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La.stampa.27.02.2012

La.stampa.27.02.2012

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R

W

LA STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 • ANNO 146 N. 57 • 1,20
IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO

*

Domani con La Stampa

www.lastampa.it

INCHIESTA La crisi, i buchi neri, i primi segni di svolta

Pianeta-occupazione Viaggio in un’emergenza tra fallimenti e ripresa
Paolo Baroni A PAGINA 7

CROTONE

CARBONIA-IGLESIAS

Dove l’industria Le multinazionali ormai non c’è più in fuga dal Sulcis
La provincia calabrese è il caso più emblematico del deserto occupazionale Resta solo il posto pubblico
Raphaël Zanotti
A PAGINA 8

La disoccupazione raddoppia nel luogo simbolo della transizione incompiuta dalle miniere alle fabbriche
Marco Alfieri
A PAGINA 9

*

Indagine Eurostat sui redditi del 2009: i nostri salari sono la metà di quelli tedeschi, ci batte anche la Grecia

REPORTAGE

Stipendi, Italia maglia nera
Colloquio con Fornero: troppe tasse sul lavoro, è una situazione da scardinare
SPESA PUBBLICA UNA RIFORMA
È POSSIBILE
FRANCO BRUNI

L’attesa dei marò “Non siamo soli e stiamo bene”
MASSIMO NUMA
INVIATO A KOCHI

PRIMARIE A PALERMO

I

Gori, il rottamatore “Mi manda Renzi per svegliare la città”
Federico Geremicca A PAGINA 11

L’Italia in Europa è tra i Paesi con gli stipendi più bassi, secondo una rilevazione Eurostat che fa riferimento al 2009. Dodicesimi nella classifica dell’area euro, nelle nostre aziende i salari sono la metà di quelli tedeschi. Mastrobuoni,
Molinari e Zatterin ALLE PAG. 4 E 5

IL PACCHETTO DEL GOVERNO

Imu alla Chiesa, tassisti e farmacie Ultimo assalto sulle liberalizzazioni
Scuole cattoliche, Bagnasco chiama i leader politici
Bertini, Galeazzi, Giovannini e Semprini ALLE PAGINE 2 E 3

I

I

l ministro Passera ha ribadito ieri che il governo non annuncia «tesoretti» prima di averli incassati. Monti aveva già rinviato la predisposizione di un fondo per gli sgravi fiscali a quando la sua alimentazione assumerà consistenza. Ciò non smentisce l’intenzione di utilizzare i proventi della lotta all’evasione e agli sprechi per aiutare la crescita, anche abbassando le tasse. Dati i vincoli di bilancio, è meglio per ora non pensare a ridurre il gettito complessivo delle imposte, mentre è sacrosanto cambiarne la composizione e la distribuzione: far pagare di più chi evade o elude, sgravare chi paga troppo, tassare di più il capitale e alleviare gli oneri fiscali e parafiscali che gravano sull’occupazione, sia dal lato delle imprese che da quello dei lavoratori. Sarebbe meglio farlo nel quadro di un’armonizzazione fiscale europea. Quanto alla spesa pubblica, è vero che la sua riduzione consente di accelerare gli sgravi fiscali; ma è anche vero che i risparmi sulle spese meno utili, i soldi buttati via, sono chiamati ad alimentare le spese più preziose e scarse, come quelle che oggi servirebbero per facilitare la riforma degli ammortizzatori sociali e quindi dei contratti di lavoro.
CONTINUA A PAGINA 29

A UNA SETTIMANA DAL VOTO, UN GIROTONDO DI 20 MILA PERSONE CONTRO IL VINCITORE ANNUNCIATO

Mosca, la catena umana che sfida Putin

marinai della motonave «Enrica Lexia», comandante compreso, contano le ore che (forse) li separano dal rientro in Italia. Pare che, per loro, la situazione si stia sbloccando. Finalmente. Ci sono pure i quattro della San Marco che erano a bordo assieme ai fucilieri arrestati dalle autorità indiane. Ieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono riusciti, attraverso i cancelli, a urlare ai cronisti che «stanno bene». Gli altri nove italiani - soldati e marittimi - non possono lasciare la nave ancorata a poche decine di metri dal pontile di un terminale petrolifero in disuso.
CONTINUA A PAGINA 16

DIARIO

Amelio: Roma vuol cancellare il Film Festival
«Arrogante mettere la rassegna a ridosso di quella di Torino»
Fulvia Caprara A PAGINA 35

Milan-Juve, è strappo dopo le polemiche
Alcune delle migliaia di moscoviti che si sono uniti in un maxigirotondo nel centro della capitale

Zafesova A PAGINA 12

I rossoneri: amicizia finita Il guardalinee prima della gara: sono terrorizzato
Bandinelli, Montali, Nerozzi, Zonca
DA PAGINA 42 A PAGINA 45

LO ZAR HA GIÀ VINTO, MA HA ANCHE GIÀ PERSO

MARK FRANCHETTI
A PAGINA 13

New York rende pubbliche le valutazioni dei prof: una soluzione non priva di rischi

Non è la pagella che promuove un insegnante
ALESSANDRO D’AVENIA

D

are la pagella ad un insegnante è quello che - da studenti - abbiamo sognato tutti, solleticati dalla cattiveria di far sperimentare agli altri le pene che hanno inflitto a noi. Credo che ciò che è accaduto in alcuni istituti di New York non sia una grande novità per il nostro Paese. Non solo perché in alcune scuole gli studenti danno pubblicamente i voti agli in-

segnanti, ma soprattutto perché i voti li danno le infallibili mamme italiane. Il loro passaparola sull’effettiva validità di un docente di rado non va a segno, anche se un sistema siffatto è un correttivo inadeguato e si presta a comprensibili improvvisazioni. Non è un caso che mi capiti spesso di ricevere richieste da parte di genitori sulla scelta di un istituto e spesso mi trovo in imbarazzo.
Amabile e Mastrolilli A PAGINA 19
CONTINUA A PAGINA 29

2 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

U

RIFORME
LE LIBERALIZZAZIONI

Le misure sul tavolo

Taxi
I poteri dell’Authority
I

Farmacie
Si discute del numero
I

2400 emendamenti
presentati

Sono quelli piovuti non appena il governo ha presentato il testo del decreto legge

1 il maxiemendamento
finale

Alla fine le proposte accettate saranno riunite in una sola e su quella sarà posta la fiducia

Tema spinoso da discutere oggi è quello dei taxi. L’intesa sembra certa su un emendamento congiunto dei relatori che restituisce un ruolo chiave alla nascente Autorità dei trasporti, affidandole poteri sostitutivi nei confronti dei sindaci. Sarà infatti tenuta a dare un parere ai comuni sul numero delle licenze: se non ne terranno conto, l’Autorità potrà intervenire sostituendosi di fatto al comune.

Sulle farmacie, l’orientamento prevalente è quello di alzare il numero di abitanti necessario per poterne aprire una nuova da 3.000 (come previsto dal decreto del governo) a 3.300 o 3.500. Si prevede di indire un concorso straordinario entro un anno per assegnare le nuove sedi. Per quanto riguarda le parafarmacie, potranno vendere farmaci veterinari e galenici, i preparati di un tempo.

Ultimo assalto al “Cresci-Italia” Poi la fiducia
Imu alla Chiesa, benzinai, farmacisti e avvocati al centro delle maggiori richieste di modifica
ROBERTO GIOVANNINI ROMA

Era cominciata con 2400 emendamenti presentati in Commissione, la storia del decreto legge sulle liberalizzazioni finirà molto probabilmente con un maxi-emendamento presentato dal governo su cui verrà posta la fiducia. Dopo il lungo e logorante lavorìo tra governo e i relatori del provvedimento, da stamattina alla «Industria» del Senato si cominciano ad affrontare tre temi particolarmente delicati: la tassazione Ici degli immobili commerciali della Chiesa, i taxi, le farmacie. Non solo non è detto che le soluzioni che emergeranno in Commissione saranno soddisfacenti per l’Esecutivo, ma è possibile che anche nell’Aula di Palazzo Madama - si comincia da mercoledì giungano ulteriori richieste di modifica anche su questioni apparentemente già risolte. Per chiudere la partita - questa è l’atmosfera che si percepisce nelle stanze di governo - si dovrà ricorrere a un nuovo voto di fiducia. Sull’Ici per la Chiesa, a differenza delle previsioni,

una riduzione della quantità di nuovi esercizi che verranno aperti rispetto a quanto indicato nel testo iniziale, accogliendo così le richieste della categoria. Il testo del governo dovrebbe fissare il «quorum» dei residenti per l’apertura di una nuova farmacia a 3.300 persone; limite che il Pdl vorrebbe innalzare (come chiedono i farmacisti) a quota 3.500 residenti. Per placare la delusione dei parafarmacisti, una quota delle nuove farmacie da aprire dovrebbe essere loro riservata. E si discute ancora della possibilità di libera vendita dei farmaci di fascia C. Mercato non di poco conto (3 miliardi l’anno) e che quindi accende grandi interessi. Il governo è sicuro che «arriveranno buoni risultati» dal passaggio in Parlamento

del decreto. Ne è convinto il vice ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Uno dei relatori, Simona Vicari del Pdl, annuncia che domani la Commissione darà l’ok al decreto che non ha subito, dice, «assalti alla diligenza». ma richieste di modifica già ci sono: il Pd chiede con forza di

Le srl per i giovani con un solo euro di capitale: ma chi oserà finanziarle?
correggere la norma che infligge la totale gratuità ai neoavvocati che svolgono il tirocinio in uno studio legale. Il nuovo testo del governo prevede anche altre novità: salta l’obbligo di preventivo in forma scritta e l’illecito discipli-

Continuano le pressioni dei partiti per ottenere liberalizzazioni più «morbide»

nare se non rispettano le norme sul preventivo ora di massima. E per le società tra professionisti si prevede che gli stessi abbiano almeno i due terzi. Il compenso del cliente al professionista dovrà essere pattuito ma sarà necessa-

rio solo un preventivo di massima. Problemi ci sono ancora per la definizione della separazione tra Eni e Snam Rete Gas; qualche senatore insiste per separare anche la rete ferroviaria dalle Fs; ancora non sono stati sciolti i dub-

bi sulla figura dell’agente assicurativo. Potrà vendere prodotti di più compagnie o no? Ancora, in campo energetico potrebbe cambiare il meccanismo di remunerazione della rete elettrica gestita da Terna.

il caso
CARLO BERTINI ROMA

Fa discutere la totale gratuità delle prestazioni dei legali durante il tirocinio
in Senato sono stati depositati solo 5 sub-emenadamenti. Tutti a firma del «responsabile» Salvatore Piscitelli, e puntano a cancellare alcune parti del testo o a spostare l’entrata in vigore al 2016 (attualmente è prevista al 2013). Gli altri emendamenti puntano a sostituire l’espressione «con modalità commerciali» in «con modalità industriali» e a tenere conto degli immobili di interesse storico artistico anche se luogo di attività commerciali. Ma gli emendamenti dovranno essere vagliati sia per l’ammissibilità sia per le coperture. Altro nodo da sciogliere è quello dell’ampliamento del numero di farmacie, dove appare ormai inevitabile

I

ncensurati, obbligati a indicare le risorse economiche di cui dispongono per fare lobby e come le impiegano; e il tipo di rapporto che li lega alla casa madre. Sembra aver fatto breccia sul governo, dopo un pressing di Rutelli con Catricalà, la proposta da decenni - esplode venerdì con la dedel Terzo Polo di regolamentare le nuncia di Casini sull’indecente situaziolobbies. Un articolo aggiuntivo al de- ne in cui lavora in Senato. Il giorno docreto sulle liberalizzazioni che potreb- po il Terzo Polo torna alla carica con un be costringere le centinaia di lobbisti emendamento dei senatori Bruno e che popolano le anGermontani inizialticamere del Parladichiarato REQUISITI mente mento a iscriversi Dovranno essere incensurati inammissibile: Rutelli in un registro sevene parla con Schifani e indicare chiaramente e poi lo porta al vaglio ramente regolato. le fonti di reddito dei piani alti dei PalazSe questa norma entrasse nel maxiezi dove si sta decidenmendamento che LIMITAZIONI do il da farsi. Una norforse metterà fine darebbe ai lobPotranno incontrare ma chediritto di inconalla battaglia in bisti il onorevoli e senatori trare i parlamentari corso al Senato, ansolo su appuntamento solo su richiesta scritche il Parlamento dovrà istituire ta «opportunamente un’apposita Commissione con due de- motivata». Senato e Camera dovrebbeputati e due senatori nella veste di ro modificare i Regolamenti per garancontrollori dei questuanti sempre ag- tire l’accesso ai propri uffici dei lobbiguerriti nel difendere gli interessi del- sti, definendo le modalità che permettale proprie categorie. no di seguire lo svolgimento delle seduDopo i continui bivacchi sui divani te delle Commissioni parlamentari. Ma di fronte alla commissione di Palazzo per creare una legge che regoli la preMadama, il bubbone - che si trascina senza e il lavoro delle lobbies non basta

L’avviso ai lobbisti “Basta col mercato ora regole più severe”

Già oggi emendamento con nuove norme

tico, la cosiddetta «Corea». Insomma un caos totale. A cui l’emendamento dei centristi prova a porre rimedio. Per cominciare chi intende svolgere «Attività di rappresentanza di interessi presso i Decisori pubblici» ha l’obbligo di iscriversi nel Registro. Dove vanno indicati: dati anagrafici e domicilio professionale del rappresentante di interessi; dati identificativi del portatore di interessi per cui è svolta l’attività di rappresentanza; l’interesse che si intende rappresentare; le risorse economiche e umane di cui dispone il rappresentante di interessi per lo svolgimento della un colpo d’ala e ne sanno qualcosa alla propria attività; la tipologia di rapporto commissione Affari Costituzionali do- contrattuale intrattenuto con il soggetve nel 2005 si arenò una discussione già to per il quale si svolge l’attività. incardinata con diverse proposte in Per l’iscrizione nel Registro, si deve esame. Ora con la spinta del governo essere in possesso di una serie di requiMonti forse la partita siti, tra i quali avere potrà avere un suo fiCASUS BELLI compiuto il 25º anno schio finale. Metten- Nei giorni scorsi i commessi di età e non aver rido ordine in una galleportato condanne avevano dovuto per reati contro lo ria dove anche gli adrinchiuderli in una stanza Stato, la pubblica amdetti ai lavori faticano a orientarsi: oggi, ministrazione, l’ama beneficiare del badLA PROTESTA ministrazione della ge più ambito, quello l’ordine Particolarmente duri giustizia, l’incolumiper accedere alle antipubblico, erano stati i terzopolisti tà pubblica, il patricamere delle commisCasini e Rutelli monio, la pubblica fesioni, sono un centinaio di persone, in de e la persona, e non rappresentanza di banche, assicurazio- essere mai stato interdetto dai pubblici ni, industrie, sindacati, artigiani, picco- uffici. L’iscrizione nel Registro è suborle imprese, colossi come Eni ed Enel, dinata all’impegno scritto a rispettare Authority, società della telefonia ed il codice di deontologia che dovrà esseesponenti dei ministeri. Altre centinaia re deliberato entro tre mesi dalla Comdi addetti ricevono accrediti giornalieri missione parlamentare. Cosa ne pensaper perorare la causa con i vari deputa- no le varie categorie di tutto questo? ti nel corridoio parallelo al Transatlan- Sembra che in teoria siano d’accordo...

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Primo Piano 3

Notai
Dal 2015 concorsi annuali
I

Banche
Mutuo senza conto
I

Pensionati
Conti correnti gratis
I

Rete Gas
Resta il nodo Eni-Snam
I

Assicurazioni
Sconti con la «scatola nera»
I

E’ già stata approvata dalla Commissione Industria del Senato la norma che decide l’aumento della pianta organica per i notai. E’ stato inoltre stabilito che dal 2015 sarà bandito un concorso annuale. Andrà invece in votazione tra oggi e domani l’emendamento dei relatori Bubbico e Vicari che propone di garantire il notaio gratuito per costituire una Srl semplificata tra giovani under 35.

Il cliente di una banca che voglia sottoscrivere un mutuo, non sarà obbligato ad aprire un conto corrente in quell’istituto. Inoltre, la banca che gli chieda la sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita è tenuta a presentargli la scelta fra due polizze di due compagnie assicurative diverse. Il cliente potrà comunque sempre scegliere di sottoscrivere una polizza diversa trovata da solo sul mercato.

Conti correnti gratuiti per i pensionati con assegno mensile modesto, fino a 1.500 euro (tre volte la minima), per venire loro incontro visto che, con la norma introdotta col Salva-Italia che impone pagamenti solo in contanti da 1000 euro in su, tutti saranno costretti ad aprire un conto. Previsto anche lo stop alle commissioni fino a 100 euro per chi fa rifornimento di carburante con bancomat o carta.

Per quanto riguarda il gas, è già stata votata in Commissione Industria al Senato una norma che cambia i parametri grazie ai quali si fissano i prezzi, per allinearli agli standard europei (più bassi). Resta invece ancora da votare, tra oggi e domani, la parte che attiene alla separazione tra Eni e Snam: la norma è stata riscritta dai relatori e prevede la separazione entro il settembre del 2013.

Già passate al vaglio della Commissione varie norme sulle assicurazioni: la Rc auto sarà uguale, per gli automobilisti virtuosi, in tutta Italia, e si avranno sconti se si installa la scatola nera. La banca dati antifrode conterrà informazioni su danneggiati e testimoni. Aumenta inoltre la reclusione, fino a 5 anni, per chi commette frodi assicurative. Stop ai rimborsi per i «colpi di frusta».

Pressioni

Retroscena
GIACOMO GALEAZZI CITTÀ DEL VATICANO

S

ull’Imu il governo chiarisca». Ormai non è più una richiesta ma uno slogan che unisce i cattolici di tutti i partiti ad eccezione dell’Idv. E che trova sponda nelle gerarchie ecclesiastiche, preoccupate dall’«incertezza della norma». Se le scuole statali sono esentate perché svolgono un servizio pubblico, «lo devono essere anche le scuole cattoliche che operano non per fini di lucro e spesso per le fasce più disagiate», specifica il vescovo Michele Pennisi, segretario della commissione Cei per l’Educazione. Oggi la questione verrà affrontata come uno degli ultimi ostacoli allo sprint di Monti. Il mezzo tecnico per far chiarezza «lo decida l’esecutivo», afferma il capogruppo del Pdl in SenaI VESCOVI AL CONTRATTACCO

Continuano le pressioni dei vescovi per evitare che le scuole cattoliche siano costrette a pagare l’Imu

Passera “Il tesoretto va utilizzato per la crescita”
FRANCESCO SEMPRINI ROMA

Bagnasco chiama i leader La Cei: la musulmana Bosnia stipendia i docenti cattolici
to, Maurizio Gasparri: «Non cambia se ciò avviene per via amministrativa con una circolare oppure riscrivendo l’emendamento. Ci interessa la sostanza, non la forma». Da una parte il governo cerca di rassicurare le decine di sigle che hanno lanciato l’allarme sul «colpo di grazia» per le scuole paritarie e gli asili gestiti da religiosi. Ma dall’altra i vescovi fanno pressing e non abbassano la guardia sull’estensione dell’Imu. Nelle ultime ore direttamente il capo della Chiesa italiana, Angelo Bagnasco ha sentito al telefono alcuni leader cattolici della maggioranza che tiene in vita l’esecutivo. E’ in pericolo la spina dorsale della formazione cattolica in Italia. A rischio sono soprattutto le congregazioni religiose (come i salesiani) più impegnate a favore dei giovani e dei bisognosi. Bagnasco ha ribadito ai suoi interlocutori politici la necessità di un intervento tempestivo per scongiurare danni irreparabili ai servizi educativi e assistenziali. Dalle colonne del quotidiano della Cei, «Avvenire», il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo getta acqua sul fuoco: «Paga l’Imu chi

L’Imu alle scuole cattoliche scuote la maggioranza “Così non può passare”
Il governo precisa: paga solo chi ci guadagna. Ma è polemica
iscrive un utile a bilancio. Chi lucra, sull’attività che svolge. Se la retta alla scuola parificata serve a sostenere i costi di gestione non è attività commerciale. Stesso concetto per ospedali, associazioni, partiti, sindacati». Polillo garantisce che «il decreto attuativo, oltre a stabilire come si calcola la porzione di edificio da cui si “lucra”, terrà conto di questo principio». Ma le parole che hanno avuto un’eco maggiore nei Sacri Palazzi sono quelle pronunciate ieri a Sky dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera che ritiene «saggia, ragionevole e determinata» la decisione di tassare i beni con finalità commerciale della Chiesa. Adesso però, «nel rendere operativa la scelta non si deve penalizzare il vero no-profit». Significativamente, i tre schieramenti che sostengono l’esecutivo si attestano sulla linea del «far chiarezza». Un’unanimità da neo-Dc. Così, per esempio, Merlo (Pd), Casini (Udc) e Lupi (Pdl) dicono la stessa cosa: non si può colpire l’educazione scolastica e l’azione caritatevole e di sussidiarietà verso i poveri (mense Caritas, aiuti ai poveri). La Cei, per bocca di Pennisi, avverte che molte scuole paritarie cattoliche «sono a rischio chiusura». Non sono «un lusso» ma «un diritto di libertà» e sarebbe «un paradosso penalizzare le famiglie che lo esercitano, magari a costo di sacrifici». I vescovi sono «preoccupati» e denunciano «incertezza». Il problema, evidenzia la Conferenza episcopale, «è fare giustizia: non solo la Chiesa non rivendica privilegi, ma chiede che l’Italia si adegui agli standard europei perché in Europa c’è stata la scuola libera, in Italia purtroppo è soltanto di nome e non di fatto». I contributi ricevuti finora «non sono privilegi, sono legittimi, doverosi, insufficienti. Già tante scuole hanno dovuto chiudere». Poi, nella coda il veleno, un paragone che suona come un guanto di sfida. «In Bosnia-Erzegovina è lo Stato a pagare gli insegnanti e la bolletta energetica delle scuole cattoliche. Perché in un paese a maggioranza musulmana sì e in Italia no?». Al governo Monti, puntualizzano i vescovi, «diciamo: non vogliamo privilegi ma giustizia, vogliamo che si realizzi una vera parità scolastica non discriminando gli alunni delle scuole non statali. Sono come gli altri, non di serie B». Imu, cantiere aperto. Anche il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, a colloquio coi superiori degli ordini religiosi, si rivela «ancora fiducioso» in una correzione dell’emendamento in extremis. Tra i mediatori, Riccardi.

Non fare il passo più lungo della gamba. Da Città del Messico il messaggio è chiaro, in sintonia con quanto dichiarato a botta calda da Monti. Se le risorse non ci sono il taglio delle tasse non può essere avviato. «Un tesoretto ancora non c’è», sferza il vice ministro all’Economia Vittorio Grilli, parlando a margine del G20. E anche il Ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, rivendica come atto di «credibilità» quello di non fare annunci prima del tempo. L’ipotesi del fondo, alimentato dai profitti della lotta all’evasione, era in un primo tempo inserito nel decreto fiscale ma poi il governo ha deciso di rinviare tutto per non ipotecare risorse che debbono ancora arrivare. L’idea di creare un veicolo per rilanciare la crescita del Paese e aiutare le famiglie, a partire da quelle con basso reddito, comunque resta. «Un tesoretto deve essere creato con la riduzione dell’evasione, con la spending review, con le cessioni e le risorse servono per favorire la crescita e per risolvere i problemi dei redditi bassi troppo tassati - ha spiegato ieri Passera a Skytg24 -. Ci sono redditi bassi troppo tassati, mancano risorse per lo sviluppo e per la restituzione del debito pubblico, e gli aiuti alla famiglia. Insomma ci sono tante destinazioni possibili. Per noi il Tesoretto va destinato allo sviluppo e ai problemi sociali». «Credibilità – ha concluso Passera - è anche non fare annunci aperti, non definiti». Dunque meglio rimandare al futuro ogni discorso sul tesoretto.

R

4 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

U

REDDITI
I NODI DA SCIOGLIERE
Il metodo

Fornero
Il ministro del Welfare Elsa Fornero

Dalle pensioni abbiamo fatto molta strada, ora cerchiamo soluzioni condivise sul lavoro
Sui giovani

Serve l’apprendistato spingendo le aziende a investire proprio su di loro
A Marchionne

Sì alla modifica delle regole ma in cambio chiediamo investimenti
Elsa Fornero
ministro del Welfare

“Scardinare i meccanismi dei salari”
Fornero: troppo bassi, e costo del lavoro troppo alto. La flessibilità positiva farà salire le retribuzioni

Colloquio
MAURIZIO MOLINARI CORRISPONDENTE DA NEW YORK

bbiamo salari bassi e un costo del lavoro troppo alto»: così il ministro del Lavoro Elsa Fornero rieplica alla rilevazione di Eurostat secondo cui l’Italia ha gli stipendi più bassi d’Europa, durante un incontro con i corrispondenti a New York. Al 16 East della 76ª Strada Elsa Fornero arriva con puntualità anglosassone. L’appuntamento alle 9 nella residenza dell’ambasciatore all’Onu, Cesare Ragaglini, serve per discutere l’agenda del ministro del Lavoro che ha anche il portafoglio delle Pari Opportunità. Quest’ultima qualifica è il motivo per cui è giunta a New York, al fine di

A

c’è ma «alla fine se i sindacati non arretrano questo governo, che è tecnico, andrà avanti e a decidere sarà il Parlamento». Le linee guida che persegue sono assai chiare: una «flessibilità positiva» che «porti i salari a salire e non a scendere»; la revisione degli ammortizzatori sociali «senza stravolgimenti» e «non da realizzare adesso in un periodo di crisi economica» ma da concordare affinché possa entrare in vigore «più in là nel tempo, fra 3 o 5 anni»; la fine di pratiche come le «dimissioni in bianco» imposte da molte aziende alle dipendenti donne; la necessità di «scardinare gli stipendi troppo bassi». E’ proprio mentre sta ragionando sulla necessità di «impedire che la flessibilità del lavoro consenta alle aziende di pagare sempre meno i dipendenti» che da iPhone e Blackberry attorno al tavolo del breakfast arriva la notizia dei dati dell’Eurostat secondo cui un lavoratore dipendente guadagna in media in Italia la metà rispetto alla Germania. «In Italia

abbiamo salari bassi e un costo del ca senza levate di scudi» quando enlavoro comparativamente elevato - trerà nell’agenda. Alle obiezioni che commenta il ministro - bisogna scar- le giungono proprio dai sindacati suldinare questa situazione soprattut- l’intoccabilità del welfare risponde to aumentando la produttività». L’in- passando dalla Storia all’economia: tenzione del governo è di «scardina- «Il vero welfare era quello di Santi re questa situazione» puntando su sociali come a Torino sono stati Cotnuove norme «cotolengo e Don Bome quella dei conSULL’ARTICOLO 18 sco ma poi il welfatratti a termine che è «Sono fiduciosa re un stato vittima costeranno di più aldi gigantismo a bisogna affrontarlo cui il debito ha dale imprese» e la cresenza levate di scudi» to il colpo di graazione di un «apprendistato» che fazia, era un sogno ciliti l’accesso al IL VERO WELFARE ed ora dobbiamo mercato del lavoro «Era quello di Cottolengo fare i conti con la da parte dei giovani realtà» prendene don Bosco. Poi do atto ad esem«spingendo le azienil gigantismo l’ha ucciso» pio che «la cassade ad investire su di loro». Quello che deintegrazione coscrive è un mosaico di iniziative tese me l’abbiamo conosciuta spinge a snellire il rapporto fra aziende e di- troppi a non tornare sul mercato del pendenti affinché sia il pil nazionale lavoro» mentre «gli assegni di disoca giovarsene. Da qui il riferimento al- cupazione» puntano a creare il mecl’articolo 18 come un tema sul quale canismo opposto. si dice «fiduciosa» chiedendo ai sinE’ in tale cornice che la conversadacati di affrontarlo «in maniera lai- zione arriva a Sergio Marchionne

per la scelta di Fiat di uscire da Confindustria adottando un nuovo tipo di contratti. «Marchionne ha anticipato i tempi con i suoi modelli salariali» osserva il ministro, facendo capire di non essere contraria a priori ma di voler chiedere in cambio «investimenti». «Cambio di regole in cambio di investimenti», sottolinea a più riprese Fornero, spiegando che da un lato «se non cambiamo le regole i nostri imprenditori se ne vanno in Croazia o in Serbia» ma dall’altro «gli stessi imprenditori devono impegnarsi di più nel nostro Paese». Ma cosa intende esattamente per «investimenti»? «Money, money» risponde il ministro spiegando che i soldi devono arrivare da «piano industriale per tecnologie avanzate per accrescere il capitale umano». Di questo parlerà con Marchionne «appena ci incontreremo visto che il precedente appuntamento è stato rinviato» nella consapevolezza che «abbiamo nel cuore l’industria e in particolare l’industria automobilistica è la nostra Storia».

LA CONCERTAZIONE

«Resta strada maestra però deve basarsi su un dialogo vero»
MA PER LA RIFORMA

«Il governo deve guardare a tutta l’Italia, non solo alle parti sociali»
sostenere la campagna italiana per far approvare dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili, ma la decisione di accorciare il viaggio per essere a Roma mercoledì mattina si spiega con l’impellenza di un negoziato sulla riforma di cui discuterà con il presidente del Consiglio Mario Monti prima del nuovo incontro con le parti sociali. «Dalla riforma delle pensioni abbiamo fatto molta strada - esordisce - ed ora cerchiamo una soluzione condivisa sulla riforma del lavoro». La «concertazione» resta la via maestra ma deve basarsi su «un dialogo vero» con i sindacati anche perché «il governo deve guardare a tutta l’Italia e non solo alle parti sociali». Ciò significa che la disponibilità al confronto aperto

Dal G20 tremila miliardi contro crisi e disoccupazione
Draghi: «In molti Paesi della Ue è più tutelato il posto di lavoro del lavoratore»
TONIA MASTROBUONI

L’Europa non deve essere un bello spettacolo, vista dall’altro lato dell’Atlantico. La Grecia è in fiamme, persistono pericoli di contagio su altri Paesi, eppure si discute ancora se ampliare il fondo salva-Stati europeo oltre gli insufficienti 500 miliardi di euro. Uno spiraglio è arrivato ieri dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che ha lasciato intendere a margine del G20 in Messico che l’Esm potrebbe essere aumentato, con la fusione con il salva-Stati permanente Efsf, a circa 750 miliardi di euro.

Ilministro delleFinanze tedescoSchaeuble

Ma la questione verrà affrontata al vertice dei Capi di Stato e di Governo europei a Bruxelles da giovedì prossimo ed è in stallo da mesi. E all’indomani del secondo piano di aiuti da 130 miliardi alla Grecia, alcuni membri del governo Merkel continuano a far sapere alla stampa - e ai mercati - di avere una scarsa fiducia nella possibilità che Atene si salvi. Questo triste spettacolo aveva spinto

alcuni partecipanti al G20 finanziario a Città del Messico, secondo indiscrezioni, a premere perché venisse inserita nel documento finale, la richiesta di maggiore solidarietà all’interno del Vecchio continente, insomma una maggiore disponibilità a rispondere alle esigenze dei partner in crisi. Solo così il resto del mondo sarà più disponibile a mettere maggiori risorse nel Fmi per aiutare l’Europa. E un rumors rilanciato da Reuters parla addirittura di un piano di aiuti da 3.000 miliardi di dollari che sarebbe in preparazione nel consesso del G20, da presentare entro aprile per combattere la disoccupazione e stimolare lo sviluppo anche perché, si legge nel comunicato finale, «nelle economie più avanzate la crescita è ancora debole». E il presidente della Bce, Mario Draghi, ha aggiunto che «in molti Paesi Ue è più tutelato il lavoro dei lavoratori». Bisogna ricordare che il Fondo monetario internazionale si è impegnato già,

attraverso la sua direttrice francese, Christine Lagarde, a trovare 1.000 miliardi di dollari in due anni (circa 600 miliardi aggiuntivi) per far fronte ai bisogni dei Paesi in difficoltà, con l’occhio rivolto in primo luogo alla crisi europea e sfidando i malumori dei Paesi emergenti. Peraltro, per il secondo pacchetto greco l’Fmi non contribuirà più con un terzo della somma (come per il primo pacchetto da 110 miliardi di euro nel 2010) ma comunque con un decimo (circa 13 miliardi di euro), probabilmente. La decisione sarà presa nella seconda settimana di marzo. Assistere però ad un’Europa litigiosa e poco solidale, ma soprattutto, poco convinta di poter ottenere risultati credibili dando nuovi aiuti alla Grecia, non è il modo migliore per sfilare miliardi di euro dalle casse di brasiliani, indiani o sudafricani. Nel frattempo un altro ministro tedesco, dopo quello dell’Interno, il responsabile dell’Economia Roesler, potrebbe aggiungersi alla lista dei politici in vena di demolire gli effetti del piano salva Grecia appena approvato a Bruxelles. Un segnale che il governo Merkel si sta spaccando. Seguendo evidentemente la pancia del Paese: il 62% dei tedeschi, secondo un sondaggio pubblicato dal tabloid Bild, non crede che Atene possa essere salvata.

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Primo Piano 5

Stipendi, Italia ko Guadagniamo la metà dei tedeschi
I dati europei sui redditi lordi, peggio di noi solo Malta, Portogallo, Slovenia e Slovacchia
MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

I confronti
I dati (fonte Eurostat) qui riportati si riferiscono a un lavoratore di un’azienda di almeno dieci dipendenti. Nel settore dell’industria, delle costruzioni, nei servizi e nel commercio

23.406
In Italia, nel 2009, lo stipendio medio annuo lordo è stato di 23.406 euro

Salario basso, dinamica lenta. Un italiano che lavora nell’industria o nei servizi guadagna poco meno della metà di quanto prende uno che fa lo stesso lavoro nei Paesi Bassi o in Germania. In media, secondo i dati comparati del 2009, da noi si mettono in tasca a fine anno 23.406 euro, contro i 44.412 olandesi e i 41.100 tedeschi. Certo, nelle due locomotive continentali la vita costa più cara, però la differenza è significativa, così sono numeri che fanno riflettere. Come quelli che caratterizzano Paesi economicamente meno forti del nostro, come Spagna o Grecia, dove l’assegno per un operaio o un tecnico appare più alto, rispettivamente 28 e 31 mila euro. La morale è che nell’Eurozona, ovvero nel club dei Paesi che hanno adottato la moneta unica, le paghe italiane dei comparti più strategici sono al dodicesimo posto su diciassette. «Una ragione è nella competitività stagnante - spiega

una fonte europea -. La crescita della produttiva oraria in Italia è rimasta ferma dal 2000 al 2010 con evidenti riflessi sulla formazione del reddito». Questo non è successo per gli spagnoli e, sino al crac del 2009, non era il caso nemmeno per i greci. Si osserva che entrambi i Paesi hanno poi frenato più significativamente del nostro, mettendo in mostra squilibri di fondo ancora più gravi. Ma il dato, per la sua valenza relativa, resta comunque sul tavolo. Le cifre sono contenute nel rapporto annuale sul lavoro che Eurostat, l’istituto di statistiche Ue, ha pubblicato in autunno e l’Ansa ha rilanciato ieri. Il volume non sottolinea solo il ridotto valore relativo del salario italiano, ma attira l’attenzione anche sulla variazione più contenuta rispetto alle economie più pesanti. Dal 2005 al 2009 le retribuzioni industria/servizi sono cresciute del 3,3%, un quinto rispetto all’Olanda, un terzo sulla Francia (10), circa la metà della

Germania (6,2). Molto meno dell’inflazione che nel 2008-9 ha provocato un aumento dei prezzi 3,6 punti, mentre l’economia ne perdeva 6,3. Gli altri grandi hanno fatto meglio. Di nuovo, spiegano a Bruxelles, «per merito di una maggiore produttività». Il dato va preso con le molle. Nello stesso quinquennio, in Spagna i salari sono aumentati del 29,4%, in Portogallo del 22, e si è visto che fine hanno fatto. Per la Grecia manca il dato 2005, altro presagio statistico inquietante, visto che sui numeri inesatti forniti a Eurostat a proposito del deficit si è costruita la crisi drammatica che ancora attanaglia Atene. Detto questo, il documento regala nel complesso il quadro di un’Europa ancora lontana dall’essere composta di Paesi che s’assomigliano. Nei Baltici il reddito annuo è inferiore ai 9 mila euro, in Polonia supera appena i 10 mila, in Bulgaria siamo a 4500, il doppio rispetto a prima dell’ingresso nell’Ue. Negli ultimi

41.000
La Germania è ben oltre il dato italiano, con 41.000 euro di stipendio medio annuo

56.044
La Danimarca, con 56.044 euro lordi di stipendio annuo è su un altro pianeta

Lavoratori all’opera in un’industria italiana

11.064
Secondo la prima proiezione, la Grecia quest’anno arriverebbe a una media di 11.064 euro

due anni la situazione dovrebbe comunque essere cambiata. I numeri sono così, bisogna esaminarli con cautela. Vale per quello sul differenziale salariale fra uomini e donne italiani, appena il 5%, parecchio sotto la media europea. Un

successo? Non proprio. E’ il bassissimo tasso di occupazione "rosa" a contenere lo spread. Succede lo stesso in Polonia, Portogallo, Bulgaria e Malta. Tutti sistemi in cui le signore e signorine che restano a casa sono la maggioranza.

LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 6

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La mappa

7
Bolzano

g g Inchiesta
Oggi prende il via un’inchiesta nel mondo del lavoro: i buchi neri, le crisi, i segnali di ripresa. Paolo Baroni illustra lo stato dell’emergenza lavoro nel Paese. Le due pagine che seguono sono dedicate ai «buchi neri»: Crotone e Iglesias.
PAOLO BARONI
ROMA

Anno 2010

2,7
Bergamo

TASSO DI DISOCCUPAZIONE ITALIA

3,7
Cuneo

8,4
Da 0 a 6 Da 6,1 a 8,4 Da 8,5 a 10 Da 10,01 a 15

3,4
Piacenza

C’

è la Natuzzi che a Santeramo manda in cassa 1300 operai, poi ci sono mille possibili esuberi alla Sirti, altri 183 alla Sixty (abbigliamento), la Ritel di Rieti che rischia il fallimento, lo Zuccherificio Molise sull’orlo della chiusura, e ancora 250 posti in bilico alla Arcese (trasporti), 300 alla Invatec di Roncadelle (biomedicale), la Raggio di Sole (mangimi animali) che lascia la Basilicata, e c’è pure la Coop che in cassa ne ha 170 a rotazione, perché non si vendono più libri. Il «bollettino della crisi» degli ultimi sette giorni segnala un’altra dozzina di casi in giro per l’Italia e poche buone notizie, come la Sigma Tau di Pomezia che trova l’intesa per salvare 400 posti e l’Omsa di Faenza che ritira le procedure di mobilità e concede altri sei mesi di cassa in deroga a 239 operaie. Magra consolazione.
AZIENDE IN DIFFICOLTÀ

2,9

Da 15,01 a 30 Dato non presente

Il lavoro in Italia

Parma

4,0

Ogliastra

17,1
CarboniaIglesias Palermo Lecce

19,1

18,7

17,7

Agrigento

19,2
Fonte: Elaborazioni - La Stampa su dati Istat
Centimetri - LA STAMPA

Mille esuberi alla Sirti 183 alla Sixty e 1300 operai cassintegrati alla Natuzzi
Con la disoccupazione «ufficiale» che a fine anno sfiorava il 9%, il lavoro in Italia resta una vera emergenza. Già oggi, infatti, secondo i calcoli della Cgil, quella «reale» viaggia attorno all’11,4%. Quella giovanile calcolata dalla Cgia di Mestre arriva addirittura al 38%, e in Campania addirittura al 51. Sommando ai disoccupati ufficiali, che a fine anno erano 2 milioni e 243 mila, gli sfiduciati e cassintegrati a zero ore si arriva infatti a quota 3 milioni. E nei prossimi mesi, dato che il Paese ha imboccato ufficialmente il tunnel della recessione, la situazione è destinata ad aggravarsi. «L'economia italiana non riparte», avvisa il Centro studi di Confindustria nell’ultimo bollettino. La contrazione dell’attività «rimane marcata» ed è prevedibile «un’accentuazione della caduta del Pil nel primo trimestre, complice il maltempo». Se, come prevedono le stime (che vanno dal -1,3% della Ue, al -1,5/-1,6 di Bankitalia e Confindustria sino al disastroso -2,2% del Fondo monetario), il 2012 sarà davvero tanto brutto, sarà soprattutto il lavoro a farne le spese. E inevitabilmente, sostiene il Csc, «il deterioramento del mercato del lavoro proseguirà». Ora, se è vero che a gennaio il ricorso alla cassaintegrazione ordinaria è sceso (235mila unità, contro un picco di 447mila a inizio 2010), è anche vero che ora non c’è più reintegro. La cassa

La Penisola del lavoro che non c’è
Viaggio nell’Italia della disoccupazione “reale” sopra l’11%
Le province con il più alto aumento di cassa integrazione
Dati in ore di CIG relativi al periodo dicembre 2011 - gennaio 2012

596,1 461,3 218,3
Crotone Imperia Verbania

190,1 186,3 156,9 141,9 114,9
Trieste Aosta R.Emilia Terni Varese

Le province con la più alta diminuzione di cassa integrazione
Dati in ore di CIG relativi al periodo dicembre 2011 - gennaio 2012 Messina Pistoia Livorno Isernia Oristano Lodi Arezzo Lecce

-100

-100

-93,5

-91,5

-89,5

-88

-80,6

-80,3

Centimetri - LA STAMPA

scende perché quando finiscono le ore a disposizione non si rientra in fabbrica ma si perde il posto. Si va in mobilità. «Siamo in piena emergenza», annunciava nei giorni scorsi il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. La mappa del cosiddetto «tiraggio» degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, cig speciale e cassa in deroga) a gennaio ci mostra una situazione a macchia di leopardo. Lo scorso mese le ore autorizzate di «cig» sono state circa 55 milioni (-26,7% rispetto a dicembre 2011), ed hanno coinvolto oltre 320 mila lavoratori. Secondo l’analisi della Uil la flessione ha interessato tutte e tre le gestioni: la «straordinaria» è diminuita del 34,7%, quella in deroga del 33% e l’ordinaria del 9,5%. Dal confronto con lo stesso mese del 2011, le ore

autorizzate sono complessivamente diminuite dell’8,5%, con la cassa in deroga scesa del 26,3% e la straordinaria del 9,9%. Viceversa la cassa ordinaria è salita dell’11,1%. In sei regioni le ore autorizzate sono cresciute, con un picco del 186% in Valle D’Aosta. In valori assoluti, la regione con il più alto numero di ore richieste è invece la Lombardia (13,5 milioni, +4,5%). A livello provinciale il record spetta a Crotone (+596,1%), seguono Imperia (+461), Verbania (+218) Trieste (+190), Aosta (+186) e Reggio Emilia (+156%). Mentre in valori assoluti è Torino a segnare il record: 3,8 milioni di ore. Nel confronto col gennaio 2011 sono 38 le province che hanno visto aumentare le ore di cig, con una punta del 2.898% in più a Caltanissetta. La cassa in deroga lo scorso mese interessava 78 mila lavoratori per un totale di circa 13,2 milioni di ore, 2,6 milioni solo in Veneto. Rispetto a dicembre è aumentata in ben 27 province, toccando il record a Vicenza: 827 mila ore. L’industria il comparto col più alto numero di ore (41 milioni), seguito da commercio (5,2 milioni), edilizia (4,8) e artigianato (4). E questo è davvero l'ultimo stadio delle crisi: finita la cassa in deroga c’è la mobilità. Il capolinea. Solo in Lombardia, segnala la Cgil, tra gennaio e febbraio l’Osservatorio regionale del lavoro ha registrato «un preoccupante aumento del 22%» dei licenziamenti. E così altri 14mila posti sono andati in fumo.

R

8 Primo Piano

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

g g Inchiesta/Le emergenze
Gli scoraggiati che aumentano

Il lavoro in Italia
L’area ex Montedison a Crotone Un tempo «isola felice» della Calabria, nei decenni scorsi la città si è progressivamente «desertificata»: l’industria non c’è più e l’unico lavoro regolare lo garantisce il settore pubblico Le fabbriche hanno lasciato immense aree da smantellare Centinaia di ettari intrisi di veleni tra il mare e l’area archeologica aspettano da vent’anni di essere bonificati

Crotone, buco nero del lavoro in Italia. Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Hume per La Stampa (vedi grafico in basso), la provincia calabrese è il caso più emblematico del deserto occupazionale. Gli occupati sono circa un terzo della popolazione attiva e nel quadriennio della crisi più acuta, tra il 2008 e il 2011, sono ulteriormente diminuiti. Il tasso di disoccupazione non aumenta, perché sono sempre di più gli scoraggiati che escono dal

mercato del lavoro. Le (poche) industrie sono andate via da un pezzo. E l’unica alternativa alla disoccupazione sono il ricorso truffaldino ai sussidi per i lavoratori dell’agricoltura, come racconta Raphaël Zanotti nel suo reportage: costituiscono una categoria a sé, li chiamano i «centocinquantunisti». Oppure i posti alla Asl, alla Provincia o al Comune che diventano veri e propri «ammortizzatori sociali», prima da precari poi stabilizzati.

I buchi neri de
A Crotone, l’industria se n’è andata da un pezzo La salvezza sono l’Asl, il lavoro nero. O le truffe
2009 e il 2010 e quella straordinaria La busta paga? Cos’è? del 25,7%). Agli imprenditori sono su- Quando il mercato del lavoro è tanto debentrati i politici che non offrono lavo- presso, anche i dati lasciano il tempo ro, lo concedono. Con tutto quello che che trovano. Tra il 2008 e il 2010 la popone consegue. lazione è aumentata, il numero degli ocGiancarlo Siciliano ha 43 anni. La cupati è diminuito dello 0,3% ma è calasua vita lavorativa è più breve di quel- to anche quello dei disoccupati (-4,3%). la da “ammortizzato”: «Ho lavorato Un paradosso? No, semplicemente qui alla Pertusola per 10 anni e da 12 sono nessuno crede più di poter ottenere un cassintegrato - raclavoro attraverso i conta - Ho una moCENTRO PER IMMIGRATI normali canali. glie disoccupata e Giovanni Foti, 29 Zittite le proteste dei vicini anni: «Lavoro da tre figli. Con la cas«Fermi, con l’accoglienza quando ho sedici ansa mi entrano 375 ci campano 500 famiglie» ni e ho fatto mille euro al mese. Come faccio a campamestieri, ma non ho re? Con il lavoro in nero, quando c’è, mai avuto un contratto regolare. Non non mi vergogno a dirlo. E con i corsi so com’è fatta una busta paga». di formazione». Siciliano ne ha seguiti moltissimi: da elettricista, da giardi- Statistiche falsate niere, per la 626. Non servono a riqua- Bisogna vivere a Crotone per saper lificare, lo sanno tutti, nessuno gli of- leggere questi indicatori impazziti, frirà mai un lavoro in quei settori. Ma per capire cosa si muove dietro le cialmeno si arrotonda, sono altri tre- fre. A gennaio 2012, ai centri per l’imcento euro in più. piego di Crotone e Cirò Marina, risultavano iscritte 32.025 persone. Ma a ben guardare c’è un’anomalia: la cifra Centimetri-LA STAMPA schizza di mille unità rispetto ai sei mesi precedenti. Succede tutti gli anOCCUPAZIONE ni. Qui li chiamano i «centocinquantu30,2 51.000 nisti». Sono lavoratori stagionali del29,8 l’agricoltura. Lavorano 151 giorni, il 49.000 152˚ vengono licenziati e riassunti sei Tasso di mesi dopo. «Lo fanno per prendere la 47.000 occupazione disoccupazione all’80% per i successivi sei mesi - spiega Pino De Tursi, se45.000 46.560 43.438 gretario provinciale della Cisl - Pur43.000 troppo anche questo viene considerato un “ammortizzatore sociale”. E di41.000 re avremmo enormi potenzialità: il recupero dell’area archeologica, il por39.000 to commerciale da 2000 posti. Progetti mai partiti. A volte ho l’impressione 37.000 che a qualcuno giovi lasciarci in questo stato: una popolazione senza lavo35.000 ro è più ricattabile. Da tutti». 2008 2010
-0 ,3 %

Reportage/1 - Crotone

Imprese a chiusura lampo Resta solo il posto pubblico
la Montedison, altri mille operai, impegnati nella produzione di fertilizzanti e detersivi. Della Cellulosa, industria più grande centinaia di chimici impiegati in sedel Crotonese è l’Asl: milavorati della carta. Senza conta1586 dipendenti. Se- re l’indotto, l’istituto Donegani, le gue l’amministrazione scuole di formazione per tecnici. provinciale: 390. E poi Cinquantamila posti di lavoro, soldi, ancora i Comuni, gli enti, gli uffici ricchezza, libertà. Poi, è arrivato il periferici dello Stato. In totale 3388 declino. Dagli Anni Novanta, tutto è dipendenti pubblici, uno ogni 50 abi- sparito. Ha chiuso Pertusola, ha tanti. Assistenzialismo? Qui lo chia- chiuso Montedison (nel frattempo mano «ammortizzatore sociale». E Enimont), Cellulosa messa in ginoclo è, visto che i disoccupati sono me- chio da progetti fallimentari. Gli openo del doppio (6444) e c’è il tasso di rai rimasti hanno occupato le fabbrioccupazione più che, incendiato i basso d’Italia LE TRUFFE SUI FONDI macchinari. Le ulti(29,8% nel 2010). «Non esistono impreditori me fiammate. Da Un posto dove allora l’industria solo “prenditori”. Prendono crotonese è azzerapersino il centro di prima acco- i finanziamenti e spariscono» ta. Sono rimasti soglienza per immilo i veleni: un’enorgrati viene protetto gelosamente. me area nel centro della città, attacQuando i residenti accanto hanno cata al mare e all’area archeologica cominciato a lamentarsi dei piccoli dell’antica Kroton. Centinaia di ettafurti che subivano, è arrivata la tele- ri di terreno intriso di metalli e sofonata: «Calmi, ragazzi, che qui sen- stanze chimiche. Da vent’anni si nò saltano le 500 famiglie che ci aspetta la bonifica. Non è mai arrivacampano». ta. Al suo posto, sono invece arrivati i truffatori della 488 e gli ammortizzatori sociali. Un passato glorioso E dire che un tempo, questa, era la Milano del Sud. Gli anni ‘60 e ‘70, I corsari della finanza l’epoca della Pertusola, una delle «Dalla Magna Grecia abbiamo eredifabbriche più fiorenti del Meridio- tato solo le tragedie. E noi ne abbiamo ne, 1300 operai e leghe pure di zin- avute due: la chiusura delle fabbriche co esportate in tutto il mondo. Del- e la 488» dice Raffaele Scavelli, 38 anINVIATO A CROTONE

RAPHAËL ZANOTTI

L’

ni, da quattro in cassintegrazione. Lui ha lavorato per la Gres 2000, la fabbrica di piastrelle che doveva garantire 250 posti di lavoro. La fabbrica è arrivata, è nata e, finiti i finanziamenti europei, ha chiuso. È successo così per decine di fabbriche. «Il lavoro se lo sono mangiato - dice Salvatore Federico, segretario della Fim - Noi non abbiamo mai avuto imprenditori, ma solo prenditori».
Vite ai margini

Gli stipendi, via via, sono stati sostituiti da ammortizzatori sociali (la cassa ordinaria è cresciuta del 155% tra il

Crotone
DISOCCUPAZIONE
12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0

13,4

12,9

Tasso di disoccupazione

6.735

6.444
-4 ,3 %

2008

2010

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Primo Piano 9

La disoccupazione che esplode
Uno dei momenti delle proteste dei dipendenti dell’Alcoa di Portovesme. Nel maggio prossimo, la multinazionale chiuderà lo stabilimento sardo

Suicidi per la crisi Un elettricista e un imprenditore
I

La crisi economica continua a mietere vittime. In Liguria un elettricista di Sanremo, 47 anni, si è suicidato sparandosi al capo con una pistola. Alessandro F. qualche settimana fa era stato licenziato ed era caduto in depressione. In Toscana a compiere il gesto estremo è stato un imprenditore di 63 anni, residente in un comune vicino a Firenze: si è impiccato all’interno del capannone della sua azienda. Pare che i motivi siano economici e finanziari: l’uomo vi avrebbe fatto riferimento in un biglietto trovato vicino al suo corpo. Soltanto pochi giorni fa un imprenditore fortemente indebitato di Paternò (Sicilia) ha posto fine alle sue angosce impiccandosi in un edificio della sua ditta.

ll’occupazione
Nel Sulcis c’erano le miniere, poi le industrie. Ora la crisi ha spazzato via anche quelle

La Provincia di Carbonia Iglesias, dove la disoccupazione dal 2008 al 2010 è raddoppiata dal 10 al 19,1% (salita al 20% nel 2011), è il paradigma di una transizione italiana, iniziata negli anni ‘90, rimasta incompleta, racconta Marco Alfieri. La fine dell’economia pubblica e delle attività estrattive (negli anni ‘60 nelle miniere del Sulcis lavoravano 30mila persone), le grandi imprese spesso incapaci di gemmare Pmi innovative, il

capitalismo di rapina di quei privati che s’intascano contributi pubblici e scappano, lo sbarco delle multinazionali abituate ad investire dove gli conviene, e i deficit di politica industriale che spingono gli stranieri ad andarsene (dopo Rockwool, Alcoa chiuderà a Portovesme mentre Eurallumina è ferma dal 2009). Risultato: 32mila disoccupati su 130mila abitanti e i 5mila addetti del polo metallurgico a rischio lavoro nel 2012.

Reportage/2 - Sulcis Iglesiente

Niente politica industriale Le fabbriche se ne vanno
ciale della Cisl.In questo scorcio di Sardegna ruvida e ventosa sta chiudendo quel che resta dell’industrializzazione avanti al cancello di forzata che fu. Eurallumina, controllaEurallumina è rimasto ta dal colosso Rusal, è ferma da aprile uno striscione strappato 2009 per gli alti costi dell’energia e un del sindacato. Il piazzale surplus di produzione. «La proprietà è vuoto, le torrette man- ha appena allungato la cassa fino a digiate dalla ruggine. Fino a 3 anni fa, cembre», conferma l’operaio Enrico Atquando i russi hanno fermato gli im- zei, delegato Femca Cisl. «Continuare pianti lasciando in cassa integrazione in questo limbo è snervante. Non si può 330 dipendenti, era un via vai di auto, accendere un mutuo, non ci si può spobiciclette e camion. sare. Oltre la fabbrica non c’è futuro, A Portovesme gli enormi gusci del solo il mare...». La Ex Ila, 200 addetti, polo metallurgico li vedi scorrere a faceva laminati di alluminio. E’ chiusa bordo mare come da 4 anni e solo ora stazioni di una via SCANDALO ASSEGNI POVERTÀ ci sarebbe un acquicrucis. Poco pridanese Il sindaco di Portoscuso rente. La lana di ma di EurallumiRockwool, arrestato: prometteva roccia, ha delocalizna, divise da una sussidi in cambio di sesso zato in Croazia lastradina, ci sono la centrale Enel e sciando in mobilità l’Alcoa. Sui silos verdi deserti si vede 60 addetti più 100 nell’indotto. «Scarsa ancora la scritta Alumix, fasti e mise- logistica e alti costi dell’energia», riperie delle Partecipazioni statali. «Se tono come un disco rotto. Basta un dachiudiamo noi è il deserto industria- to per fotografare lo spettro deindule», prevede Franco Bardi, decano de- strializzazione che avanza: nel 2010 nel gli operai, oggi segretario provinciale Sulcis gli acquisti di beni d’impresa sodella Fiom. Bardi lo sa bene: a maggio no crollati del 72% contro il 21% della il colosso americano dell’acciaio mol- media nazionale. lerà l’isola lasciando a casa 500 dipenIn questo scenario la fuga di Alcoa denti, 900 con il primo indotto. Sarà spezzerebbe il cerchio: per anni Eurall’ennesimo cratere a Carbonia Igle- lumina ha venduto agli americani per il sias, la provincia più povera d’Italia: loro ciclo produttivo, alimentato grazie «130mila abitanti e 32mila disoccupa- all’energia fornitagli da Enel. Se s’interti. Più altri 3.500 in mobilità e cassa», rompe il ciclo integrato, cosa accadrebcalcola Fabio Enne, segretario provin- be ai 5mila occupati del polo industriale
INVIATO A IGLESIAS

MARCO ALFIERI

D

servizi sociali e a sussidi povertà. Non biamo visto troppi falsi imprenditori basta. Nei market cresce il numero di non rispettare gli impegni. Siamo stati chi mangia di nascosto tra le corsie: bi- traditi». Su 50 iniziative incentivate scotti, tonno, yogurt. Il fast food della (fabbriche di cd, carte magnetiche, bicidisperazione. Nel 2011 da Iglesias, dove clette, laminati), si è visto quasi nulla. la disoccupazione under 30 è al 50%, so- «Ognuno di noi portava in dote 50 mino scappati 250 giovani: camerieri in lioni di lire: ci hanno assunto, e pochi Trentino e Costa Smeralda... Bisogna mesi dopo sono scappati con i soldi…». tornare alle miniere per capire lo sface- Nel frattempo il polo di Portovesme, nae delle Pmi che operano su commessa? lo di oggi. Le montato come sbocco induE alle attività commerciali? Il quadro gne bucate sulla LA MULTINAZIONALE ALCOA striale dell’attività sociale tiene a fatica. L’altro giorno i strada da Iglesias a viene priMinaccia di andarsene estrattiva,In Sarde«disoccupati inkazzati» hanno invaso Carbonia sono le civatizzato. a maggio, lasciando gna arrivano le mulla pista dell’aeroporto di Elmas. I pa- catrici della vecchia a casa 500 dipendenti tinazionali. Ma è un droncini bloccano le strade. «Dal 2007 corsa all’oro. Dalle sono fallite 2.700 partite Iva e la colpa è miniere di San Giofuoco fatuo. Alcoa è del fermo dei grandi gruppi», si lamen- vanni, Campo Pisano, Monteponi e Ma- rimasta finchè il governo ha garantito ta Ivan Garau, leader artigiani e com- sua a picco sul mare sono uscite storie un prezzo dell’energia calmierato. Oggi mercianti del Sulcis. «Senza le indu- epiche di lavoro, dignità e fatica. Nel ‘93 che l’Ue ha sanzionato Roma tagliano strie si aprono scenari greci», ammette l’attività viene chiusa. «Lo stato e la Re- la corda nonostante in 15 anni abbiano Enne. A fine gennaio, il sindaco di Por- gione varano un accordo di program- risparmiato quasi 2 miliardi di euro. toscuso, Adriano Puddu, è stato arre- ma per riconvertire l’area», ricorda An- «L’industria pesante energivora benefistato con l’accusa di corruzione e con- gelo Caria, ex minatore e sindacalista. cia di tariffe agevolate in tutto il moncussione sessuale. Avrebbe chiesto rap- «Ero favorevole all’uscita dello Stato do, va a produrre dove gli conviene. Per porti a donne in cambio dell’accesso ai dalla siderurgia, però in questi anni ab- questo ci vuole l’intervento negoziale della politica», ragiona Salvatore Cherchi, ex parlamentare Ds, oggi presidenFonte: elaborazione LA STAMPA su dati Istat Carbonia-Iglesias te della provincia. Se chiudi la filiera dell’alluminio in DISOCCUPAZIONE OCCUPAZIONE Sardegna, i trasformatori del Nord Ita19,1 40,5 12.000 Tasso di 51.000 lia dipenderanno totalmente dalla Cidisoccupazione na. «L’Italia manifatturiera vuol resta33,8 49.000 re nelle produzioni di base: chimica, ac10.000 9.220 ciaio, carta, vetro e alluminio?», questa 46.848
47.000 45.000 43.000 41.000 39.000 2.000 0 37.000 35.000
-1 +7 6,

10,0 5.205

6.000 4.000

4%

8.000

7,

Tasso di occupazione

39.168

2008

2010

2008

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è la domanda di politica industriale che soffia dal Sulcis. «Se sì il governo intervenga per rilanciare la filiera metallurgica, trovando soluzioni strutturali nell’accesso all’energia come avviene in Francia e Germania». «Gli svizzeri di Glencore sono interessati a rilevare lo stabilimento Alcoa, ma la politica deve garantire competitività sui fattori di costo», si sgola Bardi. «Altrimenti a maggio gli americani spengono gli impianti, e sarà il disastro…».

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

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PARLAMENTO
OLTRE IL PROFESSORE

Giustizia, la riforma può attendere
Al di là delle chiacchiere del dopo Mills c’è un accordo per rinviare quella penale almeno al 2013
FRANCESCO GRIGNETTI ROMA

Il caso Mills è ormai alle spalle e già si ragiona sul dopo. A caldo, tanti nel centrodestra si augurano di mettere mano finalmente a riforme in tema di giustizia. Ma chi ha il polso dei lavori parlamentari sa bene che manca appena un anno alla fine della legislatura e che non ci sono le condizioni politiche, né il tempo, per grandi riforme. E poi c’è un accordo di fondo tra le forze politiche della maggioranza trasversale dietro Monti a lasciar da parte la giustizia penale che è tema troppo esplosivo per la tenuta della tregua. Addio riforme epocali come promesso da Berlusconi, dunque. Niente separazione delle carriere o sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, o anche riforma del processo penale (come da ddl Alfano di due anni fa). La stretta alle intercettazioni finisce negli archivi. E lo stesso dicasi per i contraddittori progetti di Processo Breve e Processo Lungo, portati avanti a giorni alterni, a seconda delle convenienze processuali del Capo. Il governo dei «tecnici» e la sua strana maggioranza procederanno invece al piccolo trotto. Nel civile, si concentreranno sulla mediaconciliazione che non decolla. C’è poi da ri-

BOSSI SUL PROCESSO MILLS

«Silvio abile, anche i giudici vivono il momento politico»
I

Con un giorno di ritardo Umberto Bossi commenta la sentenza del processo Mills che ha visto la prescrizione per Berlusconi. «I giudici non sono ciechi e sordi, - ha detto Bossi - vivono anche loro il momento politico. Berlusconi è stato abile, pensavo che fosse condannato, invece i suoi voti sono determinanti per il governo. Magari non aveva commesso niente, come sosteneva lui, però vista da fuori è una brutta impressione».

Il ministro della Giustizia Paola Severino

l’ipoteca della leggina ad personam. Così, quando Pier Ferdinando Casini parla di rimettere mano alla giustizia, in verità pone le basi per il lavoro della prossima legislatura. «Basta - dice Casini - con le polemiche tra Guelfi e Ghibellini. Il caso Mills è l'ultima pagina di una stagione irrimediabilmente finita. Si rassegnino tutti, anche i vedovi di Berlusconi che stanno a destra, ma in molti anche a sinistra». Discorso platealmente rivolto a un futuro de-berlusconizzato e semmai monti-centrico. Il cervello giuridico di Casini è Michele Vietti, l’attuale vicepresidente del Csm. E Vietti insi-

ste da tempo che se si vuole un processo davvero veloce occorrono un paio di riforme strutturali, ridisegnando i tre gradi di giudizio ed eliminando o quasi la prescrizione. Ma la risposta del Pdl, attraverso Fabrizio Cicchitto, per il momento sembra di secca chiusura: «A Vietti rispondiamo che i tre gradi di giudizio non sono un lusso, ma un’esigenza di garanzia che vale moltissimo. E quanto alla prescrizione, è consigliabile per tutti non rimetterci mano». Un discorso che vale già nell’immediato a chi, come il Pd, chiede di allungare i termini della prescrizione per il reato di corruzione.

ANM, NUOVO VERTICE

Il sindacato dei giudici cambia dirigenti

Interventi si faranno sul sistema carcerario e si cercherà di snellire i procedimenti civili
Il Gip Ezia Maccora

scrivere la norma sulla responsabilità civile dei giudici (che dicono tutti - certo non potrà uscire dal Parlamento nella forma provocatoria ideata dal leghista Pini). E’ una priorità la legge anti corruzione, che comporta qualche ritocco non piccolo e finora non condiviso al codice penale. C’è infine la revisione dell’anacronistica geografia degli uffici giudiziari e da vigilare sulla chiusura dei manicomi giudiziari. E ancora: è in discussione il riordino dei giudici onorari. Sulle carceri, oltre alla riforma appena varata per chi è arrestato in flagrante, la ministra Paola Severino ha appena messo in cantiere una mini riforma che potrebbe avere ricadute importanti, con la messa in prova dei detenuti e l’ampio ricorso ai domiciliari. Altra piccola grande riforma a portata di maggioranza trasversale, infine, sarà la depenalizzazione dei reati minori. Il progetto era stato avviato da Franco Nitto Palma e la Severino ci crede molto. In ultimo, un altro contributo all’efficienza dei tribunali verrà dall’archiviazione d’ufficio quando il reato è «tenue», come da proposta di Lanfranco Tenaglia, Pd, ormai condivisa dai tre partiti che sostengono il governo. Con i tanti piccoli accordi qui citati, oltre gli indubbi passi in avanti per la giustizia di tutti i giorni, sono però in corso le prove tecniche di quel che potrebbe essere. Un futuro senza furori ideologici e libero dal-

Il pm Rodolfo Sabelli
ROMA

A cambio di stagione politica, nuova dirigenza anche per i magistrati. I giudici votano i loro rappresentanti al vertice dell’Anm e domani si saprà chi sale e chi scende. I quarantenni che negli ultimi quattro anni hanno dato voce ai colleghi, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, si sono messi da parte e ci sono volti nuovi in lizza. Se il voto dovesse premiare i gruppi maggioritari Unicost (corrente moderata) e Area (fusione tra Magistratura democratica e Movimento per la Giustizia) qualcuno già prefigura un ticket con Ezia Maccora, gip a Brescia, alla presidenza, e Rodolfo Sabelli, pm a Roma, alla segreteria. Lei quand’era al Csm si occupata dei guai che sarebbero venuti dal Processo Breve. Lui ha indagato sulla P3. Se così fosse, ciò significherebbe che resterà fuori Magistratura Indipendente, guidata da Cosimo Ferri, e il neonato gruppo «Proposta B». [FRA. GRI.]

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SICILIA
VERSO LE PRIMARIE

Camere con vista
CARLO BERTINI

Personaggio
FEDERICO GEREMICCA INVIATO A PALERMO

27
anni
E’ il tempo trascorso da Giorgio Gori ad occuparsi di tv. Ai massimi livelli: da Mediaset alla casa di produzione Magnolia. Molti i format di successo, ad esempio l’Isola dei famosi

L’“altalena” sostituirà il Senato delle Regioni
altalena: sarà questo il gioco che dal 2013 potrebbe regolare l’assegnazione delle leggi tra le due Camere. Domanda ricorrente fuori dai Palazzi: se vogliono fare la riforma elettorale e ridurre i parlamentari, perché ne tagliano solo 200 e non varano il Senato delle Regioni? Risposta ricorrente dentro i Palazzi: perché non si riuscirebbe a far ingoiare ai senatori l’abolizione del loro ruolo obbligandoli ad accettare il rischio di non esser rieletti. E quindi nelle segrete stanze dove gli sherpa dei partiti muovono le caselle, stanno architettando una soluzione «salva-Casta». Lasciando intatta l’anomalia tutta italiana che non ha eguali in Europa: al Senato resterebbero le stesse funzioni della Camera, in più con un meccanismo che eviti però di duplicare atti e votazioni. Variamente detto «lo switch», «l’altalena», o più tecnicamente «bicameralismo alternante». Funzionerebbe così: ogni mese si decide quale delle due Camere si debba occupare di uno specifico tema. Se toccasse al Senato legiferare sui rifiuti, la Camera potrebbe modificare i testi, ma l’ultima parola spetterebbe a Palazzo Madama. E viceversa. Una trovata capace di moltiplicare le dispute tra i due Palazzi. Tanto da indurre il capogruppo del Pd, Franceschini ad un pressing per andare avanti invece sul Senato federale. «Non ha senso ridurre i parlamentari tenendosi tutti i difetti del bicameralismo, per questo va creato un Senato delle Regioni non elettivo». Tanto più, dice il costituzionalista Salvatore Vassallo, che solo così si potrebbero dimezzare i parlamentari, lasciando una Camera con 500 deputati. E ottenendo un risparmio in termini di linearità, trasparenza del processo legislativo e anche finanziario, molto più rilevante. «E poi: perché il rischio di non esser ricandidati dovrebbe gravare sui senatori e non sui deputati? Se uno è bravo può esser rieletto pure alla Camera». Quindi i partiti ora hanno tre strade: la più lineare, il Senato federale, con delegati delle Regioni e sindaci che sostituirebbero i senatori. La via di mezzo: dare al Senato meno competenze delle attuali, (senza la facoltà di assegnare o togliere la fiducia a un governo) facendo eleggere i senatori insieme ai consiglieri regionali. E la più apprezzata dai senatori: quella di un Senato elettivo con competenze e funzioni sempre simmetriche rispetto alla Camera. Come finirà?

ice che intende questo suo nuovo impegno come una sorta di servizio civile (che ha davvero svolto, per altro, un po’ di anni fa). Spiega che il ritorno in campo, la politica deve saperselo conquistare: recuperando in fretta il coraggio, l’onore e la dignità perduti. «Ma in campo deve tornarci, certo, perché nessuna supplenza può durare troppo a lungo: soprattutto se non ha alle spalle un consenso espresso col voto popolare». E’ quasi ora di pranzo, e ai tavoli del bar Spinnato - salotto buono della città - risotti e timballi di pasta con melanzane soppiantano lentamente cannoli e cassate, che l’hanno fatta da padrone fino a poco fa. Seduto su uno dei divanetti della sala interna, Giorgio Gori - jeans e girocollo parla come un politico (un buon politico, se si vuole) essendo invece del tutto ascrivibile alla categoria dei tecnici, così à la page da qualche tempo in qua. Un paio di mesi fa, sulla spinta di un’inattesa passione per Matteo Renzi e il suo modo di far politica, Gori ha perfino preso - nella sua Bergamo - la tessera Pd: con una scelta di tempo che ricorda l’incoscienza di chi va a vendere gelati al Polo Nord. Ma tant’è. E ora, dunque, è qui, a Palermo: in questo limbo per politicanti disonorati, a dare una mano a Davide Faraone, giovane «rottamatore» della prima ora impegnato nelle primarie con le quali il 4 marzo gli elettori di centrosinistra sceglieranno il loro candidato sindaco. Chi sia Giorgio Gori - e cos’ha fatto - è sufficientemente noto. Enfant prodige e condottiero dell’impero tv di Berlusconi ai tempi del salto di qualità, «gallina dalle uova d’oro» per la società di produzione (la Magnolia) da lui stesso fondata, benestante come non conviene dire, in quest’era di tempi cupi e caccia al ricco, ha deciso di andare controcorrente: lui, che nessuno avrebbe avuto niente da contestare se fosse finito nella squadra di ministri e viceministri del professor Monti, ora è qui a sporcarsi le mani e metterci la faccia: con idee, per la verità, che sembrano assai chiare.
CLIMA

D

L’

4
marzo
E’ la data in cui si svolgeranno le primarie del centro-sinistra palermitano. Quattro in gara, con i favori del pronostico cher vanno a Rita Borsellino, sostenuta da Bersani

Gori, da mago della tv a “rottamatore” Pd “Sveglieremo Palermo”
Inviato da Renzi: i partiti devono smettere di avere paura
Sponsor ed esordiente
«Prima di tutto perché 27 anni di televisione possono bastare... Poi perché penso che per criticare occorra prima pagare il biglietto... E infine perché sono mesi, ormai, che si racconta la politica come una cosa brutta e sporca. Ma senza politica non si può stare: e allora il problema è cambiarla, perché non è che questa supplenza possa durare all’infinito». Già, i tecnici. Pensi alla vicenda professionale di Giorgio Gori e immagini applausi e lodi per Monti e i suoi: il giudizio, invece, è in parte sorprendente. E comunque
SCELTA DI VITA

«Qui è tutto un favore all’amico, all’amico degli amici E i diritti normali si perdono»
«Partiamo da qui, intanto. Io penso veramente - e lo penso perché lo conosco bene - che Davide Faraone sia il miglior sindaco possibile per questa città. Non è soltanto uno che vuole cambiare le cose: sa anche da dove cominciare, visto che la macchina comunale la conosce bene. Non è per caso che è circondato da un gruppo di volontari giovanissimi e straordinari... E poi, per quanto può valere, è anche l’unico dei candidati ad avere in tasca la tessera del Pd. Lo dico perché forse Bersani poteva anche evitare di scendere in campo per Rita Borsellino - donna più che rispettabile, chiariamo - trasformandola nel candidato ufficiale del partito». Naturalmente, c’è chi ha subito ironizzato sulla missione siciliana di Giorgio Gori. La battuta, in fondo, è facile: dall’isola dei famosi (sua fortunata invenzione televisiva) all’isola famosa per i mafiosi... Gori storce la bocca. E però: che politica ha trovato, quaggiù? «Sfuggente, magmatica, una cosa che ti si trasforma continuamente tra le mani, è vero. Qui siamo nel regno del favore e delle cortesie tra amici e amici degli amici: chiedi un favore per avere un certificato, una cortesia perché la tua pratica in Comune vada avanti, è una specie di scambio continuo dove i diritti non esistono più e il cittadino è sempre in debito, e dunque meno libero. Non è mafia, questa: ma certo è il terreno di coltura

«Ero stufo dopo tanti anni Ho chiamato Matteo, ho chiesto un incontro, ed eccomi qui»
articolato. «La fase di fine ottobre, con le liti tra Tremonti e il premier, lo spread che saliva, la paralisi e un’opposizione capace solo dire Berlusconi vada a casa - e non cosa ci sarebbe stato da fare - andava chiusa: e sono contento che sia stata chiusa. Monti sta facendo bene: certo, sul piano della crescita siamo indietro ma mi piace annotare che nell’agenda del premier ci sono 41 dei 100 punti sulle cose da fare che noi abbiamo elencato alla Leopolda. Ma ora il problema riguarda il futuro, la fase da aprire». Giorgio Gori non ha dubbi: c’è un’altra pagina da voltare, in quest’originalissima Italia 2012. «Non sarà facile... Sono tutti all’inseguimento di Monti, e i partiti sembrano aver perfino paura di fare e dire. Ma io non credo si possa stare senza politica; né che sia possibile affidarsi troppo a lungo a chicchessia governi senza aver ottenuto consenso popolare. I partiti devono recuperare coraggio e lungimiranza, riprendersi l’onore perduto e la smarrita credibilità: è importante che accada, e che accada in fretta». Detto da chi aveva deciso di impegnarsi per «rottamare», è una sorpresa. Ma anche, in fondo, un bel sentire...

Matteo Renzi
Nella sua attività politica il sindaco si avvale della collaborazione di Giorgio Gori e Giuliano Da Empoli

Davide Faraone
Il candidato di Renzi è anche il solo iscritto al Pd. I suoi tre avversari però si riconoscono nel partito

per ogni possibile illegalità». Beve un po’ di succo d’arancia e intanto dice che a Palermo, in fondo, più che la sua esperienza sul terreno della comunicazione, ha portato semplicemente la sua indole bergamasca: «Cerco di mettere un po’ d’ordine, insomma. Sono quello che quando arriva il lunedì o il martedì mattina, chiede: avete fatto quello che vi avevo detto di fare...? Ma più o meno funziona, la squadra è affiatata e anche se la battaglia di Davide sembra una specie di remake di Davide contro Golia, siamo ottimisti: la sua forza sta nella distanza che ha dai partiti, nel fatto che è un uomo libero, perché non deve favori a nessuno». La strategia

comunicativa suggerita a Faraone non prevede polemiche con Rita Borsellino, almeno per ora: «Col cognome che porta sarebbe stupido: siamo tutti in debito di qualcosa. Ma amministrare non è facile. Ci vuole competenza: a volte non basta una vita immacolata...». Palermo, va bene. Ma la voglia di politica di Giorgio Gori è nata prima di Palermo e continuerà anche dopo il mese di maggio, capolinea di queste attese elezioni siciliane. Cominciò tutto con un sms inviato mesi fa a Matteo Renzi: «Ciao, sono Giorgio Gori. Mi farebbe piacere conoscerti...». E così è andata. Il che ripropone, però, la domanda: perché proprio ora?

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

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RUSSIA
VERSO LE ELEZIONI

Catena umana In ventimila contro Putin
Il centro di Mosca circondato dagli oppositori
ANNA ZAFESOVA

Migliaia di persone che si tengono per mano, a cingere in una catena umana il centro di Mosca: nell’ultima domenica prima del voto per le presidenziali l’opposizione russa si ricompatta, ridando fiato a una protesta che sembrava perdere energia sotto i colpi della rimonta putiniana. Secondo la polizia erano undicimila, secondo gli organizzatori trentamila, la verità probabilmente, come al solito, sta nel mezzo. Erano comunque tanti, più del previsto, a chiudere il «Grande cerchio bianco» lungo il Sadovoe kolzo, la circonvallazione interna del centro di Mosca. Senza contare tutti quelli che, passando in auto, suonavano il clacson, gridavano «siamo con voi» o lega-

vano alle maniglie nastrini bianchi, il colore della protesta che vorrebbe simbolizzare la sua distanza dalle ideologie e dai partiti, uniti nella richiesta comune di «elezioni oneste». Tra i volti noti nella catena umana sul marciapiede c’era-

Iniziativa nata sul web che ha ridato fiato al movimento dopo la rimonta del premier
no tutti gli animatori della piazza degli ultimi mesi, dalla star della Tv Xenia Sobchak al blogger Alexei Navalny, ai «vecchi» liberali Boris Nemzov (con vistosa fidanzata) e Vladimir Ryzhkov, ai rappresentanti dei partiti più diversi, da Yabloko di Yavlinsky ai co-

munisti di Zyuganov. C’erano attori, giornalisti, cantanti, scrittori, e tanti moscoviti «comuni», tanti con i bambini, con i cani e i gatti in braccio, con palloncini, nastrini e adesivi spiritosi (alcuni avvistati anche sugli elmetti dei poliziotti), numerosi giovani vestiti bene, ma anche molte più facce anziane delle precedenti manifestazioni. Il popolo della piazza si è contato per l’ultima volta, e a quanto pare ha tirato un sospiro di sollievo, dopo che fino a ieri mattina si era temuto di non riuscire a chiudere il cerchio. Anche perché l’idea di una catena umana, ispirata dalle proteste degli indipendentisti baltici della perestroika, è nata spontaneamente su Facebook e ha avuto molte critiche da chi avrebbe preferito un comizio «tradiziona-

Tutti insieme
Moscoviti nel «Cerchio bianco» ieri nel centro di Mosca. La protesta nata spontaneamente nei social network non era diretta da nessuno, bastava arrivare, prendere per mano il vicino e dare la mano al prossimo che si sarebbe aggiunto. È stato un successo inaspettato

le», soprattutto dopo l’adunata dei putiniani allo stadio di Mosca di tre giorni prima. Fino a pochi minuti alle 14, ora di inizio della manifestazione, i presenti sul Sadovoe erano pochi, ma alle tre il cerchio appariva chiuso e in alcuni tratti la gente si metteva in doppia fila. A disturbare la manifesta-

zione sono arrivati i giovani seguaci del premier che hanno cercato di doppiare le file dei «bianchi» fino quasi a spintonarli, sventolando cuoricini con la scritta «Putin ama tutti». Il prossimo appuntamento per l’opposizione è ai seggi il 4 marzo, nella massiccia campagna per sventare i brogli.

LA STAMPA
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Primo Piano 13

DODICI ANNI DA ZAR

L’ascesa
«Delfino» di Eltsin dall’agosto 1999, diventa popolare grazie alla guerra in Cecenia Il motto «uccidere i ceceni nel cesso» gli fa vincere le elezioni nel 2000

Tandem
Rieletto trionfalmente nel 2004, nel 2008 è costretto dalla Costituzione a cedere il posto a Dmitry Medvedev e «accontentarsi» di fare il premier, ma di fatto governa

Macho in declino
Le numerose uscite pubblicitarie da superman e il sospetto di aver fatto ricorso al botox erodono la sua popolarità

Analisi
MARK FRANCHETTI* MOSCA

A

quest’ ora, tra una settimana, Vladimir Putin avrà quasi certamente vinto le elezioni presidenziali per la terza volta, un record. Dopo aver governato il Paese per 12 anni - 8 come presidente e gli ultimi 4 come primo ministro - avrà l’opportunità, almeno in teoria, di restare in carica fino al 2024, quando all’età di 72 anni si ritirerebbe finalmente, conquistandosi il primato del più longevo leader russo dai tempi di Stalin. Ma con le più massicce manifestazioni anti-Cremlino dalla caduta del comunismo, 20 anni fa, l’umore è cambiato in soli tre mesi in maniera così drastica che sempre più persone parlano di qualcosa che sembrava inconcepibile: una Russia senza Putin. Qualcuno ritiene che arriverà alla fine del suo prossimo mandato, altri pensano che potrebbe andare via addirittura molto
LE ALTERNATIVE

Vladimir, un vincitore destinato a perdere
Non ha più la presa sul Paese e ci si chiede se finirà il mandato
Hanno detto

Per l’uomo forte della Russia questa è stata la gara per la presidenza più dura della sua vita. Una combinazione di stanchezza degli elettori, corruzione dilagante e rallentamento delle riforme hanno eroso la sua formidabile popolarità, per quanto resta senza dubbio il politico più popolare della Russia. Ghennady Zyuganov, il comunista al secondo posto nei sondaggi, va incontro al record di quattro sconfitte consecutive alle presidenziali e difficilmente conquisterà il 20% dei voti. Sospettosamente ringiovanito da quello che molti credono essere un trattamento al botox, il 59enne Putin ha freneticamente girato il Paese per conquistare abbastanza voti per sfuggire al ballottaggio. Si è fatto ricorso anche a iniziative bizzarre per scuotere gli elettori dall’apatia, come il sito «Putin, la prima volta solo per amore» che ha diffuso video sul tema della perdita della verginità. Uno dei filmati mostra una giovane carina chiedere al medico
UN SISTEMA TROPPO CORROTTO

Resta il politico più popolare ma ha valicato il picco Stiamo assistendo all’inizio della fine della sua epoca e del sistema che ha creato
Ex consigliere del Cremlino
a condizione di rimanere anonimo

Combattere ruberie e abusi dello Stato significa demolire la base stessa del suo potere
quale dovrebbe essere la «protezione» per la sua «prima volta». Il dottore dice di condividere la decisione di una scelta «per amore», la telecamera si sposta su un calendario con Putin appeso al muro, e il medico dice: «Con lui, sarà sicuro». Infine, si vede la ragazza avviarsi al seggio, per la sua «prima volta». Più di 100 mila persone hanno preso parte la settimana scorsa in un comizio pro-Putin a Mosca, uno sfoggio di forza per replicare alle proteste massicce dell’opposizione. Alcuni erano dipendenti statali costretti a partecipare, ma la maggioranza erano elettori di Putin. In uno dei suoi discorsi più populisti e cospirologici Putin ha parlato di innominate forze oscure che vogliono sconfiggere la Russia. Una retorica che sa di tempi sovietici. «Siamo un popolo-vincitore, è nel nostro Dna», ha detto Putin con enfasi ricordando poi la sconfitta di Napoleone. «La battaglia per la Russia continua! Vinceremo!». E ancora: «Non permetteremo a nessuno di interferire nei nostri affari interni. Non tradite la patria!». Indubbiamente vincerà domenica prossima, ma gli serviranno idee più fresche del vecchio spauracchio «noi contro di loro» per restare sul suo trono.
Corrispondente da Mosca del Sunday Times di Londra

Al suo ritorno al Cremlino può aprire alle riforme liberali oppure lanciare un giro di vite
prima. La maggioranza comunque conviene che, mentre Putin si sta riprendendo il suo vecchio ufficio al Cremlino, la Russia assiste all’inizio della fine della sua era. «Resta il politico più popolare del Paese, ma ha certamente scalato il picco e ora assistiamo all’inizio della fine della sua epoca e del sistema che ha costruito, non importa quanto tempo ci vorrà», dice un ex consigliere del Cremlino. E prosegue: «La vera questione è se comprenderà quando è arrivato il momento di lasciare, oppure resisterà oltre». Pochi giorni fa Andrei Kostin, il capo di una delle maggiori banche statali russe e stretto alleato di Putin, ha sorpreso molti scrivendo in un articolo che dopo le elezioni il presidente dovrebbe annunciare che non si ricandiderà: «Per una società aperta del 21˚ secolo 12 anni sono tanti. Nessun leader di un Paese democratico è rimasto in carica per tanto tempo. Dovrebbe annunciare che non cercherà di farsi rieleggere di nuovo». È la prima volta che un potente alleato di Putin ne parla in pubblico. Considerando che

Per una società aperta e moderna 12 anni sono troppi. Putin dovrebbe annunciare che non si ricandiderà di nuovo
Andrei Kostin
presidente della banca VTB, alleato di Putin

«Putin, la nostra strada non è la tua»: uno dei manifesti più popolari tra gli oppositori

personaggi del calibro di Kostin sono di regola molto cauti, molti l’hanno letta come un segnale delle intenzioni del futuro Presidente. Dopo la rielezione Putin ha due possibilità: un giro di vite e l’attacco all’opposizione, oppure allentare la presa sul Paese e promuovere riforme liberali. Nessuna delle due funzionerebbe però. La Russia di Putin è un Paese spesso oscuro, crudele e tormentato, ma non è una dittatura. Il sistema che ha costruito potrebbe venire chiamato autoritario, ma è anche molto più debole e insicuro di quello che appare. Può cercare di controllare il Web con tattiche rudi

da Kgb, perseguitare singoli blogger e usare la propaganda. Ma la sua presa sulla società non è abbastanza forte per costruire un «firewall» come quello cinese senza provocare proteste ancora più accese. In molti si aspettano che Putin invece faccia concessioni e acconsenta a qualche riforma. Potrebbe reintrodurre le elezioni regionali che ha abolito nel 2004, consentire partiti autenticamente di opposizione e aumentare la libertà di stampa. Ma il vero nodo del problema è che, dopo 12 anni al vertice, ogni serio tentativo di combattere la corruzione endemica e l’abuso di potere farebbero

crollare il sistema che lo tiene al potere. Guardando il tenore di vita eccezionalmente alto dei maggiori esponenti del governo e dell’amministrazione del Cremlino, nessun russo più o meno informato crede che vivano del loro modesto stipendio da funzionari. Chi non è corrotto possiede ricchi business, spesso in combutta con gli oligarchi dei quali promuove gli interessi. Perfino gli stessi abitanti del Cremlino convengono che per combattere realmente la corruzione e l’abuso di potere da parte dello Stato - i due argomenti che maggiormente alimentano la protesta - Putin dovrebbe demolire la casa che ha costruito.

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14 Estero

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

I MEDIA ARABI: «WASHINGTON STA VALUTANDO UN INTERVENTO SUL MODELLO KOSOVO»

AFGHANISTAN

Corani bruciati altre 4 vittime Sì scontato al referendum sulla nuova Costituzione. Ieri altri 50 morti Clinton: basta proteste
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

La Siria al voto sotto le bombe
me quella curda o tipo i Fratelli musulmani. L’approvazione della nuova costituzione nel referendum era scontata: serviva ad Assad per rispondere ai critici, e per dare argomenti ai suoi difensori come Russia e Cina. Lo stesso presidente, parlando al seggio, ha detto che «i media saranno anche più forti nella blogosfera, ma noi siamo più forti sul terreno, ed è là che ci interessa vincere». Nelle stesse ore, infatti, le forze governative continuavano l’assalto contro le città più legate ai ribelli, come Homs e Hama. Almeno cinquanta persone sono state uccise nelle ultime 24 ore, secondo le denunce di vari

Almeno cinquanta morti da una parte, e forse l’ottanta per cento dei voti dall’altra. Sono le cifre che riassumono la giornata paradossale vissuta ieri dalla Siria, dove sono continuati gli scontri e le violenze governative, mentre i sostenitori del regime di Assad andavano alle urne per approvare la nuova costituzione sottoposta al referendum popolare. Tutto sullo sfondo di una tensione internazionale crescente, visto che secondo

In Egitto Ong americane Processo rinviato

KABUL

Gli Usa avvertono i Paesi confinanti «C’è contrabbando di armi chimiche»
il giornale arabo Asharq AlAwsat il Pentagono sta preparando un intervento modello Kosovo. L’operazione partirebbe senza il via libera dell’Onu, per creare con la Croce Rossa una zona cuscinetto umanitaria al confine con la Turchia, finalizzata ad aiutare i rifugiati. La sicurezza di questa zona richiederebbe di imporre il blocco dello spazio aereo siriano, aiutando così le operazioni sul terreno dei ribelli. La giornata di ieri, nelle intenzioni di Bashar Assad, doveva servire a rispondere alle critiche, dimostrando la sua disponibilità a riformare il paese. Il problema è che la nuova

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Le nuove norme favoriscono Assad Potrebbe restare al potere fino a 62 anni
gruppi di opposizione e organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Il dipartimento di Stato ha inviato un «demarche» ai paesi confinanti, avvertendoli del rischio che le armi di distruzione di massa di Damasco, in particolare quelle chimiche, attraversino i confini. Hillary Clinton ha sottolineato che servirebbe un maggior coinvolgimento dell’intera società siriana, denunciando il fatto che troppi stanno aspettando in posizione defilata gli eventi, per vedere che piega prendono prima di opporsi ad un regime già finito.

Il presidente Bashar al Assad al seggio, assieme alla moglie Asma

costituzione è stata subito bocciata come un esercizio di propaganda, dal segretario di Stato Hillary Clinton, dal ministro degli Esteri tedesco Westerwelle e da molti osservatori internazionali. È vero, ad esempio, che il testo stabilisce un limite massimo di due mandati presidenziali consecutivi di sette anni, ma questo orologio si metterebbe in moto solo dopo la fine dell’attuale mandato, consentendo così ad Assad di restare al pote-

re almeno fino all’età di 62 anni. Il presidente poi non può essere nato all’estero o avere una moglie straniera, cosa che esclude dalla corsa molti oppositori. Ci sono anche contraddizioni evidenti, fatte apposta per tutelare gli interessi del regime. Il capo dello Stato, ad esempio, deve essere musulmano, però i partiti non possono avere un carattere religioso o etnico: il primo punto favorisce Bashar, mentre il secondo blocca formazioni co-

È stato aggiornato al 26 aprile il processo contro le Ong straniere - in particolare contro tre associazioni Usa - iniziato ieri al Cairo. Quarantatré attivisti, fra cui 19 americani, sono accusati di aver ricevuto fondi illeciti dall’estero e di ingerenze nella politica interna egiziana. Fra gli imputati ci sono anche egiziani, serbi, norvegesi, tedeschi, palestinesi e giordani, tutti accusati di aver fondato «rami egiziani non autorizzati di organizzazioni internazionali» e di aver «accettato fondi stranieri per finanziare i gruppi in violazione della sovranità egiziana». Gli imputati, che non sono in stato d’arresto, restano quindi in libertà: 7 dei 19 statunitensi si trovano in Egitto, mentre gli altri hanno lasciato il Paese.

Sesto giorno di scontri in Afghanistan, dopo il rogo dei Corani nella base Usa di Bagram, lunedì scorso. Ieri quattro persone sono morte negli incidenti, decine i feriti. Un manifestante è stato ucciso e sette soldati delle forze speciali americane feriti nell’assalto a una base Usa in provincia di Kunduz, nella città di Imam Sahib. È finalmente intervenuto il presidente Hamid Karzai, in un messaggio trasmesso in tv, per condannare «con le parole più dure» la dissacrazione del libro sacro», sollecitando «la punizione dei responsabili». Poi però ha invitato i suoi connazionali a fermare le violenze: «Ora che abbiamo mostrato i nostri sentimenti, è tempo di essere calmi e pacifici». Karzai ha anche chiesto ai cittadini di «non lasciare che i nemici del Paese sfruttino i loro sentimenti». Sulla vicenda è intervenuto il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ha ammonito gli afghani a «fermare le proteste e le violenze» e ha difeso la decisione del presidente Barack Obama di scusarsi. «Era la cosa giusta da fare», ha detto in un’intervista alla Cnn. Intanto anche Germania e Francia seguono l’esempio di Stati Uniti e Inghilterra e annunciano il ritiro del loro personale dai ministeri afghani. [GIO. STA.]

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Estero 15

Il battesimo

il caso
ANDREA MALAGUTI CORRISPONDENTE DA LONDRA

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l Sole la Domenica, The Sun on Sunday. Il primo numero è uscito ieri, tirato in quattro milioni di copie. Costa mezza sterlina, la metà di News of the World, il settimanale affondato dallo scandalo delle intercettazioni telefoniche. Quarantadue persone arrestate. Ventitré erano dipendenti e giornalisti di News International, il gruppo di Rupert Murdoch che gestisce il Times, il Sunday Times, il Sun e il suo settimanale. Ci sono tre inchieste aperte. Gli sviluppi attesi questa settimana promettono di essere esplosivi. Tangenti in cambio di notizie, questo il filone. Secondo The Independent, la scelta dello Squalo di fare uscire il nuovo domenicale con due mesi di anticipo è stata dettata dall’accelerazione delle indagini. «Più avanti il varo sarebbe stato impossibile». Forse. Intanto il Sun on Sunday sarà meglio o peggio di News of the World? Peggio, se si dovesse giudicare dal primo numero. Ma sarebbe ingeneroso. E persino ingiusto.
Obiettivo 2 milioni di copie

L’amministratore delegato del gruppo, Tom Mockridge, ha inviato una mail ai dipendenti per spiegare la novità. La leggenda di questi giorni narra che i giornalisti abbiano risposto all’unisono: «Wow». È cominciata una diluviante campagna marketing. «Domenica c’è il Sole. Non sono le previsioni del tempo». Radio e televisioni invase. La concorrenza si è spaventata. Il Daily Star Sunday ha deciso a sua volta di dimezzare il prezzo. Il Sunday Mirror ha aumentato le tirature mantenendo però la sterlina
LE MODELLE

Belle ragazze semisvestite continuano a essere un «marchio di fabbrica»
per copia. Una battaglia che ha spinto Nick Higham, commentatore della Bbc, a scrivere: «L’uscita del giornale è un gesto donchisciottesco che dimostra l’amore di Murdoch per il Sun e la sua fiducia nel mercato della carta stampata». Sabato sera lo Squalo si è presentato alle rotative di Broxbourne. Voleva essere lui a dare il via alla tiratura. Esattamente come aveva fatto nel 1969, al suo arrivo al Sun. Per raccontare a se stesso che la storia è circolare e premia chi ha coraggio. Si è fatto fotografare con la prima copia nella stessa posa di trentatré anni fa. Identico sorriso obliquo, sicuro, feroce, incapace comunque di nascondere i segni del tempo. «Il Sun è sempre stato un’enorme forza del bene», ha giurato come se parlasse ai suoi fantasmi. «Secondo la nostra tradizione ci aspettiamo di essere letti da tutte le fasce sociali. Faremo giornalismo etico». Non è mai facile uscire dal fango.
I contenuti

Sabato sera in tipografia Murdoch si è fatto fotografare nella stessa posa di 33 anni fa, quando aveva appena acquistato il Sun

Fino a nove giorni fa Dominic Mohan, il direttore, non era al corrente del lavoro supplementare che lo attendeva. Era nell’Herthfordshire a guardare il figlio giocare a pallone quando il capo lo ha convocato. «Mi ha detto: ce la facciamo a uscire domenica?». Il capo. Murdoch in persona. Aveva fretta. Un bisogno disperato di uscire dall’angolo. Di dimostrare al mondo, e ai suoi azionisti, di essere ancora in
TRE INCHIESTE APERTE

Londra, Murdoch riaccende il Sun dopo lo scandalo
In edicola il nuovo domenicale. Sostituisce il News of the World
La guerra delle vendite dei tabloid

Il tabloid del gruppo ha chiuso nel luglio 2011, travolto dalle intercettazioni illegali
palla. Ha sempre preteso che la sua vita fosse definita dalle cose che fa. Non da quelle che non ha fatto. «Siamo in grado?», ha ripetuto. Domanda retorica. «Gli ho detto che avremmo stretto i denti». Una portaerei da costruire in una settimana. Un domenicale pensato per riprendersi le quasi tre milioni di copie abbandonate da News of the World. Perfetto, ma con che formula? «Faremo un giornale senza paura, franco, malizioso ed etico», ha spiegato lo Squalo. Poi ha guardato Mohan e con un’amabilità rapida da vicino di casa gli ha detto: «Mi basta vendere due milioni di copie». Il triplo dei più venduti quotidiani italiani. Mohan si è sentito sollevato. «Ogni giorno il Sun ne vende due milioni e settecentomila di copie, basta che ci teniamo stretti i nostri lettori». Un gioco da ragazzi.

2.800.000
The Sun
La tiratura del più popolare tabloid britannico, che politicamente si colloca a destra, è la più alta di qualunque altro giornale al mondo scritto in inglese

2.500.000
The Daily Mail
Il più antico tabloid britannico, anch’esso di destra, è il secondo quotidiano più venduto. Dal 1982 ha un’edizione domenicale, Mail on Sunday

1.092.182
The Daily Mirror
Tabloid di centro-sinistra lanciato nel 1903 per essere «specchio della vita delle donne». Tradizionalmente alle elezioni appoggia il Labour

806.544
The People
Domenicale di antica tradizione (è stato fondato nel 1881), ha un taglio molto popolare, incentrato su gossip, scandali delle celebrità, ricette e animali

La copertina del primo numero l’ha scelta lui, il capo. Le alternative erano: il piano segreto del governo per attaccare l’Iran e l’intervista ad Amanda Holden, attrice e giurata di Britain’s Got Talent, che per la prima volta raccontava il suo drammatico parto. Due esclusive. Murdoch ha scelto la Holden. «Voglio che le donne ci leggano di più. E che il giornale sia amico delle famiglie». Meno donne nude - meno, ma non troppo meno - e più donne che parlano della loro anima. Ha titolato: «Il mio cuore si è fermato per 40 secondi». Un angosciante balletto tra la vita e la morte con il lieto fine. Le altre pagine le ha riempite con qualche modella semisvestita per offrire la consueta leggerezza di sentimenti prossima al vagabondaggio libertino, interviste, Beckham, la Winehouse, Teheran, sport e nuovi commentatori, come la modella Katie Price e l’ex capitano del Manchester Roy Keane. Nessuna inchiesta. Il segno distintivo di News of the World. Non c’è stato il tempo. Murdoch aveva annunciato l’ultimo dei suoi prodotti come se stesse aspettando il chiarore di un’alba atomica. Ha prodotto una torcia piuttosto luminosa, ma ancora insufficiente a trascinarlo fuori dalla notte.

DOMANI LE PRIMARIE REPUBBLICANE IN MICHIGAN E ARIZONA

Santorum tra fede e complotti
«No alla separazione netta fra Stato e Chiesa. Romney e Paul congiurano»
DALL’INVIATO A NEW YORK

Domani c’è un nuovo appuntamento con le primarie repubblicane che Mitt Romney non può fallire, se vuole tenere in vita il sogno di entrare alla Casa Bianca. Ma il suo avversario più forte del momento, Rick Santorum, non molla e attacca. Accusa l’ex governatore del Massachusetts di aver ordito una specie di complotto

insieme a Ron Paul, per deragliare i veri conservatori come lui, e cerca di sedurre la base religiosa con queste parole: «Non credo alla separazione assoluta tra Chiesa e Stato. Le parole di Kennedy nel discorso del 1960, quando disse che le persone di fede non hanno posto in politica, mi fanno vomitare». Il voto del 28 febbraio è molto importante perché andrà alle urne l’Arizona, uno stato repubblicano traballante su cui ha messo gli occhi il presidente Obama in vista della sfida di novembre, ma soprattutto perché è il turno del Michigan. Questo è lo stato dove Romney è nato e cresciuto, e suo padre ne è stato per anni il popolare governatore. È una prova che Mitt non

può fallire perché, come ha detto il suo sostenitore Chris Christie, se perdesse nel suo stato d’origine i critici chiederebbero al Gop di cercarsi un altro candidato, fuori dalle primarie. Gli ultimi sondaggi dicono che Mitt è tornato in testa, ma Santorum non si arrende. Ha accusato l’ex governatore del Massachusetts di essersi accordato con Ron Paul per assalire gli avversari conservatori. Secondo Rick, Paul sta facendo da lancia di Romney, attaccando tutti gli avversari pericolosi. Ora Santorum minaccia di più la sua nomination, e quindi Paul lo sta aggredendo con i suoi spot televisivi. Ron sarebbe arrivato a concordare con Mitt la strategia dell’ultimo dibattito

repubblicano in Arizona, per assalire insieme Rick. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere il riconoscimento di un ruolo centrale alla Convention di Tampa, e magari anche la nomina del figlio Rand, senatore del Kentucky, come vicepresidente. In cambio Paul porterebbe a Romney in dote non solo i delegati raccolti finora, ma soprattutto il voto giovane che è riuscito ad attirare durante le primarie. Ron ha risposto a queste critiche dicendo che Rick è disperato, ma quello che preoccupa di più i repubblicani è la debolezza di Mitt. Vincere domani quindi è fondamentale, per riprendere la corsa da front runner in vista del super martedì del 6 marzo. [P. MAS.]

16 Estero

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Le tappe della vicenda

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15 FEBBRAIO LA SPARATORIA

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L’incidente al largo di Kochi: muoiono 2 pescatori indiani

Reportage
MASSIMO NUMA INVIATO A KOCHI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

erfettamente immobile, nella baia si confondono mare e lago, onde invisibili e acqua stagna. Ormai le indagini si vanno esaurendo; le 15 ore di perquisizione di sabato scorso e il sequestro delle armi con i sigilli anche dei carabinieri - dovrebbero avere esaurito la prima fase. I marò accusati di omicidio volontario sono invece ancora nel compound della polizia, una palazzina bianca circondata da ville e palazzi nell’isola di Willingdom. Con la triste prospettiva di vedere la libertà allontanarsi ancora. Una quarantina di militari con il mitra imbracciato e agenti sorvegliano gli ingressi. Auto e divise bianche immacolate, tute mimetiche e il kaki monocromo della polizia locale che presidia le vie d’accesso. A pochi metri scorre il traffico di Kochi, con le sue teorie di TaxiApe Piaggio, scoperti, gialli e neri, tirati a lucido, pieni di gente. Uno l’hanno battezzato «Infant Jesus», segno tangibile della forte presenza di cristiani nello Stato del Kerala. Sui taxi, al centro dei cruscotti, molti hanno incollato la Madonna di Lourdes, le braccia aperte, e nel quartiere del porto, lungo la Indira Gandhi Road, ci sono piccole chiese dipinte di azzurro acido con grandi statue della Madonna protette da campane di vetro, simmetriche rispetto al campanile. Con i display tipo info-autostrada che rilanciano frasi sacre. I nostri sono rinchiusi in una delle stanze che danno sul parco interno. Ginnastica e letture, libri e riviste. Nervi saldi e barba lunga: «Va tutto bene, sappiamo di non essere soli.

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2 3 La speranza dei due marò “Sappiamo di non essere soli Va tutto bene, grazie Italia”
La visita del ministro Terzi in arrivo a Delhi
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19 FEBBRAIO L’ARRESTO

I 2 marò scendono dalla «Lexie» e vengono fermati

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25 FEBBRAIO LA PERQUISIZIONE

La polizia indiana sale sulla nave e sequestra le armi

carte da giocare». E se va male? «Andiamo avanti, non li abbandoniamo di certo». Gli esiti della perizia balistica non sono ancora ufficialmente noti. Sui media indiani circola l’indiscrezione secondo cui le ogive recuperate sui corpi dei pescatori morti sono quelle in dotazione alle armi Nato. Se fosse vero? «La prospettiva è assai fosca ma non decisiva - spiegano i legali - Dovremo dimostrare che, comunque, si tratta di un fatto colposo. Sì, un tragico errore, ma di certo non volontario». Giovedì o venerdì, altri passaggi cruciali in vista. È che
CONFLITTO DI GIURISDIZIONE

I militari in attesa di sviluppi: domani l’esame del ricorso

Deciderà la Corte del Kerala Il console Cutillo «Attendiamo fiduciosi»
- ora - fa male vedere i marò italiani trattati (quasi) alla stregua di criminali comuni. Fa male pensare al blitz delle autorità indiane che hanno indotto il comandante della nave a rientrare a Kochi dopo l’incidente, le concitate fasi dell’arresto dei marò, in cui s’è sfiorato lo scontro fisico tra gli italiani e gli inquirenti locali. La tensione tra i due Paesi ora è calata ma il ministro indiano della Difesa, A. K. Anthony, originario del Kerala, insiste: «I fucilieri vanno giudicati solo in base alle leggi indiane». E chiude ogni spiraglio su una possibile diversità di veduta tra Delhi e il governo locale: «Procedura corretta, hanno tutto il nostro appoggio».

Parte oggi l’intenso tour del ministro degli Esteri Giulio Terzi, che in una settimana andrà in India, Vietnam, Singapore e Istanbul. La prima tappa è la più delicata: Terzi arriverà domani a New Delhi, una visita prevista da tempo, ma che servirà per affrontare la questione dei due marò arrestati nel Kerala. Qui proseguirà il lavoro iniziato dal suo sottosegretario Staffan De Mistura, arrivato in India la scorsa settimana, e dagli altri membri della delegazione diplomatica che stanno seguendo la vicenda sin dai primi giorni.

Gli agenti della polizia indiana con le armi sequestrate sabato sulla «Enrica Lexie»

CITTÀ DI TORINO
Avviso di procedura aperta n. 19/2012 per estratto
Oggetto: Lavori di nuova costruzione e bonifica complesso scolastico area ex INCET – Via Banfo – Via Cervino. Importo totale: Euro 3.232.333,01. Il bando integrale, cui si fa rinvio per quanto riguarda i requisiti e le modalità di partecipazione, è in visione e può essere ritirato presso il Settore Appalti, Piazza Palazzo di Città 1, Torino. Sarà pubblicato sulla Gazzetta della Repubblica Italiana del 22 febbraio 2012 e visibile sul sito INTERNET: http://www.comune.torino.it/appalti. Scadenza presentazione offerte: ore 10,00 di martedì 27 marzo 2012. Torino, 7 febbraio 2012
IL DIRETTORE DEL SERVIZIO CENTRALE CONTRATTI, APPALTI ED ECONOMATO

COLOMBIA: SARANNO LIBERATI 10 OSTAGGI

C.U.P. C19H11000080004 - C.I.G. 3525722DD2

Annuncio delle Farc “Basta rapimenti”
BOGOTÀ

dott.ssa Mariangela Rossato

Le date

I NOVE ITALIANI SULLA NAVE

Ancora «bloccati» a bordo stanno aspettando il via libera per poter tornare a casa
Grazie Italia», riescono ancora a dire. Una Mercedes bordeaux 500S, con le insegne dello Stato saldate sul cofano, esce all’improvviso da una strada laterale alla Guest House e allora i militari si fiondano in mezzo alla strada e tutto si ferma. Un alto ufficiale con la divisa piena di galloni e decorazioni scende le scale di corsa, seguito dalle guardie del corpo e sparisce dietro i vetri oscurati. Il corteo di auto e di camionette si allontana verso il centro, attraverso una dissestata tangenziale a pagamento. Non troppo lontano c’è l’hotel Trident, la base della task force della Farnesina - a Kochi è arrivato anche il sottosegretario Staffan De Mistura - che cerca di riportare a casa i «ragazzi». I carcerieri concedono ogni giorno di passeggiare nel parco. Sono trattati bene. Ricevono il cibo grazie ai diplomatici. I marò (le cui famiglie, per ora, sono rimaste in Italia) hanno mantenuto il più rigoroso rispetto formale. Se ci sono interrogatori o convocazioni in Tribunale, indossano la divisa della San Marco, il basco, gli anfibi, i nastrini sul petto frutto delle missioni passate. Ma il loro futuro è incerto. Domani l’Alta Corte del Kerala, discute il ricorso presentato dai legali sulla effettiva giurisdizione, visto che la sparatoria è avvenuta in acque internazionali. Speranze? «Attendiamo fiduciosi afferma il console italiano di Mumbay, Giampaolo Cutillo, a Kochi dal 15 febbraio - vedremo anche l’esito delle altre azioni giudiziarie, i legali indiani sono bravi, abbiamo buone

PROVINCIA DI TORINO
Estratto avviso di n. 1 procedura aperta
I.P.C. Boselli - Sede - Via Montecuccoli 12 - Torino. Interventi di risanamento facciate. C.U.P. J12J10000070003. (C.I.G. 3958622636). Importo a base di gara: Euro 500.000,00. Categoria prevalente: OG2 Termine presentazione offerte: ore 14,30 del 11 Aprile 2012. Il bando integrale, contenente le modalità di effettuazione della gara, potrà essere ritirato presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, V. M. Vittoria 12 - 10123 Torino - (tel. n. 011.8612644/2611), dal lunedì al venerdì dalle h. 9,00 alle h. 18,00 oppure potrà essere richiesto al Servizio Contratti mediante lettera o fax (011.8612163). Non si effettua servizio trasmissione fax. Bando integrale disponibile sul sito Internet all’indirizzo: http://www.provincia.torino.it/servizi/appalti/ Torino, lì 24 Febbraio 2012
IL DIRIGENTE SERVIZIO CONTRATTI

MINISTERO DELLA DIFESA
Il 15/02/12 è stato pubblicato sulla G.U.C.E. ed il 20/02/12 pubblicato sulla G.U.R.I. il bando di gara d’appalto mediante procedura ristretta in ambito CEE, ai sensi dell’art. 55 e segg. del D.lgs 163/06, per il servizio di progettazione, organizzazione, gestione e direzione di asilo nido aziendale per 36 bambini età compresa tra 13 e 36 mesi presso il Polo Alloggiativo “Riberi” di Torino. Disciplinare di gara, domanda di partecipazione ed elenco esplicativo dei documenti da presentare per ammissione alla gara sono disponibili nel sito http://www.esercito.difesa.it nella sezione bandi di gara. Importo presunto Euro 954.400,00 IVA esclusa (periodo Agosto 2012 – Luglio 2015). Informazioni esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica contratti@rmnord.esercito.difesa.it. Responsabile del procedimento Ten. Col. Gaetano Simonetti 01156034350.
IL CAPO DEL SERVIZIO AMMINISTRATIVO

Comando Regione Militare Nord Ufficio Amministrazione Corso Vinzaglio, 6 10121 Torino

Manuel Marulanda

dott.ssa Domenica Vivenza
Via G.G. Winckelmann, 1 - 20146 MILANO Tel. 02.244.24.611 - Fax 02.244.244.90 Via Marenco, 32 - 10126 TORINO Tel. 011.666.52.11 - Fax 011.666.53.00

1964
La nascita
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Ten. Col. com. Gaetano Simonetti

Questi e molti altri avvisi li puoi trovare anche su internet

Manuel Marulanda Vélez fonda le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia).

2002
Betancourt
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Viene rapita Íngrid Betancourt, senatrice e candidata alle presidenziali. Sarà liberata nel 2008.

2008
La crisi
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Consulta i siti

www.legaleentieaste.it www.lastampa.it

Dal 2002, l’offensiva del presidente Álvaro Uribe mette all’angolo i guerriglieri. Nel 2008 muore Marulanda. Nel 2011 è ucciso il successore Alfonso Cano.

Basta rapimenti a scopo politico o per chiedere riscatti e finanziare la lotta armata. Liberazione degli ultimi dieci ostaggi, tutti appartenenti alle forze di sicurezza, ancora nelle loro mani. E appello a una «soluzione pacifica» per mettere fine a un conflitto quarantennale, che ha fatto 50 mila vittime. La svolta delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane), annunciata ieri sul sito Internet dei guerriglieri www.farc-ep. co, potrebbe essere il preludio della pacificazione e il plauso al presidente brasiliano Dilma Rousseff un invito a una mediazione guidata dal gigante sudamericano. Il gruppo rivoluzionario fondato nel 1964, sulla difensiva da più di un decennio, è in cerca di identità dal 2008, dalla morte del fondatore Manuel Marulanda Vélez (noto come Tirofijo, ossia colpo sicuro), seguita, nel 2011, dall’eliminazione nella giungla del successore-filosofo Alfonso Cano. Ora sono guidate da un comitato ristretto di sette persone, braccate dalle forze speciali del presidente Juan Manuel Santos, addestrate dagli Stati Uniti. Santos ha subito replicato, sempre sul Web, che il gesto delle Farc «è un passo importante ma non sufficiente» per riaprire il negoziato. Anche perché i guerriglieri avevano annunciato la liberazione di sei degli ostaggi già sette mesi fa, senza far seguire i fatti alle parole. Ma ora c’è in più l’accettazione «dell’offerta generosa» fatta dalla Rousseff, che aveva proposto una sua mediazione. [P. DM.]

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Cronache 17

POLEMICA DOPO L’ULTIMA ESTERNAZIONE DELLA RAGAZZA

REGGIO CALABRIA

“Basta speculazioni” L’ira di Schettino sull’amica moldava
Domnica al Daily Mail: “Ci siamo baciati” I legali del capitano: “Pronti a querelarla”
GRAZIA LONGO ROMA

Dietro l’amore su Facebook l’ombra di un omicidio
REGGIO CALABRIA

Quando è troppo, è troppo. Quel «io e il comandante della Concordia ci siamo baciati la sera dell’incidente e, se non fosse stato per il naufragio, prima o poi saremmo finiti a letto» ha esasperato gli animi in casa di Francesco Schettino. E i suoi legali, gli avvocati Bruno Leporatti e Alessandro Antichi, bollano la confessione della moldava Domnica Cemortan al tabloid britannico Daily Mail come «una brutta speculazione su una vicenda che peraltro non ha alcun rilevanza processuale». I difensori si spingono oltre e annunciano:

Sul tabloid britannico la giovane si è fatta fotografare in divisa da comandante
«Leggeremo con attenzione tutto quanto ha detto la signorina Cemortan e valuteremo l’eventualità di una denuncia per diffamazione». Intanto a Meta di Sorrento, nella casa che Francesco Schettino - agli arresti domiciliari per omicidio colposo plurimo, naufragio, omessa comunicazione alle autorità marittima e naufragio colposoo - condivide con la moglie Fabiola e la figlia adolescen-

te si trovano a fare i conti con l’ennesima esternazione di Domnica. Che certo non spicca per coerenza. Prima nega di aver condiviso la cabina con il comandante e poi lo ammette. Prima asserisce di non essere stata sulla plancia di comando al momento del naufragio e poi lo riconosce. Prima dice di essere innamorata di Schettino, poi lo nega con fermezza, e adesso di nuovo lo ribadisce. «Il capitano mi rispettava - dichiara la ragazza, 24 anni, mamma di una bimba di 1, al giornale inglese - . Ero molto attratta da Schettino e lui mostrava un chiaro interesse per me. Ammetto di aver avuto una cotta per lui perché era bello e affascinante». Che cosa c’entra la presunta love story con la tragedia consumata davanti all’isola del Giglio? Sul piano giudiziario, niente. La procura di Grosseto non contesta alcun reato all’hostess, ma la sera del 13 gennaio non è una puntata di Love Boat: 32 persone hanno perso la vita e altre 4 mila e 200 hanno vissuto uno shock indimenticabile. Per non parlare dei danni economici e d’immagine. Alla Costa Crociere, ma anche al nostro Paese. «Su di me è stata scritta tanta spazzatura - prosegue la hostess - e devo difendere la mia reputazione. Mi trattano come una specie di femme fa-

Le interviste

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SULLA PLANCIA DI COMANDO

1

«Ero lì ma solo per aiutare il comandante a tradurre il russo»

Francesco Schettino, agli arresti domiciliari dopo la tragedia al Giglio

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DOPO LA TRAGEDIA

2

«Tutti si accaniscono Lo amo, non è giusto distruggere la sua immagine»
INSIEME A CENA

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3

«Mi disse che aveva fatto rallentare la nave per noi»

tale, ma io non vado a letto con tutti. Io e il comandante non abbiamo fatto sesso. Lui mi diceva "sei bella e hai cervello"». Negli atti dell’inchiesta della procura, guidata da Francesco Verusio, si legge che «il comandante rallenta la nave per completare la cena con Domnica e poi fa accelerare per non accumulare ritardo». Un’accelerazione che porta la nave dritta sullo scoglio. E ancora, dalle testimonianze di altri ufficiali, si evince che «sulla plancia, prima dell’incidente, c’era caos e aria di festa». Intanto Domnica - che sul tabloid britannico si è pure fatta fotografare in divisa e cappello da comandante - afferma di essere stata sola con Schettino nella sua cabina la sera del naufragio del Giglio e di averlo

baciato appassionatamente. «Lui mi rispettava quando ero un membro dell’equipaggio. Ma quando ero una passeggera la cosa era differente. Ma non saprò mai se saremo finiti a lette insieme per via dell’incidente». Quanto al suo bagaglio ritrovato nella cabina del capitano, si giustifica dicendo che era solo una sistemazione temporanea in attesa che le fosse assegnata una cabina. La moldava rivendica la sua professionalità: «Parlo quattro lingue, per questo sono stata assunta come hostess sulla Concordia». Sulla quale, il 13 gennaio, è salita dopo aver pagato un biglietto a metà prezzo nonostante non avesse ancora maturato l’anzianità di servizio per lo sconto dipendenti. Conclude con l’ennesimo ribaltone.

Lo cercavano da giovedì scorso, da quando ne era stata denunciata la scomparsa. Ma i carabinieri indagavano anche per una sparizione che ritenevano «strana». Ieri la svolta: la procura di Palmi ha emesso un provvedimento di fermo per due persone, padre e figlio, accusate dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere (non ancora ritrovato), di Fabrizio Pioli, elettrauto di 38 anni, di Gioia Tauro. La sua «colpa», secondo gli investigatori, una relazione con una giovane donna sposata, conosciuta su Facebook. Questo sarebbe il movente dell’omicidio commesso dal padre e dal fratello della giovane, Antonio e Domenico Napoli, di 53 e 22 anni, di Melicucco, paese non distante da Gioia Tauro. Domenico Napoli è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri, mentre il padre è ancora in fuga. Tra le persone sentite dagli investigatori c’è anche la ragazza che per ultima ha visto vivo Fabrizio Pioli. Era stato il padre dell’elettrauto, giovedì scorso, a dire ai carabinieri che il figlio si era allontanato da casa con la propria Mini One per andare a trovare una giovane a Melicucco. Da quel momento di Pioli si è persa ogni traccia. E così i carabinieri hanno cominciato a sentire amici e conoscenti dello scomparso e la stessa ragazza.

EBOLI

Lei uccisa lui in fin di vita Due vicini in manette
ANTONIO SALVATI EBOLI (Salerno)

La storia
MARIA CORBI ROMA

e volete fa morì in carcere». E a Rebibbia non ci sono certo i rubinetti d’oro a cui era abituato Enrico Nicoletti, il «secco» di Romanzo Criminale, colui che gestiva i soldi della banda. Lui che tirò su il policlinico di Tor Vergata ieri in quegli ambulatori è tornato per un malore quando ha capito che la cella lo stava aspettando. Una vita consacrata al denaro per l’ostentazione del lusso, senza mai un questo signore nato nel 1936 a Monte pentimento. Lunghe battaglie legali San Giovanni Campano, in provincia per riavere i suoi beni confiscati dallo di Frosinone. Una divisa da carabinie- Stato, come la villa in via di Porta Ardere come inizio, subito tolta per assu- atina, una reggia di marmi e stucchi. mere i panni da faccendiere, palazzi- «Tutto mi hanno confiscato, adesso vinaro, cravattaro. Tutti «titoli» onorifi- vo con una pensione di invalidità», si laci di quella Roma «ladrona», «cafo- mentava spiegando che lui quella villa na», spesso contise l’era comprata a gua alla criminalità, LA REGGIA DEL GANGSTER caro prezzo grazie alche ha accolto preNei bagni della villa l’intercessione del sto Nicoletti, consiVaticano. in cui viveva aveva fatto derato il cassiere Adesso vive a Tormettere rubinetti d’oro re Gaia, quartiere della banda della Magliana che negli adiacente a Tor VerAnni 70 seminò sangue e terrore nella gata, fatto crescere da lui a suon di apCapitale. Anche se lui nega e continua palti vinti. Ha cinque figli e nove nipoti, a farlo. «E’ un’invenzione giornalisti- continua a negare i rapporti con la banca, non c’è una riga nelle carte proces- da della Magliana («sono solo conoscensuali su questo», ha assicurato in una ze del carcere»). Si accalora per dire recente intervista al Tg1. che «il secco» di Romanzo criminale Una vita segnata dal crimine, dal- non è lui, ma uno veramente «secco».

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Nicoletti, il “secco” di Romanzo criminale ritorna a Rebibbia
Fu il tesoriere della banda della Magliana Deve scontare un residuo di pena di 6 anni

Enrico Nicoletti

Di De Pedis racconta: «È sempre stato corretto. Quando è uscito dal carcere mi ha chiesto di prestargli duecentocinquanta milioni per aprire un ristorante. Potevo non aiutare un amico?» Metà della vita a fare soldi, metà della vita nelle aule di giustizia e in carcere. L’ultima volta a luglio e ieri di nuovo dopo che La Cassazione ha dichiarato definitiva la sentenza relativa all’accusa di associazione finalizzata all’usura (sei anni e sei mesi). Oggi Enrico Nicoletti è la metà dell' uomo grande e grosso che fece tremare Roma. L’accento ciociaro riaffiora sulla bocca offesa dalla malattia. Una vita scandita da amicizie pericolose come Tiberio Cason, il boss di Centocelle (aiutò a far liberare il figlio quando nell’82 lo rapirono). Ma anche da amicizie potenti. Una montagna di affari fatti con la buona «parola» di questi amici. Politici, magistrati, uomo di tonaca. Democristiano, Nicoletti ha dato una quota del riscatto del generale Cirillo. «Ho dato quei soldi volentieri, quando uno è legato a un partito ne subisce anche le conseguenze negative», ha spiegato in tv. E quando arrivarono i socialisti il suo potere si rafforzò: «Quello fu un periodo ancora migliore, quando mi serviva qualcosa andavo da loro». Un imprenditore che acchiappava tutto: Comprò dalla signora De Paolis gli ex stabilimenti cinematografici sulla Tiburtina, terreni alle Capannelle. Costruì l'università di Tor Vergata, quella di Cassino La lista delle opere pubbliche con la sua firma è infinita. E nonostante questo Nicoletti per il Fisco era un poveraccio.

Hanno assalito marito e moglie mentre rincasavano nel centro storico di Eboli, nel Salernitano. Coltello in pugno hanno ucciso Maria Ricci, 50 anni, e lasciato in una pozza di sangue Giovanni Caifa, 54 anni. E’ stato proprio lui, ferito gravemente al torace ma vivo, a indicare ai carabinieri i suoi aggressori. Mario Di Pasquale, 27 anni e Tiziano Alacqua, di 31, sono stati sottoposti a fermo dopo diverse ore di interrogatorio. Stando alla ricostruzione degli inquirenti (indagini coordinate dal sostituto procuratore Carmine Olivieri), i rapporti tra i coniugi e la famiglia di uno dei due fermati erano tesi da tempo. Una chiacchiera di troppo sul conto di una familiare di uno dei due aggressori avrebbe scatenato la furia omicida. Lui bracciante agricolo, lei casalinga, vivevano in un bilocale nel centro storico di Eboli. Sabato sera avevano parcheggiato l'auto nei pressi di casa e stavano per rincasare quando sono stati avvicinati da due persone. Lei è stata colpita dopo aver imboccato il portone, mentre il marito è riuscito solo a parare alcuni fendenti. Soccorso, si trova ora nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Eboli, ma è riuscito a fornire i nomi degli aggressori ai carabinieri.

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18 Cronache

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Una battaglia che ha diviso l’Italia

Il professore

il caso
FLAVIA AMABILE ROMA

e un malato vuole curarsi con il metodo Di Bella ha il diritto di chiedere alla propria Asl questa terapia in modo gratuito e immediato come ogni altro trattamento. Il giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Bari Maria Procoli ha accolto il ricorso presentato da un malato perché il metodo Di Bella è ancora pienamente operativo, chi può averne bisogno lo sa bene e c’è sempre qualcuno che, per non sottoporsi alla chemioterapia, preferisce altre strade. La Asl dovrebbe ora trovare un medico disposto a somministrare al paziente la terapia alternativa a base di somatostatina che la maggior parte della sanità italiana non riconosce come efficace. Il condizionale è d’obbligo perché il primo passo del direttore generale dell’Asl, Domenico Colasanto, è stata la firma del mandato ai legali dell’Azienda sanitaria locale per opporsi alla decisione del giudice. «Si tornano ad avallare il facile sen-

S

Luigi Di Bella, morto nel luglio del 2003 a 91 anni, soprannominato «dottor speranza», propose una multiterapia alternativa alla chemioterapia

Il pretore
L’11 febbraio ‘98 il pretore di Maglie obbliga le Asl a somministrare gratuitamente la somatostatina a 17 malati di cancro che lo chiedevano

I test
Il 26 maggio ‘98 il comitato guida per la sperimentazione definisce le modifiche ai protocolli secondo le indicazioni del professor Di Bella

La disillusione
Il 13 novembre del 1998 arrivano i dati completi relativi alla sperimentazione con il metodo Di Bella: sono tutti negativi

Il giudice ordina: “Cura Di Bella contro il cancro”
Bari, accolto il ricorso di un malato La terapia fu ritenuta inefficace 15 anni fa
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

sazionalismo e le false speranze da parte dei pazienti», avverte il segretario nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) Carmine Pintu che ricorda come ai pazienti debbano essere garantite esclusivamente cure «riconosciute valide scientificamente». «Dobbiamo garantire ai malati - afferma Pintu - cure per le quali c’è una dimostrazione scientifica di efficacia, e non cure potenzialmente tossiche». Sul metodo Di Bella contro il cancro, sottolinea l’esperto, «sono state svolte sperimentazioni che hanno dimostrato in modo chiaro l’inefficacia della cura in questione: il metodo Di Bella non si è cioè dimostrato attivo contro la patologia; inoltre - rileva - si pose anche la questione etica del sottrarre pazienti a cure che si sono invece dimostrate efficaci scientificamente». Altro aspetto è poi quello economico: «Si sottraggono risorse autorizzando un metodo non efficace, in un momento - afferma Pintu - in cui non possiamo sicuramente permettercelo». Insomma, «per noi oncologi - conclude Pintu - questo è un capitolo chiuso. Molto perplesso anche Ignazio Marino, presidente della Commissione d’Inchiesta sul servizio sanitario nazionale: «Nutro profondo rispetto per il lavoro della magistratura e tuttavia mi sembra paradossale che una terapia medica possa essere prescritta da un magistrato. Così come mi sembrerebbe strano se fosse un medico a concludere un processo». Quanto al merito, «è bene ricordare che la cura Di Bella - sottolinea - è stata ritenuta dalla comunità medica e scientifica internazionale come non affidabile». A tutti risponde Giuseppe Di Bella, figlio del medico che inventò il metodo che ancora oggi, a distanza di quasi venti anni dalla sua pubblicizzazione, divide l’Italia. «Non conoscevo quest’ultima decisione di un giudice, ma rilevo che sono oltre duemila in Italia le sentenze che hanno condannato le Asl a erogare la terapia di mio padre. Il metodo ormai è ufficiale e si trova nelle banche dati scientifiche mondiali», spiega. Citando dati del National Cancer Institute, il figlio del ricercatore afferma che quando questo tipo di tumore è al quarto stadio la possibilità di sopravvivenza viene ritenuta non superiore al 19%, mentre «con il metodo Di Bella al quarto stadio sopravvive ormai il 50% delle donne».

«Non ci sono certezze E’ ingiusto dare speranze»

3

domande a
Amedeo Bianco Pres. ordine medici

ROMA

Amedeo Bianco, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri: un giudice può imporre una terapia a un medico?

«Credo che il giudice possa riconoscere esclusivamente il diritto amministrativo di ottenere la somministrazione di una terapia in modo gratuito ed immediato ma non può costringere un medico ad usare quel trattamento».
Nemmeno l’Asl può essere costretta?

«L’ordine può essere discusso. Se qualcosa non fa parte dei Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, non esiste alcun obbligo di somministrazione gratuita. Una sentenza del genere invece fa rientrare in un profilo di diritti acquisiti quello che non vi rientrerebbe. Sinceramente non ne vedo l’utilità».
Perché?

«Correre dietro a una speranza è giusto ma le risorse non sono infinite. Decidere di utilizzare dei fondi per una cura come il metodo Di Bella su cui esistono molte perplessità in campo scientifico invece che per terapie su cui esistono evidenze, significa correre il rischio di sprecare le risorse già limitate a disposizione dei pazienti». [F. AMA.]

COLDIRETTI: RITORSIONE

GENOVA, BOSCHI A FUOCO

E’ mancata la nostra cara mamma

“Coca-Cola sfrutta Rosarno” E l’azienda revoca i contratti
REGGIO CALABRIA

Scossa di terremoto in provincia di Imperia
GENOVA

Anna Smeriglio ved. Moscheni
Lo annunciano con profondo dolore i igli: Maria Franca, Gianfranco con Emanuela, i nipoti: Luca, Chantal, Francesca e Fulvia con i piccoli Gio Gio, Gregorio e Ginevra. I Funerali avranno luogo in Torino, martedì 28 corr. alle ore 11 nella parrocchia San Tommaso, via Pietro Micca. Santo Rosario, stessa chiesa, lunedì 27, ore 19. Un ringraziamento particolare al dott. Giuseppe Calcamuggi ed al personale tutto per le amorevoli cure prestate. – Torino, 25 febbraio 2012 O.F. Beato Cottolengo - tel. 011.8172464 Cara MAMMA, hai dedicato a noi ogni istante della tua vita, insegnandoci l’amore per il papà sopra ogni cosa. Sei stata una grande mamma: veglia su di noi, abbiamo ancora bisogno di te. Ciao NONNA, sei stata il nostro riferimento. Ci mancheranno i tuoi consigli e il tuo amore. Ti porteremo sempre nel cuore. Giuseppe, Bettina e igli prendono viva parte al dolore di Mariafranca e Gianfranco ed abbracciano tutti con affetto. – Mombello Monf. (AL), 26 febbraio 2012 Sergio, Luigi e Roberto con Ornella, Piera e Titti sono vicini a Franca e Gianfranco, loro famiglie, in questo triste momento. Piera, Antonella, Carlotta e Giorgio sono vicini con affetto. Nella luce e nella pace è stata accolta nell’abbraccio del Padre

Giovanna Seghesio ved. Marengo
di anni 101 L’annunciano con ininito dolore: i igli: Michelangela, Eugenio, Tina, Corrado, Mario, Oreste, Michele, Ida, Bianca con le rispettive famiglie, nipoti, pronipoti, il fratello Mario, cugini e parenti tutti. I Funerali in Narzole, martedì 28 febbraio alle ore 10. – Narzole, 25 febbraio 2012 Cara MAMMA ti ringraziamo per tutto il bene che ci hai voluto e cercheremo di adorare la tua memoria seguendo i tuoi insegnamenti. I igli. Partecipiamo commossi al vostro grande dolore. Michelia, Beppe, Francesca, Inigo. Il 24 febbraio ci ha lasciato

E’ serenamente mancata all’affetto dei suoi cari

E’ mancata

Maddalena Bertinetti in Berno
di anni 91 La piangono il marito Vincenzo, il cognato Domenico, i nipoti Lina e Giorgio, Emy e Mimma, pronipoti, cugini e parenti tutti. Un ringraziamento particolare alle signore Edith, Camelia, Dina per le amorevoli cure. Funerali martedì 28 c.m. alle ore 10 nella chiesa Gesù Buon Pastore. – Torino, 25 febbraio 2012 Affettuosamente stretti allo zio nel ricordo: Giorgio e Pia, nonna Paola, Paola ed Emanuela con Giorgia e Martina. I Padri Rosminiani annunciano la scomparsa del confratello sacerdote

Maria Bruni ved. Cantore
anni 84 L’annunciano: la iglia Rosangela con Antonio, il nipote Alessandro, parenti tutti. Funerali martedì 28 corr. ore 10,30 parrocchia di Beinasco. – Beinasco, 27 febbraio 2012 O.F. Pira - Beinasco E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Ines Pozzato ved. Rastaldo
anni 91 L’annunciano i igli Cristina con Piero e Silvia, Flavio con Mariella e Marco. Funerali in Torino martedì 28 febbraio alle ore 11,30 nella chiesa parrocchiale S. Giuseppe Lavoratore, corso Vercelli 206. S. Rosario stessa parrocchia lunedì 27 febbraio ore 18,30. Il presente è partecipazione e ringraziamento. – Torino, 25 febbraio 2012

La Coca Cola corre ai ripari contro l’utilizzo delle arance raccolte da immigrati sfruttati per produrre la Fanta e disdice un contratto con un’azienda di Rosarno che trasforma gli agrumi. Lo ha riferito il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, che commenta: «La nostra economia subirà un devastante danno. Il vero problema sulla produzione degli agrumi è che gli agricoltori non raccolgono il prodotto perché il prezzo è troppo basso. Questa situazione ha quindi provocato un impoverimento di tutto il settore ed è ovvio che a risentirne sono anche i lavoratori». «Se a questo scenario - ha concluso il sindaco - si aggiungono i possibili tagli delle commesse da parte della Coca Cola, allora rischiamo di trovarci in una situazione economica di grande difficoltà». La disdetta dei contratti da parte delle multinazionali con le aziende di lavorazione delle arance è «un atto ritorsivo, ma di debolezza - sostiene il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro -. Noi, 14 mesi fa abbiamo iniziato una battaglia di civiltà con l’iniziativa “Non lasciamo sola Rosarno, coltiviamo gli stessi interessi”».

Decine di chiamate ai vigili del fuoco e al 118 e tanta paura, ma per fortuna, nessun danno per una scossa di terremoto di intensità 4,9, con epicentro in Francia, che è stata avvertita in maniera piuttosto forte in tutta la provincia di Imperia nella tarda serata di ieri. Diversi gli abitanti che hanno composto il numero del 115 e del 118 per avere rassicurazione. Qualcuno è anche uscito di casa, a scopo precauzionale e per paura di nuove scosse a distanza ravvicinata. Intanto a Genova un vasto incendio boschivo ha interessato il ponente, nella zona di Vesima e Crevari, e costretto i soccorritori, vigili del fuoco, protezione civile e uomini del corpo forestale dello Stato, a disporre l’evacuazione di alcune abitazioni lambite dalle fiamme. La polizia stradale ha invece disposto la chiusura del tratto autostradale della A10 Genova-Ventimiglia nel tratto che attraversa Vesima. Anche in questo caso la carreggiata è pericolosamente vicina alle fiamme. Interventi su vari fronti del rogo, che secondo gli inquirenti è di certa origine dolosa.

padre Emilio Trentini
di anni 90 I Funerali si celebreranno nella chiesa del SS. Crociisso al collegio Rosmini di Stresa lunedì 27 febbraio alle ore 10,30. – Stresa, 26 febbraio 2012 E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Erminia Fella in Chiesa
Lo annunciano il marito Francesco, i igli, il fratello Luigi e tutti i suoi cari. Un sincero ringraziamento all’equipe dell’Ematologia dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano ed in particolare ai medici: Zecchina, Cilloni, Rotolo e Gaidano. Per la dedizione e l’umanità per le cure prestate un abbraccio sincero al Gruppo Infermieristico: Antonietta, Bruna, Concetta, Dania, Graziella, Lorena, Marina e Rita. Funerale martedì 28 febbraio alle ore 10,15 con cerimonia di commiato presso il Tempio della Cremazione di Torino, corso Novara 135. – Torino, 24 febbraio 2012 O.F. Astra - tel. 011.280901 Dopo lunga malattia è mancato all’affetto dei suoi cari il

ANNIVERSARI
2011 2012

Rosalba Bergui in Manassero
anni 81 Lo annunciano affranti dal dolore il marito Giuliano, la iglia Claudia con l’adorata nipotina Giulia e Alessandro. Funerali martedì ore 10 parrocchia Beata Vergine delle Grazie, Crocetta. S. Rosario in parrocchia lunedì ore 17,15. – Torino, 26 febbraio 2012

Angiolina Giaretto (Bruna) ved. Rossi
Un anno fa ha raggiunto mamin Adelaide ed i fratelli Angelo e Tino. Messa venerdì 2 marzo ore 18 via Boston 37. 1972 2012

dott. Bartolomeo Stardero
Sempre rimpianto dai suoi cari.

dott. Mario Giordano
Ne danno il triste annuncio la moglie Ferdinanda, la iglia Silvia, Michelangelo, Massimiliano e John Eric. – Torino, 26 febbraio 2012 Ci ha lasciati

Teresita Succio in Bonetto
di anni 79 Lo annunciano: il marito Roberto, i igli Marisa, Rosangela, Maura e Giuliano con le rispettive famiglie e parenti tutti. Un particolare ringraziamento a Catalina e Claude per le amorevoli cure prestate. Funerali in Torino nella parrocchia Immacolata Concezione, via San Donato 21, martedì 28 febbraio alle ore 11,30. Non iori ma eventuali offerte alla struttura di suor Daniela in Brasile o al C.I.S.V. – Torino, 25 febbraio 2012

NECROLOGIE - TARIFFE A PAROLA
NECROLOGIE: nome e cognome del defunto centrati, nonché eventuali titoli
accademici ed onorifici: tariffa doppia. Località e data, obbligatorie in calce alla necrologia, vengono conteggiate per n. 4 parole. Costo a parola € 7,50 ADESIONI: in presenza del nome e cognome centrati (tariffa doppia) sono obbligatori località e data in calce (conteggiati per n. 4 parole). Costo a parola € 9,60 ANNIVERSARI: data e nomi centrati (obbligatori) tariffa doppia. Costo a parola € 9,00. Evidenziati + 10% RINGRAZIAMENTI: con nome e cognome centrati (tariffa doppia) sono obbligatori località e data in calce (conteggiati per n. 4 parole). Costo a parola € 9,00. Evidenziati + 10% Oltre alle spese di trasmissione, l’Iva 21% per avviso. Il tuo annuncio su senza recarti allo sportello. Vai su www.lastampa.it/necrologie basteranno pochi minuti per digitare il testo che desideri pubblicare.

Maria Cargnino ved. Gay
Ne danno annuncio le iglie Lorenza con Ennio, Vanda con Domenico, la nipote Monica con Michele e Camilla. Funerali domani ore 11 parrocchia di Lemie (TO). – Torino, 27 febbraio 2012 O.F. Audisio - tel. 011.254140

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Società 19

il caso
PAOLO MASTROLILLI INVIATO A NEW YORK

La decisione I media hanno costretto l’ente dell’Educazione a diffondere i «verdetti» sulle capacità in cattedra

Il sindaco Bloomberg è favorevole per responsabilizzare la categoria e licenziare chi è considerato incapace

Adesso i voti li prende il prof
Su Internet finiscono le valutazioni degli insegnanti di New York ed è polemica “I genitori possono valutare le scuole dei figli”. “No, così è caccia alle streghe”
om’è la pagella del tuo professore? Questa domanda, che sembra rovesciare il mondo, ha occupato il fine settimana di migliaia di famiglie a New York, dopo che il Department of Education è stato costretto a pubblicare le valutazioni interne di 18 mila insegnanti. Se la sono posta tra di loro gli studenti, col gusto di rigirare le proprie angosce sulle spalle dei maestri, ma soprattutto i genitori, decisi a capire se i loro figli stanno perdendo tempo e quindi bisogna cambiare scuola. Di sicuro si tratta di una rivoluzione epocale, nonostante tutte le inevitabili polemiche che ha portato con sé, perché da ora in poi nessun professore potrà evitare di fare i conti con le sue responsabilità. Nel 2006, allo scopo di migliorare la qualità delle scuole pubbliche di New York, l’allora Chancellor Joe Klein decise di varare un nuovo sistema di valutazione degli insegnanti, basato sul modello del «value-added». In sostanza si proponeva di registrare i risultati ottenuti dagli studenti nei test di inglese e matematica, tra la quarta elementare e la terza media, per poi confrontarli con i progressi fatti negli anni

C

18
mila
Sono i professori sottoposti dal dipartimento dell’ Educazione di New York alle valutazioni professionali

vero che le scuole dell’Upper West Side e dell’Upper East Side di Manhattan funzionano in generale meglio, perché gli abitanti di questi quartieri sono più ricchi, pagano più tasse, e quindi garantiscono più risorse agli istituti dove vanno i loro figli. Però è anche vero che tra il 50% di insegnanti giudicati nella media, il 20% sopra e sotto la media, e il 5% eccellenti o disastrosi, ci sono molte sorprese. Nella stessa scuola, nella stessa classe, possono capitare un professore di inglese straordinario e uno di matematica incapace, e parecchi insegnanti sotto la media lavorano anche nei quartieri più ricchi. Questo dipende dal fatto che i loro risultati sono stati giudicati anche in rapporto alle aspettative per la qualità degli studenti e le «performance» precedenti delle scuole. Quindi un
I TEST

23
miliardi
È quanto viene investito dalle autorità della metropoli per il sistema scolastico

Non sono perfetti, ma ora con l’operazione trasparenza non si può più tornare indietro
professore dell’Upper East Side, che sembrerebbe un genio al Bronx, passa per incapace, perché ha ottenuto dai suoi ragazzi progressi appena inferiori rispetto al suo predecessore. Tutti questi elementi alimentano la polemica, che è anche politica. I sostenitori dei test, come il sindaco Bloomberg, sono contenti di renderli pubblici, perché vogliono responsabilizzare ed eventualmente licenziare gli insegnanti del sistema scolastico, in cui la città investe 23 miliardi di dollari all’anno. Invece la United Federation of Teachers, cioè il sindacto, ha fatto causa contro la diffusione dei dati, perché li ritiene parziali e capaci di scatenare una «caccia alle streghe». E’ probabile che la ragione stia nel mezzo: da una parte questi test non sono perfetti, ma dall’altra molti professori non sono adeguati. Il risultato però è che adesso tutti, insegnanti e amministratori, dovranno rendere conto dei risultati raggiunti.

LE SORPRESE

Nella stessa classe ci può essere un insegnante straordinario e uno pessimo
I CRITERI

Si sono basati anche sulle aspettative degli studenti
successivi. La valutazione teneva conto anche delle condizioni in cui operavano i ragazzi, e quindi se venivano da famiglie ricche o povere, da ambienti istruiti o no, da situazioni agiate o difficili. Lo scopo di questo sistema, chiamato «Teacher Data Reports», era far vedere ai professori il livello di risultati ottenuti dai loro studenti, e quindi i progressi o i peggioramenti, in modo da poter adeguare i metodi di insegnamento. Nello stesso tempo, però, consentiva anche di vedere quali scuole e quali maestri funzionavano meglio, in base ai livelli di apprendimento raggiunti, messi in rapporto con le condizioni di partenza. Quando i media di New York hanno saputo dell’esistenza di questo sistema, hanno chiesto subito al Department of Education di renderlo pubblico. La risposta è stata negativa, e quindi hanno fatto causa usando il Freedom of Information Act, la legge che obbliga tutte le istituzioni statali americane a rivelare i propri atti e documenti. I giudici hanno dato ragione ai media e venerdì sono stati diffusi i giudizi su 18 mila insegnanti di 140 scuole pubbliche. Subito dopo gli studenti, e i genitori, sono potuti andare su Internet per vedere direttamente i «voti» presi dai loro professori. La peggiore in assoluto è risultata Pascale Mauclair, della P.S. 11 di Woodside, nel Queens. I risultati però sono stati sorprendenti, perché in molti casi non hanno rispettato le aspettative. È

Intervista
FLAVIA AMABILE ROMA

G

iorgio Rembado, lei è presidente dell’Associazione Nazionale Presidi: è pensabile in Italia che gli studenti diano i voti ai loro prof e che su questa base i genitori scelgano dove iscrivere i figli?

Il leader dei presidi: “Anche in Italia si è cominciato”
una valutazione obiettiva può essere utile.

In Russia E’ boom per la lingua di Dante
I

tazioni permetteva così di arrivare al giudizio finale».
E com’è andata?

«Sarei molto prudente su un’eventuale «Si può pensare ad una sperimentainiziativa del genere nel nostro Paese. zione. Qualcosa in questo senso c’è Non abbiamo una tradizione di valuta- già stato l’anno scorso. E’ mancata la zione e si creerebbero situazioni molto pubblicazione sul sito dei risultati, conflittuali. Sarebbe facile prestare il ma la raccolta dei giudizi c’è stata». fianco a strumentaSi riferisce al prolizzazioni, rendendo getto di valutaI RISULTATI il risultato finale del«Solo un esperimento «Sì. zione del 2011? la valutazione poco Erano coinvolfacoltativo che te alcune decine di obiettivo e, quindi, non è finito online» scuole ed esisteva fuorviante per le scelte dei genitori». una parte di valutaE’ vero che in Italia non abbiamo zione “reputazionale”, in cui la compela cultura della valutazione, ma è tenza dei professori veniva stimata anche vero che, comunque, da sulla base di indicatori formati dai giuqualche parte bisogna pur iniziare dizi dei genitori, dei colleghi e degli e far capire ai giovani il senso di studenti. L’incrocio di queste tre valu-

«Il discorso sarebbe lungo. Dirò che è andata bene, ma non bisogna dimenticare che esiste un limite: si trattava di una valutazione facoltativa. Chi accetta di partecipare - è chiaro - non ha difficoltà a sottoporsi a queste sperimentazioni né a usarle in modo obiettivo».
In Italia le valutazioni non sono ancora online, però. Succederà?

«E’ una carenza che andrebbe eliminata, anche se bisogna ricordare che nel nostro Paese non esistono enti di valutazione indipendenti, mentre nei Paesi anglosassoni le valutazioni vengono pubblicate perfino sui principali quotidiani».

In passato era il francese la lingua dell'aristocrazia russa, ma oggi è la «favella» di Dante e il boom sta continuando anche grazie ai manuali ufficiali della lingua italiana preparati per le scuole della Federazione Russa e presentati in questi giorni a Mosca. Secondo Nadezhda Dorofeeva, docente della prestigiosa università moscovita Mglu, «tutti studiano l'italiano perchè è bello e semplice». Un successo che va avanti da quasi un ventennio, anche grazie all'interesse crescente per i prodotti del «made in Italy», ma che ora si sta consolidando sui banchi scolastici. «Fino agli Anni 80 del secolo scorso l'insegnamento dell'italiano era rimasto a livello universitario nelle due capitali russe. Una rara eccezione rappresentava qualche scuola media di San Pietroburgo», spiega la professoressa. Ma adesso non è più così. Il fenomeno è ormai evidente.

20 Società

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

In passerella a Milano

Tendenze
ANTONELLA AMAPANE INVIATA A MILANO

imenticate la sobrietà, sintonizzatevi sull’iperdecorativismo. Punto di partenza il barocco romantico. La passerella di Dolce & Gabbana sembra il set di un film. Una ventina di giganti lampadari chandelier intrecciati di rose antiche, tende di seta drappeggiata e un grande specchio con cornice oro fanno da sfondo a una moda per principesse e madonne intossicate di ornamenti. In testa, coroncine, veli, macro orecchini con medagliette dei santi. Ai piedi, scarpe pistacchio come alzatine di cassate siciliane, tripudio di fiorellini. Addosso, cappe e vestiti fitti di pizzi e ricami. Il tutto scandito dalle note di «O sole mio». Il troppo non stroppia, anzi è molto desiderabile. Sono gioielli le buie mantelle incrostate di decori che paiono scippati alle chiese. Vien voglia di toccare i merletti organzati con boccioli che paiono di carta; di guardare da vicino il tulle di seta ritagliato come i vasi di madreperla con i putti; di accarezzare le giac-

D

IL CONSIGLIO AI GIOVANI

Costruttivismo e colore
DA MARNI QUASI UNO SCIALLE CON TASCONI E CINTURA SI SOVRAPPONE A SOPRABITI E GIACCHETTE REINVENTANDO IL CAPOSPALLA

Rocker Anni 80
FRANKIE MORELLO LANCIA BLAZER MASCHILI IN COLORI FLUO, SCARPE A PUNTA CON ACULEI, ABITI TEMPESTATI DI BORCHIE

Luce d’Oriente
LAURA BIAGIOTTI PENSA ALL’IMPERATRICE TEODORA, ALLA CORTE DI BISANZIO, DA CUI EMERGE UNA DONNA FASTOSA E REGALE

«Sfilate in cantina con quattro sgangherate e se avete talento vi verranno a vedere»
che a piccolo punto e broccato. Non esiste struttura (sotto il vestito niente) è il taglio a renderli gonfi, sono leggerissimi, stanno in un pugno. Come sempre dal Sud Italia più genuino e passionale nasce il guardaroba della griffe. «Quando ci allontaniamo dal nostro dna, perchè ci stufiamo di fare noi stessi, veniamo subito richiamati dal pubblico. È una grossa sfida, si rischia di annoiare...perciò sperimentiamo il nuovo con lavorazioni e materiali, ma sempre sulle nostre radici». La sensualità scorre a fiumi in pedana. Applaude entusiasta Helen Mirren, l’attrice preferita da Stefano Gabbana («Mi piace perché non è più giovane, ma ha voglia di osare»), accanto a una smagliante Monica Bellucci, protagonista della campagna pubblicitaria «La bella Italia», festeggiata ieri sera con un party al Golden: «Lei è di casa, a maggio lanciamo una linea di rossetti con le sfumature di rosso che preferisce, si chiameranno “Monica”», Raccontano gli stilisti, e ricordando gli anni della gavetta danno un consiglio ai giovani: «Sfilate in cantina, in garage... con quattro ragazze sganghera-

Basta con la sobrietà viva il barocco romantico
Da Dolce & Gabbana trionfano madonne e principesse iperdecorate
te, non abbiate paura di cominciare. Se avete qualcosa da dire la gente verrà a vedervi. I talenti emergenti sono un grande stimolo anche per noi».
Il rigore opulento

Il gioco degli estremi è vincente se dosati con equilibrio e le formule sono svariate. Ferragamo ci riesce unendo i tagli seriosi delle uniformi post impero zarista alle lavorazioni più frivole e certosine. I pastrani neri con bottoni d’oro invecchiato si accompagnano quindi a bluse soffio con ricami bronzo e gonne fitte di passamanerie. Molto genere Lara, l’amata del «Dottor Zivago». Con

mano felice Marni sposa costruttivismo e opulenza su giacconi di visone intarsiato che diventa Principe di Galles; squadra le forme dei trench in pitone solcati da cinture a vita bassa e ci aggiunge immense tasche laterali a soffietto, fatte per sfrattare la borsa. Le stesse applicate anche sulle stole. Per Laura Biagiotti, invece, la sfida è fra praticità e regalità. Risultato: I fasti dell’imperatrice Teodora rivivono nei mix di cachemire e lurex, illuminati da fantasie e luci d’Oriente. Mentre Aquilano.Rimondi riscrivono in chiave attuale i costumi teatrali di Tirelli con i dettagli

Regale
La mantella di Dolce & Gabbana incrostata di ricami d’oro

Pezzi d’archivio Stile «La Stampa» su pashmine e t-shirt

Il salone dei piccoli e medi imprenditori e delle nuove scoperte

Caccia ai giovani talenti nell’incubatrice di White
EGLE SANTOLINI
MILANO

I

Negli stand di White Milano ci sono anche i pezzi storici de La Stampa: articoli e foto provenienti dall’archivio del giornale, riprodotti su sciarpe, pashmine, fodere di capi in pelle; e anche, stampati su jersey di lana viscosa elasticizzata, per t-shirt con cappuccio, abiti morbidi, borse. Con un tema comune: le dive italiane degli Anni Sessanta, da Sophia Loren a Monica Vitti. Giulio Enoch, titolare della Modesto Bertotto di Biella: «La linea LSS, acronimo di La Stampa Style, ha avuto un gran successo al maschile, con i capi che celebrano lo sbarco sulla Luna o la conquista del K2. Ecco la nuova tappa, per il pubblico femminile».

Lara e Zivago
FERRAGAMO SI ISPIRA AL GUARDAROBA DELL’EROINA DI PASTERNAK DOVE SI MESCOLANO MASCHILE E FEMMINILE, PASTRANI DA UOMO E ABITI DI PIZZO, TAGLI SERIOSI DA UNIFORME E RICAMI

hi vuol capire dove stia andando la moda viene qui in via Tortona, perché è al White, il grande salone a Porta Genova, che si capiscono due cose. Primo, come stanno di salute gli imprenditori medio-piccoli, quelli di solido impianto artigianale, che se non hanno i numeri e il nerbo per confrontarsi con i giganti del Made in Italy costituiscono una rete solida e affidabile per l’industria nazionale: anche, soprattutto, in tempo di crisi. Secondo, chi sono i talenti prossimi venturi, quelli sperimentali, giovani, ancora sconosciuti se non da chi ha fiuto e va a stanarseli sul nascere. Massimiliano Bizzi, presidente di White, è ottimista sui due fronti: «Con 360 espositori e una base da cui partire, che poi è quella della scorsa edizione, di 16 mila e rotti visitatori, possiamo dire che l’orizzonte è più ro-

C

seo del previsto. Lo capisco dall’entusiasmo che sento in giro, dalle file di compratori che fin dalla mattina presto arrivano agli stand. Perché alle visite seguono le firme, cioè i contratti». Vanno forte gli abiti e pure gli accessori, ormai circa il 40% degli articoli esposti: ecco, per citare un paio di nomi in rappresentanza di un arci-

Da Tel Aviv
Una creazione della designer di gioielli Mirit Weinstock realizzata con l’impiego di ciglia finte

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Società 21

La viaggiatrice di Trussardi reinterpreta colori e forme del Perù, adattandole a uno stile androgino e cosmopolita

Imprevisti in pedana Gli animalisti e il vento irrompono nel tendone di Byblos
I

Dettagli di stile

GENTE DI MODA
S
i avvicina la fine della fashion week milanese ma nessuno sembra avere intenzione di tornare all’ordinarietà. Ieri, complice il sole e il vento che hanno reso l’atmosfera elettrica, la fotografa Ilaria Magliocchetti Lombi ha immortalato dettagli in grado di attirare l’attenzione anche sull look più sobrio. Collanone effetto plastron, foularoni salva-gola, piccoli diademi su capelli raccolti, cravatte su colli femminili, borsette in mani maschili. C’è chi ha puntato su un capo fluo per accendere il resto (un gilet, una scarpa, una borsetta) e chi invece non si è fatto mancare proprio niente, dai bermuda a pois ai calzini a righe al collo di pelliccia.
@ 2012 Ilaria Magliocchetti Lombi/Stile.it Altre gallery su www.lastampa.it e www.stile.it

Animalisti in azione a Milano, dove ieri è stata brevemente interrotta la sfilata di Byblos da un’attivista salita in passerella con cartelli di protesta. «Non vogliamo puntare il dito contro un singolo stilista, ma porre i riflettori sulla vita di sofferenza e la morte a cui sono destinati 55 milioni di animali ogni anno per fare pellicce» hanno spiegato. Il forte vento, poi, ha ritardato qualche sfilata. Sempre da Byblos al Castello Sforzesco, sotto il tendone, una violenta raffica di vento ha fatto tremare le impalcature. Nulla di grave e la sfilata si è svolta senza nessun problema per l’incolumità del pubblico, anche se qualcuno ha preferito andar via. Le stesse raffiche hanno agitato il tendone della pedana di via del Gesù, nel quartier generale di Versace. Il vento ha anche alzato il vestito della modella Alek Wek mentre si trovava nel centro di Milano, fermando per un attimo il traffico.

Lo spazzolino
Da Agnona torna il rinomato tessuto di alpaca lanciato negli Anni 70

dei dipinti di Tiepolo e Mantegna, ma su linee nette, essenziali, con orli sopra il ginocchio.
Fra natura e spezie

C’è un mercato ortofrutticolo con spezie d’ogni tipo da Trussardi. Siamo in Perù. È lì che lo stilista Umit Benan fa atter- La musica addosso rare la sua viaggiatrice androgina che Fa sognare le platee la rocker Anni stipa in mega zaini di nappa, pitone e ‘80 di Frankie Morello che cita le malucertola un guardaroba con i colori nie di Joan Jett, fan di blazer maschidel folklore locale. li fluò, scarpe a Androgina fino alla OBIETTIVO NATURA punta con aculei punta dei capelli tadiMissoni ricrea gli anelli lunghissimi, dascagliati con la sfumafesa personale, delle cortecce degli alberi miciati tempestati tura da cadetto, vesugli abiti in maglia di borchie. Da porste tailleur pantalone di velluto a coste, tare con le calze a gonne-plaid con orli asimmetrici, calzo- rete e i paraginocchi. ni in nappa e blazer doppiopetto. Maledettamente pericolosa la raLe tonalità dei boschi con piante gazza Versus vive di notte, avvolta nelsecolari sono il punto di partenza di le fumose atmosfere underground lonMissoni che ricrea gli anelli delle dinesi di Camden Town. Bazzica da un cortecce su fluidi abiti in maglia ri- club all’altro in giubbotti biker, sigillascaldati da piccoli giustacuore con ta in abiti cortissimi dalle fantasie geoPunk inserti di pelliccia. Le gonne lun- metriche coordinate agli stivali calza di lusso ghe, agugliate e infeltrite sembra- che si arrampicano fino all’inguine. Stile da no infangate; i grandi riquadri in Punk nell’anima non rinuncia ai micro ragazzaccia 3D incrostati di terriccio. abiti tie dye strappati e tenuti insieme viziata Sempre con i marroni e i verdi da lacci di cuoio. Una vera peste. da Versus

verde si compone la collezione di Mantù, pensata per una donna che lavora e sceglie la praticità elegante di montgomery sartoriali e abiti leggermente svasati, in broccato e jersey trompe l’oeil che sembrano due pezzi, da abbinare a cappe grigie splamate di pennellate metallo.

Psichedelico
È il pitone dai toni selvaggi nella nuova borsa Justine di Jimmy Choo

Made in Italy
Tessuti pregiati e artigianalità per il giovane brand italiano Semi-Couture

Da Shanghai con amore
Una creazione della stilista cinese Uma Wang che ha studiato a Londra, lavora a Shanghai e usa tessuti italiani Ieri è stata protagonista di una sfilata-evento a Palazzo Reale

pelago frammentatissimo, i produttori artigianali di stivali derivati direttamente da quelli da equitazione che hanno conquistato il mercato americano (Fasciani), ecco chi (Goti) forgia a mano i gioielli usando leghe così

flessibili che permettono a chi li compra di trasformare il proprio anello in bracciale e viceversa. E poi i capi in lana, in pelle, nei pregiati tessuti italiani; come ricorda Bizzi, anche l’emergentissima stilista cinese Uma

Profumo di gala
Notturno, fragranza creata per White da Meo Fusciuni

Wang, che ha sfilato ieri sera nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, «ha trovato davvero se stessa quando ha cominciato a usare i tessuti italiani, i Lyria del Gruppo Cerruti». Buone notizie anche dalla zona di White che più somiglia a un’incubatrice, cioè lo stanzone dedicato ai cosiddetti «talents». Tra i più osservati e coccolati Mirit Weinstock di Tel Aviv, disegnatrice di gioielli, che per le sue creazioni usa anche le ciglia finte colorate, così come sono oppure bagnate nell’oro e nell’argento: i suoi pezzi sono già stati comprati da Colette, il concept store più famoso di Parigi. Tommaso Cecchi De’ Rossi, da Pescia, concia le pelli e i tessuti con un procedimento molto originale, e cioè usando il vino; ne escono borse, cinture e pullover di morbidezza e tonalità uniche, vagamente sessantottarde e molto chic. Stella Jean, stilista haitiana, usa certe stupende stampe africane, però con fitting occidentali: è già in vendita a Milano da Biffi, dove fa furore. E ieri sera, a far da corona a Uma Wang, oltre agli intermezzi musicali degli allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi c’era anche il «naso» Meo Fusciuni, che ha creato per l’occasione un profumo intitolato Notturno. Poi tutti a rendere omaggio a Tiziano, per l’anteprima della mostra a Palazzo Reale.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

PRONTO A RIENTRARE IN CONFINDUSTRIA

VERSO L’INTESA PER I SUV NELLA FABBRICA DI ZIL

ESPORTAZIONI RECORD IN GRAN BRETAGNA

Riello: torno se vince Bombassei
L’imprenditore Alessandro Riello (foto) è pronto a rientrare in Confindustria se sarà guidata da Alberto Bombassei.

Fiat pronta per la Russia
Secondo indiscrezioni l’ad Sergio Marchionne (foto) firmerà l’intesa che porterà Fiat a produrre in Russia suv nella fabbrica di Zil.

Birra italiana, boom nella City
La birra italiana conquista i pub inglesi, con un aumento record del 20 per cento nelle esportazioni in Gran Bretagna.

RISPARMI ALCUNE BANCHE HANNO APPLICATO LA TASSA PER L’INTERO 2011

Deposito titoli la sorpresa amara dei “bolli pazzi”
Il periodo d’imposta cambia a seconda dell’istituto
SANDRA RICCIO TORINO

L’andamento dei fondi comuni
PERFORMANCE da: 23/02/2011 A: 23/02/2012 DEVIAZIONE STANDARD ANNUALIZZATA

OBBLIGAZIONARI PAESI EMERGENTI
Bnp Paribas A.M.Sgr-Bnl Obbligazioni Emergenti EUR Sella Gestioni-Nordfondo Obbligazionario Paesi Emergenti EUR FC Ob.Paesi Emergenti

OBBLIGAZIONARI MISTI
Arca Sgr Spa-Arca Obbligazioni Europa EUR NorVega Sgr-Civ Forum Iulii Rendita EUR FC Ob.Misti

OBBLIGAZIONARI INT. GOV.
NorVega Sgr-A Obbligazionario Internazionale EUR Alpi Fondi Sgr Spa-Obbligazionario Internazionale EUR FC Ob.Internazionali Governativi

Che c’era da pagare di più si sapeva. Il bollo sul deposito titoli è finito nella lista dei «prelievi» anticrisi decisi per incamerare nuove risorse per lo Stato. Dai 34,20 euro di prima dell’estate, è stato ritoccato all’insù, prima dal governo Tremonti poi da Monti. A fine 2011, non tutti però hanno pagato la stessa tassa, pur a parità di condizioni, e con scarti anche sopra i 300 euro. Una stranezza che ha sorpreso molti risparmiatori. Cosa è successo? Per il 2011 la differenza di trattamento tra un cliente e l’altro è dipesa, da una parte, dalla composizione del portafoglio: Tremonti aveva stabilito quattro bolli diversi a seconda dell’ammontare del deposito (34,20 euro sotto i 50mila euro, 70 euro fino a 150mila, 240 fino a 500mila e 680 euro sopra i 500mila). Dall’altro lato invece e qui sta la sorpresa - il bollo è stato determinato dal tipo di

680
euro la tassa
È il valore del bollo 2011 che un cliente in banca deve pagare su un deposito titoli superiore ai 500 mila euro se il rendiconto è annuale, paga invece circa 357 euro per il 2011 se il rendiconto è semestrale

340 euro per il secondo semestre, con un risparmio quindi di oltre 300 euro. «Si tratta di tecnicismi che però in alcuni casi hanno fatto la differenza. Avere la rendicontazione annuale è stato uno svantaggio» dice Marcello Ferrara, analista di Consultique Sim che poi aggiunge: «Va detto comunque che si tratta di un tema del passato dato che dal primo gennaio è cambiato di nuovo tutto». Per i risparmiatori comunque c’è stato poco da fare. «Anche perché a decidere la periodicità è la banca» spiega Ferrara. Poi gira l’ammontare allo Stato. Ma non si tratta dell’unico rompicapo con cui i risparmiatori si sono dovuti confrontare sul bollo 2011. Una ulteriore criticità della normativa precedente è legata alla metodologia di determinazione del montante sul quale si calcolava l’imposta: veniva calcolato infatti sommando i valori nominali o di rimborso dei singoli titoli com-

ponenti il portafoglio e per i titoli che non avevano né un valore di emissione né un valore di rimborso occorreva tenere conto del loro valore di acquisto. «Alcuni portafogli ne sono usciti penalizzati, per esempio quelli che detenevano importanti quote in titoli di Stato italiani - spiega Ferrara - A fine anno diversi titoli avevano un valore di mercato sotto il valore nominale e dunque può essere stato penalizzante per quei clienti che si trovavano in prossimità dello scaglione. Ad esempio un portafoglio del valore nominale di 510.000 euro e valore di mercato pari a 480.000 avrebbe pagato l’imposta massima nonostante il controvalore fosse inferiore alla soglia». Sulla questione non mancano le critiche dei consumatori. «Quella del bollo titoli è l’ennesima beffa che costringe molte famiglie a vedersela con veri e propri rompicapi, in un settore già debole».
sandra.riccio@lastampa.it

OBBLIGAZIONARI INT. CRP. IN. GRA.
Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Globali Corporate EUR FC Ob.Internazionali Corporate Investment Grade

OBBLIGAZIONARI FLESSIBILI
NorVega Sgr-Civ Forum Iulii Strategia EUR Consultinvest-A Reddito EUR FC Ob.Flessibili

OBBLIGAZIONARI EUROPEI GOV. ML TRM
NorVega Sgr-A Obbligazionario Euro EUR Anima Sgr Spa-Anima Obbligazionario Euro EUR FC Ob.Euro Governativi MLT

OBBL. EUROPEI GOV. BREVE TRM
Ersel A.M.Sgr Spa-Fondersel Reddito EUR Anima Sgr Spa-Salvadanaio EUR FC Ob.Euro Governativi BT

OBBL. EUR. CORP. INVESTMENT GRADE
Arca Sgr Spa-Arca Bond Corporate EUR

Balzelli più elevati anche se il valore reale del deposito è diminuito per la crisi
rendicontazione della banca, vale a dire la metodologia con cui la banca effettua le sue comunicazioni periodiche e che coincide con il pagamento dell’imposta sul periodo definito. Questa rendicontazione può avvenire alla fine dell’anno (e si pagherà il bollo per tutto l’anno), ogni sei mesi (e si pagherà il bollo ogni sei mesi), trimestralmente o mensilmente. Ora, dato che la nuova norma è entrata in vigore a luglio dello scorso anno, molti risparmiatori si aspettavano di pagare il bollo Tremonti soltanto per la seconda parte del 2011, vale a dire da luglio a dicembre. Invece in molti hanno pagato per tutto l’anno. La «tassa pazza» si spiega proprio con il tipo di rendicontazione, è questa che ha fatto la differenza. Così chi era in modalità annua ci ha perso perché ha pagato per tutto l’anno e dunque anche per la parte in cui la legge non c’era ancora. E’ andata bene invece a chi era in forma semestrale, trimestrale o mensile. Per fare un esempio, nel caso di depositi sopra i 500 mila euro l’importo previsto da Tremonti era di 680 euro ed è questa somma che ha pagato chi ha la rendicontazione annuale. Invece un cliente la cui banca rendicontava semestralmente pagava anziché 680 euro, 17,10 euro (ossia 34,20 diviso due) per il primo semestre, e

In Usa torna l’interesse sui titoli tossici
il caso
GLAUCO MAGGI NEW YORK

Acomea Sgr-A1 Obbligazionario Corporate EUR FC Ob.Euro Corporate Investment Grade

OBBL. ALTRE SPECIALIZZAZIONI
Ubi Pramerica Sgr-Obbligazioni Dollari EUR Sella Gestioni-Nordfondo Obbligazionario Convertible EUR FC Ob.Altre Specializzazioni

FONDI DI LIQUIDITÀ AREA EURO
NorVega Sgr-A Monetario EUR Aureo Gestioni Sgr Spa-Aureo Liquidita EUR FC Fondi di Liquidita Area Euro
Centimetri-LA STAMPA

l mattone americano del mercato reale si sta risvegliando, dicono i numeri di gennaio, ma la spia più significativa della ripresa non viene dai movimenti dei prezzi (leggero calo) e delle vendite (buon incremento) delle case, quanto dalle mosse degli investitori, fondi ed hedge fund, nel settore del “mattone finanziario”. Sì, proprio quei famigerati bond «subprime» (tossici) che nessuno voleva più tre anni fa e che hanno affondato le borse e fatto fallire la Lehman Brothers. L’interesse verso gli Mbs (Mortgage Backed Securities, titoli ba-

I

sati sui mutui) è tornato, e ad fari che viene considerato ottianimare il trend ci sono alcu- male dagli esperti in una econoni di quei gestori che avevano mia florida, «il trend è chiaravisto giusto nello scommette- mente verso l’alto», commenta re contro, quando la bolla si Ian Shepherdson, capo econostava gonfiando, e ora si fida- mista di High Frequency Econo ancora del loro fiuto per nomics. A incoraggiare ci sono anticipare la corsa (futura ma pure le prospettive del mercasicura) di queste obbligazioni. to del lavoro. Se cresce come Ad attirarli è un mix di quota- negli ultimi due o tre mesi (a zioni molto basse, di sperabile gennaio si sono aggiunti 243 miglioramento dell’economia, mila posti, e il tasso di disoccue di rinascente fiducia nel pati è sceso all’8,3%) le famimercato immobiliare. glie che possono pagare i loro L’associaziomutui aumentane nazionale deVOGLIA DI ACQUISTI no, e le case ipogli intermediari diminuiRiparte il mattone tecate E’ appunamericani (Nar) scono. e i bond subprime to ciò che inteha comunicato diventano attraenti ressa a quegli inqualche giorno fa che a gennaio vestitori in bond gli scambi di case già sul mer- sorretti dai mutui, che infatti cato sono aumentati del 4,3% a hanno iniziato a comprare. un tasso annuo di 4,57 milioni, Greg Lippman era un trail più alto dal maggio del 2010. der di Deutsche Bank che capì Le vendite di case sono cresciu- con pochi altri, nel 2006-2007, te del 13% nell’ultimo seme- che il mattone stava scoppianstre, e anche se non è ancora in do e che le obbligazioni costruivista il livello dei 6 milioni di af- te sui mutui andavano vendute

L’avvio del crac
I titoli immobiliari tossici finiti nei portafogli di molte istituzioni finanziarie, a cominciare da Lehman, hanna scatenato la crisi

“short”, guadagnando con quella scommessa negativa. Oggi ha una finanziaria con altri partner, e insieme a fondi comuni come Fidelity e a vari hedge funds fa parte di una avan-

guardia di speculatori che puntano su quegli stessi titoli per cavalcarne il rialzo, dopo aver goduto del tracollo. I prezzi dei bond sono ancora tanto scontati che persino se i prezzi delle

LA STAMPA
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ORLANDI SARÀ IL PRESIDENTE

Al via Energia Concorrente
Egl, Gdf, Repower, Sorgenia e Tirreno Power hanno creato Energia Concorrente. Massimo Orlandi sarà presidente dell’associazione.

TUTTOSOLDI lavoro

IMMOBILIARE UNA NORMATIVA DISATTESA SULLA CERTIFICAZIONE DI EDIFICI DI ABITAZIONE, CAPANNONI E UFFICI

12,63% 7,93% 9,70%

5,916 4,513 4,372

Il bollino blu per l’energia? Ce l’ha solo il 12,3% delle case
Eppure è diventato obbligatorio nelle compravendite e negli affitti
LUIGI GRASSIA

7,72% -4,26% 1,54%

5,754 15,052 6,436

12,89% -0,74% 8,37%

7,983 3,73 5,807

7,91% 7,91%

2,623 2,623

3,06% -6,91% 1,53%

14,814 11,35 5,043

8,39% -3,51% 4,04%

8,159 6,911 6,177

5,75% -3,01% 2,33%

2,402 3,815 3,507

4,83% -4,97% 0,96%

3,503 13,755 5,339

12,63% -5,36% 3,17%

10,898 11,713 3,891

3,46% 0,52% 1,60%

2,929 0,778 2,135

case calano ancora del 10%, e i mutui falliti aumentano, questi investitori sono convinti di trarne un profitto. In un rapporto spedito ai suoi clientela, citato dal New York Times, Lippman ha spiegato: «Data la sua significativa sottoperformance nel 2011, noi crediamo che il prodotto (gli Mbs Ndr) ha una quotazione così scontata rispetto al mercato che non si vedeva da tanto tempo». In aggiunta ai dati confortanti sul mercato del mattone, pure la notizia recentissima che le grandi banche hanno accettato di pagare 26 miliardi di dollari ai governi statale e federale per chiudere le cause sulle vendite scorrette di mutui ai consumatori è stata letta come un ulteriore e forte segnale di ritorno alla normalità. Di qui l’idea di Lippman, e degli altri neospeculatori, di esporsi pesantemente ai bond ex tossici. La corsa alla nuova Bolla è partita.

L’inverno 2011-2012 passerà agli annali come il più freddo in un trentennio e questo potrebbe spingere gli italiani a mettersi in regola con la certificazione energetica delle case, come avrebbero già dovuto fare (ma in massima parte non hanno fatto) in base alla legge. Il certificato di prestazione energetica è diventato obbligatorio per ogni compravendita o locazione di case, capannoni e uffici, eppure la strada per mettersi in regola sembra ancora lunga: secondo Immobiliare.it a solo il 12,7% degli immobili è in possesso del documento. Le cose da certificare sono l’efficienza energetica degli impianti, il rilascio di CO2 e la coibentazione. «Nei primi giorni di gennaio - dice Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it - analizzando gli oltre 700 mila annunci presenti sul nostro sito per adesso non sono sanzionaavevamo rilevato appena un bili gli annunci che fanno riferi4,7% di inserzioni in regola. mento a un contratto sottoPer fortuna nelle settimane scritto entro il 31 dicembre successive la situazione è un 2011. I problemi maggiori venpo’ migliorata. Però le diffe- gono dai privati: solo nell’1,5% renze tra regione e regione degli annunci pubblicati da losono nette e mostrano una ro è indicata la classificazione reazione non uniforme all’in- energetica dell’immobile mestroduzione della normativa». so in vendita o affitto, mentre Nord, Centro e Sud stan- si sale al 12,9% negli annunci no mostrando un atteggia- pubblicati da agenzie. mento diverso: nel Nord La rilevazione condotta da Est, ad esempio, la percen- Immobiliare.it considera cotuale di annunci con certifi- me validi solo gli annunci che cazione energetica è salita riportino, com’è richiesto dalal 18,9%, mentre a Nord la normativa, sia la classe Ovest è al energetica sia 15,6%; al CenI PARAMETRI l’indice di pretro Italia si enerStato degli impianti, stazionedell’imscende all’8,8% getica rilascio di CO2 mobile: un valoe al Sud al e coibentazione re, questo, che 3,8%. Comunque in ogni parè presente solate del Paese siaOCCHIO ALLE MULTE mente nell’Ace mo abbondanPer ora le impone (Attestato di temente al di certificazione solo la Lombardia energetica). Si sotto di quanto Poi si estenderanno escludono autorichiesto (che sarebbe il 100% maticamente di adempimenti). Fra le pro- tutti quegli immobili che, atvince, quelle con i livelli più traverso autocertificazione, elevati di certificazione sono erano stati collocati direttaBolzano (oltre un annuncio mente nella classe G, quella su quattro, il 25,6%) e Tren- peggiore in assoluto; questa to (22,0%), seguite a distan- procedura (che fa da scorciatoza da Milano (11,3%) e Tori- ia) non è più ritenuta corretta no (10,2%). Roma è ferma al e sta obbligando i privati e le 5,2% mentre il fanalino di co- agenzie a correre ai ripari. da dell’indagine è Palermo, Se nei mesi scorsi gli anche arriva solo allo 0,9%. nunci dotati di certificazione Il motivo per cui sono re- energetica erano prevalentelativamente pochi gli immo- mente di immobili nuovi, oggi bili già in regola è da ricerca- sul totale l’80,4% è usato. re, forse, nel fatto che ad ogMa qual è lo stato degli imgi l’unica regione che sanzio- mobili in vendita? Se il 24% apna il mancato adempimento partiene alla classe C, segno di dell’obbligo è la Lombardia una qualità media comunque (previste multe fino a 5.000 buona, una percentuale identieuro). Comunque la stessa ca si trova nella classe peggioLombardia è stata costretta re; in questa categoria ritrodalla levata di scudi dei pro- viamo gli immobili più vecchi, prietari di casa e dei profes- che anche con importanti (e sionisti di settore a mitigare costosi) interventi di ristruttul’introduzione della norma: razione non potrebbero co-

Lotta allo spreco
Le nuove regole adeguano l’Italia a una normativa europea che mira a ridurre l’impatto ambientale degli edifici di ogni genere

munque arrivare in classe A. Questa la classifica degli immobili: Classe A 14%; Classe B 8%; Classe C 24%; Classe D 8%; Classe E 9%; Classe F 13%; e Classe G 24 per cento. «La normativa sulla classificazione energetica anticipa una richiesta comunque tassativa al momento del rogito continua Giordano - e quindi più che essere un freno al mercato immobiliare, deve essere letta come uno strumento in più per l’acquirente, che sa sin da subito quella che sarà la media dei consumi dell’immobile». In merito all’incidenza della classificazione energetica sul costo dell’immobile va detto che è piuttosto difficile isolare questo solo aspetto dalle condizioni generali; ad ogni modo, immobili simili ma con classi differenti possono subire un’oscillazione di prezzo di vendita che può arrivare anche al 30% a seconda che siano in classe A o G.

24 TuttoSoldi

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

tuttolavoro

PREVIDENZA DOPO LA RIFORMA GLI ITALIANI FANNO I CONTI COL FUTURO

Rivoluzione pensioni c’è lo sconto per lavori usuranti
Si ritireranno prima anche i “precoci” Gli “esodati” delusi dovranno aspettare
WALTER PASSERINI
alla sera alla mattina di quel 6 dicembre 2011, che molti ricorderanno come la rivoluzione delle pensioni (decreto 201/2011), c’è chi sta facendo i conti sugli anni in più da lavorare e c’è chi non si da pace e cerca di trovare le vie legali per sfuggire all’aumento dell’età.
Usuranti

D

2017 con 42 anni di contribuzione senza aspettare 62 anni.
Riscatto laurea

IL PRIMO MARZO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI

S

iamo al terzo sciopero degli immigrati, dopo quelli del 2010 e del 2011. I lavoratori stranieri nel nostro paese sono tanti, quasi tre milioni i regolari, molti ancora fantasmi e clandestini. Svolgono lavori che gli italiani non vogliono fare, lavori umili, pericolosi, lavori precari, lavori sottopagati, Operai dei cantieri edili, delle industrie siderurgiche, delle verniciature. Colf e badanti svolgono un lavoro nelle nostre case, prezioso, delicato, disprezzato. Vengono dalla Romania, dall' Ucraina, dalla Moldavia, da Filippine, Sri Lanka, Ecuador, Perù. Molte sono laureate. Curano vecchi e bambini. Tra le ragioni delle manifestazioni che si terranno giovedì primo marzo vi è la questione dei diritti. Gli stranieri sono spesso invisibili: lavorano di giorno nelle nostre case, ma la sera non ci interessa dove vivono e come se la cavano. Molti aspettano ancora giustizia dopo la truffa del riconoscimento del 2009. Denunciano laumento dei costi per il rilascio del permesso di soggiorno. L’astensione dal lavoro la faranno in pochi, perché quelli che si assentano rischiano di perdere il posto. Altri parteciperanno a manifestazioni simboliche. Chiedevamo braccia, sono arrivate persone.

Hanno dovuto aspettare anni, ma finalmente, nonostante l’aumento anche per loro dell’età, i lavoratori che rientrano nei lavori usuranti potranno andare in pensione prima degli altri. Dovranno cominciare a prenotarsi entro il 1 marzo, se vorranno godere delle quote. Per loro, infatti, quest'anno vale quota 96 (60 anni di età e 36 di contributi). Dal 2013 ci sarà quota 97 più tre mesi. Per tutti scatta comunque la finestra di 12 mesi. I notturni avranno quota 96 con 78 notti, quota 97 con 72-77 notti e quota 98 con 64-71 notti.
Esodati

Avrà diritto ad andare in pensione prima degli altri chi farà valere il riscatto della laurea, grazie al quale potranno essere conteggiati i contributi riscattati, al fine del raggiungimento dei 42 anni di anzianità. La legge del 2008, infatti, passata la tempesta sollevata l'estate scorsa dal governo Berlusconi che la voleva abolire, prevede che siano riscattabili gli anni di laurea, i diplomi universitari, i diplomi di specializzazione, i dottorati, purchè conseguiti in periodi non coperti da contribuzione. Si può riscattare la laurea anche se inoccupati, in questo caso può intervenire la famiglia che avrà una deducibilità fiscale del 19%. Ogni anno di riscatto, che per la legge è riferito al minimale autonomi (15mila euro), costa circa 5 mila euro.
Donne e altri

In questo momento sono i più delusi, perché rischiano di non avere né lavoro né pensione per un po’ di tempo. Per loro c’è un rinvio a un decreto da emanare entro giugno per verificare l’allargamento dei benefici dell’esonero a coloro che, pur avendo sottoscritto accordi sindacali entro il 4 dicembre, dovrebbero riscuotere la pensione nel 2012-13. Potrà andare in pensione chi ha risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011.
Precoci

www.lastampa.it/lavoriincorso

Qualche anticipazione la potranno avere i cosiddetti precoci, cioè quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare tra i 16 e i 19 anni. Potranno infatti andare in pensione sino al

Esonerate dalla riforma sono poi altre categorie di pensionandi, che possono anticipare la quiescenza. Tra questi, le donne che, con 35 o più anni di contributi e un’età di 57 anni se dipendenti e 58 anni se autonome, optino per la liquidazione del trattamento con il sistema contributivo, riducendo quindi in parte l’assegno; i lavoratori autorizzati prima del 4 dicembre alla prosecuzione volontaria del pagamento dei contributi. I lavoratori che maturino entro la fine di quest’anno quota 96 (60 anni e 36 di contributi oppure 61 e 35) andranno in pensione a 64 anni. Le donne che maturano entro il 31 dicembre di quest’anno i 60 anni di età e la contribuzione minima di 20 anni potranno andare in pensione a 64 anni.

In lista d’attesa
Occupati tra i 55 e i 64 anni per sesso e area geografica, terzo trimestre 2011, valori assoluti in migliaia
maschi femmine

1.752

1.096 805 535 354 253 593 308

Italia
Fonte: Istat

Nord

Centro

Mezzogiorno

La storia

N

onostante la chiusura dell’Agenzia nazionale per il terzo settore, cresce il non profit nel nostro paese, facendo leva su proprie risorse e su nuove iniziative. In Italia il volontariato può contare su 5 milioni di fan attivi, 750 mila operatori retribuiti, 250mila organizzazioni di tutte le dimensioni, che servono una platea di 30 milioni di utenti per un valore economico prodotto di 45 miliardi. E' un mondo di gratuità, di servizi alle persone, ma anche di innovazione sociale, di elevato valore aggiunto e di alte professionalità. Anche i donatori, per quanto al di sotto di altri paesi, sono oltre la metà della popolazione italiana (52%), contro il 95% del Regno Unito e il 79% della Germania, e raccolgono 2,5 miliardi l'anno, sei volte più del-

E ora il no profit crea lavoro e servizi per coop e imprese sociali
Piattaforme Np mail e Np buy per il terzo settore
le risorse del Fondo nazionale per le politiche sociali. Il fund raising resta in ogni caso una delle leve critiche e, oltre che dal bricolage e qualche volta dalle gelosie di piccole e grandi associazioni, è influenzato dall'inefficienza e dal costo elevato di una serie di servizi. Tra di essi quello postale. Il mailing è lo strumento principale della raccolta fondi, attraverso il quale le organizzazioni del non profit spediscono ogni anno ai cittadini oltre 500 milioni di comunicazioni, tra invio di periodici e direct mail al pubblico. Per questo la recente abolizione delle tariffe postali agevolate ha messo in crisi il settore, minacciandone la sostenibilità economica. Un altro aspetto critico è quello delle politiche di acquisto: ogni organizzazione tende a far da sé, con aumenti di costi negli acquisti di beni e servizi e un elevato volume di sprechi e inefficienze. La spesa per cancelleria, modulistica, toner, stampanti, telefoni e accessori per gli uffici rappresenta la seconda voce, dopo i costi del personale, per le organizzazioni non profit. Da tempo il tema dell’efficienza e dell’efficacia costituisce, nonostante alcune

resistenze culturali, uno degli argomenti di maggiore dibattito all'interno del terzo settore, e ha dato vita a slogan («Il bene bisogna saperlo fare bene, non basta la generosità») e a iniziative nel campo dei servizi. Di alcuni di essi è promotrice Banca Prossima, branch operativa e istituto di credito specializzato nel non profit del gruppo Intesa Sanpaolo. La banca ha appena lanciato Np mail e Np buy. Np mail è un servizio di ottimizzazione di tempi e di costi del sistema di postalizzazione delle organizzazioni non profit. Np buy, invece, si occupa di ottimizzare gli acquisti di beni e servizi, grazie a una piattaforma che permette di selezionare da un catalogo on line già attivo e di allargare i settori merceologici degli acquisti. Np mail è una piattaforma di spedizione a costi contenuti, mentre Np buy si integra nei processi delle singole organizzazioni e non comporta oneri aggiuntivi. Inoltre, la Fondazione per l’innovazione del terzo settore (Fits) mette a disposizione un'ampia gamma di servizi, che vanno dalla ricerca di personale per le non profit all'assistenza sanitaria integrativa, dalla previdenza per il non profit alla consulenza finanziaria per imprese e cooperative sociali. [W. P.]

LA STAMPA
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TuttoSoldi 25

STRUMENTI A MARZO PARTE LA STAGIONE CON IOLAVORO, FARETURISMO E TFP SUMMIT PER TROVARE OPPORTUNITÀ

Primavera di viaggi e vacanze Così si può entrare nel turismo
Tre fiere per giovani e operatori a Torino, Roma e Milano

M

arzo, tempo di viaggi e vacanze. Tre fiere da non perdere per chi vuole lavorare nel turismo.
A Roma

on line al sito ww.fareturismo. it/italia2012.
Incontri

Da mercoledì 28 a venerdì 30 marzo apre a Roma, presso il Salone delle Fontane (Eur), la seconda edizione di FareTurismo Italia, ideata e organizzata dalla Leader. L’evento, dedicato alla formazione e al lavoro nel mondo del turismo, preve-

Nel settimo Incontro dei Presidenti dei corsi di laurea e dei direttori master in collaborazione con Sistur, mondo accademico e organizzazioni di categoria si confronteranno sulle nuove competenze, sul futuro dei corsi di laurea, sul riconoscimento dei titoli, sull’esigenza di coordinamento tra corsi

pazionali del settore turistico. Agenti di viaggio, tour operator, direttori e portieri d’albergo avranno l’opportunità di aggiornarsi con diversi seminari a cura delle loro associazioni. Agli studenti ed ai laureati sono invece dedicati i seminari sui colloqui di lavoro e sulla creazione d’impresa. Per ulteriori informazioni www.fareturismo.it/italia2012.
A Torino

Posti da coprire presso agenzie di viaggio, tour operator, hotel villaggi e centri termali
de attività di orientamento post diploma e post laurea a cura delle università con la presentazione di corsi di laurea e master. Ma non ci sarà solo la formazione.
Selezioni

La job fair IoLavoro, giunta alla dodicesima edizione (16 e 17 marzo al Palasport Olimpico Isozaki), affianca al settore turistico, alberghiero, ristorazione e benessere quello di agroalimentare, grande distribuzione e commercio. La fiera permette di far incontrare per due giornate i lavoratori con le imprese in cerca di personale, ac-

celerando i processi di ricerca e selezione. La manifestazione è organizzata dall’Agenzia Piemonte Lavoro e promossa da Regione Piemonte, Provincia di Torino, Regione Valle d’Aosta, Città di Torino e Pôle Emploi Rhône-Alpes.
Iniziative

tegrazione tra formazione universitaria e mondo del lavoro. Molte le occasioni, per chi cerca un impiego, proposte dagli sportelli specialistici. Ci sarà anche un servizio dedicato alla selezione del personale diversamente abile. «Mettersi in proprio» della Provincia di Torino e «Nuove imprese» della Camera di commercio di Torino aiuteranno i giovani a sviluppare progetti imprenditoriali. Per le aziende a disposizione l'area B2rism, dove creare sinergie e cogliere opportunità per lo sviluppo del proprio business. La Fondazione Mike Bongiorno offre a 70 persone in cerca d'impiego la possibilità di produrre un video cv da utilizzare per la ricerca di lavoro. Informazioni sul sito www.iolavoro.org.
A Milano

I Grandi Viaggi e Valtur, per esempio, selezioneranno circa 500 candidati interessati a lavorare nei villaggi turistici la prossima estate. Inoltre, saranno 1.200 i colloqui di selezione con aziende turistiche e tour operator. Sarà possibile prenotarsi da lunedì 12 marzo, form

di laurea e sedi universitarie. Manager illustreranno agli studenti le figure professionali nei diversi comparti, da quelle dell’hotellerie al tour operating, dall’intermediazione turistica al marketing e alle competenze del web. Presso il salone espositivo numerosi enti, associazioni e agenzie forniranno informazioni sulle opportunità occu-

Migliaia i colloqui di lavoro e le occasioni d’impiego. Lo sportello specialistico Alte professionalità, curato dal Centro per l’impiego della Provincia di Torino, offre opportunità di lavoro qualificato finalizzate alla stabilizzazione professionale e fornisce supporti per il perfezionamento del curriculum e la ricerca di lavoro.
Job Placement

Il servizio in collaborazione con l’Università promuove l'in-

Infine, ritorna l’appuntamento con Turismo Formazione Professioni Summit, un’intera giornata dedicata a selezione del personale e a incontri one to one. L’evento, organizzato da Job in Tourism, è aperto al pubblico e consente di candidarsi e lavorare nelle migliori aziende del turismo. La job fair è in programma a Milano il 29 marzo, all'interno del Centro Convegni della Provincia. Info: www. tfpsummit.it. [W. P.]

TOTALE

Le occasioni
Accor
1.340
Nord

McDonald’s

Pronti 1500 posti nei grandi alberghi
I

E altri 1500 nella ristorazione
I

di apprendistato. Info al sito www.mcdonalds.it, sezione Lavora con noi.

607

Centro

Mezzogiorno ITALIA

901

2.848
Centimetri - LA STAMPA

Un’opportunità proviene dal gruppo Accor, chye rappresenta una delle principali catene alberghiere mondiali. Le 1.500 posizioni di lavoro da coprire riguardano sia le strutture italiane che quelle straniere, situate in vari continenti: l’Europa, l’Asia, l’Australia e l’America. Per informazioni e candidature visitare il sito di recruiting del gruppo www.accorjobs.com disponibile in dodici lingue.

McDonald’s Italia, forte di una rete di 432 ristoranti distribuiti su tutto il territorio nazionale e di risultati in crescita, annuncia i suoi progetti di espansione per l'anno 2012, che constano dell'apertura di 30 nuovi ristoranti e la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro, che si aggiungeranno agli attuali 15.500 dipendenti. Il 61% dei dipendenti di McDonald's è assunto con contratto a tempo indeterminato e un altro 29% con contratto

aeroporti. Inviare curriculum all' indirizzo ProgettoBeauty@gigroup.com, indicando la posizione per cui ci si propone.

Gi Group

Qui 300 professionisti della bellezza
I

Gruppo Airbus

Sono 250 beauty consultant e 50 make up artist. Sono le figure professionali che la Divisione Fashion&Luxury di Gi Group sta attualmente ricercando in tutta Italia da inserire presso le profumerie e/o i corner dedicati alla cosmesi situati all'interno di strutture commerciali e

Recruitment Day a Torino il 1˚marzo
I

Airbus, il principale costruttore di aeromobili a livello mondiale, organizza a Torino, giovedì 1˚marzo, un evento finalizzato all’assunzione di ingegneri e tecnici da inserire nel team che lavora al programma A350 Xwb, la nuovissima famiglia di aero-

mobili Airbus a lungo raggio che riunisce in sé tutte le più avanzate tecnologie. Ai candidati è richiesta un’esperienza di almeno 2-5 anni e un buon livello di inglese. Per alcune posizioni la conoscenza di francese o tedesco costituirà requisito preferenziale. I candidati possono inviare i propri cv a: a350jobs.italy@eads.net; se saranno selezionati per il recruitment day, riceveranno tutte le informazioni in merito al luogo e all’orario. Segnalare le assunzioni e i corsi di formazione a tuttolavoro@lastampa.it

I

M I T I

D E L

R O C K

I N

D V D

U2: THE JOSHUA TREE
La Stampa presenta I miti del rock in dvd. Uno straordinario viaggio musicale con i protagonisti della storia del rock. Otto appuntamenti firmati EAGLE PICTURES: U2, Pink Floyd, Deep Purple, Nirvana, Carlos Santana, Elton John, Freddie Mercury, Eric Clapton. ll primo di ogni mese in edicola! Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen e il loro capolavoro The Joshua Tree
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sono i protagonisti del primo dvd, il più venduto nella storia delle classifiche inglesi. La realizzazione del loro mitico album viene ricostruita attraverso i ricordi di Brian Eno, Daniel Lanois e Elvis Costello, loro grande fan. Where The Streets Have No Name, With or Whitout You, I Still Haven’t Found What I’m Looking For, Bullet The Blue Sky, Pride (In The Name Of Love) sono la preziosa colonna sonora.

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26 TuttoSoldi

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

La posta di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT

Le lettere vanno spedite alla redazione di tuttosoldi in via Marenco, 32

Le obbligazioni sono dei sottoscrittori
Se acquistate dai risparmiatori e inserite in un dossier bancario di banca italiana o estera restano di proprietà del risparmiatore
I

Condominio e spartizione spese
I

Vorrei sapere se in seguito alla compravendita di un appartamento, le quote condominiali relative a lavori di ristrutturazione della facciata, due delle quali sono state pagate mentre altre due scadono dopo la firma del contratto di vendita, debbano essere pagate dal compratore o dal venditore.
Gaia Pasquali

Mi si dice che i titoli Bei sono davvero sicuri solo se depositati presso un intermediario estero. In caso di default dell'Italia, avendo io i titoli depositati presso"State Street Bank spa" posso ottenere il rimborso?
Maria Tu.

Chi ha detto alla lettrice che le obbligazioni emesse dall’ente sovrannazionale Bei (Eib, European Investment Bank, banca per gli investimenti europei) sono sicure solo se depositate presso intermediari esteri ha affermato il falso. Siccome la signora Maria conosce chi le ha detto ciò, può sapere se lo ha fatto per ignoranza o per interesse. Le obbligazioni, Bei o non Bei, acquistate dai risparmiatori e inserite in un dossier bancario, di banca italiana o estera che sia (ovviamente deve essere abilitata ad operare e vigilata da Bankitalia) o di altro intermediario autorizzato, restano di proprietà del sottoscrittore. Se la banca o l’intermediario falliscono, le obbligazioni della clientela non sono aggredibili dai creditori. Se l’Italia fallisce, sono i titoli di stato che subiranno conseguenze dirette in termini di prezzi e rimborsi. Tutte le informazioni sulla sicurezza dei bond emessi dalla Bei per gli investitori al dettaglio sono reperibili sul sito http://www.eib.org/investor_relations/retail/index.htm# how-safe-are-eib-bonds

che sono stati emessi tra il 1981 ed il 1987 serie O/N - O P/O -Q/P -Q - con una tassazione che va dal 9% al 16% per i primi 20 anni: nei 10 anni successivi dovrebbero essere corrisposte 17.777 lire ogni bimestre, sino al 30˚ anno. Alla scadenza del 30˚ anno sono andata alle Poste per il rimborso del primo buono scadente al 31/12/2011 e mi è stato fatto un calcolo di rimborso di circa il 50% inferiore a quello pattuito. E ciò' vale anche per tutti gli altri. Mi è stato riferito che queste tassazioni, che per lo Stato erano troppo alte, sono state abbassate con un decreto legge negli anni successivi ma il rimborso rimane pari al 50% circa del dovuto. Mi chiedo se non sia una truffa.
Enza Zanotti

se a tale normativa gli importi dei Buoni Postali emessi prima del 30/06/1986 vengono rilevati quindi non più dalle tabelle poste sul retro dei titoli stessi, ma da appositi calcoli elaborati dalla «Divisione BancoPosta» e forniti a tutti gli Uffici postali e consultabili dai sottoscrittori attraverso i siti internet: www. poste.it o www.cassaddpp.it. Gli interessi maturati sui Buoni emessi dal 21 settembre 1986 sono assoggettati alla ritenuta erariale. Presso tutti gli Uffici Postali venivano affissi e periodicamente aggiornati dei manifesti informativi “La Posta Informa” contenenti tutte le condizioni vigenti per i Servizi di BancoPosta, ora sostituiti con i fogli informativi sintetici delle condizioni standard”.

Il problema va scisso in due: il rapporto tra condominio e nuovo acquirente e quello tra acquirente e venditore. Per il primo va tenuto con dell'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile che afferma che l'acquirente è corresponsabile in solido con il venditore per i contributi condominiali relativi all'anno in corso e a quello precedente (si parla di anni di rendiconto, non solari). Pertanto il condominio potrà chiedere a pieno diritto il pagamento di tali contributi anche per intero al solo acquirente. Per il rapporto acquirente-venditore Per il rapporto acquirente-venditore va subito premesso che si dovrebbe, con clausole chiare nel rogito, stabilire la spartizione della spesa. In mancan-

za di tali clausole, la Cassazione sembra solidamente orientata nell'individuare come momento in cui sorge l'obbligazione di pagamento quello della delibera in cui si decide non solo l'opera ma anche la relativa spartizione della spesa, "a nulla rilevando che le opere siano state, in tutto o in parte, eseguite successivamente" all' acquisto. Pertanto il compratore potrà rifarsi nei confronti del venditore per quanto è stato obbligato a pagare al condominio, per l'anno in corso e quello precedente all'acquisto (Cassazione 3 dicembre 2010, n. 24654; 11 novembre 2011, n. 23682).

è automatica. Ma essa può avvenire solo dopo che siano passati i 12 mesi della finestra. E quindi il tutto è rinviato al momento in cui lei brinderà ai 66 anni di età.

In mobilità fino al 2013
I

Dall'invalidità alla vecchiaia
I

Ex lavoratore dipendente nato il 15 marzo 1954 in mobilità da gennaio 2011 a dicembre 2013. Nel settembre dell’anno 2013 avrò 40 anni di contributi e 59 anni di età. Posso andare in pensione con ottobre 2014 oppure la nuova legge blocca la data? Ho la possibilità di scegliere il metodo di calcolo della pensione più conveniente?
Giorgio Vecco

Pensionato ex Inpdai dal mese di maggio dell’anno 1997 a ottobre 2011 ho compiuto 65 anni, età in cui l'assegno di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia. Ma il patronato dice una cosa e il call-center Inps un'altra. La mia domanda è questa: devo presentare domanda? A tutt'oggi il cedolino riporta sempre la dicitura di assegno di invalidità.
G.P.

Se lei rientrerà tra le persone in mobilità cui non si applicano le restrizioni della riforma (ma solo l'Inps può sciogliere questo interrogativo) avrà la pensione a partire dalla vecchia data. In caso contrario dovrà attendere 66 anni ed oltre (quasi 67) per il pensionamento o, in alternativa, versare 42 anni e mezzo di contribuzione.
Hanno collaborato: GIANLUIGI DE MARCHI BRUNO BENELLI SILVIO REZZONICO, presidente Confappi

Dice il giusto l'Inps. Non serve la domanda: la trasformazione

I buoni postali
I

Sono in possesso di Buoni fruttiferi postali ordinari

È stato un decreto del Tesoro di 25 anni fa che ha modificato, a vantaggio dello Stato ovviamente, le prestazioni di Buoni che erano stati gia' sottoscritti. Tutto legale quindi, sostengono le Poste, il cui Ufficio Stampa ci ha mandato la seguente ricostruzione. “I Buoni Postali di quegli anni sono stati assoggettati alla normativa del Decreto del Ministro del Tesoro del 13/06/86 ( pubblicato sulla G.U. n˚ 148 del 28/06/86 ) che istituiva una nuova serie di buoni contraddistinti con la lettera “Q”. A norma dell’art. 6 , tutti i Buoni delle serie precedenti sono stati considerati come rimborsati, ed il relativo montante (capitale + interesse) maturato dalla data di emissione al 1 gennaio 1987, convertito in titoli della serie “Q”, per la quale sono stati stabiliti rendimenti meno favorevoli rispetto alle serie già in circolazione. In ba-

IL QUESITO

Caduta di una lastra di ghiaccio dal tetto
I

La caduta di una lastra di ghiaccio (ma, è da ritenere, anche di un blocco di neve) dal tetto del caseggiato espone il condominio al dovere di risarcire i danni. Si ritiene infatti che la responsabilità del condominio derivi dall'art. 2051 Cod. Civ. dal quale discende la responsabilità di ciascuno per i danni derivanti dalle cose che ha in custodia, salvo che si provi il caso fortuito. La norma vale anche per i danni verificatisi in condominio e per la responsabilità nascente dalla custodia di parti comuni (come il tetto) in quanto il custode deve provvedere tempestivamente all'eliminazione del pericolo per terzi. La Corte di Cassazione (sent. 30255 del 30 dicembre 2011), sulla base di tali fon-

damenti, ha confermato la responsabilità del condominio per i danni derivati ad un'anziana residente nello stabile, colpita da una lastra di ghiaccio staccatasi dal tetto dell'edificio. Si è ritenuto responsabile il condominio che, in qualità di custode, non ha saputo offrire la prova liberatoria del caso fortuito atteso che, nonostante la lastra di ghiaccio fosse stata provocata dalle intemperie dei giorni precedenti il sinistro, il condominio (tramite amministratore) avrebbe dovuto eliminare le conseguenze pericolose per i terzi, anche solo segnalando la situazione di pericolo (ad esempio delimitando l'area interessata dalla caduta di lastre con barriere o strisce di protezione e segnali a terra).

Ciò anche perché non era assolutamente configurabile una situazione di caso fortuito non potendo ravvisarsi, nel caso, alcuna imprudenza nel comportamento della danneggiata, che era uscita di casa per fare la spesa nell'ora più calda della giornata. Il fondamento della responsabilità del condominio, in casi di questo genere, deriva da due circostanze: un'alterazione delle parti comuni che, per le sue caratteristiche, configuri una sorta di pericolo o insidia e l'imprevedibilità e invisibilità di tale alterazione pericolosa per il soggetto che, in conseguenza di tale pericolo (non segnalato) subisca un danno.
PIER PAOLO BOSSO Confedilizia

SPORTELLO PREVIDENZA ABOLITO IL VOUCHER GRATUITO DELLA LEGGE 322/1958

Ticket salato per traslocare i contributi
Si paga anche per la ricongiunzione nell’Inps, gratis la totalizzazione
BRUNO BENELLI

LE DOMANDE
I due mesi di aumento dei contributi per gli invalidi civili da quando vengono contati? Io sono invalido dal 1999 e avrei diritto a fine 2011 a 26 mesi di maggiorazione. Giocondo

C’è il fantasma di una legge che a molti lavoratori ha trasformato il sonno in incubo. È la legge 322 del 1958 che nel 2010 è stata soppressa e sta causando incalcolabili danni alle persone che hanno lavorato versando contributi nell’Inpdap e nell’Inps. Ebbene, se nel settore pubblico (ministero, comune,

Asl, ospedale, ecc.) non si raggiungeva il diritto a pensione non maturando i requisiti minimi chiesti dalla norma, l’Inpdap impacchettava i contributi versati e li trasferiva all’Inps, sulla base del principio: «Vedi un po’ se ti possono essere utili lì». Con questo sistema i contributi venivano salvati e diventavano utili per impinguare la pensione Inps. E spesso erano determinanti perché solo in virtù del loro afflusso se otteneva la pensione. Il tutto era gratis. Fino al mese di luglio 2010 quando l’articolo 12 della legge 122 ha abrogato la norma per cui se il lavoratore vuole unificare gli spezzoni contributivi deve ricorrere alla ri-

congiunzione. A questo punto si potrebbe supporre: niente di male, dato che il trasferimento dei contributi verso l’Inps è gratuito. Ma il legislatore, che quando vuole ne sa una più del diavolo, ha cancellato l’opportunità sentenziando che dal 1˚ luglio 2010 la ricongiunzione si paga sempre. E in tal modo gli interessati sono stati colpiti e affondati. Resta in piedi la possibilità di chiedere la totalizzazione gratuita. Ma questa operazione non è completa come la ricongiunzione e soprattutto chiede il rispetto di condizioni che non tutti possono soddisfare (65 anni di età, comprese le donne, o 40 anni di contributi). Di fronte alle veementi prote-

Nuove regole
Diventano più restrittive le norme per ricongiungere le diverse contribuzioni ai fini della pensione

Ha diritto a meno in quanto la legge 388 decorre da febbraio 2002 e i periodi precedenti non possono essere presi in considerazione. A febbraio 2012 sono venti mesi.
Il periodo di congedo parentale fruito fuori del rapporto di lavoro offre il diritto alla contribuzione figurativa? All’Inps dicono che si deve pagare. Giovanna

ste degli interessati il ministro del lavoro, Elsa Fornero, ha giustificato le restrizioni che, a suo dire, hanno soppresso un privilegio del passato. Ma ci sono casi di persone che dopo il pensionamento Inps hanno avuto incarichi in

enti locali per i quali sono stati assicurati all’Inpdap. Costoro pur assoggettandosi a pagare non hanno potuto fruire della ricongiunzione perché erano ormai già pensionati. Risultato? Contributi andati in fumo.

È così. I contributi gratuiti sono previsti per il periodo che sarebbe stato di assenza obbligatoria. Per quello facoltativo si paga.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

TuttoSoldi 27

Made in Italy

La storia
SANDRA RICCIO TORINO

rimasto da solo a difendere la tradizione dell’industria nautica italiana. Il gruppo piemontese Azimut-Benetti, leader mondiale negli yacht, ha raccolto senza esitazione la sfida ereditata dopo il passaggio a gennaio della rivale Ferretti in mani cinesi. I numeri non gli mancano. L’azienda, che ha sede ad Avigliana vicino a Torino, è riuscita a tenere testa alla crisi che ha picchiato duro anche sul comparto della nautica di lusso. E ora si prepara a ripartire con più grinta di prima. «Ci sentiamo agguerriti e attrezzati» dice Paolo Vitelli, da oltre 40 anni presidente del gruppo, e che per otto anni ha anche ricoperto la carica di presidente dell’Ucina (Unione Cantieri Italiani Navali e Affini). Di battaglie ne ha già combattute molte. L’ultima, quella della crisi globale, ha lasciato profonde ferite nel settore. A livello globale, le vendite sono crollate del 50% rispetto a quanto realizzato prima della crisi. Allo stesso tempo è anche cambiata la geografia del mercato: «La gran parte del nostro giro d’affari arriva dall’estero. Prima della crisi il 58% del fatturato era in Europa, ora quella quota è caduta al 20%, con l’Italia che è quasi scomparsa arrivando al 3-5 per cento dal 18% di prima della crisi» racconta Vitelli. Ma grazie alla tenacia di chi ama e difende le proprie passione i risultati sono ritornati. Nell’ultimo anno il gruppo ha recuperato il 33% del giro d’affari dopo una brutta discesa che era arrivata fino al 50%. Così l’ultimo esercizio (al 31 agosto 2011) è stato archiviato con 600 milioni di euro di valore della produzione e 300 milioni di patrimonio netto in presenza di un indebitamento pari a zero. E’ proprio questo zero tondo la grande forza su cui punta ora Azimut-Benetti. «Siamo un’azienda familiare e priva di debiti» dice con una punta di orgoglio Vitelli. Un’aspetto che ha permesso di resistere in tempi di difficoltà e di porre le basi per continuare a crescere. Al risultato ha contribuito però anche la gestione mirata: «Abbiamo sempre reinvestito nel prodotto, nell’ampliamento della rete commerciale e nell’espansione sui nuovi mercati emergenti. Credo sia stata la chiave vincente ed è anche il motore su cui puntiamo per il futuLA CRISI DEL SETTORE

È

Il baluardo degli yacht contro l’assedio cinese
Dopo la vendita di Ferretti, Azimut è da sola a difendere la tradizione della nautica di lusso dall’assalto di Pechino
Benetti. Alla crescita di questi anni ha contribuito di certo la continua ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli. Tanto che l’investimento nei nuovi prodotti è stata l’unica voce che non ha subito tagli anche nei momenti di maggiore difficoltà. Negli ultimi 10 anni sono stati spesi 500 milioni di euro in questa direzione che hanno portato a un forte rinnovo della gamma di modelli a partire dalla maggiore efficienza dei motori fino all’innovazione nella carena e nei sistemi di propulsione. «Abbiamo 15 persone che non fanno altro che fare ricerca. Riteniamo che per il futuro questo aspetto sarà strategico. Ci siamo imposti di sfruttare questo momento di debolezza del settore per distinguerci con novità rispetto ai concorrenti» conclude Paolo Vitelli.

Ha ridotto le vendite del 50% ma nell’ultimo anno il gruppo ha recuperato il 33% dei ricavi
I PUNTI DI FORZA

Vitelli: «Siamo un’azienda famigliare senza debiti, puntiamo sull’estero Presto apriremo uffici in Russia»
ro» dice Vitelli che poi prosegue: «Abbiamo tre grandi punti di forza su cui intendiamo spingere, vale a dire l’assenza di indebitamento, la composizione familiare della casa e la visione di lungo termine. Con questa formula possiamo investire nei mercati emergenti compensando così le perdite del mercato in Europa». Intanto qualche buon segnale arriva anche dagli Stati Uniti, uno delle aree principali insieme al Brasile e al Far East: «E’ un mercato che si sta riprendendo a grandi passi. Nei prossimi mesi potrebbero essere anche più forte e più interessante per le nostre barche. Lì facciamo 100 milioni di fatturato e ritengo che nei prossimi mesi questo mercato si consoliderà molto» racconta l’imprenditore. E l’espansione all’estero va avanti. «Stiamo per aprire nuovi uffici commerciali in Russia a dimostrazione dei nostri sforzi per conquistarci sempre più internazionalità» dice Vitelli. Il gruppo è presente con uffici di rappresentanza a Shanghai, Fort Lauderdale (Usa), Itajai (Brasile) e Bursa (Turchia). Con oltre 70 dealer, presenti in 138 sedi nel mondo, la rete di distribuzione è la più ampia e meglio organizzata al mondo. Sono invece sei le unità produttive in Italia (Avigliana, Savona, Viareggio, Livorno, Fano, Sariano) e due all’estero (Brasile e Turchia). I cantieri in Cina? «Non sono nei nostri obiettivi» dice Vitelli che vede piuttosto con preoccupazione la nuova proprietà cinese della concorrente Ferretti. «Gli yacht sono un simbolo dell’artigianato e dello stile italiano. Il Paese asiatico rischia di intaccare l’immagine del settore». E alla qualità continua a guardare con fermezza Azimut-

Al timone
Paolo Vitelli (nella foto) è da oltre 40 anni Presidente del Gruppo degli yacht di lusso

DA DOMENICA ALLA FIERA DI RHO

AL VIA LA BOUTIQUE CON ACCESSORI PERSONALIZZATI

A Milano torna Micam Gucci riparte da Verona In mostra scarpe griffate per le nuove collezioni

T

orna a Milano Micam ShoEvent, l’appuntamento internazionale dedicato alle calzature di fascia alta e medio-alta, che accoglierà nei padiglioni di Fiera Milano Rho gli operatori del settore. La manifestazione aprirà i battenti domenica per proseguire fino a mercoledì 7. In mostra le migliori collezioni fashion per il prossimo autunno/inverno 2012/2013. «Micam si conferma la manifestazione di riferimento per il settore a livello mondiale, un appuntamento imprescindibile nella città della moda» afferma Cleto Sagripanti, presidente di Anci. Tra i brand già confermati Liu-Jo, Agatha Ruiz de la Prada, Roberto Botticelli e Esprit. Anche Desigual, già presente nella scorsa edizione, rafforza la sua presenza con uno stand rinnovato e ampliato. Per contro si registra un lieve calo di presenze da parte di piccole imprese italiane.

R

iapre a Verona in via Mazzini la boutique Gucci, completamente rinnovata. I 200 metri quadri sono stati ristrutturati secondo il design concept di Frida Giannini (foto), direttore creativo di Gucci. Per l’inaugurazione avvenuta giovedì, gli esperti maestri artigiani si metteranno all’opera assemblando alcune delle borse più iconiche di Gucci tra cui la New Bamboo, la New Jackie e la Stirrup. Gli accessori, realizzati a mano, potranno essere personalizzati con le iniziali dei clienti. Ogni borsa avrà una targhetta interna con incisi luogo e data dell’evento. «Ho voluto amplificare la sensazione di lusso all’interno della boutique attraverso la luce naturale e lo spazio per creare un’estetica in armonia con l’immagine del marchio e uno sfondo ideale per le collezioni» ha spiegato il direttore creativo Frida Giannini.

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28 Lettere e Commenti
MARIO CALABRESI

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE
Il governo di Mario Monti, dopo cento giorni di attività, non è immune dalle polemiche e dagli attacchi ma gode, effettivamente, di un livello di popolarità di molto superiore ai governi politici che l’hanno preceduto. Io penso che questo sia dovuto al fatto che, dopo anni di estenuanti dibattiti e rinvii, vengono prese decisioni necessarie; alcune di queste sono impopolari, altre difficili, altre non scontate, ma su ognuna il premier ci mette la faccia. Pensate per quanto tempo è stata discussa la necessità di concludere la riforma del sistema pensionistico, sembrava cosa impossibile e non c’era ministro disposto a rischiarci la carriera, ora è fatta e si è dimostrato che era possibile vararla. Pensate all’Ici sugli immobili della Chiesa che non siano esclusivamente luoghi di culto, anche qui se ne discuteva sui giornali, su internet, in qualche trasmissione televisiva, ma non c’era partito politico di governo che si permettesse di sollevare realmente il problema. O pensate ancora al «No» deciso opposto alla candidatura olimpica di Roma: Monti si era convinto che non sarebbero state un volano per l’economia italiana quanto piuttosto un rischio per la tenuta dei conti, allora non ha cercato scorciatoie o sperato che ci pensassero altri a bocciarle, ma si è preso la responsabilità di fermarle con nettezza nonostante le pressioni di poteri sportivi ed economici. Gli italiani apprezzano il senso di responsabilità e il non guardare in faccia a nessuno, vorrebbero però che fosse esteso a tutti, parlamentari e tassisti compresi.

Quotidiano fondato nel 1867 m
DIRETTORE RESPONSABILE MARIO CALABRESI VICEDIRETTORI MASSIMO GRAMELLINI, CESARE MARTINETTI LUCA UBALDESCHI REDATTORI CAPO CENTRALI FLAVIO CORAZZA, MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR) LAURA CARASSAI DARIO CORRADINO (WEB EDITOR), ANNA MASERA (SOCIAL MEDIA EDITOR) CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA PAOLO BARONI CAPO DELLA REDAZIONE MILANESE MICHELE BRAMBILLA RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA ALESSANDRO CHIARAMONTI ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO REDAZIONI GIAMPIERO PAVIOLO ITALIA, FRANCESCA SFORZA ESTERI, MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI, GUIDO BOFFO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO m
EDITRICE LA STAMPA SPA PRESIDENTE JOHN ELKANN AMMINISTRATORI LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003): MARIO CALABRESI m
REDAZIONE AMMINISTRAZIONE
E
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

I 100 giorni di Monti nel segno della responsabilità

P

olitici, più coraggio! Con soddisfazione leggiamo che state finalmente lavorando seriamente alle modifiche costituzionali per rendere le nostre istituzioni più efficienti e credibili. Ma siate più decisi: il numero dei parlamentari va dimezzato, non solo ridotto. La crisi è grave e i sacrifici richiesti ai cittadini sono notevoli. Non potete puntare al minimo nell’incidere sui costi della politica, centrale e periferica, sugli apparati pubblici spesso inutili e poco produttivi, sugli stipendi esagerati ai vari livelli, sulle spese enormi in armamenti. Se sarete più coraggiosi, aiuterete il nostro Paese e i suoi cittadini ad uscire al più presto dalla crisi, riconquistando voi stessi credibilità e fiducia.
TERESIO FRAIRE

S

e ho ben capito, i Politici hanno dato spazio ai Tecnici per evitare di farsi promotori di leggi impopolari che avrebbero potuto avere ripercussioni negative sui loro prossimi risultati elettorali. Ma se così è qualcuno può spiegarmi come mai il governo Monti - nonostante le leggi impopolari - gode di un tasso di gradimento così elevato?
ROBERTO OLIVERO SAVONA

TIPOGRAFIA: VIA MARENCO 32 STAMPA IN FACSIMILE:

10126

TORINO, TEL.

011.6568111

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA ETIS 2000, 8a STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE RCS QUOTIDIANI, VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO (MILANO) L’UNIONE EDITORIALE SPA, VIA OMODEO, ELMAS (CAGLIARI)
© 2012 EDITRICE LA STAMPA S.P.A. REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7201 DEL 14/12/2011. LA TIRATURA DI DOMENICA 26 FEBBRAIO 2012 È STATA DI 439.900 COPIE

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Prescrizione/1 Dovrebbe rinunciare
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Un Presidente del Consiglio avrebbe dovuto rinunciare alla prescrizione e non far votare una legge che ne accorciasse la durata. Scenderà l’oblio sulla vicenda ma resterà la macchia indelebile sulla persona e quella macchia non potrà essere mai cancellata.
GIULIA NUMA

pensionato, ha sempre pagato le tasse dovute. Ora mi piacerebbe sapere se questa sorprendente solerzia della Guardia di Finanza fa seguito solamente a una specifica richiesta del Governo Monti. I Governi precedenti che avevano a più riprese promesso una severa lotta all’evasione fiscale avevano l’avevano mai sollecitata a tal proposito?.
IVANA GAGLIARDI TAMPIERI

Prescrizione/2 Sapore di beffa
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Blitz fiscali/2 Anche nelle piccole imprese
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Quale fiducia possiamo avere nella magistratura dopo la non sentenza del processo Mills,in cui Berlusconi ancora una volta si è salvato dall’accusa di corruzione in atti giudiziari con una legge ad personam (la ex Cirielli) grazie alla quale il reato si prescrive non più in 15 ma in 10 anni. E perché aspettare il giorno della sentenza per dire che il processo era prescritto? Sa di beffa. Che figura facciamo di fronte all’Europa, dove per molto meno importanti uomini di stato rassegnano le dimissioni e si presentano davanti ai giudici. E poi dicono che la legge è uguale per tutti.
FRANCO ROGGERO

Blitz fiscali/1 Prima chi li ha mai chiesti?
I

Sono un 30enne architetto del torinese, per comodità mi farò chiamare Mr S. Lavoro in una piccola azienda, sempre nel torinese, da due anni a partita IVA, «un fortunato» , qualcuno dirà, «perché almeno lavori!»; eppure, anche sforzandomi parecchio, mi risulta difficile trarre beneficio da questo «privilegio». Perché in ufficio inizio alle 7.30 (mi sveglio alle 6, sono un pendolare) e finisco alle 18,30 , faccio 10 ore giornaliere di lavoro, senza contare le pause e, ovviamente, straordinari non pagati. Un lavoro da dipendente pur non essendo, sulla carta, un dipendente. Ad ogni modo, le mie 10 ore passano sempre poco tranquillamente tra consegne immediate, pressioni varie e continui ricatti di licenziamento, ordinaria routine insomma. Si parla da molti giorni di controlli fiscali a Cortina, a

San Remo, a Napoli… e spesso mi chiedo: «se il motore dell’Italia sono le piccole aziende, perché non vengono effettuati controlli anche lì? Perché non punire chi utilizza forme di contratto anomale? Perché non ridurre la pressione fiscale per i datori di lavoro?». A chi mi chieda se sarei disposto a decurtarmi lo stipendio, che già è misero, per lavorare qualche ora in meno e godermi di più la vita risponderei «Sicuramente sì». È vero, soffro di «comunismo lavorativo», ma sono convinto che sarebbe molto più utile se si redistribuissero le ore lavorative per favorire chi non ha un lavoro, così come sarei favorevolissimo ad una totale redistribuzione delle ricchezze del nostro paese. Ma, come ben sappiamo, in Italia è sempre la stessa storia, c’è chi ha troppo e chi non ha nulla.
MR S

Contraddizioni nella riforma pensioni
I

Vorrei chiedere al gentile ministro Fornero che ha allungato gli anni per andare in pensione a tutti generando rabbia da parte di tanti lavoratori vicini al riposo, perché se poi qualcuno chiede di rimanere qualche anno ancora, l’istanza non viene accolta! Non è un controsenso? Quella persona sono io, dipendente della pubblica istruzione con appena 23 anni di contributi e purtroppo ho 65 anni compiuti per essermi dedicata alla famiglia e cominciato tardi il lavoro. Amo il mio lavoro e insieme alla mia domanda c’è il parere favorevole del dirigente, in quanto il personale si è ridotto in 10 anni della metà: da tempo non c’è turn-over quindi nessuno viene sostituito.
ANNA T.

L’editoriale dei lettori

ITALIANI FUTURI
La riforma della cittadinanza intende cambiare il rapporto fra Stato e immigrazione. Da un sistema che produce stranieri a uno che produce cittadini

PIETRO SOLDINI

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Redditi trasparenti anche al Parlamento
I

Dopo la pubblicazione delle rendite dei Ministri e sottosegretari ora gli italiani dovrebbero conoscere anche quelle degli eletti nelle due Camere. Un po’ di trasparanza anche nei loro confronti potrebbe servire ad avere una maggiore attenzione specialmente in un momento in cui è assai modesta la fiducia e la credibilità verso le nostre forze politiche.
NICODEMO SETTEMBRINI

Dal sogno all’incubo e la schedina in mano
I

Un sincero plauso alle Fiamme Gialle per i blitz che fanno emergere coloro che dichiarano un reddito molto inferiore a quello percepito. Se ai blitz faranno seguito concrete prese di posizione nei confronti di questi parassiti sarà un vero atto di giustizia nei confronti di chi, lavoratore dipendente o

c.
contatti

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Una pubblicità di Stato ci invita a sognare con una schedina in mano. Verissimo: per la stragrandissima maggioranza di chi gioca rimane un sogno. E potrebbe anche esser tollerabile, se non fosse che per una certa non indifferente parte di essi il sogno può diventare - e magari diventa un incubo, quando cominciano a dilapidare compulsivamente risparmi e patrimoni più o meno consistenti, situazione che può portare - e porta - a disgregazione familiare e in certi casi anche a gesti estremi e irrimediabili. L’Erario ringrazia. E quelli che vanno incontro ai suddetti problemi? Sono fatti loro.
DANIELE ORLA

a campagna «L’Italia sono anch’io» promossa dalla Cgil insieme ad altre 18 sigle sindacali ed associative è stata un successo. Siamo in fase di verifica delle firme raccolte e certificate, ben oltre le 50.000 necessarie, che consegneremo alla Presidenza della Camera il 6 marzo. Un Paese che ha il 7% della sua popolazione di immigrati e sa che il flusso migratorio continuerà a questo ritmo nei prossimi 20 anni cosa deve fare? Accelerare il percorso di integrazione e di riconoscimento della cittadinanza così come hanno fatto altri Paesi come la Francia dove il 23% della popolazione con cittadinanza francese è di origine straniera, il 19% in Germania. Se non si fa questa riforma gli stranieri saranno sempre di più, si accentuerà un dualismo di status giuridico con un vero pericolo di Apartheid che minerà la coesione sociale. Su questi punti la posizione della Lega è così oltranzista che è facilmente isolabile, la maggioranza dell’opinione pubblica non è disponibile al richiamo di quei messaggi xenofobi. La discussione va fatta nel merito delle proposte, quelle che noi avanziamo come Campagna «L’Italia sono anch’io» e quelle di un certo schieramento riformista moderato, preoccupato di temperare lo jus soli e di non apparire troppo «buonista e generoso». Molti commentatori mettono in guardia dal turismo delle partorienti; argomentazioni colorite ma insensate. La discussione sta sui requisiti di anzianità di permanenza in Italia dei genitori del bambino nato in Italia al quale riconoscere la cittadinanza fra chi dice 5 anni e chi dice 1 anno. La riforma della cittadinanza ed il diritto di voto amministrativo hanno anche a che fare con il cambiamento del rapporto fra Stato e l’immigrazione, da un sistema bloccato che ormai produce stranieri ad un sistema che produce cittadini. Auspichiamo che il Parlamento sia in grado di cogliere l’urgenza di accogliere queste proposte.
Responsabile Ufficio immigrazione CGIL nazionale

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Lettere e Commenti 29

FRANCO BRUNI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

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l governo Monti ha un mandato a termine e compiti urgenti e precisi. Può mettere in sicurezza il saldo fra entrate e uscite e razionalizzarle un poco entrambe. Ma il suo lavoro di emergenza può servire alle forze politiche anche per prepararsi ad affrontare una scelta strategica più di lungo termine: con un bilancio in equilibrio, quanto è bene siano grandi le entrate e le spese? Affiora a tratti l’idea che la vera crescita si possa attuare solo con un forte ridimensionamento dello Stato, sia della spesa totale che delle imposte. Come è noto ci sono al mondo esempi differenti e non mancano i Paesi che crescono bene con settori pubblici tutt’altro che piccoli. È comunque opportuno che la questione rimanga sullo sfondo, che la si discuta con crescente consapevolezza e trasparenza. L’opinione di chi scrive è che è sempre più difficile che un’economia cresca in modo sostenibile e sano, rispettando i valori attorno ai quali si è andata costruendo l’integrazione europea, con uno Stato economicamente «minimo». I bisogni pubblici dei tempi moderni sono immensi e crescenti. Il loro soddisfacimento è indispensabile perché le produzioni private siano competitive e la loro profittabilità non sia instabile e illusoria o, addirittura, frutto di rapine dei prepotenti. Si possono privatizzare alcune produzioni pubbliche ma occorre spendere per regolare e controllare ciò che si è privatizzato. Si devono assolutamente ridurre i tanti sprechi nella pubblica amministrazione, ma sono pronti tanti capitoli di spesa dove ridirigere le risorse risparmiate. Carceri, scuola, sanità, ricerca e patrimonio culturale (che, lungi dall’esser superfluo, aiuta a sfamarci e a crescere), difesa del territorio, che ci crolla addosso e persino ci uccide perché sempre più dilaniato dalla privatizzazione, sia formalmente legale che criminale, degli spazi pubblici. Servono molti soldi e un grande sforzo politico e amministrativo. Più che tagliare la spesa totale occorre fissare le priorità in una lunga lista di bisogni pubblici pressanti, con grande cura e dettaglio e un buon dibattito politico. E occorre mettere a

SPESA PUBBLICA UNA RIFORMA E’ POSSIBILE
Il taglio della spesa pubblica complessiva non è una soluzione. Il taglio cieco e trasversale è insostenibile e dannoso e ora tutti sanno che ci vogliono «riforme strutturali». Le riforme debbono ridurre le spese inutili e cattive, ma non devono lesinare quelle buone. E non per un presunto «effetto espansivo sulla domanda aggregata». Ma perché contribuiscono alla crescita dal lato dell’offerta, cioè aumentando la capacità produttiva dell’economia e la sua qualità. Non dobbiamo rassegnarci all’idea che il settore pubblico sia comunque inefficiente e vada quindi ridotto alle minime dimensioni. Se non possiamo sperare che produca abbondanti servizi collettivi con giusti incentivi e in modi efficienti e corretti, come possiamo sperare che vigili bene il traffico dei privati e impedisca loro di farsi del male a vicenda? Si tratta di dedicarsi al compito con qualche entusiasmo, mobilitando l’opinione della gente con un messaggio di impegno collettivo che superi la sensazione di impotenza che provano i singoli individui di fronte a compiti che richiedono azione collettiva. Un messaggio che metta da parte ideologie superate e contrapposte, gli infruttuosi, astratti dibattiti fra chi si autoproclama liberale e chi demonizza i mercati privati. Un messaggio che lascerà forse spazio per qualche utile dialettica fra «destra» e «sinistra», sui metodi da usare; ma che vuole convergenza sull’obiettivo di fondo: la cura speciale dei beni e dei servizi pubblici e dei modi per produrli in quantità adeguata e senza sprechi.
franco.bruni@unibocconi.it

TAGLIARE I COSTI PER DARE PIU’ LAVORO AI GIOVANI
MIRKO CARDINALE* aro direttore, il nodo del mercato del lavoro sta polarizzando in questi giorni l’attenzione degli italiani, ben consapevoli tutti che solo l’ingresso a pieno titolo dei giovani, come ha ricordato Irene Tinagli su questo giornale, potrebbe segnare l’inversione dell’attuale trend negativo della crescita nel nostro Paese. Ma far entrare i giovani significa anche aumentare il loro reddito disponibile e le loro capacità di consumo. E se servisse la ricetta annunciata da Sarkozy? Riduzioni dei contributi previdenziali per abbassare il costo del lavoro e «fermare il declino della Francia». Un ragionamento simile può essere applicato anche all’Italia, dove il peso del risparmio forzato, ovvero la somma di contributi previdenziali e accantonamenti per il Tfr, è molto alto rispetto agli altri Paesi europei. Le ultime statistiche dell’Ocse mostrano che, a fronte di uno stipendio lordo di 30.000 euro, un’azienda italiana deve versare o accantonare circa 12.000 euro, ovvero circa il 40% dello stipendio, mentre un’azienda tedesca meno di 9.000 euro ed una britannica addirittura meno di 4.000 euro. Si tratta di un peso insostenibile che rende le aziende italiane poco competitive e che grava soprattutto sulle generazioni più giovani che fanno fatica ad inserirsi nel mercato del lavoro e che, quando vi riescono, devono accettare contratti atipici, con peso contributivo ridotto, o salari netti molto bassi. In un simile contesto non sorprende che circa il 60% dei giovani tra i 18 e i 24 anni si dica disposto a trasferirsi all’estero per lavoro, come mostrano i risultanti di una recente inchiesta dell’Eurispes. Se si abbassasse il costo del lavoro per i giovani assunti con contratti a tempo indeterminato si creerebbe un circolo virtuoso: incremento degli investimenti privati, maggiore occupazione, aumento del consumo e della domanda interna. Non solo si favorirebbe l’aumento dell’occupazione giovanile, ma, attraverso la diminuzione dei contributi a carico dei lavoratori, si metterebbero direttamente più soldi nella busta paga dei giovani che lavorano. Giovani che oggi sono costretti ad un risparmio forzato sproporzionato per finanziare la pensione e che, d’altra parte, non riescono a sbarcare il lunario, senza appoggiarsi alla famiglia per le necessità di tutti i giorni, dalla casa alla cura dei figli. Le misure annunciate finora dal governo Monti (liberalizzazioni, semplificazione della burocrazia ecc.) favoriscono certamente la crescita, ma è difficile pensare che possano avere un impatto significativo nel breve periodo. Anche le ipotesi di riforma del mercato del lavoro nella direzione della «flex-security» e del Cui (contratto unico d’ingresso) potrebbero rendere meno ingessato il mercato del lavoro, favorendo gli investimenti in capitale umano delle aziende italiane e rendendo l’Italia più appetibile agli occhi dei potenziali investitori stranieri. Ma anche qui non ci si può attendere un impatto immediato sulla crescita, perché la pianificazione degli investimenti segue cicli abbastanza lenti e gli imprenditori potrebbero, almeno all’inizio, rimanere scettici sull’effettiva portata della riforma. Ci sono invece due ragioni importanti per cui non ci si può limitare alle sole misure di lungo periodo. La prima è che, come disse Keynes negli Anni 30, «nel lungo periodo saremo tutti morti» ovvero, se non si agisce in maniera tempestiva, si rischia di essere travolti dal precipitare degli eventi. La seconda è che occorre contrastare l’impatto recessivo delle manovre finanziarie dell’anno scorso, per evitare una recessione prolungata, che renderebbe ancora più problematica la dinamica del debito. Perché non capovolgere il punto di vista delle proposte sul tappeto, per lo più concentrato sulla più facile licenziabilità in ingresso, e spostare, invece, sull’uscita lo svantaggio della minor tutela, attraverso una riduzione dei contributi previdenziali obbligatori? Infatti è nella prima fase della vita che un giovane ha più bisogno di disponibilità finanziarie immediate, come mostrano diversi studi a livello internazionale, secondo i quali la capacità di risparmio raggiunge il suo picco tra i 40 e i 64 anni. Inoltre, con il sistema contributivo, le pensioni non dipendono solo dai contributi versati, ma anche dal tasso di crescita del Pil; pertanto una riduzione dei contributi, finalizzata a supportare la crescita, non necessariamente comprometterebbe il futuro previdenziale delle generazioni più giovani. La proposta è semplice: per i lavoratori al di sotto dei 40 anni ridurre le aliquote contributive a carico del datore di lavoro dal 33% al 27%, allineandole a quelle attualmente applicate ai para-subordinati e disincentivando l’uso di contratti atipici, nonché abbassare le ritenute previdenziali a carico dei lavoratori di tre punti percentuali, dal 9.2% al 6.2%, in modo da ottenere un effetto immediato sulla busta paga. I vantaggi sarebbero tangibili sia per i datori di lavoro che per i lavoratori. Quali i costi? Il finanziamento in Italia richiederebbe un ulteriore sforzo nella direzione di quell’equità intergenerazionale che ormai quasi tutti riconoscono come necessaria per far ripartire la crescita. Ad esempio, una stretta maggiore sulle pensioni di anzianità o una piccola tassa sul «regalo» che riceve chi va in pensione con il sistema retributivo e riceve pensioni estremamente generose rispetto ai contributi versati (magari al di sopra di una certa soglia per non colpire i pensionati con redditi più bassi). Oppure extrema ratio un aumento dell’Iva come nella proposta Sarkozy. Un sacrificio impossibile?

C

Illustrazione di Dariush Radpour

punto i metodi organizzativi perché la spesa a essi dedicata sia fatta bene, rendicontata con rigore, senza sprechi e privilegiando ciò che abbiamo deciso essere più importante. È un compito che va oltre la «spending review» di emergenza che in pochi mesi può fare il governo attuale. È una strategia politica a lungo termine che può rivoluzionare interi settori della pubblica amministrazione. Non è un compito facile: ma scegliere le priorità e assicurare l’efficienza delle spese non è facile nemmeno nel settore privato: gli esperti di governo societario sanno bene quanto nelle imprese sia complicato controllare i costi, impedire gli sprechi e le appropriazioni indebite. Occorre la disponibilità al cambiamento, soprattutto di chi oggi è impiegato nella pubblica amministrazione.

NON È LA PAGELLA CHE PROMUOVE UN PROF
ALESSANDRO D’AVENIA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

on si può più consigliare «una scuola» tout court, per semplice nomea e tradizione, ma bisogna andare a caccia della sezione o addirittura del singolo insegnante. Il polverone che si è sollevato evidenzia però un’esigenza che nasce dal basso e che non può più essere elusa nella Scuola di oggi: le famiglie vogliono poter scegliere gli insegnanti dei propri figli e chi non vuole il meglio per i propri figli? Per scegliere un albergo o un ristorante leggiamo i giudizi degli avventori sui siti ad hoc, come facciamo per mille altre cose. Le famiglie vogliono conoscere chi scelgono. In uno Stato veramente democratico credo debba essere data sempre di più la possibilità di scelta ai cittadini e questo vale tanto più per l’istruzione, che non è solo una trasmissione di contenuti, ma un vero e proprio percorso di crescita umana in una fase delicata della vita come lo sono infanzia e adolescenza. Non si può improvvisare, non si può scegliere per fama, e deve essere data a tutte la famiglie la possibilità di

N

scegliere, indipendentemente dal reddito. Allo stesso tempo bisogna però considerare la limitatezza di un giudizio affidato esclusivamente ai risultati degli studenti (come è accaduto a NY), che può trovare classi con ragazzi più o meno dotati. I risultati, dato puramente quantitativo, non tengono in considerazione o sottovalutano aspetti più ampi della «storia» di un docente e della sua classe, che possono attraversare periodi di deserto prima della terra promessa. Un professore costruisce un percorso nel tempo, proprio con quegli studenti, e decide di raggiungere certi risultati secondo una gradualità che sfugge ai criteri di qualità delle aziende, valutate sulla base della correttezza delle procedure. Gli uomini sono uomini, non procedure. Un professore potrebbe vedersi attribuire un punteggio scarso, per motivi che vanno al di là delle sue effettive capacità, qualsiasi insegnante questo lo sa bene. E comunque gli basterebbe gonfiare i voti per star tranquillo... La scuola non è certo come un ristorante, e se non basta il giudizio del cliente su una cena per licenziare il cuoco, figuriamoci in un ambiente di lavoro come la scuola, che è una relazione nel tempo, fatta anche di persone con le loro fragilità, cam-

biamenti e auspicabili miglioramenti. Non sto proponendo di creare una casta di invalutabili, ma di considerare chi e che cosa valutare. Cosa si chiede all’insegnante di Francesco? Amare e conoscere la materia, amare e conoscere Francesco, amare e conoscere il modo in cui insegna la sua materia a Francesco. Sempre di più. Solo valutando adeguatamente queste tre aeree sarà possibile ottenere un giudizio sulla qualità di un docente: non basta il suo curriculum (un dottorato può non essere significativo per essere un buon insegnante), non basta essere stato tante ore in classe (l’età non è criterio né necessario né sufficiente), come è stato fino ad ora in Italia. Non basta un concorsone per fare un docente. Non basta l’età per fare un buon docente. Non basta un gruppo di studenti per valutare un docente. Non possiamo ridurre un insegnante, che ha studiato e lottato per un posto alla «costumer satisfaction» o alle procedure valide per le certificazioni di qualità con i prodotti materiali, ma occorre lavorare a monte. Credo che i nuovi percorsi di tirocinio e specializzazione (Tfa), sperando vengano presto attivati, rendano possibile tutto questo e si trovi finalmente un sistema alternativo al famigerato «punteggio», che riduce la meritocrazia della scuola al solo criterio di anzianità. Non abbiamo bisogno di pagelle, ma di una Scuola fatta da docenti che abbiano ottenuto nel loro percorso di preparazione quello che pretendono dai loro allievi: voti alti. Il resto lo impareranno strada facendo, come in ogni professione.

Tra noi e il cuoco soltanto un vetro
MARCO BELPOLITI

Minima

S

ono seduto al ristorante. Sto aspettando l’arrivo dell’ordinazione, e intanto osservo al di là del vetro i cuochi che si danno da fare intorno ai fornelli per preparare la mia pasta asciutta alle vongole, la bistecca milanese con la rucola, o altri piatti più elaborati ordinati dai miei vicini di tavola - due signore quarantenni piuttosto eleganti e vistose. I cuochi sono lì, a breve distanza da noi, visibili e osservabili. Quello che un tempo era un luogo nascosto, inagibile agli occhi degli avventori, oggi è invece esibito dietro un provviden-

ziale vetro che fa guardare, ma non annusare quello che stanno cucinando. I cuochi sono in esposizione. Così si ribalta un luogo comune su cui il sociologo della vita quotidiana Erving Goffman ha costruito il suo celebre paradigma interpretativo. Da un lato, c’è la sala del ristorante, con i clienti seduti ai tavoli, con i camerieri e i sommelier che si muovono intorno, per porgere le carte, raccogliere ordinazioni e recare portate; dall’altro, protetto dalla provvidenziale porta a doppio movimento, c’è invece la cucina, sottratta allo sguardo degli avventori. Uno spazio aperto e uno chiuso. Per Goffman era la metafora della società di tipo tradizionale, dove esiste una divisione spaziale ben precisa, che corrisponde a due ritualità differenti: nello spazio pubblico della sala vige una rappresentazione più formale; nel retro del ristorante, in cucina, si pratica inve-

ce un’informalità, come in un’officina o in una fabbrica, e vigono rituali diversi da quelli riservati ai clienti. Ora questa differenza tra scena e retro è stata superata dalla società dello spettacolo, dove non c’è più separazione tra privato e pubblico: tutto è offerto, come nei talk show, allo sguardo di tutti. Perciò i ristoranti si sono adeguati. Il cuoco e i suoi aiutanti, indaffarati intorno ai fuochi o alle prese con coltelli e cucchiai, sono uno spettacolo in più. Da qui la parete caduta e la sua sostituzione con un vetro. Tutto si svolge sotto gli occhi del pubblico: la cucina è finalmente in vetrina. Un processo che Vanni Codeluppi, riferendosi all’intera società, ha definito «vetrinizzazione» della vita. Per questo ora per fare i cuochi - mestiere ancora prevalentemente maschile - non basta più essere bravi, ma bisogna essere almeno piacenti, se non proprio belli. La signora seduta vicino si lascia scappare un: «Valeria, hai visto com’è figo quel cuoco di colore?». «Certo, e poi qui si mangia anche bene!».

*Economista, esperto di finanza e previdenza

LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 30

La Via degli Zar®
navigazioni fluviali da Mosca a San Pietroburgo o viceversa
Mosca - Ouglitch - Jaroslavl - Goritzy - Kiji - Mandroga - San Pietroburgo

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Ponte Inferiore Principale Superiore Lance

13 e 23 maggio 1.320 1.530 1.600 1.650

2, 12* giugno e 21* agosto 1.410 1.610 1.690 1.730

date di partenza dall’Italia 2*, 12* 22* giugno e 22* luglio 1* agosto 1.490 1.590 1.640 1.690 1.750 1.790 1.790 1.840 1.890 1.840 1.890 1.940

di M o

Mosca

sca

Jaroslavl

11* agosto 1.690 1.890 1.940 1.990

31 agosto 1.390 1.590 1.640 1.690

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

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Addio a Erland Josephson
Scompare il volto-feticcio maschile di tutti i film di Ingmar Bergman: Erland Josephson. L’attore-simbolo del grande cineasta fino all’ultima opera, ma anche del suo teatro, è morto a 88 anni a Stoccolma. Josephson, che soffriva da tempo di Parkinson, non è stato solo attore prediletto di grandissimi registi che hanno raccontato storie d’impegno, ma anche regista e autore cinematografico e teatrale, scrittore di libri di poesia e di prosa.

CULTURA SPETTACOLI
Teatro Carignano, ore 20,45

&

Umberto Saba
Nel centenario di Giulio Einaudi, la casa editrice dello Struzzo ha organizzato una serata di letture, oggi alle 20,45 al Teatro Carignano di Torino, per celebrare il suo fondatore attraverso le parole degli autori e dei collaboratori storici che gli si sono rivolti: Norberto Bobbio, Umberto Saba e Massimo Mila (dei cui scritti pubblichiamo in questa pagina alcuni stralci), e poi Natalia Ginzburg, Primo Levi, Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Franco Basaglia, Elsa Morante, Elio Vittorini, Italo Calvino, Gianni Rodari, Giorgio Manganelli. Le loro lettere saranno lette da Niccolò Ammaniti, Andrea Bajani, Ascanio Celestini, Diego De Silva, Giorgio Falco, Marcello Fois, Nicola Lagioia, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, Michela Murgia, Valeria Parrella, Francesco Piccolo, Benedetta Tobagi, Simona Vinci, Hamid Ziarati. La serata è curata da Ernesto Ferrero con la collaborazione di Mario Martone. Per permettere a tutti di seguire l’evento, sarà installato un maxischermo in piazza Carignano.

Salvami tu da quella sudicia carta grigiastra
Roma, 20 luglio 1945 arissimo Einaudi, dopo sette mesi che sono a Roma per licenziare il Canzoniere, e quando pareva veramente che si fosse alla fine, è venuta fuori la questione della carta. Ti accludo un campione di quella che volevano usare. Spero di essere riuscito ad evitare il disastro; ed ho la parola d’onore di Ossella, che la tipografia (irritatissima - DOPO QUELLO CHE ESSA HA FATTO ATTENDERE - per il ritardo di qualche giorno) non tirerà su quella carta, benché questa, purtroppo, le sia già stata consegnata. Sarebbe una grave diminuzione di prestigio per la Casa Einaudi; per me LA MORTE se il Canzoniere dovesse uscire in quella veste. Ci staresti tu a lungo Umberto Saba in compagnia di (1883-1957) una persona che, pure avendo cose belle ed interessanti da dirti, emanasse continuamente un leggero puzzo? Così il lettore si troverebbe in compagnia di un libro di versi stampato su quella sudicia carta. Quella carta non è povera (che non sarebbe un gran male) è sporca. [...] Forse, anzi certamente, non puoi immaginare i giorni e le notti che sto passando. Quella maledetta carta grigiastra me la vedo sempre davanti come un’estrema ironia del destino. [...] Affettuosamente, caro amico, tuo Saba

Norberto Bobbio

Pavese dormiva su un sofà L’abbiamo dovuto svegliare urlando
Torino, 8 luglio 1945 aro Giulio, stamane, domenica, Pavese ci ha convocati in sede per una delle solite riunioni festive dei senatori (si chiamano ancora così?). Alle undici Pavese dormiva ancora, sconciamente, su un sofà; l’abbiamo dovuto svegliare urlando. E lui ha detto che andava bene e di cominciare. La seduta non è stata vivace, ma appunto per questo più densa di gravi pensieri e di osservazioni fondamentali che non possiamo fare a meno di comunicarti. Mi pare che ci stiamo lasciando tutti quanti tentare dalla seduzione dell’attualità. Ti ripeto una frase memorabile: le case editrici si misurano a decenni, non a mesi. Gli editori improvvisati che si buttano sugli argomenti del giorno sono destinati a morire in pochi anni di morte violenta. Noi dobbiamo continuare la nostra strada, tanto più che il libro attuale oggi, prima che arrivi dal libraio, tradotto, riveduto, stampato e diffuso, ci vuole per lo meno un anno e mezzo, e fra un anno e mezzo non sarà più attuale. Tu sai che qui abbiamo un mucchio di lavoro arretrato da smaltire. Le tipografie assorbono lentamente i manoscritti pronti, e molti manoscritti non sono affatto pronti, perché hanno bisogno di revisione. Bisogna mettersi coraggiosamente e pazientemente a fare la revisione dei Norberto Bobbio testi, perché se si fa (1909-2004) in fretta si fa male, e vengon fuori traduzioni cattive e libri scorretti, come saranno, penso, il novanta per cento dei libri dei nuovi editori. Ed è per questo che, se si dice: vogliamo abolire la sede di Torino, rispondiamo: dateci il tempo per fare il nostro lavoro. Possibilità di trovare collaboratori ci sono: ci vuole soltanto tempo. Il problema, come ho già detto altre volte, non è quello di eliminare l’una o l’altra sede, ma di coordinare il lavoro, in modo che la pluralità non sia principio di confusione. Il modo di coordinare le direzioni è di distribuire i compiti e di lasciare a ciascuna una certa autonomia di proposte e di esecuzione, udito il parere delle altre. Propongo per Torino Milano e Roma, e non soltanto per gli affari di Einaudi, il sistema federalistico. Qui siamo federalisti [...]. Salutami gli amici romani. E tu fatti veder presto a Torino. Cordialmente Norberto Bobbio

C

C

Giulio Einaudi era nato a Dogliani (Cuneo) il 2 gennaio 1912. È morto a Magliano Sabina (Rieti) il 5 aprile 1999

Caro Giulio,
Stasera a Torino la Einaudi celebra il suo fondatore nel centenario della nascita Pubblichiamo le lettere inedite di tre prestigiosi autori, dal cuore degli anni ruggenti
MARIO BAUDINO
TORINO

Massimo Mila

Naturalmente rinuncio allo stipendio
Torino, 25 luglio [1945] aro Giulio, qui va tutto bene e siamo padroni della situazione. - Senti che bella idea: nel salone di corso Umberto 5 bis ci ficchiamo un pianoforte, possibilmente a coda, se no pazienza, e tutti i mercoledì dopo le 5 e 1/2 facciamo delle Letture di musica Einaudi, ad inviti limitatissimi, proprio per gli happy few. (Le masse e l’arte per il popolo lasciamo che vadano per un momento a farsi benedire). Il Quartetto di radio Torino mi ha già promesso che verrà (gratis, ben inteso) ad eseguire un Quartetto di Mozart quando lanceremo il Mozart di Paumgartner. Cosa Massimo Mila ne dici? Se sei (1910-1988) d’accordo, devi tenerne conto nella disposizione e nell’arredamento che intendi dare al salone. Levati dalla testa di poter contare su di me nel mese d’agosto, per lo meno dal 4 al 20, e forse anche oltre. Naturalmente rinuncio allo stipendio. Addio addio. Tanti cari saluti dal tuo aff. Massimo Mila

C

Einaudi si racconta attraverso le voci dei suoi autori di oggi che rileggono quelle di autori e consulenti di ieri, in una storia che comincia coi padri fondatori e va avanti per quasi un secolo. La casa editrice venne fondata da un giovanissimo Giulio Einaudi nel 1933. Era nato cent’anni fa (Dogliani, 2 gennaio 1912), e per tutto il 2012 lo Struzzo si incaricherà di celebrare il suo geniale creatore. Si comincia stasera al Teatro Carignano (replica domani al liceo D’Azeglio, culla einaudiana per eccellenza) attraverso intensi esercizi di memoria. Dell’Einaudi sembra ormai di sapere tutto: molte sono le pubblicazioni storiche sulla vita della casa editrice, moltissimi i documenti resi pubblici; l’archivio storico è in parte su Internet, la memorialistica è vivacissima, l’aneddotica pure. Su tutto regna il ricordo del Principe, geniale, snob, e cattivissimo per scelta cultural-imprenditoriale. Era il signore del vetriolo, senza del quale la casa editrice non sarebbe stata quella macchi-

L’

na straordinaria che ha dominato fino agli Anni Settanta la cultura italiana. Su questo, tutti gli ex sono d’accordo. Il mito dell’Einaudi non è lontano dalla realtà storica, come del resto ormai molti studi sull’archivio, a cominciare da Pensare i libri di Luisa Mangoni, uscito nel lontano ‘99 per Bollati Boringhieri, hanno dimostrato. Ci sono semmai due tempi, un prima e un dopo, quando sul finire degli Anni Settanta la grande famiglia cominciò a disperdersi. Giulio Bollati, l’uomo che fino a quella data gli fu forse più vicino, diceva spesso che i collaboratori erano la tastiera e Einaudi il pianista. Nelle lettere inedite che qui pubblichiamo, siamo non solo al «prima», ma proprio nel cuore di quei beati anni della crudeltà, quando la competizione interna era vivacissima e quelle fiere personalità che fecero grande l’Einaudi davano il meglio di sé. Non solo da intellettuali. Come si vede dai testi, la componente editoriale, artigiana, l’attenzione per i dettagli e il gusto del lavoro fatto bene era una preoccupazione comune, e fondamentale. E la protesta di Umberto Saba per la «sudicia carta» che spera di non dover subire ha molto a che vedere con la disperazione di Narciso. Ma non del tutto.

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LA STAMPA
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INAUGURAZIONI

EVENTI

RASSEGNE

Sargent e gli americani a Firenze
Si apre sabato a Palazzo Strozzi, la mostra «Americani a Firenze. Sargent e gli impressionisti del Nuovo Mondo»

Collezioni Guggenheim a Vercelli
Si inaugura venerdì all’Arca di Vercelli la mostra «I giganti dell'Avanguardia: Miró, Mondrian, Calder e le Collezioni Guggenheim»

Canova e la danza a Possagno
Si apre sabato alla Gipsoteca di Possagno (Tv) la mostra «Canova e la danza. La danza nella scultura e nella pittura di Antonio Canova»

In agenda
NAGOYA

ROCCO MOLITERNI
RIVOLI

Ben Shan
Nagoya City Art Museum «Ben Shahn: Cross Media Artist» (Fino al 25 marzo). Shan (1898-1969) è immigrato, da bambino, dalla Lituania in America. I suoi dipinti e le sue foto sono dunque legati ad uno stile realista, che contrasta con il coevo Espressionismo Astratto. www.benshahn2011-12exh.info

“D

HANNOVER

Kabakov
Sprengel Museum «A Return to Painting: Paintings bay Ilya Kabakov 1961-2001» (Fino al 29 aprile). In queste installazioni, realizzate con la moglie Emilia, l'artista russo che oggi lavora in Occidente propone montaggi di recenti esperienze legate al colore nero o bianco. www.sprengelmuseum.com

BADEN BADEN

Copley

Museum Frieder Burda. «Copley: Pictures 1947-94» (Fino al 10 giugno) William Copley (1919-96), chiamato anche CPLY, ha lavorato tra Usa ed Europa. Prima surrealista poi Pop ha rivisitato con umorismo e ironia le icone e i simboli americani. www.museum-frieder-burda.de

LUGANO

Barbieri
Photographica Fineart Gallery. «Olivo Barbieri. Flippers 1977-1978» (Fino al 28 aprile) Flipper è una serie inedita, realizzata nel 1977, all’interno di una fabbrica di assemblaggi di flipper, abbandonata e distrutta. Tra i primi lavori del fotografo è presentata in questa sede per la prima volta al completo. www.photographicafineart.com

aguerre, avvicinandosi per primo alla frontiera del già visto e contemporaneamente del mai visto, intuisce che da quel momento la vita degli uomini sarà accompagnata da questo doppio sguardo, da uno scarto, una specie di alone che abiterà persone e luoghi; un doppio sguardo sul mondo visibile presente o evocato e sul mondo visibile fotografato»: queste parole di Luigi Ghirri campeggiano, con altre sue frasi, su una parete della Manica Lunga del Castello di Rivoli. Sono forse la chiave per capire non solo la mostra ma l’intero lavoro del grande fotografo emiliano (scomparso non ancora cinquantenne nel 1992) che altro non è se non un lungo viaggio o meglio una lunga riflessione su quel «doppio sguardo». Non a caso la mostra «Project Print», curata da Elena Re, con 144 scatti (stampe a contatto da negativo) ma anche libri e oggetti, si apre con alcune immagini della serie Capri del 1981. Qui, in uno dei luoghi più fotografati al mondo, a Ghirri non interessa darci la sua interpretazione dei faraglioni o della Grotta Azzurra: è affascinato invece dalla gente che guarda quei faraglioni, direttamente o dietro uno dei cannocchiali che costellano le terrazze dell’isola. Oppure è colpito dalle espradillas di una donna con un abito a fiori che cammina su mattonelle anch’esse a fiori. Quest’attenzione ai particolari, anche minimi, il non fare gerarchie nelle sue immagini e quel certo senso di perdersi per ritrovarsi sono un filo rosso che lega il suo lavoro. In un testo che si chiama Lo sguardo inquieto lui stesso dirà: «Pensieri, atti, gesti, visioni, suoni, parole, oggetti, etnie ed echi provenienti da ogni luogo, in maniera evidente e massiccia, trasformano e marchiano la modernità. Nelle nostre esistenze diventa cifra epocale questo senso di sradicamento, questo dover continuamente ritrovare il filo conduttore, dipanarlo tra miliardi di piccoli snodi e incroci, fisici e mentali, un continuo ritrovarsi per perdersi subito di nuovo». I suoi paesaggi (Ghirri è il «rifondatore» della fotografia di paesaggio

Luigi Ghirri inquieto è lo sguardo
Da Capri a Bologna, dalla Puglia a Roma il Castello di Rivoli ripercorre in 144 immagini la ricerca del grande fotografo emiliano

nel nostro Paese: il Viaggio in Italia, libro-mostra del 1984 realizzato in tandem con Gianni Celati, segna ancor oggi uno spartiacque) ne sono la testimonianza: che sia in Emilia o in Puglia, che riprenda quella Vespa abbandonata su una roccia o quelle tavole di legno su una spiaggia romagnola che sembrano portare all’infinito, c’è sempre la sorpresa di aver reso importante un particolare di cui nella realtà magari non ti saresti neppure accorto. Ma le sue immagini non sono mai casuali: «Considerare Ghirri semplicemente un fotografo è riduttivo - spiega Elena Re, curatrice della mostra -. In realtà Ghirri è un artista concettuale, perché proprio come gli artisti concettuali “progetta” le sue immagini e le sue serie». Una dimostrazione viene ad esempio dal libro in cui propone le immagini di nuvole: per un anno ogni gior-

REGGIO EMILIA

Il lungo addio alla luce di Bavcar
Roma
Gli scatti d’un autore diventato cieco a dodici anni
MARCO VALLORA
ROMA

Kaikkonen
Collezione Maramotti. Max Mara. «Kaarina Kaikkonen. Are We Still Going On?» (fino al 15 aprile) Questa installazione della Kaikkonen è stata pensata per l'ex fabbrica della Max Mara, ora sede della collezione, e accompagna lo stile organicista Anni 50 dell'edificio. La installazione è costruita con due grandi strutture simmetriche che evocano lo scheletro di una barca. www.colezionemaramotti.org
A cura di Marisa Vescovo

e tu dici a qualcuno: «No, vado a vedere la mostra del fotografo cieco», ti guardano sufficienti, come a dire: «Ma te le vai proprio a cercare tutte, ma solo tu, ma che te le inventi di notte?». Quasi fosse un paradosso, un ossimoro difficile a spiegare. Sia chiaro: la notte dell’immaginario pulsante,

S

della cecità veggente. Ancor più possente della nostra banale facoltà di guardare distratti, azzerando profondità. Né si tratta d'una bufala pubblicitaria furbetta, d'una curiosità da baraccone. Ormai noto nel mondo, sloveno, sessantenne, Evgen Bavcar è un fotografo illustre, filosofo, saggista (edito da Seuil) vedette radiofonica la sua ombrosa silhouette proiettata come autoritratto lo assomiglia allo stregone-Fellini di Città delle Donne, al frustante domatore del mondo d’un celebre scatto di Secchiaroli. Non chiedetegli come si fa (tecnicamente) a fotografare, immerso nello zero delle figure. Vi incenerirà con la sua naturalezza: «Ma perché mai come?

chiedetemi perché, semmai, non chiedete mica al pittore con che pennello o allo scrittore con che inchiostro. Scatto in rapporto ai rumori, agli odori, soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici, con lo sguardo libero da ossessioni personali. Magari da mia nipote che ha nove anni», e che compare in alcune istantanee, angelo guizzante, come un coboldo di Lewis Carroll. Sì, un po' di surrealismo onirico, qualche cedimento al lezio ninfettato da early Newton, ma con misura. Perché la realtà la ricorda, eccome, Bavcar. Ha perso la vista a dodici anni, progressivamente. Un doppio

dispetto della vita, che ha saputo vivere come un potenziamento interiore. Prima un ramo in un occhio, giocando. Poi una bomba. Ma ha avuto modo, dolce e drammatico, di dosare la sua cecità, prima del buio totale. Ha immagazzinato quelle che oggi chiama «il presepe dei miei ricordi». Immagini sbrecciate dai ghirigori fiammanti dell'autofocus, che traccia nel buio bave fosforescenti. Memorie liquide nel fiume inarrestabile del tempo fluido. La sciamanica mano d'un bambino, che filtra da una porta bassa e sonda tentativamente il nero. Perché è l’infanzia il cui il tempo dell’artista si è come frammentato. «Non sono diventato cieco subito, è andata avanti

Un’immagine di Evgen Bavcar

LA STAMPA
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FOTOGRAFIA

La Libya di Masturzo a Mestre
Al Centro Culturale Candiani di Mestre si apre il 9 marzo la mostra «Libya», con gli scatti realizzati da Pietro Masturzo nel corso della rivolta contro Gheddafi

ARTE
Bustamante, il gioco dei vuoti e dei pieni
A Villa Medici l’artista francese confronta le sue foto con i dipinti di Saenredam
ELENA DEL DRAGO

A sinistra Correggio. Villa Pirondini 1990, serie I luoghi della musica, al centro Valli di Comacchio 1989, serie Strada provinciale delle anime, a destra Bologna 1985, serie Il Palazzo dell'Arte

ROMA

La mostra Luigi Ghirri Project Prints Un’avventura del pensiero e dello sguardo a cura di Elena Re sarà visibile fino all’11 marzo al Castello di Rivoli. Rientra nel progetto Scatole viventi curato da Andrea Bellini A sinistra Capri 1981, dalla serie Paesaggio italiano

no ha fotografato il cielo, ma poi - diversamente da un artista come Feldmann (o altri di scuola tedesca) che di sicuro le avrebbe riproposte in ordine rigorosamente cronologico - Ghirri si diverte a mescolarle, creando sequenze di mesi in cui i giorni sono scelti a caso. E il progetto può

Il suo «Viaggio in Italia» realizzato nel 1984 con Celati è ancor oggi uno spartiacque
essere prima o dopo lo scatto: in mostra ci sono immagini in cui segna con il pennarello ciò che in realtà vuol far vedere, riproponendosi di ristampare secondo quelle indicazioni. In molti casi i suoi libri o i suoi lavori possono intendersi come vere e proprie installazio-

ni: pensiamo a quella teca con un biglietto degli Uffizi, una cartolina con statue e poi una immagine di una di quelle statue. Oppure ai volumi realizzati quando la Polaroid lo invitò a sperimentare ad Amsterdam una nuova macchina e lui partiva da casa con la valigia piena di oggetti che poi finivano in qualche modo negli scatti. A volte le sue serie nascono da particolari di altre fotografie o di pubblicità, perché lui è sempre affascinato dallo «sguardo degli altri», dai manifesti sui muri alle foto tessera che si fanno nelle stazioni (e ci gioca con i provini che fa a Dalla e Morandi, quando realizza la copertina di un loro disco). La musica è un’altra delle sue passioni e da un lato fa copertine anche per Mozart o Chopin, utilizzando immagini «notturne» e metafisiche di una serie sulla Sapienza di Roma, dall’altro passa

giorni nella villa dove i Cccp stanno provando e fotografa tanto gli strumenti quanto stanze, finestre e tavoli. Per Ghirri anche gli interni sono paesaggi, perché nel riprendere quel mazzo di fiori su un davanzale o quei pennelli abbandonati su una sedia (a Casa Morandi, nel senso del pittore) c’è lo stesso sguardo «spaesato» che ritrovi negli argini di un fiume o nelle ombre tra la nebbia. «Questo sentimento dell’origine delle cose è il punto da cui parto per guardare nel paesaggio, sapendo che non esistono risposte definitive, ma continuando a interrogarmi, perché nel gesto di pormi continuamente la domanda è contenuta la risposta» scrive in Niente di nuovo sotto il sole. E questo continuo interrogarsi ne fa uno dei maggiori interpreti della modernità che il nostro ‘900 (non solo fotografico) abbia avuto.

per mesi, come se si trattasse di un lungo addio alla luce. Così nel frangente ho dovuto catturare rapidamente le cose più belle, le immagini di libri, colori e fenomeni celesti, e di portarli con me in un viaggio di non ritorno». I suoi ectoplasmi che «vedono» la trascendenza, ricordano un celebre lavoro di Sophie Calle, su «cecità e bellezza». Ma anche i serpentelli luminosi del pennello frenetico di Picasso, nel «mistero» del film di Clouzot, dove la casualità si fa intuito e scommessa e talvolta fucila la sorpresa. Negli Anni Trenta CartierBresson ha fotografato un vagante bambino cieco-pitocco di guerra, che avanza saggiando il suo destino, tastando un muro muto e nero di speranza. Bavcar in fondo è quel bambino diventato adulto, che calpesta nella speranza insperata di lu-

ce, quel suo handicap che è diventato felice privilegio, atout. In uno degli scatti lo si vede bendato, come un pirata, gigantesca falena notturna, con un grande telescopio-cannone, che pare aspirare realtà, usmando l’aria con la tattilicità del pensiero, alla ricerca d'una forma informabile: falotica. «Diventando cieco ho capito che noi tutti abbiamo origine nel buio della trascendenza, come lo stesso Dio, prima di ordinare: Fiat Lux! Questa trascendenza, comune a noi tutti, offre anche ai non vedenti il diritto di creare dizionari dell'immagine perché ciò che è possibile vedere non è necessariamente anche visto o percepito dallo sguardo di tutti». Vedere di più, dentro, tra.
EVGEN BAVCAR. IL BUIO È UNO SPAZIO. ROMA MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE. FINO AL 25 MARZO.

er avvicinarsi alla ricerca di JeanMarc Bustamante, fotografo francese che lavora anche con la pittura e la scultura riconducendole, sempre, ad una radice fotografica, conviene cominciare dal Gran Salon di Villa L’esposizione romana Medici, dalla fine della mostra curata da Éric de Chas- curata da Éric sey. Alle pareti un indefini- de Chassey propone bile ocra voluto da Balthus quando era direttore di que- anche installazioni sto avamposto culturale francese nella capitale: tra cisione ossessiva esattamenil 1961 e il 1966 aveva scelto te quell'edificio, quasi fossedi raschiare i muri per poi ro un'istantanea e, allo stesdipingerli fino a renderli so tempo, attraverso una momateria luminosa. E Jean- difica impercettibile della Marc Bustamante, sedotto prospettiva e della luce, ci si dall'unicità di questa stan- trova di fronte alla visione za, ha concepito quattro del concetto di chiesa. grandi pannelli di plexiLo stesso processo avvieglass trasparente, sui quali ne in Bustamante, che ha cocompaiono, serigrafati, se- minciato come fotografo alla gni astratti di un colore piuttosto simile a quello raggiunto da Balthus. Questa tecnica scelta da Bustamante per la serie di lavori intitolati Peintures (Pitture), è stata così utilizzata per lasciare emergere i diversi strati della storia del luogo: una pittura pastosa e tattile incorniciata dal suo doppio, freddo e quasi immateriale. Su un monitor nel frattempo scorrono frammenti di un Sopra S.I.M497B di Bustamante sotto la film del regista rusChapelle Saint Antoine di Saenredam so Sokurov dedicato, in parte, all'altro protagonista della mostra, l’olandese Saenredam, definito da Roland Barthes il più grande pittore del vuoto nella storia della pittura. Ed ecco aggiunto un altro elemento per comprendere Bustamante, poiché la sua scelta di intrattenere un dialogo proprio con questo artista, rivela l'obiettivo che anima il suo lavoro a partire dagli anni Settanta: la volontà di sgomberare il fine degli anni Settanta con campo della visione affin- una mappatura del mondo ché emerga l'idea del luogo, che lo circondava: immagini più che la sua particolarità. talmente tautologiche da laPieter Saenredam, morto sciare interdetti. La serie si nel 1665, ha dipinto infatti chiama Tableaux (Quadri), ed per tutta la vita sempre lo è composta da scatti volutastesso soggetto, le chiese mente senza qualità, dove il del territorio olandese dove soggetto non viene caratteè nato e vissuto. Aveva in- rizzato in nessun maniera, gaggiato un confronto pro- ma anzi presentato in tutta la fondo con la prospettiva e sua banalità. Una piscina e il

P

l'architettura di questi edifici sacri, attraverso una tecnica che si ripeteva: prima gli studi sui disegni, attenti a misure e proporzioni, poi la trasposizione pittorica che prevedeva alcune licenze poetiche. Ed in effetti i quadri di Saenredam in mostra, come la Facciata di Santa Maria a Utrecht, raccontano con pre-

suo giardino, un muro di terra che lascia emergere una parete di mattoni, una villa bianca al mare. Nessuna presenza umana, nessun dettaglio, nessun meccanismo per catturare l’attenzione dello spettatore, per lasciarlo entrare. Solo una porzione di realtà estratta quasi casualmente tra le tante possibilità. In qualche caso l'immagine si ripete, è incorniciata a sottolineare il suo statuto di arte tout court (in quegli anni si discuteva con fervore intorno all’inclusione o esclusione della fotografia dal novero delle arti di serie A) e soprattutto esce dalla bidimensionalità che le è propria per diventare qualcos'altro. Diventa parte di un'installazione in cui sono sculture minimali, alcune volte in acciaio dipinto e lacca, altre in cemento e resina, a ribadire l'anonimato del luogo che non vuole affatto rivelarsi a chi guarda, ma piuttosto sottolineare la

propria impenetrabilità. Sono sculture che potrebbero rappresentare una grammatica costruttiva elementare e rimandano agli scatti senza però spiegarli. I luoghi di Bustamante sono inaccessibili, come la stanza ritratta in S.I.M497B, titolo, non a caso, altrettanto criptico. Pareti dipinte di grigio e di azzurro, rovinate dal passare del tempo, una scrivania sullo sfondo, qualche pianta grassa, nulla lascia intuire la funzione di quell’ambiente che rimane misterioso, protetto da una grata metallica in primo piano. Altre volte il luogo è quello della memoria, sfuggente per definizione, e allora Bustamante utilizza vecchie fotografie che potrebbero appartenere all’album di famiglia di ognuno di noi e le allontana creando per loro degli ambienti con l’aiuto del plexiglass: il risultato sono immagini che non dicono molto della realtà, presente o passata, se non del perenne scacco che subisce chi tenta di decifrarla.
JEAN-MARC BUSTAMANTE ROMA. VILLA MEDICI FINO AL 4 MAGGIO

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LA STAMPA
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I Nomadi
Da sinistra: Daniele Campani, Cristiano Turato (voce nuova), Beppe Carletti, Cico Falzone, Sergio Reggioli, Massimo Vecchi

Il film della settimana
GIANNI RONDOLINO

il caso
MARINELLA VENEGONI NOVELLARA (RE)

Nomadi, una nuova voce
Cristiano Turato prende il posto che fu di Augusto Daolio Ieri a Novellara il raduno dei fan a vent’anni dalla morte del leader
soria new entry: Adam Lambert, protagonista del talent show American Idol, che apertamente si ispira proprio a Mercury; insieme avevano cantato nello show Usa e agli Emas di Belfast, e da poco è stato annunciato che Queen&Lambert si esibiranno l’8 luglio a Knebworth, nel festival dove Fred aveva cantato l’ultima volta con i Queen nell’ 86. Qualche fan rumoreggerà, critici si scandalizzeranno. Tutta diversa, qui a Novellara, la reazione per Cristiano: «Per me è come sposarmi ancora, e avere una nuova famiglia», dice sul palco. Band nata nel ‘63 con il beat, in piena epoca Beatles e Stones, i Nomadi sono in Italia un’istituzione pop, con uno zoccolo duro di seguaci, tesoro molto ben coltivato. C’è anche Novellara ai vertici di quel quadrilatero musicale che va dalla Zocca di Vasco alla Reggio Emilia di Zucchero fino alla Correggio di Ligabue. Certo, fa la sua parte il culto per la figura tosta di Augusto: i vent’anni della morte vengono ora celebrati con un album, E’ stato bellissimo, di 14 brani live registrati fra l’84 e il ‘90, mentre questi due giorni di Tributo hanno ricordato, in ritardo a causa del gelo, il suo compleanno che ricorre il 18 febbraio. Da bravi emiliani, i Nomadi restano un gruppo di musica e impegno solidale e civile: e con la festa sotto la tenda, si è parlato ieri di libri, c’è stata una messa per Augusto e una rassegna di emergenti; poi la consegna di un premio a Franco Battiato, ormai nume tutelare della musica popolare italiana, che ha ricevuto una targa e un riconoscimento in denaro (subito girato all’associazione Sangha Onlus che costruirà in Toscana un monastero buddista).

Un “Paradiso amaro” ma soprattutto mediocre
arlare di Paradiso amaro come di un capolavoro, dire che Alexander Payne è un grande regista e sostenere che George Clooney è addirittura eccezionale nel personaggio dell’avvocato Matt King mi pare esagerato. Certamente ognuno ha i propri gusti e il più delle volte, come sosteneva Truffaut, ognuno ha due mestieri, il proprio e quello di critico cinematografico. Ma di fronte a un film candidato a più premi Oscar, interpretato da un attore molto apprezzato, e diretto da un regista considerato innovatore e geniale, è meno facile dire che tanto la storia in sé quanto il modo in cui è rappresentata non riescono a convincere uno spettatore intelligente. Si tratta infatti di una vicenda personale e familiare - con un padre che deve ristabilire dei rapporti affettuosi con le due figlie e ha una moglie, in coma e destinata a morire, la quale l’ha tradito - che si collega con una situazione più generale, legata al modo di vivere nelle isole Haway e alla ricchezza di cui dispone Matt King insieme ai cugini. Una storia che potrebbe ovviamente suscitare interesse, perché la vita quotidiana, se rappresentata con acume e in modo approfondito, ha in sé gli elementi di un dramma intenso, e i problemi esistenziali, a loro volta, potrebbero costituire il filo conduttore di uno spettacolo che non può non toccare nel profondo la sensibilità del pubblico. Ora questo film, diretto con stile semplice e lineare, non pare un autentico dramma personale ma piuttosto un testo che mescola sentimentalismo e drammaticità, contiene, come si è detto, una serie di fatti, situazioni e comportamenti che dovrebbero spingere il regista a utilizzare diversamente la tecnica rappresentativa e costruire di sequenza in sequenza un’opera che non può lasciare indifferente lo spettatore. Ed è ciò che manca. Fin dalle prime immagini, con la voce fuori campo di Clooney, poi con l’immagine della moglie in coma nel letto dell’ospedale, e quindi con le due figlie , la storia dovrebbe avere una tensione che a poco a poco si sviluppa nelle sequenze successive, fino a giungere a quella serie di conflitti di varia natura che è, a ben guardare, il vero soggetto del film, tratto dal romanzo The Descendant di Kaui Hart Hemmings. Si potrà dire che, tanto nel film quanto nel romanzo, ciò che conta non è la tensione drammatica ma piuttosto una visione leggera e sentimentale della vicenda personale di Matt King. Ma se ciò fosse vero, il risultato finale è alquanto mediocre e, sul piano spettacolare, piuttosto anonimo.
«Paradiso amaro»

P

L

a signora bionda è curatissima e un po’ maliziosa. Avrà 45 anni. Dalla gonnella corta spuntano autoreggenti nere, i capelli lunghi e lisci coprono il filo dell’ossigeno che poi le stringe il naso. Sta su una carrozzella, in prima fila, e canta a squarciagola per quasi tre ore, sollevando le braccia, tutte le canzoni dei Nomadi. Già, la musica cura, e nel tendone ampio alle porte di Novellara, malgrado l’acustica indigeribile, tutti paiono felici: saranno più di 5 mila, anzianotti e giovanotte, per il ventesimo tributo ad Augusto Daolio. Volato via nel ‘92 a 45 anni, è ancora vivissimo, qui e ora che la sua barba sale e pepe si materializza sul grande schermo alle spalle della band. A seguire in diretta il concerto c’è la RoxyBar, web-tv di Red Ronnie, che legge nel frastuono i messaggi che arrivano dalla California o da Parigi, con il tema «Per sempre Nomadi». E’ una serata speciale, perché per la terza volta da che se n’è andato Augusto, e da quando dopo 19 anni il vocalist Danilo Sacco ha dato a fine 2011 le dimissioni per salute e per diventare solista, il gruppo rinasce con un nuovo cantante. Si chiama Cristiano Turato, di
NUOVA RINASCITA

Dopo 19 anni il vocalist Daniele Sacco se n’è andato per fare il solista
Padova. Ha 38 anni, militava in un gruppo dance: «L’abbiamo scelto dopo decine di audizioni a volte penose - confessa il leader storico Beppe Carletti -. E’ arrivata anche gente che non aveva idea di come si cantasse». Basettoni e barbetta bionda, emozione non nascosta, molto rock in nero totale, Cristiano sale sul palco fra robuste paccate sulle spalle, e quando attacca Sangue al cuore, gran successo dei Nomadi 2 e di Sacco, si capisce subito che i Nomadi 3 potranno proseguire senza patemi e mantenere gli stuoli di figli e nipoti che si portano dietro. Un po’ incerta su Auschwitz, più sicura in Ho difeso il mio amore, la voce è robusta, profonda, un curioso incrocio fra Sacco e Pelù: dunque, da oggi, si vira decisamente sul rock: salta Cristiano sul palco, saltano i ragazzi numerosissimi nella folla, mentre i Nomadi storici affilano e potenziano sopra la pancetta chitarre e ritmica. Sostituire un cantante carismatico per una band è quasi mission impossible. Si parva licet componere magnis, pensiamo agli ultimi tribolati 21 anni di vita dei Queen, dopo che Freddie Mercury se n’era andato nel ‘91 . La spericolata avventura con Paul Rodgers, poco adatto al ruolo e al repertorio, è stata maltrattata dalla critica e dai fans, e ora Brian May ha annunciato una provvi-

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Spettacoli 35

Intervista

,,
FULVIA CAPRARA ROMA

GIANNI AMELIO

ancellare il Torino Film Festival. Se il piano di date annunciato per la kermesse romana dal prossimo direttore Marco Müller dovesse essere messo in atto, il risultato sarebbe questo. La nuova edizione del Festival di Roma è fissata dal 15 al 21 novembre, il Tff 2012, come da comunicati diffusi in questi giorni, inizierà il 23 per concludersi il primo dicembre. La distanza tra le due rassegne è di un solo giorno. E nei prossimi anni dovrebbe andare ancora peggio, con l’ultima settimana di novembre puntualmente occupata da Müller. Nel grido di dolore del direttore del Tff Gianni Amelio, al suo ultimo anno di mandato, non c’è alcun segno di resa, ma anzi, la precisa intenzione di non arrendersi.

C

“Müller vuole uccidere il Torino Film Festival”
Il direttore: un atto di arroganza, le date di Roma coincidono con le nostre
sta, perché nella sua mail non c’era nessun punto interrogativo. Il comportamento era da prendere o lasciare, ma io non ho intenzione di subire. È come se fossimo andati a teatro, avessimo acquistato i posti migliori, poi, dopo di noi, fossero arrivate altre persone decise a sedersi su quelle stesse poltrone».
Quindi ora la guerra è inevitabile.

che modo nell’ordine delle cose, noi, invece, siamo un Festival di struttura piccola che viene trattato in un modo che ci offende, non considerato, come se non esistessimo. E invece ci siamo da 30 anni, abbiamo una nostra identità, e tutto il diritto di continuare ad esserci».
Questo è il suo ultimo anno di mandato, pensa che la vicenda potrebbe allontanarla definitivamente dalla città?

«È una guerra che non vorremmo, ed è anche una guerra impari. Lo scontro tra Venezia e Roma era in qual-

servare il mio posto, il mio non è un problema personale. Penso che il Festival e la città di Torino non meritino questo disprezzo, questo atteggiamento di superiorità e di arroganza, e non voglio che venga sminuito il valore di una rassegna che tutto il mondo ci riconosce. Che cosa vorrebbero che facessimo? Sparire, dimenticare le nostre date, andarcene chissà dove? No, io non mi arrendo».
Come pensa che il mondo del cinema stia reagendo alla vicenda?

«Sento intorno sconcerto, dispiacere, autentica incredulità, e non vedo nessuno allineato sull’idea dell’accettazione, del “va bene così”...».
Cosa chiede in questo momento?

«Non sto facendo questa lotta per con-

«Il diritto di continuare a esistere, il sostegno e l’aiuto della città di Torino, non voglio prendere decisioni da solo. Il punto non è solo quest’anno, ma i sei a venire. Vorrei che il mio successore non si trovasse in condizioni peggiori delle mie, vorrei lasciare un’eredità non compromessa».

In che modo la nuova collocazione del Festival di Roma influirà sul Tff?

L’orgoglio del TFF
Siamo stati trattati in un modo che ci offende, come se non esistessimo. E invece ci siamo da 30 anni, ne abbiamo il diritto
Gianni Amelio
Marco Müller non è ancora stato nominato direttore del RomaFilmFestival ma ha già deciso i periodi in cui si svolgerà il Festival di Roma fino al 2018

«Periodi così ravvicinati determinano l’impossibilità di diversificare le fonti a cui attingere film. Mi metto prima di tutto nei panni del pubblico, di chi ama il cinema, se lo scopo principale di un festival è informare, mostrare delle opere, dare visibilità a film che altrimenti non l’avrebbero, è ovvio che in questo modo tutto questo diventerà impossibile. Anche perché il Festival di Roma è una corazzata carica di soldi, mentre noi andiamo avanti in una condizione dura. Ci mangerebbero in un boccone».
A informarla delle nuove date è stato proprio Müller, può dire esattamente come è andata?

«Venerdì scorso, intorno alle 17, ho ricevuto una mail in cui non solo mi venivano confermate le date della
LA RABBIA

«Rassegna e città non meritano tanto disprezzo, non voglio che sia sminuito il nostro valore»
UNA GUERRA IMPARI

«Lo scontro con Venezia era quasi nell’ordine delle cose noi siamo piccoli e senza soldi»
prima edizione, ma erano indicate quelle dei prossimi anni. Cosa piuttosto singolare, visto che il mandato di Müller, il quale per altro non è stato ancora ufficialmente nominato, credo sia di 4 anni. Nella lettera, invece, sono elencati i periodi in cui si svolgerà il Festival di Roma fino al 2018 compreso. Tutti coincidenti con l’ultima settimana di novembre. Altro particolare, Müller mi ha chiamato per dirmi che la mail era diventata pubblica. Ma in quale modo, visto che io non ne avevo ancora parlato con nessuno?».
Lei che reazione ha avuto?

L’attacco di Müller
La prima edizione del mio festival sarà posticipata dal 15 al 21 novembre, le prossime fino al 2018 saranno a fine mese
Marco Müller

Il direttore del Tff Gianni Amelio, al suo ultimo anno di mandato, ha la precisa intenzione di non arrendersi. Qui accanto l’ex direttore del Tff Nanni Moretti

«Mi ha inquietato subito il tono, che non era interlocutorio, ma perentorio, contrario a qualunque spirito da “gentlemen agreement”, in assoluto contrasto con i rapporti che abitualmente esistono tra realizzatori di manifestazioni di questo tipo. Anche con la precedente direzione del Festival di Roma c’erano stati confronti sulle date, ma erano stati risolti con quei toni di cui parlavo. E poi loro non si sono mai buttati aggressivamente su di noi».
Che cosa ha pensato di fare?

L’ex direttore della rassegna torinese

Moretti: “Piazzarlo lì l’ho sempre trovata un’idea sbagliata”

«Ho ovviamente avvertito della cosa le maggiori autorità cittadine che sostengono il Festival, dal Museo del Cinema, nelle persone del presidente Ugo Nespolo e del direttore Alberto Barbera, agli interlocutori di Regione e Comune, gli assessori Coppola e Braccialarghe. Mi sento aggredito, devo consultarmi con i miei collaboratori, in modo da poter prendere decisioni collegiali».
Con Müller ha parlato?

N

«Sì, ci siamo visti brevemente, gli ho detto che mi trovavo nella condizione di dover prendere atto e ba-

anni Moretti scuote la testa: «Non sono la persona più adatta per parlare di questo argomento. Fin dall’inizio, dalla prima edizione, quella di Veltroni e Bettini, non sono mai stato amico di quel Festival». Ospite d’onore dello «Speciale Hollywood Party» di Radio3, in onda ieri sera in diretta da via Asiago, il regista, ex-direttore del Tff, ascolta incredulo la vicenda che vede contrapposte la rassegna romana e quella torinese: «Ma se ufficialmente a Roma non c’è ancora un direttore - continua -... Comunque quella di piazzare un festival tra la Mostra di Venezia e la rassegna di Torino, l’ho sempre trovata un’idea sbagliata, e, infatti, nonostante siano passati degli anni, il Festival di Roma non ha mai trova-

to una sua identità». Ma non solo: «Se l’avevano visto tanti distributori italiaproprio si voleva fare una Festa, si pote- ni i quali avevano detto che era bello va organizzare d’estate, magari met- ma invendibile. Non c’è niente di male a tendo insieme il meglio degli altri festi- fare una considerazione del genere, peval». Non è andata così e, con la nuova rò, secondo me, se una cosa è bella, bidirezione, i problemi sembrano molti- sogna farla vedere a più gente possibiplicati, su tutti i le». Sul premio al Filfronti: «Lo ripeto, LA CORAZZATA ROMANA mFest ha avuto un non sono il più indi«Nonostante gli anni passati peso fondamentale il cato a parlarne, ma presidente di giuria mettersi li, con quel- non ha mai trovato un’identità Mike Leigh: «Non è Si poteva fare d’estate» proprio simpaticissila corazzata, con tutti quei soldi, e in mo, e i suoi film, sì, quelle date...». mi piacciono, ma non tutti». Mentre tiIn veste di distributore, con la sua fa per l’Oscar a Una separazione, il film Sacher, Moretti festeggia in questi gior- iraniano quotatissimo nella cinquina ni il successo dei fratelli Taviani, vinci- dei migliori titoli stranieri (Orso d’oro tori dell’Orso d’oro alla Berlinale: «Ho alla Berlinale 2011 e anche questo distriscoperto, quando ho preso il film, che buito dalla Sacher), Moretti si prepara

per il prossimo impegno, la presidenza della giuria del Festival di Cannes. I due conduttori della serata, Enrico Magrelli e Alberto Crespi, gli chiedono se pensa che i suoi giurati discuteranno molto: «Certo - è la risposta -, ci mancherebbe!». Poi racconta: «A Cannes, a differenza che alla Mostra di Venezia, la giuria si riunisce la domenica mattina e, fino alla proclamazione, in serata, non si sa davvero nulla... Ho avuto esperienze in giuria sia lì, sia a Venezia, sia altrove. Devo dire che ho sempre trovato tutto molto trasparente, pulito, affidato al caso e ai singoli gusti dei singoli giurati. A differenza di quanto si può pensare, per la scelta dei premi, l’accoglienza della stampa e del pubblico non sono poi così importanti». [F. C.]

36 Spettacoli

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

Programmi tv
Italia 1
8.30 Picchiarello Cartoni 8.35 Ugo Lupo Cartoni 8.40 Settimo cielo Telefilm 10.35 Everwood Telefilm 12.25 Studio Aperto. Meteo 13.00 Studio Sport 13.40 I Simpson Cartoni 14.35 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati 15.30 Camera Café ristretto 15.40 Camera Café Varietà 16.15 Provaci ancora Gary Telefilm 16.40 La vita secondo Jim Serie 17.10 Bau Boys Magazine 17.45 Trasformat Quiz 18.30 Studio Aperto. Meteo 19.00 Studio Sport 19.20 Tutto in famiglia Telefilm 19.50 I Simpson Cartoni 20.20 C.S.I. - Scena del crimine Telefilm

Rai 1
6.00 Euronews 6.10 Unomattina Caffè 6.30 Tg 1 6.45 Unomattina Attualità 10.55 Che tempo fa 11.00 Tg 1 11.05 Occhio alla spesa 12.00 La prova del cuoco Conduce Antonella Clerici 13.30 Telegiornale 14.00 Tg 1 Economia Attualità 14.10 Verdetto finale Attualità 15.15 La vita in diretta 18.50 L’eredità Gioco Indizi, trabocchetti e rompicapo sono gli ingredienti del programma quotidiano condotto da Carlo Conti 20.00 Telegiornale 20.30 Qui Radio Londra 20.35 Affari tuoi Gioco

Rai 2
6.00 Cuori rubati Serie 6.20 L’isola dei Famosi 7.00 Cartoon Flakes Programma per bambini 9.30 Protestantesimo Rubrica religiosa Settimanale di pensiero e cultura protestante 10.00 Tg 2 Insieme Attualità 11.00 I fatti vostri Varietà 13.00 Tg 2 Giorno 13.30 Tg2 Costume e società 13.50 Tg2 Medicina 33 14.00 Italia sul due Attualità 16.10 Ghost Whisperer TF 16.55 Hawaii Five-O Telefilm 17.45 Tg 2 Flash L.I.S. 17.50 Rai Tg Sport Sport 18.15 Tg 2 18.45 Numb3rs Telefilm 19.35 L’isola dei famosi 20.30 Tg 2 20.30

Rai 3
7.00 Tgr Buongiorno Italia 7.30 Tgr Buongiorno Regione 8.00 Agorà Attualità 9.00 Agorà - Brontolo 9.50 Dieci minuti di... 10.00 La Storia siamo noi 11.00 Apprescindere Attualità 12.00 Tg 3 Rai Sport Notizie 12.45 Le storie - Diario Italiano 13.10 La strada per la felicità SO 14.00 Tg Regione. Meteo 14.20 Tg 3. Meteo 3 14.50 Tgr Leonardo Attualità 15.00 Tg3 Lis 15.05 Lassie Telefilm 15.55 Cose dell’altro Geo 17.40 Geo & Geo Documentari 19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo 20.00 Blob Videoframmenti 20.15 Per ridere insieme con Stanlio e Ollio 20.35 Un posto al sole SO 6.00 7.55 7.57 8.00 8.40

Canale 5
Tg 5 Prima pagina Traffico Meteo 5 Tg 5 Mattina La telefonata di Belpietro Attualità 8.50 Mattino Cinque 11.00 Forum Attualità 13.00 Tg 5. Meteo 5 13.40 Beautiful Soap Opera 14.10 CentoVetrine Soap Opera 14.45 Uomini e donne Talkshow 16.15 Amici Reality show Conduce Maria De Filippi 16.55 Pomeriggio cinque Attualità 18.45 The Money Drop Quiz 20.00 Tg 5. Meteo 5 20.30 Striscia la notizia Varietà satirico

Rete 4
7.20 Ieri e Oggi in Tv Varietà 7.25 Nash Bridges Telefilm 8.20 Hunter Telefilm 9.40 Carabinieri Telefilm 10.50 I racconti di Melaverde 11.30 Tg 4 - Telegiornale 12.00 Detective in corsia TF 13.00 La signora in giallo TF 14.05 Forum Attualità 15.10 Flikken coppia in giallo Telefilm 16.15 Sentieri Soap Opera Una soap ambientata tra le corsie dell’ospedale di Springfield 16.30 Commissario Cordier Film-tv 18.55 Tg4 - Telegiornale 19.35 Tempesta d’amore Soap Opera 20.30 Walker Texas Ranger Telefilm

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo. Traffico 6.55 Movie Flash 7.00 Omnibus Magazine 9.45 Coffee Break Attualità 11.00 L’aria che tira Attualità 12.30 I menù di Benedetta 13.30 Tg La7 14.05 U-429 - Senza via di fuga Film (azione, 2004) con Lauren Holly, Thomas Kretschmann, William H. Macy, Scott Caan. Regia di Tony Giglio ★★ 16.15 Atlantide - Storie di uomini e mondi Doc. 17.30 L’ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico ed astuto ispettore 19.20 G’ Day Attualità 20.00 Tg La7 20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10 Walter Chiari
MINISERIE. Con Alessio Boni e Bianca Guaccero. Walter Chiari esce dal carcere, ma nessuno gli offre più lavoro. E mentre cerca di riprendere i rapporti col figlio Simone,tornaafareusodidroga

21.05 Voyager
DOCUMENTARI. La puntata di stasera, condotta da Roberto Giacobbo, indaga su reperti fuori dal tempo, oggetti che sfidano le nostre conoscenze storiche e archeologiche

21.05 Il Profeta

★★★★

21.10 Grande Fratello 12
REALITY SHOW. Un nuovo appuntamento in compagnia di Alessia Marcuzzi. Nel frattempo, nella Casa di Cinecittà sono tornati tre ex: Cristina, Patrick e Ferdinando

21.10 C.S.I. - New York
TELEFILM. Con Sela Ward e Gary

21.10 Il gladiatore

★★

21.10 L’infedele
ATTUALITÀ. Una nuova punta-

FILM. (dramm., 2009) con T. Rahim, N. Arestrup. Regia di J. Audiard. Malik entra in prigione a 19 anni per scontare una lunga pena. Ha con sé poco o nulla. Quando esce ha un impero e tre macchine pronte a scortarlo

FILM.(avv.,2000)conRussellCrowe,

Sinise. Un uomo spara contro il laboratorio dal palazzo di fronte, mentre Mac sta parlando con un suo ex collega. Le indagini portano a un ex detenuto 23.00 Gothika Film (thriller, 2003) con Halle Berry, Penelope Cruz. Regia di Mathieu Kassovitz ★★ 1.00 The Shield Telefilm 1.50 Prison Break Telefilm 2.35 Studio aperto

Joaquin Phoenix. Regia di Ridley Scott. Dopo l’ennesima vittoria, il generale Maximus sogna di tornaredallafamiglia.EMarcoAurelio vuole affidargli il potere 0.25 La legge del crimine Film (thriller, 2009) con Jean Reno, Gaspard Ulliel, Sami Bouajila, Alberto Gimignani, Vahina Giocante. Regia di Laurent Tuel ★★

ta con l’analisi politica e culturale del giornalilsta Gad Lerner, che affronta i principali argomenti del giorno e questioni di politica 23.45 InnovatiON Attualità Il magazine che racconta la tecnologia al servizio dell’uomo. Conducono Lucia Loffredo e Ivo Mej 0.20 Tg La7 0.25 Tg La7 Sport

23.15 Porta a Porta Attualità 0.50 Tg 1 - Notte. Che tempo fa 1.25 Qui Radio Londra 1.30 Sottovoce Attualità 2.00 Rewind - Visioni private 2.30 L’intraprendente signor Dick Film (comm., 1947)

23.10 Tg 2 23.25 L’ispettore Coliandro Serie 1.10 Tg Parlamento Attualità 1.20 Sorgente di vita 1.40 L’Isola dei Famosi 2.35 Meteo

24.00 Tg3 Linea notte. Tg regione 1.05 Fuori Orario 3.00 RAInews 24 Collegamento con il canale digitale per informazioni su attualità, meteo e traffico

0.15 Mai dire Grande Fratello Varietà satirico con Gialappa’s Band. Regia di Massimo Fusi 1.00 Tg 5 Notte. Meteo 5 1.30 Striscia la notizia Varietà satirico

CINEMA & TV

Rai Movie
6.55 La polizia bussa alla porta Film 8.25 Cento giorni a Palermo Film 10.20 La finestra di fronte Film 12.10 I magnifici sette cavalcano ancora Film 13.50 Hana Bi - Fiori di fuoco Film 15.35 Enigma Film 17.35 Ricomincio da me Film 19.15 Lucky Luke Film 21.00 Bandidas Film 22.35 The getaway Film 0.30 Qualcosa di travolgente Film 2.25 Nero Film 4.00 Childstar Film

Raisport 1
13.30 Calcio: Nazionale Allenamenti Sport 14.30 Notiziario TG Sport Milano Sport 14.45 Calcio: Campionato Italiano Serie A F.le Verona Tavagnacco Sport 16.25 Sport - Tg Sport Flash Sport 16.30 Calcio: Nazionale Allenamenti Sport 17.45 Basket: Magazine Eurolega Sport 18.45 Calcio: Rubrica Lega Pro 19.35 Tg Sport - replica Sport 20.30 Calcio: Campionato Italiano Lega Pro Cremonese-Trapani Sport 23.00 Basket: Highlights Eurolega Magazine Sport

Rai Storia
18.30 Tg2 Pegaso - La guerra del Golfo 18.45 Tg - Liberazione Kuwait City 19.00 Res Gestae Personaggi 19.05 Managers - La città del sole (Adriano Olivetti) 19.25 Konrad Lorenz 19.55 Da Qui-Il varo della Leonardo da Vinci 20.00 Art News 20.30 Visioni Private: Giancarlo De Cataldo 21.00 Rai 150 Anni: 21.00 o Dixit Guerre - Le facce del sol Levante: Giap 22.00 Dixit Guerre: Le facce del sol Levante:John Rabe 23.00 Punti di vista-La lezione 23.55 Da Qui: La vespa

Dal satellite
15.30 I fratelli Grimm e l’incantevole strega I fratelli Will e Jake attraversano l’impero cacciando demoni e streghe malvage SKY
CINEMA 1

I film
19.20 The Experiment Ventisei uomini partecipano ad un esperimento nei ruoli di guardie e prigionieri
SKY MAX

GIANNI RONDOLINO

O

ggi alle 21,05 su Rai3 “Il profeta”, film francese del 2009 diretto da Jacques Audiard, con Tahar Rahim, Niels Arestrup, Adel Bencherif. Gran premio della Giuria a Cannes, quest’opera per molti aspetti eccellente e di grande intensità drammatica racconta una storia che si svolge tutta intera dentro un carcere, con personaggi di diversa origine e quasi tutti fortemente negativi. Al centro c’è il giovane magrebino Malik, condannato a sei anni, che è analfabeta ma utilizzerà il lungo soggiorno carcerario per imparare a leggere e a scrivere. Non solo, ma sarà costretto dal capo delinquente César Luciani, anch’egli in carcere, a uccidere un altro carcerato. Insomma, più che a una vicenda vera e propria, ci troviamo di fronte alla rappresentazione di un certo modo di vivere e di una serie di rapporti umani e sociali, che a poco a poco si arricchisce di una tale intensità da rendere il film sempre più teso. Sicché la durata dello spettacolo – più di due ore e mezza – anziché risultare un po’ stanchevole o addirittura ripetitiva, consente di entrare dentro la storia in modo tale da comprenderne appieno le varie interpretazioni possibili. Anche perché, saggiamente, il regista Jacques Audiard, con uno stile semplice e lineare non forza le cose, né le interpreta, ma si limita a illustrarle.

22.40 Sleepers Violentati in riformatorio, 4 amici si ritrovano dopo l’omicidio dell’aguzzino SKY
HITS

17.25 Mamma, ho perso l’aereo I genitori in partenza per Parigi dimenticano a casa il piccolo Kevin (M.Culkin) SKY
FAMILY

17.30 Ragazzi miei Dopo la morte della moglie, Joe deve far fronte alle difficoltà quotidiane SKY
HITS

Rai 4
9.20 Fisica O Chimica Serie 10.40 Primeval Serie 11.30 Farscape Serie 12.20 Battlestar Galactica Serie 13.05 Streghe Serie 13.50 Fisica O Chimica Serie 15.15 Entourage Serie 15.45 Being Erica Serie 16.30 One Tree Hill Serie 17.20 Eureka Serie 18.05 Farscape Serie 18.50 Battlestar Galactica Serie 19.35 Primeval Serie 20.25 Supernatural Serie 21.10 Command Performance Film 22.45 Punto di non ritorno Film 0.15 Appuntamento al Cinema

Sportitalia
7.00 Che Domenica Sport 9.00 Primavera Tim Lazio Lecce Sport 11.00 Treno A Replica Sport 11.30 Primavera Tim Inter Verona Sport 13.30 Lega Pro Latina - Prato Sport 15.30 Ligue 1 Lione - Psg Sport 17.30 Arsenal World Sport 18.00 Arsenal Tv Premier Arsenal - Tottenham Prima Visione Sport 20.00 Arsenal 360 Sport 20.30 Solocalcio News Diretta Sport 21.00 Aspettando Solocalcio Sport 23.00 Solocalcio Diretta Sport 6.03 7.33 8.25 9.21

Iris
Shark Telefilm Supercar Telefilm Ateam Telefilm I miracoli non si ripetono Film 11.12 Note di Cinema 11.20 I superdiabolici Film 13.18 Mark il poliziotto spara per primo Film 15.10 Ti Racconto Un Libro 15.31 Il barbiere di Rio Film 17.34 Note di Cinema 17.43 Il Coraggio di Cambiare Film 19.22 Supercar Telefilm 20.14 A-team Telefilm 21.08 A Civil Action Film 23.12 All’onorevole piacciono le donne Film

The Tourist Johnny Depp, turista americano in Italia, cade nella trappola di Angelina Jolie SKY CINEMA 1 Equilibrium Nel futuro di pace, l’emozione è considerata un crimine perché radice del male
SKY MAX

19.05 Billy Bathgate - A scuola di gangster Per l’adolescente Billy il futuro è la vita apparentemente dorata della malavita SKY
PASSION

19.15 Che botte se incontri gli orsi Ex giocatore di baseball salva una squadra composta da ragazzi poveri MGM Green Zone L’ufficiale Miller deve trovare introvabili armi di distruzione di massa
SKY HITS

21.00 Il magnifico avventuriero Benvenuto Cellini passa, da falsario, a spia al servizio di Clemente VII MGM Beverly Hills Chihuahua 2 I due cagnolini Chloe e Papi devono salvare la casa di Zia Vivian e Rachel SKY FAMILY Alta società Un’ereditiera sta per risposarsi, ma si presenta l’ex marito con un giornalista SKY CLASSICS Ritorno a Cold Mountain America, 1864: il soldato Jude Law diserta per tornare dalla sua Nicole Kidman SKY PASSION Dal tramonto all’alba Due fratelli rapiscono un uomo e i suoi figli. Finiscono in un covo di vampiri SKY MAX 21.10 I fantastici viaggi di Gulliver Lo scrittore Gulliver accetta un lavoro alle Bermuda, ma finisce a Lilliput SKY
CINEMA 1

22.45 Sotto il vestito nienteL’ultima sfilata L'ispettore Vincenzo Malerba indaga sulla morte dalla top model Alexandra SKY CINEMA 1 L’avventura Lea Massari scompare su un’isola. Gabriele Ferzetti e Monica Vitti la cercano
SKY CLASSICS

22.55 Traitor - Sospetto tradimento Un agente della Cia lavora sotto copertura all'interno di un gruppo terrorista SKY
MAX

23.40 Le donne non vogliono più Francesca non vuole un figlio, Luca sì. E allora decidono di cercare una “mamma”
SKY PASSION

23.55 Step Up 3 Alcune street dancer parteciperanno ad una sfida che cambierà la loro vita SKY
FAMILY

Femmine contro maschi La commedia di Brizzi incentrata sugli eterni contrasti tra i sessi SKY
CINEMA 1

22.30 Pietà per i giusti Kirk Douglas, ossessionato dal ricordo del padre delinquente, non conosce pietà MGM Missione 3-D - Game Over Carmen e Juni Cortez si trovano intrappolati nel videogioco del "Giocattolaio" SKY
FAMILY

0.10 Lassù qualcuno mi ama La vita di Rocky Graziano interpretata da un grande Paul Newman MGM 1.10 Ghost - Fantasma Patrick Swayze è ucciso e tramite la medium Whoopi Goldberg protegge Demi Moore SKY
HITS

1.50 Love Shooting Il produttore William H. Macy decide di realizzare un film su Benjamin Disraeli SKY
PASSION

Joy+1, Mya+1,Steel+1 ripetono la programmazione Joi, Mya, e Steel posticipati di un’ora

Intrattenimento
21.00 C.S.I. Miami FOX CRIME Grey’s Anatomy FOX
LIFE

Sport
20.00 Sport estremi: Winter X Games SKY SPORT 2 20.30 Rubrica: Serie A The Movie SKY SPORT 1 Calcio: Campionato Italiano Lega Pro Cremonese-Trapani
RAISPORT SAT

JOI
11.36 Er-Medici In Prima Linea Telefilm 12.28 I Pilastri Della Terra Miniserie 13.30 Troy Film 16.12 The middle Telefilm 16.38 V Telefilm 18.13 Ultra: V I Alieni Tra Noi 18.30 Packed To The Rafters Telefilm 19.22 Er-Medici In Prima Linea Telefilm 20.11 I Pilastri Della Terra Miniserie 21.15 300 Film 23.21 Royal Pains Telefilm

MYA
14.44 Men In Trees Segnali D’amore Telefilm 16.17 Cercasi Mamma Nuova Cortometraggio 16.52 Friends Telefilm 17.23 L’amore, Andata E Ritorno Film 19.01 Friends Telefilm 19.30 Grey’s Anatomy Telefilm 21.15 Covert Affairs Telefilm 22.11 Close To Home I-Giustizia Ad Ogni Costo TF

STEEL
13.00 Big Bang Theory Telefilm 13.50 Aliens in America Telefilm 15.00 The War At Home Telefilm 15.55 Smallville Telefilm 16.45 Knight Rider Telefilm 17.30 The War At Home Telefilm 18.25 R.I.S. 3 Delitti Imperfetti Telefilm 20.25 Knight Rider Telefilm 21.15 Fringe Telefilm 22.50 Warehouse 13 Telefilm

P. CALCIO
14.00 All Sport News Sport 14.30 Calcio Serie A: LazioFiorentina 16.30 Calcio Serie A: Napoli-Inter Sport 18.27 La Tribù del calcio Sport 19.30 La moviola è uguale per tutti Sport 20.30 All Sport News Sport 21.00 Premium Football Club 2011/12 Sport 23.00 La moviola è uguale per tutti Sport

P. CINEMA
12.51 Le regole del gioco Film 14.55 La Ripetizione dei Cerbiatti 15.21 La vita facile Film 17.14 Faccio un salto all’Avana Film 18.47 Red Carpet ‘11: Faccio Un Salto all’Avana 19.20 The Bourne Supremacy Film 21.15 The Town Film 23.26 Hereafter Film 1.38 Last Night Film 3.15 Il Regno di Gà Hoole - La Leggenda dei Guardiani Film

S. UNIVERSAL
10.05 La Conquista Del West Film 12.40 Crimini del cuore Film 14.40 Michael Film 16.35 Safe Men Film 18.05 Who Do You Think You Are? Documentari 18.50 Chi ha ucciso la signora Dearly? Film 20.30 Promozione Programmi Tv Varietà 21.15 La Mummia Film 22.35 Red Shirley Cortometraggio 23.10 Manhattan Film

White Collar FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.50 Homeland - Caccia alla spia FOX Profiler - Intuizioni mortali JIMMY 21.55 C.S.I. Miami FOX CRIME Pan Am FOX LIFE 22.45 Ghost Whisperer FOX
LIFE

20.45 Magazine: Watts
EUROSPORT 1

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MERCOLEDÌ CON GLI USA A GENOVA

MARCO ANSALDO

Nazionale etica Balotelli e Osvaldo restano a casa

L’Italia si presenta all’ultima amichevole prima che cominci, a maggio, la preparazione dell’Europeo, con una Nazionale che fa i conti con l’etica. Tra gli azzurri che oggi si ritroveranno a Genova dove giocheranno mercoledì contro gli Usa non ci sono infatti Balotelli e Osvaldo, esclusi in base al codice comportamentale. Balotelli è colpevole del brutto episodio di fine gennaio con Parker del Tottenham: prese 4 giornate di squalifica per aver calpestato volontariamente l’avversa-

rio. Prandelli manda così un messaggio all’ex interista che giudica troppo sensibile alle provocazioni, il che può creare un problema agli Europei: «Balotelli deve imparare a gestire tensioni e provocazioni» è il pensiero del ct. Osvaldo paga l’espulsione di ieri a Bergamo per un fallo di frustrazione su Cigarini. In attacco c’è la «new entry» del romanista Borini. Non sono stato chiamati invece Farina e Pisacane, i giocatori di Gubbio e Ternana che hanno denunciato il tentativo di corruzione nel calcio scommesse. Entrambi hanno preferito rinviare la

chiamata a maggio con la Nazionale a Coverciano. Ecco i convocati. Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St.Germain), Viviano (Palermo). Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Barzagli, Bonucci e Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino). Centrocampisti: De Rossi (Roma), Marchisio e Pirlo (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Nocerino (Milan) Attaccanti: Borini (Roma), Giovinco (Parma), Matri (Juventus), Pazzini (Inter).

SPORTLUNEDÌ
Risultati
25ª giornata
Atalanta-Roma Bologna-Udinese Cagliari-Lecce Catania-Novara Chievo-Cesena Genoa-Parma Lazio-Fiorentina Milan-Juventus Napoli-Inter Siena-Palermo 4-1 1-3 1-2 3-1 1-0 2-2 1-0 1-1 1-0 4-1

Classifica
Milan Juventus* Udinese Lazio Napoli Roma Inter Palermo Catania* Chievo Atalanta (-6) Cagliari Genoa Parma* Fiorentina* Bologna* Siena Lecce Novara Cesena*

51 50 45 45 40 38 36 34 33 33 31 31 31 29 28 28 26 24 17 16

*Una partita in meno

NAZIONALE
MERCOLEDI’ ore 20,45 a Genova
Amichevole

ITALIA USA
Raiuno

UNDER 21
DOMANI ore 20,50 a Nizza (Francia)
Amichevole

L’uomo degli incubi
L’assistente prima di Milan-Juve: “Sono terrorizzato”
Lo spunto
GUIDO BOFFO ntonio Conte lo ha ammesso: «Abbiamo caricato troppo questa partita». Di solito le vigilie tese si sgonfiano sul campo, un po’ come gridare al lupo sapendo che non arriverà. Stavolta è arrivato il branco. Juve e Milan hanno lasciato fare i rispettivi tecnici, e questo a nostro avviso è stato un errore. Errore calcolato? Sicuro, ma la sostanza non cambia. I mostri, a differenza degli allenatori, hanno questa peculiarità, sfuggono al controllo. Una polemica qui, una risposta là, casa mia, casa tua. Il laissez-faire ha già prodotto ragguardevoli risultati: Galliani manda a dire che i rapporti tra le due società sono rotti, che non esisterà più un asse in Lega Calcio, che ognuno se-

FRANCIA ITALIA
Rai sport 1

Blackout a San Siro
guirà la sua strada. Nemici come mai. Persino la buona usanza della telefonata settimanale con Agnelli rischia di finire cestinata. Se avesse potuto, avrebbe spento le luci di San Siro: game over. Ci sembra tutto sbagliato, le premesse e le conseguenze. Il nostro calcio non ha bisogno di ultrà in doppiopetto, semmai di dirigenti che abbiano una visione di insieme del sistema. La crisi e il fairplay finanziario ci assediano, gli stadi di proprietà continuano a contarsi su un dito, le televisioni non si lasceranno mungere all’infinito. Ma evidentemente nessuno ha fretta di uscire dal tunnel, che in fondo è il posto ideale per affrontarsi, accapigliarsi, insultarsi. A proposito: che ci faceva tutta quella gente nei pressi degli spogliatoi? Sembrava una pizzeria il sabato sera («Siamo diventati una pizzeria», dixit Galliani per fotografare la decadenza della serie A). L’adrenalina di Conte ha diritto di scorrere senza qualcuno che ci pesti sopra come un mortaio. È successo, ne è uscita una pessima risposta, la battuta sui «mafiosi del calcio» che evoca questioni mai liquidate. Di questo passo, proveremo simpatia per lo sciagurato Romagnoli, l’assistente che ha sbagliato tutto, tranne ricordarsi di farlo a doppio senso. Agli amici, prima della partita, ha confidato di sentirsi terrorizzato. Chi non lo sarebbe stato, al posto suo, con quel tam tam mediatico? Non credendo nella malafede delle terne arbitrali, non di queste, ma dubitando che siano le migliori al mondo, la nostra tesi è minimalista: se la Juve vincerà lo scudetto, non sarà per il gol fantasma di Muntari, e se lo perderà non accadrà per il fuorigioco erroneamente segnalato a Matri. Idem il Milan, invertiti i fattori. Il resto sono estenuanti dibattiti sulla moviola in campo, telecronisti troppo presi dalla parte e poco dalla deontologia, pugni e gomiti che spuntano come funghi prima che una prova tv li colga. Non sappiamo cosa accadrà in Lega, venerdì prossimo, sappiamo però cosa dovrebbe accadere. Agnelli e Galliani ci mettano una pietra sopra, Conte e Allegri smettano di caricarsi a vicenda. Tanto, alla fine, vince sempre il migliore. E mai Romagnoli.

A

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

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42 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Il match dei veleni
Milan-Juve, il day after
La svista
L’episodio clou del big match di sabato sera: è il 25’ del primo tempo, Buffon raccoglie il pallone dopo aver parato il colpo di testa di Muntari oltre la linea (sarebbe stato il 2-0 per il Milan)

«Di Marotta continuerò a parlare fino alla fine»
Massimiliano Allegri
ALLENATORE DEL MILAN

Nessuno mi può giudicare
Buffon para le accuse sul gol fantasma: “Portatemi qui chi avrebbe aiutato l’arbitro”
MASSIMILIANO NEROZZI TORINO

Meglio vero che santo, per ora, dice Gigi Buffon: «L’azione è stata talmente convulsa e veloce che non mi sono accorto se fosse gol o no. E se anche se me ne fossi accorto, non faccio il figo e il bello, e ammetto che non l’avrei detto all’arbitro. Per il processo di beatificazione, più avanti». Davanti alle accuse milaniste di poca onestà, sul gol di Muntari reso fantasma, il portiere bianconero allarga il sorriso, anche se c’è rimasto male: «Qualcuno ha detto che al mio posto l’avrebbe ammesso? Portatelo qui», ragionava il numero uno ancora in fondo alla notte di San Siro. «Su questo, a me non può dir niente nessuno». Sottinteso, se c’è da essere schietti e genuini: lui è quello che, più di una volta, sui calci d’angolo ha corretto l’arbitro a proprio svantaggio. Quello che con una sincerità ai confini dell’incoscienza ha spesso ammesso le cavolate fatte, dentro e fuori dal campo. Qui però ballava un gol, è l’eco delle scomuniche che ieri viaggiavano su Internet, fino ad armare curiose petizioni per levargli la medaglia come Ufficiale Ordine al merito della Repubblica conquistata con il Mondiale: su «petizionionline», che nelle prime ore aveva raccolto due adesioni, delle 50 mila poste a obiettivo. Lo stesso sito che, nel 2006, ne organizzò un’altra per dargli il Pallone d’oro. Il blog di un quotidiano ha invece lanciato un sondaggio per non farlo convocare da Cesare Prandelli, in nome del codice etico. Quantomeno stravagante, perché se così fosse, e per fortuna non è stato, saremmo di fronte alla sanzione delle parole. Per-

Parola di n˚1

Oltre la linea

Anche l’avessi visto, non l’avrei detto: non è ancora ora della beatificazione

ché del comportamento antisportivo di Buffon, prova non v’è. Al di là della foto, che lui non aveva tra i guantoni, al momento del tuffo: «Sinceramente - ha spiegato - mi sono preoccupato di parare il colpo di testa di Muntari, che forse s’è mangiato un gol. Era davvero vicino. Un’azione talmente veloce che non me ne sono reso conto». Resta l’ammissione che ha fatto indignare il Milan: «Se me ne fossi reso conto, sono onesto nel dire che non avrei dato una mano all’arbitro». Le mani de Dios, come fu per quella di Diego, lui sì già santo (calcistico), dividono i credenti di opposte fedi: il Diavolo lo mette all’inferno, i tifosi bianconeri in paradiso. Buffon non è l’unico danna-

to dalla parte avversa, perché a casa Milan ce l’hanno con tutta la Juve, fino a dichiarare rotto qualsiasi rapporto diplomatico. Anche se qualche chiacchiera, informale, ci potrebbe essere già oggi a Varsavia, dove i rappresentanti delle due squadre si ritroveranno per l’assemblea generale dell’associazione dei club europei: la Juve spedirà l’ad Beppe Marotta, il Milan il direttore organizzativo Umberto Gandini. Tra i bianconeri, ieri, non c’era gran voglia di tornare sulle polemiche: sulla squalifica di Ibra, e conferma della stessa, per esempio, il club si ritiene estraneo a qualsiasi aspetto della vicenda. Men che meno responsabile di una strategia. Però qualche

accusa ha dato fastidio, come la disquisizione dei due errori arbitrali della sfida: il gol non concesso a Muntari e il fuorigioco inesistente di Matri. «Forse l’episodio a sfavore del Milan aveva un peso specifico

Attaccato dai rossoneri sul web c’è chi propone di togliergli la nazionale e la medaglia al merito
diverso, quello sì - ha spiegato Buffon - però, se uno va a vedere in maniera nuda e cruda, la partita doveva finire 2-2». Dall’altra parte si sostiene invece che il 2-0 avrebbe chiuso la contesa, e su questo la Juve ha altri pensieri: a Napoli era-

vamo andati all’intervallo sotto 2-0, ma è finita diversamente. Altro scatto d’«orgoglio gobbo»: quest’anno con noi le partite non sono mai finite. Come testimoniato dalla teoria di 27 match senza sconfitte. Anche contro «la squadra più forte del campionato - ha aggiunto il portiere bianconero - che per 65 minuti ha avuto la partita in mano. Ma mi rassicura che tutti hanno dato il 110 per cento». Buffon, pure di più, avendo levato un gol già fatto. E per la coscienza, nel caso, si potrà sempre consolare con le parole del grande Oscar Wilde: «La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato, ogni peccatore un futuro». Tricolore, spera lui.

La dinamica

Retroscena
l tunnel dei bisticci parte già dalla tribuna d’onore di San Siro, quando ben prima del gong dell’intervallo si stappa la rabbia di Adriano Galliani, furibondo per il gol fantasma di Muntari: «Si vergogni - urla l’ad rossonero in faccia al presidente degli arbitri, Marcello Nicchi, seduto qualche fila più dietro - quella palla era dentro di un metro». Poi infila il percorso che porta agli spogliatoi. Nei meandri del Meazza, succede di tutto, volano parole grosse, con «gente che protestava e urlava come ultrà», raccontano testimoni. Nessuno sconfina nei locali, vietati, degli arbitri, ma nel tunnel sì, e anche lì

Ho pensato solo a prendere la palla, forse Muntari si è mangiato un gol

I

La rissa nel tunnel può essere sanzionata
Lo scambio Galliani-Conte segnalato alla procura
ci potrebbero andare solo i tes- testimoniale più accreditata: serati a referto. Quando i diri- «Da che pulpito, ma se voi siete genti di opposte fazioni s’incro- la mafia del calcio». Galliani ciano scatta il duello. «Provate continua, incrocia Agnelli, Maa lamentarvi adesso - attacca rotta, Paratici e insulta anche Galliani - ecco loro. Battute pequel che succede PRONTO UN RAPPORTO santi, anche dodopo che si pianfischio finaGli uomini po ilda parte di ge una settimale, inviati da Palazzi gente con lo na». Conte, girata una delle due hanno visto e sentito stemma del Micurve che portalan sulla divisa: no al campo, se lo trova a un «Tenete il portafoglio, arrivapalmo dal viso e non resiste, tra no». Il tutto, sotto gli occhi di qualche imprecazione in puglie- due ispettori della Procura fese, come gli scappa quando s’in- derale della Figc. A precisa docavola di brutto. Ricostruzione manda, l’allenatore bianconero non smentirà lo scontro verbale, pur evitando il replay delle parole: «Con Galliani c’è stato uno scambio di opinioni: quando salgo dal sottopassaggio mi aspetto di non trovare gente che mi insulta, ma a volte non succede». Galliani s’è sentito poco bene, e ha finito di seguire la partita in tv, dentro una saletta vicino ai garage, insieme a un medico. Nel tunnel non si scalda più di tanto Massimiliano Allegri, nonostante gli scambi di battute nelle ultime settimane. Anche in questo caso, l’allenatore

Pari in tutto

L’episodio a loro sfavore può pesare di più, ma la partita doveva finire 2-2

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Sport 43

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il caso
LAURA BANDINELLI MILANO

GOL DI MATRI CON LA JUVENTUS
I

Con la rete di San Siro il bomber è arrivato a quota 55 in serie A, di cui 19 segnati con la maglia bianconera: 9 in 16 gare l’anno scorso (arrivò a gennaio), 10 in 22 in questo campionato

12

PUNTI IN PIÙ DEI BIANCONERI SUL 2010/11
I

Dopo 24 partite, la Juve di Conte è imbattuta a quota 50: quella di Del Neri un anno fa era a 38, con 10 vittorie e 6 sconfitte. Il Milan, invece, dopo 25 match è a -1 sull’anno scorso: 51 contro 52

S

anta Alleanza addio. Da ieri Milan e Juventus hanno interrotto i loro rapporti. Niente più telefonate settimanali per discutere di temi di politica sportiva, nessun sodalizio in Lega Calcio e zero diplomazia. Se da Torino arriveranno lamentele sull’operato degli arbitri o su vicende che riguardano direttamente i rossoneri, nessuno porgerà l’altra guancia o fingerà di non aver sentito. L’ordine di scuderia è rispondere con i cannoni. Adriano Galliani ha trascorso tra sabato e domenica una delle peggiori notti
LA RETE NEGATA

E ora il Milan va alla guerra “Amicizia finita”
Galliani: “Chiuso un rapporto che durava da anni” Il canale tematico evoca il caso Ronaldo-Iuliano

Prova tv Rischia pure Muntari I rossoneri: E Pirlo?

Occhio di triglia
ELIO PIRARI

«CONTE MALATO DI MENTE» IL TELECRONISTA DA MANICOMIO

I

«Errore patologico» L’ordine è replicare a tutte le polemiche
della sua carriera da dirigente, ma non ha cambiato di una virgola il suo pensiero. A caldo, subito dopo la partita, aveva riassunto così la situazione: «È finita un’amicizia che durava da anni, da domani con la Juve ci sarà soltanto una rapporto di sana competitività sportiva». I pensieri più pesanti, invece, sono stati affidati a Milan Channel e come succede quando si scoperchia un pentolone in ebollizione sono uscite le accuse più disparate. La Juve viene accusata di aver preparato strategicamente la partita anche nei tempi. Le cinque «mosse» del club bianconero iniziano il 5 febbraio e terminano con l’attacco ad Abete. Il canale tematico cita «le dichiarazioni di Marotta dopo Juve-Siena, le lamentele di Conte dopo il Parma, il comunicato ufficiale della società a sostegno di Conte, l’attacco alla federazione di Andrea Agnelli e pure la richiesta di Chiellini della prova tv su Ibra (per la Coppa Italia) che avrebbe influenzato la decisione della

YouTube consegna in pasto all’opinione pubblica un altro caso controverso riguardante Milan-Juventus e ancora una volta c’è di mezzo un giocatore rossonero. Dopo Mexes, che ha colpito Borriello lontano dal pallone, anche Muntari rischia la prova tv e quindi di essere squalificato dal giudice sportivo Tosel. L’episodio in questione è avvenuto al 60’, nell’area della Juve: nelle immagini si intravede il ghanese che prima allunga una mano e poi prova a divincolarsi a più riprese per liberarsi da Lichtsteiner. L’inquadratura di Sky è lontana. Non esistono primi piani. I siti bianconeri parlano di pugni al volto (ben quattro), adesso la palla passa al procuratore federale che ha tempo fino alle 16 di oggi per acquisire le immagini. E il Milan, sul sito ufficiale del club, accusa Pirlo per due sospette gomitate a Van Bommel («al 22’56” e 31’54” del secondo tempo»). [L. BAN.]

Carlo Pellegatti

Adriano Galliani, 67 anni, amministratore delegato del Milan

corte di giustizia federale giovedì scorso. Durissimi anche i commenti sul gol fantasma non convalidato a Muntari. Secondo il Milan questo è un «errore patologico» mentre il gol annullato a Matri viene definito «fisiologico» perché è di più difficile valutazione. Da qui la chiosa: «Noi per il gol annullato a Seedorf a Firenze (0-0 il 19 novembre, ndr) non ci siamo lamentati». I toni diventano più accesi quando si scelgono due precedenti non casuali. Viene infatti ricordato ciò che successe nel 1998 durante il match scudetto Juventus-Inter, quan-

do sul ribaltamento di fronte, ti i gusti, con una serie di incidopo un rigore non concesso si, come quello su Galliani che a Ronaldo, la Juve ottenne a fa sapere di non aver insultasua volta un penalty (sbaglia- to l’arbitro Tagliavento. to da Del Piero). Come esemLa frattura sembra insapio di gol fantasma, invece, nabile. I sospetti diventano viene citato accuse, i rospi quello di PellisLE «CINQUE MOSSE» ingoiati nelle sier il 13 marzo Milan Channel: settimane pasdel 2005, in piesate diventano così la Juve ha macigni da lanna orbita di Cal«preparato» il match ciare al nemico. ciopoli. L’unico moPure Allegri è mento di distensione è quan- pronto alla battaglia e ha racdo interviene lo juventino contato che non risparmierà Eros Ramazzotti, con toni una virgola né a Marotta né a molto concilianti, il resto è Conte: «Sono toscano e le un’accozzaglia di veleni. Da battute mi escono meglio di Buffon a Conte, ce n’è per tut- loro». Tutti i giocatori rosso-

neri domani alla ripresa degli allenamenti verranno messi al corrente della situazione e verranno invitati ad agire di conseguenza. Ma l’appuntamento più atteso della settimana rischia di diventare quello di venerdì prossimo. In Lega Calcio, infatti, potrebbe andare di scena il secondo round di ciò che è accaduto nei pressi degli spogliatoi durante l’intervallo. È infatti in programma un’assemblea per parlare della sfiducia al presidente Beretta. E sarà la prima volta che Milan e Juve entreranno nella stanza dei bottoni da nemici.

Hanno detto

ne, la quasi rissa tra Chiellini e Ambrosini. Ruggine recente per l’etichetta di «spia», che il Ecco quello che Da che pulpito, capitano rossonero aveva appiccato, davanti ai microfoni, succede dopo ma se voi siete proprio per la vicenda di Ibra. che si piange la mafia Sul momento, lo juventino aveva lasciato perdere, ma poi per una settimana del calcio l’agonismo della partita ha rialzato la rabbia. Visto il saloon, oggi MilanJuve potrebbe avere una coda nelle decisioni del giudice sporse la prende con l’ad avversa- data di Coppa Italia. «Noi guar- tivo. Gianpaolo Tosel si dovrà rio, Beppe Marotta: «La giusti- diamo in casa nostra, non in esprimere in base al referto zia divina ti punisce per quello quella degli altri», replicò Ma- dell’arbitro e a quello della Proche dici. Io forse devo avere il rotta a una battuta di Allegri. cura federale, che avrà tempo permesso di Marotta per parla- Da lì, l’allenatore gli ha dichia- fino alle 16 per consegnare le re». Anche dopo, a cena con rato guerra. Dal proprie segnalaBerlusconi, Allegri torna sulle tunnel, l’aria peSCONTRO FRONTALE zioni. Nel fasciparole di Marotta, la scorsa set- sante si trasferipotrebbero L’ad rossonero colo finire il lititimana e promette battaglia: sce sul campo, così «Di Marotta continuerò a parla- con confronti al se l’è presa anche con gio fra Galliani e Agnelli e Marotta Conte, ed evenre fino a maggio». In maniera limite del regolanon proprio lusinghiera, si de- mento, e anche tuali relativi deImbattuto duce dall’aggettivazione della oltre. Il cazzotto di Mexes a ferimenti, oltre a tutti i colpi Antonio Conte, 42 anni, è alla notte. Casus belli, l’attacco del Borriello, lo scambio ravvicina- proibiti avvenuti sul campo. Il prima stagione sulla panchina Milan a Chiellini, definito to di vedute tra Muntari e Licht- prossimo 21 marzo, Juve-Midella Juve: da giocatore, «spia» per il racconto del buf- steiner, gli incroci spigolosi tra lan si rivedranno per il ritorno a Torino, 419 gare con 44 gol fetto di Ibra a Storari, nell’an- Van Bommel e Pirlo. E, alla fi- di Coppa Italia: auguri. [M. NER.]

Galliani a Conte

Conte a Galliani

cco uno di quei casi in cui non esiste malafede ma solo fede. Frase A: «Che ingiustizia, che vergogna», al termine della telecronaca di MilanJuventus Carlo Pellegatti, l’uomo che chiamava Billi Costacurta «Le vibrazioni dell’anima», Robinho «Tre passi nel delirio» e Clarence Seedorf «Effetto serra», replicherà sette volte la frase A. Frase B: «Conte senza vergogna», la frase B verrà ripetuta undici volte; le virgole residuali risultano anch’esse scevre di pregiudizi: «Conte è un malato mentale c..., rompe i co... stasera, c... stasera vai negli spogliatoi, guarda che roba, colpa di quel testa di c...», sapendo che il microfono non lo avrebbe smentito, Pellegatti sul sito di Sportmediaset si è scusato dichiarandosi vittima di una distrazione fondamentale: «Da anni sono il telecronista sulle reti Mediaset per quanto riguarda il commento fazioso, che io ho sempre preferito definire “appassionato”, cercando comunque di mantenere sempre nei confronti delle squadre avversarie e degli arbitri un atteggiamento corretto e soprattutto educato. Stavolta ho usato parole offensive pensando di non essere in onda, ma questo non deve essere un’attenuante, chiedo subito scusa dunque alla Juventus, ad Antonio Conte e ai tifosi, capita di trovare una buca sulla strada della vita, io l’ho trovata un sabato di febbraio». Il «giornalista fazioso», nato per sostenere la squadra del cuore e sprofondare nell’inattendibile appare per la prima volta dagli schermi di Telelombardia. Non potendo essere uno speaker di circostanza si affaccia da un balcone del quartiere della Bovisa. Ma in realtà il mezzo busto ultrà non è mai nato, avendo in sé una natura prenatale. L’unica via percorribile per fare di una telecronaca della squadra del cuore il sogno rincorso da una vita e replicare i tic coltivati nell’infanzia, è quella di dichiararsi, puntare il binocolo al cuore, apertamente e senza ipocrisie. Ma qualche volta il cuore inganna, e capita che un principio d’incendio, al microfono, si trasformi in falò.

E

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44 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Il match dei veleni
La questione arbitrale

Pato? Mi auguro che il Milan sia la squadra giusta per lui
Silvio Berlusconi
PRESIDENTE ROSSONERO

Berlusconi cauto “Serve la moviola”
“Non voglio pensare a determinazioni contrarie al Milan”
MASSIMILIANO NEROZZI MILANO

Più che a una strategia mediatica juventina o a un complotto anti-milanista, Silvio Berlusconi crede nella moviola in campo: «Da sempre sono propulsore in questa direzione. Su certe decisioni arbitrali, nella partite importanti, - ha detto il patron rossonero a tarda notte, dopo la sfida con la Juventus - sarebbe opportuno che l’arbitro potesse avere un riscontro dalle registrazioni televisive». Invece, della rete di Muntari s’è accorto tutto il pianeta, meno le quattro persone che avrebbero dovuto convalidarla: «Il gol era assolutamente evidente, e il due a zero avrebbe cambiato l’andamento della partita», ha continuato l’ex premier. Al contrario di altre notti, Berlusconi non è però «arrabbiato», piuttosto, s’è detto «dispiaciuto». Men che meno crede, o sospetta, che l’arbitro Tagliavento sia stato condizionato dalle dichiarazioni bianconere dei giorni precedenti: «Penso proprio

sione è essere più forti dell’invidia, della sfortuna e dell’ingiustizia». E questi due ultimi sostantivi, s’intuisce, vanno accostati al duello con la Juve: «Il Milan avrebbe avuto diritto a un risultato positivo - ha aggiunto Berlusconi - nonostante i tanti infortuni, avevamo 14 giocatori in infermeria, si è comportato egregiamente». Tanto da porte andare subito sul due a zero: «Poi c’è stato l’episodio del gol negato che è assolutamente evidente, come si può verificare nelle fotografie e nelle riprese delle tele-

visioni». Fuori dal ristorante, il solito assalto per foto ricordo, anche di bambini: «Ma cosa fate ancora in piedi? Dovreste essere a letto». Risposta del padre con sciarpona rossonera: «Sono qui per lei». Solo salendo in auto, si concede due parole sul mercato. Van Persie? «Bravo. Ce ne sono tanti bravi». E sull’eventuale offerta «congrua» per Pato, si prende un paio di secondi: «Penso sia il giocatore giusto per il Milan, spero, mi auguro, che il Milan possa essere la squadra giusta per Pato».

Padrone
Silvio Berlusconi, 75 anni, in tribuna prima di Milan-Juve L’ex premier sta per tornare presidente in carica del club rossonero

Gli errori della sfida scudetto

«La nostra missione è essere più forti dell’ingiustizia, della sfortuna e dell’invidia»
di no - ha spiegato - penso si tratti di un errore assolutamente possibile. Non voglio pensare nella maniera più assoluta a determinazioni contrarie al Milan». Nessun complotto, dunque: «Sono tante situazioni - ha replicato l’ex presidente del consiglio - che possono essere interpretate nell’una e nell’altra direzione». Berlusconi, a differenza di altre volte, non è comunque andato nello spogliatoio della Juve per fare i complimenti agli avversari: l’anno scorso ci andò, quasi facendo l’offerta indecente ad Alex Del Piero, quella di chiudere la carriera in rossonero. Non è stato però infastidito dall’atteggiamento del club bianconero: «No, assolutamente no». Lasciato San Siro, Berlusconi ha raggiunto il ristorante «Giannino», dove ha cenato al tavolo con Massimiliano Allegri ed Emilio Fede. Quando ha lasciato il locale, poco prima della tre del mattino, all’uscita c’erano ancora diversi tifosi che l’aspettavano, dietro il muro di telecamere. Ha ripetuto il concetto sulla tv in campo, implicito messaggio al presidente della Fifa Blatter, perché l’International Board dia il via libera alla moviola in campo. Ma il gol cancellato a Muntari, non gli ha portato via l’ottimismo: «Io ho molta fiducia che il Milan possa vincere il campionato - ha aggiunto Berlusconi nella sua arringa notturna - perché la nostra mis-

Il gol fantasma di Muntari: Buffon para quando la palla è oltre la linea di porta

La rete annullata a Matri per un presunto fuorigioco che la moviola ha escluso

Retroscena
GIULIA ZONCA

ra diranno che non c’è niente di cui preoccuparsi, che i gol fantasma non saranno più un problema perché dai Mondiali del 2014, neanche fossero dietro l’angolo, ci sarà la tecnologia a risolvere il problema. La tecnologia esiste, miglioramento più, miglioramento meno, dal 2005 ed è bloccata in un limbo di veti incrociati da cui emerge solo dopo errori come quello di Milan-Juve e giusto per qualche giorno. Poi si inabissa.

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La tecnologia c’è e non si usa Il calcio detesta le novità
Platini: “Meglio i giudici di porta, voglio uno sport umano”
Come si cambia il regolamento
TECNOLOGIA IN DIVENIRE 9 progetti allo studio 4 REQUISITI CHIESTI DALLA FIFA 1. La tecnologia usata deve determinare senza dubbi se è gol o no
2. La tecnologia deve produrre prove dettagliate 3. Devono passare pochi secondi dall’azione alla decisione 4. L’arbitro deve avere un segnale sia visivo che sonoro del verdetto

PROSSIMO STEP

Il 3 marzo la valutazione sui progetti per scovare i gol fantasma
Certo, gli scandali aiutano, cambiano, spaventano, ma non è bastata InghilterraGermania a sbloccare le sonde sulla linea di porta e si parla della partita di un Mondiale, di un’eliminazione che ha smosso governi. Anche allora, giugno 2010, dopo la baraonda la garanzia: «Valuteremo gli aiuti tecnologici». Li hanno bocciati, meglio rimandati perché i progetti, che erano 12, non davano fiducia. Ora ne sono rimasti nove e sono pronti a un nuovo esame il 3 marzo, data per

IDEA ITALIANA: UDINESE-CNR BARI Tre telecamere inviano l’immagine a un computer in grado di sintetizzare in una sola le sequenze e determinare, in tempo reale, se il pallone ha superato la linea di porta. Grazie a un sistema con segnale audio o luminoso, l’arbitro sa se il gol è valido o meno. Le telecamere, con risoluzione a un centimetro, ad alta velocità, scattano 280 immagini al secondo e riprendono un pallone in movimento a circa 120 chilometri/ora

LE TAPPE 3 marzo: secondo rapporto Ifab (International Football Association Board) sui progetti (il primo nel marzo scorso, ha rimandato ai test tutti i candidati)

Giugno: terzo rapporto Ifab alla Fifa

2 luglio: riunione Ifab valida per introdurre nuove regole (se nel frattempo la Fifa ha dato l’ok)

COME FUNZIONA IL VOTO Ogni eventuale variazione regolamentare deve essere approvata da 6 degli 8 membri dell'organismo. L'Ifab comprende 4 membri designati dalla Fifa e 4 designati dalle federazioni di Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e Galles

cui è previsto il rapporto della Ifab, l’International football association board. La sigla mette paura e a ragione perché i protettori delle regole sono sfuggenti e seguono dettami scritti il secolo scorso. Tavole di cui vanno fieri. Non hanno

un sito ufficiale, si tengono lontano dai social network, non divulgano i loro parametri, non comunicano. Giudicano e basta e hanno il compito di illustrare alla Fifa le novità allo studio. Quando e se il governo del calcio approverà il radar di

porta saranno sempre i padrini dell’ortodossia pallonara a dover votare per il cambiamento del dogma. Prima Blatter, il boss assoluto, sperava che gli imperscrutabili signori dell’Ifab tenessero lontano da lui certe diavolerie, non ne vo-

leva sapere di una partita circondata da telecamere, molto più divertente affidarsi all’occhio umano. Per farsi rieleggere ha dovuto accettare qualche compromesso e ha annunciato un’accelerata alla pratica però l’iter dura comunque

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Sport 45

6
Personaggio
MAURO MONTALI MACERATA

RIGORI PER IL MILAN, 1 PER LA JUVE
I

In questo campionato il Milan finora si è visto fischiare dagli arbitri sei rigori a favore e uno contro. La Juventus ha invece avuto dai direttori di gara un solo rigore a favore e ne ha subiti tre.

20

MESI PASSATI DALL’ULTIMO SCANDALO
I

27 giugno 2010: Mondiali in Sudafrica, negli ottavi si incrociano Germania e Inghilterra. Sul 2-1 per i tedeschi, Lampard segna ma il gol dell’inglese non viene convalidato. Finirà 4-1 per la Germania.

ono terrorizzato per questa partita di Milano». Roberto Romagnoli, il guardalinee maceratese della fatal svista (o sviste), giovedì sera in uno storico bar del centro della città marchigiana s’era lasciato andare a questa confessione. Eppure è un guardalinee esperto, più di cento gare in serie A con qualche apparizione in Champions e in Europa League, la stima di tutto l’ambiente e soprat-

S

E il guardalinee confessò “Quella partita mi terrorizza”
Romagnoli agli amici prima dell’incontro dove ha sbagliato tutto
Ha detto Marcello Nicchi
Bilancio di una giunta di centrodestra, Romagnoli si diviIl presidente dell’Aia deva tra il lavoro, l’amore per la famiglia e la passione per il Sono cose che ci né addolorano, siamo i primi calcio. Nessuna macchia, Un politica né professionale. a dover riflettere per far uomo freddo e rigoroso: è quesì che non succedano più sto, tutt’al più, l’appunto che gli si poteva muovere. Vi chiedo di rispettare Su un blog locale, intanto, impazza già il quiz: ma Romala nostra amarezza gnoli è juventino o milanista? I pareri si dividono. Evidentela città, dove non succede mente, da buon professionimai nulla di così clamoroso, sta, Roberto non aveva dichiae questa è la notizia del gior- rato le proprie simpatie calcino. Uno degli amici del cuore stiche, anche se chi gli è vicidi Romagnoli, lo scrittore Fi- no sa che il suo cuore batte da lippo Davoli, giura «fino al sempre per i colori bianconeparossismo» sulla lealtà e ri. Dopo la sciagurata prestaonestà del guardalinee e li- zione di sabato sera il dibattiquida subito, con un po’ di to però impazza. «Certamenamarezza, la questione. te Romagnoli è integerrimo, Sarà stata ma per un guarl’emozione che IL COLLEGA NICOLETTI dalinee un erroha tagliato le Tante partite insieme re del genere è gambe e la vista così grave da «Psicologicamente fargli appendeall’assistente è distrutto» re la bandierina dell’arbitro? Roberto Romagnoal muro» è uno li, 45 anni, sentiva certamente dei pareri più gettonati. Ma di essere all’apice della carrie- c’è anche chi la pensa diversara. Voleva far bene per punta- mente e getta un salvagente re a qualche altro traguardo al collaboratore di Tagliavenprestigioso. Non ci è riuscito. to: «Roberto è sempre stato Sulla sua vita privata, però, ineccepibile anche quando s’è nessuno ha dubbi. «Una bra- trovato di fronte Inter o Napovissima persona» dicono in li». Il dibattito è aperto, di cercittà. Commercialista, padre to Romagnoli ne avrebbe fatdi due gemelli, ex assessore al to volentieri a meno.

OLTRE CENTO GARE IN A

Qualche uscita anche in Champions, eppure «era molto preoccupato»
tutto quella dell’arbitro Tagliavento, anche lui in un debutto importante nell’empireo della Serie A, che lo aveva voluto nel suo staff. «Sì, era molto preoccupato» conferma Pierino Cammertoni, il gestore del caffè. Inutile chiamare in queste ore casa Romagnoli. I telefoni sono tutti staccati. Anche quello del padre, ex bancario e tutor sportivo del figlio. Chi parla invece, anche lui a mezza voce, è Nicola Nicoletti, l’altro guardalinee maceratese che faceva coppia fissa, fino a qualche domenica fa, con Romagnoli. «S’è trattato di un errore, di una grossa svista, non c’è dubbio. Ma sulla buonafede

Papà di 2 gemelli
Nato a Macerata il 5 dicembre 1967, Romagnoli lavora come commercialista, è sposato e papà di due gemelli

di Roberto posso mettere la mano sul fuoco. Comunque adesso lui è psicologicamente distrutto, com’è facile capire». Anche Nicoletti è molto colpito dalla vicenda, come se un fratello avesse avuto un incidente. «Uno sbaglio» dice scuotendo la testa. Al ritorno da Milano, dunque, Romagnoli si è chiuso in casa e non ha voluto parlare con nessuno, al di fuori dei parenti più stretti e di qualche confidenza con amici di vecchia data. Anche l’ex arbitro internazionale Maurizio Mattei, maceratese pure lui, che ha seguito passo passo la carriera di Roberto non sa aggiungere nulla: «Con me non ha parlato, eppoi io non potrei dire nulla. Penso siano cose che capitano». L’ambiente sportivo e cittadino, comunque, è sotto choc. Macerata è una picco-

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Michel Platini, capo dell’Uefa, e Sepp Blatter, presidente Fifa

secoli e il futuro ha già espresso la sua opinione. Contrario. Michel Platini, attuale capo dell’Uefa e futuro presidente Fifa, in un’intervista al «Welt am Sonntag» si sbilancia: «I gol fantasma sono rari, un episodio come quello di Inghilterra-Germania, capita una volta ogni qualche anno», vero ne sono passati quasi due e invano. Ogni volta più risse, più tensione, più strascichi. Il bello del calcio, si disse in Sudafrica nel 2010. Platini non si spinge a tanto però vuole «uno sport umano, meglio continuare con i giudici di porta, esperimento che in Champions fun-

ziona e che spero di estendere no in attesa di menti illuminaagli Europei». È il solo passo te sono molto diversi tra loro. avanti fatto fino a qui e rappre- Esiste la fotocopia dell’occhio senta l’alternativa alla movio- di falco usato per tennis e la in campo. Cioè la tomba del- rugby, il pallone con microla moviola in campo. Se fosse chip incorporato e tra gli altri applicata subito un sistema di teovunque sarebIDEE SOTTO ESAME lecamere intebe almeno un L’occhio di falco, grate studiato progresso andall’Udinese inche se il tentati- la palla col microchip sieme con il Cnr vo è bloccato al- e le super telecamere di Bari. La palla la fase sperimenviene catturata tale. Per diventare legge ser- da tre angolazioni diverse, il ve, e ci mancherebbe, l’appog- software elabora un’unica segio della Fifa e la modifica del quenza immagine dopo immaregolamento da parte del- gine e la traiettoria diventa nil’Ifab. E si ricomicia da capo. tida, sicura. Il programma fa I nove progetti che languo- scattare il verdetto e se la pal-

la è in rete suona e si illumina. L’arbitro deve solo darle retta, può ignorare serenamente il guardalinee. Agli scettici certi sistemi non piacciono. Troppo complicati: prima ancora di capire il grado di affidabilità già vanno oltre, agli ipotetici margini di errore, come se ora quella percentuale non fosse incredibilmente più grande. «Contrattempi», ripete Platini, ma se è vero che male c’è, in quei casi estremi, a colorare un pallone, far scattare il campanello, proiettare un ingrandimento, mettere un allarme. Insomma decidere.

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LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 46

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Sport 47

SETTIMA SCONFITTA IN 8 GARE TRA CAMPIONATO, CHAMPIONS E COPPA ITALIA

Le altre partite della 25ª giornata
Dopo 1’13” Rosso record per Balzaretti
Atalanta Roma
Atalanta
(4-4-2)

L’Inter va oltre il fondo Ranieri ha le ore contate
A Napoli un gol di Lavezzi stende i nerazzurri
GUGLIELMO BUCCHERI INVIATO A NAPOLI

4 1
Roma
(4-3-1-2)

Consigli 5,5; Lucchini sv (8’ pt Bellini 6), Manfredini 6,5, Stendardo 6,5, Peluso 6; Carrozza 5,5 (6’ st Schelotto 5,5), Brighi 6, Cigarini 6,5, Moralez 7; Denis 8, Marilungo 7,5 (29’ st Gabbiadini sv).
ALL. Colantuono I

Stekelenburg 5,5; Rosi 5 (1’ st Jose Angel 5,5), Juan 5 (12’ stCassetti 5,5),Heinze 4,5, Taddei 5,5; Gago 5 (22’ st Greco sv), Marquinho 5,5, Pjanic 5,5; Lamela 4,5; Borini 5,5, Osvaldo 4.
ALL. Luis Enrique

Napoli Inter
Napoli
(3-4-2-1)

1 0
Inter
(4-3-1-2)

7

4

A metà duello, ha provato a smontare la sua Inter. Ma il prodotto fra le mani di Claudio Ranieri non è cambiato, anzi: dopo un’ora di gioco è stato un colpo da biliardo del miglior interprete in campo, Lavezzi, a mandare al tappeto i nerazzurri. Cinque sono, adesso, tra campionato (4) e Champions, i ko senza soluzione di continuità di una squadra timida, a tratti impreparata e, comunque, sempre in affanno. Sette nelle ultime otto uscite, tutto compreso, diventano le sconfitte per un tecnico spinto come mai sulla graticola: quella appena passata è stata una notte di riflessione per Massimo Moratti, chiamato a prendere una decisione sul futuro di un allenatore incapace di uscire da un corto circuito che dura ormai da un mese (possibile una soluzione interna con la coppia Baresi-Figo anche se il patron nerazzurro vorrebbe concedere ancora un po’ di fiducia al tecnico romano). «Dimettermi? Perché dovrei farlo? - così Ranieri dalla pancia del San Paolo - Questa è una domanda per il presidente, se la fate a me vi rispondo che se fossi in lui confermerei Ranieri perché non ha colpe e deve andare avanti. La squadra ha lottato e

De Sanctis 6,5; Campagnaro 6, P. Cannavaro 6,5, Aronica 6; Maggio 6,5, Inler 6, Gargano6, Zuniga6; Dzemaili 7 (44’ st Dossena sv), Lavezzi 7,5 (37’ st Britos sv);Cavani 6,5.
ALL. Mazzarri

JulioCesar6;Faraoni 5,5, Lucio 6, Samuel 5, Nagatomo 5; Zanetti 5,5, Stankovic 5 (22’ st Poli 5,5), Cambiasso 5,5; Sneijder 5 (1’ st Pazzini 5); Milito 5, Forlan 5 (1’ st Cordoba 5,5).
ALL. Ranieri

È durata 1’13” la partita del palermitano Federico Balzaretti a Siena. Il difensore è stato espulso per fallo da ultimo uomo su Destro. Il 12 dicembre ‘99, in RegginaCagliari 1-1, il rossoblù Oliveira fu espulso dopo 50”.

RETI: pt 10’ Marilungo, 20’ Denis, 36’ Borini; st 2’ e 20’ Denis. ARBITRO: Damato 6,5 AMMONITI: Gago, Moralez, Manfredini, Greco. Peluso, Cigarini. ESPULSI:st 7’ Osvaldo, 37’ Cassetti SPETTATORI: paganti 6.459, abbonati 9.658.Incasso 92.786 euro

Bologna Udinese
Bologna
(3-4-1-2)

1 3
Udinese
(3-5-1-1)

Cagliari Lecce
Cagliari
(4-3-1-2)

1 2
Lecce
(3-5-2)

7

5

RETI: st 14’ Lavezzi

ARBITRO: Bergonzi 6 AMMONITI: Nagatomo, Gargano, Milito,Cordoba, Faraoni ESPULSI:st 34’ Aronica SPETTATORI:circa 40 mila

Julio César osserva impotente la gioia del Napoli dopo il gol

Gillet 6,5; Raggi 6,5, Portanova 6, Antonsson6,5; Pulzetti 5,5 (24’st Kone 6,5), Mudingayi 6,Perez 5(37’st Belfodil sv), Morleo 4; Taider 5,5 (1’st Acquafresca 5); Ramirez5,5, Di Vaio 5,5.
ALL. Pioli

Handanovic 6; Benatia 6, Danilo 6, Domizzi 6; Basta 7,5, Fernandes 6, Pazienza 6, Asamoah6,Armero6;Fabbrini 6,5 (33’st Battocchiosv);Di Natale 7 (23’st Floro Flores 7).
ALL. Guidolin

Agazzi 5; Pisano 6 (36’ st Ekdal sv), Canini 5,5, Astori 6, Agostini 6 (1’ st Ariaudo 6); Dessena 6, Conti 6 , Nainggolan6,5;Thiago Ribeiro 6; Larrivey 6 (23’ st Cepellini 5), Ibarbo6,5.
ALL. Ballardini

Benassi 6,5; Tomovic 6, Carrozzieri 6,5, Miglionico 6; Cuadrado 7, Delvecchio 6,5, Giacomazzi 6,5, Bertolacci 6,5 (32’ st Giandonato 5), Brivio 6; Muriel 7 (45’ st Esposito sv), Di Michele 6,5.
ALL. Cosmi

ter nella prima parte della sfida. Nella ripresa, la grande rivoluzione di Ranieri che lascia negli spogliatoi anche Forlan e disegna una nuova Inter con Pazzini e Cordoba. Il centrocampo si trasforma a cinque e la difesa a tre. L’illusione di un cambio di rotta dura giusto dieci minuti, poi il colpo al cuore: Lavezzi fa il

mago e l’Inter si scioglie come la sua difesa davanti all’incursione di Dzemaili in occasione del vantaggio del Pocho. Il duello è nelle mani dei ragazzi di Mazzarri che conquistano il campo con il motore a mille e si vedono cancellare il raddoppio di Campagnaro per fuorigioco. L’unico sussulto per i nerazzurri arriva da un fi-

schio di Bergonzi: Faraoni ruba il tempo ad Aronica e punta dritto verso i guantoni di De Sanctis, ma viene centrato dai tacchetti del difensore azzurro. Cartellino rosso, ma il verdetto non cambia anche perché Pazzini si divora il pareggio sui titoli di coda. «Io non mi dimetto», resiste Ranieri. Moratti cosa ne pensa?

5

7

5

7

RETI:pt 37’ Di Natale (r); st 11’ Basta, 35’ Kone, 39’ Floro Flores. ARBITRO: Mazzoleni 5 AMMONITI: Taider, Benatia, Ramirez, Perez, Armero, Pazienza, Asamoah SPETTATORI:3719paganti perun incasso di 24.920euro; abbonati 12490 per unaquota di 134.404 euro

RETI: pt 44’ Muriel; st 5’ Larrivey (r), 16’ Bertolacci

ARBITRO: Rocchi 7 AMMONITI: Canini, Conti, DiMichele, Delvecchio, Ariaudo, Canini, Cepellini ESPULSI:Canini SPETTATORI:5000 circa

Moratti pensa al tandem Baresi-Figo Il tecnico: «Non ho colpe, mi confermerei»
ha provato a vincere». Nella notte di Napoli non c’è Hamsik, squalificato. All’appello manca anche Chivu, costretto ad alzare bandiera bianca a poche ore dal via per la febbre. Il San Paolo è infreddolito e con tribune non esaurite dopo l’ubriacatura del popolo azzurro contro il Chelsea di martedì scorso. L’Inter si presenta in maschera, o quasi, perché il primo comandamento consegnato dal traballante Ranieri alla propria truppa è quello di non perdere bussola ed equilibri in mezzo al campo: così l’atteggiamento dei nerazzurri è quello tipico di chi cerca di aggrapparsi alla poche certezze che ha per non scivolare ancora. Sneijder dà la sensazione di voler spaccare in due la notte, ma spesso va fuori giri per troppa frenesia negli scatti o nei suggerimenti alla coppia d’attacco Milito-Forlan e, all’intervallo, sparirà in panchina. All’Inter mancano idee e fantasia là dove il cambio di ritmo dovrebbe essere la base per ogni assalto degno di nota. Il copione lo scrive il Napoli e, soprattutto, Lavezzi. L’argentino è ispirato ogni volta che entra in scena e leggera appare l’opposizione alle sue scorribande del giovane Faraoni, impacciato e preso in controtempo quando il Pocho decide di creare la superiorità numerica sulla fascia. Poche, pochissime, sono le emozioni in avvio: bravo è Julio Cesar a spingere in angolo una saetta di Dzemaili, sfortunato Sneijder a sfiorare l’incrocio nell’unico tiro in porta dell’In-

Catania Novara

3 1
Novara
(4-3-2-1)

Chievo Cesena
Chievo
(4-3-1-2)

1 0
Cesena
(4-3-1-2)

Tentazioni da leggere di gusto.
La Cucina dalla A alla Z: una piccola grande collana di ricette irresistibili.

Catania
(4-3-3)

Carrizo 7; Motta 6 (24’ st Bellusci 6), Legrottaglie 6, Spolli 6, Marchese 7,5; Seymour 6, Lodi 6,5, Almiron 6,5; Barrientos 6,5 (31’ st Ricchiuti sv), Bergessio7 (14’st Ebagua 6),Gomez 7.

2,90 iù p
in

solo

Ujkani 6; Dellafiore 5, Lisuzzo 5,5, Centurioni 5, Garcia 6; Gemiti 5,5, Porcari 5,5, Radovanovic 5,5(4’ st Morganella 5); Rigoni 6,5, Mascara 5 (4’ st Mazzarani 6); Caracciolo5(21’ st Rubino 6,5).
ALL.Mondonico

Sorrentino 6; Sardo 6, Andreolli 6, Acerbi 7, Jokic 5,5; Vacek 6(35’st Gulansv), Rigoni 5,5, Hetemaj 6; Cruzado 5,5 (20’ st Moscardelli6,5), Paloschi 6 (41’ st Cesar sv), Pellissier 6.

Antonioli 6; Comotto 6, Rodriguez 6,5, Guana 6,5, Lauro 5; Parolo 6, Colucci 6 (39’ st Martinez sv), Pudil 5,5 (39’ st Ceccarelli sv); Santana 6,5; Mutu 5 (14’ st Rossi), Iaquinta 6.

ALL. Montella

7

5,5

ALL. Di Carlo

6

ALL. Beretta

6

RETI: pt 30’ Bergessio; st 2’ Marchese, 10’ Gomez, 40’ Rubino.

RETI: 33’ st Moscardelli

ARBITRO: Calvarese 6 AMMONITI: Rigoni, Centurioni SPETTATORI: paganti 4.050, abbonati 9.206,incasso 44.000 euro

ARBITRO: De Marco 5 AMMONITI: Lauro, Rigoni, Vacek, Pellissier, Pudil,Guana, Iaquinta ESPULSI:10’ st Lauro

Lazio Fiorentina
Lazio
(4-2-3-1)

1 0
Fiorentina
(4-4-2)

Siena Palermo
Siena
(4-4-2)

4 1
Palermo
(4-3-1-2)

Settima uscita:

Crêpe & Crespelle

Un’idea pratica, facile e veloce per riscoprire il gusto di inventare in cucina. In questo volume, tante idee per assaporare squisite Crêpe e Crespelle da farcire con innumerevoli ripieni, accompagnate da ricette base per preparare anche Blinis e Palachinke.
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Marchetti 7; Scaloni 5,5, Diakitè 6, Biava 6,5, Garrido 6 (1’ st Zauri 5,5); Gonzalez 6, Ledesma6;Mauri6,Hernanes 7, Lulic 6 (29’ st Candreva 5,5); Klose 7 (32’ st Kozaksv).

Boruc 6; De Silvestri 6, Natali 5,5, Nastasic 5, Pasqual 5; Romulo 5 (1’ st Salifu 6), Behrami 6 (34’ st Vargas sv), Montolivo5,Lazzari 5; Jovetic 5, Ljajic 5 (1’ st Cerci 6).

Pegolo 6,5; Vitiello 6,5, Rossettini 7,5, Terzi 7,5, Del Grosso 7 (36’ st Belmonte sv); Giorgi 6,5 (16’ st Reginaldo 6,5), Vergassola 6,5, Gazzi 6,5, Brienza 7,5; Destro 7,5 (30’ st Mannini 6),Bogdani 7.
ALL. Sannino

Viviano 5; Pisano 5, Silvestre sv (10’ Munoz 4), Mantovani 5,Balzaretti 4;Bertolo 4,5, Donati 5, Barreto 5; Ilicic sv (3’ Aguirregaray 5); Miccoli 5 (16’ st Vazquez 5), Budan 6.
ALL. Mutti

7

5

ALL. Reja

6,5

ALL. Rossi

5

RETI: pt12’Budan,23’Terzi(r), 33’Bogdani;st1’Rossettini,13’stBrienza ARBITRO: Gava 6 AMMONITI: Budan, Viviano, Terzi, Miccoli, Donati, Rossettini, Barreto ESPULSI:Balzaretti SPETTATORI: 8604 per un incasso di 78.706euro(abbonati7.623quota68.781)

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RETI: pt 36’ Klose

ARBITRO: Brighi 6 AMMONITI: Biava, Cerci SPETTATORI:20 mila circa

48 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Luis Enrique: “Sei in ritardo” De Rossi in tribuna, Roma ko
“I leader siano d’esempio”. Giallorossi travolti dall’Atalanta

il caso
SIMONE DI SEGNI

eanche all'alunno prediletto Luis Enrique concede sconti quando in ballo ci sono le regole. Daniele De Rossi, il primo della classe nel severo collegio dello spagnolo, finisce dietro alla lavagna per un ritardo alla riunione tecnica che precede

N
SQUADRE

Atalanta-Roma: il centrocampista assiste dalla tribuna alla disfatta dei compagni, quattro schiaffi sono lo scotto da pagare per proteggere la rivoluzione culturale. Da Boston e da Baldini, Luis Enrique aveva ricevuto mandato di stravolgere senza condizionamenti i costumi della Capitale. Il tecnico ha preso il diktat alla lettera e ha punito uno che le regole di solito le rispetta. Eccezioni, tuttavia, non sono previste. La puntualità, per Luis Enrique, è uno di questi. Così, quando Capitan Futuro si è presentato in ritardo all'ultimo summit prima della partita, l'ex condottiero del

Barcellona B non ha esitato a estrarre il blocchetto delle contravvenzioni: mica pecuniarie, ma di quelle che lasciano il segno. E non solo sul diretto interessato: la squadra, orfana del suo punto di riferimento, non è mai scesa in campo e ha finito il match in nove. Come a Firenze, sconfitta pesante (ieri 4-1, allora 3-0) e pioggia di rossi (ieri Osvaldo Cassetti, allora Juan, Gago e Bojan). Proprio contro i viola non aveva giocato Osvaldo per un affettuoso colpo rifilato sul volto del compagno Lamela nella precedente sfida di Udine. Qualche tempo prima era toccato ad Heinze, reo di

Punito
De Rossi in tribuna durante la partita che la Roma ha perso 4-1 a Bergamo

aver manifestato alcune perplessità ad alta voce. È il caso di dirlo: certe lezioni costano caro. Lo ha ammesso Baldini, mentre precisava che la società è schierata al fianco del tecnico: «La decisione può essere pericolosa? Non lo nascondo. Paghiamo una scelta che porterà i suoi frutti.

Certo fa male che sia capitato a uno che le regole le ha sempre rispettate». E accettate: di fronte al rimprovero («Se arrivi tardi significa che non sei pronto»), non avrebbe fatto un fiato celando la propria amarezza. La traiettoria dello spagnolo, di fronte alle telecamere, è strana. Prima il dribbling:

«Non l'ho visto pronto». Poi l'affondo: «Questa squadra ha vinto solo tre scudetti. I calciatori più importanti devono essere d'esempio». In privato avrebbe lamentato l’assenza di leader nello spogliatoio. A fronte di un ritardo, il pullman di Luis Enrique lascerebbe a piedi anche i simboli di Roma.

Serie A Tim
Classifica
PARTITE PUNTI G V N P F TOTALE RETI S DIFF FAVORE T R RIGORI CONTRO T R G IN CASA PARTITE V N P F RETI S G FUORI CASA PARTITE V N P F RETI S

I numeri della A
A CURA DI

Marcatori
Antonio Di Natale
(34 ANNI, UDINESE)

Massimo Fiandrino

1. Milan 2. Juventus 3. Udinese 4. Lazio 5. Napoli 6. Roma 7. Inter 8. Palermo 9. Chievo 10. Catania 11. Atalanta (-6) 12. Cagliari 13. Genoa 14. Parma 15. Fiorentina 16. Bologna 17. Siena 18. Lecce 19. Novara 20. Cesena

51 50 45 45 40 38 36 34 33 33 31 31 31 29 28 28 26 24 17 16

25 24 25 25 25 25 25 25 25 24 25 25 25 24 24 24 25 25 25 24

15 13 13 13 10 11 11 10 9 8 9 7 9 7 7 7 6 6 3 4

6 11 6 6 10 5 3 4 6 9 10 10 4 8 7 7 8 6 8 4

4 0 6 6 5 9 11 11 10 7 6 8 12 9 10 10 11 13 14 16

49 37 37 39 42 38 34 39 21 32 30 23 33 29 23 24 27 28 21 16

22 15 23 29 24 31 34 39 30 33 28 26 46 37 25 29 28 40 45 38

27 22 14 10 18 7 0 0 -9 -1 2 -3 -13 -8 -2 -5 -1 -12 -24 -22

6 1 5 4 5 3 4 4 2 8 4 4 3 5 5 2 6 4 3 6

6 1 4 4 2 2 3 4 1 7 3 4 2 4 5 2 6 4 3 4

1 3 5 4 0 4 6 5 6 3 5 2 8 3 3 6 6 5 3 6

1 1 4 4 0 4 3 5 4 3 5 2 7 2 3 6 5 5 2 5

12 12 13 13 13 12 13 12 12 12 13 13 13 11 12 12 13 12 13 11

7 8 10 7 6 7 6 10 6 6 6 4 7 5 6 4 6 2 2 2

4 4 2 4 5 3 2 0 3 4 5 6 3 4 3 2 3 3 6 3

1 0 1 2 2 2 5 2 3 2 2 3 3 2 3 6 4 7 5 6

25 24 23 18 24 24 21 31 11 18 16 13 21 19 19 12 21 14 13 9

6 8 7 9 13 11 17 15 9 9 10 12 16 12 13 16 10 19 21 13

13 12 12 12 12 13 12 13 13 12 12 12 12 13 12 12 12 13 12 13

8 5 3 6 4 4 5 0 3 2 3 3 2 2 1 3 0 4 1 2

2 7 4 2 5 2 1 4 3 5 5 4 1 4 4 5 5 3 2 1

3 0 5 4 3 7 6 9 7 5 4 5 9 7 7 4 7 6 9 10

24 13 14 21 18 14 13 8 10 14 14 10 12 10 4 12 6 14 8 7

16 7 16 20 11 20 17 24 21 24 18 14 30 25 12 13 18 21 24 25

5 Reti di Denis alla Roma

la sua vittima preferita I gol di Denis alla Roma, la «sua vittima preferita» sui 32 complessivi del bomber argentino in A. Quella di ieri per Denis è la seconda tripletta in serie A, la precedente il 29-10-08 in Napoli-Reggina 3-0.

6 Gol di Bergessio in 20 gare

18 reti
I

L’attaccante dell’Udinese ha portato a tre le lunghezze di vantaggio sui suoi inseguitori che ora sono tre visto che Denis ha raggiunto Cavani e Ibrahimovic.

Primato personale Le reti di Bergessio (Catania) in 20 partite, record personale in A: nello scorso torneo sempre con il Catania ne segnò 5 in 13 gare. Inoltre il bomber argentino spezza l'imbattibilità dei novaresi di Emiliano Mondonico che durava da 312’.

7 Gol di Palacio al Parma

In caso di parità di punti la classifica viene stilata in base a: 1° Scontri diretti; 2° Differenza reti negli scontri diretti; 3° Differenza reti generale; 4° Maggior numero di reti segnate; 5° Sorteggio. Le prime due direttamente in Champions League, la terza ai preliminari di Champions, quarta e quinta in Europa League, le ultime tre retrocedono in serie B.

Risultati
Genoa-Parma 2-2 p.t.: 6’ Gobbi (Pr); s.t.: 8’ Floccari (Pr); 33’ Palacio (Ge); 51’ Palacio (Ge) Milan-Juventus 1-1 p.t.: 14’ Nocerino (Mi); s.t.: 38’ Matri (Ju) Atalanta-Roma 4-1 p.t.: 10’ Marilungo (At); 19’ Denis (At); 36’ Borini (Ro); s.t.: 2’ Denis (At); 21’ Denis (At) Cagliari-Lecce 1-2 p.t.: 44’ Muriel (Le); s.t.: 5’ Larrivey (Ca) rig.; 17’ Bertolacci (Le) Catania-Novara 3-1 p.t.: 30’ Bergessio (Ct); s.t.: 3’ Marchese (Ct); 10’ Gomez (Ct); 40’ Rubino (No) Chievo-Cesena s.t.: 33’ Moscardelli (Ch) 1-0

Prossimi turni
7a di Ritorno 04/03 - Ore 15,00 Bologna-Novara Fiorentina-Cesena Inter-Catania Juventus-Chievo Lecce-Genoa Palermo-Milan Parma-Napoli Roma-Lazio Siena-Cagliari Udinese-Atalanta 8a di Ritorno 11/03 - Ore 15,00 Atalanta-Parma Catania-Fiorentina Cesena-Siena Chievo-Inter Genoa-Juventus Lazio-Bologna Milan-Lecce Napoli-Cagliari Novara-Udinese Palermo-Roma ore 12,30 ore 20,45 (And. 2-1) (2-2) (0-2) Ven. ore 20,45 (0-1) (2-2) (2-0) (4-3) Ven. ore 20,45 (0-0) (0-3) Sab. ore 20,45 (0-1) ore 12,30 ore 20,45 (And. 2-0) (0-0) (1-2) (0-0) Sab. ore 18,00 (0-3) (2-1) (1-2) (0-0) (0-0) Sab. ore 20,45 (0-0) 9a di Ritorno 18/03 - Ore 15,00 Bologna-Chievo Cagliari-Cesena Catania-Lazio Fiorentina-Juventus Inter-Atalanta Lecce-Palermo Parma-Milan Roma-Genoa Siena-Novara Udinese-Napoli 10a di Ritorno 25/03 - Ore 15,00 Atalanta-Bologna Cesena-Parma Chievo-Siena Genoa-Fiorentina Juventus-Inter Lazio-Cagliari Milan-Roma Napoli-Catania Novara-Lecce Palermo-Udinese (And. 1-3) (0-2) (1-4) (0-1) (2-1) (3-0) (3-2) (1-2) (1-1) (0-1) (And. 1-0) (1-1) (1-1) (1-2) (1-1) (0-2) (1-4) (1-2) (1-1) (0-2)

11 della settimana
BUFFON (Juventus) TERZI (Siena) ROSSETTINI (Siena) BRIENZA (Siena) MARCHESE (Catania) HERNANES (Lazio)

BASTA (Udinese) DENIS (Atalanta) LAVEZZI (Napoli)

ROBINHO (Milan)

Siena-Palermo 4-1 p.t.: 12’ Budan (Pa); 23’ Terzi (Si) rig.; 34’ Bogdani (Si); s.t.: 2’ Rossettini (Si); 13’ Brienza (Si) Bologna-Udinese 1-3 p.t.: 38’ Di Natale (Ud) rig.; s.t.: 11’ Basta (Ud); 36’ Kone (Bo); 39’ Floro Flores (Ud) Lazio-Fiorentina p.t.: 36’ Klose (La) Napoli-Inter 1-0 s.t.: 14’ Lavezzi (Na) 1-0

MARILUNGO (Atalanta)

I

Atalanta e Siena, che travolgono Roma e Palermo, sono le squadre del weekend. Belle prove di Napoli, Udinese, Lazio e Catania.

15 reti: Cavani (Na, 2 rig.), Denis (At, 3 rig.), Ibrahimovic (Mi, 6 rig.). 14 reti: Palacio (Ge, 2 rig.). 12 reti: Klose (La), Milito (In, 3 rig.), Jovetic (Fi, 4 rig.). 11 reti: Miccoli (Pa, 1 rig.). 10 reti: Matri (Ju), Calaio' (Si, 4 rig.). 9 reti: Giovinco (Pr, 3 rig.). 8 reti: Nocerino (Mi), Di Vaio (Bo, 1 rig.). 7 reti: Borini (Ro), Osvaldo (Ro), Mutu (Ce, 2 rig.), Di Michele (Le, 3 rig.), Hernanes (La, 3 rig.), Lodi (Ct, 5 rig.). 6 reti: Bergessio (Ct), Budan (Pa), Hamsik (Na), Lavezzi (Na), Marchisio (Ju), Rigoni M. (No, 3 rig.). 5 reti: Basta (Ud), Destro (Si), Jankovic (Ge), Moralez (At), Pandev (Na), Pazzini (In), Pepe (Ju), Ramirez (Bo), Rocchi (La), Thereau (Ch). 4 reti: Acquafresca (Bo), Barrientos (Ct), Boateng (Mi), Bojan (Ro), Lulic (La), Marilungo (At), Moscardelli (Ch), Muriel (Le), Paloschi (Ch), Robinho (Mi), Pellissier (Ch, 1 rig.), Pinilla (Ca, 1 rig. - 2 Pa, 2 Ca), Hernandez (Pa, 2 rig.), Larrivey (Ca, 2 rig.), Maxi Lopez (Mi, 2 rig. - 3 Ct, 1 Mi), Totti (Ro, 2 rig.). 3 reti: Almiron (Ct), Biabiany (Pr), Cambiasso (In), Cerci (Fi), Cuadrado (Le), De Rossi (Ro), Floro Flores (Ud), Giacomazzi (Le), Gilardino (Ge - 2 Fi, 1 Ge), Isla (Ud), Juan (Ro), Legrottaglie (Ct), Modesto (Pr), Morimoto (No), Motta (In), Pjanic (Ro), Ribeiro (Ca), Rossi M. (Ge), Silvestre (Pa), Vucinic (Ju), Conti (Ca, 1 rig.), Diamanti (Bo, 1 rig.), Floccari (Pr, 1 rig.).

La squadra più battuta Reti di Palacio (Genoa) al Parma, la «vittima preferita» del bomber argentino del Genoa su 30 reti in serie A, segue la Lazio con 4 segnature.

15 Punti Lecce in 8 partite

Meglio del Milan I punti conquistati dal Lecce nelle ultime 8 partite: grazie a 4 vittorie (Fiorentina, Inter, Siena e Cagliari), 3 pareggi (Chievo, Bologna e Atalanta) e solo 1 sconfitta (Udinese), la squadra di Cosmi ha fatto meglio di tutti, anche del Milan capolista (solo 14 punti). Per la prima volta, inoltre, il Lecce ha vinto a Cagliari in serie A.

16 Volte Moscardelli

è subentrato: record Le volte in cui Moscardelli (Chievo) è subentrato a un compagno in questo torneo, record stagionale su 21 presenze: in questa speciale classifica precede Ibardo (Cagliari) che è subentrato 14 volte in 26 partite. Per Moscardelli inoltre terzo gol in questo torneo (su 4 complessivi) dalla panchina e tre reti decisive per il Chievo: contro il Napoli alla 4ª giornata (2-1), il Genoa alla 5ª (1-0) e ieri contro il Novara (1-0).

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R

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Sport 49

Serie Bwin
Risultati
Il Campionato ha osservato un turno di riposo. Riprenderà il 2/03. Si sono giocate tre partite di recupero: 26a Giornata Gubbio-Modena 2-0 p.t.: 38’ Ciofani (Gu); s.t.: 32’ Sandreani (Gu) Sassuolo-Ascoli 0-0

All’estero
Classifica
PARTITE SQUADRE PUNTI G V N P F TOTALE RETI S DIFF RIGORI A FAVORE T R CONTRO T R

Spagna
25a Giornata Betis-Getafe Racing-Sporting Gijon Malaga-Saragozza Espanyol-Levante Villarreal-Athletic Rayo Vallecano-Real Madrid Osasuna-Granada Cf Real Sociedad-Maiorca Valencia-Siviglia At. Madrid-Barcellona 1-1 1-1 5-1 1-2 2-2 0-1 2-1 1-0 1-2 1-2

1. Torino 2. Sassuolo 3. Verona 4. Pescara 5. Padova 6. Varese 7. Reggina 8. Brescia 9. Bari (-2) 10. Sampdoria 11. Cittadella 12. Grosseto 14. Livorno 15. Vicenza 16. Crotone (-1) 17. Gubbio 18. Modena 19. Albinoleffe 20. Empoli 21. Ascoli (-7) 22. Nocerina

56 55 54 52 46 45 42 42 39 37 37 37 30 29 28 26 26 25 24 23 18

28 16 28 15 28 16 27 16 27 13 28 12 28 11 28 11 28 11 27 28 28 28 28 28 27 28 27 28 28 8 9 7 6 6 6 5 5 6 8 3 28 10 27 11

8 10 6 4 7 9 9 9 8 13 7 10 7 9 11 11 8 11 10 6 6 9

4 3 6 7 7 7 8 8 9 6 11 9 9 12 11 11 14 11 13 15 14 16

34 36 37 56 39 34 47 30 34 32 33 30 38 30 31 29 26 25 28 32 28 34

18 18 25 39 29 25 36 26 31 23 36 36 35 33 39 37

16 18 12 17 10 9 11 4 3 9 -3 -6 3 -3 -8 -8

1 6 1 3 3 2 7 5 2 6 4 4 3 6 4 3 3 5 7 2 3

1 6 1 2 2 2 7 3 2 4 4 3 2 5 4 2 3 4 5 1 3 9

2 6 6 4 4 3 8 4 5 2 5 3 4 2 3 6 7 3 3 4 5 2

2 6 6 4 4 3 4 3 5 2 3 2 4 1 2 5 6 3 2 3 3 2

Brescia-Torino 1-0 s.t.: 21’ Darmian (To) aut.

Classifica Real Madrid 64; Barcellona 54; Valencia 40; Levante 35; Athletic, Malaga, Osasuna 34; Espanyol 33; At. Madrid, Siviglia 32; Rayo Vallecano 31; Betis, Real Sociedad 30; Getafe 29; Maiorca, Granada Cf 28; Villarreal 27; Racing 24; Sporting Gijon 21; Saragozza 15 Prossimo turno 3/03: Maiorca-Osasuna, Rayo Vallecano-Racing, Getafe-Malaga, BarcellonaSporting Gijon, Siviglia-At. Madrid. 4/03: Saragozza-Villarreal, Athletic-Real Sociedad, Granada Cf-Valencia, Real MadridEspanyol. 5/03: Levante-Betis

13. Juve Stabia (-4) 36

39 -13 42 -17 42 -14 45 -13 38 -10

Inghilterra
26a Giornata
Liverpool-Everton Rinviata Chelsea-Bolton 3-0 Newcastle-Wolverhampton 2-2 Queen’S Park Rangers-Fulham 0-1 West Bromwich Albion-Sunderland 4-0 Wigan-Aston Villa 0-0 Manch. City-Blackburn 3-0 Arsenal-Tottenham 5-2 Norwich City-Manch. United 1-2 Stoke City-Swansea 2-0

51 -17 11

In caso di parità di punti vale: 1° scontri diretti; 2° differenza reti negli scontri diretti; 3° differenza reti generale; 4° maggior numero di reti segnate; 5° sorteggio

Marcatori
18 reti: Immobile (Pe, 2 rig.). 16 reti: Sansone G. (Sa, 6 rig.). 14 reti: Sau (Ju, 1 rig.), Tavano (Em, 1 rig.). 13 reti: Abbruscato (Vi, 4 rig.). 12 reti: Sansovini (Pe), Jonathas (Br, 3 rig.). 11 reti: Sforzini (Gr, 1 rig.). 10 reti: Cocco (Alb, 4 rig.), Castaldo (No, 5 rig.). 9 reti: Insigne (Pe), Papa Waigo (As, 2 rig.), Pozzi (Sa, 2 rig.), Dionisi (Li, 4 rig.). 8 reti: Paulinho (Li, 1 rig.), Ceravolo (Rc, 4 rig.). 7 reti: Alfageme (Gr), Calil (Cr), Campagnacci (Rc), Caputo (Ba), Florenzi (Cr), Maah (Ci), Ragusa (Rc), Ciofani D. (Gu, 1 rig.), Missiroli (Sa, 1 rig. - 7 Rc). 6 reti: Antenucci (To), Boakye (Sa), Cacia (Pd), Cutolo (Pd), Hallfredsson (Ve), Bertani (Sa, 1 rig.), Caridi (Gr, 2 rig.), Greco (Mo, 3 rig.). 5 reti: Cascione (Pe), Danilevicius (Ju), De Luca (Va), Di Carmine (Ci), Feczesin (Br), Gomez Taleb (Ve), Pichlmann (Ve), Ruopolo (Pd), Sgrigna (To), Bianchi (To, 1 rig.), Cellini (Va, 1 rig.), Catania (No, 2 rig.), Di Roberto (Ci, 2 rig.), Graffiedi (Gu, 2 rig.). 4 reti: Busce' (Em), Cuffa (Pd), Di Maio (No), El Kaddouri (Br), Juan Antonio (Sa - 3 Br, 1 Sa), Laner (Alb), Marchi (Sa), Martinetti (Va), Masucci (Sa), Mbakogu (Ju), Rigoni (Vi), Stanco (Mo), Stoian (Ba), Carrozza (Va, 1 rig.), Farias (No, 1 rig.), Ferrari (Ve, 1 rig.), Maccarone (Em, 1 rig. - 3 Sa, 1 Em), Viola (Rc, 1 rig.). 3 reti: Abbate (Ve), Bazzoffia (Gu), Belingheri (Li), Borghese (Ba), Ciano (Cr), De Falco (Ba), De Paula (Ba), Dumitru (Em), Ebagua (To), Foggia (Sa), Gasparetto (Ci), Germinale (Alb), Lepiller (Ve), Maniero (Pe), Paolucci (Vi), Paro (Vi), Plasmati (Va - 3 No), Sansone N. (Cr), Schiavon (Ci), Scozzarella (Ju), Soncin (As), Stevanovic (To), Terranova (Sa), Trevisan (Pd), Vitofrancesco (Ci), Bonazzoli (Rc, 1 rig.), Di Gennaro (Mo, 1 rig.), Erpen (Ju, 1 rig.), Gabionetta (Cr, 1 rig.), Milanetto (Pd, 1 rig.), Marotta (Ba, 2 rig.).

Prossimi turni
8a di Ritorno 03/03 - Ore 15,00 Bari-Crotone (And. 1-0) Empoli-Livorno (0-0) Grosseto-Torino (0-1) Gubbio-Brescia Lun. ore 20,45 (2-2) Juve Stabia-Nocerina (3-2) Modena-Cittadella (0-2) Padova-Albinoleffe (0-1) Pescara-Sassuolo (1-1) Reggina-Ascoli (1-1) Sampdoria-Verona (1-1) Varese-Vicenza Ven. ore 20,45 (2-0) 9a di Ritorno 10/03 - Ore 15,00 Ascoli-Juve Stabia Bari-Reggina Dom. ore 12,30 Brescia-Padova ore 18,00 Cittadella-Pescara Crotone-Modena Livorno-Albinoleffe Nocerina-Gubbio Sassuolo-Sampdoria Torino-Verona Lun. ore 20,45 Varese-Empoli Vicenza-Grosseto (1-2) (1-3) (1-2) (0-1) (1-1) (4-0) (1-2) (1-1) (3-1) (2-1) (1-1)

Classifica
Manch. City 63; Manch. United 61; Tottenham 53; Arsenal, Chelsea 46; Newcastle 43; Liverpool 39; Norwich City 35; Sunderland, Everton, Fulham, Stoke City 33; West Bromwich Albion 32; Swansea 30; Aston Villa 29; Wolverhampton 22; Queen’S Park Rangers, Blackburn 21; Bolton, Wigan 20

RECORD DEL GALLESE DEL MANCHESTER

Giggs, 900 con lo United e gol decisivo
I

Prossimo turno
3/03: Liverpool-Arsenal, Manch. City-Bolton, Stoke City-Norwich City, Blackburn-Aston Villa, West Bromwich Albion-Chelsea, Wigan-Swansea, Queen’S Park Rangers-Everton. 4/03: Newcastle-Sunderland, Fulham-Wolverhampton, Tottenham-Manch. United

Domenica tutta da ricordare per Ryan Giggs, capace di essere ancora decisivo a 38 anni. Il gallese, che ieri ha giocato la sua partita numero 900 con la maglia del Manchester United (un traguardo mai raggiunto da nessuno), è stato l’autore, in pieno recupero (al 92’), della rete decisiva con cui la squadra di sir Alex Ferguson si è imposta per 2-1 sul campo del Norwich. Lo United era andato in vantaggio con Scholes al 7’ pt, al 39’ st il Norwich aveva pareggiato con Holt. A tempo scaduto la prodezza di Giggs che, intervenendo su un cross di Young, ha ammutolito i 26.811 del Carrow Road. Giggs ha esordito con la maglia del Manchester nel 1991 e da allora ha vinto 12 titoli di Premier League, 4 Coppe d’Inghilterra, 3 Coppe di Lega e 2 Champions League. Con questo successo lo United si riporta a due lunghezze dai «cugini» del City: è secondo in classifica con 61 punti contro i 63 della formazione di Mancini.

Germania
23a Giornata Borussia M.-Amburgo Augsburg-Hertha Berlino Colonia-B. Leverkusen Mainz-Kaiserslautern Stoccarda-Friburgo Wolfsburg-Hoffenheim Werder Brema-Norimberga Bayern M.-Schalke 04 Borussia D.-Hannover 1-1 3-0 0-2 4-0 4-1 1-2 0-1 2-0 3-1

Prima Divisione
Girone A
Carpi-Avellino Como-Pisa Foggia-Tritium Lumezzane-Foligno Monza-Viareggio Pavia-Spal Pro Vercelli-Reggiana Sorrento-Benevento Ternana-Taranto 0-0 1-2 0-1 3-0 0-3 1-0 2-0 2-0 1-1

Seconda Divisione
Girone B
Latina-Prato Andria-Carrarese Bassano-Portogruaro Piacenza-Feralpi Siracusa-Pergocrema Spezia-Lanciano Sudtirol-Barletta Triestina-Frosinone Cremonese-Trapani 0-1 2-0 1-0 2-2 1-2 1-0 3-2 1-2 oggi 20,45 V 14 13 10 12 12 9 9 9 9 9 7 8 7 5 5 5 7 3 N 4 6 8 4 5 8 8 8 7 7 7 3 6 9 8 7 6 9 P 5 5 6 8 6 7 7 7 7 7 10 13 10 10 11 12 10 12 F 41 31 28 29 30 27 28 29 32 24 23 33 25 26 26 15 25 14 S 22 22 22 30 17 21 24 27 25 24 26 37 29 34 32 30 37 27

Concorsi
Girone B
Aversa N.-Melfi Celano-Catanzaro Chieti-Gavorrano Fondi-Ebolitana Isola Liri-Giulianova Milazzo-Campobasso Paganese-Aquila Perugia-Aprilia Vibonese-Arzanese Vigor Lamezia-Neapolis Riposa : Fano 2-2 0-3 2-0 2-0 1-1 1-1 1-1 2-0 1-2 1-0

Girone A
Bellaria-Rimini Buggiano-Lecco Giacomense-Entella Montichiari-Santarcangelo Renate-Casale Sambonifacese-Poggibonsi San Marino-Cuneo Savona-Mantova Treviso-Alessandria Valenzana-Pro Patria 1-1 1-0 2-0 0-0 0-0 0-3 1-1 1-0 3-1 1-2 P 5 7 7 9 5 8 9 11 9 11 5 9 8 9 10 12 10 15 16 16 F 39 50 30 42 41 37 38 29 28 35 41 31 32 30 35 32 26 26 20 18 S 22 31 24 37 24 25 32 25 28 38 25 33 28 32 42 40 36 47 39 52

Totocalcio n. 18
1 Atalanta 2 Cagliari 3 Catania 4 Chievo 5 Siena 6 Bologna 7 Lazio 8 Napoli 9 Savona 11 San Marino 12 Milazzo 13 Paganese 14 Vibonese Roma Lecce Novara Cesena Palermo Udinese Fiorentina Inter Mantova Cuneo Campobasso L’Aquila Arzanese 1 2 1 1 1 2 1 1 1 2 X X X 2

Classifica Borussia D. 52; Bayern M. 48; Borussia M. 47; Schalke 04 44; B. Leverkusen 37; Werder Brema 36; Hannover 34; Stoccarda, Hoffenheim 29; Norimberga 28; Mainz, Amburgo, Wolfsburg 27; Colonia 24; Augsburg 21; Hertha Berlino 20; Kaiserslautern, Friburgo 18 Prossimo turno 3/03: Hannover-Augsburg, B. LeverkusenBayern M., Amburgo-Stoccarda, Hertha Berlino-Werder Brema, KaiserslauternWolfsburg, Friburgo-Schalke 04, Borussia D.-Mainz. 4/03: Norimberga-Borussia M., Hoffenheim-Colonia

Classifica
SQUADRE Ternana Taranto (-3) Pro Vercelli Carpi Sorrento (-2) Benevento (-2) Lumezzane Tritium Avellino Foggia (-2) Pisa Como (-2) Reggiana (-2) Monza Spal (-4) Viareggio (-1) Pavia Foligno (-4) P 52 47 43 42 42 35 35 33 32 30 30 30 27 21 19 18 14 13 V 15 14 12 12 12 11 10 9 9 8 7 9 8 4 6 5 2 4 N 7 8 7 6 8 4 5 6 5 8 9 5 5 9 5 4 8 5 P 2 2 4 6 4 9 9 9 9 8 8 9 11 11 12 15 14 15 F 33 28 33 35 32 33 22 22 26 24 23 31 27 21 19 16 23 18 S 14 9 13 19 19 29 22 26 30 23 23 34 32 34 27 37 40 35

Classifica
SQUADRE Trapani Siracusa (-5) Spezia Pergocrema (-2) Cremonese (-6) Sudtirol Portogruaro Barletta Carrarese Lanciano (-1) Prato Triestina Frosinone Andria Latina Bassano Piacenza (-6) Feralpi P 46 40 38 38 35 35 35 35 34 33 28 27 27 24 23 22 21 18

Classifica
SQUADRE Casale San Marino Rimini Cuneo Treviso (-2) Entella Poggibonsi Santarcangelo Renate Buggiano Pro Patria (-13) Alessandria (-2) Savona (-4) Bellaria Giacomense Montichiari (-2) Mantova Sambonifacese Valenzana Lecco P 50 47 47 44 43 39 39 37 36 36 35 34 33 32 30 29 28 24 18 17 V 14 14 14 13 12 10 11 11 9 10 13 9 9 8 7 8 6 6 4 3 N 8 5 5 5 9 9 6 4 9 6 9 9 10 8 9 7 10 6 6 8

Classifica
SQUADRE Perugia Vigor Lamezia Catanzaro Aquila Paganese Gavorrano Chieti Arzanese Aprilia Aversa N. (-1) Giulianova (-2) Fondi Fano (-5) Neapolis (-2) Campobasso (-2) Milazzo Vibonese Ebolitana (-1) Melfi (-4) Isola Liri (-2) Celano P 64 59 58 51 47 45 44 42 40 35 34 32 31 29 28 28 27 23 21 20 13 V 19 17 17 13 12 12 13 10 11 9 10 9 10 7 7 6 6 6 6 5 3 N 7 8 7 12 11 9 5 12 7 9 6 5 6 10 9 10 9 6 7 7 4 P 3 3 3 3 6 8 9 6 10 9 12 14 11 12 10 12 14 15 13 15 20 F 46 41 42 30 32 46 37 35 43 22 33 28 34 31 24 24 32 21 29 27 21 S 20 19 17 15 25 36 27 35 35 23 36 34 35 40 30 32 43 43 39 39 55

Francia
25a Giornata Ajaccio-Digione Auxerre-St-Etienne Evian Tg-Nancy Montpellier-Bordeaux Nizza-Caen Valenciennes-Lorient Lione-Paris-Sg Brest-Marsiglia Tolosa-Sochaux Rennes-Lille 2-1 0-0 2-0 1-0 1-0 2-0 4-4 1-0 2-0 1-1

10 Sambonifacese Poggibonsi

MONTEPREMIE QUOTE NON PERVENUTE

Totogol n. 18

Classifica Montpellier 53; Paris-Sg 52; Lille 46; StEtienne 43; Lione, Rennes, Tolosa 40; Marsiglia 39; Bordeaux 36; Valenciennes 30; Brest 29; Evian Tg, Caen, Lorient 27; Digione, Ajaccio 26; Nizza, Nancy 23; Auxerre 22; Sochaux 20 Prossimo turno 3/03: Digione-Montpellier, Marsiglia-Tolosa, St-Etienne-Evian Tg, Lille-Auxerre, Sochaux-Valenciennes, Nancy-Lione, Bordeaux-Nizza. 4/03: Paris-Sg-Ajaccio, Caen-Brest, Lorient-Rennes

Prossimo turno
4/03: Benevento-Como, Foligno-Sorrento, Pisa-Ternana, Reggiana-Foggia, Spal-Carpi, Taranto-Pro Vercelli, Tritium-Lumezzane, Viareggio-Pavia, Avellino-Monza

Prossimo turno
4/03: Carrarese-Bassano, Feralpi-Latina, Frosinone-Andria, Pergocrema-Spezia, Portogruaro-Cremonese, Prato-Piacenza, Trapani-Siracusa, Lanciano-Sudtirol, Barletta-Triestina

Prossimo turno
4/03: Bellaria-Buggiano, Casale-Montichiari, Cuneo-Valenzana, Lecco-Sambonifacese, Mantova-Treviso, Poggibonsi-Renate, Pro Patria-Giacomense, Rimini-Savona, Entella-Santarcangelo, Alessandria-San Marino

Prossimo turno

4/03: Arzanese-Isola Liri, Catanzaro-Perugia, Ebolitana-Vibonese, Fano-Milazzo, Gavorrano-Vigor Lamezia, Giulianova-Paganese, Aquila-Celano, Melfi-Chieti, Neapolis-Fondi, Aprilia-Aversa N.; Riposa : Campobasso

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50 Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

RECUPERO DI SERIE BWIN: PER LA CAPOLISTA QUARTA SCONFITTA STAGIONALE

In breve
Calcio: Coppa di Lega

Toro, tornano le streghe
Battuto a Brescia: autogol di Darmian, palo e solito attacco sprecone
Brescia Torino
Brescia
(3-5-1-1)

Vince il Liverpool
I

Finale Curling Cup: Liverpool-Cardiff 5-4 ai rigori (2-2 dopo i supplementari).

Volley: 20ª di serie A1

Cuneo in rimonta
I

1 0
Torino
(4-3-3)

Arcari 8; Martinez 6, De Maio 6, Caldirola 5,5; Zambelli 6,5, Mandorlini 5,5, Salamon 6 (25’ st Cordova), Vass 6 (18’ st Piovaccari 6), Dallamano 6 (33’ st Daprelà 7); El Kaddouri 6,5; Jonathas7.

Benussi 5,5; Darmian 5, Glik 5,5, Ogbonna 6, Parisi 6; Basha 5 (31’ st Sgrigna sv), Iori 5,5, Vives 6; Stevanovic5,5(38’st Surraco sv), Meggiorini 5 (22’ st Bianchi 6),Antenucci 5,5.

ALL. Calori

6,5

ALL. Ventura

5,5

RETI: st 21’ Darmian (autogol)

ARBITRO: Ciampi 5 SPETTATORI:7 mila circa

GIANLUCA ODDENINO BRESCIA

Ci sono maschere che non passano mai di moda nel Toro e copioni che puntualmente vengono rispolverati quando la sceneggiatura sembra proporre finalmente un colpo di scena positivo. La figura dell’attaccante che spreca l’impossibile e la storia del Torino che fallisce il salto di qualità sono classici che ormai vantano più repliche dei capolavori di Broadway. E ieri, a Brescia, è andata puntualmente in scena la reiterazione dei mali granata: la possibile fuga di mezzogiorno verso la A è stata arrestata dal Toro stesso. Che ha visto fantasmi antichi e streghe di ogni tipo. La squadra di Ventura ha dominato, creato almeno sei nitide pallegol, colpito due pali e poi concesso agli avversari la vittoria per 1-0 con una autorete di Darmian. «Se avessimo vinto 3-0 nessuno avrebbe avuto nulla da dire - commenta il tecnico dopo il primo ko del 2012 - ed invece siamo qui a rammaricarci. Vincere sarebbe stato importante sotto l'aspetto psicologico, ma il calcio è anche questo». E il Toro ancora di più, quando deve prendere un bivio per un sentiero più facile. La prova di maturità, però, più che fallita è stata rimandata a sabato con la trasferta di

Grosseto (in contemporanea allo scontro diretto Pescara-Sassuolo), ma al Torino brucia soprattutto non aver sfruttato il recupero di ieri per scappare in classifica dopo i passi falsi degli avversari. «Era una buona occasione per allungare - conferma Antenucci -, ma forse siamo stati contagiati dal clima di festa per il record del portiere Arcari». Che grazie agli errori del Toro (e alle prodezze sul finale) può portare la propria imbattibilità a 810 minuti: un primato storico per il Brescia (Peruchetti negli Anni 30 si era fermato a 749’), per la B a 22 squadre ed anche a livello europeo, visto che quest’anno Neuer del Bayern Monaco aveva preso gol dopo 771’. «Bravo lui si congratula Ventura -, meno noi a concedere un gol su distrazione. Però non dobbiamo piangerci addosso, anche se la sconfitta è immeritata: c’è la rabbia giusta per rifarci subito». I granata mantengono la vetta della classifica e un rapporto sconfitte per partite assai basso (una ogni 7), ma ancora una volta hanno fallito l’impossibile in attacco. «C’è mancata la zampata

A1 (20ª): Belluno-Monza 3-1, Modena-Macerata 0-3, Cuneo-S.Giustino 3-1, Ravenna-Trento 0-3, Latina-Roma 3-1, Verona-Piacenza 1-3, Vibo Valentia-Padova 3-1. Classifica: Trento 53; Macerata 43; Cuneo 42; Modena, Belluno 35; Monza 34; Piacenza 29; Latina 26; Vibo Valentia, Verona 25; Roma 24; S.Giustino 19; Padova 18; Ravenna 9.

Moto: Superbike

Domina Max Biaggi
I

Max Biaggi (Aprilia) ha dominato davanti a Meladri (Bmw) la 1ª gara del GP di Phillip Island, che apriva il Mondiale Superbike, ed è giunto 2º in gara 2 dietro a Checa (Ducati). Classifica: 1. Biaggi 45; 2. Melandri 30.

Ciclismo: in Belgio

Volata di Cavendish
I

Ventura: «La soluzione alle reti sbagliate? O si cambia il tecnico o si va avanti così»
e questo dispiace», ammette Antenucci, rimasto a secco con un tiro sballato ad inizio ripresa ed uno respinto da De Maio dopo il palo di Vives al 24’ st. «Siamo stati sfortunati - aggiunge Meggiorini, che ha scheggiato il palo esterno da buona posizione dopo aver divorato il vantaggio al 42’ con un diagonale sballato -, ma io sono deluso solo dal risultato, non dai gol sbagliati. Creiamo tanto, facendo così andiamo in A». Una strada che Ventura ha subito tracciato negli spogliatoi. «A Modena avevamo lo spirito sbagliato - ha detto ai giocatori -, mentre qui abbiamo fatto tante cose buone. È giusto essere arrabbiati, ma siate orgogliosi: abbiamo provato a vincerla contro una squadra chiusa ed imbattuta da dicembre». Ora non resta che trovare una soluzione per i gol sbagliati. «O si esonera l’allenatore - risponde Ventura - oppure si va avanti così. Per fare gol servono le occasioni e noi le creiamo».

Nella Kuurne-BruxellesKuurne (Belgio), Cavendish (Gbr) batte Hutarovich (Blr) e Van Hummel (Ola). Nel GP di Lugano, Capecchi (Liquigas) precede di 5” Cunego (Lampre) e Battaglin (Colnago). A Guardini (Farnese) dopo la 2ª anche la 3ª tappa del Tour Langawi (Malesia).

La delusione dei giocatori granata dopo l’autogol di Darmian

Atletica: Assoluti indoor

Chesani a Londra
I

Le pagelle granata
Benussi 5,5
PASTICCIONE. Da un suo errore cla-

Silvano Chesani vince il salto in alto agli Assoluti indoor di Ancona e supera con 2,31 il minimo per i Giochi.

moroso nasce la vittoria del Brescia, si riprende sul finale intercettando El Kaddouri in area, nelluno contro uno.

vedi la palla intercettata in area al 55’ col braccio attaccato al corpo, ma con Jonathas vince un duello avvincente. Convocato da Prandelli per il match con gli Usa.

Vives 6
IMPRECISO. La sua posizione ibrida

Maratona: Tokyo

Darmian 5
SCIAGURATO. L’autogol è un rischio

Parisi 6
ENERGICO. Ci prova più volte con ti-

nel 4-3-3 fa dannare la difesa bresciana. Sfortunato sul palo colpito nella ripresa, anche se quel tiro puzza di errore balistico.

Gebre rimandato
I

Haile Gebrselassie (Eti) è 4˚ nella maratona di Tokyo in 2h7’48”, tempo che non basta per qualificarsi a Londra.

Stevanovic 5,5
INTERMITTENTE. Qualche accelerazione e una palla d’oro ad Antenucci (dal 38’ st Surraco sv).

del mestiere, ma lui si attira il ruolo di capro espiatorio con una prestazione negativa per dinamismo, attenzione e impegno. Provoca anche un rigore su Salamon che Ciampi ignora.

ri dalla distanza e in difesa controlla bene, sbrogliando due situazioni complesse nel primo tempo.

Tuffi: Spaziani e Rinaldi

Altri 4 pass per i Giochi
I

Basha 5
SPAESATO. Argina poco le manovre

Meggiorini 5
RIMANDATO. Ha le due occasioni più nitide del Toro, ma non trova la porta (dal 22’ st Bianchi 6: Daprelà gli nega un gol già fatto)

Glik 5,5
ALTERNO. Meglio da attaccante (in-

avversarie e spreca troppi palloni (dal 31’ st Sgrigna sv).

Ripescaggi in Coppa del Mondo: pass per Londra anche a Spaziani (10 mt F), Rinaldi (3 mt M), Dell’Uomo e Chiarabini (10 mt M).

Iori 5,5
LENTO. Smista senza sosta il gioco,

Rugby: Sei Nazioni

cornata sul finale) che da difensore. Rischia una comica autorete.

Antenucci 5,5
SPRECONE. Sforna assist gustosi e

Francia ok in Scozia
I

Ogbonna 6
TENACE. Meno brillante del solito,

ma l’azione risulta sempre al rallentatore e con qualche errore di troppo. Ha bisogno di rifiatare, però ha il merito di non tirarsi mai indietro.

sfugge di continuo alle marcature, ma al 3’ st ciabatta malamente un tiro facile solo in area. [G. ODD.]

3˚ turno: ieri Scozia-Francia 17-23. Classifica: Galles 6; Inghilterra, Francia 4; Irlanda 2, Scozia, Italia 0. Francia e Irlanda una partita in meno.

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Gli avvisi si ordinano presso: TORINO, via Monte di Pietà 2, t. 011.6665252/259 - via Marenco 32, t. 011.6665211/258; MILANO, via Winckelmann 1, t. 02.24424611; ALESSANDRIA, Borgo Città nuova 72, t. 0131.445522; AOSTA, piazza Chanoux 28/A, t. 0165.231424; ASTI, corso Dante 80, t. 0141.351011; BARI, via Amendola 166/5, t. 080.5485111; BIELLA, via Colombo 4, t. 015.2522926-8353508; BOLOGNA, via Parmeggiani 8, t. 051.6494626 r.a.; CATANIA, corso Sicilia 37/43, t. 095.7306311; CATANZARO, piazza Serravalle 9 int 38, t. 0961.724090-725129; COSENZA, via Monte Santo 39, t. 0984.72527; CUNEO, corso Giolitti 21bis, t. 0171.609122; FIRENZE, via Turchia 9, t. 055.6821553; LECCE, via Trinchese 87, t. 0832.314185; MESSINA, via U. Bonino 15/c, t. 090.6508411; NAPOLI, via dell’Incoronata 20/27, t. 081.4201411; NOVARA, Corso Cavour 17, t. 0321.393023-442387; PADOVA, via Strada Battaglia 71b 35020 Albignasego (PD), t. 049.8734717; PALERMO, via Lincoln 19, t. 091.6235100; REGGIO CALABRIA, via Diana 3, t. 0965.24478-24479; ROMA, via C. Beccaria 16, t. 06.69548111; VERBANIA, Piazza San Vittore 82, t. 0323.405057-581858; VERCELLI, via Balbo 2, t. 0161.503148-211795; GENOVA, Piazza della Vittoria 11 int. 9, t. 010.5959909; SAVONA, corso Italia 20/4, t. 019.8429950; SANREMO, via Giacomo Matteotti 178, t. 0184.507223; oltreché per corrispondenza presso lo sportello di TORINO, via Monte di Pietà 2. Il prezzo delle inserzioni deve essere corrisposto anticipatamente per contanti o vaglia. Esso risulta dal prodotto del numero di parole (minimo 15) per la tariffa della Rubrica, con l’aggiunta dei diritti fissi e delle imposte pari al 21% globale.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Sport 51

Riecco Blardone L’usato sicuro è re del gigante
Sci, l’azzurro torna alla vittoria a Crans Montana “Non finisce qui. Il mio idolo è Cuche, il vecchietto”

Personaggio
DANIELA COTTO

R

ieccolo l’eroe che non ti aspetti, l’azzurro che rinasce e sorprende dopo una carriera di alti e bassi, prove di classe e discese agli inferi: è Massimiliano Blardone, ancora lui. Piazza la zampata e si prende il gigante svizzero di Crans Montana. Come il Tomba dei tempi d’oro che sulla stessa pista incantò il mondo. «Alberto mi ha mandato un sms prima della gara... porta fortuna. Adesso sta a me chiamarlo: non è più lui l’ultimo italiano ad aver vinto qui». Sulla scia del primo trionfo a dicembre in Alta Badia, Blardone «un duro a morire», detta legge anche sulla neve che si squaglia smentendo la leggenda degli italiani vincenti solo sul ghiaccio. «Sono andato davvero forte, anche in queste condizioni. È il mio secondo successo stagionale, il mio terzo podio e non è finita». La gara si era subito messa bene grazie al 2˚ posto nella prima manche. I favoriti, da Hirscher a Ligety e Reichelt, stavano tutti lì, uno addosso all’altro, raggruppati in una manciata di centesimi. Nel momento decisivo il talento e la volontà dell’azzurro hanno fatto la differenza. Max, l’usato sicuro, confessa di essersi ispirato a Didier Cuche, il grande vecchio che da quando a febbraio ha annunciato il ritiro domina più di prima. «È sempre stato il mio modello di atleta e di uomo. Questa pista di Crans Montana è adatta a noi vecchietti. Prima ha vinto lui a 37 anni, poi lo ha imitato Raich a 34, ora è toccato a me, a 32 anni. Anagrafe a parte, mi

sento in forma, sto lavorando benissimo». Positivo, agguerrito e preparato, Blardone - il campione senza sponsor - è lo spot perfetto dello sci azzurro ancora senza presidente. Ne è diventato l’alfiere, l’uomo che puntella il movimento in un anno di magra per le stelle, con Innerhofer che stenta a decollare dopo il trauma cranico all’inizio della coppa e Giuliano Razzoli che non ha mai ritrovato la forma olimpica. Su twitter impazzano i messaggi e Max confessa: «Un risultato voluto e meritato. Ora si fa fe-

7º successo tra le porte larghe Raggiunto il record di Gros
I

L’ordine d’arrivo del gigante maschile a Crans Montana (Svi): 1. Massimiliano Blardone (Ita) 2’33”77; 2. Hirscher (Aut) a 0”16; 3. Reichelt (Aut) a 0”82. Blardone ha messo a segno un altro record: ha raggiunto Piero Gros a quota 7 successi tra le porte larghe. La classifica di gigante: 1. Hirscher (Aut) 545 punti; 2. Ligety (Usa) 413; 3. Blardone (Ita) 358; 4. Reichelt (Aut) 257. La classifica generale: 1. Hirscher (Aut) 1135 pt; 2. Kostelic (Cro) 1043; 3. Feuz (Svi) 1040.

sta». È proprio questa determinazione a differenziare il Blardone edizione 2011-2012 da quello incostante della gioventù. Oggi è un uomo maturo e consapevole (grazie all’amore di Simona che ad aprile lo renderà padre) capace di superare mille ostacoli, non ultimo la mancanza delle risorse economiche che portano i loghi degli sponsor. Tecnicamente è sempre stato fortissimo ma adesso è più sicuro e rischia il giusto, come fanno i campioni veri e i giovani emergenti in coppa del Mondo.

Il direttore tecnico Claudio Ravetto si inchina all’impresa: «Bravissimo». Walter Ronconi, lo skiman di Bardonecchia, l’allenatore-amico, sorride: «Mi ha stupito la sua grande professionalità, è un gran lavoratore, attento e meticoloso. Da quest’anno è più convinto dei suoi mezzi, oltre ad aver fatto progressi tecnici. Prima scendeva con il braccio interno troppo basso, aveva troppa fretta ad entrare in curva e si intraversava spesso». Poca cosa, insomma: la resurrezione è questione di testa.

Il bacio
Massimiliano Blardone, 32 anni, è nato a Domodossola: qui esulta alla sua maniera dopo la gara di Crans Montana

BASKET: VINCE BIELLA

Siena, stress da coppe Roma la batte allo sprint
Serie A
22a Giornata
Banco Sardegna Ss-Sidigas Av Acea Rm-Mps Si Angelico Bi-Vanoli Cr Bennet Cantù-Benetton Tv Emporio Armani Mi-Novi Casale Otto Ce-Cimberio Va Umana Ve-Scavolini Ps Riposa: Fabi Monteg. 87-73 77-76 73-62 79-67 83-60 87-91 87-61

Canadian Solar Bo-Banca Tercas Te 86-71

Classifica
Mps Si Emporio Armani Mi Canadian Solar Bo Banco Sardegna Ss Bennet Cantù Umana Ve Cimberio Va Sidigas Av Scavolini Ps Angelico Bi Acea Rm Otto Ce Benetton Tv Fabi Monteg. Banca Tercas Te Vanoli Cr Novi Casale
P V P PF PS DIF 30 15 6 1672 1496 176 26 13 8 1602 1518 84 26 13 8 1651 1603 48 26 13 8 1649 1628 21 24 12 8 1492 1411 81 24 12 7 1464 1410 54 22 11 10 1603 1593 10 22 11 9 1592 1603 -11 22 11 8 1395 1430 -35 20 10 11 1584 1597 -13 20 10 11 1651 1684 -33 18 9 11 1556 1568 -12 16 8 12 1489 1528 -39 14 7 12 1436 1477 -41 14 7 13 1436 1513 -77 12 6 15 1504 1639-135 10 5 16 1505 1583 -78

Coppa donne Merighetti 3ª in supergigante

Prossimo turno - 04/03/2012
Angelico-Fabi Montegranaro; Banca Tercas TeUmana Venezia (03/03); Benetton-Novi Casale Monferrato; Cimberio Va-Canadian Solar Bo; Mps-Emporio Armani Mi; Scavolini Ps-Otto Ce; Sidigas Av-Bennet Cantù; Vanoli Cr-Acea Rm; Riposa: Banco Sardegna Ss

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«Bello essere competitive a 30 anni»: Daniela Merighetti (foto) commenta così il 3˚ posto, ieri, nel superG di Bansko (Bul), vinto da Lindsay Vonn davanti a Tina Weirather. La Coppa del mondo si trasferisce ora in Germania: a Ofterschwang da venerdì due giganti e uno slalom.

Dopo la conquista della Coppa Italia, i campioni della Mps Siena cadono a Roma: 77-76 contro la Virtus di Calvani. I capitolini hanno approfittato della stanchezza dei 5 volte campioni d’Italia (alla 5ª gara in dieci giorni), portando a casa un successo che li riavvicina alla zona playoff. Vincono sia Milano (con Casale), che Bologna (con Teramo) ed entrambe si avvicinano a 4 punti da Siena assieme alla sorprendente Sassari (6 successi in fila). E domenica sera Milano andrà a Siena, per una gara che diventa fondamentale in ottica classifica. [F. CAR.]

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52 Sport
LA FRASE

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Volevo giocare anche se stavo male. Mi piaceva poter dire “io c’ero”
Dino Zoff EX PORTIERE E CT

Portiere e allenatore
Dino Zoff ha lasciato il calcio giocato nel 1983 Nel 1986 ha cominciato ad allenare È stato ct azzurro tra il ‘98 e il 2000

1143 Minuti
L’IMBATTIBILITÀ IN NAZIONALE

332di fila Partite
DI CUI 330 NELLA JUVE

Zoff non subì gol dal 20 settembre ‘72 (Italia-Jugoslavia 3-1) al 15 giugno ‘74 (Italia-Haiti 3-1). In azzurro ha disputato 112 partite (primo a superare le 100), vincendo l’Europeo ‘68 e il Mondiale ‘82

Il primato in serie A tra il 21-5-‘72 (Napoli-Bologna 0-0) e il 15-5-‘83 (Juve-Genoa 4-2). Ha disputato in totale 956 partite ufficiali. In bianconero ha vinto 6 scudetti, 2 Coppe Italia e una Coppa Uefa

Intervista
MARCO ANSALDO
ROMA

LE LITI
«Boniperti si arrabbiava se non gli davi ragione Berlusconi mi offese: le mie dimissioni da ct furono rivoluzionarie»

IL PUDORE
«Il bacio a Bearzot nell’82 fu il massimo dell’esultanza. Rivera va a ballare in tv: non è da mito del calcio»

Dal Friuli alla Juve una vita tra i pali
ino Zoff, 40 anni e non sentirli»: era la pubblicità di un olio di cui lei fu testimonial dopo il Mondiale dell’82. È così anche con i 70 anni che compirà domani?

D

«Questi li sento di più. Mi barcameno con il golf, il nuoto e il tennis ma so quale stagione sto attraversando».
Come invecchia un monumento?

«Serenamente. Mi fa ridere chi a una certa età insegue ed accantona i soldi come se non dovesse mai morire: nella cultura contadina si sa che le stagioni esistono in natura e nella vita. E con quanto ho ricevuto, sarebbe un delitto lamentarmene».
Molti suoi coetanei non riescono a staccarsi dal calcio, lei lo ha fatto nel 2005 quando chiuse con la Fiorentina. Perché?

«Non mi sono mai dannato per avere un posto e ho continuato a non farlo. Comunque non c’era la fila per cercarmi: ho avuto qualche proposta da Nazionali un po’ sfigate. E basta».
Eppure lei è stato un buon allenatore: vinse la Coppa Italia e la Uefa con una Juve appena discreta e a 15" dalla fine era campione d’Europa con la Nazionale. Forse la grandezza del calciatore ha schiacciato l’immagine del tecnico?

«Ero visto come l’esponente di una generazione vecchia di allenatori, io dicevo contropiede e non ripartenza mentre il nostro mondo chiede enfasi ed entusiasmo nelle parole. Io di entusiasmo ne avevo in modo esagerato, ma per la sostanza».
È stato l’unico a dimettersi da ct per una critica. Non fu un’esagerazione?

«Non accettai l’offesa di Berlusconi all’uomo, disse che ero inadeguato e che si vergognava di me».
Poteva replicare.

«Non capivo cosa c’era sotto: ho pensato a tante cose. Diciamo che con il mio carattere poco malleabile faceva comodo a tutti che me ne andassi. Infatti la Federcalcio non mi difese. Preferii dimettermi e fu un gesto rivoluzionario perché nel calcio si litiga su tutto senza arrivare mai alla rottura. Io ci arrivai».
Trapattoni era più malleabile?

Zoff, 70 anni da n. 1 “Il mio calcio silenzioso”
La festa del Mito: “Per diventare qualcuno ho dovuto vincere un Mondiale”
ti dopo un gol, le sceneggiate per una spinta o uno sputo che ormai fanno quasi parte dello spettacolo»
Quale è stato il massimo della sua esultanza in campo?

«Ha una furbizia straordinaria, tutto ciò che fa e dice è in funzione degli effetti che produce. Come la tirata su Strunz».
Lei ha giocato 11 anni senza saltare una partita. Era di ferro?

più forte di tutti i tempi ma quella sera non fu in campo».
In una settimana disse addio a Juve e Nazionale. Come visse quei giorni?

difficilissimo: nel successo tanti vanno fuori di testa».
Lei disse: a questo mondo l’uomo vero passa per banale.

quando non gli si dava ragione si arrabbiava ai limiti dell’isteria e a me non piaceva»
Non pensa che di lei si sia esaltata

«No, ero uno sciocco. Anch’io stavo male ma quando lo dicevo al Trap lui replicava “davvero non te la senti di giocare”? Così andavo in campo e la responsabilità della decisione diventava mia»
Ma perché si rendeva disponibile?

«Il bacio a Bearzot dopo la vittoria sul Brasile nell’82. Fu un gesto al di fuori del nostro pudore friulano»

«In fondo mi pia«Però adesso va a ma non mi abituerei ai balletti ballare in tv. Non è ceva poter pensadopo i gol e alle sceneggiate» da mito del calcio» re "io c’ero" e poi fa parte delle reDa mito, non sagole della vita: gioca chi dà più garebbe stato meglio chiudere con il ranzie». Mondiale? A luglio saranno passati 30 anni «Fangio diceva "potrei ancora corredalla vittoria del Mondiale, nel re ma non sono più i miei tempi" ma 2013 altrettanti dal suo ritiro. Co- io non sentivo che non lo fossero più. Nell’ultimo anno mi diedero responme starebbe nel calcio di oggi? «Non sono un cavaliere dell’800 pe- sabilità che non avevo. Nel ’78, in Arrò faticherei ad abituarmi alle cose gentina, posso aver sbagliato. Nelche ho sempre combattuto: i ballet- l’83, sul gol di Magath, no. Era la Juve

Un pudore generazionale. Rivera disse di vergognarsi per i pugni alzati dopo il gol del 4-3 alla GerINCOMPATIBILITÀ mania. «Non sono un cavaliere dell’800

«Col mal di cuore, si chiudeva la parentesi più straordinaria della mia vita. Da ct dicevo sempre ai giocatori: “cercate di fare bene perché in futuro potrete avere successo in altri campi ma niente vi darà più la soddisfazione che provate giocando”».
È vero che appese i guanti al chiodo e non li indossò più?

«Feci ancora 2 partite: a Zurigo per l’anniversario della Fifa e a Bologna per un’Italia-Germania. Ma con gli amici non giocai più in porta. Mi pareva di sporcare la sacralità del ruolo».
Si riconosce nella definizione di John Wayne del calcio?

«Fu una forzatura dopo la morte di la serietà più della bravura? Scirea vedendo la corsa a santificar- «Non ho voluto essere personaggio lo di chi fino al giorno prima non lo in un mondo che ha bisogno di esalconsiderava. Feci un intervento mol- tarne. La mia forza è stata solo nei to duro dal palco di un premio con il numeri, ho dovuto vincere il Monsuo nome. Tra le autorità scese il ge- diale per diventare qualcuno anche lo ma la gente apse mi hanno inseriplaudì: io sono semDOMANI IL COMPLEANNO to tra i migliori atpre stato qualcuno «Invecchio serenamente, so leti e calciatori del per la maggioranNovecento. Forse che stagione sto attraversando essere seri e bravi za silenziosa». E non mi lamento» da noi è giudicato A proposito di troppo». Scirea: cosa si
rimprovera della sua morte?

«John Wayne interpretava chi è alla ricerca del giusto anche se non lo raggiungi mai. Ho sempre cercato di stare nelle regole dello sport come della vita anche nel saper vincere, che è

«Ho il rimorso di non essermi opposto con più forza al suo viaggio per vedere gli avversari in trasferta. Lo ritenevo superfluo».
Per restare a quei tempi: è vero che con Boniperti erano scintille?

Conferma il giudizio: Buffon da giovane era più bravo di me, poi lo sono stato io?

«Soprattutto quando fui allenatore. È stato un grande dirigente ma

«Da giovane è stato più forte di tutti quelli che ho conosciuto, dopo io sono durato più a lungo. Buffon esce ora dagli infortuni che l’hanno frenato: diciamo che sta tornando ad essere come fu Zoff da vecchio».

LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 53

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LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 54

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temi legati all’energia, al suo corretto utilizzo e al conseguente risparmio in materia hanno assunto nell’ultimo decennio un importanza crescente, non solo per le aziende, ma anche per i media che hanno aperto il dibattito sulle opportunità economiche legate all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. La repentina e continua evoluzione del quadro normativo internazionale e i rapporti sempre più complessi con gli operatori del settore hanno fatto nascere così la necessità per le aziende di poter disporre di consulenza più specifica. L’Unione Industriale ha pertanto deciso di creare il nuovo Servizio Energia, espressamente dedicato all’ambito energetico e che costituirà il punto di riferimento per le iniziative attuali e future in materia. Le attività in carico al nuovo servizio sono molteplici: dalla consulenza sui mercati elettrico e gas e relativi contratti, alle incentivazioni delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, dal supporto nell’analisi dei business plan del fotovoltaico, all’ausilio nel rapporto con i fornitori di energia. Il Servizio coordinerà, inoltre, l’attività del Consorzio Unionenergia, che ricerca e stipula le migliori forniture energetiche per le imprese dai consumi medio-alti, e, attraverso le società di consulenza convenzionate con il Consorzio, sarà in grado di offrire servizi professionali di alta qualità in materia di energia a condizioni agevolate. Contestualmente all’avvio del Servizio Energia, l’Unione Industriale ha varato una nuova iniziativa a favore delle proprie PMI dai consumi medio-bassi: la Vetrina Mercato Elettrico, che è stata avviata con supporto della Camera di

VME: uno strumento induspensabile per le PMI

IN BREVE

Nasce il nuovo “Servizio Energia” con la Vetrina del Mercato Elettrico

Registro imprese storiche
Per i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’anno scorso è stato istituito il Registro Nazionale delle Imprese Storiche, per quelle aziende iscritte con continuità da almeno cent’anni nello stesso comparto merceologico. Oggi conta 113 imprese torinesi sulle 1771 in totale in Italia. Unioncamere ha deciso di riaprire le iscrizioni: la domanda potrà essere inviata alla Camera di Commercio di Torino entro il 23 marzo sulla base del regolamento reperibile su www.to.camcom.it/registroimpresestoriche o presso gli uffici “Immissione dati e prodotti Registro Imprese” e “Studi, Statistiche e Documentazione” della Camera di Commercio di Torino.

Memorial Andrea Pininfarina 2012
E’ stato ufficializzato il calendario della quarta edizione di Golfindustria Cup, circuito golfistico realizzato con il patrocinio di varie Confindustrie locali italiane e dell’Unione Industriale di Torino. Tra le tappe si evidenzia il Memorial Andrea Pininfarina, che si svolgerà il 14 giugno presso il Golf Club Torino di Fiano. Per informazioni 011.5718705, info@golfindustria.eu

Start Cup
Ritorna il concorso Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, la gara dei migliori progetti innovativi imprenditoriali promossa dai tre Atenei piemontesi e organizzata dai rispettivi Incubatori di impresa. Sono previsti premi speciali per i settori Ict ed Energia, e per chi vuole fare impresa ad Asti, Cuneo, Novara, Vercelli e in valle d’Aosta. La prima scadenza è fissata al 20 aprile con la presentazione un’idea di business innovativo. La scadenza per il business plan è prevista per il 18 luglio. I primi cinque vincitori assoluti parteciperanno al Premio Nazionale per l’Innovazione –PNI, dove sono in corsa i progetti di impresa vincitori delle 17 Start Cup regionali. Per informazioni: Segreteria organizzativa Start Cup Piemonte Valle d’Aosta Tel. 011 0905127 – 3209, info@startcup-piemonte-vda.it

Commercio di Torino. La VME è un software che implementa una banca dati e un simulatore di costi dell’energia elettrica. Nella banca dati vengono inseriti i listini prezzi aggiornati e le principali clausole contrattuali delle offerte di mercato libero “standard”, cioè con prezzi e contenuti predefiniti, dei grossisti aderenti. Il database della VME costituisce, quindi, un’estesa ed aggiornata “fotografia” dell’offerta dei fornitori di energia elettrica partecipanti all’iniziativa. Ad oggi la VME contiene oltre cinquanta diverse offerte standard dei traders tra i più noti del mercato: Burgo Energia, Edison Energia, Egl

Italia, Egea Commerciale, Enel Energia, Energrid, Iren Mercato, Spienergy. Il servizio permette all’impresa interessata di esplorare il mercato e di valutare le migliori opportunità: scaricando dal portale dell’Unione Industriale l’apposito file di raccolta dati di consumo che deve essere compilato e inviato al Servizio Energia, si riceverà direttamente il costo della componente energia che si avrebbe con ciascuno dei listini applicabili presenti nel database. Nel report saranno riportati i dati salienti dell’offerta migliore per valore della componente energia sul periodo di fornitura, nonchè i dati sintetici delle

prime dieci offerte ordinate per tale valore, insieme ad altre informazioni utili, come le previsioni dell’andamento dei prezzi, quando la migliore offerta è indicizzata, o i referenti diretti delle società di vendita, per eventuali ulteriori informazioni e stipula dei contratti. Responsabile del “Servizio Energia” e della VME è l’Ing. Donato Leo. Per maggiori informazioni è disponibile la nuova sezione dedicata del nostro sito internet “Vetrina Mercato Elettrico”, linkabile direttamente dalla home page, e il Servizio Energia, tel. 011.5718452, fax 0115718454, email: energia@ui.torino.it.

Piano Nazionale Logistica
Questa mattina, dalle ore 10.00 alle ore 13.30, a Milano presso Palazzo Turati – Via Meravigli, 9/b, verrà presentato il nuovo Piano Nazionale della Logistica 2011-2020, che illustrerà le politiche di trasporto e mobilità che dovranno essere attuate nel breve e medio periodo per aumentare la competitività del nostro Paese. L’applicazione delle nuove linee strategiche per i prossimi dieci anni impatteranno anche sul sistema produttivo del nostro territorio e sulla sua crescita. Partecipano, tra gli altri, Bartolomeo Giachino, Presidente della Consulta Generale per l’Autotrasporto e per la Logistica, Paolo Balistreri, Segretario Confindustria Piemonte, e Barbara Bonino, Assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture. Per informazioni: info@uniontrasporti.it, tel. 02.36589505.

1° Forum Economico Piemonte Mozambico
Lunedì 27 febbraio dalle ore 9.30 alle 13.00 presso il Centro Congressi, si svolgerà il 1° Forum Economico Piemonte Mozambico: un Ponte Verso l’Africa Sub-Sahariana, organizzato dall’Associazione Piemonte Africa con la collaborazione delle principali organizzazioni imprenditoriali piemontesi. Nel corso dell’incontro saranno presentate le opportunità di business offerte dal Paese africano, la cui economia attraversa un periodo di sviluppo favorevole e può rappresentare un interessante mercato di sbocco per le aziende piemontesi, con particolare riguardo ad alcuni settori importanti, come il turismo, l’edilizia, l’agricoltura, l’industria del legno, e sul fronte dell’energia, il fotovoltaico, le biomasse, così come l’estrazione petrolifera e di gas. Interverranno all’apertura della giornata di lavori Roberto Cota, Presidente Regione Piemonte, Piero Fassino, Sindaco di Torino, Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere, Andrea Beltratti, Presidente Consiglio di Gestione Banca Intesa Sanpaolo. Parteciperà, in rappresentanza del Governo italiano, il Direttore Generale per l’Africa Sub Sahariana del Ministero degli Affari esteri Rosa Anna Coniglio Papalia. Il Presidente dell’Unione Industriale Gianfranco Carbonato saluterà la nutrita delegazione delle autorità del Mozambico, tra cui il Ministro dell’Industria e Commercio Armando Ironga, l’ambasciatore del Mozambico a Roma Carla Elisa Luis Mucavi, direttori e tecnici degli uffici di Promozione e Sviluppo dei vari settori coinvolti, a disposizione degli operatori per approfondire problematiche economiche, finanziarie e assicurative. I membri della delegazione saranno a disposizione, in un secondo momento, per incontri B2B riservati alle aziende interessate a valutare collaborazioni industriali e commerciali. Gli interventi saranno moderati da Ernesto Vellano, Presidente di Piemonte Africa. Per informazioni: Associazione Piemonte Africa, tel. 011.4345590.

Progetto Politong
Il progetto del Campus Italo-cinese nasce nel 2005, sotto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca tramite un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Educazione Cinese. Il Campus Italo-cinese coinvolge i Politecnici di Torino e Milano e l’Università Tongji di Shanghai e prevede un percorso di studi congiunto con uno stage finale di 300 ore. Il Politecnico di Torino ricerca aziende interessate ad accogliere studenti cinesi ed italiani che, nell’ambito del progetto, si stanno laureando in Information Technology Engineering e in Mechanical Production Engineering. Per info: Ufficio Stage&Job Politecnico di Torino, e-mail: stage.job@polito.it; Unimpiego Confindustria, tel. 0115718687.

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ULTIME MONETE D’EUROPA

Gli autovelox di questa settimana in città
Oggi
Corso Giulio Cesare Corso Moncalieri Corso Grosseto Corso Giulio Cesare Corso Grosseto Strada dell’Aeroporto C.so Trapani C.so Grosseto C.so Peschiera Corso Peschiera

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Oggi in edicola con La Stampa

1 mar

domani

2 mar
Via Botticelli Corso Orbassano

C.so Giulio Cesare C.so Grosseto C.so Trapani Via O. Vigliani Via Sansovino C.so Trapani C.so Grosseto C.so Peschiera Lungo Stura Lazio C.so Giulio Cesare C.so Grosseto

Str. del Drosso C.so Orbassano Via S. Maria Mazzarello Strada Pianezza Str. dell’Aeroporto Via S. Maria Mazzarello Corso Francia C.so Rosselli

DA MARTEDÌ 28 FEBBRAIO IN EDICOLA

29 feb

3 mar
Centimetri-LA STAMPA A

C.so Trapani C.so Vittorio Emanuele II

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi Ieri Un anno fa

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

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2.4 20.1

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Diario

Via Marenco 32, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it f specchiotempi@lastampa.it f quartieri@lastampa.it TORINO-LIONE ANCORA TENSIONE MENTRE E’ POLEMICA SUGLI SCONTRI A PORTA NUOVA

TORINO
RETROSCENA

“La Fiat dia garanzie sui progetti per Torino”
Fassino e Saitta lanciano l’appello “Servono risposte”
Servizio
A PAGINA 57

MAX

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MIN (˚C)

La resistenza No Tav “Fermate gli espropri”
Gli anziani in prima fila: “Incatenati per impedire i lavori”
Mobilitazione Il coordi* namento dei comitati No

Il ministro e la straniera in Compagnia
B. Minello, A. Rossi

Se il politico va a pranzo con il mafioso
Le relazioni pericolose con i ‘ndranghetisti Tutte le deposizioni
Alberto Gaino
A PAGINA 62

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POLEMICA PER LA SOVRAPPOSIZIONE DI DATE CON LA CAPITALE

Tav ha deciso: stanotte il movimento No Tav raggiungerà in massa i terreni alla Clarea minacciati dall’esproprio. Per richiamare il maggior numero possibile di attivisti il movimento ha organizzato prima una fiaccolata a Giaglione.

Cultura, ecco il premio di risultato
Stipendi dei manager legati ai successi degli enti diretti
Letizia Tortello
A PAGINA 59

proprietari * Terreni Iinteressati dei terreni al-

l’area del cantiere sono 67. Appartengono al movimento tre appezzamenti di terreno mentre l’area più grande suddivisa in lotti piccolissimi acquistati da migliaia di attivisti è al di fuori del perimetro interessato. E il fronte del no avrebbe trovato diversi sostenitori.

Muore bruciato in auto
Pensionato di 75 anni stava armeggiando con la batteria scarica
Servizio
A PAGINA 63

* Violenza E’ scambio di accuse fra manifestanti e

polizia dopo gli scontri a Porta Nuova: due carrozze di un treno distrutte, l’addetto alla sicurezza coperto di sputi, un poliziotto ferito. Gli antagonisti sostengono di esser stati attaccati dalla polizia, che dà la versione opposta.
Laugeri, Peggio e Tropeano
ALLE PAGINE 56 E 57

“Roma scorretta sul Film festival”
Servizio A PAGINA 59

ertamente una donna, molto probabilmente di origine straniera, espressione di una delle tante comunità radicate in città. Lì sta cercando il ministro Elsa Fornero la sua pedina da inserire nel gioco della Compagnia di San Paolo. Alla Commissione nazionale per le Pari opportunità, da lei presieduta, spetta di indicare uno dei 17 consiglieri che costituiranno il primo nucleo del Consiglio generale della fondazione bancaria. Un compito da eseguire entro il 10 aprile perché il 21 si terrà l’ultima riunione del Consiglio uscente per l’approvazione del bilancio al termine della quale il presidente uscente convocherà la prima riunione dei 17 nominati. Dicevamo della Fornero: in un primo momento s’era sparsa la voce che dal ministero sarebbe arrivata la nomina della sociologa Chiara Saraceno. Impossibile, perché Saraceno ha cumulato già una nomina e una riconferma, e la legge sulle fondazioni vieta ulteriori incarichi. Le malelingue erano arrivate a sostenere che Fornero avrebbe rinunciato al suo diritto per opportunità, visto che la figlia lavora a un progetto di ricerca sulla genetica all’Ugef di via Nizza, è un ente strumentale della Compagnia. Malignità a parte, sarebbe bastato informarsi.
CONTINUA A PAGINA 61

Il fair play al Museo
MARIA TERESA MARTINENGO

DOMENICA 4 MARZO 2012

Q

uando si dice che un museo vive, che si mantiene al passo con i tempi... È il caso del Museo Nazionale del Risorgimento che, rinnovato, ha debuttato un anno fa all’apertura di Italia 150. E che da domani accoglierà un progetto didattico sulla scherma, dedicato alle scuole elementari e medie, in occasione della Coppa del Mondo di Fioretto femminile in programma al Palaruffini dal 9 all’11 marzo. L’austero Palazzo Carignano, in sintonia con la sua storia, diventa aula in cui coltiva-

re valori «d’epoca» di cui s’è un po’ persa la memoria attraverso la promozione di una disciplina sportiva. «Esaurito il proprio ruolo bellico, per secoli primario, nelle pratiche della guerra e del duello - ricordano gli organizzatori dell’Accademia Scherma Marchesa -, la scherma è stata successivamente percepita come una disciplina di grande importanza in ambito sportivo per le capacità motorie e coordinative richieste, per lo sviluppo di intuito e determinazione, per l’imprescindibilità da grandi valori quali lealtà, cortesia e fair play a cui educa». Tutti al Museo, ragazzi!

CONGRESSO CITTADINO DI TORINO
LINGOTTO FIERE - SALA GIALLA - Via Nizza, 294 - Torino
APERTURA LAVORI: ORE 9,30 APERTURA SEGGI: DALLE ORE 11,00 ALLE ORE 23,00
Al Congresso possono votare tutti i soci e gli aderenti che si sono iscritti entro il 31 ottobre 2011 e risiedono in Torino città, sono esclusi i comuni della provincia di Torino.

Presentarsi con documento d’identità valido.

PER INFORMAZIONI: 011.4366660

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56 Cronaca di Torino

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

U

TORINO-LIONE
RISALE LA TENSIONE

“Contro gli espropri pronti a incatenarci”
In prima fila gli anziani No Tav: alla Clarea resistenza passiva
MAURIZIO TROPEANO

Il coordinamento dei comitati No Tav ha deciso la mobilitazione generale nel corso di un’affollatissima assemblea che si è svolta ieri a Villar Focchiardo. Una parte di loro è già salita a Chiomonte per rinforzare i turni di guardia alla baita/presidio. L’allarme rosso è previsto per questa notte e l’invito a raggiungere in massa i nostri terreni alla Clarea, lanciato da Alberto Perino, uno dei leader del movimento, alla fine della manifestazione di Susa sarà rilanciato dal tam tam del movimento. La volontà è quella di resistere e di farlo in modo passivo, con determinazione a volto scoperto e a mani nude. E un gruppo di anziani attivisti si incatenerà sui terreni di proprietà del movimento «per poi farsi portare via di peso». A riprendere il tutto ci saranno piccole squadre incaricate di fare riprese video, fotografie e ogni altra forma di immagini e filmati da inviare subito in rete.

questo cantiere deve partire che parta oppure lascino libera la zona perché non ne possiamo davvero più». Pinard afferma di aver parlato con alcuni dei proprietari di terre nella zona del cantiere che «non hanno problemi a cedere ad Ltf l’utilizzo dei loro poderi». L’area del cantiere è stata dichiarata dal governo zona di interesse strategico nazionale e resta da capire come questo status speciale possa influire sulle procedure di acquisizio-

L’opposizione allo sgombero sarà filmata da piccole squadre di operatori

Si prepara l’allargamento
Nei giorni scorsi le ditte incaricate dei lavori hanno accumulato reti metalliche e in muratura

Questa sera alle 21 fiaccolata da Giaglione e poi notte bianca alla baita/presidio
Per richiamare il maggior numero possibile di attivisti il movimento ha organizzato per stasera una fiaccolata che da Giaglione raggiungerà la baita. Domani alle 18 in piazza della stazione a Bussoleno è prevista un’assemblea popolare. E da lì in avanti ci saranno appuntamenti organizzati fino al giorno in cui arriverà il blitz annunciato. I legali del movimento si sono già mossi preventivamente. Nei giorni scorsi hanno fatto partire una diffida per conto di Luca Abbà, uno dei proprietari No Tav, nei confronti di Ltf, della Prefettura e della Questura di Torino. E nel corso della marcia di sabato il «legal team» ha annunciato che impugnerà gli eventuali espropri dei terreni se questi verranno effettuati soltanto mediante un’ordinanza prefettizia: «Porteremo il provvedimento davanti al Tar del Piemonte - hanno detto gli avvocati per violazione dell’articolo 2 del testo unico sulla pubblica sicurezza, in quanto non vi è alcuna urgenza e vi sono altri strumenti per provvedere a espropriare i terreni in maniera corretta». Anche i legali della comunità Montana «vigileranno sul rispetto delle procedure previste», spiega il presidente Sandro Plano. E aggiunge: «Le dichiarazioni del movimento No Tav sono improntate all’opposizione passiva e quindi spero che con il buonsenso di tutti non ci siano incidenti». I proprietari dei terreni in-

teressati all’area del cantiere sono 67. Appartengono al movimento tre appezzamenti di terreno mentre l’area più grande suddivisa in lotti piccolissimi acquistati da migliaia di attivisti - tra di loro anche segretari di partito, amministratori e anche l’ex magistrato Livio Pepino - è al di fuori del perimetro interessato. E il fronte

del no avrebbe trovato anche altri sostenitori. Difficile quantificarne il numero. Il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, si trova così di nuovo al centro di una situazione ad alta tensione: «Adesso torneranno ad occuparsi di noi ma non ne possiamo più. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e se

ne delle aree. Qualcosa di più si capirà con la pubblicazione dell’ordinanza del prefetto che dovrebbe essere seguita dall’avvio della procedure da parte di Ltf con l’invio delle lettere di occupazione temporanea dei terreni ai proprietari con l’invito a presentarsi sul posto per constatare lo stato dell’area e stabilire una contropartita economica oppure presentare ricorso. Fonti della Lyon Turin Ferroviarie spiegano che tutte le procedure seguiranno rigorosamente gli obblighi previsti dalla legge.

La notte di Giaglione
Per richiamare il maggior numero possibile di attivisti il movimento ha organizzato per stasera una fiaccolata da Giaglione alla baita

Antagonisti contro la polizia

Violenze a Porta Nuova Ora è scambio di accuse
CLAUDIO LAUGERI MASSIMILIANO PEGGIO

Due carrozze di un treno distrutte. L’addetto alla sicurezza coperto di sputi e d’insulti. Un poliziotto ferito a un occhio. E’ l’altra faccia della manifestazione No-Tav, pacifica e senza incidenti in Val di Susa, violenta e senza senso alla stazione di Porta Nuova, ma anche alla Centrale di Milano. Poche centinaia di antagonisti arrivati dal capoluogo lombardo per unirsi al corteo hanno sfogato la propria ira soprattutto su uomini e mezzi di Trenitalia. Oltre che sulla polizia. «Siamo stati attaccati» sostengono i manifestanti. Hanno incominciato la mattina, scesi dal treno in arrivo da Milano e pronti a salire su quello per la Val di Susa, alla stazione di Porta Nuova. Al ritorno è avvenuto lo stesso. Ma questa volta, i violenti si sono trovati davanti il Reparto Mobile. «Ragazze e ragazzi che tornavano dalla grandissima manifestazione pacifica in Valsusa sono stati brutalmente aggrediti dalla Polizia. Metodi da Anni 70, degni di Kossiga e del G8 di Genova» ha scritto Mao

Calliano (Comunisti Italiani). no». Rimanda al mittente le accu«Le forze dell'ordine hanno trat- se anche Eugenio Bravo, segretatenuto e poi picchiato con violen- rio nazionale del Siulp: «Qualunza enorme delle persone sempli- que intervento delle forze dell’orcemente accusate di non avere il dine viene strumentalizzato, sembiglietto del treno» è la tesi di pre e comunque. Il problema veIvano Osella, coordinatore pro- ro è che la politica non si assume vinciale Fgci, con il presidente la responsabilità di staccarsi dai del comitato centrale Fiom Gior- gruppi di facinorosi e di violengio Cremaschi che rincara la do- ti». «Leggiamo le solite assurde se: «Uno schieramento di forze e demagogiche dichiarazioni da dell’ordine ha coparte della Siniminciato a dare TENSIONE A BORDO stra antagonista manganellate, Aggredito anche che vogliono encon un’azione asfatizzare nell'opiun controllore che nione pubblica solutamente grachiedeva i biglietti un odio verso lo tuita. Poi gli agenti hanno perso la Stato e le forze testa, i ragazzi sono stati carica- dell'ordine - scrive Luca Pantati anche mentre salivano sul tre- nella, segretario provinciale Ugl no, senza ragione, credo che an- -. Alcuni antagonisti sprovvisti che una carrozza sia stata inva- di biglietto hanno ritenuto opsa dai lacrimogeni». portuno lanciare sassi e bombe «Ci sono filmati che consento- carta contro le forze dell'ordine. no di ricostruire la situazione - di- Soltanto dopo, la polizia è interce Massimo Montebove, portavo- venuta. Questi personaggi, all' ce nazionale del sindacato di poli- arrivo di un’ambulanza del 118 zia Sap -. Vedremo se le afferma- hanno bersagliato anche il persozioni di questi esponenti del mon- nale sanitario reo di voler socdo politico rispondano al vero. In correre un agente ferito ad un caso contrario, valuteremo se ci occhio. Ugl valuterà se agire in siano gli estrmi per avviare sede legale contro chi offende un’azione legale per diffamazio- l’onorabilità degli agenti». ne e procurato allarme. Le camLa situazione si è fatta «calpagne d’odio fanno bene a nessu- da» subito dopo l’arrivo a Porta

L’altra faccia della manifestazione
Saranno i filmati a far luce sugli scontri tra poliziotti e manifestanti: danni anche alla Stazione Centrale di Milano

Nuova, quando un gruppo di antagonisti senza biglietto voleva proseguire il viaggio gratis anche sul treno che li avrebbe portati a Susa. Il controllore è stato circondato dai No Tav e bersagliato di sputi, soltanto perché cercava di fare il suo lavoro. Alla sera, nonostante i poliziotti, lo hanno insultato di nuovo. «Mi hanno circondato e riempito di sputi» ha raccontato. La sera, sul treno 24871 a Collegno un manifestante è entrato nella cabina di guida minacciando il guidatore, forse con l’intenzione di passare ai comandi del treno. Lui ha bloccato tutto,

per precuazione. Ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Il giovane «dirottarore» è fuggito prima del loro arrivo. Al mattino, un gruppo di giovani aveva aggredito 4 ferrovieri: il più grave è stato ricoverato in osservazione al Fatebenefratelli di Milano, per fratture al naso e al coccige e un ematoma polmonare. Un altro ha riportato la rottura di un dente. Gli aggressori, però, non c’entrano con i No-Tav: sono bulli di periferia, reduci da una «notte brava» a Milano. Non volevano pagare il biglietto e hanno menato le mani.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 57

il caso
ANDREA ROSSI

IL SINDACO DI CHIOMONTE

Pinard diserta il congresso Pdl “Stufo di promesse e parole”
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«Non ho partecipato al congresso del mio partito il Pdl. In questi mesi difficili sono state fatte tante promesse e troppe parole. Sono stufo di questo modi di far politica lontano dalla gente». Renzo Pinard, sindaco di Chiomonte, spiega così la scelta di non partecipare all’elezione del nuovo segretario pro-

vinciale del popolo delle libertà. Una forma di protesta personale che arriva alla vigilia di una settimana che si annuncia carica di tensione in Valsusa: «Adesso la politica con la P maiuscola tornerà ad occuparsi di noi ma non ne possiamo più. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità». [M.TR.]

l problema sembra già risolto. Nei fatti, perché mentre il Pd da settimane si arrovella sull’opportunità di rinnovare l’adesione a militanti e amministratori che sfilano con il movimento No Tav, durante il corteo di sabato non pochi manifestanti - compreso qualche quadro del partito - sventolavano la tessera del 2012. Cosa che ha colto di sorpresa i vertici del partito. E fa dire alla segretaria provinciale Paola Bragantini: «È una barzelletta. Che senso ha militare in un partito che ha una piattaforma ben precisa e sfilare in un movimento che la rinnega?». La resa dei conti è questione di giorni. La direzione provinciale della settimana prossima affronterà la patata bollente. In casa democratica, però, c’è un altro tema che tiene banco, e ieri è emerso nel giorno in cui si apriva la campagna di tesseramento a Torino. Mirafiori è tornata a essere un punto interrogativo, dopo le ultime dichiarazioni dell’ad Fiat-Chrysler Sergio Marchionne. Il manager ha annunciato che la casa automobilistica potrebbe abbandonare due dei cinque stabilimenti in Italia se le esportazioni verso gli Stati Uniti si dimostrassero inferiori alle aspettative. E il sindaco Fassino ora chiede all’azienda un chiarimento: «È giusto che Fiat ci offra un quadro sulle sue reali intenzioni, pur nel contesto di una crisi che non consente certezze granitiche. Servono scelte che offrano sicurezze sul fronte produttivo e occupazionale. I lavoratori, i sindacati e le istituzioni, nei mesi scorsi, hanno accolto le esigenze poste da Fiat per garantire la sopravvivenza degli stabilimenti. È ora che l’azienda lo riconosca». Il sindaco, negli ultimi tempi, ha mantenuto contatti costanti con i vertici del Lingotto. Ma ora chiede garanzie. «Si è chiuso Termini Imerese. Poi si è detto che c’era bisogno di accordi che garantissero la produttività. Poi che quegli accordi, votati dai lavoratori, andavano sanciti per legge. A questo punto, però, servono risposte chiare».

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L’incognita Mirafiori
Nei giorni scorsi l’ad di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne ha ventilato l’ipotesi della chiusura di due stabilimenti in Italia qualora non si riesca a «vincere la sfida del mercato Usa»

Fassino e Saitta “Sui piani per Torino Fiat dia garanzie”
E nel Pd è scontro sul tesseramento dei No Tav
Le stesse che reclama il Mirafiori e Pomigliano». Fassipresidente della Provincia no si dice comunque ottimiAntonio Saitta: «Non possia- sta, anche alla luce delle notimo attendere e interpretare i zie di qualche settimana fa, sussurri. Fiat si confronti al- quando l’azienda ha annunciameno con il governo. E l’Italia to ai sindacati l’imminente vari finalmente una politica produzione di una jeep a Miraindustriale sull’auto, quella fiori da collocare non solo sul che in tutti questi anni è man- mercato europeo, ma anche cata, restando delegata al- negli Usa. E difende le scelte l’azione degli endel gruppo: «La ti locali che, da L’APPELLO scelta di MarTne in poi, han«Il governo si attivi chionne di collono fatto molto». care Fiat dene vari un piano tro un’alleanza Dura Bragantini, che chiede industriale sull’auto» capace di stare all’esecutivo un sul mercato inintervento deciso. «Non si può ternazionale è strategicamenprendere in giro una città. Se te corretta. Ed è ovvio che gli appelli alla concretezza quando si realizzano processi non bastano, credo che il go- di fusione gli assetti possano verno Monti debba interveni- cambiare. Ma questi processi re e chiedere il rispetto degli sono necessari: hanno permesimpegni presi un anno fa e so- so a Fiat di tornare negli Usa, stenuti dai lavoratori che han- di espandersi in Asia e rafforno approvato i referendum a zarsi in America Latina».

Servono scelte che offrano sicurezze sul fronte produttivo e occupazionale
Piero Fassino
sindaco di Torino

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Un lettore scrive:
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«Sfortunato per essere stato colpito da un cancro alla prostata, ma fortunato per averne subito l’asportazione ed essere ancora in vita, pur vivendo con la spada di Damocle sopra la testa, spada che si fa particolarmente sentire in occasione di ogni periodico controllo cui devo sottopormi. Quando dauno diquesti controlli (trimestraleo semestrale)siriscontra un incremento del valore del Psa per due volte consecutive il medico mi prescrive un medicinale “Androcur 100 mg compresse” (ormone antiandrogeno). Sino a poco tempo fa, dietro presentazione in farmacia dellaprescrizionesu modulario Asl riportante il codice di esenzioneticket per patologia, il suddetto farmaco, di cui non esiste un equivalente generico, mi veniva consegnato totalmente gratis, ora viene richiesto un ticket intorno agli 8 euro. Non so

Specchio dei tempi
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Una lettrice scrive:
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«I malati dicancro nonpossono bloccare le strade per farvalere le loro ragioni» «La metro: ha sei anni, ma sembra vecchia» - «Il valore dei nostri ragazzi»
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se questo provvedimento faccia parte del piano “salva Italia”, ma certamente fa parte del “piano elimina pazienti”. Fortunatamente riesco ancora a pagare questo ticket evitando di sospendere la cura, ma penso a chi si trova in situazioni economiche più disagiate della mia (se continua così ne farò presto parte anch’io) e reputo disumano essere intervenuti economicamente su un farmaco considerato salvavita e del quale non esistono alternative. Sfortunatamente non siamo autisti di Tir o taxisti e pertanto non pos-

siamo bloccare strade ed autostradeperfarci sentire...».
SEGUE FIRMA

Un lettore scrive:
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«Vorrei fare alcune considerazioni sui disservizi della metro di Torino. Dopo nemmeno sei anni dall'inaugurazione del 1˚tratto Collegno - Porta Nuova, sembra già vecchia! Riscaldamenti spenti, scarsa pulizia delle carrozze (sia interna che esterna), sedili rigati e imbrattati, infiltrazioni di umidità nei pannelli di rivestimento nelle stazioni, non parlia-

mo poi dei tornelli dove si passano i biglietti e gli abbonamenti, almeno il 50% non funziona mai o si blocca (e questo fin dal primo anno). Ma il meglio lo raggiungiamo con le scale mobili (tra l'altro un bel tapiro d'oro al progettista che ha deciso che le scale devono essere scoperte, cioè a cielo aperto, quindi esposte a pioggia, neve etc.) anche qui almeno il 50% sono sempre ferme e non funzionanti. Medaglia d'oro alla scala mobile della stazione Fermi di Collegno (lato parcheggio): dal 2006 ad oggi se ha funzionato 10

mesi è già tanto!!! Mi sembra che la manutenzione sia veramenta scarsa o quasi inesistente. Si ha comunque la sensazione che siano stati usati materiali scadenti e di scarsa qualità. Pertanto vorrei chiedere al sindaco Fassino, all'assessore ai Trasporti Lubatti ed al presidente della Gtt Brizio che con tanta solerzia hanno aumentato del 50% il costo del biglietto, aumentato gli abbonamenti ed i parcheggi in città, come intendono ovviare a questi inconvenienti».
PAOLO ROSSI

«In questi giorni stoassistendo - insieme ai miei familiari - mio padre ricoverato presso l'ospedale di Rivoli. Quest’esperienza mi sta permettendo di fare delle constatazioni che infondono speranza: ho avuto modo di conoscere un giovane che assiste con dedizione ed amore l'anziano padre che lascia - probabilmente prima di recarsi al lavoro - perfettamente in ordine e curato. Ho incontrato un ragazzo molto giovane che ha trascorso 3 notti e 3 giorni accanto al nonno al pronto soccorso senza lasciarlo mai... Ma davvero i nostri giovani sono quelli di cui leggiamo tanto male ogni giorno? Non credo, anzi credo che siano di più quelli che si comportano come coloro che ho incontrato io, solochenessuno neparla».
GIULIANA, GIAVENO

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 59

IL CINEMA CONTESO ROMA VUOLE ORGANIZZARE LA SUA KERMESSE QUANDO C’È IL TFF

Scontro tra Festival L’ira di Nespolo “Faremo le barricate”
“Vogliono danneggiarci, spolparci un po’ alla volta” Il sindaco Fassino ha chiesto chiarimenti ad Alemanno
ANDREA ROSSI

Assurdo. Inspiegabile. Folle. Negli aggettivi che serpeggiano tra la Torino del cinema c’è tutta la sorpresa per una mossa inattesa, imprevista e cruenta. Ancora prima di essere nominato ufficialmente il prossimo direttore del festival del cinema di Roma Marco Müller ha inviato una lettera a Gianni Amelio annunciando che la kermesse capitolina ha deciso di cambiare data e di andare a prendersi gli spazi del Torino Film Festival. Quest’anno la festa di Roma, anziché a ottobre, come annunciato a suo tempo, si svolgerà dal 15 al 21 novembre; il Tff, invece, inizierà il 23 per concludersi il primo dicembre. La distanza tra le due rassegne è di un solo giorno. E nei prossimi anni dovrebbe andare ancora peggio, con l’ultima settimana di novembre puntualmente occupata da Müller.

affronteremo il problema. Ma per il 2012 non se ne parla: le date erano già state comunicate, non si possono cambiare. Per i prossimi anni, invece, siamo pronti a discutere, partendo però dal presupposto che la mossa di Roma è un atto di ostilità nei nostri confronti». C’è preoccupazione anche. Perché, al di là delle reazioni muscolari, Roma è più forte, gode di maggiore peso politico, e se Müller e soci fanno sul serio i margini di manovra sono risicati. Nespolo non si nasconde: «Vogliono danneggiare Torino: se le cose restano così finiremo schiacciati tra

Venezia e Roma. Ci vogliono spolpare poco alla volta, togliendoci un festival che ha trent’anni di storia e un’identità ben precisa, mentre la festa di Roma è un baraccone senza capo né coda, foraggiato con 12-13 milioni l’anno e non si capisce perché». Nelle parole, nei toni, si capisce che Torino venderà cara la pelle. Puntando sulla mediazione politica. O magari facendo appello alla Federazione dei produttori, sempre attenta a evitare sovrapposizioni tra i grandi eventi. In ogni caso, promette Nespolo, «solleveremo un polverone. Faremo le barricate».

Da ottobre a fine novembre
A scatenare la polemica è stato l’annuncio che Roma intende fare il suo festival pochi giorni prima di quello torinese, «una scelta sostiene Nespolo - che ci danneggia»

Retroscena
LETIZIA TORTELLO

Coppola: «Le date erano già state comunicate e non si possono cambiare»
Non se l’aspettavano, sotto la Mole. Non l’avevano messo in conto, anche se qualche avvisaglia a dire il vero c’era. E ora preparano la controffensiva, almeno su due piani: politico e culturale. Ieri il sindaco Piero Fassino si è attivato per provare a capire cosa sta succedendo. Ha chiamato Gianni Alemanno e chiesto lumi. L’assessore alla Cultura del Comune Maurizio Braccialarghe ha invece direttamente scritto a Müller: «Gli ho comunicato che non può essere», spiega indispettito. «Non è mai successo che qualcuno decidesse arbitrariamente di spostare un evento andando a scegliere una data già occupata da altri. Non è il modo né il metodo». Uno sgarbo istituzionale. Rafforzato da un elemento, che a Torino non giudicano secondario quanto a galateo alla rovescia. «Müller non è ancora stato nominato. A quale titolo parla?», attacca il presidente del Museo del Cinema Ugo Nespolo. «E perché annuncia di voler spostare il festival a novembre per sei anni se il suo mandato sarà di quattro?». C’è rabbia, incredulità. «È un fatto grave. Una scelta sbagliata, inopportuna e fuori luogo. Non la subiremo passivamente», promette l’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola. Che si sente doppiamente furioso, visto che Müller è stato fortemente voluto dal duo Alemanno-Polverini, sponda Pdl. «Ci parleremo,

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erito, produttività, capacità manageriali. Al tempo della riforma nazionale del mercato del lavoro, anche il mondo della cultura torinese pensa la propria rivoluzione contrattuale. Non è più il momento del solo stipendio fisso, arriva la retribuzione con compenso variabile. In base alla capacità di portare a casa progetti, sponsorizzazioni, risultati artistici e di pubblico. Insomma, il trionfo della mentalità aziendale. Bei tempi antichi quando musei, teatri e fondazioni potevano viaggiare a cuor leggero soltanto sulle spalle degli enti pubblici. Volenti o nolenti, la musica è cambiata. L'apripista dello stipendio minimo a cui si aggiunge un'integrazione eventuale, è la neodirettrice di Artissima, Sarah Cosulich Canarutto. La trentottenne triestina ha firmato un contratto che prevede un onorario base di 90 mila euro lorde, a cui potranno sommarsene altre 20, se dimostrerà di riuscire a rafforzare il progetto della fiera. Ma il suo non sarà un caso isolato. Il principio, spiegano gli assessori alla Cultura, potrà estendersi a macchia d'olio anche ad altre realtà artistiche
I CONTRATTI

Nella Cultura arriva il premio di risultato
“Più soldi solo a chi lavora meglio”

Le cifre Presidenti e direttori ecco i loro compensi
I

Allo scadere del rapporto di lavoro, le nuove disposizioni verranno estese a tutti
permanenti. I tempi? «Allo scadere degli attuali contratti - chiarisce il responsabile regionale Michele Coppola -. Quando si andrà a ridiscutere le nomine, la mia intenzione è di introdurre un meccanismo diretto di verifica della produttività, come in un'azienda. Occorre legare il compenso di chi ha delle responsabilità al raggiungimento di risultati e obiettivi». Anzitutto, la tanto invocata capacità di andarsi a procacciare sponsor privati. Un meccanismo che suona come un incentivo ai vertici, chiamati ad attivare collaborazioni con l'estero, idee di comarketing, a far crescere il numero dei visitatori. E che premia i più intraprendenti: «Un criterio di valutazione sarà la capacità di realizzare progetti culturali alti, con costi certi»,

Si comincia da Artissima
La neo-direttrice di Artissima, Sara Cosulich Canarutto, è tra le prime alle quali è stato applicato il premio di risultato: 20 mila euro da aggiungere ai 90 mila dello stipendio

Spulciando tra i bilanci o chiedendolo ai diretti interessati, ecco gli stipendi percepiti dai presidenti degli enti riconosciuti dal Ministero come enti di ricerca, i soli ad avere un compenso. Per gli altri non esiste stipendio, ex lege Tremonti. Walter Vergnano, soprintendente Teatro Regio, 140 mila euro; Alberto Vanelli, direttore de La Venaria Reale, 132 mila euro (più 30 mila premio di produzione); Mario Martone, direttore del Teatro Stabile, 125 mila euro; Andrea Bellini e Beatrice Merz, condirettori del Castello di Rivoli, 124 mila euro ciascuno. Ernesto Ferrero, direttore della Fondazione per il Libro, percepisce 106 mila euro; Rolando Picchioni, presidente della stessa Fondazione, 65 mila euro; Sarah Cosulich Canarutto, neo-direttrice di Artissima, 90 mila euro (più 20 mila premio di produzione); Antonella Parigi, direttrice del Circolo dei Lettori, 90 mila euro; Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema, che ha un contratto a progetto da 100 mila euro. La presidente del Teatro Stabile, Evelina Christillin, riceve 36 mila euro; Enzo Restagno, direttore artistico di Mito Settembre Musica per la sola parte torinese, 80 mila euro; Graziano Melano, direttore artistico della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, 65 mila euro; il collega Beppe Navello, direttore della Fondazione Teatro Piemonte Europa, 65 mila euro. Rodolfo Gaffino Rossi, direttore del Museo dell'Auto, 60 mila euro. Non tutti hanno ritenuto, peraltro legittimamente, di dichiarare i loro compensi come Gianandrea Noseda, direttore del teatro Regio, Elena Vassilika, manager privato-direttrice del Museo Egizio e Danilo Eccher, direttore artistico della Gam. Tutte le cifre sono al lordo. [L. TOR.]

precisa l'omologo in Comune Braccialarghe, primo promotore di questo nuovo modello contrattuale. Sostenitore del criterio è anche il consigliere della Fondazione per l'Arte Crt, Franco Amato: «Se il programma è di qualità, la sponsorizzazione si trova. E' bene che il sistema si adegui presto a queste regole, a cui ci atteniamo anche noi. Siamo un ente erogatore, ma ci siamo rivolti alla Ue per un finanziamento da 1 milione e mezzo, per il Progetto Caravan». Quanto guadagnano in concreto direttori e presidenti degli enti culturali? Si varia di ente in ente, e di contratto in

contratto. Al numero uno del Regio Vergnano vanno circa 140 mila euro lordi annui (uno stipendio di tre-quattro volte inferiore a quello di molti soprintendenti italiani e stranieri, a fronte di un budget gestito di 40 milioni e 400 dipendenti). Il direttore-manager di Venaria Vanelli ne guadagna 132 (più 30 di compenso di produzione). Un segnale di sobrietà l'ha lanciato il duo di Rivoli, Merz e Bellini, che a breve si autoridurrà lo stipendio del 10% o forse più. Lo stesso vale per Barbera del Museo del Cinema, che dopo la nomina a Venezia è ingaggiato da Torino con un contrat-

to a progetto da 100 mila euro (la metà di prima). Situazione simile per Picchioni del Salone del Libro, che percepisce 65 mila euro lordi, avendo rinunciato all'adeguamento del compenso in rapporto a quello del direttore Ferrero. Sobrietà sabauda? Sicuramente efficienza. Anche nel rispetto dei lavoratori della cultura che, come ricorda la direttrice del Circolo dei Lettori Antonella Parigi, «garantiscono il massimo della flessibilità, con stipendi ancora troppo bassi». Sebbene la realtà del Circolo li valorizzi con incentivi, quali corsi di formazione o premi in denaro.

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LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012 LA STAMPA 60

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 61

il caso
ALESSANDRO MONDO

Futuro e Libertà Scanderebech coordinatore
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In breve
Ieri sera, nessun danno

Scosse di terremoto sentite in Piemonte
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ella Dc i congressi non erano un dramma. Il gruppo dirigente deve cambiare posizione: l’unità del partito non si impone con gli schiaffoni». «Comunque vada a finire, il coordinatore regionale resterò io: disponibile a un dibattito, ma su basi serie. Se Bonsignore pensa di manovrarmi come un pupazzo si sbaglia». Alla fine il duello tanto atteso non c’è stato: Bonsignore deve aver mangiato la foglia e non si è iscritto a parlare. Nè c’è stata la contestazione nei suoi confronti di cui si vociferava fin dal giorno prima. Anche così, i due avversari ormai “storici” del Pdl subalpino non hanno rinunciato a sparare i loro colpi, servendosi dei taccuini dei cronisti come di armi a lunga gittata. Il tutto nell’ambito del congresso provinciale torinese, un inedito nel Pdl: concomitante con quelli svoltisi a No-

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Sfida all’ultima scheda
Il congresso provinciale del Pdl ha visto fronteggiarsi alle urne i fedelissimi di Ghigo-Ghiglia e la lista di «Progett’Azione»: domenica prossima, invece, si voterà soltanto per il capoluogo

Ieri si è svolto a Torino, in presenza del coordinatore nazionale Roberto Menia, anche il Congresso regionale e provinciale di Futuro e Libertà per l'Italia: quello regionale ha eletto coordinatore Deodato Scanderebech; quello provinciale Antonio Pitassi. «E’ stato un congresso all'insegna non di liti, ma unitario e incentrato sui contenuti - spiega Scanderebech -. Abbiamo svolto un grandissimo lavoro sui dipartimenti: molti sono già avviati, altri sono in fase di costituzione». «Il governo Monti non va liquidato come una parentesi dopo la scadenza del 2013 ha detto Menia -.Il Paese è più veloce della politica, non è pensabile che chi lo ha tirato fuori dalle secche possa ritirarsi in buon ordine. Le buone energie liberate da questo Governo vanno coinvolte in qualunque progetto, tanto più non si può ridurre tutto allo schematismo di uno schieramento contro l’altro».

Una scossa di terremoto di ampiezza 4,9 sulla scala Richter è stata avvertita ieri alle 23,37 in alcune zone del Piemonte, in particolare Pinerolese e Cuneese, ma anche a Torino. Ha avuto il suo epicentro in Francia e la terra ha tremato anche nella nostra regione, come in Liguria. Secondo il Bureau centrale sismologico francese l’epicentro è stato localizzato nella regione dell’alta Provenza, poco lontano dalla città di Barcelonette che si trova ad una certa distanza dal confine italiano. Poco prima dell’una, seconda scossa più lieve, sempre con lo stesso epicentro.

Carnevale di Chivasso

Monete di cioccolato a sindaco e assessori
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AFFLUENZA ELEVATA

Coda alle urne, alle 20 avevano votato 4 mila iscritti sui 14 mila totali
vara, Alessandria e Vercelli; segnato da una grande affluenza di iscritti (nonostante il disagio di raggiungere Torino) e da qualche deficit organizzativo. Se è per questo, anche da qualche pastrocchio: sabato aveva tenuto banco il “giallo” degli sms apocrifi di Ghiglia che invitava, pensate un po’, a votare per Vignale, Comba e Giacometto: i candidati della lista concorrente. Stando a «Progett’Azione», ieri circa 1.500 aventi diritto al voto, pur presenti nell’elenco vidimato da Roma, non comparivano sui registri distribuiti ai rappresentanti di seggio. Da qui l’insofferenza degli interessati, arrivati dopo lunghe trasferte sui torpedoni, la necessità di allestire seggi volanti e soprattutto di verificare nome per nome. Da una parte, la lista che candida Franco Maria Botta e Daniela Ruffino con la benedizione di Ghigo e Ghiglia. Dall’altra, quella che mette in campo Gian Luca Vignale, Fabrizio Comba e Carlo Giacometto, appoggiati da Bonsignore, Armosino, e in maniera più defilata da Roberto Rosso. Ieri il congresso presieduto da

Pdl, al congresso vincono le polemiche
Giallo ai seggi: un migliaio di votanti spariscono dagli elenchi
Maurizio Gasparri, presenti tut- elezioni». Ancora più duro Ghite il Pdl al completo (arriva an- glia: «A predicare sono buoni che Caterina Ferrero) e tutti: servono meno pontefici e “ambasciatori” di Pd (Frego- qualche sacerdote in più». lent), Udc (Striglia), Lega (Ca- Mentre Vignale e i suoi hanno rossa) e La Destra (Lonero): l’oc- ribadito la necessità di un parcasione per superare i vecchi tito all’insegna del dialogo e steccati tra ex-An ed ex-Forza con una strategia. PossibilmenItalia ma anche «per conferma- te, non a rimorchio di Cota. re un forte senso di appartenenSe nelle intenzioni di Angeliza». Anche in Pieno Alfano i conmonte? «So bene MONITO DI GASPARRI gressi sono uno cos’è successo «Giusto avere spazi strumento di dequi - ha detto Gamocrazia partecidi dibattito, ma poi pata, l’occasione sparri -. So che il rapporto con la si rispettano le scelte» per fare chiarezLega è delicato, za e costruire un che servono spazi di discussione Pdl più inclusivo, par di capire ma anche un limite alla discus- che sull’ultimo punto nel Pdl piesione. Ci si confronta e poi ci si montese continueranno ad esseadegua alle decisioni». Un mes- re dolori. Come sono andate le saggio esplicito ai “dissidenti” cose si saprà oggi, ieri le votaziodi «Progett’Azione» in Regione. ni si sono chiuse a tarda ora, ma Gli stessi che, stando a Ghi- difficilmente chi si aggiudicherà go, «utilizzano un’istituzione, il 60% nel direttivo sembra moticosa grave, solo per contare vato a trovare un punto d’intesa nel Pdl in vista delle prossime con la minoranza.

Oltre 30 mila persone ieri pomeriggio hanno invaso le vie e le piazze del centro storico di Chivasso per assistere al grande Carnevalone. E per protestare contro il Comune che ha tagliato 10 mila euro di contributo, l’Agricola, ente organizzatore dei festeggiamenti, alla torre del carro della maschera locale, la Bela Tolera e l’Abbà, ha appeso 6 burattini, espressione di favole, che volevano rappresentare il sindaco e i cinque assessori. E sono state lanciate dai personaggi monetine di cioccolato per un totale di 10 mila euro.

Aperte oggi

Farmacie di turno
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I dissidenti utilizzano il Consiglio regionale solo per fare politica e contare nel partito in vista delle elezioni
Enzo Ghigo
coordinatore regionale

L’unità non si impone con la forza, è compito dei dirigenti comporre le posizioni e trattare alla pari con la Lega
Vito Bonsignore
europarlamentare del Pdl

Orario 7-19,30: Farmacia Comunale 25, Atrio Stazione Porta Nuova, corso Vittorio Emanuele II, 53. Orario 9-19,30: via Po 51; via Negarville 8/10; via degli Abeti 10; via Brandizzo 90; corso Vinzaglio 31/E; via Madama Cristina 37; via Bardonecchia 114; via Fratelli Carle 5; corso Toscana 185; via Genova 89/H; via Cibrario 33 bis. Orario 12,30-19,30:via Chiesa della Salute 64; via Buenos Aires 77; corso Sebastopoli 298. Di sera (19,30- 22,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112; via San Remo 37; corso Francia 1/bis. Di notte (19,30-9):corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso Vittorio Emanuele II 66; piazza Massaua 1; via Vigliani 55/G. Info: www.farmapiemonte.org.

IL RINNOVO DEI VERTICI DEL SAN PAOLO

Un consigliere da scegliere
Il ministro Elsa Fornero, come presidente della Commissione nazionale per le Pari opportunità ha diritto a indicare un nome per il Consiglio

RITROVI
BOLERO MUSIC HALL ore 15,00. LE ROI ore 15 Piero Buscemi. Via Stradella 8 (To) tel. 011.2409241.
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Il desiderio del ministro Fornero una donna straniera in Compagnia
BEPPE MINELLO, ANDREA ROSSI
SEGUE DA PAGINA 55

si sarebbe capito che i fondi per la ricerca sono già stati stanziati e che solo all’Ugef esistono gli strumenti utili a quel tipo di indagine. Chi invece potrebbe davvero rinunciare alla sua facoltà di nominare un consigliere è la Comunità europea. Già nell’ultima tornata è dovuto intervenire il Tribunale di Torino per la surroga. L’allora presidente Mario Barbuto scelse l’avvocato Antonio Rossomando. Il suo successore, Luciano Panzani, potrebbe optare per una soluzione

E

più «istituzionale»: ad esempio il presidente dell’Ordine degli avvocati Mario Napoli. Sembrano invece aver già deciso il sindaco di Torino Fassino e il presidente della Provincia Saitta. Il primo designerà il suo predecessore Sergio Chiamparino, destinato alla presidenza della Compagnia salvo colpi di scena, e suor Giuliana Galli. Saitta è fortemente orientato a scegliere il professor Gian Maria Gros Pietro. L’ex presidente dell’Iri è una variabile nelle mani del presidente della Provincia, che lo vorrebbe inserire nel Consiglio - da cui probabilmente salirebbe nel ristretto Comitato di gestione - in vista del rinno-

vo delle cariche in Intesa San Paolo del prossimo anno. Scenari ancora tutti da decifrare. Come è da decifrare quel che succederà in Regione, cui spetta indicare un nome. Le soluzioni più accreditate sono via via cadute. L’avvocato Patrizia Polliotto è già stato nominato due volte, e poco importa se il secondo mandato è stato parziale. Sarebbe ineleggibile, e comunque soggetta al ricorso pressoché scontato degli esclusi. Si raffredda anche l’ipotesi che porta all’ex preside della facoltà di Medicina Giorgio Palestro. In Regione è stato riaperto il bando e sono piovute 35 candidature, tra cui quella di Luigi Terzoli, ex

numero uno della Popolare Intra e presidente dell’Istituto per il credito sportivo, oggi nel board di Veneto Banca. A suo favore il gradimento del governatore Cota. In casa Pdl crescono invece le quotazioni di Roberto Berzia, per cui si starebbe dando da fare l’ex sottosegretario Guido Crosetto. An-

che qui non è però escluso che debba intervenire il Tribunale, in mancanza di un’intesa. Unioncamere Piemonte ha designato Luigi Viale, il re dei krumiri, patron della Bistefani. Entra al posto di Caterina Bima, il notaio che non può più essere nominata come Fasolo, Delle Piane e Manghi. L’Academie europea ha indicato il sociologo Alessandro Cavalli, docente all’Università di Pavia. L’Accademia dei Lincei, invece, nominerà Adriano Zecchina, gran vecchio della chimica torinese, mentre per l’Accademia delle Scienze in Consiglio siederà Pietro Rossi, che ne è il presidente e quindi si è di fatto autonominato.

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62 Cronaca di Torino

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Retroscena
ALBERTO GAINO

I protagonisti L’autodifesa davanti al pm

è da chiudersi in convento e magari, visto quel che può capitare, persino rinunziare a fare politica», sbotta Gaetano Porcino, deputato Idv, a metà del suo secondo interrogatorio nell’ufficio del procuratore capo Gian Carlo Caselli, lo scorso 21 novembre. La prima volta, in estate, il magistrato l’aveva convocato per avere chiarimenti sul suo incontro con Salvatore De Masi, detto Giorgio, arrestato nel blitz dell’Operazione Minotauro come capo della «locale» di Rivoli della ‘ndrangheta e che «risulta avere avuto parte in varie consultazioni elettorali, trovandosi ad avere contatti con sei politici» ricorda nel verbale Caselli, prima di elencarli: «Bertot, Lucà, Porcino, Tromby, Boeti e Brizio Falletti». L’onorevole risponde: «Ripeto all’infinito che il contatto con me è stato del tutto fortui-

C’

Operazione Minotauro
Sul tabellone allestito dai carabinieri gli intrecci sul territorio torinese fra ‘ndrangheta, affari e mondo politico. Nel corso della maxi-indagine della Procura sono finite in manette circa 150 persone considerate affiliate all’associazione criminale calabrese

IL CAPOCLAN DI RIVOLI

Salvatore De Masi aveva contatti con sei esponenti di vari partiti politici
to e che di una sua appartenenza alla ‘ndrangheta non ho mai avuto il benché minimo sospetto. Dopo che il mio caso è scoppiato sui giornali ho scritto a Di Pietro una lettera di dimissioni ma lui le ha respinte perché totalmente convinto della mia estraneità...».
Le pizze dell’onorevole

A pranzo con il mafioso “Non ho mai sospettato nulla”
Dai verbali le relazioni pericolose fra politici e ’ndranghetisti
Le frasi dette al giudice
Mimmo Lucà (Pd)
nell’ambiente dei calabresi di Torino da parte di un importante sostenitore di Gariglio, l’assessore uscente Mangone. Ho pensato per scrupolo di fare Il boss «sfuma» Tranne per il consigliere regio- qualcosa». nale Pd Nino Boeti («Ci conoAggiunge: «Il 13 febbraio sciamo da 40 anni, siamo immi- 2011 avevo incontrato a Torino grati dalla Calabria nello stesso alcuni amici calabresi ad una periodo, mai avuto un dubbio manifestazione (“Se non ora sulla sua reputazione»), è defini- quando”, organizzata dalle donta occasionale dai politici la lo- ne) e avevo riscontrato una poro conoscenza di De Masi, im- sitiva attenzione verso Fassino. prenditore edile a Rivoli e che Successivamente pensai di fare indossa completi grigi a diffe- la telefonata a questo signore renza dagli altri (De Masi) che capi torinesi delIMBARAZZO magari aveva dela ’ndrangheta, Davanti ai magistrati gli amici a Torifedeli a berretti e no... non avendo giubbotti. Mim- prevalgono vergogna remore in senso e incredulità contrario». mo Lucà, da quattro legislature alLa dichiarala Camera per il Pd, viene con- zione più interessante è di Vinvocato due volte per le tre sue cenzo Femia che vuol procuracordiali telefonate con il solito re voti al candidato sindaco di personaggio. La vicenda: l’ono- Ciriè, Francesco Brizio Falletrevole chiede a De Masi voti ti e pure lui «ignaro» del ruolo per le primarie del centrosini- malavitoso di De Masi: «Giorstra da dirottare su Fassino. gio non poteva venire alla ceSpiega: «La prima telefonata na elettorale, è figura imporavviene sei giorni prima delle tante nel senso che è persona primarie. Avevo sentito dire che viene cercata pensando che c’era forte mobilitazione che abbia dei voti, ma per modai carabinieri. L’onorevole è con il figlio allora candidato alle amministrative torinesi. tivazioni di lavoro è impedito a schierarsi...».
Porchietto dal padrino

«Il contatto è stato del tutto fortuito, non ho mai pensato che appartenesse alla ‘ndrangheta»
Gaetano Porcino (Idv)

Quel giorno si era dilungato un po’ di più sulla conoscenza di Pasqualino Creazzo, quale organizzatore dell’incontro preelettorale (per le amministrative di Alpignano) in un bar di piazza Massaua: «Ci siamo visti molte volte ma non si può parlare di vera frequentazione». Caselli lo risente dopo gli accertamenti su Creazzo, «nipote e cugino di primo grado» di boss ’ndranghetisti. Porcino: «Con lui ho preso qualche caffé e forse una pizza... lo conosco come migliaia di persone». Poi mette a verbale: «L’avrò incontrato negli anni una cinquantina di volte, ogni tanto passa in Comune a trovarmi o mi cerca per mangiare una pizza insieme». Dettagli: l’incontro sotto Palazzo Civico con il solito Creazzo e altri, fotografato

«Ho sentito dire che alle Primarie del Pd tra i calabresi c’era mobilitazione per Gariglio, volevo fare qualcosa» «Avevo riscontrato attenzione verso Fassino, pensai di telefonare a De Masi, che magari aveva degli amici a Torino»

L’assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto, nel 2009, da candidata presidente alla Provincia, si recò al bar del padrino Giuseppe Catalano. «La teste dichiara: “non sono assolutamente in grado di ricordarmi cosa si disse. L’incontro durò pochi minuti, salutai un po’ di gente e venni via». Precisa: «Luca Catalano era uno dei tanti giovani che mi aiutava nella campagna elettorale... Può darsi che, dopo una sua richiesta, gli abbia detto “Passiamo al bar da questo tuo zio”. Come per fargli un favore. Caselli e il pm Enrico Arnaldi di Balme le fanno presente che nelle telefonate intercettate fra ‘ndranghetisti «si parla di “interesse” della Porchietto ad incontrare Giuseppe Catalano e le persone da costui conosciute». Porchietto ribatte: «Per me Catalano era un contatto puramente elettorale, una delle migliaia di mani che ho stretto».

«Conosco De Masi da 40 anni, siamo entrambi immigrati: mai avuto dubbi sulla sua reputazione»
Nino Boeti (Pd)

«Per me Catalano era un contatto solo elettorale, una delle tante mani che ho stretto»
Claudia Porchietto (Pdl)

PINEROLO I COMMERCIANTI SPENGONO LE VETRINE E COMPRANO UNA PAGINA SUI GIORNALI

Pubblicità contro il decreto Monti
«Le liberalizzazioni sono un regalo solo per la grande distribuzione»
ANTONIO GIAIMO PINEROLO

«La liberalizzazione degli orari va a beneficio esclusivamente dei grandi centri commerciali». È corale la protesta dei commercianti di Pinerolo, che non hanno voluto limitarsi a mugugnare nei loro negozi sui cambiamenti che porterà il decreto Salva Italia. Prima, l’11 febbraio scor-

so, hanno dimostrato il loro dissenso lasciando al buio le vetrine, e nello slogan coniato sono sintetizzate le loro preoccupazioni: «Spegniamo le luci delle vetrine per due ore per non spegnerle per sempre». Poi hanno acquistato alcune pagine sui giornali per pubblicare una lettera aperta a Monti. «Pinerolo è da anni cittadina turistica, quindi con orari e aperture liberalizzate - così comincia il messaggio, apparso ieri, che porta la firma dell’Associazione commercianti ed esercenti del Pinerolese, aderente a Cna Commercio - eppure la totalità dei negozi di vicinato non aprono sette giorni su sette né nelle ore serali, notturne e

festive, il provvedimento in quanto tale non ha mai svolto la funzione di calmierare i prezzi, nemmeno quelli della grande distribuzione». I commercianti di Pinerolo sono intenzionati a togliersi tutti i sassolini dalle scarpe e in cuor loro sperano che la loro protesta, partita in punta di piedi dalla Città della Cavalleria, si allarghi a macchia d’olio sino ad arrivare nella sala dei bottoni: «Le ferite sono ancora aperte, anzi ormai sono delle piaghe - dice senza mezzi termini Paolo Reita, presidente della Cna commercio di Pinerolo - la nostra categoria è già stata penalizzata nel 2006, a causa del decreto Bersani che, in nome della

Così La Stampa

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Sul giornale di ieri è comparsa una pagina di pubblicità pagata da Ascom e Cna di Pinerolo contro il decreto «Salva Italia» varato dal governo Monti.

competitività e per una presunta tutela dei consumatori, aveva abolito il numero fisso di licenze che un tempo regolavano l’apertura dei negozi in base al numero degli abitanti e alla categoria merceologica, azzerando in questo modo il valore commerciale delle licenze, senza individuare una forma d’indennizzo». In passato per il commerciante che si ritirava dall’attività cedere la licenza equivaleva ad una sorta di trattamento di fine rapporto. «Del resto quando aveva rilevato il negozio a sua volta aveva acquistato la licenza - aggiunge Reita - facendosi carico di una spesa che contava di recuperare a fine carriera». A togliere il sonno ai commercianti c’è anche la limitazione del denaro contante per importi superiori a mille euro. «Certamente è condivisibile il principio ispiratore che vuole combattere l’evasione fiscale

- aggiunge Verano Chiale, contitolare di uno storico negozio di articoli per la casa ma si è pensato che questo significa un maggior utilizzo delle carte di credito sulle quali il commerciante paga già importanti spese bancarie? E per quello che ne sappiamo le presunte riduzioni sulle commissioni entreranno in vigore solo a settembre».

«Speriamo che adesso la nostra protesta possa dilagare anche a Torino e altrove»
Chiaro il messaggio della lettera aperta: si chiede che il Governo riveda le norme sulla liberalizzazione e che vigili affinché nella conversione in legge non venga riproposta la libertà di fare sconti, saldi e vendite straordinarie in qualunque momento dell’anno.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Cronaca di Torino 63

LUCENTO PENSIONATO ARMEGGIA CON LA BATTERIA FUORI USO E INNESCA UN INCENDIO

Provoca un corto circuito muore carbonizzato nell’auto
Un passante dà l’allarme al 115 ma i vigili del fuoco non possono salvarlo
MASSIMILIANO PEGGIO

La diga di San Mauro dove è stato ripescato il corpo della donna

SAN MAURO IL CORPO NON È STATO IDENTIFICATO
È uscito di casa alle prime luci dell’alba, come faceva tutti i giorni. Il giornale, un caffè al bar, quattro chiacchiere con gli amici del quartiere. Di solito se ne andava a piedi, ma ieri mattina Matteo Monti, 75 anni, ha deciso di rimettere in moto la sua vecchia Opel Astra familiare, che non toccava da tempo. La batteria era fuori uso: a causa forse di un sovraccarico dell’impianto elettrico, l’auto ha preso fuoco. Il pensionato è morto carbonizzato, intrappolato all’interno dell’abitacolo. Un incidente. Questa è la prima ipotesi seguita dai carabinieri della compagnia Oltre Dora, chiamati dai vigili del fuoco dopo la scoperta del cadavere. L’auto si trovava ai margini di piazza Nazario Sauro, all’altezza di via Lucca, nel quartiere Lucento. Era parcheggiata di traverso su uno spiazzo sterrato, di fronte un cantiere. Un passante ha notato l’incendio e ha telefonato al 115. «C’è un’auto in fiamme, sta già scoppiettando». La squadra dei pompieri è arrivata dopo pochi minuti. Come

Il cadavere di una donna ritrovato alla diga del Po
Il cadavere di una donna, in avanzato stato di decomposizione, è stato recuperato ieri mattina dalle acque del Po, all’altezza della diga di San Mauro Torinese. Il corpo, stando ai primi accertamenti del medico legale dell’Asl di Chivasso, sarebbe rimasto in acqua dai venti ai trenta giorni. Dall’esame esterno sono emersi anche un taglio nella parte posteriore del cranio, una ferita lineare superficiale tra il collo e l’orecchio sinistro, e altre piccole ferite lineari in tutto il capo. «Lesioni - ha ritenuto il medico legale - verosimilmente attribuibili alla lunga permanenza in acqua». Nulla che al momento possa far pensare a un omicidio. Pochi dettagli. I carabinieri non hanno trovato nessun elemento utile per identificare il cadavere. La donna indossava un maglione verde scuro, una maglia di colore viola con paillettes, pantaloni jeans neri e scarpe da ginnastica di colore nero e viola della Nike. I militari stanno consultando gli elenchi delle persone scomparse, per cercare di risalire all’identità della vittima. Si tratterebbe di una donna giovane, a prima vista: pelle bianca, altezza 1,65, età compresa tra 25 e 35 anni. Il corpo è stato trovato intorno alle 9,30. Un uomo ha chiamato i vigili del fuoco e i carabinieri. «Passeggiando vicino alla diga di San Mauro ha detto il passante - ho visto un corpo in acqua, vicino alla riva. Pensavo fosse una bambola, una specie di manichino. Invece no, è il corpo di una persona». La salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Torino, dove saranno effettuati l’autopsia e gli accertamenti per l’identificazione. [M. PEG.]

Sovraccarico all’impianto elettrico
È l’ipotesi formulata dai vigili del fuoco esaminando la carcassa dell’Opel Astra: Matteo Monti, 75 anni, non avrebbe potuto guidare, da tempo infatti aveva problemi di vista

hanno spento il fuoco, hanno scoperto il cadavere. L’auto completamente distrutta, soprattutto nella parte posteriore. La zona è stata isolata e setacciata a fondo. I carabinieri hanno effettuato accertamenti all’interno della vettura e nel piazzale, in collaborazione con i colleghi della scientifica. Attraverso la targa sono risaliti al proprietario: Matteo Monti, classe 1936, originario di Villa-

nova Monteleone, in provincia di Sassari. Ex operaio, da tempo aveva qualche problema di salute. Non poteva guidare per via di una malattia agli occhi: la sua vista non era più come quella di una volta. Matteo Monti abitava in via Foligno 78. Ieri mattina, armeggiando con la batteria, ha cercato di mettere in moto l’auto, in quel piazzale distante pochi metri dalla sua abitazione. «Dai pri-

mi accertamenti - hanno ricostruito i vigili del fuoco - la causa dell’incendio potrebbe essere imputabile a corto circuito dovuto ad un sovraccarico dell’amperaggio nel circuito elettrico». Un errore fatale. Ma al momento non è possibile esclude nemmeno l’ipotesi del suicidio. «No, impossibile. Non lo avrebbe mai fatto» hanno detto i familiari ai carabinieri. La procura ha disposto l’autopsia.

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64 Spettacoli Cronaca

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

I film

ALFIERI piazza Solferino 4, tel. 01156.23.800. Prezzi: € 5,00 int.; € 4,50 rid. Riposo Solferino 1 o=P Riposo Solferino 2 o=P AMBROSIO CINECAFÈ corso Vittorio 52, tel. 011540.068. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass Paradiso amaro Sala 1 o=P© 15.15-17.30-20.15-22.30 Knockout - Resa dei contiSala 2 o=P© 16.00-18.00-20.45-22.30 The Help Sala 3 o=© 15.00 War Horse Sala 3 o=© 18.00-20.00-22.30 ARLECCHINO corso Sommeiller 22, tel. 01158.17.190. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Paradiso amaro Sala 1 o=P© 15.30-18.00-21.00 Un giorno questo dolore ti sarà utile Sala 2 o=P© 16.00-18.00-21.00 CENTRALE ARTHOUSE via Carlo Alberto 27, tel. 011540.110. Prezzi: € 7,00 int.; € 5,00 militari, universitari, Aiace; € 4,00 over 65, under 18; € 4,00 primo spettacolo = The Help 15.30 = Paradiso amaro VO 18.00-20.10-22.20 (sott.it.) CITYPLEX MASSAUA piazza Massaua 9, tel. 01177.40.461. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 60; abbonamento Agis accettato. Proiezioni in 3D: € 10,00 int., € 8,00 rid. War Horse o=P 20.00 Com’è bello far l’amore o=P 17.50-22.35 Viaggio nell’isola misteriosa o=P 18.40-22.30 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 16.50-20.30 Paradiso amaro o=P 17.50-20.10-22.30 Hugo Cabret o=P 20.00 Benvenuti al Nord o=P 17.50-22.30 Quasi amici o=P 17.40-20.10-22.30 DUE GIARDINI ARTHOUSE via Monfalcone 62, tel. 01132.72.214. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 65, under 18 Paradiso amaro Sala Nirvana o=P 15.30-17.45-20.00-22.10 Benvenuti al Nord Sala Ombrerosse o = P 15.50-18.00-20.10-22.20 ELISEO p.zza Sabotino, tel. 01144.75.241. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Quasi amici Eliseo Grande 15.30-17.50-20.00-22.00 =P Hugo Cabret Eliseo Blu 15.00-17.15-19.30-21.45 =P Hysteria Eliseo Rosso 15.15-17.30-20.00-22.00 ERBA corso Moncalieri 241, tel. 01166.15.447. Prezzi: € 5,00 int.; € 2,50 anziani Riposo Erba 1 o=P Vedi Teatro Erba 2 o=P© F.LLI MARX ARTHOUSE corso Belgio 53, tel. 01181.21.410. Prezzi: € 7,50 int.; € 5,00 universitari, militari, Aiace; € 4,00 primo spettacolo; € 4,00 over 65, under 18 Paradiso amaro Sala Groucho o=P 15.30-17.40-20.00-22.10 Albert Nobbs Sala Chico o=P 16.00-18.15-21.00 Quasi amici Sala Harpo o=P 15.45-18.00-20.15-22.30

GREENWICH VILLAGE via Po 30, tel. 01183.90.123. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Quasi amici Sala 1 o=P© 15.30-18.00-20.15-22.30 Viaggio nell’isola misteriosa o=P© 16.00-18.00-20.15-22.30 Sala 2 In Time Sala 3 o=P© 16.00-18.00-20.30-22.30 IDEAL - CITYPLEX corso Beccaria 4, tel. 01152.14.316. Prezzi: € 5,50 int.; € 4,00 over 65 fino alle 17.55; € 54,00 Idealcinecard 12; Abb. Agis accettato; Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Quasi amici o=P© 15.00-17.30-20.00-22.30 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P© 14.30-16.30-18.3020.30-22.30 In Time o=P© 15.15-17.40-20.05-22.30 Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D o=P© 15.30 War Horse o=P© 18.00-21.30 Com’è bello far l’amore o=P© 16.00-18.10-20.20-22.30 LUX galleria San Federico, tel. 01156.28.907. Prezzi: € 5,00 int.; € 5,00 ridotto, Aiace, militari, under 18, universitari; € 4,00 over 60; € 4,20 Abb. Una sera al cinema; € 4,00 Abb. Cinepass. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Com’è bello far l’amore Sala 1 o=P 15.30-18.00-20.15-22.30 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 16.00-18.00-20.15-22.30 Sala 2 In Time Sala 3 o=P 16.00-18.00-20.15-22.30 MASSIMO via Verdi 18, tel. 01181.38.574. Prezzi Massimo 1 e 2: € 7,00 int.; € 5,00 rid., Aiace, stud. univ.; € 4,00 over 60. Massimo 3: € 6,00 int.; € 4,00 rid., Aiace; € 3,00 over 60. Proiezioni 3D € 8,00 int.; € 6,00 rid.; € 5,00 anziani =P© Hugo Cabret 3D Massimo 1 15.30-17.50-20.10-22.30 =P© E ora parliamo di Kevin Massimo 2 16.00-18.10 Spazio Torino - Premio Chicca Richelmy =P© 20.30 Massimo 2 Suzaki Paradise: Red light VO =P© 16.30 (sott.it.) Massimo 3 =P© Tormenti Massimo 3 18.30 =P© Rusty Knife VO Massimo 3 20.30 (sott.it.) =P© A colt is my passport VO Massimo 3 22.15 (sott.it.) NAZIONALE via Pomba 7, tel. 01181.24.173. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo = Hysteria Nazionale 1 16.00-18.00-20.00-22.00 = The Artist Nazionale 2 15.45-17.50-20.00-22.00 REPOSI via XX Settembre 15, tel. 011531.400. Prezzi: € 7,50 int. serale; € 5,50 int. pomeridiano; € 4,00 anziani; € 27,00 abb. 6 ingressi; € 51,00 abb. 12 ingressi; abb. Arthouse accettato. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 8,00 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 15.30-17.50-20.10-22.30 Reposi 1 Hugo Cabret 3D Reposi 2 o=P 15.00-17.30-20.00-22.30 Quasi amici Reposi 3 o= 15.00-17.30-20.00-22.30 Qualcosa di straordinario o= 15.15-17.40-20.05-22.30 Reposi 4 Com’è bello far l’amore Reposi 5 o= 15.30-17.50-20.10-22.30 Un giorno questo dolore ti sarà utile o= 15.15-17.40-20.05-22.30 Reposi 6 War Horse Reposi 7 o= 15.30-18.45-22.00

ROMANO galleria Subalpina, tel. 01156.20.145. Prezzi: € 7,00 int.; € 4,50 under 18, universitari, militari, Aiace; € 4,00 over 60; € 4,00 primo spettacolo =P Albert Nobbs Sala 1 15.15-17.30-20.00-22.00 Un giorno questo dolore ti sarà utile =P 16.00-18.00-20.00-22.00 Sala 2 =P The Iron Lady Sala 3 15.15-17.30-20.00-22.00 THE SPACE CINEMA TORINO - PARCO DORA salita Michelangelo Garove 24, tel. 892111. Prezzi: € 6,00; € 4,00 over 60; € 4,50 Under 25 card Quasi amici Sala 1 o=P 15.55-18.40-21.40 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 16.30-19.00-21.30 Sala 2 Tre uomini e una pecora Sala 3 o=P 16.30-21.40 Jack e Jill Sala 3 o=P 19.10 Knockout - Resa dei contiSala 4 o=P 16.45-19.15-21.45 Hugo Cabret 3D Sala 5 o=P 15.55-18.45-21.35 In Time Sala 6 o=P 15.50-18.30-21.10 Com’è bello far l’amore 3D o=P 16.15-18.40-21.20 Sala 7 War Horse Sala 8 o=P 15.30 Benvenuti al Nord Sala 8 o=P 18.45-21.35 UCI CINEMAS LINGOTTO via Nizza 262, tel. 01166.77.856. Prezzi: € 6,30 int.; € 5,80 bimbi fino a 8 anni; € 6,00 over 65; € 8,00 notturno. Proiezioni 3D: int. € 10,00, rid. € 9,00, acquisto occhiali 3D € 1,00 Un giorno questo dolore ti sarà utile o=P 15.50-18.05-20.20-22.35 Hugo Cabret 3D o=P 14.10-17.00 Tre uomini e una pecora o=P 20.00-22.20 Hysteria o=P 15.40-17.50-20.05-22.20 Quasi amici o=P 14.50-17.20-19.50-22.20 Com’è bello far l’amore o=P 15.15-17.40-20.15-22.30 In Time o=P 19.40-22.20 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 15.00-17.20 In Time o=P 14.35-17.15 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 19.55-22.15 Benvenuti al Nord o=P 14.40-17.20-20.00-22.30 Knockout - Resa dei conti o=P 15.20-17.40-20.05-22.25 Alvin superstar 3 o=P 14.50 Qualcosa di straordinario o=P 17.05-19.35-22.00 Paradiso amaro o=P 14.40-17.10-19.45-22.10

Cinema: Torino e altre visioni
AGNELLI via P. Sarpi 111/a, tel. 01131.61.429. Midnight in Paris 21.00 CINE TEATRO BARETTI via Baretti 4, tel. 011655.187. Maria Stuarda (1835) CINE CARDINAL MASSAIA via Sospello 32, tel. 011257.881. Riposo CUORE via Nizza 56, tel. 01166.87.668. Riposo ESEDRA via Bagetti 30, tel. 01143.37.474. Riposo MONTEROSA via Brandizzo 65, tel. 01123.04.153. Sherlock Holmes: Gioco di ombre 21.00 VALDOCCO via Salerno 12, tel. 01152.24.279. Riposo

Cinema aperti: Area Metropolitana e Provincia
BEINASCO
THE SPACE CINEMA BEINASCO - LE FORNACI via G. Falcone, tel. 892.111. Prezzi: € 6,00 int.; € 5,00 over 65. Proiezioni 3D: € 11 intero dal lun. al ven. dopo le ore 18, sab. e dom. tutto il giorno, € 9 rid. dal lun. al ven. prima delle ore 18, ragazzi fino 10 anni, anziani sopra i 60 anni Knockout - Resa dei contiSala 1 17.30-19.55-22.15 Viaggio nell’isola misteriosa 3D Sala 2 17.05-19.20-21.40 Hugo Cabret 3D Sala 3 17.05-19.50-22.30 In Time Sala 4 17.15-19.50-22.20 Benvenuti al Nord Sala 5 17.05-19.50-22.20 Quasi amici Sala 6 17.30-20.00-22.25 Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma 3D Sala 7 17.05 Com’è bello far l’amore 3D Sala 7 20.00-22.15 Jack e Jill Sala 8 20.00 Tre uomini e una pecora Sala 8 17.30-22.20 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma Sala 9 22.15 War Horse Sala 9 19.15 Com’è bello far l’amore Sala 9 17.00

MONCALIERI
UGC CINÉ CITÉ 45° N via Postiglione, tel. 899.788.678. Prezzi: € 5,70; € 4,00 studenti; Abb.: Carta UGC5 5 posti a € 20,90; Carta UGC7 5 posti a € 27,50 Hysteria o=P 15.25-17.45-20.00-22.15 Knockout - Resa dei conti o=P 15.25-17.55-20.15-22.35 Qualcosa di straordinario o=P 17.30-19.55-22.20 Viaggio nell’isola misteriosa o=P 15.00-17.20 La scomparsa di Patò o=P 20.10-22.25 Viaggio nell’isola misteriosa 3D o=P 15.20-17.40-20.00-22.20 Un giorno questo dolore ti sarà utile o=P 15.10-17.40-20.05-22.30 Quasi amici o=P 14.00-16.40-19.20-22.05 ATM - Trappola mortale o=P 15.20 Alvin superstar 3 o=P 15.10-17.25 40 carati o=P 20.10-22.30 Paradiso amaro o=P 14.40-17.10-19.40-22.10 Benvenuti al Nord o=P 14.40-17.20-20.00-22.40 Com’è bello far l’amore o=P 15.00-17.30-20.00-22.30 In Time o=P 14.20-17.00-19.40-22.20 Hugo Cabret 3D o=P 14.10-17.00-19.50 Jack e Jill o=P 22.40 Tre uomini e una pecora o=P 15.15-17.40-20.05-22.30 Mission: Impossible - Protocollo Fantasma o = P 14.00-16.50-19.40-22.30 Jack e Jill o=P 14.50-17.10 War Horse o=P 19.20-22.30

PIOSSASCO
IL MULINO 01190.41.984. Paradiso amaro 21.15

SETTIMO TORINESE
PETRARCA via Petrarca 7, tel. 01180.07.050. In Time Sala 1 Viaggio nell’isola misteriosa Sala 2 Paradiso amaro Sala 3 21.30 21.20 21.10

VALPERGA
AMBRA 0124617.122. Hugo Cabret 3D Uno Viaggio nell’isola misteriosa 3D Due
© ©

21.30 21.30

VENARIA
SUPERCINEMA 01145.94.406. Quasi amici Hugo Cabret Com’è bello far l’amore In Time War Horse
o=P© o=P© o=P© o=P© o=P©

CASCINE VICA - RIVOLI
DON BOSCO DIG. 01195.08.908. Viaggio nell’isola misteriosa 21.15

17.30-20.00-22.30 17.30-20.00-22.30 20.00 22.30 17.30

CHIERI
SPLENDOR 01194.21.601. Quasi amici
©

PIANEZZA
21.15 LUMIERE 01196.82.088. Com’è bello far l’amore In Time Quasi amici War Horse Paradiso amaro Viaggio nell’isola misteriosa 3D 17.30-22.30 20.00 17.30-20.20-22.30 22.20 17.30-20.00 17.30-20.40-22.30

VINOVO
AUDITORIUM DIGITAL 01196.51.181. Quando la notte 21.00

CHIVASSO
POLITEAMA 01191.01.433. In Time 21.00

CUORGNÈ
MARGHERITA 0124657.523. Quasi amici
=

21.30

PINEROLO
HOLLYWOOD 0121201.142. Com’è bello far l’amore MULTISALA 0121393.905. War Horse Italia 200 Viaggio nell’isola misteriosa 3D Italia 500 RITZ 0121374.957. In Time 21.30 21.00 21.00 21.30

Cinema chiusi oggi
AVIGLIANA AUDITORIUM E. FASSINO - BARDONECCHIA SABRINA - BEINASCO BETOLINO - BORGARO TORINESE ITALIA - CESANA TORINESE SANSIPARIO - COLLEGNO UNIPLEXLUCE COAZZE PALAFESTE - GIAVENO SAN LORENZO - LEINÌ AUDITORIUM - NONE CINEMA EDEN - RIVOLI BORGONUOVO - SANMAURO TORINESE GOBETTI - SAUZE D’OULX SAYONARA SESTRIERE FRAITEVE - SUSA CENISIO - TORRE PELLICE TRENTO - VENARIA TEATRO DELLA CONCORDIA - VILLAR PEROSA NUOVO - VILLASTELLONE JOLLY

IVREA
ABC CINEMA D’ESSAI corso Botta 30, tel. 0125425.084. Hysteria 20.15-22.15 BOARO 0125641.480. Paradiso amaro 20.15-22.30 POLITEAMA 0125641.571. In Time 20.15-22.30

T1 T2 PR CV

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

65

Hockey ghiaccio, incredibile Valpe
La Valpe batte anche l’Asiago (settima vittoria negli ultimi otto match) e vola verso i playoff. Sul ghiaccio dei campioni d’Italia in carica, i ragazzi di Ron Ivany si sono imposti per 3-2 ai rigori (penalty decisivo di Sirianni) dopo che i tempi regolari si erano chiusi sul 2-2 per effetto delle reti di Dickenson e Nikiforuk da un lato e di Ulmer e Vigilante dall’altra. I Bulldogs, che con questo successo raggiungono l’Asiago a quota 36 e portano a quattro punti il vantaggio sul Renon (che finirebbe così ai playout), domani affronteranno il Fassa per l’ultimo incontro casalingo del girone.

SPORT PIEMONTE

All’interno

CALCIO

Casale, un altro pareggio salva il primato
Di Ferdinando
A PAGINA 66

VOLLEY

Cuneo rimonta Giaveno vince e pensa alla Coppa
Scarpace e Serra
A PAGINA 70

Caldirola e Meggiorini nella partita di ieri vinta dal Brescia grazie a un autogol

GRANATIERI, PENSIERI FORTI COLORATI DI GRANATA

BASKET

Biella si chiama fuori dalla lotta per la salvezza
Zavagli
A PAGINA 71

La malattia del non-gol può diventare epidemia
Il ko di Brescia figlio dell’incapacità di concretizzare le tante occasioni da rete
fronte al compiacimento diciamo scientifico. Perché il Torino ha giocato meglio, ha creato tante occasioni da gol, ha preso un palo anzi un palaccio ed ha pure provveduto al decisivo gol bresciano con un’autorete. Sul piano dello sport ha fatto meglio del Brescia, sul piano del gioco, consistendo l’essenza, lo spirito, la finalità del gioco nello spedire la palla dentro la porta avversaria, ha fatto peggio. E non solo: ha fatto troppo entrare nel gioco la variante, molto granata, dell’errore in zona gol: Meggiorini, Antenucci, nel poco tempo offertogli anche Bianchi hanno propiziato la straordinaria raccolta di minuti vergini da parte del portiere bresciano Arcari. Non è una novità, casomai ieri si è trattato di un peggioramento e non tanto per la quantità di occasioni perse cioè di gol sbagliati, quanto per il fatto che la sconfitta di ieri conta doppio, perché il recupero era ideale per staccare Pescara e Sassuolo. E facciamo tornare qui nelle nostre tematiche quasi fisse il quesito se sia meglio o peggio giocare sapendo i risultati della concorrenza: in fondo al Toro ieri anche un pareggio poteva andare bene, e chissà che questo pensiero non abbia condizionato, sia pure per uno zic, un’azione, un tiro. In quel gioco contorto e appassionato che è il tifare Toro si frequentano infinite situazioni, ma adesso siamo ad una scelta succinta: a) isolare la partita come un caso a sé, brutto ma non orribile, triste ma non deprimente; b) allargare quello che si è visto e soprattutto che non si è visto al discorso della promozione. Nel secondo caso, non soltanto promozione in A, ma anche e soprattutto ascensione ad una tranquilla zona media dei valori. Sposando, con la forza di chi le ha viste tutte ma sa che ne vedrà altre, la seria scelta numero 2, ci scopriamo perplessi di fronte all'’ottimismo di tanti granata «alti», dal tecnico ai giocatori, dal presidente al direttore, sulla capacità del complesso attuale di ben figurare anche in A. A parte il fatto che pochi sono i giocatori di proprietà, e che ci saranno sacrifici umani e restituzioni di prestiti, noi pensiamo che per una decorosa serie A il Toro dovrò far i conti con tre lacune: la iella storica, e questo si sa da tempo, un organico che non può bastare, l’idiosincrasia al gol. La terza lacuna non è attribuibile soltanto alla scarogna: Pulici che era Pulici fu messo da Giagnoni di fronte ad un muro e perché prendesse confidenza con la palla e il tiro. In fondo, se si pensa al destino che è imbattibile e ai soldi che sono pochi, la terza lacuna è quella più facilmente o meno difficilmente rimediabile. Bianchi e Antenucci sono malati di non gol, e si temono contagi. Meggiorini non ha mai imparato, idem Stevanovic. Sgrigna che forse conosce il gol più degli altri gioca troppo poco. E da lontano nessuno sa tirare: al punto che si aspetta il bianconero Pasquato, e ringraziarlo vorrà dire far ridere la Juve.

GIAN PAOLO ORMEZZANO

ATLETICA

Mezza maratona, Straneo al record femminile
Zambruno
A PAGINA 72

P

er chi come noi è convinto ormai che il calcio sia ben poco sport e sin troppo gioco, la partita giocata e persa dal Torino a Brescia è così fortemente dimostrativa di tale credenza che quasi quasi l’arrabbiatura passa in secondo piano di

.

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R

66 Piemonte Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

U

CALCIO
LE PIEMONTESI

Ancora un pari per il Casale Salvo il primato
Rimini e Renate, nessun gol e due punti in 4 giorni Buglio: orgoglioso del gruppo, sono uomini veri
Renate Casale 0 0
angolo di Adornato sul tiro di Mazzini servito da Mangiarotti. La risposta del Casale arriva al 22' con la conclusione di Garrone, sulla ripartenza di Peluso, che Pifferi smanaccia in angolo. Tre minuti dopo tandem offensivo Cavalli, Battaglino, Mazzini, dribbling su Naglieri e tiro dell'attaccante che fa la barba al palo. La frazione si chiude al 33' con il tiro dentro l'area di rigore di Battaglino che termina alto. Nella ripresa è il Casale che si rende pericoloso e al 19' sfiora l'occasione per i tre punti. Curcio va via sulla sinistra, serve Garrone che la rimette nel mezzo dove a rimorchio arriva Gambadori che, dai sedici

Più tre sulle inseguitrici
I nerostellati (qui un’azione della gara casalinga contro il Rimini) mantengono tre punti di vantaggio su Rimini e San Marino e sei sul Cuneo

RENATE: Pisseri, Adobati, Bergami-

ni, Ferrari, Gavazzi, Cavalli, Battaglino, Gualdi, Mantovani (19' st Mastrototaro), Mangiarotti (32' st Ghezzi), Mazzini (16' st Dalla Costa). All. Magoni.
CASALE: Adornato, Silvestri, Gonnel-

la, Vignati, Naglieri, Garrone, Capellupo, Gambadori (42' st Iannini), Agnesina (33' st Miello), Curcio, Peluso (21' st Petrilli). All. Buglio.
ARBITRO: Merlino di Udine. NOTE: ammoniti: Gualdi, Capellupo

e Petrilli, tutti per gioco scorretto. Calci d’angolo 4-5. Recupero 1’ + 4’. Si è giocato sul neutro di Meda.

Un pareggio che vale oro

GIANNI DI FERDINANDO MEDA

Nello spazio di quattro giorni il Casale ottiene due pareggi consecutivi a reti bianche: con il Rimini e ieri sul terreno di gioco del Renate, che permettono alla formazione di Buglio di mantenere la testa della graduatoria con tre punti di vantaggio sullo stesso Rimini e San Marino e sei sul Cuneo di Ezio Rossi. Verdetto del campo che appare equo al culmine di una contesa che è stata ostacolata dal vento. Nei primi 45' il Renate si è reso pericoloso in due circostanze con il propositivo Mazzini, mentre nella ripresa, complici le condizioni climatiche che non si sono attenuate, il canovaccio della gara si è ribaltato ed è stata la formazione ospite a sfiorare

Mangiarotti e Ghezzi riequilibrano nella ripresa le opportunità da rete sciupate
metri, calcia in porta con Pifferi che dice di no deviando in angolo. Al 32' Gualdi serve Mangiarotti che viene anticipato in area di rigore al momento dei tiro da Silvestri. L’ultimo sussulto al 36' con Ghezzi, dopo lo stop in area di rigore, che termina alto. «Si tratta di un buon pari - considera F. Buglio- ottenuto al cospetto di un valido avversario e nella circostanza ho avuto ancora una volta la conferma di allenare un gruppo costituito da uomini veri dei quali vado orgoglioso. Ora ci aspettano undici finali».

Cuneo prudente non si brucia nel big match contro San Marino
San Marino Cuneo 1 1
PAOLO COSTA CUNEO
SAN MARINO: Vivan; Farina (19’ st Del

Duca), Fogacci, Pelagatti (19’ st D’Antoni), Crivello, Sorbera, Amantini (30’ st Loiodice), Del Sole, Villanova, Lapadula, Tarallo. All.: Petrone
CUNEO: F. Rossi; Passerò, Donida, Sen-

tinelli, Cintoi, Carretto (18’ Arcari), Cristini, Longhi, Garavelli (21’ st Lodi), Di Quinzio (14’ st Fantini), Varricchio. All.: E. Rossi.
ARBITRO: Sacchi di Macerata. RETI: pt 7’ Varricchio; st 33’ Tarallo. NOTE. Ammoniti: Cristini, Donida.

Corner: 6-3. Recupero: 3’ +3’ . Debutto per il neo acquisto Arcari. Spettatori 400

Buon pari esterno per l’Ac Cuneo che chiude sull’1-1 il big-match con il San Marino terzo della classe. Un gol per parte, e tante emozioni all’ombra del Titano, dove si scontrano due tra i più prolifici team del campionato. Per i cuneesi di mister Ezio Rossi è il secondo 1-1 consecutivo dopo il pari ottenuto nel recupero infrasettimanale con l’Alessandria: un risultato prezioso quello centrato all’Olimpico di Serravalle, che consente ai biancorossi di rimanere nella scia delle prime tre della graduatoria, ieri tutte costrette al pareggio.

Nel confronto con San Marino, mister Ezio Rossi presenta nuovamente il 5-3-2 provato per la prima volta mercoledì con i grigi: assente lo squalificato Garcia Jesus, il ruolo di terzo centrale è affidato a Cintoi. Il turnover in attacco promuove inizialmente Di Quinzio e Varricchio. Partenza lanciata per i padroni di casa, che arrivano al confronto diretto con 9 risultati utili consecutivi e un ruolino di marcia casalingo impressionante. La prima occasione da rete, tuttavia, è a favore dei cuneesi: al 5’ ci prova Garavelli, ma il suo tiro cross è parato da Vivan. Al 13’ San Marino in avan-

ti. Sorbera cade al limite, ma l’arbitro non abbocca. Quattro minuti più tardi, calcio d’angolo per i «titani»: Francesco Rossi cerca di bloccare, ma si fa sfuggire la sfera, Fogacci non ne approfitta e grazia il Cuneo. Identica sorte per Tarallo che al 18’, sull’«assist» di Amantini, calcia alto con la porta sguarnita. Dopo l’uscita di Sentinelli per problemi muscolari (entra Arcari) la gara si assesta su ritmi più bassi e la prima frazione va in archivio sullo 0-0. Avvìo di ripresa all’insegna di Lapadula, ma Rossi non si lascia sorprendere dall’azione del torinese. Cuneo esce dal guscio e, dopo un buon colpo di testa di Donida sul cross di Passerò (5’), al 7’ passa in vantaggio. Ancora un traversone dal fronte destro, stavolta con Di Quinzio, e Varricchio realizza magnificamente di testa. Per i cuneesi entra Fantini al posto di Di Quinzio. La replica dei locali passa per Villanova, il cui sinistro dalla distanza al 10’ è re-

Ospiti più grintosi in avvio di partita Adornato decisivo su Mazzini
la rete con la netta palla gol fallita da Gambadori a metà della frazione. Le due squadre si sono equivalse, mantenendosi corte, compatte, cercando di operare con la palla a terra, incontrando delle difficoltà specialmente sulle parabole alte e Adornato ancora una volta tra i migliori della sua truppa. La gara che, presenta sul terreno di gioco un Casale schierato con il 4-4-2, con F. Buglio che rinuncia agli affaticati Iannini e Taddei, entrambi in panchina dopo le due partite disputate nello spazio di soli tre giorni, si apre al 3' con il tiro dall'altezza del dischetto del rigore di Garrone che si perde alto. All'8' decisiva deviazione in

I grigi chiudono in dieci

Alessandria si sbronza a Treviso Mea culpa di mister Sonzogni
Treviso Alessandria 3 1
FRANCESCO GASTALDI TREVISO
TREVISO: Campironi, Cernuto, Paoli,

Bandiera, Biagini, Di Girolamo, Maracchi (28' st Stendardo), Giorico, Ferretti (19' st Gallon), Torromino, Malacarne (8' st Beccia). All. Zanin.
ALESSANDRIA: Servili, Marchetti (10' st

Negrini), Sabato, Cammaroto, Cusaro, Segarelli, Santoni (38' st Motta), Roselli, Fanucchi, Nocciola (1' st Artico), Floriano. All. Sonzogni.
ARBITRO: Cifelli di Campobasso. RETI: 37' Maracchi, 40' Malacarne, st

5' Di Girolamo, 30' Santoni.
NOTE:Espulso Sabato. Ammoniti Ro-

selli, Cusaro, Cernuto, . Angoli 4-4. Recupero 1' + 3'.

Il Treviso si rivela «indigesto» per i grigi che tra andata e ritorno ne beccano sette dai biancazzurri. Finisce 3-1 al Tenni e l’uomo in più per i trevigiani è Torromino, mentre il 4-3-3 proposto da Sonzogni non paga. Nel primo tempo, quando entrambi gli undici si limitano al compitino l’Alessandria regge, poi i veneti accelerano e per i mandrogni sono dolori. Nella ripresa, gli ospiti tornano al 4-4-2 e questo sembra essere l’assetto tattico che più si addice alla squadra attuale. A fine partita lo stesso Sonzogni ammetterà: «Il 4-3-3? Visto il risultato, non lo

riproporrei». Avvio a ritmo piuttosto sostenuto dei padroni di casa e solo dopo il 15' i grigi mettono il naso verso l'area avversaria rimediando un paio di corner. Latita lo spettacolo, con un copione piuttosto scontato: Treviso più propositivo e rivali che si difendono con ordine. Il primo tiro è di Maracchi al 31', Servili controlla, ma la prima occasione gol è dei padroni di casa al 34': Giorico trova Torromino sulla sinistra, splendido l'aggancio dell'ex Biellese che si «beve» Marchetti, poi la sua botta fa la barba all'incrocio dei pali. Al 37' Treviso in vantaggio: ancora Torromino che salta

Il raddoppio di Malacarne contro l’Alessandria

mezza difesa alessandrina, il tiro respinto da Servili finisce sui piedi di Maracchi che non sbaglia. Al 40' il raddoppio: ancora Torromino viaggia sulla sinistra e di tacco libera Malacarne che batte in velocità Marchetti e con un destro incrociato supera ancora l’incolpevole Servili.

Con l’ingresso di Artico a inizio ripresa Sonzogni ricusa il 4-3-3 per tornare al 4-4-2: al 5' però l’incornata di Di Girolamo chiude la partita. Servili si supera due volte su Gallon (21' e 23'). C'è tempo per una conclusione di Roselli alta (44') e il rosso a Sabato.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Piemonte Sport 67

Serie D

Santoro cura i malanni del Chieri Un gol e gli azzurri rivedono il cielo
Chieri Borgosesia 1 0
Sedicesimo sigillo
È il bottino stagionale della punta biancazzurra Santoro, qui in azione contro il Borgosesia
CHIERI: Gozzi, Giai Pron, Caldarola

il punto
Paolo Accossato

Valle d’Aosta avverte il fiato sul collo dei collinari
artita dopo partita, vittoria dopo vittoria ed ecco che il Chieri corona il lungo inseguimento al Valle d’Aosta. Il binomio in vetta potrebbe già scindersi mercoledì quando gli ultimi recuperi metteranno di fronte tra gli altri i valdostani al Lascaris (e aspettarsi una sorpresa dal «Soffietti» è fantacalcio) ma intanto Sesia si gode una bella prova di carattere da parte dei suoi che sembravano fino a qualche domenica fa avere abbandonato ogni velleità di successo finale. Ed invece, complice anche un appannamento dei ragazzi di Zichella, la lunga volata verso la parte conclusiva della stagione ora sembra decisamente più pimpante. Merito soprattutto del Villalvernia che dopo aver superato il Chieri mette i brividi anche al Valle d’Aosta costretto alla rimonta non facile: vantaggio alessandrino su autorete di Benedetto e pareggio di Ruggiero. Dietro le prime, il vuoto dato che le immediate inseguitrici scivolano tra le mura amiche con il Santhià che perde in casa contro la Novese e il Derthona che incappa nell’ennesima giornata storta contro il Bogliasco. Vercellesi dunque a -9 e alessandrini addirittura a -15 e a questo punto poco importa che i leoncelli abbiamo ancora un match da recuperare. A Tortona il Bogliasco passa in vantaggio con Baudinelli, è raggiunto da Mazzoleni ma ad un quarto d'ora dal termine Chiarabini spegne le speranze di promozione del Derthona. La Novese a Santhià va addirittura sul 2-0 con Soaragna e Rolando e resiste al ritorno dell’undici di Koetting in rete con Brognoli. L’Asti cada in casa (1-2) con l’Acqui, sempre tra le mura amiche l’Albese perde con la Caratese e per le nobili decadute si profilano playout da brividi.

(16' st Sandrone), Campanaro (1' st Nicolini), Grancitelli, Cacciatore, Manasiev, Poesio, Santoro, Pasquero, Parisi (40' st Conrotto). All: Sesia.
BORGOSESIA: Sala, Formentini, Pavan,

P

Tuofaoui (26' st Oliva), D'Iglio, Giacomini, Andriulo, Barbaro (33' st Pasquino), Ligori, Tettamanti, Trabace. All: Viganò.
ARBITRO: Ambrogio di Cosenza. RETE: st 9' Santoro. NOTE: espulso Giai Pron al 39' st per

gioco falloso. Ammoniti Caldarola, Pasquero, Ligori. Angoli: 5-3. Recupero: 0'+3'. Spettatori 200 circa.

PAOLO ACCOSSATO CHIERI

Il gol del pareggio di Tarallo

spinto dalla traversa. Villanova e Tarallo sono i due sanmarinesi più pericolosi, e proprio Tarallo, dopo una nuova traversa centrata al 28’, realizza il pareggio con un tocco preciso su azione da corner (33’). Locali vicini al gol del 2-1 al 36’ con Villanova. Poi, al 44’, Fantini impegna severamente l’estremo di casa. Domenica derby con la Valenzana.

Quando la partita non vuole saperne di sbloccarsi e non si mette per il verso giusto a Chieri hanno il meraviglioso antidoto Santoro. Con il sedicesimo centro della loro punta, come sempre chirurgico nel colpire al momento opportuno, i biancoazzurri risolvono il rompicapo Borgosesia, vendicano il ko dell’andata, incamerano la diciottesima vittoria dell’anno e raggiungono in vetta alla classifica il Valle d’Aosta per quanto l’undici di Zichella debba ancora recuperare il match con il Lascaris ed abbia già goduto del turno di riposo per l’estromissione dell’Aquanera. Ma ad oggi tutto questo poco importa perché il Chieri ha riazzannato il campionato dimostrando che sarà fino alla fine una corsa a due. Se al Borgosesia mancano sei titolari, sono poche le varianti a disposizione di Sesia che non dispone di Didu (ancora infortunato) e Montante (squalificato). In difesa c'è dunque la coppia centrale Cacciatore-Grancitelli con Conrotto dirottato in panchina e Pasquero al fianco di Santoro con Parisi e Manasiev larghi sulle fasce. Il primo sole primaverile non agevola un inizio pimpante che si risolve in un sinistro di Manasiev al 3' non distante dal palo. Chieri comunque più vivace tanto che Poesio si sbra-

A CHIAVARI 22˚KO STAGIONALE

Lascaris ci crede un tempo poi incassa cinque reti
I

Questa volta il Lascaris regge un tempo e poi sprofonda sotto i colpi del Chiavari. A spezzare in due il match in favore dei liguri padroni di casa, il rigore che ad inizio ripresa apre il successo dell’undici di Del Nero e condanna i bianconeri al ventiduesimo ko della stagione. Finire l’annata con dignità (peraltro sempre palesata fino ad oggi) diventa a questo punto l’obiettivo della squadra di patron Trabucco. In Liguria il vantaggio del Chiavari arriva dopo quattordici minuti: su angolo di Di Dio, Del Nero (figlio del mister e fratello del giocatore di Lazio e Brescia) anticipa tutti e mette in rete sotto la traversa. Il Lascaris incassa e risponde al 28' quan-

do Beccia con un sinistro a giro trova l’angolo risolvendo una mischia in area. Dopo sei minuti della ripresa arriva l’episodio chiave: Piacentini si accentra in area e Di Stolfo lo stende. E' rigore che Mussi calcia centralmente agevolando la parata di Troilo ma sulla respinta ancora Mussi non perdona. La luce si spegne per i torinesi e il Chiavari gioca in scioltezza: al 12' Di Dio si invola in contropiede, Troilo è bravo a deviare la sfera in uscita e Piacentini implacabile nel facile tap in. Partita chiusa e gli ultimi due gol di Mussi al 40' (gran tiro al volo su lancio di Del Nero) e 48' in contropiede servono solo a dare proporzioni più ampie al finale.
[P.ACC.]

na il vantaggio al 15' con un colpo di testa a lato dall’interno dell’area piccola. E al 18' Grancitelli trova sulla sua strada un super Sala mentre Pasquero sulla ribattuta incoccia la traversa. La sfida non sembra però avere un filo logico con molta imprecisione da una parte e dall’altra: Poesio in mezzo non è Didu e così Sesia prova a cambiare con Pasquero arretrato a centrocampo e Parisi affiancato a Santoro. Ad inizio ripresa (8') ancora enorme occasione per i padroni di casa: uscita a vuoto di Sala, Grancitelli a porta vuota indirizza verso l’angolo ma Andriulo salva sulla linea e Pasquero dal dischetto del rigore spara alto. Ma un minuto dopo arriva il vantaggio: il merito è tutto di Santoro che temporeggia al limite con la palla al piede e spedisce nell’angolo con un destro incrociato rasoterra. Sesia alla fine è soddisfatto: «Non benissimo il primo tempo, anche se abbiamo giocato meglio noi. Più vivace la ripresa quando abbiamo colpito senza concedere a loro alcuna vera occasione».

Sconfitta in casa

Lamenza dall’illusione all’harakiri Valenzana vicina alla retrocessione
Valenzana Pro Patria 1 2
RODOLFO CASTELLARO VALENZA
VALENZANA: Serena; Allegrini, Cre-

scente, Serao, Bettati, Forino; Montanari (35' st Enrico), Righini, Pagan (22' st Bassoli); Miracoli (20' st Capellini), Lamenza. All. Rossi.
PRO PATRIA: Frasca; Gambaretti, Bot-

turi, Polverini, Taino (1' st Bonfanti); Bruccini, Vignali, Cortesi (44' st Capogna); Giannone; Serafini, Cozzolino. All. Cusatis.
RETI: pt 11' Lamenza; st 11' st Serafini

(rigore), 43' Bruccini.
NOTE: espulso al 10’ st Lamenza per

doppia ammonizione. Ammoniti Allegrini, Forino. Corner 4-3. Recuperi 5’+ 5’. Spettatori 350 circa.

Non basta il primo gol di Lamenza in maglia rossoblù per coltivare le speranze di salvezza della Valenzana, che cade in casa con la Pro Patria (1-2). La condanna giunge da un rigore concesso per un mani dello stesso giocatore e l’episodio provoca anche l’espulsione dell’attaccante. Una decisione che lascerà dubbi infiniti e tanto amaro in bocca. Un peccato perché in campo c’è una Valenzana davvero diversa rispetto a quella del recupero col Montichiari: più autorevole, più convinta

di se stessa, capace di annullare la supremazia del fraseggio ospite. Al via non si vede Dall’Ara, colpito da un risentimento all'adduttore che si riacutizza nel riscaldamento e costringe il mister a sostituirlo con Righini. I primi minuti sono di marca ospite, ma sul primo contrassalto la Valenzana passa: spunto di Miracoli sulla fascia sinistra, cross e colpo di testa millimetrico di Lamenza, che non lascia scampo a Frasca (11'). Si attende la risposta dei lombardi, che però è evanescente: ci sono solo una rete di Cozzolino, segnata dopo il fi-

schio dell'arbitro per una plateale fallo su Bettati (20'), e un colpo di testa di Cortesi (25'). Poi, cominciano le valutazioni dubbie: Miracoli, lanciato a rete, viene atterrato (29'), sull’altro fronte Cozzolino segna ancora, ma il guardalinee annulla (39'). Nei minuti di recupero viene espulso il coach Cusatis. Nella ripresa, la Pro Patria cerca di fare gioco ma la Valenzana è più ordinata. Il pari arriva dopo una punizione di Cozzolino: nella barriera rossoblù, saltano in cinque e il direttore di gara vede un mani di Lamenza, lo ammonisce e lo caccia per seconda ammonizione, decretando il rigore, che Serafini trasforma. Per la Valenzana, in dieci, è la fine. Il sigillo definitivo ancora su calcio piazzato: la solita punizione di Cozzolino trova pronto Serao alla respinta ma sul rimbalzo Bruccini calcia al volo e infila il «sette».

Prima Divisione

Pro Vercelli in 10 giorni si gioca la stagione
Vola la Pro Vercelli in classifica: ora è al terzo posto, dopo aver superato sabato al «Piola» la Reggiana con una doppietta di Iemmello. E per i bianchi la classifica può ulteriormente migliorare: domenica prossima c’è il Taranto e tra dieci giorni il recupero contro l’Avellino. Attorno ai bianchi di Braghin c’è grande entusiasmo, ma anche la consapevolezza che questa squadra è al terzo posto non per caso: da sorpresa del campionato, oggi è una bella realtà, cui gli avversari guardano con preoccupazione. Dice Braghin: «Abbiamo concesso poco spazio alla Reggiana e ottenuto un bel risultato che confrontato con gli altri della giornata ci fa sorridere e ben sperare». L’unico neo il nuovo ko per Di Piazza e il cartellino giallo ad Armenise, che in diffida, salterà il big match contro il Taranto: «Un vero peccato» dice il terzino sinistro. Anche Rosso non è al top: a fine gara è uscito zoppicando. «Faremo accertamenti – conclude Braghin -. Non dovrebbe essere nulla di serio». E intanto ieri sono partiti per l’Inghilterra Bencivenga, Masi e Germano: domani alle 19,30 saranno in campo a Fleetwood, con la maglia della rappresentativa di Lega Pro, a sfidare l’ Inghilterra. [R. LAN.]

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68 Piemonte Sport
ECCELLENZA

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

il punto
PAOLO ACCOSSATO

Verbania non rallenta le torinesi invece sì
Girone A

Esonerato il mister, Rivoli si ribella La capolista batte la Santenese di misura e pensa alla promozione e non va a Bra

Airaschese che fatica
SANTENESE AIRASCHESE 1 2
SANTENESE: Ostorero; Todaro, Schin-

San Enrico Massimo offre alla Pro Settimo in pieno recupero la rete che mantiene i biancocerchiati in scia al Verbania (facile 3-1 sulla Pombiese) mentre il Borgomanero rallenta in Valle d’Aosta e dunque con il 2-2 contro l’Aygreville lancia la Pro sola in seconda posizione. Lo Sciolze (4-0 all’Oleggio, doppietta di Trentinella, centri di Cretazzo e Padoan) è l’unica altra torinese a salvarsi visto che il Settimo si fa sorprendere in casa dal Baveno e il Borgaro perde a Galliate.
Girone B

co, Opsi, Diarrassouba (1' st Bosato); Scotti (30' st Barbera), Gobetti, Tatani, Didio; Atterritano (27' st Barbera), Saponaro. All.: Delladonna.
AIRASCHESE: Marcaccini; Piscopo, Car-

li, Rignanese (22' st Cellerino), Fontana; Favale (36' st Mazzarella), Stefanon, Orilio, Granieri; Mirimin, Cravetto (42' st Gerini A.). All.: Nisticò.
ARBITRO: Paolino di Alghero RETI: pt 38' Favale; st 3' Todaro, 36'

Fontana.
NOTE: ammoniti Todaro, Schinco, Bosato.

Angoli4-2. Recupero 2’+3’. Spettatori200

PALO PONTI TORINO

Brava, bravissima Airaschese che non finisce di stupire e a questo punto qualcuno si dovrà accorgere che i pinerolesi non sono un fuoco di paglia. Solo benino invece il Lucento che forse a Pinerolo (1-1, vantaggio ospite di Cirillo, pareggio sul filo della sirena di Martin) dice addio ai sogni di promozione diretta. Si impappina invece sul più bello il Chisola a cui non bastano le segnature di Melle e D'Agostino contro le 3 reti del Castellazzo. A picco invece il Mirafiori, ultimo in graduatoria e sommerso dal Saluzzo con 5 gol.

Ancora una vittoria di misura per l’Airaschese, quinta su sei partite e quarta consecutiva, che si conferma al comando del girone B di Eccellenza battendo una Santenese caparbia ma con troppo poco peso offensivo. «Una vittoria del gruppo» come sottolineato da Nisticò, perchè arrivata con determinazione, senza perdere la testa, e sfruttando le debolezze degli avversari, colpendo quando tutto sembrava pronto per il pareggio. Tre le assenze pesanti nella formazione di Delladonna, che tra infortuni, pochi allenamenti e rosa limitata ha cercato di impostare la partita sul sacrificio, mentre Nisticò aveva l’obbligo morale di dover condurre il gioco. Anche se per i primi 20 minuti la differenza di più di 20 punti in classifica non si è vista.

L’azione del gol vittoria di Fontana contro la Santenese che ha giocato sul campo sintetico del Cbs

Sarà il primo vero caldo, o la forma fisica ancora da recuperare, ma i ritmi sono blandi. Col passare dei minuti i primi in classifica si ridestano, e trascinati da Favale e Cravetto, cominciano a impensierire gli avversari con conclusioni dal limite fino ad arrivare al 38', quando una triangolazione stretta tra i due libera Favale che scappa sul filo del fuorigioco e a tu per tu con Ostorero non sbaglia. A inizio ripresa Delladonna cambia lo spento Diarrassou-

ba per Bosato, spegnendo di fatto le iniziative di Favale sulla destra. E, proprio da quella fascia, arriva l’angolo sui cui sviluppi Todaro trova un diagonale dai 25 metri che non lascia scampo a Marcaccini. Raggiunto il pari, i padroni di casa si chiudono abilmente dietro la linea del pallone lasciando l'iniziativa alla capolista, che però non trova gli spazi giusti per pungere. Nisticò non si perde d'animo, e cambiando Rignanese per Cellerino, dà un

segnale chiaro ai suoi: bisogna vincere. E il gol-vittoria arriva su calcio piazzato: Cellerino sventaglia dalla destra, Fontana sbuca in mezzo e di piatto batte Ostorero. Nisticò: «Se vogliamo vincere il campionato? Adesso sì, sarei un ipocrita a dire di no, siamo primi e ci proveremo». Anche Delladonna è fiducioso dei mezzi a sua disposizione per raggiungere la salvezza: «Dobbiamo crescere dal punto di vista fisico, ma ho visto buone reazioni».

Già da qualche settimana si percepivano sinistri scricchiolii in casa Rivoli ma da ieri la crisi è ufficiale. I gialloblù non si sono infatti presentati a Bra ed avranno dunque partita persa a tavolino. La decisone è maturata nel giro delle ultime ore: i giocatori e l’intero staff dirigenziale hanno deciso di non partire dopo che il mister Giuseppe Zappella è stato esonerato venerdì. «Non si può più continuare così - sbotta il direttore generale Ciavarella - e abbiamo voluto dare un segnale forte ad una società che non c’è più. O il presidente Baeli rispetta gli impegni o sarà difficile andare avanti». Atleti e dirigenti del Rivoli si sentono abbandonati, come spiega Zappella: «Due venerdì fa avevo rassegnato le mie dimissioni perchè era impossibile continuare. Poi i ragazzi mi hanno convinto e domenica sono andato in panchina ma un paio di giorni fa la società ha deciso di allontanarmi. Non vedo però da cosa visto che non abbiamo visto un rimborso spese e nell’ultimo mese in mezzo ci siamo allenati in mezzo alla neve o al buio sull’asfalto. Manca tutto, anche i palloni: ci siamo anche autotassati per comprare i compressori. Non ci sono i soldi neppure per un secondo portiere: se si fa male il titolare deve giocare il preparatore di 45 anni. In più abbiamo un solo ragazzo classe '94: se non può scendere in campo giochiamo in dieci. E nonostante tutto abbiamo fatto miracoli ma adesso la misura è colma». [P.ACC.]

Marano Gassino
MARANO: Mordenti, Mezzela (36’ st

4 0
stenza dalla distanza con Adzaip e Cretaz. La svolta al 18’, cross di Vasoio per l’incornata di Massaro che Cantele devia in angolo, sugli sviluppi del quale la gara prende la strada dei gialloblù. Mischia in area, Bonato calcia a botta sicura ma Peraudo evita il gol respingendo con la mano sulla linea di porta. Espulsione e rigore trasformato dal capocannoniere maranese Massaro. Gara impari, che diventa un’agonia per i torinesi quando la squadra di Rista rimane in nove uomini per l’espulsione di Bellanti, reo di

Dufour Varallo Pro Settimo
Dufour Varallo: Pedrina, Bompan, Ma-

0 1

Della Vecchia), Bustreo, Cretaz, Bonato, Danini, Banegas (6’ st Capacchione), De Martini, Massaro, Vasoio (40’ st Martinez), Adzaip. All. Fornara.
GASSINOSR: Cantele, Bellanti, Chiep-

riani, Casella, Manzini (26'st Diani), Rolando, Cavagnetto (34'st Tomas), Ettorre, Travaini, Urban, Francoli (20'st Corvino). All.: Brando
Pro Settimo: Pucci, Antoniotti, Gallace,

pa, Cristina, Bava (36’ st Talentino), Forte, Talamo, Peraudo, Selvarolo (36’ st Capraro), Riccardi (37’ pt Tuberosa), Carrassi. All. Rista.
ARBITRO: Foresto di Torino. MARCATORI: pt 5’ Banegas, 19’ Massa-

Rignanese (29'st Fassina), Falco (44'st Di Benedetto), Grillo, Salvitto (29'st Piotto), Caracciolo, Barison, Massimo, Ferone. All.:Fornello
Arbitro: Rigio da Palermo Reti: st 47' Massimo Note: Ammoniti: Manzini, Caracciolo,

ro r., 40’ Vasoio; st 25’ Bonato.
NOTE: Espulsi Peraudo (19’ pt) per ma-

no in area e Bellanti (33’ pt) per gioco violento. Ammonito: Adzaip. Spettatori 100.

Rignanese, Antoniotti, Massimo. Angoli: 2-6. Spettatori 150.

Davide Bonato, difensore

to a rete è anticipato in maniera provvidenziale da Pucci in uscita. Al 33' il duello tra il portiere ospite e il centravanti valsesiano si rinnova: Travaini da fuori area calcia in maniera secca ma Pucci con l’aiuto del palo riesce a togliere il pallone dalla porta. Dopo lo scampato pericolo la Pro Settimo reagisce e ha la più grande occasione del match: al 39' Salvitto imbeccato da Barison vede la sua conclusione a portiere battuto respinta da un difensore. Nella ripresa i padroni di casa calano notevolmente e la Pro Settimo avanza il proprio baricen-

Un’azione dei biancocerchiati

GIACOMO BARAGGIOLI

Quasi una passeggiata per il Marano, che si sbarazza senza problemi del Gassino già nel primo tempo. Va detto che la squadra di Fornara vince la gara alla scelta del campo, potendo usufruire per tutta la prima frazione del forte vento che soffia su Mezzomerico a proprio favore. Alla prima occasione è già gol, bel lavoro di Vasoio al limite dell’area per Banegas che in diagonale supera un Cantele non certo irreprensibile. Difficile, quasi impossibile per la squadra di Rista costruire gioco con il vento contrario, al contrario i novaresi ci provano con insi-

Gara condizionata dal vento e dalla doppia espulsione dei rossoblù nel primo tempo
un intervento scomposto, ma non cattivo, su Banegas, dopo un fallo a parti invertite non sanzionato dal direttore di gara. Prima dell’intervallo arriva anche la terza rete, Adzaip ci prova dal limite, la palla finisce sui piedi di Vasoio che in diagonale fredda Cantele con una conclusione precisa. Pura accademia nella ripresa, nonostante il vento a favore il Gassino non ha la forza per ritornare in partita dopo la doppia inferiorità numerica.

Il Marano non affonda il colpo ma si limita a far girare il pallone, nel Gassino l’unico a farsi vedere dalle parti di Mordenti è Bava, che prima gira debolmente da centro area, poi dal limite chiama l’ex Gozzano all’intervento in angolo. È la giornata del Marano e a metà ripresa arriva il definitivo 4-0 con Bonato, che su punizione batte Cantele dal limite. Prima della fine l’ultimo sussulto dei torinesi è ancora firmato Bava, che dalla distanza centra una clamorosa traversa, coronando una giornata nera per i torinesi. La classifica per i rossoblù si fa complicata ora, mentre per il Marano i playoff sono un obiettivo sempre più alla portata.

ANDREA ZANELLO

Vittoria all’ultimo respiro della Pro Settimo che passa in casa della Dufour Varallo in pieno recupero grazie ad una punizione di Massimo. Il primo squillo della partita al 7' con Travaini che da fuori area impegna Pucci. La Pro Settimo replica quattro minuti più tardi con Barison che entra in area dalla destra ma calcia fuori. La Dufour preme sull'acceleratore in cerca del vantaggio: al 16' una punizione da posizione defilata di Urban attraversa pericolosamente tutta l'area di rigore senza che nessuno trovi la deviazione vincente, mentre al 30' Travaini lancia-

Decisiva una punizione di Massimo allo scadere Fornello: «Ora pensiamo in grande»
tro ma manca sempre nell’ultimo passaggio. L’ingresso di Fassina al 29’ dà vivacità alla manovra torinese: al 38' Barison arriva in ritardo di un soffio su cross dalla sinistra e al 42' Ferone ci prova al volo su un corner ma calcia altissimo. In pieno recuperò ci pensa Massimo a spezzare gli equilibri con una punizione dal limite dell'area: la sua conclusione scavalca la barriera e si infila nell’angolino senza che Pedrina riesca ad arrivarci.

Grande festa in campo e in tribuna dove c'è stato qualche momento di tensione fra tifosi delle avverse fazioni. «E' una vittoria che vale tantissimo sia per la classifica che per il morale - ha raccontato mister Marco Fornello - la Dufour era ben messa in campo: nel primo tempo ci ha creato qualche problema, ma poi, anche grazie ai cambi, siamo usciti alla distanza senza però riuscire ad essere incisivi. Poteva starci il pareggio ma per fortuna Massimo si è inventato una punizione straordinaria. Ora pensiamo a ritrovare i ritmi giusti e recuperare gli infortunati: il nostro obiettivo è arrivare sempre più in alto domenica dopo domenica».

T1 T2 PR CV

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Piemonte Sport 69

Risultati e Classifiche
Prima Divisione
Girone A
Carpi-Avellino Como-Pisa Foggia-Tritium Lumezzane-Foligno Monza-Viareggio Pavia-Spal Pro Vercelli-Reggiana Sorrento-Benevento Ternana-Taranto 0-0 1-2 0-1 3-0 0-3 1-0 2-0 2-0 1-1

Seconda Divisione
Girone A
Bellaria-Rimini Buggiano-Lecco Giacomense-Entella Montichiari-Santarcangelo Renate-Casale Sambonifacese-Poggibonsi San Marino-Cuneo Savona-Mantova Treviso-Alessandria Valenzana-Pro Patria 1-1 1-0 2-0 0-0 0-0 0-3 1-1 1-0 3-1 1-2 P 5 7 7 9 5 8 9 11 9 11 5 9 8 9 10 12 10 15 16 16 F 39 50 30 42 41 37 38 29 28 35 41 31 32 30 35 32 26 26 20 18 S 22 31 24 37 24 25 32 25 28 38 25 33 28 32 42 40 36 47 39 52

Serie D
Girone A
Albese-Caratese Asti-Acqui Chiavari-Lascaris Chieri-Borgosesia Derthona-Bogliasco Lavagnese-Pro Imperia Santhià-Novese Trezzano-Cantu’ Sanpaolo Vda Aosta S.-Villalvernia Riposa : Verbano 0-1 1-2 5-1 1-0 1-2 3-1 1-2 3-2 1-1

Eccellenza
Girone B
Carpenedolo-Fidenza Castiglione-Mapellobonate Colognese-Castellana D. Boario-Gallaratese Fiorenzuola-Pro Piacenza Insubria C.-Seriate Olginatese-Voghera Pizzighettone-Gozzano Ponte S. P.-Alzano Seregno-Rudianese 0-1 2-1 1-0 1-0 1-0 0-0 1-0 3-1 2-0 0-1 N 6 9 8 5 8 9 8 10 11 14 10 11 8 7 4 10 9 6 8 7 P 5 5 6 8 6 6 9 7 8 6 9 9 11 11 14 11 12 14 11 16 F 34 37 39 42 46 41 38 26 27 33 35 35 27 34 31 26 33 30 28 18 S 21 22 27 31 38 26 37 23 27 34 37 38 36 34 37 35 43 45 33 36

Girone A
Aygreville-Borgomanero Dufour Var.-Pro Settimo Galliate-Borgaro Junior Biellese-Borgopal Marano-Gassino Oleggio-Sciolze Pombiese-Verbania Settimo-Baveno 2-2 0-1 1-0 0-1 4-0 0-4 1-3 1-3

Girone B
Bra-Rivoli Canelli-Busca Castellazzo-Chisola Libarna-Pro Dronero Mirafiori-Saluzzo Olmo 84-Cheraschese Pinerolo-Lucento Santenese-Airaschese Rinviata 1-0 3-2 1-2 0-5 1-1 1-1 1-2

Classifica Classifica
SQUADRE Ternana Taranto (-3) Pro Vercelli Carpi Sorrento (-2) Benevento (-2) Lumezzane Tritium Avellino Foggia (-2) Pisa Como (-2) Reggiana (-2) Monza Spal (-4) Viareggio (-1) Pavia Foligno (-4) P 52 47 43 42 42 35 35 33 32 30 30 30 27 21 19 18 14 13 V 15 14 12 12 12 11 10 9 9 8 7 9 8 4 6 5 2 4 N 7 8 7 6 8 4 5 6 5 8 9 5 5 9 5 4 8 5 P 2 2 4 6 4 9 9 9 9 8 8 9 11 11 12 15 14 15 F 33 28 33 35 32 33 22 22 26 24 23 31 27 21 19 16 23 18 S 14 9 13 19 19 29 22 26 30 23 23 34 32 34 27 37 40 35 SQUADRE Casale San Marino Rimini Cuneo Treviso (-2) Entella Poggibonsi Santarcangelo Renate Buggiano Pro Patria (-13) Alessandria (-2) Savona (-4) Bellaria Giacomense Montichiari (-2) Mantova Sambonifacese Valenzana Lecco P 50 47 47 44 43 39 39 37 36 36 35 34 33 32 30 29 28 24 18 17 V 14 14 14 13 12 10 11 11 9 10 13 9 9 8 7 8 6 6 4 3 N 8 5 5 5 9 9 6 4 9 6 9 9 10 8 9 7 10 6 6 8

Classifica
P 55 55 46 41 41 40 40 38 37 37 36 35 33 33 28 21 19 6 4 V 17 18 14 10 11 11 12 11 10 10 9 9 8 9 7 5 5 1 0 N 4 1 7 11 8 7 4 5 7 7 9 8 9 6 7 6 7 3 4 P 3 7 4 4 7 7 8 9 7 8 8 8 8 10 10 14 13 21 21 F 59 50 47 42 37 41 35 29 38 33 32 33 38 30 31 27 25 12 22 S 27 29 25 23 31 34 29 27 31 27 37 31 29 33 40 44 40 58 66 SQUADRE Castiglione Pizzighettone Ponte S. P. Olginatese Mapellobonate Insubria C. Castellana Voghera Rudianese D. Boario Seriate Gozzano Colognese Alzano Pro Piacenza Fidenza Carpenedolo Fiorenzuola Seregno Gallaratese P 54 48 47 47 47 45 38 37 35 35 34 32 32 31 31 28 27 27 26 19 V 16 13 13 14 13 12 10 9 8 7 8 7 8 8 9 6 6 7 6 4

Classifica
SQUADRE Vda Aosta S. Chieri Santhià (-3) Lavagnese Novese Chiavari Derthona Acqui Trezzano Borgosesia Pro Imperia Villalvernia Caratese Bogliasco Verbano Asti Albese (-3) Cantu’ Sanpaolo Lascaris

Classifica
SQUADRE Verbania Pro Settimo Borgomanero Baveno Galliate Marano Junior Biellese Borgaro Sciolze Gassino Aygreville Settimo Borgopal Dufour Var. Pombiese Oleggio P 43 38 36 33 32 31 30 28 27 25 23 23 21 19 14 8 V 13 10 11 9 10 9 8 8 7 5 5 6 5 4 3 0 N 4 8 3 6 2 4 6 4 6 10 8 5 6 7 5 8 P 3 2 6 5 8 7 6 8 7 5 6 9 8 9 12 12 F 38 30 32 25 25 30 32 25 31 24 19 22 17 15 17 16 S 17 18 24 16 24 24 27 24 25 25 21 34 21 24 32 42

Classifica
SQUADRE Airaschese Pro Dronero Bra Lucento Cheraschese Chisola Castellazzo Pinerolo Olmo 84 Saluzzo Busca Rivoli Libarna Canelli Santenese Mirafiori P 42 41 38 35 35 30 27 26 25 25 23 21 21 21 17 13 V 13 12 10 9 10 8 8 6 6 7 7 5 6 6 5 4 N 3 5 8 8 5 6 3 8 7 4 2 6 3 3 2 1 P 4 3 1 3 5 6 9 6 7 9 11 8 11 11 13 15 F 30 44 24 36 28 35 25 26 33 19 26 21 22 27 20 18 S 14 24 7 17 20 29 27 26 32 19 26 29 34 42 40 48

Prossimo turno
4/03: Benevento-Como, Foligno-Sorrento, Pisa-Ternana, Reggiana-Foggia, Spal-Carpi, Taranto-Pro Vercelli, Tritium-Lumezzane, Viareggio-Pavia, Avellino-Monza

Prossimo turno
4/03: Bellaria-Buggiano, Casale-Montichiari, Cuneo-Valenzana, Lecco-Sambonifacese, Mantova-Treviso, Poggibonsi-Renate, Pro Patria-Giacomense, Rimini-Savona, Entella-Santarcangelo, Alessandria-San Marino

Prossimo turno Prossimo turno
4/03: Asti-Chieri, Bogliasco-Chiavari, Borgosesia-Vda Aosta S., Caratese-Lavagnese, Novese-Cantu’ Sanpaolo, Pro Imperia-Santhià, Verbano-Albese, Villalvernia-Trezzano, Acqui-Derthona; Riposa : Lascaris 4/03: Castellana-Carpenedolo, Fidenza-Olginatese, Gallaratese-Pizzighettone, Mapellobonate-Gozzano, Pro Piacenza-Castiglione, Rudianese-Insubria C., Seregno-Ponte S. P., Seriate-Colognese, Voghera-Fiorenzuola, Alzano-D. Boario

Prossimo turno
4/03: Borgaro-Junior Biellese, Borgomanero-Galliate, Borgopal-Marano, GassinoDufour Var., Sciolze-Aygreville, SettimoPombiese, Verbania-Oleggio, Baveno-Pro Settimo

Prossimo turno
4/03: Busca-Castellazzo, Cheraschese-Bra, Chisola-Libarna, Mirafiori-Santenese, Pro Dronero-Pinerolo, Rivoli-Canelli, Saluzzo-Lucento, Airaschese-Olmo 84

Promozione
Girone A
Arona-Fondotoce R. Biogliese V.m.-Fomarco Briga-Domodossola Castellettese-Gattinara Cavaglià-Omegna F. Valdengo-Romentinese Gravellona-Ce.ver.sa.ma Biella Stresa-Alicese 1-0 1-2 1-2 0-1 1-0 0-0 1-2 2-0

Prima Categoria
Girone B
S. F. Ardor-Montalto Ivrea Bvs-Susabruzolo Caselle-Quincitava Cenisia-Volpiano Charvensod-Venaria Reale Pont Donnaz-Mathi Real Sarre-Victoria Ivest Strambinese-Pianezza 1-1 1-1 Rinviata 1-3 2-1 1-1 0-0 2-2

Girone A
Bellinzago-Virtus Villadossola Borromeo V.-A. Borgomanero Cristinese-Caltignaga Ossolacosasca-Dormelletto Sizzano-Piedimulera Varalpomb.-Romagnano Veruno-Momo Virtus Cusio-Vogogna 1-3 Rinviata 1-2 Rinviata 1-1 3-1 1-2 4-1

Girone B
Bianzè-Olimpia S. A. Giarole-Junior Mado-Lumellogno River Sesia-Borgolavezz. San Rocco-Cameri Tornaco-Fortitudo Trecate-Mandello Villanova-Caresana 1-1 2-1 1-2 Sospesa 0-2 1-0 1-0 2-1

Girone C
Bajo Dora-Hone Arnad Banchette-Ponderano Colleretto-Aglie’ Fenusma-Grand Combin Fulgor Cossila-Pollone Orizzonti United-G. Rodallese Real Canavese-Cossato Virtus Saluggese-Valle Cervo 0-4 2-3 0-3 2-3 1-1 3-0 1-3 0-1

Girone D
Alpignano-San Maurizio C. Castiglione-S. Nolese La Chivasso-Settimese B. Leini-Druento Montanaro-Val Della Torre Pavarolo-R. Savonera Pro Collegno C.-Brandizzo Rivarolese 2009-Real Leini 3-0 Rinviata 1-1 2-1 0-1 Rinviata 2-4 4-0

Classifica
SQUADRE Romentinese Gattinara Domodossola Omegna Arona Stresa Ce.ver.sa.ma Biella Fomarco F. Valdengo Cavaglià Alicese Gravellona Biogliese V.m. Castellettese Briga Fondotoce R. P 38 37 36 34 33 31 30 28 26 23 20 17 16 14 13 5 V 11 10 11 10 9 9 9 8 8 6 5 4 5 3 4 1 N 5 7 3 4 6 4 3 4 2 5 5 5 1 5 1 2 P 2 1 4 4 3 5 6 6 8 7 8 9 12 10 13 15 F 31 32 30 29 27 30 31 34 18 27 16 24 12 15 27 11 S 13 13 20 18 20 23 23 30 22 21 22 32 23 29 43 42

Classifica
SQUADRE Charvensod Montalto Ivrea Pianezza S. F. Ardor Volpiano Venaria Reale Susabruzolo Caselle Pont Donnaz Mathi Strambinese Cenisia Quincitava Victoria Ivest Bvs Real Sarre P 40 36 34 33 31 31 29 26 23 22 17 17 16 16 15 7 V 12 10 10 10 9 10 7 8 6 5 4 4 4 4 3 1 N P F 4 2 42 6 2 28 4 4 30 3 5 24 4 5 25 1 7 31 8 3 28 2 7 32 5 7 21 7 6 20 5 9 15 5 9 14 4 9 26 4 10 17 6 9 22 4 13 11 S 19 15 21 16 17 27 14 25 28 25 22 31 31 26 31 38

Classifica
SQUADRE Piedimulera Bellinzago Caltignaga Virtus Cusio Dormelletto Varalpomb. A. Borgomanero Momo Vogogna Virtus Villadossola Ossolacosasca Veruno Romagnano Sizzano Borromeo V. Cristinese P 40 39 39 33 32 30 27 23 19 19 19 19 16 14 9 7 V 11 12 11 9 9 7 8 7 4 5 5 5 3 3 1 1 N P F 7 0 47 3 3 55 6 1 33 6 3 34 5 3 33 9 2 22 3 6 24 2 9 26 7 7 22 4 9 24 4 8 20 4 9 24 7 8 16 5 10 15 6 10 20 4 13 10 S 20 22 17 24 16 15 24 30 27 31 27 35 33 37 35 32

Classifica
SQUADRE Trecate Giarole Tornaco River Sesia Olimpia S. A. Mado Bianzè Fortitudo Cameri Villanova Junior Caresana San Rocco Mandello Lumellogno Borgolavezz. P 45 40 38 31 28 28 27 25 24 21 20 14 13 13 13 11 V 14 12 11 9 8 8 7 6 7 4 5 3 3 3 4 1 N 3 4 5 4 4 4 6 7 3 9 5 5 4 4 1 8 P 1 2 2 4 6 6 5 5 8 5 8 10 11 11 13 8 F 49 40 36 24 33 21 23 21 30 21 15 11 24 17 15 13 S 13 10 13 17 28 20 21 21 30 25 18 29 43 38 41 26

Classifica
SQUADRE Valle Cervo Orizzonti United Cossato Pollone Hone Arnad Banchette Fulgor Cossila Grand Combin Ponderano Colleretto G. Rodallese Real Canavese Virtus Saluggese Bajo Dora Aglie’ Fenusma P 47 46 40 38 36 28 24 24 21 18 18 17 15 13 12 10 V 15 14 13 12 12 9 6 7 5 5 5 5 4 3 3 3 N 2 4 1 2 0 1 6 3 6 3 3 2 3 4 3 1 P 1 0 4 4 6 8 6 7 7 10 10 11 11 10 12 14 F 55 53 48 42 55 50 20 20 32 22 22 21 18 22 12 21 S 17 10 18 20 20 40 29 36 35 39 41 30 39 49 37 53

Classifica
SQUADRE Brandizzo Rivarolese 2009 Alpignano La Chivasso Val Della Torre S. Nolese Leini Real Leini Pavarolo Montanaro Druento Settimese B. Pro Collegno C. San Maurizio C. Castiglione R. Savonera P 41 38 37 36 30 29 26 24 23 22 21 20 17 10 9 8 V 12 11 11 11 9 8 7 7 6 6 6 4 5 1 2 1 N 5 5 4 3 3 5 5 3 5 4 3 8 2 7 3 5 P 1 2 3 4 6 4 6 8 6 8 9 6 11 10 12 11 F 41 35 35 33 29 28 24 28 21 27 32 22 29 13 18 24 S 18 13 14 20 24 19 22 29 21 30 42 26 39 32 43 47

Prossimo turno Prossimo turno
4/03: Briga-Stresa, Ce.ver.sa.ma BiellaBiogliese V.m., Domodossola-Fondotoce R., Fomarco-Castellettese, Gattinara-F. Valdengo, Omegna-Arona, RomentineseCavaglià, Alicese-Gravellona

Prossimo turno
4/03: Mathi-Real Sarre, Montalto IvreaPont Donnaz, Pianezza-Charvensod, Quincitava-Strambinese, Susabruzolo-S. F. Ardor, Venaria Reale-Bvs, Volpiano-Victoria Ivest, Cenisia-Caselle

Prossimo turno
4/03: Caltignaga-Borromeo V., DormellettoBellinzago, Momo-Vogogna, Piedimulera-Ossolacosasca, Romagnano-Virtus Cusio, Veruno-Sizzano, Virtus Villadossola-Cristinese, Accademica Borgomanero-Varalpomb.

Prossimo turno
4/03: Cameri-Giarole, Caresana-Junior, Fortitudo-Trecate, Lumellogno-Bianzè, Mandello-Mado, Olimpia S. A.-San Rocco, Villanova-River Sesia, Borgolavezz.Tornaco

Prossimo turno
4/03: Cossato-Bajo Dora, G. Rodallese-Colleretto, Hone Arnad-Fenusma, Pollone-Real Canavese, Ponderano-Orizzonti United, Valle Cervo-Grand Combin, Virtus SaluggeseBanchette, Aglie’-Fulgor Cossila

4/03: Druento-Castiglione, Pavarolo-Pro Collegno C., R. Savonera-Val Della Torre, Real Leini-La Chivasso, San Maurizio C.Leini, Settimese B.-Alpignano, S. NoleseMontanaro, Brandizzo-Rivarolese 2009

Girone C
C.s.f. Carmagnola-Piscinese Riva Cavour-Roero Cast. Ciriè-Cvr Rivoli Corneliano-Saviglianese Fossano-Bene Narzole Grugliasco-Don Bosco Nich. Revello-Pedona V. Mondovi’-Tre Valli 1-1 1-0 0-1 2-2 0-1 1-4 0-0 5-1

Girone D
Atletico To-Gaviese Crescentinese-C. Alfieri D. Bosco Nicese-San Giuliano N. Pecettese-Atletico Gabetto Pertusa B.-S. Giacomo Ch. Sandamianese-Trofarello Vianney-San Mauro Vignolese Aq-Cbs S. C. 2-0 1-1 0-1 1-2 3-1 0-0 Rinviata 0-0

Girone E
Beinasco-Gold Calcio Carignano-Cast. Pancalieri Luserna-Infernotto Nich. Hesperia-Borgaretto Olympic Collegno-Pol. Bruinese Perosa-Moretta Sporting Rosta-Cumiana Villafranca-Villar Perosa Rinviata Rinviata 0-1 Rinviata 4-0 1-1 4-2 1-3

Girone F
Barcanova-Barracuda Europa-Santostefanese Filadelfia P.-Moncalvo Madonna Di C.-River Mosso R. Nizza Millef.-Sportiva Nerazzurra Nuova Sco-Pro Villafranca Orione Vallette-Vanchiglia Pozzomaina-Usaf Favari 5-0 1-1 Rinviata Rinviata 1-1 1-1 1-0 2-1

Girone G
Boves-Racconigi Cameranese-Villar 91 Caramagnese-S. Sebastiano Centallo-Tarantasca Gem Busca-Valle Stura Genola-Bisalta Sommariva P.-Villanovetta Sommarivese-Ama B. Ceva Rinviata Rinviata Rinviata Rinviata 5-1 Rinviata 4-2 Rinviata

Girone H
Asca-Castelnovese Audace B.-Castellettese Pro Molare-Stazzano Quargnento-Ovada Real Novi G3-Arquatese Sarezzano-Monferrato Tagliolese Ccrt-La Sorgente Villaromagnano-Bevingros E. 3-0 1-0 1-2 2-2 1-1 1-0 Rinviata 1-2

Classifica
SQUADRE Cavour Piscinese Riva C.s.f. Carmagnola Bene Narzole Fossano V. Mondovi’ Corneliano Roero Cast. Don Bosco Nich. Pedona Revello Grugliasco Ciriè Cvr Rivoli Saviglianese Tre Valli P 36 34 32 30 27 26 25 24 24 24 20 19 17 9 7 7 V 10 10 9 8 7 6 4 7 6 6 4 4 4 2 1 1 N 6 4 5 6 6 8 13 3 6 6 8 7 5 3 4 4 P 1 3 3 3 4 3 0 7 5 5 5 6 8 12 12 12 F 24 28 22 25 28 25 19 36 25 18 21 18 23 9 16 14 S 11 14 14 14 16 17 12 30 20 15 19 24 29 37 39 40

Classifica
SQUADRE Atletico Gabetto San Giuliano N. Cbs S. C. C. Alfieri D. Bosco Vignolese Aq Pertusa B. Crescentinese Nicese Atletico To San Mauro Gaviese Sandamianese Pecettese Trofarello S. Giacomo Ch. Vianney P 38 36 36 33 28 27 26 24 22 20 20 17 16 12 10 3 V 12 11 10 9 7 8 6 6 6 5 4 5 4 2 2 1 N P F 2 3 27 3 3 32 6 1 29 6 2 26 7 3 28 3 6 36 8 3 24 6 5 23 4 7 29 5 6 36 8 5 21 2 10 19 4 9 23 6 9 15 4 11 14 0 15 15 S 14 16 13 18 20 24 15 20 25 32 21 41 28 29 28 53

Classifica
SQUADRE Cast. Pancalieri Sporting Rosta Villafranca Moretta Infernotto Carignano Borgaretto Olympic Collegno Nich. Hesperia Gold Calcio Villar Perosa Beinasco Luserna Cumiana Perosa Pol. Bruinese P 43 36 33 32 31 30 30 25 24 23 21 17 15 14 13 4 V 14 11 9 9 9 9 8 8 6 6 6 4 3 3 3 1 N P F 1 2 30 3 4 31 6 3 24 5 4 33 4 5 36 3 5 36 6 3 33 1 9 35 6 5 20 5 6 27 3 9 22 5 8 19 6 9 15 5 10 23 4 11 18 1 16 12 S 7 20 16 21 23 18 21 40 13 30 29 24 26 37 46 43

Classifica
SQUADRE Europa Pozzomaina Nizza Millef. Santostefanese Pro Villafranca Barcanova Usaf Favari Nuova Sco Orione Vallette Moncalvo Vanchiglia Sportiva Nerazzurra Madonna Di C. Filadelfia P. Barracuda River Mosso R. P 35 31 31 31 29 28 27 26 25 24 22 21 15 14 14 11 V 10 9 8 8 7 8 7 6 7 6 6 6 3 4 3 2 N P F 5 3 37 4 5 34 7 3 31 7 3 22 8 3 24 4 6 35 6 5 24 8 4 30 4 7 26 6 5 28 4 8 22 3 9 24 6 8 16 2 11 26 5 10 22 5 10 16 S 15 26 23 17 18 25 19 25 24 23 22 35 24 42 48 31

Classifica
SQUADRE Boves Centallo Caramagnese Cameranese Genola Sommariva P. Gem Busca Racconigi Sommarivese Villar 91 Tarantasca Bisalta Ama B. Ceva Valle Stura Villanovetta S. Sebastiano P 38 31 31 30 25 24 24 22 22 22 21 19 19 16 15 7 V 12 9 9 9 8 7 7 6 6 6 6 5 5 5 4 2 N P F 2 2 31 4 3 29 4 3 27 3 4 34 1 7 22 3 7 26 3 7 24 4 6 29 4 6 23 4 6 22 3 7 16 4 7 15 4 7 19 1 11 18 3 10 22 1 13 12 S 16 15 25 21 16 22 21 27 22 22 18 17 23 36 29 39

Classifica
SQUADRE Bevingros E. La Sorgente Pro Molare Castellettese Asca Ovada Sarezzano Castelnovese Monferrato Arquatese Real Novi G3 Villaromagnano Quargnento Audace B. Stazzano Tagliolese Ccrt P 39 35 29 26 26 25 24 24 21 20 18 17 17 15 15 14 V 12 10 8 7 7 7 6 7 6 5 4 4 4 4 3 4 N P F 3 2 40 5 1 40 5 4 24 8 2 24 5 5 23 4 6 27 6 5 20 3 7 23 3 8 19 5 7 25 6 7 23 5 8 22 5 8 24 3 10 24 6 8 17 2 10 14 S 22 15 23 14 17 22 19 23 19 29 27 29 43 33 29 25

Prossimo turno Prossimo turno
4/03: Cvr Rivoli-Fossano, Don Bosco Nich.-Ciriè, Pedona-C.s.f. Carmagnola, Piscinese Riva-Grugliasco, Roero Cast.-Revello, Saviglianese-V. Mondovi’, Tre Valli-Cavour, Bene Narzole-Corneliano

Prossimo turno
4/03: Atletico To-Pertusa B., Cbs S. C.-Gaviese, C. Alfieri D. Bosco-Vignolese Aq, S. Giacomo Ch.-Sandamianese, San Giuliano N.-Crescentinese, San Mauro-Pecettese, Trofarello-Vianney, Atletico Gabetto-Nicese

Prossimo turno
4/03: Cast. Pancalieri-Beinasco, Cumiana-Gold Calcio, Infernotto-Carignano, Moretta-Luserna, Pol. Bruinese-Nich. Hesperia, Sporting Rosta-Olympic Collegno, Villar Perosa-Perosa, Borgaretto-Villafranca

4/03: Moncalvo-Nizza Millef., Orione Vallette-Pozzomaina, Pro Villafranca-Madonna Di C., River Mosso R.-Europa, Santostefanese-Barcanova, Usaf Favari-Nuova Sco, Vanchiglia-Sportiva Nerazzurra, Barracuda-Filadelfia P.

Prossimo turno
4/03: Bisalta-Centallo, Gem Busca-Cameranese, Racconigi-Valle Stura, S. Sebastiano-Genola, Tarantasca-Sommariva P., Villanovetta-Boves, Villar 91-Sommarivese, Ama B. Ceva-Caramagnese

Prossimo turno
4/03: Castellettese-Sarezzano, Castelnovese-Audace B., La Sorgente-Pro Molare, Monferrato-Quargnento, Ovada-Real Novi G3, Stazzano-Asca, Villaromagnano-Tagliolese Ccrt, Arquatese-Bevingros E.

T1 T2 PR CV

70 Piemonte Sport
VOLLEY

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Cuneo parte male Poi vince in rimonta
San Giustino sorprende soltanto nel primo set, poi si arrende
GIANNI SCARPACE CUNEO

La Bre Banca Lannutti torna al campionato dopo 18 giorni di pausa e mette in cascina tre punti che le consentono di restare sulla scia di Macerata. Qualche fatica di troppo: sotto di un set, «troppa attesa dell’errore dell’avversario», come dice Grbic tornato alla grande dopo l'infortunio al dito. «Mi piacerebbe - aggiunge il palleggiatore - non partire sempre da un set di svantaggio». In ogni caso tre punti preziosi, con quasi tutti gli attaccanti sopra il 50 per cento e 15 muri a 6. Strano primo parziale per Cuneo che commette tre errori punto in più rispetto a San Giustino: bastano per concedere agli avversari di portarsi subito in vantaggio. Vissotto e Wijsmans viaggiano oltre il 60% (12 punti in due), i muri sono 4-0 per Cuneo, ma non basta. L’ace di Rauwerdink (18.21) e i 5 punti di Patak portano al 23-25 del primo set. La reazione cuneese c’è subito. L’attacco diventa fluido, con Grbic che pennella e Wijsmans mai fermato a muro (5 punti, 71%). Il set si chiude 25-22. San Giustino vuole riprendere il bandolo e parte forte (1-4). Henno rientra, Vissotto alterna ottime cose a errori gratuiti. Cuneo mette in affanno San Giustino con i miracoli difensivi di Henno (10-7), poi all'ace di Ngapeth, rispondono i due servizi vincenti di Rauwerdink (17 pari con l’ace di Urnaut). Finale entusiasmante: ace di Mastrangelo (21 pari), doppia di Patak (22 pari). Sono due i salvataggi spettacolari di fila di Ngapeth (6 punti), Wijsmans conclude (24-22). Sul secondo set ball (24-23) Vissotto difende di piede, ma l'arbitro fischia senza ragione. Si ripete il punto e Patak sbaglia la battuta: 25-23 (7 ace a 3 per Cuneo). La Bre Lannutti chiude la pratica con il quarto set, in cui San Giustino non ci crede più (29% in attacco) e Cuneo accelera al servizio grazie all'esperienza di Mastrangelo e alla verve di Ngapeth. Il parziale termina 25-18 ed è 3-1 per i padroni di casa.

Un muro di Simona Aricò con la Mastrodicasa

Giaveno non perde la testa: travolta anche San Vito
Sabato e domenica Final Four di Coppa Italia sul campo di casa
OSCAR SERRA

Vissotto in azione nella partita vinta in casa da Cuneo contro San Giustino

A1 femminile Chieri cade a Piacenza, la situazione si fa complicata
I

La situazione, adesso, è difficile. Domenica nera per il Chieri Torino, che perde 3-0 (25-19, 25-18, 25-23) a Piacenza e vede avvicinarsi in classifica Pavia, impostosi 3-1 contro Pesaro. Ora i punti di vantaggio sulla formazione lombarda sono solamente due, e così il recupero di giovedì sera al PalaRuffini contro Urbino risulta essere fondamentale per la stagione delle collinari. Le ragazze di Alessandro Beltrami anche ieri sono andate ko nonostante i cambi tattici del tecnico omegnese, che le sta provando tutte per poter invertire la tendenza negativa. Que-

sta volta dall'inizio ha provato l'opzione Hippe opposto, con Corvese e Pavlovic al centro, ma la musica non è cambiata. Piacenza, squadra di grande esperienza, ha respinto l'assalto piemontese chiudendo ogni varco e andando a segno in attacco con Lehtonen (17 punti), Pachale (12) e Turlea (11), queste ultime due ex che non hanno avuto pietà. Nel Chieri la migliore in attacco è stata Indre Sorokaite con 12 sigilli, seguita dalla Pavlovic con 9. Il resto della truppa non supera quota 6, raggiunta da Corvese e Arimattei. Male anche l'Asystel Novara,

sconfitta 3-0 (25-23, 25-13, 25-21) in casa della capolista Busto Arsizio. Per le gaudenziane si allontana la quarta posizione, dato che Bergamo è passato 3-1 ad Urbino. Infine netta vittoria di Modena nel derby contro Parma, terminato 3-0 per Aguero e compagne. Classifica Busto Arsizio 50; Villa Cortese 39; Urbino 31; Bergamo 30; Novara 26*; Pesaro 25; Piacenza 25; Modena 23; Parma 20; Chieri Torino Volley Club 6; Pavia 4. * 3 punti di penalizzazione.

La Banca Reale Yoyogurt Giaveno archivia senza patemi anche la pratica San Vito, conquistando la seconda vittoria consecutiva nel campionato di serie A2 con il punteggio netto di 3-0 (25-15, 25-13, 25-21), conservando così il primato in classifica con 53 punti. Poche le sorprese nella 6ª giornata di ritorno: vince anche Loreto, prima inseguitrice delle valsangonesi, che supera 3-1 (27-25, 21-25, 27-25, 29-27) Frosinone, e Crema, 3-0 (25-15, 25-18, 25-12) in casa con Pontecagnano. Il tecnico Bruno Napolitano sfrutta tutti gli elementi a sua disposizione, ottenendo ottimi riscontri da ognuna delle ragazze scese in campo. Top scorer, ancora una volta, una ritrovata Ramona Aricò (12 punti), opposto potente tornata su ottimi livelli dopo il passaggio a vuoto di dicembre e gennaio. Dietro di lei la centrale Federica Mastrodicasa (11), sempre più una certezza, e l’ala tedesca Heike Beier (10). «Sono molto soddisfatto

della prestazione delle mie ragazze - dichiara il tecnico Bruno Napolitano -. Abbiamo disputato un ottimo match, e sono contento che tutte le ragazze abbiano risposto nel migliore dei modi alle mie direttive». Poi un riconoscimento particolare per una di loro: «Ci tengo a elogiare pubblicamente Tiziana Veglia, una giocatrice giovanissima, che ogni giorno profonde un grande impegno, e che si sta dimostrando all'altezza di questa squadra». Una vittoria che rappresenta un segnale importante per il coach delle giavenesi, anche in vista delle final four di Coppa Italia, di scena proprio al PalaBancareale di Giaveno sabato 3 e domenica 4, in cui Nicoletta Luciani e compagne se la vedranno con Santa Croce, Loreto e Crema. Un appuntamento nel quale ancora una volta sarà fondamentale l'apporto del pubblico, perché, come ha affermato a fine partita Beier «stiamo costruendo qualcosa di importante ed è bello che anche chi ci sta intorno se ne stia rendendo conto».
Classifica

Giaveno 53, Loreto 52, Crema 51, Santa Croce 44, Casalmaggiore 42, Busnago 36, Soverato 32, Montichiari 28, Sala Consilina 26, Frosinone 23, Fontanellato 22, Mercato San Severino 21, San Vito 18, Pontecagnano 14, Forlì e Matera 9.

B1, si riaccende la luce Pinerolo torna a vincere
Torna a sorridere il Bentley Pinerolo Torino, che dopo due sconfitte consecutive e la perdita del primato nel campionato di B2 femminile, strapazza Casale 3-0 (25-12, 25-14, 25-18) e ritrova i tre punti. «Sono contento di questa partita e di come le ragazze hanno saputo tenere alta l'attenzione - afferma il tecnico delle pinerolesi Mucciolo Un segnale importante per recuperare la piena fiducia». Chi invece consolida ulteriormente il proprio primo posto è il Sant’Anna San Mauro, che travolge in trasferta Bresso per 3-0 (25-20, 25-23, 25-23), sfruttando la buona vena di uno di Crosetto, top scorer con 12 punti. Nello stesso campionato vince netto anche la Libertas Parella, efficace nel non farsi sorprendere

punteggio fin troppo netto per le forze in campo: 3-0 (25-14, 25-15, 25-18). Molte bene, infine, la Lilliput Settimo: senza storia l'incontro casalingo contro Villata, vinto per 3-0 (25-19, 25-9, 25-10). [O.SER.]
B1 femminile

Serie C, Villar Perosa in corsia di sorpasso
ENRICO ZAMBRUNO

Monza 45, Ornavasso 44, Chieri 34, Lilliput e Vigolzone 30, Tradate 28, Asti 27, Castellanza 26, Parma 23, Vigevano 21, Villata 20,Lucca 12, Villa Cortese 10, Club Italia 7.
B2 femminile

In azione Pinerolo-Casale

Trecate 41, Pinerolo-Torino 40, Mondovì 33, Pro Patria 30, Galliate 24, Alessandria 23, Collegno Cus To 21, Cislago 20, Alba 19, Acqui 18, Genova 17, Casale 11, Imperia 9.
B2 maschile

dall'Albisola, sconfitta tra le mura amiche della palestra Manzoni per 3-0 (25-12, 25-15, 26-24). In B1 femminile, la seconda forza del campionato Ornavasso si rivela troppo forte per le ragazze dell'Habimat Chieri, ko con un

San Mauro 42, Mondovì 41, Saronno e Parella 40, Fossano 33, Alba 32, Milano 21, Chieri 22, Cuneo 19, Agliate 16, Carnate 15, Villafranca e Albisola 13, Bresso 10.

Cambio in testa al girone A della serie C femminile, con il Villar Perosa che scavalca Oleggio: 44 punti contro 43. La Ford Sara vince in trasferta 3-1 (25-16, 25-16, 22-25, 25-21) sul campo del Lasalliano, mentre l’ex capolista perde 3-2 (22-25, 25-22, 18-25, 25-22, 15-12) in casa del Chisola. Perde terreno anche il Lingotto - terzo a quota 39 - ko al tie-break (26-28, 25-20, 25-19, 24-26, 15-9) contro il Canavese. A 28 punti arriva il New Volley Novara, che raggiunge il De Santo Parella battendo proprio i torinesi per 3-1 (17-25, 25-14, 26-24, 25-17). Nel girone B la 17ª giornata

Mollo centrale del Novara

regala sempre la testa della classifica al Centallo (40 punti), perfetto nel 3-0 (23,21,18) con il quale si è imposto a Settimo Torinese. Ad una lunghezza di distanza ecco Ovada, che risponde vincendo 3-1

(25-22, 22-25, 25-17, 25-23) a Gavi. Rimane in terza posizione (38) il Calton: alle canavesane bastano quattro set (25-20, 25-20, 14-25, 25-17) per vincere a Vercelli. Nel girone A maschile prosegue il volo della PMT Pallavolo Torino, ora in vetta con 41 punti, 5 in più del Volley Novara. Tutto facile per i subalpini ad Aosta: 3-0 (15,18,18). Bene anche i ragazzi gaudenziani, che impiegano un set in più (3-1: 26-24, 25-23, 20-25, 25-21) contro Alba. A 35 sale Vercelli, che impiega un’ora per schiacciare 3-0 (19,15,20) il Valsusa Condove. Ok Chieri, passato 3-1 (23-25, 25-16, 25-19, 25-18) in casa dell’Altiora. Il San Paolo vince invece il derby torinese contro il Cus Torino per 3-2 (22-25, 25-17, 22-25, 25-15, 15-6). Infine il girone B, con Santhià davanti a tutti (39) anche grazie al blitz (3-0: 13,18,22) a Caluso. A meno due c’è Novi Ligure, che con lo stesso punteggio (17,20,25) stende la Fortitudo.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Piemonte Sport 71

BASKET

Biella e la salvezza Traguardo più vicino
L’Angelico batte (73-62) Cremona nella prima delle due sfide clou
STEFANO ZAVAGLI BIELLA

ARMANI OK (86-60)

Casale tiene per 23 minuti Poi Milano prende il largo
ROBERTO SARACCO MILANO

Messaggio in bottiglia per chi sta in fondo alla classifica: l’Angelico Biella si chiama fuori dalla lotta retrocessione. I punti sulla cugina fanalino di coda (Casale) salgono a dieci dopo la vittoria con la penultima Cremona (73-62 il finale). Ulteriore dettaglio dal peso specifico rilevante: negli scontri diretti con la Vanoli Braga i rossoblù si portano sul 2-0 dopo aver già brindato all’andata. In una partita pesante in ottica salvezza, il gruppo di coach Cancellieri viene fuori alla distanza. Il gap finale è nato nell’ultimo quarto: una partita non effervescente, spesso frastagliata, figlia di un primo tempo in cui la Vanoli è riuscita nell’impresa di abbassare il ritmo e un secondo nel quale

Dieci punti di margine sull’ultima in classifica Positivo anche il conto degli scontri diretti
l’Angelico ha aggiustato la mira dalla lunga distanza. La percentuale da oltre i 6,75 metri ha innescato un’Angelico dalla doppia faccia e si è trasformata in un dato significativo: ha tirato 10 conclusioni in più da tre (35) rispetto da due (25). Fatto anomalo: se nel primo tempo ad un certo punto Biella di incagliava in un fastidioso 2 su 14 da tre nella ripresa ha girato l’inerzia con un 9 su 18. E Cremona è caduta, schiava delle troppe palle perse (17) e di una manovra offensiva spesso macchinosa: «Non a caso in allenamento le riserve vincono contro i titolari», rivela nel dopo gara il coach cremonese Attilio Caja. Quello dei cremonesi è il chiaro sintomo di una squadra ancora dalle gerarchie ballerine, nonostante l’innesto di Jason Rich abbia migliorato gli equilibri. Nel primo match-ball salvezza, l’Angelico ha spiegato

Cancellieri ha dato spazio agli U19 Eric Lombardi (in foto), Laganà e Magarity

[FOTO MICHELETTI]

cosa vuol dire esprimere la coralità, lo ha fatto mandando quattro uomini in doppia cifra e rendendo protagonisti i giovani. Ormai la Danna’s band in arrivo dalla Juniores non si regge più sulle comparsate: Eric Lombardi ha giocato 12 minuti, Marco Laganà è stato gettato nella mischia da playmaker. «Abbiamo un po’ rischiato - ammette Cancellieri - ma ormai lo status dei giovani è cambiato». Alla ricerca disperata di dare maggiore profondità alle sue rotazioni per via dell’infortunio di Linos

Crysikopoulos (ne avrà almeno per un mese ancora) Biella sta valorizzando i giovani e in contemporanea getta le basi per una salvezza tranquilla. Due temi difficili da far coesistere: invece in un match in cui la pressione poteva far brutti scherzi Biella ha osato fino al massimo vantaggio del +18 (73-65) e lo ha fatto investendo su tutte le sue risorse umane. Dopo un primo tempo in cui la metodica zona di coach Caja ha prodotto frutti concreti, Biella ha messo la freccia nel cuore del terzo quar-

to (pesante il 45-36 di Soragna) per poi ipotecare i due punti in un avvio di ultima frazione condito da un parziale di 19-4 nato sul 54-51 e finito sul 73-65 (massimo vantaggio). Proprio l’ex Cinciarini è stato l’ultimo ad abbandonare la barca, perfino con una buona dose di sfortuna: a 48” dalla fine è stato trasportato dai sanitari del 118 al pronto soccorso dopo un brutto colpo alla testa. Ha lasciato il palasport cosciente, in serata ha effettuato tutti gli accertamenti del caso.

Per 23 minuti Casale gioca da Milano, poi la classe e la forza della squadra di Scariolo viene fuori prepotentemente e per la Novipiù non c'è partita. Arriva ad Assago la più pesante sconfitta della stagione: 83-60, ma (grazie a Biella) restano inalterate le chances di salvezza. E' una Novipiù che gioca in scioltezza e arriva il massimo vantaggio sul 14-4 grazie al 100% al tiro dal campo. L'Armani fatica, ma potendo contare su una rosa lunghissima riesce a ricucire in parte il divario. Casale è però avanti alla prima sosta sul 21-15. La Junior non ne vuole proprio sapere di mollare la presa e con punti e regia di Stefano Gentile continua a tenere a distanza la formazione meneghina che in breve si carica di quattro falli. Nel momento di maggiore spinta i rossoblù s'inceppano mentre l'Armani prova con efficacia la seconda rimonta di serata: una tripla di Malaventura e un appoggio vincente, entrambi propiziati da due giocate vincenti di Minard, valgono il nuovo allungo dei casalesi che scappano sul 28-19. Scariolo effettua una serie di cambi, ma contro la zona di Casale arriva un pessimo 1 su 8 dalla distanza. In più Milano non attacca il canestro, come confermano i soli due liberi tirati dalle «scarpette rosse» in 20 minuti. Così i monferrini vanno negli spogliatoi avanti 39-29 al termine di due quarti sontuosi. Come già all'andata l'Armani sembra pagare lo sforzo per l'impegno in Eurolega. Al rientro arriva subito un 6-0. Il parziale di quarto è indice di una batosta: 27-9 che vede l'Armani scappare sul +8 (37 a -4 di valutazione). Gli ultimi dieci minuti partono all'insegna di Milano che con un break di 8-3 mette in cassaforte la sfida. Casale non ha più la forza di alzare la testa. Quando guarda il tabellone è sotto di 23 punti. Cadono anche Teramo e Cremona e il distacco resta immutato. Un dato che rende meno amara la domenica.

Il capitano Masper (15 punti)

DNA

La ZeroUno sfata il tabù di Perugia e punta in alto
DOMENICO LATAGLIATA

La ZeroUno Pms Torino torna alla vittoria e, quando mancano sette partite al termine della stagione regolare, consolida il secondo posto dietro Omegna nella Divisione Nord Ovest della DNA: al Ruffini, i gialloblù hanno avuto la meglio 80-69 sulla Liomatic Perugia, conducendo le danze praticamente per tutti i quaranta minuti eccezion fatta per parte del terzo quarto, quando gli umbri hanno messo il naso avanti sfruttando un blackout prolungato della squadra di Faina. A quel punto, sotto di 7 (52-59), Torino ha pero ritrovato la verve giusta: Masper, Portannese, Tassinari, ancora Masper e Portannese confezionavano un 14-0 di parziale che permetteva alla ZeroUno di arrivare avanti di quattro al 30' (65-61). Passato lo spavento, i padroni di casa tornavano in controllo e chiudevano tutto sommato in scioltezza dimenticando così in fretta il pesante ko di metà settimana contro Casalpusterlengo. Tra i torinesi, che hanno stravinto la lotta a rimbalzo (38-25), da segnalare il ritorno a una prestazione sopra le righe di Portannese (6-9 da due, 3-4 da tre, 10 rimbalzi e 7 falli subiti: 35 di valutazione), i 15 punti in diciotto minuti di Masper e il buon apporto in fase offensiva di Defant. Domenica prossima a Trento contro la capolista della Divisione Nord Est.
Marcatori Pms

Portannese 25, Conti 4, Tassinari 10, Giadi 2, Parente 6, Giusto 3, Fontecchio 4, Defant 11, Masper 15. All. Faina.

DNB, Kopa sconfitta ma con tanti applausi
Il Kopa Cus Torino, per la prima volta senza il suo pivot Mario Soave (in settimana è atteso l’arrivo di un altro lungo) e privo anche di Raucci (problema muscolare) cede con onore al cospetto della capolista Legnano: 77-68 per gli ospiti, tenuti comunque sulla corda fino a pochi minuti dal termine. Dopo un primo quarto equilibrato (18-20), lo strappo che si rivelerà poi decisivo arriva nel secondo: protagonista assoluto è Benzoni, che segna da ovunque rendendo ancor più vistoso il blackout cussino (parziale di 3-20) che porta al 21-40. Il Cus però reagisce alla grande e accorcia 31-42, per poi arrivare al 24' sul 40-47. Sul quarto fallo di Maccagno - in pratica il solo lungo a disposizione di coach Genta - Murta protesta e si becca un tecnico: 2-2 Bianchi, 40-52. Di nuovo alle corde, il Kopa ne viene fuori ancora con coraggio: le bombe di Giordo e Ficetti e due liberi di Tassone fruttano il 48-53, prima che ancora Ficetti e una penetrazione di Andrea Danna sortiscano il 53-57 del 30'. All’inizio del quarto conclusivo, però, ancora Benzoni e Bianchi accelerano garantendo a Legnano la vittoria. [D. LAT.]
Marcatori Kopa-Cus

Pfp almeno salva l’onore Stop ai supplementari
Non riesce l’impresa veneta alla Officine Gaudino Pfp. A San Martino di Lupari, le piemontesi si sono arrese soltanto dopo un tempo supplementare per 60-56. Inizio arrembante delle padovane, che rifilavano un pesante 21-4 nel primo quarto, ma la Pfp riusciva a colmare il divario alla distanza e a passare addirittura in vantaggio a 30’’ dal termine dei tempi regolamentari. Dalla lunetta San Martino trovava i due liberi del 53-53 e nel supplementare ritornava letale per chiudere la partita, issandosi in terza posizione. Pfp resta in fondo, appaiata a Borgotaro. [A.DOL.]

DNC, Derthona inarrivabile Crocetta sempre sola in fondo
Approccio sbagliato alla partita per la Named Crocetta che, nella DNC, viene battuta 82-68 sul campo del Centro Minibasket Rho senza avere praticamente mai la chance di potersela giocare. Dopo i primi dieci minuti, la squadra di coach Gianzana era già sotto di 11, divario ancora ampliatosi a metà gara (49-31): a quel punto, diventava difficile credere a una rimonta e, nonostante una seconda metà di gara condotta con più attenzione, Campanelli e compagni non riuscivano più a portarsi in contatto. Risultato: penultimo posto solitario in classifica a quota 12, due punti in meno di Loano e Sestri Levante. Prossimo appuntamento, sabato prossimo in casa contro crollata nell’ultimo quarto contro Mortara (parziale di 17-26), terza forza del campionato, fallendo così la possibilità di fare un bel balzo in avanti in classifica: i cuneesi hanno mandato in doppia cifra quattro uomini (Marcello 16, Boella 14, Nasari 11 e Beccaria 12), non riuscendo però a concretizzare la superiorità a rimbalzo (42-23) a causa delle addirittura 24 palle perse. Infine, la Bluenergy Novara si conferma al secondo posto vincendo 73-72 a Domodossola grazie al canestro decisivo di Giroldi.
Marcatori Crocetta

Il centro Pavone (Derthona)

Danna A. 8, Alberti 4, Murta 6, Giordo 10, Ficetti 9, Tassone 17, Favario 9, Maccagno 5.

Sarzana. Per il resto, continua il monologo a tratti imbarazzante di Derthona, travolgente a Biella (101-75; Quaroni 21, Gioria 15) e capolista più che solitaria. Nella lotta per i playoff, invece, Savigliano è

Campanelli 14, Riviezzo 12, Draghici 7, d'Affuso 3, ertone, Mencio 8, Martina 9, Augeri 5, Bertulessi 7, Tomatis 3. [D. LAT.]

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72 Piemonte Sport

LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

Assoluti indoor Sei podi per il Piemonte
I

sportflash
Tennis, Open di Beinasco

BOXE TRICOLORE SUPERPIUMA

Giraudo e Chieppa ok
I

Sei medaglie per il Piemonte agli Assoluti indoor di atletica leggera, svoltisi ad Ancona. L’unico oro è dell’alessandrino Paolo Dal Molin, primo nei 60 hs in 7”75. Cinque gli argenti, tre dei torinesi. Il primo è di Marco Fassinotti, che nell’alto supera l’asticella a 2,26 ma non Silvio Chesani, leader con 2,31. Nel triplo, con 13,35, è seconda Eleonora D’Elicio: vittoria all’azzurra Simona La Mantia. Nelle Promesse, Martina Amidei argento nei 60 metri con 7”56. Tre titoli ai Nazionali di lanci invernali, a Lucca. Francesca Massobrio (Cus To) nel martello; Zahra Bani (Fiamme Azzurre) con 57,60 metri conferma il minimo per gli Europei; Ilaria Marchetti (Cus To) nel disco U23 vince con 50,76 metri.

Valeria Straneo (Runner Team Volpiano), 35 anni

ATLETICA LEGGERA

I torinesi Alberto Giraudo e Stefania Chieppa si sono aggiudicati il Trofeo SGE, torneo Open con montepremi di 10.000 euro, che si è concluso ieri all’U.S. Beinasco: al termine di tre set sofferti ed equilibrati Alberto Giraudo, classifica 2.1, si è imposto sul romano Marco Viola, 2.2, per 6/7 6/4 6/2. Semifinali per il lombardo Giacomo Oradini e per il toscano Leonardo Azzaro. Fra le donne la portacolori del Circolo della Stampa - Sporting (classifica 2.1) si è invece affermata in un derby torinese sulla giovane promessa under 16 Giulia Pairone, 2.3 dello Sporting Borgaro: chiuso il primo set a proprio favore per 6/3, la Chieppa si è aggiudicata l’incontro in seguito al ritiro dell’avversaria a causa di un insistente problema addominale. Nel doppio turno di quarti e semifinale del giorno precedente, la Chieppa si era imposta sulla bosniaca Simic e sulla casalese Gabba, la Pairone sulla Sabino e sulla numero uno del tabellone Grymalska. [B.MAS.]

Manno, terzo titolo “Con Ardito è sempre rivincita”
MARTA MOROTTI

Straneo vede Roma e s’illumina: è record di mezza maratona
Migliorato di 41’’ il tempo di Ejjaffini Broggiatto prima nelle Promesse
ENRICO ZAMBRUNO

Rugby

Ce.S.IN inciampa
I

Un record costruito in casa. Passo dopo passo. Un record frutto del lavoro, del sudore e della passione, che a lei non è mai mancata. Valeria Straneo, portacolori del Runner Team '99 Volpiano, alla Roma-Ostia ha ritoccato il primato italiano di mezza maratona, portandolo a 1h07'46”. Una prestazione eccellente quella della 35enne di origine alessandrina, che inizia il 2012 sulla scia di un 2011 da urlo. Nella grande classica laziale è quarta, ai

bordi del podio, ma quello che stupisce è il riscontro cronometrico, dove migliora il precedente record della compagna di club Nadia Ejjafini di 41 secondi (1h08'27”). Una crescita, quella della Straneo, di oltre due minuti rispetto al 1h09'42” con cui era accredita e che aveva corso ad ottobre a Cremona. «Lì ero stata un po’ penalizzata dal fatto di aver corso la maratona di Berlino soltanto tre settimane prima – spiega la Straneo -. Dopo non avevo fatto altro che scarico, quindi gli ultimi chilometri avevo sentito le gambe pesanti e la stanchezza. Adesso invece venivo da un periodo di raduno federale a San Vincenzo in cui ho lavorato davvero bene, con le condizioni ideali. Prima di partire per Roma avevo fatto ad Alessandria un lavoro di rifinitura sulle ripetute dove non ero

mai andata così forte. Così sono partita per la gara di oggi convinta che avrei fatto bene. Pensavo di ritoccare il personale, ma non avrei mai pensato di scendere sotto 1h08'». La tattica di gara, ieri, ha fatto la differenza. «So di non avere la volata - continua la neo-primatista italiana - e così al 15º km ho pensato di provare ad allungare. E' andata bene». Domenica prossima la Straneo sarà di nuovo in strada, a Correggio, per bissare con il suo Runner Team il titolo ai Campionati Italiani di Società di cross. La Roma-Ostia verrà ricordata a lungo anche da Sara Brogiato del Cus Torino, che ha vinto il titolo promesse in 1h15'44”, suo nuovo primato personale. Una conferma importante per un’atleta in grande crescita, ennesimo prodotto dell’inesauribile vivaio cussino.

Nel recupero della 3ª di ritorno, il Ce.S.In. Cus Torino inciampa in casa con il Parabiago per 24-20 (14-17). Nel buon primo tempo, con due mete (Colavito e Jaluf) e i calci di D'Angelo, il Cus pasticcia regalando una meta mentre nella ripresa subisce la rimonta al 31* (21-20) e subito un calcio di punizione. Con questo risultato gli uomini di Regan Sue sono terzi in classifica, superati da Biella vittorioso sull’Asti per 23-10. [R.SIR.]

Un titolo difeso con i denti. Al Bocciodromo di Savigliano, il torinese Benoit Manno - pugile della scuderia di Monia Cavini - ha confermato il titolo italiano dei pesi superpiuma vinto a novembre nella sua stessa città. Lo sfidante, Angelo Ardito, atleta fiorentino classe 1978, anch’egli gestito dalla Cavini, non era nuovo ai guantoni di Manno e per la terza volta è caduto tra le corde della sconfitta. «Tra me e Ardito - ha dichiarato il campione in carica - era questione di rivincita. Avevamo già combattuto ed io ho sempre vinto, ma questa volta la posta in gioco era più alta. Ci ha messo molta più cattiveria; nonostante ciò, ho vinto 9 riprese su 10. Le altre volte era stato più difficile». Un match senza troppi colpi di scena, che ha visto prevalere nettamente il pugile torinese. Nell’ultimo round, però, il fiorentino ha attaccato con grande energia colpendo a ripetizione Manno che ha avuto attimi di cedimento. «E' vero, negli ultimi minuti ho accusato i

Benoit Manno

[foto Bertorello]

colpi, ma per stanchezza. E' colpa soprattutto della dieta che ho seguito in questo periodo. Ho perso 4 kg in poco tempo. Non ho comunque mai rischiato il ko». Una conferma che serviva al pugile torinese per prefiggersi obbiettivi ancora più importanti come il titolo Mediterraneo o quello Intercontinentale. Sullo stesso ring si è combattuto anche per il titolo Europeo dei superpiuma che ha visto riconfermarsi campione il belga Ermano Fegatilli sfidato da Antonio De Vitis, pugile della scuderia Cavini.

AL PARCO RUFFINI

Pallanuoto

Dream Piemonte entra nel Guinness
L’edizione 2012 di «Recordando» va in archivio con un nuovo record. La manifestazione organizzata dall’Asd Il Giro d’Italia Run in collaborazione con l’Atletica Ruffini ha centrato l’ingresso nel Guinness dei primati con l’impresa compiuta dal «Dream Team Piemonte». Le cinque frazioniste (Borra, Cavallera, Cagnotti, Barchiesi, Caporaso) hanno concluso la maratona a staffetta in 3h09'02". Nelle altre due competizioni, la 10 km e la maratona, ci sono stati al via rispettivamente 700 e 120 iscritti. La maglia tricolore Uisp maschile è andata al pi-

Dinamica, e sei
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Sesta vittoria in altrettante partite per la Dinamica Torino in C maschile. Staiano e compagni si impongono anche a Milano in casa della Canottieri, passando 11-7. [E.ZAM.]

Corso «A scuola di sport»

Oggi Ciotti e Nasi
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Oggi (ore 20.30) al Palavela riprende la sessione primaverile del corso di formazione «A scuola di sport» organizzato dall’Associazione Oasi di don Aldo Rabino. Il primo dei sei incontri è dedicato a «Il diritto di fare sport» con interventi di Tiziana Nasi e don Luigi Ciotti.

Le atlete «record women»

nerolese Andrea Bertuglia, che ha concluso in solitaria in 2h38'00". La prova femminile è stata ad appannaggio di Katarwyna Kuzminska in 3h25'08'', ma il titolo è stato assegnato alla seconda, Raffaella Petrilli 3h39’07''. [A. BRU]

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tutte situate in località esclusive come Todi, un Castello del XIII secolo restaurato e trasformato in un Resort di charme, oppure in un appartamento in borgo risalente al 1700 a Radda In Chianti o in un Antico Feudo di campagna nelle verdi colline dell’Umbria trasformato anch’esso in un Resort per chi ama la quiete e il relax. A breve ci sarà la possibilità anche a Venezia in un piccolo Resort a pochi passi da Rialto. In cantiere iniziative al mare in una località di particolare richiamo turistico e l’altra in montagna.

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I colori alle pareti sfumature per rendere la casa come un quadro
Come nella composizione di un quadro, così nella definizione del colore di un ambiente le scelte cromatiche determinano non solo il carattere di una casa ma anche la sua percezione spaziale. La personalità di un appartamento, prima ancora che l’occhio si soffermi sui dettagli dell’arredamento, sul pregio dei quadri o delle incisioni alle pareti, sull’eleganza dei tessuti di rivestimento, si evince immediatamente dai toni di colore e dagli abbinamenti scelti per arredare casa. Il colore, può, modificare le dimensioni e persino le forme percepite di una stanza perché agisce sulle facoltà percettive dell’occhio umano e sollecita gli effetti ottici ad esso collegati. L’impatto sensuale del colore è evidente dal fatto che l’intera gamma cromatica si divide in due gruppi di colori, detti appunto caldi (dal giallo al rosso con tutte le sfumature di arancione) o freddi (dall’indaco al blu sino al verde). I primi suggeriscono una sensazione di calore, di intimità, di protezione; i secondi portano con sé l’impressione di freschezza e di ampiezza. Nessun colore può essere bandito da una casa, come non può esistere un colore scelto a priori per ciascun ambiente da arredare. Anzi l’originalità di chi arreda e predispone una stanza perché sia abitata sta spesso nella capacità di scegliere colori particolari ed accostarli per ottenere effetti più o meno desiderati. Gli abbinamenti che un tempo si consideravano alla stregua di rigide regole, uscendo dalle quali si cadeva nel cattivo gusto, stanno progressivamente perdendo importanza e sono oggi tutti da rivedere. Sfumature particolari in associazione a tinte diverse possono generare curiosi effetti, a volte sorprendenti, che rallegrano gli ambienti, li rendono meno monotoni e a volte danno persino l’illusione di renderli più piccoli e quindi più confortevoli oppure più ampi e perciò meglio abitabi-

Nel cuore di Monginevro dove puoi vivere i tuoi sogni tutto l’anno
ideale per la vancaza di famiglia e per il benessere il prossimo anno è poi prevista l’apertura di un centro benessere, una spa, gestito dal Comune. E per chi ha voglia di arte e bellezza a dieci chilometri si può visitare Briançon centro riconosciuto Patrimonio dell’Unesco. Monginevro è comunque il luogo ideale per le vacanze di famiglia, di quelle famiglie alle quali piace sciare e far sciare i propri figli, fa parte di un’area italo- francese della Via Lattea, Voie Lactée in francese, comprendente Clavière, San Sicario, Cesana, Sestriere e Sauze d’Oulx, per un totale di 400 km di piste, 91 impianti di risalita. Monginevro, a 1860 m di altitudine si distingue quindi per la sua originalità: una piana accogliente, due versanti paralleli, il villaggio storico alla confluenza delle piste e un orizzonte ci vette circostante. L’atmosfera è subito gradevole e ci si affeziona facilmente al fascino di questa cittadina. Ma Monginevro è trecento giorni di sole all’anno e dove la nuova residenza Les Granges de Caterina ha appartamenti che vanno dal monolocale al quadrilocale proprio dove è sorta la prima grangia di Monginevro, nel cuore del villaggio. I prezzi vanno da 190 mila euro a 400 mila e tutti gli appartamenti sono con box auto. Per chi non vuole solo sciare c’è anche uno splendido campo da golf con percorso a diciotto buche. L’Agenzia ISIT, www.isitimmo.com , leader del mercato immobiliare in Francia, ha selezionato e commercializza questa nuova prestigiosa realizzazione composta da 21 appartamenti, posizionata nel cuore di Monginevro, ritenuta unica per la sua posizione ed esposizione in pieno Sud, per la sua comodità ai campi di sci e a tutti i servizi, progettata con tutti i confort sia per quanto riguarda l’accessibilità che il risparmio energetico. www.lesgrangesdecaterina.com.

li. Anche l’assolutismo di colore, come il total white o il total black, la volontà di cedere il predominio al colore bianco, sintesi di tutti i colori, o al colore nero, mancanza assoluta di colore, non si configura come un’assenza di scelta ma come la volontà precisa di comunicare una decisione senza compromessi. Ogni colore dovrebbe quindi portare con sé una precisa volontà di dare un tono specifico all’ambiente, qualificandolo in rapporto alla casa e al contesto in cui essa è inserita. Se il colore delle pareti è il principale responsabile della prima impressione – la più importante – che si ricava entrando in una stanza, è vero che è anche tra le più facili alternative da definire, da realizzare, e da cambiare qualora sia opportuno. Non richiede costosi interventi edilizi, come cambiare pavimento o rivestimento, e un eventuale rinnovo si ottiene in poco tempo e a prezzi assai contenuti.

Monginevro è innanzitutto un vero villaggio con una chiesa del XVIII secolo e un obelisco inaugurato da Napoleone il 12 Aprile 1804. Con le sue fontane in legno, vicoli, ben lontano dallo stile neo montanaro che all’inizio degli anni ’70 caratterizzava la maggior parte delle stazioni sciistiche. Certamente ci sono gli hotel ma l’insieme tiene ancora la testa alta con piste soleggiate e ben innevate, di grande varietà, con degli impianti rinnovati regolarmente ed un personale sorridente ed accogliente. Monginevro è una stazione con tanti anni alle spalle e questo le conferisce un fascino particolare. È la decana delle stazioni francesi. Nel 2007 ha festeggiato il suo centenario. Si possono praticare tutti gli sport, dallo sci in inverno al golf, al tennis, alla bici, numerosi i percorsi sui vicini Colli dell’Isoard, del Lautaret e del Galibiee in estate. Monginevro è il luogo

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Una casa a risparmio energetico non vuol dire solo pannelli solari o fotovoltaici, ma attenzione ai consumi di elettrodomestici e di luce elettrica in tutti gli ambienti. Occhio quindi alle bollette e all’uso delle fonti di calore e di raffreddamento.

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Qualche consiglio per risparmiare energia e soldi
L’energia va salvaguardata. Scegliere fonti di produzione rinnovabili è una decisione saggia e quanto mai doverosa, tanto quanto evitarne ogni possibile spreco. In ambito domestico, nella nostra vita di tutti i giorni, possiamo attraverso alcuni semplici accorgimenti ridurre la dispersione energetica e fare bene non solo alla Terra, ma anche alle nostre tasche. Elettricità, riscaldamento, acqua e cucina sono i punti critici su cui potremo intervenire per migliorare la nostra efficienza energetica. Partendo dal riscaldamento, che secondo le stime delle maggiori associazioni dei consumatori rappresenta il 79% della spesa energetica complessiva tra le mura domestiche, vedremo alcuni consigli pratici per ridurre i nostri consumi: All’inizio dei mesi freddi, quando si inizia a utilizzare il termosifone, meglio controllare che non ci siano residui d’aria. In caso ve ne fossero utilizzare la valvola apposita (se non presente è opportuno farne installare una) per sfiatare l’aria presente. Durante il periodo d’impiego dei termosifoni evitare di coprirli con tende o con mobili, avendo cura di non posizionare questi ultimi troppo a ridosso dei radiatori riducendo così la dispersione del calore all’interno della stanza. Ridurre di poco la temperatura nella stanza, appena un grado, può già assicurare un risparmio energetico pari al 6%. In caso di scelta della nuova caldaia optare per una a condensazione: migliora il rendimento a parità di consumi con un modello tradizionale. Importanti la manutenzione e i controlli periodici, con cadenza annuale (preferibilmente in anticipo rispetto alla stagione fredda). I vetri delle finestre rappresentano una delle principali vie d’uscita per il calore. Contro questo possibile spreco si può ricorrere all’utilizzo dei doppi vetri e di finestre in grado isolare efficacemente le correnti d’aria esterna: garantiranno un minore spreco dell’energia prodotta dal nostro impianto di riscaldamento e contribuiranno a raggiungere più in fretta la temperatura desiderata. Durante il giorno evitare di lasciare finestre e porte aperte durante la giornata, in caso di necessità preferire le ore più calde della giorno. Durante la notte ricordarsi di abbassare del tutto le tapparelle o serrande per creare una barriera ottimale contro il freddo esterno. Utilizzare sempre lampadine a risparmio energetico, cambiando eventualmente quelle ancora a incandescenza presenti in casa. Il loro maggiore rendimento in termini di consumi ci ripagherà abbon-

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Sugli elettrodomestici Frigorifero con parsimonia e lavatrice solo a pieno carico
dantemente della spesa sostenuta per l’acquisto. Importante nella scelta anche il livello di illuminazione garantito, che non deve essere superiore alle reali necessità dell’ambiente. Ricordarsi di spegnere la luce della stanza da cui stiamo uscendo, a meno che non siamo sicuri di rientrarvi dopo pochissimo tempo: accenderle e spegnerle in continuazione ne riduce la durata nel tempo. In ogni caso evitare l’utilizzo di illuminazione artificiale se quella solare può essere sufficiente. Per risparmia-

re qualcosina in più al momento dell’acquisto occorre fare un’ulteriore distinzione. Tra le lampadine a basso consumo le principali variazioni sono nel tempo impiegato per raggiungere la piena illuminazione: considerando che solitamente quelle con tempi più lunghi sono anche le meno costose, si potrebbero scegliere per ambienti come la cucina o il soggiorno in cui sostiamo in genere più a lungo. Qualora si dovesse ricorrere a uno scaldabagno è opportuno regolarne la temperatura massima sui 60˚C in inverno e sui 40˚C d’estate, oltre a farne un uso moderato: salvo particolari esigenze, è possibile garantire il fabbisogno di una famiglia di 3-4 persone con la sola accensione notturna. Nella scelta del frigorifero primo aspetto di cui tenere conto è il fabbisogno familiare, evitando modelli che vadano oltre le proprie necessità e posizionandolo lontano da fonti di calore che possano ridurne l’efficienza. Tenere sotto controllo i consumi dichiarati anche per l’acquisto della lavatrice, ricordandosi di fare l’opportuna manutenzione: tenendo il filtro pulito e riducendo allo stretto necessario l’utilizzo di detersivo si potrà ottenere lo stesso risultato, gravando meno sui consumi e sull’ambiente.

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ni di qualità della luce per poter risparmiare. Quelle a luce alogena consentono il maggior risparmio energetico al mondo. Sono state create per avere una qualità della luce e un’atmosfera di alto livello. Sono anche le più costose ora sul mercato, ma anche quelle che consentono un risparmio maggione e una maggiore durata nel tempo.

Uno degli esempi più comuni di risparmio energetico è dato dalla sostituzione delle lampadine ad incandescenza con quelle fluorescenti che emettono una quantità di

energia luminosa diverse volte superiore alle prime a parità di energia consumata. Con le lampadine a risparmio energetico non è necessario alcun compromesso in termi-

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Mercato immobiliare in lenta ripresa nonostante la crisi
ricorso ad un mutuo e la percentuale di chi ha comprato immobili nel nostro Paese solo grazie all’ottenimento dell’appoggio bancario è arrivata al 49% fra gli acquirenti di nazionalità italiana e al 70% fra i cittadini stranieri; gli uni come gli altri non hanno comunque impegnato nel mutuo percentuali superiori al 30% del loro budget. Quando si riesce ad acquistare, comunque, si cerca di fare in modo che l’immobile permetta all’acquirente di rimanere nello stesso appartamento a lungo. Ecco quindi che crolla la richiesta di monolocali (solo il 7% delle compravendite si riferisce a questo taglio) e anche se il bilocale continua a tenere (24%), il taglio realmente più ricercato dagli italiani che intendono comprare casa è il trilocale, meglio se semicentrale e in buono stato. L’altro argomento nel settore immobiliare sono le locazioni e il loro aumento nel 2011 queste sono cresciute quasi del 4%. Colpisce invece che, come effetto collaterale della stretta economica, nonostane l’aumento delle richieste di immobili in affitto sia continuo da diversi mesi, i prezzi a cui vengono ceduti in locazione sia diminuito. Si va dal -3,65% legato al mercato residenziale a quello del -7,5% degli esercizi commerciali. Secondo quanto riportato dalla Federazione agenti immobiliari diminuiscono anche i tempi necessari ad affittare un appartamento, soprattutto se ci si affida ad un’agenzia. In questo caso il 18% dei proprietari riesce ad affittare entro il mese dall’assegnazione dell’incarico e il 38% lo fa nei primi 90 giorni. Quanto alle previsioni sull’andamento del mercato degli affitti nel 2012, bisognerà capire quali aliquote i vari comuni decideranno di applicare relativamente all’Imu sulle seconde case e come questo si ripercuoterà sui canoni di locazione che, presumibilmente, si alzeranno causando una possibile frenata di questo mercato ora in corsa ad alta velocità.

Solo la qualità assicura l’incremento del valore della casa
Quando si decide di ristrutturare casa il primo problema che ci si deve porre è che i lavori vengano eseguiti da un’impresa in grado di assicurare il massimo della qualità di esecuzione: il nostro piacere di ristrutturare deve essere coniugato con la certezza che l’intervento oltre ad assicurarci una migliore vivibilità,una più gradevole ambientazione, incrementi il valore del nostro immobile: occorre quindi la sicurezza che il costo rappresentato dalla ristrutturazione diventi un «investimento» che valorizzando il nostro immobile ci garantisca un migliore prezzo di mercato anche nel momento in cui in prospettiva si decidesse di venderlo. Un’unica Impresa assicura numerosi vantaggi: un minor costo derivante dalla sinergia organizzativa: un’assistenza tecnica globale ed integrata fra i vari diversi interventi, una corretta pianificazione dei lavori. Un unico responsabile che possa agevolmente interfacciare il Cliente committente e dare esecuzione alle sue necessità senza i frequenti equivoci che possono coinvolgere maestranze diverse, spesso non affiatate e non coordinate fra loro. Arkitekta è un’impresa specializzata nella ristrutturazione generale e d’interni, composta da un’organico di professionisti e da maestranze che vantano un’esperienza ultradecennale nella ristrutturazione di alloggi, case, negozi ed esercizi. Arkitekta si pone da subito gratuitamente a disposizione del cliente per aiutarlo nelle scelte e suggerire soluzioni di progetto. Stabilite le caratteristiche dell’intervento Arkitekta provvede gratuitamente alla definizione del capitolato dei lavori e delle forniture ed al preventivo «chiavi in mano». Arkitekta con i propri professionisti quando occorre provvede anche al progetto ed a tutti gli adempimenti amministrativi. Organizza la sequenza delle opere pianificandole con cura al fine di garantire la

È tempo di bilanci per il mercato immobiliare, e secondo gli ultimi dati tra il 2009 e il 2010 c’è stata la tanto agognata ripresa del settore, anche se ancora lenta e difficile. Le compravendite non hanno avuto la ripresa che si sperava anche se una lenta crescita c’è stata ma questo ha consentito ai prezzi di non avere un rimbalzo eccessivo, quindi acquistare casa o muri di negozi è ancora un affare sicuro, un investimento per il futuro. La lentezza della ripresa del settore è anche dovuta alla difficoltà che hanno le banche hanno nell’erogare mutui. Da un lato le Banche sono state molto più attente nella concessione dei mutui, dall’altro gli acquirenti (o meglio i potenziali tali) si sono trovati davanti proposte molto più care; questo ha portato ad una riduzione delle richieste e delle erogazioni dei mutui pari al 3%. Dati alla mano, però, sono stati molto pochi gli acquisti che si sono potuti risolvere senza il

qualità ed il risultato nei tempi previsti. Se volete fare i lavori ad immobile abitato, un’importante servizio di Arkitekta consiste nel provvedere a traslocare mobili ed arredi per poi riportarli ad opere terminate. Tutte le opere poste in essere da Arkitekta per il Cliente vengono condotte secondo il rigoroso rispetto della «regola dell’arte» fornendosi anche tutte le Certificazioni di Conformità a norma di legge: Arkitekta garantisce la qualità dei propri interventi intervenendo anche successivamente alla fine dei lavori per eventuali imperfezioni con l’obiettivo del pieno soddisfacimento del Cliente. La ristrutturazione deve essere un investimento, coniugare qualità con il prezzo delle opere. Arkitekta ha sede in Torino ed opera in Piemonte e Liguria e puo’ essere contattata attraverso il sito www.arkitekta.it o direttamente alla email arkitekta@arkitekta.it

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

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Il tempo Aria fredda al Sud, qualche grado in meno al Centro-Nord. Poi torna mite
LE PREVISIONI DI OGGI
SITUAZIONE
Un flusso di aria fredda dai Balcani si riversa verso le zone adriatiche e il Sud Italia con instabilità fino al mattino; al Nord giungono solo infiltrazioni che limitano il tepore dei giorni scorsi, ma in prospettiva l’alta pressione atlantica tornerà in settimana con un altro respiro primaverile.

Il Sole
CENTRO
Soleggiato su Sardegna, Toscana, Lazio e Umbria. Tra Marche e Abruzzo irregolarmente nuvoloso al mattino con qualche nevicata sui rilievi appenninici e sulle zone interne, ma tempo in miglioramento con addensamenti pomeridiani localizzati su entroterra abruzzese.

IN EUROPA

NORD
Al Nord-Ovest soleggiato con tendenza ad addensamenti nuvolosi sulla Liguria e in parte sul basso Piemonte. Al Nord-Est soleggiato a parte un po’ di nuvolosità tra Venezie e bassa Emilia, tendente a localizzarsi in giornata sul settore prealpino del Triveneto.

SUD
In mattinata residua instabilità con rovesci tra Locride e Sicilia orientale e deboli cadute di neve su rilievi molisani e lucani, ma tendenza a schiarite con passaggio a condizioni soleggiate o abbastanza soleggiate e residua nuvolosità su Salento, nord Sicilia e sparsa su zone appenniniche.

Ampi spazi soleggiati su Spagna e Portogallo a parte Sorge Tramonta Culmina nubi basse sulle alle ore alle ore alle ore coste atlantiche, 6 e 47 17 e 59 12 e 23 parzialmente minuti minuti minuti nuvoloso sulla PRIMO QUARTO Francia e più La Luna nuvoloso sul nord Europa con piogge Si leva Cala su Regno Unito e un alle ore alle ore po’ di neve su 23 e 39 9e1 Svezia ed est 01-mar minuto minuti Europa. Maltempo sulla Grecia.
MARE CALMO POCO MOSSO MARE MOSSO MARE AGITATO

SOLE

NUVOLOSO

POCO NUVOLOSO

COPERTO

VARIABILE

PIOGGIA DEBOLE-MODERATA

PIOGGIA INTENSA

TEMPORALE

NEBBIA

NEVE

VENTO

DOMANI

LA TENDENZA DELLE TEMPERATURE In calo, più marcato al Sud.

Le precipitazioni attese oggi

Trento 0 14 Aosta -1 14 Torino 1 15 Milano 1 14 Genova 6 16 Bologna 2 13 Firenze 3 14 Perugia 0 12 Venezia 1 12

Trieste 0 10

Ancona 2 11 L‘Aquila -1 4 Campobasso 0 6 Napoli 4 12 Foggia 4 10 Bari 6 9 Potenza -1 4
DEBOLI MODERATE FORTI MOLTO FORTI

Qualche addensamento sulle zone centrali, specie in Toscana, nord Sicilia e Salento, per il resto soleggiato.

DOPODOMANI

Roma 2 12

Si esauriscono al primo mattino le piogge su zone ioniche del Sud e deboli nevicate su zone interne tra Abruzzo e Lucania.

Vigilanza meteo di oggi e domani

Alghero 2 16

Cagliari 8 16 Palermo 10 15

Catanzaro 6 12 Reggio Calabria
9 15
NESSUNA MODERATA ELEVATA ESTREMA

Catania 10 14

Bel tempo e molto mite al Centro-Nord, più fresco al Sud con qualche nube su zone ioniche e interno Sicilia.

Centimetri-LA STAMPA

A cura di www.nimbus.it

Forti venti settentrionali; al mattino si esaurisce il maltempo sulla Calabria.

Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa
CITTÀ MIN ˚C MAX ˚C OGGI

CITTÀ

MIN ˚C MAX ˚C OGGI

Lunedì Che tempo farà

ALGERI ANKARA BAGHDAD BANGKOK BEIRUT BOMBAY BRASILIA BUENOS AIRES CALGARY CARACAS CASABLANCA CHICAGO CITTÀ DEL CAPO CITTÀ DEL MESSICO DAKAR DUBAI FILADELFIA GERUSALEMME HONG KONG IL CAIRO JOHANNESBURG KINSHASA LA MECCA L'AVANA LOS ANGELES MANILA MELBOURNE MIAMI MONTREAL NAIROBI NEW YORK NUOVA DELHI PECHINO SHANGHAI SINGAPORE TOKYO WASHINGTON

7 3 6 27 14 24 18 16 -19 18 6 1 17 11 19 18 -2 8 12 10 16 22 19 22 9 24 25 23 -14 17 -2 10 -4 2 25 1 2

15 7 19 34 19 35 29 27 -2 28 19 5 30 24 31 20 14 20 15 22 28 33 33 33 14 30 27 26 -1 25 12 27 6 6 30 8 16

AMSTERDAM ATENE BARCELLONA BELGRADO BERLIN BERNA BRATISLAVA BRUSSELS BUCAREST BUDAPEST COPENHAGEN DUBLIN EDIMBURGO HELSINKI ISTANBUL LISBONA LONDRA LUBIANA MADRID MOSCA OSLO PARIGI PODGORICA PRAGA REYKJAVIK ROMA SARAJEVO S. PIETROBURGO SOFIA STOCCOLMA TALLINN TIRANA VARSAVIA VIENNA VILNIUS ZAGABRIA

4 8 7 0 -3 -2 -2 2 -2 -1 -2 10 9 -7 5 10 7 -2 3 -2 -1 4 3 -2 3 2 -6 -5 1 -7 -4 4 -1 -2 -4 0

8 9 16 3 4 8 6 8 4 4 3 12 11 -4 6 18 11 9 16 0 3 10 8 5 6 12 -2 -3 3 -1 -3 10 2 6 -2 8

Resiste il sereno dopo i diluvi al Sud e l’ondata di precoci tepori alpini
LUCA MERCALLI

I

l mese di febbraio, cominciato sotto il segno del gelo straordinario, termina con tempo soleggiato e temperature primaverili: pressoché tutta la settimana vedrà infatti sull' Italia cieli in gran parte sereni e assenza di precipitazioni, salvo nubi residue e alcuni rovesci oggi sui versanti adriatici e al Sud a causa dei venti nord-orientali più freschi giunti ieri. Ma dopo il temporaneo e moderato raffreddamento in atto, da mercoledì l'aria tornerà molto mite ovunque, con massime nuovamente prossime o perfino superiori a 20 gradi sulle pianure del Nord e lungo il versante tirrenico. Nubi basse potrebbero addensarsi a tratti sulle zone costiere per effetto di umidità mediterranea, ma senza conseguenze di sor-

ta. La settimana scorsa è stata segnata dal forte maltempo al Sud Italia a causa di una depressione centrata tra Sicilia e Libia che ha richiamato forti venti umidi da Est, con piogge violente sui versanti ionici: da lunedì 20 a giovedì 23 febbraio sono caduti ben 393 mm a Chiaravalle Centrale, nel Catanzarese (www.cfcalabria.it), 365 a Pedara, alle falde dell'Etna, e 143 a Siracusa (www.sias.sicilia.it). Allagamenti e frane hanno reso difficile la circolazione nelle province siciliane orientali, venti a 100-140 km/h e mare grosso hanno interrotto i collegamenti con le isole minori, e a Lipari mareggiate con onde di 5 metri hanno superato le barriere protettive allagando i viali litoranei. Nel frattempo l'anticiclone atlantico «Eitel» andava rafforzandosi sull' Europa centro-occidentale insieme a

un afflusso di aria subtropicale marittima, che da giovedì ha portato temperature straordinariamente miti al Nord Italia, complice la radiazione solare più vigorosa e l'effetto föhn sottovento alle Alpi: la giornata più calda è stata sabato (solo localmente ieri), con massime di 22 gradi a Torino e Bolzano, e 23 ad Aosta: qui a pari merito con il precedente record del mese, dall'inizio delle misure nel 1974, che spettava al 19 febbraio 1989 (www.regione.vda.it). Molte località, soprattutto tra Torino, Asti e Cuneo, hanno sperimentato un'escursione termica di eccezionale ampiezza rispetto alle minime polari di inizio mese: all'osservatorio di Moncalieri si è passati dai -15,4 gradi del 7 febbraio ai 19,1 di ieri, una differenza di 34,5 gradi, mai osservata prima in un secolo e mezzo di misure.

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LA STAMPA
LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2012

ACADEMY AWARDS

Come nascono gli Oscar?

D mande

A CURA DI LORENZO SORIA
LOS ANGELES

La notte scorsa sono stati assegnati gli Oscar. Che cosa sono esattamente? E perché quello strano nome?
Intanto il loro vero nome è «Academy Awards», la premiazione cinematografica organizzata ogni anno dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Quando venne fondata, nel 1927, la Academy aveva soprattutto due fini: mediare le dispute di lavoro e preservare i film. Nel maggio del 1929, pochi mesi prima del crollo di Wall Street che portò alla Grande Depressione, decise di istituire anche una premiazione per riconoscere «l’eccellenza» nelle varie categorie del cinema e una impiegata della Academy, vedendo la statuetta su un tavolo, avrebbe esclamato: «Assomiglia proprio a mio zio Oscar!». Non si sa se sia vero o se si tratti di una leggenda, ma da allora quel nome è rimasto. Quanto invece al volto della statuetta, sarebbe quello di Emilio Fernandez, attore e regista messicano dal fisico prestante.

Chi sono i giurati dell’Oscar?
Sono i sui 5.765 membri, divisi in 15 «branches», o rami, che includono le categorie di attori, registi, compositori, scenografi e così via. Ogni ramo elegge cinque «nominees», o candidati, nella propria categoria e tutti partecipano al voto per il miglior film, la categoria più ambita.

Ma se i «nominees» sono cinque (le famose cinquine), perché quest’anno i film candidati erano nove?
Due anni fa, sperando in questo modo di includere film più popolari e di aumentare così gli indici di ascolto, la Academy ha deciso di portare i candidati nella categoria «Best film» da cinque a un massimo di dieci, usando una complessa formula, che quest’anno ha appunto prodotto nove «nominees», che erano «Hugo Cabret» con 11 nominations, «The Artist» con 10 e poi «Paradiso amaro», «War Horse», «Moneyball - L’arte di vincere», «The Tree of Life», «Midnight in Paris», «Molto forte, incredibilmente vicino» e «The help». Ma la novità non ha prodotto gli effetti desiderati: tra i nove, solo «The Help» ha superato negli Usa la soglia dei 100 milioni di dollari di incassi.

Quanto vale un Oscar?
La statuetta, placcata in oro 24 carati ed alta 35 centimetri, ha un valore commerciale di 295 dollari. Ma un Oscar vale infinitamente di più: chi lo vince entra nella leggenda e nella storia del cinema. Se si tratta di un individuo, che sia un attore o un mago degli effetti sonori, significa cachet molto più elevati per il resto della carriera. Per un film, poi, avere attaccata a vita l’etichetta che si tratta di un «Oscar winner» significa che i proventi, dal botteghino e poi dai Dvd, si moltiplicano, specie nel caso di piccole produzioni che proprio grazie alla statuetta riescono ad ottenere molta più attenzione.

Ma un Oscar lo si può «comprare»?
Proprio perché rivestono enorme valore, sul piano monetario ed anche su quello del puro prestigio, gli Oscar sono oggetto di elaborate e costosissime campagne, che includono bombardamento pubblicitario sui giornali specializzati, comparsate dei candidati con tanto di autografi e foto coi bambini, assoldamento di strateghi, attacchi non troppo nascosti ai film e ai candidati concorrenti. Ogni anno la Academy viene fuori con nuove regole per rendere la competizione sobria e decorosa, ma stu-

dios e produttori sanno sempre individuare modi originali e creativi per raggirarle.

Quali sono gli attori con più statuette e con più nominations?
La più premiata è stata Katharine Hepburn, quattro Oscar come migliore attrice per «La gloria del mattino» (1933), «Indovina chi viene a cena?» (1967), «Il leone d’inverno» (1968) e «Sul lago dorato» (1981). Con tre Oscar a testa, seguono Jack Nicholson e Ingrid Bergman: il primo per «Qualcuno volò sul nido del cuculo» (1975) e «Qualcosa è

cambiato» (1997) e uno come non protagonista per «Voglia di tenerezza» (1983). La Bergman aveva vinto con «Angoscia» (1944), «Anastasia» (1956 ) e «Assassinio sull’Orient Express» (1974). Meryl Streep è invece l’attrice con il più alto numero di nominations, ben diciassette.

Un Oscar è l’ambizione di ogni attore del mondo. Ci sono anche quelli che lo hanno rifiutato?
Proprio Katharine Hepburn era una che non amava molto il principio della competizione e non si è mai scomodata di andare a ritirare le sue statuette di

persona, anche se poi le ha tenute in mostra nella sua casa nel Connecticut. Ma c’è stato anche chi l’Oscar lo ha rifiutato. Tra questi, George C. Scott che nel 1971 lo vinse per la sua interpretazione in «Patton» ma che non lo accettò per non far parte di un «mercato della carne». L’anno successivo fu la volta di Marlon Brando, che dopo avere accettato la statuetta nel 1954 per «Fronte del porto» la rifiutò per «Il Padrino» in segno di protesta per il trattamento riservato agli Indiani d’America. E annunciò il suo rifiuto facendo salire sul palco Sacheen Littlefeather, un’attivista vestita come le squaw dei vecchi western.

PREZZI TANDEM, NELLE AREE DI DIFFUSIONE INDICATE SUL GIORNALE LOCALE; 1 CON «LA VOCE DI MANTOVA», «PRIMO PIANO MOLISE», «LATINA OGGI»; 1,20 CON «LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO», «IL CORRIERE DI ROMAGNA», «IL CORRIERE MERCANTILE»,

«LA GAZZETTA DEL LUNEDI’». PREZZI ESTERO: FRANCIA, MONACO P., SVIZZERA FRANCESE FRS. 3,00; SVIZZERA TEDESCA FRS. 3,00.

2,00; IRLANDA

2; SLOVENIA

1,34; C. TICINO FRS. 3,00;

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