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Vittorio Di Cunzolo-Alessandro Di Muro Francesco La Manna-Marianna Mastrangelo

La Grotta di San Michele ad Olevano sul Tusciano.


Storia, archeologia e arte di un santuario altomedievale a cura di Alessandro Di Muro

Gli strumenti musicali

Gli strumenti musicali


Francesco La Manna
Nel corso dellesplorazione delle aree interessate dalle indagini archeologiche dellanno 2006, nellarea 4000 sono venuti alla luce oltre a nuovi altri frammenti di placche in osso lavorate a cerchi concentrici, degli utensili in osso lavorato tra cui strumenti musicali a fiato in osso, in parte integri e in parte frammentati, assimilabili a flauti1 verticali, e un noce di balestra. Relativamente agli strumenti musicali, leccezionalit del ritrovamento di Olevano consiste, innanzitutto, non solo nel numero di strumenti ritrovato e dal contesto stratigrafico, che permette di datare, sia pur con una oscillazione relativamente ampia, gli strumenti al periodo medievale, ma soprattutto per le implicazioni antropologiche scaturenti dal fatto che il rinvenimento avvenuto nellambito di un contesto santuariale quale quello della grotta di S. Michele 2. In letteratura, relativamente allambito italiano, si hanno sporadiche notizie di ritrovamenti di singoli pezzi, in genere non accompagnate da una opportuna pubblicazione3. In genere, si ha notizia di fischietti e flauti verticali in osso ricavati da tibie ovi-caprine (da cui il nome latino tibia). Questi strumenti a fiato, si ottengono da tibie sia di sinistra che di destra, mediante ablazione delle estremit prossimali e distali dellosso4. Il taglio alla estremit prossimale condotto a partire dalla faccia caudale dellosso in senso obliquo in direzione della cresta tibiale. Si viene a creare un

Relativamente alla terminologia utilizzata, ci rifacciamo al generico uso del termine flauto diritto o flauto dolce in letteratura, giacch gi in ambito anglosassone, per strumenti simili a quelli rinvenuti ad Olevano si utilizza il termine di whistle, anche se spesso si utilizza bones flute, o recorder, a volte bones pipe; cfr. R. SERMON, , Two medieval whistles from Gloucester, Glevensis, 30, 1997, pp. 51-52.. 2 Si rimanda a notizie sul santuario a DI MURO supra 3 Si pensi agli esemplari rinvenuto nel Mastio del Castello di Monreale di Sardara (CA), dal castello di S. Severina di cui non ci risulta la pubblicazione e si ha notizia solo dai siti web dei musei che li espongono. Dalla descrizione e dalla grafica, dovrebbe trattarsi di un fischietto loggetto in osso ritrovato negli scavi dellesedra della Crypta Balbi di Roma; P. SFLIGIOTTI, Manufatti in metallo, osso, terracotta, pietra,in Lesedra della Crypta Balbi nel Medioevo(XI-XV secolo), in Lesedra della Crypta Balbi nel medioevo (X-XV secolo). Archeologia urbana a Roma: il progetto della Crypta Balbi, 5/1-2, a cura di L. SAGU, L. PAROLI Firenze 1990,.pp.547.549 n.760 tavola LXXXIII (fig.164,15) 4 Operazione agevole se operata su ossi di individui relativamente giovani in cui non si sia verificata la saldatura epifisiaria.
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triangolo con due vertici sulla faccia caudale dellosso e il restante vertice alla met circa della cresta tibiale. Esso veniva otturato con della cera dapi lasciando un canale libero affinch laria giungesse, quanto pi possibile di taglio al primo foro. Il canale interno dello strumento si otteneva mediante escavazione del midollo. Si completava la lavorazione con la creazione dei fori sulla faccia caudale ed , infine, la politura dello strumento, levigandolo ed lucidandolo con cera dapi. I numeri di fori presenti sulla faccia variano da tre a quattro fori in totale, ai quali va aggiunto il foro nei pressi del becco del flauto . La distinzione tra i vari flauti consiste solo in una gamma pi o meno ampia di note eseguibili da chi suona lo strumento.. Di uno solo degli strumenti ritrovati, il flauto ritrovato nella US4019 (fig.1, 2a;2b), il foro nei pressi del becco, posto sulla faccia opposta a quella dei tre fori. Tuttavia, da notare che il flauto ricavato da una porzione distale ed il primo foro non solo nella faccia laterale dellosso, ma anche nella porzione distale dello stesso. Una spiegazione di tale apparente anomalia, pu essere la presenza di una sorta di raccordo, ottenuto risparmiando un piccolo spessore della superficie interna dello strumento, sgrossata della parte esterna. Quindi, il reperto pu essere una parte di un flauto componibile , di cui, la parte superstite la parte superiore dello strumento. Unaltra ipotesi relativa a questo strumento questa: si a conoscenza di un flauto in legno con apposita estensioni a tromba ritrovato presso il fiume Fribrdre a Falster in Danimarca, datato alla seconda met del XI secolo 5. Per quanto riguarda la datazione, anche se provenienti da due UU.SS. diverse della stessa area (UU.SS. 4017-4019), ma trattandosi di strati formatisi per butti successivi di materiali eterogenei per livellare lambiente delimitato dalla USM 4011 in area 4000 e USM 5012 in area 5000 in funzione dellelevazione dellattuale ambiente che insiste nellarea 4000 (USM 4001-4002-4004-4005), la datazione degli strati in cui sono stati ritrovati ben 4 dei 5 flauti integri oscilla tra la fine del XI e la met del XII secolo6. Solo un flauto integro proviene dalla US4006, strato di formazione recente, ma formatosi con butti di terreno proveniente da livellamenti e sbancamenti

Non mi noto altrimenti se non per la pubblicazione di foto e files musicali su Internet presso il seguente indirizzo: http://www.vikinganswerlady.com/music.shtml. La ricostruzione dello strumento ha permesso di ottenere un timbro musicale simile a quello delle ciaramelle. In assenza di ritrovamento dellestensione, difficile sostenere che si tratti di uno strumento simile al flauto danese di Falster, mentre lipotesi di un flauto componibile sembra pi sostenibile. 6 Si veda DI MURO supra relativamente alla periodizzazione del Periodo IV

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