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Cap.

1 LO STUDIO DELLE DIVERSITA LA SPECIE UMANA Lantropologia la disciplina che studia le diversit e le somiglianze proprie delle specie umana. Lattenzione nelle somiglianze e diversit non propria dellesperienza individuale, ma parte integrante delle relazioni tra i gruppi che costituiscono le societ umane. Somiglianze e diversit, costituiscono elementi fondamentali per la costituzione delle alleanza tra i gruppi SPECIE UMANA il termine stesso antropologia significa studio delluomo per lantropologia non si occupa di individui singoli; essa, come disciplina e scienza sociale, nasce dalla contestazione che la specie umana una scienza sociale, poich gli esseri umani non sopravvivono n vivono se non in societ, in relazione gli uni con gli altri. Le relazioni che intercorrono tra gli individui e che li tengono insieme, le strutture sociali, vale a dire i sistemi stabili di relazioni tra individui e i fatti sociali, cio il concreto funzionamento materiale e simbolico delle strutture di relazioni; e ancora le persistenze e i mutamenti che strutturano i fatti sociali , tutto ci che studia lantropologia. RICONOSCIMENTO/MISCONOSCIMENTO DI APPARTENENZA ALLA SPECIE UMANA Ai fini della esclusione/inclusione di un gruppo nella specie umana da parte di un altro gruppo, la presenza/assenza di questo o quel carattere fisico, di questa o quella attitudine o abilit, di questo o quel tratto distintivo sono determinanti. SOMIGLIANZE E DIVERSITA C ONCEZIONI E INDICATORI DELLA DIVERSITA: In certe societ si diversi perch si hanno caratteri fisici diversi. In altre societ la diversit principale connessa alla religione che si professa. La diversit pu essere rilevata e operante anche dentro piccoli gruppi, es. scuola.

CHI E DIVERSO E SEMPRE DIVERSO PER QUALCUNO. sempre in rapporto a qualcun altro che ci auto definiamo diversi. La diversit sempre relazionale e situazionale. Le diversit possono essere concepite come immutabili, come permanenti o transitorie. Spiegazione diversit: Teorie razziste + teorie ambientaliste ipotesi del processo di inculturazione(educazione) La diversit viene caricata di quello che si chiama tecnicamente un giudizio di valore; viene associata una valutazione che insieme assoluta e comparativa. attraverso questo giudizio di valore, questa valutazione, che le diversit vengono trasformate in differenze. Il sistema delle differenze proprio di un gruppo, diventa parte integrante delle visione del mondo e della vita, ovvero della cultura di ciascun gruppo. LESPERIENZA DELLE DIVERSITA PENSARE E PARLARE questo comporta in una parola produzione sociale di cultura La specie umana presenta alcune capitali somiglianze: la capacit di vita sociale organizzata e la capacit di pensare per mezzo di concetti. La specie umana presenta molte diversit, pertinenti ad almeno tre ordini di fattori: i fattori ambientali specifici in relazione ai quali ciascun gruppo umano vissuto e vive; le forme dellorganizzazione sociale, dei sistemi di relazioni che ciascun gruppo ha elaborato; le forme culturali di mediazione tra s e il mondo o forme di interpretazione dellesperienza che ciascun gruppo ha elaborato e elabora. La valorizzazione delle diversit e ostilit sembrano essere spesso ricorrenti nei comportamenti umani, tanto che alla loro unione stato un nome specifico:

etnocentrismo (Summer). Alletnocentrismo stato contrapposto un atteggiamento contrario al quale stato dato il nome di relativismo culturale. ETNOCENTRISMO E RELATIVISMO CULTURALE Etnocentrismo: classificare gli altri in rapporto al proprio gruppo significa applicare agli altri connotazioni, categorie, criteri ricavati dalla propria esperienza e dal proprio modo di vita, senza chiedersi se siano appropriati per descrivere il modo di vita altrui. LINCULTURAZIONE: linculturazione un complesso processo che comprende anche quella che normalmente chiamiamo educazione; ma nel termine includiamo qualcosa di pi: quella parte dei costumi, regole e usanze di un gruppo che vengono apprese e messe in atto dai singoli attraverso le azioni concrete della vita quotidiana. ETNOCENTRISMO ATTITUDINALE: interiorizzazione e lautomatico rispetto di norme, regole, usanze. ETNOCENTRISMI IDEOLOGICI: convinzione che le propri norme, regole, usanze siano giuste, sensate e convenienti RAZZISMI: in alcuni di questi sistemi di idee sono vere e proprie teorie razziste; e comunque sono in genere forme di etnocentrismo non solo difensive ma aggressive. Relativismo Culturale: sorta di atteggiamento tollerante, disposto a lasciare spazio a pratiche e usanze strane e anzi a favorire la convivenza fra le culture, il multiculturalismo, le iniziative interculturali e cos via. RELATIVISMO COGNITIVO: da gruppo umano a gruppo umano, da cultura a cultura variano non solo i contenuti dei saperi; ma variano altres le strutture stesse del pensiero, le categorie secondo le quali i saperi vengono prodotti e organizzati; RELATIVISMO MORALE: nessuna azione umana pu essere giudicata al di fuori del contesto culturale in cui viene compiuta, al di fuori dei valori e delle norme che la ispirano e che orientano le decisioni di cui essa frutto. RELATIVISMO DIFFERENZIALISTA: i sostenitori di questa posizione riconoscono che i sistemi conoscitivi e morali sono diversi, e li considerano altres incompatibili e immodificabili. Ogni cultura pu essere accettata, purch resti circoscritta a coloro che a essa appartengono; purch nessuno pretenda di uscire dalla propria cultura di appartenenza. FARE ANTROPOLOGIA, OVVERO LO STUDIO DELLE DIVERSITA E DELLE SOMIGLIANZE Il primo compito dellantropologia come disciplina che studia le diversit della specie umana la ricognizione delle diversit. Si tratta innanzi tutto di osservare, descrivere, catalogare le diversit umane secondo gli ambiti dellesistenza umana in cui esse si manifestano; di ricostruire ove possibile la genesi, la storia e le funzioni. Pertanto si in genere daccordo che le diversit e le somiglianze della specie umana possono essere distinte in: Diversit Diversit Diversit Diversit Diversit Diversit e e e e e e somiglianze somiglianze somiglianze somiglianze somiglianze somiglianze di sistemi culturali o di mediazione culturale. dei sistemi della corporeit. dei sistemi di riproduzione. dei sistemi di sostentamento. dei tipi di insediamento umano. dei sistemi di relazioni ovvero delle strutture e istituzioni sociali.

Gli antropologi sono persone che fanno ricerca. Come tutti gli esser umani, anche gli antropologi hanno una cultura, sono portatori di una visione del mondo. Come tutti gli esseri umani quando devono confrontarsi con i diversi, gli antropologi devono fare i conti con il proprio etnocentrismo. Per fare ricerca antropologica indispensabile una disposizione iniziale al relativismo, intendendo con ci una disposizione opposta alletnocentrismo,rendersi disponibili alla presa in considerazione di eventuali altri criteri di giudizio e di valutazione. Mettersi nei panni degli altri operazione che incontra limiti considerevoli, oggettivi, epistemologici e finanche morali ETNOCENTRISMO CRITICO. Lantropologo italiano de Martino, che ha per primo proposto questo metodo di ricerca, sottolinea a pi riprese alcuni punti: Il confronto deve mettere in gioco, in discussione, la nostra cultura, non solo quella altrui; non si tratta solo di assumere il nostro modo di essere e di pensare e di essere degli altri come metro su cui misurare noi stessi, come strumento per mettere in crisi

letnocentrismo. Il compito dellantropologia quello di darci gli strumenti per la comprensione di visioni del mondo altre: ma ci non si pu fare se non attraverso la messa in discussione, la messa in dubbio, la lessa in crisi della visione del mondo che nostra. Lobbiettivo ultimo , secondo de Martino, una riforma del sapere antropologico e delle sue categorie valutative, una verifica della dimensioni umane oltre la consapevolezza che dellesser uomo ha avuto loccidente.

De Martino definiva la sua posizione etnocentrismo critico, intendendo, limpossibilit e inutilit di uscire dalla propria tradizione culturale, dunque dal proprio etnocentrismo, che per si fa critico.. CAP N2 La costruzione degli altri da noi

Le diversit sono antiche: la preistoria della specie umana Creazionismo: attribuiscono le caratteristiche della specie umana alla creazione divina. Si ritiene che la diversit riscontrabili nei gruppi umani, sono forme di degenerazione, di corruzione e peggioramenti rispetto alluomo creato a immagine e somiglianza di Dio. Evoluzionismo: una teoria formulata per la prima volta nella seconda met dell800. la teorie pi complete furono quelle di Lemark e quella di Darwin. Lopera fondamentale,origine della specie per selezione naturale. Le trasformazioni dellambiente hanno avuto e hanno esiti notevoli sullevoluzione delle forme di vita, soprattutto le trasformazioni,di grande scala,dovuta a fenomeni tellurici, climatici astronomici. Il processo di ominazione Levoluzione, va pensata come un sistema ad alberi: ciascun passaggio evolutivo rappresenta una possibile biforcazione dalla quale possono partire due o pi altre linee di sviluppo Homo Abilis Homo Erectus Homo di Neanderthal Homo Sapiens

Con lhomo Sapiens levoluzione somatica sembra aver raggiunto le caratteristiche che ancora oggi ci distinguono. Raccoglitori e cacciatori In origine la specie umana era prevalentemente vegetariana,e divent progressivamente onnivora; si pensa che le prime forme di organizzazione sociale siano stati piccoli gruppi di poche decine di membri che potevano strutturarsi in modi diversi. Queste piccole bande si sostenevano con la raccolta di alimenti vegetali,con la caccia a insetti e a piccoli animali e alla pesca di molluschi e pesci dacqua dolce. Il controllo del fuoco e la creazione di strumenti di pietra,permisero la caccia di grandi animali a carne. Questo lungo periodo stato chiamato dagli antichi con il none di paleolitico, vale a dire et della pietra antica. Lallevamento lagricoltura

Allincirca diecimila anni prima di Cristo si ha la scoperta dellallevamento e dellagricoltura. La produzione umana di vegetali e si animali da carne,da latte e da lavoro ha avuto alcune conseguenze generali: la progressiva trasformazione del nomadismo della piccole bande, che si evoluto nel nomadismo dei grandi gruppi si pastori-allevatori, oppure ha dato luogo alle varie forme si stabilizzazione residenziale;insieme a queste trasformazioni del sistema si sussistenza, si elabor anche una nuova visone del tempo e dello spazio, e si riorganizz gradualmente la vita sociale,con la costruzione di gruppi pi numerosi e linvenzione di nuove istituzioni e forme si socialit La cerealicoltura Per quanto riguarda lEuropa e in particolare lItalia esse hanno fatto di una delle aree del globo nelle quali si sviluppato quella particolare forma di agricoltura che nota con il nome di cerealicoltura. Producono un surplus. Il surplus di cereali conservabile a differenza di altri alimenti. Gli indoeuropei Tra il fine del Terzo millennio e la prima met del Primo millennio avanti cristo ci fu un nuovo movimento di popolazioni: le migrazioni indoeuropee. Le prime colonie, il primo impero: let greca e romana I greci I greci riempirono le colonie dellItalia meridionale,fino a meritarle con il nome di Magna Grecia. I greci furono colonizzatori delle terre altrui,convinti della propria superiorit; i nongreci erano considerati barbaroi. I greci preferirono trattare con i barbari, venirci a patti, piuttosto che sterminarli. Malgrado lespansione ad occidente, loriente resta comunque un grande polo di attrazione per i greci come dimostra le grande spedizione di Alessandro Magno. I romani I romani furono degli assimilazionisti, se necessario, feroci, tutto sommato non razzisti. I

romani riconobbero sempre il valore e labilit militare degli avversari e davano per scontato la superiorit culturale dei greci su di loro. La cittadinanza romana fu estesa a tutti gli abitanti dellimpero. I romani hanno adottato per primi una prospettiva universalista. Il differenzialismo tollerante dei greci e lassimilazionismo laico dei romani non sono buoni in s, ma neppure cattivi: per lantropologo si tratta di forme specifiche di rapporto con laltro da se; forme da esaminare criticamente e comparativamente rispetto ad altre. Let medievale: i barbari Una delle cause principali della caduta dellImpero Romano furono le invasioni barbariche. Limmaginario collettivo, soprattutto quello italiano, ma non solo, collega le invasioni

barbariche a stereotipi negativi. Il progressivo indebolimento delle strutture militari e civili dellimpero romano,laggressivit e la violenza degli invasori, duri combattenti,abituati al saccheggio e sicuramente incentivati dal miraggio delle ricchezze della citt romana, il peggioramento continuo delle condizioni di vita tutto deve aver contribuito a rendere quei tempi davvero neri. Tuttavia essi hanno prodotto i cosiddetti regni romano-barbarici, che restano uno degli esempi pi interessanti di fusione sociale e culturale che la storia europea offre. Gli arabi Conquistatori e predicatori, gli arabi sono stati al tempo stesso grandi assimilatori. Guerrieri, ma anche mercanti e intellettuali hanno imposto la propria religione, ma hanno fatto propri i contenuti delle culture che hanno incontrato, ne hanno saputo far nascere nuove differenziate forme darte, di organizzazione sociale, di scienza e di tecnica. Gli arabi della culturale occidentale ancora oggi. I turchi e le crociate Si stava avvicinando nei paesi del medio oriente un ultima invasione barbarica, si trattava dei turchi, popolazione mongola di guerrieri e grandi allevatori nomadi, invincibili conquistatori. La colpa dei turchi era quella di aver occupato i luoghi santi della Palestina; dopo lanno mille ci fu una guerra guerreggiata tesa a riconquistare i luoghi santi della vita,passione e morte di Ges che divenne lo scopo principale della politica del papato. Le crociate in totale furono 7, distribuite nellarco di tre secoli e lultima fu considerata conclusa nel 1274. Come in tutte le guerre le ragioni ideali, religiose in questo caso, non escludevano affatto che si combattesse per altre ragioni. Una posta in gioco di grande importanza era il controllo di grandi porti della sponda orientale mediterranea. Marco Polo e il Catai Il viaggio di Marco Polo al Catai o Cina dur dal 1274 al 1295. Marco Polo raccont il suo viaggio in un libro chiamato il milione. Questo al libro al centro di un paradosso significativo basato sullesperienza di un uomo legato al concreto mondo del commercio, fu ritenuto un libro pieno di invenzioni inattendibile; che port Marco Polo in carcere. Non si pu non notare che in materia di diversit, di altri da noi il nostro giudizio assai spesso tuttaltro che razionale. Let moderna: scoperte,conquiste, colonie,imperi La riforma e la contro riforma Nel 1517 Martin Lutero affisse le sue famose 95 tesi, con la quali criticava il papato di Roma e dove proclamava una serie di modificazioni dottrinarie, dove dava origine la riforma protestante. La posizione di Lutero era tuttaltro che isolata in Europa. Molti pensatori erano fase dellespansione della conquista della Sicilia e della Spagna sono presenti nella tradizione

contrari al papato perch i loro comportamenti erano troppo percepiti dalla politica e sempre pi lontani dal messaggio evangelico. Il papa scomunic Lutero, ma le posizioni di questultimo riscossero dei consensi nellEuropa centrale e settentrionale. Secondo molti studiosi di cui Max Weber, la diversit dottrinaria tra cattolici e protestanti a dato origine ad una diversit culturale,a distinti stili di vita,di comportamenti economici,sociali e politici esistenti ancora oggi La scoperta dellAmerica In 12 ottobre 1492, la data della scoperta dellAmerica. Dalla scoperta dellAmerica ha preso lavvio un vero e proprio cambiamento del mondo: la scoperta di un itero continente di cui fino ad allora non si sapeva nulla spalancava interi orizzonti di inedite novit. Per gli occidentali il diverso per eccellenza,per antonomasia, stato, per 5 secoli, il colonizzato; e il colonizzato un diverso costituito, prodotto, in un senso molto forte, pregnante, da chi lo colonizza. Mentre risulta diverso al di la delle sue caratteristiche somatiche, psichiche, storiche,sociali, culturali, la sua riduzione a colonizzarlo da parte di un colonizzatore. I viaggi

La conquista

La colonia Alla fase della conquista segu anche quella della colonia. Tecnicamente, si pu considerare colonia un territorio extraeuropeo stabilmente assoggettato ad un paese europeo, il quale esercita su di esso una totale sovranit. Un aspetto cruciale della gestione delle colonie era presentato dal rapporto dei colonizzatori stabilirono di volta in volta con le elite o pi semplicemente con i capi locali. Spesso a questultimi fu affidato dagli stessi colonizzatori un ruolo di mediatori tra le loro pretese e d esigenze della popolazione locale. Un altro caso interessante quello degli inglesi fondato sul principio di lasciare ai capi locali la gestione degli affari interni del paese. In cambio essi dovevano rinunciare a qualsiasi forma di politica estera e a qualsiasi forma di relazione alla pari con la potenza colonizzatrice. In definitiva non sono state le istituzioni politiche a caratterizzare le colonie, quanto quelle politiche. Gli esiti La prima convinzione data dalla superiorit delluomo bianco, come individuo e come membro e artefice di una civilt superiore. Questo non significa che non stabiliamo diversit e differenze anche allinterno del nostro mondo dei bianchi; le nostre diversit e differenze interne sono sempre, nel quadro dei valori fondativi dellOccidente, di rilevanza minore della diversit che separa tutti noi bianchi da tutti gli altri. Altre convinzioni: superiorit militare, sviluppo scientifico e tecnologico e nel miglioramento delle condizioni di vita della popolazione dellOccidente.

Il buon selvaggio Allinterno del mondo occidentale prese forma unaltra visione dei nativi dei paesi colonizzati, si tratta di una visone positiva: i selvaggi americani erano, secondo Rousseau, la testimonianza ancora vivente di un originaria condizione di natura,fatta si semplicit, schiettezza, bont, ignara della prevaricazione,della violenza, della menzogna e dellinganno; un originario stato di natura che lo sviluppo della civilt avrebbe distrutto, introducendo della condizione umana tutti gli elementi di corruzione e degrado che la caratterizzano. Questa la pedagogia di Rousseau tesa a preservare nei bambini tutti gli elementi di somiglianza con il buon selvaggio. I colonizzatori I condizionamenti e le pressioni che la colonizzazione ha esercitato sulle culture native ha prodotto numerose diversit grazie allapplicazione di politiche coloniali e la storia della colonizzazione stata diversa da paese a paese per durata e per le vicende specifiche. Con leconomia, la tecnologia e il tipo di residenza, sono entrate in crisi le strutture di parentela, le forme di vita religiosa, i sistemi di esercizio dellautorit e del comando, e le concezioni tradizionali dello spazio e del tempo, e la scomparsa di molte lingue natie. Lazione colonizzatrice toglieva ogni qualit, ogni dignit a tutto ci che era vita indigena, cultura indigena, tradizioni, rapporti, credenze, leggi, prodotti indigeni. Tuttavia,i popoli colonizzati hanno spesso reagito, hanno inventato strategie di resistenza e di liberalizzazione. Anche queste ultime sono state e sono molto differenziate, in funzione delle condizioni specifiche di ciascuna colonia e di ciascun processo colonizzatore. I movimenti di popolazioni Acculturazione Inglesi in America; tratta dei neri; migrazioni post guerre mondiali; Acculturazione Il termine acculturazione fu coniato aggiungendo alla preposizione latina ad il termine culturazione, chiaro che il termine acculturazione finisce con il dare lidea di un avvicinamento unilaterale di una cultura ad unaltra. A questa idea sono legati pure i termini cultura datrice e quella recettrice. Pur riconoscendo che il contatto culturale modifica entrambe le culture, e dunque che anche la cultura datrice riceve qualcosa e la cultura recettrice da qualcosa, questa concezione dellacculturazione la presentava come un processo meccanico, di sostituzione di parti pi o meno estese di una cultura con parti di unaltra cultura. Lacculturazione non avviene nel vuoto, avviene nella storia. CAP N3 LA RICOGNIZIONE DELLE DIVERSITA: CULTURE E PARENTELE SISTEMI, STRUTTURE, FORMAZIONI: LE DIVERSITA UMANE NEL FLUSSO DELLA STORIA Una considerazione dinsieme del flusso della storia rischia di darci del passato dellumanit una visione confusa e indistinta: una visione che difficilmente pu aiutarci a capire qualcosa di noi stessi in quanto specie umana. Se invece, entro il flusso della storia, riusciamo a distinguere tra di loro le civilt e le culture, questo ci permette di dare ordine alle memorie, di suddividere i flusso storico in periodi, di ricostruire il passato secondo una visione che lo doti di senso. Questo sembra essere un bisogno umano universale. Se se ne fa uso critico, la ricostruzione di un passato dotato di senso pu offrire importanti strumenti di comprensione del presente. La ri-costruzione del passato come storia delle civilt e delle culture permette di praticare la ricognizione delle diversit e somiglianze. La ricognizione delle diversit e delle somiglianze si

articola in genere in due assi: quello temporale, diacronico, vale a dire come confronto tra gli antichi e i moderni, tra gli antenati e gli esseri umani che vivono nel presente; e quello spaziale, sincronico, come confronto tra civilt e popoli contemporanei tra loro IL CONCETTO D CULTURA CONCEZIONI TRADIZIONALI D CULTURA. Sia il termine sia il suo significato rinviavano allideale umanistico, concepito in buona sostanza, come un ideale per le lite , sia per i contenuti di questa cultura erano considerati non alla portata di tutti, sia per la coltivazione dello spirito richiedeva tempo e denaro. TYLOR E LA PRIMA DEFINIZONE ANTROPOLOGICA D CULTURA. Tylor considerato uno dei fondatori della moderna antropologia scientifica. La cultura : Universale, propria cio di tutte le societ intesa nel suo senso etnografico pi vasto, che significa che vanno prese in considerazione tutte le etnie conosciute, ma anche tutte le societ evolute, visto che la cultura tutto ci che si apprende vivendo in societ. Appresa, con questa affermazione Tylor esclude dalla sua concezione della cultura ogni elemento di innatismo, come pure esclude la trasmissione biologica dei tratti culturali. La cultura si apprende non solo in senso intellettuale ma anche in senso pratico essenziale, acquisendo le capacit e le abitudini necessarie per vivere in un determinato contesto sociale. Sociale. Non un bagaglio intellettuale e morale trasmesso geneticamente, ma non neppure la somma di produzioni intellettuali di singoli individui. Ciascuna cultura il prodotto di una societ e della sua storia evolutiva.

Per Tylor le culture umane, come le societ umane, sono soggette alla legge dellevoluzione ed proprio il situarsi a diversi livelli del percorso evolutivo che spiega le diversit tra le culture. LA CONCEZIONE MENTALISTICA DELLA CULTURA

La definizione di cultura che ci interessa stata fondata da Franz Boas ed stata sviluppata dai suoi allievi. Per gli studiosi le culture sono forme specifiche, particolari, storicamente determinate di una modalit di essere, di un sistema o livello o dimensione della vita sociale che propria di tutte le societ: il sistema o livello, della cultura. La cultura viene definita dalla filosofia idealistica tedesca concezione del mondo e della vita. cio una realt mentale, un modo di concepire, vedere, giudicare il mondo e se stessi nel mondo, un insieme di concetti e di valori, collegati a un linguaggio e organizzati secondo uno stile. appresa da tutti gli individui attraverso il processo di inculturazione, una realt mentale e una realt esterna, sociale. Nellaccezione della scuola antropologica boesiana, la cultura una realt complessa: cultura sono le conoscenze e i valori che, insieme, costituiscono una realt mentale socialmente elaborata e condivisa allinterno dei vari gruppi umani; e al tempo stesso, cultura ci che da forma ai comportamenti umani ed incorporata in essi: perci una realt sociale. Questa concezione di cultura concorda con quella di Tylor e si distacca dallimpostazione evoluzionistica. Lidea dellautonomia della cultura come fatto mentale vede la cultura come se fosse completamente priva di condizionamenti da parte delle strutture produttive e dei livelli tecnici e tecnologici, dei modi di distribuzione e accesso alle risorse, lampiezza e dove i gruppi si collocano, dei rapporti di forza e di potere allinterno dei gruppi, inoltre colloca le culture stesse al di sopra dei comportamenti degli individui e dei gruppi sociali, come se fossero le culture a determinare gli uni e gli altri. DEFINIZIONE DINAMISTA DELLA CULTURA Limiti della concezione mentalistica possono essere superati se si concepiscono le culture non come realt date, ma come realt prodotte anzi costantemente in fase di sviluppo. Grazie agli antropologi di orientamento storicista-marxista e quelli di interessati dei processi di

comunicazione, stato possibile parlare di cultura che tenesse conto delle dinamiche, delle condizioni materiali e sociali della cultura. In sintesi si pu dire che la cultura il senso ( significato e valore) che il loro agire ha come soggetti sociali agenti. STRUTTURE SIMILI NELLE CULTURE Lingua e linguaggi Tutti gli esseri umani possono parlare una o pi lingue: ma devono impararle. Tutti gli esseri umani possono imparare qualsiasi lingua, se si danno circostanze adatte. Non c societ umana che abbia la sua lingua; e le lingue sono diverse luna dallaltra. Questo dipende dalla loro natura convenzionale. Le regole della lingua si apprendono fin dalla prima infanzia. Unaltra caratteristica delle lingue fondamentale: la loro natura eminentemente simbolica; che consente di usare le parole con se stessero per le cose. La lingua non ci offre sono i sostantivi, ma i verbi che permettono di pensare e dire le azioni, i processi, i tempi dellessere e dellagire; le preposizioni che permettono si pensare e dire le relazioni; gli avverbi e gli aggettivi. Inoltre qualsiasi lingua possiede precise regole di grammatica e di sintassi. Le lingue sono tante pi adeguate a costruire e comunicare significati, in quanto sono realt dinamiche. Ciascuna societ, oltre la lingua parlata, possiede altri linguaggi. Il primo e pi importante di questi linguaggi la lingua scritta; inoltre esistono i linguaggio dei gesti e delle posture del corpo, quello delle acconciature e decorazioni del corpo, quello degli abiti e dei gioielli indossati, quello degli emblemi, stemmi e insegne. Esiste anche un linguaggio degli oggetti, la cui presenza /assenza o collocazione in un determinato ambiente esprimono solo luso a cui lambiente destinato, ma anche in senso e il valore attribuito a quelluso di chi utilizza lambiente. La lingua un invenzione umana e universale che rende gli esseri umani tutti simili e potenzialmente tutti in grado di comunicare; le lingue sono diverse, producono diversit e rendono difficile la comunicazione. Tempo e spazio Le concezioni del tempo e dello spazio offrono un terreno di confronto tra le diversit delle culture umane. Gli consideriamo come dei grandi contenitori che esistono in s, in natura, e dentro i quali collochiamo le nostre azioni.In realt, in natura non esistono lo spazio e il tempo umani: esistono lalternarsi delle stagioni, lalternarsi del buio e della luce, e la discontinuit dei corpi solidi; perch essi sono determinati dalle condizioni complessive di ciascun gruppo umano.I calendari contribuirono probabilmente a stabilire unaltra distinzione tra tempi diversi: il tempo lineare e ciclico. Ciclico il tempo degli eventi che tornano, che si ripetono a intervalli pi o meno regolari. Lineare il tempo che passa e non torna, che non reversibile. Nessuna societ organizzata esclusivamente sul tempo ciclico o sul tempo lineare. Nelle societ pi antiche, la stessa regolamentazione delle attivit umane sul percorso del sole e delle stagioni favoriva il mantenersi di unidea ciclica del tempo. Nelle societ moderne e contemporanee, la gran parte della vita sociale, individuale e collettiva organizzata, programmata e vissuta allinterno della concezione lineare del tempo. Linvenzione degli orologi meccanici e poi elettronici hanno accompagnato questo sviluppo della concezione occidentale del tempo. Vi infine, un tempo eccezionale, il tempo fuori dal tempo, ovvero il tempo mitico, quello in cui accade levento unico, fondante, inaugurale, quello a partire del quale tutto incominciato. Il senso profondo dellesistenza umana: le cause prime e i fini ultimi I modi diversi, tutte le culture hanno affrontato la questione delle cause prime e dei fini ultimi dellesistenza umana. Tutte le culture presentano un insieme di idee relative a come fatto il mondo, a come stato fatto o diventato com, e come andr a finire. Possiamo ragionevolmente pensare che queste idee, cos diverse da cultura a cultura ma cos simili quanto a oggetto, in mondo e gli esseri umani nel mondo, nascono da un dato comune nellesperienza umana. Gli esseri umani sono solo gli essere viventi consapevoli di essere destinati a morire. Secondo alcuni studiosi questa consapevolezza della propria fine individuale e del destino mortale della nostra specie, sarebbe il tratto distintivo pi caratteristico degli esseri umani, quello che sta allorigine di tutte le produzioni umane, che avrebbero tutte lo scopo di prepararci alla morte e /o di sconfiggere la morte e/o di farci almeno temporaneamente dimenticarci la morte.

La magia Una prima provvisoria definizione pu essere formulata cos: un insieme di pratiche cerimoniali, fortemente riutilizzate, il cui scopo quello di catturare o controllare il potere sopranaturale, in personale occulto che si aggira tra cielo e terra, in modo tale da piegarlo ai voleri e farlo operare a vantaggio di chi, appunto, lo ha catturato e lo controlla. Questultima persona pu essere un operatore magico specialista: strega, stregone, mago,maga, incantatore, guaritore; oppure pu essere una persona comune, dotata tuttavia di certi poteri; oppure pu essere addirittura una persona qualsiasi che pratica una piccola magia cerimoniale. Ernesto de Martino e il mondo magico Tenendo conto delle caratteristiche del pensiero simbolico, de Martino ha elaborato uninterpretazione convincente delle pratiche magiche. Gli esseri umani non sono nel mondo com nel mondo una pietra o un animale; gli esseri umani ci sono in quanto sono consapevoli di essere nel mondo. Questa presenza umana al mondo non per un dato stabile, una condizione acquisita una volta per tutte, essa labile, minacciata da eventi o circostanze che possono metterla in crisi. De Martino si riferisce ai fattori che scatenano la crisi come a il negativo dellesserci al mondo. La magia , secondo de Martino, una risorsa culturale che permette di risolvere la crisi della presenza. La magia consente, innanzitutto, di riconnettere la crisi a una causa, di darle dunque un nome, di situarla.

I SISTEMI DELLA CORPOREITA Alle diversit esteriori esiste nelluomo una sorprendente similarit interiore: quella della anatomia, patologia e fisiologia. Le caratteristiche fisiche esterne cos diverse da gruppo a gruppo risalgono probabilmente a processi di adattamento allambiente, a partire dai quali certe caratteristiche si sono fissate e sono diventate trasmissibili attraverso la filiazione: non sono per caratteristiche particolarmente stabili. Non possiamo tuttavia sottovalutare le diversit fisiche o somatiche, poich esse hanno avuto e hanno una notevole importanza sociale e culturale. Spesso ci troviamo in presenza di una vera e propria politica delle diversit congenite che, allinterno di relazioni di potere, le assume come segni di differenze, vale a dire come segni di inferiorit/ superiorit. DIVERSITA E SOMIGLIANZE DEI SISTEMI D RIPRODUZIONE Con il concetto di riproduzione si soliti indicare i processi che consentono a un gruppo umano di mantenersi nello stato in cui si trova in un certo momento dato. Per restare com, qualsiasi gruppo umano deve affrontare alcuni cambiamenti fondamentali. Il primo legato alla dinamica delle nascita e morti: poich gli esseri umani non sono eterni, in ogni gruppo continuamente qualcuno muore e deve essere rimpiazzato se il gruppo non si vuole estinguere. La lunghezza dei tempi di crescita dellinfante si associa, per la specie umana, ad un altro problema di sopravvivenza. Sembra indiscutibile che la caratteristica principale della specie umana sia da individuare precisamente nella sostituzione del comportamento governato dallistinto con il comportamento governato dalla cultura. Abbiamo individuato due fondamentali problemi che la specie umana ha dovuto risolvere per soppravvivere come specie: alllevare gli infanti e regolare la socialit. La soluzione la parentela. LA PARENTELA La parentela un insieme di legami che uniscono fra loro un certo numero di individui. Questi legami si basano su due principi: il principio della consangueneit e quello di affinit. Sono considerati consanguinei di un essere umano tutti coloro che hanno in comune con lui gli antenati o gli avi; sono considerati suoi affini i consanguinei del suo sangue. La parentela non naturale ne istintuale: culturale e convenzionale. Come dimostra il fatto

che la specie umana, a partire dalle strutture elementari di parentela, cio dalle due relazioni elementari di consagueneit e affinit, ha creato sistemi di parentela diversissimi tra loro. Il modello: uomo, donna e la loro prole ci che noi chiamiamo famiglia. Il nome tecnico con cui viene designata, nellambito delle scienze sociali, la famiglia composta da un uomo, una donna e la loro prole, : famiglia nucleare. La terminologia di parentela Si chiama terminologia di parentela linsieme dei nomi con i quali un ego chama e/o descrive i propri parenti. Come cambiano i sistemi di parentela, cos cambiano le terminologie di parentela. Gli antropologi hanno dstinto due grandi categoriedi terminologie di parentela: le tterminologie classificatorie e le terminologie descrittive. Il primo tipo di teminologie vengono utilizzate nei sistemi di parentela strutturati sui lignaggi. La terminologia di parentela organizzazva i parenti in classi di parenti: classe materna e classe paternae poi classe generazionale. Quando i primi antropologi si resero conto che un unico termine serviva per indicare quelli che noi avremo chiamato padre e zii paterni, o madri e zie materne, non trovarono che due spiegazioni accettabili. La primi sosteneva che i primitivi non avevano idea del ruolo maschile nella procreazione, e dunque attribuirono una generica condizione di padre a tutti i maschi adulti,la seconda sosteneva che, in realt, essi conoscevano bene il ruolo maschile nella procreazione, ma poich i gruppi primitivi vivevavo in regime di promiscuit sessuale, non era possibile stabilire chi era il padre dei figli della donna.

Proibizione dellincesto e matrimonio La specie umana si riproduce attrverso laccoppiamento tra un uomo e una donna. Laccoppiamento tra consanguinei, tecnicamente chiamato incesto, proibito in tutte le societ che conosciamo, antiche e moderne, etnologiche o storiche, semplici o complesse. Non sempliemente proibito: il divieto pi radicale che conosciamo, il tab pi rigido che ci sia,; la sua violazione comporta sanzioni molto gravi. Ci che ha colpito gli antropologi la generalit del divieto dellincesto divieto davvero universale allinterno della specie umana; Levi-strauss ha potuto affermare che la proibizione dellincesto segna il passaggio dalla natura alla cultura: con la poibizione dellincesto si stabilisce la prima diversit che gli esseri umani riconoscono come interna alla specie, dividendosi in: sposabili perch altri da noi/non sposabili perch parte di noi; nello stesso tempo, lobbligo di sposarsi fuori rende necessarioregolare il rapporto con gli altri da noi mediante lintroduzione della seconda regola, quella della reciprocit, a sua volta la pratica della reciprocit da origine a un rapporto stabile e regolato tra diversi, vale a dire allalleanza matrimoniale e alla struttura sociale che su di essa si fonda, la parentela per affinit. Tipi di matrimoni Alla pratica dello sposarsi fuori si da il nome di esogamia, seguita dallindicazione del gruppo al di fuoridel quale obbligatorio sposarsi. Endogamia il termine opposto ad esogamia, significa appunto sposarsi sposarsi dentro: e viene usato con riferimento ad altri gruppi. Lobiettivo del matrimonio non era la felicit personale dei due sposi, ma la garanzia della soppravvivenza della specie attraverso la procreazione e cura della prole e la creazione di alleanze matrimoniali, cio di legami tra lignaggi, che garantissero stabilit e buon funzionamento alla societ.

CAP N4 La ricognizione delle diversit: sistemi di sostentamento, strutture e istituzioni sociali, insediamenti. La parentela, struttura di relazioni costruita dagli esseri umani, stata la risposta che lumanit stessa ha dato a due suoi fondamentali bisogni,la sopravivenza della specie per mezzo della riproduzione e la fondazione della vita sociale grazie allintroduzione di regole come il tab dell incesto. Malinowski: i bisogni umani Lantropologo Bronislaw Malinowski,ha costruito la teoria scientifica della cultura a partire dal concetto di bisogni umani. Secondo Malinowski, ciascuna cultura una risposta specifica, prodotta da un gruppo umano in circostanze storiche e ambientali date,ai bisogni umani. Questi bisogni, rimangono costanti mentre variano da cultura a cultura a le risposte di esse, cio i modi per soddisfarli,costituiscono la base sulla quale possibile confrontarle le diverse culture. possibile stabilire, delle soglie minime di soddisfazione di alcuni bisogni umani: ogni essere umano ha bisogno di ossigeno, di un rapporto giornaliero di calore e di acqua, di possibilit di movimento e di riposo, di protezioni che gli consentono di mantenere costante lequilibrio termico tra corpo e ambiente. Malinowski definisce bisogni primari (respirare,mangiare,dormire,ripararsi, accoppiarsi); sono quelli il cui soddisfacimento garantisce la sopravivenza degli individui e della specie e sono anche quelli il cui sono maggiormente avvertibili alcune tracce remote delle pulsioni istintuali. Una societ deve rispondere ad alcuni imperativi che Malinowski definisce derivati: si tratta di imperativi imposti dallorganizzazione stessa della societ e dalla sua possibilit di funzionare come tale e dal bisogno che ci sia: Uneconomia, cio un sistema di produzione,distribuzione,scambio e consumo dei beni e servizi e un apparato di strumenti, utensili e tecniche che consenta la realizzazione delle operazioni economiche; Un controllo sociale, cio un sistema organizzativo di premi e punizioni che incentivi i comportamenti conformi e collaborativi e disincentivi o impedisca i comportamenti difformi e pericolosi per la sopravvivenza del gruppo; Uneducazione, cio un sistema organizzato che garantisca linculcazione dei nuovi membri,cio la trasmissione da una generazione allaltra del patrimonio culturale del gruppo; Unorganizzazione politica , cio un sistema organizzativo che definisca le forme e il funzionamento del potere: potere di stabilire obiettivi, prendere decisioni, dirigere azioni e distribuire premi punizioni dellinteresse del gruppo.

Anche se questi bisogni derivanti non esauriscano linsieme dei bisogni che devono esse soddisfati affinch gli esseri umani possano sopravvivere. Malinowski ha individuato un terzo ambito, quello dei bisogni o imperativi integrativi, senza soddisfare i quali non possibile che siano soddisfatti n i bisogni derivanti n quello primari. Individuiamo come primo bisogno integrativo il bisogno di:

Comunicazione, la produzione di linguaggi, in primo luogo il linguaggio verbale costituito per mezzo di un sistema di suoni articolati emessi dagli esseri umani ; poi i vari linguaggi scritturali,mimici iconici, oggettuali, visuali che lumanit ha saputo inventare; Produzione di conoscenze, ovvero di saperi e di tecniche che consentano di significare,ordinare,utilizzare il mondo che diano contributo alleconomia, alleducazione e alla politica. Produzione dei valori, che diano fondamento a fine delleconomia, alleducazione e alla politica.

Un limite della teoria di Malinowski che in essa non considerata n la plasticit dei

bisogni n la modificabilit delle istituzioni poich non c una analisi del mutamento. I bisogni umani, al di sopra di una certa soglia minima,si presentano come estremamente plastici,flessibili, perch in essi il livello della pulsione istintuale basso, mentre sono in realt bisogni culturalizzati. Sono bisogni che prendono forma allinterno della societ umane che hanno istituzionalizzato la divisione sociale del lavoro socialmente necessario, lincremento dei saperi,la loro circolazione e trasmissione con lincremento delle capacit ch ne deriva, laumento delle specializzazioni con il conseguente aumento dellefficienza delle prestazioni; e al tempo stesso allinterno delle societ umane nelle quali laccesso ai beni materiali e immateriali che soddisfano i bisogni regolato da norme a loro volta orientate da valori. Le istituzioni influenzano i bisogni e li modellano. 4.2 I sistemi di sostentamento Per procurarsi, ci che occorre per soddisfare i loro bisogni gli esseri umani devono realizzare una certa attivit. Sempre per la specie umana le attivit sono cuturalizzate le attivit di procacciamento di ci che gli permette di soddisfarli. Attraverso la consapevolezza di esserci nel mondo, anche le attivit di procacciamento del bisogni necessari diventano attivit consapevoli, nel senso che gli esseri umani sono coscienti di svolgere. I sistemi umani di sostentamento presentano una dinamica di trasformazione, di adeguamento progressivo , di acquisizione di maggior efficienza rispetto ai fini perseguiti: presentano quelli che sono stati chiamati progressi tecnici. Energia, strumenti e macchine utensili La prima energia utilizzata stata lenergia prodotta dagli esseri umani stessi per mezzo del proprio corpo. Il progresso tecnico si sviluppato seguendo due grandi piste; la scoperta di fonti di energia ,integrative allenergia umana, e linvenzione di strumenti capaci di potenziare lenergia umana immessa in un determinata attivit e/o di renderla pi efficace rispetto allo scopo, cos da riunire il fabbisogno. La prima fonte di energia integrativa, stato il sole, come generatore di luce e calore. La seconda fonte di energia scoperta dagli esseri umani stata la combustione, quella che viene chiamata scoperta del fuoco La specie umana ha poi imparato a utilizzare le altre fonti di energia: lacqua, il vento e, via via laddomesticamento progredito, lenergia animale. Ma dobbiamo collocare a questa altezza anche linvenzione degli strumenti e delle macchine. Lo strumento potenzia il gesto umano almeno in due grandi direzioni: moltiplica lenergia umana incorporata del gesto;perfeziona la prestazione umana. Una svolta fondamentale nella storia delle macchine segnata dallinvenzione della ruota Unaltra macchina antica il telaio, la macchina che, insieme al fuso, ha reso possibile la fabbricazione dei tessuti. Lenergia animale stata utilizzata per il trasporto e per la trazione. Un'altra fondamentale scoperta stata quella delle materie prime espressione con la quale ci si riferisce a quelle materie presenti nellambiente che, mediante interventi di manipolazione, vengono trasformate in beni a vario titolo fruibili dagli esseri umani. Il processo strettamente integrato e ha due direzioni: strumenti e macchine consentono di manipolare le materie prime e di utilizzarne di sempre nuove, ma a loro volta sono fatti di quelle materie, che progressivamente, con lutilizzazione,li modificano. Una svolta radicale stata segnata,nellutilizzazione delle materie prime e nella fabbricazione degli strumenti ,dalluso dei metalli,che implica la capacit di governare il fuoco. Nellet moderna,alcuni strumenti e invenzioni sono giunti in Europa da altri paesi,come la polvere da sparo dalla Cina. Un ulteriore passo in avanti di grande rilevanza stata la scoperta della possibilit di gestire lenergia elettrica. Presente anche essa in natura, lenergia elettrica pu essere anchessa prodotta mediante la trasformazione dellenergia cinetica o termica; quello che lenergia elettrica ha in pi rispetto alle altre forme di energia la possibilit di viaggiare lungo cavi appositamente predisposti e, una volta giunta in un modo o nellaltro a destinazione, di alimentare a sua volta processi di produzione di energia meccanica, termica e di ogni tipo. Nel mondo contemporaneo lenergia elettrica,viene prodotta a partire dalla combustione del petrolio o dei suoi derivati.

Per le sue molteplici utilizzazioni e per il grande quantitativo di innovazioni tecnologiche che queste utilizzazioni contengono,il petrolio pu essere considerato un minerale caratteristico del XX secolo. Sono in corso tentativi di trovare altre fonti di energia. Lenergia proveniente dalla fissione dellatomo, che di fatto in uso. Lenergia atomica offre numerosi vantaggi tecnico. In vari paesi, ma poco in Italia, si stanno sperimentando e gi utilizzando le possibilit offerte da altre fonti di energia non inquinanti,chiamate alternative, come il sole, il venti,lacqua. Il sistema culturale, il sistema sociale e sistema politico condizionano quantit e qualit dello sviluppo delle tecniche, almeno tanto quando lo sviluppo delle tecniche condiziona visioni del mondo,valori, relazioni e distribuzione ad esercizio dei poteri. Infine nella seconda met del XX secolo ha segnato unulteriore rivoluzione della costruzione degli strumenti utilizzati dagli esseri umani,dando vita alla tecnologia elettronica. Il lavoro umano Lattivit umana compiuta allinterno dei sistemi di sostentamento prende il nome di lavoro. Definire il lavoro umano non semplice. Una definizione minima potrebbe essere: lavoro produzione di beni e servizi; ma questa stessa definizione si scontra poi, nella nostra societ con alcune contraddizioni. Nella nostra societ fanno anche altro, poich il loro tempo distinto in tempo lavorativo e tempo non lavorativo; fare un certo lavoro a tempo pieno significa nella nostra societ tutto il tempo lavorativo dedicato a una certa attivit di produzione di beni e servizi. Queste condizioni di lavoro non si trovano in tutte le societ, come non tutte le societ valgano le nostre distinzioni tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, lavoro indipendente e lavoro autonomo, lavoro salariato e lavoro stipendiato. La distinzione tra lavori maschili e lavori femminile in Italia era stabilita per legge,almeno per certi lavori; e per molti altri lavori era stabilita dalla tradizione e dalla mentalit diffusa,salvo essere accantonata quando la forza-lavoro femminile diventava per qualche motivo utile in settori erano considerati maschili. La tradizione culturale occidentale alla quale apparteniamo ha, alle sue origini, due possibili visioni del significato e del valore del lavoro. Secondo la Bibbia, il lavoro riservato alluomo ed il sudore della sua fronte, pena e fatica che Dio irato infligge ad Abramo e a tutta la sua progenie come punizione per aver commesso il peccato originale. Ma per i Greci e a Roma nellet classica troviamo unindicazione diversa: esisteva il lavoro fatica, ma esisteva anche un'altra attivit che i romani chiamavano otium. Tradotta in italiano ozio, che, indica il non far nulla, comportamento considerato immorale. Rispetto alle attivit animali, le attivit umane presentano una doppia caratteristica: per un verso, come quelle animali,sono attivit che richiedono fatica, dispendio di energia e talvolta comportano pericoli; ma, per un altro verso, sono occasionali di dispiegamento di capacit intellettuali umane, occasioni si esplorazione, di invenzione. Nella tradizione occidentale questo doppio contenuto delle attivit umane stato scisso e ha dato origine a due modi diversi di concepire e praticare le attivit stesse. Noi accettiamo come ovvia e scontata lopposizione tra i due tipi di attivit umana, che nelle nostre culture occidentali trova una codificazione dellopposizione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, fatica nel primo, creativa invenzione nel secondo. I sistemi produttivi umani I sistemi di sussistenza sono stati distinti luno dallaltro in base alle tecniche di produzione dei beni e dei servizi; in base alle forme di organizzazione del lavoro umano; in base alla circolazione distribuzione, consumo dei beni e dei servizi prodotti. Cacciatori e raccoglitori il pi arcaico dei sistemi ch conosciamo quello della caccia e la pesca di animali e sulla raccolta di vegetali commestibili. Era questa la forma di sostentamento del paleolitico. Lantropologo italiano A.M Cirese ha proposto di chiamare il modo di sostentamento di queste popolazioni economie di prelievo, denominazione che sottolinea come essi prendessero dallambiente naturale quello che esso offriva, senza intervenire con operazioni si trasformazione dellambiente stesso, come si far successivamente,dallinvenzione dellagricoltura in poi. Leconomia di prelievo consiste fondamentalmente in due tipi di attivit:

caccia e/o pesca di animali commestibili e la raccolta di vegetali e insetti. Queste due attivit direttamente finalizzate al procacciamento di cibo sollecitano altre attivit e competenze, come la fabbricazione di strumenti per la caccia,per la raccolta e per il trasporto; ma anche alla fabbricazione di abiti e ripari. Si trattava di gruppi non molto numerosi, composti da uomini e donne adulti ,spesso con la leggera superiorit numerica delle donne. La divisione del lavoro era basata sul sesso: gli uomini erano cacciatori e le donne raccoglitrici. Non esistevamo attivit specializzate ognuno era in grado di fabbricare gli strumenti che gli occorrevamo e di sostituirli, se necessario Leconomia di caccia e raccolta era uneconomia integrata nel sistema sociale. La sfera delle attivit economiche non era distinta dalle attivit sociali, ma ne era parte integrante:non si facevano distinzioni tra attivit lavorative e attivit di svago;si provvedeva a ci che serviva per la giornata, esaurito questo compito, ci su dedicava al riposo, alla danza, a qualsiasi altra attivit. La caratteristica saliente dellattivit economica dei gruppi di cacciatori raccoglitori, quella che gli rende diversi da noi duplice. In primo luogo lattivit economica dei cacciatoriraccoglitori non perseguiva sistematicamente e necessariamente il massimo risultato con minimo impiego di mezzi; non era incrementale n produttivistica, nel senso che non perseguiva n il proprio sviluppo complessivo n la crescita del proprio rendimento per lunit di energia impiegata. Le finalit sociali, ludiche, estetiche, affettive sembravano incorporare lattivit produttiva e orientarla a fini complessivi di benessere sociale, piuttosto che a fini settoriali di aumento della produzione. Nella seconda caratteristica del loro sistema economico si inserisce la figura del lantropologo statunitense Marshall Sahlins: le economie di prelievo non soffrono di scarsit. Esse sono societ dellabbondanza perch nel loro caso il rapporto con i mezzi e fini sembra prendere a favore dei fini. La reciprocit La regola delle reciprocit stata una grande struttura normativa che ha modellato la struttura dellumanit. La regola della reciprocit prevede tre azioni: dare, ricevere, restituire sono le tre azioni che costituiscono lapplicazione della regola della reciprocit. Si tratta di un dono e non di baratto o di qualsiasi altra transizione commerciale, non perch vi sia gradualit unilaterale ma perch linsieme delle azioni non regolato dalla razionalit economica. Mauss accetta la spiegazione che un antropologo suo contemporaneo, Best,aveva raccolto da un capo maori. Secondo il capo maori, la cosa data contiene lo hou di colui che dona: lo hou che obbliga ad accettare,obbliga a restituire, poich se la regola non viene rispettata, lo hou provocherebbe la punizione di chi ha violato la regola. Questo un principio spirituale evocato come rappresentazione simbolica di un obbligo morale, come principio che imponendo e rendendo inviolabile la reciprocit, evita al gruppo sociale il conflitto generalizzato, il caos,la guerra. In questo senso si pu dire che l hou funziona in modo molto simile al tab e lincesto. Gli studiosi hanno distinto tre articolazioni della regola della reciprocit, in rapporto ai contesti in cui essa si applica. Esiste la reciprocit generalizzata, che finge nei contesti domestici, di vicinato, di lignaggio,di villaggio. Le relazioni allinterno di questo gruppi si articolano in modo tale per cui tutti sono contemporaneamente datori e recettori di tutti; il rapporto di reciprocit onnipervasivo, sempre aperto, non mai contratto perch le usanze e le circostanza ne stabiliscono le modalit, non neppure esplicitato, perch vissuto come un modo di essere ovvio. Il secondo tipo di reciprocit detta reciprocit bilanciata o riequilibrata. Si stabilisce tra i gruppi tra i quali laccordo non , per cos dire , ovvio ma deve essere in un certo senso costruito attraverso la comune accettazione della regola della reciprocit. Infine la reciprocit inversa o negativa che si istaura tra gruppi che, per motivi pi diversi, non raggiungono una possibilit di cooperazione. Tra questi gruppi si pu instaurare ogni sorta di rapporto negativo: menzogna,inganno truffa, sfide e competizioni, offese di vario genere e vendette delle offese, incluse le faide. In ambito di reciprocit negativa, si pu arrivare a rapporti violenti, ma comunque una violenza regolata, controllata e controllabile. Conferimento e redistribuzione Una sostanziale parit e una qualit omogenea delle condizioni di lavoro erano caratteristiche

delle societ a economia di prelievo. Con lintroduzione delle prime forme di cerealicoltura si attivarono processi di mutamento sia dellorganizzazione economica sia di quella sociale. Si elabor una nuova modalit di organizzazione del lavoro e di distribuzione del cibo; in rapporto al ciclo della vegetazione, in certe stagioni dellanno si imponeva la necessit di lavorare a squadre, prestando reciprocamente il lavoro di tutti a vantaggio di ciascuno e so creava il bisogno di affidare a qualcuno il compito di organizzare e coordinare il lavoro di squadra; in rapporto allaccesso al cibo e agli altri beni, non potendo ciascuno procurarseli individualmente, si imponeva il conferimento di almeno una parte degli alimenti e dei beni prodotti da ciascuno a un capo o un gruppo di capi dei lignaggi,ai quali veniva affidato il compito di una redistribuzione dei beni fra tutti gli altri membri del gruppo, secondo criteri condivisi e considerati da tutti appropriati. Nel modello conferimento/redistribuzione sono contenuti elementi che, sviluppandosi, porteranno a modificazioni sostanziali. Colui o coloro che organizzano il lavoro collettivo ereditano un compito gi svolto dai capi di caccia delle economie di prelievo, con la differenza che ora un compito pi complesso e non pi estemporaneo, che tende a diventare permanete. Colui o coloro che regolano la redistribuzione devono avere la capacit di distribuire in modo tale da soddisfare tutti i richiedenti. Si sviluppano cos nel sistema sociale due modalit di relazione fino ad allora quasi esistenti: una dimensione politica,fatta di comando, obbedienza e consenso che tendono a stabilizzarsi come strutture permanenti e un incentivo a incrementare la produzione di beni oltre la soglia del sobrio soddisfacimento di bisogni semplici,caratteristico delle societ di prelievo nella loro forma pi arcaica. Lavoro ed economia capitalistica Con lo sviluppo del capitalismo moderno e del mondo di produzione industriale la situazione si di nuovo modificata. Favorendo la concentrazione del capitale e degli strumenti di lavoro nelle mani di una determinata classe sociale (i capitalisti) e le conoscenze e competenze tecniche nelle mani di specialisti (tecnici e professionisti): i piccoli produttori, i contadini coltivatori in agricoltura e gli artigiani titolari di piccole imprese manifatturiere sono stati espulsi dal circolo produttivo. Queste categorie si sono proletarizzate cio hanno perso la propriet degli strumenti di lavoro e di controllo sulla gestione e organizzazione del proprio lavoro: sono stati messi in condizione di potere/dovere vendere sul mercato la propria forza lavoro, la cui utilizzazione viene decisa da altri, da chi detiene il capitale, sotto forma di propriet delle industrie in cui la forza-lavoro utilizzata e sotto forma di materie prime a cui il lavoro applicato. Il lavoro proletario stato definito da Karl Marx lavoro alienato in duplice senso: perch non il soddisfacimento di un bisogno, ma solo un mezzo per soddisfare i bisogni, stato privato, alienato della dimensione ideativa e creativa e ridotto a pura attivit di servizio macchine; ed lavoro alienato per il modo in cui viene calcolata la retribuzione, sulla base dei bisogni di sopravvivenza del prestatore dopera e non sulla base del valore in pi, del plus-valore che il prodotto finito contiene rispetto alle materie prime di cui fatto,valore in pi che dato dal lavoro umano incorporato ne prodotto finito. Di questo valore in pi, si appropria, sotto forma di profitto, chi tiene i capitali e in tal modo lo aliena al produttore. Il lavoro alienato non rimasto solo nellindustria ma si esteso agli altri settori delleconomia. La tendenza a trasformare in merce il lavoro investe progressivamente tutta la vita: tutto ci che occorre per soddisfare i nostri bisogni. Trattandosi di merci, laccesso a certi beni differente secondo il denaro che ciascun potenziale acquirente pu spendere. Una pi equa redistribuzione del reddito e una possibilit di accedere ad alcuni beni e servizi fuori mercato sono gli obiettivi che le classi meno favorite tentano di raggiungere mediante quelle che, sono chiamate lotte politiche e lotte sindacali. A queste rivendicazioni sono state opposte concezioni che difendono in mercato e il lavoro salariato in nome del valore della libert. Determinata dalla legge della domanda offerta; attraverso un processo di autoregolamentazione ognuno in una societ trova ci che gli occorre: e lo trova a condizioni che, sono determinate dalla libera concorrenza tra coloro che offrono merci e tra coloro che in cambio delle merci offrono denaro, sono le migliori condizioni possibili. Coloro che non riescono a inserirsi nel mondo del mercato sono responsabili della propria marginalit e sono un peso negativo per lintera societ. Il lavoro alienato,in Occidente lidea dominante che, grazie allelettronica e alla robotizzazione delle mansioni pi due e faticose,dovrebbe diminuire progressivamente la fatica umana; mentre laumento del tempo libero e dei consumi dovrebbe consentire di recuperare

fuori il tempi lavorativo gli spazi e le opportunit per lattivit creative e gratificanti, anche esse caratterizzate da un alto grado di libert. Il conflitto tra le concezioni,quella orientata dai valori della giustizia e delluguaglianza e quella orientata dal valore della libert , da circa due secoli un carattere culturale distintivo delle societ occidentali. Il conflitto culturale si collega con quello sociale e politico, secondo modalit e con esiti che sono stati e ancora sono diversi da paese a paese, da nazione a nazione Colonialismo e globalizzazione, come hanno esportato negli altri continenti il sistema economico capitalistico, cos hanno esportato il conflitto di valori a esso collegato: con la diffusione del modello occidentale produce nuove diversit, oltre che omogeneit, e nuove residenze. accaduto che la divisione sociale del lavoro abbia portato con s lo sfruttamento degli esseri umani da parte di altri esseri umani. Trovandoci di fronte a causa dei modi di utilizzare delle risorse ambientali,lintegrazione della specie umana nellecosistema terrestre ha assunto forme e ritmi da giustificare la previsione della distruzione dellecosistema e con esso della stessa specie umana.

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