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LoZibaldonedelpoveroVic

raccoltaaperiodicadivariaculturariservataadappassionati
Letteratura,storia.filosofia,costume,poesia.A.D.2012,anno1,vol.III acuradiMarcelloVicchio

Hannocollaboratoaquesto numero
dall'estero

daParigiTheophileGautier
daLondraA.C.Doyle daAtenePlatone daOlimpiaPausania dall'Italia: Fiammetta Bianchi, Francesco Principato,MariaLauraPlatania,Paola Martino, Angelo Tarantino, Marcello Vicchio,SabatoScala,SalvatoreAbbate Migliore, Domenico Amoroso,Ida Lo Sardo, Morena Bacchi, Fabio Storino, Piero Capalbo, Manuel Marcellino, Riccardo Capineri, Angela Arcuri, LoredanaChiarello,AmbrogioFrascini, FrancoFerraro.

Per eventuali collaborazioni future, inviaregliscrittiacris.wren@libero.it.

Chiprontoadareadarevialeproprielibert fondamentalipercomprarsi bricioleditemporaneasicurezza,nonmeritan lalibertnlasicurezza. Gliuominisidividonointrecategorie:quellichesonomobili,quelliimmobili equellichesimuovono. B. Franklin

Editoriale.
Quasi in sordina siamo giunti al terzo numero della rivista. Il tre un numero molto suggestivo, poich mentre l'uno pu rappresentareun'esperienzasporadica,ildue unaripetizionedovutaamaterialesuperstite, il tre determina un'idea di continuit, di operativit,dilavorochehabasisolide. Lebasi,comesempre,sonotutticoloroche collaboranoattivamenteconiloroscritti,ma sonoancheilettorisilenti,colorochedanno unimprescindibileesommessocontributodi presenza. LaformuladelloZibaldoneel'ideadiunire ilvecchiocolnuovo,scegliendoibranipi belliesignificativi, si rivelatavincente. Esisteunamoleenormediracconti,poesie, saggi che sono sconosciuti ai pi ma che meritanodiesseredestatidall'oblioalquale la disattenzione li ha condannati. In un mondo che corre verso la materialit pi biecaemeschina,lasciandosiallespallela culturacomesefosseuninutilefardello;in una societ dove la lettura sembra una perditaditempoel'immagineimperacome una regina effimera e vuota, fermarsi ad assaporare qualche pagina non pu che essereunessenzialeristoroperl'anima.Di fronte, a tre quarti o di profilo come la figura qui accanto, l'uomo di desiderio rimane sempre se stesso, attentoalle varie sfaccettature della realt, onnivoro per ci che riguarda il sapere. L'importante non ridursi a essere ombre diafane, fantasmi, spettri,abiurandol'intelligenzachelaNatura ci ha voluto concedere. Sappiamo, conosciamo,osserviamo,leggiamo.
Marcello Vicchio

Sommario Racconti: La caffettiera (Gautier),Il gatto brasiliano (Doyle),Sul treno una notte (Bianchi),Ilcarteggioceleste(Principato),Il lago dei cigni(Martino), Il senso della vita (Tarantino), La chiesa (Vicchio), La stanza dellasignoraB.(Tarantino). Storia:Aburbecondita(TitoLivio),Uomini illustridiPalermo(AbbateMigliore). Filosofia:ApologiadiSocrate(Platone). Arte:LastatuadiZeusaOlimpia(Pausania) Articoli : O' monaciello (Scala), Da san NicolaaBabboNatale(Aloroso). Potpourri:IlpentimentodiDafne(Martino), Il mondo nuovo ( Lo Sardo), Il vento del Fato(Martino),Ladanzadeglisposidella notte (Martino), L'amore gratuito ( Marcellino), Scritti personali (Storino), propostediCapineri,Arcuri,Bacchi. PoesiediChiarello,Capalbo,Martino. Foto:Frascini,Ferraro.

Racconti di ieri
La caffettiera
diTheophileGautier

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.2 L'annoscorso,insiemeaduecompagni coniqualicondividevolostudio,ArrigoCohic e Pedrino Borgnioli, fui invitato a passare qualchegiornoinunaproprietnelcuoredella Normandia. Il tempo, che al momento della partenza prometteva di essere splendido, all'improvvisopensbenedicambiare,epiovve talmente che i sentieri infossati dove camminavamoeranocomeillettodiuntorrente. Sprofondavamo nella melma fino al ginocchio, unospesso stratodi terra grassasi eraattaccatoallasuoladeinostristivali,eilsuo peso rallentava a tal punto i nostri passi che arrivammo a destinazione un'ora dopo il tramonto.Eravamoesausti, tantoche ilnostro ospite nel vedere gli sforzi che facevamo per soffocareglisbadiglieteneregliocchiaperti, appenacenatocifeceaccomodarenellenostre camere.Quandoentrainellamia,cheeramolto grande,sentiicomeunbrividodifebbre,perch mi parve di penetrare in un mondo nuovo. Effettivamenteparevaquasidiesseretornatiai tempi della Reggenza, a giudicare dalle sovrapporte di Boucher raffiguranti le quattro stagioni, i mobili sovraccarichi di decorazioni rococ di pessimo gusto e le specchiere pesantemente scolpite. Nulla era stato toccato. La toeletta, su cui erano posati portapettini e piuminiperlacipria,sembravachefosseservita il giorno prima. Due o tre abiti di colori cangiantieunventagliopunteggiatodilustrini d'argentoeranodisseminatisullucidoparquet,e conmiograndestuporesulcaminettoc'erauna tabacchieraditartaruga,aperta,pienaditabacco ancorafresco.Notaiquestecosesolodopocheil domestico ebbe posato il candeliere sul comodinoeauguratolabuonanotte.Confesso che cominciai a tremare come una foglia. Mi spogliairapidamente,m'infilaialettoeperfarla finitaconqueglisciocchiterrori,chiusisubito gliocchivoltandomiversoilmuro.Manonmi fupossibilerestareinquellaposizione:illettosi agitavasottodimecomeun'onda,lepalpebre misiriaprivanoirresistibilmente.Fuicostrettoa girarmi e a guardare. Il fuoco del caminetto proiettavanellastanzariflessirossastri,tanto

PierreJulesThophileGautiernacqueaTarbes,il 30agostodel1811,emoraNeuilly,il23ottobre del 1872. Nel 1814 si trasfer con la famiglia a Parigi, citt nella quale entr ben presto in contattoconaltrigiovaniche,comelui,avevano lapassionedell'arteedellaletteratura.Entrafar parte del Petit Cnacle, del quale fu anche tra i fondatori,edelcircoloartisticoParnasso.Nel1829 incontr Victor Hugo, col quale entr subito in amicizia. Poeta, romanziere ( Capitan Fracassa, Mademoiselle de Maupin), critico letterario,librettista di teatro, nel 1862 divent presidentedellaSocitnationaledesBeauxArts. Ammalatoescossonelmoraledall'atroceguerra francoprussiana, mor mentre era intento a scrivere una Storia del Romanticismo, che fu pubblicatapostuma.

I Hovistosottocupiveli undicistelle lalunaeancheilsole chemifacevanolariverenza insilenzio finchduratoilsonno LavisionediGiuseppe

che si potevano distinguere facilmente i personaggi degli arazzi e i volti dei ritratti appesialleparetieanneritidalfumo.Eranogli antenati del nostro ospite, cavalieri bardati di ferro,consiglieriimparruccatiebelledamedal viso imbellettato e i capelli incipriati, che tenevano una rosa in mano. All'improvviso le fiamme si misero a divampare con strana violenza;unlividobaglioreilluminlacamerae io vidi distintamente che quelli che avevo scambiato per meri dipinti erano personaggi reali:leloropupillesimuovevanoscintillando inmodosingolare,lelorolabbrasiaprivanoesi chiudevanocomesestesseroparlando,anchese io sentivo solo il tic tac della pendola e il sibilare del vento autunnale. Un invincibile terrore s'impadron di me: i capelli mi si drizzarono in testa, i denti mi sbatterono violentemente, un sudore freddo m'inond da capo a piedi. La pendola batt le undici. La vibrazione dell'ultimo rintocco echeggi a lungo,equandosifuspentadeltutto...Oh,no! Nonosodirequellocheaccadde.Oltreanon esserecreduto,verreipresoperunpazzo. Le candele si accesero da sole; il mantice,senzaessereazionatodanessunessere visibile,simiseasoffiaresulfuocoansimando come un vecchio asmatico, mentre le molle attizzavanolebraciela paletta raccoglievala cenere.Dopodicheunacaffettierasibuttgi dal tavolo su cui era posata e si diresse zoppicandoversoilfuocodoveandapiazzarsi traitizzoni.Qualcheattimodopocominciarono amuoversilepoltronecheagitandoinmaniera stupefacentelegambeatorciglioniandaronoa sistemarsiintornoalcaminetto. II Nonsapevochecosapensarediquello chestavovedendo,maquellochevididopofu ancorpi straordinario.Unodeiritratti,ilpi anticoditutti,quellodiungrossopersonaggio paffuto dalla barba grigia, che assomigliava comeunagocciad'acquaaquellocheperme semprestatoilvecchioJohnFalstaff,congrandi smorfietirfuorilatestadallacorniceedopo moltisforziperfarpassareanchelespalleeil ventretondeggiante,caddepesantementeaterra. Appenaripresofiato,tirfuoridallatascadel farsettounachiaveincredibilmentepiccola,vi

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soffidentroperassicurarsicheilforofosseben pulito e l'applic successivamente a tutte le cornici.Etuttelecornicisiallargaronoinmodo da lasciar passare facilmente le figure che racchiudevano. Piccoli abati paffuti, vecchie dame pallide e segaligne, magistrati dall'aria severa avvolti in grandi toghe nere, damerini conlucidecalze,brachedilanaeseta,lapunta della spada verso l'alto: lo spettacolo di tutti queipersonaggieracosbizzarrochenonostante lospaventononpoteifareamenodiridere.I rispettabili signori si sedettero e la caffettiera saltconleggerezzasultavolo.Preseroilcaff in tazzine giapponesi bianche e blu che accorsero spontaneamente da un secrtaire, munite di una zolletta di zucchero e di un cucchiaino d'argento. Finito il caff, tazzine, caffettiera e cucchiaini scomparvero contemporaneamente ed ebbe inizio la conversazione, certamente la pi curiosa che abbiamaiudito,giacchnelparlarenessunodi questistraniconversatori guardaval'altro: tutti gliocchieranofissisullapendola.Nemmenoio riuscivo a distoglierne lo sguardo e a non seguire la lancetta che impercettibilmente avanzavaversomezzanotte.Finalmentescocc la mezzanotte e si sent una voce dal timbro identicoaquellodellapendola,chedisse: ora,bisognaballare. Tuttiipresentisialzarono.Lepoltrone arretraronospontaneamenteeaquelpuntoogni cavalierepreselamanodiunadama,mentrela stessavocediceva: Ors,signoridell'orchestra,iniziate!. Ho dimenticato di dire che l'arazzo rappresentavadaunlatounconcertoitalianoe dall'altrounacacciaalcervocondiversivalletti chesuonavanoilcorno.Bracchieriemusicisti che fino a quel momento non avevano fatto alcun gesto, chinarono il capo in segno di assenso.Ilmaestroalzlabacchettaeaiduelati dellasalasilevunamelodiavivaceeballabile. Dapprima si danz il minuetto, ma le rapide notedellapartituraeseguitadaimusicistimalsi accordavano con le profonde riverenze, tanto che,dopopochiminuti,ognicoppiadiballerini simiseapiroettarecomeunatrottolatedesca.

Gli abiti di seta delle donne, fruscianti nel vortice della danza, facevano un rumore particolarecheevocavaunostormodipiccioni involo.L'ariachevis'ingolfavaligonfiavain maniera tale da farli sembrare campane oscillanti. L'archetto dei virtuosi passava cos rapidamente sulle corde da farne sprizzare scintille elettriche. Le dita dei flautisti si alzavano e si abbassavano quasi fossero state d'argento vivo; le guance dei bracchieri erano gonfiecomepalloni,conconseguentediluviodi note e di trilli cos accelerati e di gamme ascendentiediscendenticosingarbugliate,cos inconcepibili, che neanche i diavoli avrebbero potutoseguireperdueminutiunsimileritmo. Eraquindipenosovederetuttiglisforzidiquei ballerinipertenerdietroallacadenza:saltavano, facevanocapriole, ronds, jets e entrechats alti trepiedi,sicchilsudore,calandodallafronte sugliocchiportavaviafintineiebelletto.Ma perquantofacessero,l'orchestraerasemprein anticipoditreoquattronote.Quandolapendola suonl'una,sifermarono,eaquelpuntonotai un particolare che mi era sfuggito: c'era una donna che non ballava. Era seduta in una poltrona accanto al caminetto e sembrava del tutto estranea a ci che le stava accadendo intorno. Mai, neanche in sogno, i miei occhi avevano visto qualcosa di cos perfetto: una pellediuncandoreabbagliante,capellibiondo cenere, lunghe ciglia e pupille azzurre cos chiareetrasparenticheattraversodiessevedevo distintamente lasuaanimacomeunsassosul fondo di un ruscello. E sentii che se mai mi fossecapitatodiamare,nonavreipotutoamare chelei.Miprecipitaigidalletto,dalqualefino aquelmomentononeroriuscitoamuovermi,e midiressiversodilei,spintodaqualcosache agiva in me senza che fossi in grado di rendermeneconto.Miritrovaiaisuoiginocchi, unasuamanotralemie,aconversareconlei comesel'avessiconosciutadavent'anni.Maper unprodigiodavverostrano,mentreleparlavola mia testa oscillava accompagnando la musica che aveva seguitato a suonare, e bench fossi felicissimo di potermi intrattenere con una personacosbella,imieipiediardevanodalla voglia di ballare con lei, senza chetrovassi il coraggiodiproporglielo.Probabilmenteleicap

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quel che volevo, poich sollevando verso il quadrantedell'orologiolamanochenontenevo tralemie,midisse: Quandolalancettasarsuquelpunto, vedremomiocaroThodore. Non so come fu, ma non restai affatto sorpreso nel sentirmi chiamare per nome e seguitammoachiacchierare.Finalmentesuon l'ora indicata e nella camera vibr ancora la vocedaltimbrod'argento:Angela,pudanzare conilsignoreselefapiacere,maleisachecosa accadr. Nonimporta,risposeAngelacontono imbronciato,circondandomiconilsuobraccio eburneo.

Prestissimo!,gridlavoce. Cominciammoalloraaballareilvalzer. Ilsenodellafanciullatoccavailmiopetto,la suaguanciavellutatasfioravalamiaelamia boccarespiravailsuoalitosoave.Invitamia nonavevomaiprovatounasimileemozione:i nervi mi vibravano come molle d'acciaio, il sangue mi scorreva nelle arterie come un torrente di lava e mi sentivo battere il cuore come un orologio quando lo si accosta all'orecchio.Tuttaviailmiononeraaffattouno statodoloroso.M'inondavaunagioiaindicibilee sarei voluto rimanere sempre cos. La cosa straordinariaerachenondovevamofarenessuno sforzo per seguire l'orchestra, sebbene avesse triplicatoilritmo.Ipresenti,stupitidallanostra agilit, gridavano bravi e applaudivano con tutteleforze,maleloromaninonemettevano

alcunsuono.Angela,chefinoaquelmomento aveva ballato con un'energia e una precisione sorprendenti,dicolpoparvestanca;mipesava sulla spalla come se le gambe le avessero ceduto; i suoi piedini, che un minuto prima sfioravanoilpavimento,orasenestaccavanoa fatica quasi fossero trattenuti da una palla di piombo. Angela, lei stanca, le dissi, riposiamoci. Volentieri, rispose detergendosi la fronte con un fazzoletto. Ma mentre noi ballavamo,tuttiglialtrisisonoseduti:nonc' picheunapoltronaenoisiamoindue. Che importa, mio bell'angelo? La prendersulleginocchia. III Senzafarelaminimaobiezione,Angela si sedette circondandomi con le braccia come fossero una bianca sciarpa, annidando la testa nelmiopettoperriscaldarsiunpoco,giacch eradiventatafreddacomeilmarmo.Nonsoper quanto tempo restammo in quella posizione, poichlacontemplazionediquellamisteriosae fantastica creatura assorbiva tutti i miei sensi. Avevopersolanozionedell'oraedelluogo:il mondo reale per me non esisteva pi ed ogni mio legame con esso si era spezzato. La mia anima, liberata dalla sua prigione di fango, si libravanelvagoenell'infinito;capivociche nessunuomopucapire,giacchipensieridi Angela mi si rivelavano senza che lei avesse bisognodiparlare.L'animalerisplendevainfatti nel corpo come una lampada dialabastro,e i raggiemanatidalsuopettotrafiggevanoilmio daparteaparte.L'allodolacanteunpallido chiarorefolleggisulletende.AppenaAngelalo scorse si alz precipitosamente, mi fece un cennod'addioedopoqualchepassocaddelunga distesa emettendo un grido. In preda allo spavento mi precipitai per rialzarla... Solo a pensarcimisiagghiacciailsangue:tuttoquel chetrovaifulacaffettieraridottainmillepezzi. Aquellavista,convintodiesserestatovittimadi unaqualchediabolicaillusione,fuicoltodaun taleterrorechesvenni. IV Quandoripresiconoscenzaeronelmio

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letto e accanto a me c'erano Arrigo Cohic e PedrinoBorgnioli.Appenaebbiapertogliocchi, Arrigoesclam:Eratempo!quasiun'orache tistosfregandoletempieconl'acquadiColonia. Chediavolohaifattostanotte?Stamani,vedendo chenonscendevi,sonoentratoincameratuaeti ho trovato lungo disteso per terra in abito di gala, che stringevi tra le braccia un pezzo di porcellana rotta come se fosse stata una bella fanciulla. Perdio! l'abito di nozze di mio nonno,dissel'altrosollevandounadellefalde disetarosaarabescatadiverde. Ecco i bottoni di strass e di filigrana checivantavatanto.Thodorel'avrscovatoda qualcheparteeselosarmessoperdivertirsi. Maperchpoitiseisentitomale?,soggiunse Borgnioli. una cosa prevedibile in un'amichettadallespallebianche:lesislacciail corsetto,lesitolgonolecollane,lasciarpa,ed ecco una bella occasione per fare un po' di scena. statosolounmancamento,avoltemi capita,risposiasciutto. Mi alzai e mi tolsi il ridicolo abbigliamento. Poi andammo a pranzo. I miei compagnimangiaronomoltoebevveroanchedi pi.Ioinvecenontoccaiquasicibo,distrattodal ricordo delle strane cose che erano accadute. Finitoilpranzo,vistochepiovevaadirottonon potemmo uscire e ciascuno si occup come pot.Borgniolitamburellmarceguerrieresui vetri;Arrigoel'ospitefecerounapartitaadama, mentreiotiraifuoridalmioalbumunfogliodi cartavelinaemimisiadisegnare.Lelineequasi impercettibili tracciate senza intenzione dalla miamatitafinironocolrappresentareinmodo mirabilmente preciso la caffettiera che aveva avutounapartecosimportantenellescenedella notte. incredibile come questa testa assomigliamiasorellaAngela,dissel'ospite chedopoaverterminatolapartitasieramesso alle mie spalle e mi guardava disegnare. In effetti,quellachepocoprimamierasembrata unacaffettieraerainrealtilprofilodolcee

malinconicodiAngela. PertuttiisantidelParadiso!mortao viva?esclamaiconvocetremante,comesela miavitafossedipesadallasuarisposta. mortadueannifadiunacongestione polmonare,dopounafestadaballo. Ahim!, risposi dolorosamente. E trattenendo una lacrima, rimisi il foglio nell'album.Avevo capito che per me non ci sarebbepistatafelicitsullaterra.

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IL Gatto brasiliano
diSirArthurConanDoyle.

E'duroperungiovanottotrovarsiadaveregusti costosi,grandiaspettative,parentiaristocratici, ma neanche un soldo in tasca e nessuna professioneperprocurarseli.Ilfattochemio padre, un buon uomo ottimista e facilone, si fidava a tal punto della ricchezza e della benevolenza del suo fratello maggiore, Lord Southerton, uno scapolo, da prendere per scontatoilfattocheio,l'unicosuofiglio,non avreimaiavutobisognodiguadagnarmilavita. Egliimmaginavache senoncifossestatoun postovacantepermeneivastipossedimentidei Southerton, qualcuno mi avrebbe fatto entrare nelserviziodiplomatico,chetuttoradominio dellenostreclassiprivilegiate.E'mortotroppo prestoperrendersicontodicomeisuoicalcoli fosseroerrati.NmiozionloStatosicurarono minimamente di me, o mostrarono il minimo interesseperlamiacarriera.Un'occasionale

coppiadifagianiouncestodileprifuronole solecosechemiricordasserocheioeroerededi OtwellHouse,ediunadellepiricchetenute del paese. Nel frattempo, da bravo scapolo e uomodimondo,abitavoinunappartamentoin GrosvenorMansions,senzaalcunaoccupazione tranneiltiroalpiccioneeilgiuocodelpoloa Hurlingham.Colpassaredeimesi,miresiconto chediventavasemprepidifficilepoterindurre i mediatori a rinnovare le mie cambiali, o a incassare ulteriori anticipi su un'eredit non vincolata.Larovinamisiparavadavanti,eogni giornolavedevoavvicinarsisempredipi,farsi semprepichiaraeinevitabile. Cichecontribuivaafarmisentirepiacutala miapovert,erailfattoche,apartelagrande ricchezzadiLordSoutherton,tuttiglialtrimiei parentieranopiuttostobenestanti.Ilmioparente piprossimoeraEverardKing,nipotedimio padre e mio cugino di primo grado, il quale avevatrascorsounavitaavventurosanelBrasile ederatornatodapocoinquestopaesepervivere direndita.Nonvenimmomaiasapereinquale modoavessefattosoldi,masembravachene avessefattiparecchi,poichavevacomperatola tenuta di Greylands, vicino a Cliptononthe Marsh,nelSuffolk.Duranteilprimoannodel suosoggiornoinInghilterra,nonsicurdime pidiquantononsenecurasseilmioavarozio; ma infine, una mattina d'estate, con mia grandissimagioiaesollievo,ricevettiunalettera incuimiinvitavaadandaredaluiquelgiorno stesso, per trascorrere un breve periodo a GreylandsCourt.Proprioalloramiaspettavodi dovertrascorrereunperiodopiuttostolungoin carcere per i debiti, e questo intervallo mi sembr quasi un dono della provvidenza. Se soltantofossiriuscitoamettermid'accordocon questo sconosciuto parente, forse me la sarei ancorapotutacavare.Perl'onoredellafamiglia, nonpotevalasciarmiandareapicco.Ordinaial mio cameriere personale di prepararmi la valigia,equellaserastessapartiiperClipton ontheMarsh. DopoavercambiatoaIpswich,untreninolocale midepositinunapiccolastazionedeltutto

deserta, che sorgeva in una campagna verdeggiante e mossa, dove un fiume pigro e tortuososisnodavafraunavalleel'altra,chiuso fraspondealteecosparsedidepositomarino, segnocheeraaportatadellamarea.Nonc'era nessunoadattendermi(venniasaperepitardi cheilmiotelegrammaavevasubtounritardo), cosnoleggiaiuncalessedell'alberghettolocale. Il cocchiere, bravissima persona, era pieno di lodi per il mio parente, e da lui seppi che EverardKinggodevainquellazonadiuncerto prestigio.Avevaorganizzatounricevimentoper gli alunni della scuola, aveva spalancato i cancelli della sua tenuta ai visitatori, aveva contribuitoainnumerevolibeneficenze,perfarla breve, la sua benevolenza era cos universale, che il mio cocchiere poteva spiegarla soltanto conlasupposizionecheeglimirasseaunseggio alParlamento. La mia attenzione fu distolta dal panegirico, dall'apparizione di un bellissimo uccello che andaposarsisuunpalotelegraficolungola strada. A prima vista lo scambiai per una ghiandaia, ma era pi grande e aveva il piumaggiopibrillante. Ilcocchierenechiar subito la provenienza, spiegandomi che appartenevaproprioall'uomodalqualestavamo andando.Parechel'acclimatazionedeglianimali esoticifosseunodeisuoihobbies,echeeglisi fosseportatoconsdalBrasileuncertonumero diuccelliealtrianimali,chestavatentandodi allevare in Inghilterra. Una volta varcato il cancellodiGreylandsPark,incontrammoprove palesidiquestasuainclinazione.Alcunipiccoli cervi macchiati, un curioso maiale selvatico chiamato, se non sbaglio, pecari, un rigogolo dallestupendepenne,untipodiarmadillo,eun singolare, goffo animaletto simile a un tasso moltopingue.Questifuronoalcunideglianimali cheosservaimentreilcalessepercorrevailviale alberato. Il signor Everard King, il mio sconosciuto cugino, era ad attendermi di persona sulla scalinatadavantiacasasua,poichciavevavisti dalontano,eavevaimmaginatochefossiio.Era di aspetto dimesso e benevolo, piccolo e tracagnotto; poteva avere quarantacinque anni circa,eilsuovoltotondoebonarioerabruciato dal sole tropicale e solcato da mille rughe. Indossavaunabitodilinobianco,inpurostile

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coloniale, aveva fra le labbra un sigaro e un cappellodipagliaspintoversolanuca.Erauna figura come quelle che si associano a un bungalow con veranda, e pareva curiosamente fuoripostodavantiaquestoimponentecastello tutto pietra, con le sue colonne palladiane davantialportone. "Mia cara," chiam egli, voltandosi indietro. "Mia cara, ecco il nostro ospite! Benvenuto, benvenutoaGreylands!Sonolietissimodifare la tua conoscenza, cugino Marshall, e sono lusingatochetuabbiavolutoonoraredellatua presenza questo sonnolento paesino di campagna." Non poteva esserci niente di pi cordiale dei suoi modi, che mi fecero immediatamente sentire a mio agio. Ma ci voleva tutta la sua cordialit quale compenso allafreddezzaeperfinoallamaleducazionedi sua moglie, una donna alta ed emaciata, che si presentinrispostaalsuorichiamo.Credoche fossedioriginebrasiliana,benchparlasseun ottimo inglese, e io le perdonai le sue cattive maniere imputandole alla sua ignoranza delle nostre consuetudini. Ciononostante, ella non tentdinascondere,nalloraninseguito,che iononfossiunospitemoltograditoaGreylands Court.Lepocheparolechemirivolgevaerano generalmentecortesi;maessaavevaunpaiodi occhi scuri particolarmente espressivi, e io vi lessimoltochiaramente,findalprimoistante,il suodesideriodivedermiripartireperLondra. Maimieidebitieranotroppopressantielemie mireneiconfrontidelmioriccocuginotroppo vitali,perchmilasciassioffenderedalcattivo caratteredisuamoglie,equindiignorailasua freddezza e viceversa ricambiai l'estrema cordialit delbenvenutodilui. Tuttoerastato previstoperrenderegradevoleilmiosoggiorno. La mia stanza era deliziosa. Mio cugino mi supplic di dirgli se ci fosse qualcosa che lui avrebbepotutofareperrendermifelice.Pococi manccheglidicessicheunassegnoinbianco avrebbe contribuito materialmente alla mia felicit, ma mi sembr prematuro allo stadio attualedellanostraconoscenza.

Lacenafuottima,eapastoterminato,mentreci intrattenevamoconunbuonavanaeilcaff,che egli mi disse veniva preparato appositamente nellasuapiantagione,miparvechetuttelelodi delmiococchierefosserogiustificate,echeio non avessi mai conosciuto un uomo pi generosoeospitale. Nonostante il suo buon umore, era per un uomo dotato di una forte volont, incline alla violenza. Diquestoebbiunaprovailmattinoseguente.La curiosa antipatia che la signora King aveva concepitoneimieiriguardieracosforte,cheil suo comportamento durante la colazione fu quasi offensivo. Ma la sua mira divenne inconfondibile quando suo marito usc dalla stanza. "Il miglior treno quello delle dodici e un quarto"midisse. "Ma io non avevo intenzionedipartireoggi" risposi con franchezza, forse anche in tono di sfida, poich ero deciso a nonlasciarmi metterealla portadaquelladonna. "Oh, se dipende da lei..." replic la signora King, interrompendosi con un'espressioneassai insolentenegliocchi."Sonosicuro"dissi"cheil signor King me lo direbbe, se io prolungassi troppolamiavisita." "Come? Come?" esclam una voce e mio cuginoapparvenellastanza.Avevauditolemie ultimeparole,e unosguardoai nostri visigli disseilresto.Dicolpoilsuoviso allegroegrassocciosiindurinun'espressione diferociaassoluta."Potreichiedertidiuscireun momento,Marshall?"midisse.(Aproposito,io mi chiamo Marshall King.) Egli richiuse la portaallemiespallee,perqualcheistante,lo udiiparlareasuamoglieconuntonodifuria repressa. Evidentemente, questa grossolana mancanzadiospitalitloavevadolorosamente colpito.Amenonpiaceorigliare,cosmene andai in giardino. Poco dopo, udii un passo affrettato dietro di me e, voltandomi, vidi la signora,ilvisopallidodall'agitazioneegliocchi rossidalpianto."Miomaritomihadettodi

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chiederlescusa,signorMarshallKing"midisse, rittadavantiameecongliocchibassi. "Laprego,nonparliamonepi,signoraKing." Improvvisamente, i suoi occhi scuri mi trafisseroconunosguardofiammeggiante. "Imbecille!"sibilconunafogadisperata,poi, voltandosibruscamente,sidiresseversolacasa. L'insultoeracosoltraggioso,cosintollerabile, che potei soltanto restare l immobile, sconcertato, seguendo la donna con gli occhi. Ero ancora l, quando il mio ospite mi raggiunse. Era ritornato la persona allegra e paciocconadisempre. "Sperochemiamoglietiabbiachiestoscusaper isuoisciocchidiscorsi"midisse. "Oh, s... s, certo!" Mi prese sottobraccio e passeggiammosuegiperil prato. "Non devi prendertela" prosegu mio cugino. "Sarei oltremodo desolato se abbreviassi la tua visita di unasolaora.Ilfattoenon vi alcun motivo che ci si debba nascondere qualcosa fra parenti , che la mia povera moglie incredibilmente gelosa. Non pusopportarechechiunque,uomoodonna,si intromettafranoidue,ancheperunsoloistante. Ilsuoidealesarebbeun'isoladesertaeuneterno "ttette". Questo ti pu spiegare il suo comportamento, il quale , lo confesso, assai vicinoaunamania. Rassicuramichenoncipenseraipi." "Mano,nodicerto." "Allora,accenditiquestosigaro,evieniconme aispezionareilmiopiccoloserraglio."L'intero pomeriggio trascorse in questa ispezione, che comprendevatuttiglianimali,uccellieperfino rettili,cheegliavevaimportato.Alcunieranoin libert,altriingabbia,altriaddiritturaincasa. Miocugino mi parl conentusiasmo dei suoi successiedeisuoifiaschi,dellenasciteedelle morti,gettandoognitantoungridolinodigioia quando,durantelanostrapasseggiata,qualche uccellovariopintosialzavainvolo,oqualche stranoanimalettosgattaiolavanellasuatana.

Infinemicondusselungouncorridoiochesi dipartiva da un'ala dell'edificio. In fondo al corridoio,vieraunamassicciaportamunitadi una persiana scorrevole, e accanto ad essa, infissa nel muro, una manovella di ferro, collegataaunaruotaeaunrullo.Uninsiemedi robustesbarreattraversavailcorridoio. "Sto per mostrarti il gioiello della mia collezione"dissemiocugino."Viunsoloaltro esemplareinEuropa,adessocheilcucciolodi Rotterdam morto. Si tratta di un gatto brasiliano." "Ma come si differenzia da un qualsiasi altro gatto?" "Te ne renderai conto assai presto" mi disse, ridendo. "Ti dispiace aprire quella persiana e guardarcidentro?"Fecicomemiavevadetto,e scoprii che stavo guardando in una grande stanza vuota, dall'impiantito di pietra e munita, sulla paretedifondo,dipiccolefinestresbarrate.Al centrodiquestastanza,sdraiatoinmezzoauna chiazzadoratadisole,stavadistesounenorme animale, grande come una tigre, ma nero e lucido come l'ebano. Sembrava nient'altro che un gattogigantescoemoltobencurato;infattisene stava rannicchiato, crogiolandosi al sole, esattamente come farebbe un gatto. Era cos pieno di grazia, cos muscoloso, e cos dolcementeesubdolamentediabolico,chenon riusciiadistogliernelosguardo. "Nonsplendido?"esclamilmioospite,pieno dientusiasmo. "Magnifico!Nonhomaivistounacosnobile creatura." "Alcunilochiamanounpumanero,mainrealt nonpernienteunpuma.Quest'animalemisura quasi tre metri e mezzo dalla testa alla coda. Quattroannifaeraunapallinadipelonero,con due occhioni gialli che ti fissavano. Mi fu vendutocheerauncuccioloappenanato,nella selvaggiaregionedellasorgentedelRioNegro. Suamadreerastatafinitaacolpidilancia,dopo cheavevauccisounadecinadiindigeni. "Dunque,sonoanimaliferoci?" "Sonolecreaturepiinfideeassetatedisangue che esistano sulla faccia terrestre. Prova a parlarediungattobrasilianoaunindigenodi quelleparti,evedraicomereagisce.Sono

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animalichepreferisconocibarsidiesseriumani, che di selvaggina. Quello che vedi non ha ancoraassaggiatosangueumano,maquandoci avverr,sarilterrore.Oracomeora,nellasua gabbianontolleranessuno,tranneme.Perfino Baldwin,lostalliere,nonosaavvicinarsialui. Inquantoame,glifacciodapadreedamadre." Mentre parlava, con mio grande stupore, apr improvvisamentelaportaesiinfilnellastanza, richiudendola subito alle sue spalle. Al suono dellasuavoce,l'enorme,agileanimalesialz sbadigliando e gli and a strofinare affettuosamenteilcaponeroerotondocontroil fianco, mentre Everard lo carezzava e lo vezzeggiava. "Adesso entra nella tua gabbia, Tommy!" gli disse. L'enorme felino si avvi a un angolo della stanzaesirannicchisottoun'inferriata.Everard Kingusc,eafferrandolamanovelladiferroa cuihogiaccennato,preseagirarla.Viaviache girava, la fila di sbarre nel corridoio prese a passare attraverso una fessura nella parete e chiuse la parte anteriore di quell'inferriata, in modo da formareunaveraepropriagabbia.Quandofua posto,egliaprnuovamentelaportaemiinvit aentrarenellastanza,cheerapregnadell'odore acreepungenteproprioaigrossicarnivori. "E'coschel'abbiamoabituato"mispieg."Di giorno, ha a disposizione tutta la stanza per poter fareunpo'dimoto,poilaseralorinchiudiamo ingabbia.Losiliberagirandolamanovelladal corridoio,esipu,comehaivisto,rinchiuderlo nellostessomodo.No,no,questononlodevi fare!"Avevoinfilatolamanofralesbarreper accarezzare il fianco lucido e fremente della belva. Everardmelatirindietro,conun'espressione seria. "Tiassicurochenoncisipufidaredilui.Non crederechechiunquelopossafare,perchiomi prendodellelibertconlui.E'moltoesclusivo nellesueamicizie,vero,Tommy?Ah,senteche staarrivandolasuacena,vero,ragazzo?"Infatti udimmounrumoridipassisull'impiantitodel

corridoio. Il felino balz in piedi e prese a camminare avanti e indietro nell'angusta gabbia, gliocchi gialli che rilucevano e la lingua scarlatta che palpitava fremente sulla candida fila dei denti frastagliati. Uno stalliere entr con un grosso pezzo di carne su un vassoio e lo gett all'animale attraverso le sbarre. La bestia l'afferr,seloportinunangolo,el,tenendolo fra le zampe, vi affond voracemente i denti, alzandoognitantoilmusosporcodisangueper guardarci. Era uno spettacolo crudele eppure affascinante. "Puoi capire come sia affezionato a Tommy, vero?" disse il mio ospite, mentre uscivamo dalla stanza."Tantopisesipensachesonostatoio adallevarlo.Nonstatofacileportarlofinqui dalcentrodell'Americameridionale;maora qua,sanoesalvo,ecometihogidetto,esso di gran lunga l'esemplare pi perfetto in tutta l'Europa.Lagentedellozoodarebbenonsoche cosaperaverlo,maiononpotreisepararmene.E adesso,credopropriodiavertiinflittofintroppo il mio hobby, quindi non ci resta che seguire l'esempiodiTommy,eandareacena."Ilmio cugino, chiamiamolo cos sudamericano, era talmente preso dalla sua tenuta e dai suoi singolari inquilini, che pareva non avere altri interessialdifuoridiquelli.Cheviceversane avesse, e molto pressanti, mi fu ben presto dimostrato dal numero di telegrammi che egli riceveva.Arrivavanoatutteleore,evenivano sempreapertidaluiconun'espressionedelviso della massima impazienza e addirittura dell'ansia.Talvoltaimmaginavochesitrattasse diunsuoallibratore,etalvoltadelsuoagentedi cambio,macertamentesitrattavadiunaffare moltourgentelecuitrattativenonsisvolgevano aDownsnelSuffolk.Duranteiseigiornidella mia visita, non ricevette mai meno di tre o quattrotelegrammialgiorno,etalvoltaperfino setteootto.Mierocosbendestreggiatoinquei seigiorni,chealterminediessieroriuscitoa stabilire un rapporto della massima cordialit con mio cugino. Ogni sera eravamo rimasti alzatifinoatardi,nellasaladelbiliardo,mentre luimiraccontavaipistraordinariraccontidelle sueavventureinAmerica,racconticostemerari espericolati,chemieraquasiimpossibile

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associarli a quell'ometto grassoccio e bruciato dalsolechemistavadavanti.Amiavolta,lo intrattenevo con le mie esperienze della vita londinese, che lo interessavano a tal punto da indurlo a dichiarare che sarebbe venuto a trascorrereunlungoperiododame,aGrosvenor Mansions. Era ansioso di conoscere la vita notturna della citt e, modestia a parte, non avrebbe potuto scegliere una guida pi competente di me. Fusoltanto l'ultimo giorno dellamiavisita,chemiazzardaiaparlaredici che mi stava a cuore. Gli dissi con molta franchezza delle mie difficolt finanziarie e della mia imminente rovina, e gli chiesi un consiglio, bench sperassi in qualcosa di pi

concreto.Eglimiascoltattentamente,fumando ilsuogrossosigaro."Macerto"midisse"tusei l'erededelnostroparente,LordSoutherton?" "Nesonoconvinto,maeglinonhamaivoluto assegnarmiunarendita." "No, no, ho sentito parlare della sua avarizia. MiopoveroMarshall,latuaposizionemolto difficile. A proposito, hai avuto recentemente notiziedellasalutediLordSoutherton?" "Lasuasalutesemprestatacritica,findalla miainfanzia." "E magari camper cent'anni. La tua eredit potrebbe essere ancora molto lontana. Santo cielo,inchebruttasituazionetitrovi!" "Avevoqualchesperanzachetu,sapendocome stanno le cose, avresti ritenuto di potermi anticipare..." "Non dire un'altra parola, mio caro ragazzo" esclam egli, con la massima cordialit. "Ne riparleremo stasera, e ti do la mia parola che farquantoinmiopotere..."Nonerodeltutto

dispiaciutochelamiavisitastessevolgendoal termine, poich sgradevole sentire che c' qualcunoincasachedesideraardentementedi vederti partire. Il viso giallastro e gli occhi severi dellasignoraKingmidiventavanosemprepi odiosi. Ladonnanonerapiesplicitamentescortese(il timoredisuomaritolatratteneva)maspingeva lasuainsanagelosiaalpuntodiignorarmi,non parlandomimai,eindustriandosiperrendereil mio soggiorno a Greylands quanto pi sgradevole possibile. Il suo atteggiamento nei miei riguardi fu, quell'ultimo giorno, cos offensivo,chesareicertamentepartito,senon fossestatoperquelcolloquioconmiocugino che avrebbe, cos mi auguravo, risolto il mio dilemma. Era molto tardi quando ebbe luogo, poich il mio parente, che aveva ricevuto, durantelagiornata,pitelegrammidelsolito,si era ritirato nel suo studio dopo pranzo, e ne emerse soltanto quando gli altri membri della casasenefuronoandatialetto.Loudiifareil giro della casa chiudendo le porte a chiave, come al solito la sera, e infine mi raggiunse nellasaladelbiliardo.Lasuapinguefiguraera avvoltainunavestedacamera,eindossavaun paiodipantofolerosse.Primadisistemarsiin poltrona,sipreparunbicchieredigrogenon potei fare a meno di notare che il whisky predominavadigranlungasull'acqua. "Parolamia,"esclam"chenottatadalupi!"Lo eradavvero.Ilventoululavaegemevaintorno allacasa,elefinestrevibravanoetintinnavano comesefosserosulpuntodicedere.Laluceche spandevanolelampadeeilprofumodeinostri sigariparevano,percontrasto,piaccoglientie fragranti. "E ora, ragazzo mio" disse il mio ospite "abbiamo la casa e la serata tutta per noi. Dammiunquadrodeituoiaffari,eiovedrci chesipufareperraddrizzarli.Vogliochetumi racconti ogni particolare." Cos incoraggiato, intrapresi una lunga esposizione nella quale figuravanotuttiimieifornitoriecreditori;dal miopadronedicasaalmiocamerierepersonale. Avevodegliappuntinelportafogli,econoscevo i miei debiti a menadito; riuscii a dargli un quadroanaliticoepreciso,osereidire,dellemie deplorevoliabitudiniedellamiaprecaria

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situazione. Ero tuttavia avvilito dalla constatazionechegliocchidelmiocompagno eranovacuielasuaattenzionerivoltaaltrove. Quandoinfattiognitantofacevauncommento, eracoscasualeeprivodisenso,chefuisicuro che non aveva minimamente seguito il mio discorso.Ognitantosidestavaemostravauna parvenza di interesse, chiedendomi di ripetere qualcosaodispiegarmimeglio,masempreper sprofondarsi nuovamente nei propri pensieri. Infinesialzegettilmozziconedelsigaronel caminetto. "Tidir,ragazzomio"midisse."Lecifrenon sono mai state il mio forte, quindi devi scusarmi. Dovrestiscriveretuttoquantosuunfoglietto,e darmiunappuntodeltotale.Locapirquando lo vedr nero su bianco." La proposta era incoraggiante.Promisidifarlo. "Eadessooradiandarealetto.PerGiove,sta suonando l'una all'orologio dell'ingresso." I rintocchidell'orologiosovrastaronoilfrastuono dellabufera. Ilventosiavventavasullacasa,conunrombo simileaquellodiungrandefiume. "Bisognachevadaavedereilmiogattoprimadi coricarmi" disse il mio ospite. "Il vento lo eccita. Vuoivenireanchetu?" "Volentieri." "Alloracamminainpuntadipiedienonparlare, perchglialtridormonotutti."Attraversammo silenziosamentel'atrioilluminatoericopertodi tappetipersianievarcammolaportanellaparete opposta.Ilcorridoiodall'impiantitodipietraera buio, ma vi era una lanterna appesa ad un gancio,eilmioospitelastaccel'accese.Non vidilesbarrediferronelcorridoio,percicapii chelabestiasitrovavanellasuagabbia. "Entra!"dissemiocuginoaprendolaporta. Unsordoringhiociaccolsequandoentrammo; stava a dimostrare che effettivamente la tempesta avevaeccitatol'animale.Allatremulalucedella lanterna lo vedemmo, enorme sagoma nera sdraiatanell'angolodelsuoantro,chegettava

un'ombra tozza e grottesca sulla parete imbiancata. La suacoda sferzavarabbiosamente la paglia. "IlpoveroTommynondiungranbuonumore" disse Everard King, alzando la lanterna e affacciandosi alla gabbia. "Sembra proprio un diavolaccio nero, no? Gli dar qualcosa da mangiare per rallegrarlo un poco. Ti dispiace reggere per un momento la lanterna?" Gliela presidimanoedeglisidiresseversolaporta. "Lasuadispensaproprioquifuori"midisse. "Mi scuserai per un istante, vero?" Usc, e la porta si richiuse alle sue spalle con un colpo seccoemetallico. Quel suono duro e deciso mi agghiacci il sangue. Un'improvvisa ondata di terrore mi pervase.Fuicoltodaunavagapercezionediun mostruoso trabocchetto. Balzai verso la porta, maillatointernoeraprivodimaniglia.

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"Everard,"gridai."Fammiuscire!" "D'accordo!Manonfaretantobaccano!"disse mio cugino dal corridoio. "Dopotutto hai la lanterna." "S,manoncitengoarimanerchiusoquidentro dasolo." "Davvero?" Udii la sua risata cordiale e divertita."Nonrimarraisoloalungo." "Fammi uscire, Everard!" ripetei furibondo. "Nonmipiaccionoglischerzidiquestogenere." "Un momento" disse egli, con un'altra odiosa risata.Poiudiiimprovvisamente,fral'infuriare dellatempesta,ilcigolioeloscricchioliodella manovellachegirava,eilrumoredellesbarre che passavano attraverso la scanalatura. Gran Dio,stavaliberandoilgattobrasiliano! Allalucedellalanterna,vidilesbarrescivolare davantiamelentamente.Givieraun'apertura di una trentina di centimetri sul lato opposto. Conunurlo,afferrail'ultimasbarraconlemani

e la tirai con la forza di un invasato. Ero invasato,dallafuriaedall'orrore.Perunminuto, o fors'anche pi, riuscii a tenere immobile la sbarra.Sapevocheeglipremevasullamanovella contuttelesueforzeesapevocheilpoteredella leva l'avrebbe ben presto avuta vinta. Cedevo centimetro per centimetro, i miei piedi scivolavano sulle pietre, e tutto il tempo supplicavoepregavoquestomostrodisumanodi salvarmi da questa orribile morte. Gli rammentailanostraparentela.Gliricordaiche erosuoospite;loimploraididirmichemalegli avevomaifatto.Lesuesolerispostefuronogli strappi della manovella, ognuno dei quali, nonostanteimieisforzidisperati,tiravaun'altra sbarraattraversolascanalatura.Fuitrascinato, aggrappato e avviticchiato, attraverso tutta la larghezzadellagabbia,finchfinalmente,coni polsi dolenti e le dita lacerate, rinunciai all'inutilelotta.Lesbarrescomparveroconun rumore di ferraglia quando mollai, e dopo un istante udii lo scalpiccio delle pantofole nel corridoio,eiltonfodellaportalontana.Poitutto tacque. Nel frattempo l'animale non si era mosso. Giacevaimmobilenell'angolo,avevasmessodi agitarelacoda.Questospettacolodiunuomo aggrappato alle sbarre e trascinato urlante davantialui,apparentementeloavevariempito di stupore. Avevo lasciato cadere la lanterna quandomieroafferratoallesbarre,maessanon sieraspenta,efeciunamossaperriprenderla, con l'idea che in qualche modo la luce mi avrebbeprotetto.Manell'istanteincuimimossi, la bestia emise un ringhio profondo e minaccioso. Mi arrestai e rimasi immobile, tremandodipauradallatestaaipiedi.Ilgatto (sesipuattribuireunnomecospacificoaun tantoorribileanimale)giacevaanonpiditre metridame.Isuoiocchirilucevanocomedue dischifosforescentinell'oscurit. Mi riempivano di terrore, eppure mi affascinavano. Non riuscivo a distoglierne lo sguardo.Lanaturacigiuocadeglistranischerzi insimilimomentiditensione,eilbaglioredi quegliocchiparevaaumentareediminuirecon unritmoregolare.Talvoltaparevanoessere

minuscoli punti di una brillantezza estrema, piccole scintille elettriche nella nera oscurit, altre volte invece si ingrandivano sempre pi fino a riempire della loro luce sinistra e cangiante tutto l'angolo della stanza. Poi, improvvisamente,sispenserodeltutto. Labestiaavevachiusogliocchi.Nonsosevisia qualcosa di vero nell'idea che attribuisce un potere particolare allo sguardo umano, o se invece l'enorme gatto fosse semplicemente assonnato, ma resta il fatto che, lungi dal mostrarequalsiasiintenzionediaggredirmi,la bestiaappoggiillisciocaponerosullegrosse zampeanteriorieparveaddormentarsi.Rimasi immobile,nonosandomuovermineltimoredi ridestarlo. Ero in grado perlomeno di pensare chiaramente,orachenonsentivopisudime quellosguardominaccioso.Dunqueeccomiqua, rinchiusoperlanotteconquellabelvaferoce.I mieipropriistinti,pernonparlaredelleparoledi quell'infida carogna che mi aveva teso questo tranello, mi dicevano che l'animale era altrettantoferocedelsuopadrone. Come avrei potuto tenerlo a bada fino al mattino? N la porta, n le strette finestre munitediinferriateoffrivanoalcunasperanzadi salvezza. Non vi era riparo alcuno nella nuda stanza. Sarebbe stato assurdo gridare aiuto. Sapevochequestatanaeraesternaalcorpovero epropriodell'edificio,echeilcorridoiochela collegavaeralungoalmenotrentametri.Inoltre, labuferacheinfuriavaavrebbeattutitolemie grida.Avevosoltantoilmiocoraggioelamia prontezzad'animosucuifareaffidamento. Eallora,conunanuovaondataditerrore,imiei occhi caddero sulla lanterna. La candela era quasideltuttoconsumata,egilafiammastava vacillando.Entrodieciminutisisarebbespenta. Cosmirestavanosoltantodieciminutiincui farequalcosa,poichsentivochequandofossi rimasto al buio con quella belva spaventosa, sareistatoincapacediagire.Ilsolopensieromi paralizzava. Disperato, mi guardai attorno in quella cella di morte, e i miei occhi si soffermarono sull'unico punto che pareva promettere, se non la salvezza, perlomeno un pericolomenoimmediatoeimminentechenon ilterrenoaperto. Ho detto che la gabbia era munita in alto di un'inferriataorizzontale,chelachiudevaamo'

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disoffitto,oltrechediun'inferriataverticaleche la divideva dal resto della stanza, e questo soffittorimanevaalsuopostoquandol'inferriata verticale veniva ritratta attraverso l'apertura nellaparete. Ilsoffittodellagabbiaeracompostodiunafila disbarreapochicentimetrididistanzal'una dall'altra,ericopertodaunarobustaretedifilo metallico,eledueestremitpoggiavanosuun grosso palo. Si ergeva come un grande baldacchino metallico sopra la figura accovacciatanell'angolo.Fraquestamensoladi ferroeilsoffittoveroeproprioc'eraunospazio di un'ottantina di centimetri. Se solo fossi riuscito a inerpicarmi lass, racchiuso fra le sbarre e il soffitto, avrei avuto un solo lato vulnerabile. Sarei stato difeso dalla parte inferiore, da quella posteriore e dai due lati. Avreipotutoessereattaccatounicamentedalla parteanteriore,aperta.Daquellaparte,vero, non avrei avuto alcuna protezione; ma perlomenosareistatofuoridaipiedi,quandola belvaavessepresoacamminareavantieindietro perlatana.Eavrebbedovutofareunosforzoper raggiungermi.Dovevotentaresubitoomaipi, perch una volta che la luce si fosse spenta, sarebbe stato impossibile. Inghiottii spasmodicamente,poifeciunbalzo,afferraiil bordodellamensola,econunaspintapossente dituttoilcorpomicitrovaisopra.Ansimando, mi divincolai bocconi in avanti nell'angusto spazio,emitrovaiaguardareingi,drittonei terribili occhi e nella bocca sbadigliante del gatto.Ilsuoalitofetidomicolpinfaccia,come ilvaporedaunapentolapuzzolente. Comunque, pareva pi incuriosito che adirato. Conunfremitodellalungagroppanerasialz, si stir, poi, alzandosi sulle zampe posteriori, appoggi una delle zampe anteriori contro la parete,sollevl'altra,epassgliartiglilungola retemetallicasottodime.Ununcinobiancoe taglientesbranimieipantalonibianchi,poich eroancorainabitodasera,emiscavunsolco nelginocchio.Noneraintesocomeunattacco, ma piuttosto come un esperimento, poich al mio improvviso grido di dolore, l'animale si lascioricadereaterra,e,balzandoagilmente

nella stanza, prese a percorrerla rapidamente avanti e indietro, gettando ogni tanto uno sguardonellamiadirezione.Inquantoame,mi trascinaiindietrofinchnonmitrovaiagiacere conlaschienacontroilmuro,rannicchiandomi nel minor spazio possibile. Pi lontano mi rintanavo,pidifficilmentemipotevaattaccare. Adesso che aveva incominciato a muoversi, sembravapieccitato,ecorrevavelocementee silenzioso in giro per la tana, passando continuamente sotto il letto di ferro sul quale giacevo. Era meraviglioso vedere un simile bestione passare come un'ombra, senza alcun suono tranne il fruscio leggero delle zampe vellutate. La candela era ormai agli sgoccioli per cui a malapena riuscivo a intravedere la belva. Poi, con unultimoguizzo,sispensedel tutto. Ero solo al buio col gatto! E' pi facile affrontare un pericolo quando si sa di aver fatto tutto ci che possibile fare. A quel punto, non resta altro che attendere tranquillamente l'esito. In questocaso,ilsolopostoche offrisseunaqualchesperanza di salvezza era precisamente quellodovemitrovavo.Perci mi sdraiai lungo disteso e giacqui in silenzio, senzaquasirespirare,sperandochelabelvasi sarebbe dimenticata della mia presenza se io non avessi fatto niente per ricordargliela. Calcolai che dovevano essere gi le due. Alle quattro sarebbe stata l'alba. Dovevo attendere soltantodueore,primachefossegiorno. Fuori,la tempestacontinuava ainfuriare, ela pioggia sferzava senza soste le piccole finestrelle. All'interno, l'aria era irrespirabile. Nonpotevovederenudireilgatto.Tentaidi pensareadaltro,mavieraunsolopensieroche avesseilpoteredidistoglierelamiamentedalla mia tremenda situazione: il considerare la malvagitdimiocugino,lasuaipocrisiasenza precedenti, il suo perfido odio per me. Sotto quelvoltobonario,sinascondevalospiritodiun assassino di tipo medioevale. E ripensando a quanto era accaduto, vidi chiaramente con quantaastuziaegliavesseeseguitoilsuopiano.

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Apparentemente,eglieraandatoalettoinsieme agli altri. Senza dubbio, aveva dei testimoni pronti a dimostrarlo. Poi, a loro insaputa, era sceso di nascosto, mi aveva attirato in questa tanaemiavevaabbandonato.Lasuaversione sarebbestataassolutamentesemplice:miaveva lasciato nella sala dei biliardi, a finire il mio sigaro. Io ero andato per conto mio a dare un'ultima occhiata al gatto. Ero entrato nella stanza senza accorgermi che la gabbia era aperta,ederostatoaggredito.Comeaccusarlo diunsimiledelitto? Sospetti,forse,maprove,mai! Come passarono lentamente quelle due terribile ore! Una volta udii un suonobasso,raschiante,e pensai che fosse l'animale che si lisciavailpelo.Pidiunavoltaquegli occhifosforescentimiguardarononel buio,mamaialungo,esirafforzin me la speranza di essere stato dimenticatooignorato.Finalmente,un tenue chiarore illumin le finestre, dapprima le intravidi a malapena come due riquadri grigi sulla parete nera, poi il grigio si trasform in bianco,epoteinuovamentevedereil miotremendocompagno.Edegli,ahim,poteva vedereme! Fusubitoevidentecheeradiumoremoltopi pericolosoeaggressivodiquandoloavevovisto l'ultima volta. Il freddo mattutino lo aveva irritato, inoltre aveva fame. Con un ringhio continuo,camminavavelocementesuegiper il lato della stanza pi distante dal mio nascondiglio,conibaffirabbiosamenteirti,ela coda sferzante. Ogni volta che faceva dietro front,alzavasudimeisuoiocchiselvaggi,pieni di una terribile minaccia. Capii allora che intendeva uccidermi. Eppure, anche in un momento simile, non potei fare a meno di ammirare la grazia sinuosa di quel diabolico animale, i suoi lunghi movimenti ondulati, la lucentezza dei magnifici fianchi, il vivo, palpitante scarlatto della lingua luccicante che pendevadal muso nerissimo. E tutto il tempo quelringhioprofondoeminacciososalivae

salivainuncrescendoininterrotto.Seppicheil momentodellacrisieragiunto. Era un'ora infelice per incontrare una simile morte,cosfredda,cossevera;tremavonelmio leggeroabitodaserasullettoditorturadoveero sdraiato. Tentai di farmi forza per poter affrontare quella morte, di innalzare la mia animaaldisopradiessa,ealmedesimotempo, conlaluciditchesopravvieneneimomentidi taledisperazione,tentaidiescogitareunmezzo perfuggire.Unacosaerachiara:selesbarreche formavano la parete anteriore della gabbia fossero state nuovamente al loro posto, avrei potutotrovaredietroadesseunrifugiosicuro. Mi sarebbe stato possibile riportarle al loro posto?Nonosavomuovermiperpauradiattirare labestiasudime. Lentamente, molto lentamente, protesi una mano finch non afferr l'estremit di quella paretemobile,l'ultimasbarrachesporgevadal muro. Con mia grande sorpresa, cedette facilmente al mio strattone. Naturalmente la difficoltditirarladipendevadalfattocheiovi ero appoggiato. Tirai ancora, e altri cinque centimetriemerserodallaparete.Evidentemente scorrevasuruote.Tiraiancora...eallorailgatto balz! Fu cos rapido, cos improvviso, che non vidi neppurecomeavvenne.Udiisoltantoilringhio selvaggio, e dopo neanche un istante i gialli occhi fiammeggianti, la testa nera e appiattita conlasualinguarossaeidentibalenantimi furonovicinissimi.L'impattodellabelvascosse lesbarresullequaligiacevo,finchpensai(per quel poco che potevo pensare in un momento simile) che non avrebbero resistito. Il gatto ondeggilperunistante,latestaelezampe anteriori vicinissime a me, annaspando per cercareunappigliosulbordodellesbarre.Udii ilrasparedegliartiglisullaretemetallica,eil fiatodellabelvamidiedeilvoltastomaco. Maavevacalcolatomaleilsuobalzo.Nonriusc amantenerelasuaposizione.Lentamente,con un ghigno furibondo e annaspando follemente sulle sbarre, si gir indietro e cadde pesantemente a terra. Con un ringhio si gir immediatamenteversodime,accovacciandosi, prontoabalzarenuovamente. Sapevocheiprossimiistantiavrebberodeciso dellamiasorte.L'animaleavevaimparatocon

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l'esperienza. Non avrebbe pi sbagliato i suoi calcoli. Dovevo agire immediatamente, intrepidamente, se volevo avere qualche speranzadisalvezza.Inunistanteideaiilmio piano.Togliendomilagiacca,lagettaigisulla testadellabelva.Nellostessoistante,milasciai cadereaterra,afferrailaprimasbarraelatirai freneticamenteversodime. Cedettepi facilmentediquantononmifossi aspettato. Mi precipitai attraverso la stanza, tirandomeladietro;mapurtroppo,correndo,mi trovai sul lato esterno della gabbia. Se fosse stato all'incontrario, avrei potuto cavarmela impunemente. Cos come andarono le cose, viceversa, vi fu un attimo di sosta mentre mi fermaietentaidiinfilarmiattraversol'apertura chemierolasciato.Quell'attimofusufficiente all'animale per sbarazzarsi della giacca con la qualeloavevoaccecatoeperbalzarmiaddosso. Mi scagliai attraverso l'apertura e chiusi le sbarredietrodime,malabelvaafferrlamia gambaprimacheavessiiltempodiritirarla.Un solo colpo di quell'immane zampa mi strapp via il polpaccio, come un truciolo di legno sollevato dalla pialla. L'istante dopo, sanguinante e semisvenuto, ero disteso fra la putridapaglia,conunafiladiamichevolisbarre frameelabelvachevisigettavacontrotanto freneticamente.Feritoinmodotroppograveper potermi muovere, e troppo debole per aver paura, potevo soltanto restare sdraiato, pi morto che vivo, e guardarlo. Premeva il suo largo petto nero contro le sbarre e tentava di agguantarmi con le sue zampe ricurve, cos come ho visto fare a un gattino davanti alla trappoladiuntopo. Mi strappava i vestiti, ma per quanto si sforzasse,noncelafacevaadarrivarefinoame. Ho sentito parlare del curioso intorpidimento provocato dalle ferite dei grandi animali carnivori,edoraerodestinatoasperimentarlodi persona, poich avevo perso qualsiasi senso dellarealt,eprovavolostessointeressenella sconfittaonelsuccessodellabelva,comesesi fosse trattato di un giuoco che io stessi guardando.Apocoapoco,lamiamentesiperse

instranievaghisogni,semprepopolatidaquel musoneroedaquellalinguarossa,ecosmi smarriinelnirvanadeldelirio,cheaiutacoloro chetroppohannosofferto. Ricostruendo in seguito gli avvenimenti, sono giunto alla conclusione che rimasi privo di conoscenza per quasi due ore. Ci che mi ridestfuquelsuonoseccoemetallicocheera statoilprecursoredellamiaterribileesperienza. Erailriaprirsidellaserratura.Poi,primachei miei sensi fossero sufficientemente desti per capire chiaramente ci che vedevano, fui consciodelvoltograssoccioebenevolodimio cuginochesieraaffacciatoallaporta.Ciche videdovettestupirlo. Il gatto era accovacciato per terra. Io ero sdraiato supino in maniche di camicia dentro

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allagabbia, con i calzoni ridotti a brandelli, e una gran pozza di sangue intorno a me. Ancora oggi rivedoilsuovisostupefatto,illuminatodaun raggiodisole.Miguard,emiguardancora. Poi si chiuse la porta alle spalle, e si diresse versolagabbiaperaccertarsichefossidavvero morto. Non sono in grado di raccontare ci che avvenne.Noneroincondizionidaseguireoda riferire simili avvenimenti. Posso soltanto dire chemiresiimprovvisamentecontocheilvisodi mio cugino non era pi rivolto verso di me, stavaguardandol'animale. "Buono,Tommy!"grid."Buono,Tommy!"Poi si avvicin alle sbarre, sempre volgendomi la schiena. "Gi,stupidabestiaccia!"rugg."Gi,Tommy! Nonriconosciiltuopadrone?"Dicolpo,nella miamenteconfusasifecestradailricordodelle paroledimiocugino,quandomiavevadettoche il sapore del sangue avrebbe trasformato quel gattoinundemonio.Erastatoilmiosanguea compierelatrasformazione,maluiavrebbe

pagato. "Vai via!" url. "Va' via, diavolaccio!... Baldwin!Baldwin!Oh,accidenti!"Epoiloudii cadere,e rialzarsi, e cadere di nuovo, con un rumore simileaunateladasaccochevienelacerata.I suoiurlisifeceropideboli,poisiperseronel ringhiofuriosodellabelva.Infine,quandogilo credevo morto, vidi, come in un incubo, una figura lacera, cieca, grondante sangue che correva follemente per la stanza, e quella fu l'ultima volta che lo vidi prima di perdere nuovamenteisensi.Lamiadegenzadurmolti mesi,maineffettinonpossodirediesseremai guarito, poich fino alla fine dei miei giorni dovrservirmidiunbastonecomericordodella nottechepassaicolgattobrasiliano.Baldwin,lo stalliere, e gli altri domestici non furono in grado di capire ci che era successo, quando, attirati dalle grida mortali del loro padrone, trovaronomedietrolesbarreeisuoiresti,oci che in seguito scoprirono essere i suoi resti, nellegrinfiedell'animalecheegliavevaallevato. Lo allontanarono con dei ferri ardenti, e poi dovetterosparargli attraversola serratura della porta, prima di riuscire a liberarmi. Mi portarononellamiastanza,el,sottoiltettodi coluicheavevatentatodiuccidermi,rimasifra lavitaelamorteperparecchiesettimane.Era stato convocato un chirurgo da Clipton e un'infermieradaLondra,edopounmesepotei essere portato alla stazione, e cos ritornai a Grosvenor Mansions. Ho un ricordo di quel periodo, che potrebbe essere stato frutto del semprecangiantepanoramaevocatodaldelirio, senonfossecossaldamentefissatonellamia memoria.Unanotte,quandol'infermierasiera allontanata,laportadellamiacamerasiapr,e una donna alta, in gramaglie, scivol nella stanza.Venneversodime,equandochinilsuo volto giallastro, vidi, al debole chiarore del luminodanotte,cheeraladonnabrasilianache miocuginoavevasposato.Miguardfissamente inviso,elasuaespressioneerapigentiledi quantononl'avessimaivista. "E'ins?"michiese. Annuiiappena,poicheroancoramoltodebole.

"Bene, allora volevo soltanto dirle che deve rimproverare soltanto se stesso. Non ho forse fattotuttocichehopotutoperlei? Tentai di mandarla via di casa fin dall'inizio. Tentaiinognimodo,trannechetradendomio marito,disalvarladalui.Sapevocheluiaveva una ragione per portarla qui. Sapevo che non l'avrebbemaipilasciatoandarvia.Nessunolo conosceva come lo conoscevo io, che con lui avevo tanto sofferto. Non osavo dirle tutto questo.Eglimiavrebbeuccisa.Mahofattodel miomegliopersalvarla.Coscomelecosesono andate,leistatoilmiglioramicocheioabbia maiavuto.Mihaliberata,eiopensavochesolo conlamortesareistatalibera.Midispiaceche sia stato ferito, ma non posso rimproverarmi. Glielo dissi che lei era un imbecille... e imbecillestato."Uscdallastanzainpuntadi piedi, quella donna strana e amara, e non la rividi mai pi. Con quanto eredit da suo marito,ritornnellasuaterranativa;inseguito ho sentito dire che aveva preso il velo a Pernambuco. Nonfucheparecchiotempodopoilmioritorno aLondracheimedicimidichiararonoingrado, fisicamente,dipotermioccuparedeimieiaffari. Non era un permesso molto piacevole, poich temevo che sarebbe stato il segnale per un'invasionedicreditori:mafuSummers,ilmio avvocato,ilprimoadapprofittarne. "Sonolietochestiamoltomeglio"disse."E'da tanto che aspetto per porgerle i miei rallegramenti." "Cheintendedire,Summers?Nonmisembrail momentodischerzare." "Voglio dire proprio ci che sto dicendo" mi rispose. "Lei Lord Southerton da sei settimane, ma temevamo di ritardare la sua guarigione, dicendoglielo prima." Lord Southerton! Uno dei pi ricchi Pari d'Inghilterra! Non potevo credere ai miei orecchi. Poi dicolpo pensai al tempocheera trascorso,ecomeessocoincidesseconl'epoca incuierorimastoferito. "Allora Lord Southerton dev'essere morto all'incircalostessogiornoincuisonorimasto ferito?" "La sua morte avvenne proprio il medesimo giorno." Mentre parlavo Summers mi guard fissamenteesonoconvinto,poichegliun

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uomomoltoperspicace,cheavesseindovinatoil veroretroscenadellavicenda.Siinterruppeper un momento, come in attesa di una mia conferma, ma io non vedevo l'utilit di confermareunsimilescandalofamiliare. "S,unacoincidenzamoltostrana"continucon lostessosguardodichilasalunga. "Naturalmente, lei sa che suo cugino Everard Kingerailsecondoinlineadiereditaltitoloe allasuccessione.Quindi,sefossestatoleiinvece diluiaesseresbranatodaquellatigre,oquel chediavolofosse,naturalmenteadessosarebbe luiLordSoutherton." "Indubbiamente"replicai. "Egli si interessava molto al problema" disse Summers. "E' accaduto poi che io venissi a sapere che il cameriere personale di Lord Southertoneraprezzolatodasuocugino,eche quest'ultimo riceveva ogni poche ore dei telegrammidaluineiqualisiinformavadelle condizioni di salute del suo padrone. Doveva esserepiomenol'epocaincuileisitrovava laggi.Nonstranocheeglidesiderasseessere tantobeneinformato,dalmomentochesapeva dinonesserel'eredediretto?" "Molto strano" dissi. "E adesso, Summers, se vuoleportarmiimieicontieunnuovolibretto degli assegni,cominceremoasistemareimiei affari."

Racconti di oggi
***
Sul treno, una notte
diFiammettaBianchi

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Il mio compleanno, a dicembre, mi colse impreparato. Arriv cos, allimprovviso, allalba dun qualunquemercoledsera. Graditocomeilparmigianosuglispaghettialle vongole. Allegro come un film in bianco e nero con AmedeoNazzari. Lo accolsi con la stessa gioia con la quale accolgomiasuoceraquandosipresentaallamia portaconlavaligiaedice:rimangodavoiun mesetto. Arrivcos,senzaavvisare,unaseraqualunque dun mercoled in cui invece avrei voluto delirarefinoallalba. Etempodibilanci,mi dissi. Fecidueconti,mailrisultatoavevasempreil segnonegativo. Acasanonceranessuno,quellasera. Tuttiavevanoqualcosa. Mia moglie aveva la partita a canasta con le amiche. Miofiglio,ilcalcetto. Lacolf,ilgiornolibero. Iltelecomando,lebatteriescariche. Io,lincazzatura.Eladepressione. S,ioavevoduecose.Maeroilcapofamigliae questo era uno dei segni tangibili della posizione privilegiata che occupavo. Oltre al diritto di insediarmi sulla poltrona grande in salotto. Meglio essere folle per proprio conto, che saggioconleopinionialtrui Frederick Nietzsche continuava a martellarmi conlesueparole,insinuandosifraigrappolidi pensierichesiandavanoaccatastandonellamia testa.Spostailosguardosullorologioaparete: segnavaleventitr.Poiguardailoschermotv che proiettava immagini duno spettacolo contenitorepiuttostobanale.Ancoraorologioa parete,schermotv.Schermotv,orologioa

parete. Ventitretreminuti. Mialzaidiscatto,indossaiilgiacconeeuscii. Piovevapiano. Lasfaltobagnatoapparivalucido ebrillantee nelle pozzanghere galleggiavano tremolanti le lucideilampioni,comefosserotante,piccole, lune precipitate improvvisamente a terra. Il vento spostava in zigzaganti mulinelli foglie seccheesottiliramoscelli. Seguii i miei passi, sicuro che mavrebbero condottodaqualcheparte. Lastazioneerastranamentequasideserta. Pochitrenieranoinattesadipartireperchiss dove.Alcunisparutipasseggeri,infagottatinei cappotti, procedevano a passo svelto sotto le pensiline, cercando con lo sguardo il numero dellacarrozzadovesalire. Appariva enorme la stazione di notte. Amplificavalevoci,ilrumoreseccodeipassie il cigolio ritmico dei carrelli portabagagli, generandounatmosferaditetradesolazione. Scorsiiltabellonenerodellepartenzementrei piedinonriuscivanoastarefermialpensierodi andare via stando comodamente seduto nella panciadiquelserpentedacciaiocromato. Nonsivamaivia,sivasoltantodaunaltra parteBiascicaisottovoce. Stavo facendo retorica, filosofeggiando un po trameeme.Ederoanchepiuttostocompiaciuto diquestacosa.Daqualchetempoavevoripreso aleggeredellaletteraturaclassicaeilrisultato era che avevo iniziato a notare con sempre maggior frequenza una serie di contraddizioni checaratterizzavanolavitadituttiigiorni.La mia e quella degli altri. Come fosse del tutto normale.Intanto,eracalatalanebbia. Ibinari eranonumeratiinordinecrescente,dasinistra verso destra. Lultimo era contrassegnato dal numero17edecisidisalirepropriosultrenoche looccupava,inbarbaallasuperstizione.Percorsi tutta la banchina incuriosito da un minuscolo puntino di luce che vedevo brillare in fondo. Noncapivodadovepotessescaturireeneero assurdamente attratto. Camminai per qualche minutoprimadirendermicontochenoncera nessuntrenoinpartenzasuquelbinario.

Eppure, ero quasi sicuro di averne scorto la sagomapochisecondiprima. La luce per, quella ancora danzava nel buio spandendo un alone rossastro tutto attorno.Continuavoafissarlacomeipnotizzato. Improvvisamente, una voce dal forte accento stranierotuonallemiespalle:Csempreun trenoinpartenzaperundesesperado,amigo. Ilcuoremisaltingolacolpendoduro,comeun martellopneumatico.Impauritofeciunoscatto voltandomi indietro, e mi ritrovai a osservare una faccia da indio che sorrideva con unespressione sospesa tra lironico e il comprensivo. Csempreuntrenoinpartenzaperun desesperadoripet,scandendobenele paroleeaccennandounsorriso.

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Loguardaiattentamente. Indossavaungiacconeverdemilitaredialmeno duetagliepi grande,pienoditascheinformi chenascondevanochissqualicianfrusaglie;un paiodijeanscheavrebberoavutobisognodiuna buonalavataeunmaglionedilanagrossa,coni polsinirivoltati.Intestaunozuccottodalcolore indefinibile. Forse grigio sporco.O forse solo sporco. Capelli lunghi e neri, e denti bianchi. Unozufolodilegnoportatoatracolla. Miguardaiattentamente. Indossavopantaloniinfrescolana,unacamicia cucitasumisuraeungiacconeimbottitosuun gilet dal taglio impeccabile. Scarpe in pelle nera, come il portafoglio ben fornito. Aveva ragionelui:eroioildesesperadofranoidue. E dove si trova questo treno di cui parli? domandai,vagandointornoconlosguardocome acercareunarisposta. Vieni,tiaccompagno. Esitaiqualcheistanteepoiloseguii.

Camminava a passi lunghi, anche se non era molto alto. Avanzava spedito, dando chiaramente a intendere di sapere benissimo dovestavamoandando.Avevocontato48passi, cheequivalevanoacirca40metri,quandosvolt versosinistra,versoilbinariodeserto. Scendemmo 4 gradini neri di grasso, facendo attenzione a non scivolare. Proseguimmo per altriduecentometricirca,albuio,seguendole travi metalliche e affondando i piedi nei sampietrini. Ionelfrattempocercavodiprestareorecchioe attenzione a ogni pi piccolo rumore che potesseindicarepericolo. Non temere, un binario morto questo, c soltantoilnostrotreno.Equellononhamotore. Sembrava leggermi nel pensiero, o forse nei movimentie,ancheselasuarispostaavrebbe dovuto tranquillizzarmi, quel vago e irragionevolesospettomiinquietavanonpoco. Il treno consisteva in tre vagoni in disuso da tempo immemorabile, o almeno questa fu limpressione che ebbi osservandolo da lontano. Mentre ci dirigevamo verso il primo vagone notaicheilmiocompagnodiviaggiosembrava circondatodaunalonetrasparentetendenteal rosso, cos come adesso lo sembrava anche linterotrenoeiltrattoditerrenodoveerastato abbandonato. Collegai immediatamente il puntino luminoso cheavevovistodallabanchinadelbinario17a quellinsolito ammasso di ferraglia luminescente. Un brivido mi scosse da capo a piedi e automaticamente rallentai landatura: non ero pi tanto sicuro di voler partire col treno dei desesperados. Lincertezzaevidentementeerascrittaachiare letteresulmiovisoperchlindiomipreseper ungomitoe,sospingendomigentilmenteverso lapedana,mesortasalire. Daiamigo,sbrigatichefafreddo.Tioffroun tea. Forse vive qua dentro, pensai. Ed ero gi pi rilassato,soloperaverformulatoquellipotesi.

Dopounultimoistanteditentennamentoaprii ilpesanteportelloedentrai. Dicolpoavevolagolaseccaenonriuscivoa produrre neanche quel minimo di saliva necessaria a deglutire. Non ero in grado di spiegare, utilizzando la ragione, ci che stavo vedendo. Allinternodelvagoneunsaloneimmenso,con soffittialtissimi,dicuinonriuscivoascorgerele lineeperimetralieirelativiangolichedisolito soddisfano locchio procurandogli una sensazionediappagamentovisivo. Cerano delle finestre su un lato, anchesse moltoalte,convetrichenonpermettevanodi osservare ci che accadeva allesterno ma lasciavanoentrareunaluceintensa,bianca,con riflessi a volte azzurri a volte viola a volte arancio. Due poltrone affiancate, dei tavolini bassi,qualchecuscinodallaspettomorbido,un paio di enormi tappeti decorati con immagini checambiavanosecambiavalangolazionedalla quale si osservavano, come fossero grandissimi schermi sui qualivenivanoproiettate scene di rassicurante quotidianit. Su unaltra pareteceranoappesidei quadri. Vuoti. Cornici con il nulla dentro. Come tante porte spalancate su un nebbiosomondoapochi metrididistanza. Realizzaidiessererimastosolo,nelbelmezzo diquellaallucinazione. Invece,ilmioospitesimaterializzaccantoa me con un vassoio in mano. Due tazze di t fumante e una ciotola contenente delle minuscole sfere che emanavano lampi di luce rossa. Accomodatipure,nonstarelinpiedi.Lo disse come fosse la situazione pi normale di questomondo. Lapauramescolataaunasortadimpotenzami stavatormentandolostomaco. Obbedii pi per inerzia che per volont. La debolezza mi aveva preso alla testa e faceva piegarelegambe. Allungilbraccioporgendomilatazzacolma

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del liquido bollente, sul fondo ancora intermittentiriflessisanguigni.Curiosamente, osservandoli,pensaiaunfaro,aunaluceguida, e alla sicurezza che trasmette ai navigatori quando vagano sperduti nella nebbia. O nel buio. Alzaigliocchieincrociailosguardodellindio. Lui prese il suo zufolo di legno e inizi a suonareunamusicastrana.Nonchenonfosse bella,maeracomeinnaturale. Lelucisispenserotutteinsieme. Il vagone inizi a tremare, a sobbalzare; una seriediscossonimifecerodapprimacaderesul pavimento, poi invece mi sollevarono lentamente, quasi cullandomi, facendomi galleggiaresospeso.Saliisemprepiinalto,in baliadiunventochenonsentivomachedoveva essercivistochecontinuavoavolteggiaresenza riuscire a controllarmi. Poi improvvisamente mi fermai. Attorno a me si andavano componendo figure fattedifumoumido,di vapore. Ombre lattiginose che per qualche secondo vestirono milioni e milioni di cangianti coloridarcobaleno.Poi ingrigironodinuovo.Adinquietarmirimasero soltanto i loro occhi: sguardi rosso fuoco che ondeggiavano in una frazione di tempo tinto seppia. Restaiinattesa,piperchnonsapevocosafare chepervogliadistarefermo.Edeccocheuna dellefumosecreature,staccatasidalgruppo,mi fece uncenno.Indic colditounodei quadri vuoti aperti sul nulla, al centro del quadro di nuovo un puntino luminoso. Era un invito silenzioso. Loaccettai. Miavvicinaiallacornicecheandavamanmano ingrandendosiperpermettereilmiopassaggioe, senzaesitare,mituffainelmondoaccanto. Atterrai sul morbido. Un tappeto di lana mi accolseimpedendomidiferirmi.Accusai

soltantounvagomalessere,nauseaevertigini. E imputai il tutto alla velocissima discesa appenafatta. Mi guardai intorno con la netta sensazione di riconoscerealcunioggetti,comeseglistessimi fosseroappartenutimoltotempoprima. Poilovidi. Stava seduto sulla poltrona grande, in salotto. Un libro sul pavimento, disordinatamente aperto.Iltelecomandopoggiatosultavoloela TV che trasmetteva le immagini di un banale spettacolocontenitore. Latestaerainnaturalmentereclinatasullaspalla sinistra. Lorologioaparetesegnavaleventitr etreminuti. Allora,soloallora,miriconobbi. Eperqualcheistanteprovaiquasidolore. Distolsi lo sguardo come per difendermi da quellimmagine sgradevole e subito dopo vidi avvicinarsi un paio di scarpe. Un numero piuttosto abbondante, date le dimensioni. Si fermaronoaccantoame.Unadiloromispost primaadestra,poiasinistrae,giocandoconla punta rinforzata di metallo, mi fece ruzzolare perqualchecentimetro. Cercai con gli occhi, conscio della mia impotenza,lamialuceguida,ilminuscolofaro rossochemiavevacondottofinl,manonlo trovai. Poiqualcunomiraccolse. Equestocosocomecifinitoquaperterra? Il padrone delle scarpe, mio figlio, mi stava osservando perplesso girandomi e rigirandomi fralemani. Boh, sar un altro dei gufi portafortuna di mamma. Orrendi i suoi soprammobili, vero pap? Aggiunse con lo sguardo alla figura davantiallaTv. Emideposesullangolieradicristallo,accantoa unelefantedigiadaverde,mentresavvicinava allapoltrona. Dopo,arrivilsuourlo.

Ilcarteggioceleste
AttounicodiFrancescoPrincipato

Personaggi: VirginiaGalileiSuorCeleste CardinalePiccolomini GalileoGalilei Badessa Laveritfiglia deltempo enondellautorit B.Brecht(VitadiGalileo) Lascenaunacelladiclausuradiunconvento. Nella cella c un letto, un comodino, un inginocchiatoio e una cassapanca; finestra, coperta da pesante tenda, su un lato. In un proscenio o in un laterale si svolgeranno lazioneinizialediingressoinscenaelazione delprimorichiamodimemoria(Piccolominie Galileo Galilei). Negli altri flash back sar lilluminazione (diretta, soffusa, diffusa, personale)araffigurareilsaltotemporale. ScenaI(cardinale,badessa) Ilproscenioscarsamenteilluminato,comeda lucedifiamma.Siodonocantigregoriani.La badessa illumina con un cero lingresso del cardinale. Badessa: (riverendo il prelato) Sia lodato GesCristo. Cardinale: Sempre sia lodato (avanza sicurofinoallacella,quellachesarlascena) Badessa: (sopravanza il cardinale e prosegue per qualche passo; poi si ferma, attendendolo)SuorCelestedisopra Cardinale: Comesta? Badessa: (scuotelatesta) Espiratapoco fa. Cardinale: (sifailsegnodellacroce) Pace allasuaanimabenedetta. Badessa: (sospirandomestizia)Egiuntaal cospetto di Dio. Ha raggiunto la sua meta, il nostroscopo. Cardinale: (sospirandoanchegli)Siafattala volont di Dio Ma noi ora abbiamo una missione da compiere, una sacra missione. (spingelamanigliadellaportachenonsiapre, attendechelamonacaglisiavvicini)

Badessa: Suor Celeste non pi qui. (indicasopra)Lesorellelastannopreparando perlultimoviaggio Cardinale: Malacellaquesta!Perchnon siapre? Badessa: (imbarazzata) E chiusa a chiave Cardinale: Ealloraaprite!(lamonacaesita eilcardinaleinquietoperillavversit)Non avetelachiave? Badessa: (impacciata) La vado a prendere Cardinale: (nervoso)Nonlavete?Manon siete voi che dovreste tenere le chiavi del monastero? E chi altri allora? Chi ? Voglio sapere a chi stato permesso di entrare nelleremodiVirginiaGalilei. Badessa: (agitatafinoallapprensionee allansia)Lasorellavicaria.Eleiche Cardinale: (imperioso) Fate aprire questa porta! (La badessa esce di scena quasi di corsa; il cardinale attende il ritorno muovendosi sul proscenio, ascolta i canti, biascica qualche salmo) Badessa: (ritorna mostrando la chiave) Eccola! Cardinale: (indicalingresso)Eapriteallora. (Lasuoraapreecedeilpassoalcardinale) Cardinale: Nonsivedenulla.Comefaccio? Come posso trovarle? Come faccio ad esaminare Badessa: (sporgeilcerodentrolacella)Le faccioluce Cardinale: Nonbasta!Mioccorrepiluce. Piluce! Badessa: Porteraltriceri Cardinale: Portatepiuttostodeicandelabri! Badessa: Candelabri? Eminenza, questo unconventodiclausura,non Cardinale: Ho bisogno di vedere, scrutare. Leggere! Badessa: (asservita) S prendo quelli dellaltare.Sonogliunici Cardinale: Eportateanchedellecandeledi ricambio. (Ilcardinaleperlustralacameraallalucedel ceroaspettandoilritornodellasuora;isalmie icantirinforzano;labadessaritornacondue

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candelabri e altre candele vergini; tenta di appoggiareicandelierisullacassapanca) Cardinale: L no! No, sono proprio l. Sul comodino,sgombrateilcomodinoeposateli candelabri.Leggersedutosulletto.Sorella,voi poteteandare. Badessa: Eminenza, la messa funebre officeretevoi? Cardinale: PadreFaustinononpu? Badessa: Io credevo che foste venuto per rendere Cardinale: E il vostro padre spirituale. Toccaalui.Ono?Oppurenon Badessa: Oh s. Per noi va benissimo. Aspettiamoallora. Cardinale: Aspettare? No. Potete pure celebrare.Iopregherqui. Badessa: Ma non non dobbiamo aspettarechearrivisuopadre? Cardinale: No. Suo padre non potr presenziare. Messere Galileo Galilei non pu lasciareilsuopenitenziariodiArcetri.Anchese lasuavillahapursempreunacondannada scontare.Officiatepure.Iomichiuderdentro persvolgereilmiosolennemandato. Badessa: Noncchiusuradallinterno Cardinale: Eallorarinchiudetemivoi.Ee speriamodiriuscireadarepaceaquestaanima santa.CheDiolabbiaingloria. Badessa: (uscendo) Che Dio labbia in gloria. ScenaII(cardinale,GalileoGalilei) Ilcardinaleaccendelecandeledeicandelabri; comincia a cercare nella cassapanca di VirginiaGalilei;lasvuotadegliabitieliposa ai piedi del letto; tira fuori dei vecchi libri, controllafralepagine Cardinale: (spazientito)Cidevonoessere! (Sbatteivolumielibuttanelbaule;scuotele stoffe nere e le scaglia sopra i libri; afferra lultimatunicaesiblocca:candida,piegata con cura; la svolge sul letto: macchiata di sanguenelmezzo;viinfilalamanoelaritrae; giralosguardoereintroducelamanodentrola

blusa;ritiralamanostringendounpaccodi letterelegatefraloro). Cardinale: Eccole!EccoleletterediGalileo GalileiallafigliaVirginia. (Ripiegalapiccolatonaca;alzalosguardoal cieloaricordare) Cardinale: Povere bambine. Come erano piccole. (ilproscenioilluminaGalileoGalilei) Galilei: Piccole? Cardinale: ( il cardinale gli si avvicina; perentorio, a rimproverarlo) Piccole! Sono troppo piccole Galileo, troppo giovani. E non possono Galileo: Non possono prendere i voti prima dei sedici anni. Lo so! E proprio per questo che sono venuto da voi. Va bene, prenderanno i voti a sedici anni. Per come comandailnostroSantoDirittoCanonico. Cardinale: Oh!Finalmentecapite. Galileo: Per nulla vieta che vengano accolteinconventofindaora.Econilvostro patrocinio, la badessa le accetterebbe senza dibattere... Cardinale: MaGalileo!Quinonsitrattadi qualchemese.Levostrefigliehannosolododici anni. Galileo: Livia! Virginia ne fa tredici a giorni. Fatelo per la nostra amicizia. Fatelo voi Oppure volete che lo chieda al nostro concittadino,voletechevadaaBologna Cardinale: (rimproverandolo) Dal nostro legato pontificio? Da Monsignore Maffeo Barberini? Una benevolenza lavete gi richiesta,vihagisalvatodaunacostrizione Galileo: Costrizione? La denuncia di Bellarmino dettata solo da invidia. E ne consapevole perfino Sua Santit Paolo Quinto chedifattihabloccatoilprocesso Cardinale: Perch cos lo convince MonsignoreMaffeo Galileo: Maquestoprocessononlotemo comunque. Non lo temo! Perch protestanti e cattolicinonsonocosauguale. Cardinale: MaugualelaScrittura Galileo: (scacciando i presentimenti del cardinale) Ma la Santa Chiesa Cattolica e Romana non solo scriptura. E interpretazione,gerarchia,governo Cardinale: ElasuccessionediPietro!Come

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Diohacomandato.Lapietrasucuifondatala Chiesa.Maapropositodigerarchia:aveteun divietodiinsegnamentodarispettare.Aveteuna bolladelSantUffizio Galileo: Che invalider una volta per tutte! Canceller anche ogni irresolutezza del Papa, ogni avversione dogmatica alla teoria copernicana. Cardinale: (si allontana da Galileo esplicandoscetticismo)Dovretecancellarequasi tuttoilconcistoro Galileo: Tutti i cardinali? Proprio tutti? Anchevoisieteunavverso? Cardinale: Io vi sono amico. Ma io non conoscodiastronomiaefisica.Iononsoqual lascienzaesatta.Ioconoscopercosagiustaquel chelafede giustalafa.Edingiustaqualsiasi cosacheingiustaeffigialafede.

Galileo: Eiosodiesserenelgiusto.Io!E anchedioperareperilbenedellaChiesa,peril benedellafede.. Cardinale: (voltandosi di scatto) E per le vostrefiglie?Sietesicurochestateoperandoper il loro bene? Che sia questo il loro bene? Il convento? Galileo: (si appoggia con un gemito, si tienelatestafralemani)Lemiepoverefiglie Povere figlie. Negate di madre, figlie illegittime Cardinale: (ignorando la finta pena di Galileo) Sietestatovoianegargliela.Potevate sposarelaloromamma. Galileo: (asuavoltaignorailcardinale) Figliediunpadrechehasolodueprecetti:la religione e la scienza, le uniche vie per conoscere la mente di Dio. Io! Io io solo questopossodareindoteallemiefiglie.Eloro

solodaDiopossonoottenerecorredoalleloro castevirt. Cardinale: Oppure proprio lassenza di dote a portarle in convento, ad impedire gli sponsali. Galileo: Machedite?Lemierisorsenon soncopiosevero. Cardinale: Chdei vostriaveriperconi discepolinefateprodigalit. Galileo: (cercando di ignorare le allusioni) Lorosonocomeorfane:cresciutefra parentichenonhannopi.Sonocresciutecon mia madre. E ora che lei non c pi, come faccio?Comefaccioioacrescerlefinoalletda marito? E poi, loro meritano di andare in convento,distudiare. Cardinale: Meritano? Galileo: La loro intelligenza! Non dovrebbeandaresprecataperaccudirelosposo efigliare. Cardinale: Spreco?Attentoaquellochedite Galileo: creare la vita non spreco. E la volontdiDio Galileo: (risoluto a riformulare la richiesta)EioproprioservediDiolevoglio! Cardinale: (scuotelatesta;esprimetuttoil suoscetticismoconlinvitoadabbandonarela dolorosa postura; lo solleva in posizione pi eretta) Evabene!Sarannoaccolteinconvento ma Galileo Galilei, non che le state sacrificandoallavostrascienza? Galileo: (risentito) Sacrificare le mie figlieallascienza? Cardinale: (insinuante) Alla scienza piuttosto che alla fede (Galileo viene oscurato) ( il cardinale ritorna nella cella, ripone la tunicaeleletterenellacassapanca) ScenaIII(Cardinale,badessa) Badessa: (rientra nella cella) Eminenza, scusatemi. Abbiamo pregato per lanima di sorellaCeleste Cardinale: Le stata impartita lestrema benedizione? Badessa: S.Lanostraconsorellapronta perlultimoviaggio. Cardinale: (biascica alcune espressioni latine;conleditatraccialacrocenellaria)Sia fattalavolontdiDio.Domanirestituira

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messereGalileoGalileisuafigliaVirginia.Voi andate.Ioraccoglierglieffettidariconsegnare asuopadre.Andate,andatepure. Badessa: (noncomprendendolinvito)Non voletevederedovedormirete? Cardinale: (risoluto indica la stanza) Dormire? Questa notte sar veglia! Veglia di preghiera. Voi non sapete, non immaginate qualeservigioallasacradottrinaabbiaresosuor Maria Celeste. Andate e pregate per questa suora,perquestaSanta. Badessa: (confusa) S, preghiamo Pregheremotuttalanotte.(siavviaalluscita accompagnata,quasisospinta,dalcardinale) Cardinale: Eserratequestaporta. Badessa: S eminenza. Veglieremo e pregheremo.(esce) Cardinale: (ritornando) Loro non sanno. Non sanno e non dovranno sapere. (guarda, soppesandolo, il pacchetto delle lettere) Nessunodovrmaisaperlo. ScenaIV(cardinale,SuorCeleste) Il cardinale continua ad osservare le lettere; siedesulletto,slacciailnastroecominciaad esaminareifogli:liriponealsuofiancoeogni tantoqualcheletteralaponedaparte;ilgruppo diunaparteloraccoglie,loleganelloriginale sigillodistoffaelobuttanellacassapanca;si alza dal letto, lo riassetta e dispone le altre lettere sulla coperta, poi le riprende ordinandole; cambia qualche candela, si rimetteasedereecominciaaleggerelaprima lettera. Cardinale: (leggendo) Carissima Virginia, fin dalprimomomentosapevo(continuercome aleggerelalettera) Galileo: (evocatoinscenadallalettura dellaletteraconunailluminazionediretta,sul proscenio;reciterquelchescriveallafiglia) Sapevo che il monastero di San Matteo in Arcetri sarebbe stata la scelta illuminata: mi congratulo sempre e sempre notizie chiedo e mando per mezzo del mio, e tuo, benefattore Sua Eminenza il Cardinale Piccolomini. Perdonamisenonpossorisponderticoncelerit econilrispettochemeriti.Maesserein

continuo assillo e viaggio mi stanca e poco tempo mi lascia da dedicarvi. Gli studi e i riscontri necessari mi ingaggiano in diatribe interminabili, in contese anche fuori dalla ToscanafinoinqueldiRoma.Quifinalmente ho potuto incontrare il mio amico Maffeo Barberini,alqualegidalustrinoituttidevoti cattolici ci rivolgiamo come Santit Urbano Ottavo. Ho potuto parlargli come si parla fra uominidiconoscenzaescienza,fracreaturedi DiochehannoinscopolaSuaGloria.Luipi del suo predecessore Paolo Quinto, lui non romano.Mihaespressoisuoidubbimanonmi ha negato la licenza preliminare. La pubblicazione del trattato sui massimi sistemi sarpossibileappenaavrdatorispostaalsuo dubbio:comefalaterraagirareattornoalsole senza perdersi la luna che gli gira sempre attorno? Come vedi il sue veto di origine scientifica. E io che studio la natura per conoscerelamentediDio,dimostrerlaprova. Dimostrercheilsoleadessereimmobile (lilluminazione su Galileo sfuma, esce di scena)

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Cardinale: Immobile.. il sole. (Una luce illumina un angolo della cella, illumina Suor Celeste;ilcardinalevaversolasorella,terr sempreinmanolalettera)Giosuordinalsole difermarsi,nonallaterra!Giustosorella? Celeste: (rispondeacapochino) Enella Bibbia.EnellaBibbiaevoichiedeteamese giusto? Cardinale: Alsole!Alsoleenoallaterra alla terra. Il mondo percorso da uninquietudine nefanda, dallinquietudine dei lorocervellielalorofrenesialatrasferiscono

allaterra.Cheimmobile.Laterraimmobile! (stizzito) Loro loro mettono in dubbio ogni cosa. Celeste: (timidamente)Loro? Cardinale: Loro!Icopernicani.Nonbastala discordia luterana. Anche i cattolici. Anche i cattoliciasconfessareilDogma.(avvicinandosi alla suora) Noi dobbiamo evitarlo! Noi dobbiamoscampareilsaccodellaCristianit,la spoliazionedellaparoladiDio.Noipossiamo! Celeste: Noi?Cosacosapossofareio? Cardinale: Noi!Ilclero.Gliecclesiastici.I paladinidellacristianit,isoldatidiCristoche la cresima ha armato. I fondatori del cattolicesimo. (incalzando la monaca) Ma possiamonoifondarelacompagineumanasul dubbio?(increscendo)Chelaterragiriintorno al sole? Sul dubbio anzich sulla fede? Sul dubbioanzichsullesacrescritture?Sulsemedi malerba che questo Copernico ha infestato anche nel cervello di ferventi cattolici? Nel cervellodivostropadre! Celeste: (sicopreilvisoescuotelatesta) No.No Cardinale: E allora dovete aiutarmi. Aiutatemiaconvincerlo.Ariportarlosullavia della Fede. Aiutatemi a fargli abbandonare questopericolosodecliviodieresia. Celeste: (acconsente con rapidi movimentidellatesta) Cardinale: (sempre con vigore) Non mi ascoltapi!Nonmivuolepiparlare.Nonsta piasentireipreminentidellachiesa,neanche gli amici. Nessuno! Solo voi. Solo voi avete ancora il potere di discutere con lui. Di scrivergli e avere risposta. Di argomentare. Ormaisieteilsuounicolegameconlaragione. Tocca a voi riportarlo sulla via illuminata del dogma.Avoi! Celeste: (inunlamento) Ame?Diteche nonascoltapinemmenovoicheglisietestato esieteamicopidiungermano.Eechiedete a me di persuaderlo? A me? A cui scrive se inchiostroepennaemanoglirimangonodopo aververgatoisuoipostulati.Ameche Cardinale: Sietesuafiglia! Celeste: (sigiraanascondereilvisoeper

dominareilpianto)Figliaio?Figliadichi?Se madreebbisolopervederlalucedivina.Perch Messere Galilei mai volle congiungerla nel sacro matrimonio. Figlia. Figlia di chi? Se il cotantopadrecaricilpesodellasuaprogenie allanzianamadre.SolomianonnaSololeifu lunica che vecchia piet ebbe il giorno del prematuro distacco. Il giorno che voi (mestamente)Voiacconsentiste. Cardinale: Quelgiornolabbandonoeragi decisoeioaccolsilasupplicaditutela.Verit dolorosemiesprimeteericordate,sorellaMa voisieteancoracoleichelochiamatepadre.Voi siete lunica che ancora gli scrivete, siete lunicaacuiancorasidegnadirisposta.Siete lunicachepudissuaderlo.Lunica. Celeste: (cercando di sconfessare la fiducia del monsignore) Sol perch gli scrivo babbo miounavoltaalmese? E risposta ne ottengo quando ormai ho perso memoria di quel che avevovergato Cardinale: No! Non questoil motivo,non soloquesto.Voisiete coleichenehaereditatolintelletto,coleiche pudiscutereditrattatiemotidominanti.Voi siete colei che pu dissertare di teologia e censurare la scienza scorretta dellantagonista familiare. Voi potete fare in modo che vostro padrerifuggadaquestasuaeterodossia. Celeste: Troppo potere mi confidate, eminenza.Voidatetroppopotereaimieistudie allemieconoscenze Cardinale: Che non sono solo di salmi e erbari.Questoloso. Celeste: Etroppocontatesuunaaffettivit filiale che in questo convento s ormai consumata. (scoppia in lacrime) Perch ormai soloperilquartocomandodelleSacreTavole amordimostroEforsepecco. Cardinale: (consolante) Non piangete. Voi siete nel giusto e peccato non commettete. PerchdisonorealpadrenonarrecachiaDiosi consacra.VisietededicataalCristocomemai nessunanovizia.EoraaLuipotetericondurre anchevostropadre.Voiaveteglistrumenti

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divini: avete la fede, la conoscenza, lamore. (calcando e indicando col dito allins) E su questo che confidiamo per bloccare la terra volubile di Galileo Galilei e tornare a far muovereilsole. Celeste: (pronunciando con sofferenza) Occorrerprimachesmuovailsuocuore Cardinale: (risoluto) Figlia siete! E pi di LiviaeVincenzo.Evoisapetecoslamore. Avete tutte le insegne per salvare il cattolicesimo. Celeste: Se questo deve essere il mio cimento Cardinale: Cossia. Celeste: Ecossia. Cardinale: (esalando soddisfazione) Avete una missione importante, ricordatelo. Unamissioneperconto diDio. (buiosusuorCeleste)

ScenaV(detti) Il cardinale torna sullaltro lato della scena; piega la lettera per il verso pi lungo e la brucia sulla fiammadel cero; calpestai resti cinerei bruciati; svolge unaltra lettera, si avvicinaaicandelabrieriprendealeggere. Cardinale: DevotissimaSuorCeleste Galileo: (comeprima)Piafigliamia.Ho riletto ancora la tua missiva e reputo la tua apprensione ingiustificata, ancorch miope comenonseimaistata.Iltuointellettoelatua ragionevolezzanonsonomaistatiinferiorialla tua,enostra,Fede.Nondovraiaveremaimotivo diadombrarti:intutteleoperemie,nonsarchi trovar possa pur minima ombra di cosa che declini dalla piet e dalla riverenza di Santa Chiesa.Eatedarprovadellamiafedeltalla dottrina: ti invier le pagine del trattato che racchiudono i misteri della terra. Leggili e tienimipermano,sedellafedeinDiosmarrisco lastrada.Ionontemodidoverimparare.A

temere sono gli Accademici Vaticani della Specola.(infervorandosi)Sonoloroasbarrarela stradadellaragione.Mapergelosiaenonper scienza.SoloperchnonaloroDioilluminla verit, ma a cotale Copernico, di cui io sto cercando le prove. Purtroppo non ho ancora risoltoildubbiodiSuaSantitUrbanoOttavo. Ma unaltra enunciazione mi permetter la dimostrazione(buioimprovvisosuGalileo) Cardinale: (forte) Machisicrededi essere? (agita la lettera; sullaltro lato si illuminalinginocchiatoiosucuistapregando suor Celeste; avvicinandosi) Chi? Lunto del Signore? E si permette di offendere i gesuiti dellaSpecolaVaticana. Celeste: Nonoffensivoinsegnare.Non offensivoimparare.Iohoimparatoeinsegnoa cantarelelodidiDio Cardinale: LasuaartedelcantoGregoriano operadivina Celeste: E ho imparato e insegno la farmacologiaelusodellerbario Cardinale: Maguarireelenireildolorenon eresia!NegareleSacreScrittures!(batteil pugnosullinginocchiatoio) Celeste: (sussulta spaventata) Eresia s! (aspetta che le passi il batticuore) S, s indiscutibile. Cardinale: Larroganza di vostro padre dissennata. O vogliamo considerare ignorante il responsabile del SantUffizio? il DottoredellaChiesa?ildocentediastronomia diLovanio?Vogliamodeclinarecomeignorante suaeminenzaRobertoBellarmino? Celeste: No!No(mostraunalettera). Ma luidiceche Cardinale: Lui dice! (ha la tentazione di allungarelamanoversolalettera)Luidiceche ha la prova? Quale prova? Il formarsi delle maree?Mafiniamola.Voi,sorella,sietefigliadi cotanto genitore. La vostra non fu solo la sfortunadiaverloavuto padreillecito.Voine avete ereditato la legittima intelligenza. Voi scriveteeleggete.Enonsolodicantiederbe medicinali. Perfino di scienza e matematica Le maree Lo sanno tutti! Che le maree dipendonodallefasilunariLosappiamo.Lo sapeteanchevoi.Esodoveloaveteletto. Celeste: (intimorita) Lho letto dopo la riformadifrateKeplero.Dopo,dopo

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Cardinale: (mitigando la sua irritazione) Dopo. Va bene, dopo. Dopo la sua abiura di Luteroedellesueeresie.(muovendosinervoso nelminimoperimetrodellacella)Luidice(si avvicinaallamonaca,indicalaletterainmano alla suora) Lui dice! Ma voi Voi per chi parteggiate? Celeste: (esitante)Perperilgiusto. Cardinale: Ilgiustocapisco.Voilovolete nelgiusto?Eallora,sevoletevostropadrenel giustosieteancoraintempo.Piegatelo!Voi potete.Oppurevoletecheperunfraterinnegato, per un Keplero che si riaccosta alla giusta dottrina, perdiamo uno scienziato nobile e timoratodiDio?Cheperdiate Celeste: No!(supplichevole)No. Cardinale: Che per un momentaneo e insensato convincimento, lo perdiate per sempre.Voleterinunciareavostropadreper sempre? Celeste: No Va bene, va bene. (va a posarelasualetterasulletto,sopralealtre)Gli scriver.Cercherdifarlodesistere. Cardinale: Doveteriuscire!Econlaiutodi Dioriuscirete.Nonhodubbinellavostrafede, nellavostrabuonafede Celeste: Gliscriverancora,loavvolger dilettereedidubbi,diaffettuositedottrina Cardinale: (incalzando) Potrebbe non bastare! Potreste essere in difficolt ad argomentarvi con vostro padre. La sua conoscenzadeidogmidegnadiunespertoe illuminato teologoPotreste aver bisogno di aiuto. Celeste: Se lo stesso aiuto di cui ha bisognomiopadre Cardinale: Laiutoperconoscerelamentedi Dio. Per difendere la Fede. Io vi aiuter ad aiutarlo!Leggeremoassiemelepaginecheviha inviatoechevifareteinviare. Celeste: (perplessa)Lelepagine? Cardinale: Leggeremo I due massimi sistemi del mondo. (Il cardinale benedice la clarissa e si allontana; Celeste continua ad acconsentireciondolandolatesta,lalucesudi leisidissolve).

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ScenaVI(detti) Cardinale: (stropiccia la lettera che tiene in mano)Diomio.Fachesiaservito.Fachetutto questoserva.(faabrandellilalettera;faardere i piccoli pezzi di carta nella bugia; poi si inginocchia,pregaamanigiunte; sichinasul lettoaraccogliereunaltrofoglioecominciaa leggere)Amatissimafigliamia,Celestefigliadi Dio Galileo: Prima di discorrere delle tue apprensioni,cancellaprestolemie:comestai? Tu che agli altri presti cura e conforto, non mortificarelalbergodellatuasensibileevotata anima.Guarisci!Edammenelietanovellanella prossima tua. Io vengo a cancellare ogni tua remora, la tua esitazione che freno par voglia frapporsinellemietrattazioni.Eppurdisputare contecognizioneeapprendimento oltreche gioia e rimpianto. Rimpianto per averti fatto, conlaDivinaCreazione,femmina.Chuntal sapere, intelligenza e intuito, se non sono in uomo, vanno sprecati. Per i tuoi conclusivi inviti a licenziare le avversate mie teorie astronomiche, tradiscono i tuoi stessi ragionamenti, non solo il sapere della tua progenie. (il cardinale si alza e comincia ad avvicinarsi verso la luce che illumina nuovamenteCeleste)Perquestotiallegoifogli fiorentinidelDialogo,lestampedicuichieder lassenso.Leggilepaginechetiscollo,rifletti suquestemieparole:piaristotelicofilosofare dicendo il cielo alterabile, perch cos mi mostrailsensooppureilcielo inalterabile, perchcospersuadeildiscorsodiAristotele? Io so gi che i tuoi occhi ritorneranno a rileggere il primo postulato. So che pure gli occhidelSantoPadreUrbanoOttavovisisono aperti. E ne ho avuto risposta: anche lui convinto che a volte le Scritture oscurano il proprio significato, a volte ci tramandano il mistero.Quindi,figliamia,nontemere:Dio,per mezzo del Suo Massimo Nunzio sulla terra, illuminer il SantUffizio affinch conceda limprimatur(esce) Cardinale: (rivolgendosi a suor Celeste) Comprendetechesignifica,sorella?Voicapite? Una iattura! Sarebbe un vero tracollo per la Chiesa Cattolica. La rovina della Chiesa Romana.S.Evoilosapete!

Celeste: Unlibro(titubante,restiaad ascoltareeaparlare)Perunlibro?Per Cardinale:Unlibro?(quasigridando)Unlibro! (respiraforteperpoiparlareconmoltacalma) Sorella Celeste, non arrecate offesa al vostro intelletto.Sapetebenissimoqualepartitasista giocando.Voilaveteacoscienzaqualemortale duelloincorsodaRomaallelandenordichedi Lutero, Calvino e Melantone. E di certo comprendete qual mortale fendente potrebbe essereIlDialogoperilseggiodiRoma. Celeste: Se questo scritto rappresenta un azzardo,nonotterralcunplacetequindinonci saralcunperiglio Cardinale: (batte il pugno contro le mura) Noncos!Egiunpericolo.Noncapite?Lo stampatoincircolazione.

Celeste: (porta le mani a nascondere la faccia)Senzaavernelautorizzazione? Cardinale: E i protestanti gi ne fanno motivo di dissuasione e di adesione alla loro setta.UnnobilecattolicocomemessereGalileo GalileichenegalaveritdelleSacreScritture. Celeste: No! Non vero. Questo non vero. Cardinale: (sventolalalettera)Nonvero? Andatealeggere,(nascondelaletteradietrola schiena)aleggerecosascrive:avolteleSacre Scritturepervertono illorosignificato,avolte citramandanoilfalso. Celeste: Eunamenzogna!(siavvicina

svelta alla cassapanca, cerca fra gli abiti, scavafraisuoiaveri,esaminafralecartesenza trovarequelchecerca;sconfortatacominciaa piangere) Quel che voi mi riportate una mistificazione.MesserGalileoscriveoscurano enonpervertono.Enellalettera.Lalettera (tentaancoradirimestare) EraquiEscrive ancora che le Scritture ci tramandano il misteroenonilfalso.Eracosnellalettera (si arrende nella ricerca) E come vi dico. E vero.(supplicando)Credetemi! Cardinale: Echecambia?Severoseio credo.Checontaselaveritstasepoltainun baule?Ditemelo,acheserve?Achiserve? (si avvicina alla monaca, le prende la mano) Dobbiamo impedire la divulgazione di queste miscredenze.Dobbiamoimpedirecheloscisma protestante venga alimentato dalle parole dei miglioricattolici, anchesetraviate.Dobbiamo impedire la promulgazione del Discorso. Mi capite,sorella? Celeste: No.(scuotelatesta)Noncapisco. Comepossoimpedirloio? Cardinale: Dobbiamo fare in modo che vostropadrenonconvincailPapa. Celeste: IlPapa!(illuminatadallidea)La decisionedelPapasarlarivelazione,laverit. IlPapainfallibile. Cardinale: S!Infallibile.Eproprioquesto ilrischio.Chelasuainfallibilitvedailgiusto nelleideedivostropadre.Chelasuainfallibilit segniliniziodellafine:lafinedellaChiesa.Voi potetecapire.Voicapiteche Celeste: Chelaveridicitdellarivoluzione copernicana Cardinale: Orasarebbe Celeste: (comprendendo la minaccia) La finediRoma.(singinocchiaaterra)Macos Cosperderilgenitorericonquistato. Cardinale: (si inginocchia accanto a suor Celeste)No!Riconquistereteilpadreperso. ScenaVII(detti) Il cardinale si allontana dalla suora e si avvicina al candelabro; brucia la lettera; si accostaallafinestra,scansalatendadicerata, cerca il cielo, poi sbadigliando si trascina verso il letto, a raccogliere un altra lettera; prendeuncandelabroevaaleggerevicinoalla finestra.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.28 Cardinale: Mia carissima Virginia. E possibilechetu Galielo: Tu, che le altre sorelle curi e guarisci,nonriescaarimettertidaituoimalanni daddome?Pensaallatuasaluteenoncrucciarti degliaffannimiei.Noncrischioperlamia salvezza.Anzi!Leggilepaginechetiapporto, leggi cosa faccio dire allingenuo disputante, ascolta le parole di Simplicio: Oh che bella dottrinalavostra!Davantiadessadobbiamo tacere; ma io lho gi sentita da una somma autorit;daquellaautoritchedalnordsferra lattacco a Roma; da quella autorit che stolidamentedichiarachesiporrebbefuoridal cristianesimochiaffermassechelaTerrahapi diseimilaanni.Soloseimilaanni!Sonosicuro checomprendi,comecomprenderSuaSantit Urbano Ottavo. Che abbiamo in mano lo strumento per vincere questa continua guerra, pervinceresenzaarmisuiprotestantiesuiloro signori,esanarequestoscismaconlaforzadella ragione Cardinale: (rivolgendosi a suor Celeste, in piedivicinoallasuacassapanca)SuorCeleste, voilocapite?Capitequalilrischio? Celeste: (titubante) S e no. (cerca di spiegareipensierisovrapposti)IoNonloso. Noncomprendo,noncomprendo.Nonsarebbe lafinediognidiatriba?Diquestaguerraormai trentennale. Cardinale: (posa a terra il candelabro; si avvicinaallaclarissaeletoccaunaspallain un gesto di sincero affetto, di sincera comprensione per quella evidente confusione mentale)Ragioniamo.RagionatesuorCeleste. Celeste: (simordeledita,tesa)Non facileNoncosfacile. Cardinale: (lascia calmare la monaca, si avvicina alla finestra; spiega con calma) Ditemi, sorella: cosa ci rimproverano i protestanti?Pidiognialtracosa. Celeste: Vi riferite vi riferite alla letteralit Cardinale: Della Bibbia! Proprio cos. Rimproverano che noi papisti ci allontaniamo dallaletteralitdelleSacreScrittureperimporre aisudditilanostralegge,invecechequelladi

Dio.Eallora!Possiamonoiinquestomomento diconflittostravolgereundogmadicosgrande influenza sui fedeli? Possiamo dire che Esa sbaglia?CheleSacreScritturehannosbagliato? Chelaterrachegiraattornoalsole?(riflette) Capitecosavorrebbedireinquestomomento? NegarelacentralitdellaTerrasignificanegare profeti e evangelisti, significa negare la stessa esistenza Celeste: (interrompendo ansiosa) No! Non la nega. Non lesistenza di Dio che si nega. Lui lui non sta confutando la nostra fede. Lui vuole che sia salda. La vuole rafforzata, lavuole unica per tuttii cristiani. LuismentirCalvino,LuteroeMelantonio,ch giKeplerorifugiatoaBolognasottoilsoglio diRoma Cardinale: Vero!Lasuaintenzionesicura. LintenzionediGalileoGalilei fedele. E forse, dico forse, veritiera.AtalpuntocheilPapa ne potrebbe essere convinto. E alloravirendetecontodicosa potrebbe accadere? (fissa la monaca negli occhi, attende la replicadellasorella)Losapete! Voi sapete cosa potrebbe accadere. Celeste: (dolorante e insofferente)Nonvorreisapere Cardinale: Tutta la Santa RomanaChiesadiventerebbe Celeste: (gridando) Eretica no! Cardinale: (aspetta,solenne) Noidobbiamoevitarlo. Celeste: (quasi per ultima resistenza primadiacconsentire) Maperch?Perch, se anchevoiditechelasuateoriapotrebbeessere veraEvera! Cardinale: Perchnonprovata. Celeste: Maseluilafornisse,laprova luipotrebbeaverelaprova. Cardinale: Quale prova? Le maree? Non unaprovaeluilosa.Esenzaprovelasuateoria sarebbeundogma.Epuunuomo,ancorpise didottrina,rinnegareilDogmaedidogmatismo umano, seppur di scienza, discorrere? La scienzadeveprovare.Eanoioccorreunaprova semplice,unaprovaevidente,unaprovachetutti

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i cristiani possano comprendere. E non una prova speciosa adattata ad arte al proprio Sistema.Perchancheseprovacifosse,prova espressaingrecoedottolatino,provachegli illuminati possano comprendere Sarebbe inutile. Devono essere tutti a capire. Devono essere tutti a comprendere. E non basterebbe ancora!Perchsarebbeinutileancheseprovaci fosse che tutti gli altri, pure i bambini, comprendessero ma solo domani. Anche solo domani! Perch di oggi lo scontro delle dottrine. E in un domani, quando anche i semplicicapisserodomaninoncisarebbepi Papa.NRomancattolici.(meditainsilenzio, poiriprenderisoluto)Dobbiamoimpedirlo.So chepossocontaresullavostra saggezza,sullavostrafedee sullofferta del vostro sentimentoascendente. Celeste: (si china sullinginocchiatoio, accarezzailsuorosario)Cosa devofare? Cardinale: (lesiavvicina,le carezzalanuca)Dovetedarmi lepaginechevihaspedito,le paginedelSistema. Celeste: Volete travisare il suoDialogo? Cardinale: (invitalasuoraad alzarsi, lavvicina alla cassapanca, la invita a cercare, tende la mano e prende in pugno le pagine) Dobbiamo solo fare in modo che il Papanonapprovilapubblicazione.(nascondei foglisottolatonaca,ritornaallafinestra;suor Celesteescediscena) ScenaVIII(detti) Ilcardinalestrappalaletteraastrisceelearde sulle fiammelle; si avvicina alla finestra a guardarefuori;tornaallelettere,neraccoglie unaltra; prende anche laltro candelabro, lo sistemaperterraaccantoallaltro,luisiedein mezzoconlespalleappoggiatealmuro,sottola finestra;cominciaaleggere. Cardinale: MiadilettaVirginia,saperti

ristabilitanellatuasalutelunicomiomotivo dicompiacimento Glielo: (irritato, quasi collerico) Ch tuttoilrestoiattura.QuestaattesaaRoma ormaidiventatasteriledelsuoscopoessenziale: Maffeo Barberini non mi ricever pi. Mi ha mandatoadiredinondoverrinunciareallasua ospitalit,comunque.Hoildubbiochepiche uninvitosiaunordineoqualcosadiancorpi severo. Mi ha scritto e mi rimprovera di aver traditolanticaamicizia,diaverlooffeso,diaver oltraggiatolasuaumanaragioneelasuaDivina Rappresentanza. Io non comprendo cosa sia mutato, cosa abbia alterato la predisposizione del Santo Padre, cosa sia cambiato dopo lultimonostroincontro...(buiosuGalileo) Celeste: (si avvicina al cardinale, gli si fermadifronte)Comeavetefatto? Cardinale: Come?(sistropicciagliocchi)Il riferimento di Simplicio a Lutero e Calvino. Quella allusione ridicola Ho fatto in modo chefosseriferitaallaChiesaCattolica.Estata rivoltatacontroilPapa Celeste: MioDiono!(sipercuoteilpetto) Cardinale: (sialzalentamente)Nonflagellatevi sorella.SuaSantitsaperdonare Celeste: Ditemi!(supplicaamanigiunte) Sarpunito?Eprigioniero?Ditemelo,viprego. Cardinale: Prigioniero? E stato il suo amico Maffeo a chiamarlo a Roma. Vostro padre soggiorna nei palazzi vaticani, non in una galera. Celeste: (vaadinginocchiarsiaipiedidel cardinale)Macosagliaccadradesso? Cardinale: (la solleva lentamente) Non dovevaSolamenteluinondovevapubblicare Il Dialogo senza lapprovazione papale. Lui dovevaaspettare Celeste: Aspettarelimprimaturchevoi chenoinonglifaremootteneremai? Cardinale: Aspettare! Celeste: Rinunciare! Cardinale: Ragionare! Ragionare e aspettare Ma lui non pu. Non ha voluto ragionare! Le ragioni nostre. Le ragioni della Chiesa.Comeavetefattovoi.Maluino!Lui Galileo Galilei! (gira attorno a suor Celeste; alzailtonodivocearimproverare;suorCeleste sitappaleorecchie) Luiilmonumentodise stesso.Luilascienzaelaconoscenza.Echi

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nongliacconsentepocopidiunabestia.Lui larroganza della conoscenza. Lui la sapienza divenuta saccenteria. Lui lunico ispiratodaDio,sololuiSololui! Celeste: (scuote la testa) E cosa cosa avverrora? Cardinale: Ora?(bloccailsuopassostretto, riflette)Oradovrassoggettarsialgiudiziodel SantUffizio.

Celeste: (cerca di soffocare lurlo) No! No. (piangendo) No! Tutto per colpa mia. E mialacolpa. Cardinale: Colpa?(cercandodiconsolarela suora)Macosadite.VoiavetesalvatolaChiesa. EchiamatecolpaaversalvatolaChiesa? Celeste: Ma io ho condannato mio padrepursempremiopadre! Cardinale: Vostro padre non avr da temere Celeste: E la mia anima? La mia anima parricida,chilasalver? Cardinale: VistodicendocheGalileoGalilei nonavrnulladapaventare. Celeste: Iohodisonoratoilpadre.Eache vale salvare la Religione se lanima mia non vedrlaLuce,senonhosalvatolospiritomio

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Cardinale: Suor Celeste, la vostra anima pura... Celeste: Chi potr avere piet della mia colpa? Cardinale: Voiilquartocomandamentonon laveteviolato Celeste: Io!Iohoscrittolasuacondanna. Cardinale: Vi sto dicendo che non ci sar alcuna condanna. Volete comprendere? Vostro padre nonsarcondannato. (riflettendo) Basta labiura.Nientealtrocheunabiurapersalvare la Santa Romana Chiesa. Tocca ancora a voi, sorella,darelasalvezza.Persuadetelo!Labiura. Voi lo potete convincere. (Suor Celeste si allontananelbuio)Voiavetelaforza.Voiavete ilpotere. ScenaIX(detti) Dalla grata della finestra un bagliore rosa annuncialalba;ilcardinalebrucialepistolae poispegnetuttelecandele;raccoglielultima lettera, si appressa al chiarore della finestra, muovelaletteraperilluminarlaalmeglio. Cardinale: Mia amatissima Virginia, sono pronto. Galileo: Sono pronto a recitare latto di abiura.Ancorchnoncomprendaqualisianole cagioni del silenzio e del distacco di Sua Santit,ancorchnonintuiscailrisorgimentodi questo processo, io abiuro. Pi che le tue implorazioni sono valsi il tuo affetto e la tua devozione, lamore ritrovato, i sentimenti che non ho meritato, gli impulsi di cui avevo dimenticatolagenesi.Salvarelachiesa?Salvare la mia vita? Per una volta il mio pensiero corso a te, a voi figli di illegittimo padre. Rendervi anchefiglidiereticosarebbeiltorto maggiore che potessi farvi. Posso chiedere di essere perdonato per non avervi dato madre. Posso chiedere di essere perdonato per non averviconferitodotedignitosa.Possochiedere di essere perdonato per avervi precocemente abbandonato in convento. Posso chiedere e chiedoperdonopernonavervielargitoamore. Ma quantunque ingiusto solo perch non c ancora dimostrazione, non posso chiedervi di perdonarmi il sacrilegio. Non sar io a imprimervilatacciadiempiastirpe.Sono

pronto a chiedere perdono e a sopportare la pena. Mia e solo mia pena sopporter, ch qualunque essa, sar minor dolorosa che il divietoastudiareeinsegnarscienza.Masea repentaglioilprimatodiRoma,nonperilsapere mio dovr cedere agli scismatici sempre pi profani (Galileo esce di scena sulle ultime parolementretornaSuorCeleste,ilcardinalesi inginocchiaaisuoipiedi) Celeste: (distoglielosguardodalcardinaleper schermare limbarazzo) E alla volont divina chedobbiamoinginocchiarci. Cardinale: Ealvostrosennoelungimiranza. Grazie.IoviringrazioanomedituttalaSanta RomanaChiesa. Celeste: (invitailcardinaleadalzarsi)E anche il ringraziamento di Sua Santit Papa Urbano? Cardinale: (si alza) Luistesso nonsarebbe mai riuscito a convincere vostro padre. Ci ha provato sei volte. Per ha avuto lidea di mandarmiqui,davoi.Lilluminazione Celeste: Ecosasardimiopadre?Quale condannadovrscontare? Cardinale: Laprigione Celeste: (inansia)Laprigione? Cardinale: (allargale braccia, sorride alla monaca) Rasserenatevi, mia piccola Virginia. Una prigionia solo formale. Sar prigione per tuttimanonpermessereGalilei.Tuttisapranno dellacondannarigorosa Celeste: (mostrando limpazienza per le sorti paterne)Rigorosaquanto? Cardinale: Rigorosa solo nella forma. Sar unareclusionesoloapparente.Lapotrtrascorre dove a lui pi gli aggrader. Attualmente ancoraospiteneipalazzivaticani:vostropadre insisteperchincontriilPapa Celeste: Perch dite che insiste? Non lo puincontrare?Aveteappenadetto Cardinale: Hoappenadettochetuttostato archetipodiSuaSantitBarberini.Manonpu confessarloavostropadre,nonpurivelarloal suoamicoGalileo.Epoirischierebbeditradire voiedisciuparequestorinatoimpulsopaterno. Vostropadrepotrindugiareneicomodipalazzi vaticaniapiacimento.Equandosistancherdi

aspettarequestocolloquiopotrdecideredi spostare la sua dimora. Io lho gi invitato a soggiornare nella mia residenza fin quando vorr. Oppure potr stabilirsi nella sua stessa villa, nel suo Gioiello di Arcetri. Potr anche continuareacimentarsiconisuoiesperimenti, con i suoi metodi scientifici. Potr perfino dedicarsi alla ricerca della prova che gli ha chiestoPapaUrbano.Mafinoachenonlavr trovata,(calcando)esperimentatailsuounico dogma dovr essere quello di Dio, (sorride allasuora)quelloCeleste. Celeste:(ricambiailsorrisodibenevolenza)E per mio padre Cosa posso fare? Posso alleviareioilsuopeso? Cardinale: (con divertita ironia) Forse s. Potetesostituirviavostropadrenellarecitadei sette salmi pontificali. E questo lunico vero castigocheGalileoGalileidovrscontare.Non certo per leresia. Chiamiamolo piuttosto una espiazioneperlasuperbia. Celeste: Sarlamiapenitenza.Perilmio peccato al quarto comandamento. (si inginocchia,congiungelemanisottoilmento, chiudegliocchi)Assolvetemi. Cardinale:(scuotelatesta)Evabene.(alzale ditauniteabenedirelapenitente) Iotiassolvo nelnomedelPadre,delFiglioedelloSpirito Santo. Celeste: Amen. Cardinale: Amen. ( si allontana da suor Celeste e ritorna alla finestra; suor Celeste, oscurata,escediscena)

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pregareaipiedidelletto;prostrandosi)Baciola terrachesorresseVirginiaGalilei,suorCeleste chelaChiesasorresse.(failsegnodellacroce; senteaprirelaportaesirialza) Badessa: (inchinandosi)Eminenza. Cardinale: (indicando la cassapanca) Questa ritorna a casa. Ritorna con Virginia Galilei, nella casa paterna. (esce; si sente la voce del cardinale che ripete pi volte, a sfumare)Padre,voichepadreamenonfoste,lo sarete per tutti gli uomini di scienza che tali vorrannochiamarsineisecoliavenirePadre cheamenonfoste,losaretepertuttigliuomini discienzaPadresaretepertuttigliuominidi scienza.Padresarete Sipario Fine

ScenaX(cardinale,badessa) Ilcardinalepiegalalettera;cerca,inutilmente, unafiammasucuibruciarla;straccialalettera inpiccolipezzie,facendolipassaredallagrata dellafinestra,libuttaalvento;siavvicinaal giaciglio, riassetta coperta e cuscino; sotto il guanciale(nellafedere)trovaunaltralettera. Cardinale: (legge)Padre,voichepadreame nonfoste,losaretepertuttigliuominidiscienza chetalivorrannochiamarsineisecoliavenire (gira lo sguardo di scatto, copre gli occhi, sospira) Questo lestremo saluto della figlia dolente.Questono,nonmiamissione.(piega lalettera,lareintroducenellafodera,deponela foderadentroalbaule,chiudeilcoperchio;vaa bussareallaportadellacella;siinginocchiaa

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Viscia
diMariaLauraPlatania

Forsanethaecolimmeminisseiuvabit Virgilio,Eneide,1,203 Hosempreamatocichehotemuto. Deveesserciuntemponelnostrotempoincui fortesiincollano sensazionidestinateasegnarel'interocammino checiassegnato. Niente mi procura un brivido forte come la vastit delmare,nullamiemozionapidella vertigineavvertitadellospaccatorossodiuna montagna. Disperato equilibrismo dell'essere, amosolochinonmiama.Ementrequest'ultimo trenomiconsegnaall'estremapaura,l'angoscia claustrofobica del sentirmi chiusa in questa cassadifradiciolegno,sballottataneldecisivo itinerario della vita, conto una ad una le mie ossa, accarezzo con il pensiero questo corpo sterile,sento,cappapesante,quellatunicache hasoffocatolamiagiovinezzaeprotettolamia lunghissima vecchiaia. E' finita, finalmente.... Iocomeacquamivadosciogliendoetutteson disgiunte le mie ossa. Il mio cuore si fatto comeceraedentroalpettomisivastruggendo. Il mio palato secco quasi argilla e la mia lingua s'attacca alla gola... Ora Tu che ho selvaggiamenteamatoperchhosempretemuto mifailiberadisuperarel'ultimabarrieraedi goderedellaTuaLuce... Un colpo secco di pistola: giusto passaporto perl'ingressoalmondodi unaviscia.C'sanguedappertutto.Unsilenzio irreale avviluppa uomini e cose nella sospensione della vita. Pure, la viscia l. Accidenti,avrebbedirittoaunpo'difesta.Un sorrisosghembo,unalacrima,unacamicioladi setarossa,ilcaloreriposantedelsenodisua madre. E'unafemmina.Lordadiungrassoimproprio, nessuncapelloingentiliscelafaccettasmunta. Laboccalarga,dastreghettarinsecchita.Un occhietto gi inequivocabilmente strabico. SegnatadaDio,guardatidaisegnatidaDio. Oh mio dio, per amore di dio, che dio lo perdoni,chedioaccolgalasuaanima.Miserere

nobis.... Un uscio sbatte violento, una folata di vento, imprevistobrividodiunanotted'estate,ladesta. S'accuccia sulle gambe, tira a s il lembo del lenzuolo;scosta,conungestobrusco,lafrangia untuosa dalla fronte. Il sudore le fradicia la camicia che s'incolla inopportuna tra le cosce corteegrasse. Aipiedidellettounorinalesozzosvegliaisuoi sensiottusiconl'insopportabilefetore.Chic' dietroquellaporta?Lelabbraingoianoparole chelamenteordinarapida,losguardosiinsinua nello spiraglio asciutto, cercando di superare l'impossibileostacolo. Scivola ratta sul pavimento di mattoni rossi, lesta cerca la protezione della vestaglia lurida gettataallarinfusasuunapanca. Ha paura, ha sempre paura. Nessuno l'ha mai confortata.Forse,nessunosadellesuepaure.A chiimporterebbe,poi... Prende il suo quaderno bisunto, un lapis smozzicato e disegna ancora una volta, come tuttelenotti,unalunascura,stellesenzapunte, labbralivide. Sispecchianellapagina,silenziosacustodedei suoiincubi:percorremolleconlapuntedeldito il profilo rotondo di quella luna di fango, il segretodellelabbra serrate, ilvuotoalboredi stellespezzate. Sonoquasilecinquedelmattinoelaluceviva delsoleferiscelosguardofisso,senzaciglia,di Benigna. E'l'albadelsuoquattordicesimocompleanno: natailtreagosto.Almenocoshannoscrittonei lorolibrilesuoredelconventochel'haaccolta, certoerauntrediagostoquandostatadeposta l, completamente ignuda, la bocca riarsa, incapacedipiangere. Naviga dentro l'ultimo dei suoi pensieri, all'incrociogentiledellapiramideinutilechela portafuoridiunapellecheognimattinalava concurametodica,strofinandoconunaspazzola dalle setole ruvide la schiena grassa, i gomiti ispessiti,leginocchiainduritedaltantopregare sulpavimentodellachiesa.Avvertegravela

forzadiunpensieroche,tantevolte,sentenon appartenerle, quasi lei, il suo corpo goffo, le lente movenze, lasuapelleenfiata, nonsiano cheimproprioinvolucroaunavitanonrichiesta n voluta, ma accettata quale mendace e svagatoomaggiodiungrecomentitore. Tra poco la casa si riempir del rumore ordinario del giorno, non vale pi la pena riacciuffare per la coda un sonno che regala solo inquietudine tanto meglio alzarsi, prepararsi...LaSignoradicertoavrordinatoper lei un dolce e, magari, le dar la gioia di un abitonuovo...E'buonalaSignora,giovane,il volto radioso, capelli chiari, occhi limpidi, spalle piccole, vita sottile, la statura di una bambinae...lemani,quellemani.Tuttalacasa prendevitadaquellemanipiccole,diafane,che sembranodisegnarenell'arialatracciavivadella sua essenza. Benigna ama osservarle, comprendepidaigestidefinitichenondalla voce bassa e modulata quel che intende la Signora.

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Vorrebbe essere accarezzata da quelle mani, solounavolta,magariperpoco,sentireiltocco algidopregnodicalore,sognarechetantobasti a superare la pelle traslucida di un universo serpente che l'attira e la respinge quale mesta altalena. Ora la luce del giorno accecante, divora la pianura,sidilatafinoalmare.Benignanonha maivistoilmare,purecredediconoscerloda sempre,senteche,inun'altravita,harespiratola salsedine aspra, gli spruzzi vitali, le mani immersenell'umoreditiepidogrembomaterno. Sonora la campanella la richiama all'obbligo quotidianodellaMessa. Menodimezz'oraper lavarsi, vestirsi, cercare di dare forma a quei capelli che nessun sapone riesce a liberare dall'untuositappiccicosachelarendeancora

pi brutta. Benigna lo sa: brutta, sempre stata brutta e non serve che lo specchio ogni mattinaglieloricordi,quellasegretaossessione dentrodilei,nonhabisognodiresponsi,non temenemmenopigiudizi.SuorFrancescaleha dettoche"Dioamadipiquelliacuinonha fattolagraziadeisuoidoniesiprendemaggior cura dei suoi figli pi disgraziati", ma le ha anchedettoche"cisidmenopensieroperi figlichenondannopensieri"...Eleichepensieri hamaidato?E'robusta,lebastapococibo, sopportaillavoro,ancheilpiduro:avevasolo seianniquandoperlaprimavoltalesuorele hannodatolaramazzadisagginainsegnandole aspazzarelestanzedelleconsorelle. Lavareipavimentilepiace,l'odoredelsapone, laschiumaleggerachesiformaaognipassare ritmico dello straccio, mentre le ginocchia illividiscono e la fronte suda, il marmo dei pavimentiprendevitaalsuorobustostrofinare e,avolte,quandonessunolavederidediscol suo viso ebete che affiora nelle chiazze di pulito...L'hannocapitosubitoinconventoche non intelligente: n perspicace, n scaltra. Buona,ecco,leibuona,semprestatabuona. Piccola piccola non piangeva mai, spesso la notte non dormiva, ma se ne stava sveglia in silenzio, lo sguardo storto, le manine che accarezzavano come per rito il bordo del lenzuolinoeselaconversalesussurravaqualche blandizie sembrava annuire colla testa grossa. Per questo, quando ormai era chiaro che non sarebbemorta,eognitentativoditrovarleuna madre era fallito avevano deciso di darle un nome, Benigna e lei ha imparato presto a ripeterlo,eadires,dicesempredis,seppure qualcosadevedire,altrimentitace. Ilsilenzioilsuoregno,lapreghieralasua forza, ma una preghiera muta che le nasce spontanea dal cuore senza enfasi e senza retorica; inutilmente le suore del convento di SanctaMariaAssuncionlehannoinsegnatole parole che accomunano, Benigna sorda a quegliinsegnamenti,credecheDiononpossa davveroascoltareparolesempreugualirecitate inlamentosacantilena.Leistessavienevinta daunsonnoirresistibilequandolanenia

malinconicalaculla,puquellasupplicapriva di letizia arrivare fino al cielo? Nel suo quadernetto scrive ogni giorno un ricordo, unemozione, quello che pensa sia una gioia, poverefrasisghembeinciseditraverso:quelle diventano la sua preghiera, unofferta non richiestadivitaumileeimmobileachidiquella vitasentelunicomotore. Lesuoredelconventosonobuoneconlei,ma nonlaportanomaifuori,Benignanonhamai visto una bambina della sua et, non ha mai vistonessunbambino,soloquadriestatutinedi giovinetti e giovinette, morte in odore di santit,comediceSuorPaula.Nessunoleha maispiegatobenequalesialodoredisantit, ma Benigna crede debba essere un profumo speciale,comequellodellaSignora,perquesto ogni giorno si strofina la carne fino a immaginare sulla sua pelle leffluvio delicato degliamatidaDio.Ungiorno,lehannodetto, potrindossarelatunicaverdeeilvelobianco comelealtresuore,madovrannopassareancora degli anni perch ancora troppo piccola per diventarelasposadiCristo.Nonlebenchiaro ancoracosavogliadiresposa,ma,latestachina sulla ciotola di legno della minestra, giorno dopogiorno,hasentitosuorEmanuelaleggere con la sua voce cristallina di Sara sposa di Abramo,diMariasposadiGiuseppe,diAnna sposadiGioacchino.Maihasentitoparlaredi spose di Ges, ma non le piace il pensiero desserefigliadiDioesuasposa.Forseperch nonsacosunpadre...Lunicouomocheha incontratoLuis,vienealconventoognisabato con la sua cesta vuota, racconta alla Signora delle sue disgrazie, dei suoi dodici figli affamati,dellamogliemortaeconlemanirozze apiediscalzi,lafacciacottadalsole,simettea zappare con precisione dorologiaio lorto, piantaoraccoglieasecondadeifruttiedella stagione, libera dalle erbacce, innaffia con generosit, lasciando sempre lultimo secchio dacquapers. Benignasenestasedutaaosservarlo,mentresi getta addosso lacqua fresca a bocca aperta perchnullavadasprecato:levestibianche,da contadino, sincollano al corpo solido mostrandoformesconosciuteallabambina,lui laguardasenzavederlaeleisisentecomeuna diquelleerbaccecheLuisstrappaperpulireil

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campo.Primadiandarevia,luomochiededella Signora,maleinonsimostrapi,alsuoposto arrivaunavecchiasuorache,afatica,trascinail cestopieno,copertoconunostracciocolorato. Cosacisarladentro?Benignalhachiestouna volta a Angelita, la giovane conversa e quella lhaderisa:Nonlosai?Luisvieneaportarevia icadaveridegliamantidellaSignora.Sapevadi dovere stare zitta come sempre, non le ha creduto,maunleggerobrividolhascossatutta: chi sono gli amanti della Signora? Lei unamante della Signora, il sogno che ha carezzato fin da quando bambina caracollava sulle gambette storte nei giardini della casa statoquellodesserelafiglia della Signora,il suo tesoro segreto, troppo brutta per essere esibita,troppocaraperessereabbandonata.Non hamainemmenocercatodisaperechisiaquella donna delicata che dirige, con labilit di un maestroconcertatore,quellosparutogruppodi religiose, avverte solo con lingenuit inquieta deisuoipoveriannichelaSignora laparte mancantenelmosaicomutilodelsuoesistere. UnasolavoltalaSignoralehaparlato:aveva noveannielamattinaserasvegliatadaisuoi solitiincubi,lelenzuolamacchiatediunrosso vivo,comequellodelsanguedellepiaghedel costato di Cristo. Aveva frugato a lungo, terrorizzata, per cercare di scoprire da quale feritaprovenisse,avevavistolepesantimutande diteleimpregnate eavevapiantoaccovacciata sul pavimento, fino a quando al mattino Suor Consuelo, la pi anziana, laveva scoperta, laveva tirata su a fatica mentre le labbra farfugliavano Poveretta, disgraziata, anche in questo.... La Signora le aveva spiegato quel che le capitava. Gliocchichiariincupiticomeperunsegreto rimpianto,ilvoltoterreo,lemaninascostetrale pieghedellatunica,lavoceappenaunsussurro. DopolacacciatadiAdamoedEvadalParadiso terrestre, questo il segno del peccato della donna, solo la nostra amata Maria ne era immune,unsegnodidoloreeviolenzacheci offendenellacarne,sololapreghieraelacastit ciaiutanoariconquistareilbeneperdutoe,

finalmente, quando si diventa anziane come suorConsuelo,sesivissuteingraziadiDio, questo marchio ci abbandona e diventiamo degneditornareinquelParadisocheEvaciha negato.PioffendiamoDio,piilnostrocorpo sanguina.Haicapito,Benigna? No,nonavevacapito,maunaltroterroresera aggiunto alle sue paure di sempre e con ribrezzo lavava quel sangue che mese dopo mesesifacevapiforte,pivivo,nonostantele sue implorazioni, le sue privazioni offerte in dono alla Madonna, perch le insegnasse la strada che portava alla liberazione da quellorrorenascosto. Quattordicianni,unagiornataspeciale,bisogna chesiafelice,bisognachesorrida.Quandoride ancheilsuosguardostrabicosembratrovarela via diritta e stamattina i capelli scuri sono morbidiescintillanti,astentolamollettariesce atrattenernelondaalatodellafronte. Nelrefettoriosuoresciamanosilenziose,irosari snocciolati d'uso, basse teorie di sguardi. Candoredimarminellastanzacomuneincapace a respingere la calura torrida del giorno che avanza. Benigna legge l'afa addensata in gocciole sul chiuso d'obbligo delle vetrate. Lacrime nell'asciutto degli occhi deformano il paesaggio,ravvicinandol'orizzontesconosciuto. Sentelasuaconsuetatrasparenza,trailfruscio inutiledell'agrodiabitirigidid'amido:nessuno la guarda, nessuno sorride, nessuno... Pure ricorda confusa, spazzando la nebbia, lavando col sapone della sua mediocre coscienza spezzonidivetroinmemoria,l'annoprimac'era undolcelass. Lass, con gli occhi socchiusi pu ancora vederlo al centro del lato pi breve del rettangoloapertodellatavola,aipiedicrocefissi diCristo:immacolato,rossodiciliege,stilledi sanguemutateperuninutile,gentilemiracolo... Scivola mesta, il sole accecante del giorno offende lo sguardo senza ciglia, s'acquatta nell'ombratagliatadelchiostro,strizzagliocchi picciniillusidichiudereinriquadrod'amorela personadellaSignora. Lei s, non dimentica mai niente, la mente ordinata lavagna nitida di tratti bianchi, al centro, in alto, Ges, lo sa, ma in fondo, a destra, prima che l'angolo scurodel legno la inghiotta,c'leiBenigna.

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La Signora non c', la Signora partita. Scomododono.Quando?Stanotte?Eameche ha detto di dire? Che andata per mare...Perch? Qualcuno laggi ha bisogno di unadonnacomelei...Ordinedelvescovo.Chi questoVescovo?Epoileinonunadonnala Signora,lamiaSignora...MacchediciBenigna? Acheservechiederealabbradibronzo,meglio uscire, spingersi oltre lo steccato di smarrimento, trovare lo scampo a tanto dolore...Piangerebisognerebbe,magari lacrime dicera,comelasantitinstatuasbrecciatasul comodinodellasuastanza. Il solo pensiero del pianto svuota la bocca in affanno, prosciuga lo sguardo traverso, pu sentirlo adesso quell'occhio che sfugge il dominio.

Cos' che brilla di l dal cancello tra mani nodosedivecchio? Undonoperte,lomandalamamma. E'comeseilcielosiapra,sparisceilcaldodel giorno,c'frescodipioggiachelaval'untodi sempre, sfregare di cosce, tozze le braccia si tendono al luccichio indistinto. Il vecchio ammicca,seduce,levandolamanopiinaltoe leichiudepianoilcancello,serrandoloallesue spalle. Nessunoladevesentire,losa,cel'ha scritto nel cuore: la Signora sua madre e l'attende, la vuole portare con s, per sempre oltrequelmare,perchl'acquacancellil'imposta distanza fra loro e libere possano stringersi. Fisso cipiglio nell'uomo, di lontano giungono altevocidicoro...E'leilamiamamma? Avida la mano afferra, scontrando le dita irrigidite del vecchio,un arco di brillantini di vetroinfermaglio.

Regalo di sole per una testa senza grazia: scritto nello sguardo amico dell'altro, improvvisato specchio alla sua vanit. Non soffre malia, n contagio, ma non teme quel vecchio,isuoiocchistorti,legambericurve,il neromendacedeicapelli. Loosserva,loscrutaeinattesoilbrividofreddo cheogninotteladesta,assaleinteralaschiena, lacurva,attozzal'ammassodelcorporidicolo. Misente,signore,hodetto:leilamiamamma ? Laguarda,s'accostapesanteilrespirodifuga, sussurraparolecheastentotrovanolaviadella mente,s'addensanonelleorecchiepiccine,trai capelli che l'emozione dell'attimo rincolla al mododisempre. Iosonotuopadre. Via, vai via signore, non mentire signore, peccato,offendiGes,luisolomiopadre,non hoaltripadri,mel'hadettolabuonaSignora. Vattene,tieni,riprendiilfermaglio:tuo?No, nonandare,aspetta,solounmomento: leila miamamma? Incalza la voce del vecchio e le mani antiche d'olivo intrecciano nel fermo dell'aria tratti conosciuti,leggiadri:erabellatuamadre... S'accasciaBenignaaccantoalcancellodiferro rovente,lemaninonspingonopilaloroansia d'entrare. Trovarelapacedisemprenelchiusodelcoro distante di suore,malavocecostringe... era buonatuamadre,erapane,eravino,erafresco di lini d'estate, caldo di lana d'inverno. Non avrei mai dovuto... a te che puoi darmelo, io chiedo il perdono. Novembre di miele e lei l'ombradituttiimieisogni,m'intendiBenigna? Lamanoleggerasfioraappenalasua,mentre spingel'uscioelochiudepesantedietrodis, vellutoilsorrisodellelabbra,mentregliocchi non intendono minaccia. Era lei la mia mamma? Fuggire, fuggire lontano nel buio improvviso delgiorno,inseguito,daallora,dasempre,da unasprorimorso... Nonavreimaidovuto...iltuoperdonoBenigna, mi serve. Quattordici anni sono tanti per un vecchiocomeme. Quattordici anni sono lunghi a contarli, sul pallottoliere di una vita solitaria, rivederli, bisogna,adesso,unoaunoesempreilsuoviso

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didonnariaffioraet'accusa. Nascevi, t'ho visto, nascosto: figlia di un desideriosolomio. Ilcieloeralivido,nessunastellalorischiarava, lalunasporcadifango,eleigridavalavoglia ditenerequelfigliorubato. Nonsento,nonsento,nonvogliosentire... Ilpadronefiero nonhasopportatolavistadi te, brutta bestia mia, voleva ammazzarti, cucciolo spurio, ma ha portato con s il ribrezzodell'attimo. Lo sguardo strabico in fuga Benigna rivive l'orrore di tutte le notti, quel freddo di lutto portato nove mesi nel cuore, il sangue che schizza sul muro, mentre l'uomo deciso le lascialavita,lasciandolavita. Che vita e perch senza il tiepido grembo di madre? Perdono? S, ti perdono, ma ti scongiuro rispondi... Compagna dell'esistere, la muta rispostanegliocchidistantidelvecchio. Campane rintoccano rade il giorno d'addio, l'anima vola, librando un dolore capace di reciderelinguadidonna,gliocchisenzapianto apertiall'ultimoincontro. Ancora una volta prima che nulla pi conti, senzapaura,lochiedoaTe,miounicoamore: eraleilamiamamma?

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IL Lago dei cigni: una storia diversa


di Paola Martino
OdetteeOdileeranonateatreminutididistanza

l'una dall'altra: due gocce d'acqua con la sola differenzadelcoloredeicapelli.Odette,bionda eangelica,erasempresorridenteecantavacon unavocedaincantatrice.Odile,brunaeconlo sguardodifuoco,sapevadanzareconelegante leggerezza e sensualit.Le due gemelle, identiche eppur riconoscibili, fin dal primo pianto alla vita erano sempre state insieme, condividendo giochi, marachelle, rimproveri, paura del buio e dei temporali, scherzi ai ragazzi, quando, pi grandicelle, indossavano unaparruccabiondaobrunaesisostituivano vicendevolmente. Anche alla scuola di magia andavanosempreinsiemeeavevanoappresole arti del dominio degli elementi naturali e stavanoperesserepromosseallivellosuperiore. conlecompagnesiritrovavanopressoillagoe sperimentavanovienuovediapplicazionedelle arti magiche.La loro preferenza andava alla tecnica di trasformarsi in animali, per sperimentarelaMetamorfosi:annidiletturedei miti greci, del multiforme Proteo, di omerica memoria,diOvidioedelleperipeziediLucio asinodiApuleio,leavevanoirretiteabbastanza: dicomuneaccordoconlecompagnediscuolasi esercitavano in queste prodezze metamorfiche. Odette privilegiava gli animali miti e gentili; Odilequellipiaggressivieforti:aturno,da brave gemelle, si alternavano con salomonica distribuzione dei ruoli. Maungiornoqualcosanonfunzion.Toccava adOdette,laqualeamaval'eleganzadelcignoe la simbologia della trasformazione dalla BruttezzaallaBellezzadicuidepositario. Quel giorno Odile era poco energetica e per niente concentrata sulla prova: era arrabbiata con la sorella che era sempre desiderosa di sperimentare e ricercare..e metteva il cuore in tutto quello che apprendeva ed applicava. Odile,perlaprimavolta,nonvolevasottostare alle regole: sembrava che fosse ritornata bambinacapricciosa,maoravieraqualcosadi negativonellasuaresistenza.Inveritvedeva

Odettefelicedaqualchegiorno:ilPrincipedi una terra lontana, di passaggio con i suoi compagnid'armi,sierabagnatonelleacquedel lagoel'avevavistamentremeditava..Passionee sentimentoavevanoincendiatoiduegiovani:in un abbraccio totale si scambiarono i voti di amarsi di un amore incondizionato. Sentimenti confusi e contrastanti agitarono l'anima di Odile, quando cap che stava per perderel'amatagemella:Odetteeradispostaad abbandonarelaMagia,laRicercadeilivellipi viciniallaterra,perelevarsiaquellisuperiori, esplorare altri campi di Conoscenza e camminare col suo Principe! OdilenonaccettavacheOdettepotesseandare altrove, non accettava di perderla per sempre: decise. Deciseditenerlaincatenataase,nellaformula di trasformazione da recitare, inser tre parole checambiavanoilprocesso:siagivanellaparte animalenellarealt,dunquedigiorno,enella parte umana nel sogno, dunque di notte. Sitrasformaronoincignienuotaronopertutta lamattinatanellago,provandoilritmodiuna danza raffinata e arabescata.. Nel pomeriggio, quandoilsoleeraancoraalto,sarebberodovute ritornarenellaformaumana,manonavvenne. Odette, dapprima stordita, poi consapevole, infine disperata, ricord che aveva l'appuntamentoconl'amato,perpartireconluial tramonto. Ormai nel panico, chiese aiuto alla sorella,maOdile,improvvisamenterivestitadi sontuosepiumenere,conocchidiambraeun beccotrionfante,ledissechesarebberorimaste per sempre in quello stato, indissolubilmente legate fino alla morte! Il Principe quella sera torn sconsolato al Castello:sistupivadell'assenzaedelsilenziodi Odette, ma concluse che sicuramente l'amata avevaavutoqualcheimpedimentocheleaveva intralciatolafuga.Ritornsullerivedellagoil giorno dopo,alla stessa ora, mentre il cielo si accendeva di porpora e oro: chiamava a gran voce Odette, ma la fanciulla non and. Fecelostessopermoltialtrigiorni,finquando dovette arrendersi ed accettare che la sua promessasposanonsarebbepiritornatadalui.

Addolorato,ilPrincipeguardillagoun'ultima Ilsensodellavita voltae,volgendolespallealleazzurreacqueche lo avevano visto felice, lanci il cavallo al galoppo: ben presto lui e i suoi compagni diAngeloTarantino diventaronodeipuntiminuscoliescomparvero. Aveva immaginato sempre che, dopo lattimo Dadietrogliarbustidiunaspondadellagoun della liberazione dellanima dal corpo, si Cigno nero osservava... sarebbetrovatoimprovvisamenteimmersoinun grande lago sulla cui superficie si sarebbe librato leggero, insieme ai ricordi ed alle preoccupazioni dellesistenza terrena appena conclusa.Quando, nel giro di un brevissimo istante,ripreseconoscenza,ebbelasensazione di essere stato assente per un tempo senza misura, infinito, di cui non percepiva alcun inizio n fine. Illagononceramanonebberagionediessere deluso.Lasuaessenzasiconfondevainquello spaziosconfinatoelacircondavasoltantouna traccia, come il contorno di una sinopia che lartista delinea con mano sicura, prima di costruire laffresco. Quellaccenno lievissimo era tutto ci che restava della sua fisionomia. Intornoaluimiliardiemiliardidietereeessenze tralequalitentinvanodiriconoscerequalcuno che gli era stato caro. Si rese conto che ogni traccia,ormaisvuotatadeicontenuticarnali,era comeunidentikittroppovagoperessereutile allindagine.Nonavrebbepotutodunqueriunirsi acolorocheavevaamatomanonsentivadolore per questo. Capiva che tutto ci che poteva ricondurreallindividualitnonesistevainquel mondo. Istintivamente proiett lessenza verso la Terra e rivide con chiarezza tutto il suo tragitto come in un film dovela macchina ha ripreso pazientemente la vita di un fiore dal momentoincuisemestatointerratoaquando, ormaitrascorsoiltempo,ipetalisiafflosciano intornoallosteloe,adunoaduno,sistaccanoe cadono.Unfilmpoiproiettatoadunavelocit taledamostrarelinteroprocessonelgirodiun solominuto,purmantenendoloarmonicamente continuo, senza scosse, comprensibile e completo.Ecco, dunque la sua vita apparentemente lunghissima questa era stata rispettoallinfinito,pocopidiunbattitodali. Conlastessaincredibilevelocitvidesvolgersi lavitafutura,guardcondistaccoimpensabile le esistenze dei suoi figli e poi dei loro discendentiche,dibattitoinbattito,si

proiettavanonelbrulicaredellUniversoenon facevaintempoaseguirnelefulmineevicende che gi scomparivano per confondersi irriconoscibili, tra le altre essenze che lo circondavano. Perch dunque essersi tanto preoccupatoalpensierodelledisavventureche avrebberopotutoaffliggereleloroviteedacui, una volta venuto a mancare, non avrebbe pi potuto prestare conforto ma solo esserne impotente spettatore? Avevaormaiassistitoalloscomparirenelnulla delle milionesima generazione dopo di lui quandoimprovvisamenteglifuchiaroilsenso, lobiettivo di quelle vite. Conilpassaredeltempo,lumanitcambiavae, in quella proiezione tanto accelerata, cambiamenticherichiedevanomillenni,alpunto dinonesserepercepibilitantaeralalentezzadel loro svolgersi, erano perfettamente visibili. La corporeitsidissolvevamanmanochelanima conquistavaspazisemprepigrandi.Ilprocesso si sarebbe concluso quando non pi corpi sarebbero stati generati ma anime e queste, senzadoverpitransitareperilpesantetirocinio dellesistenza planetaria, sarebbero passate direttamente allo stato essenziale completando finalmente il ciclo universale. Tuttosisvolsesenzascorrereditempo,linfinito nonhaninizionfine,edeccocheavvenne quella che da sempre era stata erroneamente chiamata la fine del mondo. Improvvisamenteilabiliaccennidellesinopiesi riempironodiincorporeilineamentiecolori,in un mondo senza dimensione, e tutti furono subito riconoscibili. Distinsetuttiisuoicaridelpassatoedelfuturo, e laraldica universale ricondusse limmensa moltitudine allUnico, Grande Creatore. Nell'Infinitoscoppiunimmenso,interminabile applauso.

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Lachiesa
diMarcelloVicchio

La piccola porta si apr, cigolando rumorosamente su cardini che avevano urgentebisognodiessereoliati..Erainparte consunta dallumidit, il legno aveva un sentore di marcio e gli antichi chiodi di rinforzo che ne contornavano i bordi erano corrosi dalla ruggine. La porticina, ricavata nel portale della cattedrale, era modesta comeeranomodesticolorochelutilizzavano. La cattedrale aveva certamente conosciuto tempimigliori:nobiliereneavevanovarcato il portale con ali di cortigiani al fianco, in pompamagna;vescoviecardinaliviavevano celebrato funzioni solenni e memorabili; antichi cavalieri al servizio di Cristo vi avevanocercatoconfortoenuoveenergieper leloroimprese,mentreledame,neiloggioni superiori, li occhieggiavano ardenti. Io ero solo quando varcai quella porta e degli splendori antichi non vi era pi alcuna traccia. Iltempoavevaconsumatotutto:le vite si erano spente come le candele che avevanoanneritoimurinelcorsodeisecoli,i drappeggi preziosi e gli ori erano stati trafugatipivolte, ledecorazionieilegni pivoltebruciatiericostruiti.Iltempoaveva consumato tutto, tranne la pietra, risparmiandocosilgeniodellarchitettoche aveva progettato la cattedrale e il lavoro di interegenerazionidiscalpelliniecarpentieri che si erano avvicendati nella costruzione. Tutto era svanito tranne il messaggio e il misterochelachiesaracchiudevains.Con la mano appoggiata sulla porta, ormai del tuttospalancata,mifermaiancoraunistantea respirareprofondamente,comecoluichein procinto di immergersi nellacqua. Dentro non vi era nessuno. Lo scalpiccio dei miei passi echeggiava sugli archi e sulle volte aggraziate e snelle, rimbalzava sui fianchi nudi delle colonne di pietra, scindendosi in millesussurri,edavailtempoalmiocauto procedereversoilcentro. La pietra la materia pi vicina a Dio,

perchstatacreataprimadiognialtracosa, prima degli animali, delle piante, degli uomini.Lapietra,conlesueasperit,conla suadurezza,conlasuavitaeternaeconil lavoro che necessario prodigare per levigarla, la materia pi prossima al Creatore.Lapietrahavibrazioniparticolari, harisonanzechesiaccordanoconlanostra eco, sostanzae formains: staalluomo scoprirecichecontieneinpotenzaedicui pufarcidono,cospensavomentre,nella penombra, cercavodiindividuareunpunto preciso nelle parete settentrionale. Intanto, ruotandogliocchi,miaccorsicheimieipassi mi avevano condotto sopra un labirinto che lignotoarchitettoavevavolutonelpavimento dellingresso. Era in marmo nero, bianco e rosso e si snodava secondo una schema circolare,fattodinumerosissimelineeecurve fittamente intrecciate, che sembravano tutte prenderevitaediramarsi daununicopunto centrale.Vieradicertounsignificatoinquei colori, un significato che non conoscevo. Intuivo, invece, lessenza di quel labirinto: moltesonolestradechepossonointrecciarsi nella vita delluomo, e che possono trascinarloeperderlo;maunasola quella giustadaseguire,quellacheconduceaDio. Non sapevo dove mi avrebbero condotto le stradechestavopercorrendo.Nonsapevose miavrebberocondottoaqualcosa,nonsapevo bene neppure perch mi trovassi l in quel momento, se per curiosit, superstizione o altro. Alzaigliocchievidilaltareaoriente:era spoglio come tutta la cattedrale, tranne che perundrappochelorivestivainparte,edera sormontatodaungrandecrocifissodilegno. IlGeschevieradipintosembravaunombra che si confondeva col legno, tanto erano sbiaditiicolori.Avevabracciaabnormemente lunghe rispetto al corpo, la bocca aperta in unasmorfiadidolore,ilcorpo rinsecchito, quasievanescente. Mentre camminavo verso la parete nord, ripensaiancoraunavoltaagliavvenimentidel giornoprima. Mieroimbattutonelpiccolonegoziodilibri mentremiaggiravoperlacittincercadiun cinema.Erogiuntoincittilpomeriggio

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perch lindomani avevo un importante appuntamento di affari e, per trascorrere qualcheora,nonavevopensatodimeglioche guardareunfilm.Lavetrinadiffondevauna lucecaldaeinvitanteeiononsoresisterealla tentazionedellelibrerie.Mipiacelodoredei libri, mi piace vederli riposti ordinatamente negli scaffali, mi piace sfogliarli immaginandoneicontenuti,gustarli,leggerli erileggerli. Immaginodiamareilibriperchnonhanno maifattomaleanessuno,anzi,ilcontrario.I libri educano alla vita, i libri danno sapore allavita,ilibriistruisconoallavita,mentreio erounvenditoredimorte.Armi,munizioni, gas tossici, mine antiuomo. Il contrabbando gonfiavalemietaschedisoldi,tantipi di quellicheavreipotutospendereinunavita intera, e il giorno successivo in una banca panamense il gruzzolo sarebbe diventato ancorapipesante. Non so perch presi in mano un libro che trattavadicattedralieluoghisacri;ederocos intento a osservare le fotografie di cui era corredato, che non mi ero accorto di avere qualcunoaccantoame. - Eunlibromoltoilluminantedisseuna voce. Mi girai. Era un uomo sulla cinquantina, baffuto,occhialirotondieunespressionedi apertacordialit. Confesso di non aver mai letto nulla sullargomento risposi cauto. Diffidavo sempredeglisconosciuti,soprattuttodiquelli chemiavvicinavanoeattaccavanodiscorso. Venesonomoltialtrisuquestogenere,ma questo il migliore prosegu. Sapete perch? Perch svela che le cattedrali, le chiese,icosiddettiluoghisacri,nonsonosolo luoghi, sono anche persone: quelle che vi hannolavorato,inciso,tagliato,scalpellatoe cementato affinch lopera fosse compiuta. Sono coloro che hanno offerto sacrifici o hannosemplicementepregatoneitempli,che hanno pianto e festeggiato, che qui sono passateemortenelcorsodeisecoli.Ogni

pietradiunacattedralehamemoriadici. Ladiffidenza avevaprestolasciatoilposto alla curiosit e attesi che lo sconosciuto proseguisse. - Oggiusanomattoniecementoarmatoe magari copiano i progetti su manuali da quattro soldi, gente senzanima che edifica costruzionisenzanima.Noncredeanchelei chesiacos? - Perlaveritnonmelosonomaichiesto, tuttavia suppongo che sia questione di sensibilitpersonale. - Non solo, soprattutto questione di modelli di vita. Oggi viviamo nella societ della negazione, del commestibile. Ogni concettocheproduceuna negazionevieneaccettato econdivisodallamassa. Soffermarsi male, correre nella notte giudicatopositivo:siamo come una carpa alla quale stato sottratto il sasso attorno al quale girava nello stagno. Sa chelecarpecresconopi robuste se hanno un sasso di riferimento? Ecco,guardiqui.Preseunlibrodalloscaffale edisse:Eccocosascriveaquestoproposito Elmire Zolla: Occorre proporsi un rinnovamento costante per giungere ad unapertura spregiudicata a tutte le istanza progressive, accettando una situazione precaria e feconda in unincessante ricerca collettiva delle possibilit di sviluppo e di crescita,spezzandoleremore,rovesciandole strutture acquisite rivoluzionando le forme accettate per aprire nuovi orizzonti dindagine, sollecitando i contributi costruttiviaunridimensionamentochemetta in crisi e categorie e le abitudini, protendendosi verso esperienze sociali sempre nuove in una accettazione consapevoledelleinquietudiniblablabla .Sachecosahadicaratteristicoquestafrase, dice Zolla?Chesipuleggeredaqualsiasi punto a qualsiasi punto senza perdere assolutamente nulla: una filastrocca che dicetuttoeniente,propriocometantecose

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- dellamodernacivilt. Luomo sospir, pos il libro e si diresse versoluscita. - Le cattedrali sono la casa di Dio, non importacomevengonocostruitedissiio. Lamanogisulpomellodellaporta,luomo sifermesivoltlentamente. - Davvero?Replicsorridendo.Cuna certachiesaqui,inquestacitt,edomaniil solstizio destate, il momento giusto per visitarla. Vi consiglio difarloamezzogiorno inpuntoeosservarela paretenord. Mi diede lindirizzo della chiesa e se ne and. Era ormai mezzogiorno e io osservavo la parete nord della chiesa, in attesa di non sapevo cosa. Mi sembrava tutto una follia, una stravaganza,undelirio;maquestodeliriomi aveva impedito di recarmi a intascare il denaro,proprioamezzogiorno,moltolontano dal. Erastatalavocedelluomo,qualcosa nel suo viso, una improvvisa oppressione a costringermiadisertarelappuntamento,ma sentivofortementechepermeeranecessario trovarmilinquelmomento. Unraggiodiluceperforimprovvisamentela penombra,tracciandounasciadipulviscolo scintillante.Lalucepenetravadaunforodella paretemeridionale,attraversavaobliquamente tuttalachiesaecolpivaunpuntodellaparete nord.Avvicinandomividichesiinfrangevasu una pietra diversa da tutte le altre, bianchissimaelevigataaspecchio.Avevola sensazione che il chiarore andasse aumentandomanmanodiintensit,echela luce esterna fosse solo una specie di innesco per una luce ben pi intensa che scaturivadallapietra.Misembravadiessere

nelpienodelconodiemissionediunfaroe che tutta la mia persona ne fosse avvolta. Avevo gli occhi aperti, ma la luce non mi davafastidio. Lapietracominciapulsareinsincroniacol miocuoree,aognipulsazione,vedevocose, persone, scene prendere vita dalla pietra. Osservavo gli avvenimenti svolgersi come i fotogrammidiunfilm, lenti,intervallatida pause pi o meno lunghe, in rapporto col battitonelpetto. Il menhir era levigato e bianchissimo e il sacerdote,ilcapoeifianchicintidapiumedi pavone,sgozzavalevittimesacrificaliconun coltellodiossidianaespruzzavaconleditail loro sangue sulla pietra. Una litania lontanissima, lenta e solenne, aleggiava nellaria. <<IosonoIside,quellache,chesempre stata e sempre sar>>. Il volto della dea, scolpitonellapietraeburnea,eradolcissimoe sereno.Ladeasiergevasullasabbia,laveste ornata di rose, delfini, salamandre, ibis e leoniaisuoipiedi. Lalitaniasierafattapivicinaelevocipi possenti. LastatuadiIsidesicrepinpiparti,ilvolto gigantescosidissolseinunfiumedisabbia chemisommersefinsopralacintura. Lara di pietra bianchissima era abbastanza grande da coricarvi sopra il toro stordito dallissopo. Conmanosapienteloierofante, che recava gli emblemi solari di Mitra, affondilcoltellonellagoladellabestia,ne reciselearterieefececolareilsanguechene sgorgavasullagratasottolaltare,abagnare gli adepti che erano raccolti in preghiera nellantrosottodiessa. Le loro voci si unirono alla litania che risuonavasemprepiforte. Levisioniadessoscorrevanovelocementeesi confondevano e si mischiavano le une alle altre, mentre il mio cuore batteva allimpazzata. Lo sentivo agitarsi furioso nel petto e stringermi la gola, ma mi era impossibile staccarmidallincantodellapietra. Vedevo lunghe file di gente camminare, vedevounondeggiaredifiaccoleebandiere, vedevoschienenudeesudatepiegarsisottole

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sferze,vedevocatene,fumi,roghi,incendi. Alcentrodellapietra,nelnucleostessodel suofulgore,unpuntoneroavevapresocorpo e cominciava a oscurarne la luminosit, catturandolaluceinunvorticescuro. Vidi colonne bianchissime cadere spezzate, templispazzativiacomefuscellialvento,la chiesasgretolarsiecadereattornoameela sabbia che mi avvolgeva trasformarsi in un fiumedisanguevischioso. La litania era una selva di urla oscene, imprecazioni, bestemmie e risate sguaiate. Tutto vorticava e si liquefaceva nel nero a velocitinsopportabile.Miportailemanial pettoegridaiconquantofiatomirestavain corpo:<<Diomio!>> La mia voce rimbalz sulle colonne, sugli archi, sulle volte come una cosa viva; e le pietre ne colsero le vibrazioni e le amplificaronoinintervallimusicali:intervalli di quinta, armonie, proporzioni, segmenti aurei e contrappunti diatonici. Canti gregorianidiederoriposoallemieorecchie. Misentiicadere,mavennitrattenutodadue bracciastretteintornoame. SeppisubitodiChierano. Labirinti:millestradecheportanoaunasola strada. Riuscii a voltarmi per un istante, prima di perdere i sensi. La chiesa stava ritornando nellombrae,nelcrocifisso,sologliocchidi Iside Mitra Ges, mandarono un ultimo baglioreprimacheperdessiconoscenza. Linfartononmiavevaucciso.Qualcunomi aveva trovato supino sul pavimento della chiesa e aveva chiamato aiuto. Seppi tutto questo qualche giorno pi tardi, quando ripresiconoscenzanellasaladirianimazione dellospedale. Tempo dopo cercai ancora la chiesa e il negoziodilibri,manontrovaipinlunon laltra.

LastanzadellasignoraB.
diAngeloTarantino

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Goffredo,dettoPuccio,siritrovdesolatamente solo,inmezzoallapiazzaconlemanipienedi stampelle sulle quali, sotto le guaine di cellophanecrepitante,facevanobellamostradi s tutti i suoi vestiti. Sotto le giacche aveva disposto le camicie e nelle varie tasche erano infilateallarinfusamutande,calzini,magliette della salute, fazzoletti, insomma tutta la biancheria spicciola. Guardava malinconicamente i due bilici con dentro i mobili e le suppellettili di quella che, fino al giorno prima, era stata la sua casa, ampia e confortevole. L'auto dei suoi era parcheggiata dietro, il padre gi seduto al posto di guida, mentrelamadreloriempivadiraccomandazioni su quello che avrebbe dovuto fare, una volta rimasto solo. L'incredibile era che nessuno sembravarealmentepreoccuparsidelfattoche, in quel momento, Puccio non sapeva assolutamentedoveavrebbepassatolanotte. Il momento della partenza, che stava cancellandoinunsoffioquattroannidivitain quelluogo,erastatoampiamenteannunciatoma lui l'aveva caparbiamente rimosso, l'aveva lasciato arrivare senza organizzare nulla per affrontarlo. I camion si mossero e quando li vide scomparire,allorasolosiresecontodiquanto precariaeridicolafosselasuasituazione. Non poteva fare altro che cercare una sistemazione troppo costosa e quindi solo temporaneainqualchealbergo.Poi,concalma, avrebbe cercato una delle tante stanze che venivano affittate agli studenti. Gli venne in menteunalbergopiuttostomodestomapulito dovevivevauncollegadiuniversitedovelui stesso, qualche volta, aveva trovato un rifugio discretoincuiappartarsiconqualcheragazza.Si present all'ingresso ed il proprietario, un simpatico Bolognese che lo riconobbe immediatamente,vedendoloattrezzatocontutta quellaroba,glidisse,"mache,tihannocacciato di casa?". Gli spieg che la famiglia si era trasferitaaltroveecheimprovvidamentesiera ridotto in mezzo ad una strada, senza sapere dovesbatterelatesta,potevadagliunastanza? Purtroppo,l'annoaccademicoeragiiniziatoe

tuttelestanzeriservateaglistudentieranogi occupate, tuttavia, e qui venne il bello, una entreneuse che neteneva da anni a sua disposizione una per riceverei clienti, era andatainvacanzaperunasettimana.Quindi,se si fosse adattato ad un ambiente un po' particolare, per qualche giorno avrebbe potuto sistemarlo. Puccio non riusciva ad immaginare cosa intendesseperambienteunpo'particolarema, allestrettecom'era,firmilregistroepresela chiave. La stanza non era nel corpo principale del fabbricatomainunasortadidependance,inuna posizionedefilata,evisipotevaaccederesenza essere oggetto di sguardi indiscreti. Quando entr,rimasesenzaparole.LaLeggeMerlingli aveva chiuso le porte dei bordelli in faccia, prima che avesse l'et per varcarle ma sicuramentel'ingressodiuncasinonondoveva esseremoltodiversodaquellacamera.Lepareti erano state dipinte di rosso e le tende alla finestra erano di pesante broccato a fiori. Il letto, naturalmente a due piazze, era coperto dellostessotessutodelletendeeleabatjoursui comodinieranoimitazionidiquellediTiffany, conivetrimulticoloriingabbiati nell'armatura dibronzo.Alsoffittounpiccololampadarioad unasolalucedifoggiasimilealleabatjour. Il pezzo forte poi era un bidet mobile, di ceramicaafiori,chetroneggiavasfacciatamente sullesuequattrozampetteinmezzoallastanza, guarnito di un piccolo asciugamano. La luce diffusa dalle deboli lampadine creava un'atmosfera di chiaroscuri che sembravano annunciare larrivo della mercenaria, vestita spudoratamente di rete e coperta di sgargianti collane. Controlltutto,l'ambienteerapulitissimo. Dispose in ordine le sue cose nell'armadio di legno scuro ed uscii alla ricerca di una sistemazionemenoprecaria.Chieseaiutoadun amico pi esperto che aveva passato anni in stanze ammobiliate, e solo ultimamente si era deciso ad affittare un appartamento che condivideva con un altro studente.. Purtroppo, noncerapostoperunaterzapersonamapoteva

provaredaunacertasignoraB......cheaffittava soloamaschi.L'abitazioneerainunabellazona dellacitt,proprionelcuoredelcentrostorico,a pochipassidall'Universit. Puccio si present il giorno dopo, di mattina presto, Buss e rimase in attesa. Non veniva nessunoe,dopocinqueminutistavaquasiper rinunciarequandosentfinalmentedeipassiela porta si apr. Davanti a lui, una donna dallaspetto piacente, probabilmente appena oltre la soglia dei quaranta anni, che stava annodandosiinvitalacinturadellavestaglia,un

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poapertasuiseniancoracompatti.Lasignora B. lo squadr dall'alto in basso con aria indagatrice. Lui le spieg di essere stato indirizzatodaleiperunastanzadaunamico,e glienefeceilnome,.Alsentirlo,leisorrise,ma certocheloricordo,chetipo,unvulcano,non riuscivoastarglidietro,epoi,aggiunse,senza pelisullalingua,"guardi,ledicosubitocheio evitodiprendereincasadeibeiragazzi.Non statosemprecosmaprimaopoitentavanodi portarsidinascostoincameralafidanzatina,io meneaccorgevoemitoccavacacciarli.Capisce, per il buon nome della casa. E allora, perch rischiaredinuovo,chevantaggioneavrei?Io perdereil'inquilinoeluisiritroverebbeinmezzo allastrada.Leipoi,miscusilaconfidenza,non dico sua madre ma potrei essere una sorella maggiore, propriobello,quindi,figuriamoci quanteragazzinelecorronodietro,sonosicura chedurerebbebenpoco". Puccio non si arrese, le spieg con laria pi innocentepossibilecheeragiinmezzoaduna strada e che, sapendo cosa si prova, se lei lavesseospitato,sisarebbeguardatobenedal contravvenirealleregoledellacasa.Inoltre,per rincarareladose,aggiunsementendochele

ragazzelointeressavanopoco,avevabenaltroa cuipensare,eraprossimoallalaureaedoveva impegnarsi per finire alla svelta. La signora B.,pensierosa,lotenneunposullespine, poi,forseconvintadaldiscorsettoimprovvisato di lui, gli sorrise e si tir di lato per farlo entrare. Lo fece accomodare sul divano del salottoeglisisedettedavanti,suunapoltrona, accavallando le gambe. In quel movimento, i lembidellavestagliascivolaronoindietro,verso ifianchi,aprendosi.Puccioistintivamente,diede unocchiata furtiva. e, prima che lei si fosse ricomposta, vide che sotto era completamente nuda.Datoilsermoneallapproccio,ritenneche sifossetrattatodiungestoprivodiintenzionee che linatteso panorama fosse stato assolutamentecasuale, Leirimaseassortaperqualcheminuto,poigli disse,"via,mivogliofidare,infondoleicos bellomahaanchelafacciadelbravoragazzo, mi sembra una persona seria.. D'accordo, si presentiall'iniziodellaprossimasettimanama, miraccomando,allaprimachemifa.....Tenga presentechemidovrlasciareunacaparradiun mese". Il luned successivo, con sollievo, Puccio abbandonlastanzapostribolare esipresent nellanuovadimora. La signora lo accolse anche questa volta in vestagliae,fattasparirevelocementelacaparra tra i seni prosperosi, offrendogliene cos uno scorcio fulmineo ma parecchio generoso, lo accompagnallastanzadove,suunaparete,era appesaunaspeciedimanifestoconildecalogo delle regole da rispettare, dalla raccomandazionedichiudereachiavequandosi uscivaallospegnereleluci,aldivietoassoluto di introdurre estranei, uomini o donne che fossero,e,lacosapiinsolita,lobbligodidare ungiornodipreavviso perchivolessefareun bagnoinvasca. Glimostrlapartedicasaacuigliaffittuari potevanoaccedere,praticamenteunbagno,una stanzadiquattrometripertreconundivano,un tavolino e la televisione, ed uno stanzino attrezzatoperfarsiuncaffalmattino.Poila signoraBscomparveoltrelaportache

dava accesso alla zona privata dellappartamentoelui,rimastosolo,sidiedea sistemaretuttelesuecose. La stanza era ampia e luminosa, dotata di un rassicurantetermosifone.Unagrandefinestraa due ante affacciava sulla piazzetta sottostante. Puccioavevanotato,venendo,cheaccantoadun bellissimo negozio di arredamento moderno, ceraunalavanderiachegliavrebbefattomolto comodo.Larredamentoeracostituitodamobili non di suo gusto ma di ottima fattura, sicuramente provenienti da un paese della provincia,famosoperlaproduzioneartigianale di mobili in stile antico.Sulla parete di fronte alla finestra un letto quasi ad una piazza e mezza, con la testata di legno massello impreziositodaintaglidiformalineare.Accanto al letto un comodino dello stesso stile, con il ripianodimarmorosa.Dilatounarmadioadue sportelli.Vicinoallafinestrauntavoloeduna sediadovepoterleggere. Iprimigiorni, Puccioera rimastoincasalo stretto necessario per studiare e riposare. La mattinaandavaalezionee,dopounospuntino inunarosticceriadelCorso,tornavaincameraa dormire unoretta; poi studiava sino a pomeriggiotardoe,lasera,andavaacenaalla mensa universitaria insieme a qualche amico. Dopo cena, si incontrava con un gruppo di giovani in un famoso bar sul lungofiume da dovepoilacomitivapartivaperuncinemaod unacorsainmacchinafinoalvicinomare. Gli capit di ammalarsi, un forte raffreddore accompagnatodaqualchelineadifebbre.Niente diimportantemacheglitormentavailnaso,gli faceva lacrimare in continuazione gli occhi e, soprattutto,glicausavadeifortimalditesta.Per un periodo di qualche giorno, fu costretto a starseneincasa. La signora B., che praticamente non si vedeva mai tanto agiva con discrezione nei confronti dei suoi ospiti, quando entr nella stanzaversoledieciperrifarlaelovideancora l,sdraiatosottolecoperte,conilnasorossoe gonfio,preseacuorelasituazione. Cominciapreparargliipastied.alavarglila biancheria, mettendo naturalmente in conto le spese.Glifacevaipannicelliimbevutidiacqua eacetoperrinfrescarglilafronte.Perevitareche prendessefreddoalzandosidalletto,lofaceva

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spogliareepoilotergevapassandoglideipanni umididicoloniasultoraceesullaschienanude. Durante quei massaggi, piegata in avanti, sembrava non badasse allaprirsi delle sue vestaglie sulla pelle nuda. Puccio aggiungeva febbre a febbre. Oltre al quelle che gli procuravano le carezze profumate, era vittima delle sollecitazioni dovute alla visione spesso totalediqueiseniturgidiiquali,malgradola posizionetentassedimortificarnelasolidit,si ostinavanoastareassolutamenteeretti.Gliapici gli apparivano innaturalmente compatti ed aguzzi ma a tutto poteva pensare meno che quellacontrazionefossefruttodelleccitazione, laattribuivapiuttostoallosfregamentocasuale deltessuto.Tuttavia,nonpotevaimpedirecheil languore lo assalisse e si doveva sforzare di nascondere la sua imbarazzante reazione. Comunquefosse,lasignoraB.nondiedemai segnodiessersiaccortadinulla,continuavaa sfregarglilapellesenzadireunaparolae,finita lopera, si eclissava con la sua maglietta da lavareinmano. Quando, dopo qualche giorno, Puccio si sent meglio, riprese ad alzarsi. Consumava i pasti cheleiglipreparavasultavolocopertodauna tovagliettae,lasera,nonpotendoancorauscire, sirifugiavanellastanzadellatelevisione. LasignoraB.....preseafarglicompagniaeda farglidelleconfidenze.. Gli raccont di essere rimasta vedova giovanissima,apocopidiventianni.Ilmarito erastatodichiaratodispersoinRussiaepoidato per deceduto. Le era rimasto il bell'appartamento in cui abitavano, troppo grandeperunapersonasolamachenonaveva voluto vendere. Non aveva mai desiderato di risposarsiedanzi,sierarinchiusainsestessa, facendounavitamoltoritirata..Affittarealcune stanzeleconsentivadiviveredecorosamentee dinonsentirsipropriosola.Erainflessibilenel suo rigore perch, cosa vuole, quando ho cominciato ero ancora cos giovane ed una donna sola, piacente lo diceva molto compiaciutaleimicapisce,condeiragazziin casa. Glisisedevaaccantoe,senoneraunavestaglia

ascivolare,eraunagonnastrettachelesaliva lungolecosceederaanchepistimolanteper luiperch,afuriadisalire,allafinesporgevail bordodellecalzedinailonagganciatoallatrina delreggicalze. Puccio la ricambi raccontandole della sua diasporaalseguitodellafamigliache,ognipo' di anni, cambiava citt. L'ultimo trasferimento erastatoinunacittsenzal'Universitequindi era dovuto rimanere per finire gli studi. Il comportamentodilui,malgradoleposetroppo disinvoltedellasignora,eraederastatosempre picheirreprensibile,ligioaldecalogo.Quando aveva avuto necessit di appartarsi con una ragazza aveva passato la notte nel complice albergodelBolognese. Unasera,lasignoraB....glisisedetteaccanto suldivanomoltopivicinadelsolito.Selasua posizioneabitualefacevasfiorareilorocorpiin un modo che era confidenziale ma poteva sembrareinnocente,quellavoltalecoscedilei aderivano completamente a quelle di lui e la pelle era come nuda sotto la vestaglia di impalpabile tessuto lucido che, ad ogni suo movimento,siapriva sempredi pi..Puccio, memore del rigore della casa, pens di dover staremoltoattento,cheleivolessemetterloalla prova e si sforz di rimanere inerte, con gli occhifissisulloschermodellatelevisione. Aduntrattoleiesord,"sa,honotatocheogni tanto,almattino,trovoilsuolettoancoraintatto. Come mai qualche volta dorme fuori? Scommettochec'dimezzounaragazza".Dal suotonosembravachenefosseseccata. Lui rimase imbarazzato e perplesso, cosa le importava, come si permetteva tanta confidenza?Fuoridicasasuaeraliberodifare ci che voleva senza doverne rendere conto a nessuno. Non le aveva pagato forse il conto persinodellepochegoccedicolonia? Lei lo incalz, "me lo dica, sa, forse potrei risolvereioilproblemadeisuoibollentispiriti, perchvuolesciuparedeldenaroperniente?" Puccio continuava a non capire dove volesse arrivaremanelfrattempoleisierafattaancora pi vicina, ora gli premeva addosso, lui cominciavaasentirneilcalore,enelprotendersi verso di lui la vestaglia si era aperta completamente scoprendo tutta la sua nudit, resaancorpisfrenataedinverecondadalla

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cintura,ultimaedinutiledifesa,annodatasopra lombelico. Fuunattimo,poiesplosefrenetica,"teediltuo amico, dopo di lui avevo giurato che non mi sarebbe pi successo, sei troppo bello e per questo non ti volevo, poi ti ho desiderato dal primo giorno ed ora ti voglio" e le sue mani cominciarono ad accarezzarlo, a cercarlo con impazienza dove il corpo si era fatto improvvisamentespigoloso. Eranosoli,sialzaronoe,conlebocchefuse,lo spinsefinoincamerasuabevendoavidamente dallesuelabbra. Fecel'amoreconlafuriadidonnache stata solapertroppotempo.Pucciofuletteralmente posseduto,nonglipermisealtrochedilasciarla fareedilsuorepertoriorepressoesploseinuna nottelungaevorticosa. Dopo,siricomposeimmediatamenteetorn adesserelasignoraB....disempre.Quando luilechiese,"tidispiacesefacciounbagno anche se non ti ho dato il preavviso?" gli risposegelida,"perquestavoltasmanonci si abitui" e, mettendogli in mano un asciugamano pulito aggiunse, "prego, per l'usodellavasca,comesa,sonoduecentolire, laccappatoioglieloprestoio".

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Storia

Comediconsuetopresentiamoqualchebrano classico e gustoso di storia. Questa la vicenda di un tribuno romano (da Ab Urbe condita,TitoLivio). MarcoValerioCorvino. Traimoltialtrieventichefunestaronol'anno,ci fu la morte di Appio Claudio, uno dei due consoli,nel pieno deipreparatividi guerra.Il poterepassalloraaCamillo,cui,inqualitdi consoleunicosiaperl'altaconsiderazionedi cui egli godeva e che non si riteneva subordinabileall'autoritdiundittatore,siaper ilfeliceauguriocostituitodalsuosoprannome inrelazioneall'attaccodeiGalliisenatorinon ritenneroconvenienteaffiancareundittatore.Il console assegn due legioni alla difesa della cittediviselealtreottoconilpretoreLucio Pinario. Memore del valore dimostrato dal padre, si accoll il comando della spedizione contro i Galli senza ricorrere al sorteggio, ordinandoalpretoredisalvaguardareillitoralee diimpedireaiGrecidisbarcare.Discesoquindi nell'agro Pontino, non volendo affrontare il nemicoinpianurasenonperassolutanecessit, convintodipoteradeguatamentedomareiGalli impedendo loro le razzie (cui i barbari erano costretti per sopravvivere), scelse un luogo adattoperporreunaccampamentofisso. MentreiRomaniingannavanotranquillamenteil tempo in servizi di guardia, si fece avanti un Gallo,dinotevoleprestanzafisicaearmamento. Ottenutoilsilenzioconuncolpodiastasullo scudo, il barbaro, con l'aiuto di un interprete, sfid i Romani a scegliere un uomo che si battesse con lui. C'era un giovane tribuno dei soldati di nome Marco Valerio il quale, non ritenendosimenodegnodiottenerequell'onore di quanto lo fosse stato Tito Manlio, chiese l'autorizzazione al console, e, prese le armi, avanznelmezzo.Mauninterventodeglidei tolsevaloreaquelloscontrotrauomini.Mentre ilRomanostavagiperlanciarsiall'assalto,un corvo improvvisamente and a posarglisi sull'elmo,rivolgendosiversoilnemico.Subitoil tribuno accolse con gioia l'evento, come un segnoauguraleinviatodalcielo,poipregche

chiunquedioodeagliavessemandatoquel buonaugurio,loassistessecolpropriofavoree la propria protezione. Incredibile a dirsi, l'uccello non solo mantenne la posizione occupata inizialmente, ma ogni qualvolta i duellanti arrivavano a distanza ravvicinata si levavainvoloandandoacolpireconilbeccoe gliartiglilaboccaegliocchidell'avversario. Fino a quando il soldato gallico, terrorizzato allavistadiunsimileprodigiocheglioffuscava insiemelamenteegliocchi,vennecolpitoa mortedaValerio,mentreilcorvovolviaverso oriente scomparendo alla vista. Fino a quel momentoleduepartiavevanoassistitoalduello insilenzio.Manonappenailtribunocominci aspogliareilcorpodelnemicoucciso,iGalli nonrimaseropidov'eranoeiRomanifurono ancorapivelocinelcorrereversoilvincitore. Siformunamischiaintornoalcadaveredel campione gallico e scoppi una battaglia furibonda che non rimase circoscritta ai manipolideipivicinipostidiguardia,mafu combattutadallelegioniriversatesinellazona da entrambi le parti. Ai soldati felici per la vittoria del tribuno ma anche per il sostegno fornito in quel momento dagli dei Camillo diede allora ordine di gettarsi all'assalto. E indicando il tribuno, cheindossavale spoglie del nemico, disse: Imitatelo, soldati, fate strage dei Galli, a mucchi intorno al loro comandante!.Aquellabattagliapreseroparte uomini e dei, e il combattimento non lasciava dubbi sullavittoriafinale,tantoilrisultatodelduello avevaindicatoadambeduelepartil'esitodella battaglia. Tremendo fu l'urto di quelli che detteroinizioalloscontro,trascinandosidietro gli altri. Il resto dei Galli si diede alla fuga prima diarrivare a tiro.Dispersiin un primo tempo nel territorio dei Volsci e per l'agro Falerno, i fuggitivi si diressero poi verso l'Apulia e il mare Tirreno. Convocati i suoi uomini, il console elogi il tribuno e gli fece donodidiecibuoiediunacoronad'oro.Poi,per ordine del senato, Camillo and a occuparsi dellaguerrasullitorale,unendoleproprieforze a quelle del pretore. Ma siccome l sembrava

chelacampagnaandasseperlelunghe,coni Grecichenonavevanointenzionediaffrontare unoscontroaperto,ilsenatoautorizzilconsole a nominare dittatore Tito Manlio Torquato, in modo che si potessero tenere le elezioni. E il dittatore, nominato maestro di cavalleria Aulo CornelioCosso,presiedetteleelezioniconsolari eannunci,tral'entusiasmodelpopolo,chela sceltaeracadutasuungiovaneditrentatranni, quel Marco Valerio Corvo (dopo il duello portavaormaiquestosoprannome)che,insua assenza, ne aveva emulato le gesta gloriose. Come collega di Corvo venne nominato il plebeo Marco Popilio Lenate, destinato a rivestirelacaricaperlaquartavolta.Controi GreciCamillononfecenullachesiadegnodi essere ricordato: non erano un popolo che prediligesseilcombattimento sulla terraferma, cos come i Romani non amavanoquelloinmareaperto.Maallafine, rimastisenz'acquaesenzailnecessarioperla prolungata assenza da terra, i Greci abbandonaronol'Italia.Nonchiaroaquale popolo e a quale razza appartenesse quella flotta.Personalmentesareiportatoacredere che fosse dei tiranni siculi, perch in quel tempolaGreciaveraepropria,travagliatada lotte intestine, era gi minacciata dalla potenzamacedone.

UominiillustrinatiaPalermo,secondo ladescrizionediunostudiosodell'Ot tocento.


LaSicilia,perchiscrive,lapibellaregione d'Italia. Terra di grandi bellezze naturali, ric chissimadistoriaeculturaedigentemeravi gliosa,meritadiesserericordataperimoltissi misuoilatipositiviafrontedellanegativitcon laqualevieneingiustamentedipinta.Eccocome SalvatoreAbbateMigliorericordaifiglicelebri diPalermo,nelsuo'GuidadiPalermo'del1844 (M.Vicchio). Lungasarebbelenumerazionedegliuominidot ti,sedituttisivolesseparlare,masiciteranno solamenteiprimar;esebbenenellepocagreco sicula,PalermocoloniaessendodiFenic,ad dettisoloalcommercio,nonpossavantarcheun solocelebremedicoechirurgo,efilosofofamo sodettoAndrondaPlinio,AndreasdaAteneo, edAndreadavaraltri,chefiorversolafinedel 3osecolo200annicircaavantiG.C.,puredal lepocaromanainpoineprodussetanti,quanto conragionepudirsichequestacitttengaun rango distinto nellistoria letteraria di Sicilia. Allepoca Romana adunque, fiorirono Diocle, dettoPhimes,illustreoratoredicuiparlaCicero nenellesueVerrinecomodiuomocelebrein agricoltura (in Verrem libr. 3, orat. 8); Sesto Clodiooratore;TitoGiulioCalpurnioPisonece lebrepoetabuccolicolatino:nelVsecolofior Elpidepoetessaecultadonnachefumogliedi SeverinoBoezio.NelsecoloVIIpoidopoG.C. vantaPalermoilsommoPontefices.Agatone. NellVIIIsecoloilponteficeMassimos.Sergio I:malaglorialetterariadiPalermocominciadal XIIeXIIIsecolo,ciodallepocadiFedericoII RediSicilia,edImperatore,natoinPalermonel 1090,guerriero,politico,poetaemecenatede letterati.SeguironoleormedellimmortaleFe derico i suoi bene educati figli Arrigo, il Re Enzo dei primi rimatori italiani, e Manfredi nonoRediPugliaediSicilia,chetuttietrepoe taronoinvolgare,ecitativengonodallaCrusca traiprimiscrittoridellitalianafavellainsieme conInghilfredo,conRugerone,econRaineri, tuttietrepoetipalermitanideiprimitempi;indi GuglielmoIINormanno,dettoilbuono,Redi Sicilianatonel1154,emortonel1169,uomo

prode,generoso,giusto,pio,amatoreeprotetto redellebellearti;eCostanzaNormannaRegina diSicilia,natanel1154,mortanel1198.Maol treallapoesia,iPalermitanicoltivaronolagiuri sprudenza,lapolitica,lastoria,loratoria,efio rironoinognisortadiletteraturaneiseguenti secoli.IlgiureconsultoCarloDeToccochevis senelXIIIsecolo;ilgiureconsultoUbertinoDe MarinidelXIVsecolo;ilgiureconsultoLudovi coBonitosifecegranfama,epoifattosipretefu fattoarcivescovodiPalermo;ilbeatoPietroGe remia,domenicano,futeologoesacrooratore;il beatoAgostinoNovellodellafamigliaTermini futenutoqueldottoteologoegiurisperito;efi nalmenteNinaSicilianaolaNinadiDanteMa janoprimapoetessainlinguavolgare,chefior nel 1290. Nel XIV e XV secolocelebresireseAn tonio Beccadelli Bologna dettoilPanormita,letterato insigne, segretario di Al fonsoRedelleDueSicilie. Nel XV secolo Fra Pietro Ranzano dellordine dei Predicatori,VescovodiLu cera, storico, oratore, e poetanatonel1428emor tonel1492;SalvoCassetta,domenicano,cele bre matematico ed oratore sacro; Leonardo di Bartolomeocelebregiureconsultonatonel1450. Nmancaronoinquestiaureitempi,insigniarti sti,fraqualibastaricordareTommasoVigilia pittore,edAntonelloGaginicelebrescultoreed architetto.NelXVIsecolopoiilnumerodegli uominiillustripalermitanisiaumentadismi sura,elistituzionedellAccademiadegliAccesi nel1568nonsoloaccrebbeilnumerodeipoeti, eservdiesempio,edisproneatantealtreacca demie stabilite in Sicilia, ma diede luogo ad ognispeciediletteratura,efeceemergeregran numerodiautori.PaoloCaggiocelebregiure consultoepoeta,uomodionnigenadottrina.Nel secoloXVIcelebrisireserotragliuominiillu stripalermitaniilpoetaedoratorePietroGravi na, Canonico della Cattedrale di Napoli; Gio vannioJanoVitali,poetalatinoesimio;Maria no Valguarnera, celebre oratore, storico, anti quario,epoeta;TommasoMannarini,cassinese, teologoeletteratoinsignenatonel1515,morto nel1567;FrancescoBissofamosomedicoe

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poeta,natonel1520,mortonel1593;igiure consultiPaoloViperano,PietroAgliata,Ottavio Bologna,ModestoGambacurta,OttavioCorset ti,CataldoParisisivedellAquila,insignelette ratoallaCortediPortogallo;VincenzoPercolla, VincenzoGirgenti;qualinobiligiureconsultiol treavariecoseletterarie,lasciaronomolteopere legali.NtacerdobbiamodiSantoroVitalime dico e poeta dellAccademia degli Accesi che conBartolomeoBonannopoetapuredelladetta AccademiaconAntonioAlfanofuronodepri midiquestaAccademia;diBartolomeoSirilloe diBerlingherioVentimigliadeiMarchesidiGe racionoratocavaliere,oratoreepoeta;diBene dettoVitalipoeta;diOtta vioBrancifortideiPrincipi diTrabia,filologo,oratore, epoeta;diMauroChiaula oCiavula,cassinese,poeta siculo molto fecondo; di MarcoLacavabuonteolo go e vescovo di Mazzara; diMartinoAnastasio,cas sinese, storico e poeta; di Giovanni Filangieri poeta vernaculo;diAurelioBotticella,poetalatinoed italiano;diVincenzoFerreridelterzoordinedi s.Francesco,deibaronidiPettineo,dottonelle lingue antiche, e principalmente nellebrea; di VincenzodelBosco,primoContediVicari,ora toreepoeta;diStefanodAmico,cassinese,poe talatinoeditaliano;diLauraMarta,edOnofria BonannodeiPrincipidiCattolica,celebripoe tessechefuronodellAccademiadegliAccesi;di LuigiLaFarina,valenteufficialediMarina,pri momarchesediMadonia,uomodionnigenalet teratura, ma principalmente poeta: della nobil donnaElisabettaAjutamiCristo,poetessa,mor tanel1580;diGiovanniMatteoGiberticelebre letterato,teologo,epoliticochefuVescovodi Veronale dicuiletteresonopregiatissime; di LuigidEredia,celebregiureconsulto,filosofo, oratore,epoeta.IlXVIIsecolocominciinPa lermoconunanuovaAccademiadegliSpregiati, dicuiMatteoDoniafaprincipeemecenate,ed essendomedicoepoetanefeceilprincipaleor namento,stampandovariepoesieediverseope re.Indinel1622,siccomeeradecadutainparte

lAccademiadegliAccesidelsecolopassato,se neriaprconsommoimpegnounaltradettadei RiaccesisottolaprotezionedelVicerducaFili berto,esebbenequestosecoloXVIIgeneral mentedettoilsecolodelseicento,perdireilse colodellacorruzione,dellampollosit,defalsi concetti,edellaffettatamanieradiverseggiare, nondimenoinvarautorisimbattecheparsial lontanassero dalla general corruzione, e che sembrano fare eccezione alla regola generale. EglipoicertochelaSicilianonhaavutotante opereinistampa,quantointalsecolo,egettan douncolpodocchionegliautoridiquetempi, edinqueichehannofattolebibliotechedegli uominiillustridiSiciliasirestersorpresonel vedereillungostuolodegliautoridiquestose colo.Noiciteremosolamenteiprincipali,come Paolo Sarmiento, poeta latino pregiatissimo; LuigiLaFarina,poetaestorico;FrancescoBal duccicelebrepoetachefiorinRoma,Vincenzo Auria,insigneavvocato,poetaedistoriconato nel1625.InquestoXVIIsecoloanchelapoesia drammatica,elecommediefuronocoltivatecon furore,edabbiamoidrammidiAntonioLoGiu dice,diVincenzoMarascia,diVincenzoParisi. N mancarono poeti siciliani che nella lingua vernaculapoetassero,ilGaleanonefaunlungo catalogo;edancheunpoetasicilianoabbiamodi umilenascita,ilqualesemplicemaestrotaglia pietre,riuscnondimenoegregiopoetasiculo,e fusommamentestimatoaquetempi;siparladi Pietro Fullone ossia Fudduni, i di cui capitoli dellarte nautica e dellarte di pescare furono moltopregiati.Nallasolapoesiasilimitarono ipalermitaniingegnidiquestosecolo;maallin controinogniscienzaedinogniramodilettera turatroviamooperestampateedautorinondi spregevoli:cosrimarcarsidevonoPietroVitale, sacerdotedonnigenaletteratura;PietroCorsetto grangiureconsulto,poivescovodiCefal,epre sidente del Regno, assai scienziato uomo, ed istitutore dellAccademia dei Riaccesi; Pietro Emmanuele,sacerdote,matematico,echimico; PietroOpizinga,granmilitare,chefumarescial losottoLuigiXIVinFrancia;SilvioBoccone celebreBotanicoeNaturalistaeNiccolGerva sicelebrefarmacistachimicoebotanico;Nicco lCoppolamatematico;DomenicoAlajmome dico; Ludovico Manzone, gesuita, teologo ed oratore;AndreaLongo,paolotto,grammatico;

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Andrea Mastrilli giureconsulto; Antonino Agraz, storico,poetalatinoed italiano, autore fraletanteopereanchedelmuseosicolo,ossia degliantichiscrittoriitaliani;MonsignorSimo neRauseRequisenz,insignepoetaeteologo; Ruggieri Ventimiglia matematico; Benedetto Maria Castrone, domenicano, ugualmente pro fondonellematematiche;PlacidoSpadaforafi lologo e grammatico; il giureconsulto Filippo Paruta, nobile palermitano, gran numismatico edantiquario;BernardinoMasbelnatonel1618 giureconsulto, antiquario e storico; Francesco Mario Maggio, teatino, nato nel 1612, oratore sacro,ecelebremissionarionelleIndie;Onofrio DomenicoCaramella,sacerdote,natonel1623, matematico,poetaedistorico;ilP.Gio.Battista Cristadoro, de minori conventuali, nato nel 1591,emortonel1651,oratoresagro,eteologo

digrannome;ilgesuitaP.Gio.BattistaGiattino, celebreoratore,filologoelatinista;ilpoetaeno vellatoreGio.BattistaSettimo,cavalieredugual pregionellearmienellelettere;GiovanniBran caccio, giureconsulto nel 1673 celebre per gli anagrammialloramoltoinmoda;ilgesuitaP. GiovanniAmatodonnigenaletteratura,mapar ticolarmentedatoadillustrarelapatria,autore della Sicilia Numismatica; Giuseppe Galeano medico,celebrefilosofoepoetaelogiato;ilteo logoedoratoreGiuseppeRequisenzsnotoin Roma; Giuseppe Morsicato peritissimo nella scherma;Gio.VincenzoMarasciapalermitano, dotetenutainsommopregioinRomanonsolo perisuoioriginalianagrammi,maancheperla manieradiscrivere;leruditoefaticatoreCano nicoAntonioMongitorenatonel1663,autore dimmenseopere,manotoprincipalmenteperla sua biblioteca sicula scritta in latino, dove vi racchiusetuttiqueiSicilianiantichiemoderni

chestamparonounoperaqualunqueanchedi devozione, e di ascetica; Carlo Giaconia dei chiericiminoriti,oratoresacro,eprofessoredi bellelettere;efinalmenteCarloMarioVentimi gliaeRuiz,letteratomatematicoedantiquario, deContidiCollesano,oggideiPrincipidiBel montenatonel1570,mortonel1667.Fragliar tisticelebridiquestosecoloXVIIsidebbonodi stinguere Pietro Novelli detto il Monrealese, sebbenesianatonellacittdiMonreale4miglia distantedaPalermo,celebrepittore,evaloroso architetto,dettoilRaffaellodiSicilia,chenac quea18gennaro1608,emora25aprile1647; Francesco Potenzano, pittore e poeta; Gerardo Storino,pittore,scultoreedarchitetto;Antonio Grano,pittore;PietroAquila,valenteperinta glio;GiuseppeAlbinodettoilSozzo,pittore.Fi nalmentenelXVIIIsecoloPalermononmanc

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diuominidigeniochelaglorialetterarianeso stennero;ericordarconvienepriadognialtroi letteratiedinsiemeimecenatieprotettoridelle lettere,ilprincipediSanVincenzoD.Alessan droVannielaTorre,ilgiureconsultoCorazza, MonsignoreEmmanueleCangiamila,ilCanoni coDomenicoScavo,cheoltreallevarieopere chestamparono,elabrigachesidiederodillu strarelapatria,fecerolargodonodituttiiloro sceltilibriallabibliotecadettaordelSenato,ed aprironocosunabibliotecapubblicaaprofitto dellagioventpalermitana.Ricordardobbiamo ugualmenteconisentimentidiammirazionee divivagratitudineilprincipediTorremuzzaD. GabrieleLancellottoCastelli,celebreantiquario e numismatico, decoro di Palermo, che dopo averloillustratocollesuedotteopere,eprinci palmentecollanumismatica,lascipureindono lasuasceltalibreriaallabibliotecarealeavan taggio della giovent studiosa; il principe di CampofrancoD.AntonioLucchesiPalli,celebre improvvisatoreepoetalirico,chedopoaverdato

allalucelesuebellepoesie,stabilunaaccade miainsuacasa,edaprunabibliotecaagliacca demici. In questo secolo allAccademia de Riaccesi,gimancata,nefuronosostituitevarie altre; quella del principe di Campofranco, e quelladelmarcheseS.Flavia,eranoleprimarie; indinacquequelladelBuonGustosottolapro tezionediunmagistratopoetailD.D.Ignazio Scimonelli.Citardobbiamoancoracondovuto elogio FrancescoEmmanuele,eGaetanomar chesediVillabiancanatonel1720,emortoneI 1802,autoredellaSicilianobile.Fragliartistidi gridoGiacomoAmatodeicruciferi,mortonel 1732,architettocelebreemeccanicochefrale altresueoperefeceunacartageograficadiSici liainagateeindiaspri,chefuregalataalSom moponteficeInnocenzoXII,echesiconserva inRomaaMontecavallo;Gio.BattistaRagusa, scultore, morto nel 1727; Giacomo Serpotta, modellatore, detto volgarmente stucchiatore, mortonel1735;VitodAnna,pittore,mortonel 1769;GaspareSerenario,eGioachinoMartora napittori;IgnazioMarabittiscultore,mortonel 1757;edilgiovineQuattrocchiscultoredigran disperanze,mortonel1806.Dopoiqualiartisti celebriripigliardobbiamoivarscienziaticome lostoricobaroneCaruso,labateNiccolCento, celebre matematico; labate D. Mario Settimo cassinese,edilcanonicoGiuseppeZerilliteolo giegrecisti;labateSaverioRomano,grecista profondo;ilsacerdoteFrancescoVescogrecista, eprofessordibelleletterenellUniversitdiPa lermo;leconomistaVincenzoSergio;Gugliemo SilioprofessoredimatematichenellaRealeac cademiamilitarediNapoli;ilbaroneAgostino Fornochepubblicnel1750leprosedidiversi uominiillustrisiciliani,edaltreopereepoesie; labateBaroneprofessorediStorianaturale,edi fisicaNeutoniana,perlasuaeloquenzacompa rabilealfranceseBuffon;ildottocanonicoBar beracinellematerieecclesiasticheversatissimo; ilprofessoredidirittonaturaleCarmeloContro sceri;ilcelebreprofessoredimoraleedidritto pubblicoGaetanoSarri,ilprimoatrattarqueste materiedidrittopubblicoinPalermo,chepoiil canonicoRosarioDiGregorio,abatediRocc

adia, di onnigena letteratura, ornamento della nostracitt,reseaperfezione,edacompimento nellasuadottaoperasuldrittopubblicosicolo, edosservazionisullistoriadiSicilia;iduecori feidellaccademiadelBuonGustoipadriGio van Evangelista, e Salvadore di Blasi celebri poeti,storici,ediplomatici;MonsignorSalvato reVentimiglia,giVescovodiCatania,celebre letterato;MonsignorAjroldigiudicedellaMo narchia;ilteologoepoetaamabileedoriginale abateSalvatoreCar;lenciclopedicoabateSal vatoreCannella,professoredieloquenzanellU niversit degli stud di Palermo; Michele del Giudice,abatecassinese,celebreletteratonato nel1651,emortonel1727;padreD.Giuseppe

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EmmanueleLucchesiPallideprincipidiCam pofranco,celeberrimooratore,natonel1720,e mortonel1766;CasimiromarcheseDrago,sto ricoepoetainsigne,natonel1727,emortonel 1775;MonsignorGiuseppeGiojenieValguarne ra,illustreletterato,natonel1717,emortonel 1798;FedericoGravinadeiprincipidiMonteva go Grande Ammiraglio di Spagna, nato nel 1756,emortonel1806;padreAntoninoBarcel lona, prete delloratorio, insigne teologo, nato nel 1726, e morto nel 1805; D. D. Francesco Paolo Beltrano, barone di S. Niccol, celebre giureconsultonatonel1745,emortonel1802; PellegraBongiovanniRossettiillustrepoetessae pittrice;efinalmenteilrinomatissimopoetail secondoTeocritodellaSicilia,edilveroAna creonte,diquestisola,comeleggesiinuname dagliafattagliconiaredalnostroPrincipeReale D.LeopolpoBorbone,lillustreabateD.D.Gio vanniMeli,professoredichimicadellamedesi maUniversitdiPalermo,sociodimolteacca demieestere,ledicuioperepoetichesiciliane hannoriscossogliomaggidituttelenazioni.Nel secolopresentetuttiibuonispiritisioccupano dellescienzeesatte,odirubarequalchenuovo

segretoallanaturaperleconoscenzechimiche. Siammiranogenprofondichesorprendonoper lestensionedelleloroveduteeilmetodosaggio conilqualeessipresentanoleideelepiastrat te,leteorielepiingegnose,enededuconocon arteisistemiinmigliormodocollegatieleap plicazionilepifelici.Numerosiallievisifor manoaquestadoppiascuola,doveglispiritiac quistanounararaprecisioneemoltagiustezza, necessarienellescienzeesatte,manocevoliper lescienzeelearti,nellequalilimmaginazione deve dipingere i sentimenti dello spirito e del cuore.Tragliuominicelebrichesisonodistinti inquestiultimiannicitardobbiamolabatecav. DomenicoScin,fisico,filosofo,storicoelette rato,natoinPalermonel1765,emortoa13lu glio1837,cancellieredellaR.Universitdique stacapitale,professoredifisicasperimentale,ed autoredivarieopereinteressanti;ilCommenda toreD.AntoninodellaRovere,natoinPalermo a 14 settembre 1771, morto a 12 luglio 1837, granmagistratoeletterato,eProcuratoregene raledellagranCortedeConti;LuigiGarofalo natoinPalermoagli8diluglio1792,mortoa6 luglio1837,celebrestorico,oratoreeteologo;il barone D. Pietro Pisani nato in Palermo nel 1761,mortoai6diluglio1837,filantropico,isti tutoreedirettoredelmagnificoenuovostabili mentodellaRealcasadeiMattiinPalermo,e amantedellebellearti;ilcavalierD.D.Giusep pe Tranchina, nato in Palermo il 7 settembre 1797,mortoai9luglio1837,celebreanatomico, einventoredelnuovomododiconservareica daveri;VincenzoRiolo,natoinPalermonelfeb brarodel1772,mortoil10luglio1837,celebre artistaevirtuosopittore.Glialtriscienziati,let terati,edartistichemorirononelCholeramor bus del1837sono:LorenzoAngileri,medico, chefeceunatraduzionediStolz,sullemalattie cronicheconannotazioni,nacquenel1820,mor il15giugno.MicheleAzzarelli,chirurgo,culto redellescienzenaturali;lasciunmuseodiuc celliedinsettiimbalsamati.Nacquea9agosto 1804,mora4diluglio.MicheleBusacca,mar chesediGallidoro;alunnodelnostroOsservato rio,indefessonellostudiodellematematiche,

compilavailcalendario.Nacquea10diagosto 1803,mora4diluglio.CostantinoMariaCo stantiniPresidentedelTribunaleCivilediPaler mo;nacquenel1782:moril19diluglio.Pub blicdiversipoemi,edilcomentariosudecreti. GiovambattistaCastiglia,professoredieloquen zanellaRegiaUniversit,versatissimonellostu dio dei classici greci e latini. Nato nel 1780, morilgiorno11diluglio.SalvatoreCandiloro, chirurgo.Ebbevitanel1776,mortoil13dilu glio.Stampunanuovamemoriasulnuovome tododitagliopelrettovescicale,lodatadallafa coltmedicadiMontpellier.IgnazioDixitDo minus, istitutore dello stabilimento dei sordi muti.Nacquenel1766,morili11diluglio.An tonioDiGiovanni,letterato,nacquea14dicem bre1809,emorinunadelleultimeseredilu glio. Pubblic diverse opere. Antonino Greco, egregiomedico,sebbeneingiovineet.Natonel 1804, esegu un viaggio allEstero. Tornatone scrisseinpatriauncennodesuoiviaggimedici aVienna,Parigi,LondraedItalia,precedutoda qualcheriflessionesullateoriadelcontrostimo lo.Estensoreprincipaledelgiornalesiculodelle scienzemediche.PubblicunSaggiosullastati sticadellaRealcasadeiMatti,encomiatodagli annalimedicinalidiFrancia.Dettalcuneme moriepergiornali,fracuifumoltolodatoilsuo discorsosullosviluppodegirinidirana.Mor l11 di luglio. Antonino Malvica, consigliere dellaCortesuprema,accademicodelBuonGu sto. Dett da Procuratore Generale della Gran CorteCivilediPalermodiversememorie.Nac quea28digennaro1771,emorli11diluglio. CanonicoD.DiegoMuzio,professoredifisica matematica.Nacquenel1772,uscdivitaa5di luglio.PietroPolara,medicodistinto,allievodi CirilloeSementini,istitunel1812ungiornale diclinica.Diedealucemoltiopuscolidimedi cina,epoesie.Natoil1768,mora25diluglio. Beneficiale Antonino Romano. Lasci molti manoscrittisopramateriedifilosofia,distoriae diletteratura,uncompendiodelloperadiSmith sullaricchezzadellenazioni,edaltro.Nacque nel1766,mora5diluglio.CanonicoGiovanni Ragona, professore di lingua ebraica nella R. Universit; pubblic un discorso sulla lingua ebraica.Natoinottobre1770,mora14dilu glio.AbateVincenzoRaimondi.Degnoallievo delcelebreMurenanelseminarioarcivescovile

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di Morreale, espertissimo nelle latine lettere. TradussenellalinguadelLazioalcunepoesiesi cilianedelMeliinmodoelegante,dettalcune poesiedieccellentegusto,emolteiscrizionila tine,nellequalieraperitissimo. Natonel1768,moril9diluglio.AbateGioa chinoSantoro,cultoredellescienzenaturali,la scimanoscritti.Nacquenel1785,moril7lu glio.AbateNiccolaScovazzo,istitutoreediret toredelmetododimutuoinsegnamentoinSici lia.Pubblicunoperaincuiproponeva lintro duzionedellescuolepubblicheperledonne,e gliasiliperlinfanzia,oltreaundiscorsosopra ilmetododimutuoinsegnamentoapplicatoal disegnolineare,allalinguaitaliana,edalpro gresso dellaritmetica. Mor l11 di luglio di anni50.GaspareVaccaroPresidentedellaCa meradeComuninelparlamentodel1812,In

tendentedellavallediGirgenti,poiamministra toredelR.Lotto,inultimo,giudicedellagran CortedeiConti.Pubblicunoperasullacoltiva zionedellacannazuccherinainSicilia.Nacque a19dimaggio1775,mora5diluglio.Luca Costanzo,imitatorelodatodiquadriantichi,va lentenelleincisioniinacciajo.Mora15luglio dianni54.DomenicoCavallaro,architetto,ver satonellostudiodegliantichimonumenti.Fece ildisegnodiunnuovoteatrodimusica.France scoLaFarina,valorosoallievodelVelasquez, valentedisegnatore,abilenegliaffreschi.Sup plivailsuomaestronellascuoladelNudo,ed avviavalagioventalladrittastradadeldisegno. VincenzoDiMartino,degnoallievodellegre gio architetto Venanzio Marvuglia. Decor la VillaGiuliadiunportico,feceilpianodelle

stradediSicilia.Fraaltribellissimipontiuno nefececostruiresulfiumeSimetodeldiametro nellunicoarcodi100palmi,elaltrosulfiume SalsodImeradipalmi135.Immaginildise gnodiunvastissimocarcereinPalermo,secon doilprogettodiBentham,acuisidiedemano. Mordianni64a6luglio.CarolinaDiMartino, sua figlia nel fior dellet, studi in Roma, e promettevanellapittura.Morduegiornidopoil padre.FrancescoZerilli,GiuseppeTresca,pitto ridibellesperanze.Ilprimoerailsolochetra noidipingesseatempera;ritrassebellevedute dainostrimonumenti,ricercatedagli stranieri; di40annidivitamora3luglio.IlTrescalo emulavanelpaese,toccavailbulino,edisegna vacongraziainlitografia.Laharotte;perdemmo inluiunodeipiutiliedoperosicultoridellar temusicale;dettalcunispartitidicuiqualcuno fu rappresentato nelle nostre scene; insegnava gratuitamenteamoltigiovanilartedelcanto,e perluisivideroalcunidiessiprenderelacarrie rateatrale.Queichesonteneridiquestabellar tenepiangonolaperdita. FinalmenteilbaroneD.AntoninoBivona,esi mionaturalista;FrancescoCupanevalentegiu reconsulto;labateFrancescoNasc,dottopro fessoredieloquenza;ilD.D.AntoninoTurretta, detto per eccellenza il principe della siciliana giurisprudenza,chemoril10novembre1839, inetdi68anni;eVincenzoBarbagiovanniesi mioartistachemorinnovembre1839inetdi anni47:fumaestrodiflautodiS.A.R.ilConte diSiracusa,alloraLuogotenenteGeneraleinSi cilia,eprimoflautodelR.TeatroCarolino.Do potaltempoparecchivalorosihanmessofuori altrestudiatelucubrazionistoriche,critiche,ar chelogiche,bibliografche;edegnisondinomi nanzaedilodenonvolgareinsiemeadaltrisa pientichegirisonanoperpialtrilavorinella repubblicadellelettere.LUniversitdiPalermo fuerettadallaugustonostroSovranoFerdinan doInellanno1806,primanonessendoviche unasolaaccademiadeglistud,edhacontribui to, e contribuisce sommamente a spargere li struzioneedilsapere,nonsoloinPalermo,ma nellaSiciliatuttamercleattenzionidegliscelti edornatiprofessorichevileggono.Giovalusin garcichequestaUniversitunitaallAccademia

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RealedelleScienzeebelleletterechesurrog quelladelBuonGustogiabolita,eridottea perfezione,emodellatesudiquellediFran cia,diGermania,edInghilterrariusciranno assaipiproficueallasicilianagiovent.

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Filosofia
LanostrapaginadifilosofiadedicataaSo crate.Condannatoamortedagliateniesi,egli commentacoslasuacondanna(da'Apolo giadiSocrate',Platone) XXIX Per non aspettare un poco di tempo, voi, Ateniesi,nomeavreteebiasimodacoloroche voglion vituperare la citt, di avere ucciso Socrate, uomo sapiente: ch mi diranno sapiente, anche se non sono, quelli che vi voglionfareonta.Lacosavivenivadas,cheio morissi,seaspettavateunpoco:perch,guardate laet,comegilontanadallavita,evicinaalla morte.Cidico,nonatuttivoi,masaquelli chehannovotatolamiamorte.Eaquestistessi dico: Credete, o Ateniesi, d'avermi colto di quei cotali argomenti sprovvisto con i quali poteva persuadere voi, se credeva che bisognassedireefaredituttopurdiscampare dalla condanna? Oh no! sprovvisto s, non di argomenti,masdiaudaciaeimpudenzaenon dispostonienteaparlareinqueitalimodiavoi dolcissimiaudire,piangendoelamentandomie altre molte cose facendo e dicendo di me indegne, dico, ma quali a udire vi hanno avvezzatoglialtri.Manalloraiocredevache bisognassefarcosaniunaservile,perpauradel pericolo,noramipentodiessermicosdifeso; anzipiassaivolentieriscelgodiessermidifeso inquestomodo,emorire,chenoninquello,e vivere; perch n in tribunale e n anche in guerranonconviene,namenadalcunaltro, fardituttopurdiscamparedellamorte;perch certo che molte volte in battaglia uno scamperebbedellamorteosegittasselearmio se verso gl'inseguitori egli supplichevole si volgesse, e che ci nei singoli pericoli molti modiperfuggirelamortesveramentechediail cuoredifareedireognivilecosa.Ma,Ateniesi, badate non sia malagevole, non gi questo, il fuggirlamorte;masmalagevolepiassaiil fuggirelamalvagit,laqualecorrepiveloce dellamorte.Eoraio,scometardoevecchio, colto fui da quella che pi tarda; i miei accusatori, s come pi gagliardi e feroci, da quellachepiveloce.Eiomenevado,

condannato da voi a essere morto; costoro, condannati dalla verit a essere malvagi e ingiusti; e io accetto la pena mia, e questi la loro. Dovea forse essere cos, e credo che ciascunoricevutohasuamisura. XXX. Eoraavoi,chem'avetevotatocontro,voglio vaticinare quel che vi succeder dopo, perch sonoginell'orachepigliuominivaticinano, essendopressoallamorte.Dico,avoichemi avete ucciso, che tosto cader sopra voi vendetta,piaspra molto,perGiove,chenon quellachepresaavetedime,uccidendomi.Ch voi avete fatto questo, immaginando liberarvi daldoverrendereragionedivostravita;mavi succeder tutto il contrario, vi dico, perch accusatoricontrovoiseneleverannopimolti,i quali ratteneva io, non accorgendovene voi; e pisarannoaspri,ev'inriterannopi,quantopi sonogiovani.Chsepensate,uccidendouomini, rattenere alcuno dal rampognare a voi la non dirittavita,pensatestoltamente:imperocchnon cotesta liberazione n possibile per niuno modo,nbella;maquellabellissimaemolto agevole, che , non in fare impedimento agli altri,masinprocuraredirenderquantosipu buonismedesimi.Dopoquestovaticiniofatto avoichem'avetevotatocontro,miaccommiato davoi. XXXI. Ma con voi, che avete votato l'assoluzione, ragionerei volentieri di una cosa che m' avvenuta, mentre i magistrati d'altro si occupano, e non peranco l'ora di andare l dovemiaspettalamorte.Rimanetedunquecon me, questo tempo: ch nulla vieta che noi conversiamoinsieme,insinoatantochelecito: perchiovogliomostrareavoi,comeadamici, chesignificamaiquellochem'avvenuto.M' avvenuto,ogiudici(chiamandovigiudici,parlo dirittamente) una certa cosa maravigliosa; perocchlasolitavaticinatricevoce,quelladel demone, tutto il tempo innanzi la sentiva io molto frequentemente, contrariandomi pure in piccolecose,seiostavapernonfarbene.Ma

oramisuccedonocose,comevoistessivedete, lequalisicrederebberoesicredonogliestremi mali,enondimenonstamaneuscendodicasa micontrariilsegnodell'Iddio,nsalendoqua intribunale,nmentredifendevamiqualunque cosafossiperdire,bench,parlandoaltrevolte, soventemifermasselaparolaamezzo.Maora, durante questo processo, checch facessi o dicessi, non mi contrari mai. Quale la cagione,quellachepensoio?Veladir.E'pare chequelchem'accadutosiaunbene,enonc' caso che pensiamo dirittamente noi, quanti crediamocheilmoriresiaunmale.Unagran prova che non poteva il solito segno non contrariarmi,seioeraperfarcosachenonfosse buona.

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XXXII. Evediamoperquestaaltraviad'intenderecome c' da sperare molto che sia un bene. Imperciocch morire una delle due cose: o come non esser nulla, e il morto non ha pi niunosentimentodiniunacosa;o,secondoch dicono, un cotal transito e tramutazione dell'animadiquestoluogoquiadunaltroluogo. Esenonc'niunosentimento,ed comeun sonnoallorachedormendononsivedenanche sognoniuno,sarebbeunguadagnomaraviglioso lamorte.Perciocchiopensochesemaialcuno scegliesse una tal notte, nella quale si fosse addormentato cos profondamente ch'egli n anche veduto avesse alcun sogno, e contrapponendoaquellalealtrenottiegiornidi suavita,edesaminando,dovessepoidirequante nottiegiornipassatihainsuavitameglioepi dolcementediquella;iopensoche,nonpureun privato uomo, ma altres il gran Re queste troverebbefaciliassaiacontareincomparazione

atuttiglialtrigiornieallealtrenotti.Esetale la morte, un guadagno essa , io dico; imperocchcosapparenullapiesseretuttoil tempo,cheunanotte.Sepoilamorte come peregrinazionediquaadunaltroluogo,evero tuttoquelchesidice,chelabitanotuttiimorti, quale maggior bene di questo potrebbe essere mai, o giudici? Imperocch se alcuno, pervenendonell'Ade,liberatosidiquestichequa sidnnonomedigiudici,troveriverigiudici,i qualisidicecheanchelgiudicano,Minossee RadamantoedEacoeTriptolemo,etuttiglialtri semideiiqualiinvitalorofuronogiusti;forse che sarebbe da disprezzare cotale peregrinazione? o, al contrario, a qual prezzo nontorrebbequalunquedivoipotereconversare conMuseoeOrfeoeEsiodoeOmero?Morire moltevoltevoglioio,setalicosesonovere.Oh laconversazionemaravigliosachelsarebbela mia,quandomiabbattessiinPalamede,eAiace diTelamone,einalcunaltrodiquelliantichi, mortiperingiustogiudicio!Certo,aparagonare i casi miei ai loro, non mi dispiacerebbe; e specialmente,cheilmeglio,apassareiltempo esaminando e perscrutando quei di l, come facevaquestidiqua,evedereanchetraquelli chi savio, e chi crede di essere ma non . Perocch,quantononpagherebbealcunodivoi, o giudici, se interrogare colui potesse che la grande oste men contro a Troia, o Ulisse, o Sisifo,otanti altriuominie donneche potrei nominare io; e ragionare e conversare l con essi, ed esaminare? Tale beatitudine sarebbe ella,chefortecosaadire.Nmaiavvieneper cagione di cotesto esame che quelli di l uccidano; perocch, oltre alle altre cose onde pi felici sono quelli di l che questi di qua, quellisonoperpetuamenteimmortali,severo cichesidice. XXXIII. Madovetesperarbeneanchevoi,ogiudici,in cospettoallamorte:e,senonaltro,credereper verosoloquesto:cheacoluichebuononon accade male alcuno, n vivo n morto, e che gl'Iddii non trascurano le cose sue. N quello cheameavvenutoora,percaso:perocch

chiarovedocheilmorireedesserliberatodalle brighedelmondopermeerailmeglio.Perci nonmi contrari mai il segno dell'Iddio; e io stessononsononienteincolleraconquelliche m'han votato contro e con gli accusatori, quantunque non con questa intenzione m'avesserovotatocontroeaccusato,masibbene credendo farmi del male. E in ci sono da biasimare. Maadessiiomirivolgoora,ecosliprego: I miei figliuoli, quando saranno giovani, castigateli, o cittadini, tormentandoli come io voi,sevipaionopiuttostoavercuradeldanaroo d'altro, che della virt: e se vi paiono voler mostrared'esserqualchecosanonessendonulla, svergognateli, come io voi, per ci che non curano di quel che devon curare e si credono valerequalchecosa,nonvalendonulla.Seci farete,avremoricevutodavoiquellochegiusto erachericevessimo,ioemieifigliuoli. Magioradiandare:io,amorire;voi,avi vere.Chidinoiandrastaremeglio,occulto aognuno,salvochaDio.

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LadescrizionediPausaniadiunadelleSette MeravigliedelMondo:lastatuadiZeusaOlim pia(daStoriadel'arteEinaudi). La narrazione di Pausania piena di simili particoari e dimostra come la statua fosse un vero scrigno del repertorio della mitologia greca.Eglinotcheaunodeirilievidecoratitra iduepiedianteriorideltronomancavaunodei fregiscolpiti;nessunoglieneseppespiegareil motivo. Unaltra figura sul medesimo rilievo, unragazzochesicingeilcapoconunnastro, diconosiailritrattodiPantarce,ungiovinettodi Elide che sarebbe stato lamante di Fidia, e Pantarce vinse nella lotta fra giovani nellottantaseiesimaolimpiade(436a.C.).La vernominatoPantarceciprecisaconunacerta esattezza in che tempo Fidia operava ad Olimpia. Sulle altre barre del trono sta la schiera di coloro che con Eracle combatterono contro le Amazzoni, continua Pausania descrivendo la statua. Egli ci narra che in due gruppi si contavano ventinove figure e sottolineava che questi rilievi costituivano una decorazione scultorea davvero eccezionale. La battaglia di ErcoleconleAmazzonieralanonadelledodici faticheimposteglidaEuristeo,rediArgo.Gli erastatocomandatodiconquistareperlafiglia delrelacinturadoroportatadaIppolitaregina delleAmazzoni,unastirpedidonneguerriere che viveva sulle coste del Mar Nero. La battagliacheneseguunodeitemipisfruttati dalla pittura e dalla scultura della Grecia arcaica. Un esempio ben noto il fregio del tempiodApolloaBasseinArcadia,nonmolto lontano da Olimpia, su progetto di Ictino, larchitetto del Partenone dAtene. Il fregio fu scolpito verso il 425 a. C., pressappoco allepocadellastatuadiZeus,eilmovimento agitatoeilvorticosodrappeggiodeicombattenti devono essere stati caratteristici anche della raffinatasculturadiFidia. Pausaniaparlaanchediquattrocolonne,oltrele quattrobasideltrono,chefornivanoun

Arte

maggioresostegno.Questenonappaiononelle rappresentazioni offerte in miniatura dalle monete e pu darsi non fossero previste nel disegnooriginaledellartista.Forsesitrovavano dentro il trono, sotto il sedile che doveva sopportaretuttoilpesodellagigantescafigura sovrastante. Zeus tiene il lungo scettro nella manosinistra.LafiguradellaVittoriaalata,che pure doveva essere di dimensioni non troppo modeste,stavarittasullamanodestra,eilsuo pesogravavasulbracciolodeltrono.Ipiedidel dioposavanosuungrossosgabellosostenutoda due leoni, pure doro; e Pausania parla di unaltra scena di Amazzoni, ma questa volta insiemeaTeseo,leroediAtene. La grande base della statua era in marmo eleusino nero e blu, riccamente decorato, con figure doro in rilievo, tratte dalle pi note leggendedellamitologiagreca:ildiodelsole, Elio,sulsuocarro; Zeus e sua moglie Era;Eros chesalutaAfrodite, la dea dellamore, mentre sorge dal mare;laLunasuun cavallo, e molte altre. Lo sfondo scuro della pietra mettevainrisaltoil movimento delle figure,arrestateper unattimo,secondo unmetododidarrilievoalcolore,usatoanche perifregidellEretteoadAtene. Forse i momenti pi drammatici della descrizione di Pausania sono quelli relativi ai dettagli dei dipinti di Paneno sulle pareti divisoriecheimpedivanolaccessoaltrono.Ci sidimenticafacilmentechelapitturaeraun elemento importante nel mondo artistico dei tempi antichi quanto in quello del nostro Rinascimento. Il visitatore di Pompei o di Acroteri (tardo periodo minoico) nellisola di Tera sa quanta emozione si provi dinanzi alle pitture murali sulle pareti delle case private. Purtroppodiquellegrechenoncigiuntoquasi nulla,percuiciriescedifficileimmaginarele emozionichedovevanosuscitareanticamente. Panenoeraunodeipittoripifamosidelsuo

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tempo. Pausania lo indica come fratello di Fidia, Strabonecomenipote.Qualunquefosselaloro parentela,lalorocollaborazionenellemaggiori opereprogettatedaFidiasicura. Leparetidivisoriemostravanonovescene,forse una sequenza di riquadri, separate su ciascun latodeltrono.Laparteposteriorediquestoera protetta dal muro delledificio. Il tema dei dipinti non era unico, ma molti erano chiaramentesceltiperrichiamarelesculturesui muriesternideltempio.Duesiriferivanoalle sculturedeitimpani,ossiaglispazitriangolari traglispioventideltettoeimuridisostegno.Le nozze di Piritoo, re dei Lapiti nella Tessaglia (Greciasettentrionale),eritenutofigliodiZeus, erailsoggettodel timpano occidentale. Il re aveva invitato alla festa i Centauri, selvagge creature dei boschi montani, mezzo uomini e mezzo cavalli; ed essi, ubriachi, avevano aggreditoledonne etentatodirapire lasposadiPiritoo; temausatodaFidiasullemetope,eciolelastre scolpitecheornavanolesternodelPartenone. Altri affreschi di Paneno narravano di Ippodamia,dellaqualeabbiamogidettocome fosse collegata con la fondazione dei giochi olimpici,echeeracelebratanellesculturedel timpanoorientaledeltempio.AncheleFatiche dErcole erano illustrate da Paneno in tre affreschi, e pure rappresentate nel fregio scolpito lungo le pareti del tempio. Unaltra delle molte leggende intorno ad Eracle, rappresentata da Paneno vicino al dipinto di Ippodamia,mostravaEraclechemuoveinaiuto delsemidioPrometeo,punitodaGioveperaver trasmessoagliuominilusodelfuoco.Prometeo era i ncatenato alla roccia e unaquila gli divoravailfegato,chedinottericrescevaper

quantolaquilapotevadivoraredigiorno.Un racconto,questo,checontrastaduramenteconla descrizione di Dione Crisostomo sulla amabilitelagentilezzadiZeus,edeveaver rammentato ai suoi adoratori del V secolo la terribilepotenzadelloZeusTonante. Uno dei dipinti pi interessanti di Paneno si riferiva a un avvenimento storico di grande attualit e risonanza: la battaglia di Salamina, pressoAtene,del480a.C.,uneventosolodi pochiannianterioreallacostruzionedeltempio diZeusaOlimpia.Paneno,nella famosaStoadipintanellapiazzadelmercatodi Atene, aveva pure affrescato la battaglia di Maratona, quella in cui nel 490 un piccolo esercito ateniese aveva impedito lo sbarco in territoriogreco,aMaratona,allesercitomolto pigrandedelrepersianoDario.ComeSalami na, anche quella battaglia era considerata la vittoriosasfidadeiGrecicontrolegentibarbare dellEst. Le parti dipinte furono lultimo tocco alla grande decorazione della statua di Zeus. Sembra che Fidia sia vissuto abbastanza per vedere completatala sua opera,sebbene fosse gisuicinquantanniquandolavevaini ziata.Parechenel432a.C.eglifossetornatoad Atene, e che l morisse assassinato dai suoi avversaripolitici. Severoquantosiafferma,chelinteraoperafu terminata in cinque anni o pressappoco, dobbiamoritenerecheFidiafossecircondatoda una squadra di scultori, come certamente era avvenutoperlesculturedelPartenoneadAtene.

Articoli
OMunaciello: tragica storia di un esperimento alchemico?
di Sabato Scala

Traipiclassiciedintricatimisterinapoletani, c la tristissima storia che si cela dietro una dellepifrequentiapparizioniectoplasmatiche che, da sempre, tormentano le notti dei napoletani:oMunaciello.ScriveMatildeSerao nelleLeggendeNapoletane<<Nellanno1445 dallafruttiferaIncarnazione,regnandoAlfonso dAragona, una fanciulla a nome Caterina Frezza, figlia di un mercante di panni, si innamor di un nobile garzone, Stefano Mariconda ma in una notte profonda, quando pi alle anime loro si schiudeva la celestiale beatitudine del paradiso, mani traditrici e borghesi afferrarono Stefano alle spalle,etogliendogliognidifesa,dallaferriata lo precipitarono nella via, mentre Catarinella gridandoetorcendosilebraccia,saggrappava aipannidegliassassini.LaCatarinellafugg di casa, pazza di dolore, e fu piamente ricoveratainunmonasterodimonachelle.Inun giorno,quandoancorailtempoassegnatodalla ragion divina e dalla ragion medica non era scorso, ella dette alla luce un bimbo piccino piccino,pallidoedagliocchisgomentatiPer pietdiquelpiccoloessere,lesuorelasciarono lamadreanutrirloecurarlo.Macoltempoche passava,noncrescevamoltoilbambino.Le suorelaconsigliaronodivotarsiallaMadonna perchdesseunafiorentesalutealbambino;ed ellavotossiefeceindossarealbimbounabito neroebiancodapiccolomonacoondeche lagentechiamavainsuovolgareilbambino;lu munaciello Le monache lo amavano, ma la gentedellavia,maibottegaidellestrade,si mostravano a dito il bambino troppo piccolo, dallatestatroppograndeequasimostruosaA volte un lampo di collera gli balenava negli occhiealloralamadrelofacevainginocchiare e gli dettava le sante parole dellorazione.A pocoapocoin queibassi quartieridoveegli muoveva i passi, si divulg la voce che lu munacielloavesseinsqualchecosadimagico,

di soprannaturale. Appena lu munaciello scantonava, a capo basso, con locchio diffidenteepauroso,correndoonascondendosi fralafolla,uncorodimaledizionilocolpiva.Il fangodellaviagliscagliavanoainsudiciarglila tonacella;lebuccedellefruttetroppomaturelo ferivanonelvolto.eglifuggiva,senzaparlare... Catarinella Frezza era morta; non lo poteva consolarpiSavvaloravaildettodellafaccia cupadelmunaciello,dalnonaverlomaivistoin chiesa, dal trovarlo in tutti i luoghi a poca distanza di tempo. Finch una sera lu munacielloscomparve.Maperfedeonestadi cronista, mi duopo aggiungere che furono moltosospettati,eforsenonatorto,iFrezza davermalamentestrangolatolumunacielloe gittatoloinunacloacalpresso,dacerteossa piccine e da un teschio grande che vi fu trovato.>> Esistono,anostroavviso,diversielementiche colleganoquestafiguraalsottoboscoesoterico assaisviluppatosinellepocaincui sisvolgelatristevicendaecheci fanno pensare ad un ancor pi triste possibile retroscena. Avviamo, quindi, la nostra breve indagine partendo da una prima anomalia:entrambelefamigledei due sfortunati amanti erano di origine nobile, perch avrebbero dovuto osteggiare un matrimonio tra pari? Per il solo stato di indigenzadelMariconda?Eperch il Mariconda, pur nobile, era costretto ad un cos umile mestiere? Approfondiamo,inprimoluogo,lenotiziesui due blasoni partendo da quello della Famiglia dellagiovaneCaterina.IFrezza,ilcuicognome deriva forse da Freccia, era una famiglia originariadiRavelloegodettedinobiltpresso NapolienelSeggiodiNido. LasedeIlSeggiodiNido,oSedilediNido,sito amministrativo nel quale si riunivano i nobili napoletani,derivalasuadenominazionedauna stortura del nome originario Nilo, a sua volta derivantedallastatuasituatadelDioNilosituata laddove originariamente vera un convento di monachebenedettine.

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La statua, eretta da una comunit di commerciantiebreiAlessandrini,hamantenuto ilsuonomesinoadoggiconunchiarorichiamo alle sue antichissime origini. Per motivi non chiari,lastatuascomparvedallasuaoriginaria collocazione, durante il medioevo, per riapparire, come si evince, dagli scritti di BartolomeoPapasso, solonel 1476quandole monache del monastero di Donnaromita vendetterolalorosedeperfarpostoproprioal SedilediNilo(oNido). Presumibilmente la statua sottratta alla sua originalecollocazionefuportatadentrolemura del monastero per riemergere solo a seguito della vendita. Perch, dunque, vi era stata condotta? Suggeriremo una possibile risposta pi avanti. Torniamo alla storia dellaltra nobile famiglia, quella del giovane Stefano Mariconda.Leprimetestimonianze inerenti questa nobile casata risalgono a tale Giovan Tommaso Mariconda che l'11 luglio 1622 fu eletto Cavaliere della Veneranda Lingua d'Italia; diverse citazioni, datate1807,riportanoaunNicola Mariconda,ilqualeinqueltempo era annoverato come patrizio al SeggiodiCapuana(oCapoanadal nome della omonima famiglia) in Napoli,lacuisedecollocatanella attualeviadeiTribunalia5minuti dicamminodaPazzettaNiloovera la sede del Seggio omonimo e quindi non distante della probabile ubicazione della casa deiFrezza. Passiamo ad un altro importante particolare dellanarrazionedellaSerao:lacolorazionedel saio del Munaciello, bianco e nero. Questa colorazione ricorda quella dellabito monacale benedettino, con interno bianco e copertuna nera, adottato dalle monache benedettine, proprioquellecherisiedevanonelmonasterodi Donnaromina in Piazzetta Nilo fino al 1475, annodellasuavendita. Tale monastero per non lunico che scomparveinqueglianniechenascondeun

mistero, esiste unaltra storia assai pi raccapricciante, legata al Monastero di S.Arcangelo in Baiano, sito nella attuale Via Forcellaanonpidi10minutidicamminoda PiazzettaNilo. Il Croce ce ne parla in questi termini Di orrendamemoria,maperdiversaragione,non perchinfestatodaspiritimaperchbruttatoda fattidilibidineedisangueedisacrilegio,erail vicolo di SantArcangelo a Baiano, dove si vedeva ancora la chiesa superstite dellantico monasterodimonachebenedettine,abolitonel 1577. Correva per le mani dei napoletani un manoscritto con il racconto delle dissolutezze dei monasteri e specialmente di quello di SantArcangeloaBaiano,chepoi,circailtempo in cui lo Sthendal e altri scrittori presero a spolverare e a mettere in luce le vecchie cronacheitalianedidelinquenza,furabberciato infrancesenel1829e,ritradottoinitaliano,pi volteristampatoancheinlibercolipopolari. Intorno al 1540, sotto il Vicer don Pedro de Toledo, Laura Baiano era badessa del monastero che ospitava un gruppo di giovani nobili fanciulle (Agata Arcamone, Chiara Frezza, Laura Sanfelice, Giulia Caracciolo) sacrificatedaigenitoriecostretteaprenderei voti.

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Sinoticome,trainomi,appareanchequellodi una giovane della famiglia Frezza sebbene ad oltre 70 anni dalle vicende narrate. Agata Arcamone,lapigiovaneebellasuora,insieme aGiuliaCaraccioloeLiviaPignatelliottennero una pena correzionale dal vescovo per aver intrecciato tresche amorose con giovani nobili nelmonastero.Alcunidiquestigiovani,tracui Pier Antonio Terracina e Giacomo Crispo, furonovittimedisuccessivevendetteevennero uccisi permanodi sicarinei modipi atroci. Inoltre,labadessaeduesuorefurono

avvelenate.Fu,quindi,nominatounispettore perindagaresullevocisemprepiinsistentidi orge monastiche e di delitti brutali allinterno delledificioedilrisultatofu,comeanticipato, lasoppressionedelconventonel1577. Ma le stranezze non finiscono qui, in quel monastero era custodita una ampolla con il sanguedelBattistalecuicaratteristicheerano assai simili a quelle delle ampolle che contengonoilsanguediSanGennaro.Ilsangue delBattistasierascioltoperlaprimavoltanel 1554durantelacelebrazionedellamessacene bratainquelconvento,ove,sinadalduecento, era custodita la preziosa ampolla proveniente dallaFrancia.IlmonasterodiSantArcangeloin Baianosorgevasullerovinediunantichissimo luogodicultopagano,nelconventostessoc'era lapresenzadiuncorsod'acquapropizioperri tualilegatiallafertilit: anchequesto,comeilgicitatocasodelfurto dellastatuadiPiazzaNiloedellasuacolloca zionenelmonasterodiDonnaromita,soloun caso? Napoli era ormai da diversi anni, una delle principalisedidellescuoleesotericheeuropee, ricordiamo, infatti, che qui si formarono e si incontraronoalchimistidelcalibrodiRaimondo Lulloe ArnaldodaVillanovaintornolamet del 1300. Tra il XVI ed i XVII secoloe operavanoaNapolialcunialchimisti,astrologie filosofidirilievoqualiAngeloCatoneSepino, GiovanniAbiosodaBagnolo,ParidedelPozzo consiglierediAlfonsodAragonamasoprattutto Giovanni Pontano (14291503). Il Pontano, in particolare,fecerealizzarelomonimacappellaa duepassidaPiazzettaNilooveandarisiedere al numero civico 26. In quella cappella assai spogliaerettainmemoriadellamoglieAdriana Sassone risalta,sullaltare,unsingoloaffresco recante due San Giovanni: Battista ed Evangelista che ci ricollega alle ampolle del monastero di SantArcangelo in Baiano. A questo punto operiamo una digressione necessaria a comprendere qualera lo sfondo culturale esoterico in cui potrebbe essere maturatalavicendachestiamoanalizzando. Vediamodapprima,cosascrivevaParacelsonel

suoDeHomunculisedMonstrisinrelazione alla creazione di quello che lui chiama Omuncolo, ovvero un uomo di piccole dimensioni frutto di particolari operazioni alchemiche:<<Se la fonte di vita, chiusa in un'ampolla di vetro sigillata ermeticamente, vieneseppellitaperquarantagiorniinletamedi cavallo e opportunamente magnetizzata cominciaamuoversieaprenderevita.Dopoil tempoprescrittoassumeformaesomiglianzadi essere umano, ma sar trasparente e senza corpo fisico. Nutrito artificialmente con arcanum sanguinis hominis per quaranta settimane emantenutoatemperaturacostante prender l'aspetto di un bambino umano. ChiameremountaleessereHomunculus,epu essere istruito ed allevato come ogni altro bambino fino all'et adulta, quando otterr giudizioedintelletto.>> UnaltromacabromododiprodurreOmuncoli adoperava tra gli ingredienti fondamentali la radice di Mandragora, pianta che si diceva nata dalla ultima emissione seminale diunimpiccato.Era, infatti, convinzione nondeltuttoprimadi fondamento, che le morti violente causassero una automaticaemissione seminaledapartedelmalcapitatoelaraccolta di tale seme metaforicamente richiamata in varie vignette alchemiche. La narrazione della Seraofachiaramenteintenderecheidueamanti furonosorpresiduranteintimeeffusioniequindi in un momento assai propizio alla macabra raccoltadelliquido. Va,aquestopunto,ricordatochefuproprioa Napoli che intorno la met del 700, con Cagliostro,sihaperlaprimavolta,notiziacerta della esistenza di una progredita scuola di MagiaSessualeovverodipraticheesoterichedi carattere alchemico legate alluso della sessualit come strumento per lottenimento dellElisirdilungavitaovverodelCorpodi Gloria. ConiltermineArcanaArcanorum,oScaladi

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Napoli infatti, si identificarono linsieme di pratiche e rituali a sfondo magico esoterico, riprese, secoli dopo, dal napoletano Ciro FormisanoinarteKremmertzesuccessivamente dalAleisterCrowley.Fu,infatti,suispirazione di Cagliostro e del San Severo che nacque lOrdineEgizioOsirideovolutodaKremmerze che, nei gradi pi alti ed occulti, sembra praticassequellachevenivachiamatalalchimia praticadellaViaSecca. Stantequantoaccertatocircalanaturadelle sperimentazionialchemichedegliinizidel900 chesisvolgevanonellascuolaosirideanapole tanaelaloroispirazioneadunaanticae localetradizioneconnessaaritidimagiases suale,vistiiretroscenaculturaliestoricidiVia Niloelevicendeorgiastichecheaffliggevano financheimonasteri,nonsembranopoitanto peregrineleleggen desorteintornoagli esperimenti che il Raimondo De San gro avrebbe com piuto su due suoi servi iniettando so stanze di natura mercurialechepoi, solidificandosi, avrebbero prodotto il macabro risultato espostoancoraogginellacappelladiFamiglia. E,intalsenso,assaiinteressantenotarecome ladonnachepartecipallipoteticoesperimen todelDeSango,fosseincinta. A questo punto giungiamo ad una possibile ricostruzionedelmacabroscenariochepotrebbe star dietro alla vicenda del Munaciello giustificatodagliindiziesposti.Epossibile,ci chiediamo,chedietroilMunaciellocisiauna triste storia di esperimenti di inseminazione eseguiti a scapito dei due giovani nobili napoletani?Ancoraunavoltalanarrazionedella Seraosembraavvalorarequestapossibilit,ella scrive:<<Il bel corpo di Stefano Mariconda giacque, orribilmente sfracellato, nella fetida viaperunanotteedungiorno:finoachelo raccolsedillapietdeiparenti,dandogli

onoratasepoltura.Mainverofuquellamorte ignobilmenteviolenta;eperchvidubbiosul destinodiquellanima,strappatadallaterrae mandatainnanziallEternocaricadipeccati,e perchagentiluomononconviensialtramorte violentachedispada.>> Lostatoorrendodelcorpodiungiovaneche, per lignaggio, avrebbe dovuto ricevere la sola morte per spada, potrebbe essere connesso ai macabri rituali, cui siamo stati tristemente abituati da macabri fatti di cronaca recenti e non. I cadaveri delle sfortunate vittime di omicidi rituali originatisi in ambienti satanici, recano spesso orrende mutilazioni con asportazione dei genitali ricolmi del liquido seminale maschile i di ovuli femminili. La pazzia della giovane Carerinella, la sua storia damore con Stefano e la clausura monacale avrebberoconsentitodaunlatolacostruzionedi unalibiidealeedallaltroladisponibilitdiun luogo, il convento, per la esecuzione delle sperimentazionialchemichediinseminazionie per assicurarsi il silenzio sulle violenze perpetrate dietro le mura di quelledificio che trovano eco in storie turpi come quelle del monasterodiSantArcangeloaBaiano. La deformit del bimbo, cos simile alle descrizionideileggendariHomuncolialchemici o delle sperimentazioni golemiche, potrebbe essereiltragicorisultatodellemutazioniindotte dalle perverse preparazioni preparazioni cui venivano sottoposti i liquidi sessuali adottati daglialchimistiIntalsensoneitestialchemic iclassicicomequellidiParacelso,lanascitadi questi mostri artificiali naniformi era prevista, descrittae,soprattutto,desiderata. Manca, a questo punto, solo una contestualizazzione allanno segnalato dalla Seraoedailuoghidacheabbiamoindividuato, che confermi il quadro di un profondo decadimentomoraleediunterrenofertilealla colturadiritualiesotericidimagiasessuale,che avvalorilapossibileedincredibilericostruzione danoiproposta. Gi il Pontano, che nel 1445, era sedicenne, costituisceunasufficienteindizio,maneesiste uno ulteriore relativo proprio allanno in questione e connesso ad unaltro insigne abitante di Via Nilo, peraltro fondatore della accademiasuccessivamentedenominata

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Pontaniana: Antonio Beccadelli detto il Panormita. Illetteratonapoletano , ormai cinquantenne, avevapersolamoglieFilippanel1443aseguito diunosfortunatopartoesenzaaveredaleifigli. Il suo Hermapftoditum, testo scritto nel 1922 alletdi27anni,cimostraunouomoamante delle pi turpi trame a sfondo sessuale, profondamenteamoraleeradicalmentecontrario ad ogni forma di misticismo, ed appassionato esaltatore della cultura pagana. La sua personalit sembra essere perfettamente integrata nella licenziosit e turpitudine dellambiente napoletano ed in particolare di quellocheruotavaintornoPiazzettaNiloluogo, guardacaso,daluisceltoperporviresidenza. Proprio nel 1445 lanziano dotto napoletano, rimasto senza eredi, sposo la giovanissima Laura Arcelli. La famiglia Arcelli, aggregata anchessaalSeggiodiCapuana(lostessodello sfortunatoStefano),seratrasferitaaNapolialla finedel1440aseguitodellamortedeltiranno Filippo di Piacenza e dei conseguenti moti insurrezionali piacentini. La stessa famiglia BeccatellifuannessaalSeggiodiNiloinquegli anni. Non abbiamo, per, ancora proposto alcuna soluzionealtrafugamentodellastatuadelNilo ed alla sua collocazione, successivamente scoperta, in una qualche nascosta parte del monasterodiDonnaromita.LastatuadelNilo raffigurachiaramente,unadivinitfluvialequali quelle che si incontrano altrove come, ad esempio,alMuseodelLouvreoinVaticanoove sono esposte, rispettivamente, la statua del FiumeTevereequella,nuovamente,delfiume Nilo. NellaantichaGrecialedivinitfluviali1,legate allatransizionedallaadolescenzaallaetadulta, ricevevano, quale sacrificio, la verginit di giovani fanciulle; di tale usanza, se ne trova attestazione, ad esempio, in una epistola di Eschinecheparladiunsacrificiodi
1 Bruno Curie Euthymos di Locri: Uno studio sulla eroizzazione nel periodo classico in <<Polis, studi interdisciplinari sul mondo antico>> - Universit degli Studi di Reggio Calabria n.01/2003

deflorazione collettiva praticata nel fiume Menandro in Asia minore. Numerosi, inoltre, sono i miti antichi che narrano del potere procreativodelleacquefluviali. AtalpropositoscriveilCapasso2,inrelazione allaStatuadelNilo<<Simbolodellaprodigiosa natura del Nilo, le cui acque non solo fecondano le terre,ma anche, secondo la comunecredenzadiallora,ledonneelebestie che ne bevevano>> ed in merito alla collocazione della statua allinterno del monastero di Donanromita scrive Luigi Contarino <<Quel simulacro marmoreo del fiume Nilo,chefu in quel luogo ritrovato sottotterra,etchehoggiivipressosulla"strada sivede">>3.

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Sempre il Capasso, ipotizzando che la statua fosse vicina al tempio di Iside (cosa che ci rimanda ai riti di magia sessuale di stampo osiridei gi menzionati), lo colloca in Via Pignatelliedallemuraperimetralidiunedificio apparseallaprofonditdi10metriinsiemead una epigrafe recante il nome di Iside e di ApolloOro4. A quanto detto il Capasso aggiungeunaulteriorenotiziarelativaad una "Vasca Sacra" servita dal leggendario fiume Sebeto,chepartendodalmonteSommaarrivava alMarepassandosottoNapoliedinparticolare sotto il Tempio dei Sangro e sotto piazzetta Nilo. Chi ha avuto la fortuna di visitare la Napoli sotterranea, indipendentemente dalla leggenda,sachesindallaetgreca,ilsottosuolo dellacittriempitodicunicoliegigantesche
2 " Napoli Greco-Romana Esposta nella topografia e nella vita opera postuma di B. Capasso edita a cura della Societ Napoletana di Storia Patria" - Napoli 1905 3 Luigi Contarino (La nobilta`di Napoli,1569,p.14-15)

L`epigrafe dedicata ad Iside e ad Oro-Apollo (Kaibel,Inscr. graec.Ital. et Sicil. n. 719)

gallerie, che dapprima fungevano da cave tufacee e successivamente da acquedotti. Proprio nei pressi di Via Nilo, v uno degli ingressi aperti al pubblico per le visite turistiche.Assaisingolareilnomeoriginario del fiume Sebeto, assegnatogli in periodo medievale:Rubeolo.Unaleggendalegailnome alla connessione acqua fuoco che si manifestava nel tormentato rapporto tra due divinit: Rubeolo, da cui nascer il fiume omonimo ed il Vesevo che dar origine al famoso vulcano. Il Monte Somma, da cui sgorgavailRubeolo,costituisce,inoltre,lantico crateredelvulcanoche,finoal79d.C.,anno della violenta eruzione che distrusse Pompei, non era ancora dotato del cono centrale che identifica oggi il Vesuvio. Tutto il corso del Rubeolo, in et medievale, era costellato maceratoriemuliniperlafabbricazionedellino etuttifurono,finoallultimanotiziadel1119,di proprietmonastica. IlnomeRubeolorichiamatroppodavicinola fasefinaledelletrechecostituisconoilprocesso alchemico: Nigredo,Albedo, Rubedo, per non spingerci a riconsiderare unaltra singolare leggendasemprelegataalSeggiodiNiloedai monastericheviinsistevano,ancoraunavolta narrata dalla Serao. Tale leggenda riporta la storiadellefigliedelbaroneToraldo,delSeggio di Nilo, dai singolari nomi: Donna Albina, DonnaRomitaeDonnaReginache,innamorate diunostessouomo,promessoinsposoaduna delle tre, ma che egli non amava, decisero di risolverelacontroversiavotandosiallaMadonna Nera e scegliendo la vita monastica. Non sfugge,perlappunto,lasingolaritdeinomie lavocazionemonasticache,originatasidalculto perlaMadonnaNera(Nigredo),prendeletre ragazze:DonnaAlbinacherichiamalAlbedo, donnaRomitacherichiamalaRubedoeDonna Regina che richiama la Regalit ottenuta al compimentodellOpus. Ancorpi interessante toponimoSebetoche sostitut loriginario Rubeolo. Tale termine ricorda da vicino il Sabato, fiume caro alle streghe beneventane, collegato ai rituali denominatiSabba,diunionesessualetraqueste

edilDiavolo.Laderivazionesembrerebbedi origine accadica (lingua semitica di matrice mesopotamica), ove la desinenza Sep (Sephetus), o Sev, o Seb ha il senso di scorrere. Questa origine,data laccertata migrazione pesante ed antica di popolazioni dalloriente in tutta la Campania, non pare affatto peregrina. Altra possibile derivazione potrebbe essere legata allo Shabbat ebraico, stanteanchelapresenzadipopolazioniebraiche in Napoli gi in epoca precristiana e sicuramentenellazonadinostrointeresse. Noi,comunque,proponiamoinquestasedeuna alternativaassaipiintrigantee,nostroavviso, fondata, connessa a quello che , sempre a nostro avviso, lorigine unitaria delle dottrine magicoesoteriche:lagnosi. Il termine Sebeto potrebbe derivare dal nome del settimo arconte gnostico, Sabaoth Adamas dettoancheilpadrediGes.Questigettlasua anima nel grembo di Maria. Ma Sabatoth soprattutto larconte della bramosia sessuale che, insieme a suo fratello Jabraot (poi pentitosi),irrupperonelmisterodellalucecon la pratica della unione sessuale generando il regnodiesseriinferioriedipendentie,quindi, questomondo. MailnomeSabaothlegatoancheagliebreiai quali gli antichi attribuirono la corruzione dei costumiromaniconlintroduzionedelcultodi Giove Sabazio. In onore di tale divinit, rappresentata con corda taurine il cui culto affine a quelli Mitraico e Dionisiaco, si celebravano riti orgiastici5. Altra singolarit connessaaGiuveSabazioilcolorenerodella madre, affine alla Demetra Egizia: Iside. La patristica ci espone in maniera ampia e dettagliata i turpi rituali sessuali ed orgiastici delle comunit gnostiche ebraiche di origini alessandrine. Il Sebeto, quindi, fiume infernale nato dalla montagnadifuocovesuviana,potrebbederivare il suo nome dalla comunit ebrea gnostico alessandrina che di certo risiedeva nei luoghi oggetto della nostra indagine, sin da epoche remote, avvalorando la ricostruzione complessivadelloscenariointornocui
5 Il cuore Misteri di Giove Sabazio era nella formula: IL toro il padre del serpente ed il serpente il padre del toro.

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ruotavanoiritualisessualicelebratitralemura degliedificidipiazzettaNilo. Losfondotorbidodellecronachedeltempo,che narranodiconventiadoperatiperritualipagani ed orge, il legame delle due famiglie, ed in particolaredeiFrezza,ailuoghiovenacquela principale scuola di essoterismo italico con le annessecorrentidimagiasessuale,laaccertata esistenzadipraticheperverseeseguiteneirituali del napoletano Kremmertz e, ancor pi, da Crowley,elesistenzadipersonaggiamantidel paganesimo e dalla morale assai dubbia, che proprioinqueglianniavrebberoavutoculturae moventiperlesecuzionedelmacabroritualeda noi suggerito, costituiscono una serie non trascurabile di indizi che ci portano a credere cheilMucaciellofosseiltragicofruttodiuna riuscita preparazione materiale del Philius Philosophorum e dello gnomo che avrebbe dovuto servire qualche ignoto alchimista napoletano.Lasingolareconnessionetrairituali sessualipaganichesisvolgevanoinonoredelle divinitpagane,lascoparsadellaStatuadelDio Nilo riapparsa nei sotterranei del Convento di Donnaromita, il corso del fiume Sebeto che transitavapropriosottoiluoghiovesisvolgela vicenda, le reminiscenze alchemiche nella toponomastica,lamitologiachecollegaquesto fiumeedilsuovecchionomeRubeoloairituali alchemici di congiunzione acquafuoco ed la correlazione tra il Sebeto ed i monasteri che quasi sembrano averne la esclusiva propriet, avvaloranolenostreipotesi. Concludendo possiamo affermare che la precisionedellenarrazioni,lanumerositdelle testimonianze, la resistenza pluriennale della leggenda, ma soprattutto i poteri magici attribuiti al povero fanciullo avvalorano, la nostra macabra ricostruzione sebbene non costituiscanoprovacerta.Chesiaonoverala ipotesidanoiavanzata,resta,comunqueilfatto che a questo fanciullo, che visse una cos drammatica esistenza e forse una ancor pi drammaticafine,andrebberestituitaunadignit chenonhaavutoninvita,ninmorte,senza chealcunacolpapossaessergliascritta.

DaSanNicolaaBabboNatale
diDomenicoAmoroso

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SanNicoladiBari,notoanchecomesanNicola diMyra,sanNicolaMagnoesanNiccolosan Nicol (Patara di Licia, 270 circa Myra, 6 dicembre343), San Nicola era nato a Patara in Licia, una provincianelsuddell'Asiaminore,nel270d.c. circa e mor a Myra il 6 dicembre del 343. Myra,cittdicuiilSantodivennevescovo,era la capitale della provincia Licia e sede episcopalefondatadaS.Nicandro. Alcunidatistorici,riportanocheSanNicolafu perseguitato e quindi imprigionato sotto Diocleziano. Partecip al Concilio di Nicea, dove fu un fervente fautore della condanna delleresia ariana (pare che schiaffeggi lo stessoArioeperquestoprivato in un primo tempo dalle sue insegne episcopali ed imprigionato, per poi essere reintegrato). MoraMyra,evennetumulato nellacattedrale. Nicola proveniva da una famiglia agiata che gli diede uneducazione di alto livello. Divenutoorfanoancoragiovane, pare che decise di destinare i suoiaveriadoperedicarit.Un raccontopopolarerecitacheun cittadino di Patara (sua citt natale) avendo perduto ogni suo avere, era condannatoa non trovaremaritoperlesuetrefiglie,essendoprive didote.Nicolapreseunaborsad'oroelagett nottetempo attraverso la finestra della casa dell'uomo.Talesommafuusatacomedoteper la figlia maggiore, che si spos ben presto. Nicolasicomportugualmenteperlealtredue figlie; venne scoperto dal padre, che us espressioni di immensa gratitudine verso il benefattore. Pareancheche,Nicola,perportarelaparoladi Dio nei villaggi, ed in particolar modo ai bambini,mandassepersoneconsacchipienidi regali, per poter conquistare la loro fiducia e quindicatechizzarli. IlcultodiSanNicolasidiffusedapprimain

Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitatodiMyra.Numerosiscrittiingreco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantinoslavoeinOccidente,apartireda RomaedalMeridioned'Italia,allorasoggettoa Bisanzio,finoadarrivareinRussia. LacittdiBari,menzionatagidaOrazioeda Tacito, dopoun periodo di anonimatostorico, ebbe uno sviluppo economico intorno al IX secolo, grazie al dominio saraceno (841871), duranteilqualefiorilcommerciotralaSiriae lEgitto. Quando fu riconquistata dai franco bizantini, divenne un importante snodo strategico, taledafarladiventaresededel catapano, il luogotenente dellimperatore,nelCatepanato dItalia, che comprendeva Puglia,LucaniaeCalabria.Fu cos,cheintornoal1000Bari era la capitale dellItalia Meridionale.Nel1071,Barifu conquistata dai Normanni. Roberto il Guiscardo elesse a propria residenza Salerno, lasciando Bari spiazzata, da che era la citt pi ricca del meridione a perdere il suo potere e, probabilmente, i mercati medioorientali.Inquelperiodocatalizzatoridi gente e quindi di economia, erano motivi mercantili e motivi religiosi. Perso il potere politico,chesitrasfersulTirreno,presepiede la classe mercantile, sfornando una intraprendente borghesia. Come fecero i Veneziani con le reliquie di San Marco e gli Amalfitani con quelle di SantAndrea, alcuni potentidelluogo,deciserochebisognavatrovare dellereliquiereligiose. Ilfurtodellereliquiediunsantofamosoavrebbe dato a Bari una visibilit religiosa che ancora nonaveva(l'arcivescovocontinuavaachiamarsi diCanosa)eavrebbesuscitatounmovimentodi pellegrinaggi,lantesignanodelturismo

religioso. ABari,unodeinomipidiffusieraNicolaela sceltasullereliquiediSanNicolafunaturale; inoltre lAnatolia tutta era sotto il dominio saraceno e quindi anche la cittadina di Myra, anche se la cattedrale, e di conseguenza le reliquie, erano in custodia dei greci cristiani. Inoltre, essendo la citt di Myra, uno scalo obbligato dai baresi, per le loro rotte commercialiversolaSiria,unaspedizionenella cittadinadelSantosarebbepassatainosservata. Nel1087,unaspedizionenavalecompostada3 navi e circa ottanta marinai, commercianti e schiavi,carichedigranoecereali,partdaBari, indirezioneAntiochia.Diritorno,approdarono nel porto di Andriake, e 47 persone si inoltrarono nellentroterra, in direzione della cattedrale.Qui,trovaronolereliquieinunforo dacuivenivaestrattalamanna. Domenica9maggio1087iBaresiavevanole lororeliquiedelSanto. Ilsuoemblemailbastonepastorale(simbolo delvescovato)etresacchettidimonete(oanche trepalled'oro)questeinrelazioneallaleggenda delladoteconcessaalletrefanciulle. IntornoallafiguradiS.Nicola,manmanoche la sua celebrit acquistava contorni internazionali, si formarono tante leggende. Variamente originate, ora da equivoci letterari ora da interpretazioni iconografiche, esse esprimonocomunquelamoreelasimpatiachei varipopolinutrivanoneisuoiconfronti.Quasi sempre queste leggende sono collegate ad episodi della vita. Cos, quelle di origine contadinasirifannoallepisodiodelgranoche egliottennedalcapitanodellanaveproveniente daAlessandria;quelledicaratteremarinarosi rifanno allepisodio dei naviganti salvati dalla tempesta.Lafamosaleggendadeitrebambini uccisidallosteeresuscitatidaS.Nicolanacque dallequivoco letterario (pueri sotto il coltello delloste,invecediinnocentessalvatidallaspada del boia) e iconografico (bambini nella botte, invecediufficialinelcarcere);dalladotealletre fanciulle nacquero poi tutte le leggende connesse alla generosit del Santo come portatoredidoni.Daquestultimoaspettonata la leggenda per eccellenza, quella di Santa Claus.Lanazionechehaprodottopileggende certamentelaRussia,primaconlefantastiche

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byline medioevali poi con i tanti racconti fiabeschi, sempre rivelatori della bont del Santo di Mira e di Bari specialmente verso i deboli. IlcultodiSanNicolafuportatoaNewYorkdai coloniolandesi(infattiancheilprotettoredella citt di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas. Questo nome, poi, fu tradotto nel britannico Santa Claus o Klaus ed eccoci arrivatiaBabboNatale! LalocalizzazionedelladimoradiBabboNatale varia anche dalle tradizioni. Negli USA si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasioneinAlaska),mentreinCanadailsuo laboratorio indicato nel nord del paese; in Europapidiffusalaversionefinlandeseche lo colloca in un villaggio vicino alla ben pi grande citt finlandese di Rovaniemi, in LapponiaesattamentesulCircoloPolareArtico. SecondoinorvegesilasuaresidenzaDrbak, dovesitroval'ufficiopostalediBabboNatale. AltretradizioniparlanodiDalecarlia,inSvezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificatoconSanBasiliovienetalvoltafatto abitareaCesareainCappadocia. Nelliconografianordeuropeaediconseguenza inquellaamericana,SantaClauseraraffigurato daunomoneconbarbabiancaevestitodiverde (certamente ben lontano dalla conformazione naturalediunnatodellaLicia). SecondoalcuniilvestitorossodiBabboNatale sarebbeoperadellaCocaCola,originariamente infatti il vestito di Babbo Natale era verde. Sarebbe divenuto rosso solo dopo che, negli anni'30,l'aziendalousperlasuapubblicit natalizia, e lo vest in bianco e rosso, come appunto la scritta della sua famosa bibita. Questa teoria non per da ritenersi corretta siccome storicamente la CocaCola non fu la prima ad usare la figura moderna di Babbo Natalenellesuepubblicit,mavennepreceduta in questo dalla White Rock Beverages per la vendita di acqua minerale nel 1915 e per la venditadigingeralenel1923.Ancorprimadi queste pubblicit, la figura di Babbo Natale apparvevestitadirossoebiancoinalcune

copertinedellarivistaPuckneiprimiannidel ventesimosecolo. Eccocomeunsantoturcodiventatounomone panciutoconlabarbabiancaecatalizzatoredei sognidimilionidibambinidituttoilMondo.


Bibliografia: JacopodaVaragine:LegendaAurea. PascalAloia:IllibrodeiSanti. AngelaCerinotti:AtlantedellastoriadellaChiesa.Santie beatidiieriedioggi. PeterManns:ISantidagliApostolialprimoMedioevo. AlfredoCattabiani:SantidItalia. MarcelladeFerrari,RosalbaPiccoli:Ildiavoloelacqua santa. Wikipedia

Potpourri

Sezionededicataascrittivari.

IL PENTIMENTO DI DAFNE ( una rivisitazionefantasticadelmitodi ApolloeDafne)


diPaolaMartino

Sierapentita.Comeavevapotuto?Lesuefoglie vibravanodidoloremistoarabbiaalpensiero dellastoltezzachel'avevadannatapersempre. Ricordava ancora quel giorno. lei, splendida abitatricedeiboschi,invasatadalcultodiArte mide,perunmalintesoconcettodifemminismo, quelmaledettogiornoavevaperdutosestessa. Certo,leielesueamichesisentivanonobilitate, nelloroesseredonne,dallapromozioneasacer dotessedellaDea...Quantidiscorsi,quantipro clami,quantisloganssullalibertdelledonne, sull'autonomiadalmaschio,fosseessoundio, unsovrano,unpastore,unsatiro:"Ilcorpo mioelogestiscoio!"gridavanoincoronelle selve, ai monti, ai fiumi...e gli echi di questa scoperta e della sua affermazione giungevano ovunque..Dafne tornava sempre affannata e scalmanatadaquesteriunioniconlecompagne del Partito..e quella sera aveva ascoltato con particolareinteresselarelatrice,che,alcentro

delcerchiocheavevanoformatoattornoalfuo co,avevadettatouncodicecomportamentaleda adottareincasodiseduzionemaschile."Compa gne,fosseancheApolloinpersona,ilpibello degliDei,nonbisognacedere:ricordate,nonsia mo oggetti, non dobbiamo sottostare alle loro voglie!Facciamocapirechenoidonneabbiamo unadignit,chenonsiamoschiavedelmaschio edelpiacerechecipudare...LedonnediZeus chefinehannofatto?Relegatenellelorotorri d'avorio,sonodiventateornamentodiunMito, manonhannofattolaStoria!Hannosoloriscal datoillettodellorosignoreepadrone!Compa gne,nondimenticatechisiete..ericordate:ma ternitresponsabile!".Dopoquestoappassionato comizio,conapplausi,entusiasmievotodiri manerepadronedisestesse,sieranorecateal santuario della pi accesa Femminista dell'O limpo,sieranopurificatenelleacquedelruscel lo,inondatedallalucedellaLuna,edavevano celebratoilRito.QuellanotteDafnedormdiun sonnoagitato:lavisitaronostraniincubiincui vedeva un'ombra che la inseguiva e lei correva...correva...Qualcuno stava per raggiun gerlaelei,ansimante,cadeva..Lui,sopradilei, finalmenteaffondilsuobiondocaponellesof ficicarni..elei...orrore!Leisorridevainestasi, fralebracciadiunoSconosciuto,arrendevolee desiderosadicarezzeebacisemprepiaudaci e...Si svegli madida di sudore, col cuoreche battevaimpazzito,constraneondechepercorre vanoilsuogiovanecorpodaibeiricciolibruni finoaipiedinidanzanti...Ilmattinodopo,stordi ta e stanca, decise di andare a fare un po' di sport:sisarebberipresadaglistranisogninot turni ed avrebbe recuperato il vigore perduto. Un'orettadicorsa,nelboscovicinocasa,eduna bellanuotatanelfrescoruscellol'avrebberori temprataefattatornarelucidaepadronadis. Stavaasciugandosieriprendendolevestiappese alramoquandosentunoscricchiolioallesue spalle..Sivoltevideilpibelvisomaschile chemaidonnamortaleabbiapotutodesiderare! Lesorridevaeisuoiocchibrillavanodiunaluce speciale mentre l'ammirava: sembrava che la stesseaccarezzandoconquellosguardodivinoe magnetico..Perunattimoiltempoparvefermar sienulladeiluoghiinterfernellungodialogo mutofraidue:eranounuomoeunadonnache sidesideravanoelaNaturastavainreligioso

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ascolto..Ma improvvisamente un'eco attravers lavallataeDafne,comeriavutasidall'incantesi mo,percepilpericolo:riconobbeloSconosciu tochelesieraannunciatoinsognoe,terrorizza taperlasuaFemminilitoggettodischiavit,si miseacorrere...correre...equandocadde,decise diintervenireconunasceltadiversa...chiesealla Grande Madre, la Terra, di salvarla dall'Amore..LaTerra,addolorata,ubbidaquel larichiestaimperiosa.Eranotrascorsitantianni: oraDafne,cresciutaediventatadonna,fremeva alricordodiquelgiornoappassionato...manon potevatornareindietro.Tristementesiaccarezz lebellefoglieprofumate.

Il mondo nuovo: Gemma di un diamantegrezzo


diIdaLoSardo

Vorrei fermare alla mia memoria, su questo foglio, quantohoassistitoduedomenichefa, duranteunseminariodiCostellazionifamiliari, metodoBertHellinger. Nondelmetodochevoglioparlare,daglianni 80 ad oggi sono stati scritti molti libri, sono ritrovabilisuinternetnumerosisiti,eilsistema dellecostellazionifamiliariconosciutointutto ilmondo. Lesperienzadelpiccologruppodidomenica scesainme,cosinprofondit,datoccarmiil cuore.La giornata ha avuto inizio con una rappresentazionechemettevainlucelaferitadi una donna alla ricerca del proprio posto nel mondo,ilmovimentodellavorohacondottoi partecipanti nel passato degli avi di questa donna,nonerastatadatadegnasepolturaad unodeisuoiantenati. Lamortesimostratanellasuaforza,nellasua interezza, nella sua importanza, e le stato restituitoquelpostosimbolicoedinterioreche rendeluomoliberodiandareconlavita. Ognunohacercatonellasuamemoriaquel

luogodoveridareaipropriaviunatomba,avi dimenticati, dispersi in guerra, funerali mai celebrati, memorie naufragate nellinconscio familiare.Accompagnareattraversolacoscienza collettiva i Santi morti al proprio posto , pacifica il sistema, e la linfa ricomincia a scorrere verso i rami pi giovani. Quando si incontraquestotemasilavorasullacollettivit, non si pi nel bisogno dellego. Dopo la morte,chehaapertolospaziodellagiornata, seguitounlavorosullanegazionedelleproprie origini, soprattutto se legate ad ambienti di mafia, camorra, delinquenza. difficile sopravvivere in questi contesti sociali se la propria indole altro. Avere una coscienza morale,eallostessotempo,nonavereunposto infamiglia,dovenonsiliberidiesserechisi. Obbedireallaleggedifamiglialaregola; unaleggechescorrenelpropriosangue,una legge padrona, non c padre, non c madre, noncintimoscambiodaffetto. Ladonna serva, schiavaenonpuessere genitore, attraverso di lei vengono espresse e passano violenza, aggressivit, urla, pane quotidianodiquellarealt,marchioindelebile aggiungelarappresentante. Luomo capo, padrone, non conosce lemozionalit, stringe il pugno, non vive una vitasua,maunavitacheglistatatramandata. Eifigli,senonvoglioobbedire alclan,come diceladonnadellastoria,vivonoaimarginidi se stessi, non sono niente; disagio mentale, dissociazionedallarealt,sonosoloalcunitra gli aspetti di sofferenza.Quanta emarginazione ho visto, quanto dolore, quanta dignit pur essendoallimite.seguitopoi,unlavorosulla storia passata del popolo bulgaro, anche in questo caso il passaggio stato integrare il presentealpassato;lafrasechiavestatanon si pu stordire la mente per non sentire il dolore. Lalto tasso dalcolismo presente in questo paese, mette in luce il vuoto e la mancanza di integrazione del passato, delle guerre,dellesudditanze.Labarbariedelmondo ottomano,il comunismo dittatorialediTodor ZhivKov, hanno sepolto questo popolo dei Balcani sotto le macerie di una coscienza smarrita,senzaradici,profughiallaricercadella terraperduta.Soloungestochiave:cisipresi permanoeilcorpohacondottoilgruppoinun

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cerchio. Tuttihannoavutolasensazionedientrareinuno spazionuovo. Quando i popoli sono sulla stessa linea luomonuovoavanza. Lultimolavorostatoespressodallamessain scenadelmaschileedelfemminile. Lontani, separati, luno al posto dellaltro, il maschileedilfemminilesembravanoricordarci tutto quello che avvenuto in questepoca, la donnaadestraeluomoasinistra. Cambiandoilpostocambiatalascena,tutto quello che la donna rimandava alluomo e viceversasembravalospecchiodiquesto,non lontano, 900. Linserimento dellelemento tempo haaccorciatoledistanzetraidueele parole non sono pi state uno strumento per ferire, ma hanno mosso lamore.Sembrava la danzadiduesposicosmicichesiritrovavano: ShivaeShakti,GeselaMaddalena,laregina di Saba e Re Salomone. Pi il principio maschilerivolgevaaquellofemminile lantica nostalgia,pisifacevauomo,sublimandolasua essenza.Tuseilalitodelmiorespiro,seiimiei gestimancati,seiilmiononavertiriconosciuta, nonavertipicercata,dietrotuttiimieilimiti ceritu,dietroilmiodolore,ilmioorgoglio,ma oraseiquienonvogliopiperderti. Fusiinunabbraccio,chehacommossotutti,il principio femminile ha riconosciuto il suo essersidimenticatacomeamaunadonna,ilsuo nonaverpiaspettato,ilsuoessersiallontanata dasestessa,dalsuoutero,dalverosignificato della femminilit, il suo non aver pi contato sulluomo,quasinoncifosseaquestomondo. Avreivolutoavereconmeunregistratoreperla poesiachescorrevainqueicorpi. Ho provato unintima nostalgia, una scossa in tuttoil corpo,e lacrime silenziose mi hanno condottaallanticodolorediseparazionedalS. Ceranoin quelleparole: tuttoquellocheuna sposavorrebbeudiredalsuosposo. Per arrivare a questa sacralit dellamore dobbiamoarrenderci.Hovistoilmondonuovo avanzare e le persone essere gemme di un diamantegrezzo,undiamantelacuibellezzae lucerisiedenelprogettodiunionecheognuno portadentroquellanostalgia.

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IVentidelFato
diPaolaMartino

IlmitodegliIperborei,ilpopolochestadietroil ventodelNord,sacerdotilegatiaunaldil settentrionale,trovariscontroinunapoesia irlandese,IVentidelfato,incuiiquattroventi cardinalidarebberoorigineadunatipologia umanabenprecisa.AlventochesoffiadalNord corrispondevaunbimbodestinatoadessere novelloEracleedeccoperchgliAteniesi rendevanoomaggio,inepocamoltoantica,al soffiochedall'antrodiEolopassavaperle contradesettentrionali... IVENTIDELFATO Ilbimbochenascequandoilventosoffia dall'Ovest otterrvestiti,cibootterr; otterrdalsuosignore,dico, null'altrocheciboevestiti. Ilbimbochenascequandoilventosoffiadal Nord otterrvittoria,mapatirsconfitta. Sarferito,unaltroegliferir, primadiascendereaunangelicoCielo. Ilbimbochenascequandoilventosoffiadal Sud otterrmiele,fruttaotterr; nellasuacasaintratterr vescoviemusicivalenti. Caricod'oroilventodell'Est ilmiglioredeiquattrochesoffiano; ilbimbochenascequandosoffiaquelvento nongustermaiilbisognointuttalasuavita. Quandoilventononsoffia sull'erbadellapianuraosull'ericadella montagna, chiunquenasceallora, siamaschioofemmina,sarunosciocco. Aldildelsuggerimentoiniziale,cheaGraves, nelsuolibroLaDeabianca,offrelospuntoper unainteressantericerca,amelettricevienein

menteunamappa,aimieiocchi,avvincente: Ovest=tuttoquantoattieneallaMateriadel mondo; Nord=laRicercaspiritualedelguerriero; Sud=ilRitosacroel'Arte; Est=l'OrodellaConoscenzachenonconfiner mai,chilagusta,nelbisogno. IlVentodinamismocostante,ildivenire,il cambiamento.Senzadiessononesiste Evoluzione,nonesisteComprensione:ecco perchchinasceinunagiornatasenzaildio Eoloinazione,destinatoall'immobilismo dellaMenteedelloSpirito.

Ladanzadeglisposidellanotte
diPaolaMartino

SulBuioPalcoscenico s'accendonleLucidiScena.. LaSacraRappresentazionehainizio. DaEreremoteiltitolosempreilmedesimo: LaDanzadegliSposidellaNotte. ZeusdiventilRedegliDei..manonpotigno rareilfratelloPoseidone.Decisediriconoscer gliildominiodeimariedipopolarlodiNinfe gentili,leNaiadi,edifanciulleammalianti,leSi rene. MaPoseidone,Diodaglisplendidiocchican gianti,edall'animoriccodipassionitempestose ediamoridolcissimi,desideravaunasposache fossecapacedelpibellodegliamori,unacom

pagnachesapessecomprendereisuoiumori, machefossesemprediversaesorprendente,che sapessesfuggirglipuressendoaluiunita... Trascorseuntempoinfinito,lospaziodiunse condodellavitaumana,perchilDio,rabbuia to,levandoinaltolosguardo,lavedesseecom prendessechesoloLeipotevaesserelasposa... ChieseaZeusdiconcederechelaLunascen dessedallevettedelCieloperlui,chepotesse adagiarsipersempresulTronodimadreperla: avrebberoregnatoinsieme. Zeusopposeilsuono:anchelui,RedegliDei, dovevasottostarealleLeggiEterneenonerapa dronediconcederelamanoDiSelene:idueGe mellidivini,ilSoleelaLuna,eranostaticonce pitiepartoritiperilRediTutteleCose,l'Uni verso. Poseidoneebbeuncolpoalcuore:nelsuoani mo,nelsuocorpo,fremevaardentediunamore inestinguibilechenonglidavapace. Ecosiniziaronoleondeasollevarsi,perchil DiopiangevanelsuoAntrosegretoenondomi navapileacque...IlMarecominciaproten dersiversoilCielo,perchdesideravatoccarela niveaegentileFanciulla..Su,su,su....ilsuospa simositramutinciecadisperazionequando capchenonl'avrebbemaiafferrata..eneanche sfiorata! Allora,inundeliriosuicida,siriversinbasso, sullaTerra,incolpevolevittimadiunDioinna morato.. DistruzioneemortefuronolelacrimediPosei done..eZeus,preoccupatoperimortali,suoifi gli,decisedichiedereall'Universoundonoper quelfratelloaddolorato:ilMondoerainperico lodisseilPadredegliDeiedegliUominiean chelui,l'Universo,sarebbestatocolpitodagra veperdita.. IlDiodiTutteleCose,dapprimaindifferente, diresseilsuoOcchiosullaTerra..edecisedi emanarel'Ordine:laLunaerasuaFigliaeaveva ilcompitodiilluminareilBuiodiunapartedel Regno,masisarebbepotutaunirealDioardente intutteleNottidelMondo..fuorchnelperiodo incuidovevaritirarsipercelebrareilRitodell' Oscuramento:avviluppataneineridrappi, avrebbeviaviadiscioltoisuoiVeli,enuda,nel lasuasplendentebellezza,sisarebbetuffatanel Mare,danzando,conloSposodivino,isempi terniritmid'Amore....

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L'amoregratuito,senonon amore
pubblicatadaManuelMarcellino

Unasera,mentrelamammapreparavalacena,il figlioundicennesi presentincucinaconunfogliettoinmano.Con ariastranamenteufficialeil bambinoporseilpezzodicartaallamamma, chesiasciuglemanicol grembiuleelessequantovierascritto:"Peraver strappatoleerbaccedal vialetto:5...Peravereordinatolamiacameret ta:10...Peressereandatoa comperareillatte:10...Peraverbadatoallaso rellina(trepomeriggi):15 ...Peraverpresoduevolteottimoascuola: 10...Peraverportatofuori l'immondiziatuttelesere:7...Totale:48".La mammafissilfiglionegli occhi,teneramente.Lasuamentesiaffolldiri cordi...Preseunapennae, sulretrodelfoglietto,scrisse"Peravertiportato ingremboper9mesi:0 ...Pertuttelenottipassateavegliartiquando eriammalato:0...Per tuttelevoltechetihocullatoquandoeritriste: 0...Pertuttelevolte chehoasciugatoletuelacrime:0...Pertutto quellochetihoinsegnato, giornodopogiorno:0...Pertuttelecolazioni,i pranzi,lemerende,lecene eipaninichetihopreparato:0...Perlavita chetidoognigiorno:0... Totale:0".Quandoebbeterminato,sorridendo lamammadiedeilfogliettoal figlio...Quandoilbambinoebbefinitodilegge recichelamammaaveva scritto,duelacrimonisceserodaisuoiocchi... Girilfoglioesulsuoconto scrisse:"Pagato".Poisaltalcollodellamadre elasommersedibaci.Quando neirapportipersonaliefamiliarisicomincianoa fareiconti,tutto finito.L'amoregratuito,ononamore...

Scrittipersonali
diFabioStorino

Hopersoilcontrollo Ovunquevadononmisentoacasa Troppatristezzaintorno Lacrimeacide traccianoindelebiliilvoltodiogniuomo. Urlastraziantiriecheggianonellamente scheggeeframmentidivitavissuta aiconfinidelmondotradoloreemiseria. Sangue,odoreacrefralemacerie pallottolevagantisangueepiacere trabandierechesventolanofiere. Campiminatiuominiingannati Neanchequestoventospazzaviailmalumore anziportacattivoodore. Velenoovunquetrappolepertopi travicoliaffollatidiindubbiaumanit Maqualcunoscaltro cercadidistricarsitraleangustecitt quellochecivuolesololucidafollia immaginareun'altrapossibilerealt. Cospargerequestaterradinuovisemi raccogliereifrutticonilbuonsenso cheoggisoffochiamo. Siamoscocchiefragili Lanostragrandezzanonreggeilpasso Stiamocadendo Laveritchesiamodeboli dominatorieschiavidinoistessi. Fermateviunistante Chiedeteviqualesialoscopodituttoci Guardateviintorno Accorretefestosiedanzantiallombradel grandealberosecolare. Hapassatoiltempoaosservare,raccogliere storiedaraccontare. Inoviziseguanolagiustadirezioneindicata daglianziani. Disponeteviincerchioperascoltare, Ilfrusciodellefoglielavocedelvecchio saggio. Rimaneteinsilenzioperimparare Liniziazionecomincia Iltempotrascorretraorelieteefrastuoni. guerreedolori,amorifeliciamorifiniti

Ilvecchiosaggiopuparlare Traloscalporegeneraledichi, hauditoperascoltaresolounmondo superficiale. Dinanziallaprofonditdanimoqualcunotenta diindietreggiare, Listintodirespingerecichesideveaffrontare. Percomprendereilpresentedelnostrotempo Dobbiamopercorrelastradaaritroso Pergiungerealfuturoeiniziareilnuovotempo. Tuttocichechiedeilvecchiosaggio restareseduti Ilcerchiogeneracalore,unabbracciodiluce. Tuttocicheprotrae,amore Diquestosinutrelanostraesistenza Immersainquestaferociaviolenza Ilvecchiosaggioconoscelaverit Sicelaneiricordiatavicidellanostramemoria. Egliinvitagliuominisenzapudore, Egliinvitagliuominiperamore. Lafiammaardesenzaspegnersimai Maoggitempodifarlacrescere Ilfocolareprontoperaccogliere. Ilcestocolmodifrutti Siateprontiperoffrirliatutti. Hocostruitouncastello, sonounpotenteRe. Ilpopoloconme Nessunosiopponealpotere! Diquestosivantavaluomo. Campidibattaglia, scontriepicitraterramare navidaguerrapronteasalpare. Urladidolore voltisanguinanti quantaviolenza. Corpidilaniati mortiammazzati Giovanidonne,mogli,incercadelloroamore Perdutopersempre. Bambiniabbandonatiallorodestino. Donnesoleperunpezzoditerradagovernare uominipartitipernontornare. Loscoposoloquellodiconquistare Dividereilpopoloefartremare Unaltraguerrapuarrivare Estrailapistola,estrailaspada Tidifendeunoscudomanoncnulladafare Iltempopassainfretta,matuttorestauguale

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.75

Lastradaaffollata, nellacittdorata. Ilsolesplende Ivecchicercanoriparo Ibimbigiocanosorridenti Legiovanidonnesonoserene Gliuominiattendonoconfermento Stannoperannunciareilcambiamento. Lafollasiradunanellagrandepiazza Tantevociallunisonosipreparanoallevento. Lelettopreparagliultimidettagli Ilsuodiscorsodevefarecentro Lafollaadessoattendeinsilenzio Uominiavidiecorrottihannoparlato Intuttoquestotempo. Adessolacittprontaadaccoglierelonest? Abituatianchesenzavolerlo Aviveresempreconilcompiacimento Potrannogliuominirifiutareilcompromesso? Vendutiperdenaro,perlafamadisuccesso Sarannocapacidifarrinunce Enonagireconlesoliteastuzie? Inesilioperlestrade,gliuominivagano Odoracredifumonellaria Macerieedetritisiconfondono Traglisguardispentidiquestaumanit Uominialladeriva,uominisenzastima Prigionieriinconsapevoli Diquestolungoviaggio Unviaggiolungounavita Scorrevelocesuunfoglio disegnatoconunamatita. Esilioperquestestradeaffollatemadeserte Vuotedivolontedesideriodirinascita Rivincitaassopitadamilledesiderimateriali facilerenderseneconto Bastasfogliareunqualsiasigiornale. Uominiammansiti,addormentati, Riprendetevicidacuivisieteallontanati. Siamoandatioltre Abbiamovalicatoillimitedellasopportazione Ognisoprusoeviolenzastatavissuta Oragiuntoilmomento Nonpossiamoaspettare Questograndegiorno,attendeintrepidoisuoi

figli Lamadrevorrebbepoterciallattare Offrirelasuaessenza percomprendereilsensodiquestavita. Forsetuttoperso,forsenullahasensoin questomondo. Lacrimeesanguesgorganodallebandiere Eppure,sventolanofiere. Mortiammazzati,uominitrucidati Maquestosembranonbastaremai, continuiamoaversaredoloresullenostre schienestanche Sottomessialvanosacrificiodiunavitaintera Epoinonpotercorreredietroallaprimavera Urlaelamentistraziantisiodonolontano, echidivocimanessunoporgelamano. Untemposfilavilasporcaspada,oggitieniin pugnolapistolacarica Cambiavelocequestotempo,masembratutto fermo Cavalieriedame,politicieputtane Nessuntormentodallastanzadeibottoni Edalchenasceognidecisione Unnuovoordine,daquisivuolgovernare. Ungiocoviolentofasaltarechiunqueltentidi fermare, econtinuiamoaversarelacrimeamare. Sorrisiesoddisfazioniquandoesplodeuna bomba ediquelcheceranonrestaneanchelombra. Sorrisiesoddisfazioniquandoesplodeuna bomba ediquelcheceranonrestaneanchelombra.

La diarazione
proposta da Riccardo Capineri

Finarmente la veddi! Usciva dalla fabbria di Ponteorvo.Gni detti dreto e gni dissi:-Ragazzina , permette una parola? Dice lei:-Sentimo! -Dar momento 'he la veddi un mangio pi,un dormo pi,un vo pi la sera da Pompilio a prende'r ponce.....'nsomma, ci 'rede,un fo pi nulla?! -Se un fa pi nulla prenda un pop di scialappa,d'artronde cosa vor che ni ci facci io....! -Mi facci'r piac un mi'oglioni,sti a sent tutto vello che un core straziato dall'amore gni sa di',e vedr che un po'di bene me lo deve vol anco lei. Vando veddi 'he si messe propio a sentimmi ragion 'n sur serio,allora gni spalancai le porte der mi'ore e gni dissi: -Dar momento 'he viddi 'r su visino tondo tondo 'om'una mela e 'su'occhioni gialli gialli 'ome quelli della mi' micia 'r mi' ore un poteva st pi alle mosse e si dibatteva drento allo stombao 'ome quarmente si dibatte la mosca vando gli 'n possesso del ragno e mi pareva di scoppi 'n sur momento! Lei a sentimmi ragion 'n quer modo mi guard un poino ,io allora attaccai subito e gni dissi: -Toh!....siro gu....io 'os vestito da manovale un gni posso spir tutto verll'amore 'he m'ispira lei 'on quer bel vestito di bordatino, ma domenia gni voglio vien 'ncontro tutto vestito di saia,'olle scarpe gialle e cor cappello alla via, eallora son siuro 'he mi dirr:"Ber mi' Affiero,come siei bello!" e io gni dir :"Bella mi'Parmira,dammi un ber bacione!" Dice lei:-Uhmm......!ma ci 'rede ber mi' cecio 'he a me la minestra un me la'ncacia?! Dio io:- E' vero che quest'occhio me lo portonno via'on una bastonata e che questa gamba me la troncai

vando viensi gi dar quarto piano,ma del resto le belle bimbe 'ome lei le veggo meglio cor un occhio solo io, 'he quarche studientino di velli'on quattr'occhi! Lei allora mi disse 'he bisognava 'he sentissi su'p e su'm e poi m'avrebbe saputo da' la risposta. Io allora gni dissi:-Senta,bella la mi' Parmira,mi facci'r piac di dammi una risposta affermativa,perch se mi dovesse di' 'he nun m'amassi,un so cosa sarei 'apace di fa':mi leverei vest'artr'occhio,mi troncherei vest'artra gamba e poi.....correrei sempre dreto a lei 'nfinch un m'avesse detto "Ber mi'Affiero,siei mio!" Lei mi disse 'he un facessi 'orbellerie, e mi stese la su'manina deliata deliata,e io per un toccalla 'olla mia 'he gli era 'allosa,me la rinvortai 'ndun farzoletto e gne ne diedi: Lei me la strinse a malapena,poverina,aveva paura di farmi male...e poi mi disse: -Addio Affiero!!.... E io gni dissi:-Addio bella la mi'Parmira......- e la stetti a ved' finch un fu svortata 'n sull'angolo della 'antonata e doppo,vando un la veddi pi,co core gonfio gni dissi: -Addio,anima der mi'sangue! E me n'andai! Mario Noferi Pisa ,1906

Verbale del processo contro Franz Jagerstatter.


propostodaMorenaBacchi

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.77

Scrivo con le mani legate, ma preferisco

questacondizionealsapereincatenatalamia volont. Non sono il carcere le catene e nemmeno una condanna che possono far perderela fedea qualcunoo privarlo della libert. PerchDioavrebbedatoaciascunodinoila ragione ed il libero arbitrio se bastava soltantoubbidireciecamente?O,ancora,se cichediconoalcunivero,eciochenon tocca a Pietro e Paolo affermare se questa guerrascatenatadallaGermania giustao ingiusta,cheimportasaperdistingueretrail beneedilmale? (Dal testamento di Franz Jagerstatter, Berlino,luglio1943). Franz Jagerstatter, contadino austriaco, chiamatoallearminel1943,rifiutdiprestare serviziomilitaresostenendoche,innomedella sua fede cristiana, non avrebbe potuto combattere una guerra ingiusta agli ordini di Hitler. Processato dalle autorit militari, fu ghigliottinatol'8agosto1943. Nelnomedelpopolotedesco Causa contro l'autista Franz Jagerstatter, Compagnia autisti n. 17 in Enns, nato il 20.5.1907 a St. Radegund ( Alto Danubio), attualmentedetenutonellaprigionemilitaredi BerlinoTegelperrenitenzaallaleva. Iltribunalediguerra,2senato,nellasedutadel 6 Luglio 1943, ha riconosciuto l'imputato colpevoledelreatoascrittoglielocondannaa morteeallaperditadelladignitmilitareedei diritticivili. NelFebbraiodel1943l'accusatofurichiamato conordinescrittoalservizioattivonell'esercito. Dichiar subito che egli rifiutava il servizio militareconarmiperlasuaposizionereligiosa. Egli dichiar che se avesse combattuto per lo statonazionalsocialistaavrebbeagitocontrola suacoscienzareligiosa.Sidichiaracomunque

pronto a prestare servizio come soldato in sanit,peramorecristianoversoilprossimo. Nel processo, aggiunse che era giunto alla convinzione che come cattolico credente, non potesse essere contemporaneamente nazionalsocialista e cattolico: ci era impossibile. Ci sono casi in cui bisogna obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini; sulla base del comandamentoamailprossimotuocomete stessoeglinonpotevacombattereconlearmi. Comecittadinotedescol'accusato,chesitrovava in et adatta alla leva, obbligato a prestare servizio militare. Egli si reso pertanto colpevole di renitenza alla leva ed punibile secondoilpar.5commaI,n.3dell'Ordinamento proceduralepericriminidiguerra. Perilcriminedirenitenzaallalevaprevistala penadimorte. Soloincasimenogravipuessereammessoil carcereounistitutodipena.Unsimilecasonon dato. L'accusatostatosoldatoper6mesi,haprestato giuramento al Fuhrer e ai comandanti dell'esercitoeduranteilperiododelsuoservizio militarestatoesaurientementeistruitosuisuoi doveri di soldato. Ci nonostante rifiuta testardamente, nonostante i richiami alle conseguenzedelsuocomportamento,permotivi personalidisvolgereisuoipatriotticidoveridi soldatonelladifficilelottaperl'esistenzadella Germania. Perquestocondannatoamorte.Lacondanna ha come conseguenza la perdita della dignit militare, secondo il par. 31, n. 1, dell'Ordinamento. Poich l'accusato si dimostrato con il suo comportamento privo di onore, gli vengono disconosciutiidiritticivili. Firmato: Leuben, Musshoff, Arps, Schreiber, Ranft. Provvedimento di conferma : Confermo la sentenza.Ilverdettodaeseguire. Firmato : Bastian, Ammiraglio. Berlino, 14 Luglio1943.

Sonoveramenteindignato
propostodaMorenaBacchi

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.78

SitrattadiunaletterascrittadaltorinesePier Giorgio Frassati ( 19011925), studente di ingegneria,figliodeldirettoredelquotidiano LaStampa,mortodipoliomielite a ventiquattro anni e beatificato nel 1990. Rivolgendosi al presidente del circolo da lui frequentato, il giovane comunica le proprie dimissioni, non tollerando, come cattolico, l'omaggiodaquestiprestatoaMussolini,colui chelasciauccidereiMinistridiDiocomeDon Minzoni e cerca di coprire questi misfatti col mettereilCrocifissonellescuole. Sonoveramenteindignato perchhaiesposto laBandiera,chetantevolte,benchindegnoho portato nei cortei religiosi, dal balcone per rendereomaggioacolui,chedisfleoperepie, chenonmettefrenoaifascistielasciaucciderei MinistridiDiocomeDonMinzoniecc.elascia chesifaccianoaltreporcherieecercadicoprire questi misfatti col mettere il Crocifisso nelle Scuoleecc. Iomisonopresotuttalaresponsabilitehotolta questa Bandiera purtroppo tardi e da ora ti comunicolemiedimissioniirrevocabili. Continuer con l'aiuto di Dio anche fuori del Circolo,benchcimirechimoltodispiacerea farequelpocochepotrperlaCausaCristianae perlaPacediCristo. Desiderochequestamialetterascrittainfretta madettatadalprofondodell'animosialettaalla prossimaassemblea. Conprofondastima. PierGiorgioFrassati. (letteraaCostantinoGuardiaRiva,presidente del Circolo Balbo,Torino 24 ottobre 1923, relativaallavisitadiMussoliniaTorino).

LaDonnolaeilGatto
propostadaAngelaArcuri

Versoorienteilcieloeravermiglio, Egispuntavaild, QuandomadamaLaDonnoletta Delpalazzod'ungiovineConiglio Tuttalietas'impadron. Nell'acquistatosuonuovosoggiorno TuttiisuoiDeiPenatitrasport, GiustoneltempocheilConigliostava Travalliamene,erugiadosiprati Acorteggiareilrinascentegiorno. Dopomoltoavercercato Colleeprato, Tuttofresco,easuobell'agio Senvaversoilsuopalagio. AvealaDonnolettaagileedestra Messoilmusoallafinestra: Numiospitali,echevegg'ioldrento? Dissetuttoscontento Loscacciatoanimaldalpatriotetto: Olmadama,chesisbuchifuore Senzarissa,erumore. L'accortaDamadalnasoappuntato Conmanieraobbligante Rispose,chelaterra delprimooccupante. Belsoggettodiguerra Questosarebbestato TralaFrancia,el'Impero, Dafarversareilsangueaunmondointero; Maperchognundiloroeraprivato, Edambeduebenpoverepersone, Fulabellaquistione, Lasciatoilguerreggiar,messaintrattato. Vorreisapereadesso, Diceal'usurpatrice, Quallegge,qualstatuto N'hapersempreilpossesso AGianni,aPietro,aPaoloconceduto, Efinalmenteate,enonpiuttostoame. QuiviGiovanConiglio Allegl'uso,elaconsuetudine; Questa,rispose,menefapadrone, Questadipadreinfiglio,

EdiLucainSimone, Efinalmenteinmetrasmessol'ha; Ondelaleggedelprimooccupante Nelnostrocasoalcunluogononha. Eben,eben,mons, Cheimportaadessostareatupertu; Rimettiamlainunterzo;equestosia IlDottorMordigraffiante. Questoeraungattodilegalsemenza, Chemenavaunavita Comeunsavioeremita; Unbuonuomotra'gatti,edicoscienza; Disguardomalinconicoecoperto, Nerodipelo,agile,membruto, Giudiceafondo,enelmestieresperto: GianConiglioperarbitrol'approva. Eccocheognundilorgisiritrova Davantialtribunale Dell'unghiutoanimale. Mordigraffiantedice:viconsoli Ilciel,omieifigliuoli, Comeiovimetterprestod'accordo. Accostateviame,perch'iosonsordo: Legranfatiche,eglianni Soglionsecoportarsimiliaffanni. S'accostl'uno,el'altrolitigante: Manonstostoessoglivideatiro, Che,ildottoraleartiglio Daduepartigettandoinunistante, ScannlaDonnoletta,edilConiglio; indiseglimangi: Eintalmanieralaliteaggiust. Lettor,tientilafavolaamemoria, Chesepraticheraipe'tribunali, Tipasserlafavolainistoria. TommasoCrudeli

Poesie
Attesa
di Loredana Chiarello

Ascolta! Ascoltailsuonodiquest'attesa, attesaumile, fragile, incoercibile comeunapiantasottoilghiaccio chepreparalaprimavera facendosibeffediquell'ostacolo. Ascoltaquestomusicalefrusciodellefoglie, questanottedaimagiciriflessilunari. Ascoltaquestavocecomeunsortilegio, cosleggeraeimpercettibile comeacquachesiinfiltra sottolaroccia emuoveiciottoli. Ascoltaquest'attesacomeunsentiero cheapreunabrecciaall'orizzonte, sulfiancodelmonte. Domanisarnuovo. Find'orasocheviene ches'avvicina. Ginesentocomeunbisbiglio aibordidelsuopassaggio. LaLucecheattendiamonon nell'acquavivachesgoccioladallenostremani. Nonnellafiamma dovesoloilcorposiconsuma. Cichecrepita ediventabrace subitomuoreesispegne. Noncercarlanellanotte, nincichescintilla allasuperficiedelgiorno. LaLucecheattendiamo nonnellenostremani. E'alterminedelsentiero. Veglieraistanotteconme alcantodeilucernari? Veglieraiconmenellasperanza? Concluderemofinalmentelatela. Scaveremoilcampo

perpiantareilseme, senzal'evidenzadelfrutto.Finoall'ultima trasparenza l'ombraminaccerlenostrevite. Salve,oGiorno, nascostonellemanidellaNotte.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.80

ILPRIMAEILDOPO
Storiadiipazia
diPaolaMartino

Metamorfosiemozionali
diPieroCapalbo

Nelsottilecontrappuntoleparole sonoversidiversidiunamelodia nellagordeltempo. Ilconfrontonellasimilitudine diventaunallegoriaparallela. Suonieparolesimischiano nelladiversitcomeilcantodellecicale. Nellamoltitudinesisviluppanopensieri doveildiversoesprimesestesso nellavocedelleparole. Ilcantodellanimasiperdenellaria enellaltalenadeltemposiamo lecodellavita.

BiondoTopazio nelcuorenell'anima puntoestremodite rinasci uraganodiluce. Goccediuniversalesapere sultuocapo,fanciulla, piovono inmillefioristellati. Trasfigurazionedite Coscienzadiventi puraIdeamateriale perfettaimperfetta Concettoarcano diellittichemovenze geometrichearmonie filigranatipapiri paroleviventi simbolivibranti curvedispirali LiberoSpazio disveli. ColpevoleVestale diundivinocomando delperennericatto laforzarinneghi. Econchiglieperlate conlavocedelmare colsoffiodelvento nell'orribileinganno sipromettonoate. Sulvisosulcorpo l'asimmetricogioco dilaccidisangue dolentirichiami tornantialtuocuore..

Caducit

diPieroCapalbo

Consciodellacaducit mimuovoinspazi angustierarefatti sopitiglientusiasmi, senzadirezioneeriluttante adogniformadiraziocinio. Colgoleparole diquestinefastiastanti, vagheggiandocoordinate perunequilibriomomentaneo suatomidinedia.

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.81

"Imieiocchinontrovo!" Opaliormaispenti dissolvenzad'amore perunattimomorti sullePortedelCielo risplendonoanuovo inlontanegalassie d'unanticobrillio diuneternoPresente.. ILPASSAGGIO. Eraccolgopioggiadelmiosangue nelVasodiquelTempoesaurito inquell'Urlomutoedestremo egoccedirubinistillanti incoronadispinesulcapo aldioinvisibile aldiolontano aldionemico monumentodelmiomartirio alDiovisibile alDiovicino alDioamico.. Dovesei Spazioimmaginato Spaziodisegnato Spazioripensato Spaziocontemplato? InqualememoriadelFuturo Spaziocantato iopossoritrovarti? ILRITORNO Eseungiorno diritornoquaggi nelMondo chebimbamivide ritrover ilSensodellamiaEsistenza laVocedellasuaCoscienza Esequelgiorno apiedinudicamminando perleviepolverose

diunaterrastraniera gemmevestiteafesta cogliendo ricameranno laVestenuova cheindosserperTe ricorda mioSole diseguirlamiaombra Ravvivainmeilfuoco delSacroCrogiolo malegainunraggio lamiamanotremante Portaminell'Antronascosto doveilBimbodivino unDiomisterioso daquelgiornomiattende perchsullesueAli Frecciadicarne iopossavolare....

Album di fotografie
Foto e immagini d'epoca

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.82

Favolosotandem!

Ancoraautocarri(fotoF.Ferraro)

ArrivoautocarroFIAT(fotoA.Frascini).

Paesidiunavolta(foto.F.Ferraro)

LoZibaldonedelpoveroVic,pag.83

Costumiarbereshe(F.Ferraro)

Matronaarbereshe(italoalbamese)fotoA.Frascini

Pubblicitlacciscarpe(A.Frascini)

Costumiarbereshe(F.Ferraro).

Fine.
Pereventualicollaborazioniinviateivostri scrittiacris.wren@libero.it

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