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Da qui accanto, in senso orario: Domenico Starnone, Francesco Pacifico, Valeria Parrella, Marco Mancassola, Alcide Pierantozzi, Paolo

Nori.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Foto di M. Oreal/Visum, P. Matsas/Opale/Luzphoto - R. Serra/Getty - V. Sommariva -B. Cannarsa, G. Ippolito/Blackarchives

VIVERE DI LIBRI ANTICIPI,


di Laura Piccinini nche Raymond Carver non aveva idea di come gli scrittori guadagnassero da vivere, ma voleva essere uno di loro. Poi. Come tutti gli anni solo una volta a maggio ogni scrittore italiano si vede arrivare il resoconto dalle case editrici su quanto hanno venduto i suoi libri e sapr se pi ricco o meno. E come il calo del 4,3 % del fatturato delleditoria in Italia si distribuir nelle loro facce al Bancomat. Poi, sembrava brutto parlare di soldi anzich di letteratura. Ma vai a chiedere nellimbarazzo reciproco a un tot di autori quanto guadagnano e salta fuori che sono la categoria che potrebbe schiuderci il segreto della sopravvivenza delleconomia mondiale. E che di soldi bisogna parlarne, come faceva Dostoevskij di continuo nelle lettere al fratello, Natalia Ginzburg ai suoi editori, come Aldo Busi e Alberto Arbasino che se la prende con gli assessori alla cultura che invitano gli autori gratis ai festival.

TRADUZIONI, ARTICOLI, CACHET. COME SI CAMPA FACENDO LO SCRITTORE?

Giuseppe Culicchia, sar che torinese come Elsa Fornero, perfettamente a suo agio nella trasparenza Monti, si fa richiamare e parla davanti a una dichiarazione dei redditi: 107 mila euro, di cui 70mila di diritti dautore dai diversi libri. Tutti gi per terra un piccolo classico o long-seller. Torino a casa mia ha venduto 100mila copie. Prima di diventare scrittore Culicchia, 46 anni, stato commesso di libreria e tuttora pensa che sarebbe bene fare un altro lavoro tipo il tassista. Ma come fa, ha un figlio, scrive e collabora per giornali, ha tradotto Fitzgerald (4000 euro) e tutto Bret Easton Ellis (15 euro a cartella). Ecco, Bret uno che ha trovato il modo per non farsi chiedere quanto guadagna, sta tutto il tempo con liPad e le cuffie. Io ho rispetto per il denaro, sono figlio di unoperaia tessile e di un barbiere di paese. Avrebbe potuto essere pi ricco, non avesse rifiutato di andare al Costanzo Show che allora ti raddoppiava le vendite, ma era la tv del dolore, non me la sentii. E credo avere perso soldi,

17 MARZO 2012

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Da sinistra in senso orario: Marco Archetti, Matteo Nucci, Michela Murgia, Tiziano Scarpa, Giuseppe Culicchia e Carolina Cutolo.

Foto di L. Pesce/Contrasto -U. Anderen, A Ramella, L. Cendamo/Blackarchives - G. Piperno

mi dicono, perch nei miei libri non c mai un lieto fine, aggiunge. Nellultimo, Meno inganni, il protagonista convinto di ereditare la casa dalla madre scopre che aveva investito tutto in azioni Parmalat. In effetti. Tiziano Scarpa non capisce perch non si chiede mai agli architetti quanto guadagnano, e agli scrittori s. Altra domanda perch scrivi?, dice Paolo Nori, 48 anni Io per disperazione, avevo provato a far carriera nelledilizia. Ma non ho mai avuto la passione per i soldi. Thomas Bernard diceva che lui ha comprato una casa, fatto dei debiti e allora ha dovuto scrivere per pagarli. Io, gli anni che lassicurazione mi ha dato 90 milioni di indennizzo per un incidente, non ho scritto niente. Da quando ho cominciato 9 anni fa non ho mai smesso di preoccuparmi, racconta Francesco Pacifico, 35 anni, romano. Al primo libro ero della scuola voglio scrivere un romanzo, scroccher tutto quel che posso, vivevo coi miei chiuso in casa a scrivere sui portatili dismessi dallufficio di mio padre, e appena il romanzo stato preso da un editore con 1500 euro di acconto ho smesso di cercare un dottorato. Nel 2005 me ne sono andato e mi sono mantenuto traducendo e grazie a una fidanzata ricercatrice al Cnr. Poi il mio libro stato acquistato in 7 paesi, ho preso 20mila euro dai tedeschi e dico che bello, i primi anni tranquilli della mia vita finanziaria. Ma non sai mai quando arriveranno. Il filo lo stare attenti. Vivo nella casa della bisnonna. Ho una rubrica sulla rivista Studio mi garantisce un fisso tranquillizzante. E ci sono le recensioni. Ma c un limite perch poi non riesci pi a scrivere il romanzo. Poi incontri scrittori di 50 anni che magari hanno anche venduto tanto e mi dicono sai, questanno ho svoltato, mi hanno dato questa cosa mensile che devo fare. Quando ho letto le lettere di Dostoevskij che chiedeva prestiti al fratello, ho capito. In Italia non che puoi insegnare scrittura creativa alluniversit come in America. Sono stato in Olanda a portare il mio libro nei teatri con un mega-gettone da 2500 euro. Qui una volta sono andato fuori Roma per 100 euro a presentare un libro di Henri Miller che avevo tradotto, e ho saputo che al mio amico la settimana prima non li avevano dati, ho preteso che almeno mi rimborsassero in libri. Si parla sempre di

soldi tra noi, di quanto ti fanno sudare con i pagamenti. Da quando venni a sapere che una casa editrice mi diede la met di quanto aveva dato ad altri mi sono preso un agente, non un extra (trattiene tra il 10 e il 20%), ti rimedia pi soldi. E adesso il mio editore inglese Penguin, lidea che tra un po arriver sto libro col pinguino, ti ripaga di tutto. Racconta Matteo Nucci, 42 anni: giorni fa stavo in uno di questi posti piuttosto alla moda di Roma, parlo con un ragazzo che beve un whisky Lagavulin da 12 euro e mi dice Ah, il tuo libro me lo faccio prestare perch costa troppo. Ma come? 14 euro sono 2 euro in pi del tuo whisky. Gli anticipi agli inizi con una casa editrice medio-piccola sono 3-7000 euro e sai che forse tutto quello che guadagnerai. Io avevo venduto 15mila copie quando ero in finale allo Strega. 1500 euro al mese possono bastare, ma significa che mi alzo al mattino presto, lavoro ai libri e di pomeriggio devo scrivere per i giornali. Traduco i classici greci come di recente il Simposio. Qualcosa viene dai premi, ma capita che ti promettono un gettone da 1000 euro a Capalbio, poi gli assessori del Pd litigano e sfuma tutto. O come quando ero al liceo con la figlia di Giorgio Montefoschi, e un giorno mi disse che quando lui chiese a Moravia se poteva scrivere lui fece: solo se hai una moglie ricca. Emanuele Trevi: Io di quanto guadagni non ho idea, un anno 40 mila euro un anno di pi, e tutti noi facciamo altre cose che riguardano una galassia di indotto, produzioni, cataloghi, lezioni, conferenze. come un negozio, come un idraulico, arriva quello che ti d il lavoretto da 250 euro. lo poi sono sposato a una persona che vende tantissimo (Chiara Gamberale, ndr), mentre il mio genere ha meno fortuna commerciale (esce ora Qualcosa di scritto, su Pasolini per Ponte alle grazie). Quello che dico io che non bisogna fare nulla gratis, a meno che abbia un senso come per me scrivere per il Manifesto. Invece questo un mondo afflitto dal gratuito. Il discrimine mi pagate o non mi pagate? Il problema che uno scrittore che lavora gratis lo trovi sempre. Ma in una citt dove met delle puttane la danno gratis e met si fanno pagare, allora che ce stanno a fare quelle con la borsetta?. Valeria Parrella: Anche se hai un buon contratto non che ci vai a fa vacanze e creme. Io prender 70mila lordi tassati al 35. Per tieni conto che sono una ragazza madre, il mio bimbo ha delle forme di handicap e unora di psicomotricit costa 50 euro due volte a settimana. Ho una rubrica di libri: noi scrittori siamo attaccatissimi a questi fissi. Con i diritti per il film (Lo spazio bianco) ci affronti gli imprevisti se ti si crepa il muro e il condominio latita. Io non sono esosa. E sono daccordo ad abbassare i prezzi di copertina. Il libro come

Emanuele Trevi e, in senso orario, Francesco Piccolo, Kylee Doust, Carola Susani, Francesco Targhetta.

un medicinale, entrambi ti rendono sopportabile lesistenza... e hanno tolto il ticket. Dellebook temo la pirateria, ma da fatalista: la stampa nata nel 1400 e dopo 800 anni, proprio ora che faccio la scrittrice, non si stampa pi, ride. Per Carola Susani invece, campare solo coi libri nooo, ho due figlie, entrer il 20% e se va bene 20mila euro lanno. Il resto dai laboratori di scrittura, la mia vocazione. Ora esce Eravamo bambini, per tre mesi sar sotto torchio, ma non c proporzione: ci ho messo tre anni a scriverlo. La mia dichiarazione dei redditi in crescita ma sono stata molto fortunata, dice Michela Murgia. Dal blog di denuncia del call-center notato da un editor che le chiese di farne un libro, finch arriv Virz con il film e l diventa un gioco che pu variare molto, credo fossero 40mila euro lordi con 10% iniziale e poi i contratti standard sui diritti secondari prevedono il 50%. Poi un racconto vince il concorso Esordire della Holden (1000 euro, ci pagai bollette) e diventa lincipit di Accabadora per Einaudi. In cinquina al Campiello vendetti 100 mila copie. Man mano che aumentano le vendite puoi negoziare, entro le 10mila copie il 7%, e fino al 15%. Ho un agente, perch quando esordisci sei cos felice che non ti metti a discutere di nulla. Ti porta il libro allestero, e in Germania puoi campare di reading, la gente paga 6-8 euro per sentirti. Coi libri puoi viverci anche senza essere Saviano. E ci sono scrittori-sceneggiatori come Domenico Starnone, ma non fa per me. Ogni tanto capita la cosa tra il surreale e il grottesco: paparazzarono Luciana Littizzetto in spiaggia che leggeva il mio libro. La settimana stessa entr in classifica. Se sei un 31enne che vive in provincia di Treviso. profondo Nordest, come Francesco Targetta che neanche vuole scrivere romanzi, ma proprio fare il poeta, pare una provocazione. La gente si stufata anche qui ormai. Dallinsopportabilit nata una rivolta. Di poeti della mia et e pi giovani qui ce ne sono tantissimi e la poesia non vende nulla, si sa. La sua prima raccolta tre anni fa si intitolava Fiaschi, poesia impegnata sulla generazione precaria, pubblicata con la formula tanto pompata delleditoria a paga-

mento, 2500 euro e sei costretto ad acquistare un tot di copie, fortuna che 350 me le ha prese unazienda per darle in strenna natalizia. La fortuna vera che mentre faceva un reading a Capalbio lha notato un editor della casa editrice Isbn, e gli ha chiesto di fare un libro (Perci veniamo bene nelle foto). Insegna nei licei della provincia, solo se qualcuno si fa male e lo chiamano per supplenze. Invece lex 19enne Alcibiade Pierantozzi, abruzzese a Milano per fare filosofia alla Cattolica, pubblica Uno in diviso con la piccolissima casa editrice Hacca, ha recensioni meravigliose e lo spingono Faletti, Genna, Fois. Gli editori lo puntano, si crea unasta e la spunta Rizzoli che gli anticipa 45mila euro per i prossimi due. Uno uscito, Luomo e il suo amore. Com andato? Male, ma erano 700 pagine in una lingua semi-inventata, e leditore puntava su quello uscito ora, Ivan Il Terribile, Cecchi Gori gi ci vuole fare un film. Rapporto con i soldi? Folle. I primi 7000 di anticipo li ho spesi in pantaloni di Cavalli e giacche Armani e lintera collana degli Adelphi. Sono un dissennato perch ho la famiglia. Spero non muoiano mai, ma quando moriranno ci sar leredit, scherza. Ma si autocandidato allo Strega sul serio. Se c una che fa i conti in tasca agli scrittori Kylee Doust, lagente di Niccol Ammaniti e Federico Moccia. Gli acconti per lei sono matematica. Quando si arriva a un venduto di 500 mila copie (Io e te di Ammaniti arrivato a 700 mila e pi) un anticipo pu arrivare a 800, un milione. Kylee Doust racconta i suoi dubbi editoriali su Twitter. L c pure Francesco Archetti, 36 anni di Brescia, tra i suoi follower Roberto Bolle che del suo libro Ventanni che non dormo ha ovunque, un mio sostenitore della prima ora. Marco Mancassola se n andato a scrivere a Londra in attesa che il suo Le vite erotiche dei superuomini diventi film. Poi, se c uno che non dovrebbe avere problemi Francesco Piccolo, per lui c un tempo pre-cinema e uno postcinema, quando ha cominciato con le sceneggiature come Habemus Papam (dai 70mila euro ai cento e oltre). Cambia tutto. Da due ho un agente che Rosaria Carpinelli (come Filippo Timi e Paolo Sorrentino). Perch: La contabilit una delle poche cose su cui cerco di essere ordinato. C una meravigliosa frase di Dickens, Se spendi un penny in meno ogni quattro anni sarai felice. Se spendi un penny in pi sarai infelice. Quando lho riletta mi sono detto che deve essere il segreto delleconomia mondiale. Se ancora pensate che non sia importante parlare di soldi con gli scrittori, guardate scrittorincausa.blogspot.com, il blog di Carolina Cutolo, scrittrice e barman. Il sito lha messo su con altri dopo incazzature editoriali da esordiente. Dice che dopo il primo libro, Pornoromantica, per vincoli contrattuali volendo cambiare casa editrice ho dovuto aspettare 5 anni per pubblicare da Fandango il secondo, per vincoli contrattuali. E forse c un motivo se si intitola Romanticidi.

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17 MARZO 2012

Foto di L. Castore/Luz Photo - F. Piccolo/Contrasto - L. Nascimben - R Bianchi