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Aforismi di Emil Cioran

* L'unico modo di conservare la propria solitudine di offendere tutti; prima di tutti coloro che si ama. * La conversazione feconda soltanto fra spiriti dediti a consolidare le loro perplessit. * Il male, al contrario del bene, ha il duplice privilegio di essere affascinante e contagioso. * Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusioni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazione. * Nei momenti critici una sigaretta porta pi sollievo che i vangeli. * Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo. * Dio: una malattia dalla quale immaginiamo di essere stati curati perch nessuno ai nostri giorni ne rimane vittima. * Un tempo, davanti a un morto, mi chiedevo: "A che gli servito nascere?". Ora mi faccio la stessa domanda davanti a ogni vivo. * Quando si sa che ogni problema un falso problema si pericolosamente vicini alla salvezza. * Ammettendo l'uomo, la natura ha commesso molto pi di un errore di calcolo: un attentato a se stessa. * Soltanto chi non ha approfondito nulla pu avere delle convinzioni. * vero non faccio nulla. Ma vedo passare le ore, che molto meglio che tentare di riempirle. * Tutto nulla, anche la coscienza del nulla. * Chi non ha sofferto non un essere: tutt'al pi un individuo. * Anche quando disertano l'inferno, gli uomini lo fanno solo per ricostruirlo altrove. * Quando al risveglio si ha la luna per traverso inevitabile che si approdi a qualche atroce scoperta, anche solamente osservandosi. * Il fatto che la vita non ha un significato una ragione per vivere, l'unica in grado di darle un senso. * Al contrario di Giobbe, non ho maledetto il giorno della mia nascita. Ma in compenso ho colmato di maledizioni tutti gli altri giorni. * La timidezza fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore. * Come ogni altra cosa umana, anche la politica non si compie che sulla propria rovina.

* Nessuno guarisce dalla malattia dell'essere nato, una ferita mortale se mai ce n' stata una. * Non c' modo di provare che preferibile essere al non essere. * La coscienza molto pi che la spina, il pugnale nella carne. * La speranza la forma normale del delirio. * La vera vertigine l'assenza di follia. * Il tormento, per alcuni, una necessit, un bisogno, un appetito, un compiacimento. * Il progresso l'ingiustizia che ogni generazione commette con il consenso dei propri predecessori. * Noi deriviamo la nostra vitalit dal magazzino della pazzia. * Niente rende modesti, neppure la vista di un cadavere. * L'uomo deve vincere se stesso, deve farsi violenza, per compiere la pi piccola azione esente dal male. * Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un'ombra, diecimila cani ne fanno una realt. * Parlare e silenzio. Ci sentiamo pi al sicuro con una signora che parla piuttosto che con una che non apre la sua bocca. * Per non aver saputo celebrare l'aborto e legalizzare il cannibalismo, le societ moderne dovranno risolvere le loro difficolt adottando procedimenti ben pi sbrigativi. * Quello che so a sessant'anni lo sapevo anche a venti. Quindi quarant'anni di una lunga, evitabile verifica. * Se No avesse avuto il dono di leggere il futuro sicuramente avrebbe affondato la sua barca. * Quando siamo nati abbiamo perso quanto perderemo con la morte: tutto. * Se potessimo vederci con gli occhi degli altri scompariremmo all'istante. * Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero gi trovato un modo qualsiasi di aggirarla. * Onan, Sade, Masoch, che uomini fortunati! Poich n i loro nomi n le loro scoperte saranno mai fuori moda. * Ogni pensiero deriva da una sensazione frustrata. * Una civilt distrutta solo quando i suoi dei sono distrutti. * Ci che non straziante superfluo, almeno in musica. * Un monologo il cui contenuto si riduce a una sfilata di oggetti. Questo il romanzo

contemporaneo. * Si resta schiavi finch non si guariti dalla mania di sperare. * Si vive nel falso fino a che non si sofferto. Ma quando si comincia a soffrire si entra nel vero soltanto per rimpiangere il falso. * Senza la possibilit del suicidio avrei potuto uccidermi molto tempo fa. * Tutto ci che pu essere di buono in noi proviene dalla nostra pigrizia, dalla nostra incapacit d'agire e di eseguire i nostri piani. * Un uomo che si rispetti non ha patria. * Alla minima contrariet, e a maggior ragione al minimo dispiacere, bisogna precipitarsi nel cimitero pi vicino, dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove. Un rimedio miracoloso, per una volta. * Una sensazione deve essere caduta molto in basso per accettare di trasformarsi in un'idea. * Di tutto ci che si prova, niente d tanto l'impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d'interesse. * La meditazione uno stato di veglia mantenuto per via di un'oscura turba, che insieme devastazione e benedizione. * La conversazione con lui era convenzionale come quella con un agonizzante. * Non grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere marionette. * l'umanit tarata a costituire la materia della letteratura. Lo scrittore si rallegra della perversione di Adamo e prospera solo in quanto ciascuno di noi la assume e la rinnova. * Perdere il sonno e cambiare lingua. Due prove, l'una indipendente da s stessi, l'altra deliberata. Da soli, faccia a faccia con le notti e con le parole. * Pubblicare un libro comporta lo stesso genere di noie di un matrimonio o di un funerale. * Divorare una biografia dopo l'altra per persuadersi meglio dell'inutilit di qualsiasi impresa, di qualunque destino. * Pi si sofferto, meno si rivendica. Protestare segno che non si attraversato alcun inferno. * La musica esiste solo fintantoch dura l'ascolto, come Dio finch dura l'estasi. L'arte suprema e l'essere supremo hanno questo in comune: dipendono interamente da noi. * Sono talmente appagato dalla solitudine che il minimo appuntamento per me una crocifissione. * Forse la follia soltanto un dispiacere che abbia smesso di evolversi.

* Un silenzio improvviso nel mezzo di una conversazione ci riporta d'un tratto all'essenziale: ci rivela a quale prezzo dobbiamo pagare l'invenzione della parola. * Chiunque non sia morto giovane merita di morire. * La differenza fra il teorico della fede e il credente grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto. * Quale sollievo gettare nella pattumiera un manoscritto, testimone di una recrudescenza di febbre, di frenesia costante! * Si insiste sulle malattie della volont e si dimentica che la volont come tale sospetta, e che non normale volere. * Se obbedissi al primo impulso passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio. * semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto. * La dolcezza di prima della nascita, la luce della pura anteriorit. * Nella divinit pi importante ritrovare i nostri vizi che le nostre virt. * Se si eccettuano alcuni casi aberranti, l'uomo non propenso al bene: quale dio ve lo spingerebbe? * Siamo tutti in fondo a un inferno, dove ogni attimo un miracolo. * Si crede veramente fino a quando non si sa chi implorare. Una religione viva solo prima dell'elaborazione delle sue preghiere. * La sorte di chi si ribellato troppo di non aver pi energie se non per la delusione. * La felicit spinge al suicidio quanto l'infelicit, anzi ancora di pi perch amorfa, improbabile, esige uno sforzo di adattamento estenuante, mentre l'infelicit offre la sicurezza e il rigore del rito. * La sola funzione della memoria di aiutarci a rimpiangere. * Siamo stati felici soltanto nelle epoche in cui, avidi di annientamento, con entusiasmo accettavamo il nostro niente. * L'uomo non fu creato per rimanere inchiodato a una sedia. Ma forse non meritava di meglio. * Ogni inizio di idea corrisponde a un'impercettibile lesione della mente. * Ci di cui non possiamo pi impietosirci non conta e non esiste pi. Si capisce perch il nostro passato cessi cos presto di appartenerci per prendere forma di storia: di qualcosa che non riguarda pi nessuno. * Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre. * C' un dio al principio, se non alla fine, di ogni gioia. * Che misera cosa una sensazione! L'estasi stessa non , forse, niente di pi.

* Bisogno fisico di disonore. Mi sarebbe piaciuto essere figlio di boia. * Ci ripugna, certo, considerare la nascita un flagello: non ci stato forse inculcato che era il bene supremo, che il peggio era posto alla fine e non all'inizio della nostra traiettoria? Il male, il vero male, per dietro, non davanti a noi. E quanto sfuggito al Cristo, quanto ha invece colto il Buddha: Se tre cose non esistessero al mondo, o discepoli, il Perfetto non apparirebbe nel mondo.... E, alla vecchiezza e alla morte, antepone il fatto di nascere, fonte di tutte le infermit e di tutti i disastri. * Aspirare, nel pi profondo di s, a essere tanto spossessati, tanto miserabili quanto lo Dio. * Tutto ha l'aria di esistere, e non c' niente che esista. * Da quando sono al mondo ? quel da quando mi pare gravato di un significato cos spaventoso da diventare insostenibile. * A differenza di Giobbe non ho maledetto il giorno della mia nascita; gli altri giorni, in compenso, li ho coperti tutti di anatemi. * Esiste una conoscenza che toglie peso e portata a quello che si fa. E per la quale tutto privo di fondamento tranne essa medesima. Pura al punto da aborrire perfino l'idea di oggetto, traduce quel sapere estremo secondo il quale fare o non fare un atto la stessa cosa, e a cui si associa una soddisfazione altrettanto estrema: il poter ripetere, a ogni incontro, che nessuno dei gesti da noi compiuti merita la nostra adesione, che niente avvalorato da una qualche traccia di sostanza, che la realt dell'ordine dell'insensato. Una tale conoscenza meriterebbe di essere definita postuma: opera infatti come se chi conosce fosse vivo e non vivo, essere e memoria di essere. gi passato dice costui di tutto ci che compie, nell'istante stesso dell'atto, che viene cos destituito per sempre di presente. * Giorni miracolosamente colpiti da sterilit. Invece di rallegrarmene, di gridare vittoria, di convertire quell'aridit in festa, di vederli come un punto d'arrivo e come una prova della mia maturit, insomma del mio distacco, mi lascio pervadere dalla stizza e dal cattivo umore: tanto tenace in noi il vecchio uomo, la canaglia smaniosa incapace di scomparire. * Con che diritto vi mettete a pregare per me? Non ho bisogno di intercessori, me la caver da solo. Da parte di un miserabile forse lo accetterei, ma da nessun altro, foss'anche un santo. Non posso tollerare che ci si preoccupi della mia salvezza. Poich la pavento e la fuggo, che indiscrezione le vostre preghiere! Orientatele altrove; ad ogni modo, non siamo al servizio degli stessi di. Se i miei sono impotenti, ho tutte le ragioni di credere che i vostri non lo siano meno. Anche supponendo che siano quali voi li immaginate, mancherebbe comunque loro il potere di guarirmi da un orrore pi antico della mia memoria. * Disfare, de-creare, il solo compito che l'uomo possa assegnarsi, se aspira, come tutto lascia supporre, a distinguersi dal Creatore. * Insorgere contro l'ereditariet insorgere contro miliardi di anni, contro la prima cellula. * Di solito sono cos sicuro che tutto sia privo di consistenza, di fondamento, di giustificazione, che chi osasse contraddirmi, foss'anche l'uomo che stimo di pi, mi apparirebbe come un ciarlatano o un rimbambito.

* Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore. * Essere in vita ? improvvisamente sono colpito dalla stranezza di questa espressione, come se essa non si applicasse a nessuno. * Di norma, gli uomini aspettano la delusione: sanno che non devono spazientirsi, che presto o tardi verr, che accorder loro la dilazione necessaria perch possano dedicarsi alle occupazioni del momento. Diverso il caso del disingannato: per lui la delusione sopraggiunge contemporaneamente all'atto; non ha bisogno di spiarne l'arrivo, essa presente. Affrancandosi dalla successione, egli ha divorato il possibile e reso superfluo il futuro. Non posso incontrarvi nel vostro futuro dice agli altri. Non abbiamo un solo istante che ci sia comune. Perch per lui l'insieme del futuro gi qui. * Fin dall'infanzia percepivo lo scorrere delle ore indipendente da ogni riferimento, da ogni atto e da ogni evento, la disgiunzione del tempo da ci che tempo non era, la sua esistenza autonoma, il suo statuto singolare, il suo imperio, la sua tirannia. Ricordo con estrema chiarezza quel pomeriggio in cui, per la prima volta, di fronte all'universo vacante, non ero pi che fuga di istanti ribelli ad adempiere ancora la loro particolare funzione. Il tempo si separava dall'essere a mie spese. * Non bisogna costringersi a un'opera, bisogna solo dire qualcosa che si possa bisbigliare all'orecchio di un ubriaco o di un morente. * Le tre del mattino. Percepisco questo secondo, e poi quest'altro, faccio il bilancio di ogni minuto. Perch tutto questo? ? Perch sono nato. da un tipo speciale di veglia che deriva la messa in discussione della nascita. * Mi svincolo dalle apparenze e ci nondimeno vi rimango impastoiato; o meglio: sono a mezza strada fra quelle apparenze e questa cosa che le infirma, questa cosa che non ha n nome n contenuto, questa cosa che niente ed tutto. Il passo decisivo fuori dalle apparenze non lo far mai. La mia natura mi obbliga a ondeggiare, a perpetuarmi nell'equivoco, e se tentassi di decidere in un senso o nell'altro perirei della mia stessa salvezza. * La mia facolt di essere deluso oltrepassa l'intendimento. Essa, che mi fa capire il Buddha, la medesima che mi impedisce di seguirlo. * La vera, unica sfortuna: quella di venire alla luce. Risale all'aggressivit, al principio di espansione e di rabbia annidato nelle origini, allo slancio verso il peggio che le squass. * Mentre agiamo abbiamo uno scopo; ma l'azione, una volta conclusa, non ha per noi maggiore realt dello scopo che perseguivamo. Non c'era dunque nulla di veramente consistente in tutto ci, era solo gioco. Ma ci sono alcuni che hanno coscienza di questo gioco durante l'azione stessa: vivono la conclusione nelle premesse, il realizzato nel virtuale, minano la seriet con il fatto stesso di esistere. * La prova migliore di quanto l'umanit stia regredendo l'impossibilit di trovare un solo popolo, una sola trib, in cui la nascita provochi ancora lutto e lamenti. * Le notti in cui abbiamo dormito come se non fossero mai esistite. Restano nella memoria solo quelle in cui non abbiamo chiuso occhio: notte vuol dire notte insonne.

* Mi piacerebbe essere libero, perdutamente libero. Libero come un nato morto. * Noi non corriamo, verso la morte, fuggiamo la catastrofe della nascita, ci affanniamo, superstiti che cercano di dimenticarla. La paura della morte solo la proiezione nel futuro di una paura che risale al nostro primo istante. * Ogni volta che le cose non vanno e ho piet del mio cervello, sono colto da una voglia irresistibile di proclamare. Proprio allora intuisco da quali baratri i meschini sorgano riformatori, profeti e salvatori. * Occorre pure una visione di ricambio, quando quella del Giudizio non accontenta pi nessuno. * Rari sono i giorni in cui, proiettato nella post-storia, io non assista all'ilarit degli di al termine dell'episodio umano. * Se la morte avesse solo lati negativi, morire sarebbe un atto impraticabile. * Si pu sopportare qualsiasi verit, per quanto distruttrice sia, purch surroghi tutto, e abbia la stessa vitalit della speranza alla quale si sostituita. * Quando due persone si rivedono dopo molti anni dovrebbero sedersi l'una di fronte all'altra e non dirsi niente per ore ed ore, affinch con il favore del silenzio la costernazione possa assaporare se stessa. * Non sono mai a mio agio nell'immediato, mi seduce solo quello che mi precede, quello che mi allontana da qui, gli istanti innumerabili in cui non fui: il non-nato. * Quando si scorge la fine nel principio si va pi in fretta del tempo. L'illuminazione, delusione folgorante, dispensa una certezza che trasforma il disingannato in liberato. * Non faccio niente, d'accordo. Ma vedo passare le ore. E questo meglio che cercare di riempirle. * Se tanta ambiguit e tanto turbamento sono parte integrante della lucidit, perch essa il risultato del cattivo uso che abbiamo fatto delle nostre veglie. * Che lo vogliamo o no, siamo tutti psicoanalisti, amanti dei misteri del cuore e della mutanda, palombari degli orrori. * Trasportandoci al di qua del nostro passato, l'ossessione della nascita ci fa perdere il gusto del futuro, del presente, e del passato stesso. * Tutto ; niente . L'una e l'altra formula arrecano uguale serenit. L'ansioso, per sua disgrazia, rimane a mezza strada, tremebondo e perplesso, sempre alla merc di una sfumatura, incapace di insediarsi nella sicurezza dell'essere o dell'assenza di essere. * Sono attratto dalla filosofia ind, il cui proposito essenziale il superamento dell'io; eppure tutto quello che faccio e tutto quello che penso solo io e disgrazie dell'io. * Abbiamo perduto l'arte di suicidarci a sangue freddo. * Appena adolescente, la prospettiva della morte mi gettava nell'angoscia; per sfuggirvi mi precipitavo al bordello o invocavo gli angeli. Ma con l'et ci si abitua ai

propri terrori, non si fa pi niente per liberarsene, ci si imborghesisce nell'Abisso. E se ci fu un tempo in cui invidiavo quei monaci egiziani che scavavano le loro tombe per versarvi lacrime, oggi scaverei la mia per non lasciarvi cadere altro che cicche. * All'interno di ogni desiderio lottano un monaco e un macellaio. * Un'idea, un essere, qualsiasi cosa si incarni perde il suo volto, tende al grottesco. Frustrazione del compimento. Non evadere mai dal possibile, lasciarsi andare, da eterno velleitario, dimenticare di nascere. * So che la mia nascita un caso, un incidente risibile, eppure, appena mi lascio andare, mi comporto come se fosse un evento capitale, indispensabile al funzionamento e all'equilibrio del mondo. * Su quella costa normanna, a un'ora cos mattutina, non avevo bisogno di nessuno. La presenza dei gabbiani mi disturbava: li feci fuggire a sassate. E udendo i loro gridi, di uno stridore soprannaturale, capii che proprio quello mi occorreva, che solo il sinistro poteva calmarmi, e che proprio per incontrarlo mi ero alzato prima dell'alba. * Signore, abbi piet del mio sangue, della mia anemia in fiamme! * Soltanto le passioni simulate, i deliri finti hanno qualcosa a che fare con lo spirito, e con il rispetto di noi stessi; i sentimenti sinceri presuppongono una mancanza di riguardo verso di s. * In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare. * Dopo le metafore, la farmacia. Cos si sgretolano i grandi sentimenti. * Non si scrive perch si ha qualcosa da dire ma perch si ha voglia di dire qualcosa. * Chi si uccide per una puttana fa un'esperienza pi completa e pi profonda dell'eroe che mette a soqquadro il mondo. * Quando la feccia sposa un mito, preparatevi a un massacro o, peggio ancora, a una nuova religione. * La carne incompatibile con la carit: l'orgasmo trasformerebbe un santo in lupo. * Solo le nature erotiche sacrificano alla noia, deluse in anticipo dall'amore. * Tante volte mi ha fatto morire la mia avidit di agonie che mi sembra indecente abusare ancora di un cadavere dal quale non posso ricavare pi niente. * Respiriamo troppo velocemente per poter cogliere le cose in se stesse o denunciarne la fragilit. * Un neonato, questo cranio nudo, questa calvizie originaria, questa scimmia infima che ha soggiornato per mesi in una latrina e che fra poco dimenticando le sue origini, sputer sulle galassie. * La vera eleganza morale consiste nell'arte di travestire le proprie vittorie da sconfitte. * Poich la sfera della coscienza si restringe nell'azione, chi agisce non pu pretendere

all'universale: l'agire un aggrapparsi alle propriet dell'essere a detrimento dell'essere, a una forma di realt a scapito della realt. * Ce l'ho col nostro secolo per averci soggiogati fino al punto di ossessionarci anche quando ce ne distacchiamo. * Piante e bestie recano i segni della salvezza come l'uomo quelli della perdizione. Questo vero per ciascuno di noi, per l'intera specie, accecata e vinta dall'esplosione dell'Incurabile. * Per alcuni la felicit una sensazione cosi insolita che appena la provano, si allarmano e s'interrogano su questo nuovo stato; nulla di simile nel loro passato: la prima volta che si avventurano fuori della sicurezza del peggio. * Come si puo essere Rumeno? A questa domanda potevo rispondere soltanto con una incessante mortificazione. Odiando i miei, il mio paese, i suoi contadini fuori del tempo, irretiti dal loro torpore e come sprizzanti ebetudine, arrossivo d'esserne l'erede, li rinnegavo, mi ritraevo dalla loro sub-eternit, dalle loro certezze di larve pietrificate, dalle loro fantasticherie geologiche.