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Capitolo 9

Soluzioni di Quesiti ed esercizi


Quesiti ed esercizi svolti 9.1. (1) Siano dati gli spazi vettoriali R
2
e R
3
e siano e, la base canonica
su R
2
, ed e

, la base canonica su R
3
. Sia data la funzione f : R
2
R
3
denita in modo che, per
ogni vettore x = (x
1
, x
2
) R
2
, espresso nelle sue componenti in base e, si abbia
f(x) = (x
1
+ 2x
2
, 3x
2
, x
1
x
2
),
dove il secondo membro ` e lespressione in componenti rispetto alla base e

.
(i) Vericare che f ` e unapplicazione lineare.
(ii) Determinare limmagine del vettore v = (1, 2).
(iii) Determinare la matrice M
e

, e
(f) che rappresenta f nelle due basi date.
Svolgimento. (i) Presi x = (x
1
, x
2
), y = (y
1
, y
2
) R
2
e R abitrari, abbiamo:
f(x+y) = f((x
1
+y
1
, x
2
+y
2
)) = ((x
1
+y
1
) +2(x
2
+y
2
), 3(x
2
+y
2
), (x
1
+y
1
) (x
2
+y
2
)).
Osserviamo che il secondo membro della precedente eguaglianza si scrive come
(x
1
+ 2x
2
, 3x
2
, x
1
x
2
) + (y
1
+ 2y
2
, 3y
2
, y
1
y
2
) = f(x) +f(y).
f( x) = (x
1
+ 2x
2
, 3x
2
, x
1
x
2
) = (x
1
+ 2x
2
, 3x
2
, x
1
x
2
) = f(x).
Pertanto f ` e unapplicazione lineare.
(ii) Dalla denizione di f si ha f((1, 2)) = (5, 6, 1).
(iii) Poich` e
f((1, 0)) = (1, 0, 1) e f((0, 1)) = (2, 3, 1)
dalla denizione di M
e

, e
(f) abbiamo che
M
e

, e
(f) =
_
_
1 2
0 3
1 1
_
_
.
(2) Siano V e W due spazi vettoriali di dimensioni, rispettivamente, 3 e 2. Siano date in seguito
v = v
1
, v
2
, v
3
una base di V e w = w
1
, w
2
una base di W. Sia f : V W lapplicazione
lineare denita sulle basi date in tal modo:
f(v
1
) = w
1
+ 2w
2
, f(v
2
) = 2w
1
, f(v
3
) = 2w
2
.
51
52 CAPITOLO 9. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
Determinare la matrice M
w,v
(f) e le equazioni di f (rispetto alle basi date).
Svolgimento. Per denizione di matrice associata a f nelle basi date, abbiamo
M
w, v
(f) =
_
1 2 0
2 0 2
_
.
Se x = (x
1
, x
2
, x
3
) R
3
` e un vettore arbitrario, espresso nelle sue componenti rispetto a v e se
y = (y
1
, y
2
) R
2
` e un vettore arbitrario, espresso nelle sue componenti rispetto a w, allora
y = f(x)
_
y
1
y
2
_
=
_
1 2 0
2 0 2
_
_
_
x
1
x
2
x
3
_
_
.
Pertanto, le equazioni di f nelle basi v e w date sono:
Y
1
= X
1
+ 2X
2
, Y
2
= 2X
1
+ 2X
3
.
(3) Siano dati gli spazi vettoriali R
2
e R
3
e siano e, la base canonica su R
2
, ed e

, la base canonica
su R
3
. Sia data lapplicazione lineare f : R
3
R
2
denita da:
f((1, 0, 0)) = (1, 1), f((0, 1, 0)) = (1, 0), f((0, 0, 1)) = (1, 1),
in cui tutte le componenti sono rispetto alle due basi date.
(i) Determinare la matrice M
e, e
(f).
(ii) Determinare la dimensione dei sottospazi Ker f R
3
e Imf R
2
e stabilire se f ` e iniettiva
e se f ` e suriettiva.
(iii) Determinare una base per i sottospazi Ker f R
3
e Im f R
2
(iv) Dato il sottospazio vettoriale W = Lin((1, 0, 1) , (1, 1, 0)) determinare f(W).
Svolgimento. (i) Per denizione di matrice associata a f nelle basi date, abbiamo
M
e, e
(f) =
_
1 1 1
1 0 1
_
.
(ii) Sappiamo che dim Im f = r(M
e, e
(f)). Ora la matrice M
e, e
(f) ` e manifestamente di rango
2. Pertanto,
dim Im f = 2
che dimostra che f ` e suriettiva.
Poich` e vale la formula
3 = dimR
3
= dim Im f +dim Ker f
segue che
dim Ker f = 1.
Questo comporta che f non ` e iniettiva. In effetti era chiaro, dalla denizione di f, che essa non
fosse iniettiva dato che
f((1, 0, 0)) = f((0, 0, 1)) = (1, 1).
53
(iii) Im f ` e generato dalle immagini dei vettori della base e

. Pertanto
Im f = Lin((1, 1), (1, 0), (1, 1)) = R
2
ed una base per Im f ` e data dai vettori (1, 1), (1, 0).
Un vettore x = (x
1
, x
2
, x
3
) R
3
` e tale che
x Ker f f(x) = 0.
Questa ultima condizione si traduce in
M
e, e
(f)
_
_
x
1
x
2
x
3
_
_
=
_
0
0
_
.
Cerchiamo quindi tutti quegli x per cui:
_
1 1 1
1 0 1
_
_
_
x
1
x
2
x
3
_
_
=
_
0
0
_
.
Questi sono dati dalle soluzioni del sistema lineare omogeneo
X
1
+X
2
+X
3
= X
1
+X
3
= 0.
Le soluzioni di questo sistema lineare, per il Teorema di Rouch e-Capelli, dipendono da 1 parametro
(in effetti, sappiamo gi` a che dim Ker f = 1). Le soluzioni sono della forma
X
1
= t, X
2
= 0, X
3
= t, t R.
Pertanto
Ker f = Lin((1, 0, 1)).
(iv) I generatori di W sono linearmente indipendenti, pertanto dim W = 2 e f(W) ` e generato dai
vettori f((1, 0, 1)) = (2, 2) e f((1, 1, 0)) = (0, 1). Pertanto f(W) = R
2
e la base determinata
mediante f ` e proprio
(2, 2), (0, 1).
(4) Siano V e W due spazi vettoriali entrambi di dimensione 3. Siano date in seguito v = v
1
, v
2
, v
3
una base di V e w = w
1
, w
2
, w
3
una base di W. Sia f : V W lapplicazione lineare denita
sulle basi date in tal modo:
f(v
1
+v
3
) = w
1
+w
2
, f(v
2
) = w
3
, f(v
2
v
3
) = w
1
w
2
+w
3
.
Determinare la matrice M
w,v
(f) e stabilire se f ` e un isomorsmo.
Svolgimento. Per la linearit` a si ha:
f(v
1
) +f(v
3
) = w
1
+w
2
, f(v
2
) = w
3
, f(v
2
) f(v
3
) = w
1
w
2
+w
3
.
54 CAPITOLO 9. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
Quindi, utilizzando la seconda e la terza eguaglianza abbiamo:
f(v
3
) = f(v
2
) w
1
+w
2
w
3
= w
3
w
1
+w
2
w
3
= w
1
+w
2
.
Sostituendo nella prima eguaglianza, abbiamo
f(v
1
) = f(v
3
) +w
1
+w
2
= 2w
1
.
Pertanto
M
w,v
(f) =
_
_
2 0 1
0 0 1
0 1 0
_
_
.
Notiamo che det M
w,v
(f) = 2 = 0, pertanto r(M
w,v
(f)) = 3. Quindi dim Im f = 3, i.e. f ` e
suriettiva. Dalla formula
dim V = dim Ker f +dim Im f
troviamo anche dim Ker f = 0, i.e. Ker f = {0
V
}, pertanto f ` e pure iniettiva. Si conclude che
f ` e un isomorsmo tra V e W.
(5) Sia f : R
3
R
2
lapplicazione lineare di spazi vettoriali, la cui matrice rappresentativa
rispetto alle rispettive basi canoniche ` e A =
_
1 2 1
1 2 1
_
. Dati i vettori u = (2, 1) e w = (3, 3),
trovare se esiste f
1
(u) e f
1
(w).
Svolgimento. Data A come sopra, se prendiamo componenti (x
1
, x
2
, x
3
) in R
3
e (y
1
, y
2
) in R
2
,
rispetto alle basi date, le equazioni di f sono
Y
1
= X
1
+ 2X
2
+X
3
, Y
2
= X
1
+ 2X
2
+X
3
.
Per denizione
f
1
(u) = {x R
3
| f(x) = u}.
Pertanto, abbiamo
f(x) = u
_
1 2 1
1 2 1
_
_
_
x
1
x
2
x
3
_
_
=
_
2
1
_
.
Vogliamo quindi trovare i vettori le cui componenti sono soluzioni del sistema lineare non omoge-
neo:
_
X
1
+ 2X
2
+X
3
= 2
X
1
+ 2X
2
+X
3
= 1
Il sistema ` e incompatibile, in quanto
r
__
1 2 1
1 2 1
__
= 1 < r
__
1 2 1 2
1 2 1 1
__
= 2.
Pertanto f
1
(u) = .
55
Per quanto riguarda w, ragionando allo stesso modo, ci riduciamo a trovare le soluzioni di
X
1
+ 2X
2
+X
3
= 3.
Ponendo X
2
= s e X
3
= t, con s, t R parametri, vediamo che:
f
1
(w) = (3, 0, 0) +s(2, 1, 0) +t(1, 0, 1).
Pertanto, f
1
(w) ` e la variet` a lineare passante per (3, 0, 0) e parallela al sottospazio vettoriale
Lin((2, 1, 0), (1, 0, 1)).
(6) Nello spazio vettoriale R
5
, dotato della base canonica e, siano assegnati i sottospazi vettoriali
U e W rappresentati, rispettivamente, dai sistemi di equazioni
X
1
X
5
= X
2
+X
3
= 0 e X
1
X
2
X
3
+X
4
X
5
= X
3
= X
4
= 0.
(i) Determinare generatori per U e per W.
(ii) Determinare generatori ed equazioni, rispetto alla base e, che rappresentino U +W.
Svolgimento. (i) Denotiamo con A
U
ed A
W
le matrici rappresentative delle equazioni denenti,
rispettivamente, U e W; dunque A
U
` e
_
1 0 0 0 1
0 1 1 0 0
_
mentre A
W
` e data da
_
_
1 1 1 1 1
0 0 1 0 0
0 0 0 1 0
_
_
.
Si ha che rg(A
U
) = 2, quindi dim(U) = 5 2 = 3, mentre rg(A
W
) = 3, da cui dim(W) =
5 3 = 2. Per trovare generatori, osserviamo che:
det A
U
(1, 2; 1, 2) = 1 = 0, quindi possiamo porre
x
3
= s
1
, x
4
= s
2
, x
5
= s
3
ed otteniamo che U si esprime come:
_

_
x
1
= s
3
x
2
= s
1
x
3
= s
1
x
4
= s
2
x
5
= s
3
s
1
, s
2
, s
3
R.
Si ha quindi
U = Lin((1, 0, 0, 0, 1), (0, 1, 1, 0, 0), (0, 0, 0, 1, 0)).
56 CAPITOLO 9. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
det A
W
(1, 2, 3 | 3, 4, 5) = 1 = 0, quindi possiamo porre
x
1
= t
1
, x
2
= t
2
ed otteniamo che W si esprime come:
_

_
x
1
= t
1
x
2
= t
2
x
3
= 0
x
4
= 0
x
5
= t
1
t
2
t
1
, t
2
R;
allora
W = Lin((1, 0, 0, 0, 1), (0, 1, 0, 0, 1)).
(ii) Per determinare generatori ed equazioni per U + W dobbiamo conoscere prima la sua dimen-
sione. A tale scopo, osserviamo che equazioni che rappresentino il sottosopazio vettoriale U W
sono date dal sistema lineare costituito dalle due equazioni denenti U insieme alle tre equazioni
denenti W. Si ottiene cos` un sistema lineare di 5 equazioni in 5 incognite che ha per matrice dei
coefcienti la matrice
A
UW
:=
_
_
_
_
_
_
1 0 0 0 1
0 1 1 0 0
1 1 1 1 1
0 0 1 0 0
0 0 0 1 0
_
_
_
_
_
_
.
Si pu` o calcolare il determinante di tale matrice utilizzando lo sviluppo di Laplace rispetto allultima
riga; quello che si ottiene ` e che det A
UW
= 0, quindi la matrice non ha rango massimo. In effetti,
rg(A
UW
) = 4 (basta osservare che det A
UW
(1, 2, 4, 5; 1, 2, 3, 4) = 1 = 0). Ci ` o implica che
dim(U W) = 5 4 = 1. Grazie alla formula di Grassmann, si ottiene che
dim(U +W) = 3 + 2 1 = 4,
quindi, essendo U + W un iperpiano di R
5
(cio` e un sottospazio proprio di dimensione uno di
meno), U + W sar` a denito da ununica equazione (non banale). In effetti, da quanto descritto
sopra per U e W, otteniamo che
U +W = Lin((1, 0, 0, 0, 1), (0, 1, 1, 0, 0), (0, 0, 0, 1, 0), (0, 1, 0, 0, 1))
e questi 4 vettori sono una base per U + W. Presa A
U+W
la matrice rappresentativa di tale base,
cio` e
_
_
_
_
_
_
1 0 0 0
0 1 0 1
0 1 0 0
0 0 1 0
1 0 0 1
_
_
_
_
_
_
,
57
si osserva che rg(A
U+W
) = 4. Se denotiamo con x = (x
1
, x
2
, x
3
, x
4
, x
5
) un vettore arbitrario di
R
5
, unequazione che rappresenti U +W si ottiene quindi ponendo la condizione
det
_
_
_
_
_
_
1 0 0 0 x
1
0 1 0 1 x
2
0 1 0 0 x
3
0 0 1 0 x
4
1 0 0 1 x
5
_
_
_
_
_
_
= 0.
Sviluppando tale determinante, si trova
X
1
X
2
X
3
X
5
= 0
che ` e unequazione per U +W.
(7) Sia f : R
3
R
2
lapplicazione lineare di spazi vettoriali, la cui matrice rappresentativa
rispetto alle rispettive basi canoniche ` e A =
_
1 0 1
2 1 0
_
. Siano date ora, rispettivamente,
b = (0, 1, 0), (1, 0, 1), (0, 1, 1) una base per R
3
e c = (1, 1), (0, 1) una base per R
2
, dove le
componenti dei precedenti vettori sono espresse rispetto alle realtive basi canoniche. Determinare
la matrice M
c,b
(f).
Svolgimento. Sia e la base canonica di R
2
. La matrice cambiamento di base P
e c
dalla base e alla
base c ` e
P
e c
=
_
1 0
1 1
_
.
Sia invece e

la base canonica di R
3
. La matrice cambiamento di base P
e

b
dalla base e

alla base
b ` e
P
e

b
=
_
_
0 1 0
1 0 1
0 1 1
_
_
.
Ricordiamo che vale la relazione
M
c, b
(f) = M
c, e
(id
R
2) M
e, e
(f) M
e

, b
(id
R
3).
Per ipotesi
M
e, e
(f) = A
mentre, per denizione di matrice cambiamento di base, si hanno
M
e

, b
(id
R
3) = P
e

b
e
M
c, e
(id
R
2) = P
c e
= P
1
e c
.
Pertanto:
M
c, b
(f) = P
1
e c
A P
e

b
58 CAPITOLO 9. SOLUZIONI DI QUESITI ED ESERCIZI
cio` e
M
c, b
(f) =
_
1 0
1 1
_ _
1 0 1
2 1 0
_
_
_
0 1 0
1 0 1
0 0 1
_
_
=
_
0 0 1
1 2 2
_
.