importante obiettivo da conquistare. Rivedete gli appunti che avete scritto per la lezione 92, pensateci con calma. Rileggete il vostro incipit decine di volte, giungerete a conoscerlo quasi a memoria. Oltre ai contenuti, considerate la musicalit come spiegato nella lezione 93. State attenti a non dire tutto o troppo, lo ripeto affinch sia chiaro: state attenti a non dire tutto o troppo. Ripensate alle cartelle che avete prodotto finora, vi sembra che lincipit sia congeniale? Sarebbe meglio cambiarlo o necessita di semplici modifiche?. Non scrivete oggi, prendetevi soltanto il tempo per seguire alla lettera la lezione.

Lezione 98 Il finale del romanzo: davvero possibile fornire qualche consiglio su tale tematica?. Nel frattempo tornate alla lezione 50 e indagate se da quel momento in poi avete concepito alcune ipotesi per lepilogo. Inoltre, come nel caso dellincipit, fate riferimento ai vostri appunti. Il lettore che cosa si aspetta una volta giunti allultima parola dun romanzo? probabile che vi sia un sospiro e che le immagini proseguano, o meglio, questo auspicabile. Ecco un finale pensato con profonda attenzione, considerate le storie narrate: Nuto sera seduto sul muretto e mi guard col suo occhio testardo. Scosse il capo. No, Santa no, disse, - non la trovano. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla cos. Faceva ancora gola a troppi. Ci pens Baracca. Fece tagliare tanto sarmento nella vigna e la coprimmo fin che bast. Poi ci versammo la benzina e demmo fuoco. A mezzogiorno era tutta cenere. Laltranno cera ancora il segno, come il letto di un fal. La luna e i fal di Cesare Pavese

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Stupire, rattristare, sconvolgere, emozionare, portare una morale o creare una suspense, un finale potrebbe assumere forme innumerevoli. Siate in sintonia con il vostro romanzo, chiudete gli occhi e riflettete sulla storia che avete narrato, quale epilogo merita?. Questa la domanda fondamentale.

Lezione 99 Gli ultimi due passi della sfida dei 100 giorni. Se avete rispettato le scadenze quotidiane, dovreste essere alla fine, oggi non vi rimarrebbe che stampare il tutto ed essere soddisfatti. Quanti passi avete fatto? Quanti elementi nuovi avete fatto vostri? Quante prospettive avete rafforzato dentro di voi? Non posso conoscere il vostro punto di partenza, spero tuttavia che il viaggio sia stato rivelatore, nelle debolezze e nelle virt. verosimile che siate ancora in viaggio, fra idee, fogli, annotazioni, punti da correggere, dialoghi da sistemare, parole da sostituire, ecc. Guardatevi indietro, ripensate al vostro punto di partenza quando avete iniziato la sfida: soltanto questo dovrebbe farvi esultare interiormente. Lo avete fatto voi, s, proprio voi, non dimenticatelo. Portate a termine lobiettivo che avete pattuito con voi stessi, siate fiduciosi. Qualcuno si impegnato con continuit e ora ha un romanzo in mano. Magari ad altri serviranno 105 giorni, 140 giorni o pi. Non fondamentale finire in 100 giorni, i tempi li potete decidere soltanto voi, grazie alla vostra determinazione. Domani vi racconter un sogno per concludere la sfida, vi far volare con la mente. E non pensate che mi dimenticher di voi, il blog Sul Romanzo continuer a proporre spunti, riflessioni e tecniche di scrittura. Se un romanzo desiderate scrivere, un romanzo avrete, a patto di impegnarvi. Ci sono due tipi di scrittori. Quelli che lo sono, e quelli che non lo sono. Nei primi forma e contenuto stanno insieme come anima e corpo, negli altri forma e contenuto vanno insieme come corpo e vestito. Karl Kraus

Lezione 100 Si parlava di un sogno. Lasciatemi prima dire alcune cose. Scrivere un romanzo non semplice: trovare la concentrazione, sviluppare unidea, rispettare la grammatica, organizzare il tempo, ecc. Non vorrei sembrare banale, credo con profondit in ci che ora vi dico. Se pensate alle fatiche fisiche di un muratore o alla precariet lavorativa di tanti giovani, alle difficolt economiche di una famiglia pressata da un mutuo o quanti altri esempi potrei fare, beh, vi dico subito quello che penso: scrivere un romanzo appartiene alla leggerezza della vita, alla bellezza delle idee, a un non problema che non pu e non deve diventare un problema. Tuttavia scrivendo un romanzo si riflette su se stessi, oltre che sulle descrizioni o sui personaggi, inevitabile. Perch al vecchio Fabio fate dire qualcosa di particolare o alla giovane Elisa imponete un comportamento, in loro, nei personaggi, si vede in qualche modo se stessi appunto; buttiamo fuori, concedetemi questa grezza espressione, emozioni e pensieri. Capita che si soffra nello scrivere. E la sofferenza di chi scrive rispetto a un muratore o una famiglia in difficolt del tutto diversa, spesso considerata poco importante o legata ad argomenti che non meritano molta considerazione. Perch chi scrive un romanzo si tuffa nellimmaginario, plasma storie fittizie, che hanno poco a che fare con il mondo concreto, con la vita quotidiana della maggior parte della gente. Ecco, le sofferenze sono certamente differenti nella sostanza, per bene riconoscere che scrivere un romanzo non per taluni credo anche per tanti di voi una gioia spensierata. Se qualcuno verr a conoscenza del fatto che avete scritto o state scrivendo un romanzo e vi guarda con aria di 65

sufficienza, come se vi ritenesse dei perdigiorno, non rimaneteci male, accade non di rado. Ho scritto questo perch le mail che mi avete inviato durante le cento lezioni, alcune davvero commoventi, mi hanno confermato quanto la vita possa essere dura con qualcuno. Io mi sento solo di dirvi di essere fiduciosi, nonostante le vicissitudini. So che le mie parole non valgono nulla, ma volevo comunicarvele, senza ambiguit. Il sogno iniziato dalla prima lezione, quando avete trovato un Signor Nessuno che tentava di presentare con un blog qualche consiglio per scrivere un romanzo. Lho scritto altre volte, il mio non IL metodo, com ovvio, UN metodo, un percorso possibile e praticabile. Chiudete gli occhi per un attimo, immaginate il vostro romanzo in forma definitiva, lo avete tra le mani, sentite lodore della carta, ora guardate la prima pagina, bene, l stampato il vostro nome e cognome. Tenetevi questo sogno stretto finch non lo otterrete e quando giunger quel giorno fatemi un piacere, inviatemi una mail con le seguenti parole: Ce lho fatta!. Io sar contento quanto voi, vorr dire che queste mie lezioni, nel loro piccolo ruolo del quale sono consapevole, saranno state almeno un po utili.

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