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1 Sintesi di Storia Romana Introduzione generale La storia ricerca che diventa racconto basato su documenti per dimostrane la veridicit.

. Loggetto proprio della storia costituito dallinsieme degli eventi in un determinato campo della conoscenza: politica, letteratura, scienze naturali, psicologia, economia, religione, ecc. La filosofia della storia indaga sulle leggi che determinano o condizioni che rendono possibili relazioni costanti allinterno di un insieme determinabile di eventi considerati sia in senso sincronico che diacronico, in senso sincronico come condizioni e in senso diacronico come cause oppure effetti. La diversa focalizzazione di condizioni e cause ha generato i diversi metodi critici che costituiscono la storiografia. La storia esce dallambito della favola quando formula il racconto sulla base di una concezione storiografica che elabora un metodo critico per interpretare gli eventi considerati: fatti politico-militari, economici, culturali, della vita materiale, della mentalit, ecc. Nella storiografia greca antica gli elementi-chiave degli eventi per ERODOTO vanno ricercati nei grandi personaggi dei vari popoli, per TUCIDIDE nella volont di dominio, per POLIBIO nelle costituzioni politiche; nella storiografia romana si accentua il moralismo e la retorica, in S. Agostino lopera della provvidenza divina, in Macchiavelli e Guicciardini lastuzia umana, in Vico e negli illuministi la forza del progresso, nella storiografia romantica la dialettica e lattenzione filologica alle fonti letterarie, nella seconda met dellOttocento ai problemi sociali con il predominio delleconomia sulla politica per i marxisti e dei valori etico-politici per gli idealisti, nel Novecento si accentua il peso delleconomia supportato anche dalla statistica e dalla sociologia. Alla fine del Novecento e allinizio del terzo Millennio riemersa limportanza delle motivazioni etiche e religiose allinterno delle dinamiche economiche e politiche. Per favorire lassimilazione degli eventi principali individuati dalla tradizione e la formazione di una mentalit critica in grado di apprezzare i diversi contributi di ricerca degli studiosi nellambito della storia romana, nello svolgimento del corso si procede nellesposizione a tre livelli successivi: A) il racconto cronologico semplice sulla base degli storici antichi B) le precisazioni critiche di alcuni punti sulla base di storici moderni C) lapporto dato alla formazione della mentalit critica da parte di altre scienze, viste come scienze ausiliarie della storiografia. La Sintesi offerta una traccia di studio da tenere sempre presente; per lassimilazione critica degli eventi, raccomando di acquistare al pi presto un buon manuale: per chi ha gi studiato storia romana suggerisco GABBA-FORABOSCHI,ecc, Introduzione alla storia di Roma, LED, Milano 2003 per chi non lha mai studiata, suggerisco FORMICHI-MELANI, Roma antica. Dalle origini alla caduta dellimpero, Giunti, Firenze 2006 Per le scienze ausiliarie consiglio CRACCO RUGGINI, Storia antica. Come leggere le fonti, il Mulino, Bologna 2000. Le nozioni di base per ognuna delle scienze ausiliarie in rapporto alla storia romana sono gi indicate nella Sintesi, per ognuno deve scegliere di approfondirne una in particolare sulla quale fornir un proprio contributo elettronico scegliendo uno degli argomenti segnalati oralmente nellesposizione in classe. Nello svolgimento del programma si richiederanno i seguenti contributi per lassimilazione progressiva: ) approfondimento di una scienza ausiliaria in rapporto ad un aspetto della Civilt romana, in continuit con quanto gi sviluppato dagli studenti che vi hanno preceduto in questo corso ) annotazione critica sulla base di uno storico antico oppure moderno, sempre in continuit con quanto gi sviluppato dai predecessori, di una parte del Breviario di EUTROPIO ) applicazione dellinsieme delle scienze ausiliarie ad un monumento antico in Roma, in base ad apposita griglia di analisi per una interpretazione critica ) superamento di un test di base sugli avvenimenti e i personaggi principali della storia romana ) esame orale sulle vicende principali della storia romana, delimitata sulla base dei 4 risultati precedenti.

2 1A. Periodo monarchico (sintesi da Eutropio I, 1-8; Tito Livio I, 1-59) Roma fu fondata da Romolo, figlio di Rea Silvia e del dio Marte, era fratello gemello di Remo e avventuriero. Discendeva da Enea, a sua volta figlio della dea Venere, il quale dopo la distruzione di Troia approd nel Lazio e spos la figlia del re Latino, poi fond la citt di Lavinio; il loro figlio Ascanio fond la citt di Alba Longa che fu governata dai loro discendenti fino al re Proca che lasci il regno a Numitore il figlio pi anziano ma questi fu scacciato da Amulio il fratello pi giovane. La figlia di Numitore, Rea Silvia, fu ressa incinta di due gemelli dal dio Marte, ma Amulio fece gettare i gemelli nel Tevere. La cesta si aren sotto il Palatino, dove furono allattati da una lupa e portati in casa da un pastore impietositosi, Faustolo che li allev con sua moglie Larenzia. Diventati robusti raccolsero molti giovani e rimisero sul trono Numitore. Per il numero della popolazione decisero di fondare una nuova citt dove erano cresciuti. Per decidere chi doveva conferire il nome alla citt, Remo si pose sullAventino e Romolo sul Palatino a osservare gli avvoltoi, poi nacque una lite tra i due e Remo fu ucciso, cos il fondatore fu Romolo. A 18 anni, il 21 aprile del 753 a.C., fond sul colle Palatino una piccola citt chiamata Roma. Il colle era stato abitato ai tempi di Ercole dal predone Caco che fu da quello ucciso, ai tempi di Enea dal greco Evandro che conosceva la scrittura. Romolo dett i fondamenti del diritto e trasse molti elementi dagli Etruschi. Per popolare la citt accolse genti vicine, aprendo un asilo di rifugio per tutti i perseguitati e per governarla istitu un consiglio di anziani detti senatori, per accrescerla prima ascolt il consiglio dei senatori dinviare una delegazione ai popoli vicini per chiedere in matrimonio delle ragazze per i suoi uomini, ma rifiutato da tutti allora organizz una festa pubblica, i giochi Consuali in onore di Nettuno equestre e fece rapire le ragazze, ma per questo dovette combattere contro gli abitanti di Cenina, Antemne, Crustumino, Fidene e i Sabini. I Sabini, guidati dal re Tito Tazio, presero la rocca del Campidoglio corrompendo la figlia di Spurio Tarpeio. Ne seguirono aspri combattimenti fra Campidoglio e Palatino fino a che le donne sabine si posero tra mariti romani e padri sabini, cos fecero la pace e i due popoli si fusero chiamandosi Quiriti. Romolo regn per 36 anni, molto amato dal popolo ma poco dai senatori, nel 37 scomparve durante una tempesta e fu onorato tra gli di, anche se rimase il dubbio che fosse stato ucciso dai senatori, i quali si liberarono dallostilit popolare verso di loro proclamandolo assunto fra gli di, quindi da venerare. Il latino Romolo regn dal 753 al 716, il sabino Numa Pompilio dal 715 al 672, il latino Tullo Ostilio dal 672 al 640, il sabino Anco Marzio dal 640 al 616, letrusco Tarquinio Prisco dal 616 al 578, il latino/etrusco Servio Tullio dal 578 al 534, letrusco Tarquinio il Superbo dal 534 al 510 che fu il 7 e ultimo re di Roma. Si fece re Lucio Tarquinio, detto poi Superbo, che proib la sepoltura del suocero Servio Tullio e uccise i principali senatori perch erano favorevoli a Servio. Si circond di un folto gruppo di armati e consolid il potere con il terrore. Al di fuori si fece amici i Latini e per garantire la supremazia dei Romani non esit a far assassinare Turno che ad Aricia si opponeva. Tarquinio in guerra fu abile comandante e inizi le guerre contro i Volsci, conquist Suessa Pomezia e con i 40 talenti del bottino progett un grandioso tempio a Giove. Per espugnare Gabii che resisteva ricorse allinganno: suo figlio Sesto finse di disertare perch detestava il padre, ottenuta la fiducia divenne comandante e in vari modi elimin i cittadini migliori per cui la citt si arrese senza combattere. Fatta la pace con gli Equi e gli Etruschi avvi la costruzione del tempio a Giove sul Campidoglio, per il quale fece venire artisti etruschi. Fece costruire impalcature per le tribune al Circo Massimo e la Cloaca Massima per raccogliere tutte le scorie della citt (TL I,56). Istitu le colonie di Signia(Segni) e Circei(capo Circeo) per far avanzare Roma sulla terra e sul mare. Per la comparsa di un prodigioso serpente invi ambasciatori al santuario di Delfi i figli Tito e Arrunte con il nipote Lucio Giunio Bruto (figlio della sorella Tarquinia e ritenuto sciocco) che seppe interpretare il vaticinio (Diventer re di Roma chi di voi per primo bacer la madre e Bruto baci madre terra). Tarquinio assal Ardea capitale dei Rutuli, per mentre lassediavano il figlio Sestio Tarquinio violent Lucrezia la moglie di Tarquinio Collatino, la quale per la vergona si suicid denunciando lo stupratore e chiedendo di vendicarla. Bruto incit alla rivolta prima il popolo di Collazia, poi quello di Roma e infine lo stesso esercito che si trovava allassedio di Ardea, mentre il re tentava di rientrare a Roma per riprendere la citt. Cos il re fu esiliato con i figli. Sesto si rec a Gabi ma fu ucciso per il tradimento, altri due con il padre a Cere presso gli Etruschi. La monarchia dur 243 anni ed ebbe 7 re. Il territorio romano arrivava al 15 miglio.

3 1.B. Approfondimenti critici del periodo monarchico 1.1. Lettura critica della storia di Roma arcaica: Le informazioni maggiori su Roma arcaica le abbiamo da TITO LIVIO e dal greco DIONIGI DALICARNASSO, che a loro volta attingono dallannalistica di FABIO PITTORE e CINCIO ALIMENTO, i quali si rifacevano a storici greci che avevano iniziato a interessarsi dellespansione romana e prima di tali storici alla tradizione orale di origine gentilizia e di origine popolare. Nel contatto con il mondo greco, con le citt della Magna Grecia, la tradizione stata fortemente selezionata e ristrutturata per proiettare sulle origini di Roma agganci con la suggestiva civilt greca. Il culmine di questo lavoro di ripensamento la costituzione della figura di Romolo per avvalorare lidea di uno stato organizzato fin dalle origini e iniziato con un regolare rito di fondazione della citt secondo il modello coloniale greco, in cui si ha lelemento decisivo negli auspicia dato che la religione e i riti tradizionali nel I sec. a.C. erano saldamente nelle mani dei patrizi. La forte selezione dei dati storici trasmessi oralmente avvenne tra la fine del IV e linizio del III sec. a.C. nellannalistica. La tradizione che ne era alla base privilegiava gli accadimenti politico-militari e sincentrava sul contrasto fra patriziato e plebe. Probabilmente lo schema di monarchia anti-aristocratica, poi rovesciata dallaristocrazia a sua volta contrastata dal popolo, doveva essere comune a varie citt italiche fra VII e V sec. a.C. 1.2. Let arcaica: Nella fase prestatale i gruppi gentilizi o gentes, legati da rapporti parentali, avevano culti propri e il controllo delle attivit economiche nelle aree di pertinenza, principalmente agricoltura e pastorizia, e capaci di difendersi o attaccare con le armi. La tradizione ricorda 7 re in 250 anni, per la monarchia va meglio distinta in due periodi: a) una regalit latina o sabina nellVIII-VII sec. b) una regalit etrusca nel VI sec. La societ gentilizia nel tempo si era raggruppata in tre trib (Tities, Ramnes, Luceres), ciascuna suddivisa in dieci curiae, ossia 30 in totale, che riunite in assemblea confermavano la scelta del re, scelto da un gruppo ristretto di 100 patres, capi delle gentes, che costituivano il senato poi diventato il consilium del re. Il gruppo etnico quello latino in rapporti sia con gli Etruschi che con i Greci, con mobilit sociale fra questi popoli e consapevole capacit di integrazione e assimilazione di elementi sociali nuovi. La base economica lagricoltura. Nel VI sec. con le scorrerie di bande armate, probabile che un re venuto da fuori abbia assunto il potere con un colpo di mano valorizzando elementi subalterni ed elementi etruschi nelle istituzioni militari e civili, un processo di centralizzazione e il sostegno al culto di Iuppiter. Nella Roma dei Tarquini, tramite lEtruria, sintrodusse il modello greco degli opliti con progressiva valorizzazione militare degli strati inferiori per sostenere una politica di espansione; per la Roma etrusca rimase legata allagricoltura e dominata dai gruppi gentilizi, anzi secondo la tradizione nel 509 a.C. essi cacciarono il re e instaurarono un regime repubblicano. 1.3. Ipotesi sulla fondazione di Roma: I) aggregazione di villaggi II) colonia militare di Alba Longa III) polis indipendente con rituale etrusco su modello greco IV)invenzione dei re etruschi V)invenzione medio-repubblicana nel rapporto con Taranto VI) trasposizione di personaggi (Remo), di luoghi (Campidoglio) e di popoli (Sabini) 1.4. Sviluppo del periodo monarchico 2 periodi: I) latino-sabino: i 4 re e le 4 figure = Romolo/fondatore Numa/sacerdote Ostilio/guerriero Marzio/mercante II) etrusco: la citt Cf. Andrea CARANDINI, La leggenda di Roma. Vol.I, Dalla nascita dei gemelli alla fondazione della citt, Fondazione Lorenzo Valla, Milano 2006; vol. II, Dal ratto delle donne al regno di Romolo e Tito Tazio, Milano 2010; La nascita di Roma. Di, lari e uomini allalba di una civilt, Mondadori, Milano 2010.

4 1.C. Eutropio e la storiografia romana 1.1. Eutropio: visse nel quarto secolo d.C. e fu segretario imperiale dellimperatore Valente (364-378), prima era stato collaboratore dellimperatore Giuliano (361-363) che aveva tentato di restaurare il paganesimo, partecip anche alla sua sfortunata spedizione contro i Persiani nel 363. A Costantinopoli fu incaricato dall'imperatore Valente di redigere un'opera riassuntiva della storia romana, con indicazioni cronologiche, che servisse al principe da orientamento storico-politico: Breviarium ab Urbe condita ("Breviario dalla fondazione di Roma"), fu scritta in latino probabilmente tra il 364 e il 370. Si tratta di un compendio storico in 10 libri: il I dalla fondazione di Roma (753) allinvasione dei Galli Senoni (390), il LL libro dalla creazione dei tribuni militari (389) alla fine della prima guerra punica (241), il III libro dallamicizia con Gerone re di Siracusa (240) alla fine della seconda guerra punica (201), il IV libro dalla prima guerra macedonica (215) alla fine di Giugurta (105), il V libro dalla guerra contro Cimbri e Teutoni (105) ai trionfi di Silla e Pompeo (80), il VI libro dalla guerra contro Sertorio in Spagna (/6) alluccisione di Cesare (44), il VII libro dalla terza guerra civile (43 a.C.) alluccisione dellimperatore Domiziano (96 d.C.), lVIII libro da Nerva (97) ad Aurelio Alessandro (235), il IX libro da Massimino Trace (235) allabdicazione di Diocleziano (305), il X libro dalla seconda Tetrarchia (305) a Gioviano (364). Si serv di molte fonti tra cui Tito Livio e Svetonio, ha inesattezze cronologiche, privilegia le vicende guerresche, di chiara tendenza aristocratica, diventa prezioso dove mancano alternative e nellinsieme, nei limiti ideologici del suo tempo, un buon manuale. 1.2. Altre fonti antiche: per il periodo repubblicano della storia romana Eutropio va integrato da TITO LIVIO, CASSIO DIONE, POLIBIO, SALLUSTIO, GIULIO CESARE, PLUTARCO; per il periodo imperiale da TACITO e SVETONIO sul I secolo d.C., dalla Historia Augusta per il II secolo e da AMMIANO MARCELLINO per il III e IV secolo; per il V secolo viene sostituito da OROSIO integrato da ZOSIMO, per il VI da MARCELLINO ILLIRICO integrato da PROCOPIO E AGAZIA. 1.3. Storia e Storiografia: Per storia sintende il racconto delle vicende umane (res gestae), il complesso di tutti gli eventi del passato, per storiografia lindagine critica su tale racconto (historia rerum gestarum), la registrazione scritta di tali eventi e delle interpretazioni che ne danno gli storici. La Storia il libero sviluppo delluomo, la civilt lo sviluppo dellamore che fonda la verit, manifesta lesistenza e realizza lessenza. Un oggetto storico caratterizzato da irripetibilit, correlazione ad altri fatti, capacit di condizionare altri eventi. La Storiografia larte di scrivere correttamente la storia (Campanella), lo studio, la ricostruzione e lesposizione organica dei fatti storici e del loro sviluppo attraverso la raccolta, la ricomposizione, lesame e linterpretazione dei documenti e delle testimonianze (Pozzo). Lo studio universitario della storia non pu ridursi alla memorizzazione di un manuale, ma richiede la consapevolezza delle interpretazioni elaborate nel tempo, una sintesi di storiografia che include 7 periodi: 1) storiografia greca a iniziare da Erodoto padre della storia 2) storiografia latina sulla scia di quella greca, con accentuazioni letterarie 3) storiografia medioevale con accentuazioni religiose 4) storiografia umanistica e rinascimentale con il culto degli antichi 5) storiografia antiquaria con il culto delle fonti e quella illuministica con un razionalismo dissacrante 6) storiografia ottocentesca con lo sviluppo del metodo critico per una scienza accademica e lavvio di poderose ricerche 7) storiografia novecentesca attenta alla sociologia e alleconomia, tra marxismo e strutturalismo, sviluppo dellarcheologia e analisi comparata dei miti. Lo studio della Storia Romana comprende tre periodi distinti per la diversit del genere di fonti: 1) Storia romana arcaica (monumentali non scritte ed elaborazioni mitiche) 2) Storia della tarda repubblica e dellinizio del principato (ottime fonti letterarie e abbondanti testimonianze) 3) Storia imperiale (fonti letterarie tendenziose,ma abbondanti testimonianze epigrafiche, architettoniche e numismatiche). Per la storiografia greca e romana rimandiamo alle Fonti Letterarie, per la storiografia moderna meritano di essere consultate e disponibili anche nella nostra biblioteca le seguenti opere: Edward GIBBON, Storia della decadenza e caduta dellimpero romano (ed. Londra 1776-89 in 6 volumi, dal 98 d.C. al XV sec., in bibl. unedizione in inglese e due traduzioni in italiano), ricco di documenti, suggestivo e molto criticato per aver indicato nelle religione cristiana la causa principale della caduta dellimpero romano (I volume, capitoli 15-

5 16). Barthold Georg NIEBUHR, Storia Romana (1812-32, in 3 volumi, dalle origini alla prima guerra punica, bibl. led. tedesca e una traduzione francese) ritenuto il fondatore della scuola storica, con vasto influsso per la ricerca sulle origini della plebe e i rapporti con i patrizi. Theodor MOMMSEN, La storia di Roma ( in 3 volumi, 1854-56, dalle origini a Cesare, in bibl. 4 traduzioni it.) il maggior storico dellOttocento con vastissime ricerche, esperto di diritto romano ed epigrafia latina, esalta Cesare come il maggior statista di tutti i tempi. Inoltre Ettore PAIS, Storia di Roma (1898-99, ipercritico di Livio), Gaetano DE SANCTIS, Storia dei Romani (1907-23, in 4 volumi), Luigi PARETI, Storia di Roma e del mondo romano (1952-61, in 6 volumi, discorsivo), Michael ROSTOVZEV, Storia economica e sociale dellimpero romano (ingl. 1926, it. 1933), Santo MAZZARINO, Limpero romano (1956), Pensiero storico classico (1966) esperto del periodo tardo antico. Come vaste opere di riferimento ISTITUTO DI STUDI ROMANI, Storia di Roma (1938-96, in 31 volumi), CAMBRIDGE ANCIENT HISTORY (in bibl. una traduzione ital. in 9 volumi, led. inglese in 12 volumi: dal terzo al dodicesimo nella Latinitas, i primi due in 4 tomi della terza edizione nel deposito settore 11C, sono in arrivo anche i volumi 13 e 14) fino al 600 d.C. 1.4. Come si studia oggi: Storia significa ricerca (il termine storia deriva dal greco antico histora, nel dialetto ionico degli scritti pi antichi histor). La storia maestra di vita affermava CICERONE perch attraverso i suoi esempi ha una grande utilit pratica sia per trovare soluzioni alternative nel presente sia per evitare gli errori gi compiuti nel passato. La sua conoscenza, argomentava TUCIDIDE, ha valore perenne per limmutabilit della natura umana. La conoscenza storica necessaria per sviluppare un senso di comunit tra i gruppi disomogenei del presente, tramite la coscienza di avere un passato in comune per favorire attese in comune per il futuro. Ogni evento inscindibile dalle interpretazioni che lo hanno focalizzato come tale e fissato nella memoria collettiva. La storia (res gestae) in pratica inscindibile dalla storiografia (historia rerum gestarum). Gaetano DE SANCTIS parafrasa Cicerone affermando vita magistra historiae e Benedetto CROCE precisa che guardiamo al passato con gli occhi del presente. Lanalisi critica richiede che insieme agli eventi si valutino anche le interpretazioni che li hanno focalizzati (il filtro dei ripensamenti dello scrittore, degli intenti del compilatore, delle richieste del committente, delle aspettative del pubblico, della mentalit dellepoca, ecc.). Lindagine conoscitiva su un evento storico in continuo sviluppo, per cui lo storico non pretende di presentare una conoscenza definitiva del passato, ma una conoscenza critica sulla base delle testimonianze individuate. Lo storico seleziona i dati e generalizza i risultati. Ha tre compiti precisi nella sua ricerca: 1) raccogliere i dati in modo imparziale, senza dogmatismi 2) raggrupparli e classificarli stabilendo gerarchie e nessi di causalit (ogni storico si caratterizza per il tipo di cause alle quali fa riferimento) 3) fornire uninterpretazione prudente che contribuisca al processo di generalizzazione per problemi ancora vivi nel presente. La distinzione tra fonti primarie o documenti e fonti secondarie o monumenti ha origine nellUmanesimo ma ha favorito una venerazione acritica dei documenti darchivio, che talvolta sono tendenziosi pi delle stesse tradizioni narrative. Nel Novecento gli Annales hanno chiarito che ogni documento anche un monumento, ossia deve esser vagliato sia per distinguere le falsificazioni e le manipolazioni, sia per individuare gli influssi di chi lha voluto, chi lha redatto e del contesto culturale che lo ha orientato; anche un falso, ben interpretato, diventa una testimonianza preziosa e ogni monumento a sua volta un documento. Grazie ai progressi tecnici e sistematici nelle ricerche sono nate diverse nuove discipline che si affiancano alla storia. Per focalizzare i fenomeni socioculturali ci si collega a varie scienze sociali. Da questi procedimenti si originano multiformi categorie di documenti. Con il computer si ha un enorme dilatarsi della memoria storica sia per le raccolte metodiche sia per la quantit di dati disponibili in rete, i quali possono converge in banche dati. Dal rinnovato quadro teorico e metodologico si realizzano diverse convergenze disciplinari e una crescente cooperazione internazionale. Storia locale e grande storia interagiscono, una come quadro generale e laltra come microanalisi per controllare o correggere su campioni limitati la validit dei quadri teorici generali. La storia antica tende a considerare in modo globale lintreccio di vicende politiche, culturali ed economiche del Mediterraneo, tramite la convergenza di percorsi di storia letteraria, artistica, economica ecc. 1.5. Strumenti informatici: Il computer uno strumento molto utile per I) larchiviazione dati II) lelaborazione di modelli interpretativi. Tramite Internet si possono sviluppare 1) nessi di collaborazione 2)

6 ricerche bibliografiche 3) raccolte di fonti letterarie. Di fronte a questi vantaggi sta un non piccolo problema: i dati offerti sono moltissimi ma i siti di buona qualit sono pochi. Un altro problema di Internet linstabilit dei servizi offerti. - Banche dati: Un sito dorientamento molto ricco The Resources on the Internet for Ancient History and Classics: 1) mezzi bibliografici 2) motori di ricerca 3) giornali elettronici 4) siti di risorse a pi vasto raggio 5) studi al femminile 6) liste di universit e dipartimenti di storia antica 7) associazioni su studi classici e storici antichi 8) musei e siti Greci e Romani. Un altro sito molto ricco Rassegna degli strumenti informatici per lo studio dellantichit classica a cura di Alessandro Cristofori: 1) presentazione 2) novit 3) guide a siti esteri 4) fonti letterarie 5) fonti epigrafiche 6) fonti papiracee 7) fonti numismatiche 8) documentazione archeologica e immagini 9) geografia e cartografia 10) riviste elettroniche 111) repertori bibliografici 12) biblioteche elettroniche 13) materiali didattici 14) strutture accademiche sullantichit classica 15) gruppi discussione 16) informazioni su convegni 17) musei e mostre 18) altre risorse elettroniche organizzate per soggetto 19) software e altri programmi utili per classicisti. - Contatti telematici: Un utile strumento di ricerca sono le mailing list, ossia liste di distribuzione postale che permettono di dialogare via e-mail con un sistema di conferenza differita su uno specifico argomento che costituisce loggetto della lista stessa o topic. Ogni messaggio viene distribuito a tutti gli iscritti. Altro strumento utile da Internet il newsgroup o gruppo di discussione. - La ricerca bibliografica: In rete si trovano delle biblioteche virtuali, ossia siti che mettono a disposizione testi completi; nel sito Intratext Digital Library si hanno quasi ottomila testi integrali gratuiti, di 900 autori in lingua originale, tra cui molti latini dei quali 14 lopera omnia in latino, inoltre una ricca biblioteca filosofica, molti testi religiosi e letterari. Un altro tipo di servizi per le ricerche bibliografiche sono le biblioteche in linea, che non forniscono i testi integrali ma solo cataloghi di libri. Un punto di partenza pu essere AIB (Associazione Italiana Biblioteche) per rintracciare i cataloghi italiani in linea. Per i cataloghi mondiali cf. anche Libweb: Libweb = Library Servers via WWW. Dei singoli cataloghi merita per lItalia il Servizio Bibliotecario Nazionale. Per la Francia: Bibliothque de la France. Per UK la British Library. Per la Germania: la Deutsche Bibliothek (DDB). Per gli USA la leggendaria Library of Congress di Washington. - Le riviste elettroniche: Nonostante i numerosi problemi che esse presentano (costo del mantenimento in rete per rendere accessibili anche gli arretrati, la lentezza di accesso per il traffico, il copyright, le manipolazioni), sono gi migliaia le riviste elettroniche. Sono di facile accesso ArcheoMedia con un buon indice di argomenti archeologici in forma divulgativa, Histos per la storiografia antica con articoli a buon livello, Journal of Roman Archaelogy per segnalazione di studi e qualche articolo a disposizione.

7 2A. Periodo repubblicano antico (da Eutropio I,9-II,18; Tito Livio II-X+XI-XVfr) Scacciato Tarquinio, Bruto volle rafforzare la forza del senato e port i senatori a 300, per i riti religiosi presieduti dal re elesse un re dei sacrifici ma sottoposto al pontefice; come capo supremo dello stato invece di un re si elessero due consoli ogni anno, i primi due furono Lucio Giunio Bruto e Tarquinio Collatino, ma per il nome nello stesso anno fu esiliato o meglio si ritir a Lavinio e fu sostituito da Lucio Valerio Publicola. Il re Tarquinio, prima tent di rientrare in citt attraverso una congiura con i giovani nobili, ma la congiura fu scoperta nella casa dei Vitelli, i congiurati furono condannati a morte, tra i quali anche due figli di Bruto, e i beni dei Tarquini lasciati al saccheggio della plebe, il farro che cresceva nel terreno dei Tarquino ora Campo Marzio fu gettato nel Tevere e form lisola Tiberina(TL II,5). Tarquinio radun un esercito, di Veio per la vicinanza e di Tarquinia per la parentela, e attacc Roma ma nello scontro, favorevole ai Romani, morirono il figlio Arunte e il console Bruto, che fu sostituito da Spurio Lucrezio Tricipitmo, padre di Lucrezia, per, morto per malattia, fu sostituito da Orazio Pulvillo, quindi ben 5 consoli nel primo anno della repubblica. Il re Tarquinio ritent lanno dopo con laiuto di Porsenna, re etrusco di Chiusi, e questi avanz con il suo esercito suscitando il panico in Roma. Orazio Coclite imped lentrata in citt degli etruschi che stavano per passare sul ponte Sublicio combattendo mentre i compagni lo smantellavano(II,10). Sventato lattacco dal Gianicolo, Porsenna assedi la citt e con navi imped i rifornimenti. Il giovane nobile romano Gaio Mucio tent di assassinare Porsenna nel suo accampamento, ma avendo ucciso per sbaglio un funzionario invece del re e catturato si bruci la mano destra davanti al re (per cui fu detto Scevola); il re impressionato dal gesto e saputo che altri 300 erano pronti ad assassinarlo fece pace imponendo la restituzione di territori a Veio e degli ostaggi (II,12); ma la giovane Clelia guid le compagne alla fuga e a nuoto ripassarono il Tevere, Porsenna ammirato la onor concedendole di liberare altri ostaggi a scelta e lei scelse gli adolescenti(II,13). Perso di nuovo Tarquinio si ritir a Tusculo e visse da privato cittadino con la moglie per altri 14 anni. Nel 499 a.C. i Romani si scontrarono al lago Regillo con i Latini tra i quali militavano anche i Tarquini con il suocero latino Ottavio Mamilio che ne era il comandante e dopo duro combattimento prevalsero (II,19-20). Tarquinio si rec allora a Cuma dal tiranno Aristodemo, ma l mor e fu gioia per i senatori che per maltrattarono la plebe(II,21). Sette anni dopo la plebe si ribell ai soprusi del senato e dei consoli, perch molti erano stati imprigionati per debiti e avevano trascurato i loro beni per il servizio militare, ma per lavanzata dellesercito dei Voslci il console Servilio decret la libert per tutti coloro che si arruolavano; vinti i Volsci e presa Pomezia, sbaragliati i Sabi che si erano avvicinati a saccheggiare e sconfitti gli Aurunci presso Ariccia, il console Appio non voleva mantenere le promesse ai plebei; con nuove promesse accettarono di arruolarsi e sconfissero Volsci, Equi e Sabini. Ripresa la guerra con gli Equi i soldati si ritirarono sul Monte Sacro, al di l dellAniene e costruirono un accampamento fortificato (II,32) dove si rec Menenio Agrippa che con il suo apologo li convinse a trattare(II,32-33) per cui furono istituiti i tribuni della plebe. Lanno dopo ci fu lattacco dei Volsci che furono sconfitti e persero Coroli, ma il condottiero romano che fu esiliato si rivolse ai Volsci, sconfisse pi volte i Romani e arriv a 5 miglia dalla citt, fermato solo dalle suppliche della madre Vetura e della moglie Volumnia. I Fabii, in 300, tentarono di sconfiggere da soli Veio ma furono sterminati, eccetto uno. In questo periodo un censimento attesta 117.319 abitanti. Quando lesercito romano fu assediato dai Latini sul monte Algido, fu nominato dittatore Lucio Quinzio Cincinnato, il quale, smesso di arare il suo piccolo podere, attacc i nemici e liber lesercito assediato. Nel 302 dalla fondazione di Roma al posto dei due consoli furono eletti i decemviri, i quali il primo anno si comportarono bene ma lanno dopo uno di loro tent di violentare una ragazza suscitando tanto malumore che furono tutti destituiti. Nel 315 Fidene si ribell con lappoggio di Veienti e Volsci, ma fu catturato dal dittatore Marco Emilio e rasa al suolo. Nel 335 riprese la guerra con Veio e il dittatore Marco Furio Camillo la sconfisse e lassedi a lungo fino ad espugnarla i Galli le Forche Caudine dai Sanniti Pirro

8 2B. Approfondimenti 2.1. Variazioni nel comando supremo e nelle trib: Secondo la tradizione confermata dalla lista dei Fasti Consolari, cacciato Tarquinio, il comando supremo venne affidato I) a due magistrati detti allinizio pretori poi consoli, che probabilmente allinizio non avevano uguale potere II) Come magistratura straordinaria si ebbe in alcuni periodi il dictator nominato (dictus) dal console. Per in alcune citt latine il dictator era un magistrato ordinario annuale e nella confederazione era il comandante supremo dellesercito III) negli anni 451 e 450 si ebbero come magistratura straordinaria i decemviri per la stesura delle leggi IV) fra il 444 e il 367 la coppia dei consoli fu spesso sostituita dai tribuni in numero variabile da 3 a 8 (tribuni militum consolari potestate) con primaria funzione militare. Nel corso del V secolo le tre trib gentilizie furono soppiantate dalle prime trib territoriali: le determinazioni delle residenze divennero presto distretti di voto per i comitia tributa e nel III secolo per larruolamento della milizia. Le trib erano distinte in urbane e rustiche; le 4 trib urbane era in continuit con le 4 regiones di et regia. Le trib rustiche sorgono nellampliamento del territorio; tra urbane (4) e rustiche nel 241 si raggiunse il numero definitivo di 35 trib e i nuovi cittadini in seguito furono ascritti ad una delle trib esistenti. 2.2. La societ romana nel V secolo a.C.: Nei tempi pi antichi lesercito era costituito da armate gentilizie e la guerra era essenzialmente una spedizione per predare; le gentes patrizie assegnavano dei lotti di terra anche ai loro clienti. Nel 472 la gens Fabia con i propri clienti affront da sola i Veienti e fu quasi interamente distrutta. Gradualmente le armate gentilizie furono sostituite da milizie cittadine sulla base delle classi di censo. Con la distribuzione della terra conquistata sorse una nuova classe sociale: gli agricoltori piccoli proprietari, distinti dalla clientela agraria gentilizia. Le necessit di difesa militare spinsero a un loro riconoscimento politico. Sul modello dellorganizzazione patrizia, anche la plebe elabor un proprio ordinamento con proprie deliberazioni vincolanti (leges sacratae) e propri magistrati (tribuni della plebe e edili plebei). 2.3. Roma e i Latini: Roma appartiene al gruppo etnico dei Latini il cui territorio comprendeva la sinistra del Tevere fino ai Colli Albani e al Circeo. Centro principale era Alba Longa, altro centro importante era Lavinio per il culto dei Penati e la vetta del Monte Cavo per Iuppiter. Nel VI secolo, sotto i re etruschi, Roma cerc di acquisire una preminenza sugli altri latini, ad es. con una confederazione che aveva il centro nel santuario di Diana sullAventino. Cacciati i re etruschi, i Latini respinsero letrusco Porsenna con laiuto del greco Aristodemo di Cuma, ossia il tentativo di riaprire il passaggio verso gli Etruschi gi stanziati in Campania. Roma impose la sua supremazia con la battaglia al lago Regillo nel 499 proprio contro i Latini; nel 493 si allearono (Foedus Cassianum) per difendersi dallavanzata di Volsci ed Equi, mentre Roma lottava anche contro Etruschi a nord e Sabini a est. Nel 340 i Latini entrarono in guerra contro i Romani per avere gli stessi diritti dei cittadini romani, ma Roma in due anni li sottomise e nel 338 a.C. sciolse la Lega Latina. E da allora le colonie latine furono formate da cittadini romani con la cittadinanza del nuovo comune. 2.4. Riforme nel IV secolo: Con la crescita del benessere i gruppi di plebei in ascesa hanno contrasti sempre pi aspri con la dirigenza patrizia. Sotto la dittatura di Furio Camillo, nel 376 vengono approvate le leggi Licinie Sestie: 1) gli interessi pagati sui debiti vengono detratti dal totale della somma dovuta 2) limita la possibilit di occupazione privata dellagro pubblico 3) uno dei due consoli deve essere plebeo. Si passa cos dal domino del patriziato alla nobilitas, un nuovo ceto dirigente che non si basa esclusivamente sulla tradizione familiare ma ha come criterio decisivo la virtus, ossia capacit confermata da meriti che ottengono un vasto consenso popolare. La legge Ortensia del 286 a.C., dopo una secessione della plebe sul Gianicolo, stabilisce che le decisioni prese dalla plebe, plebiscita, sono valide e vincolanti per tutti. Dallora i comizi tributi diventano lorgano fondamentale per la legislazione, mentre i comizi centuriati per lelezione dei magistrati curuli.

9 2.C. Le fonti letterarie: Il compito pi delicato e insieme decisivo di uno storico, per scrivere la storia, quello di interpretare altri testi per valutare la validit e i limiti delle testimonianze fornite, la credibilit dei dati offerti. Per avviare a questa analisi critica pi che rivolgerci direttamente allermeneutica in generale, conviene un rapido profilo di storia della storiografia antica e questo per due motivi: 1) per ricavare dagli stessi storici i criteri ermeneutici dei loro testi 2) per accostarci alle fonti imprescindibili per la conoscenza del mondo antico. Va tenuto presente che i singoli autori a) si rivolgono a categorie di lettori differenti b) rispondono a esigenze diverse c) non hanno principi omogenei nel comporre i loro testi. 2.1. Le origini della storia e i suoi primi sviluppi in Grecia: La storia si distingue dalla poesia perch scritta in prosa e separa i fatti dalla fantasia, inoltre ricerca il nesso causale fra passato e presente. Nella storiografia greca antica abbiamo due linee di tendenza: quella di ERODOTO che cerca il diletto e quella di TUCIDIDE che cerca lutilit dei fatti narrati. Erodoto e Tucidide rappresentano due indirizzi storiografici diversi: Erodoto e i logografi ionici fondano il genere etnografico e antropologico, Tucidide quello politicomilitare. Tucidide, riducendo la storia a storia contemporanea, favorisce implicitamente lo sviluppo della antiquaria coltivata da alcuni circoli sofistici. SENOFONTE nella storia imita Tucidide, per moraleggia volentieri e racconta aneddoti, manca di acuto senso storico perch non sa distinguere le cose secondarie dalle essenziali. TEOMPOMPO gareggia con Senofonte, ha scritto moltissimo, lo stile prolisso ma anche vigoroso e appassionato, con fini analisi psicologiche dei personaggi, molti dei quali conosciuti personalmente; restano solo frammenti. Su questa linea si colloca anche lerudito EFORO di tono moraleggiante e tendente allo psicologismo. Eforo e Teopompo furono criticati da DURIDE per il moralismo e lo psicologismo, invece scopo dello storico stabilire un rapporto simpatetico col suo pubblico, quindi mmesis e hedon, ossia immedesimazione per suscitare piacere nel lettore. Per Duride la storia concentrazione drammatica delle passioni umane; allievo di Teofrasto, capovolge la distinzione aristotelica fra poesia e storia. Fu suo continuatore FILARCO ricco di compartecipazione emozionale ma poi aspramente criticato da Polibio per il sensazionalismo. Lo storico POLIBIO si contrappone sia alla storiografia tragica di Duride e Filarco, sia a quella moraleggiante degli isocratei (Eforo e Teopompo). Critica in particolare Timeo di Tauromenio/Taormina per la sua eccessiva erudizione. 4.2. I Romani e la loro storiografia, le origini: I primi libri di storia romana cominciano ad apparire nel III sec. a.C. ad opera di immigrati. La cultura storica romana nasce come cultura dellintegrazione, della conservazione e della concordia fra patrizi e plebei, della collaborazione per la libert, la gloria militare e la prosperit comune. lideologia della civitas che ha in comune lavversione alla monarchia e il timore che prevalga qualcuno di loro su tutti gli altri. Dal V sec. a.C. il pontifex maximus raccoglieva una cronaca annuale. In base a questa cronaca sotto il pontificato di Publio Muzio Scevola (130-114 a.C.) furono compilati gli Annales Maximi in 80 libri. I primi storici, per la loro origine sociale, hanno una forte impronta politica e competenza giuridica e militare. Il primo annalista Quinto FABIO PITTORE. La scelta del greco era di offrire ai popoli stranieri come Greci e Cartaginesi uninterpretazione romana delle proprie origini e vicende contro le polemiche greche. Con la vittoria sulla Siria nel 190 a.C. venne meno lurgenza propagandistica e si pass al latino. Lannalistica latina ha il suo maggior rappresentante in Marco Porcio CATONE. 4.3. Dai Gracchi alla fine della repubblica: Gli storiografi successivi a Catone scrissero in latino ma con lo schema dellannalistica in greco. Nel 120 a.C. la pubblicazione degli Annali massimi rende accessibile anche ai non senatori la trattazione di molte vicende storiche. Nel II sec. a.C. emerge come storico di Roma proprio un greco, POLIBIO, entrato nel circolo culturale degli Scipioni. La sua vuole essere storia universale e prammatica, universale perch la politica romana raccoglie a poco a poco le fila della storia del mondo, prammatica perch tratta delle azioni politiche. Vuole essere imparziale servendosi anche di fonti con prospettive diverse. Come scrittore uno dei peggiori perch ha il linguaggio delle cancellerie ellenistiche, come storico filoromano e la sua distinzione tra causa apparente o motivo ufficiale, inizio e causa vera non molto profonda nei fatti, molto migliore e pi acuto nellanalisi della costituzione romana e di quella cartaginese. Marco Tullio CICERONE presenta la migliore giustificazione dellimperialismo romano che riprende in una visione pi dinamica lo storicismo di Catone sullo sviluppo dello stato. Il capolavoro tra i commentari lopera di Caio Giulio CESARE nel De bello gallico, scritto durante la conquista della Gallia dal 58 al 52 e completato dal suo legato Irzio fino al 50, e nel De bello civili, che in 3 libri va dal 49 al 48 poi completato da Irzio per la guerra ad Alessandria e redatto dopo la vittoria definitiva sui pompeiani a Munda

10 nel 45 a.C. Tra le biografie emerge la raccolta di biografie di uomini illustri, De viris illustribus, di Cornelio NEPOTE in 16 libri di cui resta solo una sezione. Cornelio solo un volgarizzatore sincero. Gaio SALLUSTIO Crispo nelle sue monografie, Sulla congiura di Catilina e Sulla guerra di Giugurta, si propose una riflessione organica che scegliendo un tema specifico lo raccordi ai problemi sociali, economici, politici che lallargano a uninterpretazione generale della storia, perch la storiografia contribuisce alla virtus del cittadino nei periodi di crisi. Il suo procedimento, sul modello di Tucidide, guadagna in solidit e profondit ma perde in variet e vivacit. Il maggior storico romano fu il padovano TITO LIVIO con i suoi 142 libri di Annales, divisi in decadi, di cui rimangono circa 35 libri; ha stile ciceroniano e si basa su annalisti e Polibio.; esalta il cittadino romano dei tempi antichi perch dotato di maiestas, auctoritas, dignitas e pietas. 4.4. La storiografia latina e greca di et imperiale, dallet giulio-claudia ai Flavi: La finzione della repubblica restaurata sotto Augusto si scontr con un tenace filone repubblicano che esaltava la libertas sulla base dello Stoicismo e criticava la corruzione dentro il governo. Come storie universali si hanno gli scritti di DIODORO SICULO, la Biblioteca in 40 libri che racconta parallelamente la storia greca e quella romana. Tra i filoromani, in quanto garanti della pace sociale che mantiene il potere delle lites locali, abbiamo DIONIGI DI ALICARNASSO che nel De antiquis oratoribus vede in Roma il modello culturale e politico che permette il ritorno alla tradizione greca pi genuina e nella Archeologia Romana in 20 libri, nel 7 a.C., ritiene i Romani i migliori proiettando sulle loro origini radici greche e prospettando che limpero non sarebbe decaduto per lassimilazione degli altri popoli con la concessione sapiente della cittadinanza che sar di fatto la linea vincente dellimpero. CLAUDIO, poi imperatore, era stato indirizzato alla storia da Livio e aveva iniziato una Storia delle guerre civili che lasci incompiuta per sollecitazione della madre e della zia per i temi scottanti, scrisse una Storia del principato di Augusto in 41 libri erudita, poi in greco in 20 libri una Storia degli Etruschi e in 8 libri la Storia di Cartagine con nuovo entusiasmo per lantiquaria. FLAVIO GIUSEPPE, protagonista dellinsurrezione giudaica nel 66 d.C., presenta la visione dei ceti elevati giudaici nei confronti di Roma, insistendo sul senso del rispetto e riconoscimento del potere imperiale per una convivenza fra ebrei e pagani. La maggiore delle biografie si ha nelle Vite di PLUTARCO di Cheronea che lasci una mole copiosa di scritti per il ricupero della dimensione locale, ossia per conciliare la grecit con la presenza imperiale romana. Plutarco scrittore essenzialmente drammatico. Non per nulla le Vite pi belle sono quelle degli eroi pi infelici, le vite pi ricche dinsperate fortune e di rapide irrimediabili sciagure. 4.5. Dallimpero illuminato allet ferrea: Anche se pi giovane di Plutarco, Gaio SVETONIO Tranquillo di qualit superiore nel De vita Caesarum, biografie dei primi 12 imperatori; sincentra sulla descrizione del carattere e subordina ad esso i fatti narrati. Cornelio TACITO inizia nel 98 d.C. come biografo. Esalta la libertas sotto Nerva ma si distacca dallopposizione sterile dei filorepubblicani. Lopera di pi vasto respiro sono le Historiae in circa 12 libri con le vicende dalle guerre civili del 69 d.C. alla morte di Domiziano nel 96. Solo il governo monarchico in grado di garantire la coesione di province ed esercito, ma questo a prezzo della libertas. Tacito, con uno stile e un metodo narrativo misto di Sallustio e Livio, offre una nuova sintesi di robusta gravitas e di tensione tragica, quasi poeta tragico delle passioni politiche. APPIANO, nativo di Alessandria e vissuto tra il 95 e il 165 d.C., scrive una Storia Romana in 24 libri di cui ne restano 10, fonte principale e quasi unica per le lotte tra Mario e Silla. CASSIO DIONE cittadino romano di origine greca, console sotto Severo Alessandro nel 229, scrive una Storia Romana in cui difende il valore della guerra preventiva ma anche traspare la minaccia interna ed esterna allunit dellimpero. 4.6. La storiografia tardoantica: Nel IV secolo si ha la spaccatura fra Oriente e Occidente, fra scrittori pagani e scrittori cristiani, con larga diffusione di compendi, Breviari, per le nuove classi dirigenti. AURELIO VITTORE nel 361 pubblica una Caesares Historiae da Augusto fino al 360. EUTROPIO, segretario dellimperatore Valente, scrive su richiesta dellimperatore il Breviarium ab Urbe condita in 10 libri dalla fondazione della citt alla morte di Gioviano nel 364, poi molto diffuso nel Medioevo: compendio generale di storia romana con reminescenze da Livio e Svetonio, con linguaggio tecnico in ambito militare, stile semplice e chiaro, molto apprezzato. La raccolta biografica maggiore la Historia Augusta, fonte preziosa per gli imperatori dal 117 al 284, ma tendente al pettegolezzo. Ultimo grande storico di lingua latina AMMIANO MARCELLINO che scrive le Res Gestae in 31 libri, da Nerva alla battaglia di Adrianopoli, attendibile ma con il gusto delle rappresentazioni grandiose e cupe. Tr a gli scrittori cristiani segnaliamo per il IV sec. EUSEBIO e GIROLAMO, per il V sec. RUFINO, SULPICIO SEVERO e OROSIO, in greco SOZOMENO, SOCRATE e TEODORETO; tra i pagani ZOSIMO nel VI sec.

11 3.A. Periodo repubblicano medio (da E II,18-IV,27; TL XVI-XXriass+XXI intero+XXII-XLV interi+XLVI-LXVI riass) Conquistata la penisola italiana, le mira di Roma su spostarono sulla Sicilia. Nel 264 i Romani costruirono delle navi rostrate e affrontarono quelle cartaginesi, ma il console Gneo Cornelio Asina fu sconfitto, invece in console Caio Duilio davanti a Milazzo, nel 260, vinse e assicur ai Romani anche la supremazia sul mare per cui successivamente saccheggiarono la Corsica e la Sardegna ricavandone ingente bottino. Sconfitto in una battaglia navale Amilcare, i Romani sbarcarono in Africa, avanzarono fino a Cartagine saccheggiando il territorio e devastando molti centri fortificati. I Cartaginesi chiesero la pace ma il console Regolo impose condizioni troppo dure per cui i Cartaginesi chiesero aiuto agli Spartani che inviarono il generale Santippo che li riorganizz e inflisse una disfatta allesercito romano uccidendo 30 mila uomini e catturando lo stesso Regolo. I Romani inviarono una flotta di 300 navi che sconfisse la flotta cartaginese, sbarcarono di nuovo in Africa ma la carestia li costrinse a tornare in Sicilia; un tempesta affond quasi tutta la flotta, ma i Romani ne allestirono subito unaltra di 200 navi, ma al ritorno con un grande bottino unaltra tempesta li fece naufragare. Intanto in Sicilia i Cartaginesi tentarono di contrattaccare ma furono sconfitti da Metello che cattur anche 130 elefanti e li invi a Roma per il proprio trionfo. I Cartaginesi inviarono Regolo con proposte di pace ma quello esort a continuare la guerra e tornato a Cartagine fu torturato a morte. Il console Claudio Pulcro fu sconfitto e di 220 navi ne salv solo 30; and perduta, per naufragio, anche la flotta dellaltro console, Lucio Giunio. Il console Lucio Catulo, nel 241, con una flotta di 300 navi affront quella cartaginese di 400 davanti a Lilibeo e la sconfisse facendo 13 mila morti e 22 mila prigionieri con ingente bottino. Allora, dopo 23 anni di guerra, i Cartaginesi chiesero la pace e la ottennero. Con Annibale inizi a seconda guerra punica, infatti costui, diventato comandante a soli 20 anni, nel 218 espugn in Spagna la citt di Sagunto alleata dei Romani, poi con una lunga marcia attravers i Pirenei e le Alpi, perch sul mare predominava la flotta romana, e arriv in Italia con 80 mila fanti, 10 mila cavalieri e 37 elefanti, attirando dalla sua parte molti Liguri e Galli. Publio Scipione tent di fermare Annibale sul Ticino ma fu sconfitto e ferito, Sempronio Gracco sul Trebbia e fu lui pure duramente sconfitto; per quelle vittorie molti passarono dalla parte di Annibale. Il console Flaminio nel 217 cerc di fermare la sua avanzata in Etruria ma fu ucciso con 25 mila soldati presso il lago Trasimeno; invece il console Quinto Fabio Massimo fren lavanzata di Annibale con la guerriglia, senza battaglie decisive. Nel 216 i consoli Lucio Emilio Paolo e Publio Terenzio Varrone, impazienti, attaccarono Annibale in Puglia presso Canne ma ricevettero una terribile sconfitta con la morte di 40 mila soldati e il console Paolo Emilio. In Italia molti altri passarono ad Annibale, ma in Spagna i due Scipioni sconfiggevano Asdrubale, fratello di Annibale. Intercettati gli ambasciatori di Filippo re di Macedonia per unalleanza contro i Romani, questi ordinarono a Marco Valerio Levino di attaccare in Macedonia e a Tito Manlio Torquato di portarsi con un esercito in Sardegna; cos si combatteva su 4 fronti: in Spagna, in Macedonia, in Sardegna e in Italia. Tito Manlio in Sardegna sconfisse e cattur il comandante dei Cartaginesi, inoltre riconquist lintera isola, Levino sconfisse Filippo in Macedonia, gli Scipioni fiaccarono le forze di Asdrubale e Magone in Spagna. Dopo dieci anni in Italia Annibale avanz fino a 4 miglia da Roma e la sua cavalleria fino alle mura ma si ritir a Capua in Campania per larrivo dellesercito dei consoli. In Spagna fu mandato Publio Cornelio Scipione di soli 24 anni, che espugn Nova Cartago in cui era custodita una grande riserva di oro, argento e materiale bellico. Allora Annibale, ormai ritenuta persa la Spagna, chiam in Italia suo fratello Asdrubale con lesercito ma nel 208 presso Senigallia al Metauro cadde nellimboscata dei consoli Claudio Nerone e Livio Salinatore che portarono a Roma un grande bottino doro e dargento, poi furono ricuperate tutte le citt dei Bruzii. Il senato richiam in Italia Scipione che fu eletto console e mandato in Africa dove sconfisse Annone, fece prigioniero Siface re di Numidia e con un ricchissimo bottino lo invia prigioniero a Roma; in seguito a tali successi quasi tutti abbandonarono Annibale che fu richiamato in Africa, dopo 17 anni di permanenza in Italia, per difendere la patria. I Cartaginesi chiesero la pace, Annibale non accett le condizioni e Scipione avanz insieme a Massinissa re di Numidia, fino allo scontro decisivo a Zama nel 202 dove Annibale fugg a stento con un piccolo drappello alla cattura, mentre Cartagine si arrendeva. Cos dopo 19 anni terminava la seconda guerra punica e Scipione dopo un grandioso trionfo su soprannominato Africano.

12 3B. Linfluenza della filosofia greca sul diritto romano 3.1. I giuristi: Il diritto romano sopravvissuto al crollo dellimpero romano doccidente grazie alla raccolta realizzata dallimperatore Giustiniano I in tre volumi fra il 529 e il 534 d.C.: il Codex Iustinianus, nel quale sono raccolte le costituzioni imperiali emanate fra il II e il VI sec.; esso insieme al manuale intitolato Institutiones e allepitome delle Novellae che raccoglie le costituzioni emanate successivamente ai tre volumi, con i Digesta, unampia antologia della produzione letteraria dei giuristi romani specialmente dei secoli II e III, costituiscono il Corpus Iuris Civilis (titolo del XVI sec.). Quando Roma aveva gi il predominio nel Mediterraneo, emerge la figura del giurista/iureconsultus. Cicerone, nel I sec. a.C., nota che in Grecia lassistenza giuridica era fornita a pagamento dai pragmatikoi, individui al fondo della scala sociale, invece a Roma sono gli uomini pi illustri e altolocati. La conoscenza del ius caratterizza la presenza dellaristocratico in citt, che diventa punto di riferimento indispensabile per evitare lesercizio arbitrario del potere sociale e politico. Lattivit dei giuristi romani caratterizzata dalla casistica. I giureconsulti presiedono al ius civile che essenzialmente ius privatum, ossia lutilit dei singoli (condizione delle persone, propriet, altri diritti civili) distinto in modo esplicito solo nel III sec. d.C. dal ius publicum che riguarda lo Stato. Nel procedimento per dare il responso, il giurista o giureconsulto considera il caso concreto sottoposto dal cliente entro una classe di casi dotati di tratti comuni. Poche decisioni sono fondate su delle leggi gi fissate, nonostante che le Dodici Tavole redatte a met del V sec. siano considerate la fonte di tutto il diritto. Si hanno in pratica due ordini normativi: I) legale di matrice cittadina, es. la legislazione decemvirale II) privato che scaturiva dallautonomia dei singoli. Le stesse leggi decemvirali erano raccolte di norme gi esistenti con integrazione nei casi in cui non si poteva contare su un preventivo regolamento delle parti. 3.2. Pontefici e Pretori: Attiguo al ius civile c il ius pontificium per le pratiche religiose. Le procedure nei giudizi erano dette legis actiones, cio procedure legali. Tenute segrete dai pontefici che ne erano i depositari, nel 304 Gneo Flavio le rese note trascrivendole su tavole esposte nel Foro assieme allelenco dei giorni fasti e nefasti, in cui si potevano o non si potevano pronunciare le formule rituali della giustizia. Questa divulgazione abitu la gente comune alle sottigliezze legali. Nei rapporti con gli stranieri subentrarono altre procedure pi elastiche, dette per formulas. Limmobile formula orale veniva gradualmente sostituita da una scritta e il pretore urbano, cui se ne aggiunse un secondo, peregrino, per le vertenze con gli stranieri, si vide allargato il campo della propria discrezionalit di giudizio, cosa che si tradusse in possibilit di fissare nuove soluzioni per nuovi casi, prima non previsti dalle formule fisse. Al suo entrare in carica il pretore comincia a preannunciare con un edictum i principi cui si sarebbe attenuto, principi che non vincolavano il suo successore ma che agivano nella coscienza con la forza dei precedenti, dei quali il nuovo pretore non poteva ovviamente non tener conto per i casi nuovi e questo, al di l delle norme emanate dalle assemblee legislative, fu la fonte prima del diritto civile con tutto il contorno giurisprudenziale che gli tenne dietro a cura dei giureconsulti e dei procuratori legali. 3.3. Filosofia greca e ius romano: Secondo quanto Cicerone aveva appreso dagli Stoici, il ius lespressione di unimmutabile lex naturale, identificata con la retta ragione (lorthos logos stoico) comune agli dei e agli uomini (prudenti), capace di chiamare al far bene e di stornare dalle malefatte. Molti giuristi avevano ricevuto anche una formazione filosofica greca, ma questa non incise molto sulle modalit di lavoro giurisdizionale. I giuristi romani si preoccupano solo dellangusto ius civile invece dellampio ius naturale dei filosofi. Il rapporto tra i due si concretizza nellelaborazione del concetto di ius gentium, ossia linsieme delle norme e degli istituti che si ritrovano in tutti i popoli. Linflusso maggiore della filosofia greca sul ius romano risulta pi proficuo nellassimilazione della dialettica specialmente come tecnica divisoria per elaborare definizioni. Il contributo maggiore nel II sec. a.C. fu quello di Quinto Mucio Scevola che scrisse 18 libri di ius civile, una vasta organizzazione letteraria della materia giuridica con laiuto di schemi classificatori mutuati dalla filosofia.

13 3C. Le fonti archeologiche Archeologia significava il reperimento di resti materiali e la loro interpretazione in chiave storica. Oggi larcheologia include aree disciplinari molto diverse tra loro. 3.1. La nascita dellarcheologia: La caduta dellimpero romano gener in Italia una situazione particolare: lapparenza di continuit per la sopravvivenza fisica di molti monumenti antichi e insieme la generale perdita di memoria del loro significato originario comunque segni di un passato remoto. Passi del ricupero del loro significato: 1) numerosi casi di riesumazione per reimpiego utilitaristico, poi nel Quattrocento lemergere dellinteresse conoscitivo e la nascita della disciplina detta antiquaria favorita dalla riscoperta delle fonti letterarie 2) nel Settecento si ha un notevole affinamento tramite le prime indagini archeologiche sul campo con gli scavi di Ercolano e Pompei 3) tra Settecento e Ottocento si ha lincontro diretto con larte greca e altre civilt del Mediterraneo 4) tra fine Ottocento e inizi Novecento a) le grandi spedizioni archeologiche nei siti classici b) il sorgere di nuovi interessi con lo studio della geologia e le prime raccolte di manufatti litici che posero le premesse degli studi preistorici 3.2. Dal tesoro al coccio, la ricerca delle certezze: Lenorme accumulo di reperti degli scavi ottocenteschi ha stimolato nuove prospettive. Le classificazioni serie sono il fondamento filologico di ogni ricostruzione. 3.3. La scuola di Les Annales e la ricerca in Francia: La rivista Annales, fondata nel 1929 da Marc Bloch e Lucien Febvre ha esercitato un vasto influsso sulla metodologia storica e ha le sue radici nella crescente importanza degli studi sociali nel XIX secolo in Francia. 3.4. La Nuova Archeologia, esperienza anglosassone: Accusa larcheologia tradizionale di essere descrittiva con un procedimento induttivo e conclusioni soggettive. Al posto di sviluppo storico parla di sistemi socioculturali. Ha dato buoni frutti nello studio delle necropoli e dellideologia funeraria. 3.5. Archeologia come storia, lesperienza italiana: Accanto allo studio delle antichit romane inizi a svilupparsi alla fine del XIX secolo letruscologia. Dopo il ventennio fascista si ricuper una rigorosa metodologia stratigrafica con Nino Lamboglie e Boni che introdusse anche larcheologia subacquea. 3.6. Nuovo rapporto tra archeologia e storia: Dalle varie scuole emersa la convinzione che tutto il materiale archeologico pu e deve essere pensato e ordinato in maniera storica: collaborazione tra archeologia e storia istituzionale (es. sulla nascita di Roma), tra archeologia e storia economica (es. sulla produzione della ceramica per leconomia antica), tra archeologia e storia sociale (es. per le arti figurative). 3.7. Il caso particolare dal passaggio dallarcheologia cristiana allarcheologia tardoantica: Larcheologia cristiana, per la cultura materialista, un caso particolare di resistenza allintegrazione in una prospettiva storica, con uno sviluppo parallelo a quello dellarcheologia classica. 3.8. Ricognizione e scavo nella pratica archeologica: Larcheologia rimane essenzialmente legata al dato materiale e costituisce il suo mezzo conoscitivo primario ottenuto mediante due metodologie complementari: la ricognizione sul terreno (iniziata a met dellOttocento, pi economica e meno invasiva: 1) raccolta di dati 2) valutazione dei fattori caratterizzanti 3) delimitazione dellaria in unit di lavoro 4) ricognizione con raccolta di campioni significativi 5) campionatura statistica) e lo scavo stratigrafico (pi limitato ma pi esauriente, trae i suoi principi dalla geologia: individuazione delle unit stratigrafiche I) fase analitica: raccolta del materiale e documentazione, ossia registrazione con la massima cura sia scritta, sia grafica, sia fotografica con le fasi di documentazione, asportazione e raccolta; II) fase sintetica: 1) individuazione dei rapporti fra le singole unit, con laiuto delle matrici di Harris per stabilire la relazione fisica di sovrapposizione o correlazione o nessuna, relazione temporale di anteriorit o contemporaneit o posteriorit; 2) raggruppamento di pi unit in un diagramma pi sintetico 3) sintesi dellunit per arrivare alla ricostruzione completa degli eventi di un sito nellintegrazione con altre fonti, epigrafiche e letterarie).

14 3.9. Larcheologia subacquea: Ha avuto un notevole sviluppo in Francia e in Italia inoltre molta popolarit per alcuni ricuperi spettacolari (bronzi di Riace, fauno di Mazzara, ecc.). Uno dei suoi settori pi proficui il ricupero di relitti di navi naufragate, documenti preziosi per la storia economica e per quella della tecnologia: dai relitti si possono ricavare indicazioni sulle rotte commerciali e sul quadro complessivo di merci trasportate nei vari periodi; in questo settore il documento guida costituito dalle anfore. 3.10. Larcheometria: il termine comprensivo di tutti i metodi archeologici basati su dati misurabili. Essa si occupa sia a) dei fenomeni derivati da cicli naturali (trasformazioni climatiche, geologiche, biologiche) sia b) dei manufatti con sterminate possibilit di applicazione. Ad es. per la datazione di un manufatto: 1) luso del radiocarbonio 14 troppo impreciso per lepoca storica (unoscillazione cronologica di +-100) 2) si hanno risultati pi precisi con larcheomagnetismo, ossia perdita dintensit magnetica (oscillazione +10) 3) altro metodo la dendrologia, ossia studio degli anelli di accrescimento degli alberi (si arriva persino alla stagione dellabbattimento dellalbero e il clima durante la sua vita) 4) larcheozoologia, ossia lesame osteologico dei reperti ossei (informazioni sullallevamento, sulla quantit di carne consumata) 5) la paleobotanica fornisce dati sullalimentazione degli antichi e sulle condizioni climatiche 6) lanalisi degli scheletri umani per dati su sesso, et, conformazione fisica, malattie 7) analisi di laboratori per determinare la provenienza e la tecnica di fabbricazione 8) la fluorescenza RX permette dindividuare le aree di provenienza delle ceramiche Dunque larcheologia una disciplina dinamica, passata dallambito delle scienze umanistiche a quelle scientifiche e in vivace dialettica con quelle sociali. Larcheologia resta scienza umanistica mentre le tecniche sono suoi strumenti di lavoro. Larcheologia non sostituisce la storia e neppure ad essa subordinata, ma si tratta di fonti diverse gestite con metodologie diverse (fonti letterarie, documentarie e materiali). Storia e archeologia hanno lo stesso campo con metodi diversi, se per storia sintendono non solo i fatti, ma pi in generale i comportamenti umani di tipo sociale, economico, ideologico o istituzionale.

15 4A. Vicende del I secolo a.C. (da Eutropio V,1-VII,7; Tito Livio LXVII-CXXXIII riass., gli ultimi molto scarni; Sallustio, La congiura di Catilina; Giulio Cesare, La guerra gallica; La guerra civile) Cimbri e Teutoni (105-101) Guerra sociale Guerra civile tra Mario e Silla dittatura e riforme di Silla(81) Sertorio in Spagna Mitridate rivolta di Spartaco(73-71) Pompeo Magno in Siria(64) Nel 62 Lucio Sergio Catilina ord una congiura che fu scoperta dal console Marco Tullio Cicerone per cui i suoi compagni furono arrestati e strangolati in prigione, invece Catilina fu sconfitto e ucciso in battaglia dal console Caio Antonio. Nel 61 vi fu il trionfo ineguagliato di Pompeo per le vittorie sui pirati e su Mitrdate, portando sul carro del trionfatore i figli di Mitridate, il figlio di Tigrane e Aristobulo re dei Giudei. Nel 60 si costitu il primo triumvirato, tra Cesare, Pompeo e Crasso; nel 59 fu eletto console Caio Giulio Cesare che ebbe poi il comando della Gallia e dellIlliria con dieci legioni: in 9 anni sottomise quasi tutta la Gallia tra il Reno e lOceano, sbarc in Britannia e varc il Reno contro i Germani; impose alla Gallia un tributo annuo di 40 milioni di sesterzi. Nel 53 Marco Licinio Crasso, che era stato console con Gneo Pompeo nel suo secondo consolato, attacc i Parti del re Orode ma a Carre fu sbaragliato e ucciso dal suo generale Surena; i soldati rimasti furono salvati dal questore Caio Cassio. Nel 49 Giulio Cesare chiese un secondo consolato, ma avuto lordine di recarsi a Roma senza lesercito, da Rimini attravers il Rubicone e inizi la seconda guerra civile. Cesare marci su Roma, allora i senatori fuggirono con Pompeo in Grecia. Cesare a Roma si proclam dittatore e si rec in Spagna dove a Ilerda sconfisse i pompeiani Lucio Afranio, Marco Petreio e Marco Varrone, poi in Grecia dove nella prima battaglia a Durazzo fu sconfitto e fugg, poi a Farsalo con 30 mila fanti sconfisse i 40 mila di Pompeo, il quale si rifugi in Egitto, ma gli fu tagliata la testa dal re Tolomeo che tent anche di catturare Cesare ma questi lo sconfisse e Tolomeo anneg nel Nilo. Cesare occup Alessandria e mise sul trono Cleopatra, sorella di Tolomeo, poi sbarcato in Asia sconfisse Farnace, figlio di Mitridate, che aveva aiutato Tolomeo e tentava dimpadronirsi di territori ora romani. A Roma Cesare si proclam console per la terza volta, ora con Emilio Lepido suo comandante di cavalleria, e si rec in Africa dove a Tapso sconfisse il pompeiano Catone, Fausto figlio di Silla e Giuba re della Mauritania. Si nomin console per la quarta volta e si rec in Spagna dove nel 45 sconfisse i figli di Pompeo, Gneo e Sesto, dopo molti scontri e la terribile battaglia di Munda dove rovesci liniziale disfatta in una vittoria decisiva. Ritornato a Roma inizi a riformare lo stato, ma si comport da sovrano al punto che nel 44 congiurarono contro di lui 60 senatori, guidati da due Bruti, Caio Cassio e Servilio Casca che lo uccisero nella Curia con 23 pugnalate alle idi di marzo (15 marzo). Il senato sosteneva i cesaricidi invece il console Antonio, con il favore popolare, li perseguiva. Il senato proclam Antonio nemico della patria e invi contro di lui tre eserciti, due guidati dai consoli Pansa e Irzio, il terzo da Ottaviano, sebbene avesse solo 18 anni ma nipote ed erede di Cesare. Per la morte dei due consoli i tre eserciti furono al comando di Ottaviano, mentre Antonio sconfitto a Modena nel 43 si rifugiava da Lepido che lo fece riconciliare con Ottaviano, costituendo il secondo triumvirato (Ottaviano, Antonio e Lepido) e insieme marciarono su Roma, dove Ottaviano a soli 20 anni ottenne il consolato e proscrisse gli anticesariani, tra i quali Cicerone che fu ucciso mentre si recava in Grecia. Antonio e Ottaviano sbarcarono in Grecia e presso Filippi nel 42 sconfissero lesercito di Bruto e Cassio. Poi i triunviri si spartirono lamministrazione dellimpero: Marco Antonio lAsia con il Ponto e lOriente, Cesare Ottaviano la Spagna, la Gallia e lItalia, Lepido lAfrica e la Sicilia; per in Italia il fratello di Marco, Lucio Antonio, si sollev contro Ottaviano e fu sconfitto a Perugia nel 40, in Sicilia furono attirati molti pompeiani da Sesto Pompeo e dopo vari scontri con Ottaviano ottenne di conservare la Sicilia, intanto in Aquitania vinceva Marco Agrippa e in Siria con tre battaglie Lucio Ventidio Basso vinceva i Parti e uccideva Pacoro figlio del re Orode. Sesto Pompeo riprese la guerra ma fu sconfitto da Agrippa in una battaglia navale a Nauloco nel 36 e ucciso mentre fuggiva in Asia. Marco Antonio ripudi la moglie che era sorella di Ottaviano e spos Cleopatra regina dEgitto, poi combatt inutilmente contro i Parti, mosse guerra contro Ottaviano Augusto e fu sconfitto nel 31 nella battaglia navale di Azio in Epiro, fugg ad Alessandria e abbandonato da tutti si uccise, lo stesso fece Cleopatra, allora Augusto dichiar lEgitto provincia romana e pose come primo magistrato Caio Cornelio Gallo, un prefetto di rango equestre (30 a.C.).

16 4.B. La costituzione romana in et repubblicana: Gi gli antichi Greci aveva intuito che il punto centrale per comprendere la novit di Roma sta nella comprensione della sua complessa realt istituzionale. Ancor oggi Roma sinonimo di legge e diritto regolamentato in modo lungimirante. 4.1. Teorie politiche e componenti giuridiche: A met del II sec. a.C. i Romani, per esaminare le istituzioni, si servono dello schema presentato da ERODOTO. In tale schema si distinguono tre tipi di costituzioni: monarchica se il potere in mano ad uno solo, aristocratica quando in mano a pochi, democratica quando in mano a molti. CATONE applica tale schema nella descrizione di Cartagine. Lo storico greco POLIBIO lo applica a Roma in un modo che divenne esemplare anche per gli storici successivi nel descrivere le istituzioni romane. Polibio, nella costituzione romana, attribuisce la funzione deliberativa al popolo in assemblea quindi dotato di competenza sovrana. In questa prospettiva Roma una democrazia. Il potere esecutivo invece ampiamente in mano alla magistratura consolare, ai consoli, sia domi sia militiae, cio sia negli affari urbani (ai consoli spetta convocare il senato e i comizi, fare proposte ed eseguire le delibere) sia in guerra (illimitato potere di comando); in questa seconda prospettiva i due consoli sono come i due re degli Spartani. La funzione giudiziaria spetta infine al senato che ha competenza finanziaria e di politica estera; unassemblea ristretta come in ogni aristocrazia. Ogni istituzione sovrana nella propria sfera di competenza ma non pu abusare di quella altrui. 4.2. La magistratura: Aristotele definisce la magistratura come potere di dare ordini. A Roma la forma pi intensa di comando detta imperium. Al tempo di Polibio limperium era detenuto dai consoli eletti ogni anno. - Caratteristiche comuni delle magistrature: 1) la onorariet/honor il prestigio sociale 2) il censo, per poter essere eletti bisogna aver dieci anni di servizio militare come cavaliere equo publico 3) le insegne, ad es. i consoli indossavano una veste orlata di porpora ed erano scortati da dodici littori 4) la elettivit, acquisita gradualmente, la rotazione annuale delle persone garantivano la continuit dellistituzione. - Caratteristiche specifiche delle singole magistrature: A) magistrati dotati di imperium il nucleo il comando dei cittadini in armi, che diventa uso legittimo della forza, diritto di vita o di morte sugli arruolati, potere dindire la leva con autorizzazione del senato, di nominare i tribuni militum e di ordinare gli esborsi necessari per le spese di guerra 1) il dictator 2) i due consoli 3) i pretori B) Magistrati non dotati di imperium: 1) i censori creati con la funzione di valutare il patrimonio 2) gli edili nascono nellorganizzazione plebea, sul modello dellagoranomia greca, controllano i mercati, le strade e gli edifici 3) i questori urbani hanno due funzioni tipiche: a) la repressione criminale b) la custodia dellerario; i questori provinciali svolgono funzioni analoghe a quelle degli edili curuli in citt. C) altri magistrati: 1) i governatori di province 2) i tribuni della plebe sono nati come concessione alla plebe di avere propri magistrati inviolabili in grado di difenderla dagli abusi dei consoli. Sul numero dei tribuni non c concordanza, pare dieci. 4.3. Il senato: Polibio afferma che il senato listituzione dominante la vita politica romana, tanto che nel I sec. a.C. la crisi della repubblica innanzitutto crisi del senato. Dai contenuti dei senatoconsulto si ricava che il senato ha le seguenti competenze: a) lintera sfera della res divina b) lintera sfera della res publica potere sullerario, somma a disposizione dei censori per le opere pubbliche, politica estera con ludienza ad ambasciatori o invio di legati c) il controllo delle province ogni anno determina le provinciae/compiti dei magistrati poi diventate distretti amministrativi a cominciare dalla Sicilia nel 241 a.C. 4.4. Le assemblee popolari: Si hanno tre termini per designare le assemblee legittime con(ven)tio, comitia, concilium. La contio significa parlare al popolo ed ha per scopo primario la comunicazione delle ordinanze magistratuali detti per questo edita. Il comitium un luogo, a Roma la parte settentrionale del Foro, i comitia designano lassemblea 1) i comitia curiata risalgono allet monarchica e consistevano nella riunione delle curiae, aggregazioni parentali della popolazione. 2) i comitia centuriata sono unassemblea del popolo inquadrato militarmente/exercitus. 3) i comitia tributa sono lassemblea deliberante di tutto il popolo organizzato per trib. Il concilium lassemblea della plebe. Consoli, questori e censori sono eletti dai comizi centuriati; edili curuli, questori e altri magistrati minori dai comizi tributi; tribuni ed edili plebei dal concilio della plebe.

17 4C. Fonti epigrafiche: Lepigrafia si affianca alle fonti letterarie per la storia e allarcheologia per lanalisi del suo supporto materiale e la sua collocazione in sito. 4.1. Le fonti epigrafiche greche: Dopo i lavori Arthur EVANS a Cnosso e a Pylos e gli studi sulla scrittura Lineare A e Lineare B di VENTRIS, stato approfondita lorigine e lo sviluppo della scrittura alfabetica dei Greci. Ogni regione raggiunta dalla civilt greca ha sviluppato una propria epigrafia. Lepigrafe va studiata in rapporto con la tradizione letteraria, ma spesso per le perdita degli archivi pubblici, lepigrafe resta lunica testimonianza; non mancano iscrizioni false come ad es. il decreto di Temistocle trovato a Trezene. Metodo epigrafico: liscrizione da esaminare 1) va collocata in una precisa realt geografica 2) nel suo contesto sociale 3) collegata in una serie di documenti affini, ricorrendo allausilio di repertori idonei (ad es. in italiano i 4 volumi di Epigrafia Greca 1968-78 di Margherita Guarducci) ecc. 4.2. Le fonti epigrafiche latine: Nellantichit la lapide non serviva solo per le tombe come oggi, ma era il principale medium di comunicazione di massa, veicolo privilegiato di trasmissione di messaggi pubblici o privati: commemorazioni di defunti, esaltazioni autopropagandistiche, titolature imperiali, scansioni onorifiche di carriera, ex voto, dediche, ecc. Si possiedono centinaia di migliaia di epigrafi latine ed esse si prestano a molti temi dindagini. La documentazione epigrafica fu utilizzata gi dagli antichi storiografi come Polibio, Dionigi dAlicarnasso e Svetonio. Lalfabeto latino deriva dallalfabeto etrusco che a sua volta rielabora alfabeti euboici. Ci sono molte tipologie di scrittura: a) nelle epigrafi prevalgono le scritture capitali o monumentali, ossia preferite nei monumenti per la grandezza, regolarit, chiarezza e quindi tali da rendere rapida, precisa e agevole la lettura dei messaggi b) le scritture attuariali di forma stretta sono preferite per i testi di leggi c) le scritture corsive nei graffiti con punte di stilo o vernici per i tratti veloci e irregolari per messaggi personali e di valore limitato nel tempo. Un particolare che colpisce subito nelle epigrafi latine la serie di nomi di ogni personaggio, ossia come interpretare lonomastica latina, dato che proprio il nome di persona lelemento centrale di molte iscrizioni. Il nome nellonomastica latina ha regole rigide createsi nel corso del tempo (per i maschi liberi): 1) in origine avevano un solo nome, accompagnato da quello del padre per gli uomini e da quello del marito per le donne sposate 2) con laccrescersi della popolazione si generalizza luso di tria nomina: I) praenomen (prenome) II) nomen (nome gentilizio cio della famiglia di appartenenza, simile al nostro cognome) III) cognomen (il vero elemento individuante e simile al nostro nome) 3) in et altoimperiale ben 5 elementi: IV) il patronimico V) lindicazione della trib di appartenenza. Il prenome era attribuito al neonato fra lottavo e il nono giorno dalla nascita ed era quasi sempre indicato in forma abbreviata, il nome gentilizio era scritto per intero, il patronimico veniva indicato dallabbreviazione del nome del padre in genitivo con laggiunta di F per filius o filia, la trib di appartenenza (una delle 35) indicava la cittadinanza romana (almeno fino ad Antonino Pio ogni citt italiana era assegnata ad una trib). Nelle iscrizioni onorarie e in molte funerarie si hanno i cursus, ossia la scansione delle carriere previste dallordinamento burocratico-istituzionale romano e possono essere espressi in ordine ascendente oppure in ordine discendente. I passaggi di carriera erano possibili ma non facili e si hanno tre categorie di cursus: I) il cursus senatorio: 1) QUESTURA, 2) TRIBUNATO DELLA PLEBE, 3) EDILIT, 4) PRETURA, 5) CONSOLATO (nel nuovo ordinamento di Augusto diventano quasi esclusivamente strumenti di accesso allassemblea senatoriale con la questura o alle cariche imperiali: dopo i 25 anni alla questura, oltre i 30 anni alla pretura, dopo i 33 al consolato col quale si poteva in seguito accedere ai governatorati di provincia e ai comandi di legione. Nella repubblica la censura aveva lo stesso prestigio del consolato, invece nellimpero scomparve. Tale cursus era riservato ai figli di famiglie senatorie ed aperto a chi avesse un censo pari a quello minimo senatorio) II) il cursus equestre: 1) MILITIAE EQUESTRES 2) PROCURATELE (classi da met del II sec. d.C.) a) procuratores sexagenarii (60.000 sesterzi annui) b) pr. centenari (100.000 sesterzi annui) c) pr. ducenari (200.000) d) pr.

18 trecenari (300.000) 3) PREFETTI: della flotta del Miseno, di Ravenna, dEgitto, delle coorti urbane, dei vigili, DEL PRETORIO (la carica pi importante cui un cavaliere potesse aspirare) 4) GOVERNATORI delle province imperiali, controllo della cancelleria dellimperatore (la classe equestre, equites Romani equo publico, negli ultimi secoli della repubblica era in concorrenza con la classe senatoria per il controllo del potere, e vi accedevano cittadini con almeno 400.000 sesterzi annui, invece nellimpero divennero la struttura portante della burocrazia) III) i cursus inferiori: categoria eterogenea con diverse carriere e funzioni, ad es. i cursus per lamministrazione di una cittadina con al vertice la suprema magistratura locale dei duovir o dei quattuorviri iure dicendo, dalla quale si poteva passare alla classe dei cavalieri venendo assunti nella praefectura fabrum o fabrorum. 4.3. Le fonti papirologiche: Il papiro era il materiale scrittorio pi diffuso, La pianta, cresciuta in ambienti palustri specialmente in Egitto, era tagliata in strisce sottilissime, tessuta su una tavola con collanti, le scabrosit martellate, con la colla si componevano le strisce in un foglio, infine si incollavano diversi fogli per formare rotoli di circa 20 fogli. Lo scrivere lungo le fibre era detto recto, lo scrivere in modo traversale ad esse verso. Nelle zone particolarmente secche del deserto alcuni papiri si sono conservati fino ad oggi (il pi lungo si trova al British Museum, misura circa 40 metri e contiene 437 colonne, circa una per pagina). Per contrasti con lEgitto a Pergamo venne creata la pergamena, ricavata da pelli di ovino; nel tardoantico il rotolo di papiro fu sostituito dal libro di pergamena, che, sebbene pi costoso, era pi comodo da consultare. La papirologia la disciplina che studia i testi scritti su papiro: i papirologi studiano i testi documentari, i filologi i testi letterari; lo studio dei papiri ha permesso il ricupero di vari testi perduti e moltissime testimonianze su tutti gli aspetti del mondo antico, per cui stato avviato un Corpus Papyrorum Historicarum, con ricupero di molti frammenti rinvenuti e che si continuano a ritrovare. Si tratta in genere di molti aspetti puntuali tra pubblico e privato che illustrano diversi ambiti diversamente ignorati, specialmente per le attivit economiche. I ritrovamenti pi preziosi sono quelli di archivi.

19 5A. Vicende del I secolo d.C. (da Eutropio VII,8-18; Tacito, Annali, I-XVI; Storie, I- III; Svetonio, Vite dei Cesari: Giulio, Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Galba, Otone, Vitellio) Ottaviano Augusto a 32 anni rimase il padrone dellimpero che resse per 44 anni, fino a 76 anni con modi affabili e liberali verso tutti. Aggiunse allimpero Egitto, Cantabria, Dalmazia, Pannonia, Aquitania, Illiria, Rezia, Videlicia, i Salassi delle Alpi, citt marittime del Ponto e del Bosforo, vinse i Daci e i Germani, arriv al fiume Albi (Elba) tramite Druso e Tiberio, ricuper lArmenia e impose ostaggi ai Parti, trasform la Galazia in provincia romana, ricevette ambascerie da Sciti e Indi, lasci limpero fiorentissimo a Tiberio e fu divinizzato. Mor ad Atella in Campania e fu sepolto a Roma nel campo Marzio nel 14 d.C (19 agosto). Limperatore Tiberio (14-37) fu avaro e crudele, govern per 23 anni, fino a 78 anni, mor in Campania ma nessuno lo rimpianse. Gaio Cesare detto Caligola (37-41), nipote di Augusto e di Tiberio, sal al potere a 26 anni, tent di riconquistare la Svevia ma non concluse nulla, si rese odioso per avarizia e crudelt al punto che fu ucciso nel palazzi solo dopo 3 anni di governo. Fu proclamato imperatore Claudio (41-54), figlio di Druso e zio di Caligola, che govern in modo mediocre, in alcune cose moderato, in altre crudele; riconquist la Britannia tramite Gneo Senzio e Aulo Plauzio, per questo celebr un grande trionfo. Aggiunse al dominio romano anche delle isole al di l della Britannia dette Orcadi e chiam suo figlio Britannico. Regn per 14 anni, fino a 64 anni e dopo la morte fu divinizzato. Fu proclamato imperatore il figlio adottivo Nerone (54-68), nipote di Caligola, amante del lusso al punto da pescare con reti doro e corde di porpora, ma crudele nel mandare a morte molti senatori e persone oneste, volgare nel danzare vestito da citarista o da attore tragico; arriv persino a uccidere il fratello Britannico, la moglie e la madre Agrippina, a incendiare Roma per godersi lo spettacolo come fosse Troia. Per poco non perse lintera Britannia, ma due fiorenti citt furono distrutte, perse lArmenia e le legioni romane furono umiliate dai Parti. Aggiunse allimpero il Ponto Polemionaco dopo la morte del re Polemone e le Alpi Cozie dopo la morte del re Cozio. Dopo 14 anni di regno fu abbandonato dallesercito e dal senato che lo dichiar nemico della patria, ma per non essere umiliato (condotto nudo per le vie con una forca al collo, battuto con le verghe fino a morire e precipitato dalla rupe Tarpea) fugg nel podere suburbano di un suo liberto, a 4 miglia da Roma tra le vie Salaria e Nomentana, e l si uccise a soli 32 anni. Nel frattempo era stato proclamato imperatore Servio Galba (68-69) senatore di 73 anni, ma con una stimata carriera come console, proconsole, comandante di eserciti. Il suo governo prometteva bene, ma per la sua severit fu ucciso nel foro romano solo dopo 7 mesi e fu sepolto nei suoi giardini sulla via Aurelia. Prese il potere Ottone, familiare di Nerone e dissoluto, ma gli eserciti della Germania acclamavano imperatore Vitellio e assalito da questi dopo la perdita in un piccolo scontro presso Bedriaco, si suicid a 38 anni dopo solo 95 giorni di regno, nonostante avesse lesercito ancora intatto e i soldati lo esortassero a non disperarsi, ma era angosciato dallidea di riaprire un guerra civile. Limperatore Vitellio era crudele e vorace, tanto da fare anche 5 pasti al giorno e in uno di essi fece servire 2 mila pesci e 7 mila uccelli. Si paragonava a Nerone e ne abbell la sepoltura che prima era umile. Incendi il Campidoglio per uccidere Sabino, fratello di Vespasiano, ma fu catturato dai capitani di Vespasiano, trascinato nudo per la citt mentre la folla lo imbrattava di sterco, infine fu scannato e gettato nel Tevere; aveva 57 anni e regnava da soli mesi.

20 5B. Approfondimenti I) Lordinamento di Augusto Nel I sec. a.C. il dominio romano fu scosso da terribili guerre civili che determinarono la fine della repubblica e il passaggio al principato. Iniziarono con la lotta fra Mario per i popolari e Silla per gli aristocratici. La vittoria di Silla e linstaurazione della sua dittatura segnarono una vittoria solo apparente degli aristocratici perch, mentre reprimeva duramente le aspirazioni dei popolari, iniziate nel secolo precedente con i Gracchi, non risolse i problemi reali da esse rappresentati anzi indic la via alternativa alla loro soluzione: invece della riformulazione dei rapporti tra plebei e patrizi la strada della dittatura, un uomo forte che incarnasse gli ideali. Infatti, dopo il compromesso del triumvirato, questi fu Cesare, il punto di riferimento costante nei secoli del modello imperiale. Fallito il tentativo di restaurazione della repubblica da parte di Bruto e Cassio, finito nel sangue anche il fragile sogno aristocratico di Cicerone, sinstaur saldamente labile Ottaviano, nipote di Cesare, capace di rappacificarsi prima con Cicerone e Bruto, poi con Antonio e infine a sbarazzarsi anche di Antonio per creare un nuovo ordine politico sotto la forma di restaurazione della repubblica. 5.1. La creazione del principato: Augusto mantiene le forme repubblicane ma assicura a s solo il controllo del potere. Dopo la vittoria su Antonio ad Azio, inizia la prima delle fasi di formazione del nuovo regime: 1) 13 gennaio del 27 a.C. Ottaviano restituisce la res publica al senato e al popolo romano con una dichiarazione solenne davanti al senato, mantenendo solo il consolato che condivide con il suo generale Agrippa 2) il 16 gennaio il senato vota una serie di privilegi e onori poi ratificati da una legge comiziale da tali privilegi deriva una prima definizione dellimperium di Augusto, ossia il comando delle truppe e la gestione di alcune province per dieci anni, inoltre riceve il cognomen di Augustus; negli anni successivi viene eletto regolarmente console 3) nel 23 a.C. dopo una grave malattia, Augusto depone il consolato, pensando seriamente ad una sua successione, per conserva il comando delle province imperiali ossia limperium ora qualificato come maius e senza limiti territoriali, inoltre riceve la tribunitia potestas, ossia lintero potere dei tribuni per cui diventa inviolabile. 5.2. Il nuovo ordinamento: Di fatto il potere monarchico, lo stesso attributo di Augustus esprime una natura carismatica extracostituzionale. Eppure il suo imperium e potestas magistratuali sono allinterno della tradizione. Il princeps ha poteri magistratuali senza i limiti dei suoi colleghi, ossia la temporaneit e la effettiva collegialit, per cui in effetti ha piena libert dazione. 5.3. Roma, Italia e province: La citt di Roma viene riorganizzata tramite magistrature di vecchia tradizione, nuovi funzionari dipendenti dal senato e incaricati dal princeps. La citt suddivisa in 14 regiones, ognuna sovrintesa da un curatores e suddivisa in vici/quartieri affidati a magistri col duplice compito di controllo della popolazione e promozione del culto dei Lares Augusti per creare il consenso, il quale si esprime sempre pi spesso non pi nei comizi ma nei luoghi di spettacolo. -- LItalia viene riordinata in 11 regiones, delle quali non chiara la funzione, eccetto che per i censimenti; in pratica il centro interviene per la cura e manutenzione delle strade, la vehiculatio, ossia servizio per lo spostamento di uomini e cose, inoltre per la riscossione delle imposte che gravano sui cittadini romani. -- Le province del populus sono affidate per sorteggio a proconsules (ex-consoli o ex-pretori) con mansioni giurisdizionali, e nel loro seguito questori per le finanze e procuratores nominati dallimperatore per la gestione dei beni imperiali. Le province del princeps sono governate da legati Augusti pro pretore, ossia ex-consoli o ex-pretori nominati direttamente dallimperatore; i procuratori imperiali gestiscono sia le imposte per i beni pubblici sia le entrate delle propriet imperiali. La distinzione tra province del popolo e province di Cesare inizia nel 27 a.C., poi nel 23 con il titolo di maius legittima lingerenza di Augusto in ogni provincia. La provincia dellEgitto, creata nel 30 a.C., con 3 legioni viene affidata a un cavaliere detto praefectus Alexandriae et Aegypti, rappresentante personale del principe, come un vicer, effettivo erede dei Tolomei. La struttura amministrativa del centro esile perch ha compiti limitati: a) mantenimento dellordine interno b) difesa contro le minacce esterne c) giurisdizione di pi alto livello. Gli altri compiti sono svolti dagli organismi di autogoverno cittadino.

21 5.4. Fisco e finanza imperiale: Per garantire risorse finanziare adeguate e costanti si ha una duplice organizzazione finanziaria: a) il fiscus populi b) il fiscus Caesaris. Il fisco imperiale sia cassa privata sia cassa pubblica, giustificata dal mantenimento a proprie spese delle legioni stanziate nelle province imperiali, inoltre vari donativi come frumentazioni, spettacoli, ecc. Fu riorganizzato tutto lapparato fiscale con nuovi criteri sia per limposizione sia per la riscossione dei tributi; la riorganizzazione, iniziata in Gallia, preceduta dal censimento e dal catasto, coinvolgendo le amministrazioni cittadine. I due tributi maggiori sono il tributum soli/limposta fondiaria e il tributum capitis/limposta personale sui peregrini/provinciali che non sono cittadini romani. La riscossione viene affidata alle amministrazione cittadine, come gi aveva iniziato Cesare durante la sua dittatura, per cui viene ridotto di molto il ruolo delle societates publicanorum/compagnie di affaristi che assumevano lappalto della riscossione delle imposte. 5.5. Riorganizzazione dellesercito: Augusto porta alle estreme conseguenze la riforma di Mario che reclut soldati anche al di fuori delle 5 classi di censo, ossia tra i proletari come volontari pagati. Lesercito imperiale sostanzialmente un esercito di volontari anche se non viene mai abolita la coscrizione. Il pagamento non elevato ma consente, nel prolungamento della ferma, dei cospicui risparmi. La spesa per lesercito una delle maggiori, ossia per molte migliaia di uomini il pagamento del soldo dal quale vengono dedotte le spese per il vitto e il vestiario. 5.6. Stati clienti e difesa dellimpero: Le aree di confine non completamente pacificate richiedono uno stanziamento militare stabile: penisola iberica per lendemico ribellismo, la Numidia, le Alpi per uno stabile controllo. Lespansione maggiore, dopo attivit esplorative, si ha nella penisola balcanica dalla Pannonia alla Tracia, dal 12 a.C. al 9 d.C. anche la Germania fino allElba. I confini principali sono costituiti da tre fiumi: Reno, Danubio ed Eufrate. La grande espansione durante il lungo principato di Augusto sostenuta dallideologia di un imperium sine fine, ossia di un impero almeno tendenzialmente universale, ecumenico. Per non vivere in uno stato di guerra permanente, si affida la soluzione di molti conflitti alla diplomazia attraverso la creazione di una rete di stati clienti, specialmente nelle regioni orientali, in base al principio divide et impera. 5.7. Gruppi dirigenti senatori e cavalieri: I gruppi dirigenti restano quelli della repubblica ma con nuove funzioni nellamministrazione quotidiana. Si tratta di cariche magistratuali che sono in pratica precondizione per il governo delle province o altri incarichi nellamministrazione imperiale. Lelemento pi dinamico della societ romana costituito dai liberti imperiali. Gli schiavi importati dalle conquiste e le requisizioni dopo le guerre civili creano grande mobilit in Italia. Si tratta di centinaia di migliaia di schiavi che modificano la composizione etnica della stessa societ romana, con altissima mortalit e pure molto elevata natalit. Augusto cerca di salvaguardare le famiglie di lite con leggi apposite per incoraggiare il matrimonio, ad es. una lex Iulia contro ladulterio, unaltra lex Iulia per incentivare ad avere figli, una lex Papia Poppaea che penalizza i celibi. A Roma infatti piuttosto facile che il padrone conceda la libert a dei suoi schiavi, per essi diventano con questa anche cittadini romani con i privilegi loro concessi. 5.8. La continuit del potere imperiale: Augusto con il passare degli anni si pone il problema della sua successione cercando di assicurarla allinterno della Domus Augusta: il successore viene designato dallo stesso imperatore in carica attribuendogli lo stesso imperium, viene adottato come figlio ed eredita il suo patrimonio... Marco Claudio Marcello... Gaio e Lucio Cesare, figli di Agrippa... adotta come figlio il primogenito dei figli di primo letto di sua moglie Livia, Tiberio che viene obbligato ad adottare Germanico, figlio di suo fratello Druso...

22 II) Lorganizzazione di Claudio Il regno di Tiberio, nonostante la descrizione tendenziosa di Tacito, era stato saggio ed equilibrato, aveva risolto una grave crisi economica dovuta alla pessima abitudine dellusura da parte dei senatori e allo sfruttamento spietato nelle province da parte dei governatori. Ebbe la sfortuna di perdere due uomini di valore come Germanico e Druso, di affidarsi a violenti prefetti del pretorio come Seiano e Macrone, infine di lasciare limpero a uno squilibrato come Caligola, acclamato dai pretoriani e poi da loro stessi eliminato. II.1. Uno studioso sul trono imperiale: Caligola aveva disperso in pochi anni lenorme riserva di denaro accumulata da Tiberio. Claudio, fratello di Germanico, era gi avanti negli anni e con poco interesse per il potere. Era uno studioso, appassionato di storia, ma di carattere diffidente. Rispetta le tradizioni nella forma, per nel concreto esercizio del potere un innovatore, desideroso di superare gli arbitrii noti sotto Tiberio ed evidenti sotto Caligola. II.2. La nuova burocrazia: Per gestire il fisco imperiale e i compiti giurisdizionali sempre pi ampi del principe, Claudio organizza una serie di grandi segreterie centrali con a capo i propri liberti: Narciso, incaricato della corrispondenza ufficiale /praepositus ab epistulis; Pallante, alle finanze imperiali/a rationibus; Callisto, responsabile delle petizioni allimperatore/a libellis e probabilmente anche delle questioni legali/a cognitionibus; e Polibio, bibliotecario e archivista/a studiis. La nuova organizzazione burocratica si dimostra efficiente e viene estesa anche alle province. Gli agenti privati dellimperatore, detti procuratores, assumono sempre maggiori compiti pubblici. Claudio ricerca lefficienza dei suoi interventi per migliorare la qualit della vita a cominciare dalla citt di Roma tramite un programma di opere pubbliche che inoltre favoriscano lattivit produttiva. II.3. La spinta verso lintegrazione delle province: Claudio, per legare maggiormente le popolazioni provinciali allimpero, concede a molti la cittadinanza romana e la creazione di nuove colonie di cittadini romani nelle province. I membri delle classi dirigenti provinciali possono essere eletti magistrati ed entrare a far parte del senato di Roma. La maggioranza della classe dirigente del tempo invece contraria a questa prospettiva di Claudio, eppure sar proprio lintegrazione progressiva delle lites provinciali a garantire una durevole coesione dellimpero come grande stato territoriale. II.4. La conquista della Britannia: A Claudio, in quanto imperatore, mancava laura di generale conquistatore. Il commercio romano era gi ben penetrato in Britannia, ma dopo lo sbarco di Cesare non si era pi considerata un affare la sua conquista. I generali di Claudio la conquistano rapidamente e Claudio stesso si trattiene pochi giorni nellisola per poi fare ritorno a Roma a celebrare il trionfo. Il valore simbolico della conquista della Britannia molto alto, infatti si tratta della prima annessione di una regione al di l dellOceano. In altre parti dellimpero Claudio procede alla riorganizzazione: in Mauretania e nelle regioni alpine trasformate in provincia, anche la Giudea dopo la morte di re Erode Agrippa viene trasformata in provincia. II.5. Congiure di palazzo: Dato lenorme potere concentrato nelle mani della famiglia Giulio-Claudia, continuano le trame per la spartizione. Si hanno, anche in questi anni, processi e condanne di oppositori, essendo Claudio malvisto da gran parte dei senatori i quali detestano sia i liberti imperiali sia le donne di corte. ... Messalina... Agrippina... Nerone... il quinquennio felice con Burro e Seneca. Se il sistema funzionava, molto del merito fu dovuto a Claudio... la svolta del 58 con Poppea... lincendio del 64, la persecuzione dei cristiani e la costruzione della Domus Aurea... Il primo periodo di Nerone, guidato da Burro e Seneca sotto linflusso della madre Agrippina, fu sereno per il rispetto delle prerogative del senato e prospero per la buona gestione degli affari di stato. La svolta in senso autocratico avvenne quando Nerone sinvagh di Poppea Sabina, allora si scontr con la madre, mor Burro, allontan Seneca e divenne prefetto del pretorio il subdolo Tigellino che assecond tutte le sue stranezze. Nerone si disinteress degli affari di stato, si dedic alle gare sportive e artistiche, viaggi in Grecia, riprese i processi e le confische a favore del patrimonio imperiale, progett una lussuosa residenza imperiale, ma continuarono le congiure fino a estendersi alle province. . GALBA.. VITELLIO.. OTONE... Le truppe dellEgitto acclamarono imperatore T. FLAVIO VESPASIANO, il comandante delle truppe impegnate in Giudea nella repressione della rivolta scoppiata nel 66.

23 5.C. La numismatica 5.1. Valore: Aristotele, nellEtica Nicomachea V 5, osservava che il nome nmisma/moneta deriva da nmos/legge perch la legge che ne garantisce il valore. La prima moneta coniata in forma metallica su disco rotondo con pesi definiti e garantiti risale alla fine del VII sec. a.C. in Asia Minore. Secondo le fonti antiche la sostituzione del lingotto con la moneta dargento si deve al re dArgo Fidone nel VII secolo, comunque nei ritrovamenti la pi antica moneta dellarea quella eginetica del 580 a.C.. La moneta coniata facilit le transazioni economiche, in quanto espediente concreto per esprimere il valore. Laffidabilit della garanzia sulla moneta era legata alla forza economica, politica, militare, religiosa di chi emetteva la moneta. 5.2. Pesi e misure: nelle citt greche della Ionia e nel principato lidio di Sardi alla fine del VII sec. a.C. era usato lelettro (lega naturale di oro e argento), poi loro o largento, secondo la tradizione dal re Creso nel 560 a.C. Nel 1904-5 nel basamento del tempio di Artemide ad Efeso sono state ritrovate monete globulari in elettro probabilmente del 640-30 a.C. La moneta metallica dallarea anatolica si diffuse nel mondo achemenide, nellarea egea, in Grecia e infine in Magna Grecia, divenendo uno strumento caratteristico della cultura greca. Dalla met del VI sec. in Grecia si us largento, estratto dalle miniere del Laurion, della Tracia e della Macedonia. Luso del bronzo sembra pi tardivo anche se presente in tutte le epoche come lingotto o utensile o manufatto. Furono usati per fabbricare monete anche vetro, piombo, ferro, ceramica, e nel tempo moderno carta e plastica. In et greca si hanno diversi sistemi ponderali, in et classica prevale il talento di origine orientale di gr. 26,220, suddiviso in 60 mine, suddivisibili a loro volta in un numero vario di dracme dargento: 100 dracme per una mina ad Atene, 70 ad Egina, ecc. La pi controllata dai poteri pubblici il peso e la purezza della moneta in oro. Nelle culture legate allargento, loro viene monetato solo in casi di emergenza, ad es. ad Atene nel 407 a.C. Nelle transazioni minori prevale la moneta di rame, di pi veloce circolazione e minor controllo sul peso. La moneta di rame domina nelle transazioni quotidiane, le monete doro e dargento per quelle su grandi distanze. La presenza di moneta di rame allogena indica scarso controllo in loco, ad es. la moneta siracusana in Magna Grecia e poi quella romana. 5.3. Aspetti giuridici: Il diritto di battere moneta divenne sinonimo di sovranit che poteva anche essere delegata; ad es. Atene impose la circolazione della propria moneta alla propria Confederazione nel 420 a.C. Nel mondo romano si ha invece una circolazione monopolistica, per cui furono favorite le speculazioni abbassando il peso o il contenuto metallico e lasciando inalterato il valore nominale. Nelle economie di guerra si ha talvolta lo svilimento della moneta per processi inflazionistici con laumento del valore del metallo specialmente del bronzo. Si possono avere volumi eccessivi di moneta o al contrario scarsit per la difficile o mancata distribuzione, ecc. 5.4. Zecche: Le zecche che fabbricano la moneta sono spesso collegate ai templi (il Teseion ad Atene, il tempio di Giunone Moneta a Roma) ed avevano unorganizzazione interna complessa per il compito di indicare: peso, titolo, disegno, nominale, valore legale, volumi, ritmi di emissione, scadenze da rispettare, prezzi dacquisto del metallo, percentuali di profitto, costi per il personale, sanzioni per le inadempienze, ecc. Le emissioni erano effettuate dalle zecche centrali oppure decentrate in altre zecche o organizzate in zecche distribuite sul territorio, perfino zecche itineranti. Dalliscrizione del Celio conosciamo la struttura della zecca di Roma: a) in amministrazione loptio et exactor/ tesoriere e sovrintendente, il nummularius/addetto ai cambi, loptio/responsabile dellufficio, lofficinator/impiegato b) in officina un altro optio et exactor, il flaturarius/fonditore, il probator o aequator/addetto a saggiare il metallo, il malliator/martellatore, il suppostor/operaio che collaborava alla battitura, il praepositur mediastinorum/capo operaio, il mediastinus/operaio generico, inoltre lo scalptor/incisore di conii, il signator/monetiere. Per la produzione si ha la tecnica di fusione tipica della moneta etrusca, italica e romana primitiva (aes grave) che sostitu la primitiva circolazione di pezzi di rame informe (aes rude). Si utilizzavano matrici bivalvi che per lasciavano sempre traccia del canalicolo con breve codolo. Lautenticit e la legalit della moneta

24 derivava dallautenticit del conio, che veniva distrutto una volta esaurita la sua funzione. Unaltra tecnica era la battitura tra il conio inferiore o incudine e il conio superiore o martello, il prodotto era discontinuo; i conii venivano incisi da personale specializzato lavorando a bulino. Sul volume delle emissioni non si hanno dati sicuri, ad es. a Delfi nel 330 a.C. si hanno 7/9 conii con lemissione di 23.000 monete per conio. Limmissione sul mercato avveniva attraverso vari canali: paga dei dipendenti statali, dei servizi forniti allo stato, dei mercenari. 5.5. Simboli: una moneta viene descritta precisando tre aspetti il tipo, la leggenda, i simboli accessori. Il tipo limpronta sulla moneta, con divinit e miti, alcuni quasi totem di una polis (la foce per Focea, la rosa per Rodi, il leone per i Leontini, la tavola per Trapezunte), prodotti della sua prosperit (la spiga per Metaponto, il tonno per Cizico o Cadice,il silfio per Cirene, il grappolo duva per Naxos), simboli di miti (la civetta per Atene, laquila di Zeus per Olimpia, Pegaso per Bellerefonte a Corinto, la vacca di Io per Bisanzio, il delfino di Taras per Taranto). A Roma dal II sec. a.C. compaiono le vicende delle gentes, le vicende imperiali, la personificazione di realt fisiche e di concetti astratti, delle stesse citt, poi limperatore, poi il suo genius, virtus, clementia, salus, fecunditas dellimperatrice. Per Costantino si ha il legame a Marte o Ercole, dopo la vittoria del 310 il Sol Invictus, dal 318 il chrismn cristiano; nel IV sec. le persone degli imperatori e pochi simboli, soprattutto Vittorie. Per la maggior parte dei fruitori, spesso illetterati, erano disinteressati ai simboli; si accentuava la ritrattistica ufficiale con tratti da contadino per la repubblica, da rude soldato per limpero nel III sec. d.C. La ritrattistica dei sovrani tende a convergere su pochi determinati tipi fisionomici, es. per Alessandro, Augusto, Giulio-Claudii, Costantino. In genere, fino al IV sec., era di profilo; il ritratto frontale si afferma con lassolutismo. Per ottenere un gradimento istintivo da parte dellutente la figura richiedeva riconoscibilit immediata (ad es. le civette per Atene, i pegasi per Corinto, i quadrigati e i bigati per Roma). La leggenda era destinata a comunicare lautorit responsabile delle emissioni e di queste garante: nomi delle citt abbreviate per le monete greche, poi i detentori del potere da Filippo e Alessandro, nelle monete romane i meriti militari (Germanico, Britannico, Dacico, Partico, Armeniaco), dal V sec. d.C. i monogrammi (definizioni a carattere ideografico, di facile percezione anche per gli illetterati). I simboli accessori definivano un sistema di comunicazione a carattere molto diversificato: i magistrati responsabili (SC = senatus consulto per affermare la competenza senatoria sulle emissioni, sulle monete imperiali dalla fine del III sec. sigle per indicare la citt in cui operava la zecca e leventuale numero dellofficina dove era stata battuta), le diverse emissioni, le registrazioni quantitative interne alla zecca, la qualit del metallo (es CONOB per constantinopolis obryzacum = oro purificato di Costantinopoli), data per lera (ere cittadine, anno del regno per gli imperatori romani in Egitto). Era indicato il rapporto di cambio, ad es. per il denario repubblicano: lasse/as unit-base di rame, allinizio era 1 a 10, poi 1 a 16; per il nome ufficiale o nelluso corrente non figur mai sulla moneta e questo genera diverse incertezze. 5.6. Materiali paramonetari: contorniati nel IV-V sec. a Roma forse per accedere ai giochi, le tessere per determinati beni o servizi (in osso, avorio, terracotta, ecc.; le tesserae frumentariae in piombo, le spintriae in rame per entrare nei lupanari, biglietti per spettacoli, per le terme, attestazioni di pagamento o di diritti acquisiti, gettoni di presenza), le medaglie erano celebrative o commemorative sia nel mondo ellenistico che in quello romano, in argento e oro, fino ai molto vari silique in argento e solidi in oro della tarda antichit e al medaglione doro di Teodorico. Spesso erano donativi, ad es. i solidi per i capi germanici. I pesi di controllo iniziarono a diffondersi da Costantino. Le contraffazioni erano severamente punite, i falsi moderni in et rinascimentale con imitazioni spesso ad alto livello rilavorando pezzi antichi hanno valore solo per la storia delle medaglie. 5.7. Dinamica della circolazione monetaria: la circolazione monetaria data dalla moneta immessa sul mercato dallautorit unita a quella penetrata in qualsiasi modo dallesterno. In Grecia la moneta aveva ambiti chiusi di circolazione, in Magna Grecia libera circolazione. In et romana repubblicana la delega a centri periferici non interferiva con la politica economica del governo centrale cui era riservato luso della moneta aurea o argentea. Aureliano cancell la delega alle realt periferiche e fiss una serie di sedi in base a bacini

25 di utenza delimitati, con validit in tutto limpero di tutta la moneta emessa. La circolazione si modificava nel tempo, ad es. luscita di circolazione poteva avvenire per ritiro coatto, per consunzione, per abbandono o per occultamento. Alcune specie monetarie ebbero tenace durata, alcune specie per periodi lunghissimi per es. gli antoniani di zecca spesso irregolare usati per tutto il IV e il V sec e nei ripostigli del VI secolo. Al tempo di Gallieno si ebbe una forte speculazione sul rame come metallo da fondere, per cui ci fu incetta di monete di rame. Le monete doro furono usate anche come gioielli, dimostrazioni di lealismo allimperatore, pagamenti per oggetti di lusso, inserimento nei corredi funebri, offerte nei templi. I ripostigli di monete si differenziano 1) nella prospettiva di una reimmissione sul mercato (risparmio o situazioni di emergenza) 2) ripostigli per il valore del metallo (si hanno classi monetarie pi omogenee e pi aderenti alla realt della circolazione quotidiana). La conservazione avveniva nei modi pi disparati: in rotoli di stoffa, in cinture, in sacchetti, in teche di piombo, in contenitori di pietra o di legno, in vasi di metallo o di terracotta, in buchi nei muri o nei pavimenti, sepolte nel terreno, ecc. La frequenza dei ripostigli di un periodo testimonia la scarsit di moneta e la grande insicurezza. Un tesoro ritrovato era di propriet del principe gi in et romano-bizantina, per cui anche oggi viene facilmente disperso sul mercato numismatico. La singola moneta richiede invece analisi diversa da quella della numismatica, perch costituisce materiale di riferimento per larcheologia. Ovviamente si smarrivano pi facilmente le monete di basso valore, anche perch meno ricercate e spesso finivano in luoghi di scarico per lacqua, interstizi nel basolato stradale, aree non pavimentate, ecc. Alcune possono essere state disperse sul terreno per aratura. La numismatica dunque una disciplina complementare allo studio delleconomia e ai materiali archeologici.

26 6A. I Flavi e gli imperatori adottivi (da Eut. VIII,1-18; Tacito, Storie, IV-V; Svetonio, Vite dei Cesari) Vespasiano (69-79) fu eletto imperatore mentre si trovava in Palestina per reprimere la rivolta dei Giudei. Aveva militato in Germania e in Britannia, conquistata lisola di Vetta e 20 fortezze. Nel governo fu moderato, raccoglieva e distribuiva molto denaro, fu mite verso gli oppositori, rese province romane Acaia, Licia, Rodi, Bisanzio e Samo, inoltre Tracia, Cilicia e Commagena. Fu gradito al senato e al popolo, sopportava i motteggi ma fu rigido nella disciplina militare. Mor a 69 anni nella sua villa presso i Sabini. Il figlio Tito(79-81), che gli successe come imperatore, fu definito amore e delizia del genere umano, per la sua amabilit e moderazione, fu anche autore di poemi e tragedie. Durante il regno del padre aveva espugnato Gerusalemme dopo tenace assedio. Da imperatore trattava tutti con grande affabilit, fece costruire lanfiteatro di Roma, mor di malattia dopo solo due anni di regno, a 42 anni di et e fu rimpianto da tutti, poi divinizzato (annoverato tra gli di). Su fratello Domiziano (81-96) allinizio govern con moderazione, ma poi divenne detestabile per la violenza e lavidit, si fece chiamare dio e pretese statue doro in Campidoglio. Fece spedizioni vittoriose contro i Daci e i Catti, ma con gravi perdite in quella contro i Sarmati; a Roma ricostru il Campidoglio e avvi il Foro Transitorio, il Portico degli di, lo Stadio e il tempio di Iside e Serapide. Si ebbero diverse congiure, finch fu ucciso da una ordita dai suoi familiari e mor dopo 15 anni di regno, allet di 45 anni. Nel 96 fu eletto lanziano senatore Nerva (96-98) con lappoggio del prefetto del pretorio, Petronio Secondo, e delluccisore di Domiziano, Partenio. Adott Traiano e mor dopo un anno di regno a 72 anni. Fu eletto imperatore Ulpio Crinito Traiano (98-117), nato a Italica in Spagna, mentre si trovava in Gallia presso Agrippina, ricuper le citt della Germania al di l del Reno, sconfisse Decebalo re dei Daci e form una nuova provincia, riconquist lArmenia, cre tre nuove province: Armenia, Assiria e Mesopotamia, inoltre fece provincia lArabia e costru una flotta per il Mar Rosso. Nel governo si dimostr moderato e umano, benevolo con gli amici, rispettoso dei senatori, costru molti edifici in tutto limpero, fu molto venerato da vivo e da morto. Tornando dalla Persia mor di diarrea presso Seleucia dIsauria dopo 19 anni di regno, allet di 63 anni. Le sue ossa furono in unurna doro sotto una colonna nel Foro da lui edificato. Come successore fu eletto, con laiuto di Plotina moglie di Traiano, Elio Adriano (117-138), pure nativo di Italica, il quale ritir lesercito dalle tre province di Mesopotamia, Assiria e Armenia, fissando come confine il fiume Eufrate; aveva intenzione di abbandonare anche la Dacia, ma fu dissuaso dalla presenza di molti cittadini romani che lavevano ripopolata. Visse in pace, visit tutte le province e promosse molte costruzioni pubbliche, eruditissimo in latino e in greco, cur molto lerario e la disciplina militare. Mor in Campania dopo 21 anni di regno, allet di 60 anni; fu divinizzato per linsistenza del suo successore. Fu eletto come successero Tito Antonino Fulvio Boionio detto il Pio (138-161), benevolo, attento a scegliere buoni amministratori delle province, stimato anche dai re barbari, sebben molto generoso verso amici e soldati, lasci lerario molto florido. Mor presso Lorio a 12 miglia da Roma, dopo 23 anni di regno, allet di 73 anni e fu divinizzato. Furono eletti due imperatori, Marco Antonino Vero discendente da Numa Pompilio (Marco Aurelio 161180) e Lucio Annio Antonino Vero, sposo della figlia di Marco Antonino. Vero Antonino sconfisse i Parti che avevano invaso la Siria e occup Seleucia in Assiria; dopo 11 anni di regno mor per un sbocco di sangue mentre viaggiava tra Concordia e Altino. Sebbene fosse poco affabile, fu lo stesso divinizzato. Allora govern da solo Marco Antonino, sempre calmo e imperturbabile, amante e praticante la filosofia stoica, ammirato da Adriano e imparentato con Antonino Pio sempre per volere di Adriano, fu educato in filosofia da Apollonio Calcedonio, in greco da Sesto di Cheronea nipote di Plutarco e in latino dal celebre retore Frontone. Nel governo fu moderato, liberale e sollecito. Dopo la vittoria contro i Parti la peste aveva decimato lesercito e le popolazioni, ma per linvasione dei Marcomanni assunse di persona la guida dellesercito assoldato, ma costretto a fermarsi per tre anni a Carnunto, sostenne le spese vendendo nel Foro di Traiano il corredo e tutti gli ornamenti preziosi di sua propriet, vendita che dur due mesi e dalla quale ricav una grande somma. Respinse Quadi, Vandali, Sarmati e Svevi, liber la Pannonia e con la vittoria pot ricomprare molti degli oggetti venduti, allest grandi spettacoli nel Circo, perfino 100 leoni in una volta, rese florido lo stato. Mor dopo 18 anni di regno, allet di 61 anni. Gli successe suo figlio Lucio Antonino Commodo (180-192), ma anche se aveva combattuto con valore in Germania era depravato al punto di lottare con i gladiatori e quando mor dopo 12 anni di regno fu detestato da tutti.

27 6B. Approfondimenti sul periodo dei Flavi e degli imperatori adottivi I) Vespasiano e la nuova legittimazione del potere imperiale

6.1. Nuova legittimazione del potere imperiale: La guerra civile ha rotto la successione dinastica e ha rivelato che si pu creare un imperatore anche lontano da Roma, per acclamazione delle truppe e senza alcuna sanzione legittimante del senato. Per non ridurre il potere imperiale allarbitrio delle truppe, la rottura dinastica con la famiglia Giulio-Claudia chiede un nuovo genere di legittimazione per colui che, pur essendo a tutti gli effetti essenzialmente un imperator, preferisce farsi riconoscere ancora princeps con le prerogative fondamentali del potere imperiale consistente nellimperium proconsolare e la tribunicia potestas. 6.2. Nuovo stile di vita e integrazione dei provinciali: Nel 73 Vespasiano assume la censura con Tito e procede a una revisione radicale dellalbo dei senatori e dei cavalieri, introducendo i migliori candidati italici e provinciali disponibili. Si passa, fa notare Tacito, dal parassitismo a maggiore dinamismo. Al posto del lusso, specialmente nella magnificenza a tavola sempre eccessiva dalla fine della guerra di Azio fino al 69, i nuovi senatori diffondono a Roma la morigeratezza dei loro paesi di origine, favoriti in questo dallesempio di Vespasiano, uomo allantica nel modo di mangiare e di vestire. Il suo stile di vita severo diventa un modello anche per laristocrazia desiderosa di mantenersi vicino al potere. 6.3. La politica fiscale e finanziaria: Vespasiano trova le casse dello stato ormai vuote, pur occorrendo, secondo lo stesso imperatore citato da Svetonio, 40 miliardi di sesterzi per mantenere efficiente la res publica. Avvia allora un forte inasprimento fiscale, in alcuni casi i tributi provinciali vengono perfino raddoppiati e introdotte nuove tasse su vari tipi di attivit e servizi, persino una sullurina/vectigal urinae, ossia una tassa sulle latrine perch lurina, con il suo contenuto di ammoniaca, in quel periodo una componente essenziale della follatura. Dato che le entrate non sono ancora sufficienti, si bandiscono gli eccessi nelle spese, senza per questo rinunciare alla realizzazione di grandi opere pubbliche, tra le quali eccelle, sugli ampi spazi della neroniana Domus Aurea, la costruzione dellAnfiteatro Flavio detto il Colosseo. Per favorire una pi cospicua emissione di denarii, si diminuisce leggermente la percentuale di argento nelle monete. 6.4. Lorganizzazione della difesa: Con Vespasiano si avvia una nuova politica di difesa dellimpero, che muta persino gli obiettivi strategici. Augusto, terminate le guerre civili, aveva ridotto il numero delle legioni, allungato il periodo di ferma militare, collocati i distaccamenti nelle province non ancora pacificate come presidio permanente e affidata la difesa da minacce esterne ai regni clienti intesi come stati cuscinetto. Assorbiti questi regni e trasformati in province con gli imperatori successivi nel corso dellet giulio-claudia, si elabor la strategia di una linea continua di difesa, il limes. La maggior parte delle province ormai pienamente pacificata, eccetto alcuni casi duramente repressi in modo esemplare. 6.5. Da Tito a Traiano: Tito, figlio maggiore di Vespasiano, viene presto associato allimpero e gi nel 71 riceve la tribunicia potestas, in seguito il comando delle coorti pretorie per assicurare la loro lealt, poi il consolato e la censura con il padre, mentre Domiziano viene eletto Caesar e quindi designato per la successione. TITO regna come imperatore solo dal 79 all81 ed indicato come esemplare per la grande umanit durante gravi calamit: un incendio a Roma che distrugge anche il tempio di Giove Capitolino, una terribile pestilenza e leruzione del Vesuvio che seppellisce le citt di Pompei, Ercolano e Stabia. Il fratello e successore DOMIZIANO, dall81 al 96, censurato da varie fonti antiche per il suo stile autocratico, dichiarandosi dominus et deus, ossia cercando di legittimare la propria autorit in chiave religiosa e quindi in urto con il senato. Il senato nomina come sue successore il vecchio senatore Marco Cocceio NERVA, che regna dal 96 al 98. Nerva promuove una serie di alleggerimenti fiscali. Per evitare una nuova guerra civile, dato il perdurare del malcontento nelle truppe, adotta come figlio e successore M. Ulpio TRAIANO, senatore della Spagna ma di famiglia italica, molto popolare tra i soldati.

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II) Limpero romano nel II secolo d.C. Succeduto a Nerva, TRAIANO (98-117) si trattiene a sistemare le cose sui confini con il Reno e il Danubio, rimane poco tempo a Roma e riparte per il fronte con la Dacia che conquista nel 106 e ne ricava un grande bottino con le miniere doro. Si avviano grandi opere pubbliche con la creativit di Apollodoro di Damasco. Si diffonde in molte comunit della penisola un programma di assistenza sociale, i cosiddetti alimenta. Traiano esige che chiunque voglia rivestire una magistratura a Roma deve investire una parte cospicua dei suoi patrimoni in Italia, ossia Roma con lItalia va considerata come patria. Traiano si annette il regno dei Nabatei, crea la provincia dellArabia, trasforma anche lArmenia in provincia e lancia una grande campagna contro i Parti, nel 116 conquista la loro capitale Ctesifonte e crea le province dellAssiria e della Mesopotamia. Le rivolte ebraiche lo costringono al ritorno e muore in Cilicia. ADRIANO (117-38), anche lui spagnolo e parente di Traiano, viene acclamato imperatore ad Antiochia dove era legato di Siria, per subito abbandona le nuove conquiste. Reprime duramente la turbolenza degli Ebrei guidati da Simone BarKochba e trasforma Gerusalemme in colonia romana. Compie numerosi viaggi nelle province. Ama in particolare Atene. Durante il suo principato si ha un grande impulso alledilizia in tutto limpero: la Villa Adriana a Tivoli, la Mole Adriana e la ricostruzione del Pantheon a Roma. ANTONINO (138-61) originario della Gallia Narbonense e riceve lappellativo di Pio per la devozione al padre adottivo Adriano che riesce a far divinizzare dal senato riottoso. Antonino rimane sempre a Roma, costruisce poco e non ci sono fatti militari di rilievo. Limpero gode di pace e prosperit, ma nasconde elementi strutturali di debolezza perch si regge sulle lites proprietarie che risiedono nelle citt mentre la base produttiva contadina. A. Situazione dellimpero nel secondo secolo A.1. La dinamica dellintegrazione: Il secolo degli Antonini il secolo doro dellimpero con la massima fioritura della civilt cittadina del mondo antico. Con lorganizzazione provinciale e lurbanizzazione si sono create strutture uniformi. A.2. Le dinamiche economiche: Negli ultimi due secoli della repubblica Roma e lItalia si erano enormemente arricchite. Nel secondo secolo sono prospere la Spagna, la Gallia e lAfrica, le regioni orientali raggiungono i livelli dei momenti migliori dellepoca ellenistica. A.3. Gli equilibri etnici e sociali: Limmigrazione forzata in Italia di centinaia di migliaia di schiavi ha mutato la composizione etnica della penisola; essi sono di provenienza orientale e si ha anche integrazione religiosa e cultuale. Nella repressione criminale dai tempi di Adriano si comincia a stabilire la diversit della pena in base alla condizione sociale del reo. A.4. La duplicit linguistica e culturale dellimpero, e la persistenza delle culture locali: Lintegrazione essenzialmente dei ceti pi alti e consiste nelluniformit progressiva di servizi e aspetto urbanistico: foro, templi, teatro, anfiteatro, circo, terme. Nella lingua per limpero bipartito: il latino nella met occidentale, il greco nella met orientale. A.5. Lamministrazione dellimpero: Lamministrazione sostanzialmente omogenea. Lapparato amministrativo centrale stato creato attrono alle grandi segreterie affidate a) dapprima ai liberti imperiali, b) poi sempre pi a cavalieri. Lapparato rudimentale perch i compiti sono pochi: la difesa, il mantenimento dellordine pubblico, la giurisdizione di ordine pi elevato; tutto il resto lasciato alla cura delle amministrazioni locali, ossia cittadine. A.6. Gli intellettuali e limpero: Nelle province orientali di lingua greca, sebbene non manchino le critiche, nei primi due secoli prevale una convinta adesione allimpero. La convinzione di fondo che limpero sia romano di nome ma greco di civilt. A.7. Le forme della spiritualit pagana: I Romani tendono ad assimilare oltre i popoli anche le loro credenze religiose. Si diffondono a livello popolare i culti misterici. Sebbene nel II secolo il politeismo sia ancora vivace, cominciano a farsi strada forme di monoteismo favorito dallo stoicismo e dal platonismo. A.8. Diffusione del giudaismo e del cristianesimo: Il rigoroso monoteismo di ebrei e cristiani crea numerosi disagi nei rapporti con il potere romano, specialmente nei riguardi del culto imperiale.

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B. Economia imperiale B.1. Leconomia romana: economia preindustriale I) con indubbia prevalenza di produzione dei beni primari e la stragrande maggioranza della popolazione dedita ad attivit agricole e pastorali II) dualit tra la presenza dellautoconsumo e lo scambio commerciale che ha un progressivo allargamento III) evidenti limiti quantitativi nella produzione di manufatti come si pu dedurre dal fatto che le dimensioni dei singoli opifici sono in generale modeste per cui il settore mercantile nel complesso resta esiguo IV) notevole difficolt e costi dei trasporti, anzi i trasporti via terra sono molto pi onerosi che quelli su chiatte nei fiumi o su navi onerarie, di conseguenza le grandi concentrazioni urbane sorgono sulle coste o lungo fiumi navigabili. B.2. Peculiare economia preindustriale: lorganizzazione politica imperiale ha favorito fra il I e il III sec. un considerevole volume di scambi facilitato anche dallurbanizzazione capillarmente diffusa, con Roma che supera il milione di abitanti e diverse citt oltre i centomila. B.3. Produzione e progresso tecnico: Nel passato si riteneva che la presenza degli schiavi avesse spinto allimmobilismo nel settore tecnico, ma oggi si riconosce che cera una strumentazione adeguata allagricoltura mediterranea anche con criteri di rotazione delle colture e inoltre la diffusione del mulino ad acqua. B.4. Lorganizzazione della produzione e la specializzazione produttiva: Le ville sono aziende agricole fondate sul lavoro degli schiavi, originariamente diffuse in Italia cetromeridionale poi per tutto limpero. Sono aziende basate su una policoltura a servizio di una monocultura. B.5. Il volume degli scambi: La documentazine archeologica testimonia unespansione molto consistente degli scambi con la conseguente creazione di circuiti mercantili prima a livello regionale poi anche a livello intermediterraneo. B.6. Stato e mercato: Roma richiede un adeguato e regolare rifornimento di beni alimentari; il governo imperiale interviene nella supervisione degli approvvigionamenti granari per garantire la sua fornitura e mantenere prezzi bassi e per evitare le brusche oscillazioni stagionali dei prezzi. Per il resto lintervento dello stato negli scambi solo indiretto. B.7. Levoluzione economica dellimpero nei primi tre secoli: Lorganizzazione imperiale ha favorito una maggiore integrazione economica fra le varie aree e lespandersi dei traffici intermediterranei. I consumatori del surplus sono localizzati in larga misura a Roma e sul limes. C. Da Marco Aurelio a Commodo Questo periodo segnato da numerose guerre e pestilenze. Nel 161 MARCO AURELIO (161-80) inizia a governare a pari potere con Lucio Vero... Parti.... Quadi e Marcomanni... epidemia di vaiolo... Le conseguenze dellepidemia, che rimane ricorrente per almeno 25 anni, sono molto pesanti, tanto da spingere ad arruolare truppe ausiliarie anche tra le popolazioni barbariche appena vinte e a insediarle dentro i confini dellimpero e persino in Italia settentrionale. Marco Aurelio muore di peste nel 180 a Vindobona. Commodo preferisce i piaceri della vita urbana a Roma. Roma subisce la carestia e la pestilenza, per cui sorgono diverse congiure finch nel 192 Commodo viene ucciso. D. Guerra civile e ascesa di Settimio Severo Pertinace.. Didio Giuliano a Roma, Pescennio Nigro in Siria, Clodio Albino in Britannia e SETTIMIO SEVERO (193-211) in Pannonia... sconfigge i rivali e si proclama figlio di Marco Aurelio, designa il proprio figlio Caracalla come Marco Aurelio Antonino e fratello di Commodo. La presa di Ctesifonte nel 198 frutta un enorme bottino specialmente oro che permette di alleviare i problemi finanziari, pagando nuove legioni e aumentando il soldo militare.

30 6C. Economia antica romana 6.1. Nellet arcaica: nei secoli XI e X in Italia era basata sulla pastorizia, nei secoli IX e VIII fu affiancata dallagricoltura che si svilupp specialmente in Etruria e Magna Grecia.. Gli scambi commerciali avvenivano lungo le piste. Nel VI secolo a Roma, ancora sotto linflusso etrusco, con lo sviluppo delle produzioni artigianali e commerciali si form un ricco ceto plebeo che contrastava i ceti agrari patrizi. 6.2. Nei secoli IV-III a.C.: Listituzione del soldo militare per le lunghe guerre contro Veio accrebbe lorganizzazione finanziaria dello Stato. Gli schiavi furono utilizzati nelle imprese artigianali e in quelle agricole. Nel 452 incominciarono a circolare come moneta barre regolari dette aes grave, nel 269 sorse la prima zecca romana presso il tempio di Giunone Moneta e produsse il denarius (suddiviso in sesterzi), una moneta dargento che rimase per 5 secoli il fondamento del sistema monetario romano. 6.3. Durante la seconda guerra punica: La reazione allinvasione di Annibale comport una fortissima mobilitazione delle risorse economiche. Dopo Canne si raddoppi il tributo, ma con la conquista dellAndalusia (Baetica) si ebbe grande afflusso di argento, che venne invece a mancare a Cartagine. 6.4. Risvolti economici dellegemonia sul Mediterraneo: Le conquiste fruttarono milioni di denari che permisero lavvio di grandi opere pubbliche come il primo acquedotto, lemporio commerciale sotto lAventino e numerose strade consolari. A loro volta le numerose opere pubbliche, lintenso sviluppo dellagricoltura e i bisogni degli eserciti stimolarono lo sviluppo delle attivit artigianali. 5. Nellultima et della Repubblica: Nel I sec. a.C. in Italia continuarono ad affluirvi tributi delle province e bottini di guerra, come prova lintensificarsi delledilizia a Roma e in molti comuni italici. Le conquiste di Pompeo in Oriente fecero salire le entrate dal 74 al 62 a.C. da 50 a 132 milioni di sesterzi. Sorse un attivissimo ceto medio impiegatizio e imprenditoriale. La distribuzione di terre ai veterani favor lagricoltura intensiva. 6.6. Nella prima et imperiale: Fu let doro del commercio. Si ebbe una forte crescita economica del ceto equestre. Con il progredire dellurbanesimo da Silla agli Antonimi si svilupp anche lartigianato, ma non raggiunse produzioni standardizzate per la lentezza dei trasporti; i settori pi avanzati furono quelli delledilizia e della fabbricazione di laterizi. Il reddito complessivo dellimpero stato calcolato in 3 miliardi di denari allanno, il costo dellapparato statale ai tempi di Vespasiano in 100 milioni. Furono realizzate grandi opere di pubblica utilit. Limmissione di ricchezza esterna ebbe il culmine con Traiano per loro dei Traci. In Italia si ebbe un diffuso benessere per cui le produzioni italiche, che cominciavano ad essere superate da quelle provinciali, continuarono a svilupparsi per il mercato interno. La crisi arriv con le epidemie di peste del 169 e del 189, inoltre le infiltrazioni dei Germani poi ricacciati da Marco Aurelio. Intanto si erano intensificati gli interventi dello Stato per le spese locali e quindi la sua intromissione. 6.7. Nel III sec. d.C.: Le numerose guerre interne causarono molte difficolt alla circolazione monetaria, ai trasporti e agli equilibri sociali. Le citt dellItalia settentrionale ne beneficiarono e si rinforzarono in quanto retroguardia delle vaste e frequenti operazioni militari sul Reno e sul Danubio. Lasse economico si spost gradatamente dal mondo mediterraneo a quello centroeuropeo. Prima con i Severi e poi con Aureliano si intensificarono a Roma gli interventi assistenziali. 6.8. Riassetto di Diocleziano: Con la pace Diocleziano promosse molte opere pubbliche, provvide a emissioni regolari di moneta e riform lintero sistema fiscale. Nella tassazione lItalia fu equiparata alle province. La ripresa economica port alla dilatazione dei consumi e al rialzo dei prezzi che mise in difficolt tutto il sistema fiscale riformato per cui Diocleziano nel 301 eman lEditto dei prezzi, ma dur solo 3 anni. 6.9. Nel periodo tardo-imperiale: Si ebbe una vasta differenziazione della produzione manifatturiera. Per i bisogni dellesercito e della burocrazia sorsero fabbriche di stato per la produzione di armi, tessuti, carte pergamenacee e papiro, porpora. Il commercio era favorito dal solidus aureo, introdotto da Costantino nel 325 e favorito dalle nuove aristocrazie. Nel IV sec. si ebbero al nord citt industriose e prospere, tra le quali Milano che era diventata capitale invece di Roma. Molte professioni furono rese obbligatorie ed ereditarie per garantire i servizi essenziali. Nelle campagne spesso i coloni romani furono sostituiti da coloni barbari, perch il fiscalismo spingeva alla fuga dai campi e alla diserzione dalle curie locali. Si ebbe nei prezzi una tendenza inflazionistica con Costantino e deflazionistica con Giuliano che aveva fissato i prezzi pi bassi in moneta doro. Allinizio del V secolo si ebbe addirittura un crollo dei prezzi dovuto alla crisi dellurbanesimo per ricorrenti incursioni barbariche, specialmente a Roma dopo il sacco di Alarico nel 410.

31 7A. Dai Severi ad Aureliano (da Eutropio VIII,16-IX,18; Historia Augusta) Ucciso Commodo, il senato elesse Elvio Pertinace (193), prefetto del pretorio di quasi 70 anni, ma ucciso dai pretoriani dopo 80 giorni. Assunse il potere il giureconsulto Salvio Giuliano, nipote dellomonimo autore dellEditto perpetuo sotto Adriano; dopo 7 mesi fu sconfitto al ponte Milvio da Settimio Severo e ucciso nel suo palazzo. Settimio Severo (193-211), nativo di Lebda in Tripolitania, prima di essere imperatore era stato avvocato del fisco, tribuno militare ed ebbe molte altre cariche, si fece chiamare Pertinace in ricordo di quello assassinato da Giuliano. Era sobrio ma crudele ed elimin gli altri pretendenti allimpero, tra cui Pescennio Nigro presso Cizico e Clodio Albino presso Lione, sconfisse i Parti, gli Arabi e gli Adiabeni, per cui fu detto Partico, Arabico e Adiabenico. Era colto nelle lettere e in filosofia. Per rendere pi sicura la Britannia costru un muro lungo 32 miglia, mor a Eborace dopo 16 anni di regno e lasci il trono ai due figli Bassiano e Geta. Marco Aurelio Antonino Bassiano detto Caracalla (211-217) uccise il fratello Geta e govern da solo, costru in Roma splendide Terme dette Antoniniane e spos la matrigna Giulia. Mor a 43 anni dopo sei anni di regno, a Osdroena pressa Edessa mentre preparava una spedizione contro i Parti. Furono eletti imperatori il prefetto del pretorio Opilio Macrino (217-218) con il figlio Diadumeno, ma furono uccisi entrambi dopo un anno durante una rivolta dei soldati. Fu eletto Marco Aurelio Antonino, sacerdote nel tempio di Eliogabalo (218-222) in quanto ritenuto figlio di Antonino Caracalla, ma giunto a Roma deluse il senato e lesercito perch trascurava gli affari civili e militari per il proprio culto, fu ucciso insieme alla madre Semmiasera/Soemiade dopo due anni dai soldati. Fu acclamato dallesercito ed eletto dal senato Aurelio Severo Alessandro (222-235) sebbene ancora ragazzo, vinse Serse re dei Persiani, ebbe come sovrintende alla cancelleria il giureconsulto Ulpiano, per mantenere la disciplina militare conged persino intere legioni. Dopo 13 anni di governo fu ucciso a Magonza durante una rivolta militare. Massimino Trace (235-238) Pupieno Gordiano III (238-244) Filippo lArabo (244-249) Decio (249251) Treboniano Gallo Ostiliano (251-253) Emiliano Valeriano (253-260), al quale il senato associ Gallieno (253-268), ma i Germani arrivarono fino a Ravenna e Valeriano in Mesopotamia fu catturato dai Parti e tenuto prigioniero fino alla vecchiaia. Gallieno era ancora giovane ma combatt con valore in Gallia e Illiria, elimin i pretendenti Ingenuo e Trebelliano, ma poi divenne molto rilassato tanto che gli Alamanni devastarono la Gallia e irruppero in Italia, fu persa la Dacia, i Goti devastarono Grecia, Macedonia, Ponto e Asia, i Sarmati e i Quadi devastarono la Pannonia, i Germani arrivano fino in Spagna ed espugnarono Tarracona, i Parti occuparono tutta la Mesopotamia e si estesero in Siria. In Gallia si proclam imperatore Postumo che tenne il potere per dieci anni e risollev le province, ma fu ucciso dai suoi soldati presso Magonza perch non volle conceder loro il saccheggio. Si proclam imperatore della Gallia un semplice operaio di nome Mario che fu ucciso dopo due giorni. Gli successe Vittorino che tenne il potere per due anni, ma resosi odioso per la libidine, fu ucciso in Agrippina dal suo segretario. In Aquitania i soldati acclamarono imperatore il senatore Tetrico che sed molte rivolte militari. Intanto in Oriente Odenato sconfiggeva i Persiani, ricuperava la Siria e la Mesopotamia, ed arrivava fino a Ctesifonte. Cos mentre Gallieno se ne stava confuso a Roma, limpero era conservato in occidente da Postuno e in oriente da Odenato. Gallieno fu ucciso a Milano in una rivolta. Fu acclamato dai soldati e confermato dal senato come imperatore Claudio Gotico (268270) che sconfisse in una grande battaglia i Goti ponendo fine alle devastazioni di Illiria e Macedonia. Dopo soli due anni mor di malattia e fu divinizzato dal senato che lo onor con uno scudo doro in Cura e una statua doro in Campidoglio. Suo fratello Quintilio, molto affabile, fu assassinato solo dopo 17 giorni. Assunse il potere Aureliano (270-275), originario della Dacia, dindole crudele che sconfisse i Goti, vinse Tetrico in Gallia, fece prigioniera Zenobia che dopo la morte del marito Odenato aveva occupato la Siria, celebr il trionfo con Tetrico e Zenobia, poi Tetrico fu fatto governatore della Lucania e Zenobia tenuta prigioniera a Tivoli dove vi sono ancora suoi discendenti. Represse duramente la rivolta de cambiavalute che avevano falsificato monete e ucciso Felicissimo che era sovrintendente del fisco, fu severo nella disciplina militare, costru le mura di difesa per Roma, un tempio al Sole, trasfer gli abitanti della Dacia al di qual del Danubio. Fu ucciso durante una congiura sulla strada fra Costantinopoli ed Eraclea, ma fu vendicato e divinizzato Tacito (275-276) Probo (276-282).. Fu acclamato imperatore Augusto Caro(282-283) , nativo della Gallia Narbonense, il quale si associ come Cesari i figli Carino in occidente (283-285)e Numeriano in oriente (283-284) Carino e Numeriano. Fatta pace con i Sarmati, sconfisse in pi battagli i Persiani fino a occupare Coche e Ctesifonte. Fu ucciso da un fulmine sul Tigri e suo figlio Numeriano fu assassinato in lettiga per istigazione del suocero Apro.

32 7B. La gestione del potere in et severiana Lucio Settimino SEVERO (193-211) opera un cos vasto numero di confische da dover riorganizzare un dipartimento autonomo dei beni imperiali/res privata. Inizia un controllo pi capillare su alcune attivit economiche come lapprovvigionamento degli eserciti e di Roma, ad es. controllando alcune associazioni professionali ad esse collegate e rendendole obbligatorie ed ereditarie. A fianco a quelle del grano, Settimio Severo introduce anche le distribuzioni gratuite di olio importato per un periodo dai possedimenti imperiali della provincia Betica/Andalusia e poi da quelli della Tripolitania. Le corporazioni professionali/collegia vengono sempre pi controllate, la professione del soldato diventa pi appetibile, i legionari possono sposarsi in modo legittimo e una delle legioni istituite per la spedizione in Partia viene stanziata ad Albano (nel luogo dellattuale residenza pontificia), questa legione ha funzione di sostegno al potere imperiale nei confronti del senato e della plebe urbana. Si intensificano per lapprovvigionamento delle truppe le requisizioni in natura/annona militaris. La moneta dargento contiene solo il 50% di metallo fino per cui il suo valore nominale, basato sullautorit imperiale come spiega il giurista Paolo: la moneta pretium non merx, per cui diventa obbligatorio accettare la moneta con il vultus dellimperatore pena severissime sanzioni. In questo periodo si ha anche una ripresa demografica e produttiva, specialmente in Africa come testimonia Tertulliano. Settimio visita lEgitto che ristruttura costituendo in consigli cittadini come nelle poleis greche, visita lAfrica e avvia grandiosi programmi edilizi, si trattiene a Roma con il figlio Caracalla gi associato al potere ed interviene nel 208 in Britannia per mettere fine alle scorrerie delle popolazioni della Scozia. Muore nel 211 a Eburacum/York. I due figli che gli succedono si odiano e CARACALLA (211-17)(il suo nome Marco Aurelio Antonino, ma viene soprannominato Caracalla per la veste gallica che usava indossare) nel 212 fa uccidere il fratello Geta tra le braccia della madre Giulia Domna, sebbene meno odiato dal senato e benvoluto dalle truppe, ed anche il giurista Papiniano, accusato di aver tramato con Geta contro di lui. Nello stesso anno, il 212, concede la Constitutio Antoniniana ossia il conferimento della cittadinanza romana a tutti i provinciali liberi, con la quale tutti i cittadini dellimpero diventano Romani (sono esclusi i dedicti ossia i gruppi etnici non urbanizzati e i barbari accolti nellimpero). Per i bisogni finanziari raddoppia le imposte di successione e di affrancamento degli schiavi. La spesa pubblica si dilata con manutenzione di strade, rafforzamento delel opere di difesa, costruzioni di prestigio come le famose terme di Caracalla a Roma. Nella corte viene introdotto il fasto orientale. Giulia Domna tiene attorno a s un cenacolo culturale. Sogna la gloria militare e prepara una grande spedizione contro la Persia, approfittando del conflitto interno tra il re Vologese e il fratello Artabano. Artabano rifiuta di concedere in sposa la figlia a Caracalla. Nella primavera del 217 viene ucciso a Carre dal prefetto del pretorio Opellio MACRINO (pochi mesi dal 217 al 218) abbandona limpresa partica e stipula la pace con Artabano diventato re. Macrino il primo non senatore a diventare imperatore, inoltre non continua il trattamento di favore dei Severi per cui una legione di stanza a Emesa in Siria si ribella e acclama imperatore Vario Avito Bassiano, quattordicenne cugino di Caracalla, nipote di Giulia Mesa sorella di Giulia Domna, anzi Giulia Mesa divulga la notizia come figlio illegittimo di Caracalla. Macrino viene ucciso. Bassiano invece di farsi chiamare in quanto figlio di Caracalla col nome ufficiale di M. Aurelio Antonino, si fa chiamare ELAGABALO, dal nome del dio Baal-Sole di Emesa di cui sacerdote (dio solare El Gebal signore dellalto luogo). Introduce a Roma questo culto e sposa una vergine vestale, ma rifiuta le ambizioni militari. Allora i pretoriani, istigati da Giulia Mesa e dalla figlia Giulia Mamea madre di Alessandro, altro preteso figlio illegittimo di Caracalla e associato come Cesare, uccidono Elagabalo, gettandolo nel Tevere, e acclamano M. Aurelio ALESSANDRO SEVERO (222-35). Nelle fonti antiche Caracalla segnalato per la sua crudelt, Elagabalo per le sue sfrenatezze sessuali e Severo Alessandro come principe mite. Nel frattempo in Persia sinstaura la nuova dinastia dei Sasanidi al posto della dinastia degli Arsacidi. Ardashir/Artaserse prende Ctesifonte nel 226 e diventa aggressivo contro Roma richiamandosi allo splendore degli Achemenidi (contro il mito di Alessandro ripreso dai Severi). Infatti attacca lArmenia e invade la Cappadocia, la Mesopotamia e la Siria. Alessandro riconquista la Mesopotamia ma poi subisce diverse sconfitte, inoltre riprendono le invasioni germaniche. Il potere di fatto e lappoggio delle truppe va alle donne della Domus Augusta col titolo di mater castrorum, prima Giulia Domna moglie di Settimio Severo, poi Giulia Mesa sua sorella, Giulia Soemiade figlia di

33 Giulia Mesa e madre di Elagablo, Giulia Mamea sua sorella e madre di Alessandro Severo. In questo periodo, con Alessandro Severo, emerge il ruolo del consilium principis, costituito dai grandi giuristi dellepoca come Papiniano, Paolo e Ulpiano; diventano rappresentativi dei due ordines di senatori e cavalieri. Il prefetto del pretorio diventa capo dellesecutivo direttamente subordinato al princeps, tra questi proprio Ulpiano per un breve periodo. Tali giuristi, con la grande autorevolezza acquisita, provvedono a una generale risistemazione del diritto. La constitutio Antoniniana del 212 una potente spinta alluniformazione delle amministrazioni cittadine e soprattutto la testimonianza della capacit di integrare popoli e culture diversi, anche se la portata di questo editto sfugge agli storici antichi perch malevoli nei riguardi dei Severi. La grande crisi I due decenni dal 250 al 270 sono il periodo pi difficile di tutta la storia dellimpero *proprio il periodo di permanenza di Plotino a Roma!+. Nel 250 si diffonde di nuovo la pestilenza che imperversa per ventanni. Valeriano assume la difesa dellOriente e insedia suo figlio Gallieno imperatore dellOccidente. Sul fronte germanico si hanno incursioni di Goti, Alemanni, Franchi ed Eruli fino alla Spagna, allItalia settentrionale e lAsia Minore. Nel 267 i Goti arrivano a saccheggiare Atene. Sul fronte orientale i Persiani prendono per due volte Antiochia sullOronte e nel 260 catturano lo stesso imperatore Valente. Si passa allora dalla strategia difensiva a quella elastica tramite la cavalleria al seguito dellimperatore che ormai risiede nelle zone di crisi Alla cattura di Valeriano scoppiano diverse rivolte nellimpero e Gallieno in un primo momento le tollera: a Treviri limperium Galliarum fondato nel 260 da Postumo capo delle truppe sul Reno che invece di attaccare Gallieno deve pensare a difendersi dai barbari sui suoi confini, a Palmira in Siria il valente Odenato ricaccia i Persiani con due spedizioni contro di loro e riacquisisce la Mesopotamia ma ucciso, il potere passa ai figlio Vaballato che sotto la tutela della vedova Zenobia nel 266 si proclama indipendente. Gallieno, membro di una famiglia senatoria di grandi tradizioni, avvia una serie di riforme amministrativomilitari per spezzare il predominio politico dei senatori, completando il trasferimento dei comandi militari ai cavalieri gi iniziato da Settimio Severo, ossia con unascesa dal basso che favorisce il criterio di competenza. Per questo viene odiato dal senato [e benvoluto da Plotino che attira s sia senatori sia membri della casa imperiale+. La crisi dellimpero militare, monetaria, produttiva e sociale. Infatti si ha in questo periodo il tracollo del sistema monetario romano durato per quasi cinque secoli, ossia diventa impossibile far fronte alle spese accresciute perch non si riesce pi a fare la riscossione delle imposte con regolarit. Lantoniano di Caracalla, lunico nominale dargento, si ridotto a una moneta di rame bagnata in argento. La pressione fiscale sulle masse contadine suscita un ribellismo endemico.

34 7C. Tecniche 7.1. I modi del costruire: Nella costruzione di un muro si distingue fra opera poligonale, opera quadrata e opera a telaio. Secondo VITRUVIO (I 3,2) una buona costruzione ha 3 caratteristiche: 1) firmitas/solidit 2) utilitas/corrispondenza allo scopo 3) venustas/eleganza e armonia delle sue parti. Nel III sec. a.C. la costruzione in blocchi di pietra inizi ad essere sostituita dalla opera cementizia (impasto di malta liquida e scaglie/cementa di pietra, terracotta o ghiaia). Il cemento in quanto grezzo fu rivestito da opera incerta (III-I sec. a.C.), opera reticolata(I sec. a.C.), opera mista(I-II sec. d.C.), opera vittata(II e IV-V sec. d.C.). Nel I sec. d.C. incominci a diffondersi il mattone cotto in fornace, opera testacea. Il mattone permise di sperimentare nuove soluzioni architettoniche come luso della volta inventata dai Greci, utilizzata dagli Etruschi e perfezionata dai Romani in modo sistematico dal II sec. a.C. 7.2. Architettura e ingegneria: Lunico trattato di architettura dellantichit giunto a noi quello di VITRUVIO Pollione in 10 libri, composto ai tempi di Augusto. Ha 3 sezioni diseguali: costruzione di edifici, gnomica e meccanica. Ha lo scopo di indicare modelli, sullesempio del dotto ellenistico che insieme architetto, ingegnere e meccanico; lideale di cultura enciclopedica si scontra con il proposito di trattazione sistematica. Tra i modelli notissimo quello dellarchitettura templare nei 3 ordini: dorico, ionico, corinzio. 7.3. Cenni a tipi di costruzioni: 1) Mura e porte: La distinzione tra citt e campagna aveva valore religioso e giuridico tramite il rito di tracciare il pomerio; ricordiamo le Mura Serviane (IV sec. a.C.) e le Mura Aureliane (III sec. d.C.) inoltre Porta Maggiore e Porta Appia/di S. Sebastiano 2) Case e ville: Le case economiche erano con muri sottili e intelaiature di legno, le case medie erano a schiera intorno ad un atrio coperto, le case signorili con molti locali (ostium, fauces, atrium, cubicula, alae, tablinum, peristylium, vividarium) distinte in horti e in villae. 3) Terme: Nel III sec. a.C. inizia il grande sviluppo degli impianti termali romani (palestra, spogliatoi, caldarium, tepidarium, frigidarium con natatio, giardini, sale per conferenze, biblioteche), le pi maestose furono le terme di Caracalla e le pi grandi le terme di Diocleziano. 4) Sepolcri e mausolei: Si usava sia linumazione sia la cremazione distinta in bustum e ustrinum e come segno del sepolcro due tegole, un altare o un colombario. Nel II sec. d.C. comincia a prevalere linumazione con vari tipi di sarcofagi. Lo sviluppo architettonico maggiore quello dei mausolei: di Cecilia Metella, di Augusto, di Adriano. 5) Teatri: lorigine del teatro romano indicata da Tito Livio nel 364 a.C.; il primo teatro stabile fu quello di Pompeo nel 55 a.C. (cavea, orchestra, scena), rimane a Roma quello di Marcello. 6) Anfiteatri: di forma ellittica per i giochi gladiatori, grandiose costruzioni in molte citt dellimpero, es. il Colosseo. 7) Circhi: edifici imponenti e fastosi per la gare di corsa dei cavalli, es. il Circo Massimo a Roma e il Circo di Costantinopoli (Circhi di Roma: Massimo, Flaminio, di Nerone, Agonale, Variano, di Massenzio). 8) Templi: Il tempio romano allorigine era un luogo recintato per trarre auspici; ordini architettonici: corinzio, ionico, tuscanico, composito; tipologie: etrusco-italico, prostilo, periptero, pseudoperiptero, tholos. 9) Acquedotti: costruiti per portare acqua nei centri abitati, a Roma 11 in 5 secoli, es. Acqua Claudia 10) Ninfei e fontane: Secondo PLINIO, Agrippa avrebbe costruito a Roma 500 fontane ornate con 300 statue e 300 colonne; i cataloghi del V secolo enumerano 1200 fontane e 15 ninfei. La loro scenografia doveva soddisfare diversi criteri: esigenze funzionali, piacere sensibile, dimensione culturale e religiosa intrinseca alla sacralit dellacqua. Con Tiberio i ninfei diventano opere monumentali. 7.4. Arti e mestieri: I plebei tendevano ad associarsi in gruppi detti collegia o corpora. Sono attribuiti al re Numa Pompilio ben 8 collegi in altrettanti tipi di attivit: vasai, suonatori di tibia, orefici e argentieri, falegnami, tintori, fabbri, lavandai, fornai. Cesare e Augusto, di fronte al loro continuo proliferare, li restrinsero a quelli ritenuti antichi. Lo scopo del collegio dipendeva dallo statuto, quello di fondo era il riconoscimento sociale. Con limperatore Aureliano i collegi divennero interlocutori privilegiati del governo e nel tardo impero furono contesi dai grandi proprietari per assicurarsi mano dopera importante.

35 8A. Le vicende di Diocleziano e Costantino (da Eutropio IX,19-X,8) Carino in occidente divenne dispotico, ma i soldati tornati dalla Persia acclamarono imperatore Diocleziano (284-305), originario della Dalmazia, il quale come primo gesto davanti ai soldati uccise Apro che aveva assassinato a tradimento Numeriano, poi a Margo sconfisse Carino e sped Massimiano Erculio Cesare in Gallia a sedare la rivolta dei contadini dettisi Bacaudi. Lungo la costa gallica del nord, tra Gallia Belcia e Armorica, Carausio attaccava Franchi e Sassoni, ma sorse il sospetto che li lasciasse passare per assalirli e arricchirsi; Massimiano ordin di ucciderlo, ma Carausio simpadron della Britannia e si proclam imperatore. Per i molti fronti di lotta (Carausio in Britannia, Achilleo in Egitto, i popoli della Pentapoli in Africa, Narseo in oriente), Diocleziano elev Massimiano alla carica di Augusto e proclam Cesari per loccidente Costanzo Cloro, al quale fece sposare Teodora figliastra di Massimiano Erculio, e Massimiano Valente, al quale fece sposare su figlia Valeria ripudiando entrambi le mogli precedenti. Fu creata cos la Tetrarchia. Carausio in Britannia resistette per 7 anni finch fu ucciso dal suo alleato Alletto che la tenne per altri 3 anni finch fu vinto dal prefetto del pretorio Asclepiodoto. In Gallia Costanzo faceva strage di 6 mila Alemanni presso i Lingoni, in Africa Massimiano debell e costrinse alla pace i popoli della Pentapoli, in Egitto Diocleziano assedi per mesi Achilleo ad Alessandria, lo uccise e fece stragi per tutto il paese ma anche disposizioni per il miglioramento delle condizioni di vita. Galerio Massimiano attacc con una piccola schiera Narseo vicino a Carre ma fu sconfitto e incontrato Diocleziano venuto a soccorrerlo dovette seguirlo a piedi vestito di porpora, poi, radunate truppe nellIllirico e nella Mesia, affront il re Narseo e lo sconfisse nellArmenia Maggiore, saccheggi il suo accampamento facendo prigionieri le moglie e i figli del re, molti nobili persiani e cattur il tesoro, per cui fu accolto con onore da Diocleziano che gli concesse lovazione. I due Augusti combatterono molte altre guerre, sottomisero i Capri e i Bastarni, vinsero i Sarmati e deportarono molti prigionieri. Diocleziano era scaltro e astuto, abile nel far ricadere su altri la sua severit, introdusse a corte usi da re, infatti pretese di essere adorato, oltre alla clamide di porpora dei suoi predecessori us vesti e calzari ornati di gemme. Al contrario Erculio era rude, feroce anche di aspetto e quando Diocleziano di passare il potere ai Cesari in quanto pi giovani, Erculio si adatt malvolentieri, comunque nello stesso giorno celebrarono uno splendido trionfo sui popoli vinti, deposero le insegne imperiali e indossarono abiti da privati cittadini, poi Erculio si ritir in Lucania e Diocleziano a Salona nella sua villa e l rimase fino alla morte dopo la quale fu divinizzato sebbene fosse morto come un semplice cittadino. Allora divennero Augusti Costanzo per loccidente e Galerio per loriente, i quali si scelsero ciascuno un Cesare. Costanzo lasci lItalia e lAfrica a Galerio, cur la Gallia e fu benvoluto, mor in Britannia a Eboraco dopo 13 anni di regno e fu divinizzato. Galerio cre due Cesari: Massimino per loriente, Severo per lItalia e lui nellIllirico. Intanto morto Costanzo, le truppe acclamarono imperatore il figlio Costantino, invece a Roma i pretoriano acclamarono imperatore Massenzio, figlio di Massimiano Erculio. Galerio linvi contro un esercito con Severo Cesare che fu abbandonato dai soldati mentre assediava la citt, fu inseguito e ucciso da Massenzio a Ravenna. Massimiano Erculio torn a Roma e cerc di trascinare i soldati dalla propria parte ma ottenne solo insulti, allora si port in Gallia da Costantino che nel frattempo aveva sconfitto Franchi e Sassoni, fatto prigioniero e dato in pasto alle belve il loro re. Mssimiano tram per uccidere Costantino ma fu denunziato dalla figlia Fausta moglie di Costantino, fu catturato a Marsiglia e ucciso. Galerio, prima di morire, fece imperatore Licinio, nativo della Dacia, per cui alla sua morte cerano 4 imperatori: Costantino e Massenzio in occidente, Licinio e Massimino in oriente. Costantino (306-337) sconfisse Massenzio in diverse battaglie finch lo uccise nellultima presso il ponte Milvio, intanto presso tarso moriva Massino che aveva tentato di sopprimere Licinio, poi Costantino attacc Licinio e lo sconfisse presso Cibala mentre era ancora intento ai preparativi di guerra, poi in diversi altri scontri alternati da pause e trattati di pace, infine presso Nicomedia in un duplice scontro, navale e terrestre; fu ucciso dopo che si era ritirato come privato cittadino a Tessalonica. Costantino fece Cesari tre suoi figli in Gallia, in Oriente e in Italia, ma per sospette congiure fece uccidere un figlio, un nipote la stessa moglie. Sconfisse i Goti in diverse battaglie ma poi concesse loro pace per cui lo stimarono. Costantino era colto, esperto sia nelle belle arti sia negli studi liberarli, eman numerose leggi, elev Bisanzio a capitale dellimpero chiamandola Costantinopoli. Mor a 66 anni a Nicomedia mentre preparava la guerra ai Parti che avevano invaso la Mesopotamia. La sua morte fu preannunziata da una cometa che brill in certo per varie notti.

36 8B. Riforme di Diocleziano e di Costantino DIOCLEZIANO, un soldato di umili origini nel 284 uccide Apo che aveva assassinato Nmeriano e si sbarazza di Carino, nomina Cesare e poi Augusto con s un suo vecchio commilitone lui pure di umili origini, MASSIMIANO e lo invia in occidente. Nel 293 si scelgono come Cesare altri due militari, COSTANZO CLORO in occidente e MASSIMIANO GALERIO in oriente, costituendo cos la tetrarchia. I rapporti fra i tetrarchi vengono rafforzati da vincoli matrimoniali, mentre limpero viene suddiviso in 4 aree con i centri decisionali pi vicini al confine. Nel 298 con la pace di Nisibi si amplia il territorio nellAlta Mesopotamia e si controlla il regno dellArmenia, Costanzo Cloro doma i tentativi di secessione in Britannia, vengono domate anche le rivolte in Egitto e Massimiano reprime il movimento ribellistico della Bacauda in Gallia centrale. In occidente si abbandona Roma perch Massimiano risiede a Milano e Costanzo a Treviri. Si accentua la compartecipazione del sovrano al mondo divino, infatti Diocleziano si fa chiamare Giovio e Massimiano Erculeo. Si adotta il cerimoniale delle monarchie orientali sostituendo alla salutatio la adoratio ossia inginocchiandosi e baciando la veste dellimperatore. Il consilium imperiale diventa consistorium perch i suoi membri devono stare in piedi davanti allimperatore. Laura religiosa trasforma il potere imperiale in teocrazia. 8.1. Le riforme di Diocleziano: Per le minacce esterne si riforma lesercito e la fiscalit. Si aumenta il numero degli effettivi e ritorna la coscrizione per come tassa ossia i proprietari terrieri devono fornire parte dei propri coloni per il servizio militare. Si accresce il numero delle legioni e diminuisce il numero dei membri di ciascuna. Si perfeziona una nuova strategia di difesa: accanto alle truppe sul confine si hanno contingenti mobili al seguito dei tetrarchi come comitatus. Si costruisce una strada munita di fortezze dallEufrate allArabia. Le truppe di confine hanno il compito di rallentare le invasioni, dando il tempo alle forze mobili di intervenire. Queste spese richiedono un aumento delle entrate per cui viene riorganizzata la fiscalit e le finanza imperiale. Prima le due entrate maggiori erano: a) limposta fondiaria/tributum soli b) limposta personale/tributum capitis rafforzate nellet Severiana da c) requisizioni forzose d) manipolazioni monetarie. Adesso per garantire la regolarit degli approvvigionamenti : a) le requisizioni per lesercito vengono regolarizzate in natura sia dai contribuenti sia per i soldati in modo da non ricorrere alla moneta b) si elabora il bilancio di previsione attraverso un nuovo censimento generale della popolazione e dei fondi agricoli misurati per iugum (estensione di terra lavorata da una coppia di buoi) e caput(numero di lavoratori agricoli). La riorganizzazione tributaria richiede un apparato amministrativo pi consistente e capillarmente distribuito: si accentua la distinzione tra carriere civili e carriere militari, le province diventano meno estese e passano da 50 a 100, i governatori (detti ora correctores o praesides in base al rango)oltre alle funzioni giurisdizionali hanno anche quelle fianziarie che erano prima dei questori e dei procuratori ora scomparsi. Il comando militare spetta ai duces. I due governatori della provicne di Asia e Africa conservano il titolo di proconsules, lEgitto vine del tutto equiparato alle altre province e lItalia suddivisa in province che conservano il nome augusteo di regiones. Il centinaio di province sono riaccorpate in 12 diocesi a capo delle quali sono i vicarii dei prefetti del pretorio per il controllo dellattivit dei governatori e il supercontrollo delle imposte; nelle diocesi i funzionari del fisco e della res privata son detti rationales. Anche i funzionari imperiali sono retribuiti in natura, dato il caos monetario. Nel 294 o 296 si pongono nuove basi al sistema monetario: a) si cerca di ricreare la vecchia moneta argentea, ma non si riesce a fermare lincremento generale dei prezzi b) nel 301 si incrementa il valore nominale dei vari pezzi ma si rischia una spinta inflazionistica c) alla fine del 301 si ha ledictum de praetiis un calmiere, un dettagliatissimo elenco dei prezzi massimi dei beni alimentari e di altre merci, dei mezzi di trasporto e dei noli, questo per difendere i militari dalla speculazione. Il risultato invece la scomparsa delle merci dal mercato e lo sviluppo del mercato nero. In questo periodo si hanno anche due raccolte di costituzioni imperiali: il codex Gregorianus in 14 libri suddivisi in titoli per materia, silloge di rescritti imperiali da Adriano a Diocleziano = repertorio ragionato di casi risolti (codex = fogli di solito di pergamena piegati in formato di quaderno, contrapposto al volumen e

37 liber rotolo di papiro), il codex Hermogenianus, del giurista e prefetto del pretorio fino al 300 Aurelio Ermogeniano, con centinaio di titoli con rescritti soprattutto del 293 e 294, con due riedizioni e varie aggiunte. Nel 303/304 vengono emanati editti contro i cristiani che scatenano una nuova persecuzione, durata in occidente fino al 306 e in oriente fino al 313: dapprima la distruzione di chiese e la consegna/traditio dei libri sacri, la limitazione di alcuni diritti civili, poi larresto del clero e lobbligo a tutti di sacrificare agli di. 8.2. Da Diocleziano a Costantino: Nel 305 Diocleziano e Massimiano, ma questi a malincuore, si dimettono, Diocleziano si ritira nel suo splendido palazzo di Spalato in Dalmazia per vedere il funzionamento della tetrarchia. I due Cesari diventano Augusti e si scelgono altri due Cesari: Massimino Daia e Severo. Nel 306 muore Costanzo Cloro a Eburacum/York mentre prepara una campagna contro i Pitti. Le truppe acclamano il figlio Costantino. Galerio nomina Augusto Severo e riconosce Costantino come Cesare, invece Massenzio figlio di Massimiano si autoproclama imperatore a Roma e sconfigge Severo. Il padre Massimiano litiga col figlio e cerca rifugio da Costantino in Gallia dove si autoproclamano Augusti. Nel 308 interviene in un convegno il vecchio Diocleziano dove viene proclamato Augusto Licinio al posto di Severo gi ucciso, Massimiano si ritira per la seconda volta e vengono nominati Cesari Massimino in oriente e Costantino in occidente, mentre Massenzio considerato un usurpatore. Costantino, vinto e ucciso Massimiano rivoltatosi, viene riconosciuto Augusto con Massimino Daia. Costatino e Licinio si alleano. Costantino nel 312 a Ponte Milvio sconfigge Massenzio che si annega nel Tevere. Nel 313 Costantino e Licinio si incontrano a Milano ed emanano un editto di tolleranza verso tutte le religioni, editto di Milano. Sconfitto Massimino, loriente resta in mano a Licinio e loccidente a Costantino. La Chiesa cristiana acquisisce una posizione privilegiata, dopo leditto di Galerio nel 311 si possono ricostruire le chiese, il clero ha esenzioni fiscali e le chiese possono ricevere legati testamentari, sono abolite le norme che penalizzano il celibato, Costantino persegue i Donatisti in Africa, i contendenti possono rivolgersi al foro ecclesiastico. In seguito allatteggiamento ostile di Licinio verso il cristianesimo, Costantino attacca Licinio e nel 324 lo sconfigge ad Adrianopoli in Tracia e a Crisopoli davanti a Bisanzio; riunisce limpero e sceglie Bisanzio come nuova Roma sulle rive del Bosforo. Interviene anche nella vita della Chiesa per riportare lunit, si presenta al concilio di Nicea in qualit di vescovo di quelli di fuori, concilio che porta alla condanna degli ariani e alla proclamazione del credo cristiano. 8.3. Le riforme di Costantino: La Bisanzio dei Severi viene trasformata nella citt di Costantino, divisa in 14 regioni come Roma e per gli abitanti si hanno privilegi analoghi a quelli della plebe romana, con distribuzioni gratuite di pane e un senato, un imponente palazzo imperiale e un ippodromo quale luogo dincontro tra imperatore e popolazione, per cui vengono a risiedervi buona parte dei proprietari terrieri pi ricchi dellAsia Minore. Continua la riorganizzazione amministrativa avviata dalla tetrarchia: i prefetti diventano vicer con amplissime circoscrizioni territoriali (si hanno 4 prefetture: 1- delle Gallie, 2- dItalia, 3- dellIllirico, 4dellOriente, con 19 diocesi e 126 province), nel consistorium entrano 4 ministri: 1) il quaestor sacri palatii per la redazione dei testi normativi imperiali/constitutiones 2) il comes sacrarum largitionum per le spese imperiali, le entrate fiscali in denaro e la produzione di moneta 3) il comes rerum privatarum sovrintendente allimmenso patrimonio imperiale 4) il magister officiorum che sovrintende a tutto lapparato burocratico. Si completa la riforma dellesercito: si rafforza lesercito mobile che diventa quello qualitativamente migliore/ i comitatenses acquartierati in citt mentre le truppe di confine/i limitanei sarebbero diventati sotto limpero bizantino dei contadini-soldati. Per la moneta Costantino liberalizza il prezzo delloro e avvia una consistente produzione di moneta aurea/solidus che nei secoli diverr la moneta stabile dellimpero bizantino. Le imposte in natura spesso ven-

38 gono convertite in oro, pure i versamenti alle unit militari. Di conseguenza si ha unaccelerazione dellascesa dei prezzi e si accresce la distanza tra ricchi e poveri e la progressiva concentrazione della propriet fondiaria, le masse contadine rimango al fondo e le plebi urbane vengono indebolite. Malvolentieri accettano di entrare nei senati locali come decurioni, preferiscono entrare nella burocrazia imperiale o nella gerarchia ecclesiastica. Molte professioni sono vincolate in modo ereditario: i decurioni, i navicularii, i pistores/fornai, i coloni/contadini affittuari definiti servi terrae quasi schiavi. Si ha cos una societ a caste e ognuno legato alla propria condizione. Si amplia enormemente il numero dei burocrati e si accentuano i fenomeni di malcostume per acquistare le cariche. Costantino preferisce le leges generales/statuizioni imperiali per tutti ai rescritti casistici. Le statuizioni sono preparate dal quaestro sacri palatii e comunicate allesterno in tre modi: 1) oratio ad senatum/ invio di un discorso scritto al senato di Roma o di Costantinopoli 2) edictum ad populum/ editto indirizzato alla generalit dei cittadini 3) epistola/ spedizione ai funzionari di una lettera con lordine di divulgarla a cascata a tutte le popolazioni facendola precedere da un programma ossia un editto redatto dal funzionario stesso. Allopposto per i casi singoli le sentenze giudiziali son dette decreta, le risposte scritte dellimperatore rescripta (ad preces) che hanno la forma di epistulae per i destinatari di maggior rispetto e di subscriptiones per i privati, distinte in due tipi di subscriptio: la ad notatio quando risposta personale dellimperatore con lassistenza del magister scriniorum, la risposta emessa a nome suo dal magister libellorum. Le preces vengono inviate al vicarius dioceseos, da questi al praefectus pretorio es. doriente e da questi a Costantino. Lattivit normativa di Costantino nella forma non si distacca dalla tradizione perch continuano i rescritti per casi singoli, per lunica fonte del diritto diventa limperatore, dopo che il poplo aveva gi cessato di esserlo nel primo secolo d.C. e il senato nel secondo secolo mentre linterpretazione dei giuristi sei era fermata a met del terzo secolo; ad es Costantino abroga le sanzioni introdotte dalla lex Iulia et Papia det augustea contro i celibi e privi di figli; es. regola restrittivamente le accuse criminali; es. sanc la nullit del patto commissorio nel pegno cio dellaccordo in forza del quale in caso di inadempimento il creditore avrebbe acquistato in propriet il bene pignorato; es. sottopone ad autorizzazione giudiziale la vendita di beni in propriet a minori di 25 anni; es. migliora la posizione della madre nella successione ereditaria intestata ai figli; es. trasforma la donazione in negozio tipico ad effetti reali.

39 8C. Arte romana 8.1. Sviluppo: nel periodo monarchico si ebbe linflusso dellarte etrusca, ad es, sul Campidoglio il tempio dedicato alla triade capitolina e la famosa lupa; B) nel periodo repubblicano si ebbe il contatto con larte greca. Lessenza delle arti figurative romane sta nelle modalit di ricezione delle forme artistiche greche, da quelle arcaiche a quelle ellenistiche. Nel 212 a.C. inizi lafflusso a Roma di molte opere artistiche originali greche, prima collocate nei templi e poi nelle ville con creazioni di collezioni private e collezioni pubbliche. Accanto ai mercanti operarono numerose botteghe di artisti-produttori. Ai grandi scultori greci del V-IV sec. a.C. vennero associati sistemi concettuali di valori ben definiti, es. Fidia per le statue di divinit, Policleto per le figure maschili giovanili, Callimaco per le figure danzanti, Prassitele e Lisippo per i ritratti. C) Nella prima fase dellimpero prevale il classicismo di Augusto (il suo ritratto ufficiale una rielaborazione del doriforo di Policleto per esprimere ideale di perfezione, atemporalit, pace universale). La piena maturit dellarte romana raggiunta nel principato di Traiano, es. Apollodoro di Damasco e la Colonna Traiana; ridiventa eclettica di modelli orientali ed ellenistici con Adriano. D) Nel periodo tardo antico, a partire da Diocleziano e Costantino, si ha una nuova sensibilit, anti-ellenistica, con maggior espressionismo e attenzione al dettaglio. Il volto imperiale deve esprimere la santit del potere come emanazione divina. Gi nellArco di Settimio Severo sinfittisce luso del trapano per toni pi chiaroscurali e scene di massa; nellArco di Costantino si hanno figure dalle forme tozze, limperatore con la figura un po pi grande, la perdita dei rapporti spaziali. Si tratta di tendenze gi presenti nelle province e immesse a Roma nellarte ufficiale 8.2. Forme artistiche: Nella scultura fa parte della vera e propria forma darte romana il rilievo storico (con radice nellarte plebea di tradizione medio-italica) e il ritratto (creato nellambiente patrizio per il culto familiare, e distinto in ritratto di derivazione ellenistica per effetto naturalistico e patetico, ritratto severo di tradizione medio-italica, ritratto clipeato/su scudo di origine greca). Nella pittura la testimonianza meglio documentata quella pompeiana in cui sono distinti 4 stili: il primo stile pompeiano o dellincrostazione (150-80 a.C.); il secondo stile pompeiano o architettonico (80-fine I sec. a.C.) con tralci vegetali e abili giochi illusionistici di colori e ombre, vedute prospettiche; il terzo stile pompeiano o ornamentale (fino a Claudio) con strutture piatte monocrome, simili a tendaggi e tappezzeria, al centro piccoli pannelli con scene di vario genere; il quarto stile pompeiano o illusionismo prospettico (in et neroniana) con inserimento di architetture fantastiche e grandi scene. Nel Mosaico i Romani hanno divulgato le tecniche in tutto limpero. Larte musiva legata alla pittura e in base al taglio delle tessere distinta in opus signinum, opus sectile, opus tesellatum, opus vermiculatum, opus musivum. Le testimonianze maggiori di quadri musivi che ricoprivano tutto un pavimento si ha nel Ratto di Europa ritrovato ad Aquileia, e nella Battaglia di Alessandro scoperto a Pompei. Nellepoca imperiale il mosaico diventa monocromo (bianco e nero), ma nel III e IV sec. d.C. ritorna il gusto fastoso, rinasce il mosaico policromo di derivazione africana, ad es. i mosaici di Piazza Armerina del IV sec. Dal IV al VI sec. nasce e matura licnografia cristiana che sviluppa il mosaico decorativo parietale, es. nel Mausoleo di Galla Placidia, in un gran numero di chiese decorate a mosaico (es. S. Maria Maggiore) e nel VI sec. a Ravenna dove si dissolve il naturalismo ellenistico e si afferma progressivamente uno stile espressionista con figure delineate in modo netto e volutamente bidimensionali, ad es. la severa e ieratica fissit di Giustiniano e Teodora in San Vitale, laccentuarsi della tendenza bizantina alla trascendenza, allastrazione rispetto allo spazio e al movimento. La diversa inclinazione delle tessere crea suggestioni di luci e colori nella staticit frontale dei santi e sul volto dominatore di Cristo Pantocrator.

40 9.A. Eventi da Costantino a Teodosio (Eutropio X,9-18 = fino a Gioviano; Orosio, Storia contro i pagani VII; Zosimo, Storia nuova IV) Costantino lasci limpero ai figli Costanzo e Costante come Augusti, al figlio Costantino e al nipote Cesare Dalmazio come Cesari. Presto Cesare Dalmazio fu ucciso in una rivolta militare e Costantino presso Aquileia mentre attaccava il fratello Costante. In occidente Costante (337-350) govern allinizio con equilibrio poi divenne inviso a molti e fu ucciso nella rivolta di Magnenzio vicino alla Spagna a 30 anni, dopo 17 anni di regno. In oriente Costanzo (337-361) sub numerose sconfitte dai Persiani del re Sapore. Italia, Africa e Gallia passavano a Magnenzio, in Illiria veniva proclamato imperatore Vetranione, anziano soldato con molti meriti ma poca cultura. Costanzo depose e umili Ventranione, a Roma Nepoziano, nipote di Costantino, tent di prendere il potere con laiuto dei gladiatori ma fu sconfitto e decapitato dai capitani di Magnenzio, insieme a lui molti nobili. Presso Mursa Costanzo sconfisse Magnenzio che si uccise presso Lione, dopo tre anni di potere, e poco dopo suo fratello Decenzio che doveva essere Cesare della Gallia fu ucciso dai Senoni. Costanzo nomin Cesare per loriente il nipote Gallo, ma poi lo fece uccidere per la sua ferocia, nel frattempo elimin anche Silvano che per 30 giorni in Gallia aveva tentato di diventare imperatore. Costanzo nomin Cesare per loccidente il cugino Giuliano il quale inflisse una sanguinosa sconfitta agli Alemanni che devastavano la Gallia e ricacci i barbari oltre il Reno. Gli eserciti della Germania acclamarono Giuliano imperatore, allora Costanzo sospese la guerra contro i Persiani e si mosse contro Giuliano che aveva occupato lIllirico ma mor in Cilicia. Giuliano (361-363), rimasto unico imperatore, fece grandi preparativo e attacc i Persiani, ricuper molte citt, depred lAssiria e tenne a lungo laccampamento presso Ctesifonte, ma nel ritorno in uno scontro fu colpito dai nemici e mor a 32 anni dopo 7 anni di regno. Fu divinizzato. Si era ispirato a Marco Antonino, perseguit la religione cristiana ed era smanioso di gloria. Fu acclamato imperatore, il 37 (per Orosio) Gioviano (363-364), che era ufficiale della guardia imperiale ma fu sconfitto due volte dai Persiani e dovette accettare una pace vergognosa cedendo territori romani a Sapore, la citt di Nisibe e la Mesopotamia. Mor in Galizia, forse soffocato dai fumi dei bracieri per scaldarsi, dopo soli 7 mesi di governo a 33 anni e fu divinizzato. Divent imperatore Valentiniano I (364-375) che sotto Giuliano era tribuno ma si era dimesso per non rinnegare la sua fede cristiana. Fu acclamato a Nicea e govern per 17 anni. Elimin lusurpatore Procopio e fece Augusto il fratello Valente (364-378) che per divenne ariano. In quel periodo un violento maremoto distrusse molte citt sulle coste. Dopo tre anni Valentiniano fece Cesare suo figlio Graziano. Il re dei Goti Atanarico uccideva quelli che aderivano alla fede cristiana. I Sassoni furono sconfitti da Valentiniano nella terra dei Franchi e i Burgundi divennero cristiani. Valentiniano si mosse contro i Sarmati che devastavano la Pannonia, ma a Brigizio mor per unemorragia dopo 11 anni di regno. In occidente divent imperatore suo figlio Graziano (375-383), mentre in oriente rimase imperatore Valente; Graziano nomin Augusto suo fratello Valentiniano II (375-392) per Illirico, Italia e Africa. In Africa Firmo con lappoggio di trib dei Mori si dichiar re e occup molte citt dellAfrica e della Mauritania ma fu sconfitto da Teodosio, padre del futuro imperatore, e condannato a morte a Cartagine. In Gallia Graziano sconfisse gli Alemanni presso la citt di Argentaria. In oriente gli Unni attaccarono i Goti i quali passarono il Danubio e si rifugiarono nellimpero romano ma esasperati dalle angherie del generale Massimo si ribellarono e saccheggiarono la Tracia. Ad Adrianopoli, attaccati da Valente sbaragliarono la cavalleria romana, circondarono la fanteria e la massacrarono e con essa per lo stesso imperatore, dopo 15 anni di regno. Come fece Nerva con Traiano, Graziano scelse per loriente come Augusto lo spagnolo Teodosio (379-395), il quale prima attacc potenti trib scitiche poi le arruol nellesercito romano e respinse in occidente Alani, Unni e Goti in un susseguirsi di grandi battaglie. Entr da vincitore in Costantinopoli e fece un accordo di pace con Atanarico re dei Goti, i quali dopo la sua morte si sottoposero alla legislazione romana, e i Persiani inviarono ambasciatori per accordi amichevoli, in questo modo loriente ricuper la pace. Teodosio si associ al trono il figlio Arcadio. Intanto in Britannia si proclamava imperatore Massimo, uomo abile che in Gallia uccise a tradimento limperatore Graziano poi invase lItalia per cui il fratello Valentiniano si rifugi in oriente da Teodosio che attacc Massimo, lo sconfisse presso Aquileia e restitu il potere imperiale a Valentiniano, il quale si rec in Gallia ma a Vienne fu strangolato dal conte Abrogaste che sostenne lusurpatore Eugenio poi sconfitto da Teodosio sul Frigido presso Aquileia, cos Teodosio rimase unico imperatore, il 41 imperatore e regn per 11 anni.

41 9B. Editti e religione 9.1. Editti di Nicomedia (303 d.C.) Diocleziano:1 I) emesso nel febbraio 303: proibizione di riunioni ai cristiani, demolizione delle chiese, confisca e distruzione dei libri sacri e degli oggetti di culto, perdita dei privilegi per i nobili II) primavera del 303: ordine di incarcerazione di vescovi, sacerdoti, lettori ed esorcisti III) mesi successivi del 303: si possono rimettere in libert coloro che fanno sacrifici agli di IV) inizio del 304: tutti i cittadini devono sacrificare agli di, chi si rifiuta deve essere condannato ai lavoro forzati oppure a morte.2 9.2. Editto di Nicomedia (311 d.C.) Galerio:3 pubblicato il 30 aprile del 311 a nome dei 4 tetrarchi (Galerio, Licinio, Massimino Daia, Costantino):4 3.Limperatore Cesare Galerio Massimiano, invitto Augusto, pontefice Massimo, Germanico Massimo, Egiziaco Massimo, Tebaico Massimo, cinque volte Sarmatico Massimo, due volte Persico Massimo, sei volte Carpico Massimo, Armeniaco Massimo, Medico Massimo, Adiabenico Massimo, nella ventesima potest tribunizia, diciannove volte imperator, otto volte console, Padre della Patria, Proconsole; 4. e limperatore Cesare Flavio Valerio Costantino, Pio, Felice, invitto Augusto, Pontefice Massimo, investito di potest tribunizia, cinque volte imperator, Console, Padre della Patria, Proconsole; 5. *e limperatore Cesare Valerio Liciniano Licinio, Pio, Felice, invitto Augusto, Pontefice Massimo, nella quarta tribunizia potest, tre volte imperator, Console, Padre della Patria, Proconsole; salutano gli abitanti delle province.]5 6. Noi abbiamo voluto, nelle disposizioni che abbiamo emanato per lutilit e il profitto dello Stato, che per prima cosa tutto fosse conforme alle antiche leggi e alle pubbliche istituzioni romane. Prendemmo perci provvedimenti affinch anche i cristiani, che avevano abbandonato la religione die loro antenati, ritornassero a giusto consiglio. 7. Per un qualche loro modo di ragionare essi per sono stati presi da tal superbia [e pazzia]: non hanno seguito pi le tradizioni degli antichi, le quali tradizioni erano state forse istituite dai loro stessi antenati, ma a loro arbitrio, come ciascuno riteneva, facevano delle leggi per se stessi e queste osservavano; inoltre riunivano in vari luoghi diverse moltitudini. 8. Per questo motivo, emanato da noi un editto, al fine che ritornassero alle istituzioni degli antenati, moltissimi furono colpiti da pena capitale, moltissimi altri furono torturati e sottoposti alle pi diverse forme di morte. 9. Poich vedemmo che la maggior parte persisteva in quella follia, che essi non tributavano la dovuta venerazione agli dei celesti e che neppure onoravano il Dio dei Cristiani, considerando la nostra benevolenza e la costante pratica di accordare il perdono a tutti, abbiamo ritenuto di dovere accordare, anche in questo caso, il perdono, in modo tale che di nuovo ci siano Cristiani e si costruiscano edifici in cui si riuniscano, cos che nulla essi facciano contro le istituzioni. In unaltra lettere daremo ai giudici disposizioni circa quel che dovranno osservare.6

Lombardi, dai testi di EUSEBIO Historia Ecclesiastica e LATTANZIO De mortibus persecutorum, ricava 4 editti contro i cristiani e ne riassume sinteticamente il contenuto che riportiamo sopra (Gabrio LOMBARDI, LEditto di Milano del 313 e la laicit dello Stato, Excerptum ex Studia et Documenta Hisotriae et Juris, Pontificia Universitas Lateranensi, Romae 1984, p. 80). 2 Lapplicazione di tali editti, fa notare Lombardi, varie nelle diverse province a seconda dei tetrarchi e dello zelo dei singoli governatori. 3 Galerio continu la persecuzione avviata da Diocleziano, ma ammalatosi gravemente pubblic un editto di tolleranza concessa controvoglia, pi per rassegnazione che per convinzione; il testo riportato da LATTANZIO De mortibus persecutorum 34 e da EUSEBIO Historia Ecclesiastica 8,17. Massimino Daia continu lo stesso la persecuzione in Africa. 4 EUSEBIO DI CESAREA, Storia Ecclesiastica. Vol.2, VIII 17, 3-10, tr. it. e note a cura di Giovanni Lo Castro, Citt Nuova, Roma 2001, p. 180-181. 5 Parte tolta dopo il 324, cio dopo che Costantino ebbe vinto Licinio. 6 Galieno mor 5 giorni dopo la pubblicazione delleditto per cui non ebbe il tempo di stabilire ulteriori disposizioni.

42 10. In conformit a quanto da noi disposto, essi sono tenuti a pregare il loro Dio per la salvezza nostra, dello Stato e di se stessi, affinch in ogni modo lo Stato si conservi integro ed essi possano vivere sereni nelle loro case.7 9.1. Editto di Milano (313 d.C.) Costantino e Licinio:8 2. Da tempo ormai, forti della convinzione che la libert di religione non pu essere negata, ma allintelletto e alla volont di ciascuno deve essere data la facolt di interessarsi delle cose divine secondo la propria libera scelta, avevamo ordinato che anche i Cristiani osservassero la fede della loro setta e del loro culto. 3. Ma poich sembra che in quel rescritto, in cui tale facolt fu loro concessa, siano state aggiunte molte e diverse condizioni, pu essere accaduto che alcuni di loro, poco dopo, siano stati ostacolati nellosservanza di tale culto. 4. Quando noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, giungemmo sotto felice auspicio a Milano e vagliammo quel che fosse di utilit e vantaggio pubblico, abbiamo stabilito, tra le altre cose che sembravano per molti aspetti essere di vantaggio per tutti, prima di tutto e specialmente di emanare editti, con i quali fosse assicurato il rispetto e la venerazione della Divinit; cio di dare ai Cristiani e a tutti libera facolt di seguire il culto che volessero, in modo che ogni potenza divina e celeste, qualunque fosse, potesse essere benevola verso di noi e verso quanti vivono sotto la nostra autorit. 5. Pertanto, con un ragionamento salutare e rettissimo, abbiamo decretato la nostra volont. A nessuno negata la facolt di applicarsi a quel culto, che egli ritenga adatto per se stesso, in modo che la Divinit possa concederci in tutto la sua consueta sollecitudine e benevolenza. 6. Fu quindi opportuno che ponessimo per iscritto che questo ci era gradito, affinch, soppresse del tutto le condizioni contenute nelle nostre prime lettere, inviate alla tua devozione circa i Cristiani, fosse abolito anche ci sembrava essere troppo sfavorevole ed estraneo alla nostra benevolenza; e che ognuno di quelli che aveva fatto la stessa scelta di osservare il culto dei Cristiani, potesse farlo liberamente e semplicemente, senza molestia alcuna. 7. Abbiamo deciso di rendere pienamente note queste cose alla tua cura, affinch tu sappia che noi abbiao dato libera e assoluta facolt ai Cristiani di praticare il loro culto. 8. La tua devozione comprenda che poich questo stato loro accodato in modo assoluto, deve intendere che anche ad altri, che lo vogliano, stata facolt di osservare la propria religione e il proprio culto. La quale cosa chiara conseguenza della pace dei nostri tempi. Cosicch ciascuno abbia facolt di scegliere e osservare qualunque religione voglia. Questo stato da noi operato, perch a nessuno sembri che qualche rito o culto sia stato da noi in qualcosa sminuito. 9. Inoltre stabiliamo anche questo riguardo i Cristiani: i loro luoghi, in cui precedentemente avevano labitudine di riunirsi, per i quali era stata stabilita in precedenza unaltra norma nelle lettere inviate alla tua devozione, se risulta che qualcuno gli abbia acquistati da nostro fisco o da qualcun altro, siano restituiti agli stessi Cristiani, gratuitamente e senza richiedere pagamenti, senza alcuna negligenza e senza esitazione. E se per caso qualcuno abbia ricevuto in dono questi luoghi, li restituisca al pi presto agli stessi Cristiani.

Per ledizione dei testi imperiali cf. D.G. HAENDEL, Corpus legum ab imperatoribus Romanis ante Justinianum latorum, Lipsia 1857. 8 Licinio era andato a Milano per il suo matrimonio con Costanza sorella di Costantino e venne ribadita la tolleranza verso la religione cristiana e ogni religione, nel contesto dellalleanza tra Costantino e Licinio che si preparava ad eliminare Massimino Daia come aveva gi fatto nellottobre del 312 Costantino con Massenzio. Il testo viene riportato da EUSEBIO Historia Ecclesiastica 10,5,1-14 e da LATTANZIO De mortibus persecutorum 48,2-12; ma non ha la formulazione di un editto e non sembra sia stato pubblicato a Milano nel febbraio del 313. Secondo Lombardi (o.c. p.83) si trattava di un accordo sui contenuti trasmessi ai governatori provinciali, poi a Nicomedia si ebbe una pubblicazione ufficiale nel giugno del 313 da parte di Licinio. In seguito Licinio torn a perseguitare i cristiani, per cui nellincontro di Milano la volont di tolleranza e di superamento delle ambiguit contenute nelleditto di Galerio, secondo Lombardi, risale chiaramente a Costantino, una figura tra le pi enigmatiche della storia(ivi p.88). Il testo qui riportato tratto da Eusebio nella traduzione di Giovanni Lo Caastro, o.c., p. 242-245. Si tratta del testo del rescritto di Licinio al governatore di Bitinia, testo emanato a Nicomedia il 13 giugno del 313 e noto impropriamente come Editto di Milano.

43 10. Qualora coloro che hanno comperato questi luoghi o li hanno ricevuti in dono, reclamano qualcosa dalla nostra benevolenza, si rimettano al giudizio del prefetto locale, perch per nostra bont si provveda anche a loro. Tutte queste propriet devono essere restituite per tua cura alla comunit dei Cristiani, senza indugio alcuno. 11. Poich si sa che gli stessi Cristiani possedevano non soltanto i luoghi, in cui erano soliti riunirsi, ma anche altri, di propriet non del singolo, ma della loro comunit, cio dei Cristiani, tutte queste, ordinerai che siano restituite, in base alla legge suddetta, senza alcuna contestazione, agli stessi Cristiani, cio alla loro comunit e alle singole assemblee, naturalmente osservando la suddetta disposizione, che coloro i quali li restituiscono senza compenso, dalla nostra benevolenza si attendano, come sopra abbiamo detto, il loro indennizzo. 12. In tutto ci, per la suddetta comunit dei Cristiani, dovrai mettere lo zelo maggiore possibile, affinch si adempia il nostro editto con la massima celerit. Cosicch, grazie alla nostra benevolenza, si provveda anche in questo alla comune e pubblica utilit. 13. Per questo motivo, come sopra abbiamo detto, la divina sollecitudine verso di noi, della quale abbiamo in molte occasioni gi fatto esperienza, potr rimanere stabile in perpetuo. 14. Affinch i termini di questa nostra legge e benevolenza possano giungere alla conoscenza di tutti, opportuno che, quel che da noi stato scritto, sia per tuo ordine pubblicato, esposto dappertutto e giunga alla conoscenza di tutti, in modo che la legge dovuta alla nostra magnanimit non possa sfuggire ad alcuno.

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9C. Scuole e Cattedre imperiali


1.Le scuole romane: Roma conserva nei secoli lideale collettivo che consacra lindividuo allo Stato, la virt romana la vecchia morale della citt antica costituita di individui robusti e rigidi. Alla sua origine sta uneducazione da contadini, dominati da unaristocrazia di rurali, di proprietari fondiari che lavorano direttamente le proprie terre. La cacciata dei re etruschi fu la vittoria dellaristocrazia rurale sugli elementi urbani, dominante contadina sostenuta in seguito dallapporto ripetuto della famiglie italiche. 1.1. Leducazione arcaica: In famiglia lautorit sovrana appartiene al paterfamilias, ma leducazione dei figli fino a 7 anni viene impartita dalla madre in unatmosfera di alto contegno morale e severit. A 7 anni il bambino passa sotto la direzione del padre, considerato come il vero educatore. A 16 anni il giovane depone la toga listata di porpora e indossa la toga virile. Prima del servizio militare deve fare un anno di tirocinio alla vita pubblica, tirocinium fori, sotto la direzione di un vecchio amico di famiglia. Nelleducazione si hanno facilmente comportamenti stereotipati e leducazione romana pu dirsi unimitazione degli antenati. 1.2. Influsso della cultura greca: Linfluenza greca preponderante nel II sec. a.C., ma risale gi alle origini, prima tramite gli Etruschi e poi direttamente dalla Campania, tanto che i Romani colti diventano bilingui. In rapporto alle scuole greche sorgono anche quelle latine per un ciclo parallelo di studi: la scuola primaria appare nel VII-VI sec., linsegnamento secondario nel II, il superiore nel I sec. a.C. Linsegnamento secondario, che come quello greco si basa sulla spiegazione dei grandi poeti, sorge dopo che Livio Andronico di Taranto traduce in latino lOdissea. Il liberto di Attico, Q. Cecilio Epirota, sceglie di commentare Virgilio e gli altri poeti nuovi per cui si ristruttura il programma di base: i comici a cominciare da Terenzio e i grandi poeti del secolo di Augusto sopra tutti Virgilio, per cui come un Greco colto possiede Omero cos un Romano colto conosce Virgilio. Linsegnamento latino delleloquenza riprende solo verso la fine del I sec. a.C. grazie in particolare allopera di Cicerone che con i suoi trattati fornisce il materiale tecnico. 1.3. Il bilinguismo: I Latini si sono sempre sentiti debitori della cultura greca, i Romani colti erano bilingui e fin da piccoli si esercitavano nella traduzione dal greco in latino e viceversa. 1.4. Linsegnamento primario: Leducazione scolastica latina ricalca sempre pi quella ellenistica. A Roma, come nel mondo ellenistico, si hanno tre tipi di scuola affidati a tre maestri specializzati: a 7 anni la scuola primaria affidata al litterator sul modello del greco grammatisths, a 11-12 la scuola secondaria affidata al grammaticus, a 15-16 linsegnamento superiore affidato al rhetor. 1.5. Linsegnamento secondario: Listruzione secondaria molto meno diffusa. La scuola del grammaticus ha uno stile pi elevato. Il metodo del grammaticus Latinus rispecchia quello del collega greco: studio teorico della buona lingua e spiegazione dei poeti classici. 1.6. Linsegnamento superiore: Si tratta dellinsegnamento della retorica da parte del rhetor detto anche orator. Come i suoi colleghi, anche il retore insegna allombra dei portici del foro, ma dal tempo di Adriano dispone di una bella stanza a forma di esedra. Lo scopo larte oratoria, il metodo del tutto formale: insegnare le regole, abituare a servirsene. I Romani lasciano la filosofia ai Greci e per lungo tempo anche la medicina, ma sviluppano le loro scuole di diritto con un tipo di insegnamento superiore originale che apre ai giovani la carriera giuridica. Il maestro di diritto/magister iuris ha le sue origini nel tirocinium fori del tempo di Cicerone: i giovani discepoli che circondano il maestro assistono alle consultazioni giuridiche che d ai suoi clienti e si istruiscono ascoltandolo. Con Cicerone allinsegnamento pratico/respondentes audire si aggiunge un insegnamento sistematico/instituere utilizzando la logica greca. Nel I sec. d.C. gli esperti di diritto hanno anche autorit ufficiale, nel II sec. esistono uffici stabili di consultazione che sono persino scuole pubbliche di diritto, stabiliti allombra dei templi per approfittare delle biblioteche speciali che vi erano annesse, come quella di Augusto data al santuario di Apollo sul Palatino. In quello stesso periodo si elaborano gli strumenti per listruzione giuridica. 2. Istituzioni imperiali: Le risorse scolastiche erano molto diverse da citt a citt. Grammatici e retori pi o meno competenti, si trovano in un numero abbastanza grande di centri. In Italia si distinguono soprattutto

45 Napoli e Milano; il prestigio di questultima sar rafforzato, ai tempi di S. Ambrogio e di S. Agostino, dalla presenza della corte imperiale dOccidente. Ma in Italia e in tutto lImpero latino, il centro universitario per eccellenza naturalmente resta Roma. Il suo primato, sul piano intellettuale e su tutti gli altri, in Occidente molto pi netto di quanto non lo sia in Oriente quello di qualsiasi altro centro; Costantinopoli riuscir a predominare soltanto nel secondo periodo della storia bizantina, tanto durevole era il prestigio di Atene, di Alessandria, di Antiochia e(per il diritto) di Beirut. a Roma che si trovano i grammatici e retori, latini e greci, pi famosi; il governo imperiale fece ogni sforzo per attirarveli e trattenerli. In tutto lOccidente, a Roma soltanto si trova forse un insegnamento organizzato della filosofia; e soprattutto solo qui che si trova lunico centro ufficiale del diritto per lOvest dellImpero. Questa disciplina, particolarmente accreditata, attira a Roma molti studenti provinciali, venuti non solo da tutta lItalia, ma anche dallAfrica, dalla Gallia, dalle province danubiane, perfino dallOriente greco(MARROU, p.392). 2.1. Collegia Iuvenum: Durante la Repubblica leducazione viene lasciata alliniziativa e alle attivit private. Sotto lImpero si conforma listruzione alle norme delle citt ellenistiche. Al tempo di Augusto in Italia centrale si diffondono i collegia iuvenum equivalenti allefebia greca. La prima caratteristica dei collegia iuvenum, in rapporto alle loro origini italiche, religiosa, ossia il culto di una divinit determinata, specialmente Ercole come Eracle protettore del ginnasio nei paesi greci; per sulla religiosit in senso stretto prevale il valore di festa e mondanit. 2.2. Istituzioni alimentari: Traiano crea le Istituzioni alimentari. Non si tratta di uniniziativa statale perch limperatore sempre un privatus cum imperio, il suo intervento da evergete o mecenate, il primo cittadino della repubblica che d lesempio di generosit e dedizione allinteresse pubblico. Come mecenate limperatore mantiene cattedre sia a Roma sia ad Atene, seconda patria di ogni letterato. Svetonio testimonia che Vespasiano protegge le lettere e le arti. Adriano, sempre come mecenate, accorda pensioni a retori celebri, favori alla confraternita epicurea di Atene. 2.3. Cattedre di Stato: Vespasiano istituisce per primo a Roma due cattedre ufficiali di retorica, una latina e laltra greca, con uno stipendio annuale di 100.000 sesterzi prelevati dal fisco imperiale. Marco Aurelio istituisce ad Atene una cattedra di retorica e 4 di filosofia una per ciascuna delle 4 grandi sette (platonica, aristotelica, epicurea e stoica); la scelta dei titolari viene affidata al suo ex precettore Erode Attico e quella dei loro successori ad un comitato di notabili lo stipendio di 60.000 sesterzi annui per i filosofi e 40.000 per il retore. Quella di Erode Attico, secondo CINI 2006, fu solo una ricostruzione archeologica e artificiale della antiche scuole ateniesi (p. 14; ma questo mal si concilia con lintelligenza filosofica dimostrata da Marco Aurelio) e scomparvero in et severiana (p. 21; ma questo contrasta con i poderosi commentari di Alessandro di Afrodisia sui testi di Aristotele). Teodosio II nel 425 organizza a Costantinopoli una Universit di Stato che gode nella capitale del monopolio dellinsegnamento superiore; i professori non possono tenere lezioni private ma nelle esedre della parte settentrionale della piazza del Campidoglio si tratta di 3 retori e 10 grammatici per le lettere latine, 5 retori e 10 grammatici per quelle greche, 1 professore di filosofia e 2 di diritto. I professori che raggiungono i 21 anni di servizio ricevono il titolo onorifico di Comes primi ordinis. 2.4. Scuole e funzionari: Il Basso Impero poggia su due basi lesercito e lamministrazione civile. Dopo Diocleziano limpero diventato una macchina burocratica per cui, come nelle vecchie monarchie orientali, ritorna il dominio degli scribi. Le scuole preparano amministratori e impiegati per lImpero; gli studenti migliori di Roma vengono segnalati dal prefetto allimperatore. Gli studenti di retorica hanno la prospettiva di lavorare in tribunali, uffici finanziari, governi delle province, direzioni di ministeri/palatii magisteria. La letteratura diventa via di accesso alle magistrature. I retori non sono esperti di diritto ma hanno il talento della parola, invece le questioni tecniche quando ricevono un incarico sono sbrigate dai loro consiglieri. Accanto a questa cultura letteraria si sviluppa anche un insegnamento strettamente tecnico: la stenografia, che assicura un impiego nellamministrazione che ne fa continuamente uso.

46 3. Cattedre e remunerazione: Gli interventi di AUGUSTO nelleducazione sono di tipo evergetico come nei regni ellenistici, infatti si limita a proteggere medici e precettori durante una carestia, conferisce alcune immunit ai medici, promuove la creazione di biblioteche e favorisce la formazione di collegi giovanili, che passano presto da carattere militare a luoghi di addestramento per le pubbliche istituzioni. 3.1. Cattedre: VESPASIANO si occupa esplicitamente di questioni delle arti liberali: consulta i medici del Museion di Alessandria perch tende a considerare la scienza e le arti al servizio dello stato. Lallontanamento da Roma degli astrologi nel 71, dei filosofi nel 71 e nel 74 dimostra la sua vigilanza per lutilit pubblica svolta dalla cultura e dallinsegnamento. Concede a spese del fisco uno stipendio di 100.000 sesterzi annui agli insegnanti di retorica greca e latina a Roma, come gi Augusto a Verrio Flacco. Pare si debba a Vespasiano anche lordinamento delle scuole filosofiche di Atene come risulta dal rescritto abrogativo di Adriano. ADRIANO tiene in grande considerazione i maestri e gli intellettuali in genere. Concede onori e ricchezze a uomini di cultura per non sembra abbia istituito cattedre ufficiali; inoltre obbliga a ritirarsi dallinsegnamento chi si dimostra inetto. I maggiori benefici alla cultura in questo periodo provengono da tre tipi di iniziative: 1) la fondazione di biblioteche o istituti pubblici ad Atene 2) il potenziamento del Museo di Alessandria aumentando i membri di numero e concedendo loro un contributo adeguato 3) la fondazione a Roma dellAthenaeum, o meglio da Aurelio Vittore si ricava la sua costruzione ma n la sua ubicazione n luso specifico dei locali costruiti. ANTONINO PIO stabilisce onori e salari per retori e filosofi di ogni provincia. La collaborazione tra imperatore e curie cittadine favorisce un sistema scolastico policentrico e assicurano a varie citt i maestri pi qualificati, gli oratori pi famosi e i filosofi pi illustri. MARCO AURELIO il primo a istituire cattedre statali per gli insegnamenti superiori. Nel 176 ad Atene istituisce a spese imperiali 4 cattedre di filosofia una per ogni scuola peripatetica, platonica, epicurea e stoica. Nellepoca dei SEVERI gli intellettuali diventano strumenti passivi della lotta politica e lingerenza dellimperatore sempre maggiore nella scelta dei docenti per i due centri. Prevale la cultura giuridica e i giuristi diventano funzionari stipendiati. Leditto di DIOCLEZIANO del 301 fissa il salario per varie categorie, insieme ai maestri di scuola elementare, media e superiore, i pedagoghi, gli insegnanti di ginnastica, quelli di alcune discipline professionali, senza accennare a differenza di trattamento fra insegnanti di scuole private, municipali o imperiali. COSTANTINO rinnova radicalmente la scuola e la ristruttura nella forma per adeguarla alle nuove esigenze della societ e dello stato, per cui si ha un forte impulso alle discipline tecnico-scientifiche. 3.2. Remunerazioni dei professori: La prima scuola elementare a pagamento risale al 250 a.C. con Spurio Carvilio, un liberto di Spurio Carvilio console nel 234 a.C. Prima gli insegnanti ricevevano solo doni dagli studenti nelle ricorrenze tradizionali. Con listituzione delle cattedre imperiali e soprattutto municipali la situazione migliora di molto, ossia si ha un salario fisso a secondo del luogo: Marco Aurelio fissa per la cattedra di retorica ad Atene 40.000 sesterzi annui, per quella di Roma 100.000, per le cattedre di filosofia 60.000 ciascuna. Leditto dei prezzi di Diocleziano sistematico anche in questo settore ogni alunno deve versare al mese: 50 denari per il pedagogus, il magister, linstitutor litterarum, il librarius o antiquarius; 70 denari per il calculator e il notarius; 200 denari per il grammaticus greco e latino e per il geometra; 250 denari per lorator o sophista, 100 denari per larchitectus. Dopo Costanzo II si sviluppa un sistema di pagamento misto, ossia in denaro e in natura, e le unit in natura sono chiamate annonae, regolate poi dallimperatore Graziano e gi diventate la parte principale della paga militare. 4. Le fonti sulle cattedre istituite da Marco Aurelio: - SVETONIO nella Vita dei Cesari, libro VIII, paragrafo 18 - FILOSTRATO, nellopera Vite dei Sofisti, libro II - DIONE CASSIO, nel libro LXXI, cap.35 della sua Storia romana - HISTORIA AUGUSTA, Vita di Marco Aurelio -Altre fonti: ZOSIMO, ZONARA, XIFILINO, ERODIANO, AURELIO VITTORE, EUTROPIO, OROSIO, GIULIANO, EUSEBIO, GIROLAMO, CASSIODORO. - La fonte pi vivace e ricca di particolari veristici, pur nel miscuglio proprio della satira, LUCIANO nel dialogo intitolato Leunuco, 3

47 5. Contesto tecnico-culturale: per avere unidea delle possibilit concrete per la cultura segnaliamo alcuni aspetti di cui si doveva tener conto nel mondo antico: 5.1. Le biblioteche romane: A) Raccolte private - 1) raccolta di Lucio Emilio Paolo, che dopo la vittoria a Pidna nel 168 a.C., dona ai figli i libri del re macedone Perseo, raccolta che nel 160 passa a Scipione Emiliano e alimenta il Circolo degli Scipioni 2) la raccolta di Silla, che dopo lespugnazione di Atene nell86 a.C., porta a Roma i libri del ricco bibliofilo Apellicone di Teo; il figlio di Silla, Fausto, la trasferisce a Cuma 3) la raccolta di Lucio Licinio Lucullo, dopo le guerre mitridatiche nel 66 a.C., e collocata nella sua villa a Tuscolo 4) le diverse raccolti di Cicerone nelle sue residenze a Tuscolo, Anzio, Cuma e nella sua casa sul Palatino 5) la preziosa raccolta di T. Pomponio Attico con accanto un laboratorio di copisti nella sua lussuosa villa sul Quirinale 6) i rotoli della Villa dei Papiri a Ercolano 7) la traccia di scafali nella Casa di Menandro a Pompei B) Biblioteche pubbliche 1) di Cesare, una biblioteca greca e una latina affidata a Varrone per raccogliere i volumi (rotoli di papiro), progetto realizzato da Asinio Pollione nel 39 a.C. nellAtrium Libertatis, antica sede dei censori 2) di Augusto sul Palatino nel 28 a.C. 3) di Augusto nel Portico di Ottavia nel 23 a.C. in onore del nipote Marcello 4) di Livia e Tiberio sulle pendici del Palatino 5) di Vespasiano al Tempio della Pace nel 75 d.C. 6) la grande biblioteca Ulpia nel Foro di Traiano nel 112 d.C. Le biblioteche imperiali avevano un proprio amministratore: procurator bibliothecarum; nel III sec. il titolo diventa procurator rationum summarum privatarum bibliothecarurm Augusti nostri (amministratore dei fondi per le biblioteche provenienti dalla cassa particolare dellimperatore); nel IV sec. passa al praefectus Urbi. Agli ordini del procuratore per le biblioteche imperiali stavano schiavi o liberti imperiali. La biblioteca del Portico di Ottavia invece appartiene allerario di Roma perch ha servi publici. Nel V sec. si ha notizia certa solo della Biblioteca Ulpiana, le altre scompaiono o passano allaristocrazia pagana che si arrocca nellerudizione, con famiglie potenti come i Simmachi e i Nicomachi. I rotoli vengono sostituiti dai codici e la biblioteca torna ad essere luogo privato, la stanza o larmadio pieni di libri (da Lucia FRANCHI in Civilt dei Romani. Un linguaggio comune, 1993) 5.2. Scrivere un libro: La scrittura usata fino al III sec. d.C. la capitale ossia tutta maiuscola. Alcuni rotoli sono suddivisi in colonne con altezza delle lettere, larghezza delle colonne, spaziature e rientranze ben calibrate; altri come viene. Allet dei Severi, inizio III sec., inizia ad affermarsi la scrittura minuscola. Nel IV secolo il rotolo soppiantato dal codice, il papiro dalla pergamena. I libri tardoantichi presentano la scrittura semionciale modellata su forme minuscole latine e la onciale modellata su forme maiuscole greche. --- I libri sono prodotti nelle botteghe librarie, ossia editori-librai. Nel 357 COSTANZO II dispone che i libri greci antichi deteriorati e dei loro commentatori vengano trascritti sotto la guida di una sovrintendente e con apposito finanziamento; nel 372 VALENTE istituisce nella biblioteca imperiale di Costantinopoli un laboratorio di copia con 4 amanuensi greci e 3 latini per il restauro o la trascrizione (da Gugliemo CAVALLO, Ivi) 5.3. Testi scolastici: Nel III sec. a.C. il tarantino Livio Andronico traduce in latino lOdissea e la usa come testo di scuola per sviluppare le conoscenze grammaticali e sviluppare le competenze storico-antiquarie. La grammatica come studio sistematico della lingua nata nel I sec. a.C., dopo che le speculazioni di Aristotele e degli Stoici erano state messe a frutto dai filologi alessandrini nel lavoro critico-testuale ed esegetico. Testi fondamentali erano i poemi omerici, per ogni grammatico o retore elabora un proprio canone di autori eccellenti nei vari generi letterari: ad es per i tragici ad Atene nel IV sec. a.C vengono fissati da Licurgo: Eschilo, Sofocle, Euripide; a Roma al tempo di Orazio si studia specialmente Livio Andronico, Nevio ed Ennio. Nel I sec. d.C. sono gi inseriti fra i testi di scuola Virgilio, Stazio e Lucano. Quintiliano propone al primo posto Virgilio per la poesia epica, invece per la poesia elegiaca Properzio e Tibullo, per la satira Lucilio, Orazio e Persio, per la lirica Orazio, per quella comica Terenzio, per gli storici Livio e Sallustio; il grande modello scolastico Cicerone. Nel IV sec. Arusiano Messio indica solo 4 autori: Virgilio, Sallustio, Terenzio e Cicerone. Le altre conoscenze, al di fuori di grammatica e retorica, sono introduzioni che costituiscono la cultura generale, dette per la prima volta artes liberales in Cicerone De inventione (1.35), e trattate tutte insieme dallerudito Varrone in Disciplinarum libri; al modello di Varrone si rifanno Agostino e Marziano Capella. Boezio chiama quadrivium le 4 discipline matematiche (aritmetica, geometria, musica, astronomia); il trivium viene nominato nel IX sec. (grammatica, retorica, dialettica) (da Roberto NICOLAI, Ivi)

48 10.A. Eventi da Onorio a Giustiniano (Orosio VII,36-43; Zosimo, V-VI; Conte Marcellino, Chronicon; Procopio, Storia delle guerre di Giustiniano; Agazia, Sul regno di Giustiniano) 10.1. Una versione del sacco di Roma: nel 395 divennero Augusti i figli di Teodosio, Arcadio (395-408) in oriente e Onorio (395-423) in occidente. Arcadio regn per 12 anni e poi lasci il regno al giovane figlio Teodosio II (408-450). In Africa il conte Gildo accolse i Vandali. Teodosio I aveva lasciato come sostegno ai figli Rufino in oriente e Stilicone in occidente, ma Rufino aspirava al potere imperiale per s e Stilicone per proprio figlio. Alarico, re dei Goti ne approfitt per spadroneggiare, ma si scontrarono tra Goti e Unni contro Alani. Lastuto Radaguiso entr in Italia con un esercito di 200 mila Goti, ma Uldino capo degli Unni e Saro capo di altri Goti vennero in aiuto dei Romani. Gli uomini di Radaguiso si trovarono presso Fiesole senza rifornimenti e si sbandarono. Il nuovo capo Alarico cerc la pace ma Stilicone la concesse per continuare a tramare al fine di porre sul trono il proprio figlio Eutichio. Alani, Svevi, Vandali e Burgundi, nel 405-496, dilagarono in Gallia e Spagna. Quando furono scoperte le trame, i soldati romani si ribellarono e uccisero Stilicone. Il figlio di Stilicone, con laiuto dei barbari sinsedi in Roma e incominci a ricostruire i templi e distruggere le chiese, allora Alarico con i suoi Visigoti, 24 agosto del 410, irruppe in citt e la saccheggi rispettando tutti coloro che si erano rifugiati nelle chiese e difendendole, inoltre scortando armato i tesori dedicati allapostolo Pietro. Dopo tre giorni di saccheggio i barbari uscirono dalla citt dopo aver bruciato alcuni edifici, molti di meno di quelli incendiati al tempo di Nerone. 10.2. La guerra gotica: nel 528 fu eletto imperatore Giustiniano che prepar la guerra contro i Persiani in Mesopotamia e contro i Vandali in Africa. Nel 530 scacci i Geti dallIllirico e sconfisse i Bulgari che depredavano la Tracia. Nel 531 promulg il suo Codice di leggi. Nel 532 tre nipoti di Anastasio ordirono una congiura ma furono scoperti e sconfitti. Nel 533, dopo numerose ininterrotte incursioni del patrizio Rufino e del generale Ermogene, i Persiani chiesero la pace. Nel 534 fu ripresa Cartagine dopo 96 anni di dominio dei Vandali e il loro re Gelimero fu condotto prigioniero a Costantinopoli. In quello stesso anno il re dei Goti Deodato, che aveva detronizzato la regina Amalasunta e imprigionata su unisola del lago di Bolsena, fece uccidere la regina e limperatore Giustiniano ne rimase addolorato. Nel 535 si decise di riconquistare lItalia, per cui con la flotta si riprese la Sicilia sbarcando a Catania e a Siracusa. Il papa Agapito fu mandato dal re dei Goti Deodato a Costantinopoli. Nel 536 Belisario sbarc a Napoli e occup la Campania, intanto i Goti detronizzarono Deodato ed elessero re Vitige. Belisario entr rapidamente in Roma con il favore del popolo. Nel 537 Vitige riprese liniziativa e assedi Roma con dentro Belisario che fu poi soccorso dagli eserciti di Martino e Valeriano, ma non riuscire a far cessare lassedio. A Costantinopoli Giustiniano avvi la costruzione di Santa Sofia. Intanto a Roma Belisario venne a patti con Vitige e li restitu la Campania, ma il generale Giovanni entr nel Sannio, espugn Aterno, Ortona, il Piceno e occup Rimini. Allora Vitige lasci Roma e si diresse a Rimini, ma per larrivo di Narsete da Costantinopoli e Belisario da Roma fugg a Ravenna. Narsete, lasciando sul posto Belisario, riprese Urbino e nel 539 ritorn a Costantinopoli. Belisario entr in Aussimo dopo 7 mesi di assedio e Fesula, intanto i Goti entrarono in Milano uccidendo cittadini romani e trascinando prigionieri a Ravenna i comandanti Mundila e Paolo. Teodiberto, re dei Franchi, con un grande esercito sbarc in Liguria e depred lEmilia ma la peste lo costrinse a tornare in Gallia. Nel 540 i Persiani occuparono molte citt della Siria, tra le quali la ricca Antiochia, intanto in Italia Belisario riusc ad entrare in Ravenna e a catturare il re Vitige con molti nobili goti. Ma il nipote di Vitige, Oraio, con i Goti residenti oltre il Po non accettarono i patti ed elessero re Eldebado. Contro di lui fu mandato il patrizio Bessa da Ravenna mentre Costantino dalla Dalmazia con un esercito sbarcava a Ravenna. Nel 541 Erario uccise Eldibado e si proclam re dei Goti. Nel 542 fu ucciso anche Erario e divenne re Totila il quale pass il Po, prese Faenza, Cesena e Urbino devastando i territori, mentre nella Tuscia i suoi duci Rudero e Bleda sconfiggevano lesercito romano. Nel 543 Totila devast la Campania mentre lItalia era colpita da una grave pestilenza. Nel 544 Totila assedi Fermo e Ascoli, riprese Napoli e si avvicin a Roma. Nel 545 Belisario fu richiamato dalloriente dove era stato mandato contro i Persiani e fu rispedito in Italia, intanto Totila aveva espugnato Fermo e Ascoli, devastato il Piceno, vinto altri scontri, distrutto Spoleto, occupati Assisi e Chiusi, assediata Perugia. Nel 552 Giustiniano invi in Italia Narsete che vinse sui Goti e uccise Totila, stermin i Goti ribelli con laiuto dei Longobardi. Poich Teodeberto re dei Franchi da anni faceva saccheggi in Italia e in Sicilia, fu attaccato da Buccellino che lo vinse e uccise. Anche Omnirugo suo alleato e capo dei rimanenti Goti poco tempo dopo fu sconfitto e ucciso da Narsete.

49 10B. Approfondimenti del periodo da Onorio a Giustiniano 10.1. Da Teodosio a Zenone: Stilicone, imparentato con Teodosio, mentre i principi designati sono ancora piccoli, continua la politica teodosiana: immissione di truppe barbariche nellesercito e accordi con i capi barbari specialmente labile Alarico re dei Visigoti che aveva combattuto con Teodosio al Frigido. Alla morte di Teodosio Alarico ne approfitta per invadere la Grecia, Stilicone interviene ma Arcadio lo rifiuta e sceglie proprio Alarico. Questi minaccia Milano e Stilicone lo sconfigge a Pollenzo e Verona nel 402. Nel 405 sconfigge Vandali, Alani e Svevi guidati da Radagaiso a Fiesole mentre puntano su Roma. Il 31 dicembre del 406 unorda di Alani, Vandali, Svevi, Burgundi e contadini della Pannonia attraversa il Reno ghiacciato e dilaga nella Gallie, mentre la Britannia cade nelle mani di un usurpatore. Onorio, che nel 404 ha trasportato la capitale di occidente da Milano a Ravenna, fa uccidere Stilicone. Le milizie germaniche abbandonano i Romani e si uniscono ad Alarico che in quello stesso anno invade lItalia, assedia Roma per due volte, la terza volta nel 410 la saccheggia per tre giorni. Dopo il saccheggio la popolazione dimezzata e allinizio del secolo successivo si riduce a qualche decina di migliaia di abitanti. Alarico vuole raggiungere lAfrica ma muore a Cosenza e il nuovo re Atalaulfo guida i Visigoti verso le Gallie. Qui appoggiano Flavio Costanzo, il magister equitum di Onorio, e in cambio si stabiliscono in Aquitania. Dalla sorella di Onorio, Galla Placidia, prima moglie di Atalaulfo e poi di Costanzo, nasce VALENTINIANO III (423-55). Nel 429 i Vandali insediati nella Betica con re Genserico passano in Africa e si impadroniscono della Mauretania e della Numidia, accolti come liberatori dai contadini e dai donatisti. Il generale di Valentiano, Ezio, reprime il ribellismo della Bacaudia, in accordo con gli Unni distrugge il regno di Burgundi sul Meno, poi in accordo con i Franchi, Goti e Brugundi nel 451 ai Campi Catalaunici sconfigge gli Unni guidati da Attila. Allora Attila invade lItalia, saccheggia Aquileia devasta la pianura padana; si ferma sul Mincio per unambasceraia guidata da papa Leone I (452), poi ritorna nel suo impero in Pannonia, muore lanno dopo e il suo impero si dissolve. Ezio invece nel 454 viene ucciso da Valentiano che a sua volta viene assassinato nel 455 dai seguaci di Ezio. In oriente come in occidente si ha un forte contrasto tra la popolazione di fede cattolica e i barbari federati ariani. Nel 408 ad Arcadio succede il figlio bambino TEODOSIO II tutelato dal prefetto Antemio poi dalla sorella Pulcheria molto pia, infine dalla moglie Eudossia. Nel 438 pubblica la prima raccolta ufficiale di costituzioni imperiali, il Codex in 16 libri compiuto da una commissione di funzionari e giuristi su incarico dellimperatore ed entrato in vigore nel 439 per tutto limpero; il cosiddetto Codex Theodosianus, ottenuto riportando le leggi emesse dai tempi di Costantino fino a Teodosio, ricopiandole dallarchivio di corte e dagli archivi dei vari funzionari, rimaneggiandole per integrarle o sintetizzarle, suddividendole per materia in libri o Titoli e al loro interno in ordine cronologico. Del codice fu fatta una copia per il prefetto dItalia e una per il prefetto doriente , il prefetto dItalia lo mostra ai senatori e dispone di realizzarne tre copie: una da conservare nellarchivio del prefetto urbano, laltra nel senato e la terza ai constitutionarii per successive copie da inviare ai capi delle province. Quindi si tratta di un testo da archivi ossia a disposizione degli avvocati per le loro citazioni. Nel 450 in oriente succede a Teodosio II il comandante della guardia imperiale MARCIANO che sposa Pulcheria e col sostegno del generale alano Aspar invece di continuare a pagare il tributo attacca gli Unni. Nel 457, ancora con lappoggio di Aspar, vien fatto imperatore LEONE. Aspar fallisce nel tentativo di riprendere lAfrica ai Vandali e viene messo a morte. Leone reprime la rivolta delle truppe gotiche fedeli ad Aspar con laiuto delle truppe isauriche guidate da Zenone. Nel 474 muore Leone e vien proclamato imperatore il nipote bambino figlio di Zenone, Leone II che si associa il padre come Augusto. Leone II muore e il padre ZENONE lIsaurico (474-91) resta unico imperatore. Con gli Isauri limpero doriente si libera dallinflusso germanico. 10.2. La formazione dei regni romano-barbarici: Ucciso Valentiano III nel 455, il senato romano elegge imperatore PETRONIO MASSIMO che sposa Eudossia, la vedova di Valentiniano III e promette al proprio figlio Eudossia minore gi promessa a Genserico re dei Vandali il quale si presenta alla foce del Tevere per reclamarla. La folla uccide Petronio e i Vandali saccheggiano Roma nello stesso 455 per 15 giorni. Viene eletto imperatore il senatore AVITO, ma poco dopo deposto, mentre il potere effettivo nella mani del generale barbaro Ricimero, il quale dopo vari mesi fa proclamare imperatore il generale MAIORANO che tenta di cacciare i barbari dalla Gallia, dalla Spagna e infine contro i Vandali, ma nel 461 Ricimero lo elimina. Il suo successore LIBIO SEVERO controlla solo lItalia, allora Ricimero cerca un accordo con Costantinopoli che nomina come imperatore ANTEMIO. Intanto i Visigoti con re Eurico occupano tutta la Gallia. Nel 472 Ricimero proclama

50 imperatore OLIBRIO e insieme assediano e saccheggiano Roma contro Antemio. Scomparis nel 472 Ricimero e Olibio, viene acclamato imperatore dopo vari mesi GLICERIO, ma Zenone non lo riconosce e proclama imperatore doccidente GIULIO NEPOTE, contro il quale si ribella il generale romano Oreste e proclama imperatore il proprio figlio ROMOLO detto AUGUSTULO, ma lerulo Odoacre si ribella, espugna Oreste in Pavia, lo uccide e depone Romolo. Il 23 agosto del 476 Odoacre viene proclamato re delle truppe barbare in Italia, invia unambascieria a Zenone affermando che non serve pi un imperatore per loccidente, basta Odorare come rex gentium/dei barbabri e patricius/patrizio dei Romani ossi un rappresentante dellimperatore. In occidente si sono insediati come regni autonomi i Vandali in Africa, gli Svevi in Spagna, i Visigoti a Tolosa, i Burgundi in Gallia, gli Angli e i Sassoni in Britannia, Odoacre in Italia, gli Ostrogoti in Pannonia, i Longobardi nel Norico e gli Alemanni nella Rezia. Poi i Visigoti conquistano buona parte della Galli ameridionale e Teoderico re degli Ostrogoti nel 489 riceve da Zenone lincarico di riconquistare lItalia che dal 493 diventa per trentanni il suo regno. Per garantirsi la continuit nellesazione dei tributi i regni romano barbarici utilizzano il personale romano e le sue strutture amministrative. Teoderico mantiene separate la sfera civile, affidata allamminstrazione romana, da quella militare, riservata ai Goti. Teoderico, pur essendo analfabeta, favorisce uomini di cultura per il prestigio del suo dominio, di valenti collaboratori come il prefetto Liberio, il colto Cassiodoro, il capo del senato romano Simmaco e suo genero Boezio. Teoderico fa restaurare diversi monumenti antichi, a Ravenna si fa costruire un palazzo reale e un imponente sepolcro, oltre a una basilica e un battistero per gli ariani. Crea una politica di alleanze con matrimoni: le figlie al re dei Visigoti e a quello dei Burgundi, la sorella al re dei Vandali, una nipote al re dei Turingi e sposa la sorella di Clodeveo re dei Franchi. 10.3. Da Zenone a Giustiniano: In occidente i Franchi diventano presto ostili a Teoderico, in oriente il nuovo imperatore GIUSTINO, succeduto nel 518 ad Atanasio, si riconcilia con il papa e comincia ad osteggiare gli ariani. Per reazione Teoderico diventa violento e condanna a morte i suoi stessi collaboratori romani. Il successore di Giustino, il nipote GIUSTINIANO (527-75) dedica tutta la sua vita per la ricostituzione dellimpero romano: non vi riuscir nel campo politico ma in quello culturale. Approfittando delle divisioni tra cattolici e ariani, Giustiniano invia in Africa nel 533 il generale Belisario e in poco tempo la riprende con le isole. Poi, con la scusa di vendicare Amalasunta la figlia di Teoderico, avvia la rovinosa guerra gotica per la riconquista dellItalia: 1) nella prima campagna nel 540 Belisario sbarca in Sicilia e risale fino a Roma dove viene assediato, ma si libera e assedia Vitige a Ravenna, lo fa prigioniero e lo porta a Costantinopoli. 2) Ritiratosi Belisario per fronteggiare uninvasione dei Persiani in oriente, i Goti riconquistano rapidamente tutta la penisola eccetto Ravenna e Ancona guidati dal re Balduina detto Totila (limmortale) 3) Il generale romano Narsete entra in Italia dal nord e sconfigge Totila a Taginae/Gualdo Tadino dove muore lo stesso Totila, infine nellottobre del 533 stermina la maggior parte dei guerrieri goti guidati da Teia sui Monti Lattari presso il Vesuvio. LItalia viene divisa in province rette da un governatore civile/iudex eletto dal vescovo e dai cittadini e da un comandante militare/dux nominato dallimperatore. A capo dellItalia stanno i due maggiori funzionari, prima a Roma e poi a Ravenna sede della flotta: il prefetto del pretorio per lItalia in ambito civile e il patrizio dItalia in ambito militare, a Milano il vicarius Italiae e a Roma il vicarius in Urbe. Oltre alle magnifiche realizzazioni architettoniche, tra le quali eccelle la chiesa di S. Sofia a Costantinopoli, il capolavoro di Giustiniano la codificazione del Diritto romano, grande impresa compiuta fra il 528 e il 533, con aggiunte nel 565, da una commissione presieduta da Triboniano.

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10.Cs. Diritto romano 10.1. Evoluzione: Le origini del diritto romano sono state proiettate allindietro fino alla fondazione della citt-stato di Romolo, per di fatto le fonti documentarie, eccetto alcuni casi sporadici, cominciano in modo sistematico nel II sec. a.C. In una raccolta di leggi dette leges regiae sebbene redatte in pi tarda et ma risalenti nel contenuto allultima et regia, testimoniano il passaggio dalle consuetudini alle norme. Contengono anche diversi divieti di natura sacrale, per cui chi li trasgredisce diventa sacro ossia riservato alla divinit che ha offeso e chi si senta ispirato di ucciderlo non pu esser punito. La consuetudine diventa gradualmente diritto e poi legge. Il giudizio passa dai capifamiglia ai magistrati della citt. Proprio in quel periodo, quando Roma aveva gi il predominio nel Mediterraneo, emerge la figura del giurista/iureconsultus. Cicerone, nel I sec. a.C., nota che in Grecia lassistenza giuridica era fornita a pagamento dai pragmatikoi, individui al fondo della scala sociale, invece a Roma sono gli uomini pi illustri e altolocati. Infatti dei 29 giuristi noti del III-II sec. ben 15 sono nobili, di essi 8 di famiglia senatoria e di loro 14 raggiungono il consolato. I giuristi non sono degli specialisti isolati, ma veri protagonisti della vita politica e militare. La conoscenza del diritto faceva parte delle doti proprie dellaristocratico ideale: giurisprudenza, eloquenza e valore militare. Laspetto pi lontano dalla mentalit legalistica attuale il fatto che poche decisioni sono fondate su delle leggi gi fissate, nonostante che le Dodici Tavole fissate a met del V sec. siano considerate la fonte di tutto il diritto. Le Leggi delle Dodici Tavole nella famiglia sono caratterizzate dal a) principio patriarcale per il comando b) principio patrilocale per la sposa c) principio patrilineare per leredit. Si ha una contraddizione apparente tra la centralit delle Dodici Tavole e il loro uso marginale nelle decisioni dei giuristi. Si hanno in pratica due ordini normativi: I) legale di matrice cittadina, es. la legislazione decemvirale II) privato che scaturiva dallautonomia dei singoli. Le stesse leggi decemvirali erano raccolte di norme gi esistenti con integrazione nei casi in cui non si poteva contare su un preventivo regolamento delle parti, ad es. negli atti illeciti come delitti e crimini. La lex publica romana ha funzione di preminenza e sussidiaria agli accordi privati. Le Dodici Tavole sono considerate legge fondamentale perch 1) disciplina i riti processuali 2) riconosce le forme dellautonomia privata 3) sancisce la loro efficacia sul piano del ius. In questo contesto i giuristi assumono un ruolo guida nella cura degli interessi privati dei propri clienti ad es. per le formule corrette nella stipulatio fra venditore e compratore. Lo scriba Gneo Flavio, figlio di un liberto ed edile nel 304 a.C., divulg per iscritto le legis actiones per i contratti e il calendario dei giorni fasti per cui elimin la necessit dei privati di ricorre al consiglio dei pontefici sulla forma e il tempo del processo. Con lammissione dei plebei ai collegi sacerdotali la conoscenza del ius civile estesa al di fuori del collegio pontificale. In tal modo si supera il modello sapienziale e si procede alla divulgazione del sapere giuridico, favorito anche dallintensificarsi della scrittura. A livello sociale si ha uno spostamento dal patriziato alla nobilt patrizio-plebea, in quanto sacerdozi e magistrature erano appannaggio della stessa cerchia sociale, quella cui appartenevano prevalentemente anche i giuristi. Il contributo maggiore nel II sec. a.C. fu quello di Quinto Mucio Scevola che scrisse 18 libri di ius civile, quindi una vasta organizzazione letteraria della materia giuridica con laiuto di schemi classificatori mutuati dalla filosofia. Lordine della sua esposizione diventa canonica nella successiva letteratura giuridica. In et imperiale Pomponio scrisse unopera di 39 libri, Ad Quintum Mucium, di commento ai 18 di Scevola. Il contributo maggiore stato quello di stimolare categorie pi generali a partire da nessi pi o meno latenti nella forma casistica del ius. Un altro grande contributo fu fornito, nel secolo successivo, ossia nel I a.C., da Servio Sulpicio Rufo, console nel 51 a.C. e che, stando alle notizie fornite da Cicerone e altri, scrisse 180 libri, tra cui Reprehensa Scaevole capita sive Notata Mucii, ossia una programmatica revisione del lavoro di Quinto Mucio Scevola. Servio dedica unintera opera alleditto del pretore, e affronta molti temi del mondo dei commerci. Al tempo delle guerre civili si accrescono i giuristi della classe dei cavalieri, spesso di origine italica, ossia di gente ricca ma estranea alle magistrature, comunque Servio ancora un nobile romano. Nel 133 d.C. il giurista Salvio Giuliano, membro del Consiliun Principis dellimperatore Adriano, raccolse gli editti dei pretori ed elabor lEditto Perpetuo che fissava il criterio con cui i pretori potevano redire i propri

52 editti allinizio della loro carica, ossia le regole di continuit con quelli gi emanati. Salvio Giiuliano pubblic anche Libri Digestorum, un commento in 90 libri dell'ius honorarium e dello ius civile. Eneo Domizio Ulpiano, che fu membro del Consilium Principis dellimperatore Alessandro Severo nel III secolo, il pi autorevole fra i 5 giuristi di riferimento per linterpretazione delle leggi emanate, ripar ai pasticci giuridici dellimperatore Eliogabalo e ripristin lautorit del senato. 10.2. Codice dellimperatore Teodosio II: il Codex theodosianus una raccolta di costituzioni imperiali voluta dall'imperatore romano d'oriente Teodosio II emanata nel 438. Il primo progetto di codificazione risale al 428: doveva avere due codici, uno per le costituzioni imperiali emanate da Costantino in poi, il secondo una raccolta di brani dei maggiori giuristi del passato. Visto il risultato deludente per le ripetizioni e le divergenze, nel 453 istitu una commessione di 16 invece che di 9 membri, con lincarico di ristrutturare il materiale raccolto. Tale raccolta fu pubblicata nel febbraio 438 e inviata anche alla parte occidentale dellimpero, fu approvata dal senato ed entr in vigore. Il Codice teodosiano composto da 16 libri, ciascuno diviso in titoli, ed ogni titolo distinto da una rubrica che ne indica l'argomento. Le costituzioni imperiali inserite nella raccolta sono disposte in ordine cronologico. Ciascuna di esse reca l'inscriptio, con il nome dell'imperatore emanante e il destinatario, e la subscriptio, con il luogo e la data di emanazione. 10.3. Codice di Giustiniano: Limperatore Giustiniano decise di migliorare il Codice di Teodosio per riunifcare anche il mondo giuridico come aveva avviato per quello politico con le guerre contro i regni barbarici instauratisi nella parte occidentale dellimpero romano. Nel 528 istituiva una commissione di 10 giuristi, tra i quali spiccava Triboniano, con lincarico di raccogliere nel Codex Iustinianus le costituzioni contenute nei Codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, inoltre aggiungere quelle emanate successivamente. Aveva lo stesso ordine di fondo di quello di Teodosio e fu pubblicato nel 529. Nel 530, su ispirazione di Triboniano, istitu una commissione per raccogliere tutti i commenti dei giuristi, lavoro completato nel 533 in 54 libri detti Digesta o Pandette. Nello stesso anno affid a triboniano lincarico di redigere, con la collaborazione di due esperti di filosofia del diritto, una manuale ad uso scolastico, per cui nello stesso hanno si ebbero le Institutiones sive Elementa in 4 libri. Nel 534 per introdurre anche le nuove leggi furono redatto il Novus Iustinianus Codex repetitae praelectionis in 12 libri, abrogando il precedente. Il lavoro continu nellepoca bizantina e fu a pi riprese raccolto sotto il titolo di Novellae. La raccolta bizantina fu risistemata dalla scuola giuridica di Bologna nel XII secolo e comprende le Institutiones, i Digesta, il Codex e le Novellae Constitutiones. Il nome di Corpus Juris Civilis deriva dalledizione stampata nel 1583 da Dionysius Gothofredus.