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La.gazzetta.dello.sport.16.02.2012

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it giovedì 16 febbraio 2012 1,20 €
ITALIA

REDAZIONE DI M LANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

anno n Numero Anno 116 ­ Numero 40

I RECUPERI DI SERIE A L’ATALANTA SUPERA IL GENOA (1­0) ED ESCE DALLA ZONA PERICOLOSA

JUVE PARI FURIOSO
Fermati dal Parma (0­0), niente sorpasso per i bianconeri che lamentano due rigori non concessi. Conte: «Perché non li fischiano? Hanno paura»
CENITI, CERRUTI, GRAZIANO, GRIMALDI, OLIVERO, MACONI, PIOVANI ALLE PAGINE 14­15­16­17­18

CLASSIFICA MILAN 47 JUVENTUS* 46 LAZIO 42 UDINESE 41 INTER 36 ROMA 35 NAPOLI 34 PALERMO 31 CAGLIARI 30 GENOA 30

FIORENTINA** 28 PARMA* 28 CATANIA** 27 ATALANTA*** 27 CHIEVO 27 SIENA* 23 BOLOGNA** 22 LECCE 18 CESENA* 16 NOVARA 16

3 Il contatto tra Giaccherini e Biabiany IPP

* Una partita in meno. ** Due partite in meno. *** 6 punti di penalizzazione

OTTAVI A SAN SIRO VITTORIA STORICA CONTRO UNA INGLESE: 4­0!

INTER DOMANI ANTICIPO COL BOLOGNA

MILAN

Ranieri a caccia della regolarità Paura Julio Cesar
Il portiere ha accusato un dolore al gomito: può rimanere a riposo in vista di Marsiglia
DALLA VITE A PAGINA 19 Julio Cesar, 32 anni ANSA

BELLISSIMO

Annienta l Arsenal con un poker firmato EUROPA LEAGUE A ROMA L’ATLETICO Boateng, Binho (doppietta) e Ibrahimovic Lazio contro Simeone Berlusconi: «Champions e anche scudetto» L’Udinese coi cerotti
BOCCI, DELLA VALLE, CONDO’, DI FEO, PASOTTO, SCHIANCHI DA PAG. 2 A 11 CIERI, VELLUZZI A PAGINA 22

vuol ripartire dal Paok
leOpinioni a pagina 23

ilCommento

COLPO DOPPIO
di ALESSANDRO DE CALÒ

GLI ITALIANISMI IN VOGA
di ROBERTO BECCANTINI

Il miglior Milan della stagio­ ne gioca una magnifica par­ tita a San Siro, sistema vec­ chi conti con l’Arsenal e sor­ ride due volte: in Cham­ pions e in Italia, dove resta primo in classifica. La Juve esce un po’ più piccola da questo lungo mercoledì.
L’ARTICOLO A PAGINA 23

ROMA 2020, CHE PECCATO!
di JOSEFA IDEM

LA SCALATA RIMANDATA
di SIMONE MORO

3 L’esultanza di
Robinho e Boateng

20 2 1 6> 9 771120 506000

IL ROMPI PALLONE
di GENE GNOCCHI

Totti: «Ci tenevo tanto all’Olimpiade del 2020. Sarei stato capitano della nazionale italiana di scacchi».

w

F.1 UN’ALTRA DIAVOLERIA DI NEWEY

BASKET TORINO: VIA ALLA FINAL EIGHT

La Red Bull con il buco nasconde un segreto
PIOLA A PAGINA 29

Coppa Italia: Siena­Sassari E subito Bologna­Milano
SPECIALE DA PAGINA 36 A PAGINA 38

2

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

CHAMPIONS ANDATA OTTAVI
MILAN ARSENAL

4
(4-3-1-2) Abbiati; Abate, Mexes, Thiago Silva, Antonini; Nocerino, Van Bommel, Seedorf (dal 12’ pt Emanuelson); Boateng (dal 25’ st Ambrosini); Ibrahimovic, Robinho (dal 39’ st Pato). All: Allegri. PANCHINA Amelia, Nesta, Bonera, El Shaarawy. ESPULSI nessuno AMMONITI Antonini, Mexes e Ambrosini per gioco scorretto GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 2-0 ESPULSI nessuno

0
(4-2-3-1) Szczesny; Sagna, Koscielny (dal 44’ pt Djourou), Vermaelen, Gibbs (dal 21’ st Oxlade-Chamberlain); Song, Arteta; Walcott (dal 1’ st Henry), Ramsey, Rosicky; Van Persie. All: Wenger. PANCHINA Fabiansky, Coquelin, Beanyoun, Arshavin. AMMONITI Song e Djourou per gioco scorretto

MARCATORI Boateng 15’, Robinho 38’ pt; Robinho al 4’, Ibrahimovic rigore 34’ st ARBITRO Kassai (Ung)
NOTE spettatori 64.462, incasso 2.876.254. Angoli: 5-6. In fuorigioco: 6-0. Recuperi: pt 2’, st 3’

POSSESSO PALLA

FALLI COMMESSI

MILAN 43% TIRI IN PORTA

ARSENAL 57%

MILAN 12 TIRI FUORI

ARSENAL 10

IIIII
MILAN 5

IIIIII IIIIIIIIIII
ARSENAL 6 MILAN 11

III
ARSENAL 3

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO c GOL! 15’ Nocerino gioca profondo per Boateng sulla verticale destra, controllo e diagonale che sorprende Szczesny: 1-0

SECONDO TEMPO c GOL! 4’ Robinho risale la linea dei sedici metri, e quando vede che Vermaelen è scivolato esplode un destro che s’infila nell’angolo: 3-0

c GOL! 38’ Ibra scappa a sinistra e attende
l’inserimento di Robinho per crossare dalla linea di fondo: il brasiliano di testa centra il 2-0

c GOL! 34’ Ibrahimovic si guadagna un rigore
costringendo l’ingenuo Djourou al fallo, e lo trasforma: 4-0

PAOLO CONDÒ MILANO

Ricevuto, forte e chiaro. Un Milan sontuoso sculaccia cantando i ragazzini dell’Arsenal, rispondendo a tutti i dubbi accumulati in una stagione fin qui strana, ma alla quale i risultati di ieri aprono un’improvvisa profondità. E se già il pari della Juve a Parma aveva permesso a Ibra e compagni di entrare in campo rasserenati, il 4-0 inflitto all’ex tabù inglese segna l’atteso salto di qualità nell’élite europea. Si diceva che l’Arsenal costituiva il migliore dei test: ecco, un Milan capace di interpretare così bene la prova di maturità, dal prossimo turno (non ditelo a nessuno, ma vogliamo considerare questo già superato) non partirà battuto con nessuno. E la portentosa prestazione di Ibra, cui il riposo forzato in campionato ha fatto un bene dell’anima, spalanca ulteriori scenari; c’è la squadra, e c’è il campione. Abbiamo visto questo EuroMilan intabarrati nel piumino, ci è nata la speranza di rivederlo, molto più avanti, indossando una polo.
La scossa del Boa Quattro a zero è moltissimo, ma non c’è un grammo di esagerazione o di buona sorte in questo risultato, la cui prima spiegazione è un felice rientro. Bastano pochi minuti per apprezzare l’effetto Boateng sul corpo rinvigorito del Milan. Il ghanese è una scossa elettrica che tiene in piedi la squadra nella fase iniziale, quando l’Arsenal prova a impadronirsi del centrocampo avvicinando i vertici del suo triangolo nobile Arteta-Rosicky-Ramsey, e Van Bommel chiama subito a raccolta i suoi pretoriani per erigere un muro due metri fuori dalla linea dell’area. Chi ricorda James Caan in Rollerball può farsi un’idea di cosa significhi Van Bommel a dirigere la difesa della propria area: uno spettacolo. Boateng è l’uomo che da dietro salta in mezzo al triangolo, scompaginandolo: niente di particolarmente raffinato dal punto di vista tattico, ma l’Arsenal non riesce a farsene una ragione e comincia a cedere campo. O meglio a dimenticarsi di pressare il lanciatore milanista. L’addio a Pirlo viene comunemente considerato l’errore capitale commesso quest’anno dal Milan: sarà an-

Le altre reti

38’ PRIMO TEMPO Il raddoppio di Binho Arriva il 2-0 sull’asse Ibra-Robinho: assist al bacio del primo, testa vincente del secondo REUTERS

MILAN AL
Capolavoro Boa Poi Binho 2, Ibra 1 Arsenal distrutto
Mercoledì tutto rossonero: con 4 gol ipotecati i quarti e in campionato c’è la frenata Juve...
che così, ma quando Van Bommel ha dieci metri di spazio per mirare la pallonata in avanti, e avanti trova gente che corre nello spazio — vecchio trucco, ma funziona sempre — nessuno ci pensa più. Il Milan è vestito per uccidere la linea difensiva alta e acefala dell’Arsenal, mai capace di interpretare il momento con una diagonale o un paio di saggi passi indietro. E siccome le cose vengono subite bene, la squadra si nutre dell’entusiasmo di San Siro per tentare giocate sempre più difficili e appaganti. Esemplare il primo gol: senza l’assillo di un marcatore, Nocerino può lanciare Boateng nel settore destro dell’area. Il diagonale vincente del ghanese è un pezzo di bravura da cinema d’essai, perché Prince sembra voler calciare dopo un rimbalzo, e invece colpisce di collo pieno prima che la palla tocchi terra, rubando un tempo di gioco che trasforma Szczesny in una statua di sale.

4’ SECONDO TEMPO Robinho cala il tris Robinho non si ferma: a inizio ripresa trova il 3-0 con un tiro da fuori che beffa Szczesny ANSA

GLI OTTAVI IL 21 C’E’ IL NAPOLI E IL 22 L’INTER

vane dei gunners, quasi perfetto nell’attacco della linea dell’offside e abilissimo nei cambi di gioco che stravolgono Vermaelen, Koscielny e Gibbs. Prima del 2-0 — conclusione di testa di Robinho innescata da una lunga giocata satanica di Ibra — ancora Robinho, Nocerino e Boateng s’erano lanciati all’avventura nelle maglie sempre più larghe della difesa inglese. Il 3-0 è battezzato ancora da Robinho in apertura di ripresa con un gran tiro dal limite. Non è la descrizione di una battaglia, ma di un’esecuzione, e nemmeno il disperato inserimento del vecchio Henry — con passaggio a 4-4-2 — eleva l’Arsenal dalla sua improvvisa miseria. Che è psicologica, prima che tecnica: a un certo punto Arteta, che ha piedi istruiti, prova a dribblare Abate da fermo. Finta a destra e Abate ci va, finta a sinistra e Abate ci va, il giochino dura lunghi secondi di panna montata senza che i due lascino il loro metro quadrato, finché Abate si secca della perdita di tempo, cattura il pallone e se ne va.
Conclusione Nella serata in cui sembra una portaerei, perché è sempre da lui che partono le incursioni dei Robinho e degli Emanuelson, Ibra trova anche il meritatissimo successo personale dal dischetto, col quarto gol. Ci sarebbe lo spazio per la manita, ma all’ultimo secondo Pato preferisce tirare anziché assistere Zlatan, che lo fredda con un’occhiata. Ecco, se Allegri riuscisse a trovare un modo per farli convivere in letizia, il Milan davvero non avrebbe più limiti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gds

La situazione
VERSO IL RITORNO

34’ SECONDO TEMPO Ibra di rigore Chiude Ibrahimovic che si procura un rigore e poi lo batte: Szczesny intuisce ma non ci arriva REUTERS

I ROSSONERI SI QUALIFICANO SE...
Il Milan dopo il successo di San Siro passa ai quarti se in Inghilterra vince o pareggia, ma anche se perde con uno, due o tre gol di scarto, oppure con 4 se segna.

h

Equilibrio Il rispetto è una componente importante del pallone, e dunque non scriveremmo nemmeno sotto tortura che l’infortunio a Seedorf aiuti Allegri a finire di equilibrare la formazione. E’ giusto dire, però, che l’ingresso di quello che si rivelerà il miglior Emanuelson visto al Milan viene assorbito dalla squadra in pochi secondi. Meno classico e più dinamico, quello rossonero diventa uno squadrone assetato del sangue gio-

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

I NUMERI

4
3

i Personaggi BOATENG E ROBINHO

le doppiette di Robinho Con il Milan, le precedenti nello scorso campionato contro il Cagliari e il Parma. Con i sardi finì 4-1, con gli emiliani 4-0. Caso particolare: quando Robinho ne fa due, il Milan ne segna sempre quattro.

La strana coppia Un Principe del gol e il genio ritrovato
Hanno steso l’Arsenal con colpi proibiti: il primo tornava dopo un mese, il secondo non è più il divora occasioni
FABIANA DELLA VALLE MILANO

Il Boa innamorato Dopo la prodezza smack a Melissa
Un bacio e un gol in regalo per il San Valentino appena trascorso? Forse. Di sicuro Boateng ieri ha ancora stupito San Siro: dopo la prodezza ha riservato il gesto più dolce all’amata Melissa Satta. Il giocatore l’ha cercata tra la folla e poi le ha riservato una dedica d’amore: un bacio mimato e inviato con la mano.
LAPRESSE-INSIDEFOTO

le reti del brasiliano in Champions In 33 presenze, aveva realizzato una doppietta anche con la maglia del Real Madrid, il 24 ottobre 2007 nel 4-2 all’Olympiacos

8

BACIO
la Moviola
di FRANCESCO CENITI

gol di Boateng 4 in campionato, 1 nella supercoppa di Lega e 2 in Champions

7

Ci sono giocatori che quando hanno voglia fanno strabuzzare gli occhi per la meraviglia ai propri tifosi e gettano nel panico quelli avversari. Ieri Kevin Prince Boateng aveva molta voglia, perché è tornato a danzare per il campo dopo un mese trascorso a curarsi e a fare lo spettatore impotente. Allegri l’ha schierato a sorpresa titolare e lui dopo un quarto d’ora ha mandato in fratumi il tabù inglese con un gol alla Boateng: bello e difficile. Ci sono giocatori che sembrano aver smarrito il sentiero che conduce alla porta avversaria e all’improvviso lo ritrovano nella serata più importante. Ieri Robinho ha seguito le mollichine di pane seminate nell’area di rigore e ha ricominciato a fare quello che per un attaccante è la normalità, ma che per lui ultimamente era diventata un’ossessione: segnare. Boa e Binho, un’accoppiata vincente: lo specialista dei gol quasi impossibili e il divoratore di reti facili hanno trasformato una serata normale in 90 minuti indimenticabili.
Bordata apripista Boateng è abi-

la voglia di fare gol: già 8 in questa stagione. Ieri ha raccolto un invito di Nocerino e ha tirato un destro potentissimo che ha colpito la parte interna della traversa. Poi ci ha riprovato di nuovo al 46’, ma la palla è finita di poco alta. E a metà ripresa, quando Allegri l’ha sostituito, si è goduto la standing ovation di San Siro.
Doppietta contro l’etichetta Ro-

Zlatan Ibrahimovic, 30 anni, porta in spalla Robinho, 28 ANSA

Giusto il rigore per i rossoneri Rischia Mexes
Kassai conferma la sua bravura, nonostante qualche sbavatura. Protesta l’Arsenal nell’azione del secondo gol per la posizione di Ibra: in effetti è al limite. Nel recupero, l’arbitro sbaglia quando ammonisce Antonini dopo uno scontro con il portiere Szczesny: il milanista in scivolata anticipa l’avversario che si era lanciato in

un’uscita bassa, poi con la palla oramai lontana i due giocatori si scontrano in modo fortuito, ma inevitabile. Nella ripresa, finezza dell’arbitro: Mexes ammonito per una trattenuta su Rosicky dopo che l’azione era proseguita per il vantaggio. Al 26’ giusto il giallo per Song che stende Ibra. Arriva anche il rigore per il Milan: il solito Ibra entra in area da sinistra, Djourou lo stende (ammonito). Rischia Mexes che in area trattiene Van Persie: ci poteva stare il penalty. Al 36’ Ambrosini entra a forbice su Arteta a centrocampo: ammonizione inevitabile ma forse cercata (era in diffida, sarà squalificato).

tuato a segnare gol complicati e pesanti, sono la sua specialità. Ha iniziato a Pechino, realizzando il 2-1 nella Supercoppa con l’Inter, poi la tripletta di Lecce partendo dalla panchina, la prodezza contro il Barcellona nella gara di ritorno e la cannonata contro il Bate. L’anno scorso non aveva mai segnato in Champions, quest’anno è già a quota tre. L’avevamo lasciato a Bergamo (8 gennaio), dove mise al sicuro il risultato e poi esultò facendo la emme con le dita, in omaggio alla nuova fidanzata Melissa Satta (che

ieri era allo stadio con capello da cowboy e sciarpona e ha postato su twitter una foto dello stadio). Poi si è fatto male ed è stato costretto a saltare 8 partite. Il Milan ha patito molto la sua assenza, perché nessun altro giocatore è in grado come lui di cambiare ritmo e rendere imprevedibili le azioni offensive dei rossoneri. Si vede che l’inattività non gli ha fatto male, come insinuava maliziosamente uno striscione («Boa s...a di meno e segna di più») esposto ieri: qualche tempo fa la sua fidanzata aveva raccontato scherzosamente in un’intervista della loro intensa attività sessuale. Bè, se di sicuro l’amore non gli ha fatto passare

binho invece non riusciva più a staccarsi di dosso l’etichetta di mangia gol. In Champions nella prima stagione rossonera non aveva mai segnato e in questa prima dell’Arsenal ci era riuscito una volta sola, nell’inutile gara di ritorno (perché il Milan era già qualificato) contro il Plzen. Robinho è uno che corre e si sacrifica tantissimo ma spesso perde lucidità davanti alla porta. Succedeva l’anno scorso (quando però chiuse il campionato con 14 gol), è capitato ancora più di frequente negli ultimi mesi. «Vedrete, Robinho ricomincerà a segnare gol importanti», aveva profetizzato Allegri dopo il clamoroso errore col Napoli. Così lui si è voluto togliere lo sfizio di mettere quasi al sicuro il passaggio del Milan ai quarti di Champions League. Prima di testa, scegliendo il tempo giusto su un assist ghiottissimo di Ibrahimovic. Poi di destro per il 3-0. Così adesso è a quota sette centri e per un po’ non si sentirà dire che non fa gol difficili e importanti. «E’ stata una bellissima serata — ha detto —, ma non è finita. A Londra servirà la stessa cattiveria. Sappiamo di avere la squadra per vincere campionato e Champions». Boa e Binho in comune hanno il ritmo nel sangue e per una sera hanno rubato la scena al gigante Ibra: di sicuro anche lui si sarà divertito a giocare insieme con loro.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

5
#

CHAMPIONS ANDATA OTTAVI

Il proclama di Silvio «Più forti della Juve crediamo nel bis»
Berlusconi: «Torno presidente, forse dalla prossima assemblea». Champions: «Real e Barça superiori»
MARCO PASOTTO MILANO

I NUMERI

4
7

IL DUETTO IL TENNISTA, FAN ROSSONERO, A SAN SIRO

Catania... — un combattente, Pato sta rientrando. Siamo adeguati per le nostre esigenze».
Sogno triplete E chissà che ora il

La racconta come un banale impegno di giornata: «Ero dalle parti del tribunale, qui vicino, e ho deciso di venire allo stadio mettendo insieme le due cose». In realtà è difficile pensare a una correlazione così stretta fra le due attività. Il profumo d’Europa e le note della Champions sono un richiamo troppo forte per essere un semplice modo di passare la serata. Ad ogni modo il Cavaliere ha fatto un’ottima scelta: il grande appassionato di estetica calcistica ha potuto ammirare il più bel Milan della stagione. Il modello è sempre quello catalano, che ora però non riguarda il Milan: dopo un mese di sofferenze, è giusto stropicciarsi un po’ gli occhi e godersi una squadra finalmente libera dalle catene britanniche. Cosa che prima della partita si era augurato anche il Cavaliere: «Le sfide con le inglesi sono diventate un tabù che spero verrà sfatato, anche perché negli ultimi anni non hanno mai vinto nulla in campo internazionale. Sono fiducioso, lo sono sempre».
Prediche Che fosse una serata iniziata sotto la stella giusta lo si era intuito anche dal pari della Juve a Parma. «Ora abbiamo qualche speranza in più per lo scudetto», sorride Berlusconi, che poi allarga il discorso alle sue vicende giudiziarie: «Sono strutturato per resistere. Il pm ha chiesto per me 5 anni di galera; pensavo che i ragazzi mi dedicassero 5 gol...». E poi, a proposito di giudici. «Le squalifica di Ibra? — dice Berlusconi —. Gli abbiamo fatto un bel po’ di prediche, speriamo servano. Poco fa, nel corridoio verso gli spogliatoi, gli ho detto di non usare più le mani, ma i piedi. Tre turni di stop comunque sono eccessivi. Il suo è stato un buffetto innocuo, fatto con ingenuità». Tevez chi? Colloqui individuali e ovviamente anche di gruppo. Il Cavaliere sta cercando di tornare a essere il più presente possibile nel cuore della squadra. «Prima della gara sono andato a inseguirli tutti nel tunnel, preparandoli al mio ritorno da presidente forse già dalla prossima assemblea (in primavera, ndr). Mia figlia preme in questa direzione, e non si può dire di no a una figlia. Prima ero il papà dei giocatori, ora ne sarò il... nonno». Nel frattempo, l’ex premier si gode una serata che mette il Milan con un piede e mezzo nei quarti. «Mi è piaciuto tutto, è stata una prestazione corale molto buona. Tutti gol bellissimi, c’è da essere contenti perché l’Arsenal ha fatto solo due tiri in porta, a cui Abbiati si è opposto bene. Un buon primo passo per sfatare il tabù inglese, avremmo potuto segnare anche di più. Tevez? Non ho mai auspicato il suo arrivo. Quel giovanotto con il cognome egiziano — intendeva El Shaarawy... — è un campioncino, Maxi Lopez, appena arrivato dal Lecce — e qui il patron rossonero ha commesso una gaffe, l’argentino viene dal

Silvio Berlusconi in tribuna ieri a San Siro con la figlia Barbara e Adriano Galliani SPORTIMAGE

E a proposito di rinforzi si confonde su Maxi Lopez: «Quell’attaccante che abbiamo preso dal Lecce». Da dove invece è arrivato Mesbah

Cavaliere non inizi a intravedere un Milan più in salsa catalana: «Barça e Real dominano il calcio europeo con merito. Però preferisco il Barça: è il tipo di gioco che vorrei mettesse in pratica il Milan». L’obiettivo primario attraverso il quale secondo Berlusconi arrivano anche i trofei. «In campionato contiamo di fare il bis dell’anno scorso. Ci sentiamo superiori alla Juve come rosa. Conte dice che sui bianconeri c’è un’aria pesante? Qui allo stadio faceva freddo. Mi piacerebbe vincere anche la Coppa Italia, è molto che non ci riusciamo. Il triplete? Nell’anno del 150˚ anniversario dell’unità d’Italia sarebbe di buon auspicio». Intanto, ieri sera, a fine gara il presidente della Figc Abete ha chiamato Galliani per complimentarsi ufficialmente: l’ultima volta che un’italiana guardacaso, sempre il Milan aveva battuto 4-0 un’inglese era il 1958, contro lo United.
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le partite di fila senza vittorie contro le squadre inglesi da cui era reduce il Milan. Dopo aver vinto la settima Champions, 2-1 in finale sul Liverpool il 23 maggio 2007, i rossoneri avevano ottenuto solo 3 pareggi e perso 4 volte contro le squadre d’oltremanica

Djokovic-Ibra show Nole: «Ora mi offri una bella cena...»
Lo svedese: «No, tocca a te, con i premi che vinci»
FABIANA DELLA VALLE MILANO

le gare vinte dal Milan in Europa con il punteggio di 4-0, undici volte in casa, due in trasferta e altre due volte in campo neutro. L’ultimo risultato simile risaliva al 23 novembre 2005 a Istanbul in casa del Fenerbahçe, mattatore Shevchenko autore di un poker di reti

15

Zlatan Ibrahimovic non si scompone neanche davanti a una vittoria per quattro a zero negli ottavi di finale di Champions. Così, quando l’amico Novak Djokovic, tifosissimo del Milan, lo invita a cena per festeggiare questa serata speciale, lo svedese accetta ma nicchia su chi pagherà il conto. «Meglio che paghi Nole - dice sorridendo - visto che lui ha fatto meglio di me: con tutti gli Slam che ha vinto se lo può permettere...». Il tennista numero uno al mondo era in tribuna insieme a suo fratello e un amico, poi è passato negli spogliatoi a salutare la squadra e prima di lasciare San Siro è stato protagonista di un siparietto televisivo con Ibra. «Ero sicuro che Zlatan non avrebbe sbagliato il rigore...», ha commentato.
Non sono disperato Lo svedese ieri ha fatto l’assistman (sua la splendida palla per il 2-0 di Robinho) e poi ha realizzato il 4-0 dal dischetto. «Abbiamo giocato molto bene, ora vedia-

Novak Djokovic, 24 anni SKY

mo che cosa succederà a Londra. E poi mancano ancora tante gare alla finale». Zlatan però non s’accontenta: «Mi sono arrabbiato, in Coppa hai meno occasioni e non puoi sbagliare. Ha ragione Galliani, potevano fare più gol. La Champions però non è un’ossessione: ogni trofeo è importante ma se non la vinco non mi dispero».
La profezia Djokovic ha buone sensazioni: «Più facile che io vinca il Grande Slam o il Milan in Champions? Lo scorso anno ci eravamo incontrati a Dubai e avevamo detto che loro avrebbero vinto lo scudetto e io una prova dello Slam. Loro hanno avuto il tricolore e io quattro Slam. Vedo una finale Milan-Barça: vinciamo 3-0». Per Ibra sarebbe il massimo.
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Gazzetta.it
Gazza

T f v

Guido Marilungo, 22 anni ANSA

LE INTERVISTE DEI PROTAGONISTI DELLA SFIDA DI S. SIRO
Grandi emozioni allo stadio Meazza fra Milan e Arsenal. Rivivetele su GazzettaTv guardando le interviste ai protagonisti di questa sfida che vedrà la rivincita decisiva all’Emirates Stadium di Londra il prossimo 6 marzo: solo una ai quarti.

GLI HIGHLIGHT DI PARMA-JUVE E ATALANTA-GENOA
Oltre a tutti i servizi sui recuperi della ventunesima giornata, potrete anche vedere le azioni salienti di Parma-Juventus e di Atalanta-Genoa, con il gol decisivo di Marilungo. In particolare gli episodi in area di rigore al Tardini che tante polemiche hanno scatenato.

6

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

CHAMPIONS ANDATA OTTAVI
le Pagelle
di ALESSANDRA BOCCI

8

MILAN IL MIGLIOR EMANUELSON VISTO A SAN SIRO; ABATE omossa tattica La
È la fascia sinistra a fare la differenza. Esce Seedorf, ma la catena Antonini Emanuelson funziona alla grande: dal lato mancino arrivano inserimenti sia sulla fascia sia al centro. E l’Arsenal da quella parte soffre, con Sagna e non solo.

NON RISCHIA NULLA
7,5
l’allenatore Allegri
Messo sulla graticola negli ultimi tempi, ha vinto una partita di forza e fortuna a Udine, e un’altra in scioltezza in Champions. Andare avanti in Europa è quello che i tifosi gli chiedono per amarlo un po’ di più.

h 8 Robinho il migliore
Prima doppietta con la maglia del Milan in Champions, ma soprattutto partita scintillante. L’anno scorso non aveva mai fatto gol, pur giocando 7 partite in Europa. Allegri si augura il risveglio anche in campionato (Pato s.v.)

A fine stagione forse si dirà che Udine è stato il crocevia. Dopo un periodo di appannamento e incertezze, si è rivista la macchina-Milan. E in Champions, come usava una volta.

7
Abbiati
Due parate strepitose sui risvegli di Van Persie. Buone per lo spettacolo e non solo, visto che soprattutto la prima, sul 3 0, ha bloccato i tentativi inglesi di accorciare lo svantaggio.

6,5
Abate
Tanta corsa, non sempre lucida, ma non rischia mai nulla contro i ragazzini terribili dell’Arsenal, squadra temuta soprattutto per la qualità e la velocità dei suoi laterali. Solido fino alla fine.

6,5
Mexes
Qualche intervento un po’ svagato quando la partita è già ampiamente avviata sul sentiero buono. Poiché l’Arsenal attacca poco, non può avere modo di incidere di più sul risultato.

7
Thiago Silva
Belle giocate d’anticipo soprattutto nella prima parte, quando la squadra di Wenger conquista il pallino del gioco. Ma il predominio a centrocampo dura poco e le costruzioni in attacco ancora meno.

7
Antonini
Una belva. Corre, si inserisce, e in un paio di occasioni va vicino al gol. Nella prima situazione, l’arbitro lo ammonisce per un intervento scorretto sul portiere, ma pare eccessiva severità.

6,5
Nocerino
Utilissimo anche nella zona che meno gli piace. È bravo a offrire a Boateng dopo un quarto d’ora la possibilità di segnare, esaltarsi e scacciare le streghe anche in Champions League.

7,5
Van Bommel
Un signore del centrocampo, insuperabile e incomparabile quando la condizione fisica lo sorregge. A centrocampo è una calamita che attira qualsiasi pallone facendo innervosire gli inglesi.

s.v.
Seedorf
Solo 12 minuti prima di infortunarsi e uscire di scena. Pensare che proprio lui, contro il Manchester United, era stato il protagonista di un’altra grande serata contro una squadra inglese.

7,5
Boateng
L’uomo dei gol da pazzi e della presenza scenica che entusiasma i tifosi. Allegri ci ha pensato fino a ieri mattina, poi lo ha fatto giocare e lui è stato l’apriscatole della partita.

8
Ibrahimovic
Segna soltanto su rigore, ma è il leader dall’inizio alla fine. Smista palloni di fattura squisita, e combatte come un leone. I teneri difensori dell’Arsenal vanno in confusione non appena Ibra si avvicina.

7
Emanuelson
La migliore versione di Urby da quando è arrivato a Milano. Corre, serve quasi sempre di prima i compagni e possiede la dote della verticalizzazio ne che caratterizza i migliori giocatori olandesi.

6,5
Ambrosini
In periodo decisamente positivo, entra bene in partita assicurando sostanza e attenzione. Era diffidato e al ritorno non ci sarà, ma quel giallo sembra preso apposta per scontare la squalifica al momento giusto.

Una delusione totale. È una di quelle sere in cui a Wenger forse prende la malinconia, se pensa a tutti i giocatori che il club ha dovuto cedere negli ultimi anni.

4,5

ARSENAL DELUSIONE TOTALE, SOLTANTO SONG TIENE IL omossa tattica La
Nel secondo tempo entra Henry e la squadra si piazza con un 4 4 2 abbastanza tipico. Van Persie trova compagnia in attacco ed è più libero di muoversi: lui e Henry si possono scambiare senza problemi. Ma funziona comunque pochino...

CAMPO
5
l’allenatore Wenger
La sua squadra sbaglia tutto e subisce il Milan per quasi tutta la partita. Ma la cosa che più sorprende è l’incapacità totale di sviluppare una manovra d’attacco decente. Temeva Ibra, ma non è stato il solo Ibra a giustiziarlo.

h 6 Song il migliore
Almeno all’inizio, tenta di assicurare all’Arsenal il predominio del centrocampo e la possibilità di mantenere il pallino del gioco. Un’illusione che svanisce con il passare dei minuti, e alla fine il bilancio è pesantissimo.

5
Szczesny
Quattro gol, un disastro anche per una squadra che si sta ricostruendo. Ma c’è da dire che nel tiro al bersaglio del Milan è poco coperto dai compagni, e fa la figura dell’orso di cartone del lunapark.

5
Sagna
Centrifugato da Robinho, intimorito da Ibrahimovic, ossessionato da Antonini che cala giù a completare la festa. Era uno dei rientri più attesi dell’Arsenal, ma un paio di settimane di rodaggio non gli sono bastate.

4,5
Koscielny
Si infortuna alla fine del primo tempo e costringe Wenger a uno stranissimo cambio al 44'. Ma questo non è certo l’aspetto peggiore della sua prestazione. Sempre preso in mezzo dalle manovre del Milan.

5
Vermaelen
Confuso, impreciso, inadatto a tenere a bada giocatori o troppo veloci o troppo fisici, e nel contempo tecnici. E il centrocampo che non aiuta lo affossa con il resto della difesa.

5
Gibbs
Nocerino si prende una serata a contenere anziché catapultarsi in area come negli ultimi tempi, ma bastano le folate del Boa per metterlo in imbarazzo. (Oxlade-Chamberlain 5 Entra, ma non se ne accorge nessuno)

5,5
Arteta
Almeno nel secondo tempo sembra avere un po’ di vigore in più, ma caos e movimento non producono quasi niente di decente. D’altra parte, il Milan ha già preso il largo.

5
Walcott
Un primo tempo anonimo. Il gioiello dell’Inghilterra era uno dei più temuti, visto che si pensava alla disparità di età e dinamismo con i centrocampisti o gli esterni del Milan. Chi l’ha vista?

5
Ramsey
Come Walcott, sembrava la streghetta destinata a far crollare certi giocatori dipinti come plantigradi dagli inglesi. Soltanto che plantigradi in campo non ce n’erano, e questo forse non rientrava nel progetto.

5,5
Rosicky
Cerca di impensierire Abate e Nocerino ma è poco ispirato. Tutt’al più, a differenza dei compagni più giovani, mette in campo personalità e cerca di mantenersi lucido fino in fondo.

5,5
Van Persie
Stella appannata, come a volte gli capita nelle partite che contano. È l’unico che tira un po’ in porta, ma quanta pochezza nel primo tempo. Comincia ad attaccare quando il Milan sta già giocando sul velluto.

4,5
Djourou
Sostituisce Koscielny e sembra essere più dinamico, ma abbocca con sorprendente ingenuità all’invito di Ibra a essere abbattuto. Se l’Arsenal aveva una minima possibilità di ridurre il distacco, la riduce in polvere.

5,5
Henry
Entra all’inizio e si prende il compito di risvegliare Van Persie. Impresa riuscita soltanto in parte: avrebbe meritato un addio migliore prima del rientro nel campionato del nuovo mondo.

TERNA ARBITRALE: KASSAI 6,5 Partita facile facile, rigore scolastico, come scolastici sono i gialli che ha dovuto assegnare ai protagonisti (Eros 6, Ring 6)

LA PARTITA AI RAGGI X

IL CONFRONTO TRA LE PUNTE ZLATAN HA TOCCATO 59 PALLONI, RVP MENO DELLA METÀ

Ibra c’è: 2 lanci, 2 cross Van Persie no: 5 perse
Premessa: se una partita così importante finisce 4-0, è difficile che i numeri sottolineino un aspetto piuttosto che un altro. Certo, il Milan ha costruito più gioco (non a caso ha perso più palloni dell’Arsenal...) e ha fatto la differenza con i singoli. Ibrahimovic ha stravinto il duello con Van Persie, e alla vigilia non era scontato: più o meno il doppio dei palloni toccati, più qualità e quantità.
I due centravanti Ibra ha fatto solo due tiri, uno su rigore, ma ha fatto contenti i compagni: 19 passaggi positivi contro solo 10 negativi, 2 lanci, 1 filtrante, 2 cross. Sono numeri quasi

da trequartista, quale in effetti Ibra sta diventando. Van Persie invece è stato limitato... dai compagni: la percentuale di passaggi positivi è alta, segno che lui ha sbagliato poco, ma i tocchi arrivati a destinazione sono stati solo 13. A dimostrazione che non ha avuto maglie gialle propositive attorno. Per lui 3 assist, non male, ma nessuna sponda, dato molto strano per una punta del 4-2-3-1. Ha perso 5 palle e 2 contrasti, subendo soltanto due falli. L’ultima dimostrazione che ieri il piede sinistro più potente d’Olanda non ha fatto paura a nessuno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA D’ARCO

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CHAMPIONS ANDATA OTTAVI
RINVIO IMPEGNI «INDEROGABILI» DELL’AVVOCATO

Slitta l’udienza per il caso-Ibra L’appello sarà discusso il 23
ROMA (ma.gal.) Era fissato per oggi presso la prima sezione della Corte di giustizia federale l’appello del Milan contro la squalifica di tre giornate inflitte a Zlatan Ibrahimovic per lo «schiaffo» ad Aronica durante Milan Napoli del 5 febbraio scorso, ma con molta probabilità il ricorso si discuterà

Lo schiaffo di Ibra ad Aronica SKY

giovedì prossimo. Ieri alla segreteria della Cgf è, infatti, arrivato un fax dell’avvocato Leandro Cantamessa, legale del Milan, che «per inderogabili impegni professionali» chiedeva lo slittamento dell’udienza. Oggi il presidente Mastandrea non avrà difficoltà a rinviare l’appello. Il Milan vorrebbe poter impiegare Ibrahimovic per la gara interna con la Juventus in programma sabato 25 febbraio alle 20.45, partita che potrebbe segnare in maniera decisa la corsa allo scudetto.

RINFORZI È RIENTRATO DALLA COPPA D’AFRICA

Muntari da ieri a Milanello E l’infermeria si va svuotando
MILANO Le buone notizie per il Milan non arrivano solo dal campo. L’infermeria di Allegri si sta via via svuotando dopo i malanni che hanno colpito a ripetizione Boateng (ieri protagonista), Pato (entrato nel finale) e gli altri. Inoltre ieri si è presentato a Milanello l’ultimo arrivato del gruppo rossonero,

Sulley Ali Muntari, 27 anni AFP

Sulley Muntari, passato nel club di via Turati nel mercato di gennaio ma finora impegnato con il Ghana in Coppa d’Africa. Il centrocampista non è utilizzabile in Champions non è stato inserito in lista ma può rappresentare una valida e utile alternativa per il campionato e la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Tra l’altro Muntari e Allegri si conoscono già, dai tempi di Udine. Il ghanese all’epoca era in bianconero mentre l’attuale allenatore del Milan era l’assistente di Giovanni Galeone.

Allegri incontentabile «Quanti gol sbagliati...»
Il tecnico: «Dobbiamo ancora andare a Londra...» Galliani: «Abbiamo fatto diventare timido l’Arsenal»
MARCO PASOTTO MILANO

più sarebbe stato meglio». Dev’essere la gara degli ingordi, anche se il concetto è giusto. Mai mollare, nemmeno quando le partite sono chiuse. Soprattutto nell’ottica di una sfida sui 180 minuti. «Al ritorno non sai mai come si mette», spiega il tecnico rossonero, che non si fida delle inglesi. Certo, rispetto alla sconfitta di un anno fa esatto contro il Tottenham, il suo Milan ha compiuto un grandissimo salto di qualità.
Disponibilità «Abbiamo giocato come una squadra, compatti, stretti fra le linee, e anche le punte hanno lavorato molto», racconta Allegri. Che parla di uno spirito ritrovato. «Ho visto molta attenzione, molta disponibilità ad aiutarsi l’uno con l’altro. Ecco, questo è lo spirito giusto». Parole che danno l’idea di come negli ultimi tempi questo atteggiamento fosse venuto a mancare. Infine la risposta, indiretta, a Berlusconi: «Il Barcellona? Noi in Italia facciamo il maggior possesso palla. In questo il Barça è al top, ma ha caratteristiche diverse dalle nostre e noi non possiamo pensare di copiarli».

LO SCRIVONO IN FRANCIA

Maldini raggiunge Ancelotti Allenerà i difensori del Psg
PARIGI Paolo Maldini raggiungerà Carlo Ancelotti al Paris Saint-Germain in estate. Lo scrive il quotidiano francese Le Parisien secondo il quale l’ex bandiera del Milan, che si è ritirato nel 2009, lavorerà nello staff tecnico del club transalpino dalla prossima stagione. Il 43enne Maldini, secondo il quotidiano, allenerà i difensori del Psg. L’ex azzurro, spiega Le Parisien, è «molto sensibile alle proposte» dei proprietari qatarioti del club di Parigi. Maldini era presente al Parco dei Principi il 14 gennaio per l’esordio in panchina di Carlo Ancelotti nel match vinto con il Tolosa. In quell’occasione l’ex difensore - allo stadio con l’ex compagno rossonero Ibrahim Ba - aveva parlato di una «visita di cortesia a degli amici». Ma secondo Le Parisien quell’incontro è servito per gettare le basi della futura collaborazione che ora sta prendendo forma. Non a caso, due giorni Maldini aveva confidato a l’Equipe di non escludere un futuro ingresso nello staff e il giorno prima anche Leonardo, direttore sportivo del Psg, aveva sottolineato: «Maldini è curioso ed è già vicino a noi. Ha una visione globale del calcio».

Il bello è che a fine partita sono quasi arrabbiati. Sentite Galliani: «Avrebbe potuto finire sette a zero, potevamo fare di più». L’ingordigia probabilmente impedisce al numero due di via Turati di ricordare bene com’era andato il primo tempo di Udine. Passare da una prestazione simile a un bel poker servito in Champions presenta comunque una miriade di aspetti positivi. In realtà la faccia un po’ così di Galliani dura lo spazio di pochi secondi. «E’ stata una partita che mi ricorda

quella perfetta con lo United nel 2007. Ma d’altra parte lo sapevamo che recuperando qualche infortunato, sarebbe tornato il vero Milan. L’Arsenal è sembrato una squadra timida semplicemente perché noi abbiamo fatto una gara meravigliosa». Ecco, così va molto meglio.
Manca qualche gol L’a.d. rosso-

nero, però, lascia la scena a Massimiliano Allegri e il disco si ripete: «Abbiamo avuto tante occasioni dopo il quarto gol. E quando c’è da segnare, bisogna farlo. Non vedo perché non sfruttarle. Il quattro a zero è un risultato importante, ci mancherebbe, ma un paio di gol in

Massimiliano Allegri, 44 anni, allenatore del Milan ANSA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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SCONFORTATO IL MANAGER DEI GUNNERS

Wenger: «Risultato scioccante Sarà impossibile rimontare»
MILANO Stavolta non gli è riuscito lo scherzetto di quattro anni fa. Stavolta Arsene Wenger torna a Londra con una sconfitta pesante che pregiudica il passaggio del turno: tra 15 giorni all’Emirates Stadium ci vorrà un miracolo per rimontare i quattro gol subiti a Milano. E lui stesso fa capire che ai miracoli non crede:

«Inutile nasconderci, sarà impossibile fare 5 gol al Milan a Londra. Posso promettere solo che giocheremo meglio di come abbiamo fatto a San Siro». Alla vigilia il tecnico dell’Arsenal si era lamentato per le condizioni non ottimali del campo, però questo non può bastare per giustificare una prova senza personalità.

Mai così male Neanche l’ingresso nel secondo tempo di Henry ha dato la scossa. Wenger non cerca scuse e critica pesantemente i suoi: «Non sarebbe giusto dare la colpa al campo, era disastroso. Ma la prestazione dell’Arsenal lo è stata altrettanto. E’ stato un risultato scioccante, è una di quelle notti che andrebbero cancellate. La nostra peggiore partita in Europa, siamo stati giustamente puniti per la pessima prestazione». f.d.v.

TENSIONE IN CENTRO A MILANO

Arsenal, tifosi alticci in Duomo Lanci di bottiglie, un ferito
GIULIO DI FEO MILANO

Alle trasferte ad alto tasso alcolico dei tifosi inglesi, piazza Duomo è abituata da tempo. Stavolta, però, ci è scappato qualche attimo di tensione nel primo pomeriggio. In mezzo al solito assembramento di fan ospiti, circa duecento, che aspettavano in centro l’ora di andare a San Siro, sono passati 3-4 milanisti. Qualche parola di troppo da ambo le parti, sfottò, gestacci, poi si è cercato di andare oltre: i milanisti sono andati verso la Galleria, alcuni dell’Arsenal hanno cercato di inseguirli. Gli agenti hanno stoppato i più scalmanati, ma dalla massa è partito un lancio di bottiglie e lattine che ha costretto le forze dell’ordine a creare un cordone e a procedere

Un poliziotto tiene a bada i tifosi dell’Arsenal in piazza Duomo ANSA

in una carica che ha riportato il gruppo verso il centro della piazza. Il bilancio? Un inglese ferito alla testa, e un altro fermato perché colto sul fatto mentre lanciava una bottiglia.
Cori e lattine Tutto è finito lì, è rimasta solo tanta, tanta birra. L’ambulante nei pressi della Galleria in poco tempo ha fatto fuori 50 confezioni da 24 lattine, svuotati i supermercati nei

dintorni. Per il resto, tensioni a parte, tifosi ospiti alticci e pittoreschi: ingressi della metropolitana ricoperti di striscioni, cori cantati in circolo in stile boy scout, foto col cellulare davanti al Duomo (l’ingresso era transennato per l’occasione). Un’ora prima dell’inizio, calca in metro e via allo stadio. Lasciandosi dietro un tappeto di cocci, lattine e alcol da ripulire.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

A LEVERKUSEN DOPO LA SCONFITTA COL BARCELLONA

Taccuino
MAN. CITY

Friedrich e Kadlec litigano. Il motivo? la maglia di Messi
DAL NOSTRO INVIATO

Mancini: «Tevez? Mai trattato male»
Durante la presentazione del la gara di Europa League col Porto, Mancini ha respinto le accuse di Te vez, che aveva detto di essere sta to trattato come un cane a Monaco: «Sono totalmente in disaccordo con Carlos, non l’ho mai trattato ma le. Anzi, forse l’opposto, l’ho tratta to troppo bene».

FABIO BIANCHI LEVERKUSEN

La scena è stata spassosa. Sembrava di assistere a un’amichevole estiva dove la squadretta di piccola categoria ha l’occasione unica di sfidare i propri idoli. E non a Bayer Leverkusen-Barcellona, ottavi di Champions. Ma Manuel Friedrich e Michael Kadlec si sono comportati come quei ragazzini che, a fine gara estiva, inseguono i campioni per chiederne la maglia. Loro due hanno litigato per avere quella di Messi. Già dopo il primo tempo. «Manuel mi ha rubato l’idea della maglia nell’intervallo». Così al fischio Kadlec, con uno scatto che non aveva mai mostrato in gara, ha raggiunto Leo e ha conquistato il prezioso trofeo. «Occuperà un posto d’onore a casa mia». Kadlec perlomeno se la meritava: ha segnato il gol della bandiera. Stampa furiosa Scambiarsi la maglia tra avversari è una prassi, cercare quella del fenomeno è normale. L’ammirazione è un sentimento sano. Ma c’è modo e modo. Quello di Friedrich e Kadlec non è piaciuto affatto alla stampa tedesca che ci è andata pesante: «A questi due calciatori milionari è sembrato più importante bisticciare per la maglia di Messi che non per il gol di Sanchez preso prima dell’interval-

MERCATO

Ferrari negli Usa Si aggrega a Montreal
Per Matteo Ferrari, svincola to, si è aperta la porta della Major Soccer League. Il difensore, 33 an ni, ex Inter, Roma e Fenerbahçe, si è aggregato ai Montreal Impact: po trebbe essere firmato con la «rego la Beckham», quella che permette a ogni team di mettere sotto contrat to una stella internazionale il cui sti pendio non grava sul tetto salariale.

Messi dà la maglia a Kadlec EPA

COPPA DI FRANCIA

lo». La Bild definisce «penoso» il loro comportamento. Esagerati. Più leggero il Sueddeutsche Zeitung, quando scrive che Messi a Leverkusen ha trovato «più fan che avversari». La stampa di Berlino e dintorni di solito brilla d’ironia, anche pesante. In questo caso fatica a sorridere, anche perché all’inzio aveva presentato la sfida dipingendo gli spagnoli come nanetti in mezzo ai giganti teutonici (tranne Castro, i titolari andavano dall’1,83 all’1,91). Invece la figura dei piccini l’hanno fatta loro, in tutti i sensi. A Friedrich forse non importa, forse sta già pensando al ritorno, quando magari riuscirà ad arraffare a Messi la prima maglia, quella blaugrana. Il problema è che al prezioso cimelio è interessato anche Castro. Altro duello?
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Psg e Marsiglia ai quarti di finale
PARIGI Il Psg e il Marsiglia si sono qualificati ieri ai quarti di Cop pa di Francia. Ancelotti ha vinto 1 0 a Digione (gol di Nenè al 15’ p.t.), mentre Deschamps ha superato i di lettanti del Bourg Péronnas (quarta divisione) per 3 1 (doppietta di Bran dao e gol di J. Ayew).

RANKING FIFA

L’Italia sale: è ottava Zambia +28 posizioni
L’Italia sale dal nono all’otta vo posto, la Spagna resta prima, la Germania supera l’Olanda ed è se conda. Così l’aggiornamento del ranking Fifa, con l’evoluzione post Coppa d’Africa. Lo Zambia campione continentale entra per la prima volta nella top50: è al numero 43 del ranking (+28 posizioni).

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CHAMPIONS
NUMERI E CURIOSITA’ DELL’ANDATA DEGLI OTTAVI DI FINALE

Una notte storica: emo
il Film
Lo stadio ai suoi piedi La doppietta del brasiliano Robinho, un po’ in ombra in questo periodo, si prende la rivincita nella notte più importante: doppietta in Champions

Coordinazione principesca Il gol di Kevin Prince Boateng Perfetta l’esecuzione del centrocampista con un tiro di collo

Il balletto Dopo il primo gol di Robinho Così si divertono Robinho e Boateng: e il pubblico applaude

Quattro gol agli inglesi Nessuno come il Milan
Bissato il 4-0 del 1958 sullo United. Arsenal al tappeto: mai un k.o. tanto pesante. Eppure ha avuto più possesso palla...
ANDREA SCHIANCHI

I tifosi più anziani ricordano: 14 maggio 1958, semifinale di ritorno di quella che allora si chiamava Coppa dei Campioni, il Milan si trovò di

fronte ai Diavoli Rossi del Manchester United. Come finì? 4-0, proprio come oggi. I gol furono di Schiaffino (doppietta), di Liedholm su rigore e di «Pantera» Danova. Poi quel Milan perse la finale contro il mitico Real Madrid di Di Stefano, ma

quella è un’altra storia. Ciò che conta, adesso, è rilevare che con il 4-0 rifilato all’Arsenal i rossoneri hanno bissato il miglior successo italiano di sempre. E la squadra di Wenger, davvero inguardabile, ha proprio toccato il fondo: mai nelle

loro 222 partite disputate nelle coppe europee i Gunners hanno subito una sconfitta tanto larga. Una curiosità: a San Siro l’Arsenal ha beccato 4 «pappine» pur avendo avuto un possesso di palla superiore agli avversari. Arsenal 57 per

i numeri
POSSESSO PALLA

ARSENAL

57%
IL PRECEDENTE

La squadra di Wenger tiene il pallone, ma non sa che cosa farne, almeno a giudicare il risultato. Ciò che manca è la velocità di esecuzione. Il Milan, invece, con il 43 per cento di possesso crea gioco e gol. Un 4-0 a San Siro contro gli inglesi, come il 14 maggio 1958, Avversario era il Manchester United, ritorno delle semifinali di Coppa Campioni. Poi i rossoneri persero la finale contro il Real Madrid. Nessuna squadra italiana aveva mai battuto un’inglese con un punteggio tanto largo (a parte lo stesso Milan nel 1958). Per l’Arsenal, invece, è la peggiore sconfitta nelle 222 partite giocate nelle coppe europee. Gran recuperatore di palloni, gran faticatore del centrocampo: Antonio Nocerino risulta il giocatore che, più degli altri, ha rubato il pallone agli avversari. Prezioso per la manovra dei rossoneri di Allegri. L’Arsenal ha giocato una pessima partita e, cosa non frequente per i Gunners, ha dimostrato una preoccupante imprecisione nei passaggi e nell’impostazione. Sagna, con 17 palloni persi, ha davvero toccato il fondo.

14 MAGGIO 1958

4-0
IL RECORD

MILAN

4-0
PALLONI RECUPERATI

NOCERINO

9
PALLONI PERSI

SAGNA

17

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zioni a San Siro

IL TABELLONE LA FINALE A MONACO IL 19 MAGGIO

La zampata di Ibra Ma l’arbitro fischia... Ibra serve l’assist per il primo gol di Robinho, poi prova a segnare in scivolata, ma l’arbitro lo ferma. Il gol lo realizza su rigore

cento, Milan 43 per cento. Ciò, una volta di più, conferma che non è importante quanto si tiene il pallone tra i piedi, ma come lo si fa. Se il possesso lo si esercita soltanto con passaggi in orizzontale, senza mai affondare i colpi e senza mai aumentare il ritmo, è molto facile andare incontro a brutte figure.
Tutti partecipano E’ sufficiente

Gazzetta.it
NOTTI DA CHAMPIONS IL COMMENTO DEL DIRETTORE MONTI
Oltre a tutti i servizi sulla Champions League, con statistiche e curiosità, sul nostro sito potrete vedere in video il commento del direttore Andrea Monti sulla sfida del Meazza e non solo. E ancora ci sarà la rubrica video Gazza Champions curata dai colleghi Alessandro de Calò e Livia Taglioli che farà il punto dopo le prime quattro sfide degli ottavi di finale e nell’attesa che anche Inter e Napoli scendano in campo la prossima settimana.

dell’azione, mentre gli inglesi si sono appoggiati soprattutto su Arteta, Rosicky e Song: fermati loro, si è fermato anche il motore dei Gunners.
Il più scorretto Ibrahimovic, in gol per la quinta partita consecutiva in Champions League, impressiona come sempre per la disponibilità al dialogo con i compagni: 2 cross, 3 sponde, 4 assist, 1 passaggio filtrante, 2 lanci. Avere un centravanti che lavora in questo modo per la squadra è quanto un allenatore desidera. E, a conferma del fatto che Ibra si sbatte anche quando il pallone ce l’hanno gli avversari, ecco il dato sui falli commessi: ben 4, il più scorretto del Milan. E questo numero la dice lunga sull’importanza e sul peso dello svedese nei meccanismi rossoneri.
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analizzare attraverso i numeri l’atteggiamento difensivo delle due formazioni: il Milan ha recuperato 49 volte il pallone, l’Arsenal soltanto 37. Altro dato interessante: il giocatore che ha toccato più palloni è Arteta dell’Arsenal con 92 tocchi. Il milanista più «presente» è stato Antonini con 65 tocchi (una differenza notevole). Il fatto è che i rossoneri hanno partecipato mediamente tutti alla costruzione e allo sviluppo

GDS

CHE GIOCATE SUGLI ALTRI CAMPI
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1. L’esultanza di Alexandre Lacazette che ha regalato al Lione la vittoria sull’Apoel Nicosia: qui è festeggiato da Lisandro. 2. Alexis Sanchez supera il portiere del Bayer Leverkusen e deposita in rete: è il secondo gol personale del Niño Maravilla. 3. La gioia di Bystrov dello Zenit San Pietroburgo dopo il 3-2 sul Benfica AP e ANSA

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CHAMPIONS ANDATA OTTAVI

Freezer Zenit, lo riscalda Spalletti
Al Petrovsky è -10˚, il tecnico azzecca i cambi che mettono k.o. il Benfica. Super Shirokov
MIGLIORI

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DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI SAN PIETROBURGO (Russia)

ZENIT BENFICA
GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1

3 2

SHIROKOV Tocca a lui travestirsi da Danny, il grande assente. Segna due gol inserendosi con i tempi giusti nell’area di rigore del Benfica

S
CARDOZO Il suo gol tiene in piedi il Benfica. Ed entra da protagonista anche nell’azione che porta alla rete di Maxi Pereira. Imprendibile

Di ghiaccio ci resta il Benfica. Nel -10˚ dello stadio Petrovsky la squadra di Jorge Jesus finisce per perdere una partita piena di reti e di brividi. Calcistici. L’urlo finale di Spalletti racconta la fine di un incubo. E siamo solo al «primo tempo»: il 3-2 regala un vantaggio piccolo piccolo allo Zenit che nel ritorno dovrà fronteggiare i 70.000 del Da Luz e una squadra che in casa è una macchina da gol e vittorie. Ma intanto resta questa piccola impresa maturata nonostante le assenze di tre pedine chiave quali Danny (che ha già chiuso la stagione), Criscito (tornato in Italia per un consulto medico) e il portiere Malafeev. Questi ultimi due dovrebbero essere recuperabili. «Andremo in Portogallo con due risultati a favore su tre ed è già un ottimo punto di partenza. Ma la mia squadra deve crescere in autostima. A volte sembra che non abbiamo fiducia nelle nostre qualità», spiega alla fine Spalletti. Un messaggio chiaro. A Lisbona non basterà difendersi, servirà una prova di personalità.
Piedi caldi Temperatura gelida

PEGGIORI

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S

MARCATORI Maxi Pereira (B) al 20’, Shirokov (Z) al 27’ p.t.; Semak (Z) al 26’, Cardozo (B) al 42’, Shirokov (Z) al 43’ s.t. ZENIT (4-4-2) Zhevnov 5; Anyukov 6, Bruno Alves 6, Lombaerts 6, Hubocan 6,5; Zyryanov 5,5 (dal 1’ s.t. Semak 7), Denisov 6, Shirokov 7,5, Fayzulin 6 (dal 46’ s.t. Rosina sv); Kerkhazov 6, Kanunnikov 5 (dal 20’ s.t. Bystrov 6,5). PANCHINA Borodin, Huszti, Lukovic, Cheminava. ALL. Spalletti 7. BENFICA (4-4-2) Artur 6; Maxi Pereira 6, Garay 6, Luisao 5,5, Emerson 6; Gaitan 6 (dal 47’ s.t. M. Vitor sv), Matic 5,5, Witsel 6,5, Bruno Cesar 6 (dal 31’ s.t. Nolito); Cardozo 7, Rodrigo 6 (dal 29’ p.t. Aimar 6). PANCHINA Eduardo, Oliveira, Saviola, Jardel. ALL. Jorge Jesus 6. ARBITRO Eriksson (Svezia) 6. ESPULSI nessuno. AMMONITI Luisao (B), Aimar (B), Anyukov (Z) e Bruno Cesar (B) per gioco scorretto. NOTE Spettatori 20.000 circa. Tiri in porta: 5-4. Tiri fuori: 4-2. Angoli: 5-2. In fuorigioco: 4-1. Recuperi: 2’ p.t.; 3’ s.t.

ZHEVNOV Vero, il freddo polare penalizza i portieri. E il campo ghiacciato a metà è un altro handicap. Ma è protagonista in negativo nei due gol del Benfica

Roman Shirokov, 30 anni, esulta dopo il gol del 3-1. Con le due di ieri, per lui 5 reti in questa Champions REUTERS

ma campo in condizioni accettabili. Giusto giocare. Il Benfica va a segno al primo assalto. Il portiere Zhevnov, maldestro dall’inizio alla fine, non trattiene una punizione di Cardozo e per Maxi Pereira è un gioco da

ragazzi appoggiare in rete. Venti minuti e per lo Zenit sembra già la fine di un sogno. Ma la squadra di Spalletti non perde la testa e schiaccia gli avversari nella propria area fino a pareggiare il conto, sette minuti dopo, con una bella deviazione volante di Shirokov su cross di Hubocan. Come dicono i tifosi del San Pietroburgo il vero campione di questo gruppo è l’allenatore. Esagerano, ma il tecnico di Certaldo azzecca, comunque, due cambi che cambiano la storia della gara. Gli in-

gressi in campo prima di Semak e poi di Bystrov permettono ai russi di guadagnare qualità negli ultimi 20 metri. Il gol del 2-1 è la fotografia di questo nuovo Zenit: lancio di Denisov, deviazione di tacco di Kerzhakov, appoggio di Bystrov e girata ancora di tacco di Semak. Artur accompagna con lo sguardo il pallone in rete. Una magia.
A torso nudo Partita finita? No. Ci pensa il solito Zhevnon a rimettere in gioco il Benfica. Il

portiere russo, al 42’, va giù come un sacco di patate su un tiro ravvicinato di Gaitan. La palla resta lì, Cardozo spinge in rete e pareggia. Il Petrovsky diventa un cubetto di ghiaccio. Ma lo Zenit ha un’anima. E sul rovesciamento di fronte Shirokov sfrutta l’unico errore di Maxi Pereira e appoggia dentro il definitivo 3-2. Il gelo di colpo sparisce. In curva nord c’è addirittura chi rimane a torso nudo, alla faccia del -10˚. Miracoli dei super alcolici. Ma, ghiaccio a parte, la squadra di Spalletti

riesce a infiammare i suoi ventimila tifosi e a proiettarsi con questo golletto da amministrare verso il ritorno. Il Benfica non avrà Aimar (sarà squalificato), ma dovrebbe recuperare una pedina importante in mezzo come Javi Garcia. Ma al Da Luz anche lo Zenit avrà tra i pali un portiere vero, quel Malafeev che nella fase a gironi costrinse il Porto allo 0-0. E la bilancia torna quindi in equilibrio. Proprio come questa sfida di Champions.
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S
LUISAO Il nazionale brasiliano sbanda davanti agli assalti dello Zenit. Passaggi a vuoto difficili da spiegare per un giocatore della sua esperienza

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

SERIE A RECUPERO 21a GIORNATA

JUVENTUS FURIOSA
Due rigori negati, rissa e 0-0 a Parma Il Milan resta primo
Episodi e troppi errori di mira: per Conte arriva il secondo pari senza reti consecutivo
ALBERTO CERRUTI PARMA

L’intervento di Biabiany in chiusura su Giaccherini PEGASO

Sorpasso vietato, o forse soltanto rinviato. In attesa di sapere se vincerà il secondo recupero a Bologna, il 7 marzo, la Juventus non va oltre lo 0-0 a Parma, rimanendo suo malgrado nella scia del Milan, a un punto di distanza. Nulla è perduto sull’autostrada a due corsie, rossobianconere, verso lo scudetto, ma questa sosta forzata del pullman di Conte al primo autogrill della via Emilia favorisce i campioni d’Italia, già rilanciati al primo posto, e nel morale, dal successo a Udine.

Prima volta Il risultato finale, l’unico che conta, dice che la Juventus rimane imbattuta, dopo 22 partite, ma dice anche che infila il secondo 0-0 consecutivo dopo quello casalingo con il Siena, quarto in assoluto dopo gli altri due sui campi del Chievo e dell’Udinese. Con la differenza che questa è la prima volta in cui la Juventus non segna per due gare di fila. Nulla di grave, perché anche il Milan, prima di risvegliarsi a Udine, aveva smarrito il gol per due partite di seguito contro Lazio e Napoli. A parte il diverso livello dei rispettivi avversari, è giusto chiedersi però perché i bianconeri continuino a faticare così tanto a concretizzare la loro

Bianconeri meglio che con il Siena, ma in attacco Matri e Vucinic sbagliano mira Donadoni senza k.o. sulla panchina emiliana. Giovinco è pericoloso nella fase finale
superiorità, come si è già visto troppe volte quest’anno. E qui l’analisi deve essere tanto serena quanto generale, perché se si accusa l’arbitro, come aveva fatto Marotta dopo lo 0-0 con il Siena e come ha fatto ieri Conte dopo lo 0-0 con il Parma, bisogna anche criticare i propri giocatori che sbagliano più dei direttori di gara e senza bisogno di rivedere gli episodi alla moviola.
Troppi errori Prima di scendere

nei dettagli, è giusto riconoscere che la Juventus, per il numero di occasioni create e per l’insistenza con cui cerca il successo, meriterebbe i tre punti. Ed è anche giusto sottolineare che la prestazione collettiva è sicuramente migliore rispetto all’ultima contro il Siena. Però,

se i due attaccanti Matri e Vucinic sbagliano regolarmente quando arrivano davanti al bravissimo Pavarini, se i due esterni Lichtsteiner e soprattutto Estigarribia spingono poco e male, se Marchisio e Vidal confermano di non essere brillanti come all’inizio della stagione, serve a poco schiacciare gli avversari nella propria metà campo, specialmente nel primo

QUI PARMA

Ghirardi, reclamo a metà «Che bravo Mazzoleni»
Il presidente emiliano: «Nitido il rigore su Giovinco, forse c’era pure su Giaccherini»
SANDRO PIOVANI PARMA

Roberto Donadoni si gode il punto ottenuto contro la Juventus, «una grande di questa stagione, un punto meritato che ci deve portare ad accrescere la nostra autostima». Il tecnico, parlando di calcio giocato e non di decisioni arbitrali («Bisogna predicare bene e razzolare bene. Si fanno tante chiacchiere, ma poi chi è toccato nel suo orticello si scatena»), ha parlato di un Parma che ha interpretato la partita in crescendo. «Nel primo tempo siamo stati bravi a difenderci, meno a ripartire e a proporci. Nell’intervallo ho parlato ai ragazzi. Oltre a difenderci, ho detto loro, dobbiamo anche proporci, senza dare la responsabilità solo a chi è in possesso di palla. E nella ripresa noi siamo ripartiti meglio e abbiamo proposto di più. Nel secondo tempo è stata un’altra gara. Bravi ragazzi, qualche sbavatura da limare ancora, qualche timore eccessivo da togliere, ma per il momento sono soddisfatto». Il tecnico è alla quinta gara sulla panchina del Parma e ha portato a casa due vittorie e tre pareggi.

La spinta sospetta in area bianconera di Barzagli su Giovinco SKY

Donadoni si gode il punto: «Bella prova contro una vera big, ora più autostima»
Ghirardi Un Parma che sta convincendo anche il presidente Tommaso Ghirardi. «Gli episodi sarebbe più elegante non commentarli, secondo me il rigore su Giovinco era nitido e forse c’era quello su Giaccherini, ma faccio i complimenti all’arbitro. E faccio un grande elogio a Donadoni — spiega —, imbattuto dopo 5 gare, è l’uomo giusto per il lavoro che fa sul

piano tattico ma anche sul piano piscologico. Può essere lui, con il suo carisma, davvero quello che riuscirà a far cambiare mentalità a questo Parma, come auspicato tempo fa da me e da Leonardi». E naturalmente soddisfatto anche Stefano Ferrario, il difensore arrivato a gennaio dal Lecce. Per lui miglior debutto non poteva esserci. «È andata bene, siamo riusciti a ottenere un buon punto e abbiamo avuto delle occasioni che potevamo sfruttare meglio. I rigori? Gli episodi capitano in tutte le partite. Così come si lamentano loro potremmo lamentarci noi ma non lo facciamo: c’è l’arbitro che giudica».
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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

15

Il calcio rifilato da Santacroce a Pirlo nel finale di gara ANSA

la Moviola
di FRANCESCO CENITI

PARMA

JUVENTUS

La Classifica
PARTITE SQUADRE PT G V N P F S RETI

Giaccherini e Pirlo colpiti E su Giovinco che dubbi
I problemi per Mazzoleni arrivano nella ripresa: l’area di rigore diventa una sorta di zona franca dove i falli commessi godono d’impunità. Alla fine entrambe le squadre protestano (in campo si sfiora una rissa generale), ma è la Juve a uscire maggiormente penalizzata. Non concessi alla squadra di Contre due rigori abbastanza netti, cioè un bottino superiore all’unica volta che i bianconeri hanno calciato dal dischetto. Anche le lamentale del Parma, però, non sono infondate: ci poteva stare un penalty pure per i gialloblù. Ma procediamo con ordine, partendo dal 19’ quando una ripartenza permette a Giaccherini di ritrovarsi solo in area. Biabiany è in ritardo e allora prova un recupero disperato allungando la gamba nel tentativo di arpionare il pallone, ma invece colpisce il piede dello juventino: l’arbitro non interviene, sbagliando. Al 26’ il secondo episodio: numero di Giovinco che con una piroetta si beve Barzagli nei pressi della linea di fondo per poi puntare al cuore dell’area. Anche in questo caso il difensore cerca di rimediare, il primo istinto è quello di cinturare l’avversario, ma capisce subito il pericolo e molla la presa. Passa un solo secondo e da dietro non trova di meglio che allungare un braccio sulla schiena di Giovinco che finisce subito a terra: difficile valutare il peso specifico della spinta, di sicuro Barzagli rischia moltissimo, perché il contatto è evidente e si poteva sanzionare. All’ultimo secondo (49’) il terzo caso: su un campanile, Pirlo prende posizione davanti a Santacroce che tenta lo stesso l’intervento sul pallone, ma il suo calcio finisce per colpire il fondoschiena del regista bianconero che ha il solo torto di accentuare un po’ la caduta. Il rigore, però, è chiaro. Mazzoleni dice ancora no. Per il resto: ok i gialli per Zaccardo, Bonucci, Vidal (ma andava ammonito molto prima per una netta trattenuta su Giovinco) e Quagliarella.

0
(3-5-2) Pavarini; Zaccardo, Ferrario, A. Lucarelli (dal 32’ s.t. Santacroce); Biabiany (dal 24’ s.t. Jonathan), Valiani (dal 9’ s.t. Musacci), Mariga, Morrone, Modesto; Giovinco, Floccari. PANCHINA Mirante, Gobbi, Okaka, Palladino. ALLENATORE Donadoni. ESPULSI nessuno. AMMONITI Zaccardo per gioco scorretto. GIUDIZIO 77 ARBITRO Mazzoleni di Bergamo.
NOTE paganti 7.580 per un incasso di 208.101,80 euro. Abbonati 9.620 per una quota di 91.290,30 euro. Angoli 4-7. In fuorigioco 2-0. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 4’.

0
(3-5-2) Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (dal 43’ s.t. Caceres), Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia (dal 13’ s.t. Giaccherini); Matri (dal 24’ s.t. Quagliarella), Vucinic. PANCHINA Storari, Padoin, Borriello, Del Piero. ALLENATORE Conte. ESPULSI nessuno. AMMONITI Bonucci e Vidal per gioco scorretto, Quagliarella per proteste.

MILAN JUVENTUS LAZIO UDINESE INTER ROMA NAPOLI PALERMO CAGLIARI GENOA FIORENTINA PARMA CATANIA ATALANTA* CHIEVO SIENA BOLOGNA LECCE CESENA NOVARA

47 46 42 41 36 35 34 31 30 30 28 28 27 27 27 23 22 18 16 16

23 22 23 23 23 23 23 23 23 23 21 22 21 23 23 22 21 23 22 23

14 12 12 12 11 10 8 9 7 9 7 7 6 8 7 5 5 4 4 3

5 10 6 5 3 5 10 4 9 3 7 7 9 9 6 8 7 6 4 7

4 0 5 6 9 8 5 10 7 11 7 8 6 6 10 9 9 13 14 13

45 33 37 34 34 36 38 33 22 31 23 27 27 26 19 22 18 22 15 20

20 13 24 22 30 27 24 34 24 43 19 34 29 27 30 22 26 38 34 42

POSSESSO PALLA

CROSS

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

PARMA 37% TIRI IN PORTA

JUVENTUS 63%

PARMA 20 TIRI FUORI

JUVENTUS 26

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, la differenza reti; 3) numero di gol segnati. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

II
PARMA 2 MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 4’ Chiellini di testa sul palo.

IIIIIII I
JUVENTUS 7 PARMA 1

IIIII
JUVENTUS 5

Prossimo turno
Domani, ore 20.45 FIORENTINA NAPOLI (0 0) INTER BOLOGNA (3 1) Sabato 18 febbraio, ore 20.45 JUVENTUS CATANIA (1 1) Domenica 19 febbraio, ore 15 LECCE SIENA (ore 12.30) (0 3) CESENA MILAN (0 1) GENOA CHIEVO (1 2) NOVARA ATALANTA (1 2) PALERMO LAZIO (ore 20.45) (0 0) ROMA PARMA (1 0) UDINESE CAGLIARI (ore 20.45) (0 0)

SECONDO TEMPO 4’ Giovinco tira in corsa, Buffon devia in angolo. 20’ Giovinco crossa da sinistra a porta vuota, ma nessuno devia. 28’ Vucinic dalla destra, Pavarini blocca. 32’ Giovinco su punizione non sorprende Buffon. 36’ Pirlo da fuori area, Pavarini devia in angolo. 39’ Giaccherini, smarcato da Pirlo, calcia addosso a Pavarini.

20’ Matri di testa, debole e centrale. 26’ Vucinic si libera bene di Lucarelli, ma calcia altissimo. 30’ Vucinic in corsa, Pavarini blocca. 47’ Matri entra in area, ma viene fermato da Pavarini.

tempo. Non a caso Conte nella ripresa prova a rinfrescare la squadra, inserendo prima Giaccherini e poi Quagliarella al posto di Estigarribia e Matri, lasciando stranamente in panchina Borriello che avrebbe potuto dare più concretezza al centro dell’area. A nulla serve, così, la solita regia illuminata di Pirlo, che sforna lanci a ripetizione, il migliore dei quali nel

finale non viene sfruttato da Giaccherini.
Donadoni imbattuto Senza fare

proclami, come è nel suo stile, Donadoni aggiunge un altro punto importantissimo alla propria imbattibilità, ora composta da tre pareggi e due vittorie. E anche se la Juve meritava di più, il Parma non ruba nulla perché gioca un primo tempo

d’attesa, senza nemmeno un tiro in porta, con un ordinatissimo 3-5-2, identico a quello della Juve, in cui i due esterni Modesto e Biabiany si preoccupano soltanto di sbarrare la strada a Lichtsteiner ed Estigarribia. Arrivato senza danni all’intervallo, il Parma si sveglia nella ripresa quando Giovinco prova a fare un nuovo sgambetto alla squadra che non ha mai

creduto abbastanza in lui. Ma come non basta Pirlo nella Juve, non basta Giovinco nel Parma, perché Floccari gira a vuoto, mentre in mezzo al campo l’ingresso del ventiquattrenne Musacci al posto di Valiani regala più grinta e personalità ai padroni di casa, capaci di reggere fino al fischio finale. Quando esplode Conte in sala stampa. E allora in bocca al lupo a

chi dirigerà sabato Juventus-Catania, una strana sfida tra la squadra che ha avuto meno rigori (1) e quella che ne ha avuti di più (7). Ma soprattutto una sfida che dovrà chiarire se i bianconeri riusciranno a ritrovare la via del gol senza bisogno di passare dal dischetto. Che non sempre fa rima con scudetto.
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Recuperi
Martedì 21 febbraio ore 18.30 BOLOGNA-FIORENTINA (21a gio.) (0-2) Mercoledì 22 febbraio ore 18.30 SIENA-CATANIA (21a gio.) (0-0) Mercoledì 7 marzo ore 18.30 CESENA-CATANIA (22a gio.) (0-1) BOLOGNA-JUVENTUS (23a gio.) (1-1) PARMA-FIORENTINA (23a gio.) (0-3)

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

SERIE A RECUPERO 21a GIORNATA

Lapolemica I VELENI BIANCONERI

Alla fine Pirlo prova a parlare con il quarto uomo Orsato ANSA

Conte e l’ombra Calciopoli «Gli arbitri hanno paura di fischiarci un rigore»
I sospetti del tecnico: «C’è una brutta aria e la spiegazione di tutto è il segreto di Pulcinella... Il bello è che ci urlano sempre: "Sapete solo rubare". Ma chi? E pensare che con il rigore col Siena e i due di Parma ora parlereste di fughetta»
DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO PARMA

pronto a lanciare un messaggio forte.
Brutta aria Conte non fa giri di

Non è uno sfogo, nemmeno una lamentela. È un sospetto chiarissimo: la Juve ha paura che gli arbitri non siano sereni nei suoi confronti e che di conseguenza le neghino dei rigori per evitarsi problemi. E tutto dipenderebbe ancora da Calciopoli. Il sospetto, nato nelle prime 21 partite di campionato, esplode dopo il pareggio per 0-0 a Parma e i due rigori negati alla Juve (falli su Giaccherini e Pirlo). A fine partita c’è stata una mezza rissa in campo, protagonisti soprattutto Mirante e Barzagli, e sono volate parole grosse. Nulla in confronto a quello che ha detto Antonio Conte, amareggiatissimo e

parole: «Comincio ad avvertire una brutta aria: gli arbitri hanno paura di dare un rigore alla Juve. Siamo scocciati, anche gli ultimi in classifica hanno più rigori di noi. La realtà è che se si fischia contro la Juve non si sbaglia, mentre se un arbitro ci fischia a favore deve farsi il segno della croce e sperare di non essere ammazzato il giorno dopo. E questo non lo posso accettare. Poi sento i soliti cori: "Sapete solo rubare". Ma chi? Basta guardare quello che accade da qualche anno. Contro Siena e Parma abbiamo fatto 2 punti, ma se gli arbitri fossero stati più sereni e attenti ne avremmo fatti 6 e adesso parle-

remmo di una fughetta, non del secondo posto». Poi Conte va addirittura oltre ipotizzando che dietro ai fischi arbitrali ci sia ancora l’ombra di Calciopoli: «La spiegazione di tutto questo la troviamo andando indietro negli anni. È il segreto di Pulcinella. Non sono nemmeno arrabbiato, sono deluso perché un uomo di sport fatica ad accettare certe cose».
Equità Dopo le proteste di Marotta in seguito al rigore non dato contro il Siena il designatore Braschi aveva risposto che anche le ultime in classifica meritano rispetto e tutti devono essere trattati allo stesso modo. E Conte ribatte: «Ecco: proprio quello vogliamo. Essere trattati allo stesso modo. Adesso inizio a non essere sereno.

Le proteste contro Mazzoleni ATP

Modesto e il team manager Melli SKY

Non ci danno un rigore nemmeno se un nostro giocatore viene ammazzato in area. Ci alleniamo come animali per ottenere il massimo, io dai giocatori pretendo tantissimo e appena rientrato negli spogliatoi mi sono arrabbiato con loro perché non abbiamo segnato. Ma poi loro mi dicono "Mister, e i rigori?" e io adesso non so più cosa rispondere». L’amarezza dell’allenatore è incontrollabile: «Ci sono campi in cui appena cade qualcuno arriva il rigore. E sono sicuro che al primo episodio a nostro favore (a questo punto prima o poi dovrà arrivare) dovrò sentire i moralisti che mi rimprovereranno e mi rinfacceranno queste parole... Quello che mi dispiace è che Mazzoleni è anche un bravo arbitro e per questo mi preoccupo anco-

le Pagelle

DI MIRKO GRAZIANO

6

PARMA GIOVINCO CALAMITA MUSACCI È PRONTO 6 h7
l’allenatore Donadoni il migliore Pavarini
Continua anche la sua personalissima striscia positiva: imbattuto. Disegna un 3 5 2 bloccatissimo e porta a casa lo 0 0, la moneta massima con un simile atteggiamento tattico. Nel primo tempo sbriga la normale amministrazione, nella ripresa alza un muro: straordinario sul destro di Pirlo; a valanga su Giaccherini; presa di ferro sul sinistro di Vucinic.

Tutti dietro e ordinati: il pareggio alla fine è tanta roba

6,5
Il solito problema: concretizza davvero poco

JUVENTUS VIDAL STANCO, MATRI NON E’ CINICO 6,5 h 7,5
l’allenatore Conte il migliore Pirlo
Lui davvero non ha colpe. In campo si vede una Juventus che fa la partita e che crea occasioni. I dolori riguardano la fase offensiva. Provvedere almeno per giugno please. Sontuoso. Elegante in ogni appoggio, cattivo se serve, continuo punto di riferimento. La Juve cresce quando sale in cattedra lui. Ci prova in prima persona, c’è rigore nel finale.

6
Zaccardo
Balbetta all’inizio, quando fra l’altro commette un pericoloso fallo al limite dell’area (con ammonizione) su Vidal. Cresce comunque alla distanza.

6
Ferrario
Costringe Matri a giocare quasi sempre spalle alla porta, ma alla fine del primo tempo lascia un corridoio pericoloso a centro area, e per sua fortuna proprio Matri spreca.

6
Lucarelli
Uccellato da Vucinic nel primo tempo: abbocca alla finta e concede dai sedici metri un tiro comodo comodo al montenegrino, che però manda alto (Santacroce s.v.)

5
Biabiany
Nelle prime battute sbaglia malamente un appoggio che spalanca il campo a Vucinic. Di fatto gioca terzino puro per tutta la gara: spinta zero, prestazione così così.

6
Valiani
Rispetta il copione di giornata. E allora a livello di quantità c’è solo da applaudire, il problema però è un altro. Perché là in mezzo gli emiliani non ripartono mai.

6
Mariga
Una mezzoretta timida, poi si ricorda di aver giocato minuti pesanti in Champions (vedi la semifinale Barça Inter) e allora nel momento più caldo va a tirare il gruppo.

6
Buffon
Valuta male un lungo lancio, che per poco non viene sfruttato dal rapidissimo Giovinco. Per il resto, è una serata francamente tranquilla per un tipo come lui.

6,5
Barzagli
Rischia seriamente il calcio di rigore quando appoggia il suo braccione sull’esile Giovinco. In generale, però, solita prestazione sicura, di sostanza.

6,5
Bonucci
Una svirgolata (senza conseguenze) in pieno secondo tempo non può condizionare la pagella di un giocatore che va via via ritrovandosi sotto tutti i punti di vista.

6,5
Chiellini
Colpisce subito il palo su colpo di testa. Lascia le briciole a Floccari o a chiunque altro passi dalle sue parti. Meno preciso quando c’è da far ripartite l’azione.

5,5
Lichtsteiner
Modesto non lo attacca mai sulla sua corsia. Ci sono quindi i margini per spingere con una certa continuità, ma stavolta la gamba gira a vuoto (Caceres s.v.).

5
Vidal
Guadagna subito un pericoloso calcio piazzato dal limite. Poi, il nulla. Ha evidentemente bisogno di rifiatare, la squalifica farà bene in prospettiva Milan.

6
Morrone
Vale più o meno lo stesso discorso fatto per il compagno di reparto Valiani. Ci mette forse più peso, soprattutto nell’agitato e confuso finale di partita.

5,5
Modesto
Di buono c’è che limita l’urto offensivo di Lichtsteiner. Finisce però anche lui schiacciato nella sua metà campo, timoroso e oltretutto poco preciso negli appoggi.

7
Giovinco
Quando il gioco si fa duro, calamita tutte le palle offensive del Parma, tiene impegnata praticamente da solo la difesa bianconera e gli viene forse negato un rigore.

5,5
Floccari
Costretto a lungo a rincorrere palloni sporchi o fuori misura. Ci mette coraggio, corsa e lotta. Alla fine, però, non riesce mai a trovare mai la porta di Buffon.

6,5
Musacci
Personalità da vendere, fin dalle prime battute in cui Donadoni lo getta nella mischia. Regia rassicurante, lucido in fase di appoggio, risulta bravo pure in copertura.

5,5
Jonathan
Entra al posto di Biabiany, la musica su quella fascia non cambia: tanta copertura, praticamente «vietate» le iniziative personali al di là della metà campo.

5,5
Marchisio
Manca benzina nel serbatoio, il pieno arriverà per San Siro. Nel frattempo, ci mette tanto mestiere, ma senza gamba non può far male dalle parti di Pavarini.

5
Estigarribia
Sembra spaventato da Biabiany, si affaccia poco e male nella metà campo avversaria e stavolta non gli riesce nemmeno un cross decente: sostituito.

5
Matri
Generoso e coraggioso. Ma cinico proprio no. Ha a disposizione la palla dell’1 0 a fine primo tempo, tutto solo a centro area: la spreca con un controllo da dimenticare.

5,5
Vucinic
Vanifica, incespicando in area, un contropiede prima ben condotto. Per tutta la gara fa bene ogni cosa fino al momento delle conclusioni: fuori misura o fiacche.

6
Giaccherini
L’impatto è anche buono. Dà velocità, punta sistematica mente l’avversario, subisce un fallo da rigore. E’ però grave l’errore commesso a tu per tu con Pavarini.

5,5
Quagliarella
La condizione fisica sta crescendo a vista d’occhio. Ha una gran voglia di incidere, si perde però in azioni che spesso sono troppo lontane dalla porta avversaria.

TERNA ARBITRALE: MAZZOLENI 5 La gestione della normale amministrazione è discreta. Ma mancano due rigori per la Juventus e probabilmente uno anche per il Parma. Dobosz 6; Marzaloni 6

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

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la Sfida
SEBASTIAN GIOVINCO 25 ANNI ATTACCANTE ANDREA PIRLO 32 ANNI CENTROCAMPISTA

TIRI IN PORTA

1
PASSAGGI

1 65 77% 1/0 1

16 69% 7/5
FALLI SUBITI

Solo 13 gol in 5 Juve, l’attacco ora è un problema
L’anemia delle punte rende vano il lavoro Hanno segnato 4 reti meno di Di Natale
DAL NOSTRO INVIATO

PASSAGGI POSITIVI

DRIBBLING / POSITIVI
G.B. OLIVERO PARMA

2
ra di più. Io a lui non ho detto nulla (anche se qualche giocatore del Parma ha raccontato dopo la gara che il tecnico bianconero si sarebbe lamentato duramente con Mazzoleni, ndr), anche perché cosa avrei dovuto chiedergli? Perché non mi ha dato due rigori?».
Pavel attacca L’allenatore non è l’unico bianconero a lamentarsi. Pavel Nedved fatica a credere a quello che ha visto e racconta: «I giocatori mi chiedono cosa succede e io sono in imbarazzo perché non so cosa rispondere. I dirigenti devono difendere società, allenatore e giocatori, ma adesso non riesco a spiegare la situazione ai ragazzi. La realtà è che a questi arbitri manca personalità e non si rendono conto che qui ci

sono squadre che si giocano traguardi importanti. Io così non ci sto. Non ci sto».
La versione di Pirlo Ma la testi-

monianza forse più preziosa è quella di Andrea Pirlo, che raramente si lamenta con gli arbitri: «Il rigore su di me era evidente perché ho coperto la palla e ho sentito un calcio o una ginocchiata dietro alla schiena. Noi non chiediamo regali, ma vogliamo che ci vengano fischiati i rigori quando ci sono anche se è l’ultimo minuto. Non facciamo le vittime, però in partite come queste gli episodi possono fare la differenza. Ecco, chiediamo equità». Ma adesso la Juve pensa che nel dubbio gli arbitri le fischiano contro.
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Tredici gol. E’ il bottino in campionato delle cinque punte pure della Juve: Matri ne ha fatti 9, Vucinic 3, Quagliarella 1, Del Piero e Borriello aspettano ancora la prima gioia. Di Natale da solo ne ha segnati 17, Ibrahimovic 15. E Denis, Jovetic, Palacio, Milito, Klose e Cavani sono a quota 12. C’è il rischio di banalizzare e di sottovalutare il prezioso e faticoso lavoro delle punte bianconere ma, rigori non dati a parte, si può serenamente dire che la Juve è seconda e non prima perché il suo attacco segna poco.
Imprecisione Non è una

chisio e Vidal. Da quando i centrocampisti sono calati, alla Juve manca qualcosa. Ieri i bianconeri hanno creato tanto e se per il palo di Chiellini e la punizione di Pirlo davvero è stata solo questione di centimetri, in tante altre occasioni è stata la scarsa precisione a bloccare la Juve. Antonio Conte non lo nasconde: «In questo periodo siamo meno bravi nelle conclusioni, ci lavoreremo in allenamento. La fatica nel capitalizzare tutto quello che creiamo è un problema, ma lo risolveremo». Andrea Pirlo analizza la situazione: «Non riusciamo a segnare, però costruiamo tanto. Stavolta è stato molto bravo Pavarini. Però la Juve ha dominato, ha creato tanto e alla fine è mancato solo il gol. A Parma abbiamo perso due punti, però guardiamo già al Catania».
I cambi Alla vigilia Conte aveva

garribia e poi ha sostituito Matri con Quagliarella. In panchina sono rimasti Borriello e Del Piero: nel finale, infatti, uno stanchissimo Lichtsteiner è stato rimpiazzato da Caceres. Qualcuno si sarebbe aspettato un altro attaccante, ma il tecnico ha preferito non squilibrare troppo la formazione. Resta il fatto che Matri da un po’ di tempo è meno brillante e che Vucinic fatica a segnare.
Rabbia Vucinic Ieri Mirko ha avuto per ben tre volte la possibilità di alzare la testa, prendere la mira e segnare. O almeno centrare la porta. Ha tirato due volte fuori e una direttamente in curva. Era l’occasione più semplice: Vucinic si era liberato con un dribbling meraviglioso e poi, in posizione centrale, ha calciato altissimo. C’era tutto Mirko in quell’azione: l’eleganza del dribbling e l’imprecisione nella conclusione. Ma questo è da sempre il suo limite: la cattiveria, l’inesorabilità. Quello che trasforma uno 0-0 in 1-0. Quello che fa vincere gli scudetti.
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novità del 2012: anche nella prima parte della stagione questo limite era emerso, ma era anche stato in parte cancellato dall’incisività di Pepe, Mar-

provato Quagliarella con Vucinic, ma poi ha deciso di affidarsi ancora alla coppia composta dal montenegrino e da Matri. Nella ripresa il tecnico ha inserito Giaccherini al posto di Esti-

TORNEO DI VIAREGGIO OGGI I QUARTI DI FINALE

Rifugiati, universitari, figli d’arte: così vince la Rappresentativa D
Magrini guida la sorpresa del torneo che oggi sfida la Roma Ci sono 5 stranieri: Cisse viene da un centro d’accoglienza
DAL NOSTRO INVIATO

preso quando seppe che in Guinea avevo giocato soltanto per divertimento, per strada. "Tu cerchi un lavoro? E io per lavoro ti faccio diventare calciatore", mi disse. Mi portò ad Arezzo e dopo tre mesi venni tesserato grazie allo status di rifugiato politico. Per me è tutto un sogno, adesso nessun traguardo mi sembra irraggiungibile. Neppure il Real Madrid».
Scartati Il portiere Vinicius Rossi Pontello è stato scoperto dall’Udinese: «Dopo due anni con la Primavera, mi hanno bocciato. Ho sofferto, ma ho capito che a Messina posso rilanciarmi». Vinicius è molto religioso, non si separa mai dalla Bibbia. «Mi sento protetto. Se non prego prima della partita, è come se mi mancasse qualcosa». I «no» dei grandi club sono il denominatore comune per questi ragazzi, «perché non c’è pazienza — dice Magrini —, invece un paio potrà andare in A, 2 o 3 in B, tanti in Lega Pro. Rossi Pontello mi sembra il Sebastiano Rossi dei tempi migliori. Filippo Guccione, centrocampista del Cerea (e Pallone d’oro dei dilettanti veneti nel 2011, ndr) è nel mirino di molte squadre. L’attaccante Leonardo Mancuso è stato 6 anni al Milan, poi l’hanno ceduto. Ma se tira fuori gli artigli, diventa un grande». Il Milan ha lasciato anche Diagne Moussa, adesso alla Gallaratese, e il Parma ha rispedito Tersini al Sansepolcro. Calcio e scuola Ci sono anche i

I PROTAGONISTI DELLA CAVALCATA
1

ROBERTO PELUCCHI LIDO DI CAMAIORE (Lucca)

IL TABELLONE LA JUVE CONTRO IL GUARANI’

Il loro è il calcio dei campanili. Un calcio da tre righe in cronaca, che ogni tanto si guadagna la prima pagina. La Rappresentativa di Serie D che ha raggiunto i quarti della Viareggio Cup è una squadra che ha smesso di sorprendere da tempo (due anni fa sfiorò la finale) ed è piena di storie affascinanti. La allena Giancarlo Magrini, 64 anni, romagnolo che ha dedicato la vita all’insegnamento del calcio, ma è diventato celebre come direttore tecnico del Cervia nel reality tv «Campioni». In estate allena l’Equipe Romagna, la squadra dei disoccupati, ed è c.t. dell’Under 18 della Lnd. «Nella selezione non guardo soltanto l’aspetto tecnico — spiega —. Non voglio ragazzi capelloni o con l’orecchino, non mi piacciono gli esibizionisti. Pretendo serietà, educazione, impegno. Mi piace la gente che ha "fame". Perché a pallone possono giocare tutti, ma il calcio è per pochi».
Salim dalla Guinea In rosa ci so-

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3

GAZZETTA DELLO SPORT

1 Il volo del portiere Vinicius Rossi Pontello che gioca a Messina dopo due anni con la Primavera dell’Udinese 2 La grinta dell’allenatore Giancarlo Magrini 3 La sorpresa Salim Cisse MARTINI

no 24 giocatori tra i 18 e i 20

anni provenienti da 22 squadre, con 5 nati all’estero e 13 regioni rappresentate. La storia più incredibile è quella dell’attaccante Salim Cisse, 19 anni, nato a Conakry, in Guinea. «Ho lasciato il mio Paese, papà, mamma e un fratello due anni fa, come molti africani in cerca

di una vita migliore — racconta —. Nel centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, vicino a Roma, giocavamo a pallone tutte le sere. Un giorno chiesi di potermi allenare con una squadra di prima categoria, il Borgo Massimina. Fu lì che mi notò Francesco Anzalone. Restò sor-

figli d’arte: Marco Pergolizzi del Marsala (difensore come papà Rosario, ex Napoli, Ascoli e Bologna), Andrea Gadda del Ravenna (papà Massimo è stato al Milan e all’Ancona) e Salvatore Monaco del Budoni (il

padre Gennaro ha giocato con Empoli e Catania). Molti abbinano pallone e libri. Arinze Akilo (Mezzolara), nato a Bologna da madre italiana e papà nigeriano, punta alla laurea in ingegneria civile; Pergolizzi vuole diventare ottico; Trillini (Civitanovese) e Lanni (Salerno) sono

rispettivamente iscritti a Giurisprudenza ed Economia e Commercio; Mancuso (Pizzighettone) e Del Porto (Virtus Castelfranco) a Scienze motorie. Oggi c’è la Roma nei quarti, uno scoglio difficile da superare, ma loro hanno già vinto.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

SERIE A RECUPERO 21a GIORNATA

Marilungo da derby, Genoa ko
L’ex sampdoriano rialza l’Atalanta. Per i rossoblù un’altra sconfitta esterna: è la nona
ATALANTA GENOA
GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Marilungo al 33’ s.t. ATALANTA (4-4-2) Consigli; Lucchini, Stendardo, Manfredini, Peluso; Schelotto (dal 15’ s.t. Bonaventura), Brighi, Cigarini (dal 37’ s.t. Cazzola), Carrozza; Denis, Gabbiadini (dal 21’ s.t. Marilungo). PANCHINA Frezzolini, Bellini, Moralez, Minotti. ALLENATORE Colantuono. GENOA (4-3-3) Frey; Rossi, Carvalho, Granqvist, Constant; Kucka, Veloso (dal 26’ s.t. Belluschi), Biondini (dal 36’ s.t. Jorquera); Jankovic (dal 40’ s.t. Zé Eduardo), Palacio, Sculli. PANCHINA Lupatelli, Birsa, Sampirisi, Krajnc. ALLENATORE Marino. ARBITRO Doveri di Roma. ESPULSI nessuno. AMMONITI Sculli (G), Stendardo (A) e Manfredini (A) per gioco scorretto.
NOTE paganti 3.249, incasso di 24.364 euro; abbonati 9.658, quota di 144.456,43 euro. Tiri in porta 6 (con una traversa)-2 (con una traversa). Tiri fuori 4-4. In fuorigioco 1-0. Angoli 6-7. Recuperi: p.t. 0’; s.t. 4’.

1 0

le Pagelle
di FI.GRI.

CHE DUELLO TRA SCHELOTTO E CONSTANT, CARROZZA REGALA ASSIST
ATALANTA 6
CONSIGLI 6 Attento su Palacio nel primo tempo. LUCCHINI 6 Prezioso in difesa, va vicino al gol di testa. STENDARDO 5,5 Prova a mettere il bavaglio a Palacio: non sempre ci riesce.

Il gol-vittoria di Guido Marilungo, 22 anni LAPRESSE

MANFREDINI 6 Cerniera difensiva: con qualche affanno, ma resiste. PELUSO 5,5 Che sofferenza quando il Genoa spinge a destra. SCHELOTTO 6 Bel duello con Constant, perde vigore nella ripresa. BONAVENTURA 6 Cerca di non complicarsi la vita, e funziona. BRIGHI 6 Buon dinamismo per metà gara, poi diventa impreciso. CIGARINI 5,5 Non è serata. Troppi errori. (Cazzola s.v.) CARROZZA 6 Serve a Denis un assist d’oro nella ripresa. DENIS 6,5 Super Frey e la traversa gli negano il gol, poi serve a Marilungo il pallone che vale i tre punti. GABBIADINI 5,5 Ci prova su punizione. È l’unico brivido. IL MIGLIORE h 6,5 MARILUNGO S’inventa un gol pesantissimo, per il morale e la classifica. All. COLANTUONO 6 Sotto gli occhi di Mondonico, fa vedere che la sua squadra è viva.

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO GRIMALDI BERGAMO

Certificata dai numeri, oltre che da assenze importanti, l’emorragia difensiva genoana sembra non avere mai fine: nona sconfitta in dodici gare fuori casa, diciannove gol al passivo nelle ultime cinque gare esterne, peggior reparto arretrato della Serie A. Stavolta fa festa l’Atalanta. Una gioia doppia, anzi tripla, quella nerazzurra: la pazza corsa di Colantuono in campo a fine gara ne è la prova, per una squadra che ritrova il gol in casa dopo 367 minuti di astinenza, insieme al primo successo casalingo dell’anno nuovo e, perché no, pure a una pesante iniezione di fiducia contro un avversario che non riesce più a ritrovare la retta via lontano dal Ferraris.
Che colpo Alla fine, dopo un pri-

14’ SECONDO TEMPO

Kucka sbatte sulla traversa
Kucka svetta in area: Consigli è superato ma il pallone sbatte sulla traversa. È la miglior occasione per il Genoa ANSA

24’ SECONDO TEMPO

mo tempo in chiaroscuro e una ripresa vissuta su tre episodi-chiave (la traversa di testa di Kucka, il legno di Denis, il sospetto tocco di mano in area del debuttante Carvalho), ha deciso la sfida una prodezza di Marilungo, con il pallone che s’è infilato fra il palo alla sinistra di Frey e il portiere rossoblù. Genoa al tappeto senza punteggi quasi tennistici, ma la consolazione è magra, anzi nulla.
La chiave Colantuono sapeva

Anche Denis è sfortunato
Denis anticipa Granqvist sul cross di Carrozza: Frey respinge, l’argentino ci riprova ma anche lui trova la traversa TANOPRESS

brasiliano Carvalho al debutto in difesa, e Palacio incursore da fermare a ogni costo. In fondo era questa la missione (compiuta) della coppia Stendardo-Manfredini. Ne è venuta fuori una sfida a lungo povera di emozioni. I padroni di casa hanno tentato invano di sfondare sulla corsia di destra, dove Schelotto ha provato a mettere in difficoltà Constant, il migliore degli ospiti, ma senza fortuna, anche quando Lucchini riusciva a salire dalla difesa. Il Genoa ha tentennato, ma Marino, questo gli va riconosciuto, si è sforzato di non abbassarsi troppo, tirando fuori il meglio da ciò che gli rimaneva, e per oltre un’ora è riuscito a limitare i danni. E pazienza se il multiruolo Rossi non ha tolto l’occhio dal giovane brasiliano al suo fianco, privandosi di fatto della possibilità di salire in aiuto a Jankovic, che sulla destra ha avuto solo qualche buona intuizione, e nulla più.
Grifone camaleonte E così, il 4-3-3 iniziale del Grifone è diventato a tratti un 4-1-4-1, con Veloso costretto ad arretrare quasi sulla linea della difesa per impostare il gioco, il mobile Sculli pronto a proporsi in anticipo e Palacio vanamente alla ricerca dell’anticipo vincente. La scelta è giusta La zuccata di Kucka sulla traversa ad inizio ripresa (13’), per qualche minuto ha avuto l’effetto di mettere paura a un’Atalanta che ha ritrovato coraggio dopo il doppio tentativo di Denis andato a

vuoto prima su paratona di Frey e poi sulla traversa. Il resto lo ha fatto Colantuono, azzeccando la scelta di Marilungo come sostituto di uno spento Gabbiadini. L’attaccante cresciuto nella Sampdoria ha tentato un paio di volte di saltare una difesa ospite improvvisamente di nuovo in preda agli incubi, prima di trovare il corridoio giusto per un colpo di biliardo che ha gelato il Genoa. Giocassero sempre a Marassi, gli uomini di Marino, sarebbero nella zona più nobile della classifica. Invece, la loro caduta libera fuori casa continua, mentre l’Atalanta si frega le mani. Fine di un incubo, almeno per i nerazzurri.
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I NUMERI

4

minuti di astinenza casalinga dell’Atalanta che nelle ultime tre partite interne aveva ottenuto 1 punto; l’ultimo a segnare prima di Marilungo era stato Peluso al 71’ di AtalantaCesena 4-1 del 21 dicembre

367

la Moviola
DI A.FR.

Carvalho mura Denis in area: manca il rigore
All’Atalanta manca un rigore al 29’ della ripresa: Carvalho «mura» Denis con il braccio alto. Il replay evidenzia una leggera deviazione con il pugno. Dopo la traversa di Kucka, al 14’ s.t. (sullo 0 0), Doveri assegna un fallo alla difesa, ma è Denis a cercare la rovesciata: sarebbe gioco pericoloso e punizione indiretta in area per il Genoa.

sconfitte esterne consecutive per il Genoa comprendendo anche la Coppa Italia: in queste partite sono 21 le reti incassate

6

GENOA 5,5
FREY 6 Attento su Gabbiadini, prodezza su Denis, poi la traversa lo salva. Senza colpe sul gol. ROSSI 6 Un uomo per tutte le stagioni (e i ruoli). Fa il suo e cerca di proteggere Carvalho. CARVALHO 5,5 Discreto primo tempo, poi cala nella ripresa. GRANQVIST 6 Bada al sodo, e gli va quasi sempre bene. IL MIGLIORE h 6,5 CONSTANT Tempi giusti e personalità: dalla sua parte non si passa. KUCKA 6 La traversa su un’incursione di testa nel cuore dell’area, il solito vigore in mezzo al campo. VELOSO 6 Qualche buona intuizione, ci prova anche da lontano, ma non basta. BELLUSCHI 5 Non è gara da finezze. Stenta a creare gioco. BIONDINI 5 Corre a vuoto, non trova mai le misure e l’intesa con i compagni. (Jorquera s.v.) JANKOVIC 5,5 Si spegne nella ripresa. (Zé Eduardo s.v.) PALACIO 5,5 Un bel diagonale nel primo tempo, tanta corsa, ma non punge. SCULLI 6 Gran lavoro anche in fase di copertura. All. MARINO 5,5 Molte attenuanti, ma la maledizione fuori casa continua.

29’ SECONDO TEMPO

benissimo pregi e difetti di un avversario in difficoltà anche sul piano delle assenze, con il

L’Atalanta protesta
Carvalho va con il braccio alto sulla girata di testa di Denis: né l’arbitro né il guardalinee vedono il tocco malandrino LAPRESSE

reti in Serie A per Marilungo, al terzo gol stagionale con l’Atalanta

6

SPOGLIATOI IL TECNICO NERAZZURRO: «QUESTA È UNA VITTORIA FONDAMENTALE»

Colantuono corre: «Siamo sulla strada della salvezza»
Marino pensa positivo: «Stavolta abbiamo lottato»
GUIDO MACONI BERGAMO

Sortilegio spezzato. L’Atalanta torna a vincere anche al Comunale e lo fa con la tranquillità dei forti. Stefano Colantuono si gode un successo che proietterebbe i bergamaschi a ridosso del Napoli se non

ci fosse la penalizzazione: «È stata la vittoria della pazienza. Siamo stati bravi ad aspettare il momento giusto. E Denis è stato decisivo: non ha segnato ma ha fatto una partita straordinaria. Penso che ce la siamo meritata tutta questa vittoria, ed è un successo fondamentale: siamo sulla strada che ci potrà condurre alla salvezza il prima possibile».
Da un Marino... Dalla curva an-

lanta. Pronta la rassicurazione del dt: «State tranquilli, per me l’Atalanta è il Barcellona o il Real Madrid. Non ho avuto richieste né da Fiorentina, né dall’Inter, ma in ogni caso per me Percassi vale Moratti. Sono troppo legato a questa squadra e a questa città. E io sono una persona all’antica, non ragiono coi contratti ma con il cuore, per me è importante l’affetto che sento».
...all’altro L’altro Marino della

che uno striscione che invitava Pierpaolo Marino a restare a Bergamo per far sognare l’Ata-

serata, Pasquale, vede comunque segnali di svolta nonostan-

te l’ennesimo k.o. esterno del suo Genoa: «Questa sconfitta è diversa da tutte le altre e ci deve dare la consapevolezza che ora possiamo far risultato anche fuori casa. Stavolta abbiamo lottato, siamo stati ordinati e attenti, non meritavamo di perdere. Ci stava un pareggio, la prima occasione per passare in vantaggio l’abbiamo avuta noi. Certo potevamo essere più lucidi nelle ripartenze. E l’assenza di Gilardino davanti si sente: non a caso nelle ultime due partite non abbiamo segnato».
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TERNA ARBITRALE: DOVERI 5,5 Ignora la mano di Carvalho: non lo aiuta Carrer, che indica il corner. Altomare 5,5-Carrer 5

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A LA CRISI NERAZZURRA
LE ULTIME DI NUOVO IN GRUPPO SNEIJDER, CHANCE DA TITOLARE PER FORLAN
mento al quadricipite sinistro accusato nella trasferta rovinosa di Roma.
Ballottaggi Stato influenzale

Julio Cesar, si decide oggi Zero rischi per Marsiglia
Il portiere ha dolore al gomito: possibile stop precauzionale Milito e Stankovic con la febbre, ma recuperabili per domani
E’ comunque un allarme: se rosso o giallino lo sapremo solo oggi. Perché Julio Cesar ieri ha accusato un dolore al gomito: niente di particolarmente preoccupante ma è chiaro che nella seduta odierna si capirà se sarà consono o meno
APPIANO GENTILE (Como)

Julio Cesar, 32 anni, 7a stagione all’Inter ANSA

IL TIFOSO LA RUSSA

rischiare la sua presenza domani contro il Bologna. Di certo, la presenza del brasiliano nella trasferta di Marsiglia non è minimamente in dubbio: delle due, forse, JC lascerà il posto a Castellazzi nell’anticipo per evitare qualsiasi tipo di problema in vista della ripresa-Champions.

Wes e Samuel Nel frattempo, è

tornato in gruppo Wesley Sneijder: la presenza dell’olandese è praticamente certa. Per ciò che riguarda Walter Samuel, il miracolo di esserci contro il Bologna potrebbe anche starci, ma l’obiettivo-OM è troppo ghiotto per rischiare un nuovo kappaò dopo lo stira-

per Stankovic e Milito (ma domani dovrebbero esserci, purché oggi riescano ad allenarsi), seduta specifica per Alvarez e Lucio mentre anche Esteban Cambiasso si è regolarmente allenato in gruppo. L’idea di formazione sta prendendo forma: 4-3-1-2 con Pazzini che potrebbe anche iniziare in panchina per far posto a Forlan al fianco di Diego Milito. Dietro, ballottaggio Cordoba-Ranocchia, mentre Maicon rientra dalla squalifica. In mezzo, «duello» per un posto fra Poli e Cambiasso.
m.d.v.
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«Ma perché tutti scappano dalla Pinetina?»
Appello di Ignazio La Russa al presidente Moratti in un’intervista a Radio Sportiva: «Noi tifosi nerazzurri siamo seccati quanto lui, che deve rifondare l’assetto di chi si occupa di mercato: ci sarà un motivo se tutti vogliono andare al Milan; se Mancini, Mourinho, Leonardo e poi Eto’o se ne sono voluti andare, e prima di loro Ibra, Balotelli... Sembra che bruci l’Inter, che tutti vogliano scappare! Guardiola? Ben venga, ma in un rinnovamento generale della situazione societaria».

Altalena Inter
Ex bunker, ex coop del gol Ranieri cerca regolarità
Impennate e poi crolli improvvisi: i risultati sono diventati lo specchio di una doppia faccia in attacco. Che in difesa diventa addirittura tripla
PROSSIMI IMPEGNI
Domani ore 20.45 24. giornata Inter Bologna Mercoledì 22 febbraio ore 20.45 Ottavi Champions Marsiglia Inter Domenica 26 febbraio ore 20.45 25. giornata Napoli Inter Domenica 4 marzo ore 20.45 26. giornata Inter Catania Venerdì 9 marzo ore 20.45 27. giornata Chievo Inter Martedì 13 marzo ore 20.45 Ottavi Champions Inter Marsiglia

SEGNI E PIANETI

A
S

ASTROLOGIA

Il venerdì 17? C’è di peggio Marte gioca contro l’Inter
MANLIO GASPAROTTO twitter @manliogas

y

DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE APPIANO GENTILE (Como)

Un (suo) girone dopo, Claudio Ranieri fa i conti. Il tecnico romano fece il suo esordio con la divisa dell’Inter il 24 settembre al Dall’Ara, vittoria per 3-1: sembrava l’inizio di un percorso fulminante, sicuro. No: è stato tutto un dondolarsi, un’altalena. Uscendo dalla zona-B ma entrando mai nella zona-titolo.
Troppo e troppo poco In pratica:

gli incubi dell’infortunio. La morale di tutto questo è: dalla gara contro il Milan (15 gennaio), l’Inter ha sempre preso almeno un gol. Un mese intero a veder la palla dietro le proprie spalle.
Altalena I numeri, in questo sen-

DIFESA QUANDO LA PORTA ERA CHIUSA...

Massimo Moratti 16-5-45 (Toro) Il presidente nerazzurro ha Marte in posizione favorevole ma lui non gioca a calcio

la continuità, cos’è e dov’è? Perché a parte le 7 vittorie di fila (8 con la Coppa Italia di mezzo), l’Inter ha avuto una doppia faccia in attacco e addirittura tripla in difesa. Troppo e sostanzialmente anche troppo poco (al momento) per poter ambire a quel terzo posto che è obbligo morattiano.

so, sono spiazzanti per chi la difesa la fa e anche per chi la protegge: da Bologna-Inter (24 settembre) a Inter-Cska (7 dicembre), l’Inter ha giocato 14 partite e subìto 17 gol (media di 1,21 a match); da Inter-Fiorentina (10 dicembre) a Inter-Lazio (22 gennaio), la squadra di Ranieri ha giocato 8 partite e preso solamente 3 gol (media 0,37); da Napoli-Inter di Coppa Italia (25 gennaio) a Inter-Novara del 12 febbraio, ecco il nuovo crollo con 5 partite e 12 gol subiti (2,40 la media). Numeri chiari. Chiare difficoltà sulle quali Ranieri sta lavorando quotidianamente per bloccare un’altalena senza orizzonti.
Rotolando Le difficoltà del cen-

S
Claudio Ranieri 20-10-51 (Bilancia) Il tecnico nerazzurro potrebbe soffrire l’opposizione di Saturno sul Sole

Cattive notizie per l’Inter e gli interisti. O meglio, per chi tra i nerazzurri legge e si fida dell’astrologia: Marte è opposto da dieci giorni al Sole dell’Inter, che è nei Pesci. E il club di Massimo Moratti è nato il 9 marzo 1908, non ha scampo all’influenza ora negativa del pianeta che in astrologia domina su ciò che è fisico, sul vigore e sullo sport. Parola di Antonio Capitani, che con il solo ausilio delle date di nascita ha provato a leggere il venerdì di campionato, il domani, della squadra di Ranieri: «Sia chiaro, per fare un buon lavoro servono luogo e ora di nascita, per verificare con precisione la posizione dei pianeti alla nascita, e gli ascendenti».
La striscia Però la prima risposta delle stelle è una conferma: sino a fine gennaio Ranieri (Bilancia) ha guidato i suoi in una striscia di 8 vittorie consecutive, 7 in A. Poi, dal 25 gennaio, dallo 0-2 a Napoli, il mondo si è capovolto e neppure segnando 4 gol (4-4 a San Siro contro il Palermo di Miccoli) l’Inter è riuscita a vincere. Dietro il tracollo di Roma (0-4) e la figuraccia col Novara (0-1 a San Siro) c’è quindi Marte? Superstizione Domani anticipo di campionato, arriva il Bologna. Ma è anche venerdì 17: che con l’astrologia non ha nulla a che vedere, ma aggiunto alla sfiga del momento un po’ fa paura. Le stelle che dicono? «Una situazione controversa: il presidente Moratti è Toro ed ha Marte favorevole. Per lui un venerdì di buone notizie quindi, ma non si può dire la stessa cosa di Claudio Ranieri: ha Saturno sul Sole, un’arma a doppio taglio. E solo l’orario della sua nascita romana potrebbe chiarire se la spinta dei pianeti sarà positiva». Proviamo allora con le sue punte? Milito e Pazzini, cosa aspettarsi? «L’argentino non ha influenze significative, ma potrebbe essere un po’ nervoso. Mentre Venere spinge Pazzini, ma non so quanto potrebbe influire sul campo». Proviamo con il Bologna? «Il club è Bilancia, stesso discorso fatto per Ranieri... Di Vaio è un Cancro e domani avrà la Luna storta». Abbiamo capito, 0-0.
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L’addio di Motta, il momento-no di Sneijder e Alvarez E Pazzini ha fatto un gol in un mese
Più di un mese con gol L’evidenza delle magagne di un’orchestra è messa in luce proprio dall’alternanza di rendimento stagionale: troppa discontinuità, perché da difesa colabrodo si è passati a muro impenetrabile nel filotto di vittorie e poi ancora a terza linea che prende di tutto. E comprendendo tutti gli attori. Ci sono gol uguali (2, quelli di Miccoli), ci sono gol... guardati (Chivu su Caracciolo), ci sono rasoterra diagonali che vanno sempre in rete, ci sono giochi di rientro di bambini terribili (Borini su Samuel) e pure gol presi in uno-contro-quattro (Bojan nel 4˚ gol della Roma all’Olimpico). Insomma, involuzioni pure dopo aver santificato le tesi difensive e aver applaudito ancora una volta quel ritorno di Walter Samuel che poi a Roma ha rivisto

trocampo a creare, l’assenza di Thiago Motta nel costruire con tempi giusti, le giornate molto-no di Sneijder, le corse più a inseguire che ad inserirsi, Pazzini che ha segnato un gol nell’ultimo mese: ecco i problemi dell’attacco, che proprio partendo da Bologna-Inter ha vissuto non un’altalena ma un vero e proprio «calando». Dal 24 settembre al 7 gennaio (Inter-Parma 5-0), 19 sono state le partite con 31 gol e 15 marcatori diversi; dal derby (15 gennaio) a Inter-Novara, le partite sono state 8 con 9 gol fatti (6 di Milito) e con soli 4 marcatori diversi. Calo.
Forlan vedrà la porta? Insomma: manca la precisione di Sneijder (ha giocato poco e non segna dal 26 ottobre, Atalanta-Inter 1-1), manca lo spunto (quello vero) di Alvarez e soprattutto Pazzini si è appannato (ultimo gol alla Lazio). E allora, in attesa di resurrezioni, c’è la carta-Forlan: messo, magari, più vicino alla porta che alla tribuna, bè, forse sarà utile alla causa.
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gol subìti nelle 8 vittorie di fila (7 di campionato e una in coppa Italia) fra il 10 dicembre e il 22 gennaio

3

reti incassate nelle ultime 5 gare: media gol subìti 2,40 (nella serie d’oro era 0,37)

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Giampaolo Pazzini 2-8-84 (Leone) Il cannoniere nerazzurro sente di più la spinta di Venere: piccole fortune. Basteranno?

ATTACCO QUANDO SEGNAVANO IN TANTI...

S
Diego Milito 12-6-79 (Gemelli) Non si presenta un venerdì 17 semplice per l’attaccante argentino. Marte non lo aiuta, mischie pericolose

i marcatori dell’Inter (totale 31 gol) in 19 gare con Ranieri in panchina fra Bologna-Inter e Inter-Parma

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i nerazzurri a segno nelle ultime 8 partite, da Milan-Inter a Inter-Novara: 9 gol, di cui 6 realizzati di Milito

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A L’INTERVISTA
MIMMO MALFITANO NAPOLI

Il «Faretto» è un posto incantevole, che si affaccia sulla finestrella di Marechiaro. Da queste parti vive Ezequiel Lavezzi che, ieri mattina, ha presentato il suo sito ufficiale. L’occasione è servita per ampliare i termini della discussione e di parlare anche di presente e futuro, di Champions e di coppa Italia e del suo impegno nel sociale. «Il sito mi darà l’opportunità di essere collegato con la gente che vuole sapere di me, e poi ne approfitterò per aiutare Ansur, l’associazione che sostengo per aiutare i bambini bisognosi. Oggi, il sito è uno strumento indispensabile per un giocatore di calcio importante», spiega il Pocho.
Le ultime di mercato la portano lontano da Napoli, a giugno. Si parla del Psg, dell’Inter, dello Zenit: dov’è la verità?

Lavezzi

I NUMERI

4

IN CHAMPIONS

le presenze di Lavezzi in A, tutte col Napoli club in cui gioca dal 2007-08

144 33 18

Per Mazzarri squalifica confermata Ricorso al Tas?

le reti segnate in A , 3 in questo torneo; nel 2007-08 e nel 2009-10 ha realizzato 8 centri

Walter Mazzarri, 50 anni ANSA
GIANLUCA MONTI NAPOLI

«Finora, non ho pensato di andar via e non ho mai detto di volermene andare. Se un giorno mi capitasse l’offerta importante, sarò io a spiegarne le ragioni, oggi sto bene dove sono. E non mi pare che in società siano arrivate proposte per il sottoscritto. Si tratta soltanto di voci e niente più. Ho un contratto lungo, penso che sarò un calciatore del Napoli anche per la prossima stagione».
S’è pure detto che avrebbe acquistato una casa in centro a Milano: conferma?

Ezequiel Lavezzi, 26 anni, argentino, attaccante del Napoli

«Per niente. E non ne ho presa nemmeno una in affitto».
Ha visto che entusiasmo c’è per l’impegno di Champions? Martedì il Chelsea al San Paolo: emozioni particolari?

«Resterò qui a lungo Almeno credo...»
L’attaccante del Napoli: «Champions e coppa Italia decisive, il gol mi manca. Maradona meglio di Messi»
INAUGURATO IERI

le presenze in Europa col Napoli, 12 in Europa League e 6 in Champions League. In totale 1.433 minuti giocati

I gol realizzati in Europa da Lavezzi: tutte in Europa League segnate contro il Vllznia, l’Elfsborg e il Liverpool

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Confermata la squalifica di due turni in Champions League per Walter Mazzarri, che dunque non sarà in panchina nella doppia sfida degli ottavi di finale con il Chelsea. La gara d’andata si giocherà martedì al San Paolo, Il tecnico napoletano, accompagnato dall’avvocato Mattia Grassani e dal direttore generale del club, Marco Fassone, ha voluto presentarsi personalmente dinanzi alla Commissione d’appello Uefa per convincere i giudici sulla bontà delle sue giustificazioni in maniera di ottenere la riduzione della sanzione che gli era stata inflitta dopo l’espulsione rimediata contro il Villarreal per aver spintonato Nilmar, che perdeva tempo.
Inasprimento Il presidente del-

«Certo, per tutti noi è una competizione bellissima e sono contento di giocarla col Napoli. Sarà importante per il futuro, in un senso o nell’altro».
E se non doveste arrivare terzi posto e, dunque, restarne fuori il prossimo anno, lei sarà sempre disposto a restare?

E’ subito boom di contatti per il sito ufficiale del Pocho
NAPOLI (g.m.) L’indirizzo era noto da giorni, www.elpocholavezzi.com, e così ieri, non appena è stato inaugurato, il sito ufficiale di Ezequiel Lavezzi, curato dalla Barabino e Partners, ha fatto immediatamente registrare un boom di contatti. Si potranno leggere notizie sulla vita calcistica e privata del Pocho.

bisogna sempre lottare e cercare di avere una continuità di risultati che fin qui non abbiamo avuto. Senza la Champions, probabilmente, questo sarebbe stato il nostro anno, avremmo lottato per lo scudetto. Non è facile andar bene in tre competizioni».
L’esempio arriva dalla Juve che senza Europa è favorita per lo scudetto: concorda?

gente: sarebbe bello per tutti i napoletani. Ma ora c’è Mazzarri che sta facendo molto bene e non si deve dimenticare che ha dato un’identità di gioco che mancava da tempo».
Una curiosità: si può paragonare Messi a Maradona?

«Non lo so, a fine stagione si vedrà. Io penso sempre al presente e non al domani. Abbiamo tre partite importanti che possono decidere la stagione e per adesso penso a quello».
Pare di capire che a questo punto i vostri obbiettivi siano due: andare avanti in Champions, possibilmente, e vincere la coppa Italia: è così?

«Assolutamente no. Diego viene prima, anche se Messi ha vinto tanto».
Di lei si dice che non sarà mai un giocatore completo fino a quando non imparerà a segnare: condivide?

«Se sono primi è perché lo meritano. E’ possibile che senza le coppe s’impieghino minori energie, ma la stanchezza si avverte di più quando i risultati non arrivano».
Maradona vorrebbe allenare il Napoli: le piacerebbe ritrovarlo dopo la Nazionale?

«In pratica, si. Il terzo posto non è facile da raggiungere, siamo un po’ lontani ma nel calcio

«Confesso, il gol mi manca, ma il calcio è così: Cavani prima di venire qui non faceva tanti gol, poi è venuto a Napoli ed è diventato un bomber. Chissà che un giorno non lo diventi pure io».
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«Deve decidere il presidente, la

la commissione Michel Wuilleret, insieme con gli altri due membri Ivaylo Ivkov e Bjorn Ahlberg, ha invece respinto il ricorso ed inflitto all’allenatore napoletano un altro turno di stop, con la sospensione condizionale (gli verrà aggiunto nel caso di un’ulteriore sanzione nei suoi confronti). Mazzarri ed il Napoli stanno valutando in queste ore l’ipotesi di ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna in terzo e ultimo grado. L’assenza di Mazzarri, dunque, permetterà al suo secondo, Frustalupi, di guidare la squadra. In altre due occasioni, con lui in panchina, il Napoli ha vinto 1-3 in campionato a Parma, ed 1-0 in Europa League, al San Paolo, contro la Steaua.

TRA PRESENTE FUTURO LA SOCIETA’ E’ SEMPRE ATTIVA SUL MERCATO: NEL MIRINO IL CENTRALE DELL’AEK E IL LATERALE DEL PSV

Taccuino
CASO SANDRI

Due nomi per la Roma: Manolas e Manolev
Faccia a faccia tra Luis Enrique e la squadra dopo il k.o. di Siena: «Serve più grinta»
MASSIMO CECCHINI ROMA

Spaccarotella trasferito in carcere
Si è costituito ieri mattina pres so i carabinieri di Arezzo l’ex agente di Polizia, Luigi Spaccarotella, dopo la conferma della Cassazione della pena di 9 anni e 4 mesi per la morte di Ga briele Sandri. Spaccarotella, trasferi to nel carcere di Siena, ha chiesto di poter scontare la pena a Santa Maria Capua Vetere (Caserta). La richiesta dovrebbe essere accolta.

re alla stessa UniCredit acquisendo un 20% delle quote sociali, ma al momento ancora non ci sono sviluppi concreti, anche se la banca conferma la volontà di stimolarli in questo senso.
Faccia a faccia Sul fronte della

Domanda: più vicina la Cina oppure la zona Champions? UniCredit — azionista di minoranza della Roma (al 40%) — si augurerebbe entrambe, perché le esangui casse sociali ne beneficerebbero parecchio. Per questo la presenza ieri dell’a.d. Federico Ghizzoni a Guangzhou (ex Canton) per l’inaugurazione di una filiale, ha riacceso le voci di un interesse di fondi cinesi a subentra-

rincorsa all’Europa, però, tocca a Luis Enrique e ai dirigenti operare per cercare l’aggancio all’Europa che conta. Proprio per questo ieri l’allenatore spagnolo ha tenuto a rapporto la squadra dopo l’imprevista sconfitta di Siena. Una decina di minuti nello spogliatoio, che hanno messo a fuoco questi concetti: «Facciamo ancora troppi errori di concentrazione, sempre gli stessi. In certi momenti occorre mettere in campo più grinta, più intensità, altrimenti possiamo andare in difficoltà con tutti gli avversari».

Con Sabatini Se tutto sommato i toni usati con il gruppo sono stati tranquilli, nel colloquio avuto col d.s. Walter Sabatini il tecnico ha avuto modo di manifestare più chiaramente la sua delusione per lo stop di Siena e, soprattutto, per l’andamento altalenante della squadra. La fiducia nei suoi ragazzi resta tutta, però entrambi hanno convenuto che da ora in poi sono tutti sotto esame, perché non è detto che tutti i giocatori arrivati a Trigoria siano «da Roma». Al momento nel mirino dell’opinione pubblica giallorossa ci sono soprattutto Josè Angel, Kjaer e Bojan, e non è un caso che una messe di procuratori stiano contattando Sabatini per proporre soprattutto difensori (centrali e di fascia) ed attaccanti, in vista della nuova rivoluzione prevista per l’estate.

Manolas & Manolev In questo senso sta prendendo quota la candidatura di Kostas Manolas (Aek Atene), 20 anni, che a giugno sarà svincolato. Un mese fa sembrava aver raggiunto l’accordo con l’Everton, poi però tutto è stato stoppato, sembra proprio per l’interesse della Roma. Il suo agente, Gertsos, infatti ieri ha detto: «Sarebbe una soluzione gradita». Un altro nome sul taccuino di Sabatini è quello di Stanislav Manolev (Psv Eindhoven), 26 anni, nazionale bulgaro, terzino destro. Più flebile, invece,l’interesse per Dino Skvorc (Mechelen), 22 anni, nazionale croato Under 21, difensore. Insomma, a Trigoria si guarda avanti. Meglio che tutti coloro che non convincono si diano una mossa, perché la Roma non ha più voglia di attendere.
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SCOMMESSE

Palazzi stila lunedì il calendario audizioni
Sarà stilato lunedì dalla procu ra Figc il calendario delle audizioni re lative all’inchiesta di Cremona. Il pro curatore federale Palazzi ha convoca to una riunione con i suoi collaborato ri: le audizioni riguarderanno gli inda gati dell’inchiesta di Cremona (non per Bari, dove invece gli atti sono se cretati). Palazzi ha avuto dalla procu ra di Cremona il via libera pure per gli indagati agli arresti domiciliari.

Stanislav Manolev, 26 anni EPA

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POLITICA E PALLONE

Futuro di Beretta: assemblea di Lega il 2 marzo
MARCO IARIA MILANO

Il 2 marzo potrebbero tremare i muri in via Rosellini. Per quel giorno è stata convocata l’assemblea chiesta dagli 8 club ribelli con due punti all’ordine del giorno: discussione sulla formalizzazione delle dimissioni del presidente della Lega Maurizio Beretta e sull’elezione di un successore. La lettera di Bologna, Cagliari, Cesena, Inter, Lecce, Novara, Palermo e Siena certifica una spaccatura quasi a metà della Serie A. E rischia di infilare la Lega in un vicolo

cieco. Il fronte delle 8 ragiona così: «Non sappiamo se arriveremo ai 14 voti necessari per mandare a casa Beretta, ma il presidente dovrebbe prendere atto che a 8 su 20 non va più bene». Beretta, forte dell’appoggio di due big (Milan e Juventus) e della pattuglia capitanata da Lotito (Lazio, Parma, Genoa), non ha intenzione di farsi da parte. Quando lo scorso marzo accettò un prestigioso incarico in UniCredit preannunciò le dimissioni, a condizione che ci fosse una presa d’atto

della maggioranza. E ora continua a ripetere: «Non ha senso aprire una crisi al buio». Il rischio è il commissariamento, con la Federcalcio che guarda da lontano. «Occorre che il dibattito avvenga tutto nella Lega — spiega Giancarlo Abete — non ci deve essere nessuna invasione di campo da parte della Figc. L’auspicio è che il contributo della Lega di A, come quello di tutte le componenti, sia in linea con gli obiettivi della Figc».
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Amauri, il Napoli Legrottaglie ripassa e un decennio fa
Catania
FRANCESCO CARUSO CATANIA

Lecce
DAL NOSTRO INVIATO

GIUSEPPE CALVI CALIMERA (Lecce)

la storia nella Juve

«Con Moggi e Capello non ci sarei mai tornato. Poi un disegno divino»
Nicola Legrottaglie per la prima volta arriva da avversario a Torino, dove ha trascorso i momenti più belli come calciatore e come uomo che ha conosciuto Gesù Cristo: «Torino ha un significato speciale per me, la mia vita l’ho trascorsa lì. Ho tanti amici, persone care, anche fuori dal calcio, ho fatto molte cose belle. E ringrazio la Juve che mi ha fatto passare 8 anni magnifici. Sono stato un punto di riferimento. Anche per questo speravo di finire la mia carriera a Torino, ma non è stato possibile, la società è stata chiara e mi ha detto che non rientravo più nei programmi. È stato un commiato sereno, pacifico. E finalmente sabato andrò a vedere il nuovo stadio. Io l’ho visitato quand’era ancora un cantiere e andavo a fare le foto mentre cresceva giorno dopo giorno, altri invece oggi se lo possono godere in tutto il suo splendore.
Per la storia «Voglio entrare nella storia del Ca-

Porta girevole: È carico per la sfida con la squadra dove ha ancora Julio Sergio fatto il 1o gol in A. Jovetic: «Agli assist penso io» o torna Benassi?
Fiorentina
ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Italia, l’ultimo dieci mesi fa con la maglia del Parma. La descrizione che filtra dal campo di allenamento fa di Amauri un attaccante ritrovato, sereno, incoraggiato dalla grande fiducia di allenatore e compagni.
Sostegno Fra l’altro Jovetic gli promette grande assistenza quando dice di «voler a tutti i costi far segnare Amauri». Altri messaggi da Jo-Jo: «Sto bene e contro il Napoli ci sarò. Puntiamo ad arrivare in classifica prima di loro che hanno anche gli impegni in Champions League». E poi parla di futuro: «Ho detto tante volte di star bene qui. Poi penso solo al presente e a questo campionato, non guardo oltre. Di certo sono riconoscente alla Fiorentina. Baggio? Essere paragonati a lui è un grande orgoglio, ma sarà dura raggiungere i suoi livelli». Intanto, il fastidio al ginocchio è passato da Jovetic a Behrami, che ieri si è comunque allenato riducendo al minimo il rischio forfait. Oggi se ne saprà di più: in giornata è atteso anche l'arrivo di Andrea Della Valle. Va segnalato il secondo vincitore del cartellino viola (Cosmi). A lui il premio fair play, mentre Mencucci, a.d. viola, si fa sfuggire: «Chi preferisco tra De Laurentiis e Mazzarri? Il secondo è un po’ più antipatico...».
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tania e faremo il possibile per portare a casa i 3 punti. Per riuscirci però dobbiamo cominciare a considerare questa partita come una finale, andare là per vincere, tanto perdere 3-0 o 1-0 cambia poco. Non andremo a fare le barricate, perché non abbiamo nulla da perdere, sono loro gli imbattuti. Ma gli conviene prendere l’impegno in modo serio perché col Catania si rischia di fare brutte figure. È pure vero che a volte abbiamo concesso qualcosa agli avversari, ma credo che sarà una gara divertente. Magari potremo lasciare spazio dietro, ma non mi interessa, voglio vincere e guardo al risultato. La Juve oggi è tornata grande, però ci resterei male se non venissero considerati anche i meriti di quelli che hanno giocato pure in B con quella maglia. E meno male che è successo, altrimenti io, con Moggi e Capello non sarei mai tornato alla Juve. È stato un disegno divino».
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Nel mezzo sono in sessantaquattro, ma la storia riguarda l’intreccio tra il primo e quello che Amauri conta di piazzare domani sera: era il 20 maggio 2001, undici campionati fa, giorno che il centravanti ricorda con piacevole sforzo di memoria, visto che comprende il pomeriggio del suo primo gol in serie A. Acquistato a gennaio dal Parma, Amauri venne subito ceduto in prestito al Napoli: l’esordio è archiviato quattro mesi dopo, nella trasferta di Bari, traccia che l’attaccante rievoca meno volentieri perché nell’occasione il gol gli fu annullato. La prima impronta è così del venti maggio: due a zero al Verona, al San Paolo segnano Pecchia e Amauri.
O’Animal Fine della gita a Napoli, dopo sei presenze e un altro dettaglio che riletto oggi appare curioso: nelle sue circoscritte apparizioni Amauri collaborava in attacco con Edmundo, che a proposito di segni, a Firenze ne ha lasciati di indelebili: idolo del tifo, il rapporto in parte si ruppe quando O’Animal lasciò temporaneamente la Fiorentina campione d’inverno per onorare gli impegni al carnevale di Rio. Memorie a parte, oggi è Amauri ad aver preso domicilio al Franchi, ed è qui che domani sera cercherà il primo centro viola contro la prima squadra che gli regalò la gioia del gol. Da allora ne sono arrivati altri 64 sparsi in mezza

Massimiliano Benassi LEZZI

Julio Sergio, 33 LEZZI

Si sono dati il cambio per tutta la stagione: imbattuti per 248 minuti
E ora chi prenderà posto sull’altalena? Toccherà ancora a Julio Sergio oppure dovrà fare spazio a Benassi? Rimasto imbattuto nelle ultime due partite contro Bologna (in campo per 68 minuti, recuperi compresi) e Atalanta, il brasiliano spera nella riconferma. Ma deve fare i conti con il rientro nel gruppo di Max Benassi, che già con Di Francesco era stato promosso titolare e poi si è esaltato pure nella gestione Cosmi, sino all’exploit nella sfida contro l’Inter.
Incredibile turnazione La porta del Lecce è davve-

Il primo gol in A

Novara
GIUSEPPE MADDALUNO NOVARA

20-5-2001: battuto Ferron
Al San Paolo arriva il Verona: il Napoli s’impone 2-0. Oltre al gol di Fabio Pecchia arriva il primo centro in A di Amauri ANSA

Un ciondolo ricordo per i gol di Rubino
Ha segnato in ogni campionato, Ora c’è un gioiello tutto per lui
Un gioiello per celebrare la «gemma» di Rubino. Sembra un gioco di parole, invece è l’iniziativa messa in atto a Novara da un gioielliere per celebrare il primato conquistato dal capitano azzurro Raffaele Rubino lo scorso 26 novembre contro il Parma, quando è diventato il primo giocatore nella storia del calcio ad andare a segno, con lo stesso club, in tutti i campionati «pro», dalla C2 alla A. Il suo record è immortalato dalla creazione di Gianfranco Quartaroli: un ciondolo in oro bianco a forma di maglietta. Sul retro il suo numero, il 9, e la scritta «Record»; sul fronte, tra gli zaffiri azzurri, lo scudo crociato, simbolo cittadino. Il gioiello rimarrà un’opera unica mentre è già pronta una versione replica per i tifosi.
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Bologna
NICOLA ZANARINI BOLOGNA

Di Vaio sfida il tabù: il primo gol all’Inter
Il capitano e la gara di San Siro: «Sfruttiamo le loro difficoltà»
Marco Di Vaio ritrova il suo tabù. In 4 anni al Bologna l’attaccante romano non ha mai segnato all’Inter e ci riproverà domani sera a San Siro. «Spero di sfatare questa statistica e di far gol a Julio Cesar perché è un’altra soddisfazione che voglio togliermi con la maglia rossoblù». Esordisce così il bomber che ha già collezionato 203 sigilli nella sua carriera in Italia (e 19 tra Valencia e Monaco), ma finora in questa stagione ha realizzato solo 6 delle 18 reti del penultimo attacco del campionato. La squadra di Pioli è reduce da 5 risultati utili e dal rinvio con la Juve, mentre i nerazzurri vengono dalle batoste con Roma e Novara e Di Vaio si

A destra il prezioso creato da un gioielliere di Novara per celebrare il record di Rubino

aspetta degli avversari agguerriti. «Tornare in campo dopo una sosta forzata non è semplice e la gara con l’Inter sarebbe stata dura anche in un altro momento. Dovremo sfruttare il loro momento negativo» si augura il capitano di un Bologna che, in attesa di recuperare due gare, è scivolato al quart’ultimo posto in classifica. «Essere a +4 sul Lecce mette pressione perché sappiamo che dobbiamo vincere qualche partita come ha fatto il Siena con la Roma o il Novara a Milano. Con 4 pareggi e un successo da inizio anno siamo sempre lì ma adesso abbiamo tante partite casalinghe in cui fare punti per staccarci un po’ e avvicinarci a quota 40» prosegue il centravanti guardando oltre l’anticipo di domani, a cui seguiranno ben 4 impegni di fila al Dall’Ara. Dopo l’allenamento di ieri allo stadio Di Vaio si è spostato a «Univercity», il salone allestito da Bologna Fiere e dall’Alma Mater per convincere i ragazzi delle superiori a iscriversi all’Università più antica d’Europa. «A mia madre non ho dato la soddisfazione di laurearmi e ho preferito concentrarmi sul calcio, ma è stato meglio fare una sola cosa bene che due male» ironizza l’ex centravanti di Lazio, Parma, Juve e Genoa.
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ro come un’altalena, sulla quale è salito anche Ugo Gabrieli (2 presenze, 6 gol incassati), nella mischia prima a Parma e, addirittura dall’inizio, a San Siro contro l’Inter. In principio, il titolare era Julio Sergio (in tutto, 10 gettoni, 12 reti subite), prelevato dal Lecce in prestito dalla Roma: definito da Spalletti «migliore terzo portiere al mondo», sognava di avere fortuna nel Salento. Ma, dopo un infortunio riportato contro il Cagliari, alla quinta giornata, era stato scalzato da Benassi (14 presenze e 20 gol al passivo), rivelatosi protagonista. A sua volta, il portiere di Trivigliano, in provincia di Frosinone, si era fermato, prima di Natale, per un lieve intervento chirurgico, resistendo poi da titolare a una frattura delle ossa nasali (utilizza una mascherina protettiva) e a una lesione del tendine del dito medio della mano destra.
Titolare nella testa Due settimane fa, altro stop

per Benassi e nuova chance per l’estremo difensore di Rio de Janeiro. In... società i due hanno fruttato un’imbattibilità di 248 minuti: quasi un evento, visto che in casa giallorossa, in A, non si infilavano due gare senza subire gol dal febbraio 2006. «Contro Bologna e Atalanta ho dimostrato che anch’io posso dare un contributo per aiutare il Lecce a salvarsi - dice Julio Sergio, 33 anni -. Mai mi era capitata in carriera una simile turnazione. Per una serie di infortuni, non avevo reso al meglio; ora tutto è risolto. A gennaio c’era stata qualche trattativa di mercato, però non avevo certo chiesto di essere ceduto. Con gli inserimenti degli acquisti, il Lecce è diventato più solido: è più tranquillo giocare in questa squadra. Non so se Cosmi mi farà giocare contro il Siena. Io mi alleno sempre pensando di essere titolare. Non lo dico per presunzione; era così anche quando facevo il terzo portiere nella Roma. Mi interessa solo la salvezza del Lecce. E, alla mia età, mi sento ancora giovane. Prendo come modello Ballotta, che a 42 anni si divertiva in A...».
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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

EUROPA LEAGUE

la guida
andata dei sedicesimi

I due Manchester in trasferta con Ajax e Porto Bielsa a Mosca

Dopo le due gare giocate martedì (vittorie in trasferta per Olympiacos e Besiktas), oggi si completa il quadro delle gare d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Le sfide di ritorno sono in programma mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio.
ORE 18 Lokomotiv Mosca (Rus)-Athletic Bilbao (Spa)

ORE 19 Ajax (Ola)-Manchester Utd (Ing) TV: Premium Calcio 1

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05)
Salisburgo (Aut)-Metalist Kharkov (Ucr)

Porto (Por)-Manchester City (Ing) TV. Premium Calcio 3

UDINESE-Paok Salonicco (Gre) TV: Premium Calcio 1

(ritorno il 22 febbraio ore 18)
Steaua Bucarest (Rom)-Twente (Ola)

(ritorno il 23 febbraio ore 19)
Wisla Cracovia (Pol)-Standard Liegi (Bel)

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05)
Az Alkmaar (Ola)-Anderlecht (Bel)

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05) (ritorno il 23 febbraio ore 21.05)
LAZIO-Atletico Madrid (Spa) TV: Premium Calcio Viktoria Plzen (R.Cec)-Schalke 04 (Ger)

(ritorno il 23 febbraio ore 19)
Stoke City (Ing)-Valencia (Spa)

(ritorno il 23 febbraio ore 19)
GIÀ GIOCATE MARTEDÌ Rubin Kazan (Rus)-Olympiacos (Gre) 0-1

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05)
ORE 21.05 Hannover (Ger)-Bruges (Bel)

(ritorno il 23 febbraio ore 19)
Trabzonspor (Tur)-Psv Eindhoven (Ola)

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05)
Legia Varsavia (Pol)-Sporting Lisbona (Por)

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05)
Braga (Por)-Besiktas (Tur) 0-2

(ritorno il 23 febbraio ore 19)

(ritorno il 23 febbraio ore 19)

(ritorno il 23 febbraio ore 19)

(ritorno il 23 febbraio ore 21.05)

LAZIO (4-2-3-1)-ATLETICO MADRID (4-2-3-1) ORE 19 ALL’OLIMPICO

UDINESE (3-5-1-1)-PAOK SALONICCO (4-2-3-1) ORE 21.05 AL FRIULI

GDS

GDS

C’è Simeone E la Lazio si rimette lo smoking
Il Cholo: «Vinco io, poi torno». Ledesma: «Sei un modello, però ti batto». Mauri rinnova

andò via, nell’estate del 2003, per andare a chiudere la carriera con l’Atletico Madrid, l’altro club della sua vita. Stasera, proprio con l’Atletico, torna a sfidare la Lazio nei sedicesimi di Europa League. L’ha già incrociata con il Catania (e finì male per lui: 1-4) ma solo in Sicilia, non all’Olimpico. «La Lazio è sempre nel mio cuore. Un giorno l’allenerò, ma adesso voglio batterla», dice il Cholo. Una promessa e una minaccia, com’è nel suo stile. Ma anche il rispetto per l’avversario: «La Lazio è un’ottima squadra, guidata da un grandissimo allenatore. E’ terza in un campionato e per me può anche lottare per lo scudetto. Credo che loro siano leggermente favoriti, ma anche noi abbiamo le nostre chance». Per Simeone sarà il debutto da allenatore in una coppa europea. E il destino ha voluto coincidesse con la sfida tra le squadre con cui da giocatore è rimasto più a lungo. «Sono legato a tutti i club in cui sono stato, ma a questi due sono particolarmente affezionato. L’accoglienza dei tifosi della Lazio? Cercherò di isolarmi, altrimenti per me sarà impossibile concentrarmi sulla partita».
Garantisce Ledesma Il Simeone di oggi, nella Lazio, è Cristian Ledesma. Stesse origini argentine, stesso attaccamento alla maglia, stessa capacità di essere leader in campo e fuori. «E’ stato il modello cui mi sono ispirato all’inizio della carriera. Grandissimo giocatore e non solo per carattere e personalità: anche tecnicamente Simeone era fortissimo». Stasera, però, sarà solo un avversario da battere. «Siamo in emergenza (cinque infortunati, Dias e Lulic acciaccati andranno in panchina, ndr), ma siamo la Lazio: chi scende in campo sarà all’altezza della situazione — avverte Ledesma —. L’Atletico è comunque una squadra tosta. Con Simeone ha trovato solidità difensiva e continuità di risultati». Ma la Lazio all’Europa League ci tiene. «Sarebbe bello arrivare fino in fondo, significherebbe consacrarsi a livello internazionale. Ma ora pensiamo a battere l’Atletico». Intanto Stefano Mauri, ormai prossimo al rientro, rinnova fino al 2014. (ha collaborato Marco Calabresi)
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L’Udinese coi cerotti «Sarà una battaglia»
Contro il Paok fuori Asamoah, Di Natale e gli operati Isla e Badu. Ma Pinzi suona la carica

(con Vieirinha, sogno proibito dell’Udinese, emigrato in Inghilterra ai tempi della catastrofe greca per far cassa) oggi sono pericolosi e hanno fatto il cammino inverso rispetto all’Udinese. La squadra della vecchia volpe Laszlo Boloni (che esalta Torje) è terza in campionato e, in Europa League, ha sbattuto fuori il Tottenham e sorpassato il Rubin Kazan chiudendo il girone a 12 punti in testa senza mai perdere.
Futuro Ma la nuova Udinese deve rinascere dalle macerie. E riparte dall’Europa per poi provare a riconquistarla. Gli infortuni la privano fino a fine stagione di Isla (operato ieri a Roma), per due mesi di Badu (operato ieri, a Udine, al collaterale), per almeno due settimane di Di Natale (qualche speranza c’è), e, fino almeno a sabato, di Asamoah. Guidolin si aggrappa alle poche certezze. «Ora che le partite contano me la gioco con i migliori, perlomeno con quelli che ci sono». Che stasera sono 16. Perché in panchina vanno pure Battocchio e Piscopo. La difesa, ultime amnesie a parte, è solida, il centrocampo è arrangiato, ma il tecnico ha deciso, giustamente, che Abdi è una mezzala che sa contenere e non un trequartista col fiuto del gol. Quel ruolo stasera spetta a Diego Fabbrini che ha una responsabilità pesante, ma l’occasione ghiotta per far capire che il talento di cui si parla lo ha davvero. Dovrà solo stare attento a non cadere nelle trappole dei greci, calienti e aggressivi da far paura. E sostenuti da 4.200 innamorati. Ben diversi dai friulani che finora hanno risposto in poco più di 5 mila al richiamo di una sfida da dentro o fuori. L’Udinese la giocherà con lo stesso spirito, così assicura chi di battaglie se ne intende e che c’era anche nello sfortunato confronto del 2000, Giampiero Pinzi: «Queste partite che ho visto dalla tribuna le abbiamo perse perché non le abbiamo chiuse e per alcune disattenzioni. Ma ora abbiamo voglia di vincere, la squadra c’è e lo faremo vedere». Pinzi torna a fare la mezzala, il ruolo di Isla. In mezzo giocherà Pazienza, uno dei 2 rinforzi (l’altro è Fernandes) che il tecnico ha preteso.
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Diego Simeone, 41, da giocatore ha vinto uno scudetto con la Lazio ANSA
DAL NOSTRO INVIATO

Giampiero Pinzi, 30, era in campo nella sfortunata gara del 2000 IMAGE SPORT
DAL NOSTRO INVIATO

GLI SPAGNOLI

Vigilia speciale per l’Atletico: udienza dal Papa
Vigilia particolare per l’Atletico Madrid. Ieri mattina la squadra spagnola è stata in udienza generale da Papa Benedetto XVI in Vaticano. Al termine dirigenti, tecnico e giocatori si sono intrattenuti per alcuni minuti a colloquio con il Pontefice. Poi dal sacro al profano: nel pomeriggio allenamento all’Olimpico.

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

I GRECI

Il protagonista, comunque vada, sarà lui. Diego Pablo Simeone torna all’Olimpico dopo nove anni e troverà un intero stadio pronto ad esplodere per lui. Come era consuetudine in quei quattro anni, tra il 1999 e il 2003, quando il Cholo era l’anima e il leader di una Lazio vincente e piena campioni. Tanti campioni, eppure nessuno come lui sapeva infiammare i tifosi laziali.
Il ritorno del Cholo Dopo quattro

La crisi non conta A Udine sono attesi 4.200 tifosi
UDINE (fr.vell.) Perché con una crisi simile 4.200 tifosi del Paok (dei quali 200, i più temuti, senza biglietto) si sobbarcano un viaggio da Salonicco a Udine? La risposta la dà Bruno Cirillo, difensore italiano, ormai greco d’adozione: «Vi accorgerete di cosa è per loro il Paok. Risparmiano per seguirci».

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

anni di gloria e successi Simeone

Con Asamoah, Badu, Di Natale e Isla spettatori tristi, a Francesco Guidolin non resta che una promessa: «Daremo il massimo». A far aumentare l’autostima ci pensa il guerriero che, per fortuna, ritorna: Giampiero Pinzi. «Sarà una battaglia, ma siamo carichi e sappiamo cosa dobbiamo fare. Loro vanno placati subito perché abbiamo visto che cominciano le partite a duemila all’ora». Loro sono i greci del Paok Salonicco che se qualche mese fa sembravano vittime sacrificali

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ilSaluto
di SIMONE MORO

GRAZIE PER ESSERE STATI CON NOI IL NANGA INVERNALE È SOLO RIMANDATO
assieme al nostro, ci ha permesso di vivere questa esperienza durata quasi due mesi... L'invernale al Nanga è rimandata, sicuramente qualcuno prima o poi la salirà questa montagna nella stagione fredda. Magari saremo ancora noi tutti qua a riprovarla. Noi con i muscoli voi con la passione e il tifo. Torniamo a casa senza cima ma con la consapevolezza che l'alpinismo raccontato per quello che è, senza eccessi e senza enfasi, senza lotte ed eroismi anacronistici, può ancora interessare un pubblico non solo di specialisti. L'alpinismo non è solo per una élite, né per una club ristretto. Può essere argomento e materia di gente anche normale, anche sensibile alla vertigine. Bisogna però comunicarlo, raccontarlo, e questa è la responsabilità, e la colpa, che ci siamo presi... Grazie ancora per essere stati in tenda con noi e nei nostri pensieri Simone Moro, Denis Urubko, Matteo Zanga La decisione di Simone Moro e dei suoi compagni, certamente dolorosa, non è l’ammissione di una sconfitta. E’ una vittoria della lucidità. La Gazzetta e i suoi lettori sono onorati di averli accompagnati in questa impresa.

lettori della Gazzetta, stiamo C ari AmiciSaeedtutto. Fakir e qua con i noiimpacchettando Siamo nostri tre pakistani, Jan, Nur. Con ci sono già tre portatori e domani ne arriveranno altri 15. Porteremo via tutto da qua e le nostre tracce spariranno in poche ore. Le tracce che invece rimarranno sono quelle del vostro affetto, della vostra costanza nel seguirci e incoraggiarci. Le voci fuori dal coro sono state poche, zittite dalla vostra lucida e pacata fedeltà e dall’entusiasmo che,

dallaPrima

laPuntura
di ROBERTO PELUCCHI

laRovesciata
di ROBERTO BECCANTINI http://www.beckisback.it/

PER IL MILAN DUE VITTORIE IN UNA E LA JUVE DIVENTA UN PO’ PIÙ PICCOLA...
di ALESSANDRO DE CALÒ

f
Secondo un abusato luogo comune, la maggior parte dei calciatori è senza cervello. Ma chi l'ha detto che è un male? Prendete Ibra: ha stampato una mano in faccia ad Aronica e a Storari ha infilato un dito nella guancia. Ma pensiamo a che cosa succederebbe se cominciasse a usare la testa.

l miglior Milan stagione gioca una maI con l’Arsenal eadellaSiro, sistema vecchi congnifica partita San ti sorride due volte: in Champions e in Italia, dove resta primo. La Juve esce un po’ più piccola dagli incroci di questo mercoledì. Una cosa è calare la mannaia sui Gunners di Wenger sul palcoscenico europeo, altro è restare impantanati senza gol, nel recupero di campionato a Parma. Allegri fa un enorme salto in avanti; sul piano dell’affidabilità, dell’autostima del gruppo, e delle prospettive. Questo è un grande Milan. Conte tiene la barra dell’imbattibilità, ma frena con le solite difficoltà di segnare, limite evidente dei bianconeri. Il rotondo 4-0 sull’Arsenal sgombera il campo da tante incertezze sui rossoneri. Ad Allegri si chiedeva di superare un esame di maturità europeo, dopo l’eliminazione dell’anno scorso negli ottavi col Tottenham. L’ha fatto, tirando fuori il meglio dall’argenteria di casa, nel momento più importante della stagione. Nessuno aveva umiliato così una squadra di Sua Maestà. La qualificazione ai quarti è in cassaforte. Tolti Barça e Real, nessuno fa più paura, a questo punto, in Europa. Chapeau. Boateng trequartista è sempre stato un must del tecnico livornese. Robinho è il suo pupillo: ieri si è capito perché. Nella serata che liquida il tabù nei confronti degli inglesi (è la peggior sconfitta per l’Arsenal in Europa) c’è la rivincita di Ibra, uno che spariva nei match a eliminazione diretta. Ieri ha fatto due assist e un gol, sul rigore che s’è conquistato. Aveva ragione Wenger: siamo pazzi a criticarlo (ma se l’effetto è questo, va bene). La Juve esce più piccola dal confronto indiretto con i rossoneri, perché a Parma perde l’occasione per riprendersi la vetta della A, Tornano veleni, sospetti, polemiche. Due parole vanno

spese. E’ vero che in 22 partite, la squadra di Conte ha avuto la miseria di un rigore fischiato a favore. Uno, contro il Cesena. E’ vero che nella classifica dei penalty, la Juve è il fanalino di coda della A: Genoa, Chievo e Bologna ne hanno avuti almeno due. Curioso, è così. E’ vero che a Parma l’arbitro poteva dare un paio di rigori alla Juve (falli su Giaccherini e Pirlo) e uno agli emiliani (steso Giovinco) e invece nel dubbio (suo) si è astenuto. Ma è evidente, anche, un’altra cosa. Questa Juve è allergica alle squadre di media e bassa classifica, che hanno l’umiltà di riconoscersi inferiori e il coraggio di chiudersi a catenaccio nella loro metà campo. L’avevamo già visto. A Conte manca un apriscatole. Manca il genio di un campione capace di inventarsi un guizzo, uno che buca il coperchio e libera tutti. C’era Del Piero, una volta. Adesso il valore aggiunto dovrebbe essere Vucinic. ma finora ha segnato la miseria di 3 gol: per uno che fa la seconda punta nella Juve sono pochi. Anche nell’occasione perduta, comunque, la squadra di Conte resta bella e solida. Mette assieme qualcosa come 500 passaggi, una buona ragnatela di possesso palla, e se quella zuccata di Chiellini, all’inizio, fosse finita dentro anziché picchiare sul palo, adesso saremmo qui a pesare numeri diversi. Sappiamo qualcosa di più ma è ancora presto per capire come finirà in Europa e in campionato. Il primo atto — quello di ieri — sposta i rapporti di forza a favore del Milan. Restano altri cinque match da giocare in meno di un mese, che può essere decisivo. Allegri potrà recuperare un po’ di infortunati, Conte avrà tempo per preparare l’altro match ball per il sorpasso: il 7 marzo, a Bologna. A meno che sabato 25, a San Siro, il Milan non riesca a concedere un bis, trattando la Juve come l’Arsenal per spazzare un altro tabù, quello dell’imbattibilità dei bianconeri.
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Guida in 10 punti degli italianismi che fanno moda
Dagli impianti obsoleti, alla tolleranza zero, ai vivai. Per la serie parole, non fatti

laVignetta
di STEFANO FROSINI

Mario Balotelli, 21 anni. Come Giuseppe Rossi gioca all’estero REUTERS

TwitTwit

P er la serieil«Parole, non fatti», ecco breviario degli italianismi più in voga.
1. I nostri impianti sono obsoleti (e i nostri dirigenti?), servono stadi di proprietà. Ritornello, «Stato, facci una legge». Resiste in cima al podio dagli anni Novanta e dalla colate di cemento armato, armatissimo, che imprigionarono le notti magiche. Aperta parentesi: quanto scommettiamo che prima o poi si accuserà la Juventus di aver costruito il suo e non i ritardatari per non aver costruito il loro? Chiusa parentesi. 2. Si gioca troppo. Per la cronaca, la serie A passò a diciotto squadre nel 1988 e a venti nel 2004. Rammento che, per conquistare la Champions del 2003, il Milan di Carlo Ancelotti disputò qualcosa come diciannove partite, dai preliminari alla finale. I calendari sono così intasati che gli ottavi di Champions sono stati spalmati, rubando date, la Coppa Intercontinentale è diventata il Mondiale per club e la fase finale degli Europei, dall'edizione 2016 in avanti, coinvolgerà ventiquattro nazioni, contro le sedici attuali. Però si gioca troppo. 3. Bisogna investire sui giovani, bisogna lavorare sui vivai. Un altro disco di successo. Salvo lasciar partire Mario Balotelli per Manchester e Giuseppe Rossi per Villarreal. In tempi di pace, il modello Barcellona; in tempi di guerra, il modello inglese. E, a giorni alterni, tavole rotonde, dibattiti, processi. 4. Tolleranza zero. Spunta ogni tanto, in base agli eccessi - in campo, in tribuna - che decidiamo di combattere con eccessi di segno opposto. Le leg-

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

CESC FABREGAS
centrocampista del Barcellona

loSpunto

Perché Robinho festeggia da solo il gol quando ha fatto tutto Ibra? Questo non lo capirò mai.
@cesc4official

ROMA 2020: SCELTA SERIA E CREDIBILE MA ABBIAMO PERSO UNA OCCASIONE
di JOSEFA IDEM

FIORELLO
Grande showman (interista)

a lasciare sedimentare la notiH o provatobocciatura di Roma 2020, ma è zia della inutile: la delusione rimane. D'accordo, siamo in crisi, dobbiamo fare quadrare i conti, non possiamo spendere soldi che non abbiamo. E poi, cosa sarà rinunciare al lusso di organizzare le Olimpiadi nel nostro Paese in confronto al sacrificio di quelli che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese per colpa dei tagli, delle riforme, delle tasse in più? Capisco che Monti ci avrà riflettuto bene prima di decidere e sono pure convinta che non sia stata una decisione presa a cuor leggero. E in questo indubbiamente abbiamo guadagnato in credibilità e serietà. Eppure, rimango dell'avviso che dovevamo candidarci. E mi direte che vedere le Olimpiadi in tivù e sapere che sono proprio a Roma non è nulla in confronto ai numeri rossi dei nostri conti pubblici. Ma non è meramente la consapevolezza di non poter avere le Olimpiadi in patria che sospinge il mio rammarico. Ragionando da atleta, vedo anche tutti i campi in cui abbiamo perso opportunità. In primo luogo, penso che tanti eventi preparati male non ci impediscano tuttavia di istituirne uno, proprio ora che ce n'è bisogno, perbene. Penso che non possa essere un passato di organizzazioni fallite a negarci

un futuro che ci possa in qualche modo dare un riscatto. Riscatto che proprio in questo periodo di crisi ci occorre più che mai perché non serve a nulla sanare i conti ora per poi rilanciarci mantenendo i soliti comportamenti e, soprattutto, identificandoci con i difetti di sempre. In secondo luogo perché, se a sospingerci è soltanto la tetra rigidità che, si spera, ci tirerà fuori dal pantano, allora non abbiamo un obiettivo, né un sogno: ma non può essere sempre tutto grigio. Serve un traguardo che, raggiunto, ci renda orgogliosi e cambiati agli occhi del mondo, che rovesci, una volta per tutte, tutti i luoghi comuni su di noi. Serve un volano che ci liberi dalla contrazione della crisi. Concludo con l'ultima osservazione. Mi dispiace molto per il mancato impulso che le Olimpiadi avrebbero potuto darci, trasformandoci da un Paese di tifosi in un Paese di praticanti. Ci lamentiamo sempre della mancanza di cultura sportiva in Italia; quale occasione migliore delle Olimpiadi per far nascere quella cultura sportiva che tutti dicono essere assente nel nostro Paese? Che peccato… Nel migliore dei casi mi si dice che sono un'idealista, che queste cose in Italia non le possiamo fare, che ci possiamo permettere, se mai, solo sogni piccoli: allora vorrà dire che siamo condannati a gestire perennemente delle emergenze, ad essere costantemente sull’orlo del baratro. E io, checché ne dicano, credo che ci meritiamo di più.

Cari amici milanisti, vi giuro che non gufo...
@sarofiorello

DANILO GALLINARI
Fuoriclasse dei Denver nell’Nba

Grande la curva..ale ale ale milan ale....forza lotta vincerai non ti lasceremo mai...ale ale ale milan... che super coregografia...
@gallinari8888

MATTEO MANASSERO
Campione di golf (milanista)

Juventus-Parma è stata più noiosa di una partita di cricket !
@ManasseroMatteo

gi ci sono, basterebbe osservarle, applicarle. Troppo banale. A noi piacciono i codici etici, molto codici e poco etici. 5. Tolleranza mille. Traduzione: fischiare di meno, assecondare lo spirito del gioco (?). Marcello Nicchi e Stefano Braschi l'hanno scelto come mantra. Morale: mancano molti «secondi gialli», anche perché le spalle dei commentatori tv sono ex giocatori, e il microfono batte dove l'ammonizione duole. 6. «Ah, il fisco spagnolo» è il ritornello che più stimolava la vena canora di Adriano Galliani. «Ah, il decreto spalma-debiti» replicavano, puntuali, i menestrelli di Madrid e dintorni. 7. Voce solista: perché non separiamo il ranking della Champions League da quello della Europa League? Coro: in modo da recuperare più in fretta il posto perduto in Champions. Anche queste, parole e musica di Galliani. All' Uefa preferiscono il dolce stil vecchio. 8. Moviola in campo. A essere sinceri, ha perso posizioni e smarrito fascino: sono arrivati i giudici di porta, Blatter ha garantito che ricorrerà alla tecnologia per debellare i gol fantasma. Ciò premesso, con la moviola in campo - e la soluzione «in diretta» dei casi più scabrosi - molti di noi finirebbero in mezzo a una strada. 9. Fair play finanziario. Lo intona spesso Massimo Moratti, ma che c'azzecca con gli acquisti di Forlan-Zarate e la cessione di Thiago Motta? 10. Responsabilità oggettiva. Dal Totonero del 1980, sempre in classifica. Ci sono «bande» che la preferirebbero soggettiva. Brusìo dal fondo: e te credo!

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

SERIE BWIN VERSO LA SFIDA DI LUNEDI

Ti prendiamo di mirA
Antenucci «E’ l’Olimpico la vera forza»
La punta del Torino e lo stadio amico «La nostra voglia trascina i tifosi»
FRANCESCO BRAMARDO TORINO

BOMBER TORO

A Pozzi
S

Antenucci, calciatore di professione, attaccante, Mirco di nome: con la «c» o con la «k»?

4
I GOL
i gol segnati da Antenucci in questa stagione, con 25 presenze in campionato

«Mirco con la “c”, ci tengo, non sono esterofilo».
Del Catania o, ancora per poco, del Torino?

5
S

«Qualitativamente hanno grandi valori. Hanno incontrato le difficoltà di una big retrocessa, è dura calarsi nella parte ma hanno ripreso entusiasmo, sono una mina vagante».
Cinque gol, pochini rispetto ai 24 che rappresentano il suo record con l’Ascoli in B, ma è pur sempre capocannoniere granata, l’unico attaccante ad aver segnato nel 2012.

Rolando Bianchi, 29 anni, ha segnato 5 reti in 24 presenze, con una media voto di 6. Nelle tre precedenti stagioni al Torino ha fatto 53 gol in 101 gare tra A e B

«Io a Iachini devo tutto»
La punta della Samp elogia il tecnico «La fiducia della società mi carica»
DAL NOSTRO INVIATO

BOMBER SAMP

A
S

ALESSIO DA RONCH BOGLIASCO (Genova)

«Sono in comproprietà per il secondo anno, ma a giugno vado o di qua o di là. Voglio finire la stagione con un bel traguardo, mi trovo bene, vedremo».
Un anno fa a gennaio è arrivato dal Catania per rimettere in piedi una stagione nata male e finita peggio.

«Una stagione fallimentare, un ricordo amaro rimosso con la nuova stagione, ad oggi ci siamo riusciti bene».
Oggi si respira un altro clima. Merito di chi?

Mirco Antenucci, 27 anni, è al Torino dal gennaio del 2011, in comproprietà con il Catania. La sua media voto è di 6,12 VIGANTI

«Si può fare di più, con un po’ di fortuna: magari devo essere meno precipitoso e forse più cattivo, ma sono tranquillo. Se i gol non arrivano dalle punte, ci pensano centrocampisti o altri compagni: li distribuiamo tra tutti, così nessuno è geloso».
Ieri Bianchi ha compiuto 29 anni. Come vive il capitano quattro mesi senza gol?

S
Alessandro Sgrigna, 31 anni, gioca la sua seconda stagione al Torino dopo 36 presenze e 6 reti nel 2010-11. Quest’anno per lui 4 reti in 19 gare, media voto di 6,16

«Merito nostro, uscire psicologicamente dal peso di un fallimento non è stato facile. Abbiamo creduto nell’allenatore, poi i risultati e la nostra voglia hanno trascinato i tifosi».
Avete due punti in meno rispetto alla media dell’andata: 80 punti per la A sono sufficienti?

«Non abbiamo potuto festeggiarlo, era alla riunione di B a Coverciano, ma speriamo di far festa tutti insieme in campo. Quando una punta non segna si sente in debito. Ma il Toro è stato costruito per tornare in Serie A, non per far segnare Bianchi o Antenucci».
Toro imbattuto in casa, 13 risultati utili consecutivi, 31 punti su 39. Davanti ai vostri tifosi amico vi giocate la Serie A, con gli scontri diretti tutti in casa, ad eccezione del Pescara alla terzultima.

Riecco il Torino, la squadra che quattro mesi e mezzo fa, il 30 settembre scorso, ha cancellato i sogni blucerchiati trasformandoli in un incubo. Prima sconfitta, perdipiù al Ferraris, primo smacco tremendo, niente più serenità, niente più sicurezza. Quel giorno nacquero tutti i problemi della Sampdoria. Ora la rivincita può rappresentare per i blucerchiati il definitivo rilancio, con Pozzi, uomo partita contro l’AlbinoLeffe, pronto a trascinare la squadra. «Ma io non penso che una sola partita abbia cambiato il nostro destino. Quel giorno non giocavo, avevo un problema, ma disputammo un grande primo tempo. Nel secondo venne fuori il Torino, ma non avremmo comunque meritato la sconfitta Certo, da allora la nostra marcia è stata in clamorosa salita e i motivi sono tanti».
Lei però ha messo a segno comunque 9 gol ed è vicino al suo record in una stagione: 12.

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I GOL
i gol di Pozzi in 17 partite di B giocate in questa stagione con la Sampdoria

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proclami e le illusioni lo abbiamo già visto, ora abbiamo davanti una strada sola: correre come disperati, spremere ogni energia e trasformare ogni sfida in una battaglia, a cominciare da Torino. Due successi non sono certo sufficienti, nè possono lasciarci soddisfatti, visto che la zona playoff è ancora lontanissima, a 7 punti. Per noi ogni partita da ora a fine campionato sarà una vera finale».
La prima lunedì sera con il Torino, una delle squadre che le voci di mercato dicevano interessate a lei.

Cristian Bertani, 30 anni, nella scorsa stagione fu tra i protagonisti della promozione del Novara, con 17 reti in 35 presenze. Alla Samp 6 gol in 26 gare, media voto di 5,86

S
Eder, brasiliano, 25 anni, è arrivato a gennaio dal Cesena per sostituire Maccarone, passato all’Empoli. Due presenze (media del 6) e ancora nessun gol con la Sampdoria

S
Nicola Pozzi, 25 anni, è alla terza stagione nella Samp (media voto attuale di 6). Con i blucerchiati in A 8 reti in 40 presenze PEGASO

«Voci inutili. C’è una cosa che nessuno probabilmente sa: molto prima della fine del mercato ho parlato con i dirigenti, loro mi hanno fatto capire che contavano su di me e io sono stato orgoglioso e felice di rimanere. Non sono mai stato sul mercato, quindi neppure vicino al Torino».
Iachini sembra contare molto su di lei, in campo e fuori.

S
Riccardo Meggiorini, 26, è arrivato a gennaio dal Novara (13 presenze e un gol) al posto di Ebagua, ceduto al Catania: 4 gare in granata, 0 gol, media voto di 5,33

«Nel nuovo anno abbiamo iniziato bene, siamo concentrati: questo Toro ha voglia di vincere, nel ritorno i punti pesano di più. In 26 partite abbiamo sbagliato solo a Modena (2-1 per i gialloblù, ndr)».
Conosce Pozzi, il bomber della riscossa della Samp?

«E’ vero, e ci sono ancora tante partite da fare, ma questo, sinceramente, non mi interessa molto. Ora il nostro obiettivo è un altro».
Una serie di vittorie per riagganciare la zona playoff? Oppure pensate ancora ai primi due posti della classifica?

«E io sono pronto a qualsiasi cosa per lui. E l’allenatore che mi ha fatto esordire nel Cesena a 16 anni, regalandomi lo slancio per la mia carriera. Gli sarò riconoscente per sempre».
I nuovi acquisti di gennaio hanno portato nuovo entusiasmo, chi potrà rivelarsi decisivo?

S
Graziano Pellè, 26 anni, altro rinforzo del mercato invernale: è arrivato dal Parma (11 presenze, 1 gol) e ha preso il posto di Piovaccari, ma deve ancora fare l’esordio

«Abbiamo rovesciato il trend rispetto allo scorso anno. Strano, perché in casa gli avversari alzano un muro e facciamo ancora più fatica a vincere, ma l’Olimpico è la nostra forza».
Da esterno sinistro per emergenza ad attaccante insostituibile, dove si sente meglio?

«No, non ho avuto il piacere: strade diverse, ma non vorrei scoprirlo da avversario lunedì».
Contro la squadra di Iachini sarà dura per il Toro.

«Sono felice di essere tornato nel mio ruolo, mi sono adattato come esterno nel 4-2-4, anche se speravo di fare la punta centrale».
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«Non ci siamo capiti. Noi la classifica non la guardiamo. Abbiamo conquistato due vittorie consecutive e superato un po’ di problemi, ma non ci illudiamo certo che sia tutto passato. Parlo per me, ma penso di poterlo fare a nome di tutta la squadra per l’atmosfera che si respira quotidianamente nello spogliatoio, quello che ci hanno portato i

«Sono tutti giocatori importanti, ma potranno diventare fondamentali solo se riusciremo ad aiutarli ad inserirsi nel gruppo, soprattutto coloro che non parlano italiano. L’unica possibilità che abbiamo per salvare una stagione come questa è giocare tutti per un unico obiettivo: onorare una maglia importante come quella della Sampdoria, che non merita certo di vivere più a lungo una situazione come questa».
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QUI TORINO

Blackout di Padova: si muove la Figc Si cerca un ingegnere per una perizia
ROMA Domani verrà formalizzato l’incarico a un perito, un ingegnere elettromeccanico segnalato dall’ordine degli ingegneri di Roma, per i fatti accaduti durante la gara Padova Torino. Lo ha chiesto la Procura federale dopo che il giudice sportivo della serie B aveva chiesto un supplemento d’indagine. Dopo aver effettuato un sopralluogo e le sue indagini, la Procura federale ha ritenuto necessario chiedere anche una perizia. L’ingegnere avrà al

l’incontro Abodi ai capitani: «C’è più voglia di fare»
FIRENZE Il presidente della Lega di B Andrea Abodi è intervenuto alla riunione tra arbitri, dirigenti, allenatori e capitani a Coverciano. «C’è una voglia di dimostrare sempre di più che tutte le componenti del calcio sono votate a dare il massimo spettacolo nella piena regolarità — ha detto — chi entra dentro uno stadio, deve essere sicuro che una partita inizia 0-0 e finisce con il risultato che il campo decreta attraverso il gioco. I comportamenti stanno migliorando, ci sono dati confortanti in tal senso, dalla diminuzione del gioco violento e degli atteggiamenti polemici. Il fatto di dare forti incentivi a seconda del piazzamento finale delle squadre, rende comunque il nostro torneo sempre più avvincente fino all’ultima giornata». SITUAZIONE Questa la classifica in B dopo 27 giornate: Sassuolo* e Torino* p. 53; Pescara ** e Verona 51; Padova* 45; Varese 44; Reggina* 39; Brescia* 38; Sampdoria* 37; Bari (-2) 36; Cittadella e Grosseto 34; Juve Stabia* (-4) 33; Livorno 30; Vicenza 28; Crotone (-1) 27; Modena*** 24; Empoli*, AlbinoLeffe* e Gubbio* 23; Ascoli* (-7) 22; Nocerina 18. (***tre gare in meno; **due in meno; *una in meno). Questo il progranmma del prossimo turno. Sabato (ore 15): AlbinoLeffe-Pescara (3-5); Ascoli-Grosseto (3-3); Brescia-Nocerina (1-1); Juve Stabia-Reggina (ore 18, 2-1); Livorno-Bari (0-1); Nocerina-Cittadella (3-1); Padova-Empoli (4-2); Sassuolo-Varese (1-0); Verona-Gubbio (1-1); Vicenza-Crotone (2-2). Lunedì (20.45): Torino-Sampdoria (2-1).

QUI SAMPDORIA

Romero ancora chiamato in nazionale Il 29 giocherà a Berna con l’Argentina
BOGLIASCO (a.d.r.) La serie B non frena le ambizioni di Sergio Romero. Il portiere della Sampdoria, protagonista di ottimi interventi nelle ultime sfide di campionato, è stato convocato ancora dal c.t. Javier Sabella dell’Argentina per la partita amichevole contro la Svizzera, in programma il 29 a Berna. Romero non sarà il solo blucerchiato impegnato in nazionale a fine mese: l’esterno sinistro Laczko infatti sarà a disposizione della sua Ungheria a Gyoer contro la Bulgaria.

massimo dieci giorni per presentare la sua relazione. In seguito la Procura invierà al giudice sportivo la relazione del suo ufficio e allegherà la perizia. Al giudice sportivo era arrivato il reclamo scritto del club granata contro l'omologazione del risultato (1 0 per i veneti) nonostante si fosse verificato un blackout il 3 dicembre per cui l’arbitro decise la sospensione dell'incontro. In seguito la Lega decise che la disputa degli ultimi 14' fosse disputata il 14 dicembre e la gara finì 1 0.

Chiamate anche per i giovani: Krsticic raggiungerà l’Under 20 serba a Belgrado contro la Bosnia. Mustafi sfiderà proprio l’Italia con la Germania Under 20 a Foggia. A Bogliasco continua intanto la preparazione alla sfida con il Torino in programma lunedì: sicuro il recupero di Pozzi, possibili anche quelli di Eder e Pellè, che seguono programmi di lavoro personalizzati. Sono sempre bloccati da problemi fisici invece Castellini, Padalino e Semioli.

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMA DIVISIONE IL PERSONAGGIO

SECONDA DIVISIONE
girone B
28a giornata
PERUGIA GIULIANOVA 3 1 PAGANESE VIGOR LAMEZIA 0 2

4 Possanzini Il Perugia corre Vigor «Fare tanti gol 10 Sorpassovince Vibonese ma è deferita cancella l’età»
I NUMERI

L’attaccante ha segnato in ogni serie «La Cremonese mi ha ringiovanito»
ROBERTO PELUCCHI

E’ tornato Davide Possanzini, bomber senza età e senza recinti dentro i quali restare rinchiuso. I due gol di domenica con la Cremonese, i primi con la maglia grigiorossa, segnano un primato personale. Il Possa, infatti, è andato in gol in tutte le categorie, dalla Serie A alla Serie D. Ha segnato 4 reti in A (con la Reggina), 95 in B (con Reggina, Sampdoria, Catania, AlbinoLeffe, Brescia), 2 in Prima divisione (con la Cremonese, appunto), 22 in Seconda (con Lecco e Varese) e 4 in D (con la Recanatese).
Entusiasmo E a questi bisogna aggiungere anche i due gol con il Lugano nella Serie B svizzera. Una parentesi breve e poco felice. «Ho voluto andarci io la scorsa estate - spiega Possanzini - ma si è rivelata una scelta affrettata. Non mi sono trovato bene, per vari motivi, e sarei stato disonesto a restare senza voglia e senza stimoli». Così, a gennaio, il d.g. Sandro Turotti ha fatto il colpo e lo ha portato alla Cremonese, «dove ho ritrovato la gioia di giocare e un gruppo di ragazzi fantastico, senza la puzza sotto il naso. Ho 36 anni e sono il più vecchio, ma fisicamente e mentalmente non sento il peso degli anni. Quando c’è lo spirito giusto, tutto diventa più facile. Avere segnato in tutte le categorie è un traguardo personale che mi inorgoglisce. Posso dire di avere fatto la gavetta...». Possanzini ha giocato (e segnato) poco in Serie A rispetto alle sue potenzialità, anche per sfortuna. «Evidentemente - osserva - la mia dimensione era la B, ma non ho rimpianti. Domenica ho rivisto in tv il gol che Caracciolo ha segnato a San Siro contro l’Inter e sono stato contento per lui, non ho provato invidia. La mia carriera me la sono goduta e non vedo ancora la fine. Quando mi renderò conto di non essere più utile, oppure di non avere più voglia di allenarmi, mi ritirerò».

i giocatori di Prima divisione che hanno segnato nelle 4 categorie dei professionisti: oltre a Possanzini, ci sono Allegretti (Triestina), Babù (Latina), Baiocco (Siracusa), Cioffi (Carpi), Corrent (Carrarese), Gasparetto (Lumezzane), Godeas (Triestina), Matteini (Reggiana) e Sinigaglia (Ternana)

Il Perugia fila come un treno e travolge il Giulianova. Alle sue spalle c’è una sorpresa: fermo il Catanzaro (sono state quattro le gare rinviate), riesce il sorpasso alla Vigor Lamezia, che vince sul campo di una Paganese sempre più in crisi e sale al secondo posto. Perde terreno anche L’Aquila, colpito dalla doppietta di Ricciardo del Fondi, ed è una giornata negativa anche per tre squadre in corsa per i playoff come Gavorrano, Aprilia e Normanna (colpo al 91’ del Neapolis nel derby). La Vibonese ride a metà: vince (altro gol per Doukara) ma viene deferita alla Disciplinare per non aver ancora pagato i contributi di luglio, agosto e settembre 2010! FONDI L’AQUILA 2 0 NORMANNA NEAPOLIS
GIUDIZIO

GIUDIZIO MARCATORI Clemente (P) al 25’ p.t.; Balistreri (P) al 22’, Zanchi (P) al 28’, Della Penna (G) al 49’ s.t. PERUGIA (3-4-1-2) Giordano 6,5; Russo 6,5, Cacioli 6,5, Pupeschi 6,5; Anania 6,5 (dal 25’ s.t. Margarita 6), Benedetti 6,5, Mocarelli 6,5, Zanchi 7; Ferri Marini 6,5 (dal 28’ s.t. Moneti s.v.), Clemente 7, Balistreri 7 (dal 31’ s.t. Bueno s.v.). (Despucches, Borghetti, Moscati, Carloto). All. Battistini 7. GIULIANOVA (4-3-3) Merletti 6; Del Grosso 5,5, Testoni 5,5, Faragalli 5, Bruno 5 (dal 27’ s.t. Cavasinni s.v.); Bianchi 6, Della Penna 6,5, Giustini 5,5 (dal 10’ s.t. Bontà 5,5); Carbonaro 5,5, Pirelli 5 (dal 29’ s.t. Morga s.v.), Picone 5,5. (Sorrentino, Terrenzio, Di Michele, Rinaldi). All. De Patre 5. ARBITRO Casaluci di Lecce 6. NOTE spettatori 2.200 circa, incasso di 14.525 euro. Espulso Picone al 7’ s.t.; amm. Picone e Cacioli. Angoli 7-3. (a.m.)

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GIUDIZIO MARCATORI Mangiapane su rigore al 24', De Luca al 33' p.t. PAGANESE (4-2-3-1) Stillo 4; Balzano 6, Pepe 5,5, Fusco 5,5, Agresta 4 (dal 29' s.t. Errico 5); Tricarico 5,5, Nigro 6; F. Orlando 5,5 (dal 16' s.t. Cognigni 4), Galizia 5,5, Scarpa 4,5; L. Orlando 5. (Bracciante, Pastore, Loiacono, Giglio, Neglia). All. Palumbo 4,5. VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1) Forte 6,5; Franchino 6, Marchetti 6,5, Gattari 6,5, Bonasia 5,5; Giuffrida 6,5 (dal 44' s.t. Sbravati s.v.), Cerchia 6; Lattanzio 6 (dal 33' s.t. Cane 6), Mangiapane 6,5 (dal 20' s.t. Visone 6), Rondinelli 6; De Luca 6,5. (Calderoni, Mercurio, Mancosu, Romero). All. Costantino 6,5. ARBITRO D'Angelo di Ascoli Piceno 5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso nc. Espulso Cognigni al 35' s.t.; ammoniti Stillo, Scarpa, Cerchia, Bonasia, Marchetti, Forte, Giuffrida e Tricarico. Angoli 5-2. (a.c.)

+++

0 1

MILAZZO GAVORRANO
GIUDIZIO

2 1

VIBONESE APRILIA
GIUDIZIO

2 0

i gol di Possanzini tra i professionisti: 4 in Serie A (con la Reggina), 95 in B (con Reggina, Samp, Catania, AlbinoLeffe e Brescia), 2 in Prima divisione (Cremonese) e 22 in Seconda divisione (ex C2: Lecco, Varese)
Davide Possanzini, 36 anni, attaccante della Cremonese. In passato ha vestito le maglie di Recanatese, Lecco, Varese, Reggina, Sampdoria, Catania, AlbinoLeffe, Palermo, Brescia e Lugano
BIELLI

123

Chioccia La Cremonese in Prima divisione, dice ancora l’attaccante, «non è un declassamento, ma semplicemente un’altra tappa del cammino. In Prima divisione ho trovato un campionato "più maschio", nel quale l’aggressività è una componente fondamentale e il tempo di gioco effettivo è minore rispetto alle categorie superiori. Però ho visto anche ragazzi di qualità. Per esempio, da noi mi ha impressionato l’attaccante Bocalon, prima che andasse al Carpi, e il centrocampista Degeri, che è un po’ chiuso da Pestrin, ma ha soltanto 19 anni e tutto il tempo per emergere. Secondo me la promozione in Serie B è possibile a patto che non la si faccia diventare una cosa semplice. Il Brescia? Acqua passata. La delusione per la mancata riconferma è superata, ho capito anche perché le promesse non sono state mantenute. Continuerò a guardare i ragazzi in tv e resterò un loro tifoso».
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le reti di Giuseppe Le Noci (4 su rigore), il miglior marcatore della Cremonese

9

GIUDIZIO MARCATORE Ricciardo al 4’ e su rigore al 36’ p.t. FONDI (3-5-3) Mezzacapo 7; Schettino 6, Rinaldi 6, Palumbo 6,5; Pacini 6,5, Tamasi 6, Rossini 6 (dal 17’ s.t. Bernasconi 6), Cucciniello 6,5 (dal 39’ s.t. Iovinella s.v.), Alleruzzo 6,5; Ricciardo 7,5, Konate 7 (dal 15’ s.t. Vaccaro 6,5). (De Lucia, Dionisio, Finocchio, Formuso). All. Capuano 7. L’AQUILA (4-4-2) Testa 6; Simoncini 6, Garaffoni 5,5, Prizio 5 (dal 14’ s.t. Cavaliere 6), Calvarese 6; Carcione 6,5, Agnello 6, Capparella 6 (dal 1’ s.t. Giglio 6,5), Piccioni 6; Colussi 5,5, Improta 7 (dal 39’ s.t. Pianese s.v.). (Modesti, Campinoti, Perfetti, Prete). All. Curci 5,5 (Ianni squalificato). ARBITRO Penno di Nichelino 7. NOTE spettatori 100 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Colussi, Rinaldi, Rossini, Piccioni, Prizio e Mezzacapo. Angoli 4-6. (v.a.)

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++

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MARCATORE Caggianelli al 46’ s.t. NORMANNA (4-3-3) Gragnaniello 6; Diana 6 (dal 15’ s.t. Gatto 5,5), Mattera 6,5, Castaldo 6, Vitale 6; Marano 6, Zolfo 6,5, Letizia 6; Zampaglione 6, Guarracino 6 (dal 24’ s.t. Signorelli 5,5), Grieco 6 (dal 18’ s.t. Petagine 5,5). (Russo, Campanella, Monda, Pisani). All. Romaniello 5,5. NEAPOLIS (4-3-2-1) Pettinari 6,5; Moscarino 6, Esposito 5,5, Sansone 6, Polverino 5,5; Bonanno (dal 27’ s.t. Manco s.v.), Cariello 6,5, Marinucci Palermo 6,5; De Falco 5,5 (dal 19’ s.t. Palumbo 6), Carotenuto 6; Foggia 6 (dal 10’ s.t. Caggianelli 6,5). (Sollo, Cancelli, Monticelli, Pellecchia). All. Ferazzoli 6,5. ARBITRO Pelagatti di Arezzo 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso nc. Ammoniti Foggia, Esposito, Guarracino, Gatto e Mattera. Angoli 2-4. (g.ar.)

MARCATORI Cucinotta (M) al 34' p.t.; Fioretti (G) al 19', Cuomo (M) al 34' s.t. MILAZZO (4-2-3-1) Messina 6,5; Imparato 6, Lanzolla 6,5, Cucinotta 6, Quintoni 6; Cuomo 6,5, Bucolo 6; Nicastro 6 (dal 35' s.t. Pepe s.v.), Fiore 6 (dal 25' s.t. Scalzone 6), Proietti 6 (dal 38' s.t. Simonetti s.v.); Chiaria 6,5. (Croce, Strumbo, Urso, Malafronte). All. Trimarchi-Catalano 6,5. GAVORRANO (4-2-3-1) Addario 6; Sgambato 6, Miano 6,5, Dascoli 6, Menichetti 6 (dal 33' s.t. Angelotti s.v.); Nicoletti 6, Lo Sicco 6; Pucciarelli 6, Nocciolini 5,5 (dall'8' s.t. Nohman 6), Pulina 6 (dal 15' s.t. Zane 6); Fioretti 6,5. (Santandrea, Alderotti, Manzo, Rosati). All. Buso 6. ARBITRO Tardino di Milano 6. NOTE spettatori 150 circa, incasso nc. Ammoniti Imparato, Proietti, Menichetti, Zane e Quintoni. Angoli 7-4. (a.i.)

MARCATORI Doukara al 19' p.t.; Figliomeni al 43' s.t. VIBONESE (4-4-2) De Filippis 8; Mazzetto 6,5, Salvatori 6,5, Caridi 5,5, D'Agostino 6 (dal 34' s.t. Saturno s.v.); Figliomeni 7, Benincasa 7, Cosenza 7, Coco 6 (dal 21' s.t. Cosentino 6); Doukara 7,5, Visconti 5,5 (dal 31' s.t. Caraccio 6). (Saraò, Mercuri, Mastroianni, Santaguida). All. Viola-Ferrante 6,5. APRILIA (4-4-2) Bifulco 6,5; Grieco 5,5, Diakite 5,5 (dal 21' s.t. Lacheheb 6), Aquino 6,5, Carta 5,5; Criaco 5,5 (dal 1' s.t. Pignalosa 6), Croce 6, Cruciani 6,5, Bonaiuto 6,5 (dal 38' s.t. Iovene s.v.); Gomes 6, Calderini 6,5. (Pellegrino, Di Libero, Salese, Germani). All. Vivarini 6,5. ARBITRO Taioli di Cesena 6. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Aquino, Croce, Doukara, Calderini, D'Agostino e Grieco. Angoli 4-10. (mi.fa.)

CLASSIFICA
SQUADRE PERUGIA CATANZARO L'AQUILA PAGANESE GAVORRANO ARZANESE CHIETI APRILIA NEAPOLIS (-2) FONDI FANO (-5) MILAZZO VIBONESE EBOLITANA (-1) MELFI (-4) ISOLA LIRI (-2) CELANO PARTITE RETI G V N P F S 58 27 17 7 3 42 19 52 25 15 7 3 38 17 48 25 13 9 3 29 14 46 27 12 10 5 31 21 42 27 11 9 7 43 32 39 26 9 12 5 33 31 37 24 11 4 9 32 27 36 25 10 6 9 39 32 29 27 7 10 10 30 37 29 27 8 5 14 26 34 27 25 9 5 11 29 32 27 26 6 9 11 22 28 27 27 6 9 12 29 38 23 25 6 6 13 20 38 20 25 6 6 13 27 37 18 24 5 5 14 25 35 13 25 3 4 18 21 50 PT

RISULTATI
CELANO-ARZANESE rinviata al 29 CHIETI-CATANZARO rinviata al 29 FANO-CAMPOBASSO rinviata al 14 marzo FONDI-L'AQUILA 2-0 ISOLA LIRI-MELFI rinviata al 29 MILAZZO-GAVORRANO 2-1 NORMANNA-NEAPOLIS 0-1 PAGANESE-VIGOR LAMEZIA 0-2 PERUGIA-GIULIANOVA 3-1 VIBONESE-APRILIA 2-0 ha riposato EBOLITANA

SERIE D

VIGOR LAMEZIA 53 26 15 8 3 37 18

Recuperi: cade il Castiglione
Così i due recuperi in D: GIRONE A Novese-Chiavari 1-1. Class. (prime pos.): Valle Aosta˚* p. 53; Chieri* 46; Santhià˚ (-3) 43; Derthona˚* 40; Novese 37; Pro Imperia* 35; Lavagnese˚*, Chiavari˚ e Villalvernia** 34. GIRONE B Gozzano-Castiglione 1-0. Class. (pr.p.): Castiglione* p. 48; Caronnese e MapelloBonate* 43; Pizzighettone* 42; Olginatese 41; Pontisola* 38; Voghera* 37; Castellana* 32; Gozzano 31. (˚ha già riposato, **due gare in meno, *una in meno). IL GIUDICE Accolto il reclamo dell’Acri: 3-0 a tavolino al Marsala (1-1), ha schierato Pergolizzi che aveva disertato un test della Rappresentativa. Società: 2.000 euro di ammenda e 2 giornate con porte chiuse al Bacoli.

PROSSIMO TURNO
DOMENICA 19 FEBBRAIO ORE 14.30 APRILIA-PAGANESE (0-2) ARZANESE-CHIETI (a Frattamaggiore) (1-1) CAMPOBASSO-CELANO (2-0) CATANZARO-NORMANNA (1-2) EBOLITANA-FANO (1-0) GAVORRANO-VIBONESE (2-2) GIULIANOVA-MILAZZO (1-0) L'AQUILA-ISOLA LIRI (2-1) MELFI-FONDI (1-1) NEAPOLIS-PERUGIA (1-2) riposa VIGOR LAMEZIA

NORMANNA (-1) 34 25 9 8 8 20 20

CAMPOBASSO (-2) 27 25 7 8 10 23 29 GIULIANOVA (-2) 27 25 8 5 12 28 35

MARCATORI
22 RETI Fioretti (6, Gavorrano). 17 RETI Clemente (4, Perugia). 13 RETI L. Orlando (1, Paganese). 12 RETI Masini (2, Catanzaro); Mancosu (4, Vigor Lamezia).

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

LA SITUAZIONE

COPPA ITALIA

SECONDA DIVISIONE GIRONE A

Spal senza stipendi: via alla protesta La squadra domenica non vuol giocare
FERRARA Da oggi probabile stop degli allenamenti per la Spal e rinuncia al recupero di Lumezzane per il mancato pagamento degli stipendi da inizio stagione e per le difficoltà a svolgere gli allenamenti: mancano il carburante per i pullmini, i medicinali e materiale vario, con il timore che possano venir meno le risorse per il pullman e l’albergo. La squadra e lo staff l’hanno comunicato in una conferenza stampa alla quale ha partecipato Luciano Masieri, assessore allo Sport, che ha affermato come l’unica via di uscita possa essere costituita dal fallimento con il successivo esercizio provvisorio: il giudice potrebbe decidere mercoledì 22. LA SITUAZIONE Domenica la Prima divisione riposa, ma nel weekend ci sono sette recuperi: ecco il programma (ore 14.30). GIRONE A Sabato: Avellino-Pro Vercelli, Foligno-Pavia e Reggiana-Sorrento; domenica: Lumezzane-Spal. Classifica: Ternana p. 51; Taranto (-3) 46; Carpi 41; Pro Vercelli* 40; Sorrento* (-2) 38; Benevento (-2) 35; Lumezzane* e Avellino* 31; Foggia (-2), Como* (-2) e Tritium 30 Pisa 27; Reggiana* (-2) 26; Monza 21; Spal** (-4) 18; Viareggio (-1) 15; Foligno* (-4) 12; Pavia* 10. (**due gare in meno, *una in meno). GIRONE B Domenica: LancianoFrosinone, Piacenza-Portogruaro e Prato-Andria. Classifica: Trapani p. 46; Siracusa (-5) 40; Cremonese (-6), Spezia e Barletta 35; Carrarese* e Portogruaro* 34; Alto Adige, Lanciano** (-1) e Pergocrema* (-2) 32; Triestina 27; Latina e Frosinone** 23; Prato* 22; Andria* 21; Piacenza** (-6) e Bassano* 19; Feralpi Salò 17. (**due in meno, *una in meno).

Piacenza, due traverse e una svista Il Lumezzane strappa un altro pareggio
PIACENZA-LUMEZZANE 1-1 GIUDIZIO +++ MARCATORI Balde (L) all'8', Avogadri (P) al 25' s.t. PIACENZA (4-4-2) Ivanov; Campagna, Bertoncini, Bini, Ruggeri (dal 37' s.t. Marchi); Avogadri, Silva (dal 16' s.t. Foglia), Dragoni, Bombagi; Gavilan, Rodriguez (dal 16' s.t. Lisi). (Maggio, Di Bella, Esposito, Curcio). All. Monaco. LUMEZZANE (4-3-1-2) Pascarella; Djengoue, Luciani, Giosa, Pini; Finazzi (dal 23' s.t. Fondi), Dadson, Faroni; Baraye (dal 28' s.t. Maccabiti); Inglese (dal 42' s.t. Antonelli), Balde. (Brignoli, Guagnetti, Sevieri, Gasparetto). All. Nicola. ARBITRO Ghersini di Genova. NOTE spett. 200 circa, incasso nc. Ammonito Bini. Angoli 8 8. PIACENZA (p.g.) Risultato stretto al Piacenza, che prende due traverse con Bombagi e Gavilan e si trova a dover rincorrere il pareggio, dopo un gollonzo: Ivanov cincischia con il pallone fra i piedi, Inglese lo contrasta, la palla schizza verso Balde che deposita in rete. Il pari lo firma Avogadri con un destro al volo da fuori, poi Lisi sfiora il 2 1 e Pascarella imita Ivanov: Avogadri gli ruba palla in area, ma stavolta il portiere salva. LA SITUAZIONE Classifica:

Il Cuneo fallisce il balzo al primo posto Serafini trascina una grande Pro Patria
CUNEO-PRO PATRIA 0-3 GIUDIZIO +++ MARCATORI Serafini su rigore al 15’, Cozzolino al 31’ p.t.; Serafini al 19’ s.t. CUNEO (4-3-1-2) Rossi 6; Cintoi 6, Sentinelli 5, Carretto 5, Donida 5,5; Cristini 5,5, Longhi 5 (dal 23’ s.t. Garavelli 6), Lodi 6; Di Quinzio 6,5; Fantini 5,5 (dal 1’ s.t. Ferrario 5,5), Personè s.v. (dal 15’ p.t. Passerò 6). (Negretti, Arcari, Galfrè, Chirico). All. Rossi 6. PRO PATRIA (4-3-1-2) Frasca 6; Bonfanti 6, Nossa 6,5, Rudi 6,5, Taino 6; Bruccini 6, Vignali 6,5, Mora 6 (dal 35’ s.t. Artaria s.v.); Giannone 6,5; Serafini 8 (dal 33’ s.t. Viviani 6), Cozzolino 7 (dal 26’ s.t. Comi 6). (Andreoletti, Botturi, Gambaretti, Siano). All. Cusatis 7. ARBITRO Intagliata di Siracusa 5,5. NOTE spettatori 800 circa, incasso di 3.232 euro. Espulso Carretto al 15’ p.t.; ammoniti Sentinelli, Carretto, Bonfanti, Bruccini e Serafini. Angoli 3-2. (m.l.) CLASSIFICA Questa la situazione nel girone A di Seconda dopo 25 giornate: Casale* p. 45; Rimini** 45; Cuneo* 42; San Marino** 40; Treviso* (-2) 39; Entella 38; Renate 35; Santarcangelo* e Poggibonsi* 33; Pro Patria (-13) 31; Alessandria* (-2) e Borgo a Buggiano 30; Savona* (-4) 29; Bellaria** e Mantova* 28; Giacomense** 27; Montichiari* (-2) 25; Sambonifacese 24; Valenzana** 15; Lecco* 14. (**due gare in meno, *una in meno). Ricordiamo che domenica si gioca la 26ª giornata e mercoledì 22 ci sono altri sei recuperi. MERCATO Il Treviso ha tesserato Domenico Del Grande, 26 anni, ex Group Città di Castello.

Lumezzane p. 2; Tritium e Piacenza 1. Mercoledì 22: Tritium Piacenza.

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

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SPECIALE PER GAZZETTA LO SPORT PER CHI LO FA

In campo le strategie antigelo
Pincolini: «Nel calcio al freddo un corpo allenato reagisce meglio. E alla fine una bella sauna»
MANLIO GASPAROTTO
http://operazionegasparotto.gazzetta.it/

twitter @manliogas

Il freddo più intenso sta per lasciare l’Italia, ma le temperature minime resteranno molto basse e sottozero ancora qualche settimana. Una situazione di grave rischio per chi fa sport, colpi di freddo e contratture sono i pericoli più evidenti. Vincenzo Pincolini, preparatore atletico di fama mondiale, ex di Milan e nazionale, ha maturato esperienze dirette in questi anni con la Dinamo Kiev e la nazionale ucraina.
A quali temperature la situazione diventa complessa?

ché si termoregola meglio. Sente meno il freddo ma anche il caldo. Una regola da curare con attenzione è cibo e acqua, sopratutto per i dilettanti: chi va la sera ad allenarsi dopo una giornata di lavoro magari non ha potuto curare al meglio l’alimentazione a pranzo. Il freddo aumenta il consumo calorico, per questo è molto meglio che almeno un’ora prima dell’allenamento si mangi qualcosa e integri con dello zucchero, basta anche un bel thé caldo che è sempre meglio avere anche a bordo campo durante le pause se la situazione è davvero difficile».
Ma il lavoro sul campo?

QUATTRO MOSSE VINCENTI

Radio corsa
di LINUS

Quei palloni ghiacciati che parevano noci di cocco
Come ama ripetere un mio amico, nonché mio coetaneo, «se avessi visto mio padre a cinquant'anni uscire di casa col borsone per andare a giocare a calcio avrei pensato che fosse impazzito...». Con questo freddo, aggiungo io. In effetti a volte penso che non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati nell'avere i mezzi per spostare sempre un po' in la l'asticella dell'età adulta, e finiamo per abusarne. Con il freddo terribile di questi giorni qualunque attività sportiva all'aria aperta può diventare molto rischiosa, e in cima alla classifica ci sono sicuramente gli sport di contatto come il calcio o il calcetto. Già normalmente il centravanti del lunedì sera tende a scendere in campo senza preparazione fisica e soprattutto senza riscaldamento, immaginate da soli quello che può succedere con una temperatura che paralizza le articolazioni. Per non parlare dei campi gelati, se ne vedono tanti in contesti ben più blasonati, figuriamoci in provincia. Anche se il mio ricordo più angosciante delle partitelle invernali è legato ai vecchi palloni di cuoio: forse ero piccolo io ma me li ricordo enormi, bruttissimi e durissimi. Delle noci di cocco, anche per via dei rimbalzi. Al punto che nessuno si azzardava mai a colpire di testa. Almeno quelli sono spariti. Detto questo, io non ho perso un giorno di corsa. Ci si copre un po' di più, magari si corre in maniera meno competitiva. E la doccia a fine allenamento non ha prezzo.

«Sotto i -10˚ si fa davvero fatica, anche se i documenti e l’esperienza ci porta a giocare sin quasi a -15˚. In Siberia mesi fa noi abbiamo cominciato a -8˚ e chiuso a -12˚, senza grandi difficoltà. In primis per il terreno di gioco, perfetto e mi spiace per quel che vedo in Italia, e poi anche per l’attrezzatura termica che ormai tutti hanno. Parlo di magliette intime straordinarie e di sottopantaloni, che uniti a guanti e paraorecchie fanno la differenza in situazioni al limite, sopratutto in allenamento perché in partita non hai quasi mai pause. In Russia si usano delle solette riscaldanti che funzionano come quei sacchetti che la gente di montagna mette nei guanti».
Ma come ci si deve comportare alle basse temperature?

«Lo stretching deve sparire, si fa al coperto e prima di cominciare l’allenamento. Un minimo di movimento, qualche allungamento e poi fuori tutti al lavoro. Sempre di corsa. Il campo è importante, perché chi può allenarsi su un fondo regolare può fare qualità mentre prima su terreni difficili si poteva curare solo forza e resistenza. Chi ha il campo gelato potrebbe preferire una bella corsa su strada, su asfalto, dove il grip è migliore e si evitano infortuni da sovraccarico, perché correre su superfici gelate modifica gli appoggi e mette a rischio catene muscolari meno abituate».
Fine?

Lo stretching si fa al coperto e prima di cominciare l’allenamento, solo qualche allungamento e via

Intimo e sottopantaloni contro il freddo. Uniti a guanti e paraorecchie, e scaldacollo fanno la differenza

«Una cosa sia chiara: un corpo ben allenato soffre meno, per-

«Quasi, in Italia non c’è la cultura della sauna. Peccato. Farla e alternarla nei tempi giusti con acqua fredda e altra sauna è splendido. Funziona».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bere un té caldo zuccherato e tenerlo anche a bordo campo aiuta durante l’attività sportiva al freddo

In Italia si usa poco ma la sauna è molto importante per recuperare dopo aver svolto il lavoro al freddo

l’esperto
E' vero che se si corre al freddo si consumano più calorie?

Arcelli: «Non servono più calorie»
ra interna nella norma; anzi, la fa anche salire. Dunque non si consuma una quantità maggiore di calorie. Semmai si può sentire freddo nelle parti del corpo in cui la superficie è molta in rapporto al volume, come orecchie, mani e naso. E' importante coprirle bene.
Non va neppure aumentato il consumo di grassi se si è rimasti a lungo esposti al freddo?

Qualcuno ha sostenuto che succede così perché il corpo, oltre a spendere per creare i movimenti della corsa, deve provvedere anche ad aumentare la temperatura corporea. Se si sta fermi, è vero che al freddo il corpo deve produrre calore; ma se si corre la quantità di calore che si produce è molto abbondante ed è più che sufficiente anche per mantenere la temperatu-

«Le percentuali di carboidrati, proteine e grassi devono rimanere le stesse. La differenza è solo nel recupero di acqua e minerali»

quando trasporto e conservazione dei cibi freschi erano difficili, in inverno nelle località più fredde si consumavano grassi in abbondanza, poiché ce n'erano molti nei cibi disponibili in quel periodo. Ma le percentuali di carboidrati, proteine e grassi devono rimanere le stesse tutto l'anno, per esempio nel rapporto in calorie 40/30/30, come nella zona .
L'alimentazione e l'integrazione, allora, non vanno cambiate

quando si corre al freddo?

Assolutamente no. Questa credenza nasce dal fatto che,

Le calorie devono rimanere uguali a parità di chilometri compiuti. La differenza riguarda solo il recupero di acqua e minerali persi con il sudore poiché con il freddo la produzione di sudore c'è sempre, ma è ridotta. L’apporto di acqua, sodio, potassio e magnesio può essere inferiore; ma, se si corre a lungo, queste sostanze vanno comunque reintegrate assieme ai carboidrati.

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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FORMULA 1 LA SOLUZIONE CHE FA DISCUTERE

Muso col buco La Red Bull porta l’aria sotto il telaio?
L’idea ripresa dalla Ferrari del 2008 Forse la feritoia della RB8 può servire anche a raffreddare le sospensioni
GIORGIO PIOLA

Il muso con il buco della Red Bull RB8 di Vettel REUTERS

Un po’ a sorpresa, nei primi test dell’anno che la Formula 1 ha disputato la scorsa settimana sul circuito andaluso di Jerez, sono ricomparsi i musi con il buco. Una soluzione che seppure per ragioni differenti era stata introdotta dalla Ferrari nel 2008 e che poi è stata messa al bando dalla Federazione internazionale dell’auto in quanto costituiva un incremento delle prestazioni aerodinamiche.
Precedente Una soluzione intelligente quella che era stata elaborata allora dallo staff diretto da Aldo Costa che permetteva di migliorare l’aerodinamica della zona anteriore della monoposto e che sarebbe probabilmente stata copiata nella stagione successiva se la Federazione appunto non avesse proibito il passaggio d’aria fra la parte inferiore e quella superiore del muso. Escamotage Si sa che, quando

IN PISTA MARTEDÌ
Dopo i test di Jerez (7-10 febbraio) la F.1 tornerà in pista settimana prossima

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nella zona dove è piazzato il buco nella parte inferiore: non più sotto il muso dove è assolutamente vietato bensì sotto forma di piccola feritoia nella parte inferiore del telaio, dove la Federazione non ha pensato di estendere il vincolo imposto per i musi dal 2009. Lo scopo di questa soluzione è quello di limitare il distacco della vena fluida dopo il brusco gradino nella parte superiore del muso.
Spiegazione Adrian Newey ha

Taccuino
SCONTRI, MA PER BERNIE...

«In Bahrain tutto ok»
Il 14 febbraio rappresentava l’anniversario dell’inizio della prote sta in Bahrain nel 2011 da parte del la maggioranza sciita della popola zione contro la monarchia sunnita. E nel regno si sono verificate prote ste e scontri con la polizia. Eppure per Bernie Ecclestone, la disputa del GP del 22 aprile non è in discus sione. «Stiamo programmando di andare — ha confermato Ecclesto ne in un’intervista al Telegraph —. Ho sempre detto che non ci sareb be stato alcun problema. L’anno scorso è stata una decisione più netta di non andare, ma le cose so no cambiate molto da allora». Sul l’appello della settimana scorsa di alcuni politici britannici contro il GP, Ecclestone taglia corto. «Sia mo sempre stati per la non politi ca. Ogni decisione sarà presa solo per motivi di sicurezza».

21-24 febbraio Test a Montmelò Per quattro giorni girano tutte le scuderie tranne l’Hrt. Martedì mattina viene presentata la nuova Mercedes. Martedì e mercoledì gira Alonso, giovedì e venerdì Massa

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1-4 marzo Test a Montmelò Ultimi collaudi prima dell’inizio del Mondiale. L’1 e il 2 gira Massa, il 3 e il 4 Alonso

vengono cambiati i regolamenti tecnici, i progettisti raddoppiano gli sforzi per trovare scappatoie ai nuovi limiti ed ecco che sia Red Bull sia Sauber hanno appunto rispolverato i buchi nei musi. Analizziamo prima quello della scuderia svizzera perché in pratica impiega lo stesso principio — soltanto riveduto e corretto in base ai nuovi regolamenti — della Ferrari. Il passaggio d’aria fra la zona inferiore della monoposto e quella superiore è identica e lo sfogo nella parte alta assomiglia a quello più vicino all’abitacolo (quello realizzato sul telaio e non sul muso). La differenza consiste

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18 marzo GP Australia A Melbourne scatta il Mondiale 2012

spiegato che la feritoia sul muso della RB8 è stata pensata per raffreddare l’abitacolo, spostando in quella zona il buco che era prima situato sulla punta del muso. Ma la spiegazione del tecnico inglese non regge molto. O meglio non è di sicuro tutta la verità. In F.1 per rispettare il regolamento ci si basa molto sul concetto di funzione primaria di una nuova soluzione per far passare altri effetti collaterali spesso alla fine più importanti. La feritoia potrebbe quindi produrre lo stesso effetto di quello della Sauber oppure a raffreddare, oltre che i piloti, anche gli elementi della sospensione. Resta il fatto che ancora una volta Newey ha estratto il coniglio dal cilindro. E non è la sola: la posizione dei terminali degli scarichi e tutta la sospensione posteriore sono stati realizzati in funzione di un bene determinato sviluppo aerodinamico che ha spiazzato un po’ tutti gli altri progettisti.
Gomme Il tempo che

La presa d’aria della RB8. Sopra, il buco nella F2008; sotto, quello della Sauber C31

DOPO LA CONDANNA

Sutil vuole la F.1
Dopo la condanna a 18 mesi con la condizionale per il ferimento di Lux, Adrian Sutil continua a spe rare di trovare un volante F.1 per il 2012, anche a stagione in corso. A rivelarlo alla Bild è stato il manager Manfred Zimmermann: «Lottere mo per rimanere in Formula 1».

resta per replicare è poco perché restano solo due sessioni di collaudi prima della trasferta a Melbourne (18 marzo) che aprirà il Mondiale. A questo proposito ieri la Pirelli ha annunciato le mescole che porterà alle prime tre corse dell’anno: in Australia e Cina verranno usate le mescole morbide e medie, in Malesia invece le medie e le dure.
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MASSA CON LA F2008 PERSE IL MONDIALE IN BRASILE PER 1 PUNTO
Felipe Massa con la F2008 perse il campionato 2008 solo al termine del GP del Brasile. Massa vinse ma Hamilton rimontò sino al 5o posto e centrò il titolo per un punto: 98 a 97.

MOTOGP

Sì al Portogallo
La Federazione internaziona le ha confermato il GP del Portogal lo del 6 maggio, che era in forte dubbio per problemi finanziari. Martedì c’è stato l’incontro risoluti vo tra gli organizzatori dell’Estoril e Carmelo Ezpeleta, numero 1 della Dorna. Intanto, da oggi a sabato, la pista di Jerez ospita i test delle squadre di Moto2 e Moto3.

SUPERBIKE TEST A PHILLIP ISLAND

Laverty cade, mano fratturata Checa tiene Biaggi a 5 decimi
PAOLO GOZZI

Costano cari i test Superbike. Dopo la Suzuki che dovrà rinunciare a John Hopkins (4-5 settimane di stop, sarà operato per la 29ª volta), già sostituito dall’australiano Joshua Brookes, l’Aprilia rischia di perdere Eugene Laverty per la frattura al terzo metacarpo della mano sinistra. «Le pastiglie del freno si sono disallineate e non sono riuscito a rallentare — racconta il nordirlandese —. Andavo a 315 km/h e per evitare guai peggiori mi sono buttato giù

dalla moto atterrando su testa e mani». Senza supporto della Clinica Mobile, che sarà in Australia solo per i prossimi test di lunedì e martedì, l’Aprilia in un primo momento voleva spedire Laverty in Europa per un intervento lampo. Poi è stato deciso di attendere l’arrivo dei medici italiani e del fisioterapista di fiducia del pilota. «Mi sono già rotto una mano anni fa e in cinque giorni ero di nuovo in pista, per ora rinuncio solo alla partita a golf con Haslam». Tutto liscio per la Ducati di Checa, padrone di Phillip Island per l’ottava giornata di fila, consideran-

do anche test e gara 2011: «Ora bisognerà vedere come si comporta la 1198 zavorrata di 6 chili sui 22 giri di corsa». Max Biaggi ha preso mezzo secondo: «Ci ho provato, ma contro questa Ducati sarà durissima». Adesso tutti in vacanza fino a lunedì. Domenica 26, sullo stesso circuito, si aprirà il Mondiale.
I tempi: 1. Checa (Spa-Ducati) 1’31"8; 2. Sykes (GB-Kawasaki) 1’31"9; 3. Haslam (GB-Bmw) 1’32"2; 4. Biaggi (Ita-Aprilia) 1’32"3; 5. Lascorz (Spa-Kawasaki) 1’32"4; 6. Smrz (R.Cec-Ducati) 1’32"4; 7. Laverty (Irl-Aprilia) 1’32"5; 8. Fabrizio (Ita-Bmw) 1’32"6; 9. Berger (Fra-Ducati) 1’32"9; 10. Melandri (Ita-Bmw) 1’33"; 11. Camier (GB-Suzuki) 1’33"1; 12. Giugliano (Ita-Ducati) 1’33"5; 13. Guintoli (Fra-Ducati) 1’33"5; 14. Badovini (Ita-Bmw) 1’33"8; 15. Johnson (Aus-Bmw) 1’34"1; 16. Brookes (Aus-Suzuki) 1’34"5; 17. Zanetti (Ita-Ducati) 1’34"7; 18. Salom (Spa-Kawasaki) 1’34"9.

laPresentazione

La squadra Husqvarna per l’Enduro
(m.z.) Presentazione in grande stile ieri a Biandronno (VA) per Husqvarna, che corre il Mondiale cross Mx2 con Lupino, Triest e Larrieu. Nell’enduro (nel 2011 ha vinto 4 titoli) schiera l'8 volte iridato Salminen, Salvini, Seistola, Santolino, Dietrich e Dumontier.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Neppure la Superbike è così leggera. E sono un record i 195 Cv

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DUCATI 1199 PANIGALE
LA SCHEDA TECNICA Motore Cilindrata Disposizione cilindri Raffreddamento Potenza Coppia Marce Freni Misure freni Misure cerchi (ant./post.) Normativa antinquinamento Peso Lunghezza Altezza Capacità serbatoio Prezzi 2 cilindri, 4 tempi 1198 cmc aL a liquido 195 Cv 132 Nm a 9000 giri 6 Doppio disco anteriore Disco posteriore 330-245 mm 17"/17" Euro 3 164 kg 2075 mm 825 mm 15,5 litri da 19.190 euro

Peso Pensate che la Panigale pesa meno della Superbike di Carlos Checa... Potenza L’aumento di 25 Cv rispetto alla 1198 è notevole. Il bicilindrico della Panigale è il più potente al mondo Elettronica Molto sofisticata, con infinite regolazioni e parametri da scaricare e analizzare al computer

Per capire di cosa stiamo parlando, bastano due dati su tutti: 195 cavalli per 164 chili a secco! Più potenza meno peso: la formula magica funziona ancora. E la Ducati 1199 Panigale ne è la prova. Raramente ci era capitato di vedere il direttore generale della rossa, Claudio Domenicali, così compiaciuto e orgoglioso del lavoro dei vari reparti di Borgo Panigale, che hanno contribuito ad allestire quella che è l’evoluzione di tutte le Ducati da strada.
Novità Tante sono le modifiche

NO
Estetica Per evidenziare le sospensioni elettroniche, la Öhlins ha lasciato in bella vista connettori di collegamento alla centralina, che belli non sono Anti impennata Malgrado tanta elettronica alla rossa manca l’anti impennamento Carattere Rimane una moto estrema (195 Cv) per piloti esperti

apportate, alcune in controtendenza con la tradizione tecnica, ma una fabbrica moderna deve pretendere il massimo dalla tecnologia, ed è giusto così: la Panigale adotta un nuovo telaio monoscocca come la MotoGP dell’anno scorso e forcellone monobraccio in alluminio, il motore è il nuovo Superquadro che adotta gli stessi pistoni della titolata Superbike di Carlos Checa, con valvole in titanio per resistere al crescente numero di giri. L’elettronica è ride by wire, con tre differenti mappature, controllo di trazione evoluto (DTC) a 8 posizioni, cambio elettronico quick shift (DQS), sospensioni elettroniche della Öhlins (DES) per la prima volta su una moto di serie, montate solo sui modelli S e Tricolore. Per i pistaioli incalliti c’è poi la possibilità di invertire il leveraggio del cambio, con la prima in su.
Dettagli La linea è bella e filan-

tecnica
SOSPENSIONI ÖHLINS CON L’ELETTRONICA PRIMA VOLTA DI SERIE
In basso tre particolari della Ducati 1199 Panigale: da sinistra l’ammortizzatore posteriore elettronico Öhlins per la prima volta su una sportiva di serie; il forcellone monobraccio e la curva del collettore di scarico Termignoni; il codino snellissimo alleggerito del portatarga per la prova

te: una moto da corsa con specchietti e targa. I gruppi ottici di illuminazione sono a led, ed è bellissima la luce posteriore del codone che segue il disegno degli sfoghi d’aria. Il display della strumentazione a colori offre due soluzioni: la Sport evidenzia la velocità a caratteri cubitali, la Race il cronometro, inseribile con la levetta del flash.
Leggera Il confronto con la 1198 è impietoso: 10 chili di meno e 25 cavalli in più: un abisso! Mentre rispetto alla Superbike il peso cala di 7 chili. I freni sono Brembo con dischi flottanti da 330 mm e pinze monoblocco a 4 pistoncini, esclusive per la Panigale, ora modulabili e non più aggressivi. I pneumatici sono i Pirelli Diablo Super Corsa SP bimescola, dove la mescola della spalla è la medesima di quella usata dai piloti del campionato Superstock, con una nuova carcassa dal profilo alzato e arrotondato per avere maggiore agilità e impronta a terra. In pista Il circuito di Abu Dhabi,

ispirava affatto, con tutte quelle curve ad angolo e tornantini da 50 orari. Ci siamo dovuti ricredere: la varietà di curve è stata un banco di prova eccezionale, visto che le caratteristiche migliori della madre di tutte le Ducati ne sono uscite esaltate: leggera e maneggevole, percorrere la serie di esse stette risulta quasi facile, i curvoni veloci in accelerazione ne esaltano la stabilità, mentre in uscita dai tornanti si evidenzia una progressione pastosa della gestione ai bassi regimi. La Panigale risulta un poco più vuota rispetto alla grintosa 1198, ma è più gestibile, tanto che per ovviare alla minor risposta si tende ad accelerare con più foga, protetti dal controllo di trazione. Ma quando arriva il «calcio» della coppia, il muso si alza puntando diritto al cielo: un bel anti impennamento non avrebbe guastato.
Emozionante Abbiamo testato

pure la versione con lo scarico Termignoni, una serie di spire da far invidia a un cobra nel suo cesto, che oltre a un sound appagante acquista più energia ai bassi regimi. Sul lungo rettilineo (1,2 km) lo strumento ha registrato 297/299 kmh: passando da questa velocità in 6ª marcia alla stretta chicane da 2ª, si apprezza l’efficacia dei freni, mai in difficoltà, e quella del freno motore, che permette di entrare sempre in sicurezza fidandosi di un anteriore talmente granitico da non capire bene quanto si possa osare. La posizione in sella è comoda, il manubrio è largo e le pedane al posto giusto per tutte le taglie di piloti: è la miglior Ducati di sempre!
Prezzi Piccola, leggera, potente, l’ultima rossa si declina in tre versioni: Panigale a 19.190 e, Panigale S a 23.990, mentre per la sofisticata Tricolore ne occorrono 28.990. Per montare l’ABS sportivo, veramente efficace, servono 1000 e in più: tutte le versioni saranno disponibili a primavera.
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l’ennesimo disegnato da Hermann Tilke per la F.1, non ci

IN SELLA ALLA TERZA GENERAZIONE DELLA MONOCILINDRICA AUSTRIACA

Ktm Duke sale a 70 Cv ma riduce i consumi

MARCO SELVETTI

La Ktm Duke diventa maggiorenne. Dopo 3 generazioni, dal ’94, si presenta completamente rinnovata. A partire dall’estetica, ad eccezione del telaio a traliccio in tubi d’acciaio arancione e dei cerchi neri della moto precedente.
Esordienti La naked austriaca

calati quasi del 10%. Non manca l’acceleratore completamente elettronico (privo di comando meccanico) con interruttore sotto la sella per le 3 diverse mappature di erogazione: standard, city, sport.
Comoda Nella ciclistica trovia-

brio della giusta larghezza.
Morbida Il monocilindrico Ktm

KTM DUKE
LA SCHEDA TECNICA Lunghezza Larghezza Altezza Interasse Peso in ordine di marcia Serbatoio carburante Motore Alesaggio per corsa Cilindrata Sospensione anteriore n.p. n.p. n.p. 1.466 mm 150 kg 13,8 litri 1 cilindro, 4 tempi raffreddato a liquido 102x84,5 690 cmc Forcella a steli rovesciati WP

La nuova Ktm Duke ha la sella bassa ed è più facile da guidare

diventa anche più facile da guidare con sella più bassa e una posizione di guida adatta a chi è alle prime esperienze, soprattutto grazie alla versione più moderna dell’Abs Bosch. Il motore è salito a 690 cmc per 70 CV, con un occhio ai consumi,

mo nuove sospensioni senza regolazioni, ma confortevoli. Le Ktm spesso piacciono perché sono moto senza compromessi e quindi non da grande pubblico. Questa Duke, invece, vuole essere più a misura d’uomo. L’altezza della sella è a 845 mm, ma tra gli accessori si può trovare la variante ribassata a 800, magari utile per il pubblico femminile. A bordo si sta comodi e la posizione di guida è raccolta: pedane basse e manu-

ha qualche tentennamento all’inizio, ma passati i 2.500 giri si scopre l’erogazione fluida del motore. Anche vicino alla zona rossa del contagiri, le vibrazioni restano contenute. Per spinta, erogazione e allungo non esiste un mono che possa competere. La ciclistica non è da meno. Nel traffico si guida agilmente e ci si diverte nei tratti tortuosi. Le sospensioni filtrano ogni asperità metropolitana. Il disco anteriore singolo Brembo da 320 mm con pinza radiale gestisce bene il peso piuma di 160 kg, aiutato dall’ottimo Abs (disinseribile). Il prezzo è di 7.490 euro, Abs compreso.
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Sospensione posteriore Forcellone oscillante con leveraggio progressivo e monoammortizzatore idraulico WP Freno anteriore Freno posteriore Prezzo Disco singolo da 320 mm Disco da 240 mm 7.495 euro con Abs

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AUTO

Che fatica tenere n Mercedes rinnova la sua «stella» giù questa Ducati SÌ Sarà anche ibrida
IL NOSTRO GIUDIZIO

Un giro di pista con la 1199 ad Abu Dhabi Sui rettifili è difficile domare l’accelerazione

Offerta Buona l’offerta di serie già a partire dall’allestimento base

La Classe E da 10 milioni di esemplari è più ricca Al top la Amg benzina da 557 Cv e 130 mila euro

Metano Disponibile anche nella particolare versione a metano da 224 km/h e 1.100 km di autonomia Amg Per chi vuole lo sportivissimo kit Amg il costo è tutto sommato contenuto: 1.750 euro per la versione base

NO
ABU DHABI

Attenzione Piccolo allungo ed

Abbiamo provato la Borgo Panigale sul circuito di Abu Dhabi, che ospita il Mondiale di F.1: 21 curve e una uscita dai box che passa sotto la pista e ne costituisce una caratteristica saliente. Questo tunnel ha una secca curva a sinistra che immagino sia molto impegnativa per chi torna in pista dopo un cambio gomme e cerca di perdere meno tempo possibile.
Rombo Passando sul rettilineo

ecco il tornantino a 180˚, lento ma importante perché immette nel rettilineo più lungo: dopo aver tentato di tenere giù il muso, si mitragliano a raffica tutte le marce fino alla sesta, cercando di non stare tutto sulla destra perché il rettilineo si restringe portando via spazio proprio da quella parte.
Vento Il rettilineo è disturbato

dal vento laterale e bisogna restare concentrati per non mancare il punto di frenata. La velocità è la massima raggiungibile: siamo vicini a 300 km/h. Trovato il punto di staccata, appena passato un ponte (prima del cartello dei 200 metri) si scala dalla sesta alla seconda per affrontare un piccola esse (8-9) e immettersi nel secondo rettilineo che ha una grande tribuna sulla destra.
Confusione Accelerazione cruenta in leggera piega a sinistra con telaio e pneumatico stressati al massimo, cerco di non perdere di vista il cartello dei 200 m perché la profondità di campo è allungata a causa di una via di fuga tutta asfaltata e colorata che confonde non poco l’ingresso della bellissima chicane tripla, da affrontare in seconda, ma che valorizza l’agilità della moto. Altro allungo, appoggio la terza per un veloce doppia destra (15-16), quindi scalo in seconda nel cuore degli hotel con il rail che mi sfiora: qui la sicurezza per le moto è pari a zero. Segue un toboga di curve a 90˚, alcune in contropendenza ed è il festival della seconda marcia. Si arriva così frastornati alle ultime due curve (20-21) che riportano sul traguardo, dove si usa la terza.
m.l.
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Dieselelettrica Per l’interessante versione diesel-elettrica bisogna aspettare fino a primavera Cambio automatico Il cambio automatico a sette rapporti G Tronic non è disponibile sui modelli 200 e 220 Estetica Non c’è un significativo elemento estetico distintivo per questo Model Year 2012

La versione cabrio della Classe E in versione 250 CDI da 204 Cv ha l’aspetto aggressivo
LUCA SORDELLI

del traguardo, tribune e box fanno sì che il suono venga amplificato e faccia venire qualche brivido: sono proprio io a fare tutto questo baccano? Tagliando il traguardo, inserisco la quarta marcia che mantengo per poco tempo, scalo in terza ed entro nella parte più bella del circuito. Infatti è l’unico punto dove c’è un saliscendi: curva a 90˚ (punto 1 nel grafico sovrastante) poi su per la seconda piega che è cieca, cambio di direzione per la successiva (3) che va in discesa ed aiuta il motore a prendere i giri, tiro tutta la terza e la quarta sino alla frenata della chicane (5) dove, scalando due marce, pizzico i cordoli.

«

La parte finale del circuito non è adatta alle moto: i guard rail sono troppo vicini
MARIO LEGA IRIDATO 250 NEL 1977

Ci sono tanti modi per fare un restyling di un’auto di successo e restituirle giovinezza. Si possono ridisegnare un paraurti o un faro, oppure inventarsi nuove colorazioni. Alla Mercedes invece non hanno pensato all’estetica, ma a lavorare sui contenuti, con una gamma pensata apposta per l’Italia. Si tratta del «Model Year 2012» della Classe E, nato per dare nuova linfa alla vettura più venduta di sempre della Casa di Stoccarda: arrivata all’ottava generazione e a 10 milioni di esemplari.
Per l’Italia Che cosa cambia?

mate. Mentre Classe E Avantgarde ha un’estetica più sportiva e si distingue per il kit aerodinamico AMG. Le motorizzazioni rimangono quelle note, con il diesel da 2.100 cmc da 136, 170 e 204 Cv che saranno i più gettonati dagli italiani rispettivamente sulle E 200, E220 ed E 250. Per i propulsori a benzina si parte dai 184 Cv della E 200, per arrivare ai 408 della E 500. Per chi può, ci sono poi i 557 Cv della E 63 AMG Performance.
A metano Prezzi per la berlina:

I SALONI DEL 2012

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Questi i principali Saloni internazionali dell’auto del 2012 Ginevra 8-18 marzo

L’offerta adesso è più ricca. L’ammiraglia tedesca è infatti disponibile con quattro carrozzerie (berlina, station wagon, coupé e cabrio) e tre diversi allestimenti (Executive, Elegance e Avantgarde) disegnati apposta sulle richieste del nostro mercato. Sono di serie dotazioni e finiture finora riservate agli allestimenti top, come i fari bixeno con luci diurne a led e abbaglianti automatici, i gruppi ottici posteriori full led, i cerchi in lega a 5 doppie razze da 17'', la strumentazione con schermo a colori ad alta definizione.
Allestimenti La versione Elegance è la «superclassica», con inserti in legno e finiture cro-

dai 41.000 euro della E 200 diesel ai 74.000 della 500 benzina (130.000 per la versione AMG). In estate arriverà anche la E 300 BlueTec Hybrid, che combinerà un motore elettrico da 20 kW al turbodiesel della 250, col quale si potranno percorrere 23,8 km con un litro di gasolio. Già in listino invece, a 51.000 euro, la E 2000 NGT, la berlina a gas metano più potente sul mercato.
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New York 6-15 aprile

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Pechino 27 aprile2 maggio

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Parigi 29 settembre 14 ottobre

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Los Angeles 28 novembre 9 dicembre

MERCEDES E 200 CDI
LA SCHEDA TECNICA Motore Cilindrata Potenza Coppia Consumi Lunghezza Larghezza Prezzo 4 cilindri diesel 2.143 cmc 136 Cv 360 Nm 5,1 litri/100 km nel ciclo combinato 4,86 metri 1,85 metri 41.946 euro

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Motor Show Bologna 7-16 dicembre

A PADOVA

Passione Moto Il 3-4 marzo mostre e custom
Passione Moto torna a Padova Fiere il 3 e 4 marzo. La seconda edizione offrirà mostre tematiche di marchio che sono in rassegna: Laverda, Indian, BMW, Motomorini, Bimota. Velomotor Testi, Bianchi. Poi la mostra sulla storia della motorizzazione italiana del dopoguerra e l’esposizione dedicata al fenomeno Custom con le categorie Freestyle, Metric, Modified Harley Davidson, Old Style, Streetfighter & Sport Bike, Café Racer e Bagger.

aNovegro

CROSSOVER FIAT VERSIONE QUATTRO RUOTE MOTRICI DA 30 MILA EURO

La Freemont integrale ora sfida tutti i terreni

DA DOMANI A DOMENICA

Retrospettiva sulle rosse
Nell’ambito della mostra-scambio di Novegro (MI), che si tiene da domani a domenica, retrospettiva sulle grandi Ducati da corsa di ieri: c’è anche la 750 che vinse alla 200 Imola fece doppietta Paul Smart (nella foto) e Bruno Spaggiari.

(co.ca) Dopo la Punto 2012 un’altra novità Fiat, il Freemont AWD cioè a quattro ruote motrici e in due motorizzazioni: il 2000 cmc turbodiesel da 170 Cv il sei cilindri 3600 cmc a benzina da 280 Cv. Entrambe sono disponibili anche con cambio automatico a 6 marce. Una variante, quella a trazione integrale che si aggiunge al Freemont con le ruote motrici solo anteriori e che viene proposta anche in versione Lounge, con maniglie e barre sul tetto cromate e cerchi satinati da 19", sedili riscaldabili, schermo da 8,4" con touchscreen per il navigatore, telecamera posteriore e impianto audio Alpine. Data di lancio prevista a fine mese. A meno di 30.000 euro.
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La Fiat Freemont AWD sarà disponibile dalla prossima settimana

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CICLISMO IL SICILIANO

Nibali svela i piani per il Tour C’è tanta pista
Corre in Oman e sabato vuole provarsi in salita: «Devo osare e seguire il cuore». I test a Montichiari
DAL NOSTRO INVIATO

CARTOLINE DALL’ASIA MARE AGITATO, I CORRIDORI STANNO MALE
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CIRO SCOGNAMIGLIO

2ª TAPPA ALLO SLOVACCO

twitter@cirogazzetta
WADI DAYQAH DAM (Oman)

Occhialoni neri, musica a palla e uno sguardo divertito alla Jim Carrey mattatore di Ace Ventura 2. Vincenzo Nibali ha «neutralizzato» così il mal di mare che ieri mattina, nel trasferimento in barca verso la partenza della 2ª tappa del Giro dell’Oman, ha afflitto diversi suoi colleghi (e pure Eddy Merckx, come al solito al seguito, che ha avuto bisogno di una pastiglia). Poi il siciliano della Liquigas si è battuto molto bene da regista nel finale per favorire il successo del compagno Sagan: «Abbiamo lavorato dall’inizio, io ho rintuzzato qualche attacco, poi ho perso un po’ le ruote di quelli più esplosivi nel finale (13˚ a 9", ndr), ma tutto bene e una grande vittoria di Peter».
Programma Il Giro dell’Oman è

Toh, riecco un talento: Sagan, l’anti Gilbert
WADI DAYQAH DAM (Oman)

GREIPEL ORA È A 4"

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Vincenzo Nibali, 27 anni, con il grande Eddy Merckx, 66 YUZURU SUNADA

« «

il secondo impegno stagionale per Nibali: viene dopo il Tour de San Luis ed è uno «step» importante del programma. «Sì, perché si pedala in gara per una settimana al caldo, in Europa sarebbe impossibile. C’è un bel traguardo sabato in salita, però bisognerà stare attenti prima a non spaccarsi per il vento. Se starò bene, cercherò di piazzare il colpo. Nel 2011 ho selezionato gli obiettivi ma non ho raccolto tanto (nessuna vittoria, ndr). Dunque meglio provarci sempre. Meglio osare e seguire il cuore». Peccato allora che in Oman non ci sia quest’anno la cronometro: Nibali in Argentina non ha tenuto le ruote dei primissimi in salita ma contro il tempo è stato battuto solo da Leipheimer.
Lavoro «Sì, abbiamo lavorato

«Dalla Sardegna stiamo lavorando molto sulla crono: telaio, manubrio, posizione, bici Al Tour 96 km di cronometro: anche un piccolo particolare può essere decisivo

braio, appuntamento in pista a Montichiari, sotto il vigile occhio del preparatore Paolo Slongo. Quasi una primizia. «Cercheremo di capire — spiega il tecnico veneto — se è il caso di tenere il manubrio parallelo al terreno oppure alzarlo leggermente nella parte finale, e lavoreremo con l’Srm sulla bici da crono. Dobbiamo trovare la posizione più aerodinamica senza perdere potenza e confortevolezza».
Gruppo Nibali ha previsto di es-

«In pratica, ho vinto alla prima occasione utile. Wow!». Peter Sagan ha ragione. Il fenomenale talento slovacco della Liquigas aveva già corso il Giro del Qatar, raccogliendo due terzi posti ma su traguardi non proprio adatti alle sue caratteristiche. Ieri, lo strappo finale della 2ª frazione in Oman era ideale per esaltare la sua potenza e lui non ha tradito. Sagan è un ragazzo timido — ha solo 22 anni — e non padroneggia ancora perfettamente l’italiano, ma chi lo frequenta giura che abbia grande spirito. Per gli avversari però poche cortesie: 5 successi nel 2010 da neopro’ (tutti World Tour), 15 nel 2011 (3 tappe alla Vuelta, il suo primo grande giro).
Che coppia La Liquigas, che l’ha scoperto, si frega le mani. Lui e Viviani nel 2011 hanno portato in dote i tre quarti dei successi (23 su 31). Quest’anno addirittura il 100%: 6 su 6, con i 5 di Viviani. E il team di Amadio è l’unico italiano finora ad avere vinto nel primo mese (i due successi Androni sono arrivati dalla Vuelta Tachira, corsa 2.2). Intanto gli occhi di Sagan, anche leader della corsa che oggi aspetta i velocisti puri, quasi sembrano stupirsi di tanto interesse: «Conto di essere a Sanremo e Fiandre, non so se farò la Roubaix. Vincere una di quelle sarà ben più difficile. Intanto cercherò di ripetermi qui». Sa come si fa.
ci. sco.

ARRIVO: 1. Peter SAGAN (Slk, Liquigas) 140,5 km in 3.10’44", media 44,198; 2. Cooke (Aus, GreenEdge); 3. Slagter (Ola, Rabobank); 4. Gallopin (Fra); 5. Navardauskas (Lit); 8. Fuglsang (Dan); 9. Cancellara (Svi) a 4"; 10. Greipel (Ger); 13. Nibali a 9"; 47. A. Schleck (Lus) a 39". CLASSIFICA: 1. Peter SAGAN; 2. Greipel (Ger) a 4"; 3. Cooke (Aus) a 7"; 13. Nibali a 22". OGGI: 3ª tappa: Al Awaby-Muscat, 144 km. Peter Sagan, 22 anni
BETTINI

sono quasi 100 (96,1 ndr)». Sì, e senza Contador: per quanto i big stiano facendo a gara a dire che la corsa francese senza lo spagnolo diventi più difficile (ieri è stato il turno di Andy Schleck), di fatto c’è un grandissimo rivale in meno. E anche Nibali lo sa. Ma intanto pensa alla Tirreno-Adriatico, quando dal 7 al 13 marzo sfiderà Evans e Scarponi.
Con Slongo «Ho imparato che

molto sulla crono, a partire dal ritiro in Sardegna. Manubrio, telaio, posizione, bici nuova. Continueremo così perché al Tour di chilometri ce ne

pure un piccolo particolare può essere decisivo», ammette il re della Vuelta 2010. Così, dopo l’Oman, andrà in ritiro con la squadra a Riotorto, in Toscana. Poi, il 28 o il 29 feb-

sere al via anche delle Strade Bianche (già disputata e conclusa due volte, 2008 e 2010), la prima classica Gazzetta della stagione (3 marzo). Dopo Tirreno-Adriatico e Sanremo, volerà a Tenerife per uno stage in altura, abbrivio per le classiche delle Ardenne. Intanto si trattiene volentieri qualche minuto in più a cena, con i compagni: il gruppo si salda anche così. Molti gli hanno fatto notare che è abbronzato: «E’ ancora il sole argentino. Un giorno l’ho preso tutto a sinistra e mi sono bruciato». Un sorriso. E una luce negli occhi: scherzare va bene, ma si vede eccome che vuole tornare a vincere. E presto.
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1 Mal di mare Corridori sdraiati sul ponte della nave: così cercano di combattere il mal di mare nelle due ore di navigazione per raggiungere la partenza BETTINI 2 Festa in bici Peter Sagan, 22 anni, vincitore di tappa, con i bambini dell’Oman SUNADA 3 Paesaggio Il gruppo a Wadi Dayqah, a est della capitale Muscat, dove c’era l’arrivo AFP

IL CASO SQUADRE, LICENZE E INVITI

Pista Coppa del Mondo

DOPO L’OPERAZIONE

Criterium: il Tour dice no a Valverde e Saxo Bank
(ci. sco.) Licenze, squadre, inviti alle corse. Il tema è caldo: l’Uci ha chiesto alla commissione licenze di togliere lo status di squadra World Tour alla Saxo Bank, in seguito alla squalifica di Contador e all’annullamento dei suoi risultati. Lo spagnolo valeva il 64% della dote del team di Riis, e la simulazione proposta ha mostrato come la squadra sarebbe scesa a fine 2011 dalla 12ª alla 24ª posizione, se priva di Alberto. Se perdesse la licenza, non avrebbe più il diritto di partecipare alle grandi corse, ma dovrebbe essere invitata. Con tutti i rischi del caso. Il Tour de France, comunque, non comunicherà le 4 wild-card prima della Parigi-Nizza. L’annuncio potrebbe slittare a fine marzo. Intanto sempre l’Aso ha fatto conoscere le squadre invitate al Criterium International del 24 e 25 marzo in Corsica. E spicca l’assenza proprio della Saxo Bank, insieme a quella della Movistar. Saxo Bank, cioè Contador (ora fermo). Movistar, cioè Valverde, rientrato dopo 2 anni di stop per l’Operacion Puerto. Avevano fatto richiesta di esserci, ma le sei squadre-top scelte sono state Euskaltel, Bmc, Garmin, Ag2r, Fdj, Sky, RadioShack-Nissan. Niente Saxo Bank. A proposito di sgarbi Francia-Spagna...

Recupero lampo Pozzato su strada per 2 ore e mezza
Tanta è la voglia di tornare in gara prima possibile, soprattutto di non perdersi le classiche di primavera, che Pippo Pozzato sta forzando i tempi del recupero e sta battendo ogni record. Caduto giovedì al Giro del Qatar, domenica è stato operato alla clavicola sinistra fratturata, lunedì è uscito dall’ospedale, martedì ha fatto un’ora sui rulli e ieri è uscito addirittura su strada, pedalando per due ore e mezza. «Non fa male — ha scritto su Twitter — e sono molto molto contento di essere già risalito, anche se molti non sono d’accordo».

A Londra prove di Olimpiade: tutto esaurito, c’è Viviani
Con le qualificazioni dell’inseguimento a squadre, si apre oggi nel nuovissimo velodromo di Londra la 4ª e ultima prova della Coppa del Mondo su pista, test event per i Giochi olimpici. Il clou da domani a domenica: previsto il tutto esaurito sugli spalti (6000 spettatori). Oggi nel quartetto l’Italia schiera Scartezzini, Simion, Bertazzo e Coledan. Pronto, in caso di necessità, Elia Viviani, concentrato sull’omnium di domani e sabato per la conquista dei punti decisivi per l’Olimpiade REUTERS

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SCADENZE E DATE

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OLIMPIADE L’INCHIESTA

PROBLEMI DA AFFRONTARE

Prossima puntata sport, scuola e club
Il presidente del Consiglio Mario Monti martedì ha detto no, non parteciperemo alla corsa all’organizzazione dei Giochi. Gli

2013 Tra il primo maggio e il 30 giugno sarà fissata la data di convocazione del Consiglio nazionale che dovrà eleggere in nuovo presidente del Coni. 23-25 MAGGIO A Quebec City verrà stabilita la short list delle città che dovranno aspettare la decisione del 7 settembre 2013. Probabile che resteranno solo 4 città: Madrid, Istanbul, Baku e Tokyo. Probabile l’esclusione di Doha, che ha chiesto di disputare i Giochi dopo le date stabilite per fattori climatici. 7 SETTEMBRE A Buenos Aires si terrà la sessione del Cio nella quale verrà scelta la città che ospiterà i Giochi estivi del 2020. 2012 Subito dopo l’Olimpiade di Londra di quest’estate, saranno convocate le assemblee elettive di tutte le federazioni olimpiche, quelle non olimpiche svolgeranno le loro assemblee dalla primavera successiva

italiani a quanto dicono i sondaggi l’hanno presa senza drammi, anzi sono con lui. Petrucci e il Coni fanno i conti con la «ferita» del no a Roma 2020 e il giorno dopo l’amarezza sembra ancora più grande per il sogno svanito. Il rischio è che il passo indietro olimpico possa rimbalzare sui

tanti problemi del nostro sport, alla ricerca di tante risposte e naturalmente preso in mezzo come tanti altri settori della vita dai venti dei tagli alle risorse. Insomma, che a rinuncia si sommi rinuncia raddoppiando la sconfitta. Ipotesi che il ministro dello sport Gnudi ha respinto al

Senza Giochi Italia, riparti
Impianti: primo nodo Ricominciamo subito!
Comuni al Governo: «Apriamo Il tavolo sull’impiantistica» Da Tor Vergata alle strutture incompiute: cambiare rotta
Un tavolo nazionale per l’impiantistica sportiva. Da riaprire, subito. Il governo Monti potrebbe cominciare da lì, da questo organismo nato da un decreto ministeriale ai tempi di Prodi, riunito da allora solo due volte negli ultimi anni (dal sottosegretario Crimi, poche settimane prima della caduta di Berlusconi), con dentro non solo Comuni, Regioni, Province, Coni. «Nel tavolo è rappresentato il ministero dello Sport, ma anche l’Economia, le Infrastrutture, l’Istruzione. Ministeri con portafogli. Speriamo che a fine febbraio arrivi la convocazione del ministro Gnudi», spiega Roberto Pella, assessore allo sport del comune di Biella e coordinatore di tutti i suoi colleghi per l’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.
Gli incompiuti Gnudi potrebbe cominciare da lì. E magari interessarsi di quella che potrebbe essere una delle prime vittime della caduta di Roma 2020: il palazzo di Tor Vergata disegnato da Santiago Calatrava, stremato da un percorso infinito visto che la prima pietra fu posta addirittura il 21 marzo del 2007 all’epoca di Veltroni. Oggi è una copertura, un punto interrogativo e una cifra, 500 milioni di euro, che mette paura. «Già nel 2006-2007 avevamo sottolineato più volte le criticità di un’operazione così grande», racconta Roberto Buccione, marciatore dal passato olimpico e architetto italiano dal lungo curriculum sportivo (suo il Banche Marche Palas di Ancona, dieci milioni di euro di spesa). A poche ore dalla decisione di Monti, Alemanno ha spiegato di aver ricevuto un’offerta di

sono fondi europei per il risparmio energetico, o anche per la politica delle infrastrutture» che potrebbero essere messi in gioco. Ma sono diverse le cose che si possono immaginare. L’associazione Libera presieduta da Don Ciotti da anni si occupa di beni confiscati ai mafiosi, strutture ma anche soldi. «Siamo contrari alla vendita e favorevoli invece all’utilizzo dei fondi sequestrati per il loro riutilizzo sociale - dice una nota dell’associazione sulla questione Ma l’importante è che l’Agenzia dei beni confiscati abbia il personale e le risorse per lavorare». Fra i beni ci sono strutture che farebbero la felicità di diverse associazioni sportive. Il problema poi è di aiutare la gestione e la difesa civile di questi luoghi come dimostra l’esperienza di Rizziconi, in Calabria, il campo dove in novembre arrivò pure la nazionale di Prandelli per dire no alla Ndrangheta.

Il ministro Gnudi potrebbe coordinare l’organismo Come finanziare i recuperi delle strutture. Un colpo agli stadi?
E gli stadi? «E’ importante però

distinguere fra la legge sugli stadi e l’impiantistica diffusa per tutti», chiede Pella. A proposito di Legge, è ancora fermissima al palo. Sembra una questione non più di contenuti (trovato l’accordo sui «vincoli», rinviato ad altro provvedimento legislativo il finanziamento dello sport di base), ma soltanto di forma. Il problema è limare il testo per avere la «legislativa», cioè un sì definitivo già in commissione - ma ci deve essere l’accordo di tutti i gruppi parlamentari - senza passare per l’assemblea di Montecitorio. una società svizzera: 380 milioni di euro per 25 anni di gestione. I numeri resisteranno al dietrofront olimpico?
Piano di recupero Non c’è solo

Tor Vergata. Buccione fa l’esempio dell’abbandono del bacino olimpico di Roma ’60 a Castelgandolfo per il canottaggio. Il Tavolo potrebbe lanciare un grande pieno di recupero delle strutture esistenti. «Basta con il gigantismo, con gli impianti nuovi, ma la politica deve utilizzare le competenze, capire che non può decidere da sola», spiega ancora Buccione. L’idea potrebbe essere quella di finanzia-

re il recupero di strutture in modo virtuoso: io ti do i soldi se tu mi fai vedere il tuo piano di «ritorni» e di gestione. «Ma è importante anche che i comuni siano svincolati dal patto di stabilità per quanto riguarda l’impiantistica sportiva — chiede Pella a nome dei comuni — Bisogna capire che lo sport non è un investimento a fondo perduto, mediamente rappresenta il 2 per cento del Pil europeo, in una zona come Barcellona arriva al 4».
Fantasia Il problema è anche

L’architetto Santiago Calatrava col sindaco di Roma, Gianni Alemanno (sin.), col progetto della città dello Sport di Tor Vergata. Sotto, il premier Mario Monti

E la banca? Sugli stadi, diversi progetti rischiano di ricevere un brutto colpo dal commissariamento dell’Istituto per il Credito Sportivo da parte della Banca d’Italia. I suoi mutui hanno finanziato lo Juventus Stadium, altri progetti sono in divenire: i nuovi stadi di Udine, di Cagliari, di Palermo, il centro sportivo del Novara. La Banca dello sport, con la sua liquidità, resterà tale o è destinata a essere «mangiata» dalla Banca d’Italia?

avere fantasia. Pella spera nel Tavolo perché, per esempio, «ci

servizi da Roma a cura di MAURIZIO GALDI E VALERIO PICCIONI

LE CIFRE CHI DA’, CHI RICEVE E CHI SI DIVIDE I FINANZIAMENTI NELLO SPORT ITALIANO

I TAGLI FEDERALI

La Finanziaria dà al Coni 408 milioni all’anno
Quanto costa lo sport italiano? Quanto spende? Chi lo paga? Il punto di partenza è naturalmente il Coni, che riceve il suo finanziamento dallo Stato attraverso la destinazione della somma di 470 milioni che ogni anno viene fissata dalla legge di stabilità (un tempo Finanziaria). Negli ultimi due anni il contributo è stato ridotto e il taglio maggiore è stato quello di cui ha dovuto tener conto il budget 2012. Infatti il contributo statale è passato da 447,8 milioni di euro del 2011 ai 408,9 milioni per il 2012; a questa somma vanno aggiunti circa 12 milioni di ricavi commerciali e 7 dall’attività delle strutture territoriali (contributi ai comitati da parte di enti e sponsor). Visto il taglio è stato previso di ridurre del 20 per cento il contributo per le attività sportive 2012.
Contributi federali Il taglio mag-

La Federcalcio riceverà nel 2012 16 milioni in meno
La Federcalcio è la federazione che avuto il taglio maggiore per il 2012: 16 milioni di euro. In parte la Figc farà fronte al taglio con l’avanzo di bilancio che ha avuto nel 2011. Nel bilancio approvato dal Consiglio federale il 20 dicembre, infatti, c’è un avanzo di sei milioni. Comunque nel formulare il budget 2012, anche in Figc si è lavorato a un taglio sostanziale dei costi.

giore lo accusa la Federcalcio che perde 16 milioni, il 41 per cento della riduzione prevista per tutte le federazioni (circa

39 milioni). Per questo l’atletica passa a 5,125 milioni (erano 6,438), il nuoto a 4,720 (5,930), il ciclismo a 3,973 (4,991), la scherma a 3,816 (4,794), la ginnastica a 3,528 (4,432), il volley a 3,095 (3,888), il basket a 3,024 (3,799). Nessun taglio per le federazioni che ricevono il contributo sotto il milione di euro. In totale il Coni trasferisce alla federazioni 159 milioni e mezzo oltre a oltre 58 milioni in risorse umane (personale). 3,5 milioni vanno al

club olimpico e 4,5 milioni circa sono previsti quest’anno per i premi ai medagliati di Londra 2012. Circa 138 milioni vanno alla Coni servizi Spa che con quei soldi si occupa di «gestire» il personale del Coni e gli impianti sportivi. Fra cui lo stadio Olimpico di Roma. Che ha un bilancio comunque vicinissimo al pareggio: 12 milioni di gestione che rientrano via Roma, Lazio, concerti e altri eventi, ora anche Sei Nazioni di rugby.

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mittente appena pochi secondi dopo il «niet» di Monti, promettendo che il Governo si occuperà di sport e soprattutto di pratica sportiva. In due puntate proviamo a capire da dove si può ricominciare e quali sono gli argomenti più scottanti su cui costruire una «ripartenza»

chiedendo a Monti e al suo Governo delle risposte. La lista è molto lunga e il censimento non potrà essere esaustivo. Nella prima puntata ci occupiamo di impianti sportivi. Da salvare, da recuperare, da costruire, da finanziare, da gestire. Quali strumenti, anche legislativi, per

poterlo fare? Nella seconda puntata, ci occuperemo di sport diffuso, delle società sportive e delle loro grandi difficoltà, del momento gruppi militari e di quanto sta succedendo (o non succedendo) nella scuola. 1 -) continua

IL RILANCIO MANCATO

La protesta dei costruttori per il no
Secondo una stima fatta da StageUp del giro d’affari (compreso l’indotto) derivante dalla costruzione e dal

rifacimento di stadi e palasport italiani entro il 2022 è di 6 miliardi di euro, con la creazione di 85.000 posti di lavoro. Per questo ieri i costruttori che vedevano nei giochi olimpici un aiuto importante per aiutare il settore a «risollevarsi dalla crisi», protestavano contro il no

di Monti ai Giochi 2020 e il presidente dell’Acer, Batelli ricorda: «Secondo recenti studi il Pil di Roma con le Olimpiadi sarebbe aumentato di 3,8 punti percentuali nell'arco di 4 6 anni, quello italiano di quasi 2 punti. Gli effetti negativi di questa decisione sono elevatissimi»

IL GIORNO DOPO IL PRESIDENTE DEL CONI SCRIVE UNA LETTERA APERTA

Petrucci: «Basta dire eventi uguale malaffare»
Il no di Monti per la candidatura olimpica continua a dividere politici e dirigenti
ROMA

«È ora di finirla di associare puntualmente le manifestazioni sportive a scandali e malaffare. Lo sport non è più disposto a pagare questo pegno». Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, invia una lettera ad atleti e dirigenti sportivi all'indomani del no del governo Monti alla candidatura di Roma per i Giochi olimpici del 2020. La lettera aperta, pubblicata integralmente sul sito del Coni, si apre con il rammarico di Petrucci per la decisione di Mario Monti: «Oggi è un giorno triste nella storia dello sport italiano. Ieri infatti il Governo Italiano ha deciso di non firmare la lettera di garanzia richiesta dal Cio per accogliere la candidatura di Roma ai Giochi olimpici del 2020. Non entro nel merito della decisione del Presidente del Consiglio, che l'ha motivata con considerazioni di carattere esclusivamente economico, connesse alla situazione del Paese. Il mondo dello sport è consapevole di aver fatto la sua parte in modo perfetto».
Tristezza Ma la giornata del pre-

Pescante e Passera Il giorno dopo è anche quello dei retroscena. La ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri dice categorica: «Siamo stati tutti d’accordo in Consiglio dei Ministri sulla scelta di rinunciare». Ma Pescante, ormai ex presidente del Comitato promotore, non ci crede: «Passera era favorevole», dice a «Un giorno da pecora», su Radio 2. E Berlusconi era d’accordo? «Non sono tanto sicuro di questo». E gli altri eventi? Intanto l’Italia,

Il presidente Coni Gianni Petrucci

che le avevano presentate, ad eccezione dell’onorevole Cicchitto, poi serenamente hanno detto che hanno fatto bene a non dare le Olimpiadi. Il giorno dopo o la sera stessa hanno applaudito all'iniziativa del premier, questo mi mette un po’ di tristezza».
Parlamento europeo Intanto Ma-

in particolare Bologna, sta lavorando all’idea di candidarsi ad ospitare le Universiadi del 2017. Ieri il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola, si è fatto però alcune domande: «Giustamente, con la giunta, abbiamo messo le mani avanti. La notizia può avere delle conseguenze anche per noi. Ma non è detto, Universiadi ed Olimpiadi sono cose diverse e gli importi sono diversi».
A Losanna Il presidente Petrucci nella sua lettera aperta parla anche di come il no di Monti è stato accolto al Cio. «Anche il presidente Jacques Rogge — scrive Petrucci — nell’esprimere il suo rammarico per la decisione del Governo ci ha ringraziato per il lavoro e gli sforzi fatti, auspicando una ripresentazione della candidatura in tempi migliori». Fonti del Cio, comunque, hanno anche parole di apprezzamento per Monti: «È una persona seria e la decisione sofferta che ha preso, ne è la prova». L’importante è anche che l’Italia conservi la sua forza all’estero. Il 7 settembre 2013 sarà l’ultima seduta presieduta da Rogge, poi toccherà, è quasi certo, all’attuale vicepresidente tedesco Thomas Bach.
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sidente del Coni era cominciata a La telefonata di Belpietro su Canale 5. In particolare la sua «tristezza» era motivata dal cambio di posizione di molti politici: «Erano state presentate delle mozioni a favore della candidatura e le stesse persone

rio Monti era a Strasburgo al Parlamento europeo e lì è tornato a parlare di Olimpiadi. «Ho dovuto prendere una decisione difficile e non popolare, dicendo no a un magnifico progetto per portare a Roma i Giochi del 2020. C'è stata molta delusione in Italia, e a Roma soprattutto, ma l'imperativo essenziale per l'Italia — ha spiegato — nel proprio interesse è che venga evitato ogni gesto di rinvio al futuro di possibili oneri di certificazione incerta. Non sarebbe in linea con quello che stiamo facendo, non mi sembra giusto scaricare responsabilità sulle generazioni future. Io spero ci siano altre occasioni per altri eventi del genere in Italia».

CASO SONDAGGI PERCHE’ IN POCHI GIORNI IL GIUDIZIO E’ STATO RIBALTATO

«Italiani contro Roma? Solo per il portafoglio»
Mannheimer spiega: «Prima si faceva una scelta di cuore, poi Monti è stato capito»
STUDIO CONI
E allora come spiega questi grandi numeri che appoggiano il no del premier?

Quattro regioni hanno dati 2006: gli impianti in più
Rispetto ai dati del grafico, un’elaborazione Cnel su dati di Regioni, Coni e altri enti risalente al 2003, per le regioni Lazio, Toscana, Marche e Puglia esiste un aggiornamento più recente, effettuato nel 2006. In quell’anno nel Lazio risultavano 13.100 impianti destinati all’attività sportiva; in Toscana 10.553, nelle Marche 5796 e in Puglia 6443.

Tutto nasce dai sondaggi. Il 12 gennaio, alla presentazione della relazione di fattibilità Fortis-Carraro, era stato presentato quello dell’Ispo del professor Renato Mannheimer: il 74 per cento degli italiani (la percentuale saliva al 77 per i romani) era favorevole al fatto a Roma 2020. Ieri a gazzetta.it l’84,4 per cento diceva di essere d’accordo con il no di Monti. Tanto che il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha ironizzato: «Adesso ogni sei mesi chiederemo una grossa manifestazione mondiale, ci sarà negata e quindi la fiducia nel Governo aumenterà».
Professor Mannheimer gli ita-

«Di fronte alla spesa, la scelta degli italiani è stata diversa. Quando il premier ha spiegato che Olimpiade a Roma significava problemi di bilancio per l’Italia, tutti hanno accettato la decisione del Governo e si sono detti d’accordo con il no all’ Olimpiade 2020».
Quindi quella di ieri è stata una scelta col portafoglio e non col cuore?

liani hanno cambiato idea?

«Non credo. Se ripetessimo oggi la domanda che abbiamo fatto nell’occasione del sondaggio che abbiamo presentato il 12 gennaio, la risposta sarebbe la stessa. E io personalmente sono convinto che lo stesso premier Mario Monti si direbbe favorevole all’Olimpiade».

«Diciamo che davanti alle prospettive di non avere le certezze della spesa e di fronte alle scelte illustrate dal presidente del Consiglio, l’italiano ha preferito guardare al portafoglio e ha ragionato sul piano economico e non sul sogno olimpico».
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IL COMMENTO di JOSEFA IDEM

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BASKET Final Eight Coppa Italia
Da oggi a domenica al PalaOlimpico di Torino si assegna il primo trofeo della stagione la Coppa Italia.

Otto partecipanti, le migliori in classifica al termine dell’andata, quattro giornate di gare a eliminazione diretta, una grande favorita, Siena. L'obiettivo? Superare il successo del 2011

Prova
Tutti contro Siena Super McCalebb «Se parte, è finita»
Un quintetto di esperti sul fenomeno Mps Gallinari: «È meglio di tanti play della Nba»
Oltre a essere naturalmente favorita, Siena è guidata in campo da uno dei pochi giocatori che si possono definire immarcabili: Bo McCalebb. Per vincere la Coppa Italia, occorre battere Siena e, in qualche modo, limitare il suo play. Lo scorso anno Siena vinse anche senza McCalebb che era infortunato. Ecco il parere di chi lo vede dal campo, da fuori, da chi lo deve marcare o chi deve organizzare la difesa contro di lui.

IL PERSONAGGIO

«Io in Nba? Meglio stare qui a Siena»
Perché uno come Bo McCalebb non gioca nella Nba? «Sento di poter essere un giocatore importante anche in Nba ma non voglio andarci per fare il terzo play: voglio giocare, e penso che il modo migliore per farlo è restare qua», disse McCalebb al ritorno a Siena, dove Minucci lo ha blindato fino al 2014. «Perché non posso chiedere di meglio di quello che ho qui, sotto ogni punto di vista — ha commentato il prolungamento McCalebb, parlando anche del lavoro fatto con Pianigiani —. Venire a Siena mi ha reso un giocatore molto migliore, sono cresciuto molto: penso di aver migliorato la comprensione del gioco». Oltre alle gambe (bioniche) c’è di più. Dopo l’Europeo da 21.4 punti, sta giocando un’Eurolega da marziano: terzo marcatore con 18.1 punti, il 72.1% da due e il 60% da tre. «Resterò in Europa l’anno prossimo. Sto bene, forse non è il momento giusto per andarsene», ha detto. Ha un conto in sospeso con l’Eurolega: l’anno scorso la frattura del piede lo fece arrivare alla Final Four (già raggiunta con l’altra «favola» Partizan) come l’ombra di sé stesso. E ha un altro conto da saldare ancora prima: per lo stesso infortunio saltò anche la Final Eight. Nel palmares ufficialmente c’è, ma nella sua testa la Coppa Italia è l’unico trofeo italiano che ancora gli manca. Giuseppe Nigro

di stare sempre sulla direttrice del canestro. Nella difesa del pick and roll, meglio passare dietro il blocco e sfidarlo al tiro da fuori. È l’unico punto debole, o meno forte, che ha».

GIANMARCO POZZECCO
Ex play e commentatore tv «Lo chiedete a me che in difesa ero il rottweiler per eccellenza, eh? In campo aperto è immarcabile, se ti prende in velocità non c’è niente da fare. L’unica alternativa è "battezzarlo" e concedergli il tiro da tre, passando sempre dietro il blocco nel pick and roll. E’ importante che i lunghi rientrino in difesa il più velocemente possibile, quella era una cosa che a me dava fastidio, battevo spesso il mio marcatore ma se poi trovavo un lungo diventava dura. La differenza è che McCalebb tira in faccia anche ai lunghi... Ha anche la grande abilità, tipica dei giocatori afroamericani, di saper concludere il terzo tempo staccando con entrambi i piedi, cosa che lo rende ancora più immarcabile».

FRANCO CASALINI
Coach e commentatore tv «McCalebb è uno di quei giocatori che se vogliono fare la partita, la fanno e basta. Come i Diamantidis o gli Spanoulis, è un giocatore che può annullarsi unicamente da solo. La vecchia regola è: cercare di fare in modo che a uno così, non si aggiungano anche i suoi compagni. Puoi cercare di impegnarlo seriamente quando è in difesa. E puntare sul suo tiro che è meno forte della penetrazione. Lavorare sul pick and roll in modo che i suoi passaggi siano più lenti possibili. Oppure prendere un bel rosario».

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SERGIO SCARIOLO
Allenatore di Milano «L’esplosività unita alla velocità negli spazi brevi lo rendono quasi unico in Europa. Il tentativo logico è farlo giocare più lontano possibile da canestro. Nessun allenatore si pone il problema di fermare McCalebb. Potrebbe avere senso se giocasse in una squadra più scarsa. Ma Siena è piena di grandi giocatori, esperti, che segnano facilmente. Il problema è quindi collettivo. Ad esempio, allo scorso Europeo, con la Macedonia assumeva ancora più iniziativa in un sistema che si appoggiava su 5-6 marcatori al massimo. Quando lo abbiamo affrontato con la Spagna, ho scelto di marcarlo con un giocatore più alto come Rudy Fernandez: non è andata né bene né male, probabilmente come se lo avesse marcato un play. Occorre pensare più agli altri perché non faccia più danni dei suoi 13 punti di media a partita».
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Le Final Eight di Coppa Italia iniziano oggi al PalaOlimpico di Torino.

DANILO GALLINARI
Ala di Denver ex Milano «È un ottimo giocatore. Secondo me potrebbe giocare in Nba. Anzi, è migliore di alcuni playmaker che giocano qui in America. Non so se possa essere protagonista come in Europa ma sicuramente può dire la sua. Cosa fare contro di lui? Cercare di rientrare in difesa in 5 e occupare l’area prima che ci arrivi lui. E cercare di far vedere 5 difensori in area di modo che sembri occupata. In uno contro uno bisogna cercare di bloccare la sua penetrazione e concedergli un po’ il tiro. Sembra facile a parole...».

Lester «Bo» McCalebb, 26 anni, play di 1.83, è alla seconda stagione a Siena GETTY IMAGES

PROGRAMMA QUARTI DI FINALE Oggi Siena-Sassari (17.45), Milano-Bologna (20.30) . Domani: Pesaro-Venezia (17.45), Cantù-Avellino (20.30). SEMIFINALI: Sabato: vincenti gare oggi (17.45), vincenti gare di domani (20.45). FINALE: domenica ore 17.

BIGLIETTI Si possono anche acquistare online sul circuito www.ticketone.it, nei punti vendita Piemonte Ticket e al PalaOlimpico (apertura biglietterie alle 15). I prezzi per i quattro ordini di posti vanno, per i quarti, dai 23 ai 92 euro, per le semifinali da 28 a 125, per la finale da 34 a 125 euro. Gli under 16 hanno notevoli sconti.

GIUSEPPE POETA
Play della Virtus Bologna «Non puoi assolutamente concedergli il campo aperto, perché quando parte in velocità, puoi fermarlo solo se gli spari... Non fa differenza tra mano destra o sinistra, quindi non ha senso in difesa portarlo su un lato per metterlo in difficoltà. L’unica strada è cercare

INTRATTENIMENTO Alle gare si potranno ammirare il corpo di ballo delle Flames e il gruppo di freestyler Damove, oltre alla musica di radio 105 e a Volpone la mascotte. Oltre 1500 bambini giocheranno nei tornei allestiti al PalaOlimpico e l’evento coninvolgerà 250 atleti Special Olympics.

a cura di P. BARTEZZAGHI, L. CHIABOTTI E M. ORIANI

ARBITRI Oggi alle 9.45, incontro organizzato dal Cia tra gli allenatori e arbitri che durante le Final 8 parteciperanno a stage con gli osservatori.

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Scontri diretti tra le otto Milano ha il miglior bilancio Sassari, solo tre vittorie
Considerati gli scontri diretti in campionato tra le otto qualificate ai quarti di finale, questa è la classifica avulsa: Milano 7 partite vinte, 3 perse (nella foto JR Bremer); Cantù 5-4; Avellino, Siena, Pesaro 4-4; Venezia e Bologna 4-5; Sassari 3-6.

Siena ha vinto le ultime tre Nella storia nessuno ha conquistato 4 Coppe di fila
Siena (nella foto Stonerook) ha vinto le ultime tre coppe come Varese (1969 71) e Treviso (1993 95 e 2003 05). L’albo d’oro delle Final Eight: 2000 Treviso; 2001 02 Virtus Bologna; 2003 04 05 Treviso; 2006 Napoli; 2007 Treviso; 2008 Avellino; 2009 10 11 Siena.

Le partite in diretta su La7d Una semifinale e finale su La7 Tutte in streaming sul sito
Tutte le partite saranno in diretta su La7d con il commento di Ugo Francica Nava e Gianmarco Pozzecco (foto). La finale e la semifinale di sabato delle 17.45 saranno in diretta su La7. Inoltre sarà possibile seguire tutte le partite in streaming on demand su www.la7.it.

a fermarmi
SIENA-SASSARI
30.9%, ali 38.8%, pivot 12.3% L’analisi di Marco Crespi* Caratteristiche Siena: pressione fisica e durezza mentale, press costante sulla palla, responsabilità individuale nel fermare gli avversari in uno contro uno, la doppia dimensione (post basso, tiro centrale dopo un blocco) di Andersen e Lavrinovic. Cosa può fare contro Sassari? Sui veli per il tiro di Travis Diener, staffetta difensori per avere freschezza, uscire aggressivi su di lui con il lungo per negare gli scarichi. Caratteristiche Sassari: penetra e scarica, contropiede, sempre 4 giocatori fuori dalla linea dei tre punti. La velocità di passaggio con

Prima contro ottava? No, con la seconda

D. Andersen, 31, e D. Diener, 30
Prima contro ottava? Errore. Prima contro seconda: dalla fine dell’andata a oggi, Sassari ha scalato la classifica. Si presenta contro i campioni con 5 successi consecutivi alla spalle compreso l’ultimo, a Milano, senza Travis Diener in dubbio anche per stasera. Al completo Siena. «Sassari affronterà la partita con serenità e convinzione, in un campo neutro e in un’atmosfera ovattata che renderà la partita ancora più particolare ed impronosticabile» dice Simone Pianigiani. Precedenti: Sassari Siena 75 91. Top scorer: David Andersen 15.1 di media, Drake Diener 15.9. Punti fatti /subiti: Siena 78.8/71, Sassari 78.1/77.8. Distribuzione punti per ruolo: Siena: guardie 45.6%, ali 39.9%, pivot 22.4%. Sassari: guardie

la mano destra di Travis Diener, i tagli sul fondo di Hosley e Easley. Cosa può fare contro Siena? Tentare di diminuire la pressione Mps per continuare a correre, far portare la palla da chi non è marcato dal miglior stopper, lunghi che bloccano a tre quarti campo per aiutare le accelerazioni dei cugini Diener, in difesa usare anche la zona, anche per correre sui rimbalzi lunghi. * Crespi, già allenatore in A di Milano, Biella, Pesaro, Casale analizza tecnicamente per noi le sfide dei quarti di finale.

PESARO-VENEZIA

Reyer sorpresa E’ la squadra del momento

J. White, 29, e K. Clark, 27

Venezia ha battuto Siena e Cantù nelle ultime due partite disputate. Neopromossa in A all’ultimo momento, si trova in una posizione invidiabile: per lei è un successo essere a Torino e non ha nulla da perdere. Quindi è pericolosissima nonostante l’assenza per infortunio di Fantoni che starà fuori almeno un mese. «E’ il campo a dire che in questo momento, Venezia è la squadra più in forma del campionato» dice il coach di Pesaro Dalmonte, che ha la squadra al completo. «Noi e Sassari siamo le Cenerentole — dice Mazzon — sulla carta Pesaro è più forte di noi ma vogliamo dimostrare di saper ancora crescere».

Precedenti: Pesaro Venezia 58 71. Top scorer: James White 16.4, Keydren Clark 13.8. Punti fatti/subiti: Pesaro 74.1/76.4, Venezia 76.6/74.9. Distribuzione punti per ruolo: Pesaro guardie 33.4%, ali 27.2%, pivot 13.6%; Venezia guardie 38.1%, ali 27.8%, pivot 10.6% L’analisi di Marco Crespi Caratteristiche Pesaro: White&Jones, due ali, il primo per l’uno contro uno, Jumaine per finalizzare i vantaggi creati dall'esecuzione. Cambi in difesa per togliere efficacia ai blocchi. L’ultimo quarto di Hickman: Ricky «sente» il cronometro, come difensore, tiratore, passatore. Cosa fare contro Venezia? Togliere riferimenti alla zona 3 2 match up, efficace nella sconfitta di campionato, scegliere se raddoppiare o forzare la penetrazione di Clark che usa i blocchi per tirare da tre. Caratteristiche Venezia: Tamar Slay (e Rosselli) point forward, cioè sono ali che costruiscono il gioco. Essere più veloci in ogni posizione. E’ la regola D'Antoni: 3 guardie, un'ala piccola in ala grande. Un 4 come unico lungo. Venite a prenderci! Cosa fare contro Pesaro? Come difendere su White? Meglio lasciargli i suoi punti e limitare altri? Allargare il campo correndo ogni possesso.

MILANO-BOLOGNA

Olimpia, quel vizio di uscire al primo turno

Distribuzione punti per ruolo: Cantù guardie 35.5%, ali 24%, pivot 17%, Avellino guardie 44.2%, ali 34.8%, pivot 22.8%. L’analisi di Marco Crespi Caratteristiche Cantù: sapersi trovare e volersi passare. Cantù attacca ribaltando e muovendo i giocatori sul lato opposto a dove c’è la palla. Ha grandi qualità di passaggio. L’asse Micov Leunen: Micov play nel senso di creatore di gioco, Leunen ad allargare lo spazio con tiro da 3 e passaggi dal perimetro. Cosa fare contro Avellino? Limitare Green alternando difensori con diverse caratteristiche, anticipare Dean per non farlo entrare in partita, anticipare Slay per ridurre le ricezioni e la sua alta produzione di punti per palloni giocati. Caratteristiche di Avellino: ha mani per attaccare: dove arriva la palla correndo trova il talento per segnare. Slay in attacco: quando entra, la Sidigas va da lui. Cosa fare contro Cantù? Avellino ha il miglior attacco ma non contro Cantù: lo scorso anno, in coppa, Avellino ha segnato solo 65 punti fatti, quest’anno in campionato 55. La chiave: difesa su Leunen quando blocca il play e si allontana per tirare da tre. Cambiare e rischiare di marcarlo con Green (alto 1.65)? Aiutare e recuperare e rischiare di essere in ritardo contro il tiro da 3 di Leunen ?

JR Bremer, 31, e V. Sanikidze, 25
Giocata una settimana fa, dopo la bella vittoria della EA7 a Bologna, il pronostico sarebbe più facile, ma in mezzo c’è stato l’ennesimo tracollo milanese con Sassari ma anche la sconfitta di Cremona per la Virtus. Il problema è Poeta: è partito per Torino ma l’infortunio al polpaccio oggi lo terrà al 99% in tribuna. Milano potrebbe dover fare a meno di Mancinelli (ginocchio). «Siamo coscienti — dice Scariolo — che da quando si giocano le Final Eight, Milano si è quasi sempre arenata al primo turno. Sarà una ulteriore motivazione: sono convinto che disputeremo una buona Coppa». Precedenti: Milano Bologna 79 64; Bologna Milano 68 80. Top scorer: Malik Hairston 11.3 (JR Bremer 13 su 3 gare), Sanikidze e Koponen 13.2. Punti fatti/subiti Milano 76/72.9,

Bologna 78.3/76.6. Distribuzione punti per ruolo Milano guardie 31.1%, ali 31.4%, pivot 18.4%. Bologna: guardie 38.1%, ali 44.3%, pivot 15.4%. L’analisi di Marco Crespi Caratteristiche Milano: Grossa taglia fisica nelle ali con Mancinelli, Hairston, Gentile. Possono avvicinarsi a canestro. essere efficienti nei tagli, sorprendere da 3 punti. Ogni vittoria significativa è venuta con la difesa e in gare a punteggio basso. Cosa può fare contro Bologna? Chiudere l'area, usare la zona per togliere i passaggi ai lunghi, meglio rischiare che Poeta tiri sui blocchi per limitare i suoi

scarichi, dare la palla in post basso per togliere atletismo verticale alla difesa di Bologna. Caratteristiche Bologna: Rimbalzi in attacco (11 di media, la migliore) ottenuti aprendo il campo e poi attaccando il canestro con tre giocatori e tagli durante le loro penetrazioni. Il tiro di Koponen, gli uno contro uno di Douglas Roberts. Cosa può fare contro Milano? Impedirle di schierare il «peso» in difesa attaccando già dal contropiede, non raddoppiare sul post basso rischiando piuttosto qualche tiro da fuori.

CANTU’-AVELLINO

Freddo da Lupi contro l’ultimo arrivo: Perkins

V. Micov, 26 anni, e T. Dean, 28

La finalista dell’ultima edizione contro l’ultima squadra che ha tolto un trofeo a Siena, la coppa del 2008. Parlando di basket, una grande sfida tra chi segna di più e chi subisce meno punti. Vitucci è preoccupato: «Fisicamente non siamo al meglio perché nei 10 giorni senza gare non ci siamo allenati con costanza per la neve ma anche per un palazzetto troppo freddo. Dean è in forte dubbio (polso sinistro)». Con Cantù debutta Perkins in regia. Precedenti: Cantù Avellino 90 55 Top scorer: Vladimir Micov 11.3, Taquan Dean 16.9 Punti fatti/subiti: Cantù 74.4/70.7, Avellino 79.9/79.8.

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BASKET Final Eight Coppa Italia
MASSIMO ORIANI

Tutto su Gazzetta.it Highlights, audio, video E martedì Be Bop a Basket
Su Gazzetta.it le anticipazioni prima delle partite (nella foto Ale Gentile, in video), le cronache e gli highlights, le voci a caldo dei protagonisti nel dopogara e, martedì prossimo, nella video rubrica «Be Bop a Basket» il meglio della 4 giorni torinese.

Ieri Sacchetti padre e figlio dagli studenti di Grugliasco a parlare di fair play
Ieri il coach Meo Sacchetti e il figlio Brian di Sassari (e la mascotte nella foto) hanno incontrato gli studenti della scuola 66 Martiri di Grugliasco (To) con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sul tema del «fair play», all’interno di un’iniziativa «Progetto FairPlay».

Il meccanismo non gira alla perfezione, ogni tanto s’inceppa. Ma inserire un nuovo ingranaggio non è mai semplice. Doron Perkins entra in punta di piedi nella Bennet Cantù, anche perché reduce da 10 mesi di stop per infortunio, ma l’impatto dovrà comunque essere immediato, visto che il debutto avverrà in Coppa Italia, domani contro Avellino. «Già, non semplice — racconta l’interessato — Non so cosa aspettarmi visto che non conosco le squadre, ma di certo dovrò partire al massimo, visto che una sconfitta significa tornare a casa».
E’ nato e cresciuto in Alaska, come ha fatto ad appassionarsi al basket?

HA DETTO

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In contropiede
di DAN PETERSON

Incertezza? Ok Ma vince Siena
Bruno Arrigoni D.s. di Cantù «Perkins non è il classico play ragionatore, ma un regista arrembante che vive di atletismo ed è molto bravo in difesa e a rimbalzo. Per queste sue caratteristiche tre anni fa, quando è stato offerto in Italia dopo aver disputato due campionati importanti in Germania e in Belgio, tutti hanno storto un po’ il naso. A quel punto si è trasferito in Israele facendo benissimo anche al Maccabi. Un infortunio gli ha precluso le Final Four di Eurolega dell’anno scorso costringendolo a rimanere in bacino di carenaggio all’inizio di questa stagione. Noi abbiamo deciso di rimetterlo in campo perché è un elemento di energia e credo che questo sia quello che serve ora alla nostra squadra».

S È la più abituata a sfide stressanti e ravvicinate. Come con l’Olympiacos
La Coppa Italia promette di essere una delle più interessanti degli ultimi anni per il fatto che c’è grande equilibrio in campionato. Perfino Siena, che non perde mai, ha subito cinque sconfitte in Serie A, una addirittura in casa. QUARTI DI FINALE Siena batte Sassari. Non facile, come l’ultima vittoria di Sassari a Milano ci dice. Milano batte Bologna. Mi baso sul fatto che Milano ha appena sbancato Bologna. Venezia batte Pesaro. Reyer è la squadra sorpresa dell’anno. Perché non un’altra sorpresa? Cantù batte Avellino. Cantù è un tritacarne che non sbaglia mai partita. SEMIFINALI Siena batte Milano. Motivo? Rivincita, perché Milano ha battuto Siena quest’anno, dopo 21 sconfitte in fila. Siena non vorrà perdere contro nessuno due volte in fila. Cantù batte Venezia. Non facile ma Cantù è temprata dall’Eurolega, quindi più abituata a giocare due gare in così poco tempo. FINALE Siena batte Cantù. Due squadre da Eurolega, due coach che sono stati «allenatore dell’anno», le due finaliste dell’anno scorso, sia in Coppa Italia che in playoff. Come sempre, contro Siena, Cantù dovrà giocare la partita perfetta, come hanno fatto a Desio contro il Maccabi. Siena, invece, più esperta, più consolidata attraverso gli anni, più abituata a partite stressanti (basta vederla contro l'Olympiacos l'anno scorso) non lascia mai sfuggire queste occasioni. Mvp: Bo McCalebb. Ha un talento straordinario nell’accelerare mentre palleggia e poi trasferire energia orizzontale in uno stacco verticale senza dover rallentare i passi, quindi esplosivo orizzontalmente che verticalmente. Come difenderlo? Scelte. Farei con lui come noi abbiamo cercato di fare con Marzorati 25 anni fa: concedergli il tiro da fuori per fermare l'entrata; negare il passaggio di ritorno a lui, se passa la palla a un compagno. Amen. Da tenere d’occhio. Siena: McCalebb ma anche la chiave, Shaun Stonerook. Sassari: Quinton Hosley, la stella contro Milano. Virtus Bologna: Petteri Koponen, un giocatore totale. Milano: JR Bremer, che dà punti, ordine e personalità. Reyer: Kiki Clark, il Piccolo Grande Uomo. Pesaro: Daniel Hackett, mr. Versatilità. Avellino: Marques Green, Piccolissimo Grandissimo Uomo. Reyer: Szymon Szewczyk, un «killer».
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«Mio padre allenava la squadra femminile di un liceo di Anchorage. E’ stato il mio primo maestro».
Come è stata la sua gioventù in Alaska?

«Bellissima, d’altronde non conoscevo altro. Se non sai cosa c’è fuori dal tuo mondo, come fai a invidiarlo?».
L’approdo negli Usa continentali è arrivato con l’università.

Doron Perkins, 28 anni, 1.88, al Maccabi dal 2009 al 2011 AFP

«Prima due anni di junior college in Oregon, e poi a Santa Clara (lo stesso college di Steve Nash, ndr.). Due ottime esperienze».
Poi Giappone, Germania, Belgio e Israele.

La novità
Dall’Alaska a Cantù: Perkins
Il play: «Giocherò come so. Posso creare qualcosa se l’azione non va come è previsto»
Che ruolo avrà nella Bennet?

«Ricordo con piacere l’esperienza giapponese, vinsi titolo e mvp della stagione. Soprattutto perché l’allenatore dei Toyota Alvark, John Patrick (ora in Germania al Wurzburg, ndr.), mi fece tornare al mio ruolo naturale, quello di play, mentre a Santa Clara giocavo da ala piccola. In Germania invece fu una stagione difficile, arrivai tardi perché feci il training camp con i Lakers e non riuscii mai a inserirmi in una squadra, l’Oldenburg, che non era molto forte».
La consacrazione in Israele.

«Ma non subito. Iniziai al Maccabi Haifa e vincemmo la Coppa d’Israele battendo il Maccabi Tel Aviv quando mi notò Pini Gershon. Arrivai a Tel Aviv come ultima scelta l’estate successiva, avendo altri tre play davanti a me. Fortunatamente grazie all’etica del lavoro e al rendimento in campo sono riuscito a guadagnarmi spazio».

«Non è mai facile entrare in corsa in un gruppo collaudato che gioca assieme da anni. Mi trovo già bene coi compagni, che mi hanno detto di giocare come so, quindi cercare di creare per gli altri».
Quindi Trinchieri la preferisce «fuori dagli schemi»?

mente cercherò di inserirmi nel gioco di squadra, ma ho l’abilità per creare qualora l’azione non si dovesse sviluppare come previsto».
Cosa le piace fare fuori dal campo?

Negli Usa non si fa altro che parlare di Jeremy Lin. Ha seguito la sua incredibile storia?

«C’è una sottile linea che differenzia le due opzioni. Inizial-

«Voglio provare tutto almeno una volta. Sono l’unico single della squadra, quindi sono abituato a stare da solo, il cambiamento non mi spaventa».

«Sì, anche perché abbiamo un amico in comune, un ragazzo che ha studiato legge a Santa Clara e che poi ha conosciuto Jeremy. E’ stato bravissimo a sfruttare l’occasione che si è trovato davanti, al posto giusto al momento giusto».
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Concessione AAMS n°15113

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BASKET SERIE A E NBA
SERIE A RECUPERO DELLA 3a DI RITORNO

L’ultima di Lin? La tripla vincente E’ follia totale
Il play firma il 6o successo di fila dei Knicks Tutta l’America lo segue, Obama compreso
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Bruno Cerella, 25 anni, italo argentino di 1.94 LAPRESSE

Grande Cerella Teramo supera Biella in rimonta
Gli italiani della Tercas fanno la differenza: caduti a -12 nel 3o quarto, sorpassano al 35’
TERAMO–BIELLA 82-77
(14-24, 33-36; 48-60) BANCA TERCAS TERAMO: D.Brown 12 (1/2, 2/5), Goods 6 (1/4, 1/2), Borisov 4 (2/2, 0/1), Amoroso 9 (2/3, 1/6), B.Brown 6 (3/5); Green (0/2), Cerella 27 (5/7, 4/5), Polonara 9 (3/6, 0/1), Fultz 7 (0/2, 1/4), Ricci 2 (1/1). N.e.: Lulli, Listwon. All.: Ramagli. ANGELICO BIELLA: Pullen 11 (4/6, 1/5), Coleman 21 (8/13, 0/2), Dragicevic 16 (2/3, 4/6), Soragna 7 (2/3, 1/3), Miralles 13 (6/9); Jurak 4 (2/4, 0/1), Chessa 5 (1/1, 1/2), Lombardi, Laganà (0/1). N.e.: Magarity, Minessi. All.: Cancellieri. ARBITRI: Cicoria, Weidmann, Biggi. NOTE - T.l. Ter 19/24, Bie 6/14. Rimb.: Ter 31(Amoroso 6), Bie 27 (Coleman 8). Ass.: Ter 18 (Fultz 4), Bie 10 (Soragna 3). Progr.: 5’ 6-9, 15’ 21-32, 25’ 39-48, 35’ 67-66. tec. Ramagli 16’22" Usc. 5 f: Cerella 37’05" (69-68), Chessa 37’48" (71-70). TERAMO

MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Jeremy Lin, 23 anni, abbracciato da Jared Jeffries, 30 AP

Ora alla preziosa collezione di magie, Jeremy Lin ha inserito martedì a Toronto una delle più prestigiose: «the last shot». Un’improbabile tripla (fino a quel momento nella specialità, aveva un poco rassicurante 4/19) a mezzo secondo dal termine che faceva vincere i Knicks per la sesta volta consecutiva. La sua carica positiva ha contagiato tutta la squadra, nonostante l’assenza di Carmelo Anthony. A 21" dal termine, Chandler prendeva un rimbalzo e la palla tornava a Lin. In altre occasioni Mike D’Antoni, che su Facebook lo ha ringraziato per avergli salvato la panchina, avrebbe chiamato timeout. Invece lasciava libertà al nuovo pupillo, che meno di un minuto prima aveva pareggiato la partita con un gioco da tre punti: penetrazione e fallo. Ora, il taiwanese laureato a Harvard, dopo aver infilato altri 27 punti (9/20 dal campo) e 11 assist (nuovo personale), viaggia a

26.8 punti di media e 8.5 assist. Ora è il giocatore della storia (dal 1976, anno di fusione fra Nba e Aba) ad aver segnato più punti nelle prime cinque gare da titolare: 129.
La follia Linsanity, follia? Non

c’è dubbio. JL è ormai un fenomeno nazionalpopolare, anche fuori dal parquet: è «l’underdog», chi ce la fa contro ogni pronostico. In questi ultimi 12 giorni ha infiammato il Paese. Alla Casa Bianca dicono che il Presidente Obama lo citi spesso. Martedì a Toronto ventimila tifosi rivali hanno applaudito il canestro che condannava la propria squadra. Ha conquistato la copertina di Sport Illustrated. I Lakers hanno guardato in diretta la partita ed esultato alla tripla che è già fra i più visti su YouTube. Le sue magliette a New York sono introvabili da giorni, il fatturato aumentato del mille per cento in una settimana e i prezzi dei biglietti al Garden costavano ieri sera il 65% in più. Anche in Cina, nemica di Taiwan, dove emigrarono i suoi nonni, la Lin mania ha

provocato un terremoto mediatico: 1.4 milioni di blog con le autorità comuniste ufficialmente compiaciute delle sue origini di puro cinese. Poi, l’ultimo miracolo: lo spogliatoio dei Knicks si sarebbe ricompattato. Amar’e Stoudemire dice: «A quel tiro ci siamo abbracciati come avessimo vinto il titolo». D’Antoni, che ha ritrovato un sorriso smarrito da tempo, spiega quegli spiccioli di gara: «E’ talmente bravo che non avevo motivo di chiamare timeout su quell’ultima azione». Unico difetto, le troppe palle perse: otto l’altra sera (media, 5.2). Ora JL non dorme più né sul divano del fratello né su quello del compagno Field: affitta l’appartamento dell’ex collega David Lee dentro la lussuosa Trump Tower di White Plains. E Lin continua a imbarazzarsi: «La verità è che il merito del successo non è mio, ma di tutta la squadra». Dura credergli.
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&

La Tercas strappa con i denti una vittoria inseguita per 35’ grazie all’energia e alla voglia di rivalsa dei giocatori italiani: Cerella, su tutti, ma anche Fultz, Amoroso e Polonara hanno risposto sul campo ad una situazione difficile. La partita è subito in salita per la Banca Tercas, ferma da 18 giorni per i rinvii dovuti al maltempo. L’attacco teramano è ghiacciato come la neve che circonda il PalaSka. L’Angelico, invece, gioca con le gambe e la testa libera e scappa subito via grazie alla precisione al tiro: 71% nel primo quarto (14-24). Ci vuole l’energia della panchina per rivitalizzare i biancorossi: Cerella, con 11 punti e 3 recuperi, insieme a Polonara guidano la rimonta Tercas che, però, nel 3˚ quarto precipita fino al 48-60. Ma è ancora Cerella, con 3 triple a riaprire le speranze. Al 35’ i padroni di casa tornano avanti (67-66). Dragicevic e Coleman, rispondono, ma Teramo vince nonostante l’uscita per falli di Cerella.
Malì Pomilio

RISULTATI

San Antonio è la squadra del momento: con Detroit ottava vittoria consecutiva
Ottava vittoria consecutiva per gli Spurs, la squadra col miglior bilancio casalingo (13 1). I Thunder (22 6) sono i migliori. Risultati: Toronto-New York 87-90 (Calderon 25, Kleiza 15; Lin 27, Stoudemire 21), Indiana-Miami 90-105 (D.West 14; James 23, Cole 20), Detroit-San Antonio 95-99 (Stuckey 23, Prince 18; Duncan 18, Parker 13), Chicago-Sacramento 121-115 (Deng 23, Noah 22; Cousins 28, Evans 27), Memphis-Houston 93-83 (Conley 21, Gay 20; Lowry 24), Oklahoma City-Utah 111-85 (Harden 22, Durant 21; A.Jefferson 15, Favors 13), Denver-Phoenix 109-92 (Afflalo 20, Lawson 17; Morris 21, Redd 20), Portland-Washington 109-124 (Batum 33, G.Wallace 25; N.Young 35, Wall 29), LA Lakers-Atlanta 86-78 (P.Gasol 20, Bynum 15; Teague 18, J.Smith, J.Johnson 15).

CLASSIFICA: Siena (15 vinte, 5 perse) 30; Milano (12-8), Bologna (12-8), Sassari (12-8) 24; Venezia (11-7), Pesaro (11-7), Cantù (11-8), Avellino (11-8) 22; Varese (10-10) 20; Caserta (9-10), Biella (9-11), Roma (9-11) 18; Treviso (8-11) 16; Montegranaro (7-12), Teramo (7-12) 14; Cremona (6-14) 12; Casale (5-15) 10.

LEGADUE IL RECUPERO DELLA 4a DI RITORNO: PISTOIA FERMATA A BOLOGNA

Reggio vola, Scafati allo sprint
REGGIO-BRESCIA 85-59
(22-15, 38-25; 60-50) TRENKWALDER REGGIO E.: Robinson 19 (6/10, 1/3), Taylor 18 (4/9, 3/5), Filloy 6 (0/1, 2/5), Slanina 3 (1/1), Chiacig 1 (0/2); Antonutti 9 (2/4, 0/3), Frassineti 16 (3/3, 3/6), Cervi 8 (4/4), Ruini 5 (1/1, 1/2). All. Menetti. CENTRALE DEL LATTE BRESCIA: Farioli 2 (0/1), Rombaldoni 5 (1/5, 0/1), Busma 11 (3/7, 1/2), Goldwire 5 (0/5, 1/6), Gergati 2 (1/5, 0/1); Bushati 9 (3/3, 1/5), Rezzano 4 (1/4 da 3), Ghersetti 17 (3/4, 3/5), Stojkov 1 (0/3, 0/2), Scanzi 3 (1/1 da 3). All. Dell’Agnello. (d.b.) (1/1); Galanda 9 (3/7, 0/3), Saccaggi 2 (1/5, 0/1). All.: Moretti. (n.z.)

IMOLA-VERONA

87-70

(24-18, 43-32; 66-45) AGET IMOLA: Masoni 8 (2/3, 1/3), Whiting 23 (6/12, 0/2), Prato 17 (1/4, 3/5), Bruttini 5 (2/3, 0/1), Kotti 16 (7/11); Foiera 9 (3/4, 1/1), Cournooh 9 (3/6, 0/3). All.: Fucà. TEZENIS VERONA: Porta 7 (2/4, 0/6), West 12 (6/8, 0/2), Boscagin 12 (5/6), Banti 6 (1/2), Renzi 13 (6/8, 0/2); Vukcevic 8 (1/2, 2/5), Di Giuliomaria 6 (2/4, 0/1), Mariani 2 (1/2), Waleskowski 4 (1/2). All.: Martellossi. (p.b.)

Jurevicus 2 (1/4, 0/3), Diliegro 17 (7/11), Rinaldi 15 (6/10); Rossetti 7 (1/2, 0/1), Carenza 2 (1/1, 0/2), Berti 3 (1/1), Basei (0/1). All.Marcelletti. (m.mar)

JESI-SCAFATI

91-92

BOLOGNA-PISTOIA

76-69 PIACENZA-OSTUNI 72-61
(17-14, 36-25; 49-37) MORPHO PIACENZA: Passera 2 (1/2, 0/1), Harrison 7 (3/5, 0/5), Voskuil 20 (4/7, 2/8), Anderson 11 (2/5, 1/2), Amoroso 6 (3/3); Casella (0/2), Infante 16 (6/6, 0/2), Simoncelli 10 (2/3, 1/2), Perego (0/1). All. Corbani. DOMOTECNICA OSTUNI: Johnson 10 (2/11, 1/3), Klobucar 5 (2/10, 0/1),

(17-28, 39-39; 56-53) CONAD BOLOGNA: Kelley 20 (5/7, 2/5) Blizzard 9 (3/5, 1/7) Chiarini, Baldassarre 11 (3/13, 1/3), Yango 9 (3/5); Pecile 18 (2/3, 4/6), Canavesi 4 (2/3, 0/1), Cutolo 5 (0/2, 1/4). All.: Markovski. GIORGIO TESI GROUP PISTOIA: Hardy 26 (4/8, 5/10), Gurini 10 (2/6, 2/7), Tavernari 8 (1/3, 2/3), Jones 9 (4/9, 0/5), Toppo 5

(23-20, 47-52; 65-69) FILENI JESI: Maggioli 16 (8/9, 0/2), Migliori 19 (2/5, 3/4), Brooks 18 (6/10, 1/2), Santiangeli 8 (2/2, 1/2), McConnel 30 (5/8, 1/4); Hoover (0/2 da 3), Valentini (0/1 da 3). All. Cioppi. GIVOVA SCAFATI: Levin 17 (2/6, 3/5), Radulovic 16 (2/4, 2/3), Thomas 11 (4/5), Ghiacci 12 (1/3, 1/1), Marigney 27 (7/11, 3/7); Casini 3 (1/4 da 3), Rosignoli 4 (2/2), Sorrentino 2 (1/1, 0/1). All. Griccioli. (f.ch.)

CLASSIFICA
Reggio, Pistoia, Scafati 26; Brindisi 24; Barcellona, Brescia 22; Piacenza 18; Jesi, Ostuni, Verona 16; Bologna, Imola 14; Veroli, Forlì 12; S.Antimo 10. Oggi alle 20.45: Brindisi-Veroli. Forlì-Barcellona il 2/3. Riposa: S.Antimo.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

PALLAVOLO ORE 20.30 AL PALAIPER DI MONZA

MARIO SALVINI

Martina e Valentina una di fronte all’altra, una volta a settimana come quelle amiche che non hanno nemmeno più bisogno di darsi appuntamento per ritrovarsi con cadenza fissa per un cinema o una birretta. Solo che loro sono una contro l’altra. E da stasera tutto quel che succederà resterà scritto, perché dopo il prologo di domenica scorsa in campionato, adesso si fa sul serio: le loro due squadre in rapida successione si giocano due appuntamenti stagionali. Stasera alle 20.30 (diretta RaiSport 1) al PalaIper di Monza, Villa Cortese e Bergamo si scalderanno contendendosi la SuperCoppa. Poi, nelle due settimane successive, si sfideranno di nuovo e con tutt’altra posta, nei quarti di Champions. In una saga riassunta al centro della rete da loro due: le azzurre Martina Guiggi e Valentina Arrighetti.
5-0 per Martina Due che all’occasione non si risparmiano qualche bell’urlaccio in faccia. Nella sfida d’andata, per dire, un paio sono rimbombati. «Ovvio conferma Vale — perché come temperamento siamo molto simili. Ma proprio per questo tutto nasce e finisce in campo. Fuori siamo buone amiche». Con una piccola differenza: che la Arrighetti la Supercoppa non l’ha mai vinta, mentre la Guiggi ne è la regina, con ben 5 successi, 4 con Pesaro e una con Novara. Record assoluto detenuto insieme a Darina Mifkova. «E’ inutile che me lo ricordiate - controbatte Valentina - non riuscirete a metter zizzania tra me e lei, al massimo cercherò di accorciare le distanze». Prima di tutto, allora, sotto con la partita di domenica scorsa: netto 3-0 per il Bergamo tricolore della Arrighetti. Che però dice.

Martina & Valentina nella saga infinita Villa Cortese-Bergamo
Guiggi contro Arrighetti: protagoniste della Supercoppa che stasera fa da prologo ai quarti di finale di Champions
«Non ci illudiamo, a Monza sarà tutta una altra partita». E fate bene, risponderebbe la Guiggi. Che infatti la pensa così: «Noi venivamo dall’impresa di Mosca in Champions, il nostro miglior momento della stagione, forse eravamo un po’ scariche. Proprio per questo spero che ci sia di monito: senza intensità si fanno figuracce. Ma non corriamo il rischio, non ripeteremo la partita di domenica. Quando si affrontano due squadre di alto livello come siamo noi, sarebbe sbagliato basarsi su un precedente per prevedere come andranno le sfide successive (all’andata, per esempio, il 3-0 fu a favore di Villa, ndr). Se già nei playoff a poche ore di distanza le cose si possono ribaltare, qui è ancora peggio, perché oltretutto in effetti il valore delle varie partite è differente». Non che ci si possano nascondere, però. «So di squadre che in passato, in casi come questo, magari hanno nascosto schemi nella gara di campionato per poi adottarli in Coppa - prosegue la Guiggi - noi non faremo nulla di simile». «Figuriamoci quasi ride la Arrighetti — si va in campo, si tira al massimo e basta, senza calcoli o pretattiche».
Confronti Meglio quindi fare un

Taccuino
A-1 DONNE: RECUPERO

Stasera il derby Urbino-Pesaro
(m.n.f. ) Dopo due rinvii per la neve, stasera (20.30) al Pala Dionigi di Sant’Angelo in Lizzola, Montecchio (PU). finalmente si può giocare il derby Chateaux d’Ax Urbino Sca volini Pesaro, recupero della 5ª giornata. Classifica: Busto Arsi zio 44; Villa Cortese 38; Urbino y 30; Bergamo 25; Novara 23; Pia cenza 22; Parma 19; Pesaro 18; Mo dena 17; Chieri 6; Pavia 1.

SENTENZE

Martina Guiggi, 27 anni, alla prima stagione a Villa Cortese. Ha vinto 5 Supercoppe TARANTINI

campo. «Noi di Villa siamo meglio come fondamentali di seconda linea, difesa e ricezione spiega Martina — loro sono meglio su attacco di palla alta, hanno giocatrici più esperte». Valentina sottoscrive. «Con la differenza che Villa ha trovato la quadra prima di noi e quindi lavora al meglio da più tempo». Ed è ovvio che sia tutta una premessa per arrivare al loro duello privato in mezzo alla rete. «Come aggressività siamo molto simili», attacca la Guiggi. «Vero - ne conviene la Arrighetti — ma lei è più brava di me a muro. E nell’attacco a un piede. Su quello mi scappa sempre». «Veramente sono meglio anche in battuta- aggiunge la Guiggi però riconosco che lei è più forte in difesa e sul primo tempo: colpisce la palla alta, forte e tagliata. Di solito le avversarie hanno una o due di queste caratteristiche, lei le ha tutte e tre». «Ma se ogni volta devo inventare l’impossibile per non farmi murare», quasi sbotta Vale. E l’impressione è che potrebbero continuare all’infinito. «Saranno partite molto equilibrate, impossibile fare un pronostico», taglia corto allora la Guiggi. «Sì, ma noi potenzialmente abbiamo qualcosa in più di loro - chiude la Arrighetti - si tratta solo di esprimerle, le potenzialità». Buon divertimento.
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Per Ravenna-Cuneo e Omrcen graziato
(s.cam. m.g.) Il Giudice Federale ha disposto che Cmc Raven na Bre Banca, sospesa domenica scorsa sull’1 1 per impraticabilità di campo, venga rigiocata dall’ini zio. Si tratta di capire quando: pro babilmente mercoledì 29. Intanto Igor Omrcen non è stato squalifica to. Ammonito (per la 2ª volta) per proteste domenica contro Vibo, sa rà in campo a Modena alla ripresa.

LA FIVB CATEGORICA

Niente prova tv per i Giochi di Londra
La Fivb chiude la porta alla prova tv per l’Olimpiade, «Non c’è nessu na possibilità che venga utilizzato l’occhio di falco né l’instant re play», ha dichiarato un portavoce della federazione internazionale in commento alla sperimentazione che sarà attuata alla Final Four di Champions uomini a Lodz.

ALL’ESTERO

Russia: Frigoni ok
(a.a.) In Russia Successo dell’Ufa di Frigoni nell’andata degli ottavi playoff: 3 0 allo Yaroslavl. Il Noviy Urengoy di Busato superato 3 1 dal Karkov (Ucr). In Polonia scon fitte per lo Jastrzebski di Bernardi (senza Lasko) 2 3 dal Kielce e per l’Olsztyn di Totolo, 1 3 (21 25, 20 25, 25 21, 20 25) dal Danzica. Nel femminile il Sopot di Chiappini espugna nell’andata dei quarti Lo dz (di Masacci) 0 3.

Valentina Arrighetti (26), 5˚ anno a Bergamo. Non ha Supercoppe
TARANTINI

po’ di disamina dei valori in

BOXE I PROGETTI DELLA LEGA PROFESSIONISTICA

TIRO A SEGNO DA OGGI IN FINLANDIA

Programmazione e soldi freschi L’Italia riparte
Calendario mensile e fino a centomila euro agli organizzatori per un match
RICCARDO CRIVELLI MILANO

Via all’Europeo, ultima chiamata per Londra
Londra 2012, ultima chiamata. Oggi a Vierumaki, a un’ora e mezza d’auto da Helsinki, comincia l’Europeo 10m. Estremo tentativo per conquistare un posto ai Giochi e dunque appuntamento fondamentale. In cui proprio la caccia alle carte olimpiche sposta in parte l’attenzione, diventando importante tanto quanto le medaglie. Se non forse di più. L’Italia nella carabina è del tutto tranquilla, avendo già fatto il pieno con tutti e quattro i posti possibili già conquistati (comprendendo anche le discipline a fuoco fin qui abbiamo 6 carte) con Campriani e De Nicolo tra i maschi e con Zublasing e Nardelli tra le ragazze. Il problema è la pistola, che in questo campionato continentale non può fallire. In palio ci sono 4 carte per ogni specialità: in teoria ai primi 4 classificati, in realtà dalla graduatoria si toglierà chi il posto a Londra ce l’ha già. E nella pistola i già qualificati europei sono 26, 15 uomini e 11 donne. «Anche per questo sono ottimista — dice la c.t. Valentina Turisini — mi auguro proprio di tornare con qualche carta in più. Soprattutto coi ragazzi ne abbiamo tutte le possibilità». Il riferimento è soprattutto a Mauro Badaracchi, campione

L’hanno chiamata march madness, la follia di marzo, come accade in America per il basket di college. E’ certamente un’esagerazione, ma già il risultato di aver garantito una programmazione certa e meditata del pugilato italiano va considerato un piccolo miracolo.
Unione Il merito è della Lega

da tutti gli organizzatori italiani, nessuno escluso». Forte dell’unità di intenti, la Lega ogni mese si riunisce per stilare il calendario agonistico, che per marzo prevede tra l’altro (ecco la follia...) il Mondiale ad interim dei massimi leggeri Wbc tra Fragomeni e Silvio Branco (il 17 a Pavia) e l’Europeo dei welter tra Bundu e Gianluca Branco (il 23 a Brescia), inframmezzati dai playoff del Dolce&Gabbana Milano Thunder nelle Wsb.
Soldi freschi Un lavoro organiz-

Silvio Branco, 45 e Giacobbe Fragomeni, 42: si sfidano il 17 marzo BOZZANI

Petra Zublasing, 22 anni UITS

presieduta da Carlo Nori, che dopo qualche mese di rodaggio sta assumendo prepotentemente il ruolo di motore dell’attività professionistica. Prima di tutto, è riuscita in un’impresa non facile: «Siamo particolarmente orgogliosi — dice Nori — di aver riunito sotto la nostra egi-

zativo finalizzato all’allestimento di match di alto livello qualitativo che possano accompagnare gradualmente i pugili in tutti gli step della carriera, anche con la scelta di sedi prestigiose. Soprattutto, c’è l’innesto di una fertile dose di managerialità e imprenditorialità nella nostra boxe, con un impegno economico che rappresenta uno straordinario contributo al rilancio complessivo del movimento. Lo spiega ancora Nori: «La Lega dà una cifra garantita ad ogni match, dai 13mila euro per un tricolore ai

62mila per l’Europeo fino ai centomila per un Mondiale (non ad interim, ndr)». La copertura viene assicurata dall’advisor Boxe in Progress, la società cui la Lega affida la stipula delle sponsorizzazioni per la pubblicità sul ring e dei contratti televisivi. Al momento, tutte le riunioni programmate saranno trasmesse da Sportitalia, che rafforza il suo ruolo di canale del pugilato in Italia. Andrea Locatelli, una delle anime del progetto Lega, guarda al futuro con fiducia: «Stiamo muovendo i primi passi, gli obiettivi devono per forza essere a lungo termine, ma le nostre idee stanno cominciando a convincere investitori importanti. Programmazione, qualità, marketing: così possiamo far rifiorire il pugilato». Auguri.
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IL PROGRAMMA

Il 25 febbraio c’è De Vitis Poi Di Rocco-Oi
Il primo grande appuntamento del calendario pro’ italiano è previsto per il 25 febbraio, quando a Savigliano Antonio De Vitis sfiderà il belga Fegatilli per l’Europeo dei superpiuma. Nella programmazione, ampio spazio ai titoli italiani, che tornano ad essere considerati una tappa importante (non saranno più consentiti con soli 4/5 incontri sulle spalle) e ultimo weekend di marzo con il derby Ue superleggeri tra Oi e Di Rocco.

d’Europa e vincitore della Coppa del Mondo 2010, eppure ancora non qualificato. «Ma più in generale. - chiude la c.t. - questo è un Europeo e spero anche di vedere qualche medaglia. Siamo in forma, ne abbiamo tutte le possibilità».
m.sal. SENIOR - Carabina; uomini Tressoldi, Campriani, De Nicolo; donne Sena, Nardelli, Notarangelo. Pistola: uomini Badaracchi, Tesconi, Fait; donne Suppo, Chiaberto, Genovesi. JUNIOR - Carabina: uomini Weithaler, Bacci, Capano; donne Gambaro, Sparer, Pitteri. Pistola: uomini Scafa, Di Martino, Grimaldi; donne Marini PROGRAMMA Oggi (RaiSport 2: diretta dalle 11.30) Junior: carabina donne, pistola uomini. Domani (RaiSport 2: diretta 16.45) Junior: carabina uomini, postola donne. Sabato (RaiSport 2, dif. 22.15) Senior: carabina donne, pistola uomini. Domenica (RaiSport 2, diff. 19.30) carabina uomini, pistola donne.
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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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L’EVENTO BARCLAYS MILANO CITY MARATHON
DOMENICA AMBIENTALE LA MEDAGLIA UFFICIALE ESPLOSIONE RELAY MARATHON EROI DEL RUNNING

Il 15 aprile per Milano sarà una grande festa
Grazie all'impegno dell’amministrazione comunale, il 15 aprile, il giorno della Barklay Milano City Marathon, è stata indetta una domenica senz’auto. Questa novità permetterà agli atleti ed ai cittadini di Milano di vivere per la prima volta una grande giornata di sport e divertimento per tutti, atleti e non anche grazie alle iniziative collaterali della maratona.

I lettori l’hanno scelta votando online
Con un sondaggio pubblicato su gazzetta.it è stata scelta la medaglia ufficiale della Barclays Milano City Marathon 2012 che verrà consegnata a tutti coloro che raggiungeranno il traguardo. Con il 58 per cento di voti a favore, il quarto modello proposto ha riscosso il successo del pubblico e sarà quindi il meritato premio per i maratoneti che completeranno la loro fatica.

E’ crollato il muro delle 1000 squadre
Con grande anticipo rispetto all’edizione precedente, nella maratona a staffetta è già stato superato il muro delle 1000 squadre iscritte. Come definito dal regolamento, il tetto massimo sarà posto a 1500 staffette. Molte di queste squadre aderiscono al Charity Program le cui informazioni si possono trovare sul sito ufficiale

Premiata in Gazzetta la coraggiosa Giusy
Venerdì 10 febbraio si è svolta la premiazione degli «Eroi del Running», manifestazione ideata da Runner’s World. Sei gli atleti che hanno ricevuto il riconoscimento. Tra questi Isolano Motta, fondatore del Road Runners Club Milano e Giusy Versace, atleta paralimpica della nazionale italiana per i prossimi Giochi di Londra.

Giusy Versace
«Mi sono ripresa la mia vita E correre è felicità»
La disabile calabrese prima di partecipare alla Paralimpiade di Londra sarà al via con una staffetta anche a Milano
LUCILLA ANDREUCCI

LE INIZIATIVE

A

LA CURIOSITA’

Tutti in strada C’è più squadra pure sul lavoro

S
Share your Story Correre fa bene e aiuta a fare del bene. Vuoi condividere la tua storia? Scrivi a info@milanocity marathon.it. Sul sito ufficiale viene pubblicato un nuovo racconto ogni settimana

In pochi secondi si possono correre 100 metri. In pochi secondi può cambiarti la vita. Per esempio, quella di Giusy, splendente ragazza di Calabria. 22 agosto 2005, un giovedì come tanti. Una Renault Megane noleggiata, la Salerno-Reggio Calabria, un terribile acquazzone, la macchina che impazzisce, sbatte contro un guard rail e si porta via un pezzo di lei. Giusy Versace (Versace come Gianni, il grande stilista, suo zio) a 28 anni perde entrambe le gambe, ma non i sensi. Ricorda tutto. Dolore, solo dolore e neanche la forza di pregare. Esce dall'abitacolo, da sola, con la forza delle braccia e perché «la voglia di vivere era più forte della paura di morire». Oggi a 35 anni si è ripresa la vita. Di una bellezza mediterranea, solare e fiera, Giusy riesce a sorridere anche quando parla dell'inferno a cui ha chiuso la porta dopo una lunga convalescenza.
Cosa è stato più duro?

bilitazione (anche a lui manca un arto - ndr). Antonio è un atleta, ogni tanto andavo a vederlo gareggiare. Mi incuriosisco, decido di provarci anch’io, e pazienza se mi dicevano che non avevo il fisico adatto. Mi affido alle protesi sportive».
Ricorda la prima volta?

Il gruppo dell’Accenture che ha partecipato alla maratona di New York

«Oh sì, con mio fratello, che vive con me a Milano, tenendoci per mano: ho pianto dalla gioia. Inizio a gareggiare. Scelgo una società calabrese, per dare un segnale forte alla mia terra, la "Corri con noi". Nel 2010 vinco il primo titolo italiano sui 100 metri a Imola».
Alla faccia di chi diceva che non aveva il fisico giusto…

I dipendenti dell’Accenture in massa a maratona e staffette. E c’è anche un app...
OMAR CARELLI

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Intervista Doppia Vuoi sfidare un runner VIP nell'intervista doppia? Partecipare è semplice: basta inviare la propria candidatura a quiz@milanocity marathon.it. Le puntate vengono pubblicate settimanalmente sul sito ufficiale.

«Un'altra rivincita. Alla Notturna di Milano conosco Andrea Giannini, ex atleta nazionale, che aveva già avuto esperienze con Oscar Pistorius. Si offre di seguirmi, e con lui raggiungo subito risultati importanti. Il 22 luglio 2011, in Germania, corro i 100 in 16"18, record europeo e minimo olimpico. E ora il prossimo sogno: la Paralimpiade di Londra 2012».
Lei è presidente dell'associazione "Disabili No limits". E' per loro che correrà una frazione della staffetta a Milano?

Tre allenatori, un nutrizionista, uno psicologo e un programma di allenamento per non lasciare nulla al caso. Nella filiale milanese di Accenture, la multinazionale di consulenza aziendale più importante al mondo, non si scherza. Neanche quando si parla di sport. La società infatti si è buttata a capofitto nel mondo del running e già nello scorso novembre un gruppo di dipendenti ha partecipato, dopo mesi di allenamenti, alla Maratona di New York.
L’avventura Adesso la squadra

movimento: chili che se ne vanno (c'è chi ne ha già persi una decina) e giro-vita che si assottiglia. E il benessere psico-fisico che ne deriva. Già, perché va bene correre per stare meglio, ma anche in ufficio gli effetti si notano: maggiore lucidità mentale, resistenza alla fatica, capacità di affrontare situazioni di lavoro impegnative, spirito di gruppo che si impenna e la consapevolezza dell'idea che per ottenere risultati importanti, nello sport come nel lavoro, è necessaria una preparazione adeguata.
L’idea Accenture, fondata nel 1989 alle Bermuda e poi trasferitasi a Dublino, sarà al via della Milano City Marathon anche sotto un’altra veste: l'azienda ha infatti creato una app ufficiale per iPhone, grazie alla quale i corridori potranno monitorare i tempi dei loro amici e colleghi maratoneti iscritti alla gara, oltre ad avere informazioni sfiziose relative a tempo impiegato, medie e calorie perse. E dopo la Milano City Marathon, il programma diventerà una sorta di social network grazie al quale gli appassionati potranno condividere idee, risultati e luoghi dove correre, magari per scovare nuovi percorsi sui quali allenarsi.
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«Ritornare alla vita di tutti i giorni. L'ospedale ti rimette in piedi, ma non ti prepara a quello che ti attende fuori. Niente può essere come prima, ti devi inventare la tua nuova vita: fare i conti con lo specchio, l'armadio, dalle scarpe con i tacchi ai collant che mai più indosserai. Ritrovare la femminilità amputata».
Come è riuscita a ripartire?

«Disabili No limits raccoglie fondi per regalare ausilii evoluti ai disabili che sono svantaggiati economicamente. In vista di Milano, stiamo formando tante squadre e per me è un altro motivo di gioia».
La cosa che oggi la rende più felice?

Giusy Versace in azione all’Arena di Milano COLOMBO

ci riprova e il 15 aprile, in versione allargata, sarà in strada per la 12ª edizione della Milano City Marathon, con ben 250 dipendenti al via sul tracciato che va dalla Fiera di Rho-Pero al Castello Sforzesco. Alcuni di loro sfideranno i 42,195 km. Altri, la maggior parte, divideranno la fatica in quattro affrontando la prova a staffetta.
Gli specialisti C'è gente di una certa esperienza podistica nell’azienda di via Quadrio: come Marco Salera, il top runner di Accenture, uno che l'anno scorso ha concluso tre maratone fra le quali la migliore a Padova in 3h07'20"; o come Giorgio Torresani, che nel 2011 ha corso a Madrid in poco più di 4 ore ma anche attraversato lo Stretto di Gibilterra a nuoto in 3h52'. Ma fra i dipendenti c'è anche chi non ha tutta questa esperienza e sta provando sul proprio fisico cosa significa passare dalla sedentarietà al

«Ho una grande fede. All'inizio ero piena di rabbia, mi chiedevo perché proprio a me? Dopo un anno sono andata a Lourdes, avevo promesso che se fossi tornata a camminare sarei andata lì a ringraziare, e un giorno pregando ho sentito dentro un sussurro: perché non a te, che cosa hai tu più degli altri?»
A un certo punto, si mette pure a correre?

250

«La mia carriera sportiva nasce per caso nel 2010. La scintilla l'accende Antonio, il mio fidanzato, conosciuto durante la ria-

«Amo disegnare, dipingere. E correre. Mi basta poco per stare bene: vedere il sole a Milano, o il mare quando raggiungo Antonio a Catania dove vive». Sorride, Giusy. E il suo è un sorriso che contagia. E' il sorriso di una ragazza di Calabria che in sette anni ha perso un mondo, se ne è costruita un altro e che ad agosto si prenderà la gioia, strameritata, di correre Londra. E la sua Olimpiade sarà una vittoria prima ancora di cominciare.
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I dipendenti dell’Accenture che il 15 aprile saranno in gara nella Milano City Marathon, fra la maratona e le staffette

3h07’20"
E’ il primato personale sulla maratona di Marco Salera dell’Accenture conseguito sui 42.195 km di Padova

Giusy Versace alla maratona di Milano 2011 COLOMBO

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GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

TUTTENOTIZIE & RISULTATI
Sci COPPA DEL MONDO Tennis SCHIAVONE E PENNETTA KO
Atletica
AZZURRI RECORD (si.g.) Il meeting di Liévin (Fra), il giorno dopo, regala tre nuovi primati italiani di passaggio (cronometraggio ufficiale) sui 50 metri. Michael Tumi con 5”77 e 5”76 migliora il 5”78 di Rabino (2004) sui 50, Emanuele Abate con 6”62 in batteria fa meglio di Pizzoli (6”64 nel ’99) sui 50 hs, Marzia Caravelli batte il limite dei 50 hs con 7”04 (prec. 7”35 Becatti, 1987) in batteria, poi un finale non è stato rilevato il passaggio (attorno a 6”98). PESO CINESE (si.g.) Nella giornata conclusiva del GP cinese indoor a Nanchino, record asiatico nel peso maschile di Zhang Jun con 20.16. Uomini. Triplo: Cao Shuo 17.00. Donne. 1500: Xue Fei 4’09”71 (r.n.). Triplo: Xie Limei 14.21. MONDO OUTDOOR (si.g.) A Perth (Aus). Uomini. Triplo: Frayne 17.14 (+2.5). Disco: Winger (Usa) 65.46. Donne. 400 hs: Boden 55”61. Asta: Boyd 4.66 (r.n.). A Hamilton (N.Z.). Donne. Peso: Adams 20.19. A San Paolo (Bra). Uomini. Lungo: Bispo 8.05 (-0.3). A L’Avana (Cuba). Donne. Triplo: Ribalta 14.20. saranno in raduno a Verona fino a sabato con Belotti, Rosolino e Santucci; con loro anche Federica Pellegrini. SPAGNOLI (pe.m.) A Madrid, il campionato spagnolo dei 5 km va a Thomas Snelson (55’43"64) ed Erika Viallecija (57’38"79. CIAO GEMMA (pe.m.) La grande sincronetta spagnola Gemma Mengual, 34 anni, dice addio all’attività dopo 39 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali (ultimo oro a Roma 2009) ed Europei. Dopo una pausa per maternità e il rientro ha rinunciato alla qualificazione olimpica.

Schnarf sprint Italiane a picco in prova a Sochi nel deserto
PIERANGELO MOLINARO

Johanna Schnarf è stata ieri la più veloce nella prima prova della discesa di Sochi, primo test per il Circo Rosa sulla pista che fra due anni ospiterà l’Olimpiade. Ha preceduto di un centesimo di secondo sua maestà Lindsey Vonn. Una prova però poco indicativa perché molte atlete hanno saltato una porta particolarmente angolata. Ma non è stato questo l’unico problema ieri sulla pista russa: dopo le prime partenze il direttore della Coppa femminile Atle Skardaal ha imposto la bandiera gialla prima dei salti obbligando a rallentare. C’era vento trasversale e soprattutto i salti sono apparsi troppo lunghi, al limite della sicurezza. Se ne sono accorti proprio con l’azzurra che era al cancelletto con il numero uno. Questi salti oggi verranno corretti e si limerà il dente di stacco. Le donne non gareggiano sulla stessa pista dove la scorsa settimana si sono affrontati gli uomini, ma su una a fianco che comunque presenta caratteristiche analoghe: una prima parte molto pendente che si presta a un disegno abbastanza tecnico ed il finale di scorrimento. Ieri undicesima si è piazzata Elena Curtoni e 14ª Daniela Me-

Johanna Schnarf, 27 anni AP

righetti, più lontane le altre azzurre. A Sochi sabato è in programma la discesa e domenica la supercombinata.
Uomini in Bulgaria Intanto oggi gli uomini hanno raggiunto Bansko, in Bulgaria, dove sabato è in programma, dopo oltre un mese da Adelboden, un gigante e domenica lo slalom. Rientra quindi in scena Max Blardone, tornato alla vittoria in dicembre in Alta Badia e terzo nell’ultimo gigante disputato sulla neve fradicia di Adelboden, mentre domenica Deville, Gross, Razzoli, Moelgg e Thaler andranno alla caccia della vittoria. Mancherà il convalescente Kostelic, avversario da battere Hirscher.
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Ridotta a zero nello spazio di un pomeriggio la spedizione italiana al Qatar Total Open sul cemento di Doha (1.650.000 e), con Flavia Pennetta e Francesca Schiavone entrambe sconfitte al secondo turno. La prima a cadere è la 29enne brindisina, che nella rivincita della freschissima Fed Cup con l’ucraina Kateryna Bondarenko (numero 90, l’azzurra è 23) cede 6-4 6-2 in appena un’ora e 16 minuti di gioco, servendo un povero 54% di prime in campo. Evidentemente si è fatta sentire la fatica delle due ore di martedì contro la Cibulkova. Alla sconfitta della Pennetta segue poco dopo quella di Francesca Schiavone, che si arrende in 1h46’ alla belga Yanina Wickmayer, recente semifinalista a Parigi, contro cui in carriera la milanese non ha mai vinto. In campo c’erano anche le due ultime numero uno: la danese Caroline Wozniacki, scesa al numero 4 dopo gli Australian Open, è stata sconfitta a sorpresa dalla ceca Lucie Safarova, mentre la vincitrice di Melbourne e attuale leader della classifica Wta, la bielorussa Azarenka. Intanto una ex numero uno, la belga Kim Clijsters, ha annunciato che non giocherà a

Pallamano
RECUPERO (an.gal.) Recupero 4ª di ritorno: Teramo-Noci 30-33 (15-19). Classifica: Bolzano 40; Conversano 35; Fasano 30; Noci 28; Trieste, Bressanone, Pressano 27; Ambra 15; Teramo 13; Ancona 9; Bologna 8; Mezzocorona 5.

Pallanuoto
COPPA ITALIA Pro Recco e Ortigia sono le ultime due qualificate alla seconda fase di Coppa Italia del 23-25 marzo. Così ieri a Catania: Muri Antichi-Pro Recco 3-19; Catania-Ortigia 7-13;Igm Ortigia-Muri Antichi 16-9; Catania-Pro Recco 4-25. Class.: Pro Recco 9; Ortigia 6; Catania 3; Muri Antichi 0.

Baseball Liddi al lavoro «Giocherà in prima»
Flavia Pennetta, 29 anni IPP
I Seattle Mariners di Alex Liddi sono stata la prima squadra a cominciare lo spring training, nella loro sede invernale di Peoria, Arizona, visto che sarà la prima a debuttare, il 28 marzo a Tokyo contro Oakland. Per ora lavorano solo lanciatori e ricevitori. Gli altri cominceranno da venerdì, anche se Liddi, per la prima volta compreso nel gruppo della Mlb, si allena già a Peoria da più di tre settimana. Martedì il manager Eric Wedge del terza base azzurro ha detto. «In spring training lo proverò molto anche in prima base».

Rugby
ROBSHAW PROMOSSO Dopo le due vittorie in Scozia e in Italia, il flanker degli Harlequins Chris Robshaw mantiene il capitanato dell’Inghilterra per il resto del Sei Nazioni. A 25 anni e con un solo cap alle spalle, era stato nominato ad interim per l’infortunio a Tom Wood. RECUPERI UNDER 20 Italia-Inghilterra under 20, match per il secondo turno del Sei Nazioni saltato venerdì sera per il gelo al Battaglini di Rovigo, sarà recuperato il 3 marzo; si sposta invece Francia-Italia, saltata il 3 febbraio a Bourgoin: sabato si giocherà a Nizza (La Voulte) alle 15. AZZURRINI GENEROSI (c.b.) Ieri a Recco, presenti Brunel e Checchinato, l’Italia Under 17 e l’Accademia francese Hyères-Béziers hanno concluso uno stage comune di 4 giorni con una partita. Azzurrini sconfitti di misura 20-24 (17 a 12). Mete di Cantoni e Cornelli, due tr. e due c.p. di Pasini.

Indian Wells, al via il 7 marzo, a causa dell’infortunio a una caviglia che l’ha costretta a rinunciare al primo turno di Fed Cup ad inizio febbraio: l’attuale n. 34 rientrerà a Miami dal 20 marzo
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Boxe
MARES LASCIA (r.g.) Il messicano Abner Mares (23-0-1) a distanza di sei mesi dalla conquista della cintura gallo Ibf, ha annunciato la rinuncia al titolo. Passa nei supergallo dove militano il filippino Donaire, i giapponesi Nishita e Ndlovu e il particolare il cubano Ringondeaux, che assicurano borse superiori. RIVALE CAMMARELLE (i.m.) L'inglese Anthony Joshua, vice campione iridato e giustiziere di Roberto Cammarelle nei quarti a Baku, vincendo il primo torneo europeo della stagione olimpica a Debrecen (Ung) si accredita ulteriormente come uno dei maggiori rivali dell'azzurro a Londra. Vincitori: 49 Shin (Cor), 52 Yong (Cin), 56 Dalkhayev (Rus), 60 Poliansky (Rus), 64 Stalker (Ing), 60 Bacskai (Ung), 75 Bilov (Rus), 81 Ivanov (Rus), 91 Darmos (Ung), +91 Joshua (Ing). SOTTO MONDIALE (i.m.) Dopo Annunziata-Culcay, altro mediomassimo italiano nel sottoclou di Povetkin-Huck, mondiale Wba dei massimi, il 25 febbraio a Stoccarda (Ger): Roberto Cocco (10-8-1) sfiderà l'imbattuto Robert Woge (Ger, 6, 5ko).

Secondo turno: Azarenka (Bie) b. Barthel (Ger) 6-1 6-0; Halep (Rom) b. Benesova (Cec) 6-4 6-4; Pervak (Kaz) b. Razzano (Fra) 6-4 6-0; Wickmayer (Bel) b. SCHIAVONE 7-6 (4) 6-4; A. Radwanska (Pol) b. Keothavong (Gb) 6-1 6-2; Lepchenko (Usa) b. Görges (Ger) 7-6 (4) 7-6 (5); McHale (Usa) b. Peng (Cina) 5-7 6-3 6-2; Peer (Isr) b. Jankovic (Ser) 7-6 (3) 6-2; Niculescu (Rom) b. Zvonareva (Rus) 7-5 3-2 rit.; K. Bondarenko (Ucr) b. PENNETTA 6-4 6-2; Bartoli (Fra) b. Medina Garrigues (Spa) 6-2 6-0; Pironkova (Bul) b. Kerber (Ger) 6-4 6-1; Kuznetsova (Rus) b. Kirilenko (Rus) 6-4 6-4; Safarova (Cec) b. Wozniacki (Dan) 4-6 6-4 7-6 (3).

Sci nautico
ADDIO MASPERO (m.l.) Sci nautico in lutto per la scomparsa di Pasquale Maspero. Comasco, 71 anni, aveva ricoperto gli incarichi di giudice internazionale per il settore Velocità. A lungo dirigente federale, uno dei pionieri della specialità, deteneva come pilota di Antonio Marussi (e Angelo Molinari come osservatore) il record della leggendaria Pola-Cervia. In gioventù fu probabile olimpico di ciclismo su pista nel 1956.

Atletica NEI 400 AD ANCONA

Rugby POLEMICHE SUL WEB

Ippica UN ITALIANO NEL DESERTO

Tuffi AZZURRI ALLE QUALIFICAZIONI

Sport invernali
SALTO RINVIATO Il vento blocca la gara a Kligenthal, per la coppa del Mondo di salto. Si ritenterà oggi alle 9 (dir. Rai Sport ed Eurosport). FONDISTI Per la trasferta di Coppa del Mondo a Szklarska Poreba (Pol), dove si svolgeranno una sprint tl domani e una 10 e 15 km classica sabato, convocati Clementi, F.Pasini, Checchi, Gullo, Hofer, Noeckler, R. Pasini, Frasnelli, Pellegrino; donne: Rupil, De Martin, Gorra, Cavallar, Brocard, Vuerich, Laurent e Debertolis. SELLARONDA Lorenzo Holzknecht e Michele Boscacci hanno vinto a Corvara (Bz) la Sellaronda Skimarathon, tra Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena. Tra le donne (42 km) Judith Grassl e Barbara Gruber. STAFFETTA DEL CUORE Domenica a Bardonecchia la «Staffetta del cuore», gara tra sci, snowboard e ciaspole con al via anche tre squadre delle «Iene». Ricavato a un ospedale pediatrico ad Hargeisa, in Somalia. SUPERSLALOM (t.bot.) Sarà presente anche Luca di Montezemolo, presidente di Telethon, a Cortina sabato per il SuperSlalom in due sezioni, carving e speed, sulla pista Tondi in Faloria.

Spacca 53"19 Va ai Mondiali
Ieri ad Ancona, la 25enne azzurra Maria Enrica Spacca ha centrato il minimo per i Mondiali indoor di Istanbul (9-11 marzo) vincendo i 400 in 53"19, personale al coperto migliorato di 16 centesimi rispetto al tempo ottenuto l’anno scorso nello stesso impianto. In luce anche Mohad Abdikadar, 18enne nato in Somalia ma cresciuto in provincia di Latina, azzurro dal 2011: ha centrato la miglior prestazione all time juniores nei 1000 correndo in 2’24"24, superando Pietro Bernardoni (2’27"61, 2002). Intanto questa sera a Eaubonne, nell’Ile de France, è in programma un meeting solo femminile con in gara le azzurre Simona La Mantia e Marzia Caravelli. Stelle annunciate la belga Tia Hellebaut (alto), l’ucraina Olha Saladukha (triplo), la cubana Yarisley Silva (asta), la statunitense Kristi Castlin (60 hs), l’ucraina Olesya Povkh e la francese Myriam Soumare (60), la marocchina Siham Hilali (3000) e l’ucraina Lilya Lobanova (1000).

Castro duro su Corbisiero

Dubai: Marcret va in missione
Inizia la seconda parte del Carnival, quella che porterà alla grande notte della Dubai World Cup di sabato 31 marzo, la corsa più ricca del mondo con i suoi 10 milioni di dollari in palio. Oggi nell’avveniristico impianto di Meydan sono sei le corse in programma (inizio alle 15.30 italiane, gioco e diretta su Unire tv) che in totale metteranno in palio ben 940.000 dollari. A rappresentare l’Italia ci saranno Mirco Demuro (tre ingaggi) e Lanfranco Dettori (sei impegni su sei) tra i fantini, Marco Botti e la Scuderia Siba rispettivamente fra gli allenatori e i proprietari grazie a Marcret, un figlio di Martino Alonso reduce dal 3˚ sulla pista nell’Al Rashidiya. Marcret, che sarà montato da Ryan Moore, prima di essere trasferito a Dubai era stato terzo nel Ribot (gr. 2) a Roma, mentre oggi scende in pista nell’Al Fahidi (gr. 2, m 1600), corsa di preparazione al Duty Free. 12 gli avversari, fra cui Dettori che sarà in sella a Rio de la Plata, il vincitore del Di Capua 2010 a San Siro.

Giochi Londra Caccia ai pass

Hockey ghiaccio
MASTER E RELEGATION ROUND (m.l.) Serie A. Oggi riprende il Master Round (squadre già sicure dei playoff) con le gare della 2ª giornata. Ore 20.30: Cortina-Val Pusteria (diretta RaiSport 1); Pontebba-Bolzano. Classifica: Bolzano 38; Val Pusteria 36; Cortina 31; Pontebba 29. Relegation Round. Così martedì la 3ª giornata (prime 4 ai playoff, ultime 2 ai playout): Valpellice-Asiago 4-1 (3-1, 1-0, 0-0); Val di Fassa-Vipiteno 6-3 (2-1, 2-1, 2-1); Renon-Alleghe 1-4 (1-1, 0-1, 0-2). Classifica Relegation Round: Alleghe 33; Asiago, Val di Fassa 29; Renon 28; Valpellice 26; Vipiteno 21. UDIENZA MILANO-EGNA (m.l.) Ieri il giudice sportivo Fisg, l’avvocato Giuseppe Detomas, ha ascoltato i primi 8 testimoni in merito ai fatti accaduti lo scorso 18 dicembre al termine di Milan Rossoblu-Egna, quando furono aggrediti da un gruppo di ultra giocatori e accompagnatori ospiti. Il 22 febbraio è stata fissata una nuova udienza.

Martin Castrogiovanni INSIDEFOTO

Francesca Dallapè e Tania Cagnotto

Maria Enrica Spacca, 25 COLOMBO

Fermo fino per 6 settimane per la frattura a una costola, il pilone destro azzurro Martin Castrogiovanni ieri è stato protagonista sul web. Dopo Italia-Inghilterra, un commento su The Telegraph aveva sottolineato che Alex Corbisiero, avversario diretto dell’azzurro, aveva «contrastato con successo le legature illegali in mischia di Castrogiovanni». Ieri Castro ha risposto via facebook con toni pesantissimi al n.1 dei London Irish. «Specie di pilone italoinglese, meglio che parli adesso di cagate sulla legatura illegale, perché prima o poi ti trovo in campo e giuro non sarà bello per te. La gente che parla troppo mi fa schifo, meglio che canti il rap (riferimento a una passione di Corbisiero, ndr)». Poi in inglese: «Ascolta miglior pilone sinistro al mondo, tu parli troppo presto. Hai la fortuna che l’Inghilterra ha una buona mischia che ti salva il c... Aspetta che ci troviamo in Premiership e non sarà la stessa cosa». I commenti sono stati poi cancellati da twitter e facebook.

Marcret oggi al via a Dubai DE NARDIN

(al.f.) Oggi pomeriggio gli azzurri partiranno per Londra dove dal lunedì 20 a domenica 26 gareggeranno in Coppa del Mondo in cerca della qualificazione olimpica. Oltre Tania Cagnotto e Noemi Batki, già qualificate ai Giochi, saranno in gara Benedetti, Chiarabini, Dell’Uomo, Nicola e Tommaso Marconi, Rinaldi, Verzotto, Dallapè e Spaziani. A disposizione ancora 1 posto da 3 e 10 m donne, 2 posti da 3 e 10 m uomini e i pass per una coppia maschile e femminile nel sincronizzato da 3 e 10 m. «Ci aspettiamo di riuscire a qualificare per i Giochi il maggior numero di atleti — dice il c.t. Giorgio Cagnotto —. Nella piattaforma occhio ad Andrea Chiarabini tornato competitivo come Brenda Spaziani, a Dell’Uomo-Verzotto, e da 3 metri agli esperti Tommaso e Nicola Marconi. Da 3metri, la punta è Benedetti, Rinaldi un outsider. Tania è ancora alle prese con i postumi dell’influenza, la Dallapè ha dolore alla spalla, ma la qualifica resta possibile».

Hockey pista
POSTICIPO (m.nan.) Finisce 6-2 il big match Viareggio-Lodi, posticipo della 16^ di A1. Classifica: Forte dei Marmi, Viareggio 40; Lodi 39; Valdagno 36; Giovinazzo 31; Bassano 28; Breganze 25; Prato 14; Follonica 13; Molfetta, Sarzana, Trissino 12; Matera 8; Seregno rit,.

Tennis
MARATONA STARACE Nella rivincita del match di Coppa Davis 2011, Starace a San Paolo (Bra, 364mila e, Jérémy Chardy (FRA) batte il cileno Capdevile in 2h23’ dopo essere stato sotto 5-3 nel terzo. Primo turno: Kavcic (Slo) 6-4 6-4; STARACE b. Capdeville (Cile) 5-7 7-6 (7) 6-2. IN OLANDA Così gli uomini a Rotterdam (1.207.000 e, indoor), con Supertennis che da oggi (11 e 19.30) trasmetterà gli ottavi. Primo turno: Federer (Svi) b. Mahut (Fra) 6-4 6-4; Baghdatis (Cip) b. Bachinger (Ger) 7-6 (2) 6-2; Berdych (Cec) b. Rosol (Cec) 6-4 6-2; Bogomolov Jr. (Rus) b. Stakhovsky (Ucr) 6-3 0-1 rit.; Beck (Slk) b. Petzschner (Ger) 7-6 (6) 6-3; Del Potro (Arg) b. Llodra (Fra) 6-4 6-7 (3) 6-4; secondo turno: Nieminen (Fin) b. Kubot (Pol) 6-3 5-7 7-6 (2).

Ippica Roma: 11-4-12-5-3
8ª corsa - m 1600: 1 Olimpus Caf (D. Di Stefano) 1.14.7; 2 Oxum; 3 oliver; 4 Olmo; 5 Ohara Pine Sm; Tot.: 4,15; 1,49, 2,01, 1,40 (50,96). Quinté: e n.v. Col rit. (n˚ 1) e 537,93. Quarté: e 240,93. Col rit. e 35,13. Tris: e 126,26. Col rit. e 12,90. OGGI QUINTÉ A NAPOLI Ad Agnano (inizio convegno alle 14.40) scegliamo Over The Pain Lf (16), Obelix Bi (15), Oxford Dany (14), On Ice Gar (13), Onda Killer Gar (5) e Orleans Lj (9). SI CORRE ANCHE Trotto: Montegiorgio (15.35) e Taranto (14.40). Galoppo: Pisa (14.25).

REGIONE MARCHE
Azienda Sanitaria Unica Regionale Area Vasta 4 Via Zeppilli, 18 - 63900 Fermo (AP) ESTRATTO BANDO DI GARA Si rende noto che l’ASUR AV4 di Fermo ha aggiudicato con det. 1101 ASUR DG 2011 procedura ristretta per la fornitura di materassi antidecubito in noleggio (lotto 2) e calzature/DPI (lotto 3) per un valore iniziale presunto complessivo di 4.149.300,00 (IVA 21% compresa) (per mesi 72). Il lotto n. 1 lavanolo è stato invece dichiarato deserto per esclusione di tutti i concorrenti. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.asl11.marche.it oppure UOC Provv-Eco: tel. 0734/6252887 - fax 07346252830 e-mail f.decicco@asl11.marche.it. Data invio GUCE 13/02/2012. IL DIRETTORE UOC PROVV-ECO - Dott. Fulvio De Cicco

Nuoto
MANAUDOU IN BRASILE (al.f.) Dal 24 al 29 aprile, Laure Manaudou sarà a Rio de Janeiro per i campionati brasiliani. Seguirà il suo compagno Fred Bousquet che sfiderà il padrone di casa Cesar Cielo. VELOCISTI A VERONA (al.f.) Dopo il meeting di Viterbo che si disputerà da venerdì a domenica, Filippo Magnini e Luca Dotto

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ALTRI MONDI

QUESTA SERA ALL’ARISTON

Pellegrini superstar ma non canterà
(c.ang.) Oggi è il giorno di Federica Pellegrini. Nella serata «Viva l’Italia», sarà lei la superospite: verrà intervistata

da Morandi sul palco dell’Ariston, per circa 20 minuti, ma non canterà. Per Fede sarà un blitz: arriverà da Roma, dove si sta allenando, un paio d’ore prima della diretta; poi ci saranno l’incontro con lo staff di Armani, che la veste, il trucco e il parrucco; domani mattina subito

via dal Festival e di nuovo nella Capitale per nuotare. Ma Sanremo vivrà anche degli attesi duetti tra i Big e gli artisti stranieri, che proporranno alcune delle canzoni italiane più famose. Ci saranno, tra gli altri, Brian May dei Queen (insieme a Irene Fornaciari farà «Uno dei

tanti») e Patti Smith (con i Marlene Kuntz in «Impressioni di settembre»). Attesissima l’esibizione di Gigi D’Alessio e Loredana Bertè: con Macy Gray riporteranno a Sanremo «Almeno tu nell’universo», storico brano festivaliero di Mia Martini, sorella della Bertè.

Il fatto del giorno
DI GIORGIO DELL’ARTI gda@gazzetta.it

IL FESTIVAL LA SECONDA SERATA

Caso Celentano: la Rai fa bene a correre ai ripari?
Sanremo «commissariato» dopo gli attacchi dello showman alla Chiesa e alla Consulta: lo share però è stato da record. È il solito teatrino italiano
Il migliore
La Rai ha spedito un commissario a Sanremo dopo le intemerate di Celentano contro la Chiesa cattolica e la Corte costituzionale. Si tratta del vicedirettore Antonio Marano ("vicedirettore per l’offerta", qualunque cosa significhi), il quale avrà il compito di «coordinare con poteri di intervento il lavoro del Festival». Nessuno ha capito in che cosa concretamente consisterà il lavoro di Marano, dato che la libertà concessa a Celentano la prima sera è garantita da un contratto. Marano ha il potere di opporsi a una nuova esibizione del cantante? Temiamo di no: è Celentano che deve decidere se partecipare a un altro paio di serate, elevando anche il cachet che gli spetta e che è destinato alla beneficenza. Il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, ha già messo le mani avanti: «Non ci sono veti sul ritorno di Celentano. Non credo che la sua avventura a Sanremo sia finita qui». Il direttore generale Lorenza Lei ha telefonato ai direttori di Avvenire, Famiglia cristiana e Corriere della Sera per scusarsi personalmente. spettatori durante la prima parte e 8 milioni nella seconda. In base ai dati non è evidente un "picco Celentano", quindi si potrebbe sostenere che averlo scritturato è stato inutile. D’altra parte, si potrebbe anche dire che il gran pubblico assiepato fin dall’inizio era lì solo perché aspettava la star. Capiremo meglio dai dati delle serate successive.

Spazio alla gara E finalmente si vede Ivana
I cantanti tornano protagonisti Audace debutto della Mrazova
DAL NOSTRO INVIATO

CARLO ANGIONI SANREMO (Im)

h

I SOLITI IDIOTI 8 Si ride anche senza troppe parolacce
Scherzano sui «tardoni» dell’Ariston e censurano le parolacce (quasi): facevano ridere su Mtv e Internet, fanno ridere a Sanremo

3 stata giudicata, al di là Com’è
degli attacchi alla Chiesa, l’esibizione del nostro uomo?

Che siano soltanto «la cornice di Celentano» perché non contano «una beata fava» (lo dice Renga) o che debbano invece fare «un monumento ad Adriano» (così la pensa il direttore artistico Mazzi) per l’impatto che il Molleggiato-predicatore ha avuto e avrà, Sanremo resta comunque casa loro. Dopo la prima serata delle polemiche, delle attese dietro il palco e della gaffe delle votazioni, il Festival torna nelle mani dei cantanti, la gara torna a essere una gara, e le canzoni arrivano ben prima che la notte diventi fonda, quando vengono eliminati D’Alessio-Bertè, Carone-Dalla, Marlene Kuntz e Irene Fornaciari (ma due possono essere ripescati). Morandi fa giusto in tempo a ringraziare l’amico Celentano («I grandi ascolti li dobbiamo anche a lui: meno male che c’è Adriano, che fa polemica, fa casino e canta», dice il conduttore), che sul palco passano Nina Zilli, Arisa, Matia Bazar, Finardi. Presentazioni e canzoni. Canzoni e presentazioni, senza sprecare tante parole. Qualche risata la strappa Rocco Papaleo, il «conduttore tecnico» che stavolta si presenta con il caschetto giallo da operaio: calorosissimo con i cantanti, scherza con la giuria appollaiata in galleria (che lavora senza intoppi), dice «voglio esaltarmi per i musicisti» e flirta con le belle Belen e Canalis, le ospiti-vallette in versione usato sicuro che sbucano dalla miniscalinata per il secondo giorno di fila, ed è evi-

Il peggiore

1 hanno reagito costoro Come
alle invettive di Adriano?

C’è la reazione ufficiale e quella registrata dietro le quinte. La reazione ufficiale dei vescovi (editori di Avvenire) è stata questa: «I giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui». Segue una richiesta ufficiale di scuse. Nell’editoriale scritto al volo un attimo prima della chiusura, il direttore di Avvenire ha letto gli attacchi di Celentano così: «Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero Naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis». Don Sciortino, direttore di Famiglia cristiana, racconta di quel passo di Matteo: «Quan-

S
Il padrone di casa Gianni Morandi, 67 anni: il cantante di Monghidoro (Bo) conduce per il secondo anno di seguito il Festival di Sanremo
ANSA

do dunque tu fai l’elemosina, non metterti a suonare la tromba davanti a te». E aggiunge: «Credo se la sia presa per questo. Nelle pagine dedicate a Sanremo abbiamo dedicato un articolo alla carità esibita, lo show della generosità di Celentano». Aldo Grasso, il critico del Corriere della Sera, si è limitato a dedicare alla cosa, in coda alla sua stroncatura di tutto il Festival, queste due righe, in forma di post scriptum: «Mentre scrivevo questo pezzo mi sono arrivati gli insulti in diretta da Sanremo. Ma non ho altro da aggiungere». Nel pezzo, Grasso aveva scritto tra l’altro: «Ma davvero questo baraccone è la misura della salute della nazione?».

Giudizi severi. Anzi: delle vere e proprie stroncature. Da un certo punto di vista, persino sorprendenti: non sappiamo tutti che Celentano fa del proprio analfabetismo la sua forza? Non sono sicuro che la severità di giudizio dei critici coincida con l’opinione della gran parte del pubblico. E questo è l’argomento con cui quelli della Rai ribatteranno alle critiche. I massimi dirigenti dell’azienda non hanno criticato Celentano per l’inconsistenza insultante delle sue accuse, ma perché ha chiesto la chiusura di Avvenire e Famiglia cristiana: la chiusura di un giornale – hanno ricordato – non si chiede mai.

i

ORGANIZZATORI 4 Perché nascondere la valletta per 2 ore?
Ivana è bella, ha un sorriso contagioso e legge bene il gobbo, ma la valletta non può mica arrivare sul palco dopo due ore

Lo share della prima serata Morandi batte se stesso: la prima serata è stata seguita in media da 12 milioni 762 mila spettatori, share del 49.6%. Nel 2011 era «solo» del 46.39%
dente che ci provino gusto. Un po’ come i Soliti Idioti: fanno Ruggero e Gianluca, padre e figlio, i personaggi che dalla nicchia Mtv li hanno portati al successo al cinema, e giocando sui pochi giovani che siedono all’Ariston e sulle parolacce non dette (tranne quelle finali...) portano un bel carico di risate.
Finalmente E Ivana? Assente giustificata lunedì per il torcicollo, la modella ceca batte il record di entrata ritardata per una valletta festivaliera. Per due ore si scherza sull’imminente arrivo, sul suo presunto collarino di paillettes, sulla rivalità con Canalis-Rodriguez. Poi, finalmente, dopo l’esibizione della favorita Emma, il passaggio di testimone, con Eli e Belen che la chiamano: lo spacco della valletta «in carica» toglie il fiato, l’italiano non è poi così male, e la battuta ce l’ha pronta. Così, quando Morandi le dice che Belen martedì le ha rubato il vestito, ma che era un po’ troppo abbondante in certe zone, lei ribatte: «Perché io ce le ho più grandi». Ah però, la ragazzina. Poi però fa la carina: «Sono contenta di essere qui, significa molto per me. Cercherò di fare del mio meglio e spero di non deludervi». Anche le presentazioni, per l’ex signorina misteriosa, non sono da buttare via: la squadra originale si ricompone, e la musica va avanti con molti meno sbadigli e molta più gente che fischietta i ritornelli. D’altronde Eugenio Finardi, la chioccia di quest’anno, l’aveva detto: «Mi sento accudito: questo Festival è attentissimo ai cantanti».
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49,6%

Potrebbe accadere che, a questo punto, il Festival sia soppresso e dall’anno prossimo non si faccia più?

4

2 di ascolto hanno peIn termini
rò avuto ragione quelli che Celentano l’hanno ingaggiato.

Quasi ogni anno le canzoni sono giudicate brutte, lo spettacolo nel suo insieme osceno, le vallette ignoranti eccetera. Ma tutte le volte mezza Italia si mette in ogni caso davanti al televisore. E poi, appena il Festival si chiude, si ricomincia a discutere su chi lo condurrà l’anno prossimo.

Non lo so. Il Festival ha segnato uno share vicino al 50% (significa che di tutti quelli che martedì sera hanno guardato la tv, la metà era sintonizzata su Raiuno), con 14 milioni di

5 anche questo è Quindi
uno dei nostri soliti teatrini?

Proprio così.
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ALTRI MONDI

LE PRESIDENZIALI FRANCESI

Sarkozy annuncia: «Mi candido ancora»
Il presidente francese Nicolas Sarkozy (nella foto Afp) ha annunciato la candidatura alle presidenziali (primo turno il 22

aprile, secondo il 6 maggio) per un nuovo mandato di cinque anni. «Non abbandono la nave in tempesta», ha detto. Lo slogan della campagna elettorale è «La Francia forte», il distacco da colmare nei confronti dell’avver sario socialista, Francois Hollande, è di 5 punti per i sondaggi.

LA CRISI GRECA

Aiuti ad Atene, l’Ue: «C’è l’ipotesi rinvio»
Gli aiuti alla Grecia potreb bero slittare ad aprile. È l’ipotesi che ha preso forza ieri, al termine della riunione dell’Eurogruppo.

«La Grecia ha fatto molto, ma resta altro lavoro da fare», ha detto il presidente, Jean Claude Juncker che ha rinviato la decisione a lunedì: l’Europa potrebbe decidere di concedere ad Atene un prestito ponte entro il 20 marzo, quando dovrà ripagare 14,5 miliardi di bond.

Lavoro, la Fornero apre A notizie Tascabili «Ma ora niente aut aut»
IL CASO CONCORDIA

Il politico ex Pd indagato in Puglia

Ieri l’incontro tra governo e parti sociali: trattative fino a marzo Il ministro del Welfare: «Per ultimo affronteremo l’articolo 18»
FILIPPO CONTICELLO

S
Prelevati oltre 700 metri cubi di carburante Continuano dal pomeriggio di domenica le operazioni di prelievo del carburante dalla Costa Concordia (nella foto Ansa il comandante Schettino): al momento, anche grazie alle favorevoli condizioni meteo, sono stati prelevati oltre 700 metri cubi di carburante. E, intanto, 39 passeggeri della nave naufragata di fronte al Giglio, provenienti da vari paesi del mondo, attraverso il Codacons e gli studi americani che si occupano del caso, hanno depositato nell’ambito della loro class action una richiesta di indennizzo di 528 milioni di dollari

L’arresto di Tedesco: un nuovo no del Senato

L’INCHIESTA SULL’ITALIA

Alla fine, ecco le spine. Ieri a Palazzo Chigi il tavolo, atteso e temuto, tra governo e parti sociali per affinare la riforma del mercato del lavoro. E il ministro del Welfare Elsa Fornero ha fissato subito un paletto decisivo: l’articolo 18, il nodo più spinoso, «verrà affrontato per ultimo». Le trattative entreranno a breve nel vivo, ma già ieri c’è stata una discreta accelerazione: «Siamo pronti al confronto di merito», hanno annunciato in pompa magna imprese e sindacati. Si comincerà da lunedì al ministero del Lavoro con l’esame della possibile trasformazione del sistema degli ammortizzatori sociali, primo step di un percorso che dovrà concludersi a marzo, con l’articolo 18 appunto. E sui prossimi passi che dovrebbero portare a una riforma condivisa, la Fornero ha messo le cose in chiaro: «Nessun aut aut, nessun prendere o lasciare. Ma deve essere chiaro che il tema del riordino dei contratti e delle flessibilità in entrata è subordinato al tema della flessibilità in uscita».
L’apprendistato Si può intende-

Herald Tribune: 29enne precario in prima pagina

Torna la tensione tra Pdl e Pd e il casus belli è la nuova richiesta di arresto nei confronti dell’ex senatore dei democratici Alberto Tedesco da parte della Procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità in Puglia. La Giunta delle immunità del Senato, con 12 sì e 7 no, ha respinto il tutto e ha sostenuto di essersi in passato espressa per il «no», di aver registrato il voto conforme dell’aula e, quindi, di non poter affrontare la nuova richiesta (arrivata con un capo di imputazione diverso, da corruzione ad associazione a delinquere). La Giunta ha pure disposto che la vicenda non approdi in aula: Casson del Pd ha definito la decisione «un obbrobrio».

Ieri mattina nel Pesarese

Il tavolo tra governo e parti sociali tenuto ieri a Palazzo Chigi ANSA

re come una tregua, che allenta la tensione delle ultime settimane tra sindacati e imprese. Per esempio, il governo ha pu-

re chiarito di voler introdurre «sanzioni e controlli per l’uso improprio delle forme di flessibilità del lavoro autonomo». E c’è un altro dettaglio decisivo: la Fornero ha sottolineato che l’apprendistato deve diventare «la forma tipica di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani». Così, a conti fatti, anche la Cgil è rimasta soddisfatta: «È un negoziato partito con il piede giusto per dare risposte ai giovani», ha detto il segretario

Susanna Camusso. Ma sui licenziamenti non arretra: non vuole che entri nel tavolo, neanche alla fine, l’articolo 18. «Per noi non è un tema», ripete, ma a sentire il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, s’intuisce che la discussione prenderà tutt’altra piega: «Abbiamo ribadito e il governo ci ha confermato che sul tavolo ci sono tutti gli argomenti». Compreso l’articolo 18.
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Luca Nicotra ha 29 anni, un dottorato di ricerca, un lungo elenco di contratti a termine e idee chiare su come risolvere il problema lavoro. Chi è? Il ragazzo ieri in prima pagina sull’International Herald Tribune, sotto il titolo «L’Italia affronta la fine del lavoro a vita» (nella foto). Un’inchiesta dell’edizione mondiale del New York Times per approfondire la polemica nata dalle affermazio ni di Mario Monti, che aveva definito il posto fisso come «monotono». Luca, segretario di Agorà Digitale, associazio ne per la libertà della Rete, è d’accordo col premier: «Bisogna cercare alternative al posto fisso che oggi, in Italia, semplicemente non c’è».

Fuga di gas, esplode palazzina: padre morto moglie e figlie ferite

Le macerie della palazzina esplosa a Serrungarina ANSA
L’esplosione di una stufa a gas avrebbe fatto saltare in aria il primo piano di una palazzina a Serrungarina nel Pesarese. La casa (sopra a una farmacia) era abitata da una famiglia marocchina: un uomo di 38 anni è morto, mentre la moglie e le due figlie di 2 e 5 anni si sono salvate ma sono ricoverate con ustioni più o meno gravi. Ieri mattina, intorno alle 9.30, la donna ha acceso la stufa e, per cause ancora ignote, la bombola è esplosa ustionandola in modo grave (più lievi le ferite delle bambine). Per il padre, che stava dormendo, nulla da fare: il tetto gli è crollato addosso.

IL DISCORSO SUCCESSONE AL PARLAMENTO EUROPEO

LA RIFORMA IL MINISTRO DI PAOLA ILLUSTRA IL PROGETTO

Monti: «Non siamo Tocca alla Difesa il focolaio della crisi» «Via 30mila soldati»
Standing ovation per il premier, che annuncia: «La Chiesa pagherà l’Ici sulle attività commerciali»
«I sacrifici imposti agli italiani non vengono dall’Europa ma sono necessari per il miglioramento della vita economica, sociale e civile degli italiani. Stiamo gradualmente togliendo l’Italia dalla zona d’ombra in cui è stata collocata come fonte, contagio o focolaio della crisi» queste le parole di Mario Monti davanti al Parlamento Europeo che gli ha attribuito una standing ovation. Il premier sull’euro: «Rischia di diventare fonte di disgregazione: basta distinzioni Nord-Sud e tra stati centrali e periferici». Il presidente del Consiglio ha poi annunciato l’intenzione di presentare un emendamento in merito all’esenzione dell’Ici sugli immobili riservata agli enti non commerciali e quindi anche alla Chiesa, che la pagherà sugli immobili in cui svolge attività commerciali e, in proporzione, anche su immobili in cui svolge attività miste.

La Lega si ribella: «Sarà guerra»

Sarà tagliato il 20% del personale. Ridotti di 40 unità anche i contestati caccia F35
L’Italia di Monti vuole tagliare ancora. E stavolta si pensa di colpire un settore storicamente protetto: la Difesa. Il ministro Giampaolo Di Paola è stato chiaro e alle commissioni Difesa congiunte di Senato e Camera a cui ha illustrato il progetto, ha spiegato che le restrizioni sono necessarie per «una migliore efficacia operativa», ma anche per «contribuire alla ristrutturazione della Difesa e più in generale al risanamento finanziario del Paese». A ridursi sarà prima di tutto l’organico: «Occorre scendere progressivamente verso 150mila militari e 20mila civili, con un taglio di 43mila unità», 33mila militari e 10mila civili. In pratica il 20% del personale in meno, «oltre il 30% per ammiragli e generali», per «recuperare risorse per l’operatività e gli investimenti. È un percorso doloroso ma inevitabile». Non solo, il numero dei caccia Joint Strike

Il governo: «Niente sedi dei ministeri a Monza»
Le sedi distaccate dei ministeri per la Semplificazione e per le Riforme volute dalla Lega Nord nella reggia di Monza sono state chiuse con la nascita del governo Monti. Lo scorso 9 novembre la presidenza del Consiglio è stata condannata per comportamento antisindacale per l’apertura di queste sedi e Palazzo Chigi ha rinunciato a opporsi al decreto del Tribunale perché i ministeri non sono mai stati operativi. Lo ha confermato ieri alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. La Lega si ribella: «Il governo prende a schiaffi il Nord. D’ora in poi sarà guerra senza quartiere», ha commentato Roberto Calderoli.

Nuovo blitz dopo Cortina e Milano
I militari italiani in Afghanistan ANSA

Il premier Mario Monti, 68 anni AFP

La Finanza va a Napoli Irregolare l’82% dei casi
Maxi blitz della Finanza a Napoli. Negozi, mercati, pub sono stati controllati da 250 agenti, esattamente come accaduto a Cortina o Milano. E qui le irregolarità accertate hanno fatto registrare picchi altissimi: su 386 esercizi commerciali, addirittura l’82% è risultato irregolare. In pratica quattro negozi su cinque non emettono lo scontrino. Anche a Napoli, di fronte ai finanzieri, sono stati battuti un’infinità di scontrini, tanto che in alcuni casi l’incasso è cresciuto del 985%. Gli agenti hanno scoperto anche alcune persone che non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi ma in possesso di auto di lusso come Porsche o Audi A5.

-0,7%

Pil giù: è recessione Il pil nel quarto trimestre del 2011 è sceso dello 0,7% rispetto al trimestre precedente che già aveva segnato un ribasso dello 0,2%. L’Italia dunque è in recessione tecnica. In crescita, invece, il debito pubblico: + 2,98%.

Fighter da acquistare, più noti come F35, passerà da 131 a 90 («sono sufficienti») e anche le strutture verranno ridotte del 30% in 5-6 anni. La riforma non convince comunque la Rete Italiana per il Disarmo, secondo cui si tratta di «un nuovo gioco di prestigio per fingere un cambiamento di rotta che nei fatti non esiste». E Umberto Veronesi, fautore del progetto Science for Peace: «È l’inizio di un processo, ma non basta».

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ALTRI MONDI

ECCO GLI «AMICI» DI VOLO

Klm, con Facebook scegli con chi volare
La compagnia di bandiera olandese Klm ha inaugurato in questi giorni un insolito servizio per i suoi passeggeri. Si chiama

«Meet & Seat», conosci e siedi insomma. In pratica si dà la possibilità a chi deve affrontare un viaggio intercontinentale di rendere visibile il proprio profilo Facebook o Linkedin: chi prenota il volo potrà dunque scegliere, consultando i social network, accanto a chi sedersi.

A LUGLIO A MILANO E ROMA

Per i Beach Boys due date in Italia
Due tappe in Italia per i Beach Boys. La storica band americana, che si è appena riunita, sarà il 26 luglio

all’Ippodromo delle Capannelle di Roma e il giorno successivo all’Arena Civica di Milano. I Beach Boys festeggeranno il 50˚ anniversario di attività con questo tour e con la pubblicazione di un nuovo album. Biglietti in vendita da domani sul circuito TicketOne.

Il pm di Milano chiude la requisitoria: «La difesa ha prodotto carte false, il reato non è prescritto». La replica: «L’accusa è infondata»
STEFANIA ANGELINI

Quando ieri è arrivata la richiesta di condanna a 5 anni di carcere per Silvio Berlusconi, il titolo Mediaset, in Borsa, è subito affondato a meno 2,36%. Eppure il processo Mills, ormai alle battute finali, non è ancora certo che arrivi a sentenza, perché potrebbe essere interrotto dalla incombente prescrizione del reato di cui viene accusato l’ex premier, imputato per corruzione in atti giudiziari per aver comprato con 600 mila dollari due false testimonianze dell’avvocato inglese in altrettanti processi. Ieri il pm Fabio De Pasquale ha terminato la sua requisitoria e ha chiesto la condanna per Berlusconi. Per il magistrato, Mills mentì per coprire le responsabilità dell’ex presidente del Consiglio. «Mills mise in piedi operazioni bancarie costose e complicate per impedire l’accertamento della verità», rimarca il pm. Secondo De Pasquale la difesa di Berlusconi è basata su una

zo Chigi: «Il reato di corruzione in atti giudiziari è lesivo dell’immagine della presidenza del Consiglio», ha tuonato la Vanadia.
I tempi del processo Tornando al-

L’ex premier Silvio Berlusconi e il suo avvocato Niccolò Ghedini ANSA

«fittizia sequenza di carte fabbricate o falsificate». Alla richiesta del pm milanese si è aggiunta poi quella dell’avvocato dello Stato Gabriella Vanadia, che si è costituita parte civile, secondo cui l’ex premier deve risarcire 250 mila euro a Palaz-

La parte civile: «Lesa l’immagine di Palazzo Chigi, il Cavaliere paghi 250 mila euro di danni»

la requisitoria di De Pasquale, il magistrato si è mostrato fiducioso nella pronuncia della sentenza e ha ribadito che per lui il reato — calcolando le sospensioni di cui ha beneficiato Berlusconi quando era premier — «si prescriverà tra il 3 maggio e la metà di luglio». La difesa, che invece ha sostenuto nelle precedenti udienze che il reato è prescritto dal 3 febbraio, dopo oltre 8 ore di udienza, ieri ha commentato così la richiesta di condanna per l’ex premier: «È del tutto infondata. Auspico che il tribunale voglia assolvere Berlusconi», ha detto l’avvocato, Niccolò Ghedini. Il processo viene aggiornato al 25 febbraio quando potrebbe essere letta la sentenza. Sabato, invece, è giorno in cui la Corte d’Appello discuterà la ricusazione dei giudici chiesta da Berlusconi.
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oh mio dio In Honduras a fuoco il carcere Muoiono in 350
La rabbia negli occhi sconvolti dei familiari dei detenuti del carcere di Comayagua, in Honduras (foto AFP). Nella notte tra martedì e mercoledì un incendio ha ucciso oltre 350 persone, rimaste asfissiate e carbonizzate nelle celle. Fuori dal carcere ci sono stati violenti scontri tra i familiari dei reclusi che chiedevano notizie dei loro cari e la polizia. Gli evasi durante l’incendio sono stati 475.

BASTA CONDOTTE SBAGLIATE DEI GIUDICI Alcuni comportamenti dei magistrati sfuggono alla sanzionabilità disciplinare per la rigida tipizzazione voluta dal legislatore nel 2006. Su questo bisogna porre un meditato rimedio. A disorientare i cittadini in particolare esternazioni esorbitanti e assunzioni inopportuna di incarichi politici
GIORGIO NAPOLITANO
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

lafrase DEL GIORNO

Caso Mills: «Berlusconi d Italiani ciccioni: nel 2025 saranno va condannato a 5 anni» in venti milioni

LA RICERCA DIETA MEDITERRANEA ADDIO

Oggi sono 5 milioni gli italiani sovrappeso REUTERS

Alla faccia della dieta mediterranea. Con cui demonizziamo i fast food, ma che non ci aiuta a mantenere una linea accettabile. Secondo uno studio condotto dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa gli italiani adulti obesi ammontano a poco meno di 5 milioni (il 10% della popolazione) ma in futuro saremo destinati a diventare un popolo extra-large: si stima infatti che nel 2025 il tasso di obesità possa addirittura salire al 43% colpendo venti milioni di connazionali. E il girovita poderoso ha anche un costo sociale annuo pari 8,3 miliardi di euro (circa il 6,7% della spesa pubblica). Ma non finisce qui. Dall’Europa arriva un altro allarme che riguarda i bambini. Un’indagine condotta dalla Commissione europea (Idefics, Identificazione e prevenzione di effetti dietetici e stile di via indotti in giovani e bambini) conferisce all’Italia il primato per sovrappeso e obesità nella fascia d’età tra i 6 e i 9 anni. L’aumento dell’obesità infantile segna infatti un +2,5% ogni 5 anni.

L’AFFARE DA 2,7 MILIARDI DI DOLLARI

Dai cereali alle patatine Kellogg compra Pringles
Un’insalata di cereali e patatine. Strano, ma in Borsa funziona. Così Kellogg ha raggiunto un accordo da 2,7 miliardi di dollari per acquistare Pringles da Procter & Gamble, colosso americano del largo consumo a cui fanno capo decine di brand, da Gillette fino a Pantene. Lo ha annunciato la stessa Kellogg, la multinazionale americana dei cereali con un giro d’affari annuale di 1,5 miliardi di dollari, che punta a rafforzarsi nel settore degli snack: per questo la scelta di acquisire le celebri patatine Pringles (nella foto). Procter & Gamble ha detto che guadagnerà dall’operazione 1,5 miliardi di dollari netti. L’acquisizione si concluderà entro l’estate.

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21/3 - 20/4 21/4 - 20/5 21/5 - 21/6 22/6 - 22/7 23/7 - 23/8 24/8 - 22/9

Ariete 7+
La vostra immagine riluce, affari con luoghi lontani premiano, il lavoro appaga. E la fortuna vi guida. Estasi amorosa, stasi fornicatoria.
23/10 - 22/11

Toro 6
Evitate le tortuosità. Preferendo i consigli della testa a quelli della pancia. Trasformazioni utili, amore allo stop, sudombelico al top.
23/11 - 21/12

Gemelli 6Gestite rapporti, lavoro e soldi con accortezza. E non date corda alle tensioni. L’intelletto suggerisce bene, il suino in voi un po’ meno.
22/12 - 20/1

Cancro 6
Star dietro a tutti i dettagli snerva, ma è necessario. Non diventate pedanterrimi, però. L’amor affonda, ma il sudombelico resta a galla.
21/1 - 19/2

Leone 8
IL MIGLIORE. La Luna accresce sia la vostra creatività sia i vostri punti immagine. Così, ogni progetto della giornata riesce. Sguardi suini vi trafiggono…
DANIELE DE ROSSI

Vergine 5,5
Tutelatevi dai millantatori, dai pretenziosi, dai gufi portasfiga. L’amor è una rottura, ma il suino in voi è più insuperabile del tonno.
20/2 - 20/3

DI ANTONIO CAPITANI
23/9 - 22/10

Bilancia 7
Contatti, idee, notizie, lavoro vi procurano vantaggi. L’amor esalta però come una televendita di guacamole. E pure il sex non è che brilli.

Scorpione 6
Cose di soldi si sistemano. Ma capi e colleghi vi fan cadere gli zebedei. Dipingendoli pure di nero. State su: tutto sa di successo!

Sagittario 7,5
Luna nel vostro segno, ottima per sbaragliare avversari e ottenere successi multipli. Intuito magicissimo, sudombelico muy artistico.

Capricorno 6Apparite stanchi e il vostro desiderio di lavorare è pari a quello di farvi cremare subito. Ma sbrigherete tutto più che bene. Fulgore suino!

Acquario 7+
L’aiuto di amici, sponsor e persone che vi stimano si rivelerà risolutivo. Forma fisica in ripresina, ma sudombelico insonnolito.

Pesci 6
Troppi obblighi, troppo stress, troppo da fare oggi. Calmatevi: la situazione stellare complessiva vi promette trionfi. Pure amorososuini.

Il centrocampista, alla Roma da 12 anni, ha da poco rinnovato col club giallorosso fino al 2017. E’ nato a Roma il 24 luglio 1983

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CARTONI ANIMATI SETTIMO CIELO EVERWOOD STUDIO APERTO-SPORT I SIMPSON WHAT'S MY DESTINY... CAMERA CAFE' THE MIDDLE LA VITA SECONDO JIM TRASFORMAT STUDIO APERTO-SPORT TUTTO IN FAMIGLIA C.S.I. UDINESE PAOK SALONICCO 22.55 UEFA EUROPA LEAGUE - SPECIALE 23.45 NIKITA 1.30 THE SHIELD 2.20 STUDIO APERTO 8.30 8.40 10.35 12.25 13.40 14.35 15.30 16.10 16.55 17.45 18.30 19.30 20.00 20.55

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LA 7
9.45 11.10 12.30 13.30 14.05 16.15 17.25 17.30 19.20 20.00 20.30 21.10 24.00 1.05 COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 DIANE - UNO SBIRRO IN FAMIGLIA ATLANTIDE MOVIE FLASH L’ISPETTORE BARNABY GÍ DAY TG LA7 OTTO E MEZZO PIAZZAPULITA Attualità TG LA7 - (AH)IPIROSO BASKET: MONTEPASCHI SIENA - BANCO DI SARDEGNA

IL SONDAGGIO
Vorreste Suarez nella vostra squadra

14.00 16.10 16.55 17.50 18.45 19.35 20.25 21.05 23.25 23.40 1.15 1.25

Luis Suarez (nella foto) del Liverpool fa discutere. Su Gazzetta.it votate il sondaggio: lo vorreste?

IL BLOG
Tutte le curiosità della Libertadores

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Nel blog Tropico del calcio (Santiago Silva nella fo to) novità dalla Libertado res, col Boca che delude

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Carlo Laudisa cura il forum su un mercato sempre aperto (Moratti nella foto): chiedetegli ogni curiosità

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Oggi
Tempo ancora instabile sul medio-basso adriatico, nelle zone interne del Sud e sulla Sicilia con rovesci anche diffusi sull'isola. Ulteriore miglioramento al Centronord con spazi soleggiati ampi salvo locali addensamenti. Clima meno freddo. Trieste
Venezia
4 9 3 7

Domani
Miglioramento del tempo anche al Sud con cieli sereni o velati sull'intero Paese. Qualche foschia nelle ore mattutine sulle pianure e nelle zone interne. Temperature in aumento con gelate mattutine ancora diffuse, ma più mite di giorno.

Dopodomani
Bella giornata di sole sulla maggior parte del territorio nazionale con aumento di nubi stratificate su Sardegna, alta Toscana e Liguria. Dal pomeriggio nubi sparse anche sulle Venezie. Per il resto cieli sereni, qualche foschia mattutina.

Trento Aosta
5 6 1 8

Legenda CIELO
Sole Nuvolo Rovesci Coperto Pioggia Temporali Neve Nebbia

BOLOGNA

Milano
1 11

VENTI
Deboli Moderati Forti Molto forti

CAGLIARI CAMPOBASSO CATANIA FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA REGGIO CALABRIA ROMA TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA

Torino
3 10 4

Bologna Genova
10 3 7

Ancona

Firenze
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Perugia
3 6

3

9

L’Aquila
5 3

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Catanzaro
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22 feb.

29 feb.

8 mar.

15 mar.

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

47

TERZOTEMPO
GazzaFocus

LETTERE

Parole e immagini: il campione spagnolo è sempre in copertina

Bianco e Nero
A CURA DI ANTONIO DI ROSA Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it

Nadal da prima pagina Fa scudo alla Spagna
Le pesanti accuse francesi sul doping, la netta difesa di Contador Rafa non ha paura di esporsi. E ha il tempo di posare con la Refaeli
VINCENZO MARTUCCI

Gasperini ha ragione E l’Inter ha sbagliato
Sulla Gazzetta di sabato c'era l'intervista di Gasperini, ex allenatore dell’Inter. Nel leggere le sue dichiarazioni sono rimasto perplesso. E’ vero, lui per la campagna acquisti aveva chiesto Palacio, Naingolan e Criscito, alla fine del calciomercato sono arrivati Forlan, Zarate e altri giocatori non all'altezza dell’Inter. Va via Eto'o, rimane controvoglia Sneijder e alla fine sappiamo come è finita. La società non lo difende, i giocatori sono poco convinti del 3-4-3 e perdono partite importanti in Champions e in campionato fino alla disfatta di Novara dove viene licenziato. Veniamo al dunque: secondo me il tanto criticato Gasperini aveva ragione, spero solo di sbagliarmi.
Mario Trevisan

LA SCELTA

Federer? «Facile fare i gentlemen nella sua posizione». I francesi? «Ossessionati dal doping». Noah? «Intollerabile». Contador? «Notizia incredibile, non c’è nessuna prova definitiva ma gli hanno dato la pena massima... Deplorevole... Ha tutto il mio appoggio!». Lo sport spagnolo? «La spiegazione dei tanti, recenti, successi sta, certo, in un po’ di fortuna, ma gli sforzi e la voglia di superarsi sono stati decisivi». In un mondo dominato da timori e compromessi, appena si libera dai legacci della lingua inglese, Rafa Nadal è l’unico campione di richiamo mondiale che prende decisamente posizione, e fa delle scelte. Anche su temi delicati, anche controcorrente, anche a scapito di immediate repliche. Ma non fa un passo indietro, orgogliosissimo portabandiera spagnolo all’Olimpiade di Londra dal 27 luglio.
Ironia Al Roland Garros, cioé a Parigi, cuore della Francia, Nadal non s’è mai sentito davvero amato. Eppure ha vinto il torneo più importante sulla terra rossa 6 volte negli ultimi 7 anni buttando giù dal piedistallo Bjorn Borg. E a Montecarlo — stessa lingua, ma situazione diversa — tornerà il 15 aprile a caccia dell’ottavo successo di fila per ritoccare un record già incredibile. Il super-mancino di Manacor soffre l’insistenza dei francesi: «Quest’anno mi hanno già fatto tre-quattro test, è impossibile imbrogliare. Non è concepibile barare. Il doping porta danni enormi allo sport e agli atleti e fa venire dubbi anche nei riguardi di altri atleti. Ma i nostri vicini, i francesi, sono un po’ ossessionati dal doping: hanno esagerato, possono condizionare quello che la gente pensa dello sport spagnolo, e lo hanno fatto in malafede. Io non ho visto doping in giro, nel tennis, l’unico caso che ricordo è quello di Mariano Puerta, con cui ho giocato la finale del Roland Garros 2005». E, graffiato dall’ironia dell’ex collega, Yannick Noah, che parla della «pozione magica» degli atleti spagnoli,

Portabandiera ai Giochi di Londra
L’ultima uscita pubblica di Rafa Nadal è stata martedì in occasione del ricevimento da Re Juan Carlos per festeggiare ufficialmente la conquista della Coppa Davis 2011. Nella circostanza, il numero due del mondo ha risposto alle polemiche innescate da un video di Canal Plus in cui si vede una caricatura animata del giocatore spagnolo fare pipì nel serbatoio di un’auto che poi parte a tutta velocità: «Sono ossessionati dal doping», il suo commento. Nell’occasione, però, il mancino di Maiorca ha ottenuto un’investitura molto importante: sarà il portabandiera della Spagna all’Olimpiade. Tra l’altro, ai Giochi, nel prestigioso scenario di Wimbledon, Rafa difenderà l’oro di Pechino.

Siamo alle solite. Un allenatore viene licenziato per i risultati non brillanti e, dopo alcuni mesi, esplode la sua rabbia sui giornali. Gasperini è un buon tecnico ma si è giocato male le sue carte. Conta poco sedersi sulla panchina dell’Inter se non hai la certezza che la società acquisterà i giocatori che desideri. Il modulo Gasperini con i giocatori della rosa attuale, poco inclini a correre, era inattuabile. Dare addosso al club che ti ha mandato via è facile ma non cancella le tue responsabilità. Poi ci sono quelle della società. C'è poco da essere coerenti. Io non apprezzo quelli che si lamentano degli assenti. Il Milan ha vinto a Udine senza Ibra, Pato, Boateng, Nesta, Abbiati. Cosa c'entra? La squadra di Allegri, quando scende in campo, ha sempre undici giocatori di alto livello. Dunque, niente scuse. Allegri sa il fatto suo e rimedierà col gioco. Il povero Ranieri ha ereditato, a campionato in corso, una squadra in stampelle, a cui ha cercato di ridare tono. C'è riuscito solo in parte perché i limiti dell’Inter ormai sono palesi. Tutto qui. Il primo deve confermare uno scudetto e fare meglio in Champions, l'altro non deve farsi travolgere. E non so se ci riuscirà. Non le sfugge nulla, parole chiare e nette.

Mondonico e le sue vittorie
Al triplice fischio dell’arbitro Russo l'umore, da tifoso interista accanito, non era dei migliori. La sconfitta col Novara però mi ha regalato una domenica diversa dalle altre: per 90 minuti ho avuto la fortuna di incrociare la recente storia di Mondonico: tenace e altruista nella sfida più difficile, quella contro una terribile malattia. In bocca al lupo.
Marco Giovinazzo

Rafa Nadal, 25 anni, con Bar Refaeli nell’ultimo numero di Sports Illustrated

scioperato, per i peones, ma s’è bloccato davanti al «no» di Federer e al «ni» di Djokovic. Denunciando peraltro, platealmente, il problema di un tennis sempre più fisico e sfibrante, che lascerà il segno.
Ritorno Rafa è orgoglioso di essere spagnolo, ha annunciato che avrebbe saltato la coppa Davis ma attraverso Toni, lo zio-allenatore, ha già riaperto uno spiraglio, a dispetto delle ginocchia a rischio: «Ci sono buone possibilità che giochi contro l’Austria, nel quarti del 6-8 aprile, se non avrà infortuni fra Indian Wells e Miami». Rafa non ha paura, nemmeno nell’anno dei Giochi a Wimbledon, e da campione olimpico in carica. Rafa, dopo le foto del videoclip osé con Shakira e la pubblicità a torso nudo della campagna Armani, da martedì compare con la supermodel Bar Refaeli nel numero sui costumi da bagno di Sports Illustrated. Rafa, inimitabile Rafa.
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Mi associo perché il Mondo è sempre stato un grande personaggio. Ha sconfitto il cancro ed è tornato in panchina. E, devo dire, che la clamorosa vittoria contro l'Inter non lo ha scomposto più di tanto: si è lasciato abbracciare dai suoi collaboratori poi si è liberato del braccio e ha stretto la mano a Ranieri. Complimenti doppi.

Ma che noia il Barcellona
Ma solo io mi annoio a vedere giocare il Barcellona? Decine di passaggi orizzontali in attesa di una verticalizzazione. Se lo facesse un'altra squadra si direbbe: troppo lento il ribaltamento dell'azione. La verità è una sola: se non ci fosse Messi che spariglia le carte con le sue giocate gli spagnoli potrebbero restare in campo una settimana senza segnare. E' determinante il campione, non il gioco.
Stefano Ferrari

Allegri e Ranieri
Mi consenta di dire che la posizione da lei espressa giovedì scorso su due allenatori è alquanto singolare: una velata critica per Allegri che (forse l'ha dimenticato) sta giocando da settimane senza dieci giocatori (importanti, decisivi) e una aperta difesa di Ranieri che invece gioca con la rosa al completo e ha una marea di punti meno del Milan. E allora? Un minimo di coerenza per favore. Senza offesa, s'intende. A meno che dietro le sue parole non ci sia qualcosa che a me sfugge…
Luca

Il video di Canal Plus con prende in giro Nadal per il presunto doping

alla Asterix, attacca senza esitazione l’intoccabile moro di Francia: «Quel che ha detto è intollerabile, soprattutto da parte di qualcuno che conosce lo sport, e sa quanta professionalità esiste nel nostro mondo».
Personalità Rafa è umano e sin-

cero. Rafa è vicino ai poveri, cioé ai secondi e ai terzi della

classe tra i tennisti professionisti: quelli che non capiscono perché i montepremi dei tornei siano equiparati fra uomini e donne, e perché gli organizzatori non dividano gli introiti con gli attori, cioé loro. Agli Australian Open di gennaio — dove il biglietto della finale maschile costava più di quello della finale femminile! — il numero 2 del mondo avrebbe anche

Ma Messi c'è. E non è vero che solo lui è determinante, non il gioco. Mi spiega perché l'Argentina non riesce (con Messi) a vincere nulla? Fa fatica con qualsiasi squadra. Il gioco del Barcellona va per vie orizzontali ma poi c'è l'affondo verticale quasi sempre micidiale. No, le confesso che mi diverto a veder giocare il Barça.

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PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

La tiratura di mercoledì 15 febbraio è stata di 346.199 copie

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 8,10; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO 2012

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