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March 20th, 2012

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Reggio 5 Stelle News


SETA, se questo linizio si va dalla padella alla brace
By Matteo Olivieri on March 20th, 2012

che impedisce di partire se le porte sono aperte. Se sfugge un comando allautista c il rischio della vita per i passeggeri, che possono essere travolti sotto la ruota dietro gli ingressi e le uscite. Se il sistema non funziona si sta fermi. Quegli stessi autisti che guadagnano di meno nella emiliana SETA. Un autista reggiano, da contratto, guadagna 200 euro in meno al mese di un collega modenese e 480 euro in meno rispetto al piacentino. Si sta fuori di casa 15-16 ore al giorno per portare a casa 1200 euro al mese, con gli straordinari 1300, e con la responsabilit di vite umane sulle spalle.

Mesi di passione per gli utenti reggiani del trasporto pubblico, a causa di una vertenza sindacale che in fase di tregua. ma bene ricordare cosa successo, e raccontarcela tutta sulal neo fusione delle aziende dei trasporti di Modena Reggio e Piacenza (SETA la nuova societ). Modificati i turni dei lavoratori con un impegno orario di 14 ore al giorno. Gli autisti di Reggio guadagnano 200 euro in meno dei colleghi modenesi e 480 in meno dei colleghi piacentini. Hanno scelto di non fare servizio perch non erano rispettate le regole di sicurezza, ed hanno fatto bene. La situazione che si creata nei giorni scorsi nel trasporto pubblico reggiano stata di grave disagio per gli utenti. La politica deve per capire fino in fondo i problemi, e niente pi ingiusto che unanalisi approssimativa, perch gli elementi ci sono tutti per dire che linizio della nuova societ SETA stato semplicemente disastroso. Lesordio del nuovo management della societ che riunisce Modena Reggio e Piacenza, capeggiata dal correggese Claudio Ferrari, ha visto subito la gamba tesa nei confronti degli autisti. Il nastro, cio limpegno orario effettivo che gli autisti devono sostenere quotidianamente, stato alzato a 14 ore. Questo vuol dire che un autista impegnato, per fare 7 ore effettive di guida, ben 14 ore al giorno. Ci si sveglia alle 4.30 del mattino e, se va bene, si torna a casa alle 20 della sera. Queste le nuove condizioni dettate dallazienda, che peggiorano nettamente quanto era in vigore prima. Gli autisti hanno deciso di non starci a questo gioco al massacro, e hanno semplicemente rispettato le regole. Un autobus devessere dotato di sistemi di sicurezza, come quello

Tutto questo per poter sfruttare personale e mezzi allo stremo, con scelte a nostro modo discutibili anche dal punto di vista economico. Un autista parte da Boretto con autobus fuori servizio, arriva in montagna, fa una corsa, e poi di nuovo lunghissimi trasferimenti con il mezzo fuori servizio. Percentuali di quasi la met del percorso senza passeggeri, con il il consumo di carburante che incide in maniera rilevante sui costi. Ma chi sta facendo i conti in SETA? Nei giorni di maltempo ho viaggiato personalmente sugli autobus molto spesso. Pneumatici lisci, senza pi battistrada, e nemmeno termici. Gli autobus non avevano aderenza nellaffrontare le rotatorie.

SANITA A REGGIO: Ritardo pagamenti negli ospedali reggiani, a rischio servizi e famiglie
By Matteo Olivieri on March 20th, 2012

Nonostante gli annunci dellAssessore regionale, alcune societ che forniscono servizi vitali in affidamento dagli ospedali reggiani non vengono pagate da un anno. Oltre al rischio per le aziende appaltatrici, una ricaduta pesante sui lavoratori e sulle famiglie, che di riflesso non ricevono pi lo stipendi. Interrogazione ed accesso agli atti in Regione. Allindomani dellannuncio da parte dellAssessore regionale Lusenti sulla riduzione dei tempi di pagamento ai fornitori, un allarme viene dagli ospedali reggiani. In base a segnalazioni pervenute alla nostra attenzione, esistono fornitori di servizi essenziali che non vengono pagati da un anno. Ci pone
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March 20th, 2012

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le societ appaltatrici in grave difficolt, e le ricadute si fanno sentire anche sui lavoratori e sulle famiglie. Le aziende, ovviamente strozzate dal ritardo, non possono erogare gli stipendi, ed alcune famiglie stanno per finire sul lastrico. Come si pu portare la gente alla rovina per le inefficienze della macchina statale? Ha ragione il nostro consigliere regionale Andrea Defranceschi a sottolineare che gli 8 mesi medi a livello regionale sono comunque troppi, anche perch le medie, come si sa, sono fatte di minimi e di massimi. Lasciare aziende senza un soldo per un anno strozzarle. Il MoVimento 5 Stelle in Regione effettuer interrogazioni ed accesso agli atti per chierire la situazione negli ospedali reggiani.

riduzione degli stipendi e sostenuta con il numero necessario di sottoscrizioni che consenta di esprimere le quote necessarie. In questo avranno senzaltro lappoggio dei sindaci PD di Torino, genovesi, della provincia di Parma e di Piacenza. Insomma, una passeggiata. Il resto fuffa.

Sprechi energetici in negozi e locali pubblici, Giunta timida


By Matteo Olivieri on March 20th, 2012

Stipendi IREN, il mandato per ridurli c gi


By Matteo Olivieri on March 20th, 2012

Nel Consiglio Comunale del 26 luglio 2010 stato approvato un ordine del giorno durgenza presentato da Reggio 5 Stelle che chiede di contenere gli stipendi e i gettoni.Listanza doveva essere portata dai Sindaci PD dellex patto ENIA, Delrio in testa,allassemblea dei soci che sanc la fusione . Se molti esponenti PD ritengono giustamente che si parla ancora di faraoni e non di amministratori, siano meno timidi e chiedano la convocazione di unAssemblea straordinaria. Leggiamo curiosi lintervento di molti esponenti PD, compresi sindaci azionisti di IREN, riguardo agli stipendi faraonici dei manager IREN. Non possiamo che condividere lo stupore, che per quanto ci riguarda puro sdegno, ma giusto ricordare in data 26 luglio 2010 stato approvato un ordine del giorno durgenza presentato da Reggio 5 Stelle che chiede di contenere gli stipendi e i gettoni di presenza. Questo ordine del giorno dava mandato ai Sindaci reggiani presenti allAssemblea dei soci di fine agosto 2010 di tagliare. Era lassemblea in cui si decideva di partorire quel soggetto che oggi accumula oltre 3 miliardi di euro di debiti. Non ricordiamo voci discordanti alla fusione, mentre siamo poi andati a verificare che fine avesse fatto quellimpegno politico, contratto da uno dei pi importanti soci di IREN, il Comune di Reggio. Venne convocata unapposita Commissione consiliare in cui lex Assessore Grasselli rifer che listanza era stata inoltrata, e che la vigilanza sulle richieste dellassemblea era in capo ai consiglieri di Amministrazione di IREN. Questi ultimi sono nominati da sindaci PD reggiani, torinesi e genovesi. E il PD che pu in qualsiasi momento tagliare gli stipendi dei manager IREN, attraverso i suoi rappresentanti nominati dai Comuni. Se non si ritengono soddisfatti del lavoro dei loro consiglieri, tra cui lex assessore regionale e super PD Lino Zanichelli, i sindaci del PD possono revocare loro il mandato, con effetto immediato. Se poi ritengono di aver perso il controllo sui consiglieri di amministrazione, possono chiedere una convocazione straordinaria dellassemblea dei soci, motivata con la

In Consiglio comunale lAssessore Ferrari ha risposto alla nostra interpellanza sugli sprechi energetici rilevati da uninchiesta del Carlino. Negozi con porte aperte, locali della biblioteca a 24 gradi. Sui negozi Ferrari ha segnalato che le misure del Comune di Milano, volte ad impedire lapertura delle porte durante la stagione invernale, sono state ritirate, anche se non sono note le ragioni. Crediamo che questo non debba essere un ostacolo per procedere con un provvedimento del Comune che eviti questi comportamenti, specie da parte di catene in franchising che rispondono a logiche meramente commerciali, e che rispondo pi alle direttive dei piani alti che al buon senso richiesto a tutti i cittadini reggiani. Per i locali pubblici Ferrari ha risposto che le misurazioni della temperatura presso i locali della Panizzi hanno registrato i 20 gradi di norma, e non i 24 segnalati. Abbiamo ribattuto che non se ne pu fare una questione di termometri, e che se cos e provvederemo come Gruppo Consiliare a misurare con potenti strumentazioni! Ricordiamo che da quellinchiesta del Carlino emerse che molti utenti della biblioteca potevano rimanere in maglietta, e ci sembra difficile che a 20 gradi ci siano tutti questi uomini delle nevi in Panizzi. I risultati, illustrati dallAssessore, parlano di un aumento, seppur contenuto, dei costi del riscaldamento che sostiene il Comune, a fronte di nuovi locali in dotazione. Siamo convinti che si possa fare di pi, e che questi siano i limiti della gestione calore, che non spinge al massimo i risparmi perch non convenienti dal punto di vista contrattuale. Da anni diciamo che sono i contratti di Energy Service Company quelli pi adatti ad un consistente risparmio.

Progetto Frutta nelle Scuole: aperte le iscrizioni per lanno scolastico 2012-2013
March 20th, 2012

Dal 26 marzo al 30 aprile 2012, le scuole primarie interessate al programma europeo Frutta nelle scuole potranno fare richiesta di adesione per l'anno scolastico 2012/2013, tramite una procedura informatica che sar disponibile sul sito www.fruttanellescuole.gov.it.

March 20th, 2012

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Per il prossimo anno scolastico la Commissione europea ha assegnato allItalia oltre 20 milioni di euro per la realizzazione di Frutta nelle scuole. Alle risorse stanziate dallEuropa, si aggiungeranno i fondi nazionali cofinanziati dal Ministero dellEconomia e delle Finanze dal fondo di rotazione IGRUE, con i quali si prevede di raggiungere un totale di oltre 35 milioni di euro, permettendo cos di coinvolgere per la prossima edizione del programma 1.050.000 alunni delle scuole primarie nazionali. la pittura naif qualcosa di eccezionale. Eccezionale perch colpisce al cuore e senza fronzoli. Non c bisogno di esperti che ci spieghino, poich i quadri naif sono semplici e naturali, istintivi e universali. Ed proprio per questo che i bambini amano tanto questo tipo di pittura, perch i bambini non hanno sovrastrutture ideologiche e schemi mentali prefabbricati: sono liberi e apprezzano in tutta la sua grandezza questarte libera e infantile nel senso pi alto del termine. Ma andando al dunque, volevo approfittare della visibilit di questa pagina per esortarvi ad approfittare e, magari domani o la settimana prossima, fare un giro nella bassa a sognare un po. Troverete aperto il museo fino al 15 aprile il sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Da marted a venerd su prenotazione. Presso lex convento degli agostiniani a Luzzara (RE). A parte i bellissimi quadri permanenti, potrete apprezzare i naif mantovani. Per maggiori info: Centro culturale Zavattini Viale Filippini 35 Luzzara (RE) 0522/977612 info@fondazioneunpaese.org www.fondazioneunpaese.org

Qualora le adesioni degli istituti scolastici dovessero far superare la quota di studenti sopra indicata, sar realizzata una selezione tra le scuole aderenti, basata sui seguenti criteri: precedenza agli istituti che non hanno ancora partecipato al programma nelle passate edizioni o che hanno partecipato meno; precedenza agli istituti scolastici che comunicano prima la propria adesione al programma. Il numero degli studenti coinvolti nel programma Frutta nelle scuole per il prossimo anno scolastico sar ripartito a livello regionale, in proporzione alla diffusione della popolazione scolastica. Pertanto, ciascuna Regione avr un numero massimo di studenti delle scuole primarie che potranno partecipare a Frutta nelle scuole. Superata questa quota, sar realizzata la selezione sopra specificata. Per lEmilia Romagna sono stati assegnati un massimo di 61.864 studenti.

Luzzara Naif
By Rossella Di Monda on March 20th, 2012

Forse non tutti sanno che a Luzzara (RE) c il Museo Nazionale dellarte Naif. E proprio il caso di dirlo: non tutti sanno. Questo bellissimo museo intitolato a Cesare Zavattini, apre solo due o tre volte lanno per poche settimane e in queste occasioni viene tenuto aperto dai volontari del circolo culturale Torre di Luzzara. Appunto volontari. E davvero triste che un museo cos bello debba rimanere chiuso perch non ci sono fondi o perch comunque ci sono pochi visitatori. Proprio oggi ci sono andata, e mi spiegava la volontaria che faceva da custode che dal 3 marzo cerano state pochissime visite. Per appassionati di arte e non,

Commissione So. Va. Il triste siparietto della maleducazione della maggioranza


By Davide Zanichelli on March 20th, 2012

La volta scorsa lassessore Bartoli se ne va nel momento delle domande dellopposizione (assessore fuggente). Stavolta, c proprio stato impedito di fare le domande. Com andata.

March 20th, 2012

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Come sapete da un po di tempo c voglia di trasparenza in merito allassociazione culturale So. Va. Per carit, ci sono decine di ragazzi che fanno uno splendido lavoro per la comunit. Il problema non sono assolutamente loro. Anzi! Il problema come lamministrazione comunale s rapportata e si rapporta tuttoggi con questassociazione. In questaspetto ci vuole trasparenza! C voglia di trasparenza per sapere come vengono spesi i soldi pubblici dati allassociazione, a chi vanno, in che misura, come vengono gestiti i ragazzi che ne fanno parte, come vengono organizzati, come vengono tutelati, con quali criteri ricevono rimborsi di un certo tipo piuttosto che altroinsomma: come lassociazione usa soldi pubblici e come lassociazione tratta i ragazzi di Guastalla. Pu essere pubblica questa cosa o no? Il Consiglio Comunale scorso, mera stato anticipato verbalmente dal capogruppo di maggioranza Tagliati (PDL), e pubblicamente dal Presidente della commissione A. Istituzionali Benatti (PDL) che, per trasparenza, si sarebbe convocata una commissione al fine di sviscerare gli aspetti. E che a questa commissione avrebbero potuto parlare tutti. Oggi era la commissione, ma durante la seduta a noi del movimento 5 stelle stato impedito di parlare e di fare domande. A noi come a tutti gli altri che erano interessati, ma non facevano parte della commissione (componenti). Trasparenza questa? Questo vuol dire non aver nulla da nascondere?mah Questa non trasparenza amministrativa. Questo stato un uso del regolamento in maniera stretta per limitare quelle domande che potevano avere difficile risposta. Ovviamente chiederemo la registrazione della commissione. Ascoltare un cd con la registrazione o essere in commissione ad ascoltare e non poter parlare sarebbe stata la stessa cosa. Peccato. La maggioranza s dimostrata cos maleducata, ed ha perso unoccasione per dimostrarsi democratica e trasparente nella sua attivit. Domande: 1) Ai ragazzi che tipo di contratto stato proposto? Rimborso o contratto a chiamata? Quando e in che tempi? Si pu sapere? 2) Quanto percepiscono di rimborso i ragazzi? Qual il criterio? Chi lo sceglie? Che fine hanno fatto i 50.000 euro gi erogati? Si pu sapere? 3) Chi sceglie quali mansioni vengono affidate (o non affidate) ai ragazzi? Con che criterio? Il criterio pubblico? E chi sono i ragazzi dellassociazione che svolgono attivit per il comune? Si pu sapere? 4) I ragazzi hanno lavorato solo a Guastalla o anche in altri comuni? Se qualcuno ha lavorato altrove, chi? Perch? 5) Se un ragazzo si fa male in comune, prevista qualche forma di copertura? Per il ragazzo? Per il Comune?

6) Ci sono attivit dellassociazione non patrocinate dal comune? Se s, esse avvengono in spazi del Comune? Se s anche a questultima, lassociazione riconosce al comune un rimborso per luso delle sale? Si pu sapere? 7) Lassociazione ha pi volte cambiato il proprio organo direttivo. Sono state fatte le doverose comunicazioni? 8 ) Sui bilanci forniti (previsione e definitivo) perch non v il numero di protocollo? 9) presente un bilancio di previsione per il 2012? Che data di protocollo riporta? Queste sono alcune delle domande che avremmo fatto. Alcune. Non abbiamo potuto farle, perch il presidente Benatti non ha permesso di parlare a nessuno che non facesse parte della commissione. E noi non ne facciamo parte. Peccato che nel consiglio comunale era stato detto il contrario. Scusate lo sfogo Davide Zanichelli

Legambiente: Rapporto cemento-mafia forte anche a Reggio


By Elisa Pizzi on March 20th, 2012

C anche Reggio Emilia tra le province in cui la relazione cemento mafia sempre pi forte: ad affermarlo la nuova edizione del dossier Cemento SpA promosso da Legambiente. Il rapporto snocciola alcuni dei casi pi preoccupanti avvenuti sul territorio negli ultimi due anni, a partire da quel novembre 2010 in cui la Prefettura di Reggio Emilia ha fatto sapere di aver negato il certificato antimafia a una decina di aziende operanti nel reggiano, che non potranno quindi partecipare a gare dappalto o dovranno interrompere alcuni lavori affidati in subappalto. A maggio 2011, la stessa Prefettura aveva poi fermato due aziende reggiane impegnate in lavori in subappalto nel cantiere della nuova stazione, a causa del sospetto che alcune parentele collocabili in ambienti di Cosa nostra gelese potessero rendere permeabili alla criminalit i lavori del maxi appalto pubblico. Nel dicembre 2011, infine, lultimo episodio in ordine di tempo, con il maxi sequestro di beni immobili a Fabbrico ai

March 20th, 2012

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danni dellimprenditore edile Giuseppe Nocera, accusati di essere riconducibili al clan dei casalesi. La situazione preoccupante ed anche frutto di una sottovalutazione del problema da parte di molti amministratori, che hanno offerto a mafia e ndrangheta, anche grazie a piani urbanistici distruttivi del territorio e a favore di unespansione urbanistica esponenziale del tutto inutile per la nostra citt, una motivazione in pi per cercare di inserirsi nel nostro tessuto economico afferma Massimo Becchi, presidente di Legambiente Reggio Emilia Non si pu pi rimanere a guardare, occorre mettere in campo azioni concrete per il contrasto alle infiltrazioni mafiose, aumentando i controlli su appalti e subappalti, riducendo la cementificazione del territorio programmata per i prossimi anni e facendo informazione tra la cittadinanza. fonte: http://www.reggionline.com Vi aspettiamo numerosi alla rassegna della legalit il 21 e 22 marzo a Reggio Emilia. Dedicata al ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia. (LIBERA)

Mettere la terra nelle mani delle generazioni future il primo passo, e se non lo faranno, seguendo la strada giusta, invito i giovani a occupare la terra cos come stanno occupando le piazze. Cos Vandana Shiva in una recente intervista pubblicata dal portale Navdanya International. Vandana Shiva attualmente considerata la teorica pi significativa dellecologia sociale ed una dei leader dellInternational Forum on Globalization. Si parla di accesso alla terra e nello specifico della destinazione delle terre pubbliche, tra gli oggetti del decreto Cresci Italia che ne consente la vendita, mentre le associazioni degli agricoltori premono affinch siano fittate a costi agevolati ai giovani, per favorire il ricambio generazionale del settore primario italiano ed il rilancio delleconomia rurale. Leggevo proprio ieri, nel rapporto sul sistema rurale toscano dellIRPET, che in Toscana il 40% degli agricoltori ha oltre 60 anni. In Toscana il PIL dellagroalimentare di 3 miliardi di euro, con una posizione forte di vini ed oli sui mercati stranieri. Che fine far questa ricchezza senza il passaggio del testimone alle giovani generazioni? Enrico Rossi, governatore della Toscana, propone di avviare una campagna di rivalutazione della figura dellagricoltore partendo dalle scuole. Tornare alla terra. Ci pensa Rossi, ci pensano i greci, lo suggerisce Vandana Shiva. I Governi, dichiara, hanno fallito e dovrebbero ammettere il crollo del sistema economico attuale, rivolgendo questo messaggio ai giovani:

Censimento del Cemento. Marted 20 Marzo a Dosolo


By Davide Zanichelli on March 20th, 2012

MARTEDI 20 MARZO 2012 ORE 21 presso la SALA BIBLIOTECA COMUNALE Piazza Garibaldi DOSOLO MN presentazione e diffusione della campagna CENSIMENTO DEL CEMENTO con lintervento di: MARIAGRAZIA BONFANTE Coord. Prov.le Cremona FABIO PERINI Responsabile dellarea Casalasca Luned 27 febbraio in tutta Italia partito un censimento dal basso del patrimonio edilizio esistente. Lo ha voluto il Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, e verr realizzato in ognuno degli oltre 8mila Comuni del Paese. Si tratta della prima inchiesta capillare mai realizzata in Italia per quantificare il numero delle abitazioni e degli immobili ad uso commerciale e terziario non utilizzati, vuoti e sfitti.

Non abbiamo molto altro da darvi: abbiamo perso la capacit di darvi lavoro, sicurezza sociale e garantirvi un decente tenore di vita. Ma la terra ha ancora questa capacit, noi consegniamo le terre pubbliche agli agricoltori del futuro: provvedete a voi stessi. fonte: www.ecoblog.it

So. Va. Il comune ci riprova. Commissione Consiliare Luned 19 Marzo


By Davide Zanichelli on March 20th, 2012

Occupate le terre cos come occupate le piazze


By Elisa Pizzi on March 20th, 2012

stata convocata nuovamente la commissione affari istituzionali del comune (componenti) per parlare della situazione dellassociazione. Qua la convocazione. Ovviamente Guastalla 5 stelle dalla commissione ne esclusa.
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March 20th, 2012

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La commissione si terr Luned 19 Marzo alle 19:00 nella sala del Consiglio. E tratter dellesame delle attivit per il 2010 e 2011 dellassociazione, e dellutilizzo della Sala Civica come luogo per cineforum (come proponemmo un anno fa). Anche stavolta la commissione sar sostanzialmente senza documenti richiesti (come la precedente), e senza informazioni per lopposizione; sia perch sono stati forniti scarni rendiconti delle spese per il 2010 e tardivi bilanci di previsione (tra laltro senza il numero di protocollo per la consegna in comune con data certa); e sia perch lassessore Bartoli, durante il consiglio comunale ha evitato la discussione andandosene prima del termine. Ma questo, evidentemente per lamministrazione non affare di Guastalla 5 stelle. Perch non siamo convocati. Ribadiamo la posizione. La commissione ha senso quando viene fornita la documentazione su cui discutere. I contratti con i dipendenti, lelenco preciso delle spese effettuate con soldi pubblici, le specifiche delle coperture assicurative dei ragazzi che operano nelle sedi municipali, il resoconto delle iniziative fatte con tali soldi, la storia lavorativa dei dipendenti dellassociazione e dei collaboratori, spiegando perch alcuni di essi ricevano pi o meno di altri, eccetera eccetera eccetera. Senza i documenti, come si fa a fare una commissione trasparente nella quale tutte le parti possano contribuire?

E intanto via libera alla costruzione di due nuovi reattori nella centrale di Vogtle, in Georgia (USA), per un investimento da oltre 22 miliardi di dollari. Fortemente contrario il presidente della Commissione per la sicurezza nucleare americana (Nrc), Gregory Jaczko: Non posso approvare questa autorizzazione come se quanto successo in Giappone non fosse mai accaduto A un anno esatto dalla tragedia giapponese e per la prima volta dal 1978, negli Stati Uniti stato dato il via libera alla costruzione di due nuovi reattori nucleari. Si tratta dei numeri 3 e 4 della centrale di Vogtle, in Georgia. Un investimento da oltre 22 miliardi di dollari, deciso nonostante le forti opposizioni del presidente della Commissione per la sicurezza nucleare americana (Nrc), Gregory Jaczko. Che, davanti al s pronunciato dagli altri quattro membri dellagenzia governativa, ha spiegato la sua posizione: Non posso approvare questa autorizzazione come se Fukushima non fosse mai accaduto ha detto. Una rinascita possibile anche grazie allEnergy Policy Act, con cui il 16 febbraio 2010 lamministrazione Obama ha approvato la richiesta di prestito agevolato della Southern Company, societ costruttrice degli impianti di Vogtle: 8,3 miliardi di dollari, che unendosi ai 14 gi preventivati dalla compagnia permetteranno il completamento dellopera entro i prossimi 5 anni. Il reattore 3 entrer infatti in servizio nel 2016, il 4 lanno successivo. fonte: http://www.nocensura.com/ www.legambiente.it http://

Fukushima gi dimenticata: gli Usa decidono di rilanciare lindustria nucleare


By Elisa Pizzi on March 20th, 2012

non abbassiamo la guardia NO AL NUCLEARE! CMR- Tassi altissimi e benefit a tutti, cos la Cooperativa Muratori si ammalata
By Davide Zanichelli on March 20th, 2012

Secondo Legambiente persino Chernobyl continua a causare morte, nonostante siano passati ormai ben 26 anni e ad un anno da Fukushima, dove il materiale radioattivo stoccato era molto superiore a quello della centrale bielorussa, gli USA riprendono il loro programma nucleare, annunciando nuove centrali. In questa occasione vogliamo ricordare le aree contaminate nei pressi di Chernobyl, teatro della sciagura nucleare del 1986. La situazione in Bielorussia dopo la tragedia di Chernobyl continua a essere sempre molto grave mentre linteresse e il sostegno della comunit internazionale nei confronti delle vittime molto diminuito. Eppure ci sono quasi 7 milioni di persone che vivono in zone contaminate della Bielorussia, Russia e Ucraina, costrette ancora oggi a nutrirsi con cibo fortemente radioattivo e a pagare le conseguenze di questa situazione sono soprattutto i pi piccoli.

Riportiamo la notizia riguardante unazienda importante nella zona connessa al problema del consumo di territorio Da il giornaledireggio.it REGGIOLO (15 marzo 2012) - La mamma. Se nessuno dei 2.000 risparmiatori di Cmr scende in strada con le pentole per reclamare la restituzione del credito, perch la Cmr era molto pi di una coop. Pi di una banca perch se queste erano chiuse la Cmr poteva sempre darti quegli spiccioli che ti facevano arrivare a fine mese. Pi di unindustria che elargiva sul territorio: tutto a Reggiolo era incentrato sulla
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March 20th, 2012

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manus Cmr. Iniziavi a giocare a calcio con la Cmr, passavi a fare ateltica e cera la Muratori a sovvenzionare la squadra. La Mamma cera per le mostre darte, per i computer alle scuole, per quelle opere di welfare sussidiario che hanno retto il paese. Coop dalla culla alla tomba: le case di riposo della Cmr e ancora le bollette pagate ai braccianti che dopo la guerra non ce la facevano. Comprava un terreno da un contadino. Bene, quel contadino sapeva che la figlia, o la nuora potevano avere un posto di lavoro. E la loro storia che li perdona, racconta Enrico Sacchi imprenditore, ex consigliere provinciale Ds, anchgli tra i soci che ieri sono andati a bussare alle porte della coop per vedere di che morte morire. Ai cancelli di via Di Vittorio ieri mattina era un via vai di piccoli e grandi risparmiatori. Arrivano alla spicciolata, qualcuno lamenta di essere stato preso in giro, ma se ne stanno in silenzio perch la mamma sempre la mamma. E la rete di consenso che fa si che la situazione non esploda prosegue Sacchi -. Qua credevano pi alla Cmr che alle banche o al Comune: tutti hanno un debito di riconoscenza. Anche se ci dovremo perdere, certo. Ma se la situazione precipitata ci sar un perch. E le analisi di questi giorni, tese a delineare gli scenari futuri, tra Newco di immediata costituzione e un concordato preventivo ancora da approvare, non spiegano perch la mamma si sia esposta per 150 milioni di euro di debiti. Forse c un non detto, un vizio caratteriale che ha fatto s che la mamma continuasse a elargire anche quando il piatto piangeva. Si parla di sprechi e gestione poco oculata. S, vero che hanno continuato a chiedere il prestito fino a qualche mese fa prosegue Sacchi -: c stata una serie di benefit ed elargizioni che fanno discutere. Sacchi ci spiega che le cose andavano male da 4 anni e solo chi guardava dentro i bilanci lo scopriva. Voi del GdR lo avete fatto. Ad esempio il tasso altissimo per chi conferiva i soldi. Sempre un punto in pi rispetto alla banca, e poi i dipendenti pagati bene, molto bene. Un impiegato arrivava ad avere anche il 30% rispetto allo standard. Si scopre che ai pensionati della Cmr venivano dati come benefit 540 euro allanno. Poi sono anche scelte strategiche sbagliate come il non aver orientato gli investimenti sul settore pubblico, come hanno fatto gli altri. Le politiche di risanamento andavano fatte cinque anni fa. E Parco Ottavi, ma su questo hanno anche colpa la Spaggiari e Malagoli, insiste Sacchi anche se a onor del vero le licenze partirono sotto la Colzi e Ferrari, ma chiaro che la colpa in questo tunnel non la vuole prendere nessuno. C unimmagine che rende il senso di smarrimento in cui si sono trovati i risparmiatori. E un cartello. Quello apposto alla cassa allingresso del colosso edile, come racconta un socio. Lo sportello era chiuso, per la prima volta: Operazione economica straordinaria. La cassiera non riusciva a dare spiegazioni, il funzionario addetto al prestito nemmeno. Cos qualcuno cap che unepoca si era conclusa. Era appena gioved scorso e i vertici Cmr avevano deciso di tentare la strada del concordato preventivo. La mamma era andata a curarsi urgentemente per una diagnosi infausta, ma non aveva detto ai suoi figli che era gravemente malata. Se i figli si salveranno si vedr, ma dopo aver venduto il patrimonio, il cuore e i polmoni di questa storia centenaria fatta di sudore e solidarismo, la mamma sar morta per sempre.

Mozione riguardante la mobilit sostenibile e la riduzione del traffico privato


By MoVimento 5 Stelle San Martino in Rio on March 20th, 2012

Al prossimo Consiglio Comunale, abbiamo deciso di ripresentare la mozione riguardante Jungo San Martino In Rio, 14 marzo 2011 Al Signor Sindaco AllAssessore competente Oggetto: Mozione riguardante la mobilit sostenibile e la riduzione del traffico privato Premesso che: - Nel Documento Preliminare del Piano Regionale delle Infrastrutture e i Trasporti PRIT 2010-2020 si afferma: La scelta preferenziale per il governo della domanda significa quindi puntare ad una moderna idea di mobilit sostenibile o buona mobilit, come sarebbe forse meglio asserire facendo leva sulle enormi opportunit offerte dal paradigma dellinnovazione e per certi versi superando anche la sterile contrapposizione tra servizi e infrastrutture che negli ultimi anni ha un po caratterizzato i diversi approcci alle politiche dei trasporti. Proprio il tema dellinnovazione, nei suoi diversi aspetti tecnologici, organizzativi, di sistema), pu costituire una chiave di volta per assicurare sviluppo e crescita nel rispetto dei limiti di consumo delle risorse e del territorio. Occorre perci ribadire che se una mobilit incentrata prevalentemente sulluso dellautovettura privata non risponde alle generali esigenze di sostenibilit, compito della Regione e degli Enti Locali attivare tutte le azioni possibili nella creazione di una diversa ripartizione modale degli spostamenti, soprattutto nelle aree urbane. Per il trasporto pubblico inoltre bisogna prendere in considerazione la necessit di integrare il servizio su gomma con quello su ferro, organizzando punti di interscambio nelle stazioni, ma anche sviluppare altre forme di servizio collettivo come: taxi-bus, car pooling, car sharing e bike sharing e simili, non ancora sufficientemente sperimentate ed incentivate. - Le linee programmatiche della legislatura 2011-2016 a pag. 3, capitolo intitolato mobilit, riportano: Riteniamo necessario insistere su politiche per la mobilit sostenibile () e difendere chi decide di spostarsi senza inquinare (). Considerato che:
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March 20th, 2012

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- E fondamentale quindi, per favorire la riduzione dellimpatto del traffico privato stimolare il ruolo di integrazione allofferta di trasporto pubblico, attraverso la promozione delluso intelligente delle vetture, in particolare favorendo la crescita del coefficiente di riempimento delle stesse; - La valorizzazione delle forme di trasporto amichevole o di cortesia (meglio note come fenomeni spontanei di car pooling o autostop), in un contesto quale quello della Regione EmiliaRomagna, che si colloca al primo posto in Italia nel rapporto tra autovetture per numero di abitanti (83,3 autoveicoli circolanti per 100 abitanti nel 2007, fonte Rapporto annuale di monitoraggio della mobilit e del trasporto in EmiliaRomagna Maggio 2010) pu costituire elemento utile. Si tratta, nello specifico, di gestire lincontro tra domanda ed offerta di trasporto, garantendo alcuni parametri minimi di garanzia sulla affidabilit del sistema attraverso la cura di un data base certificato dei soggetti interessati alliniziativa. - sul tema della evoluzione, ai fini di modalit sostenibili nel campo della mobilit, del trasporto di cortesia, si registrano gi alcune esperienze progettuali, in particolare quella promossa dall associazione senza scopo di lucro Jungo (che detiene il marchio) con sede in Rimini. - Il sistema Jungo, detto anche strategia della pulce o imbarco a vista, stato sperimentato a Trento e in Trentino, dove lassociazione ha deciso di realizzare lesperimento pilota Culla di Jungo. Questa fase di sperimentazione, visti i risultati pi che soddisfacenti, ha portato la Provincia Autonoma di Trento a procedere allo sviluppo di una esperienza di collaborazione con lassociazione fornendo servizi di supporto intrinseci al sistema quali: a) call-center di ricezione delle segnalazioni di infrazione; b) servizio di visura dei casellari giudiziali dei richiedenti tessera (certificato penale e carichi pendenti). Mentre gestione card, esclusioni, istruttorie delle segnalazioni, e distribuzione card, rimangono in gestione allassociazione - La provincia di Bergamo, considerati i risultati positivi ottenuti in Trentino, ha deciso di proporre il sistema con iniziative promozionali e mettendo a disposizione il proprio U.R.P. per la raccolta delle adesioni dallaprile scorso. Ritenuto che: - Il sistema proposto dallAssociazione Jungo pu contribuire alla riduzione del traffico favorendo il tasso di occupazione dei mezzi privati circolanti Il Consiglio Comunale impegna la Giunta: - A promuovere e diffondere la conoscenza di Jungo attraverso i propri canali informativi; - Ad invitare gli altri Comuni ad analoghe misure; - A promuovere lindividuazione dei percorsi raccomandati, ossia direttrici particolarmente adatte alla sperimentazione e successivo avvio del sistema, che presentino cio caratteristiche adeguate rispetto ai volumi di traffico, pendolarit elevata, limitate diramazioni principali, e facile reperibilit di punti naturali di imbarco/sbarco; - A promuovere lindividuazione dei punti dimbarco raccomandati, ossia individuando piazzole, slarghi ecc. che

consentano gli imbarchi nella massima condizione di visibilit e sicurezza - A promuovere lidea jungo con eventi-manifestazioni di impatto sociale e psicologico sperimentato, come il Jungo Tour (Trento 12/6/2010).

Cosa succede in questo Comune?


By MoVimento 5 Stelle San Martino in Rio on March 20th, 2012

Sono ormai passati 10 mesi dalle Elezioni Comunali, ma ancora non sono state convocate le Commissioni Comunali. Le Commissioni sono istituite dal Comune per favorire la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini e delle associazioni. A norma di Regolamento Comunale, le commissioni devono essere nominate entro 120 giorni dallapprovazione delle linee programmatiche. Il Consiglio Comunale di San Martino In Rio ha approvato le linee programmatiche il 21 luglio 2011, quindi, ad oggi sono quasi 240 i giorni trascorsi senza che la Giunta Comunale si sia pronunciata circa le Commissioni. Gli unici sussulti sono stati la richiesta dei nominativi per la selezione delle persone che vorrebbero entrare a far parte della commissione pari opportunit (il termine ultimo per la presentazione delle domande era il 15 novembre 2011!) e un passaggio in Conferenza Capigruppo nel quale il Sindaco ventilava il desiderio della Giunta di ridurre le Commissione alle sole 2 obbligatorie per legge (Urbanistica e Pari Opportunit) e di ridurre la partecipazione delle associazioni e dei cittadini al ruolo di consulenti dei 4 Gruppi Consiliari, nel numero di 1 consulente per ogni Gruppo Consiliare. In questo lasso di tempo, qualcuno si anche fatto sentire: un cittadino, in particolare, membro della Commissione Ambienteha inviato una lettera al Sindaco nella quale chiede quali intenzioni ha lattuale Amministrazione in proposito al funzionamento della Commissione. Sempre secondo il mittente, l Assessore avrebbe, nel luglio scorso, negato la convocazione della Commissione () con lerrata motivazione che questa, a seguito delle elezioni, era ormai decaduta. Per conoscenza dellAssessore e della Giunta, trascrivo quanto riportato nel Regolamento Comunale per la consultazione dei cittadini ed i referendumallart 34, comma 3: Le Commissioni devono essere nominate entro 120 giorni dallapprovazione delle linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato, hanno durata pari alla legislatura e decadono alla nomina dei nuovi componenti.
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March 20th, 2012

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Vogliamo pensare che tutto questo ritardo sia dovuto alla non conoscenza del Regolamento. In caso contrario, sarebbe triste prendere atto che la prima a non rispettare le regole che lei stessa ha scritto la Giunta Comunale.

Autostrada e polveri sottili, una "fabbrica diffusa"


By Giovanni Favia on March 20th, 2012

Il Movimento 5 stelle di Rimini, tramite l'Associazione Grilli Pensanti ha depositato in data 06/12/2010 un esposto alla Procura della Repubblica, firmato da circa ottocento cittadini, per individuare le responsabilit rispetto agli sforamenti dei limiti di legge per le polveri sottili PM10. A tale esposto sono seguite indagini del Corpo Forestale dello Stato, e ad oggi non giunta notizia di archiviazione. Il Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 16/05/07 n. 405, relativo alla autorizzazione alla Valutazione di Impatto Ambientale dell'opera chiedeva espressamente l'installazione di una rete di monitoraggio fissa per il rilevamento in continuo dell'inquinamento atmosferico a carico del proponente, la cui gestione dovr essere affidata agli Enti locali da posizionare lungo il percorso autostradale in un ambito il pi possibile urbano; E incaricava la La Regione Emilia Romagna, nell'ambito della rete di qualit dell'aria e del sistema di monitoraggio prescritto per il presente progetto, di provvedere a controllare l'attuazione di tali provvedimenti, trasmettendo gli stessi al Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare." E invece: 1. contrariamente dalle prescrizioni della VIA, l'ente che sta attualmente realizzando i controlli sulla qualit dell'aria SPEA, societ del Gruppo Autostrade. Ancora una volta, controllato e controllore sono lo stesso soggetto, in totale spregio del buon senso e delle esigenze di salute dei cittadini; 2. stata installata un'unica centralina fissae quindi non la "rete di monitoraggio fissa per il rilevamento in continuo dell'inquinamento atmosferico" del Decreto Ministeriale 405/07; questa centralina inoltre si trova in localit San Lorenzo in Correggiano, alla periferia di Rimini e non certo "un ambito il pi possibile urbano" come prescritto dal Decreto Ministeriale succitato. Inoltre, come possibile constatare dai dati disponibili sul sito predisposto da SPEA per la terza corsia A14. In ogni caso, dall'8/10/2010 al 30/9/2011 le concentrazioni di PM10 rilevate dalla stazione in questione, su un totale di 357 misurazioni giornaliere, hanno raggiunto o superato il valore limite di 50 g ben 67 volte, pari al 19% del totale delle misurazioni (vedi grafico 1). Aggiungiamo anche che nello stesso periodo le altrettanto pericolose particelle PM2.5 hanno raggiunto o superato il valore limite indicato dalla CE (Direttiva del 21/9/2005) di 25 g/m ben 97 volte, pari a oltre il 27% del totale delle misurazioni. Abbiamo chiesto alla Giunta regionale di adempiere ai propri doveri, come indicati dal decreto ministeriale, e se non sia il caso, visto gli sforamenti continui e ripetuti, di imporre alla Autostrade spa la messa in posa di misure di mitigazione degli inquinamenti stessi, possibili allo stato attuale di sviluppo tecnologico, come ad esempio, l'intubamento dei tratti urbani di autostrada con filtraggio delle polveri (come hanno fatto ad esempio con la Secante di Cesena). Li abbiamo invitati anche proporre soluzioni aggiuntive per limitare il problema dell'inquinamento atmosferico, ad esempio: riduzione del traffico autostradale specie di quello pesante (favorendo quello su rotaia); blocco parziale del
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Nel territorio riminese, la situazione dell'inquinamento atmosferico, in particolare a riguardo alle concentrazioni di PM10 e altre polveri sottili, una questione di continua e urgente attualit. Il Decreto Ministeriale 60/2002 stabilisce che, per quanto riguarda il materiale particolato (PM10), il valore limite di 50 g/m "da non superare pi di 35 volte per anno civile". Nell'anno 2011 le stazioni di rilevamento nel territorio del Comune di Rimini hanno registrato un totale di 74 sforamenti rispetto al valore di 50 g/m. 74 contro i 35 consentiti dal DM di cui sopra. Basta guardare la mappa fornita dall'ARPA [IMMAGINE] per vedere come l'autostrada A14, che passa vicinissima al centro abitato, sia responsabile di buona parte di questo inquinamento. E adesso, con la costruzione della terza corsia, le cose non possono che peggiorare. L'Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Emilia Romagna aveva espresso la propria preoccupazione per la realizzazione della terza corsia, in relazione al possibile aumento dell'inquinamento atmosferico. Infatti, con Prot. AMB/VIM 05/110391 del 16 dicembre 2006, ha chiesto esplicitamente che venissero considerati tracciati alternativi per il tratto urbano dell'Autostrada A14 per la stesura della VIA - Valutazione di Impatto Ambientale - per la realizzazione della terza corsia Rimini Nord - Fermo. In particolare si richiedeva la valutazione per lo spostamento del tratto urbano dell'autostrada A14 a monte di quello attuale, evitando cos la somma delle emissioni dell'autostrada a quelle delle strade urbane; la stessa cosa che da oltre vent'anni chiede un agguerrito ma sempre sconfitto comitato di cittadini.

March 20th, 2012

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traffico sulle autostrade nei periodi di maggiore rischio per le alte concentrazioni di PM10.

Richiesta di rinvio a giudizio per "l'imperatore" Vasco Errani- parte 1: la storia amministrativa (versione ufficiale e difensiva)
By Giovanni Favia on March 20th, 2012

riguardato il finanziamento pubblico era relativo alla prima fase di realizzazione dell'impianto (es. sistemazioni esterne, fondazioni, prefabbricati ecc.), mentre sono stati realizzati a totale carico della Cooperativa interventi realizzati in una fase successiva (es. parte degli impianti fissi, e quasi tutte le voci riguardanti le tecnologie produttive). Il secondo permesso chiesto al Comune di Imola il 28 marzo dopo le modifiche al progetto arriv dagli uffici comunali il 23 maggio. Il 31 dello stesso mese Terremerse dichiar di avere ultimato l'opera, almeno per quanto attinente il contributo pubblico. L'assenza del certificato di agibilit e di conformit edilizia sarebbe stata superata attraverso una delibera della giunta regionale che dichiarava questi atti non necessari al fine del bando. Uno dei punti da chiarire sono appunto i tempi del certificato di agibilit della cantina di Imola, documento comunale che Terremerse avrebbe dovuto presentare entro il 15 giugno 2006 a pena di perdita del finanziamento Nella delibera regionale 1224 del 4 settembre 2006 , si prende atto che molte imprese ammesse a godere dei finanziamenti del Piano regionale di sviluppo rurale hanno difficolt a rispettare i termini perentori imposti dalla normativa. Si ammette che le verifiche finali dei progetti, da parte della Regione, non sono state ancora concluse data la difficolt dei beneficiari di acquisire il certificato di agibilit. Per far fronte a queste esigenze, la Giunta regionale ha stabilito, con la deliberazione 1224 del 4 settembre 2006, che la Regione potesse procedere alla liquidazione dei finanziamenti anche in assenza di quella certificazione, purch i beneficiari presentassero polizza fideiussoria bancaria o assicurativa a copertura dell'intero importo del contributo spettante, maggiorato del 10%. La cooperativa Terremerse ha usufruito di questa possibilit. Terremerse aveva presentato al Comune di Imola altre due Dia (dichiarazioni inizio lavori) dopo il maggio 2006, cio nel maggio e del dicembre 2007. Ma c chi sostiene che l importante era aver finito la parte soggetta al finanziamento pubblico. Tutto quello che potesse certificare il completamento dell'opera. Invece la dichiarazione di fine lavori arrivata al Comune solo 5 luglio 2007 e l'agibilit concessa il 10 gennaio 2008. Al taglio del nastro annunciato per la vendemmia del 2006 si giunse tre anni dopo. Oltre alla concessione del contributo e al rispetto della correttezza delle procedure, al vaglio degli inquirenti c' anche
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In questi giorni sui media si parlato, pur senza dargli molto risalto, di un fatto di cronaca giudiziaria molto rilevante: la richiesta di rinvio a giudizio per Vasco Errani, detto anche "the last Emperor" Visto che la vicenda complessa, comincio in questo primo post con la storia amministrativa (versione ufficiale) spiegata per sommi capi grazie al lavoro degli Amici di Beppe Grillo di Imola. Ci sar tempo per un'analisi pi sostanziale e legata all'etica pubblica dei nostri amministratori. Un primo permesso a costruire venne concesso alla coop. Terremerse dal Comune il 17 giugno 2005. Per costruire quella cantina nel novembre del 2005 la Regione erog un contributo di 1 milione di euro. Inizialmente il progetto di Terremerse non risultava ammesso a contributo, dodicesimo in graduatoria. Il ripescaggio insospett alcune forze politiche che in consiglio regionale sollevarono la questione. Il progetto predisposto dalla coop. Terremerse - per il quale fu presentata istanza di finanziamento all'assessorato all'agricoltura della Regione sulla base di un bando relativo ai fondi del programma di sviluppo rurale 2000-2006 - consiste nella realizzazione di un nuovo stabilimento enologico, necessario alla delocalizzazione di un impianto preesistente. L'importo di spesa previsto, all'atto della domanda di finanziamento, ammontava a 6.006.000 di euro. Quando stata approvata la graduatoria di merito, l'importo massimo di spesa ammissibile stato fissato a 2.500.000 di euro, inferiore al costo effettivo preventivato. Successivamente alla dichiarazioni di avvio dei lavori (28 gennaio 2006), stata presentata all'Amministrazione (23 marzo 2006) richiesta di variante al progetto approvato. E' importante sottolineare che la variante richiesta ha comportato una consistente riduzione della spesa di progetto. In sostanza, la cooperativa ha individuato un lotto funzionale, nell'ambito del progetto complessivo, per un importo di 2.700.000 di euro. Quindi il contributo concesso ed erogato da ricondursi solo a questa quota di investimenti. Il lotto funzionale del progetto che ha

March 20th, 2012

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la vicenda del passaggio di propriet dello stabilimento di via Bicocca, che secondo il bando regionale era vincolata per almeno 10 anni mentre pass di mano nel giro di alcuni mesi alla societ Colli imolesi e quindi, chiusasi la breve esperienza di quest'ultima, nel 2008 attraverso la fusione con la Copa di Faenza alla Cantina dei Colli romagnoli, che orbita nel gruppo Cevico. Nella sua ricostruzione fatta in consiglio comunale il 2 settembre 2010, nel pieno delle polemiche e delle indagini, il sindaco Daniele Manca rifer di un primo permesso a costruire rilasciato alla cooperativa il 17 giugno del 2005. Ad esso fece seguito un secondo permesso su una variante al progetto chiesta l'anno successivo dalla stessa Terremerse, che aveva ridimensionato le proprie mire. Nel frattempo i lavori per erano partiti seguendo la nuova impostazione progettuale, senza che fosse stato rilasciato n il titolo edilizio n fosse stata depositata la pratica sismica, cosa che avverr solo il 30 maggio 2006. Insomma, un abuso edilizio, come il Comune di Imola ha accertato a seguito di un procedimento amministrativo avviato nel giugno del 2011. Nell'agosto scorso da Terremerse arrivata la richiesta di sanatoria "relativa alla tempistica dell'esecuzione dei lavori" e "ad alcune difformit come si evince dagli elaborati tecnici"."Rilevato - come si legge ancora nel documento - che gli interventi oggetto della istanza di sanatoria sono conformi agli strumenti urbanistici generali e di attuazione approvati e non in contrasto con quelli adottati", il 26 gennaio 2011 viene concessa la sanatoria richiesta perch a quel punto, spiega l'assessore all'Urbanistica Andrea Bondi, > Fine prima parte. Qui sotto la relazione del Sottosegretario Bertelli del 2009. Un documento non al servizio della verit, ma esclusivamente della difesa del presidente. Ci sono gravi falsit. La pi grande evidenziata in giallo. E' la stessa relazione, presentati ai PM per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Stiamo valutando se il falso in atto pubblico si possa quindi estendere anche alla relazione d'assemblea letta dal sottosegretario. LA RELAZIONE DI BERTELLI Resoconto Seduta n. 157 VIII Leg Terre Emerse Ogg. 5109-5088.pdf P.S. Non sperate nelle dimissioni di Errani. La mia sfera di cristallo dice che prima della data in cui verr maturato il vitalizio regionale Errani non cadr...

Chiunque abbia vissuto la sconfitta a tutto campo del nostro sistema trasportistico ferroviario nel giorni di gennaio e febbraio, in corrispondenza delle nevicate, non pu averla gi dimenticata. In questi giorni abbiamo ricevuto una risposta ad una nostra interrogazione, che l'assessore Alfredo Peri ha "mischiato" con le risposte che doveva ai colleghi. Incredibili le lacrime di coccodrillo di Peri, che ormai quotidianamente troviamo sui giornali a lanciar strali contro Trenitalia e i mancati investimenti. Ma ci sbagliamo o lui al terzo mandato come assessore ai Trasporti? Chi avrebbe dovuto investire sul ferro, come diciamo da anni, se non lui? E invece il caro Peri sembra venga dalla Luna, e gioca a scaricabarile con le imprese che hanno in gestione il servizio. Ma la Regione cos'ha fatto per i treni negli ultimi vent'anni? Nulla. Ricordiamo le dichiarazioni dell'assessore, sempre tese a minimizzare le nostre denunce di abbandono del sistema trasporti stico ferroviario. Adesso chi aveva ragione? Da anni la direzione di questa Regione chiara: asfalto, asfalto, asfalto. Priorit assoluta ai trasporti su gomma, alle auto e ai camion. Nessuna considerazione per le ferrovie, i treni e i pendolari: negli ultimi 10 anni, fra il 2003 e il 2011 (lo dice lo studio Pendolaria di Legambiente) abbiamo investito 355 milioni di in strade, e solo 25 milioni di in ferrovie. La differenza abissale e conferma quanto detto: qui pensiamo solo alle auto e non ai treni. Le nevicate hanno portato alla cancellazione di 2.610 treni (escludendo i 4 giorni di nevicate pi intensi: 1,2 e 11 e 12 febbraio) e, per stessa ammissione dell'Assessore, quel che pi mancata la comunicazione dei disservizi verso gli utenti, abbandonati a se stessi. Il fatto che per comunicare bene non servono infrastrutture, ma buona volont e la capacit di non nascondere la testa sotto la sabbia, come se andasse tutto bene. Non stato cos, anzi, stata la Waterloo del nostro sistema ferroviario. Ora il nuovo bando pu essere una base di partenza, ma risulter perfettamente inutile se non ci sar la volont di investire in ferro e non in asfalto. E' la priorit, bisogna cambiare i pesi dei capitoli di speso. LEGGI LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE2286_cumulativa.pdf COMPLETA

La Waterloo dei treni e le verginelle


By Giovanni Favia on March 20th, 2012

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March 20th, 2012

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[La neve invade un vestibolo: una scenda ricorrente durante quei giorni...]

Valutazione di Impatto Ambientale: Primo round


By Giovanni Favia on March 20th, 2012

Cosa sapete della produttivit?


By Alberto Bagnai on March 20th, 2012

Dopo la bocciatura della nostra proposta di legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale, ovviamente in favore di quella di Giunta, iniziata la discussione dei singoli articoli. Abbiamo presentato 21 emendamenti sui 52 complessivi, che, a pensarci, su una legge composta da 34 articoli non sono pochi, segnale evidente di una forte necessit di modifica. La giunta, che sperava di terminare il match con un ko al primo round, si dovuta ricredere. Oggi siamo riusciti a tenere vivo il tema con oltre tre ore di discussione, principalmente sulle nostre proposte ed alcuni passi avanti sono stati fatti, anche se modesti. D'altro canto la giunta in maggioranza, anzi in netta maggioranza visto che tra i partiti di opposizione siamo stati gli unici a presentare proposte alternative... Non che si potesse rivoluzionare l'impianto delle legge, anche perch oggi siamo vincolati al famoso "152", ovvero la legge statale che disciplina detta procedura fissandone i paletti generali. Le nostre proposte vanno della richiesta di inserire pi decisamente la difesa del "paesaggio" tra gli obiettivi principali della legge, ci stato risposto che, con "il combinato disposto" di questa e quella legge nazionale piuttosto che europea, la difesa del paesaggio si pu ritenere comunque sottointesa nelle "pieghe" della legge. Sottointesa un piffero! Mi vien da dire guardando le autorizzazioni rilasciate dalla nostra regione... Vi costa molto l'inchiostro per inserire una parolina in pi nell'articolato o quel termine vi fa orrore e paura? Altro punto importante da noi sollevato: quello inerente la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) fino ad oggi una chimera. Crediamo che dopo anni di dibattiti sia il momento di prevederla in legge. Il sistema di valutazione sarebbe gi a buon stato in larga parta elaborato dalle AUSL, ma manca il semaforo verde della politica. Sarebbe grave non cominciare ad utilizzarlo, visto che siamo una delle regioni pi inquinate al mondo. E' ancora prematuro, non stato messo sufficientemente a punto ci hanno detto... ed intanto continuano ad aumentare le patologie provocate dall'attivit antropica. Abbiamo intanto ottenuto un riferimento generico al fatto che la VIA debba tener conto dell'impatto sulle persone. ABC, ma fino a ieri non scontato per i nostri amministratori. Ma solo l'inizio ed un piccolo estratto inerente una legge molto tecnica. A seguire il link con i nostri emendamenti. Ci risentiamo per il secondo round. Giovanni Favia ECCO I NOSTRI emendamenti_pdl_via_1.doc EMENDAMENTI

Scusate, mi rendo conto che vi sto trascurando, ma il mio ultimo mese prima di rientrare in Italia e devo ancora chiudere cinque dei sette lavori che volevo fare. Per non sta bene interrompere il discorso iniziato, per quanto inutile esso sia. Inutile certo non per la qualit degli interlocutori, ma per la qualit dei tempi che stiamo vivendo. Comunque, visto che ieri ho tritato i miei globi oculari sul commercio bilaterale di India e Vietnam, oggi star in vostra compagnia. Volevo ripartire da unosservazione di contessaelvira: grazie alle lezioni di Goofy ora estremamente chiaro il modo in cui la competitivit del mercato tedesco, che forse il pi importante per noi, sia stata esiziale per l'Italia. Elvira gentile e posso solo sperare che abbia ragione. Spero cio di essere riuscito a far capire quanto centrale sia la dinamica dellinflazione nella spiegazione di quello che ci sta succedendo. Dellinflazione non si parlava da un decennio, convinti come si era che il problema fosse risolto, visto che finalmente linflazione era bassa, e quindi la convergenza nominale si fosse realizzata. S, molti erano convinti che moneta unica significasse di per s inflazione unica. Una convinzione totalmente idiota, fondata su una teoria economica ampiamente screditata, la teoria quantitativa della moneta, secondo la quale la moneta a causare linflazione. Quindi se la moneta una, linflazione deve essere una. E allora perch in Italia, dove la moneta una da 150 anni ancora non c ancora stata piena convergenza dei prezzi? La teoria quantitativa un parto di Irving Fisher, un economista americano degli anni 20. Un genio delleconomia, pare, visto che 90 anni dopo ancora dobbiamo spiegare le sue teorie agli studenti. Ma non esattamente un genio della finanza, a giudicare da quello che racconta John Kenneth Galbraith in The Great Crash. Traduco passim la sua descrizione della parabola di Fisher dalledizione francese (due euro spesi molto bene dal bouquiniste della place du Vieux March): il 15 ottobre 1929 il professor Irving Fisher di Yale (che era consulente di una importante finanziaria del Michigan) pronunci il suo giudizio immortale: il prezzo delle azioni ha raggiunto quello che sembra essere un altopiano permanente e aggiunse: conto di vedere fra qualche mese il mercato ben pi in alto di quanto non sia oggi. In effetti, la sola cosa inquietante, in quelle giornate dottobre, era la discesa abbastanza regolare del mercato.... Prima della fine dellanno il professore diede prova di s in un libro, The Stock Market Crash and After. Affermava, e a ragione dati i tempi, che i prezzi delle azioni, per quanto scesi rispetto a prima, erano ancora ai massimi, che la catastrofe era un serio incidente, ma che il mercato era cresciuto soprattutto a causa di solide e giustificate aspettative di guadagno. Concludeva che almeno per lavvenire immediato le prospettive sono brillanti. Questo libro ebbe poco eco. Il problema dei profeti che quando hanno torto si trovano privi di pubblico, proprio nel momento in cui ne avrebbero il massimo bisogno per potersi giustificare. Irving Fisher era il pi originale fra gli economisti americani.
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March 20th, 2012

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Per fortuna ha fatto cose migliori (la sua teoria monetaria), per le quali ci ricorderemo di lui. Bello, no? C tutto: la hybris, la cecit a fronte dellevidenza pi palmare, la capacit di spiegare perfettamente domani perch quello che si era previsto ieri non si verificato oggi. Il tutto espresso in una prosa (quella di Galbraith, voglio dire) efficace e piacevole. Mi permetto di aggiungere solo un avverbio in fondo allultima frase: ci ricorderemo di lui, purtroppo. Perch lidea formalizzata da Fisher che la moneta causi i prezzi alla base della fallimentare costruzione ideologica delleurozona (quindi sarebbe stato meglio dimenticarselo, il geniale Fisher), ed anche alla base dellabbaglio ideologico che ha portato a trascurare il fatto che i differenziali di inflazione fra i paesi delleurozona non si erano annullati, tuttaltro! E il motivo che linflazione non causata semplicisticamente dalla moneta, ma dipende in modo molto pi cogente dalle condizioni del mercato del lavoro, profondamente segmentato fra i paesi delleurozona (perch nulla stato fatto per renderlo omogeneo). Abbiamo visto in questo post cosa c a valle dei persistenti differenziali di inflazione della periferia a vantaggio della Germania: squilibri commerciali e indebitamento estero. Abbiamo anche visto quello che non c, ma ci dovrebbe normalmente essere: una dinamica dei prezzi che riequilibra naturalmente gli sbilanci. Nel paese i cui beni sono pi domandati (il paese esportatore netto, quindi la Germania) i prezzi dovrebbero salire, per ovvi motivi (legge della domanda e dellofferta), e questo dovrebbe ristabilire un equilibrio. Ma in Germania ci non accade per un complesso di cause interrelate: una politica di crescita che comprime la domanda interna, una politica dei redditi fortemente punitiva verso i salariati (con buona pace di chi pensa il contrario), e un bel po di disoccupazione nascosta. La Germania, come abbiamo pi volte mostrato, interferisce cos con le leggi del mercato, in un modo che, per quanto lecito (io non sono contro la sovranit nazionale!), ovviamente non cooperativo rispetto ai propri partner europei. Di questo atteggiamento non cooperativo la Storia le chieder prima o poi il conto, come ha gi fatto due volte nello scorso secolo. Sed de hoc satis. Cerchiamo ora, come mi avete chiesto pi volte, di risalire la catena delle cause. Cosa c a monte del differenziale di inflazione? Be, in parte lho gi detto: a monte c quello che non c a valle, ovvero il fatto che la dinamica riequilibrante dei prezzi inibita in vario modo. Basterebbe questo... Ma nel discorso sullo stato dellunione (monetaria) tornano, con la tediosa regolarit di una stagione poco amata, due argomenti. Perch vedete, se il problema che siamo poco competitivi (in termini di competitivit di prezzo), allora bisogner pur trovare delle soluzioni. E le soluzioni delle quali si parla sono essenzialmente due. Oggi ne affronteremo una. Prima di dirvi quale, per, cio prima di dire di cosa parleremo, vorrei attirare lattenzione sul come se ne parla di solito. Una precisazione, vi assicuro, molto importante. Io mi chiedo: possibile mai che lintellettuale standard di sinistra (intendo sinistra per bene e decotta), uso ad ostentare

una pastrufaziana latitudine di visuali, un sovrano disprezzo per ogni retaggio moralistico, in campi disparati che vanno dai comportamenti sessuali, allespressione artistica, alla bioetica, al colore della pelle, alle scelte religiose, e chi pi ne ha pi ne metta, quando si arriva a parlare di economia tira fuori una pruderie da far invidia a una pensionata del beghinaggio di Gand nel XVII secolo? Io vorrei dire a questi amici (vostri): miei cari, vedete, quando si parla di sesso, di morte, di arte, certo, sono daccordo, il moralismo fuori posto, ma chi lo applica ha per lo meno la scusa di avere alle spalle secoli e secoli di condizionamenti religiosi! Ora, possibile mai che voi, mentre sfottete giustamente chi applica preconcetti moralistici a queste categorie, non vi rendiate conto di far di peggio, cio di applicarli a categorie dove essi hanno ancor minore diritto di cittadinanza, cio le fredde categorie economiche?. Va anche detto che questa contraddizione in realt pi apparente che reale. Lintellettuale di sinistra ostenta, certo, ma poi, alla prova dei fatti... Come dire: con le figlie degli altri tutti sono sessualmente liberi! La larghezza di vedute di certi personaggi spesso solo patetica ipocrisia buonista, da dispensare manibus plenis nelle conversazioni salottiere. Ma quando si passa a parlare di cose serie (cio di soldi, o della propria famiglia, o dei soldi della propria famiglia) questa vernice politicamente corretta si scrosta subito, e riaffiora il pi gretto, miope, unilaterale moralismo borghese ottocentesco. E quindi, siccome la domanda crea l'offerta, nei media molto ma molto difficile sentir parlare in termini limpidamente fattuali di svalutazione e di produttivit. Scatta subito il giudizio di valore. La svalutazione? immorale! La produttivit? virtuosa. Il tutto condito con dati di fantasia. E naturalmente, in virt di questa antinomia morale, lamico intellettuale della sinistra per bene e decotta (sto cercando di non usare una certa parola, altrimenti Marco Basilisco, rockapasso, Santarelli e togarossa mi mettono giustamente in croce), il nostro amico, dicevo, in virt di questo suo manicheismo, non riesce a vedere alcuna relazione fra un concetto profondamente immorale (svalutazione) e uno profondamente morale (produttivit), non pi di quanta ne veda fra la sua bambina e la signora che incontra di notte sui viali. E allora, perdonatemi, dopo questa lunga premessa, per reagire allo sbrodolamento moralistico del quale i media non sono avari, nel resto di questo post sar piattamente tecnico. Anche qui sar rimproverato dal quartetto di cui sopra: se sei troppo te stesso perdi consenso! Se sei troppo tecnico perdi lettori!. Giusto (questa arte, quindi siate di late visuali). Oggi parliamo di produttivit. Quale produttivit? Intanto vi ricordo che in economia il termine produttivit ha tante accezioni, e che la produttivit della quale si parla nel dibattito corrente precisamente la produttivit media del lavoro, definita come valore aggiunto per addetto, cio:

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March 20th, 2012

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Lidea quella di misurare quale sia il rendimento medio, in termini di produzione, dellinput di lavoro, con lidea di per s condivisibile che pi e meglio . Gi qui, vi rendete conto, sorgono problemi di tutti i tipi. Esempio: quale misura utilizzare per linput di lavoro? Dobbiamo utilizzare le posizioni lavorative (il numero di persone assunte)? Non sarebbe meglio utilizzare le unit di lavoro (i full time equivalent , cio una misura delloccupazione costruita in modo che due impiegati che fanno un part-time al 50% figurano come un unico occupato)? E non sarebbe ancora meglio utilizzare direttamente le ore lavorate, che poi in definitiva sono la misura pi accurata delleffettivo input? Certo, naturalmente. Una caratteristica degli amatori che sanno sempre cosa meglio. Tutto giusto e tutto vero, solo che il meglio spesso nemico del bene: il dato pi raffinato spesso non disponibile per periodi di tempo sufficientemente lunghi, non direttamente confrontabile con quello di altri paesi (che magari non lo calcolano), e si basa su indagini campionarie pi sofisticate, e quindi, ahim, potenzialmente pi fragili. E allora in quel che segue mi atterr alla definizione della contabilit nazionale: (valore aggiunto)/(occupati totali). Del resto, questa la definizione che ci interessa, per il motivo che passo a spiegarvi. Perch ci interessa la produttivit? La produttivit media del lavoro ci interessa perch da essa dipende il famoso costo del lavoro. Anche qui bisogna che ci capiamo. Cosa il costo del lavoro? Nel dibattito giornalistico di solito si chiama costo del lavoro quello che gli economisti chiamano pi correttamente costo del lavoro per unit di prodotto (CLUP, in inglese ULC: Unit Labour Cost). Come costruito? Come rapporto fra i redditi unitari da lavoro dipendente (il costo del lavoro per addetto) e la produttivit media (il prodotto per addetto):

della produttivit e diminuzione del prezzo finale non cos meccanico. Diciamo per che a grandi linee il meccanismo funziona, e che quindi in effetti la dinamica della produttivit si ripercuote nel lungo periodo su quella dei prezzi. La dinamica Quello che conta in effetti la dinamica, come ho cercato di spiegare in questo post . Il problema non tanto se la produttivit alta o bassa, quanto se aumenta o diminuisce, esattamente per lo stesso motivo per il quale, quando ragioniamo in termini di prezzi, il problema non se il paese X ha prezzi bassi o alti, ma se essi calano o crescono rispetto ai prezzi del paese Y . Ora, normalmente ci aspettiamo che la produttivit media di un paese aumenti, e questo per diversi motivi. Il primo il progresso tecnico: gli stessi occupati con macchine migliori producono di pi. Il secondo il capitale umano: gli stessi occupati con le stesse macchine producono di pi quando diventano pi esperti o se hanno ricevuto unistruzione migliore. Il terzo il cambiamento strutturale. Supponiamo che nellanno t vada in pensione un agricoltore e venga assunto un informatico: gli occupati sono gli stessi, ma il valore aggiunto aumentato (un software costa pi di una patata), quindi la produttivit del paese aumentata. Vedete che il quadro lievemente pi complesso di quello che potrebbe avere in mente un ingegnere (with all due respect: io apprezzo molto gli ingegneri, soprattutto quando scrivono romanzi). Poi ci sono i trucchi. Se la produttivit misurata rispetto agli occupati anzich rispetto alle ore, o se le ore di straordinario sono riportate infedelmente (ad esempio perch il precario le fa senza registrarle, in modo del tutto spintaneo, perch gli si fa capire che cos verr strutturato), allora per aumentare la produttivit basta far lavorare pi ore (possibilmente con lo stesso stipendio) gli stessi operai: il prodotto aumenta, gli occupati sono (apparentemente) gli stessi, e cos si risolvono i problemi. Va da s che questultima soluzione di breve periodo. Il motivo molto semplice. Mentre il genio umano illimitato, e ne ha dato prova nel bene e nel male, la rotazione della Terra sul proprio asse (o, per quelli che dicono che svalutare immorale, la rotazione del Sole intorno alla Terra) avviene sempre in circa 24 ore. Al massimo quindi puoi portare lorario di lavoro a 168 ore a settimana, poi ti devi fermare. Non cos che siamo passati dal produrre amigdale al produrre F14 (tanto per ricordare a cosa serve produrre, e soprattutto come si fa a vendere quello che si prodotto). La dbcle La Fig. 1 riporta lindice della produttivit media del lavoro in Italia e Germania dal 1970 a oggi, costruito con base 1970=100.

Se la produttivit aumenta, il CLUP a parit di altre condizioni (cio se il reddito medio da lavoro dipendente rimane fisso) diminuisce: lo stesso costo del lavoro per addetto si ripartisce su un numero pi ampio di prodotti. Nelle condizioni di mercato oligopolistico (pochi produttori) oggi prevalenti, il prezzo del prodotto viene determinato come margine sui costi medi variabili (principio del costo pieno). Quindi, in linea di principio, quando la produttivit aumenta e il CLUP diminuisce diminuiscono anche i prezzi (alla produzione): limpresa diventa pi competitiva. Va da s che questo ragionamento semplicistico. Ad esempio, esso presuppone che la riduzione del costo del lavoro venga traslata interamente sui prezzi, ma questo potrebbe anche non accadere: semplicemente, il produttore potrebbe lasciare inalterato il prezzo, cio aumentare il proprio margine di profitto. Lidea che mercati con tre o quattro (o anche dieci o venti) big player mondiali possano funzionare come funziona la concorrenza perfetta nei libri di scuola un po rozza. I produttori possono mettersi daccordo, e lo fanno ( sui giornali ogni giorno), per cui, come dire, il legame fra aumento

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Si tratta del Labour productivity index del sito OCSE (base 2005=100), ribasato sul 1970 per comodit espositiva. Vorrei chiarire come si interpretano gli indici. Quello che conta, in un indice, la dinamica, non il valore. Quando pongo uguale a 100 la produttivit media di Germania e Italia nel 1970, non sto dicendo che in quellanno un operaio tedesco e un operaio italiano producevano entrambi 100 chiodi. Quanti chiodi, o quanto valore aggiunto, producessero si pu ricavare dalle statistiche, ma non interessa pi di tanto. Quello che interessa, e che lindice ci dice, come si sviluppata la produttivit nel tempo. Verosimilmente il tedesco gi nel 1970 produceva qualche chiodo in pi dellitaliano, ma magari i chiodi italiani costavano di meno ecc. Di questo parliamo unaltra volta. Quello che la figura ci dice che la produttivit tedesca raddoppiata (da 100 a 200) in 23 anni (dal 1970 al 1993), quella italiana in poco di pi (dal 1970 al 1997), dopo di che quella tedesca ha continuato a crescere, e quella italiana si sostanzialmente appiattita. Il trionfo dellintelletto (di sinistra) E qui siamo al trionfo dellintellettuale di sinistra, il quale pu finalmente dimostrare i suoi due assiomi: (1) i tedeschi sono migliori (detto anche "assioma di Tafazzi". Conseguenza: la loro minore inflazione dovuta a una crescita pi rapida della produttivit), e (2) la colpa di Berlusconi (visto che lappiattimento della produttivit italiana, a spanna, si verifica prima intorno al 1995, e poi manifesta un paio di recrudescenze intorno al 2001, e al 2008). Ecco, vedi, Bagnai, te lo avevo detto! Ma tu non ci volevi credere, animato come sei da odio ideologico verso leuro... Dunque. Intanto vorrei sapere se Craxi era meglio di Berlusconi. Non era lui il demonio, una volta? Lui, il corrotto corruttore, luomo che ha zavorrato la nostra economia con il debito pubblico che tuttora uccide la nostra produttivit (dicono), ecc. Ma allora perch dal 1983 al 1987 la produttivit italiana era esattissimamente allineata a quella tedesca? Erano meno bravi i tedeschi? A parte che questo contraddice lassioma di Tafazzi (litaliano sempre e comunque peggiore degli altri), va anche detto che dal grafico non sembra. A me pare pi probabile che largomento Berlusconi, puramente ideologico, da rotocalco, valga meno della carta su cui ci viene propinato. Non sto dicendo che Berlusconi bravo. Penso anchio che sia piuttosto cattivo, non lo vorrei per genero e lui non mi vorrebbe per suocero, ma mi pare che il lungo elenco delle sue qualit negative non abbia molta pi

relazione con la Fig. 1 di quanta ne abbia con lo tsunami di Fukushima o con il terremoto dellAquila. Non tutti i cattivi sono responsabili di tutte le catastrofi. Chi vede una relazione fra Berlusconi e la catastrofe della produttivit italiana invitato a dimostrarla, possibilmente non con aneddoti, e ricordando che quella che i grafici mostrano una tendenza di lungo periodo (un fenomeno che va avanti da quasi venti anni, durante i quali non ha governato solo Belzeb) e riferita allintera economia. Le favolette sono buone per il popolino. Il popolino vuole un cattivo (vuole anche un buono): basta darglielo, e poi lui fa quello che vuoi tu (esempio: entra nelleuro). Ma fra il fenomeno (arresto della produttivit media dellintera economia) e la favoletta (dove Berlusconi il cattivo) non c un gran legame, e allora dobbiamo andare alla ricerca di altre spiegazioni I dettagli Come sempre, sono i dettagli a deliziare lintenditore. Dal 1970 ad oggi Italia e Germania si sono rincorse. La rincorsa italiana stata pi o meno efficace. Andiamo a vedere nel dettaglio (mettete gli occhiali). Si parte nel 1970.

LItalia passa in testa (Fig. 2). La recessione del 1975 pesantissima e la riporta sotto il livello tedesco, ma lItalia riparte e passa nuovamente in testa nel 1979. Ma a partire da quellanno il suo slancio si attenua, la produttivit si appiattisce una prima volta, fino al 1983, anno in cui la Germania sorpassa nuovamente lItalia (Fig. 3).

Dal 1984 la corsa della produttivit italiana riprende e nel 1989 siamo di nuovo al sorpasso, ma... che succede? LItalia perde colpi: la produttivit si appiattisce di nuovo, per circa 3 anni, e poi dal 1993 la corsa riprende, ma ormai il distacco visibile. Fra 1995 e 1996 la produttivit diminuisce (non succedeva dal 1982), poi si rialza, ma entra in unaltalena di aumenti e diminuzioni, registrando fra 1996 e 2010 una crescita media annua dello 0% (per i precisini, 0.2%). Nello stesso periodo la crescita media della produttivit tedesca stata dell1.3%.
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Cronologia Per chi non lo sapesse: il Sistema Monetario Europeo (SME) era un accordo di cambio fra paesi europei in virt del quale questi si impegnavano a mantenere il proprio tasso di cambio fisso rispetto a una valuta di riferimento, lECU (European Currency Unit). Il valore dellECU era calcolato come media dei valori delle valute dei partecipanti (ponderata con i rispettivi pesi economici). Limpegno era quello di evitare che le valute si scostassero di 2.5% dalla parit centrale in termini di ECU. Questo significa che se una valuta veniva spinta al limite superiore della banda e unaltra al limite inferiore, di fatto la prima aveva rivalutato del 5% (e la seconda svalutato del 5%). LItalia aveva negoziato una speciale banda larga di 6%. 13 marzo 1979: lItalia entra nel SME. 14 giugno 1982 : riallineamento dello Sme: la Germania rivaluta del 4.25%, la lira svaluta del 2.75% (totale: 7%). 21 marzo 1983 : riallineamento dello Sme: la Germania rivaluta del 5.5%, la lira svaluta del 2.5%, come il franco francese (totale: 8%). 5 gennaio 1990 : la lira adotta la banda di oscillazione ristretta del 2.5%. 17 settembre 1992 : la lira abbandona lo SME e comincia a fluttuare liberamente, perdendo circa il 20% in un anno. 24 novembre 1996 : lItalia rientra nello SME. E il resto lo sapete, o dovreste saperlo. Per inciso, avete letto bene: la Germania, nello SME, poteva rivalutare. Nelleuro no. Capito? Coincidenze E ora, per, parliamone. Perch vedete, la cosa divertente nel dibattito sulla produttivit, che chi ne sostiene le virt la propone per lo pi come un dato ingegneristico (migliori macchine, migliore organizzazione), sociologico, o addirittura biologico (cio, diciamolo pure, razziale), ma comunque indipendente dal quadro macroeconomico. Chiaro: il problema dellingegnere quello di costruire macchine pi efficienti, che producano di pi. A lui questo sembra bene, ed giusto che sia cos: ci mancherebbe altro che le macchine producessero di meno (magari inquinando di pi)! Ma limprenditore, caro ingegnere, caro sociologo e caro razzista, ha anche un altro problema, che quello di vendere ci che produce. Se per qualche motivo i suoi prodotti non hanno mercato, lo stimolo a produrre di pi in qualche modo viene a cadere. Dice: be, per tu puoi fare innovazione, ricerca, sviluppo (mantra su mantra) e cos ridiventi competitivo. Certo: ma i soldi per fare tutte queste belle cose chi te li d? Come compri una macchina migliore o un progetto migliore se sei soffocato da un quadro macroeconomico che ti chiude i mercati di sbocco? Ci state arrivando? Quello che la cronologia ci dice una cosa molto semplice: tutte le volte che lItalia ha, in qualche modo, irrigidito la propria politica valutaria, e quindi compromesso le proprie esportazioni, prima entrando nello SME, poi entrando nella

banda di oscillazione ristretta, poi rientrando nello SME, poi entrando nelleuro, la sua produttivit si appiattita. E lappiattimento stato irreversibile quando la decisione di irrigidirsi lo stata, ovvero con leuro. Odio ideologico E qui, naturalmente, apriti cielo! Franti, tu uccidi tua madre! O, come mi dice lamico (spero) Nuti: non capisco il tuo odio ideologico verso leuro. Eppure posso spiegarlo in modo molto semplice. Non odio, fastidio. Lo stesso fastidio che Gadda provava per la catenella del cesso che si strappa quando la tiri (Alex, aiutami tu a ritrovare la citazione). Il fastidio per le cose mal congegnate e mal eseguite, che procurano inutile disagio. Certo, qualcuno adesso penser: guarda questo Bagnai, accecato dallodio verso i tedeschi! Se lo stiamo a sentire in grado di spiegare con lentrata nelleuro anche Caporetto o il terremoto di Messina! Lasciamo perdere.... Ecco, bravi: voi lasciate perdere. Tanto quando questa tragica farsa finir come deve finire, voi tornerete, dicendoci che lo avevate detto. Aspettiamo fiduciosi. Nel frattempo cerco di spiegare agli altri che il ragionamento che sto sviluppando non si fonda su un non meglio identificato odio ideologico. La produttivit non esogena Osserviamo la Fig. 4, che rappresenta il tasso di crescita di produttivit (in blu) e esportazioni (in rosso) in Italia dal 1971 al 2009. La spezzata blu il tasso di crescita della spezzata verde in Fig.1 (la produttivit media del lavoro in Italia).

Si percepisce, credo, che entrambe le serie tendono a decrescere nel tempo: per la produttivit lo abbiamo gi visto, la sua crescita si arresta pi o meno dal 1996, e da allora in effetti il suo tasso di crescita (spezzata blu in Fig. 4) oscilla attorno allo zero (asse orizzontale). Le due serie in effetti decrescono insieme: la loro correlazione, per chi non si accontenta del colpo docchio, 0.67, positiva e significativa. Dice: ma le serie scendono, perch la loro correlazione positiva? Perch la correlazione un numero compreso fra -1 e +1 che esprime come si muovono due variabili: positiva se salgono insieme, positiva se scendono insieme, negativa se una sale e una scende, e nulla se ognuna fa come gli pare. In questo caso positiva perch sia la crescita della produttivit che quella delle esportazioni col tempo diminuiscono. (Per i sofisticati: loutlier delle esportazioni, -20% nel 2009, non influenza la correlazione. Se lo eliminiamo la correlazione passa da 0.67 a 0.65). Bene, direte voi, o forse lo dir un altro: il quadro chiaro. Noi italiani, feccia dellumanit, siamo diventati meno produttivi, quindi il nostro CLUP cresciuto, quindi i nostri prezzi sono aumentati, quindi siamo diventati meno competitivi, quindi le esportazioni sono diminuite. Che orgia di quindi! La
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parola preferita dallintellettuale di sinistra... Un economista direbbe che la causazione unidirezionale: dalla produttivit alle esportazioni. Che poi, se volete, ha anche la sua logica: una logica neoclassica: dato che per esportare prima devi produrre, chiaro (?) che pi produci pi esporti. Ma proprio cos chiaro? nato prima luovo o la gallina? (paragrafo tecnico) La Fig. 4 ci dice che produttivit e esportazioni vanno insieme, ma la storia delleconomia fatta di centinaia di cose che vanno insieme. Quando insegnavo Econometria alla Sapienza mi divertivo molto a illustrare agli studenti una fantastica equazione che spiegava benissimo i consumi delle famiglie italiane. Poi cominciavo a usarla per fare delle previsioni, e veniva fuori una catastrofe. Tutto quello che avevo spiegato fino a quel giorno non funzionava: le variabili, dentro il campione, erano correlate perfettamente, ma fuori succedeva di tutto. Dovera lerrore? Semplice: stavo spiegando i consumi italiani con i redditi della Nuova Zelanda. La correlazione dentro il campione cera: qualsiasi variabile che cresce correlata con qualsiasi altra variabile che cresce. Ma fuori dal campione qualche problema cera... Chi lha studiata cos la cointegrazione rischia anche di averla capita. Cosa voglio dire? Semplice. La Fig. 4 mostra una correlazione, cio il fatto che due variabili si muovono insieme. Da qui a stabilire una causazione (cio il fatto che luna causi laltra, e in particolare che sia la produttivit a causare le esportazioni) ce ne passa. Intanto, stabiliamo un principio: non sempre quello che viene prima causa quello che viene dopo: il famoso sofisma post hoc ergo propter hoc, dal quale sappiamo che occorre diffidare. Tuttavia abbastanza difficile (e qui ovviamente aspettiamo Schneider) che quello che viene dopo abbia causato quello che viene prima. Questo principio stato messo in pratica da un premio Nobel recentemente scomparso, Clive Granger, per elaborare un test di non causalit. Non causalit? S, perch lidea non dimostrare che A abbia causato B (compito impegnativo), ma solo quella di escludere che A preceda B, sia un suo antecedente. Se A non precede B, non pu averlo causato, e questa lipotesi che il test vuole accertare. Poco, ma meglio di niente. Lo so, gi avete il mal di testa. E il peggio deve venire. Ma volete continuare a sentirvi dire che la colpa vostra perch non lavorate abbastanza? E allora lavorate! Intanto, la cosa interessante che nel periodo dal 1970 al 1995, prima della dbcle, le variazioni delle esportazioni precedono quelle della produttivit, e non viceversa (e lo si vede anche dalla Fig. 4). Insomma, in quel periodo sembra di poter escludere che la produttivit causi le esportazioni. Per i non tecnici, guardate ad esempio cosa succede fra 1979 e 1983: il punto di minimo della crescita delle esportazioni (-8% nel 1980) anticipa di due anni il minimo della crescita della produttivit (-0.4% nel 1982). Per i tecnici, questo il correlogramma incrociato: Adesso lipotesi che le esportazioni non causino la produttivit viene respinta recisamente, mentre quella che la produttivit non causi le esportazioni viene accettata. In parole povere, i dati ci dicono che sono le esportazioni a causare la produttivit, non il contrario. Non poi cos strano, se torniamo allinizio del discorso. In fondo la Fig. 1 che storia ci raccontava? Una storia molto semplice: ogni volta che lItalia ingessava la propria valuta, penalizzando le proprie esportazioni, la produttivit cominciava a declinare. Quando i cambi si riallineavano si ripartiva. Che poi proprio quello che ci dice questa analisi: cambio ingessato, meno esportazioni, meno produttivit, e viceversa. Perch? Ma cos strano? No. Non strano per niente. Anzi, esattamente quello che viene previsto dal modello di crescita post-keynesiano di Kaldor-Thirlwall, un modello che ha ricevuto un discreto supporto empirico (diverse centinaia di verifiche pubblicate nella letteratura scientifica internazionale), e del quale perfino Pierre-Richard Agnor (dottore alla Sorbona, carriera in Banca Mondiale fino alla posizione di lead economist , poi a Yale, ora a Manchester, economista non sospettabile di eterodossia) ha dovuto ammettere la fondatezza. Gli omodossi (anche detti prekeynesiani) tendono a vedere la crescita economica in unottica ingegneristica: ci sono le macchine e i lavoratori, pi macchine compri e pi lavoratori assumi, pi produci. La crescita economica, loro, la spiegano esclusivamente dal lato della produzione, ovvero,
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dal quale si vede che la produttivit (debolmente) correlata con i valori passati delle esportazioni, ma per niente correlata con quelli futuri, e questo il test di non causalit di Granger:

dal quale si vede che lipotesi che la produttivit non causi le esportazioni accettata, mentre quella che le esportazioni non causino la produttivit respinta (al 10%). Nulla di granitico, ma un indizio questi risultati lo danno. Questo tipo di correlazione evapora se estendiamo lanalisi a tutto il campione. Il fatto che i dati annuali sono pochi per unindagine statistica di questo tipo. Se per passiamo ai dati trimestrali, il quadro si fa pi chiaro (per i tecnici):

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come dicono gli economisti, dellofferta. Loro, gli omodossi, non si preoccupano di sapere chi comprer quello che viene prodotto, perch partono dal presupposto (detto legge di Say) che lofferta crei la propria domanda. Un presupposto gi dubbio in teoria, e abbastanza screditato in pratica. Se lofferta crea la propria domanda, perch la Thyssen-Krupp ha dovuto pagare 150 milioni di euro di mazzette per farsi comprare i propri sommergibili dalla Grecia? Il sommergibile basta produrlo, poi lo porti al mercato (in un cestino) e qualcuno lo comprer, perch siccome per produrlo hai distribuito redditi, e chiunque ha soldi in tasca li spende subito (altra intuizione di quel geniaccio di un Fisher), ecco che tornerai a casa col cestino vuoto e le tasche piene. O no? No. Lesperienza mostra che la domanda pu effettivamente porre un vincolo alla crescita economica e la storia economica fornisce decine di conferme: le grandi potenze economiche nella fase del proprio decollo hanno regolarmente praticato politiche mercantilistiche, fondate sullessere liberiste a casa altrui e protezioniste a casa propria, semplicemente perch per promuovere la crescita del proprio prodotto e quindi della propria produttivit era indispensabile dotarsi di mercati di sbocco di taglia adeguata. Questa intuizione formalizzata nel modello kaldoriano di crescita, che ha due componenti essenziali: la prima la cosiddetta legge di Thirlwall, che stabilisce che la crescita di uneconomia direttamente proporzionale a quella delle sue esportazioni (da Anthony Thirlwall, 1979, The balance of payments constraint as an explanation of international growth rate differences, Banca Nazionale del Lavoro Quarterly Review). La seconda la legge di Verdoorn, che stabilisce che la crescita della produttivit proporzionale alla crescita delleconomia (da Petrus Verdoorn, 1949, Fattori che regolano lo sviluppo della produttivit del lavoro, LIndustria, n. 1). Queste due leggi interagiscono in un meccanismo di causazione circolare e cumulativa di questo tipo: se un paese riesce (ad esempio adottando un tasso di cambio sostenibile) a promuovere le proprie esportazioni, il suo prodotto cresce, il che determina un incremento della produttivit, il che determina una riduzione del CLUP, il che determina un aumento della competitivit, il che determina un ulteriore aumento delle esportazioni, e si ricomincia (il modello esposto in dettaglio da Anthony Thirlwall, 2002, The Nature of Economic Growth, Cheltenham: Edward Elgar). Insomma: il presupposto del decollo di un sistema economico che si riesca ad allentare il vincolo della domanda. Politiche di vincolo esterno basate su un cambio sopravvalutato ovviamente vanno nella direzione opposta, e del resto limposizione (o la calda raccomandazione) di adottare un cambio sopravvalutato alle economie periferiche sempre il primo imprescindibile passo della strategia di conquista messa in pratica dalle potenze mercantiliste (come ampiamente descritto da Roberto Frenkel e Martin Rapetti, 2009, A developing country view of the current global crisis, Cambridge Journal of Economics). Tutti economisti.

Sintesi Non sto dicendo che viale Parioli debba svalutare rispetto a via dei Monti Parioli : sto solo dicendo che il dimensionamento di unarea valutaria deve essere fondato su criteri razionali, e il primo di questi criteri, da Mundell in gi, lomogeneit del mercato del lavoro, che quello dal quale dipende il tasso di inflazione, e quindi la sostenibilit di tutta la baracca (questo per lamico del tornese, che ho trovato nello spam. Lui sa chi , e lo so anchio. Poi torniamo sul discorso). Non sto dicendo che gli italiani sono una razza eletta e che in quanto tali non debbano alterare i propri comportamenti e le proprie istituzioni: sto solo dicendo che non sono delle merde come la loro attuale leadership vorrebbe far credere loro: se qualche italiano non daccordo, lo esorto ad applicare a se stesso le ovvie conseguenze del suo pensiero (sperando che la catenella tenga allo strappo). Non sto dicendo che i tedeschi sono la feccia dellumanit e che in quanto tali meritano di essere consegnati alla pattumiera della Storia: sto solo dicendo che il modello non cooperativo praticato dalla loro leadership sta chiaramente mostrando la corda, e che il futuro dellEuropa nella valorizzazione della sua ricchezza e quindi diversit culturale, non nellappiattimento di tutti su un modello fallimentare a medio (e forse ormai a breve) termine. Non sto dicendo che la rivalutazione della Germania risolverebbe tutti i problemi. Certo, essere entrati in un sistema che, a differenza dello SME, la esclude, ha creato degli ovvi problemi accessori, che si sarebbero potuti evitare. Ma altrettanto certo che in Italia ci sono molte cose da migliorare. Solo che suicida farlo in un contesto nel quale istituzioni macroeconomiche palesemente fallimentari ci tolgono risorse e prospettive. Sto dicendo che ragionare esclusivamente in termini di offerta (limportante produrre!) , come dire, lievemente amatoriale. La domanda conta, conta nel breve, e conta anche nel lungo, come sanno tutte le potenze che hanno costruito il proprio futuro aggredendo i propri mercati di sbocco. La produttivit dipende certo dai mille e mille fattori di cui si parlato anche in questo blog, dipende dalla sociologia, dal clima, dalla religione, da quello che vi pare, ma dipende anche e soprattutto dal quadro macroeconomico, come lesperienza italiana riassunta in questo post dimostra. Non capirlo significa pretendere di andare da Roma a Fiumicino nuotando controcorrente, semplicemente perch nuotare controcorrente pi faticoso, quindi pi virtuoso. Peccato che Fiumicino sia a valle di Roma. E comunque alla fine a Fiumicino ci arrivi perch tanto il fiume ti ci porta: ma preferisci arrivarci prima vivo, o dopo morto? Di questo moralismo da poveracci (si pu dire?) forse dovremmo veramente liberarci. Ma dopo svariati decenni di disinformazione mi rendo conto che il compito superiore alle forze di ognuno di noi. Per i precisini I lags del test di Granger sono stati selezionati applicando il test sequenziale del rapporto delle varianze modificato secondo Helmut L tkepohl (1991), Introduction to multiple time series analysis (New York: Springer), corretto per i
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gradi di libert secondo Chris Sims (1980), Macroeconomics and reality, Econometrica , cos come viene implementato da EViews 5, partendo da un ordine massimo di 20. I dati trimestrali di valore aggiunto, occupati totali e esportazioni provengono dal sito dellI.Stat , rispettivamente dal 1992, 1980 e 1991. I dati precedenti, fino al 1975, sono stati retropolati con i tassi di variazione delle serie corrispondenti, provenienti dalla release 1996:03 della contabilit nazionale trimestrale, la pi recente fra quelle trovate nelle tasche di Eta Beta. Occorre altro? E cos abbiamo sistemato quelli che limportante produrre e quelli che la svalutazione come laspirina. Scusa, caro, se hai il mal di testa cosa fai? Preferisci soffrire? O preferisci amputare? Io una preferenza ce lho, ma non la esprimo. Latteggiamento moralistico secondo il quale meglio la sofferenza della medicina, e se proprio medicina deve essere, almeno intingiamo la pasticca nel fiele, altrimenti non fa bene, ecco, questo atteggiamento non ha alcun fondamento scientifico, direi che non ha alcun fondamento umanistico, anzi, direi che non ha alcun fondamento umano. Capisco che avete avuto uninfanzia difficile, ma non un buon motivo per avvelenarvi il resto della vostra esistenza, e per avvelenarla a noi. Vedete? Non ho detto piddino, e non ho detto nemmeno una parolaccia (dai, merda non conta, Hugo ci scrive tutto un capitolo nei Miserabili). Si pu fare! Adesso, secondo il quartetto di cui sopra, mi telefona subito Floris per invitarmi a Ballar. Peccato che io sar sperso nella campagna portoghese a seguito di un sacrosanto (per loro) ma funesto (per me) sciopero generale. Probabilmente non arriver a Coimbra: dovr fermarmi a Fatima. E non detto che sia meno utile. Sicuramente pi utile che andare a Ballar (checch voi ne pensiate). Ave maris stella. Dai, Ro, lo so che hai ragione tu, come sempre. Ci sto provando...

ha il bus gratis e invece chi va a lavorare deve pagarselo? c' qualcosa di iniquo in questo, che ne dite? Secondo giorno, appena in strada prima auto il solito autista di skibus che mi porta a Castello e questa volta lo obbligo a ricevere il mio tiket, il tempo di attraversare la strada e rimettermi in posizione che si ferma una collega di lavoro, meglio di cos! Oggi, 1 minuto d'attesa +o- e mi raccoglie un neo-pensionato del paese vicino al mio, mi porta a destinazione Cavalese, non vuole il tiket, invidio i pensionati giovani ma questa volta mi stato d'aiuto. Da Giovanni : Solito percorso domenicale da Cela a San Lugano e ritorno Andata: Cela, traffico molto scarso, attesa 11 minuti, il solito parroco che comincia ad entusiasmarsi del sistema, non accetta il tiket Ritorno: San Lugano, non avevo nemmeno iniziato a jungare che una macchina mi suona e mi offre il passaggio, attesa 0 minuti, anche qua la solita signora che ormai mi conosce, non accetta il tiket, ma ha letto sul giornale locale che si far la jungolonga.

Ecovillaggi: Villaggio Ecologico di Granara


March 20th, 2012

JUNGATE : La Strategia Mangiatraffico Applicata...


March 20th, 2012

Granara, frazione di Branzone, comune di Valmozzola, Provincia di Parma (PR). Nel cuore dell'Appennino Tosco-emiliano, in Val di Taro, a 600 metri sul livello del mare, abbiamo comprato e stiamo ricostruendo un villaggio contadino abbandonato da 20 anni. Oggi Granara si presenta come un cantiere di sperimentazioni ispirate ad un modello ecologico e sociale. Il Villaggio in parte abitato e in parte sede di numerose attivit che vanno dal teatro, all'educazione ambientale, all'applicazione di tecnologie appropriate. A queste attivit si affianca necessariamente il recupero architettonico, che stiamo cercando di realizzare anche mediante tecniche di bioedilizia, facendo ampio uso dell'autocostruzione.

Jungo una strategia "mangiatraffico" fondata sul principio che possibile ridurre drasticamente il traffico, semplicemente creando le condizioni tecnologiche ed organizzative perch chiunque possa sentirsi incoraggiato ad aprire la portiera della propria auto ai richiedenti imbarco, in condizioni di sicurezza e convenienza reciproca. WWW.JUNGO.IT "apiscine@libero.it" (apiscine@...) ha scritto: mercoled e gioved della settimana scorsa ho jungato per andare al lavoro. Primo giorno 1 minuto d'attesa si ferma un uomo con un furgoncino di lusso che va a lavorare in val di Fiemme dove fa l'autista dello skibus, mi lascia a Castello dove c il garage del bus. Qui in mezzo a un rettilineo sto per 20 minuti a jungare inutilmente finch arriva lui col suo skibus e mi ricarica, gratis perch lo skibus gratuito per tutti. Perch chi va a divertirsi
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http://www.granara.org/index.php