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2011

Tecniche Artistiche la Litografia


Tecnica grafica lineare su pietra
Testo di relazione sulla Tecnica Artistica Litografica di completamento all esposizione orale. La stesura del testo stata fatta utilizzando come riferimento il libro le Tecniche Artistiche ideato e coordinato da Corrado Maltese.

[Digitare il testo]

Ilaria Tamagnini Pagina 1 Liceo Artistico statale di Brera

LA LITOGRAFIA Il procedimento litografico rappresenta, sul piano delle possibilit espressive, la naturale conclusione dei tentativi e delle ricerche condotti durante l intero arco del XVIII secolo al fine di affrancare la stampa dai limiti dell espressione puramente lineare, per la resa diretta dei valori. Infatti, gli effetti della matita, del laviso dell acquerello, che le diverse maniere dell incisione in cavo ottenevano attraverso macchinosi espedienti e soprattutto forzando la natura del materiale usato, nella litografia possono essere raggiunti direttamente, cio disegnando direttamente con la matita, la penna o il pennello sulla superficie piana della pietra litografica

LA STORIA Il procedimento venne inventato nel 1796 dal tedesco Alois Senefelder utilizzando una pietra delle cave di Solnhofen, cittadina nelle vicinanze di Monaco di Baviera. Inizialmente chiamato con il nome di stampa chimica su pietra ,solo successivamente prese il nome di litografia. L innovazione tecnica litografica non fece che concludere un orientamento formale gi in atto, offrendogli strumenti espressivi adeguati. Perci semplicistico interpretare la litografia come un prodotto della Rivoluzione francese o considerarla come espressione immediata e incolta di contenuti popolari e di una nuova visione del mondo. La maggior parte delle litografie stampate nell Ottocento riflette soltanto il cattivo gusto della borghesia e trasuda conformismo almeno quanto i contemporanei prodotti del bulino accademico. Alla sua nascita la litografia viene impiegata proprio per compiti di riproduzione. La parte migliore della produzione litografica del periodo della Restaurazione e del regno di Luigi Filippo quella grafica che rievoca polemicamente l epopea napoleonica (Charlet, Raffet) e demistifica, con la satira, le istituzioni borghesi (Daumier, Gavarni). Questo incontro di qualit estetica e di impegno politico , in quel momento, carattere distintivo di ogni manifestazione artistica. La litografia divenne uno dei principali strumenti per la diffusione delle idee progressiste presso strati sempre pi larghi di pubblico proprio per la facilit e la velocit del procedimento e per la sua economicit, e per la possibilit di realizzare tirature pressoch illimitate. A partire dalla met del secolo la litografia, dopo aver detenuto per trent anni il monopolio dell immagine stampata come illustrazione per giornali, passa in secondo piano rispetto alla tecnica tradizionale dell acquaforte, e quando torner in auge alla fine del secolo con i movimenti di gusto successivi all Impressionismo (Toulouse Lautrec, il gruppo dei Nabis , Matisse, Picasso, ecc..) la fotografia avr gi occupato il suo posto come strumento di comunicazione di massa. Da questo momento la litografia entrer nel limbo delle tecniche artistiche d lite, come la pittura o i procedimenti classici dell incisione.

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IL PROCEDIMENTO La matrice litografica rappresentata dalla pietra calcarea porosa di Solnhofen in Germania, che viene tagliata in lastre di dimensioni variabili, tra i 5 e i 10 cm. Oggi la pietra quasi del tutto sostituita con lastre di metalli porosi come lo zinco e l allumunio, che sono molto pi economiche e maneggevoli, e presentano lo stesso rendimento. La lastra di pietra, dato il forte spessore, pu essere reimpiegata, una volta ultimata la tiratura, abbassandone leggermente il livello. Preparazione: y La superficie della pietra viene levigata perfettamente, se il disegno eseguito a penna o col metodo del riporto litografico; viene strofinata con sabbia e acqua per renderla rugosa, se si disegna col pennello o con la matita litografica. Si esegue il disegno con i vari materiali utilizzabili nella litografia: matita litografica, gessetto litografico, matita di pietra pomice, raschiatoi, pietre per l affilatura, inchiostro litografico solido e scodellini, penna e pennini, e pennelli. Una volta eseguito il disegno, la pietra viene bagnata con l acqua. Si passa sulla pietra un rullo di caucci inchiostrato; l inchiostro grasso aderisce alla parte disegnata e viene respinto dalle parti non disegnate, dove resta scoperta la pietra bagnata. Il principio fondamentale del procedimento litografico , infatti, l incompatibilit dell acqua per il grasso. La superficie della lastra viene poi coperta con uno strato di mordente leggero (soluzione di gomma arabica e acido nitrico in acqua) che non abbassa, per, la superficie, ma la rende pi porosa e fa penetrare in profondit gli acidi grassi separandoli dal sapone. Questo strato viene lasciato seccare per alcune ore e poi tolto con l acqua. Il procedimento di morsura ha lo scopo di fissare meglio il disegno e di permettere tirature pi alte. Un successivo passaggio con la gomma arabica e un lavaggio con la trementina elimina tutti i residui di inchiostro o di matita ancora aderenti. A questo punto il disegno resta appena visibile come una traccia grassa bruno chiara. Dopo un ulteriore applicazione di bitume e trementina, che rafforza il disegno, la matrice pronta per la stampa.

y y

Nel caso in cui debba sostenere alte tirature, la pietra pu anche essere sottoposta ad una vera e propria morsura. In tal caso la lastra viene inchiostrata e spalmata con polvere di bitume, che si incorpora con l inchiostro; il bitume eccedente viene asportato col talco, e la pietra viene scaldata in modo che il bitume fonda e protegga i segni inchiostrati. Il mordente, composto di una soluzione di acido nitrico in acqua, reagisce con la pietra calcarea abbassandone leggermente la superficie nei punti non disegnati; perci le impressioni tratte dalle lastre rafforzate e sottoposte a questa morsura presentano i bianchi leggermente rilevati.

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Stampa: La pressa litografica rappresentata da un torchio litografico a mano o da una pressa offset. Nel procedimento tradizionale, la pietra: y y y Viene collocata sul piano di pressa. Inchiostrata con un rullo e coperta con il figlio da stampare, protetto a sua volta da altri fogli e da un cartone ingrassato. Pietra e fogli vengono poi fatti passare alla pressione voluta sotto una lama di legno con la costa coperta di cuoio.

La pressione del torchio a mano sciaccia la grana della carta e questa differenza di struttura tra la parte impressa pi liscia e i margini pi granulosi resta poi ben visibile, specialmente a luce radente. Il torchio litografico tradizionale pu imprimere anche da matrici di zinco e di alluminio. La moderna macchina offset, invece, pu imprimere soltanto da una matrice metallica. Nella macchina offset l inchiostratura e il passaggio dei fogli automatico, e questo permette di stampare parecchie migliaia di esemplari all ora. Inoltre la pressa offset permette di stampare l immagine non in controparte, ma nello stesso senso in cui si trova sulla matrice. Infatti la lastra di zinco trasmette l immagine al contrario su un cilindro rotante di gomma, che a sua volta la stampa nuovamente nel senso giusto sul foglio di carta. Dal momento che non interviene alcun processo diverso da quello litografico e che il disegno eseguito direttamente e manualmente dall artista, l esistenza di un passaggio intermedio non compromette l originalit delle stampe. Ugualmente avviene per le litografie stampate col sistema del riporto (Corot, Degas, Manet, Redon,ecc), nelle quali, per, il riporto d un impronta inferiore rispetto al procedimento normale con il torchio a mano e con la macchina offset. GLI STRUMENTI Durante la prima met dell Ottocento si disegn sulla pietra soprattutto con la matita litografica o col gessetto litografico. La matita ottiene sulla pietra gli stessi risultati formali di un normale disegno su carta (tracce lineari piuttosto larghe, come quelle di un carboncino o di un gessetto; mezzi toni, chiaroscuri,ecc). Naturalmente le tracce della matita litografica mettono in rilievo la caratteristica granulosit della pietra, uniforme e caotica, ben diversa da quella regolare della carta, dovuta dagli incroci delle vergelle. Per cancellare il disegno eseguito sulla pietra si usano matite di pietra pomice, carte vetro, raschiatoi. Questi strumenti pi specifici della tecnica litografica permettono anche di eseguire ritocchi, come lumeggia ture, linee bianche graffiate,ecc. Se la pietra stata raschiata profondamente, il bianco corrispondente sulla carta impressa leggermente in rilievo. La facilit di esecuzione e il vantaggio di poter affidare tutte le operazioni di morsura, rafforzamento, stampa, ecc. a uno stampatore specializzato ampliano enormemente il campo di azione dell immagine stampata. La pietra litografica pu essere sostituita, come gi detto, con una lastra di metallo poroso, zinco o alluminio, dello spessore di mezzo cm, la cui superficie sia stata resa granulosa. La lastra di zinco
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presenta anche il vantaggio pi direttamente formale di poter essere disegnata con una comune matita di grafite, con cui si possono ottenere dei segni molto pi sottili che con la matita litografica. Sulla matrice litografica si pu disegnare anche con la penna e l inchiostro litografico, con risultati quasi uguali a quelli di un disegno a china. In questo caso la superficie della pietra deve essere perfettamente liscia perch il pennino non incontri ostacoli. Se invece della penna si usa il pennello la superficie pu essere sia liscia che granulosa, a seconda dei risultati che si vogliono ottenere. La litografia dunque presenta le stesse possibilit espressive del disegno. Qualche difficolt tecnica si presenta se il disegno litografico eseguito ad acquerello, cio se l inchiostro applicato col pennello diluito con l acqua per ottenere le sfumature. Infatti l acido della preparazione indebolisce i mezzi toni, specie se leggeri, e la delicatezza del disegno non permette alte tirature. Per questi motivi l acquerello su pietra litografica richiede una notevole abilit tecnica da parte dello stampatore. LE TECNICHE Le tecniche pi comuni del disegno a matita, a penna e a pennello possono essere integrate con procedimenti accessori di grande effetto, in uso soprattutto a partire dalla fine dell Ottocento. La tecnica della riserve permette di ottenere campiture o disegni bianchi su fondo nero o grigio proteggendo il disegno, o la pietra, con gomma arabica. Piacevoli effetti si possono ottenere spruzzando l inchiostro sulla pietra con una spazzola sfregata su una griglia. Con la maniera nera litografica il disegno bianco pu essere ottenuto anche asportando con un raschiatoio l inchiostro steso uniformemente e mettendo in luce la pietra sottostante. Un procedimento molto usato a partire dalla met dell Ottocento quello del riporto litografico. Il disegno viene eseguito non direttamente sulla pietra, ma su un foglio di carta dura, poco assorbente e molto rugosa, e in seguito riportato sulla superficie levigata della pietra mediante la pressione del torchio. Naturalmente l immagine risulta pi debole e va accuratamente rinforzata sulla pietra col bitume e la morsura. I vantaggi di questo procedimento sono notevoli: l artista pu disegnare en plein air senza bisogno di portare con se la pietra da mezzo quintale; pu eseguire versioni preparatorie e riportare sulla pietra soltanto quella pi soddisfacente; infine, ottiene un immagine a stampa che nel verso giusto, perch la carta di riporto rovescia l immagine sulla lastra e questa la raddrizza sul foglio stampato. Le impressioni eseguite con carta di riporto si distinguono facilmente perch il disegno riproduce la grana regolare della carta (a graticcio) e non quella informe della pietra. Oltre che con la carta normale, il riporto pu essere eseguito pi efficacemente con la carta autografica, cio una carta rivestita di una pellicola sottile di colla solubile in acqua. Questa pellicola impedisce che la materia grassa del segno litografico venga assorbita dalla carta e permette un distacco perfetto del segno poich si scioglie in acqua, secondo il procedimento della decalcomania. Qualsiasi tecnica di stampa pu essere utilizzata per produrre impressioni a colori, ma soltanto quelle che consentono di imprimere superfici (xilografia, mezzo tinto, acquatinta, punteggiato, litografia) sono veramente adatte a questo scopo. Non sono considerate vere e proprie stampe a colori le incisioni lineari (bulini, acqueforti) impresse con un inchiostro colorato e nemmeno le
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incisioni lineari in cui i solchi contengono inchiostro nero e le parti piane sono colorate. Un grado intermedio tra la stampa colorata e la stampa a colori rappresentato dalla coloritura detta la poupe (al tampone), cio una sola lastra con pi colori applicati a ogni impressione; in questo caso la matrice viene colorata a mano applicandovi tutti i colori in una volta sola con dei tamponi, ciascuno intinto in un colore diverso. L unica differenza rispetto alla stampa acquerellata a mano che il colore viene dato sulla matrice a ogni impressione, ma il principio lo stesso ed in contrasto con la natura della stampa, che esige un solo e definitivo intervento manuale. Per questo la stampa a colori la poupe, come il monotipo e l acquaforte monotipica, va considerata piuttosto come un ibrido di pittura e di incisione. L unica vera forma di stampa a colori quella a pi lastre, in cui ogni lastra viene inchiostrata meccanicamente con un solo colore e in cui le impressioni definitive, tutte uguali tra loro, risultano dal sovrapporsi dei colori di tutte le lastre. questa una tecnica pi lunga e complessa a livello di preparazione, in quanto bisogna preparare separatamente parecchie lastre, ciascuna con un disegno parziale, prevedere gli effetti dovuti alla sovrapposizione dei colori fondamentali, ed evitare la sfasatura dei contorni del disegno (reparage).

Charlet. 1844. Ritratto di Napoleone Bonaparte.

Honor Daumier. 1863-65 Nadar eleva la Fotografia a la altura de l arte.

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