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Geofisica- Correlazioni tra la sismicit nell Appennino Parmense Reggiano e l attivit solare e geomagnetica nel Gennaio 2012.

Sergio Dr. Ing. Berti Vice Presidente Associazione Architettura e Geobiologia Studi Integrati

Marco Dr. Geologo Zanicchi Vice Presidente EPTACONSULT La Spezia

Abstract
La presente ricerca si pone l obiettivo di evidenziare eventuali possibili correlazioni tra le attivit solari e geomagnetiche e le manifestazioni sismiche avvenute nelle Province di Parma e Reggio Emilia nel mese di gennaio 2012. Sono state utilizzate ,inoltre,per i confronti anche le misure del livello di gas radon e di radioattivit di fondo rilevate in un area, con caratteristiche tettoniche particolari, a Prati di Vezzano Ligure SP. Nella premessa iniziale,sinteticamente, viene accennato alla formazione degli Appennini ed allo stato tettonico della zona dove sono avvenuti i due sismi con ipocentri localizzati a varie decine di chilometri in profondit; vengono anche messe in evidenza le potenziali ed eventuali influenze del blocco tettonico Sardo-Corso. Le correlazioni che emergono dalla ricerca indicano che l attivit sismica intensa si manifestata in concomitanza delle presenza di pi fattori di possibile influenza,rispettivamente, di natura tettonica a grandi distanze ,di natura tettonica locale,di natura solare e geomagnetica. Un ruolo importante si pu ipotizzare attribuibile anche alla attivit geomagnetica, mentre le misure di gas radon e di radioattivit di fondo fanno intuire,in via preliminare, una possibile correlazione tra l andamento dei valori relativi e la tipologia delle spinte tettoniche che si sono sviluppate durante il periodo di osservazione da confermare,eventualmente,con ulteriori indagini.

Premessa
La tettonica delle placche o tettonica a zolle il modello sulla dinamica della Terra su cui,oggi, concordano la maggior parte degli scienziati che si occupano di Scienze della Terra. Questa teoria in grado di spiegare, in maniera integrata e con conclusioni interdisciplinari, i fenomeni che interessano la crosta terrestre quali: attivit sismica,orogenesi,la disposizione areale dei vulcani, le variazioni di chimismo delle rocce magmatiche, la formazione di strutture come le fosse oceaniche e gli archi insulari, la distribuzione geografica delle faune e flore fossili durante le ere geologiche e di come le zone interessate da attivit vulcanica e quelle di attivit sismica siano concentrate su determinate zone.

Figura 1 - Mappa delle placche tettoniche della Terra ( Fonte : Wikipedia )

La crosta terrestre insieme alla parte pi esterna del mantello superiore sottostante, forma la litosfera, un involucro caratterizzato da un comportamento fragile anche alla scala del tempo geologico, con uno spessore che va da 0 a 100 km per la litosfera oceanica raggiungendo un massimo di 200 km per quella continentale. La litosfera suddivisa in una decina di "zolle" (o "placche") principali di varia forma e dimensione, pi numerose altre micro zolle ( vedere fig. 1 ); queste zolle si possono muovere sopra l'astenosfera e collidere, scorrere l'una accanto all'altra o allontanarsi fra loro. Per tale motivo, nel corso della storia della Terra, l'estensione e la forma di continenti ed oceani hanno subito importanti trasformazioni. Ai fini della presente ricerca, importante comprendere la dinamica sottesa che ha permesso la formazione della porzione del territorio comprendente le province di Parma e Reggio Emilia.La dinamica, in oggetto, legata al processo di formazione del bacino del mare Mediterraneo Occidentale ( vedere fig. 2 ) che il risultato della interazione tra due placche maggiori (la placca Africana e la placca Euroasiatica ) e due placche minori ( la placca Iberica e la placca Adriatica).

Figura 2-Placche maggiori e minori che hanno contribuito alla formazione del bacino del mare Mediterraneo ( Fonte : Wikipedia ) Loceano Atlantico centrale inizia ad aprirsi nel Giurassico Inferiore -Medio causando una deriva verso Est dell Africa rispetto all Europa e la formazione di un bacino oceanico ( Bacino Ligure - Piemontese ),con orientamento Sud-Ovest / Nord-Est ,che separava L Europa e l Iberia ,allora solidali,dallAdria a quel tempo promontorio dell Africa ( vedere parte in alto della figura 3 ).Per giustificare l apertura del Bacino Ligure- Piemontese il regime generale di trascorrenza della zona di contatto tra la placca africana e placca europea doveva avere una componente distensiva.

Figura 3 Interazioni tra le due placche maggiori (Africana e Europea) e le due placche minori ( Iberica e Adriatica ) ( Fonte : Unimo )

Nel Cretaceo Inferiore si ha una rotazione antioraria della placca Adriatica che distacca dalla placca Africana per l apertura a Sud del tratto oceanico della Mesogea.Il blocco Iberico inizia a muoversi verso Est insieme alla placca africana ma a velocit minore dopo essersi disgiunto dalla placca stabile Europea lungo la faglia Nord-Pirenaica.Il regime trascorrente sinistro tra la placca Europea e la placca Africana si trasforma in una sorta di morsa che andr a chiudere il Bacino Ligure-Piemontese dopo la deriva del blocco Iberico verso Est insieme all Africa.La placca Africana dal Cretaceo Superiore ,quando inizia l apertura dell Oceano Atlantico Settentrionale, cambia la triettoria del suo moto dalla direzione Est-Sud-Est alla direzione Nord-Nord-Est in modo da convergere direttamente contro la placca Europea.Si instaura quindi un regime compressivo che provoca la consunzione dell Oceano Ligure Piemontese e la formazione di un prisma d accrezione con l impilamento di unit tettoniche costituite da sedimenti di fossa,pelagiti abissali e scaglie ofiolitiche senza l instaurazione di un magmatismo di arco.La fase di convergenza oceanica termina quando si raggiunta la sutura dell Oceano Ligure-Piemontese con i margini delle placche che entrano in collisione.

Figura 4 Schema paleogeografico del Mare Mediterraneo Occidentale dopo la collisione tra le palcche ( Fonte : Unimo )

Questa fase di convergenza ( vedere figura 4 ) permette :l instaurarsi di un magmatismo calcalcalino di arco ad Ovest del blocco Sardo-Corso e la contemporanea apertura di un bacino di retro arco dietro lo stesso blocco.Questo si distacca ad Occidente dal margine tra la placca Iberica e la placca Europea e compie una rotazione di 30-50 che lo posiziona all incirca dove si trova oggi.Si instaura un regime geodinamico caratterizzato da una subduzione verso Ovest-Sud-Ovest della placca Adriatica sotto la placca Iberica che dar origine alla catena Appenninica ed alle Alpi Apuane come sintetizzato , in funzione del tempo, in figura 5 .

Figura 5 Sezioni interpretative dell evoluzione della catena orogenica Appenninica dall Eocene Superiore allattuale ( Fonte : Unimo )

L apertura del Bacino delle Baleari,ubicato alle spalle dell arco magmatico impostato nel sistema Sardo-Corso Provenzale ha segnato l inizio dello sfenocasma Sardo- Corso ,che con una rotazione antioraria con centro nel golfo di Genova,ha portato la microplacca Sardo-Corsa nella posizione attuale in un arco temporale di circa 10-12 milioni di anni ( vedere fig. 6 ).

Figura 6 Entit della rotazione del bocco Sardo- Corso ( Fonte : www.vialattea.net ) Circa 30 milioni di anni fa ,probabilmente,una risalita di calore dal mantello terrestre ha provocato il distacco dal continente occidentale del blocco Sardo-Corso dando cos inizio ad uno spostamento di rotazione Sud-Est verso la posizione odierna ( vedere fig. 7 ).Lo spostamento in rotazione termina in corrispondenza dell irregolare bordo occidentale della zolla Africana(compreso la placca Adriatica ) dove il movimento di compressione ha iniziato a formare gli Appennini.Approssimativamente 8 milioni di anni fa inizi ad aprirsi il bacino Tirrenico alle spalle dell Appennino e dell Arco Calbro che durante la loro formazione avanzarono progressivamente verso l attuale valle Padana e verso gli attuali mari Adriatico e Ionio.

Figura 7 Evoluzione spazio-temporale del blocco Sardo Corso ( Fonte : www.vialattea.net )

La compressione che si attuata ha dato origine alle Alpi Apuane,circa 18 milioni di anni fa, e le unit Liguridi che affiorano nei Flysch della catena Appenninica Toscana sono i lembi del fondale della vecchia placca Adriatica che sono stati impilati dalla tettonica compressiva in quel settore.Lo stato attuale del blocco Sardo-Corso e del bacino del Tirreno schematizzato sinteticamente nella figura 8 ma la convergenza tra la placca Africana e quella Europea tutt altro che esaurita.La velocit dello spostamento relativo di circa 3 centimetri all anno con la tendenza alla chiusura del bacino del Mediterraneo e gli enormi sforzi che si accumulano nelle zone di contatto tra le due placche principali si scaricano periodicamente in violenti terremoti.In questo scenario di spinte verso Nord-Est ,per quanto riguarda la nostra ricerca,gioca ancora un certo ruolo anche il blocco Sardo-Corso che ,probabilmente ,continua periodicamente a ruotare esercitando sforzi compressivi discontinui nella zona delle Alpi Apuane e dei territori limitrofi.

Figura 8 Stato attuale del blocco Sardo Corso e del bacino del Tirreno ( fonte : www.vialattea.net ) La mappa di pericolosit sismica dell INGV ,dell area di interesse della ricerca , rappresentata in figura 9 ; dalle bande di livello colorate indicate, si evince che nella zona a ridosso delle Apuane ,a cavallo della linea di confine tra Toscana ed Emilia, si sono gi manifestati storicamente sismi di magnitudo pari a quelli di fine Gennaio 2012.

Figura 9 Mappa della pericolosit sismica della zona Apuana e dell Appennino Tosco Emiliano settentrionale dell INGV ( Istituto Nazionale Geofisica Vulcanologia ) ( Fonte :INGV )

In figura 10 riportato il bacino del Mediterraneo,tratto da Google Earth , con in evidenza anche la struttura dei fondali con le relative zone di interazione ,in accordo con la teoria della tettonica a placche. La placca Africana sta comprimendo approssimativamente verso Nord-Ovest per cui i due blocchi continentali nel prossimo futuro geologico tenderanno a fondersi nuovamente insieme con la formazione di isolati laghi salati,residui del mare delle Baleari,del Tirreno e dell Egeo.

Figura 10 Bacino del mare Mediterraneo con evidenti le strutture del fondale ( Fonte : Google Earth ) La carta tettonica dItalia del C.N.R. ( Consiglio Nazionale delle Ricerche Progetto finalizzato Geodinamica-Unit Operativa 5.2.1/76 Pubblicazione N. 269 ) e zone parziali della stessa ci possono fornire indicazioni utili relativamente all area di interesse della ricerca dal punto di vista geodinamico ( vedere figure 11,12,13 ).

Figura 11 Carta tettonica dItalia del C.N.R ( Fonte : CNR )

Dalle figure 10 e 11 evidente la possibile potenziale azione di spinta del blocco Sardo Corso sulla costa della Toscana ed ,in parte, sulla costa della Liguria ,in concomitanza con l azione compressiva della placca Africana.Nella figura 12 riportato uno stralcio della carta tettonica d Italia del C.N.R. dove rappresentata la zona di interesse della ricerca,con evidenti le linee di faglia che la individuano e la distinguono,dal punto di vista geodinamico,dalle zone confinanti della Penisola Italiana.Le linee di Livorno e del Sillaro tendono a separare la zona Apuo-Tosco Emiliana Settentrionale dal resto della penisola verso Sud; verso Ovest, evidente ,in prima battuta, la linea Villavernia-VarsiLevanto e l importante la linea Sestri- Voltaggio.

Figura 12- Particolare della carta tettonica d Italia relativo alle coste Toscane e Liguri ( Fonte : CNR ) La zona Apuo-Tosco-Emiliana Settentrionale messa in maggiore evidenza nella figura 13,dove sono indicati ,con buona approssimazione,le zone epicentrali dei due sismi profondi avvenuti verso la fine di gennaio 2012.Questa zona una sorta di tassello, nel contesto geodinamico della penisola italiana, che stato generato dalle spinte compressive provenienti dal mare Tirreno,dovute all interazione, a livello profondo, tra la placca Iberica e la placca Adriatica ( che corrisponde al basamento crostale della Penisola Italiana ).Queste spinte di orientamento approssimativo Sud-Ovest sono contrastate , a livello pi superficiale,dalla presenza dei materiali sottostanti la pianura Padana.In definitiva,la spinta dovuta alla placca Africana si esercita nell area di interesse all incirca perpendicolarmenete ai quatto principali graben ( Graben della Garfagnana,Graben della valle di Magra-Vara,Graben del Golfo della Spezia,Graben di Pontermoli )che si sono formati nei periodi di distensione dell area che si sono succeduti alle varie fasi compressive.Questi Graben sono delle fenditure profonde che si sviluppano in lunghezza ,con buona approssimazione,perpendicolarmente alla direzione delle spinte e tendono a chiudersi in fase compressiva ed ad aprirsi in fase distensiva.

Figura 13 Dettaglio della carta tettonica d Italia relativo all area Apuana e dell Appennino Tosco Emiliano Settentrionale ( Fonte : CNR )

Nella figura 13 indicato anche la zona puntuale nella quale sono stati fatti i rilievi dei livello di gas radon e di radioattivit di fondo. I rilevi sono stati effettuati a Prati di Vezzano Ligure alla Spezia,in una abitazione prossima alla faglia diretta occidentale del Graben della Valle di Magra-Vara ( vedere anche lAppendice A ). In figura 14 riportata,in dettaglio, la localizzazione della stazione di misura facendo riferimento sia alla carta geologica che alla carta tettonica locali.

Figura 14 Localizzazione della stazione di misura del livello di gas radon e di radioattivit di fondo a Prati di Vezzano Ligure Sp ( Fonte : Apat )

Nella figura 15 sono indicate le zone epicentrali dei sismi in Emilia Romagna del 25 e 27 Gennaio 2012,le magnitudo e le ore relative di quando sono avvenuti (Fonte :Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia )

Figura 15 Zone epicentrali dei sismi del 25 Gennaio 2012 e del 27 Gennaio 2012 in Emilia Romagna ( Fonte : INGV ) In figura 16 sono riportati gli epicentri dei sismi di magnitudo maggiore o uguali a 2 avvenuti in Italia a partire dal 09 dicembre 2012.Con il simbolo tipo quadrato ed il sismbolo tipo stella sono indicati gli epicentri dei due sismi profondi

Figura 16 Epicentri dei sismi di magnitudo maggiore o uguale a 2 avvenuti in Italia in 60 giorni a partire dal 09 Dicembre 2011 ( Fonte : INGV )

avvenuti il 25 ed il 27 Gennaio 2012 in Emilia ( Fonte dei dati : INGV ). In figura 17 ( fonte dei dati : INGV ) sono riportati i sismi avvenuti ,in 60 giorni ,nella zona Ligure-Tosco-Emiliana ,di interesse per la ricerca, a partire dal 09 Dicembre 2011 .E interessante evidenziare i tre sismi ,in ambiente marino,che sono avvenuti nei giorni antecedenti alle scosse di magnitudo 4,9 e di magnitudo 5,4 avvenute rispettivamente il 25 ed il 27 gennaio 2012.Il sisma nel mare antiastante la costa tra Pietrasanta e Marina di Massa avvenuto il giorno 24 gennaio 2012 con ipocentro alla profondit di 38 Km e magnitudo 2 .

Figura 17 - Epicentri dei sismi di magnitudo maggiore o uguale a 2 avvenuti in 60 giorni ,a partire dal 09 Dicembre 2011, nella zona Ligure-Tosco-Emiliana ( Fonte : INGV )

Nella figura 18 riportato il sismogramma del canale Nord-Sud della stazione sismica dell Osservatorio Sismico Apuano ( www.osservatorioapuano.org ) di Camaiore ( Lucca ) ,inserita nella rete IESN , dove evidente la scossa del giorno 27 gennaio 2012 ed alcune scosse successive di intensit minore.

Figura 18-Sismogramma del canale Nord-Sud del giorno 27 gennaio 2012 della stazione sismica dell Osservatorio Sismico Apuano ( www.osservatorioapuano.org ) di Camaiore ( Lucca ) ,inserito nella rete IESN IESN di Camaiore ( Lucca ) ( Fonte : OSA&IESN )

A seguito della Premessa, saranno effettuati i seguenti esami : - l esame della tipologia dei dati correlati - l esame delle Correlazioni esistenti tra l attivit solare , la sismicit nellAppennino Parmense-Reggiano ed i livelli di gas radon e radioattivit di fondo a Prati di Vezzano Ligure ( Sp ) nel Gennaio 2012 - l esame delle Correlazioni tra l attivit geomagnetica , la sismicit nellAppennino Parmense-Reggiano ed i livelli di gas radon e radioattivit di fondo a Prati di Vezzano Ligure ( Sp ) nel Gennaio 2012

Esame della tipologia dei dati correlati


I dati che sono stati correlati nella ricerca sono di seguito elencati con evidenziate le fonti dalle quali sono stati ricavati : a) Numero di scosse giornaliere sul territorio nazionale di magnitudo superiore od uguali a 2 ( Fonte : INGV www.ingv.it ) b) Numero di scosse giornaliere all Estero di magnitudo elevata ( Fonte : INGV www.ingv.it ) c) Numero di scosse giornaliere sul territorio nazionale di magnitudo superiore od uguale a 2 nel raggio di circa 100 Km da Prati di Vezzano Ligure ( SP ) ( Fonte INGV : www.ingv.it ) d) Numero sunspots giornalieri ( Fonte : NOAA / Space Weather Prediction Center www.sec.noaa.gov ) e) Indice di flusso solare a 10,7 cm (Fonte : NOAA / Space Weather Prediction Center www.sec.noaa.gov ) f) Numero di eventi giornalieri in banda X nelle classi C,M,X (Fonte : NOAA / Space Weather Prediction Center www.sec.noaa.gov ) g) Indice Kp Planetario (Fonte : NOAA / Space Weather Prediction Center www.sec.noaa.gov ) h) Livelli massimo e minimo giornalieri di gas Radon a Prati di Vezzano Ligure (SP ) ( Fonte : Sergio Berti ) i) Livelli massimo e minimo di radioattivit di fondo giornaliera a Prati di Vezzano Ligure ( SP ) ( Fonte : Sergio Berti ) I dati relativi ai punti a),b) e c) della lista sopraindicati sono stati ricavati dai prospetti riassuntivi pubblicati giornalmente dall INGV ( Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ) che riportano i terremoti di magnitudo superiore o uguale a 2.0 localizzati in Italia dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV degli ultimi 30 giorni. Informazioni su terremoti precedenti o di magnitudo inferiore a 2.0 possono essere estratte dal database ISIDe. Vengono inoltre riportati terremoti rilevanti in altre zone del mondo ( vedere fig. 19 ).

Figura 19 Esempio di prospetti pubblicati su www.ingv.it dei terremoti di magnitudo superiore o uguale a 2.0 localizzati in Italia dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV degli ultimi 30 giorni ( Fonte : INGV ). I dati relativi ai punti d),e) e f) della lista sopraindicati sono stati ricavati dai prospetti riassuntivi pubblicati giornalmente dal NOAA ( National Oceanic And Atmospheric Administration / Space Weather Prediction Center ) su www.sec.noaa.gov . Il numero di sunspots giornalieri fornito dal SESC ( Space Environment Services Center ) facendo un conteggio sulle varie Regioni solari.Il numero di sunspots SESC calcolato in accordo con il Wolf Sunspots Number R= k (10g+s) ,dove g il numero di gruppi di susnspots ( Regioni ), s il numero totale di spots individuali in tutti i gruppi, e k un fattore di scala variabile ( usualmente minore di 1 ) che dipende dalle condizioni di osservazione. L indice di flusso solare a 10,7 cm rappresenta il flusso solare per unit di frequenza alla lunghezza d onda di 10,7 cm che prossima al picco delle emissioni radio da parte del Sole.Questo indice spesso espresso in SFU ( Solar Flux Units ).Una unit di flusso solare corrisponde a 10 alla meno 22 watt per metro quadrato hertz .La densit di flusso solare proporzionale al numero di sunspots.Tipicamente la densit di flusso solare misurata alla lunghezza donda di 10,7

cm che corrisponde ,approssimativamente,alla frequenza di 2800 Megahertz.I valori normalmente variano da 67 sfu ( quando il Sole non mostra sunspots ) fino q 300 sfu ma si possono avere picchi anche molto pi alti ( il 06 giugno del 1991 sono stati misurati 55.000 sfu ). Viene fornito da NOAA anche il numero di eventi giornalieri in banda X ,rispettivamente ,nelle classi C,M,X ricavati dall elaborazione delle misure effettuate dai satelliti GOES in orbita geostazionaria alla distanza di circa 35790 Km dalla Terra. La tabella pubblicata dal NOAA che comprende anche i dati sopradescritti,relativa al mese di gennaio 2012, riportata in figura 20.

Figura 20-Tabella pubblicata dal NOAA per il mese di gennaio 2012 dove sono indicati il Radio flusso 10,7 cm,il SESC sunspots number e gli eventi giornalieri nelle varie classi della banda X ( Fonte : NOAA ) L indice Kp planetario stimato viene calcolato,ogni tre ore, dal NOAA Space Weather Prediction Center usando i dati che provengono dai seguenti magnetometri posizionati sulla superficie terrestre rispettivamente a :Boulder in Colorado;Chambon La Foret Francia;Fredericksburg,Virginia;Fresno,California;Hartland,UK;Newport,Washington;Sitka Alaska.In figura 21 riportata la tabella pubblicata dal NOAA da dove si possono estrarre gli indici stimati planetari Kp per il mese di gennaio 2012

Figura 21-Tabella pubblicata dal NOAA per il mese di gennaio 2012 dove sono estraibili gli indici Kp ( Fonte:NOAA )

I livelli massimo e minimo giornalieri di gas Radon e Radioattivit di fondo naturale,nel mese di Gennaio 2012, sono stati misurati dallo scrivente in una stanza di un appartamento posto al primo piano a Prati di Vezzano Ligure alla Spezia nella zona evidenziata a figura 14. In Figura 22 sono riportati i livelli di gas Radon espressi in Bq/m3

Figura 22-Livelli massimo e minimo giornalieri di gas Radon misurati a Prati di Vezzano Ligure nel mese di Gennaio 2012 ( Fonte : Sergio Berti )

In Figura 23 sono riportati i livelli di Radioattivit di fondo espressi in deci milliSievert/anno

Figura 23 - Livelli di Radioattivit di fondo misurati a Prati di Vezzano Ligure nel mese di Gennaio 2012 espressi in deci milli Sievert /anno ( Fonte : Sergio Berti ) Le misure dei livelli di radon e di radioattivit sono state effettuate con gli strumenti in posizione fissa, in aria non confinata ,in diverse ore del giorno, nell intervallo temporale compreso dalle 08,00 di mattina fino alle ore 24,00 .Dai gruppi di valori giornalieri sono stati individuati rispettivamente i valori massimi ed i valori minimi .Le magnitudo dei sismi,salvo diversa indicazione,si devono intendere secondo la scala Richter ( Ml ).

Correlazioni tra l attivit solare , la sismicit nellAppennino Parmense-Reggiano ed i livelli di gas radon e radioattivit di fondo a Prati di Vezzano ( SP ) nel Gennaio 2012
L attivit solare nel mese di Gennaio 2012 stata caratterizzata da un radio flusso a 10,7 cm e da un numero di sunspots giornalieri come indicato in figura 24 dove sono evidenziate anche le date dei due sismi nel Reggiano e nel Parmense.

Figura 24 Radio flusso a 10,7 cm e numero di sunspots giornalieri nel mese di Gennaio 2012 ( Fonte : NOAA ) L attivit solare nel mese di Gennaio 2012 ,in banda X, stata caratterizzata giornalmente da un numero di eventi nelle classi C,M e X come indicato in figura 25,dove sono anche evidenziate le date dei due sismi nel Reggiano e nel Parmense.

Figura 25 - Numero di eventi giornalieri nelle classi C,M e X della banda X solare nel mese di Gennaio 2012 ( Fonte : NOAA ) Nella figura 26 sono riportati il numero di sismi giornalieri in Italia ,di magnitudo maggiore o uguale a 2,di fonte INGV,nel mese di Gennaio 2012. Nella stessa figura sono riportati i sismi giornalieri avvenuti a meno di 100 Km da Prati di Vezzano Ligure SP e gli eventi sismici giornalieri di grande intensit avvenuti all estero ( fonte : INGV ).

Figura 26 Numero di sismi giornalieri in Italia ed all Estero nel mese di Gennaio 2012 ( fonte : INGV ) Nella figura 27,sono riportati pi in dettaglio il numero di eventi sismici giornalieri in Italia ed all Estero ( Fonte : INGV ) nel periodo ,tra il 23 /01/2012 ed il 30/01/2012 compresi ,con evidenza dei sismi pi importanti avvenuti nellarea limitrofa alle province di Parma e Reggio Emilia e di quelli avvenuti all Estero.

Figura 27- Numero di eventi sismici giornalieri in Italia ed all Estero e relativa profondit degli ipocentri in Km ( Fonte : INGV ) nel periodo ,tra il 23 /01/2012 ed il 30/01/2012 Nella figura 28 riportato il livello di gas Radon massimo giornaliero misurato (medio settimanale ) a Prati di Vezzano

Figura 28 Livello di gas Radon massimo giornaliero misurato a Prati di Vezzano ed eventi sismici esteri ( Fonte :INGV )

In figura 29 riportato il livello di gas Radon massimo giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure in correlazioni con gli eventi sismici giornalieri avvenuti in Italia nel mese di gennaio 2012 ( totali e a meno di 100Km dalla stazione di misura del gas radon )

Figura 29- Livello di gas Radon massimo giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure in correlazioni con gli eventi sismici totali giornalieri avvenuti in Italia nel mese di gennaio 2012 ( Fonte : INGV ) In figura 30 , sono riportati i livelli di radioattivit massimi e minimi giornalieri nel mese di gennaio 2012 a Prati di Vezzano Ligure SP ,espressi in deci milli Sievert / anno

Figura 30 - Livello di gas Radon massimo giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure in correlazioni con gli eventi sismici giornalieri avvenuti in Italia nel mese di gennaio 2012 ( a meno di 100Km dalla stazione di misura del gas radon )( Fonte:INGV) Nella figura 31 ,sono riportati i livelli di radioattivit massimi e minimi giornalieri nel mese di gennaio 2012 a Prati di Vezzano Ligure SP ,espressi in deci milli Sievert / anno ,in confronto con il numero di eventi all estero di grande intensit ( Fonte : INGV)

Figura 31 -- Livelli di radioattivit massimi e minimi giornalieri nel mese di gennaio 2012 a Prati di Vezzano Ligure SP ,espressi in deci milli Sievert / anno, in confronto con gli eventi di grande intensit ( da fonte : INGV )

Nella figura 32,sono riportati i livelli di radioattivit massimi e minimi giornalieri misurati a Prati di Vezzano Ligure in confronto con gli eventi sismici giornalieri avvenuti in Italia nel mese di gennaio 2012 ( totali e a meno di 100Km dalla stazione di misura della radioattivit ).

Figura 32- Livello di radioattivit massimi e minimi giornalieri misurati in Gennaio 2012 ,a Prati di Vezzano Ligure, in confronto con gli eventi sismici giornalieri avvenuti in Italia nel mese di gennaio 2012 ( totali e a meno di 100Km dalla stazione di misura della radioattivit )(Fonte:INGV)

In figura 33,i livelli di radioattivit massimi e minimi giornalieri ,misurati a Prati di Vezzano Ligure in gennaio 2012, sono messi a confronto con il numero di emissioni solari giornalieri, in banda X, nelle classi C,M e X. E interessante notare che l andamento della radioattivit di fondo nel mese di Gennaio 2012 non in correlazione con l attivit solare e nei giorni in cui il Sole ha emesso radiazioni in banda X pi elevate la radioattivit locale di fondo misurata risultata di livello minimo. Questa situazione presuppone che le variazioni siano dovute solamente ad effetti presenti nel sottosuolo ( materiali e sollecitazioni di tipo tettonico ).

Figura 33 I livelli di radioattivit massimi e minimi giornalieri ,misurati a Prati di Vezzano Ligure in Gennaio 2012, sono messi a confronto con il numero di emissioni solari giornalieri, in banda X, nelle classi C,M e X (Fonte:NOAA ) Nella figura 34,vengono messi a confronto i livelli giornalieri massimi di gas Radon a Prati di Vezzano con i livelli di radioattivit di

Figura 34 Confronto tra l andamento della radioattivit di fondo ,il livello massimo di gas radon e gli eventi simici all estero (Fonte : INGV )

fondo giornalieri ( valori massimi e valori minimi ) e con il numero di eventi sismici di grande intensit avvenuti all estero ( Fonte :INGV ).L area, dove sono state effettuate le misure dei livelli di gas radon e di radioattivit di fondo, si trova in prossimit del Graben della valle del Magra-Vara ,come gi indicato nella Premessa, e quindi in una zona dove si possono evidenziare pi facilmente eventuali fasi di compressione o di rilascio in corso per ragioni tettoniche ( ad esempio : interazioni della placca africana o della microplacca Sardo-Corsa ). Nell ipotesi che il livello di gas radon, proveniente dal sottosuolo e dalle falde acquifere in esso contenute, possa variare incrementando di valore se la zona del Graben viene sollecitata in compressione e diminuire se la stessa zona viene sollecitata in rilascio, ne segue dall esame della figura 34 che nel mese di Gennaio 2012 l area circostante il sito di misura stata sollecitata da fasi alterne compressive e di rilascio. Si pu notare che ,durante il giorno 26/01, il livello di gas radon ha raggiunto il valore di 81 Bq/m3 che risultato il pi elevato del mese di Gennaio 2012 .Misure analoghe effettuate giornalmente, durante l ultimo semestre del 2011, non hanno mai raggiunto un identico valore . Si evidenzia ,inoltre, in base alla quantit di misure giornaliere effettuate nel Gennaio 2012 ,che durante le fasi di compressione la radioattivit di fondo naturale tende a diminuire mentre nelle fasi di rilascio tende ad aumentare. Questo aspetto andr approfondito nelle future ricerche dopo avere incrementato notevolmente il numero delle misure giornaliere relative. E possibile evidenziare anche un buon livello di correlazione tra i grandi sismi avvenuti all estero nel mese di gennaio 2012,nelle zone di interazione tra placche continentali,e l andamento temporale delle fasi compressive e di rilascio. Dall esame dei grafici ,a partire dalla figura 24 fino alla figura 34, si evidenzia che in corrispondenza dei due sismi del Reggiano e del Parmense ,rispettivamente del 25 /01/12 e 27/01/12,il livello di attivit sismica giornaliera, sul territorio nazionale, ha raggiunto il livello pi elevato del mese di Gennaio 2012 e che il livello di gas Radon ha raggiunto il livello massimo nel giorno 26 /01 tra un sisma e l altro. Tra il giorno 26/01 ed il 27/01 si avuta la pi elevata attivit solare in banda X. Dalla figura 24 si pu notare che la fase sismica intensa nel Reggiano e nel Parmense stata preceduta da un sisma intenso e profondo nei pressi delle isole Fiji il giorno 24/01 mentre la mattina del 27/01 si avuto una manifestazione sismica intensa a Creta in Grecia.

Correlazioni tra l attivit geomagnetica , la sismicit nellAppennino ParmenseReggiano ed i livelli di gas radon e radioattivit di fondo a Prati di Vezzano ( SP ) nel Gennaio 2012
L indice disponibile pi idoneo per definire il livello di perturbazione del campo magnetico terrestre l indice Kp planetario stimato che viene calcolato,ogni tre ore, dal NOAA Space Weather Prediction Center usando i dati che provengono da differenti magnetometri posizionati sulla superficie terrestre. Landamento dellindice K p massimo giornaliero nel mese di Gennaio 2012 ( dati da Fonte : NOAA ) evidenziato nella figura 35,sotto forma di istogramma, insieme ai sismi principali avvenuti nella terza decade del mese.

Figura 35- Andamento dellindice K p massimo giornaliero nel mese di Gennaio 2012 ( dati da Fonte : NOAA )

In figura 36, riportato ,sotto forma di grafico a linee, landamento dellindice K p massimo giornaliero nel mese di Gennaio 2012 ( dati da Fonte : NOAA ).

Figura 36 - Andamento dellindice K p massimo giornaliero nel mese di Gennaio 2012 ( dati da Fonte : NOAA ) Dai grafici di figura 35 e figura 36 si nota che il campo magnetico terrestre nei giorni, a partire dal 22 al 27 di gennaio 2012, stato perturbato a causa di tempeste magnetiche legate ad emissioni di massa coronale da parte del Sole nei giorni precedenti. In figura 37 riportato l andamento delle variazioni del Campo Magnetico Terrestre nella Stazione di misura dell HAARP a Gakona in Alaska con in evidenza i sismi di interesse della presente ricerca .Si nota una correlazione tra le perturbazioni magnetiche ed i sismi avvenuti a Reggio Emilia e a Parma. Il sisma, avvenuto a Reggio Emilia il 25 gennaio 2012 , di magnitudo 4,9 stato preceduto da una tempesta magnetica il giorno 22 gennaio e da un sisma intenso alle Isole Fiji di magnitudo 6,3 e da un sisma nelle Prealpi Venete di magnitudo 4,2 nella giornata del 24 gennaio.Il sisma di Reggio Emilia avvenuto mentre era in corso una tempesta magnetica. Il sisma a Parma del 27

Figura 37 Variazioni del Campo Magnetico Terrestre misurate dalla stazione HAARP di Gakona Alaska a Gennaio 2012 ( Fonte : HAARP )

gennaio 2012 avvenuto mentre era in corso una tempesta magnetica di entit minore ed stato preceduto,una diecina di ore prima, da un sisma a Creta in Grecia di magnitudo 5,2. In figura 38 sono evidenziate con maggiore dettaglio le correlazioni tra le variazioni del Campo Magnetico Terrestre misurate,dal 22 al 29 gennaio 2012, dalla stazione HAARP di Gakona in Alaska ed i sismi indicati in figura 37.

Figura 38 - Correlazioni tra le variazioni del Campo Magnetico Terrestre misurate,dal 22 al 29 gennaio 2012, dalla stazione HAARP di Gakona in Alaska ed i sismi indicati ( Fonte : HAARP )

Correlazioni con i sismi indicati nella figura 38 sono state effettuate,per i giorni a partire dal 21 al 28 gennaio 2012 inclusi,utilizzando anche le variazioni del Campo Magnetico Terrestre fornite dalla stazione IRF Lycksele dello Swedish Institute of Space Physics ( vedere le figure 39 e 40 )

Figura 39 - Correlazioni tra le variazioni del Campo Magnetico Terrestre misurate,dal 21 al 24 gennaio 2012, dalla stazione di
Lycksele in Svezia dello Swedish Institute of Space Physics ed i sismi indicati ( Fonte :IRF Lycksele )

Figura 40 - Correlazioni tra le variazioni del Campo Magnetico Terrestre misurate,dal 25 al 28 gennaio 2012, dalla stazione di
Lycksele in Svezia dello Swedish Institute of Space Physics ed i sismi indicati ( Fonte :IRF Lycksele )

Nella figura 41 indicata l attivit sismica del mese di gennaio 2012 in Italia,sia sotto forma di grafico a linee che di

Figura 41 Attivit sismica del mese di Gennaio 2012 in Italia e all estero ( grandi sismi ) (Fonte: INGV )

Istogramma,con l aggiunta dei grandi sismi avvenuti allestero ( da fonte : INGV ).Nel grafico a istogramma indicato anche l andamento dell indice Kp massimo giornaliero. Si nota che i sismi pi intensi interessanti l area sismica di interesse della ricerca sono avvenuti in corrispondenza delle alterazioni del campo geomagnetico dovute principalmente ad attivit solari . In figura 42,sono evidenziate le corrispondenze tra i sismi e l indice Kp giornaliero massimo avvenuti nel periodo temporale dal 20 al 30 gennaio 2012.

Figura 42- Corrispondenze tra i sismi e l indice Kp giornaliero massimo avvenuti nel periodo temporale dal 20 al 30 gennaio 2012(Fonti : INGV e NOAA )

Nella figura 43 ,sono messi a confronto lindice Kp massimo giornaliero,il livello massimo e minimo di radioattivit giornaliera ed il livello massimo giornaliero di gas Radon. Dall esame dei grafici relativi sembrerebbe non esistere

Figura 43 - Confronto lindice Kp massimo giornaliero,il livello massimo e minimo di radioattivit giornaliera ed il livello massimo giornaliero di gas Radon ( Fonti : NOAA e Sergio Berti )

una correlazione evidente tra le tre grandezze a confronto. Nella figura 44 sono messi a confronto il livello massimo di gas Radon giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure e l attivit sismica a meno di 50 km dal punto di misura ( da fonte : INGV ) nel periodo dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012.

Figura 44 - Confronto tra il livello massimo di gas Radon giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure e l attivit sismica a meno di 50 km dal punto di misura ( da fonte : INGV ) nel periodo dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012. Dall esame dei grafici sembrerebbe emergere una correlazione tra l andamento del gas Radon e l attivit sismica locale (nel raggio di 50 Km ) ed in particolare nelle fasi di crescita ( fase di compressione ) e di decrescita ( fase di rilascio ). Nella figura 45 sono messi a confronto il livello massimo di gas Radon giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure e l attivit sismica a meno di 100 km dal punto di misura ( da fonte : INGV ) nel periodo dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012.

Figura 45 - Confronto tra il livello massimo di gas Radon giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure e l attivit sismica a meno di 100 km dal punto di misura ( da fonte : INGV ) nel periodo dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012.

Anche in questo confronto dall esame dei grafici sembrerebbe emergere una correlazione tra l andamento del gas Radon e l attivit sismica locale (nel raggio di 100 Km ) ed in particolare nelle fasi di crescita ( fase di compressione ) e di decrescita ( fase di rilascio ). In figura 46 sono messi a confronto il livello massimo di gas Radon giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure , l attivit sismica a meno di 100 km dal punto di misura ( da fonte : INGV )ed il Kp massimo giornaliero ,nel periodo dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012.

Figura 46 - Confronto tra il livello massimo di gas Radon giornaliero misurato a Prati di Vezzano Ligure (Fonte : Sergio Berti ), l attivit sismica a meno di 100 km dal punto di misura ( da fonte : INGV )ed il Kp massimo giornaliero ,nel periodo dal 01 Luglio 2011 al 18 Febbraio 2012 ( Fonte : NOAA ) Dall esame dei grafici sembrerebbe emergere una correlazione tra l andamento del gas Radon,l attivit geomagnetica a livello planetario e l attivit sismica locale (nel raggio di 100 Km ) , in particolare nelle fasi di crescita ( fase di compressione ) e di decrescita ( fase di rilascio ).Il livello di gas radon dal 01 Luglio 2011 al 18 febbraio 2012 ha raggiunto il livello massimo di tutto il periodo ,pari a 81 Bq/m3 ,il giorno antecedente il sisma di magnitudo 5,4 a Berceto-Parma avvenuto il 27 gennaio 2012. E gi noto da tempo che il livello di gas radon correlabile all attivit sismica poich l incremento dell emanazioni del gas innesca una catena di processi fisici che portano al cambiamento della conduttivit dell aria ed al rilascio del calore latente (incremento della temperatura dell aria ),dovute ai legami tra le molecole di acqua e gli ioni nella zone circostanti epicentro del sisma ( D.Ouzounov et al. 2011 )

Conclusioni
In conclusione,si pu evidenziare,che i sismi avvenuti nelle Province di Reggio Emilia e di Parma durante la terza decade del mese di gennaio 2012 presentano una serie di correlazioni interessanti, che potrebbero non essere casuali, ed in particolare ( vedere anche le figure 33 e 47 ) : a)Il 26 gennaio 2012 il numero di sunspots giornalieri risultato il pi elevato di tutto il mese ( 155 sunspots )

b)Il 25,26 e 27 Gennaio 2012 il flusso solare a 10,7 cm stato elevato e pari rispettivamente a 126,128 e 142 c) L emissione solare in banda X risultata la pi elevata di tutto il mese di gennaio 2012 nei giorni 26 e 27 d) Nei giorni dal 22 al 29 gennaio 2012 il numero delle scosse sismiche giornaliere in Italia ( di magnitudo maggior o uguale a 2 ) ha raggiunto i livelli massimi di tutto il mese e con il valore pi elevato il giorno 25 e)Nei giorni dal 22 al 29 gennaio 2012 sono stati misurati a Prati di Vezzano ( nei pressi del graben della valle di MagraVara ) i livelli di gas Radon pi elevati degli ultimi 7,5 mesi

Figura 47 Confronto tra attivit sismica in Italia ,attivit sismica locale ( a meno di 100 Km da Prati di Vezzano),attivit sismica tra le placche principali all estero (segnalata da INGV ),il livello massimo di gas radon giornaliero a Parti di Vezzano ( Fonte : Sergio Berti ) e l attivit geomagnetica nel mese di gennaio 2012 ( Fonte : NOAA ) f)Il giorno 24 Gennaio 2012 INGV ha segnalato un sisma di magnitudo 6,4 nei pressi delle isole Fiji g) Il giorno 27 Gennaio 2012 INGV ha segnalato un sisma di magnitudo 5,2 a Creta in Grecia alle ore 01:33 UTC h) Nei giorni 22,23,24,25,26,27 Gennaio 2012 l attivit geomagnetica ha manifestato i livelli pi alti di tutto il mese Questa concomitanza di eventi potrebbe essere correlata con le intensit elevate dei sismi avvenuti nel Reggiano il giorno 25 Gennaio e nel Parmense il giorno 27 gennaio. Il sisma nel parmense ha raggiunto una magnitudo ( M l ) di 5,4 che quella pi alta registrata in Italia dopo il sisma disastroso dell Aquila del 06 Aprile 2009 ( alle ore 03:32 UTC ) di Magnitudo Momento ( Mw) pari a 6,3 .Quanto stato evidenziato sar da stimolo per la prosecuzione della ricerca anche nei prossimi mesi ,al fine di verificare se le coincidenze emerse sono state casuali ,per l area sismica esaminata, o se si ripresenteranno.

Appendice A :

Geologia e Tettonica dell area a Prati di Vezzano Ligure

dove localizzata la stazione di misura del gas radon e della radioattivit di fondo
Nei versanti incassanti la parte nord orientale della Valle di Fornola ove si colloca larea di misura (cerchio bleu) affiora diffusamente la formazione dellArenaria Macigno della Falda Toscana. Si tratta di arenarie torbiditiche medio-grossolane in bancate di spessore frequentemente molto elevato con rare intercalazioni di siltiti (si vedano gli stralci della Carta Geologica Progetto CARG Regione Liguria Tavoletta Sarzana 248 NE di seguito riportati)

La formazione delle Arenarie del Bratica (ARB) affioranti nel versante alle cui pendici si colloca il sito di misura come chiaramente visibile nella sezione di seguito riportata, rappresentano solo una sottile falda di ricoprimento. Infatti nel corso di perforazioni eseguite nel fondovalle della valle di Fornola si rinvengono litologie appartenenti alla formazione del Macigno della Falda Toscana che quindi caratterizza il bedrock della stazione di misura . Sotto laspetto geologico strutturale, gli affioramenti di Arenaria Macigno presenti sul versante mostrano

direzioni condizionate da tettonica locale a piccola scala e in subordine dalla tettonica regionale; gli strati rocciosi presentano una giacitura verso E-NE ( 82N con inclinazione estremamente variabile a seconda delleffetto dei motivi tettonici locali) . Negli affioramenti analizzati nellarea di misura oltre alle discontinuit di stratificazione si riconoscono numerosi altri giunti dorientazione variabile ma con quali: discontinuit K1 con direzione di immersione 130N ed inclinazione pi frequente piuttosto marcata 70-80 ; discontinuit K2 con direzione di immersione di 190N con inclinazione sempre elevata (70) Mentre la stratificazione risulta coerente la direzione della grande faglia occidentale del Graben della Val di Magra, gli altri due sistemi K1 e K2 seguono le lineazioni minori che sono state prospettate nella seguente tavola derivante dallanalisi aereofotointerpretativa.

K1

K2

Ubicazione principali faglie, fratture ed allineamenti morfologici da rilievo aereofotointerpretativo (nel cerchio la stazione di misura)

Gli allineamenti morfologici di direzione NNE-SSW (direzione antiappenninica) intersecano la grande faglia del Graben del Magra con un angolo di circa 45 e coincidono con lallineamento morfologico della valle di Fornola. Nella Tesi del Dott. Geologo. Marco Zanicchi, dal Titolo Evoluzione morfologica del Golfo della SpeziaUniversit degli Studi di Pisa Anno 1983 Relatore Prof. Geol. Giovanni Raggi, venne esposta la teoria convalidata poi nella pubblicazione del suddetto Prof. G. Raggi del 1985, dellingresso del paleo Fiume Magra nel Golfo della Spezia dalla Valle di Fornola, secondo un fenomeno di cattura avvenuto successivamente al Pliocene superiore e precedentemente al Villafranchiano. Detto fenomeno di cattura incanalatosi nellincisione valliva suddetta stato probabilmente favorito dalla

presenza delle fratture antiappenniniche e quindi dal conseguente maggior stato di fratturazione della roccia in tale contesto ma soprattutto secondo questa direzione preferenziale .

Stralcio sez. geologica a Nord della stazione di misura di Prati di Vezzano (la freccia indica la proiezione della staz. di misura)

La sezione sopra riportata (tratta dalla Carta Geologica Progetto CARG Regione Liguria Tavoletta Sarzana 248 NE) evidenzia come la formazione dellarenaria Macigno della Falda Toscana (MAC2) che si rinviene del sottosuolo della stazione di misura, si spinga verso E-NE sino alla grande faglia del Garben del F. Magra. In estrema sintesi sia acque profonde circolanti lungo la roccia fratturata posta nellintorno della grande faglia del Graben del Magra che gas contenenti concentrazioni radon di maggior entit rispetto a quanto rilevabile direttamente sulla roccia arenacea di superficie, possono incanalarsi nella direzioni di maggior conducibilit idraulica della roccia rappresentate dallintorno delle fratture ed allineamenti morfologici di stile antiappeninnico (orientazione Valle di Fornola) raggiungendo la zona di misura. Questa assume quindi il ruolo di potenziale indicatore di quanto pu avvenire lungo le faglie principali del Graben in termini di variazione della concentrazione di gas radon.

Bibliografia
E.Custodio,M.R.Llamas Idrologia Sotterranea- Dario Flaccovio Editore M. Zanicchi- Evoluzione morfologica del Golfo della Spezia- Tesi - Universit degli Studi di Pisa Anno 1983 Relatore Prof. Geol. Giovanni Raggi A.Gelagi-Quali furono le cause geologiche e le modalit di rotazione del blocco Sardo-Corso?www.vialattea.net F.Fanucci,D. Morelli- Caratteri e cronologia della deriva del blocco Sardo- Corso. I.Finetti,A.Del Ben,P.Diviacco,M.Bipan-Il CROP dal Mare Balearico all Arcipelago Toscano attraverso il blocco Sardo-Corso. Unimo Appunti L orogenesi appenninica www.terra.unimo.it/appunti D.Ouzounov,S.Pulinets,A.Romanov,A.Romanov,K.Tsybulya,D.Davidenko,M.Kafatos,P.TaylorAtmosphere-Ionosphere response to the M 9 Tohoku Earthquake revealed by joined satellite and ground observations.Preliminary results. ( 2011 )

Ringraziamenti
Vogliamo ringraziare i seguenti Enti e Istituti nazionali e internazionali , per avere reso disponibili in rete molti dei dati utilizzati nella nostra ricerca : Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia : www.ingv.it Italian Seismological Instrumental and Parametric Data Base : www.iside.rm.ingv.it Consiglio Nazionale delle Ricerche : www.cnr.it Osservatorio Sismico Apuano : www.osservatorioapuano.org Italian Experimental Seismic Network : www.iesn.org NOAA National Oceanic and Atmospheric Administration : www.sec.noaa.gov HAARP : www.haarp.alaska.edu IRF Lycksele Swedish Institute of Space Physics : www.irf.se Solar Ham : www.solarham.com Google Earth : www.google.it/earth APAT Agenzia per la Protezione dell Ambiente e per i servizi Tecnici : www.apat.gov.it

Figure ed elaborazioni
Fig. 1,2 -Tratte da Wikipedia L enciclopedia libera : www.it.wikipedia.org Fig. 3, 4 ,5 Tratte dagli appunti dell Unimo L orogenesi appenninica www.terra.unimo.it/appunti con elaborazioni successive di Sergio Berti Fig.6,7,8 Tratte dalla risposta di Alessandro Gelosi alla domanda : Quali furono le cause geologiche e le modalit di rotazione del blocco Sardo-Corso ? su www.vialattea.net ,con elaborazioni successive di Sergio Berti Fig. 9,15,16,17-Tratte da INGV www.ingv.it Fig. 10- Tratta da Google Earth www.google.it/earth Fig. 11 Carta tettonica d Italia Consiglio Nazionale delle Ricerche www.cnr.it Fig. 12,13- Estratti della carta tettonica d Italia del CNR con elaborazioni successive di Sergio Berti Fig. 14 Estratta da carta geologica La Spezia APAT www.apat.gov.it ed elaborazioni Sergio Berti Fig. 18 Sismogramma della Stazione sismica dellOsservatorio Sismico Apuano di Camaiore inserito nella rete IESN www.osservatorioapuano.org e www.iesn.it Fig. 19,26,27,28,29,30,31,32,34,44,45 Dati di INGV www.ingv.it ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 20,21 da NOAA www.sec.noaa.gov

Fig.22,23 Dati ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 24,25,33,35,36 Dati da NOAA www.sec.noaa.gov ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 37,38 Dati HAARP www.haarp.alaska.edu ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 39,40 dati da IRF Lycksele Swedish Institute of Space Physics www.irf.se ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 41,42,46,47- Dati da INGV www.ingv.it e NOAA www.sec.noaa.gov ed elaborazioni di Sergio Berti Fig. 43 dati da NOAA www.ingv.it e di Sergio Berti con elaborazioni di Sergio Berti